Presidenza del presidente Lo Porto
Affidamento temporaneo delle funzioni di deputato regionale
supplente
PRESIDENTE Si passa al punto I dell'ordine del giorno:
Affidamento temporaneo delle funzioni di deputato regionale
supplente a seguito della sospensione dell'onorevole David
Salvatore Costa dalla carica di deputato regionale e della non
accettazione delle funzioni temporanee di deputato regionale
supplente da parte dell'onorevole Vincenzo Galioto (art. 3 legge
n. 30/94).
Ricordo che l'onorevole David Salvatore Costa era stato
proclamato eletto nel collegio circoscrizionale di Trapani (per
la lista avente il contrassegno "CCD Cristiano Democratici") e
nel collegio regionale - collegio per il quale aveva optato -
per la lista regionale avente il contrassegno "La Casa delle
libertà - Cuffaro Presidente", e che, nella seduta n. 353 del 30
gennaio 2006, l'Assemblea aveva preso atto della non
accettazione delle funzioni temporanee di deputato regionale
supplente da parte dell'on. Vincenzo Galioto.
Comunico che, in applicazione della legge n. 30/94, la
Commissione per la verifica dei poteri, ai sensi dell'articolo
3 della medesima legge e del combinato disposto dell'articolo 4,
parte seconda, dello Statuto della Regione, dell'articolo 5,
lett. c), parte seconda, del decreto legislativo del Capo
provvisorio dello Stato 25 marzo 1947, n. 204 (Norme di
attuazione dello Statuto) e della sezione IV del Regolamento
interno dell'Assemblea, esperiti i necessari accertamenti ai
sensi dell'art. 1, comma 3, della legge costituzionale 31 gennaio
2001, n. 2, e del combinato disposto dell'art. 16 della legge 17
febbraio 1968, n. 108 e successive modifiche ed integrazioni, e
della legge regionale n. 29 del 1951 e successive modifiche ed
integrazioni (legge elettorale siciliana), nella seduta n. 19
del 16 febbraio 2006, ha deliberato di affidare l'esercizio
temporaneo delle funzioni di deputato regionale supplente al
candidato Ricotta Michele il quale, primo dei non eletti nella
medesima lista regionale in cui era stato eletto l'onorevole
Costa, sospeso dalla carica di deputato regionale con decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri del 29 dicembre 2005,
pervenuto a questa Assemblea regionale in data 18 gennaio 2006,
segue immediatamente l'ultimo dei proclamati eletti, onorevole
Galioto, che, come in premessa ricordato, non ha accettato
l'affidamento delle funzioni di deputato regionale supplente.
Non sorgendo osservazioni, l'Assemblea prende atto delle
conclusioni della Commissione per la verifica dei poteri.
Dichiaro, quindi, supplente per il temporaneo esercizio delle
funzioni di deputato dell'Assemblea regionale siciliana
l'onorevole Michele Ricotta, salva la sussistenza di motivi di
ineleggibilità o di incompatibilità preesistenti e non conosciuti
fino a questo momento.
Avverto che da oggi decorre il termine di venti giorni per la
presentazione di eventuali proteste o reclami ai sensi
dell'articolo 61, comma 3, della legge regionale 20 marzo 1951,
n. 29 e successive modifiche ed integrazioni.
(L'onorevole Ricotta entra in Aula)
Poiché l'onorevole Ricotta è presente in Aula, lo invito a
prestare il giuramento di rito.
Do lettura della formula del giuramento stabilita dall'articolo
6 delle Norme di attuazione dello Statuto siciliano:
«Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana ed al suo
Capo, di osservare lealmente le leggi dello Stato e della
Regione e di esercitare con coscienza le funzioni inerenti al
mio ufficio al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e
della Regione siciliana.»
(L'onorevole Ricotta pronuncia a voce alta le parole: "Lo
giuro )
Dichiaro immesso l'onorevole Ricotta nelle funzioni di deputato
supplente dell'Assemblea regionale siciliana.
