Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 355 di giovedì 16 febbraio 2006
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del vicepresidente Fleres


    ZAGO   segretario f.f., dà lettura del processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo osservazioni,  si  intende
  approvato.

              Rinvio del punto I dell'ordine del giorno

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  avverto  che  il   punto   I
  dell'ordine del giorno, «Affidamento temporaneo delle funzioni di
  deputato   regionale  supplente  a  seguito   della   sospensione
  dell'onorevole  David Salvatore Costa dalla  carica  di  deputato
  regionale  e della non accettazione delle funzioni temporanee  di
  deputato  regionale  supplente da parte  dell'onorevole  Vincenzo
  Galioto  (art. 3 legge n. 30/94)», sarà affrontato  nella  seduta
  successiva.

   L'Assemblea ne prende atto.

                         Congedi e missioni

    PRESIDENTE   Comunico che hanno chiesto congedo, per  l'odierna
  seduta, l'onorevole Culicchia e l'assessore D'Aquino.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico,  altresì  che,  con nota  protocollo  n.  313  del  15
  febbraio  2006, pervenuta in data odierna a questa Presidenza  da
  parte  dell'Assessore  per il bilancio e  le  finanze,  onorevole
  Salvatore  Cintola.,  lo  stesso comunica  di  non  poter  essere
  presente ai lavori odierni per motivi istituzionali.
   Conseguentemente,  essendo  l'onorevole  Cintola   deputato   di
  questa  Assemblea, lo stesso è da considerarsi in congedo per  la
  presente seduta.

   Comunico,  che  sono in missione, per ragioni del loro  ufficio:
  l'onorevole  Paffumi  dal 15 al 16 febbraio 2006;  gli  onorevoli
  Garofalo e Infurna dal 15 al 19 febbraio 2006.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunicazione pervenuta alla Presidenza dell'Assemblea da parte
  dell'Assessore per i lavori  pubblici

    PRESIDENTE   Comunico che, con nota protocollo numero  972  del
  15  febbraio 2006, pervenuta in data odierna a questa  Presidenza
  da  parte  dell'Assessore  per  i  lavori  pubblici,  ing.  Mario
  Parlavecchio, lo stesso comunica di non poter essere presente  ai
  lavori odierni per motivi istituzionali.

   L'Assemblea ne prende atto.

           Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico che sono pervenute  le  risposte  scritte
  alle seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per l'Industria

   N.  1464  -  Iniziative a livello nazionale per  l'accelerazione
  dell'iter   burocratico   relativo  alla  procedura  connessa  al
  ricorso alla legge Prodi bis.
   Firmatari: Villari Giovanni

   N.  1477  -  Iniziative per accelerare l'iter per la  formazione
  delle  graduatorie di cui al V bando della legge n. 215 del 1992,
  in materia di imprenditoria femminile.
   Firmatari: Villari Giovanni

   N.   1487   -   Interventi  urgenti  per  evitare  la   paralisi
  dell'Azienda 'Latte Sole'.
   Firmatari:  Villari     Giovanni;  Giannopolo   Domenico;   Zago
  Salvatore

   N.  1610  -  Notizie  in  ordine all'attuazione  del  protocollo
  d'intesa  sottoscritto tra la Regione e Fincantieri  a  proposito
  del cantiere navale di Palermo.
   Firmatari: Cracolici Antonino

   N.  1643  - Interventi volti al recupero delle risorse assegnate
  dall'art.  137  della legge n. 388 del 2000 ed al rifinanziamento
  del 'pacchetto Sicilia'.
   Firmatari:  Speziale     Calogero;   De   Benedictis    Roberto;
  Panarello Filippo

   N.  1644  -  Notizie  in  ordine  al  mancato  trasferimento  al
  Consorzio  garanzia  fidi  di  Ragusa  (Confidi)  dei  contributi
  previsti dalle leggi regionali n. 22 del 1974 e n. 34 del 1988.
   Firmatari: Zago Salvatore

   N.  1663  - Notizie in ordine al permesso di ricerca idrocarburi
  e gas denominato 'Fiume Tellaro'.
   Firmatari: Gurrieri Sebastiano

   N.  1732  -  Interventi  per una rapida soluzione  dei  problemi
  connessi  all'aumento  dei prezzi delle  materie  prime  a  forte
  concentrazione ferrosa.
   Firmatari: Zago Salvatore

   N.   1763   -   Interventi  per  scongiurare  il   trasferimento
  dell'attività  di  teleconduzione  della  centrale  idroelettrica
  dell'Anapo (SR) al P.T. di Napoli.
   Firmatari:    Ortisi   Egidio;  Galletti  Giuseppe;   Spampinato
  Giuseppe;      Vitrano   Gaspare;   Raiti   Salvatore;   Garofalo
  Ottavio; Barbagallo Giovanni; Morinello Salvatore

   N.  1768  -  Soluzione  dei  problemi occupazionali  dell'intero
  gruppo  di  'Tecnosistemi Energy Systems' di Carini  e  'TFS'  di
  Palermo.
   Firmatari:  Cracolici  Antonino; Forgione Francesco;  Barbagallo
  Giovanni; Ferro Giovanni; Raiti Salvatore

   N.  1798  -  Interventi per la salvaguardia  dell'occupazione  e
  dell'apparato industriale della Coem, azienda specializzata nella
  costruzione  di apparecchiature per la distribuzione dell'energia
  elettrica.
   Firmatari:Villari Giovanni

   N.  1908 - Notizie in merito alla vendita del 51 per cento delle
  azioni della Società Italkali di Petralia (PA).
   Firmatari: Vicari Simona

   N.    2077    -   Notizie   sull'attuazione   dell'Accordo    di
  programma-quadro  'Sicurezza e legalità  per  lo  sviluppo  della
  Regione siciliana - Carlo Alberto Dalla Chiesa'.
   Firmatari: Savarino Giuseppa

   N.  2230  -  Notizie sulla vendita del 90 per cento delle  quote
  azionarie   della  SARCIS  da  parte  del  liquidatore  dell'Ente
  minerario siciliano.
   Firmatari: Miccichè Calogero

   N.  2281 - Interventi urgenti per l'immediata sospensione  delle
  attività  di  ricerca  di  metano e di  idrocarburi  in  contrada
  Maltempo del comune di Chiaramonte Gulfi (RG).
   Firmatari:  Gurrieri  Sebastiano;  Barbagallo  Giovanni;  Tumino
  Carmelo; Zangara Andrea

   N.  2285  -  Notizie in ordine alle motivazioni che  consentono,
  nonostante  l'annunziata revoca da parte  del  Governo  regionale
  della   relativa  autorizzazione,  operazioni   di   ricerca   di
  idrocarburi in contrada Maltempo del comune di Chiaramonte  Gulfi
  (RG).
   Firmatari:  Zago Salvatore; De Benedictis Roberto

   N.  2567  - Interventi urgenti per il ripristino delle  attività
  produttive nella zona industriale di Catania, a seguito dei danni
  causati dal maltempo il 12, 13 e 14 dicembre 2005.
   Firmatari:  Villari Giovanni

   - da parte dell'Assessore per i Lavori Pubblici

   N.   1043  -  Iniziative  per  favorire  lo  scorrimento   delle
  graduatorie per l'assegnazione di alloggi pubblici a Catania.
   Firmatari:   Fleres  Salvatore;   Catania   Giuseppe;    Maurici
  Giuseppe;

   - da parte del Presidente della Regione

   N.  2550  -  Notizie  sul  costo della  campagna  'La  Mafia  fa
  schifo',  promossa dalla Regione siciliana, e  sui  capitoli  del
  bilancio regionale utilizzati allo scopo.
   Firmatari: De Benedictis Roberto.

   Avverto  che  le  stesse  saranno  pubblicate  in  allegato   al
  resoconto stenografico della seduta odierna.

            Annunzio di presentazione di disegni di legge

    PRESIDENTE   Comunico  che  sono stati  presentati  i  seguenti
  disegni di legge:

   -   Modifiche  ed  integrazioni alla legge  regionale  6  aprile
  1996,  n. 16, concernente  Riordino della legislazione in materia
  forestale e di tutela della vegetazione'  (n. 1114)
   - di iniziativa parlamentare
   -  presentato dagli onorevoli Oddo, Speziale, Zago,  Capodicasa,
  Cracolici,  Crisafulli,  De  Benedictis,  Giannopolo,  Panarello,
  Villari  in data 14 febbraio  2006;

   -   Ordinamento del Governo e dell'Amministrazione della Regione
  siciliana  (n. 1115)
   - di iniziativa parlamentare
   -presentato  dagli  onorevoli Fleres, Formica,  Dina,  Misuraca,
       Lenza Nicola  in data 16 febbraio  2006.

  Comunicazione di presentazione e contestuale invio di disegni  di
  legge alle competenti Commissioni legislative

    PRESIDENTE   Comunico  che i seguenti  disegni  di  legge  sono
  stati   presentati   ed   inviati  alle  competenti   Commissioni
  legislative:

   AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    Norme  per  la  promozione del protagonismo giovanile  e  della
  partecipazione alla vita sociale  (n. 1112)
   di iniziativa parlamentare
   presentato  dagli onorevoli Dina e Burgaretta Aparo in  data  10
  febbraio 2006
   inviato in data 14 febbraio 2006

   BILANCIO (II)

    Agevolazioni  fiscali per nuovi investimenti  in  Sicilia   (n.
  1106)
   di iniziativa governativa
   presentato  dal  Presidente  della  Regione  f.f.  (Cascio)   su
  proposta dell'Assessore per il bilancio e le finanze (Cintola) in
  data 2 febbraio 2006
   inviato in data 3 febbraio 2006
   Parere III Commissione

    AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

    Contributi   straordinari  in  favore  dei  proprietari   delle
  strutture  balneari di Eraclea Minoa colpite da  mareggiate   (n.
  1105)
   di iniziativa parlamentare
   presentato dall'onorevole Manzullo in data 1 febbraio 2006
   inviato in data 2 febbraio 2006

    Modifiche  ed integrazioni alla legge regionale 6 aprile  1996,
  n.   16  e  riordino  delle  carriere  del  personale  del  Corpo
  forestale  (n. 1107)
   di iniziativa governativa
   presentato  dal  Presidente  della  Regione  f.f.  (Cascio)   su
  proposta dell'Assessore regionale per l'agricoltura e le  foreste
  (Leontini)  in data 3 febbraio 2006
   inviato in data 6 febbraio 2006
   Parere I Commissione

      Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 6 aprile 1996,
  n.  16   Riordino della legislazione in materia  forestale  e  di
  tutela della vegetazione  (n. 1110)
   di iniziativa parlamentare
   presentato   dagli   onorevoli   Oddo,   Speziale,   Capodicasa,
  Cracolici,  Crisafulli,  De  Benedictis,  Giannopolo,  Panarello,
  Villari, Zago  in data 3 febbraio 2006
   inviato in data 6 febbraio 2006
   Parere I Commissione

   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

    Istituzione del Museo regionale dell'emigrazione  (n. 1108)
   di iniziativa governativa
   presentato  dal  Presidente  della  Regione  f.f.  (CASCIO)   su
  proposta  dell'Assessore regionale per il lavoro,  la  previdenza
  sociale,  la formazione professionale e l'emigrazione (SCOMA)  in
  data 3 febbraio 2006
   inviato in data 6 febbraio 2006

   Interventi  per  i  percorsi  turistico-culturali   e   per   la
  valorizzazione del patrimonio d'arte contemporanea di  Gibellina
  (n. 1109)
   di iniziativa parlamentare
   presentato dall'onorevole Turano in data 3 febbraio 2006
   inviato in data 13 febbraio 2006
   Parere IV Commissione

      Disposizioni  per il riconoscimento della  lingua  dei  segni
  italiana (LIS)  (n. 1113)
   di iniziativa parlamentare
   presentato dall'onorevole Antinoro in data 14 febbraio 2006
   inviato in data 14 febbraio 2006

   SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

    Istituzione di associazioni denominate  Banche del  tempo,  dei
  talenti e dei saperi  (n. 1111)
   di iniziativa parlamentare
   presentato   dagli   onorevoli   Turano,  Brandara,   Ardizzone,
  Mancuso in data 10 febbraio 2006
   inviato in data 14 febbraio 2006
   Parere I Commissione.

             Comunicazione di ritiro di disegno di legge

    PRESIDENTE   Comunico che il  disegno  di legge   Modifiche  ed
  integrazioni alla legge regionale 6 aprile 1996, n. 16   Riordino
  della  legislazione  in  materia  forestale  e  di  tutela  della
  vegetazione   (n.  1110)  presentato,  in data 3  febbraio  2006,
  dagli    onorevoli   Oddo,   Speziale,   Capodicasa,   Cracolici,
  Crisafulli, De Benedictis, Giannopolo, Panarello, Villari,  Zago,
  è stato ritirato in data 10 febbraio 2006.

                Comunicazione di richieste di parere

    PRESIDENTE  Comunico che le seguenti richieste di parere  sono
  pervenute  dal  Governo ed assegnate alle competenti  Commissioni
  legislative:

   AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    Istituto   regionale  della  vite  e  del  vino.   Designazione
  presidente  e  componenti del consiglio di  amministrazione   (n.
  454/I)
   pervenuto in data 30 gennaio 2006
   inviato in data 31 gennaio 2006

    Terme di Acireale S.p.a. - Designazione componenti effettivi  e
  supplenti del collegio sindacale  (n. 457/I).
   pervenuto in data 3 febbraio 2006
   inviato in data 6 febbraio 2006

    Terme  di Sciacca S.p.a. - Designazione componenti effettivi  e
  supplenti del collegio sindacale  (n. 458/I).
   pervenuto in data 3 febbraio 2006
   inviato in data 6 febbraio 2006

    Istituto  ciechi  Florio e Salomone di Palermo  -  Designazione
  componente del collegio dei revisori dei conti: dott.ssa Antonina
  Randazzo e dott. Salvatore Adelfio  (n. 459/I).
   pervenuto in data 3 febbraio 2006
   inviato in data 6 febbraio 2006

    Ente   regionale  per  il  diritto  allo  studio  universitario
  (E.R.S.U.)  di  Messina - Designazione componente  effettivo  del
  collegio  dei  revisori  dei  conti: dott.  Nicola  Galizzi   (n.
  460/I).
   pervenuto in data 3 febbraio 2006
   inviato in data 6 febbraio 2006

    Unione  italiana ciechi - Designazione componente del  collegio
  dei revisori dei conti: dott. Claudio Di Vincenzo  (n. 461/I).
   -     pervenuto in data 3 febbraio 2006
   inviato in data 6 febbraio 2006

    Terme   di   Sciacca   S.p.a.   -  Costituzione  consiglio   di
  amministrazione  (n. 462/I).
   pervenuto in data 3 febbraio 2006
    inviato in data 6 febbraio 2006

    Ente   regionale  per  il  diritto  allo  studio  universitario
  (E.R.S.U.)  di  Catania  - Designazione  componente  effettivo  e
  supplente  del  collegio dei revisori dei  conti:  dott.  Gaetano
  Chiaro e dott.ssa Annamaria Mancuso  (n. 460/I).
   pervenuto in data 3 febbraio 2006
   inviato in data 6 febbraio 2006

    A.A.P.I.T.   di   Agrigento  -  Designazione   componente   del
  consiglio di amministrazione  (n. 465/I).
   pervenuto in data 8 febbraio 2006
    inviato in data 9 febbraio 2006

   ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
   BILANCIO (II)

    Atto  integrativo APQ  Sviluppo locale' - Risorse FAS  delibera
  CIPE n. 35/2005  (n. 455/III/II)
   pervenuto in data 2 febbraio 2006
   inviato in data  3  febbraio 2006

   AMBIENTE  E TERRITORIO  (IV)
   BILANCIO (II)

    Delibera  CIPE  n.  35/2005.  Relazione  del  NVVIP  circa   la
  possibile  ripartizione  delle risorse  programmate  sul  sistema
  portuale con delibera di Giunta n. 452 del 29 settembre  2005  al
  fine  della  sottoscrizione dell'addendum all'APQ  sul  trasporto
  marittimo  (n. 456/IV/II)
   pervenuto in data 2 febbraio 2006
   inviato in data 3 febbraio 2006

   AMBIENTE  E TERRITORIO  (IV)

    Linee   guida   di  programmazione  del  piano   regionale   di
  propaganda turistica della Regione siciliana per l'anno 2006  (n.
  464/IV)
   pervenuto in data 8 febbraio 2006
   inviato in data  9  febbraio 2006.

