Presidenza del presidente Lo Porto
Affidamento temporaneo delle funzioni di deputato regionale
supplente a seguito della sospensione dell'onorevole David
Salvatore Costa dalla carica di deputato regionale
PRESIDENTE Si passa al I punto dell'ordine del giorno che
reca: Affidamento temporaneo delle funzioni di deputato
regionale supplente a seguito della sospensione dell'onorevole
David Salvatore Costa dalla carica di deputato regionale (art.
3 legge n. 30/94)".
Ricordo che l'onorevole David Salvatore Costa era stato
proclamato eletto nel collegio circoscrizionale di Trapani (per
la lista avente il contrassegno "CCD Cristiano Democratici") e
nel collegio regionale - collegio per il quale aveva optato -
per la lista regionale avente il contrassegno "La Casa delle
libertà - Cuffaro Presidente".
Comunico che, in applicazione della legge n. 30/94, la
Commissione per la verifica dei poteri, ai sensi dell'articolo
3 della medesima legge e del combinato disposto dell'articolo 4,
parte seconda, dello Statuto della Regione, dell'articolo 5,
lett. c), parte seconda, del decreto legislativo del Capo
provvisorio dello Stato 25 marzo 1947, n. 204 (Norme di
attuazione dello Statuto) e della sezione IV del Regolamento
interno dell'Assemblea, esperiti i necessari accertamenti ai
sensi dell'art. 1, comma 3, della legge costituzionale 31 gennaio
2001, n. 2, e del combinato disposto dell'art. 16 della legge 17
febbraio 1968, n. 108 e successive modifiche ed integrazioni, e
della legge regionale n. 29 del 1951 e successive modifiche ed
integrazioni (legge elettorale siciliana), nella seduta n. 17
del 19 gennaio 2006, ha deliberato di affidare l'esercizio
temporaneo delle funzioni di deputato regionale supplente al
candidato Galioto Vincenzo il quale, primo dei non eletti nella
medesima lista regionale in cui era stato eletto l'onorevole
Costa, sospeso dalla carica di deputato regionale con decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri del 29 dicembre 2005,
pervenuto a questa Assemblea regionale in data 18 gennaio 2006,
segue immediatamente l'ultimo dei proclamati eletti, onorevole
Brandara, nonché il candidato Di Mauro Giovanni Roberto, in
atto immesso nelle funzioni di deputato regionale supplente
dell'onorevole Lo Giudice, funzioni affidategli nella seduta
d'Assemblea n. 221 del 30 giugno 2004.
Non sorgendo osservazioni, l'Assemblea prende atto delle
conclusioni della Commissione per la verifica dei poteri.
Dichiaro, quindi, supplente per il temporaneo esercizio delle
funzioni di deputato dell'Assemblea regionale siciliana
l'onorevole Vincenzo Galioto, salva la sussistenza di motivi di
ineleggibilità o di incompatibilità preesistenti e non conosciuti
fino a questo momento.
Avverto che da oggi decorre il termine di venti giorni per la
presentazione di eventuali proteste o reclami ai sensi
dell'articolo 61, comma 3, della legge regionale 20 marzo 1951,
n. 29 e successive modifiche ed integrazioni.
Non essendo presente in Aula, il deputato Vincenzo Galioto, la
proclamazione avverrà in una seduta successiva.
Presidenza del presidente Lo Porto
Seguito della discussione del disegno di legge «Bilancio di
previsione della Regione siciliana per l'anno finanziario 2006 e
bilancio pluriennale per il triennio 2006/2008» nn. 1067-1094-
1096/A
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, si passa al II punto
dell'ordine del giorno: Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di
legge numeri 1067-1094-1096/A «Bilancio di previsione della
Regione siciliana per l'anno finanziario 2006 e bilancio
pluriennale per il triennio 2006/2008».
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Presidenza del presidente Lo Porto
Sull'ordine dei lavori
SPEZIALE Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, al fine di
accelerare il percorso di formazione della legge finanziaria e
per evitare che la legge finanziaria si possa trasformare ancora
una volta, come è successo in occasione delle variazioni di
bilancio, in un contenitore di centinaia di emendamenti sulla
base di una pressione che può provenire, anche legittimamente, da
parte dei colleghi parlamentari, intervengo per chiedere al
Governo un atteggiamento più rigoroso e fare in modo che stasera
l'Aula possa determinarsi nell'approvazione del disegno di legge
sulla finanziaria, e poi procedere all'approvazione con il voto
finale, attraverso l'esame esclusivamente del testo presentato
dal Governo.
Per favorire questo percorso sul piano procedurale io le
comunico che ritiro tutti gli emendamenti che erano stati
presentati dal Gruppo dei Democratici di Sinistra, sia quelli che
secondo la presidenza sarebbero stati dichiarati improponibili,
sia quelli contenuti nel malloppo che è in Aula e che verrebbero
dichiarati proponibili.
Inoltre, colgo l'occasione per specificare che tra gli
emendamenti che potrebbero essere dichiarati e che sarebbero
stati dichiarati improponibili ci sono molti emendamenti che il
Gruppo dei Democratici di Sinistra aveva presentato
esclusivamente nella fase in cui, vi ricorderete, si dichiarava
che il Presidente della Regione voleva accelerare le sue
dimissioni e con un segnale ostruzionistico da dare al Governo
noi avevamo presentato gli emendamenti, anche quelli presentati
dai parlamentari della opposizione, a firma mia e del collega
Capodicasa, ovviamente non condividendolo, lo abbiamo fatto
soltanto per una ragione - lo manifestiamo - ostruzionistica che
oggi non ha più ragion d'essere.
Per cui, Presidente, così come fra l'altro già le avevo
comunicato, avevo comunicato a lei, al Presidente dell'Assemblea,
nella Conferenza dei capigruppo, se da parte dell'Aula c'è una
convergenza su questa ipotesi, noi non abbiamo nessuna difficoltà
a ritirare tutti gli emendamenti sia del malloppo degli
emendamenti dichiarati proponibili, sia quelli dichiarati
improponibili e favorire un'accelerazione del disegno di legge di
approvazione della finanziaria.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Onorevole Presidente e onorevoli colleghi,
diversamente dal collega Speziale, noi riteniamo che tutti e
2300 emendamenti - non so se sono 2300 emendamenti - presentati
in Aula, abbiano il diritto di essere ritenuti ufficialmente in
Aula uno per uno dall'organo monocratico che è la presidenza
ammissibili o inammissibili. Tutti gli emendamenti che attraverso
gli organi funzionali alla presidenza sono stati ritenuti
ammissibili o inammissibili lo sono come dialettica interna
rispetto alla presidenza e alle decisioni della presidenza,
presentati in aula tutti i 2300 emendamenti, uno dopo l'altro
vanno dichiarati ammissibili o inammissibili in aula dalla
presidenza, tranne che ci sia un accordo unanime attraverso il
quale tutti dichiariamo di ritirare gli emendamenti, quelli
cosiddetti ammissibili - perché ancora io non lo so se sono
ammissibili o inammissibili, li dichiara lei e qui ammissibili o
inammissibili - se c'è una volontà comune di tutti i presentatori
a ritirare tutti i propri emendamenti si può andare all'esame
della finanziaria cosiddetta secca e rinviare ad altro momento le
argomentazioni che riguardano le varianti a tale finanziaria.
PRESIDENTE Essendo in una fase molto importante di questa
seduta, con proposte significative e decisive, invito i
presidenti dei Gruppi parlamentari a pronunciarsi.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono
contrario alla proposta di ritirare tutti gli emendamenti al
bilancio - personalmente ho presentato centinaia di emendamenti -
non perché non condivido le perplessità dei colleghi
dell'opposizione, ma ritengo che sotto il profilo politico sia un
errore. La maggioranza è divisa e noi, come opposizione, non
possiamo fare il gioco della maggioranza, fermo restando che la
finanziaria è diventato uno strumento tecnico in quanto il
Governo ha già raggiunti i suoi obiettivi con l'approvazione dei
disegni di legge stralcio, di cui conosciamo i contenuti.
Voglio ricordare che la funzione di un deputato è quella di
presentare provvedimenti che tendano tendenzialmente a superare
problemi che attanagliano la nostra Regione. Non credo che ogni
deputato presenti un emendamento perché questo gli assicura la
rielezione; ognuno pensa di posare un mattone per la costruzione
di un edificio, anche se a volte questo edificio si costruisce
con fondamenta precarie.
Non mi voglio dissociare da quello che hanno detto i miei
colleghi dell'opposizione, però non credo che si faccia un buon
servizio alla Sicilia perché questa finanziaria non è la panacea
di tutti i mali. Non si pensi che approvando la finanziaria si
risolvono i problemi della Sicilia, perché questa finanziaria è
estremamente priva di sostanza.
Vorrei ricordare che uno degli emendamenti che ho presentato è
quello relativo al salario sociale .
PRESIDENTE Onorevole Miccichè, non può entrare nel merito
perché sta parlando sull'ordine dei lavori.
MICCICHE' Si è fatto un gran parlare del precariato, questa
sera; si è parlato degli LSU e di tutte le altre figure del
precariato presenti nella nostra Regione. Ebbene, se c'è un
elemento che può veramente sanare la situazione drammatica della
nostra Regione è quello del salario sociale, che rivoluzionerebbe
il mercato del lavoro creando giustizia sociale.
Ritengo che questa finanziaria, se approvata così com'è, non
possa essere la panacea di tutti i mali. Per tale motivo sono
contrario a ritirare gli emendamenti presentati.
FORMICA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, accolgo di
buon grado la proposta avanzata dal Gruppo parlamentare dei DS e
dal Gruppo parlamentare della Margherita, i quali hanno
sottolineato la necessità e l'urgenza, nell'interesse della
Sicilia intera, di approvare rapidamente la finanziaria, priva di
qualsiasi emendamento e possibilmente anche sfrondata da qualche
articolo non ritenuto indispensabile in questa fase, ritenendo
invece più giusto affrontare subito dopo, in maniera anche
organica e con cognizione di causa, per argomenti, le giuste
istanze che ognuno ritiene di portare avanti.
Pertanto, a nome del Gruppo parlamentare di Alleanza Nazionale,
dichiaro di ritirare tutti gli emendamenti presentati alla
finanziaria.
MISURACA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MISURACA Signor Presidente, onorevoli colleghi, la decisione
che quest'Aula sta prendendo è condivisa anche dal Gruppo
parlamentare di Forza Italia, anche sulla scia di quanto era
stato stabilito in sede di Conferenza dei Capigruppo, cioè di
approvare il bilancio e la finanziaria, così come proposti dal
Governo regionale, entro il termine del 20 gennaio.
Pertanto, a nome del Gruppo parlamentare di Forza Italia,
annuncio il ritiro degli emendamenti presentati.
LIOTTA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LIOTTA Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo solo
per dichiarare che anche il Gruppo parlamentare di Rifondazione
Comunista è favorevole al ritiro degli emendamenti al fine di
consentire l'approvazione di una finanziaria molto scarna.
DINA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DINA Signor Presidente, onorevoli colleghi, registriamo il
senso di responsabilità dell'Aula al fine di evitare l'esercizio
provvisorio e ci associamo al ritiro degli emendamenti.
LEANZA NICOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a nome
del Gruppo parlamentare del Movimento per l'Autonomia, condivido
questa linea di rigore.
PANARELLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PANARELLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, aderisco
alla scelta fatto dal mio Capogruppo, però vorrei sottoporre
all'attenzione dell'Aula un problema che non riguarda solo la mia
persona, ma che impegna e che ha impegnato, nel corso di queste
settimane, tutta la deputazione parlamentare messinese.
Mi riferisco all'emendamento che ho presentato per assicurare
una continuità di finanziamenti al risanamento delle aree
degradate di Messina, questione che, in questa legislatura, è
stata posta all'attenzione del Parlamento siciliano in più
occasioni e che ha avuto un'eco molto larga anche in campo
nazionale. Nel corso della recente campagna per le elezioni
amministrative di Messina, i leaders nazionali che sono venuti,
così come anche il Presidente Cuffaro, hanno concordato sulla
necessità di accelerare i processi di risanamento delle aree
degradate di Messina per ragioni economiche e sociali che non
voglio richiamare in questa sede.
In quelle zone abitano ancora tremila cittadini messinesi,
impegnando aree di grande rilievo all'interno del centro urbano,
che sono state anche oggetto di una legge della Regione siciliana
in larga parte disattesa: dei cinquecento miliardi stanziati nel
1990 ne sono stati spesi, ad oggi, circa centodieci.
Considerato anche il fatto che a Messina non c'è più il
Commissario straordinario e che l'Istituto autonomo Case popolari
è retto da un Consiglio di Amministrazione efficiente, c'è un
nuovo e rinnovato impegno ad utilizzare le risorse che sono già
disponibili, ma anche ad avere, da parte della Regione, ulteriori
risorse per venire a capo di un problema che è importante per la
città di Messina ma anche per l'intera Regione. Per questa
ragione vorrei che il Presidente della Regione, che su questo
tema in altre circostanze è stato attento e impegnato, desse una
risposta positiva ad una esigenza che mi permetto di
rappresentare a nome dell'intera deputazione della provincia di
Messina.
SBONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SBONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a nome del Gruppo
parlamentare Movimento di Iniziativa popolare, mi associamo alla
proposta responsabile di ritirare gli emendamenti presentati alla
finanziaria. Ritengo che così, responsabilmente, possiamo
raggiungere l'obiettivo che ci eravamo proposti , cioè approvare
la finanziaria entro i termini consentiti per evitare l'esercizio
provvisorio.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la decisione dei Gruppi
parlamentari di accelerare l'iter del disegno di legge
finanziaria ritirando tutti gli emendamenti presentati allo
stesso rimane come punto di riferimento.
Congedi
PRESIDENTE Comunico che gli onorevoli Mancuso, Fratello, Neri
e Sammartino hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Lo Porto
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
«Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2006 e bilancio pluriennale per il triennio
2006/2008» (nn. 1067-1094-1096/A)
PRESIDENTE Si riprende il seguito della discussione del
disegno di legge nn. 1067-1094-1096/A «Bilancio di previsione
della Regione siciliana per l'anno finanziario 2006 e bilancio
pluriennale per il triennio 2006/2008».
Pongo in votazione l'emendamento BIL142.1.
CRACOLICI Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Gli onorevoli De Benedictis, Giannopolo, Ortisi, Raiti,
Sanzeri, Incardona, Spampinato, Miccichè e Zago si associano
alla richiesta)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento BIL142.1.
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento BIL142.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 65
Maggioranza 33
Favorevoli 23
Contrari 42
(Non è approvato)
L'emendamento 142.2 è precluso.
Pongo in votazione l'emendamento BIL142. Il parere della
Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento BIL143. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione la Rubrica Bilancio e Finanze. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione l'intera Tabella B. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione l'articolo 2 del disegno di legge, fatte
salve le modifiche conseguenti all'approvazione della legge
finanziaria.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
«Articolo 11
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso
della sua pubblicazione, con effetto dall'1 gennaio 2006.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che la votazione finale del disegno di legge nn. 1067-
1094-1096/A avverrà successivamente.
Presidenza del presidente Lo Porto
Discussione del disegno di legge «Disposizioni programmatiche e
finanziarie per l'anno 2006» (1066-1094-1096/A)
PRESIDENTE Si procede con la discussione del disegno di legge
«Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2006» (1066-
1094-1096/A), posto al numero 2).
Invito i componenti la seconda Commissione a prendere posto al
banco delle Commissioni.
Ha facoltà di parlare il vicepresidente della Commissione e
relatore, onorevole Savona per svolgere la relazione.
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore. Mi
rimetto al testo della relazione.
PRESIDENTE Dichiaro aperta la discussione generale.
ORTISI Chiedo di parlare
PRESIDENTE Ne ha facoltà
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, considerato che
alcuni colleghi si sono espressi in ordine al loro desiderio di
non ritirare gli emendamenti presentati alla finanziaria, vorrei
capire come si orienta la Presidenza.
Signor Presidente, credo che il bilancio e la finanziaria che
il Governo ha presentato siano come l'Epifania della
estemporaneità del modo di procedere di questo Governo e di
questa maggioranza.
Mai abbiamo assistito ad un intreccio confusionario di tre
livelli di partecipazione del governo e della maggioranza
medesima ad uno stesso atto. Ad ottobre sono stati presentati dal
Governo la finanziaria ed il bilancio ed oggi, tutti i membri del
Governo hanno presentato ulteriori correzioni, che è già
espressione di assoluta incoerenza.
In Aula, il bilancio e la finanziaria sono l'occasione in cui
si manifesta la capacità programmatoria, generale, organica di un
Governo e di una maggioranza che, basandosi su un progetto, ne
attuano poi le conseguenze a livello di amministrazione e,
attraverso gli uffici, a livello di gestione. Su questo, cioè su
una idea generale del processo di sviluppo del territorio che i
cittadini hanno affidato a questo Governo e a questa maggioranza,
la minoranza a volte si contrappone e a volte avalla quello che
crede sia positivo. Ma quando il Governo presenta correzioni a
quello che dovrebbe essere il progetto generale della maggioranza
e del Governo medesimo, ritengo che questo non possa in alcun
modo essere avallato.
Addirittura assistiamo a modifiche nelle varie Rubriche, un
assessore che pretende di togliere soldi ad un altro assessore;
da ottobre ad adesso il Governo esprime una finanziaria ed un
bilancio diversi, esprime un altro progetto. Ed io vorrei capire,
come minoranza, con quale progetto mi devo confrontare.
Ecco la prima causa dell'assalto alla diligenza generale,
perché non ci si confronta su idee e su prospettive, ci si
confronta su quotidianità e contingenza. Se a questo aggiungiamo
che piovono ancora ulteriori emendamenti del Governo, oltre a
quelli dei deputati della maggioranza, abbiamo un quadro di
assoluta inaffidabilità della dimensione politica di quanto sta
avvenendo in Aula e sopratutto della inapplicabilità non solo
dello Statuto, del Regolamento ma proprio dei minimi di una
dialettica politica.
Con che cosa ognuno di noi, stasera, si confronta o si è
confrontato? Si è confrontata forse una visione solidaristica con
una visione non solidaristica? Si è confrontata forse una visione
che privilegia, epistemiologicamente, l'attenzione al turismo,
all'agricoltura, alla pesca rispetto allo sviluppo dell'industria
o viceversa? E noi, rispetto a che cosa esprimiamo il nostro
plauso o le nostre contrarietà?
Questa è la fine della politica , è la fine della dialettica
politica, è il motivo per il quale nel mio precedente intervento
sostenevo che questo è un cimitero degli elefanti , tra l'altro
fisicamente, ma probabilmente anche intellettualmente, io ne sono
espressione. C'è un cimitero degli elefanti dove non si decide
niente perché non si ha il coraggio di fare cento passi in una
direzione, se ne fanno sessanta in un verso e quaranta in un
altro verso, così da accontentare contingentemente le mire -
anche positive - di molti degli assessori, di molti dei deputati.
Ma non si fanno passi avanti così
Qual è la visione generale di questo Governo dei progetti di
sviluppo da qui almeno al 2010, data fatidica dell'Isola e del
suo rapporto con l'area di libero scambio che diventeremo?
Rispetto a questa triplice dimensione di confusione - un
Governo che presenta una finanziaria contorta, gli assessori che
presentano correzioni alla medesima finanziaria in contrasto fra
loro, e a volte in contrasto con se stessi, ulteriori emendamenti
che piombano in Aula da parte del Governo e assalto alla
diligenza di tutti e novanta i deputati -noi depauperiamo il
senso della nostra presenza in Parlamento ma, soprattutto,
eliminiamo definitivamente dalla scena la dimensione politica. Da
qui alle prossime elezioni, probabilmente, assisteremo soltanto
ad una rincorsa del consenso attraverso una interlocuzione che
questo Parlamento ha deciso, soprattutto stasera, non sarà
politica.
Noi, naturalmente, rivendichiamo il nostro ruolo, voteremo
contro il bilancio, contro la finanziaria e, saltato ogni accordo
di procedure, applicheremo tutti gli strumenti che l'opposizione
ritiene di applicare in ordine al percorso dei due medesimi
strumenti.
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
non per fare una disamina dal punto di vista politico generale,
né tanto meno per illustrare la posizione del mio Gruppo in
merito alla impostazione che il Governo ha voluto dare alla
finanziaria.
Intervengo per sollevare un problema che, oserei dire, non è
neanche politico ma tecnico, contabile.
All'articolo 2 della finanziaria sono previste entrate che
vengono poi allocate come fondi negativi nella Tabella A, fondi
che dovrebbero essere quelli derivanti dall'attuazione
dell'articolo 37 dello Statuto.
I colleghi ricorderanno che poco tempo fa, credo nel mese di
dicembre o di novembre, è intervenuto un accordo tra la Regione
siciliana e il Ministero dell'economia nella persona del Ministro
Tremonti che ha preteso di regolare parte del contenzioso
finanziario tra lo Stato e la Regione in materia di trasferimenti
delle somme illegittimamente incassate dallo Stato per i tributi
RC auto e i fondi che fanno parte di un vecchio contenzioso.
Questi derivanti dall'applicazione dell'articolo 37 dello
Statuto, per i tributi versati dalle Società aventi sedi legali
fuori dalla Sicilia, ma operanti in Sicilia, allo Stato e che
fino a questo momento, nonostante varie sentenze della Corte
Costituzionale, non sono mai stati trasferiti.
Si gridò, allora, al grande risultato epocale. Si disse che una
delle rivendicazioni storiche della nostra Regione aveva trovato
una composizione positiva e noi contestammo, alla luce del
contenuto dell'articolo, che venne poi approvato dalla
Commissione paritetica Stato-Regione, laddove era scritto che lo
Stato avrebbe trasferito alla Regione le somme di cui
all'articolo 37 simmetricamente' - è contenuto questo avverbio,
che è importante -, al trasferimento dallo Stato alla Regione di
alcune competenze previste dall'articolo 14 dello Statuto e che,
fino ad oggi, in circa sessant'anni di vita della Regione
siciliana mai aveva espletato. Si tratta, come si sa, della
materia previdenziale e della materia scolastica.
Noi abbiamo contestato, quindi, che quel risultato potesse
essere spacciato per un risultato positivo conseguito dalla
Regione, altro non è che una sorte di partita di giro tra lo
Stato e la Regione che non consentirà alla Regione siciliana di
incassare un solo euro derivante dall'applicazione di questo
articolo.
Il Presidente della Regione - mi risulta - che, rispondendo a
questa nostra obiezione, nel corso di una manifestazione
elettorale, e chiosando la nostra posizione, replicò che quella
nostra affermazione era infondata, poichè la Regione aveva già
incassato i fondi in questione.
Spero che il Presidente della Regione non abbia fatto
confusione o, meglio, spero che l'abbia fatta, perchè se così non
fosse, sono costretto ad affermare che il Presidente della
Regione non conosce l'argomento, dato che i fondi suddetti, che
la Regione avrebbe incassato, al 31 dicembre non sono stati
ancora incassati
Assessore Cintola, quando sono stati incassati questi fondi?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Il 29
dicembre.
CAPODICASA Va bene. I fondi derivanti dal trasferimento per
il contenzioso RC Auto sono stati incassati il 29 dicembre 2005.
Ma la nostra obiezione non riguarda i fondi della RC Auto, per
cui il Presidente della Regione non può che rispondere che la
Sicilia li abbia incassati, ma non abbiamo incassato neppure un
euro dei fondi derivanti dall'applicazione dell'articolo 37 dello
Statuto della Regione siciliana. Infatti, non è contenuta in
nessuna legge dello Stato, tanto meno nel bilancio nè nella
finanziaria, la quantificazione di questo trasferimento. Non è
previsto in alcun capitolo. Non c'è nella legislazione dello
Stato una - come possiamo dire - identificazione' di questo
possibile debito che lo Stato ha verso la Regione siciliana.
Ma, sino a qua, siano nell'ambito della disputa. Noi riteniamo
che non arriverà un solo euro dall'applicazione dell'articolo 37,
così come è stato concordato tra il Presidente della Regione il
Ministro Tremonti. Il Presidente della Regione dice che, poi,
forse, noi interpretiamo male e che, invece, poi i soldi
arriveranno.
Sono pronto a qualunque confronto, in qualunque sede, con il
testo alla mano, con un vocabolario della lingua italiana, con
l'interpretazione da chiedere a coloro i quali, tra l'altro mi
risulta che c'è stata una riunione della commissione paritetica,
che ha svolto un'audizione dei funzionari ministeriali che sono
quelli che in base alla norma devono poi emettere il
provvedimento ed i funzionari del Ministero hanno interpretato
così come noi riteniamo vada interpretata.
Quindi, dicono, che tanto quanto la Regione dovrebbe incassare
dall'applicazione dell'articolo 37, tanto lo Stato trasferirà
come competenze alla Regione siciliana, per cui, il valore delle
entrate si annulla con il pari valore delle uscite.
Allora, fino a quando discutiamo è un conto, si può discutere.
Credo non ci sia ombra di dubbio nell'interpretare quella norma.
Ma quando noi legiferiamo sulla manovra di bilancio e voi
accostate nel bilancio, all'articolo 2 ed in Tabella A),
addirittura, una somma già identificata, quasi che avessimo, noi,
in qualche capitolo del bilancio dello Stato già un'appostazione
per la quale si può fare riferimento, e mi riferisco ai
cinquecento milioni di euro, quindi parliamo di mille miliardi
delle vecchie lire, che sono sì posti come fondi negativi, e
prevedono - come si sa tecnicamente non sono utilizzabili fin
tanto che è così - ma a fronte di un'appostazione, tra i fondi
negativi, dei cinquecento milioni di euro, voi appostate come
fondi positivi somme che la Regione dovrà sborsare, perché non
sono uscite ipotetiche, essendo uscite certe dell'esercizio
finanziario 2006. E' falso in bilancio perché non esiste una
possibilità che noi, per conto dello Stato, che non ha previsto
ancora un euro, decidiamo che riceveremo cinquecentomilioni di
euro da parte dello Stato nell'arco dell'esercizio finanziario
2006. Questo è falso in bilancio
CRISAFULLI Non è più reato.
CAPODICASA Grazie onorevole Crisafulli, so che non è più
reato, ma agli occhi dei siciliani, per il danno che facciamo è
più che un reato Credo che voi qui state commettendo un'infamia,
perché solo così la si può definire. Perché, è un trucco, una
falsificazione che noi non possiamo non rilevare e sottolineare.
Penso che dovrebbe farlo anche il Commissario dello Stato, ma
non invoco l'intervento del Commissario dello Stato, dico che qui
siamo in presenza di una violazione dell'articolo 81 della
Costituzione, perché non esiste la copertura finanziaria per
spese certe che sono previste nel resto delle tabelle della
finanziaria.
Quindi, Onorevole Presidente, dichiaro di condividere quanto ha
affermato l'onorevole Ortisi, e non lo voglio ripetere, ma di
fronte a cose di questa gravità quanto affermato dall'onorevole
Ortisi, credo si possa dire siano quasi delle benevolenze, perché
si è di fronte a violazioni palesi di ordine costituzionale ma
soprattutto siamo di fronte ad un trucco.