(Presidenza del Vicepresidente FLERES)
Presidenza del presidente Lo Porto
Comunicazione di invio di disegni di legge alle Commissioni
competenti
PRESIDENTE Comunico che i seguenti disegni di legge sono
stati inviati, in data 16 febbraio 2006, alle competenti
Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Ordinamento del Governo e dell'Amministrazione della Regione
siciliana (n. 1115)
-di iniziativa parlamentare
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 6 aprile 1996,
n. 16, concernente Riordino della legislazione in materia
forestale e di tutela della vegetazione' (n. 1114)
-di iniziativa parlamentare
-Parere I Commissione.
PRESIDENTE Invito l'onorevole Ardizzone a dare lettura del
processo verbale della seduta precedente.
(ARDIZZONE, segretario f.f., dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, è
approvato)
Presidenza del presidente Lo Porto
Determinazione della data di discussione di mozioni
PRESIDENTE Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:
N. 477 Iniziative urgenti al fine di scongiurare i danni
provocati dalla cattiva gestione della 'Siciliana acque minerali
s.r.l.' società controllata dall'Azienda Terme di Acireale per lo
sfruttamento e l'imbottigliamento dell'acqua minerale Pozzillo ,
degli onorevoli Barbagallo Giovanni; Villari Giovanni; Tumino
Carmelo; Culicchia Vincenzino;
N. 478 Adeguate misure di sostegno a favore dei ceti meno
abbienti ed avvio di un piano di rilancio edilizio ed abitativo
nella Regione siciliana , degli onorevoli Villari Giovanni;
Speziale Calogero; De Benedictis Roberto; Zago Salvatore;
N. 479 Interventi a livello centrale al fine di attivare le
provvidenze per il ristoro dei danni subiti dall'agricoltura
etnea a seguito del nubifragio del mese di dicembre 2005 e per la
dichiarazione dello stato di calamità naturale , degli onorevoli
Barbagallo Giovanni; Laccoto Giuseppe; Culicchia Vincenzino;
Tumino Carmelo; Gurrieri Sebastiano; Zangara Andrea.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
lo sfruttamento e l'imbottigliamento dell'acqua minerale
Pozzillo è esclusivamente permesso all'Azienda autonoma
delle Terme di Acireale dal D.P.R. n. 24 del 18 aprile
1951;
la fonte Pozzillo, di proprietà della Regione siciliana
dall'agosto 1999, è gestita, con un provvedimento di dubbia
legittimità, attraverso una società privata acquisita con
una procedura alquanto singolare (cessione dell'Azienda);
nessun Commissario nominato dall'Assessore pro tempore
(e precedenti) negli ultimi sette anni si è occupato della
Pozzillo;
la 'Siciliana acque minerali s.r.l.', partecipata dalla
Regione siciliana al 72 per cento, è stata messa in
liquidazione nel 1999 ed è successivamente fallita;
i dipendenti, ininterrottamente, dal 1999, chiedono
aiuto alla Regione attraverso l'Azienda autonoma delle
Terme di Acireale, la quale non ha mai dato risposta;
Considerato che un professore ordinario di diritto
commerciale dell'Università di Catania ha definito, in
apposito parere, il contratto di cessione di attività di
imbottigliamento assolutamente nullo ed inefficace;
Considerato, inoltre, che:
lo stato di totale abbandono in cui versano gli impianti
privi di manutenzione, la rete elettrica, i cavi di
alimentazione ed i quadri comando costituisce seri pericoli
per l'incolumità delle maestranze, in quanto non soddisfano
nemmeno il livello minimo di sicurezza imposto dalle leggi
vigenti;
l'attuale amministrazione non solo non ha avviato alcun
piano di rilancio dell'azienda, ma non si è neppure curata
di ottimizzare gli elementi che determinano la
competitività del prodotto e la capacità produttiva
degli impianti, con l'inevitabile declino aziendale
in ordine ad immagine e rendimento;
Ritenuto che:
gli elementi sopra esposti evidenziano in maniera
inconfutabile che l'azienda è stata gestita
superficialmente ed in regime fallimentare;
nessun organo regionale preposto ha fatto sì che la
normativa sopra richiamata venisse rispettata,
impegna il Governo della Regione
a porre in essere con urgenza le necessarie iniziative
al fine di scongiurare i danni provocati, anche ai
lavoratori, dalla cattiva gestione della controllata Terme
di Acireale 'Siciliana acque minerali s.r.l.';
ad estendere al personale della suddetta azienda, in
forza al 31 dicembre 1998, le misure previste all'articolo
