Presidenza del vicepresidente Fleres
ZAGO segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Rinvio del punto I dell'ordine del giorno
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, avverto che il punto I
dell'ordine del giorno, «Affidamento temporaneo delle funzioni di
deputato regionale supplente a seguito della sospensione
dell'onorevole David Salvatore Costa dalla carica di deputato
regionale e della non accettazione delle funzioni temporanee di
deputato regionale supplente da parte dell'onorevole Vincenzo
Galioto (art. 3 legge n. 30/94)», sarà affrontato nella seduta
successiva.
L'Assemblea ne prende atto.
Congedi e missioni
PRESIDENTE Comunico che hanno chiesto congedo, per l'odierna
seduta, l'onorevole Culicchia e l'assessore D'Aquino.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico, altresì che, con nota protocollo n. 313 del 15
febbraio 2006, pervenuta in data odierna a questa Presidenza da
parte dell'Assessore per il bilancio e le finanze, onorevole
Salvatore Cintola., lo stesso comunica di non poter essere
presente ai lavori odierni per motivi istituzionali.
Conseguentemente, essendo l'onorevole Cintola deputato di
questa Assemblea, lo stesso è da considerarsi in congedo per la
presente seduta.
Comunico, che sono in missione, per ragioni del loro ufficio:
l'onorevole Paffumi dal 15 al 16 febbraio 2006; gli onorevoli
Garofalo e Infurna dal 15 al 19 febbraio 2006.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione pervenuta alla Presidenza dell'Assemblea da parte
dell'Assessore per i lavori pubblici
PRESIDENTE Comunico che, con nota protocollo numero 972 del
15 febbraio 2006, pervenuta in data odierna a questa Presidenza
da parte dell'Assessore per i lavori pubblici, ing. Mario
Parlavecchio, lo stesso comunica di non poter essere presente ai
lavori odierni per motivi istituzionali.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono pervenute le risposte scritte
alle seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per l'Industria
N. 1464 - Iniziative a livello nazionale per l'accelerazione
dell'iter burocratico relativo alla procedura connessa al
ricorso alla legge Prodi bis.
Firmatari: Villari Giovanni
N. 1477 - Iniziative per accelerare l'iter per la formazione
delle graduatorie di cui al V bando della legge n. 215 del 1992,
in materia di imprenditoria femminile.
Firmatari: Villari Giovanni
N. 1487 - Interventi urgenti per evitare la paralisi
dell'Azienda 'Latte Sole'.
Firmatari: Villari Giovanni; Giannopolo Domenico; Zago
Salvatore
N. 1610 - Notizie in ordine all'attuazione del protocollo
d'intesa sottoscritto tra la Regione e Fincantieri a proposito
del cantiere navale di Palermo.
Firmatari: Cracolici Antonino
N. 1643 - Interventi volti al recupero delle risorse assegnate
dall'art. 137 della legge n. 388 del 2000 ed al rifinanziamento
del 'pacchetto Sicilia'.
Firmatari: Speziale Calogero; De Benedictis Roberto;
Panarello Filippo
N. 1644 - Notizie in ordine al mancato trasferimento al
Consorzio garanzia fidi di Ragusa (Confidi) dei contributi
previsti dalle leggi regionali n. 22 del 1974 e n. 34 del 1988.
Firmatari: Zago Salvatore
N. 1663 - Notizie in ordine al permesso di ricerca idrocarburi
e gas denominato 'Fiume Tellaro'.
Firmatari: Gurrieri Sebastiano
N. 1732 - Interventi per una rapida soluzione dei problemi
connessi all'aumento dei prezzi delle materie prime a forte
concentrazione ferrosa.
Firmatari: Zago Salvatore
N. 1763 - Interventi per scongiurare il trasferimento
dell'attività di teleconduzione della centrale idroelettrica
dell'Anapo (SR) al P.T. di Napoli.
Firmatari: Ortisi Egidio; Galletti Giuseppe; Spampinato
Giuseppe; Vitrano Gaspare; Raiti Salvatore; Garofalo
Ottavio; Barbagallo Giovanni; Morinello Salvatore
N. 1768 - Soluzione dei problemi occupazionali dell'intero
gruppo di 'Tecnosistemi Energy Systems' di Carini e 'TFS' di
Palermo.
Firmatari: Cracolici Antonino; Forgione Francesco; Barbagallo
Giovanni; Ferro Giovanni; Raiti Salvatore
N. 1798 - Interventi per la salvaguardia dell'occupazione e
dell'apparato industriale della Coem, azienda specializzata nella
costruzione di apparecchiature per la distribuzione dell'energia
elettrica.
Firmatari:Villari Giovanni
N. 1908 - Notizie in merito alla vendita del 51 per cento delle
azioni della Società Italkali di Petralia (PA).
Firmatari: Vicari Simona
N. 2077 - Notizie sull'attuazione dell'Accordo di
programma-quadro 'Sicurezza e legalità per lo sviluppo della
Regione siciliana - Carlo Alberto Dalla Chiesa'.
Firmatari: Savarino Giuseppa
N. 2230 - Notizie sulla vendita del 90 per cento delle quote
azionarie della SARCIS da parte del liquidatore dell'Ente
minerario siciliano.
Firmatari: Miccichè Calogero
N. 2281 - Interventi urgenti per l'immediata sospensione delle
attività di ricerca di metano e di idrocarburi in contrada
Maltempo del comune di Chiaramonte Gulfi (RG).
Firmatari: Gurrieri Sebastiano; Barbagallo Giovanni; Tumino
Carmelo; Zangara Andrea
N. 2285 - Notizie in ordine alle motivazioni che consentono,
nonostante l'annunziata revoca da parte del Governo regionale
della relativa autorizzazione, operazioni di ricerca di
idrocarburi in contrada Maltempo del comune di Chiaramonte Gulfi
(RG).
Firmatari: Zago Salvatore; De Benedictis Roberto
N. 2567 - Interventi urgenti per il ripristino delle attività
produttive nella zona industriale di Catania, a seguito dei danni
causati dal maltempo il 12, 13 e 14 dicembre 2005.
Firmatari: Villari Giovanni
- da parte dell'Assessore per i Lavori Pubblici
N. 1043 - Iniziative per favorire lo scorrimento delle
graduatorie per l'assegnazione di alloggi pubblici a Catania.
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe;
- da parte del Presidente della Regione
N. 2550 - Notizie sul costo della campagna 'La Mafia fa
schifo', promossa dalla Regione siciliana, e sui capitoli del
bilancio regionale utilizzati allo scopo.
Firmatari: De Benedictis Roberto.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al
resoconto stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
- Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 6 aprile
1996, n. 16, concernente Riordino della legislazione in materia
forestale e di tutela della vegetazione' (n. 1114)
- di iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Oddo, Speziale, Zago, Capodicasa,
Cracolici, Crisafulli, De Benedictis, Giannopolo, Panarello,
Villari in data 14 febbraio 2006;
- Ordinamento del Governo e dell'Amministrazione della Regione
siciliana (n. 1115)
- di iniziativa parlamentare
-presentato dagli onorevoli Fleres, Formica, Dina, Misuraca,
Lenza Nicola in data 16 febbraio 2006.
Comunicazione di presentazione e contestuale invio di disegni di
legge alle competenti Commissioni legislative
PRESIDENTE Comunico che i seguenti disegni di legge sono
stati presentati ed inviati alle competenti Commissioni
legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Norme per la promozione del protagonismo giovanile e della
partecipazione alla vita sociale (n. 1112)
di iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Dina e Burgaretta Aparo in data 10
febbraio 2006
inviato in data 14 febbraio 2006
BILANCIO (II)
Agevolazioni fiscali per nuovi investimenti in Sicilia (n.
1106)
di iniziativa governativa
presentato dal Presidente della Regione f.f. (Cascio) su
proposta dell'Assessore per il bilancio e le finanze (Cintola) in
data 2 febbraio 2006
inviato in data 3 febbraio 2006
Parere III Commissione
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
Contributi straordinari in favore dei proprietari delle
strutture balneari di Eraclea Minoa colpite da mareggiate (n.
1105)
di iniziativa parlamentare
presentato dall'onorevole Manzullo in data 1 febbraio 2006
inviato in data 2 febbraio 2006
Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 6 aprile 1996,
n. 16 e riordino delle carriere del personale del Corpo
forestale (n. 1107)
di iniziativa governativa
presentato dal Presidente della Regione f.f. (Cascio) su
proposta dell'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste
(Leontini) in data 3 febbraio 2006
inviato in data 6 febbraio 2006
Parere I Commissione
Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 6 aprile 1996,
n. 16 Riordino della legislazione in materia forestale e di
tutela della vegetazione (n. 1110)
di iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Oddo, Speziale, Capodicasa,
Cracolici, Crisafulli, De Benedictis, Giannopolo, Panarello,
Villari, Zago in data 3 febbraio 2006
inviato in data 6 febbraio 2006
Parere I Commissione
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
Istituzione del Museo regionale dell'emigrazione (n. 1108)
di iniziativa governativa
presentato dal Presidente della Regione f.f. (CASCIO) su
proposta dell'Assessore regionale per il lavoro, la previdenza
sociale, la formazione professionale e l'emigrazione (SCOMA) in
data 3 febbraio 2006
inviato in data 6 febbraio 2006
Interventi per i percorsi turistico-culturali e per la
valorizzazione del patrimonio d'arte contemporanea di Gibellina
(n. 1109)
di iniziativa parlamentare
presentato dall'onorevole Turano in data 3 febbraio 2006
inviato in data 13 febbraio 2006
Parere IV Commissione
Disposizioni per il riconoscimento della lingua dei segni
italiana (LIS) (n. 1113)
di iniziativa parlamentare
presentato dall'onorevole Antinoro in data 14 febbraio 2006
inviato in data 14 febbraio 2006
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
Istituzione di associazioni denominate Banche del tempo, dei
talenti e dei saperi (n. 1111)
di iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Turano, Brandara, Ardizzone,
Mancuso in data 10 febbraio 2006
inviato in data 14 febbraio 2006
Parere I Commissione.
Comunicazione di ritiro di disegno di legge
PRESIDENTE Comunico che il disegno di legge Modifiche ed
integrazioni alla legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 Riordino
della legislazione in materia forestale e di tutela della
vegetazione (n. 1110) presentato, in data 3 febbraio 2006,
dagli onorevoli Oddo, Speziale, Capodicasa, Cracolici,
Crisafulli, De Benedictis, Giannopolo, Panarello, Villari, Zago,
è stato ritirato in data 10 febbraio 2006.
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE Comunico che le seguenti richieste di parere sono
pervenute dal Governo ed assegnate alle competenti Commissioni
legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Istituto regionale della vite e del vino. Designazione
presidente e componenti del consiglio di amministrazione (n.
454/I)
pervenuto in data 30 gennaio 2006
inviato in data 31 gennaio 2006
Terme di Acireale S.p.a. - Designazione componenti effettivi e
supplenti del collegio sindacale (n. 457/I).
pervenuto in data 3 febbraio 2006
inviato in data 6 febbraio 2006
Terme di Sciacca S.p.a. - Designazione componenti effettivi e
supplenti del collegio sindacale (n. 458/I).
pervenuto in data 3 febbraio 2006
inviato in data 6 febbraio 2006
Istituto ciechi Florio e Salomone di Palermo - Designazione
componente del collegio dei revisori dei conti: dott.ssa Antonina
Randazzo e dott. Salvatore Adelfio (n. 459/I).
pervenuto in data 3 febbraio 2006
inviato in data 6 febbraio 2006
Ente regionale per il diritto allo studio universitario
(E.R.S.U.) di Messina - Designazione componente effettivo del
collegio dei revisori dei conti: dott. Nicola Galizzi (n.
460/I).
pervenuto in data 3 febbraio 2006
inviato in data 6 febbraio 2006
Unione italiana ciechi - Designazione componente del collegio
dei revisori dei conti: dott. Claudio Di Vincenzo (n. 461/I).
- pervenuto in data 3 febbraio 2006
inviato in data 6 febbraio 2006
Terme di Sciacca S.p.a. - Costituzione consiglio di
amministrazione (n. 462/I).
pervenuto in data 3 febbraio 2006
inviato in data 6 febbraio 2006
Ente regionale per il diritto allo studio universitario
(E.R.S.U.) di Catania - Designazione componente effettivo e
supplente del collegio dei revisori dei conti: dott. Gaetano
Chiaro e dott.ssa Annamaria Mancuso (n. 460/I).
pervenuto in data 3 febbraio 2006
inviato in data 6 febbraio 2006
A.A.P.I.T. di Agrigento - Designazione componente del
consiglio di amministrazione (n. 465/I).
pervenuto in data 8 febbraio 2006
inviato in data 9 febbraio 2006
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
BILANCIO (II)
Atto integrativo APQ Sviluppo locale' - Risorse FAS delibera
CIPE n. 35/2005 (n. 455/III/II)
pervenuto in data 2 febbraio 2006
inviato in data 3 febbraio 2006
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
BILANCIO (II)
Delibera CIPE n. 35/2005. Relazione del NVVIP circa la
possibile ripartizione delle risorse programmate sul sistema
portuale con delibera di Giunta n. 452 del 29 settembre 2005 al
fine della sottoscrizione dell'addendum all'APQ sul trasporto
marittimo (n. 456/IV/II)
pervenuto in data 2 febbraio 2006
inviato in data 3 febbraio 2006
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
Linee guida di programmazione del piano regionale di
propaganda turistica della Regione siciliana per l'anno 2006 (n.