Se ne accorgerà chi verrà dopo, chi dovrà gestire il bilancio
2006 si accorgerà che ad un certo punto dell'esercizio
finanziario dovranno coprire cinquecento milioni di euro perché i
soldi, allo Stato, ovviamente non arriveranno.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi,
francamente, a seguito di questa presa di posizione dei Gruppi e
del Governo, non ho capito come si procede, nel senso che, voler
fare una legge finanziaria rigorosa è giusto, ma si può
intendere rigoroso questo testo? E' questo il rigore? E' un
rigore emendabile? Chi lo emenda e come si emenda? Pongo questi
interrogativi perché esistono alcune cose che non condivido e
che erano presenti, in termini di proposte emendative negli
emendamenti che abbiamo dichiarato di ritirare.
Faccio un esempio molto concreto: il comma 4 dell'articolo 6,
che è palesemente incostituzionale, chi lo abroga, il Governo? E
il Governo qui assume l'impegno di abrogare questa norma? Si
continua a riprodurre - ed è il caso dell'articolo 9 -
l'attribuzione al comune di Palermo di 23 milioni di euro per gli
ex PIP, non so chi in particolare. Preciso, che nessuno ha nulla
in contrario a dare una prospettiva migliore a queste persone.
Non capisco, però, cosa c'entra con il Fondo delle Autonomie
locali. Poteva essere questa semmai una cosa da appostare sul
fondo unico per il precariato. Ed altre cose.
Io vorrei capire se ci sono tanti emendamenti e non è dato
saperlo. Io personalmente non sono riuscito ad avere cognizione
dei 2000 emendamenti.
Che succede adesso? Si farà un disegno di legge collegato?
Questo disegno di legge che struttura avrà, qual è la procedura
da seguire? E' una ulteriore legge omnibus, o sono dei saldi di
fine stagione? Il Governo forse si prenderà carico di riaccorpare
alcuni emendamenti e di presentarli.
Io, signor Presidente, non ho capito cosa accadrà dopo questa
presunta legge finanziaria rigorosa.
Francamente non l'ho capito ed ho difficoltà ad atteggiarmi,
dal momento che abbiamo tutti rinunciato agli emendamenti, adesso
dobbiamo recitare una sorta di scena muta, ci siamo tolti la
parola rispetto ad un testo che andrebbe abbondantemente
emendato nella sua formulazione, nel modo e nelle previsioni che
reca questo stesso testo.
Questo è un punto che io pongo e che - credo - assieme a cosa
succede dopo , vorrei che il Governo ci dicesse più
specificatamente come s'intende procedere, perché a me non basta
un collegato con 2000 emendamenti, se non sono 2000 saranno 100,
ma chi ha stabilito quali sono questi cento? Non c è un
pronunciamento d'Aula, ma una soluzione proposta dagli uffici,
nessuno ha detto quali sono quelli presentabili. Credo che
bisogna essere un po' più costruttivi e forse anche un po' più
seri.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, come avevo
detto nel mio intervento precedente le cose si stanno verificando
così come le avevo pensato: né si sta facendo un regalo alla
maggioranza, né si sta facendo un torto alla maggioranza, né la
maggioranza sta facendo un favore alla maggioranza, né sta
facendo un torto alla maggioranza stessa, sta facendo un torto ai
siciliani.
Infatti, come ha detto poc'anzi l'onorevole Capodicasa questo
bilancio è un bilancio falsato proprio per le ragioni di cui si
parlava all'articolo 37 e articolo 38, anche io ho fatto le mie
verifiche e non ho trovato un rigo sulla finanziaria nazionale di
questi soldi che devono regalare ai siciliani in maniera così
chiara come si fa capire in questo disegno di legge.
Pertanto, le rogne saranno di chi verrà dopo, poiché quello che
interessa la maggioranza è quello di arrivare alla conclusione di
questa legislatura con l'approvazione di questa scarna
finanziaria così com'è, perchè non è la finanziaria francescana,
perchè già i piedi sono stati calzati, da francescani poveri e
scalzi diventano francescani riformati, bene calzati e lo hanno
già calzato con gli strumenti legislativi approvati qualche
giorno fa, quei tredici stralci e quello precedente, perché la
bottega si è esaurita con quei provvedimenti, questi
provvedimenti che si sono catapultati, duemila emendamenti, la
stragrande maggioranza possiamo dire sono dell'opposizione: dei
colleghi DS più del 50 per cento, poi di altri gruppi, della
Margherita, quelli nostri del sottoscritto, possiamo dire che
sono superiori.
Questo vuol dire che la funzione cui il Presidente
dell'Assemblea aveva annunciato in una riunione dei Capigruppo,
alla quale ho partecipato a nome del mio gruppo parlamentare, è
venuta meno. La correttezza del ragionamento fatto dal Presidente
Lo Porto, mi pare in una Conferenza dei Capigruppo legittimamente
convocata, le sue parole sono state apprezzate da tutti per la
coerenza, per la correttezza e per la linearità del suo
intervento mantenuto fino a pochi minuti addietro.
Ma la volontà dell'Aula è stata ribaltata per volere del
Presidente della Regione che nonostante abbia apprezzato alcuni
provvedimenti ha ceduto per ragioni che ancora non ho capito se
sono ragioni politiche superiori, perché si vuole salvaguardare
la fine della legislatura con la finanziaria francescana, per
salvaguardarla da possibili incursioni da parte del Commissario,
come se noi agiamo in clandestinità e quindi non bisogna farci
scoprire un eventuale elemento di incostituzionalità all'interno
dei provvedimenti che si adottano, cioè non mi pare che questo
sia un Parlamento che possa avere, possiamo dire, una messa in
custodia, noi siamo un po' affidati a mercé di che cosa? Quando
si vuole si fa di tutto, io non capisco quali siano le ragioni,
oltre quelle che sono state esplicitamente dette. Legittimamente,
ognuno dà le proprie impressioni alle cose, per carità Però di
fronte a tante richieste legittime di un deputato. Perché il
deputato che cos'è? E' una figura da demonizzare? E' espressione
di un territorio, porta le istanze in un consesso come questo
che è stato democraticamente eletto Mi riesce difficile
comprendere perché se c'è un deputato che fa una proposta debba
essere considerata una proposta personale. Cosa c'è di così
scandaloso nel portare in Parlamento le istanze dei cittadini?
Ciò è scandaloso? Non mi pare che lo sia. Quando è legittimo,
quando è alla luce del sole, di fronte ad una platea di cervelli,
non si ha il coraggio di dire no.
Allora, scusatemi, ho il diritto e il dovere di andare nei
territori e dire: il Governo non l'ha voluto fare per ragioni
politiche questo provvedimento. Andrò a Raffadali e dirò: cari
conprovinciali di Raffadali, al vostro Presidente della Regione
dei vostri problemi non gliene frega niente, continuerete a
stare in queste condizioni, perché il Presidente della Regione ha
barattato le vostre esigenze, le vostre legittime aspettative,
con la politica con la p maiuscola, la stessa cosa potrò dire a
Favara: il vostro rappresentante di Favara se ne frega altamente
delle vostre esigenze perché deve rispettare il valore della
politica . E' questa allora la politica?
Vorrei capire, perché andando a sfogliare il bilancio che avete
votato poc'anzi - io voterò contro, su questo non c'è ombra di
dubbio, - che differenza c'è. La stessa legge, legge 32, articolo
73, sui Consorzi fidi, concesse agli industriali le cosiddette
agevolazioni, ma agli artigiani ed ai commercianti, che sono la
categoria produttiva povera, non si dà nulla, e quindi si
tolgono soldi all'Assessorato per la Cooperazione dell'onorevole
lo Monte. E' così? Bisogna fare così? Bisogna dire queste cose?
Allora queste cose si diranno così come tanti altri
provvedimenti.
Concludo dicendo che questi sono soltanto degli assaggi
perché possiamo andare in profondità su questi ragionamenti.
L'incoerenza di questo Governo dove sta? Adotta provvedimenti,
basta andare un po' a ritroso di qualche giorno. Abbiamo adottato
a dicembre, l'8 dicembre provvedimenti per la relazione di
bilancio dove venivano previste delle scadenze di pagamenti, per
esempio l'inserimento delle tabelle dei provvedimenti adottati.
In questa finanziaria non li vedo.
Cosa abbiamo fatto? Ebbene lo dico io, ai centri storici di
Agrigento, Ragusa, Siracusa. non diamo un centesimo in quelle
tabelle, e questo in contrasto con i provvedimenti adottati
nella variazione di bilancio. Questo sta a dimostrare che avete
in testa una grandissima confusione. Forse è la paura, che
l'onorevole Capodicasa ha individuato. La verità è che questo
bilancio è vuoto. Allora potevate avere qualche speranza di dire
in giro che avete fatto qualcosa a favore dei siciliani anche
senza impegnare spese, approvando provvedimenti sociali, come ad
esempio quello sulla rettifica dei confini che sistema
un'ingiustizia sociale e che nel contempo porta denaro nelle
casse dei Comuni come quello di Favara, di Agrigento e di
Raffadali. Porta denaro, perché ci sono migliaia di cittadini che
non pagano l'ICI perché non sono legittimati a pagare l'ICI,
noi glielo impediamo e diminuiamo le entrate di questa Regione.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Io credo che questa atipica volontà parlamentare, di
ritirare gli emendamenti, che probabilmente può anche essere
stasera cosa buona e giusta, però, senza voler offendere
l'intelligenza di nessuno dei miei colleghi vorrei chiedere al
Presidente della Regione, di poter parlare dei miei, perché io,
tra tutta questa mole di emendamenti, ne avevo presentati,
soltanto due, nessuno dei quali prevedeva alcuna spesa, anzi. Uno
riguarda la vicenda sulle cave di pomice di Lipari che credo sia
un tema che non è rinviabile a un collegato dato che è un
problema oggettivo, odierno e che non riguarda la difesa
clientelare di questo o di quell'imprenditore, lungi da me in
questo momento difendere alcun imprenditore. Esiste un deliberato
del comune di Lipari votato all'unanimità da tutto il consiglio
comunale, per la tutela dei lavoratori di questa azienda.
Allora, io posso anche attenermi a quello che è il principio di
quest'Aula stasera e ritirare questo emendamento però, ripeto,
non è una cosa che mi riguarda personalmente, ma ci sono in gioco
le vite di alcune centinaia di persone, dopo di che se quest'Aula
ritiene che è passato il principio generale che bisogna ritirare
tutti gli emendamenti, io ne prendo atto e sicuramente non sarò
l'artefice di scardinare l' equilibrio determinatosi d'Aula,
però, ripeto, invito il Presidente della Regione a fare una
riflessione su questo problema.
L'altro emendamento che è stato da me presentato è un
emendamento di entrata. Tenterò brevemente di spiegare il perché.
Il legislatore, quando fu approvata la finanziaria del 1985,
previde, per i comuni, la possibilità di redazione dei piani
particolareggiati fissando allora una data che era riferita a
quella sanatoria e che era il primo ottobre del 1983. La legge
regionale prevedeva per i comuni la possibilità, andando a sanare
le abitazioni con la legge di sanatoria, di potere poi
risistemare, attraverso i piani particolareggiati, le opere edili
sanate.
Poi venne la sanatoria del 1994 e successivamente la sanatoria
del 2004. Il legislatore non è intervenuto a sbloccare la facoltà
per i comuni del termine del primo ottobre 1983. Si corre il
rischio che i cittadini presentino le istanze di sanatoria e
però, se il comune non interviene con i piani di recupero perché
vincolato da questa norma vigente, si rischia semplicemente di
vanificare l'azione di sanatoria della legge e di dovere
restituire al cittadino proponente le somme versate.
Invito a riflettere su questi due temi. Ribadisco, non sarò io
a creare problemi a quest'Aula. E certo non voglio uscire
vincitore da questa seduta, ma per quanto mi riguarda posso
anche ritirare la mia firma da questi testi e farla mettere a
chiunque la voglia apporre, quindi non ne faccio un fatto di
principio personale, ne faccio soltanto un fatto di logica
politica.
VIRZI' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
VIRZI' Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche quando
ero ragazzino - lo dico più a me stesso che a quest'Aula affranta
- leggevo sui giornali come si governava una volta la Regione
Sicilia.
Ricordo di avere letto, per una quarantina d'anni, molto
attentamente, che tutti i Governi democristiani ricorrevano
all'esercizio provvisorio e, regolarmente, subito dopo,
vincevano le elezioni.
Il che vuol dire che non c'é una controindicazione
scientificamente testata del fatto che l'esercizio provvisorio di
per sè sia, come diceva il mio Presidente, onorevole Fini: il
male assoluto . Se alla fine queste cose, tecnicamente congegnate
in maniera intelligente, permettono, ad esempio, di fare la
festa di San Gennaro, la luminaria finale, un grande finale, in
effervescenza, di risposte concrete date alla gente, beh è il
finale che conta, il finale, non solo in termini legislativi, ma,
mi permetto di dire, dato che non proveniamo dalle nuvole, dai
voti concreti della gente, anche dal consenso della gente.
Credo che, parlo da persona eletta dentro questa maggioranza
che metteva nei suo fac-simili che il Presidente era Cuffaro, e
quindi con un grande senso di squadra, tenendo conto delle
distanze siderali che nel passato distinguevano il partito
costituzionale per eccellenza dal partito fuori dall'arco
costituzionale, per eccellenza, però credo che solo noi stiamo
facendo come maggioranza una specie di karakiri collettivo, come
gli ufficiali giapponesi alla fine dell'impero del sol levante,
dopo le due bombe su Hiroshima e Nagasaki.
Capisco che le impugnative del Commissario dello Stato possano
avere destato grande preoccupazione, mi permetto di dire, anche
spropositata rispetto agli effetti concreti che, poi, possono
produrre questi para conflitti, perché poi, non è che boccia,
impugna, solleva il ragionevole dubbio, noi siamo stati deboli a
non ricorrere ogni volta alla Corte Costituzionale, ma questo
dire a fine legislatura che tutti i deputati della maggioranza
fanno, sostanzialmente, atto di autocastrazione, ritirando i loro
emendamenti che, tranne i casi penalmente rilevabili, dovrebbero
essere vicinanza a categorie legittime, rispetto di interessi
legittimi, risposte logiche a normative non congruenti o non più
adeguate al nostro tempo, tutto ciò che permette, attraverso i
sensori dei parlamentari della maggioranza, al Governo di
muoversi in sintonia con il Paese reale.
Se tutto questo viene ritirato, politicamente, mi permetto di
dire che se fossi in minoranza questa la vanterei come una mia
assoluta vittoria A fine legislatura noi abbiamo detto a tutti i
deputati di maggioranza che non hanno nulla da suggerire, una
categoria da, legittimamente, proteggere; un gruppo di persone
che meritano di essere ascoltate e, magari, non svillaneggiate.
In quest'Aula noi abbiamo discusso di alcune cose; il Governo
aveva assunto degli impegni dicendo questa cosa è giusta e
sacrosanta Non possiamo fare figli e figliastri Non possiamo
avere contratti di serie A e di serie B vediamo di andare
ragionevolmente e logicamente verso una razionalizzazione e
quindi una uniformazione.
E, allora, laddove si era fatto qualche contratto di cinque
anni per motivi, magari, poco dichiarabili in pubblico e di cui
tutti abbiamo indovinato e di cui qualcuno ha parlato male nei
corridoi, beh Che cosa c'era di stravolgente se questo impegno
politico, che tecnicamente avevamo ritenuto tutti insiemi di
riproporre, dicevamo che era degno di uguale attenzione, anche in
mancanza di pargoli eccellenti Se lo facevamo anche per altri
tipi di emergenza, perché sono tutte emergenze in Sicilia. Non
vorrei che arrivassimo all'emergenza politica di una maggioranza
che non ha più nulla da dire al proprio target sociale di
riferimento, alla propria area di sincero convincimento.
Credo che sia difficilmente sostenibile, anche perché mi hanno
insegnato da ragazzino - avevo tutti professori marxisti
naturalmente, nella plurale scuola italiana - mi hanno insegnato
che tutto ciò che è reale è razionale e che quando si vota in
un'Aula parlamentare nulla è tecnico Cito Hegel è pre Marx, è
sinistra hegeliana. L'onorevole Ortisi lavora per la maggioranza
perché mi ha fatto perdere il filo, d'altro canto è un grande
sostenitore del ritiro collettivo. Anche io se dicessi: Io
distruggo il mio aereoplano, ma voi distruggete i vostri 150
sarei d'accordo, come minoranza sarebbe una splendida vittoria,
ma mi permetto dato anche che c'è l'onorevole Ortisi che mi
ascolta e mi chiosa, che ci sono delle cose ovvie che non
comportavano alcun tipo di spesa e che non è la pomice di Lipari
o l'argilla del torrente di Raffadali, c'erano alcune cose che
riguardano totalitariamente la vita di questa Regione.
Naturalmente l'avverbio totalitariamente mi piace, intendo dire
ad esempio che noi nell'altra finanziaria, presidente Cuffaro,
abbiamo giustamente, in maniera sacrosanta, messo una cosa che è
logica cioè..
CUFFARO presidente della Regione. Anarchicamente.
VIRZI' Abbiamo messo ordine nelle nostre cose dicendo
nell'altra finanziaria: la liquidazione di tutti gli enti
partecipati dalla Regione deve avere il suo termine nella sua
naturale conclusione entro il 31 dicembre 2005 e dopo?
E ora cosa facciamo? Dobbiamo completare la norma perchè il 31
dicembre è passato; c'è ancora un Commissari liquidatore,
plenipotenziario sul tesoro di casa della Regione siciliana, che
credo venga anche pagato profumatamente e lo si potrebbe dire
trattandosi di una donna, ma potremmo dire dignitosamente, dato
che si tratta di un'ottima professionista, però viene pagata
molto bene e se al 31 dicembre il suo compito non è finito,
perchè non mandare dei Commissari ad acta per obbedire al dettato
della finanziaria che fissava inderogabilmente al 31 dicembre
2005 la fine delle liquidazioni? O dobbiamo continuare la legenda
siciliana delle liquidazioni che non finiscono mai e servono
soltanto non ai dipendenti, non ai lavoratori, ma soltanto ai
Commissari liquidatori.
Diceva Gaio, onorevole Ortisi, che le norme si dividono in
perfecte quando viene descritta la fattispecie di ciò che è reato
e viene individuata la punizione che non è discutibile.
CUFFARO, presidente della Regione. Chi è questo?
VIRZI'. Gaio, è un noto fantasista che si esibisce su canale 5
e che non ha molta audience, poi dice che c'è la norma minus quam
perfecta che è quella in cui si dice che una cosa deve
assolutamente essere in quel modo ma si demanda alla Magistratura
il compito di combinare la pena. Poi c'è la norma imperfecta che
vieta una cosa ma non stabilisce la sanzione.
Abbiamo detto che il 31 dicembre 2005 dovevamo assolutamente
chiudere la liquidazione degli enti a partecipazione regionale,
ci siamo dimenticati di scrivere che cosa sarebbe accaduto se
questo obbligo non fosse stato mantenuto ed adempiuto.
Mi permetto, anche, di ricordare che un assessore di rilievo in
questo Governo aveva detto che c'era un allargamento a cinque
anni per una categoria che rappresenterebbe un problema
emergenziale nella nostra Terra, dato che, analogamente, è
stata fatta per altra categoria.
Non è una concessione, non è un atto octroyé gentilmente
offerto; era un'equiparazione ad altri livelli di contratto e di
obbligo, tenendo conto che si trattava di vincitori di concorso,
presidente Cuffaro, persone che hanno affrontato una selezione,
che hanno svolto un lavoro prezioso a fianco dei nostri Comuni.
Dico che stabilire che una cosa si fa per cinque anni anche
nella finanziaria non vuol dire gravare di più sul bilancio di
quest'anno.
Non dobbiamo dargli cinque anni di pagamento anticipati.
Stabiliamo che ciò che abbiamo fatto quest'anno e che abbiamo
già pagato, lo facciamo anche l'anno prossimo e quindi non c'è
alcuna variazione.
Mi permetto, allora, di invitare ad una sommessa riflessione
su questo tema della ritirata generale degli emendamenti; la
minoranza faccia ciò che creda, faccia il suo mestiere secondo la
propria convenienza di natura politica. Credo che sia
assolutamente anomalo chiedere un suicidio collettivo per tutti
gli emendamenti che scaturiscono dalla maggioranza.
ODDO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo fare un
brevissimo e conciso riepilogo di quanto ci siamo detti in queste
ore. Il Governo sostanzialmente ha detto che sulla vicenda dei
settori produttivi, chiamiamola vicenda, interviene con la
cartolarizzazione per quanto concerne il contributo in conto
capitale artigiani con pochi soldi e in dieci anni. Valutino i
colleghi se questo è credibile e domani mattina spendibile
politicamente. Primo punto.
Secondo punto. Sulla questione dei precari, sopratutto degli
Enti locali, ci siamo sentiti dire che siamo demagoghi, io non
vedo il collega, onorevole Turano, forse noi siamo demagoghi, ma
lui sostanzialmente scappa e abbandona l'Aula. Si parlava, tutto
sommato, di risorse che il Presidente della Regione dice che non
ci sono, mentre, guardando il bilancio, è facilmente desumibile
che ci sono, eccome ci sono Quindi non si vuole fare e c'è una
volontà precisa.
Terza questione. L'onorevole assessore Leontini ha firmato
circa un mese e mezza fa - non lo vedo ora in Aula - un
protocollo d'intesa con CGIL, CISL e UIL per mettere mano al
settore forestale, dei lavoratori - per intenderci - e un pò
riformare tutto quello che è il discorso delle giornate di lavoro
fino al passaggio a tempo indeterminato, quindi L.T.I., o di
operai a tempo indeterminato. Mi pongo una domanda e la pongo al
Governo e vado alle conclusioni. Come vuole affrontare, vista e
considerata la scelta che questa maggioranza ha fatto, perchè a
sentire l'onorevole Virzì, non ho capito più nulla, nel senso
che quando lui dice l'opposizione faccia quello che ritiene', ma
questa è una scelta che l'opposizione ha imposto alla
maggioranza? Allora, veramente contate poco Mi dovete scusare.
E' una vostra scelta di operare in questa direzione e di parlare
di collegato. Punto Smettiamola
Io penso che sia giusto che il Governo, proprio perchè la
maggioranza ha accettato questo percorso, dica chiaramente come
vuole affrontare quest' altra questione su cui ha assunto impegni
e un altro settore importante che riguarda la nostra realtà
siciliana.
Mi pare che, tutto sommato, se riusciamo ad essere anche
concreti su questi punti, potremo seriamente, come dicevo poco
fa, forse accelerare, dare questa notte addirittura il voto sulla
Finanziaria e sul Bilancio, anche se non siamo d'accordo su come
è impostato il tutto, però qualcuno dice forse è il male
minore'. Nello scegliere il male minore, Presidente, lei mi
insegna che comunque bisogna che ci sia un minimo di chiarezza,
ma nemmeno questa chiarezza c'è. Quindi, chiedevo all'assessore
Leontini, ma vedo che non c'è, per cui è un appello, al solito,
vano, di specificare come vuole affrontare quest'altra questione.
LACCOTO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LACCOTO Signor Presidente, onorevoli colleghi, certamente
qualche intervento lascia trasparire una insofferenza anche della
maggioranza rispetto ad alcune scelte che vanno sulla via di una
Finanziaria molto snella, che però poi snella non è, se in
effetti vi sono stati molti emendamenti alle stesse tabelle del
Bilancio.
Vi è però, onorevole Presidente della Regione, qualche
problema che noi vorremmo sottoporre. Così come aveva detto
l'onorevole Panarello, noi abbiamo avuto in questi giorni diversi
incontri, anche con l'assessore per i lavori pubblici, di tutta
la deputazione messinese per il problema del risanamento di
Messina. Vi sono due emendamenti, uno a firma dell'onorevole
Panarello, uno a firma mia e di altri colleghi, noi certamente
comprendiamo che insistere sugli emendamenti in questa situazione
sarebbe un pò sbagliato, però signor Presidente della Regione,
così come è stato fatto a Messina, chiederemmo che almeno si
prenda l'impegno di potere trasferire almeno i 50 milioni di euro
sull'ex articolo 38, come trasferimenti dello Stato, anche
perchè il problema del risanamento di Messina è un problema
certamente molto, , molto delicato.
Signor Presidente io ricordo che l'anno scorso in Conferenza
Regioni-Autonomie locali, quando si discusse dei 23 milioni di
euro dati a Palermo per la sistemazione del precariato, ci fu la
promessa che quest'anno sarebbe aumentato il fondo delle
autonomie locali. Andando nella tabella delle autonomie locali,
abbiamo visto che c'è la stessa somma per il triennio, sia per il
prossimo triennio che per il triennio passato.
Io credo che questo vada rettificato, certamente per onorare
l'impegno rispetto a quelle che sono le problematiche degli enti
locali. Non stiamo parlando qui di problematiche di determinate
categorie, ma parliamo di problematiche inerenti a tutti gli
enti locali. Se nella tabella del triennio vi sono le stesse
somme, l'impegno viene meno perché i 23 milioni potrebbero
gravare benissimo su un altro fondo e non sul fondo delle
autonomie locali.
Questi sono i punti di riflessione che voglio sottoporre
all'attenzione del Presidente della Regione e del Governo.
RAITI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, innanzitutto, prima di fare una brevissima
riflessione sulla legge finanziaria che stiamo per esaminare e
votare, voglio porre un quesito agli uffici.
Questa sera è stato dichiarato decaduto un deputato che doveva
essere sostituito da un altro, che non ha prestato il
giuramento, ed , essendo questo un organo costituzionale, ho
serie perplessità sul fatto che, non essendoci il quorum
previsto - previsto per legge - di novanta deputati, ho seri
dubbi che l'organo sia legittimato ad andare avanti.
E' un quesito che pongo agli uffici, gradirei una risposta dal
punto di vista tecnico e giuridico.
Andando al discorso della finanziaria ed alle scelte che sono
state fatte di ritiro degli emendamenti, non posso non ricordare
quello che diceva l'onorevole Capodicasa.
Qui ci troviamo di fronte ad una finanziaria che
sostanzialmente prevede un introito di 500 milioni di euro che
non ci saranno, purtroppo per la Sicilia, in questo esercizio
finanziario e quindi, di fatto, vi è una posta che non potrà
essere spesa e gli impegni che saranno presi su quella posta
hanno un'assenza di copertura finanziaria. Già questo la dice
tutta sulla impossibilità di andare a discutere nel merito, poi
certamente il fatto che si ritirino tutti gli emendamenti
scaturisce sia dalle obbrobriose leggi omnibus che sono state
fatte alla fine dello scorso anno, e quelle che sono state poi
riprese nei tredici disegni di legge approvati repentinamente
l'altro giorno.
E' una conferma della inadeguatezza di questo Governo nel modo
di andare avanti, nel modo di procedere, perché la legge
finanziaria, così come era stata concepita dal legislatore
nazionale e poi dal legislatore regionale e così come vuole la
politica vera in quanto tale, deve fissare gli obiettivi, i
percorsi di crescita, i percorsi politici che un Governo si
prefigge nel corso dell'anno finanziario. E' il massimo strumento
di scelta politica in relazione all'esercizio finanziario,
perché un governo decide di privilegiare gli artigiani anziché
gli agricoltori, decide di fare sviluppo in un modo anziché in un
altro. La legge finanziaria ed il bilancio sono quegli strumenti
che dicono quale politica il Governo intende attuare nel corso
dell'anno che verrà.