119 della legge regionale n. 17 del 2004.» (477)
BARBAGALLO- VILLARI- TUMINO - CULICCHIA
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che la difficile situazione economica degli ultimi
anni ha allargato ulteriormente le fasce di povertà e ridotto
molte famiglie in condizioni di precarietà tale da non potere
pagare il canone d'affitto dell'alloggio popolare;
Rilevato che è aumentato nelle grandi città siciliane il numero
di sfratti per morosità e per finita locazione, indice di una
precarietà abitativa che è determinata anche da azioni
speculative sui canoni d'affitto sempre più allarmanti, specie
nei centri storici, tendenti soprattutto a intercettare la
domanda di alloggi per studenti fuorisede;
Considerato che ad oggi sono fortemente depotenziati gli
strumenti finanziari e normativi atti a sostenere il bisogno di
alloggi dei ceti meno abbienti, sia attraverso integrazione del
reddito, sia con disponibilità di alloggi popolari, di edilizia
convenzionata e sovvenzionata, sia come aiuto alla
ristrutturazione di immobili dei centri storici;
Ritenuto necessario un intervento coordinato per:
a) la proroga di esecuzione degli sfratti sia per morosità che
per finita locazione;
b) un concreto piano abitativo per la costruzione di nuovi
alloggi popolari;
c) l'incremento dei finanziamenti per la ristrutturazione degli
immobili nei centri storici;
d) l'incremento dell'edilizia residenziale convenzionata e
sovvenzionata;
e) un'azione determinata tesa a calmierare i canoni d'affitto,
oggetto di ripetute speculazioni;
f) un assegno integrativo per pensionati ultrasessantacinquenni
con redditi al di sotto del minimo vitale,
impegna il Governo della Regione
a fare proprie le sopraindicate misure di sostegno e, comunque,
ad avviare un forte piano di rilancio edilizio e abitativo nella
Regione siciliana sostenuto anche da adeguate risorse nazionali a
favore delle Regioni meridionali e della Sicilia in particolare.»
(478)
VILLARI-SPEZIALE- DE BENEDICTIS-ZAGO
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
nei giorni 13, 14 e 15 dicembre 2005 si è abbattuto sulla
Sicilia un nubifragio che ha procurato ingenti danni, in
particolare nel territorio della provincia di Catania;
la furia dell'acqua ha devastato strade ed altre infrastrutture
ed ha inferto pesanti ferite a tutto il sistema produttivo della
provincia;
Considerato che:
il settore più penalizzato risulta essere quello agricolo;
l'attuale situazione di dissesto territoriale pregiudicherà la
prossima stagione agricola sia per l' inagibilità della rete di
distribuzione irrigua, sia a causa della rete scolante il cui
intasamento impedirà lo smaltimento delle acque;
Premesso inoltre che:
l'attività produttiva di decine di aziende agricole è
compromessa in maniera irreversibile, con disastrose ricadute sul
piano economico ed occupazionale;
secondo una prima stima effettuata dagli organi tecnici del
Consorzio di bonifica 9 di Catania, l'ammontare dei danni sarebbe
quantificabile in 5 milioni di euro, il cui immediato reperimento
è essenziale per il ripristino delle reti e degli impianti
irrigui consortili;
Ritenuto che:
soltanto l'adozione di adeguati provvedimenti, quali la
dichiarazione dello stato di emergenza da parte delle autorità
competenti, consentirà di fronteggiare l'emergenza derivante
dagli ingenti danni verificatisi a seguito della calamità
naturale suddetta;
ai danni inerenti alle attività produttive devono aggiungersi i
notevoli disagi alla popolazione civile, derivanti da frane e
smottamenti, che hanno reso inagibili le strade,
impegna il Presidente della Regione
ad intervenire presso il Governo nazionale al fine di attivare
tutte le provvidenze previste dalla normativa vigente per il
ristoro dei danni a favore dell'agricoltura etnea;
ad avviare le procedure per la dichiarazione dello stato di
calamità naturale» (479)
BARBAGALLO - LACCOTO - CULICCHIA- TUMINO - GURRIERI -
ZANGARA
Dispongo che le mozioni predette vengano demandate alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perchè ne
determini la data di discussione.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Rinvio della discussione di mozione
PRESIDENTE Il punto IV dell'ordine del giorno: Discussione
della mozione numero 467 «Provvedimenti urgenti per la tutela dei
lavoratori della Cogema di Priolo (SR)» è rinviato ad altra
seduta.
