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Resoconto d'Aula della Seduta n. 352 di giovedì 19 gennaio 2006
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   Presidenza del presidente Lo Porto


    Affidamento temporaneo delle funzioni di  deputato regionale
     supplente a seguito della sospensione dell'onorevole David
        Salvatore Costa  dalla carica di deputato  regionale

    PRESIDENTE   Si passa  al I  punto dell'ordine del  giorno  che
  reca:    Affidamento  temporaneo  delle  funzioni  di    deputato
  regionale  supplente  a seguito della sospensione  dell'onorevole
  David  Salvatore Costa  dalla carica di deputato  regionale (art.
  3 legge n. 30/94)".
   Ricordo   che  l'onorevole  David  Salvatore  Costa  era   stato
  proclamato eletto  nel collegio circoscrizionale di Trapani  (per
  la  lista  avente il contrassegno "CCD Cristiano Democratici")  e
  nel  collegio regionale - collegio per il quale  aveva  optato  -
  per  la  lista regionale avente  il contrassegno "La  Casa  delle
  libertà - Cuffaro Presidente".
   Comunico   che,  in  applicazione  della  legge  n.  30/94,   la
  Commissione  per la verifica  dei poteri, ai sensi  dell'articolo
  3  della medesima legge e del combinato disposto dell'articolo 4,
  parte  seconda,  dello  Statuto della Regione,  dell'articolo  5,
  lett.  c),  parte  seconda,  del decreto  legislativo   del  Capo
  provvisorio  dello  Stato  25  marzo  1947,  n.  204  (Norme   di
  attuazione  dello  Statuto) e della sezione  IV  del  Regolamento
  interno  dell'Assemblea,   esperiti i necessari  accertamenti  ai
  sensi dell'art. 1, comma 3, della legge costituzionale 31 gennaio
  2001, n. 2, e del combinato disposto  dell'art. 16 della legge 17
  febbraio 1968, n. 108 e  successive modifiche  ed integrazioni, e
  della  legge regionale n. 29 del 1951 e  successive modifiche  ed
  integrazioni (legge elettorale  siciliana), nella seduta  n.   17
  del   19  gennaio   2006,  ha deliberato di affidare  l'esercizio
  temporaneo   delle funzioni  di deputato  regionale supplente  al
  candidato Galioto Vincenzo  il quale, primo dei non eletti  nella
  medesima  lista  regionale in cui  era stato eletto   l'onorevole
  Costa,   sospeso dalla carica  di deputato regionale con  decreto
  del  Presidente del Consiglio dei Ministri  del 29 dicembre 2005,
  pervenuto a questa Assemblea regionale in data  18 gennaio  2006,
  segue  immediatamente  l'ultimo  dei proclamati eletti, onorevole
  Brandara,  nonché   il candidato Di Mauro Giovanni  Roberto,   in
  atto  immesso  nelle  funzioni  di deputato  regionale  supplente
  dell'onorevole  Lo Giudice, funzioni  affidategli   nella  seduta
  d'Assemblea n. 221 del 30 giugno 2004.
   Non   sorgendo  osservazioni,  l'Assemblea  prende  atto   delle
  conclusioni della Commissione  per la verifica dei poteri.
   Dichiaro,  quindi, supplente per il temporaneo esercizio   delle
  funzioni   di   deputato   dell'Assemblea   regionale   siciliana
  l'onorevole  Vincenzo Galioto, salva la sussistenza di motivi  di
  ineleggibilità o di incompatibilità preesistenti e non conosciuti
  fino a questo momento.
   Avverto  che da oggi decorre il termine di venti giorni  per  la
  presentazione    di  eventuali  proteste  o  reclami   ai   sensi
  dell'articolo 61, comma 3, della legge regionale 20  marzo  1951,
  n. 29 e successive modifiche  ed integrazioni.
   Non  essendo presente in Aula, il deputato Vincenzo Galioto,  la
  proclamazione avverrà in una seduta successiva.


   Presidenza del presidente Lo Porto


     Seguito della discussione del disegno di legge «Bilancio di
  previsione della Regione siciliana per l'anno finanziario 2006 e
   bilancio pluriennale per il triennio 2006/2008» nn. 1067-1094-
                               1096/A

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  si  passa   al   II   punto
  dell'ordine del giorno: Discussione di disegni di legge.
     Si  procede con il  seguito della discussione del  disegno  di
  legge  numeri  1067-1094-1096/A  «Bilancio  di  previsione  della
  Regione   siciliana  per  l'anno  finanziario  2006  e   bilancio
  pluriennale per il triennio 2006/2008».
   Invito i componenti la II Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                       Sull'ordine dei lavori

    SPEZIALE  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  al  fine  di
  accelerare  il  percorso di formazione della legge finanziaria  e
  per  evitare che la legge finanziaria si possa trasformare ancora
  una  volta,  come  è  successo in occasione delle  variazioni  di
  bilancio,  in  un  contenitore di centinaia di emendamenti  sulla
  base di una pressione che può provenire, anche legittimamente, da
  parte  dei  colleghi  parlamentari, intervengo  per  chiedere  al
  Governo  un atteggiamento più rigoroso e fare in modo che stasera
  l'Aula possa determinarsi nell'approvazione del disegno di  legge
  sulla  finanziaria, e poi procedere all'approvazione con il  voto
  finale,  attraverso l'esame esclusivamente del  testo  presentato
  dal Governo.
   Per  favorire  questo  percorso  sul  piano  procedurale  io  le
  comunico  che  ritiro  tutti  gli  emendamenti  che  erano  stati
  presentati dal Gruppo dei Democratici di Sinistra, sia quelli che
  secondo  la  presidenza sarebbero stati dichiarati improponibili,
  sia  quelli contenuti nel malloppo che è in Aula e che verrebbero
  dichiarati proponibili.
      Inoltre,  colgo  l'occasione  per  specificare  che  tra  gli
  emendamenti  che  potrebbero essere dichiarati  e  che  sarebbero
  stati  dichiarati improponibili ci sono molti emendamenti che  il
  Gruppo    dei    Democratici   di   Sinistra   aveva   presentato
  esclusivamente nella fase in cui, vi ricorderete,  si  dichiarava
  che   il  Presidente  della  Regione  voleva  accelerare  le  sue
  dimissioni  e con un segnale ostruzionistico da dare  al  Governo
  noi  avevamo presentato gli emendamenti, anche quelli  presentati
  dai  parlamentari  della opposizione,  a firma mia e del  collega
  Capodicasa,  ovviamente  non  condividendolo,  lo  abbiamo  fatto
  soltanto per una ragione - lo manifestiamo -  ostruzionistica che
  oggi non ha più ragion d'essere.
   Per  cui,  Presidente,  così  come  fra  l'altro  già  le  avevo
  comunicato, avevo comunicato a lei, al Presidente dell'Assemblea,
  nella  Conferenza dei capigruppo, se da parte dell'Aula  c'è  una
  convergenza su questa ipotesi, noi non abbiamo nessuna difficoltà
  a   ritirare  tutti  gli  emendamenti  sia  del  malloppo   degli
  emendamenti   dichiarati  proponibili,  sia   quelli   dichiarati
  improponibili e favorire un'accelerazione del disegno di legge di
  approvazione della finanziaria.

     ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ORTISI     Onorevole   Presidente   e   onorevoli    colleghi,
  diversamente dal collega  Speziale,  noi  riteniamo che tutti   e
  2300  emendamenti - non so se sono 2300 emendamenti -  presentati
  in  Aula, abbiano il diritto di essere ritenuti ufficialmente  in
  Aula  uno   per  uno dall'organo monocratico che è la  presidenza
  ammissibili o inammissibili. Tutti gli emendamenti che attraverso
  gli   organi  funzionali  alla  presidenza  sono  stati  ritenuti
  ammissibili  o  inammissibili  lo sono  come  dialettica  interna
  rispetto  alla  presidenza  e  alle decisioni  della  presidenza,
  presentati  in  aula tutti i 2300 emendamenti, uno  dopo  l'altro
  vanno  dichiarati  ammissibili  o  inammissibili  in  aula  dalla
  presidenza,  tranne che ci sia un accordo unanime  attraverso  il
  quale  tutti  dichiariamo  di ritirare  gli  emendamenti,  quelli
  cosiddetti  ammissibili - perché ancora io  non  lo  so  se  sono
  ammissibili o inammissibili, li dichiara lei e qui ammissibili  o
  inammissibili - se c'è una volontà comune di tutti i presentatori
  a  ritirare  tutti  i propri emendamenti si può andare  all'esame
  della finanziaria cosiddetta secca e rinviare ad altro momento le
  argomentazioni che riguardano le varianti a tale finanziaria.

    PRESIDENTE   Essendo  in una fase molto  importante  di  questa
  seduta,   con  proposte  significative  e  decisive,   invito   i
  presidenti dei Gruppi parlamentari a pronunciarsi.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'    Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   sono
  contrario  alla  proposta di ritirare tutti  gli  emendamenti  al
  bilancio - personalmente ho presentato centinaia di emendamenti -
  non   perché   non   condivido   le  perplessità   dei   colleghi
  dell'opposizione, ma ritengo che sotto il profilo politico sia un
  errore.  La  maggioranza è divisa e noi,  come  opposizione,  non
  possiamo fare il gioco della maggioranza, fermo restando  che  la
  finanziaria  è  diventato  uno strumento  tecnico  in  quanto  il
  Governo ha già raggiunti i suoi obiettivi con l'approvazione  dei
  disegni di legge stralcio, di cui conosciamo i contenuti.
   Voglio  ricordare  che la funzione di un deputato  è  quella  di
  presentare  provvedimenti che tendano tendenzialmente a  superare
  problemi  che attanagliano la nostra Regione. Non credo che  ogni
  deputato  presenti un emendamento perché questo gli  assicura  la
  rielezione;  ognuno pensa di posare un mattone per la costruzione
  di  un  edificio, anche se a volte questo edificio si  costruisce
  con fondamenta precarie.
   Non  mi  voglio  dissociare da quello che  hanno  detto  i  miei
  colleghi dell'opposizione, però non credo che si faccia  un  buon
  servizio alla Sicilia perché questa finanziaria non è la  panacea
  di  tutti  i mali. Non si pensi che approvando la finanziaria  si
  risolvono  i problemi della Sicilia, perché questa finanziaria  è
  estremamente priva di sostanza.
   Vorrei  ricordare che uno degli emendamenti che ho presentato  è
  quello relativo al salario sociale .

    PRESIDENTE   Onorevole  Miccichè, non può  entrare  nel  merito
  perché sta parlando sull'ordine dei lavori.

    MICCICHE'   Si  è fatto un gran parlare del precariato,  questa
  sera;  si  è  parlato degli LSU e di tutte le  altre  figure  del
  precariato  presenti  nella nostra Regione.  Ebbene,  se  c'è  un
  elemento che può veramente sanare la situazione drammatica  della
  nostra Regione è quello del salario sociale, che rivoluzionerebbe
  il mercato del lavoro creando giustizia sociale.
   Ritengo  che  questa finanziaria, se approvata così  com'è,  non
  possa  essere  la panacea di tutti i mali. Per tale  motivo  sono
  contrario a ritirare gli emendamenti presentati.

    FORMICA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORMICA   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  accolgo  di
  buon grado la proposta avanzata dal Gruppo parlamentare dei DS  e
  dal   Gruppo   parlamentare  della  Margherita,  i  quali   hanno
  sottolineato  la  necessità  e  l'urgenza,  nell'interesse  della
  Sicilia intera, di approvare rapidamente la finanziaria, priva di
  qualsiasi emendamento e possibilmente anche sfrondata da  qualche
  articolo  non  ritenuto indispensabile in questa fase,  ritenendo
  invece  più  giusto  affrontare subito  dopo,  in  maniera  anche
  organica  e  con  cognizione di causa, per argomenti,  le  giuste
  istanze che ognuno ritiene di portare avanti.
   Pertanto,  a nome del Gruppo parlamentare di Alleanza Nazionale,
  dichiaro  di  ritirare  tutti  gli  emendamenti  presentati  alla
  finanziaria.

    MISURACA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MISURACA   Signor Presidente, onorevoli colleghi, la  decisione
  che  quest'Aula  sta  prendendo  è  condivisa  anche  dal  Gruppo
  parlamentare  di  Forza Italia, anche sulla scia  di  quanto  era
  stato  stabilito  in sede di Conferenza dei Capigruppo,  cioè  di
  approvare  il  bilancio e la finanziaria, così come proposti  dal
  Governo regionale, entro il termine del 20 gennaio.
   Pertanto,  a  nome  del  Gruppo parlamentare  di  Forza  Italia,
  annuncio il ritiro degli emendamenti presentati.

    LIOTTA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LIOTTA  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  solo
  per  dichiarare che anche il Gruppo parlamentare di  Rifondazione
  Comunista  è favorevole al ritiro degli emendamenti  al  fine  di
  consentire l'approvazione di una finanziaria molto scarna.

    DINA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DINA   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  registriamo  il
  senso  di responsabilità dell'Aula al fine di evitare l'esercizio
  provvisorio e ci associamo al ritiro degli emendamenti.

    LEANZA NICOLA Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LEANZA  NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  a  nome
  del  Gruppo parlamentare del Movimento per l'Autonomia, condivido
  questa linea di rigore.

    PANARELLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PANARELLO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  aderisco
  alla  scelta  fatto  dal mio Capogruppo, però  vorrei  sottoporre
  all'attenzione dell'Aula un problema che non riguarda solo la mia
  persona,  ma che impegna e che ha impegnato, nel corso di  queste
  settimane, tutta la deputazione parlamentare messinese.
   Mi  riferisco  all'emendamento che ho presentato per  assicurare
  una   continuità  di  finanziamenti  al  risanamento  delle  aree
  degradate  di  Messina, questione che, in questa  legislatura,  è
  stata  posta  all'attenzione  del  Parlamento  siciliano  in  più
  occasioni  e  che  ha  avuto un'eco molto larga  anche  in  campo
  nazionale.  Nel  corso  della recente campagna  per  le  elezioni
  amministrative di Messina, i leaders nazionali che  sono  venuti,
  così  come  anche  il Presidente Cuffaro, hanno concordato  sulla
  necessità  di  accelerare i processi di  risanamento  delle  aree
  degradate  di  Messina per ragioni economiche e sociali  che  non
  voglio richiamare in questa sede.
   In  quelle  zone  abitano  ancora tremila  cittadini  messinesi,
  impegnando aree di grande rilievo all'interno del centro  urbano,
  che sono state anche oggetto di una legge della Regione siciliana
  in  larga parte disattesa: dei cinquecento miliardi stanziati nel
  1990 ne sono stati spesi, ad oggi, circa centodieci.
   Considerato  anche  il  fatto che  a  Messina  non  c'è  più  il
  Commissario straordinario e che l'Istituto autonomo Case popolari
  è  retto  da un Consiglio di Amministrazione efficiente,  c'è  un
  nuovo  e rinnovato impegno ad utilizzare le risorse che sono  già
  disponibili, ma anche ad avere, da parte della Regione, ulteriori
  risorse per venire a capo di un problema che è importante per  la
  città  di  Messina  ma  anche per l'intera  Regione.  Per  questa
  ragione  vorrei che il Presidente della Regione,  che  su  questo
  tema in altre circostanze è stato attento e impegnato, desse  una
  risposta   positiva   ad  una  esigenza  che   mi   permetto   di
  rappresentare a nome dell'intera deputazione della  provincia  di
  Messina.

   SBONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SBONA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, a nome del Gruppo
  parlamentare Movimento di Iniziativa popolare, mi associamo  alla
  proposta responsabile di ritirare gli emendamenti presentati alla
  finanziaria.   Ritengo   che  così,  responsabilmente,   possiamo
  raggiungere l'obiettivo che ci eravamo proposti , cioè  approvare
  la finanziaria entro i termini consentiti per evitare l'esercizio
  provvisorio.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  la  decisione   dei   Gruppi
  parlamentari   di   accelerare  l'iter  del  disegno   di   legge
  finanziaria  ritirando  tutti  gli  emendamenti  presentati  allo
  stesso rimane come punto di riferimento.

                               Congedi

    PRESIDENTE  Comunico che gli onorevoli Mancuso, Fratello,  Neri
  e Sammartino hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Lo Porto


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
     «Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
       finanziario 2006 e bilancio pluriennale per il triennio
                  2006/2008» (nn. 1067-1094-1096/A)

    PRESIDENTE   Si  riprende  il  seguito  della  discussione  del
  disegno  di  legge nn. 1067-1094-1096/A «Bilancio  di  previsione
  della  Regione siciliana per l'anno finanziario 2006  e  bilancio
  pluriennale per il triennio 2006/2008».
   Pongo in votazione l'emendamento BIL142.1.

    CRACOLICI   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

   (Gli   onorevoli  De  Benedictis,  Giannopolo,  Ortisi,   Raiti,
  Sanzeri,  Incardona, Spampinato, Miccichè  e  Zago  si  associano
  alla richiesta)

     Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento BIL142.1.

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la  votazione   per   scrutinio   segreto
  dell'emendamento BIL142.1.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  65
   Maggioranza         33
   Favorevoli          23
   Contrari            42

                          (Non è approvato)

   L'emendamento 142.2 è precluso.
   Pongo   in  votazione  l'emendamento  BIL142.  Il  parere  della
  Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento BIL143. Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  la  Rubrica  Bilancio  e  Finanze.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvata)

   Pongo  in  votazione l'intera Tabella B. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvata)

   Pongo  in  votazione l'articolo 2 del disegno  di  legge,  fatte
  salve  le  modifiche  conseguenti  all'approvazione  della  legge
  finanziaria.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE  Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                            «Articolo 11

   1.  La  presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta  Ufficiale
  della  Regione  siciliana ed entrerà in vigore il  giorno  stesso
  della sua pubblicazione, con effetto dall'1 gennaio 2006.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Avverto  che la votazione finale del disegno di legge nn.  1067-
  1094-1096/A avverrà successivamente.


   Presidenza del presidente Lo Porto


   Discussione del disegno di legge «Disposizioni programmatiche e
           finanziarie per l'anno 2006» (1066-1094-1096/A)

    PRESIDENTE  Si procede con la discussione del disegno di  legge
  «Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2006» (1066-
  1094-1096/A), posto al numero 2).
   Invito  i componenti la seconda Commissione a prendere posto  al
  banco delle Commissioni.
   Ha  facoltà  di  parlare il vicepresidente della  Commissione  e
  relatore, onorevole Savona per svolgere la relazione.

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e  relatore.   Mi
  rimetto al testo della relazione.

    PRESIDENTE  Dichiaro aperta la discussione generale.

    ORTISI  Chiedo di parlare

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà

    ORTISI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, considerato  che
  alcuni  colleghi si sono espressi in ordine al loro desiderio  di
  non  ritirare gli emendamenti presentati alla finanziaria, vorrei
  capire come si orienta la Presidenza.
   Signor  Presidente, credo che il bilancio e la  finanziaria  che
  il   Governo   ha   presentato  siano   come   l'Epifania   della
  estemporaneità  del  modo di procedere di  questo  Governo  e  di
  questa maggioranza.
   Mai  abbiamo  assistito  ad un intreccio  confusionario  di  tre
  livelli   di  partecipazione  del  governo  e  della  maggioranza
  medesima ad uno stesso atto. Ad ottobre sono stati presentati dal
  Governo la finanziaria ed il bilancio ed oggi, tutti i membri del
  Governo  hanno  presentato  ulteriori  correzioni,  che   è   già
  espressione di assoluta incoerenza.
   In  Aula, il bilancio e la finanziaria sono l'occasione  in  cui
  si manifesta la capacità programmatoria, generale, organica di un
  Governo  e  di una maggioranza che, basandosi su un progetto,  ne
  attuano  poi  le  conseguenze  a livello  di  amministrazione  e,
  attraverso gli uffici, a livello di gestione. Su questo, cioè  su
  una  idea generale del processo di sviluppo del territorio che  i
  cittadini hanno affidato a questo Governo e a questa maggioranza,
  la  minoranza a volte si contrappone e a volte avalla quello  che
  crede  sia  positivo. Ma quando il Governo presenta correzioni  a
  quello che dovrebbe essere il progetto generale della maggioranza
  e  del  Governo medesimo, ritengo che questo non possa  in  alcun
  modo essere avallato.
   Addirittura  assistiamo  a modifiche nelle  varie  Rubriche,  un
  assessore  che pretende di togliere soldi ad un altro  assessore;
  da  ottobre  ad adesso il Governo esprime una finanziaria  ed  un
  bilancio diversi, esprime un altro progetto. Ed io vorrei capire,
  come minoranza, con quale progetto mi devo confrontare.
   Ecco  la  prima  causa  dell'assalto  alla  diligenza  generale,
  perché  non  ci  si  confronta su idee e su  prospettive,  ci  si
  confronta  su quotidianità e contingenza. Se a questo aggiungiamo
  che  piovono  ancora ulteriori emendamenti del Governo,  oltre  a
  quelli  dei  deputati  della maggioranza, abbiamo  un  quadro  di
  assoluta  inaffidabilità della dimensione politica di quanto  sta
  avvenendo  in  Aula e sopratutto della inapplicabilità  non  solo
  dello  Statuto,  del Regolamento ma proprio  dei  minimi  di  una
  dialettica politica.
   Con  che  cosa  ognuno  di noi, stasera, si  confronta  o  si  è
  confrontato? Si è confrontata forse una visione solidaristica con
  una visione non solidaristica? Si è confrontata forse una visione
  che  privilegia, epistemiologicamente, l'attenzione  al  turismo,
  all'agricoltura, alla pesca rispetto allo sviluppo dell'industria
  o  viceversa?  E  noi, rispetto a che cosa esprimiamo  il  nostro
  plauso o le nostre contrarietà?
   Questa   è  la fine della politica , è la fine della  dialettica
  politica,  è il motivo per il quale nel mio precedente intervento
  sostenevo che questo è un  cimitero degli elefanti , tra  l'altro
  fisicamente, ma probabilmente anche intellettualmente, io ne sono
  espressione.  C'è un cimitero degli elefanti dove non  si  decide
  niente  perché non si ha il coraggio di fare cento passi  in  una
  direzione,  se  ne fanno sessanta in un verso e  quaranta  in  un
  altro  verso,  così da accontentare contingentemente  le  mire  -
  anche positive - di molti degli assessori, di molti dei deputati.
  Ma non si fanno passi avanti così
   Qual  è  la  visione generale di questo Governo dei progetti  di
  sviluppo  da qui almeno al 2010, data fatidica dell'Isola  e  del
  suo rapporto con l'area di libero scambio che diventeremo?
   Rispetto  a  questa  triplice  dimensione  di  confusione  -  un
  Governo che presenta una finanziaria contorta, gli assessori  che
  presentano correzioni alla medesima finanziaria in contrasto  fra
  loro, e a volte in contrasto con se stessi, ulteriori emendamenti
  che  piombano  in  Aula  da  parte del  Governo  e  assalto  alla
  diligenza  di  tutti  e novanta i deputati -noi  depauperiamo  il
  senso  della  nostra  presenza  in  Parlamento  ma,  soprattutto,
  eliminiamo definitivamente dalla scena la dimensione politica. Da
  qui  alle  prossime elezioni, probabilmente, assisteremo soltanto
  ad  una  rincorsa del consenso attraverso una interlocuzione  che
  questo  Parlamento  ha  deciso,  soprattutto  stasera,  non  sarà
  politica.
   Noi,  naturalmente,  rivendichiamo  il  nostro  ruolo,  voteremo
  contro il bilancio, contro la finanziaria e, saltato ogni accordo
  di  procedure, applicheremo tutti gli strumenti che l'opposizione
  ritiene  di  applicare  in ordine al percorso  dei  due  medesimi
  strumenti.

    CAPODICASA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  non  per  fare una disamina dal punto di vista politico generale,
  né  tanto  meno  per illustrare la posizione del  mio  Gruppo  in
  merito  alla  impostazione che il Governo  ha  voluto  dare  alla
  finanziaria.
   Intervengo  per sollevare un problema che, oserei  dire,  non  è
  neanche politico ma tecnico, contabile.
   All'articolo  2  della  finanziaria sono  previste  entrate  che
  vengono  poi allocate come fondi negativi nella Tabella A,  fondi
  che    dovrebbero   essere   quelli   derivanti   dall'attuazione
  dell'articolo 37 dello Statuto.
   I  colleghi  ricorderanno che poco tempo fa, credo nel  mese  di
  dicembre  o di novembre, è intervenuto un accordo tra la  Regione
  siciliana e il Ministero dell'economia nella persona del Ministro
  Tremonti  che  ha  preteso  di  regolare  parte  del  contenzioso
  finanziario tra lo Stato e la Regione in materia di trasferimenti
  delle  somme illegittimamente incassate dallo Stato per i tributi
  RC auto e i fondi che fanno parte di un vecchio contenzioso.
   Questi   derivanti  dall'applicazione  dell'articolo  37   dello
  Statuto,  per i tributi versati dalle Società aventi sedi  legali
  fuori  dalla  Sicilia, ma operanti in Sicilia, allo Stato  e  che
  fino  a  questo  momento, nonostante varie sentenze  della  Corte
  Costituzionale, non sono mai stati trasferiti.
   Si  gridò, allora, al grande risultato epocale. Si disse che una
  delle  rivendicazioni storiche della nostra Regione aveva trovato
  una  composizione  positiva  e noi  contestammo,  alla  luce  del
  contenuto   dell'articolo,  che  venne    poi   approvato   dalla
  Commissione paritetica Stato-Regione, laddove era scritto che  lo
  Stato   avrebbe  trasferito  alla  Regione  le   somme   di   cui
  all'articolo 37  simmetricamente' - è contenuto questo  avverbio,
  che è importante -,  al trasferimento dallo Stato alla Regione di
  alcune competenze previste dall'articolo 14 dello Statuto e  che,
  fino  ad  oggi,  in  circa sessant'anni  di  vita  della  Regione
  siciliana  mai  aveva espletato. Si tratta,  come  si  sa,  della
  materia previdenziale e della materia scolastica.
   Noi  abbiamo  contestato,  quindi, che  quel  risultato  potesse
  essere  spacciato  per  un  risultato positivo  conseguito  dalla
  Regione,  altro  non è che una sorte di partita di  giro  tra  lo
  Stato  e la Regione che non consentirà alla Regione siciliana  di
  incassare  un  solo  euro derivante dall'applicazione  di  questo
  articolo.
   Il  Presidente  della Regione - mi risulta - che, rispondendo  a
  questa   nostra   obiezione,  nel  corso  di  una  manifestazione
  elettorale, e chiosando la nostra posizione, replicò  che  quella
  nostra  affermazione era infondata, poichè la Regione  aveva  già
  incassato i fondi in questione.
   Spero   che   il  Presidente  della  Regione  non  abbia   fatto
  confusione o, meglio, spero che l'abbia fatta, perchè se così non
  fosse,  sono  costretto  ad affermare  che  il  Presidente  della
  Regione  non conosce l'argomento, dato che  i fondi suddetti, che
  la  Regione  avrebbe incassato, al  31 dicembre  non  sono  stati
  ancora incassati
   Assessore Cintola, quando sono stati incassati questi fondi?

    CINTOLA   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Il  29
  dicembre.

    CAPODICASA   Va  bene. I fondi derivanti dal trasferimento  per
  il contenzioso RC Auto sono stati  incassati il 29 dicembre 2005.
  Ma  la  nostra obiezione non riguarda i fondi della RC Auto,  per
  cui  il  Presidente della Regione non può che rispondere  che  la
  Sicilia li abbia incassati, ma  non abbiamo incassato neppure  un
  euro dei fondi derivanti dall'applicazione dell'articolo 37 dello
  Statuto  della  Regione siciliana. Infatti, non  è  contenuta  in
  nessuna  legge  dello  Stato, tanto meno nel  bilancio  nè  nella
  finanziaria,  la quantificazione di questo trasferimento.  Non  è
  previsto  in  alcun  capitolo. Non c'è nella  legislazione  dello
  Stato  una  -  come possiamo dire -  identificazione'  di  questo
  possibile debito che lo Stato ha verso la Regione siciliana.
     Ma, sino a qua, siano nell'ambito della disputa. Noi riteniamo
  che non arriverà un solo euro dall'applicazione dell'articolo 37,
  così  come è stato concordato tra il Presidente della Regione  il
  Ministro  Tremonti. Il Presidente della Regione  dice  che,  poi,
  forse,  noi  interpretiamo  male  e  che,  invece,  poi  i  soldi
  arriveranno.
   Sono  pronto  a qualunque confronto, in qualunque sede,  con  il
  testo  alla  mano, con un vocabolario della lingua italiana,  con
  l'interpretazione da chiedere a coloro i quali,  tra  l'altro  mi
  risulta  che c'è stata una riunione della commissione paritetica,
  che  ha svolto un'audizione dei funzionari ministeriali che  sono
  quelli   che   in  base  alla  norma  devono  poi   emettere   il
  provvedimento  ed  i funzionari del Ministero hanno  interpretato
  così come noi riteniamo vada interpretata.
   Quindi,  dicono, che tanto quanto la Regione dovrebbe  incassare
  dall'applicazione  dell'articolo 37, tanto  lo  Stato  trasferirà
  come  competenze alla Regione siciliana, per cui, il valore delle
  entrate si annulla con il pari valore delle uscite.
   Allora,  fino a quando discutiamo è un conto, si può  discutere.
  Credo  non ci sia ombra di dubbio nell'interpretare quella norma.
  Ma  quando  noi  legiferiamo  sulla manovra  di  bilancio  e  voi
  accostate  nel  bilancio,  all'articolo  2  ed  in  Tabella   A),
  addirittura, una somma già identificata, quasi che avessimo, noi,
  in  qualche capitolo del bilancio dello Stato già un'appostazione
  per  la  quale  si  può  fare  riferimento,  e  mi  riferisco  ai
  cinquecento  milioni di euro, quindi parliamo di  mille  miliardi
  delle  vecchie  lire, che sono sì posti come  fondi  negativi,  e
  prevedono  -   come si sa tecnicamente non sono utilizzabili  fin
  tanto  che è così - ma a fronte di un'appostazione, tra  i  fondi
  negativi,  dei  cinquecento milioni di euro, voi  appostate  come
  fondi  positivi somme che la Regione dovrà sborsare,  perché  non
  sono  uscite  ipotetiche,  essendo  uscite  certe  dell'esercizio
  finanziario  2006. E' falso in bilancio  perché  non  esiste  una
  possibilità  che noi, per conto dello Stato, che non ha  previsto
  ancora  un  euro, decidiamo che riceveremo cinquecentomilioni  di
  euro  da  parte dello Stato nell'arco dell'esercizio  finanziario
  2006. Questo è falso in bilancio

    CRISAFULLI  Non è più reato.

    CAPODICASA   Grazie onorevole Crisafulli,  so  che  non  è  più
  reato,  ma agli occhi dei siciliani, per il danno che facciamo  è
  più che un reato  Credo che voi qui state commettendo un'infamia,
  perché  solo  così la si può definire. Perché,  è un trucco,  una
  falsificazione che noi non possiamo non rilevare e  sottolineare.
  Penso   che  dovrebbe farlo anche il Commissario dello Stato,  ma
  non invoco l'intervento del Commissario dello Stato, dico che qui
  siamo  in  presenza  di  una violazione  dell'articolo  81  della
  Costituzione,  perché  non esiste la  copertura  finanziaria  per
  spese  certe  che  sono  previste nel resto delle  tabelle  della
  finanziaria.
   Quindi, Onorevole Presidente, dichiaro di condividere quanto  ha
  affermato  l'onorevole Ortisi,  e non lo voglio ripetere,  ma  di
  fronte  a  cose di questa gravità quanto affermato dall'onorevole
  Ortisi, credo si possa dire siano quasi delle benevolenze, perché
  si  è  di fronte a violazioni palesi di ordine costituzionale  ma
  soprattutto siamo di fronte ad un trucco.
     Se  ne accorgerà chi verrà dopo, chi dovrà gestire il bilancio
  2006   si   accorgerà  che  ad  un  certo  punto   dell'esercizio
  finanziario dovranno coprire cinquecento milioni di euro perché i
  soldi, allo Stato, ovviamente non arriveranno.

    GIANNOPOLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO     Signor    Presidente,    onorevoli     colleghi,
  francamente, a seguito di questa presa di posizione dei Gruppi  e
  del  Governo, non ho capito come si procede, nel senso che, voler
  fare  una  legge  finanziaria  rigorosa  è  giusto,  ma  si   può
  intendere  rigoroso  questo testo? E' questo  il  rigore?  E'  un
  rigore  emendabile? Chi lo emenda e come si emenda? Pongo  questi
  interrogativi  perché esistono alcune  cose che non  condivido  e
  che   erano  presenti,  in termini di proposte  emendative  negli
  emendamenti che  abbiamo dichiarato di ritirare.
   Faccio  un  esempio molto concreto: il comma 4 dell'articolo  6,
  che è palesemente incostituzionale, chi lo abroga, il Governo?  E
  il  Governo  qui  assume l'impegno di abrogare questa  norma?  Si
  continua  a  riprodurre  -  ed  è  il  caso  dell'articolo  9   -
  l'attribuzione al comune di Palermo di 23 milioni di euro per gli
  ex  PIP, non so chi in particolare. Preciso, che nessuno ha nulla
  in  contrario a dare una prospettiva migliore  a queste  persone.
  Non  capisco,  però,  cosa c'entra con il Fondo  delle  Autonomie
  locali.  Poteva  essere questa semmai una cosa da  appostare  sul
  fondo unico per il precariato. Ed altre cose.
   Io  vorrei  capire se ci sono tanti emendamenti  e  non  è  dato
  saperlo.  Io personalmente non sono riuscito ad avere  cognizione
  dei 2000 emendamenti.
   Che  succede  adesso?  Si farà un disegno  di  legge  collegato?
  Questo  disegno di legge che struttura avrà, qual è la  procedura
  da  seguire? E' una ulteriore legge omnibus, o sono dei saldi  di
  fine stagione? Il Governo forse si prenderà carico di riaccorpare
  alcuni emendamenti e di presentarli.
   Io,  signor  Presidente, non ho capito cosa accadrà dopo  questa
  presunta legge finanziaria rigorosa.
   Francamente  non  l'ho capito ed ho difficoltà  ad  atteggiarmi,
  dal momento che abbiamo tutti rinunciato agli emendamenti, adesso
  dobbiamo  recitare  una sorta di scena muta, ci  siamo  tolti  la
  parola    rispetto  ad  un  testo  che  andrebbe  abbondantemente
  emendato nella sua formulazione, nel modo e nelle previsioni  che
  reca questo stesso testo.
   Questo  è un punto che io pongo e che - credo - assieme a   cosa
  succede   dopo ,   vorrei   che  il  Governo   ci   dicesse   più
  specificatamente come s'intende procedere, perché a me non  basta
  un collegato con  2000 emendamenti, se non sono 2000 saranno 100,
  ma  chi  ha  stabilito  quali  sono  questi  cento?  Non  c è  un
  pronunciamento  d'Aula, ma una soluzione proposta  dagli  uffici,
  nessuno  ha  detto  quali  sono quelli  presentabili.  Credo  che
  bisogna  essere un po' più costruttivi e forse anche un  po'  più
  seri.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  come  avevo
  detto nel mio intervento precedente le cose si stanno verificando
  così  come  le  avevo pensato: né si sta facendo un  regalo  alla
  maggioranza, né si sta facendo un torto alla maggioranza,  né  la
  maggioranza  sta  facendo  un favore  alla  maggioranza,  né  sta
  facendo un torto alla maggioranza stessa, sta facendo un torto ai
  siciliani.
   Infatti,  come  ha detto poc'anzi l'onorevole Capodicasa  questo
  bilancio è un bilancio falsato proprio per le ragioni di  cui  si
  parlava all'articolo 37 e articolo 38, anche io ho fatto  le  mie
  verifiche e non ho trovato un rigo sulla finanziaria nazionale di
  questi  soldi  che devono regalare ai siciliani in  maniera  così
  chiara come si fa capire in questo disegno di legge.
   Pertanto, le rogne saranno di chi verrà dopo, poiché quello  che
  interessa la maggioranza è quello di arrivare alla conclusione di
  questa   legislatura   con  l'approvazione   di   questa   scarna
  finanziaria  così com'è, perchè non è la finanziaria francescana,
  perchè  già i piedi sono stati calzati, da francescani  poveri  e
  scalzi  diventano francescani riformati, bene calzati e lo  hanno
  già  calzato  con  gli  strumenti legislativi  approvati  qualche
  giorno  fa, quei tredici stralci e quello precedente,  perché  la
  bottega   si   è   esaurita   con  quei   provvedimenti,   questi
  provvedimenti  che si sono catapultati, duemila  emendamenti,  la
  stragrande  maggioranza possiamo dire sono dell'opposizione:  dei
  colleghi  DS  più  del 50 per cento, poi di altri  gruppi,  della
  Margherita,  quelli nostri del sottoscritto,  possiamo  dire  che
  sono superiori.
   Questo   vuol   dire   che  la  funzione   cui   il   Presidente
  dell'Assemblea  aveva annunciato in una riunione dei  Capigruppo,
  alla  quale ho partecipato a nome del mio gruppo parlamentare,  è
  venuta meno. La correttezza del ragionamento fatto dal Presidente
  Lo Porto, mi pare in una Conferenza dei Capigruppo legittimamente
  convocata,  le sue parole sono state apprezzate da tutti  per  la
  coerenza,  per  la  correttezza  e  per  la  linearità  del   suo
  intervento mantenuto fino a pochi minuti addietro.
   Ma  la  volontà  dell'Aula  è stata  ribaltata  per  volere  del
  Presidente  della Regione che nonostante abbia apprezzato  alcuni
  provvedimenti ha ceduto per ragioni che ancora non ho  capito  se
  sono  ragioni  politiche superiori, perché si vuole salvaguardare
  la  fine  della  legislatura con la finanziaria francescana,  per
  salvaguardarla da possibili incursioni da parte del  Commissario,
  come  se  noi agiamo in clandestinità e quindi non bisogna  farci
  scoprire  un eventuale elemento di incostituzionalità all'interno
  dei  provvedimenti che si adottano, cioè non  mi pare che  questo
  sia  un  Parlamento che possa avere, possiamo dire, una messa  in
  custodia,  noi siamo un po' affidati a mercé di che cosa?  Quando
  si  vuole  si fa di tutto, io non capisco quali siano le ragioni,
  oltre quelle che sono state esplicitamente dette. Legittimamente,
  ognuno  dà le proprie impressioni alle cose, per carità  Però  di
  fronte  a  tante  richieste legittime di un deputato.  Perché  il
  deputato  che cos'è? E' una figura da demonizzare? E' espressione
  di  un  territorio, porta le  istanze in un consesso come  questo
  che   è   stato  democraticamente  eletto   Mi  riesce  difficile
  comprendere  perché se c'è un deputato che fa una proposta  debba
  essere  considerata  una proposta personale.  Cosa  c'è  di  così
  scandaloso  nel portare  in Parlamento le istanze dei  cittadini?
  Ciò  è  scandaloso? Non mi pare che lo sia.  Quando è  legittimo,
  quando è alla luce del sole, di fronte ad una platea di cervelli,
  non si ha il coraggio di dire no.
   Allora,  scusatemi,  ho il diritto e il  dovere  di  andare  nei
  territori  e  dire:  il Governo non l'ha voluto fare per  ragioni
  politiche  questo provvedimento. Andrò  a Raffadali e dirò:  cari
  conprovinciali di Raffadali,  al vostro Presidente della  Regione
  dei  vostri  problemi  non gliene frega niente,   continuerete  a
  stare in queste condizioni, perché il Presidente della Regione ha
  barattato  le  vostre esigenze, le vostre legittime  aspettative,
  con  la politica con la p maiuscola, la stessa cosa potrò dire  a
  Favara:  il vostro rappresentante di Favara se ne frega altamente
  delle  vostre  esigenze perché deve rispettare  il  valore  della
  politica . E' questa allora la politica?
   Vorrei capire, perché andando a sfogliare il bilancio che  avete
  votato poc'anzi -  io voterò contro,  su questo non c'è ombra  di
  dubbio, - che differenza c'è. La stessa legge, legge 32, articolo
  73,  sui  Consorzi fidi, concesse agli industriali le  cosiddette
  agevolazioni, ma agli artigiani ed ai commercianti, che  sono  la
  categoria  produttiva  povera, non si dà  nulla,    e  quindi  si
  tolgono  soldi all'Assessorato per la Cooperazione dell'onorevole
  lo  Monte. E' così? Bisogna fare così? Bisogna dire queste  cose?
  Allora   queste   cose   si  diranno  così   come   tanti   altri
  provvedimenti.
   Concludo  dicendo  che  questi  sono  soltanto  degli   assaggi
  perché  possiamo  andare  in profondità su  questi  ragionamenti.
  L'incoerenza  di  questo Governo dove sta? Adotta  provvedimenti,
  basta andare un po' a ritroso di qualche giorno. Abbiamo adottato
  a  dicembre,  l'8  dicembre provvedimenti  per  la  relazione  di
  bilancio dove venivano previste delle scadenze di pagamenti,  per
  esempio  l'inserimento delle tabelle dei provvedimenti  adottati.
  In questa finanziaria non li vedo.
     Cosa  abbiamo fatto?  Ebbene lo dico io, ai centri storici  di
  Agrigento,   Ragusa, Siracusa. non diamo un centesimo  in  quelle
  tabelle,  e  questo   in  contrasto con i provvedimenti  adottati
  nella  variazione di bilancio. Questo sta a dimostrare che  avete
  in  testa   una  grandissima confusione. Forse è  la  paura,  che
  l'onorevole  Capodicasa ha individuato. La verità  è  che  questo
  bilancio è vuoto. Allora potevate avere qualche speranza di  dire
  in  giro  che  avete fatto qualcosa a favore dei siciliani  anche
  senza impegnare spese, approvando  provvedimenti sociali, come ad
  esempio   quello   sulla  rettifica  dei  confini   che   sistema
  un'ingiustizia  sociale  e che nel contempo  porta  denaro  nelle
  casse  dei  Comuni  come  quello di Favara,  di  Agrigento  e  di
  Raffadali. Porta denaro, perché ci sono migliaia di cittadini che
  non  pagano  l'ICI perché non sono  legittimati a  pagare  l'ICI,
  noi glielo impediamo e diminuiamo le entrate di questa Regione.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Io credo che questa atipica volontà parlamentare,  di
  ritirare  gli  emendamenti, che probabilmente  può  anche  essere
  stasera  cosa  buona  e  giusta,  però,   senza  voler  offendere
  l'intelligenza di nessuno dei miei colleghi vorrei   chiedere  al
  Presidente  della Regione, di poter parlare dei miei, perché  io,
  tra  tutta  questa  mole  di emendamenti,  ne  avevo  presentati,
  soltanto due, nessuno dei quali prevedeva alcuna spesa, anzi. Uno
  riguarda la vicenda sulle cave di pomice di Lipari che credo  sia
  un  tema  che  non  è rinviabile a un collegato  dato  che  è  un
  problema  oggettivo,  odierno  e  che  non  riguarda  la   difesa
  clientelare  di questo o di quell'imprenditore, lungi  da  me  in
  questo momento difendere alcun imprenditore. Esiste un deliberato
  del  comune di Lipari votato all'unanimità da tutto il  consiglio
  comunale, per la tutela dei lavoratori di questa azienda.
   Allora, io posso anche attenermi a quello che è il principio  di
  quest'Aula  stasera e ritirare questo emendamento  però,  ripeto,
  non è una cosa che mi riguarda personalmente, ma ci sono in gioco
  le vite di alcune centinaia di persone, dopo di che se quest'Aula
  ritiene  che è passato il principio generale che bisogna ritirare
  tutti  gli emendamenti, io ne prendo atto e sicuramente non  sarò
  l'artefice  di  scardinare  l' equilibrio determinatosi   d'Aula,
  però,  ripeto,  invito il Presidente della  Regione  a  fare  una
  riflessione su questo problema.
   L'altro  emendamento  che  è  stato  da  me  presentato   è   un
  emendamento di entrata. Tenterò brevemente di spiegare il perché.
  Il  legislatore,  quando fu approvata la finanziaria  del   1985,
  previde,  per  i comuni, la possibilità di redazione   dei  piani
  particolareggiati  fissando allora una data che  era  riferita  a
  quella  sanatoria e che era il primo ottobre del 1983.  La  legge
  regionale prevedeva per i comuni la possibilità, andando a sanare
  le   abitazioni  con  la  legge  di  sanatoria,  di  potere   poi
  risistemare, attraverso i piani particolareggiati, le opere edili
  sanate.
   Poi  venne  la sanatoria del 1994 e successivamente la sanatoria
  del 2004. Il legislatore non è intervenuto a sbloccare la facoltà
  per  i  comuni del  termine del primo ottobre 1983. Si  corre  il
  rischio  che  i  cittadini presentino le istanze di  sanatoria  e
  però,  se il comune non interviene con i piani di recupero perché
  vincolato  da  questa norma vigente, si rischia semplicemente  di
  vanificare  l'azione  di  sanatoria  della  legge  e  di   dovere
  restituire al cittadino proponente le somme versate.
   Invito a riflettere  su questi due temi. Ribadisco, non sarò  io
  a  creare  problemi  a  quest'Aula. E certo   non  voglio  uscire
  vincitore  da  questa seduta, ma  per quanto  mi  riguarda  posso
  anche  ritirare  la mia firma da questi testi e farla  mettere  a
  chiunque  la  voglia apporre, quindi non ne faccio  un  fatto  di
  principio  personale,  ne  faccio soltanto  un  fatto  di  logica
  politica.

    VIRZI'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    VIRZI'   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  anche  quando
  ero ragazzino - lo dico più a me stesso che a quest'Aula affranta
  -  leggevo  sui giornali come si governava una volta  la  Regione
  Sicilia.
   Ricordo  di  avere  letto,  per  una  quarantina  d'anni,  molto
  attentamente,  che  tutti  i  Governi  democristiani  ricorrevano
  all'esercizio   provvisorio   e,   regolarmente,   subito   dopo,
  vincevano le elezioni.
   Il   che   vuol   dire   che   non  c'é  una   controindicazione
  scientificamente testata del fatto che l'esercizio provvisorio di
  per  sè  sia, come diceva il mio Presidente, onorevole Fini:   il
  male assoluto . Se alla fine queste cose, tecnicamente congegnate
  in  maniera  intelligente,  permettono, ad esempio,  di  fare  la
  festa  di San Gennaro, la luminaria finale, un grande finale,  in
  effervescenza,  di risposte concrete date alla gente, beh   è  il
  finale che conta, il finale, non solo in termini legislativi, ma,
  mi  permetto  di dire, dato che non proveniamo dalle nuvole,  dai
  voti concreti della gente, anche dal consenso della gente.
   Credo  che,  parlo  da persona eletta dentro questa  maggioranza
  che metteva nei suo fac-simili che il Presidente era Cuffaro,   e
  quindi  con  un  grande  senso di squadra,  tenendo  conto  delle
  distanze  siderali  che  nel  passato  distinguevano  il  partito
  costituzionale   per  eccellenza  dal  partito  fuori   dall'arco
  costituzionale,  per eccellenza, però credo che solo  noi  stiamo
  facendo come maggioranza una specie di karakiri collettivo,  come
  gli  ufficiali giapponesi alla fine dell'impero del sol  levante,
  dopo le due bombe su Hiroshima e Nagasaki.
   Capisco  che le impugnative del Commissario dello Stato  possano
  avere  destato grande preoccupazione, mi permetto di dire,  anche
  spropositata  rispetto agli effetti concreti  che,  poi,  possono
  produrre  questi para conflitti,  perché poi,  non è che  boccia,
  impugna, solleva il ragionevole dubbio, noi siamo stati deboli  a
  non  ricorrere  ogni volta alla Corte Costituzionale,  ma  questo
  dire  a  fine  legislatura che tutti i deputati della maggioranza
  fanno, sostanzialmente, atto di autocastrazione, ritirando i loro
  emendamenti che, tranne i casi penalmente rilevabili,  dovrebbero
  essere  vicinanza  a categorie legittime, rispetto  di  interessi
  legittimi, risposte logiche a normative non congruenti o non  più
  adeguate  al nostro tempo, tutto ciò che permette,  attraverso  i
  sensori  dei  parlamentari  della  maggioranza,  al  Governo   di
  muoversi in sintonia con il Paese reale.
   Se  tutto questo viene ritirato, politicamente,  mi permetto  di
  dire  che se fossi in minoranza questa la vanterei come  una  mia
  assoluta vittoria  A fine legislatura noi abbiamo detto a tutti i
  deputati  di  maggioranza che non hanno nulla da  suggerire,  una
  categoria da,  legittimamente,  proteggere; un gruppo di  persone
  che meritano di essere ascoltate e, magari, non svillaneggiate.
   In  quest'Aula noi abbiamo discusso di alcune cose;  il  Governo
  aveva  assunto  degli impegni dicendo  questa  cosa  è  giusta  e
  sacrosanta   Non possiamo fare figli e figliastri   Non  possiamo
  avere  contratti  di  serie A e di serie  B   vediamo  di  andare
  ragionevolmente  e  logicamente  verso  una  razionalizzazione  e
  quindi una uniformazione.
   E,  allora,  laddove  si era fatto qualche contratto  di  cinque
  anni  per motivi, magari, poco dichiarabili in pubblico e di  cui
  tutti  abbiamo indovinato e di cui qualcuno ha parlato  male  nei
  corridoi,  beh  Che cosa c'era di stravolgente se questo  impegno
  politico,   che  tecnicamente avevamo ritenuto tutti  insiemi  di
  riproporre, dicevamo che era degno di uguale attenzione, anche in
  mancanza  di pargoli eccellenti  Se lo facevamo anche  per  altri
  tipi  di  emergenza, perché sono tutte emergenze in Sicilia.  Non
  vorrei  che arrivassimo all'emergenza politica di una maggioranza
  che  non  ha  più  nulla  da dire al proprio  target  sociale  di
  riferimento, alla propria area di sincero convincimento.
   Credo  che sia difficilmente sostenibile, anche perché mi  hanno
  insegnato   da  ragazzino  -  avevo  tutti  professori   marxisti
  naturalmente, nella plurale scuola italiana - mi hanno  insegnato
  che  tutto  ciò che è reale è razionale e che quando si  vota  in
  un'Aula  parlamentare nulla è tecnico  Cito Hegel è pre  Marx,  è
  sinistra  hegeliana. L'onorevole Ortisi lavora per la maggioranza
  perché  mi  ha fatto perdere il filo, d'altro canto è  un  grande
  sostenitore  del  ritiro collettivo. Anche  io  se  dicessi:   Io
  distruggo  il  mio aereoplano, ma voi distruggete i vostri  150
  sarei  d'accordo,  come minoranza sarebbe una splendida vittoria,
  ma  mi  permetto   dato  anche che c'è l'onorevole Ortisi che  mi
  ascolta  e  mi  chiosa,  che ci sono delle  cose  ovvie  che  non
  comportavano alcun tipo di spesa e che non è la pomice di  Lipari
  o  l'argilla del torrente di Raffadali, c'erano alcune  cose  che
  riguardano   totalitariamente  la   vita   di   questa   Regione.
  Naturalmente l'avverbio totalitariamente  mi piace, intendo  dire
  ad  esempio che noi nell'altra finanziaria,  presidente  Cuffaro,
  abbiamo giustamente, in maniera sacrosanta,  messo una cosa che è
  logica cioè..

    CUFFARO  presidente della Regione. Anarchicamente.

    VIRZI'    Abbiamo  messo  ordine  nelle  nostre  cose   dicendo
  nell'altra  finanziaria:   la  liquidazione  di  tutti  gli  enti
  partecipati  dalla  Regione deve avere il suo termine  nella  sua
  naturale conclusione entro il 31 dicembre 2005  e dopo?
   E  ora cosa facciamo? Dobbiamo completare la norma perchè il  31
  dicembre   è  passato;  c'è  ancora  un  Commissari  liquidatore,
  plenipotenziario sul tesoro di casa della Regione siciliana,  che
  credo  venga  anche pagato profumatamente e lo si  potrebbe  dire
  trattandosi di una donna,  ma potremmo dire dignitosamente,  dato
  che  si  tratta  di un'ottima professionista, però  viene  pagata
  molto  bene  e  se al 31 dicembre il suo compito  non  è  finito,
  perchè non mandare dei Commissari ad acta per obbedire al dettato
  della  finanziaria che fissava inderogabilmente  al  31  dicembre
  2005 la fine delle liquidazioni? O dobbiamo continuare la legenda
  siciliana  delle  liquidazioni che non finiscono  mai  e  servono
  soltanto  non ai dipendenti, non ai lavoratori,  ma  soltanto  ai
  Commissari liquidatori.
   Diceva  Gaio,  onorevole Ortisi, che le  norme  si  dividono  in
  perfecte quando viene descritta la fattispecie di ciò che è reato
  e viene individuata la punizione che non è discutibile.

   CUFFARO, presidente della Regione. Chi è questo?

   VIRZI'.  Gaio, è un noto fantasista che si esibisce su canale  5
  e che non ha molta audience, poi dice che c'è la norma minus quam
  perfecta  che  è  quella  in  cui  si  dice  che  una  cosa  deve
  assolutamente essere in quel modo ma si demanda alla Magistratura
  il  compito di combinare la pena. Poi c'è la norma imperfecta che
  vieta una cosa ma non stabilisce la sanzione.
   Abbiamo  detto  che  il 31 dicembre 2005 dovevamo  assolutamente
  chiudere  la liquidazione degli enti a partecipazione  regionale,
  ci  siamo  dimenticati di scrivere che cosa sarebbe  accaduto  se
  questo obbligo non fosse stato mantenuto ed adempiuto.
   Mi  permetto, anche, di ricordare che un assessore di rilievo in
  questo  Governo  aveva detto che c'era un allargamento  a  cinque
  anni   per   una  categoria  che  rappresenterebbe  un   problema
  emergenziale  nella  nostra Terra,  dato che,   analogamente,   è
  stata fatta per altra categoria.
   Non  è  una  concessione,  non è un atto   octroyé   gentilmente
  offerto; era un'equiparazione ad altri livelli di contratto e  di
  obbligo,  tenendo conto che si trattava di vincitori di concorso,
  presidente  Cuffaro, persone che hanno affrontato una  selezione,
  che hanno svolto un lavoro prezioso a fianco dei nostri Comuni.
   Dico  che  stabilire che una cosa si fa per  cinque  anni  anche
  nella  finanziaria non vuol dire gravare di più sul  bilancio  di
  quest'anno.
   Non dobbiamo dargli cinque anni di pagamento anticipati.
   Stabiliamo  che ciò che abbiamo fatto quest'anno e  che  abbiamo
  già  pagato, lo facciamo anche l'anno prossimo e quindi  non  c'è
  alcuna variazione.
   Mi  permetto,  allora, di invitare ad  una sommessa  riflessione
  su  questo  tema  della ritirata generale degli  emendamenti;  la
  minoranza faccia ciò che creda, faccia il suo mestiere secondo la
  propria   convenienza   di  natura  politica.   Credo   che   sia
  assolutamente anomalo chiedere un suicidio collettivo  per  tutti
  gli emendamenti che scaturiscono dalla maggioranza.

    ODDO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ODDO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, volevo  fare  un
  brevissimo e conciso riepilogo di quanto ci siamo detti in queste
  ore.  Il  Governo sostanzialmente ha detto che sulla vicenda  dei
  settori  produttivi,  chiamiamola  vicenda,  interviene  con   la
  cartolarizzazione   per quanto concerne il  contributo  in  conto
  capitale  artigiani con pochi soldi e in dieci anni.  Valutino  i
  colleghi  se  questo  è  credibile e  domani  mattina  spendibile
  politicamente. Primo punto.
   Secondo  punto.  Sulla questione dei precari,  sopratutto  degli
  Enti  locali, ci siamo sentiti dire che siamo demagoghi,  io  non
  vedo il collega, onorevole Turano, forse noi siamo demagoghi,  ma
  lui sostanzialmente scappa e abbandona l'Aula. Si parlava,  tutto
  sommato,  di risorse che il Presidente della Regione dice che non
  ci sono, mentre,  guardando il bilancio,  è facilmente desumibile
  che  ci sono, eccome ci sono  Quindi non si vuole fare e c'è  una
  volontà precisa.
   Terza  questione.  L'onorevole  assessore  Leontini  ha  firmato
  circa  un  mese  e  mezza  fa - non lo vedo  ora  in  Aula  -  un
  protocollo  d'intesa  con CGIL, CISL e UIL per  mettere  mano  al
  settore  forestale, dei lavoratori - per intenderci  -  e  un  pò
  riformare tutto quello che è il discorso delle giornate di lavoro
  fino  al  passaggio a tempo indeterminato, quindi L.T.I.,   o  di
  operai a tempo indeterminato.  Mi pongo una domanda e la pongo al
  Governo e vado alle conclusioni.  Come vuole affrontare, vista  e
  considerata la scelta che questa maggioranza ha fatto,  perchè  a
  sentire  l'onorevole Virzì, non ho capito più nulla,   nel  senso
  che quando lui dice  l'opposizione faccia quello che ritiene', ma
  questa   è   una   scelta  che  l'opposizione  ha  imposto   alla
  maggioranza?  Allora, veramente contate poco  Mi dovete  scusare.
  E'  una vostra scelta di operare in questa direzione e di parlare
  di collegato. Punto  Smettiamola
   Io  penso  che  sia  giusto che il Governo,  proprio  perchè  la
  maggioranza  ha accettato questo percorso, dica chiaramente  come
  vuole affrontare quest' altra questione su cui ha assunto impegni
  e  un  altro  settore importante che riguarda  la  nostra  realtà
  siciliana.
   Mi  pare  che,   tutto sommato,  se riusciamo  ad  essere  anche
  concreti  su  questi punti, potremo seriamente, come dicevo  poco
  fa, forse accelerare, dare questa notte addirittura il voto sulla
  Finanziaria e sul Bilancio, anche se non siamo d'accordo su  come
  è  impostato  il  tutto,  però qualcuno dice   forse  è  il  male
  minore'.   Nello  scegliere il male minore,  Presidente,  lei  mi
  insegna  che comunque bisogna che ci sia un minimo di  chiarezza,
  ma  nemmeno questa chiarezza c'è.  Quindi, chiedevo all'assessore
  Leontini, ma vedo che non c'è, per cui  è un appello,  al solito,
  vano, di specificare come vuole affrontare quest'altra questione.

    LACCOTO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LACCOTO    Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  certamente
  qualche intervento lascia trasparire una insofferenza anche della
  maggioranza rispetto ad alcune scelte che vanno sulla via di  una
  Finanziaria  molto  snella, che però poi  snella  non  è,  se  in
  effetti  vi sono stati molti emendamenti alle stesse tabelle  del
  Bilancio.
   Vi   è   però,  onorevole   Presidente  della  Regione,  qualche
  problema  che  noi  vorremmo sottoporre. Così  come  aveva  detto
  l'onorevole Panarello, noi abbiamo avuto in questi giorni diversi
  incontri,  anche con l'assessore per i lavori pubblici,  di tutta
  la  deputazione  messinese  per il problema  del  risanamento  di
  Messina.   Vi  sono  due emendamenti, uno a firma  dell'onorevole
  Panarello,  uno  a firma mia e di altri colleghi, noi  certamente
  comprendiamo che insistere sugli emendamenti in questa situazione
  sarebbe  un pò sbagliato,  però signor Presidente della  Regione,
  così  come  è  stato fatto a Messina, chiederemmo che  almeno  si
  prenda l'impegno di potere trasferire almeno i 50 milioni di euro
  sull'ex  articolo  38,  come trasferimenti  dello  Stato,   anche
  perchè  il  problema  del risanamento di Messina  è  un  problema
  certamente molto, , molto delicato.
   Signor  Presidente  io ricordo che l'anno scorso  in  Conferenza
  Regioni-Autonomie locali,  quando si discusse dei 23  milioni  di
  euro dati a Palermo per la sistemazione del precariato,  ci fu la
  promessa   che  quest'anno  sarebbe  aumentato  il  fondo   delle
  autonomie  locali. Andando nella tabella delle autonomie  locali,
  abbiamo visto che c'è la stessa somma per il triennio, sia per il
  prossimo triennio che per il triennio passato.
   Io  credo  che questo vada rettificato, certamente  per  onorare
  l'impegno rispetto a quelle che sono le problematiche degli  enti
  locali.  Non  stiamo parlando qui di problematiche di determinate
  categorie,   ma parliamo di problematiche inerenti  a  tutti  gli
  enti  locali.  Se nella tabella del triennio vi  sono  le  stesse
  somme,   l'impegno  viene  meno perché i  23  milioni  potrebbero
  gravare  benissimo  su  un altro fondo  e  non  sul  fondo  delle
  autonomie locali.
   Questi  sono  i  punti  di  riflessione  che  voglio  sottoporre
  all'attenzione del Presidente della Regione e del Governo.

    RAITI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     RAITI   Signor  Presidente, signor Presidente  della  Regione,
  onorevoli  colleghi, innanzitutto, prima di fare  una  brevissima
  riflessione  sulla  legge finanziaria che stiamo per esaminare  e
  votare,  voglio porre un quesito agli uffici.
     Questa sera è stato dichiarato decaduto un deputato che doveva
  essere   sostituito  da  un  altro,   che  non  ha  prestato   il
  giuramento,   ed  , essendo questo un organo costituzionale,   ho
  serie  perplessità  sul  fatto  che,   non  essendoci  il  quorum
  previsto  -  previsto per legge -  di novanta deputati,  ho  seri
  dubbi che l'organo sia legittimato ad andare avanti.
   E'  un quesito che pongo agli uffici, gradirei una risposta  dal
  punto di vista tecnico e giuridico.
   Andando  al discorso della finanziaria ed  alle scelte che  sono
  state fatte di ritiro degli emendamenti,  non posso non ricordare
  quello che diceva l'onorevole Capodicasa.
      Qui   ci   troviamo   di  fronte  ad  una   finanziaria   che
  sostanzialmente prevede un introito di 500 milioni  di  euro  che
  non  ci  saranno,  purtroppo per la Sicilia, in questo  esercizio
  finanziario  e quindi,  di fatto,  vi è una posta che  non  potrà
  essere  spesa  e  gli impegni che saranno presi su  quella  posta
  hanno  un'assenza di copertura finanziaria. Già  questo  la  dice
  tutta  sulla impossibilità di andare a discutere nel merito,  poi
  certamente  il  fatto  che  si  ritirino  tutti  gli  emendamenti
  scaturisce  sia  dalle obbrobriose leggi omnibus che  sono  state
  fatte  alla fine dello scorso anno, e quelle che sono  state  poi
  riprese  nei  tredici  disegni di legge approvati  repentinamente
  l'altro giorno.
   E'  una conferma della inadeguatezza di questo Governo nel  modo
  di  andare  avanti,  nel  modo  di  procedere,  perché  la  legge
  finanziaria,   così  come  era stata  concepita  dal  legislatore
  nazionale  e poi dal legislatore regionale e così come  vuole  la
  politica  vera  in  quanto tale, deve fissare  gli  obiettivi,  i
  percorsi  di  crescita, i percorsi politici  che  un  Governo  si
  prefigge nel corso dell'anno finanziario. E' il massimo strumento
  di   scelta  politica  in  relazione  all'esercizio  finanziario,
  perché  un  governo decide di privilegiare gli artigiani  anziché
  gli agricoltori, decide di fare sviluppo in un modo anziché in un
  altro. La legge finanziaria ed  il bilancio sono quegli strumenti
  che  dicono quale politica il Governo intende attuare  nel  corso
  dell'anno che verrà.
   Oggi  noi  prendiamo atto, ancora una volta,  che  questa  linea
  politica  non c'é e ciò sminuisce anche il ruolo dell'opposizione
  perché  l'opposizione ha un percorso di scelte politiche diverso,
  ha  una sensibilità  che  va  nella   direzione  di   programmare
  appunto - un programma alternativo al Governo, ma, se non vi è un
  governo  che  ha  una  linea,  l'opposizione  si  trova  in   una
  difficoltà  enorme  perchè  non  riesce  a  proporre  una   linea
  alternativa  e  concreta.  E  questo mette  in  difficoltà  tutti
  quanti.  Il  fatto  stesso, comunque, che si siano  ritirati  gli
  emendamenti  pone l'opposizione nell'impossibilità di  perseguire
  degli   obiettivi  politici  che  poi  si  confrontano  nell'Aula
  parlamentare  e  che  possono essere frutto di  un  programma  di
  governo,  tra  l'altro  -   visto che quest'anno  si  andrà  alle
  elezioni -  un programma di governo alternativo.
   Questo  non  è stato possibile farlo e non sarà possibile  farlo
  proprio perchè il governo è assolutamente incapace di fissare  un
  percorso  politico ben preciso. Ne prendiano  atto;  è  un  grave
  vulnus  che  denunciamo  ancora una  volta  dal  punto  di  vista
  politico.  Ne prendiamo atto e, nello stesso tempo, non  possiamo
  non  vedere  l'altra  faccia della medaglia. Questo  è  l'aspetto
  assolutamente negativo.
   L'aspetto positivo, in questo contesto veramente deprecabile,  è
  il  fatto che,  a differenza delle altre leggi finanziarie, se si
  procederà in una maniera così spedita, succinta e scarna,  almeno
  eviteremo  le  leggi   autobus', come  le  definisce  l'onorevole
  Crisafulli;   quelle   leggi  che  hanno  calpestato   le   norme
  regolamentari,  le  norme di diritto nel corso  di  questi  anni,
  quelle  leggi che rendono intellegibile il modo di   procedere  e
  rendono  intellegibile la legislazione che questa  Assemblea  fa,
  perchè  io  sfido  qualunque cittadino medio, anche  laureato,  a
  capire  come  si  può   orientare nel ginepraio  legislativo  che
  questa  Assemblea  ha fatto nel corso di questi  quattro  anni  e
  mezzo. Abbiamo assistito a leggi nelle quali è contenuto tutto  e
  il  contrario  di tutto.Si sono trattati argomenti  assolutamente
  disparati:  dai funghi allo sviluppo complessivo dell'energia  in
  questa Terra
   La  scelta  di questa sera, quanto meno, ci eviterà questo  tipo
  di  disastro.  Per tali motivi,  noi annunciamo  il  nostro  voto
  contrario, prenderemo atto dell'evoluzione dei lavori, ma,  prima
  che  si  inizino i lavori, io chiedo che, formalmente, gli uffici
  si  pronuncino  su  quel dubbio di legittimità  che  ho  espresso
  all'inizio del mio intervento.

     PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole Spampinato.  Ne
  ha facoltà.

    SPAMIPINATO   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  il  mio
  intervento  sarà particolarmente breve.
   Mi  imbarazzo a fare una discussione generale su questo  disegno
  di  legge,  perchè  non  si capisce bene  quale  dovrebbe  essere
  l'oggetto  della discussione generale, se i quattordici  articoli
  della legge, se la legge più i duemila emendamenti presentati  in
  questi   giorni,  se  i  quattordici  articoli  più  i   duecento
  emendamenti dichiarati ammissibili dalla Presidenza. Non riesco a
  comprendere  bene.  Tutto ciò, comunque, denota  una  cosa  molto
  chiara - lo diceva perfettamente l'onorevole Ortis - : non esiste
  un'unità di direzione politica di questo Governo.
   La   legge   finanziaria,   il   bilancio,   che   rappresentano
  l'espressione  massima della definizione di una  linea  politico-
  programmatica  di un governo, attraverso la quale  trova  la  sua
  attuazione - appunto - questa linea programmatica non  riesce  ad
  avere un' unitarietà di indirizzo.
     L'onorevole  Ortisi faceva riferimento ad alcune  norme  degli
  stessi   assessori  che  rinunciano  a  fare  le  loro   proposte
  all'interno dell'organo naturale,  ovvero quello della Giunta  di
  governo,  ma  presentano emendamenti al loro  stesso  disegno  di
  legge,  perchè  questo è un disegno di legge firmato  dall'intero
  Governo.
   Ma  c'è  di  peggio  e di più. Ci sono norme  che  attribuiscono
  competenze,  che  spostano competenze da  un  assessorato  ad  un
  altro.  Cioè ci sono norme firmate da un assessore, norme con  le
  quali l'Assessore si auto-attribuisce competenze che appartengono
  ad  altri assessori. Non riesco a capire la considerazione che fa
  di queste norme l'assessore a cui viene sottratta non una risorsa
  finanziaria ma una intera competenza.
   Ciò  denota  un'esigenza  che è elettorale,  a cui si  dà  corso
  attraverso  questo  tipo di atteggiamento.  Poco  fa  l'onorevole
  Presidente Cuffaro, in riferimento all'approvazione della  scorsa
  finanziaria,  parlava di atteggiamento anarchico. E' vero  esiste
  un atteggiamento anarchico per quanto riguarda la predisposizione
  di questo atto legislativo fondamentale per la vita di un Governo
  ma anche per la vita di una Regione.
   Al  Presidente  Cuffaro  è attribuita la competenza  di  mettere
  insieme  le tessere, di svolgere un lavoro di puzzle più  che  un
  lavoro   di   indirizzo  politico  specifico  ed   uniforme.   E'
  chiaramente   questo   non   è  accettato   e   viene   criticato
  politicamente  ancor  prima di entrare nel merito  delle  singole
  norme.  E'  chiaro che noi abbiamo acconsentito,  e  la  proposta
  sicuramente  non  parte da noi,  a ritirare gli  emendamenti  che
  abbiamo  presentato. Quando noi, e condivido  quello  che  diceva
  l'onorevole  Micciché anche se non ne condivido  le  conclusioni,
  abbiamo  l'onere e l'onore a dare risposte ai cittadini siciliani
  attraverso la presentazione di norme di legge.
   Ma  è chiaro che in queste condizioni è complicato accettare che
  vi sia un assoluto e totale attacco alla diligenza,  così come  è
  sempre  avvenuto  in  questi  quattro  anni,  così  come  avverrà
  puntualmente.  Ad  inizio dell'intervento dicevo  quale  qual'era
  l'oggetto  sul  quale bisogna puntare l'attenzione  per  fare  la
  discussione  generale. Io non vorrei che ancora il  vero  oggetto
  non  sia  il solito maxi emendamento che fra qualche  ora,   così
  come   è   avvenuto   nelle  quattro  precedenti   occasioni   di
  approvazione  della finanziaria,  verrà presentato  dal  Governo.
  Abbiamo  presentato  anche noi emendamenti ed  apprezziamo  tanti
  emendamenti presentati da maggioranza ed opposizione. Ma è chiaro
  che  accettiamo il principio che vale,  secondo me,   per  quanto
  riguarda gli emendamenti aggiuntivi,  perché non possiamo  essere
  sottratti  dalla possibilità di emendare il singolo testo,  anche
  perché    esistono   norme,    come   quella   evidenziata    sia
  dall'onorevole  Capodicasa, sia dall'onorevole  Giannopolo,   che
  necessitano di aggiustamenti politici e tecnici.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Su cosa onorevole Ortisi?

    ORTISI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, c'è un malloppo
  di  emendamenti  ed  io  vorrei avere tre  minuti  di  tempo  per
  leggerli.

    PRESIDENTE   No, questo è compito mio, onorevole Ortisi,  sulla
  base   di   quanto  abbiamo  detto  è  compito  mio   capire   se
  l'orientamento  è rispettato o meno. Mi faccia la  cortesia.  lei
  intervenga, ma nel merito del  malloppo  - che lei definisce tale
  - degli emendamenti del Governo sono io che devo chiedere.

    ORTISI  Ma io ho il diritto di guardarli

    PRESIDENTE   Onorevole  Ortisi, mi consenta  di  organizzare  e
  gestire la seduta in rapporto a quanto è stato detto fino ad ora.
  Onorevole Ortisi, lei parlerà sull'ordine dei lavori, ma  non  in
  questo  momento. Poiché io sto assumendo la direzione  di  questo
  elemento mi consenta di esercitarlo.
   Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                             «Articolo 1
                       Risultati differenziali
   1.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2, lettera b) della  legge
  regionale 27 aprile 1999, n. 10, e considerati gli effetti  della
  presente  legge, il saldo netto da impiegare per  l'anno  2006  è
  determinato in termini di competenza in ... migliaia di euro.
   2.  Tenuto conto degli effetti della presente legge sul bilancio
  pluriennale a legislazione vigente, per l'anno 2007 è determinato
  un  saldo netto da impiegare pari a ... migliaia di euro,  mentre
  per l'anno 2008 è determinato un saldo netto da impiegare pari  a
  ... migliaia di euro.
   3.  L'Assessore  regionale  per  il  bilancio  e  le  finanze  è
  autorizzato  ad  utilizzare la linea di credito deliberata  dalla
  Banca  europea degli investimenti per cofinanziare gli interventi
  previsti nel Programma operativo regionale 2000-2006».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    ORTISI  Dichiaro il mio voto contrario all'articolo 1.

    PRESIDENTE  Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Articolo 2
      Entrate derivanti dall'attuazione dell'articolo 37 dello
                               Statuto

   1.   In   relazione  all'accertamento  delle  entrate   connesse
  all'attuazione  delle  disposizioni  dell'articolo  3,  comma  1,
  lettera  b), della legge 27 dicembre 2002, n. 289, per  il  quale
  viene  disposto  lo  specifico accantonamento  negativo  previsto
  dalla   Tabella  A,  il  ragioniere  generale  della  Regione   è
  autorizzato  ad iscrivere con proprio provvedimento  le  relative
  somme  ai  pertinenti capitoli del corrispondente  accantonamento
  positivo».

   Comunico che è stato presentato l'emendamento 1.1 G.
   A  proposito di quest'unico emendamento, che non è nuovo ma  che
  naturalmente  richiede  una puntualizzazione  su  quanto  avremmo
  deciso,   circa la snellezza del testo, chiedo che il Governo  si
  pronunci perché delle due l'una. Il Governo illustri lo stato  di
  necessità  assoluta delle condizioni poste dagli emendamenti,  il
  Governo,  cioè, deve dimostrare l'assoluta necessità di apportare
  modifiche perché lo richiede lo stato di necessità.
   Se   l'Assemblea   non  sarà  soddisfatta,   naturalmente   sarà
  padronissima  di respingere le dichiarazioni del Governo,  ma  il
  Governo  stesso  deve tenere presente  che se non viene  spiegata
  l'esigenza di questi emendamenti salterà tutto d'accordo.

    CUFFARO  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CUFFARO    presidente   della  Regione.    Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi,  quando abbiamo presentato  la  finanziaria,
  prima  del novembre 2005, c'era una norma di riferimento  ad  una
  legge precedente al decreto legislativo del 3 novembre 2005.  Poi
  è stato fatto questo decreto ma occorre un adeguamento, perché la
  finanziaria  è  stata  presentata prima,  ma  è  un   emendamento
  tecnico,  gli  uffici  mi  dicono che si  tratta  di  emendamenti
  tecnici.

    ORTISI   Ma gli uffici se ne accorgono all'una di oggi?  Perché
  non lo abbiamo visto prima?

    CUFFARO  presidente della Regione. Signor Presidente, io  tutto
  vorrei  fare  fuorché passare per  quello che  non  rispetta  gli
  accordi, per cui se l'Aula non ritiene che gli emendamenti  siano
  tecnici li ritiro tutti, però, gli uffici mi dicono che sono solo
  tecnici.

    PRESIDENTE   Naturalmente, gli accordi  possono  saltare,  però
  deve essere chiaro che saltano per una ragione.

    CUFFARO  presidente della Regione. Quelli che non sono  tecnici
  li togliamo.

    PRESIDENTE  Il primo è un emendamento tecnico.

    CAPODICASA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA     Signor    Presidente,    onorevoli     colleghi,
  l'emendamento è tecnico, nel senso che fa riferimento al  decreto
  legislativo  che  definisce la materia relativa  all'articolo  37
  dello Statuto.
   Però  va detto che tecnicamente non spiega nulla, perché  quello
  dell'articolo  unico  del  decreto  legislativo   non   dice   né
  quantifica  i  fondi che devono essere trasferiti  alla  Regione,
  demanda ad un provvedimento che d'intesa deve essere emanato  tra
  il dirigente dell'assessorato al bilancio della Regione siciliana
  e  il  dirigente del ministero; questo riferimento di legge è  un
  fatto puramente legato allo scrupolo, ma in realtà non giustifica
  assolutamente,  non  copre, non risponde  alla  domanda  che  noi
  abbiamo:   In quale parte del bilancio dello Stato o della  legge
  finanziaria è contenuto il riferimento ai fondi che noi  mettiamo
  oggi in bilancio? .
   Con  questa precisazione non si risponde a questa domanda perché
  dice che c'è un articolo di un decreto legislativo dove è scritto
  che  la  Regione siciliana e il ministero, attraverso un  accordo
  tra i due dirigenti provvederanno successivamente ad applicare la
  norma. La norma recita con il famoso avverbio  simmetricamente' e
  quindi noi sappiamo bene non ci farà pervenire neanche una  lira,
  ma  del  resto,  se  poi  vogliamo  giudicare  l'emendamento,  in
  effetti, è tecnico nel senso che non aggiunge e non toglie nulla.

     PRESIDENTE   Tenevo  a precisare esattamente  questo,  poi  le
  valutazioni  politiche  sono  tutte legittime,  quindi  rientrano
  nella  libera volontà del Parlamento di accettarle o respingerle,
  ma è un emendamento tecnico.
   Pongo   in  votazione  l'emendamento  1.1  G.  Il  parere  della
  Commissione?

    SAVONA    presidente   della   Commissione   e   relatore    di
  maggioranza.. Favorevole.

     PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

    Pongo  in votazione l'articolo 2, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                             «Articolo 3
   Misure di incentivazione per la riscossione dei tributi locali

   1.  Gli  enti  locali  adottano programmi operativi  finalizzati
  alla  ottimizzazione del servizio di riscossione e/o al  recupero
  dei tributi di rispettiva competenza.
   2.  La predisposizione, entro il 31 dicembre 2006, del programma
  di  cui  al  comma 1, e la sua realizzazione, da valutare,  entro
  l'anno   successivo,  dall'Assessorato  della   famiglia,   delle
  politiche  sociali  e  delle  autonomie  locali,  attraverso   la
  rilevazione  degli  incrementi  conseguiti  rispetto  ai  tributi
  riscossi nell'anno precedente, costituisce indicatore premiale ai
  fini della ripartizione delle risorse ai sensi dell'articolo  76,
  comma 2, della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2.

   3.  La mancata predisposizione o realizzazione del programma nei
  termini di cui al comma 2, preclude la possibilità di accesso  ad
  ogni forma di premialità».

   Comunico  che  è stato presentato dal Governo l'emendamento  3.3
  G.

         Art. 3.
                  Misure  di incentivazione per la riscossione  dei
  tributi locali

   1.  Gli  enti  locali  adottano programmi operativi  finalizzati
  alla  ottimizzazione del servizio di riscossione e/o al  recupero
  dei tributi di rispettiva competenza.
   2.  La predisposizione, entro il 31 dicembre 2006, del programma
  di  cui  al  comma 1, e la sua realizzazione, da valutare,  entro
  l'anno   successivo,  dall'Assessorato  della   famiglia,   delle
  politiche  sociali  e  delle  autonomie  locali,  attraverso   la
  rilevazione  degli  incrementi  conseguiti  rispetto  ai  tributi
  riscossi nell'anno precedente, costituisce indicatore premiale ai
  fini della ripartizione delle risorse ai sensi dell'articolo  76,
  comma 2, della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2.

   3.  La mancata predisposizione o realizzazione del programma nei
  termini di cui al comma 2, preclude la possibilità di accesso  ad
  ogni forma di premialità.

     CUFFARO  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CUFFARO    presidente   della  Regione.   Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi, l'emendamento si capisce da  sé,  invece  di
  scrivere  2006', diciamo  ogni anno', nel senso che la norma vale
  per  sempre. Gli uffici lo ritengono tecnico, se poi lo  vogliamo
  ritirare facciamolo pure.

     CRACOLICI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.
   Onorevole  Cracolici,  tenga presente  che  c'è  la  riserva  di
  ritirarlo.

     CRACOLICI   Signor Presidente, pongo un  problema  che  non  è
  legato all'emendamento, perché obiettivamente l'emendamento è  un
  di  più  di  cui  si  può benissimo fare a meno,  tanto  più  che
  facciamo una finanziaria relativa all'anno 2006. Poi ci  sarà  il
  prossimo Parlamento, ma non è questo il problema.
   Il  problema  è un po' più di fondo e riguarda una gerarchia  di
  rapporti tra la Regione e gli enti locali, noi stabiliamo,  cioè,
  sulla  base  di una capacità di ottimizzazione della capacità  di
  riscossione e di accertamento e quindi di capacità di riscossione
  dei   crediti vantati dai comuni di un elemento di premialità  ai
  fini  della  distribuzione delle risorse da parte  della  Regione
  agli enti locali.
   Pongo   un   problema  che,  secondo  me,  è  anche  di   ordine
  costituzionale a proposito di rischio di norme impugnabili.  Ora,
  è  inutile  rimarcare l'orizzontalità prevista dalla Costituzione
  nel  rapporto  tra Stato, Regione ed enti locali, si  aggiunge  a
  questo  elemento  una  concezione  in  cui  le  risorse  che  noi
  trasferiamo  agli  enti locali sembrano più a carattere  premiale
  dell'attività degli enti locali e non, invece, proprio del  fatto
  che  la  regione ha trasferito competenze agli enti locali  negli
  anni  e  quindi le risorse che noi trasferiamo agli  enti  locali
  sono  dovute,  soprattutto,  per  la  gestione  delle  competenze
  trasferite agli enti locali, l'ex legge n. 1 o ex legge n. 22 che
  poi  con  la  legge  n.  6  sono  stati  accorpati  in  un  unico
  contenitore di trasferimento.
   Allora,  legare  la  questione  dei  servizi  trasferiti,  delle
  attività  trasferite  agli  enti locali  con  uno  strumento  che
  prevede che di quelle risorse te ne trasferisco di più o di  meno
  a  secondo  della  tua autonoma capacità impositiva,  secondo  me
  viola il principio dell'autonomia degli enti locali i quali,  per
  quanto riguarda i trasferimenti, trattandosi di trasferimenti  di
  servizi,  non  possiamo differenziare l'attività  dei  servizi  a
  seconda del Comune.
   Altra  cosa  potrebbe essere questo semmai da parte dello  Stato
  il quale trasferisce agli enti locali alcune risorse su parametri
  diversi da quelli della Regione.
   Pertanto,   ritengo   che  l'intero  articolo   è   oggetto   di
  discutibile  costituzionalità nel  rapporto  tra  enti  locali  e
  Regione siciliana.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 3.3 G.  Il  parere
  della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

    Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 3, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Preciso  che hanno espresso voto contrario il Gruppo  dei  DS  i
  partiti di Centrosinistra.

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                             «Articolo 4
              Disposizioni in materia di residui attivi

   1. Le entrate accertate contabilmente fino all'esercizio 2004  a
  fronte  delle  quali,  alla  chiusura  dell'esercizio  2005,  non
  corrispondono  crediti  da riscuotere nei confronti  di  debitori
  certi,  sono  eliminate dalle scritture contabili  della  Regione
  dell'esercizio medesimo.
   2.  Con  decreto  del  ragioniere  generale  della  Regione,  su
  indicazione   delle   competenti  amministrazioni,   si   procede
  all'individuazione delle somme da eliminare ai sensi del comma 1.
  Copia  di  detto decreto è allegata al rendiconto generale  della
  Regione per l'esercizio finanziario 2005.
   3.  Qualora, a fronte delle somme eliminate a norma del presente
  articolo,  sussistano  eventuali crediti,  si  provvede  al  loro
  accertamento all'atto della riscossione con imputazione al  conto
  della competenza dei pertinenti capitoli di entrata».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Preciso   che  hanno  espresso  voto  contrario  i  partiti   di
  Centrosinistra.
   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                             «Articolo 5
   Disposizioni in materia di residui passivi e di residui perenti

   1.  Le  somme  perente agli effetti amministrativi  relative  ad
  impegni   assunti  fino  all'esercizio  finanziario   1995,   non
  reiscritte   in   bilancio   entro  la  chiusura   dell'esercizio
  finanziario 2005, sono eliminate dalle scritture contabili  della
  Regione dell'esercizio medesimo.
   2.  Con decreti del ragioniere generale della Regione si procede
  all'individuazione delle somme da eliminare ai sensi del comma 1.
  Copia  di  detti decreti è allegata al rendiconto generale  della
  Regione per l'esercizio finanziario 2005.
   3.  Gli  impegni di parte corrente assunti a carico del bilancio
  della  Regione fino all'esercizio 2004 e quelli di conto capitale
  assunti  fino  all'esercizio 2003,  per  i  quali  alla  chiusura
  dell'esercizio 2005 non corrispondono obbligazioni giuridicamente
  vincolanti,  sono  eliminati  dalle  scritture  contabili   della
  Regione dell'esercizio medesimo.
   4.  Le disposizioni di cui ai commi 1 e 3 non si applicano  alle
  spese  per  esecuzione  di opere qualora il  progetto  dell'opera
  finanziata  sia  esecutivo  e  gli enti  appaltanti  abbiano  già
  adottato  le  deliberazioni che indicono la gara,  stabilendo  le
  modalità di appalto.
   5.  Con  decreti  del  ragioniere  generale  della  Regione,  su
  indicazione   delle   competenti  amministrazioni,   si   procede
  all'individuazione delle somme da eliminare ai sensi del comma 3.
  Copia  di  detti decreti è allegata al rendiconto generale  della
  Regione per l'esercizio finanziario 2005.
   6.  Qualora,  a  fronte  delle  somme  eliminate  ai  sensi  dei
  precedenti commi, sussista l'obbligo della Regione e nel caso  di
  eliminazione di somme perente da eliminare ai sensi del  comma  1
  sia  documentata  l'interruzione dei termini di prescrizione,  si
  provvede  al relativo pagamento con le disponibilità dei capitoli
  aventi    finalità   analoghe   a   quelli   su   cui   gravavano
  originariamente  le  spese  o,  in  mancanza  di   disponibilità,
  mediante   iscrizione  in  bilancio  delle  relative  somme,   da
  effettuarsi  con decreti del dirigente generale del  dipartimento
  bilancio  e  tesoro ai sensi degli articoli 7 e 8 della  legge  5
  agosto  1978,  n. 468, e successive modifiche ed  integrazioni  e
  dell'articolo 47 della legge regionale 7 agosto 1997, n. 30.
   7.  Le  disposizioni  del presente articolo si  applicano  anche
  all'Azienda delle foreste demaniali della Regione siciliana».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Preciso   che  hanno  espresso  voto  contrario  i  partiti   di
  Centrosinistra.
   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                             «Articolo 6
                  Contenimento della spesa corrente

   1.  Al  fine  di assicurare il conseguimento degli obiettivi  di
  finanza   pubblica  stabiliti  dal  Documento  di  programmazione
  economico  finanziaria  per gli anni 2006-  2008  adottato  dalla
  Regione  nonché  il  rispetto dei vincoli imposti  dal  patto  di
  stabilità interno, la spesa complessiva di parte corrente, sia in
  termini  di  competenza  che di cassa, degli  enti  ed  organismi
  strumentali della Regione non può superare, per il triennio 2006-
  2008,  il limite massimo degli impegni di competenza assunti  nel
  2004,  incrementati del 2 per cento, fatta eccezione per le spese
  relative agli stipendi, assegni, pensioni ed altre spese fisse  o
  aventi natura obbligatoria.
   2.  Gli  enti  e  gli  organismi regionali che  usufruiscono  di
  trasferimenti diretti o indiretti dalla Regione, fatta  eccezione
  per  gli  enti  locali  ai quali si continuano  ad  applicare  le
  disposizioni nazionali in materia di patto di stabilità e per  le
  aziende  sanitarie ed ospedaliere, per le quali si  applicano  le
  disposizioni contenute nell'intesa sottoscritta dalla Regione  ai
  sensi dell'articolo 8 comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131,
  ed  in  attuazione  dell'articolo 1, comma 173,  della  legge  30
  dicembre  2004, n. 311, adottano entro 30 giorni dall'entrata  in
  vigore  della  presente legge comportamenti coerenti  con  quanto
  stabilito  al  comma 1, provvedendo ad adeguare di conseguenza  i
  propri bilanci.
   3.  Il  mancato  rispetto  dei principi stabiliti  nel  presente
  articolo    costituisce   illecito   disciplinare   e   determina
  responsabilità  erariale  con  obbligo  da  parte  dei   soggetti
  responsabili del controllo e della vigilanza dei predetti enti ed
  organismi  strumentali della Regione di denuncia alla  Corte  dei
  Conti.  Per  gli enti ed organismi strumentali della Regione  che
  adottano la contabilità economica le limitazioni di cui al  comma
  1  si intendono riferite alle corrispondenti voci inserite tra  i
  costi della produzione.
   4.  Per  l'anno 2006 l'Amministrazione regionale e gli  enti  ed
  organismi strumentali della Regione, inclusi gli enti locali,  le
  aziende sanitarie ed ospedaliere, non possono effettuare spese di
  ammontare  superiore  al  50  per  cento  della  spesa  impegnata
  nell'anno   2004  per  relazioni  pubbliche,  convegni,   mostre,
  manifestazioni,  pubblicità  e per spese  di  rappresentanza,  ad
  eccezione  delle  spese  direttamente  connesse  all'espletamento
  delle funzioni istituzionali che si intestano al Presidente della
  Regione.
   5.  Per  l'anno 2006 l'Amministrazione regionale e gli  enti  ed
  organismi strumentali della Regione, inclusi gli enti locali e le
  aziende  sanitarie  ed ospedaliere, non possono  effettuare,  per
  l'acquisto,  la  manutenzione,  il  noleggio  e  l'esercizio   di
  autovetture, spese per un ammontare superiore a quelle  impegnate
  nell'anno 2004».

   Comunico  che sono stati presentati dal Governo gli  emendamenti
  6.13 G e 6.14 G.
   Comunico,  altresì,  che  è stato presentato  dalla  Commissione
  l'emendamento 6.12:  Ai commi 4 e 5 dell'articolo 6,  cassare  le
  parole  inclusi gli enti locali' .

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  anche  in
  questo  articolo  pongo  un problema ancora  più  grande  di  una
  concezione  errata sul piano della costituzionalità nel  rapporto
  tra Regione ed enti locali.
   Non  possiamo  stabilire  per legge  della  Regione  qual  è  la
  capacità,  l'impegno di spesa di un ente locale che è autonomo  e
  che agisce secondo le competenze del proprio bilancio.
   Cioè,  il  comma  4 fa riferimento ad una norma  impositiva  che
  stabilisce  che  nessun ente strumentale sottoposto a vigilanza ,
  etc.,   compresi  gli  enti locali, possono effettuare  spese  di
  ammontare superiore al 50% della spesa impegnata nel 2004 .
   Capisco  il concetto di contenimento della spesa ma è una  norma
  che la Regione non può imporre agli enti locali.

    PRESIDENTE   Onorevole Cracolici, forse le è sfuggito  che  c'è
  un emendamento del Governo che esclude gli enti locali.

    CRACOLICI  Chiedo scusa.

    GIANNOPOLO  Chiedo parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO   Mi  permetto  anche  di  aggiungere,   oltre   che
  condividere   questo   emendamento,  perché   era   assolutamente
  impossibile  che  si potesse prendere in considerazione,  che  al
  comma  due   dovremmo  specificare meglio che  la  spesa  per  il
  personale  che  discende dalla stipula dei contratti  di  diritto
  privato e via dicendo, non concorre alla determinazione del patto
  di   stabilità,  cosa  che  è  fissata  dalla  legge  finanziaria
  nazionale. Per cui, al comma due, dovremmo specificare meglio con
  riferimento anche alla legge finanziaria dello Stato.
   Prego  il Governo di verificare, anche con gli uffici, il  fatto
  che  nella  legge finanziaria nazionale la spesa complessivamente
  per  il  personale deve essere ridotta dell'1 per cento,  quindi,
  inclusa  anche  la spesa per il personale di cui abbiamo  parlato
  nella prima parte dei lavori d'Aula. Andrebbe specificato meglio,
  con  il  richiamo  alla  legge finanziaria  nazionale,  che  quel
  personale va oltre il patto di stabilità.

    CUFFARO  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CUFFARO   presidente  della Regione.  Dice  una  cosa  giusta,
  tanto è vero che c'è un emendamento del Governo che dice che sono
  fatti  salvi  tutti quei contratti proprio per  stare  dentro  il
  patto  di stabilità. C'è un emendamento del Governo che  è  stato
  presentato insieme agli altri. L'onorevole Giannopolo ha posto un
  problema giusto perché è nella finanziaria.

    PRESIDENTE   Si  passa all'emendamento 6.12 della  Commissione.
  Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 6.13 G. Lo  pongo  in  votazione.  Il
  parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 6.14 G. Lo  pongo  in  votazione.  Il
  parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 6, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                             «Articolo 7
       Canone annuo sostitutivo dei profitti d'impresa per la
                    concessione di acque termali

   1.  La  lettera  b) del comma 5 dell'articolo  19,  della  legge
  regionale  27 aprile 1999, n. 10, così come modificata dal  comma
  44 dell'articolo 139, della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4,
  è sostituita dalla seguente:
   b)  per  la concessione di acque termali il canone è determinato
  applicando l'aliquota del 12 per cento sul fatturato annuo  delle
  imprese  concessionarie  inerente esclusivamente  le  prestazioni
  termali  e le concessioni dell'acqua oggetto della concessione  a
  qualsiasi  fine effettuate; entro il 31 gennaio di ogni  anno  le
  imprese  concessionarie devono corrispondere il  saldo  dell'anno
  precedente e un acconto per l'anno in corso pari al 50 per  cento
  di quanto versato complessivamente nell'anno precedente;'».

    MICCICHE'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'    Signor  Presidente,  avevo  chiesto   di   parlare
  sull'articolo  6  perché  l'articolo  6  diceva   incrementati  e
  ridotti'. A me pare che l'italiano lo capisco ancora, come tutti,
  più  che  tecnico è sostanziale; è come dire  avanti e indietro',
  sono due cose materialmente diverse quindi non è un aggiustamento
  tecnico, un errore, qui cambia proprio la filosofia,
   Ormai  è approvato, ma era solo un esempio. La stessa cosa  vale
  per  l'articolo  7,  l'emendamento 7.6.4 da  12  passa  a  6,  si
  riferisce  all'aliquota  delle proteste che,  in  questi  giorni,
  hanno  fatto i rappresentanti delle società termali. Posso capire
  se il Presidente mi spiega le ragioni che hanno ingenerato questo
  cambiamento,  ma  non mi si venga a dire che è  un  aggiustamento
  tecnico:  è un aggiustamento politico. E, allora questo significa
  mentre  tutti  gli emendamenti che avevano la stessa  natura  non
  vengono  accettati,  questo  è  un  emendamento  che  ha  la  sua
  legittimità che non è assolutamente tecnico ma politico.  Quindi,
  signor  Presidente, sta a significare che ci sono emendamenti  di
  serie A ed emendamenti di serie B. Gli emendamenti di serie B non
  si  discutono e vengono cassati, annullati o addirittura  neanche
  discussi.  Quelli che dite voi bisogna fare  E non  mi  pare  che
  questo sia rispettoso nei confronti dei deputati.

    PRESIDENTE   Onorevole  Cuffaro,  la  prego  di  chiarire  bene
  questo concetto.

    CUFFARO   presidente  della Regione.  L'articolo  6  è  tecnico
  perché, essendo stata  la finanziaria nazionale approvata adesso,
  dopo  che  noi  avevamo già presentato la nostra,  noi  ci  siamo
  dovuti  allineare  al  patto di stabilità che  nel  frattempo  la
  finanziaria nazionale ha approvato. E questo riguarda  l'articolo
  6.  per  quanto riguarda l'articolo 7 devo dire che non è tecnico
  ma è un errore e in questo ha ragione l'onorevole Micciché e cioè
  sull'articolo 7 c'è un errore.

    CRISAFULLI  Allora lo ritiri

    CUFFARO   presidente  della Regione.  Sull'articolo  7  c'è  un
  errore. Se l'Aula l'accetta bene altrimenti il Governo lo ritira.
  C'è  una tassa che viene gravata del 12 per cento quando, invece,
  dovrebbe essere del  6 per cento. Ce ne siamo accorti e l'abbiamo
  corretta. Se ritenete lo lasciamo, altrimenti  lo ritiro.

    TURANO  Lasciamolo

    CUFFARO  presidente della Regione. Se pone problemi lo ritiro.

    PRESIDENTE  Il problema non è  se pone  problemi.  I  problemi,
  come   lei  ha  visto,  li  pone.  Onorevole  Cuffaro,  ci   dica
  apertamente se lo ritira o meno.

    CUFFARO  presidente della Regione. Ritiro l'articolo  7  perché
  credo  che sia più giusto ritirare l'articolo che fare pagare  un
  danno ai siciliani.

