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Resoconto d'Aula della Seduta n. 346 di martedì 10 gennaio 2006
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   Presidenza del presidente Lo Porto


    BURGARETTA APARO , segretario, dà lettura dei processì  verbalì
  delle  sedute nn. 344 e 345 del 9 gennaio 2006 che, non  sorgendo
  osservazioni, si intendono approvati.

                               Congedo

    PRESIDENTE   Comunico  che  l'onorevole  Moschetto  ha  chiesto
  congedo per la presente seduta.
   L'Assemblea ne rende atto.

           Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico che sono pervenute risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per i Beni culturali:

   N.  1420 - Notizie in merito alla possibile realizzazione di  un
  megaporto nella baia di Villagonia a Taormina (ME).
   Firmatario: Panarello Filippo

   N.  1432  -  Notizie  a  proposito delle iniziative  tendenti  a
  prevenire  l'utilizzo  indiscriminato  a  fini  edificatori   del
  territorio di Scopello-Guidaloca del comune di Castellammare  del
  Golfo (TP).
   Firmatario: Oddo Camillo

   N.  1448 - Iniziative per consentire una maggiore fruizione  del
  Museo regionale di Messina.
   Firmatario: Panarello Filippo

   N.  1490  -  Inserimento  del complesso rupestre-archeologico  e
  naturalistico  di  Cava  d'Ispica  (RG)  nel  catalogo  dei  beni
  patrimonio dell'Umanità dell'Unesco.
   Firmatario: Gurrieri Sebastiano

   N.   1496   -   Revoca   della  concessione   rilasciata   dalla
  Sovrintendenza  ai beni culturali di Palermo per  l'installazione
  di un'antenna di telefonia mobile nel comune di Bagheria (PA).
   Firmatario: Vitrano Gaspare

   N.  1511  -  Interventi per la salvaguardia del lago  Biviere  e
  della omonima riserva naturale in territorio di Gela.
   Firmatario: Morinello Salvatore

   N.    1524    -   Interventi   per   ripristinare   l'originaria
  denominazione   del  'Museo  del  carretto  e  naturalistico   di
  Terrasini'  modificata dall'art. 11 della legge regionale  n.  14
  del  2002,  e per consentire alla direzione del Museo di  operare
  senza intralci.
   Firmatario: Barbagallo Giovanni

   N.  1548  -  Notizie sull'assegnazione dei posti in riserva  nel
  concorso  a  due  posti  di dirigente tecnico  fisico  del  ruolo
  tecnico dei Beni culturali.
   Firmatario: Speziale Calogero

   N.  1561  -  Notizie  in ordine alla promozione  di  un  secondo
  circuito   teatrale    regionale   e   alla    concessione    del
  patrocinio dell'Assessorato beni culturali alle iniziative  dello
  stesso.
   Firmatario: Miccichè Calogero

   N.  1578  - Misure di tutela e salvaguardia dei palazzi e  delle
  chiese  di  via  Crociferi, a Catania, tesori del  barocco  della
  Sicilia orientale sotto l'egida dell'UNESCO.
   Firmatario: Raiti Salvatore

   N.  1588  -  Notizie  sullo  stato di  realizzazione  del  Museo
  regionale   d'arte    moderna   e   contemporanea    -    sezione
  'Francesco Messina' di Linguaglossa (CT).
   Firmatario: Raiti Salvatore

   N.  1597 - Interventi per il recupero strutturale e la messa  in
  sicurezza del Castello Aragonese di Comiso (RG).
   Firmatario: Zago Salvatore

   N.  1667  -  Interventi  presso il  Governo  nazionale  tendenti
  all'inserimento  del Teatro Massimo Bellini  di  Catania  tra  le
  fondazioni liriche di rilevanza nazionale.
   Firmatari:   Villari  Giovanni;  Speziale  Calogero;  Giannopolo
  Domenico

   N.  1679  -  Iniziative tendenti ad inserire  il  Sistema  delle
  Grotte  della  provincia  di Trapani  nel  circuito  culturale  e
  turistico della Regione.
   Firmatario: Oddo Camillo

   n.  1687  -  Richiesta di interventi di recupero  di  due  torri
  cinquecentesche site nel territorio della provincia di Trapani.
   Firmatario: Oddo Camillo

   n.  1689 - Notizie in merito alla modifica del progetto relativo
  alla realizzazione di una mostra sulla famiglia Alliata.
   Firmatario: Giannopolo Domenico

   n.  1756 - Iniziative per la salvaguardia dell'ex Fornace  Penna
  sita nel territorio del comune  di Scicli (RG).
   Firmatari: Ortisi Egidio; Galletti Giuseppe; Manzullo  Giovanni;
  Spampinato Giuseppe; Vitrano Gaspare

   n.  1767 - Notizie sulla riapertura al transito veicolare  della
  via Crociferi del comune di Catania.
   Firmatario: Villari Giovanni.

   Avverto  che  le  stesse  saranno  pubblicate  in  allegato   al
  resoconto stenografico della seduta odierna.

                     Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni:

   con richiesta di risposta orale

   n.   2578   -  Notizie  sul  licenziamento  verbale  di   alcuni
  dipendenti Ast aeroservizi scalo Lampedusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo
   Firmatario: Miccichè Calogero

   n.  2579 - Notizie sui trasferimenti, senza alcun loro consenso,
  dei  dipendenti addetti al servizio di nettezza urbana del Comune
  di Patti (ME) all'AT02 Messina S.p.A..
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia
   Firmatario: Miccichè Calogero

   n.  2580  -  Verifica della regolarità degli atti  prodotti  dal
  Consiglio  comunale  di  Bolognetta  (PA)  successivamente   alla
  mancata surroga di un consigliere dimissionario.
   - Assessore Famiglia
   Firmatario: Cracolici Antonino

   n.  2581  -  Ripristino  di garanzie di  imparzialità  e  di  un
  corretto  raffronto  con  le forze produttive  locali  presso  la
  Camera di commercio di Ragusa.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Zago Salvatore.

   Le  interrogazioni, ora annunziate, saranno iscritte  all'ordine
  del giorno per essere svolte al loro turno.

   con richiesta di risposta scritta

   n.  2582 - Interventi urgenti al fine di ripristinare il normale
  deflusso   delle   acque  reflue  e  relative  caditoie   ed   il
  ridimensionamento dell'inquinamento acustico da esse creato lungo
  la via del Bosco a Catania.
   - Assessore Famiglia
   - Assessore Lavori pubblici
   Firmatari:   Fleres   Salvatore;   Catania   Giuseppe;   Maurici
  Giuseppe;

   n.  2583 - Interventi urgenti per il ripristino del servizio  di
  nettezza urbana e manutenzione della via Ughetti a Catania.
   - Assessore Famiglia
   - Assessore Lavori Pubblici
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

   n.   2584    -    Interventi   urgenti   per    il    ripristino
  dell'illuminazione stradale in via Pietra dell'Ova in  territorio
  di Tremestieri Etneo (CT).
   Assessore Famiglia
   Assessore Lavori Pubblici
   Firmatari:   Fleres   Salvatore;   Catania   Giuseppe;   Maurici
  Giuseppe.

   Le interrogazioni, ora annunziate, saranno inviate al Governo.

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno  che nel corso della seduta potrà procedersi a  votazioni
  mediante sistema elettronico.
  Seguito della discussione del disegno di legge «Riproposizione di
  norme  approvate dall'Assemblea regionale siciliana nella  seduta
  del  6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal Commissario dello  Stato.
  Primo stralcio» (1095- I stralcio/A)


   Presidenza del presidente Lo Porto


   PRESIDENTE  Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
  Discussione di disegni di legge.
  Si procede con il seguito della discussione del  disegno di legge
  n. 1095 - I stralcio/A, posto al numero 1).

  Onorevoli colleghi, ricordo che l'esame era stato sospeso nella
  seduta numero 345 di ieri, 9 gennaio 2006, in fase di votazione
  del mantenimento del comma 2 dell'articolo 1.

  Pongo in votazione il mantenimento del comma 2 dell'art. 1.

               Richiesta di verifica del numero legale

    LIOTTA  Chiedo la verifica del numero legale.

      (Alla richiesta si associano gli onorevoli De Benedictis,
                  Manzullo, Ortisi, Liotta e Oddo)

     PRESIDENTE   Essendo  la richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per la  verifica  del  numero
  legale.

                     (Si procede alla verifica)

                      Risultato della verifica

     PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  verifica   del   numero
  legale:

   Presenti            40

   L'Assemblea  non  è  in  numero legale;  pertanto  la  seduta  è
  rinviata di un'ora, riprenderà alle ore 21.00.

    (La seduta, sospesa alle ore 20.00, è ripresa alle ore 21.07)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                               Congedi

     PRESIDENTE    Comunico  che  gli  onorevoli  Acanto,   Catania
  Giuseppe,  Giambrone,  Incardona,  Neri,  Leontini,  Savarino   e
  Fratello hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                       Sull'ordine dei lavori

     FLERES  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     FLERES  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ieri sera si  è
  sviluppato  un  ampio  dibattito  sulle  motivazioni  che   hanno
  prodotto  i  disegni  di  legge di cui stiamo  discutendo,  sulle
  argomentazioni dei presentatori dei testi di riprodurre le  norme
  che  erano  state  impugnate dal Commissario dello  Stato,  sulla
  opportunità  che  questa  Aula fosse messa  nelle  condizioni  di
  attivare  una  sua  prerogativa, cioè  quella  di  consentire  al
  Presidente della Regione di resistere in giudizio di fronte  alla
  Corte   Costituzionale  per  affermare  o  meno   la   competenza
  dell'Assemblea   relativamente  alle  materie   contenute   negli
  articoli impugnati.
   A  mio  avviso ieri sera sono stati sciolti tutti  i  dubbi  che
  erano  stati  sollevati  ed è stata individuata  una  ipotesi  di
  percorso,  che  mi  auguro  possa essere  seguita  stasera  senza
  tornare  sulle questioni che sono state abbondantemente dibattute
  ieri.  Ovviamente ciascuno è libero di assumere le decisioni  che
  ritiene  più opportune, votando a favore o contro un emendamento,
  ma l'auspicio che mi permetto di formulare è quello di concludere
  entro   questa  sera  l'iter  legislativo  relativo  alle   norme
  impugnate.
   Per  quanto  riguarda, invece, la parte finanziaria abbiamo  già
  visto che si deve individuare un percorso di natura diversa,  con
  una  soluzione  di  natura  tecnica che  è  stata  già  suggerita
  dall'onorevole Crisafulli in apertura di seduta.
   Per   tali   ragioni  chiedo  ai  colleghi  di   accelerare   la
  trattazione  dei  disegni di leggi senza soffermarsi  in  maniera
  particolare nel merito, anche perché, come sappiamo, si tratta di
  materie già affrontate e addirittura votate dall'Assemblea.

    ORTISI  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, come ben  sapete
  il  Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi visiterà nei
  prossimi  giorni tre delle nostre province, e chiedo  formalmente
  di sospendere sia i lavori d'Aula che quelli delle Commissioni.
   La  Commissione Bilancio è convocata per la giornata  di  domani
  e,  per  quanto mi riguarda, vorrei partecipare ai  lavori  della
  Commissione, ma essendo un deputato della provincia di  Siracusa,
  vorrei anche poter partecipare all'invito che il Presidente della
  Repubblica  ha  rivolto ai parlamentari di ognuna delle  province
  che visiterà.
   Ritengo  che  questo  sia  un  atto  dovuto  e  l'Aula  potrebbe
  impegnarsi  da  lunedì  prossimo  ad  accelerare  i  lavori   per
  arrivare, come da accordi, ad approvare sia la finanziaria che il
  bilancio entro la settimana prossima.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, vista  la  delicatezza  della
  proposta  che  riguarda  la presenza in Sicilia  del  Capo  dello
  Stato, vorrei sentire l'opinione dei Gruppi parlamentari.

    FORMICA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORMICA   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  il  Gruppo
  parlamentare  di  Alleanza Nazionale concorda  con  la  richiesta
  avanzata  dall'onorevole  Ortisi; pur tuttavia,  quest'Aula,  per
  evitare  l'esercizio provvisorio, ha preso l'impegno di approvare
  la  finanziaria  entro  il  20  gennaio,  e  per  fare  questo  è
  necessario  che la Commissione Bilancio concluda  i  suoi  lavori
  entro questa settimana.

    ORTISI  Io creerò un incidente istituzionale; ne va del  decoro
  istituzionale.

    FORMICA   Onorevole Ortisi lei può creare tutti  gli  incidenti
  che  vuole,  però  le  ricordo che c'è stata una  Conferenza  dei
  capigruppo  che  ha  stabilito, con impegno  di  tutti  i  Gruppi
  parlamentari,  che  la  finanziaria deve essere  approvata  entro
  giorno 20 per evitare l'esercizio provvisorio.
   Lei  può esercitare la sua attività politica come meglio  crede,
  ma  ovviamente, il Parlamento non può essere posto  sotto  scacco
  dalla  volontà di un singolo parlamentare. Ritengo che  gli  atti
  che  il Parlamento approva - e la Conferenza dei Capigruppo è  un
  organo  del  Parlamento  -  non possono essere  disattesi,  anche
  perché  abbiamo  di  fronte non l'interesse singolo  delle  forze
  politiche  o  dei singoli parlamentari, ma gli interessi  diffusi
  della  Regione  a cui tutti, maggioranza e opposizione,  dobbiamo
  dare risposta.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, considerando  che  il  tema  è
  molto  delicato  e  si  presta  ad  una  decisione  di  altissima
  responsabilità, credo di potere riconoscere la legittimità  della
  richiesta dell'onorevole Ortisi essendo la visita del Capo  dello
  Stato molto importante, che però, essendo limitata soltanto  alle
  province   di  Ragusa,  Siracusa  e  Palermo,  non  penso   debba
  condizionare l'attività del Parlamento.
   Naturalmente,   i  deputati  che  desiderano  partecipare   alle
  manifestazioni con il Capo dello Stato ne hanno pieno  diritto  e
  lo  possono  fare sottoforma di missione, ma poiché è prevalente,
  nella  mia  valutazione, l'opportunità di procedere  affinché  si
  eviti  l'esercizio  provvisorio, qualora  i  Gruppi  parlamentari
  insistano  nella  loro legittima richiesta  di  procedere  con  i
  lavori, non posso accogliere la richiesta.

   Seguito  della  discussione del disegno di legge «Riproposizione
  di  norme  approvate  dall'Assemblea  regionale  siciliana  nella
  seduta  del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal Commissario  dello
  Stato. Primo stralcio» (1095 Stralcio I/A)


   Presidenza del presidente Lo Porto


     PRESIDENTE  Si passa al punto secondo all'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  con  il seguito della discussione  del  disegno  di
  legge «Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
  siciliana  nella  seduta del 6-7 dicembre 2005 ed  impugnate  dal
  Commissario  dello  Stato. Primo stralcio» (1095  Stralcio  I/A),
  posto al numero 1).
   Invito  i componenti la seconda Commissione a prendere posto  al
  banco delle Commissioni.
   Pongo in votazione il mantenimento del comma 2 dell'articolo 1.

               Richiesta di verifica del numero legale

    CRACOLICI  Chiedo la verifica del numero legale.

     (Alla richiesta si associano gli onorevoli Liotta, Ortisi,
                         Giannopolo e Oddo)

     PRESIDENTE   Essendo  la richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per la  verifica  del  numero
  legale.

                     (Si procede alla verifica)

                      Risultato della verifica

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti            44

   L'Assemblea è in numero legale.
   Pongo  pertanto  in  votazione  il  mantenimento  del  comma   2
  dell'articolo 1.
   Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

     PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

  Pongo   in  votazione  il  mantenimento  del   comma   3
  dell'articolo 1. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

     PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

  Pongo   in  votazione  il  mantenimento  del   comma   4
  dell'articolo 1. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

  Si passa all'articolo 2.

                            «Articolo 2.
  1.  La  presente  legge sarà pubblicata  nella  Gazzetta
  ufficiale  della Regione siciliana ed entrerà in  vigore
  il giorno stesso della sua pubblicazione.
  2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
  farla osservare come legge della Regione».

  Comunico  che  sono  state  presentati  dagli  onorevoli
  Raiti, Forgione, Liotta e Morinello gli emendamenti  2.1
  e 2.2.

  Pongo   in  votazione  il  mantenimento  del   comma   1
  dell'articolo 2. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

  Pongo   in  votazione  il  mantenimento  del   comma   2
  dell'articolo 2. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   La  votazione  finale del disegno di legge n. 1095 Stralcio  I/A
  avrà luogo successivamente.

  Seguito della discussione del disegno di legge «Riproposizione di
  norme  approvate dall'Assemblea regionale siciliana nella  seduta
  del  6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal Commissario dello  Stato.
  Secondo stralcio» (1095-II Stralcio/A)

    PRESIDENTE   Si  procede con il seguito della  discussione  del
  disegno    di   legge   «Riproposizione   di   norme    approvate
  dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta del 6-7  dicembre
  2005  ed impugnate dal Commissario dello Stato. Secondo stralcio»
  (1095 - II Stralcio/A) posto al numero 2).
   Invito  i componenti la seconda Commissione a prendere posto  al
  banco delle Commissioni.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO     Signor    Presidente,    onorevoli     colleghi,
  effettivamente nelle sedute precedenti si è molto dibattuto sulle
  procedure adottate per questi tredici disegni di legge; però,  mi
  permetto  di  dire  che questo non significa necessariamente  che
  sono  stati  fugati  tutti i dubbi che, per quanto  mi  riguarda,
  continuano ad esistere.
   Mentre  in un primo momento si era detto che non potevano essere
  presentati emendamenti a questi disegni di legge, poi, nei  fatti
  si è data tale possibilità.
   Considerato che tutti gli stralci sono da ritenersi  disegni  di
  legge autonomi, è chiaro che i termini per la presentazione degli
  emendamenti riguardavano il primo disegno di legge. Adesso, però,
  stiamo  passando alla trattazione del disegno di legge n. 1095  -
  II   Stralcio,  e  ritengo  che,  in  applicazione   del   nostro
  Regolamento,  bisognerebbe dare i termini  per  la  presentazione
  degli emendamenti anche a questo disegno di legge.

    PRESIDENTE   Onorevole Spampinato, non è  possibile  accogliere
  la  sua  richiesta  perché  gli emendamenti  sono  già  pervenuti
  stralcio per stralcio.

  Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                             «Articolo 1
                «Variazioni di spesa per l'anno 2005

   1.  Alla tabella H di cui all'articolo 128, comma 7, della legge
  regionale   28   dicembre  2004,  n.  17,  sono  apportate,   per
  l'esercizio  finanziario 2005, le seguenti modifiche in  migliaia
  di euro:
   - UPB 2.2.1.3.4,    capitolo 144111           +1.000
   -  UPB   9.2.1.3.3,   capitolo     373703          +     50  (da
  destinare all'Istituto Annibale di Francia di Palermo);
   - UPB  9.3.1.3.6,   capitolo   377316         +  400
   -   UPB   9.3.1.3.4,  capitolo     377729           +   200  (da
  destinare all'Associazione per l'Arte);
   -   UPB   9.3.1.3.7,   capitolo   377720            +  200   (da
  destinare alla Società siciliana di Storia Patria);
   -   UPB    9.3.1.3.7,   capitolo  377722              +100   (da
  destinare al Coro Santa Cecilia);
   -  UPB   9.3.1.3.7, capitolo 377727      +614 (da destinare:  90
  al  Museo  delle  Marionette  di Palermo;   200  alla  Fondazione
  Famiglia  Piccolo  di  Calanovella;  49  alla  Fondazione   Museo
  Mandralisca    di    Cefalù;    48   all'Associazione    Istituto
  internazionale del papiro);
   -  UPB   10.2.1.3.2,   capitolo  413311    +  30  (da  destinare
  all'Associazione famiglie persone Down di Palermo).
   2.  Dopo  l'articolo 5 della legge regionale 13 settembre  1999,
  n. 20, è inserito il seguente articolo:
    Art.  5  bis  -  1.  A  titolo  di solidarietà  della  comunità
  regionale  nei  confronti  degli orfani  di  Sebastiano  Conti  e
  Daniela  Maiorana,  vittime del terrorismo  internazionale  nella
  strage di Sharm El Sheik del 23 luglio 2005, trovano applicazione
  i  benefici  degli  articoli  2 e 3  della  legge  regionale   13
  settembre  1999,  n. 20.  Per  i  familiari  delle altre  vittime
  Giovanni  Conti e Rita Privitera trovano, invece, applicazione  i
  benefici  degli articoli 2 e 4 della legge regionale 13 settembre
  1999, n. 20.
   3.  Agli  oneri di cui al comma 2, si fa fronte con parte  delle
  disponibilità dell'UPB 3.1.2.3.5 del bilancio della  Regione  per
  l'esercizio finanziario 2005.'
   4.  L'Assessorato regionale dell'agricoltura e delle  foreste  è
  autorizzato ad utilizzare, nell'esercizio finanziario  2005,  una
  parte  delle risorse di cui all'articolo 137, lettera  b),  della
  legge  23 dicembre 2000, n. 388 (UPB 2.2.2.6.1, capitolo 542912),
  pari  a  1.000  migliaia  di  euro, in  favore  dell'Associazione
  italiana   per   la  ricerca  sul  cancro  (A.I.R.C.),   per   la
  concorrenza,  nell'azione  di promozione  dell'arancia  rossa  di
  Sicilia,  sulle spese effettuate nell'ambito della manifestazione
   L'arancia della salute', svoltasi nell'anno 2003.
   5.  Per  gli  esercizi finanziari 2006, 2007 e 2008,   a  valere
  sulla riserva del 5 per cento di cui al comma 4 dell'articolo  76
  della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, una quota pari a 2.000
  migliaia  di euro annui è destinata all'erogazione di  contributi
  straordinari  per  ogni comune capoluogo di provincia  che  abbia
  dichiarato  il  dissesto finanziario entro il  31  dicembre  2005
  nonché  una  ulteriore quota di 1.000 migliaia di euro  annui  da
  destinare  complessivamente  ai  comuni  non  capoluogo  per   le
  medesime finalità.
   6.  Dopo l'articolo 2 della legge regionale 30 dicembre 1980, n.
  155,  è aggiunto il seguente:
    Art.  2  bis  - 1. Nelle more dell'approvazione della  riforma,
  per  la  promozione di iniziative sui sistemi di polizia  locale,
  l'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali e  le
  autonomie  locali,  può  avvalersi, sulle disponibilità  dell'UPB
  3.2.1.3.2,  capitolo  183303,  della  collaborazione  del  Centro
  internazionale  di  ricerche  e  studi  sociologici,   penali   e
  penitenziari, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 5
  dicembre 1978.'.
   7.  Al  comma 1 dell'articolo 21 della legge regionale 19 maggio
  2005,  n.  5,  dopo  le parole  16 novembre 1972'  aggiungere  le
  parole  nonché per la partecipazione al patrimonio della relativa
  fondazione'.
   8.   Per  le  finalità  di  cui  all'articolo  120  della  legge
  regionale 28 dicembre 2004, n. 17, è autorizzata, per l'esercizio
  finanziario 2005, l'ulteriore spesa di 250 migliaia di euro  (UPB
  9.3.1.3.99, capitolo 377753).
   9.  L'Assessore  regionale  alla  Presidenza  è  autorizzato  ad
  estendere i benefici di cui alla legge regionale 15 maggio  2002,
  n.  4,  ai  soci  della  cooperativa  La Gazzella  Lotto  214  di
  Messina', i quali hanno in corso giudizio amministrativo  avverso
  la delibera di esclusione adottata nei loro confronti. I predetti
  benefici,  diretti  al rimborso forfettario  delle  anticipazioni
  versato  dai soci in conto costruzioni sono concessi al fine   di
  eliminare   il contenzioso  sociale,  instauratosi a seguito  dei
  gravi  danni  subiti  dal programma costruttivo  per  i  dissesti
  idrogeologici.  Il  contributo, nella misura  forfettaria  di  15
  migliaia di euro per ciascun socio, è erogato su richiesta  degli
  interessati,  previa  trasmissione della certificazione  relativa
  alla   pendenza   del   giudizio   amministrativo   della   copia
  dell'originario  atto dell'assegnazione provvisoria  della  copia
  della  delibera  di  esclusione, della rinuncia  al  giudizio  di
  opposizione alla delibera di esclusione. Per le finalità  di  cui
  al  presente  comma  è  autorizzata, per l'esercizio  finanziario
  2005,  la  spesa di 300 migliaia di euro (UPB 1.6.2.6.1, capitolo
  517304).
   10.  E'  consentita l'assunzione degli impegni  a  valere  sulle
  autorizzazioni  di spesa disposte dalla presente legge  oltre  la
  chiusura dell'esercizio finanziario 2005 e comunque non oltre  15
  giorni dalla data di pubblicazione della medesima.
   11.  Nello  stato di previsione della spesa del  bilancio  della
  Regione  per  l'esercizio  finanziario 2005  sono  introdotte  le
  variazioni di cui all'annessa Tabella  B'.

