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Resoconto d'Aula della Seduta n. 35 di mercoledì 27 febbraio 2002
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   Presidenza del presidente Lo Porto


     BURGARETTA APARO , segretario, dà lettura del processo verbale
  della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, s'intende
  approvato.

                                    MISSIONI

     PRESIDENTE. Comunico che  gli  onorevoli  Incardona, Maurici e
  Catania Giuseppe sono in  missione  per  ragioni del loro ufficio
  dal 26 al 28 febbraio 2002.

             ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNO DI LEGGE

     PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stato  presentato  il  seguente
  disegno di legge:
       -  "Norme  in  materia  di  appalti  di  lavori, forniture e
  servizi" (n. 339)
       - iniziativa parlamentare
       -  presentato  dagli  onorevoli  Giannopolo, Oddo, Speziale,
  Zago,   De   Benedictis,   Capodicasa,   Cracolici,   Crisafulli,
  Panarello, Villari in data 26 febbraio 2002.

    COMUNICAZIONE  DI  INVIO  DI  DISEGNI  DI LEGGE ALLE COMPETENTI
    COMMISSIONI LEGISLATIVE

     PRESIDENTE.  Comunico  che  i  seguenti  disegni di legge sono
  stati  inviati,   in  data  26  febbraio  2002,  alle  competenti
  Commissioni legislative:

                        AFFARI ISTITUZIONALI (I)

       -  "Modifiche  della  legge  regionale  6 marzo 1986, n.  9,
  recante  disposizioni  per  la  costituzione  delle  province nel
  territorio della Regione siciliana" (n. 332)
       - iniziativa parlamentare

                        ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

       -  "Interventi  in  materia agricola per l'orientamento e la
  modernizzazione del settore" (n. 334)
       - iniziativa parlamentare

                        AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

       -  "Norme  per l'istituzione di una casa da gioco nei comuni
  ad alta densità turistica" (n. 337)
       - iniziativa parlamentare
       - PARERE V Commissione

                     CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

       -  "Interventi  per l'Istituto superiore di giornalismo" (n.
  333)
       - iniziativa parlamentare

                     SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

       -  "Norme  per  la  realizzazione  di  cimiteri  per animali
  d'affezione" (n. 335)
       - iniziativa parlamentare

       -  "Interventi  per   tutelare   e  promuovere  il  parto  a
  domicilio" (n. 336)
       - iniziativa parlamentare.

    COMUNICAZIONE  DI  ASSENZE  E  SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI DELLE
    COMMISSIONI LEGISLATIVE

     PRESIDENTE.   Comunico  le  assenze  e  le  sostituzioni  alle
  riunioni delle Commissioni legislative del 26 febbraio 2002.

                        AFFARI ISTITUZIONALI (I)

  ASSENZE
  Riunione del 26.2.02: ORTISI

                              BILANCIO (II)

  SOSTITUZIONI
  Riunione del 26.2.02: LIOTTA sostituito da MICCICHE'
                        MANCUSO      "    "  PISTORIO

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

  ASSENZE
  Riunione del 26.2.02: FORMICA-DINA-BASILE-CRACOLICI-CRISTAUDO-
                        LEANZA Vincenzo-MORINELLO-MOSCHETTO-PISTORIO
                        ZANGARA

                 ANNUNZIO DI  INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE.   Comunico   che   sono   pervenute   le  seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta:

       N.  465  -  Annullamento  del  recente bando di concorso del
  Teatro  Massimo  'V.  Bellini'  di  Catania,  per l'assunzione di
  personale   tecnico.   -  Presidente  Regione  -  Assessore  Beni
  Culturali Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe

       N.  466  -  Motivi  della  mancata  emanazione  dei  decreti
  attuativi  previsti  dalla  legge  regionale  n.  6  del 2001.  -
  Presidente  Regione  -  Assessore  Bilancio  - Assessore Sanità -
  Assessore  Cooperazione  -  Assessore Territorio - Assessore Enti
  Locali  Firmatari:  Barbagallo  Giovanni;  Genovese Francantonio;
  Gurrieri   Sebastiano;  Tumino  Carmelo;  Zangara  Andrea;  Raiti
  Salvatore.

                         ANNUNZIO DI MOZIONI

     PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state presentate le seguenti
  mozioni:

       N. 90 - Interventi in materia di riscossione dei tributi.
       Firmatari:  Fleres  Salvatore;  Catania  Giuseppe;  Beninati
  Antonino;  Baldari  Nicola Renato;  Garofalo Ottavio;  Presentata
  il 26/02/02

       N.   91   -   Revoca  della  nomina  dell'Assessore  per  il
  Territorio e l'Ambiente, Bartolo Pellegrino.
       Firmatari:  Forgione  Francesco;  Miccichè Calogero;  Liotta
  Santo;  Raiti Salvatore;  Ferro Giovanni;  Presentata il 26/02/02

       N.  92  -  Salvaguardia  del  patrimonio  agrumicolo  e  dei
  livelli occupazionali dell'azienda 'Costantina' di Catania.
       Firmatari:  Liotta Santo;  Pistorio Giovanni;  Mancuso Fabio
  Maria;  Basile  Giuseppe;  Moschetto  Angelo;  Villari  Giovanni;
  Barbagallo   Giovanni;   Capodicasa  Angelo;  Cintola  Salvatore;
  Fleres Salvatore; Ioppolo Giovanni; Presentata il 26/02/02.

       Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno
  della  seduta  successiva  perchè  se  ne  determini  la  data di
  discussione.

    COMUNICAZIONE DI APPOSIZIONE DI FIRMA SU MOZIONE

     PRESIDENTE. Comunico che,  con  nota  del  26  febbraio  2002,
  l'onorevole Orlando ha chiesto  di  apporre la propria firma alla
  mozione  n.   91  "Revoca  della  nomina  dell'Assessore  per  il
  territorio e l'ambiente, Bartolo Pellegrino".

       L'Assemblea ne prende atto.

    COMUNICAZIONE DI RITIRO DI INTERROGAZIONE

     PRESIDENTE.  Comunico che,  con  nota  del  25  febbraio  2002
  pervenuta al Servizio  di  Segreteria  il 27 febbraio successivo,
  l'on.  Villari ha chiesto  il ritiro dell'interrogazione n. 445 a
  sua firma.

       L'Assemblea ne prende atto.

       Informo, ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento
  interno,  che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Lo Porto


    COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE SUL BANCO DI SICILIA
    E RELATIVO DIBATTITO

     PRESIDENTE.  Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
  Comunicazioni del Presidente della Regione sul Banco di Sicilia e
  relativo  dibattito.
       Ha facoltà di parlare l'onorevole Presidente della Regione.

     CUFFARO, presidente della  Regione. Signor Presidente, avverto
  che   ho   disposto  la  distribuzione  ai  parlamentari  di  tre
  fascicoli.  Il primo contiene le considerazioni del Governo sulla
  fusione Banco di Sicilia e Banca di Roma - che leggerò di seguito
  -, un altro contiene una nota tecnica in merito alla procedura di
  individuazione  del  possibile  rapporto  di concambio tra azioni
  Banco di  Sicilia  e  azioni  Banca  di  Roma  e  spiega  come il
  consulente e  gli  advisors,  durante  il  loro  rapporto  con  i
  relativi consulenti  e  advisors del Banco di Roma, sono arrivati
  al  valore  del concambio;  è tecnicamente spiegato il meccanismo
  usato   per   individuare   il   valore  del  concambio.  L'altro
  fascicolo, che  è  stato  formulato  sotto forma di articolato di
  disegno  di  legge,  sarà  trasformato dai capigruppo, che stanno
  provvedendo in  tal senso, in ordine del giorno. Esso contiene le
  condizioni  della  partecipazione azionaria nel Banco di Sicilia.
  Su questo il Presidente della Regione chiede un voto condizionato
  a potere  andare  avanti  nella  trattativa  e  nella  firma  per
  chiudere l'operazione Banco di Roma - Banco di Sicilia.
       Questo in  ossequio,  onorevole Presidente, agli impegni che
  il  Presidente  della  Regione  ha  preso in Commissione Bilancio
  nell'ultima audizione che c'è stata concordata con gli autorevoli
  componenti della stessa.
       Chiedo alla Presidenza di  voler  allegare questi ultimi due
  fascicoli al resoconto stenografico della presente seduta.
       Onorevole   Presidente,  il   sistema  bancario  dell'ultimo
  decennio è  stato  caratterizzato  da  due  importanti direttrici
  strategiche di  sviluppo:  la privatizzazione e la concentrazione
  di istituti di credito  con  la  finalità  di dare vita ad entità
  societarie nazionali di maggiore consistenza, volte sia garantire
  un incremento di efficienza,  di  redditività  e  di  qualità dei
  servizi, associati a minori  rischi  di  instabilità del sistema,
  che a conseguire quelle  masse critiche necessarie per assicurare
  una migliore competitività delle stesse a livello internazionale.
       L'ipotesi di fondere il  Banco  di  Sicilia  con la Banca di
  Roma si inquadra  nel  contesto  sopra  descritto  e  prevede  la
  costituzione di un "Gruppo  Creditizio" nato  dalla  fusione  per
  incorporazione del Banco di  Sicilia  in Banca di Roma attraverso
  la logica del concambio azionario.
       Successivamente è  prevista  la  riallocazione  degli  asset
  nella costituenda  unità  operativa  denominata  "Nuovo  Banco di
  Sicilia".
       Il  Gruppo   creditizio   in   questione   non   sarà   solo
  un'aggregazione  di   aziende   diverse  correlate  da  relazioni
  finanziarie di partecipazione azionaria, ma sarà, nell'intenzione
  della banca proponente,  un  gruppo economico assoggettato ad una
  visione imprenditoriale strategica unitaria.
       Con tale organizzazione Banca di Roma perseguirà:

    un disegno industriale unitario  e sinergico tra le aziende del
    Gruppo;

    una   conduzione  delle   strategie   accentrata   alla   quale
    parteciperanno tutti gli azionisti, la cosiddetta stabilità del
    patto;

    la centralizzazione e l'attività  di  finanza  e,  quindi,  del
    controllo.

       Tutto  quanto sopra  con  evidenti  impatti  in  termini  di
  maggiore  controllo   e   di   assicurazione  circa  le  sinergie
  ottenibili tra tutte le aziende del Gruppo.
       Riteniamo opportuno  richiamare  i princìpi fondamentali che
  hanno ispirato l'intero negoziato di questo Governo nei confronti
  e con Banca di Roma.
       I princìpi fondamentali sono: l'osservanza delle indicazioni
  che quest'Assemblea regionale  ha  voluto  dare con un ordine del
  giorno che è stato  approvato  dalla  stessa; la tutela del ruolo
  istituzionale della  Regione  siciliana  e,  quindi,  dei  valori
  socio-economici     riferiti    al    territorio;    la    tutela
  dell'investimento della  Regione  siciliana in quote di minoranza
  della holding costituenda.
       In riferimento al primo punto, tutti gli impegni individuati
  da quest'Assemblea nell'ordine  del  giorno  approvato sono stati
  recepiti e, quindi, osservati.  Ricordo,  in  particolare,  i più
  importanti:

    - il Ministero dell'Economia  non si è espresso preventivamente
    sulla  proposta  di   fusione,   ma   attende  la  proposizione
    definitiva e congiunta da  parte  dei soci, quindi anche quella
    nostra;

    - le linee guida  di  piano  industriale,  condivise  da questa
    Amministrazione, prevedono esplicitamente la piena tutela degli
    attuali  livelli  occupazionali;

    - la proposta di  concambio  condivisa dai nostri advisor, pari
    al 3,15 per cento azioni BdR  per 1 azione del Banco di Sicilia
    e che qualora fosse confermato dal consiglio di amministrazione
    del Banco di Sicilia  farebbe  acquisire alla Regione siciliana
    il  4,86  per  cento   della   holding,  mentre  la  Fondazione
    otterrebbe il 4,67 per  cento (e  tutto questo complessivamente
    ammonta al 9,53 per  cento,  che  sarebbero  le  percentuali di
    azioni che insieme Banco  di  Sicilia e Fondazione porterebbero
    nella  nuova  holding),   è   oggi   alla   nostra  valutazione
    complessiva;

    -  la Fondazione è  stata,  quindi,  coinvolta  pienamente  nel
    negoziato sul concambio e ne ha condiviso i risultati.

       Gli elementi  salienti  relativamente  al  secondo  punto si
  riferivano  in   particolare a:

    - mantenimento della valenza strategica nel territorio;

    -  tutela dei posti di  lavoro  dei  dipendenti  del  Banco  di
    Sicilia;

    - mantenimento dell'attuale rete  di  vendita e degli sportelli
    del Banco  di  Sicilia,  sia  a livello regionale che a livello
    nazionale,  (abbiamo  ottenuto  che  tutti  gli  sportelli, sia
    quelli siciliani che quelli nel territorio nazionale - che sono
    novantotto - rimangano attivi);

    -  mantenimento degli impegni  assunti  dal  Banco  di  Sicilia
    relativi all'erogazione delle  pensioni;

    - mantenimento del Brand "Banco di Sicilia".

       Gli  elementi  salienti  relativamente  al  terzo  punto  si
  riferivano a:

    - Governance della costituenda  holding:  ruolo della Regione e
    possibilità di incidere  sullo sviluppo e sull'esecuzione delle
    strategie della holding,  con  particolare  riguardo per quelle
    rivolte alla Regione siciliana attraverso il Banco di Sicilia;

    - mantenimento dell'intero  patrimonio  del  Banco  di Sicilia,
    (elemento che si  riflette  anche  sulle garanzie relativamente
    all'erogazione delle pensioni di  cui sopra ed alla possibilità
    di svolgimento del ruolo  di  Banco  di  Sicilia,  mantenendo i
    ratio attuali).

       A  tutte  le condizioni di  cui  sopra,  si  é  voluto  poi,
  aggiungerne una ulteriore di salvaguardia dell'investimento della
  Regione nella ipotesi in  cui  la  holding  dovesse  decidere  di
  cedere  in  futuro l'intero  pacchetto  azionario  del  Banco  di
  Sicilia o quote significative di  esso  a terzi, ovvero, nel caso
  in cui il mercato o  la  conduzione  della Holding riducessero il
  valore dell'investimento della  Regione  Siciliana.  Si  é voluto
  perciò inserire una clausola  di  "put  option" da esercitarsi da
  parte della Regione Siciliana  stessa  verso  Banca  di  Roma, al
  verificarsi di uno degli elementi di cui sopra.
       Tutte le  condizioni  appena  citate  costituivano obiettivi
  precisi che  riteniamo  completamente  raggiunti  e compiutamente
  espressi dagli accordi  già  sottoscritti  dalla  Regione e dalla
  Banca di Roma. Tali accordi  rappresentano  di  per  sé un valore
  estremamente significativo  la  cui  quantizzazione  é certamente
  difficile   ipotizzare,  ma   che   consentono   di   fatto   una
  significativa  differenziazione   in   positivo   rispetto   alla
  situazione precedente. Oggi,  infatti,  grazie a tali accordi, la
  Regione può esprimere un ruolo  di guida e spinta nelle politiche
  della Holding sul territorio, ruolo reso sinora inefficace da una
  condizione di minoranza  azionaria  non regolamentata (assenza di
  patti parasociali) e non negoziata.
       La Regione nella  qualità  di  azionista  della Holding avrà
  diritto a:

    - rappresentanza negli organi  sociali: nomina nel Consiglio di
    amministrazione della Holding  di  un  componente designato dal
    Presidente della Regione Siciliana.

    -  Sinergie con il territorio: sarà istituito nell'ambito della
    Holding  un  Comitato  con la partecipazione di esponenti della
    Regione,  nel  quale  la  Regione  esprima  le proprie esigenze
    finanziarie e di investimento e la Holding le linee strategiche
    in merito  agli  investimenti  e  alle  attività  del Gruppo in
    Sicilia (Banco di Sicilia, sportelli Banca di Roma, Irfis).  In
    detto  Comitato  i rappresentanti della Regione e della Holding
    valuteranno  insieme  le esigenze ed i programmi prospettati ed
    insieme elaboreranno le proposte di intervento.

       La Regione e la  Banca  di  Roma  inoltre  intendono operare
  fattivamente per il  rilancio dell'IRFIS in un'ottica di sviluppo
  dell'attività anche a  sostegno del territorio e di conseguimento
  di  sinergie di Gruppo; a  tal  fine  si  impegnano  a  stipulare
  specifici patti  parasociali.  Tali  patti conterranno previsioni
  analoghe a quelle aventi riferimento il Banco, per quanto attiene
  la  governance   dell'Irfis   -   eventualmente   ricondotta   la
  partecipazione  del Banco  nell'Irfis  direttamente  in  capo  al
  Mediocredito  Centrale -  e  la  tutela  dell'investimento  della
  stessa Regione Siciliana. Le  parti  si impegnano a costituire un
  tavolo tecnico  per  la individuazione in tempi brevi, e comunque
  entro il  30  giugno 2002, delle soluzioni più appropriate per il
  raggiungimento degli obiettivi di cui sopra.
       Da quanto sopra emergono alcune considerazioni.
       La Regione siciliana  delineerà  la sua partecipazione nella
  costituenda Holding, in qualità  di  socio  di  minoranza, in due
  modi distinti e complementari:

    - come "Investitore  convenzionale",  attento  alla  tutela  ed
    all'incremento del valore  del  proprio  investimento.  In tale
    contesto rivestono particolare  importanza  anche  gli elementi
    riferiti  alle  modalità   di  gestione  del  patrimonio,  cioé
    dell'azienda della quale la Regione é socio di minoranza;

    - come "Investitore  istituzionale",  attento sia alle ricadute
    sul  territorio  del   proprio   investimento,  quindi  attento
    all'operato del Banco di Sicilia per promuovere e facilitare le
    iniziative  imprenditoriali  siciliane,  che  alla  tutela  dei
    lavoratori del Banco di Sicilia.
       Relativamente al primo punto occorre osservare che:

    - esiste soddisfazione per  il  valore conseguito nel tempo dal
    Banco  di  Sicilia   e   quindi   relativamente  alle  modalità
    gestionali  che  hanno   consentito,   nel   tempo,  incrementi
    interessanti.

       Relativamente a Banca  di Roma, occorre invece osservare che
  il suo posizionamento  nel  panorama bancario italiano rilevante,
  non risulta essere dei migliori, come dimostrato da indicatori di
  redditività e di efficienza  tipici più bassi rispetto alla media
  del settore, ma esistono, in  questi  ultimi tempi, significativi
  margini di ripresa e di riposizionamento.
       Per quanto riguarda  il  secondo  punto,  quello relativo al
  ruolo di "Investire istituzionale" della Regione siciliana:

    -  lo  sviluppo  del   piano  industriale  della  "holding  che
    incorporerà il Banco di Sicilia  ed il gruppo Banca Roma" e, di
    conseguenza, quella del  "Banco  di  Sicilia"  con  particolare
    attenzione  agli aspetti  relativi  all'impiego  delle  risorse
    umane e delle competenze,  oltre  a quelli relativi alle attese
    circa le ricadute sul territorio.