    PRESIDENTE   Pongo  in votazione la soppressione  dell'articolo
  7.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi

                           (E' approvata)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                             «Articolo 8
       Fondi pensione complementare per i lavoratori siciliani

   1.  La  Regione  promuove  la  costituzione  di  fondi  pensione
  complementare  a  base  territoriale  regionale  per   lavoratori
  dipendenti del comparto privato, per lavoratori autonomi e liberi
  professionisti, ai sensi del decreto legislativo 21 aprile  1993,
  n.  124,  e  successive modifiche ed integrazioni e nel  rispetto
  della disciplina di cui alla legge 23 agosto 2004, n. 243.
   2.  Gli  statuti dei fondi di cui al comma 1, tra loro distinti,
  devono prevedere la possibilità di adesione per tutti coloro  che
  hanno la residenza nel territorio regionale o che vi espletano in
  via prevalente la loro attività o che siano dipendenti di aziende
  che ivi operano con insediamenti produttivi.
   3.   I   fondi  sono  costituiti  con  la  partecipazione  delle
  organizzazioni  datoriali  e delle rappresentanze  sindacali  dei
  lavoratori.
   4.  La Regione è autorizzata ad istituire, direttamente o per il
  tramite di apposita struttura, un soggetto giuridico di scopo, al
  quale  partecipano operatori di comprovata esperienza nei settori
  finanziario e/o assicurativo, per promuovere la costituzione  dei
  fondi  di  cui  al  comma 1, nonché per attendere  alla  gestione
  amministrativa  dei fondi, alla cura dei rapporti  con  gli  enti
  affiliati   e   con  i  soggetti  aderenti  ed  al  coordinamento
  dell'attività degli stessi fondi, ivi compresi i rapporti con gli
  enti gestori.
   5.  La Regione tutela, adottando idonee iniziative, i lavoratori
  in temporanea situazione di svantaggio.
   6.   All'attuazione  del  presente  articolo  si  provvede   con
  apposito decreto del Presidente della Regione, da emanarsi  entro
  60   giorni  dalla  pubblicazione  della  legge  nella   Gazzetta
  ufficiale della Regione siciliana.
   7.   Agli   oneri  discendenti  dall'applicazione  del  presente
  articolo  si provvede con parte delle disponibilità previste  nel
  bilancio  della  Regione per le finalità di cui all'articolo  88,
  comma 3, della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                             «Articolo 9
   Assegnazioni in favore degli enti locali per il triennio 2006-
                                2008

   1.  Le  disposizioni previste dall'articolo 23, comma  1,  dalla
  legge  regionale  29  dicembre 2003, n. 21, e  dall'articolo  64,
  comma 5, dalla legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, e successive
  modifiche ed integrazioni si applicano per il triennio 2006-2008.
   2.   Per  il  triennio  2006-2008  continua  ad  applicarsi   la
  disposizione  di  cui  all'articolo 45,  comma  15,  della  legge
  regionale  7  marzo  1997,  n.  6,  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni.
   3.  Per  il  triennio 2006-2008 si applicano le disposizioni  di
  cui  all'articolo  13, comma 7, della legge  regionale  17  marzo
  2000, n. 8.
   4.  Per il triennio 2006-2008, le assegnazioni annuali in favore
  dei  comuni  e delle province, destinate a spese di investimento,
  sono  finanziate con le ulteriori somme assegnate dallo Stato  in
  attuazione   dell'articolo  38  dello   Statuto   della   Regione
  siciliana.
   5.  Il  comma  4  dell'articolo  23  della  legge  regionale  29
  dicembre 2003, n. 21, è abrogato.
   6.  Per l'esercizio finanziario 2006, a valere delle risorse  di
  cui  al  comma  1,  una quota pari a 23.070 migliaia  di  euro  è
  assegnata  al comune di Palermo per le finalità dell'articolo  15
  della legge regionale 26 novembre 2000, n. 24».

    ORTISI  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ORTISI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo  articolo
  9, soprattutto al comma 6, riceve dalla Margherita una censura di
  ordine  politico  perché,  a  fronte degli  stanziamenti  che  il
  Governo nazionale ha destinato a Palermo, Catania e Messina,  noi
  aggiungiamo ulteriori stanziamenti finalizzati alla sola città di
  Palermo.
   Ma  tutta  questa pioggia di miliardi che arrivano  alle  grandi
  città  che  nelle maglie dei loro bilanci hanno tante possibilità
  di districarsi, di modificare, di spostare, mentre i piccoli o  i
  medi  Comuni vanno sempre più in dissesto finanziario perché  non
  hanno nessuna forma di aiuto né dallo Stato, né dalla Regione, mi
  sembra   incongruo,  mi  sembra  ingiusto,  immorale,  mi  sembra
  politicante perché si coniuga con la presenza oggi, ieri o domani
  di Amministrazioni del medesimo colore del Governo che finanzia.
   Dico che questi soldi si potrebbero meglio utilizzare.
   Poco  fa  abbiamo fatto una polemica infinita per 20 milioni  di
  euro  destinati  ad  un  fine che tutti noi riconosciamo  giusto,
  l'abbiamo  rinviato  in nome di un suo impegno  e  adesso  ce  li
  ritroviamo  finalizzati ad una città che è la  più  grande  della
  Sicilia,  che ha tantissime possibilità di finanziamento,  di  un
  finanziamento ad hoc.
   Francamente  noi  della Margherita riteniamo che  sia  un  fatto
  estremamente    politico,   ma   è   sempre    nella    filosofia
  dell'inseguimento che una filosofia opposta rispetto a quella che
  lei ci sta insegnando in quest'ultimo periodo.
   Pertanto,  se  il Governo non ritira questo comma  dell'articolo
  chiedo   il  voto  segreto  e  mi  appello  alla  sensibilità   e
  all'intelligenza dell'Aula.

   CUFFARO,  presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
  colleghi,  questa  è una norma che ci stiamo portando  dietro  da
  cinque  anni.  Abbiamo sempre dato le risorse sul capitolo  degli
  enti locali e poi la Conferenza Regioni-Autonomie locali con  sua
  deliberazione  ha  dato i soldi al Comune di  Palermo  perché  si
  tratta dei famosi  PIP  (Piani di Inserimento Professionale).
   Adesso  stiamo  dicendo  che i soldi li hanno  sempre  gli  enti
  locali,  ma stiamo stabilendo numericamente, per evitare  che  ci
  siano  problemi, che comunque le risorse da quel capitolo  vadano
  al  Comune  di  Palermo per i PIP, ed è da  cinque  anni  che  lo
  facciamo.

    ORTISI    vicepresidente  della  Commissione.   E   perchè   lo
  decidiamo noi? Quale paura abbiamo?

    GIANNOPOLO  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNOPOLO. Signor Presidente, la proposta che avanzo è  questa:
  è  una cosa assolutamente illogica, ingiusta anche, che dentro il
  capitolo  del  fondo per le autonomie locali si  appostino  delle
  somme  specificatamente  destinate o  discendenti  da  misure  di
  politiche attive del lavoro.
   Le  misure  di politiche attive del lavoro stanno nella  rubrica
   Lavoro  e nel fondo precariato.
   Non c'entra assolutamente niente.

    CUFFARO  E' da cinque anni...

    GIANNOPOLO   Non  è  da  cinque  anni,  nasce  con  l'esercizio
  finanziario   2004, quando voi avete, a bella posta,  organizzato
  la protesta dei PIP.
   Signor  Presidente, se vuole sapere la mia opinione,  lei  si  è
  vantato nel dire che ha tagliato i precari.
   Non  ha  capito, invece, che con le leggi impugnate ha aumentato
  il  precariato,  perché  ha inserito una  norma  che  fa  entrare
  ulteriori  precari  nel bacino regionale del  regime  transitorio
  degli LSU. Quindi, i precari li ha aumentati.
   I  23  milioni  di euro entrano per la prima volta  nel  2004  a
  seguito  dei  cassonetti  di immondizia  bruciati  a  Palermo,  a
  seguito  della  rivolta  e  poiché c'era  in  pendenza  la  legge
  finanziaria  avete trovato giusto togliere 23 milioni  dal  fondo
  delle autonomie locali e destinarle ai PIP.
   I   problemi relativi ai Piani di Inserimento Professionale  del
  Comune  di  Palermo  vanno risolti, ma non  con  il  fondo  delle
  autonomie locali.
   Il   Comune   di   Palermo,  in  base  ai  suoi   trasferimenti,
  autonomamente può decidere di destinarli ai PIP se vuole, ma  non
  ci può essere il trasferimento al Comune di Palermo e poi come si
  suole dire  pure  la bibita riservata'.
   Questa  cosa è esistita nel 2004, è stata ripetuta nel 2005  per
  18   milioni  di  euro  ed  è stata fatta anche  illegittimamente
  perché  la legge finanziaria regionale non prevedeva i 23 milioni
  di  euro  e  che  con  un colpo di mano (la  Conferenza  Regione-
  Autonomie  locali), sotto il ricatto del Comune  di  Palermo,  ha
  attribuito  queste  somme e adesso sono  state  reinserite  nella
  finanziaria 2006.
   Signor  Presidente,  lei deve mantenere la parola.  Lei  poi  ha
  detto  un'altra cosa: io mantengo l'aumento di cento  milioni  di
  euro anche nel 2006 a patto che rimangano i 23 milioni.
   Allora,  i 23 milioni di euro per il comune di Palermo ci  sono,
  ma  lei non ha mantenuto la parola di aumentare di 100 milioni di
  euro  il fondo delle Autonomie locali. Le parole si mantengono  e
  questo  lo  dico anche all'assessore Cintola. E arriveremo  anche
  poi.
   Quindi,   il  rilievo  fatto  dall'onorevole  Ortisi   è   molto
  pertinente e il rilievo fatto da tutti gli altri 390 comuni della
  Sicilia è pertinente. E' assolutamente pertinente.

    CUFFARO  presidente della Regione.  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CUFFARO   presidente della Regione.  Io ho spiegato la  vicenda
  dei  PIP perchè su questa non ho nulla da nascondere. Mi dispiace
  che  l'onorevole  Giannopolo  dica  una  cosa   non  vera  perchè
  ribadisco  davanti  a  questo  Parlamento,  così  rimane  traccia
  scritta, che questo Governo ripropone per intero i 105 milioni di
  euro  per i comuni, fermo restando che tra i 105 milioni di  euro
  che c'erano l'anno scorso - e continuano ad esserci quest'anno  -
  i 23 milioni per i piani di inserimento professionale.

    GIANNOPOLO   Lei  deve dire cosa c'entra con la  vicenda  delle
  Autonomie locali

    CUFFARO   presidente della Regione.  Lei ha detto  che  non  ci
  sono i 105 milioni di euro ed io ho detto che ci sono.

    ORTISI   Chiedo che la votazione sull'articolo  9  avvenga  per
  scrutinio segreto.

    CUFFARO   presidente della Regione.  Vorrei  spiegare  all'Aula
  che  non  si sta votando l'abolizione del comma 6, ma dell'intero
  articolo 9.  Adesso poi, appena avremo abolito l'articolo  9  non
  riusciremo a dare i soldi ai comuni. Io ho il dovere di dirlo.

    ORTISI  Lei non può sempre  ricattare l'Aula in questo modo.

    CUFFARO  presidente della Regione.  Ma non sto ricattando.

    LACCOTO   Il Presidente della Regione deve dire se  ci  sono  i
  105  milioni di euro per il fondo delle Autonomie locali  e  dove
  sono

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'articolo 9.

     Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 9 del DDL n.
                               1066/A

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la  votazione   per   scrutinio   segreto
  dell'articolo 9.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  65
   Maggioranza         33
   Favorevoli          43
   Contrari            21
   Astenuti           ...1

                           (E' approvato)

     PRESIDENTE  Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                            «Articolo 10
             Agevolazioni fiscali per nuovi investimenti

   1.    Alle   imprese   operanti   nei   settori   del   turismo,
  dell'industria  informatica, alimentare e  delle  bevande,  della
  ricerca  e sviluppo sperimentale nel campo delle scienze naturali
  e  dell'ingegneria, della produzione e distribuzione dell'energia
  elettrica,    vapore   ed   acqua   calda,    della    pesca    e
  dell'acquacoltura, della trasformazione dei prodotti della  pesca
  e  dell'acquacoltura  di  cui all'Allegato  I  del  Trattato  che
  istituisce  la  Comunità  europea,  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni  che,  a decorrere dall'l gennaio 2006,  presentino,
  per la prima volta o a titolo di rinnovo, istanza di agevolazione
  ai sensi dell'articolo 8 della legge 23 dicembre 2000, n. 388,  e
  successive   modifiche  e  integrazioni,  per   investimenti   da
  realizzarsi   nel  territorio  della  Regione,  che   non   trovi
  accoglimento  per  esaurimento dei fondi stanziati,  è  concesso,
  entro  il  termine del 31 dicembre 2006, un contributo  regionale
  nella  forma  di  credito di imposta, secondo le  modalità  ed  i
  termini  di cui all'articolo 8 della legge 23 dicembre  2000,  n.
  388, salvo quanto previsto al comma 3. Detto credito d'imposta  è
  utilizzabile  esclusivamente  in  compensazione,  ai  sensi   del
  decreto  legislativo 9 luglio 1997, n. 241, ai fini del pagamento
  delle imposte di spettanza della Regione.
   2.  Il  contributo di cui al comma 1 è concesso,  altresì,  alle
  imprese agricole di cui all'articolo 1 del decreto legislativo 18
  maggio 2001, n. 228, secondo quanto previsto dall'articolo 11 del
  decreto  legge  8 luglio    2002,   n.   138,   convertito     in
  legge  dall'articolo  1  della legge 8 agosto  2002,  n.  178,  e
  successive modifiche ed integrazioni.
   3.   Gli  investimenti  ammessi  alle  agevolazioni  di  cui  al
  presente  regime di aiuto possono essere realizzati entro  il  31
  dicembre  2008,  fermo restando il rispetto  dei  termini  e  dei
  limiti di utilizzazione del credito d'imposta di cui all'articolo
  62, comma 1, lettera f), della legge 27 dicembre 2002, n. 289.
   4.  Le  agevolazioni  di cui ai commi 1 e 2  sono  concesse  nei
  limiti  massimi  di spesa pari a 15 milioni di  euro  per  l'anno
  2006, 10 milioni di euro per l'anno 2007 e 10 milioni di euro per
  l'anno  2008,  di  cui 1,5 milioni di euro  per  l'anno  2006,  1
  milione  di  euro per l'anno 2007 e 1 milione di euro per  l'anno
  2008 per le agevolazioni previste al comma 2.
   5.  Le  agevolazioni  previste dal presente  articolo  non  sono
  cumulabili con altre agevolazioni locali, regionali, nazionali  o
  comunitarie che abbiano ad oggetto gli stessi costi ammissibili.
   6.  Le  agevolazioni sono concesse nel rispetto delle specifiche
  discipline   settoriali  comunitarie  nonché   della   disciplina
  multisettoriale  degli  aiuti  regionali  destinati   ai   grandi
  progetti d'investimento.
   7.  L'applicazione  delle disposizioni del presente  articolo  è
  subordinata  alla  positiva definizione della  procedura  di  cui
  all'articolo  88 del Trattato istitutivo della Comunità  europea,
  eccetto  che  per  le piccole e medie imprese, per  le  quali  le
  disposizioni medesime trovano immediata applicazione ai sensi del
  Regolamento   CE  n.  70/2001  del  12  gennaio   2001   relativo
  all'applicazione  degli articoli 87 e 88  del  Trattato  CE  agli
  aiuti  di  Stato  a  favore delle piccole e  medie  imprese,  del
  Regolamento   CE  n.  1/2004  del  23  dicembre   2003   relativo
  all'applicazione  degli articoli 87 e 88  del  Trattato  CE  agli
  aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese attive  nel
  settore  della  produzione, trasformazione e  commercializzazione
  dei  prodotti  agricoli e del Regolamento CE n. 1595/2004  dell'8
  settembre 2004 relativo all'applicazione degli articoli 87  e  88
  del  Trattato  CE  agli aiuti di Stato a favore delle  piccole  e
  medie imprese attive nel settore della produzione, trasformazione
  e commercializzazione dei prodotti della pesca.
   8.  Gli  adempimenti discendenti dall'applicazione del  presente
  articolo  sono  svolti dall'Agenzia delle entrate, previa  intesa
  con l'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze.
   9.   Ai   fini  dell'autorizzazione  comunitaria  sulle   misure
  agevolative previste dal presente articolo, per il periodo  2006-
  2008 le risorse finanziarie non possono superare complessivamente
  l'importo di 500 milioni di euro».

    FLERES  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,io  desideravo
  parlare   a  favore  dell'emendamento  presentato  dal   Governo.
  Desidero parlare a favore perché la misura che il Governo prevede
  di  introdurre  con questo articolo, e che riguarda  agevolazioni
  fiscali per nuovi investimenti, è estremamente importante per  la
  ripresa delle attività economiche e produttive nell'Isola.
   Già  nel  testo  originario  il Governo  aveva  inserito  questa
  norma,  ma  la  sua  formulazione  presentava  dei  problemi   di
  interpretazione che, vedo, sono stati brillantemente, devo  dire,
  affrontati  e  risolti  nel  testo  dell'emendamento  10.45   che
  peraltro  riproduce esattamente un'analoga proposta  che  avevamo
  formulato io e il Presidente della Commissione, onorevole Savona,
  dopo avere consultato gli uffici, dopo avere consultato l'Agenzia
  delle   entrate  e,  dunque,  desidero  esprimere  il  mio   voto
  favorevole all'emendamento 10.45 che è identico, dicevo, a quello
  presentato  da  me e dall'onorevole Savona che,  pertanto,  viene
  assorbito, è sostanzialmente assorbito da questo.

     SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO    Signor  Presidente,  io  non  ho  nemmeno   letto
  l'emendamento dell'onorevole Cuffaro perché soltanto a  guardarlo
  si capisce bene che va contro l'indicazione che questa Aula si  è
  data  di  non  tenere  in  considerazione  gli  emendamenti   che
  sostanzialmente modificano il testo della legge. Pertanto, alcuni
  riferimenti,  alcune osservazioni le farò sul testo  che  ritengo
  sia quello che dovrà essere oggetto del nostro voto.
     Chiedo  quindi  al  Governo: le agevolazioni  fiscali  per  le
  imprese  che  prevede questo articolo, il criterio attraverso  il
  quale si sono individuate le imprese oggetto di tali benefici del
  credito  di imposta perchè qui parliamo delle aziende alimentari,
  delle  bevande,  delle aziende per la sperimentazione  nel  campo
  delle scienze naturali, o parliamo di tutte le aziende oppure non
  credo  che questa suddivisione fatta a caso possa essere  oggetto
  di soddisfazione.
   La  seconda considerazione e perplessità riguarda il comma 7. Il
  comma  7  ci dice sostanzialmente che noi approviamo una norma  a
  futura  memoria in quanto questa norma troverà applicazione  solo
  ed  eventualmente  solo se andrà a buon fine, così  appunto  come
  recita il comma 7:  l'articolo 88 del  Trattato istitutivo  della
  Comunità europea .

     SPEZIALE  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SPEZIALE   Signor Presidente, sia l'articolo che l'emendamento
  muovono  da una considerazione da parte del Governo che è  quella
  di  vedere se è possibile, attraverso la finanza regionale, poter
  sostenere il sistema delle imprese siciliane attraverso un metodo
  introdotto, tra l'altro, nella legislazione italiana per la prima
  volta  dal ministro Visco, il credito di imposta lo ha introdotto
  Visco,   del   governo   di  centro-sinistra.   E   muove   dalla
  considerazione che essendo ormai il credito di imposta  nazionale
  asfittico perché non si è data esecuzione alla legge n.  388  del
  2000,  la  legge finanziaria, ed essendo previste  una  serie  di
  norme  burocratiche  che finiscono con lo  scoraggiare  anche  le
  richieste da parte delle imprese, la Regione siciliana dice:   io
  intendo, in qualche modo, sostituirmi'. Il che, di per sè, non  è
  una  scelta sbagliata, anzi  E' sbagliato, invece, quando non  si
  fa  una  netta selezione dei settori su cui si vuole intervenire,
  perchè  fare  un provvedimento  a pioggia', in tutti  i  settori,
  finisce,  oggettivamente, signor Presidente,  con  l'agevolare  i
  settori più forti.
     Voglio  fare un esempio ai colleghi,  lo faccio  pure  a  lei,
  signor  Presidente, qui è stato scritto che, tra le  altre  cose,
  possono   accedere   alla   agevolazione   fiscale   per    nuovi
  investimenti, sotto forma di credito di imposta, anche le aziende
  che sono produttori e distributori di energia elettrica, oltre  a
  quelle delle costruzioni.
   Signor  Presidente, siamo parlando in Sicilia dei produttori  di
  energia  elettrica che vanno sotto il nome di Enel,  di  Eni,  di
  Montedison, attraverso l'autoproduzione e, cioè ....

    SPAMPINATO  Oltre alla Tomarchio, che distribuisce bevande.

    SPEZIALE   Stiamo parlando di settori che, in  questo  momento,
  lo  voglio  dire  al  Presidente, e mi riferisco  in  particolare
  all'Eni,  che,  attraverso  la crisi non  più  congiunturale  del
  mercato  petrolifero,  stanno avendo  margini  di  prodotto  loro
  spaventosi.  Si presuppone che il solo stabilimento petrolchimico
  di Gela abbia margini netti di guadagno per centinaia e centinaia
  di milioni di euro l'anno. La stessa cosa sta avvenendo a Priolo:
  non conosco la condizione di Milazzo, i colleghi mi scuseranno se
  non faccio riferimento a Milazzo ...  Ora il problema che si pone
  per  queste aziende è esattamente il contrario. E' il  modo  come
  noi  dobbiamo richiedere a queste aziende, invece, un  intervento
  per la Sicilia.
     Ecco perchè deve essere fortemente selettivo il provvedimento.
  Così  com'è,  infatti,  il provvedimento  finisce  col  favorire,
  invece, quelli che sono più attrezzati. Lei capirà che l'Eni,  in
  materia  di agevolazione fiscale e in materia di agevolazione  di
  credito di imposta, è più attrezzato di qualsiasi medio e piccolo
  imprenditore siciliano che ha qualche difficoltà ...

     CUFFARO  presidente della Regione. E' limitato alle  fonti  di
  energia rinnovabile.

     SPEZIALE   Scusami  ... Io anche questa cosa  delle  fonti  di
  energia rinnovabile se vuoi la dico ... perchè anche quella  cosa
  che  riguarda le fonti di energia rinnovabile significa l'eolica,
  sostanzialmente,  sulla  quale,  onorevole  Presidente,  andrebbe
  fatta una rigorosa scelta anche lì.
     Noi  siamo  senza  il Piano energetico regionale  in  Sicilia.
  Stiamo  autorizzando  anche  scempi  naturalistici  attraverso  l
   energia eolica di intere zone della nostra Sicilia.
   Signor  Presidente, io le consiglierei - poi valuti, ovviamente,
  lei - di non porre in votazione, così come è scritto, nè la parte
  dell'articolo nè quella dell'emendamento sostitutivo che  lei  ha
  presentato  e  di ripensarlo in qualche modo. E di ripensarlo  in
  modo  adeguato, anche attraverso un confronto con le associazioni
  degli  industriali.  Non mancherà quindi occasione  perchè  possa
  essere  riproposto  in un prossimo provvedimento  in  Aula.  Così
  com'è,  secondo  me, non produrrà gli effetti che  lei  stesso  o
  immagino  il Governo desidera; anzi mi sembra un emendamento  che
  finisce  con il favorire settori particolari che sono già  ricchi
  in sè.
   Sono  pertanto  contrario a questo articolo e  lo  sono  per  le
  motivazioni esposte. Comprendo lo spirito dell'articolo, ma  così
  com'è  noi rischiamo di non raggiungere l'obiettivo che ci  siamo
  prefissati.

     CUFFARO  presidente della Regione.Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CUFFARO    presidente   della  Regione.   Signor   Presidente,
  accantoniamolo e ne riparliamo alla fine per vedere  se  troviamo
  una soluzione che soddisfi tutti.

     PRESIDENTE   Non  sorgendo osservazioni,  dispongo  nel  senso
  richiesto dal Governo. E' accantonato.
   Si passa all'articolo 11.  Ne do lettura:

                            «Articolo 11
            Tasse sulle concessioni governative regionali

   1.  Dopo  il  comma 1 dell'articolo 6 della legge  regionale  24
  agosto  1993,  n.  24,  e successive modifiche  ed  integrazioni,
  aggiungere i seguenti.
   1  bis.  A decorrere dall'1 gennaio 2006 sono abrogate  le  voci
  numero  d'ordine  7,  14, 21, 34 e 39 della tariffa  allegata  al
  decreto legislativo 22 giugno 1991, n. 230.
   1  ter.  A  decorrere  dall'1 gennaio 2006  sono  in  vigore  le
  seguenti   tariffe  di  cui  al  decreto  del  Presidente   della
  Repubblica  6  ottobre 1972, n. 641 e successive e  integrazioni:
  Autorizzazioni,  licenze e iscrizioni, non considerate  in  altri
  articoli  della  presente  tariffa,  richieste  dalla  legge  per
  l'esercizio   di   attività  industriali  o  commerciali   e   di
  professioni, arti o mestieri
   a) attività industriali o commerciali euro 250
   b) professioni                         euro  100
   c) arti e mestieri                     euro   30.'

   1  quater.  A  decorrere dall'1 gennaio 2006  la  Tabella  degli
  importi concernenti le voci di tassa di cui ai numeri d'ordine  1
  e  24 bis della tariffa allegata al decreto legislativo 22 giugno
  1991, n. 230, sono così modificate:

   a) voce di cui al numero d'ordine 1:

   Concessione per l'apertura e l'esercizio di farmacie nei  comuni
  con popolazione:

   Tassa di rilascio Tassa annuale

   a)  fino a 15.000 abitanti             695              139

   b)  da  15.001 a 40.000 abitanti      1.111             223

   c)  da  40.001 a 100.000  abitanti          1.666  334

   d)  da  100.001 a 200.000 abitanti          2.221  445

   e) da 200.001 a oltre 500.000 abitanti 5.552 1.111';

   b) voce di cui al numero d'ordine 24 bis:

   Autorizzazioni  per l'esercizio del commercio su aree  pubbliche
  da  rilasciare  a cittadini residenti fuori dal territorio  della
  Regione siciliana, legge 28 marzo 1991, n. l12, articolo 2, commi
  3 e 4:

   a) tassa di rilascio euro 200
   b) tassa annuale        euro   50'».

    LACCOTO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LACCOTO   Signor  Presidente, credo che qui vi  sia  un  errore
  anche  perché,  per  esempio,  le farmacie  vengono  tutte  senza
  distinzione  fatte fino a quindicimila contravvenendo all'accordo
  per le farmacie rurali che tra l'altro pagavano solo la tassa  di
  ispezione e non già la tassa normale.
   Pertanto,   l'avere  messo le farmacie da 1 a quindicimila  crea
  certamente dei problemi rispetto ad un altro tipo di accordo  che
  vi è con le farmacie rurali sussidiate. Poi all'articolo 11 credo
  in  generale vi sia un aumento spropositato rispetto a quelle che
  sono le tasse di concessione attuali. Io non dico che non bisogna
  aumentarle  però un aumento che superi il cento per  cento  credo
  non  sia  nemmeno  giusto. Per cui, credo che  il  Governo  possa
  ritirare questo articolo 11.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI  Signor Presidente, a me dispiace intervenire non  tanto
  nel  merito quanto nella rassicurazione che lei mi aveva dato nel
  momento in cui furono presentati gli emendamenti. Ed allora   lei
  mi rassicurò - ed io le ho creduto sulla parola, perché penso che
  lei lo meriti...

    PRESIDENTE  Non è che sino ad ora sia accaduta una  deroga.  Io
  adesso su questi due le do una risposta.

    ORTISI   Signor  Presidente,  penso che lei  meriti  l'assoluta
  fiducia  del  Parlamento.  Però,  adesso,  mi  ritrovo  sia   sul
  precedente  sul  quale  interverrò,  siccome  è  intervenuto   un
  accantonamento giustamente lei non mi ha dato la  parola,  ed  io
  interverrò, a dimostrare che di tecnico non c'è niente...

    PRESIDENTE  Mi scusi se la interrompo, onorevole Ortisi.  Veda,
  lei sta affrontando un tema che mi mette in grandissima tensione.
  Perché io rispetto gli impegni e le parole convenute. Ancora  non
  è  accaduto  quello che lei paventa giustamente, e dopo  che  lei
  avrà  finito  di  parlare,  io deciderò  l'ammissibilità  di  due
  emendamenti  che non appaiono nella mia valutazione di  carattere
  tecnico.

    ORTISI  Va bene, signor Presidente, restiamo all'articolo 11  e
  ai due emendamenti presentati. Uno dei quali annulla praticamente
  l'1  ter  dell'articolo  11. Esso parla di attività  industriali,
  commerciali,  professionali, arti e  mestieri  ma  si  stabilisce
  addirittura una cifra. Adesso non mi si vorrà dire che c'è  stato
  un  altro  errore  da parte del Governo nella  scrittura  come  è
  avvenuto  per  altri  passaggi  nel  momento  in  cui  si  chiede
  l'abrogazione  del comma intero. Perché è una  scelta  di  ordine
  politico,  per intervenute interlocuzioni, mediazioni  dentro  la
  maggioranza.  Per  carità, io non ci voglio  entrare.  Io  voglio
  entrare,  primo:  nel  merito  del patto  che  abbiamo  fatto  di
  approvare o disapprovare in Aula la finanziaria secca com'era;  e
  secondo:  nella  rassicurazione che ho avuto da lei  che  non  ci
  sarebbero  stati  fra questi emendamenti presentati  dal  Governo
  emendamenti di ordine politico.

    CUFFARO  presidente della Regione. Lo ritiro.

    PRESIDENTE   L'Assemblea ne prende atto. Lo stesso  accade  per
  l'articolo 11.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  io  volevo
  porre  un  tema,  una domanda. Non so se c'è una  legge  che  già
  disciplinava la materia e con la quale ora andiamo a disciplinare
  le   tariffe,   però  vedo  che  noi  per  l'autorizzazione   per
  l'esercizio  del  commercio su aree pubbliche, da  rilasciare   a
  cittadini residenti fuori del territorio della Regione siciliana
  applichiamo  una  tariffa  particolare. Domando:   La  condizione
  residenziale,   ai   fini  dell'attività  commerciale   su   aree
  pubbliche, è motivo di diversità di tassazione? .
   E'  un  tema che pongo con molta umiltà, perché ho l'impressione
  che  la  cosa non funzioni molto, onorevole assessore. Perché  se
  una  persona  è residente a Reggio Calabria e fa il  mercatino  a
  Messina  paga una tassa diversa rispetto al cittadino  messinese?
  Faccio  l'esempio  di  Messina  e Reggio  perché  sono  città C'è
  qualche principio?

    CUFFARO    presidente  della  Regione.  Cambiano  le   tariffe,
  onorevole Cracolici.

    CRACOLICI  Ma cambiano ed è previsto da leggi preesistenti?

    CUFFARO  presidente della Regione. Sì.

    LACCOTO  Chiedo di parlare sul ritiro dell'emendamento.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LACCOTO   signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  a   questo
  punto,  siccome  già  il  Governo aveva presentato  l'emendamento
  perché giustamente le norme non possono essere più applicate  dal
  1 gennaio 2006, anche perchè molti hanno già pagato le  tasse, io
  credo  che  sarebbe più opportuno da parte del  Governo  ritirare
  tutto l'articolo 11. Avrebbe più un senso rispetto a questo.
   Siccome  fra  l'altro autonomamente il Governo  aveva  fatto  un
  emendamento   per  farlo  slittare  all'1  gennaio   2007,   oggi
  metteremmo molti cittadini che hanno già pagato la tassa  e,  tra
  l'altro esistono anche problemi.
   Onorevole  Presidente,  per quanto riguarda  alcune  fra  queste
  categorie,  io  ritengo  più opportuno,  perché  non  cambierebbe
  niente  rispetto all'emendamento, ritirare l'intero articolo  11,
  altrimenti  metteremo molti cittadini in condizioni  di  disagio,
  dover rifare la tassa, ripagare le tasse, etc.

    PRESIDENTE   Ha  facoltà  di  parlare  il  rappresentante   del
  Governo per dare una sua risposta.

    CUFFARO   presidente  della  Regione.  Signor  Presidente,   il
  Governo  si  era  sforzato  di dire  che  gli  emendamenti  erano
  tecnici.  Ed  era  tecnico, perché se la  finanziaria  l'avessimo
  applicata a dicembre aveva senso che la norma che c'era;  siccome
  la stiamo approvando a gennaio ha ragione l'onorevo.e Laccoto. Ma
  siccome  mi avete detto che non era tecnico l'ho ritirato.  O  vi
  fidate  sul  fatto che sono tecnici o non vi fidate. Cosa  volete
  che  vi  dica? Perché le due cose non combaciano. Era  tecnico  e
  l'abbiamo dimostrato. Adesso si scopre che è tecnico.

    PRESIDENTE   Onorevole  Laccoto, poiché  gli  emendamenti  sono
  stati  oggetto  di  contestazione,  non  si  può  ritirare  tutto
  l'articolo, si mette ai voti solo l'articolo. Non esiste  che  si
  faccia l'uno e l'altro. Si voti l'articolo senza gli emendamenti.
  Ho  capito  il senso del suo ragionamento, onorevole Laccoto,  ma
  non si può avere l'uno e l'altro.

     CRACOLICI   L'  articolo  si  può  votare  anche   per   parti
  separate.