464/IV)
pervenuto in data 8 febbraio 2006
inviato in data 9 febbraio 2006.
Comunicazione di questione di legittimità costituzionale
PRESIDENTE Comunico che con ordinanza n. 35/06, il Tribunale
amministrativo regionale della Sicilia - sezione staccata di
Catania - Sezione terza -, sul ricorso n. 4139 del 2004 R.G.
proposto dalla provincia regionale di Ragusa contro l'assessorato
regionale del bilancio e delle finanze, l'assessorato regionale
della famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali,
il dirigente generale pro-tempore del dipartimento regionale
della famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali,
ha dichiarato rilevante e non manifestamente infondata la
questione di costituzionalità dell'articolo 64 della legge
regionale 16 aprile 2003, n. 4 per violazione dell'articolo 119
della Costituzione.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Miccichè, in data 31
gennaio 2006 ha chiesto di apporre la propria firma al disegno di
legge n. 1098 Misure per la stabilizzazione del personale
precario proveniente dal regime transitorio dei lavoratori
socialmente utili (LSU)'.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni:
con richiesta di risposta orale
N. 2632 - Interventi urgenti al fine di ottenere il miglior
risultato economico dalla dismissione da parte della Regione
siciliana della propria partecipazione azionaria in Siciliana
Gas.
- Presidente Regione
- Assessore Industria
Firmatario: Antinoro Antonio
N. 2635 - Notizie in merito alla gestione e al
conferimento dei rifiuti solidi urbani nell'ATO Ag2 di Agrigento.
- Presidente Regione
Firmatario: Miccichè Calogero
N. 2636 - Interventi urgenti per il miglioramento dei servizi
postali in Sicilia e per la tutela dei lavoratori del comparto.
- Presidente Regione
Firmatari: Zago Salvatore; Villari Giovanni
N. 2637 - Notizie sull'esito della richiesta di
finanziamento avanzata dal Comune di Mascalucia per
l'acquisto dei locali del Cinema Teatro Moderno.
- Assessore Beni Culturali
- Assessore Bilancio
Firmatario: Villari Giovanni
N. 2638 - Notizie sui motivi dell'esclusione del Forum delle
Famiglie dall'Osservatorio permanente sulla famiglia.
- Assessore Famiglia
Firmatario: Brandara Maria Grazia Elena
N. 2640 - Iniziative al fine di assicurare uniformità di
trattamento nell'adozione di provvedimenti volti a
salvaguardare la salute dei cittadini e, in particolare, nel caso
della procedura adottata nei confronti della Casa di cura S. Anna
di Erice (TP).
- Assessore Sanità
Firmatario: Oddo Camillo
N. 2641 - Interventi volti ad accertare la validità
dell'eventuale autorizzazione rilasciata per l'apertura e lo
sfruttamento minerario del sito in contrada Gelkamar a
Pantelleria (TP).
- Assessore Territorio
Firmatario: Oddo Camillo
N. 2642 - Interventi per la dichiarazione dello stato di
calamità naturale per le zone della provincia di Ragusa colpite
dalle recenti rovinose precipitazioni atmosferiche.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Firmatario: Incardona Carmelo
N. 2646 - Notizie sull'attivazione di corsi per il personale
socio-sanitario da parte dell'Assessorato regionale della
sanità.
- Assessore Sanità
Firmatario: Mercadante Giovanni
N. 2647 - Notizie sui criteri di scelta dei componenti
dell'Osservatorio permanente sulle famiglie ed eventuale
integrazione degli stessi con i rappresentanti del Forum
regionale delle Associazioni familiari.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia
Firmatario: Ardizzone Giovanni
N. 2649 - Iniziative per rendere rapidamente fruibili alcuni
locali dell'ex Opera Pia S. Caterina, concessi dal Comune di
Palermo alla 'Missione di Speranza e Carità'.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia
Firmatari: Turano Girolamo; Brandara Maria Grazia Elena;
Ardizzone
Giovanni; Mancuso Fabio Maria
N. 2650 - Chiarimenti circa l'affidamento in concessione della
SMEB Cantieri navali di Messina.
- Assessore Industria
Firmatari: Scalici Antonino; Acanto Giuseppe; Basile Giuseppe
N. 2651 - Provvedimenti per venire incontro alle imprese
avicole siciliane, anche a seguito del recente rinvenimento in
Sicilia di cigni affetti dal virus dell'aviaria.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatario: Incardona Carmelo
N. 2652 - Verifica delle procedure adottate nel concorso
pubblico per capo dipartimento cultura ed assistenza, bandito nel
1988 dal Comune di San Giovanni La Punta (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia
Firmatario: Raiti Salvatore
N. 2653 - Interventi urgenti per evitare il commissariamento
dell'Autorità d'ambito 3 - Messina.
- Presidente Regione
Firmatario: Laccoto Giuseppe.
Le interrogazioni, ora annunziate, saranno iscritte all'ordine
del giorno per essere svolte al loro turno.
- con richiesta di risposta scritta
N. 2630 - Interventi urgenti per regolare il transito dei bus
nel tratto di via Etnea tra piazza Duomo e i Quattro Canti a
Catania.
- Assessore Famiglia
- Assessore Lavori Pubblici
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
N. 2631 - Interventi urgenti per il ripristino della
illuminazione del parco giochi in via Ingegnere e del parco
Gandhi in via Santa Sofia a Catania.
- Assessore Famiglia
- Assessore Lavori Pubblici
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
N. 2633 - Interventi urgenti per consentire la regolare
gestione dell'Azienda autonoma delle Terme di Acireale.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
Firmatari: Barbagallo Giovanni; Villari Giovanni
N. 2634 - Notizie circa gli interventi in favore delle Forze
dell'Ordine.
- Presidente Regione
Firmatario: Fleres Salvatore
N. 2639 - Interventi per l'ammodernamento degli impianti
sciistici di Piano Battaglia.
- Assessore Territorio
Firmatario: Vicari Simona
N. 2643 - Notizie sull'operato del Presidente dell'A.T.O. PA2
Alto Belice Ambiente di Monreale.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia
- Assessore Territorio
Firmatari: Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe; Fleres Salvatore
N. 2644 - Notizie sui motivi dell'aumento delle tariffe a
seguito dell'entrata in funzione degli A.T.O.
- Presidente Regione
Firmatario: Barbagallo Giovanni
N. 2645 - Adeguamento della normativa regionale a quella
nazionale, a garanzia della tutela della salute pubblica, in
particolare per l'affidamento della direzione sanitaria di
ospedali e cliniche private a medici igienisti.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatario: Barbagallo Giovanni
N. 2648 - Interventi al fine di verificare la corretta
applicazione delle tariffe per la raccolta e lo smaltimento dei
rifiuti presso l'Ato Messina 1.
- Presidente Regione
Firmatario: Liotta Santo
N. 2654 -Interventi urgenti per il ripristino del servizio di
trasporto degli studenti dalla frazione di Libertinia di Ramacca
(CT) a Catenanuova (EN).
- Assessore Famiglia
- Assessore Turismo
- Assessore Beni Culturali
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
N. 2655 - Interventi urgenti per il ripristino del servizio di
nettezza urbana e bonifica di via Roma in San Michele di Ganzaria
(CT).
- Assessore Famiglia
- Assessore Lavori Pubblici
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
N. 2656 - Interventi urgenti per eliminare i danni subiti dagli
agricoltori di Ramacca, in provincia di Catania a seguito delle
alluvioni dei mesi scorsi.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe.
Le interrogazioni, ora annunziate, saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
numero 291 - Iniziative per il monitoraggio delle prestazioni
sanitarie nelle strutture pubbliche ed in quelle private e per
valorizzare la natura negoziale con le strutture private, a
tutela del principio della libera scelta e della parità tra
pubblico e privato.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatario: Barbagallo Giovanni
numero 292 - Verifica del bando di gara per l'affidamento dei
servizi di brokeraggio assicurativo presso l'AUSL n. 1 di
Agrigento ed iniziative per garantire il rispetto da parte delle
AA.UU.SS.LL. dei principi della libera concorrenza e della
trasparenza delle procedure nell'aggiudicazione di gare relative
a polizze assicurative.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatari: Capodicasa Angelo; Cracolici Antonino
numero 293 - Iniziative per fronteggiare la situazione di
emergenza sanitaria presso i comuni del gelese, privi di adeguate
strutture ospedaliere nel settore oncologico.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatario: Galletti Giuseppe.
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia dichiarato che respinge le interpellanze o abbia fatto
conoscere il giorno in cui intende trattarle, le interpellanze
stesse saranno iscritte all'ordine del giorno per essere svolta
al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 477 Iniziative urgenti al fine di scongiurare i danni
provocati dalla cattiva gestione della 'Siciliana acque minerali
s.r.l.' società controllata dall'Azienda Terme di Acireale per lo
sfruttamento e l'imbottigliamento dell'acqua minerale Pozzillo ,
degli onorevoli Barbagallo Giovanni; Villari Giovanni; Tumino
Carmelo; Culicchia Vincenzino
Presentata il 31/01/06
numero 478 Adeguate misure di sostegno a favore dei ceti meno
abbienti ed avvio di un piano di rilancio edilizio ed abitativo
nella Regione siciliana , degli onorevoli Villari Giovanni;
Speziale Calogero; De Benedictis Roberto; Zago Salvatore
Presentata il 1/02/06
numero 479 Interventi a livello centrale al fine di attivare
le provvidenze per il ristoro dei danni subiti dall'agricoltura
etnea a seguito del nubifragio del mese di dicembre 2005 e per la
dichiarazione dello stato di calamità naturale , degli onorevoli
Barbagallo Giovanni; Laccoto Giuseppe; Culicchia Vincenzino;
Tumino Carmelo; Gurrieri Sebastiano; Zangara Andrea
Presentata il 3/02/06.
Informo che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno
della seduta successiva perchè se ne determini la data di
discussione.
Comunicazione di nomina di componente di Commissione
legislativa
PRESIDENTE Comunico che, con decreto del Presidente
dell'Assemblea n. 15 del 10 febbraio 2006, l'onorevole Giovanni
Barbagallo è nominato componente della II Commissione
legislativa permanente "Bilancio", in sostituzione dell'onorevole
Francantonio Genovese, dimessosi dalla carica di deputato
regionale.
L'Assemblea ne prende atto.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Indirizzo di saluto a studenti e docenti di istituti scolastici
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, l'occasione è gradita per
salutare gli alunni e gli insegnanti dell'Istituto paritario
Platone, dell'Istituto magistrale Rosina Salvo di Trapani,
dell'Istituto Florio e Salomone di Palermo che sono venuti a
trovarci questa mattina all'Assemblea regionale.
Oggi per l'Assemblea non sarà una seduta particolarmente lunga
perché sarà sospesa e poi aggiornata di un'ora e poi ancora
rinviata a mercoledì prossimo per consentire la trattazione di
alcuni disegni di legge importanti che sono in questo momento in
discussione nelle Commissioni di merito.
Comunque, l'opportunità è sempre utile per ringraziare quelle
scuole che mostrano particolare sensibilità per l'attività del
Parlamento siciliano ed in genere per l'attività politica che
sicuramente rappresenta il motore di ogni attività, non solo
nella nostra Regione, ma ovunque.
L'Assemblea regionale siciliana ha molto investito in termini
di comunicazione rivolta alle scuole e agli studenti.
Successivamente, il personale dell'Assemblea farà avere agli
insegnanti alcune delle pubblicazioni che riguardano proprio
l'attività parlamentare che è stata presentata in modo piuttosto
semplice e comprensibile proprio per avvicinare gli studenti
all'attività dell'Assemblea regionale siciliana.
Siamo contenti di questa visita, ringraziamo ancora una volta
gli studenti, i docenti e non docenti delle scuole presenti.
Rinvio dello svolgimento di interrogazioni ed interpellanze
delle rubriche Bilancio e Lavori Pubblici ,
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, informo che i punti III e IV
dell'ordine del giorno: Svolgimento di interrogazioni ed
interpellanze della rubrica Bilancio e Svolgimento di
interrogazioni ed interpellanze della rubrica Lavori Pubblici ,
sono rinviati ad altra seduta.
Comunicazione ai sensi dell'articolo 83, secondo comma, del
Regolamento interno
ARDIZZONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo di
parlare ai sensi dell'articolo 83, secondo comma, del Regolamento
interno.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ARDIZZONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per chiedere che sia inserito all'ordine del giorno della seduta
successiva il disegno di legge n. 1079/A Norma di
interpretazione autentica dell'articolo 13 della legge regionale
20 giugno 1997, n. 19, sulle condizioni di ineleggibilità dei
deputati regionali .