       Altra considerazione  che  riteniamo  opportuno portare alla
  vostra attenzione é quella  relativa  al mercato, che ha mostrato
  di  recepire  in   modo  estremamente  positivo  l'operazione  di
  "ristrutturazione" del Gruppo  Banca  di  Roma  nella costituenda
  Holding. A riprova di ciò,  il  valore azionario di Banca di Roma
  dall'inizio dell'anno ad oggi é  aumentato  di  circa  il  20 per
  cento, ne consegue che  tutte  le  considerazioni  economiche che
  abbiamo fatto a dicembre 2001 sono oggi da rivedere in un' ottica
  ancora più positiva a  favore dell'operazione stessa e dei valori
  in gioco. E' altresì ipotizzabile che il verificarsi di ulteriori
  operazioni di allargamento  della Holding potranno avere reazioni
  altrettanto significative e positive  da parte del mercato con un
  incremento del valore  dell'investimento  della Regione siciliana
  nella Holding.
       Il fascicolo riguardante la relazione testè esposta contiene
  inoltre la  spiegazione  di  come si è arrivati al concambio.  Al
  riguardo,  signor  Presidente,  chiedo  che  tale spiegazione sia
  allegata  al resoconto stenografico della presente seduta al fine
  di consentirne la lettura personale agli onorevoli parlamentari.
       Dico  soltanto che  la  presenza  della  Regione  siciliana,
  dell'istituzione Regione siciliana,  del  Governo  e quindi della
  Fondazione, oggi contabilizzata 9,53  per  cento,  credo  che sia
  obiettivamente - al di la del  fatto che è merito anche di questo
  Governo  aver condotto le  trattative  -  un  dato  assolutamente
  insperabile sino a qualche mese fa.
       Questi  i  dati,  signor Presidente, credo più significativi
  che  ho  voluto  dare.
       Vorrei  altresì dire agli onorevoli parlamentari, che ho qui
  con  me  la documentazione, che per comodità e per difficoltà non
  abbiamo distribuito, dell'intero iter di quello che abbiamo fatto
  in questi quattro mesi.
       Ho voluto consegnare,  però, allegate alla relazione, quelle
  che sono le disposizioni  che i parlamentari troveranno alla fine
  della relazione. Per quanto riguarda la parte di cui dispongo una
  sola  copia,  invece,   coloro   che   sono  interessati  possono
  richiedere tutte  le copie necessarie.
       C'è un ulteriore  elemento  politico che desidero rassegnare
  al  Parlamento così come  ho  voluto  fare con la Commissione  di
  merito, la Commissione Finanze.
       Nonostante sino ad oggi  il Governo abbia fatto, ritengo, un
  lavoro in sintonia soprattutto, lo dico con grande lealtà, con le
  organizzazioni sindacali presenti dentro  il Banco, che assieme a
  noi hanno seguito - e  vorrei dire puntigliosamente - il processo
  che vede  oggi  Banco  di  Sicilia  e  Banca  di Roma vicini alla
  fusione  che  li  vedrà incorporati nella Holding, questo Governo
  ritiene,  nella  parte finale più determinante e quindi nell'atto
  risolutivo, di chiedere a questo Parlamento un voto che sia anche
  un voto condizionato, nel senso che ho chiesto, l'ho già detto in
  Commissione Finanze,  lo ripeto, un ordine del giorno - un ordine
  del giorno  oggi,  ma  chiederò  che lo stesso poi venga inserito
  dentro la finanziaria e quindi diventi legge di questo Parlamento
  - per  cui il Presidente della Regione possa ulteriormente andare
  avanti  in   questo  processo  e  portare  alla  firma  gli  atti
  conseguenziali, sapendo di avere delle condizioni prestabilite da
  questo Parlamento che, ad oggi,  Banca di Roma dichiara di volere
  totalmente onorare.  Però il  voto del Parlamento sia nell'ordine
  del giorno che nella legge  ritiene  questo  Governo  di  volerlo
  mettere in una posizione  più  rassicurante  nei  confronti dello
  stesso Parlamento, dei cittadini  siciliani  e quindi di garanzia
  del Banco di Sicilia,  rafforzandone  non  soltanto nel prosieguo
  l'azione ma codificando anche con una  legge il fatto che se così
  non dovesse essere, se non dovessero essere rispettate per intero
  tutte le condizioni che oggi abbiamo trattato con Banca di Roma e
  che dicono di voler rispettare  ed  onorare,  se  soltanto una di
  queste non dovesse essere rispettata  la  Regione  si  riserva in
  qualsiasi momento di attivare il  diritto  di  recesso e, quindi,
  uscire dalla holding Banca di Roma.
       Il  Governo  ritiene  di  dovere chiedere  ai presidenti dei
  gruppi parlamentari  di apporre la loro firma a questo ordine del
  giorno affinchè  tale  azione possa essere rafforzata e faccia sì
  che   esso   possa   diventare  un  articolo  della  finanziaria,
  chiaramente  riveduto, perchè rafforzi l'azione di Governo in una
  materia così  difficile  ma in cui il Governo ha voluto essere di
  una chiarezza  assolutamente  al di sopra di ogni sospetto e che,
  quindi, possa mettere il Governo nelle condizioni di poter andare
  avanti d'accordo con il Parlamento e nell'interesse della Sicilia
  e dei siciliani.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non mi pare
  che il  Presidente della Regione ci abbia dato sostanziali novità
  rispetto  all'audizione che si è avuta in Commissione 'Bilancio';
  mi pare,  infatti,  che  le  informazioni che in quella sede sono
  state  date,  alla presenza anche delle organizzazioni sindacali,
  sullo stato della trattativa con Banca di Roma siano state adesso
  confermate.
       Non  abbiamo  delle  novità  rilevanti, perchè credo che nel
  frattempo  non  sia  intercorsa  nessun'altra fase di trattativa.
  L'unica novità è che è stato fissato il valore del concambio, nel
  senso   che  nella  riunione  della  Commissione  'Bilancio'  era
  individuato il  range  entro il quale si sarebbe poi collocato il
  valore finale, oggi sappiamo - afferma il Presidente - che questo
  valore è stato già definito con una percentuale del 4,36...

     CUFFARO, Presidente della Regione.  4,86 per la Regione e 4,67
  per la Fondazione.

     CAPODICASA. Per un totale  di  9,53  tra Fondazione e Banco di
  Sicilia e con un  intervallo  di  rapporti  di  concambio di 3,15
  azioni di  Banca di Roma ogni azione del Banco di Sicilia.
       Pertanto, signor Presidente,  onorevoli colleghi, non avendo
  avuto ulteriori acquisizioni di informazioni, di notizie da parte
  del  Presidente dobbiamo necessariamente rifarci a quanto da egli
  comunicato in  questa  sede  e  prima ancora nella riunione della
  Commissione 'Bilancio'.
       Ci sono  stati  forniti adesso in Aula alcuni documenti; una
  documentazione  interessante  in  quanto ci consente di valutare,
  nel merito, le procedure che sono state adottate: la nota tecnica
  con   la   quale   ci   viene   illustrata   la   procedura   per
  l'individuazione del rapporto di concambio tra Banco di Sicilia e
  Banca di Roma;  la relazione in parte letta dal Presidente. Credo
  sia opportuno da parte nostra mantenere una riserva fin tanto che
  non avremo approfondito detti documenti, cosa che, ovviamente non
  possiamo fare direttamente in Aula.
       Ma il  punto  che  credo sia interessante per il dibattito e
  che credo sia molto atteso  è quello relativo all'atto finale con
  il  quale  noi  concluderemo  questo  dibattito. Il Presidente ha
  detto che voteremo  un ordine del giorno con cui si dà mandato al
  Governo  della Regione di proseguire nella trattativa.  Credo che
  siamo   ormai   tutti   convinti   che   occorra   procedere  con
  provvedimento legislativo  che  colleghi  la legge n. 39 del 1991
  con  l'evoluzione  che  sta  avendo  la nostra partecipazione nel
  Banco di  Sicilia  con  la  nuova holding che si va a costituire.
  Poichè ritengo  che  sia  questa  la proposta che dovrebbe essere
  contenuta  nell'ordine del giorno poi trasformato in articolato -
  o,  meglio,   è   già   in  forma  di  articolato  -  e  inserito
  possibilmente nel primo disegno di legge che l'Aula esaminerà (in
  questo caso sarà la legge finanziaria che esamineremo la prossima
  settimana), noi  ci riserviamo da qui alla prossima seduta d'Aula
  di fare un approfondimento di quanto proposto dal Governo.
       Spiego perchè, onorevole Presidente.  In sede di Commissione
  'Bilancio' il  nostro Gruppo ha avanzato qualche riserva circa le
  garanzie future  che ha la Regione siciliana di vedere osservati,
  rispettati,   gli   accordi   che   saranno  inseriti  nei  patti
  parasociali dopo  che  la  holding  sarà  costituita  e la nostra
  partecipazione,  per effetto della fusione per incorporazione, si
  vedrà percentualmente ridotta.
       Noi abbiamo  un  problema che consiste nel come fare da oggi
  in avanti,  perchè  fino ad oggi sapevamo come fare in quanto tra
  noi e  la  Fondazione  del  Banco  di  Sicilia  si  deteneva  una
  percentuale del  pacchetto  azionario  che  era  in grado di fare
  rispettare  alcuni presupposti che giustificano la presenza della
  Regione  siciliana  dentro  il  pacchetto azionario di una grande
  banca.
       Ed, allora,  il  punto  è  capire da oggi in avanti che cosa
  succederà.  Il fatto che si definiscano dei patti parasociali tra
  le due posizioni, la nostra  e  Banca di Roma che ha il pacchetto
  di  maggioranza,  è  uno  strumento  importante.  Bisogna, dentro
  questo strumento, individuare quelle clausole che garantiscano la
  Regione sotto il  profilo  della finalità sociale, ragione per la
  quale stiamo dentro il  Banco di Sicilia.  Cioè, noi siamo dentro
  il Banco di Sicilia  perchè volevamo che il Banco conservasse una
  funzione di leva per  lo  sviluppo  della  nostra Regione, che si
  garantisse la sua  operatività  nel  territorio siciliano, il suo
  radicamento;  siamo dentro perchè volevamo che il Banco rimanesse
  e fosse uno  strumento  dello  sviluppo  economico  della  nostra
  Regione.  Da domani in  poi  bisogna  che  noi  mettiamo  in atto
  quella strumentazione  necessaria  che garantisca il mantenimento
  di tale funzione  o  lo  garantisca nelle nuove condizioni, nelle
  condizioni date.
       Nel momento  in cui il Banco di Sicilia entra in una holding
  bisogna fare  in modo che non si diluisca la sua funzionalità sul
  territorio e  il  proprio  radicamento  e dobbiamo farlo nei modi
  opportuni, perchè  da  oggi  in  avanti la Regione - diciamoci le
  cose come  stanno  - riduce il suo potere contrattuale, in quanto
  non è  più  dentro  un  sistema  di  cui  dispone  di  una grossa
  porzione, i soggetti che intervengono nelle decisioni sono altri,
  c'è una valutazione in Borsa, ci sono elementi che, fino a questo
  momento, non abbiamo avuto.
       E non  vale,  mi consenta il Presidente della Regione, anche
  se è  una  cosa  importante che non sottovalutiamo, ma ai fini di
  questo  obiettivo  che  noi  consideriamo prioritario  non è così
  decisivo   avere   il   componente   dentro   il   Consiglio   di
  Amministrazione;   nel   senso   che  trattare  sulla  "corporate
  governance"  è  importante  perchè  dobbiamo  in qualche modo far
  valere la  specialità  di  questo azionista di minoranza che è la
  Regione siciliana e che - a mio avviso - comunque è un valore per
  la holding  il  fatto che la Regione siciliana sia dentro, perchè
  stabilisce  un  rapporto  tra  una  grande istituzione che, senza
  nulla togliere ad altre istituzioni, movimenta ogni anno qualcosa
  come 28 mila miliardi di bilancio, che gestisce flussi finanziari
  notevoli  anche  di  carattere  extraregionale:  è  una  funzione
  istituzionale di primo livello.
       Quindi,   io  ritengo  che,  pur  essendo  una  anomalia  la
  presenza - come  spesso  si  è  detto - di una istituzione, di un
  ente   pubblico   dentro   una   banca   che   ormai  agisce  con
  caratteristiche   privatistiche,   rimane,  tuttavia,  un  grande
  fattore di arricchimento, personalmente lo considero tale.
       Ragion  per  cui,  onorevole Presidente, credo che la tutela
  della missione del Banco di Sicilia, vista dal lato della Regione
  siciliana,  esuli  dalla  "corporate  governance",  va  oltre,  e
  ritengo,  pertanto,  che  vada  tutelata  sul  terreno  dei patti
  parasociali,  cioè delle condizioni.
       Aggiungo,  inoltre,  onorevole Presidente (ribadisco ciò che
  ho detto  in  sede  di  Commissione), che  anche  nel proporre le
  clausole per quanto concerne la definizione dei patti parasociali
  occorre  il  sostegno  delle  organizzazioni  sindacali che hanno
  collaborato  nella  stesura  (in fondo, questa proposta di ordine
  del giorno  è  stata sostanzialmente elaborata da loro), ma anche
  dei consulenti  della Presidenza, di tutti coloro i quali sono in
  grado di  dirci  quali  possono  essere  quelle  clausole  che ci
  garantiscano   per  il  futuro,  perché  noi  dobbiamo  fare  una
  operazione  che,  nel  tempo,  continui  a conservare immutate le
  prerogative del  Banco,  così come le abbiamo definite e, quindi,
  anche le proprie finalità.
       Su  questo  avevo  posto  una  domanda  al  Presidente della
  Regione in sede  di  audizione  in  Commissione:  quali  sono  le
  condizioni per cui  questi  obiettivi  che noi ci poniamo possono
  essere garantiti, che,  cioè, vengano rispettati dal pacchetto di
  maggioranza della nuova holding  che  sarà  in  una prima fase la
  Banca di Roma.
       Il Presidente  ci  ha  detto che, fino a questo momento, dal
  nostro  contraente  vengono  dichiarazioni di disponibilità, sono
  disposti a sottoscrivere  i  patti  parasociali così come vengono
  proposti.  Però  nessuno,  neanche  il  Presidente della Regione,
  ovviamente, è in grado  di  dire in futuro che cosa succederà, se
  verranno rispettati o no.
       La  formulazione  dell'autorizzazione  condizionata che ci è
  stata  distribuita,  su  cui  hanno  lavorato  le  organizzazioni
  sindacali, ad una rapida occhiata  dà qualche garanzia. Ma noi ci
  riserviamo da qui al momento in cui approveremo con provvedimento
  legislativo un ulteriore approfondimento ed anche la possibilità,
  ove  lo ritenessimo necessario, proponendolo poi alla maggioranza
  ed al Governo, di apportare qualche ritocco.
       Quindi,  per  quanto concerne questo aspetto, credo che oggi
  possiamo  procedere  alla  votazione di questo ordine del giorno,
  anche  se  poi   attualmente   viene   proposto  sotto  forma  di
  articolato.
       Io,  però,  vorrei  sollevare un altro problema. Nel leggere
  velocemente (non ho avuto molto tempo a disposizione in quanto ci
  è   stata  consegnata  qualche  minuto  prima  che  iniziasse  la
  discussione)   la  nota  tecnica  in  merito  alla  procedura  di
  individuazione  del  possibile rapporto di concambio, ad un certo
  punto, quando si definisce l'intervallo dei rapporti di concambio
  cui si  è  pervenuto, si fanno delle affermazioni che sono quelle
  che poi  il Presidente ha tradotto in numeri.  Nella nota tecnica
  è scritto che il range è   tra 2,8 e 3,3 azioni Banca di Roma per
  ogni azione  Banco di Sicilia e il Presidente nella sua relazione
  ci informa che ci siamo posizionati a 3,15 azioni per ogni azione
  del   Banco   di  Sicilia.
       Onorevole  Presidente,  ai  fini  del  ragionamento  che sto
  facendo,  ha  un'importanza relativa la percentuale del pacchetto
  azionario che  verrà  a  detenere la Regione siciliana, perchè si
  tratta non  soltanto di andare a verificare la percentuale che ne
  deriverà, ma  si  tratta di andare a verificare il valore attuale
  che viene attribuito  al  nostro  pacchetto  azionario.  E  fatti
  calcoli  rapidi,   onorevole   Presidente,   risulta  che  a  noi
  spetterebbero 73.746.225 azioni  Banca  di Roma, in base a questo
  rapporto 3,15 su ogni azione del Banco di Sicilia, e tenuto conto
  che il valore delle azioni  di  Banca  di  Roma ad oggi è di euro
  2,6, il totale della valutazione che ne deriverebbe per la nostra
  quota del pacchetto azionario  è  di  371 miliardi e 260 milioni.
  Se  fosse questo  il  risultato  sarebbe  disastroso,  perchè  la
  Regione  siciliana,  tra   Sicilcassa  e  Banco  di  Sicilia  con
  l'intervento che ha fatto all'epoca con la legge n.  39 del 1991,
  ha sborsato una somma  che  si  aggira  intorno a 1.100 miliardi.
  Dopodichè nel  bilancio  della  Regione  abbiamo  valutato questo
  patrimonio intorno a 600 miliardi.
       Adesso  però noi ci accordiamo, sulla base di un calcolo che
  viene   descritto   dalle  società,  dagli  advisor  che  abbiamo
  incaricato, a 371 miliardi di lire circa.
       Allora,  dobbiamo  intenderci: da 1.100 miliardi scendiamo a
  600  nella valutazione, e questa valutazione è stata fatta quando
  il Banco di Sicilia si trovava in enormi difficoltà, non oggi che
  invece produce utili  per  centinaia  di miliardi, se non ricordo
  male, e viene fatta nel momento in cui Banca di Roma, proprio per
  effetto dell'annuncio  della fusione per incorporazione del Banco
  di Sicilia, guadagna, così  come il Presidente ha detto nella sua
  relazione, sui mercati finanziari,  in Borsa, è passata da 2 euro
  di valore di ogni  azione  Banca  di  Roma  alla  fine  dell'anno
  passato, nel dicembre dell'anno passato, a 2,6 euro.
       Quindi, se  noi  volessimo ulteriormente calcolare il valore
  del nostro pacchetto azionario, calcolando con i 2 euro di valore
  dell'azione Banca di Roma nel mese di dicembre scorso, questi 371
  miliardi scendono ancora.
       Questo  è il tema sollevato dal Presidente della Commissione
  'Bilancio', onorevole Croce.
       Onorevole  Croce,  lei  ha sollevato con un'interpellanza un
  grande problema  che è il valore del concambio. Stavo parlando di
  questo e  mi  riferivo  proprio  ai  temi  prospettati  nella sua
  interpellanza,  dove  afferma  che c'è una distonia - chiamiamola
  distonia -  nella scelta dei parametri di riferimento per fare la
  valutazione.
       Dice  l'onorevole Croce - che è un autorevole rappresentante
  della    maggioranza,   nonché   Presidente   della   Commissione
  'Bilancio'-:   "per   quale   motivo   si   sceglie   l'esercizio
  finanziario, il bilancio dell'anno 2000 e non l'anno 2001?"
       L'anno 2000 è un anno più favorevole.

     CUFFARO, presidente della Regione. Non facciamo confusione tra
  il valore di Borsa ed il valore patrimoniale.
       Nel bilancio mettiamo il valore patrimoniale che continua ad
  essere stimato  700  miliardi.  Quello  di  cui sta parlando è il
  valore di Borsa, che è altra cosa

     CAPODICASA.  Sto parlando del bilancio di Banca di Roma.  Sono
  due cose differenti, non sto mischiando le cose.
       Al valore di oggi  di  2,6  euro,  il  risultato  è  di  371
  miliardi e 270 milioni.  Dico che se l'avessimo valutato nel mese
  di dicembre, con il valore dell'azione Banca di Roma a 2 euro, le
  cose sarebbero state diverse. Ad ogni modo, valutiamo ad oggi.
       Ad oggi,  però,  rimane sempre il problema di una sottostima
  del valore  della  nostra  quota  del Banco di Sicilia.  Vogliamo
  discuterne? Il  Presidente  della  Regione  è  in grado, oggi, di
  darci una risposta?  Oppure, se volete, date anche a noi il tempo
  di approfondire  la  relazione  tecnica  che  ci  è stata fornita
  poc'anzi.
       Però i  numeri,  fatto  un rapido calcolo, sono questi e noi
  fra otto  giorni  dovremo  andare a modificare la voce del nostro
  bilancio ...

     CUFFARO,  presidente della Regione. No, perché noi lo facciamo
  sul valore patrimoniale, non su quello di Borsa.

     CAPODICASA. Poi risponderà.
       Per cui noi, onorevole  Presidente,  su questo punto, su cui
  ovviamente, come  ho già detto e ripeto, ci riserviamo di fare un
  ulteriore  intervento al momento dell'approvazione in Aula, diamo
  il nostro  assenso,  con  questa  riserva,  al documento che ci è
  stato   presentato, che  continua  sulla  strada  intrapresa  con
  l'approvazione  all'unanimità  da  parte dell'Assemblea regionale
  siciliana del  primo  ordine  del  giorno  che  diede  mandato al
  Presidente  di  avviare  le trattative.  Siamo nella fase finale,
  devono essere  chiari  tutti  gli elementi di questa trattativa e
  del suo  esito  finale  perché, alla  fine, si possa approvare la
  legge. Quindi,  dando  anche per scontate alcune cose che abbiamo
  detto nella  riunione della Commissione 'Bilancio', che qui non è
  il caso  di  riprendere,  relativamente al percorso ed alle tappe
  che dal momento  in cui è scomparsa la Sicilcassa ad oggi si sono
  verificate,  noi  pensiamo  di  potere  votare con questa riserva
  l'ordine del giorno che ci verrà proposto.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  desidero ricordare che, per
  analogia con  le  discussioni generali, il tempo concesso per gli
  interventi è di venti minuti.
       E' iscritto a parlare l'onorevole Raiti. Ne ha facoltà.

     RAITI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  onorevole
  Presidente  della  Regione,  mi  corre  l'obbligo  di evidenziare
  (intervengo anche per illustrare un ordine del giorno che è stato
  presentato  poc'anzi   da  me  e  da  altri  colleghi  nel  quale
  evidenziamo con forza le lacune e le imprecisioni della relazione
  sulla fusione  che  è  stata  illustrata prima dal Governo) che a
  differenza di  ciò  che  lei  ha sostenuto nella relazione, non è
  vero che  c'è  stato  un  rispetto  delle  indicazioni che questo
  Parlamento aveva dato. Non è assolutamente vero e glielo dirò con
  precisione.
       Questa Assemblea regionale ha votato, nella seduta numero 23
  del 20 novembre 2001, un  ordine  del  giorno e lo ha votato alla
  unanimità.  Tutti  i  Gruppi  parlamentari,  della  sinistra, del
  centro e della destra  si  sono espressi impegnando il Governo in
  questa procedura ed in  questa  trattativa col Banco di Sicilia a
  rispettare alcune  indicazioni precise. Ne elenco soltanto alcune
  per evidenziare che il  dettato  di  questa Assemblea non è stato
  rispettato.
       L'ordine del  giorno  diceva,  tra  le  altre  cose, e leggo
  testualmente    al    fine   di   evitare   anche   problemi   di
  interpretazione:   "...  Impegna  il  Governo  della  Regione  ad
  intervenire urgentemente sul Ministro del Tesoro per impedire che
  lo  stesso,   a   norma  di  quanto  previsto  ai  paragrafi  7.2
  dell'articolo  7 del contratto di vendita del Gruppo Mediocredito
  Centrale  alla  Banca  di  Roma,  conceda preventivo e necessario
  assenso  a  stravolgimento  di  piani  industriali difformi dalle
  linee guida a  suo tempo presentate al Tesoro da Banca di Roma in
  sede di offerta definitiva".  Non  mi  pare  che  quanto  è stato
  fatto corrisponda all'indicazione dell'Assemblea.

     CUFFARO, presidente  della  Regione. Richiederemo il parere al
  Ministero. Non lo ha dato il parere il Ministero...