    PRESIDENTE   L'articolo non si può votare per  parti  separate.
  Si vota l'articolo e si boccia se c'è una maggioranza.

     PRESIDENTE   No,  un  articolo non si  può  votare  per  parti
  separate.

    LACCOTO  Chiediamo la soppressione dell'articolo.

     PRESIDENTE   Si  vota  l'articolo  e  si  boccia  se  c'è  una
  maggioranza.

     CRACOLICI   Se  c'è la volontà di bocciare  una  parte  di  un
  articolo si vota per parti separate.

    PRESIDENTE  Tutti e due gli emendamenti sono stati ritirati.

     CRACOLICI    Chiedo   la   votazione   per   parti    separate
  relativamente alla parte relativa all'1 ter.

     PRESIDENTE  C'è una richiesta di votazione per parti  separate
  dell'articolo 11. Pongo in votazione il comma 1. Chi è favorevole
  resti seduto, chi è contrario si alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo  in votazione l'1 bis. Chi è favorevole resti seduto,  chi
  è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione l'1 ter.

     CUFFARO  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CUFFARO   presidente della Regione. Il Governo è favorevole  a
  cassarlo, vota contro.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'1 quater. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in votazione le parti approvate dell'articolo 11.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                          (Sono approvate)

     Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:

                            «Articolo  12
   Modifiche all'articolo 54 della legge regionale 27 aprile 1999,
                                n. 10

   1.  All'articolo 54 della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10,
  sono apportate le seguenti modifiche:
   a)   la  rubrica  è  sostituita  dalla  seguente  Requisiti   di
  onorabilità,  professionalità  e  indipendenza  degli   esponenti
  aziendali';
   b)    al   comma   1,   sostituire   le   parole     e
   professionalità'    con   le   parole   ,   professionalità    e
  indipendenza';
   c)   alla  lettera  c),  del  comma  1,  sostituire  le   parole
  esperienza    e   onorabilità'   con   le   parole   onorabilità,
  professionalità e indipendenza'».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:

                            «Articolo 13
                    Abrogazioni e modifiche di norme

   1.  Al  comma 1 dell'articolo 8 della legge regionale  8  luglio
  1977, n. 47, e successive modifiche ed integrazioni sostituire le
  parole dell'Assessore regionale per il bilancio e le finanze' con
  le parole del ragioniere generale della Regione'.
   2.  Al  comma 1 dell'articolo 36 della legge regionale 17  marzo
  2000, n. 8, e successive modifiche ed integrazioni sostituire  le
  parole dell'Assessore regionale per il bilancio e le finanze' con
  le parole 'del ragioniere generale della Regione'.
   3.  Al  comma 1 dell'articolo 55 della legge regionale 3  maggio
  2001,  n.  6, e successive modifiche ed integrazioni,  aggiungere
  dopo   le    parole  della Regione'     le parole  nonché  quelle
  relative  all'applicazione dei contratti collettivi regionali  di
  lavoro'.
   4.  Il  comma 4 dell'articolo 9 della legge regionale 19  giugno
  1991, n. 38, e successive modifiche ed integrazioni è abrogato.
   5.  Al comma 1 dell'articolo 9 della legge regionale 10 dicembre
  2001,  n.  21, e successive modifiche ed integrazioni  aggiungere
  dopo la parola relativamente' le parole all'ufficio di segreteria
  di Giunta'.
   6.  Al  comma 2 dell'articolo 58 della legge regionale 3  maggio
  2001, n. 6, e successive modifiche ed integrazioni sopprimere  le
  parole la segreteria della Giunta regionale'.
   7.  All'articolo 16 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10,
  e successive modifiche ed integrazioni sono apportate le seguenti
  modifiche:
   a)  al  comma  2  inserire  prima  delle  parole  La  segreteria
  generale' le parole L'ufficio di segreteria di Giunta,';
   b)  al comma 3 aggiungere dopo la parola proposta' le parole del
  dirigente generale dell'ufficio di segreteria di Giunta';
   c)  al  comma  4  aggiungere  dopo la parola  funzionamento'  le
  parole dell'ufficio di segreteria di Giunta'.
   8.  Al  comma 1 dell'articolo 7 della legge regionale  1  agosto
  1990,   n.   20,   sostituire     le    parole dell'Assessore per
  il  bilancio e le finanze' con le parole del ragioniere  generale
  della Regione'.
   9.  Al comma 2 dell'articolo 4 della legge regionale 29 dicembre
  2003,  n.  21, e successive modifiche ed integrazioni  aggiungere
  dopo  le  parole  a destinazione vincolata' le parole  nonché  le
  somme   dovute  allo  Stato,  derivanti  dal  differente  importo
  complessivo  dell'IRAP  e dell'addizionale  IRPEF  effettivamente
  introitato rispetto a quello stimato, ai sensi dell'articolo  39,
  comma 1, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.'
   10.  Alla fine del comma 4 dell'articolo 4 della legge regionale
  3  dicembre  2003, n. 20 e successive modifiche  ed  integrazioni
  aggiungere  le  parole nonché le ulteriori somme assegnate  dallo
  Stato  in attuazione dell'articolo 38 dello Statuto della Regione
  siciliana'.
   11.  Il  comma  62  dell'articolo 127 della legge  regionale  28
  dicembre 2004, n. 17, è abrogato.
   12.  Al  numero  2 della lettera a) del comma 2 dell'articolo  3
  della  legge  28 dicembre 2004, n. 17, sostituire  le  parole  di
  rinnovo' con la parola annuale'.
   13.  All'articolo 4 della legge regionale 28 dicembre  2004,  n.
  18,  e successive modifiche ed integrazioni sostituire 2004-2005'
  con 2006-2007'.
   14.  All'articolo 2 del decreto del Presidente della Regione  10
  maggio  2001, n. 8, fatti salvi gli incarichi in atto  conferiti,
  sono apportate le seguenti modifiche:
   a)  al  comma 2 sostituire le parole n. 16 unità' con le  parole
  n. 11 unità' e la parola almeno' con le parole di cui';
   b)  al  comma 3 sostituire le parole n. 13 unità' con le  parole
  n. 8 unità' e le parole almeno 5' con le parole di cui 4';
   c)  al  comma 8 sostituire le parole di 12 unità' con le  parole
  di  8 unità' e le parole di 9 unità' con le parole di 5 unità'  e
  sopprimere la parola almeno';
   d)  al  comma  9  sostituire le parole 9  unità'  con  parole  5
  unità'.
   15.  All'articolo 1 della legge regionale 7 maggio 1977, n.  33,
  e   successive  modifiche  ed  integrazioni  abrogare  le  parole
  promosse  da  enti ed organizzazioni siciliani' ed aggiungere  il
  seguente comma:
   1  bis.  I  contributi di cui al primo comma  sono  ripartiti  a
  livello  territoriale con attribuzione proporzionale  sulla  base
  del  numero  degli  abitanti  di ciascuna  delle  province  della
  Regione e sono destinati, per il 70 per cento, a teatri con  sede
  sociale  in  Sicilia  che  dispongono in esclusiva  di  struttura
  teatrale   ubicata   nel   territorio   regionale   idonea   alla
  rappresentazione in pubblico di spettacoli e che  effettuano  una
  stabile  programmazione stagionale di attività  di  ospitalità  e
  produzione teatrale, rimanendo esclusi dall'applicazione i teatri
  destinatari di contributi determinati per legge e per il restante
  30 per cento ad enti ed organizzazioni siciliani.'.
   16.  All'inizio  del comma 5 bis dell'articolo  14  della  legge
  regionale  29 dicembre 2003, n. 21, come introdotto dal  comma  1
  dell'articolo 63 della legge regionale 28 dicembre 2004,  n.  17,
  sostituire le parole Nelle more della definizione' con le  parole
  Nelle more, ovvero in caso di definizione negativa,'.
   17.  All'inizio  del comma 4 bis dell'articolo  15  della  legge
  regionale  29 dicembre 2003, n. 21, come introdotto dal  comma  2
  dell'articolo 63 della legge regionale 28 dicembre 2004,  n.  17,
  sostituire le parole  Nelle more della definizione' con le parole
   Nelle more, ovvero in caso di definizione negativa,'.
   18.  Al  comma  4  dell'articolo 60  della  legge  regionale  28
  dicembre  2004,  n.  17, sostituire le parole  nelle  more  della
  definizione'  con  le  parole  Nelle  more,  ovvero  in  caso  di
  definizione negativa'.
   19.  Al  comma l dell'articolo 82 della legge regionale 3 maggio
  2001, n. 6, sostituire le parole dell'articolo 164, comma 4,  del
  decreto  legislativo  29 ottobre 1999, n.  490',  con  le  parole
  dell'articolo  167, comma 4, del decreto legislativo  22  gennaio
  2004,  n. 42' e le parole all'articolo 9, comma 3, e all'articolo
  10,  comma 3, della legge 28 febbraio 1985, n. 47' con le  parole
  all'articolo 33, comma 3, e all'articolo 37, comma 2,  del  Testo
  unico  emanato  con  decreto del Presidente  della  Repubblica  6
  giugno 2001, n. 380'.
   20.  Il comma 2 dell'articolo 43 della legge regionale 26  marzo
  2002,  n.  2  e successive modifiche ed integrazioni è sostituito
  dal seguente:
   2.  Entro il 31 gennaio di ogni anno i comuni possono richiedere
  il  finanziamento  presentando istanza  sottoscritta  dal  legale
  rappresentante dell'ente per un importo non superiore  a  150.000
  euro  per  ogni comune, cui si provvede con parte delle  economie
  realizzate  al  31  dicembre  2005  sulle  assegnazioni  previste
  dall'articolo 30 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.'
   21.  I commi 3, 4 e 5 bis dell'articolo 43 della legge regionale
  26  marzo 2002, n. 2, e successive modifiche ed integrazioni sono
  abrogati».

   Comunico che all'articolo 13  sono stati presentati dal  Governo
  alcuni emendamenti. Invito lo stesso a ritirarli.

     CUFFARO  presidente della Regione. Dichiaro di ritirarli.

     PRESIDENTE   Pongo  in  votazione  l'articolo   13.    Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, per quanto riguarda l'emendamento  A12.88G,
  trattasi   di  norma  tecnica  relativa  al  patto  di  stabilità
  nazionale, obbligatorio e necessitato.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Dichiaro  improponibili i seguenti emendamenti:  A  12.89  G;  A
  12.90 G; A.12.91G; A12.92 G.
   Si  riprende l'esame dell'articolo 10 e dell'emendamento 10.4 G,
  in precedenza accantonati.
   Comunico  che  è  stato presentato dal Governo il subemendamento
  10.4.1 G , in base al quale,  dopo la parola  alle' si aggiungono
  le parole  piccole e medie' .
   Se  è  vero che non si tratta di un aggiustamento tecnico, credo
  tuttavia che sia stato voluto da tutti.
   Se,   quindi,   c'è   l'unanimità  per  questo   subemendamento,
  naturalmente lo accolgo, altrimenti lo dichiaro improponibile.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI    Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   mi   ero
  preparato a esprimere il mio voto favorevole all'articolo 10 che,
  nel  complesso,  mi  pare  risponda ad esigenze  positive.  Avrei
  soltanto detto che era pleonastico scrivere per la prima volta  o
  a titolo di rinnovo, avrei chiesto al comma 4 qualche spiegazione
  e nulla di più.
   Invece,   mi   ritrovo   un  emendamento  (lasciamo   stare   il
  subemendamento  sulla previsione  piccole e  medie )  ebbene,  mi
  ritrovo  un  emendamento  che è altra  cosa,  perché   innova  la
  previsione: se la Presidenza mi permette, leggo testualmente  due
  o  tre passaggi che dimostrano che, quanto all'esame, tecnico non
  è,  ma  è  piuttosto  politico e tradisce l'accordo  che  abbiamo
  fatto.
   Per  esempio,  al  comma  1, mi ritrovo - e lo dico  contro  gli
  interessi che rappresento,  dal punto di vista politico,  per  un
  fatto  di  onestà intellettuale - ebbene, mi ritrovo inserito  il
  commercio,  limitatamente agli esercizi di vicinato che  non  c'è
  nel   testo  originale;  mi  ritrovo,  inoltre,  una   serie   di
  riferimenti  pecuniari, per esempio si decide che  gli  oneri  da
  dare  al Dipartimento delle finanze sono pari a 65 mila euro  per
  il  2006, 60 mila euro per il 2007 e per il 2008, addirittura, si
  dice qual è l'unità prevista nell'unità di base, il capitolo,  ma
  di questo non c'è traccia nell'articolo.
   Ancora,  mi  ritrovo  70 milioni di euro,  quantificati  per  le
  agevolazioni riguardanti le imprese operanti eccetera, 14 milioni
  di  euro per le agevolazioni previste per le imprese operanti nei
  settori  della trasformazione eccetera... Insomma,  questo  è  un
  altro  articolo  che va a sostituirsi al 10, di tecnico  non  c'è
  niente, è tutto un altro articolo
   Ora,  sono  disponibile a votarlo nel collegato, a  votarlo  per
  intero, perché lo condivido, però questo tradirebbe l'impegno che
  abbiamo assunto tutti, nel ritirare i nostri emendamenti.
   Chiedo quindi che sia parimenti ritirato.

    PRESIDENTE   Onorevole Ortisi, di fronte a questa  osservazione
  e alla mancata unanimità, lo dichiaro improponibile.

     CUFFARO  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CUFFARO    presidente   della   Regione.   Signor   Presidente
  onorevoli  colleghi,  non ha senso votare l'articolo  10,  perché
  questa  è  una  norma  che  ha avuto  un  travaglio  ed  è  stato
  necessario concordarla con l'Agenzia delle Entrate: quindi, se il
  Parlamento  la  ritiene  una norma importante  ed  utile  per  lo
  sviluppo   della   Sicilia,  esitiamo  la   norma   nuova,   come
  riformulata, altrimenti il Governo ritira l'articolo  10,  perché
  così  com'è sarebbe un danno e non riteniamo opportuno che questo
  avvenga.

    FLERES  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES  Signor Presidente, onorevoli colleghi, comprendo  -  ho
  pure scritto un libro - che  ragionare stanca , ma mi rifiuto  di
  assecondare  posizioni secondo le quali il niente è peggiore  del
  poco  ovvero  posizioni  secondo cui  al  Governo  o  all'Aula  è
  impedito di perfezionare delle disposizioni, dopo aver fatto  una
  verifica  di  natura  tecnica e di natura fiscale,  relativamente
  alle norme che propone.
   Mi  rifiuto di rinunciare alla mia prerogativa parlamentare,  di
  intervenire  e  di  correggere, cioè,  questioni  che  riguardano
  interi  e ampi settori produttivi, mi si precisi, nel merito,  se
  ci sono questioni che, come tali, vanno approfondite...

    ORTISI  Questo vale per 2.300 emendamenti

    FLERES   Onorevole  Ortisi, la prego,  poc'anzi  ho  provato  a
  spiegarle  l'importanza di questa cosa e di  come  si  tratti  di
  questioni che sono state concordate con l'Agenzia delle  Entrate,
  con le categorie produttive...

    ORTISI  Ma chi è lei, onorevole Fleres...?

    FLERES    Onorevole  Ortisi,  mi  lasci  completare,   non   mi
  interrompa, la prego
   Ebbene,  dicevo,  che non rinuncio al mio diritto  e  dovere  di
  parlamentare  Non rinuncio al mio diritto-dovere di esercitare la
  mia funzione e di esprimere, con gli strumenti che il Regolamento
  parlamentare mi offre, di pronunciarmi rispetto a questo tema; se
  il  Governo desidera proporre la soppressione di questo articolo,
  padronissimo di farlo
   Per  quanto mi riguarda, voterò contro la soppressione di questo
  articolo,  non  voterò  a favore di un articolo  che,  nella  sua
  formulazione  iniziale, è assolutamente monco, anzi  vorrei  dire
  inapplicabile per i motivi che il Presidente della Regione ha già
  annunciato  poc'anzi.  Ma è inverosimile che  questo  Parlamento,
  dinanzi  alla possibilità di perfezionare, di rendere applicabile
  una disposizione, rinunci a questo percorso
   Che  ci  si confronti, piuttosto, nel merito, nei passaggi,  che
  si  dica, come ha fatto giustamente l'onorevole Speziale,  quando
  ha  detto  che  se noi non avessimo precisato  piccole  e  medie
  aziende,  avremmo  rischiato di non raggiungere  l'obiettivo  che
  l'articolo  stesso  intende  raggiungere,  perché,  diversamente,
  quelle  poche  risorse  appostate nel testo  avrebbero  corso  il
  rischio di essere assorbite da aziende che non hanno questo  tipo
  di esigenza o che non l'avvertono, tanto quanto le altre.
   Allora, se vogliamo rinunciare a ragionare, rinunciamoci
   Per  quanto  mi  riguarda, però, non rinuncio  a  ragionare,  né
  rinuncio al mio diritto parlamentare nel perfezionare norme  che,
  altrimenti,  sarebbero inutili e, anzi, in alcuni  casi,  persino
  dannose.

    CAPODICASA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPAODICASA  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  chiesto
  di  parlare perché vorrei richiamare un momento l'attenzione  dei
  colleghi  sulla portata di questo articolo, di questo emendamento
  che,  per  la sua complessità, a mio giudizio, merita appunto  un
  minimo di attenzione.
   Abbiamo   partecipato   insieme,  onorevole   presidente   della
  Regione,  all'incontro, alla conferenza - non  so  come  dobbiamo
  chiamarla  -  svoltasi  a Taormina, indetta dalla  Confindustria,
  alla  quale hanno preso parte, oltre i dirigenti di Confindustria
  medesima,  tante  illustri  personalità  che,  nel  campo   della
  fiscalità  e  dei  temi dello sviluppo, hanno apportato  un  loro
  contributo: l'assunto di fondo di quell'incontro, che ha  trovato
  ampio  riscontro e questo è un dettaglio, ma voglio dirlo,  anche
  tra  gli  esperti  che abbiamo consultato nella  definizione  del
  documento per la conferenza programmatica svoltasi qualche giorno
  addietro,   ebbene,   è   che   la   situazione   del    panorama
  imprenditoriale  della  nostra Regione è  molto  sbilanciata  sui
  settori   manufatturieri, e non solo, perché  a  bassa  intensità
  tecnologica e scarsissima incidenza verso l'export.
   La  Sicilia, infatti, ha un export del due per cento, sul totale
  nazionale,  pari alla percentuale che ha la regione  Abruzzo  sul
  totale  dell'export  italiano, che è il due per  cento  anche  la
  Puglia:  ma con una piccola differenza, però, cioè che noi  siamo
  una  regione di cinque milione e mezzo di abitanti e l'Abruzzo  e
  la  Puglia  sono  certamente  minori  per  residenti,  l'Abruzzo,
  addirittura,  è  della dimensione di una provincia  della  nostra
  Regione.
   Cosa  significa questo? Significa che l'imprenditoria siciliana,
  che è affetta già da nanismo, perché abbiamo un panorama che vede
  le imprese con addetti superiori a dieci unità pari al cinque per
  cento  del totale (e solo il dieci per cento del totale supera  i
  cinque addetti) ebbene, abbiamo un panorama che, così com'è,  non
  va  da nessuna parte in epoca di globalizzazione e competitività,
  in  un sistema aperto con la Cina e con il resto del Paese Questo
  è il dato
   Tutte  le  organizzazioni imprenditoriali e tutti  gli  esperti,
  gli economisti, sostengono che il problema dell'impresa siciliana
  è  di sfondare sul terreno dell'innovazione, della ricerca, della
  crescita di tecnologia che possa portare più valore aggiunto e la
  possa  mettere in competizione con i sistemi imprenditoriali  più
  innovativi e innovati. Allora, il punto qual è? Ciò che  chiedono
  le  imprese,  le  loro organizzazioni, non è un  provvedimento  a
  pioggia, generalizzato, che proprio perché prevede un impiego  di
  risorse limitate - mi pare cinquecento milioni - non può   quindi
  mobilitare una massa di risorse talmente ampia da sconvolgere  in
  positivo  il  sistema,   quindi occorrono  misure  selettive  che
  favoriscano   la   ricerca,   l'innovazione,   la   competitività
  dell'impresa.
   Mi   volete  dire  in  che  direzione  va  un  investimento  che
  contempli  le  imprese di costruzioni? Noi diamo i contributi  ai
   palazzinari ,   è   questo   il  provvedimento   che   riteniamo
  innovativo? Diamo i contributi a coloro che prendono appalti  per
  fare le strade?
   Onorevole   Presidente  della  Regione,  diamo   contributi   ad
  attività fortemente lucrative e che non hanno...

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Ma se  abbiamo
  previsto  il  settore  dell'informatica,  alimentare  e  bevande,
  ricerca...

    CAPODICASA   Allora,  le dico subito: attività  estrattive  che
  noi  sappiamo  sono  perfino le cave, che  cavano  pietrisco,  le
  attività estrattive non sono neanche solo il marmo; poi,  abbiamo
  le  industrie  manifatturiere, dei servizi, il che non  significa
  servizi alle imprese; servizi, infatti, sono anche le imprese  di
  pulizia;  del turismo, del commercio, limitatamente agli esercizi
  di  vicinato, insomma, diamo i contributi al negozio di  tabacchi
  sotto casa, tanto per fare un esempio...

    CINTOLA   assessore  per il bilancio e le  finanze.  Ma  queste
  previsioni  sono concordate con l'Europa, gli altri  settori  non
  sono contemplati...

    CAPODICASA  Noi dobbiamo scegliere di concentrare le  somme  su
  alcune fattispecie, perché dobbiamo aiutare quell'impresa che sia
  in  grado di fare massa critica, di fare ricerca, innovazione, di
  potersi aprire ai mercati...
   Abbiamo,  attualmente, un sistema imprenditoriale che lavora  ed
  opera sui mercati locali; se  esportiamo solo il 2 per cento  del
  totale  nazionale, ivi compresi i prodotti petroliferi, che  sono
  in  Sicilia,  voi  lo sapete, la grande parte delle  esportazioni
  (raffiniamo  più  del  45  per cento  del  totale  nazionale  del
  petrolio)  ebbene, possiamo ben capire quanto pesi, in  questo  2
  per  cento, la raffinazione dei prodotti petroliferi, quindi  noi
  non esportiamo nulla
   Allora,  vogliamo  dare qualche contentino all'imprenditore  che
  deve   fare  il   palazzetto ,  che  deve  realizzare  la  strada
  interpoderale o dobbiamo, invece, incentivare l'impresa  che  può
  competere,   portare  valore  aggiunto  ed  aprirsi  ai   mercati
  extraregionali?
   Io  dico  che sulla materia vale la pena riflettere un  momento.
  Ha ragione il Presidente della Regione quando invita a riflettere
  un  attimo.  Se  c'è, come mi pare che ci sia,  un  convincimento
  unanime    che   questo   è   un   provvedimento   da   adottare,
  perfezioniamolo, e ha ragione l'onorevole Fleres che sostiene che
  valga  la  pena  perfezionarlo, ma se non  ci  fosse  un  piccolo
  particolare  sollevato dall'onorevole Ortisi, che  credo  non  lo
  faccia per capriccio.
   Vede,  onorevole Fleres, lei ha un diritto, come noi, di  vedere
  discussi  i  propri  emendamenti,  un  diritto  inalienabile  del
  parlamentare,  però,  non  deve disconoscere  che  questo  stesso
  diritto  ce  l'ha anche l'onorevole Ortisi, come pure l'onorevole
  Capodicasa, che hanno ritirato qualcosa come 1.200 emendamenti, e
  siccome c'è un'intesa che la discussione sarebbe andata avanti in
  un certo modo...

    FLERES   L'intesa  non  può obbligarci a  votare  provvedimenti
  inopportuni...

    CAPODICASA   Se si viola questo principio, mi  pare  del  tutto
  evidente  ed  anche giusto che, allora, si torni a discutere  gli
  emendamenti che sono stati presentati da tanti parlamentari e che
  sono stati ritirati, proprio perché era intervenuto un accordo.
   Io  non  ne  faccio,  però,  neanche  una  questione  di  metodo
  astratto:  se  fossimo  d'accordo nel merito,  dico  che  avremmo
  potuto  anche superare questo ostacolo, onorevole Ortisi, ma  dal
  momento  che  c'è  un problema di perfezionamento  e  di  vederci
  meglio dentro, allora, dico di approfittarne, considerata altresì
  la disponibilità del Presidente della Regione.

    PRESIDENTE      Onorevole    Capodicasa,    sono     d'accordo.
  Accantoniamo, in attesa di trovare un testo unificato.

    ORTISI  Signor Presidente, ma l'ha già ritirato...

    PRESIDENTE   Si,  però, onorevole Ortisi, non  formalizziamoci,
  se   l'emendamento presenta, per la sua parte politica,  elementi
  di  innovazione sul testo, è improponibile, ma qui abbiamo  avuto
  un  dibattito  sul  merito che permetterebbe, qualora  lei  fosse
  d'accordo, di raggiungere una composizione.

    ORTISI  Non sono d'accordo

    PRESIDENTE   Se  lei,  per la parte politica  che  rappresenta,
  ritiene    che   sia   un'innovazione,   naturalmente,   dichiaro
  improponibile   l'emendamento.  E'   chiaro   che   il   discorso
  dell'onorevole   Fleres  non  tiene  conto  di   questo   binario
  impostoci.  Il  testo è quello che è, ma se si devono  introdurre
  modifiche, ciò non toglie che sia l'onorevole Fleres che tutti  i
  deputati possano farlo.

    CUFFARO  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CUFFARO    presidente   della   Regione.   Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi,  credo  che  siamo  riusciti,  stasera,  con
  l'impegno  di  tutti - e vorrei riconoscerlo pubblicamente   -  a
  mantenere gli accordi e gli impegni, per l'approvazione di questa
  finanziaria,    voglio    dirlo   soprattutto    nei    confronti
  dell'onorevole  Ortisi, nel non presentare  emendamenti,  se  non
  fossero soltanto tecnici.
   E,  sotto  questo  punto  di vista, ho il  dovere  di  dire  che
  l'onorevole Ortisi pone un problema giusto, poiché questo  non  è
  un  emendamento strettamente tecnico, perché presenta infatti una
  variazione.
   Abbiamo  dovuto  confrontarci con il Ministero delle  Finanze  e
  l'Agenzia  delle  Entrate, perché, anche  per  questa  norma,  da
  quando è stata pensata dai nostri parlamentari, dal Governo  -  e
  cioè  tre,  quattro mesi fa - a quando è arrivata in  Aula,  sono
  stati fatti passi in avanti, anche dal Governo nazionale, il  che
  ci impone oggi a rivedere questa norma.
   Ne  dico  una  per  tutti, per esempio -  cogliendo  l'occasione
  anche dell'intervento propositivo sia dell'onorevole Speziale che
  dell'onorevole Capodicasa -  riguardante le categorie che possono
  avere  accesso al credito: abbiamo scelto di inserire  le  stesse
  categorie  che  hanno  già  avuto il via  libera  dalla  Comunità
  europea, sulla proposta fatta dal Governo nazionale con la  legge
  388. Se facessimo scelte diverse, infatti, rischieremmo di andare
  incontro a una possibile infrazione comunitaria.
   Questo è quanto avvenuto tra quando abbiamo presentato la  norma
  in   Finanziaria    e   adesso  che  ci  stiamo   attivando   per
  l'approvazione.
   Credo,  però,  che l'onorevole Ortisi non abbia torto,  anzi  ha
  proprio  ragione.  Vorrei chiedere, tuttavia, ferma  restando  la
  disponibilità  di  tutti,  e  considerato  che  questa   norma  è
  condivisa da tutti politicamente, anche dall'onorevole Ortisi che
  ha  voluto sollecitarla in tal senso, e sotto il  punto di  vista
  tecnico  ha ragione - lo ribadisco - perché ci sono delle novità,
  ebbene, se ci si può fermare un attimo per modificarla e renderla
  applicabile per i  siciliani, trattandosi di una norma vera.
   Credo  che tutti insieme faremmo una giusta cosa per le  imprese
  siciliane,  considerato l'impegno già assunto  e  che,  pertanto,
  dovrebbe essere mantenuto.
   Chiedo,  quindi, all'onorevole Ortisi, che ha posto un  problema
  giusto,  se ritiene di poterlo superare, fermandosi un attimo  e,
  in  tal caso, riscrivendo la norma come propone, in alcune parti,
  l'onorevole Capodicasa, dando così un senso a questa Finanziaria:
  ho  il  dovere  di dire che questa è la norma che da  davvero  un
  senso  a questa Finanziaria, altrimenti, avremmo fatto una  legge
  tecnica  che  non avrebbe lo stesso  valore qualora  approvassimo
  l'articolo così come riformulato.
   Colgo  l'occasione per dire, signor Presidente, perché purtroppo
  nella  farraginosità dei lavori rischiamo poi di  perdere  tempo,
  che è stato erroneamente - e me ne assumo tutte le responsabilità
  - presentato all'articolo 11 l'emendamento 11. 5 G, erroneamente,
  dicevo, poiché andava presentato all'articolo 9, ed è esattamente
  l'emendamento che sostiene l'affidamento di tutte le  risorse  ai
  Comuni.
   E'  un  errore  madornale, perché è stato  inserito   due  volte
  all'articolo 11, quando invece va inserito all'articolo 9:   sono
  le  condizioni con le quali il Governo  ripropone, per intero, le
  risorse accennate dall'onorevole Giannopolo.

     ORTISI  Scriviamo però  sono  piuttosto che  possono essere .

     CUFFARO  Presidente della Regione. No, no, onorevole, i  soldi
  ci  sono  tutti,  diciamo che possiamo utilizzare  anche  risorse
  dell'articolo 38 per le spese di investimento

     PRESIDENTE   Resta  inteso,  presidente  Cuffaro,   che   sarà
  rivisto in sede di coordinamento del testo.

    LACCOTO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LACCOTO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo  che
  quando si ha il diritto, il diritto valga per tutti, questo è  un
  fatto, né io mi innamoro di idee già presupposte eccetera;  siamo
  tutti   intelligenti   e  cerchiamo  di  adeguarci   alle   varie
  situazioni,  però,  anche nell'emendamento  aggiuntivo  -  mi  si
  permetta - ci sono delle contraddizioni, di fatto, perché, mentre
  da  una parte si parla di 500 mila euro per ogni richiesta, a  un
  certo  punto, al comma 13, si dice, ecco non capisco tra  l'altro
  perché:   Ai  fini dell'autorizzazione comunitaria  sulle  misure
  agevolative previste dal presente articolo, per il periodo  2006-
  2008, le risorse finanziarie da destinare alle grandi imprese non
  possono  superare,  complessivamente,  i  seguenti  importi:   70
  milioni  di  Euro  per  le  agevolazioni riguardanti  le  imprese
  operanti  nei  settori delle attività estrattive e manifatturiere
  del  servizio del turismo, eccetera; 14 milioni di  Euro  per  le
  agevolazioni  previste per le imprese operanti nei settori  della
  trasformazione  dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura;  14
  milioni  di  Euro  per  le  agevolazioni riguardanti  le  imprese
  agricole di cui al presente comma ...
   Insomma,  ora  non è che io sia aprioristicamente contrario  che
  si  riscriva la norma, però, essa deve avere un senso, perché  da
  questo  articolato, sembrerebbe che stiamo dando il grosso  delle
  somme  alle  grandi imprese estrattive e, quindi,  ci  troveremmo
  nelle  condizioni di cui si diceva prima - ENI ed altre questioni
  -   che   assorbirebbero  tutte  quelle  che  sono  le  questioni
  riguardanti proprio tali agevolazioni.
   L'articolato si potrebbe rivedere, ma bisognerebbe rivedere  per
  le  piccole e medie imprese, bisognerebbe stabilire se  sono  500
  mila  Euro  per ogni richiesta e non si può certo,  sotto  sotto,
  prevedere i 70 milioni di Euro per il triennio, il che mi  sembra
  una follia.

     CRISAFULLI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CRISAFULLI   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  chiedo
  scusa   ai  colleghi,  ma  noi  corriamo  il  rischio,  onorevole
  assessore   Cintola,   mi  perdoni,  corriamo   il   rischio   di
  impantanarci  in  una discussione che procede  per  opinioni,  ci
  convinciamo, via via che andiamo avanti, che stiamo  facendo  una
  cosa   interessante,   senza   tuttavia   renderci   conto   che,
  probabilmente, non raggiungiamo l'obiettivo.
   Avevo  apprezzato  l'opinione del Presidente dell'Assemblea  che
  aveva  chiesto  di  accantonarlo  momentaneamente  e,  se  ce  la
  facevamo,  di vedere, eventualmente, un testo che potesse  essere
  accolto da tutti.
   Ma,  intanto,  accantoniamolo, vediamo se c'è questo  testo  che
  potrebbe   essere  apprezzato  da  tutti  e  poi   decidiamo   se
  accoglierlo o meno, perché, altrimenti, continuiamo  a  fare  una
  discussione inutile, ad allungare il dibattito, senza che ci  sia
  un costrutto.
   Per  quanto mi riguarda, ho il dovere di dire, fin da  ora,  che
  sarebbe  più  opportuno che questo testo fosse  varato  in  altra
  occasione,   fosse  spostato  ad  altra  iniziativa  legislativa,
  perché,   questo   aspetto,  aiuterebbe   i   lavori   d'Aula   e
  consentirebbe, a tutto il Parlamento, di ragionare rispetto  alla
  vicenda  specifica  degli  aiuti alle  imprese,  in  maniera  più
  razionale, compiuta e conducibile.