      Comunicazione di questione di legittimità costituzionale

    PRESIDENTE   Comunico che con ordinanza n. 35/06, il  Tribunale
  amministrativo  regionale della Sicilia  -  sezione  staccata  di
  Catania  -  Sezione terza -, sul ricorso n. 4139  del  2004  R.G.
  proposto dalla provincia regionale di Ragusa contro l'assessorato
  regionale  del bilancio e delle finanze, l'assessorato  regionale
  della famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali,
  il  dirigente  generale  pro-tempore del  dipartimento  regionale
  della famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali,
  ha   dichiarato  rilevante  e  non  manifestamente  infondata  la
  questione  di  costituzionalità  dell'articolo  64  della   legge
  regionale  16 aprile 2003, n. 4 per violazione dell'articolo  119
  della Costituzione.

      Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

    PRESIDENTE   Comunico  che l'onorevole  Miccichè,  in  data  31
  gennaio 2006 ha chiesto di apporre la propria firma al disegno di
  legge  n.  1098   Misure  per  la stabilizzazione  del  personale
  precario   proveniente  dal  regime  transitorio  dei  lavoratori
  socialmente utili  (LSU)'.

                     Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni:

   con richiesta di risposta orale

   N.  2632  -  Interventi urgenti al fine di ottenere  il  miglior
  risultato  economico  dalla dismissione da  parte  della  Regione
  siciliana  della  propria partecipazione azionaria  in  Siciliana
  Gas.
   - Presidente Regione
   - Assessore Industria
   Firmatario: Antinoro Antonio

   N.   2635   -   Notizie   in   merito   alla   gestione   e   al
  conferimento dei rifiuti solidi urbani nell'ATO Ag2 di Agrigento.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Miccichè Calogero

   N.  2636  - Interventi urgenti per il miglioramento dei  servizi
  postali in Sicilia e per la tutela dei lavoratori del comparto.
   - Presidente Regione
   Firmatari: Zago Salvatore; Villari Giovanni

   N.   2637   -   Notizie    sull'esito   della    richiesta    di
  finanziamento      avanzata   dal  Comune   di   Mascalucia   per
  l'acquisto dei locali del Cinema Teatro Moderno.
   - Assessore Beni Culturali
   - Assessore Bilancio
   Firmatario: Villari Giovanni

   N.  2638  -  Notizie sui motivi dell'esclusione del Forum  delle
  Famiglie dall'Osservatorio permanente sulla famiglia.
   - Assessore Famiglia
   Firmatario: Brandara Maria Grazia Elena

   N.  2640  -  Iniziative  al  fine di  assicurare  uniformità  di
  trattamento    nell'adozione    di    provvedimenti    volti    a
  salvaguardare la salute dei cittadini e, in particolare, nel caso
  della procedura adottata nei confronti della Casa di cura S. Anna
  di Erice (TP).
   - Assessore Sanità
   Firmatario: Oddo Camillo

   N.   2641   -   Interventi  volti  ad  accertare   la   validità
  dell'eventuale  autorizzazione rilasciata  per  l'apertura  e  lo
  sfruttamento   minerario  del  sito  in   contrada   Gelkamar   a
  Pantelleria (TP).
   - Assessore Territorio
   Firmatario: Oddo Camillo

   N.  2642  -  Interventi  per  la dichiarazione  dello  stato  di
  calamità  naturale per le zone della provincia di Ragusa  colpite
  dalle recenti rovinose precipitazioni atmosferiche.
   - Presidente Regione
   - Assessore Agricoltura
   Firmatario: Incardona Carmelo

   N.  2646  -  Notizie sull'attivazione di corsi per il  personale
  socio-sanitario   da   parte   dell'Assessorato  regionale  della
  sanità.
   - Assessore Sanità
   Firmatario: Mercadante Giovanni

   N.   2647  -  Notizie  sui  criteri  di  scelta  dei  componenti
  dell'Osservatorio   permanente  sulle   famiglie   ed   eventuale
  integrazione  degli  stessi  con  i  rappresentanti   del   Forum
  regionale delle Associazioni familiari.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia
   Firmatario: Ardizzone Giovanni

   N.  2649  -  Iniziative per rendere rapidamente fruibili  alcuni
  locali  dell'ex  Opera Pia S. Caterina, concessi  dal  Comune  di
  Palermo alla 'Missione di Speranza e Carità'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia
   Firmatari:   Turano  Girolamo;  Brandara  Maria  Grazia   Elena;
  Ardizzone
   Giovanni; Mancuso Fabio Maria

   N.  2650 - Chiarimenti circa l'affidamento in concessione  della
  SMEB Cantieri navali di Messina.
   - Assessore Industria
   Firmatari: Scalici Antonino; Acanto Giuseppe; Basile Giuseppe

   N.  2651  -  Provvedimenti  per  venire  incontro  alle  imprese
  avicole  siciliane, anche a seguito del recente  rinvenimento  in
  Sicilia di cigni affetti dal virus dell'aviaria.
   - Presidente Regione
   - Assessore Sanità
   Firmatario: Incardona Carmelo

   N.  2652  -  Verifica  delle  procedure  adottate  nel  concorso
  pubblico per capo dipartimento cultura ed assistenza, bandito nel
  1988 dal Comune di San Giovanni La Punta (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia
   Firmatario: Raiti Salvatore

   N.  2653  -  Interventi urgenti per evitare il  commissariamento
  dell'Autorità d'ambito 3 - Messina.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Laccoto Giuseppe.

   Le  interrogazioni, ora annunziate, saranno iscritte  all'ordine
  del giorno per essere svolte al loro turno.

   - con richiesta di risposta scritta

   N.  2630  - Interventi urgenti per regolare il transito dei  bus
  nel  tratto  di  via Etnea tra piazza Duomo e i Quattro  Canti  a
  Catania.
   - Assessore Famiglia
   - Assessore Lavori Pubblici
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

   N.   2631   -   Interventi  urgenti  per  il  ripristino   della
  illuminazione  del  parco giochi in via  Ingegnere  e  del  parco
  Gandhi in via Santa Sofia a Catania.
   - Assessore Famiglia
   - Assessore Lavori Pubblici
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

   N.   2633  -  Interventi  urgenti  per  consentire  la  regolare
  gestione dell'Azienda autonoma delle Terme di Acireale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo
   Firmatari: Barbagallo Giovanni; Villari Giovanni

   N.  2634  -  Notizie circa gli interventi in favore delle  Forze
  dell'Ordine.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Fleres Salvatore

   N.   2639  -  Interventi  per  l'ammodernamento  degli  impianti
  sciistici di Piano Battaglia.
   - Assessore Territorio
   Firmatario: Vicari Simona

   N.  2643  - Notizie sull'operato del Presidente dell'A.T.O.  PA2
  Alto Belice Ambiente di Monreale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia
   - Assessore Territorio
   Firmatari: Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe; Fleres Salvatore

   N.  2644  -  Notizie  sui motivi dell'aumento  delle  tariffe  a
  seguito dell'entrata in funzione degli A.T.O.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Barbagallo Giovanni

   N.  2645  -  Adeguamento  della  normativa  regionale  a  quella
  nazionale,  a  garanzia della tutela della  salute  pubblica,  in
  particolare  per  l'affidamento  della  direzione  sanitaria   di
  ospedali e cliniche private a medici igienisti.
   - Presidente Regione
   - Assessore Sanità
   Firmatario: Barbagallo Giovanni

   N.   2648  -  Interventi  al  fine  di  verificare  la  corretta
  applicazione  delle tariffe per la raccolta e lo smaltimento  dei
  rifiuti presso l'Ato Messina 1.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Liotta Santo

   N.  2654  -Interventi urgenti per il ripristino del servizio  di
  trasporto degli studenti dalla frazione di Libertinia di  Ramacca
  (CT) a Catenanuova (EN).
   - Assessore Famiglia
   - Assessore Turismo
   - Assessore Beni Culturali
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

   N.  2655 - Interventi urgenti per il ripristino del servizio  di
  nettezza urbana e bonifica di via Roma in San Michele di Ganzaria
  (CT).
   - Assessore Famiglia
   - Assessore Lavori Pubblici
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

   N.  2656 - Interventi urgenti per eliminare i danni subiti dagli
  agricoltori  di Ramacca, in provincia di Catania a seguito  delle
  alluvioni dei mesi scorsi.
   - Presidente Regione
   - Assessore Agricoltura
   Firmatari:   Fleres   Salvatore;   Catania   Giuseppe;   Maurici
  Giuseppe.

   Le interrogazioni, ora annunziate, saranno inviate al Governo.

                      Annunzio di interpellanze

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  interpellanze:

   numero  291  - Iniziative per il monitoraggio delle  prestazioni
  sanitarie  nelle strutture pubbliche ed in quelle private  e  per
  valorizzare  la  natura  negoziale con le  strutture  private,  a
  tutela  del  principio della libera scelta  e  della  parità  tra
  pubblico e privato.
   - Presidente Regione
   - Assessore Sanità
   Firmatario: Barbagallo Giovanni

   numero  292  - Verifica del bando di gara per l'affidamento  dei
  servizi  di  brokeraggio  assicurativo  presso  l'AUSL  n.  1  di
  Agrigento ed iniziative per garantire il rispetto da parte  delle
  AA.UU.SS.LL.   dei  principi  della  libera concorrenza  e  della
  trasparenza delle procedure nell'aggiudicazione di gare  relative
  a polizze assicurative.
   - Presidente Regione
   - Assessore Sanità
   Firmatari: Capodicasa Angelo; Cracolici Antonino

   numero  293  -  Iniziative  per fronteggiare  la  situazione  di
  emergenza sanitaria presso i comuni del gelese, privi di adeguate
  strutture ospedaliere nel settore oncologico.
   - Presidente Regione
   - Assessore Sanità
   Firmatario: Galletti Giuseppe.

   Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il  Governo
  abbia  dichiarato  che respinge le interpellanze  o  abbia  fatto
  conoscere  il  giorno in cui intende trattarle, le  interpellanze
  stesse  saranno iscritte all'ordine del giorno per essere  svolta
  al loro turno.

                         Annunzio di mozioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  mozioni:

   numero  477  Iniziative urgenti al fine di scongiurare  i  danni
  provocati dalla cattiva gestione della 'Siciliana acque  minerali
  s.r.l.' società controllata dall'Azienda Terme di Acireale per lo
  sfruttamento e l'imbottigliamento dell'acqua minerale  Pozzillo ,
  degli  onorevoli  Barbagallo Giovanni; Villari  Giovanni;  Tumino
  Carmelo; Culicchia Vincenzino
   Presentata il 31/01/06

   numero  478  Adeguate misure di sostegno a favore dei ceti  meno
  abbienti  ed avvio di un piano di rilancio edilizio ed  abitativo
  nella  Regione siciliana , degli onorevoli Villari      Giovanni;
  Speziale  Calogero;  De  Benedictis Roberto; Zago Salvatore
   Presentata il 1/02/06

   numero  479   Interventi a livello centrale al fine di  attivare
  le  provvidenze  per il ristoro dei danni subiti dall'agricoltura
  etnea a seguito del nubifragio del mese di dicembre 2005 e per la
  dichiarazione dello stato di calamità naturale , degli  onorevoli
  Barbagallo  Giovanni;  Laccoto Giuseppe;   Culicchia  Vincenzino;
  Tumino Carmelo; Gurrieri Sebastiano; Zangara Andrea
   Presentata il 3/02/06.

   Informo  che  le stesse saranno iscritte all'ordine  del  giorno
  della  seduta  successiva  perchè se  ne  determini  la  data  di
  discussione.

        Comunicazione di nomina di componente di Commissione
                             legislativa

    PRESIDENTE    Comunico   che,  con   decreto   del   Presidente
  dell'Assemblea  n. 15 del 10 febbraio 2006, l'onorevole  Giovanni
  Barbagallo   è    nominato  componente   della   II   Commissione
  legislativa permanente "Bilancio", in sostituzione dell'onorevole
  Francantonio  Genovese,   dimessosi  dalla  carica  di   deputato
  regionale.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno  che nel corso della seduta potrà procedersi a  votazioni
  mediante sistema elettronico.

   Indirizzo di saluto a studenti e docenti di istituti scolastici

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  l'occasione  è  gradita  per
  salutare  gli  alunni  e  gli insegnanti dell'Istituto  paritario
  Platone,   dell'Istituto  magistrale  Rosina  Salvo  di  Trapani,
  dell'Istituto  Florio e Salomone di Palermo  che  sono  venuti  a
  trovarci questa mattina all'Assemblea  regionale.
   Oggi  per l'Assemblea  non sarà una seduta particolarmente lunga
  perché  sarà  sospesa e poi aggiornata  di un'ora  e  poi  ancora
  rinviata  a  mercoledì prossimo per consentire la trattazione  di
  alcuni disegni di legge importanti che sono in questo momento  in
  discussione nelle Commissioni di merito.
   Comunque,  l'opportunità è sempre utile per  ringraziare  quelle
  scuole  che  mostrano particolare sensibilità per l'attività  del
  Parlamento  siciliano  ed in genere per l'attività  politica  che
  sicuramente  rappresenta  il motore di ogni  attività,  non  solo
  nella nostra Regione, ma ovunque.
   L'Assemblea  regionale siciliana ha molto investito  in  termini
  di   comunicazione   rivolta  alle  scuole   e   agli   studenti.
  Successivamente,  il  personale dell'Assemblea  farà  avere  agli
  insegnanti  alcune  delle pubblicazioni  che  riguardano  proprio
  l'attività parlamentare che è stata presentata in modo  piuttosto
  semplice  e  comprensibile proprio per  avvicinare  gli  studenti
  all'attività dell'Assemblea regionale siciliana.
   Siamo  contenti di questa visita, ringraziamo ancora  una  volta
  gli studenti, i docenti e non docenti delle scuole presenti.

   Rinvio dello svolgimento di interrogazioni ed interpellanze
  delle rubriche  Bilancio  e  Lavori Pubblici ,

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, informo che i punti  III  e  IV
  dell'ordine   del   giorno:  Svolgimento  di  interrogazioni   ed
  interpellanze   della  rubrica   Bilancio    e   Svolgimento   di
  interrogazioni ed interpellanze della rubrica  Lavori  Pubblici ,
  sono  rinviati ad altra seduta.