Oggi noi prendiamo atto, ancora una volta, che questa linea
politica non c'é e ciò sminuisce anche il ruolo dell'opposizione
perché l'opposizione ha un percorso di scelte politiche diverso,
ha una sensibilità che va nella direzione di programmare
appunto - un programma alternativo al Governo, ma, se non vi è un
governo che ha una linea, l'opposizione si trova in una
difficoltà enorme perchè non riesce a proporre una linea
alternativa e concreta. E questo mette in difficoltà tutti
quanti. Il fatto stesso, comunque, che si siano ritirati gli
emendamenti pone l'opposizione nell'impossibilità di perseguire
degli obiettivi politici che poi si confrontano nell'Aula
parlamentare e che possono essere frutto di un programma di
governo, tra l'altro - visto che quest'anno si andrà alle
elezioni - un programma di governo alternativo.
Questo non è stato possibile farlo e non sarà possibile farlo
proprio perchè il governo è assolutamente incapace di fissare un
percorso politico ben preciso. Ne prendiano atto; è un grave
vulnus che denunciamo ancora una volta dal punto di vista
politico. Ne prendiamo atto e, nello stesso tempo, non possiamo
non vedere l'altra faccia della medaglia. Questo è l'aspetto
assolutamente negativo.
L'aspetto positivo, in questo contesto veramente deprecabile, è
il fatto che, a differenza delle altre leggi finanziarie, se si
procederà in una maniera così spedita, succinta e scarna, almeno
eviteremo le leggi autobus', come le definisce l'onorevole
Crisafulli; quelle leggi che hanno calpestato le norme
regolamentari, le norme di diritto nel corso di questi anni,
quelle leggi che rendono intellegibile il modo di procedere e
rendono intellegibile la legislazione che questa Assemblea fa,
perchè io sfido qualunque cittadino medio, anche laureato, a
capire come si può orientare nel ginepraio legislativo che
questa Assemblea ha fatto nel corso di questi quattro anni e
mezzo. Abbiamo assistito a leggi nelle quali è contenuto tutto e
il contrario di tutto.Si sono trattati argomenti assolutamente
disparati: dai funghi allo sviluppo complessivo dell'energia in
questa Terra
La scelta di questa sera, quanto meno, ci eviterà questo tipo
di disastro. Per tali motivi, noi annunciamo il nostro voto
contrario, prenderemo atto dell'evoluzione dei lavori, ma, prima
che si inizino i lavori, io chiedo che, formalmente, gli uffici
si pronuncino su quel dubbio di legittimità che ho espresso
all'inizio del mio intervento.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Spampinato. Ne
ha facoltà.
SPAMIPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio
intervento sarà particolarmente breve.
Mi imbarazzo a fare una discussione generale su questo disegno
di legge, perchè non si capisce bene quale dovrebbe essere
l'oggetto della discussione generale, se i quattordici articoli
della legge, se la legge più i duemila emendamenti presentati in
questi giorni, se i quattordici articoli più i duecento
emendamenti dichiarati ammissibili dalla Presidenza. Non riesco a
comprendere bene. Tutto ciò, comunque, denota una cosa molto
chiara - lo diceva perfettamente l'onorevole Ortis - : non esiste
un'unità di direzione politica di questo Governo.
La legge finanziaria, il bilancio, che rappresentano
l'espressione massima della definizione di una linea politico-
programmatica di un governo, attraverso la quale trova la sua
attuazione - appunto - questa linea programmatica non riesce ad
avere un' unitarietà di indirizzo.
L'onorevole Ortisi faceva riferimento ad alcune norme degli
stessi assessori che rinunciano a fare le loro proposte
all'interno dell'organo naturale, ovvero quello della Giunta di
governo, ma presentano emendamenti al loro stesso disegno di
legge, perchè questo è un disegno di legge firmato dall'intero
Governo.
Ma c'è di peggio e di più. Ci sono norme che attribuiscono
competenze, che spostano competenze da un assessorato ad un
altro. Cioè ci sono norme firmate da un assessore, norme con le
quali l'Assessore si auto-attribuisce competenze che appartengono
ad altri assessori. Non riesco a capire la considerazione che fa
di queste norme l'assessore a cui viene sottratta non una risorsa
finanziaria ma una intera competenza.
Ciò denota un'esigenza che è elettorale, a cui si dà corso
attraverso questo tipo di atteggiamento. Poco fa l'onorevole
Presidente Cuffaro, in riferimento all'approvazione della scorsa
finanziaria, parlava di atteggiamento anarchico. E' vero esiste
un atteggiamento anarchico per quanto riguarda la predisposizione
di questo atto legislativo fondamentale per la vita di un Governo
ma anche per la vita di una Regione.
Al Presidente Cuffaro è attribuita la competenza di mettere
insieme le tessere, di svolgere un lavoro di puzzle più che un
lavoro di indirizzo politico specifico ed uniforme. E'
chiaramente questo non è accettato e viene criticato
politicamente ancor prima di entrare nel merito delle singole
norme. E' chiaro che noi abbiamo acconsentito, e la proposta
sicuramente non parte da noi, a ritirare gli emendamenti che
abbiamo presentato. Quando noi, e condivido quello che diceva
l'onorevole Micciché anche se non ne condivido le conclusioni,
abbiamo l'onere e l'onore a dare risposte ai cittadini siciliani
attraverso la presentazione di norme di legge.
Ma è chiaro che in queste condizioni è complicato accettare che
vi sia un assoluto e totale attacco alla diligenza, così come è
sempre avvenuto in questi quattro anni, così come avverrà
puntualmente. Ad inizio dell'intervento dicevo quale qual'era
l'oggetto sul quale bisogna puntare l'attenzione per fare la
discussione generale. Io non vorrei che ancora il vero oggetto
non sia il solito maxi emendamento che fra qualche ora, così
come è avvenuto nelle quattro precedenti occasioni di
approvazione della finanziaria, verrà presentato dal Governo.
Abbiamo presentato anche noi emendamenti ed apprezziamo tanti
emendamenti presentati da maggioranza ed opposizione. Ma è chiaro
che accettiamo il principio che vale, secondo me, per quanto
riguarda gli emendamenti aggiuntivi, perché non possiamo essere
sottratti dalla possibilità di emendare il singolo testo, anche
perché esistono norme, come quella evidenziata sia
dall'onorevole Capodicasa, sia dall'onorevole Giannopolo, che
necessitano di aggiustamenti politici e tecnici.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Su cosa onorevole Ortisi?
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, c'è un malloppo
di emendamenti ed io vorrei avere tre minuti di tempo per
leggerli.
PRESIDENTE No, questo è compito mio, onorevole Ortisi, sulla
base di quanto abbiamo detto è compito mio capire se
l'orientamento è rispettato o meno. Mi faccia la cortesia. lei
intervenga, ma nel merito del malloppo - che lei definisce tale
- degli emendamenti del Governo sono io che devo chiedere.
ORTISI Ma io ho il diritto di guardarli
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, mi consenta di organizzare e
gestire la seduta in rapporto a quanto è stato detto fino ad ora.
Onorevole Ortisi, lei parlerà sull'ordine dei lavori, ma non in
questo momento. Poiché io sto assumendo la direzione di questo
elemento mi consenta di esercitarlo.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1
Risultati differenziali
1. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera b) della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10, e considerati gli effetti della
presente legge, il saldo netto da impiegare per l'anno 2006 è
determinato in termini di competenza in ... migliaia di euro.
2. Tenuto conto degli effetti della presente legge sul bilancio
pluriennale a legislazione vigente, per l'anno 2007 è determinato
un saldo netto da impiegare pari a ... migliaia di euro, mentre
per l'anno 2008 è determinato un saldo netto da impiegare pari a
... migliaia di euro.
3. L'Assessore regionale per il bilancio e le finanze è
autorizzato ad utilizzare la linea di credito deliberata dalla
Banca europea degli investimenti per cofinanziare gli interventi
previsti nel Programma operativo regionale 2000-2006».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
ORTISI Dichiaro il mio voto contrario all'articolo 1.
PRESIDENTE Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Entrate derivanti dall'attuazione dell'articolo 37 dello
Statuto
1. In relazione all'accertamento delle entrate connesse
all'attuazione delle disposizioni dell'articolo 3, comma 1,
lettera b), della legge 27 dicembre 2002, n. 289, per il quale
viene disposto lo specifico accantonamento negativo previsto
dalla Tabella A, il ragioniere generale della Regione è
autorizzato ad iscrivere con proprio provvedimento le relative
somme ai pertinenti capitoli del corrispondente accantonamento
positivo».
Comunico che è stato presentato l'emendamento 1.1 G.
A proposito di quest'unico emendamento, che non è nuovo ma che
naturalmente richiede una puntualizzazione su quanto avremmo
deciso, circa la snellezza del testo, chiedo che il Governo si
pronunci perché delle due l'una. Il Governo illustri lo stato di
necessità assoluta delle condizioni poste dagli emendamenti, il
Governo, cioè, deve dimostrare l'assoluta necessità di apportare
modifiche perché lo richiede lo stato di necessità.
Se l'Assemblea non sarà soddisfatta, naturalmente sarà
padronissima di respingere le dichiarazioni del Governo, ma il
Governo stesso deve tenere presente che se non viene spiegata
l'esigenza di questi emendamenti salterà tutto d'accordo.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, quando abbiamo presentato la finanziaria,
prima del novembre 2005, c'era una norma di riferimento ad una
legge precedente al decreto legislativo del 3 novembre 2005. Poi
è stato fatto questo decreto ma occorre un adeguamento, perché la
finanziaria è stata presentata prima, ma è un emendamento
tecnico, gli uffici mi dicono che si tratta di emendamenti
tecnici.
ORTISI Ma gli uffici se ne accorgono all'una di oggi? Perché
non lo abbiamo visto prima?
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente, io tutto
vorrei fare fuorché passare per quello che non rispetta gli
accordi, per cui se l'Aula non ritiene che gli emendamenti siano
tecnici li ritiro tutti, però, gli uffici mi dicono che sono solo
tecnici.
PRESIDENTE Naturalmente, gli accordi possono saltare, però
deve essere chiaro che saltano per una ragione.
CUFFARO presidente della Regione. Quelli che non sono tecnici
li togliamo.
PRESIDENTE Il primo è un emendamento tecnico.
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'emendamento è tecnico, nel senso che fa riferimento al decreto
legislativo che definisce la materia relativa all'articolo 37
dello Statuto.
Però va detto che tecnicamente non spiega nulla, perché quello
dell'articolo unico del decreto legislativo non dice né
quantifica i fondi che devono essere trasferiti alla Regione,
demanda ad un provvedimento che d'intesa deve essere emanato tra
il dirigente dell'assessorato al bilancio della Regione siciliana
e il dirigente del ministero; questo riferimento di legge è un
fatto puramente legato allo scrupolo, ma in realtà non giustifica
assolutamente, non copre, non risponde alla domanda che noi
abbiamo: In quale parte del bilancio dello Stato o della legge
finanziaria è contenuto il riferimento ai fondi che noi mettiamo
oggi in bilancio? .
Con questa precisazione non si risponde a questa domanda perché
dice che c'è un articolo di un decreto legislativo dove è scritto
che la Regione siciliana e il ministero, attraverso un accordo
tra i due dirigenti provvederanno successivamente ad applicare la
norma. La norma recita con il famoso avverbio simmetricamente' e
quindi noi sappiamo bene non ci farà pervenire neanche una lira,
ma del resto, se poi vogliamo giudicare l'emendamento, in
effetti, è tecnico nel senso che non aggiunge e non toglie nulla.
PRESIDENTE Tenevo a precisare esattamente questo, poi le
valutazioni politiche sono tutte legittime, quindi rientrano
nella libera volontà del Parlamento di accettarle o respingerle,
ma è un emendamento tecnico.
Pongo in votazione l'emendamento 1.1 G. Il parere della
Commissione?
SAVONA presidente della Commissione e relatore di
maggioranza.. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3
Misure di incentivazione per la riscossione dei tributi locali
1. Gli enti locali adottano programmi operativi finalizzati
alla ottimizzazione del servizio di riscossione e/o al recupero
dei tributi di rispettiva competenza.
2. La predisposizione, entro il 31 dicembre 2006, del programma
di cui al comma 1, e la sua realizzazione, da valutare, entro
l'anno successivo, dall'Assessorato della famiglia, delle
politiche sociali e delle autonomie locali, attraverso la
rilevazione degli incrementi conseguiti rispetto ai tributi
riscossi nell'anno precedente, costituisce indicatore premiale ai
fini della ripartizione delle risorse ai sensi dell'articolo 76,
comma 2, della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2.
3. La mancata predisposizione o realizzazione del programma nei
termini di cui al comma 2, preclude la possibilità di accesso ad
ogni forma di premialità».
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 3.3
G.
Art. 3.
Misure di incentivazione per la riscossione dei
tributi locali
1. Gli enti locali adottano programmi operativi finalizzati
alla ottimizzazione del servizio di riscossione e/o al recupero
dei tributi di rispettiva competenza.
2. La predisposizione, entro il 31 dicembre 2006, del programma
di cui al comma 1, e la sua realizzazione, da valutare, entro
l'anno successivo, dall'Assessorato della famiglia, delle
politiche sociali e delle autonomie locali, attraverso la
rilevazione degli incrementi conseguiti rispetto ai tributi
riscossi nell'anno precedente, costituisce indicatore premiale ai
fini della ripartizione delle risorse ai sensi dell'articolo 76,
comma 2, della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2.
3. La mancata predisposizione o realizzazione del programma nei
termini di cui al comma 2, preclude la possibilità di accesso ad
ogni forma di premialità.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, l'emendamento si capisce da sé, invece di
scrivere 2006', diciamo ogni anno', nel senso che la norma vale
per sempre. Gli uffici lo ritengono tecnico, se poi lo vogliamo
ritirare facciamolo pure.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
Onorevole Cracolici, tenga presente che c'è la riserva di
ritirarlo.
CRACOLICI Signor Presidente, pongo un problema che non è
legato all'emendamento, perché obiettivamente l'emendamento è un
di più di cui si può benissimo fare a meno, tanto più che
facciamo una finanziaria relativa all'anno 2006. Poi ci sarà il
prossimo Parlamento, ma non è questo il problema.
Il problema è un po' più di fondo e riguarda una gerarchia di
rapporti tra la Regione e gli enti locali, noi stabiliamo, cioè,
sulla base di una capacità di ottimizzazione della capacità di
riscossione e di accertamento e quindi di capacità di riscossione
dei crediti vantati dai comuni di un elemento di premialità ai
fini della distribuzione delle risorse da parte della Regione
agli enti locali.
Pongo un problema che, secondo me, è anche di ordine
costituzionale a proposito di rischio di norme impugnabili. Ora,
è inutile rimarcare l'orizzontalità prevista dalla Costituzione
nel rapporto tra Stato, Regione ed enti locali, si aggiunge a
questo elemento una concezione in cui le risorse che noi
trasferiamo agli enti locali sembrano più a carattere premiale
dell'attività degli enti locali e non, invece, proprio del fatto
che la regione ha trasferito competenze agli enti locali negli
anni e quindi le risorse che noi trasferiamo agli enti locali
sono dovute, soprattutto, per la gestione delle competenze
trasferite agli enti locali, l'ex legge n. 1 o ex legge n. 22 che
poi con la legge n. 6 sono stati accorpati in un unico
contenitore di trasferimento.
Allora, legare la questione dei servizi trasferiti, delle
attività trasferite agli enti locali con uno strumento che
prevede che di quelle risorse te ne trasferisco di più o di meno
a secondo della tua autonoma capacità impositiva, secondo me
viola il principio dell'autonomia degli enti locali i quali, per
quanto riguarda i trasferimenti, trattandosi di trasferimenti di
servizi, non possiamo differenziare l'attività dei servizi a
seconda del Comune.
Altra cosa potrebbe essere questo semmai da parte dello Stato
il quale trasferisce agli enti locali alcune risorse su parametri
diversi da quelli della Regione.
Pertanto, ritengo che l'intero articolo è oggetto di
discutibile costituzionalità nel rapporto tra enti locali e
Regione siciliana.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 3.3 G. Il parere
della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 3, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Preciso che hanno espresso voto contrario il Gruppo dei DS i
partiti di Centrosinistra.
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4
Disposizioni in materia di residui attivi
1. Le entrate accertate contabilmente fino all'esercizio 2004 a
fronte delle quali, alla chiusura dell'esercizio 2005, non
corrispondono crediti da riscuotere nei confronti di debitori
certi, sono eliminate dalle scritture contabili della Regione
dell'esercizio medesimo.
2. Con decreto del ragioniere generale della Regione, su
indicazione delle competenti amministrazioni, si procede
all'individuazione delle somme da eliminare ai sensi del comma 1.
Copia di detto decreto è allegata al rendiconto generale della
Regione per l'esercizio finanziario 2005.
3. Qualora, a fronte delle somme eliminate a norma del presente
articolo, sussistano eventuali crediti, si provvede al loro
accertamento all'atto della riscossione con imputazione al conto
della competenza dei pertinenti capitoli di entrata».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Preciso che hanno espresso voto contrario i partiti di
Centrosinistra.
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5
Disposizioni in materia di residui passivi e di residui perenti
1. Le somme perente agli effetti amministrativi relative ad
impegni assunti fino all'esercizio finanziario 1995, non
reiscritte in bilancio entro la chiusura dell'esercizio
finanziario 2005, sono eliminate dalle scritture contabili della
Regione dell'esercizio medesimo.
2. Con decreti del ragioniere generale della Regione si procede
all'individuazione delle somme da eliminare ai sensi del comma 1.
Copia di detti decreti è allegata al rendiconto generale della
Regione per l'esercizio finanziario 2005.
3. Gli impegni di parte corrente assunti a carico del bilancio
della Regione fino all'esercizio 2004 e quelli di conto capitale
assunti fino all'esercizio 2003, per i quali alla chiusura
dell'esercizio 2005 non corrispondono obbligazioni giuridicamente
vincolanti, sono eliminati dalle scritture contabili della
Regione dell'esercizio medesimo.
4. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 3 non si applicano alle
spese per esecuzione di opere qualora il progetto dell'opera
finanziata sia esecutivo e gli enti appaltanti abbiano già
adottato le deliberazioni che indicono la gara, stabilendo le
modalità di appalto.
5. Con decreti del ragioniere generale della Regione, su
indicazione delle competenti amministrazioni, si procede
all'individuazione delle somme da eliminare ai sensi del comma 3.
Copia di detti decreti è allegata al rendiconto generale della
Regione per l'esercizio finanziario 2005.
6. Qualora, a fronte delle somme eliminate ai sensi dei
precedenti commi, sussista l'obbligo della Regione e nel caso di
eliminazione di somme perente da eliminare ai sensi del comma 1
sia documentata l'interruzione dei termini di prescrizione, si
provvede al relativo pagamento con le disponibilità dei capitoli
aventi finalità analoghe a quelli su cui gravavano
originariamente le spese o, in mancanza di disponibilità,
mediante iscrizione in bilancio delle relative somme, da
effettuarsi con decreti del dirigente generale del dipartimento
bilancio e tesoro ai sensi degli articoli 7 e 8 della legge 5
agosto 1978, n. 468, e successive modifiche ed integrazioni e
dell'articolo 47 della legge regionale 7 agosto 1997, n. 30.
7. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche
all'Azienda delle foreste demaniali della Regione siciliana».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Preciso che hanno espresso voto contrario i partiti di
Centrosinistra.
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6
Contenimento della spesa corrente
1. Al fine di assicurare il conseguimento degli obiettivi di
finanza pubblica stabiliti dal Documento di programmazione
economico finanziaria per gli anni 2006- 2008 adottato dalla
Regione nonché il rispetto dei vincoli imposti dal patto di
stabilità interno, la spesa complessiva di parte corrente, sia in
termini di competenza che di cassa, degli enti ed organismi
strumentali della Regione non può superare, per il triennio 2006-
2008, il limite massimo degli impegni di competenza assunti nel
2004, incrementati del 2 per cento, fatta eccezione per le spese
relative agli stipendi, assegni, pensioni ed altre spese fisse o
aventi natura obbligatoria.
2. Gli enti e gli organismi regionali che usufruiscono di
trasferimenti diretti o indiretti dalla Regione, fatta eccezione
per gli enti locali ai quali si continuano ad applicare le
disposizioni nazionali in materia di patto di stabilità e per le
aziende sanitarie ed ospedaliere, per le quali si applicano le
disposizioni contenute nell'intesa sottoscritta dalla Regione ai
sensi dell'articolo 8 comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131,
ed in attuazione dell'articolo 1, comma 173, della legge 30
dicembre 2004, n. 311, adottano entro 30 giorni dall'entrata in
vigore della presente legge comportamenti coerenti con quanto
stabilito al comma 1, provvedendo ad adeguare di conseguenza i
propri bilanci.
3. Il mancato rispetto dei principi stabiliti nel presente
articolo costituisce illecito disciplinare e determina
responsabilità erariale con obbligo da parte dei soggetti
responsabili del controllo e della vigilanza dei predetti enti ed
organismi strumentali della Regione di denuncia alla Corte dei
Conti. Per gli enti ed organismi strumentali della Regione che
adottano la contabilità economica le limitazioni di cui al comma
1 si intendono riferite alle corrispondenti voci inserite tra i
costi della produzione.
4. Per l'anno 2006 l'Amministrazione regionale e gli enti ed
organismi strumentali della Regione, inclusi gli enti locali, le
aziende sanitarie ed ospedaliere, non possono effettuare spese di
ammontare superiore al 50 per cento della spesa impegnata
nell'anno 2004 per relazioni pubbliche, convegni, mostre,
manifestazioni, pubblicità e per spese di rappresentanza, ad
eccezione delle spese direttamente connesse all'espletamento
delle funzioni istituzionali che si intestano al Presidente della
Regione.
5. Per l'anno 2006 l'Amministrazione regionale e gli enti ed
organismi strumentali della Regione, inclusi gli enti locali e le
aziende sanitarie ed ospedaliere, non possono effettuare, per
l'acquisto, la manutenzione, il noleggio e l'esercizio di
autovetture, spese per un ammontare superiore a quelle impegnate
nell'anno 2004».
Comunico che sono stati presentati dal Governo gli emendamenti
6.13 G e 6.14 G.
Comunico, altresì, che è stato presentato dalla Commissione
l'emendamento 6.12: Ai commi 4 e 5 dell'articolo 6, cassare le
parole inclusi gli enti locali' .
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche in
questo articolo pongo un problema ancora più grande di una
concezione errata sul piano della costituzionalità nel rapporto
tra Regione ed enti locali.
Non possiamo stabilire per legge della Regione qual è la
capacità, l'impegno di spesa di un ente locale che è autonomo e
che agisce secondo le competenze del proprio bilancio.
Cioè, il comma 4 fa riferimento ad una norma impositiva che
stabilisce che nessun ente strumentale sottoposto a vigilanza ,
etc., compresi gli enti locali, possono effettuare spese di
ammontare superiore al 50% della spesa impegnata nel 2004 .
Capisco il concetto di contenimento della spesa ma è una norma
che la Regione non può imporre agli enti locali.
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, forse le è sfuggito che c'è
un emendamento del Governo che esclude gli enti locali.
CRACOLICI Chiedo scusa.
GIANNOPOLO Chiedo parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Mi permetto anche di aggiungere, oltre che
condividere questo emendamento, perché era assolutamente
impossibile che si potesse prendere in considerazione, che al
comma due dovremmo specificare meglio che la spesa per il
personale che discende dalla stipula dei contratti di diritto
privato e via dicendo, non concorre alla determinazione del patto
di stabilità, cosa che è fissata dalla legge finanziaria
nazionale. Per cui, al comma due, dovremmo specificare meglio con
riferimento anche alla legge finanziaria dello Stato.
Prego il Governo di verificare, anche con gli uffici, il fatto
che nella legge finanziaria nazionale la spesa complessivamente
per il personale deve essere ridotta dell'1 per cento, quindi,
inclusa anche la spesa per il personale di cui abbiamo parlato
nella prima parte dei lavori d'Aula. Andrebbe specificato meglio,
con il richiamo alla legge finanziaria nazionale, che quel
personale va oltre il patto di stabilità.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Dice una cosa giusta,
tanto è vero che c'è un emendamento del Governo che dice che sono
fatti salvi tutti quei contratti proprio per stare dentro il
patto di stabilità. C'è un emendamento del Governo che è stato
presentato insieme agli altri. L'onorevole Giannopolo ha posto un
problema giusto perché è nella finanziaria.
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 6.12 della Commissione.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 6.13 G. Lo pongo in votazione. Il
parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 6.14 G. Lo pongo in votazione. Il
parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 6, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Articolo 7
Canone annuo sostitutivo dei profitti d'impresa per la
concessione di acque termali
1. La lettera b) del comma 5 dell'articolo 19, della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10, così come modificata dal comma
44 dell'articolo 139, della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4,
è sostituita dalla seguente:
b) per la concessione di acque termali il canone è determinato
applicando l'aliquota del 12 per cento sul fatturato annuo delle
imprese concessionarie inerente esclusivamente le prestazioni
termali e le concessioni dell'acqua oggetto della concessione a
qualsiasi fine effettuate; entro il 31 gennaio di ogni anno le
imprese concessionarie devono corrispondere il saldo dell'anno
precedente e un acconto per l'anno in corso pari al 50 per cento
di quanto versato complessivamente nell'anno precedente;'».
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, avevo chiesto di parlare
sull'articolo 6 perché l'articolo 6 diceva incrementati e
ridotti'. A me pare che l'italiano lo capisco ancora, come tutti,
più che tecnico è sostanziale; è come dire avanti e indietro',
sono due cose materialmente diverse quindi non è un aggiustamento
tecnico, un errore, qui cambia proprio la filosofia,
Ormai è approvato, ma era solo un esempio. La stessa cosa vale
per l'articolo 7, l'emendamento 7.6.4 da 12 passa a 6, si
riferisce all'aliquota delle proteste che, in questi giorni,
hanno fatto i rappresentanti delle società termali. Posso capire
se il Presidente mi spiega le ragioni che hanno ingenerato questo
cambiamento, ma non mi si venga a dire che è un aggiustamento
tecnico: è un aggiustamento politico. E, allora questo significa
mentre tutti gli emendamenti che avevano la stessa natura non
vengono accettati, questo è un emendamento che ha la sua
legittimità che non è assolutamente tecnico ma politico. Quindi,
signor Presidente, sta a significare che ci sono emendamenti di
serie A ed emendamenti di serie B. Gli emendamenti di serie B non
si discutono e vengono cassati, annullati o addirittura neanche
discussi. Quelli che dite voi bisogna fare E non mi pare che
questo sia rispettoso nei confronti dei deputati.
PRESIDENTE Onorevole Cuffaro, la prego di chiarire bene
questo concetto.
CUFFARO presidente della Regione. L'articolo 6 è tecnico
perché, essendo stata la finanziaria nazionale approvata adesso,
dopo che noi avevamo già presentato la nostra, noi ci siamo
dovuti allineare al patto di stabilità che nel frattempo la
finanziaria nazionale ha approvato. E questo riguarda l'articolo
6. per quanto riguarda l'articolo 7 devo dire che non è tecnico
ma è un errore e in questo ha ragione l'onorevole Micciché e cioè
sull'articolo 7 c'è un errore.