  Comunico  che  sono  state  presentati  dagli  onorevoli
  Raiti, Forgione, Liotta e Morinello gli emendamenti 1.1,
  1.2, 1.3, 1.4, 1.5, 1.6, 1.7, 1.8, 1.9, 1.10, 1.11.

  Pongo   in  votazione  il  mantenimento  del   comma   1
  dell'articolo 1. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

  Pongo   in  votazione  il  mantenimento  del   comma   2
  dell'articolo 1. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

  Pongo   in  votazione  il  mantenimento  del   comma   3
  dell'articolo 1. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

  Pongo   in  votazione  il  mantenimento  del   comma   4
  dell'articolo 1. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

  Pongo   in  votazione  il  mantenimento  del   comma   5
  dell'articolo 1. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

  Pongo   in  votazione  il  mantenimento  del   comma   6
  dell'articolo 1. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

  Pongo   in  votazione  il  mantenimento  del   comma   7
  dell'articolo 1. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

  Pongo   in  votazione  il  mantenimento  del   comma   8
  dell'articolo 1. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

  Pongo   in  votazione  il  mantenimento  del   comma   9
  dell'articolo 1. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   L'emendamento 1.10 è superato.

  Pongo   in  votazione  il  mantenimento  del  comma   11
  dell'articolo 1. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Articolo 2

   1.  La  presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta  ufficiale
  della  Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso  a
  quello della sua pubblicazione.
   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
  osservare come legge della Regione».

   Comunico  che  sono  state  presentati  dagli  onorevoli  Raiti,
  Forgione, Liotta e Morinello gli emendamenti 2.1 e 2.2.
   L'emendamento 2.1 è superato.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, stasera  noi
  possiamo  decidere di fare di tutto e di più, ma che  Lei  faccia
  votare,  a  saltare, non solo i commi degli articoli ma  anche  i
  vari commi dei tredici disegni di legge, mi apre una procedura un
  po'  insolita. Concludiamo il disegno di legge I stralcio  e  poi
  procediamo con gli altri.

    PRESIDENTE   Stiamo  procedendo  esattamente  così,   onorevole
  Cracolici.
   C'è stato persino l'intervento dell'onorevole Spampinato che  ha
  stabilito proprio di cosa si trattava.

  Pongo   in  votazione  il  mantenimento  del   comma   2
  dell'articolo 2. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   La  votazione finale del disegno di legge n. 1095 Stralcio  II/A
  avrà luogo successivamente.

    ARDIZZONE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ARDIZZONE   Signor Presidente, onorevoli colleghi, per  evitare
  confusione, vorrei precisare che il comma 9 dell'articolo  1  del
  disegno di legge n. 1095 - II stralcio fa riferimento al comma 39
  dell'articolo  19  del testo del disegno di legge  impugnato  dal
  Commissario dello Stato ed è stata riportato solo l'ultima parte.
  Si  fa  riferimento alla conferma, fino al 31 dicembre del  2006,
  per  garantire  la continuità dell'assistenza tecnica,  le  venti
  unità personale PON ATAS.
   Già  l'onorevole Fleres ha evidenziato, nella seduta  di  giorno
  28  u.s., che si tratta sicuramente di un errore tecnico, per cui
  ritengo  opportuno - ed il mio intervento mira  a  questo  -  che
  quando  si  parla del comma 9, si faccia riferimento  al  vecchio
  articolo  39, cioè quello che reca  sono confermati  sino  al  31
  dicembre 2006 i contratti stipulati dal commissario delegato  per
  l'emergenza  dei rifiuti e la tutela delle acque in  Sicilia,  in
  esecuzione  del  progetto  67, già  finanziato  con  decreto  del
  Ministero  dell'ambiente e della tutela del territorio,  n.  1150
  del  2  ottobre 1990, al fine di dare attuazione al  piano  delle
  bonifiche  in Sicilia ed in esecuzione dei progetti n.  36  e  n.
  102,  già  finanziati con decreto del Ministero  dell'ambiente  e
  della tutela del territorio, n. 89 del 25 marzo 1998, al fine  di
  realizzare  rispettivamente il servizio  idrico  integrato  e  la
  gestione integrata dei rifiuti in ambiti territoriali ottimali .
   A  ciò  aggiungo,  poiché è stato opportunamente  modificato  il
  comma 9 e si è fatto riferimento all'Agenzia per i rifiuti  e  le
  acque,  che lo stesso si faccia, perché sono dipendenti similari,
  relativamente a questo tipo di personale.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sembra  di
  poter  dire  che  tutte le  favolette  che sono state  raccontate
  sulla  trasposizione  in linea tecnica del  testo  impugnato  dal
  Commissario  dello  Stato,  che è  stato  riportato  nei  tredici
  disegni  di  legge  in maniera acritica, sono  state  sconfessate
  dalle dichiarazioni appena fatte dall'onorevole Ardizzone.
   Signor  Presidente, continuo a non comprendere in  che  modo  si
  sta  procedendo. Ho ascoltato diverse versioni di questa insolita
  procedura, la Presidenza ha dichiarato - io non l'ho condiviso  e
  continuo  a  non  condividerlo,  ma  prendo  atto  che   c'è   un
  orientamento diverso della maggioranza dell'Aula - che  intendeva
  procedere  votando  tutto  ciò che non necessitava  di  copertura
  finanziaria,  perché  è  evidente che questa  potrà  essere  data
  soltanto dopo l'approvazione del bilancio della Regione.
   Stiamo   ulteriormente   determinando   una   procedura    assai
  discutibile,  perché  non si può votare un articolo  se  ci  sono
  commi dello stesso che hanno bisogno di copertura finanziaria. Si
  devono  votare  i  commi  che  non  hanno  bisogno  di  copertura
  finanziaria, per gli altri si tornerà in Aula successivamente, ed
  allora   si  che  si  potrà  votare  l'intero  articolo.   Signor
  Presidente,  lei  non  può bloccare il voto all'articolo  con  un
  comma  che ha necessità di copertura finanziaria. Ecco perché  io
  la  invito almeno a seguire ciò che era stato detto, cioè che  si
  voti  tutto  ciò  che non ha copertura finanziaria;  ciò  che  ha
  bisogno  di  copertura si voterà subito dopo  l'approvazione  del
  bilancio.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  la  Presidenza  ha  dato  un
  indirizzo   preciso  sulla  gestione  dei  lavori  Si  procederà,
  pertanto,  - questa è la proposta formulata - alla votazione  dei
  testi  con l'intesa che sugli stessi andrà operato un adeguamento
  tecnico dopo l'approvazione del bilancio e della finanziaria  che
  consenta di imputare al nuovo strumento finanziario 2006-2008  le
  coperture finanziarie degli stralci relativi.
   Infatti,  noi  non stiamo votando la legge, bensì un  articolato
  che  riserva  alla votazione finale sulle tabelle la  propria  la
  propria   legittimità,  perché  senza  di  quella,  naturalmente,
  cadrebbe  tutto  il  lavoro.  Su  questo  non  c'è  dubbio,  sono
  d'accordo  con  lei.  Ma  questa è la scelta  tecnica  che  si  è
  operata.
   La  Presidenza pensa di fare approvare l'intero articolato posta
  la  necessità di spostare al 2006 tutte le coperture finanziarie,
  cosa  che può essere fatta solo dopo che lo strumento finanziario
  sia stato deliberato dall'Aula.

   VIRZI'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VIRZI'.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  vorrei   far
  rilevare  - come politicamente si era affermato da qualche  parte
  in  quest'Aula  - che magari meritavano di essere  stralciate  le
  norme   riguardanti  il  personale  per  dare,  addirittura,   la
  precedenza.     Continua    a    registrarsi    una     posizione
  aprioristicamente  e  apodisticamente  negativa  perfino   quando
  parliamo  di personale, nella fattispecie di personale  vincitore
  di  concorso.  Non voglio ribadire nulla per quanto  riguarda  la
  copertura  finanziaria, se non attenendomi a quelle che  sono  le
  leggi e le normative che regolano la vita di quest'Aula. Sono  un
  semplice  parlamentare  che nel momento  in  cui  trova  indicato
  l'UPB,  trova  il  consenso dell'assessore per  il  bilancio,  il
  parere   autorevolissimo  e  pluripartitico   della   Commissione
  Bilancio,  presume, nel momento stesso in cui  si  vota,  che  la
  copertura finanziaria esista.
   Ma,  quando  poi un Commissario dello Stato approva una  proroga
  per  cinque anni e, contestualmente, ne nega una di un solo  anno
  per  il  personale vincitore di concorso, mi sento  di  affermare
  che,  istituzionalmente, abbiamo l'obbligo morale e l'obbligo  di
  stile,  di  aplombe, come Parlamento, che non  si  possono  usare
  sulla  medesima materia due pesi e due misure, perché, se è  vero
  che  non  è  cessata l'emergenza idrica è vero anche  che  non  è
  venuta meno l'ermergenza rifiuti.
   Qualcuno, molto più importante di tutti noi insieme, diceva   in
  Sicilia  nulla  è  più stabile dell'emergenza  .  Credo  che  noi
  stiamo  dando, addirittura, una risposta parziale al problema  di
  sostanza  che questo articolo affronta. Procediamo in una  logica
  di   prosecuzione  del  precariato,  perché  non  possiamo   fare
  assunzioni  stabili.  Purtroppo, così, i problemi  della  Sicilia
  tendono a cronicizzarsi.
   C'é  stato un errore materiale, mi sono attivato immediatamente,
  perché in politica ci si abitua, purtroppo, ad essere diffidenti,
  soprattutto  in  Sicilia.  Sono andato  a  verificare  che  si  è
  trattato di un mero errore di trascrizione, si è proceduto ad una
  globale  riscrittura che ripesca lo spirito,  la  sostanza  e  la
  lettera  della  norma precedentemente impugnata., fermo  restando
  che,  mi  pare  che  siamo  entrati nell'ordine  di  idee  che  è
  possibile  emendarla. Quindi, nemmeno sul piano del principio  si
  può  dire che riproponiamo uno storico scontro, aprioristico, che
  vogliamo  il  conflitto istituzionale. Si può votare  in  maniera
  differenziata,   ma   tenendo  conto  che   siamo   assolutamente
  legittimati, come Aula, ad entrare nel merito dei problemi.
   Ripeto,  mentre rinnovo la mia non comprensione degli  argomenti
  sostanziali  e formali del Commissario dello Stato, dico  che  se
  c'è  una  norma  da  riproporre con decoro, con  orgoglio  e  con
  dignità  è proprio questa. Supero l'argomento dell'errore tattico
  perfino  dell'interpolazione di qualche incursore,  che  in  ogni
  caso   è  stato  neutralizzato.  Siamo  in  presenza  del   testo
  originario, e il mio appello a tutti, in nome dell'emergenza  che
  stiamo  costretti  ad  affrontare è quello  di  rivotarlo,  fermo
  restando  che  hanno accesso gli emendamenti  di  tutti  per  cui
  nessuno è stato privato delle sue facoltà politiche.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  non  può  che
  essere  considerato certamente un errore di trascrizione  perché,
  altrimenti,  non sarebbe la riformulazione dell'emendamento  così
  come  era  stato  approvato  nella  seduta  antecedente,  poi  fu
  impugnata   dal   Commissario   dello   Stato.   Pertanto,   deve
  obbligatoriamente  essere  riscritto in  ugual  modo,  altrimenti
  cadremmo  in  contraddizione scrivendo un comma  di  un  articolo
  differente da quello impugnato.
   Il  problema  dei colleghi è oggettivo. Rafforzo la  tesi  degli
  onorevoli  Ardizzone e Virzì. Mi permetto, signor Presidente,  di
  precisare che va integrato, così come era all'origine. Non stiamo
  presentando  alcun emendamento, stiamo semplicemente riproponendo
  il  comma  così  come  impugnato.  E'  soltanto  un  errore   Non
  strumentalizziamo  questa vicenda  Non  c'è  da  strumentalizzare
  niente

    FLERES    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  purtroppo,
  accade che la concitazione dei lavori, spesso, ci distrae e ci fa
  commettere degli errori, a me per primo.
   L'errore  è  stato  individuato  dal  sottoscritto  in  sede  di
  relazione  ai  disegni di legge che ho svolto in  Aula;  mi  sono
  accorto, oltre a questo, che c'era anche un errore di imputazione
  di  cifra  su di un'altra vicenda, un errore tra due e tremilioni
  di euro, comunicato all'Aula, era un errore materiale, ed è stato
  corretto.
   Così  come ho comunicato all'Aula questo errore di trascrizione.
  Sostanzialmente,  era  saltata  questa  prima  parte  durante  la
  formulazione   per  far  diventare  l'unico  disegno   di   legge
  originario, tredici disegni di legge diversi.
   La  comunicazione  -  lo dico anche per rasserenare  l'onorevole
  Cracolici  che poc'anzi era intervenuto proprio per  questo  -  è
  stata  individuata, comunicata all'Aula in sede di  relazione  ed
  immediatamente  trascritta nel relativo  verbale  dell'Assemblea.
  L'articolo che stiamo discutendo è, pertanto, da considerarsi per
  intero  il vecchio comma 39 del disegno di legge, perché trattasi
  di mero errore materiale nella trascrizione.
   Lo  dissi in sede di relazione, l'ho ripetuto, lo ripeto  adesso
  per  la  serenità  di tutti: non ci sono sotterfugi  né  vogliono
  essercene.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, il dibattito  è  interessante,
  ma credo che le cose siano state sufficientemente puntualizzate e
  chiarite; se vogliamo insistere su un problema interpretativo c'è
  già  quello  che non ho alcun dubbio di definire un   lodo  della
  Presidenza  e quello rimane ma - ripeto - è un tema che si presta
  ad  una tale vastità di interpretazione che contrasta con il lodo
  stesso.
   La  Presidenza  ha  già preso una decisione  -  lo  ha  ribadito
  l'onorevole  Fleres in questo momento - e possiamo dibattere  per
  ore  e  ore, ma così rimane stabilito, anche perché è sicuramente
  l'interpretazione  più  ponderata e  più  obiettiva  che  potesse
  essere espressa.
   Dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Liotta.

    LIOTTA   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  a  sostegno
  corollario  di  quanto  già sostenuto  dagli  onorevoli  Virzì  e
  Fleres,  l'obiettivo fondamentale della riproposizione di  questi
  tredici disegni di legge stralcio era quello di riproporre alcune
  norme che il Commissario dello Stato aveva impugnato.
   In  Commissione di merito, quando si sono redatti questi disegni
  di legge stralcio, è stato stabilito che non venissero presentati
  emendamenti  proprio per non apportare modifiche  sostanziali  ai
  tredici disegni di legge stralcio. Le uniche modifiche che  si  è
  ritenuto  di  dover  fare sono strettamente tecniche,  per  poter
  rendere  potabili  sotto il profilo costituzionale questi disegni
  di  legge,  e  quindi ben venga un emendamento che ripristina  il
  testo: nulla quaestio.
   Però,   mi   sembra   che  sono  stati  presentati   emendamenti
  aggiuntivi  e, a questo punto, chiedo alla Presidenza  se  l'Aula
  intende procedere a modificare nella sostanza - e mi riferisco ad
  emendamenti  aggiuntivi che non vanno nella  direzione  sostenuta
  dall'onorevole Virzì - questi disegni di legge utilizzandoli come
  contenitori  per inserire nuove norme sostanziali, in  modo  tale
  che  il  Commissario  dello Stato abbia ancora  altro  lavoro  da
  prendere  in  considerazione  o  se,  invece,  ha  intenzione  di
  dichiarare improponibili questi emendamenti aggiuntivi.

    PRESIDENTE   Onorevole Lotta, affronteremo il  problema  quando
  si presenterà.

    LIOTTA   Signor Presidente il problema già esiste, perché  sono
  stati presentati emendamenti aggiuntivi che modificano le norme.

    PRESIDENTE   Ce  n'è  uno soltanto, che  tra  l'altro  non  può
  essere proposto unicamente perché è già previsto nel testo.

    LIOTTA   Non è così signor Presidente. Vuol dire che faremo  la
  contestazione.

    PRESIDENTE  Onorevole Liotta io non le sto precludendo  nessuna
  richiesta. Quando si verificherà il problema decideremo.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Giannopolo. Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  francamente
  credo  che  tutti  dovremmo  chiedere  un  po'  di  chiarezza   e
  soprattutto Governo dovrebbe chiarirci alcune cose.
   L'onorevole  Fleres ha appena precisato che per un  mero  errore
  al  comma  9  di  questo disegno di legge non  sono  previste  le
  conferme fino al 31 dicembre 2006 degli altri lavoratori  assunti
  con contratto a tempo determinato in forza di alcuni progetti.
   Intanto  ritengo che la formulazione del comma 9 non appare,  in
  termini  di riscrittura, tale da potere risultare come  residuata
  di  un  copia-incolla sbagliato, quindi, mi permetto di  dubitare
  che  si  sia trattato di un mero errore. Tale dubbio è rafforzato
  dal  fatto  che  già  nella  legge 19 del  2005,  quella  oggetto
  dell'impugnativa  del  Commissario  dello  Stato  sui  lavoratori
  assunti  con  contratto  a  tempo  determinato,  fu  operata  una
  discriminazione,  perché i lavoratori che  avevano  contratti  di
  collaborazione  con il Commissario per l'emergenza  idrica  hanno
  avuto  rinnovato  il  contratto,  che  è  stato  trasformato   in
  contratto di diritto privato di durata quinquennale. Invece,  gli
  altri  lavoratori sono stati inseriti in questo comma 9  -  prima
  comma  28  -  con la conferma del rapporto di lavoro fino  al  31
  dicembre 2006.
   Chiedo  che  il Governo ci rassicuri sul fatto che  non  ci  sia
  stata   discriminazione  tra  lavoratori  Pon  Atas,   lavoratori
  discendenti  dall'approvazione del progetto n. 102, del  progetto
  67  e  del progetto 36, e ricordo all'onorevole Ardizzone  che  i
  progetti  sono  4,  quindi non ci può essere discriminazione  tra
  lavoratori di un progetto e lavoratori di un altro progetto.
   Se  noi  inseriamo questi lavoratori nelle norme da  riproporre,
  nel momento in cui il Commissario dello Stato dovesse reimpugnare
  il   comma  9,  questi  lavoratori  rimarrebbero  a  guardare  il
  pronunciamento della Corte Costituzionale, che avverrà nel  2007,
  mentre noi avremmo fatto una norma che valeva fino al 31 dicembre
  2006.  Però  i  altri  lavoratori con contratti  quinquennali  di
  diritto privato sono al lavoro da tempo.
   Non  condivido  l'insistenza  di  inserire  in  una  norma,  che
  possibilmente sarà reimpugnata, il destino di questi  lavoratori,
  ma  il  Governo  deve prendersi l'impegno di  allineare  tutti  i
  lavoratori  discendenti dai quattro progetti  allo  stesso  modo,
  quindi con contratto di diritto privato quinquennale per tutti.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole  Crisafulli.  Ne
  ha facoltà.

    CRISAFULLI   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  non  avrei
  chiesto  la  parola  se non si fosse ingenerato  questo  equivoco
  sostanziale.
   Credo  di  poter  dire,  senza ombra  di  dubbio,  che  i  dubbi
  sollevati sulla sorte del personale Pon Atas siano concreti.
   Così  come  ha fatto notare l'onorevole Fleres, per un  problema
  tecnico  vi è stata una dimenticanza nella trascrizione. Ciò  non
  toglie, però, che il problema posto, ma non può essere risolto in
  questa  sede  legislativa  non  so  se  sarà  la  finanziaria   o
  qualcos'altro, quello che colgo è che  nella grande mole di norme
  che  furono varate ci sia stata  una difficoltà negli uffici  del
  Commissario  dello Stato, il quale ha proceduto  ad  una  lettura
  superficiale  e  non  puntuale, perché altrimenti  non  comprendo
  perché  i  consulenti dell'emergenza idrica, da almeno sei  mesi,
  sono  stati  assunti  con  un contratto  di  cinque  anni,  e  il
  personale  dei consorzi di bonifica, che hanno avuto un contratto
  autorizzato  da questo Parlamento tre anni fa, per  il  quale  si
  prevede la proroga, non vengono autorizzate perché impugnate.  E'
  chiaro  che  c'è stata una difficoltà degli Uffici a gestire  una
  mole di ipotesi legislative svariate.
   Pertanto,  la  precisazione fatta  è  doverosa,  e  in  sede  di
  coordinamento sarà certamente possibile sistemarla, tenendo conto
  che il Parlamento è concorde.
   Se,  nel  contempo, ci fosse una dichiarazione del Governo  che,
  in linea di principio, condivida la necessità di mettere tutti in
  una unica linea di riferimento, credo che questo sia un gesto  di
  serenità dato a tutti e di equità di comportamento, a cui  devono
  essere  allineati  tutti i comportamenti che il Parlamento  dovrà
  assumere rispetto al personale precario.
   Pertanto,  se  il Governo spendesse una parola di  disponibilità
  in questo senso, le cose sarebbero sicuramente più scorrevoli.

    CINTOLA   assessore  per il bilancio e le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà

    CINTOLA   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, debbo confermare che  il  Governo
  sta  accettando  un voto d'Aula che ha portato a ripresentare  le
  norme  delle variazioni di bilancio nei termini in cui  già  sono
  state impugnate dal Commissario dello Stato.
   Vorrei   ricordare  all'onorevole  Liotta  che  in   Commissione
  Bilancio si è detto che, nel momento in cui si dava il parere  su
  questi  stralci, se c'erano degli errori tecnici sarebbero  stati
  corretti  anche in Aula purché fossero discendenti e  ci  saremmo
  attenuti   esclusivamente  a  quanto  era  stato  impugnato   dal
  Commissario dello Stato.
   Non  entro  nel  merito  di quanto dichiarato  dalla  Presidenza
  nelle  precedenti sedute,perché non possiamo, in questo  momento,
  andare a modificare le norme.
   Il  fatto che si dica che debbano essere sanate le posizioni  di
  alcuni  lavoratori  rispetto  ad  altri  -  stiamo  parlando  del
  personale  dei  consorzi di bonifica - non solo lo confermo,  non
  solo  lo  auspico, ma mi impegno, dal punto di vista legislativo,
  anche in finanziaria, di rapportare e rafforzare il principio  di
  equità  affinché non ci siano i precari di serie A e  precari  di
  serie B.
   Noi   dobbiamo  dare  posti  di  lavoro  stabili  ai   cittadini
  siciliani, il più possibile definitivi e su questo il  Governo  é
  pienamente d'accordo.
   Rassicuro  l'Aula,  invitando a continuare il  lavoro  pregevole
  che  stiamo facendo, non trascurando il fatto che questo  Governo
  ha  accettato  gli  emendamenti che  in  Commissione  sono  stati
  presentati  e  dall'Aula gli emendamenti che in Aula  sono  stati
  presentati  e  che la legge è dell'Assemblea regionale  siciliana
  nel suo contesto.
   Infine, aggiungo che, quando il Presidente della Regione ebbe  a
  dire:   qualche  norma  io stesso non la condivido ,  non  diceva
  nulla  né  contro  la  ripresentazione dei disegni  di  legge  in
  questione  né  su quanto l'Assemblea stessa aveva  deliberato  in
  piena e legittima autonomia.
   Questo  è  senso  di  democrazia pura; non è  l'investitura  che
  viene  dittatorialmente da un Governo. Questo si  fa  nei  regimi
  dittatoriali  ma  noi siamo in regime democratico,  civile  e  di
  confronto  aperto  e  leale  anche con l'Assemblea.  Ci  facciamo
  carico,   quindi,   interamente  dei   problemi   che   investono
  l'Assemblea.
   Su  parecchie  norme,  ho  lasciato  la  Commissione  libera  di
  decidere,  considerato  che, su diverse  norme,  potevano  venire
  fuori anche giudizi differenti.
   Preferisco vedere tredici disegni di legge per materia  omogenea
  piuttosto  che una legge omnibus nella quale pure il  Commissario
  dello  Stato avrà commesso non solo errori involontari  ma  anche
  volontari che certo non possono mortificare quest'Aula che  oggi,
  ancora  una  volta,  vuole dire con chiarezza:  rivendichiamo  un
  ruolo  senza  essere in contrasto con nessuno ma perché  l'organo
  tutorio  abbia la facoltà di vedere fino in fondo,  con  maggiore
  attenzione, quanto questa  Assemblea ha deliberato .
   Questa non è la prima volta che approviamo dei disegni di  legge
  da  trasmettere al Commissario dello Stato e sappiamo che, se  il
  Commissario  dello Stato li impugna, andiamo dinanzi  alla  Corte
  Costituzionale, salvaguardando il vero diritto  ed  il  ruolo  di
  questa Assemblea, che farebbe bene a tenerne conto fino in fondo.
  Il  ruolo,  infatti,  è quello di essere presenti, di votare,  di
  non  assentarsi e di dare il proprio contributo ideale e  fattivo
  anche a fine legislatura.
   Riconfermo,  quindi,  che gli  emendamenti modificati  vanno  in
  finanziaria,  in bilancio e in altre leggi ma non in  queste.  In
  queste,  onorevole  Liotta, dobbiamo perseguire  il  disegno  che
  l'Assemblea ci ha imposto, quello cioè di ribadire tutte le norme
  bocciate, così come  bocciate.