     Comunicazione ai sensi dell'articolo 83, secondo comma, del
                         Regolamento interno

    ARDIZZONE   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  chiedo  di
  parlare ai sensi dell'articolo 83, secondo comma, del Regolamento
  interno.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ARDIZZONE   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  per  chiedere che sia inserito all'ordine del giorno della seduta
  successiva   il   disegno   di  legge   n.   1079/A    Norma   di
  interpretazione autentica dell'articolo 13 della legge  regionale
  20  giugno  1997,  n. 19, sulle condizioni di ineleggibilità  dei
  deputati regionali .

    PRESIDENTE  Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.

   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata ad  oggi,  giovedì  16
  febbraio 2006, alle ore 12.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Fleres


       I   - AFFIDAMENTO TEMPORANEO DELLE FUNZIONI DI DEPUTATO REGIONALE
        SUPPLENTE A SEGUITO DELLA SOSPENSIONE DELL'ONOREVOLE  DAVID
        SALVATORE COSTA DALLA CARICA DI DEPUTATO REGIONALE E DELLA NON
        ACCETTAZIONE DELLE FUNZIONI TEMPORANEE DI DEPUTATO REGIONALE
        SUPPLENTE DA PARTE DELL'ONOREVOLE VINCENZO GALIOTO (ART. 3 LEGGE
        NUMERO  30/1994)
  II   - COMUNICAZIONI
  III   -  LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
  LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:
     N. 477 -    ''Iniziative  urgenti al fine di  scongiurare  i
             danni   provocati  dalla  cattiva   gestione   della
              Siciliana    acque   minerali    s.r.l.'    società
             controllata  dall'Azienda Terme di Acireale  per  lo
             sfruttamento    e   l'imbottigliamento    dell'acqua
             minerale Pozzillo .

                      BARBAGALLO - VILLARI - TUMINO - CULICCHIA

     N. 478  -  ''Adeguate misure di sostegno a favore  dei  ceti
             meno  abbienti  ed  avvio di un  piano  di  rilancio
             edilizio ed abitativo nella Regione siciliana .

                      VILLARI - SPEZIALE - DE BENEDICTIS - ZAGO

     N. 479  -   ''Interventi  a  livello  centrale  al  fine  di
             attivare  le  provvidenze per il ristoro  dei  danni
             subiti   dall'agricoltura  etnea   a   seguito   del
             nubifragio  del  mese  di dicembre  2005  e  per  la
             dichiarazione dello stato di calamità naturale .

                      BARBAGALLO - LACCOTO - CULICCHIA  -  TUMINO
                      GURRIERI - ZANGARA

       IV   - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
     N. 467 -  Provvedimenti urgenti per la tutela dei lavoratori
             della Cogema di Priolo (SR).

                         SBONA   -  ACANTO  -  BASILE  -  SCALICI
                      ORTISI - DE BENEDICTIS

       V   - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

         1)  -  Norma di interpretazione autentica dell'articolo 13 della
             legge regionale 20 giugno 1997, n. 19, sulle condizioni di
             ineleggibilità dei deputati regionali          (n. 1079/A)

  2)  -   Disposizioni in materia di tutela ed uso dei beni
  paesaggistici e di promozione della qualità architettonica ed
  urbanistica  (n. 1037/A)

       VI   - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E DELLA
        COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI L'ATTIVITA'
        DELL'UNIONE EUROPEA
  VII   -  ELEZIONE DI DEPUTATI SEGRETARI

                  La seduta è tolta alle ore 11.25

        Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 13.30

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                     Dott.ssa  Iolanda Caroselli

   ALLEGATO

   Risposte scritte ad interrogazioni

   VILLARI.  -  «Al  Presidente della Regione e  all'Assessore  per
  l'industria, premesso che, in data 24 novembre 2003, il Tribunale
  di  Catania  - Sezione fallimentare - ha pronunciato la  sentenza
  d'insolvenza    della   CESAME   S.p.A.   (Ceramiche    sanitarie
  mediterranee)  e  che con la stessa sentenza  il  prof.  Giovanni
  Fiori ne è stato nominato commissario giudiziario;

   considerato   che  in  data  30  dicembre  2003  il  commissario
  giudiziario ha depositato, così come previsto dalla norma, presso
  il  Ministero delle Attività Produttive e il Tribunale di Catania
  apposita  relazione  positiva  ai  fini  dell'attivazione   delle
  procedure della legge Prodi bis;

   visto   che   lo   stesso   commissario   ha   comunicato   alle
  organizzazioni sindacali la difficoltà a riattivare le necessarie
  linee di credito da parte di istituti bancari, con una parte  dei
  quali   già   la  Cesame  ha  intrattenuto  rapporti  finanziari,
  precisando che l'assenza di tali interventi con adeguate  risorse
  finanziarie  -  peraltro  garantite -  metterebbe  a  rischio  la
  sopravvivenza  dell'Azienda,  la  salvaguardia   di   circa   340
  lavoratori  dipendenti,  oltre che  di  centinaia  di  lavoratori
  dell'indotto, con la conseguenza di vanificare l'intervento della
  procedura  della  legge  Prodi bis, unico strumento,  allo  stato
  attuale,  per  il mantenimento dell'attività produttiva,  per  il
  risanamento, la riqualificazione dell'Azienda ed il suo rilancio.
  Obiettivo,  quest'ultimo, sostenuto con forza  nella  piattaforma
  delle  organizzazioni  sindacali a tutti i livelli,  nazionale  e
  locale,  nonché dai lavoratori attraverso numerose iniziative  di
  protesta,  allo  scopo  di  richiamare  le  istituzioni  ai  vari
  livelli, gli istituti di credito e l'opinione pubblica al massimo
  dell'impegno  e della solidarietà attorno a questa  importante  e
  delicata vertenza;

   osservato    che   anche   alcuni   incontri   promossi    dalle
  organizzazioni   sindacali   maggiormente   rappresentative   dei
  lavoratori del settore, svoltisi presso la Prefettura di Catania,
  pur  con  il lodevole impegno del Prefetto, non hanno  sortito  i
  risultati   sperati   con  gli  istituti  di   credito   rispetto
  all'apertura delle linee di credito sopra menzionate,  necessarie
  per  il  rilancio  dell'Azienda  e  per  evitare  il  ricorso   a
  provvedimenti di cassa integrazione, soprattutto in una  fase  in
  cui  il mercato sembra richiedere le qualificate produzioni della
  Cesame;

   per  sapere  se non ritengano opportuno adoperarsi  con  urgenza
  nei  confronti del Ministero delle Attività Produttive,  affinché
  l'iter  burocratico previsto dalla procedura connessa al  ricorso
  alla  legge  Prodi  bis venga accelerato, e nei  confronti  degli
  Istituti  di  credito interessati affinché valutino positivamente
  la  concessione  dei prestiti richiesti, al fine di  mantenere  e
  riqualificare  un'Azienda  manifatturiera  di  livello  nazionale
  quale  la  Cesame, che rappresenta, tra l'altro, un  pezzo  della
  storia  industriale di Catania e dell'intera regione in  uno  col
  patrimonio  umano  e  professionale che  l'Azienda  costituisce.»
  (1464)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  «In  riferimento all'interrogazione numero  1464,  si
  rassegna quanto segue.
   Preliminarmente  si concorda con l'onorevole  interrogante  che,
  giustamente,  ha  sottolineato come la realtà Cesame  di  Catania
  rappresenti un pezzo della storia industriale dell'intera regione
  e  che  la  stessa ricopre un ruolo primario e di  prestigio  nel
  campo in cui opera con quel che ne consegue a livello di ricaduta
  economico-occupazionale.
   La  problematica relativa alle difficoltà della Cesame  è  stata
  seguita,  con particolare attenzione, dagli Assessori pro-tempore
  per  l'industria  e  il  lavoro  sin  dal  mese  di  luglio  2003
  incontrando  i  rappresentanti dell'Azienda e  le  Organizzazioni
  sindacali, insieme al Prefetto Alberto Di Pace, in considerazione
  della  grave  crisi che si profilava. In quella sede  ai  vertici
  aziendali si è chiesto, al fine di attivare mirate iniziative, un
  piano industriale di rilancio dell'attività.
   Nel  frattempo, purtroppo, l'aggravarsi della crisi  finanziaria
  aveva  portato,  il 24 novembre 2003, alla sentenza  d'insolvenza
  pronunciata  dal Tribunale di Catania, Sezione Fallimentare,  con
  la nomina del Commissario giudiziario.
   A  seguito di detta sentenza, i richiamati Assessori pro-tempore
  ed  il  Governo regionale nella sua massima espressione, si  sono
  impegnati per una positiva risoluzione della problematica.
   Sono,  pertanto,  intervenuti sia verso il  sistema  creditizio,
  affinchè  potesse sostenere il rilancio produttivo della  Cesame,
  che  nei  confronti del Ministero delle Attività produttive,  per
  accelerare l'iter burocratico previsto dalla legge Prodi bis.
   Gli   obiettivi   sono  stati  entrambi  raggiunti,   l'attività
  dell'azienda   Cesame,  oggi,  è  a  pieno  regime,   i   livelli
  occupazionali sono stati mantenuti e la procedura di  risanamento
  aziendale risulta in fase avanzata.
   La  fase  di  monitoraggio, comunque, non  si  conclude  qui  in
  quanto sia lo scrivente che il Governo regionale sono consapevoli
  che  la vertenza Cesame non deve considerarsi ancora chiusa,  per
  cui continueranno a seguirne con attenzione l'evoluzione.»

                                               L'Assessore D'AQUINO

   VILLARI.  -  «Al  Presidente della Regione ed all'Assessore  per
  l'industria, premesso che:

   il  V  bando  di  cui  alla legge n. 215 del  1992,  aperto  dal
  Ministero  Attività Produttive il 13 dicembre 2002  con  chiusura
  prevista  il  13  marzo 2003 e successivamente  prorogato  al  15
  aprile 2003, prevedeva contributi a fondo perduto;

   l'Assessorato  Industria ha sospeso il procedimento  concernente
  la  formazione delle graduatorie di cui alla citata legge n.  215
  del 1992;

   l'articolo 4, comma 85, della legge finanziaria ha esteso  anche
  al   V   bando   della   legge  n.  215  del  1992   l'esclusione
  dall'applicazione  dei fondi rotativi ex articolo  72,  comma  5,
  della  legge n. 289 del 2002, eliminando finalmente, dopo  lunghe
  attese, ogni ostacolo;

   ritenuto che:

   la  legge  n.  215 del 1992 rappresenta uno dei pochi  strumenti
  attualmente    esistenti   per   la   promozione   di    attività
  autonome/imprenditoriali femminili, cui fino ad oggi hanno  fatto
  ricorso  moltissime  donne, tra le quali un'alta  percentuale  in
  possesso  di  titolo  di laurea, desiderose  di  reinserirsi  nel
  mercato   del   lavoro,   nonché   strumento   per   ridurre   la
  disoccupazione e per lo sviluppo economico della Sicilia;

   le  lunghe attese per le imprese richiedenti stanno comportando,
  oltre  ad incertezze sulle scelte future, anche oneri (fitti  dei
  locali, interessi passivi, ecc...) non più sopportabili;

   per sapere se non ritengano opportuno adoperarsi con urgenza  al
  fine   di  accelerare  l'iter  concernente  la  formazione  delle
  graduatorie di cui al V bando della legge n. 215 del 1992 (Azioni
  positive per l'imprenditoria femminile).» (1477)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.    «Con    riferimento   alle   richieste    contenute
  nell'interrogazione numero 1477, si rassegna quanto segue.
   Premesso che:
   -  la  legge  regionale 23 dicembre 2000, n.  31,  ha  demandato
  all'Assessorato regionale industria il compito di  provvedere  al
  cofinanziamento  della legge 25 febbraio 1992,  n.  215,  recante
  "Azioni positive per l'imprenditoria femminile";
   -  il servizio di istruttoria ed erogazione è stato affidata  ad
  8  soggetti concessionari, già al medesimo fine convenzionati con
  il Ministero Attività Produttive (MAP);
   -   i  termini  iniziali  per  la  presentazione  delle  istanze
  relative   al  5   bando  dell'agevolazione,  cui  si   riferisce
  l'interrogazione  in  argomento, si sono aperti  il  13  dicembre
  2002;
   -  il  termine finale, inizialmente fissato al 13 marzo 2003,  è
  stato  prorogato al 15 aprile 2003 con decreto  del  MAP  del  12
  marzo 2003;
   -  la  possibilità di esitare positivamente il bando in esame  è
  stata  a  lungo messa in discussione dalla problematico  relativa
  all'applicazione  dell'articolo 72 della legge 27  dicembre  2002
  (finanziaria nazionale 2003).
   La  disposizione  in parola (oltre a disporre la  confluenza  di
  tutte  le  somme  iscritte nei capitoli  di  bilancio  statale  e
  finalizzate alla concessione di contributi alle imprese, tra  cui
  quelli  attinenti  la legge 215/92, in appositi  fondi  rotativi)
  prevede  che,  a decorrere dall'1 gennaio 2003, detti  contributi
  siano  per almeno il 50 per cento soggetti a rimborso secondo  un
  piano quinquennale di rientro. Ne consegue la trasformazione  del
  50  per  cento del contributo a fondo perduto ex legge 215/92  in
   prestito  a tasso agevolato.
   Il   5    bando   in  questione,  in  quanto  pubblicato   prima
  dell'approvazione  della  finanziaria,  non  poteva,  ovviamente,
  tenere    conto    delle   modifiche   che    sono    intervenute
  successivamente.   Nè,  medio  tempore,  è   sopraggiunto   alcun
  provvedimento ministeriale di adeguamento alle nuove previsioni.
   L'Amministrazione  regionale si è così trovata  di  fronte  alla
  prospettiva di dover applicare la nuova normativa in presenza di:
  bando, istanze, programmi di investimento e istruttorie bancarie,
  formulati secondo un regime diverso, in cui l'intervento pubblico
  era  configurato interamente a fondo perduto, con la  possibilità
  di  una paralisi ovvero di un dilatarsi a dismisura dei tempi  di
  conclusione del procedimento.
   L'Assessorato  Industria, pertanto, sia in sede di Coordinamento
  interregionale tecnico che nel corso delle riunioni svoltesi  con
  i rappresentanti ministeriali, ha sostenuto, operando in sinergia
  con   le   altre  regioni,  l'esigenza  di  ottenere  una  deroga
  all'applicazione del nuovo regime, almeno nei riguardi dei  bando
  di  gara in argomento, nonché di soprassedere all'emanazione  del
  bando 2003 facendo confluire le relative risorse su quello ancora
  in fase di definizione.
   Il   completamento  delle  attività  istruttorie  da  parte  dei
  soggetti  convenzionati,  era inizialmente  previsto  per  il  15
  luglio 2003.
   Con  nota  del 26 marzo 2003 l'ABI, evidenziando anche l'elevato
  e  non  prevedibile numero di istanze pervenute (oltre 5700),  ha
  chiesto  lo slittamento del superiore termine alla fine del  mese
  di settembre 2003.
   Il  Dirigente  Generale  del Dipartimento  Industria,  anche  in
  considerazione  del  prolungarsi  dei  tempi  necessari  per   la
  soluzione   della  problematica  concernente  l'art.   72   della
  finanziaria  2003  e  dei  conseguenti  riflessi  sul  bando   in
  argomento, ha concesso la proroga fino al 15 settembre 2003.
   Alla fine del settembre 2003 la questione riguardante l'art.  72
  restava però ancora in attesa di soluzione e, pertanto, in attesa
  dell'emanazione   da   parte  dei  Ministeri   competenti   delle
  disposizioni  attuative  del  citato  art.  72,  si  è   ritenuto
  necessario   sospendere   il   procedimento,   informandone   gli
  interessati anche attraverso la pubblicazione di apposito  avviso
  informativo sulla GURS n. 45 del 17 ottobre 2003.
   La  vicenda,  anche grazie alle sollecitazioni  dell'Assessorato
  Industria,  si è conclusa positivamente con l'art. 4 della  legge
  24  dicembre 2004, n. 350, (finanziaria 2004), che ha  esteso  la
  deroga  di cui all'art. 72, comma 5, della legge 289/2002    alle
  agevolazioni  previste  dalla legge 25  febbraio  1992,  n.  215,
  disposte in attuazione del 5  bando .
   Risolta  positivamente  questa  pregiudiziale,  sulle  relazioni
  trasmesse dai soggetti istruttori si è riscontrato un consistente
  numero di discrasie. Ciò ha reso necessario ottenere la revisione
  di  numerose istruttorie da parte dei concessionari, chieste  con
  una  serie  di note e circolari, nonché di formulare  e  diramare
  specifiche   direttive   per   assicurare   l'uniformità    delle
  valutazioni.
   Inoltre,   con  comunicazione  del  16  febbraio   2004,   l'IFI
  (Istituto ministeriale che assicura sia nei confronti del MAP che
  delle  regioni l'assistenza tecnica per l'agevolazione in esame),
  ha   chiesto  ai  soggetti  istruttori,  fornendoli  del  proprio
  software,  di  effettuare  ulteriori  verifiche  sulla   corretta
  chiusura delle istruttorie.
   L'invio  da parte delle banche convenzionate con il Dipartimento
  Industria delle risultanze istruttorie (relazioni, integrazioni e
  rettifiche),  si  è  concluso il 9 marzo 2004 e conseguentemente,
  con DDG n. 538 /Serv.1/57 del 16 marzo 2004, sono state approvate
  le graduatorie dei 3 macrosettori.
   Le  graduatorie,  ottenuto il visto della  Ragioneria  Centrale,
  sono  state  trasmesse al MAP per le verifiche  di  competenza  e
  pubblicate  sulla  GURI n.106 - supplemento ordinario  -  del  10
  giugno 2004.
   Successivamente, in data 28 febbraio 2005 sono  stati  emessi  i
  relativi decreti che, dopo il visto della Ragioneria Centrale per
  l'Assessorato Industria, sono stati notificati agli interessati.»