CRISAFULLI Allora lo ritiri
CUFFARO presidente della Regione. Sull'articolo 7 c'è un
errore. Se l'Aula l'accetta bene altrimenti il Governo lo ritira.
C'è una tassa che viene gravata del 12 per cento quando, invece,
dovrebbe essere del 6 per cento. Ce ne siamo accorti e l'abbiamo
corretta. Se ritenete lo lasciamo, altrimenti lo ritiro.
TURANO Lasciamolo
CUFFARO presidente della Regione. Se pone problemi lo ritiro.
PRESIDENTE Il problema non è se pone problemi. I problemi,
come lei ha visto, li pone. Onorevole Cuffaro, ci dica
apertamente se lo ritira o meno.
CUFFARO presidente della Regione. Ritiro l'articolo 7 perché
credo che sia più giusto ritirare l'articolo che fare pagare un
danno ai siciliani.
PRESIDENTE Pongo in votazione la soppressione dell'articolo
7.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi
(E' approvata)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Articolo 8
Fondi pensione complementare per i lavoratori siciliani
1. La Regione promuove la costituzione di fondi pensione
complementare a base territoriale regionale per lavoratori
dipendenti del comparto privato, per lavoratori autonomi e liberi
professionisti, ai sensi del decreto legislativo 21 aprile 1993,
n. 124, e successive modifiche ed integrazioni e nel rispetto
della disciplina di cui alla legge 23 agosto 2004, n. 243.
2. Gli statuti dei fondi di cui al comma 1, tra loro distinti,
devono prevedere la possibilità di adesione per tutti coloro che
hanno la residenza nel territorio regionale o che vi espletano in
via prevalente la loro attività o che siano dipendenti di aziende
che ivi operano con insediamenti produttivi.
3. I fondi sono costituiti con la partecipazione delle
organizzazioni datoriali e delle rappresentanze sindacali dei
lavoratori.
4. La Regione è autorizzata ad istituire, direttamente o per il
tramite di apposita struttura, un soggetto giuridico di scopo, al
quale partecipano operatori di comprovata esperienza nei settori
finanziario e/o assicurativo, per promuovere la costituzione dei
fondi di cui al comma 1, nonché per attendere alla gestione
amministrativa dei fondi, alla cura dei rapporti con gli enti
affiliati e con i soggetti aderenti ed al coordinamento
dell'attività degli stessi fondi, ivi compresi i rapporti con gli
enti gestori.
5. La Regione tutela, adottando idonee iniziative, i lavoratori
in temporanea situazione di svantaggio.
6. All'attuazione del presente articolo si provvede con
apposito decreto del Presidente della Regione, da emanarsi entro
60 giorni dalla pubblicazione della legge nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana.
7. Agli oneri discendenti dall'applicazione del presente
articolo si provvede con parte delle disponibilità previste nel
bilancio della Regione per le finalità di cui all'articolo 88,
comma 3, della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Articolo 9
Assegnazioni in favore degli enti locali per il triennio 2006-
2008
1. Le disposizioni previste dall'articolo 23, comma 1, dalla
legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, e dall'articolo 64,
comma 5, dalla legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, e successive
modifiche ed integrazioni si applicano per il triennio 2006-2008.
2. Per il triennio 2006-2008 continua ad applicarsi la
disposizione di cui all'articolo 45, comma 15, della legge
regionale 7 marzo 1997, n. 6, e successive modifiche ed
integrazioni.
3. Per il triennio 2006-2008 si applicano le disposizioni di
cui all'articolo 13, comma 7, della legge regionale 17 marzo
2000, n. 8.
4. Per il triennio 2006-2008, le assegnazioni annuali in favore
dei comuni e delle province, destinate a spese di investimento,
sono finanziate con le ulteriori somme assegnate dallo Stato in
attuazione dell'articolo 38 dello Statuto della Regione
siciliana.
5. Il comma 4 dell'articolo 23 della legge regionale 29
dicembre 2003, n. 21, è abrogato.
6. Per l'esercizio finanziario 2006, a valere delle risorse di
cui al comma 1, una quota pari a 23.070 migliaia di euro è
assegnata al comune di Palermo per le finalità dell'articolo 15
della legge regionale 26 novembre 2000, n. 24».
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORTISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo articolo
9, soprattutto al comma 6, riceve dalla Margherita una censura di
ordine politico perché, a fronte degli stanziamenti che il
Governo nazionale ha destinato a Palermo, Catania e Messina, noi
aggiungiamo ulteriori stanziamenti finalizzati alla sola città di
Palermo.
Ma tutta questa pioggia di miliardi che arrivano alle grandi
città che nelle maglie dei loro bilanci hanno tante possibilità
di districarsi, di modificare, di spostare, mentre i piccoli o i
medi Comuni vanno sempre più in dissesto finanziario perché non
hanno nessuna forma di aiuto né dallo Stato, né dalla Regione, mi
sembra incongruo, mi sembra ingiusto, immorale, mi sembra
politicante perché si coniuga con la presenza oggi, ieri o domani
di Amministrazioni del medesimo colore del Governo che finanzia.
Dico che questi soldi si potrebbero meglio utilizzare.
Poco fa abbiamo fatto una polemica infinita per 20 milioni di
euro destinati ad un fine che tutti noi riconosciamo giusto,
l'abbiamo rinviato in nome di un suo impegno e adesso ce li
ritroviamo finalizzati ad una città che è la più grande della
Sicilia, che ha tantissime possibilità di finanziamento, di un
finanziamento ad hoc.
Francamente noi della Margherita riteniamo che sia un fatto
estremamente politico, ma è sempre nella filosofia
dell'inseguimento che una filosofia opposta rispetto a quella che
lei ci sta insegnando in quest'ultimo periodo.
Pertanto, se il Governo non ritira questo comma dell'articolo
chiedo il voto segreto e mi appello alla sensibilità e
all'intelligenza dell'Aula.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, questa è una norma che ci stiamo portando dietro da
cinque anni. Abbiamo sempre dato le risorse sul capitolo degli
enti locali e poi la Conferenza Regioni-Autonomie locali con sua
deliberazione ha dato i soldi al Comune di Palermo perché si
tratta dei famosi PIP (Piani di Inserimento Professionale).
Adesso stiamo dicendo che i soldi li hanno sempre gli enti
locali, ma stiamo stabilendo numericamente, per evitare che ci
siano problemi, che comunque le risorse da quel capitolo vadano
al Comune di Palermo per i PIP, ed è da cinque anni che lo
facciamo.
ORTISI vicepresidente della Commissione. E perchè lo
decidiamo noi? Quale paura abbiamo?
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, la proposta che avanzo è questa:
è una cosa assolutamente illogica, ingiusta anche, che dentro il
capitolo del fondo per le autonomie locali si appostino delle
somme specificatamente destinate o discendenti da misure di
politiche attive del lavoro.
Le misure di politiche attive del lavoro stanno nella rubrica
Lavoro e nel fondo precariato.
Non c'entra assolutamente niente.
CUFFARO E' da cinque anni...
GIANNOPOLO Non è da cinque anni, nasce con l'esercizio
finanziario 2004, quando voi avete, a bella posta, organizzato
la protesta dei PIP.
Signor Presidente, se vuole sapere la mia opinione, lei si è
vantato nel dire che ha tagliato i precari.
Non ha capito, invece, che con le leggi impugnate ha aumentato
il precariato, perché ha inserito una norma che fa entrare
ulteriori precari nel bacino regionale del regime transitorio
degli LSU. Quindi, i precari li ha aumentati.
I 23 milioni di euro entrano per la prima volta nel 2004 a
seguito dei cassonetti di immondizia bruciati a Palermo, a
seguito della rivolta e poiché c'era in pendenza la legge
finanziaria avete trovato giusto togliere 23 milioni dal fondo
delle autonomie locali e destinarle ai PIP.
I problemi relativi ai Piani di Inserimento Professionale del
Comune di Palermo vanno risolti, ma non con il fondo delle
autonomie locali.
Il Comune di Palermo, in base ai suoi trasferimenti,
autonomamente può decidere di destinarli ai PIP se vuole, ma non
ci può essere il trasferimento al Comune di Palermo e poi come si
suole dire pure la bibita riservata'.
Questa cosa è esistita nel 2004, è stata ripetuta nel 2005 per
18 milioni di euro ed è stata fatta anche illegittimamente
perché la legge finanziaria regionale non prevedeva i 23 milioni
di euro e che con un colpo di mano (la Conferenza Regione-
Autonomie locali), sotto il ricatto del Comune di Palermo, ha
attribuito queste somme e adesso sono state reinserite nella
finanziaria 2006.
Signor Presidente, lei deve mantenere la parola. Lei poi ha
detto un'altra cosa: io mantengo l'aumento di cento milioni di
euro anche nel 2006 a patto che rimangano i 23 milioni.
Allora, i 23 milioni di euro per il comune di Palermo ci sono,
ma lei non ha mantenuto la parola di aumentare di 100 milioni di
euro il fondo delle Autonomie locali. Le parole si mantengono e
questo lo dico anche all'assessore Cintola. E arriveremo anche
poi.
Quindi, il rilievo fatto dall'onorevole Ortisi è molto
pertinente e il rilievo fatto da tutti gli altri 390 comuni della
Sicilia è pertinente. E' assolutamente pertinente.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Io ho spiegato la vicenda
dei PIP perchè su questa non ho nulla da nascondere. Mi dispiace
che l'onorevole Giannopolo dica una cosa non vera perchè
ribadisco davanti a questo Parlamento, così rimane traccia
scritta, che questo Governo ripropone per intero i 105 milioni di
euro per i comuni, fermo restando che tra i 105 milioni di euro
che c'erano l'anno scorso - e continuano ad esserci quest'anno -
i 23 milioni per i piani di inserimento professionale.
GIANNOPOLO Lei deve dire cosa c'entra con la vicenda delle
Autonomie locali
CUFFARO presidente della Regione. Lei ha detto che non ci
sono i 105 milioni di euro ed io ho detto che ci sono.
ORTISI Chiedo che la votazione sull'articolo 9 avvenga per
scrutinio segreto.
CUFFARO presidente della Regione. Vorrei spiegare all'Aula
che non si sta votando l'abolizione del comma 6, ma dell'intero
articolo 9. Adesso poi, appena avremo abolito l'articolo 9 non
riusciremo a dare i soldi ai comuni. Io ho il dovere di dirlo.
ORTISI Lei non può sempre ricattare l'Aula in questo modo.
CUFFARO presidente della Regione. Ma non sto ricattando.
LACCOTO Il Presidente della Regione deve dire se ci sono i
105 milioni di euro per il fondo delle Autonomie locali e dove
sono
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 9.
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 9 del DDL n.
1066/A
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'articolo 9.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 65
Maggioranza 33
Favorevoli 43
Contrari 21
Astenuti ...1
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Articolo 10
Agevolazioni fiscali per nuovi investimenti
1. Alle imprese operanti nei settori del turismo,
dell'industria informatica, alimentare e delle bevande, della
ricerca e sviluppo sperimentale nel campo delle scienze naturali
e dell'ingegneria, della produzione e distribuzione dell'energia
elettrica, vapore ed acqua calda, della pesca e
dell'acquacoltura, della trasformazione dei prodotti della pesca
e dell'acquacoltura di cui all'Allegato I del Trattato che
istituisce la Comunità europea, e successive modifiche ed
integrazioni che, a decorrere dall'l gennaio 2006, presentino,
per la prima volta o a titolo di rinnovo, istanza di agevolazione
ai sensi dell'articolo 8 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e
successive modifiche e integrazioni, per investimenti da
realizzarsi nel territorio della Regione, che non trovi
accoglimento per esaurimento dei fondi stanziati, è concesso,
entro il termine del 31 dicembre 2006, un contributo regionale
nella forma di credito di imposta, secondo le modalità ed i
termini di cui all'articolo 8 della legge 23 dicembre 2000, n.
388, salvo quanto previsto al comma 3. Detto credito d'imposta è
utilizzabile esclusivamente in compensazione, ai sensi del
decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, ai fini del pagamento
delle imposte di spettanza della Regione.
2. Il contributo di cui al comma 1 è concesso, altresì, alle
imprese agricole di cui all'articolo 1 del decreto legislativo 18
maggio 2001, n. 228, secondo quanto previsto dall'articolo 11 del
decreto legge 8 luglio 2002, n. 138, convertito in
legge dall'articolo 1 della legge 8 agosto 2002, n. 178, e
successive modifiche ed integrazioni.
3. Gli investimenti ammessi alle agevolazioni di cui al
presente regime di aiuto possono essere realizzati entro il 31
dicembre 2008, fermo restando il rispetto dei termini e dei
limiti di utilizzazione del credito d'imposta di cui all'articolo
62, comma 1, lettera f), della legge 27 dicembre 2002, n. 289.
4. Le agevolazioni di cui ai commi 1 e 2 sono concesse nei
limiti massimi di spesa pari a 15 milioni di euro per l'anno
2006, 10 milioni di euro per l'anno 2007 e 10 milioni di euro per
l'anno 2008, di cui 1,5 milioni di euro per l'anno 2006, 1
milione di euro per l'anno 2007 e 1 milione di euro per l'anno
2008 per le agevolazioni previste al comma 2.
5. Le agevolazioni previste dal presente articolo non sono
cumulabili con altre agevolazioni locali, regionali, nazionali o
comunitarie che abbiano ad oggetto gli stessi costi ammissibili.
6. Le agevolazioni sono concesse nel rispetto delle specifiche
discipline settoriali comunitarie nonché della disciplina
multisettoriale degli aiuti regionali destinati ai grandi
progetti d'investimento.
7. L'applicazione delle disposizioni del presente articolo è
subordinata alla positiva definizione della procedura di cui
all'articolo 88 del Trattato istitutivo della Comunità europea,
eccetto che per le piccole e medie imprese, per le quali le
disposizioni medesime trovano immediata applicazione ai sensi del
Regolamento CE n. 70/2001 del 12 gennaio 2001 relativo
all'applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato CE agli
aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese, del
Regolamento CE n. 1/2004 del 23 dicembre 2003 relativo
all'applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato CE agli
aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese attive nel
settore della produzione, trasformazione e commercializzazione
dei prodotti agricoli e del Regolamento CE n. 1595/2004 dell'8
settembre 2004 relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88
del Trattato CE agli aiuti di Stato a favore delle piccole e
medie imprese attive nel settore della produzione, trasformazione
e commercializzazione dei prodotti della pesca.
8. Gli adempimenti discendenti dall'applicazione del presente
articolo sono svolti dall'Agenzia delle entrate, previa intesa
con l'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze.
9. Ai fini dell'autorizzazione comunitaria sulle misure
agevolative previste dal presente articolo, per il periodo 2006-
2008 le risorse finanziarie non possono superare complessivamente
l'importo di 500 milioni di euro».
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi,io desideravo
parlare a favore dell'emendamento presentato dal Governo.
Desidero parlare a favore perché la misura che il Governo prevede
di introdurre con questo articolo, e che riguarda agevolazioni
fiscali per nuovi investimenti, è estremamente importante per la
ripresa delle attività economiche e produttive nell'Isola.
Già nel testo originario il Governo aveva inserito questa
norma, ma la sua formulazione presentava dei problemi di
interpretazione che, vedo, sono stati brillantemente, devo dire,
affrontati e risolti nel testo dell'emendamento 10.45 che
peraltro riproduce esattamente un'analoga proposta che avevamo
formulato io e il Presidente della Commissione, onorevole Savona,
dopo avere consultato gli uffici, dopo avere consultato l'Agenzia
delle entrate e, dunque, desidero esprimere il mio voto
favorevole all'emendamento 10.45 che è identico, dicevo, a quello
presentato da me e dall'onorevole Savona che, pertanto, viene
assorbito, è sostanzialmente assorbito da questo.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, io non ho nemmeno letto
l'emendamento dell'onorevole Cuffaro perché soltanto a guardarlo
si capisce bene che va contro l'indicazione che questa Aula si è
data di non tenere in considerazione gli emendamenti che
sostanzialmente modificano il testo della legge. Pertanto, alcuni
riferimenti, alcune osservazioni le farò sul testo che ritengo
sia quello che dovrà essere oggetto del nostro voto.
Chiedo quindi al Governo: le agevolazioni fiscali per le
imprese che prevede questo articolo, il criterio attraverso il
quale si sono individuate le imprese oggetto di tali benefici del
credito di imposta perchè qui parliamo delle aziende alimentari,
delle bevande, delle aziende per la sperimentazione nel campo
delle scienze naturali, o parliamo di tutte le aziende oppure non
credo che questa suddivisione fatta a caso possa essere oggetto
di soddisfazione.
La seconda considerazione e perplessità riguarda il comma 7. Il
comma 7 ci dice sostanzialmente che noi approviamo una norma a
futura memoria in quanto questa norma troverà applicazione solo
ed eventualmente solo se andrà a buon fine, così appunto come
recita il comma 7: l'articolo 88 del Trattato istitutivo della
Comunità europea .
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, sia l'articolo che l'emendamento
muovono da una considerazione da parte del Governo che è quella
di vedere se è possibile, attraverso la finanza regionale, poter
sostenere il sistema delle imprese siciliane attraverso un metodo
introdotto, tra l'altro, nella legislazione italiana per la prima
volta dal ministro Visco, il credito di imposta lo ha introdotto
Visco, del governo di centro-sinistra. E muove dalla
considerazione che essendo ormai il credito di imposta nazionale
asfittico perché non si è data esecuzione alla legge n. 388 del
2000, la legge finanziaria, ed essendo previste una serie di
norme burocratiche che finiscono con lo scoraggiare anche le
richieste da parte delle imprese, la Regione siciliana dice: io
intendo, in qualche modo, sostituirmi'. Il che, di per sè, non è
una scelta sbagliata, anzi E' sbagliato, invece, quando non si
fa una netta selezione dei settori su cui si vuole intervenire,
perchè fare un provvedimento a pioggia', in tutti i settori,
finisce, oggettivamente, signor Presidente, con l'agevolare i
settori più forti.
Voglio fare un esempio ai colleghi, lo faccio pure a lei,
signor Presidente, qui è stato scritto che, tra le altre cose,
possono accedere alla agevolazione fiscale per nuovi
investimenti, sotto forma di credito di imposta, anche le aziende
che sono produttori e distributori di energia elettrica, oltre a
quelle delle costruzioni.
Signor Presidente, siamo parlando in Sicilia dei produttori di
energia elettrica che vanno sotto il nome di Enel, di Eni, di
Montedison, attraverso l'autoproduzione e, cioè ....
SPAMPINATO Oltre alla Tomarchio, che distribuisce bevande.
SPEZIALE Stiamo parlando di settori che, in questo momento,
lo voglio dire al Presidente, e mi riferisco in particolare
all'Eni, che, attraverso la crisi non più congiunturale del
mercato petrolifero, stanno avendo margini di prodotto loro
spaventosi. Si presuppone che il solo stabilimento petrolchimico
di Gela abbia margini netti di guadagno per centinaia e centinaia
di milioni di euro l'anno. La stessa cosa sta avvenendo a Priolo:
non conosco la condizione di Milazzo, i colleghi mi scuseranno se
non faccio riferimento a Milazzo ... Ora il problema che si pone
per queste aziende è esattamente il contrario. E' il modo come
noi dobbiamo richiedere a queste aziende, invece, un intervento
per la Sicilia.
Ecco perchè deve essere fortemente selettivo il provvedimento.
Così com'è, infatti, il provvedimento finisce col favorire,
invece, quelli che sono più attrezzati. Lei capirà che l'Eni, in
materia di agevolazione fiscale e in materia di agevolazione di
credito di imposta, è più attrezzato di qualsiasi medio e piccolo
imprenditore siciliano che ha qualche difficoltà ...
CUFFARO presidente della Regione. E' limitato alle fonti di
energia rinnovabile.
SPEZIALE Scusami ... Io anche questa cosa delle fonti di
energia rinnovabile se vuoi la dico ... perchè anche quella cosa
che riguarda le fonti di energia rinnovabile significa l'eolica,
sostanzialmente, sulla quale, onorevole Presidente, andrebbe
fatta una rigorosa scelta anche lì.
Noi siamo senza il Piano energetico regionale in Sicilia.
Stiamo autorizzando anche scempi naturalistici attraverso l
energia eolica di intere zone della nostra Sicilia.
Signor Presidente, io le consiglierei - poi valuti, ovviamente,
lei - di non porre in votazione, così come è scritto, nè la parte
dell'articolo nè quella dell'emendamento sostitutivo che lei ha
presentato e di ripensarlo in qualche modo. E di ripensarlo in
modo adeguato, anche attraverso un confronto con le associazioni
degli industriali. Non mancherà quindi occasione perchè possa
essere riproposto in un prossimo provvedimento in Aula. Così
com'è, secondo me, non produrrà gli effetti che lei stesso o
immagino il Governo desidera; anzi mi sembra un emendamento che
finisce con il favorire settori particolari che sono già ricchi
in sè.
Sono pertanto contrario a questo articolo e lo sono per le
motivazioni esposte. Comprendo lo spirito dell'articolo, ma così
com'è noi rischiamo di non raggiungere l'obiettivo che ci siamo
prefissati.
CUFFARO presidente della Regione.Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente,
accantoniamolo e ne riparliamo alla fine per vedere se troviamo
una soluzione che soddisfi tutti.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, dispongo nel senso
richiesto dal Governo. E' accantonato.
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
«Articolo 11
Tasse sulle concessioni governative regionali
1. Dopo il comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale 24
agosto 1993, n. 24, e successive modifiche ed integrazioni,
aggiungere i seguenti.
1 bis. A decorrere dall'1 gennaio 2006 sono abrogate le voci
numero d'ordine 7, 14, 21, 34 e 39 della tariffa allegata al
decreto legislativo 22 giugno 1991, n. 230.
1 ter. A decorrere dall'1 gennaio 2006 sono in vigore le
seguenti tariffe di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 6 ottobre 1972, n. 641 e successive e integrazioni:
Autorizzazioni, licenze e iscrizioni, non considerate in altri
articoli della presente tariffa, richieste dalla legge per
l'esercizio di attività industriali o commerciali e di
professioni, arti o mestieri
a) attività industriali o commerciali euro 250
b) professioni euro 100
c) arti e mestieri euro 30.'
1 quater. A decorrere dall'1 gennaio 2006 la Tabella degli
importi concernenti le voci di tassa di cui ai numeri d'ordine 1
e 24 bis della tariffa allegata al decreto legislativo 22 giugno
1991, n. 230, sono così modificate:
a) voce di cui al numero d'ordine 1:
Concessione per l'apertura e l'esercizio di farmacie nei comuni
con popolazione:
Tassa di rilascio Tassa annuale
a) fino a 15.000 abitanti 695 139
b) da 15.001 a 40.000 abitanti 1.111 223
c) da 40.001 a 100.000 abitanti 1.666 334
d) da 100.001 a 200.000 abitanti 2.221 445
e) da 200.001 a oltre 500.000 abitanti 5.552 1.111';
b) voce di cui al numero d'ordine 24 bis:
Autorizzazioni per l'esercizio del commercio su aree pubbliche
da rilasciare a cittadini residenti fuori dal territorio della
Regione siciliana, legge 28 marzo 1991, n. l12, articolo 2, commi
3 e 4:
a) tassa di rilascio euro 200
b) tassa annuale euro 50'».
LACCOTO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LACCOTO Signor Presidente, credo che qui vi sia un errore
anche perché, per esempio, le farmacie vengono tutte senza
distinzione fatte fino a quindicimila contravvenendo all'accordo
per le farmacie rurali che tra l'altro pagavano solo la tassa di
ispezione e non già la tassa normale.
Pertanto, l'avere messo le farmacie da 1 a quindicimila crea
certamente dei problemi rispetto ad un altro tipo di accordo che
vi è con le farmacie rurali sussidiate. Poi all'articolo 11 credo
in generale vi sia un aumento spropositato rispetto a quelle che
sono le tasse di concessione attuali. Io non dico che non bisogna
aumentarle però un aumento che superi il cento per cento credo
non sia nemmeno giusto. Per cui, credo che il Governo possa
ritirare questo articolo 11.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, a me dispiace intervenire non tanto
nel merito quanto nella rassicurazione che lei mi aveva dato nel
momento in cui furono presentati gli emendamenti. Ed allora lei
mi rassicurò - ed io le ho creduto sulla parola, perché penso che
lei lo meriti...
PRESIDENTE Non è che sino ad ora sia accaduta una deroga. Io
adesso su questi due le do una risposta.
ORTISI Signor Presidente, penso che lei meriti l'assoluta
fiducia del Parlamento. Però, adesso, mi ritrovo sia sul
precedente sul quale interverrò, siccome è intervenuto un
accantonamento giustamente lei non mi ha dato la parola, ed io
interverrò, a dimostrare che di tecnico non c'è niente...
PRESIDENTE Mi scusi se la interrompo, onorevole Ortisi. Veda,
lei sta affrontando un tema che mi mette in grandissima tensione.
Perché io rispetto gli impegni e le parole convenute. Ancora non
è accaduto quello che lei paventa giustamente, e dopo che lei
avrà finito di parlare, io deciderò l'ammissibilità di due
emendamenti che non appaiono nella mia valutazione di carattere
tecnico.
ORTISI Va bene, signor Presidente, restiamo all'articolo 11 e
ai due emendamenti presentati. Uno dei quali annulla praticamente
l'1 ter dell'articolo 11. Esso parla di attività industriali,
commerciali, professionali, arti e mestieri ma si stabilisce
addirittura una cifra. Adesso non mi si vorrà dire che c'è stato
un altro errore da parte del Governo nella scrittura come è
avvenuto per altri passaggi nel momento in cui si chiede
l'abrogazione del comma intero. Perché è una scelta di ordine
politico, per intervenute interlocuzioni, mediazioni dentro la
maggioranza. Per carità, io non ci voglio entrare. Io voglio
entrare, primo: nel merito del patto che abbiamo fatto di
approvare o disapprovare in Aula la finanziaria secca com'era; e
secondo: nella rassicurazione che ho avuto da lei che non ci
sarebbero stati fra questi emendamenti presentati dal Governo
emendamenti di ordine politico.
CUFFARO presidente della Regione. Lo ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto. Lo stesso accade per
l'articolo 11.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, io volevo
porre un tema, una domanda. Non so se c'è una legge che già
disciplinava la materia e con la quale ora andiamo a disciplinare
le tariffe, però vedo che noi per l'autorizzazione per
l'esercizio del commercio su aree pubbliche, da rilasciare a
cittadini residenti fuori del territorio della Regione siciliana
applichiamo una tariffa particolare. Domando: La condizione
residenziale, ai fini dell'attività commerciale su aree
pubbliche, è motivo di diversità di tassazione? .
E' un tema che pongo con molta umiltà, perché ho l'impressione
che la cosa non funzioni molto, onorevole assessore. Perché se
una persona è residente a Reggio Calabria e fa il mercatino a
Messina paga una tassa diversa rispetto al cittadino messinese?
Faccio l'esempio di Messina e Reggio perché sono città C'è
qualche principio?
CUFFARO presidente della Regione. Cambiano le tariffe,
onorevole Cracolici.
CRACOLICI Ma cambiano ed è previsto da leggi preesistenti?
CUFFARO presidente della Regione. Sì.