     PRESIDENTE   Onorevole  Ortisi,  in  fondo,  è  lei   che   ha
  sollevato   le   condizioni  politiche,  ma  legittimamente,   ha
  sollevato  un problema e ha ricevuto una sollecitazione,  in  tal
  senso,  dal  Presidente  della  Regione  di  recedere  da  questa
  posizione di negazione del diritto emendativo.
   Bene,  se  lei cambia opinione, nel senso di aderire all'ipotesi
  di  trovare  un  testo  condiviso.  Pertanto   ritorno  alla  mia
  proposta  iniziale  di  accantonare l'articolo  per  trovare  una
  soluzione.
   Onorevole  Ortisi,  se  lei insiste sulla  sua  posizione,  devo
  ritenere improponibile l'emendamento.

    LEANZA NICOLA . Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LEANZA  NICOLA .  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ha
  ragione  il Presidente Cuffaro quando dice che questa è la  norma
  qualificante di questa finanziaria. E' ovvio, è indubbio
   In  questi  mesi, tutti quanti abbiamo parlato di  fiscalità  di
  vantaggio,  di mancanza del credito di imposta, di una  serie  di
  aiuti da dare alla nostra economia ma poi, quando si arriva  alle
  conclusioni, ovviamente abbiamo delle perplessità,  che  sono  di
  tipo diverso da quello che ha posto l'onorevole Ortisi.
   Considerato  che,  quasi  unanimemente,  siamo  d'accordo  sulla
  validità dell'iniziativa, anche se anch'io concordo sul fatto che
  forse  dovremmo  rischiare  un po' di più,  perché  questa  norma
  stabilita  per  alcuni settori, e non per altri,  che  certamente
  sono  trainanti per la nostra economia, può anche non  servire  a
  nulla o può soltanto servire a chi di fatto prende e poco dà.
   Abbiamo l'esigenza - lo diceva poco fa l'onorevole Capodicasa  -
  di  fare  una norma importante, che possa in qualche modo aiutare
  la  nostra economia. Fermo restando che è fondamentale aggiungere
  la  dicitura  piccole e medie imprese , perché le grandi  imprese
  non  sono  siciliane - magari fanno la globalizzazione, poi  però
  tengono i nostri giovani con il contratto di formazione lavoro e,
  comunque, in genere, prendono il credito d'imposta e vanno via  -
  abbiamo  l'esigenza  nei  settori  dell'innovazione  tecnologica,
  della ricerca, di sistemare alcune cose.
   Allora,  la  proposta del Presidente della Regione, la  proposta
  del   Presidente   dell'Assemblea,  la  proposta   dell'onorevole
  Crisafulli,  è  quella  di  riflettere sull'eventualità  di  fare
  un'unica  deroga, condivisa da tutti, alle regole  che  tutti  ci
  siamo   dati   nel  rinunciare  agli  emendamenti  non   tecnici,
  accantonando  questo  articolo  e cercando  di  verificare  quali
  possano essere le indicazioni per potere migliorare il testo.
   E'  questo un appello forte che faccio al Parlamento affinché si
  dia un senso a questa finanziaria che, debbo dire, quest'anno  ha
  preso una via giusta.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ringrazio  la
  Presidenza ed il Presidente della Regione per il tono  usato  che
  riconosce  diritti,  perché noi tutti sapevamo  del  rischio  che
  comportava  la decisione ardua di ritirare tutti gli emendamenti;
  sapevamo  che,  probabilmente ci sarebbe potuto andare  di  mezzo
  qualcuno degli emendamenti fondamentali.
   A    Ragionare  stanca   dell'onorevole  Fleres,  che  ho  avuto
  l'onore  di leggere, vorrei aggiungere alla Andreotti,  ragionare
  stanca  chi  non  lo  fa . Perché ragionare ha  due  maniere:  un
  ragionamento  che  tende  ad un fine precostituito  che  i  greci
  chiamavano  metis , cioè furberia, che non ha nulla a che  vedere
  con  il ragionare, ed un altro ragionare che appartiene al filone
  del   logos ,  del ragionamento organico della filosofia,  che  è
  disinteressato  e  che poi porta come conseguenza,  a  volte,  il
  trionfo della propria tesi o anche della tesi di altri.
   Mi  riferisco al fatto che ognuno di noi pensa che, fra i  2.300
  emendamenti,  qualcuno importante per le sorti della  Sicilia  ci
  sarà pure stato. Per questo noi non accettiamo la graduatoria  di
  merito degli emendamenti e dei subemendamenti.
   D'altra  parte,  quando il Presidente Cuffaro  riferisce  di  un
  parere   del  Ministero  delle  entrate,  non  penso   che   tale
  osservazione l'abbia ricevuta alle 12,30 di stanotte e quindi  ha
  provveduto alla correzione del testo. Credo che questo, che viene
  presentato adesso come emendamento, avremmo potuto leggerlo anche
  prima.
   Il  discorso  non  è pregiudiziale, però voi mi consentirete  di
  sfruttare l'occasione per dichiarare l'insipienza del Governo. E'
  il  gioco  della  dialettica politica  Tuttavia,  sull'argomento,
  siccome  resta  unicum,  solo nel caso in cui  nessuno  nell'Aula
  riprendesse   la   mia  posizione,  potrei  concordare   con   l'
  accantonamento, non escludendo che venga ritirato. Ma se anche un
  solo  collega  riprendesse la mia posizione, voi  capite  che  io
  avrei grandissime difficoltà a fare il buono di fronte al cattivo
  di turno.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che
  abbiamo  eccessivamente  caricato di  responsabilità  l'onorevole
  Ortisi rispetto a questo tema e ritengo che sia giusto e doveroso
  assumerci  le nostre responsabilità rispetto ad un principio  che
  non è solo dell'onorevole Ortisi ma dell'intero Parlamento.
   Vorrei capire, nel momento in cui ci sarà un deputato che  porrà
  all'attenzione  dell'Assemblea una norma che riterrà  necessaria,
  utile,   fondamentale  per  lo  sviluppo  della  Sicilia,   dalla
  stabilizzazione  dei  forestali alla  estrazione  delle  cave  di
  pomice,   dalle   norme  riguardanti  Messina  alle   norme   che
  interessano i concorsi per il primariato, se convinceremo l'Aula,
  se si porrà lo stesso tema, ovvero quello di accantonare la norma
  e vedere di trovare una mediazione per una formulazione gradita a
  tutto  il  Parlamento. Se questo principio varrà anche per  altri
  casi,  sono  pronto  a dire di si, altrimenti  chiedo  che  venga
  mantenuto il principio stabilito all'inizio della seduta.

    PRESIDENTE  Dispongo l'accantonamento dell'articolo 10.
   Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:

                            «Articolo 14
                      Fondi globali e tabelle.

   1.   Gli   importi  da  iscrivere  nei  fondi  globali  di   cui
  all'articolo  10 della legge regionale 8 luglio 1977,  n.  47,  e
  successive  modifiche ed integrazioni, per il  finanziamento  dei
  provvedimenti legislativi che si perfezionino dopo l'approvazione
  del  bilancio, restano determinati per ciascuno degli anni  2006,
  2007  e  2008 nelle misure indicate nelle Tabelle A e B, allegate
  alla   presente  legge,  rispettivamente  per  il  fondo  globale
  destinato  alle  spese correnti e per il fondo globale  destinato
  alle spese in conto capitale.
   2.  Ai  sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera c), della  legge
  regionale  27  aprile  1999,  n. 10, e  successive  modifiche  ed
  integrazioni,   le  dotazioni  da  iscrivere  in   bilancio   per
  l'eventuale rifinanziamento, per non più di un anno, di spese  in
  conto  capitale autorizzate da norme vigenti e per le  quali  nel
  precedente  esercizio sia previsto uno stanziamento di competenza
  sono  stabilite  negli importi indicati, per l'anno  2006,  nella
  allegata Tabella C.
   3.  Ai  sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera d), della  legge
  regionale  27  aprile  1999, n. 10, le  autorizzazioni  di  spesa
  recate dalle leggi indicate nella allegata Tabella D sono ridotte
  degli  importi stabiliti, per ciascuno degli anni  2006,  2007  e
  2008, nella Tabella medesima.
   4.  Ai  sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera e), della  legge
  regionale   27   aprile  1999,  n.  10,  così   come   modificato
  dall'articolo 56, comma 1, della legge regionale 3  maggio  2001,
  n.  6,  le autorizzazioni di spesa recate dalle leggi a carattere
  pluriennale  indicate nella allegata Tabella  E  sono  rimodulate
  degli importi stabiliti, per ciascuno degli anni finanziari 2006,
  2007 e 2008, nella Tabella medesima.
   5.  Ai  sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera f), della  legge
  regionale 27 aprile 1999, n. 10, le leggi di spesa indicate nella
  allegata Tabella F sono abrogate.
   6.  Ai  sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera g), della  legge
  regionale 27 aprile 1999, n. 10, gli stanziamenti autorizzati  in
  relazione  a  disposizioni  di legge  la  cui  quantificazione  è
  demandata alla legge finanziaria sono determinati nella  allegata
  Tabella G.
   7.  Ai  sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera h), della  legge
  regionale  27  aprile  1999, n. 10,  i  contributi  e  gli  altri
  trasferimenti  in  favore  di  associazioni,  fondazioni,  centri
  studio  ed  altri organismi comunque denominati nonché  le  altre
  spese  continuative annue sono determinati nella allegata Tabella
  H.
   8.  Ai  sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera i), della  legge
  regionale  27  aprile 1999, n. 10, le spese autorizzate  relative
  agli  interventi di cui all'articolo 200, comma  1,  della  legge
  regionale  23 dicembre 2000, n. 32, sono indicate nella  allegata
  Tabella I.
   9.  Ai  sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera l), della  legge
  regionale 27 aprile 1999, n. 10, gli importi dei nuovi limiti  di
  impegno   per  ciascuno  degli  anni  considerati  dal   bilancio
  pluriennale,   con  l'indicazione  dell'anno  di   decorrenza   e
  dell'anno terminale, sono determinati nella allegata Tabella L».

   Onorevoli  colleghi, l'emendamento 11.5 G è  stato  erroneamente
  riferito all'articolo 11 anziché all'articolo 9.
   Poiché  si tratta di un disguido tecnico ed obiettivo,  riprendo
  l'emendamento e lo pongo in votazione.
   Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Sospendo l'esame dell'articolo 14 per passare alle Tabelle.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
  onorevoli  colleghi, vorrei far notare la discrasia presente  nel
  bilancio  e  nell'attività dell'amministrazione fra i  contributi
  che  vengono  assegnati  ad associazioni che  svolgono  per  anni
  interi azione meritoria nel quantum rispetto ad eventi che durano
  un  giorno.  Se si fa un excursus, e si vede il rapporto  tra  le
  attività anche dell'Assemblea, oltre che del Governo, relative ad
  avvenimenti singoli rispetto a assegnazioni ad enti che, per anni
  interi,  agiscono meritoriamente nel regolamento del  territorio,
  si  nota  che  c'è una discrasia. Chiedo pertanto  al  Presidente
  Cuffaro  di  fare in modo di correggere, magari nel collegato  di
  cui si parlava, tale discrasia.

    PRESIDENTE  Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 2.12, è ripresa alle ore 2.15)

   La seduta è ripresa.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CRACOLICI     Signor    Presidente,    onorevoli     colleghi,
  relativamente alle Tabelle, in particolare alla tabella A, vorrei
  sottolineare gli accantonamenti negativi.
   Nella  scorsa finanziaria, abbiamo iscritto tra le  entrate  del
  bilancio  della Regione un previsione di 300 milioni di euro  per
  la   dismissione   del  patrimonio  ospedaliero  siciliano,   che
  prevedevamo di fare nel corso dell'anno 2005. Mi risulta  che  di
  quella  previsione  di  entrata, come era facile  dimostrare,  le
  entrate sono state pari a zero.
   Adesso  si vuole fare un'altra operazione, per quello che serve,
  perché è chiaro che questo bilancio si regge su un presupposto di
   falso in bilancio , non solo per le argomentazioni che ha  detto
  l'onorevole Capodicasa relativamente al fatto che iscriviamo  tra
  gli  accantonamenti negativi i fondi dell'articolo 37  e  38,  ma
  perché  prevediamo entrate per 719 milioni di  euro,  cioè  quasi
  1500  miliardi  delle vecchie lire, per la dismissione  dei  beni
  delle aziende sanitarie ed ospedaliere siciliane.
   Una  tale dimensione di dismissione, presuppone il fatto che  si
  ha  l'intenzione di vendere gli ospedali con tutto quello che c'è
  dentro. Questa era una vecchia idea che il suo predecessore tentò
  in  quest'Aula  quando  inaugurò l'operazione  che  prevedeva  la
  vendita  ed il riaffitto delle strutture ospedaliere. Ma  qui  si
  parla solamente di vendita.
   Mi  auguro  che  queste  cifre non siano veramente  possibili  e
  pensabili, altrimenti le conseguenze sarebbero di ben altro tipo.
  Se  dovessimo attivare, con le dimensioni che qui si  propongono,
  la  dismissione di cui si parla, non solo in Sicilia si morirebbe
  per  la  sanità,  ma  sarebbe addirittura  difficile  trovare  un
  ospedale
   Ritengo,che  si  sia fatta la scelta di fare una  operazione  di
  trucco in bilancio utilizzando, forse nel momento meno adatto per
  la  vita  della Sicilia e per la psicosi che in atto si vive,  un
  bene  assoluto  che  è  la sicurezza della salute  dei  cittadini
  siciliani  -  e  quindi  i  luoghi  di  sicurezza,  gli  ospedali
  innanzitutto - per fare una mera operazione finanziaria, per  far
  quadrare i conti del bilancio della Regione.
   Come  nel  2005, ancor più nel 2006, ritengo questa  una  scelta
  vergognosa  e  che fa vergogna a questo Governo che  utilizza  il
  sistema  Salute  per fare trucchi contabili.

     CINTOLA   assessore  per il bilancio e le  finanze  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CINTOLA   assessore  per  il bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, ritengo che  l'ora  tarda  possa
  anche  farci  prendere grossi abbagli, e quindi volevo  riportare
  tutto dentro i limiti di una corretta valutazione.
   Noi  abbiamo  previsto, per l'anno precedente,  150  milioni  di
  euro  per  le  dismissioni, e venivamo da una previsione  di  335
  milioni del precedente Governo, anche quelli andati a vuoto.
   Ma  non  si  può  disconoscere quello che è avvenuto  in  questo
  anno.  Abbiamo  fatto l'advisor, abbiamo costituito  la  società,
  abbiamo  fatto  una gara di previdenza pubblica in  cui  si  sono
  presentati colossi, abbiamo aggiudicato questa stessa  gara,  non
  per  la vendita ma per la valorizzazione e la commercializzazione
  dei  beni immobili della Regione siciliana, con un patrimonio che
  ci  porterebbe chissà a quali cifre reali per porre finalmente in
  essere la definizione dei conti.
   Onorevole  Cracolici, tutto questo ci consente  di  poter  dire,
  con  certezza assoluta che le entrate del bilancio di  previsione
  per  il  2005 sono state centrate al millesimo; sulla dismissione
  di  cui  Lei  ha parlato non si è registrata soltanto un'entrata,
  perché  necessitava  di quei passaggi di  grande  validità  e  di
  grande spessore che oggi ci portano ad avere la società di  scopo
  già definita, con il suo Consiglio di Amministrazione.
   Ci  sono  tutti i presupposti affinché l'anno 2006 possa  essere
  l'anno  in cui si possa iniziare questa dismissione, valorizzando
  e  commercializzando  quegli ospedali che  adesso  non  sono  più
  ospedali  e  che, non essendo usati in maniera ottimale,  possono
  rendere un utile alla Regione. Non c'é vergogna in questo
   Se  c'è  una  cosa di cui questo Governo può vantarsi  -  ed  io
  personalmente  lo  faccio - è il fatto che  le  entrate  di  quel
  bilancio sono state rispettate; per quanto riguarda le spese  non
  sono  abituato a fare miracoli, tento di fare il mio dovere  fino
  in  fondo  sperando  di non essere aggredito sulle  cose  che  ho
  tentato, modestamente, di portare a termine.
   Sul  piano  tecnico probabilmente l'onorevole Ortisi  può  anche
  avere  ragione, ma se questa sera non dovessimo trovare l'accordo
  sulla  fiscalità  di vantaggio, il danno che  avremmo  reso  alla
  Sicilia  e  ben più grande di tutte le leggi omnibus che  abbiamo
  fatto  -  vergognose  a volte, importanti in  altre  occasioni  -
  perché  stiamo dando alla Sicilia un peso grave di una  mortalità
  che non spetta a noi.
   E'   da  due  mesi  che  questa  finanziaria  è  in  Commissione
  bilancio,   e   se   questa   sera  ci  dovessimo   assumere   la
  responsabilità di rinviare questo articolo 10 o non approvarlo, a
  me  non  succederebbe nulla ma alla Sicilia, ai  siciliani,  alle
  imprese  ed  alla  loro produttività avremmo dato  un  colpo  non
  indifferente, dal quale mi voglio dissociare in termini politici,
  personali e di siciliano vero.

     GIANNOPOLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  per  sollevare un problema di grande interesse, oggetto anche  di
  un emendamento che ho presentato alla Tabella A.
   L'Assessore  per l'agricoltura ha concluso con le organizzazioni
  sindacali  un  importante accordo che riguarda  la  rimodulazione
  dell'intera legge 16/96, la legge sulla forestazione,  che  tende
  ad  essere  una norma di riforma in materia di politica forestale
  in questa Regione.
   Quest'accordo che, giustamente, è stato propagandato come  fatto
  positivo,  tuttavia  ha  bisogno  di  due  cose:  la  prima   che
  quell'accordo diventi disegno di legge nel settore forestale, che
  il Governo si era impegnato ad emanare e che invece ancora non ha
  emanato;  la  seconda, per poter dare attuazione a  quell'accordo
  occorre anche che in questa sede possiamo prevedere le somme,  al
  fine  di poter coprire, dal punto di vista finanziario, la  legge
  di modifica alla legge 16/96.
   Siccome  il  Governo  si  era  anche impegnato  pubblicamente  a
  trovare,  dal  momento  dell'accordo al  momento  dell'esame  dei
  documenti  finanziari,  le  risorse necessarie  da  appostare  in
  Tabella,   credo  che  a  questo  si  debba  dare   un   seguito.
  Diversamente, così come è stato detto in  altre circostanze e per
  altri  problemi di grande rilevanza, vorrei ricordare che  questo
  Governo  ha promesso un anno e mezzo fa di fare la riforma  della
  formazione professionale, di stabilizzare tutto il precariato, di
  fare  la riforma del settore forestale, di fare la grande riforma
  urbanistica, tutte cose che puntualmente non sono state fatte.
   Non  dispero  che  ulteriori buone cose per la  Sicilia  possano
  essere  fatte  in queste ultime settimane che ci  separano  dalla
  chiusura  della legislatura, ma qui al fine di rendere  credibili
  le cose che si sono dette, occorre dare una traduzione in termini
  di  previsione di bilancio, in questo caso di appostamento  delle
  relative somme nella legge finanziaria.
   In  questo  senso è stato presentato un emendamento, che  invito
  il  Governo  a  valutare  positivamente.  Diversamente,  dovremmo
  giudicare   i   comportamenti   del   Governo   non   solo   come
  contraddittori,  ma  anche  come  atteggiamenti  che  tendono   a
  produrre  effetti  deleteri  sull'economia  e  sulla  popolazione
  siciliana.

    LACCOTO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LACCOTO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  vorrei  porre
  l'attenzione del Presidente della Regione sulle minori spese  per
  il 2006, dove sono previsti 119 milioni di euro in meno agli enti
  locali.
   Assessore Cintola, non è possibile che da una parte si  presente
  un  emendamento per aumentare le spese di 105 milioni di  euro  e
  dall'altra,  nella  tabella  della finanziaria,  si  tolgono  119
  milioni come minori spese per gli enti locali. Credo che  vi  sia
  una contraddizione di termini.
   E' chiaro che il Governo deve fare luce su questo punto.

    PRESIDENTE   Si  passa agli emendamenti alle  Tabelle  relative
  agli stralci approvati nei giorni scorsi.
   Si  passa  all'emendamento 1066/A Stralcio 1.  Il  parere  della
  Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

     PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE   Lo  pongo in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1066/A Stralcio 2.  Il  parere  della
  Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

     PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE   Lo  pongo in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1066/A Stralcio 3.  Il  parere  della
  Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

     PRESIDENTE  Il parere del Governo?

        CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1066/A Stralcio 4.  Il  parere  della
  Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1066/A Stralcio 5.  Il  parere  della
  Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

     PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE   Lo  pongo in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  poiché   sono   intervenute
  riscritture  delle  tabelle, sospendo brevemente  la  seduta  per
  consentire agli uffici di distribuire i nuovi testi.

    (La seduta, sospesa alle ore 02,30, è ripresa alle ore 02,33)

  La seduta è ripresa

   Onorevoli  colleghi, pongo in votazione la Tabella A, nella  sua
  riscrittura.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvata)

   Pongo  in  votazione  la  riscrittura della  Tabella  B.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvata)

   Pongo  in  votazione  la  riscrittura della  Tabella  C.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                           (E' approvata)

   Pongo  in  votazione  la riscrittura della   Tabella  D.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                           (E' approvata)

   Pongo  in  votazione  la riscrittura della   Tabella  E.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                           (E' approvata)
   Pongo  in  votazione  la riscrittura della   tabella  F.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                           (E' approvata)

   Pongo  in  votazione  la  riscrittura della  Tabella  G.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                           (E' approvata)

   Pongo  in votazione la tabella H. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (E' approvata)

   Pongo  in  votazione  la  riscrittura della  Tabella  I.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                           (E' approvata)

   Pongo  in  votazione  la  riscrittura della  Tabella  L.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                           (E' approvata)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 14 nel  suo  complesso.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                           (E' approvata)

   Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:

                            «Articolo 15
            Effetti della manovra e copertura finanziaria

   1.   Gli   effetti  della  manovra  finanziaria  e  la  relativa
  copertura  derivanti  dalla  presente  legge  sono  indicati  nel
  prospetto allegato al presente articolo.
   2.  Le  disposizioni  della  presente  legge  si  applicano  con
  decorrenza dall'1 gennaio 2006.»

   Lo  pongo in votazione nel suo complesso. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.
                           (E' approvato)

   Onorevoli    colleghi,   dobbiamo   risolvere    la    questione
  sull'articolo   10,   prima  di  procedere   con   la   votazione
  dell'articolo 16.

     SPEZIALE  Signor Presidente invitiamo il Governo a ritirarlo.

     PRESIDENTE  Onorevole Presidente della Regione,  l'Aula  è  in
  attesa  della decisione del Governo. Vi è stata una  richiesta  a
  ritirarlo,  altrimenti  debbo  assumermi  la  responsabilità   di
  dichiararlo inammissibile, tuttavia, onorevole Fleres, siccome si
  è  impegnato  apertamente ed egregiamente a sostenere  l'articolo
  10, attendiamo un suo intervento.

    FLERES  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES  Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, non è che  io
  voglia  intestardirmi su una disposizione ma, ho  tentato  con  i
  colleghi,  di  perfezionare quel testo evitando di incorrere  nei
  rischi  che  sono stati opportunamente paventati, tant'è  che  ho
  dato  al Presidente della Regione una ipotesi nella quale vengono
  eliminate  le  attività estrattive, le attività di produzione  di
  energia  elettrica ed eolica, e  vengono inserite  le  piccole  e
  medie imprese.
   Io  credo  che  questo articolo, così come è  concepito,  tenuto
  conto  anche  di due limiti che noi abbiamo, quello  legato  alla
  disposizione di carattere nazionale, già autorizzata  dall'Unione
  Europea, alla quale disposizione il testo si rende contestuale e,
  dall'altra,   il   limite  legato  alla  codificazione   presente
  nell'Agenzia  delle entrate che ci impedisce di fare  particolari
  movimenti rispetto a questo emendamento.
   Io  considero questo argomento estremamente qualificante per  la
  ormai  scarna, stavo per dire quasi inutile, manovra  finanziaria
  che  abbiamo compiuto, perchè non c'è nulla che dia un  cuore   a
  questa manovra finanziaria.
     Questa  manovra  finanziaria,  depurata  di  questa  norma,  è
  assolutamente  un'operazione  computistica  del  tutto  priva  di
  qualsiasi scelta di natura politica; non credo che serva, né alla
  maggioranza, che l'ha proposta, né all'opposizione,  nel  momento
  in  cui le osservazioni che sono state formulate dall'opposizione
  sono  state  accolte, anche perché, oggettivamente,  l'originaria
  formulazione  poteva farci incorrere in qualche  pericolo  legato
  all'erosione del Fondo, peraltro esiguo, da parte di  aziende  di
  dimensioni  maggiori,  che  avrebbero  sostanzialmente  intaccato
  pesantemente  quella  che  è la dimensione  media  delle  imprese
  siciliane e le loro aspettative relativamente a questa misura  di
  aiuto.
   Io  mi rimetto, ovviamente, appartenendo alla maggioranza,  alle
  decisioni che assumerà il Presidente della Regione, dico però che
  è  veramente  un peccato se quest'Aula non coglie  l'esigenza  di
  determinare una simile misura di aiuto che è, contemporaneamente,
  attesa dal nostro mondo produttivo e, nello stesso tempo, offre a
  questo disegno di legge, assolutamente acritico e privo di scelte
  politiche,  quanto meno una caratterizzazione che  è  indirizzata
  verso  un  processo di sviluppo che nelle altre disposizioni  non
  appare in maniera così evidente.

    ZAGO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ZAGO  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  io concordo  con
  l'onorevole  Fleres  quando evidenzia  che,  in  buona  sostanza,
  questa   finanziaria  è  una  finanziaria   senz'anima,   è   una
  finanziaria  senza  una  filosofia, che non  ha  una  idea  dello
  sviluppo della Sicilia.
   Questo  lo  dico  non solo perché non c'è nulla  nell'articolato
  che  vada  in  direzione delle problematiche aperte della  nostra
  regione, ma lo dico anche perché negli emendamenti presentati dal
  Governo  e in quelli anche ritirati non c'è nessun intervento  in
  direzione dell'agricoltura, né dell'artigianato, né  in direzione
  delle infrastrutture.
   Eppure,  questa finanziaria era stata giustamente,  perché  così
  è,  presentata come una delle ultime occasioni, se  non  l'ultima
  occasione, nella quale potere intervenire in determinati settori.
   Che  dire del Presidente della Regione che non più tardi di  una
  settimana fa in provincia di Ragusa ha assunto degli impegni  ben
  precisi con gli allevatori della zootecnia del modicano.
   Che  dire  dell'assessore Leontini che ha assunto degli  impegni
  ben  precisi con gli allevatori non solo per lo smaltimento delle
  carcasse ma anche per le quote latte.
   Che  dire  dei  mancati  interventi per gli  artigiani  che  non
  possono  essere  liquidati, e la  precisazione dell'assessore  Lo
  Monte  che  con  il suo intervento ha confessato l'impotenza  del
  Governo di mantenere  gli impegni.
   Che  dire,  Presidente, delle sue affermazioni quando  ha  detto
  che  sul  piano delle infrastrutture il Governo ha fatto  la  sua
  parte, se è vero come è vero che l'aeroporto di Comiso entrerà in
  esercizio  nel  2008  e  che  la  Siracusa-Ragusa-Gela  è   stata
  iniziata.
   Che  dire  di tutto questo quando si consideri quello che  è  il
  gap   infrastrutturale che separa ancora dalle altre regioni  non
  solo d'Europa ma anche del resto dell'Italia.
   Che  dire  quando  i  collegamenti  della  nostra  regione  sono
  precari  non  solo  per quanto riguarda il  collegamento  con  le
  altre,  ma  anche  per  quanto riguarda la  mobilità  all'interno
  dell'Isola.
   E  allora è vero, nella finanziaria, negli emendamenti di  parte
  governativa  non  ci  sono risposte, non ci  sono  interventi,  e
  quindi  comprendo  che da questo punto di vista l'articolo poteva
  rappresentare, anzi,  può rappresentare una risposta. Ma  proprio
  per questo noi pensiamo che sia il caso di rinviarlo non solo per
  un esame nel merito, per andare a vedere meglio come intervenire,
  su  che  cosa intervenire, ma perché pensiamo che rinviandolo  al
  collegato,   agli  altri  disegni di legge  che  saranno  esitati
  dall'Aula  più  compiutamente, si potrà  avere  un  quadro  degli
  interventi  necessari  per intervenire nei settori  che,  adesso,
  invece affronta solo a livello emergenziale.
   Queste  sono le ragioni per le quali come gruppo dei Democratici
  di Sinistra pensiamo si debba soprassedere, e che l'articolo 10 e
  quindi  l'emendamento successivo debbano essere rinviati  proprio
  perché  abbiamo  rinunciato a fornire risposte  in  direzione  di
  determinati problemi.

     PRESIDENTE   Poiché permane un forte dissidio sull'emendamento
  all'articolo  10   e  in assenza del parere   del  Governo  sulla
  norma, mi trovo costretto a dichiararlo improponibile.

     CUFFARO  presidente della Regione. Ritiro l'articolo.

     PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto..
   Onorevoli  colleghi,  il  Governo ha  presentato   l'emendamento
  soppressivo all'articolo 10. Chi è favorevole resti seduto;   chi
  è contrario si altri.