      VIRZI'   Allora  non  discutiamo  nemmeno  sugli  emendamenti
  soppressivi.  Non ci stiamo rivolgendo alla Corte Costituzionale.
  Queste sono nuove leggi. Stiamo votando nuove leggi.

   Seguito  dell'esame  del  disegno di  legge   Riproposizione  di
  norme  approvate dall'Assemblea regionale siciliana nella  seduta
  del  6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal Commissario dello  Stato
  (1095-III stralcio/A)


   Presidenza del presidente Lo Porto


    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, si passa al seguito  dell'esame
  del   disegno   di  legge   Riproposizione  di  norme   approvate
  dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta del 6-7  dicembre
  2005   ed   impugnate  dal  Commissario  dello  Stato   (1095-III
  stralcio/A)
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                              «Art. 1.
           Disposizioni concernenti i consorzi di bonifica

         1.   Al   comma  1  dell'articolo  106  della   legge
       regionale 16 aprile 2003, n. 4, le parole  31  dicembre
       2005' sono sostituite dalle parole  31 dicembre 2008'.
         2.  Per  il  triennio 2006-2008 sono assicurate  agli
       operai e ai braccianti agricoli che nel triennio  2003-
       2005 abbiano prestato la loro opera alle dipendenze dei
       consorzi   di  bonifica,   salvo  che  in  applicazione
       dell'articolo 3 della legge regionale 30 ottobre  1995,
       n. 76, le seguenti garanzie occupazionali:
         a)  fino  a 51 giornate ai soggetti che nel  triennio
       predetto   abbiano   comunque  effettuato   prestazioni
       lavorative  non rientranti nelle ipotesi  di  cui  alle
       lettere b) e c);
         b)  fino  a  101  giornate ai  soggetti  che  abbiano
       effettuato,  almeno  in un anno,  una  prestazione  non
       inferiore a 101 giornate ai fini previdenziali;
         c)  fino  a  151  giornate ai  soggetti  che  abbiano
       effettuato,  almeno  in un anno,  una  prestazione  non
       inferiore a 151 giornate ai fini previdenziali.
         3.   Il   comma  1   dell'articolo  110  della  legge
       regionale 28 dicembre 2004, n. 17, va inteso nel  senso
       che il personale interessato deve essere utilizzato per
       tutto   l'anno   solare.   La   presente   disposizione
       costituisce  interpretazione  autentica  del  comma   1
       dell'articolo  110  della legge regionale  28  dicembre
       2004, n. 17.
         4.  Gli  oneri  derivanti dal comma 1,  quantificati,
       per ciascuno degli esercizi finanziari 2006 e 2007,  in
       7.000  migliaia di euro, trovano riscontro nel bilancio
       pluriennale  della  Regione per il triennio  2005-2007,
       UPB  2.3.1.3.1. Per gli esercizi finanziari  successivi
       si  provvede   annualmente ai sensi   dell'articolo  3,
       comma  2, lettera  g) della legge  regionale 27  aprile
       1999, n. 10.
         5.  Gli  oneri  derivanti dal comma 2,  quantificati,
       per ciascuno degli esercizi finanziari 2006 e 2007,  in
       7.950  migliaia di euro, trovano riscontro nel bilancio
       pluriennale  della  Regione per il triennio  2005-2007,
       UPB  2.3.1.3.1. Per gli esercizi finanziari  successivi
       si  provvede   annualmente ai sensi   dell'articolo  3,
       comma  2, lettera  g) della legge  regionale 27  aprile
       1999, n. 10.
         6.  Gli  enti  di  cui  alla Tabella  A  della  legge
       regionale  25  maggio 1995, n. 45, sono autorizzati  ad
       utilizzare il personale di cui all'articolo 106,  comma
       2,  della  legge regionale 16 aprile 2003,  n.  4,  per
       particolari  esigenze funzionali ed  istituzionali  per
       periodi  anche  superiori alle  garanzie  occupazionali
       previste,    previa   autorizzazione   dell'Assessorato
       regionale dell'agricoltura e delle foreste.
         7.  Gli  oneri  derivanti dal comma  6,  valutati  in
       2.000   migliaia  di  euro  annui,  per  gli   esercizi
       finanziari   2006  e  2007,  trovano   riscontro    nel
       bilancio   pluriennale della  Regione,  UPB  4.2.1.5.2,
       accantonamento  1003.   Per  gli  esercizi   finanziari
       successivi   si   provvede    annualmente   ai    sensi
       dell'articolo  3,  comma  2, lettera   g)  della  legge
       regionale 27 aprile 1999, n. 10.
         8.  Il personale utilizzato con rapporto di lavoro  a
       tempo indeterminato ed a tempo determinato entro il  31
       dicembre  2001  dai  consorzi di  bonifica  può  essere
       trasferito,   a  richiesta dell'interessato,  ad  altro
       ente   di  bonifica  operante  nella  Regione,   previa
       disponibilità dell'ente di appartenenza ed  assenso  di
       quello ricevente nel rispetto delle fasce funzionali  e
       delle qualifiche previste dal POV.

         9.  Sono  confermate, fino al 31 dicembre  2006,  per
       garantire   la   continuità   dell'assistenza   tecnica
       nell'ambito del Servizio idrico integrato, le 20  unità
       di   personale  PON  A.T.A.S.  selezionato  con   bando
       pubblico  dal  Ministero  delle  infrastrutture  e  dei
       trasporti.  Detto personale viene assegnato all'Agenzia
       regionale  per  i  rifiuti  e  le  acque.   La   spesa,
       valutata,  per l'esercizio finanziario 2006,  in  1.000
       migliaia   di   euro,  trova  riscontro  nel   bilancio
       pluriennale     della    Regione,    UPB     4.2.1.5.2,
       accantonamento 1003.
         10.  Per  i  servizi prestati dall'Ente  di  sviluppo
       agricolo,  lo stesso assicura le garanzie occupazionali
       di  179  giornate lavorative nell'anno 2006 agli operai
       di  cui  all'articolo 1 della legge regionale 31 agosto
       1998,   n.  16,  che  nel  triennio  2003-2005  abbiano
       prestato  alle  dipendenze  dell'Ente,  con  assunzione
       fatta a norma delle vigenti disposizioni in  materia di
       collocamento,  la  loro opera,  ferme  le  modalità  di
       utilizzo  di  detto personale di cui  al  comma  2  del
       citato articolo 1 della legge regionale 31 agosto 1998,
       n.  16.  Per  le finalità di cui al presente  comma   è
       autorizzata, per l'esercizio finanziario 2006, la spesa
       di  6.800  migliaia  di euro, che trova  riscontro  nel
       bilancio pluriennale della Regione, UPB 2.3.2.6.5.
         11.  A  far  data  dall'1 gennaio 2006,  i  contratti
       stipulati  dall'Amministrazione  regionale  ai    sensi
       degli   articoli  11 e 12  della  legge   regionale  21
       dicembre  1995,  n.  85,  e  successive  modifiche   ed
       integrazioni,    vengono    confermati    con    durata
       quinquennale.  Ai predetti contratti  ed  ai  contratti
       quinquennali  stipulati  dai  lavoratori  in   attività
       socialmente utili con l'Amministrazione regionale trova
       applicazione  il  contratto  collettivo  regionale   di
       lavoro  e  le relative voci stipendiali previste  nelle
       relative   tabelle.   Ai  fini  dell'applicazione   del
       presente      comma,     i     contratti      stipulati
       dall'Amministrazione regionale ai sensi degli  articoli
       11  e 12 della legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85,
       e  successive  modifiche ed integrazioni, con  scadenza
       nel  corso dell'anno 2005 vengono prorogati fino al  31
       dicembre      2005.      I     contratti      stipulati
       dall'Amministrazione regionale ai sensi degli  articoli
       11  e 12 della legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85,
       e  successive  modifiche ed integrazioni  con  scadenza
       successiva al 31 dicembre 2005 possono essere  rescissi
       con effetto dalla predetta data.
         12.  I  servizi ispettivi dell'Assessorato  regionale
       del  lavoro, della previdenza sociale, della formazione
       professionale e dell'emigrazione provvedono a porre  in
       essere gli adempimenti sanzionatori nei confronti degli
       enti  inadempienti alle previsioni di cui  all'articolo
       74  della  legge  regionale 28 dicembre  2004,  n.  17,
       segnalati  dagli uffici provinciali del lavoro.  Attesa
       la  natura  meramente  assistenziale  dell'assegno  per
       attività  socialmente utili, ai lavoratori  interessati
       alle procedure di cui agli articoli 74 e 75 della legge
       regionale   28  dicembre  2004,  n.  17,  il   predetto
       trattamento  economico verrà corrisposto  regolarmente,
       ed  in  caso di mancata prestazione delle ore le stesse
       potranno  essere recuperate nei mesi successivi,  fermo
       restando il limite orario di cui all'articolo 8,  comma
       3, del decreto legislativo 1 dicembre 1997, n. 468.
         13.  In caso di crisi aziendali, di area o di settore
       che   non   consentano  il  mantenimento  dei   livelli
       occupazionali di lavoratori stabilizzati in forza delle
       disposizioni  vigenti in materia di lavori  socialmente
       utili  presso soggetti privati, l'Assessorato regionale
       del  lavoro, della previdenza sociale, della formazione
       professionale  e  dell'emigrazione  può  erogare,   nei
       limiti  delle risorse assegnate al fondo unico  per  il
       precariato  istituito  con l'articolo  71  della  legge
       regionale 28 dicembre 2004, n. 17, i benefici di  legge
       previsti   per   la  stabilizzazione   dei   lavoratori
       destinatari   del   regime   transitorio   dei   lavori
       socialmente  utili.  Per  l'applicazione  del  presente
       comma  è  attivata apposita concertazione tra l'ufficio
       provinciale  del  lavoro, il datore di  lavoro,  l'ente
       interessato  alle  procedure di  stabilizzazione  e  le
       organizzazioni sindacali aziendali dei lavoratori.
         14.  La   disciplina   recata   dall'articolo  8  del
       decreto  legislativo  1 dicembre 1997,  n.  468,  trova
       applicazione, in quanto compatibile anche nei confronti
       dei  soggetti  impegnati  in progetti  che  erogano  un
       assegno  mensile  per  lo  svolgimento  di  attività  o
       esperienze    lavorative.    Il    provvedimento     di
       riconoscimento  di tale stato viene adottato  dall'ente
       in  cui  vengono  rese  le  prestazioni  da  parte  del
       lavoratore  e comunicato all'Assessorato regionale  del
       lavoro,  della  previdenza  sociale,  della  formazione
       professionale  e  dell'emigrazione. Le disposizioni  di
       cui  al  presente  comma non trovano  applicazione  nei
       confronti  dei tirocini formativi e di orientamento  di
       cui all'articolo 18 della legge 24 giugno 1997, n. 196,
       e dei piani di inserimento professionale dei giovani di
       cui all'articolo 15 della legge 19 luglio 1994, n. 451,
       e  dell'articolo 9 octies della legge 28 novembre  1996
       n. 608, e successive modifiche ed integrazioni.
         15.   All'articolo  72  della  legge   regionale   28
       dicembre   2004,  n.  17,  dopo  le  parole    comitato
       regionale  della  Croce rossa italiana  della  Sicilia'
       aggiungere  le parole  e alla Fondazione  Federico  II,
       istituita con la  legge regionale 9 dicembre  1996,  n.
       44'>>.

         Comunico   che  sono  stati  presentati  i   seguenti
       emendamenti:
        -dagli onorevoli Raiti, Forgione, Liotta e  Morinello gli
           emendamenti 1.1, 1.2, 1.3, 1.4, 1.5, 1.6, 1.7, 1.8, 1.9, 1.10,
           1.11;
  -dall'onorevole Virzì: 1.16 sostitutivo del comma 6
  dell'articolo 1;
  -dagli onorevoli Barbagallo, Gurrieri e Tumino: 1.17 aggiuntivo
  dopo il comma 3.
         Pongo  in  votazione  il  mantenimento  del  comma  1
       dell'articolo 1.
   Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione il mantenimento del comma 2 dell'articolo  1.
  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione il mantenimento del comma 3 dell'articolo  1.
  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione il mantenimento del comma 4 dell'articolo  1.
  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Comunico che l'emendamento 1.17 è superato poichè risulta  nello
  stralcio tredicesimo.
   Pongo in votazione il mantenimento del comma 5 dell'articolo  1.
  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in votazione il mantenimento del comma 7 dell'articolo  1
  (emendamento 1.6). Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in votazione il mantenimento del comma 7 dell'articolo  1
  (emendamento 1.6). Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in votazione il mantenimento del comma 8 dell'articolo  1
  (emendamento 1.7). Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in votazione il mantenimento del comma 9 dell'articolo  1
  (emendamento 1.8). Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 1.16.

    VIRZI'   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  vorrei  che
  l'emendamento  1.16  fosse  accolto  da  un  impegno  di   natura
  politica, riprendendo la trattazione della questione in  sede  di
  legge  finanziaria per l'anno 2006. Laddove non  si  alterava  il
  principio, laddove non si scantonava rispetto al bacino  d'utenza
  -   parliamo  di  una  categoria  già  assolutamente   chiusa   e
  predefinita  -  non c'è, secondo me, un'alterazione  sostanziale.
  Se ci si attiene al dato formale di rinviare problemi, chiedo che
  il dato formale abbia però un sostanziale riscontro in un impegno
  politico e finanziario futuro in relazione a questo personale.

    CINTOLA   assessore per il bilancio e le finanze.  Non  ho  mai
  smentito  un  impegno assunto nè nei confronti dell'Aula  nè  nei
  confronti dei cittadini a titolo personale, quindi si va avanti.

    PRESIDENTE   Assessore Cintola, lei l'ha già detto e credo  che
  possiamo confermare.
   L'emendamento 1.16 è ritirato. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione il mantenimento del comma 10 dell'articolo  1
  (emendamento 1.9). Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione.  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo   in   votazione  l'emendamento  1.10.  Il  parere   della
  Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione.  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo   in   votazione  l'emendamento  1.11.  Il  parere   della
  Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione.  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione il mantenimento del comma 12  dell'articolo
  1.  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione.  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione il mantenimento del comma 13  dell'articolo
  1.  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione.  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione il mantenimento del comma 14  dell'articolo
  1.  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione.  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   L'emendamento 1.15 è improponibile.
   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                              «Art. 2.

         1.  La  presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
       ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in  vigore
       il giorno stesso della sua pubblicazione.
         2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla
       e di farla osservare come legge della Regione».
        Comunico   che  sono  stati  presentati  dagli  onorevoli
      Raiti, Forgione, Liotta e  Morinello gli emendamenti 2.1  e
      2.2.


   Presidenza del vicepresidente FLERES


                Presidenza del Vicepresidente Fleres

   Seguito  dell'esame  del  disegno di  legge   Riproposizione  di
  norme  approvate dall'Assemblea regionale siciliana nella  seduta
  del  6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal Commissario dello  Stato
  (1095-IV stralcio/A)

    PRESIDENTE   Si  passa  al seguito dell'esame  del  disegno  di
  legge  Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
  siciliana  nella  seduta del 6-7 dicembre 2005 ed  impugnate  dal
  Commissario dello Stato  (1095-IV stralcio/A).
   Si procede con l'articolo 1. Ne do lettura:

                              «Art. 1.
                  Integrazione del fondo sanitario

         1.  Fermi  restando  i vincoli di  cui  al  patto  di
       stabilità relativo all'intesa Stato Regione sulla spesa
       sanitaria  e nell'ambito della programmazione sanitaria
       regionale,  in attuazione dell'articolo 15 della  legge
       regionale  19 maggio 2005, n. 5, gli oneri  discendenti
       dall'utilizzazione presso le A.U.S.L.  del  contingente
       dei   medici  della  medicina  dei  servizi   utilmente
       collocati nelle graduatorie provinciali a far data  dal
       1    dicembre   2005   e   fino  al   loro   definitivo
       inquadramento   nei  posti  di  organico   disponibili,
       valutati,  per l'esercizio finanziario 2005,  in  1.100
       migliaia  di  euro  si provvede con parte  della  spesa
       autorizzata  dall'articolo  6,  comma  5,  della  legge
       regionale  22  dicembre 2005, n.  19  (UPB  10.2.1.3.1,
       capitolo   413340).   Per   gli   esercizi   finanziari
       successivi  si provvede a valere sull'integrazione  del
       maggiore fabbisogno del sistema sanitario regionale  di
       cui  all'articolo 6, comma 5, della legge regionale  22
       dicembre 2005, n. 19.
         2.  Fermo  restando  i vincoli di  cui  al  patto  di
       stabilità relativo all'intesa Stato Regione sulla spesa
       sanitaria al fine di garantire i livelli essenziali  di
       assistenza nel territorio, l'Assessore regionale per la
       sanità,  nel  rispetto  delle disposizioni  finanziarie
       vigenti in materia di dotazione organiche e nell'ambito
       della    programmazione   sanitaria   regionale,    può
       autorizzare    le   aziende   sanitarie   territoriali,
       ospedaliere e policlinici universitari a procedere alle
       assunzioni  di  unità di personale del  S.S.N.  secondo
       criteri  e  priorità  che sono preventivamente  fissati
       dallo   stesso,   sentita  la  competente   Commissione
       legislativa dell'Assemblea regionale siciliana,  tenuto
       conto  delle effettive esigenze di ciascuna  azienda  e
       tenuto conto dei concorsi espletati. Agli oneri di  cui
       al    presente   comma,   valutati,   per   l'esercizio
       finanziario 2005, in 500 migliaia di euro, si  provvede
       con  parte  della  spesa autorizzata  dall'articolo  6,
       comma 5, della legge regionale 22 dicembre 2005, n.  19
       (UPB  10.2.1.3.1,  capitolo 413340). Per  gli  esercizi
       finanziari    successivi   si   provvede    a    valere
       sull'integrazione del maggiore fabbisogno  del  sistema
       sanitario  regionale di cui all'articolo  6,  comma  5,
       della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19.
         3.  Fermo  restando  i vincoli di  cui  al  patto  di
       stabilità relativo all'intesa Stato regione sulla spesa
       sanitaria  ferme  restando  le  disposizioni   di   cui
       all'articolo  1,  comma  6,  della  legge  regionale  5
       novembre  2004,  n. 15, l'Assessore  regionale  per  la
       sanità  e  nell'ambito  della programmazione  sanitaria
       regionale  può  altresì  autorizzare  l'attivazione  di
       nuove  unità operative complesse ad elevata  assistenza
       ricomprese   nell'Allegato  A   Alta  specialità'   del
       decreto  27  maggio 2003  Piano di rimodulazione  della
       rete   ospedaliera',  oltreché  nuove  unità  operative
       complesse   in  discipline  oncologiche   nei   presidi
       ospedalieri  e  nelle aziende  ospedaliere  ricadenti
       nelle  zone  classificate ad alto  rischio  ambientale.
       Agli  oneri  di  cui al presente comma,  valutati,  per
       l'esercizio  finanziario 2005,  in  2.000  migliaia  di
       euro,  si  provvede  con parte della spesa  autorizzata
       dall'articolo  6,  comma 5, della legge   regionale  22
       dicembre 2005, n. 19 (UPB 10.2.1.3.1, capitolo 413340).
       Per  gli esercizi finanziari  successivi si provvede  a
       valere  sull'integrazione del maggiore  fabbisogno  del
       sistema  sanitario  regionale di  cui  all'articolo  6,
       comma 5, della legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19.

         4.   All'articolo   10  della  legge   regionale   15
       settembre 2005, n. 10, dopo il comma 2 sono aggiunti  i
       seguenti:
          2  bis.  Il  personale delle aziende soppresse,  cui
       alla  data  del  31  luglio 2005 si applica,  ai  sensi
       dell'articolo 47 della legge regionale 6 marzo 1986, n.
       9,     la     normativa    relativa    ai    dipendenti
       dell'amministrazione regionale, transita nel  ruolo  di
       cui  all'articolo  5  della legge regionale  15  maggio
       2000,   n.10,   ed  è  assegnato,  su    richiesta,   o
       all'Amministrazione  regionale in  base  alle  esigenze
       relative  alle dotazioni organiche della stessa  e  con
       riguardo  alla professionalità ed esperienza lavorativa
       posseduta  o  alle  province regionali  competenti  per
       territorio,  con priorità agli uffici che eserciteranno
       le  competenze di cui al comma 2 dell'articolo 5  della
       legge  regionale 15 settembre 2005, n. 10,  nei  limiti
       delle    dotazioni    organiche   che    le    province
       ridetermineranno entro sessanta giorni  dalla  data  di
       entrata  in  vigore della presente legge. Il  personale
       delle  aziende soppresse, cui alla data del  31  luglio
       2005  si  applica la normativa relativa  ai  dipendenti
       degli enti locali, è trasferito alle province regionali
       competenti   per   territorio  ed  è   prioritariamente
       assegnato  agli uffici che eserciteranno le  competenze
       di cui al comma 2 dell'articolo 5 della legge regionale
       15 settembre 2005, n.10.
         2  ter.  Le casse integrazioni pensioni delle aziende
       provinciali  per l'incremento turistico sono  soppresse
       ed  il  loro patrimonio è acquisito al patrimonio della
       Regione.   L'indennità  di  buonuscita   spettante   ai
       dipendenti  alla  data del trasferimento  sarà  erogata
       dalla    Regione   che   continuerà   a   corrispondere
       l'indennità  dovuta dalle soppresse casse  integrazioni
       pensioni   al   personale   delle   soppresse   aziende
       provinciali per l'incremento turistico già collocato  a
       riposo.'.
         5.  Alla  copertura dell'onere derivante dal presente
       articolo si provvede mediante riduzione, nel limite  di
       3.550  migliaia di euro, dell'importo dei trasferimenti
       alle  province  regionali  in  atto  esistenti  per  il
       finanziamento  delle soppresse aziende provinciali  per
       l'incremento turistico.

         6.  E'  istituito l'Istituto regionale  dell'olivo  e
       dell'olio.
         7. L'Istituto è dotato di personalità giuridica ed  è
       sottoposto  alla  tutela  e vigilanza  dell'Assessorato
       regionale per l'agricoltura e le foreste.
         8. L'Istituto ha i seguenti scopi:
         a)  promuove la valorizzazione, la diffusione  ed  il
       consumo  dell'olio  extravergine di oliva  prodotto  in
       Sicilia con particolare riguardo alle denominazioni  di
       origine protetta;
         b)   svolge   attività  di  ricerca,  formazione    e
       innovazione nella filiera olivicolo-olearia;
         c)     promuove     la     commercializzazione      e
       l'internazionalizzazione  dell'olio   extravergine   di
       oliva prodotto in Sicilia;
         d)  realizza ogni altra iniziativa per la difesa e la
       valorizzazione  in  maniera  diretta  o  indiretta  del
       patrimonio olivicolo e oleario siciliano.
         9.  Entro  sessanta  giorni  dall'entrata  in  vigore
       della  presente  legge la Giunta regionale  approva  il
       regolamento  di  organizzazione  e  funzionamento,   su
       proposta  dell'Assessore regionale per l'agricoltura  e
       le    foreste.    Il    regolamento    può    prevedere
       l'utilizzazione  in posizione di comando  di  personale
       dell'Amministrazione regionale e degli istituti ed enti
       sottoposti a tutela e vigilanza della Regione.
         10. All'onere di cui ai commi da 6 a 9, valutato  in
       1.500  migliaia  di  euro per l'esercizio  finanziario
       2006,   si  provvede  con  parte  delle  disponibilità
       dell'UPB  4.2.1.5.2,  accantonamento  1003.   Per  gli
       esercizi  finanziari successivi si provvede  ai  sensi
       dell'articolo  3,  comma  2, lettera  h)  della  legge
       regionale 27 aprile 1999, n. 10.