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata ad oggi, giovedì 16
febbraio 2006, alle ore 12.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Fleres
I - AFFIDAMENTO TEMPORANEO DELLE FUNZIONI DI DEPUTATO REGIONALE
SUPPLENTE A SEGUITO DELLA SOSPENSIONE DELL'ONOREVOLE DAVID
SALVATORE COSTA DALLA CARICA DI DEPUTATO REGIONALE E DELLA NON
ACCETTAZIONE DELLE FUNZIONI TEMPORANEE DI DEPUTATO REGIONALE
SUPPLENTE DA PARTE DELL'ONOREVOLE VINCENZO GALIOTO (ART. 3 LEGGE
NUMERO 30/1994)
II - COMUNICAZIONI
III - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:
N. 477 - ''Iniziative urgenti al fine di scongiurare i
danni provocati dalla cattiva gestione della
Siciliana acque minerali s.r.l.' società
controllata dall'Azienda Terme di Acireale per lo
sfruttamento e l'imbottigliamento dell'acqua
minerale Pozzillo .
BARBAGALLO - VILLARI - TUMINO - CULICCHIA
N. 478 - ''Adeguate misure di sostegno a favore dei ceti
meno abbienti ed avvio di un piano di rilancio
edilizio ed abitativo nella Regione siciliana .
VILLARI - SPEZIALE - DE BENEDICTIS - ZAGO
N. 479 - ''Interventi a livello centrale al fine di
attivare le provvidenze per il ristoro dei danni
subiti dall'agricoltura etnea a seguito del
nubifragio del mese di dicembre 2005 e per la
dichiarazione dello stato di calamità naturale .
BARBAGALLO - LACCOTO - CULICCHIA - TUMINO
GURRIERI - ZANGARA
IV - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 467 - Provvedimenti urgenti per la tutela dei lavoratori
della Cogema di Priolo (SR).
SBONA - ACANTO - BASILE - SCALICI
ORTISI - DE BENEDICTIS
V - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Norma di interpretazione autentica dell'articolo 13 della
legge regionale 20 giugno 1997, n. 19, sulle condizioni di
ineleggibilità dei deputati regionali (n. 1079/A)
2) - Disposizioni in materia di tutela ed uso dei beni
paesaggistici e di promozione della qualità architettonica ed
urbanistica (n. 1037/A)
VI - ELEZIONE DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE PERMANENTI E DELLA
COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI L'ATTIVITA'
DELL'UNIONE EUROPEA
VII - ELEZIONE DI DEPUTATI SEGRETARI
La seduta è tolta alle ore 11.25
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 13.30
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
VILLARI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'industria, premesso che, in data 24 novembre 2003, il Tribunale
di Catania - Sezione fallimentare - ha pronunciato la sentenza
d'insolvenza della CESAME S.p.A. (Ceramiche sanitarie
mediterranee) e che con la stessa sentenza il prof. Giovanni
Fiori ne è stato nominato commissario giudiziario;
considerato che in data 30 dicembre 2003 il commissario
giudiziario ha depositato, così come previsto dalla norma, presso
il Ministero delle Attività Produttive e il Tribunale di Catania
apposita relazione positiva ai fini dell'attivazione delle
procedure della legge Prodi bis;
visto che lo stesso commissario ha comunicato alle
organizzazioni sindacali la difficoltà a riattivare le necessarie
linee di credito da parte di istituti bancari, con una parte dei
quali già la Cesame ha intrattenuto rapporti finanziari,
precisando che l'assenza di tali interventi con adeguate risorse
finanziarie - peraltro garantite - metterebbe a rischio la
sopravvivenza dell'Azienda, la salvaguardia di circa 340
lavoratori dipendenti, oltre che di centinaia di lavoratori
dell'indotto, con la conseguenza di vanificare l'intervento della
procedura della legge Prodi bis, unico strumento, allo stato
attuale, per il mantenimento dell'attività produttiva, per il
risanamento, la riqualificazione dell'Azienda ed il suo rilancio.
Obiettivo, quest'ultimo, sostenuto con forza nella piattaforma
delle organizzazioni sindacali a tutti i livelli, nazionale e
locale, nonché dai lavoratori attraverso numerose iniziative di
protesta, allo scopo di richiamare le istituzioni ai vari
livelli, gli istituti di credito e l'opinione pubblica al massimo
dell'impegno e della solidarietà attorno a questa importante e
delicata vertenza;
osservato che anche alcuni incontri promossi dalle
organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative dei
lavoratori del settore, svoltisi presso la Prefettura di Catania,
pur con il lodevole impegno del Prefetto, non hanno sortito i
risultati sperati con gli istituti di credito rispetto
all'apertura delle linee di credito sopra menzionate, necessarie
per il rilancio dell'Azienda e per evitare il ricorso a
provvedimenti di cassa integrazione, soprattutto in una fase in
cui il mercato sembra richiedere le qualificate produzioni della
Cesame;
per sapere se non ritengano opportuno adoperarsi con urgenza
nei confronti del Ministero delle Attività Produttive, affinché
l'iter burocratico previsto dalla procedura connessa al ricorso
alla legge Prodi bis venga accelerato, e nei confronti degli
Istituti di credito interessati affinché valutino positivamente
la concessione dei prestiti richiesti, al fine di mantenere e
riqualificare un'Azienda manifatturiera di livello nazionale
quale la Cesame, che rappresenta, tra l'altro, un pezzo della
storia industriale di Catania e dell'intera regione in uno col
patrimonio umano e professionale che l'Azienda costituisce.»
(1464)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione numero 1464, si
rassegna quanto segue.
Preliminarmente si concorda con l'onorevole interrogante che,
giustamente, ha sottolineato come la realtà Cesame di Catania
rappresenti un pezzo della storia industriale dell'intera regione
e che la stessa ricopre un ruolo primario e di prestigio nel
campo in cui opera con quel che ne consegue a livello di ricaduta
economico-occupazionale.
La problematica relativa alle difficoltà della Cesame è stata
seguita, con particolare attenzione, dagli Assessori pro-tempore
per l'industria e il lavoro sin dal mese di luglio 2003
incontrando i rappresentanti dell'Azienda e le Organizzazioni
sindacali, insieme al Prefetto Alberto Di Pace, in considerazione
della grave crisi che si profilava. In quella sede ai vertici
aziendali si è chiesto, al fine di attivare mirate iniziative, un
piano industriale di rilancio dell'attività.
Nel frattempo, purtroppo, l'aggravarsi della crisi finanziaria
aveva portato, il 24 novembre 2003, alla sentenza d'insolvenza
pronunciata dal Tribunale di Catania, Sezione Fallimentare, con
la nomina del Commissario giudiziario.
A seguito di detta sentenza, i richiamati Assessori pro-tempore
ed il Governo regionale nella sua massima espressione, si sono
impegnati per una positiva risoluzione della problematica.
Sono, pertanto, intervenuti sia verso il sistema creditizio,
affinchè potesse sostenere il rilancio produttivo della Cesame,
che nei confronti del Ministero delle Attività produttive, per
accelerare l'iter burocratico previsto dalla legge Prodi bis.
Gli obiettivi sono stati entrambi raggiunti, l'attività
dell'azienda Cesame, oggi, è a pieno regime, i livelli
occupazionali sono stati mantenuti e la procedura di risanamento
aziendale risulta in fase avanzata.
La fase di monitoraggio, comunque, non si conclude qui in
quanto sia lo scrivente che il Governo regionale sono consapevoli
che la vertenza Cesame non deve considerarsi ancora chiusa, per
cui continueranno a seguirne con attenzione l'evoluzione.»
L'Assessore D'AQUINO
VILLARI. - «Al Presidente della Regione ed all'Assessore per
l'industria, premesso che:
il V bando di cui alla legge n. 215 del 1992, aperto dal
Ministero Attività Produttive il 13 dicembre 2002 con chiusura
prevista il 13 marzo 2003 e successivamente prorogato al 15
aprile 2003, prevedeva contributi a fondo perduto;
l'Assessorato Industria ha sospeso il procedimento concernente
la formazione delle graduatorie di cui alla citata legge n. 215
del 1992;
l'articolo 4, comma 85, della legge finanziaria ha esteso anche
al V bando della legge n. 215 del 1992 l'esclusione
dall'applicazione dei fondi rotativi ex articolo 72, comma 5,
della legge n. 289 del 2002, eliminando finalmente, dopo lunghe
attese, ogni ostacolo;
ritenuto che:
la legge n. 215 del 1992 rappresenta uno dei pochi strumenti
attualmente esistenti per la promozione di attività
autonome/imprenditoriali femminili, cui fino ad oggi hanno fatto
ricorso moltissime donne, tra le quali un'alta percentuale in
possesso di titolo di laurea, desiderose di reinserirsi nel
mercato del lavoro, nonché strumento per ridurre la
disoccupazione e per lo sviluppo economico della Sicilia;
le lunghe attese per le imprese richiedenti stanno comportando,
oltre ad incertezze sulle scelte future, anche oneri (fitti dei
locali, interessi passivi, ecc...) non più sopportabili;
per sapere se non ritengano opportuno adoperarsi con urgenza al
fine di accelerare l'iter concernente la formazione delle
graduatorie di cui al V bando della legge n. 215 del 1992 (Azioni
positive per l'imprenditoria femminile).» (1477)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «Con riferimento alle richieste contenute
nell'interrogazione numero 1477, si rassegna quanto segue.
Premesso che:
- la legge regionale 23 dicembre 2000, n. 31, ha demandato
all'Assessorato regionale industria il compito di provvedere al
cofinanziamento della legge 25 febbraio 1992, n. 215, recante
"Azioni positive per l'imprenditoria femminile";
- il servizio di istruttoria ed erogazione è stato affidata ad
8 soggetti concessionari, già al medesimo fine convenzionati con
il Ministero Attività Produttive (MAP);
- i termini iniziali per la presentazione delle istanze
relative al 5 bando dell'agevolazione, cui si riferisce
l'interrogazione in argomento, si sono aperti il 13 dicembre
2002;
- il termine finale, inizialmente fissato al 13 marzo 2003, è
stato prorogato al 15 aprile 2003 con decreto del MAP del 12
marzo 2003;
- la possibilità di esitare positivamente il bando in esame è
stata a lungo messa in discussione dalla problematico relativa
all'applicazione dell'articolo 72 della legge 27 dicembre 2002
(finanziaria nazionale 2003).
La disposizione in parola (oltre a disporre la confluenza di
tutte le somme iscritte nei capitoli di bilancio statale e
finalizzate alla concessione di contributi alle imprese, tra cui
quelli attinenti la legge 215/92, in appositi fondi rotativi)
prevede che, a decorrere dall'1 gennaio 2003, detti contributi
siano per almeno il 50 per cento soggetti a rimborso secondo un
piano quinquennale di rientro. Ne consegue la trasformazione del
50 per cento del contributo a fondo perduto ex legge 215/92 in
prestito a tasso agevolato.
Il 5 bando in questione, in quanto pubblicato prima
dell'approvazione della finanziaria, non poteva, ovviamente,
tenere conto delle modifiche che sono intervenute
successivamente. Nè, medio tempore, è sopraggiunto alcun
provvedimento ministeriale di adeguamento alle nuove previsioni.
L'Amministrazione regionale si è così trovata di fronte alla
prospettiva di dover applicare la nuova normativa in presenza di:
bando, istanze, programmi di investimento e istruttorie bancarie,
formulati secondo un regime diverso, in cui l'intervento pubblico
era configurato interamente a fondo perduto, con la possibilità
di una paralisi ovvero di un dilatarsi a dismisura dei tempi di
conclusione del procedimento.
L'Assessorato Industria, pertanto, sia in sede di Coordinamento
interregionale tecnico che nel corso delle riunioni svoltesi con
i rappresentanti ministeriali, ha sostenuto, operando in sinergia
con le altre regioni, l'esigenza di ottenere una deroga
all'applicazione del nuovo regime, almeno nei riguardi dei bando
di gara in argomento, nonché di soprassedere all'emanazione del
bando 2003 facendo confluire le relative risorse su quello ancora
in fase di definizione.
Il completamento delle attività istruttorie da parte dei
soggetti convenzionati, era inizialmente previsto per il 15
luglio 2003.
Con nota del 26 marzo 2003 l'ABI, evidenziando anche l'elevato
e non prevedibile numero di istanze pervenute (oltre 5700), ha
chiesto lo slittamento del superiore termine alla fine del mese
di settembre 2003.
Il Dirigente Generale del Dipartimento Industria, anche in
considerazione del prolungarsi dei tempi necessari per la
soluzione della problematica concernente l'art. 72 della
finanziaria 2003 e dei conseguenti riflessi sul bando in
argomento, ha concesso la proroga fino al 15 settembre 2003.
Alla fine del settembre 2003 la questione riguardante l'art. 72
restava però ancora in attesa di soluzione e, pertanto, in attesa
dell'emanazione da parte dei Ministeri competenti delle
disposizioni attuative del citato art. 72, si è ritenuto
necessario sospendere il procedimento, informandone gli
interessati anche attraverso la pubblicazione di apposito avviso
informativo sulla GURS n. 45 del 17 ottobre 2003.