        RAITI. Ora le spiego  per quale motivo non intervenne, anzi
  anticipo immediatamente.
       Per  quanto  riguarda  l'azione preventiva del Ministero del
  Tesoro le posso illustrare, e credo che lei dovrebbe saperlo, che
  il  Governo  si è già espresso in materia, in quanto nella seduta
  della Camera dei Deputati del 19 dicembre 2001, nella discussione
  dell'ordine  del  giorno  n.  1984/98 il Governo della Repubblica
  ha detto, per voce del sottosegretario Giuseppe Vergas, che sulla
  questione non esprime alcun  parere perchè si tratta di questione
  tra banche private.  Vi è  stato, quindi, un intervento di questo
  tipo alla Camera dei Deputati; il che la dice lunga su quale sarà
  il comportamento del Governo della destra, il Governo Berlusconi,
  circa tale iniziativa.
       Non   solo,   l'ordine   del   giorno   che  abbiamo  votato
  all'unanimità  impegnava il Governo della Regione a non accettare
  offerte di concambio, di partecipazione azionaria tra quote BdS e
  quote Regione IRFIS e tra quote Regione BdS e quote Holding Banca
  di Roma.
       Inoltre,   l'ordine  del  giorno  impegnava  il  Governo  ad
  esercitare in  tutte  le  sedi, legali  e  non, qualsiasi  azione
  legittima  di contrasto al tentativo di depauperamento del valore
  del  Banco,  portato  avanti  dal  capogruppo, non  escludendo il
  ricorso    all'esercizio    del    recesso    unilaterale   dalla
  partecipazione    azionaria,    determinata    dal   venir   meno
  dell'affectio  societatis, causata dalla dilatazione dell'oggetto
  sociale  da  Spa  in  Holding  Spa,  previa  adozione  presso  le
  competenti  autorità   di   iniziative  atte  a  sospendere  ogni
  pregiudiziale determinazione.
       Mi  pare, invece, che la relazione adesso illustrata da lei,
  onorevole   Presidente,   tutte   queste   cose   non   le  tenga
  assolutamente  in conto. Anzi, va ben oltre, nel senso che non ha
  tenuto conto del deliberato di questa Assemblea che, come spesso,
  purtroppo,  abbiamo  potuto evidenziare nel corso di questi pochi
  mesi,  viene  considerata,  da  parte  di questo Governo, come un
  Organo  che produce tutti i  giorni  acqua  fresca. Se questo non
  bastasse però è opportuno  evidenziare  che, tra  l'altro, lei si
  contraddice più volte. E' stato dichiarato...

     CUFFARO, presidente della Regione. Non so di che parla...

     RAITI.  Glielo  spiego  subito, onorevole Presidente. E' stato
  più volte, da lei, dichiarato e rapportato nella rassegna stampa:
  "Cuffaro,  a  noi  il  5  per  cento  o  si  rompe.  Impegno  del
  governatore nell'audizione  dei  sindacati all'ARS".  Mi pare che
  l'azione di concambio  così  come  evidenziata  in  ogni caso non
  rispetti nemmeno  quest'altra  indicazione  che  lei più volte ha
  dato per rassicurare la Regione.
       Come  se  non  bastasse occorre evidenziare che nell'accordo
  sottoscritto  il  10  gennaio  del 2002, ora sottoposto al nostro
  vaglio,  viene  stravolta  la garanzia contenuta nel contratto di
  vendita  circa  l'immodificabilità dell'assetto di partecipazione
  del Banco di Sicilia.
       Non   viene   definita   quale  sia  l'effettiva  dimensione
  dell'azienda  Banco di Sicilia scorporata;  le tutele dei livelli
  occupazionali  sono  genericamente  affermate e rinviate nel loro
  contenuto  a trattative non meglio definite in sedi istituzionali
  proprie e senza  inibizione  alcuna  dei  processi di outsourcing
  evidenti nella linea quinta del piano industriale oggi noto.
       Non    sono    poi   esattamente   individuati   i   presìdi
  economicamente  e  storicamente rilevanti per il Banco di Sicilia
  sulla rete  peninsulare, a  fronte  di  un  generico impegno alla
  tutela, alla  conservazione  degli  stessi su tutto il territorio
  nazionale.
       Non  vi  è  chiarezza  nemmeno  sulla  conferma  della nuova
  denominazione  Banco  di  Sicilia,  viene artatamente superato lo
  spirito  stesso  della  partecipazione della Regione nel capitale
  del Banco  di  Sicilia così come è valutato dalla legge regionale
  n. 39/91.
       Viene impedita alla Regione piena disponibilità delle azioni
  ottenute  in  concambio,  se  non  previa autorizzazione da parte
  della Holding.
       Tutte queste cose fanno evidenziare che, nella sostanza, noi
  stiamo affrontando una  problematica  che evidenzia ed ha a monte
  due presupposti  assolutamente  indispensabili,  uno  dei quali è
  quello  forse   più   importante   che   dovrebbe   farci   porre
  un'attenzione particolare nel  momento  in cui andiamo a valutare
  quello che di cui si  sta  ragionando  e quello che si vuole fare
  col Banco di Roma e vedere i dati essenziali di base che stanno a
  monte di quest'operazione.
       Di  fatto,  la  realtà  è  che il  Banco  di  Roma  persegue
  l'obiettivo di incorporare gli assets  principali  del  Banco  di
  Sicilia,   primi   fra   tutti:   il  patrimonio  e  le  attività
  finanziarie,  oltre che ad incamerare le cospicue plusvalenze del
  Banco di Sicilia.
       Quali sono? A titolo meramente  esemplificativo: ci sono nel
  Banco  di  Sicilia  in  questo momento  oltre  500  miliardi  del
  patrimonio dell'IRFIS, di cui solo 175  miliardi  sono  titoli di
  Stato;  ci  sono  300 miliardi  di  plusvalenze  emergenti  dalle
  partecipazioni  del  Banco; ci sono  le  plusvalenze  rinvenienti
  dalle operazioni di acquisizione della  Sicilcassa che hanno dato
  luogo al contributo pubblico della legge Sindona.
       Capite, onorevoli colleghi,  di cosa stiamo parlando? Con lo
  scopo evidente non  di  aumentare  l'efficienza  del  gruppo,  ma
  l'operazione sta per essere fatta e viene portata avanti solo per
  tamponare una profonda crisi  di  Banca  di Roma che, a tal fine,
  sta depauperando ancora una  volta,  con il consenso tentato - io
  spero che quest'Assemblea non lo darà - di depauperare la Regione
  siciliana. E questo noi non possiamo permetterlo e, credo, non lo
  permetteremo.
       Con l'attuazione della fusione  ed incorporazione verrebbero
  meno  definitivamente  le  finalità  che   portarono  la  Regione
  siciliana ad accertare la scomparsa della ex  Sicilcassa e la sua
  incorporazione nel Banco di Sicilia.
       Ricordo   a   tutti  noi  che  quest'operazione  la  Regione
  l'accettò  dopo  aver  ricapitalizzato  i  due istituti con oltre
  millecento miliardi e, stando  a quello che dicono gli esperti da
  me  consultati, oggi  con  il  concambio  noi  non  recupereremmo
  nemmeno quei 1100 miliardi  che  sono stati spesi, ma oltre tutto
  si vanificherebbero gli  obiettivi  che  anche  lo Stato centrale
  perseguiva a suo tempo  -  non certamente questo Stato centrale -
  che erano quelli di  portare  (con  l'intervento  che  vi è stato
  dello Stato centrale  di  4.000  miliardi  -  tra conferimenti ed
  erogazioni della  legge  Sindona - nell'operazione) la Sicilcassa
  ed il Banco di Sicilia,  nonchè il Banco di Sicilia e l'IRFIS nel
  gruppo Mediocredito centrale, successivamente acquisito da  Banca
  di Roma.
       Vedete,  qui c'è un'operazione che a monte vuol  avere ed ha
  obiettivi che sono realmente diversi da quelli di cui oggi stiamo
  discutendo.  Un'operazione che porta ad un netto defraudamento di
  risorse  e  di  patrimonio  della  Regione per saldare situazioni
  finanziarie e debitorie di Banca di Roma che così si rimetterebbe
  in sesto. Credo che  noi  non  lo  possiamo  permettere.  A parte
  questo, che ritengo di avere già evidenziato, anche se in maniera
  non analitica perchè il tempo a mia disposizione non lo consente,
  invito a riflettere  sulle  modalità del procedimento che oggi il
  Governo della  Regione,  il  Presidente  della Regione, onorevole
  Cuffaro, sta cercando di portare avanti.
       Premesso  che io chiedo che l'Assemblea approvi l'ordine del
  giorno,  che  tra  l'altro  riflette  quello  già approvato nella
  seduta  citata  prima,  qualsiasi  operazione  che  stabilisca un
  concambio  o comunque una disposizione patrimoniale della Regione
  -  perchè  di  questo si tratta in ogni caso - certamente non può
  essere  ragionata, certamente non può essere discussa, certamente
  non  può essere approvata con un ordine del giorno ma questo deve
  essere  fatto assolutamente con una norma legislativa.
       E' questo Parlamento che deve autorizzare qualsiasi attività
  di disposizione del patrimonio della Regione siciliana, se ancora
  questo  Parlamento  ha  un senso per lei, onorevole Presidente, e
  per voi membri del Governo
       Mi  sembra  infatti,  da  quello che sta accadendo in questi
  mesi  e da quello che oggi possiamo evidenziare nella discussione
  in corso e  nel modo di portare avanti le operazioni del Banco di
  Sicilia, che questo ruolo il Parlamento non debba nemmeno averlo.
  Ci  ridurremo  solo  ad essere dei passacarte per approvare delle
  cose  che, tra  l'altro, sono decise in altre stanze, senza alcun
  confronto  democratico,  che  in qualunque caso sono state votate
  dal popolo siciliano, tutte incluse, nessuna esclusa.

     TRICOLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TRICOLI. Signor  Presidente, onorevoli colleghi, il Presidente
  della  Regione   nella   premessa   a  questa  sua  relazione  ha
  sottolineato che l'attuale dibattito, ma soprattutto la sorte del
  Banco di Sicilia,  si  svolge in un frangente particolarissimo in
  cui il sistema  economico  e,  in  particolare,  il sistema delle
  imprese che  svolgono  attività  bancaria, subisce un processo di
  privatizzazione, di fusione a livello nazionale.
       In realtà,  questo processo di privatizzazione e fusione non
  é un fenomeno  nazionale, é  un  fenomeno  planetario che abbiamo
  visto accadere in Europa, in tutti i continenti e che é figlio di
  quella globalizzazione di cui spesso parliamo, ma tante volte non
  cogliamo gli aspetti pratici di un simile fenomeno.
       Parlare, oggi, del Banco di Sicilia, così come se ne parlava
  dieci  anni  fa,  quando  c'era  in  discussione la famosa legge,
  citata  anche  dall'onorevole Raiti, sulla ricapitalizzazione del
  Banco e della  Sicilcassa,  è  assolutamente  inopportuno,  é  un
  errore sotto il profilo economico.
       Noi, naturalmente,  possiamo  discutere per giorni interi su
  alcuni criteri,  soprattutto  di  rispetto  delle  leggi formali,
  pubblicate  sulle  Gazzette  Ufficiali,  ma ciò non toglie che il
  nostro  dibattito  su  tali    argomenti é anacronistico sotto il
  profilo dei processi economici che si svolgono in queste ore e in
  questi momenti in tutto il pianeta.
       Possiamo   parlare    delle    leggi    emanate    per    la
  ricapitalizzazione di  Banco  e  Sicilcassa,  degli accordi fatti
  quando avvenne la liquidazione della Sicilcassa, possiamo parlare
  di tantissime cose.  Ma ricordiamoci che mentre parliamo e mentre
  discutiamo accadono tanti  e  tali  di  quei processi da rendere,
  addirittura, superato,  superfluo, anacronistico il dibattito che
  facciamo in questo momento.
       I processi  economici  sono talmente veloci, talmente rapidi
  che quando si viene qui, armati di qualche Gazzetta Ufficiale non
  ci  si  rende  conto  che  stiamo  parlando  di  un'altra realtà,
  superata ormai, stratificata storicamente.
       Dobbiamo parlare di  quello  che  accade  ora.  Siamo in una
  situazione in cui  non  ci  siamo venuti a trovare per l'attività
  svolta da  questo  Governo  regionale.  Il  paragone  non  regge;
  parlare di ciò che avviene all'interno del Governo regionale e di
  ciò che avviene all'interno  del Banco di Sicilia non si può fare
  perché sono due pianeti completamente diversi.
       Noi veniamo da una situazione in cui il Banco di Sicilia era
  una cassa della  Regione  con  cui  venivano  finanziati i grandi
  gruppi imprenditoriali,  con  cui  veniva  finanziata  la Regione
  siciliana, con cui venivano finanziati gli Istituti autonomi case
  popolari, con centinaia e centinaia di miliardi di debiti fatti a
  qualunque  titolo,   da   tanti   soggetti  che,  direttamente  o
  indirettamente, erano  collegati  con  la  Regione  siciliana  e,
  comunque, con il sistema pubblico.
       Oggi ci troviamo  di  fronte  ad  una situazione bancaria in
  cui, ormai, non  c'é  più  la piccola banca, il piccolo banchiere
  che svolge un'attività di grande penetrazione sul territorio.
       Ormai, ci troviamo  di fronte a grandi colossi che manovrano
  migliaia di miliardi di  lire, oggi milioni e milioni di Euro, da
  un continente all'altro, attraverso lo strumento bancario.
       Di questo dobbiamo  parlare  e, cioè, della necessità che il
  Governo regionale prenda  una  decisione  che  sia in linea con i
  tempi,  ma  soprattutto  di  una  decisione  che,  ovviamente,  é
  scontata - perché  l'economia  va  in  quella  direzione  -  deve
  cercare di tutelare  e  salvaguardare  ciò  che  la politica deve
  tutelare   e   salvaguardare:   il   mantenimento   del   livello
  occupazionale, i  rapporti  con  le  organizzazioni sindacali, il
  livello  delle  pensioni che il Banco di Sicilia mensilmente deve
  garantire.  Deve  svolgere  soprattutto  un  ruolo  di  garanzia,
  all'interno della Holding,  della Regione siciliana e del tessuto
  economico siciliano.
       Allora, io credo  che  a tutti questi interrogativi, a tutte
  queste problematiche delle quali si deve occupare la politica, il
  Governo  con  la  sua  relazione  dà  delle  risposte,  perché  -
  parliamoci chiaro -  il documento presentato dal Presidente della
  Regione  è  frutto  di  mesi  di  trattative,  di  dibattito,  di
  incontri, di scontri, di azioni legali che sono state esercitate,
  di attività extragiudiziali,  di  un  braccio di ferro fortissimo
  non con qualche banchetta.
       Il Governatore della Banca d'Italia, Fazio, non si capisce a
  dire  la verità a  quale  titolo,  è  venuto  a  Palermo, in  una
  occasione  in  cui era assolutamente  inopportuno   fare   questi
  riferimenti, a ribadire che  il  Banco  di Sicilia non poteva che
  essere ceduto alla  Banca  di  Roma,  relazione  fatta davanti al
  Presidente di Banca  di Roma, anche lui inopportunamente venuto a
  Palermo in quella occasione.
       E' dunque tutto un  sistema  che voi conoscete bene e sapete
  bene di cosa parlo, che si  è attivato per far sì che il Banco di
  Sicilia finisse all'interno di un gruppo che è, ve lo ricordo, un
  gruppo bancario che è  la concentrazione e fusione a sua volta di
  altri tre gruppi bancari  che  esistevano fino a qualche anno fa.
  Quindi, un colosso  assolutamente  di  primo  livello, che è vero
  prende il patrimonio attivo  del Banco di Sicilia, prende ciò che
  fa parte del Banco  di  Sicilia,  ma si assume, ovviamente, anche
  gli oneri, non  soltanto  quelli  economici,  ma  anche quelli di
  traino dell'economia isolana  e pertanto assume  un  impegno  nei
  confronti di un'intera realtà economica.
       Credo, quindi, che il documento del Presidente della Regione
  sia  estremamente  puntuale  e devo dire con molta franchezza, in
  riferimento  agli  interventi  che  hanno preceduto il mio - beh,
  sull'ordine del giorno  mi sembra ci sia stata una contraddizione
  in termini - credo  che l'ordine del giorno che abbiamo approvato
  sia perfettamente in sintonia  con la relazione del Governo e con
  l'ordine del giorno che andremo ad approvare.
       Il  Ministero  dell'Economia  non  ha  dato  nessun  assenso
  all'operazione perché attende proprio la posizione della Regione,
  è questa la cosa  più  importante.  Tutti  gli altri obblighi che
  erano stati posti  a  carico  del  Governo  nelle trattative sono
  stati assolti nell'accordo bilaterale tra Governo e Banca di Roma
  e sono stati quindi garantiti da parte di Banca di Roma.
       C'è  sicuramente  l'obiezione  dell'onorevole Capodicasa sul
  valore del concambio, sulla valutazione del Banco, non c'è dubbio
  che possiamo stare qui  a dibattere per giorni e giorni su questo
  argomento.  Ma l'onorevole Capodicasa sa benissimo - e d'altronde
  non ne ha fatto mistero neppure lui, l'ha detto con grande onestà
  intellettuale e con grande onestà intellettuale credo anche io lo
  debba dire - che  sul  concambio,  sulla valutazione del Banco di
  Sicilia possiamo stare a  discutere  ore e ore, basti pensare che
  quando nel 1991 fu  fatta  la  valutazione  del Banco di Sicilia,
  furono  fatte anzi  le  valutazioni  del  Banco  di  Sicilia  per
  stabilire qual era  il  valore  patrimoniale  del  Banco,  su tre
  valutazioni ci sono stati tre differenti risultati da parte delle
  società, dagli advisor  incaricati  di  fare  tale valutazione, e
  stiamo parlando di una  differenza tra la valutazione più bassa e
  la valutazione più alta di circa mille miliardi.
       Allora, cari amici,  capite  bene che valutare il patrimonio
  del  Banco  di  Sicilia,  ma  anche  valutare  il  patrimonio  di
  qualunque azienda è  cosa  difficilissima, è cosa direi per certi
  versi impossibile, è una  verità  scientifica che in realtà non è
  mai scientifica, ma  soprattutto  su  quell' argomento che si era
  sollevato della differenza  tra lo stato patrimoniale e il valore
  di quotazione in Borsa  e, addirittura, fare un confronto tra due
  valori assolutamente disomogenei.
       D'altronde, basti pensare  a  ciò  che avviene in Borsa dove
  società collegate alla  new economy, ipervalutate, vedono il loro
  prezzo crollare, proprio perchè non hanno in realtà un patrimonio
  materiale adeguato per sostenere quello  che  poi è il prezzo che
  viene stabilito appunto  nella  libera contrattazione del mercato
  di Borsa, da operatori  che  fiutano il momento, che stabiliscono
  il prezzo di vendita o di  acquisto  in  base  a  quella che è la
  possibilità di penetrazione del mercato di quell'azienda.
       E allora io credo che addentrarci in una discussione se quel
  3,15 con cui valutiamo l'azione di Banca di Roma, cioè una azione
  del Banco di Sicilia è 3,15, quella di Banca di Roma è certamente
  un'operazione sulla quale possiamo stabilire e dibattere a lungo,
  ma è anche una discussione che non vedrà mai una fine.
       Concludo,  pertanto,  annunciando  il  voto  favorevole  del
  Gruppo di Alleanza Nazionale sulla relazione del Presidente della
  Regione,  sperando  naturalmente che il ruolo che la Regione avrà
  all'interno  del Banco di Sicilia possa essere veramente incisivo
  soprattutto se - me lo  consenta il Presidente della Regione - si
  riuscirà - come io credo  sia  possibile  -  a stabilire un ruolo
  importante per l'Irfis  che  è  una  azienda estremamente valida,
  solida, dinamica e  che  potrebbe  essere  appunto  uno strumento
  utile peril futuro dell'economia isolana.

