Presidenza del presidente Lo Porto
BURGARETTA APARO , segretario, dà lettura dei processì verbalì
delle sedute nn. 344 e 345 del 9 gennaio 2006 che, non sorgendo
osservazioni, si intendono approvati.
Congedo
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Moschetto ha chiesto
congedo per la presente seduta.
L'Assemblea ne rende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono pervenute risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per i Beni culturali:
N. 1420 - Notizie in merito alla possibile realizzazione di un
megaporto nella baia di Villagonia a Taormina (ME).
Firmatario: Panarello Filippo
N. 1432 - Notizie a proposito delle iniziative tendenti a
prevenire l'utilizzo indiscriminato a fini edificatori del
territorio di Scopello-Guidaloca del comune di Castellammare del
Golfo (TP).
Firmatario: Oddo Camillo
N. 1448 - Iniziative per consentire una maggiore fruizione del
Museo regionale di Messina.
Firmatario: Panarello Filippo
N. 1490 - Inserimento del complesso rupestre-archeologico e
naturalistico di Cava d'Ispica (RG) nel catalogo dei beni
patrimonio dell'Umanità dell'Unesco.
Firmatario: Gurrieri Sebastiano
N. 1496 - Revoca della concessione rilasciata dalla
Sovrintendenza ai beni culturali di Palermo per l'installazione
di un'antenna di telefonia mobile nel comune di Bagheria (PA).
Firmatario: Vitrano Gaspare
N. 1511 - Interventi per la salvaguardia del lago Biviere e
della omonima riserva naturale in territorio di Gela.
Firmatario: Morinello Salvatore
N. 1524 - Interventi per ripristinare l'originaria
denominazione del 'Museo del carretto e naturalistico di
Terrasini' modificata dall'art. 11 della legge regionale n. 14
del 2002, e per consentire alla direzione del Museo di operare
senza intralci.
Firmatario: Barbagallo Giovanni
N. 1548 - Notizie sull'assegnazione dei posti in riserva nel
concorso a due posti di dirigente tecnico fisico del ruolo
tecnico dei Beni culturali.
Firmatario: Speziale Calogero
N. 1561 - Notizie in ordine alla promozione di un secondo
circuito teatrale regionale e alla concessione del
patrocinio dell'Assessorato beni culturali alle iniziative dello
stesso.
Firmatario: Miccichè Calogero
N. 1578 - Misure di tutela e salvaguardia dei palazzi e delle
chiese di via Crociferi, a Catania, tesori del barocco della
Sicilia orientale sotto l'egida dell'UNESCO.
Firmatario: Raiti Salvatore
N. 1588 - Notizie sullo stato di realizzazione del Museo
regionale d'arte moderna e contemporanea - sezione
'Francesco Messina' di Linguaglossa (CT).
Firmatario: Raiti Salvatore
N. 1597 - Interventi per il recupero strutturale e la messa in
sicurezza del Castello Aragonese di Comiso (RG).
Firmatario: Zago Salvatore
N. 1667 - Interventi presso il Governo nazionale tendenti
all'inserimento del Teatro Massimo Bellini di Catania tra le
fondazioni liriche di rilevanza nazionale.
Firmatari: Villari Giovanni; Speziale Calogero; Giannopolo
Domenico
N. 1679 - Iniziative tendenti ad inserire il Sistema delle
Grotte della provincia di Trapani nel circuito culturale e
turistico della Regione.
Firmatario: Oddo Camillo
n. 1687 - Richiesta di interventi di recupero di due torri
cinquecentesche site nel territorio della provincia di Trapani.
Firmatario: Oddo Camillo
n. 1689 - Notizie in merito alla modifica del progetto relativo
alla realizzazione di una mostra sulla famiglia Alliata.
Firmatario: Giannopolo Domenico
n. 1756 - Iniziative per la salvaguardia dell'ex Fornace Penna
sita nel territorio del comune di Scicli (RG).
Firmatari: Ortisi Egidio; Galletti Giuseppe; Manzullo Giovanni;
Spampinato Giuseppe; Vitrano Gaspare
n. 1767 - Notizie sulla riapertura al transito veicolare della
via Crociferi del comune di Catania.
Firmatario: Villari Giovanni.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al
resoconto stenografico della seduta odierna.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni:
con richiesta di risposta orale
n. 2578 - Notizie sul licenziamento verbale di alcuni
dipendenti Ast aeroservizi scalo Lampedusa.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
Firmatario: Miccichè Calogero
n. 2579 - Notizie sui trasferimenti, senza alcun loro consenso,
dei dipendenti addetti al servizio di nettezza urbana del Comune
di Patti (ME) all'AT02 Messina S.p.A..
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia
Firmatario: Miccichè Calogero
n. 2580 - Verifica della regolarità degli atti prodotti dal
Consiglio comunale di Bolognetta (PA) successivamente alla
mancata surroga di un consigliere dimissionario.
- Assessore Famiglia
Firmatario: Cracolici Antonino
n. 2581 - Ripristino di garanzie di imparzialità e di un
corretto raffronto con le forze produttive locali presso la
Camera di commercio di Ragusa.
- Presidente Regione
Firmatario: Zago Salvatore.
Le interrogazioni, ora annunziate, saranno iscritte all'ordine
del giorno per essere svolte al loro turno.
con richiesta di risposta scritta
n. 2582 - Interventi urgenti al fine di ripristinare il normale
deflusso delle acque reflue e relative caditoie ed il
ridimensionamento dell'inquinamento acustico da esse creato lungo
la via del Bosco a Catania.
- Assessore Famiglia
- Assessore Lavori pubblici
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe;
n. 2583 - Interventi urgenti per il ripristino del servizio di
nettezza urbana e manutenzione della via Ughetti a Catania.
- Assessore Famiglia
- Assessore Lavori Pubblici
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
n. 2584 - Interventi urgenti per il ripristino
dell'illuminazione stradale in via Pietra dell'Ova in territorio
di Tremestieri Etneo (CT).
Assessore Famiglia
Assessore Lavori Pubblici
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe.
Le interrogazioni, ora annunziate, saranno inviate al Governo.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Seguito della discussione del disegno di legge «Riproposizione di
norme approvate dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta
del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal Commissario dello Stato.
Primo stralcio» (1095- I stralcio/A)
Presidenza del presidente Lo Porto
PRESIDENTE Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
n. 1095 - I stralcio/A, posto al numero 1).
Onorevoli colleghi, ricordo che l'esame era stato sospeso nella
seduta numero 345 di ieri, 9 gennaio 2006, in fase di votazione
del mantenimento del comma 2 dell'articolo 1.
Pongo in votazione il mantenimento del comma 2 dell'art. 1.
Richiesta di verifica del numero legale
LIOTTA Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli De Benedictis,
Manzullo, Ortisi, Liotta e Oddo)
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per la verifica del numero
legale.
(Si procede alla verifica)
Risultato della verifica
PRESIDENTE Proclamo l'esito della verifica del numero
legale:
Presenti 40
L'Assemblea non è in numero legale; pertanto la seduta è
rinviata di un'ora, riprenderà alle ore 21.00.
(La seduta, sospesa alle ore 20.00, è ripresa alle ore 21.07)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Lo Porto
Congedi
PRESIDENTE Comunico che gli onorevoli Acanto, Catania
Giuseppe, Giambrone, Incardona, Neri, Leontini, Savarino e
Fratello hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Lo Porto
Sull'ordine dei lavori
FLERES Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, ieri sera si è
sviluppato un ampio dibattito sulle motivazioni che hanno
prodotto i disegni di legge di cui stiamo discutendo, sulle
argomentazioni dei presentatori dei testi di riprodurre le norme
che erano state impugnate dal Commissario dello Stato, sulla
opportunità che questa Aula fosse messa nelle condizioni di
attivare una sua prerogativa, cioè quella di consentire al
Presidente della Regione di resistere in giudizio di fronte alla
Corte Costituzionale per affermare o meno la competenza
dell'Assemblea relativamente alle materie contenute negli
articoli impugnati.
A mio avviso ieri sera sono stati sciolti tutti i dubbi che
erano stati sollevati ed è stata individuata una ipotesi di
percorso, che mi auguro possa essere seguita stasera senza
tornare sulle questioni che sono state abbondantemente dibattute
ieri. Ovviamente ciascuno è libero di assumere le decisioni che
ritiene più opportune, votando a favore o contro un emendamento,
ma l'auspicio che mi permetto di formulare è quello di concludere
entro questa sera l'iter legislativo relativo alle norme
impugnate.
Per quanto riguarda, invece, la parte finanziaria abbiamo già
visto che si deve individuare un percorso di natura diversa, con
una soluzione di natura tecnica che è stata già suggerita
dall'onorevole Crisafulli in apertura di seduta.
Per tali ragioni chiedo ai colleghi di accelerare la
trattazione dei disegni di leggi senza soffermarsi in maniera
particolare nel merito, anche perché, come sappiamo, si tratta di
materie già affrontate e addirittura votate dall'Assemblea.
ORTISI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, come ben sapete
il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi visiterà nei
prossimi giorni tre delle nostre province, e chiedo formalmente
di sospendere sia i lavori d'Aula che quelli delle Commissioni.
La Commissione Bilancio è convocata per la giornata di domani
e, per quanto mi riguarda, vorrei partecipare ai lavori della
Commissione, ma essendo un deputato della provincia di Siracusa,
vorrei anche poter partecipare all'invito che il Presidente della
Repubblica ha rivolto ai parlamentari di ognuna delle province
che visiterà.
Ritengo che questo sia un atto dovuto e l'Aula potrebbe
impegnarsi da lunedì prossimo ad accelerare i lavori per
arrivare, come da accordi, ad approvare sia la finanziaria che il
bilancio entro la settimana prossima.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, vista la delicatezza della
proposta che riguarda la presenza in Sicilia del Capo dello
Stato, vorrei sentire l'opinione dei Gruppi parlamentari.
FORMICA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Gruppo
parlamentare di Alleanza Nazionale concorda con la richiesta
avanzata dall'onorevole Ortisi; pur tuttavia, quest'Aula, per
evitare l'esercizio provvisorio, ha preso l'impegno di approvare
la finanziaria entro il 20 gennaio, e per fare questo è
necessario che la Commissione Bilancio concluda i suoi lavori
entro questa settimana.
ORTISI Io creerò un incidente istituzionale; ne va del decoro
istituzionale.
FORMICA Onorevole Ortisi lei può creare tutti gli incidenti
che vuole, però le ricordo che c'è stata una Conferenza dei
capigruppo che ha stabilito, con impegno di tutti i Gruppi
parlamentari, che la finanziaria deve essere approvata entro
giorno 20 per evitare l'esercizio provvisorio.
Lei può esercitare la sua attività politica come meglio crede,
ma ovviamente, il Parlamento non può essere posto sotto scacco
dalla volontà di un singolo parlamentare. Ritengo che gli atti
che il Parlamento approva - e la Conferenza dei Capigruppo è un
organo del Parlamento - non possono essere disattesi, anche
perché abbiamo di fronte non l'interesse singolo delle forze
politiche o dei singoli parlamentari, ma gli interessi diffusi
della Regione a cui tutti, maggioranza e opposizione, dobbiamo
dare risposta.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, considerando che il tema è
molto delicato e si presta ad una decisione di altissima
responsabilità, credo di potere riconoscere la legittimità della
richiesta dell'onorevole Ortisi essendo la visita del Capo dello
Stato molto importante, che però, essendo limitata soltanto alle
province di Ragusa, Siracusa e Palermo, non penso debba
condizionare l'attività del Parlamento.
Naturalmente, i deputati che desiderano partecipare alle
manifestazioni con il Capo dello Stato ne hanno pieno diritto e
lo possono fare sottoforma di missione, ma poiché è prevalente,
nella mia valutazione, l'opportunità di procedere affinché si
eviti l'esercizio provvisorio, qualora i Gruppi parlamentari
insistano nella loro legittima richiesta di procedere con i
lavori, non posso accogliere la richiesta.
Seguito della discussione del disegno di legge «Riproposizione
di norme approvate dall'Assemblea regionale siciliana nella
seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal Commissario dello
Stato. Primo stralcio» (1095 Stralcio I/A)
Presidenza del presidente Lo Porto
PRESIDENTE Si passa al punto secondo all'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di
legge «Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Primo stralcio» (1095 Stralcio I/A),
posto al numero 1).
Invito i componenti la seconda Commissione a prendere posto al
banco delle Commissioni.
Pongo in votazione il mantenimento del comma 2 dell'articolo 1.
Richiesta di verifica del numero legale
CRACOLICI Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Liotta, Ortisi,
Giannopolo e Oddo)
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per la verifica del numero
legale.
(Si procede alla verifica)
Risultato della verifica
PRESIDENTE Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 44
L'Assemblea è in numero legale.
Pongo pertanto in votazione il mantenimento del comma 2
dell'articolo 1.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il mantenimento del comma 3
dell'articolo 1. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il mantenimento del comma 4
dell'articolo 1. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2.
«Articolo 2.
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in vigore
il giorno stesso della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
farla osservare come legge della Regione».
Comunico che sono state presentati dagli onorevoli
Raiti, Forgione, Liotta e Morinello gli emendamenti 2.1
e 2.2.
Pongo in votazione il mantenimento del comma 1
dell'articolo 2. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il mantenimento del comma 2
dell'articolo 2. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
La votazione finale del disegno di legge n. 1095 Stralcio I/A
avrà luogo successivamente.
Seguito della discussione del disegno di legge «Riproposizione di
norme approvate dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta
del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal Commissario dello Stato.
Secondo stralcio» (1095-II Stralcio/A)
PRESIDENTE Si procede con il seguito della discussione del
disegno di legge «Riproposizione di norme approvate
dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre
2005 ed impugnate dal Commissario dello Stato. Secondo stralcio»
(1095 - II Stralcio/A) posto al numero 2).
Invito i componenti la seconda Commissione a prendere posto al
banco delle Commissioni.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi,
effettivamente nelle sedute precedenti si è molto dibattuto sulle
procedure adottate per questi tredici disegni di legge; però, mi
permetto di dire che questo non significa necessariamente che
sono stati fugati tutti i dubbi che, per quanto mi riguarda,
continuano ad esistere.
Mentre in un primo momento si era detto che non potevano essere
presentati emendamenti a questi disegni di legge, poi, nei fatti
si è data tale possibilità.
Considerato che tutti gli stralci sono da ritenersi disegni di
legge autonomi, è chiaro che i termini per la presentazione degli
emendamenti riguardavano il primo disegno di legge. Adesso, però,
stiamo passando alla trattazione del disegno di legge n. 1095 -
II Stralcio, e ritengo che, in applicazione del nostro
Regolamento, bisognerebbe dare i termini per la presentazione
degli emendamenti anche a questo disegno di legge.
PRESIDENTE Onorevole Spampinato, non è possibile accogliere
la sua richiesta perché gli emendamenti sono già pervenuti
stralcio per stralcio.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1
«Variazioni di spesa per l'anno 2005
1. Alla tabella H di cui all'articolo 128, comma 7, della legge
regionale 28 dicembre 2004, n. 17, sono apportate, per
l'esercizio finanziario 2005, le seguenti modifiche in migliaia
di euro:
- UPB 2.2.1.3.4, capitolo 144111 +1.000
- UPB 9.2.1.3.3, capitolo 373703 + 50 (da
destinare all'Istituto Annibale di Francia di Palermo);
- UPB 9.3.1.3.6, capitolo 377316 + 400
- UPB 9.3.1.3.4, capitolo 377729 + 200 (da
destinare all'Associazione per l'Arte);
- UPB 9.3.1.3.7, capitolo 377720 + 200 (da
destinare alla Società siciliana di Storia Patria);
- UPB 9.3.1.3.7, capitolo 377722 +100 (da
destinare al Coro Santa Cecilia);
- UPB 9.3.1.3.7, capitolo 377727 +614 (da destinare: 90
al Museo delle Marionette di Palermo; 200 alla Fondazione
Famiglia Piccolo di Calanovella; 49 alla Fondazione Museo
Mandralisca di Cefalù; 48 all'Associazione Istituto
internazionale del papiro);
- UPB 10.2.1.3.2, capitolo 413311 + 30 (da destinare
all'Associazione famiglie persone Down di Palermo).
2. Dopo l'articolo 5 della legge regionale 13 settembre 1999,
n. 20, è inserito il seguente articolo:
Art. 5 bis - 1. A titolo di solidarietà della comunità
regionale nei confronti degli orfani di Sebastiano Conti e
Daniela Maiorana, vittime del terrorismo internazionale nella
strage di Sharm El Sheik del 23 luglio 2005, trovano applicazione
i benefici degli articoli 2 e 3 della legge regionale 13
settembre 1999, n. 20. Per i familiari delle altre vittime
Giovanni Conti e Rita Privitera trovano, invece, applicazione i
benefici degli articoli 2 e 4 della legge regionale 13 settembre
1999, n. 20.
3. Agli oneri di cui al comma 2, si fa fronte con parte delle
disponibilità dell'UPB 3.1.2.3.5 del bilancio della Regione per
l'esercizio finanziario 2005.'
4. L'Assessorato regionale dell'agricoltura e delle foreste è
autorizzato ad utilizzare, nell'esercizio finanziario 2005, una
parte delle risorse di cui all'articolo 137, lettera b), della
legge 23 dicembre 2000, n. 388 (UPB 2.2.2.6.1, capitolo 542912),
pari a 1.000 migliaia di euro, in favore dell'Associazione
italiana per la ricerca sul cancro (A.I.R.C.), per la
concorrenza, nell'azione di promozione dell'arancia rossa di
Sicilia, sulle spese effettuate nell'ambito della manifestazione
L'arancia della salute', svoltasi nell'anno 2003.
5. Per gli esercizi finanziari 2006, 2007 e 2008, a valere
sulla riserva del 5 per cento di cui al comma 4 dell'articolo 76
della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, una quota pari a 2.000
migliaia di euro annui è destinata all'erogazione di contributi
straordinari per ogni comune capoluogo di provincia che abbia
dichiarato il dissesto finanziario entro il 31 dicembre 2005
nonché una ulteriore quota di 1.000 migliaia di euro annui da
destinare complessivamente ai comuni non capoluogo per le
medesime finalità.
6. Dopo l'articolo 2 della legge regionale 30 dicembre 1980, n.
155, è aggiunto il seguente:
Art. 2 bis - 1. Nelle more dell'approvazione della riforma,
per la promozione di iniziative sui sistemi di polizia locale,
l'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali, può avvalersi, sulle disponibilità dell'UPB
3.2.1.3.2, capitolo 183303, della collaborazione del Centro
internazionale di ricerche e studi sociologici, penali e
penitenziari, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 5
dicembre 1978.'.
7. Al comma 1 dell'articolo 21 della legge regionale 19 maggio
2005, n. 5, dopo le parole 16 novembre 1972' aggiungere le
parole nonché per la partecipazione al patrimonio della relativa
fondazione'.
8. Per le finalità di cui all'articolo 120 della legge
regionale 28 dicembre 2004, n. 17, è autorizzata, per l'esercizio
finanziario 2005, l'ulteriore spesa di 250 migliaia di euro (UPB
9.3.1.3.99, capitolo 377753).
9. L'Assessore regionale alla Presidenza è autorizzato ad
estendere i benefici di cui alla legge regionale 15 maggio 2002,
n. 4, ai soci della cooperativa La Gazzella Lotto 214 di
Messina', i quali hanno in corso giudizio amministrativo avverso
la delibera di esclusione adottata nei loro confronti. I predetti
benefici, diretti al rimborso forfettario delle anticipazioni
versato dai soci in conto costruzioni sono concessi al fine di
eliminare il contenzioso sociale, instauratosi a seguito dei
gravi danni subiti dal programma costruttivo per i dissesti
idrogeologici. Il contributo, nella misura forfettaria di 15
migliaia di euro per ciascun socio, è erogato su richiesta degli
interessati, previa trasmissione della certificazione relativa
alla pendenza del giudizio amministrativo della copia
dell'originario atto dell'assegnazione provvisoria della copia
della delibera di esclusione, della rinuncia al giudizio di
opposizione alla delibera di esclusione. Per le finalità di cui
al presente comma è autorizzata, per l'esercizio finanziario
2005, la spesa di 300 migliaia di euro (UPB 1.6.2.6.1, capitolo
517304).
10. E' consentita l'assunzione degli impegni a valere sulle
autorizzazioni di spesa disposte dalla presente legge oltre la
chiusura dell'esercizio finanziario 2005 e comunque non oltre 15
giorni dalla data di pubblicazione della medesima.
11. Nello stato di previsione della spesa del bilancio della
Regione per l'esercizio finanziario 2005 sono introdotte le
variazioni di cui all'annessa Tabella B'.