                                               L'Assessore D'AQUINO

   VILLARI  -  GIANNOPOLO - ZAGO. - «Al Presidente  della  Regione,
  all'Assessore  per l'industria ed all'Assessore per l'agricoltura
  e le foreste, premesso che è attesa in questi giorni la decisione
  da  parte  del  giudice della IV sezione civile del Tribunale  di
  Catania in merito al ricorso presentato dall'Azienda 'Latte Sole'
  a  seguito  della  revoca  dei fidi bancari  da  parte  di  sette
  istituti di credito;

   considerato che i sette istituti di credito ritengono  'il  crac
  finanziario   della   Parmalat   senza   precedenti'   e   quindi
  risulterebbe più che giustificato il timore nel sistema  bancario
  di perdere crediti;

   considerato,  ancora,  che  dalle  dichiarazioni  del  direttore
  amministrativo  della 'Latte Sole' la cessione dell'Azienda  alla
  Parmalat,   avvenuta  all'inizio  del  2001,  non  ha   intaccato
  l'autonomia  e l'indipendenza di gestione' tanto da  avere  anche
  degli utili e quindi nessun problema di carattere finanziario;

   constatato  che le conseguenze di un fallimento ricadrebbero  su
  171 dipendenti dell'Azienda e su migliaia di produttori ed i lori
  dipendenti  e che con l'azienda 'Latte Sole', che rappresenta  un
  importante   pilastro  del  comparto  agroalimentare   siciliano,
  rischia  di morire non soltanto un'azienda ma un pezzo importante
  dell'economia  della  provincia di Catania  e  della  Sicilia  in
  generale;

   preso  atto  che la vicenda preoccupa a ragione i 171 dipendenti
  dell'Azienda casearia ed i migliaia di produttori di latte e  che
  le  organizzazioni sindacali e professionali hanno già chiesto al
  Prefetto  di Catania un incontro urgente per istituire un  tavolo
  comune al fine di evitare problemi occupazionali e per accelerare
  i  tempi  di recupero dei 5 milioni di euro di IVA che la  'Latte
  Sole'  vanta  nei  confronti dell'Erario, in modo  che  l'Azienda
  torni  ad  avere  liquidità  e  possa  fronteggiare  le  esigenze
  quotidiane;

   per sapere:

   se  non  ritengano opportuno intraprendere tutte  le  iniziative
  istituzionali  per  intervenire  con  urgenza  e  vigilare  sugli
  istituti  di  credito affinché riattivino i  fidi  necessari  per
  evitare la paralisi della produzione e per tutelare il patrimonio
  umano e professionale che l'Azienda costituisce;

   se  non  reputino opportuno adoperarsi nei confronti del Governo
  nazionale  per  il  recupero dei 5 milioni di  euro  di  IVA  che
  l'Azienda  vanta nei confronti dell'Erario in modo  da  garantire
  una liquidità immediata all'Azienda.» (1487)

       (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.   «In   riferimento  alla   problematica   posta   con
  l'interrogazione  numero 1487, pur se  la   materia  non  rientra
  nelle  specifiche competenze assegnate all'Assessorato Industria,
  si rassegna quanto segue.
   La  crisi che ha investito la società  Latte Sole  di Catania  è
  derivata  essenzialmente  dalla  grave  crisi  finanziaria  della
  società  madre Parmalat S.p.A., la quale ha determinato, sia  per
  la  stessa  Parmalat che per tutte le società facenti  parte  del
  gruppo,  uno stato di precarietà d'impresa di livello  nazionale,
  regionale ed europeo.
   Per  arginare  i  confini  della crisi Parmalat,  come  noto,  è
  intervenuto  il  Governo dello Stato coadiuvato  dai  Governatori
  delle  regioni  ove  erano presenti gli insediamenti  industriali
  collegati direttamente alla società Parmalat.
   Nella  nostra regione le aziende coinvolte sono state la  Emmegi
  di  Termini  Imerese, la Pozzillo di Palermo e la Latte  Sole  di
  Catania e di riflesso le aziende dell'indotto.
   Nel  caso  in specie, i problemi che hanno interessato la  Latte
  Sole   sono   stati  essenzialmente  di  carattere   finanziario-
  fiduciario  che  la  stessa intratteneva  con  vari  istituti  di
  credito che per surplus di tutela creditizia, temendo un risvolto
  più  che  negativo  della  vicenda  Parmalat,  hanno  chiuso   le
  possibilità di fido.
   Il  verificarsi  di  questa condizione,  unita  alla  richiamata
  crisi Parmalat, innesca la crisi Latte Sole. In primis sul fronte
  occupazionale.
   Oggi,  in  seguito alle richiamate attività svolte  dal  Governo
  della  Regione  siciliana in uno con quello dello  Stato,  ed  al
  lodevole lavoro di risanamento aziendale Parmalat intrapreso  dal
  Commissario  Bondi, l'azienda Latte Sole è in piena attività,  ha
  riacquistato  il suo primario posto tra le aziende  operanti  nel
  settore  latte  e derivati ed ha salvaguardato in toto  i  propri
  livelli   occupazionali  e  di  riflesso  quelli  delle   aziende
  dell'indotto.»

                                               L'Assessore D'AQUINO

   CRACOLICI.  - «All'Assessore per l'industria, premesso  che  nel
  dicembre 2002 è stato sottoscritto un protocollo d'intesa tra  la
  Regione siciliana e la Fincantieri con il quale, oltre che cedere
  le  quote  dell'Espi  nella  società  'Bacini  di  Palermo'  alla
  Fincantieri,  veniva previsto un piano di sviluppo  del  cantiere
  navale   di   Palermo  sia  in  termini  occupazionali   che   di
  investimenti tecnologici;

   considerato che:

   venivano  previste circa 100 assunzioni nell'arco  del  triennio
  2003/2005, di cui la metà nel corso del 2003;

   a   tutt'oggi  non  è  stato  avviato  il  piano  di  assunzioni
  aggiuntive   né   il   turn-over   con   la   conseguenza     del
  depauperamento  delle  professionalità che  mette  a  rischio  la
  stessa capacità produttiva del cantiere di Palermo;

   considerato  inoltre  che  le ore di  lavorazione  previste  nel
  settore  delle  costruzioni,  riparazioni  e  trasformazioni  non
  vengono  garantite  secondo  gli  accordi  sindacali  e  che   la
  difficoltà a garantire l'ottimizzazione del cantiere si riverbera
  in  un  abbattimento dei costi ingiustificato nei confronti delle
  ditte  appaltatrici, con conseguenze di precarizzazione selvaggia
  che  può favorire fenomeni di illegalità nell'impiego della forza
  lavoro, quali lavoro nero e sfruttamento;

   ritenuto che l'obiettivo di trasferire l'intera proprietà  della
  società Bacini di Palermo alla Fincantieri dovesse consentire  un
  rilancio,  con  conseguente capacità di  conquista  di  fette  di
  mercato delle riparazioni nell'area del Mediterraneo, che ad oggi
  stenta a realizzarsi;

   per sapere:

   se   risulti  al  Governo  regionale  il  tentativo   da   parte
  dell'Autorità  portuale di Palermo di acquisire una  parte  delle
  aree  in atto utilizzate da Fincantieri per destinarla a servizio
  della  parte  commerciale  del porto di Palermo,  riducendo  così
  l'area  industriale  e localizzandola a ridosso  del  porticciolo
  turistico  dell'Acquasanta con una commistione che finirebbe  per
  nuocere ad ambedue le attività;

   se  il  Governo regionale intenda assumere ogni iniziativa utile
  per  verificare le clausole del protocollo d'intesa  e  rimuovere
  gli  ostacoli onde garantire nuova occupazione e il rispetto  del
  piano  industriale del cantiere di Palermo sia nel settore  delle
  costruzioni   che   in   quello   delle   riparazioni   e   delle
  trasformazioni.» (1610)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.    «Con    riferimento   alle   richieste    contenute
  nell'interrogazione numero 1610, si rassegna quanto segue.
   Il protocollo d'intesa tra il Governo della Regione Siciliana  e
  la  Fincantieri  S.p.A.,  siglato a Roma  il  20  novembre  2002,
  riaffermando  il  comune intento di perseguire il  consolidamento
  del  ruolo  dello  stabilimento  di  Palermo  della  Fincantieri,
  prevedeva,  tra  gli  altri, l'impegno  della  detta  società  di
  assorbire i dipendenti in forza alla Soc. Bacini di Palermo,  100
  assunzioni nel triennio 2003/2005.
   Ciò  premesso, al fine di favorire la piena attuazione di quanto
  concordato  con  detto protocollo l'Assessore all'Industria  pro-
  tempore  è  intervenuto nei confronti dell'Autorità  Portuale  di
  Palermo  per  eliminare ogni ostacolo al consolidamento  ed  allo
  sviluppo del cantiere navale in argomento.
   Nel  contempo,  si  è  ritenuto  opportuno  prevedere  anche  un
  apposito  tavolo  Regione-Fincantieri per il  monitoraggio  e  la
  verifica  di quanto convenuto nel protocollo d'intesa  ed  a  tal
  fine è stata effettuata apposita comunicazione alla società.»
                                               L'Assessore D'AQUINO

   SPEZIALE  -  DE  BENEDICTIS - PANARELLO.  -  «All'Assessore  per
  l'industria  e  all'Assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze,
  premesso che con la legge 388 del 2000 il Governo Amato individuò
  una  serie  di risorse e di provvidenze da destinare a  vantaggio
  della Sicilia;

   ricordato che nell'art. 137 fu stabilito per la regione  Sicilia
  un  limite  di  impegno di 21 miliardi di lire  della  durata  di
  quindici  anni, corrispondente a un capitale mutuabile di  almeno
  lire 200 miliardi, per iniziative e investimenti che al punto  c)
  dello  stesso  articolo venivano previsti per i  comuni  sede  di
  impianti  di  raffinazione, estrazione e stoccaggio  di  prodotti
  petroliferi;

   osservato  che né nel 2002 né nel 2003 il Governo  nazionale  ha
  reiterato o rifinanziato il pacchetto Sicilia e che, al contempo,
  la  Regione  siciliana,  fino ad oggi,  pur  avendo  iscritto  in
  bilancio  fino  al  2003  tali stanziamenti,  suddividendoli  nei
  capitoli  di  spesa  relativi,  non  risulta  avere  attivato  le
  procedure per la mutualizzazione dei 200 miliardi di lire;

   ritenuto  tuttora valido e necessario un intervento di  sostegno
  per comuni gravemente danneggiati da crisi e ristrutturazioni dei
  settori  chimico e petrolifero, nonché dall'inquinamento prodotto
  in tanti anni dagli impianti del settore;

   ritenendo  incomprensibile l'inerzia  della  Regione  di  fronte
  agli  ostacoli frapposti dalla Cassa depositi e prestiti e  dalle
  banche, nonostante i progetti presentati (il solo comune di  Gela
  ne ha presentati per circa 40 miliardi di lire);

   per sapere:

   se  non  ritengano urgente procedere al recupero  delle  risorse
  assegnate  dalla  legge  388 del 2000  e  alle  cartolarizzazioni
  necessarie per il rapido trasferimento e l'assegnazione  di  tali
  fondi ai comuni di Gela, Milazzo, Augusta e Priolo;

   se  non  ritengano necessario proporre al Governo  nazionale  il
  rifinanziamento del pacchetto Sicilia per la finanziaria 2004;

   se  non  ritengano di dovere comunque reiscrivere  nel  bilancio
  della  Regione le somme poste in entrata al cap. 4909 e, fino  al
  2003,  iscritte in uscita per quota parte al capitolo  642816  ma
  fin qui non utilizzate.» (1643)

   Risposta.  «In  riferimento all'interrogazione numero  1643,  si
  comunica quanto segue.
   L'Assessorato Industria si è prontamente attivato per  l'impiego
  dei  fondi  destinati dallo Stato per progetti  di  compatibilità
  ambientale   nei   Comuni  sede  di  estrazione  e   raffinazione
  petrolifera   mediante  l'adozione  di  criteri  e  modalità   di
  attuazione di cui ai DD. AA. nn. 40/02 (all.1) e 89/02 (all.2).
   In   conseguenza  delle  difficoltà  manifestate   dalla   Cassa
  Depositi  e  Prestiti per il trasferimento dei fondi, l'Assessore
  per  l'Industria si è impegnato per la risoluzione del  problema,
  partecipando a riunioni presso il MEF.
   Superate  le richiamate difficoltà, l'Assessorato si è  attivato
  a  richiedere  la  riproduzione delle somme ed  a  rimodulare  la
  destinazione delle somme a seguito della riduzione operata con la
  l.r.  29  dicembre 2003, n. 21, mediante l'emissione  del  D.  A.
  78/2004 (all3).
   Allo  stato sono stati già emessi i decreti di approvazione  dei
  progetti  dei  comuni  di Bronte, Butera,  Cagliano  ed  i  primi
  mandati  di pagamento e sono state richieste a tutti i Comuni  le
  rimodulazioni  dei  piani  di  intervento  per  l'emissione   dei
  relativi decreti d'impegno.»

                                               L'Assessore D'AQUINO

   ZAGO.  - «All'Assessore per l'industria e all'Assessore  per  il
  bilancio  e le finanze, premesso che dal Consorzio garanzia  fidi
  per  le  piccole e medie imprese industriali della  provincia  di
  Ragusa sono state avanzate:

   richieste  di  integrazione al fondo rischi, ai sensi  dell'art.
  33  della l.r. n. 22 del 1974, dal 1999 al 2004, per un totale di
  euro 592.686,84;

   richieste  di  contributo in conto interessi ai sensi  dell'art.
  27 della l.r. n. 34 del 1988, per gli anni 2000, 2001 e 2002, per
  un totale di euro 730.895,72;

   considerato che sono in corso richieste di contributo  in  conto
  interessi ai sensi dell'art. 27 della l.r. n. 34 del 1988, per un
  totale di euro 265.000,00;

   osservato  che  a tutt'oggi il Confidi di Ragusa  non  ha  visto
  onorato  dall'Assessorato  regionale  dell'industria  il  credito
  totale di euro 1.588.583,00;

   considerato  che  nella lotta all'usura e  nell'assistenza  alle
  imprese,  che  costituiscono indirizzo portante  dell'azione  del
  Confidi  di Ragusa, è fondamentale la massima collaborazione  dei
  vari livelli istituzionali nel garantire la tempestiva erogazione
  dei contributi previsti per legge;

   per  sapere  quali  ragioni impediscano il rapido  trasferimento
  delle  risorse  affinchè dette pendenze  vengano  al  più  presto
  onorate.» (1644)

   Risposta.    «   In   riferimento   alle   richieste   contenute
  nell'interrogazione numero 1644, si rassegna quanto segue.
   L'interrogazione in argomento risulta essere stata formulata  in
  epoca antecedente l'insediamento dello scrivente nella qualità di
  nuovo   Assessore  per  l'industria  in  seguito  alla  rinnovata
  compagine governativa avvenuta l' 1 settembre 2004.
   Da  una attenta visione di tutti gli atti ispettivi pervenuti  e
  presenti  si evince che l'interrogazione de quo ha avuto regolare
  istruttoria  con  conseguente  anticipo  di  risposta   formulata
  dall'Assessore  pro-tempore con nota n.1471/Gab.  del  28  giugno
  2004.
   Ciò   posto,   poichè   il  contenuto  della   richiamata   nota
  n.1471/Gab.  si  ritiene  abbastanza completo  ed  esaustivo,  lo
  scrivente  null'altro  può aggiungere se non  confermare  che  il
  Dipartimento  regionale Industria ha operato nel  rispetto  delle
  procedure previste ottimizzando, nei limiti del possibile,  tutti
  i  passaggi  amministrativi al fine del  completamento  dell'iter
  istruttorio di tutte le istanze pervenute.
   Tanto  si  rassegna e si allega ad ogni buon  fine  copia  della
  citata nota n.1471/Gab. del 28 giugno 2004.»

                                                L'AssessoreD'AQUINO

     Assessorato Regionale Industria
       UFFICIO DI GABINETTO
          SEGRETERIA TECNICA

   Prot. n. 1471 del 28 giugno 2004

   OGGETTO:   Interrogazione  n.  1644  dell'On.Ie  Zago  Salvatore
  "Notizie in ordine al mancato trasferimento al Consorzio garanzia
  fidi  di  Ragusa  (Confidi) dei contributi previsti  dalle  leggi
  regionali n.22 del 1974 e n.34 del 1988 .

                                      Assemblea regionale siciliana
                                             Servizio di Segreteria

                                               On.le Zago Salvatore
                                                            Palermo
                             e, p.c. On.le Presidente della Regione
                                               Ufficio di Gabinetto
                                                            Palermo
                         e, p.c. Presidenza della Regione siciliana
                                      Segreteria Generale - Area II
                                                            Palermo

   Con riferimento alle richieste contenute nell'atto ispettivo  in
  oggetto   indicato,  si  forniscono  le  informazioni   richieste
  dall'onorevole interrogante.
   Si  premette,  in  linea  generale, che la  Scrivente  condivide
  quanto  sostenuto  dall'onorevole  Zago  circa  la  necessità  di
  garantire  la  tempestiva erogazione dei contributi previsti  per
  legge,  ed  a  tal fine assicura che l'Assessorato Industria,  ha
  fornito e fornirà massima collaborazione per il raggiungimento di
  tale obiettivo.
   Ciò premesso, si fa presente quanto segue.
   Nelle  osservazioni contenute nell'interrogazione in  argomento,
  viene  fatto  riferimento ad una situazione  di  crediti  che  il
  Confidi  Ragusa  vanterebbe nei confronti  dell'Assessorato,  per
  complessivi   1.588.583, 00 di cui   265.000,00 per richieste  di
  contributo in corso.
   Per  avere una migliore comprensione della problematica, occorre
  però distinguere diverse fattispecie.
   Tralasciando  di considerare le istanze pervenute  dal  mese  di
  marzo 2004 o successive, in quanto ancora abbastanza recenti  per
  esprimere    qualsiasi   giudizio   sulla   snellezza   dell'iter
  amministrativo,   relativamente   invece   alle   richieste    di
  integrazione  al Fondo Rischi n. 20/99 e n. 22/99,  pervenute  il
  5.01.2000,  sono  stati accertati effettivamente alcuni  ritardi,
  imputabili  a  diversi  fattori. Da una  parte  la  non  corretta
  formulazione di molte istanze, che ha determinato la necessità di
  istruttorie  più  lunghe  ed elaborate, con  ripetuti  scambi  di
  corrispondenza e dilatazione dei tempi.
   Dall'altra  parte l'esiguità del personale che,  compatibilmente
  con    le    altre    competenze,   altrettanto    significative,
  dell'Assessorato Industria, è stato possibile preporre a svolgere
  il servizio in argomento.
   Queste   richieste  di  integrazione,  avranno  comunque   certo
  riscontro nell'anno in corso.
   Si  ha poi un'altra tipologia di richieste, per il contributo in
  conto  interessi  e relative agli anni 2000 e 2001.  Queste  sono
  oggetto della convenzione stipulata il 30/05/2003, la cui tardiva
  attuazione si ritiene sia imputabile allo stesso Confidi, che  ha
  presentato la prescritta fideiussione solo nel 2004 e che  ancora
  alla  data  dell'8  aprile 2004, non aveva provveduto  al  ritiro
  degli atti.
   In  ultimo,  per  le richieste di contributo in conto  interessi
  relative al 2002, pervenute il 4 agosto 2003, occorre considerare
  che   le   stesse  dovranno  essere  istruite  secondo   l'ordine
  cronologico delle stesse e che le istanze del Confidi  Ragusa  si
  collocano dopo quelle presentate dal Confidi Sicilia, dal Confidi
  Agrigento e da Apifìdi Catania.
   Tutto  ciò  premesso, la Scrivente, confermando nel contempo  la
  correttezza  delle  procedure  fin qui  seguite  dalle  strutture
  amministrative,   ritiene  però  parzialmente  condivisibili   le
  preoccupazioni evidenziate all'onorevole interrogante e pertanto,
  per  consentire  una  più  rapida   definizione  delle  procedure
  amministrative riguardanti le tematiche in argomento, ha  chiesto
  al  Dipartimento Industria di procedere in tale direzione.»

                                                   L'Assessore NOE'

   GURRIERI.  -  «Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per
  l'industria, premesso che:

   in  data  22.3.2004, l'Assessore per l'industria Marina  Noé  ha
  siglato,  insieme  con  i  rappresentanti  di  Sarcis,  Edison  e
  Panther, i disciplinari e i decreti che danno il via alla ricerca
  ed  all'estrazione di idrocarburi sul territorio siciliano, sulla
  base  della  l.r.  n.  14  del 3 luglio 2000,  'Disciplina  della
  prospezione, della ricerca, della coltivazione, del  trasporto  e
  dello stoccaggio di idrocarburi liquidi e gassosi e delle risorse
  geotermiche  nella Regione siciliana. Attuazione della  direttiva
  94/22.CE';

   in   particolare,  il  permesso  di  ricerca  'Fiume   Tellaro',
  concesso   alla   società  statunitense  Panther,   riguarda   un
  territorio  di  kmq 746,937 e interessa i comuni  di  Chiaramonte
  Gulfi, Giarratana, Modica, Ragusa, Monterosso Almo (provincia  di
  Ragusa),  Avola, Buscemi, Noto, Rosolini (provincia di Siracusa),
  Caltagirone,  Grammichele, Licodia Eubea,  Vizzini  e  Mazzarrone
  (provincia  di  Catania), per un programma di lavori  stimati  in
  euro 43.400.00,00;

   preso atto che:

   a  norma  dell'art. 7 della sopra richiamata  legge  n.  14  del
  2000,  il  permissionario  ed il concessionario  sono  tenuti  ad
  adottare  ogni  cautela  per  la  salvaguardia  dell'ambiente   e
  dell'interesse pubblico e che l'Assessore definisce le  opportune
  prescrizioni   per  la  tutela  dell'ambiente  e   dell'interesse
  pubblico;

   a  norma  dell'art. 8 della sopra richiamata  legge  n.  14  del
  2000,  è fatto obbligo di assicurare il corretto esercizio  delle
  attività  di ricerca e coltivazione di idrocarburi, di protezione
  dell'ambiente,  di tutela delle aree protette, di ripristino  dei
  luoghi  dopo la cessazione dell'attività, di tutela delle risorse
  biologiche  e  dei beni artistici, archeologici e  storici  e  di
  sicurezza dei trasporti;

   a  norma  dell'art.  11  (Conferenza  di  servizi)  della  sopra
  richiamata   legge   n.  14  del  2000  è   prevista   da   parte
  dell'Assessore  l'indizione di una conferenza di servizi  con  le
  amministrazioni  interessate,  secondo  le  disposizioni  di  cui
  all'articolo 2 della legge regionale n. 23 del 7 settembre 1998;

   considerato che:

   il  permesso di ricerca 'Fiume Tellaro' riguarda direttamente il
  territorio  delle  8 città del Barocco Val di  Noto  recentemente
  riconosciuto dall'UNESCO 'patrimonio dell'Umanità',  nonché  area
  di   incomparabile   interesse  archeologico,   naturalistico   e
  faunistico,  in  cui  la  presenza della  trota  macrostigma  nel
  Tellesimo, affluente del Tellaro, costituisce solo l'aspetto  più
  eclatante;

   il  territorio suddetto si trova nella delicata fase  di  lancio
  della  propria vocazione agricola, culturale e turistica, con  la
  quale  può  gravemente  confliggere una  politica  di  promozione
  industriale collegabile con i permessi rilasciati;

   la  notizia  dei permessi di ricerca ha determinato  la  vistosa
  reazione  critica, oltre che delle associazioni  ambientaliste  e
  agroalimentari, delle amministrazioni provinciali e comunali  del
  territorio in questione, nonché dello stesso Assessore  regionale
  per i beni culturali ed ambientali;

   le  profonde divergenze emerse nel Governo regionale  richiedono
  una   verifica  degli  indirizzi  dello  stesso  in  ordine  alla
  problematica emersa;

   per sapere:

   quali  precise prescrizioni di tutela ambientale e paesaggistica
  siano  state  definite  per  salvaguardare  la  specificità   del
  territorio  interessato  e quali programmi  di  intervento  siano
  previsti sulla base dei proventi derivanti alla Regione siciliana
  dai permessi di ricerca e di estrazione;

   per  quali  ragioni  non  siano state  programmate  le  apposite
  conferenze di servizio;

   se  non  sia il caso che il Presidente della Regione,  vista  la
  perdurante    e   inquietante   polemica   tra   gli    Assessori
  all'industria, Noè, ed ai beni culturali ed ambientali,  Granata,
  riferisca  in Aula con urgenza sulle questioni emerse e  convochi
  un'apposita conferenza di servizio e di indirizzo politico con la
  partecipazione, oltre che dei tecnici, degli Assessori  regionali
  Marina Noè e Fabio Granata e dei deputati regionali dei territori
  interessati, al fine di individuare una linea unitaria che superi
  le divergenze e sia propedeutica alla formulazione organica delle
  decisioni  e degli atti successivi e relativi ad una problematica
  di vitale interesse ambientale, sociale ed economico.» (1663)

   Risposta.  «In  riferimento all'interrogazione numero  1663,  si
  richiama  per  intero il contenuto della nota  n.800/Gab  del  15
  aprile 2005, già in possesso dell'onorevole interrogante, che  ad
  ogni buon fine si allega in copia.
   In  aggiunta si significa che la Giunta di Governo con  delibere
  in  data  20 giugno e 23 luglio 2005 ha deliberato la sospensione
  dell'attività di ricerca nella Valle del Tellaro.
   In  ossequio  a tali deliberazioni, l'Assessorato Industria  con
  nota  del 26 luglio u.s. ha provveduto a notificare le richiamate
  deliberazioni a tutti gli Enti interessati.
   Agli  atti  d'ufficio  risulta  che  la  società  ha  presentato
  ricorso   innanzi   al   TAR   di   Palermo   avverso   la   nota
  dell'Assessorato Industria e delle delibere sopra citate.»

                                               L'Assessore D'AQUINO

   ZAGO.   -  «All'Assessore  per  l'industria,  premesso  che   lo
  sviluppo   dell'economia  cinese  sta  producendo   fenomeni   di
  innalzamento   dei   prezzi   delle   materie   prime   a   forte
  concentrazione  ferrosa  verosimilmente destinati  a  durare  nel
  tempo;

   osservato  che  i  rincari  al  dettaglio  e  la  difficoltà  di
  reperire tale genere di materie prime possono tramutarsi  in  una
  riduzione  delle capacità produttive interne ed un  generalizzato
  aumento  dei  prezzi  per  acquisto dei componenti  per  impianti
  tecnologici   sia   nel   settore  meccanico,   sia   in   quello
  elettrotecnico;

   considerato  che,  in  tale  quadro  non  tranquillizzante,   le
  imprese   che  gestiscono,  costruiscono  e  progettano  impianti
  tecnologici potranno incontrare serie difficoltà ad assicurare la
  continuità degli impianti assunti;

   per sapere:

   se   non   ritenga   utile  attivare  un  costante   e   attento
  monitoraggio  della  situazione  al  fine  di  prevenire  effetti
  speculativi;

   se  non  valuti possibile introdurre meccanismi compensativi  in
  grado   di   contenere   l'incremento   degli   oneri   derivanti
  dall'aumento dei prezzi;

   se  non  ritenga di doversi attivare presso il Governo nazionale
  per  sollecitare  una  rapida soluzione del problema  nelle  sedi
  competenti.» (1732)

   Risposta.  «In  riferimento all'interrogazione numero  1732,  si
  reputa  opportuno sottolineare che la complessità della  tematica
  affrontata  non  rientra nelle specifiche attività  istituzionali
  dell'Assessorato   regionale   all'Industria.   Essa,    infatti,
  coinvolge  le  dirette  competenze del Governo  dello  Stato,  il
  quale,  in  uno  con  tutti i Governi degli  Stati  membri  della
  Comunità  europea, ha già iniziato ad intraprendere lo studio  di
  percorsi normativi che consentano la tutela del prodotto  interno
  lordo  nei  limiti  delle regole etiche di globalizzazione  delle
  merci.»