LACCOTO Chiedo di parlare sul ritiro dell'emendamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LACCOTO signor Presidente, onorevoli colleghi, a questo
punto, siccome già il Governo aveva presentato l'emendamento
perché giustamente le norme non possono essere più applicate dal
1 gennaio 2006, anche perchè molti hanno già pagato le tasse, io
credo che sarebbe più opportuno da parte del Governo ritirare
tutto l'articolo 11. Avrebbe più un senso rispetto a questo.
Siccome fra l'altro autonomamente il Governo aveva fatto un
emendamento per farlo slittare all'1 gennaio 2007, oggi
metteremmo molti cittadini che hanno già pagato la tassa e, tra
l'altro esistono anche problemi.
Onorevole Presidente, per quanto riguarda alcune fra queste
categorie, io ritengo più opportuno, perché non cambierebbe
niente rispetto all'emendamento, ritirare l'intero articolo 11,
altrimenti metteremo molti cittadini in condizioni di disagio,
dover rifare la tassa, ripagare le tasse, etc.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare il rappresentante del
Governo per dare una sua risposta.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente, il
Governo si era sforzato di dire che gli emendamenti erano
tecnici. Ed era tecnico, perché se la finanziaria l'avessimo
applicata a dicembre aveva senso che la norma che c'era; siccome
la stiamo approvando a gennaio ha ragione l'onorevo.e Laccoto. Ma
siccome mi avete detto che non era tecnico l'ho ritirato. O vi
fidate sul fatto che sono tecnici o non vi fidate. Cosa volete
che vi dica? Perché le due cose non combaciano. Era tecnico e
l'abbiamo dimostrato. Adesso si scopre che è tecnico.
PRESIDENTE Onorevole Laccoto, poiché gli emendamenti sono
stati oggetto di contestazione, non si può ritirare tutto
l'articolo, si mette ai voti solo l'articolo. Non esiste che si
faccia l'uno e l'altro. Si voti l'articolo senza gli emendamenti.
Ho capito il senso del suo ragionamento, onorevole Laccoto, ma
non si può avere l'uno e l'altro.
CRACOLICI L' articolo si può votare anche per parti
separate.
PRESIDENTE L'articolo non si può votare per parti separate.
Si vota l'articolo e si boccia se c'è una maggioranza.
PRESIDENTE No, un articolo non si può votare per parti
separate.
LACCOTO Chiediamo la soppressione dell'articolo.
PRESIDENTE Si vota l'articolo e si boccia se c'è una
maggioranza.
CRACOLICI Se c'è la volontà di bocciare una parte di un
articolo si vota per parti separate.
PRESIDENTE Tutti e due gli emendamenti sono stati ritirati.
CRACOLICI Chiedo la votazione per parti separate
relativamente alla parte relativa all'1 ter.
PRESIDENTE C'è una richiesta di votazione per parti separate
dell'articolo 11. Pongo in votazione il comma 1. Chi è favorevole
resti seduto, chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'1 bis. Chi è favorevole resti seduto, chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'1 ter.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Il Governo è favorevole a
cassarlo, vota contro.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'1 quater. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione le parti approvate dell'articolo 11. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(Sono approvate)
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
«Articolo 12
Modifiche all'articolo 54 della legge regionale 27 aprile 1999,
n. 10
1. All'articolo 54 della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10,
sono apportate le seguenti modifiche:
a) la rubrica è sostituita dalla seguente Requisiti di
onorabilità, professionalità e indipendenza degli esponenti
aziendali';
b) al comma 1, sostituire le parole e
professionalità' con le parole , professionalità e
indipendenza';
c) alla lettera c), del comma 1, sostituire le parole
esperienza e onorabilità' con le parole onorabilità,
professionalità e indipendenza'».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:
«Articolo 13
Abrogazioni e modifiche di norme
1. Al comma 1 dell'articolo 8 della legge regionale 8 luglio
1977, n. 47, e successive modifiche ed integrazioni sostituire le
parole dell'Assessore regionale per il bilancio e le finanze' con
le parole del ragioniere generale della Regione'.
2. Al comma 1 dell'articolo 36 della legge regionale 17 marzo
2000, n. 8, e successive modifiche ed integrazioni sostituire le
parole dell'Assessore regionale per il bilancio e le finanze' con
le parole 'del ragioniere generale della Regione'.
3. Al comma 1 dell'articolo 55 della legge regionale 3 maggio
2001, n. 6, e successive modifiche ed integrazioni, aggiungere
dopo le parole della Regione' le parole nonché quelle
relative all'applicazione dei contratti collettivi regionali di
lavoro'.
4. Il comma 4 dell'articolo 9 della legge regionale 19 giugno
1991, n. 38, e successive modifiche ed integrazioni è abrogato.
5. Al comma 1 dell'articolo 9 della legge regionale 10 dicembre
2001, n. 21, e successive modifiche ed integrazioni aggiungere
dopo la parola relativamente' le parole all'ufficio di segreteria
di Giunta'.
6. Al comma 2 dell'articolo 58 della legge regionale 3 maggio
2001, n. 6, e successive modifiche ed integrazioni sopprimere le
parole la segreteria della Giunta regionale'.
7. All'articolo 16 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10,
e successive modifiche ed integrazioni sono apportate le seguenti
modifiche:
a) al comma 2 inserire prima delle parole La segreteria
generale' le parole L'ufficio di segreteria di Giunta,';
b) al comma 3 aggiungere dopo la parola proposta' le parole del
dirigente generale dell'ufficio di segreteria di Giunta';
c) al comma 4 aggiungere dopo la parola funzionamento' le
parole dell'ufficio di segreteria di Giunta'.
8. Al comma 1 dell'articolo 7 della legge regionale 1 agosto
1990, n. 20, sostituire le parole dell'Assessore per
il bilancio e le finanze' con le parole del ragioniere generale
della Regione'.
9. Al comma 2 dell'articolo 4 della legge regionale 29 dicembre
2003, n. 21, e successive modifiche ed integrazioni aggiungere
dopo le parole a destinazione vincolata' le parole nonché le
somme dovute allo Stato, derivanti dal differente importo
complessivo dell'IRAP e dell'addizionale IRPEF effettivamente
introitato rispetto a quello stimato, ai sensi dell'articolo 39,
comma 1, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.'
10. Alla fine del comma 4 dell'articolo 4 della legge regionale
3 dicembre 2003, n. 20 e successive modifiche ed integrazioni
aggiungere le parole nonché le ulteriori somme assegnate dallo
Stato in attuazione dell'articolo 38 dello Statuto della Regione
siciliana'.
11. Il comma 62 dell'articolo 127 della legge regionale 28
dicembre 2004, n. 17, è abrogato.
12. Al numero 2 della lettera a) del comma 2 dell'articolo 3
della legge 28 dicembre 2004, n. 17, sostituire le parole di
rinnovo' con la parola annuale'.
13. All'articolo 4 della legge regionale 28 dicembre 2004, n.
18, e successive modifiche ed integrazioni sostituire 2004-2005'
con 2006-2007'.
14. All'articolo 2 del decreto del Presidente della Regione 10
maggio 2001, n. 8, fatti salvi gli incarichi in atto conferiti,
sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 2 sostituire le parole n. 16 unità' con le parole
n. 11 unità' e la parola almeno' con le parole di cui';
b) al comma 3 sostituire le parole n. 13 unità' con le parole
n. 8 unità' e le parole almeno 5' con le parole di cui 4';
c) al comma 8 sostituire le parole di 12 unità' con le parole
di 8 unità' e le parole di 9 unità' con le parole di 5 unità' e
sopprimere la parola almeno';
d) al comma 9 sostituire le parole 9 unità' con parole 5
unità'.
15. All'articolo 1 della legge regionale 7 maggio 1977, n. 33,
e successive modifiche ed integrazioni abrogare le parole
promosse da enti ed organizzazioni siciliani' ed aggiungere il
seguente comma:
1 bis. I contributi di cui al primo comma sono ripartiti a
livello territoriale con attribuzione proporzionale sulla base
del numero degli abitanti di ciascuna delle province della
Regione e sono destinati, per il 70 per cento, a teatri con sede
sociale in Sicilia che dispongono in esclusiva di struttura
teatrale ubicata nel territorio regionale idonea alla
rappresentazione in pubblico di spettacoli e che effettuano una
stabile programmazione stagionale di attività di ospitalità e
produzione teatrale, rimanendo esclusi dall'applicazione i teatri
destinatari di contributi determinati per legge e per il restante
30 per cento ad enti ed organizzazioni siciliani.'.
16. All'inizio del comma 5 bis dell'articolo 14 della legge
regionale 29 dicembre 2003, n. 21, come introdotto dal comma 1
dell'articolo 63 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17,
sostituire le parole Nelle more della definizione' con le parole
Nelle more, ovvero in caso di definizione negativa,'.
17. All'inizio del comma 4 bis dell'articolo 15 della legge
regionale 29 dicembre 2003, n. 21, come introdotto dal comma 2
dell'articolo 63 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17,
sostituire le parole Nelle more della definizione' con le parole
Nelle more, ovvero in caso di definizione negativa,'.
18. Al comma 4 dell'articolo 60 della legge regionale 28
dicembre 2004, n. 17, sostituire le parole nelle more della
definizione' con le parole Nelle more, ovvero in caso di
definizione negativa'.
19. Al comma l dell'articolo 82 della legge regionale 3 maggio
2001, n. 6, sostituire le parole dell'articolo 164, comma 4, del
decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490', con le parole
dell'articolo 167, comma 4, del decreto legislativo 22 gennaio
2004, n. 42' e le parole all'articolo 9, comma 3, e all'articolo
10, comma 3, della legge 28 febbraio 1985, n. 47' con le parole
all'articolo 33, comma 3, e all'articolo 37, comma 2, del Testo
unico emanato con decreto del Presidente della Repubblica 6
giugno 2001, n. 380'.
20. Il comma 2 dell'articolo 43 della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2 e successive modifiche ed integrazioni è sostituito
dal seguente:
2. Entro il 31 gennaio di ogni anno i comuni possono richiedere
il finanziamento presentando istanza sottoscritta dal legale
rappresentante dell'ente per un importo non superiore a 150.000
euro per ogni comune, cui si provvede con parte delle economie
realizzate al 31 dicembre 2005 sulle assegnazioni previste
dall'articolo 30 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.'
21. I commi 3, 4 e 5 bis dell'articolo 43 della legge regionale
26 marzo 2002, n. 2, e successive modifiche ed integrazioni sono
abrogati».
Comunico che all'articolo 13 sono stati presentati dal Governo
alcuni emendamenti. Invito lo stesso a ritirarli.
CUFFARO presidente della Regione. Dichiaro di ritirarli.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 13. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, per quanto riguarda l'emendamento A12.88G,
trattasi di norma tecnica relativa al patto di stabilità
nazionale, obbligatorio e necessitato.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Dichiaro improponibili i seguenti emendamenti: A 12.89 G; A
12.90 G; A.12.91G; A12.92 G.
Si riprende l'esame dell'articolo 10 e dell'emendamento 10.4 G,
in precedenza accantonati.
Comunico che è stato presentato dal Governo il subemendamento
10.4.1 G , in base al quale, dopo la parola alle' si aggiungono
le parole piccole e medie' .
Se è vero che non si tratta di un aggiustamento tecnico, credo
tuttavia che sia stato voluto da tutti.
Se, quindi, c'è l'unanimità per questo subemendamento,
naturalmente lo accolgo, altrimenti lo dichiaro improponibile.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi ero
preparato a esprimere il mio voto favorevole all'articolo 10 che,
nel complesso, mi pare risponda ad esigenze positive. Avrei
soltanto detto che era pleonastico scrivere per la prima volta o
a titolo di rinnovo, avrei chiesto al comma 4 qualche spiegazione
e nulla di più.
Invece, mi ritrovo un emendamento (lasciamo stare il
subemendamento sulla previsione piccole e medie ) ebbene, mi
ritrovo un emendamento che è altra cosa, perché innova la
previsione: se la Presidenza mi permette, leggo testualmente due
o tre passaggi che dimostrano che, quanto all'esame, tecnico non
è, ma è piuttosto politico e tradisce l'accordo che abbiamo
fatto.
Per esempio, al comma 1, mi ritrovo - e lo dico contro gli
interessi che rappresento, dal punto di vista politico, per un
fatto di onestà intellettuale - ebbene, mi ritrovo inserito il
commercio, limitatamente agli esercizi di vicinato che non c'è
nel testo originale; mi ritrovo, inoltre, una serie di
riferimenti pecuniari, per esempio si decide che gli oneri da
dare al Dipartimento delle finanze sono pari a 65 mila euro per
il 2006, 60 mila euro per il 2007 e per il 2008, addirittura, si
dice qual è l'unità prevista nell'unità di base, il capitolo, ma
di questo non c'è traccia nell'articolo.
Ancora, mi ritrovo 70 milioni di euro, quantificati per le
agevolazioni riguardanti le imprese operanti eccetera, 14 milioni
di euro per le agevolazioni previste per le imprese operanti nei
settori della trasformazione eccetera... Insomma, questo è un
altro articolo che va a sostituirsi al 10, di tecnico non c'è
niente, è tutto un altro articolo
Ora, sono disponibile a votarlo nel collegato, a votarlo per
intero, perché lo condivido, però questo tradirebbe l'impegno che
abbiamo assunto tutti, nel ritirare i nostri emendamenti.
Chiedo quindi che sia parimenti ritirato.
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, di fronte a questa osservazione
e alla mancata unanimità, lo dichiaro improponibile.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente
onorevoli colleghi, non ha senso votare l'articolo 10, perché
questa è una norma che ha avuto un travaglio ed è stato
necessario concordarla con l'Agenzia delle Entrate: quindi, se il
Parlamento la ritiene una norma importante ed utile per lo
sviluppo della Sicilia, esitiamo la norma nuova, come
riformulata, altrimenti il Governo ritira l'articolo 10, perché
così com'è sarebbe un danno e non riteniamo opportuno che questo
avvenga.
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, comprendo - ho
pure scritto un libro - che ragionare stanca , ma mi rifiuto di
assecondare posizioni secondo le quali il niente è peggiore del
poco ovvero posizioni secondo cui al Governo o all'Aula è
impedito di perfezionare delle disposizioni, dopo aver fatto una
verifica di natura tecnica e di natura fiscale, relativamente
alle norme che propone.
Mi rifiuto di rinunciare alla mia prerogativa parlamentare, di
intervenire e di correggere, cioè, questioni che riguardano
interi e ampi settori produttivi, mi si precisi, nel merito, se
ci sono questioni che, come tali, vanno approfondite...
ORTISI Questo vale per 2.300 emendamenti
FLERES Onorevole Ortisi, la prego, poc'anzi ho provato a
spiegarle l'importanza di questa cosa e di come si tratti di
questioni che sono state concordate con l'Agenzia delle Entrate,
con le categorie produttive...
ORTISI Ma chi è lei, onorevole Fleres...?
FLERES Onorevole Ortisi, mi lasci completare, non mi
interrompa, la prego
Ebbene, dicevo, che non rinuncio al mio diritto e dovere di
parlamentare Non rinuncio al mio diritto-dovere di esercitare la
mia funzione e di esprimere, con gli strumenti che il Regolamento
parlamentare mi offre, di pronunciarmi rispetto a questo tema; se
il Governo desidera proporre la soppressione di questo articolo,
padronissimo di farlo
Per quanto mi riguarda, voterò contro la soppressione di questo
articolo, non voterò a favore di un articolo che, nella sua
formulazione iniziale, è assolutamente monco, anzi vorrei dire
inapplicabile per i motivi che il Presidente della Regione ha già
annunciato poc'anzi. Ma è inverosimile che questo Parlamento,
dinanzi alla possibilità di perfezionare, di rendere applicabile
una disposizione, rinunci a questo percorso
Che ci si confronti, piuttosto, nel merito, nei passaggi, che
si dica, come ha fatto giustamente l'onorevole Speziale, quando
ha detto che se noi non avessimo precisato piccole e medie
aziende, avremmo rischiato di non raggiungere l'obiettivo che
l'articolo stesso intende raggiungere, perché, diversamente,
quelle poche risorse appostate nel testo avrebbero corso il
rischio di essere assorbite da aziende che non hanno questo tipo
di esigenza o che non l'avvertono, tanto quanto le altre.
Allora, se vogliamo rinunciare a ragionare, rinunciamoci
Per quanto mi riguarda, però, non rinuncio a ragionare, né
rinuncio al mio diritto parlamentare nel perfezionare norme che,
altrimenti, sarebbero inutili e, anzi, in alcuni casi, persino
dannose.
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPAODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto
di parlare perché vorrei richiamare un momento l'attenzione dei
colleghi sulla portata di questo articolo, di questo emendamento
che, per la sua complessità, a mio giudizio, merita appunto un
minimo di attenzione.
Abbiamo partecipato insieme, onorevole presidente della
Regione, all'incontro, alla conferenza - non so come dobbiamo
chiamarla - svoltasi a Taormina, indetta dalla Confindustria,
alla quale hanno preso parte, oltre i dirigenti di Confindustria
medesima, tante illustri personalità che, nel campo della
fiscalità e dei temi dello sviluppo, hanno apportato un loro
contributo: l'assunto di fondo di quell'incontro, che ha trovato
ampio riscontro e questo è un dettaglio, ma voglio dirlo, anche
tra gli esperti che abbiamo consultato nella definizione del
documento per la conferenza programmatica svoltasi qualche giorno
addietro, ebbene, è che la situazione del panorama
imprenditoriale della nostra Regione è molto sbilanciata sui
settori manufatturieri, e non solo, perché a bassa intensità
tecnologica e scarsissima incidenza verso l'export.
La Sicilia, infatti, ha un export del due per cento, sul totale
nazionale, pari alla percentuale che ha la regione Abruzzo sul
totale dell'export italiano, che è il due per cento anche la
Puglia: ma con una piccola differenza, però, cioè che noi siamo
una regione di cinque milione e mezzo di abitanti e l'Abruzzo e
la Puglia sono certamente minori per residenti, l'Abruzzo,
addirittura, è della dimensione di una provincia della nostra
Regione.
Cosa significa questo? Significa che l'imprenditoria siciliana,
che è affetta già da nanismo, perché abbiamo un panorama che vede
le imprese con addetti superiori a dieci unità pari al cinque per
cento del totale (e solo il dieci per cento del totale supera i
cinque addetti) ebbene, abbiamo un panorama che, così com'è, non
va da nessuna parte in epoca di globalizzazione e competitività,
in un sistema aperto con la Cina e con il resto del Paese Questo
è il dato
Tutte le organizzazioni imprenditoriali e tutti gli esperti,
gli economisti, sostengono che il problema dell'impresa siciliana
è di sfondare sul terreno dell'innovazione, della ricerca, della
crescita di tecnologia che possa portare più valore aggiunto e la
possa mettere in competizione con i sistemi imprenditoriali più
innovativi e innovati. Allora, il punto qual è? Ciò che chiedono
le imprese, le loro organizzazioni, non è un provvedimento a
pioggia, generalizzato, che proprio perché prevede un impiego di
risorse limitate - mi pare cinquecento milioni - non può quindi
mobilitare una massa di risorse talmente ampia da sconvolgere in
positivo il sistema, quindi occorrono misure selettive che
favoriscano la ricerca, l'innovazione, la competitività
dell'impresa.
Mi volete dire in che direzione va un investimento che
contempli le imprese di costruzioni? Noi diamo i contributi ai
palazzinari , è questo il provvedimento che riteniamo
innovativo? Diamo i contributi a coloro che prendono appalti per
fare le strade?
Onorevole Presidente della Regione, diamo contributi ad
attività fortemente lucrative e che non hanno...
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Ma se abbiamo
previsto il settore dell'informatica, alimentare e bevande,
ricerca...
CAPODICASA Allora, le dico subito: attività estrattive che
noi sappiamo sono perfino le cave, che cavano pietrisco, le
attività estrattive non sono neanche solo il marmo; poi, abbiamo
le industrie manifatturiere, dei servizi, il che non significa
servizi alle imprese; servizi, infatti, sono anche le imprese di
pulizia; del turismo, del commercio, limitatamente agli esercizi
di vicinato, insomma, diamo i contributi al negozio di tabacchi
sotto casa, tanto per fare un esempio...
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Ma queste
previsioni sono concordate con l'Europa, gli altri settori non
sono contemplati...
CAPODICASA Noi dobbiamo scegliere di concentrare le somme su
alcune fattispecie, perché dobbiamo aiutare quell'impresa che sia
in grado di fare massa critica, di fare ricerca, innovazione, di
potersi aprire ai mercati...
Abbiamo, attualmente, un sistema imprenditoriale che lavora ed
opera sui mercati locali; se esportiamo solo il 2 per cento del
totale nazionale, ivi compresi i prodotti petroliferi, che sono
in Sicilia, voi lo sapete, la grande parte delle esportazioni
(raffiniamo più del 45 per cento del totale nazionale del
petrolio) ebbene, possiamo ben capire quanto pesi, in questo 2
per cento, la raffinazione dei prodotti petroliferi, quindi noi
non esportiamo nulla
Allora, vogliamo dare qualche contentino all'imprenditore che
deve fare il palazzetto , che deve realizzare la strada
interpoderale o dobbiamo, invece, incentivare l'impresa che può
competere, portare valore aggiunto ed aprirsi ai mercati
extraregionali?
Io dico che sulla materia vale la pena riflettere un momento.
Ha ragione il Presidente della Regione quando invita a riflettere
un attimo. Se c'è, come mi pare che ci sia, un convincimento
unanime che questo è un provvedimento da adottare,
perfezioniamolo, e ha ragione l'onorevole Fleres che sostiene che
valga la pena perfezionarlo, ma se non ci fosse un piccolo
particolare sollevato dall'onorevole Ortisi, che credo non lo
faccia per capriccio.
Vede, onorevole Fleres, lei ha un diritto, come noi, di vedere
discussi i propri emendamenti, un diritto inalienabile del
parlamentare, però, non deve disconoscere che questo stesso
diritto ce l'ha anche l'onorevole Ortisi, come pure l'onorevole
Capodicasa, che hanno ritirato qualcosa come 1.200 emendamenti, e
siccome c'è un'intesa che la discussione sarebbe andata avanti in
un certo modo...
FLERES L'intesa non può obbligarci a votare provvedimenti
inopportuni...
CAPODICASA Se si viola questo principio, mi pare del tutto
evidente ed anche giusto che, allora, si torni a discutere gli
emendamenti che sono stati presentati da tanti parlamentari e che
sono stati ritirati, proprio perché era intervenuto un accordo.
Io non ne faccio, però, neanche una questione di metodo
astratto: se fossimo d'accordo nel merito, dico che avremmo
potuto anche superare questo ostacolo, onorevole Ortisi, ma dal
momento che c'è un problema di perfezionamento e di vederci
meglio dentro, allora, dico di approfittarne, considerata altresì
la disponibilità del Presidente della Regione.
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa, sono d'accordo.
Accantoniamo, in attesa di trovare un testo unificato.
ORTISI Signor Presidente, ma l'ha già ritirato...
PRESIDENTE Si, però, onorevole Ortisi, non formalizziamoci,
se l'emendamento presenta, per la sua parte politica, elementi
di innovazione sul testo, è improponibile, ma qui abbiamo avuto
un dibattito sul merito che permetterebbe, qualora lei fosse
d'accordo, di raggiungere una composizione.
ORTISI Non sono d'accordo
PRESIDENTE Se lei, per la parte politica che rappresenta,
ritiene che sia un'innovazione, naturalmente, dichiaro
improponibile l'emendamento. E' chiaro che il discorso
dell'onorevole Fleres non tiene conto di questo binario
impostoci. Il testo è quello che è, ma se si devono introdurre
modifiche, ciò non toglie che sia l'onorevole Fleres che tutti i
deputati possano farlo.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, credo che siamo riusciti, stasera, con
l'impegno di tutti - e vorrei riconoscerlo pubblicamente - a
mantenere gli accordi e gli impegni, per l'approvazione di questa
finanziaria, voglio dirlo soprattutto nei confronti
dell'onorevole Ortisi, nel non presentare emendamenti, se non
fossero soltanto tecnici.
E, sotto questo punto di vista, ho il dovere di dire che
l'onorevole Ortisi pone un problema giusto, poiché questo non è
un emendamento strettamente tecnico, perché presenta infatti una
variazione.
Abbiamo dovuto confrontarci con il Ministero delle Finanze e
l'Agenzia delle Entrate, perché, anche per questa norma, da
quando è stata pensata dai nostri parlamentari, dal Governo - e
cioè tre, quattro mesi fa - a quando è arrivata in Aula, sono
stati fatti passi in avanti, anche dal Governo nazionale, il che
ci impone oggi a rivedere questa norma.
Ne dico una per tutti, per esempio - cogliendo l'occasione
anche dell'intervento propositivo sia dell'onorevole Speziale che
dell'onorevole Capodicasa - riguardante le categorie che possono
avere accesso al credito: abbiamo scelto di inserire le stesse
categorie che hanno già avuto il via libera dalla Comunità
europea, sulla proposta fatta dal Governo nazionale con la legge
388. Se facessimo scelte diverse, infatti, rischieremmo di andare
incontro a una possibile infrazione comunitaria.
Questo è quanto avvenuto tra quando abbiamo presentato la norma
in Finanziaria e adesso che ci stiamo attivando per
l'approvazione.
Credo, però, che l'onorevole Ortisi non abbia torto, anzi ha
proprio ragione. Vorrei chiedere, tuttavia, ferma restando la
disponibilità di tutti, e considerato che questa norma è
condivisa da tutti politicamente, anche dall'onorevole Ortisi che
ha voluto sollecitarla in tal senso, e sotto il punto di vista
tecnico ha ragione - lo ribadisco - perché ci sono delle novità,
ebbene, se ci si può fermare un attimo per modificarla e renderla
applicabile per i siciliani, trattandosi di una norma vera.
Credo che tutti insieme faremmo una giusta cosa per le imprese
siciliane, considerato l'impegno già assunto e che, pertanto,
dovrebbe essere mantenuto.
Chiedo, quindi, all'onorevole Ortisi, che ha posto un problema
giusto, se ritiene di poterlo superare, fermandosi un attimo e,
in tal caso, riscrivendo la norma come propone, in alcune parti,
l'onorevole Capodicasa, dando così un senso a questa Finanziaria:
ho il dovere di dire che questa è la norma che da davvero un
senso a questa Finanziaria, altrimenti, avremmo fatto una legge
tecnica che non avrebbe lo stesso valore qualora approvassimo
l'articolo così come riformulato.
Colgo l'occasione per dire, signor Presidente, perché purtroppo
nella farraginosità dei lavori rischiamo poi di perdere tempo,
che è stato erroneamente - e me ne assumo tutte le responsabilità
- presentato all'articolo 11 l'emendamento 11. 5 G, erroneamente,
dicevo, poiché andava presentato all'articolo 9, ed è esattamente
l'emendamento che sostiene l'affidamento di tutte le risorse ai
Comuni.
E' un errore madornale, perché è stato inserito due volte
all'articolo 11, quando invece va inserito all'articolo 9: sono
le condizioni con le quali il Governo ripropone, per intero, le
risorse accennate dall'onorevole Giannopolo.
ORTISI Scriviamo però sono piuttosto che possono essere .