La vicenda, anche grazie alle sollecitazioni dell'Assessorato
Industria, si è conclusa positivamente con l'art. 4 della legge
24 dicembre 2004, n. 350, (finanziaria 2004), che ha esteso la
deroga di cui all'art. 72, comma 5, della legge 289/2002 alle
agevolazioni previste dalla legge 25 febbraio 1992, n. 215,
disposte in attuazione del 5 bando .
Risolta positivamente questa pregiudiziale, sulle relazioni
trasmesse dai soggetti istruttori si è riscontrato un consistente
numero di discrasie. Ciò ha reso necessario ottenere la revisione
di numerose istruttorie da parte dei concessionari, chieste con
una serie di note e circolari, nonché di formulare e diramare
specifiche direttive per assicurare l'uniformità delle
valutazioni.
Inoltre, con comunicazione del 16 febbraio 2004, l'IFI
(Istituto ministeriale che assicura sia nei confronti del MAP che
delle regioni l'assistenza tecnica per l'agevolazione in esame),
ha chiesto ai soggetti istruttori, fornendoli del proprio
software, di effettuare ulteriori verifiche sulla corretta
chiusura delle istruttorie.
L'invio da parte delle banche convenzionate con il Dipartimento
Industria delle risultanze istruttorie (relazioni, integrazioni e
rettifiche), si è concluso il 9 marzo 2004 e conseguentemente,
con DDG n. 538 /Serv.1/57 del 16 marzo 2004, sono state approvate
le graduatorie dei 3 macrosettori.
Le graduatorie, ottenuto il visto della Ragioneria Centrale,
sono state trasmesse al MAP per le verifiche di competenza e
pubblicate sulla GURI n.106 - supplemento ordinario - del 10
giugno 2004.
Successivamente, in data 28 febbraio 2005 sono stati emessi i
relativi decreti che, dopo il visto della Ragioneria Centrale per
l'Assessorato Industria, sono stati notificati agli interessati.»
L'Assessore D'AQUINO
VILLARI - GIANNOPOLO - ZAGO. - «Al Presidente della Regione,
all'Assessore per l'industria ed all'Assessore per l'agricoltura
e le foreste, premesso che è attesa in questi giorni la decisione
da parte del giudice della IV sezione civile del Tribunale di
Catania in merito al ricorso presentato dall'Azienda 'Latte Sole'
a seguito della revoca dei fidi bancari da parte di sette
istituti di credito;
considerato che i sette istituti di credito ritengono 'il crac
finanziario della Parmalat senza precedenti' e quindi
risulterebbe più che giustificato il timore nel sistema bancario
di perdere crediti;
considerato, ancora, che dalle dichiarazioni del direttore
amministrativo della 'Latte Sole' la cessione dell'Azienda alla
Parmalat, avvenuta all'inizio del 2001, non ha intaccato
l'autonomia e l'indipendenza di gestione' tanto da avere anche
degli utili e quindi nessun problema di carattere finanziario;
constatato che le conseguenze di un fallimento ricadrebbero su
171 dipendenti dell'Azienda e su migliaia di produttori ed i lori
dipendenti e che con l'azienda 'Latte Sole', che rappresenta un
importante pilastro del comparto agroalimentare siciliano,
rischia di morire non soltanto un'azienda ma un pezzo importante
dell'economia della provincia di Catania e della Sicilia in
generale;
preso atto che la vicenda preoccupa a ragione i 171 dipendenti
dell'Azienda casearia ed i migliaia di produttori di latte e che
le organizzazioni sindacali e professionali hanno già chiesto al
Prefetto di Catania un incontro urgente per istituire un tavolo
comune al fine di evitare problemi occupazionali e per accelerare
i tempi di recupero dei 5 milioni di euro di IVA che la 'Latte
Sole' vanta nei confronti dell'Erario, in modo che l'Azienda
torni ad avere liquidità e possa fronteggiare le esigenze
quotidiane;
per sapere:
se non ritengano opportuno intraprendere tutte le iniziative
istituzionali per intervenire con urgenza e vigilare sugli
istituti di credito affinché riattivino i fidi necessari per
evitare la paralisi della produzione e per tutelare il patrimonio
umano e professionale che l'Azienda costituisce;
se non reputino opportuno adoperarsi nei confronti del Governo
nazionale per il recupero dei 5 milioni di euro di IVA che
l'Azienda vanta nei confronti dell'Erario in modo da garantire
una liquidità immediata all'Azienda.» (1487)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «In riferimento alla problematica posta con
l'interrogazione numero 1487, pur se la materia non rientra
nelle specifiche competenze assegnate all'Assessorato Industria,
si rassegna quanto segue.
La crisi che ha investito la società Latte Sole di Catania è
derivata essenzialmente dalla grave crisi finanziaria della
società madre Parmalat S.p.A., la quale ha determinato, sia per
la stessa Parmalat che per tutte le società facenti parte del
gruppo, uno stato di precarietà d'impresa di livello nazionale,
regionale ed europeo.
Per arginare i confini della crisi Parmalat, come noto, è
intervenuto il Governo dello Stato coadiuvato dai Governatori
delle regioni ove erano presenti gli insediamenti industriali
collegati direttamente alla società Parmalat.
Nella nostra regione le aziende coinvolte sono state la Emmegi
di Termini Imerese, la Pozzillo di Palermo e la Latte Sole di
Catania e di riflesso le aziende dell'indotto.
Nel caso in specie, i problemi che hanno interessato la Latte
Sole sono stati essenzialmente di carattere finanziario-
fiduciario che la stessa intratteneva con vari istituti di
credito che per surplus di tutela creditizia, temendo un risvolto
più che negativo della vicenda Parmalat, hanno chiuso le
possibilità di fido.
Il verificarsi di questa condizione, unita alla richiamata
crisi Parmalat, innesca la crisi Latte Sole. In primis sul fronte
occupazionale.
Oggi, in seguito alle richiamate attività svolte dal Governo
della Regione siciliana in uno con quello dello Stato, ed al
lodevole lavoro di risanamento aziendale Parmalat intrapreso dal
Commissario Bondi, l'azienda Latte Sole è in piena attività, ha
riacquistato il suo primario posto tra le aziende operanti nel
settore latte e derivati ed ha salvaguardato in toto i propri
livelli occupazionali e di riflesso quelli delle aziende
dell'indotto.»
L'Assessore D'AQUINO
CRACOLICI. - «All'Assessore per l'industria, premesso che nel
dicembre 2002 è stato sottoscritto un protocollo d'intesa tra la
Regione siciliana e la Fincantieri con il quale, oltre che cedere
le quote dell'Espi nella società 'Bacini di Palermo' alla
Fincantieri, veniva previsto un piano di sviluppo del cantiere
navale di Palermo sia in termini occupazionali che di
investimenti tecnologici;
considerato che:
venivano previste circa 100 assunzioni nell'arco del triennio
2003/2005, di cui la metà nel corso del 2003;
a tutt'oggi non è stato avviato il piano di assunzioni
aggiuntive né il turn-over con la conseguenza del
depauperamento delle professionalità che mette a rischio la
stessa capacità produttiva del cantiere di Palermo;
considerato inoltre che le ore di lavorazione previste nel
settore delle costruzioni, riparazioni e trasformazioni non
vengono garantite secondo gli accordi sindacali e che la
difficoltà a garantire l'ottimizzazione del cantiere si riverbera
in un abbattimento dei costi ingiustificato nei confronti delle
ditte appaltatrici, con conseguenze di precarizzazione selvaggia
che può favorire fenomeni di illegalità nell'impiego della forza
lavoro, quali lavoro nero e sfruttamento;
ritenuto che l'obiettivo di trasferire l'intera proprietà della
società Bacini di Palermo alla Fincantieri dovesse consentire un
rilancio, con conseguente capacità di conquista di fette di
mercato delle riparazioni nell'area del Mediterraneo, che ad oggi
stenta a realizzarsi;
per sapere:
se risulti al Governo regionale il tentativo da parte
dell'Autorità portuale di Palermo di acquisire una parte delle
aree in atto utilizzate da Fincantieri per destinarla a servizio
della parte commerciale del porto di Palermo, riducendo così
l'area industriale e localizzandola a ridosso del porticciolo
turistico dell'Acquasanta con una commistione che finirebbe per
nuocere ad ambedue le attività;
se il Governo regionale intenda assumere ogni iniziativa utile
per verificare le clausole del protocollo d'intesa e rimuovere
gli ostacoli onde garantire nuova occupazione e il rispetto del
piano industriale del cantiere di Palermo sia nel settore delle
costruzioni che in quello delle riparazioni e delle
trasformazioni.» (1610)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «Con riferimento alle richieste contenute
nell'interrogazione numero 1610, si rassegna quanto segue.
Il protocollo d'intesa tra il Governo della Regione Siciliana e
la Fincantieri S.p.A., siglato a Roma il 20 novembre 2002,
riaffermando il comune intento di perseguire il consolidamento
del ruolo dello stabilimento di Palermo della Fincantieri,
prevedeva, tra gli altri, l'impegno della detta società di
assorbire i dipendenti in forza alla Soc. Bacini di Palermo, 100
assunzioni nel triennio 2003/2005.
Ciò premesso, al fine di favorire la piena attuazione di quanto
concordato con detto protocollo l'Assessore all'Industria pro-
tempore è intervenuto nei confronti dell'Autorità Portuale di
Palermo per eliminare ogni ostacolo al consolidamento ed allo
sviluppo del cantiere navale in argomento.
Nel contempo, si è ritenuto opportuno prevedere anche un
apposito tavolo Regione-Fincantieri per il monitoraggio e la
verifica di quanto convenuto nel protocollo d'intesa ed a tal
fine è stata effettuata apposita comunicazione alla società.»
L'Assessore D'AQUINO
SPEZIALE - DE BENEDICTIS - PANARELLO. - «All'Assessore per
l'industria e all'Assessore per il bilancio e le finanze,
premesso che con la legge 388 del 2000 il Governo Amato individuò
una serie di risorse e di provvidenze da destinare a vantaggio
della Sicilia;
ricordato che nell'art. 137 fu stabilito per la regione Sicilia
un limite di impegno di 21 miliardi di lire della durata di
quindici anni, corrispondente a un capitale mutuabile di almeno
lire 200 miliardi, per iniziative e investimenti che al punto c)
dello stesso articolo venivano previsti per i comuni sede di
impianti di raffinazione, estrazione e stoccaggio di prodotti
petroliferi;
osservato che né nel 2002 né nel 2003 il Governo nazionale ha
reiterato o rifinanziato il pacchetto Sicilia e che, al contempo,
la Regione siciliana, fino ad oggi, pur avendo iscritto in
bilancio fino al 2003 tali stanziamenti, suddividendoli nei
capitoli di spesa relativi, non risulta avere attivato le
procedure per la mutualizzazione dei 200 miliardi di lire;
ritenuto tuttora valido e necessario un intervento di sostegno
per comuni gravemente danneggiati da crisi e ristrutturazioni dei
settori chimico e petrolifero, nonché dall'inquinamento prodotto
in tanti anni dagli impianti del settore;
ritenendo incomprensibile l'inerzia della Regione di fronte
agli ostacoli frapposti dalla Cassa depositi e prestiti e dalle
banche, nonostante i progetti presentati (il solo comune di Gela
ne ha presentati per circa 40 miliardi di lire);
per sapere:
se non ritengano urgente procedere al recupero delle risorse
assegnate dalla legge 388 del 2000 e alle cartolarizzazioni
necessarie per il rapido trasferimento e l'assegnazione di tali
fondi ai comuni di Gela, Milazzo, Augusta e Priolo;
se non ritengano necessario proporre al Governo nazionale il
rifinanziamento del pacchetto Sicilia per la finanziaria 2004;
se non ritengano di dovere comunque reiscrivere nel bilancio
della Regione le somme poste in entrata al cap. 4909 e, fino al
2003, iscritte in uscita per quota parte al capitolo 642816 ma
fin qui non utilizzate.» (1643)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione numero 1643, si
comunica quanto segue.
L'Assessorato Industria si è prontamente attivato per l'impiego
dei fondi destinati dallo Stato per progetti di compatibilità
ambientale nei Comuni sede di estrazione e raffinazione
petrolifera mediante l'adozione di criteri e modalità di
attuazione di cui ai DD. AA. nn. 40/02 (all.1) e 89/02 (all.2).
In conseguenza delle difficoltà manifestate dalla Cassa
Depositi e Prestiti per il trasferimento dei fondi, l'Assessore
per l'Industria si è impegnato per la risoluzione del problema,
partecipando a riunioni presso il MEF.
Superate le richiamate difficoltà, l'Assessorato si è attivato
a richiedere la riproduzione delle somme ed a rimodulare la
destinazione delle somme a seguito della riduzione operata con la
l.r. 29 dicembre 2003, n. 21, mediante l'emissione del D. A.
78/2004 (all3).
Allo stato sono stati già emessi i decreti di approvazione dei
progetti dei comuni di Bronte, Butera, Cagliano ed i primi
mandati di pagamento e sono state richieste a tutti i Comuni le
rimodulazioni dei piani di intervento per l'emissione dei
relativi decreti d'impegno.»
L'Assessore D'AQUINO
ZAGO. - «All'Assessore per l'industria e all'Assessore per il
bilancio e le finanze, premesso che dal Consorzio garanzia fidi
per le piccole e medie imprese industriali della provincia di
Ragusa sono state avanzate:
richieste di integrazione al fondo rischi, ai sensi dell'art.
33 della l.r. n. 22 del 1974, dal 1999 al 2004, per un totale di
euro 592.686,84;
richieste di contributo in conto interessi ai sensi dell'art.
27 della l.r. n. 34 del 1988, per gli anni 2000, 2001 e 2002, per
un totale di euro 730.895,72;
considerato che sono in corso richieste di contributo in conto
interessi ai sensi dell'art. 27 della l.r. n. 34 del 1988, per un
totale di euro 265.000,00;
osservato che a tutt'oggi il Confidi di Ragusa non ha visto
onorato dall'Assessorato regionale dell'industria il credito
totale di euro 1.588.583,00;
considerato che nella lotta all'usura e nell'assistenza alle
imprese, che costituiscono indirizzo portante dell'azione del
Confidi di Ragusa, è fondamentale la massima collaborazione dei
vari livelli istituzionali nel garantire la tempestiva erogazione
dei contributi previsti per legge;
per sapere quali ragioni impediscano il rapido trasferimento
delle risorse affinchè dette pendenze vengano al più presto
onorate.» (1644)
Risposta. « In riferimento alle richieste contenute
nell'interrogazione numero 1644, si rassegna quanto segue.
L'interrogazione in argomento risulta essere stata formulata in
epoca antecedente l'insediamento dello scrivente nella qualità di
nuovo Assessore per l'industria in seguito alla rinnovata
compagine governativa avvenuta l' 1 settembre 2004.
Da una attenta visione di tutti gli atti ispettivi pervenuti e
presenti si evince che l'interrogazione de quo ha avuto regolare
istruttoria con conseguente anticipo di risposta formulata
dall'Assessore pro-tempore con nota n.1471/Gab. del 28 giugno
2004.
Ciò posto, poichè il contenuto della richiamata nota
n.1471/Gab. si ritiene abbastanza completo ed esaustivo, lo
scrivente null'altro può aggiungere se non confermare che il
Dipartimento regionale Industria ha operato nel rispetto delle
procedure previste ottimizzando, nei limiti del possibile, tutti
i passaggi amministrativi al fine del completamento dell'iter
istruttorio di tutte le istanze pervenute.
Tanto si rassegna e si allega ad ogni buon fine copia della
citata nota n.1471/Gab. del 28 giugno 2004.»
L'AssessoreD'AQUINO
Assessorato Regionale Industria
UFFICIO DI GABINETTO
SEGRETERIA TECNICA
Prot. n. 1471 del 28 giugno 2004
OGGETTO: Interrogazione n. 1644 dell'On.Ie Zago Salvatore
"Notizie in ordine al mancato trasferimento al Consorzio garanzia
fidi di Ragusa (Confidi) dei contributi previsti dalle leggi
regionali n.22 del 1974 e n.34 del 1988 .
Assemblea regionale siciliana
Servizio di Segreteria
On.le Zago Salvatore
Palermo
e, p.c. On.le Presidente della Regione
Ufficio di Gabinetto
Palermo
e, p.c. Presidenza della Regione siciliana
Segreteria Generale - Area II
Palermo
Con riferimento alle richieste contenute nell'atto ispettivo in
oggetto indicato, si forniscono le informazioni richieste
dall'onorevole interrogante.
Si premette, in linea generale, che la Scrivente condivide
quanto sostenuto dall'onorevole Zago circa la necessità di
garantire la tempestiva erogazione dei contributi previsti per
legge, ed a tal fine assicura che l'Assessorato Industria, ha
fornito e fornirà massima collaborazione per il raggiungimento di
tale obiettivo.
Ciò premesso, si fa presente quanto segue.
Nelle osservazioni contenute nell'interrogazione in argomento,
viene fatto riferimento ad una situazione di crediti che il
Confidi Ragusa vanterebbe nei confronti dell'Assessorato, per
complessivi 1.588.583, 00 di cui 265.000,00 per richieste di
contributo in corso.
Per avere una migliore comprensione della problematica, occorre
però distinguere diverse fattispecie.
Tralasciando di considerare le istanze pervenute dal mese di
marzo 2004 o successive, in quanto ancora abbastanza recenti per
esprimere qualsiasi giudizio sulla snellezza dell'iter
amministrativo, relativamente invece alle richieste di
integrazione al Fondo Rischi n. 20/99 e n. 22/99, pervenute il
5.01.2000, sono stati accertati effettivamente alcuni ritardi,
imputabili a diversi fattori. Da una parte la non corretta
formulazione di molte istanze, che ha determinato la necessità di
istruttorie più lunghe ed elaborate, con ripetuti scambi di
corrispondenza e dilatazione dei tempi.
Dall'altra parte l'esiguità del personale che, compatibilmente
con le altre competenze, altrettanto significative,
dell'Assessorato Industria, è stato possibile preporre a svolgere
il servizio in argomento.
Queste richieste di integrazione, avranno comunque certo
riscontro nell'anno in corso.
Si ha poi un'altra tipologia di richieste, per il contributo in
conto interessi e relative agli anni 2000 e 2001. Queste sono
oggetto della convenzione stipulata il 30/05/2003, la cui tardiva
attuazione si ritiene sia imputabile allo stesso Confidi, che ha
presentato la prescritta fideiussione solo nel 2004 e che ancora
alla data dell'8 aprile 2004, non aveva provveduto al ritiro
degli atti.
In ultimo, per le richieste di contributo in conto interessi
relative al 2002, pervenute il 4 agosto 2003, occorre considerare
che le stesse dovranno essere istruite secondo l'ordine
cronologico delle stesse e che le istanze del Confidi Ragusa si
collocano dopo quelle presentate dal Confidi Sicilia, dal Confidi
Agrigento e da Apifìdi Catania.
Tutto ciò premesso, la Scrivente, confermando nel contempo la
correttezza delle procedure fin qui seguite dalle strutture
amministrative, ritiene però parzialmente condivisibili le
preoccupazioni evidenziate all'onorevole interrogante e pertanto,
per consentire una più rapida definizione delle procedure
amministrative riguardanti le tematiche in argomento, ha chiesto
al Dipartimento Industria di procedere in tale direzione.»
L'Assessore NOE'
GURRIERI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'industria, premesso che:
in data 22.3.2004, l'Assessore per l'industria Marina Noé ha
siglato, insieme con i rappresentanti di Sarcis, Edison e
Panther, i disciplinari e i decreti che danno il via alla ricerca
ed all'estrazione di idrocarburi sul territorio siciliano, sulla
base della l.r. n. 14 del 3 luglio 2000, 'Disciplina della
prospezione, della ricerca, della coltivazione, del trasporto e
dello stoccaggio di idrocarburi liquidi e gassosi e delle risorse
geotermiche nella Regione siciliana. Attuazione della direttiva
94/22.CE';
in particolare, il permesso di ricerca 'Fiume Tellaro',
concesso alla società statunitense Panther, riguarda un
territorio di kmq 746,937 e interessa i comuni di Chiaramonte
Gulfi, Giarratana, Modica, Ragusa, Monterosso Almo (provincia di
Ragusa), Avola, Buscemi, Noto, Rosolini (provincia di Siracusa),
Caltagirone, Grammichele, Licodia Eubea, Vizzini e Mazzarrone
(provincia di Catania), per un programma di lavori stimati in
euro 43.400.00,00;
preso atto che:
a norma dell'art. 7 della sopra richiamata legge n. 14 del
2000, il permissionario ed il concessionario sono tenuti ad
adottare ogni cautela per la salvaguardia dell'ambiente e
dell'interesse pubblico e che l'Assessore definisce le opportune
prescrizioni per la tutela dell'ambiente e dell'interesse
pubblico;
a norma dell'art. 8 della sopra richiamata legge n. 14 del
2000, è fatto obbligo di assicurare il corretto esercizio delle
attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi, di protezione
dell'ambiente, di tutela delle aree protette, di ripristino dei
luoghi dopo la cessazione dell'attività, di tutela delle risorse
biologiche e dei beni artistici, archeologici e storici e di
sicurezza dei trasporti;
a norma dell'art. 11 (Conferenza di servizi) della sopra
richiamata legge n. 14 del 2000 è prevista da parte
dell'Assessore l'indizione di una conferenza di servizi con le
amministrazioni interessate, secondo le disposizioni di cui
all'articolo 2 della legge regionale n. 23 del 7 settembre 1998;
considerato che:
il permesso di ricerca 'Fiume Tellaro' riguarda direttamente il
territorio delle 8 città del Barocco Val di Noto recentemente
riconosciuto dall'UNESCO 'patrimonio dell'Umanità', nonché area
di incomparabile interesse archeologico, naturalistico e
faunistico, in cui la presenza della trota macrostigma nel
Tellesimo, affluente del Tellaro, costituisce solo l'aspetto più
eclatante;
il territorio suddetto si trova nella delicata fase di lancio
della propria vocazione agricola, culturale e turistica, con la
quale può gravemente confliggere una politica di promozione
industriale collegabile con i permessi rilasciati;
la notizia dei permessi di ricerca ha determinato la vistosa
reazione critica, oltre che delle associazioni ambientaliste e
agroalimentari, delle amministrazioni provinciali e comunali del
territorio in questione, nonché dello stesso Assessore regionale
per i beni culturali ed ambientali;
le profonde divergenze emerse nel Governo regionale richiedono
una verifica degli indirizzi dello stesso in ordine alla
problematica emersa;
per sapere:
quali precise prescrizioni di tutela ambientale e paesaggistica
siano state definite per salvaguardare la specificità del
territorio interessato e quali programmi di intervento siano
previsti sulla base dei proventi derivanti alla Regione siciliana
dai permessi di ricerca e di estrazione;
per quali ragioni non siano state programmate le apposite
conferenze di servizio;
se non sia il caso che il Presidente della Regione, vista la
perdurante e inquietante polemica tra gli Assessori
all'industria, Noè, ed ai beni culturali ed ambientali, Granata,
riferisca in Aula con urgenza sulle questioni emerse e convochi
un'apposita conferenza di servizio e di indirizzo politico con la
partecipazione, oltre che dei tecnici, degli Assessori regionali
Marina Noè e Fabio Granata e dei deputati regionali dei territori
interessati, al fine di individuare una linea unitaria che superi
le divergenze e sia propedeutica alla formulazione organica delle
decisioni e degli atti successivi e relativi ad una problematica
di vitale interesse ambientale, sociale ed economico.» (1663)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione numero 1663, si
richiama per intero il contenuto della nota n.800/Gab del 15
aprile 2005, già in possesso dell'onorevole interrogante, che ad
ogni buon fine si allega in copia.
In aggiunta si significa che la Giunta di Governo con delibere
in data 20 giugno e 23 luglio 2005 ha deliberato la sospensione
dell'attività di ricerca nella Valle del Tellaro.
In ossequio a tali deliberazioni, l'Assessorato Industria con
nota del 26 luglio u.s. ha provveduto a notificare le richiamate
deliberazioni a tutti gli Enti interessati.
Agli atti d'ufficio risulta che la società ha presentato
ricorso innanzi al TAR di Palermo avverso la nota
dell'Assessorato Industria e delle delibere sopra citate.»
L'Assessore D'AQUINO
ZAGO. - «All'Assessore per l'industria, premesso che lo
sviluppo dell'economia cinese sta producendo fenomeni di
innalzamento dei prezzi delle materie prime a forte
concentrazione ferrosa verosimilmente destinati a durare nel
tempo;
osservato che i rincari al dettaglio e la difficoltà di
reperire tale genere di materie prime possono tramutarsi in una
riduzione delle capacità produttive interne ed un generalizzato
aumento dei prezzi per acquisto dei componenti per impianti
tecnologici sia nel settore meccanico, sia in quello
elettrotecnico;
considerato che, in tale quadro non tranquillizzante, le
imprese che gestiscono, costruiscono e progettano impianti
tecnologici potranno incontrare serie difficoltà ad assicurare la
continuità degli impianti assunti;
per sapere:
se non ritenga utile attivare un costante e attento
monitoraggio della situazione al fine di prevenire effetti
speculativi;
se non valuti possibile introdurre meccanismi compensativi in
grado di contenere l'incremento degli oneri derivanti
dall'aumento dei prezzi;
se non ritenga di doversi attivare presso il Governo nazionale
per sollecitare una rapida soluzione del problema nelle sedi
competenti.» (1732)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione numero 1732, si
reputa opportuno sottolineare che la complessità della tematica
affrontata non rientra nelle specifiche attività istituzionali
dell'Assessorato regionale all'Industria. Essa, infatti,
coinvolge le dirette competenze del Governo dello Stato, il
quale, in uno con tutti i Governi degli Stati membri della
Comunità europea, ha già iniziato ad intraprendere lo studio di
percorsi normativi che consentano la tutela del prodotto interno
lordo nei limiti delle regole etiche di globalizzazione delle
merci.»
L'Assessore D'AQUINO
ORTISI - GALLETTI - SPAMPINATO - VITRANO - RAITI - GAROFALO -
BARBAGALLO - GENOVESE - MORINELLO. - «Al Presidente della Regione
e all'Assessore per l'industria, premesso che l'ENEL ha
confermato la decisione di procedere, a partire dal 5 luglio
2004, al superamento dell'attività di teleconduzione sinora
svoltasi presso il P.T. di Anapo (SR), prevedendo, per un periodo
transitorio non superiore a 3 mesi, il mantenimento di un
presidio in turno continuo ed avvicendato in affiancamento al
P.T. di Napoli;
ritenuto che la decisione su esposta ha come obiettivo il
passaggio di conoscenze e competenze relative al telecontrollo
degli impianti al PT di Napoli;
considerato che tale iniziativa comporterebbe problemi di
sicurezza per le popolazioni limitrofe, il cui territorio ha già
pagato un prezzo sociale al mutamento del microclima dovuto
all'installazione del bacino e che non può essere ulteriormente
penalizzato dal trasferimento della gestione a Napoli;
evidenziato che il trasferimento di cui sopra provocherebbe la
perdita di 12 posti di lavoro e comporterebbe un ulteriore passo
indietro nel percorso che dovrebbe portare la Sicilia,
produttrice ed esportatrice di energia elettrica, ad assumere un
ruolo di autonomia nel caso, malaugurato ma ripetibile, di black-
out nella rete nazionale di distribuzione dell'elettricità;
per sapere se il Governo regionale ritenga di intervenire, e
come, per evitare lo smantellamento di un altro pezzo pregiato
dell'industria siciliana: il sito di teleconduzione della
centrale idroelettrica dell'Anapo.» (1763)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione numero 1763, si
rassegna quanto segue.
L'argomento trattato dagli onorevoli interroganti non rientra
nelle specifiche competenze assegnate all'Assessorato
dell'industria in quanto coinvolge l'attività istituzionale di
altri uffici.
Tuttavia, per la delicatezza della questione, ugualmente si
sono attivate iniziative, coinvolgendo il Dirigente generale del
Dipartimento Industria ed i dirigenti dei Servizi 2 e 5 , che
non hanno dato alcun esito positivo. Nulla, infatti, al riguardo
è stato rinvenuto agli atti d'ufficio.
Si rassicura, infine, che, nel caso in cui l'Assessorato
industria dovesse acquisire notizie e/o documentazione che
interessa l'interrogazione de quo, lo scrivente provvederà ad
informare tempestivamente gli interessati.»
L'Assessore D'AQUINO
CRACOLICI - FORGIONE - BARBAGALLO - FERRO - RAITI. - «Al
Presidente della Regione e all'Assessore per l'industria,
premesso che il 31 marzo e il 21 aprile 2004, presso il Ministero
delle Attività Produttive, sono stati sottoscritti degli accordi
volti alla soluzione dei problemi occupazionali dell'intero
gruppo di Tecnosistemi Energy Systems di Carini e TFS di Palermo;
osservato che i punti salienti di tali accordi consistevano
nella:
cessione delle attività di istallazioni telefoniche a Sirti
progetto reti con il graduale assorbimento di circa 650
lavoratori entro il 2005, con l'impegno del Governo ad assegnare
alla stessa Sirti le attività connesse allo sviluppo delle reti
TLC (fisse e mobili) di competenza dei vari Ministeri, in
particolare con riferimento al Progetto Tetra Interpolizia, in
accordo con il Ministero degli Interni, affinché Sirti Progetto
reti realizzi la costruzione della rete comprensiva
dell'installazione degli apparati e con l'inserimento nel
consorzio per l'esercizio e la manutenzione della rete;
riconversione e nel rilancio delle attività manifatturiere del
gruppo, delle quali fanno parte le produzioni di sistemi di
energia per centrali telefoniche prodotte nel sito Tecnosistemi
Energy Systems' di Carini, per il quale doveva essere avviato un
progetto di riconversione per la produzione di decoder, o altre
possibili soluzioni industriali con la partecipazione di partners
industriali e istituzionali (Sviluppo Italia), con l'utilizzo
della legge 181 del 1989, estesa con delibera CIPE al territorio
della provincia di Palermo per i settori delle TLC e trasporti,
in applicazione dell'articolo 73 della legge finanziaria 2003;
collocazione in mobilità dei lavoratori, che al termine dei
trattamento previdenziale, se in possesso dei requisiti,
potrebbero così accedere alla pensione con la garanzia di non
incorrere nella riforma pensionistica;
preso atto, invece, che dalle ultime comunicazioni del
Presidente della Task force regionale siciliana, che si è
incontrato con il consulente incaricato dal Ministero delle
Attività Produttive, dott. Cianciarini, per lo studio dì
fattibilità di un progetto di riconversione per Carini, emerge un
quadro ancora poco chiaro e distante da una imminente soluzione;
per sapere:
se non ritengano utile sollecitare le Istituzioni che hanno
sottoscritto i suddetti accordi del 31 marzo e del 21 aprile 2004
(che si allegano in copia) affinché rispettino gli impegni presi
in ambito nazionale ed in particolare per la soluzione della
difficile situazione occupazionale;
se non ritengano necessario attivare con urgenza un tavolo in
presenza delle aziende OTE e Sirti S.p.A. e di tutti i soggetti
interessati per l'affidamento della commessa di progettazione,
produzione e fornitura degli apparati di alimentazione (sistemi
di energia) per la rete Tetra Interpolizia del Ministero degli
Interni, al fine di perseguire l'obiettivo di rioccupare i
lavoratori dello stabilimento di Carini, nelle stesse modalità
che hanno visto affidare a Sirti Progetto Reti la realizzazione
della rete per Tetra Interpolizia (vedi accordo 21 aprile 2004).»
(1768)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione numero 1768, si
rappresenta quanto segue.
In seguito al ricevimento dell'atto ispettivo in oggetto,
l'ufficio di diretta collaborazione dell'Assessore per
l'Industria pro-tempore, al fine di acquisire notizie in ordine
ai quesiti posti dagli interroganti, ha avviato, in
collaborazione con il Dipartimento regionale Industria, le
procedure istruttorie di rito senza che queste sortissero esito
positivo.
Posto quanto sopra, poiché la materia in argomento interessa
l'attività della Task Force, si è trasmessa al Presidente della
stessa Task Force copia dell'interrogazione e tuttora si è in
attesa di acquisire notizie al riguardo.»
L'Assessore D'AQUINO
VILLARI - LEANZA N. - BARBAGALLO - SPAMPINATO - RAITI. - «Al
Presidente della Regione e all'Assessore per l'industria,
premesso che tra le aziende elettromeccaniche, la Coem, nata nel
1971 e specializzata nella costruzione di apparecchiature per la
distribuzione dell'energia elettrica, ha rappresentato per tutti
gli anni '80 una significativa realtà industriale siciliana, con
120 dipendenti a Catania e 30 in Lombardia;
ricordato che dagli inizi degli anni '90 il calo degli
investimenti Enel e la diminuzione dei prezzi avevano reso
necessaria una ristrutturazione dell'azienda, con la chiusura
dello stabilimento in Lombardia ed una pesante riduzione
dell'organico dell'azienda di Catania agli attuali 68 dipendenti,
ai quali si aggiungono 50 lavoratori dell'indotto;
considerato che quella ristrutturazione e la diversificazione
del pacchetto clienti avrebbero messo la Coem nelle condizioni
ottimali per diventare un'azienda ancora più competitiva;
vista, invece, l'attuale situazione di grave crisi finanziaria
(soprattutto di liquidità), nonostante alcuni milioni di euro di
commesse già lavorabili (all'inizio del 2004 forte di un
portafoglio di ordini di circa quattro milioni di euro) e un
patrimonio di produzioni tecnologicamente molto competitive a
livello nazionale e internazionale, come dimostra, peraltro,
l'attività di diversi decenni;
considerato che da diversi mesi la grave crisi finanziaria ha
causato la mancata corresponsione delle retribuzioni spettanti ai
lavoratori attualmente in organico, con intuibili conseguenze per
gli interessati, i quali, in ogni caso, costituiscono un
importante patrimonio di professionalità per l'azienda e per la
comunità;
altresì che in quella crisi finanziaria (il cui passivo
ammonterebbe a circa 10 milioni di euro) gioca un ruolo, tra gli
altri creditori, anche l'IRFIS;
visto ancora che la proprietà non ha mai reso chiari i suoi
intendimenti e che, paradossalmente, ha svolto un ruolo marginale
nei diversi incontri che si sono svolti con la Prefettura di
Catania, con la task force del comune etneo e con le
organizzazioni sindacali di categoria Fiom, Fim e Uilm, spesso
attraverso suoi collaboratori, senza tuttavia una chiara delega a
rappresentare a pieno titolo la proprietà;
constatata la annunciata volontà di vendere l'azienda Coem, ma
senza mai renderne chiari le condizioni ed il contesto in cui ciò
avverrebbe;
per sapere:
se non ritengano di dovere intervenire a salvaguardia
dell'occupazione e dell'apparato industriale locale attraverso un
tavolo di trattativa che metta a confronto le parti, dando un
ruolo preciso all'Assessore all'industria, sinora assente, e
individui il percorso utile per risolvere la crisi finanziaria
attuale oltre che con l'IRFIS anche con gli altri creditori,
svolgendo perciò come Regione un ruolo attivo nell'azione tesa al
rilancio produttivo ed imprenditoriale dell'azienda;
se non ritengano, infine, di promuovere urgentemente un
incontro sui problemi ancora irrisolti, in collaborazione con la
Prefettura di Catania, l'ufficio della task force per
l'occupazione del comune, le organizzazioni sindacali di
categoria e la proprietà.» (1798)
Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione numero 1798, si
rappresenta quanto segue.
In seguito al ricevimento dell'atto ispettivo in oggetto,
l'ufficio di diretta collaborazione dell'Assessore per
l'Industria pro-tempore, al fine di acquisire notizie in ordine
ai quesiti posti dagli interroganti, ha avviato, in
collaborazione con il Dipartimento regionale Industria, le
procedure istruttorie di rito senza che queste sortissero esito
positivo.
Posto quanto sopra, poiché la materia in argomento interessa
l'attività della Task Force, si è trasmessa al Presidente della
stessa Task Force copia dell'interrogazione e tuttora si è in
attesa di acquisire notizie al riguardo.»
L'Assessore D'AQUINO
VICARI. - «All'Assessore per l'industria, premesso che:
dopo oltre trent'anni da quando è cominciata, l'attività di
Italkali costituisce un fattore rilevante nella vita economica e
sociale delle Madonie. Sono 60 i lavoratori dipendenti dalla
società e 90 i lavoratori delle imprese di servizio stabilmente
occupati a tempo pieno nella miniera di Petralia. Nei trasporti
almeno 100 sono i lavoratori direttamente impegnati nella
conduzione degli automezzi le cui manutenzioni occupano numerosi
altri operatori di officina dell'area. In complesso almeno 250
famiglie del comprensorio delle Madonie affidano il loro futuro
al mantenimento in attività della miniera;
la gestione della miniera, in complesso, porta annualmente nel
territorio almeno 30 milioni di euro che Italkali ricava dalla
vendita del prodotto di Petralia in mercati esterni alle Madonie,
in massima parte nelle Regioni del Nord Italia. L'equilibrio
della gestione e quindi l'esercizio della miniera, com'è ovvio,
dipendono dal mantenimento dei mercati che la società ha
acquisito in libera concorrenza;
considerato che:
si è appreso con stupore ed allarme che il Commissario
dell'Ente minerario siciliano si accinge a vendere al produttore
austriaco concorrente di Italkali il 51% delle azioni della
società delle quali l'Ente era divenuto titolare per la sua legge
istitutiva, per poter svolgere i suoi compiti di promozione del
settore minerario dei sali alcalini che erano in sintonia con
l'attività industriale della società medesima;
non è dato sapere come si ritenga di potere intervenire e
neutralizzare il conflitto radicale di interessi nel quale il
nuovo azionista di maggioranza verrebbe a trovarsi con la società
di cui la Regione siciliana dovrebbe vendergli il 51% delle
azioni e quindi il controllo dell'attività;
qualsiasi impegno, ancorchè sottoscritto in buona fede, non
reggerebbe alla forza della logistica. Il nuovo azionista di
maggioranza di Italkali produce ad Eben-see (Salisburgo) sale che
è certamente idoneo a sostituire nel mercato il prodotto di
Petralia. Basti guardare una carta geografica per constatare
quanto Eben-see sia più di Petralia vicino al Trentino, al
Veneto, alla Lombardia, al Piemonte, all'Emilia, alla Liguria,
alla Toscana, le quali, in complesso, costituiscono un'area di
mercato ben più vasta e popolosa di tutto il territorio
austriaco. A parità di raggio di trasporti il territorio
nazionale che gravita su Petralia supera appena la città di Roma,
mentre tutte le altre regioni ricadono nel raggio di Eben-see;
sostituire il prodotto siciliano con quello austriaco sarebbe
un vantaggio per il minor costo del trasporto. Inoltre il nuovo
azionista di maggioranza avrebbe il 100% dei benefici vendendo un
prodotto proprio mentre sarebbe interessato soltanto al 51% dei
ricavi di vendita del prodotto siciliano;
attestato che:
la sorte infausta che si prospetta per la miniera di Petralia e
per le altre miniere in Sicilia sembra certa e non remota se si
attua la vendita della società. Non vale assolutamente a
giustificarla l'interesse della Regione, che pure è
incontestabile, a realizzare la somma di euro 12.105.000 che il
produttore austriaco ha offerto di pagare;
sarebbe necessario piuttosto trovare altri compratori
ricercandoli nel settore degli operatori finanziari, al fine di
sollecitare l'azionariato diffuso anche negli stessi territori
interessati all'attività produttiva,
per sapere:
se l'Assessore per l'industria intenda esercitare i poteri e le
funzioni demandatigli dall'art.10 della legge regionale n. 6/1997
per impedire la vendita al produttore austriaco del 51% delle
azioni Italkali di cui era titolare istituzionale il soppresso
Ente minerario siciliano;
se intenda disporre che in tempi brevi siano individuati altri
soggetti in grado di pagare la somma di euro 12.105.000 offerti
dal concorrente austriaco;
quali misure ritenga di adottare per tutelare concretamente il
mantenimento dell'attività produttiva della miniera di Petralia e
delle altre in esercizio in Sicilia.» (1908)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione numero 1908,
poiché la problematica riguarda la stessa materia
dell'interpellanza n. 208/04 e dell'interrogazione n.1886, a
firma dell'onorevole Miccichè Calogero, di seguito si riporta il
testo della risposta fornita dall'Assessore per l'Industria nella
seduta d'Aula n. 339 del 20 dicembre 2005.
Gli atti ispettivi segnati in oggetto contengono una
rappresentazione parziale delle azioni intraprese dal Commissario
liquidatore degli Enti economici regionali per la privatizzazione
dell' Italkali S.p.A.
Le vicende legate alla richiesta di accesso agli atti relativi
all'iter procedurale seguito per la privatizzazione della Società
Italkali S.p.A., soffermando l'attenzione sulla comunicazione
con la quale il Commissario Liquidatore informava che il diritto
di accesso agli atti avrebbe potuto essere esercitato a far data
dal 12.10.2004, a completamento della parziale ricostruzione, si
precisa che il diritto di accesso è stato pienamente esercitato
ed espletato presso l'E.M.S. in data 14.10.04 con l'assistenza di
un incaricato dello stesso Ente.
Sempre sul punto, si segnala che le note prot. n.83 e n.86,
rispettivamente in data 27.09.04 e 4.10.04, inviate dal
Commissario Liquidatore (anche in questo caso solo parzialmente
riportate nel loro contenuto), facevano espresso riferimento al
disposto dell'art. 27 della l.r. n.10/91 e cioè alla facoltà
dell'Amministrazione di differire l'accesso ai documenti
richiesti fino a quando la relativa conoscenza può impedire e
comunque gravemente ostacolare lo svolgimento dell'azione
amministrativa .
Nel caso che interessa, il differimento è giustificato perchè
la gara doveva essere completata e, con riguardo al diritto di
accesso che, come noto, consente di estrarre copia e/o di
prendere visione dei documenti, non può non rilevarsi che lo
stesso è stato reso tempestivo (meno dei sette giorni per
l'esercizio del controllo di cui all'art. 3 della l.r. n.5/99).
in quanto l'intero carteggio relativo alla gara è stato inviato
all' Assessore per l'industria in data 6.10.04 in uno alla
delibera n.49/04.
Riguardo, invece, i dubbi esposti circa la mancata
partecipazione alla gara della Società K+S, si precisa che la
risposta è agli atti ed è verificabile. Infatti, dalla
documentazione si evince che la Società K+S è stata invitata a
prestare offerta ma non ha ritenuto di presentarla. Tale
comportamento, ove apprezzato giuridicamente, costituisce
rinuncia a partecipare alla gara.
Infine, in merito ai dubbi espressi in ordine alle procedure ed
agli atti relativi al subentro di MCC a Cofiri, quale Advisor,
dall'ampio carteggio, peraltro riassunto nelle premesse della
delibera del Commissario Liquidatore n.37/04 del 24.06.04, si
evince chiaramente che MCC subentrò a Cofiri quale cessionaria
del contratto stipulato da Cofiri, incorporata nel Gruppo
Capitalia, e del trasferimento dei rami d'azienda e dei contratti
di Cofiri ed altre Società del Gruppo Capitalia, in ragione degli
ambiti di attività di esse. MCC fu individuata da Capitalia e
Cofiri stessa e da EMS come la Società più idonea al subentro in
quanto in possesso dei requisiti che avevano consentito a Cofiri
di aggiudicarsi l'appalto per il servizio di assistenza alla
vendita della partecipazione EMS nell'Italkali S.p.A .»
L'Assessore D'AQUINO
SAVARINO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'industria, premesso che:
in data 30.09.2003 veniva stipulato tra il Ministero
dell'Interno, il Ministero dell'Economia e delle Finanze e la
Regione siciliana un Accordo di programma-quadro finalizzato a
contribuire 'ad un'azione di prevenzione rivolta a garantire
permanentemente il miglioramento delle condizioni di convivenza
civile e di sicurezza dei cittadini, nonché a favorire la
reciproca collaborazione nella lotta alla criminalità nel
territorio regionale, stimolando, altresì, l'azione delle
amministrazioni locali su politiche integrate di governo della
sicurezza con particolare riferimento alla coesione sociale ed
alla diffusione della legalità';
tra le linee prioritarie di intervento venivano individuate
quelle relative alla 'messa in sicurezza e videosorveglianza
nelle aree di sviluppo industriale (AS1) della Sicilia';
sulla base di tale previsione, hanno già trovato attuazione,
giusto Decreto del Dirigente generale del Dipartimento regionale
della Programmazione del 7.10 2004, pubblicato nella G.U.R.S. del
22.10.2004, gli interventi relativi alle ASI di Palermo e Termini
Imerese, Catania, Gela e Caltagirone per un totale di euro
3.000.000,00;
considerato che:
come più volte denunciato alle competenti autorità
amministrative (Assessorato regionale dell'industria), l'ASI di
Agrigento è stata interessata da attentati incendiari e risulta,
addirittura, priva di illuminazione;
come si evince anche dalla relazione che, appena la scorsa
settimana, la Procura distrettuale antimafia di Palermo ha
inviato alla Commissione parlamentare antimafia, quella della
provincia di Agrigento è una situazione che 'appare
particolarmente grave per la civile convivenza e per l'ordinato
sviluppo democratico';
nella medesima relazione si parla addirittura di 'pressione
criminale insostenibile per i cittadini; pressione che, in taluni
contesti ... ha già superato il limite di compatibilità con i
principi informatori di uno Stato di diritto';
rilevato che:
nonostante un tale inasprimento delle attività criminose e
malgrado la presentazione dei progetti tecnici da parte dei
competenti organi dell'ASI di Agrigento, l'Assessorato regionale
dell'industria, cui spetta la presentazione delle schede
attività/intervento per l'approvazione definitiva e la
pubblicazione nella GURS, non è pervenuto al riconoscimento della
necessità delle azioni de quibus;
in tal modo, è stato sostanzialmente disconosciuto il diritto
per la provincia di Agrigento, interessata - come già detto - da
forti attività malavitose, al finanziamento di interventi
finalizzati alla sicurezza delle aree di sviluppo industriale;
per sapere, anche al fine di prevenire il ripetersi di episodi
criminali analoghi a quelli prima cennati, quali iniziative
intenda assumere il Governo regionale in ordine al riconoscimento
della validità dei progetti di messa in sicurezza dell'ASI di
Agrigento.» (2077)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione numero 2077, si
comunica che il Dipartimento ha già notificato, così come
richiesto dal Presidente della Regione, il protocollo in
argomento a tutti gli Enti sottoposti a vigilanza e controllo da
parte dell'assessorato Industria.»
L'Assessore D'AQUINO
MICCICHE'. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'industria, premesso che:
il quotidiano 'Milano Finanza' del 24 marzo 2005 ha reso noto
il via libera dell'Assessore regionale per l'industria al
liquidatore per la prelazione all'ENI della Sarcis, attraverso
trattativa privata;
detta trattativa, secondo il bando di gara predisposto dal
liquidatore dell'Ente Minerario Siciliano e pubblicato nella
G.U.R.S. parte II n. 6 dell'11.02.2005, deve avvenire per
pubblico incanto e con l'assistenza dell'advisor aggiudicatario
della gara medesima;
la Sarcis, negli ultimi due anni, ha registrato notevoli
recuperi nella propria iniziale situazione debitoria, tanto da
approvare il bilancio 2005 con un utile netto di oltre 7 milioni
di euro;
la Sarcis, pertanto, nel quadro generale delle dismissioni
degli enti pubblici, si pone in completa controtendenza;
dato che:
la politica economica del Governo regionale, volta quasi
esclusivamente a battere comunque cassa per far quadrare i conti,
non può essere condivisa;
l'operazione in atto è in pratica una svendita vergognosa del
patrimonio pubblico;
membri dell'attuale Governo regionale hanno già dichiarato di
esser ben contenti del fatto che, se l'operazione di svendita
della Sarcis andasse in porto, affluirebbero nelle dissestate
casse della Regione (appena) 165 milioni di euro, per quote
azionarie del 90 per cento di una società attiva che può essere
ceduta al libero incanto per non meno di 1.000 milioni di euro;
risulta contraddittorio da parte di questo Governo regionale
svendere l'ente pubblico che si occupa di estrazioni petrolifere
e poi concedere a società straniere, quale la texana Panther Oil,
la possibilità di fare ricerche nel nostro territorio, così come
si vuole fare a Noto (SR);
per sapere:
se tale operazione di svendita del patrimonio dei siciliani si
leghi ai principi autonomistici tanto decantati dalla coalizione
di Governo;
se quanto scrive 'Milano Finanza' risulti veritiero;
se risultasse corrispondente a verità quanto esposto, quale
sarebbe il tornaconto per i siciliani e per la Regione derivante
dalla cessione del pacchetto del 90 per cento delle quote Sarcis
all'ENI con procedura di favore senza ricorso alla libera
concorrenza;
in base a quale valutazione tecnico-finanziaria l'Assessorato
del bilancio e finanze potrebbe concedere disponibilità alla
vendita di tale consistente patrimonio per un corrispettivo
inferiore a 200 milioni di euro quando questo, invece, può essere
oggettivamente collocato nel mercato libero per 1.000 milioni di
euro, come si evince dai bilanci di chiusura dei debiti
dell'ente;
chi sarebbe il reale acquirente, cui si farebbe un regalo di
inaudite proporzioni;
tanto si chiede con urgenza per impedire che frettolose e
segrete procedure che si stanno seguendo per la svendita della
Sarcis, come in un recente passato erano state seguite per
l'Italkali, arrechino alla Regione danni patrimoniali rilevanti e
irreparabili.» (2230)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta.«In riferimento all'interrogazione numero 2230, si
rappresenta quanto segue.
1) Circa lo svolgimento della procedura di dismissione della
partecipazione EMS nella SARCIS S.p.A., lo scrivente,
considerato:
- il forte diritto di prelazione nell'acquisto delle quote
sociali riconosciuto dallo Statuto SARCIS S.p.A. al socio di
minoranza ENI;
- che la SARCIS S.p.A. ha svolto la propria attività attraverso
le strutture tecniche e operative del socio ENI;
- che il settore della ricerca e della coltivazione di
idrocarburi liquidi e gassosi nel territorio siciliano è da
ritenersi strategico per la stessa economia siciliana;
- che l'art. 10 della l.r. n. 17/04 fissa al 31/12/2005 la data
di definizione delle procedure di dismissione delle
partecipazioni regionali;
- preso atto della sussistenza dei presupposti di interesse
pubblico previsti dall'art. 15 del D.P.Reg.Sic. n. 37/97, con
note n. 589-856/Gab., rispettivamente in data 22 marzo e 27
aprile 2005, si è espresso l' indirizzo al ricorso alla
trattativa privata ai sensi del citato D.P.Reg.Sic. n. 37/97 ai
fini della vendita con il socio cointeressato all'attività
mineraria.
2) Riguardo i presunti valori di mercato, si rappresenta che
l'EMS non dispone di dati e/o previsioni circa il valore della
partecipazione EMS nella SARCIS S.p.A.. I valori presuntivamente
considerati dall'Assessore per il Bilancio, ai fini delle
previsioni di entrata provenienti dalle privatizzazioni, non sono
noti all'EMS che, peraltro, non può essere a conoscenza dei
parametri posti a base di tali previsioni effettuate nell'ambito
delle competenze e responsabilità dell'Assessore per il Bilancio.
3) In ordine alla procedura a mezzo trattativa privata, essa si
svolge in conformità al D.P.Reg.Sic. n.37/97 (art. 15) nonchè a
ben note regole e principi che presiedono all'attività dell'Ente
nel rispetto, al contempo, di riservatezza e trasparenza. Alla
luce delle norme e dei principi sopramenzionati, EMS ha
selezionato mediante gara informale primarie società cui affidare
l'incarico di fornire due distinte valutazioni della
partecipazione EMS nella società SARCIS S.p.A. come prescritto
dalle norme vigenti.