                                               L'Assessore D'AQUINO

   ORTISI  -  GALLETTI - SPAMPINATO - VITRANO - RAITI - GAROFALO  -
  BARBAGALLO - GENOVESE - MORINELLO. - «Al Presidente della Regione
  e   all'Assessore  per  l'industria,  premesso  che   l'ENEL   ha
  confermato  la  decisione di procedere, a partire  dal  5  luglio
  2004,  al  superamento  dell'attività  di  teleconduzione  sinora
  svoltasi presso il P.T. di Anapo (SR), prevedendo, per un periodo
  transitorio  non  superiore  a  3 mesi,  il  mantenimento  di  un
  presidio  in  turno continuo ed avvicendato in  affiancamento  al
  P.T. di Napoli;

   ritenuto  che  la  decisione su esposta  ha  come  obiettivo  il
  passaggio  di  conoscenze e competenze relative al  telecontrollo
  degli impianti al PT di Napoli;

   considerato  che  tale  iniziativa  comporterebbe  problemi   di
  sicurezza per le popolazioni limitrofe, il cui territorio ha  già
  pagato  un  prezzo  sociale al mutamento  del  microclima  dovuto
  all'installazione  del bacino e che non può essere  ulteriormente
  penalizzato dal trasferimento della gestione a Napoli;

   evidenziato  che il trasferimento di cui sopra provocherebbe  la
  perdita di 12 posti di lavoro e comporterebbe un ulteriore  passo
  indietro   nel   percorso  che  dovrebbe  portare   la   Sicilia,
  produttrice ed esportatrice di energia elettrica, ad assumere  un
  ruolo di autonomia nel caso, malaugurato ma ripetibile, di black-
  out nella rete nazionale di distribuzione dell'elettricità;

   per  sapere  se  il Governo regionale ritenga di intervenire,  e
  come,  per  evitare lo smantellamento di un altro pezzo  pregiato
  dell'industria   siciliana:  il  sito  di  teleconduzione   della
  centrale idroelettrica dell'Anapo.» (1763)

     Risposta. «In riferimento all'interrogazione numero  1763,  si
  rassegna quanto segue.
   L'argomento  trattato dagli onorevoli interroganti  non  rientra
  nelle    specifiche    competenze    assegnate    all'Assessorato
  dell'industria  in quanto coinvolge l'attività  istituzionale  di
  altri uffici.
   Tuttavia,  per  la  delicatezza della questione,  ugualmente  si
  sono attivate iniziative, coinvolgendo il Dirigente generale  del
  Dipartimento Industria ed i dirigenti dei Servizi 2   e  5 ,  che
  non  hanno dato alcun esito positivo. Nulla, infatti, al riguardo
  è stato rinvenuto agli atti d'ufficio.
   Si  rassicura,  infine,  che,  nel  caso  in  cui  l'Assessorato
  industria  dovesse  acquisire  notizie  e/o  documentazione   che
  interessa  l'interrogazione de quo, lo  scrivente  provvederà  ad
  informare tempestivamente gli interessati.»

                                               L'Assessore D'AQUINO

   CRACOLICI  -  FORGIONE  - BARBAGALLO -  FERRO  -  RAITI.  -  «Al
  Presidente   della  Regione  e  all'Assessore  per   l'industria,
  premesso che il 31 marzo e il 21 aprile 2004, presso il Ministero
  delle  Attività Produttive, sono stati sottoscritti degli accordi
  volti  alla  soluzione  dei  problemi  occupazionali  dell'intero
  gruppo di Tecnosistemi Energy Systems di Carini e TFS di Palermo;

   osservato  che  i  punti salienti di tali  accordi  consistevano
  nella:

   cessione  delle  attività di istallazioni  telefoniche  a  Sirti
  progetto   reti  con  il  graduale  assorbimento  di  circa   650
  lavoratori entro il 2005, con l'impegno del Governo ad  assegnare
  alla  stessa Sirti le attività connesse allo sviluppo delle  reti
  TLC  (fisse  e  mobili)  di competenza  dei  vari  Ministeri,  in
  particolare  con  riferimento al Progetto Tetra Interpolizia,  in
  accordo  con il Ministero degli Interni, affinché Sirti  Progetto
  reti    realizzi   la   costruzione   della   rete    comprensiva
  dell'installazione  degli  apparati  e  con   l'inserimento   nel
  consorzio per l'esercizio e la manutenzione della rete;

   riconversione  e nel rilancio delle attività manifatturiere  del
  gruppo,  delle  quali  fanno parte le produzioni  di  sistemi  di
  energia  per  centrali telefoniche prodotte nel sito Tecnosistemi
  Energy Systems' di Carini, per il quale doveva essere avviato  un
  progetto di riconversione per la produzione di decoder,  o  altre
  possibili soluzioni industriali con la partecipazione di partners
  industriali  e  istituzionali (Sviluppo Italia),  con  l'utilizzo
  della  legge 181 del 1989, estesa con delibera CIPE al territorio
  della  provincia di Palermo per i settori delle TLC e  trasporti,
  in applicazione dell'articolo 73 della legge finanziaria 2003;

   collocazione  in  mobilità dei lavoratori, che  al  termine  dei
  trattamento   previdenziale,  se  in  possesso   dei   requisiti,
  potrebbero  così  accedere alla pensione con la garanzia  di  non
  incorrere nella riforma pensionistica;

   preso   atto,   invece,  che  dalle  ultime  comunicazioni   del
  Presidente  della  Task  force  regionale  siciliana,  che  si  è
  incontrato  con  il  consulente incaricato  dal  Ministero  delle
  Attività   Produttive,  dott.  Cianciarini,  per  lo  studio   dì
  fattibilità di un progetto di riconversione per Carini, emerge un
  quadro ancora poco chiaro e distante da una imminente soluzione;

   per sapere:

   se  non  ritengano  utile sollecitare le Istituzioni  che  hanno
  sottoscritto i suddetti accordi del 31 marzo e del 21 aprile 2004
  (che  si allegano in copia) affinché rispettino gli impegni presi
  in  ambito  nazionale ed in particolare per  la  soluzione  della
  difficile situazione occupazionale;

   se  non  ritengano necessario attivare con urgenza un tavolo  in
  presenza  delle aziende OTE e Sirti S.p.A. e di tutti i  soggetti
  interessati  per  l'affidamento della commessa di  progettazione,
  produzione  e fornitura degli apparati di alimentazione  (sistemi
  di  energia)  per la rete Tetra Interpolizia del Ministero  degli
  Interni,  al  fine  di  perseguire l'obiettivo  di  rioccupare  i
  lavoratori  dello stabilimento di Carini, nelle  stesse  modalità
  che  hanno  visto affidare a Sirti Progetto Reti la realizzazione
  della rete per Tetra Interpolizia (vedi accordo 21 aprile 2004).»
  (1768)

   Risposta.  «In  riferimento all'interrogazione numero  1768,  si
  rappresenta quanto segue.
   In  seguito  al  ricevimento  dell'atto  ispettivo  in  oggetto,
  l'ufficio   di   diretta   collaborazione   dell'Assessore    per
  l'Industria pro-tempore, al fine di acquisire notizie  in  ordine
  ai   quesiti   posti   dagli   interroganti,   ha   avviato,   in
  collaborazione  con  il  Dipartimento  regionale  Industria,   le
  procedure  istruttorie di rito senza che queste sortissero  esito
  positivo.
   Posto  quanto  sopra,  poiché la materia in argomento  interessa
  l'attività  della Task Force, si è trasmessa al Presidente  della
  stessa  Task Force copia dell'interrogazione e tuttora  si  è  in
  attesa di acquisire notizie al riguardo.»

                                               L'Assessore D'AQUINO

   VILLARI  -  LEANZA N. - BARBAGALLO - SPAMPINATO - RAITI.  -  «Al
  Presidente   della  Regione  e  all'Assessore  per   l'industria,
  premesso che tra le aziende elettromeccaniche, la Coem, nata  nel
  1971 e specializzata nella costruzione di apparecchiature per  la
  distribuzione dell'energia elettrica, ha rappresentato per  tutti
  gli  anni '80 una significativa realtà industriale siciliana, con
  120 dipendenti a Catania e 30 in Lombardia;

   ricordato  che  dagli  inizi  degli  anni  '90  il  calo   degli
  investimenti  Enel  e  la  diminuzione dei  prezzi  avevano  reso
  necessaria  una  ristrutturazione dell'azienda, con  la  chiusura
  dello   stabilimento  in  Lombardia  ed  una  pesante   riduzione
  dell'organico dell'azienda di Catania agli attuali 68 dipendenti,
  ai quali si aggiungono 50 lavoratori dell'indotto;

   considerato  che  quella ristrutturazione e la  diversificazione
  del  pacchetto  clienti avrebbero messo la Coem nelle  condizioni
  ottimali per diventare un'azienda ancora più competitiva;

   vista,  invece, l'attuale situazione di grave crisi  finanziaria
  (soprattutto di liquidità), nonostante alcuni milioni di euro  di
  commesse  già  lavorabili  (all'inizio  del  2004  forte  di   un
  portafoglio  di ordini di circa quattro milioni  di  euro)  e  un
  patrimonio  di  produzioni tecnologicamente molto  competitive  a
  livello  nazionale  e  internazionale, come  dimostra,  peraltro,
  l'attività di diversi decenni;

   considerato  che da diversi mesi la grave crisi  finanziaria  ha
  causato la mancata corresponsione delle retribuzioni spettanti ai
  lavoratori attualmente in organico, con intuibili conseguenze per
  gli  interessati,  i  quali,  in  ogni  caso,  costituiscono   un
  importante patrimonio di professionalità per l'azienda e  per  la
  comunità;

   altresì   che  in  quella  crisi  finanziaria  (il  cui  passivo
  ammonterebbe a circa 10 milioni di euro) gioca un ruolo, tra  gli
  altri creditori, anche l'IRFIS;

   visto  ancora  che la proprietà non ha mai reso  chiari  i  suoi
  intendimenti e che, paradossalmente, ha svolto un ruolo marginale
  nei  diversi  incontri che si sono svolti con  la  Prefettura  di
  Catania,   con  la  task  force  del  comune  etneo  e   con   le
  organizzazioni  sindacali di categoria Fiom, Fim e  Uilm,  spesso
  attraverso suoi collaboratori, senza tuttavia una chiara delega a
  rappresentare a pieno titolo la proprietà;

   constatata la annunciata volontà di vendere l'azienda  Coem,  ma
  senza mai renderne chiari le condizioni ed il contesto in cui ciò
  avverrebbe;

   per sapere:

   se   non   ritengano  di  dovere  intervenire   a   salvaguardia
  dell'occupazione e dell'apparato industriale locale attraverso un
  tavolo  di  trattativa che metta a confronto le parti,  dando  un
  ruolo  preciso  all'Assessore all'industria,  sinora  assente,  e
  individui  il  percorso utile per risolvere la crisi  finanziaria
  attuale  oltre  che  con l'IRFIS anche con gli  altri  creditori,
  svolgendo perciò come Regione un ruolo attivo nell'azione tesa al
  rilancio produttivo ed imprenditoriale dell'azienda;

   se   non  ritengano,  infine,  di  promuovere  urgentemente   un
  incontro sui problemi ancora irrisolti, in collaborazione con  la
  Prefettura   di   Catania,  l'ufficio  della   task   force   per
  l'occupazione   del  comune,  le  organizzazioni   sindacali   di
  categoria e la proprietà.» (1798)

        Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  «In  riferimento all'interrogazione numero  1798,  si
  rappresenta quanto segue.
   In  seguito  al  ricevimento  dell'atto  ispettivo  in  oggetto,
  l'ufficio   di   diretta   collaborazione   dell'Assessore    per
  l'Industria pro-tempore, al fine di acquisire notizie  in  ordine
  ai   quesiti   posti   dagli   interroganti,   ha   avviato,   in
  collaborazione  con  il  Dipartimento  regionale  Industria,   le
  procedure  istruttorie di rito senza che queste sortissero  esito
  positivo.
   Posto  quanto  sopra,  poiché la materia in argomento  interessa
  l'attività  della Task Force, si è trasmessa al Presidente  della
  stessa  Task Force copia dell'interrogazione e tuttora  si  è  in
  attesa di acquisire notizie al riguardo.»

                                               L'Assessore D'AQUINO

   VICARI. - «All'Assessore per l'industria, premesso che:

   dopo  oltre  trent'anni  da quando è cominciata,  l'attività  di
  Italkali costituisce un fattore rilevante nella vita economica  e
  sociale  delle  Madonie.  Sono 60 i lavoratori  dipendenti  dalla
  società  e  90 i lavoratori delle imprese di servizio stabilmente
  occupati  a tempo pieno nella miniera di Petralia. Nei  trasporti
  almeno  100  sono  i  lavoratori  direttamente  impegnati   nella
  conduzione degli automezzi le cui manutenzioni occupano  numerosi
  altri  operatori di officina dell'area. In complesso  almeno  250
  famiglie  del comprensorio delle Madonie affidano il loro  futuro
  al mantenimento in attività della miniera;

   la  gestione della miniera, in complesso, porta annualmente  nel
  territorio  almeno 30 milioni di euro che Italkali  ricava  dalla
  vendita del prodotto di Petralia in mercati esterni alle Madonie,
  in  massima  parte  nelle Regioni del Nord  Italia.  L'equilibrio
  della  gestione e quindi l'esercizio della miniera, com'è  ovvio,
  dipendono  dal  mantenimento  dei  mercati  che  la  società   ha
  acquisito in libera concorrenza;

   considerato che:

   si   è  appreso  con  stupore  ed  allarme  che  il  Commissario
  dell'Ente  minerario siciliano si accinge a vendere al produttore
  austriaco  concorrente  di Italkali il  51%  delle  azioni  della
  società delle quali l'Ente era divenuto titolare per la sua legge
  istitutiva,  per poter svolgere i suoi compiti di promozione  del
  settore  minerario dei sali alcalini che erano  in  sintonia  con
  l'attività industriale della società medesima;

   non  è  dato  sapere  come si ritenga di  potere  intervenire  e
  neutralizzare  il conflitto radicale di interessi  nel  quale  il
  nuovo azionista di maggioranza verrebbe a trovarsi con la società
  di  cui  la  Regione siciliana dovrebbe vendergli  il  51%  delle
  azioni e quindi il controllo dell'attività;

   qualsiasi  impegno,  ancorchè sottoscritto in  buona  fede,  non
  reggerebbe  alla  forza della logistica. Il  nuovo  azionista  di
  maggioranza di Italkali produce ad Eben-see (Salisburgo) sale che
  è  certamente  idoneo  a sostituire nel mercato  il  prodotto  di
  Petralia.  Basti  guardare  una carta geografica  per  constatare
  quanto  Eben-see  sia  più di Petralia  vicino  al  Trentino,  al
  Veneto,  alla  Lombardia, al Piemonte, all'Emilia, alla  Liguria,
  alla  Toscana, le quali, in complesso, costituiscono  un'area  di
  mercato   ben  più  vasta  e  popolosa  di  tutto  il  territorio
  austriaco.   A  parità  di  raggio  di  trasporti  il  territorio
  nazionale che gravita su Petralia supera appena la città di Roma,
  mentre tutte le altre regioni ricadono nel raggio di Eben-see;

   sostituire  il  prodotto siciliano con quello austriaco  sarebbe
  un  vantaggio per il minor costo del trasporto. Inoltre il  nuovo
  azionista di maggioranza avrebbe il 100% dei benefici vendendo un
  prodotto proprio mentre sarebbe interessato soltanto al  51%  dei
  ricavi di vendita del prodotto siciliano;

   attestato che:

   la sorte infausta che si prospetta per la miniera di Petralia  e
  per  le altre miniere in Sicilia sembra certa e non remota se  si
  attua  la  vendita  della  società.  Non  vale  assolutamente   a
  giustificarla   l'interesse   della   Regione,   che    pure    è
  incontestabile, a realizzare la somma di euro 12.105.000  che  il
  produttore austriaco ha offerto di pagare;

   sarebbe    necessario   piuttosto   trovare   altri   compratori
  ricercandoli nel settore degli operatori finanziari, al  fine  di
  sollecitare  l'azionariato diffuso anche negli  stessi  territori
  interessati all'attività produttiva,

   per sapere:

   se  l'Assessore per l'industria intenda esercitare i poteri e le
  funzioni demandatigli dall'art.10 della legge regionale n. 6/1997
  per  impedire  la vendita al produttore austriaco del  51%  delle
  azioni  Italkali di cui era titolare istituzionale  il  soppresso
  Ente minerario siciliano;

   se  intenda disporre che in tempi brevi siano individuati  altri
  soggetti  in grado di pagare la somma di euro 12.105.000  offerti
  dal concorrente austriaco;

   quali  misure ritenga di adottare per tutelare concretamente  il
  mantenimento dell'attività produttiva della miniera di Petralia e
  delle altre in esercizio in Sicilia.» (1908)

            (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

   Risposta.   «In  riferimento  all'interrogazione  numero   1908,
  poiché    la    problematica   riguarda   la    stessa    materia
  dell'interpellanza  n.  208/04  e dell'interrogazione  n.1886,  a
  firma dell'onorevole Miccichè Calogero, di seguito si riporta  il
  testo della risposta fornita dall'Assessore per l'Industria nella
  seduta d'Aula n. 339 del 20 dicembre 2005.
    Gli   atti   ispettivi  segnati  in  oggetto   contengono   una
  rappresentazione parziale delle azioni intraprese dal Commissario
  liquidatore degli Enti economici regionali per la privatizzazione
  dell' Italkali S.p.A.
   Le  vicende legate alla richiesta di accesso agli atti  relativi
  all'iter procedurale seguito per la privatizzazione della Società
  Italkali  S.p.A.,  soffermando l'attenzione sulla   comunicazione
  con  la quale il Commissario Liquidatore informava che il diritto
  di  accesso agli atti avrebbe potuto essere esercitato a far data
  dal 12.10.2004, a completamento della parziale ricostruzione,  si
  precisa  che il diritto di accesso è stato pienamente  esercitato
  ed espletato presso l'E.M.S. in data 14.10.04 con l'assistenza di
  un incaricato dello stesso Ente.
   Sempre  sul  punto, si segnala  che le note prot. n.83  e  n.86,
  rispettivamente   in  data  27.09.04  e  4.10.04,   inviate   dal
  Commissario  Liquidatore (anche in questo caso solo  parzialmente
  riportate  nel loro contenuto), facevano espresso riferimento  al
  disposto  dell'art.  27 della l.r. n.10/91 e  cioè  alla  facoltà
  dell'Amministrazione  di    differire  l'accesso   ai   documenti
  richiesti  fino  a quando la relativa conoscenza può  impedire  e
  comunque   gravemente   ostacolare  lo  svolgimento   dell'azione
  amministrativa .
   Nel  caso  che interessa, il differimento è giustificato  perchè
  la  gara  doveva essere completata e, con riguardo al diritto  di
  accesso  che,  come  noto,  consente di  estrarre  copia  e/o  di
  prendere  visione  dei documenti, non può non  rilevarsi  che  lo
  stesso  è  stato   reso  tempestivo (meno dei  sette  giorni  per
  l'esercizio  del controllo di cui all'art. 3 della l.r.  n.5/99).
  in  quanto l'intero carteggio relativo alla gara è stato  inviato
  all'  Assessore  per  l'industria in data  6.10.04  in  uno  alla
  delibera n.49/04.
   Riguardo,   invece,   i   dubbi   esposti   circa   la   mancata
  partecipazione  alla gara della Società K+S, si  precisa  che  la
  risposta   è   agli  atti  ed  è  verificabile.  Infatti,   dalla
  documentazione  si evince che la Società K+S è stata  invitata  a
  prestare  offerta  ma  non  ha  ritenuto  di  presentarla.   Tale
  comportamento,   ove   apprezzato   giuridicamente,   costituisce
  rinuncia a partecipare alla gara.
   Infine, in merito ai dubbi espressi in ordine alle procedure  ed
  agli  atti  relativi al subentro di MCC a Cofiri, quale  Advisor,
  dall'ampio  carteggio, peraltro riassunto  nelle  premesse  della
  delibera  del  Commissario Liquidatore n.37/04 del  24.06.04,  si
  evince  chiaramente che MCC subentrò a Cofiri  quale  cessionaria
  del   contratto  stipulato  da  Cofiri,  incorporata  nel  Gruppo
  Capitalia, e del trasferimento dei rami d'azienda e dei contratti
  di Cofiri ed altre Società del Gruppo Capitalia, in ragione degli
  ambiti  di  attività di esse. MCC fu individuata da  Capitalia  e
  Cofiri stessa e da EMS come la Società più idonea al subentro  in
  quanto  in possesso dei requisiti che avevano consentito a Cofiri
  di  aggiudicarsi  l'appalto per il servizio  di  assistenza  alla
  vendita della partecipazione EMS nell'Italkali S.p.A .»

                                               L'Assessore D'AQUINO

   SAVARINO.  -  «Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per
  l'industria, premesso che:

   in   data   30.09.2003  veniva  stipulato   tra   il   Ministero
  dell'Interno,  il Ministero dell'Economia e delle  Finanze  e  la
  Regione  siciliana un Accordo di programma-quadro  finalizzato  a
  contribuire  'ad  un'azione di prevenzione  rivolta  a  garantire
  permanentemente il miglioramento delle condizioni  di  convivenza
  civile  e  di  sicurezza  dei cittadini,  nonché  a  favorire  la
  reciproca   collaborazione  nella  lotta  alla  criminalità   nel
  territorio   regionale,  stimolando,  altresì,   l'azione   delle
  amministrazioni  locali su politiche integrate di  governo  della
  sicurezza  con particolare riferimento alla coesione  sociale  ed
  alla diffusione della legalità';

   tra  le  linee  prioritarie di intervento  venivano  individuate
  quelle  relative  alla  'messa in sicurezza  e  videosorveglianza
  nelle aree di sviluppo industriale (AS1) della Sicilia';

   sulla  base  di  tale previsione, hanno già trovato  attuazione,
  giusto  Decreto del Dirigente generale del Dipartimento regionale
  della Programmazione del 7.10 2004, pubblicato nella G.U.R.S. del
  22.10.2004, gli interventi relativi alle ASI di Palermo e Termini
  Imerese,  Catania,  Gela e Caltagirone  per  un  totale  di  euro
  3.000.000,00;

   considerato che:

   come    più    volte   denunciato   alle   competenti   autorità
  amministrative (Assessorato regionale dell'industria),  l'ASI  di
  Agrigento è stata interessata da attentati incendiari e  risulta,
  addirittura, priva di illuminazione;

   come  si  evince  anche dalla relazione che,  appena  la  scorsa
  settimana,  la  Procura  distrettuale  antimafia  di  Palermo  ha
  inviato  alla  Commissione parlamentare antimafia,  quella  della
  provincia   di   Agrigento   è   una   situazione   che   'appare
  particolarmente grave per la civile convivenza e  per  l'ordinato
  sviluppo democratico';

   nella  medesima  relazione  si parla addirittura  di  'pressione
  criminale insostenibile per i cittadini; pressione che, in taluni
  contesti  ...  ha già superato il limite di compatibilità  con  i
  principi informatori di uno Stato di diritto';

   rilevato che:

   nonostante  un  tale  inasprimento delle  attività  criminose  e
  malgrado  la  presentazione dei progetti  tecnici  da  parte  dei
  competenti organi dell'ASI di Agrigento, l'Assessorato  regionale
  dell'industria,   cui  spetta  la  presentazione   delle   schede
  attività/intervento   per   l'approvazione   definitiva   e    la
  pubblicazione nella GURS, non è pervenuto al riconoscimento della
  necessità delle azioni de quibus;

   in  tal  modo, è stato sostanzialmente disconosciuto il  diritto
  per la provincia di Agrigento, interessata - come già detto -  da
  forti   attività  malavitose,  al  finanziamento  di   interventi
  finalizzati alla sicurezza delle aree di sviluppo industriale;

   per  sapere, anche al fine di prevenire il ripetersi di  episodi
  criminali  analoghi  a  quelli prima  cennati,  quali  iniziative
  intenda assumere il Governo regionale in ordine al riconoscimento
  della  validità  dei progetti di messa in sicurezza  dell'ASI  di
  Agrigento.» (2077)

   Risposta.  «In  riferimento all'interrogazione numero  2077,  si
  comunica  che  il  Dipartimento  ha  già  notificato,  così  come
  richiesto   dal  Presidente  della  Regione,  il  protocollo   in
  argomento a tutti gli Enti sottoposti a vigilanza e controllo  da
  parte dell'assessorato Industria.»

                                               L'Assessore D'AQUINO

   MICCICHE'.  -  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per
  l'industria, premesso che:

   il  quotidiano 'Milano Finanza' del 24 marzo 2005 ha  reso  noto
  il   via  libera  dell'Assessore  regionale  per  l'industria  al
  liquidatore  per  la prelazione all'ENI della Sarcis,  attraverso
  trattativa privata;

   detta  trattativa,  secondo il bando  di  gara  predisposto  dal
  liquidatore  dell'Ente  Minerario Siciliano  e  pubblicato  nella
  G.U.R.S.  parte  II  n.  6  dell'11.02.2005,  deve  avvenire  per
  pubblico  incanto e con l'assistenza dell'advisor  aggiudicatario
  della gara medesima;

   la  Sarcis,  negli  ultimi  due  anni,  ha  registrato  notevoli
  recuperi  nella propria iniziale situazione debitoria,  tanto  da
  approvare il bilancio 2005 con un utile netto di oltre 7  milioni
  di euro;

   la  Sarcis,  pertanto,  nel  quadro generale  delle  dismissioni
  degli enti pubblici, si pone in completa controtendenza;

   dato che:

   la   politica  economica  del  Governo  regionale,  volta  quasi
  esclusivamente a battere comunque cassa per far quadrare i conti,
  non può essere condivisa;

   l'operazione  in atto è in pratica una svendita  vergognosa  del
  patrimonio pubblico;

   membri  dell'attuale Governo regionale hanno già  dichiarato  di
  esser  ben  contenti del fatto che, se l'operazione  di  svendita
  della  Sarcis  andasse in porto, affluirebbero  nelle  dissestate
  casse  della  Regione (appena) 165 milioni  di  euro,  per  quote
  azionarie  del 90 per cento di una società attiva che può  essere
  ceduta al libero incanto per non meno di 1.000 milioni di euro;

   risulta  contraddittorio  da parte di questo  Governo  regionale
  svendere  l'ente pubblico che si occupa di estrazioni petrolifere
  e poi concedere a società straniere, quale la texana Panther Oil,
  la  possibilità di fare ricerche nel nostro territorio, così come
  si vuole fare a Noto (SR);

   per sapere:

   se  tale operazione di svendita del patrimonio dei siciliani  si
  leghi  ai principi autonomistici tanto decantati dalla coalizione
  di Governo;

   se quanto scrive 'Milano Finanza' risulti veritiero;

   se  risultasse  corrispondente a verità  quanto  esposto,  quale
  sarebbe  il tornaconto per i siciliani e per la Regione derivante
  dalla  cessione del pacchetto del 90 per cento delle quote Sarcis
  all'ENI  con  procedura  di  favore  senza  ricorso  alla  libera
  concorrenza;

   in  base  a  quale valutazione tecnico-finanziaria l'Assessorato
  del  bilancio  e  finanze potrebbe concedere  disponibilità  alla
  vendita  di  tale  consistente patrimonio  per  un  corrispettivo
  inferiore a 200 milioni di euro quando questo, invece, può essere
  oggettivamente collocato nel mercato libero per 1.000 milioni  di
  euro,   come  si  evince  dai  bilanci  di  chiusura  dei  debiti
  dell'ente;

   chi  sarebbe  il reale acquirente, cui si farebbe un  regalo  di
  inaudite proporzioni;

   tanto  si  chiede  con  urgenza per impedire  che  frettolose  e
  segrete  procedure che si stanno seguendo per la  svendita  della
  Sarcis,  come  in  un  recente passato erano  state  seguite  per
  l'Italkali, arrechino alla Regione danni patrimoniali rilevanti e
  irreparabili.» (2230)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.«In  riferimento  all'interrogazione  numero  2230,  si
  rappresenta quanto segue.

   1)  Circa  lo  svolgimento della procedura di dismissione  della
  partecipazione   EMS   nella   SARCIS   S.p.A.,   lo   scrivente,
  considerato:
   -  il  forte  diritto  di prelazione nell'acquisto  delle  quote
  sociali  riconosciuto dallo Statuto SARCIS  S.p.A.  al  socio  di
  minoranza ENI;
   -  che la SARCIS S.p.A. ha svolto la propria attività attraverso
  le strutture tecniche e operative del socio ENI;
   -   che  il  settore  della  ricerca  e  della  coltivazione  di
  idrocarburi  liquidi  e  gassosi nel territorio  siciliano  è  da
  ritenersi strategico per la stessa economia siciliana;
   -  che l'art. 10 della l.r. n. 17/04 fissa al 31/12/2005 la data
  di    definizione   delle   procedure   di   dismissione    delle
  partecipazioni regionali;
   -  preso  atto  della sussistenza dei presupposti  di  interesse
  pubblico  previsti dall'art. 15 del D.P.Reg.Sic.  n.  37/97,  con
  note  n.  589-856/Gab., rispettivamente in data  22  marzo  e  27
  aprile  2005,   si  è  espresso  l'  indirizzo  al  ricorso  alla
  trattativa privata ai sensi del citato D.P.Reg.Sic. n.  37/97  ai
  fini  della  vendita  con  il  socio  cointeressato  all'attività
  mineraria.

   2)  Riguardo  i  presunti valori di mercato, si rappresenta  che
  l'EMS  non  dispone di dati e/o previsioni circa il valore  della
  partecipazione  EMS nella SARCIS S.p.A.. I valori presuntivamente
  considerati  dall'Assessore  per  il  Bilancio,  ai  fini   delle
  previsioni di entrata provenienti dalle privatizzazioni, non sono
  noti  all'EMS  che,  peraltro, non può essere  a  conoscenza  dei
  parametri  posti a base di tali previsioni effettuate nell'ambito
  delle competenze e responsabilità dell'Assessore per il Bilancio.

   3)  In ordine alla procedura a mezzo trattativa privata, essa si
  svolge  in conformità al D.P.Reg.Sic. n.37/97 (art. 15) nonchè  a
  ben  note regole e principi che presiedono all'attività dell'Ente
  nel  rispetto,  al contempo, di riservatezza e trasparenza.  Alla
  luce   delle  norme  e  dei  principi  sopramenzionati,  EMS   ha
  selezionato mediante gara informale primarie società cui affidare
  l'incarico   di   fornire   due   distinte   valutazioni    della
  partecipazione  EMS nella società SARCIS S.p.A.  come  prescritto
  dalle norme vigenti.
   L'esito  di  tale doppia valutazioni è stato posto a base  della
  trattativa  privata  con  il socio ENI in vista  dell'auspicabile
  raggiungimento   di  un'intesa  sul   giusto   prezzo ,   imposta
  dall'art. 8 dello Statuto sociale che pone a carico dei soci  (in
  questo caso di EMS) l'obbligo di offrire a tale giusto prezzo  in
  prelazione all'altro socio la propria quota di vendita.

   In  virtù  di  quanto sopra, la procedura di  alienazione  si  è
  conclusa  con  delibera  dell' EMS n. 054/05/CL  dell'1  dicembre
  2005.»

                                               L'Assessore D'AQUINO

   GURRIERI  -  BARBAGALLO  - TUMINO - ZANGARA.  -  «Al  Presidente
  della Regione e all'Assessore per l'industria, premesso che:

   i  permessi  di  ricerca  di  idrocarburi  in  territorio  ibleo
  concessi lo scorso anno dall'Assessore per l'industria a  imprese
  del   settore   avevano  creato  sconcerto  tra  le  associazioni
  ambientaliste e agroalimentari, le amministrazioni provinciali  e
  i  comuni  del territorio in questione, nonché la reazione  dello
  stesso Assessore regionale per i beni culturali, determinando una
  correzione degli indirizzi circa il rilascio delle autorizzazioni
  di  ricerca  da  parte del Governo regionale  per  preservare  il
  territorio  delle  8 città del Barocco Val di Noto,  riconosciuto
  dall'UNESCO  come 'Patrimonio dell'umanità', nonché  le  aree  di
  incomparabile interesse archeologico, naturalistico e  faunistico
  circostanti  il  fiume  Tellaro e i suoi affluenti,  tra  cui  il
  Tellesimo;

   il  blocco  delle  autorizzazioni alle attività  di  ricerca  di
  idrocarburi riguardava tutta l'area della Val di Noto,  di  fatto
  più  estesa della semplice sommatoria del territorio delle  città
  riconosciute nel Catalogo UNESCO;

   considerato che:

   nonostante  il  blocco delle autorizzazioni, la Società  Panther
  Oil ha ritenuto di non tener conto delle disposizioni del Governo
  regionale, con la motivazione che la decisione di sospensione  da
  parte  di quest'ultimo riguardava solo l'area del Tellaro,  e  di
  dare avvio alle perforazioni in contrada Maltempo, nel territorio
  di Chiaramonte Gulfi, ai confini con il territorio di Ragusa;

   appare   rilevante  la  contraddizione  tra   la   politica   di
  valorizzazione  del  territorio, sostenuta  dall'Assessorato  del
  turismo e gli indirizzi dell'Assessorato dell'industria;

   è  doveroso ed urgente che il Governo regionale assuma in merito
  a  quanto  sopra esposto immediati provvedimenti di  ispezione  e
  blocco  delle  attività  avviate, esaminando  la  sussistenza  di
  violazioni circa le disposizioni impartite;

   per sapere:

   come  sia stato possibile giungere all'avvio delle operazioni  e
  all'autorizzazione dell'Assessorato regionale dell'industria,  in
  netto  contrasto con gli indirizzi dello stesso Presidente  della
  Regione e dell'Assessorato regionale del turismo;

   quali  provvedimenti  urgenti intenda adottare  il  Governo  per
  garantire  l'univocità della politica di tutela del territorio  e
  per   provvedere  all'immediata  sospensione  delle   prospezioni
  petrolifere stesse.» (2281)

   Risposta.  «In  riferimento all'interrogazione numero  2281,  si
  comunica  che in esito alle problematiche insorte a  seguito  del
  rilascio  del  permesso  di  ricerca per  idrocarburi  liquidi  e
  gassosi,  denominato   Fiume Tellaro', in  favore  della  Panther
  Resources Corporation, la Giunta di Governo, in data 20 giugno  e
  23  luglio  2005,  ha deliberato la sospensione dell'attività  di
  ricerca.
   In  ossequio  a tali deliberazioni, l'Assessorato Industria  con
  nota  del 26 luglio u.s. ha provveduto a notificare le richiamate
  deliberazioni a tutti gli Enti interessati.
   Agli  atti  d'ufficio risulta che la società  Panther  Resources
  Corporation  ha  presentato ricorso innanzi  al  TAR  di  Palermo
  avverso  la  nota  dell'Assessorato Industria e le  deliberazioni
  della Giunta di Governo.»

                                               L'Assessore D'AQUINO

   ZAGO  -  DE  BENEDICTIS.  -  «Al  Presidente  della  Regione   e
  all'Assessore per l'industria, premesso che l'Assemblea regionale
  siciliana  si  è  fatta  interprete  delle  preoccupazioni  della
  popolazione  e  delle  amministrazioni  locali  della  Valle  del
  Tellaro  per  i  rischi ambientali connessi con le autorizzazioni
  alle   perforazioni   concesse  alla   compagnia   per   ricerche
  petrolifere Panther Oil;

   considerato che il Governo regionale aveva annunziato  di  avere
  revocato  tali autorizzazioni e di avere sospeso ogni  azione  di
  ricerca petrolifera nella Val di Noto;

   appreso  che,  ciò  nonostante,  la  compagnia  Panther  Oil  ha
  ripreso  le  perforazioni  in contrada  Maltempo  del  comune  di
  Chiaramonte Gulfi in provincia di Ragusa;

   confermando  la  determinazione  a  sostenere  un   modello   di
  sviluppo  sostenibile e compatibile con le straordinarie  risorse
  culturali, ambientali e umane della Val di Noto;

   viste  le  contraddizioni del Governo regionale, di  cui  alcuni
  esponenti,  come l'Assessore Granata, chiedono di  bloccare  ogni
  attività  di  ricerca nella Val di Noto e in quella del  Tellaro,
  mentre  altri  non  appaiono  altrettanto  incisivi  nella   loro
  concreta azione amministrativa e di governo;

   per sapere:

   quali  ragioni  abbiano consentito l'avvio delle  operazioni  di
  ricerca  di  idrocarburi  in  contrada  Maltempo,  nonostante  la
  sospensione imposta l'anno scorso;

   quali   misure  intendano  adottare  per  rendere  univoche   ed
  efficaci le decisioni assunte dal Governo a tutela delle zone del
  Barocco siciliano.» (2285)

       (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  «In  riferimento all'interrogazione numero  2285,  si
  comunica  che in esito alle problematiche insorte a  seguito  del
  rilascio  del  permesso  di  ricerca per  idrocarburi  liquidi  e
  gassosi,  denominato   Fiume Tellaro', in  favore  della  Panther
  Resources Corporation, la Giunta di Governo, in data 20 giugno  e
  23  luglio  2005,  ha deliberato la sospensione dell'attività  di
  ricerca.
   In  ossequio  a tali deliberazioni, l'Assessorato Industria  con
  nota  del 26 luglio u.s. ha provveduto a notificare le richiamate
  deliberazioni a tutti gli Enti interessati.
   Agli  atti  d'ufficio risulta che la società  Panther  Resources
  Corporation  ha  presentato ricorso innanzi  al  TAR  di  Palermo
  avverso  la  nota  dell'Assessorato Industria e le  deliberazioni
  della Giunta di Governo.»

                                               L'Assessore D'AQUINO

   VILLARI.  -  «All'Assessore  per l'industria,  premesso  che  le
  forti  piogge  ed il forte vento che, come in altre province,  si
  sono  abbattute nella zona industriale di Catania il 12, 13 e  14
  dicembre  hanno  causato gravi danni alle aziende del  territorio
  (come la Saem, la Smabs, la Orlando, la Coco, la Lotos ed altre);

   constatato,  in  particolare, che la Saem è stata  investita  da
  acqua,  fango e detriti di ogni genere raggiungendo l'altezza  di
  due metri, sommergendo macchinari ed attrezzature;

   considerata  la  apparente inspiegabilità di  un  fenomeno  così
  violento in contemporaneità con lo straripamento del Simeto,  del
  Cornalunga  e  del canale Benanti, sulla quale sarebbe  opportuno
  che le autorità competenti aprissero un'indagine per accertare  e
  valutare eventuali responsabilità;

   constatata  la  colpevole  assenza della  dovuta  assistenza  da
  parte  degli  organi  pubblici  competenti  come  il  Comune,  la
  Provincia  e la Protezione Civile che, interpellati,  hanno  dato
  risposte  evasive e quindi inopportune in presenza di un problema
  evidentemente grave ed urgente da affrontare;

   preso  atto  che unicamente i Vigili del fuoco sono  intervenuti
  ma  solo  per constatare i danni causati dal maltempo  e  che  il
  ripristino  delle  condizioni minime per riprendere  le  attività
  produttive (automezzi per l'espurgo, motopale, ruspe ed altro)  è
  attualmente  a  carico delle aziende danneggiate e del  personale
  interessato, impegnato giustamente alla salvaguardia del  proprio
  posto di lavoro;

   per sapere:

   se  non  ritenga opportuno ed urgente intervenire per quanto  di
  propria  competenza  con adeguate risorse finanziarie  destinate,
  intanto,   agli  interventi  urgenti  e  comunque  ad  interventi
  strutturali per il ripristino delle attività produttive;

   se  non ritenga in ogni caso di procedere all'individuazione  di
  eventuali  responsabilità  in  capo  alle  istituzioni  pubbliche
  locali  in  merito al mancato intervento immediato di  assistenza
  alle aziende colpite;

   se  non ritenga urgente predisporre un piano, in accordo con gli
  enti  locali  (Comune  e  Provincia) e il  Consorzio  per  l'Area
  industriale,  per  la  costruzione  delle  necessarie  opere   di
  contenimento  e convogliamento delle acque piovane necessarie  ad
  evitare il ripetersi degli episodi sopra riportati.» (2567)

            (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

   Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero  2567,  si
  rappresenta  che  l'Assessorato Industria non  ha  nelle  proprie
  competenze  l'attivazione di interventi immediati ed  urgenti  in
  caso di disastri causati da eventi naturali calamitosi. A riprova
  di  ciò è di tutta evidenza, infatti, che l'Assessorato Industria
  non gestisce alcun capitolo di spesa al riguardo.
   La  competenza,  pertanto, appartiene ad altri  Uffici  all'uopo
  preposti  -  vedi  protezione civile; Assessorato  territorio  ed
  ambiente;  Enti  territoriali locali; etc. - i  quali  gestiscono
  somme  destinate ad interventi mirati ad arginare i danni causati
  da eventi naturali di forte intensità».

                                               L'Assessore D'AQUINO

   FLERES  -  CATANIA G. - MAURICI.- «All'Assessore  per  i  lavori
  pubblici, premesso che:

   i    nuclei    familiari   inseriti   nelle   graduatorie    per
  l'assegnazione  di alloggi pubblici e ancora  in  attesa  di  una
  risposta sono migliaia;

   i  soggetti in questione non sono in condizioni economiche  tali
  da  poter accedere all'acquisto di un'abitazione ai prezzi sempre
  più esosi imposti dal mercato immobiliare;

   la  legge  regionale del 1993, emanata con lo specifico  compito
  di  agevolare  l'acquisto della prima casa,  non  ha  concesso  i
  finanziamenti auspicati;

   molti  degli alloggi popolari disponibili non sono stati  ancora
  assegnati;

   gli  alloggi  disponibili,  comunque,  non  sono  sufficienti  a
  soddisfare le richieste degli oltre diecimila nuclei familiari in
  attesa di assegnazione di un alloggio pubblico;

   per sapere:

   quali  interventi  si  intendano porre  in  essere  affinché  si
  provveda  concretamente  allo  scorrimento  delle  graduatorie  e
  all'assegnazione degli alloggi pubblici;

   se  non si ritenga, inoltre, di dover programmare la costruzione
  di  nuovi  alloggi  popolari  indispensabili  per  soddisfare  le
  richieste   e  le  esigenze  di  migliaia  di  nuclei   familiari
  economicamente  non in grado di avere accesso al mercato  privato
  degli immobili.» (1043)

   Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero  1043,  si
  rappresenta quanto segue.
   Da  informazioni pervenute direttamente dallo IACP  di  Catania,
  risultano  essere  in corso di consegna n. 144  alloggi,  la  cui
  graduatoria  risale  al  1993 ed è in  corso  di  valutazione  il
  mantenimento    dei   requisiti   soggettivi   degli    aspiranti
  all'assegnazione.
   E'   inoltre  in  programma  la  realizzazione  di  alloggi  nei
  quartieri  di Nesima, Corso Indipendenza, Tavoliere, S.Cristoforo
  e Librino.
   Entro  il  31 dicembre 2005 è stata programmata la consegna  dei
  seguenti alloggi:
   Giarre - alloggi 65+93
   Paternò - alloggi 62
   Scordia - alloggi 40
   Maletto - alloggi 30
   Bronte - alloggi 12
   Riposto - alloggi 20.
   Entro   il  primo  trimestre  dell'anno  in  corso  si   prevede
  l'ulteriore consegna dei seguenti alloggi:
   San Cono - alloggi 20
   Zafferana - alloggi 30
   Militello - alloggi 60
   Mazzarrone - alloggi 30.
   Da  un esame condotto dallo stesso IACP di Catania il fabbisogno
  abitativo  risulta stimato in 13.000 alloggi,  dati  riferiti  ai
  parametri acquisiti dall'ultima graduatoria definitiva  del  1996
  (i  successivi  bandi di aggiornamento del 2000 e del  2002  sono
  ancora in istruttoria).
   Si  evidenzia  inoltre che, per quanto concerne  lo  scorrimento
  delle   graduatorie  e  l'assegnazione  degli   alloggi,   questo
  Assessorato non ha alcuna competenza, restando quest'ultima  alle
  amministrazioni comunali ed agli II.AA.CC.PP. dell'isola.
   Infine  si  porta a conoscenza che nel 2005 sono  stati  emanati
  bandi  pubblici  diretti a tutti i Comuni e Istituti  dell'isola,
  finalizzati   anche  alla  manutenzione  straordinaria   e   alla
  costruzione di nuovi alloggi popolari».

                                           L'Assessore PARLAVECCHIO

   DE BENEDICTIS. - «Al Presidente della Regione, premesso che:

   nel  mese  di  novembre sono stati affissi nel territorio  della
  nostra isola, a cura e spese della Regione siciliana, migliaia di
  manifesti della campagna 'La mafia fa schifo';

   per sapere:

   il  costo  complessivo  della campagna in  oggetto,  comprensivo
  delle spese di ideazione, stampa, distribuzione ed affissione;

   quali  fondi,  ed  a  valere  su  quale  capitolo  del  bilancio
  regionale,  siano  stati utilizzati per  far  fronte  alle  spese
  suddette.» (2550)

   Risposta. «In relazione alla richiesta di notizie formulata  con
  l'interrogazione   numero  2550  dell'onorevole   De   Benedictis
   Notizie  sul costo della campagna  La mafia fa schifo', promossa
  dalla  Regione  siciliana e sui capitoli del  bilancio  regionale
  utilizzati  allo  scopo , si comunica che  il  costo  complessivo
  della   campagna  in  questione,  comprensivo  delle   spese   di
  ideazione,  stampa e distribuzione, ammonta ad euro 122.979,60  e
  che  la  somma  è  stata  impegnata sui fondi  del  capitolo  del
  bilancio della Regione 100317.»

                                              Il Presidente CUFFARO