         11.   Al  fine  di  garantire  pari  trattamento   di
       quiescenza e previdenziale le disposizioni di cui  alla
       legge  regionale  23 maggio 1962, n.  2,  e  successive
       modifiche  ed  integrazioni  si  applicano,  sino  alle
       decorrenze  indicate dall'articolo 20, comma  1,  legge
       regionale  29 dicembre 2003, n. 21, anche al  personale
       regionale  assunto  a  seguito  di  concorsi   pubblici
       definiti entro il 29 dicembre 2003.
         12.  All'articolo 9, comma 3, della  legge  regionale
       15  maggio  2000,  n.  10,  dopo la  parola   revocati'
       aggiungere le parole  nell'ipotesi di grave e reiterata
       inosservanza delle direttive generali ovvero in caso di
       specifica  responsabilità  per  i  risultati   negativi
       dell'attività     amministrativa     come      previsto
       dall'articolo 10, comma 4, della presente legge'.
         13.   In   ossequio  all'articolo  23   del   decreto
       legislativo   30  marzo  2001,  n.  165  e   successive
       modifiche ed integrazioni, accede alla prima fascia  di
       cui  all'articolo  6  della legge regionale  15  maggio
       2000,  n.  10, il personale dirigenziale ed  equiparato
       che abbia ricoperto incarichi di direzione di uffici di
       livello  dirigenziale  generale  o  equiparati  per  un
       periodo  pari ad almeno tre anni, senza essere  incorso
       nelle misure sanzionatorie di cui all'articolo 10 della
       legge  regionale 15 maggio 2000, n. 10. Nella  fase  di
       prima   applicazione  accedono  alla  prima  fascia   i
       soggetti    che   ricoprono   incarichi   di    livello
       dirigenziale   generale   e   comunque   in    servizio
       all'entrata  in  vigore  della presente  legge,  previa
       selezione per titoli da effettuarsi entro il termine di
       sessanta  giorni dall'entrata in vigore della  presente
       disposizione, secondo modalità e criteri  definiti  con
       decreto del Presidente della Regione, su proposta della
       segreteria   generale,  previa  delibera   di   Giunta.
       All'onere  derivante dal presente comma,  valutato  per
       gli  esercizi finanziari 2006 e 2007 in 1.500  migliaia
       di   euro   annui,   si  provvede   con   parte   delle
       disponibilità dell'UPB 4.2.1.5.2, accantonamento 1003.
         14.  Il  personale  del  ruolo  unico  dei  dirigenti
       dell'Amministrazione  regionale   di   cui   all'ultimo
       periodo  del  comma  1  dell'articolo  6  della   legge
       regionale 15 maggio 2000, n. 10, in servizio alla  data
       di  entrata in vigore della presente legge, accede alla
       seconda  fascia del medesimo ruolo unico,  senza  alcun
       onere  aggiuntivo per il bilancio regionale e  ove  non
       ostino    specifiche    ipotesi    di    responsabilità
       disciplinare,   previa   selezione   per   titoli    da
       effettuarsi  secondo  modalità e criteri  definiti  con
       decreto del Presidente della Regione, su proposta della
       segreteria generale. previa delibera di Giunta.
         15.  In  attesa  dell'approvazione delle  tabelle  di
       equiparazione  previste dall'articolo  31  della  legge
       regionale  7  marzo  1997, il termine  di  applicazione
       della  predetta legge, dalla stessa previsto per il  31
       dicembre  1996, già prorogato al 31 dicembre  1998  con
       legge  regionale 27 aprile 1999, n. 10, articolo 55,  è
       ulteriormente prorogato al 31 dicembre 2005.

         16.  In  considerazione dei compiti loro  attribuiti,
       afferenti  rispettivamente  alla  gestione  complessiva
       delle risorse strumentali al funzionamento dei numerosi
       uffici  della  Regione e alla presenza di  quest'ultima
       nei  processi partecipativi in ambito comunitario,  nei
       quali è coinvolta a seguito della riforma del Titolo  V
       della  Costituzione e delle successive leggi attuative,
       l'Ufficio del Sovrintendente di Palazzo D'Orleans e dei
       siti   presidenziali  e  l'Ufficio  di  Bruxelles  sono
       equiparati a dipartimento regionale.
         17.  La  Tabella A allegata alla legge  regionale  15
       maggio   2000,   n.  10  e  successive   modifiche   ed
       integrazioni  è  integrata  per  la  Presidenza   della
       Regione secondo quanto stabilito dal comma 15.
         18.  In  fase  di  prima applicazione,  ai  dirigenti
       titolari  degli uffici di cui al comma  16  si  applica
       quanto previsto dal comma 13.
         19.  All'organizzazione conseguente alle disposizioni
       di  cui  ai  commi  da  16 a 18 si  provvede  ai  sensi
       dell'articolo  11,  comma 2, della  legge  regionale  3
       dicembre 2003, n. 20.
         20.  Per le finalità di cui ai commi da 16  a  19   è
       autorizzata, per l'esercizio finanziario 2005, la spesa
       di  100  migliaia  di  euro  (UPB  4.2.1.5.3,  capitolo
       215708),  cui si provvede con parte delle disponibilità
       dell'UPB  1.4.1.1.1,  capitolo  108109.  Il  Ragioniere
       generale  della  Regione  è  autorizzato,  con  proprio
       decreto,   su  proposta  dei  dirigenti  generali   dei
       dipartimenti  interessati, ad apportare  le  necessarie
       variazioni  al  bilancio della Regione per  l'esercizio
       finanziario  2005. Per gli esercizi finanziari  2006  e
       2007, la spesa annua, valutata in 500 migliaia di euro,
       trova riscontro nel bilancio pluriennale della Regione,
       UPB 4.2.1.5.2, accantonamento 1003.
         21.  E'  consentita  l'assunzione  degli  impegni   a
       valere  sulle  autorizzazioni di spesa  disposte  dalla
       legge  regionale  22  dicembre 2005,  n.  19  oltre  la
       chiusura dell'esercizio finanziario 2005 e comunque non
       oltre  15  giorni  dalla  data di  pubblicazione  della
       presente legge.

         22.  E'  consentita  l'assunzione  degli  impegni   a
       valere  sulle  autorizzazioni di spesa  disposte  dalla
       presente   legge   oltre  la  chiusura   dell'esercizio
       finanziario  2005 e comunque non oltre 15 giorni  dalla
       data di pubblicazione della medesima.

             23.  Nello  stato di previsione della  spesa  del
       bilancio della Regione per l'esercizio finanziario 2005
       sono  introdotte  le   variazioni  di  cui  all'annessa
       Tabella  B'».

       Comunico  che  sono  stati presentati  dagli  onorevoli
       Raiti, Forgione, Liotta, Morinello gli emendamenti 1.1,
       1.2,  1.3,  1.4, 1.5, 1.6, 1.7, 1.8, 1.9,  1.10,  1.11,
       1.12, 1.13, 1.14, 1.15, 1.16, 1.17, 1.18, 1.19, 1.20.

   Pongo in votazione il mantenimento del comma 1 dell'articolo  1.
  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione il mantenimento del comma 2 dell'articolo  1.
  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione il mantenimento del comma 3 dell'articolo  1.
  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione il mantenimento del comma 4 dell'articolo  1.
  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione il mantenimento del comma 5 dell'articolo  1.
  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione il mantenimento del comma 6 dell'articolo  1.
  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione il mantenimento del comma 7 dell'articolo  1.
  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)
   Pongo in votazione il mantenimento del comma 8 dell'articolo  1.
  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione il mantenimento del comma 9 dell'articolo  1.
  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione il mantenimento del comma 10  dell'articolo
  1. Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione il mantenimento del comma 11  dell'articolo
  1. Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione il mantenimento del comma 12  dell'articolo
  1. Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione il mantenimento del comma 13  dell'articolo
  1. Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione il mantenimento del comma 14  dell'articolo
  1. Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione il mantenimento del comma 15  dell'articolo
  1. Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione il mantenimento del comma 16  dell'articolo
  1. Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione il mantenimento del comma 17  dell'articolo
  1. Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione il mantenimento del comma 18  dell'articolo
  1. Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione il mantenimento del comma 19  dell'articolo
  1. Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione il mantenimento del comma 20  dell'articolo
  1. Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo   in   votazione   l'emendamento   1.21,   relativo   alla
  soppressione dell'ultimo periodo del comma 20.
   Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   L'emendamento 1.22 è superato.
   Pongo in votazione il mantenimento del comma 23.
   Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                              «Art. 2.

         1.  La  presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
       ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in  vigore
       il giorno stesso della sua pubblicazione.
         2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla
       e di farla osservare come legge della Regione».

   Comunico che sono stati presentati dagli onorevoli Raiti,
  Forgione, Liotta e Morinello gli emendamenti 2.1 e 2.2.
   Pongo in votazione il mantenimento del comma 1 dell'articolo 2.
   Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione il mantenimento del comma 2 dell'articolo 2.
   Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, le tabelle sono conseguenti e,
  naturalmente, vanno votate insieme alla riformulazione nella
  legge finanziaria.


   Presidenza del vicepresidente FLERES


   Seguito  dell'esame  del  disegno di  legge   Riproposizione  di
  norme  approvate dall'Assemblea regionale siciliana nella  seduta
  del  6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal Commissario dello  Stato.
  Quinto stralcio  (1095-V stralcio/A)

    PRESIDENTE   Si  passa  al seguito dell'esame  del  disegno  di
  legge  Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
  siciliana  nella  seduta del 6-7 dicembre 2005 ed  impugnate  dal
  Commissario dello Stato. Quinto stralcio .  (1095-V stralcio/A)
   Si procede con l'articolo 1. Ne do lettura:

                              «Art. 1.
                 Disposizioni relative al territorio

         1.  E'  abrogato l'articolo 11 della  legge regionale
       20 gennaio 1999, n. 5.
         2.  L'articolo  32  del decreto  legge  30  settembre
       2003, n. 269, convertito con modificazioni, dalla legge
       24  novembre 2003,  n. 326,  e successive modifiche  ed
       integrazioni, si applica nella Regione con le  seguenti
       sostituzioni, modifiche ed integrazioni:
         a)  al  comma 25, dopo le parole  3.000 metri  cubi',
       sono   aggiunti   i  seguenti  periodi:    E'   altresì
       consentita   la  sanatoria  edilizia   per   le   nuove
       costruzioni  di  tipo  non residenziale  che  risultino
       ultimate  entro  il  31 marzo 2003 e  che  abbiano  una
       cubatura  non  superiore a 3.000 mc.  Ciascun  soggetto
       legittimato a richiedere il titolo abilitativo edilizio
       in   sanatoria  non  può,   comunque,  attraverso   più
       richieste,   conseguire  la  sanatoria   edilizia   per
       costruzioni  non  residenziali che superano  il  limite
       volumetrico di 3.000 mc';
         b)  alla  lettera d)  del  comma 27, dopo  la  parola
        urbanistici'  sono aggiunte le parole  e per le  quali
       non   venga  acquisito  parere  favorevole   da   parte
       dell'amministrazione preposta alla tutela del  vincolo.
       Non  può  comunque  essere  rilasciata  la  concessione
       edilizia  in sanatoria per le opere che ricadono  nelle
       predette  zone  vincolate qualora il  vincolo  comporta
       inedificabilità  assoluta o quando l'opera  costituisce
       grave pregiudizio per la tutela del vincolo stesso.'.
         3.   In  applicazione  dell'articolo  32,  comma  26,
       lettera  b),  del  decreto legge 30 settembre 2003,  n.
       269,  convertito,  con modificazioni,  dalla  legge  24
       novembre  2003,  n.  326  e  successive  modifiche   ed
       integrazioni,  è  sempre ammessa la sanatoria  edilizia
       anche  per  le tipologie di illecito 4, 5 e  6  di  cui
       all'Allegato  1, Tabella C, relative ad  opere  abusive
       ultimate entro il 31 marzo 2003. Il rilascio del titolo
       abilitativo  in  sanatoria è  subordinato  agli  stessi
       adempimenti ed oneri previsti per le medesime tipologie
       di illecito di cui al comma 26, lettera a) del predetto
       articolo 32.
         4.  Qualora  l'opera abusiva sia stata  costruita  in
       zona   soggetta  a  vincoli  speciali  a   tutela   del
       territorio  o di beni culturali, ambientali, paesistici
       o  archeologici, il parere dell'autorità preposta  alla
       gestione  del  vincolo  è  richiesto,  ai  fini   della
       concessione  o  autorizzazione in sanatoria,  solo  nel
       caso  in  cui  il vincolo in atto esistente  sia  stato
       apposto  antecedentemente alla realizzazione dell'opera
       abusiva.
         5.    Le   suddette  disposizioni  trovano,  altresì,
       applicazione  anche per le istanze già presentate e per
       le  quali  il richiedente  non avesse già proceduto  al
       pagamento    degli  importi   restanti  a   titolo   di
       oblazione,  in tal caso le modalità di pagamento  della
       seconda  e terza rata devono essere rimesse nei termini
       dei commi 5 e 6.
         6.  Fermo  restando il pagamento  del  30  per  cento
       dell'oblazione   contestualmente   alla   presentazione
       dell'istanza per il rilascio della concessione edilizia
       in  sanatoria,  e quant'altro previsto dall'Allegato  1
       all'articolo  32  del decreto legge 30 settembre  2003,
       convertito  con modificazioni dalla legge  24  novembre
       2003,  n. 326, e  successive modifiche ed integrazioni,
       l'importo  restante dell'oblazione deve essere  versato
       per importi uguali nei seguenti termini:
         a) seconda rata entro il 31 marzo 2006;
         b) terza rata entro il 30 giugno 2006.
         7.  Il pagamento degli oneri concessori deve avvenire
       secondo le modalità di cui all'articolo 24 della  legge
       regionale  5  novembre 2004, n. 15.
         8.   Nell'ambito   della  Regione   Siciliana   viene
       istituita  la certificazione della qualità  edilizia  e
       abitativa  allo  scopo  di  valorizzare  il  patrimonio
       immobiliare  esistente e garantire la  sicurezza  delle
       costruzioni  e  dei  loro complessi. La  certificazione
       della qualità degli immobili, in tutti i casi in cui ne
       viene  prevista la utilizzazione, costituisce specifico
       titolo   di  priorità  ai  fini  dell'ammissione   alle
       agevolazioni, provvidenze e facilitazioni economiche ed
       amministrative  previste dalle normative  vigenti.  Per
       gli  edifici esistenti la certificazione va  presentata
       agli  uffici  tecnici  comunali prima  dell'inizio  dei
       lavori  quale  attestazione  della  qualità  statica  e
       impiantistica,   geologica  e  geotecnica,   legale   e
       urbanistica,  storica  e ambientale  della  costruzione
       nello stato in cui si trova. Con decreto del Presidente
       della  Regione,  su  proposta  dell'Assessore  per   il
       territorio  e l'ambiente, sono definiti   i  contenuti,
       le  modalità  e  i parametri per la attribuzione  della
       certificazione  di qualità edilizia.  Con  decreto  del
       Presidente  della  Regione, previo  bando  ad  evidenza
       pubblica,  è  istituito l'elenco speciale dei  soggetti
       autorizzati al rilascio della  certificazione.  Possono
       inoltrare   richiesta   per  l'iscrizione   nell'elenco
       speciale   i  soggetti  privati  costituiti  in   forma
       societaria   o  associativa  da  almeno  cinque   anni,
       operanti nel territorio dell'Unione Europea i cui  soci
       o   associati  abbiano  svolto  attività   volte   alla
       certificazione  di  qualità del patrimonio  immobiliare
       pubblico   o   privato  ed  alla  tutela  giuridica   e
       tributaria ovvero certificazione di qualità nel settore
       merceologico   connesso   nonché   quelli   di    nuova
       costituzione  che  abbiano al proprio interno  soggetti
       che  abbiano espletato, per un periodo di almeno  dieci
       anni,   le   predette  attività.  In  sede   di   prima
       applicazione,   la   Regione  individua   un   istituto
       siciliano   di   certificazione  ambientale   abitativa
       (ISCAA),  che sperimentalmente attua il rilascio  delle
       certificazioni. L'ISCAA svolge attività documentaria ed
       attività  legate  alla  tutela  della  sicurezza  degli
       utenti  di beni immobili,  entrambe le attività secondo
       le  modalità definite con decreto del Presidente  della
       Regione.
         9.  Le  disposizioni di cui all'articolo   35   della
       legge   regionale  7 agosto 1997, n. 30,  si  applicano
       altresì  per  la realizzazione delle opere pubbliche  e
       delle   iniziative   private  previste   nei   progetti
       integrati  territoriali  (P.I.T.),  nei  programmi   di
       riqualificazione urbana e di sviluppo  sostenibile  del
       territorio  (PRUSST),  nei  patti  territoriali  o  nei
       contratti d'area.
         10.  Al  fine  di  dotare  gli  edifici  di  spazi  e
       strutture   adeguati  alle  esigenze  abitative   delle
       persone  handicappate gravi ivi residenti sono previste
       le  successive disposizioni. Per gli edifici  esistenti
       alla  data  di entrata in vigore della presente  legge,
       ricompresi nelle zone territoriali omogenee di tipo  B,
       C ed E di cui al decreto ministeriale 2 aprile 1968, n.
       1444,  sono consentiti, anche in deroga agli indici  di
       zona  previsti  dagli  strumenti  urbanistici  vigenti,
       interventi di ampliamento della volumetria nella misura
       massima  di 120 mc, realizzati in aderenza agli edifici
       esistenti. Restano fermi, per gli ampliamenti di cui al
       comma 2, le disposizioni a tutela dei beni ambientali e
       culturali,  quelle  previste  dalla  normativa  vigente
       sulle distanze dalle strade, sulle distanze dai confini
       e tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti,
       nonché  gli  eventuali  vincoli  igienico-sanitari  che
       vietano ogni tipo di nuova edificazione. La domanda per
       il  rilascio  della  concessione edilizia  deve  essere
       corredata di:
         a)   una   certificazione  medica  rilasciata   dalle
       aziende unità sanitarie locali territoriali, attestante
       la situazione di handicap grave, ai sensi dell'articolo
       3, comma 3,  della legge 5 febbraio 1992, n. 104, della
       persona   ivi   residente,   con  l'indicazione   delle
       condizioni   necessarie   a   garantire   il   completo
       soddisfacimento delle esigenze abitative delle  persone
       handicappate;
         b)   una  dettagliata  relazione,   a  firma  di   un
       progettista   abilitato,   accompagnata    da    idonea
       rappresentazione  grafica dello  stato  di  fatto,  che
       attesti  l'impossibilità  tecnica  di  reperire   spazi
       adeguati nell'ambito dell'edificio di residenza,  e  il
       relativo progetto.
         11.   All'atto   del   rilascio   della   concessione
       edilizia,  sulle  volumetrie realizzate  ai  sensi  del
       presente    articolo,   è   istituito   a   cura    del
       concessionario un vincolo di durata triennale  che  non
       consente  la  variazione della destinazione  d'uso,  la
       vendita  e  la   locazione a soggetti non portatori  di
       handicap,  da trascriversi presso la conservatoria  dei
       registri immobiliari.
         12.  Le  disposizioni dell'articolo  20  della  legge
       regionale 30 aprile 2001, n. 4 si  applicano  anche  su
       aree   o  immobili  del  demanio  marittimo  avuti   in
       concessione o locazione.
         13.  Alla  lettera  f) del comma 2  dell'articolo  22
       della  legge  regionale  27  dicembre  1978,  n.  71  e
       successive  modifiche ed integrazioni, aggiungere  dopo
       le  parole   ad  esclusione di  quanto  previsto  dalla
       lettera  c)'  le  parole  e ad eccezione  dei  progetti
       ammessi  a  finanziamento pubblico secondo i bandi  del
       POR  Sicilia, nel cui caso la distanza può essere anche
       di 50 metri.'.
         14.   All'articolo  22  della  legge   regionale   27
       dicembre  1978,   n.  71  e  successive  modifiche   ed
       integrazioni è aggiunto il seguente comma:
          3  bis.  Previa autorizzazione delle amministrazioni
       competenti,   nelle  zone  di  verde   agricolo,   sono
       consentiti insediamenti di carattere sportivo e per  il
       tempo libero, sia ad iniziativa imprenditoriale privata
       che pubblica.
         3  ter.  Le  disposizioni di cui al comma  1  non  si
       applicano   nelle  aree  destinate  a  verde   agricolo
       ricadenti in tutte le zonizzazioni dei parchi regionali
       e delle riserve naturali della Regione.'.
         15.  Qualora  gli  strumenti urbanistici  consentano,
       per le aree edificabili, la demolizione e ricostruzione
       in  sito  del volume esistente, il perimetro del  nuovo
       edificio  deve  coincidere anche in  parte  con  quello
       preesistente, fermo restando il rapporto  di  copertura
       sul lotto di appartenenza ed il rispetto delle distanze
       nonché   dei   vincoli  di  tutela   paesaggistica   ed
       ambientale  e di quelli di destinazione d'uso  previsti
       nello strumento urbanistico>>.

   Comunico che sono stati presentati dagli onorevoli Raiti,
  Forgione, Liotta, Miccichè e Morinello gli emendamenti: 1.1, 1.2,
  1.3, 1.4, 1.5, 1.6, 1.7, 1.8, 1.9, 1.10, 1.11, 1.12, 1.13, 1.14,
  1.15.
   Pongo in votazione il mantenimento del comma 1 dell'articolo 1.
   Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                           (E' approvato)

    DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DE  BENEDICTIS.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   il
  cappello sotto cui stiamo conducendo questa operazione da noi non
  condivisa è quello di questa riproposizione acritica delle norme.
   Credo  che  questa  acriticità non faccia onore all'intelligenza
  nostra.  Per quanto mi riguarda e per quanto riguarda anche  quei
  colleghi  che condividono questa impostazione, mi sembra doveroso
  farvi rilevare alcune incongruenze, assurdità che stiamo votando,
  quanto meno a futura memoria.
   Osservo  nel  merito  e  nel metodo che il  comma  2  interviene
  modificando  ed alterando le norme sulla concessione edilizia  in
  sanatoria forzando ed ampliando le attuali condizioni poste dalla
  legislazione  nazionale  e  regionale,  così  come   sono   state
  recepite.
   Credo  che  sia sicuramente in violazione rispetto a quello  che
  la nostra Regione può consentirsi.
   Osservo,   inoltre,  che  queste  stesse  norme   contenute   in
  quest'articolo,  nei  commi  dal  2  al  7,  sono   identicamente
  ripetute, ricopiate nel tredicesimo stralcio, nei commi che vanno
  dal  62 al 68. In  questo disegno di legge, infatti, queste norme
  sono presenti esattamente due volte.
   Mi   sembra   una  incongruenza  assolutamente  incomprensibile.
  Questo  disegno di legge, praticamente, ci propone due  volte  la
  stessa serie di articoli. E non è l'unico caso.
   Osservo  poi  il  comma  9  nel  merito.  Vi  è  questo  trionfo
  dell'ossessione  che  questo  Parlamento  onora   in   ogni   sua
  circostanza  e occasione di ampliare e di forzare i limiti  della
  disciplina urbanistica.
   Questa  norma  è sostanzialmente quella che abbiamo recentemente
  votato  in  un disegno di legge, semplicemente ancora  una  volta
  presente  con una estensione delle stesse prerogative non  già  e
  soltanto alle opere pubbliche ma anche alle iniziative private. E
  ancora  una volta questo è esattamente ripetuto nel comma 43  del
  XIII  stralcio. Si tratta, quindi, di una norma che si ripete  in
  questa ed in un'altra parte dello stesso disegno di legge, anzi è
  ripetuto al comma 69.

    PRESIDENTE    Onorevole De Benedictis, è probabile  che  quanto
  da  lei  affermato sia vero. E' probabile che si sia ripetuto  in
  altre  circostanze. In quel caso, in sede di coordinamento,  come
  peraltro  detto  ad  apertura dei lavori,  ovviamente,  le  parti
  duplicate verranno omesse.