L'esito di tale doppia valutazioni è stato posto a base della
trattativa privata con il socio ENI in vista dell'auspicabile
raggiungimento di un'intesa sul giusto prezzo , imposta
dall'art. 8 dello Statuto sociale che pone a carico dei soci (in
questo caso di EMS) l'obbligo di offrire a tale giusto prezzo in
prelazione all'altro socio la propria quota di vendita.
In virtù di quanto sopra, la procedura di alienazione si è
conclusa con delibera dell' EMS n. 054/05/CL dell'1 dicembre
2005.»
L'Assessore D'AQUINO
GURRIERI - BARBAGALLO - TUMINO - ZANGARA. - «Al Presidente
della Regione e all'Assessore per l'industria, premesso che:
i permessi di ricerca di idrocarburi in territorio ibleo
concessi lo scorso anno dall'Assessore per l'industria a imprese
del settore avevano creato sconcerto tra le associazioni
ambientaliste e agroalimentari, le amministrazioni provinciali e
i comuni del territorio in questione, nonché la reazione dello
stesso Assessore regionale per i beni culturali, determinando una
correzione degli indirizzi circa il rilascio delle autorizzazioni
di ricerca da parte del Governo regionale per preservare il
territorio delle 8 città del Barocco Val di Noto, riconosciuto
dall'UNESCO come 'Patrimonio dell'umanità', nonché le aree di
incomparabile interesse archeologico, naturalistico e faunistico
circostanti il fiume Tellaro e i suoi affluenti, tra cui il
Tellesimo;
il blocco delle autorizzazioni alle attività di ricerca di
idrocarburi riguardava tutta l'area della Val di Noto, di fatto
più estesa della semplice sommatoria del territorio delle città
riconosciute nel Catalogo UNESCO;
considerato che:
nonostante il blocco delle autorizzazioni, la Società Panther
Oil ha ritenuto di non tener conto delle disposizioni del Governo
regionale, con la motivazione che la decisione di sospensione da
parte di quest'ultimo riguardava solo l'area del Tellaro, e di
dare avvio alle perforazioni in contrada Maltempo, nel territorio
di Chiaramonte Gulfi, ai confini con il territorio di Ragusa;
appare rilevante la contraddizione tra la politica di
valorizzazione del territorio, sostenuta dall'Assessorato del
turismo e gli indirizzi dell'Assessorato dell'industria;
è doveroso ed urgente che il Governo regionale assuma in merito
a quanto sopra esposto immediati provvedimenti di ispezione e
blocco delle attività avviate, esaminando la sussistenza di
violazioni circa le disposizioni impartite;
per sapere:
come sia stato possibile giungere all'avvio delle operazioni e
all'autorizzazione dell'Assessorato regionale dell'industria, in
netto contrasto con gli indirizzi dello stesso Presidente della
Regione e dell'Assessorato regionale del turismo;
quali provvedimenti urgenti intenda adottare il Governo per
garantire l'univocità della politica di tutela del territorio e
per provvedere all'immediata sospensione delle prospezioni
petrolifere stesse.» (2281)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione numero 2281, si
comunica che in esito alle problematiche insorte a seguito del
rilascio del permesso di ricerca per idrocarburi liquidi e
gassosi, denominato Fiume Tellaro', in favore della Panther
Resources Corporation, la Giunta di Governo, in data 20 giugno e
23 luglio 2005, ha deliberato la sospensione dell'attività di
ricerca.
In ossequio a tali deliberazioni, l'Assessorato Industria con
nota del 26 luglio u.s. ha provveduto a notificare le richiamate
deliberazioni a tutti gli Enti interessati.
Agli atti d'ufficio risulta che la società Panther Resources
Corporation ha presentato ricorso innanzi al TAR di Palermo
avverso la nota dell'Assessorato Industria e le deliberazioni
della Giunta di Governo.»
L'Assessore D'AQUINO
ZAGO - DE BENEDICTIS. - «Al Presidente della Regione e
all'Assessore per l'industria, premesso che l'Assemblea regionale
siciliana si è fatta interprete delle preoccupazioni della
popolazione e delle amministrazioni locali della Valle del
Tellaro per i rischi ambientali connessi con le autorizzazioni
alle perforazioni concesse alla compagnia per ricerche
petrolifere Panther Oil;
considerato che il Governo regionale aveva annunziato di avere
revocato tali autorizzazioni e di avere sospeso ogni azione di
ricerca petrolifera nella Val di Noto;
appreso che, ciò nonostante, la compagnia Panther Oil ha
ripreso le perforazioni in contrada Maltempo del comune di
Chiaramonte Gulfi in provincia di Ragusa;
confermando la determinazione a sostenere un modello di
sviluppo sostenibile e compatibile con le straordinarie risorse
culturali, ambientali e umane della Val di Noto;
viste le contraddizioni del Governo regionale, di cui alcuni
esponenti, come l'Assessore Granata, chiedono di bloccare ogni
attività di ricerca nella Val di Noto e in quella del Tellaro,
mentre altri non appaiono altrettanto incisivi nella loro
concreta azione amministrativa e di governo;
per sapere:
quali ragioni abbiano consentito l'avvio delle operazioni di
ricerca di idrocarburi in contrada Maltempo, nonostante la
sospensione imposta l'anno scorso;
quali misure intendano adottare per rendere univoche ed
efficaci le decisioni assunte dal Governo a tutela delle zone del
Barocco siciliano.» (2285)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione numero 2285, si
comunica che in esito alle problematiche insorte a seguito del
rilascio del permesso di ricerca per idrocarburi liquidi e
gassosi, denominato Fiume Tellaro', in favore della Panther
Resources Corporation, la Giunta di Governo, in data 20 giugno e
23 luglio 2005, ha deliberato la sospensione dell'attività di
ricerca.
In ossequio a tali deliberazioni, l'Assessorato Industria con
nota del 26 luglio u.s. ha provveduto a notificare le richiamate
deliberazioni a tutti gli Enti interessati.
Agli atti d'ufficio risulta che la società Panther Resources
Corporation ha presentato ricorso innanzi al TAR di Palermo
avverso la nota dell'Assessorato Industria e le deliberazioni
della Giunta di Governo.»
L'Assessore D'AQUINO
VILLARI. - «All'Assessore per l'industria, premesso che le
forti piogge ed il forte vento che, come in altre province, si
sono abbattute nella zona industriale di Catania il 12, 13 e 14
dicembre hanno causato gravi danni alle aziende del territorio
(come la Saem, la Smabs, la Orlando, la Coco, la Lotos ed altre);
constatato, in particolare, che la Saem è stata investita da
acqua, fango e detriti di ogni genere raggiungendo l'altezza di
due metri, sommergendo macchinari ed attrezzature;
considerata la apparente inspiegabilità di un fenomeno così
violento in contemporaneità con lo straripamento del Simeto, del
Cornalunga e del canale Benanti, sulla quale sarebbe opportuno
che le autorità competenti aprissero un'indagine per accertare e
valutare eventuali responsabilità;
constatata la colpevole assenza della dovuta assistenza da
parte degli organi pubblici competenti come il Comune, la
Provincia e la Protezione Civile che, interpellati, hanno dato
risposte evasive e quindi inopportune in presenza di un problema
evidentemente grave ed urgente da affrontare;
preso atto che unicamente i Vigili del fuoco sono intervenuti
ma solo per constatare i danni causati dal maltempo e che il
ripristino delle condizioni minime per riprendere le attività
produttive (automezzi per l'espurgo, motopale, ruspe ed altro) è
attualmente a carico delle aziende danneggiate e del personale
interessato, impegnato giustamente alla salvaguardia del proprio
posto di lavoro;
per sapere:
se non ritenga opportuno ed urgente intervenire per quanto di
propria competenza con adeguate risorse finanziarie destinate,
intanto, agli interventi urgenti e comunque ad interventi
strutturali per il ripristino delle attività produttive;
se non ritenga in ogni caso di procedere all'individuazione di
eventuali responsabilità in capo alle istituzioni pubbliche
locali in merito al mancato intervento immediato di assistenza
alle aziende colpite;
se non ritenga urgente predisporre un piano, in accordo con gli
enti locali (Comune e Provincia) e il Consorzio per l'Area
industriale, per la costruzione delle necessarie opere di
contenimento e convogliamento delle acque piovane necessarie ad
evitare il ripetersi degli episodi sopra riportati.» (2567)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 2567, si
rappresenta che l'Assessorato Industria non ha nelle proprie
competenze l'attivazione di interventi immediati ed urgenti in
caso di disastri causati da eventi naturali calamitosi. A riprova
di ciò è di tutta evidenza, infatti, che l'Assessorato Industria
non gestisce alcun capitolo di spesa al riguardo.
La competenza, pertanto, appartiene ad altri Uffici all'uopo
preposti - vedi protezione civile; Assessorato territorio ed
ambiente; Enti territoriali locali; etc. - i quali gestiscono
somme destinate ad interventi mirati ad arginare i danni causati
da eventi naturali di forte intensità».
L'Assessore D'AQUINO
FLERES - CATANIA G. - MAURICI.- «All'Assessore per i lavori
pubblici, premesso che:
i nuclei familiari inseriti nelle graduatorie per
l'assegnazione di alloggi pubblici e ancora in attesa di una
risposta sono migliaia;
i soggetti in questione non sono in condizioni economiche tali
da poter accedere all'acquisto di un'abitazione ai prezzi sempre
più esosi imposti dal mercato immobiliare;
la legge regionale del 1993, emanata con lo specifico compito
di agevolare l'acquisto della prima casa, non ha concesso i
finanziamenti auspicati;
molti degli alloggi popolari disponibili non sono stati ancora
assegnati;
gli alloggi disponibili, comunque, non sono sufficienti a
soddisfare le richieste degli oltre diecimila nuclei familiari in
attesa di assegnazione di un alloggio pubblico;
per sapere:
quali interventi si intendano porre in essere affinché si
provveda concretamente allo scorrimento delle graduatorie e
all'assegnazione degli alloggi pubblici;
se non si ritenga, inoltre, di dover programmare la costruzione
di nuovi alloggi popolari indispensabili per soddisfare le
richieste e le esigenze di migliaia di nuclei familiari
economicamente non in grado di avere accesso al mercato privato
degli immobili.» (1043)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1043, si
rappresenta quanto segue.
Da informazioni pervenute direttamente dallo IACP di Catania,
risultano essere in corso di consegna n. 144 alloggi, la cui
graduatoria risale al 1993 ed è in corso di valutazione il
mantenimento dei requisiti soggettivi degli aspiranti
all'assegnazione.
E' inoltre in programma la realizzazione di alloggi nei
quartieri di Nesima, Corso Indipendenza, Tavoliere, S.Cristoforo
e Librino.
Entro il 31 dicembre 2005 è stata programmata la consegna dei
seguenti alloggi:
Giarre - alloggi 65+93
Paternò - alloggi 62
Scordia - alloggi 40
Maletto - alloggi 30
Bronte - alloggi 12
Riposto - alloggi 20.
Entro il primo trimestre dell'anno in corso si prevede
l'ulteriore consegna dei seguenti alloggi:
San Cono - alloggi 20
Zafferana - alloggi 30
Militello - alloggi 60
Mazzarrone - alloggi 30.
Da un esame condotto dallo stesso IACP di Catania il fabbisogno
abitativo risulta stimato in 13.000 alloggi, dati riferiti ai
parametri acquisiti dall'ultima graduatoria definitiva del 1996
(i successivi bandi di aggiornamento del 2000 e del 2002 sono
ancora in istruttoria).
Si evidenzia inoltre che, per quanto concerne lo scorrimento
delle graduatorie e l'assegnazione degli alloggi, questo
Assessorato non ha alcuna competenza, restando quest'ultima alle
amministrazioni comunali ed agli II.AA.CC.PP. dell'isola.
Infine si porta a conoscenza che nel 2005 sono stati emanati
bandi pubblici diretti a tutti i Comuni e Istituti dell'isola,
finalizzati anche alla manutenzione straordinaria e alla
costruzione di nuovi alloggi popolari».
L'Assessore PARLAVECCHIO
DE BENEDICTIS. - «Al Presidente della Regione, premesso che:
nel mese di novembre sono stati affissi nel territorio della
nostra isola, a cura e spese della Regione siciliana, migliaia di
manifesti della campagna 'La mafia fa schifo';
per sapere:
il costo complessivo della campagna in oggetto, comprensivo
delle spese di ideazione, stampa, distribuzione ed affissione;
quali fondi, ed a valere su quale capitolo del bilancio
regionale, siano stati utilizzati per far fronte alle spese
suddette.» (2550)
Risposta. «In relazione alla richiesta di notizie formulata con
l'interrogazione numero 2550 dell'onorevole De Benedictis
Notizie sul costo della campagna La mafia fa schifo', promossa
dalla Regione siciliana e sui capitoli del bilancio regionale
utilizzati allo scopo , si comunica che il costo complessivo
della campagna in questione, comprensivo delle spese di
ideazione, stampa e distribuzione, ammonta ad euro 122.979,60 e
che la somma è stata impegnata sui fondi del capitolo del
bilancio della Regione 100317.»
Il Presidente CUFFARO