CUFFARO Presidente della Regione. No, no, onorevole, i soldi
ci sono tutti, diciamo che possiamo utilizzare anche risorse
dell'articolo 38 per le spese di investimento
PRESIDENTE Resta inteso, presidente Cuffaro, che sarà
rivisto in sede di coordinamento del testo.
LACCOTO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LACCOTO Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
quando si ha il diritto, il diritto valga per tutti, questo è un
fatto, né io mi innamoro di idee già presupposte eccetera; siamo
tutti intelligenti e cerchiamo di adeguarci alle varie
situazioni, però, anche nell'emendamento aggiuntivo - mi si
permetta - ci sono delle contraddizioni, di fatto, perché, mentre
da una parte si parla di 500 mila euro per ogni richiesta, a un
certo punto, al comma 13, si dice, ecco non capisco tra l'altro
perché: Ai fini dell'autorizzazione comunitaria sulle misure
agevolative previste dal presente articolo, per il periodo 2006-
2008, le risorse finanziarie da destinare alle grandi imprese non
possono superare, complessivamente, i seguenti importi: 70
milioni di Euro per le agevolazioni riguardanti le imprese
operanti nei settori delle attività estrattive e manifatturiere
del servizio del turismo, eccetera; 14 milioni di Euro per le
agevolazioni previste per le imprese operanti nei settori della
trasformazione dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura; 14
milioni di Euro per le agevolazioni riguardanti le imprese
agricole di cui al presente comma ...
Insomma, ora non è che io sia aprioristicamente contrario che
si riscriva la norma, però, essa deve avere un senso, perché da
questo articolato, sembrerebbe che stiamo dando il grosso delle
somme alle grandi imprese estrattive e, quindi, ci troveremmo
nelle condizioni di cui si diceva prima - ENI ed altre questioni
- che assorbirebbero tutte quelle che sono le questioni
riguardanti proprio tali agevolazioni.
L'articolato si potrebbe rivedere, ma bisognerebbe rivedere per
le piccole e medie imprese, bisognerebbe stabilire se sono 500
mila Euro per ogni richiesta e non si può certo, sotto sotto,
prevedere i 70 milioni di Euro per il triennio, il che mi sembra
una follia.
CRISAFULLI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRISAFULLI Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo
scusa ai colleghi, ma noi corriamo il rischio, onorevole
assessore Cintola, mi perdoni, corriamo il rischio di
impantanarci in una discussione che procede per opinioni, ci
convinciamo, via via che andiamo avanti, che stiamo facendo una
cosa interessante, senza tuttavia renderci conto che,
probabilmente, non raggiungiamo l'obiettivo.
Avevo apprezzato l'opinione del Presidente dell'Assemblea che
aveva chiesto di accantonarlo momentaneamente e, se ce la
facevamo, di vedere, eventualmente, un testo che potesse essere
accolto da tutti.
Ma, intanto, accantoniamolo, vediamo se c'è questo testo che
potrebbe essere apprezzato da tutti e poi decidiamo se
accoglierlo o meno, perché, altrimenti, continuiamo a fare una
discussione inutile, ad allungare il dibattito, senza che ci sia
un costrutto.
Per quanto mi riguarda, ho il dovere di dire, fin da ora, che
sarebbe più opportuno che questo testo fosse varato in altra
occasione, fosse spostato ad altra iniziativa legislativa,
perché, questo aspetto, aiuterebbe i lavori d'Aula e
consentirebbe, a tutto il Parlamento, di ragionare rispetto alla
vicenda specifica degli aiuti alle imprese, in maniera più
razionale, compiuta e conducibile.
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, in fondo, è lei che ha
sollevato le condizioni politiche, ma legittimamente, ha
sollevato un problema e ha ricevuto una sollecitazione, in tal
senso, dal Presidente della Regione di recedere da questa
posizione di negazione del diritto emendativo.
Bene, se lei cambia opinione, nel senso di aderire all'ipotesi
di trovare un testo condiviso. Pertanto ritorno alla mia
proposta iniziale di accantonare l'articolo per trovare una
soluzione.
Onorevole Ortisi, se lei insiste sulla sua posizione, devo
ritenere improponibile l'emendamento.
LEANZA NICOLA . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA . Signor Presidente, onorevoli colleghi, ha
ragione il Presidente Cuffaro quando dice che questa è la norma
qualificante di questa finanziaria. E' ovvio, è indubbio
In questi mesi, tutti quanti abbiamo parlato di fiscalità di
vantaggio, di mancanza del credito di imposta, di una serie di
aiuti da dare alla nostra economia ma poi, quando si arriva alle
conclusioni, ovviamente abbiamo delle perplessità, che sono di
tipo diverso da quello che ha posto l'onorevole Ortisi.
Considerato che, quasi unanimemente, siamo d'accordo sulla
validità dell'iniziativa, anche se anch'io concordo sul fatto che
forse dovremmo rischiare un po' di più, perché questa norma
stabilita per alcuni settori, e non per altri, che certamente
sono trainanti per la nostra economia, può anche non servire a
nulla o può soltanto servire a chi di fatto prende e poco dà.
Abbiamo l'esigenza - lo diceva poco fa l'onorevole Capodicasa -
di fare una norma importante, che possa in qualche modo aiutare
la nostra economia. Fermo restando che è fondamentale aggiungere
la dicitura piccole e medie imprese , perché le grandi imprese
non sono siciliane - magari fanno la globalizzazione, poi però
tengono i nostri giovani con il contratto di formazione lavoro e,
comunque, in genere, prendono il credito d'imposta e vanno via -
abbiamo l'esigenza nei settori dell'innovazione tecnologica,
della ricerca, di sistemare alcune cose.
Allora, la proposta del Presidente della Regione, la proposta
del Presidente dell'Assemblea, la proposta dell'onorevole
Crisafulli, è quella di riflettere sull'eventualità di fare
un'unica deroga, condivisa da tutti, alle regole che tutti ci
siamo dati nel rinunciare agli emendamenti non tecnici,
accantonando questo articolo e cercando di verificare quali
possano essere le indicazioni per potere migliorare il testo.
E' questo un appello forte che faccio al Parlamento affinché si
dia un senso a questa finanziaria che, debbo dire, quest'anno ha
preso una via giusta.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio la
Presidenza ed il Presidente della Regione per il tono usato che
riconosce diritti, perché noi tutti sapevamo del rischio che
comportava la decisione ardua di ritirare tutti gli emendamenti;
sapevamo che, probabilmente ci sarebbe potuto andare di mezzo
qualcuno degli emendamenti fondamentali.
A Ragionare stanca dell'onorevole Fleres, che ho avuto
l'onore di leggere, vorrei aggiungere alla Andreotti, ragionare
stanca chi non lo fa . Perché ragionare ha due maniere: un
ragionamento che tende ad un fine precostituito che i greci
chiamavano metis , cioè furberia, che non ha nulla a che vedere
con il ragionare, ed un altro ragionare che appartiene al filone
del logos , del ragionamento organico della filosofia, che è
disinteressato e che poi porta come conseguenza, a volte, il
trionfo della propria tesi o anche della tesi di altri.
Mi riferisco al fatto che ognuno di noi pensa che, fra i 2.300
emendamenti, qualcuno importante per le sorti della Sicilia ci
sarà pure stato. Per questo noi non accettiamo la graduatoria di
merito degli emendamenti e dei subemendamenti.
D'altra parte, quando il Presidente Cuffaro riferisce di un
parere del Ministero delle entrate, non penso che tale
osservazione l'abbia ricevuta alle 12,30 di stanotte e quindi ha
provveduto alla correzione del testo. Credo che questo, che viene
presentato adesso come emendamento, avremmo potuto leggerlo anche
prima.
Il discorso non è pregiudiziale, però voi mi consentirete di
sfruttare l'occasione per dichiarare l'insipienza del Governo. E'
il gioco della dialettica politica Tuttavia, sull'argomento,
siccome resta unicum, solo nel caso in cui nessuno nell'Aula
riprendesse la mia posizione, potrei concordare con l'
accantonamento, non escludendo che venga ritirato. Ma se anche un
solo collega riprendesse la mia posizione, voi capite che io
avrei grandissime difficoltà a fare il buono di fronte al cattivo
di turno.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
abbiamo eccessivamente caricato di responsabilità l'onorevole
Ortisi rispetto a questo tema e ritengo che sia giusto e doveroso
assumerci le nostre responsabilità rispetto ad un principio che
non è solo dell'onorevole Ortisi ma dell'intero Parlamento.
Vorrei capire, nel momento in cui ci sarà un deputato che porrà
all'attenzione dell'Assemblea una norma che riterrà necessaria,
utile, fondamentale per lo sviluppo della Sicilia, dalla
stabilizzazione dei forestali alla estrazione delle cave di
pomice, dalle norme riguardanti Messina alle norme che
interessano i concorsi per il primariato, se convinceremo l'Aula,
se si porrà lo stesso tema, ovvero quello di accantonare la norma
e vedere di trovare una mediazione per una formulazione gradita a
tutto il Parlamento. Se questo principio varrà anche per altri
casi, sono pronto a dire di si, altrimenti chiedo che venga
mantenuto il principio stabilito all'inizio della seduta.
PRESIDENTE Dispongo l'accantonamento dell'articolo 10.
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
«Articolo 14
Fondi globali e tabelle.
1. Gli importi da iscrivere nei fondi globali di cui
all'articolo 10 della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47, e
successive modifiche ed integrazioni, per il finanziamento dei
provvedimenti legislativi che si perfezionino dopo l'approvazione
del bilancio, restano determinati per ciascuno degli anni 2006,
2007 e 2008 nelle misure indicate nelle Tabelle A e B, allegate
alla presente legge, rispettivamente per il fondo globale
destinato alle spese correnti e per il fondo globale destinato
alle spese in conto capitale.
2. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera c), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10, e successive modifiche ed
integrazioni, le dotazioni da iscrivere in bilancio per
l'eventuale rifinanziamento, per non più di un anno, di spese in
conto capitale autorizzate da norme vigenti e per le quali nel
precedente esercizio sia previsto uno stanziamento di competenza
sono stabilite negli importi indicati, per l'anno 2006, nella
allegata Tabella C.
3. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera d), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10, le autorizzazioni di spesa
recate dalle leggi indicate nella allegata Tabella D sono ridotte
degli importi stabiliti, per ciascuno degli anni 2006, 2007 e
2008, nella Tabella medesima.
4. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera e), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10, così come modificato
dall'articolo 56, comma 1, della legge regionale 3 maggio 2001,
n. 6, le autorizzazioni di spesa recate dalle leggi a carattere
pluriennale indicate nella allegata Tabella E sono rimodulate
degli importi stabiliti, per ciascuno degli anni finanziari 2006,
2007 e 2008, nella Tabella medesima.
5. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera f), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10, le leggi di spesa indicate nella
allegata Tabella F sono abrogate.
6. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera g), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10, gli stanziamenti autorizzati in
relazione a disposizioni di legge la cui quantificazione è
demandata alla legge finanziaria sono determinati nella allegata
Tabella G.
7. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera h), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10, i contributi e gli altri
trasferimenti in favore di associazioni, fondazioni, centri
studio ed altri organismi comunque denominati nonché le altre
spese continuative annue sono determinati nella allegata Tabella
H.
8. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera i), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10, le spese autorizzate relative
agli interventi di cui all'articolo 200, comma 1, della legge
regionale 23 dicembre 2000, n. 32, sono indicate nella allegata
Tabella I.
9. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera l), della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10, gli importi dei nuovi limiti di
impegno per ciascuno degli anni considerati dal bilancio
pluriennale, con l'indicazione dell'anno di decorrenza e
dell'anno terminale, sono determinati nella allegata Tabella L».
Onorevoli colleghi, l'emendamento 11.5 G è stato erroneamente
riferito all'articolo 11 anziché all'articolo 9.
Poiché si tratta di un disguido tecnico ed obiettivo, riprendo
l'emendamento e lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Sospendo l'esame dell'articolo 14 per passare alle Tabelle.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, vorrei far notare la discrasia presente nel
bilancio e nell'attività dell'amministrazione fra i contributi
che vengono assegnati ad associazioni che svolgono per anni
interi azione meritoria nel quantum rispetto ad eventi che durano
un giorno. Se si fa un excursus, e si vede il rapporto tra le
attività anche dell'Assemblea, oltre che del Governo, relative ad
avvenimenti singoli rispetto a assegnazioni ad enti che, per anni
interi, agiscono meritoriamente nel regolamento del territorio,
si nota che c'è una discrasia. Chiedo pertanto al Presidente
Cuffaro di fare in modo di correggere, magari nel collegato di
cui si parlava, tale discrasia.
PRESIDENTE Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 2.12, è ripresa alle ore 2.15)
La seduta è ripresa.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi,
relativamente alle Tabelle, in particolare alla tabella A, vorrei
sottolineare gli accantonamenti negativi.
Nella scorsa finanziaria, abbiamo iscritto tra le entrate del
bilancio della Regione un previsione di 300 milioni di euro per
la dismissione del patrimonio ospedaliero siciliano, che
prevedevamo di fare nel corso dell'anno 2005. Mi risulta che di
quella previsione di entrata, come era facile dimostrare, le
entrate sono state pari a zero.
Adesso si vuole fare un'altra operazione, per quello che serve,
perché è chiaro che questo bilancio si regge su un presupposto di
falso in bilancio , non solo per le argomentazioni che ha detto
l'onorevole Capodicasa relativamente al fatto che iscriviamo tra
gli accantonamenti negativi i fondi dell'articolo 37 e 38, ma
perché prevediamo entrate per 719 milioni di euro, cioè quasi
1500 miliardi delle vecchie lire, per la dismissione dei beni
delle aziende sanitarie ed ospedaliere siciliane.
Una tale dimensione di dismissione, presuppone il fatto che si
ha l'intenzione di vendere gli ospedali con tutto quello che c'è
dentro. Questa era una vecchia idea che il suo predecessore tentò
in quest'Aula quando inaugurò l'operazione che prevedeva la
vendita ed il riaffitto delle strutture ospedaliere. Ma qui si
parla solamente di vendita.
Mi auguro che queste cifre non siano veramente possibili e
pensabili, altrimenti le conseguenze sarebbero di ben altro tipo.
Se dovessimo attivare, con le dimensioni che qui si propongono,
la dismissione di cui si parla, non solo in Sicilia si morirebbe
per la sanità, ma sarebbe addirittura difficile trovare un
ospedale
Ritengo,che si sia fatta la scelta di fare una operazione di
trucco in bilancio utilizzando, forse nel momento meno adatto per
la vita della Sicilia e per la psicosi che in atto si vive, un
bene assoluto che è la sicurezza della salute dei cittadini
siciliani - e quindi i luoghi di sicurezza, gli ospedali
innanzitutto - per fare una mera operazione finanziaria, per far
quadrare i conti del bilancio della Regione.
Come nel 2005, ancor più nel 2006, ritengo questa una scelta
vergognosa e che fa vergogna a questo Governo che utilizza il
sistema Salute per fare trucchi contabili.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che l'ora tarda possa
anche farci prendere grossi abbagli, e quindi volevo riportare
tutto dentro i limiti di una corretta valutazione.
Noi abbiamo previsto, per l'anno precedente, 150 milioni di
euro per le dismissioni, e venivamo da una previsione di 335
milioni del precedente Governo, anche quelli andati a vuoto.
Ma non si può disconoscere quello che è avvenuto in questo
anno. Abbiamo fatto l'advisor, abbiamo costituito la società,
abbiamo fatto una gara di previdenza pubblica in cui si sono
presentati colossi, abbiamo aggiudicato questa stessa gara, non
per la vendita ma per la valorizzazione e la commercializzazione
dei beni immobili della Regione siciliana, con un patrimonio che
ci porterebbe chissà a quali cifre reali per porre finalmente in
essere la definizione dei conti.
Onorevole Cracolici, tutto questo ci consente di poter dire,
con certezza assoluta che le entrate del bilancio di previsione
per il 2005 sono state centrate al millesimo; sulla dismissione
di cui Lei ha parlato non si è registrata soltanto un'entrata,
perché necessitava di quei passaggi di grande validità e di
grande spessore che oggi ci portano ad avere la società di scopo
già definita, con il suo Consiglio di Amministrazione.
Ci sono tutti i presupposti affinché l'anno 2006 possa essere
l'anno in cui si possa iniziare questa dismissione, valorizzando
e commercializzando quegli ospedali che adesso non sono più
ospedali e che, non essendo usati in maniera ottimale, possono
rendere un utile alla Regione. Non c'é vergogna in questo
Se c'è una cosa di cui questo Governo può vantarsi - ed io
personalmente lo faccio - è il fatto che le entrate di quel
bilancio sono state rispettate; per quanto riguarda le spese non
sono abituato a fare miracoli, tento di fare il mio dovere fino
in fondo sperando di non essere aggredito sulle cose che ho
tentato, modestamente, di portare a termine.
Sul piano tecnico probabilmente l'onorevole Ortisi può anche
avere ragione, ma se questa sera non dovessimo trovare l'accordo
sulla fiscalità di vantaggio, il danno che avremmo reso alla
Sicilia e ben più grande di tutte le leggi omnibus che abbiamo
fatto - vergognose a volte, importanti in altre occasioni -
perché stiamo dando alla Sicilia un peso grave di una mortalità
che non spetta a noi.
E' da due mesi che questa finanziaria è in Commissione
bilancio, e se questa sera ci dovessimo assumere la
responsabilità di rinviare questo articolo 10 o non approvarlo, a
me non succederebbe nulla ma alla Sicilia, ai siciliani, alle
imprese ed alla loro produttività avremmo dato un colpo non
indifferente, dal quale mi voglio dissociare in termini politici,
personali e di siciliano vero.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per sollevare un problema di grande interesse, oggetto anche di
un emendamento che ho presentato alla Tabella A.
L'Assessore per l'agricoltura ha concluso con le organizzazioni
sindacali un importante accordo che riguarda la rimodulazione
dell'intera legge 16/96, la legge sulla forestazione, che tende
ad essere una norma di riforma in materia di politica forestale
in questa Regione.
Quest'accordo che, giustamente, è stato propagandato come fatto
positivo, tuttavia ha bisogno di due cose: la prima che
quell'accordo diventi disegno di legge nel settore forestale, che
il Governo si era impegnato ad emanare e che invece ancora non ha
emanato; la seconda, per poter dare attuazione a quell'accordo
occorre anche che in questa sede possiamo prevedere le somme, al
fine di poter coprire, dal punto di vista finanziario, la legge
di modifica alla legge 16/96.
Siccome il Governo si era anche impegnato pubblicamente a
trovare, dal momento dell'accordo al momento dell'esame dei
documenti finanziari, le risorse necessarie da appostare in
Tabella, credo che a questo si debba dare un seguito.
Diversamente, così come è stato detto in altre circostanze e per
altri problemi di grande rilevanza, vorrei ricordare che questo
Governo ha promesso un anno e mezzo fa di fare la riforma della
formazione professionale, di stabilizzare tutto il precariato, di
fare la riforma del settore forestale, di fare la grande riforma
urbanistica, tutte cose che puntualmente non sono state fatte.
Non dispero che ulteriori buone cose per la Sicilia possano
essere fatte in queste ultime settimane che ci separano dalla
chiusura della legislatura, ma qui al fine di rendere credibili
le cose che si sono dette, occorre dare una traduzione in termini
di previsione di bilancio, in questo caso di appostamento delle
relative somme nella legge finanziaria.
In questo senso è stato presentato un emendamento, che invito
il Governo a valutare positivamente. Diversamente, dovremmo
giudicare i comportamenti del Governo non solo come
contraddittori, ma anche come atteggiamenti che tendono a
produrre effetti deleteri sull'economia e sulla popolazione
siciliana.
LACCOTO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LACCOTO Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei porre
l'attenzione del Presidente della Regione sulle minori spese per
il 2006, dove sono previsti 119 milioni di euro in meno agli enti
locali.
Assessore Cintola, non è possibile che da una parte si presente
un emendamento per aumentare le spese di 105 milioni di euro e
dall'altra, nella tabella della finanziaria, si tolgono 119
milioni come minori spese per gli enti locali. Credo che vi sia
una contraddizione di termini.
E' chiaro che il Governo deve fare luce su questo punto.
PRESIDENTE Si passa agli emendamenti alle Tabelle relative
agli stralci approvati nei giorni scorsi.
Si passa all'emendamento 1066/A Stralcio 1. Il parere della
Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1066/A Stralcio 2. Il parere della
Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1066/A Stralcio 3. Il parere della
Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1066/A Stralcio 4. Il parere della
Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1066/A Stralcio 5. Il parere della
Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, poiché sono intervenute
riscritture delle tabelle, sospendo brevemente la seduta per
consentire agli uffici di distribuire i nuovi testi.
(La seduta, sospesa alle ore 02,30, è ripresa alle ore 02,33)
La seduta è ripresa
Onorevoli colleghi, pongo in votazione la Tabella A, nella sua
riscrittura. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione la riscrittura della Tabella B. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione la riscrittura della Tabella C. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione la riscrittura della Tabella D. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione la riscrittura della Tabella E. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione la riscrittura della tabella F. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione la riscrittura della Tabella G. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione la tabella H. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione la riscrittura della Tabella I. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione la riscrittura della Tabella L. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione l'articolo 14 nel suo complesso. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:
«Articolo 15
Effetti della manovra e copertura finanziaria
1. Gli effetti della manovra finanziaria e la relativa
copertura derivanti dalla presente legge sono indicati nel
prospetto allegato al presente articolo.
2. Le disposizioni della presente legge si applicano con
decorrenza dall'1 gennaio 2006.»
Lo pongo in votazione nel suo complesso. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, dobbiamo risolvere la questione
sull'articolo 10, prima di procedere con la votazione
dell'articolo 16.
SPEZIALE Signor Presidente invitiamo il Governo a ritirarlo.
PRESIDENTE Onorevole Presidente della Regione, l'Aula è in
attesa della decisione del Governo. Vi è stata una richiesta a
ritirarlo, altrimenti debbo assumermi la responsabilità di
dichiararlo inammissibile, tuttavia, onorevole Fleres, siccome si
è impegnato apertamente ed egregiamente a sostenere l'articolo
10, attendiamo un suo intervento.
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, non è che io
voglia intestardirmi su una disposizione ma, ho tentato con i
colleghi, di perfezionare quel testo evitando di incorrere nei
rischi che sono stati opportunamente paventati, tant'è che ho
dato al Presidente della Regione una ipotesi nella quale vengono
eliminate le attività estrattive, le attività di produzione di
energia elettrica ed eolica, e vengono inserite le piccole e
medie imprese.
Io credo che questo articolo, così come è concepito, tenuto
conto anche di due limiti che noi abbiamo, quello legato alla
disposizione di carattere nazionale, già autorizzata dall'Unione
Europea, alla quale disposizione il testo si rende contestuale e,
dall'altra, il limite legato alla codificazione presente
nell'Agenzia delle entrate che ci impedisce di fare particolari
movimenti rispetto a questo emendamento.
Io considero questo argomento estremamente qualificante per la
ormai scarna, stavo per dire quasi inutile, manovra finanziaria
che abbiamo compiuto, perchè non c'è nulla che dia un cuore a
questa manovra finanziaria.
Questa manovra finanziaria, depurata di questa norma, è
assolutamente un'operazione computistica del tutto priva di
qualsiasi scelta di natura politica; non credo che serva, né alla
maggioranza, che l'ha proposta, né all'opposizione, nel momento
in cui le osservazioni che sono state formulate dall'opposizione
sono state accolte, anche perché, oggettivamente, l'originaria
formulazione poteva farci incorrere in qualche pericolo legato
all'erosione del Fondo, peraltro esiguo, da parte di aziende di
dimensioni maggiori, che avrebbero sostanzialmente intaccato
pesantemente quella che è la dimensione media delle imprese
siciliane e le loro aspettative relativamente a questa misura di
aiuto.
Io mi rimetto, ovviamente, appartenendo alla maggioranza, alle
decisioni che assumerà il Presidente della Regione, dico però che
è veramente un peccato se quest'Aula non coglie l'esigenza di
determinare una simile misura di aiuto che è, contemporaneamente,
attesa dal nostro mondo produttivo e, nello stesso tempo, offre a
questo disegno di legge, assolutamente acritico e privo di scelte
politiche, quanto meno una caratterizzazione che è indirizzata
verso un processo di sviluppo che nelle altre disposizioni non
appare in maniera così evidente.
ZAGO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ZAGO Signor Presidente, onorevoli colleghi, io concordo con
l'onorevole Fleres quando evidenzia che, in buona sostanza,
questa finanziaria è una finanziaria senz'anima, è una
finanziaria senza una filosofia, che non ha una idea dello
sviluppo della Sicilia.
Questo lo dico non solo perché non c'è nulla nell'articolato
che vada in direzione delle problematiche aperte della nostra
regione, ma lo dico anche perché negli emendamenti presentati dal
Governo e in quelli anche ritirati non c'è nessun intervento in
direzione dell'agricoltura, né dell'artigianato, né in direzione
delle infrastrutture.
Eppure, questa finanziaria era stata giustamente, perché così
è, presentata come una delle ultime occasioni, se non l'ultima
occasione, nella quale potere intervenire in determinati settori.
Che dire del Presidente della Regione che non più tardi di una
settimana fa in provincia di Ragusa ha assunto degli impegni ben
precisi con gli allevatori della zootecnia del modicano.
Che dire dell'assessore Leontini che ha assunto degli impegni
ben precisi con gli allevatori non solo per lo smaltimento delle
carcasse ma anche per le quote latte.
Che dire dei mancati interventi per gli artigiani che non
possono essere liquidati, e la precisazione dell'assessore Lo
Monte che con il suo intervento ha confessato l'impotenza del
Governo di mantenere gli impegni.
Che dire, Presidente, delle sue affermazioni quando ha detto
che sul piano delle infrastrutture il Governo ha fatto la sua
parte, se è vero come è vero che l'aeroporto di Comiso entrerà in
esercizio nel 2008 e che la Siracusa-Ragusa-Gela è stata
iniziata.
Che dire di tutto questo quando si consideri quello che è il
gap infrastrutturale che separa ancora dalle altre regioni non
solo d'Europa ma anche del resto dell'Italia.
Che dire quando i collegamenti della nostra regione sono
precari non solo per quanto riguarda il collegamento con le
altre, ma anche per quanto riguarda la mobilità all'interno
dell'Isola.
E allora è vero, nella finanziaria, negli emendamenti di parte
governativa non ci sono risposte, non ci sono interventi, e
quindi comprendo che da questo punto di vista l'articolo poteva
rappresentare, anzi, può rappresentare una risposta. Ma proprio
per questo noi pensiamo che sia il caso di rinviarlo non solo per
un esame nel merito, per andare a vedere meglio come intervenire,
su che cosa intervenire, ma perché pensiamo che rinviandolo al
collegato, agli altri disegni di legge che saranno esitati
dall'Aula più compiutamente, si potrà avere un quadro degli
interventi necessari per intervenire nei settori che, adesso,
invece affronta solo a livello emergenziale.
Queste sono le ragioni per le quali come gruppo dei Democratici
di Sinistra pensiamo si debba soprassedere, e che l'articolo 10 e
quindi l'emendamento successivo debbano essere rinviati proprio
perché abbiamo rinunciato a fornire risposte in direzione di
determinati problemi.
PRESIDENTE Poiché permane un forte dissidio sull'emendamento
all'articolo 10 e in assenza del parere del Governo sulla
norma, mi trovo costretto a dichiararlo improponibile.
CUFFARO presidente della Regione. Ritiro l'articolo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto..
Onorevoli colleghi, il Governo ha presentato l'emendamento
soppressivo all'articolo 10. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si altri.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Lo Porto
Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati i
seguenti ordini del giorno:
n. 636 Iniziative a livello centrale per evitare
l'archiviazione del 'Caso Agostino', degli onorevoli Raiti,
Ferro, Micciche', Morinello;
n. 637 Erogazione di un finanziamento a favore dell'Unità
operativa di gastroenterologia dell'Azienda ospedaliera Civico'
di Palermo necessita di acquisire nuovi impianti , degli
onorevoli Misuraca, Savona, Dina, Franchina, Turano, Formica,
Fleres;
n. 638 Iniziative a livello nazionale per evitare l'ulteriore
proroga del commissariamento per le aree ad elevato rischio di
crisi ambientale , degli onorevoli Beninati;
n. 639 campagna di sensibilizzazione della popolazione,
sull'assenza di rischi e pericoli nel consumo delle carni
prodotte e distribuite dal comparto avicolo siciliano , degli
onorevoli Savona, Dina ed altri;
n. 640 Iniziative per la trasformazione dell'Unità operativa
di terapia intensiva respiratoria dell'Azienda ospedaliera
"Cannizzaro" di Catania da struttura semplice a struttura
complessa , degli onorevoli Fleres, Catania G, Maurici;
n. 641 Interventi per accelerare la predisposizione del
regolamento di cui all'art.10, comma 1 sexies, della legge
regionale n. 20 del 2005 degli onorevoli Fleres, Catania G,
Maurici;
n. 642 Mantenimento dei canoni di affitto dei terreni
gestiti dall'Azienda delle foreste demaniali , degli onorevoli
Franchina e Fratello;
n. 643 Iniziative in favore della marineria siciliana , degli
onorevoli Misuraca, Formica e Dina;
644 n. 644 Interventi per la stabilizzazione del personale del
Teatro Massimo Bellini di Catania , degli onorevoli Barabagallo,
Spampinato, Arcidiacono e Villari;
n. 645 Richiesta al Governo nazionale del rispetto degli
impegni assunti in materia di condono previdenziale nel settore
agricolo ed opportune dilazioni del prestito di conduzione degli
onorevoli Savarino;
n. 646 Iniziative per porre fine ad un'ingiusta
discriminazione nei confronti del profilo professionale di
pedagogista' , degli onorevoli Leanza Edoardo;
n. 647 Provvedimenti per eliminare il pericolo di inondazioni
continue del torrente Lavinaio di Acicatena (CT) degli onorevoli
Nicotra, Baldari, Cristaudo;
n. 648 Riconoscimento al personale impiegato nelle segreterie
tecnico-amministrative dell'Assessorato regionale Lavori pubblici
del trattamento economico previsto dall'art. 3 del decreto
presidenziale 10 maggio 2001, n. 8 degli onorevoli Savarino,
Leanza Edoardo.
n. 649 Convocazione di un tavolo tecnico regionale per la
stabilizzazione dei lavoratori precari strutturali
dell'Università degli studi di Catania , degli onorevoli Villari
, Spampinato ed altri;
n. 650 Sostegno al Comune di Siracusa per le spese legate
all'evento dell'imminente visita del Presidente della
Repubblica , degli onorevoli Confalone.
n. 651 Applicazione del decreto dell'Assessorato regionale
della sanità recante Direttive per l'accreditamento
istituzionale delle strutture nella Regione siciliana' degli
onorevoli Confalone;
n. 652 Interventi per evitare la chiusura dello sportello
SERIT di Gravina (CT), degli onorevoli Fleres, Catania G,
Maurici
n. 653 Interventi per impedire la sopressione dell'ufficio
SCICA di Paternò , Fleres, Catania G, Maurici;:
n. 654 Erogazione di un finanziamento per il completamento del
progetto di costruzione della nuova Chiesa nel quartiere
Balvedere di San Cataldo , degli onorevoli Fleres, Catania G,
Maurici
n. 655 iniziative per la realizzazione di una barriera
spartitraffico sulla bretella SS 640 , degli onorevoli Fleres,
Catania G, Maurici ed altri;
n. 656 Interventi urgenti presso il Governo nazionale per la
proroga della sospensione dei tributi nei territori in provincia
di Catania colpiti dai gravi fenomeni eruttivi connessi
all'attività vulcanica dell'Etna e dagli eventi sismici
concernenti la stessa area, verificatisi nel mese di ottobre
degli onorevoli Fleres, Catania G, Maurici ed altri;
n. 657 Mantenimento canoni di affitto dei terreni gestiti
dall'azienda forestale demaniale, dell'onorevole Fratello;
n. 658 Iniziative volte a porre in essere misure volte
all'erogazionedelle indennità ai pescatori interessati da
interrogazione temporaneale attività di pesca , degli onorevoli
Sbona, formica, Antinoro, Misuraca e Dina;
n. 659 Nuova normativa in materia di trattamento fiscale
degli atti competenti concernenti cessione di crediti vantati
verso la pubblica amministrazione;degli onorevoli Fleres, Catania
G., Maurici e Burgaretta;
n. 660 Interventi urgenti per la stabilizzazione dei
lavoratori precari settore tecnico del Teatro Massimo Bellini ,
degli onorevoli Fleres, Catania G., Maurici e Burgaretta;
n. 661 Interventi concernenti i lavoratori precari strutturali
dell'Ateneo di Catania , degli onorevoli Villari, Leanza, Fleres,
Arcidiacono, Amendolia e Barbagallo;
n. 662 Continuità di incarico provvisorio per i medici di
continuità assistenziale , dell'onorevole Arcidiacono;
N. 663 Istituzione di 4 posti letto (UTIC) presso il presidio
ospedaliero di Modica (RG), degli onorevoli Arcidiacono e Lenza
E;
n. 664 Avvio dei progetti - obiettivo relativi ad Interventi
sanitari, in tema di procreazione responsabile ed assistita ,
degli onorevoli Arcidiacono e Lenza E;
n. 665 Rideterminazione del budget della casa di cura
Argento', avente sede a Catania , dell'onorevole Arcidiacono;
n. 666 Inclusione, nel DRG del prontuario sanitario regionale,
della prestazione concernente tecniche di fecondazione in
vitro' dell'onorevole Arcidiacono.
667 Riconoscimento, agli agenti di cui alla l.r. n. 56 del
1950, della funzioni e della qualifica di cui all'articolo 57,
ultimo comma, del codice di procedura penale , dell'onorevole
Arcidiacono;
n. 668 Istituzione di una struttura di cardiologia
interventistica ed emodinamcia nell'ambito della ristrutturazione
della cardiologia nella città di Catania , dell'onorevole
Arcidiacono;
n. 669 Istituzione presso la AORNAS Garibaldi, S.Luigi, S.
Currò-Ascoli Tomaselli' a Catania, di un centro per lo studio
delle differenziazioni di cellule staminali adulte ,
dell'onorevole Arcidiacono;
n. 670 Iniziative legislative a sostegno del diritto alla
salute , degli onorevoli Ardizzone, Brandara, Laccoto;
n. 671 Conferimento di medaglia al valor civile della Regione
siciliana , dell'onorevole Acierno;
n. 672 Interventi per evitare discriminazioni all'interno
della categoria dei lavoratori LSU , dell'onorevole Segreto;
n. 673 Interventi a favore del comparto zootecnico della
provincia di Ragusa, degli onorevoli Zago, Speziale, Oddo e
Panarello;
n. 674 Emanazione del Regolamento di esecuzione della legge
regionale n. 15 del 200, dell'onorevole Spampinato;
n. 675 Esame urgente dei disegni di legge in materia di
precariato , degli onorevoli Giannopolo ed altri;
n. 676 Interventi concernenti i contrattisti di diritto
privato degli enti parco , degli onorevoli Giannopolo, Oddo ed
altri;
n. 677 Copertura finanziaria per la realizzazione dei Jeux
des Isles', delle manifestazioni in occasione del centenario
della Targa Florio' e dell''America's Cup', degli onorevoli
Formica, Savona, Sbona, Lenza N. e Dina;
n. 678 Garanzia per i lavoratori interessati dalla chiusura
della COGEMA di Priolo (SR) , degli onorevoli Ortisi, Sbona, De
Benedicitis, Gonfalone e Burgaretta Aparo;
n. 679 Iniziative volte a finanziare un progetto di
comunicazione pubblica finalizzato alla valorizzazione della
città di Palermo , dell'onorevole Misuraca;
n. 680 Interventi per sbloccare l'erogazione del contributo
per borsa formativa all'autoimpiego ex art. 2 della legge
regionel n. 3 del 1998 , degli onorevoli Fleres, Catania G.,
Maurici, Baldari e Burgaretta Aparo.
Invito il Governo ad esprimere il parere sugli ordini del
giorno, se li accetta o meno come raccomandazione.
PANARELLO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PANARELLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, a parte le
considerazioni che altri colleghi del mio gruppo hanno fatto sul
profilo, certamente inadeguato, della finanziaria presentata dal
Governo e che adesso ci accingiamo ad approvare, io voglio
aggiungere un elemento ulteriore nel dichiarare il mio voto
contrario per l'assoluta indifferenza mostrata dal Presidente
della Regione e dal suo Governo rispetto al problema che avevo
posto, attraverso un emendamento discusso con autorevoli
esponenti del suo Governo, che riguardava le risorse da destinare
al risanamento delle aree degradate di Messina, argomento che era
stato più volte affrontato, come ho detto prima nel mio
intervento, e che, evidentemente, il Governo della Regione e il
presidente Cuffaro considerano un argomento buono solo da usare
nelle campagne elettorali, anche perché, a fronte
dell'argomentata richiesta che è venuta dall'Amministrazione
comunale di Messina, dall'Istituto autonomo case popolari di
Messina e dai Parlamentari messinesi, non si è ritenuto di
rispondere in nessun modo e, soprattutto, non si è ritenuto di
assegnare alcuna risorsa al completamento di questo che è
considerata una priorità per Messina e per la Sicilia.
Io voglio confutare un argomento che è circolato nell'arco di
queste settimane sotto traccia e, cioè, che ci sarebbero fondi
non utilizzati dall'Istituto autonomo case popolari di Messina a
questo scopo e che, quindi, non ci sarebbe bisogno di ulteriori
risorse.
Questo argomento infondato se è una critica da parte del
Governo della Regione nei confronti del Comune e dell'Istituto
autonomo case popolari di Messina perché la Regione,
l'Assessorato ai lavori pubblici segnatamente se, in presenza di
ritardi, avrebbero potuto esercitare i poteri sostitutivi e non
lo hanno fatto.
Per altro verso è un argomento infondato in ragione della nuova
assunzione di responsabilità che l'Amministrazione comunale di
Messina e l'Istituto autonomo case popolari di Messina, che sono
stati commissariati per anni anche per responsabilità regionali,
adesso che hanno organi regolarmente eletti o nominati hanno
assunto, rispetto ad un problema di grandissimo rilievo per la
città di Messina, ma credo anche per la Sicilia.
Per tutte queste ragioni, e sperando che in altre occasioni, da
parte del Governo, del Presidente Cuffaro, ci possa essere
maggiore attenzione per i problemi della città di Messina, oggi,
esprimo il mio voto contrario al disegno di legge sulla
finanziaria.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
MICCICHE' Signor Presidente, desidero una risposta da parte
sua e da chi pretende di sostituirsi alla mia persona nella
funzione di deputato. Allo stato attuale, da quando è iniziata
questa seduta, non ho ritirato alcun emendamento, tranne quelli
per i quali mi sono volutamente assentato dall'Aula per evitare
la discussione sugli emendamenti che sarebbero sicuramente stati
bocciati per mancanza di copertura finanziaria. E qui ci sarebbe
stata ragione di fare battaglia e discussione, a sostegno anche
dell'assessore Lo Monte, che si è fatto più volte portavoce
all'interno della maggioranza, che non ne ha tenuto conto,
trattando la categoria dei commercianti e degli artigiani come
attività produttive di seconda categoria.
A parte questo, esistono emendamenti che non ho ritirato, che
non creavano alcuna spesa, ed io non ho delegato alcuno , né
lei signor Presidente, né il Presidente della Regione, perché
faceste le mie veci di deputato.
Ritenevo che dopo la discussione degli emendamenti che
comportavano spesa, ci sarebbe stata anche la discussione e la
votazione degli emendamenti che non ne comportavano. Spettava
all'Aula stabilire l'ammissibilità o meno degli stessi.
Credo, signor Presidente, che la funzione del deputato debba
essere compiuta nel suo totale adempimento, non credo che
qualcuno possa sostituirmi. Signor Presidente, desidero da parte
sua una risposta alla mia domanda.
PRESIDENTE Onorevole Micciché, gli emendamenti che lei
sostiene di avere presentato sono stati dichiarati decaduti per
la sua assenza dall'Aula.
MICCICHE' Non si tratta di quegli emendamenti, signor
Presidente
PRESIDENTE Non ne sono pervenuti altri, e sono stati
dichiarati decaduti
LACCOTO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LACCOTO Signor Presidente, credo di dovere esprimere il mio
voto contrario per alcune considerazioni.
Il Governo non mi ha ancora potuto dare una spiegazione sulla
diminuzione di 119 milioni di euro, per il 2006, della Tabella
Enti locali.
Nell'emendamento presentato dal Governo, sono stati tolti
altri 49 milioni di euro dagli enti locali per passarli ai fondi
speciali, abbiamo, quindi, minori spese all'articolo 9 e minori
spese finali assegnazioni a favore degli enti locali e un
risparmio di 119 milioni di euro. Mi sia consentito dire, tra
l'altro, che vi sono state delle riunioni tecniche, anche con un
esponente del Governo, l'assessore ai lavori pubblici, con tutta
la deputazione messinese e si era formalmente preso un
impegno, testimone l'assessore Lo Monte, che in mancanza
dell'emendamento dei 50 milioni di euro si sarebbe fatto
ricorso ai fondi dello Statuto ex articolo 38, di trasferimento
dei fondi dello Stato, per il risanamento di Messina.
Credo che questo non sia un fatto occasionale e solamente
elettorale ma sia un fatto di giustizia sociale, di perequazione
nei riguardi di una città che, ancora, vive un dramma igienico
sanitario con bambini ed anziani costretti a vivere nelle
baracche senza le minime misure igienico-sanitarie.
Al di là di questo, a nome della Margherita esprimo il voto
contrario perché vi è la mancanza di progettualità rispetto a
quelle che sono le questioni fondamentali della regione Sicilia.
Spero che il Presidente della Regione possa, anche su questo,
trovare la soluzione per quanto riguarda la necessità di reperire
i 50 milioni di euro con la raccomandazione che vi sia una
lettura più attenta della Tabella rispetto alle somme che vengono
stanziate in meno per gli enti locali.
Io ho ritirato alcuni emendamenti, onorevole Presidente,
sull'ex articolo 41 della legge 37 che pone un problema del
contenzioso dei comuni: il Tribunale di Palermo ha già
condannato la Regione alle spese perché l'ex articolo 41 non ha
trovato la copertura di spesa. L'ho ritirato sperando che il
Governo possa accettare quelle norme e farle sue. Io non so se
verrà fatto, e sono molto scettico su questo, perché una legge
omnibus dopo questa notte, ma credo che per lo meno su alcuni
accorgimenti il Governo dovrà riflettere per trovare dei
correttivi.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, avverto che sono chiuse le
iscrizioni a parlare. Vi invito ad attenervi scrupolosamente ai
tempi regolamentari perché mi sembra di tutta evidenza che a
quest'ora del mattino, sarebbe inopportuno dilungarsi oltre i
cinque minuti regolamentari che devono essere rigorosamente
osservati.
E' iscritto a parlare l'onorevole Giannopolo, ne ha facoltà
GIANNOPOLO Onorevole Presidente, onorevoli colleghi,
dichiaro il mio voto contrario a questa legge finanziaria che
mi rifiuto di definire rigorosa, e invito i colleghi di evitare
di definire questa finanziaria rigorosa. Una finanziaria è
rigorosa se determina maggiori entrate e se riqualifica la
spesa, ma non c'è traccia di un minimo tentativo, tranne qualche
spruzzo demagogico, qua e là,in ordine, ad esempio
dell'aggressione di tanta spesa sbagliata che esiste nella spesa
sanitaria. Non c'è nessuna traccia di tentativo rigoroso
nell'eliminazione della spesa discrezionale, improduttiva,
parassitaria legata per esempio, ad elargizioni, a contribuzioni,
non c'è traccia di rigore nella riqualificazione della spesa
corrente, relativamente a quella per il personale.
Quindi, non può definirsi una legge finanziaria rigorosa perché
non introduce alcun rigore, questa è una legge finanziaria che
bisogna vedere in perfetta continuità con il provvedimento che ha
riguardato le variazioni di bilancio e che è entrata in una
discussione, in un patteggiamento, in un equilibrio politico-
istituzionale proprio e che ha segnato, sicuramente, grandi
discriminazioni, ha segnato la moltiplicazione della spesa
clientelare.
Personalmente, sono convinto che la comunità siciliana non si
avvantaggerà minimamente di queste variazioni di bilancio e di
questa legge finanziaria.
Non c'è traccia di una politica in favore dello sviluppo
produttivo, in favore dello sviluppo della piccola e media
impresa, non si può contrabbandare questo tentativo limitato di
credito di imposta come grande politica per lo sviluppo, può
essere tutt'al più una goccia in un oceano, non c'è traccia di
una politica industriale.
Ieri il giornale Repubblica citava il grande fallimento della
task force retta dal dottor Cianciolo a nome del Governo della
Regione che, possibilmente, per questi grandi fallimenti della
task force forse sarà promosso.
Non c'è una vertenza, una, che attiene alla politica
industriale in questa Regione che sia stata risolta, non c'è una
riforma strutturale - ho detto quella del settore forestale,
quella della formazione professionale - che sia stata
minimamente accennata in questi due mesi di discussione di
strumenti finanziari e di programmazione.
C'è una aggressione alla politica delle autonomie locali, l'ha
detto poco fa l'onorevole Laccoto quando ha citato l'ultimo
scippo fatto nella mimetizzazione degli emendamenti al fondo
delle autonomie locali: sono stati scippati 49 milioni di euro
che si sommano ai 23 milioni di euro al comune di Palermo - che
possono essere dati su altre rubriche - che si sommano ai mancati
100 milioni di euro in più del fondo delle autonomie locali.
Non è vero che con l'emendamento, presentato qui all'ultimo
minuto dal Governo, si recuperano i cento milioni perché si parla
di una possibilità di utilizzare, per le spese di investimento, i
fondi dell'articolo 38, non c'è nessun criterio a cui ancorare
quella spesa e l'aveva detto anche il Presidente della Regione
nei corridoi, oltre che in questa sede, che quella spesa non ci
sarà.
Abbiamo avuto la pantomima delle variazioni di bilancio e dei
disegni di leggi riproposti che saranno, dopo l'approvazione del
bilancio, riapprovati integralmente con un colpo di mano, così
come con un colpo di mano è stato, per l'ennesima volta,
approvato il bilancio dell'Assemblea Regionale Siciliana, in
appena 15 secondi.
Signor Presidente dell'Assemblea, questa poteva essere l'ultima
occasione, in questa Legislatura, per approvare coscientemente il
bilancio dell'Assemblea Regionale Siciliana e per l'ennesima
volta è stato approvato di nascosto, quasi come se questa
Assemblea Regionale Siciliana dovesse vergognarsi dei propri
conti.
Quindi, non si può che bocciare, non si può che esporre
criticamente, al giudizio della pubblica opinione siciliana, il
comportamento di questo Governo e di questa maggioranza, che non
è stato - lo preciso - adeguatamente contrastato dal centro
sinistra e non è stato forse, adeguatamente, contrastato dal
mondo imprenditoriale, dal mondo sindacale, da tutto ciò che sta
fuori da questo Palazzo.
E me ne dispiace, ma non può essere motivo perché io non
distingua la mia posizione, da questo punto di vista, ribadendo
ancora una volta le ragioni di un no netto a questa legge
finanziaria e al bilancio della Regione.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo. Ne ha
facoltà.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato poco
fa l'Assessore Lo Monte quando indicava e mi invitava a guardare
le tabelle, come a dire che sarei stato smentito nelle questioni
da me sollevate perché era chiaro che si voleva affrontare e
risolvere le questioni che riguardano settori produttivi
strategici di questa nostra Regione.
Onorevole Assessore, mi ha invitato a guardare le tabelle, io
le avevo guardate e avevo trovato poco, e riguardandole, pensando
che qualcosa mi fosse sfuggito, trovo che questo Governo la sta
mortificando perché non le sta dando gli strumenti per affrontare
le questioni serie che lei conosce bene.
Lei pensa di affrontare la questione dei contributi in conto
capitale.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. I soldi ci
sono, sei tu che non sai leggere
ODDO Io ho detto che ci sono 10 milioni di euro, assessore
Cintola. Nondimeno, comprendo lo stato d'animo dell'assessore Lo
Monte, perché non è facile affrontare la questione dei
contributi in conto capitale quando si sa bene che la materia
comporterebbe una spesa maggiore e, addirittura, volete
convincerci che questo argomento sarà risolto con la
cartolarizzazione decennale.
Con una spesa di questo tipo, voi sapete bene che non funziona
e che non potete chiedere alle aziende ulteriori sacrifici per
quanto riguarda la cartolarizzazione decennale. Non lo potete
fare Non ci potete convincere che questa può essere una
soluzione
Avete mortificato l'assessore Lo Monte, che farebbe bene ad
indignarsi e a protestare per il modo in cui si trova ad
affrontare le questioni.
Non parliamo poi dei contributi agli apprendisti Non parliamo
della questione della crisi del settore pesca Non c'è un euro
La legge n. 32 del 2000, per questo Governo, è qualcosa che si
trova forse su Marte. In queste ore, il Governo ha incontrato la
marineria mazzarese, ha incontrato rappresentanti della marineria
siciliana e ha detto che pagheranno, sfidando la procedura di
infrazione che Bruxelles ha fatto per quanto concerne l'ex fermo
biologico - ora si chiama in un altro modo - attestandosi ancora
una volta alla legislazione nazionale, dando, quindi, solo
qualcosina agli imbarcati, qualche sgravietto agli armatori e
questo, per il Governo, significa interventi per un settore
importante dell'economia siciliana
Quando parlo della legge 32, dico che non siete stati in grado
di definire un programma triennale, di parlare un linguaggio di
ammodernamento e riconversione della flotta, di parlare con le
organizzazioni degli uffici periferici della pesca, di parlare di
gestione della fascia costiera, di parlare della ricerca, che è
fondamentale, perché entra nel cuore del problema che è lo sforzo
di pesca - parliamo di risorse da andare ad individuare e
sfruttare in una cera maniera - e questo è il risultato dello
sforzo richiestoci dal Governo poiché eravamo riottosi.
Non c'è solo la questione che riguarda gli artigiani, che
riguarda la pesca, che riguarda i forestali.
Mi chiedo come farà l'assessore Leontini, avendo firmato un
protocollo d'intesa con CGIL, CISL e UIL, ad affrontare questo
problema. Li ha presi in giro o ci crede? Se ci crede, non lo so
come farà, perché non c'è traccia di tutto questo.
C'è traccia, però, dei Consorzi universitari siciliani,
appostando cinque milioni di euro per il 2006 e cercando di far
fare la guerra fra i poveri per vedere come devono continuare ad
esistere, perché, con questo tipo di impostazione, possono.
E concludo, signor Presidente, con il famoso discorso sui fondi
rischi per i consorzi di primo e secondo grado. Ma come pensate,
appostando queste miserie, di affrontare le questioni vere che
riguardano i settori produttivi siciliani.
E abbiamo scelto, tutti, credo anche in maniera consapevole,
il male minore, di procedere in maniera veloce e di presentare,
comunque, al popolo siciliano e, soprattutto, ai settori
produttivi siciliani questo Governo, cioè il fallimento di questo
Governo. Ecco perché il nostro voto contrario è convinto.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne
ha facoltà.
BARBAGALLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rendo
conto che l'orario non induce a lunghe riflessioni, sarebbe anche
una violenza nei confronti di chi è certamente stanco.
Stiamo approvando il bilancio e la Finanziaria, evitando
l'esercizio provvisorio, non con il concorso delle opposizioni,
ma con opposizioni responsabili che non hanno fatto
ostruzionismo, anche se dissentono nettamente sia sul bilancio
che sulla finanziaria.
Esprimiamo un giudizio estremamente negativo sull'impostazione.
Ci sono occasioni mancate che ripetono le altre finanziarie e mi
riferisco ai privilegi, agli sprechi, alla mancata
razionalizzazione della spesa, ma manca anche l'indicazione di
una linea per lo sviluppo produttivo, questa finanziaria non
aiuta nessuno dei settori più delicati della Regione siciliana.
E tutto quello che non s'è fatto qui, perché c'è un
collegamento con la spesa, non può essere fatto in nessun
collegato e nessuno pensi che questo collegato sarà la legge
Omnibus di fine legislatura sulla quale vogliono salire tutti.
O si fanno riforme serie di settore, leggi che diano veramente
un'indicazione diversa sul piano della qualità legislativa oppure
noi non siamo disponibili a fare pasticci.
Per quanto ci riguarda, la legislatura si è conclusa e si è
conclusa con un pieno fallimento del Governo Cuffaro.
Quindi, esprimo un giudizio estremamente negativo sul Bilancio
e sulla finanziaria, con il mio voto e con quello del gruppo
parlamentare che rappresento.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Micciché. Ne ha
facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio voto
é contrario allo strumento finanziario.
Sposo parola per parola quanto detto dall'onorevole Oddo sulle
questioni riguardanti l'attività produttive di questa Regione,
per come è stata trattata, a pesci in faccia come si suol dire,
creando figli e figliastri, ma non solo, creando anche i
presupposti di un ritorno alla facoltà della criminalità
organizzata di utilizzare, per esempio, il ricatto
dell'estorsione o quello dell'usura, perché di questo si tratta.
Volete rilanciare l'economia della Sicilia dando in mano le
attività produttive, artigianali e commerciali agli usurai, a
persone senza scrupoli? Che utilizzeranno il fabbisogno, i
bisogni della nostra realtà economica, ormai messa alle strette,
con delle banche criminali, perché siamo circondati da
associazioni bancarie criminali, si può dire che fanno il palo
alla criminalità organizzata.
Questo Governo taglia i fondi, per questo settore produttivo,
lasciando in mano ai criminali la facoltà di esercitare la loro
funzione di banca privata nei confronti di questi settori
produttivi.
Questa è la dimostrazione, qualcuno si può vantare, per esempio
l'onorevole Cimino, che quando era assessore lui all'assessorato
per la cooperazione il denaro per l'attività produttiva,
commerciale e artigianale era abbondante, oggi che non ce n'è e
l'assessore Lo Monte può elemosinare, d'altra parte è una
categoria di serie B, figuriamoci come può influire uno sviluppo
di questo genere, noi puntiamo in alto
Questa è la realtà di questo Governo a cui i miei colleghi
dell'opposizione facevano riferimento, ma io non faccio questo
tipo di ragionamento perché sono stati dichiarati improponibili
gli emendamenti, ma perché non sono stati nemmeno trattati,
avevano la possibilità di essere trattati in quanto erano stati
ammessi, anche per i ragionamenti fatti in una Conferenza dei
Capigruppo, che ha una sua funzione istituzionale alta e degna
di questo nome.
Lei, signor Presidente, è stato preso per il naso, le hanno
fatto mancare la sua parola d'onore, lo so che la responsabilità
non è sua, lei si è preso un impegno, ero presente nella qualità
di delegato del mio Gruppo parlamentare, in quella Conferenza
dove è stato fatto un ragionamento e non se n'è fatto niente.
E non era un ragionamento di consociativismo, ma perché si
voleva arrivare prima di giorno 20 per evitare il cosiddetto
esercizio finanziario provvisorio.
Siamo venuti incontro a questa esigenza, rinunciando anche a
diversi nostri emendamenti che, probabilmente, potevano essere
discussi e bocciati, poi era l'Aula a decidere. Invece sono stati
tolti
E un appunto che faccio ai miei colleghi dell'opposizione è che
gli emendamenti non si dovevano ritirare Specialmente quelli
che non avevano spesa e per i quali non c'era ragione di essere
ritenuti inammissibili, perché poi si metteva la maggioranza
davanti ad un fatto compiuto ed era l'Aula che si doveva
esprimere, no il Governo Il Governo non ha la potestà di
limitare ed impedire la discussione anche su emendamenti che non
hanno spesa
Questa è una violenza fatta nei confronti dell'opposizione, ma
anche nei confronti di tutti i deputati, anche della maggioranza
che si sono sentiti espropriati della loro facoltà di essere
deputati.
Non ritengo chiusa la discussione e non mi accontento, né mi
cheto dicendo che ci sarà la legge Omnibus.
Ha ragione l'onorevole Barbagallo, non ci sarà più nessuna
legge omnibus, perché ormai la via di questo Governo è tracciata,
perché il ragionamento che fa ormai la maggioranza, anzi che fa
il Presidente della Regione, ormai è alla frutta, perché tutte
queste prosopopee pubblicistiche e pubblicitarie della
candidatura del Presidente della Regione alla Presidenza della
nostra Regione sappiamo benissimo che sono un bluff, perché si
tende solo ad essere candidato alle nazionali.
Speriamo che l'alba sia vicina, signor Presidente, anche per la
Sicilia, ci sarà l'alba, l'alba di giustizia e di democrazia di
questo Paese.
(Applausi dall'Aula)
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Ioppolo. Ne ha
facoltà.
IOPPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo i toni da
comizio di chiusura di campagna elettorale utilizzati
dall'onorevole Miccichè, intervengo, in modo sereno e senza
utilizzare accentuazioni di toni, per dire che questo Parlamento,
stasera, paga un prezzo molto alto - forse per guadagnare
qualche ora di lavoro, per non arrivare alle sette o alle otto
del mattino e votare il bilancio e la finanziaria, forse per
andare un po' prima tutti via - che è quello della rinuncia a
svolgere pienamente il proprio ruolo con l'esame, cosi come è
stato negli anni scorsi, di tutti i contributi che provenivano
dallo stesso Governo, dai gruppi parlamentari e dai singoli
deputati.
A fronte di tutto ciò, abbiamo avuto una finanziaria che è
povera di intenti, che si limita a gestire soltanto pochi
momenti, nessun momento innovativo, nessuna idea chiara sul
modello di sviluppo della società siciliana e, soprattutto, la
rinuncia ad approfondire alcuni temi.
Se non avessimo avuto premura, se non fossero stati ritirati
tutti gli emendamenti, probabilmente, avremmo potuto ragionare
con maggiore serenità e con più tempo il problema del cosiddetto
prepensionamento che pure ha, per tanto tempo, occupato ed
impegnato l'attenzione dei gruppi e dei parlamentari in questi
ultimi anni.
Avremmo potuto affrontare, se ne è appena parlato qualche ora
fa, il grave problema dato dalla di disuguaglianza di trattamento
adottato per i lavoratori ASU e PUC degli Enti locali e di altri
enti che si vedono assolutamente penalizzati, da una sorta di
atteggiamento di sufficienza, di rinvio sin et die della
risoluzione di un problema che è ancora interessa una platea di
diciassette, diciotto mila lavoratori.
Avremmo potuto anche affrontare - e molti lo attendevano - un
problema che è sorto sullo scorcio del finire dell'anno 2005,
riguardante gran parte del personale precario, e pure
contrattualizzato, dei consorzi di bonifica e, nonostante un atto
di indirizzo dell'assessore Leontini, un funzionario, con una
nota del 29 o 30 dicembre dell'anno scorso, ha sostanzialmente
imposto o indotto alcuni amministratori straordinari dei consorzi
a violare la legge e a dichiarare sospesi o licenziati i soggetti
che avevano un contratto in corso.
Quando la politica e il Governo non riescono a gestire problemi
di così vasta portata e che non interessano soltanto singole
categorie, ma assume un atteggiamento di svolgere fino in fondo
la propria parte, non si può che rimanere perplessi.
Ho iniziato dicendo che non avrei utilizzato i toni comiziali
eppure suggestivi dell'onorevole Miccichè, ma questo non mi
impedisce di sciogliere un giudizio, che non è positivo, sulla
legge finanziaria di quest'anno e che meriterà il mio
atteggiamento di astensione o, comunque, di non approvazione
della legge finanziaria così come è emersa nelle ore e nelle fasi
precedenti in quest'Aula.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, si passa agli ordini del
giorno.
GIANNOPOLO Chiedo che si votino gli ordini del giorno numero
675 e 676.
SPAMPINATO Chiedo che si voti l'ordine del giorno numero 674.
VILLARI Anch'io chiedo che si voti l'ordine del giorno numero
661.
FLERES Chiedo che si votino tutti gli ordini del giorno a mia
firma.
PRESIDENTE Coloro che chiedono che si votino gli ordini del
giorno hanno il pieno diritto di farlo.
Sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 03.28, è ripresa alle ore 03.29)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, si passa all'ordine del giorno numero 636
Iniziative a livello centrale per evitare l'archiviazione del
'Caso Agostino', degli onorevoli Raiti, Ferro, Micciche',
Morinello.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 637 Erogazione di un
finanziamento a favore dell'Unità operativa di gastroenterologia
dell'Azienda ospedaliera Civico' di Palermo necessita di
acquisire nuovi impianti , degli onorevoli Misuraca, Savona,
Dina, Franchina, Turano, Formica, Fleres.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 638 Iniziative a livello
nazionale per evitare l'ulteriore proroga del commissariamento
per le aree ad elevato rischio di crisi ambientale , degli
onorevoli Beninati.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi .
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 639 Campagna di
sensibilizzazione della popolazione, sull'assenza di rischi e
pericoli nel consumo delle carni prodotte e distribuite dal
comparto avicolo siciliano , degli onorevoli Savona, Dina ed
altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi .
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 640 Iniziative per la
trasformazione dell'Unità operativa di terapia intensiva
respiratoria dell'Azienda ospedaliera "Cannizzaro" di Catania da
struttura semplice a struttura complessa , degli onorevoli
Fleres, Catania G, Maurici.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi .
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 641 Interventi per
accelerare la predisposizione del regolamento di cui all'art.10,
comma 1 sexies, della legge regionale n. 20 del 2005 degli
onorevoli Fleres, Catania G, Maurici.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi .
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 642 Mantenimento dei
canoni di affitto dei terreni gestiti dall'Azienda delle
foreste demaniali , degli onorevoli Franchina e Fratello.
Comunico che l'ordine del giorno n. 642 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno n. 643 Iniziative in favore
della marineria siciliana , degli onorevoli Misuraca, Formica e
Dina.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi .
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 644 Interventi per la
stabilizzazione del personale del Teatro Massimo Bellini di
Catania , degli onorevoli Barabagallo, Spampinato, Arcidiacono e
Villari.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi .
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 645 Richiesta al Governo
nazionale del rispetto degli impegni assunti in materia di
condono previdenziale nel settore agricolo ed opportune dilazioni
del prestito di conduzione degli onorevoli Savarino.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi .
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 646 Iniziative per porre
fine ad un'ingiusta discriminazione nei confronti del profilo
professionale di pedagogista' , degli onorevoli Leanza Edoardo.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi .
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 647 Provvedimenti per
eliminare il pericolo di inondazioni continue del torrente
Lavinaio di Acicatena (CT) degli onorevoli Nicotra, Baldari,
Cristaudo.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi .
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 648 Riconoscimento al
personale impiegato nelle segreterie tecnico-amministrative
dell'Assessorato regionale Lavori pubblici del trattamento
economico previsto dall'art. 3 del decreto presidenziale 10
maggio 2001, n. 8 degli onorevoli Savarino, Leanza Edoardo.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi .
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 649 Convocazione di un
tavolo tecnico regionale per la stabilizzazione dei lavoratori
precari strutturali dell'Università degli studi di Catania ,
degli onorevoli Villari, Spampinato ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi .
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 650 Sostegno al Comune di
Siracusa per le spese legate all'evento dell'imminente visita del
Presidente della Repubblica , degli onorevoli Gonfalone.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi .
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 651 Applicazione del decreto
dell'Assessorato regionale della sanità recante Direttive per
l'accreditamento istituzionale delle strutture nella Regione
siciliana' degli onorevoli Confalone.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi .
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 652 Interventi per evitare
la chiusura dello sportello SERIT di Gravina (CT), degli
onorevoli Fleres, Catania G, Maurici.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi .
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 652 Interventi per evitare
la chiusura dello sportello SERIT di Gravina (CT), degli
onorevoli Fleres, Catania G, Maurici.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi .
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 654 Erogazione di un
finanziamento per il completamento del progetto di costruzione
della nuova Chiesa nel quartiere Balvedere di San Cataldo , degli
onorevoli Fleres, Catania G, Maurici.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 655 Iniziative per la
realizzazione di una barriera spartitraffico sulla bretella SS
640 , degli onorevoli Fleres, Catania G, Maurici ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi .
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 656 Interventi urgenti
presso il Governo nazionale per la proroga della sospensione dei
tributi nei territori in provincia di Catania colpiti dai gravi
fenomeni eruttivi connessi all'attività vulcanica dell'Etna e
dagli eventi sismici concernenti la stessa area, verificatisi nel
mese di ottobre degli onorevoli Fleres, Catania G, Maurici ed
altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi .
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 657 Mantenimento canoni di
affitto dei terreni gestiti dall'azienda forestale demaniale,
dell'onorevole Fratello.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi .
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 658 Iniziative volte a porre
in essere misure volte all'erogazione delle indennità ai
pescatori interessati da interruzioni temporanee di attività di
pesca , degli onorevoli Sbona, Formica, Antinoro, Misuraca e
Dina.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi .
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 659 Nuova normativa in
materia di trattamento fiscale degli atti competenti concernenti
cessione di crediti vantati verso la pubblica
amministrazione;degli onorevoli Fleres, Catania G., Maurici e
Burgaretta Aparo.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi .
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 660 Interventi urgenti per
la stabilizzazione dei lavoratori precari settore tecnico del
Teatro Massimo Bellini , degli onorevoli Fleres, Catania G.,
Maurici e Burgaretta.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi .
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 661 Interventi concernenti i
lavoratori precari strutturali dell'Ateneo di Catania , degli
onorevoli Villari, Leanza, Fleres, Arcidiacono, Amendolia e
Barbagallo.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi .
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 662 Continuità di incarico
provvisorio per i medici di continuità assistenziale ,
dell'onorevole Arcidiacono.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi .
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno N. 663 Istituzione di 4 posti
letto (UTIC) presso il presidio ospedaliero di Modica (RG), degli
onorevoli Arcidiacono e Lenza E.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi .
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 664 Avvio dei progetti -
obiettivo relativi ad Interventi sanitari, in tema di
procreazione responsabile ed assistita , degli onorevoli
Arcidiacono e Lenza E.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi .
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 665 Rideterminazione del
budget della casa di cura Argento', avente sede a Catania ,
dell'onorevole Arcidiacono.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi .
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 666 Inclusione, nel DRG del
prontuario sanitario regionale, della prestazione concernente
tecniche di fecondazione in vitro' dell'onorevole Arcidiacono.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi .
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno 667 Riconoscimento, agli
agenti di cui alla l.r. n. 56 del 1950, della funzioni e della
qualifica di cui all'articolo 57, ultimo comma, del codice di
procedura penale , dell'onorevole Arcidiacono.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi .
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 668 Istituzione di una
struttura di cardiologia interventistica ed emodinamcia
nell'ambito della ristrutturazione della cardiologia nella città
di Catania , dell'onorevole Arcidiacono.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi .
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 669 Istituzione presso la
AORNAS Garibaldi, S.Luigi, S. Currò-Ascoli Tomaselli' a Catania,
di un centro per lo studio delle differenziazioni di cellule
staminali adulte , dell'onorevole Arcidiacono.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi .
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 670 Iniziative legislative a
sostegno del diritto alla salute , degli onorevoli Ardizzone,
Brandara, Laccoto.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi .
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 671 Conferimento di medaglia
al valor civile della Regione siciliana , dell'onorevole Acierno.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi .
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 672 Interventi per evitare
discriminazioni all'interno della categoria dei lavoratori LSU ,
dell'onorevole Segreto.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi .
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 673 Interventi a favore del
comparto zootecnico della provincia di Ragusa, degli onorevoli
Zago, Speziale, Oddo e Panarello.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi .
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 674 Emanazione del
Regolamento di esecuzione della legge regionale n. 15 del 200,
dell'onorevole Spampinato.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi .
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 675 Esame urgente dei
disegni di legge in materia di precariato , degli onorevoli
Giannopolo ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi .
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 676 Interventi concernenti i
contrattisti di diritto privato degli enti parco , degli
onorevoli Giannopolo, Oddo ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi .
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 677 Copertura finanziaria
per la realizzazione dei Jeux des Isles', delle manifestazioni
in occasione del centenario della Targa Florio' e
dell''America's Cup', degli onorevoli Formica, Savona, Sbona,
Leanza N. e Dina.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi .
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 678 Garanzia per i
lavoratori interessati dalla chiusura della COGEMA di Priolo
(SR) , degli onorevoli Ortisi, Sbona, De Benedicitis, Confalone e
Burgaretta Aparo.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi .
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 679 Iniziative volte a
finanziare un progetto di comunicazione pubblica finalizzato alla
valorizzazione della città di Palermo , dell'onorevole Misuraca.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi .
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 680 Interventi per sbloccare
l'erogazione del contributo per borsa formativa all'autoimpiego
ex art. 2 della legge regionale n. 3 del 1998 , degli onorevoli
Fleres, Catania G., Maurici, Baldari e Burgaretta Aparo.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi .
(E' approvato)
Presidenza del presidente Lo Porto
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2006» (1066-
1094-1096/A)
PRESIDENTE Prima di procedere alla votazione finale per
scrutinio nominale del disegno di legge «Disposizioni
programmatiche e finanziarie per l'anno 2006» (1066-1094-1096/A),
pongo in votazione la delega per il coordinamento formale dello
stesso disegno di legge.
Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvata)
Si procede alla votazione finale per scrutinio nominale del
disegno di legge «Disposizioni programmatiche e finanziarie per
l'anno 2006» (1066-1094-1096/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 59
Maggioranza 30
Favorevoli 45
Contrari 13
Astenuti 01
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per consentire alla
Giunta di Governo di approvare e presentare all'Assemblea la nota
di variazione al bilancio conseguente all'approvazione della
legge finanziaria e alla Commissione bilancio di esprimere il
relativo parere.
(La seduta, sospesa alle ore 3.40, è ripresa alle ore 3.47)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Lo Porto
Annunzio e votazione della Nota di variazione al bilancio
PRESIDENTE Comunico che è stata presentata dal Governo la
Nota di variazione al bilancio e che la stessa ha il parere
favorevole della Commissione Bilancio e finanze.
La pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Presidenza del presidente Lo Porto
Votazione finale del disegno di legge Bilancio di previsione
della Regione siciliana per l'anno finanziario 2006 e bilancio
pluriennale per il triennio 2006/2008 (nn. 1067- 1094-1096/A)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale del disegno di legge
Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2006 e bilancio pluriennale per il triennio 2006/2008
(nn. 1067-1094-1096/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
Presenti e votanti 57
Maggioranza 29
Favorevoli 44
Contrari 11
Astenuti 2
(L'Assemblea approva)
stralcio da I a XIII.
Presidenza del presidente Lo Porto
Seguito dell'esame dei disegni di legge nn. 1095 Riproposizione
di norme approvate dall'Assemblea regionale siciliana nella
seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal Commissario dello
Stato -dallo stralcio I allo stralcio XIII/A
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, si procede con l'esame degli
emendamenti tecnici presentati dal Governo ai tredici disegni di
legge nn. 1095 Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea
regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed
impugnate dal Commissario dello Stato - dallo stralcio I allo
stralcio XIII/A.
Si passa all'emendamento 1.I. Lo pongo in votazione. Il parere
del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.II. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.II. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.II. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 7.II. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 8.II. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
CUFFARO Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA Vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 9.II. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.III. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.IV. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.IV. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 4.IV. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
CUFFARO Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA Vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.IV. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 5.IV. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 6.IV. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa alla Tabella B - IV. La pongo in votazione. Il parere
del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvata)
Si passa all'emendamento 1.VII.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che
ognuno di noi abbia un minimo di dignità, nel senso che essere
presi in giro non è bello per nessuno, tanto meno per un
deputato.
Qui si sta modificando un articolato già votato, vorrei capire
le ragioni per le quali si sta procedendo in tal senso. Tecnico
quanto si vuole, non è assolutamente giustificabile, non abbiamo
davanti a noi lo strumento per poter fare una verifica, perché
non so che cosa stiamo sopprimendo in questo momento. Vorrei
capire di cosa si tratti.
PRESIDENTE Onorevole Miccichè, praticamente si tratta delle
modifiche obbligatorie, modifiche tecniche che devono apportarsi
alle tabelle degli stralci, dopo che le abbiamo attribuite ai
capitoli del bilancio 2006: quindi, essendo andati oltre il 2005,
le postazioni finanziarie devono essere opportunamente
aggiornate.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi
convince la spiegazione che lei ha fornito per quasi tutti gli
emendamenti presentati. La stessa motivazione vale per
l'emendamento 1.7?
A rigor di logica, stiamo tornando su un articolato già votato.
Per quanto riguarda lo stralcio VII, vorrei ricordare che si
doveva procedere soltanto alla votazione finale.
Si sta chiedendo, invece, all'Assemblea di sopprimere un
articolo che, se non ricordo male, è già stato votato.
Probabilmente, mi sfugge qualcosa.
PRESIDENTE Si tratta di un errore materiale che è già stato
corretto.
Pongo in votazione l'emendamento 1.VII. Il parere della
Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza .Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 8.VII.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza .Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.IX.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza .Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.IX.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza .Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.IX.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza .Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.IX.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza .Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.X.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza .Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.X.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza .Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa alla tabella B X.
La pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza .Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvata)
Si passa all'emendamento 2.XI.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza .Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 4.XI.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza .Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1XII.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza .Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.XII.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza .Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.XIII.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza .Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati cinque
emendamenti, ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno,
dei quali dichiaro inammissibili i due emendamenti a firma del
Governo, quello a firma dell'onorevole Barbagallo ed altri e
l'emendamento al disegno di legge nn. 908-812-6/A.
n. 1095/A stralcio I.
Presidenza del presidente Lo Porto
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«"Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Primo stralcio". (n. 1095 - I
Stralcio/A)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge «Riproposizione di norme approvate
dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre
2005 ed impugnate dal Commissario dello Stato. Primo stralcio».
(n. 1095 - I Stralcio/A)
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 51
Maggioranza 26
Favorevoli 43
Contrari 7
Astenuti 1
(L'Assemblea approva)
n. 1095/A stralcio II
Presidenza del presidente Lo Porto
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«"Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Secondo stralcio". (n. 1095 - II
Stralcio/A)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge «Riproposizione di norme approvate
dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre
2005 ed impugnate dal Commissario dello Stato. Secondo stralcio".
(n. 1095 - II Stralcio/A)
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 54
Maggioranza 28
Favorevoli 43
Contrari 10
Astenuti 1
(L'Assemblea approva)
n. 1095/A stralcio III
Presidenza del presidente Lo Porto
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«"Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Terzo stralcio". (n. 1095 - III
Stralcio/A)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge «Riproposizione di norme approvate
dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre
2005 ed impugnate dal Commissario dello Stato. Terzo stralcio».
(n. 1095 - III Stralcio/A)
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 51
Maggioranza 26
Favorevoli 42
Contrari 8
Astenuti 1
(L'Assemblea approva)
n. 1095/A stralcio IV
Presidenza del presidente Lo Porto
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«"Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Quarto stralcio". (n. 1095 - IV
Stralcio/A)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge «Riproposizione di norme approvate
dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre
2005 ed impugnate dal Commissario dello Stato. Quarto stralcio».
(n. 1095 - IV Stralcio/A)
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 54
Maggioranza 28
Favorevoli 43
Contrari 7
Astenuti 4
(L'Assemblea approva)
n. 1095/A stralcio V
Presidenza del presidente Lo Porto
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«"Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Quinto stralcio". (n. 1095 - V
Stralcio/A)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge «Riproposizione di norme approvate
dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre
2005 ed impugnate dal Commissario dello Stato. Quinto stralcio».
(n. 1095 - V Stralcio/A)
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 55
Maggioranza 28
Favorevoli 44
Contrari 10
Astenuti 01
(L'Assemblea approva)
n. 1095/A stralcio VI
Presidenza del presidente Lo Porto
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«"Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Sesto stralcio". (n. 1095 - VI
Stralcio/A)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge «Riproposizione di norme approvate
dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta 6-7 dicembre 2005
ed impugnate dal Commissario dello stato. Sesto stralcio (n.
1095 - VI Stralcio/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 52
Maggioranza 27
Favorevoli 43
Contrari 8
Astenuti 1
(L'Assemblea approva)
n. 1095/A stralcio VII
Presidenza del presidente Lo Porto
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«"Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Settimo stralcio". (n. 1095 - VII
Stralcio/A)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge «Riproposizione di norme approvate
dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre
2005 ed impugnate dal Commissario dello Stato. Settimo stralcio".
(n. 1095 - VII Stralcio/A)
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 53
Maggioranza 27
Favorevoli 42
Contrari 10
Astenuti 01
(L'Assemblea approva)
n. 1095/A stralcio VIII
Presidenza del presidente Lo Porto
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«"Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Ottavo stralcio". (n. 1095 - VIII
Stralcio/A)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge Riproposizione di norme approvate
dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre
2005 ed impugnate dal Commissario dello Stato. Ottavo stralcio".
(n. 1095 - VIII Stralcio/A)
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 52
Maggioranza 27
Favorevoli 43
Contrari 08
Astenuti 01
(L'Assemblea approva)
n. 1095/A stralcio IX
Presidenza del presidente Lo Porto
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Nono stralcio» (n. 1095 - IX Stralcio/A)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per
scrutinio nominale del disegno di legge "Riproposizione di
norme approvate dall'Assemblea regionale siciliana nella
seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal Commissario
dello Stato. Nono stralcio". (n. 1095 - IX Stralcio/A).
IIIndìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi
si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 55
Maggioranza 28
Favorevoli 45
Contrari 10
(L'Assemblea approva)
n. 1095/A stralcio X
Presidenza del presidente Lo Porto
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Decimo stralcio». (n. 1095 - X
Stralcio/A)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per
scrutinio nominale del disegno di ''Riproposizione di
norme approvate dall'Assemblea regionale siciliana nella
seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal Commissario
dello Stato. Decimo stralcio ". (n. 1095 - X Stralcio/A)
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 54
Maggioranza 28
Favorevoli 43
Contrari 10
Astenuti 1
(L'Assemblea approva)
n. 1095/A stralcio XI
Presidenza del presidente Lo Porto
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Undicesimo stralcio". (n. 1095 - XI
Stralcio/A)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di "Riproposizione di norme approvate
dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta del 6-7
dicembre 2005 ed impugnate dal Commissario dello Stato.
Undicesimo stralcio". (n. 1095 - XI Stralcio/A)
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 55
Maggioranza 28
Favorevoli 43
Contrari 11
(L'Assemblea approva)
n. 1095/A stralcio XII
Presidenza del presidente Lo Porto
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«"Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Dodicesimo stralcio". (n. 1095 - XII
Stralcio/A)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di "Riproposizione di norme approvate
dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta del 6-7
dicembre 2005 ed impugnate dal Commissario dello Stato.
Dodicesimo stralcio". (n. 1095 - XII Stralcio/A)
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 52
Maggioranza 27
Favorevoli 44
Contrari 7
Astenuti 1
(L'Assemblea approva)
n. 1095/A stralcio XIII
Presidenza del presidente Lo Porto
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
+Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
Commissario dello Stato. Tredicesimo stralcio». (n. 1095 - XIII
Stralcio/A)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di "Riproposizione di norme approvate
dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre
2005 ed impugnate dal Commissario dello Stato. Tredicesimo
stralcio". (n. 1095 - XIII Stralcio/A)
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 54
Maggioranza 28
Favorevoli 45
Contrari 8
Astenuti 1
(L'Assemblea approva)
n. 908-812-6/A
Presidenza del presidente Lo Porto
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Disciplina della raccolta, commercializzazione e valorizzazione
dei funghi epigei spontanei» (nn. 908-812-6/A
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di "Disciplina della raccolta,
commercializzazione e valorizzazione dei funghi epigei
spontanei . (nn. 908-812-6/A)
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 51
Maggioranza 26
Favorevoli 48
Contrari 2
Astenuti 1
(L'Assemblea approva)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, per l'ipotesi delle
eventuali impugnative da parte del Commissario dello Stato
la seduta è convocata per lunedì 30 gennaio 2006, alle ore
10.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - PRESTAZIONE DEL GIURAMENTO PRESCRITTO DALL'ARTICOLO 5 DELLO
STATUTO DA PARTE DEL DEPUTATO SUPPLENTE ONOREVOLE VINCENZO
GALIOTO
II - COMUNICAZIONI
III - SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA: Industria
IV - SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA: Presidenza - Affari Generali
V - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 467 - Provvedimenti urgenti per la tutela dei
lavoratori della Cogema di Priolo (SR).
SBONA - ACANTO - BASILE - SCALICI - ORTISI - DE BENEDICTIS
VI - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Istituzione di un ulteriore turno elettorale autunnale per
il rinnovo degli organi dei Comuni e delle Province della
Regione. Modifica dell'articolo 8 della legge regionale 2
agosto 2002, n. 7 . (n. 977/A) (Seguito)
2) - Istituzione di poli turistici all'interno dei parchi
dell'Etna, dei Nebrodi e delle Madonie . (nn. 986-987/A)
3) - Interventi per la valorizzazione turistica, fruizione e
conservazione delle opere della Fiumara d'arte . (n. 1003/A)
4) - Norme per la promozione della Fondazione The Brass
Group' . (n. 998/A)
5) - Disposizioni finanziarie urgenti e per la
razionalizzazione dell'attività amministrativa . (n. 151-Norme
stralciate II/A)
VII - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E
DELLA COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI
L'ATTIVITA' DELL'UNIONE EUROPEA
VIII - ELEZIONE DI DEPUTATI SEGRETARI
La seduta è tolta alle ore 04.12 di venerdì 20 gennaio
2006
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 11.00
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli