Presidenza del vicepresidente Fleres
BURGARETTA APARO , segretario, dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
Congedo e missioni
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Vitrano ha chiesto
congedo per la presente seduta.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico, altresì, che, con nota protocollo numero 367 del 22
febbraio 2006, pervenuta in data odierna a questa Presidenza da
parte dell'Assessore per il bilancio e le finanze, onorevole
Salvatore Cintola, lo stesso chiede il differimento ad altra data
dello svolgimento della rubrica di competenza in considerazione
della sua indisponibilità per motivi di salute.
Conseguentemente, essendo l'onorevole Cintola deputato di
questa Assemblea, lo stesso è da considerarsi in congedo per la
presente seduta.
Comunica, inoltre, che sono in missione, per ragioni del loro
ufficio, gli onorevoli: Zangara, dal 20 al 22 febbraio 2006;
Paffuti dal 21 al 22 febbraio; Crisafulli per il 22 febbraio
2006; Ortisi, dal 7 al 12 marzo 2006.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono pervenute, da parte
dell'Assessore per i Beni culturali, le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
N. 1777 - Interventi per il recupero dei siti archeologici
presenti nell'isola di Marettimo (TP).
Firmatario: Oddo Camillo
N. 1778 - Interventi per la verifica della documentazione
rinvenuta all'interno dello Stabilimento Florio di Favignana (TP)
in corso di ristrutturazione.
Firmatario: Oddo Camillo
N. 1782 - Delucidazioni sulla nomina del 'Commissario per i
mosaici della Villa del Casale' di Piazza Armerina (EN).
Firmatario: Tumino Carmelo
N. 1786 - Interventi per accertare e individuare le
responsabilità nella conduzione e gestione dell'Istituto
comprensivo statale di Valverde (CT).
Firmatario: Villari Giovanni
N. 1829 - Notizie in ordine alla soppressione di cattedre degli
insegnanti di sostegno in provincia di Messina.
Firmatario: Ardizzone Giovanni
N. 1830 - Notizie in merito ai tempi di espletamento del
concorso a 797 posti bandito dall'Assessorato dei beni culturali
ed ambientali e della pubblica istruzione nell'aprile del
2000.
Firmatari: Vitrano Gaspare; Ortisi Egidio; Galletti Giuseppe;
Manzullo Giovanni; Spampinato Giuseppe
N. 1832 - Notizie in ordine al taglio di 145 posti di
insegnante di sostegno per l'anno scolastico 2004-2005 nella
provincia di Trapani.
Firmatario: Turano Girolamo
N. 1838 - Verifica della attendibilità delle graduatorie degli
insegnanti della provincia di Palermo.
Firmatari: Sammartino Bartolomeo; Formica Santi; Incardona
Carmelo
N. 1894 - Revisione del progetto di 'Recupero e
valorizzazione del verde storico Giardino Bellini' di Catania e
della graduatoria relativa al POR sicilia 2000-2006.
Firmatari: Villari Giovanni; Speziale Calogero; Zago
Salvatore; De Benedictis Roberto
N. 1915 - Notizie in ordine alla gestione del comitato
regionale della LIDU (Lega italiana dei diritti dell'uomo).
Firmatario: Ferro Giovanni
N. 1927 - Notizie in ordine alla mancata nomina dei consigli di
amministrazione degli Enti regionali per il diritto allo studio
universitario (ERSU) nelle province siciliane sede di ateneo.
Firmatario: Villari Giovanni
N. 1929 - Revoca della trasformazione in fondazione del Teatro
Massimo Bellini di Catania e ripristino della operatività della
legge regionale n. 19 del 1986 istitutiva dell'Ente.
Firmatario: Villari Giovanni
N. 1930 - Interventi urgenti per il ripensamento dello stralcio
di alcune aree della 'Collina del Calvario', operato dalla Giunta
comunale di Licodia Eubea (CT) nell'ambito del progetto di
istituzione del parco archeologico così denominato.
Firmatari: Villari Giovanni; Speziale Calogero
N. 1943 - Richiesta di indagine amministrativa sull'iter
procedurale del progetto di recupero della Real Cittadella di
Messina.
Firmatario: Panarello Filippo
N. 1974 - Iniziative per il sostegno delle spese di affitto
degli studenti universitari fuori sede e interventi presso il
Governo nazionale per il potenziamento dell'edilizia
universitaria, specie con riferimento agli alloggi per gli
studenti.
Firmatario: Villari Giovanni
N. 1987 - Iniziative al fine del riconoscimento del servizio
prestato da personale docente non di ruolo presso le scuole
materne regionali.
Firmatario: Sammartino Bartolomeo
N. 1998 - Interventi per l'attivazione a breve termine del
Museo regionale naturale delle miniere d'asfalto di
Castellucci e Tabuna (RG).
Firmatario: Zago Salvatore
N. 2003 - Motivi della mancata immissione in servizio dei
vincitori del concorso a 39 posti di dirigente tecnico storico
dell'arte.
Firmatario: Panarello Filippo
N. 2076 - Interventi per il completamento degli scavi
archeologici di Largo S. Giacomo adiacente al Duomo di Messina.
Firmatario: Panarello Filippo
N. 2099 - Iniziative per evitare il ripetersi dei disservizi
verificatisi presso i siti archeologici di Segesta e di Tindari.
Firmatario: Oddo Camillo
N. 2123 - Notizie sulla cessione all'Università di Palazzo Cutò
a Bagheria ed interventi della Regione.
Firmatario: Virzì Gioacchino
N. 2128 - Notizie sui motivi che hanno impedito
l'organizzazione di eventi culturali alternativi presso il Museo
del Satiro di Mazara del Vallo (TP) dopo il trasferimento
temporaneo del famoso reperto.
Firmatario: Ferro Giovanni
N. 2149 - Intervento del Governo regionale a proposito del
licenziamento effettuato dal direttore del Teatro Biondo di
Palermo.
Firmatario: Virzì Gioacchino
N. 2160 - Interventi in materia di trasporto scolastico.
Firmatario: Villari Giovanni
N. 2189 - Delucidazioni circa le linee guida per le
Sovrintendenze ai beni culturali e ambientali della Regione.
Firmatario: Gurrieri Sebastiano
N. 2237 - Notizie sui motivi del ritardo nell'assegnazione di
personale LSU alla Soprintendenza di Palermo.
Firmatario: Giannopolo Domenico
N. 2268 - Interventi finalizzati alla modifica dell'art. 1
octies 'Concorso riservato per dirigente scolastico' della legge
n. 43 del 2005 di conversione del DL n. 7 del 31 gennaio 2005.
Firmatario: Zago Salvatore
N. 2273 - Interventi per la rimozione delle costruzioni in
legno realizzate nell'area del Parco archeologico di Siracusa.
Firmatario: De Benedictis Roberto
N. 2304 - Interventi per l'annullamento del parere favorevole
espresso dall'Ufficio tecnico del Comune di Campofelice Roccella
(PA) a proposito del progetto di restauro del Borgo Roccella,
sito di notevole interesse etno-antropologico gravato da vincoli
paesaggistici.
Firmatario: Giannopolo Domenico
N. 2318 - Interventi per la verifica della regolarità delle
procedure amministrative adottate per la selezione di 260
operatori tecnici da parte dell'Assessorato regionale per i beni
culturali, ambientali e per la pubblica istruzione.
Firmatario: Zago Salvatore
N. 2329 - Interventi per evitare la soppressione del corso di
chimica biologica presso l'Istituto professionale statale G.
Marconi di Vittoria (RG).
Firmatario: Zago Salvatore
N. 2378 - Notizie circa i criteri di selezione adottati per
l'assunzione di personale tecnico presso l'Assessorato Beni
culturali e ambientali e pubblica istruzione.
Firmatario: De Benedictis Roberto
N. 2393 - Iniziative per consentire ai comuni l'adozione dei
provvedimenti di competenza per la messa in sicurezza degli
edifici scolastici in zona sismica.
Firmatario: Oddo Camillo.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato nel
resoconto stenografico della seduta odierna.
Comunicazione di presentazione e di contestuale invio di
disegni di legge alle competenti Commissioni legislative
PRESIDENTE Comunico che i seguenti disegni di legge sono
stati presentati ed inviati alle competenti Commissioni
legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Nuove norme in materia di elezione diretta e di rimozione del
sindaco (n. 1118)
di iniziativa parlamentare
presentato dall'onorevole Ioppolo in data 16 febbraio 2006
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
Interventi urgenti a sostegno delle imprese per far fronte
allo stato di crisi determinato dall'influenza aviaria (n. 1116)
di iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Turano, Fleres, Mancuso, Brandara,
Ardizzone in data 16 febbraio 2006
PARERE VI Commissione
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
Norme per l'introduzione dell'insegnamento della materia
dell'educazione ai diritti umani (n. 1119)
di iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Fleres, Turano, Burgaretta Aparo in
data 17 febbraio 2006
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
Norme per la disciplina della medicina non convenzionale (n.
1117)
di iniziativa parlamentare
presentato dall'onorevole Miccichè in data 16 febbraio 2006
PARERE V Commissione
INVIATI IN DATA 20 FEBBRAIO 2006.
Comunicazione di richiesta di parere
PRESIDENTE Comunico che la seguente richiesta di parere,
pervenuta dal Governo, è stata assegnata alle Commissioni
legislative:
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
BILANCIO (II)
Contratto di localizzazione dell'impresa Etnavax S.p.a.' in
comune di Caltagirone (CT) - Approvazione bozza APQ (n. 466/III-
II)
- pervenuto in data 16 febbraio 2006; trasmesso in data 17
febbraio 2006.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni:
con richiesta di risposta orale
N. 2657 - Intendimenti della Presidenza della Regione in ordine
alla grave imputazione per fatti di mafia attribuita a un
deputato regionale, a tutela dell'immagine
dell'Assemblea e della Regione siciliana.
- Presidente Regione
Firmatario: Oddo Camillo
N. 2659 - Notizie in ordine alle iniziative che si intendono
adottare per risolvere il problema del disagio abitativo dei ceti
meno abbienti.
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
- Assessore Famiglia
Firmatario: Barbagallo Giovanni
N. 2661 - Mancata attuazione della circolare applicativa n. 14
del 31 marzo 2004 in materia di contributi agli enti locali per
l'acquisizione ed il restauro di beni di rilevanza storica,
artistica ed architettonica.
- Assessore Beni Culturali
Firmatario: Miccichè Calogero
N. 2665 - Interventi per assicurare l'erogazione del contributo
straordinario richiesto dal commissario dell'IPAB 'Opera Pia
Divina Provvidenza' di Mazara del Vallo (TP).
- Assessore Famiglia
Firmatario: Oddo Camillo
N. 2666 - Interventi a favore delle strutture che erogano
servizi per i minori e gli anziani nel comune di Mazara del
Vallo.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia
Firmatario: Ferro Giovanni
N. 2667 - Provvedimenti per la realizzazione del Museo civico
di Bagheria (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali
Firmatario: Raiti Salvatore.
Le interrogazioni, ora annunziate, saranno iscritte all'ordine
del giorno per essere svolte al loro turno.
con richiesta di risposta scritta
N. 2658 - Misure per favorire una ripresa delle attività dei
cantieri navali SMEB di Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Industria
Firmatari: Liotta Santo; Forgione Francesco
N. 2660 - Notizie riguardo al presunto uso di un salone del
teatro Vittorio Emanuele di Messina per lo svolgimento di una
festa privata.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali
Firmatario: Morinello Salvatore
N. 2662 - Notizie circa gli interventi di riparazione della
Strada provinciale 123 e della Strada statale 192 in favore dei
lavoratori agricoli della provincia di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
N. 2663 - Interventi per il risanamento di alcune vie della
prima e della seconda municipalità a Catania.
- Assessore Famiglia
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
N. 2664 - Interventi al fine di dichiarare lo stato di calamità
naturale per i danni all'agricoltura causati dall'alluvione del
13, 14 e 15 dicembre 2005 a Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe.
Le interrogazioni, ora annunziate, saranno inviate al Governo.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate, in data 16
febbraio 2006, le seguenti mozioni:
N. 480 Misure per risolvere in modo radicale il disagio
abitativo dei ceti meno abbienti e per ridurre l'aumento
indiscriminato dei canoni di affitto , degli onorevoli Barbagallo
Giovanni; Culicchia Vincenzino; Gurrieri Sebastiano; Laccoto
Giuseppe; Tumino Carmelo
Presentata in data 16/2/2006
N. 481 Interventi in favore dei lavoratori agro forestali ,
degli onorevoli Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe; Mercadante Giovanni
Presentata in data 16/2/2006.
N. 482 Istituzione della 'Giornata della poesia' , degli
onorevoli Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe;
Mercadante Giovanni
Presentata in data 16/2/2006
N. 483 Iniziative per la valorizzazione del personale
regionale iscritto all'albo dei giornalisti , degli onorevoli
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe; Mercadante
Giovanni
Presentata in data 16/2/2006
N. 484 Interventi per scongiurare la soppressione del
distretto militare di Catania , degli onorevoli Villari Giovanni;
Speziale Calogero; Raiti Salvatore; Barbagallo Giovanni;
Spampinato Giuseppe; Catania Giuseppe; Liotta Santo
Presentata in data 16/2/2006
N. 485 Interventi per favorire la stipula della convenzione
tra la Regione siciliana e le emittenti radiotelevisive locali
per la proiezione e la diffusione di programmi destinati agli
audiolesi , degli onorevoli Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
Maurici Giuseppe; Mercadante Giovanni
Presentata il 20/02/06.
Informo che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno
della seduta successiva perché se ne determini la data di
discussione.
Comunicazione di appartenenza a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE Comunico che, con nota del 16 febbraio 2006,
pervenuta in pari data alla Segreteria Generale e trasmessa al
Servizio Lavori d'Aula con prot. n. 2490/Aula del 17 febbraio
2006, l'onorevole Michele Ricotta ha dichiarato, a norma
dell'articolo 23 del Regolamento interno, che intende appartenere
al Gruppo parlamentare di Alleanza Nazionale'.
L'Assemblea ne prende atto.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Rinvio dello svolgimento di interrogazioni ed interpellanze
della rubrica Bilancio
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, informo che il punto secondo
dell'ordine del giorno: Svolgimento di interrogazioni ed
interpellanze della rubrica Bilancio , è rinviato ad alla seduta
successiva.
Rinvio dello svolgimento di interrogazioni ed interpellanze
della rubrica
Lavori pubblici
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, per assenza del rappresentante
del Governo, il punto terzo dell'ordine del giorno: Svolgimento
di interrogazioni ed interpellanze della rubrica Lavori
pubblici , è rinviato alla seduta successiva.
Per dichiarare superata la mozione numero 467
DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, onorevoli colleghi,
intervengo in merito alla mozione numero 467. Tale mozione
impegnava il Governo a promuovere un incontro entro la fine del
2005 per la risoluzione delle problematiche dei lavoratori della
COGEMA. In realtà, non soltanto il 2005 è scaduto ed il 12
gennaio si è tenuta questa riunione, ma noi il 12 gennaio stesso,
in questa Aula, abbiamo approvato un ordine del giorno che
impegna in modo più specifico il Governo.
Sostanzialmente, tale mozione è superata. Tra l'altro, mi costa
che, il fatto che essa venga sistematicamente posta all'ordine
del giorno e sistematicamente non venga discussa in quanto
superata, crei nei lavoratori della COGEMA il dubbio che questo
Parlamento non abbia interesse alle problematiche. Pertanto,
mantenerla in vita è quasi controproducente per le attese stesse
dei lavoratori; ripeto: questa Aula ha già espresso un voto, ha
impegnato con un ordine del giorno il Governo a misure scaturenti
da quell'incontro e il fatto che noi ne chiediamo ancora lo
svolgimento è veramente assurdo.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, ritengo giusta l'osservazione
dell'onorevole De Benedictis, pertanto, nell'ordine del giorno
della seduta successiva non sarà presente la mozione numero 467.
Rinvio della votazione finale del disegno di legge Norma di
interpretazione autentica dell'articolo 13 della legge regionale
20 giugno 1997, numero19, sulle condizioni di ineleggibilità dei
deputati regionali (1079/A)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, il punto quinto dell'ordine
del giorno: Votazione finale del disegno di legge Norma di
interpretazione autentica dell'articolo 13 della legge regionale
20 giugno 1997, n. 19, sulle condizioni di ineleggibilità dei
deputati regionali (1079/A), è rinviato alla seduta successiva.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Discussione del disegno di legge Disposizioni in materia di
tutela ed uso dei beni paesaggistici e di promozione della
qualità architettonica ed urbanistica (1037/A)
PRESIDENTE Si passa al punto sesto all'ordine del giorno:
Discussione del disegno di legge: «Disposizioni in materia di
tutela ed uso dei beni paesaggistici e di promozione della
qualità architettonica ed urbanistica» (1037/A).
Invito i componenti la competente Commissione a prendere posto
al banco delle Commissioni.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Antinoro per svolgere la
relazione.
ANTINORO presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto
al testo.
PRESIDENTE Dichiaro aperta la discussione generale.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
sapere se è stato incardinato il disegno di legge numero 1037/A.
PRESIDENTE Sì.
MICCICHE' Signor Presidente, credo che proprio in questi
giorni si sia riunita la IV Commissione ed alcuni emeriti
esponenti dell'Università siciliana hanno fatto rilevare la
contraddizione tra questo disegno di legge ed il disegno di legge
che si trova in esame presso la stessa Commissione.
Vorrei capire se tale nodo è stato sciolto, in quanto è
difficile da capire che fine faranno i due disegni di legge e se
questo si porrà in contrasto con quello che la Commissione sta
esaminando. Non voglio entrare nel merito, ma vorrei capire se
tale questione sia stata evidenziata da parte dell'Assessore
proponente del disegno di legge all'Assessore al territorio ed
ambiente.
Inoltre, vorrei fare un breve accenno: mi pare che questo sia
collaterale anche ad un altro disegno di legge che questo Governo
doveva portare in porto, cioè quello della difesa dei suoli, cioè
il recepimento della legge 183 del 1989, la legge che doveva
essere recepita dalla Regione e che doveva essere la parte
propedeutica sia per quanto riguarda le esposizioni in materia
degli usi dei beni paesaggistici del territorio, ed anche a
livello urbanistico.
Di conseguenza, vorrei capire se abbiamo fatto un passo in
avanti lasciando l'argomento principale che è il recepimento
della legge sui suoli, propedeutico sia al disegno di legge che
si trova oggi in discussione, per essere incardinato, sia a
quello che si trova in IV Commissione. Vorrei capire se
l'Assessore è a conoscenza anche di questa contraddizione.
PRESIDENTE Onorevole Micciché, l'Assessore Pagano mi ha
chiesto di intervenire per dare una comunicazione all'Aula
relativa alle questioni da lei appena sollevate. Do quindi la
parola all'Assessore.
PAGANO assessore per i beni culturali, ambientali e la
pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
grazie, intanto, per la vostra presenza ed anche per avere
introdotto, attraverso l'intervento dell'onorevole Miccichè, uno
dei temi che sicuramente deve riguardare l'azione di buon governo
e che deve essere una caratteristica di tutte le azioni in
generale, ma a maggior ragione di questa.
Non ci sono dubbi che in questo momento sono presenti due
disegni di legge che stanno andando avanti attraverso un iter
normale e che, però, hanno mostrato delle differenziazioni, più
che divergenze.
Il primo disegno di legge «Disposizioni in materia di tutela ed
uso dei beni paesaggistici e promozione della qualità
architettonica e urbanistica», è quello che stiamo trattando
oggi, di cui ho l'onore di fare la relazione di sintesi; l'altro
è quello che riguarda l'urbanistica vera e propria,
dell'onorevole Cascio, che in questo momento è in V Commissione,
quindi ha ancora un iter abbastanza lungo.
Io mi sono consultato con l'onorevole Cascio più volte da
quando è cominciata la discussione di quel disegno di legge in
Commissione ed entrambi siamo addivenuti ad una conclusione che è
quella che oggi mi permetto di enunciare pubblicamente, anche in
nome e per conto del vicepresidente della Regione, che tra
l'altro avremo nei prossimi giorni presente nella discussione
dell'argomento oggi trattato.
La materia, essendo particolarmente delicata ed affrontando
sfumature diverse, si intreccia una con l'altra in contesti
diversi di rami dell'Amministrazione, necessita di un maggiore
coinvolgimento e, quindi, proprio per questo motivo, abbiamo
ritenuto doveroso, proprio per una questione di rispetto nei
confronti del Parlamento, procedere ad una sorta di rivisitazione
del disegno di legge che oggi si sta trattando.
Questo disegno di legge vedrà, quindi, il ritiro, da parte del
sottoscritto, delle due parti che hanno, in un certo qual modo,
una connessione con il disegno di legge dell'onorevole Cascio;
pertanto, il titolo I e il titolo III di questo disegno di legge
verranno ritirati, vi saranno degli emendamenti a mia firma che
procederanno alla soppressione, al fine di evitare difficoltà non
soltanto di tipo procedurale ma anche nella diversità
dell'interpretazione dell'azione politica che questo Governo
vuole realizzare a vantaggio del territorio.
Penso che questo sia uno degli elementi, non l'unico, gli
altri adesso mi permetterò di enunciarli, che dovrebbe risolvere
definitivamente la questione da un punto di vista procedurale, da
un punto di vista della linearità.
Per quanto riguarda, invece, il disegno di legge vero e
proprio, riteniamo che questo disegno di legge abbia una funzione
straordinaria perché mette mano in materia di tutela e di
valorizzazione.
Voi sapete che il problema della tutela e della valorizzazione
è uno dei grandi temi su cui, per forza di cose, l'urbanistica si
deve confrontare, su cui i beni paesaggistici si devono
confrontare; abbiamo una difficoltà oggettiva che viene dal fatto
che tutelare il bene e, nello stesso tempo, valorizzarlo, diventa
estremamente complesso, c'è stata una sorta di diversificazione
concettuale e culturale da parte della nostra Regione, ma non
solo della nostra Regione, che ha prodotto danni non indifferenti
perché il valore del bene da tutelare e, nello stesso tempo, la
sua capacità di essere valorizzato, in verità, entrava in una
contraddizione palese.
Per anni si è intesa la tutela come una sorta di immobilismo e
per anni, invece, negli anni precedenti, si è immaginata solo una
valorizzazione di tipo economico speculativo che certamente ha
prodotto grandi danni alla nostra Regione.
In verità, abbiamo una linea di demarcazione netta che è il
dopoguerra; dal dopoguerra, in una sorta di ricerca della
ricchezza che purtroppo l'era moderna ha caratterizzato in
termini negativi, con un benessere mal inteso, che ha prodotto in
verità solo ed esclusivamente logiche edonistiche, logiche
consumistiche, abbiamo assistito ad una sorta di devastazione del
paesaggio, e i nostri beni paesaggistici sono stati travolti e il
nostro paesaggio straordinario, meraviglioso, unico
impareggiabile, è stato letteralmente rovinato, in verità non del
tutto, ma in buona parte rovinato proprio per questa male
interpretata logica della valorizzazione del bene che appunto
coincideva solo ed esclusivamente con un profilo di tipo
economico.
Per cui, la società moderna, caratterizzata da questa ricerca
dell'edonismo sfrenato, ha di fatto capovolto i nostri parametri
di essenziale bellezza che hanno caratterizzato dalla notte dei
tempi fino a pochi anni fa il nostro paesaggio, con i risultati
che sono noti, che sono sotto gli occhi di tutti. Non parlo
soltanto delle antenne paraboliche o dei cavi elettrici ben
visibili; fosse questo il problema sarebbe ben poca cosa. Il
problema è proprio la devastazione del territorio che è stato
mortificato da queste logiche che abbiamo definito poc'anzi anche
di tipo speculativo, non necessariamente finalizzate ad un fatto
economico ma spesso anche per un cattivo gusto che è venuto fuori
negli anni.
Allora cosa fare concretamente per realizzare un processo
virtuoso che ha mortificato il nostro territorio? Se siamo
convinti che l'opera di valorizzazione delle nostre
Soprintendenze è stata straordinariamente utile in un certo
periodo di tempo perché ha frenato l'imbarazzante percussione
avvenuta nel territorio, dall'altro però, specie negli ultimi
anni, in particolare nella fine degli anni 90' e fino ad arrivare
ad oggi, si è assistito ad una sorta di immobilismo, di blocco di
tutte le iniziative da un punto di vista urbanistico che,
ovviamente, hanno prodotto danni non indifferenti, per cui siamo
passati da una fase che è quella del dopoguerra e poi se vogliamo
tutti gli anni 70 ed 80 a seguito anche delle rivoluzioni di
costume e culturali che si sono verificate in quegli anni dove si
devastava tutto ed altri momenti, quelli degli ani 90' e fino ad
arrivare ai giorni nostri, dove si è bloccato del tutto il
paesaggio.
Da un eccesso all'altro con una comprensione facile del
fenomeno che ovviamente non era più antropocentrico, nel senso
che vedeva l'uomo al centro di tutto, ma purtroppo veniva ad
essere mortificato l'uomo stesso rispetto ad altri interessi.
La riqualificazione del territorio è, quindi, indispensabile,
richiesta a viva voce da tutti e all'interno di questa richiesta
ufficiale di tipo culturale è evidente che si siano moltiplicati
gli interventi anche da un punto di vista del dibattito politico
inteso in questo caso come dibattito di politica urbanistica.
E' di sei mesi fa il documento emanato dagli intellettuali di
ogni colore politico, nel senso che a questo dibattito hanno
partecipato tutti gli architetti più famosi d'Italia e di Europa
e si sono tutti trovati d'accordo. Tale dibattito è stato
promosso da testate nazionali - quali Il Corriere della sera, per
citare espressamente -, a cui hanno aderito tutti gli altri e su
cui si è incanalato un fenomeno culturale chiaro che è quello di
dire basta con l'immobilismo che ha imbalsamato la nostra realtà
e la nostra qualità architettonica, tenendo alto, allo stesso
tempo, il bene e non mortificando la progettazione della qualità
così come accadde nel primo dopo guerra.
Aspetti indispensabili per realizzare il modello di
conservazione senza passare da una burocratizzazione alla nostra
società, basati sostanzialmente sulla capacità di superare questo
binomio che era dato dai vincoli da una parte e dall'organo
tecnico che doveva preservarli dall'altra; l'organo tecnico
ovviamente la Soprintendenza, quindi il vincolo lo strumento, la
soprintendenza il soggetto politico, in questo caso politico del
territorio capace di imprimere tutto questo.
Ma questo sistema in verità non ha funzionato, nel senso che è
servito a bloccare le devastazioni degli anni precedenti, ma non
a risolvere il problema.
Se oggi ci dobbiamo interrogare in maniera chiara su quali sono
le qualità progettuali esistenti in Italia, dobbiamo avere
risposte essenziali. Noi abbiamo quasi ottant'anni di vuoto
urbanistico, nel senso che l'ultimo periodo della qualità di
progettazione che merita di essere ricordato come un periodo di
qualità è quello del ventennio fascista, che non è certamente da
approfondire da un punto di vista legato all'ideologia, ma che
risponde ad un criterio oggettivo di qualità della progettazione.
Su questo siamo tutti d'accordo, per il resto sono ottant'anni
che non esiste più una progettazione che possa essere definita di
qualità, per cui i palazzi, le strade, le piazze, i luoghi di
aggregazione che prima avevano una logica culturale e che è
sempre stata così in Sicilia - il siculo-normanno, il barocco
siciliano, il ventennio fascista a cui accennavamo poc'anzi e
prima ancora, nei secoli precedenti, in verità, negli ultimi 60,
80 anni - hanno trovato un vuoto assoluto. Per cui, quello che
giustamente gli intellettuali del settore hanno espresso con
polemiche chiare riferite ad un contesto politico, è quello di
una rivoluzione costante che, evidentemente, proceda attraverso
un modo diverso di vedere le cose.
Allora, ecco questo disegno di legge, venuto fuori attraverso
la collaborazione dell'Università, degli ordini professionali;
ecco, quindi, la capacità di essere assolutamente innovativi
all'interno di un progetto culturale che, ovviamente, è avvertito
dalla popolazione, un progetto che, mai come adesso, è richiesto
a viva voce da parte di tutti.
Allora che fare? Questo disegno di legge dava risposta. Il
Titolo I, il Titolo III, in un certo qual modo non pienamente
coordinati con l'Assessorato all'Urbanistica, ci hanno fatto
riflettere su un momento di stop, per cui avremo modo di
approfondirlo e di presentarlo nuovamente di concerto con
l'assessore Cascio, ma oggi quello che vale la pena sicuramente
di portare avanti, è in relazione a questo Titolo II che, proprio
perché ha, invece, delle prerogative di tipo esclusivamente
culturale, può tranquillamente essere affrontato oggi senza
difficoltà alcuna.
Il Titolo II parla delle misure di promozione della qualità
architettonica contemporanea, tema largamente richiesto dalla
popolazione, dagli adetti ai lavori, dagli uomini di cultura,
insomma da tutti, in quanto la promozione e la qualità
architettonica contemporanea è il grande tema su cui oggi ci
dobbiamo misurare perché quest'Italia, che è stata capace di
produrre capolavori infiniti in ogni campo, compreso ovviamente
quello dell'urbanistica, è ormai assente da troppo tempo.
In Italia, il primo esperimento realizzato in questo senso è
proprio ad opera del Ministero dei Beni culturali che anni fa
ebbe modo di lanciare il cosiddetto DARC (Dipartimento
dell'Architettura Contemporanea) che andava incontro esattamente
a questo tipo di problematica.
Ebbene, noi abbiamo cercato, per quanto possibile, di mutuare
le esperienze vincenti del Ministero dei Beni Culturali che,
ripeto, in tempi non sospetti, non certo con questo Governo, ha
trovato il pieno consenso di tutte le forze sociali e culturali
di questo Paese, a dimostrazione che c'era una esigenza vera di
questo Dipartimento regionale, per cui, ripeto, mutuando
l'esperienza del Ministro, il nostro Governo ha deciso di
dedicare ben cinque articoli di questo Titolo II a questa
promozione della qualità passando da questo centro motore che è,
appunto, il DARC Siciliano (Dipartimento Regionale di Arte e
Architettura Contemporanea).
In questa maniera, speriamo di colmare un gap che ci separa
concretamente dal Ministero.
Io ricordo che il Ministero opera con questa struttura sin dal
1998, quindi, sono ormai otto anni che esiste il DARC
ministeriale, che ha dato stimolo, capacità di ideare e
progettare opere di rilevante interesse architettonico e
paesaggistico e che oggi è un punto di riferimento vero,
concreto; da questo punto di vista ci sentiamo di dire che quella
esperienza deve essere assolutamente realizzata e mutuata anche
da noi.
Gli articoli 15, 16, 17, 18 e 19, che stiamo presentando, vanno
esattamente in questa direzione e quindi ci aspettiamo che questo
Parlamento, ovviamente all'interno di un sano dibattito, di un
confronto assolutamente costruttivo, possa raccogliere questa
istanza che è innovativa ed, allo stesso tempo, anche utile per
rafforzare le linee urbanistiche di questa nostra straordinaria
Terra che, da anni ormai, ha una carenza non indifferente nel
settore della contemporaneità.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, dovremmo, anche per consentire
agli uffici di organizzarsi di conseguenza, indicare
espressamente gli articoli per i quali il Governo intende
chiedere la soppressione, oppure il Governo dovrebbe fare
pervenire gli emendamenti soppressivi relativi. In particolare,
poiché nel Titolo III che sembrerebbe dovere essere cassato, sono
inseriti gli articoli 30 e 31 che riguardano materia aggiuntiva,
ritengo che queste debbano essere da considerare non incluse
nella soppressione, ma mantenute nel testo.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Congedo
PRESIDENTE Comunico che ha chiesto congedo per l'odierna
seduta, l'onorevole assessore D'Aquino.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
1037/A
ZAGO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ZAGO Signor Presidente, onorevoli colleghi, non solo alcun
pregiudizio verso questo disegno di legge, ma semmai un
apprezzamento per le norme e le misure che finalmente si vogliono
adottare in questa direzione; un rammarico perché è chiaro che si
sarebbe potuto intervenire prima e che a questo punto rischiamo
di avere questo disegno di legge, presente oggi in Aula, fuori
tempo massimo, non perché non si faccia ancora in tempo ad
esitarlo in Aula ma perché ci sono delle questioni che mi
permetto di sollevare.
La prima è che in IV Commissione è in corso la discussione
sulla riforma urbanistica. Anche su questa, per carità alcun
pregiudizio, ma anche questa riforma, così corposa ancorché
necessaria ed essenziale, rischia di arrivare fuori tempo massimo
tenendo conto dei chiari di luna che ormai registriamo in Aula
tutti i giorni.
Però durante la discussione, le audizioni sulla riforma
urbanistica in IV Commissione è venuto fuori, e non poteva essere
diversamente, il bisogno, l'esigenza di avere un raccordo con la
normativa di questo disegno di legge e quindi la necessità che la
IV Commissione si occupi, anch'essa di questo disegno di legge,
ma non per un problema di espropriazione o di lesa maestà, bensì
proprio per un problema di attinenza di materia e quindi per la
necessità che venga creato un testo coerente con il disegno di
legge complessivo di riforma urbanistica all'esame in IV
Commissione.
Lei, onorevole Assessore, ha annunciato la soppressione o la
rinuncia a diversi titoli del disegno di legge in discussione -
gesto apprezzabile -, però anche per il titolo che vuole
mantenere in Aula credo sia utile il ritorno in Commissione e non
in quinta che lo ha già esitato, ma proprio in IV perché se ne
prenda conoscenza e si suggerisca e si integri, per quanto
possibile - fermo restando che opinione mia, non so se posso
coinvolgere il mio Gruppo parlamentare su questo, ma intanto
parlo a nome mio -, con il disegno di legge più complessivo di
riforma urbanistica.
Quindi, chiedo il ritorno in Commissione, non tanto perché, ad
esempio oggi, non è presente la competente Commissione seduta
negli appositi banchi, ma proprio per un problema di sostanza,
proprio per il merito del problema, proprio perché si vuole dare
un apporto costruttivo, infatti non vi è alcun pregiudizio, bensì
c'è apprezzamento e, proprio per questo, vogliamo creare un
percorso utile che ci consenta di dare un contributo.
DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho
ascoltato le parole dell'Assessore, conosco questo disegno di
legge, così come l'altro che stiamo esaminando in Commissione,
presentato dal suo collega onorevole Cascio, che riguarda più
generalmente l'assetto del territorio e le norme urbanistiche che
dovrebbero modificarlo. Però, la contraddizione non le
differenze, la contraddizione fra questi due disegni di legge è
evidente, e credo che non vada risolta semplicemente dicendo di
essercene accorti e togliendo la parte di conflitto.
Ci sono radicalmente posizioni ed atteggiamenti che pervengono
nelle ultime ore di questa legislatura a sottoporre all'Assemblea
regionale siciliana un percorso del tutto inattuabile.
Vorrei approfittare di quest'occasione per dire che anche
l'insistere da parte del Governo con il disegno di legge di norme
sul governo del territorio sta incontrando, in Commissione, delle
evidentissime lacune perché già tutte le audizioni...
PAGANO assessore per i beni culturali, ambientali e la
pubblica istruzione. Ma in questo disegno di legge?
DE BENEDICTIS . Onorevole Assessore, sto parlando del disegno
di legge che stiamo esaminando in Commissione, per quello che è
stato possibile esaminare. Poi è paradossale che questo disegno
di legge, quello di cui stiamo adesso parlando e che è all'ordine
del giorno, non sia stato esaminato dalla IV Commissione, ma ne
parlerò dopo.
Già in quell'occasione chi ha avuto modo di leggere entrambi i
disegni di legge ed ha partecipato alle audizioni, come tutte le
autorità accademiche che sono state invitate ed hanno preso la
parola, ha evidenziato le evidenti contraddizioni fra queste due
visioni e questi due strumenti.
Noi condividiamo l'intento dell'assessore Pagano di stralciare
da questo disegno di legge le parti che confliggono con
quell'altro, ma va detto che né l'uno, né l'altro sono ad uno
stadio di maturazione tale da potere essere significativamente
apprezzati da quest'Assemblea, in queste ultime ore di
legislatura; ritengo, inoltre che attenga alla responsabilità di
tutti noi evidenziarlo e non insistere in atti che, al di là
della propaganda sulla stampa, non hanno alcun effetto concreto,
né possono averlo. Questa è una maniera distorta di usare
l'attività parlamentare soprattutto in questo momento di
incipiente campagna elettorale.
Il secondo punto è questo. Ho appreso dalle notizie di stampa,
ma anche dall'attività parlamentare che il Governo si appresta a
proporre un ridisegno delle competenze assessoriali.
Personalmente, credo che questa sia, invece, un'iniziativa utile
ed anche appropriata nei tempi perché è giusto che lo si faccia
prima che inizi la futura legislatura.
Credo che il ridisegno di queste competenze assessoriali sia
indispensabile perché ci sono oggi sovrapposizioni e lacune che
non consentono il governo delle attività della Regione siciliana,
ma questo disegno di legge che stiamo esaminando viene a
confliggere con quest'altro proposito perché, ancorché privato
delle parti che l'Assessore ha deciso di espungere, gli articoli
dal 15 al 19 di questo disegno di legge riguardano la materia
architettonica ed urbanistica e quindi riguardano assolutamente
le competenze stante la legislazione vigente, stante in questo
momento l'organizzazione della rubrica assessoriale, riguardano
almeno le competenze di due Assessorati, quello dei beni
culturali e quello del territorio e dell'ambiente.
Allora, come si può lanciare un'azione di prospettiva,
un'azione di riforma e nel merito che io condivido? Credo sia
giusto porsi il problema dell'architettura contemporanea e della
salvaguardia e della promozione di questi interventi, ancorché
tardivo, perché tra l'altro sorprende che un tema così importante
venga attenzionato dal Governo solamente nelle ultime ore della
sua attività. Ma come si può farlo quando stiamo per andare a
ridisegnare le competenze assessoriali in una materia su cui
questo disegno si sovrappone pienamente? Credo che sia
assolutamente incongro. Delle due, l'una. Diteci se volete
veramente riorganizzare le competenze in una maniera conducente
oppure semplicemente se volete mettere un po' di carne al fuoco
giusto per fare fumo.
Inoltre credo, signor Presidente - e qui mi richiamo alle sue
prerogative -, che questo disegno di legge - se vogliamo
esaminarlo - debba necessariamente vedere l'apprezzamento della
Commissione di merito perché riguarda la promozione; proprio il
titolo dell'articolo 16 riporta: la promozione della cultura
architettonica ed urbanistica , quindi, sta nelle competenze
piene della Commissione - competenze che questo disegno di legge
sconosce -, quello di poterlo apprezzare e valutare.
Quindi chiedo, a termini di Regolamento - ed il Presidente se
ne deve fare garante -, che questo disegno di legge, ancorché
limitato agli articoli che l'Assessore manterrà in vita, vada in
quarta Commissione per potere ricevere il giusto apprezzamento.
E, poi, senza preclusione alcuna, ma pur con i distinguo e gli
avvertimenti che abbiamo segnalato, chiedo che il disegno di
legge possa essere esaminato nei tempi che certamente l'Aula si
darà.
Come potete vedere, anche contandoci, non manca per noi oggi e
nemmeno in futuro.
PRESIDENTE Onorevole De Benedictis, vorrei distinguere in due
aspetti le osservazioni da lei fatte: di natura politica e di
natura procedimentale.
Per quelle di natura politica, ritengo che l'Assessore intenda
replicare mentre, per quelle di natura regolamentare o
procedimentale, il disegno di legge in questione è stato
assegnato per il parere alla Commissione Ambiente e Territorio il
9 agosto 2005. Non è vero, quindi, che la IV Commissione non ne
sappia nulla.
Non so in che modo si sia comportata in tal senso la
Commissione, se il parere sia stato espresso, se il disegno di
legge sia stato affrontato oppure no.
ZAGO Lei non se lo immagina, signor Presidente? Il 9 agosto.
PRESIDENTE Questo non significa che il parere doveva essere
espresso necessariamente il 9 agosto. La Commissione ha avuto sei
mesi di tempo per poterlo esprimere e, se avesse voluto, lo
avrebbe già fatto.
Fermo restando le considerazioni di natura politica da lei
fatte, onorevole Zago, e sulle quali risponderà l'Assessore,
relativamente agli aspetti procedimentali o regolamentari, le
posso garantire che sono stati assolutamente rispettati in ogni
loro parte.
PAGANO assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Chiedo di parlare per una replica.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
esprimo un ringraziamento per gli interventi autorevoli dei
colleghi, anche dell'opposizione.
In verità, gli interventi dell'opposizione sono stati tutti
preziosi ed utili perché tendenti a chiarire il senso ed il
tenore del ragionamento che oggi stiamo cercando di sviluppare.
Non ci sono dubbi sul fatto che questo disegno di legge nasce
perché c'è la vera e profonda esigenza di una cambiamento tecnico
e culturale, onorevole De Benedictis.
Il fatto stesso che, così come da attribuzioni regolamentari,
sia l'Assessorato ai beni culturali e non l'Assessorato al
territorio ed ambiente a doversene occupare ed il fatto stesso
che sia stata la V Commissione che, ovviamente, doveva dare il
giudizio di merito, la dice lunga su quella che è stata
l'impostazione originaria del legislatore che, non solo è stata
confermata da questo Governo, ma in termini di profondo rispetto,
sono state realizzate modalità di confronto e di consulto anche
con le Commissioni, che in linea tecnico-teorica, non dovevano
far parte dell'iter burocratico.
Come diceva, giustamente, il Presidente, è stato trasmesso, per
il parere, anche alla Commissione Urbanistica.
Onorevole De Benedictis, le dirò di più. Per la linearità del
nostro percorso, il confronto ritengo sia essenziale. Questo
disegno di legge, infatti, per quanto monco - e non le nascondo
che mi dispiace molto anche perché vi ho dedicato un anno e
quattro mesi di lavoro - ha una visione unanime da parte di tutti
e questo è un elemento di conforto da parte mia.
Questo disegno di legge è straordinario anche nel percorso che
è stato immaginato. Abbiamo coinvolto, sin da subito, tutti gli
ordini professionali, compreso quello dei geologi; abbiamo
coinvolto tutte le Università; abbiamo coinvolto tutti gli
addetti ai lavori, anche da un punto di vista non degli ordini
veri e propri, ma di coloro che in termini di paesaggio possono
dare anche dei contributi non indifferenti; abbiamo coinvolto le
Sovrintendenze che sono state partecipi di questo progetto di
legge; abbiamo dato comunicazione, quindi, all'Ufficio
legislativo e legale, cosa che non le nascondo, accade anche
raramente per quanto sia quasi obbligatorio.
Lo stesso Ufficio ci ha dato un'approvazione complessiva e,
francamente, confortante. Vi è, infatti, la conferma puntuale che
non si è in contrasto con nessuna norma costituzionale, con norme
in pendenza e che può essere facile da interpretare in
riferimento a sanatorie varie.
Poi vi sono state le coperture di bilancio, utili per
realizzare il percorso a cui accennavo prima. Un anno e tre mesi
circa di vero lavoro, lo ripeto, concettuale, teorico, culturale
ed anche burocratico.
Lei, quindi, comprenderà che non siamo per niente in difficoltà
su questo tipo di confronto che lei chiede e, anzi, lo accogliamo
con grande piacere e diciamo, immediatamente, che ci aspettiamo
veramente una condivisione totale.
Per quanto riguarda la progettualità politica, alla quale
accennava lei poc'anzi, cioè sul fatto della rimodulazione delle
competenze, le dico che ho delle perplessità. Quando il Governo
deciderà di trattare questo argomento, dovrò necessariamente dire
la mia, anche sulla base delle esperienze che ho maturato in
questi dieci anni di governo della Regione.
Ci sono delle cose che certamente devono essere riaccorpate,
rimodulate, competenze di dipartimenti che devono lavorare
insieme. Vi sono delle cose che, però, devono ancora camminare
bene perché l'esperienza ha dimostrato che sono positive.
In materia di paesaggio, ad esempio, sarebbe impensabile - se
questo era il suo riferimento - che i beni culturali, attraverso
le Sovrintendenze, non dessero un parere su questo tipo di
argomento, direttamente ed indirettamente.
E' possibile, poi, che la rimodulazione si verifichi così come
stiamo immaginando con questa legge, dove viene previsto un nuovo
dipartimento che, in tema di controllo del territorio, non operi
in maniera preventiva e pregiudiziale, ma in maniera concettuale
e, soprattutto, di concerto con tutti gli altri organismi.
Questo sì Questo lo dobbiamo immaginare e il disegno di legge
va a sanare queste lacune. Da lì ad immaginare però, addirittura
rivoluzioni di tipo istituzionali, con nuove impalcature, così
come le chiede lei, sono d'accordo in linea di principio.
Bisognerà valutare caso per caso.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, speravo che,
nella replica, l'Assessore facesse riferimento a quanto da me
affermato, al fatto che questo disegno di legge si pone in
contrasto con la norma della legge nazionale numero183 sulla
difesa dei suoli, considerato il testo base in materia.
La legge sulla difesa dei suoli doveva essere recepita dalla
Regione ed ancora ciò non è avvenuto, nonostante io abbia
presentato un disegno di legge che ricalca totalmente il
contenuto della legge numero 183, propedeutica al disegno di
legge: quello sui paesaggi ed a quello sull'urbanistica.
Di conseguenza, credo che si stia portando avanti un disegno di
legge dimenticando che, alla base di tutto, vi è la legge numero
183 che doveva essere recepita dalla Regione.
In merito a ciò, l'Assessore non ha fatto assolutamente
riferimento - questo mi dispiace, perché non vorrei che poi in IV
Commissione, durante l'esame de disegno di legge di riforma
sull'urbanistica, si scoprisse che questo disegno di legge, che
già è in Aula, e quello in discussione in Commissione venissero
bloccati in assenza del recepimento della legge sulla difesa dei
suoli che, dal punto di vista propedeutico, è tecnicamente
indispensabile. Bisogna, infatti, esaminare, studiare, analizzare
tutte quelle procedure da mettere in atto attraverso la difesa
dei suoli.
Questo è un termine che non affascina come può affascinare il
disegno di legge sul profilo della difesa del paesaggio perché,
poeticamente, attira di più dal punto di vista terminologico,
interessa, affascina di più. La stessa cosa vale per quello
relativo all'urbanistica.
Ma difesa del suolo che cosa vuol dire?
Si tratta della legge per la difesa dei fiumi, delle montagne,
dei laghi, delle coste, cioé quelli che sono, in effetti, gli
elementi principali del nostro territorio.
Onorevole Assessore, ritengo che lei debba dare una risposta
perché una normativa del genere non la si lascia così in sospeso;
questo mi pare, infatti, che si ponga in contrasto e quindi
vorrei che su questo aspetto mi desse una risposta.
Avevo già posto questa questione più volte, e non solo in
Commissione di cui non faccio parte: del resto, quando vedo che
ci sono argomenti che interessano materie su cui ho presentato
disegni di legge, cerco di sollecitare e stimolarne la
trattazione. Speravo che questo disegno di legge avesse un
passaggio successivo, fosse esaminato successivamente al disegno
di legge che ho presentato e che non è altro che il recepimento
della legge nazionale.
Non ho fatto altro che prendere la legge nazionale 183 del
1989, ripresentandone le previsioni sotto forma di disegno di
legge. Non dovevo essere io, bensì il Governo a fare ciò, e più
volte ho sollecitato l'Assessore competente, l'Assessore per il
territorio e l'ambiente, di sottoporre il provvedimento
immediatamente in Commissione.
Su questo, onorevole Assessore, desidero una risposta. Se lei
non ha cognizione di ciò, si sospenda la seduta, si prendano le
carte, si convochino le Commissioni competenti e, insieme ai
funzionari preposti, si esamini la questione.
In questo disegno di legge ci sono norme che si pongono in
contrasto con la legge sulla difesa dei suoli, perché prima
bisogna conoscere perfettamente l'analisi, la diagnosi del nostro
territorio, da un punto di vista geologico, paesaggistico e poi
tutta una serie di norme che fanno riferimento a questo disegno
di legge oggi in discussione.
Attendo pertanto una risposta, onorevole Assessore.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Saluto agli studenti ed ai docenti della Scuola Media Ludovico
Antonio Muratore
di Raccuja
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, desidero porgere, a nome del
Presidente dell'Assemblea, onorevole Lo Porto, e di voi tutti
presenti, i saluti alla Scuola Media Ludovico Antonio Muratore
di Raccuja che, questa mattina, si è qui recata per assistere ai
lavori parlamentari. Auguro agli studenti e al corpo docente e
non docente, un proficuo lavoro per questa conclusione dell'anno
scolastico.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
1037/A
PRESIDENTE Riprende il seguito dell'esame del disegno di
legge numero 1037/A.
Do la parola all'Assessore per una replica.
PAGANO assessore regionale per i beni culturali, ambientali
e la pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
in maniera telegrafica - perché pensavo di essere stato chiaro
nella discussione generale con l'onorevole Miccichè - desidero
sottolineare che, per la verità, non l'ho citato personalmente,
ma di fatto l'argomento che ho trattato ha tenuto conto anche
della sua osservazione.
La parte che, giustamente, l'onorevole Miccichè solleva in
termini di incongruenza, dal suo punto di vista (dal mio punto di
vista è un maggiore approfondimento che la Commissione specifica
doveva fare, tema chiarito con l'intervento dell'onorevole Fleres
poco fa), ebbene, in verità, non rientra più nell'ambito di
questo disegno di legge.
Nel momento stesso in cui io ho tagliato le ali , il titolo I
e il titolo III non ci sono più per una maggiore concertazione
con l'assessore Cascio e con la Commissione stessa; di fatto, è
rimasta in piedi solo ed esclusivamente la parte del Darc che,
ovviamente, essendo Dipartimento Architettura Contemporanea,
interessa il futuro e non il passato, e quindi investe le
problematiche sollevate dalla legge n. 183, da un punto di vista
temporale.
Nel caso specifico, quindi, i cinque articoli oggetto di
discussione odierna, a seguito della soppressione che chiederò
con gli emendamenti che presenterò da qui a qualche minuto, vanno
tutti all'interno di una logica che è prettamente culturale, da
un punto di vista di cultura urbanistica e architettonica, e
nulla hanno a che vedere con le problematiche che giustamente la
preoccupano, onorevole Miccichè.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, avverto che il termine per la
presentazione degli emendamenti è fissato, ai sensi dell'articolo
112 del Regolamento interno, alle ore 19.00 di oggi, mercoledì 22
febbraio 2006.
Preannuncio, inoltre, che l'Assessore sta per presentare un
emendamento che distribuiremo subito, proprio perché è inutile
discutere, nel momento in cui il disegno di legge viene di molto
ridimensionato.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Annunzio di presentazione e votazione di ordine del giorno
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, comunico che è stato
presentato dagli onorevoli Lo Curto, Vicari, Leanza Nicola, Neri
e Paffumi, l'ordine del giorno numero 682 Interventi presso la
Protezione civile in ordine alla vicenda dell'azienda
Acquacoltura Mediteranea s.r.l. .
Preciso che si tratta di un ordine del giorno particolarmente
urgente che riguarda un'azienda ittica della provincia di Trapani
che prevede la possibilità di incaricare con la protezione civile
per supportare l'azione di una azienda di allevamento ittico che
ha subito dei danni recenti e che rischia di chiudere. Se siamo
d'accordo possiamo accettarlo come raccomandazione ovvero
votarlo.
Potrebbe accadere, nel caso di moria dei pesci, un inquinamento
notevolissimo per il tratto di costa su cui insiste la questione.
Lo pongo in votazione, con il parere favorevole del Governo.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Invito il Governo a formulare l'emendamento soppressivo per le
parti che ha già comunicato.
Dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in votazione il
passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani,
giovedì 23 febbraio 2006, alle ore 11.00, con il seguente ordine
del giorno:
Presidenza del vicepresidente Fleres
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:
N. 480 - Misure per risolvere in modo radicale il disagio
abitativo dei ceti meno abbienti e per ridurre
l'aumento indiscriminato dei canoni di affitto.
BARBAGALLO - CULICCHIA -GURRIERI -
LACCOTO - TUMINO
N. 481 - ''Interventi in favore dei lavoratori agro-
forestali .
FLERES - CATANIA G. - MAURICI -
MERCADANTE
N. 482 - ''Istituzione della giornata della poesia .
FLERES - CATANIA G. - MAURICI -
MERCADANTE
N. 483 - ''Iniziative per la valorizzazione del personale
regionale iscritto all'Albo dei giornalisti .
FLERES - CATANIA G. - MAURICI -
MERCADANTE
N. 484 - ''Interventi per scongiurare la soppressione del
distretto militare di Catania .
VILLARI - SPEZIALE - RAITI -
BARBAGALLO - SPAMPINATO - CATANIA G.
- LIOTTA
N. 485 - ''Interventi per favorire la stipula della
Convenzione tra la Regione siciliana e le emittenti
radio-televisive locali per la proiezione e la
diffusione di programmi destinati agli audiolesi .
FLERES - CATANIA G. - MAURICI -
MERCADANTE
III - SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA: Lavori pubblici
IV - SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA: Bilancio e finanze
V - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Disposizioni in materia di tutela ed uso dei beni
paesaggistici e di promozione della qualità architettonica ed
urbanistica (n. 1037/A) (seguito)
VI - VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Norma di interpretazione autentica dell'articolo 13 della
legge regionale 20 giugno 1997, n. 19, sulle condizioni di
ineleggibilità dei deputati regionali (n. 1079/A)
La seduta è tolta alle ore 12.18
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 16.00
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
ODDO. - «All'Assessore per i beni culturali, ambientali e per
la pubblica istruzione, premesso che:
nell'isola di Marettimo (TP) si trovano siti di rilevante
interesse archeologico, storico e culturale che caratterizzano
l'assetto urbanistico e territoriale del lembo più estremo
dell'arcipelago egadino;
nell'Isola si trova un piccolo agglomerato di case risalenti
all'epoca romana in stato di abbandono e di degrado nonostante le
ripetute sollecitazioni d'intervento per evitare ulteriori
crolli;
sull'Isola insiste anche una Chiesa medievale del XIIXIII
secolo di origine bizantina che non è mai stata interessata da
interventi di recupero e di messa in sicurezza per permetterne la
fruizione da parte dei numerosi turisti che scelgono di visitare
l'Isola;
per sapere quali iniziative intenda intraprendere per
recuperare i siti archeologici di cui trattasi, anche al fine di
incrementare nell'isola la presenza di turisti richiamati dalle
numerose testimonianze archeologiche presenti in provincia di
Trapani.» (1777)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «Con l'interrogazione numero 1777 l'onorevole Oddo ha
chiesto di conoscere le iniziative che si intendono intraprendere
per recuperare i siti archeologici di Marettimo al fine di
incrementare nell'isola la presenza di turisti richiamati dalle
numerose testimonianze archeologiche presenti in provincia di
Trapani.
L'Isola di Marettimo è stata oggetto di attenzione da parte
della Soprintendenza ai Beni Culturali di Trapani competente per
materia che nei mesi di settembre - dicembre del 1994 ha condotto
nella località "Case Romane" di Marettimo attraverso un
finanziamento dell'Assessorato dei Beni Culturali, una regolare
campagna di scavi, i cui lavori sono stati anche pubblicati ed
inseriti negli atti del Congresso Internazionale di Studi sulla
Sicilia Antica del 1997.
Ulteriori interventi potrebbero essere programmati tenendo
conto delle disponibilità finanziarie che ogni anno vengono
assegnate alla Soprintendenza di Trapani che ne stabilisce le
priorità.»
L'Assessore PAGANO
ODDO. - «All'Assessore per i beni culturali, ambientali e per
la pubblica istruzione, premesso che:
sono in corso d'opera i lavori di ristrutturazione dello
Stabilimento Florio, avviati per volontà politica del Governo
regionale di centrosinistra, presieduto dall' onorevole
Capodicasa (Decreto a firma dell'ex Assessore alla Presidenza,
onorevole Crisafulli, del luglio 2000);
lo Stabilimento, simbolo di Favignana e di tutto l'arcipelago
delle Egadi avrà un utilizzo multifunzionale e tra le sue
peculiarità potrà contare su spazi museali che ne valorizzeranno
gli aspetti storici;
nella fase di recupero dello stabilimento è stata rinvenuta
un'ampia documentazione, a quanto pare considerata di scarso
valore, in quanto abbandonata all'interno dello stabile;
la documentazione riguarda una parte della storia dell'Isola di
Favignana e soprattutto dello Stabilimento Florio e che è
indispensabile appurare attraverso specifico studio da parte di
esperti l'importanza che detta documentazione può avere;
per sapere:
quali iniziative intenda intraprendere per favorire la verifica
delle carte e dei documenti rinvenuti ed il loro possibile
recupero per inserirli in un segmento del museo che racconterà la
storia dell'Isola e dei favignanesi;
se non ritenga che tali carte, documenti e appunti possano
avere il loro valore storico se esaminati con gli strumenti del
sapere scientifico.» (1778)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «Con l'interrogazione numero 1778 l'onorevole Oddo ha
chiesto di conoscere quali iniziative si intendono intraprendere
per verificare i documenti rinvenuti durante le operazioni di
recupero dello stabilimento Florio di Favignana ed il loro
possibile recupero per inserirli in un segmento del museo che
racconterà la storia dell'Isola dì Favignana.
Acquisite le notizie da parte della Soprintendenza di Trapani
che ha seguito i lavori di recupero dello stabilimento Florio, la
stessa ha rilevato che la documentazione cartacea rinvenuta nel
corso dei lavori è stata rimossa dai locali oggetto
dell'intervento e conservata in un area appositamente destinata
in attesa che la stessa, non appena si avrà la disponibilità di
spazi ristrutturati, potrà essere esaminata per valutarne
l'interesse ai fini della conservazione nell'ambito del Museo che
si andrà a realizzare.
Una prima valutazione è stata effettuata sulla miriade di
moduli, modelli e registri in bianco di epoca recente (1960-1970)
e ne sono stati conservati alcuni contenitori come esemplari,
eliminando la parte priva di qualsiasi interesse.
Il rinvenimento più significativo riguarda due tavole ad
acquarello in cattivo stato di conservazione che raffigurano il
fronte a mare dello stabilimento e che sembrano risalire ai primi
anni del 1900. Questi disegni sono stati oggetto di perizia di
restauro effettuata da un esperto del settore, perizia che è
stata programmata per il finanziamento sui capitoli ordinari, non
essendo tale spesa ammissibile con i fondi del P.O.R.»
L'Assessore PAGANO
TUMINO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i
beni culturali e ambientali e per la pubblica istruzione,
premesso che:
nell'ultimo anno si sono verificati alcuni fatti di rilievo su
Villa Romana, e in particolare:
il convegno internazionale sui mosaici nelle Ville Romane del
Mediterraneo;
la definitiva articolazione ed il corretto rispetto dei tempi
del PIT 11, che prevede la spesa di 6 milioni di euro per
l'esterno della Villa del Casale;
il finanziamento di 18,2 milioni di euro per il recupero dei
mosaici e per il rifacimento della copertura; è già pronto il
progetto di massima e c'è il pieno rispetto dei tempi;
la costituzione di una unità anticrisi guidata dal gen.
Conforti per coordinare tutti gli interventi delle diverse
istituzioni interessate alla Villa Romana;
ma anche:
l'assoluto fallimento dell'intervento della società 'Arte e
Vita' per la gestione dei servizi aggiuntivi della Villa;
la sensazione di un'assenza totale del Museo Archeologico della
Villa Romana, con sede a Piazza Armerina, che, con tre dirigenti
architetti (di cui uno direttore), regolarmente
contrattualizzati, avrebbe dovuto avere un decisivo ruolo
tecnico, di servizio e di coordinamento.
considerato che:
è intervenuto l'onorevole Sgarbi, per una strana coincidenza
fra interessi suoi (elezioni europee) ed interessi dell'attuale
sindaco di Piazza Armerina (elezioni comunali), e si è proposto
come il Salvatore' della Villa e delle sue prospettive;
l'Assessore regionale per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione ha colto la presenza del 'Salvatore' e ne ha
assecondato il desiderio di avere 'carta bianca' su tutto ciò che
riguarda la Villa; ha chiesto ed ottenuto dalla Giunta regionale
la nomina di Sgarbi a qualcosa che viene chiamato 'Commissario
per i mosaici della Villa' affidandogli 'il coordinamento delle
progettazioni, delle opere di manutenzione e valorizzazione';
Sgarbi pare sia un ottimo critico d'arte nel campo dei beni
culturali, ma ha mostrato di essere un modesto amministratore
ovunque questo ruolo gli sia stato affidato;
per sapere:
cosa abbia fatto o intenda fare l'Amministrazione regionale:
se voglia commissariare l'inutile (almeno ad oggi) Museo
Archeologico della Villa Romana del Casale;
se intenda sciogliere l'unità anticrisi' coordinata dal gen.
Conforti;
se intenda revocare l'incarico delle progettazioni
dell'intervento regionale sulla Villa (i 18 mil. di Euro) al
Centro regionale per il restauro, dichiarandone implicitamente
l'incapacità, nonostante esso abbia dato prova di efficienza
predisponendo il progetto di massima con l'assoluto rispetto dei
tempi;
se voglia commissariare la Provincia di Enna per tutto ciò che
concerne la realizzazione del PIT 11 (6 mil. di euro per la Villa
e circa 30 mil. per le altre iniziative e per gli otto comuni
interessati) anche se esso è in fase assai avanzata;
se intenda governare la gestione dei servizi aggiuntivi
(fallita con Arte e Vita), attività assai remunerativa che non si
sa come dovrebbe essere conciliata con la presenza dei
commercianti del posto (i bancarellari);
se intenda eliminare la funzione di vigilanza e tutela che la
legge attribuisce alla Sovrintendenza provinciale;
per sapere, altresì:
cosa rea1mente sia stato nominato l'onorevole Sgarbi e quale
significato debba avere tale nomina;
come si concili tale nomina con le competenze degli enti
coinvolti: Assessorato regionale dei beni culturali, Provincia di
Enna, Museo Archeologico della Villa, Sovrintendenza provinciale;
unità di crisi e, per finire, lo stesso comune di Piazza
Armerina;
come l'Amministrazione regionale intenda cautelarsi dinanzi
alla eventualità che un intervento che potrebbe rivelarsi di
grande rilevanza economica possa diventare, al di là delle
volontà dell'onorevole Sgarbi, un grande affare per pochi e,
forse, il fallimento di una grande opportunità che oggi, dopo 50
anni di totale mancanza di interventi, appare un fatto
straordinario ed in fase di concreta realizzazione.» (1782)
Risposta. «Con l'interrogazione numero 1782 l'onorevole Tumino
ha chiesto quali iniziative intende intraprendere il Governo
della Regione in merito alla salvaguardia ed alla gestione della
Villa Romana del Casale e in particolare quale ruolo deve avere
l'onorevole Sgarbi rispetto agli altri Enti coinvolti.
Si rappresenta che lo scrivente si è insediato all'Assessorato
dei Beni Culturali il l settembre 2004 ed ha ereditato la
situazione precedente che vedeva l'onorevole Sgarbi nominato
coordinatore generale degli interventi di conservazione, tutela e
valorizzazione della Villa Romana del Casale con decreto
dell'Assessore pro-tempore del 9 luglio 2004 approvato dalla
Giunta di Governo nel medesimo giorno.
La Villa del Casale oltre ad essere inserita nel P.I.T. n. 11
della Provincia Regionale di Enna, è oggetto di un intervento di
restauro inserito nel programma degli interventi a titolarità
regionale del circuito delle aree archeologiche.
Nel corso del 2003 il Dipartimento regionale ai Beni culturali,
su sollecitazione della "Unità di crisi" presieduta dal Generale
Conforti istituita per far fronte ad alcune incursioni vandaliche
e ad un furto alla biglietteria, ha affidato al Centro regionale
per la Progettazione e il Restauro il compito di redigere un
progetto di restauro della Villa del Casale, individuando nella
persona del Direttore del Museo Archeologico regionale della
Villa Romana del Casale il responsabile del procedimento e nella
Soprintendenza di Enna la stazione appaltante.
Dopo l'inserimento dell'intervento di cui trattasi nel
programma degli interventi a titolarità regionale, nel luglio del
2004 il Centro regionale ha trasmesso il progetto preliminare al
responsabile del procedimento per la verifica prevista dalla
normativa vigente e alla Soprintendenza di Enna per il nulla osta
di rito.
L'iter prevedeva il completamento del progetto esecutivo entro
la fine del 2004, la gara per la scelta del contraente nei primi
mesi del 2005 e la durata dei lavori in 24 mesi, ossia con un
buon margine rispetto alla chiusura del POR Sicilia 2000-2006.
In data 9 luglio 2004 con proprio decreto, l'Assessore per i
Beni culturali pro-tempore ha nominato l'onorevole Sgarbi a
coordinatore di tutti gli interventi da realizzare per la
conservazione, la valorizzazione della Villa del Casale e con
deliberazione del 9 luglio 2004 la Giunta regionale ha preso atto
della nomina.
Dopo una serie di incontri con gli Uffici del Dipartimento e
tutti gli Enti coinvolti sulla gestione e valorizzazione della
Villa del Casale, è intervenuta la legge regionale 28 dicembre
2004, n. 17 che all'articolo 80 ha previsto la nomina di un Alto
Commissario per la valorizzazione della Villa del Casale di
Piazza Armerina per il periodo necessario al completamento degli
interventi sul sito previsti dal POR 2000-2006, che la Giunta
regionale ha individuato nella persona dell'onorevole Sgarbi.»
L'Assessore PAGANO
VILLARI. - «All'Assessore per i beni culturali, ambientali e
per la pubblica istruzione, premesso che nell'Istituto
comprensivo statale di Valverde, in provincia di Catania, per
volontà del dirigente scolastico, si è svolta un'ispezione,
conseguente alla richiesta d'attivazione di un procedimento
disciplinare nei confronti dell'assistente amministrativo sig.ra
Maria D'Amico, che ha condotto alla individuazione di fatti
suscettibili di rilevanza penale tali da indurre il dirigente del
Centro servizi amministrativi (C.S.A) di Catania a rimettere gli
atti alla Procura della Repubblica per l'accertamento dei fatti;
osservato che secondo tale ispezione sembrano emergere
l'ipotesi di falso materiale in atto pubblico in relazione alla
registrazione protocollare ... la cui procedura, reiterata nel
tempo, può ingenerare non pochi dubbi sulla corretta applicazione
dei princìpi di trasparenza e correttezza cui la P.A. deve
ispirare la propria azione amministrativa' e che sarebbero state
individuate responsabilità addebitabili in primo luogo al
dirigente scolastico e al direttore dei servizi generali e
amministrativi;
visto che parallelo procedimento, attivato nei confronti
dell'assistente amministrativo Carlo Manfredini, si è
concluso con l'archiviazione per Manfredini, ma ha portato
l'ispettore incaricato a rilevare altre inadempienze degli stessi
dirigente scolastico e direttore dei servizi generali;
considerato che, nonostante gli esiti dei procedimenti
disciplinari predetti, il dirigente scolastico e il direttore dei
servizi generali e amministrativi non hanno ritenuto di
modificare il proprio atteggiamento insistendo nell'adottare
provvedimenti discriminatori e vessatori nei confronti di
incaricati di pubblico servizio che, con rigore morale e
professionale, hanno segnalato alle competenti autorità quanto
non appare conforme alla corretta applicazione della normativa
vigente;
per sapere:
quali iniziative di verifica siano state disposte e attuate
dall'Ufficio scolastico regionale;
quali azioni l'Amministrazione regionale intenda intraprendere
per accertare e individuare le responsabilità nella conduzione e
gestione dell'Istituto comprensivo statale di Valverde.» (1786)
(L'interrogante chiedo lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «Con l'interrogazione numero 1786 l'onorevole
Villari, premesso che a seguito di ispezione disposta dal
Dirigente scolastico dell'Istituto comprensivo Statale di
Valverde (CT) nei confronti dell'assistente amministrativo sig.ra
Maria D'Amico si sono riscontrati fatti suscettibili di rilevanza
penale, ha chiesto di conoscere quali iniziative sono state
disposte e attuate dall'Ufficio scolastico regionale di Catania e
quali azioni l'Amministrazione regionale intende intraprendere
per accertare e individuare le responsabilità nella conduzione e
gestione dell'Istituto comprensivo statale di Valverde.
Al riguardo il C.S.A. di Catania competente per materia ha
comunicato, a seguito della relazione ispettiva predisposta dal
proprio Dirigente dott. Raimondi dalla quale sono emerse
situazioni suscettive di possibili sanzioni penali, di avere
trasmesso in data 26 gennaio 2004 gli atti alla Procura della
Repubblica di Catania, sospendendo, come previsto dal contratto
collettivo nazionale dei lavoratori per il personale della
scuola, il procedimento disciplinare.
In merito alle presunte irregolarità amministrative del
Direttore dei servizi generali ed amministrativi, nessun
procedimento disciplinare è stato posto in essere in quanto il
capo d'Istituto competente all'avvio del procedimento ha
precisato che non emergono responsabilità a carico dello
Direttore.
Gli Uffici sono ancora in attesa di ricevere notizie
dall'autorità giudiziaria sul procedimento penale a suo tempo
attivato.»
L'Assessore PAGANO
ARDIZZONE. -«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i
beni culturali, ambientali e per la pubblica istruzione, premesso
che:
il Provveditore agli Studi di Messina ha evidenziato che, a
fronte della richiesta di 966 cattedre relative agli insegnati di
sostegno, la Direzione regionale ne ha autorizzato solo 591;
addirittura, per l'anno scolastico 2004-2005, il numero delle
cattedre autorizzate è inferiore a quello dell'anno scolastico
precedente che era pari a 734;
paradossalmente, sebbene ci sia stato, purtroppo, nella
provincia di Messina, un aumento delle istanze per gli insegnanti
di sostegno di 101 unità, non solo non sono state autorizzate
nuove cattedre, ma, addirittura, ne risultano soppresse 143
rispetto all'anno precedente;
considerato che:
la legislazione italiana è una delle più evolute in materia di
servizi alla persona e, nella fattispecie, in materia di
integrazione scolastica degli alunni diversamente abili, ove si
consideri che, in attuazione dei principi generali della legge n.
104 del 1992, deve essere assicurata l'integrazione scolastica
degli alunni handicappati con interventi adeguati al tipo e alla
gravità dell'handicap;
in presenza di handicap particolarmente gravi è addirittura
consentita l'assunzione di insegnanti di sostegno in deroga al
rapporto handicappati con interventi adeguati al tipo ed alla
gravità dell' handicap;
deve essere garantita la continuità educativa degli insegnati
di sostegno in ciascun grado di scuola;
in ottemperanza all'atto di indirizzo e coordinamento relativo
ai compiti delle unità sanitarie locali in materia di alunni
portatori di handicap (D.P.R. 24 febbraio 1994) per ogni alunno
diversamente abile deve essere redatto il cosiddetto P.E.I.
(Piano educativo individualizzato), che è il documento nel quale
vengono descritti gli interventi integrati ed equilibrati tra di
loro, predisposti per l'alunno in situazioni di handicap in un
determinato periodo di tempo, ai fini del diritto all'educazione
e all'istruzione;
il P.E.I. viene redatto congiuntamente dagli operatori sanitari
e dal personale insegnante curriculare e di sostegno della scuola
e, ove presente, con la partecipazione dell'insegnante operatore
psico-pedagogico, in collaborazione con i genitori;
gli stessi soggetti, e, quindi, anche gli insegnanti di
sostegno, in base alla loro esperienza pedagogica, medico
scientifica e di contatto, nella definizione del P.E.I.,
propongono quegli interventi finalizzati alla piena realizzazione
del diritto all'educazione, all'istruzione ed integrazione
scolastica dell'alunno;
con il P.E.I., in particolare si individuano le ore di sostegno
da assegnare per ciascun alunno disabile;
con circolare n. 54 del 6 luglio 2004 del Ministero
dell'Istruzione, si invitavano i Direttori regionali a comunicare
al Ministero ed al Sistema informativo, con riguardo alla materia
del sostegno, ogni variazione in aumento o in diminuzione degli
alunni disabili e dei relativi posti, anche al fine di rendere
edotto il Ministero dell'Economia e di motivare nei confronti
dello stesso eventuali variazioni del numero di posti e di ore
che si rendessero necessari;
nell'anno scolastico precedente numerose famiglie si sono viste
costrette a rivolgersi ai vari Tribunali d'Italia, per avere
riconosciuti i loro legittimi diritti all'istruzione ed
all'educazione dei figli nel numero minimo di ore fissato dai
relativi piani individuali, nella considerazione che
l'attribuzione al minore handicappato di un numero non adeguato
di ore di sostegno didattico si risolve nella ingiustificata
compromissione di un diritto fondamentale dell'individuo
portatore di handicap all'educazione ed all'inserimento
scolastico (ord. Trib. Roma Seconda Sez. Civ. del 12 febbraio
2004);
in provincia di Messina si sono avviate vibrate azioni di
protesta da parte delle famiglie dei minori diversamente abili e
degli insegnati di sostegno, i quali lamentano, i primi, la
lesione del diritto allo studio ed i secondi di quello al lavoro;
per sapere:
se risulti vero che i posti autorizzati per gli insegnanti di
sostegno per la provincia di Messina dal Direttore generale
regionale sono di gran lunga inferiori rispetto alle legittime
richieste;
se ciò fosse vero, anche al fine di evitare inutili e
dispendiosi ricorsi giudiziari, quali urgenti iniziative
intendano intraprendere, in primo luogo presso il Direttore
generale dell'ufficio scolastico regionale per garantire il
diritto allo studio dell'intera popolazione scolastica messinese;
ove vi fossero ingiustificate ragioni economiche, in base a
quali motivi oggettivi ben 375 posti siano stati contratti nella
sola provincia di Messina.» (1829)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con
urgenza)
Risposta. «Con l'interrogazione numero 1829 l'onorevole
Ardizzone ha chiesto di conoscere notizie in ordine alla
soppressione di cattedre degli insegnanti di sostegno della
provincia di Messina.
Al riguardo, occorre preliminarmente rappresentare che la
normativa vigente attribuisce al Ministero dell'Istruzione,
dell'Università e della Ricerca per il tramite del proprio
Ufficio scolastico regionale per la Sicilia, il potere di
autorizzare deroghe per aumentare il numero dei posti previsti
per gli insegnanti di sostegno nelle varie province, rispetto
alla media regionale.
Il Dirigente dell'Ufficio scolastico Regionale al riguardo ha
rappresentato che da anni si assiste ad un generale incremento
dei posti di sostegno in quanto il numero degli alunni in
situazione di handicap è aumentato di circa 1200 unità.
Il dato è in contro tendenza rispetto ai circa 6000 alunni in
meno.
Nel corso del 2005 la Direzione Regionale del MIUR, cui la
legge finanziaria attribuisce il potere di autorizzare le
deroghe, ha rilevato che le richieste pervenute dalle varie
province, se accolte, avrebbero portato in tre province, quali
Messina, Siracusa e Trapani, a rapporti insegnanti di
sostegno/alunni in situazioni di handicap pari a uno, rapporto
differente rispetto alle altre province. La Direzione regionale
del MIUR ha cercato di riallineare, gradualmente, il rapporto
posti/alunni delle varie province alla media regionale. Ciò ha
portato, nella provincia di Messina, ad una riduzione dei posti
rispetto all'anno scolastico precedente.
E' pur vero che in presenza della documentazione si dovrebbero
concedere tutti i posti richiesti anche se questo trasformerebbe
l'autorizzazione della Direzione in una semplice presa d'atto. Ma
l'esame della documentazione presentata dai vari Centri Servizi
Amministrativi di un campione significativo di alunni in
situazione dì handicap per una valutazione dei comportamenti dei
gruppi misti delle scuole delle varie province al fine di
attivare strumenti che rendano il più possibile omogenei i
comportamenti sul territorio escludendo che si considerino
handicap quelli che sono solo disagio sociale o difficoltà di
apprendimento, ha comportato la diminuzione dei posti soprattutto
nella provincia di Messina. Le considerazioni occupazionali
spesse addotte sono rispettabili ma assolutamente estranee a
quelle della tutela dei soggetti in situazione di handicap.»
L'Assessore PAGANO
VITRANO - ORTISI - GALLETTI - MANZULLO - SPAMPINATO. - «Al
Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali ed
ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che da notizie
di stampa si è appreso che l'espletamento del maxiconcorso per
complessivi 797 posti, bandito dall'Assessorato dei beni
culturali ed ambientali della Regione siciliana il 14 aprile del
2000, potrebbe arrivare a conclusione non prima della fine del
2006 o dell'inizio del 2007;
considerato che il protrarsi dei tempi della selezione rischia
di vanificare le legittime aspettative dei concorrenti e di
procurare notevoli danni all'Amministrazione regionale per la
specifica carenza di organico, esponendo i beni culturali della
regione, volano dell'economia turistica e in parte patrimonio
dell'umanità, al reale rischio di danneggiamento o trafugazione;
per sapere se:
per consentire una più rapida selezione dei partecipanti e la
celere definizione delle graduatorie per le varie
specializzazioni, sia auspicabile un aumento del personale con
l'eventuale intervento di operatori qualificati provenienti da
altri assessorati;
il dirigente preposto alla selezione abbia previsto criteri di
priorità per la stesura delle graduatorie per i diversi settori
concorsuali e se i suddetti criteri siano stati rispettati nei
modi e nei tempi;
i tempi per l'espletamento delle selezioni concorsuali già
ultimate siano stati rispettati secondo le previsioni relative
alla programmazione dei medesimi uffici in funzione del carico di
lavoro;
i tempi per la formazione delle graduatorie, così come appreso
dalla stampa, siano definitivi o gli uffici intendano, a tutela
degli interessi della Regione siciliana, renderli più celeri.»
(1830)
Risposta. «Con l'interrogazione numero 1830 gli onorevoli
interroganti hanno chiesto di conoscere notizie in merito ai
tempi di espletamento dei concorsi banditi dall'Assessorato
regionale dei Beni Culturali nell'aprile del 2000.
AI riguardo, occorre premettere che a seguito della revoca
delle Commissioni appositamente istituite per l'espletamento dei
primi 14 concorsi per Dirigente Tecnico, l'Amministrazione dei
Beni Culturali, rilevata la necessità di un cambiamento
strutturale, oltre che procidementale e metodologico, decideva di
avvalersi di quanto disciplinato dall'art. 5 della Legge
regionale 10 ottobre 1994, n. 38 che prevede che "le graduatorie
dei concorsi per soli titoli sono predisposte dagli uffici
dell'ente interessato sotto la responsabilità del capo della
struttura burocratica dello stesso", affidando la responsabilità
della relativa gestione a una struttura dirigenziale intermedia.
La struttura creata appositamente per l'espletamento dei
predetti concorsi ha dovuto nella prima fase necessariamente
provvedere alla formazione del personale ed a creare n. 19
postazioni collegate al Centro Elaborazione Dati per la gestione
informatica delle istanze.
La predetta struttura dal settembre 2002 al gennaio 2003 ha
pubblicato 7 graduatorie provvisorie relative ai concorsi di
Dirigente Tecnico Storico dell'Arte, Archeologo, Chimico, Fisico,
Archivista, Geologo e Paleografo e rese definitive entro l'anno
2004.
Nel corso del medesimo anno 2004 venivano approvate altre 5
graduatorie provvisorie relative ai concorsi di Dirigente tecnico
bibliotecario, Architetto, Etnolinguista, Archivista e Ingegnere.
L'organizzazione della struttura, non consente nell'immediato
di potere implementare il numero delle postazioni di lavoro e
delle risorse umane sia per la difficile reperibilità di
personale adeguato che comunque necessiterebbe di apposita
formazione che per la creazione di ulteriori postazioni collegate
al CED attraverso la rete già esistente presso l'Assessorato.
Pertanto, per la definizione dei concorsi l'Ufficio
responsabile ha proposto l'utilizzo del proprio personale in plus-
orario attraverso progetti obiettivo con particolare riferimento
all'espletamento di 2 concorsi per Assistente Tecnico il cui
numero delle domande di partecipazione è superiore alle 200.000
istanze.
Per i predetti concorsi l'Ufficio responsabile prevede di
potere definire le graduatorie provvisorie entro la fine del
2006.
II criterio di priorità seguito per la trattazione delle
istanze dei vari concorsi è stato quello suggerito dall'esigenza
di potere colmare nel più breve tempo possibile le carenze di
organico di quelle figure professionali oggetto di alcuni
concorsi in itinere che sono stati espletati nel primo biennio di
lavoro.»
L'Assessore PAGANO
TURANO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i
beni culturali e ambientali e per la pubblica istruzione,
premesso che:
la popolazione scolastica è costituita da numerosi alunni
'diversamente abili' alla cui istruzione ed integrazione
scolastica sono deputati gli 'insegnanti di sostegno';
numerosi insegnanti di sostegno, pur avendo avuto attribuito
l'incarico negli anni scorsi, non sono stati riconfermati per
l'anno scolastico 2004/2005 a fronte di una maggiore presenza di
alunni 'diversamente abili' (accresciuta di n. 209 unità rispetto
all'anno scolastico 2003/2004);
considerato che le aspettative di quegli insegnanti, nonché il
diritto all'insegnante di sostegno, vengono mortificati nella
provincia di Trapani con una riduzione di 145 posti, a discapito
di una categoria debole, qual è quella dei 'diversamente abili',
negando loro l'integrazione scolastica ed extra-scolastica;
ritenuto che tale ingiustificato provvedimento non può essere
consentito in quanto lesivo delle aspettative della categoria
degli 'insegnanti di sostegno' e della categoria dei
'diversamente abili', cui verrebbero negati i benefici della
legge 104/1992, che, per questi ultimi, spesso sono determinanti
per l'inserimento nel tessuto scolastico prima e nel mondo del
lavoro poi;
per sapere:
quali motivi abbiano determinato nella provincia di Trapani,
già carente ed arretrata rispetto a molte altre province
siciliane, il consistente 'taglio' di 145 posti di insegnante di
sostegno per l'anno scolastico 2004/2005;
se intendano promuovere un'indagine ispettiva volta ad
individuare, ove ci fossero, eventuali responsabilità
amministrative, civili e penali;
se intendano rimuovere le cause che hanno prodotto i tagli
suddetti che colpiscono gravemente e direttamente una categoria
debole quale quella dei 'diversamente abili'.« (1832)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «Con l'interrogazione numero 1832 l'onorevole Turano
ha chiesto di conoscere notizie in ordine alla soppressione di
cattedre degli insegnanti di sostegno della provincia di Trapani.
Al riguardo, occorre preliminarmente rappresentare che la
normativa vigente attribuisce al Ministero dell'Istruzione,
dell'Università e della Ricerca, per il tramite del proprio
Ufficio scolastico regionale per la Sicilia, il potere di
autorizzare deroghe per aumentare il numero dei posti previsti
per gli insegnanti di sostegno nelle varie province, rispetto
alla media regionale.
II Dirigente dell'Ufficio scolastico Regionale al riguardo ha
rappresentato che da anni si assiste ad un generale incremento
dei posti di sostegno in quanto il numero degli alunni in
situazione di handicap è aumentato di circa 1200 unità. Il dato è
in contro tendenza rispetto ai circa 6000 alunni in meno.
Nel corso del 2005 la Direzione Regionale del MIUR, cui la
legge finanziaria attribuisce il potere di autorizzare le
deroghe, ha rilevato che le richieste pervenute dalle varie
province, se accolte, avrebbero portato in tre province, quali
Messina, Siracusa e Trapani, a rapporti insegnanti di
sostegno/alunni in situazioni di handicap pari a uno, rapporto
differente rispetto alle altre province. La Direzione regionale
del MIUR ha cercato di riallineare, gradualmente, il rapporto
posti/alunni delle varie province, alla media regionale. Ciò ha
portato, nella provincia di Trapani, ad una riduzione dei posti
rispetto all'anno scolastico precedente.
E' pur vero che in presenza della documentazione si dovrebbero
concedere tutti i posti richiesti anche se questo trasformerebbe
l'autorizzazione della Direzione in una semplice presa d'atto. Ma
l'esame della documentazione presentata dai vari Centri Servizi
Amministrativi di un campione significativo di alunni in
situazione di handicap per una valutazione dei comportamenti dei
gruppi misti delle scuole delle varie province al fine di
attivare strumenti che rendano il più possibile omogenei i
comportamenti sul territorio escludendo che si considerino
handicap quelli che sono solo disagio sociale o difficoltà di
apprendimento, ha comportato la diminuzione dei posti anche nella
provincia di Trapani. Le considerazioni occupazionali spesse
addotte sono rispettabili ma assolutamente estranee a quelle
della tutela dei soggetti in situazione di handicap.»
L'Assessore PAGANO
SAMMARTINO - FORMICA - INCARDONA. - «Al Presidente della
Regione e all'Assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione, premesso che:
il diritto allo studio è un diritto sancito dalla Costituzione;
che lo sviluppo culturale, civile ed economico della nostra
comunità è strettamente connesso al corretto funzionamento delle
istituzioni scolastiche e che le direttive europee considerano
prioritario il settore della scuola, dell'informazione e
della formazione;
in base alle ripetute sentenze della Corte Costituzionale e
all'art. 1 del D.P.R. nr. 246/1985 Norme di attuazione dello
Statuto della Regione siciliana in materia di pubblica
istruzione è sancito il principio che: 'Nel territorio della
Regione siciliana le attribuzioni degli organi centrali e
periferici dello Stato in materia di pubblica istruzione... sono
esercitate dall'Amministrazione regionale a norma dell'art. 20 ed
in relazione all'art. 14, lettera r e all'art. 17, lettera d
dello Statuto della Regione siciliana;
ad oggi, i responsabili degli uffici periferici della pubblica
istruzione dello Stato che insistono sul territorio della Regione
siciliana e segnatamente l'Ufficio scolastico regionale e i CSA
(Centri Servizi Amministrativi) non sono stati in grado di
garantire l'ufficiale regolarità delle graduatorie
d'insegnamento, in quanto, pur di dimostrare al Ministro Letizia
Moratti il rispetto dei termini degli atti propedeutici al
regolare inizio dell'anno scolastico, hanno permesso la
pubblicazione di graduatorie palesemente inattendibili;
l'inattendibilità delle suddette graduatorie è dimostrata dalle
migliaia di ricorsi presentati al CSA di Palermo dai moltissimi
docenti che si sono ritrovati con il punteggio indebitamente
ridotto o indebitamente aumentato, soprattutto quelli che hanno
presentato la loro domanda anche attraverso internet, punteggi
che, nel secondo caso, difficilmente verranno segnalati con il
conseguente stravolgimento delle graduatorie;
considerato che:
per tutti i motivi sopra elencati, non è stato garantito il
principio di legalità e trasparenza e il rispetto della dignità
dei docenti, i quali, ancora oggi, in attesa dell'assegnazione
degli incarichi, sono costretti a bivaccare presso gli uffici dei
provveditorati (CSA) e quindi ad un umiliante trattamento;
l'ingiustificabile ritardo nell'assegnazione degli incarichi ha
come ulteriore e drammatica conseguenza lo slittamento di un anno
delle immissioni in ruolo dei docenti e la perdita dello
stipendio sino alla avvenuta nomina per tutti;
a causa dell'erronea valutazione del punteggio, l'affidamento
degli incarichi ai docenti avrà come inevitabile risultato la
sostituzione di gran parte degli stessi nel corso dell'anno
scolastico, con evidenti danni all'intero sistema
dell'istruzione;
lo stesso ritardo di cui sopra colpisce anche gli insegnanti di
sostegno e quindi danneggia direttamente le fasce più deboli e
bisognose della nostra società;
per sapere quali provvedimenti urgenti intendano adottare per
cercare di riparare, da una parte, per quanto possibile, i danni
morali e materiali subiti dagli addetti e dagli utenti del mondo
della scuola e causati dalla manifesta incompetenza degli uffici
preposti, e, dall'altra, per impedire che le stesse inefficienze
possano ripetersi in futuro.» (1838)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «Con l'interrogazione numero 1838 gli onorevoli
interroganti hanno chiesto di conoscere notizie circa
l'attendibilità delle graduatorie degli insegnanti della
Provincia di Palermo.
Circa le graduatorie permanenti pubblicate dai Centri di
Servizio della Sicilia nell'anno scolastico 244/2005 è opportuno
ricordare che, dietro interventi del Parlamento nazionale, sono
state modificate tre volte le regole che sono alla base della
formazione delle graduatorie e ciò, insieme a note disfunzioni
del sistema meccanografico del Ministero Pubblica Istruzione, ha
portato a ritardi nelle nomine.
Si è trattato di un problema nazionale che, in Sicilia, non ha
causato gravi difficoltà sul regolare inizio dell'anno scolastico
dato che le nomine sono state completate entro il mese di
settembre e le lezioni sono iniziate il 22.
II numero dei ricorsi fondati non è stato particolarmente alto
e non vi è stato alcun balletto di docenti.
Anche le immissioni in ruolo che hanno avuto effetto solo
giuridico non hanno danneggiato i docenti che hanno comunque
avuta conferita una supplenza annuale.»
L'Assessore PAGANO
VILLARI - SPEZIALE - ZAGO - DE BENEDICTIS. - «Al Presidente
della Regione e all'Assessore per i beni culturali ed ambientali
e per la pubblica istruzione, premesso che:
il Comune di Catania ha predisposto il progetto di 'Recupero e
valorizzazione del verde storico Giardino Bellini' per una
migliore fruibilità anche ai fini ludico-spettacolari;
tale progetto è inserito tra quelli da finanziare attraverso
gli 'Interventi a regia regionale POR Sicilia 2000-2006 asse 2 -
Recupero funzionale - Recupero e fruizione del patrimonio
culturale e ambientale - Azione 3 - Itinerario del verde storico
e del paesaggio';
l'importo complessivo della spesa previsto dal progetto si
aggira intorno ai 19,5 milioni di euro per interventi che
dovrebbero essere soltanto di recupero e manutenzione
straordinaria, atteso che il giardino è già esistente;
in questi ultimi mesi a Catania un ampissimo movimento di
opinione, rappresentato da uno schieramento di ventiquattro
associazioni riunite nel 'coordinamento di difesa della Villa
Bellini', contesta in modo argomentato e serio il suddetto
progetto;
la qualità intrinseca del Giardino Bellini lo pone a pieno
titolo tra i giardini storici, per cui esso può essere soggetto
soltanto a interventi manutentivi che non ne modifichino
l'assetto, in base al Decreto legislativo 42/2004 e secondo le
direttive della Carta di Firenze (l'art. 9 prescrive infatti che
la salvaguardia dei giardini storici impone interventi
differenziati, quali la manutenzione, la conservazione, il
restauro. Si può eventualmente raccomandare il ripristino.
L'autenticità di un giardino storico concerne sia il disegno e il
volume delle sue parti che la sua decorazione o la scelta degli
elementi vegetali o minerali che lo costituiscono ; mentre l'art.
15 prescrive che ogni restauro e, a maggior ragione, ogni
ripristino di un giardino storico dovrà essere intrapreso solo
dopo uno studio approfondito che vada dallo scavo alla raccolta
di tutta la documentazione concernente il giardino e i giardini
analoghi in grado di assicurare il carattere scientifico
dell'intervento );
il 'coordinamento' ha promosso una petizione, sottoscritta fino
ad oggi da più di seimila cittadini, nella quale si chiede la
modifica del progetto;
alle proteste del 'coordinamento' e alla suddetta petizione
sono seguiti:
a) un incontro tra le associazioni e il precedente assessore
per i beni culturali, onorevole Granata, il quale aveva mostrato
massima disponibilità per un riesame approfondito del progetto;
b) alcuni incontri con l'Amministrazione nei quali essa si era
mostrata disponibile alla revisione del progetto;
è ormai palese che il progetto vada rivisto nell'ottica del
ridimensionamento degli interventi e del conseguente costo;
per sapere:
se non ritengano di dovere sottoporre il progetto ad
un'ulteriore analisi e alla eventuale revisione dei visti
concessi al fine di riportarlo entro più corretti ambiti di
salvaguardia, come dovuto in base alle leggi di tutela sui beni
architettonici e ambientali e come richiesto dai cittadini;
se non valutino opportuno rivedere la graduatoria relativa al
POR Sicilia 2000-2006 asse 2 azione 3 o per un'eventuale
esclusione del progetto di modifica della Villa Bellini di
Catania o per la necessaria riduzione degli interventi e dunque
dei costi in esso previsti, cosa che consentirebbe oltre che un
giusto ridimensionamento delle risorse previste anche
l'inclusione di progetti di altri comuni ed enti, quali, solo per
citare un esempio concreto, il 'Museo del mare' del comune di
Riposto utilmente inserito nella graduatoria di cui sopra.»
(1894)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «Con l'interrogazione numero 1894 gli onorevoli
interroganti hanno chiesto di conoscere se non si ritiene di
dovere sottoporre il progetto di recupero e valorizzazione del
verde storico Giardino Bellini di Catania ad un'ulteriore analisi
ed alla eventuale revisione per una serie di motivazioni
rappresentate nella stessa interrogazione.
Al riguardo, si rappresenta che il progetto esecutivo per il
recupero e valorizzazione del verde storico Giardino Bellini per
una migliore fruibilità anche ai fini ludico-spettacolari, è un
progetto presentato dall'Ufficio appositamente creato all'interno
della Direzione Lavori Pubblici del Comune di Catania
finanziabile con i fondi del POR 2000-2006.
Il progetto è stato più volte rimodulato per le motivazioni di
non coerenza rappresentate dal Dipartimento ai Beni Culturali i
cui Uffici attendono la documentazione necessaria ed il relativo
progetto aggiornato ed adeguato secondo le indicazioni fornite
dal predetto Dipartimento.
II progetto, pertanto, attende ancora il parere della
Soprintendenza ai Beni Culturali di Catania che ha il compito di
verificarne la fattibilità secondo i vincoli e la normativa
vigente in materia.
Considerato che il programma POR 2000-2006 volge a conclusione
e che non è possibile accumulare ulteriori ritardi che potrebbero
compromettere la perdita di fondi provenienti dal POR,
l'Assessorato dei Beni Culturali ha provveduto a diffidare il
Comune di Catania affinché si adoperi a modificare il progetto e
consentire l'emissione del provvedimento di finanziamento ed
impegno delle somme necessarie per la realizzazione
dell'intervento.
Allo stato attuale solo l'eventuale rinuncia da parte del
Comune di Catania potrebbe comportare uno scorrimento delle
graduatorie e consentire di destinare le somme previste ad altri
progetti già valutati positivamente ed inserite nella
graduatoria.»
L'Assessore PAGANO
FERRO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i
beni culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione,
premesso che:
l'art. 53 della l.r. 20/2003 autorizza l'Assessore regionale
per i beni culturali a corrispondere un contributo annuo al
comitato regionale siciliano della Lega italiana dei diritti
dell'uomo (LIDU) con sede a Catania;
come previsto dalla norma l'erogazione del contributo è
successiva alla presentazione del programma di attività e del
piano finanziario per l'anno di riferimento;
rilevato che:
gli iscritti lamentano di non essere mai stati convocati per un
congresso regionale;
per sapere:
quali siano i criteri e le modalità di erogazione del
contributo previsto dalla normativa;
se non ritengano opportuno avviare un'indagine conoscitiva
della situazione tecnico-contabile dell'Associazione, considerato
che non risulta che alcun organo abbia approvato i bilanci
consuntivi e preventivi dell'Ente, come previsto dalla normativa
vigente;
quali siano stati i criteri elettivi del presidente regionale,
considerato che, a quanto pare, non è mai stato convocato un
congresso.» (1915)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con
urgenza)
Risposta. «Con l'interrogazione numero 1915 l'onorevole Ferro
ha chiesto notizie circa le modalità di erogazione del contributo
a favore della Lega Italiana dei Diritti dell'Uomo (LIDU) con
sede a Catania, nonché quali siano i criteri di approvazione dei
bilanci e di elezione del presidente dell'associazione.
Al riguardo, si comunica che la legge regionale n. 20 del 3
dicembre 2003 autorizza l'Assessore regionale per i Beni
Culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione a
corrispondere, previa presentazione del programma di attività e
del piano finanziario, un contributo annuo in favore del Comitato
Regionale di Amnesty International con sede in Palermo,
dell'Associazione Meter Onlus con sede in Avola e del Comitato
Regionale siciliano della Lega Italiana dei Diritti dell'Uomo
(LIDU), per il perseguimento delle finalità proprie in difesa dei
diritti umani e civili e la lotta ad ogni violenza e criminalità.
I criteri e le modalità di erogazione del contributo sono
regolamentati dalla circolare n. 5 del 16 febbraio 2004 che
prevede il versamento di una prima quota pari al 60 per cento
delle somme previste dal capitolo corrispondente n. 377752, a
seguito della presentazione di un piano dettagliato del programma
da realizzare, del bilancio di previsione dell'anno e del
bilancio consuntivo dell'anno precedente entrambi con relativo
verbale di approvazione e l'erogazione del saldo, entro 60 giorni
dall'ultimazione del programma, a seguito della rendicontazione
delle spese effettuate.
Per quanto riguarda i criteri selettivi del Presidente
regionale, precisando che in ogni caso si tratta di regole che
afferiscono a criteri previsti liberamente nel proprio statuto
dalla singola associazione, agli atti in possesso degli Uffici
risulta che proprio verbale, il Congresso della LIDU che si è
svolto il 6 gennaio 2005 a Catania, i soci presenti hanno
rinnovato le cariche sociali e hanno riconfermato per i prossimi
cinque anni come Presidente del Comitato regionale siciliano il
dott. Placido Quercia. Nella stessa seduta è stato approvato il
bilancio consuntivo dell'esercizio 2004 ed il bilancio preventivo
dell'esercizio 2005, inviati regolarmente al Dipartimento Beni
Culturali unitamente agli allegati previsti dalla normativa.
Relativamente al fatto che gli iscritti lamentano di non essere
stati convocati per un congresso regionale, ciò attiene a
dinamiche interne della singola Associazione nelle quali
l'amministrazione regionale difficilmente può entrare nel merito.
Se alcuni soci ritengono di essere stati lesi dai loro diritti
possono adire le autorità competenti previsti dalla legge.
Si rappresenta, comunque, che gli Uffici del Dipartimento
provvedono periodicamente ad effettuare visite ispettive agli
Enti destinatari di contributi regionali che la legge assegna e
che vengono dallo stesso erogati.»
L'Assessore PAGANO
VILLARI. - «All'Assessore per i beni culturali ed ambientali e
per la pubblica istruzione, premesso che la 1. reg. n. 20 del
25.11.2002 'Interventi per l'attuazione del diritto allo studio
universitario in Sicilia ...' prevede, tra l'altro, agli artt.
8-9-10-11-12-13-14 l'istituzione degli Enti regionali per il
diritto allo studio universitario (ERSU) per ogni provincia
siciliana sede di ateneo;
ricordato che gli stessi articoli disciplinano finalità,
attribuzioni, poteri, funzioni e organizzazione dei consigli di
amministrazione degli Enti per il diritto allo studio;
visto, in particolare, l'art. 10 della predetta legge che
prevede la costituzione del consiglio di amministrazione di
ciascun Ente nelle sedi degli atenei siciliani;
ricordato che tale consiglio è nominato con decreto
dell'Assessore regionale per i beni culturali ed ambientali e per
la pubblica istruzione prevedendo al suo interno, tra l'altro,
(lettera e) la rappresentanza degli studenti che non si trovano
oltre il secondo anno fuori corso dalla data di prima
immatricolazione;
verificato che ancora oggi detti consigli di amministrazione
non sono stati nominati, vanificando l'operatività della legge, e
ciò nonostante le rappresentanze degli studenti siano state già
regolarmente elette con voto democratico negli atenei di
appartenenza;
sottolineato che i consigli di amministrazione delle vecchie
Opere Universitarie (oggi ERSU) sono già scaduti da mesi
determinando una grave situazione di empasse e che dopo le
elezioni universitarie avvenute nel mese di marzo gli uffici
elettorali delle università hanno trasmesso i nominativi degli
eletti all'Assessorato regionale per i beni culturali ed
ambientali e per la pubblica istruzione (per esempio a Catania
ciò è avvenuto il 24 maggio c.a.);
per sapere per quali ragioni ancora oggi non si proceda alla
nomina nei consigli di amministrazione degli ERSU delle
rappresentanze studentesche già elette ed in particolare non si
risponda alle forti sollecitazioni che provengono dal mondo
studentesco e, più in generale, da quello universitario.» (1927)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con
urgenza)
Risposta. «Con l'interrogazione numero 1927 l'onorevole
interrogante ha chiesto di conoscere per quali ragioni non si
procede alla nomina nei Consigli di Amministrazione degli
E.R.S.U. delle rappresentanze studentesche già elette.
Al riguardo, si rappresenta che la nomina dei tre
rappresentanti degli studenti in seno ai Consigli di
Amministrazione degli E.R.S.U. di Palermo e Catania è avvenuta
con Decreti Assessoriali n. 1106/XVII del 6 dicembre 2004 (PA) e
n. 1031/XVII del 24 novembre 2004 (CT), mentre fa eccezione
I'E.R.S.U. di Messina, í cui rappresentanti di nomina rettoriale
decaduti in data 31 dicembre 2004 e prorogati fino al 31 marzo
2005, non risultano a tutt'oggi essere stati nominati dal Rettore
dell'Università di Messina.»
L'Assessore PAGANO
VILLARI. - «All'Assessore per i beni culturali ed ambientali e
per la pubblica istruzione, premesso che:
con leggi regionali n. 2 del 26.03.2002, art. 35 e n. 20 del
2002, art. 35, è stata disposta la trasformazione in Fondazione
dell'E.A.R. Teatro Massimo Bellini di Catania;
il Teatro etneo è attualmente costretto ad operare all'interno
di una delicata ed interminabile fase legata ad una assolutamente
non facile trasformazione dell'Ente in Fondazione con
connotazione giuridica regionale;
ritenuto che per il Teatro su menzionato non esisteva né esiste
alcun obbligo a detta trasformazione, così come previsto dal D.L.
24.11.2000, n. 345, coordinato con la legge di conversione
26.01.2001, n. 6, il quale fa obbligo di trasformazione
unicamente per gli Enti Lirici disciplinati dal Titolo II della
legge 14.08.1967, n. 800, mentre il Bellini di Catania è
regolamentato dal Titolo III della precitata legge (Teatri di
tradizione);
rilevato che:
i soci fondatori Comune e Provincia di Catania partecipano con
stanziamenti finanziari minimi e comunque insufficienti alla
bisogna;
il bilancio del Teatro Massimo Bellini è uno dei pochi in
pareggio tra tutti i Teatri liricosinfonici italiani;
ad oggi, tra l'altro, non è stato attribuito da parte della
Regione alcun immobile del valore non inferiore a 1.500 migliaia
di euro', quale apporto della Regione siciliana al patrimonio di
quella che doveva essere l'istituenda fondazione ai sensi
dell'art. 51 della legge regionale 3.12.2003, n. 20;
il presupposto per l'istituzione della Fondazione, consistente
nella disponibilità di privati a partecipare con proprio apporto
finanziario, risulta inesistente; tutte le organizzazioni
sindacali di settore (SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL, UGL,
CISAS E CISAL) hanno da sempre espressamente manifestato la loro
motivata ed unanime contrarietà a detta trasformazione;
essendo trascorsi, ad oggi, ormai due anni, non può neppure
procedersi alla nomina e all'insediamento del Consiglio di
Amministrazione dato che non si è ottemperato a quanto previsto
in materia dagli articoli 14 e 2699 del Codice Civile, art. 3
delle disposizioni di attuazione del Codice Civile, e con gli
artt. 1-3-4-8-11 del DPR 10.02.2000, n. 361;
nessuna norma a tutela del personale dipendente del Teatro è
stata prevista nella legge regionale di trasformazione n. 2 del
26.03.2002 in analogia a quanto previsto dall'art. 37 della
precitata legge per i dipendenti dell'Ente Acquedotti Siciliani;
preso atto che, a fronte della su esposta critica situazione di
stallo, determinatasi per una insufficiente valutazione
preventiva relativa alla opportunità o meno di detta
trasformazione, che, perdurando, sta già determinando una
destabilizzazione del Teatro lirico etneo;
per sapere:
se non ritenga opportuno procedere, alla luce delle superiori
considerazioni, alla revoca della trasformazione dell'Ente in
questione in Fondazione con contestuale ripristino della
operatività della legge regionale n. 19 del 16.04.1986,
istitutiva dello stesso, sia pure rivisitata, che ha garantito
fino ad oggi il funzionamento del Teatro lirico etneo a fronte
della 'sperimentata' trasformazione in Fondazione del Teatro
Massimo di Palermo, il cui esito non ha bisogno di ulteriori
commenti;
per quali ragioni a due richieste di incontri, formalmente
sollecitati dalle organizzazioni sindacali su citate, non sia
stata ancora data alcuna risposta di fronte alla pur urgente e
necessaria esigenza di chiarimento.» (1929)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con
urgenza)
Risposta. - «Con l'interrogazione numero 1929 l'onorevole
Villari ha chiesto di conoscere se il Governo della Regione non
ritenga opportuno procedere alla revoca della trasformazione
dell'Ente Teatro Massimo Bellini di Catania in Fondazione e le
ragioni che non hanno permesso l'incontro con i sindacati dei
lavoratori dell'Ente che lamentano la mancata previsione nella
legge regionale di una norma a tutela degli stessi.
Al riguardo, si rappresenta che la trasformazione in fondazione
dell'Ente Autonomo Teatro Massimo Bellini di Catania è stata
disposta con provvedimento legislativo e più precisamente con la
legge regionale n. 2 del 26 marzo 2002 approvata dall'Assemblea
Regionale Siciliana e, pertanto, l'eventuale ripristino della
precedente disciplina deve avvenire con una altra norma
legislativa o di modifica o di abrogazione dell'esistente.
Nel merito, non si ritiene giustificata la preoccupazione dei
sindacati, in quanto sostanzialmente ed economicamente la
trasformazione in fondazione di un ente lirico-sinfonico non può
avere alcun riflesso negativo. Né tanto meno il personale allo
stato in servizio presso l'Ente perderebbe in alcun modo le
prerogative di cui gode attualmente, vieppiù ove si consideri che
l'attuale stabilità economica dell'Ente, soprattutto se
confrontata con gli altri Enti della medesima categoria presenti
nel territorio regionale, è garantita dal cospicuo contributo
dell'Assessorato dei Beni Culturali.»
L'Assessore PAGANO
VILLARI - SPEZIALE. - «Al Presidente della Regione,
all'Assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
con delibera del Consiglio comunale di Licodia Eubea (CT) del
30 ottobre 2002 è stata approvata la riperimetrazione del
progetto di istituzione del parco archeologico Collina del
calvario' e di recupero del complesso rupestre di Grotta dei
santi', inserito nel P.I.T. n. 16 Le economie del turismo
Calatino sud Simeto, in variante allo strumento urbanistico
vigente;
con nota prot. n. 3396 del 22.09.2003 la Soprintendenza per i
beni culturali ed ambientali di Catania ha espresso parere
favorevole al progetto su richiesta dell'Agenzia di Sviluppo
Integrato di Caltagirone;
il sindaco del comune interessato, con avviso pubblico del
2.03.2004, ha reso noto che gli atti relativi al progetto sono
stati depositati per venti giorni consecutivi ai sensi e per gli
effetti della legge regionale n. 71/1978;
nei termini di legge sono pervenute due opposizioni della ditta
Ballirò-Cannata e della ditta Ballirò-Caruso;
in data 20.04.2004 il Consiglio comunale di Licodia Eubea con
delibera n. 22 avente per oggetto Parco archeologico Collina del
calvario e recupero del complesso rupestre di Grotta dei santi,
deduzioni e opposizioni ha rigettato all'unanimità le opposizioni
delle ditte ricorrenti, concordando con quanto espresso
dall'Ufficio tecnico comunale del settore urbanistico;
durante la Conferenza dei servizi dell'8.06.2004, tenutasi a
Caltagirone presso i locali dell'Ufficio unico del P.I.T. n. 16,
in presenza del geometra Pietro Signorino in rappresentanza
dell'A.R.T.A., dell'architetto Carmelina Vito Coco in
rappresentanza del Genio civile di Catania, del sindaco Nunzio Li
Rosi e dell'ingegnere Valentino Busacca in rappresentanza del
comune di Licodia Eubea, della dottoressa Elisabetta Caprioli in
rappresentanza dell'Ufficio unico del P.I.T. n. 16 ed in assenza
della Soprintendenza per i beni culturali ed ambientali di
Catania, è stato approvato il progetto definitivo in variante
allo strumento urbanistico, stralciando dalle previsioni
progettuali le aree di proprietà delle ditte Ballirò-Cannata e
Ballirò-Caruso su parere n. 23/S.4 del 24.05.2004 rilasciato dal
Dipartimento urbanistica dell'A.R.T.A.;
il sindaco Nunzio Li Rosi ha dichiarato nella suddetta
Conferenza di servizi che il parere dell'A.R.T.A. corrisponde
integralmente alla volontà ed al pensiero dell'amministrazione
comunale, in evidente contraddizione con la dichiarazione nella
stessa Conferenza dell'ingegnere Valentino Busacca (comune di
Licodia Eubea) che, riguardo alle opposizioni in questione, ha
riferito che il Consiglio comunale le ha rigettate nel merito con
deliberazione n. 22 del 20.04.2004, in conformità alla proposta
dell'Ufficio tecnico;
con delibera di Giunta municipale n. 117 del 13.09.2004 la
stessa Giunta ha approvato il progetto rielaborato secondo le
prescrizioni della Conferenza di servizi;
considerato che:
le aree stralciate della Collina del calvario sono da ritenersi
di notevole valore archeologico in quanto in esse insiste una
necropoli sicula datata V-VI secolo a.C., rinvenuta e studiata
nei primi anni del 1900 dall'archeologo di fama mondiale Paolo
Orsi;
negli anni '90 la stessa area è stata oggetto di interventi di
manutenzione e tutela da parte della Soprintendenza per i beni
culturali ed ambientali di Catania;
al progetto del Parco archeologico viene a mancare, con lo
stralcio effettuato, la parte più importante e significativa di
un area di notevole interesse archeologico;
per sapere:
se non ritengano indispensabile intervenire con sollecitudine
affinché siano poste in essere iniziative urgenti per far sì che
venga ripensato lo stralcio sopra citato, peraltro effettuato non
tenendo in considerazione il parere contrario della
Soprintendenza per i beni culturali ed ambientali di Catania
nonché la unanime volontà contraria del Consiglio comunale di
Licodia Eubea ed il parere contrario del responsabile
dell'Ufficio tecnico, settore urbanistico, dello stesso comune,
senza alcuna motivazione scientifica, causando un evidente
prevalere di interessi di pochi a discapito della collettività .»
(1930)
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «Con l'interrogazione numero 1930 gli onorevoli
interroganti hanno chiesto di conoscere se si ritenga
indispensabile intervenire affinché siano poste in essere
iniziative urgenti per modificare il progetto del Parco
archeologico "Collina del Calvario" e di recupero del complesso
rupestre di "Grotta dei Santi" inserito nel P.I.T. n. 16 "Le
economie del turismo Calatino sud Simeto" a seguito dello
stralcio sulle stesso eseguito e che ha eliminato dal progetto le
aree di proprietà delle ditte Ballirò-Cannata e Ballirò-Caruso.
Al riguardo, si deve effettuare una breve disamina della
questione che coinvolge solo in parte l'Assessorato dei Beni
Culturali e per esso la Soprintendenza ai Beni Culturali di
Catania.
Il Comune di Licodia Eubea dispone di un programma di
fabbricazione approvato con Decreto dell'Assessore regionale per
il Territorio e l'Ambiente n.7 del 21 gennaio 1977 ed ha in corso
l'iter per l'adozione di un piano regolatore generale.
Con delibera del 30 ottobre 2002 ha approvato la
riperimetrazione del progetto di istituzione del parco
archeologico Collina Calvario in variante allo strumento
urbanistico vigente.
Lo schema di massima del nuovo PRG in fase di adozione,
approvato con delibera di Consiglio Comunale n.2 del 10 gennaio
2003, ha previsto per l'area "Collina Calvario" oggetto
dell'intervento PIT, una destinazione urbanistica finalizzata
alla realizzazione di un parco archeologico.
A seguito dell'avvenuto finanziamento del progetto con il PIT
16, come correttamente richiamato nell'interrogazione in
argomento, l'Ufficio Tecnico del Comune ha avviato le procedure
per l'approvazione del progetto in variante, disponendo la
pubblicazione del progetto di riqualificazione dell'area
archeologica oggetto del finanziamento PIT.
Le opposizioni intervenute, riguardanti due particelle
ricadenti nell'area interessata di proprietà delle ditte Ballirò-
Cannata e Ballirò-Caruso, sono state rigettate dal Consiglio
Comunale con deliberazione n. 22 del 20 aprile 2004, in
conformità a quanto proposto dallo stesso Ufficio Tecnico.
In data 8 giugno 2004, su richiesta del Sindaco di Licodia
Eubea, è stata convocata la Conferenza di Servizi ai sensi
dell'art. 14 della legge 241/90 per l'approvazione della variante
allo strumento urbanistico, anche al fine di rendere compatibili
i tempi di realizzazione dell'intervento con il cronoprogramma
presentato per il finanziamento PIT.
In quella sede sono intervenuti l'Assessorato Regionale
Territorio ed Ambiente, il Genio Civile di Catania, il Sindaco
del Comune di Licodia Eubea ed il dirigente dell'Ufficio Tecnico
dello stesso Comune, in qualità di responsabile di procedimento.
Nel corso della riunione si è preso atto del parere della
Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Catania,
ancorchè assente, espresso in data 22 settembre 2003, con il
quale veniva espresso parere favorevole alla realizzazione
dell'intervento in oggetto.
Gli intervenuti hanno espresso parere favorevole alla
approvazione del progetto in variante accettando la condizione
posta dall'Assessorato regionale del Territorio ed Ambiente che
si è espresso in quella sede emettendo un parere favorevole con
specificazioni, che si riporta testualmente: In conformità al
parere n.23/S.4 del 24 maggio 2004 reso dal Dipartimento
Urbanistica, poiché gli interventi progettuali, tesi alla
valorizzazione complessiva di particolari beni ambientali,
storico-archeologici insistenti nel Comune di Licodia Eubea,
ricadendo in zona agricola nel vigente Programma di
Fabbricazione, sono in linea di massima compatibili con l'assetto
territoriale, è da ritenersi ammissibile il progetto del parco
archeologico Collina del Calvario e recupero della Grotta dei
Santi, a condizione che vengano stralciate dalle previsioni di
progetto le aree di proprietà delle ditte Ballirò-Cannata e
Ballirò-Caruso intestatarie delle opposizioni presentate avverso
il medesimo progetto, con le avvertenze riportate nel medesimo
parere n.23/2004 .
La Conferenza di servizi ha deliberato l'approvazione del
progetto in variante con le prescrizioni indicate
dall'Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente, ancorchè non
coincidenti con il deliberato del Consiglio Comunale.
Non risulta, pertanto, che vi sia stato un parere contrario
della Soprintendenza ai Beni Archeologici, Culturali ed
Ambientali di Catania - che ha prestato parere favorevole sul
progetto - né è stata manifestata nel corso della Conferenza di
Servizi alcuna volontà contraria da parte dell'Ufficio Tecnico
Comunale.»
L'Assessore PAGANO
PANARELLO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per i
beni culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione e
all'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso che la
Soprintendenza di Messina ha denunciato il rischio che si perda
il finanziamento europeo di circa 11 milioni di euro per il
recupero della Real Cittadella di Messina;
considerato che:
il responsabile del procedimento, autorizzato dal
Soprintendente, addebita all'Assessorato regionale del territorio
e ambiente la responsabilità dei ritardi e della paventata
perdita del finanziamento;
la reazione della Soprintendenza è determinata dalla richiesta
dell'Assessorato territorio e ambiente di approfondite le analisi
geologiche, in relazione all'ipotesi progettuale di utilizzare il
materiale di scavo per il ripascimento della vicina costa marina;
tale richiesta, giudicata pretestuosa dalla Soprintendenza,
sembrerebbe motivata dal fatto che nell'area interessata insiste
un progetto di bonifica predisposto dal comune di Messina e
nell'area contigua (utilizzata dalla ex SMEB per la degassifica e
sottoposta a sequestro giudiziario) è stato definito, da parte
della struttura commissariale regionale, un impegnativo
intervento di disinquinamento affidato a Sviluppo Italia;
la predetta richiesta di approfondimenti è stata trasmessa
dall'Assessorato del territorio nel luglio 2004 e viene
contestata dalla Soprintendenza di Messina a distanza di quattro
mesi;
lo scontro pubblico tra uffici della stessa amministrazione
oltre che gettare discredito sulla Regione ha creato vivissimo
allarme nell'opinione pubblica;
il recupero della Real Cittadella è un'opera di grande
rilevanza culturale, urbanistica e ambientale;
per sapere:
se non ritengano urgente promuovere una rigorosa indagine sugli
Uffici regionali interessati, al fine di accertare e sanzionare
eventuali ritardi, inadempienze ed omissioni rispetto a tutto
l'iter procedurale del progetto di recupero della Real
Cittadella;
se non valutino opportuno, tenuto conto del rischio incombente
di perdere il finanziamento europeo, di indire immediatamente un
incontro tra tutti i soggetti interessati (coinvolgendo la
struttura commissariale per gli aspetti che riguardano
l'inquinamento ambientale) per superare le difficoltà, anche
rimodulando il progetto, e consentire la realizzazione di
un'opera molto importante per la città di Messina.» (1943)
Risposta. «Con l'interrogazione numero 1943 l'onorevole
Panarello ha chiesto di conoscere se non si ritenga opportuno
promuovere una indagine sugli Uffici regionali interessati al
fine di accertare e sanzionare eventuali ritardi, inadempienze ed
omissioni sul progetto di recupero della Real Cittadella di
Messina che prevede la creazione del Centro di Documentazione
Arte Contemporanea nell'ambito della misura 5.01 del POR, e,
contestualmente, per evitare di perdere il finanziamento europeo,
di indire immediatamente un incontro tra tutti i soggetti
interessati.
Ciò considerato che il progetto definitivo, redatto dalla
Soprintendenza di Messina, è stato approvato in sede di
Conferenza speciale di servizi presso il Genio Civile di Messina
ed è stato trasmesso dalla predetta Soprintendenza al
Dipartimento Beni Culturali il 31 dicembre 2003.
Il progetto in argomento scaturisce da un Protocollo d'Intesa
tra l'Assessorato Beni Culturali, il Comune di Messina,
l'Autorità Portuale, la Capitaneria di Porto e l'Agenzia del
Demanio, sottoscritto nel giugno 2001.
In virtù di tale protocollo le parti assumevano gli impegni di
competenza, tra cui la liberazione dell'area interessata dalle
costruzioni fatiscenti e il trasferimento delle attività
produttive presenti nella stessa, preliminari alla realizzazione
del progetto, secondo un cronoprogramma delle attività che
individuava l'inizio dei lavori da parte della Soprintendenza nel
dicembre 2002.
I tecnici della Soprintendenza di Messina, quindi, redigevano
un progetto preliminare che, valutato positivamente dal
Dipartimento Beni Culturali, veniva inserito con Decreto
Dirigenziale del 25 giugno 2002 nel programma della sottomisura
5.01 C per complessivi 11.000.000 di euro di cui 9.900.000 per
l'investimento infrastrutturale della sede e 1.100.000 per la
produzione degli eventi.
Sempre nel 2002 in base a motivazioni di natura tecnica la
Soprintendenza individuava l'appalto integrato, introdotto dalla
l.r. 7/2002, quale sistema da adottare per l'esecuzione
dell'opera.
A seguito dell'inoltro del progetto definitivo da parte della
Soprintendenza di Messina, avvenuto nel dicembre 2003, i
competenti uffici del Dipartimento Beni Culturali hanno proceduto
ad effettuare un'istruttoria volta ad accertare la regolarità e
la completezza del procedimento, oltre alla coerenza degli
interventi con il Complemento di Programmazione.
L'istruttoria in particolare era diretta a verificare il
superamento delle problematiche relative all'accessibilità e
disponibilità dell'area, occupata tra l'altro anche da un
inceneritore e, dunque, il rispetto degli impegni assunti dai
sottoscrittori del protocollo.
Dall'istruttoria, tuttavia, emergeva che le problematiche di
sgombero delle aree e di bonifica della zona non erano ancora
superate e che il progetto presentato risultava incompleto.
Venivano conseguentemente chiesti dal Dipartimento alla
Soprintendenza, in data 31 marzo 2004, chiarimenti ed
integrazioni agli atti fino a quel momento prodotti.
A ciò si aggiungono i rilievi mossi dall'Assessorato Territorio
ed Ambiente in merito alla mancata valutazione di impatto
ambientale, trattandosi di interventi che riguardavano anche il
ripascimento delle coste ed alla necessità di effettuare le
analisi chimico fisiche relative all'area interessata.
Da quanto sopra descritto emerge, pertanto, la complessità
dell'intervento che investe, prima ancora dell'appalto relativo
alla realizzazione del Centro di Documentazione d'Arte
Contemporanea, un delicato intervento di bonifica e recupero
dell'area, la demolizione dell'inceneritore, nonché lo sgombero e
la consegna delle aree. Tutto ciò naturalmente coinvolge una
pluralità di soggetti istituzionalmente competenti.
Al momento dell'insediamento dello scrivente, quale Assessore
per i Beni Culturali, avvenuto nel settembre 2004, tutte le
problematiche sopra descritte risultavano essere ancora irrisolte
nonostante il lungo tempo trascorso dagli impegni assunti con il
protocollo d'intesa.
Lo scrivente ha ritenuto, pertanto, necessario convocare in
data 30 novembre 2004, a seguito degli opportuni approfondimenti,
tutti i soggetti coinvolti alla realizzazione del progetto in
argomento.
In tale sede è emerso che le su indicate problematiche,
trascinate per anni, non erano ancora definite e che essendo in
corso un procedimento di bonifica e ripristino ambientale
dell'intera area della "Zona Falcata" di Messina in attuazione di
un PIT, era necessario attendere la conferenza di servizi,
programmata per il 20 dicembre, per procedere all'approvazione
del piano di caratterizzazione, in presenza del Comune di
Messina, dell'ARPA, della USL, dell'Autorità Portuale e della
Soprintendenza. Ciò al fine di conoscere gli esiti delle analisi
del territorio e di conseguenza la portata degli interventi di
bonifica da effettuare.
Acquisito il verbale della suddetta Conferenza di servizi,
avendo appreso che nella zona interessata si è riscontrata la
presenza di mercurio, per la quale sono necessarie ulteriori
indagini, questo Assessorato, con nota del 5 gennaio 2005, ha
chiesto agli uffici competenti tra cui l'ARPA di Messina e
l'Ufficio Emergenza Rifiuti, se tali indagini riguardano l'area
su cui insiste il progetto per la creazione del Centro di
Documentazione di Arte Contemporanea e quali siano i tempi di un
intervento di bonifica, nella considerazione che le operazioni di
restauro e sistemazione dell'area nonché di collaudo
dell'infrastruttura per l'Arte Contemporanea, successive alle
operazioni di bonifica, dovranno concludersi entro il dicembre
2008.
Ciò premesso, ferma restando la volontà di questo Assessorato
di realizzare un Centro d'Arte Contemporanea nella città di
Messina, così come previsto nel Complemento di Programmazione, e
far sì che i finanziamenti assegnati alla città non vadano
perduti a causa del prolungarsi dei ritardi finora accumulati, è
assolutamente necessario che venga fugato, in breve tempo, ogni
dubbio in merito alla realizzabilità dell'opera entro i tempi
previsti dal POR.
Acquisiti i necessari chiarimenti dagli uffici competenti,
questo Assessorato adotterà i provvedimenti diretti alla
realizzazione del suddetto progetto.»
L'Assessore PAGANO
VILLARI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i
beni culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione,
premesso che lo studio universitario soffre, in questi anni, di
una disfunzione aggravata dalle ristrettezze finanziarie e dai
guasti causati da riforme che hanno prodotto precarizzazione e
abbassamento nella qualità dei servizi offerti (ultima quella del
ministro Moratti);
considerata l'assoluta insufficienza di una seria politica sul
diritto allo studio, che, di fatto, incrementa in modo
strisciante l'affermarsi del numero chiuso;
visto che l'autonomia finanziaria ha incrementato i dislivelli
già esistenti tra i vari atenei d'Italia a vantaggio dei centri
di formazione privata;
osservato che la politica regionale per il diritto allo studio
non possiede i mezzi adeguati per soddisfare le richieste di
tutti gli aventi diritto e, solitamente, non riesce ad
ottimizzare le poche risorse disponibili;
rilevata la conseguente mancanza di residenze universitarie
(nella sola Catania ci sono 920 posti per circa 30.000 studenti
fuori sede, mentre a Siracusa, Enna e Ragusa mancano del tutto)
che ha determinato un 'caro affitto' senza precedenti e,
soprattutto, non regolato;
per sapere:
se non ritengano di dover assegnare risorse per un intervento
di sostegno alle spese di affitto delle case per gli studenti
fuori sede;
se non valutino opportuna una conferenza di servizi per
raggiungere accordi sugli affitti delle case agli studenti fuori
sede;
se non valutino urgenti ed opportuni un maggiore stanziamento
di fondi per il diritto allo studio e una contemporanea
razionalizzazione delle spese da parte degli ERSU;
se, più in generale, non ritengano necessario intervenire
presso il Governo nazionale al fine di ottenere maggiori
stanziamenti per il potenziamento dell'edilizia universitaria,
specie per quanto riguarda gli alloggi per gli studenti.» (1974)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «Con l'interrogazione numero 1974 l'onorevole Villari
ha chiesto di conoscere gli interventi che il Governo regionale
intende effettuare per potenziare l'edilizia universitaria con
particolare riferimento agli alloggi per gli studenti.
In particolare, l'onorevole Villari lamenta la mancanza di
residenze universitarie nei vari capoluoghi di provincia ed in
particolare sottolinea la situazione del capoluogo catanese.
E' noto che gli studenti che per frequentare l'Università
devono spostarsi dalla propria residenza trovano gravi difficoltà
a reperire un alloggio decente a prezzo equo. E' una situazione
che è presente in tutte le città che ospitano un Ateneo. La
carenza di alloggi ha fatto fiorire, dovunque, il mercato nero
degli alloggi e non è bastata l'offerta, da parte di alcuni
Comuni, di un abbattimento della percentuale ICI a portarlo allo
scoperto. Gli studenti "fuori sede" non sono spesso in grado di
dimostrare che risiedono a titolo oneroso nell'alloggio che li
ospita e non possono usufruire dei benefici offerti dall'ERSU
attraverso i contributi per l'affitto previsti nei bandi dei
rispettivi Enti.