    DE  BENEDICTIS .  Mi   sembra  ovvio,  non  mi  aspettavo   una
  risposta diversa. E' chiaro.
   Aggiungo  che,  anche  a  proposito  del  comma  10,  vi  è  una
  incongruenza   rilevantissima.  La  sostanza  di  questo   comma,
  infatti, consente una realizzazione per esigenze abitative  delle
  persone  handicappate  di  ulteriori  120  metri  cubi   di   una
  volumetria, nella misura massima di 120 metri cubi.
   Vi  sottopongo  la  infondatezza di questa norma  perchè  si  fa
  riferimento  ad  esigenza  abitativa delle  persone  handicappate
  gravi,  senza  specificare quali devono essere e  perchè  debbono
  esserci  particolari esigenze abitative. Vi è proprio un  difetto
  di  motivazione  in questa norma. Anche nelle  lettere  a)  e  b)
  comprese  in  questo  comma non si fa  riferimento  a  nulla  che
  correli il difetto fisico con la necessità di dotare di ulteriori
  spazi  per  esigenze abitative. Si tratta, quindi, di  una  norma
  assolutamente immotivata nella sua costruzione interna.
   La  cosa più assurda è quella che si consente un ampliamento  di
  una  volumetria   massima nella misura di 120  metri  cubi  -  ad
  occhio  e  croce,  parliamo di 40 metri  quadrati  -  ma  non  si
  comprende  rapportata a che cosa. Si tratta di  40 metri quadrati
  a  testa, a persona handicappata, a famiglia, ad appartamento, ad
  edificio, a condominio?
   Non  vi  è  un parametro di riferimento. Si tratta di una  norma
  tecnicamente  inapplicabile, ancorché immotivata,  totalmente  in
  contraddizione nel senso della norma stessa. Non vi è nemmeno una
  percentuale.  Non  è  detto:   un x per  cento  della  volumetria
  esistente  fino  ad  un massimo di ... . Una norma  assolutamente
  imbecille e scusate il termine.
   Credo  che non faccia onore che continuiamo a trovare  norme  di
  questo  tenore vantandoci che acriticamente le stiamo  proponendo
  alla Corte Costituzionale per vedere se abbiamo ragione noi o  se
  ha ragione il Commissario dello Stato.
   Signor  Presidente, per esempio, c'è una altra  norma  -  quella
  dell'articolo 11 - che, ancora una volta, tra l'altro,  mette  in
  chiaro  quanto  ho  appena detto. La deroga alla  possibilità  di
  realizzare  una maggiore volumetria, infatti, in  realtà,  è  una
  deroga  che impone un vincolo di destinazione d'uso della  durata
  appena  triennale.  Si  comprende, quindi,  perchè  nasce  questa
  norma.  Nasce  perchè,  dopo tre anni,  sicuramente,  la  persona
  fisica  minorata guarisce o guarisce chi va ad abitare  al  posto
  della  stessa  e ci si ritrova con una miriade di  volumetria  in
  più.
   Si tratta di una norma scandalo.
   E  poi ancora articolo 12. Non entro nel merito ma è citata  una
  legge  che  non esiste; è citato un articolo in maniera  inesatta
  perchè  l'articolo 20 della legge regionale 30  aprile  2001  non
  esiste.
   Non  cito la legge stessa perchè gli Uffici si occupano  proprio
  di questo e sanno benissimo a quale legge si fa riferimento.

     PRESIDENTE  Onorevole De Benedictis, mi   scuso  con lei ma le
   osservazioni  da  lei  formulate sono assolutamente  reali,  nel
  senso  che,  cosi  come  è  scritto,  la  norma  è  assolutamente
  incongrua.

     DE  BENEDICTIS . No, signor Presidente, mi  permetta  di  dire
  che  sto  facendo un esempio. Potremmo stare qui  se  i  colleghi
  avessero la volontà.

    PRESIDENTE   No,   posso  intervenire  nelle  parti  che  trovo
  manifestamente incongrue.

     DE   BENEDICTIS  .  Mi  permetta,  signor   Presidente,   sono
  manifestamente  incongrue solo perché le sto facendo  notare.  Le
  potrei  fare  notare se i colleghi avessero la buona  volontà  di
  riflettere  su questa operazione che acriticamente si vantano  di
  voler  fare.  Di norme stupide come queste ce ne  sono  una  gran
  quantità  e  questo  non  ci fa onore,  non  fa  onore  a  questo
  Parlamento.
   Stiamo compiendo una operazione della quale vergognarci.
   Lei,  signor  Presidente, giustamente, me ne sta dando  atto  su
  questa  norma, sol perché io lo sto facendo notare  e  ne  potrei
  fare  notare moltissime altre di cose per far comprendere che  ho
  ragione.
   Mi   consenta,   desidero  andare  ancora   avanti   nelle   mie
  osservazioni perché quello che critico non è la norma in sè,  non
  è  questo  articolo - come questo ce ne sono tanti  -  ma  questa
  operazione che, nel suo complesso, vi state ostinando a far  fare
  a questo Parlamento di cui facciamo parte.
   Andando  avanti.  Il  comma  12 così  recita:   le  disposizioni
  dell'articolo 20 della legge regionale 30 aprile 2001, n. 4...

     PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, mi scuso con  l'onorevole  De
  Benedictis  per  l'interruzione del suo intervento,  ma  desidero
  suggerire  all'Aula  un percorso perché non c'è  dubbio  che,  se
  andiamo  a riproporre norme assolutamente incongrue  come  quella
  contenuta al comma 10 ...

     DE BENEDICTIS  . Anche al comma 9 e a tutti gli altri.

     PRESIDENTE   La  mia  proposta  è  quella  di  accantonare  lo
  stralcio  5 per fare una verifica di natura tecnica relativamente
  a  questi aspetti e, se dovessero esserci osservazioni  di questo
  genere,  la  Presidenza  si  impegna a  dichiarare  improponibili
  queste parti.
   Onorevole   De  Benedictis,  onestà  intellettuale  per   onestà
  intellettuale:   vorrei  invitare i  colleghi  a  limitarsi,  per
  rispettare una procedura che quest'Aula si è data, alle questioni
  che  attengono  chiare  e  manifeste inapplicabilità,  altrimenti
  viene meno il principio adottato sino a questo momento.
   Se   la  proposta  è  condivisa,  accantoniamo  il  testo  dello
  stralcio  5,  andando avanti con gli altri testi e  facciamo  una
  verifica di natura tecnica.
   Faccio  appello alla cortesia, alla sensibilità ed  alla  onestà
  intellettuale dei colleghi chiedendo di indicare alla  Presidenza
  le   parti   manifestamente  incongrue,  perché  possano   essere
  dichiarate improponibili, con quelle che invece sono proponibili,
  ancorché non condivise.
   Ci  possono essere parti che non sono condivise ma su quelle  il
  problema è di altra natura.

     DE  BENEDICTIS  .   Signor  Presidente,  devo  dare   per
  scontato che gli Uffici abbiano già fatto questa verifica.

     PRESIDENTE  No, gli Uffici non hanno fatto alcuna verifica  da
  questo  punto  di vista perché le norme, così come ho  detto  più
  volte, sono state riproposte in maniera pedissequa.

     DE  BENEDICTIS  .  Signor Presidente, se  volessi  evidenziare
  che alcune norme sono improponibili, in quale sede dovrei farlo?

     PRESIDENTE   Subito  dopo, appena riprendiamo  la  trattazione
  del disegno di legge.
   Onorevole  De  Benedictis, faccia pervenire alla  Presidenza  le
  sue  osservazioni  che  non  riguardino  il  merito  ma  l'esatta
  formulazione e noi proseguiremo con l'esame degli altri stralci.
   Non sorgendo osservazioni, lo stralcio 5 è accantonato.

   Seguito  dell'esame  del  disegno di  legge   Riproposizione  di
  norme  approvate dall'Assemblea regionale siciliana nella  seduta
  del  6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal Commissario dello  Stato.
  Sesto stralcio  (1095-VI stralcio/A)

    PRESIDENTE   Si  passa  al seguito dell'esame  del  disegno  di
  legge  Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
  siciliana  nella  seduta del 6-7 dicembre 2005 ed  impugnate  dal
  Commissario dello Stato. Sesto stralcio  (1095-VI stralcio/A)
   Si procede con l'articolo 1. Ne do lettura:

                              «Art. 1.
                  Disposizioni relative al turismo

         1.   Il comma 3 dell'articolo 1 della legge regionale
       13 marzo 1982, n. 14 è così sostituito:
          3.  Nei campeggi è consentita la presenza di  tende,
       roulottes,  camper   e case mobili  installate  a  cura
       della   gestione  senza  richiedere  autorizzazione   o
       concessione edilizia, purchè conservino i meccanismi di
       rotazione    in   funzione,   non   possiedano    alcun
       collegamento  permanente al terreno e gli allacciamenti
       alle   reti  tecnologiche  siano  rimovibili  in   ogni
       momento, di quella totale delle piazzole.'.
         2.  Il  comma 4 dell'articolo 1 della legge regionale
       13 marzo 1982, n. 14 è così sostituito:
          4.  Tali  manufatti  non  possono  avere  superficie
       coperta inferiore a metri quadri 5 e superiore a  metri
       quadri 8 per persona da alloggiare.'
         3.  Il  comma 2 dell'articolo 2 della legge regionale
       13 marzo 1982, n. 14, è così sostituito:
          2.  Qualora  lo strumento urbanistico  generale  non
       preveda  aree destinate a campeggi, il comune provvede,
       nei modi e forme di legge, a mezzo di variante senza la
       preventiva  autorizzazione  dell'Assessorato  regionale
       del  territorio e dell'ambiente. Nei campeggi esistenti
       e  regolarmente autorizzati si possono insediare  tutte
       le  strutture  previste dalla presente legge  anche  in
       deroga  allo strumento urbanistico, il comune  provvede
       anche  successivamente a recepire in apposita  variante
       allo strumento urbanistico.'.
             4.   Il  comma  5  dell'articolo  2  della  legge
       regionale 13 marzo 1982, n. 14, è così sostituito:
          5.  E'  vietata  la realizzazione di nuovi  campeggi
       nelle fasce di rispetto indicate nell'articolo 15 della
       legge  regionale  12 giugno 1976,  n.  78.  I  campeggi
       esistenti, regolarmente autorizzati, possono  eseguire,
       in deroga, le opere previste.'.
         5.  Il  comma 7 dell'articolo 2 della legge regionale
       13 marzo 1982, n. 14, è così sostituito:
          7.  I  comuni sprovvisti di campeggi, per consentire
       la sosta di caravan, autocaravan, camper e simili mezzi
       mobili di pernottamento al di fuori dei campeggi
       di  cui  alla  legge regionale 13 marzo  1982,  n.  14,
       possono    istituire    aree   attrezzate,    riservate
       esclusivamente alla sosta temporanea ed  al  parcheggio
       di   tali  mezzi,  compatibilmente    con    i     loro
       strumenti    urbanistici,   o    autorizzare    privati
       alla  realizzazione e alla gestione di  tale  aree.  Le
       aree  attrezzate  sono realizzate  nel  rispetto  della
       legge  regionale  13 marzo 1982, n.  14,  nonché  delle
       disposizioni  di  cui all'articolo 185,  comma  7,  del
       decreto  legislativo  30 aprile  1992,  n.  285  e  del
       relativo  regolamento di esecuzione. I  comuni,  quando
       istituiscono  direttamente le aree  di  sosta,  possono
       provvedere  alla loro gestione anche mediante  apposite
       convenzioni con terzi soggetti. Nelle predette aree  la
       permanenza  è consentita per un periodo massimo  di  24
       ore  consecutive. Nei comuni dotati di aree attrezzate,
       la sosta di caravan, autocaravan, camper e simili mezzi
       mobili  di  pernottamento al di fuori dei campeggi  e/o
       delle   aree  attrezzate  è  punita  con  la   sanzione
       amministrativa  da  100  a  300  euro   e   l'immediata
       rimozione del mezzo. La sanzione è di 500 euro nel caso
       venga accertato l'utilizzo del mezzo in loco'..
         6.   L'articolo 13 della legge regionale 15 settembre
       2005, n. 10, è abrogato.
         7.   La lettera a) del comma 4 dell'articolo 30 della
       legge  regionale  10  dicembre  2001,  n.  21,  è  così
       modificata:
          a)  offerta  di  ospitalità e/o di  ristorazione  di
       servizi   connessi  a  tali  attività,  esercitata   in
       immobili  già  esistenti e già risultanti  classificati
       nel   catasto   terreni  come  edifici  rurali.    Tale
       requisito  è  accertato  con un  certificato  catastale
       storico.'.
         8.  Il comma 4 dell'articolo 30 della legge regionale
       10  dicembre 2001, n. 21, così modificato,  si  applica
       anche  alle  domande presentate in  adesione  ai  bandi
       pubblici  del POR Sicilia, emanati in data  antecedente
       all'entrata in vigore della presente legge.
         9.  Laddove per procedere all'acquisto di autobus  di
       linea, con sovvenzioni pubbliche a qualsiasi titolo, si
       debba  procedere alla radiazione dei mezzi  sostituiti,
       la  cessione di questi per fini umanitari,  ad  Enti  o
       Associazioni  no profit, sostituisce gli effetti  della
       radiazione>>.

         Comunico  che  sono stati presentati dagli  onorevoli
       Raiti,   Forgione,  Liotta,  Miccichè,  Morinello   gli
       emendamenti  1.1, 1.2, 1.3, 1.4, 1.5,  1.6,  1.7,  1.8,
       1.9.

   Pongo in votazione il mantenimento del comma 1 dell'articolo 1.
   Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione il mantenimento del comma 2 dell'articolo  1.
  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione il mantenimento del comma 3 dell'articolo  1.
  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione il mantenimento del comma 4 dell'articolo  1.
  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione il mantenimento del comma 5 dell'articolo  l.
  Il  parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione il mantenimento del comma 6 dell'articolo  1.
  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione il mantenimento del comma 7 dell'articolo  1.
  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

    MICCICHE'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  su  questo
  comma  sono  già intervenuto nella prima fase. Avevo fiducia  nel
  proponente   di  questo  comma,  l'assessore  Granata,   che   lo
  modificava  o  lo ritirava perché questa è una delle formulazioni
  in    cui,    il   Commissario   dello   Stato   ha   evidenziato
  l'incostituzionalità.  Ciò  perché non  abbiamo  nessuna  potestà
  statutaria  e  legislativa di commutare sanzioni di tipo  penale,
  perché di questo si tratta. Non abbiamo questa possibilità.
   Chiedo,  quindi, al proponente di ritirare questo emendamento  o
  di  modificarlo perché non è assolutamente possibile  sanzionare,
  ad   esempio,  i  camperisti.  L'emendamento  soppressivo  da  me
  presentato si sopprime o si modifica.
   Da  parte del proponente - come Governo - le chiedo di procedere
  ad una modifica sostanziale.

    PRESIDENTE  Sostanzialmente, lei propone la soppressione  della
  parte  sanzionatoria del comma 7. La parte in questione è  quella
  che va dalle parole  nei Comuni dotati .
     Preciso  che la proposta dell'onorevole Micciché, presentatore
  di un emendamento soppressivo della parte riguardante le ultime 4
  righe del comma 5, è quello che così recita:  Sopprimere l'ultimo
  periodo  del  comma 5:   Nei comuni dotati di aree  attrezzate...
  fino alle parole  l'utilizzo del mezzo in loco'.
   Pongo in votazione l'emendamento soppressivo.

               Richiesta di verifica del numero legale

    CRISAFULLI  Chiedo la verifica del numero legale.

    (Alla richiesta si associano gli onorevoli Giannopolo, Oddo,
                         Spampinato, Tumino)

    PRESIDENTE  Sospendo brevemente la seduta.

    (La seduta, sospesa alle ore 22.30, è ripresa alle ore 22.32)

   La seduta è ripresa.
   Essendo   la   richiesta   appoggiata a termini di  Regolamento,
   indìco la votazione per la verifica del numero legale.

                     (Si procede alla verifica)

                      Risultato della verifica

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti            39

   L'Assemblea  non  è  in  numero legale;  pertanto  la  seduta  è
  rinviata di un'ora.

    (La seduta, sospesa alle ore 22.33, è ripresa alle ore 23.45)

   La seduta è ripresa.

   Comunico  che  è stato presentato, dall'onorevole  Micciché,  il
  seguente emendamento:
   «Sopprimere l'ultimo periodo del comma 5 dell'articolo 1».
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

    CRACOLICI   Chiedo la verifica del numero legale.

       (Alla richiesta si associano gli onorevoli Crisafulli,
                     Giannopolo, Liotta e Oddo)

                     Verifica del numero legale

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termine  di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per la  verifica  del  numero
  legale.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla verifica)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della verifica

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti..... 30

   L'Assemblea non è in numero legale.
   Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì  11
  gennaio 2006, alle ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente FLERES


   I   - COMUNICAZIONI
  II   - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

         1)  - "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
             siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
             Commissario dello Stato. Primo stralcio". (n. 1095 - I
             Stralcio/A).

  2)  - "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
  siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
  Commissario dello Stato. Secondo stralcio". (n. 1095 - II
  Stralcio/A).
  3)  - "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
  siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
  Commissario dello Stato. Terzo stralcio". (n. 1095 - III
  Stralcio/A).
  4)  - "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
  siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
  Commissario dello Stato. Quarto stralcio". (n. 1095 - IV
  Stralcio/A).
  5)  - "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
  siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
  Commissario dello Stato. Quinto stralcio". (n. 1095 - V
  Stralcio/A). (Seguito)
  6)  - "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
  siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
  Commissario dello Stato. Sesto stralcio". (n. 1095 - VI
  Stralcio/A). (Seguito)
  7)  - "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
  siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
  Commissario dello Stato. Settimo stralcio". (n. 1095 - VII
  Stralcio/A). (Seguito)
  8)  - "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
  siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
  Commissario dello Stato. Ottavo stralcio". (n. 1095 - VIII
  Stralcio/A). (Seguito)
  9)  - "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
  siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
  Commissario dello Stato. Nono stralcio". (n. 1095 - IX
  Stralcio/A). (Seguito)

        10)  - Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea
             regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed
             impugnate dal Commissario dello Stato. Decimo stralcio ". (n.
             1095 - X Stralcio/A). (Seguito)

  11)  - "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea
  regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed
  impugnate dal Commissario dello Stato. Undicesimo stralcio". (n.
  1095 - XI Stralcio/A). (Seguito)
  12)  - "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea
  regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed
  impugnate dal Commissario dello Stato. Dodicesimo stralcio". (n.
  1095 - XII Stralcio/A). (Seguito)
  13)  - "Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea
  regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed
  impugnate dal Commissario dello Stato. Tredicesimo stralcio". (n.
  1095 - XIII Stralcio/A) (Seguito).
  14)  - "Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno
  2006." (nn. 1066-1094-1096) (Seguito)
  15)  - "Bilancio di previsione della Regione siciliana per
  l'anno finanziario 2006 e bilancio pluriennale per il triennio
  2006/2008."  (nn. 1067-1094-1096). (Seguito)

       III   -  DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 467 -     Provvedimenti  urgenti per  la  tutela  dei
                 lavoratori della Cogema di Priolo (SR)

                              SBONA - ACANTO - BASILE - SCALICI -
                                     ORTISI   -     DE BENEDICTIS

       IV   - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

         1)  -  Istituzione di un ulteriore turno elettorale autunnale per
             il rinnovo degli organi dei Comuni e delle Province della
             Regione. Modifica dell'articolo 8 della legge regionale 2 agosto
             2002, n. 7  (n. 977/A) (Seguito)

         2)  -   Istituzione di poli turistici all'interno dei parchi
             dell'Etna, dei Nebrodi e delle Madonie  (nn. 986-987/A)

  3)  -  Interventi per la valorizzazione turistica, fruizione e
  conservazione delle opere della  Fiumara d'arte  (n. 1003/A)
  4)  -   Norme per la promozione della Fondazione  The Brass
  Group'  (n. 998/A)
  5)  -   Disposizioni finanziarie urgenti e per la
  razionalizzazione dell'attività amministrativa  (n. 151-Norme
  stralciate II/A)

       V   - VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:

         6)  -  Disciplina della raccolta, commercializzazione e
             valorizzazione dei funghi epigei spontanei  (nn. 908-812- 6/A)

       VI   - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E DELLA
         COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI L'ATTIVITA'
         DELL'UNIONE EUROPEA
  VII   -  ELEZIONE DI DEPUTATI SEGRETARI

                  La seduta è tolta alle ore 23.50

  Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 01.30 di mercoledì
                           11 gennaio 2006

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                     Dott.ssa  Iolanda Caroselli


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres


   ALLEGATO

   Risposte scritte ad interrogazioni

   PANARELLO.  - «Al Presidente della Regione ed all'Assessore  per
  i  beni  culturali,  ambientali e  per  la  pubblica  istruzione,
  premesso che fin dal 1986 sono stati individuati sott'acqua,  nel
  cuore  della baia di Villagonia, a Taormina, dei reperti marmorei
  di  età  imperiale  (II  o  III secolo  d.C.)  di  eccezionale  e
  straordinario valore;

   considerato  che si presume che quella individuata  recentemente
  dal gruppo subacqueo dei Carabinieri sia soltanto una parte di un
  carico  più  ampio  di  diverse navi  che  portarono  a  Taormina
  materiali per costruire un edificio di notevolissime dimensioni e
  che  molta parte di tale materiale si trovi sul fondo della  baia
  disseminato dalle correnti in un'area molto più vasta  di  quella
  finora individuata;

   rilevato  che,  ignorando e disconoscendo questo importantissimo
  ritrovamento,  da  anni  è  in  discussione  in  quel  Comune  la
  realizzazione di un nuovo megaporto turistico da parte di privati
  con  il  'project financing' al centro della baia di  Villagonia,
  nella  cui  area  è  già  presente, se pur incompleto,  il  porto
  turistico di Giardini Naxos;

   considerato  che  da  notizie  riportate  dalla  stampa   locale
  sembrerebbe  che la Soprintendenza ai beni culturali di  Messina,
  la  quale  ha cominciato a valutare il valore e l'importanza  dei
  reperti  marmorei  ritrovati, abbia dato  un  nulla  osta  'sotto
  condizione'  al  progetto  di  massima  del  nuovo  megaporto  da
  realizzare;

   per sapere:

   se  risponda al vero che la Soprintendenza di Messina abbia dato
  un  parere favorevole 'sotto condizione'alla realizzazione di  un
  nuovo  megaporto nella baia di Villagonia a Taormina e  che  cosa
  significhi ' sotto condizione';

   se   non   ritengano  inutile,  dispendioso  e  devastante   per
  quell'area  marina la realizzazione di un nuovo megaporto,  visto
  che in loco già esiste il porto turistico di Giardini Naxos;

   se  non ritengano necessario procedere al finanziamento ed  alla
  realizzazione  di  un'indagine più vasta e sistematica  dell'area
  marina  subacquea della baia di Villagonia per la  ricerca  e  il
  censimento  di  nuovi  reperti  archeologici,  quasi  sicuramente
  presenti,  al  fine  di  valutare la possibilità  di  tutelare  e
  vincolare l'intera area interessata ai ritrovamenti;

   come intendano gestire gli importantissimi reperti marmorei  già
  ritrovati nella baia.» (1420)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.   «Con   l'interrogazione  numero   1420   l'onorevole
  Panarello   ha   chiesto   notizie  in  merito   alla   possibile
  realizzazione  di  un  megaporto  nella  baia  di  Villagonia   a
  Taormina.
   Sull'argomento  comunico che, per ciò  che  concerne  il  parere
  favorevole    della    Soprintendenza    di    Messina     citato
  nell'interrogazione,  risulta dagli atti  che  sia  stato  invece
  rilasciato  un  parere  negativo  alla  realizzazione  del  porto
  turistico poiché il progetto non presentava estetiche compatibili
  con i luoghi.
   E'  stata  poi presentata una nuova progettazione del porto  del
  tutto   trasformata,  la  quale,  insieme  al  progetto   di   un
  porticciolo turistico del Comune di Giardini Naxos, vista la zona
  d'intervento  importante per le sue caratteristiche  storiche  ed
  ambientali,  è stata già posta al vaglio del Consiglio  regionale
  dei beni culturali ed ambientali, massimo organo di consulenza  e
  tutela dell'Assessorato.
   Faccio  presente  che  si è già avviata la relativa  istruttoria
  presso   gli  Uffici  della  Soprintendenza  del  mare   per   il
  proseguimento della campagna di ricerca.
   Per  ciò  che  riguarda i reperti marmorei già  ritrovati  nella
  baia  sarà cura della Soprintendenza di Messina trovare la giusta
  collocazione».

                                                 L'Assessore PAGANO

   PANARELLO. - «All'Assessore per i beni culturali e ambientali  e
  per la pubblica istruzione, premesso che:

   -  l'area di Scopello-Guidaloca nel comune di Castellammare  del
  Golfo  (TP)  rappresenta un patrimonio ambientale e paesaggistico
  da salvaguardare per uno sviluppo coerente ed eco-compatibile del
  territorio;
   -   l'indomani   della   partecipata  'marcia   per   Scopello',
  l'Assessore  regionale  per  i beni culturali  ed  ambientali  ha
  manifestato, attraverso vari organi di informazione,  la  volontà
  politica ed istituzionale di tutelare quella parte del territorio
  della   provincia  di  Trapani  con  l'apposizione  del   vincolo
  specifico,  mirato a prevenire l'utilizzo indiscriminato  a  fini
  edificatori del territorio di Scopello-Guidaloca;

   per sapere:

   quali  iniziative  intenda  intraprendere  per  velocizzare   le
  procedure di apposizione del vincolo suddetto;

   se   non   ritenga  indispensabile  emanare  immediatamente   un
  provvedimento   assessoriale   di  inibizione   provvisoria   con
  conseguente   richiesta   di   convocazione   della   Commissione
  provinciale   per   la   tutela   delle   bellezze   naturali   e
  paesaggistiche,  ai  sensi dell'art. 153 del T.U.  relativo  alle
  disposizioni   legislative  in  materia  di  beni  culturali   ed
  ambientali  (art.  1  della legge 8 ottobre 1977,  n.  352),  per
  l'apposizione del vincolo definitivo da disporre entro 90  giorni
  dal provvedimento assessoriale sopra citato. (1432)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza).

     Risposta.  «Con l'interrogazione numero 1432 l'onorevole  Oddo
  ha   chiesto   di   conoscere  quali  iniziative   si   intendono
  intraprendere  per  velocizzare le procedure di  apposizione  del
  vincolo  paesaggistico  per tutelare il territorio  di  Scopello-
  Guidaloca ricadente nel Comune di Castellammare del Golfo.
   La  zona di Scopello Guidaloca ricadente nel territorio comunale
  di  Castellammare del Golfo è sottoposta a vincolo  paesaggistico
  ai  sensi  del  T.U. n. 490/99, con decreto del Presidente  della
  Regione n. 729 del 21 marzo 1979, pubblicato sulla GURS n. 27 del
  23 giugno 1979.
   A  seguito di una serie di eventi che hanno richiamato per varie
  ragioni l'attenzione sull'aera in argomento, la Soprintendenza di
  Trapani ha posto il vincolo di immodificabilità temporanea  nella
  citata  zona  nelle more della definizione del Piano territoriale
  paesistico e più precisamente fino alla fine di agosto 2004, mese
  in cui è stato adottato il predetto Piano.
   Il   Piano   territoriale  paesistico,  pur  se  non   approvato
  definitivamente  a  causa  di  alcune  procedure  che  ne   hanno
  ritardato  l'iter, risulta applicabile in tutte le sue  parti  e,
  pertanto, le problematiche poste risultano superate».

                                                 L'Assessore PAGANO

   PANARELLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per  i
  beni culturali, ambientali e per la pubblica istruzione, premesso
  che  l'Azienda  autonoma  di  soggiorno  e  turismo  di  Messina,
  accogliendo la sollecitazione di un'agenzia di viaggi, ha chiesto
  per  il  2004  l'apertura del Museo regionale  di  Messina  nella
  giornata di lunedì, per consentirne la visita ai 'croceristi' che
  si fermano in città;

   considerato che:

   la  predetta agenzia di viaggi ha proposto, meritoriamente, alla
  società  armatrice  un tour di Messina che  comprende  la  visita
  guidata  al  Museo  ed ha riscontrato grande interesse  da  parte
  dell'interlocutore;
   gli  scali  previsti a Messina nel 2004 da parte della  predetta
  società  (Costa Crociere) sono 47 e di questi 33 sono programmati
  nelle giornate di lunedì;
   essendo   il   lunedì  giornata  di  chiusura  settimanale,   si
  impedirebbe  a  migliaia  di  turisti  italiani  e  stranieri  di
  visitare il Museo e le importanti opere ivi esposte;
   si  determinerebbero contraccolpi negativi per l'immagine  della
  città  e  dello  stesso  Museo  regionale;  si  rischierebbe   di
  pregiudicare  l'economia del settore e verrebbero compromesse  le
  stesse iniziative promozionali messe in atto dall'Amministrazione
  regionale  per  valorizzare i beni culturali ed incrementarne  la
  fruizione;
   le  normative  contrattuali consentono una  gestione  flessibile
  degli  orari di lavoro e delle turnazioni e che le organizzazioni
  sindacali  hanno dichiarato ampia disponibilità ad  agevolare  la
  fruizione dei siti museali;

   per sapere:

   se  non  valutino  opportuno, superando gli  eventuali  problemi
  organizzativi   e  accogliendo  la  richiesta  dell'A.A.S.T.   di
  Messina,   consentire  nelle giornate di  lunedì,  per  il  2004,
  l'apertura del Museo regionale di Messina;

   quali  atti  intendano compiere, con la necessaria  tempestività
  ed  evitando inerzie burocratiche, per dare la possibilità ad  un
  numero  cospicuo  di visitatori di accedere al  Museo  regionale,
  consentendo, nel contempo, la valorizzazione a livello  nazionale
  ed  internazionale  di quella importante istituzione  culturale.»
  (1448)

                                                          PANARELLO

   Risposta.«Con    l'interrogazione   numero   1448    l'onorevole
  Panarello  ha  chiesto  di  sapere se non  si  ritiene  opportuno
  proporre l'apertura del Museo regionale di Messina nella giornata
  di  lunedì per consentire, alle navi della società Costa Crociere
  che  transita  nel Porto di Messina per ben 33 volte  l'anno  nel
  predetto  giorno della settimana, di programmare  una  visita  al
  predetto  Museo  che ha previsto la chiusura settimanale  proprio
  nella giornata del lunedì.
   Con  riferimento alla richiesta dell'interrogante, premesso  che
  l'interesse  primario dell'Amministrazione  regionale  è  proprio
  quello  di  valorizzare i beni culturali e  renderli  fruibili  a
  tutti,  sarebbe  un vero peccato impedire a migliaia  di  turisti
  italiani e stranieri di visitare il Museo regionale di Messina.
   Pertanto,  la  Direzione dell'Assessorato dei Beni culturali  ha
  già  provveduto, dall'1 aprile 2004, a modificare la giornata  di
  chiusura  settimanale del Museo prevedendola per la giornata  del
  mercoledì e non più del lunedì.»

                                                 L'Assessore PAGANO

   GURRIERI. - «Al Presidente della Regione ed all'Assessore per  i
  beni  culturali  ed  ambientali e  per  la  pubblica  istruzione,
  premesso che:

   è  stata  annunciata  dall'Assessore per i beni  culturali,  on.
  Granata,  la  proposta di inserimento nel catalogo  UNESCO  della
  Necropoli di Pantalica;

   tale  inserimento  determinerebbe un'ulteriore valorizzazione  e
  integrazione  del circuito turistico-culturale del distretto  del
  Sud-Est;

   considerato che:

   -  nella  stessa  area  della Val di Noto,  nel  territorio  tra
  Ispica  e  Modica, si trova il complesso rupestre, naturalistico,
  archeologico  e storico-culturale costituito dal  parco  di  Cava
  d'lspica, una spettacolare vallata lunga circa 13 km, ricchissima
  di   macchia  mediterranea,  costellata  di  insediamenti   umani
  risalenti   alla   preistoria,  di  cui   restano   straordinarie
  testimonianze, e fino all'età medievale;

   -  la Cava d'lspica è conosciuta internazionalmente, essendo uno
  dei  luoghi  più  visitati dai viaggiatori  tedeschi,  inglesi  e
  francesi dal 700 in poi, come è riportato nella diaristica, nella
  memorialistica e nella manualistica di autori come il  Rochefort,
  Patrick   Brydone,  William  Beckford,  Jean  Saint-Non,   Johann
  Heinrich  Bartles,  Dèodat  de Dolomieu,  Jean  Houel,  Dominique
  Vivant Denon, ecc. fino al contemporaneo Dominique Fernandez;

   -  il  sito  che  ben  si  integra  nell'area  del  Sud-Est,  in
  particolare con il circuito barocco delle otto città della Val di
  Noto,  permetterebbe, inoltre, di valorizzare la stessa città  di
  Ispica,  che ospita rilevanti testimonianze barocche,  oltre  che
  uno  dei più belli esempi di architettura Liberty (Palazzo Bruno,
  opera del grande architetto palermitano Basile);

   atteso  che il territorio di quella provincia non può continuare
  ad   essere  svilito  e  mortificato  nelle  sue  possibilità  di
  valorizzazione turistica e culturale;

   per sapere:

   quali  motivi  impediscano di includere  il  complesso  di  Cava
  d'lspica,  allo  stesso modo della Necropoli  di  Pantalica,  nel
  catalogo dei beni patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO;

   quali  iniziative intenda assumere in proposito il Governo della
  Regione;

   se   non   ritengano  di  promuovere  apposite  iniziative   per
  valorizzare il patrimonio storico-architettonico della  città  di
  Ispica,  nella quale si trovano preziose testimonianze barocche.»
  (1490)

   Risposta.«   Con   l'interrogazione  numero   1490   l'onorevole
  Gurrieri  ha  chiesto  di  conoscere  quali  iniziative   intende
  assumere  il Governo della Regione per valorizzare il  patrimonio
  storico-architettonico  della città  di  Ispica  e  quali  motivi
  impediscono  di  includere  il complesso  di  Cava  d'Ispica  nel
  catalogo  dei  beni  facenti  parte del  patrimonio  dell'Umanità
  dell'UNESCO.
   La  qualità delle valenze archeologiche storiche, naturalistiche
  e   paesaggistiche   della   "Cava  d'Ispica"   sono   ben   note
  all'Amministrazione dei Beni culturali ed ambientali  che,  oltre
  ad  averne  da anni assicurato la tutela, ne ha fatto oggetto  di
  valorizzazione  attraverso  un finanziamento  di     2.685.500,00
  nella priorità 1 di Agenda 2000, progetto a titolarità regionale.
   Il  sito,  inoltre,  è  stato inserito nel  novero  dei  "Parchi
  archeologici"  regionali costituiti dalla l.r.  n.  20  del  2000
  divenendo  uno dei Parchi previsti nell'area della  Provincia  di
  Ragusa.
   Essendo  l'area in argomento conosciuta a livello internazionale
  e  quindi luogo molto visitato, verranno attivati in tale area  i
  servizi  aggiuntivi  quali book shop, vendita  in  merchandising,
  coffee  shop,  etc., finalizzati allo sviluppo ed  alla  crescita
  qualitativa del Parco.
   Si   ritiene  opportuno  ed  è  certamente  auspicabile,   visto
  l'eccezionale  ruolo  che  riveste la Cava  d'Ispica  da  secoli,
  insieme alla necropoli di Pantalica, l'inserimento di questi siti
  nel    catalogo   dell'UNESCO   determinandone   così   ulteriore
  valorizzazione.»

                                                 L'Assessore PAGANO

   VITRANO.  -  «Al Presidente della Regione, all'Assessore  per  i
  beni   culturali,   ambientali  e  la   pubblica   istruzione   e
  all'Assessore per la sanità, premesso che con provvedimento della
  Sovrintendenza per i beni culturali di Palermo, è stato  concesso
  il  nulla-osta  per  l'installazione di un'antenna  di  telefonia
  mobile  nel  comune  di  Bagheria,  dove,  a  causa  dei  vincoli
  ambientali e paesaggistici, è vietato piantare perfino un chiodo;

   considerato  che a meno di duecento metri dal  luogo  in  cui  è
  stata   installata  l'antenna,  trovano  ubicazione  una   scuola
  elementare  ed  una  scuola  materna, (VI  circolo  didattico  G.
  Girgenti),  frequentate da circa seicentocinquanta bambini  e  da
  altre sessanta persone tra insegnanti e personale non docente;

   preso  atto  che  identico problema si  presenta  in  moltissimi
  altri  comuni  dell'Isola ed in modo particolare in quelli  della
  provincia di Trapani, Siracusa, Catania, Agrigento ecc.;

   accertato  che  ad  oggi,  non  esistono  documenti,   studi   o
  esperimenti sufficientemente approfonditi in grado di  dimostrare
  che  le  emissioni di onde ad alta frequenza (causate  dai  compi
  elettromagnetici  generati anche e soprattutto dalle  antenne  di
  telefonia mobile) non arrechino danni alla salute, mentre  invece
  esistono  studi  tecnico-scientifici  che  hanno  dimostrato  che
  l'esposizione  prolungata ai C.E.M. porta  ad  un  aumento  delle
  patologie  tumorali, in special modo negli organismi più  piccoli
  (quindi i primi a risentirne sono i bambini);

   ritenuto  che  l'Organizzazione  mondiale  della  Sanità  e   la
  Commissione   Europea  hanno  invitato  tutti  i   Paesi   membri
  dell'Unione  ad  adottare il 'Principio  di  precauzione'  ovvero
  quello di proteggere preventivamente la salute pubblica;

   per sapere:

   quali  iniziative intendano adottare affinché venga revocato  il
  nulla-osta concesso dalla Sovrintendenza per i beni culturali;

   se   non  ritengano  opportuno  intervenire  presso  il  Governo
  nazionale  affinché venga modificata la normativa che  regola  la
  concessione  dei  permessi per l'installazione delle  antenne  di
  telefonia mobile;

   se  non  ritengano,  infine, urgente  ed  opportuno  intervenire
  presso   l'amministrazione  comunale  di  Bagheria  e  le   altre
  amministrazioni coinvolte affinché adottino tutte  le  misure  di
  prevenzione   necessarie   per  la  salvaguardia   della   salute
  pubblica.» (1496)

   Risposta.«Con  l'interrogazione numero 1496 l'onorevole  Vitrano
  ha  chiesto  di conoscere quali iniziative si intendano  adottare
  affinché   venga   revocato   il   nulla-osta   concesso    dalla
  Soprintendenza  per  i  beni  culturali  per  l'installazione  di
  un'antenna di telefonia mobile nel comune di Bagheria.
   Dal  testo  dell'interrogazione si evince che  la  richiesta  di
  revoca e le osservazioni poste nascono da una segnalazione di  un
  presunto  rischio  per  la  salute  pubblica,  amplificato  dalla
  vicinanza  di  due  plessi  scolastici,  rischio  causato   dalle
  emissioni di onde ad alta frequenza.
   Non   volendo  e  non  potendo  entrare  nello  specifico  delle
  osservazioni oggetto dell'interrogazione, si rappresenta  che  la
  stessa  non  fa riferimento alle competenze dell'Assessorato  dei
  Beni  Culturali  che non ha, fra i compiti istituzionali  per  il
  tramite delle Soprintendenze, la tutela della salute pubblica  se
  non  intesa, latu senso, come benessere indiretto derivante dalla
  tutela  del  paesaggio naturale, urbano e dei beni  culturali  in
  genere.
   Al  riguardo  si comunica che il primo progetto presentato  allo
  sportello unico per le attività produttive di Bagheria nel 2002 è
  stato  rigettato  dalla  Soprintendenza  ai  Beni  Culturali   di
  Paleremo  in  quanto non conforme alle specifiche previste  dalla
  normativa.
   Un   secondo   progetto   presentato  dalla   ditta   proponente
  contenente  alcune  modifiche volte a mitigare  l'impatto  visivo
  dell'impianto  d'antenna nel 2003 è stato valutato positivamente,
  con prescrizioni dalla stessa Soprintendenza».

                                                 L'Assessore PAGANO

   MORINELLO.  -  «All'Assessore per il territorio e l'ambiente  ed
  all'Assessore per i beni culturali e ambientali e per la pubblica
  istruzione, premesso che:

   il  Biviere  è  il  più grande lago costiero  della  Sicilia;  è
  situato tra la città di Gela e la foce del fiume Dirillo, immerso
  tra  le ultime dune prospicienti il Canale di Sicilia e ricadente
  per intero nel territorio comunale di Gela;

   nel  1997  è  stata istituita dalla Regione la riserva  naturale
  orientata   Biviere' di Gela ed affidata in  gestione  alla  LIPU
  (Lega italiana protezione uccelli);

   la  Riserva è dotata di un centro visite da cui partono numerosi
  sentieri  naturalistici  che permettono di  conoscere  la  natura
  dell'area protetta in tutti i suoi aspetti;

   il  Biviere, situato a circa 8 Km ad est dell'abitato  di  Gela,
  riceveva  le acque del fiume Dirillo, oggi convogliate alla  diga
  di  Ragoleto  al servizio dell'industria chimica, mentre  l'altro
  suo  immissario,  il  torrente Valle Torta, è spesso  prosciugato
  dalla siccità;

   l'importanza  del  Biviere  è dovuta all'avifauna  migratoria  e
  nidificante ed alla popolazione di insetti;

   è  stata apportata una serie di interventi volti alla tutela  di
  quell'ambiente, quali l'inserimento del lago Biviere in un elenco
  di aree di speciale protezione per la conservazione degli uccelli
  acquatici  predisposto  dal Consiglio  d'Europa,  il  divieto  di
  caccia,   la   dichiarazione  di  notevole   interesse   pubblico
  dell'Assessorato regionale dei beni culturali, l'inserimento  tra
  le  zone  umide  di  importanza  internazionale  ai  sensi  della
  Convenzione di Ramsar;

   preso atto che:

   da  tempo  il lago versa in gravi condizioni e che, malgrado  le
  abbondanti   precipitazioni  degli  ultimi   mesi,   il   livello
  dell'acqua è sceso al di sotto della soglia di emergenza;

   l'associazione  degli agricoltori e quelle  ambientaliste  hanno
  individuato  nel  mancato  rispetto  dell'accordo  tra  Agip   ed
  istituzioni  locali  una  delle  cause  del  dissesto   dell'area
  protetta;

   1'Agip,  cui  compete  la manutenzione e il funzionamento  della
  Diga  Ragoleto,  si era impegnata a far defluire una  percentuale
  d'acqua dall'invaso artificiale al lago Biviere;

   ritenuto che:

   la  riserva   Biviere'  di Gela costituisce  uno  dei  patrimoni
  naturalistici più importanti di tutta la Sicilia;

   il  prosciugamento  del  lago  creerebbe  un  danno  immenso  al
  patrimonio faunistico e paesaggistico di tutta la zona;

   per sapere:

   se  siano  a  conoscenza della situazione in cui versa  il  lago
  Biviere e la omonima riserva naturale;

   quali  interventi  intendano adottare al fine di  restituire  al
  lago la sua originaria bellezza e riportare il livello dell'acqua
  al di sopra della soglia di emergenza.» (1511)

   Risposta.   «Con   l'interrogazione  numero   1511   l'onorevole
  Morinello ha chiesto di conoscere gli interventi che si intendono
  adottare  al fine di restituire al lago Biviere la sua  originale
  bellezza  e  riportare il livello dell'acqua al  di  sopra  della
  soglia di emergenza.
   La  riserva  naturale  "Biviere" di Gela è  stata  sottoposta  a
  tutela paesaggistica con Decreto Assessoriale del 18/04/1986 ed è
  uno  dei  patrimoni  naturalistici più importanti  della  Sicilia
  gestito  dalla  LIPU alla quale spettano le eventuali  iniziative
  per   la   sua   salvaguardia   e  valorizzazione   da   proporre
  all'Assessorato   regionale  Territorio  ed  Ambiente   ed   alla
  Soprintendenza ai Beni culturali, ognuno per la parte di  propria
  competenza.
   Per  ciò  che  concerne  gli  interventi  da  adottare  per   la
  salvaguardia,   si   rappresenta   che   la   Soprintendenza   di
  Caltanissetta  ha  rilasciato  l'autorizzazione  riguardante  due
  progetti   aventi  come  obiettivo  specifico  il  recupero   dei
  percorsi,  degli arredi e la valorizzazione dell'area finalizzati
  al  rilancio  dell'area  del Biviere durante  una  conferenza  di
  servizi tenutasi nel corso dell'anno 2004.»

                                                 L'Assessore PAGANO

   BARBAGALLO. - «All'Assessore per i beni culturali ed  ambientali
  e per la pubblica istruzione, premesso che con la legge regionale
  15  maggio  1991,  n. 17 sono stati istituiti i  musei  regionali
  interdisciplinari tra cui quello di Terrasini;

   nella  citata legge la denominazione data al Museo di  Terrasini
  era   la  seguente:   Museo  del  carretto  e  naturalistico   di
  Terrasini ;

   la  legge  regionale  3 ottobre 2002, n. 14 recante   Norme  per
  l'erogazione del buono scuola ed interventi per l'attuazione  del
  diritto  allo  studio  nelle scuole dell'infanzia,  elementari  e
  secondarie , all' art. 11 ha modificato la denominazione di  quel
  Museo  in  Museo regionale di storia naturale e mostra permanente
  del carretto siciliano di Terrasini , mantenendone    comunque il
  suo carattere interdisciplinare;

   la  Regione  siciliana e il Comune di Terrasini, per  consentire
  in  tempi  rapidi l'avvio dell'attività museale,  hanno  previsto
  nell'aprile  del  2001  e  di comune  accordo  di  stipulare  una
  convenzione  che regolasse i rapporti tra i due Enti a  proposito
  di:

   - Palazzo D'Aumale, sede del Museo e di proprietà del Comune;

   - attività del Museo;

   - reperti di proprietà del Comune;

   - introiti derivanti dalla vendita dei biglietti d'ingresso;

   - servizi resi dal Comune;

   nella  convenzione  è  specificato che al Museo  verrà  preposto
  dall'Amministrazione regionale un direttore con la  qualifica  di
  dirigente tecnico od equiparato che esplichi le funzioni  di  cui
  all'art.  17  della l.r. 7/11/1980, n. 116, in quanto compatibili
  con  le norme contenute nella legge regionale 15 maggio 2000,  n.
  10;

   la  convenzione prevede inoltre la costituzione di  un  comitato
  tecnico-scientifico  con  il  compito  di  esprimere  il  proprio
  parere,  non vincolante, sul programma annuale, sulle  iniziative
  culturali,  sugli scambi con altri istituti e sulle  acquisizioni
  di beni e collezioni;

   considerato che:

   tuttavia,  la nuova denominazione del Museo, alcune parti  della
  convenzione  e  i  compiti  previsti  per  il  comitato   tecnico
  scientifico  hanno generato un clima di forte conflittualità  tra
  alcuni  membri del comitato, il Sindaco e la direzione del  Museo
  che  rischia di procurare gravi danni all'immagine del Museo,  al
  suo  potenziamento sul territorio, alla efficace fruizione  delle
  preziose   collezioni   naturalistiche,   etno-antropologiche   e
  documentarie   conservate  al  suo   interno   e   di   proprietà
  dell'Amministrazione regionale;

   per sapere:

   quali    iniziative   intenda   intraprendere   per    riportare
  all'origine  la  denominazione del  Museo  di  Terrasini  ovvero,
  accogliendo i suggerimenti di un autorevole studioso della  nuova
  museologia,  quale  il prof. Giovanni Pinna, cambiarne  l'attuale
  denominazione  in   Museo  di Palazzo  D'Aumale,  di  tradizione,
  cultura e scienza della Sicilia ;

   quali   provvedimenti  intenda  adottare   in   relazione   alle
  eventuali modifiche della convenzione stipulata tra il Comune  di
  Terrasini e la Regione siciliana;

   quali  iniziative intenda prendere per consentire alla direzione
  del  Museo di operare senza intralci nell'adempimento del proprio
  incarico, nel rispetto delle funzioni ad essa attribuite.» (1524)

   Risposta.«   Con   l'interrogazione  numero   1524   l'onorevole
  Barbagallo ha chiesto di conoscere quali iniziative si  intendono
  intraprendere per modificare la denominazione del Museo regionale
  di  storia naturale e mostra permanente del carretto siciliano di
  Terrasini  e  quali  provvedimenti  si  intendono  adottare   per
  consentire alla Direzione del Museo di operare senza il clima  di
  conflittualità  che si è venuto a creare con  alcuni  membri  del
  comitato  tecnico-scientifico, il Sindaco  ed  il  Direttore  del
  Museo.
   La  denominazione del Museo di Terrasini in "Museo regionale  di
  storia naturale e mostra permanente del carretto siciliano" nasce
  a  seguito  dell'approvazione dell'art. 11, comma 1, della  Legge
  regionale n. 14 del 3 ottobre 2002 che nell'inserire il museo tra
  i  musei interdisciplinari della Sicilia, ne ha modificato  anche
  la denominazione.
   Il  Museo regionale di Terrasini, vista la rilevante presenza di
  collezioni  etno-antropologiche,  naturalistiche,  archeologiche,
  documentarie     e     bibliografiche,     riveste      carattere
  interdisciplinare, che nello spirito della legge regionale 17 del
  1991, viene salvaguardato con la denominazione che fa riferimento
  sia all'aspetto etno-antropolgico che a quello naturalistico.
   Nulla,  naturalmente, vieta, nella considerazione che  il  nuovo
  ruolo  educativo  che investe l'istituzione museale  in  generale
  porta alla riconsiderazione in senso sociale di tutte le funzioni
  del  museo,  da  quella scientifica a quella  conservativa,  alla
  vocazione  del museo verso la tutela di tutto ciò che costituisce
  il  patrimonio  culturale  di una comunità,  a  riconsiderare  la
  possibilità  che  vada  modificata anche la  denominazione  dello
  stesso  Museo. Tutto ciò, ovviamente attraverso l'unica procedura
  possibile e cioè con analoga norma di legge.
   Gli  aspetti tecnico-gestionali del Museo ed i rapporti  con  il
  Comune  di  Terrasini  a  seguito  della  convenzione  stipulata,
  rientrano tra le competenze della Direzione del Museo e dal quale
  non  risultano  che  siano  emerse particolari  problematiche  al
  riguardo.»

                                                 L'Assessore PAGANO

   SPEZIALE. - «All'Assessore per i beni culturali ed ambientali  e
  per  la  pubblica  istruzione, visto il  DDG  n.  7754  del  2001
  relativo  al  concorso per due posti di dirigente tecnico  fisico
  del ruolo tecnico Beni culturali;

   osservato  che appare anomalo il calcolo per l'individuazione  e
  quantificazione  dei posti in riserva in quanto,  mentre  su  100
  posti 50 sono correttamente riservati alle categorie svantaggiate
  o  tutelate  (come  nel caso del concorso per  dirigente  tecnico
  architetto),  così non è quando i posti sono inferiori  a  100  e
  vengono  introdotti criteri di calcolo che di fatto annullano  la
  riserva  del  50% per quei concorsi in cui i posti  da  assegnare
  sono solamente due;

   considerato  che le proteste suscitate da questa  anomalia,  che
  contraddice l'art. 1 del bando di cui sopra (il quale prevede una
  riserva  totale dei posti pari e non superiore al 50%), espongono
  l'Amministrazione regionale al rischio di ricorsi  e  conseguenti
  ritardi e intralci;

   rilevato  che lo stesso Ufficio della trasparenza amministrativa
  della  Presidenza  della Regione siciliana ha presentato  all'URP
  dell'Assessorato  regionale dei beni culturali  ed  ambientali  e
  della  pubblica istruzione una richiesta di chiarimenti in merito
  a  esposti-diffida,  già  pervenuti, sulla  mancata  applicazione
  delle riserve;

   preso   nota   del   fatto  che  a  tali  esposti   gli   uffici
  dell'Assessorato  hanno risposto eludendo  la  domanda  circa  la
  ragione per la quale non si applica, di fatto, la riserva del 50%
  dei posti;

   per sapere se intenda emanare un decreto nel quale si evinca  in
  maniera   incontrovertibile l'assegnazione  totale  del  50%  dei
  posti  messi a concorso, come peraltro previsto dall'art.  1  del
  bando di concorso.» (1548)

   Risposta.«   Con   l'interrogazione  numero   1548   l'onorevole
  Speziale  ha  chiesto  notizie  sull'assegnazione  dei  posti  in
  riserva nel concorso a due posti di dirigente tecnico fisico  del
  ruolo tecnico dei beni culturali.
   Al  riguardo si rappresenta che l'art. 1 del bando del  concorso
  per titoli a n. 2 posti di Dirigente Tecnico Fisico del ruolo dei
  beni  culturali prevede, sui posti messi a concorso, le  seguenti
  riserve:
   il  20%  per i militari delle tre forze armate, congedati  senza
  demerito dalla ferma triennale o quinquennale;
   il  5%  per  i  soggetti portatori di handicap, sempre  che  gli
  stessi siano in possesso dei requisiti prescritti;
   il   5%   per   il   personale  dipendente  dell'Amministrazione
  regionale;
   il  2%  per gli ufficiali che terminano senza demerito la  ferma
  biennale;
   una  quota  del  50% dei posti messi a concorso è  riservata  ai
  soggetti indicati dall'art. 6, comma 1, della legge regionale  n.
  8/99.
   I  posti da attribuire a ciascuna riserva vanno calcolati  sulla
  scorta  delle  quote  percentuali definite  come  precedentemente
  esposto  e  tenuto conto - secondo quanto disposto  dallo  stesso
  art,  1, 3  comma del bando - che ai sensi dell'ad. 5 del  D.P.R.
  n.  3/57, le riserve non possono complessivamente superare, nella
  loro  applicazione, la metà dei posti messi a concorso e  che  in
  relazione  a  tale  limite,  le stesse  si  applicano  fino  alla
  concorrenza   di  detta  percentuale,  prevedendo   dunque,   una
  riduzione  proporzionale  dei  posti  da  riservare  a   ciascuna
  categoria di aventi diritto a riserva, fino alla concorrenza  del
  limite del 50% dei posti che nel caso specifico é pari a 1.
   Nella  fattispecie,  essendo i posti messi a concorso  solamente
  due,  qualunque applicazione di una delle percentuali di  riserva
  previste  dalla  normativa vigente non consente  di  ottenere  un
  numero  uguale  o  superiore a uno rendendo di fatto  impossibile
  l'attribuzione di posti ad una delle riserve previste per legge.
   Nessuna  norma è stata, pertanto, elusa o disapplicata  ancorché
  il  previsto limite del 50% dei posti da attribuire ad  eventuali
  riservatari rimane di fatto non operante.»

                                                 L'Assessore PAGANO

   MICCICHE'.  - «All'Assessore per i beni culturali ed  ambientali
  e  per  la  pubblica istruzione, premesso che si è appreso  dalla
  stampa isolana dello svolgimento di una conferenza stampa, tenuta
  dall'onorevole  Fabio Granata, assessore per i beni  culturali  e
  ambientali, in data 20/2/2004;
   considerato  che la predetta conferenza stampa  è  stata  tenuta
  congiuntamente  con  i  responsabili di un non  meglio  precisato
  circuito teatrale regionale siciliano;

   appreso   che  viene  concesso  il  patrocinio  dell'Assessorato
  regionale  dei  beni  culturali e  ambientali  e  della  pubblica
  istruzione  alle iniziative annunciate nella predetta  conferenza
  stampa;

   considerato  che  in  Sicilia esiste ed opera  già  un  circuito
  teatrale  regionale siciliano riconosciuto e  finanziato  per  il
  triennio 2003-2005 dal Ministero per i beni culturali;

   per sapere:

   in  che misura ed in che termini venga concesso il patrocinio  e
  quale  sia  il  criterio  di valutazione  per  l'attribuzione  di
  eventuali fondi ad un progetto nuovo;

   quali  siano gli eventuali contributi e sostegni a vario  titolo
  concessi ai promotori dell'iniziativa;

   da  quale  capitolo di bilancio vengano prelevati gli  eventuali
  contributi;

   come  mai  venga  promosso un secondo circuito teatrale,  attesa
  l'esistenza  nel territorio di un avviato circuito teatro-Regione
  Sicilia  con al proprio attivo un'intensa attività e presenza  in
  tutte le nove province;

   se  gli spettacoli prevedano il pagamento di un biglietto ovvero
  se gli stessi vengano offerti gratuitamente al pubblico;

   se  l'iniziativa patrocinata dall'Assessore in indirizzo preveda
  ulteriori sostegni da parte di enti pubblici.» (1561)

   Risposta.«   Con   l'interrogazione  numero   1561   l'onorevole
  Miccichè  ha chiesto di conoscere una serie di notizie circa  gli
  eventuali  contributi  concessi nell'anno  2004  ad  un  circuito
  teatrale   diverso  da  quello  già  esistente   nel   territorio
  regionale.
   Premesso   che   il   sottoscritto   ha   ricevuto   la   delega
  all'Assessorato dei Beni culturali, con decorrenza 1    settembre
  2004,   verificati  gli  atti  di  archivio  presso  gli   Uffici
  dell'Assessorato,  si è riscontrato che nell'anno  2004  è  stata
  finanziata una iniziativa direttamente promossa relativamente  ad
  una   stagione   unitaria  dei  Teatri  del  circuito   regionale
  siciliano, con un finanziamento complessivo di   180.000 a valere
  sul capitolo 376528 del bilancio della Regione.
   Tale  iniziativa comprendeva la realizzazione di sei  spettacoli
  e  mostre di almeno quattro repliche per ciascun spettacolo ed  è
  stato  portato  avanti  in favore e per il  rilancio  dei  Teatri
  minori dell'isola che frattanto venivano restaurati e aperti alla
  pubblica   fruizione  quali  il  Teatro  Regina   Margherita   di
  Recalmuto,  Lercara, Licata, Alcamo, Santo Stefano  di  Calastra,
  Scicli,  Noto, Modica, Siracusa, Vittoria, Caltagirone e  Palazzo
  Riso di Palermo.
   La  manifestazione  è  stata realizzata  in  collaborazione  con
  l'ANCI  Sicilia,  la Fondazione del Teatro Regina  Margherita  di
  Racalmuto  e  l'Associazione  Teatri  Aperti  di  Palermo  ed  il
  progetto  è stato promosso dall'Ufficio Speciale dell'Assessorato
  dei beni culturali.

   Gli  spettacoli sono stati regolarmente realizzati e come  spese
  aggiuntive  non prevedevano compensi ai promotori dell'iniziativa
  né l'emissione di biglietti a carico del pubblico».

                                                 L'Assessore PAGANO

   RAITI.  -  «Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per  i
  beni  culturali  ed  ambientali e  per  la  pubblica  istruzione,
  premesso che:

   nel  mese  di  giugno 2002 l'Unesco ha riconosciuto  il  barocco
  della  Sicilia  orientale quale patrimonio dell'umanità  che,  in
  quanto tale, deve essere tutelato;

   tale  riconoscimento impegna i comuni interessati in un progetto
  di  conservazione,  restauro e valorizzazione dei  propri  tesori
  architettonici;

   la  città  di  Catania  ha ottenuto questo  riconoscimento  dopo
  molti anni di attesa;

   tra  i  gioielli  che annovera la città sono da  sottolineare  i
  palazzi  e  le  chiese di via Crociferi, strada  che  risulta  da
  troppo  tempo  abbandonata a se stessa, come  testimoniato  dalle
  proteste  sottoscritte  dai  residenti,  gestori  di  alberghi  e
  commercianti;

   nonostante  le  transenne poste a salvaguardia,  non  esiste  un
  controllo specifico del territorio soprattutto nelle ore notturne
  durante  le quali i muri dei palazzi e delle chiese sono  oggetto
  di atti di vandalismo;

   per  sapere  quali provvedimenti urgenti intendano  adottare  al
  fine  di  evitare  che  lo scempio diventi  inarrestabile  e  per
  tutelare  l'integrità e la conservazione dei tesori  del  barocco
  sotto l'egida dell'Unesco. (1578)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  «Con  l'interrogazione numero 1578 l'onorevole  Raiti
  ha chiesto di conoscere quali provvedimenti si intendano adottare
  per  tutelare l'integrità e la conservazione dei palazzi e  delle
  chiese  di  Via  Crociferi a Catania con particolare  riferimento
  alla tutela dei muri che sono oggetto di atti di vandalismo.
   La  Soprintendenza per i Beni Culturali di Catania ha più  volte
  segnalato  alle autorità competenti, gli atti vandalici  avvenuti
  lungo i prospetti dei palazzi e delle chiese insistenti sulla via
  Crociferi,  di proprietà di privati, Enti, Istituzioni religiose,
  causati  principalmente da imbrattamenti a mezzo di vernici,  per
  la quale si richiedeva un più efficace controllo specie nelle ore
  notturne.
   La  stessa  Soprintendenza  ha  provveduto,  con  un  intervento
  d'urgenza, a rimuovere le scritte sul prospetto della  chiesa  di
  S. Francesco Borgia, di proprietà del demanio regionale.
   Sull'argomento   è  stata  interessata  anche  l'Amministrazione
  comunale  alla  quale  è  stato  chiesto  di  dotarsi  per   tale
  importante  bene,  di un apparato di video-controllo,  che  possa
  servire  sia  da  deterrente  che  per  risalire  agli  eventuali
  danneggiatori.»

                                                 L'Assessore PAGANO

   RAITI.  -  «Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per  i
  beni  culturali ed ambientali e la pubblica istruzione,  premesso
  che:

   con  legge regionale n. 9 del 2002, art. 18, è stata prevista  a
  Palermo  l'istituzione  del  Museo  regionale  d'arte  moderna  e
  contemporanea  con  il  compito  di  raccogliere,  conservare  ed
  esporre le testimonianze materiali della cultura visiva moderna e
  contemporanea,    favorire    la   ricerca,    nonché    svolgere
  manifestazioni  ed  attività  connesse,  mentre  nel  comune   di
  Linguaglossa (CT) è stata prevista l'istituzione di  una  sezione
  del medesimo Museo intitolato a  Francesco Messina ;

   a  seguito  dell'evento  calamitoso dell'ottobre  2002,  che  ha
  distrutto  la  stazione sciistica e di partenza delle  escursioni
  estive,  la  popolazione del comune di Linguaglossa è  fortemente
  provata  e  lo  sviluppo socioeconomico ha  subito  un  ulteriore
  rallentamento portandosi a livelli di stato pre-comatoso;

   ritenuto  che l'apertura del Museo rappresenterebbe  per  quella
  realtà  uno  strumento di rilancio dell'economia  turistica  dopo
  l'emergenza Etna;

   considerata  l'importanza della vita e delle opere di  Francesco
  Messina,    che   meritano   di   essere   ricordate   attraverso
  un'esposizione permanente nel suo paese di nascita;

   per  sapere a che punto sia la realizzazione del Museo regionale
  d'arte  moderna e contemporanea-sezione  Francesco  Messina   nel
  comune di Linguaglossa.» (1588)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  «Con  l'interrogazione numero 1588 l'onorevole  Raiti
  ha  chiesto  di  conoscere a che punto sia la  realizzazione  del
  Museo   regionale   d'arte   moderna  e  contemporanea,   sezione
  "Francesco Messina" di Linguaglossa.
   Il  quinto  comma  dell'art. 18 della legge regionale  9  agosto
  2002,  n.  9,  ha  autorizzato  l'Assessore  Regionale  ai   Beni
  Culturali  ed  ambientali  ad istituire  una  sezione  del  Museo
  regionale di Arte Moderna e Contemporanea intitolata a "Francesco
  Messina" nel Comune di Linguaglossa.
   Istituito  dal primo comma del medesimo articolo, ma non  ancora
  autonomo,  il  Museo regionale di Arte Moderna e Contemporanea  a
  Palermo, ha il compito di raccogliere, conservare, valorizzare ed
  esporre le testimonianze materiali della cultura visiva moderna e
  contemporanea,    favorire    la   ricerca,    nonché    svolgere
  manifestazioni ed attività connesse.
   Con  deliberazione  n. 72 del 25.2.2005 la Giunta  Regionale  ha
  condiviso  la  proposta  di  istituire,  presso  il  Dipartimento
  regionale  dei  Beni  Culturali e Ambientali  il  servizio  Museo
  regionale di Arte Moderna e Contemporanea.
   Dopo   la  nomina  del  Direttore,  l'assegnazione  della   sede
  espositiva identificata nell'immobile denominato "Palazzo  Riso",
  la  concessione in uso di alcuni locali presso Palazzotto Agnello
  da  utilizzare quale sede amministrativa e l'assegnazione  di  un
  primo  gruppo di personale, compreso quello di custodia,  si  sta
  procedendo  ai lavori per la messa in opera delle sale espositive
  e   agli  acquisti  per  l'organizzazione  logistica  della  sede
  amministrativa.
   Contemporaneamente,  oltre  alla  predisposizione  di  un  primo
  programma  di acquisti, condiviso dal Comitato Guida  per  l'Arte
  Contemporanea e per il quale è già stata stanziata una somma  per
  la  definizione degli acquisti, si è proceduto alla  ricognizione
  delle  opere  d'arte moderne presenti nei musei  e  negli  uffici
  regionali siciliani.
   L'attivazione della sede staccata di Linguaglossa presuppone  il
  medesimo percorso utilizzato per la sede di Palermo e riguardante
  principalmente  la  ricerca  di  locali,  acquisizione  beni   da
  esporre,  individuazione  del  personale  da  destinare  a   tale
  attività.
   La  stessa  Soprintendenza  di Catania  ha  comunicato  che  non
  risultano  agli  atti  della  stessa  beni  che  possono   essere
  utilizzati per il Museo in argomento.
   L'apertura  della  sede staccata di Linguaglossa,  potrà  essere
  presa  in  considerazione  subito dopo avere  definito  tutte  le
  attività previste per rendere operativa la sede di Palermo  e  ad
  opera della stessa Dirigenza presente nella medesima struttura.»

                                                 L'Assessore PAGANO

   ZAGO. - «All'Assessore per i beni culturali ed ambientali e  per
  la   pubblica   istruzione,   visto   lo   stato   di   abbandono
  particolarmente  grave,  sia  all'esterno  che  all'interno,  del
  Castello Aragonese di Comiso, tale da prefigurare seri rischi  di
  crollo sia del tetto che della torre;

   per sapere:

   quali  interventi intenda porre in essere, in  raccordo  con  la
  Sovrintendenza, per il completo recupero e restauro  di  un  così
  rilevante segno dell'identità storica di Comiso;

   se  non  intenda  avviare l'elaborazione progettuale  necessaria
  almeno  al  recupero  strutturale e la  messa  in  sicurezza  del
  castello.» (1597)

   Risposta.« Con l'interrogazione numero 1597 l'onorevole Zago  ha
  chiesto  di  conoscere  quali interventi si  intendono  porre  in
  essere  per  il completo recupero, restauro e messa in  sicurezza
  del Castello Aragonese di Comiso.
   Al   riguardo  si  rappresenta  che  il  Castello   di   Comiso,
  assoggettato a tutela fin dal 1967 ai sensi della Legge 1089/1939
  ad  opera  dell'allora competente Soprintendenza ai Monumenti  di
  Catania,   è  ancora  di  proprietà  privata  e  in  uso,   quale
  abitazione,  da  parte  del proprietario; e  ciò  nonostante  che
  l'amministrazione   comunale  abbia   ripetutamente   manifestato
  l'intenzione di procedere all'acquisto o all'esproprio.
   Nei   confronti   della  stessa  Amministrazione   comunale   la
  Soprintendenza è intervenuta al fine di accertare la titolarità e
  responsabilità di un intervento non autorizzato, di installazione
  di una centralina del metano a ridosso del monumento.
   La  Soprintendenza di Ragusa ha effettuato, in  data  14  maggio
  2004,  un sopralluogo per verificare lo stato dell'immobile dalla
  quale  è  emerso  che  l'immobile  necessita  preventivamente  di
  urgenti interventi per assicurare la staticità dell'immobile.
   La  proprietà dell'immobile ha, pertanto, presentato un progetto
  ai  sensi  della  legge  433/91 che prevede prioritariamente  una
  serie   di  interventi  necessari  per  assicurare  l'adeguamento
  statico  dell'immobile e sui cui si è espressa favorevolmente  la
  Soprintendenza ai Beni culturali di Ragusa.»

                                                 L'Assessore PAGANO

   VILLARI  - SPEZIALE - GIANNOPOLO. - «Al Presidente della Regione
  e  all'Assessore  per  i beni culturali ed ambientali  e  per  la
  pubblica istruzione, premesso che:

   il  Teatro Massimo Bellini di Catania sin dal 1950 ha  una  sede
  stabile,  mantiene  complessi artistici  e  tecnici  stabili,  ha
  svolto  una  programmazione  annuale  ininterrotta  negli  ultimi
  quaranta  anni,  ha un vasto bacino di utenza,  effettua  tournée
  all'estero  e  le  sue  produzioni artistiche  sono  di  indubbia
  qualità;

   il  Teatro  attualmente vive una delicata fase legata  alla  non
  facile  trasformazione  in Fondazione con connotazione  giuridica
  regionale;

   l'attenzione  del Governo nazionale continua a rivolgersi  verso
  altre  realtà,  come  dimostra la recente legge  n.  310  dell'11
  novembre  2003,  con la quale è stata costituita  la   Fondazione
  liricosinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari ;

   tale  nuova  Fondazione  potrà  essere  annoverata  tra  le   14
  fondazioni  italiane titolari di budget di oltre  30  milioni  di
  euro, indipendentemente dall'intervento economico dei privati;

   ritenuto  che  il Teatro Massimo Bellini abbia  già  subìto  nel
  passato   ingiuste   penalizzazioni;  tra  queste,   la   mancata
  inclusione  tra gli Enti lirici statali come individuati  con  la
  legge n. 800 del 1967;

   preso atto che:

   in  tempi  recenti le rappresentanze sindacali hanno sollecitato
  la  classe politica catanese a intraprendere una forte iniziativa
  politica  in  direzione di un opportuno e concreto riconoscimento
  giuridico  oltre  che  morale per una delle  massime  istituzioni
  culturali  della  città di Catania, il cui prestigio  ha  varcato
  anche i confini nazionali;

   ribadita  la necessità di un riconoscimento di livello nazionale
  che  assicuri un'adeguata contribuzione statale e  garantisca  la
  realizzazione di produzioni e la gestione di stagioni di  elevata
  qualità  e  di respiro internazionale, in linea con la tradizione
  del Teatro;

   per  sapere  se  non  ritengano necessario sostenere  presso  il
  Governo  nazionale la richiesta di inserimento del Teatro Massimo
  Bellini  di  Catania  tra  le  fondazioni  liriche  di  rilevanza
  nazionale.» (1667)

       (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.«Con  l'interrogazione numero 1667 l'onorevole  Villari
  ha  chiesto di conoscere se i destinatari dell'interrogazione non
  ritengano  di  potere  sostenere presso il Governo  nazionale  la
  richiesta  di inserimento del teatro Massimo Bellini  di  Catania
  tra le fondazioni liriche di rilevanza nazionale.
   II  Teatro Massimo Bellini di Catania possiede tutti i requisiti
  per  essere  inserito  con legge tra le Fondazioni  di  carattere
  nazionale così come avvenuto per il Teatro di Bari.
   Infatti  possiede  una  sede stabile, un'orchestra,  un  coro  e
  tecnici in pianta organica con rapporto a tempo indeterminato, un
  bacino di utenza esteso ad almeno tre province, un'attività
   annuale   ininterrotta  con  stagioni  liriche   e   sinfoniche-
  concertistiche,     attività     all'estero     e      produzioni
  artistiche.originali  ed  i  bilanci del  Teatro  non  presentano
  passività.
   Non   risultano,  pertanto,  elementi  che  possano   precludere
  proposte  per annoverare il Teatro tra le Fondazioni  di  livello
  nazionale.»

                                                 L'Assessore PAGANO

   ODDO. - «All'Assessore per i beni culturali ed ambientali e  per
  la  pubblica  istruzione  e  all'Assessore  per  il  turismo,  le
  comunicazioni e i trasporti, premesso che:

   il  Servizio dei beni archeologici della Soprintendenza ai  beni
  culturali di Trapani è impegnato in una serie di opere  di  scavi
  archeologici e di valorizzazione ai fini culturali e turistici in
  diversi siti del territorio provinciale;

   il  Servizio dei beni archeologici sta lavorando ad un  progetto
  che  si  sta definendo nell'area di tredici grotte che si trovano
  nei  comuni di Custonaci, San Vito Lo Capo, Erice e Favignana che
  rappresentano  una  testimonianza unica  dei  primi  abitanti  di
  quella parte dell'Isola;

   nelle  grotte, considerate a sistema, saranno allestiti percorsi
  didattici  ed aree di sosta con la sentieristica e con una  nuova
  pannellistica  che  spiegherà le principali valenze  storiche  ed
  archeologiche  dei  siti che riguardano il  periodo  che  va  dal
  12.000 al 5.000 A.C.;

   il  sistema  delle grotte non rappresenta soltanto  un  percorso
  archeologico  e  scientifico ma anche  un'occasione  di  sviluppo
  turistico  delle  aree interessate dagli interventi  dei  tecnici
  della Soprintendenza ai beni culturali;

   per   sapere   quali  iniziative  intendano  intraprendere   per
  inserire  il sistema delle grotte della provincia di  Trapani  in
  uno  dei  circuiti culturali e turistici della Regione siciliana,
  attraverso adeguate opere di valorizzazione anche con il supporto
  di cooperative e piccole imprese del settore.» (1679)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.« Con l'interrogazione numero 1679 l'onorevole Oddo  ha
  chiesto  di conoscere quali iniziative si intendano intraprendere
  per  inserire il sistema delle grotte della provincia di  Trapani
  in   uno   dei  circuiti  culturali  e  turistici  della  Regione
  siciliana, attraverso adeguate opere di valorizzazione anche  con
  il supporto di cooperative e piccole imprese del settore.
   In  ordine  all'argomento si rappresenta che  la  Soprintendenza
  dei   Beni  Culturali  di  Trapani  ha  attivato  una  serie   di
  interventi,  nell'ambito  del  POR Sicilia  2000-2006,  Asse  II,
  misura  2.01  - azione B, mirati alla valorizzazione e  fruizione
  del  sistema di grotte presente nei comuni di Custonaci, San Vito
  lo  Capo,  Erice e Favignana. Si tratta di progetti  che  possono
  essere considerati tra i più qualificanti nell'ambito dell'intero
  parco  progetti  che  la  Soprintendenza di  Trapani  ha  portato
  avanti.
   In  particolare, con riferimento allo stato dei  lavori,  si  fa
  presente  che in 10 siti, su un totale di 13, i lavori  di  scavo
  sono già stati ultimati e più precisamente in: Grotta Crocefisso,
  Grotta  Berciata,  Grotta Racchio, Grotta dell'Uzzo,  Grotta  dei
  Cavalli,  Grotta Cala Mancina, Grotta Martogna, Grotta  Emiliana,
  Grotta Scurati e Grotta d'Oriente.
   Nella Grotta del Genovese a Levanzo i lavori sono in corso ed  i
  restanti  due  progetti, quello di Grotta di  Cala  Tramontana  e
  Grotta Ucciria stanno per essere avviati.
   L'importo complessivo per i lavori ammonta a circa 600.000   uro
  e  prevedono lo scavo archeologico stratigrafico, la sistemazione
  dei sentieri di accesso alle grotte e la pannellistica.
   Per   tutti   i   progetti  si  deve  ancora   provvedere   alla
  realizzazione e alla redazione dei pannelli illustrativi relativi
  alle  grotte, al fine di fornire a visitatori e turisti  adeguati
  supporti culturali e didattici.
   Successivamente  all'esecuzione  dei  lavori,  potranno   essere
  sperimentate formule di collaborazione con cooperative e  piccole
  imprese  del settore turistico e culturale, di concerto  con  gli
  enti locali, nelle forme previste dalla legge, per un inserimento
  del  "sistema  grotte"  della Provincia di Trapani  nel  circuito
  culturale e turistico della Regione siciliana.»

                                                 L'Assessore PAGANO

   ODDO. - «All'Assessore per i beni culturali ed ambientali e  per
  la pubblica istruzione, premesso che:

   nel  territorio  comunale di Custonaci (TP),  all'interno  della
  Riserva   Orientata  di  Monte  Cofano,  si   trova   una   torre
  cinquecentesca  realizzata dal Camillani, che  veniva  utilizzata
  come vedetta contro le incursioni barbariche;

   nel  periodo  1999  -  2000  sono stati  conclusi  i  lavori  di
  restauro  della  torre,  ma  con  risultati  poco  soddisfacenti;
  infatti,  a  distanza di quattro anni dagli interventi,  essa  si
  presenta in uno stato di totale degrado, con porte e vetri  rotti
  e mattoni divelti in più punti;

   la  torre  non ha una destinazione d'uso che possa invertire  la
  tendenza  negativa che sta portando un bene culturale  di  grande
  valore  verso  un'ulteriore  fase di decadimento,  nell'abbandono
  assoluto  da  parte    delle    istituzioni    preposte      alla
  sorveglianza, alla tutela ed al ripristino dei luoghi;

   la  situazione di degrado e di abbandono riguarda anche la torre
  dell'Impiso in contrada Uzzo del territorio dì San Vito Lo  Capo,
  sita a poca distanza dal villaggio turistico di Calampiso;

   anche  nel  caso della torre dell'Impiso si tratta  di  un'opera
  del Camillani risalente al '500, sotto la dominazione di Carlo X,
  utilizzata  per l'avvistamento delle navi straniere e dei  nemici
  che arrivavano dal mare;

   per  sapere quali iniziative intenda intraprendere per  definire
  un  piano  di  recupero e di destinazione di quel  patrimonio  da
  affidare  alla Soprintendenza ai beni culturali o ad un consorzio
  con  la  stessa  Soprintendenza, o  all'Ispettorato  forestale  o
  ancora   ai  comuni  interessati  per  un'attività  di  ulteriore
  recupero  e  di possibile destinazione d'uso delle  due  torri  a
  supporto del Sistema delle Grotte.» (1687)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  «  Con l'interrogazione numero 1687 l'onorevole  Oddo
  ha  chiesto  di sapere quali iniziative intenda intraprendere  il
  Governo  della  Regione per definire un piano di  recupero  e  di
  destinazione   delle  due  torri  cinquecentesche  presenti   nel
  territorio comunale di Custonaci e di San Vito Lo Capo.
   La  Soprintendenza ai Beni culturali del comune  di  Trapani  ha
  provveduto ad effettuare due sopralluoghi per verificare lo stato
  delle due torri.
   La  torre  San  Giovanni  di  Cofano  ricadente  nel  Comune  di
  Custonaci  è  stata oggetto di restauro i cui lavori  sono  stati
  ultimati   in   data  25  maggio  1996  e  sono  consistiti   nel
  consolidamento delle murature di pietrame informe e dei cantonali
  a  faccia  vista tramite iniezioni di cemento a bassa  pressione,
  rifacimento  delle  pavimentazioni,  collocazione  di  infissi  e
  sistemazione esterna dei sentieri d'accesso.
   Il  sopralluogo  effettuato in data 13  ottobre  2005  ha  fatto
  rilevare  che  la torre si trova in buone condizioni  strutturali
  mentre   risultano  quasi  totalmente  deteriorati  gli  intonaci
  esterni, dovuto agli agenti atmosferici e alla vicinanza al mare.
  Gli  infissi esterni sono in parte divelti e danneggiati da  atti
  di  vandalismo,  di conseguenza gli intonaci interni  versano  in
  pessimo  stato  di conservazione. In data 13 settembre  1999,  la
  Torre  appartenente al Demanio della Regione Siciliana,  è  stata
  data in consegna all'Ispettorato ripartimentale delle foreste  di
  Trapani.
   Per  quanto  concerne la Torre dell'Impiso ricadente nel  Comune
  di  San  Vito  Lo Capo, anch'essa è stata oggetto  di  lavori  di
  restauro  ultimati  in  data  31/05/1998  e  sono  consistiti  in
  consolidamento   della  muratura  in  pietra  calcarea   mediante
  ricostruzione  delle parti ammalorate e successiva listatura  con
  malta  di  calce,  chiusura delle lesioni con mattoni  in  pieni,
  rifacimento  degli intonaci, rifacimento della  pavimentazione  e
  collocazione degli infissi.
   Dal  sopralluogo éffettuato in data 10 ottobre 2005 si è  potuto
  constatare  che  la  torre si trova in buone condizioni  sia  dal
  punto  di vista strutturale che delle rifiniture ad eccezione  di
  piccole   porzioni  del  paramento  murario   che   presenta   un
  deterioramento della listatura di malta e calce dovuto all'azione
  degli agenti atmosferici.
   La  torre risulta inserita tra i beni del demanio pubblico della
  Regione siciliana, ramo storico artistico.
   Alla    luce    di    quanto    esposto    e    del    contenuto
  dell'interrogazione, fermo restando che per  quanto  riguarda  la
  Torre  di  Cofano  ricadente  nel  comune  di  Custonaci  occorre
  investire   l'Ispettorato  Ripartimentale   delle   Foreste   cui
  l'immobile  è  stato  dato in uso in data 13 settembre  1999  per
  conoscere l'uso che intende farne, per quanto riguarda  la  Torre
  dell'Impiso,  la  Soprintendenza ai  Beni  culturali  di  Trapani
  valuterà  la  possibilità di concedere ad  altre  Amministrazioni
  l'uso  delle  torre  considerate le difficoltà  di  gestione  cui
  andrebbe  incontro  per  mancanza  di  personale  e  di   risorse
  finanziarie.»

                                                 L'Assessore PAGANO

   GIANNOPOLO. - «All'Assessore per i beni culturali ed  ambientali
  e per la pubblica istruzione, premesso che:

   è  stato  finanziato  da  codesto Assessorato,  a  valere  sulla
  misura del POR Sicilia 2000-2006 Asse 2 misura 2.02 Azione DI, un
  progetto   per   l'importo   di  666.229   euro   inerente   alla
  realizzazione di una mostra dal titolo  Gli Alliata.  Una  grande
  famiglia d'Europa  presentato dal Comune di Bagheria;

   il  progetto  originario della mostra, sulla base del  quale  fu
  accordato  il  finanziamento, curato dalla Direttrice  del  Museo
  civico  di  Bagheria  con  l'apporto di  qualificate  consulenze,
  prevedeva un piano di lavoro e di organizzazione ben definito;

   in  data  26 marzo 2003, presso l'Assessorato dei beni culturali
  ed  ambientali  e  della pubblica istruzione  è  stata  raggiunta
  un'intesa  tra  il  Comune di Bagheria ed i rappresentanti  della
  famiglia  Alliata,  secondo  la quale l'intero  progetto  sarebbe
  stato  modificato. In particolare sarebbero stati  ridefiniti  il
  piano  organizzativo  ed  il piano delle  consulenze.  La  stessa
  intesa  prevedeva  inoltre  gli interventi  da  effettuare  sugli
  immobili nonché il piano pubblicitario;

   a  seguito  della rimodulazione del progetto è stato attribuito,
  su  indicazione  della  società denominata  Syremont ,  un  ruolo
  centrale   nell'organizzazione  della   mostra   all'associazione
  Panaria  Film  che dovrebbe fornire servizi e consulenze  per  un
  importo  di  circa 384.000 euro (oltre 730 milioni delle  vecchie
  lire),  pari  oltre alla metà dell'importo progettuale;  è  stata
  altresì cambiata la natura del progetto stesso che, così, anziché
  essere  quello  di  una mostra, diviene un  piano  di  interventi
  strutturali  sui luoghi delle esposizioni e vengono eliminate  le
  procedure   di   evidenza  pubblica  per   l'attribuzione   delle
  forniture;

   il  piano finanziario della mostra prevede inoltre che il 50 per
  cento   degli   introiti  della  vendita   dei   biglietti   vada
  all'associazione  Panaria Film  ed il 50 per cento al  Comune  di
  Bagheria;

   considerato  che  l'associazione  Panaria Film ,  incaricata  di
  eseguire  d'intesa  con  la  Syremont  S.p.A.   la  mostra  sulla
  famiglia  Alliata,  risulterebbe essere  intestata  a  due  degli
  esponenti della stessa famiglia: Francesco e Vicky Alliata;

   per sapere:

   quale  motivo  abbia  indotto  l'Assessorato  Beni  culturali  a
  condividere  la  modifica-stravolgimento del progetto  di  mostra
  sulla  famiglia  Alliata, presentato dal  Comune  di  Bagheria  e
  finanziato  con  i fondi del POR 2000/2006, atteso  che,  con  la
  rimodulazione   del   progetto,   vengono   messe    a    rischio
  l'attendibilità scientifica e la qualità della mostra  nonostante
   l'affare    preveda  la  cooptazione  dell'illustre   professore
  Tangheroni;

   se  sia  stata  accertata  la professionalità  e  l'affidabilità
  tecnica  e finanziaria dell'associazione  Panaria Film , e  quali
  siano gli effettivi know now e curriculum della medesima società;

   quali  siano le eventuali cointeressenze di singoli membri della
  famiglia  Alliata nell'associazione  Panaria Film  incaricata  di
  organizzare la mostra;

   se,  qualora fossero accertate le cointeressenze di  cui  sopra,
  non   ritenga   opportuno  diffidare  il   Comune   di   Bagheria
  dall'attribuire  all'associazione  Panaria Film  l'organizzazione
  dell'evento   anche  allo  scopo  di  evitare  che  una   mostra,
  condivisibile  e  condivisa, sulla Famiglia Alliata  finisca  col
  diventare una mostra di Francesco e Vicky Alliata per Francesco e
  Vicky Alliata;

   se   non  ritenga  opportuno  diffidare  altresì  il  Comune  di
  Bagheria  dall'attribuire forniture e servizi per la  mostra  con
  procedure di affidamento diretto e non con procedure di  evidenza
  pubblica,   così  come  esplicitamente  previsto   dal   progetto
  originario;

   se  siano  stati  accertati  la titolarità,  i  requisiti  e  la
  professionalità  della  Syremont  s.p.a.  dei  quali,   in   caso
  affermativo,  si chiede di conoscere il contenuto,  e  si  chiede
  altresì  di  sapere  le  ragioni per le quali  l'affidamento  con
  trattativa   privata  alla   Panaria  Film   e  alla   cosiddetta
   Famiglia  Alliata  contempli la clausola imperativa che  costoro
  debbano avvalersi della citata  Syremont .» (1689)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.«   Con   l'interrogazione  numero   1689   l'onorevole
  Giannopolo ha chiesto notizie dettagliate in merito alla modifica
  del  progetto  relativo alla realizzazione di  una  mostra  sulla
  famiglia Alliata.
   Sull'argomento   occorre   seguire   l'iter   cronologico    del
  procedimento  amministrativo  a  tutt'oggi  non  definito  ed  in
  particolare:
   il  progetto nell'anno 2002, elaborato e presentato  dal  Comune
  di  Bagheria, è stato inserito nel programma di finanziamento del
  POR Sicilia 2000-2006 all'interno della misura 2.02 - azione D;
   in   data  6  marzo  2003,  in  sede  di  una  riunione   presso
  l'Assessorato   dei  Beni  culturali,  Francesco   Alliata,   che
  lamentava un coinvolgimento diretto, presentava un proprio schema
  di  progetto  che  teneva  conto  dell'uso  di  spazi  espositivi
  all'interno   di  Villa  Valguarnera;  in  quella  occasione   il
  Direttore del Museo di Villa Cattolica, curatore del progetto  da
  allestire  nella sede museale, faceva presente che l'utilizzo  di
  Villa  Valguarnera comportava problemi in ordine sia a lavori  di
  manutenzione  e  di  adeguamento alle norme  di  sicurezza  degli
  impianti  necessari, sia all'utilizzo stesso degli spazi  per  la
  necessità  di  richiedere l'autorizzazione a tutti i  proprietari
  dell'immobile,   ed   in   particolare  alle   sorelle   Correale
  proprietarie della parte più rilevante dell'immobile;
   con  nota  del 19 marzo 1993, inviata al Sindaco del  comune  di
  Bagheria, il Dipartimento dei Beni Culturali puntualizzava che il
  progetto  inserito in programma era stato positivamente  valutato
  dalla  Commissione  anche  in  quanto  la  mostra  sarebbe  stata
  collocata   nei   locali  di  Villa  Cattolica,   che   garantiva
  disponibilità  ed  accessibilità  dell'immobile  richieste  dalla
  normativa  vigente;  se il comune di Bagheria  avesse  deciso  di
  apportare   variazioni,  che  non  comportassero   stravolgimenti
  rispetto  all'impianto  originario del progetto,  avrebbe  potuto
  predisporre  ulteriori  elaborati tecnici ed  amministrativi  nel
  rispetto,  comunque,  della normativa in materia  di  appalti  di
  forniture di beni e servizi e alle spese ammissibili, stante  che
  le  iniziative previste nella misura non contemplavano interventi
  infrastrutturali anche se riguardanti la semplice manutenzione;
   il  comune  di Bagheria in data 06 aprile 2004, dopo  solleciti,
  chiedeva   l'autorizzazione  alla  variante  del   progetto   che
  prevedeva  l'apertura  al  pubblico  della  Villa  Valguarnera  e
  l'allargamento della sezione storica della mostra.
   Il Dipartimento regionale formulava una serie di osservazioni  e
  invitava il Comune a riformulare il progetto;
   In  data  14 maggio 2004 uno dei componenti la famiglia Alliata,
  scriveva  al  Presidente  della Regione, all'Assessore  dei  Beni
  Culturali,  al  sindaco  di Bagheria e all'onorevole  Giannopolo,
  lamentando il fatto che solo una parte della famiglia Alliata era
  stata  coinvolta e quindi informata, nella progettazione  di  una
  mostra   sulla  famiglia  nobiliare  e  con  essa   diffidava   i
  destinatari della missiva a non pubblicare documenti  inesatti  o
  deformati della storia della famiglia Alliata.
   Nel  marzo  del  2005,  durante  un  incontro,  su  convocazione
  assessoriale  finalizzata  a pervenire  alla  definizione  di  un
  progetto  esecutivo  coerente con  il  POR  e  con  la  normativa
  vigente, con la partecipazione del Sindaco, la Soprintendenza  di
  Palermo e Francesco e Vittoria Alliata, si giungeva ad un accordo
  progettuale  ed  il  Comune si impegnava a trasmettere  in  tempi
  brevissimi il progetto di variante.
   In  data  22 giugno 2005, stante che la mancata concretizzazione
  dei  propositi per la realizzazione di parte del progetto a Villa
  Valguarnera, il Comune riteneva che l'unica via percorribile  era
  quella   del   ritorno  al  progetto  originario  approvato,   da
  svilupparsi nel Museo Guttuso di Villa Cattolica;
   Con  raccomandata  del  3  settembre  2005,  Francesco  Alliata,
  manifestando dubbi circa la correttezza amministrativa della nota
  del Comune di Bagheria, riproponeva la propria disponibilità alla
  realizzazione  della  Mostra secondo  la  variante  a  suo  tempo
  trasmessa  dal Comune e oggetto delle osservazioni da  parte  del
  Dipartimento dei Beni culturali.
   Con  nota  del  5  settembre  2005 il  Sindaco  di  Bagheria  ha
  trasmesso  la documentazione più volte richiesta dal Dipartimento
  dei  Beni  Culturali,  precisando  che  si  tornava  al  progetto
  originario   con   la   previsione  del   contributo   a   favore
  dell'associazione no profit Panaria Film, a copertura  di  taluni
  servizi esclusivi;
   Alla  data  di  predisposizione  della  presente  risposta,   il
  Dipartimento  dei Beni culturali sta procedendo  all'esame  della
  documentazione trasmessa al fine di verificarne la correttezza  e
  procedere  all'impegno delle somme necessarie alla  realizzazione
  dell'iniziativa».

                                                 L'Assessore PAGANO

   ORTISI  -  GALLETTI - MANZULLO - SPAMPINATO  -  VITRANO.  -  «Al
  Presidente  della Regione e all'Assessore per i  beni  culturali,
  ambientali  e  per la pubblica istruzione, premesso  che  con  la
  delibera  n.  88  del 20 giugno 2003 il Consiglio provinciale  di
  Ragusa aveva approvato il reinserimento dell'ex Fornace Penna nel
  piano triennale delle opere pubbliche per l'anno 2004;

   considerato  che  la Fornace Penna è vincolata  ai  sensi  della
  legge  1089 del 1939 con decreto dell'Assessore regionale  per  i
  beni  culturali, ambientali e per la pubblica istruzione n.  1091
  del 25.5.1990;

   ritenuto che a seguito dell'ordinanza del Sindaco di Scicli  per
  la  salvaguardia della pubblica incolumità, da parte  degli  enti
  preposti  alla  tutela del manufatto non è stato  programmato  né
  tanto  meno  realizzato alcun intervento al fine di bloccarne  il
  degrado che rischia di provocare il crollo totale della Fornace;

   considerato  che esistono seri motivi che fanno  pensare  ad  un
  tentativo  di  utilizzo del reperto di architettura  industriale,
  quale   è   la   Fornace   Penna,  diverso   da   una   fruizione
  turisticoculturale,  con  il  serio  pericolo  di  snaturare   il
  manufatto  compromettendo  la peculiarità paesaggistica del sito;

   per  sapere  se  ritengano  utile  predisporre,  per  quanto  di
  competenza,   un  piano  efficace  che  consenta  di  intervenire
  urgentemente a salvaguardia della suddetta struttura.» (1756)

   Risposta.« Con l'interrogazione numero 1756 l'onorevole  Ortisi,
  considerato che la Fornace Penna è vincolata ai sensi della Legge
  1089  del  1939 con decreto dell'Assessore regionale per  i  beni
  culturali n. 1091 del 25 maggio 1990, ha chiesto di conoscere  se
  non  si  ritiene  opportuno  un piano efficace  che  consenta  di
  intervenire per salvaguardare la suddetta struttura.
   Al riguardo vi rappresento che nel bilancio del corrente anno  è
  stato  previsto  un  contributo straordinario  per  la  messa  in
  sicurezza, il recupero strutturale ed il riuso dello stabilimento
  Fornace  Perna di contrada Pisciotto del Comune di  Scicli  di
  500.000,00  il  cui  capitolo  è  stato  assegnato  al   Servizio
  Patrimonio  del Dipartimento ai Beni culturali ed ambientali  che
  provvederà  a  utilizzare  le somme  per  la  salvaguardia  dello
  stabilimento in questione.»

                                                 L'Assessore PAGANO

   VILLARI.  - «All'Assessore per i beni culturali ed ambientali  e
  per  la pubblica istruzione, premesso che nel mese di giugno  del
  2002  l'UNESCO  ha  riconosciuto il barocco di  Catania  e  della
  Sicilia orientale quale patrimonio dell'Umanità;

   assunto   che   ogni  Comune  interessato  da  tale   patrimonio
  dell'Umanità ha il dovere di tutelarlo, conservarlo,  restaurarlo
  e valorizzarlo;

   considerato   che   nel  patrimonio  barocco   catanese   è   da
  annoverarsi  via  Crociferi,  strada  dalla  straordinaria  forza
  suggestiva,  nella quale si trovano la chiesa di San Camillo  dei
  Padri  Crociferi, la chiesa di San Francesco Borgia,  il  Palazzo
  Nava-Asmundo, l'arco di San Benedetto, la chiesa di  Sant'Ignazio
  e l'Ospizio di Beneficenza, la chiesa di San Benedetto, la chiesa
  di   San  Giuliano;  quest'ultima,  capolavoro  dell'architettura
  barocca, molto probabilmente opera del Vaccarini;

   visto   che   tale  via,  proprio  per  l'importanza  artistico-
  architettonico-culturale  dei  monumenti,  è  interessata  da  un
  notevole flusso pedonale di turisti, visitatori e fedeli;

   considerato  che il provvedimento di riapertura  della  suddetta
  strada  al traffico veicolare predisposto dal Sindaco di  Catania
  crea  difficoltà  alla circolazione pedonale non  permettendo  la
  migliore  fruizione dei monumenti e che gli stessi  rischiano  di
  essere danneggiati    dall'inquinamento atmosferico prodotto  dai
  veicoli a motore;

   per sapere:

   se  non  ritenga opportuno verificare se sussistano reali motivi
  di  ordine  pubblico  e  di mobilità del traffico  veicolare  che
  possano avere giustificato la riapertura di via Crociferi anche a
  rischio   di   danneggiare   i  monumenti   barocchi   patrimonio
  dell'Umanità;

   se  non  ritenga  necessario, qualora non sussistano  motivi  di
  ordine  pubblico e di mobilità, intervenire affinché si vieti  la
  circolazione  in  via Crociferi, al fine di salvaguardare  sia  i
  monumenti che i pedoni.» (1767)

         (L'interrogante chiede la svolgimento con urgenza)

   Risposta.   «   Con  l'interrogazione  numero  1767  l'onorevole
  Villari  ha chiesto di conoscere le motivazioni che hanno indotto
  la  riapertura  della  Via Crociferi nel  Comune  di  Catania  al
  transito  veicolare che potrebbe causare sia un  disagio  per  il
  notevole flusso pedonale di turisti, visitatori e fedeli  sia  il
  danneggiamento dei beni monumentali presenti nella  suddetta  via
  riconosciuti come patrimonio dell'Umanità.
   Al  riguardo si rappresenta che l'Assessorato dei Beni culturali
  non     ha    ricevuto    nessuna    comunicazione    da    parte
  dell'Amministrazione  comunale  sulla  riapertura   al   traffico
  veicolare della Via Crociferi.
   Per   quanto   di   competenza,  condividendo   quanto   esposto
  nell'interrogazione, si rappresenta l'assoluta contrarietà a tale
  eventuale   provvedimento  in  quanto  ragioni  di   tutela   dei
  monumenti, degli scavi archeologici e di decoro urbano, impongono
  il  mantenimento  della chiusura al traffico della  storica  via,
  dichiarata  patrimonio dell'Umanità. Sottoporre tali beni  ad  un
  continuo  traffico veicolare, ai fumi di scarico, alle vibrazioni
  meccaniche e a quant'altro, metterebbe in serio pericolo il  loro
  già delicato stato di conservazione.
   Per  questo  motivo  la Soprintendenza per i Beni  culturali  ed
  ambientali    dì    Catania   è   intervenuta    nei    confronti
  dell'Amministrazione  comunale  affinché  eviti   l'apertura   al
  traffico  della  suddetta  via  e  trovi  un'alternativa  per  la
  circolazione veicolare della zona».

                                                 L'Assessore PAGANO