Comunico che sono state presentati dagli onorevoli
Raiti, Forgione, Liotta e Morinello gli emendamenti 1.1,
1.2, 1.3, 1.4, 1.5, 1.6, 1.7, 1.8, 1.9, 1.10, 1.11.
Pongo in votazione il mantenimento del comma 1
dell'articolo 1. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il mantenimento del comma 2
dell'articolo 1. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il mantenimento del comma 3
dell'articolo 1. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il mantenimento del comma 4
dell'articolo 1. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il mantenimento del comma 5
dell'articolo 1. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il mantenimento del comma 6
dell'articolo 1. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il mantenimento del comma 7
dell'articolo 1. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il mantenimento del comma 8
dell'articolo 1. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il mantenimento del comma 9
dell'articolo 1. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 1.10 è superato.
Pongo in votazione il mantenimento del comma 11
dell'articolo 1. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso a
quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Comunico che sono state presentati dagli onorevoli Raiti,
Forgione, Liotta e Morinello gli emendamenti 2.1 e 2.2.
L'emendamento 2.1 è superato.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, stasera noi
possiamo decidere di fare di tutto e di più, ma che Lei faccia
votare, a saltare, non solo i commi degli articoli ma anche i
vari commi dei tredici disegni di legge, mi apre una procedura un
po' insolita. Concludiamo il disegno di legge I stralcio e poi
procediamo con gli altri.
PRESIDENTE Stiamo procedendo esattamente così, onorevole
Cracolici.
C'è stato persino l'intervento dell'onorevole Spampinato che ha
stabilito proprio di cosa si trattava.
Pongo in votazione il mantenimento del comma 2
dell'articolo 2. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
La votazione finale del disegno di legge n. 1095 Stralcio II/A
avrà luogo successivamente.
ARDIZZONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ARDIZZONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, per evitare
confusione, vorrei precisare che il comma 9 dell'articolo 1 del
disegno di legge n. 1095 - II stralcio fa riferimento al comma 39
dell'articolo 19 del testo del disegno di legge impugnato dal
Commissario dello Stato ed è stata riportato solo l'ultima parte.
Si fa riferimento alla conferma, fino al 31 dicembre del 2006,
per garantire la continuità dell'assistenza tecnica, le venti
unità personale PON ATAS.
Già l'onorevole Fleres ha evidenziato, nella seduta di giorno
28 u.s., che si tratta sicuramente di un errore tecnico, per cui
ritengo opportuno - ed il mio intervento mira a questo - che
quando si parla del comma 9, si faccia riferimento al vecchio
articolo 39, cioè quello che reca sono confermati sino al 31
dicembre 2006 i contratti stipulati dal commissario delegato per
l'emergenza dei rifiuti e la tutela delle acque in Sicilia, in
esecuzione del progetto 67, già finanziato con decreto del
Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, n. 1150
del 2 ottobre 1990, al fine di dare attuazione al piano delle
bonifiche in Sicilia ed in esecuzione dei progetti n. 36 e n.
102, già finanziati con decreto del Ministero dell'ambiente e
della tutela del territorio, n. 89 del 25 marzo 1998, al fine di
realizzare rispettivamente il servizio idrico integrato e la
gestione integrata dei rifiuti in ambiti territoriali ottimali .
A ciò aggiungo, poiché è stato opportunamente modificato il
comma 9 e si è fatto riferimento all'Agenzia per i rifiuti e le
acque, che lo stesso si faccia, perché sono dipendenti similari,
relativamente a questo tipo di personale.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sembra di
poter dire che tutte le favolette che sono state raccontate
sulla trasposizione in linea tecnica del testo impugnato dal
Commissario dello Stato, che è stato riportato nei tredici
disegni di legge in maniera acritica, sono state sconfessate
dalle dichiarazioni appena fatte dall'onorevole Ardizzone.
Signor Presidente, continuo a non comprendere in che modo si
sta procedendo. Ho ascoltato diverse versioni di questa insolita
procedura, la Presidenza ha dichiarato - io non l'ho condiviso e
continuo a non condividerlo, ma prendo atto che c'è un
orientamento diverso della maggioranza dell'Aula - che intendeva
procedere votando tutto ciò che non necessitava di copertura
finanziaria, perché è evidente che questa potrà essere data
soltanto dopo l'approvazione del bilancio della Regione.
Stiamo ulteriormente determinando una procedura assai
discutibile, perché non si può votare un articolo se ci sono
commi dello stesso che hanno bisogno di copertura finanziaria. Si
devono votare i commi che non hanno bisogno di copertura
finanziaria, per gli altri si tornerà in Aula successivamente, ed
allora si che si potrà votare l'intero articolo. Signor
Presidente, lei non può bloccare il voto all'articolo con un
comma che ha necessità di copertura finanziaria. Ecco perché io
la invito almeno a seguire ciò che era stato detto, cioè che si
voti tutto ciò che non ha copertura finanziaria; ciò che ha
bisogno di copertura si voterà subito dopo l'approvazione del
bilancio.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, la Presidenza ha dato un
indirizzo preciso sulla gestione dei lavori Si procederà,
pertanto, - questa è la proposta formulata - alla votazione dei
testi con l'intesa che sugli stessi andrà operato un adeguamento
tecnico dopo l'approvazione del bilancio e della finanziaria che
consenta di imputare al nuovo strumento finanziario 2006-2008 le
coperture finanziarie degli stralci relativi.
Infatti, noi non stiamo votando la legge, bensì un articolato
che riserva alla votazione finale sulle tabelle la propria la
propria legittimità, perché senza di quella, naturalmente,
cadrebbe tutto il lavoro. Su questo non c'è dubbio, sono
d'accordo con lei. Ma questa è la scelta tecnica che si è
operata.
La Presidenza pensa di fare approvare l'intero articolato posta
la necessità di spostare al 2006 tutte le coperture finanziarie,
cosa che può essere fatta solo dopo che lo strumento finanziario
sia stato deliberato dall'Aula.
VIRZI'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VIRZI'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei far
rilevare - come politicamente si era affermato da qualche parte
in quest'Aula - che magari meritavano di essere stralciate le
norme riguardanti il personale per dare, addirittura, la
precedenza. Continua a registrarsi una posizione
aprioristicamente e apodisticamente negativa perfino quando
parliamo di personale, nella fattispecie di personale vincitore
di concorso. Non voglio ribadire nulla per quanto riguarda la
copertura finanziaria, se non attenendomi a quelle che sono le
leggi e le normative che regolano la vita di quest'Aula. Sono un
semplice parlamentare che nel momento in cui trova indicato
l'UPB, trova il consenso dell'assessore per il bilancio, il
parere autorevolissimo e pluripartitico della Commissione
Bilancio, presume, nel momento stesso in cui si vota, che la
copertura finanziaria esista.
Ma, quando poi un Commissario dello Stato approva una proroga
per cinque anni e, contestualmente, ne nega una di un solo anno
per il personale vincitore di concorso, mi sento di affermare
che, istituzionalmente, abbiamo l'obbligo morale e l'obbligo di
stile, di aplombe, come Parlamento, che non si possono usare
sulla medesima materia due pesi e due misure, perché, se è vero
che non è cessata l'emergenza idrica è vero anche che non è
venuta meno l'ermergenza rifiuti.
Qualcuno, molto più importante di tutti noi insieme, diceva in
Sicilia nulla è più stabile dell'emergenza . Credo che noi
stiamo dando, addirittura, una risposta parziale al problema di
sostanza che questo articolo affronta. Procediamo in una logica
di prosecuzione del precariato, perché non possiamo fare
assunzioni stabili. Purtroppo, così, i problemi della Sicilia
tendono a cronicizzarsi.
C'é stato un errore materiale, mi sono attivato immediatamente,
perché in politica ci si abitua, purtroppo, ad essere diffidenti,
soprattutto in Sicilia. Sono andato a verificare che si è
trattato di un mero errore di trascrizione, si è proceduto ad una
globale riscrittura che ripesca lo spirito, la sostanza e la
lettera della norma precedentemente impugnata., fermo restando
che, mi pare che siamo entrati nell'ordine di idee che è
possibile emendarla. Quindi, nemmeno sul piano del principio si
può dire che riproponiamo uno storico scontro, aprioristico, che
vogliamo il conflitto istituzionale. Si può votare in maniera
differenziata, ma tenendo conto che siamo assolutamente
legittimati, come Aula, ad entrare nel merito dei problemi.
Ripeto, mentre rinnovo la mia non comprensione degli argomenti
sostanziali e formali del Commissario dello Stato, dico che se
c'è una norma da riproporre con decoro, con orgoglio e con
dignità è proprio questa. Supero l'argomento dell'errore tattico
perfino dell'interpolazione di qualche incursore, che in ogni
caso è stato neutralizzato. Siamo in presenza del testo
originario, e il mio appello a tutti, in nome dell'emergenza che
stiamo costretti ad affrontare è quello di rivotarlo, fermo
restando che hanno accesso gli emendamenti di tutti per cui
nessuno è stato privato delle sue facoltà politiche.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non può che
essere considerato certamente un errore di trascrizione perché,
altrimenti, non sarebbe la riformulazione dell'emendamento così
come era stato approvato nella seduta antecedente, poi fu
impugnata dal Commissario dello Stato. Pertanto, deve
obbligatoriamente essere riscritto in ugual modo, altrimenti
cadremmo in contraddizione scrivendo un comma di un articolo
differente da quello impugnato.
Il problema dei colleghi è oggettivo. Rafforzo la tesi degli
onorevoli Ardizzone e Virzì. Mi permetto, signor Presidente, di
precisare che va integrato, così come era all'origine. Non stiamo
presentando alcun emendamento, stiamo semplicemente riproponendo
il comma così come impugnato. E' soltanto un errore Non
strumentalizziamo questa vicenda Non c'è da strumentalizzare
niente
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, purtroppo,
accade che la concitazione dei lavori, spesso, ci distrae e ci fa
commettere degli errori, a me per primo.
L'errore è stato individuato dal sottoscritto in sede di
relazione ai disegni di legge che ho svolto in Aula; mi sono
accorto, oltre a questo, che c'era anche un errore di imputazione
di cifra su di un'altra vicenda, un errore tra due e tremilioni
di euro, comunicato all'Aula, era un errore materiale, ed è stato
corretto.
Così come ho comunicato all'Aula questo errore di trascrizione.
Sostanzialmente, era saltata questa prima parte durante la
formulazione per far diventare l'unico disegno di legge
originario, tredici disegni di legge diversi.
La comunicazione - lo dico anche per rasserenare l'onorevole
Cracolici che poc'anzi era intervenuto proprio per questo - è
stata individuata, comunicata all'Aula in sede di relazione ed
immediatamente trascritta nel relativo verbale dell'Assemblea.
L'articolo che stiamo discutendo è, pertanto, da considerarsi per
intero il vecchio comma 39 del disegno di legge, perché trattasi
di mero errore materiale nella trascrizione.
Lo dissi in sede di relazione, l'ho ripetuto, lo ripeto adesso
per la serenità di tutti: non ci sono sotterfugi né vogliono
essercene.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, il dibattito è interessante,
ma credo che le cose siano state sufficientemente puntualizzate e
chiarite; se vogliamo insistere su un problema interpretativo c'è
già quello che non ho alcun dubbio di definire un lodo della
Presidenza e quello rimane ma - ripeto - è un tema che si presta
ad una tale vastità di interpretazione che contrasta con il lodo
stesso.
La Presidenza ha già preso una decisione - lo ha ribadito
l'onorevole Fleres in questo momento - e possiamo dibattere per
ore e ore, ma così rimane stabilito, anche perché è sicuramente
l'interpretazione più ponderata e più obiettiva che potesse
essere espressa.
Dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Liotta.
LIOTTA Signor Presidente, onorevoli colleghi, a sostegno
corollario di quanto già sostenuto dagli onorevoli Virzì e
Fleres, l'obiettivo fondamentale della riproposizione di questi
tredici disegni di legge stralcio era quello di riproporre alcune
norme che il Commissario dello Stato aveva impugnato.
In Commissione di merito, quando si sono redatti questi disegni
di legge stralcio, è stato stabilito che non venissero presentati
emendamenti proprio per non apportare modifiche sostanziali ai
tredici disegni di legge stralcio. Le uniche modifiche che si è
ritenuto di dover fare sono strettamente tecniche, per poter
rendere potabili sotto il profilo costituzionale questi disegni
di legge, e quindi ben venga un emendamento che ripristina il
testo: nulla quaestio.
Però, mi sembra che sono stati presentati emendamenti
aggiuntivi e, a questo punto, chiedo alla Presidenza se l'Aula
intende procedere a modificare nella sostanza - e mi riferisco ad
emendamenti aggiuntivi che non vanno nella direzione sostenuta
dall'onorevole Virzì - questi disegni di legge utilizzandoli come
contenitori per inserire nuove norme sostanziali, in modo tale
che il Commissario dello Stato abbia ancora altro lavoro da
prendere in considerazione o se, invece, ha intenzione di
dichiarare improponibili questi emendamenti aggiuntivi.
PRESIDENTE Onorevole Lotta, affronteremo il problema quando
si presenterà.
LIOTTA Signor Presidente il problema già esiste, perché sono
stati presentati emendamenti aggiuntivi che modificano le norme.
PRESIDENTE Ce n'è uno soltanto, che tra l'altro non può
essere proposto unicamente perché è già previsto nel testo.
LIOTTA Non è così signor Presidente. Vuol dire che faremo la
contestazione.
PRESIDENTE Onorevole Liotta io non le sto precludendo nessuna
richiesta. Quando si verificherà il problema decideremo.
E' iscritto a parlare l'onorevole Giannopolo. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, francamente
credo che tutti dovremmo chiedere un po' di chiarezza e
soprattutto Governo dovrebbe chiarirci alcune cose.
L'onorevole Fleres ha appena precisato che per un mero errore
al comma 9 di questo disegno di legge non sono previste le
conferme fino al 31 dicembre 2006 degli altri lavoratori assunti
con contratto a tempo determinato in forza di alcuni progetti.
Intanto ritengo che la formulazione del comma 9 non appare, in
termini di riscrittura, tale da potere risultare come residuata
di un copia-incolla sbagliato, quindi, mi permetto di dubitare
che si sia trattato di un mero errore. Tale dubbio è rafforzato
dal fatto che già nella legge 19 del 2005, quella oggetto
dell'impugnativa del Commissario dello Stato sui lavoratori
assunti con contratto a tempo determinato, fu operata una
discriminazione, perché i lavoratori che avevano contratti di
collaborazione con il Commissario per l'emergenza idrica hanno
avuto rinnovato il contratto, che è stato trasformato in
contratto di diritto privato di durata quinquennale. Invece, gli
altri lavoratori sono stati inseriti in questo comma 9 - prima
comma 28 - con la conferma del rapporto di lavoro fino al 31
dicembre 2006.
Chiedo che il Governo ci rassicuri sul fatto che non ci sia
stata discriminazione tra lavoratori Pon Atas, lavoratori
discendenti dall'approvazione del progetto n. 102, del progetto
67 e del progetto 36, e ricordo all'onorevole Ardizzone che i
progetti sono 4, quindi non ci può essere discriminazione tra
lavoratori di un progetto e lavoratori di un altro progetto.
Se noi inseriamo questi lavoratori nelle norme da riproporre,
nel momento in cui il Commissario dello Stato dovesse reimpugnare
il comma 9, questi lavoratori rimarrebbero a guardare il
pronunciamento della Corte Costituzionale, che avverrà nel 2007,
mentre noi avremmo fatto una norma che valeva fino al 31 dicembre
2006. Però i altri lavoratori con contratti quinquennali di
diritto privato sono al lavoro da tempo.
Non condivido l'insistenza di inserire in una norma, che
possibilmente sarà reimpugnata, il destino di questi lavoratori,
ma il Governo deve prendersi l'impegno di allineare tutti i
lavoratori discendenti dai quattro progetti allo stesso modo,
quindi con contratto di diritto privato quinquennale per tutti.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Crisafulli. Ne
ha facoltà.
CRISAFULLI Signor Presidente, onorevoli colleghi, non avrei
chiesto la parola se non si fosse ingenerato questo equivoco
sostanziale.
Credo di poter dire, senza ombra di dubbio, che i dubbi
sollevati sulla sorte del personale Pon Atas siano concreti.
Così come ha fatto notare l'onorevole Fleres, per un problema
tecnico vi è stata una dimenticanza nella trascrizione. Ciò non
toglie, però, che il problema posto, ma non può essere risolto in
questa sede legislativa non so se sarà la finanziaria o
qualcos'altro, quello che colgo è che nella grande mole di norme
che furono varate ci sia stata una difficoltà negli uffici del
Commissario dello Stato, il quale ha proceduto ad una lettura
superficiale e non puntuale, perché altrimenti non comprendo
perché i consulenti dell'emergenza idrica, da almeno sei mesi,
sono stati assunti con un contratto di cinque anni, e il
personale dei consorzi di bonifica, che hanno avuto un contratto
autorizzato da questo Parlamento tre anni fa, per il quale si
prevede la proroga, non vengono autorizzate perché impugnate. E'
chiaro che c'è stata una difficoltà degli Uffici a gestire una
mole di ipotesi legislative svariate.
Pertanto, la precisazione fatta è doverosa, e in sede di
coordinamento sarà certamente possibile sistemarla, tenendo conto
che il Parlamento è concorde.
Se, nel contempo, ci fosse una dichiarazione del Governo che,
in linea di principio, condivida la necessità di mettere tutti in
una unica linea di riferimento, credo che questo sia un gesto di
serenità dato a tutti e di equità di comportamento, a cui devono
essere allineati tutti i comportamenti che il Parlamento dovrà
assumere rispetto al personale precario.
Pertanto, se il Governo spendesse una parola di disponibilità
in questo senso, le cose sarebbero sicuramente più scorrevoli.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, debbo confermare che il Governo
sta accettando un voto d'Aula che ha portato a ripresentare le
norme delle variazioni di bilancio nei termini in cui già sono
state impugnate dal Commissario dello Stato.
Vorrei ricordare all'onorevole Liotta che in Commissione
Bilancio si è detto che, nel momento in cui si dava il parere su
questi stralci, se c'erano degli errori tecnici sarebbero stati
corretti anche in Aula purché fossero discendenti e ci saremmo
attenuti esclusivamente a quanto era stato impugnato dal
Commissario dello Stato.
Non entro nel merito di quanto dichiarato dalla Presidenza
nelle precedenti sedute,perché non possiamo, in questo momento,
andare a modificare le norme.
Il fatto che si dica che debbano essere sanate le posizioni di
alcuni lavoratori rispetto ad altri - stiamo parlando del
personale dei consorzi di bonifica - non solo lo confermo, non
solo lo auspico, ma mi impegno, dal punto di vista legislativo,
anche in finanziaria, di rapportare e rafforzare il principio di
equità affinché non ci siano i precari di serie A e precari di
serie B.
Noi dobbiamo dare posti di lavoro stabili ai cittadini
siciliani, il più possibile definitivi e su questo il Governo é
pienamente d'accordo.
Rassicuro l'Aula, invitando a continuare il lavoro pregevole
che stiamo facendo, non trascurando il fatto che questo Governo
ha accettato gli emendamenti che in Commissione sono stati
presentati e dall'Aula gli emendamenti che in Aula sono stati
presentati e che la legge è dell'Assemblea regionale siciliana
nel suo contesto.
Infine, aggiungo che, quando il Presidente della Regione ebbe a
dire: qualche norma io stesso non la condivido , non diceva
nulla né contro la ripresentazione dei disegni di legge in
questione né su quanto l'Assemblea stessa aveva deliberato in
piena e legittima autonomia.
Questo è senso di democrazia pura; non è l'investitura che
viene dittatorialmente da un Governo. Questo si fa nei regimi
dittatoriali ma noi siamo in regime democratico, civile e di
confronto aperto e leale anche con l'Assemblea. Ci facciamo
carico, quindi, interamente dei problemi che investono
l'Assemblea.
Su parecchie norme, ho lasciato la Commissione libera di
decidere, considerato che, su diverse norme, potevano venire
fuori anche giudizi differenti.
Preferisco vedere tredici disegni di legge per materia omogenea
piuttosto che una legge omnibus nella quale pure il Commissario
dello Stato avrà commesso non solo errori involontari ma anche
volontari che certo non possono mortificare quest'Aula che oggi,
ancora una volta, vuole dire con chiarezza: rivendichiamo un
ruolo senza essere in contrasto con nessuno ma perché l'organo
tutorio abbia la facoltà di vedere fino in fondo, con maggiore
attenzione, quanto questa Assemblea ha deliberato .
Questa non è la prima volta che approviamo dei disegni di legge
da trasmettere al Commissario dello Stato e sappiamo che, se il
Commissario dello Stato li impugna, andiamo dinanzi alla Corte
Costituzionale, salvaguardando il vero diritto ed il ruolo di
questa Assemblea, che farebbe bene a tenerne conto fino in fondo.