     FLERES. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES. Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  io non so se
  lei  e molti colleghi abbiate letto il libro "Il socio"   o visto
  il  film  che ne è stato tratto;  è un libro che descrive scenari
  di  fantaeconomia,  di  fantagiustizia, di fantapolitica ai quali
  però   dobbiamo   cominciare  ad  abituarci  se  vogliamo  capire
  esattamente  qual  è  il terreno sul quale ci stiamo muovendo, un
  terreno  complesso  con  interessi  smisuratamente  elevati,  con
  intelligenze  che  si  muovono, che certamente non possono essere
  valutate   sulla  base  di  un  dibattito  parlamentare  talvolta
  improvvisato,    talvolta    affidato    ad   elementi   incerti,
  approssimativi,  sicuramente  non  chiari  nè definiti, se è vero
  - come è vero - che  anche gli esperti che dovrebbero compiere le
  valutazioni che noi  affidiamo loro hanno difficoltà nel prendere
  coscienza, nel conoscere  gli  elementi  necessari  a compiere le
  valutazioni che devono compiere.
       Cosa intendo dire?  Onorevole  Presidente,  intendo dire che
  nel contesto di  economia  globalizzata, a cui giustamente faceva
  riferimento l'onorevole Tricoli,  noi  non dobbiamo pensare ad un
  percorso che vede il Banco di Sicilia in una fase terminale della
  sua evoluzione, nè Banca di  Roma in una fase terminale della sua
  evoluzione.
       Se  pensassimo  a questo, probabilmente non avremmo compreso
  che il percorso globalizzante del sistema creditizio nazionale ed
  internazionale   è   soltanto   all'inizio;   nel   nostro  Paese
  resteranno in piedi tre, forse quattro grossi istituti di credito
  secondo  un  percorso di incorporazioni successive che, in questo
  momento,  stiamo  soltanto  valutando  per  i primi passi, per le
  prime mosse che si stanno venendo a sviluppare.
       In  questo  contesto,  onorevoli  colleghi,  probabilmente è
  opportuno  che  il  Governo  della  Regione  e,  soprattutto,  il
  Parlamento siciliano, che poi dovrà approvare una legge su questo
  tema, tentino di avere le idee chiare, e per avere le idee chiare
  devono essere messi  nelle  condizioni  di  conoscere  i  diversi
  aspetti di questa vicenda.
       E chi è che dovrebbe mettere il Parlamento, il Governo nelle
  condizioni di  conoscere  i diversi aspetti di questa vicenda?
       Ma sicuramente  gli advisor ai quali la Regione siciliana si
  è rivolta per compiere le valutazioni necessarie a comprendere se
  questa operazione di incorporazione è vantaggiosa, è svantaggiosa
  o è  indifferente.
       Allora, io sono convinto che indifferente non lo è di certo,
  soprattutto se  pensiamo  alla  storia  del  Banco di Sicilia e a
  quello che ha significato  nell'  economia  della  Regione  e nel
  processo di sviluppo  delle imprese siciliane, anche nel processo
  di decadenza delle imprese siciliane, in taluni casi.
       E, allora,  onorevoli  colleghi,  io non credo che in questo
  momento  noi  dobbiamo  limitare  il  ragionamento alla questione
  fotografata alla  data odierna. Alla data odierna noi ci troviamo
  con una  situazione  che prevede la presenza di 23.411.500 azioni
  del Banco di Sicilia che,  convertite  in azioni di Banca di Roma
  al coefficiente del  3,15,  producono 73.746.225 azioni, appunto,
  di  Banca  di  Roma,  azioni  che  oggi  valgono  2,6  euro,  una
  valutazione che sicuramente è tra  le più alte, forse la più alta
  degli ultimi sei mesi di vita  di Banca di Roma. Ma è sufficiente
  questa valutazione per stabilire il percorso da compiere?
       Io dico sicuramente di no. E dico di no nel bene e nel male.
       Perchè,  se  dovessimo  prendere  in considerazione soltanto
  questi   aspetti,  dovremmo  dire  che  l'operazione  che  stiamo
  compiendo  produrrebbe  per  le  casse  della Regione una perdita
  secca di 229 miliardi, che sono la differenza tra il valore delle
  azioni secondo  il  calcolo che ho poc'anzi descritto e il valore
  della  ricapitalizzazione  che  la Regione siciliana ha fatto sul
  Banco di  Sicilia,  pari  a  circa  600 miliardi; 229 miliardi di
  perdita secca  che  si iscrivono nel bilancio della Regione e che
  determinano  un'  apparente non vantaggiosità dell'operazione che
  si va  a  determinare.
       Ma non è soltanto questo l'elemento che dobbiamo prendere in
  considerazione.  Non  dobbiamo  partire  solo  dal valore ad oggi
  delle azioni  del  Banco  di  Sicilia  e dal valore ad oggi delle
  azioni di Banca di Roma.
       C'è  anche un problema di valutazione patrimoniale del Banco
  di Sicilia e di valutazione  patrimoniale  di Banca di Roma.  C'è
  un problema di calcolo dei dubbi esiti del Banco di Sicilia e del
  calcolo dei dubbi esiti di Banca di Roma.
       C'è un problema di valutazione di mercato di Banca di Roma e
  c'è un problema  di  valutazione,  ai  fini della incorporazione,
  della medesima Banca di Roma.
       Allora,  tutti  questi aspetti, onorevole Presidente, devono
  portarci   ad  essere  estremamente  cauti  nel  mandato  che  il
  Parlamento  deve  rassegnarle  per  proseguire la trattativa e il
  negoziato con Banca di Roma e, soprattutto, per invitare la Banca
  d'Italia, garante, comunque,  di una iniziativa di questo genere,
  in quanto garante dei risparmiatori dei soci e di Banca di Roma e
  del Banco di Sicilia,  garante di un'operazione che sarebbe grave
  se, alla fine della  stessa,  non dovesse produrre il risanamento
  di Banca di Roma dal  dissesto annunziato, che è frutto di questa
  diversa valutazione del  patrimonio,  dei dubbi esiti, del valore
  azionario della stessa Banca di Roma.
       Un percorso questo che deve portarci, quanto meno, onorevole
  Presidente, ad evitare  che  accada  un  fenomeno:  quello  della
  ipovalutazione del Banco di  Sicilia  e di una ipervalutazione di
  Banca di Roma.
       Se questo  accadesse, la partecipazione finale alla holding,
  così come lei  stesso  l'ha  annunziata poc'anzi, del 4 e dispari
  per cento per la Regione  e  del  4  e  dispari  per cento per la
  Fondazione, in realtà,  non  sarebbe tale;  infatti, se calcolata
  sulla   base   di   parametri   omogenei,   significherebbe   una
  partecipazione della Regione  siciliana  e della Fondazione Banco
  di Sicilia che andrebbe  ben  oltre le percentuali indicate nella
  sua relazione, che andrebbe a  circa  sei  punti  nell'uno caso e
  nell'altro, quindi, comunque con un guadagno rispetto all'attuale
  esito finale del calcolo della valutazione.
       Ma  neanche  questo  è  sufficiente,  onorevole  Presidente.
  Infatti, cosa accadrebbe se Banca  di  Roma,  in  virtù di questa
  operazione di incorporazione,  non  dovesse  risanare  il proprio
  dissesto e non  dovesse,  quindi,  riuscire  a  salvaguardare  la
  propria autonomia?  Significherebbe  che  noi  avremmo acquistato
  azioni che, in  realtà,  non  valgono assolutamente nulla, perché
  verrebbero poi, a loro volta, incorporate in una operazione molto
  più grande all'interno della quale il peso del nostro 9 per cento
  scarso, conquistato nei modi  che  sono stati enunciati nella sua
  relazione, in realtà  scenderebbe ulteriormente fino a perdere di
  significato, fino a non garantire  più  non  soltanto - e sarebbe
  forse  il  meno  - il  bilancio  della  Regione,  ma  neanche  il
  patrimonio e i depositi del Banco di Sicilia.
       Signor Presidente, onorevoli colleghi, il percorso è avviato
  e  su  questo  non  ci sono dubbi, però ciò non significa che noi
  dobbiamo prendere per buoni gli elementi  che  ci vengono forniti
  o, anzi, non riuscire a prendere in considerazione né  in bene né
  in male gli elementi che non ci  vengono  forniti, appunto perché
  non ci vengono forniti.
       Con l'incorporazione nella Banca di Roma il Banco di Sicilia
  verrebbe   coinvolto,   se   i  dati  che  sono  stati  paventati
  dall'onorevole  Capodicasa  e da altri fossero veri, in una crisi
  non  sua, non propria ed il sistema creditizio siciliano verrebbe
  travolto e perderebbe ogni ruolo.
       Dunque, onorevole  Presidente,  io  sono  convinto che nella
  ulteriore linea  che  questo  Parlamento  deve  indicarle  per le
  successive fasi  che  devono  essere  portate  a compimento nella
  trattativa, si  debbano  aggiungere  elementi  che  portino  alla
  conoscenza   reale   della  situazione  patrimoniale,  debitoria,
  creditoria, della situazione delle esposizioni, dei dubbi esiti e
  quant'altro di Banca di Roma, alla  omogeneizzazione  del calcolo
  di questi con il calcolo dei medesimi presso  il Banco di Sicilia
  per una equiparazione che sia affidata ad  una  unità  di  misura
  uguale.   Diversamente  saremmo  nelle   condizioni   di   dovere
  sostanzialmente  vendere  sottocosto  il   nostro   prodotto   ed
  acquistare sovrapprezzo il prodotto ed acquistare sovrapprezzo il
  prodotto di altri. Questa sicuramente  non  sarebbe un'operazione
  vantaggiosa; come non lo è in questo  momento, se noi limitassimo
  il rapporto di conversione al 3,15  con  una  perdita  conclamata
  aritmetica di circa 230 miliardi.
       Allora, onorevole Presidente,  non le pare il caso - io sono
  convinto di sì-  che  la linea che il Parlamento deve darle debba
  essere la  più  garantista  possibile rispetto a questo punto? Io
  non so se  già  nell'ordine  del  giorno  che si sta preparando o
  negli  ordini   del   giorno  che  si  stanno  preparando  queste
  osservazioni  sono  contenute;  non  so,  per  esempio,  se  sono
  contenuti elementi  di garanzia rispetto al comportamento ed agli
  elementi che  ci  vengono forniti nelle valutazioni degli advisor
  di pertinenza della  Regione  siciliana e poi nel rapporto tra la
  Regione siciliana  e  Banca d'Italia, frutto degli elementi e dei
  dati certi, a  quel  punto, che noi dovremmo avere la capacità di
  acquisire.
       Onorevole Presidente, io sono convinto che lei fino a questo
  momento   abbia   condotto   un'abile   trattativa,  ma  un'abile
  trattativa forse non sufficientemente supportata dalla veridicità
  degli atti e dei dati che sono stati forniti.
       Forse,  un  momento  di  attenzione e di verifica, anche con
  un'interlocuzione   diretta,   con   gli   advisor   nelle   sedi
  parlamentari  sarebbe  auspicabile,  proprio per fare in modo che
  gli elementi che noi chiediamo, che i calcoli delle valutazioni e
  delle  comparazioni  che  riteniamo si debbano compiere avvengano
  nella   misura   e   nella  maniera  più  trasparente  possibile;
  diversamente  ci sarà sempre il dubbio, la preoccupazione che noi
  si  stia sostanzialmente assecondando un disegno che non produrrà
  alcun  effetto  benefico  nè nei confronti di Banca di Roma, cosa
  che mi importerebbe relativamente, nè, soprattutto, nei confronti
  del   Banco   di   Sicilia,   cosa   che  mi  importerebbe  anche
  relativamente,   se  presso  il  Banco  di  Sicilia  non  fossero
  depositati i risparmi di migliaia e migliaia di siciliani e se il
  Banco   di  Sicilia  non  fosse  il  responsabile  di  moltissime
  operazioni che si intestano alla Regione siciliana in via diretta
  o anche attraverso l'IRFIS.
       Dunque, signor  Presidente, onorevoli colleghi, io credo che
  questa  seduta  non  possa  concludersi  con  una  considerazione
  approssimativa,     affrettata     e     superficiale    rispetto
  all'indicazione che  deve  essere  data al Governo della Regione,
  perchè questo non  ci  consentirebbe di essere chiari e precisi e
  sicuramente non  consentirebbe  a lei, onorevole Presidente della
  Regione, di  essere  sufficientemente  coperto sul piano politico
  rispetto alle  decisioni  che  dovrà assumere, che sono decisioni
  sicuramente importanti.
       Forse, una  più accurata riflessione rispetto al mandato che
  lei deve  ricevere  da questo Parlamento sarebbe opportuno che ci
  fosse.

     PRESIDENTE. E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole Croce. Ne ha
  facoltà.

     CROCE. Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, non  é  stato
  facile e non  é  facile  trovare una soluzione alla questione che
  stiamo dibattendo.
       Purtroppo,  ho  difficoltà  a  parlare,  perchè più continua
  l'esame  della finanziaria e del bilancio e più si abbassa la mia
  voce.
       Ho preparato un  breve  intervento che ho già fatto in parte
  allorquando  abbiamo  affrontato  il  Documento di programmazione
  economico-finanziaria,  del  Banco  di  Sicilia ci siamo occupati
  ampiamente.  L'argomento,  lo  ricordo  a  me stesso e a tutti, é
  molto   delicato,  non  soltanto  perché  riguarda  il  Banco  di
  Sicilia,  un  pezzo  importantissimo  della  storia  della nostra
  Isola,  ma  anche per le implicazioni che esso comporta in ordine
  al nostro futuro, al futuro delle generazioni siciliane.
       Più  volte  in  quest'Aula,  parlando  del Banco di Sicilia,
  abbiamo sentito paventare i pericoli per una possibile perdita di
  posti  di  lavoro.  Si  teme  che  il Banco di Sicilia, una volta
  incorporato  nella  Banca di Roma, possa non avere più bisogno di
  una buona parte dei dipendenti che oggi vi prestano servizio.
       Sono  preoccupazioni  che  condividiamo  e  bene ha fatto il
  Presidente  della  Regione, onorevole Cuffaro, a chiedere precise
  garanzie ai vertici della Banca di Roma in ordine al mantenimento
  degli attuali livelli occupazionali.
       Tuttavia,   in   questa   sede   vorrei  esternare  un'altra
  preoccupazione,  signor  Presidente,  una preoccupazione che, del
  resto,  insieme  con  altre  preoccupazioni  mi  ha spinto, nella
  qualità  di  Presidente della Commissione 'Bilancio e finanze' di
  questo Parlamento, a presentare un'interpellanza al Governo.
       La mia  preoccupazione  penso sia la preoccupazione di tanti
  altri colleghi e  di  tanti  altri siciliani e riguarda la futura
  gestione della  holding  nella quale entreranno a far parte Banca
  di Roma, Banco di Sicilia ed altri possibili soggetti.
       In questi giorni di difficile trattativa  portata avanti dal
  Governo regionale  mi sono sempre chiesto che garanzie avremo noi
  siciliani in ordine alle strategie della nuova holding bancaria.
       Per  arrivare  al dunque, la mia preoccupazione  può  essere
  sintetizzata  nella seguente domanda: come verranno  impiegati  i
  soldi  risparmiati dai siciliani e raccolti dalla  nuova  holding
  bancaria  in  via  di  costituzione?  A  questa domanda, che a me
  sembra centrale, una risposta penso di averla già.
       Onorevoli colleghi, a noi non può sfuggire che dietro questa
  operazione   bancaria,   oggi   giunta   alla   conclusione   con
  l'incorporazione del Banco di Sicilia nella Banca di Roma  e  con
  la creazione della nuova holding, ci sia sempre stata la discreta
  condiscendenza, se  non la regìa, della grande banca centrale, la
  Banca d'Italia.
       Ciò mi conforta e credo che debba confortare tutti perché la
  Banca d'Italia non  può  che fare gli interessi di tutto il Paese
  e,  quindi,  anche  quelli  della  Sicilia e dei Siciliani. Sotto
  questo  profilo, in quanto deputato di questa Assemblea, mi sento
  ampiamente garantito.
       Vorrei ricordare che le vicissitudini del  sistema  bancario
  siciliano hanno radici molto lontane.
       Ricordo, avendo  prestato servizio per tanti anni presso gli
  uffici della  gloriosa  Sicilcassa, che già nella metà degli anni
  '80 in Sicilia si parlava di un sistema bancario claudicante.
       Nella nostra  Regione  il  denaro  costava più che nel resto
  d'Italia. Si  disse  che  con  l'arrivo  nell'Isola  delle grandi
  banche del  centro-nord  d'Italia  il costo del denaro si sarebbe
  abbassato. Le  grandi  banche  del  nord arrivarono, fu quella la
  "calata"  in   Sicilia   dei   grandi  istituti  di  credito  del
  centro-nord d'Italia, i problemi, però, rimasero tali e quali, se
  è vero  che,  nonostante  l'arrivo  di  questi nuovi soggetti, il
  costo del denaro  in  Sicilia  rimase  più alto rispetto ad altre
  aree del Paese.  Vorrei ricordare a quest'Aula la crisi del Banco
  di Sicilia  del  1993  con le dimissioni dell'intero consiglio di
  amministrazione  dell'epoca,  quindi  le indagini giudiziarie sul
  Banco di Sicilia,  un'inchiesta  che  fece  scalpore  e  che si è
  conclusa  proprio   in   questi   giorni   con  la  richiesta  di
  archiviazione per tutti gli ex amministratori del Banco.
       Ricordo,  altresì,  la  crisi della Sicilcassa, altra storia
  non  bella:  una  vicenda  che  si  concluse  con la liquidazione
  amministrativa  coatta di quella banca, eravamo nel settembre del
  1997, e la sua successiva scomparsa.
       E ancora  il  passaggio  del  Banco  di  Sicilia  e  dell'ex
  Sicilcassa in  Mediocredito,  parlo  del Mediocredito centrale, e
  poi il passaggio dello stesso Mediocredito in Banca di Roma.
       Siamo  così  arrivati  ai  giorni  nostri.  In  tutti questi
  passaggi  assai  sofferti  c'è  sempre  stata l'attenta vigilanza
  della  Banca d'Italia, una vigilanza che arriva fino ad oggi. Io,
  quale presidente della Commissione Bilancio e finanze, lo ricordo
  per  la seconda volta, ho presentato un'interpellanza ma non l'ho
  fatto  per mettere in difficoltà l'attuale Governo regionale o il
  Governatore,  al contrario: ho presentato l'interpellanza proprio
  per  dare  forza  al  Governo  regionale fino a qualche giorno fa
  impegnato in una difficilissima trattativa per la definizione del
  concambio delle azioni tra Banca di Roma e Banco di Sicilia.
       Oggi  la  stima  del  valore delle azioni si è conclusa. Non
  tocca  certo  a  me formulare un giudizio sul lavoro svolto e sui
  livelli di concambio raggiunti. In un certo senso devo anche dare
  ragione all'onorevole  Tricoli  quando  rappresenta il caso molto
  difficile e,  quindi,  le valutazioni sono sempre sofferte.
       Nelle scorse settimane ho sostenuto la tesi secondo la quale
  la  Regione   siciliana  da  sola  avrebbe  potuto  chiedere  una
  percentuale superiore  a  circa  il  sei per cento. Questa cifra,
  credetemi, non è  campata  in  aria,  veniva  e viene fuori da un
  ragionamento sui  valori  del  concambio  in  relazione  anche al
  calcolo del  patrimonio  netto  delle due banche. Sto parlando di
  cose vere, non  sto  rinnegando  nulla di quello che ho scritto e
  che continuo a condividere.
       Oggi, al di là della veridicità di certe affermazioni, al di
  là dei  dubbi  in  ordine  ad una possibile sopravvalutazione del
  patrimonio  netto di Banca di Roma, devo dare atto, dobbiamo dare
  atto  al  Presidente  Cuffaro,  al  capo del Governo regionale di
  avere fatto il possibile, e forse anche l'impossibile, e di avere
  raggiunto  un  risultato  tutt'altro che disprezzabile.  E credo,
  insieme  con  tanti  altri  colleghi  di  avere dato un minimo di
  contributo.
       Per onestà dei  fatti  devo ricordare che l'attuale Governo,
  in  ordine alla  vicenda  Banco  di  Sicilia,  ha  ereditato  una
  situazione  pesante  e,  in   buona  parte, già  compromessa.  Il
  presidente Cuffaro ed i suoi collaboratori, questo dobbiamo dirlo
  e  ribadirlo  con   grande   franchezza   e   con  grande  onestà
  intellettuale,  non   avevano   ampi  margini  di  manovra  nella
  trattativa che hanno  condotto,  sono  partiti  da una situazione
  difficilissima  ed in  buona  parte  hanno  recuperato  spazi  ed
  agibilità.
       Il  personale  dell'attuale  struttura  del Banco di Sicilia
  verrà  tutelato,  su  questo fronte c'è l'impegno dei vertici del
  Banco di Roma  e  noi  non possiamo mettere in dubbio la parola e
  gli impegni assunti  da  Banca  di  Roma.
       Lo  ricordo  ancora una volta a me stesso e a quest'Aula: in
  questa  vicenda  molto  sofferta  si intravede la sapiente azione
  della  Banca  d'Italia, e ciò è per me la vera garanzia che rende
  l'operazione   trasparente   anche   se  non  priva  di  elementi
  problematici  in  ordine  a  un  futuro  che non possiamo, certo,
  prevedere.  Poichè  in  questa  vicenda c'è l'impegno della Banca
  d'Italia, noi non possiamo tirarci indietro;  dobbiamo mettere da
  parte  le  nostre  eventuali riserve, che sono riserve mentali, e
  dare il nostro contributo anche in quest'ultimo passaggio d'Aula.
       Il resto,  signor  Presidente, è tutto da scrivere, vedremo
  Condivido l'ordine  del  giorno  anche  se esso può sempre essere
  rimodulato, si  possono  sempre  trovare momenti di intesa con le
  parti politiche  che  magari  non  condividono  in questo momento
  questa impresa  e condivido altresì l'opera svolta dal Presidente
  della Regione.

     PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole D'Antoni. Ne ha
  facoltà.