                           (E' approvato)


   Presidenza del presidente Lo Porto


   Onorevoli  colleghi,  comunico  che  sono  stati  presentati   i
  seguenti ordini del giorno:

   n.    636    Iniziative   a   livello   centrale   per   evitare
  l'archiviazione  del   'Caso Agostino', degli  onorevoli   Raiti,
  Ferro,  Micciche', Morinello;

   n.  637   Erogazione  di un finanziamento  a  favore  dell'Unità
  operativa di gastroenterologia dell'Azienda ospedaliera   Civico'
  di   Palermo  necessita  di  acquisire  nuovi  impianti ,   degli
  onorevoli  Misuraca,  Savona, Dina, Franchina,  Turano,  Formica,
  Fleres;

   n.  638   Iniziative a livello nazionale per evitare l'ulteriore
  proroga  del commissariamento per le aree ad elevato  rischio  di
  crisi ambientale , degli onorevoli Beninati;

   n.   639    campagna  di  sensibilizzazione  della  popolazione,
  sull'assenza  di  rischi  e  pericoli  nel  consumo  delle  carni
  prodotte  e  distribuite dal comparto avicolo  siciliano ,  degli
  onorevoli Savona, Dina ed altri;

   n.  640   Iniziative per la trasformazione dell'Unità  operativa
  di   terapia   intensiva  respiratoria  dell'Azienda  ospedaliera
  "Cannizzaro"  di  Catania  da  struttura  semplice  a   struttura
  complessa , degli onorevoli  Fleres, Catania G, Maurici;

   n.  641     Interventi  per accelerare  la  predisposizione  del
  regolamento  di  cui  all'art.10,  comma 1 sexies,   della  legge
  regionale  n.  20 del 2005  degli onorevoli  Fleres,  Catania  G,
  Maurici;

   n.  642   Mantenimento    dei canoni di  affitto    dei  terreni
  gestiti   dall'Azienda delle foreste demaniali , degli  onorevoli
  Franchina e Fratello;

   n.  643  Iniziative in favore della marineria siciliana ,  degli
  onorevoli  Misuraca, Formica e Dina;
   644  n. 644  Interventi per la stabilizzazione del personale del
  Teatro Massimo Bellini di  Catania , degli onorevoli Barabagallo,
  Spampinato, Arcidiacono e Villari;

   n.  645   Richiesta  al  Governo nazionale  del  rispetto  degli
  impegni  assunti in materia di condono previdenziale nel  settore
  agricolo ed opportune dilazioni del prestito di conduzione  degli
  onorevoli  Savarino;

   n.    646     Iniziative   per   porre   fine   ad   un'ingiusta
  discriminazione  nei  confronti  del  profilo  professionale   di
   pedagogista' , degli onorevoli  Leanza Edoardo;

   n.  647   Provvedimenti per eliminare il pericolo di inondazioni
  continue del torrente Lavinaio di Acicatena (CT)  degli onorevoli
  Nicotra, Baldari, Cristaudo;

   n.  648   Riconoscimento al personale impiegato nelle segreterie
  tecnico-amministrative dell'Assessorato regionale Lavori pubblici
  del  trattamento  economico  previsto  dall'art.  3  del  decreto
  presidenziale  10  maggio 2001, n. 8  degli onorevoli   Savarino,
  Leanza Edoardo.

   n.  649   Convocazione  di un tavolo tecnico  regionale  per  la
  stabilizzazione     dei     lavoratori    precari     strutturali
  dell'Università degli studi di Catania , degli onorevoli  Villari
  , Spampinato ed altri;

   n.  650   Sostegno  al Comune di Siracusa per  le  spese  legate
  all'evento    dell'imminente   visita   del   Presidente    della
  Repubblica , degli onorevoli  Confalone.

   n.  651   Applicazione  del  decreto dell'Assessorato  regionale
  della    sanità    recante    Direttive   per    l'accreditamento
  istituzionale  delle  strutture nella Regione  siciliana'   degli
  onorevoli  Confalone;

   n.  652   Interventi  per  evitare la chiusura  dello  sportello
  SERIT  di  Gravina  (CT),  degli onorevoli   Fleres,  Catania  G,
  Maurici

   n.  653   Interventi  per  impedire la sopressione  dell'ufficio
  SCICA di Paternò ,  Fleres, Catania G, Maurici;:

   n.  654  Erogazione di un finanziamento per il completamento del
  progetto   di  costruzione  della  nuova  Chiesa  nel   quartiere
  Balvedere  di San Cataldo , degli onorevoli  Fleres,  Catania  G,
  Maurici

   n.   655   iniziative  per  la  realizzazione  di  una  barriera
  spartitraffico  sulla bretella SS 640 , degli onorevoli   Fleres,
  Catania G, Maurici ed altri;

   n.  656   Interventi urgenti presso il Governo nazionale per  la
  proroga  della sospensione dei tributi nei territori in provincia
  di   Catania   colpiti  dai  gravi  fenomeni  eruttivi   connessi
  all'attività   vulcanica  dell'Etna  e   dagli   eventi   sismici
  concernenti  la  stessa area, verificatisi nel mese  di  ottobre
  degli onorevoli  Fleres, Catania G, Maurici ed altri;

   n.  657   Mantenimento canoni  di affitto  dei  terreni  gestiti
  dall'azienda forestale demaniale, dell'onorevole Fratello;

   n.   658  Iniziative  volte  a  porre  in  essere  misure  volte
  all'erogazionedelle   indennità  ai  pescatori   interessati   da
  interrogazione  temporaneale attività di pesca , degli  onorevoli
  Sbona, formica, Antinoro, Misuraca e Dina;
   n.  659   Nuova  normativa in materia   di  trattamento  fiscale
  degli  atti  competenti concernenti cessione di  crediti  vantati
  verso la pubblica amministrazione;degli onorevoli Fleres, Catania
  G., Maurici e Burgaretta;

   n.   660    Interventi   urgenti  per  la  stabilizzazione   dei
  lavoratori  precari settore tecnico del Teatro Massimo  Bellini ,
  degli onorevoli Fleres, Catania G., Maurici e Burgaretta;

   n.  661  Interventi concernenti i lavoratori precari strutturali
  dell'Ateneo di Catania , degli onorevoli Villari, Leanza, Fleres,
  Arcidiacono, Amendolia e Barbagallo;

   n.  662   Continuità di incarico provvisorio per i medici     di
  continuità assistenziale , dell'onorevole Arcidiacono;

   N.  663   Istituzione di 4 posti letto (UTIC) presso il presidio
  ospedaliero di Modica (RG), degli onorevoli Arcidiacono  e  Lenza
  E;

   n.  664   Avvio dei progetti - obiettivo relativi ad  Interventi
  sanitari,  in  tema di procreazione responsabile  ed  assistita ,
  degli onorevoli Arcidiacono e Lenza E;

   n.  665     Rideterminazione  del  budget  della  casa  di  cura
   Argento', avente sede a Catania , dell'onorevole Arcidiacono;

   n.  666  Inclusione, nel DRG del prontuario sanitario regionale,
  della  prestazione  concernente   tecniche  di  fecondazione   in
  vitro'   dell'onorevole Arcidiacono.

   667   Riconoscimento, agli  agenti di cui  alla l.r. n.  56  del
  1950,  della funzioni e  della qualifica di cui all'articolo  57,
  ultimo  comma,  del  codice di procedura penale ,  dell'onorevole
  Arcidiacono;

   n.   668       Istituzione  di  una  struttura  di   cardiologia
  interventistica ed emodinamcia nell'ambito della ristrutturazione
  della   cardiologia  nella  città  di  Catania ,   dell'onorevole
  Arcidiacono;

   n.  669   Istituzione presso la AORNAS  Garibaldi,  S.Luigi,  S.
  Currò-Ascoli  Tomaselli' a Catania, di un centro  per  lo  studio
  delle    differenziazioni   di   cellule    staminali    adulte ,
  dell'onorevole Arcidiacono;

   n.  670   Iniziative  legislative a sostegno  del  diritto  alla
  salute , degli onorevoli Ardizzone, Brandara, Laccoto;

   n.  671   Conferimento di medaglia al valor civile della Regione
  siciliana , dell'onorevole Acierno;
   n.  672   Interventi  per  evitare  discriminazioni  all'interno
  della categoria dei lavoratori LSU , dell'onorevole Segreto;

   n.  673   Interventi  a  favore del  comparto  zootecnico  della
  provincia  di  Ragusa,  degli onorevoli Zago,  Speziale,  Oddo  e
  Panarello;

   n.  674   Emanazione del Regolamento di esecuzione  della  legge
  regionale n. 15 del 200, dell'onorevole Spampinato;

   n.  675   Esame  urgente  dei disegni di  legge  in  materia  di
  precariato , degli onorevoli Giannopolo ed altri;

   n.   676   Interventi  concernenti  i  contrattisti  di  diritto
  privato  degli enti parco , degli onorevoli Giannopolo,  Oddo  ed
  altri;

   n.  677   Copertura finanziaria per la realizzazione  dei   Jeux
  des  Isles',  delle  manifestazioni in occasione  del  centenario
  della   Targa  Florio'  e dell''America's Cup',  degli  onorevoli
  Formica, Savona, Sbona, Lenza N. e Dina;

   n.  678   Garanzia per i lavoratori interessati  dalla  chiusura
  della  COGEMA di Priolo (SR) , degli onorevoli Ortisi, Sbona,  De
  Benedicitis, Gonfalone e Burgaretta Aparo;

   n.   679    Iniziative  volte  a  finanziare  un   progetto   di
  comunicazione  pubblica  finalizzato  alla  valorizzazione  della
  città di Palermo , dell'onorevole Misuraca;

   n.  680   Interventi per sbloccare l'erogazione  del  contributo
  per  borsa  formativa  all'autoimpiego  ex  art.  2  della  legge
  regionel  n.  3  del 1998 , degli onorevoli Fleres,  Catania  G.,
  Maurici, Baldari e Burgaretta Aparo.

   Invito  il   Governo ad esprimere  il parere  sugli  ordini  del
  giorno,  se li accetta o meno come  raccomandazione.

      PANARELLO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     PANARELLO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, a  parte  le
  considerazioni che altri colleghi del mio gruppo hanno fatto  sul
  profilo, certamente inadeguato, della finanziaria presentata  dal
  Governo  e  che  adesso  ci accingiamo ad  approvare,  io  voglio
  aggiungere  un  elemento  ulteriore nel dichiarare  il  mio  voto
  contrario  per  l'assoluta indifferenza mostrata  dal  Presidente
  della  Regione e dal suo Governo rispetto al problema  che  avevo
  posto,   attraverso  un  emendamento  discusso   con   autorevoli
  esponenti del suo Governo, che riguardava le risorse da destinare
  al risanamento delle aree degradate di Messina, argomento che era
  stato  più  volte  affrontato,  come  ho  detto  prima  nel   mio
  intervento, e che, evidentemente, il Governo della Regione  e  il
  presidente Cuffaro considerano un argomento buono solo  da  usare
  nelle    campagne    elettorali,   anche   perché,    a    fronte
  dell'argomentata  richiesta  che  è  venuta  dall'Amministrazione
  comunale  di  Messina, dall'Istituto autonomo  case  popolari  di
  Messina  e  dai  Parlamentari messinesi, non  si  è  ritenuto  di
  rispondere  in nessun modo e, soprattutto, non si è  ritenuto  di
  assegnare  alcuna  risorsa  al  completamento  di  questo  che  è
  considerata una priorità per Messina e per la Sicilia.
   Io  voglio  confutare un argomento che è circolato nell'arco  di
  queste  settimane sotto traccia e, cioè, che ci  sarebbero  fondi
  non utilizzati dall'Istituto autonomo case popolari di Messina  a
  questo  scopo e che, quindi, non ci sarebbe bisogno di  ulteriori
  risorse.
   Questo  argomento  infondato  se è  una  critica  da  parte  del
  Governo  della  Regione nei confronti del Comune e  dell'Istituto
  autonomo   case   popolari   di  Messina   perché   la   Regione,
  l'Assessorato ai lavori pubblici segnatamente se, in presenza  di
  ritardi, avrebbero potuto esercitare i poteri sostitutivi  e  non
  lo hanno fatto.
   Per  altro verso è un argomento infondato in ragione della nuova
  assunzione  di responsabilità che l'Amministrazione  comunale  di
  Messina e l'Istituto autonomo case popolari di Messina, che  sono
  stati  commissariati per anni anche per responsabilità regionali,
  adesso  che  hanno  organi regolarmente eletti o  nominati  hanno
  assunto,  rispetto ad un problema di grandissimo rilievo  per  la
  città di Messina, ma credo anche per la Sicilia.
   Per tutte queste ragioni, e sperando che in altre occasioni,  da
  parte  del  Governo,  del  Presidente Cuffaro,  ci  possa  essere
  maggiore attenzione per i problemi della città di Messina,  oggi,
  esprimo   il  mio  voto  contrario  al  disegno  di  legge  sulla
  finanziaria.

     MICCICHE'  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà

     MICCICHE'  Signor Presidente, desidero una risposta  da  parte
  sua  e  da  chi  pretende di sostituirsi alla mia  persona  nella
  funzione  di deputato. Allo stato attuale, da quando  è  iniziata
  questa  seduta, non ho ritirato alcun emendamento, tranne  quelli
  per  i  quali mi sono volutamente assentato dall'Aula per evitare
  la  discussione sugli emendamenti che sarebbero sicuramente stati
  bocciati per mancanza di copertura finanziaria. E qui ci  sarebbe
  stata  ragione di fare battaglia e discussione, a sostegno  anche
  dell'assessore  Lo  Monte,  che si è fatto  più  volte  portavoce
  all'interno  della  maggioranza, che non  ne  ha   tenuto  conto,
  trattando  la  categoria dei commercianti e degli artigiani  come
  attività produttive di seconda categoria.
   A  parte questo, esistono  emendamenti che non ho ritirato,  che
  non  creavano  alcuna spesa,  ed io  non ho delegato alcuno ,  né
  lei  signor  Presidente, né il Presidente della  Regione,  perché
  faceste le mie veci di deputato.
   Ritenevo   che   dopo  la  discussione  degli  emendamenti   che
  comportavano  spesa, ci sarebbe stata anche la discussione  e  la
  votazione  degli  emendamenti che non ne  comportavano.  Spettava
  all'Aula stabilire l'ammissibilità o meno degli stessi.
   Credo,  signor  Presidente, che la funzione del  deputato  debba
  essere  compiuta  nel  suo  totale  adempimento,  non  credo  che
  qualcuno possa sostituirmi. Signor Presidente, desidero da  parte
  sua una risposta alla mia domanda.

     PRESIDENTE   Onorevole  Micciché,   gli  emendamenti  che  lei
  sostiene  di avere presentato sono stati dichiarati decaduti  per
  la sua assenza dall'Aula.

     MICCICHE'   Non  si  tratta  di  quegli  emendamenti,   signor
  Presidente

     PRESIDENTE   Non  ne  sono  pervenuti  altri,  e  sono   stati
  dichiarati decaduti

    LACCOTO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LACCOTO   Signor Presidente, credo di dovere esprimere  il  mio
  voto contrario per alcune  considerazioni.
   Il  Governo  non mi ha ancora potuto dare una spiegazione  sulla
  diminuzione  di 119 milioni di euro, per il 2006,  della  Tabella
  Enti locali.
   Nell'emendamento   presentato  dal  Governo,  sono  stati  tolti
  altri  49 milioni di euro dagli enti locali per passarli ai fondi
  speciali, abbiamo, quindi, minori spese all'articolo 9  e  minori
  spese  finali   assegnazioni a favore degli  enti  locali   e  un
  risparmio  di  119 milioni di euro. Mi sia consentito  dire,  tra
  l'altro, che vi sono state delle riunioni tecniche, anche con  un
  esponente del Governo, l'assessore ai lavori pubblici, con  tutta
  la    deputazione   messinese  e   si  era formalmente  preso  un
  impegno,   testimone  l'assessore  Lo  Monte,  che  in   mancanza
  dell'emendamento  dei  50  milioni  di  euro  si  sarebbe   fatto
  ricorso  ai fondi dello Statuto ex articolo 38,  di trasferimento
  dei fondi dello Stato, per il risanamento di Messina.
   Credo  che  questo  non  sia un fatto  occasionale  e  solamente
  elettorale  ma sia un fatto di giustizia sociale, di perequazione
  nei  riguardi di una città  che, ancora, vive un dramma  igienico
  sanitario  con   bambini ed anziani  costretti  a   vivere  nelle
  baracche senza le minime misure igienico-sanitarie.
   Al  di  là di questo, a nome della Margherita esprimo  il   voto
  contrario  perché  vi è la mancanza di progettualità  rispetto  a
  quelle  che sono le questioni fondamentali della regione Sicilia.
  Spero  che  il Presidente della Regione  possa, anche su  questo,
  trovare la soluzione per quanto riguarda la necessità di reperire
  i  50  milioni  di euro con la  raccomandazione che  vi  sia  una
  lettura più attenta della Tabella rispetto alle somme che vengono
  stanziate in meno  per gli enti locali.
     Io  ho  ritirato  alcuni emendamenti,  onorevole   Presidente,
  sull'ex  articolo  41  della legge 37 che pone  un  problema  del
  contenzioso  dei  comuni:   il  Tribunale  di  Palermo   ha   già
  condannato la Regione alle spese perché l'ex articolo 41  non  ha
  trovato   la copertura di spesa.  L'ho ritirato sperando  che  il
  Governo  possa accettare quelle norme e farle sue. Io non  so  se
  verrà  fatto, e  sono molto scettico su questo, perché una  legge
  omnibus  dopo  questa notte, ma credo che per lo meno  su  alcuni
  accorgimenti   il  Governo  dovrà  riflettere  per  trovare   dei
  correttivi.

     PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, avverto che  sono  chiuse  le
  iscrizioni  a parlare. Vi invito ad attenervi scrupolosamente  ai
  tempi  regolamentari perché mi sembra di tutta  evidenza   che  a
  quest'ora  del mattino, sarebbe inopportuno  dilungarsi  oltre  i
  cinque  minuti  regolamentari  che  devono  essere  rigorosamente
  osservati.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Giannopolo, ne ha facoltà

     GIANNOPOLO    Onorevole   Presidente,   onorevoli    colleghi,
  dichiaro  il mio voto contrario  a questa legge finanziaria   che
  mi  rifiuto di definire rigorosa, e invito i colleghi di  evitare
  di  definire  questa  finanziaria  rigorosa.  Una  finanziaria  è
  rigorosa   se  determina maggiori entrate  e  se  riqualifica  la
  spesa,  ma non c'è traccia di un minimo tentativo, tranne qualche
  spruzzo    demagogico,   qua   e   là,in   ordine,   ad   esempio
  dell'aggressione di tanta spesa sbagliata che esiste nella  spesa
  sanitaria.   Non  c'è  nessuna  traccia  di  tentativo   rigoroso
  nell'eliminazione   della   spesa  discrezionale,   improduttiva,
  parassitaria legata per esempio, ad elargizioni, a contribuzioni,
  non  c'è  traccia  di rigore nella riqualificazione  della  spesa
  corrente, relativamente a quella per il personale.
   Quindi, non può definirsi una legge finanziaria rigorosa  perché
  non  introduce  alcun rigore, questa è una legge finanziaria  che
  bisogna vedere in perfetta continuità con il provvedimento che ha
  riguardato  le  variazioni di bilancio e che  è  entrata  in  una
  discussione,  in  un  patteggiamento, in un equilibrio  politico-
  istituzionale  proprio  e  che  ha segnato,  sicuramente,  grandi
  discriminazioni,  ha  segnato  la  moltiplicazione  della   spesa
  clientelare.
   Personalmente,  sono convinto che la comunità siciliana  non  si
  avvantaggerà  minimamente di queste variazioni di bilancio  e  di
  questa legge finanziaria.
   Non  c'è  traccia  di  una  politica in  favore  dello  sviluppo
  produttivo,  in  favore  dello sviluppo  della  piccola  e  media
  impresa,  non si può contrabbandare questo tentativo limitato  di
  credito  di  imposta come grande politica per  lo  sviluppo,  può
  essere  tutt'al più una goccia in un oceano, non c'è  traccia  di
  una politica industriale.
   Ieri  il giornale  Repubblica  citava il grande fallimento della
   task  force  retta dal dottor Cianciolo a nome del Governo della
  Regione  che,  possibilmente, per questi grandi fallimenti  della
  task force forse sarà promosso.
   Non   c'è   una   vertenza,  una,  che  attiene  alla   politica
  industriale in questa Regione che sia stata risolta, non c'è  una
  riforma  strutturale  -  ho detto quella del  settore  forestale,
  quella   della   formazione  professionale  -   che   sia   stata
  minimamente  accennata  in  questi due  mesi  di  discussione  di
  strumenti finanziari e di programmazione.
   C'è  una aggressione alla politica delle autonomie locali,  l'ha
  detto  poco  fa  l'onorevole Laccoto quando  ha  citato  l'ultimo
  scippo  fatto  nella  mimetizzazione degli emendamenti  al  fondo
  delle  autonomie locali: sono stati scippati 49 milioni  di  euro
  che  si sommano ai 23 milioni di euro al comune di Palermo -  che
  possono essere dati su altre rubriche - che si sommano ai mancati
  100 milioni di euro in più del fondo delle autonomie locali.
   Non  è  vero  che  con l'emendamento, presentato qui  all'ultimo
  minuto dal Governo, si recuperano i cento milioni perché si parla
  di una possibilità di utilizzare, per le spese di investimento, i
  fondi  dell'articolo 38, non c'è nessun criterio a  cui  ancorare
  quella  spesa  e l'aveva detto anche il Presidente della  Regione
  nei  corridoi, oltre che in questa sede, che quella spesa non  ci
  sarà.
   Abbiamo avuto la pantomima delle variazioni di bilancio  e   dei
  disegni di leggi riproposti che saranno, dopo l'approvazione  del
  bilancio,  riapprovati integralmente con un colpo di  mano,  così
  come  con  un  colpo  di  mano  è stato,  per  l'ennesima  volta,
  approvato  il  bilancio  dell'Assemblea Regionale  Siciliana,  in
  appena 15 secondi.
   Signor  Presidente dell'Assemblea, questa poteva essere l'ultima
  occasione, in questa Legislatura, per approvare coscientemente il
  bilancio   dell'Assemblea Regionale Siciliana  e  per  l'ennesima
  volta  è  stato  approvato  di nascosto,  quasi  come  se  questa
  Assemblea  Regionale  Siciliana dovesse  vergognarsi  dei  propri
  conti.
   Quindi,  non  si  può  che bocciare, non   si  può  che  esporre
  criticamente,  al giudizio della pubblica opinione siciliana,  il
  comportamento di questo Governo e di questa maggioranza, che  non
  è  stato  -  lo  preciso - adeguatamente contrastato  dal  centro
  sinistra  e  non  è stato forse, adeguatamente,  contrastato  dal
  mondo imprenditoriale, dal mondo sindacale, da tutto ciò che  sta
  fuori da questo Palazzo.
   E  me  ne  dispiace,  ma  non può essere motivo  perché  io  non
  distingua  la mia posizione, da questo punto di vista,  ribadendo
  ancora  una  volta  le ragioni di un  no  netto  a  questa  legge
  finanziaria e al bilancio della Regione.

     PRESIDENTE   E'  iscritto a parlare l'onorevole  Oddo.  Ne  ha
  facoltà.

    ODDO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato  poco
  fa  l'Assessore Lo Monte quando indicava e mi invitava a guardare
  le tabelle, come a dire che sarei stato  smentito nelle questioni
  da  me  sollevate perché era chiaro che si voleva  affrontare   e
  risolvere    le  questioni  che  riguardano  settori   produttivi
  strategici di questa nostra Regione.
   Onorevole  Assessore, mi ha invitato a guardare le  tabelle,  io
  le avevo guardate e avevo trovato poco, e riguardandole, pensando
  che  qualcosa mi fosse sfuggito,  trovo che questo Governo la sta
  mortificando perché non le sta dando gli strumenti per affrontare
  le questioni serie che lei conosce bene.
     Lei  pensa di affrontare la questione dei contributi in  conto
  capitale.

     CINTOLA   assessore per il bilancio e le finanze. I  soldi  ci
  sono, sei tu che non sai leggere

    ODDO   Io  ho  detto che ci sono 10 milioni di euro,  assessore
  Cintola. Nondimeno, comprendo lo stato d'animo dell'assessore  Lo
  Monte,   perché  non  è  facile   affrontare  la  questione   dei
  contributi  in  conto capitale quando si sa bene che  la  materia
  comporterebbe   una   spesa  maggiore  e,   addirittura,   volete
  convincerci   che   questo  argomento   sarà   risolto   con   la
  cartolarizzazione decennale.
   Con  una  spesa di questo tipo, voi sapete bene che non funziona
  e  che  non potete chiedere alle aziende ulteriori sacrifici  per
  quanto  riguarda la cartolarizzazione decennale.  Non  lo  potete
  fare   Non  ci  potete  convincere  che  questa  può  essere  una
  soluzione
   Avete  mortificato  l'assessore Lo Monte, che  farebbe  bene  ad
  indignarsi  e  a  protestare per il  modo  in  cui  si  trova  ad
  affrontare le questioni.
   Non  parliamo poi dei contributi agli apprendisti  Non  parliamo
  della questione della crisi del settore pesca  Non c'è un euro
   La  legge n. 32 del 2000, per questo Governo, è qualcosa che  si
  trova forse su Marte. In queste ore, il Governo ha incontrato  la
  marineria mazzarese, ha incontrato rappresentanti della marineria
  siciliana  e  ha detto che  pagheranno, sfidando la procedura  di
  infrazione che Bruxelles ha fatto per quanto concerne l'ex  fermo
  biologico - ora si chiama in un altro modo - attestandosi  ancora
  una  volta  alla  legislazione  nazionale,  dando,  quindi,  solo
  qualcosina  agli imbarcati,  qualche sgravietto agli  armatori  e
  questo,   per  il Governo,  significa interventi per  un  settore
  importante dell'economia siciliana
   Quando parlo della legge 32,  dico che non siete stati in  grado
  di  definire un programma triennale, di parlare un linguaggio  di
  ammodernamento  e riconversione della flotta, di parlare  con  le
  organizzazioni degli uffici periferici della pesca, di parlare di
  gestione della fascia costiera, di parlare della ricerca,  che  è
  fondamentale, perché entra nel cuore del problema che è lo sforzo
  di  pesca  -  parliamo  di  risorse da andare  ad  individuare  e
  sfruttare  in  una cera maniera - e questo è il  risultato  dello
  sforzo richiestoci dal  Governo poiché  eravamo riottosi.
   Non  c'è  solo  la  questione che riguarda gli  artigiani,   che
  riguarda la pesca, che riguarda i forestali.
   Mi  chiedo  come  farà l'assessore Leontini, avendo  firmato  un
  protocollo  d'intesa con CGIL, CISL e UIL, ad  affrontare  questo
  problema. Li ha presi  in giro o ci crede? Se ci crede, non lo so
  come farà, perché non c'è traccia di tutto questo.
   C'è   traccia,   però,  dei  Consorzi  universitari   siciliani,
  appostando cinque milioni di euro per il 2006 e cercando  di  far
  fare la guerra fra i poveri per vedere come devono continuare  ad
  esistere,  perché, con questo tipo di impostazione, possono.
   E  concludo, signor Presidente, con il famoso discorso sui fondi
  rischi  per i consorzi di primo e secondo grado. Ma come pensate,
  appostando  queste miserie, di affrontare le questioni  vere  che
  riguardano i settori produttivi siciliani.
   E   abbiamo  scelto, tutti, credo anche in maniera  consapevole,
  il  male  minore, di procedere in maniera veloce e di presentare,
  comunque,   al  popolo  siciliano  e,  soprattutto,  ai   settori
  produttivi siciliani questo Governo, cioè il fallimento di questo
  Governo. Ecco perché il nostro voto contrario è convinto.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole  Barbagallo.  Ne
  ha facoltà.

    BARBAGALLO   Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  mi  rendo
  conto che l'orario non induce a lunghe riflessioni, sarebbe anche
  una violenza nei   confronti di chi è certamente stanco.
   Stiamo   approvando  il  bilancio  e  la  Finanziaria,  evitando
  l'esercizio  provvisorio, non con il concorso delle  opposizioni,
  ma   con   opposizioni   responsabili   che   non   hanno   fatto
  ostruzionismo,  anche se dissentono nettamente sia  sul  bilancio
  che sulla finanziaria.
   Esprimiamo  un giudizio estremamente negativo sull'impostazione.
  Ci  sono occasioni mancate che ripetono le altre finanziarie e mi
  riferisco    ai    privilegi,   agli   sprechi,   alla    mancata
  razionalizzazione  della spesa, ma manca anche  l'indicazione  di
  una  linea  per  lo sviluppo produttivo, questa finanziaria   non
  aiuta nessuno dei settori più delicati della Regione siciliana.
   E   tutto  quello  che  non  s'è  fatto  qui,  perché   c'è   un
  collegamento  con  la  spesa,  non può  essere  fatto  in  nessun
  collegato  e  nessuno pensi che questo collegato  sarà  la  legge
  Omnibus di fine legislatura sulla quale vogliono salire tutti.
   O  si  fanno riforme serie di settore, leggi che diano veramente
  un'indicazione diversa sul piano della qualità legislativa oppure
  noi non siamo disponibili a fare pasticci.
   Per  quanto  ci riguarda, la legislatura si è conclusa  e  si  è
  conclusa con un pieno fallimento del Governo Cuffaro.
   Quindi,  esprimo un giudizio estremamente negativo sul  Bilancio
  e  sulla  finanziaria, con il mio voto e con  quello  del  gruppo
  parlamentare che rappresento.

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole Micciché.  Ne  ha
  facoltà.

    MICCICHE'  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il  mio  voto
  é contrario allo strumento finanziario.
   Sposo  parola per parola quanto detto dall'onorevole Oddo  sulle
  questioni  riguardanti l'attività produttive di  questa  Regione,
  per come è stata trattata, a  pesci in faccia  come si suol dire,
  creando  figli  e  figliastri,  ma  non  solo,  creando  anche  i
  presupposti   di  un  ritorno  alla  facoltà  della   criminalità
  organizzata    di   utilizzare,   per   esempio,    il    ricatto
  dell'estorsione o quello dell'usura, perché di questo si tratta.
   Volete  rilanciare l'economia della Sicilia  dando  in  mano  le
  attività  produttive, artigianali e commerciali  agli  usurai,  a
  persone  senza  scrupoli?  Che  utilizzeranno  il  fabbisogno,  i
  bisogni  della nostra realtà economica, ormai messa alle strette,
  con   delle   banche  criminali,  perché  siamo   circondati   da
  associazioni bancarie criminali, si può dire che fanno il   palo
  alla criminalità organizzata.
   Questo  Governo  taglia i fondi, per questo settore  produttivo,
  lasciando in mano ai criminali la facoltà di esercitare  la  loro
  funzione  di  banca  privata  nei  confronti  di  questi  settori
  produttivi.
   Questa  è la dimostrazione, qualcuno si può vantare, per esempio
  l'onorevole  Cimino, che quando era assessore lui all'assessorato
  per   la   cooperazione  il  denaro  per  l'attività  produttiva,
  commerciale e  artigianale era abbondante, oggi che non ce n'è  e
  l'assessore  Lo  Monte  può  elemosinare,  d'altra  parte  è  una
  categoria di serie B, figuriamoci come può influire uno  sviluppo
  di questo genere, noi puntiamo in alto
   Questa  è  la  realtà di questo Governo a cui  i  miei  colleghi
  dell'opposizione  facevano riferimento, ma io non  faccio  questo
  tipo  di  ragionamento perché sono stati dichiarati improponibili
  gli  emendamenti,  ma  perché non sono  stati  nemmeno  trattati,
  avevano  la possibilità di essere trattati in quanto erano  stati
  ammessi,  anche  per i ragionamenti fatti  in una Conferenza  dei
  Capigruppo, che  ha una sua funzione istituzionale alta  e  degna
  di questo nome.
     Lei,  signor Presidente, è stato preso per il naso,  le  hanno
  fatto  mancare la sua parola d'onore, lo so che la responsabilità
  non è sua,  lei si è preso un impegno, ero presente nella qualità
  di  delegato  del  mio Gruppo parlamentare, in quella  Conferenza
  dove è stato fatto un ragionamento e non se n'è  fatto niente.
   E  non  era  un  ragionamento di consociativismo, ma  perché  si
  voleva  arrivare  prima  di giorno 20 per evitare  il  cosiddetto
  esercizio finanziario provvisorio.
   Siamo  venuti  incontro a questa esigenza, rinunciando  anche  a
  diversi  nostri  emendamenti che, probabilmente, potevano  essere
  discussi e bocciati, poi era l'Aula a decidere. Invece sono stati
  tolti
   E  un appunto che faccio ai miei colleghi dell'opposizione è che
  gli  emendamenti  non  si dovevano ritirare  Specialmente  quelli
  che  non avevano spesa e per i quali non c'era ragione di  essere
  ritenuti  inammissibili,  perché poi si  metteva  la  maggioranza
  davanti  ad  un  fatto  compiuto ed  era  l'Aula  che  si  doveva
  esprimere,  no  il  Governo  Il Governo  non  ha  la  potestà  di
  limitare ed impedire la discussione anche su emendamenti che  non
  hanno spesa
   Questa è una violenza fatta nei confronti dell'opposizione,   ma
  anche  nei confronti di tutti i deputati, anche della maggioranza
  che  si  sono  sentiti espropriati della loro facoltà  di  essere
  deputati.
   Non  ritengo chiusa la discussione e non mi accontento,   né  mi
  cheto dicendo che ci sarà la legge Omnibus.
   Ha  ragione  l'onorevole Barbagallo, non  ci  sarà  più  nessuna
  legge omnibus, perché ormai la via di questo Governo è tracciata,
  perché  il ragionamento che fa ormai la maggioranza, anzi che  fa
  il  Presidente della Regione, ormai è alla frutta,  perché  tutte
  queste   prosopopee   pubblicistiche   e   pubblicitarie    della
  candidatura  del  Presidente della Regione alla Presidenza  della
  nostra  Regione sappiamo benissimo che sono un bluff,  perché  si
  tende solo ad essere candidato alle nazionali.
   Speriamo che l'alba sia vicina, signor Presidente, anche per  la
  Sicilia,  ci sarà l'alba, l'alba di giustizia e di democrazia  di
  questo Paese.

                        (Applausi dall'Aula)

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole Ioppolo.  Ne  ha
  facoltà.