Il ruolo, infatti, è quello di essere presenti, di votare, di
non assentarsi e di dare il proprio contributo ideale e fattivo
anche a fine legislatura.
Riconfermo, quindi, che gli emendamenti modificati vanno in
finanziaria, in bilancio e in altre leggi ma non in queste. In
queste, onorevole Liotta, dobbiamo perseguire il disegno che
l'Assemblea ci ha imposto, quello cioè di ribadire tutte le norme
bocciate, così come bocciate.
VIRZI' Allora non discutiamo nemmeno sugli emendamenti
soppressivi. Non ci stiamo rivolgendo alla Corte Costituzionale.
Queste sono nuove leggi. Stiamo votando nuove leggi.
Seguito dell'esame del disegno di legge Riproposizione di
norme approvate dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta
del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal Commissario dello Stato
(1095-III stralcio/A)
Presidenza del presidente Lo Porto
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, si passa al seguito dell'esame
del disegno di legge Riproposizione di norme approvate
dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre
2005 ed impugnate dal Commissario dello Stato (1095-III
stralcio/A)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Disposizioni concernenti i consorzi di bonifica
1. Al comma 1 dell'articolo 106 della legge
regionale 16 aprile 2003, n. 4, le parole 31 dicembre
2005' sono sostituite dalle parole 31 dicembre 2008'.
2. Per il triennio 2006-2008 sono assicurate agli
operai e ai braccianti agricoli che nel triennio 2003-
2005 abbiano prestato la loro opera alle dipendenze dei
consorzi di bonifica, salvo che in applicazione
dell'articolo 3 della legge regionale 30 ottobre 1995,
n. 76, le seguenti garanzie occupazionali:
a) fino a 51 giornate ai soggetti che nel triennio
predetto abbiano comunque effettuato prestazioni
lavorative non rientranti nelle ipotesi di cui alle
lettere b) e c);
b) fino a 101 giornate ai soggetti che abbiano
effettuato, almeno in un anno, una prestazione non
inferiore a 101 giornate ai fini previdenziali;
c) fino a 151 giornate ai soggetti che abbiano
effettuato, almeno in un anno, una prestazione non
inferiore a 151 giornate ai fini previdenziali.
3. Il comma 1 dell'articolo 110 della legge
regionale 28 dicembre 2004, n. 17, va inteso nel senso
che il personale interessato deve essere utilizzato per
tutto l'anno solare. La presente disposizione
costituisce interpretazione autentica del comma 1
dell'articolo 110 della legge regionale 28 dicembre
2004, n. 17.
4. Gli oneri derivanti dal comma 1, quantificati,
per ciascuno degli esercizi finanziari 2006 e 2007, in
7.000 migliaia di euro, trovano riscontro nel bilancio
pluriennale della Regione per il triennio 2005-2007,
UPB 2.3.1.3.1. Per gli esercizi finanziari successivi
si provvede annualmente ai sensi dell'articolo 3,
comma 2, lettera g) della legge regionale 27 aprile
1999, n. 10.
5. Gli oneri derivanti dal comma 2, quantificati,
per ciascuno degli esercizi finanziari 2006 e 2007, in
7.950 migliaia di euro, trovano riscontro nel bilancio
pluriennale della Regione per il triennio 2005-2007,
UPB 2.3.1.3.1. Per gli esercizi finanziari successivi
si provvede annualmente ai sensi dell'articolo 3,
comma 2, lettera g) della legge regionale 27 aprile
1999, n. 10.
6. Gli enti di cui alla Tabella A della legge
regionale 25 maggio 1995, n. 45, sono autorizzati ad
utilizzare il personale di cui all'articolo 106, comma
2, della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, per
particolari esigenze funzionali ed istituzionali per
periodi anche superiori alle garanzie occupazionali
previste, previa autorizzazione dell'Assessorato
regionale dell'agricoltura e delle foreste.
7. Gli oneri derivanti dal comma 6, valutati in
2.000 migliaia di euro annui, per gli esercizi
finanziari 2006 e 2007, trovano riscontro nel
bilancio pluriennale della Regione, UPB 4.2.1.5.2,
accantonamento 1003. Per gli esercizi finanziari
successivi si provvede annualmente ai sensi
dell'articolo 3, comma 2, lettera g) della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10.
8. Il personale utilizzato con rapporto di lavoro a
tempo indeterminato ed a tempo determinato entro il 31
dicembre 2001 dai consorzi di bonifica può essere
trasferito, a richiesta dell'interessato, ad altro
ente di bonifica operante nella Regione, previa
disponibilità dell'ente di appartenenza ed assenso di
quello ricevente nel rispetto delle fasce funzionali e
delle qualifiche previste dal POV.
9. Sono confermate, fino al 31 dicembre 2006, per
garantire la continuità dell'assistenza tecnica
nell'ambito del Servizio idrico integrato, le 20 unità
di personale PON A.T.A.S. selezionato con bando
pubblico dal Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti. Detto personale viene assegnato all'Agenzia
regionale per i rifiuti e le acque. La spesa,
valutata, per l'esercizio finanziario 2006, in 1.000
migliaia di euro, trova riscontro nel bilancio
pluriennale della Regione, UPB 4.2.1.5.2,
accantonamento 1003.
10. Per i servizi prestati dall'Ente di sviluppo
agricolo, lo stesso assicura le garanzie occupazionali
di 179 giornate lavorative nell'anno 2006 agli operai
di cui all'articolo 1 della legge regionale 31 agosto
1998, n. 16, che nel triennio 2003-2005 abbiano
prestato alle dipendenze dell'Ente, con assunzione
fatta a norma delle vigenti disposizioni in materia di
collocamento, la loro opera, ferme le modalità di
utilizzo di detto personale di cui al comma 2 del
citato articolo 1 della legge regionale 31 agosto 1998,
n. 16. Per le finalità di cui al presente comma è
autorizzata, per l'esercizio finanziario 2006, la spesa
di 6.800 migliaia di euro, che trova riscontro nel
bilancio pluriennale della Regione, UPB 2.3.2.6.5.
11. A far data dall'1 gennaio 2006, i contratti
stipulati dall'Amministrazione regionale ai sensi
degli articoli 11 e 12 della legge regionale 21
dicembre 1995, n. 85, e successive modifiche ed
integrazioni, vengono confermati con durata
quinquennale. Ai predetti contratti ed ai contratti
quinquennali stipulati dai lavoratori in attività
socialmente utili con l'Amministrazione regionale trova
applicazione il contratto collettivo regionale di
lavoro e le relative voci stipendiali previste nelle
relative tabelle. Ai fini dell'applicazione del
presente comma, i contratti stipulati
dall'Amministrazione regionale ai sensi degli articoli
11 e 12 della legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85,
e successive modifiche ed integrazioni, con scadenza
nel corso dell'anno 2005 vengono prorogati fino al 31
dicembre 2005. I contratti stipulati
dall'Amministrazione regionale ai sensi degli articoli
11 e 12 della legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85,
e successive modifiche ed integrazioni con scadenza
successiva al 31 dicembre 2005 possono essere rescissi
con effetto dalla predetta data.
12. I servizi ispettivi dell'Assessorato regionale
del lavoro, della previdenza sociale, della formazione
professionale e dell'emigrazione provvedono a porre in
essere gli adempimenti sanzionatori nei confronti degli
enti inadempienti alle previsioni di cui all'articolo
74 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17,
segnalati dagli uffici provinciali del lavoro. Attesa
la natura meramente assistenziale dell'assegno per
attività socialmente utili, ai lavoratori interessati
alle procedure di cui agli articoli 74 e 75 della legge
regionale 28 dicembre 2004, n. 17, il predetto
trattamento economico verrà corrisposto regolarmente,
ed in caso di mancata prestazione delle ore le stesse
potranno essere recuperate nei mesi successivi, fermo
restando il limite orario di cui all'articolo 8, comma
3, del decreto legislativo 1 dicembre 1997, n. 468.
13. In caso di crisi aziendali, di area o di settore
che non consentano il mantenimento dei livelli
occupazionali di lavoratori stabilizzati in forza delle
disposizioni vigenti in materia di lavori socialmente
utili presso soggetti privati, l'Assessorato regionale
del lavoro, della previdenza sociale, della formazione
professionale e dell'emigrazione può erogare, nei
limiti delle risorse assegnate al fondo unico per il
precariato istituito con l'articolo 71 della legge
regionale 28 dicembre 2004, n. 17, i benefici di legge
previsti per la stabilizzazione dei lavoratori
destinatari del regime transitorio dei lavori
socialmente utili. Per l'applicazione del presente
comma è attivata apposita concertazione tra l'ufficio
provinciale del lavoro, il datore di lavoro, l'ente
interessato alle procedure di stabilizzazione e le
organizzazioni sindacali aziendali dei lavoratori.
14. La disciplina recata dall'articolo 8 del
decreto legislativo 1 dicembre 1997, n. 468, trova
applicazione, in quanto compatibile anche nei confronti
dei soggetti impegnati in progetti che erogano un
assegno mensile per lo svolgimento di attività o
esperienze lavorative. Il provvedimento di
riconoscimento di tale stato viene adottato dall'ente
in cui vengono rese le prestazioni da parte del
lavoratore e comunicato all'Assessorato regionale del
lavoro, della previdenza sociale, della formazione
professionale e dell'emigrazione. Le disposizioni di
cui al presente comma non trovano applicazione nei
confronti dei tirocini formativi e di orientamento di
cui all'articolo 18 della legge 24 giugno 1997, n. 196,
e dei piani di inserimento professionale dei giovani di
cui all'articolo 15 della legge 19 luglio 1994, n. 451,
e dell'articolo 9 octies della legge 28 novembre 1996
n. 608, e successive modifiche ed integrazioni.
15. All'articolo 72 della legge regionale 28
dicembre 2004, n. 17, dopo le parole comitato
regionale della Croce rossa italiana della Sicilia'
aggiungere le parole e alla Fondazione Federico II,
istituita con la legge regionale 9 dicembre 1996, n.
44'>>.
Comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
-dagli onorevoli Raiti, Forgione, Liotta e Morinello gli
emendamenti 1.1, 1.2, 1.3, 1.4, 1.5, 1.6, 1.7, 1.8, 1.9, 1.10,
1.11;
-dall'onorevole Virzì: 1.16 sostitutivo del comma 6
dell'articolo 1;
-dagli onorevoli Barbagallo, Gurrieri e Tumino: 1.17 aggiuntivo
dopo il comma 3.
Pongo in votazione il mantenimento del comma 1
dell'articolo 1.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il mantenimento del comma 2 dell'articolo 1.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il mantenimento del comma 3 dell'articolo 1.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il mantenimento del comma 4 dell'articolo 1.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che l'emendamento 1.17 è superato poichè risulta nello
stralcio tredicesimo.
Pongo in votazione il mantenimento del comma 5 dell'articolo 1.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il mantenimento del comma 7 dell'articolo 1
(emendamento 1.6). Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il mantenimento del comma 7 dell'articolo 1
(emendamento 1.6). Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il mantenimento del comma 8 dell'articolo 1
(emendamento 1.7). Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il mantenimento del comma 9 dell'articolo 1
(emendamento 1.8). Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.16.
VIRZI' Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei che
l'emendamento 1.16 fosse accolto da un impegno di natura
politica, riprendendo la trattazione della questione in sede di
legge finanziaria per l'anno 2006. Laddove non si alterava il
principio, laddove non si scantonava rispetto al bacino d'utenza
- parliamo di una categoria già assolutamente chiusa e
predefinita - non c'è, secondo me, un'alterazione sostanziale.
Se ci si attiene al dato formale di rinviare problemi, chiedo che
il dato formale abbia però un sostanziale riscontro in un impegno
politico e finanziario futuro in relazione a questo personale.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Non ho mai
smentito un impegno assunto nè nei confronti dell'Aula nè nei
confronti dei cittadini a titolo personale, quindi si va avanti.
PRESIDENTE Assessore Cintola, lei l'ha già detto e credo che
possiamo confermare.
L'emendamento 1.16 è ritirato. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione il mantenimento del comma 10 dell'articolo 1
(emendamento 1.9). Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.10. Il parere della
Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.11. Il parere della
Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il mantenimento del comma 12 dell'articolo
1. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il mantenimento del comma 13 dell'articolo
1. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il mantenimento del comma 14 dell'articolo
1. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 1.15 è improponibile.
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in vigore
il giorno stesso della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla
e di farla osservare come legge della Regione».
Comunico che sono stati presentati dagli onorevoli
Raiti, Forgione, Liotta e Morinello gli emendamenti 2.1 e
2.2.
Presidenza del vicepresidente FLERES
Presidenza del Vicepresidente Fleres
Seguito dell'esame del disegno di legge Riproposizione di
norme approvate dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta
del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal Commissario dello Stato
(1095-IV stralcio/A)
PRESIDENTE Si passa al seguito dell'esame del disegno di
legge Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato (1095-IV stralcio/A).
Si procede con l'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Integrazione del fondo sanitario
1. Fermi restando i vincoli di cui al patto di
stabilità relativo all'intesa Stato Regione sulla spesa
sanitaria e nell'ambito della programmazione sanitaria
regionale, in attuazione dell'articolo 15 della legge
regionale 19 maggio 2005, n. 5, gli oneri discendenti
dall'utilizzazione presso le A.U.S.L. del contingente
dei medici della medicina dei servizi utilmente
collocati nelle graduatorie provinciali a far data dal
1 dicembre 2005 e fino al loro definitivo
inquadramento nei posti di organico disponibili,
valutati, per l'esercizio finanziario 2005, in 1.100
migliaia di euro si provvede con parte della spesa
autorizzata dall'articolo 6, comma 5, della legge
regionale 22 dicembre 2005, n. 19 (UPB 10.2.1.3.1,
capitolo 413340). Per gli esercizi finanziari
successivi si provvede a valere sull'integrazione del
maggiore fabbisogno del sistema sanitario regionale di
cui all'articolo 6, comma 5, della legge regionale 22
dicembre 2005, n. 19.
2. Fermo restando i vincoli di cui al patto di
stabilità relativo all'intesa Stato Regione sulla spesa
sanitaria al fine di garantire i livelli essenziali di
assistenza nel territorio, l'Assessore regionale per la
sanità, nel rispetto delle disposizioni finanziarie
vigenti in materia di dotazione organiche e nell'ambito
della programmazione sanitaria regionale, può
autorizzare le aziende sanitarie territoriali,
ospedaliere e policlinici universitari a procedere alle
assunzioni di unità di personale del S.S.N. secondo
criteri e priorità che sono preventivamente fissati
dallo stesso, sentita la competente Commissione
legislativa dell'Assemblea regionale siciliana, tenuto
conto delle effettive esigenze di ciascuna azienda e
tenuto conto dei concorsi espletati. Agli oneri di cui
al presente comma, valutati, per l'esercizio
finanziario 2005, in 500 migliaia di euro, si provvede
con parte della spesa autorizzata dall'articolo 6,
comma 5, della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19
(UPB 10.2.1.3.1, capitolo 413340). Per gli esercizi
finanziari successivi si provvede a valere
sull'integrazione del maggiore fabbisogno del sistema
sanitario regionale di cui all'articolo 6, comma 5,
della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19.
3. Fermo restando i vincoli di cui al patto di
stabilità relativo all'intesa Stato regione sulla spesa
sanitaria ferme restando le disposizioni di cui
all'articolo 1, comma 6, della legge regionale 5
novembre 2004, n. 15, l'Assessore regionale per la
sanità e nell'ambito della programmazione sanitaria
regionale può altresì autorizzare l'attivazione di
nuove unità operative complesse ad elevata assistenza
ricomprese nell'Allegato A Alta specialità' del
decreto 27 maggio 2003 Piano di rimodulazione della
rete ospedaliera', oltreché nuove unità operative
complesse in discipline oncologiche nei presidi
ospedalieri e nelle aziende ospedaliere ricadenti
nelle zone classificate ad alto rischio ambientale.
Agli oneri di cui al presente comma, valutati, per
l'esercizio finanziario 2005, in 2.000 migliaia di
euro, si provvede con parte della spesa autorizzata
dall'articolo 6, comma 5, della legge regionale 22
dicembre 2005, n. 19 (UPB 10.2.1.3.1, capitolo 413340).
Per gli esercizi finanziari successivi si provvede a
valere sull'integrazione del maggiore fabbisogno del
sistema sanitario regionale di cui all'articolo 6,
comma 5, della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19.
4. All'articolo 10 della legge regionale 15
settembre 2005, n. 10, dopo il comma 2 sono aggiunti i
seguenti:
2 bis. Il personale delle aziende soppresse, cui
alla data del 31 luglio 2005 si applica, ai sensi
dell'articolo 47 della legge regionale 6 marzo 1986, n.
9, la normativa relativa ai dipendenti
dell'amministrazione regionale, transita nel ruolo di
cui all'articolo 5 della legge regionale 15 maggio
2000, n.10, ed è assegnato, su richiesta, o
all'Amministrazione regionale in base alle esigenze
relative alle dotazioni organiche della stessa e con
riguardo alla professionalità ed esperienza lavorativa
posseduta o alle province regionali competenti per
territorio, con priorità agli uffici che eserciteranno
le competenze di cui al comma 2 dell'articolo 5 della
legge regionale 15 settembre 2005, n. 10, nei limiti
delle dotazioni organiche che le province
ridetermineranno entro sessanta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge. Il personale
delle aziende soppresse, cui alla data del 31 luglio
2005 si applica la normativa relativa ai dipendenti
degli enti locali, è trasferito alle province regionali
competenti per territorio ed è prioritariamente
assegnato agli uffici che eserciteranno le competenze
di cui al comma 2 dell'articolo 5 della legge regionale
15 settembre 2005, n.10.
2 ter. Le casse integrazioni pensioni delle aziende
provinciali per l'incremento turistico sono soppresse
ed il loro patrimonio è acquisito al patrimonio della
Regione. L'indennità di buonuscita spettante ai
dipendenti alla data del trasferimento sarà erogata
dalla Regione che continuerà a corrispondere
l'indennità dovuta dalle soppresse casse integrazioni
pensioni al personale delle soppresse aziende
provinciali per l'incremento turistico già collocato a
riposo.'.
5. Alla copertura dell'onere derivante dal presente
articolo si provvede mediante riduzione, nel limite di
3.550 migliaia di euro, dell'importo dei trasferimenti
alle province regionali in atto esistenti per il
finanziamento delle soppresse aziende provinciali per
l'incremento turistico.
6. E' istituito l'Istituto regionale dell'olivo e
dell'olio.
7. L'Istituto è dotato di personalità giuridica ed è
sottoposto alla tutela e vigilanza dell'Assessorato
regionale per l'agricoltura e le foreste.
8. L'Istituto ha i seguenti scopi:
a) promuove la valorizzazione, la diffusione ed il
consumo dell'olio extravergine di oliva prodotto in
Sicilia con particolare riguardo alle denominazioni di
origine protetta;
b) svolge attività di ricerca, formazione e
innovazione nella filiera olivicolo-olearia;
c) promuove la commercializzazione e
l'internazionalizzazione dell'olio extravergine di
oliva prodotto in Sicilia;
d) realizza ogni altra iniziativa per la difesa e la
valorizzazione in maniera diretta o indiretta del
patrimonio olivicolo e oleario siciliano.
9. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore
della presente legge la Giunta regionale approva il
regolamento di organizzazione e funzionamento, su
proposta dell'Assessore regionale per l'agricoltura e
le foreste. Il regolamento può prevedere
l'utilizzazione in posizione di comando di personale
dell'Amministrazione regionale e degli istituti ed enti
sottoposti a tutela e vigilanza della Regione.
10. All'onere di cui ai commi da 6 a 9, valutato in
1.500 migliaia di euro per l'esercizio finanziario
2006, si provvede con parte delle disponibilità
dell'UPB 4.2.1.5.2, accantonamento 1003. Per gli
esercizi finanziari successivi si provvede ai sensi
dell'articolo 3, comma 2, lettera h) della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10.
11. Al fine di garantire pari trattamento di
quiescenza e previdenziale le disposizioni di cui alla
legge regionale 23 maggio 1962, n. 2, e successive
modifiche ed integrazioni si applicano, sino alle
decorrenze indicate dall'articolo 20, comma 1, legge
regionale 29 dicembre 2003, n. 21, anche al personale
regionale assunto a seguito di concorsi pubblici
definiti entro il 29 dicembre 2003.
12. All'articolo 9, comma 3, della legge regionale
15 maggio 2000, n. 10, dopo la parola revocati'
aggiungere le parole nell'ipotesi di grave e reiterata
inosservanza delle direttive generali ovvero in caso di
specifica responsabilità per i risultati negativi
dell'attività amministrativa come previsto
dall'articolo 10, comma 4, della presente legge'.
13. In ossequio all'articolo 23 del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive
modifiche ed integrazioni, accede alla prima fascia di
cui all'articolo 6 della legge regionale 15 maggio
2000, n. 10, il personale dirigenziale ed equiparato
che abbia ricoperto incarichi di direzione di uffici di
livello dirigenziale generale o equiparati per un
periodo pari ad almeno tre anni, senza essere incorso
nelle misure sanzionatorie di cui all'articolo 10 della
legge regionale 15 maggio 2000, n. 10. Nella fase di
prima applicazione accedono alla prima fascia i
soggetti che ricoprono incarichi di livello
dirigenziale generale e comunque in servizio
all'entrata in vigore della presente legge, previa
selezione per titoli da effettuarsi entro il termine di
sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente
disposizione, secondo modalità e criteri definiti con
decreto del Presidente della Regione, su proposta della
segreteria generale, previa delibera di Giunta.
All'onere derivante dal presente comma, valutato per
gli esercizi finanziari 2006 e 2007 in 1.500 migliaia
di euro annui, si provvede con parte delle
disponibilità dell'UPB 4.2.1.5.2, accantonamento 1003.
14. Il personale del ruolo unico dei dirigenti
dell'Amministrazione regionale di cui all'ultimo
periodo del comma 1 dell'articolo 6 della legge
regionale 15 maggio 2000, n. 10, in servizio alla data
di entrata in vigore della presente legge, accede alla
seconda fascia del medesimo ruolo unico, senza alcun
onere aggiuntivo per il bilancio regionale e ove non
ostino specifiche ipotesi di responsabilità
disciplinare, previa selezione per titoli da
effettuarsi secondo modalità e criteri definiti con
decreto del Presidente della Regione, su proposta della
segreteria generale. previa delibera di Giunta.
15. In attesa dell'approvazione delle tabelle di
equiparazione previste dall'articolo 31 della legge
regionale 7 marzo 1997, il termine di applicazione
della predetta legge, dalla stessa previsto per il 31
dicembre 1996, già prorogato al 31 dicembre 1998 con
legge regionale 27 aprile 1999, n. 10, articolo 55, è
ulteriormente prorogato al 31 dicembre 2005.
16. In considerazione dei compiti loro attribuiti,
afferenti rispettivamente alla gestione complessiva
delle risorse strumentali al funzionamento dei numerosi
uffici della Regione e alla presenza di quest'ultima
nei processi partecipativi in ambito comunitario, nei
quali è coinvolta a seguito della riforma del Titolo V
della Costituzione e delle successive leggi attuative,
l'Ufficio del Sovrintendente di Palazzo D'Orleans e dei
siti presidenziali e l'Ufficio di Bruxelles sono
equiparati a dipartimento regionale.
17. La Tabella A allegata alla legge regionale 15
maggio 2000, n. 10 e successive modifiche ed
integrazioni è integrata per la Presidenza della
Regione secondo quanto stabilito dal comma 15.
18. In fase di prima applicazione, ai dirigenti
titolari degli uffici di cui al comma 16 si applica
quanto previsto dal comma 13.
19. All'organizzazione conseguente alle disposizioni
di cui ai commi da 16 a 18 si provvede ai sensi
dell'articolo 11, comma 2, della legge regionale 3
dicembre 2003, n. 20.
20. Per le finalità di cui ai commi da 16 a 19 è
autorizzata, per l'esercizio finanziario 2005, la spesa
di 100 migliaia di euro (UPB 4.2.1.5.3, capitolo
215708), cui si provvede con parte delle disponibilità
dell'UPB 1.4.1.1.1, capitolo 108109. Il Ragioniere
generale della Regione è autorizzato, con proprio
decreto, su proposta dei dirigenti generali dei
dipartimenti interessati, ad apportare le necessarie
variazioni al bilancio della Regione per l'esercizio
finanziario 2005. Per gli esercizi finanziari 2006 e
2007, la spesa annua, valutata in 500 migliaia di euro,
trova riscontro nel bilancio pluriennale della Regione,
UPB 4.2.1.5.2, accantonamento 1003.
21. E' consentita l'assunzione degli impegni a
valere sulle autorizzazioni di spesa disposte dalla
legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19 oltre la
chiusura dell'esercizio finanziario 2005 e comunque non
oltre 15 giorni dalla data di pubblicazione della
presente legge.
22. E' consentita l'assunzione degli impegni a
valere sulle autorizzazioni di spesa disposte dalla
presente legge oltre la chiusura dell'esercizio
finanziario 2005 e comunque non oltre 15 giorni dalla
data di pubblicazione della medesima.
23. Nello stato di previsione della spesa del
bilancio della Regione per l'esercizio finanziario 2005
sono introdotte le variazioni di cui all'annessa
Tabella B'».
Comunico che sono stati presentati dagli onorevoli
Raiti, Forgione, Liotta, Morinello gli emendamenti 1.1,
1.2, 1.3, 1.4, 1.5, 1.6, 1.7, 1.8, 1.9, 1.10, 1.11,
1.12, 1.13, 1.14, 1.15, 1.16, 1.17, 1.18, 1.19, 1.20.
Pongo in votazione il mantenimento del comma 1 dell'articolo 1.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il mantenimento del comma 2 dell'articolo 1.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il mantenimento del comma 3 dell'articolo 1.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il mantenimento del comma 4 dell'articolo 1.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il mantenimento del comma 5 dell'articolo 1.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il mantenimento del comma 6 dell'articolo 1.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il mantenimento del comma 7 dell'articolo 1.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il mantenimento del comma 8 dell'articolo 1.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il mantenimento del comma 9 dell'articolo 1.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il mantenimento del comma 10 dell'articolo
1. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il mantenimento del comma 11 dell'articolo
1. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il mantenimento del comma 12 dell'articolo
1. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il mantenimento del comma 13 dell'articolo
1. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il mantenimento del comma 14 dell'articolo
1. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il mantenimento del comma 15 dell'articolo
1. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il mantenimento del comma 16 dell'articolo
1. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il mantenimento del comma 17 dell'articolo
1. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il mantenimento del comma 18 dell'articolo
1. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il mantenimento del comma 19 dell'articolo
1. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il mantenimento del comma 20 dell'articolo
1. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.21, relativo alla
soppressione dell'ultimo periodo del comma 20.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 1.22 è superato.
Pongo in votazione il mantenimento del comma 23.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in vigore
il giorno stesso della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla
e di farla osservare come legge della Regione».
Comunico che sono stati presentati dagli onorevoli Raiti,
Forgione, Liotta e Morinello gli emendamenti 2.1 e 2.2.
Pongo in votazione il mantenimento del comma 1 dell'articolo 2.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il mantenimento del comma 2 dell'articolo 2.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, le tabelle sono conseguenti e,
naturalmente, vanno votate insieme alla riformulazione nella
legge finanziaria.
Presidenza del vicepresidente FLERES
Seguito dell'esame del disegno di legge Riproposizione di
norme approvate dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta
del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal Commissario dello Stato.
Quinto stralcio (1095-V stralcio/A)
PRESIDENTE Si passa al seguito dell'esame del disegno di
legge Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Quinto stralcio . (1095-V stralcio/A)
Si procede con l'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Disposizioni relative al territorio
1. E' abrogato l'articolo 11 della legge regionale
20 gennaio 1999, n. 5.
2. L'articolo 32 del decreto legge 30 settembre
2003, n. 269, convertito con modificazioni, dalla legge
24 novembre 2003, n. 326, e successive modifiche ed
integrazioni, si applica nella Regione con le seguenti
sostituzioni, modifiche ed integrazioni:
a) al comma 25, dopo le parole 3.000 metri cubi',
sono aggiunti i seguenti periodi: E' altresì
consentita la sanatoria edilizia per le nuove
costruzioni di tipo non residenziale che risultino
ultimate entro il 31 marzo 2003 e che abbiano una
cubatura non superiore a 3.000 mc. Ciascun soggetto
legittimato a richiedere il titolo abilitativo edilizio
in sanatoria non può, comunque, attraverso più
richieste, conseguire la sanatoria edilizia per
costruzioni non residenziali che superano il limite
volumetrico di 3.000 mc';
b) alla lettera d) del comma 27, dopo la parola
urbanistici' sono aggiunte le parole e per le quali
non venga acquisito parere favorevole da parte
dell'amministrazione preposta alla tutela del vincolo.
Non può comunque essere rilasciata la concessione
edilizia in sanatoria per le opere che ricadono nelle
predette zone vincolate qualora il vincolo comporta
inedificabilità assoluta o quando l'opera costituisce
grave pregiudizio per la tutela del vincolo stesso.'.
3. In applicazione dell'articolo 32, comma 26,
lettera b), del decreto legge 30 settembre 2003, n.
269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
novembre 2003, n. 326 e successive modifiche ed
integrazioni, è sempre ammessa la sanatoria edilizia
anche per le tipologie di illecito 4, 5 e 6 di cui
all'Allegato 1, Tabella C, relative ad opere abusive
ultimate entro il 31 marzo 2003. Il rilascio del titolo
abilitativo in sanatoria è subordinato agli stessi
adempimenti ed oneri previsti per le medesime tipologie
di illecito di cui al comma 26, lettera a) del predetto
articolo 32.
4. Qualora l'opera abusiva sia stata costruita in
zona soggetta a vincoli speciali a tutela del
territorio o di beni culturali, ambientali, paesistici
o archeologici, il parere dell'autorità preposta alla
gestione del vincolo è richiesto, ai fini della
concessione o autorizzazione in sanatoria, solo nel
caso in cui il vincolo in atto esistente sia stato
apposto antecedentemente alla realizzazione dell'opera
abusiva.
5. Le suddette disposizioni trovano, altresì,
applicazione anche per le istanze già presentate e per
le quali il richiedente non avesse già proceduto al
pagamento degli importi restanti a titolo di
oblazione, in tal caso le modalità di pagamento della
seconda e terza rata devono essere rimesse nei termini
dei commi 5 e 6.
6. Fermo restando il pagamento del 30 per cento
dell'oblazione contestualmente alla presentazione
dell'istanza per il rilascio della concessione edilizia
in sanatoria, e quant'altro previsto dall'Allegato 1
all'articolo 32 del decreto legge 30 settembre 2003,
convertito con modificazioni dalla legge 24 novembre
2003, n. 326, e successive modifiche ed integrazioni,
l'importo restante dell'oblazione deve essere versato
per importi uguali nei seguenti termini:
a) seconda rata entro il 31 marzo 2006;
b) terza rata entro il 30 giugno 2006.
7. Il pagamento degli oneri concessori deve avvenire
secondo le modalità di cui all'articolo 24 della legge
regionale 5 novembre 2004, n. 15.
8. Nell'ambito della Regione Siciliana viene
istituita la certificazione della qualità edilizia e
abitativa allo scopo di valorizzare il patrimonio
immobiliare esistente e garantire la sicurezza delle
costruzioni e dei loro complessi. La certificazione
della qualità degli immobili, in tutti i casi in cui ne
viene prevista la utilizzazione, costituisce specifico
titolo di priorità ai fini dell'ammissione alle
agevolazioni, provvidenze e facilitazioni economiche ed
amministrative previste dalle normative vigenti. Per
gli edifici esistenti la certificazione va presentata
agli uffici tecnici comunali prima dell'inizio dei
lavori quale attestazione della qualità statica e
impiantistica, geologica e geotecnica, legale e
urbanistica, storica e ambientale della costruzione
nello stato in cui si trova. Con decreto del Presidente
della Regione, su proposta dell'Assessore per il
territorio e l'ambiente, sono definiti i contenuti,
le modalità e i parametri per la attribuzione della
certificazione di qualità edilizia. Con decreto del
Presidente della Regione, previo bando ad evidenza
pubblica, è istituito l'elenco speciale dei soggetti
autorizzati al rilascio della certificazione. Possono
inoltrare richiesta per l'iscrizione nell'elenco
speciale i soggetti privati costituiti in forma
societaria o associativa da almeno cinque anni,
operanti nel territorio dell'Unione Europea i cui soci
o associati abbiano svolto attività volte alla
certificazione di qualità del patrimonio immobiliare
pubblico o privato ed alla tutela giuridica e
tributaria ovvero certificazione di qualità nel settore
merceologico connesso nonché quelli di nuova
costituzione che abbiano al proprio interno soggetti
che abbiano espletato, per un periodo di almeno dieci
anni, le predette attività. In sede di prima
applicazione, la Regione individua un istituto
siciliano di certificazione ambientale abitativa
(ISCAA), che sperimentalmente attua il rilascio delle
certificazioni. L'ISCAA svolge attività documentaria ed
attività legate alla tutela della sicurezza degli
utenti di beni immobili, entrambe le attività secondo
le modalità definite con decreto del Presidente della
Regione.
9. Le disposizioni di cui all'articolo 35 della
legge regionale 7 agosto 1997, n. 30, si applicano
altresì per la realizzazione delle opere pubbliche e
delle iniziative private previste nei progetti
integrati territoriali (P.I.T.), nei programmi di
riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile del
territorio (PRUSST), nei patti territoriali o nei
contratti d'area.
10. Al fine di dotare gli edifici di spazi e
strutture adeguati alle esigenze abitative delle
persone handicappate gravi ivi residenti sono previste
le successive disposizioni. Per gli edifici esistenti
alla data di entrata in vigore della presente legge,
ricompresi nelle zone territoriali omogenee di tipo B,
C ed E di cui al decreto ministeriale 2 aprile 1968, n.
1444, sono consentiti, anche in deroga agli indici di
zona previsti dagli strumenti urbanistici vigenti,
interventi di ampliamento della volumetria nella misura
massima di 120 mc, realizzati in aderenza agli edifici
esistenti. Restano fermi, per gli ampliamenti di cui al
comma 2, le disposizioni a tutela dei beni ambientali e
culturali, quelle previste dalla normativa vigente
sulle distanze dalle strade, sulle distanze dai confini
e tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti,
nonché gli eventuali vincoli igienico-sanitari che
vietano ogni tipo di nuova edificazione. La domanda per
il rilascio della concessione edilizia deve essere
corredata di:
a) una certificazione medica rilasciata dalle
aziende unità sanitarie locali territoriali, attestante
la situazione di handicap grave, ai sensi dell'articolo
3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, della
persona ivi residente, con l'indicazione delle
condizioni necessarie a garantire il completo
soddisfacimento delle esigenze abitative delle persone
handicappate;
b) una dettagliata relazione, a firma di un
progettista abilitato, accompagnata da idonea
rappresentazione grafica dello stato di fatto, che
attesti l'impossibilità tecnica di reperire spazi
adeguati nell'ambito dell'edificio di residenza, e il
relativo progetto.
11. All'atto del rilascio della concessione
edilizia, sulle volumetrie realizzate ai sensi del
presente articolo, è istituito a cura del
concessionario un vincolo di durata triennale che non
consente la variazione della destinazione d'uso, la
vendita e la locazione a soggetti non portatori di
handicap, da trascriversi presso la conservatoria dei
registri immobiliari.
12. Le disposizioni dell'articolo 20 della legge
regionale 30 aprile 2001, n. 4 si applicano anche su
aree o immobili del demanio marittimo avuti in
concessione o locazione.
13. Alla lettera f) del comma 2 dell'articolo 22
della legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71 e
successive modifiche ed integrazioni, aggiungere dopo
le parole ad esclusione di quanto previsto dalla
lettera c)' le parole e ad eccezione dei progetti
ammessi a finanziamento pubblico secondo i bandi del
POR Sicilia, nel cui caso la distanza può essere anche
di 50 metri.'.
14. All'articolo 22 della legge regionale 27
dicembre 1978, n. 71 e successive modifiche ed
integrazioni è aggiunto il seguente comma:
3 bis. Previa autorizzazione delle amministrazioni
competenti, nelle zone di verde agricolo, sono
consentiti insediamenti di carattere sportivo e per il
tempo libero, sia ad iniziativa imprenditoriale privata
che pubblica.
3 ter. Le disposizioni di cui al comma 1 non si
applicano nelle aree destinate a verde agricolo
ricadenti in tutte le zonizzazioni dei parchi regionali
e delle riserve naturali della Regione.'.
15. Qualora gli strumenti urbanistici consentano,
per le aree edificabili, la demolizione e ricostruzione
in sito del volume esistente, il perimetro del nuovo
edificio deve coincidere anche in parte con quello
preesistente, fermo restando il rapporto di copertura
sul lotto di appartenenza ed il rispetto delle distanze
nonché dei vincoli di tutela paesaggistica ed
ambientale e di quelli di destinazione d'uso previsti
nello strumento urbanistico>>.
Comunico che sono stati presentati dagli onorevoli Raiti,
Forgione, Liotta, Miccichè e Morinello gli emendamenti: 1.1, 1.2,
1.3, 1.4, 1.5, 1.6, 1.7, 1.8, 1.9, 1.10, 1.11, 1.12, 1.13, 1.14,
1.15.
Pongo in votazione il mantenimento del comma 1 dell'articolo 1.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il
cappello sotto cui stiamo conducendo questa operazione da noi non
condivisa è quello di questa riproposizione acritica delle norme.
Credo che questa acriticità non faccia onore all'intelligenza
nostra. Per quanto mi riguarda e per quanto riguarda anche quei
colleghi che condividono questa impostazione, mi sembra doveroso
farvi rilevare alcune incongruenze, assurdità che stiamo votando,
quanto meno a futura memoria.
Osservo nel merito e nel metodo che il comma 2 interviene
modificando ed alterando le norme sulla concessione edilizia in
sanatoria forzando ed ampliando le attuali condizioni poste dalla
legislazione nazionale e regionale, così come sono state
recepite.
Credo che sia sicuramente in violazione rispetto a quello che
la nostra Regione può consentirsi.
Osservo, inoltre, che queste stesse norme contenute in
quest'articolo, nei commi dal 2 al 7, sono identicamente
ripetute, ricopiate nel tredicesimo stralcio, nei commi che vanno
dal 62 al 68. In questo disegno di legge, infatti, queste norme
sono presenti esattamente due volte.
Mi sembra una incongruenza assolutamente incomprensibile.
Questo disegno di legge, praticamente, ci propone due volte la
stessa serie di articoli. E non è l'unico caso.
Osservo poi il comma 9 nel merito. Vi è questo trionfo
dell'ossessione che questo Parlamento onora in ogni sua
circostanza e occasione di ampliare e di forzare i limiti della
disciplina urbanistica.
Questa norma è sostanzialmente quella che abbiamo recentemente
votato in un disegno di legge, semplicemente ancora una volta
presente con una estensione delle stesse prerogative non già e
soltanto alle opere pubbliche ma anche alle iniziative private. E
ancora una volta questo è esattamente ripetuto nel comma 43 del
XIII stralcio. Si tratta, quindi, di una norma che si ripete in
questa ed in un'altra parte dello stesso disegno di legge, anzi è
ripetuto al comma 69.
PRESIDENTE Onorevole De Benedictis, è probabile che quanto
da lei affermato sia vero. E' probabile che si sia ripetuto in
altre circostanze. In quel caso, in sede di coordinamento, come
peraltro detto ad apertura dei lavori, ovviamente, le parti
duplicate verranno omesse.
DE BENEDICTIS . Mi sembra ovvio, non mi aspettavo una
risposta diversa. E' chiaro.
Aggiungo che, anche a proposito del comma 10, vi è una
incongruenza rilevantissima. La sostanza di questo comma,
infatti, consente una realizzazione per esigenze abitative delle
persone handicappate di ulteriori 120 metri cubi di una
volumetria, nella misura massima di 120 metri cubi.
Vi sottopongo la infondatezza di questa norma perchè si fa
riferimento ad esigenza abitativa delle persone handicappate
gravi, senza specificare quali devono essere e perchè debbono
esserci particolari esigenze abitative. Vi è proprio un difetto
di motivazione in questa norma. Anche nelle lettere a) e b)
comprese in questo comma non si fa riferimento a nulla che
correli il difetto fisico con la necessità di dotare di ulteriori
spazi per esigenze abitative. Si tratta, quindi, di una norma
assolutamente immotivata nella sua costruzione interna.
La cosa più assurda è quella che si consente un ampliamento di
una volumetria massima nella misura di 120 metri cubi - ad
occhio e croce, parliamo di 40 metri quadrati - ma non si
comprende rapportata a che cosa. Si tratta di 40 metri quadrati
a testa, a persona handicappata, a famiglia, ad appartamento, ad
edificio, a condominio?
Non vi è un parametro di riferimento. Si tratta di una norma
tecnicamente inapplicabile, ancorché immotivata, totalmente in
contraddizione nel senso della norma stessa. Non vi è nemmeno una
percentuale. Non è detto: un x per cento della volumetria
esistente fino ad un massimo di ... . Una norma assolutamente
imbecille e scusate il termine.
Credo che non faccia onore che continuiamo a trovare norme di
questo tenore vantandoci che acriticamente le stiamo proponendo
alla Corte Costituzionale per vedere se abbiamo ragione noi o se
ha ragione il Commissario dello Stato.
Signor Presidente, per esempio, c'è una altra norma - quella
dell'articolo 11 - che, ancora una volta, tra l'altro, mette in
chiaro quanto ho appena detto. La deroga alla possibilità di
realizzare una maggiore volumetria, infatti, in realtà, è una
deroga che impone un vincolo di destinazione d'uso della durata
appena triennale. Si comprende, quindi, perchè nasce questa
norma. Nasce perchè, dopo tre anni, sicuramente, la persona
fisica minorata guarisce o guarisce chi va ad abitare al posto
della stessa e ci si ritrova con una miriade di volumetria in
più.
Si tratta di una norma scandalo.
E poi ancora articolo 12. Non entro nel merito ma è citata una
legge che non esiste; è citato un articolo in maniera inesatta
perchè l'articolo 20 della legge regionale 30 aprile 2001 non
esiste.
Non cito la legge stessa perchè gli Uffici si occupano proprio
di questo e sanno benissimo a quale legge si fa riferimento.
PRESIDENTE Onorevole De Benedictis, mi scuso con lei ma le
osservazioni da lei formulate sono assolutamente reali, nel
senso che, cosi come è scritto, la norma è assolutamente
incongrua.
DE BENEDICTIS . No, signor Presidente, mi permetta di dire
che sto facendo un esempio. Potremmo stare qui se i colleghi
avessero la volontà.
PRESIDENTE No, posso intervenire nelle parti che trovo
manifestamente incongrue.
DE BENEDICTIS . Mi permetta, signor Presidente, sono
manifestamente incongrue solo perché le sto facendo notare. Le
potrei fare notare se i colleghi avessero la buona volontà di
riflettere su questa operazione che acriticamente si vantano di
voler fare. Di norme stupide come queste ce ne sono una gran
quantità e questo non ci fa onore, non fa onore a questo
Parlamento.
Stiamo compiendo una operazione della quale vergognarci.
Lei, signor Presidente, giustamente, me ne sta dando atto su
questa norma, sol perché io lo sto facendo notare e ne potrei
fare notare moltissime altre di cose per far comprendere che ho
ragione.
Mi consenta, desidero andare ancora avanti nelle mie
osservazioni perché quello che critico non è la norma in sè, non
è questo articolo - come questo ce ne sono tanti - ma questa
operazione che, nel suo complesso, vi state ostinando a far fare
a questo Parlamento di cui facciamo parte.
Andando avanti. Il comma 12 così recita: le disposizioni
dell'articolo 20 della legge regionale 30 aprile 2001, n. 4...
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, mi scuso con l'onorevole De
Benedictis per l'interruzione del suo intervento, ma desidero
suggerire all'Aula un percorso perché non c'è dubbio che, se
andiamo a riproporre norme assolutamente incongrue come quella
contenuta al comma 10 ...
DE BENEDICTIS . Anche al comma 9 e a tutti gli altri.
PRESIDENTE La mia proposta è quella di accantonare lo
stralcio 5 per fare una verifica di natura tecnica relativamente
a questi aspetti e, se dovessero esserci osservazioni di questo
genere, la Presidenza si impegna a dichiarare improponibili
queste parti.
Onorevole De Benedictis, onestà intellettuale per onestà
intellettuale: vorrei invitare i colleghi a limitarsi, per
rispettare una procedura che quest'Aula si è data, alle questioni
che attengono chiare e manifeste inapplicabilità, altrimenti
viene meno il principio adottato sino a questo momento.
Se la proposta è condivisa, accantoniamo il testo dello
stralcio 5, andando avanti con gli altri testi e facciamo una
verifica di natura tecnica.
Faccio appello alla cortesia, alla sensibilità ed alla onestà
intellettuale dei colleghi chiedendo di indicare alla Presidenza
le parti manifestamente incongrue, perché possano essere
dichiarate improponibili, con quelle che invece sono proponibili,
ancorché non condivise.
Ci possono essere parti che non sono condivise ma su quelle il
problema è di altra natura.
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, devo dare per
scontato che gli Uffici abbiano già fatto questa verifica.
PRESIDENTE No, gli Uffici non hanno fatto alcuna verifica da
questo punto di vista perché le norme, così come ho detto più
volte, sono state riproposte in maniera pedissequa.
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, se volessi evidenziare
che alcune norme sono improponibili, in quale sede dovrei farlo?
PRESIDENTE Subito dopo, appena riprendiamo la trattazione
del disegno di legge.
Onorevole De Benedictis, faccia pervenire alla Presidenza le
sue osservazioni che non riguardino il merito ma l'esatta
formulazione e noi proseguiremo con l'esame degli altri stralci.
Non sorgendo osservazioni, lo stralcio 5 è accantonato.
Seguito dell'esame del disegno di legge Riproposizione di
norme approvate dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta
del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal Commissario dello Stato.
Sesto stralcio (1095-VI stralcio/A)
PRESIDENTE Si passa al seguito dell'esame del disegno di
legge Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Sesto stralcio (1095-VI stralcio/A)
Si procede con l'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Disposizioni relative al turismo
1. Il comma 3 dell'articolo 1 della legge regionale
13 marzo 1982, n. 14 è così sostituito:
3. Nei campeggi è consentita la presenza di tende,
roulottes, camper e case mobili installate a cura
della gestione senza richiedere autorizzazione o
concessione edilizia, purchè conservino i meccanismi di
rotazione in funzione, non possiedano alcun
collegamento permanente al terreno e gli allacciamenti
alle reti tecnologiche siano rimovibili in ogni
momento, di quella totale delle piazzole.'.
2. Il comma 4 dell'articolo 1 della legge regionale
13 marzo 1982, n. 14 è così sostituito:
4. Tali manufatti non possono avere superficie
coperta inferiore a metri quadri 5 e superiore a metri
quadri 8 per persona da alloggiare.'
3. Il comma 2 dell'articolo 2 della legge regionale
13 marzo 1982, n. 14, è così sostituito:
2. Qualora lo strumento urbanistico generale non
preveda aree destinate a campeggi, il comune provvede,
nei modi e forme di legge, a mezzo di variante senza la
preventiva autorizzazione dell'Assessorato regionale
del territorio e dell'ambiente. Nei campeggi esistenti
e regolarmente autorizzati si possono insediare tutte
le strutture previste dalla presente legge anche in
deroga allo strumento urbanistico, il comune provvede
anche successivamente a recepire in apposita variante
allo strumento urbanistico.'.
4. Il comma 5 dell'articolo 2 della legge
regionale 13 marzo 1982, n. 14, è così sostituito:
5. E' vietata la realizzazione di nuovi campeggi
nelle fasce di rispetto indicate nell'articolo 15 della
legge regionale 12 giugno 1976, n. 78. I campeggi
esistenti, regolarmente autorizzati, possono eseguire,
in deroga, le opere previste.'.
5. Il comma 7 dell'articolo 2 della legge regionale
13 marzo 1982, n. 14, è così sostituito:
7. I comuni sprovvisti di campeggi, per consentire
la sosta di caravan, autocaravan, camper e simili mezzi
mobili di pernottamento al di fuori dei campeggi
di cui alla legge regionale 13 marzo 1982, n. 14,
possono istituire aree attrezzate, riservate
esclusivamente alla sosta temporanea ed al parcheggio
di tali mezzi, compatibilmente con i loro
strumenti urbanistici, o autorizzare privati
alla realizzazione e alla gestione di tale aree. Le
aree attrezzate sono realizzate nel rispetto della
legge regionale 13 marzo 1982, n. 14, nonché delle
disposizioni di cui all'articolo 185, comma 7, del
decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 e del
relativo regolamento di esecuzione. I comuni, quando
istituiscono direttamente le aree di sosta, possono
provvedere alla loro gestione anche mediante apposite
convenzioni con terzi soggetti. Nelle predette aree la
permanenza è consentita per un periodo massimo di 24
ore consecutive. Nei comuni dotati di aree attrezzate,
la sosta di caravan, autocaravan, camper e simili mezzi
mobili di pernottamento al di fuori dei campeggi e/o
delle aree attrezzate è punita con la sanzione
amministrativa da 100 a 300 euro e l'immediata
rimozione del mezzo. La sanzione è di 500 euro nel caso
venga accertato l'utilizzo del mezzo in loco'..
6. L'articolo 13 della legge regionale 15 settembre
2005, n. 10, è abrogato.
7. La lettera a) del comma 4 dell'articolo 30 della
legge regionale 10 dicembre 2001, n. 21, è così
modificata:
a) offerta di ospitalità e/o di ristorazione di
servizi connessi a tali attività, esercitata in
immobili già esistenti e già risultanti classificati
nel catasto terreni come edifici rurali. Tale
requisito è accertato con un certificato catastale
storico.'.
8. Il comma 4 dell'articolo 30 della legge regionale
10 dicembre 2001, n. 21, così modificato, si applica
anche alle domande presentate in adesione ai bandi
pubblici del POR Sicilia, emanati in data antecedente
all'entrata in vigore della presente legge.
9. Laddove per procedere all'acquisto di autobus di
linea, con sovvenzioni pubbliche a qualsiasi titolo, si
debba procedere alla radiazione dei mezzi sostituiti,
la cessione di questi per fini umanitari, ad Enti o
Associazioni no profit, sostituisce gli effetti della
radiazione>>.
Comunico che sono stati presentati dagli onorevoli
Raiti, Forgione, Liotta, Miccichè, Morinello gli
emendamenti 1.1, 1.2, 1.3, 1.4, 1.5, 1.6, 1.7, 1.8,
1.9.
Pongo in votazione il mantenimento del comma 1 dell'articolo 1.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il mantenimento del comma 2 dell'articolo 1.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il mantenimento del comma 3 dell'articolo 1.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il mantenimento del comma 4 dell'articolo 1.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il mantenimento del comma 5 dell'articolo l.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il mantenimento del comma 6 dell'articolo 1.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il mantenimento del comma 7 dell'articolo 1.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, su questo
comma sono già intervenuto nella prima fase. Avevo fiducia nel
proponente di questo comma, l'assessore Granata, che lo
modificava o lo ritirava perché questa è una delle formulazioni
in cui, il Commissario dello Stato ha evidenziato
l'incostituzionalità. Ciò perché non abbiamo nessuna potestà
statutaria e legislativa di commutare sanzioni di tipo penale,
perché di questo si tratta. Non abbiamo questa possibilità.
Chiedo, quindi, al proponente di ritirare questo emendamento o
di modificarlo perché non è assolutamente possibile sanzionare,
ad esempio, i camperisti. L'emendamento soppressivo da me
presentato si sopprime o si modifica.
Da parte del proponente - come Governo - le chiedo di procedere
ad una modifica sostanziale.
PRESIDENTE Sostanzialmente, lei propone la soppressione della
parte sanzionatoria del comma 7. La parte in questione è quella
che va dalle parole nei Comuni dotati .
Preciso che la proposta dell'onorevole Micciché, presentatore
di un emendamento soppressivo della parte riguardante le ultime 4
righe del comma 5, è quello che così recita: Sopprimere l'ultimo
periodo del comma 5: Nei comuni dotati di aree attrezzate...
fino alle parole l'utilizzo del mezzo in loco'.
Pongo in votazione l'emendamento soppressivo.
Richiesta di verifica del numero legale
CRISAFULLI Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Giannopolo, Oddo,
Spampinato, Tumino)
PRESIDENTE Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 22.30, è ripresa alle ore 22.32)
La seduta è ripresa.
Essendo la richiesta appoggiata a termini di Regolamento,
indìco la votazione per la verifica del numero legale.
(Si procede alla verifica)
Risultato della verifica
PRESIDENTE Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 39
L'Assemblea non è in numero legale; pertanto la seduta è
rinviata di un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 22.33, è ripresa alle ore 23.45)
La seduta è ripresa.
Comunico che è stato presentato, dall'onorevole Micciché, il
seguente emendamento:
«Sopprimere l'ultimo periodo del comma 5 dell'articolo 1».
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
CRACOLICI Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Crisafulli,
Giannopolo, Liotta e Oddo)
Verifica del numero legale
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termine di
Regolamento, indìco la votazione per la verifica del numero
legale.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla verifica)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della verifica
PRESIDENTE Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti..... 30
L'Assemblea non è in numero legale.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 11
gennaio 2006, alle ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente FLERES
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Primo stralcio". (n. 1095 - I
Stralcio/A).
2) - "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Secondo stralcio". (n. 1095 - II
Stralcio/A).
3) - "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Terzo stralcio". (n. 1095 - III
Stralcio/A).
4) - "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Quarto stralcio". (n. 1095 - IV
Stralcio/A).
5) - "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Quinto stralcio". (n. 1095 - V
Stralcio/A). (Seguito)
6) - "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Sesto stralcio". (n. 1095 - VI
Stralcio/A). (Seguito)
7) - "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Settimo stralcio". (n. 1095 - VII
Stralcio/A). (Seguito)
8) - "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Ottavo stralcio". (n. 1095 - VIII
Stralcio/A). (Seguito)
9) - "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Nono stralcio". (n. 1095 - IX
Stralcio/A). (Seguito)
10) - Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea
regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed
impugnate dal Commissario dello Stato. Decimo stralcio ". (n.
1095 - X Stralcio/A). (Seguito)
11) - "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea
regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed
impugnate dal Commissario dello Stato. Undicesimo stralcio". (n.
1095 - XI Stralcio/A). (Seguito)
12) - "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea
regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed
impugnate dal Commissario dello Stato. Dodicesimo stralcio". (n.
1095 - XII Stralcio/A). (Seguito)
13) - "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea
regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed
impugnate dal Commissario dello Stato. Tredicesimo stralcio". (n.
1095 - XIII Stralcio/A) (Seguito).
14) - "Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno
2006." (nn. 1066-1094-1096) (Seguito)
15) - "Bilancio di previsione della Regione siciliana per
l'anno finanziario 2006 e bilancio pluriennale per il triennio
2006/2008." (nn. 1067-1094-1096). (Seguito)
III - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 467 - Provvedimenti urgenti per la tutela dei
lavoratori della Cogema di Priolo (SR)
SBONA - ACANTO - BASILE - SCALICI -
ORTISI - DE BENEDICTIS
IV - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Istituzione di un ulteriore turno elettorale autunnale per
il rinnovo degli organi dei Comuni e delle Province della
Regione. Modifica dell'articolo 8 della legge regionale 2 agosto
2002, n. 7 (n. 977/A) (Seguito)
2) - Istituzione di poli turistici all'interno dei parchi
dell'Etna, dei Nebrodi e delle Madonie (nn. 986-987/A)
3) - Interventi per la valorizzazione turistica, fruizione e
conservazione delle opere della Fiumara d'arte (n. 1003/A)
4) - Norme per la promozione della Fondazione The Brass
Group' (n. 998/A)
5) - Disposizioni finanziarie urgenti e per la
razionalizzazione dell'attività amministrativa (n. 151-Norme
stralciate II/A)
V - VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
6) - Disciplina della raccolta, commercializzazione e
valorizzazione dei funghi epigei spontanei (nn. 908-812- 6/A)
VI - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E DELLA
COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI L'ATTIVITA'
DELL'UNIONE EUROPEA
VII - ELEZIONE DI DEPUTATI SEGRETARI
La seduta è tolta alle ore 23.50
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 01.30 di mercoledì
11 gennaio 2006
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli
Presidenza del presidente Lo Porto
Presidenza del vicepresidente Fleres
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
PANARELLO. - «Al Presidente della Regione ed all'Assessore per
i beni culturali, ambientali e per la pubblica istruzione,
premesso che fin dal 1986 sono stati individuati sott'acqua, nel
cuore della baia di Villagonia, a Taormina, dei reperti marmorei
di età imperiale (II o III secolo d.C.) di eccezionale e
straordinario valore;
considerato che si presume che quella individuata recentemente
dal gruppo subacqueo dei Carabinieri sia soltanto una parte di un
carico più ampio di diverse navi che portarono a Taormina
materiali per costruire un edificio di notevolissime dimensioni e
che molta parte di tale materiale si trovi sul fondo della baia
disseminato dalle correnti in un'area molto più vasta di quella
finora individuata;
rilevato che, ignorando e disconoscendo questo importantissimo
ritrovamento, da anni è in discussione in quel Comune la
realizzazione di un nuovo megaporto turistico da parte di privati
con il 'project financing' al centro della baia di Villagonia,
nella cui area è già presente, se pur incompleto, il porto
turistico di Giardini Naxos;
considerato che da notizie riportate dalla stampa locale
sembrerebbe che la Soprintendenza ai beni culturali di Messina,
la quale ha cominciato a valutare il valore e l'importanza dei
reperti marmorei ritrovati, abbia dato un nulla osta 'sotto
condizione' al progetto di massima del nuovo megaporto da
realizzare;
per sapere:
se risponda al vero che la Soprintendenza di Messina abbia dato
un parere favorevole 'sotto condizione'alla realizzazione di un
nuovo megaporto nella baia di Villagonia a Taormina e che cosa
significhi ' sotto condizione';
se non ritengano inutile, dispendioso e devastante per
quell'area marina la realizzazione di un nuovo megaporto, visto
che in loco già esiste il porto turistico di Giardini Naxos;
se non ritengano necessario procedere al finanziamento ed alla
realizzazione di un'indagine più vasta e sistematica dell'area
marina subacquea della baia di Villagonia per la ricerca e il
censimento di nuovi reperti archeologici, quasi sicuramente
presenti, al fine di valutare la possibilità di tutelare e
vincolare l'intera area interessata ai ritrovamenti;
come intendano gestire gli importantissimi reperti marmorei già
ritrovati nella baia.» (1420)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «Con l'interrogazione numero 1420 l'onorevole
Panarello ha chiesto notizie in merito alla possibile
realizzazione di un megaporto nella baia di Villagonia a
Taormina.
Sull'argomento comunico che, per ciò che concerne il parere
favorevole della Soprintendenza di Messina citato
nell'interrogazione, risulta dagli atti che sia stato invece
rilasciato un parere negativo alla realizzazione del porto
turistico poiché il progetto non presentava estetiche compatibili
con i luoghi.
E' stata poi presentata una nuova progettazione del porto del
tutto trasformata, la quale, insieme al progetto di un
porticciolo turistico del Comune di Giardini Naxos, vista la zona
d'intervento importante per le sue caratteristiche storiche ed
ambientali, è stata già posta al vaglio del Consiglio regionale
dei beni culturali ed ambientali, massimo organo di consulenza e
tutela dell'Assessorato.
Faccio presente che si è già avviata la relativa istruttoria
presso gli Uffici della Soprintendenza del mare per il
proseguimento della campagna di ricerca.
Per ciò che riguarda i reperti marmorei già ritrovati nella
baia sarà cura della Soprintendenza di Messina trovare la giusta
collocazione».
L'Assessore PAGANO
PANARELLO. - «All'Assessore per i beni culturali e ambientali e
per la pubblica istruzione, premesso che:
- l'area di Scopello-Guidaloca nel comune di Castellammare del
Golfo (TP) rappresenta un patrimonio ambientale e paesaggistico
da salvaguardare per uno sviluppo coerente ed eco-compatibile del
territorio;
- l'indomani della partecipata 'marcia per Scopello',
l'Assessore regionale per i beni culturali ed ambientali ha
manifestato, attraverso vari organi di informazione, la volontà
politica ed istituzionale di tutelare quella parte del territorio
della provincia di Trapani con l'apposizione del vincolo
specifico, mirato a prevenire l'utilizzo indiscriminato a fini
edificatori del territorio di Scopello-Guidaloca;
per sapere:
quali iniziative intenda intraprendere per velocizzare le
procedure di apposizione del vincolo suddetto;
se non ritenga indispensabile emanare immediatamente un
provvedimento assessoriale di inibizione provvisoria con
conseguente richiesta di convocazione della Commissione
provinciale per la tutela delle bellezze naturali e
paesaggistiche, ai sensi dell'art. 153 del T.U. relativo alle
disposizioni legislative in materia di beni culturali ed
ambientali (art. 1 della legge 8 ottobre 1977, n. 352), per
l'apposizione del vincolo definitivo da disporre entro 90 giorni
dal provvedimento assessoriale sopra citato. (1432)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza).
Risposta. «Con l'interrogazione numero 1432 l'onorevole Oddo
ha chiesto di conoscere quali iniziative si intendono
intraprendere per velocizzare le procedure di apposizione del
vincolo paesaggistico per tutelare il territorio di Scopello-
Guidaloca ricadente nel Comune di Castellammare del Golfo.
La zona di Scopello Guidaloca ricadente nel territorio comunale
di Castellammare del Golfo è sottoposta a vincolo paesaggistico
ai sensi del T.U. n. 490/99, con decreto del Presidente della
Regione n. 729 del 21 marzo 1979, pubblicato sulla GURS n. 27 del
23 giugno 1979.
A seguito di una serie di eventi che hanno richiamato per varie
ragioni l'attenzione sull'aera in argomento, la Soprintendenza di
Trapani ha posto il vincolo di immodificabilità temporanea nella
citata zona nelle more della definizione del Piano territoriale
paesistico e più precisamente fino alla fine di agosto 2004, mese
in cui è stato adottato il predetto Piano.
Il Piano territoriale paesistico, pur se non approvato
definitivamente a causa di alcune procedure che ne hanno
ritardato l'iter, risulta applicabile in tutte le sue parti e,
pertanto, le problematiche poste risultano superate».
L'Assessore PAGANO
PANARELLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i
beni culturali, ambientali e per la pubblica istruzione, premesso
che l'Azienda autonoma di soggiorno e turismo di Messina,
accogliendo la sollecitazione di un'agenzia di viaggi, ha chiesto
per il 2004 l'apertura del Museo regionale di Messina nella
giornata di lunedì, per consentirne la visita ai 'croceristi' che
si fermano in città;
considerato che:
la predetta agenzia di viaggi ha proposto, meritoriamente, alla
società armatrice un tour di Messina che comprende la visita
guidata al Museo ed ha riscontrato grande interesse da parte
dell'interlocutore;
gli scali previsti a Messina nel 2004 da parte della predetta
società (Costa Crociere) sono 47 e di questi 33 sono programmati
nelle giornate di lunedì;
essendo il lunedì giornata di chiusura settimanale, si
impedirebbe a migliaia di turisti italiani e stranieri di
visitare il Museo e le importanti opere ivi esposte;
si determinerebbero contraccolpi negativi per l'immagine della
città e dello stesso Museo regionale; si rischierebbe di
pregiudicare l'economia del settore e verrebbero compromesse le
stesse iniziative promozionali messe in atto dall'Amministrazione
regionale per valorizzare i beni culturali ed incrementarne la
fruizione;
le normative contrattuali consentono una gestione flessibile
degli orari di lavoro e delle turnazioni e che le organizzazioni
sindacali hanno dichiarato ampia disponibilità ad agevolare la
fruizione dei siti museali;
per sapere:
se non valutino opportuno, superando gli eventuali problemi
organizzativi e accogliendo la richiesta dell'A.A.S.T. di
Messina, consentire nelle giornate di lunedì, per il 2004,
l'apertura del Museo regionale di Messina;
quali atti intendano compiere, con la necessaria tempestività
ed evitando inerzie burocratiche, per dare la possibilità ad un
numero cospicuo di visitatori di accedere al Museo regionale,
consentendo, nel contempo, la valorizzazione a livello nazionale
ed internazionale di quella importante istituzione culturale.»
(1448)
PANARELLO
Risposta.«Con l'interrogazione numero 1448 l'onorevole
Panarello ha chiesto di sapere se non si ritiene opportuno
proporre l'apertura del Museo regionale di Messina nella giornata
di lunedì per consentire, alle navi della società Costa Crociere
che transita nel Porto di Messina per ben 33 volte l'anno nel
predetto giorno della settimana, di programmare una visita al
predetto Museo che ha previsto la chiusura settimanale proprio
nella giornata del lunedì.
Con riferimento alla richiesta dell'interrogante, premesso che
l'interesse primario dell'Amministrazione regionale è proprio
quello di valorizzare i beni culturali e renderli fruibili a
tutti, sarebbe un vero peccato impedire a migliaia di turisti
italiani e stranieri di visitare il Museo regionale di Messina.
Pertanto, la Direzione dell'Assessorato dei Beni culturali ha
già provveduto, dall'1 aprile 2004, a modificare la giornata di
chiusura settimanale del Museo prevedendola per la giornata del
mercoledì e non più del lunedì.»
L'Assessore PAGANO
GURRIERI. - «Al Presidente della Regione ed all'Assessore per i
beni culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione,
premesso che:
è stata annunciata dall'Assessore per i beni culturali, on.
Granata, la proposta di inserimento nel catalogo UNESCO della
Necropoli di Pantalica;
tale inserimento determinerebbe un'ulteriore valorizzazione e
integrazione del circuito turistico-culturale del distretto del
Sud-Est;
considerato che:
- nella stessa area della Val di Noto, nel territorio tra
Ispica e Modica, si trova il complesso rupestre, naturalistico,
archeologico e storico-culturale costituito dal parco di Cava
d'lspica, una spettacolare vallata lunga circa 13 km, ricchissima
di macchia mediterranea, costellata di insediamenti umani
risalenti alla preistoria, di cui restano straordinarie
testimonianze, e fino all'età medievale;
- la Cava d'lspica è conosciuta internazionalmente, essendo uno
dei luoghi più visitati dai viaggiatori tedeschi, inglesi e
francesi dal 700 in poi, come è riportato nella diaristica, nella
memorialistica e nella manualistica di autori come il Rochefort,
Patrick Brydone, William Beckford, Jean Saint-Non, Johann
Heinrich Bartles, Dèodat de Dolomieu, Jean Houel, Dominique
Vivant Denon, ecc. fino al contemporaneo Dominique Fernandez;
- il sito che ben si integra nell'area del Sud-Est, in
particolare con il circuito barocco delle otto città della Val di
Noto, permetterebbe, inoltre, di valorizzare la stessa città di
Ispica, che ospita rilevanti testimonianze barocche, oltre che
uno dei più belli esempi di architettura Liberty (Palazzo Bruno,
opera del grande architetto palermitano Basile);
atteso che il territorio di quella provincia non può continuare
ad essere svilito e mortificato nelle sue possibilità di
valorizzazione turistica e culturale;
per sapere:
quali motivi impediscano di includere il complesso di Cava
d'lspica, allo stesso modo della Necropoli di Pantalica, nel
catalogo dei beni patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO;
quali iniziative intenda assumere in proposito il Governo della
Regione;
se non ritengano di promuovere apposite iniziative per
valorizzare il patrimonio storico-architettonico della città di
Ispica, nella quale si trovano preziose testimonianze barocche.»
(1490)
Risposta.« Con l'interrogazione numero 1490 l'onorevole
Gurrieri ha chiesto di conoscere quali iniziative intende
assumere il Governo della Regione per valorizzare il patrimonio
storico-architettonico della città di Ispica e quali motivi
impediscono di includere il complesso di Cava d'Ispica nel
catalogo dei beni facenti parte del patrimonio dell'Umanità
dell'UNESCO.
La qualità delle valenze archeologiche storiche, naturalistiche
e paesaggistiche della "Cava d'Ispica" sono ben note
all'Amministrazione dei Beni culturali ed ambientali che, oltre
ad averne da anni assicurato la tutela, ne ha fatto oggetto di
valorizzazione attraverso un finanziamento di 2.685.500,00
nella priorità 1 di Agenda 2000, progetto a titolarità regionale.
Il sito, inoltre, è stato inserito nel novero dei "Parchi
archeologici" regionali costituiti dalla l.r. n. 20 del 2000
divenendo uno dei Parchi previsti nell'area della Provincia di
Ragusa.
Essendo l'area in argomento conosciuta a livello internazionale
e quindi luogo molto visitato, verranno attivati in tale area i
servizi aggiuntivi quali book shop, vendita in merchandising,
coffee shop, etc., finalizzati allo sviluppo ed alla crescita
qualitativa del Parco.
Si ritiene opportuno ed è certamente auspicabile, visto
l'eccezionale ruolo che riveste la Cava d'Ispica da secoli,
insieme alla necropoli di Pantalica, l'inserimento di questi siti
nel catalogo dell'UNESCO determinandone così ulteriore
valorizzazione.»
L'Assessore PAGANO
VITRANO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per i
beni culturali, ambientali e la pubblica istruzione e
all'Assessore per la sanità, premesso che con provvedimento della
Sovrintendenza per i beni culturali di Palermo, è stato concesso
il nulla-osta per l'installazione di un'antenna di telefonia
mobile nel comune di Bagheria, dove, a causa dei vincoli
ambientali e paesaggistici, è vietato piantare perfino un chiodo;
considerato che a meno di duecento metri dal luogo in cui è
stata installata l'antenna, trovano ubicazione una scuola
elementare ed una scuola materna, (VI circolo didattico G.
Girgenti), frequentate da circa seicentocinquanta bambini e da
altre sessanta persone tra insegnanti e personale non docente;
preso atto che identico problema si presenta in moltissimi
altri comuni dell'Isola ed in modo particolare in quelli della
provincia di Trapani, Siracusa, Catania, Agrigento ecc.;
accertato che ad oggi, non esistono documenti, studi o
esperimenti sufficientemente approfonditi in grado di dimostrare
che le emissioni di onde ad alta frequenza (causate dai compi
elettromagnetici generati anche e soprattutto dalle antenne di
telefonia mobile) non arrechino danni alla salute, mentre invece
esistono studi tecnico-scientifici che hanno dimostrato che
l'esposizione prolungata ai C.E.M. porta ad un aumento delle
patologie tumorali, in special modo negli organismi più piccoli
(quindi i primi a risentirne sono i bambini);
ritenuto che l'Organizzazione mondiale della Sanità e la
Commissione Europea hanno invitato tutti i Paesi membri
dell'Unione ad adottare il 'Principio di precauzione' ovvero
quello di proteggere preventivamente la salute pubblica;
per sapere:
quali iniziative intendano adottare affinché venga revocato il
nulla-osta concesso dalla Sovrintendenza per i beni culturali;
se non ritengano opportuno intervenire presso il Governo
nazionale affinché venga modificata la normativa che regola la
concessione dei permessi per l'installazione delle antenne di
telefonia mobile;
se non ritengano, infine, urgente ed opportuno intervenire
presso l'amministrazione comunale di Bagheria e le altre
amministrazioni coinvolte affinché adottino tutte le misure di
prevenzione necessarie per la salvaguardia della salute
pubblica.» (1496)
Risposta.«Con l'interrogazione numero 1496 l'onorevole Vitrano
ha chiesto di conoscere quali iniziative si intendano adottare
affinché venga revocato il nulla-osta concesso dalla
Soprintendenza per i beni culturali per l'installazione di
un'antenna di telefonia mobile nel comune di Bagheria.
Dal testo dell'interrogazione si evince che la richiesta di
revoca e le osservazioni poste nascono da una segnalazione di un
presunto rischio per la salute pubblica, amplificato dalla
vicinanza di due plessi scolastici, rischio causato dalle
emissioni di onde ad alta frequenza.
Non volendo e non potendo entrare nello specifico delle
osservazioni oggetto dell'interrogazione, si rappresenta che la
stessa non fa riferimento alle competenze dell'Assessorato dei
Beni Culturali che non ha, fra i compiti istituzionali per il
tramite delle Soprintendenze, la tutela della salute pubblica se
non intesa, latu senso, come benessere indiretto derivante dalla
tutela del paesaggio naturale, urbano e dei beni culturali in
genere.
Al riguardo si comunica che il primo progetto presentato allo
sportello unico per le attività produttive di Bagheria nel 2002 è
stato rigettato dalla Soprintendenza ai Beni Culturali di
Paleremo in quanto non conforme alle specifiche previste dalla
normativa.
Un secondo progetto presentato dalla ditta proponente
contenente alcune modifiche volte a mitigare l'impatto visivo
dell'impianto d'antenna nel 2003 è stato valutato positivamente,
con prescrizioni dalla stessa Soprintendenza».
L'Assessore PAGANO
MORINELLO. - «All'Assessore per il territorio e l'ambiente ed
all'Assessore per i beni culturali e ambientali e per la pubblica
istruzione, premesso che:
il Biviere è il più grande lago costiero della Sicilia; è
situato tra la città di Gela e la foce del fiume Dirillo, immerso
tra le ultime dune prospicienti il Canale di Sicilia e ricadente
per intero nel territorio comunale di Gela;
nel 1997 è stata istituita dalla Regione la riserva naturale
orientata Biviere' di Gela ed affidata in gestione alla LIPU
(Lega italiana protezione uccelli);
la Riserva è dotata di un centro visite da cui partono numerosi
sentieri naturalistici che permettono di conoscere la natura
dell'area protetta in tutti i suoi aspetti;
il Biviere, situato a circa 8 Km ad est dell'abitato di Gela,
riceveva le acque del fiume Dirillo, oggi convogliate alla diga
di Ragoleto al servizio dell'industria chimica, mentre l'altro
suo immissario, il torrente Valle Torta, è spesso prosciugato
dalla siccità;
l'importanza del Biviere è dovuta all'avifauna migratoria e
nidificante ed alla popolazione di insetti;
è stata apportata una serie di interventi volti alla tutela di
quell'ambiente, quali l'inserimento del lago Biviere in un elenco
di aree di speciale protezione per la conservazione degli uccelli
acquatici predisposto dal Consiglio d'Europa, il divieto di
caccia, la dichiarazione di notevole interesse pubblico
dell'Assessorato regionale dei beni culturali, l'inserimento tra
le zone umide di importanza internazionale ai sensi della
Convenzione di Ramsar;
preso atto che:
da tempo il lago versa in gravi condizioni e che, malgrado le
abbondanti precipitazioni degli ultimi mesi, il livello
dell'acqua è sceso al di sotto della soglia di emergenza;
l'associazione degli agricoltori e quelle ambientaliste hanno
individuato nel mancato rispetto dell'accordo tra Agip ed
istituzioni locali una delle cause del dissesto dell'area
protetta;
1'Agip, cui compete la manutenzione e il funzionamento della
Diga Ragoleto, si era impegnata a far defluire una percentuale
d'acqua dall'invaso artificiale al lago Biviere;
ritenuto che:
la riserva Biviere' di Gela costituisce uno dei patrimoni
naturalistici più importanti di tutta la Sicilia;
il prosciugamento del lago creerebbe un danno immenso al
patrimonio faunistico e paesaggistico di tutta la zona;
per sapere:
se siano a conoscenza della situazione in cui versa il lago
Biviere e la omonima riserva naturale;
quali interventi intendano adottare al fine di restituire al
lago la sua originaria bellezza e riportare il livello dell'acqua
al di sopra della soglia di emergenza.» (1511)
Risposta. «Con l'interrogazione numero 1511 l'onorevole
Morinello ha chiesto di conoscere gli interventi che si intendono
adottare al fine di restituire al lago Biviere la sua originale
bellezza e riportare il livello dell'acqua al di sopra della
soglia di emergenza.
La riserva naturale "Biviere" di Gela è stata sottoposta a
tutela paesaggistica con Decreto Assessoriale del 18/04/1986 ed è
uno dei patrimoni naturalistici più importanti della Sicilia
gestito dalla LIPU alla quale spettano le eventuali iniziative
per la sua salvaguardia e valorizzazione da proporre
all'Assessorato regionale Territorio ed Ambiente ed alla
Soprintendenza ai Beni culturali, ognuno per la parte di propria
competenza.
Per ciò che concerne gli interventi da adottare per la
salvaguardia, si rappresenta che la Soprintendenza di
Caltanissetta ha rilasciato l'autorizzazione riguardante due
progetti aventi come obiettivo specifico il recupero dei
percorsi, degli arredi e la valorizzazione dell'area finalizzati
al rilancio dell'area del Biviere durante una conferenza di
servizi tenutasi nel corso dell'anno 2004.»
L'Assessore PAGANO
BARBAGALLO. - «All'Assessore per i beni culturali ed ambientali
e per la pubblica istruzione, premesso che con la legge regionale
15 maggio 1991, n. 17 sono stati istituiti i musei regionali
interdisciplinari tra cui quello di Terrasini;
nella citata legge la denominazione data al Museo di Terrasini
era la seguente: Museo del carretto e naturalistico di
Terrasini ;
la legge regionale 3 ottobre 2002, n. 14 recante Norme per
l'erogazione del buono scuola ed interventi per l'attuazione del
diritto allo studio nelle scuole dell'infanzia, elementari e
secondarie , all' art. 11 ha modificato la denominazione di quel
Museo in Museo regionale di storia naturale e mostra permanente
del carretto siciliano di Terrasini , mantenendone comunque il
suo carattere interdisciplinare;
la Regione siciliana e il Comune di Terrasini, per consentire
in tempi rapidi l'avvio dell'attività museale, hanno previsto
nell'aprile del 2001 e di comune accordo di stipulare una
convenzione che regolasse i rapporti tra i due Enti a proposito
di:
- Palazzo D'Aumale, sede del Museo e di proprietà del Comune;
- attività del Museo;
- reperti di proprietà del Comune;
- introiti derivanti dalla vendita dei biglietti d'ingresso;
- servizi resi dal Comune;
nella convenzione è specificato che al Museo verrà preposto
dall'Amministrazione regionale un direttore con la qualifica di
dirigente tecnico od equiparato che esplichi le funzioni di cui
all'art. 17 della l.r. 7/11/1980, n. 116, in quanto compatibili
con le norme contenute nella legge regionale 15 maggio 2000, n.
10;
la convenzione prevede inoltre la costituzione di un comitato
tecnico-scientifico con il compito di esprimere il proprio
parere, non vincolante, sul programma annuale, sulle iniziative
culturali, sugli scambi con altri istituti e sulle acquisizioni
di beni e collezioni;
considerato che:
tuttavia, la nuova denominazione del Museo, alcune parti della
convenzione e i compiti previsti per il comitato tecnico
scientifico hanno generato un clima di forte conflittualità tra
alcuni membri del comitato, il Sindaco e la direzione del Museo
che rischia di procurare gravi danni all'immagine del Museo, al
suo potenziamento sul territorio, alla efficace fruizione delle
preziose collezioni naturalistiche, etno-antropologiche e
documentarie conservate al suo interno e di proprietà
dell'Amministrazione regionale;
per sapere:
quali iniziative intenda intraprendere per riportare
all'origine la denominazione del Museo di Terrasini ovvero,
accogliendo i suggerimenti di un autorevole studioso della nuova
museologia, quale il prof. Giovanni Pinna, cambiarne l'attuale
denominazione in Museo di Palazzo D'Aumale, di tradizione,
cultura e scienza della Sicilia ;
quali provvedimenti intenda adottare in relazione alle
eventuali modifiche della convenzione stipulata tra il Comune di
Terrasini e la Regione siciliana;
quali iniziative intenda prendere per consentire alla direzione
del Museo di operare senza intralci nell'adempimento del proprio
incarico, nel rispetto delle funzioni ad essa attribuite.» (1524)
Risposta.« Con l'interrogazione numero 1524 l'onorevole
Barbagallo ha chiesto di conoscere quali iniziative si intendono
intraprendere per modificare la denominazione del Museo regionale
di storia naturale e mostra permanente del carretto siciliano di
Terrasini e quali provvedimenti si intendono adottare per
consentire alla Direzione del Museo di operare senza il clima di
conflittualità che si è venuto a creare con alcuni membri del
comitato tecnico-scientifico, il Sindaco ed il Direttore del
Museo.
La denominazione del Museo di Terrasini in "Museo regionale di
storia naturale e mostra permanente del carretto siciliano" nasce
a seguito dell'approvazione dell'art. 11, comma 1, della Legge
regionale n. 14 del 3 ottobre 2002 che nell'inserire il museo tra
i musei interdisciplinari della Sicilia, ne ha modificato anche
la denominazione.
Il Museo regionale di Terrasini, vista la rilevante presenza di
collezioni etno-antropologiche, naturalistiche, archeologiche,
documentarie e bibliografiche, riveste carattere
interdisciplinare, che nello spirito della legge regionale 17 del
1991, viene salvaguardato con la denominazione che fa riferimento
sia all'aspetto etno-antropolgico che a quello naturalistico.
Nulla, naturalmente, vieta, nella considerazione che il nuovo
ruolo educativo che investe l'istituzione museale in generale
porta alla riconsiderazione in senso sociale di tutte le funzioni
del museo, da quella scientifica a quella conservativa, alla
vocazione del museo verso la tutela di tutto ciò che costituisce
il patrimonio culturale di una comunità, a riconsiderare la
possibilità che vada modificata anche la denominazione dello
stesso Museo. Tutto ciò, ovviamente attraverso l'unica procedura
possibile e cioè con analoga norma di legge.
Gli aspetti tecnico-gestionali del Museo ed i rapporti con il
Comune di Terrasini a seguito della convenzione stipulata,
rientrano tra le competenze della Direzione del Museo e dal quale
non risultano che siano emerse particolari problematiche al
riguardo.»
L'Assessore PAGANO
SPEZIALE. - «All'Assessore per i beni culturali ed ambientali e
per la pubblica istruzione, visto il DDG n. 7754 del 2001
relativo al concorso per due posti di dirigente tecnico fisico
del ruolo tecnico Beni culturali;
osservato che appare anomalo il calcolo per l'individuazione e
quantificazione dei posti in riserva in quanto, mentre su 100
posti 50 sono correttamente riservati alle categorie svantaggiate
o tutelate (come nel caso del concorso per dirigente tecnico
architetto), così non è quando i posti sono inferiori a 100 e
vengono introdotti criteri di calcolo che di fatto annullano la
riserva del 50% per quei concorsi in cui i posti da assegnare
sono solamente due;
considerato che le proteste suscitate da questa anomalia, che
contraddice l'art. 1 del bando di cui sopra (il quale prevede una
riserva totale dei posti pari e non superiore al 50%), espongono
l'Amministrazione regionale al rischio di ricorsi e conseguenti
ritardi e intralci;
rilevato che lo stesso Ufficio della trasparenza amministrativa
della Presidenza della Regione siciliana ha presentato all'URP
dell'Assessorato regionale dei beni culturali ed ambientali e
della pubblica istruzione una richiesta di chiarimenti in merito
a esposti-diffida, già pervenuti, sulla mancata applicazione
delle riserve;
preso nota del fatto che a tali esposti gli uffici
dell'Assessorato hanno risposto eludendo la domanda circa la
ragione per la quale non si applica, di fatto, la riserva del 50%
dei posti;
per sapere se intenda emanare un decreto nel quale si evinca in
maniera incontrovertibile l'assegnazione totale del 50% dei
posti messi a concorso, come peraltro previsto dall'art. 1 del
bando di concorso.» (1548)
Risposta.« Con l'interrogazione numero 1548 l'onorevole
Speziale ha chiesto notizie sull'assegnazione dei posti in
riserva nel concorso a due posti di dirigente tecnico fisico del
ruolo tecnico dei beni culturali.
Al riguardo si rappresenta che l'art. 1 del bando del concorso
per titoli a n. 2 posti di Dirigente Tecnico Fisico del ruolo dei
beni culturali prevede, sui posti messi a concorso, le seguenti
riserve:
il 20% per i militari delle tre forze armate, congedati senza
demerito dalla ferma triennale o quinquennale;
il 5% per i soggetti portatori di handicap, sempre che gli
stessi siano in possesso dei requisiti prescritti;
il 5% per il personale dipendente dell'Amministrazione
regionale;
il 2% per gli ufficiali che terminano senza demerito la ferma
biennale;
una quota del 50% dei posti messi a concorso è riservata ai
soggetti indicati dall'art. 6, comma 1, della legge regionale n.
8/99.
I posti da attribuire a ciascuna riserva vanno calcolati sulla
scorta delle quote percentuali definite come precedentemente
esposto e tenuto conto - secondo quanto disposto dallo stesso
art, 1, 3 comma del bando - che ai sensi dell'ad. 5 del D.P.R.
n. 3/57, le riserve non possono complessivamente superare, nella
loro applicazione, la metà dei posti messi a concorso e che in
relazione a tale limite, le stesse si applicano fino alla
concorrenza di detta percentuale, prevedendo dunque, una
riduzione proporzionale dei posti da riservare a ciascuna
categoria di aventi diritto a riserva, fino alla concorrenza del
limite del 50% dei posti che nel caso specifico é pari a 1.
Nella fattispecie, essendo i posti messi a concorso solamente
due, qualunque applicazione di una delle percentuali di riserva
previste dalla normativa vigente non consente di ottenere un
numero uguale o superiore a uno rendendo di fatto impossibile
l'attribuzione di posti ad una delle riserve previste per legge.
Nessuna norma è stata, pertanto, elusa o disapplicata ancorché
il previsto limite del 50% dei posti da attribuire ad eventuali
riservatari rimane di fatto non operante.»
L'Assessore PAGANO
MICCICHE'. - «All'Assessore per i beni culturali ed ambientali
e per la pubblica istruzione, premesso che si è appreso dalla
stampa isolana dello svolgimento di una conferenza stampa, tenuta
dall'onorevole Fabio Granata, assessore per i beni culturali e
ambientali, in data 20/2/2004;
considerato che la predetta conferenza stampa è stata tenuta
congiuntamente con i responsabili di un non meglio precisato
circuito teatrale regionale siciliano;
appreso che viene concesso il patrocinio dell'Assessorato
regionale dei beni culturali e ambientali e della pubblica
istruzione alle iniziative annunciate nella predetta conferenza
stampa;
considerato che in Sicilia esiste ed opera già un circuito
teatrale regionale siciliano riconosciuto e finanziato per il
triennio 2003-2005 dal Ministero per i beni culturali;
per sapere:
in che misura ed in che termini venga concesso il patrocinio e
quale sia il criterio di valutazione per l'attribuzione di
eventuali fondi ad un progetto nuovo;
quali siano gli eventuali contributi e sostegni a vario titolo
concessi ai promotori dell'iniziativa;
da quale capitolo di bilancio vengano prelevati gli eventuali
contributi;
come mai venga promosso un secondo circuito teatrale, attesa
l'esistenza nel territorio di un avviato circuito teatro-Regione
Sicilia con al proprio attivo un'intensa attività e presenza in
tutte le nove province;
se gli spettacoli prevedano il pagamento di un biglietto ovvero
se gli stessi vengano offerti gratuitamente al pubblico;
se l'iniziativa patrocinata dall'Assessore in indirizzo preveda
ulteriori sostegni da parte di enti pubblici.» (1561)
Risposta.« Con l'interrogazione numero 1561 l'onorevole
Miccichè ha chiesto di conoscere una serie di notizie circa gli
eventuali contributi concessi nell'anno 2004 ad un circuito
teatrale diverso da quello già esistente nel territorio
regionale.
Premesso che il sottoscritto ha ricevuto la delega
all'Assessorato dei Beni culturali, con decorrenza 1 settembre
2004, verificati gli atti di archivio presso gli Uffici
dell'Assessorato, si è riscontrato che nell'anno 2004 è stata
finanziata una iniziativa direttamente promossa relativamente ad
una stagione unitaria dei Teatri del circuito regionale
siciliano, con un finanziamento complessivo di 180.000 a valere
sul capitolo 376528 del bilancio della Regione.
Tale iniziativa comprendeva la realizzazione di sei spettacoli
e mostre di almeno quattro repliche per ciascun spettacolo ed è
stato portato avanti in favore e per il rilancio dei Teatri
minori dell'isola che frattanto venivano restaurati e aperti alla
pubblica fruizione quali il Teatro Regina Margherita di
Recalmuto, Lercara, Licata, Alcamo, Santo Stefano di Calastra,
Scicli, Noto, Modica, Siracusa, Vittoria, Caltagirone e Palazzo
Riso di Palermo.
La manifestazione è stata realizzata in collaborazione con
l'ANCI Sicilia, la Fondazione del Teatro Regina Margherita di
Racalmuto e l'Associazione Teatri Aperti di Palermo ed il
progetto è stato promosso dall'Ufficio Speciale dell'Assessorato
dei beni culturali.
Gli spettacoli sono stati regolarmente realizzati e come spese
aggiuntive non prevedevano compensi ai promotori dell'iniziativa
né l'emissione di biglietti a carico del pubblico».
L'Assessore PAGANO
RAITI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i
beni culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione,
premesso che:
nel mese di giugno 2002 l'Unesco ha riconosciuto il barocco
della Sicilia orientale quale patrimonio dell'umanità che, in
quanto tale, deve essere tutelato;
tale riconoscimento impegna i comuni interessati in un progetto
di conservazione, restauro e valorizzazione dei propri tesori
architettonici;
la città di Catania ha ottenuto questo riconoscimento dopo
molti anni di attesa;
tra i gioielli che annovera la città sono da sottolineare i
palazzi e le chiese di via Crociferi, strada che risulta da
troppo tempo abbandonata a se stessa, come testimoniato dalle
proteste sottoscritte dai residenti, gestori di alberghi e
commercianti;
nonostante le transenne poste a salvaguardia, non esiste un
controllo specifico del territorio soprattutto nelle ore notturne
durante le quali i muri dei palazzi e delle chiese sono oggetto
di atti di vandalismo;
per sapere quali provvedimenti urgenti intendano adottare al
fine di evitare che lo scempio diventi inarrestabile e per
tutelare l'integrità e la conservazione dei tesori del barocco
sotto l'egida dell'Unesco. (1578)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «Con l'interrogazione numero 1578 l'onorevole Raiti
ha chiesto di conoscere quali provvedimenti si intendano adottare
per tutelare l'integrità e la conservazione dei palazzi e delle
chiese di Via Crociferi a Catania con particolare riferimento
alla tutela dei muri che sono oggetto di atti di vandalismo.
La Soprintendenza per i Beni Culturali di Catania ha più volte
segnalato alle autorità competenti, gli atti vandalici avvenuti
lungo i prospetti dei palazzi e delle chiese insistenti sulla via
Crociferi, di proprietà di privati, Enti, Istituzioni religiose,
causati principalmente da imbrattamenti a mezzo di vernici, per
la quale si richiedeva un più efficace controllo specie nelle ore
notturne.
La stessa Soprintendenza ha provveduto, con un intervento
d'urgenza, a rimuovere le scritte sul prospetto della chiesa di
S. Francesco Borgia, di proprietà del demanio regionale.
Sull'argomento è stata interessata anche l'Amministrazione
comunale alla quale è stato chiesto di dotarsi per tale
importante bene, di un apparato di video-controllo, che possa
servire sia da deterrente che per risalire agli eventuali
danneggiatori.»
L'Assessore PAGANO
RAITI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i
beni culturali ed ambientali e la pubblica istruzione, premesso
che:
con legge regionale n. 9 del 2002, art. 18, è stata prevista a
Palermo l'istituzione del Museo regionale d'arte moderna e
contemporanea con il compito di raccogliere, conservare ed
esporre le testimonianze materiali della cultura visiva moderna e
contemporanea, favorire la ricerca, nonché svolgere
manifestazioni ed attività connesse, mentre nel comune di
Linguaglossa (CT) è stata prevista l'istituzione di una sezione
del medesimo Museo intitolato a Francesco Messina ;
a seguito dell'evento calamitoso dell'ottobre 2002, che ha
distrutto la stazione sciistica e di partenza delle escursioni
estive, la popolazione del comune di Linguaglossa è fortemente
provata e lo sviluppo socioeconomico ha subito un ulteriore
rallentamento portandosi a livelli di stato pre-comatoso;
ritenuto che l'apertura del Museo rappresenterebbe per quella
realtà uno strumento di rilancio dell'economia turistica dopo
l'emergenza Etna;
considerata l'importanza della vita e delle opere di Francesco
Messina, che meritano di essere ricordate attraverso
un'esposizione permanente nel suo paese di nascita;
per sapere a che punto sia la realizzazione del Museo regionale
d'arte moderna e contemporanea-sezione Francesco Messina nel
comune di Linguaglossa.» (1588)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «Con l'interrogazione numero 1588 l'onorevole Raiti
ha chiesto di conoscere a che punto sia la realizzazione del
Museo regionale d'arte moderna e contemporanea, sezione
"Francesco Messina" di Linguaglossa.
Il quinto comma dell'art. 18 della legge regionale 9 agosto
2002, n. 9, ha autorizzato l'Assessore Regionale ai Beni
Culturali ed ambientali ad istituire una sezione del Museo
regionale di Arte Moderna e Contemporanea intitolata a "Francesco
Messina" nel Comune di Linguaglossa.
Istituito dal primo comma del medesimo articolo, ma non ancora
autonomo, il Museo regionale di Arte Moderna e Contemporanea a
Palermo, ha il compito di raccogliere, conservare, valorizzare ed
esporre le testimonianze materiali della cultura visiva moderna e
contemporanea, favorire la ricerca, nonché svolgere
manifestazioni ed attività connesse.
Con deliberazione n. 72 del 25.2.2005 la Giunta Regionale ha
condiviso la proposta di istituire, presso il Dipartimento
regionale dei Beni Culturali e Ambientali il servizio Museo
regionale di Arte Moderna e Contemporanea.
Dopo la nomina del Direttore, l'assegnazione della sede
espositiva identificata nell'immobile denominato "Palazzo Riso",
la concessione in uso di alcuni locali presso Palazzotto Agnello
da utilizzare quale sede amministrativa e l'assegnazione di un
primo gruppo di personale, compreso quello di custodia, si sta
procedendo ai lavori per la messa in opera delle sale espositive
e agli acquisti per l'organizzazione logistica della sede
amministrativa.
Contemporaneamente, oltre alla predisposizione di un primo
programma di acquisti, condiviso dal Comitato Guida per l'Arte
Contemporanea e per il quale è già stata stanziata una somma per
la definizione degli acquisti, si è proceduto alla ricognizione
delle opere d'arte moderne presenti nei musei e negli uffici
regionali siciliani.
L'attivazione della sede staccata di Linguaglossa presuppone il
medesimo percorso utilizzato per la sede di Palermo e riguardante
principalmente la ricerca di locali, acquisizione beni da
esporre, individuazione del personale da destinare a tale
attività.
La stessa Soprintendenza di Catania ha comunicato che non
risultano agli atti della stessa beni che possono essere
utilizzati per il Museo in argomento.
L'apertura della sede staccata di Linguaglossa, potrà essere
presa in considerazione subito dopo avere definito tutte le
attività previste per rendere operativa la sede di Palermo e ad
opera della stessa Dirigenza presente nella medesima struttura.»
L'Assessore PAGANO
ZAGO. - «All'Assessore per i beni culturali ed ambientali e per
la pubblica istruzione, visto lo stato di abbandono
particolarmente grave, sia all'esterno che all'interno, del
Castello Aragonese di Comiso, tale da prefigurare seri rischi di
crollo sia del tetto che della torre;
per sapere:
quali interventi intenda porre in essere, in raccordo con la
Sovrintendenza, per il completo recupero e restauro di un così
rilevante segno dell'identità storica di Comiso;
se non intenda avviare l'elaborazione progettuale necessaria
almeno al recupero strutturale e la messa in sicurezza del
castello.» (1597)
Risposta.« Con l'interrogazione numero 1597 l'onorevole Zago ha
chiesto di conoscere quali interventi si intendono porre in
essere per il completo recupero, restauro e messa in sicurezza
del Castello Aragonese di Comiso.
Al riguardo si rappresenta che il Castello di Comiso,
assoggettato a tutela fin dal 1967 ai sensi della Legge 1089/1939
ad opera dell'allora competente Soprintendenza ai Monumenti di
Catania, è ancora di proprietà privata e in uso, quale
abitazione, da parte del proprietario; e ciò nonostante che
l'amministrazione comunale abbia ripetutamente manifestato
l'intenzione di procedere all'acquisto o all'esproprio.
Nei confronti della stessa Amministrazione comunale la
Soprintendenza è intervenuta al fine di accertare la titolarità e
responsabilità di un intervento non autorizzato, di installazione
di una centralina del metano a ridosso del monumento.
La Soprintendenza di Ragusa ha effettuato, in data 14 maggio
2004, un sopralluogo per verificare lo stato dell'immobile dalla
quale è emerso che l'immobile necessita preventivamente di
urgenti interventi per assicurare la staticità dell'immobile.
La proprietà dell'immobile ha, pertanto, presentato un progetto
ai sensi della legge 433/91 che prevede prioritariamente una
serie di interventi necessari per assicurare l'adeguamento
statico dell'immobile e sui cui si è espressa favorevolmente la
Soprintendenza ai Beni culturali di Ragusa.»
L'Assessore PAGANO
VILLARI - SPEZIALE - GIANNOPOLO. - «Al Presidente della Regione
e all'Assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione, premesso che:
il Teatro Massimo Bellini di Catania sin dal 1950 ha una sede
stabile, mantiene complessi artistici e tecnici stabili, ha
svolto una programmazione annuale ininterrotta negli ultimi
quaranta anni, ha un vasto bacino di utenza, effettua tournée
all'estero e le sue produzioni artistiche sono di indubbia
qualità;
il Teatro attualmente vive una delicata fase legata alla non
facile trasformazione in Fondazione con connotazione giuridica
regionale;
l'attenzione del Governo nazionale continua a rivolgersi verso
altre realtà, come dimostra la recente legge n. 310 dell'11
novembre 2003, con la quale è stata costituita la Fondazione
liricosinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari ;
tale nuova Fondazione potrà essere annoverata tra le 14
fondazioni italiane titolari di budget di oltre 30 milioni di
euro, indipendentemente dall'intervento economico dei privati;
ritenuto che il Teatro Massimo Bellini abbia già subìto nel
passato ingiuste penalizzazioni; tra queste, la mancata
inclusione tra gli Enti lirici statali come individuati con la
legge n. 800 del 1967;
preso atto che:
in tempi recenti le rappresentanze sindacali hanno sollecitato
la classe politica catanese a intraprendere una forte iniziativa
politica in direzione di un opportuno e concreto riconoscimento
giuridico oltre che morale per una delle massime istituzioni
culturali della città di Catania, il cui prestigio ha varcato
anche i confini nazionali;
ribadita la necessità di un riconoscimento di livello nazionale
che assicuri un'adeguata contribuzione statale e garantisca la
realizzazione di produzioni e la gestione di stagioni di elevata
qualità e di respiro internazionale, in linea con la tradizione
del Teatro;
per sapere se non ritengano necessario sostenere presso il
Governo nazionale la richiesta di inserimento del Teatro Massimo
Bellini di Catania tra le fondazioni liriche di rilevanza
nazionale.» (1667)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
Risposta.«Con l'interrogazione numero 1667 l'onorevole Villari
ha chiesto di conoscere se i destinatari dell'interrogazione non
ritengano di potere sostenere presso il Governo nazionale la
richiesta di inserimento del teatro Massimo Bellini di Catania
tra le fondazioni liriche di rilevanza nazionale.
II Teatro Massimo Bellini di Catania possiede tutti i requisiti
per essere inserito con legge tra le Fondazioni di carattere
nazionale così come avvenuto per il Teatro di Bari.
Infatti possiede una sede stabile, un'orchestra, un coro e
tecnici in pianta organica con rapporto a tempo indeterminato, un
bacino di utenza esteso ad almeno tre province, un'attività
annuale ininterrotta con stagioni liriche e sinfoniche-
concertistiche, attività all'estero e produzioni
artistiche.originali ed i bilanci del Teatro non presentano
passività.
Non risultano, pertanto, elementi che possano precludere
proposte per annoverare il Teatro tra le Fondazioni di livello
nazionale.»
L'Assessore PAGANO
ODDO. - «All'Assessore per i beni culturali ed ambientali e per
la pubblica istruzione e all'Assessore per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti, premesso che:
il Servizio dei beni archeologici della Soprintendenza ai beni
culturali di Trapani è impegnato in una serie di opere di scavi
archeologici e di valorizzazione ai fini culturali e turistici in
diversi siti del territorio provinciale;
il Servizio dei beni archeologici sta lavorando ad un progetto
che si sta definendo nell'area di tredici grotte che si trovano
nei comuni di Custonaci, San Vito Lo Capo, Erice e Favignana che
rappresentano una testimonianza unica dei primi abitanti di
quella parte dell'Isola;
nelle grotte, considerate a sistema, saranno allestiti percorsi
didattici ed aree di sosta con la sentieristica e con una nuova
pannellistica che spiegherà le principali valenze storiche ed
archeologiche dei siti che riguardano il periodo che va dal
12.000 al 5.000 A.C.;
il sistema delle grotte non rappresenta soltanto un percorso
archeologico e scientifico ma anche un'occasione di sviluppo
turistico delle aree interessate dagli interventi dei tecnici
della Soprintendenza ai beni culturali;
per sapere quali iniziative intendano intraprendere per
inserire il sistema delle grotte della provincia di Trapani in
uno dei circuiti culturali e turistici della Regione siciliana,
attraverso adeguate opere di valorizzazione anche con il supporto
di cooperative e piccole imprese del settore.» (1679)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta.« Con l'interrogazione numero 1679 l'onorevole Oddo ha
chiesto di conoscere quali iniziative si intendano intraprendere
per inserire il sistema delle grotte della provincia di Trapani
in uno dei circuiti culturali e turistici della Regione
siciliana, attraverso adeguate opere di valorizzazione anche con
il supporto di cooperative e piccole imprese del settore.
In ordine all'argomento si rappresenta che la Soprintendenza
dei Beni Culturali di Trapani ha attivato una serie di
interventi, nell'ambito del POR Sicilia 2000-2006, Asse II,
misura 2.01 - azione B, mirati alla valorizzazione e fruizione
del sistema di grotte presente nei comuni di Custonaci, San Vito
lo Capo, Erice e Favignana. Si tratta di progetti che possono
essere considerati tra i più qualificanti nell'ambito dell'intero
parco progetti che la Soprintendenza di Trapani ha portato
avanti.