Una serie di iniziative sono state intraprese negli ultimi anni
dai vari Enti per il diritto allo studio della Sicilia. Se ne
citano alcune:
- la creazione di ulteriori 120 posti letto da aggiungere a i
390 già esistenti nel Comune di Messina una volta conclusi i
lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria presso la Casa
Albergo SS. Annunziata;
- l'istituzione di tavoli tecnici di concertazione sulle
politiche relative al rapporto tra città, sistema universitario e
studenti creati tra l'Associazione Comuni d'Italia, la Conferenza
tra i Rettori, l'Associazione degli Enti per il diritto allo
studio ed il Consiglio nazionale degli studenti, organismi che di
recente hanno sottoscritto un protocollo d'intesa composto da
diversi punti utili ad affrontare la problematica in argomento,
tra i quali sono da citare l'attivazione delle Agenzie Casa,
l'abbattimento dell'ICI ai proprietari di immobili che stipulano
contratti concordati con gli studenti nonché ulteriori
agevolazioni per i proprietari disposti ad affittare gli immobili
a studenti universitari;
- le trattative poste in essere dall'ERSU di Catania per
l'apertura di 370 posti letto ed i contatti intrapresi con i
Consorzi Universitari di Caltanissetta, Enna, Ragusa e Siracusa e
con gli altri Enti locali, per la concessione di edifici che,
opportunamente adeguati agli standard abitativi per la comunità
studentesche, possano essere adibiti a residenze Universitarie.
E' certo che la politica del Governo regionale degli ultimi
anni ha dato priorità ad alcune tematiche riguardanti l'edilizia
scolastica con particolare riferimento alla messa in sicurezza
degli edifici non tralasciando, comunque, di intervenire anche a
livello centrale per reperire fondi da destinare agli ERSU
siciliani con finalità specifiche. L'ERSU di Catania ha
presentato n. 2 progetti per la ristrutturazione della Residenza
Cittadella, con annessi locali mensa e centri di socializzazione
e di detti progetti, quello relativo agli interventi per gli
alloggi, è stato inserito nel decreto di finanziamento del MIUR.
Si ricorda, infine, che sempre per la città di Catania, il
progetto abitativo per gli studenti universitari, denominato "il
Tavoliere", che prevede la realizzazione di n. 818 posti letto in
un area adiacente alla città Universitaria, con i servizi
essenziali per la strutturazione in "Campus", finanziato con
fondi destinati a particolari categorie sociali di cui alla L.
457/85, è nella fase di appalto presso l'IACP di Catania.
L'Assessore PAGANO
SAMMARTINO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
i beni culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione,
premesso che in data 10/08/2004, il Governo regionale ha accolto
come raccomandazione l'ordine del giorno n. 431 'Riconoscimento
del pregresso servizio d'insegnamento in scuole regionali del
personale docente non di ruolo';
considerato che:
diverso personale docente non dì ruolo ha prestato servizio
d'insegnamento presso le sezioni di scuola materna regionale,
fronteggiando utilmente le carenze d'organico, garantendo
pertanto la prosecuzione dell'offerta formativa;
detto personale non ha beneficiato dell'inquadramento nei
ruoli della scuola materna regionale poiché la relativa
immissione è ad esaurimento, con decorrenza 1 settembre 1990,
come disposto dalla l.r. n. 15 dell'1 agosto 1990;
tuttavia, detto servizio d'insegnamento si configura,
nell'ambito dell'unico sistema d'istruzione nazionale, del tutto
analogo a quello prestato in scuole materne statali, alla cui
disciplina richiama espressamente l'art. 12 della l.r. n. 67 del
16 agosto 1975, che, in materia di stato giuridico ed economico
dell'organico, recita testualmente 'Per quanto riguarda lo stato
giuridico del personale, il trattamento economico, il
collocamento a riposo, il calendario scolastico, i diritti ed i
doveri, i trasferimenti nell'ambito della stessa provincia, i
congedi, le aspettative, la materia dei procedimenti e delle
sanzioni disciplinari si applicano le vigenti disposizioni del
corrispondente personale statale';
ai fini dell'accesso ai ruoli del personale statale, si rende
necessario dare concreta e piena attuazione all'effettiva
equipollenza del servizio d'insegnamento prestato in scuole
materne regionali e statali;
il personale docente che abbia già maturato servizio
d'insegnamento in scuole materne regionali, nel periodo
intercorrente tra l'1 settembre 1995 ed il 25 maggio 1999, data
di entrata in vigore della legge 3 maggio 1999, n. 124, ai sensi
del richiamato principio di equipollenza, ha facoltà di cumularlo
con quello eventualmente prestato in scuole materne statali;
l'eventuale inclusione in II fascia delle graduatorie
permanenti di cui al decreto ministeriale 27/3/2000 resta
comunque subordinata al possesso dei requisiti prescritti, che,
ove ricorrano, possono dar luogo alla stipula di contratto
individuale a tempo indeterminato nell'ambito delle prossime
immissioni in ruolo disposte dal Governo nazionale;
la suddetta equipollenza, comunque, viene incontro alle
legittime aspettative del personale precario al fine di
riconoscergli i diritti acquisiti volti alla stabilizzazione del
posto di lavoro;
per sapere quali iniziative intendano assumere, anche d'intesa
con l'Ufficio Scolastico regionale per la Sicilia, presso i
Centri Servizi Amministrativi (ex Provveditorati agli studi)
delle province regionali siciliane, per disporre la rettifica
delle posizioni individuali di detto personale precario, al fine
del riconoscimento del pregresso servizio d'insegnamento in
scuole regionali.» (1987)
Risposta. «Con l'interrogazione numero 1987 l'onorevole
Sammartino ha chiesto di sapere quali iniziative si intendano
assumere presso i Centri Servizi Amministrativi per il
riconoscimento del pregresso servizio prestato dal personale
docente non di ruolo presso le scuole materne regionali.
Al riguardo, si comunica che la valutazione del servizio
prestato nelle scuole materne regionali, ai fini della
formulazione delle graduatorie permanenti statali, è regolato
dalle ordinanze che il MIUR emana periodicamente.
Tali ordinanze prevedono la valutazione del servizio prestato
in scuole non statali per metà se si tratta di scuole private
legalmente riconosciute od autorizzate e per intero se si tratta
di scuole paritarie.
Le scuole materne regionali hanno avuto riconosciuto lo status
di scuole paritarie dall'art. 36 della Legge regionale 25
novembre 2002, n. 20 e anche se tale legge afferma che le scuole
materne regionali sono da considerarsi paritarie sin dall'entrata
in vigore della legge regionale n. 6 del 24 febbraio 2000, è
evidente che le graduatorie formalizzate prima dell'entrata in
vigore della Legge regionale 20/2002 non possono tenere conto di
norme successive che verranno recepite, come in effetti è
accaduto, nei successivi aggiornamenti.»
L'Assessore PAGANO
ZAGO. - « Al Presidente della Regione e all'Assessore per i
beni culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione,
premesso che tra i comuni di Ragusa, Modica e Scicli è stato
sottoscritto nel gennaio del 2000 un protocollo d'intenti
finalizzato ad assicurare tutte le azioni amministrative
necessarie per attivare un Museo regionale naturale delle miniere
d'asfalto di Castellucci e Tabuna (RG);
considerato che, nell'ottobre 2002, le aree e i vecchi
fabbricati minerari sono stati trasferiti dal demanio regionale
alla Sovrintendenza ai beni culturali ed ambientali di Ragusa e,
quindi, potrebbe oggi procedersi alla loro sistemazione e
all'avviamento delle attività museali;
visti il progetto presentato dalla stessa Sovrintendenza ai
beni culturali ed ambientali di Ragusa e la scheda tecnica di
accompagnamento inviata all'Assessorato regionale dei beni
culturali ed ambientali;
osservato che, con decreto assessoriale 6726/2001 il progetto è
stato inserito nel programma relativo al circuito museale -
azione A - Interventi a titolarità regionale, ma con priorità 2,
per cui, benché riconosciuto come ammissibile al programma,
concretamente non potrà beneficiare di un effettivo finanziamento
a breve termine;
vista l'iniziativa promossa dal Presidente della Provincia e
dai Sindaci dei tre comuni interessati per chiedere che il
progetto presentato dalla Sovrintendenza di Ragusa abbia
carattere di priorità e che possa essere già finanziato
nell'ambito del vigente POR Sicilia;
per sapere se non ritenga opportuno far inserire il progetto in
priorità 1 nell'ambito del POR Sicilia, per potere attivare il
museo e restituire le vecchie aree minerarie alla piena fruizione
del territorio.» (1998)
Risposta. «Con l'interrogazione numero 1998 l'onorevole Zago ha
chiesto di conoscere se il Governo della Regione non ritenga
opportuno far inserire il progetto per attivare un Museo
regionale naturale delle miniere d'asfalto di Castellucci e
Tabuna nel Comune di Ragusa in priorità 1 nell'ambito del POR
Sicilia, per potere attivare il museo e restituire le vecchie
aree minerarie alla piena fruizione del territorio.
Sull'argomento è opportuno conoscere l'iter burocratico fin qui
eseguito per l'utilizzo delle disponibilità finanziarie nella
misura del POR corrispondente al tipo di attività.
Con Decreto Assessoriale n. 6726/2001 è stata utilizzata
l'intera quota a titolarità a suo tempo stanziata per il circuito
monumentale all'interno della Misura 2.01.
A seguito della riprogrammazione di metà periodo del POR
Sicilia 2000-2006, sono stati modificati i criteri di selezione
degli interventi ammissibili al finanziamento sul programma
comunitario di cui trattasi, di modo che, non è possibile
procedere ad una nuova selezione e valutazione in base ai nuovi
criteri di soluzioni.
Poiché sono state realizzate delle, sia pur ridotte, economie
derivanti dai ribassi d'asta e dal recupero delle somme stanziate
per interventi non più attuabili, in data 21 aprile 2005, le
Soprintendenze per i beni culturali sono state invitate a
presentare entro ulteriori progetti di interventi, dotati di
progetti esecutivi e di breve durata, compatibili con i nuovi
criteri di selezione, da tenere in considerazione per la
riprogrammazione delle risorse disponibili.
Alla data di predisposizione della presente risposta la
Soprintendenza di Ragusa non ha comunicato gli ulteriori
interventi che possono essere inseriti tra quelli finanziabili
utilizzando le somme provenienti dai ribassi d'asta.»
L'Assessore PAGANO
PANARELLO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per i
beni culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione e
all'Assessore alla Presidenza, premesso che l'Assessorato
regionale dei Beni culturali e ambientali e della pubblica
istruzione ha bandito il 14 aprile 2000 un concorso per 39 posti
di dirigente tecnico storico dell'arte;
considerato che:
la graduatoria definitiva è stata pubblicata il 28 maggio 2004;
nel mese di giugno 2004, i vincitori di concorso hanno inviato
i documenti richiesti per l'immissione in servizio;
successivamente, operata la verifica, l'Assessorato
Beni culturali ha inviato tutta la documentazione all'Assessorato
alla Presidenza, competente ai sensi della legge n. 10 del 2000,
per procedere all'assunzione;
trascorsi sei mesi, non si è proceduto all'assunzione, né
alcuna comunicazione è stata fornita agli interessati;
l'Amministrazione, avendo bandito il concorso, dovrebbe avere
necessità di utilizzare queste professionalità;
per sapere:
quale misterioso inghippo burocratico impedisca l'immissione in
servizio dei vincitori del predetto concorso;
quali motivi abbiano indotto l'Amministrazione a non informare
gli interessati sulle ragioni della mancata assunzione;
se non valutino necessario intervenire tempestivamente per
sollecitare l'immissione in servizio degli storici dell'arte e
tentare di confutare l'impressione che l'Amministrazione
regionale sia distratta o indifferente all'esigenza di migliorare
la propria funzionalità e di rispettare i diritti dell'utenza.»
(2003)
Risposta. «Con l'interrogazione numero 2003 l'onorevole
Panarello ha chiesto notizie sui motivi che hanno impedito
l'immissione in servizio dei vincitori del concorso a 39 posti di
dirigente tecnico storico dell'arte presso l'Assessorato ai Beni
Culturali.
Sull'argomento si evidenzia che l'interrogazione in esame è del
20 dicembre 2004 e, pertanto, le motivazioni che ne hanno dato
origine risultano superate, considerato che gli storici dell'arte
hanno assunto servizio il 15 marzo 2005.
Tuttavia, si rappresenta che la graduatoria definitiva era
stata pubblicata sulla GURS n. 6 del 28 maggio 2004, data dalla
quale sono state avviate le procedure per acquisire la
documentazione dai vincitori, attestante il possesso dei
requisiti di legge per l'assunzione in servizio.
Durante la fase del procedimento sono emerse alcune perplessità
sulla corretta applicazione della riforma della Pubblica
Amministrazione regionale attuata con la legge regionale n. 10
del 2000, con riferimento al corretto inquadramento dei soggetti
vincitori di concorsi banditi in data antecedente all'entrata in
vigore della predetta legge e, pertanto, sono stati richiesti
pareri alla Presidenza della Regione ed all'Ufficio Legislativo e
Legale che hanno fatto slittare i tempi per la relativa
assunzione.
Oggi, quindi, la problematica sollevata dall'interrogante deve
intendersi superata.»
L'Assessore PAGANO
PANARELLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore
regionale per i beni culturali ed ambientali e per la pubblica
istruzione, premesso che l'Assessorato per i beni culturali, su
richiesta della Soprintendenza di Messina, ha finanziato 55 mila
euro una perizia di completamento per gli scavi di Largo S.
Giacomo adiacente al Duomo di Messina;
considerato che:
l'intervento ha fatto emergere le mura dell'antica Chiesa di S.
Giacomo ed i resti di insediamenti più antichi;
si tratta di un patrimonio storico ed archeologico di grande
rilievo che va esplorato, tutelato e valorizzato;
il recupero e la valorizzazione dei resti di epoche precedenti
appaiono ancora più importanti in una città rasa al suolo dal
terribile terremoto del 1908;
i fondi stanziati saranno insufficienti per portare a termine
la campagna di scavo;
non si sono determinate le necessarie sinergie con gli altri
enti competenti (Comune, ENEL);
è concreto il rischio di non portare a termine un'operazione
importante dal punto di vista storico e culturale peggiorando,
per converso, il paesaggio urbano del centro cittadino;
per sapere se non valutino opportuno prevedere un adeguato
finanziamento per completare gli scavi, conservarli e tenerli in
luce in maniera decorosa;
se non ritengano urgente promuovere una conferenza di servizi
con tutti gli enti interessati per concordare impegni coerenti e
sinergici per rendere più celeri i lavori e consegnare alla città
di Messina, come avviene in qualunque luogo civile, le vestigia
del suo passato in condizione di essere fruibili ed anche
attraenti dal punto di vista turistico.» (2076)
.
Risposta. «Con l'interrogazione numero 2076 l'onorevole
Panarello ha chiesto di conoscere se il Governo della Regione
intenda finanziare il completamento degli scavi dell'antica
chiesa di S. Giacomo a Messina e promuovere una Conferenza di
servizi con tutti gli enti interessati per concordare i lavori da
eseguire per consegnare alla città di Messina la vestigia del suo
passato.
In merito, vi rappresento che in prosecuzione di esplorazioni
d'urgenza condotte nel 2000, tra gennaio ed aprile del 2005 sono
stati eseguiti ulteriori scavi che hanno riportato in luce un
esteso lembo dell'antica Chiesa di S. Giacomo nota dalle fonti
letterarie ed ora finalmente documentata sul terreno. E' tornata
in luce, infatti, circa la metà meridionale della chiesa delle
dimensioni ricostruibili intorno ai 12 metri di lunghezza per 8
metri di larghezza. La restante parte ricade al di sotto
dell'adiacente sede stradale della Via Loggia dei Mercanti e del
relativo marciapiede sud.
Nel corso della campagna di scavo di quest'anno sono stati
portati in luce larga parte della navata centrale ed
integralmente quella meridionale nonché tre dei pilastri
ottagonali che, costruiti in muratura e ricoperti di intonaco,
individuavano la navata centrale. Il pilastro più occidentale
conserva su una delle facce resti di un affresco probabilmente
databile al XV secolo e raffigurante una figura maschile in piedi
con lunga tunica. Si tratta di una delle scoperte più
interessanti delle appena ultimate indagini di scavo.
Non meno importanti sono i risultati delle indagini in
profondità che, eseguite in prossimità delle absidi, all'interno
della navata centrale e meridionale, hanno restituito resti di 3
livelli pavimentali che ben documentano la vita dell'edificio
prima della costruzione della cripta settecentesca. Tali indagini
sono state assai difficoltose per la presenza delle acque che,
per effetto del bradisismo e del corso ormai sotterraneo del
Portalegni, in permanenza sommergono la parte bassa
dell'edificio. Tale circostanza ha richiesto l'uso ininterrotto
di pompe idrovore durante le operazioni di scavo. I risultati,
tuttavia, appaiono soddisfacenti.
La stratigrafia accertata ed i materiali raccolti permettono,
infatti, di datare l'impianto originario dell'edificio
chiesastico all'inizio del XI secolo. Alla metà dei XVIII secolo
esso subisce una radicale trasformazione con innalzamento del
pavimento e costruzione di una cripta, la quale utilizza parte
della navata meridionale della Chiesa originaria. Questa è
abbandonata nel secolo successivo allorchè l'area è occupata da
una civile abitazione, successivamente distrutta dal terremoto
del 1908.
L'indiscutibile valenza architettonica del monumento accresce
il notevolissimo interesse storico-topografico della scoperta,
importante tassello per una ricostruzione dell'assetto urbano di
Messina, e più in particolare della sua zona monumentale,
nell'epoca medievale e successive.
Dalle carte storiche di Messina riceviamo ulteriori conferme
sulla presenza, già in epoca medievale, immediatamente alle
spalle del duomo, della piccola Chiesa di "S. Giacomo". Nella
carta di Gianfrancesco Arena, redatta subito dopo il disastroso
terremoto del 1783, troviamo la più antica pianta della chiesa.
Tale documentazione storica, la buona conservazione dei resti
scoperti, l'immediata leggibilità della pianta suggeriscono
opportune ed urgenti indagini di scavo di completamento nonché
una campagna di consolidamento degli intonaci ed infine la
predisposizione di opere di copertura e protezione che
garantiscano e favoriscano la valorizzazione e la fruibilità del
monumento. Quest'ultima operazione, certamente la più importante,
è ostacolata dalla giacitura della Chiesa, il cui piano
pavimentale, come si è detto, risulta in maniera permanente
sommerso dalle acque.
Il Servizio Archeologico della Soprintendenza di Messina ha già
elaborato una perizia di variante suppletiva della precedente
perizia per condurre limitati sondaggi di controlli stratigrafico
in accordo e a supporto del Servizio Storico Artistico che
condurrà una campagna di risanamento delle murature e il distacco
temporaneo dell'affresco su richiamato ed ha già previsto,
altresì, l'elaborazione di un progetto che, accanto al
completamento delle indagini di scavo, preveda la sistemazione
dell'area con la realizzazione di una copertura che garantisca la
conservazione della Chiesa e insieme ne assicuri la giusta
valorizzazione trattandosi di un monumento intimamente legato
alla storia della città.
Nei limiti delle disponibilità finanziarie assegnate alla
Soprintendenza di Messina ed alla programmazione degli interventi
dalla stessa effettuata, la prosecuzione di lavori già iniziati
rientra nelle ipotesi di interventi che il Governo regionale
intende portare avanti.
L'Assessore PAGANO
ODDO. - «All'Assessore per i beni culturali ed ambientali e per
la pubblica istruzione, premesso che:
in data 13 febbraio u.s., per carenza di personale, è stato
necessario chiudere ai turisti l'ingresso del Parco archeologico
di Segesta e, per il medesimo motivo, il successivo 15 febbraio è
stato chiuso il Teatro greco di Tindari;
le risorse storico-archeologico-artistiche sono un patrimonio
essenziale per il rilancio della vocazione turistica della
Regione siciliana;
l'evidente scarsità di risorse umane ed economiche messe a
disposizione per consentire la fruizione dei beni archeologici e
artistici regionali impedisce un'adeguata valorizzazione di tali
ricchezze;
le responsabilità del Governo regionale sono palesi, anche alla
luce delle accuse che si sono reciprocamente rivolte i due
assessori succedutisi alla guida dell'Assessorato dei beni
culturali;
per sapere:
quali siano le ragioni dei disservizi verificatisi presso i
siti archeologici di Segesta e di Tindari;
quali iniziative intenda intraprendere al fine di evitare il
ripetersi di tali vicende che sminuiscono l'immagine della
Sicilia agli occhi dei numerosi turisti stranieri che ogni anno
visitano i siti in questione, riducendone anche le potenzialità
dell'offerta turistica;
se intenda incrementare le risorse economiche ed umane
impiegate, per una ancor più adeguata fruizione dei siti
archeologico-turistici, ispirandosi, in termini prettamente
attuativi, ai dettami della l.r. n. 20 del 2000.» (2099)
Risposta. «Con l'interrogazione numero 2099 l'onorevole Oddo ha
chiesto di conoscere quali siano state le ragioni dei disservizi
verificatisi presso i siti archeologici di Segesta e Tindari nei
primi mesi dell'anno 2005 e quali iniziative si intendono
intraprendere al fine di evitare il ripetersi di tali vicende.
Sull'argomento lo scrivente ha disposto, per il tramite dei
rispettivi Soprintendenti, due ispezioni per verificare i motivi
dei disservizi.
Dalle ispezioni è emerso che nel sito archeologico di Tindari a
seguito di autorizzazione concessa a due unità di personale per
usufruire di congedo ordinario residuo dell'anno precedente, il
servizio pomeridiano del giorno interessato dall'interrogazione
doveva essere assicurato da una unità che, per malore, è stata
ricoverata presso una struttura ospedaliera.
Il numero degli addetti al servizio di custodia, per il sito
archeologico di Tindari risulta essere sufficiente a garantirne
l'efficienza anche a seguito della eliminazione del servizio
notturno presso la Villa Romana di Patti e dell'inserimento del
personale nel servizio di turnazione del sito archeologico di
Tindari.
La medesima ispezione è stata effettuata nel sito archeologico
di Segesta dal quale è emerso che negli ultimi 5 anni il sito di
Segesta ha visto diminuire di ben 20 unità il proprio personale a
seguito di provvedimenti di mobilità interprovinciale, a
pensionamenti e decessi.
Il personale è stato in parte integrato con personale
contrattista ex PUC, LSU nonché quello dipendente della società
Beni Culturali S.p.A. Delle predette unità, in base alla
normativa in atto vigente, solo il personale della società Beni
Culturali S.p.A. può essere utilizzato nelle giornate festive o
domenicali e per la turnazione ciclica.
Per trovare la soluzione alle problematiche emerse è stato
attivato un tavolo tecnico tra Amministrazione e sindacati che ha
prodotto un programma di revisione della dotazione organica del
sito che, unitamente alla proposta di modificare il regime di
utilizzo del personale contrattista ex PUC autorizzandone
l'utilizzo con prestazioni lavorative a turno, compreso i giorni
festivi e domenicali, ed alla migliore razionalizzazione delle
risorse finanziarie a disposizione della Soprintendenza di
Trapani, dovrebbero garantire i livelli minimi di efficienza in
tutti i siti della Provincia di Trapani.»
L'Assessore PAGANO
VIRZI'. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per i
beni culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione e
all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali, premesso che il sindaco del comune di Bagheria,
con due distinti protocolli d'intesa sottoscritti con il Rettore
dell'Ateneo di Palermo nel gennaio del 2003, ha stabilito di
cedere, senza contropartita, per trent'anni, l'utilizzo del piano
nobile di Palazzo Cutò - Aragona per le lezioni del corso di
laurea in Scienze e tecnologie dell'arte, dello spettacolo e
della moda e di concedere sine die all'Università di Palermo
l'intero complesso monumentale, compreso quindi il piano terra e
le aree esterne, suscitando la corale protesta di tutto il mondo
politico e culturale di Bagheria e l'indignazione della
stragrande maggioranza dei cittadini di quel comune;
valutato che tali manifestazioni di volontà del sindaco non
trovano riscontro in alcun atto deliberativo della Giunta
municipale né sono riconducibili ad alcuna approvazione da parte
del Consiglio comunale che pur sarebbe competente in materia;
atteso che, nonostante i vincoli esistenti, nessun parere è
stato richiesto né tanto meno rilasciato dalla competente
Soprintendenza sulla diversa destinazione dello storico immobile
(che passa da una funzione espositiva e museale, comprendente la
biblioteca comunale, ad una destinazione di didattica pubblica)
anche se, nello stesso protocollo d'intesa era esplicitato che
'la competente Soprintendenza deve autorizzare il cambio di
destinazione d'uso del complesso monumentale, come prescritto dal
D. Leg.vo 490/1999 e dal DPR 7 settembre 2000, n. 283';
preso atto che il Consiglio comunale di Bagheria, nella seduta
del 23 febbraio c.a., ha bocciato l'atto di indirizzo che avrebbe
dovuto autorizzare l'Amministrazione attiva a destinare Palazzo
Cutò a sede di corsi di laurea ed a stipulare in tal senso
apposita convenzione con l'Università di Palermo;
per sapere se il Governo della Regione, per tutte le
fattispecie di propria specifica competenza, sia a livello di
gestione dei beni culturali sia a livello di enti locali, non
ritenga di dover intervenire in tempi reali per bloccare,
invalidare ed annullare l'atto compiuto dal sindaco di Bagheria
in relazione ad un bene acquisito coi contributi di cui alla l.r.
77/1980 e vincolato in forza della legge 1089 del 1939, oggi D.
Lgs. n. 490/1999 allo scopo di restituire lo storico Palazzo Cutò-
Aragona alla fruizione culturale, sociale, civile e turistica di
tutti i bagheresi e di tutti gli altri cittadini, siciliani e
non, interessati alla conoscenza non solo del bene architettonico
in sè, ma anche di tutte le altre realtà culturali di cui esso
era e dovrebbe continuare ad essere prestigiosissimo
contenitore.» (2123)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «Con l'interrogazione numero 2123 l'onorevole Virzì
ha chiesto di conoscere se il Governo della Regione non intenda
intervenire nei confronti del sindaco di Bagheria per invalidare
l'atto di concessione in uso del palazzo Cutò-Aragona
all'Università di Palermo.
Ad integrazione di quanto comunicato dall'Assessorato della
Famiglia, delle Politiche Sociali e delle Autonomie Locali, il
Palazzo Cutò è sottoposto a vincolo monumentale dal 1924 ai sensi
della Legge 364 del 1909. Con il contributo dell'Assessorato
Regionale dei Beni Culturali il Comune di Bagheria ha acquistato
l'immobile ed ha effettuato un primo intervento di restauro che
ha interessato le coperture del Palazzo.
Nel 1997 la provincia di Palermo ha presentato un progetto di
restauro per la fruizione del complesso monumentale, approvato
dalla Soprintendenza di Palermo. Nel 2002 il Comune di Bagheria
ha comunicato la volontà di stipulare una convenzione con
l'Università degli Studi di Palermo per ospitare all'interno del
Palazzo Cutò, già sede della Civica Biblioteca F. Scaduto, il
corso di laurea in Discipline delle Arti, della Musica e dello
Spettacolo (D.A.M.S.), richiedendo la partecipazione della
Soprintendenza ad una riunione per trattare le problematiche
connesse a tale nuova destinazione d'uso.
La Soprintendenza nel corso della riunione ha fatto emergere la
necessità che la destinazione proposta, quale sede del D.A.M.S.,
si inserisca in un progetto complessivo di recupero dell'area ed
ha indicato le modalità di intervento per consentire
l'approvazione della nuova destinazione d'uso. In attesa della
stipula del contratto di comodato per la cessione all'Università
dell'intero complesso monumentale, risulta che è stato consentito
al D.A.M.S. l'utilizzazione di alcune stanze del complesso e
successivamente, in base ad uno studio di fattibilità, le parti
si sarebbero attivate per il recupero dell'immobile non ancora
utilizzabile. Ciò avrebbe consentito di ottenere in contropartita
il recupero dell'immobile non attualmente utilizzabile. A
seguito, però, di una ispezione effettuata nel corrente anno, la
Soprintendenza di Palermo ha accertato l'avvio di lavori non
preventivamente autorizzati dalla stessa ed ha ordinato la
rimessa in pristino dello stato dei luoghi.
Fermo restando che l'utilizzo del bene monumentale rimane di
competenza del Comune di Bagheria, l'Assessorato dei Beni
Culturali potrà intervenire, per il tramite della Soprintendenza
di Palermo, solo nel caso in cui si richieda la modifica della
destinazione d'uso o il parere per il restauro del monumento.»
L'Assessore PAGANO
FERRO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i
beni culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione,
premesso che:
il 12 luglio 2003 è stato inaugurato il Museo del Satiro
ospitato nei locali dell'ex chiesa di Sant'Egidio a Mazara del
Vallo (TP);
la sua collocazione definitiva a Mazara ha arricchito il
patrimonio culturale della Sicilia e che dal 12/07/2003 al
21/12/2003 106.000 persone hanno visitato il Museo, che ha emesso
biglietti per un valore di 74.980 euro;
l'1/06/2004 è stato annunciato il trasferimento del Satiro in
Giappone al Museo nazionale di Tokyo, dove si trova oggi e dove
riscuote il suo meritato successo;
una sorte particolarmente amara ha avuto nel frattempo il Museo
di Mazara, che, ritrovandosi senza la sua eccellente attrazione,
ha registrato un notevole calo di presenze;
il 17/09/2004 l'Assessorato regionale per i beni culturali
concedeva l'utilizzo temporaneo dei diritti d'immagine al
Commissariato generale di governo, rappresentato
dall'ambasciatore Calogero Di Gesù, il quale offriva, durante
l'assenza del Bronzo, la realizzazione di una mostra aperta al
pubblico ad opera della Soprintendenza dei beni culturali di
Trapani;
risulta paradossale che ad oggi non sia stato e non sia
attualmente allestito alcun evento culturale all'interno del
Museo e che il costo del biglietto d'ingresso sia rimasto
immutato;
per sapere:
quali provvedimenti intendano adottare al fine di utilizzare
con iniziative culturalmente valide il sito del Museo del Satiro
a Mazara;
quali siano le ragioni che mantengono immutato il costo del
biglietto d'ingresso per la visita del sito, nonostante non siano
attualmente in corso eventi culturali interessanti;
quali siano i motivi che hanno ostacolato l'organizzazione di
eventi alternativi utili ad attrarre visitatori;
quali saranno le sorti del Museo del Satiro.» (2128)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «Con l'interrogazione numero 2128 l'onorevole Ferro
ha chiesto di conoscere quali provvedimenti si intendano adottare
al fine di utilizzare, con iniziative culturalmente valide, il
sito del Museo del Satiro a Mazara e quali siano le ragioni che
mantengono immutato il costo del biglietto d'ingresso per la
visita del sito e quale siano le sorti del Museo del Satiro.
Le problematiche poste nell'interrogazione sono state
ampiamente superate in quanto in data 28 aprile 2005 - con
apertura sino al 17 settembre 2005 - presso il Museo del Satiro
di Mazara del Vallo è stata inaugurata la Mostra "Aspettando il
Satiro... narrare per immagini e forme", una esposizione di
reperti, provenienti da Musei nazionali e dalla Regione
Siciliana, con rappresentazioni iconografiche di Satiri, Sileni e
Fauni, allestita ad opera della Soprintendenza di Trapani per il
periodo di assenza della statua bronzea del Satiro danzante.
Inoltre, il Dirigente Generale del Dipartimento ai Beni
Culturali, ha provveduto con proprio provvedimento a ridurre il
costo del biglietto di ingresso al Museo del Satiro, fissandolo
in Euro 2,00 per il biglietto intero e in Euro 1,00 per il
biglietto ridotto; e ciò sino al rientro del Satiro Danzante.»
L'Assessore PAGANO
VIRZI'. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per i
beni culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione e
all'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la formazione
professionale e l'emigrazione, premesso che:
in data 15 marzo 2005 la stampa palermitana dava notizia del
licenziamento 'per giusta causa' e con effetto immediato, da
parte del direttore pro-tempore dell'Associazione Teatro Biondo
Stabile di Palermo, del sindacalista Claudio Grasso per la
mancata smentita di un articolo sulla sicurezza del Teatro
comparso il 15 febbraio 2005 sull'edizione locale del quotidiano
'La Repubblica';
considerato che il succitato sindacalista, con raccomandata
datata 23 febbraio 2005, chiariva il senso generale delle sue
dichiarazioni, precisando che talune affermazioni erano state
'reinterpretate' dal giornalista e che alcune asserzioni
riportate nell'articolo non erano riconducibili all'intervista
rilasciata in quanto anche, con ogni evidenza, inesatte;
valutato che nella lettera inviata al dipendente ai fini del
licenziamento non erano riportati con esattezza i riferimenti
normativi e contrattuali in base ai quali il provvedimento veniva
adottato;
preso atto che in ogni caso le dichiarazioni riportate nel
quotidiano non erano affatto tali da ledere 'l'immagine'
dell'Ente, ma assolutamente compatibili col ruolo di vigilanza e
tutela dell'interesse e della sicurezza dei lavoratori tipico
della funzione sindacale;
atteso che il provvedimento non ha precedenti, che appare
obiettivamente abnorme, che l'episodio è relativo ad un Ente a
gestione pubblica e che il Consiglio d'Amministrazione non
sarebbe stato messo al corrente delle intenzioni del direttore;
per sapere:
se il Governo della Regione, per ogni aspetto di sua
competenza, non ritenga di dover accertare in tempi reali tutte
le circostanze sopra citate;
se non ritenga doveroso intervenire, anche attraverso i propri
consiglieri d'amministrazione, per riportare nell'ambito della
normalità una vicenda assolutamente incresciosa che più di ogni
altra rischia di appannare l'immagine di un prestigioso ente
pubblico che doppiamente dovrebbe rifuggire da atteggiamenti ed
atti che possono apparire discrezionali, discriminatori ed
antisindacali e che, solo per questo, dovrebbero prontamente
essere revocati e/o essere dichiarati nulli.» (2149)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «Con l'interrogazione numero 2149 l'onorevole Virzì
ha chiesto di conoscere se il Governo della Regione intenda
intervenire, attraverso i propri rappresentanti presenti nel
Consiglio di Amministrazione dell'Associazione Teatro Biondo
Stabile di Palermo, per riportare nell'ambito della normalità la
vicenda relativa al licenziamento per giusta causa operata dal
Direttore pro-tempore del Teatro nei confronti del sindacalista
Claudio Grasso.
Al riguardo, si rappresenta che, sebbene l'Assessorato ai Beni
Culturali intervenga con un finanziamento annuo pari a circa
3.150,00 milioni di euro, l'attività di controllo si limita alla
gestione dei bilanci con particolare riguardo al corretto
utilizzo della somma destinata dalla Regione alle spese di
gestione.
Sebbene si concorda con l'interrogante che un provvedimento di
licenziamento deve essere emesso in presenza di motivi che hanno
una certa rilevanza, devo comunque evidenziare che la tematica
esula dalla competenza dell'Assessorato dei Beni Culturali e che
il provvedimento in questione può soltanto essere contestato
dall'interessato proponendo un ricorso all'autorità giudiziaria
competente in materia.»
L'Assessore PAGANO
VILLARI. - «All'Assessore per i beni culturali ed ambientali e
per la pubblica istruzione, premesso che:
le istituzioni scolastiche, secondo il nuovo principio
d'autonomia, sono tenute a formulare il P.O.F. per fornire alle
famiglie la più ampia conoscenza dell'offerta formativa e della
qualità del servizio che offrono agli studenti oltre che per
garantire, soprattutto per le famiglie bisognose, la possibilità
di scelta ai loro figli per un pieno esercizio del diritto allo
studio;
osservato che nella pratica il diritto allo studio e alla
scelta della scuola che presenta la migliore offerta formativa
sono ostacolati nei piccoli centri da discriminazioni che
intervengono, ad esempio, nel trasporto, quando le
amministrazioni locali negano il pagamento dell'abbonamento per
frequentare in altra località scuole ad eguale tipologia
d'indirizzo di quelle esistenti nel territorio comunale;
rilevato che l'attribuzione dei fondi per il trasporto
scolastico ai comuni finisce col privilegiare logiche
campanilistiche in contrasto con l'esercizio del diritto allo
studio anche attraverso la libera scelta della scuola e
dell'offerta formativa di ciascun istituto, almeno in ambito
provinciale;
visto che tale circostanza ha portato le varie amministrazioni
locali a richiedere la istituzione di indirizzi identici a quelli
esistenti nei comuni viciniori e probabilmente più consolidati e
con maggiore capacità di offrire servizi efficienti e standard
elevati;
considerata l'opportunità di istituire scuole con indirizzi e
specializzazioni diversi nell'ambito di una provincia e,
comunque, evitando doppioni e ripetizioni in comuni vicini;
rispettando i criteri su cui si basano l'autonomia scolastica e
la differenziazione dell'offerta formativa, al fine di garantire
davvero la libertà d'insegnamento;
per sapere:
se non ritenga necessario per le scuole superiori, anziché
attribuire ai comuni i fondi per il trasporto scolastico, far
presentare alle scuole stesse le domande per l'erogazione diretta
alle famiglie di un buono trasporti per collegamenti all'interno
dell'ambito provinciale;
se non consideri opportuno, dopo l'approvazione della legge
regionale n. 20 del 25.11.2002 'Interventi per l'attuazione del
diritto allo studio universitario in Sicilia', che la Regione si
doti presto di una legge generale ed organica per il diritto allo
studio in Sicilia.» (2160)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «Con l'interrogazione numero 2160 l'onorevole
Villari, tenuto conto dell'autonomia scolastica delle scuole, ha
chiesto di conoscere se non si ritenga opportuno, anziché
attribuire ai Comuni i fondi per il trasporto scolastico, far
presentare alle scuole stesse le domande per l'erogazione diretta
alle famiglie di un buono trasporti per collegamenti all'interno
dell'ambito provinciale e se non si ritiene opportuno che la
Regione siciliana si doti di una legge organica per il diritto
allo studio.
La prima problematica emersa nell'interrogazione in questione,
riguarda l'applicazione della legislazione avente per oggetto il
trasporto gratuito che provocherebbe, agli utenti dei piccoli
centri, ostacoli e discriminazione sulla scelta di un tipo di
scuola che possa offrire agli studenti una migliore offerta
formativa.
Tale problematica era stata sollevata da alcuni Comuni,
attraverso quesiti posti al Dipartimento alla P.I. che hanno dato
luogo alla circolare n. 11 del 2 maggio 2005, diramata a tutti i
Comuni della Sicilia.
Sull'ipotesi paventata dall'interrogante della possibile
attribuzione dei fondi finalizzati al trasporto gratuito
direttamente alle Istituzioni Scolastiche, si rappresenta che la
competenza nel merito è attualmente dell'Assessorato alla
Famiglia; è inoltre il caso di far presente che non sembra possa
farsi rientrare fra le competenze delle Istituzioni Scolastiche
la gestione di tali fondi ove, evidentemente, non intervenga un
espressa volontà legislativa.
Sulla seconda problematica evidenziata nell'interrogazione
circa la possibilità che la Regione si doti di una legge organica
sul diritto allo studio, è il caso di ricordare che già nel 2002
era stato presentato il disegno di legge n. 341/2002 a firma
dello stesso interrogante nonché degli onorevoli Giannopolo,
Speziale, Capodicasa, Cracolici, Crisafulli, De Benedectis, Oddo,
Panarello e Zago recante la proposta di legge sul diritto allo
studio sia del comparto scuola che del comparto università.
Tale disegno di legge venne posto alla attenzione della V
Commissione Legislativa dell'ARS unitamente al D.L. n. 271/2001
di iniziativa del Presidente della Regione Siciliana su proposta
dell'onorevole Assessore per i beni culturali ed ambientali e per
la pubblica istruzione.
Si ha memoria dei lavori della citata V Commissione che
pervenne nella unanime decisione di stralciare quella parte del
D.L. n. 341 avente per oggetto il diritto allo studio del
comparto scuola, ed esitò la proposta di legge avente per oggetto
il diritto allo studio universitario, approvata successivamente
dall' ARS con legge regionale n. 20 del 25 novembre 2002.
II diritto allo studio in Sicilia, pertanto, potrà essere
oggetto di ulteriore disegno di legge non appena gli uffici
definiranno lo studio.»
L'Assessore PAGANO
GURRIERI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i
beni culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione,
premesso che:
l'Assessore per i beni culturali ha rilasciato alla stampa nel
gennaio scorso (La Sicilia, Cronaca Regionale, 22.01.2005) una
intervista riportata fino ad oggi, a conferma che rispecchia
fedelmente il suo pensiero, nel sito WEB dell'Assessore, nella
quale si sviluppa il convincimento che si deve 'rovesciare il
concetto feticistico che laddove ci possono essere delle antiche
pietre si debba paralizzare tutto. Noi di antiche pietre, di
antichi vasi abbiamo pieni i depositi delle Sovrintendenze e dei
musei, non ne servono altri';
nella medesima intervista l'Assessore afferma 'io non faccio
guerra alle Sovrintendenze, ma certamente debbono cambiare
mentalità perché non è possibile che blocchino tutto paralizzando
il futuro dell'uomo';
tali propositi sono stati riversati, a dire dello stesso
Assessore, nelle linee guida relative ai beni culturali siciliani
'con un indirizzo alle Sovrintendenze, ai musei e a tutti i
responsabili del settore';
considerato che:
tali dichiarazioni hanno suscitato sconcerto tra gli addetti ai
lavori soprattutto per la possibilità che lascerebbero nel
distruggere i beni culturali non ancora tutelati e favorire abusi
di ogni genere;
è compito dei tecnici giudicare su ciò che si deve tutelare e
su ciò che può essere, dopo gli opportuni rilevamenti, spostato
altrove, interrato o addirittura distrutto;
preso atto che:
dal 2005 la Regione siciliana è l'unica parte del territorio
nazionale dove può essere facilmente eluso il principio della
tutela ambientale attraverso le modifiche introdotte con
l'articolo 46 della legge finanziaria regionale per l'anno 2005,
che prevede il principio del silenzio-assenso anche in materia di
beni culturali e ambientali, motivo per cui, trascorso il termine
di 120 giorni, se le Sovrintendenze non avranno espresso diverso
parere, diventa lecito ogni intervento;
l'introduzione del silenzio-assenso fa da premessa coerente
alle linee guida espresse dall'Assessore per i beni culturali ed
ambientali e per la pubblica istruzione e si manifesta in tutta
la sua gravità in quanto è fin troppo noto che le Sovrintendenze
non hanno né i mezzi né il personale per potere evadere il grande
numero di pratiche che verrebbe attivato;
per sapere:
quali siano gli intendimenti del Governo circa la sostenibilità
di queste linee di politica di tutela dei beni culturali ed
ambientali;
se non sia il caso di rafforzare le Sovrintendenze invece di
indebolirne il potere di tutela del territorio;
come il Governo intenda porre rimedio a questa sorta di piano
inclinato che ha fatto le sue prime prove a Lipari e che domani
potrebbe portare in breve tempo all'assalto finale di ciò che
resta del magnifico sistema integrato di architettura,
urbanistica e paesaggio della nostra regione.» (2189)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «Con l'interrogazione numero 2189 l'onorevole
Gurrieri ha chiesto quali siano gli intendimenti del Governo
circa la sostenibilità delle linee di politica di tutela dei beni
culturali ed ambientali con particolare riferimento al ruolo
delle Soprintendenze.
Sull'argomento si rappresenta che il campo della tutela e
conservazione attiva del patrimonio culturale e del paesaggio è
un settore particolarmente importante delle nuove politiche di
sviluppo, la cui amministrazione com'è noto finisce per
intersecare diversi aspetti della vita pubblica e della qualità
della vita dei cittadini.
Da lungo tempo si è andata affermando la priorità di un metodo
di tutela nel quale la salvaguardia dei beni culturali passi da
criteri episodici, discrezionali e, in ultima analisi, arbitrari,
a principi certi e riconoscibili per tutti i cittadini.
Si tratta cioè di passare da forme di tutela episodiche,
affidate alle valutazioni soggettive dell'autorità
amministrativa, ad un'azione più complessiva, partecipata da
tutti i cittadini, nella quale le ragioni della salvaguardia dei
beni culturali trovino sperimentazioni nell'ambito della più
generale azione di governo del territorio.
La priorità del piano paesaggistico come strumento di tutela è
stata, però, espressamente recepita soltanto dal Codice Urbani,
entrato in vigore il 1 maggio 2004, dopo che nel corso di quasi
un ventennio varie Regioni, ma non la Sicilia, hanno dato con
proprio provvedimento normativo risposte di tipo diverso alla
comune esigenza di darsi regole per uno sviluppo edilizio di tipo
compatibile con la valorizzazione delle risorse naturali e
culturali.
La logica di delegare ai Comuni la gestione dei processi
autorizzativi ha dato, peraltro, risultati generalmente poco
confacenti in termini di effettiva tutela dei beni territoriali.
La collaborazione tra Enti locali e Amministrazione dei Beni
Culturali nella condivisione degli obiettivi di qualità
paesaggistica è, però, una strada obbligata, sia per l'assetto di
competenza dettato in questa materia dalla modifica del Titolo V
della Costituzione, sia perché è ormai improduttiva una risposta
di tipo diverso, che tenda cioè a preservare il modello
burocratico della tutela, basato sulla centralità del binomio
costituito dal vincolo e dall'organo tecnico (la Soprintendenza)
che lo interpreta e gestisce.
Questo sistema ha certamente arginato i danni creati da una
lunga stagione di in cultura e di assenza di valori; esso va
dunque utilizzato, ma ne vanno globalmente ridisegnati gli
obiettivi e i metodi.
Questo vale soprattutto in Sicilia dove le funzioni di tutela
dei beni culturali ed ambientali, in ragione dell'autonomia
statutaria, del modo in cui essa venne concretamente esercitata
in questa materia e dell'assoluta indipendenza che continua ad
esistere tra questa disciplina e quella dell'urbanistica, sono
incentrate sulle Soprintendenze per i beni culturali ed
ambientali.
L'importante contributo che questi istituti hanno dato alla
protezione del patrimonio culturale ed ambientale siciliano
giustifica guardare ad essi come una risorsa per lo sviluppo
della Regione; ma in assenza di regole e di principi la loro
azione non si è mai tradotta nelle dovute forme di coinvolgimento
e di educazione della popolazione locale, la cui crescita
culturale ed economica impone oggi risposte.
Per troppo tempo, infatti, la gestione dei vincoli è stata
percepita, e non sempre a torto, come un fattore di ritardo nelle
politiche di progetto di sviluppo infrastrutturale della Regione;
per troppo tempo il vincolo è intervenuto tardi e male nei
processi di governo del territorio, certificando, piuttosto che
contraddire, situazioni di disordine edilizio (es. Valle dei
Templi) rispetto alle quali l'intervento dell'autorità
sovraordinata ha costituito soltanto elemento di ulteriore
difficoltà; per troppo tempo, soprattutto, è invalsa da parte
delle Soprintendenze una sottovalutazione delle ragioni
dell'uomo, che deve essere il protagonista del suo ambiente,
cosciente della necessità e di conseguenza attore della sua
conservazione.
Quanto sopra richiede certamente molto da parte delle
Soprintendenze in termini di sensibilità e di prospettive
culturali del loro agire, ma richiede anche risposte di tipo
legislativo.
Nella convinzione che occorra dare giusto accoglimento a queste
istanze, adeguando un impianto normativo che, al riguardo, è
assai carente, lo scrivente ha predisposto e presentato in Giunta
un apposito disegno di legge mirante, per la prima volta in
Sicilia, alla normazione della pianificazione paesaggistica e
alla qualificazione architettonica e ha impartito alcuni
indirizzi agli organismi di tutela, rivolti allo scopo non già di
omogeneizzare le loro determinazioni tecniche, ma di dare un
quadro di regole e di comportamenti nel cui ambito essi possono
legittimamente operare.»
L'Assessore PAGANO
GIANNOPOLO. - «All'Assessore per i beni culturali ed ambientali
e per la pubblica istruzione e all'Assessore per il lavoro, la
previdenza sociale, la formazione professionale e l'emigrazione,
premesso che:
i compiti di tutela del paesaggio e dei beni monumentali,
architettonici e culturali nel corso degli ultimi anni, in
attuazione delle leggi nazionali e regionali e dei provvedimenti
amministrativi di salvaguardia, sono notevolmente aumentati;
alla tutela dei beni culturali provvedono essenzialmente e
prevalentemente le Soprintendenze alle quali sono state
attribuite nuove e più estese competenze;
la dotazione organica effettiva delle Soprintendenze è
assolutamente insufficiente a fronteggiare l'enorme carico di
lavoro al quale devono fare fronte, tenuto conto anche della
limitatezza dei tempi per la definizione dei provvedimenti
previsti dall'art. 46 della legge regionale n. 17/2004;
considerato che anche allo scopo di consentire l'accelerazione
delle procedure per l'esame delle pratiche di sanatoria edilizia
è stato previsto al comma 7 dell'art. 17 della legge regionale n.
4 del 2003 di assegnare alle Soprintendenze che ne facciano
richiesta personale LSU in possesso di adeguato titolo di studio;
rilevato che la Soprintendenza di Palermo, dotata di un
organico insufficiente, ha avanzato richiesta di assegnazione di
personale LSU in possesso di adeguato titolo di studio per fare
fronte all'istruttoria delle pratiche di sanatoria edilizia e per
le altre incombenze ordinarie;
atteso che a distanza di quasi due anni il personale LSU non è
stato ancora assegnato alla Soprintendenza di Palermo, nonostante
si abbia notizia della disponibilità manifestata in tal senso da
parte di lavoratori del bacino LSU;
per sapere:
quali motivi abbiano ritardato od ostacolato l'assegnazione di
personale LSU alla Soprintendenza di Palermo;
se non ritengano opportuno disporre con urgenza l'assegnazione
di detto personale o di altre unità provenienti dal bacino LSU
che hanno stipulato contratto di diritto privato con
l'Amministrazione regionale o con gli enti sottoposti a controllo
e vigilanza della Regione;
se non ritengano opportuno assegnare altro personale tecnico di
ruolo o con contratto a tempo determinato proveniente dai rami
dell'Amministrazione regionale alla Soprintendenza di Palermo per
l'espletamento dei compiti istituzionali di tutela.» (2237)
Risposta. «Con l'interrogazione numero 2237 l'onorevole
Giannopolo ha chiesto di conoscere i motivi che hanno ostacolato
l'assegnazione di personale LSU alla Soprintendenza di Palermo e
se non si ritenga opportuno, considerati i compiti di tutela del
paesaggio e dei beni monumentali e culturali e dell'aumento dei
provvedimenti amministrativi che fanno capo alla predetta
Soprintendenza, disporre con urgenza l'assegnazione del personale
LSU che ha stipulato contratto di diritto privato con
l'Amministrazione regionale.
Sull'argomento occorre evidenziare che le procedure previste
per la mobilità del personale proveniente dal bacino degli LSU
nell'ambito dell'Amministrazione regionale sono state attivate
con apposito atto d'interpello a seguito della richiesta
effettuata dalla Soprintendenza di Palermo.
Dal predetto interpello avvenuto nel corso del 2005 è emerso
che solamente un lavoratore in possesso dei requisiti richiesti
dalla stessa Soprintendenza è risultato interessato ed ha
risposto all'interpello.