    IOPPOLO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo i toni  da
  comizio   di   chiusura   di   campagna   elettorale   utilizzati
  dall'onorevole  Miccichè, intervengo,  in  modo  sereno  e  senza
  utilizzare accentuazioni di toni, per dire che questo Parlamento,
  stasera,  paga  un  prezzo molto alto  -   forse  per  guadagnare
  qualche  ora di lavoro, per non arrivare alle sette o  alle  otto
  del  mattino  e  votare il bilancio e la finanziaria,  forse  per
  andare  un  po' prima tutti via - che è quello della  rinuncia  a
  svolgere  pienamente il proprio ruolo con l'esame,  cosi  come  è
  stato  negli  anni scorsi, di tutti i contributi che  provenivano
  dallo  stesso  Governo,  dai gruppi parlamentari  e  dai  singoli
  deputati.
   A  fronte  di  tutto  ciò, abbiamo avuto una finanziaria  che  è
  povera  di  intenti,  che  si limita  a  gestire  soltanto  pochi
  momenti,  nessun  momento  innovativo, nessuna  idea  chiara  sul
  modello  di  sviluppo della società siciliana e, soprattutto,  la
  rinuncia ad approfondire alcuni temi.
   Se  non  avessimo avuto premura, se non fossero  stati  ritirati
  tutti  gli  emendamenti, probabilmente, avremmo potuto  ragionare
  con  maggiore serenità e con più tempo il problema del cosiddetto
  prepensionamento  che  pure  ha, per  tanto  tempo,  occupato  ed
  impegnato  l'attenzione dei gruppi e dei parlamentari  in  questi
  ultimi anni.
   Avremmo  potuto affrontare, se ne è appena parlato  qualche  ora
  fa, il grave problema dato dalla di disuguaglianza di trattamento
  adottato per i lavoratori ASU e PUC degli Enti locali e di  altri
  enti  che  si vedono assolutamente penalizzati, da una  sorta  di
  atteggiamento  di  sufficienza,  di  rinvio  sin  et  die   della
  risoluzione di un problema che è ancora interessa una  platea  di
  diciassette, diciotto mila lavoratori.
   Avremmo potuto anche affrontare - e molti lo attendevano  -   un
  problema  che  è  sorto sullo scorcio del finire dell'anno  2005,
  riguardante   gran   parte  del  personale   precario,   e   pure
  contrattualizzato, dei consorzi di bonifica e, nonostante un atto
  di  indirizzo dell'assessore Leontini,  un funzionario,  con  una
  nota  del  29  o 30 dicembre dell'anno scorso, ha sostanzialmente
  imposto o indotto alcuni amministratori straordinari dei consorzi
  a violare la legge e a dichiarare sospesi o licenziati i soggetti
  che avevano  un contratto in corso.
   Quando  la politica e il Governo non riescono a gestire problemi
  di  così  vasta  portata e che non interessano  soltanto  singole
  categorie, ma assume un atteggiamento di svolgere fino  in  fondo
  la propria parte, non si può che rimanere perplessi.
   Ho  iniziato  dicendo che non avrei utilizzato i toni  comiziali
  eppure  suggestivi  dell'onorevole Miccichè,  ma  questo  non  mi
  impedisce  di sciogliere  un giudizio, che non è positivo,  sulla
  legge   finanziaria  di  quest'anno  e  che   meriterà   il   mio
  atteggiamento  di  astensione o, comunque,  di  non  approvazione
  della legge finanziaria così come è emersa nelle ore e nelle fasi
  precedenti in quest'Aula.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  si  passa  agli  ordini  del
  giorno.

    GIANNOPOLO   Chiedo che si votino gli ordini del giorno  numero
  675 e 676.

    SPAMPINATO  Chiedo che si voti l'ordine del giorno numero 674.

    VILLARI  Anch'io chiedo che si voti l'ordine del giorno  numero
  661.

    FLERES  Chiedo che si votino tutti gli ordini del giorno a  mia
  firma.

    PRESIDENTE   Coloro che chiedono che si votino gli  ordini  del
  giorno hanno il pieno diritto di farlo.
   Sospendo la seduta per cinque minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 03.28, è ripresa alle ore 03.29)

   La seduta è ripresa.

   Onorevoli  colleghi, si passa all'ordine del giorno  numero  636
   Iniziative  a  livello centrale per evitare l'archiviazione  del
  'Caso  Agostino',  degli  onorevoli   Raiti,  Ferro,   Micciche',
  Morinello.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi; chi è  contrario  resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

   Si  passa  all'ordine del giorno numero 637   Erogazione  di  un
  finanziamento  a favore dell'Unità operativa di gastroenterologia
  dell'Azienda   ospedaliera   Civico'  di  Palermo  necessita   di
  acquisire  nuovi  impianti ,  degli onorevoli  Misuraca,  Savona,
  Dina, Franchina, Turano, Formica, Fleres.
    Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

     Si  passa  all'ordine del giorno n. 638  Iniziative a  livello
  nazionale  per  evitare l'ulteriore proroga del  commissariamento
  per  le  aree  ad  elevato  rischio di crisi  ambientale ,  degli
  onorevoli Beninati.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi .

                           (E' approvato)

   Si   passa   all'ordine   del  giorno  n.   639    Campagna   di
  sensibilizzazione  della popolazione, sull'assenza  di  rischi  e
  pericoli  nel  consumo  delle carni prodotte  e  distribuite  dal
  comparto  avicolo  siciliano , degli onorevoli  Savona,  Dina  ed
  altri.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi .

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine  del giorno n.  640    Iniziative  per  la
  trasformazione   dell'Unità  operativa   di   terapia   intensiva
  respiratoria dell'Azienda ospedaliera "Cannizzaro" di Catania  da
  struttura   semplice  a  struttura  complessa ,  degli  onorevoli
  Fleres, Catania G, Maurici.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi .

                           (E' approvato)

   Si   passa   all'ordine  del  giorno  n.  641   Interventi   per
  accelerare  la predisposizione del regolamento di cui all'art.10,
  comma  1  sexies,   della legge regionale n. 20 del  2005   degli
  onorevoli  Fleres, Catania G, Maurici.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi .

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine  del  giorno n.  642   Mantenimento    dei
  canoni  di  affitto    dei  terreni gestiti   dall'Azienda  delle
  foreste demaniali , degli onorevoli  Franchina e Fratello.
   Comunico che l'ordine del giorno n. 642 è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'ordine  del giorno n. 643  Iniziative  in  favore
  della marineria siciliana , degli onorevoli  Misuraca, Formica  e
  Dina.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi .

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine  del  giorno n.  644   Interventi  per  la
  stabilizzazione  del  personale del  Teatro  Massimo  Bellini  di
  Catania , degli onorevoli Barabagallo, Spampinato, Arcidiacono  e
  Villari.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi .

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine  del giorno n. 645  Richiesta  al  Governo
  nazionale  del  rispetto  degli impegni  assunti  in  materia  di
  condono previdenziale nel settore agricolo ed opportune dilazioni
  del prestito di conduzione  degli onorevoli  Savarino.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi .

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine  del giorno n. 646  Iniziative  per  porre
  fine  ad  un'ingiusta discriminazione nei confronti  del  profilo
  professionale di  pedagogista' , degli onorevoli  Leanza Edoardo.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  Presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi .

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine  del  giorno  n.  647   Provvedimenti  per
  eliminare  il  pericolo  di  inondazioni  continue  del  torrente
  Lavinaio  di  Acicatena (CT)  degli onorevoli  Nicotra,  Baldari,
  Cristaudo.

   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi .

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine  del  giorno  n.  648   Riconoscimento  al
  personale   impiegato   nelle  segreterie  tecnico-amministrative
  dell'Assessorato  regionale  Lavori  pubblici   del   trattamento
  economico  previsto  dall'art.  3 del  decreto  presidenziale  10
  maggio 2001, n. 8  degli onorevoli  Savarino, Leanza Edoardo.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi .

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine  del  giorno n. 649   Convocazione  di  un
  tavolo  tecnico  regionale per la stabilizzazione dei  lavoratori
  precari  strutturali  dell'Università degli  studi  di  Catania ,
  degli onorevoli  Villari, Spampinato ed altri.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  Presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi .

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine del giorno n. 650  Sostegno al  Comune  di
  Siracusa per le spese legate all'evento dell'imminente visita del
  Presidente della Repubblica , degli onorevoli  Gonfalone.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi .

                            (E' approvato)

   Si  passa all'ordine del giorno n. 651  Applicazione del decreto
  dell'Assessorato  regionale della sanità recante   Direttive  per
  l'accreditamento  istituzionale  delle  strutture  nella  Regione
  siciliana'  degli onorevoli  Confalone.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi .

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine del giorno n. 652  Interventi per  evitare
  la  chiusura  dello  sportello  SERIT  di  Gravina  (CT),   degli
  onorevoli  Fleres, Catania G, Maurici.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi .

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine del giorno n. 652  Interventi per  evitare
  la  chiusura  dello  sportello  SERIT  di  Gravina  (CT),   degli
  onorevoli  Fleres, Catania G, Maurici.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi .

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine  del  giorno  n.  654   Erogazione  di  un
  finanziamento  per il completamento del progetto  di  costruzione
  della nuova Chiesa nel quartiere Balvedere di San Cataldo , degli
  onorevoli  Fleres, Catania G, Maurici.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine  del  giorno n.  655   Iniziative  per  la
  realizzazione  di una barriera spartitraffico sulla  bretella  SS
  640 , degli onorevoli  Fleres, Catania G, Maurici ed altri.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi .

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine  del  giorno n.  656   Interventi  urgenti
  presso il Governo nazionale per la proroga della sospensione  dei
  tributi  nei territori in provincia di Catania colpiti dai  gravi
  fenomeni  eruttivi  connessi all'attività vulcanica  dell'Etna  e
  dagli eventi sismici concernenti la stessa area, verificatisi nel
  mese  di ottobre  degli onorevoli  Fleres, Catania G, Maurici  ed
  altri.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi .

                           (E' approvato)

   Si  passa all'ordine del giorno n. 657  Mantenimento canoni   di
  affitto  dei  terreni  gestiti dall'azienda forestale  demaniale,
  dell'onorevole Fratello.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi .

                            (E' approvato)

   Si  passa all'ordine del giorno n. 658 Iniziative volte a  porre
  in   essere  misure  volte  all'erogazione  delle  indennità   ai
  pescatori  interessati da interruzioni temporanee di attività  di
  pesca ,  degli  onorevoli Sbona, Formica,  Antinoro,  Misuraca  e
  Dina.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi .

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine  del  giorno n. 659   Nuova  normativa  in
  materia  di trattamento fiscale degli atti competenti concernenti
  cessione     di    crediti    vantati    verso    la     pubblica
  amministrazione;degli  onorevoli Fleres, Catania  G.,  Maurici  e
  Burgaretta Aparo.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi .

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine del giorno n. 660  Interventi urgenti  per
  la  stabilizzazione  dei lavoratori precari settore  tecnico  del
  Teatro  Massimo  Bellini ,  degli onorevoli Fleres,  Catania  G.,
  Maurici e Burgaretta.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi .

                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno n. 661  Interventi concernenti  i
  lavoratori  precari  strutturali dell'Ateneo di  Catania ,  degli
  onorevoli  Villari,  Leanza,  Fleres,  Arcidiacono,  Amendolia  e
  Barbagallo.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi .

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine del giorno n. 662  Continuità di  incarico
  provvisorio   per   i  medici     di  continuità  assistenziale ,
  dell'onorevole Arcidiacono.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi .

                            (E' approvato)

   Si  passa all'ordine del giorno N. 663  Istituzione di  4  posti
  letto (UTIC) presso il presidio ospedaliero di Modica (RG), degli
  onorevoli Arcidiacono e Lenza E.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi .

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine del giorno n. 664  Avvio  dei  progetti  -
  obiettivo   relativi  ad   Interventi  sanitari,   in   tema   di
  procreazione   responsabile   ed  assistita ,   degli   onorevoli
  Arcidiacono e Lenza E.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi .

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine  del giorno n. 665   Rideterminazione  del
  budget  della  casa di cura  Argento', avente  sede  a  Catania ,
  dell'onorevole Arcidiacono.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi .

                            (E' approvato)

   Si  passa all'ordine del giorno n. 666  Inclusione, nel DRG  del
  prontuario  sanitario  regionale, della  prestazione  concernente
   tecniche di fecondazione in vitro'   dell'onorevole Arcidiacono.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi .

                            (E' approvato)

   Si   passa  all'ordine  del  giorno  667   Riconoscimento,  agli
  agenti di cui  alla l.r. n. 56 del 1950, della funzioni e   della
  qualifica  di  cui all'articolo 57, ultimo comma, del  codice  di
  procedura penale , dell'onorevole Arcidiacono.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi .

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine  del giorno n. 668    Istituzione  di  una
  struttura   di   cardiologia   interventistica   ed   emodinamcia
  nell'ambito della ristrutturazione della cardiologia nella  città
  di Catania , dell'onorevole Arcidiacono.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi .

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine del giorno n. 669  Istituzione  presso  la
  AORNAS  Garibaldi, S.Luigi, S. Currò-Ascoli Tomaselli' a Catania,
  di  un  centro  per lo studio delle differenziazioni  di  cellule
  staminali adulte , dell'onorevole Arcidiacono.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi .

                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno n. 670  Iniziative legislative  a
  sostegno  del  diritto  alla salute , degli onorevoli  Ardizzone,
  Brandara, Laccoto.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi .

                            (E' approvato)

   Si  passa all'ordine del giorno n. 671  Conferimento di medaglia
  al valor civile della Regione siciliana , dell'onorevole Acierno.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi .

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine del giorno n. 672  Interventi per  evitare
  discriminazioni all'interno della categoria dei lavoratori  LSU ,
  dell'onorevole Segreto.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi .

                            (E' approvato)

   Si  passa all'ordine del giorno n. 673  Interventi a favore  del
  comparto  zootecnico della provincia di Ragusa,  degli  onorevoli
  Zago, Speziale, Oddo e Panarello.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi .

                            (E' approvato)

   Si   passa   all'ordine  del  giorno  n.  674   Emanazione   del
  Regolamento  di esecuzione della legge regionale n. 15  del  200,
  dell'onorevole Spampinato.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi .

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine  del  giorno n.  675   Esame  urgente  dei
  disegni  di  legge  in  materia di precariato ,  degli  onorevoli
  Giannopolo ed altri.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi .

                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno n. 676  Interventi concernenti  i
  contrattisti   di  diritto  privato  degli  enti  parco ,   degli
  onorevoli Giannopolo, Oddo ed altri.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi .

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine  del giorno n. 677  Copertura  finanziaria
  per  la  realizzazione dei  Jeux des Isles', delle manifestazioni
  in   occasione   del   centenario   della    Targa   Florio'    e
  dell''America's  Cup',  degli onorevoli Formica,  Savona,  Sbona,
  Leanza N. e Dina.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi .

                            (E' approvato)

   Si   passa  all'ordine  del  giorno  n.  678   Garanzia  per   i
  lavoratori  interessati  dalla chiusura della  COGEMA  di  Priolo
  (SR) , degli onorevoli Ortisi, Sbona, De Benedicitis, Confalone e
  Burgaretta Aparo.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi .

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'ordine  del  giorno n. 679   Iniziative  volte  a
  finanziare un progetto di comunicazione pubblica finalizzato alla
  valorizzazione della città di Palermo , dell'onorevole Misuraca.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi .

                            (E' approvato)

   Si  passa all'ordine del giorno n. 680  Interventi per sbloccare
  l'erogazione  del contributo per borsa formativa  all'autoimpiego
  ex  art.  2 della legge regionale n. 3 del 1998 , degli onorevoli
  Fleres, Catania G., Maurici, Baldari e Burgaretta Aparo.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi .

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Lo Porto


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
  «Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2006» (1066-
                            1094-1096/A)

     PRESIDENTE   Prima  di  procedere alla  votazione  finale  per
  scrutinio   nominale   del   disegno   di   legge   «Disposizioni
  programmatiche e finanziarie per l'anno 2006» (1066-1094-1096/A),
  pongo  in votazione la delega per il coordinamento formale  dello
  stesso disegno di legge.
   Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvata)

   Si  procede  alla  votazione finale per scrutinio  nominale  del
  disegno  di legge «Disposizioni programmatiche e finanziarie  per
  l'anno 2006» (1066-1094-1096/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

     PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  59
   Maggioranza         30
   Favorevoli          45
   Contrari            13
   Astenuti            01

                        (L'Assemblea approva)

   Onorevoli  colleghi,  sospendo la  seduta  per  consentire  alla
  Giunta di Governo di approvare e presentare all'Assemblea la nota
  di  variazione  al  bilancio conseguente  all'approvazione  della
  legge  finanziaria e alla Commissione bilancio  di  esprimere  il
  relativo parere.

     (La seduta, sospesa alle ore 3.40, è ripresa alle ore 3.47)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Lo Porto


      Annunzio e votazione della Nota di variazione al bilancio

      PRESIDENTE  Comunico che è stata presentata dal Governo la
     Nota di variazione al bilancio e che la stessa ha il parere
          favorevole della Commissione Bilancio e finanze.
   La pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvata)


   Presidenza del presidente Lo Porto


    Votazione finale del disegno di legge  Bilancio di previsione
   della Regione siciliana per l'anno finanziario 2006 e bilancio
    pluriennale per il triennio 2006/2008 (nn. 1067- 1094-1096/A)

   PRESIDENTE  Si passa alla votazione finale del disegno di  legge
   Bilancio  di  previsione  della  Regione  siciliana  per  l'anno
  finanziario 2006 e bilancio pluriennale per il triennio 2006/2008
  (nn. 1067-1094-1096/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

   Presenti e votanti  57
   Maggioranza         29
   Favorevoli          44
   Contrari            11
   Astenuti              2

                        (L'Assemblea approva)

   stralcio da I a  XIII.

   Presidenza del presidente Lo Porto


  Seguito dell'esame dei disegni di legge nn. 1095  Riproposizione
     di norme approvate dall'Assemblea regionale siciliana nella
   seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal Commissario dello
            Stato  -dallo stralcio I allo stralcio XIII/A

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, si procede con  l'esame  degli
  emendamenti tecnici presentati dal Governo ai tredici disegni  di
  legge  nn. 1095  Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea
  regionale  siciliana  nella  seduta  del  6-7  dicembre  2005  ed
  impugnate  dal  Commissario dello Stato - dallo stralcio  I  allo
  stralcio XIII/A.

   Si  passa all'emendamento 1.I. Lo pongo in votazione.  Il parere
  del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

      PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  1.II. Lo  pongo  in  votazione.   Il
  parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

      PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  2.II. Lo  pongo  in  votazione.   Il
  parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

      PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  3.II. Lo  pongo  in  votazione.   Il
  parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

      PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  7.II. Lo  pongo  in  votazione.   Il
  parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

      PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  8.II. Lo  pongo  in  votazione.   Il
  parere del Governo?

    CUFFARO  Presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     Vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

      PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  9.II. Lo  pongo  in  votazione.   Il
  parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

      PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1.III. Lo  pongo  in  votazione.   Il
  parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

      PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  1.IV. Lo  pongo  in  votazione.   Il
  parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

      PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  2.IV. Lo  pongo  in  votazione.   Il
  parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

      PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  4.IV. Lo  pongo  in  votazione.   Il
  parere del Governo?

    CUFFARO  Presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     Vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

      PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  3.IV. Lo  pongo  in  votazione.   Il
  parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

      PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  5.IV. Lo  pongo  in  votazione.   Il
  parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

      PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  6.IV. Lo  pongo  in  votazione.   Il
  parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

      PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa alla Tabella B - IV. La pongo in votazione. Il  parere
  del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

      PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                           (E' approvata)

   Si passa all'emendamento 1.VII.

     MICCICHE'  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     MICCICHE'   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  penso  che
  ognuno  di  noi abbia un minimo di dignità, nel senso che  essere
  presi  in  giro  non  è  bello per nessuno,  tanto  meno  per  un
  deputato.
   Qui  si  sta modificando un articolato già votato, vorrei capire
  le  ragioni per le quali si sta procedendo in tal senso.  Tecnico
  quanto  si vuole, non è assolutamente giustificabile, non abbiamo
  davanti  a  noi lo strumento per poter fare una verifica,  perché
  non  so  che  cosa  stiamo sopprimendo in questo momento.  Vorrei
  capire di cosa si tratti.

     PRESIDENTE  Onorevole Miccichè, praticamente si  tratta  delle
  modifiche  obbligatorie, modifiche tecniche che devono apportarsi
  alle  tabelle  degli stralci, dopo che le abbiamo  attribuite  ai
  capitoli del bilancio 2006: quindi, essendo andati oltre il 2005,
  le    postazioni   finanziarie   devono   essere   opportunamente
  aggiornate.

     SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SPAMPINATO    Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   mi
  convince  la spiegazione che lei ha fornito per quasi  tutti  gli
  emendamenti   presentati.   La  stessa   motivazione   vale   per
  l'emendamento 1.7?
   A  rigor di logica, stiamo tornando su un articolato già votato.
  Per  quanto  riguarda lo stralcio VII, vorrei  ricordare  che  si
  doveva procedere soltanto alla votazione finale.
   Si   sta  chiedendo,  invece,  all'Assemblea  di  sopprimere  un
  articolo   che,  se  non  ricordo  male,  è  già  stato   votato.
  Probabilmente, mi sfugge qualcosa.

    PRESIDENTE  Si tratta di un errore materiale che  è  già  stato
  corretto.
   Pongo   in  votazione  l'emendamento  1.VII.  Il  parere   della
  Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza .Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 8.VII.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza .Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 1.IX.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza .Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 2.IX.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza .Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 3.IX.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza .Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 1.IX.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza .Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 2.X.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza .Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 3.X.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza .Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa alla tabella B X.
   La pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza .Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvata)

   Si passa all'emendamento 2.XI.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza .Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 4.XI.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza .Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 1XII.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza .Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 2.XII.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza .Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 1.XIII.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza .Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

     CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, comunico che sono stati  presentati  cinque
  emendamenti, ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento  interno,
  dei  quali  dichiaro inammissibili i due emendamenti a firma  del
  Governo,  quello  a firma dell'onorevole Barbagallo  ed  altri  e
  l'emendamento al disegno di legge nn. 908-812-6/A.

   n. 1095/A stralcio I.

   Presidenza del presidente Lo Porto


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
    «"Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
    siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
       Commissario dello Stato. Primo stralcio". (n. 1095 - I
                             Stralcio/A)

    PRESIDENTE  Si passa alla votazione finale per scrutinio
  nominale del disegno di legge  «Riproposizione di norme approvate
  dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre
  2005 ed impugnate dal Commissario dello Stato. Primo stralcio».
  (n. 1095 - I Stralcio/A)
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  51
   Maggioranza         26
   Favorevoli          43
   Contrari             7
   Astenuti              1

                        (L'Assemblea approva)

   n. 1095/A stralcio II

   Presidenza del presidente Lo Porto


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
    «"Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
    siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
      Commissario dello Stato. Secondo stralcio". (n. 1095 - II
                             Stralcio/A)

     PRESIDENTE  Si passa alla votazione finale per scrutinio
  nominale del disegno di legge «Riproposizione di norme approvate
  dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre
  2005 ed impugnate dal Commissario dello Stato. Secondo stralcio".
  (n. 1095 - II Stralcio/A)
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  54
   Maggioranza         28
   Favorevoli          43
   Contrari            10
   Astenuti              1

                        (L'Assemblea approva)

   n. 1095/A stralcio III

   Presidenza del presidente Lo Porto


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
    «"Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
    siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
      Commissario dello Stato. Terzo stralcio". (n. 1095 - III
                             Stralcio/A)

    PRESIDENTE  Si passa alla votazione finale per scrutinio
  nominale del disegno di legge «Riproposizione di norme approvate
  dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre
  2005 ed impugnate dal Commissario dello Stato. Terzo stralcio».
  (n. 1095 - III Stralcio/A)
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti 51
   Maggioranza        26
   Favorevoli         42
   Contrari            8
   Astenuti            1

                        (L'Assemblea approva)

   n. 1095/A stralcio IV

   Presidenza del presidente Lo Porto


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
    «"Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
    siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
      Commissario dello Stato. Quarto stralcio". (n. 1095 - IV
                             Stralcio/A)

    PRESIDENTE  Si passa alla votazione finale per scrutinio
  nominale del disegno di legge  «Riproposizione di norme approvate
  dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre
  2005 ed impugnate dal Commissario dello Stato. Quarto stralcio».
  (n. 1095 - IV Stralcio/A)
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  54
   Maggioranza         28
   Favorevoli          43
   Contrari             7
   Astenuti             4

                        (L'Assemblea approva)

   n. 1095/A stralcio V

   Presidenza del presidente Lo Porto


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
    «"Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
    siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
       Commissario dello Stato. Quinto stralcio". (n. 1095 - V
                             Stralcio/A)

    PRESIDENTE  Si passa alla votazione finale per scrutinio
  nominale del disegno di legge  «Riproposizione di norme approvate
  dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta del 6-7 dicembre
  2005 ed impugnate dal Commissario dello Stato. Quinto stralcio».
  (n. 1095 - V Stralcio/A)
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  55
   Maggioranza         28
   Favorevoli          44
   Contrari            10
   Astenuti             01

                        (L'Assemblea approva)

   n. 1095/A stralcio VI

   Presidenza del presidente Lo Porto


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
    «"Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
    siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
       Commissario dello Stato. Sesto stralcio". (n. 1095 - VI
                             Stralcio/A)

    PRESIDENTE   Si  passa  alla  votazione  finale  per  scrutinio
  nominale  del disegno di legge «Riproposizione di norme approvate
  dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta 6-7 dicembre 2005
  ed  impugnate  dal Commissario dello stato. Sesto  stralcio   (n.
  1095 - VI Stralcio/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  52
   Maggioranza         27
   Favorevoli          43
   Contrari            8
   Astenuti            1

                        (L'Assemblea approva)

   n. 1095/A stralcio VII

   Presidenza del presidente Lo Porto


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
    «"Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
    siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
     Commissario dello Stato. Settimo stralcio". (n. 1095 - VII
                             Stralcio/A)

   PRESIDENTE   Si  passa  alla  votazione  finale  per   scrutinio
  nominale  del disegno di legge «Riproposizione di norme approvate
  dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta del 6-7  dicembre
  2005 ed impugnate dal Commissario dello Stato. Settimo stralcio".
  (n. 1095 - VII Stralcio/A)
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  53
   Maggioranza         27
   Favorevoli         42
   Contrari           10
   Astenuti            01

                        (L'Assemblea approva)

   n. 1095/A stralcio VIII

   Presidenza del presidente Lo Porto


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
    «"Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
    siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
     Commissario dello Stato. Ottavo stralcio". (n. 1095 - VIII
                             Stralcio/A)

   PRESIDENTE   Si  passa  alla  votazione  finale  per   scrutinio
  nominale  del disegno di legge  Riproposizione di norme approvate
  dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta del 6-7  dicembre
  2005  ed impugnate dal Commissario dello Stato. Ottavo stralcio".
  (n. 1095 - VIII Stralcio/A)
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  52
   Maggioranza         27
   Favorevoli          43
   Contrari            08
   Astenuti            01

                        (L'Assemblea approva)

   n. 1095/A stralcio IX

   Presidenza del presidente Lo Porto


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
     «Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
    siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
  Commissario dello Stato. Nono stralcio» (n. 1095 - IX Stralcio/A)

       PRESIDENTE    Si   passa  alla  votazione   finale   per
    scrutinio nominale del disegno di legge "Riproposizione  di
    norme  approvate  dall'Assemblea regionale siciliana  nella
    seduta  del  6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal Commissario
    dello Stato. Nono stralcio". (n. 1095 - IX Stralcio/A).

      IIIndìco la votazione per scrutinio nominale.

      Chiarisco il significato del voto: chi vota sì  preme  il
    pulsante  verde; chi vota no preme il pulsante  rosso;  chi
    si astiene preme il pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  55
   Maggioranza         28
   Favorevoli          45
   Contrari            10

                        (L'Assemblea approva)

   n. 1095/A stralcio X

   Presidenza del presidente Lo Porto


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
     «Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
    siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
       Commissario dello Stato. Decimo stralcio». (n. 1095 - X
                             Stralcio/A)

       PRESIDENTE    Si   passa  alla  votazione   finale   per
    scrutinio  nominale  del  disegno  di  ''Riproposizione  di
    norme  approvate  dall'Assemblea regionale siciliana  nella
    seduta  del  6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal Commissario
    dello Stato. Decimo stralcio ". (n. 1095 - X Stralcio/A)

      Indìco la votazione per scrutinio nominale.

   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  54
   Maggioranza         28
   Favorevoli          43
   Contrari            10
   Astenuti            1

                        (L'Assemblea approva)

   n. 1095/A stralcio XI

   Presidenza del presidente Lo Porto


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
     «Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
    siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
    Commissario dello Stato. Undicesimo stralcio". (n. 1095 - XI
                             Stralcio/A)

      PRESIDENTE  Si passa alla votazione finale per  scrutinio
   nominale  del disegno di "Riproposizione di norme  approvate
   dall'Assemblea  regionale siciliana  nella  seduta  del  6-7
   dicembre  2005  ed  impugnate dal Commissario  dello  Stato.
   Undicesimo stralcio". (n. 1095 - XI Stralcio/A)

   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  55
   Maggioranza         28
   Favorevoli          43
   Contrari            11

                        (L'Assemblea approva)

   n. 1095/A stralcio XII

   Presidenza del presidente Lo Porto


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
    «"Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
    siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
    Commissario dello Stato. Dodicesimo stralcio". (n. 1095 - XII
                             Stralcio/A)

      PRESIDENTE  Si passa alla votazione finale per  scrutinio
   nominale  del disegno di "Riproposizione di norme  approvate
   dall'Assemblea  regionale siciliana  nella  seduta  del  6-7
   dicembre  2005  ed  impugnate dal Commissario  dello  Stato.
   Dodicesimo stralcio". (n. 1095 - XII Stralcio/A)

     Indìco la votazione per scrutinio nominale.

   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  52
   Maggioranza         27
   Favorevoli          44
   Contrari            7
   Astenuti            1

                        (L'Assemblea approva)

   n. 1095/A stralcio XIII

   Presidenza del presidente Lo Porto


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
     +Riproposizione di norme approvate dall'Assemblea regionale
    siciliana nella seduta del 6-7 dicembre 2005 ed impugnate dal
   Commissario dello Stato. Tredicesimo stralcio». (n. 1095 - XIII
                             Stralcio/A)

    PRESIDENTE   Si  passa  alla  votazione  finale  per  scrutinio
  nominale  del  disegno  di  "Riproposizione  di  norme  approvate
  dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta del 6-7  dicembre
  2005  ed  impugnate  dal  Commissario  dello  Stato.  Tredicesimo
  stralcio". (n. 1095 - XIII Stralcio/A)
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  54
   Maggioranza         28
   Favorevoli          45
   Contrari            8
   Astenuti            1

                        (L'Assemblea approva)

   n. 908-812-6/A

   Presidenza del presidente Lo Porto


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
  «Disciplina della raccolta, commercializzazione e valorizzazione
            dei funghi epigei spontanei» (nn. 908-812-6/A

      PRESIDENTE  Si passa alla votazione finale per  scrutinio
   nominale   del   disegno  di  "Disciplina  della   raccolta,
   commercializzazione  e  valorizzazione  dei  funghi   epigei
   spontanei . (nn. 908-812-6/A)

   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  51
   Maggioranza         26
   Favorevoli          48
   Contrari            2
   Astenuti            1

                        (L'Assemblea approva)

         PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, per  l'ipotesi  delle
    eventuali impugnative da parte del Commissario dello  Stato
    la  seduta è convocata per lunedì 30 gennaio 2006, alle ore
    10.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


  I   - PRESTAZIONE DEL GIURAMENTO PRESCRITTO DALL'ARTICOLO 5 DELLO
        STATUTO DA PARTE DEL DEPUTATO SUPPLENTE ONOREVOLE VINCENZO
        GALIOTO
  II  - COMUNICAZIONI
  III - SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA
        RUBRICA:  Industria
  IV  - SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA
        RUBRICA:  Presidenza - Affari Generali
  V   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

         N. 467   -  Provvedimenti  urgenti  per  la  tutela  dei
               lavoratori della Cogema di Priolo (SR).

         SBONA - ACANTO - BASILE - SCALICI - ORTISI - DE BENEDICTIS

       VI   - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

         1) - Istituzione di un ulteriore turno elettorale autunnale per
             il rinnovo degli organi dei Comuni e delle Province della
             Regione. Modifica dell'articolo 8 della legge regionale 2
             agosto 2002, n. 7 . (n. 977/A) (Seguito)

         2)  -   Istituzione di poli turistici all'interno dei parchi
             dell'Etna, dei Nebrodi e delle Madonie . (nn. 986-987/A)

  3)  -  Interventi per la valorizzazione turistica, fruizione e
  conservazione delle opere della  Fiumara d'arte .  (n. 1003/A)
  4)  -   Norme per la promozione della Fondazione  The Brass
  Group' .  (n. 998/A)
  5)  -   Disposizioni finanziarie urgenti e per la
  razionalizzazione dell'attività amministrativa .  (n. 151-Norme
  stralciate II/A)

       VII   -  ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E
         DELLA COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI
         L'ATTIVITA' DELL'UNIONE EUROPEA

       VIII   - ELEZIONE DI DEPUTATI SEGRETARI

       La seduta è tolta alle ore 04.12 di venerdì 20 gennaio
                                2006

        Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 11.00

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                     Dott.ssa  Iolanda Caroselli