     D'ANTONI .  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, credo che
  rispetto alla  discussione che abbiamo avuto in quest'Aula quando
  approvammo, unitariamente, un  ordine  del  giorno forte rispetto
  agli  interessi  della  Sicilia   che   difendevamo   in   quella
  circostanza sia avvenuto qualcosa di  diverso  che questa sera il
  Presidente della Regione ha esposto  nel  presentarci,  lo  stato
  delle  trattative  e  il  fatto che  si  possa  arrivare  ad  una
  conclusione  positiva  se   vengono  rispettati  alcuni  elementi
  essenziali. E' inutile qui fare  tutta  la  ricostruzione e della
  vicenda del Banco di Sicilia e della  vicenda  in generale che ci
  ha portato a questo dibattito; la gran  parte  di  noi la conosce
  bene  avendo  svolto attività o in  quest'Aula  o  altrove  e  sa
  perfettamente che uno dei fattori di  crisi della Sicilia è stato
  ed  è  proprio  quello  di  non  avere  proprie  forti  strutture
  finanziarie  in grado di competere nel  nuovo  quadro  che  si  è
  determinato  e,  quindi,  di  essere   ai   margini  del  mercato
  finanziario e delle sue evoluzioni.
       Per questa ragione,  le  crisi  che  si  sono succedute e lo
  sbocco che ebbe la vicenda del Banco di Sicilia negli anni scorsi
  determinarono questa situazione e l'arrivo, per certi versi, (non
  c'è scandalo)  di altri istituti finanziari in Sicilia come terra
  in cui  è  possibile  investire, raccogliere risparmi non può che
  essere da  noi salutato positivamente. Penso infatti che un falso
  sicilianismo,   un  mediocre  sicilianismo,  che  difendesse  per
  principio tutto quello che è siciliano anche quando non funziona,
  non determinerebbe, come spesso è successo, condizioni positive.
       Quindi,  a me pare che l'avvio in Sicilia di una concorrenza
  bancaria  tra istituti diversi sia l'elemento di un interesse che
  la  Sicilia  oggi  desta a livello dei mercati finanziari e spero
  che prosegua  sempre di più, perchè ciò significherà non soltanto
  raccogliere risparmio  ma,  soprattutto,  (e  questo è il vincolo
  politico perchè  di  altro  non  possiamo  parlare)  che le quote
  investite  in   Sicilia   siano  sempre  superiori  al  risparmio
  raccolto. Ho qui  ascoltato  -  ci  tornerò  tra pochissimo - una
  discussione importantissima  sui  concambi  che è una cosa sempre
  fondamentale.  Per  me le tre questioni fondamentali di qualunque
  accordo bancario,  con  chiunque  fatte sono queste. La prima per
  l'interesse della  Sicilia: chi viene qui si impegni ad investire
  più  di   quello   che  raccoglie.  La  seconda:  che  i  livelli
  occupazionali siano  consolidati  e  sviluppati. La terza: che il
  ruolo della  Sicilia,  in  questo  caso della Regione, sia tenuto
  sempre in grande considerazione.
       Noi eravamo partiti sulla vicenda  del  Banco,  del rapporto
  con Banca di Roma esattamente da una condizione in cui queste tre
  operazioni, che per me sono le questioni fondamentali per dare un
  giudizio  rispetto  a  qualunque  operazione  di questo tipo, non
  c'erano  completamente,  nel senso che Banca di Roma è venuta con
  un  atteggiamento  arrogante  tale  da  determinare  una reazione
  nostra,  dei  lavoratori  interessati,  ma  io  penso dell'intera
  Sicilia che qui abbiamo registrato.
       Quella  reazione  ha   determinato   un   cambiamento  nelle
  posizioni della Banca di Roma,  nelle  posizioni  del  Parlamento
  nazionale, nelle posizioni del Governo  nazionale tale da portare
  ad una trattativa che oggi noi  siamo  qui  chiamati a giudicare
  e  che  allora  non c'era. Perchè Banca di Roma si era presentata
  come  quella che, avendo la maggioranza del Banco di Sicilia, non
  lasciava  a quest'ultimo che una scelta: accettare quello che gli
  veniva  proposto  oppure recedere vendendo la sua quota.  Invece,
  come  abbiamo  assistito,  si  è  aperta  una  trattativa, si può
  giudicare  oggi  se la trattativa sia soddisfacente o meno, ma la
  questione è che noi, tutti in questo caso il Parlamento, le forze
  sociali,  tutti  quelli  che  si  sono mobilitati, i parlamentari
  nazionali abbiamo ottenuto una fase diversa, una trattativa che è
  entrata nel merito che oggi noi siamo chiamati a giudicare.
       E correttamente  aggiungo  che  il  Presidente della Regione
  stasera   dice   che,  prima   di  continuare  la  trattativa  ed
  eventualmente  concluderla, vuole da questo Parlamento un mandato
  vincolato.
       Io penso che  qui sia sfuggito questo che è un passaggio che
  giudico importantissimo  perchè  dà  l'idea  di  un  Governo  che
  capisce l'importanza del  fatto di avere dietro di sè un consenso
  forte  nella  trattativa;  diversamente, partendo dal presupposto
  che ho una  maggioranza già precostituita, posso concludere e poi
  ratificare. Invece, qui è stato detto di volere un mandato, ma un
  mandato vincolato perchè  Banca di Roma e tutti gli interlocutori
  sappiano che dietro  quella  posizione  non  c'è  una  carica, un
  Presidente, un Governo  ma  c'è  l'intera  Assemblea; si potrebbe
  dire con un termine retorico l'intero popolo siciliano.
       Allora, in questo senso io penso  che il nostro sforzo debba
  essere questo. Quali vincoli ci  vogliono  in  questo mandato per
  gli interessi della Sicilia? Per me  restano quei tre vincoli che
  ho detto prima. E cioé che ci sia un impegno per cui il risparmio
  raccolto sia  inferiore  agli  investimenti  da  fare  - una cosa
  delicatissima di cui  si  parla  pochissimo  ma  che  è  il punto
  decisivo  se  vogliamo  strumenti  finanziari  che  servano  allo
  sviluppo della  Sicilia;  che  i  livelli occupazionali siano non
  solo  garantiti,   consolidati  ma  sviluppati;  che  la  Regione
  siciliana abbia un ruolo decisivo nel nuovo assetto.
       La questione del concambio non  è  importante a mio giudizio
  per la questione della lira in più o in meno, è importante perchè
  determina la quantità  di  presenza. Ed io penso che un obiettivo
  attorno al 10  per  cento  tra  le  Regione e la fondazione di un
  grande gruppo,  quale  quello  che  si sta costituendo attorno al
  Banco di Roma, sia una cosa importante.
       Siccome  ho   sentito   una  discussione  significativa  sul
  concambio, noi abbiamo un'occasione  che  a novembre non avevamo.
  Banca di Roma ha aperto un'acquisizione su una Banca del Nord, in
  questo caso la Popolare  di  Brescia  che  sta  avendo gli stessi
  problemi e al contrario,  del  Banco di Sicilia e, pur essendo in
  una realtà che tutti  ben  sappiamo, molto più solida, più forte,
  economicamente e finanziariamente  tra  le più forti del mondo e,
  tuttavia, ha bisogno di  integrarsi  e Banca di Roma ha fatto una
  proposta appunto di  integrazione che pone lo stesso problema del
  concambio.
       Non  c'é  bisogno  di  inventarsi  cose  incredibili, perché
  leggeremo sui giornali del  concambio  di  Banca  di  Roma con la
  Popolare di Brescia e  del  concambio  della Banca di Roma con il
  Banco di Sicilia;  quindi,  basterà fare un rapporto corretto. La
  Banca  di  Roma   sul   suo   valore   non   può   barare  perché
  contemporaneamente ha il  problema  di Brescia. Si può barare sul
  valore del Banco di  Sicilia:  lì  bisogna stare attenti, per una
  ragione che reputo  lineare  ed elementare ed avere la condizione
  che se i bresciani  si  faranno  rispettare, anche i siciliani si
  faranno rispettare.
       Anziché fare  processi alle intenzioni, a mio giudizio, sono
  convinto che  dobbiamo  ora  votare un ordine del giorno, insieme
  possibilmente, perché  la forza del 20 di novembre fu questa. Non
  per "inciuciare", non  c'entra  nulla, si tratta di una questione
  diversa; se poi  logiche  di  maggioranza  o di minoranza possano
  portare a divisioni, non  é  che  non  le capisca, dico che nella
  vicenda attuale, siccome  gli obiettivi sono comuni e sono questi
  tre, siccome la  volta  precedente,  nell'ordine  del  giorno  di
  questa Assemblea, facemmo propri, sostanzialmente, gli ordini del
  giorno o la  posizione  che  le  organizzazioni sindacali avevano
  portato  nell'audizione   in  questa  Assemblea,  la  Commissione
  Bilancio,  e siccome  in  queste  giornate  sono  state  espresse
  posizioni molto puntuali da parte delle organizzazioni sindacali,
  ritengo corretto, in  maniera  implicita  ed  esplicita,  che  si
  abbiano queste tre condizioni.  Ci si raccordi in sintonia con le
  organizzazioni sindacali e  si  prosegua e concluda la trattativa
  sulla base di tutto questo.
       Non si tratta  di fare operazioni di furbizia o di altro, si
  tratta,  in  sostanza,  di  presentare  della Sicilia un'immagine
  forte; l'immagine  che  presentammo a novembre che ha cambiato la
  posizione di Banca di  Roma e, se la presenteremo ancora, potremo
  ottenere il massimo dei  risultati su quei tre punti cui ho fatto
  riferimento.
       Se ci  dividiamo,  se cominciamo ad accusarci, si presenterà
  di noi sempre  quell'immagine,  che  conosciamo perfettamente, di
  una Sicilia allo sbando, che  non  é  grado di sostenere i propri
  interessi e che si  presenta  dovunque  col  cappello in mano; il
  risultato é  garantito per tutti: alla fine é una sconfitta della
  Sicilia, non del  Governo o della maggioranza o dell'opposizione,
  perché, alla fine, é  una  sconfitta  di  tutta la Regione - e io
  non penso che la  Sicilia,  su  questo argomento, come sul resto,
  meriti una sconfitta.
       Ecco perché  penso, concludendo, che sia importante lavorare
  - nell'ordine del giorno  che  abbiamo  firmato, queste cose sono
  dette in maniera chiara - perché  si  possa trovare il massimo di
  unità e si possa dare  questo mandato al Governo ed al Presidente
  della Regione e così  chiudere,  a breve, la trattativa, portando
  queste tre condizioni che,  ritengo, siano decisive per il futuro
  del Banco e della Sicilia.

     PRESIDENTE. E'  iscritto a parlare l'onorevole Pistorio. Ne ha
  facoltà.

     PISTORIO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  questa
  discussione,  ovviamente, non  parte  stasera  e  neanche  il  20
  dicembre quando  é  stata  definita una posizione dell'Assemblea,
  relativamente  all'esito   di   questa  procedura  connessa  alla
  partecipazione del Banco  di  Sicilia nel nuovo gruppo creditizio
  che si andrà a formare attorno alla Banca di Roma.
       Tuttavia,   come  ha  spiegato  bene  l'onorevole  D'Antoni,
  fermarsi su una questione rilevante certamente, qual è quella del
  rapporto  di  concambio,  suscettibile  di apprezzamenti diversi,
  perché  ovviamente  va  ponderata secondo sistemi che gli advisor
  hanno definito, è una questione rilevante ma non essenziale. Però
  su  questo argomento occorre non improvvisare le censure, occorre
  non  utilizzare  strumentalmente  una  insufficienza  di dati per
  presumerne   l'erroneità   o   addirittura  la  malafede,  perché
  obiettivamente  noi   non  abbiamo  alcun  elemento,  allo  stato
  attuale, se non  una  cautela  forse  eccessiva  nel  considerare
  negativamente il rapporto di concambio.
       Potrebbe  darsi che, con elementi obiettivi, sarà dimostrato
  che  questo rapporto è inadeguato, ma certamente allo stato delle
  cose  dobbiamo  presumere  la  competenza  e  la  buona  fede dei
  soggetti  ai  quali  la  Regione ha affidato la rappresentanza di
  questi  interessi che sono connessi alla nostra partecipazione. E
  dall'altro  mi pare invece di poter dire che gli impegni ai quali
  avevamo  vincolato  il Governo quando abbiamo affidato il compito
  della  trattativa,  non  si  tratta di un generico apprezzamento,
  di  un  riconoscimento per ragioni di appartenenza, ma sulla base
  dei  dati  che ci vengono offerti stasera, mi pare che il Governo
  abbia  rispettato gli impegni assunti con quest'Assemblea, perché
  la   condizione   dalla   quale   ci   muoviamo  e  che  è  stata
  precedentemente  descritta  in modo corretto da coloro i quali mi
  hanno anticipato non offre grandi margini di movimento.
       Abbiamo ritenuto,  tutti  riteniamo, presidente Croce, che i
  processi di  globalizzazione  o  comunque di forte concentrazione
  non soltanto sul  terreno bancario o assicurativo, ma di tutte le
  grandi  linee  imprenditoriali,  sia industriali che finanziarie,
  abbiamo    ritenuto    precedentemente   non   consentissero   la
  sopravvivenza di una banca come il Banco di Sicilia in difficoltà
  finanziaria e  dal  punto  di  vista  anche  della sua efficienza
  economica.  Su  questo  vi  era  una  condivisione,  un  giudizio
  diffuso ed è  un  giudizio  che  proviene da una esperienza ormai
  decennale, perché - come  è  stato  ricordato  -  il  processo di
  riassetto attorno al  sistema  bancario  siciliano  è un processo
  antico.
       Ci  era   stata   offerta   una  possibilità  quando  questa
  prospettiva dell'incorporazione è stata annunciata dalla Banca di
  Roma, che era  quella  della  fuoriuscita dalla Banca di Roma che
  detiene  un  pacchetto  azionario  fortemente  maggioritario  per
  utilizzare in modo diverso questa partecipazione.
       Io provocatoriamente  -  il Presidente Cuffaro mi guardò con
  un minimo di  sorpresa  quando  lo  accennai  e poi fui malamente
  interpretato da qualche amico dell'opposizione - avevo immaginato
  che se le  garanzie  rispetto  alla  nostra  partecipazione dalla
  Banca  di Roma  non  fossero  state  rispettate,  avremmo  potuto
  immaginare,  onorevole  Presidente,  provocatoriamente  anche  la
  vendita del  nostro  pacchetto  azionario  per  utilizzare quelle
  risorse recuperate  strategicamente  sul  piano  di  investimenti
  strategici nei settori più avanzati dal punto di vista economico.
       Non avendo  scelto  quel  percorso,  ma  avendo  definito un
  percorso diverso che era quello di contrattare la nostra presenza
  nel gruppo creditizio, io rilevo che le condizioni che ci vengono
  offerte questa sera  e sulla base delle quali il Presidente della
  Regione chiede  un  mandato  vincolante  a quest'Assemblea, siano
  certamente di  grande  rispetto:  viene  garantita  la  posizione
  patrimoniale,  vengono  garantiti  gli  accantonamenti  anche per
  quanto  riguarda  i  fondi  pensionistici,  vengono  garantiti  i
  livelli  occupazionali  e  la salvaguardia delle professionalità,
  vengono garantiti  il rapporto col territorio, viene garantito un
  impegno strategico del gruppo creditizio nell'area siciliana e le
  peculiarità del  Banco  di  Sicilia,  viene  garantito  anche uno
  strumento:  quello  del  comitato   di   partecipazione   per  la
  definizione delle sinergie e delle linee strategiche.
       Io penso che  all'interno di un processo che in qualche modo
  guarda con serenità,  con  cautela,  con  misura alla presenza in
  questo grande gruppo  creditizio,  non   possa  la Regione se non
  pretendere rigorosamente  il rispetto di queste condizioni a meno
  che abbiamo da  ripensare  a questa scelta, abbiamo da far valere
  opinioni diverse anche da  punto  di vista strategico, il che non
  mi pare perchè  non  ho  sentito  emergere  prospettive  diverse,
  valutazioni  diverse,   immaginare   un   disimpegno   da  questa
  procedura.
       Mi pare  intanto  che un apprezzamento all'opera del Governo
  che ha imposto  una  trattativa,  ha  imposto  il  rispetto delle
  specificità,  delle   pecualiarità   e   costruisce   un  sistema
  attraverso  una   convenzione  che  garantisce  gli  interessi  -
  ovviamente poi  andremo  a  misurarle  nel  concreto,  andremo  a
  valutare se queste condizioni saranno rispettate, prima accettate
  e poi rispettate, ma questo può essere sicuramente manifestato al
  Governo e impegnato  lo  stesso  ad  ottenere dalla Banca di Roma
  queste condizioni.
       Soffermarci, onorevole  Fleres,  sul  concambio  ponendo dei
  dubbi e  quindi  immaginando un depauperamento anche patrimoniale
  di questa partecipazione  è una questione che va suffragata anche
  tecnicamente non soltanto problematicamente, come io ho ascoltato
  l'opinione dell'onorevole Capodicasa.
       Lì va fatta una valutazione se ovviamente il trend economico
  di questo gruppo sarà  crescente,  ricordo a me stesso e a tutti,
  per valutare  con attenzione come patrimonializzare sulla base di
  quello che il  mercato  azionario nella fase contingente è sempre
  complicato  perchè   ci  sono  condizioni  di  instabilità  molto
  elevate.
       Il  Presidente   della  Regione  ha  ricordato  così,  fuori
  registrazione,  ma   lo   farà   nel   suo   intervento,  che  la
  patrimonializzazione è  di  700  miliardi  perchè  non effettuata
  sulla base di quella  che è oggi la quotazione di borsa, ma sulla
  base ovviamente di quello che è il patrimonio e quindi l'opinione
  di Capodicasa per  quanto rispettabile è legata ad una condizione
  contingente che non può definirsi in modo vincolante.
       Presidente, la  condizione  alla  quale  questa Assemblea la
  chiama e la  impegna  è  esigente,  è  quello  di  garantire  una
  presenza strategica  di  un  grande  gruppo creditizio sul nostro
  territorio per avviare  quel  rapporto di partnership che ad oggi
  non vi è stato, perchè anche questo va ricordato, colleghi.
       Noi  stiamo  difendendo   il  Banco  di  Sicilia  e  la  sua
  specificità, ma ricordiamo  che da molti anni il Banco di Sicilia
  non ha  assolto  concretamente  se  non  in  termini etimologici,
  nominalistici,  una  funzione  di  garanzia  del  nostro  sistema
  economico nel nostro territorio.
       Non  abbiamo   costruito  in  questi  anni  e  ricevuto  una
  partnership economica  ed  istituzionale e in qualche modo stiamo
  evocando sentimenti,  condizioni  che  non  esistono da tempo sul
  nostro territorio.
       Se la Regione  riuscirà in questa fase, sulla base di questi
  elementi ad acquisire una presenza strategica attraverso anche la
  qualità della nostra  presenza nella holding, di un grande gruppo
  creditizio che  diventa  quasi  parte  istituzionale  nel  nostro
  territorio,non potremo  che essere soddisfatti di tutta quanta la
  questione.

     PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Miccichè.

     MICCICHE'.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  sto
  intervenendo   perchè    mi    ha    impressionato   l'intervento
  dell'onorevole Fleres.  Se non  ci  fosse  stato quell'intervento
  probabilmente  non avrei avuto  cognizione  per  valutare  questa
  partita che sta per chiudersi.
       L'onorevole Fleres ha detto che  con il concambio andremmo a
  perdere circa 229 miliardi e questo  la  dice tutta sul fatto che
  nella relazione, che  il  presidente  Cuffaro ci ha letto qualche
  ora fa, non emerge con chiarezza questa valutazione negativa che,
  naturalmente, mette  in  fibrillazione  molti  deputati, perchè a
  volte - sapete -  il  dono  della  chiarezza  del  linguaggio non
  l'abbiamo tutti, compreso  il  sottoscritto.  Ma,  visto  che  il
  Presidente ha letto  una relazione, poteva anche dare spazio alla
  considerazione che  l'onorevole  Fleres ha fatto poc'anzi:  cioè,
  la perdita del concambio di 229 miliardi.
       Ho sentito con le  mie  orecchie  quello  che ha detto.

     CUFFARO,  presidente  della Regione.  Non  è  così   Comunque,
  l'onorevole  Fleres  non  è   il   verbo   ma   semplicemente  un
  parlamentare che esprime il suo parere.

     MICCICHE'. A me pare che  l'onorevole Fleres sia componente di
  questa  maggioranza  e   autorevole   vicepresidente   di  questa
  Assemblea; è un deputato che  non  credo  si  possa  tacciare  di
  essere estremista sfegatato contro  la maggioranza.  Non mi pare,
  signor presidente Cuffaro.  Non  lo  considero  tale.  Quindi, lo
  debbo prendere per buono.

     CUFFARO, presidente  della Regione.  Questo significa, allora,
  che gli estremisti dicono cose false?

     MICCICHE'. No, onorevole Presidente,  non mi fraintenda. Non è
  così. L'onorevole Fleres ha detto che noi andremo a perdere e non
  ho  motivo  per  dubitare  di questa sua posizione.  Ma questo la
  dice tutta.
       E un'altra  osservazione,  onorevole Presidente, è quando, a
  pagina  4, lei  dice:  'Le  linee  guida  del  piano  industriale
  condivise da  questa Amministrazione  prevedono esplicitamente la
  piena tutela degli attuali livelli occupazionali '.
       Lei sa benissimo  che  io  più  volte  sono  intervenuto con
  interrogazioni, di  cui  aspetto  risposta,  riguardanti il piano
  industriale tra Banca di  Roma  e  Banco di Sicilia.
       Questo  piano   industriale   non  prevedeva,  per  esempio,
  l'esternalizzazione dei servizi.  L'esternalizzazione dei servizi
  che noi abbiamo più  volte denunciato e che riguarda i servizi di
  cassa, i servizi di  tesoreria, i servizi di trasporto, i servizi
  di cambio.  Ciò,  molto  probabilmente, provocherà licenziamenti,
  perchè, conoscendo la  politica  dei  sistemi  finanziari,  da un
  punto di vista della storia degli ultimi anni, sappiamo benissimo
  che comporterà licenziamenti o almeno una riduzione di personale.
       Perchè  l'esternalizzazione   dei   servizi   significa  far
  guadagnare   il   grande   capitale   finanziario   a   discapito
  dell'occupazione. E questa non  è una novità, non sto dicendo una
  cosa  nuova.   I   sindacati  continuano  a  denunciarlo.  E'  la
  preoccupazione  maggiore dei  sindacati  che,  prima  ancora  che
  l'incorporazione diventi ufficiale,  prima ancora che il Banco di
  Sicilia scelga di che morte morire, già si avvia questo processo.
  E non mi pare che  questo  piano,  questo elemento sia difeso con
  estrema forza da parte del Governo.
       Per questo chiedo, Signor Presidente, che questa sia la cosa
  più forte, più sentita da fare da parte di questo Governo, perché
  la difesa di livelli occupazionali  è  un  imperativo, a meno che
  non si debba perdere non solo  col concambio, ma anche in termini
  di posti di lavoro, perché  di questo si tratta. Perché  sappiamo
  bene  che  la  esternalizzazione  dei  servizi  significa  lavoro
  precario,  lavoro a  basso  costo  e,  quindi,  lavoratori  senza
  tutela.
       Poi  c'è  un'altra  considerazione  di carattere prettamente
  politico:  vero  è  che  il  sistema  capitalistico finanziario è
  famelico: il pesce grosso mangia il pesce piccolo.  Noi rischiamo
  di  essere  divorati  da  questo  pesce  grosso  che  è il grande
  capitale  finanziario  che sta incorporando una piccola banca,
       Ma  se facciamo un riferimento alla piccola banca, non penso
  che il Banco di Roma abbia brillato per la sua trasparenza.
       Certo,  il  Banco di Sicilia ha avuto le sue storie negative
  nel  corso  di  questi anni perché gestito da un sistema politico
  che conosciamo, negativo al cento per cento.
       Oggi, però, il Banco  di  Sicilia, dopo una cura fatta anche
  con coraggio in  relazione  agli  eventi dell'ultimo decennio, ha
  risalito la china ed oggi pare destinato ad essere divorato da un
  grosso pesce che sta facendo  fare una brutta fine a quella che è
  considerata la nostra  "bandiera"  appunto  il  Banco di Sicilia;
  che qualcuno ha considerato  una  sorta  di  Fiat siciliana, dove
  sono centinaia di posti  di  lavoro. Questa Banca viene concepita
  come   qualcosa   che   serve   per   produrre,   per   aumentare
  l'occupazione, per  sviluppare  questa  nostra  Sicilia arretrata
  sotto il profilo economico e sociale.
       Io temo che  questa  incorporazione  non possa portare buoni
  frutti. Capisco gli  sforzi che lei, signor Presidente, ha fatto,
  però, a volte mi sembra siano stati puramente propagandistici. Lo
  dico  perché   lei,  qui   nelle  ultime  due  pagine  della  sua
  relazione, fa riferimento a tutta una serie di lettere intercorse
  con Geronzi; ai pareri contrastanti che sono emersi.
       Io vorrei visionare  queste  relazioni  e  non  le  rassegne
  stampa, perché queste ultime  le  ho lette, come le ha lette lei.
  Le lettere vere, reali  intercorse  tra il Banco di Sicilia ed il
  Banco di Roma, quali sono le effettive richieste avanzate da lei,
  qual è stato il punto  di forza, l'elemento che ha fatto leva per
  potere, poi, alla  fine,  raggiungere  il  migliore risultato, il
  migliore obiettivo.
       Credo che, alla  fine,  la conclusione sia stata, purtroppo,
  poco  produttiva, se il  rapporto  è  di  229  miliardi.  Non  ho
  elementi tecnico-finanziari tali  da  potere  dire  che bisognava
  agire  diversamente,  perché   non   conosco   bene   la  materia
  finanziaria,  non  so   come   si   calcola   il   concambio,  ma
  politicamente posso dire che è  un  danno, non so se questo danno
  ne provocherà uno anche alla nostra economia, al nostro bilancio.
  Io questo voglio saperlo  dal  Presidente:  è  vero quello che ha
  detto l'onorevole Fleres?
       A fine anno ero a Roma,  in  via  del Corso ho visto la sede
  della Banca di Roma e quella del Banco di Sicilia ed ho visto una
  grande differenza: il Banco  di  Sicilia  si  trova in un palazzo
  splendido, forse di sua  proprietà,  accanto  c'era  la  Banca di
  Roma, un piccolo edificio  anonimo,  quello  del Banco di Sicilia
  era maestoso ed ho  fatto  questa  riflessione:  "Si  dice che il
  pesce grande mangia il  pesce  piccolo",  è  un  esempio  che sto
  facendo perchè è un fatto puramente strutturale....

     CUFFARO,  presidente  della  Regione.  Le  ricordo,  onorevole
  Miccichè, che il 62 per  cento  di  quel  Banco di Sicilia che ha
  visto è di proprietà della Banca di Roma.

     MICCICHE'. Però che fine  sta  facendo  il  Banco  di Sicilia?
  Spero che non  dobbiamo  solo  salvaguardare l'insegna, onorevole
  Presidente, con la  scritta  "Banco  di  Sicilia".  Sarebbe  però
  grave  che  la  Banca   di  Roma,  in  un  momento  di  interesse
  particolare possa buttare a  mare  anche  la  nostra sigla con la
  scritta Sicilia, sarebbe una  sconfitta  per  la  Sicilia e per i
  siciliani, ma non tanto  da  un  punto  di  vista  simbolico,  ma
  materiale.
       Gli sportelli sono posti  di  lavoro,  come  sono  posti  di
  lavoro i servizi che il  Banco  di  Sicilia  gestisce  e  che con
  l'ultimo  piano industriale  sono  stati  per  la  maggior  parte
  esternalizzati. Questa è la preoccupazione, onorevole Presidente,
  faccio mia la preoccupazione  del sindacato e di tanti lavoratori
  del Banco di Sicilia che sono scesi in sciopero negli ultimi mesi
  per difendere il posto di lavoro, dobbiamo avere presente questo.
       Onorevole Presidente, sto  chiedendo di fare quanto è giusto
  fare, più di quello che  si  è  fatto,  difendere  più la Sicilia
  lasciando da parte  gli  interessi  romani, non farsi influenzare
  dalle sirene della Banca d'Italia. Fazio non fa gli interessi del
  Banco di Sicilia, è più propenso a fare gli interessi della Banca
  di Roma, per motivi  politici  che  in  questo  momento è normale
  pensare, cioè gli interessi  della  parte  politica che in questo
  momento determina.  Onorevole  Presidente,  Lei  è  il Presidente
  della Regione siciliana,  dopo è rappresentante della maggioranza
  che governa Roma.
       Le dico questo perchè  prima deve difendere la Sicilia, poi,
  se rimane spazio, può  anche  difendere la sua parte politica, ma
  prima vengono gli interessi della Sicilia.

     PRESIDENTE. E' iscritto a  parlare  l'onorevole Acierno. Ne ha
  facoltà.

     ACIERNO.  Signor   Presidente,   onorevole   Presidente  della
  Regione,  onorevoli colleghi, l'ordine  dei  lavori  di  oggi  in
  realtà prevedeva le comunicazioni del Presidente della Regione in
  merito a dun ordine del  giorno  votato in questa Assemblea il 20
  dicembre.
       Io  credo che le notizie  che  ci  sono  state  fornite  dal
  Presidente  della  Regione   sono  da  considerarsi  estremamente
  esaustive rispetto all'oggetto del nostro dibattito.
       Esprimo alcune perplessità rispetto ad alcuni interventi nei
  quali ho sentito valutazioni di pacchetti azionari come se queste
  valutazioni  potessero  essere frutto di un ragionamento e non di
  un'analisi.
       Credo  che i tecnici che sono stati investiti dal Presidente
  della  Regione  a   svolgere   questo  lavoro  siano  sicuramente
  qualificati, ma comunque sono sicuro che hanno avuto accesso alla
  documentazione necessaria per esprimere la valutazione finale.
       Devo  dire  che  mi  ha  convinto  il  ragionamento espresso
  dall'onorevole   D'Antoni   nel  quale  ragionamento  giustamente
  evidenziava  la  possibilità  di  un  ulteriore  confronto  della
  valutazione  rappresentata  dal Presidente della Regione rispetto
  ad  un'analoga  vicenda  che  vede interessata sempre la Banca di
  Roma.
       Il   20   dicembre   ho   avuto  modo  di  esprimere  alcune
  perplessità,  non  rispetto  alle  vicende  in  essere, perché il
  diritto societario  è un diritto già scritto e il Banco di Roma è
  proprietario del 61 per cento del Banco di Sicilia, ed entrava in
  gioco la  politica  ed ebbi a dire da questo scranno, allora, che
  al di  là  della  volontà  del Parlamento siciliano, al di là del
  potere  del Presidente della Regione siciliana era necessario che
  la politica nazionale si attivasse rispetto a questa vicenda che,
  come i  miei colleghi hanno già detto, non nasce adesso.
       Non è il Governo Cuffaro  che partorisce la vicenda Banco di
  Sicilia, ma è una vicenda  che arriva da lontano e probabilmente,
  anzi sicuramente, gestita  malissimo  dai governi di centrodestra
  ed ancor peggio dai governi di centrosinistra.
       Adesso diamo  al  dunque.  E  il  dunque  io  credo  che sia
  assolutamente  rappresentato  nell'ordine  del  giorno  che io ho
  firmato  insieme  ad  altri  colleghi della maggioranza nel quale
  ordine del giorno non si regala niente a nessuno, anzi
       Sono stati indicati una serie di paletti talmente incisivi e
  talmente  determinati  che  io  mi auguro che il Presidente della
  Regione abbia la forza di acquisire questo ulteriore risultato.
       Mi  rendo  conto che in quest'Aula si esprime la sicilianità
  di   ognuno  di  noi  e  in  quest'Aula  emerge  l'autonomia  che
  contraddistingue  la  Regione  Sicilia  in  Italia, però dobbiamo
  anche essere realisti.
       Già credo che una grande vittoria è acquisita nel momento in
  cui   un   azionista  di  maggioranza,  che  può  tranquillamente
  esercitare  un  diritto  che  gli  deriva  dalle norme vigenti in
  materia  di  diritto societario, sia comunque seduto ad un tavolo
  di  discussione.
       Questo  è  un  eccellente  risultato  acquisito,  perchè  lo
  scenario   che  si  era  prefigurato  era  drammatico.  C'era  la
  possibilità  da parte del cosiddetto 'straniero' di venire a fare
  i suoi comodi in terra di Sicilia.
       Devo dare atto al Presidente della  Regione di avere - e qui
  ribadisco - non coadiuvato  dalle  forze  politiche nazionali del
  centrodestra,  ma  solo con  il  sostegno  di  tutta  l'Assemblea
  regionale, di tutta, dall'estrema sinistra all'estrema destra, di
  avere avuto la forza di fare  sedere  gli  attori  attorno  ad un
  tavolo.
       Adesso arriverà il momento difficile.
       C'è un  ordine  del  giorno  ben  preciso.  Mi auguro che il
  Presidente della Regione lo accolga e che quest'Aula lo ratifichi
  a  maggioranza  perché  è  coincidente  con  quanto  espresso dai
  colleghi dell'opposizione, onorevole Fleres compreso.
       Mi auguro che l'onorevole  Fleres  avendo  ascoltato  il suo
  intervento non voglia oggi diventare leader di un nuovo movimento
  senza  leader, come stanno  per  ora  nascendo  in  Italia.  Sono
  convinto che ognuno di noi  avrebbe  voluto  un  Banco di Sicilia
  diverso;  sono ancor più certo  che  ognuno di noi avrebbe voluto
  avere la Cassa di Risparmio, ma  questa  ormai è storia, questo è
  passato ed è inutile  continuare  a  piangerci addosso rispetto a
  delle gravissime inadempienze che  la politica siciliana ha avuto
  durante la gestione delle vicende del Credito in Sicilia.
       Mi permetto, onorevole  Presidente,  di  darle  un ulteriore
  suggerimento: potrebbe darsi  che  nella  trattativa finale della
  vicenda Banco di Sicilia -  holding  -  Banca  di  Roma, potrebbe
  succedere che rimanga  patrimonio  nostro  della Regione l'Irfis,
  che è una struttura di Mediocredito  con  un suo know-how, con le
  persone che già sanno  lavorare  nel  settore  del Mediocredito e
  potrebbe  questo  diventare   per   la   Sicilia   l'istituto  di
  Mediocredito per la gestione  di  tutti  i fondi di contribuzione
  per l'impresa siciliana. Questo  è  l'auspicio  che  io le faccio
  durante il difficilissimo lavoro  che  dovrà  svolgere da oggi in
  poi.

     PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
  facoltà.

     CRACOLICI. Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo che
  sia quasi inutile partire e fare la storia perché oggi siamo qui,
  da dove veniamo, quali  sono  le  scelte  che  hanno  determinato
  l'esito  a  cui stiamo  arrivando.
       Atteniamoci all'oggi e non  possono non rilevare uno sforzo,
  in una situazione difficile,  complessa,  che ha riguardato anche
  una contrapposizione forte e  devo  dire con molta onestà, signor
  Presidente  della  Regione,  anche  un  atteggiamento  falsamente
  neutrale  da  parte  del  Ministero  del  tesoro  che  aveva  gli
  strumenti, aveva la possibilità  di  sostenere in qualche modo le
  ragioni  che  hanno  portato  a  quell'accordo  sottoscritto  nel
  momento in cui Mediocredito  passava  alla proprietà del Banco di
  Roma ma, ripeto, atteniamoci all'oggi.
       L'oggi è un tentativo di  provare  a  difendere  ciò  che  è
  possibile  difendere  nella   situazione   data,  in  un  sistema
  creditizio che è destinato a cambiare e che, forse, obbliga anche
  noi, signor Presidente, a ragionare su come sostenere lo sviluppo
  di questa Isola uscendo  dalle  categorie  conosciute e classiche
  del sistema creditizio.  Altri  strumenti  bisognerà individuare,
  incentivare, sostenere la nostra  economia  e  la  nostra impresa
  attraverso, ad esempio, la  realizzazione  di  fondi  chiusi  che
  siano finalizzati ad un sistema di sviluppo della piccola e media
  impresa della nostra terra.
       Voglio porre un tema,  un  tema  che  è  già stato posto, ho
  sentito delle risposte che non mi convincono e dico ancora che la
  modalità che ha indicato  il  Presidente  nel  dire  che  oggi in
  qualche   modo   affermiamo   un   indirizzo   e   che,  da   qui
  all'approvazione della  legge  finanziaria, potremo con una norma
  inserire ciò che  oggi  in  qualche  modo  prevediamo  che  possa
  determinarsi e succedere lo  considero  uno strumento utile. Però
  dobbiamo fare chiarezza su alcune questioni.
       La  questione  del  concambio  e  la  questione  del  valore
  monetario  delle  nostre azioni non può essere liquidata come una
  differenza nominale tra il valore dell'azione, nel momento in cui
  è  quotata  in  borsa,  e  quindi  del valore nominale, al valore
  patrimoniale  di  ciò  che oggi è il rapporto tra la Regione e il
  Banco di Sicilia.
       Infatti,  se  il nostro valore patrimoniale, nella proprietà
  del  Banco  di  Sicilia,  si  attesta,  così  come è iscritto nel
  bilancio  della  Regione, al valore economico di 600 miliardi, io
  considero  che il valore del concambio, la giustificazione per la
  quale  di  fatto  il  valore  nominale  delle nostre azioni nella
  futura  holding  siano ad oggi circa 370 miliardi di lire (ovvero
  190  milioni  di euro), sia qualcosa che ci deve fare riflettere,
  signor  Presidente.
       Io  ho letto le carte che lei ha prodotto in quest'Aula e in
  particolare  la relazione riservata che l'advisor ha prodotto per
  il Presidente della regione.
       In quella relazione si fa riferimento che la valutazione del
  concambio,  i  fattori  che  determinano  il  concambio  non sono
  soltanto  -  rispetto  ai  parametri  fissi - legati ai patrimoni
  delle  due  banche  che  dovranno in qualche modo fondersi; ma il
  valore del concambio è anche determinato da fattori qualitativi.
       Non c'è dubbio che uno dei fattori qualitativi di oggi è che
  il  Banco  di  Sicilia  si è risanato, produce utili; il Banca di
  Roma non produce utili.
       C'è  una sofferenza strutturale del sistema creditizio Banca
  di Roma che non può essere altro nella valutazione di qualità che
  determina i fattori del concambio.
       Ecco  perchè  considero assai liquidatoria la battuta con la
  quale lei ha risposto all'onorevole Capodicasa.
       Credo che sia giusto e opportuno  che queste giornate che ci
  separano dalla eventuale norma  che  dovremo approntare sul testo
  della finanziaria sia occasione  di reale approfondimento  perchè
  qui  stiamo  determinando  a  tavolino  un  fatto:  accertare  in
  un'operazione  tecnico  contabile o che il valore patrimoniale da
  noi  posseduto  al Banco di Sicilia è stato un valore virtuale, o
  stiamo  facendo  un'operazione  a  perdere  al di là di tutti gli
  altri   fattori  che  necessitano  un'azione  di  trattativa  che
  consenta  la  difesa  dei posti di lavoro, la difesa del marchio,
  della finalità dell'istituto creditizio siciliano.
       Penso  che  questo  sia  uno  dei problemi rispetto ai quali
  credo che sia necessario che il Governo della regione abbia tutti
  gli strumenti per consentire a quest'Aula di fare una valutazione
  al  momento in cui andiamo a legiferare, vera; vera su ciò di cui
  parliamo,  sugli  effetti  finanziari e gli effetti economici che
  noi determiniamo con questa operazione.
       Altrimenti  non c'è dubbio che se il valore patrimoniale che
  oggi  noi  possediamo  dentro il Banco di Sicilia è reale, allora
  sicuramente  verrebbe naturale la richiesta, innanzitutto per una
  ragione  finanziaria,  di uscire da questa operazione, recuperare
  il patrimonio nominale e sostanziale che noi possediamo dentro il
  Banco di Sicilia, perchè quanto meno questa operazione ci farebbe
  recuperare i 600 miliardi.
       Allora,  delle  due l'una. Attenzione a come portiamo avanti
  questa operazione perché -  ripeto  -  ho  letto troppe ambiguità
  nelle espressioni tecniche  degli  advisor,  perchè  quando si fa
  riferimento  ad una  valutazione  di  qualità  essa  deve  essere
  misurata, non può essere solo un principio.
       Credo che non ci  sia  in  questo momento l'esatta misura di
  questa valutazione di qualità  che  fissa poi il coefficiente del
  concambio.  Ed è per  questo, onorevole Presidente, che la invito
  a disporre un  ulteriore approfondimento ed un'ulteriore verifica
  sulle condizioni finanziarie di quest'operazione.

     PRESIDENTE.   Dichiaro  chiusa  la  discussione  generale.  Ha
  facoltà di parlare il Presidente della Regione per la replica.

     CUFFARO, Presidente della  Regione. Signor Presidente, più che
  una replica vorrei chiarire alcune cose.
       Credo che la discussione  di stasera, il dibattito sia stato
  utile a tutti, soprattutto  al  Governo,  all'Aula,  anche per la
  possibilità che  può  e  deve  avere  di  costruire un ordine del
  giorno, sia  esso  in  assoluto  quello più utile per il Banco di
  Sicilia.  Ma credo che questa discussione debba partire da alcuni
  dati,   perchè   se   noi   non   tenessimo  fermi  alcuni  punti
  probabilmente  rischieremmo  di  dare  una valutazione non esatta
  delle cose che stiamo dicendo.
       Ho  sentito  più  volte  negli  interventi,  dalle  cose più
  materiali ma  anche  alle  più  importanti,  parlare del Banco di
  Sicilia  come  se  fosse  una  struttura della Regione siciliana.
  Onorevole Miccichè,  io  poco  fa come  battuta  le dicevo "mi fa
  piacere che lei  abbia  visto la sede del Banco di Sicilia a Roma
  più bella rispetto a quella di fronte della Banca di Roma", ma ho
  il dovere di ricordarle che quella sede del Banco di Sicilia, per
  il 62 per  cento  è  di  quella Banca di Roma che lei ha visto di
  fronte.
       Allora,  il  tema  qual è?  Se non ci si rende conto che noi
  stiamo parlando di una quota che della Regione è del 19 per cento
  circa, ma complessivamente, se possiamo consentirci, e non sempre
  ce lo possiamo consentire  di  parlare  anche  della  quota della
  fondazione, noi abbiamo il 38 per cento.
       Questo  è  il   tema,   onorevole   Cracolici,   che  vorrei
  ricordarle, perchè il suo intervento  ha  un senso - lo capisco -
  ma bisogna partire da questo dato, che noi dentro questo Banco di
  Sicilia,  che  abbiamo   il   dovere  di  difendere,  che  stiamo
  difendendo abbiamo soltanto il 38 per cento.
       Questo  vuol  dire  che  nel  suo discorso, che io capisco e
  comprendo,  deve  ritenere  che  dentro quel Banco di Sicilia c'è
  sempre  il  62 per cento di  Banca di Roma che potrebbe non avere
  nessun   interesse   a  declassare  il  Banco  di  Sicilia,  anzi
  certamente  non  ha  nessun  interesse  perchè  di  quel Banco di
  Sicilia,  di  cui  si  fa capire che la Banca di Roma vorrebbe in
  qualche  modo  tentare  di  declassarlo,  il  Banco di Roma ne ha
  sempre il 62 per cento.
       Il dato vero di cui bisogna tener conto è questo, altrimenti
  rischiamo  di  parlare  di  un argomento che non ci appartiene in
  pieno.
       Credo, però, il  dibattito  di  questa sera sia stato utile,
  utile per quel  che  mi riguarda perchè se c'è possibilità, se ci
  fosse di qui  a  più  tardi,  a  domani,  a  dopodomani ulteriore
  possibilità migliorativa  dell'ordine  del  giorno  che ci stiamo
  sforzando di costruire, da poter inserire non solo questo Governo
  è disponibile a  farlo,  ma  si auspica che ci possano essere qui
  dentro ulteriori condizioni che ci diano la possibilità di meglio
  difendere quel poco che abbiamo, diciamolo con grande franchezza.
       Io  capisco  che  oggi  la  valutazione  a qualcuno potrebbe
  sembrare poco consona, ma dico che non è così, perchè il 9,53 per
  centro nella futura holding e, comunque, una valutazione del 4,67
  per cento della  Regione e del 4,86 per cento della Fondazione le
  assicuro, onorevole Raiti,  che non è poco. Ma non perchè lo dico
  io, che non sono  un tecnico, perchè lo dicono i tecnici e non ho
  avuto  nessun   problema   a  distribuire  una  relazione  seppur
  riservata,   proprio   nell'estrema   chiarezza   e  nell'estrema
  limpidezza con cui abbiamo portato avanti questa trattativa fatta
  giorno per  giorno  consultando  le parti interessate, perché qui
  l'interesse  non  può   essere   di  una  maggioranza  o  di  una
  opposizione, ma della politica e, quando parlo di politica, parlo
  di tutti coloro a  cui  sta  a  cuore  l'interesse di un pezzo di
  economia della Regione siciliana che é il Banco di Sicilia.
       Io  mi  rifiuto di parlare di interessi partitici che non ci
  sono.  Dovremmo  fare  un  discorso  che  non  vogliamo e che non
  abbiamo  interesse  a  fare,  per  capire  quali  sono  stati gli
  interessi dei partiti.
       Chiedo, invece, a  questa Assemblea di sapere quali sono gli
  interessi della politica,  di  tutta  la  politica,  perché  a me
  interessa  quella.   E  se  c'é  una  possibilità,  da  parte  di
  qualcuno dei  deputati, migliorativa delle condizioni che abbiamo
  già inserito nell'ordine del giorno perché rafforzino le tesi del
  Governo e di  tutta  l'Assemblea, io non solo sono disponibile ad
  accettarle, ma mi  auguro  che ci siano - non capisco il discorso
  dell'onorevole  Fleres, o  forse  sì  -  non  é  un  problema  di
  valutazioni che  possono essere legate - l'onorevole Cracolici ha
  ragione -, soltanto  alle  quotazioni  attuali  della borsa o dei
  titoli, va fatta  una  valutazione  complessiva, ma il frutto del
  risultato che abbiamo  portato  a  casa  tiene  conto  di  quella
  valutazione  complessiva;  perché  se  l'avessimo dovuta soltanto
  ancorare alle valutazioni di borsa, certamente, non avremmo avuto
  complessivamente il 9,50 per cento.
       Questo  é  il  dato e diremmo cose non vere se pensassimo di
  poter   ottenere  una  valutazione  dei  titoli  e,  quindi,  del
  concambio  con  cui  lo si sta facendo, immaginando di non tenere
  conto di questo  -  onorevole  Cracolici  -,  perché  così  é.
       Se perdiamo  ancora  tempo,  se  immaginiamo  di allungare i
  tempi é  probabile  che  domani mattina, con altre operazioni che
  la Banca di Roma  può  fare  o  che  sta tentando di fare, questa
  nostra quota sarebbe  ancora  più bassa, perché  se entrano altri
  possibili grandi bancari  che ci sono in Italia, é  chiaro che si
  abbasserebbe ulteriormente.
       Proprio  perché  eravamo convinti di ciò, abbiamo introdotto
  nel  nostro  rapporto  che  abbiamo  stipulato  con  Geronzi, una
  clausola che era l'unica che poteva salvaguardarci. Il diritto di
  recesso che abbiamo inserito non può essere un diritto di recesso
  che  valuta,  quando  decidessimo  di  farlo, le quotazioni della
  Borsa.  Abbiamo  preteso ed ottenuto che, qualora scegliessimo di
  uscire fuori dal Banco di Sicilia, il nostro concambio per uscire
  verrebbe  valutato  sul patrimonio. Era l'unica cosa che potevamo
  fare.
       Quello  che abbiamo messo in bilancio, per fugare i dubbi di
  un'Assemblea  che  si  preoccupa  del Bilancio, come é giusto che
  sia, non  é  la valutazione del Banco di Sicilia e non può essere
  una  valutazione  del  Banco di Sicilia affidato alla Borsa ed ai
  titoli.   Guai   se  fosse  così,  altrimenti  dovremmo  cambiare
  posizioni di bilancio, se non ogni giorno, a giorni alterni.
       E' una valutazione fatta sul patrimonio del Banco di Sicilia
  che in questo  momento,  probabilmente, vale più dei 600 miliardi
  che stiamo dichiarando nel Bilancio.
       Vorrei  rassicurare  l'Assemblea:  qualora  scegliessimo  di
  andarcene,  non  solo  non ci perderemmo, ma ci porteremmo più di
  quello  che  ci ha versato la Regione siciliana, perché la nostra
  scelta di  andare via - ammesso che ci sia - é vincolata al fatto
  che  ci pagherebbero secondo la valutazione patrimoniale e non di
  Borsa.
       Noi,  però,  non abbiamo scelto di andare via, perché in una
  discussione  affidata  alla  politica  e  non ai partiti, abbiamo
  scelto  di  rimanere  perché  la  Regione aveva scelto di entrare
  dentro  il  Banco  di  Sicilia per difendere alcuni interessi.
       Se serve,  sono  disponibile a ricordarli: l'interesse di un
  sistema creditizio  al  servizio  della  Sicilia;  rimaniamo  per
  servire e  per  difendere  anche  un  pezzo  di occupazione vera,
  perché   dentro    il    Banco    di   Sicilia   ci   sono   oggi
  8.500 dipendenti - onorevole Raiti - allora, per questo scegliamo
  di rimanere, per questo scegliamo di starci tentando di portare a
  casa più cose  possibili.  Io  sono  disponibile  a  leggerle, ma
  nell'ordine del giorno c'é scritto tutto quello che Banca di Roma
  si é impegnata a darci.
       Qualcuno  potrebbe  chiedermi: "ma siamo sicuri che Banca di
  Roma,  le  cose  che  ha  cofirmato é disponibile a rispettarle?"
  Questo  non  lo  so,  nessuno  può saperlo, proprio per questo ho
  chiesto al  Parlamento  di  darmi  un  mandato  vincolato proprio
  perché  questo  rafforza  ulteriormente  l'azione  del  Governo e
  rafforza soprattutto  la  difesa  degli  interessi che la Regione
  siciliana  ha dentro  il  Banco  di  Sicilia.  Ma  nessuno  è  in
  condizione di dire  se  questo  nel futuro potrà succedere, certo
  che se non  dovesse  succedere una cosa è stare dentro i consigli
  d'amministrazione per  potersi  difendere come abbiamo fatto ora,
  altra cosa è stare fuori, perché  se  si  sta fuori non ci si può
  difendere.
       Se  noi siamo arrivati a queste trattative, lo abbiamo fatto
  perché  l'Assemblea  era  compatta nel difendere questo, al di là
  dei partiti,  proprio per la politica e perché dal dentro abbiamo
  messo  in  atto  tutta  una  serie di procedure, onorevole Raiti,
  compresa  quella  della diffida che abbiamo fatto al consiglio di
  amministrazione  perché  è  stata  quella  diffida  che  ha fatto
  preoccupare  il  consiglio di amministrazione e lo ha costretto a
  trattare, compreso il Presidente Geronzi.
       La scelta che abbiamo  compiuto  è  questa e nello scegliere
  questo, cioè nello scegliere  di rimanere per difendere tutti gli
  interessi, compreso e soprattutto  quello di chi lavora dentro il
  Banco di Sicilia, abbiamo  chiesto  alcune  garanzie  che oggi ci
  vengono date.
       Io non  so  perché lei sostiene che non ci danno le garanzie
  sulla  rete degli sportelli, perché hanno  cofirmato che non solo
  non chiudono nessuno sportello in Sicilia, ma che non ne chiudono
  neanche fuori dalla  Sicilia  avendoli  nominalmente indicati. Se
  poi lei sa che questo non lo  faranno,  io  non  lo  so,  non  ho
  purtroppo il dono di capire cosa può succedere.
       A me  oggi  hanno  detto  che  non  lo  faranno  e  lo hanno
  cofirmato. Oggi  hanno  detto che non ci sarà una diminuzione dei
  livelli  occupazionali,  oggi sappiamo con certezza, perché prima
  non c'era,  che il patrimonio tornerà totalmente in capo al Banco
  di Sicilia,  che  continuerà  a chiamarsi Banco di Sicilia, certo
  non potrà forse chiamarsi Banco, troveremo il modo più vicino per
  chiamarlo,  ma  certamente  abbiamo persino ottenuto che la nuova
  holding non  si  chiami Banca di Roma a voler significare che c'è
  una cosa  nuova  ed  abbiamo  ottenuto  anche  questo, che non si
  chiamerà Banca  di  Roma;  e tutta un'altra serie di cose che non
  sto qui ad indicare, ma che troverete nell'ordine del giorno.
       Allora,   per   non   farla   lunga,   io  credo,  onorevoli
  parlamentari, che  qui  è  necessario che ci sia ancora una volta
  una  compattezza  sull'interesse  Sicilia  del  quale parlava - e
  lo ringrazio - l'onorevole  D'Antoni, perché  questo ci rende più
  forti in un momento delicato dove il lavoro che abbiamo svolto ha
  bisogno di ulteriore visibilità ed ulteriore concretezza e forza.
       Io  spero,  mi  auguro, chiedo con forza a questo Parlamento
  che possa  esserci  un  voto  unitario su un documento che questo
  Governo è disponibile a rivedere, mettendo dentro anche ulteriori
  posizioni  migliorative, se ci sono, perché non c'è l'interesse a
  non chiedere di più e meglio, c'è questo interesse.
       Se ci sono altre possibilità di aggiunta dentro l'ordine del
  giorno saranno ben gradite da questo Governo, anzi questo Governo
  chiede che possano esserci, perché l'interesse di tutti credo sia
  proprio quello di difendere  questo pezzo di economia che abbiamo
  in Sicilia.
       Certamente,   io  chiederò  che  venga  aggiunto  in  questo
  documento,  perché  è  una  delle  proposte  fatte dall'onorevole
  D'Antoni,  che  l'investimento sia superiore a quella che è stata
  la  raccolta;  è  venuta  un'ulteriore  possibilità  che non solo
  accolgo,  ma  che  faccio  mia, spero che possano essercene delle
  altre.
       Chiedo al Parlamento che  in uno sforzo congiunto, cambiando
  gli   ordini    del    giorno,    aggiustandoli,   modificandoli,
  rafforzandoli, facendo diventare sempre  più forte il vincolo con
  cui ci accostiamo ad una  firma che probabilmente non avremmo mai
  voluto mettere, ma che non  dipenderà  da  noi fermare, perché se
  noi scegliessimo di non farlo,  comunque  il  Banco di Roma andrà
  avanti, questo per essere chiaro, perché torno a dire il Banco di
  Roma ha sempre il 62 per  cento  dentro  il Banco di Sicilia, può
  prendere delle decisioni contro di  noi, se lo vuole lo può fare,
  poi noi potremmo uscire, questo è fuori discussione;  ma è scelta
  di questo Governo e  di  questo  Parlamento uscire, avevamo detto
  no, per questo abbiamo costruito le occasioni migliori per potere
  rimanere.
       Pertanto,  rivolgo  un   ulteriore  appello  al  Parlamento,
  capendo anche quali sono le  titubanze e il rischio a cui andiamo
  incontro,  onorevole Fleres,  apprezzo  l'intervento  nella  fase
  propositiva, nel senso in cui  mi  si  chiede stia il Governo, se
  c'è qualche altra cosa che possiamo fare, facciamola, se possiamo
  chiedere altre  cose,  facciamolo,  ma non possiamo immaginare di
  fermarci perchè  quello  che  c'è  non  ci  convince senza sapere
  cos'altro possiamo  fare,  perchè  questa  convinzione ci sia  Se
  quest'altro non c'è;  se non vi sono possibilità nuove, allora io
  chiedo:  rafforziamo  questo ordine del giorno, trasformiamolo in
  legge nella  prossima  finanziaria  Io questo lo avevo già detto;
  ma perchè sia  ancora  più forte la volontà di questo Parlamento,
  io chiedo qui, stasera, di giungere all'approvazione di un ordine
  del   giorno  congiunto  affinchè  questo  Governo  possa  essere
  ulteriormente  legittimato ad andare avanti nel realizzare quello
  che dovrà fare.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.   Signor   Presidente,   convengo  sull'utilità  del
  dibattito e  anche sul fatto che dobbiamo ricercare un terreno di
  confronto quanto  più  unitario  sia  possibile,  in modo da dare
  forza  ed  autorevolezza alla contrattazione operata con Banca di
  Roma.
       Qui potrebbero confrontarsi due filosofie.
       La  prima   che   dice   "usciamo   attraverso  il  recesso"
  introducendo e  rimettendo  sul  libero  mercato  finanziario  la
  competizione senza che questo assicuri al Parlamento regionale di
  frapporre  vincoli  di  qualsiasi  natura;  la  seconda,  che  il
  Parlamento abbia  voluto  intendere  già precedentemente la volta
  scorsa, ed è  quella invece di perseguire una strada che tenti di
  condizionare  il  più  possibile  la  contrattazione con Banca di
  Roma,  di  preservare  e  salvaguardare gli interessi complessivi
  della   Sicilia   a   partire   dal   mantenimento   del  livello
  occupazionale, della rete bancaria, in Sicilia e all'estero.
       Signor Presidente,  sulla  base  di  tale  spirito unitario,
  riteniamo che  rimanga  ancora irrisolta la questione relativa al
  concambio. E sarebbe  utile  che  le  cose  da  lei affermate qui
  stasera venissero ribadite, per esempio, in un testo dell'accordo
  per sgombrare  eventuali  dubbi che ancora permangono soprattutto
  in alcuni  settori della maggioranza, ma sollevati poc'anzi anche
  dall'onorevole Capodicasa e da altri esponenti dell'opposizione.
       Pertanto la  invito  formalmente  a  fornire  qui in Aula il
  testo dell'accordo  in  modo tale che noi si possa avere la fonte
  diretta  su  cui  fare  le  nostre  valutazioni.  In  ogni  caso,
  riteniamo che stasera il Parlamento possa approvare un ordine del
  giorno unitario  e  per  tale ragione ci permettiamo di sollevare
  due questioni:  una  è  già stata affrontata dal Presidente della
  Regione, il  dibattito  è  stato  utile,  c'è  stata  la proposta
  avvanzata  qui dall'onorevole D'Antoni. Penso che quella proposta
  debba  essere  inserita  nell'ordine  del  giorno,  debba  essere
  inserita nella  normativa  e  posta come una delle condizioni nei
  patti parasociali  che  andremo a fare con Banca di Roma:  e cioè
  che  il  livello  degli  investimenti del territorio siciliano, a
  sostegno  in  particolare  delle  attività  produttive, non debba
  essere inferiore alla raccolta che viene effettuata in Sicilia.
       La seconda  questione, onorevole Presidente, per il rispetto
  che tutti  dobbiamo  avere  verso  il Parlamento regionale, è che
  qualsiasi attività che investa la responsabilità dell'Esecutivo e
  che riguardi comportamenti fondamentali, deve avere la preventiva
  autorizzazione da  parte dell'Assemblea. In questo senso va letto
  il punto  VI dell'ordine del giorno che sarà sottoposto all'esame
  del Parlamento in  cui  si  dice che "...le azioni rivenienti dal
  concambio possono essere ...  dal Presidente della Regione previa
  delibera della  Giunta  regionale". Ciò ovviamente contraddice le
  cose che lei ha  detto, e cioè che vuole un rapporto positivo col
  Parlamento. Ma  il rapporto positivo con il Parlamento presuppone
  un atto  del  Parlamento  che  sia un'autorizzazione, che sia una
  delibera, che  sia  un  ordine  del  giorno, che sia una mozione,
  insomma,  un atto che io definirei 'autorizzazione dell'Assemblea
  regionale siciliana',  in modo tale che permanga il controllo del
  Parlamento regionale.
       Se questi due punti, così come io mi auguro, saranno accolti
  nell'ambito dell'ordine  del  giorno,  a  nome mio e dei colleghi
  parlamentari  dell'Ulivo,  dichiaro il voto favorevole all'ordine
  del giorno.

     CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CUFFARO,   presidente   della   Regione.   Signor  Presidente,
  onorevoli colleghi, accolgo di buon grado l'invito dell'onorevole
  Speziale.  Intanto  perchè  la  prima  parte l'avevo proposta io;
  avevo già  ringraziato  l'onorevole  D'Antoni, e credo che la sua
  proposta sia  nell'interesse  di  tutti. Ma accetto di buon grado
  anche la seconda  parte, anzi, signor Presidente, mi dolgo di non
  averlo, in qualche modo, fatto prima, nel senso che credo sia non
  solo giusto, ma  anche  opportuno  che, nel momento in cui l'Aula
  decidesse di  andare  avanti  nella  fusione,  è  giustissimo che
  scelga.
       Pertanto,  accolgo   di  buon  grado  la  proposta  avanzata
  dall'onorevole  Speziale  e  quella fatta dall'onorevole D'Antoni
  poichè le ritengo non solo giuste, ma - ripeto - opportune e tese
  a rafforzare l'impegno del Governo.

     CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Scusi,  onorevole  Cracolici, ma non le posso dare
  la parola, perchè non ho concluso le mie comunicazioni.
       Onorevoli colleghi,  in  questo  momento,  la  Presidenza si
  trova  con  un  ordine  del  giorno  di  un  gruppo  appartenente
  all'opposizione, che  è nella sostanza distante rispetto sia alle
  comunicazioni   del   Presidente   della   Regione  sia  rispetto
  all'ordine del  giorno  che  ho  qui  davanti  agli  occhi  della
  maggioranza.  E  poichè  ancora  al momento in cui vi parlo non è
  pervenuto   a   questa   Presidenza  l'ordine  del  giorno  della
  maggioranza, chiedo  -  se  la  maggioranza lo propone come credo
  stia per  fare  l'onorevole  Cracolici, ma non dal versante della
  maggioranza,  ma  dal  versante  ovviamente della minoranza - una
  sospensione che permetta di migliorare il testo presentato e - se
  credete  -  di  integrarlo.  Altrimenti,  sarò  costretto  a fare
  votare,  al  momento,  solamente l'ordine del giorno inizialmente
  presentato dall'opposizione.

     FORMICA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORMICA. Signor Presidente, chiedo la sospensione di un quarto
  d'ora, visto  che  sia  la  maggioranza  sia  l'opposizione hanno
  manifestato   la   disponibilità   ad   accogliere  l'invito  del
  Presidente della  Regione  a  presentare  un  ordine  del  giorno
  unitario.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici,  rimane  assorbita  la  sua
  opinione da quella dell'onorevole Formica?

     CRACOLICI. Ne prendiamo  atto. E' la prima volta e credo anche
  l'ultima.

     PRESIDENTE.   La   seduta  è  sospesa.

    (La seduta, sospesa alle  ore 21.40, è ripresa alle ore 23.48)


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                 PRESIDENZA DEL VICE PRESIDENTE FLERES

     PRESIDENTE. La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


       Comunico  che  sono  stati  presentati i seguenti ordini del
  giorno:

     N. 32 - Non  accettazione  dell'ipotesi  di  fusione  del  Banco di
             Sicilia in Banca di Roma

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO CHE l'Assemblea  regionale  siciliana,  nel   corso  della
                 seduta n. 23 del 20.11.2001 con gli ordini  del  giorno
                 nn. 8 e 9 approvati all'unanimità, aveva  impegnato  il
                 Governo della Regione, tra l'altro:

     a) ad intervenire urgentemente sul Ministro del tesoro per impedire
             che lo stesso, a  norma di quanto previsto ai paragrafi 7.2
             dell'articolo  7  del   contratto  di  vendita  del  gruppo
             Mediocredito  centrale   alla   Banca   di   Roma,  conceda
             preventivo e necessario  assenso  a stravolgimenti di piano
             industriale  difformi  dalle   linee   guida  a  suo  tempo
             presentate al Tesoro da  Banca  di  Roma in sede di offerta
             definitiva ;

     b) a non accettare offerte di concambio di partecipazione azionaria
             tra quota Regione - BDS e quota Regione - IRFIS e tra quota
             Regione - BDS e Holding Banca di Roma;

     c) ad esercitare in tutte le sedi, legali e non,  qualsiasi  azione
             legittima di contrasto al tentativo di  depauperamento  del
             valore  del  Banco,  portato avanti dalla  capogruppo,  non
             escludendo il ricorso all'esercizio del recesso unilaterale
             dalla partecipazione azionaria (determinata dal venire meno
             'dall'affectio   societatis'  causata   dalla   dilatazione
             dell'oggetto sociale da S.p.A. in Holding  S.p.A.),  previa
             adozione  - presso le competenti autorità -  di  iniziative
             atte a sospendere ogni pregiudizievole determinazione.

     CONSIDERATO CHE il Governo della Regione ha avviato  una trattativa
                 con  i  vertici  della  Banca  di Roma sfociata  in  un
                 accordo siglato il 10 gennaio 2002 con il quale accetta
                 la  prospettiva  della  incorporazione  del   Banco  di
                 Sicilia  nella Banca di Roma e conseguente  scambio  di
                 azioni;

     - l'accordo sottoscritto non è accettabile, dal momento  che  viene
             stravolta  la garanzia contenuta nel contratto  di  vendita
             circa  l'immodificabilità dell'assetto della partecipazione
             nel Banco di Sicilia;

     - non viene definito quale sarà l'effettiva dimensione dell'azienda
             BDS scorporata;

     - le tutele dei livelli occupazionali sono  genericamente affermate
             e rinviate nel loro contenuto, a trattative, a  non  meglio
             definite  'sedi istituzionali proprie' e  senza  inibizione
             alcuna  dei  processi  di  outsourcing evidenti nelle linee
             guida del piano industriale oggi noto;

     - non sono  esattamente  individuati  i  presidi  economicamente  e
             storicamente rilevanti per il BDS sulla rete  peninsulare a
             fronte  di  un  generico  impegno  alla  tutela   ed   alla
             conservazione   degli   stessi  su  tutto   il   territorio
             nazionale;

     - non vi è   chiarezza   neanche   sulla   conferma    della   uova
             denominazione 'Banco di Sicilia';

     - viene artatamente superato lo spirito steso  della partecipazione
             della Regione nel capitale del BDS così come valutato dalla
             legge regionale n. 39 del 1991;

     - viene impedita  alla  Regione  piena disponibilità  delle  azioni
             ottenute in concambio se non previa autorizzazione da parte
             della Holding;

     - il Governo  nazionale, pronunciando il proprio  parere  contrario
             all'o.d.g.  9/1984/98, presentato alla Camera  dei deputati
             durante   la  discussione  della  legge   finanziaria   che
             impegnava  il Governo a non fornire il  proprio  gradimento
             alla incorporazione del Banco di Sicilia in Banca  di Roma,
             ha  dichiarato attraverso il sottosegretario Vegas  di  non
             voler intervenire su un soggetto privato, qual è una banca.

     RITENUTO CHE l'intesa  raggiunta con Banca di Roma  non  garantisce
                 gli  azionisti  di  minoranza  nè  tutela   le  valenze
                 strategiche ed il futuro del Banco di Sicilia;

     - l'ipotesi   di   concambio  previsto  dall'accordo   genera   una
             disposizione del patrimonio regionale che  può  effettuarsi
             esclusivamente con provvedimento legislativo,

                                         IMPEGNA
                                 IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - a non accettare,  nella  qualità  di  azionista   di   minoranza,
             l'ipotesi  di  incorporazione  per  fusione  del  Banco  di
             Sicilia nel Banco di Roma così come maturata;

     - ad adottare le opportune iniziative in tutte le sedi per tutelare
             il  patrimonio  regionale  e  salvaguardare  il   Banco  di
             Sicilia;

     - a non procedere, comunque, a qualsiasi operazione di disposizione
             del  patrimonio  del  BDS senza  preventiva  autorizzazione
             legislativa dell'Assemblea regionale siciliana.

     N. 34 - Approvazione della proposta di fusione del Banco di Sicilia
             in Banca di Roma

                            ORDINE DEL GIORNO

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     ASCOLTATE le comunicazioni  rese  dal  Presidente  della Regione in
                 merito  alla  partecipazione  azionaria  della  Regione
                 siciliana  nel Banco di Sicilia connessa al processo di
                 riassetto  societario  del  gruppo  creditizio Banco di
                 Roma, preso  atto  delle  valutazioni positive espresse
                 dalle OO.SS. sul processo  in  corso, le approva con il
                 seguente ordine del giorno;

     IN ARMONIA con  il  processo  di  ristrutturazione  societaria e di
                 riassetto del gruppo bancario Bancoroma, viene prevista
                 l'assunzione  della  partecipazione   azionario   della
                 Regione  siciliana nella costituenda holding  Banca  di
                 Roma in sostituzione della partecipazione azionaria nel
                 Banco  di  Sicilia  S.p.A.,  contemplata   dalla  legge
                 19.6.1991,   n.   39,   e   l'approvazione,    con   le
                 specificazioni  di  cui  al successivo comma  3,  della
                 Convenzione del 21 gennaio 2002 tra Regione Siciliana e
                 Banca di Roma S.p.a con la quale le parti hanno fissato
                 i  reciproci  impegni  relativamente alle  modalità  di
                 esecuzione    dell'operazione    di     fusione     per
                 incorporazione del Banco di Sicilia nella Banca di Roma
                 spa  e  della  contestuale  costituzione di  una  nuova
                 società nella quale conferire l'azienda  bancaria Banco
                 di Sicilia.

     2. Più specificatamente,  nella  predetta  Convenzione l'assunzione
                 della    predetta    partecipazione   azionaria   resta
                 condizionata  al  rispetto  delle  seguenti condizioni,
                 quali previste dalla Convenzione di cui sopra:

     a)  conferimento  e  mantenimento  nel  tempo in  capo  all'azienda
                 bancaria  Banco di Sicilia di un  livello  patrimoniale
                 non  inferiore  a  quello attuale ed in linea  con  gli
                 sviluppi  attesi  per  gli  impieghi e con  i  relativi
                 ratios   di   vigilanza;

     b)  conferimento  degli  accantonamenti  a  fronte   degli  impegni
                 previdenziali.  ferme restando le garanzie attuali;

     c)  mantenimento  per  il  Banco  di Sicilia di  una  denominazione
                 confermativa  di  quella  attuale,   dell'ubicazione  a
                 Palermo della sede sociale e della  direzione centrale,
                 con le autonomie gestionali necessarie e  opportune per
                 il miglior sviluppo e la valorizzazione  delle attività
                 del   Banco  di  Sicilia;

     d) tutela dei livelli occupazionali, salvaguardia  e valorizzazione
                 delle professionalità esistenti all'interno  del  Banco
                 di Sicilia  S.p.A.  e partecipate - ivi comprese quelle
                 del  contro elettronico le cui risorse continueranno ad
                 operare a  Palermo  -  anche  nel caso di trasferimenti
                 infragruppo;  valorizzazione  delle specifiche aree che
                 mantengono  relazioni  simbiotiche con il territorio in
                 cui il Banco di Sicilia è inserito;

     e) mantenimento  del  collegamento  tra  il Banco di Sicilia  e  il
                 territorio,  con  la nomina di almeno due  membri  (dei
                 quali  uno  assumerà la carica di  Vicepresidente)  del
                 Consiglio  di Amministrazione del Banco di  Sicilia  su
                 designazione della Regione, e con la nomina  di  almeno
                 un membro effettivo del collegio sindacale del Banco di
                 Sicilia    su    designazione   della    Regione;

     f)  mantenimento  della quota di mercato detenuta  attualmente  dal
                 Banco di Sicilia e conservazione sull'intero territorio
                 nazionale  dei  presidi economicamente  e  storicamente
                 rilevanti  per  il  medesimo  Banco  di   Sicilia;

     g)  individuazione  per  la  Holding  di  una   denominazione   non
                 caratterizzata  dall'attuale  brand Banca di  Roma;

     h)  nomina nel  consiglio  di amministrazione della Holding  di  un
                 componente  designato  della  Regione;

     i)  istituzione  nell'ambito  della Holding di un Comitato  con  la
                 partecipazione di esponenti della Regione, nel quale la
                 Regione  esprima le proprie esigenze finanziarie  e  di
                 investimento  e  la  Holding  le linee  strategiche  in
                 merito agli investimenti e alle attività del  Gruppo in
                 Sicilia  (Banco  di Sicilia, sportelli Banca  di  Roma,
                 Irfis).   In  detto  Comitato  i  rappresentanti  della
                 Regione e della Holding valuteranno insieme le esigenze
                 e  i  programmi prospettati e insieme  elaboreranno  le
                 proposte d'intervento.

     3. Nella gestione ed amministrazione della  propria  partecipazione
                 azionaria nella holding Banca di Roma  l'attività della
                 Regione Siciliana - nel rispetto dei principi che hanno
                 ispirato   le   disposizioni   normative    che   hanno
                 autorizzato la Regione alla partecipazione nel Banco di
                 Sicilia  e  al  fine  di  conseguire gli  obiettivi  di
                 sviluppo  economico  della comunità regionale  che  per
                 statuto competono alla Regione deve garantire tempo per
                 tempo, in attuazione della richiamata  Convenzione,  il
                 perseguimento dei seguenti imprescindibili obiettivi:

     a)  sottoporre alla preventiva e vincolante approvazione del tavolo
                 paritetico  Regione-Banca  di  Roma  ogni  e  qualsiasi
                 modifica   riguardante   l'oggetto   della   richiamata
                 Convenzione  e  delle correlate garanzie;

     b)  rispetto degli  impegni  assunti  da  Banca  di  Roma  e  delle
                 garanzie previste in sede di acquisizione del controllo
                 del Gruppo Mediocredito Centrale;

     c)  mantenimento  in  capo  al  Banco di Sicilia,  all'esito  delle
                 risultanze    dell'operazione    di     fusione     per
                 incorporazione dell'azienda bancaria Banco di Sicilia e
                 del  successivo scorporo   dell'attuale  configurazione
                 aziendale, delle sue strutture direzionale, di supporto
                 informatico e di rete insulare e peninsulare, nonchè la
                 tutela delle partecipazioni detenute dallo stesso;

     d) mantenimento  degli  attuali livelli occupazionali  interni  del
                 Banco  di  Sicilia,  nonchè  delle  attuali   aree   di
                 attività, escludendo processi di esternalizzazione e di
                 vendita  di  attività e di strutture;

     e) mantenimento    dell'attuale    configurazione    di    presidio
                 territoriale del Banco di Sicilia S.p.A.

     f)  stipula specifici patti parasociali relativi all'IRFIS  al fine
                 di  assicurarne  un  ruolo  propulsivo  per  l'economia
                 siciliana  e  di definirne una governance finalizzata a
                 tale scopo;

     g)  salvaguardia  e valorizzazione della  partecipazione  azionaria
                 detenuta.

     4. Nell'ipotesi in cui vengano disattesi gli impegni assunti con la
                 Convenzione di cui al comma 1 e a fronte  di iniziative
                 dell'azionista  di  maggioranza  non  in linea  con  le
                 finalità e gli obiettivi di cui al precedente  comma 3,
                 la   Regione  potrà  unilateralmente   procedere   alla
                 dismissione della propria partecipazione azionaria.

     5. Il Presidente  della  Regione  è  autorizzato a  concambiare  le
                 azioni detenute nel Banco di Sicilia con  quelle  della
                 costituenda  Holding  del gruppo Banca di Roma.

     6.  Le azioni rinvenienti dal concambio possono essere alienate dal
                 Presidente  della  Regione previa delibera della Giunta
                 Regionale.

     7. I diritti dell'azionista  sono esercitati dal  Presidente  della
                 Regione.

     N. 35 - Partecipazione azionaria nel Banco di Sicilia.

                            ORDINE DEL GIORNO

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     1. In armonia con il processo  di  ristrutturazione societaria e di
                 riassetto del gruppo bancario Bancaroma, viene prevista
                 l'assunzione  della   partecipazione   azionaria  della
                 Regione Siciliana nella  costituenda  holding  Banca di
                 Roma in sostituzione della partecipazione azionaria nel
                 Banco di Sicilia s.p.a., contemplata dalla L. 19.6.1991
                 n. 39, e l'approvazione,  con  le specificazioni di cui
                 al successivo comma 3, della Convenzione del 21 gennaio
                 2002 tra Regione Siciliana e Banca di Roma s.p.a con la
                 quale  le  parti  hanno  fissato  i  reciproci  impegni
                 relativamente    alle     modalità     di    esecuzione
                 dell'operazione di fusione per incorporazione del Banco
                 di Sicilia nella Banca di  Roma spa e della contestuale
                 costituzione di una nuova società nella quale conferire
                 l'azienda bancaria Banco di Sicilia.

     2. Più specificatamente,  nella  predetta  Convenzione l'assunzione
                 della    predetta    partecipazione   azionaria   resta
                 condizionata  al  rispetto  delle  seguenti condizioni,
                 quali previste dalla Convenzione di cui sopra:

     a)  conferimento  e  mantenimento  nel  tempo in  capo  all'azienda
                 bancaria  Banco di Sicilia di un  livello  patrimoniale
                 non  inferiore  a  quello attuale ed in linea  con  gli
                 sviluppi  attesi  per  gli  impieghi e con  i  relativi
                 ratios   di   vigilanza;

     b)  conferimento  degli  accantonamenti  a  fronte   degli  impegni
                 previdenziali,  ferme restando le garanzie attuali;

     c)  mantenimento  per  il  Banco  di Sicilia di  una  denominazione
                 confermativa  di  quella  attuale,   dell'ubicazione  a
                 Palermo della sede sociale e della  direzione centrale,
                 con le autonomie gestionali necessarie e  opportune per
                 il miglior sviluppo e la valorizzazione  delle attività
                 del   Banco  di  Sicilia;

     d) tutela dei livelli occupazionali, salvaguardia  e valorizzazione
                 delle professionalità esistenti all'interno  del  Banco
                 di Sicilia  S.p.A.  e partecipate - ivi comprese quelle
                 del  contro elettronico le cui risorse continueranno ad
                 operare a  Palermo  -  anche  nel caso di trasferimenti
                 infragruppo;  valorizzazione  delle specifiche aree che
                 mantengono  relazioni  simbiotiche con il territorio in
                 cui il Banco di Sicilia è inserito;

     e) mantenimento  del  collegamento  tra  il Banco di Sicilia  e  il
                 territorio,  con  la nomina di almeno due  membri  (dei
                 quali  uno  assumerà la carica di  Vicepresidente)  del
                 Consiglio  di Amministrazione del Banco di  Sicilia  su
                 designazione della Regione, e con la nomina  di  almeno
                 un membro effettivo del collegio sindacale del Banco di
                 Sicilia    su    designazione   della    Regione;

     f)  mantenimento  della quota di mercato detenuta  attualmente  dal
                 Banco di Sicilia e conservazione sull'intero territorio
                 nazionale  dei  presidi economicamente  e  storicamente
                 rilevanti  per  il  medesimo  Banco  di   Sicilia;

     g)  individuazione  per  la  Holding  di  una   denominazione   non
                 caratterizzata  dall'attuale  brand Banca di  Roma;

     h)  nomina nel  consiglio  di amministrazione della Holding  di  un
                 componente designato dal Presidente della Regione;

     i)  istituzione  nell'ambito  della Holding di un Comitato  con  la
                 partecipazione di esponenti della Regione, nel quale la
                 Regione  esprima le proprie esigenze finanziarie  e  di
                 investimento  e  la  Holding  le linee  strategiche  in
                 merito agli investimenti e alle attività del  Gruppo in
                 Sicilia  (Banco  di Sicilia, sportelli Banca  di  Roma,
                 Irfis).   In  detto  Comitato  i  rappresentanti  della
                 Regione e della Holding valuteranno insieme le esigenze
                 e  i  programmi prospettati e insieme  elaboreranno  le
                 proposte d'intervento.

     3. Nella gestione ed amministrazione della  propria  partecipazione
                 azionaria nella holding Banca di Roma  l'attività della
                 Regione Siciliana - nel rispetto dei principi che hanno
                 ispirato   le   disposizioni   normative    che   hanno
                 autorizzato la Regione alla partecipazione nel Banco di
                 Sicilia  e  al  fine  di  conseguire gli  obiettivi  di
                 sviluppo  economico  della comunità regionale  che  per
                 statuto competono alla Regione  -  deve garantire tempo
                 per tempo, in  attuazione della richiamata Convenzione,
                 il   perseguimento    dei    seguenti   imprescindibili
                 obiettivi:

     a)  sottoporre alla preventiva e vincolante approvazione del tavolo
                 paritetico  Regione-Banca  di  Roma  ogni  e  qualsiasi
                 modifica   riguardante   l'oggetto   della   richiamata
                 Convenzione  e  delle correlate garanzie;

     b)  rispetto degli  impegni  assunti  da  Banca  di  Roma  e  delle
                 garanzie previste in sede di acquisizione del controllo
                 del Gruppo Mediocredito Centrale;

     c)  mantenimento  in  capo  al  Banco di Sicilia,  all'esito  delle
                 risultanze    dell'operazione    di     fusione     per
                 incorporazione dell'azienda bancaria Banco di Sicilia e
                 del  successivo scorporo   dell'attuale  configurazione
                 aziendale, dell'attuale assetto patrimoniale, delle sue
                 strutture direzionale, di  supporto  informatico  e  di
                 rete insulare e peninsulare,  nonchè  la  tutela  delle
                 partecipazioni detenute dallo stesso;

     d) mantenimento  degli  attuali livelli occupazionali  interni  del
                 Banco  di  Sicilia,  nonchè  delle  attuali   aree   di
                 attività, escludendo  processi di esternalizzazione e/o
                 di vendita di attività e di strutture;

     e) mantenimento di un trend positivo  degli  impieghi  del Banco di
                 Sicilia nel territorio della Regione;

     f) stipula di specifici patti  parasociali  relativi  all'IRFIS  al
                 fine di assicurarne un  ruolo propulsivo per l'economia
                 siciliana e di definirne  una  governance finalizzata a
                 tale scopo;

     g)  salvaguardia  e valorizzazione della  partecipazione  azionaria
                 detenuta.

     h) acquisizione  di  idonea  manleva da  parte  di  Banca  di  Roma
                 relativamente al  periodo  antecedente  la costituzione
                 della holding.

     4. Nell'ipotesi in cui vengano disattesi gli impegni assunti con la
                 Convenzione di cui al comma 1 e a fronte  di iniziative
                 dell'azionista  di  maggioranza  non  in linea  con  le
                 finalità e gli obiettivi di cui al precedente  comma 3,
                 la   Regione  potrà  unilateralmente   procedere   alla
                 dismissione della propria partecipazione azionaria.

     5. Il Presidente  della  Regione  è  autorizzato a  concambiare  le
                 azioni detenute nel Banco di Sicilia con  quelle  della
                 costituenda  Holding  del gruppo Banca di Roma.

     6.  Le azioni rinvenienti dal concambio possono essere alienate dal
                 Presidente   della    Regione   previa   autorizzazione
                 dell'Assemblea Regionale Siciliana.

     7. I diritti dell'azionista  sono esercitati dal  Presidente  della
                 Regione.

     8. Si procederà all'abrogazione della  legge  regionale  19  giugno
                 1991 n. 39.

       La seduta è sospesa per cinque minuti.

    (La seduta, sospesa alle  ore 23.52, è ripresa alle ore 23.57)

    La seduta è ripresa.

    Onorevoli colleghi,  comunico che gli ordini del giorno n. 32 e
  n. 34 sono ritirati.
       L'Assemblea  ne  prende  atto.
       Pongo in votazione l'ordine del giono n. 35.

     RAITI. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     RAITI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò brevissimo
  nell'esprimere  il mio voto contrario all'ordine del giorno che è
  stato predisposto dall'Aula.
       Ritengo che l'operazione che oggi stiamo conducendo in porto
  sia un'operazione  che  molto  presto pagheremo a caro prezzo - e
  Dio non voglia che abbia ragione
       Infatti,  questa  è  un'operazione scandalosa che è maturata
  nel corso  degli ultimi anni, non solo da parte di questo Governo
  - è  onesto  da  parte  mia  dargliene  atto - ma è un'operazione
  scandalosa  che sta servendo per svendere il patrimonio del Banco
  di Sicilia  ad  una  banca, la Banca di Roma, che è sull'orlo del
  fallimento,  così come ha evidenziato una relazione della Società
  internazionale Ernst-Young, fornitami dai tecnici.
       Noi stiamo rimettendo il  nostro  patrimonio,  che ammonta a
  migliaia  di  miliardi,  soltanto  per  sanare  dei debiti ad una
  società,  per  costituire  una holding della quale non abbiamo la
  certezza  che   da   qui   a   qualche  anno  noi  non  si  debba
  ricapitalizzare per evitarne il fallimento.
       E' una responsabilità che  questa  Aula e le forze politiche
  del passato hanno assunto.  Io come deputato della Sicilia e come
  esponente di un movimento  politico  non  mi  sento  di  avallare
  questo tipo di azione.
       I patti che sono  stati  inseriti nell'ordine del giorno che
  sta per essere votato, che per un verso legittimano un certo tipo
  di  ragionamento contrattuale, hanno un senso nei confronti di un
  partner che  ha  una  solidità,  nei  confronti di un partner che
  voglia rispettarli.
       Ma io  vi  metto  di  fronte  ad  un  dato ben specifico: il
  contratto  di  vendita  sottoscritto  da  questa Regione nel 2000
  prevedeva   che   il   piano  di  investimenti  dovesse  rimanere
  inalterato per tre anni nella tutela del Banco di Sicilia.
       Adesso noi stiamo alterando quel sinallagma contrattuale che
  a suo tempo era stato fatto ben prima dei tre anni.
       Allora  io  chiedo se c'era  questo  impegno,  questa  norma
  contrattuale che stabiliva questo, perché  non rimandare tutto al
  31  dicembre  2002?  Perchè  adesso  noi stiamo modificando delle
  norme   contrattuali  per  le  quali  i  due  contraenti  avevano
  stipulato, e  quindi  il contratto a norma di legge fra le parti,
  adesso  non lo stanno rispettando? E noi ci stiamo andando dietro
  ancora una volta a queste cose.
       E ci stiamo  andando  dietro  con  un  ordine del giorno che
  viene portato in  Aula, ai Gruppi parlamentari e ai deputati così
  come è accaduto  per  l'accordo  di  programma  quadro, così come
  accade per  tante  cose  importati  all'ultimo giorno, all'ultimo
  minuto senza la  possibilità  di  ragionarci, di sentire i propri
  esperti, di riflettere  e di decidere insieme qual è la soluzione
  migliore per la  Sicilia.  Per  questi  metodi,  per  queste  mie
  preoccupazioni   che,    ripeto,   Dio   voglia    che   mai   si
  verificheranno, io oggi dichiaro di votare contro.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  pongo in votazione l'ordine
  del  giorno n. 35. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

       Onorevoli colleghi, la  seduta è rinviata a martedì, 5 marzo
  2002, alle ore 17.30 con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Fleres


      I - COMUNICAZIONI

     II - LETTURA AI SENSI  E  PER  GLI  EFFETTI  DEGLI  ARTICOLI 83,
          LETTERA D  E  153  DEL  REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:

   N. 90 - Interventi in materia di riscossione di tributi.

      (26 febbraio 2002)
                          Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Beninati
                          Antonino; Baldari Nicola; Garofalo Ottavio

   N. 91 - Revoca della  nomina  dell'Assessore  per  il territorio e
          l'ambiente, Bartolo Pellegrino

      (26 febbraio 2002)
                          Forgione Francesco; Miccichè Calogero;
                          Liotta Santo; Raiti Salvatore; Ferro Giovanni

   N. 92 - Salvaguardia  del  patrimonio  agrumicolo  e  dei  livelli
          occupazionali dell'azienda "Costantina" di Catania

      (26 febbraio 2002)

                          Liotta Santo; Pistorio Giovanni; Mancuso
                          Fabio; Basile Giuseppe; Moschetto Angelo;
                          Capodicasa Angelo; Villari Giovanni;
                          Barbagallo Giovanni; Cintola Salvatore; Fleres
                          Salvatore; Ioppolo Giovanni

    III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) "Bilancio  di previsione della Regione siciliana per l'anno
          finanziario  2002  e  bilancio  pluriennale per il triennio
          2002-2004, e relativa nota di variazioni" (NN. 297-299).

       2) "Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2002"
          (N. 298).

     La seduta è tolta alle ore 0.05 di giovedì 28 febbraio 2002.

    (Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 1.30)