E' opportuno segnalare che nell'anno 2004 la Soprintendenza di
Palermo ha avuto assegnati per mobilità 10 unità di personale LSU
di cui 7 geometri e 3 architetti che hanno preso servizio in data
2 febbraio 2004. II numero di unità è risultato comunque
inferiore alla richiesta che aveva fatto la Soprintendenza e,
pertanto, l'Assessorato del Lavoro competente in materia ha reso
noto di avere attivato le necessarie procedure affinché provveda
ad una ricognizione di eventuali esuberi di personale LSU presso
gli Uffici centrali e periferici dell'amministrazione regionale,
al fine di soddisfare le esigenze dell'Assessorato Beni
Culturali.»
L'Assessore PAGANO
ZAGO. - «All'Assessore per i beni culturali ed ambientali e per
la pubblica istruzione, premesso che numerosi presidi incaricati,
cosiddetti triennalisti, sono entrati di ruolo nelle varie
regioni a seguito di corso-concorso riservato, come da DDG
17.12.2002 (G.U. n. 100 del 20.12.2002);
osservato che ad alcuni presidi, circa 60 in tutta Italia, per
immotivate ed incomprensibili ragioni è stata negata la frequenza
ai corsi con riserva, in attesa dell'esito di ricorsi presentati
presso i TAR del Piemonte, della Lombardia, del Lazio e della
Sicilia;
ricordato che la frequenza dei corsi fu consentita a presidi
biennalisti con anzianità di servizio, quali 'incaricati',
inferiore a quella prevista dal bando come 'requisito minimo
essenziale (tre anni)';
visto che con legge n. 43 del 31 marzo 2005, art. 1 octies, di
conversione e modificazione del D.L. n. 7 del 31 gennaio 2005,
tali presidi con minore anzianità e privi dei requisiti sono
stati inseriti in graduatoria, estromettendo di fatto chi,
essendo in possesso dei requisiti di cui al citato decreto, aveva
tutto il diritto di partecipare al corso-concorso ed essere
assunto di ruolo;
considerato che:
7, tra gli esclusi aventi diritto, sono presidi siciliani, non
ammessi al corso di formazione perché ritenuti soprannumerari
rispetto alla quota di 47 assegnata incomprensibilmente alla
Sicilia;
i posti messi a concorso a livello nazionale erano 1650 (1500
maggiorati del 10 per cento), bastevoli per assumere tutti i
triennalisti inclusi nelle graduatorie generali di merito delle
varie regioni (essendo peraltro prevista la mobilità a concorso
espletato), laddove non si fosse inopinatamente aperto il corso-
concorso ai biennalisti e, con la conversione e modifica del D.L.
n. 7/2005, non fossero stati inseriti in graduatoria;
per sapere:
se non ritenga che sia stata compiuta un'inaccettabile
discriminazione che rischia di creare caos nella dirigenza degli
istituti scolastici e sfiducia nelle istituzioni;
se non ritenga opportuno e necessario intervenire presso il
Governo nazionale al fine di correggere una norma che di fatto ha
modificato e stravolto un bando di concorso molto chiaro e
preciso;
se non valuti opportuno adoperarsi per consentire ai presidi
triennalisti che si trovino nella suddetta situazione di
mantenere gli incarichi che ricoprono attualmente sino al
chiarimento della vicenda in corso, dando certezza agli operatori
della scuola confusi da norme contraddittorie ed
incomprensibili.» (2268)
Risposta. «Con l'interrogazione numero 2268 l'onorevole Zago ha
chiesto di conoscere le iniziative che il Governo della Regione
intende intraprendere per correggere la norma nazionale che
disciplina l'assunzione in ruolo dei Dirigenti scolastici.
Sull'argomento ricordo che la materia è di esclusiva competenza
del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca ed
è stata disciplinata di recente con la legge n. 43 del 2005 di
conversione del decreto legge n. 7 del 31 gennaio 2005.
Eventuali modifiche possono essere effettuate con analoghe
norme valutate preventivamente dal Ministero competente.»
L'Assessore PAGANO
DE BENEDICTIS. - «All'Assessore per beni culturali ed
ambientali e per la pubblica istruzione e all'Assessore per il
turismo, le comunicazioni e i trasporti, premesso che:
nell'area del Parco archeologico di Siracusa è stata realizzata
ad opera del Comune una successione di costruzioni in legno su un
basamento continuo in cemento armato, per una superficie coperta
di complessivi 600 metri quadrati circa, immaginata per ospitare
l'esposizione e la vendita di souvenir e gadget turistici;
il terreno su cui sorgono le costruzioni di proprietà del
Comune, è certamente interessato da importanti preesistenze
archeologiche, di cui è stata accertata la presenza nelle
porzioni immediatamente adiacenti;
a causa di quanto sopra, l'area in oggetto è stata vincolata a
totale inedificabilità dalla competente Sovrintendenza ai beni
ambientali e culturali di Siracusa, per cui risulta
incomprensibile ed ingiustificata la realizzazione di quelle
costruzioni, le quali non costituiscono in alcun modo 'strutture
precarie' ai sensi delle norme vigenti, avendo pieni requisiti di
stabilità ed essendo fissate alla summenzionata platea in cemento
armato;
il notevole ingombro, sia in altezza che in piano, delle
costruzioni in oggetto, nonché l'uso di forme e materiali, quali
il legno a vista ed il cemento armato, del tutto inappropriati al
luogo, configurano un devastante impatto visivo ed ambientale,
del tutto incompatibile con i criteri di tutela paesaggistica
dell'area archeologica;
considerato che:
in forza di ciò, l'Assessore regionale per i beni culturali ed
ambientali ebbe ad assicurare nell'aprile del 2004 - a mezzo di
dichiarazioni alla stampa - che le strutture sarebbero state
rimosse;
contrariamente a quanto dichiarato, le strutture non sono state
rimosse né sono state utilizzate per lo scopo per le quali furono
immaginate, presentandosi attualmente vuote e senza destinazione
d'uso, con grave ed evidente danno per il patrimonio del Comune
stesso;
atteso che:
secondo recenti notizie di stampa, l'Amministrazione comunale
di Siracusa intende trasferire nelle strutture in oggetto gli
operatori che attualmente, e da molti anni, vendono souvenir e
prodotti turistici vari in bancarelle all'aperto nel tratto
iniziale della strada di penetrazione al Parco archeologico;
tale soluzione appare del tutto penalizzante per gli operatori
stessi, che si vedrebbero reclusi dentro un'area recintata e
lontana dai percorsi dei turisti;
l'ipotizzato trasferimento della biglietteria all'interno della
stessa area recintata potrebbe garantire il passaggio, davanti
alle future strutture di vendita, soltanto di coloro i quali si
recheranno ad acquistare i biglietti di accesso all'area,
certamente in numero di gran lunga inferiore rispetto a quello
dei visitatori, i quali oggi transitano tutti davanti alle
bancarelle all'aperto;
la realizzazione di un parcheggio per automezzi e bus in altra
area distante dall'ingresso della zona archeologica e dalla
biglietteria ridurrebbe ancora di più il numero di visitatori
potenziali clienti dei venditori di souvenir;
la soluzione prospettata dal Comune appare quindi del tutto in
contrasto con gli obiettivi di tutela paesaggistica e di riordino
funzionale dell'area ed è certamente penalizzante sul piano
economico per i commercianti della zona;
per sapere:
quali iniziative intendano adottare per eliminare la deturpante
presenza delle costruzioni descritte e per garantire, al
contempo, una migliore organizzazione della vendita di souvenir e
di oggettistica all'interno dell'area in questione.» (2273)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «Con l'interrogazione numero 2273 l'onorevole De
Benedictis ha chiesto di conoscere quali iniziative si intendano
adottare per la rimozione delle costruzioni in legno realizzate
nell'area del Parco Archeologico di Siracusa.
Al riguardo, si rappresenta che la realizzazione delle
costruzioni in legno nel Parco Archeologico di Siracusa ad opera
del Comune di Siracusa su area appartenente al proprio demanio è
stata oggetto di un progetto di massima datato 1996 e relative
varianti, approvato dalla Soprintendenza di Siracusa con il fine
di risolvere l'annoso problema dell'occupazione abusiva della
strada di accesso del Teatro Greco da parte di alcuni venditori
di souvenirs con l'installazione di diverse baracche in
lamierino.
Si ritiene opportuno sottolineare che la predetta occupazione
abusiva arreca gravi pregiudizi alle valenze storico-ambientali
dell'area archeologica e potrebbe costituire anche una forte
situazione di pericolo per il notevole ridimensionamento della
larghezza della principale via di fuga del Teatro Greco.
Per eliminare definitivamente questa situazione il Comune di
Siracusa ha investito la somma di un miliardo e ottocento milioni
delle vecchie lire, già utilizzati per la realizzazione delle
strutture in legno nelle quali sarà trasferita la vendita dei
souvenirs.
Tuttavia, per rispettare le esigenze economiche degli operatori
commerciali, la Soprintendenza di Siracusa provvederà al
trasferimento della biglietteria del Teatro Greco presso l'area
recintata creata, avendo acquisito dal Comune la concessione
della cosiddetta "Casina Cuti". Per di più, è in fase avanzata
l'avvio dei lavori per la realizzazione, all'interno della nuova
zona commerciale, di un terminal per la sosta temporanea degli
autobus turistici che consentirà ai passeggeri di scendere
direttamente nella zona della nuova biglietteria e, soprattutto,
a pochi metri dalle strutture commerciali in argomento.
Ciò costituisce uno degli obiettivi prefissati dal progetto
esecutivo, elaborato in collaborazione con l'Amministrazione
Comunale e la Soprintendenza di Siracusa, con il quale si intende
dare il giusto impulso all'avvio dell'instaurando Parco
Archeologico di Siracusa, riportando alla luce la città "tardo-
ellenistica" già rinvenuta con alcune trincee di scavi nell'area
oggetto dell'interrogazione che, per la sua importanza storica,
sarà, ovviamente, oggetto di pubblica fruizione.
In questo modo si ritiene che non verranno penalizzati gli
operatori commerciali in quanto la stessa area diverrà importante
percorso turistico all'interno della zona archeologica del teatro
Greco, consentendo, al contempo, di eliminare l'indecoroso
spettacolo delle baracche abusive.
Si ritiene, pertanto, che tale soluzione sia quella più consona
ad esprimere il moderno concetto di "insieme" in cui gli
interessi culturali e quelli economici devono essere considerati
un unico obiettivo.»
L'Assessore PAGANO
GIANNOPOLO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per i
beni culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione,
all'Assessore per il territorio e l'ambiente e all'Assessore per
la famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso
che nel territorio di Campofelice Roccella (PA) esiste, nei
pressi della Torre Roccella, un insediamento del XII-XIV secolo
di notevole interesse etno-antropologico denominato Borgo
Roccella su cui grava un regime vincolistico di tipo
paesaggistico;
considerato che da tempo alcuni interessi speculativi
ipotizzano in quel luogo costruzioni turistico-ricettive;
visti i pareri reiteratamente presentati dai competenti uffici
dell'Assessorato regionale dei beni culturali in merito al
restauro e all'uso della Torre e al restauro e ripristino delle
volumetrie originarie dell'intero sito, attraverso precise
prescrizioni che non ne consentono l'inglobamento in architetture
e arredi urbani moderni;
ricordato che da parte dell'Assessorato regionale dei beni
culturali era stata avanzata richiesta di chiarimenti al Comune
circa 'le norme tecniche di attuazione previste per l'area
oggetto d'intervento nello strumento urbanistico preesistente al
PRG adottato con D.C. n. 14 del 18.06.1994' e che si
rappresentava che 'nelle more dell'approvazione definitiva del
citato PRG da parte dell'Assessorato territorio e ambiente
debbano intendersi prevalenti le norme di salvaguardia.
Conseguentemente, qualora il preesistente strumento urbanistico
non prevedesse per tale area una destinazione di zona A o B
dovranno ancora oggi applicarsi le limitazioni della l.r. 78/1976
e l.r. 15/1991 e conseguentemente non potranno essere realizzate
nuove opere che non siano riconducibili alla manutenzione
ordinaria e/o straordinaria dei manufatti';
osservato che, ciò nonostante, il competente Ufficio tecnico ha
proceduto ad esprimere parere favorevole al progetto di restauro
presentato al comune di Campofelice Roccella;
per sapere:
se non ritengano di dovere avviare un'ispezione amministrativa
presso l'Ufficio tecnico del Comune di Campofelice al fine di
accertare eventuali irregolarità nella concessione del parere
favorevole;
se, in caso positivo, non ritengano di intervenire d'urgenza a
tutela del patrimonio culturale e ambientale attivando le misure
necessarie all'annullamento della concessione rilasciata.» (2304)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «Con l'interrogazione numero 2304 l'onorevole
Giannopolo ha chiesto di conoscere se non si ritenga di
intervenire per annullare il parere favorevole espresso
dall'Ufficio tecnico del Comune di Campofelice di Roccella a
proposito del progetto di restauro del Borgo Roccella, sito di
notevole interesse etno-antropologico gravato da vincoli
paesaggistici.
Così come evidenziato nelle premesse dell'interrogazione, il
progetto di restauro della Torre e del Borgo Roccella è stato
oggetto di attenzione da parte della Soprintendenza ai Beni
Culturali di Palermo che ne ha rilasciato, anche in diverse
occasioni, parere favorevole di massima condizionato a numerose
prescrizioni tra le quali la necessità di effettuare opportuni
saggi di tipo archeologico prima dell'inizio dei lavori con
obbligo di destinare comunque la Torre a sala mostre e attività
culturali.
Malgrado la notevole corrispondenza intercorsa tra la
Soprintendenza ed il Comune di Campofelice di Roccella, in data 4
ottobre 2005 è pervenuta alla Soprintendenza una comunicazione di
inizio lavori a seguito di concessione edilizia per lavori di
Ristrutturazione edilizia dell'antico Casamento della Torre
sottostante la Torre Roccella ex Feudo Calzata, subito bloccata
con l'emissione di un parere negativo all'esecuzione dei lavori
in quanto non conformi ai pareri rilasciati dalla stessa
Soprintendenza che prevedevano esclusivamente i lavori di
restauro.
E' stata convocata, pertanto, in data 20 ottobre 2005 una
Conferenza di servizi alla quale hanno partecipato le parti
interessate alla vicenda, al termine della quale si è concordato
sulla necessità di procedere ad ulteriori approfondimenti
tecnici. Nel frattempo, la Soprintendenza, con nota del 21
ottobre 2005, a seguito di comunicazione di avvio dei lavori di
scavo nella zona interessata, ha ordinato l'immediata sospensione
di tutti i lavori che non riguardino direttamente il recupero
della Torre.»
L'Assessore PAGANO
ZAGO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i beni
culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione, premesso
che nell'aprile del 2000 la Regione Sicilia ha bandito un
concorso per mille posti ai Beni Culturali attraverso 19 distinte
selezioni;
ricordato che tra le 19 selezioni, per quella di operatore
tecnico (per complessivi 260 posti), per effetto di un parere del
Consiglio di giustizia amministrativa, la Regione siciliana fu
obbligata a reperire le sopraccitate figure nelle liste dei
disoccupati attraverso gli uffici di collocamento;
considerato che tale tipo di selezione ha generato oltre
centomila domande, essendo ammesse anche le qualifiche
equivalenti oltre a quelle specifiche;
accertato che nel febbraio u.s. la Commissione regionale per
l'impiego, attraverso una discutibile e anomala delibera e a
selezione già avviata, ha invece modificato i titoli richiesti,
mortificando le legittime aspettative di migliaia di giovani
disoccupati;
accertato, altresì, che da un attento esame delle graduatorie
pubblicate su Internet quasi il 98% degli aspiranti selezionati
sono delle province di Siracusa, Palermo e Agrigento, mentre le
domande allora prodotte hanno registrato più o meno le stesse
percentuali nelle nove province;
per sapere:
in base a quali dispositivi di legge siano stati modificati i
titoli richiesti per una selezione già avviata attraverso i vari
uffici di collocamento;
in base a quale atto amministrativo siano stati individuati i
codici relativi alle qualifiche indicati nelle graduatorie;
se non ritenga opportuno sospendere le graduatorie per
verificarne la regolarità e procedere al loro annullamento in
caso di accertamento di gravi irregolarità amministrative.»
(2318)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «Con l'interrogazione numero 2318 l'onorevole Zago ha
chiesto di conoscere notizie circa la selezione effettuata per n.
260 posti di operatore tecnico, figure da reperire nelle liste
dei disoccupati attraverso gli uffici di collocamento.
Al riguardo si rappresenta che l'Ufficio Concorsi
dell'Assessorato dei beni culturali ha provveduto a trasmettere
all'Ufficio regionale del Lavoro le qualifiche contemplate dal
Prontuario ministeriale' corrispondenti ai profili professionali
oggetto delle selezioni per l'avviamento al lavoro di n. 260
posti di operatore tecnico ex articolo 16 della legge regionale
56 del 1987.
La Commissione regionale per l'impiego, con propria delibera n.
180 adottata nella seduta del 14 novembre 2001, decideva di
considerare valide per l'accesso alle selezioni, oltre che le
qualifiche indicate dall'Assessorato regionale dei beni culturali
ed ambientali, le qualifiche ad esse equiparabili per contenuti e
livelli di professionalità.
L'Assessorato dei beni culturali avrebbe dovuto ricevere gli
elenchi dei nominativi da selezionare attraverso le procedure
amministrative, la cui competenza si intesta esclusivamente agli
Uffici dell'Assessorato del Lavoro.
Le notizie richieste andrebbero rivolte, pertanto,
all'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la formazione
professionale e l'emigrazione».
L'Assessore PAGANO
ZAGO. - «All'Assessore per i beni culturali ed ambientali e per
la pubblica istruzione, premesso che la Direzione scolastica
regionale ha provveduto a formalizzare la sospensione del corso
di chimica-biologica presso l'Istituto professionale statale
Guglielmo Marconi di Vittoria (RG) in quanto il numero di
iscritti (9) sarebbe inferiore al numero minimo (10) previsto
dalle disposizioni ministeriali per il mantenimento dello stesso;
considerati la protesta dei genitori degli alunni dell'Istituto
professionale in questione avanzata al Dirigente della scuola e
condivisa dal sindaco di Vittoria e il ricorso presentato dai
medesimi genitori al CSA di Ragusa, in quanto la soppressione del
secondo anno di corso costringerà i ragazzi a trasferirsi in
altre province;
per sapere quali iniziative intenda assumere per evitare la
chiusura dell'unico corso di chimica-biologica presente nella
provincia di Ragusa e per evitare che, in conseguenza dei costi
per il trasferimento in altra realtà, gli studenti possano
abbandonare gli studi intrapresi o siano obbligati a cambiare
indirizzo.» (2329)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «Con l'interrogazione numero 2329 l'onorevole Zago ha
chiesto di sapere quali iniziative si intendono assumere per
evitare la chiusura dell'unico corso di chimica biologica
presente nella provincia di Ragusa presso l'Istituto
professionale statale Guglielmo Marconi di Vittoria.
Al riguardo, si rappresenta che la normativa in atto vigente
prevede che il numero minimo di alunni delle classi intermedie
non può essere inferiore a 20.
La mancata istituzione della seconda classe dell'indirizzo
chimico-biologico presso l'IPSIA Marconi' di Vittoria è dovuta,
quindi, al numero notevolmente esiguo di alunni, circa 8 o 9,
rispetto al predetto numero previsto dalle disposizioni vigenti.
Si sottolinea che anche il funzionamento della prima classe del
predetto indirizzo nell'anno scolastico 2004/2005, è stato
ritenuto irregolare dai Revisori dei conti per il numero ridotto
di frequentanti registratosi nel corso dell'anno, anche se
l'Ispettore inviato dalla Direzione generale ha ritenuto che per
l'autorizzazione della classe era rilevante il numero di alunni
inizialmente iscritti.
La Direzione generale del Ministero sta comunque valutando la
possibilità che venga autorizzato il funzionamento di una seconda
classe, tramite costituzione di classe articolata, nella
considerazione del fatto che nella provincia di Ragusa non
esistono altri corsi del medesimo indirizzo.»
L'Assessore PAGANO
DE BENEDICTIS. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore
per i beni culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione,
premesso che:
l'Assessorato regionale dei beni culturali e ambientali e della
pubblica istruzione bandì, in data 7 aprile 2000, un avviso
pubblico di selezione per l'assunzione di 267 fra operatori
tecnici, distributori e di restauro, e addetti di laboratorio;
con nota n. 886 del 19 gennaio 2001 lo stesso Assessorato
precisava che per la selezione del personale tecnico di cui al
bando citato era richiesta la sola licenza di scuola media ma
nessuna particolare specializzazione;
anche i direttori degli Uffici del lavoro, in data 24 gennaio
2001, affermavano nel merito che 'le tre qualifiche in oggetto
della richiesta sono a basso contenuto professionale, in quanto,
come espressamente precisato dall'Ente assumente, non è
richiesto, ai fini dell'accesso, altro titolo se non quello della
licenza di scuola media inferiore. Pertanto, ai fini
dell'accesso, non possono avere alcuna valenza eventuali
attestati conseguiti a seguito della frequenza di corsi di
formazione professionale, non potendosi modificare le regole
dettate dagli ordinamenti propri del medesimo Ente';
in data 14 novembre 2001 la Commissione regionale per l'impiego
deliberava che ai fini delle assunzioni sarebbero state
considerate valide per l'accesso alle selezioni, oltre che le
qualifiche indicate dall'Assessorato regionale dei beni culturali
e ambientali e della pubblica istruzione, quelle ad esse
equiparabili per contenuti e livelli di professionalità;
il 25 febbraio 2005, cioè un mese prima della pubblicazione
delle graduatorie avvenuta il successivo 29 marzo, l'Assessorato
regionale del lavoro, della previdenza sociale, della formazione
professionale e dell'emigrazione è intervenuto sui titoli per
l'accesso alle selezioni con l'introduzione di nuove qualifiche
professionali richieste;
tutto ciò ha alterato la selezione pubblica, modificandone i
criteri di partecipazione dopo oltre 4 anni dall'avvenuta
presentazione delle domande;
ciò ha portato, nella provincia di Siracusa, all'esclusione di
decine di tecnici e operatori che sarebbero stati inseriti nella
graduatoria in posizione utile alla loro assunzione e che si sono
visti incomprensibilmente superati da altri sulla base di criteri
intervenuti successivamente alla pubblicazione del bando di
selezione;
per sapere:
in base a quali norme quanto accaduto possa considerarsi
legittimo;
in base a quale atto amministrativo siano stati individuati i
codici relativi alle qualifiche indicati nelle graduatorie;
se non ritengano opportuno intervenire per accertare eventuali
gravi irregolarità amministrative verificatesi e ricondurre la
selezione in oggetto a criteri di equità e trasparenza.» (2378)
Risposta. «Con l'interrogazione numero 2378 l'onorevole Zago ha
chiesto notizie circa i criteri di selezione adottati per
l'assunzione di personale tecnico presso l'Assessorato dei beni
culturali ed ambientali e della pubblica istruzione ed in
particolare per l'assunzione di 267 operatori tecnici.
Il predetto concorso è stato indetto con avviso pubblico di
selezione e le procedure selettive sono state ex lege interamente
affidate agli Uffici dell'Assessorato regionale del lavoro, della
previdenza sociale, della formazione professionale e
dell'emigrazione così come indicato nell'articolo 3 dello stesso
bando di concorso.
Pertanto, fermo restando che presso gli Uffici di questo
Assessorato non risultano presentate lamentele per gravi
irregolarità amministrative inerenti la selezione di personale in
argomento, ulteriori informazioni possono essere richieste
all'Assessorato regionale del lavoro, della previdenza sociale,
della formazione professionale e dell'emigrazione che ha gestito
le procedure di selezione».
L'Assessore PAGANO
ODDO. - «All'Assessore per i beni culturali, ambientali e per
la pubblica istruzione, premesso che:
lo scorso dicembre 2004 il CIPE ha approvato il 1 programma
stralcio per la messa in sicurezza degli edifici scolastici in
zona sismica (legge n. 289 del 2002, art. 80);
ad oggi non sono state emanate dal Ministero delle
Infrastrutture le direttive di attuazione per la utilizzazione
dei finanziamenti in oggetto;
con nota prot. 951 del 3 marzo 2005 l'Assessorato Beni
culturali ha invitato i comuni ad adottare i necessari
provvedimenti di propria competenza;
per sapere:
in base a quali criteri dovrebbero agire i comuni, visto che
ancora il Dipartimento regionale alla pubblica istruzione non ha
diffuso le modalità operative per l'avvio delle procedure di
finanziamento;
quali iniziative intenda assumere per sollecitare il Ministero
o concordare con esso e con il Dipartimento competente l'urgente
definizione delle modalità per la utilizzazione dei finanziamenti
in oggetto.» (2393)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «Con l'interrogazione numero 2393 l'onorevole Oddo ha
chiesto di conoscere le iniziative che si intendono adottare per
sollecitare il Ministero ed il Dipartimento Regionale alla
Pubblica Istruzione per avviare le procedure di finanziamento per
la messa in sicurezza degli edifici scolastici in zona sismica.
Al riguardo, si rappresenta che la delibera CIPE di
approvazione del l programma stralcio del piano straordinario
previsto dall'art. 80 della Legge 289/2002 è stata pubblicata dal
Ministero sulla G.U. n. 186 dell'11 agosto 2005.
Nella seduta del 13 ottobre 2005 in sede di Conferenza
Unificata è stata approvata la prevista intesa sul documento di
attuazione del programma.
Pertanto, il Dipartimento regionale alla Pubblica Istruzione
impartirà le relative direttive non appena acquisirà, da parte
del Ministero delle Infrastrutture, il documento ufficiale che da
notizie assunte presso il Ministero medesimo, verrà trasmesso
alle regioni nel più breve tempo possibile.»
L'Assessore PAGANO