Presidenza del presidente Lo Porto
Discussione del disegno di legge n. 1079/A «Norma di
interpretazione autentica dell'articolo 13 della legge
regionale 20 giugno 1997, n. 19, sulle condizioni di
ineleggibilità dei deputati regionali»
PRESIDENTE Si passa al punto V dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con l'esame del disegno di legge n. 1079/A Norma di
interpretazione autentica dell'articolo 13 della legge regionale
20 giugno 1997, n. 19, sulle condizioni di ineleggibilità dei
deputati regionali .
Invito i componenti la I Commissione legislativa permanente
Affari Istituzionali' a prendere posto al banco delle
Commissioni.
Ha facoltà di parlare il relatore del disegno di legge in
discussione, onorevole Ardizzone.
ARDIZZONE presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto
al testo della relazione.
PRESIDENTE Dichiaro aperta la discussione generale.
RAITI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto
intendo censurare il comportamento del Governo, la cui assenza
dall'Aula ha determinato - nella seduta precedente questa in
corso - l'impossibilità di procedere all'attività ispettiva
prevista nel relativo ordine del giorno, che nel caso in specie
riguardava interrogazioni ed interpellanze di alcune rubriche
assolutamente importanti. E ciò, ripeto, per l'assenza di tutti
gli Assessori e di qualsiasi componente del Governo.
Ancora una volta il Governo regionale dimostra che a tutto
pensa tranne che a valorizzare il ruolo di questa Assemblea, che
al contrario viene svilito ogni volta. Ritengo, altresì, che
tale censura debba essere mossa non solo dalle parti
politiche, ma, soprattutto, dall'Assemblea per tutelare il
decoro e la dignità di questo nostro Parlamento.
Ciò premesso - anche se purtroppo non è la prima e né
certamente sarà l'ultima volta che accadono tali episodi -, in
relazione al disegno di legge ora in discussione, avrei bisogno
di qualche chiarimento dall'onorevole Ardizzone, seppure io
abbia presenziato alla presentazione fatta dalla I Commissione.
Ebbene, gradirei che il Presidente mi esplicitasse alcuni dubbi.
Ad esempio, all'articolo 1, quando con questa norma si vuole
adeguare la specialità siciliana alla normativa prevista in
disciplina di ineleggibilità di enti locali. Ma ciò è possibile
in relazione a alle discipline sulle leggi elettorali nazionali.
Questo passaggio non mi è chiaro, per cui gradirei capire come
questa norma di interpretazione autentica intenda far collimare
le disposizioni conseguenti alle leggi elettorali nazionali con
quella della legge elettorale siciliana, in maniera tale che sia
assolutamente chiaro il quadro normativo nel quale ci muoviamo.
Io non ho nulla in contrario sulla percorribilità della
normativa, ma vorrei avere più cognizione di causa rispetto al
contesto nel quale ci muoviamo. Grazie.