In particolare, con riferimento allo stato dei lavori, si fa
presente che in 10 siti, su un totale di 13, i lavori di scavo
sono già stati ultimati e più precisamente in: Grotta Crocefisso,
Grotta Berciata, Grotta Racchio, Grotta dell'Uzzo, Grotta dei
Cavalli, Grotta Cala Mancina, Grotta Martogna, Grotta Emiliana,
Grotta Scurati e Grotta d'Oriente.
Nella Grotta del Genovese a Levanzo i lavori sono in corso ed i
restanti due progetti, quello di Grotta di Cala Tramontana e
Grotta Ucciria stanno per essere avviati.
L'importo complessivo per i lavori ammonta a circa 600.000 uro
e prevedono lo scavo archeologico stratigrafico, la sistemazione
dei sentieri di accesso alle grotte e la pannellistica.
Per tutti i progetti si deve ancora provvedere alla
realizzazione e alla redazione dei pannelli illustrativi relativi
alle grotte, al fine di fornire a visitatori e turisti adeguati
supporti culturali e didattici.
Successivamente all'esecuzione dei lavori, potranno essere
sperimentate formule di collaborazione con cooperative e piccole
imprese del settore turistico e culturale, di concerto con gli
enti locali, nelle forme previste dalla legge, per un inserimento
del "sistema grotte" della Provincia di Trapani nel circuito
culturale e turistico della Regione siciliana.»
L'Assessore PAGANO
ODDO. - «All'Assessore per i beni culturali ed ambientali e per
la pubblica istruzione, premesso che:
nel territorio comunale di Custonaci (TP), all'interno della
Riserva Orientata di Monte Cofano, si trova una torre
cinquecentesca realizzata dal Camillani, che veniva utilizzata
come vedetta contro le incursioni barbariche;
nel periodo 1999 - 2000 sono stati conclusi i lavori di
restauro della torre, ma con risultati poco soddisfacenti;
infatti, a distanza di quattro anni dagli interventi, essa si
presenta in uno stato di totale degrado, con porte e vetri rotti
e mattoni divelti in più punti;
la torre non ha una destinazione d'uso che possa invertire la
tendenza negativa che sta portando un bene culturale di grande
valore verso un'ulteriore fase di decadimento, nell'abbandono
assoluto da parte delle istituzioni preposte alla
sorveglianza, alla tutela ed al ripristino dei luoghi;
la situazione di degrado e di abbandono riguarda anche la torre
dell'Impiso in contrada Uzzo del territorio dì San Vito Lo Capo,
sita a poca distanza dal villaggio turistico di Calampiso;
anche nel caso della torre dell'Impiso si tratta di un'opera
del Camillani risalente al '500, sotto la dominazione di Carlo X,
utilizzata per l'avvistamento delle navi straniere e dei nemici
che arrivavano dal mare;
per sapere quali iniziative intenda intraprendere per definire
un piano di recupero e di destinazione di quel patrimonio da
affidare alla Soprintendenza ai beni culturali o ad un consorzio
con la stessa Soprintendenza, o all'Ispettorato forestale o
ancora ai comuni interessati per un'attività di ulteriore
recupero e di possibile destinazione d'uso delle due torri a
supporto del Sistema delle Grotte.» (1687)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. « Con l'interrogazione numero 1687 l'onorevole Oddo
ha chiesto di sapere quali iniziative intenda intraprendere il
Governo della Regione per definire un piano di recupero e di
destinazione delle due torri cinquecentesche presenti nel
territorio comunale di Custonaci e di San Vito Lo Capo.
La Soprintendenza ai Beni culturali del comune di Trapani ha
provveduto ad effettuare due sopralluoghi per verificare lo stato
delle due torri.
La torre San Giovanni di Cofano ricadente nel Comune di
Custonaci è stata oggetto di restauro i cui lavori sono stati
ultimati in data 25 maggio 1996 e sono consistiti nel
consolidamento delle murature di pietrame informe e dei cantonali
a faccia vista tramite iniezioni di cemento a bassa pressione,
rifacimento delle pavimentazioni, collocazione di infissi e
sistemazione esterna dei sentieri d'accesso.
Il sopralluogo effettuato in data 13 ottobre 2005 ha fatto
rilevare che la torre si trova in buone condizioni strutturali
mentre risultano quasi totalmente deteriorati gli intonaci
esterni, dovuto agli agenti atmosferici e alla vicinanza al mare.
Gli infissi esterni sono in parte divelti e danneggiati da atti
di vandalismo, di conseguenza gli intonaci interni versano in
pessimo stato di conservazione. In data 13 settembre 1999, la
Torre appartenente al Demanio della Regione Siciliana, è stata
data in consegna all'Ispettorato ripartimentale delle foreste di
Trapani.
Per quanto concerne la Torre dell'Impiso ricadente nel Comune
di San Vito Lo Capo, anch'essa è stata oggetto di lavori di
restauro ultimati in data 31/05/1998 e sono consistiti in
consolidamento della muratura in pietra calcarea mediante
ricostruzione delle parti ammalorate e successiva listatura con
malta di calce, chiusura delle lesioni con mattoni in pieni,
rifacimento degli intonaci, rifacimento della pavimentazione e
collocazione degli infissi.
Dal sopralluogo éffettuato in data 10 ottobre 2005 si è potuto
constatare che la torre si trova in buone condizioni sia dal
punto di vista strutturale che delle rifiniture ad eccezione di
piccole porzioni del paramento murario che presenta un
deterioramento della listatura di malta e calce dovuto all'azione
degli agenti atmosferici.
La torre risulta inserita tra i beni del demanio pubblico della
Regione siciliana, ramo storico artistico.
Alla luce di quanto esposto e del contenuto
dell'interrogazione, fermo restando che per quanto riguarda la
Torre di Cofano ricadente nel comune di Custonaci occorre
investire l'Ispettorato Ripartimentale delle Foreste cui
l'immobile è stato dato in uso in data 13 settembre 1999 per
conoscere l'uso che intende farne, per quanto riguarda la Torre
dell'Impiso, la Soprintendenza ai Beni culturali di Trapani
valuterà la possibilità di concedere ad altre Amministrazioni
l'uso delle torre considerate le difficoltà di gestione cui
andrebbe incontro per mancanza di personale e di risorse
finanziarie.»
L'Assessore PAGANO
GIANNOPOLO. - «All'Assessore per i beni culturali ed ambientali
e per la pubblica istruzione, premesso che:
è stato finanziato da codesto Assessorato, a valere sulla
misura del POR Sicilia 2000-2006 Asse 2 misura 2.02 Azione DI, un
progetto per l'importo di 666.229 euro inerente alla
realizzazione di una mostra dal titolo Gli Alliata. Una grande
famiglia d'Europa presentato dal Comune di Bagheria;
il progetto originario della mostra, sulla base del quale fu
accordato il finanziamento, curato dalla Direttrice del Museo
civico di Bagheria con l'apporto di qualificate consulenze,
prevedeva un piano di lavoro e di organizzazione ben definito;
in data 26 marzo 2003, presso l'Assessorato dei beni culturali
ed ambientali e della pubblica istruzione è stata raggiunta
un'intesa tra il Comune di Bagheria ed i rappresentanti della
famiglia Alliata, secondo la quale l'intero progetto sarebbe
stato modificato. In particolare sarebbero stati ridefiniti il
piano organizzativo ed il piano delle consulenze. La stessa
intesa prevedeva inoltre gli interventi da effettuare sugli
immobili nonché il piano pubblicitario;
a seguito della rimodulazione del progetto è stato attribuito,
su indicazione della società denominata Syremont , un ruolo
centrale nell'organizzazione della mostra all'associazione
Panaria Film che dovrebbe fornire servizi e consulenze per un
importo di circa 384.000 euro (oltre 730 milioni delle vecchie
lire), pari oltre alla metà dell'importo progettuale; è stata
altresì cambiata la natura del progetto stesso che, così, anziché
essere quello di una mostra, diviene un piano di interventi
strutturali sui luoghi delle esposizioni e vengono eliminate le
procedure di evidenza pubblica per l'attribuzione delle
forniture;
il piano finanziario della mostra prevede inoltre che il 50 per
cento degli introiti della vendita dei biglietti vada
all'associazione Panaria Film ed il 50 per cento al Comune di
Bagheria;
considerato che l'associazione Panaria Film , incaricata di
eseguire d'intesa con la Syremont S.p.A. la mostra sulla
famiglia Alliata, risulterebbe essere intestata a due degli
esponenti della stessa famiglia: Francesco e Vicky Alliata;
per sapere:
quale motivo abbia indotto l'Assessorato Beni culturali a
condividere la modifica-stravolgimento del progetto di mostra
sulla famiglia Alliata, presentato dal Comune di Bagheria e
finanziato con i fondi del POR 2000/2006, atteso che, con la
rimodulazione del progetto, vengono messe a rischio
l'attendibilità scientifica e la qualità della mostra nonostante
l'affare preveda la cooptazione dell'illustre professore
Tangheroni;
se sia stata accertata la professionalità e l'affidabilità
tecnica e finanziaria dell'associazione Panaria Film , e quali
siano gli effettivi know now e curriculum della medesima società;
quali siano le eventuali cointeressenze di singoli membri della
famiglia Alliata nell'associazione Panaria Film incaricata di
organizzare la mostra;
se, qualora fossero accertate le cointeressenze di cui sopra,
non ritenga opportuno diffidare il Comune di Bagheria
dall'attribuire all'associazione Panaria Film l'organizzazione
dell'evento anche allo scopo di evitare che una mostra,
condivisibile e condivisa, sulla Famiglia Alliata finisca col
diventare una mostra di Francesco e Vicky Alliata per Francesco e
Vicky Alliata;
se non ritenga opportuno diffidare altresì il Comune di
Bagheria dall'attribuire forniture e servizi per la mostra con
procedure di affidamento diretto e non con procedure di evidenza
pubblica, così come esplicitamente previsto dal progetto
originario;
se siano stati accertati la titolarità, i requisiti e la
professionalità della Syremont s.p.a. dei quali, in caso
affermativo, si chiede di conoscere il contenuto, e si chiede
altresì di sapere le ragioni per le quali l'affidamento con
trattativa privata alla Panaria Film e alla cosiddetta
Famiglia Alliata contempli la clausola imperativa che costoro
debbano avvalersi della citata Syremont .» (1689)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta.« Con l'interrogazione numero 1689 l'onorevole
Giannopolo ha chiesto notizie dettagliate in merito alla modifica
del progetto relativo alla realizzazione di una mostra sulla
famiglia Alliata.
Sull'argomento occorre seguire l'iter cronologico del
procedimento amministrativo a tutt'oggi non definito ed in
particolare:
il progetto nell'anno 2002, elaborato e presentato dal Comune
di Bagheria, è stato inserito nel programma di finanziamento del
POR Sicilia 2000-2006 all'interno della misura 2.02 - azione D;
in data 6 marzo 2003, in sede di una riunione presso
l'Assessorato dei Beni culturali, Francesco Alliata, che
lamentava un coinvolgimento diretto, presentava un proprio schema
di progetto che teneva conto dell'uso di spazi espositivi
all'interno di Villa Valguarnera; in quella occasione il
Direttore del Museo di Villa Cattolica, curatore del progetto da
allestire nella sede museale, faceva presente che l'utilizzo di
Villa Valguarnera comportava problemi in ordine sia a lavori di
manutenzione e di adeguamento alle norme di sicurezza degli
impianti necessari, sia all'utilizzo stesso degli spazi per la
necessità di richiedere l'autorizzazione a tutti i proprietari
dell'immobile, ed in particolare alle sorelle Correale
proprietarie della parte più rilevante dell'immobile;
con nota del 19 marzo 1993, inviata al Sindaco del comune di
Bagheria, il Dipartimento dei Beni Culturali puntualizzava che il
progetto inserito in programma era stato positivamente valutato
dalla Commissione anche in quanto la mostra sarebbe stata
collocata nei locali di Villa Cattolica, che garantiva
disponibilità ed accessibilità dell'immobile richieste dalla
normativa vigente; se il comune di Bagheria avesse deciso di
apportare variazioni, che non comportassero stravolgimenti
rispetto all'impianto originario del progetto, avrebbe potuto
predisporre ulteriori elaborati tecnici ed amministrativi nel
rispetto, comunque, della normativa in materia di appalti di
forniture di beni e servizi e alle spese ammissibili, stante che
le iniziative previste nella misura non contemplavano interventi
infrastrutturali anche se riguardanti la semplice manutenzione;
il comune di Bagheria in data 06 aprile 2004, dopo solleciti,
chiedeva l'autorizzazione alla variante del progetto che
prevedeva l'apertura al pubblico della Villa Valguarnera e
l'allargamento della sezione storica della mostra.
Il Dipartimento regionale formulava una serie di osservazioni e
invitava il Comune a riformulare il progetto;
In data 14 maggio 2004 uno dei componenti la famiglia Alliata,
scriveva al Presidente della Regione, all'Assessore dei Beni
Culturali, al sindaco di Bagheria e all'onorevole Giannopolo,
lamentando il fatto che solo una parte della famiglia Alliata era
stata coinvolta e quindi informata, nella progettazione di una
mostra sulla famiglia nobiliare e con essa diffidava i
destinatari della missiva a non pubblicare documenti inesatti o
deformati della storia della famiglia Alliata.
Nel marzo del 2005, durante un incontro, su convocazione
assessoriale finalizzata a pervenire alla definizione di un
progetto esecutivo coerente con il POR e con la normativa
vigente, con la partecipazione del Sindaco, la Soprintendenza di
Palermo e Francesco e Vittoria Alliata, si giungeva ad un accordo
progettuale ed il Comune si impegnava a trasmettere in tempi
brevissimi il progetto di variante.
In data 22 giugno 2005, stante che la mancata concretizzazione
dei propositi per la realizzazione di parte del progetto a Villa
Valguarnera, il Comune riteneva che l'unica via percorribile era
quella del ritorno al progetto originario approvato, da
svilupparsi nel Museo Guttuso di Villa Cattolica;
Con raccomandata del 3 settembre 2005, Francesco Alliata,
manifestando dubbi circa la correttezza amministrativa della nota
del Comune di Bagheria, riproponeva la propria disponibilità alla
realizzazione della Mostra secondo la variante a suo tempo
trasmessa dal Comune e oggetto delle osservazioni da parte del
Dipartimento dei Beni culturali.
Con nota del 5 settembre 2005 il Sindaco di Bagheria ha
trasmesso la documentazione più volte richiesta dal Dipartimento
dei Beni Culturali, precisando che si tornava al progetto
originario con la previsione del contributo a favore
dell'associazione no profit Panaria Film, a copertura di taluni
servizi esclusivi;
Alla data di predisposizione della presente risposta, il
Dipartimento dei Beni culturali sta procedendo all'esame della
documentazione trasmessa al fine di verificarne la correttezza e
procedere all'impegno delle somme necessarie alla realizzazione
dell'iniziativa».
L'Assessore PAGANO
ORTISI - GALLETTI - MANZULLO - SPAMPINATO - VITRANO. - «Al
Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali,
ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che con la
delibera n. 88 del 20 giugno 2003 il Consiglio provinciale di
Ragusa aveva approvato il reinserimento dell'ex Fornace Penna nel
piano triennale delle opere pubbliche per l'anno 2004;
considerato che la Fornace Penna è vincolata ai sensi della
legge 1089 del 1939 con decreto dell'Assessore regionale per i
beni culturali, ambientali e per la pubblica istruzione n. 1091
del 25.5.1990;
ritenuto che a seguito dell'ordinanza del Sindaco di Scicli per
la salvaguardia della pubblica incolumità, da parte degli enti
preposti alla tutela del manufatto non è stato programmato né
tanto meno realizzato alcun intervento al fine di bloccarne il
degrado che rischia di provocare il crollo totale della Fornace;
considerato che esistono seri motivi che fanno pensare ad un
tentativo di utilizzo del reperto di architettura industriale,
quale è la Fornace Penna, diverso da una fruizione
turisticoculturale, con il serio pericolo di snaturare il
manufatto compromettendo la peculiarità paesaggistica del sito;
per sapere se ritengano utile predisporre, per quanto di
competenza, un piano efficace che consenta di intervenire
urgentemente a salvaguardia della suddetta struttura.» (1756)
Risposta.« Con l'interrogazione numero 1756 l'onorevole Ortisi,
considerato che la Fornace Penna è vincolata ai sensi della Legge
1089 del 1939 con decreto dell'Assessore regionale per i beni
culturali n. 1091 del 25 maggio 1990, ha chiesto di conoscere se
non si ritiene opportuno un piano efficace che consenta di
intervenire per salvaguardare la suddetta struttura.
Al riguardo vi rappresento che nel bilancio del corrente anno è
stato previsto un contributo straordinario per la messa in
sicurezza, il recupero strutturale ed il riuso dello stabilimento
Fornace Perna di contrada Pisciotto del Comune di Scicli di
500.000,00 il cui capitolo è stato assegnato al Servizio
Patrimonio del Dipartimento ai Beni culturali ed ambientali che
provvederà a utilizzare le somme per la salvaguardia dello
stabilimento in questione.»
L'Assessore PAGANO
VILLARI. - «All'Assessore per i beni culturali ed ambientali e
per la pubblica istruzione, premesso che nel mese di giugno del
2002 l'UNESCO ha riconosciuto il barocco di Catania e della
Sicilia orientale quale patrimonio dell'Umanità;
assunto che ogni Comune interessato da tale patrimonio
dell'Umanità ha il dovere di tutelarlo, conservarlo, restaurarlo
e valorizzarlo;
considerato che nel patrimonio barocco catanese è da
annoverarsi via Crociferi, strada dalla straordinaria forza
suggestiva, nella quale si trovano la chiesa di San Camillo dei
Padri Crociferi, la chiesa di San Francesco Borgia, il Palazzo
Nava-Asmundo, l'arco di San Benedetto, la chiesa di Sant'Ignazio
e l'Ospizio di Beneficenza, la chiesa di San Benedetto, la chiesa
di San Giuliano; quest'ultima, capolavoro dell'architettura
barocca, molto probabilmente opera del Vaccarini;
visto che tale via, proprio per l'importanza artistico-
architettonico-culturale dei monumenti, è interessata da un
notevole flusso pedonale di turisti, visitatori e fedeli;
considerato che il provvedimento di riapertura della suddetta
strada al traffico veicolare predisposto dal Sindaco di Catania
crea difficoltà alla circolazione pedonale non permettendo la
migliore fruizione dei monumenti e che gli stessi rischiano di
essere danneggiati dall'inquinamento atmosferico prodotto dai
veicoli a motore;
per sapere:
se non ritenga opportuno verificare se sussistano reali motivi
di ordine pubblico e di mobilità del traffico veicolare che
possano avere giustificato la riapertura di via Crociferi anche a
rischio di danneggiare i monumenti barocchi patrimonio
dell'Umanità;
se non ritenga necessario, qualora non sussistano motivi di
ordine pubblico e di mobilità, intervenire affinché si vieti la
circolazione in via Crociferi, al fine di salvaguardare sia i
monumenti che i pedoni.» (1767)
(L'interrogante chiede la svolgimento con urgenza)
Risposta. « Con l'interrogazione numero 1767 l'onorevole
Villari ha chiesto di conoscere le motivazioni che hanno indotto
la riapertura della Via Crociferi nel Comune di Catania al
transito veicolare che potrebbe causare sia un disagio per il
notevole flusso pedonale di turisti, visitatori e fedeli sia il
danneggiamento dei beni monumentali presenti nella suddetta via
riconosciuti come patrimonio dell'Umanità.
Al riguardo si rappresenta che l'Assessorato dei Beni culturali
non ha ricevuto nessuna comunicazione da parte
dell'Amministrazione comunale sulla riapertura al traffico
veicolare della Via Crociferi.
Per quanto di competenza, condividendo quanto esposto
nell'interrogazione, si rappresenta l'assoluta contrarietà a tale
eventuale provvedimento in quanto ragioni di tutela dei
monumenti, degli scavi archeologici e di decoro urbano, impongono
il mantenimento della chiusura al traffico della storica via,
dichiarata patrimonio dell'Umanità. Sottoporre tali beni ad un
continuo traffico veicolare, ai fumi di scarico, alle vibrazioni
meccaniche e a quant'altro, metterebbe in serio pericolo il loro
già delicato stato di conservazione.
Per questo motivo la Soprintendenza per i Beni culturali ed
ambientali dì Catania è intervenuta nei confronti
dell'Amministrazione comunale affinché eviti l'apertura al
traffico della suddetta via e trovi un'alternativa per la
circolazione veicolare della zona».
L'Assessore PAGANO