PRESIDENTE Onorevole Raiti, condivido le osservazioni che lei
ha formulato relativamente all' insensibilità degli assessori
nella partecipazione alle sedute d'Aula.
Per quanto riguarda il disegno di legge in discussione, invito
il Presidente della Commissione, onorevole Ardizzone a fornirle
i chiarimenti richiesti.
ARDIZZONE presidente della Commissione e relatore. Ringrazio
l'onorevole Raiti per avere posto il problema dell'adeguamento
della legislazione nazionale, nonostante la specialità che ci
viene riservata dallo Statuto, e quindi anche e soprattutto in
materia di elezioni e di criteri di eleggibilità o
incompatibilità di un deputato.
Sappiamo che per quanto riguarda i deputati nazionali, la
normativa in materia di ineleggibilità e incompatibilità è
certamente più elastica, anche per la presenza della Giunta per
le elezioni che dovrebbe esaminare le cause di incompatibilità e
di ineleggibilità. Nella fattispecie è stato posto un problema
sulla incompatibilità dei sindaci relativamente alla soglia
degli abitanti, degli elettori, ventimila o quarantamila.
Purtroppo è un problema sul quale più volte, anche questa
Assemblea, è stata costretta a legiferare. Io spero che si possa
porre fine al sistema dell'interpretazione autentica, ma per fare
ciò occorre una forte volontà da parte di tutti, senza
distinzione alcuna di raggruppamento, in quanto sono norme che
appartengono alla Istituzione Parlamento, e possiamo dire di
più, anche alla Istituzione Sicilia.
Quindi, si è cercato di rendere compatibile con la
legislazione nazionale, proprio perché c'è questa maggiore
elasticità nell' interpretazione per quello che riguarda i
parlamentari nazionali.
Mi riservo, anche se siamo a fine legislatura, proprio perchè
alcune norme dovrebbero valere per le elezioni della prossima
Assemblea - ma su questo occorre un accordo politico condiviso -
a porre mano in maniera definita (e direi con norme che possano
essere fissate e stabilite in un lungo tempo) su questa materia,
per la quale non devono prevalere logiche di schieramenti.
PRESIDENTE Non avendo alcun altro deputato chiesto di
parlare, dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in
votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo1
Norme di interpretazione autentica dell'articolo 13 della
legge regionale 20 giugno 1997, numero 19
1. L'articolo 13 della legge regionale 20 giugno 1997, n. 19,
va interpretato nel senso che dalla sua entrata in vigore si
intende ad ogni fine abrogato l'articolo 5 della legge regionale
26 agosto 1992, n. 7.
2. Nei confronti dei sindaci dei comuni compresi nel territorio
della Regione, il riferimento contenuto nell'articolo 13, comma
1, della legge regionale 20 giugno 1997, n. 19 e nell'articolo
8, comma 1, numero 4, della legge regionale 20 marzo 1951, n. 29,
va inteso, sin dalla sua entrata in vigore, come conferma della
relativa causa di ineleggibilità e di quella di incompatibilità,
anche sopravvenuta, ai sensi dell'articolo 62, comma 3, della
stessa legge regionale 20 marzo 1951, n. 29.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo2
1.La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso
della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che la votazione finale del disegno di legge n. 1079/A
avverrà in altra seduta.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a mercoledì 22
febbraio 2006, alle ore 10.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - COMUNICAZIONI
II - SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA: Bilancio
III - SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA: Lavori pubblici
IV - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 467 - Provvedimenti urgenti per la tutela dei
lavoratori della Cogema di Priolo (SR).
SBONA - ACANTO - BASILE - SCALICI ORTISI -
DE BENEDICTIS
V - VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Norma di interpretazione autentica dell'articolo 13 della
legge regionale 20 giugno 1997, n. 19, sulle condizioni di
ineleggibilità dei deputati regionali (n. 1079/A)
VI - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Disposizioni in materia di tutela ed uso dei beni
paesaggistici e di promozione della qualità architettonica ed
urbanistica (n. 1037/A)
La seduta è tolta alle ore 12.10.
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 15.15
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli