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Resoconto d'Aula della Seduta n. 357 di mercoledì 22 febbraio 2006
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   Presidenza del vicepresidente Fleres


    BURGARETTA APARO , segretario, dà lettura del processo  verbale
  della  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.

                         Congedo e missioni

    PRESIDENTE   Comunico  che  l'onorevole  Vitrano   ha   chiesto
  congedo per la presente seduta.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico,  altresì, che, con nota protocollo numero 367  del  22
  febbraio  2006, pervenuta in data odierna a questa Presidenza  da
  parte  dell'Assessore  per il bilancio e  le  finanze,  onorevole
  Salvatore Cintola, lo stesso chiede il differimento ad altra data
  dello  svolgimento della rubrica di competenza in  considerazione
  della sua indisponibilità per motivi di salute.

   Conseguentemente,  essendo  l'onorevole  Cintola   deputato   di
  questa  Assemblea, lo stesso è da considerarsi in congedo per  la
  presente seduta.

   Comunica,  inoltre, che sono in missione, per ragioni  del  loro
  ufficio,  gli  onorevoli: Zangara, dal 20 al  22  febbraio  2006;
  Paffuti  dal  21  al 22 febbraio; Crisafulli per il  22  febbraio
  2006; Ortisi, dal 7 al 12 marzo 2006.
      L'Assemblea ne prende atto.

           Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

    PRESIDENTE    Comunico   che   sono   pervenute,    da    parte
  dell'Assessore  per  i Beni culturali, le risposte  scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

   N.  1777  -  Interventi  per il recupero dei  siti  archeologici
  presenti nell'isola di Marettimo (TP).
   Firmatario: Oddo Camillo

   N.  1778  -  Interventi  per  la verifica  della  documentazione
  rinvenuta all'interno dello Stabilimento Florio di Favignana (TP)
  in corso di ristrutturazione.
   Firmatario: Oddo Camillo

   N.  1782  -  Delucidazioni sulla nomina del 'Commissario  per  i
  mosaici della Villa del Casale' di Piazza Armerina (EN).
   Firmatario: Tumino Carmelo

   N.   1786   -   Interventi  per  accertare  e   individuare   le
  responsabilità   nella   conduzione  e   gestione   dell'Istituto
  comprensivo statale di Valverde (CT).
   Firmatario: Villari Giovanni

   N.  1829 - Notizie in ordine alla soppressione di cattedre degli
  insegnanti di sostegno in provincia di Messina.
   Firmatario: Ardizzone Giovanni

   N.  1830  -  Notizie  in  merito ai tempi  di  espletamento  del
  concorso  a 797 posti bandito dall'Assessorato dei beni culturali
  ed   ambientali   e  della  pubblica  istruzione nell'aprile  del
  2000.
   Firmatari:  Vitrano  Gaspare; Ortisi Egidio; Galletti  Giuseppe;
  Manzullo Giovanni; Spampinato Giuseppe

   N.  1832  -  Notizie  in  ordine  al  taglio  di  145  posti  di
  insegnante  di  sostegno  per l'anno scolastico  2004-2005  nella
  provincia di Trapani.
   Firmatario: Turano Girolamo

   N.  1838 - Verifica della attendibilità delle graduatorie  degli
  insegnanti della provincia di Palermo.
   Firmatari:  Sammartino  Bartolomeo;  Formica  Santi;   Incardona
  Carmelo

   N.   1894   -   Revisione   del   progetto   di   'Recupero    e
  valorizzazione del verde storico Giardino Bellini' di  Catania  e
  della graduatoria relativa al POR sicilia 2000-2006.
   Firmatari:   Villari   Giovanni;    Speziale   Calogero;    Zago
  Salvatore; De Benedictis Roberto

   N.   1915  -  Notizie  in  ordine  alla  gestione  del  comitato
  regionale della LIDU (Lega italiana dei diritti dell'uomo).
   Firmatario: Ferro Giovanni

   N.  1927 - Notizie in ordine alla mancata nomina dei consigli di
  amministrazione degli Enti regionali per il diritto  allo  studio
  universitario (ERSU) nelle province siciliane sede di ateneo.
   Firmatario: Villari Giovanni

   N.  1929 - Revoca della trasformazione in fondazione del  Teatro
  Massimo  Bellini di Catania e ripristino della operatività  della
  legge regionale n. 19 del 1986 istitutiva dell'Ente.
   Firmatario: Villari Giovanni

   N.  1930 - Interventi urgenti per il ripensamento dello stralcio
  di alcune aree della 'Collina del Calvario', operato dalla Giunta
  comunale  di  Licodia Eubea (CT) nell'ambito  del   progetto   di
  istituzione  del  parco archeologico così denominato.
   Firmatari: Villari Giovanni; Speziale Calogero

   N.   1943  -  Richiesta  di  indagine  amministrativa  sull'iter
  procedurale  del  progetto di recupero della Real  Cittadella  di
  Messina.
   Firmatario: Panarello Filippo

   N.  1974  -  Iniziative per il sostegno delle spese  di  affitto
  degli  studenti  universitari fuori sede e interventi  presso  il
  Governo    nazionale    per    il   potenziamento   dell'edilizia
  universitaria,  specie  con  riferimento  agli  alloggi  per  gli
  studenti.
   Firmatario: Villari Giovanni

   N.  1987  -  Iniziative al fine del riconoscimento del  servizio
  prestato  da  personale  docente non di ruolo  presso  le  scuole
  materne regionali.
   Firmatario: Sammartino Bartolomeo

   N.  1998  -  Interventi per l'attivazione a  breve  termine  del
  Museo    regionale   naturale   delle   miniere   d'asfalto    di
  Castellucci e Tabuna (RG).
   Firmatario: Zago Salvatore

   N.  2003  -  Motivi  della mancata immissione  in  servizio  dei
  vincitori  del  concorso a 39 posti di dirigente tecnico  storico
  dell'arte.
   Firmatario: Panarello Filippo

   N.   2076   -  Interventi  per  il  completamento  degli   scavi
  archeologici di Largo S. Giacomo adiacente al Duomo di Messina.
   Firmatario: Panarello Filippo

   N.  2099  -  Iniziative per evitare il ripetersi dei  disservizi
  verificatisi presso i siti archeologici di Segesta e di Tindari.
   Firmatario: Oddo Camillo

   N.  2123 - Notizie sulla cessione all'Università di Palazzo Cutò
  a Bagheria ed interventi della Regione.
   Firmatario: Virzì Gioacchino

   N.   2128   -   Notizie   sui   motivi   che   hanno    impedito
  l'organizzazione di eventi culturali alternativi presso il  Museo
  del  Satiro  di  Mazara  del  Vallo (TP)  dopo  il  trasferimento
  temporaneo del famoso reperto.
   Firmatario: Ferro Giovanni

   N.  2149  -  Intervento del Governo regionale  a  proposito  del
  licenziamento  effettuato  dal direttore  del  Teatro  Biondo  di
  Palermo.
   Firmatario: Virzì Gioacchino

   N. 2160 - Interventi in materia di trasporto scolastico.
   Firmatario: Villari Giovanni

   N.   2189   -  Delucidazioni  circa  le  linee  guida   per   le
  Sovrintendenze ai beni culturali e ambientali della Regione.
   Firmatario: Gurrieri Sebastiano

   N.  2237  - Notizie sui motivi del ritardo nell'assegnazione  di
  personale LSU alla Soprintendenza di Palermo.
   Firmatario: Giannopolo Domenico

   N.  2268  -  Interventi  finalizzati alla modifica  dell'art.  1
  octies 'Concorso riservato per dirigente scolastico' della  legge
  n. 43 del 2005 di conversione del DL n. 7 del 31 gennaio 2005.
   Firmatario: Zago Salvatore

   N.  2273  -  Interventi  per la rimozione delle  costruzioni  in
  legno realizzate nell'area del Parco archeologico di Siracusa.
   Firmatario: De Benedictis Roberto

   N.  2304  -  Interventi per l'annullamento del parere favorevole
  espresso  dall'Ufficio tecnico del Comune di Campofelice Roccella
  (PA)  a  proposito del progetto di restauro del  Borgo  Roccella,
  sito  di notevole interesse etno-antropologico gravato da vincoli
  paesaggistici.
   Firmatario: Giannopolo Domenico

   N.  2318  -  Interventi per la verifica della  regolarità  delle
  procedure  amministrative  adottate  per  la  selezione  di   260
  operatori tecnici da parte dell'Assessorato regionale per i  beni
  culturali, ambientali e per la pubblica istruzione.
   Firmatario: Zago Salvatore

   N.  2329  - Interventi per evitare la soppressione del corso  di
  chimica  biologica  presso  l'Istituto professionale  statale  G.
  Marconi di Vittoria (RG).
   Firmatario: Zago Salvatore

   N.  2378  -  Notizie circa i criteri di selezione  adottati  per
  l'assunzione  di  personale  tecnico  presso  l'Assessorato  Beni
  culturali e ambientali e pubblica istruzione.
   Firmatario: De Benedictis Roberto

   N.  2393  -  Iniziative per consentire ai comuni l'adozione  dei
  provvedimenti  di  competenza per la  messa  in  sicurezza  degli
  edifici scolastici in zona sismica.
   Firmatario: Oddo Camillo.

   Avverto  che  le  stesse  saranno  pubblicate  in  allegato  nel
  resoconto stenografico della seduta odierna.

   Comunicazione  di  presentazione  e  di  contestuale  invio   di
  disegni di legge alle competenti Commissioni legislative

    PRESIDENTE   Comunico  che i seguenti  disegni  di  legge  sono
  stati   presentati   ed   inviati  alle  competenti   Commissioni
  legislative:

   AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    Nuove  norme in materia di elezione diretta e di rimozione  del
  sindaco  (n. 1118)
   di iniziativa parlamentare
   presentato dall'onorevole Ioppolo in data 16 febbraio 2006

   ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

      Interventi  urgenti a sostegno delle imprese per  far  fronte
  allo stato di crisi determinato dall'influenza aviaria  (n. 1116)
   di iniziativa parlamentare
   presentato  dagli  onorevoli Turano, Fleres, Mancuso,  Brandara,
  Ardizzone in data 16 febbraio 2006
   PARERE VI Commissione

   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

    Norme   per  l'introduzione  dell'insegnamento  della   materia
  dell'educazione ai diritti umani  (n. 1119)
   di iniziativa parlamentare
   presentato dagli onorevoli Fleres, Turano, Burgaretta  Aparo  in
  data 17 febbraio 2006

   SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

    Norme  per la disciplina della medicina non convenzionale   (n.
  1117)
   di iniziativa parlamentare
   presentato dall'onorevole Miccichè in data 16 febbraio 2006
   PARERE V Commissione

                                 INVIATI IN DATA 20 FEBBRAIO 2006.

                Comunicazione di richiesta di parere

    PRESIDENTE   Comunico  che  la seguente  richiesta  di  parere,
  pervenuta   dal  Governo,  è  stata  assegnata  alle  Commissioni
  legislative:

   ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
   BILANCIO (II)

    Contratto  di localizzazione dell'impresa  Etnavax  S.p.a.'  in
  comune di Caltagirone (CT) -  Approvazione bozza APQ  (n. 466/III-
  II)
   -  pervenuto  in  data 16 febbraio 2006; trasmesso  in  data  17
  febbraio 2006.

                     Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni:

   con richiesta di risposta orale

   N.  2657 - Intendimenti della Presidenza della Regione in ordine
  alla  grave  imputazione  per fatti  di  mafia  attribuita  a  un
  deputato regionale, a tutela dell'immagine
   dell'Assemblea e della Regione siciliana.
   - Presidente Regione
   Firmatario: Oddo Camillo

   N.  2659  -  Notizie in ordine alle iniziative che si  intendono
  adottare per risolvere il problema del disagio abitativo dei ceti
  meno abbienti.
   - Presidente Regione
   - Assessore Lavori Pubblici
   - Assessore Famiglia
   Firmatario: Barbagallo Giovanni

   N.  2661 - Mancata attuazione della circolare applicativa n.  14
  del  31 marzo 2004 in materia di contributi agli enti locali  per
  l'acquisizione  ed  il  restauro di beni  di  rilevanza  storica,
  artistica ed architettonica.
   - Assessore Beni Culturali
   Firmatario: Miccichè Calogero

   N.  2665 - Interventi per assicurare l'erogazione del contributo
  straordinario  richiesto  dal commissario  dell'IPAB  'Opera  Pia
  Divina Provvidenza' di Mazara del Vallo (TP).
   - Assessore Famiglia
   Firmatario: Oddo Camillo

   N.  2666  -  Interventi  a favore delle  strutture  che  erogano
  servizi  per  i  minori e gli anziani nel comune  di  Mazara  del
  Vallo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia
   Firmatario: Ferro Giovanni

   N.  2667  - Provvedimenti per la realizzazione del Museo  civico
  di Bagheria (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali
   Firmatario: Raiti Salvatore.

   Le  interrogazioni, ora annunziate, saranno iscritte  all'ordine
  del giorno per essere svolte al loro turno.

   con richiesta di risposta scritta

   N.  2658  -  Misure per favorire una ripresa delle attività  dei
  cantieri navali SMEB di Messina.
   - Presidente Regione
   - Assessore Industria
   Firmatari:  Liotta Santo; Forgione Francesco

   N.  2660  -  Notizie riguardo al presunto uso di un  salone  del
  teatro  Vittorio  Emanuele di Messina per lo svolgimento  di  una
  festa privata.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali
   Firmatario: Morinello Salvatore

   N.  2662  -  Notizie  circa gli interventi di riparazione  della
  Strada  provinciale 123 e della Strada statale 192 in favore  dei
  lavoratori agricoli della provincia di Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Lavori Pubblici
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

   N.  2663  -  Interventi per il risanamento di alcune  vie  della
  prima e della seconda municipalità a Catania.
   - Assessore Famiglia
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

   N.  2664 - Interventi al fine di dichiarare lo stato di calamità
  naturale  per i danni all'agricoltura causati dall'alluvione  del
  13, 14 e 15 dicembre 2005 a Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Agricoltura
   Firmatari:   Fleres   Salvatore;   Catania   Giuseppe;   Maurici
  Giuseppe.

   Le interrogazioni, ora annunziate, saranno inviate al Governo.

                         Annunzio di mozioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state presentate,  in  data  16
  febbraio 2006, le seguenti mozioni:

   N.  480   Misure  per  risolvere in  modo  radicale  il  disagio
  abitativo   dei  ceti  meno  abbienti  e  per  ridurre  l'aumento
  indiscriminato dei canoni di affitto , degli onorevoli Barbagallo
  Giovanni;   Culicchia  Vincenzino;  Gurrieri Sebastiano;  Laccoto
  Giuseppe; Tumino Carmelo
   Presentata in data 16/2/2006

   N.  481   Interventi in favore dei lavoratori  agro  forestali ,
  degli  onorevoli  Fleres  Salvatore;  Catania  Giuseppe;  Maurici
  Giuseppe; Mercadante Giovanni
   Presentata in data 16/2/2006.

   N.  482   Istituzione  della  'Giornata  della  poesia' ,  degli
  onorevoli  Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici  Giuseppe;
  Mercadante Giovanni
   Presentata in data 16/2/2006

   N.   483    Iniziative  per  la  valorizzazione  del   personale
  regionale  iscritto  all'albo dei giornalisti ,  degli  onorevoli
  Fleres  Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe; Mercadante
  Giovanni
      Presentata in data 16/2/2006

   N.   484    Interventi  per  scongiurare  la  soppressione   del
  distretto militare di Catania , degli onorevoli Villari Giovanni;
  Speziale   Calogero;   Raiti  Salvatore;   Barbagallo   Giovanni;
  Spampinato Giuseppe; Catania Giuseppe; Liotta Santo
      Presentata in data 16/2/2006

   N.  485   Interventi per favorire la stipula  della  convenzione
  tra  la  Regione siciliana e le emittenti radiotelevisive  locali
  per  la  proiezione e la diffusione di programmi  destinati  agli
  audiolesi ,  degli onorevoli Fleres Salvatore; Catania  Giuseppe;
  Maurici Giuseppe; Mercadante Giovanni
   Presentata il 20/02/06.
   Informo  che  le stesse saranno iscritte all'ordine  del  giorno
  della  seduta  successiva  perché se  ne  determini  la  data  di
  discussione.

         Comunicazione di appartenenza a Gruppo parlamentare

    PRESIDENTE   Comunico  che,  con nota  del  16  febbraio  2006,
  pervenuta  in  pari data alla Segreteria Generale e trasmessa  al
  Servizio  Lavori  d'Aula con prot. n. 2490/Aula del  17  febbraio
  2006,   l'onorevole  Michele  Ricotta  ha  dichiarato,  a   norma
  dell'articolo 23 del Regolamento interno, che intende appartenere
  al Gruppo parlamentare  di  Alleanza Nazionale'.
    L'Assemblea ne prende atto.

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno  che nel corso della seduta potrà procedersi a  votazioni
  mediante sistema elettronico.

     Rinvio dello svolgimento di interrogazioni ed interpellanze
                      della rubrica  Bilancio

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, informo che il  punto  secondo
  dell'ordine   del   giorno:  Svolgimento  di  interrogazioni   ed
  interpellanze della rubrica  Bilancio , è rinviato ad alla seduta
  successiva.

     Rinvio dello svolgimento di interrogazioni ed interpellanze
                            della rubrica
                           Lavori pubblici

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, per assenza del rappresentante
  del  Governo, il punto terzo dell'ordine del giorno:  Svolgimento
  di   interrogazioni  ed  interpellanze  della   rubrica    Lavori
  pubblici , è rinviato alla seduta successiva.

            Per dichiarare superata la mozione numero 467

    DE BENEDICTIS .  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DE   BENEDICTIS .   Signor  Presidente,   onorevoli   colleghi,
  intervengo  in  merito  alla mozione  numero  467.  Tale  mozione
  impegnava il Governo a promuovere un incontro entro la  fine  del
  2005  per la risoluzione delle problematiche dei lavoratori della
  COGEMA.  In  realtà,  non soltanto il 2005 è  scaduto  ed  il  12
  gennaio si è tenuta questa riunione, ma noi il 12 gennaio stesso,
  in  questa  Aula,  abbiamo approvato un  ordine  del  giorno  che
  impegna in modo più specifico il Governo.
   Sostanzialmente, tale mozione è superata. Tra l'altro, mi  costa
  che,  il  fatto che essa venga sistematicamente posta  all'ordine
  del  giorno  e  sistematicamente non  venga  discussa  in  quanto
  superata, crei nei lavoratori della COGEMA il dubbio che   questo
  Parlamento  non  abbia  interesse alle  problematiche.  Pertanto,
  mantenerla in vita è quasi controproducente per le attese  stesse
  dei  lavoratori; ripeto: questa Aula ha già espresso un voto,  ha
  impegnato con un ordine del giorno il Governo a misure scaturenti
  da  quell'incontro  e  il fatto che noi ne  chiediamo  ancora  lo
  svolgimento è veramente assurdo.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, ritengo giusta  l'osservazione
  dell'onorevole  De Benedictis, pertanto, nell'ordine  del  giorno
  della seduta successiva non sarà presente la mozione numero 467.

    Rinvio della votazione finale del disegno di legge  Norma di
  interpretazione autentica dell'articolo 13 della legge regionale
  20 giugno 1997, numero19, sulle condizioni di ineleggibilità dei
                    deputati regionali  (1079/A)

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, il punto quinto dell'ordine
  del giorno:  Votazione finale del disegno di legge  Norma di
  interpretazione autentica dell'articolo 13 della legge regionale
  20 giugno 1997, n. 19,  sulle  condizioni di ineleggibilità dei
  deputati regionali  (1079/A), è rinviato alla seduta successiva.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    Discussione del disegno di legge  Disposizioni in materia di
     tutela ed uso dei beni paesaggistici e di promozione della
          qualità architettonica ed urbanistica   (1037/A)

    PRESIDENTE   Si  passa  al punto sesto all'ordine  del  giorno:
  Discussione  del disegno di legge: «Disposizioni  in  materia  di
  tutela  ed  uso  dei  beni paesaggistici e  di  promozione  della
  qualità architettonica ed urbanistica» (1037/A).
   Invito  i componenti la competente Commissione a prendere  posto
  al banco delle Commissioni.
   Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole Antinoro  per  svolgere  la
  relazione.

    ANTINORO   presidente della Commissione e relatore. Mi  rimetto
  al testo.

    PRESIDENTE  Dichiaro aperta la discussione generale.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    MICCICHE'    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   vorrei
  sapere se è stato incardinato il disegno di legge numero 1037/A.

    PRESIDENTE  Sì.

    MICCICHE'   Signor  Presidente, credo  che  proprio  in  questi
  giorni  si  sia  riunita  la  IV Commissione  ed  alcuni  emeriti
  esponenti  dell'Università  siciliana  hanno  fatto  rilevare  la
  contraddizione tra questo disegno di legge ed il disegno di legge
  che si trova in esame presso la stessa Commissione.
   Vorrei  capire  se  tale  nodo  è stato  sciolto,  in  quanto  è
  difficile da capire che fine faranno i due disegni di legge e  se
  questo  si  porrà in contrasto con quello che la Commissione  sta
  esaminando.  Non voglio entrare nel merito, ma vorrei  capire  se
  tale  questione  sia  stata evidenziata da  parte  dell'Assessore
  proponente  del disegno di legge all'Assessore al  territorio  ed
  ambiente.
   Inoltre,  vorrei fare un breve accenno: mi pare che  questo  sia
  collaterale anche ad un altro disegno di legge che questo Governo
  doveva portare in porto, cioè quello della difesa dei suoli, cioè
  il  recepimento  della legge 183 del 1989, la  legge  che  doveva
  essere  recepita  dalla  Regione e che  doveva  essere  la  parte
  propedeutica  sia per quanto riguarda le esposizioni  in  materia
  degli  usi  dei  beni paesaggistici del territorio,  ed  anche  a
  livello urbanistico.
   Di  conseguenza,  vorrei capire se abbiamo  fatto  un  passo  in
  avanti  lasciando  l'argomento principale che  è  il  recepimento
  della  legge sui suoli, propedeutico sia al disegno di legge  che
  si  trova  oggi  in  discussione, per essere incardinato,  sia  a
  quello  che  si  trova  in  IV  Commissione.  Vorrei  capire   se
  l'Assessore è a conoscenza anche di questa contraddizione.

    PRESIDENTE   Onorevole  Micciché,  l'Assessore  Pagano  mi   ha
  chiesto  di  intervenire  per  dare  una  comunicazione  all'Aula
  relativa  alle questioni da lei appena sollevate.  Do  quindi  la
  parola all'Assessore.

    PAGANO   assessore  per  i  beni  culturali,  ambientali  e  la
  pubblica   istruzione.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,
  grazie,  intanto,  per  la vostra presenza  ed  anche  per  avere
  introdotto, attraverso l'intervento dell'onorevole Miccichè,  uno
  dei temi che sicuramente deve riguardare l'azione di buon governo
  e  che  deve  essere  una caratteristica di tutte  le  azioni  in
  generale, ma a maggior ragione di questa.
   Non  ci  sono  dubbi  che in questo momento  sono  presenti  due
  disegni  di  legge che stanno andando avanti attraverso  un  iter
  normale  e che, però, hanno mostrato delle differenziazioni,  più
  che divergenze.
   Il  primo disegno di legge «Disposizioni in materia di tutela ed
  uso   dei   beni   paesaggistici  e  promozione   della   qualità
  architettonica  e  urbanistica», è quello  che  stiamo  trattando
  oggi,  di cui ho l'onore di fare la relazione di sintesi; l'altro
  è   quello   che   riguarda   l'urbanistica   vera   e   propria,
  dell'onorevole Cascio, che in questo momento è in V  Commissione,
  quindi ha ancora un iter abbastanza lungo.
   Io  mi  sono  consultato con l'onorevole  Cascio  più  volte  da
  quando  è  cominciata la discussione di quel disegno di legge  in
  Commissione ed entrambi siamo addivenuti ad una conclusione che è
  quella che oggi mi permetto di enunciare pubblicamente, anche  in
  nome  e  per  conto  del vicepresidente della  Regione,  che  tra
  l'altro  avremo  nei prossimi giorni presente  nella  discussione
  dell'argomento oggi trattato.
   La  materia,  essendo  particolarmente delicata  ed  affrontando
  sfumature  diverse,  si  intreccia una con  l'altra  in  contesti
  diversi  di  rami dell'Amministrazione, necessita di un  maggiore
  coinvolgimento  e,  quindi, proprio per  questo  motivo,  abbiamo
  ritenuto  doveroso,  proprio per una questione  di  rispetto  nei
  confronti del Parlamento, procedere ad una sorta di rivisitazione
  del disegno di legge che oggi si sta trattando.
   Questo  disegno di legge vedrà, quindi, il ritiro, da parte  del
  sottoscritto, delle due parti che hanno, in un certo  qual  modo,
  una  connessione  con il disegno di legge dell'onorevole  Cascio;
  pertanto, il  titolo I e il titolo III di questo disegno di legge
  verranno  ritirati, vi saranno degli emendamenti a mia firma  che
  procederanno alla soppressione, al fine di evitare difficoltà non
  soltanto   di   tipo   procedurale  ma  anche   nella   diversità
  dell'interpretazione  dell'azione  politica  che  questo  Governo
  vuole realizzare a vantaggio del territorio.
     Penso  che  questo sia uno degli elementi,  non  l'unico,  gli
  altri  adesso mi permetterò di enunciarli, che dovrebbe risolvere
  definitivamente la questione da un punto di vista procedurale, da
  un punto di vista della linearità.
   Per  quanto  riguarda,  invece,  il  disegno  di  legge  vero  e
  proprio, riteniamo che questo disegno di legge abbia una funzione
  straordinaria  perché  mette mano  in  materia  di  tutela  e  di
  valorizzazione.
     Voi sapete che il problema della tutela e della valorizzazione
  è uno dei grandi temi su cui, per forza di cose, l'urbanistica si
  deve   confrontare,  su  cui  i  beni  paesaggistici  si   devono
  confrontare; abbiamo una difficoltà oggettiva che viene dal fatto
  che tutelare il bene e, nello stesso tempo, valorizzarlo, diventa
  estremamente  complesso, c'è stata una sorta di  diversificazione
  concettuale  e  culturale da parte della nostra Regione,  ma  non
  solo della nostra Regione, che ha prodotto danni non indifferenti
  perché  il valore del bene da tutelare e, nello stesso tempo,  la
  sua  capacità  di essere valorizzato, in verità, entrava  in  una
  contraddizione palese.
   Per  anni si è intesa la tutela come una sorta di immobilismo  e
  per anni, invece, negli anni precedenti, si è immaginata solo una
  valorizzazione  di tipo economico speculativo che  certamente  ha
  prodotto grandi danni alla nostra Regione.
   In  verità,  abbiamo una linea di demarcazione netta  che  è  il
  dopoguerra;  dal  dopoguerra,  in  una  sorta  di  ricerca  della
  ricchezza  che  purtroppo  l'era  moderna  ha  caratterizzato  in
  termini negativi, con un benessere mal inteso, che ha prodotto in
  verità   solo  ed  esclusivamente  logiche  edonistiche,  logiche
  consumistiche, abbiamo assistito ad una sorta di devastazione del
  paesaggio, e i nostri beni paesaggistici sono stati travolti e il
  nostro     paesaggio    straordinario,    meraviglioso,     unico
  impareggiabile, è stato letteralmente rovinato, in verità non del
  tutto,  ma  in  buona  parte rovinato  proprio  per  questa  male
  interpretata  logica della valorizzazione del  bene  che  appunto
  coincideva  solo  ed  esclusivamente  con  un  profilo  di   tipo
  economico.
   Per  cui,  la società moderna, caratterizzata da questa  ricerca
  dell'edonismo sfrenato, ha di fatto capovolto i nostri  parametri
  di  essenziale bellezza che hanno caratterizzato dalla notte  dei
  tempi  fino a pochi anni fa il nostro paesaggio, con i  risultati
  che  sono  noti,  che sono sotto gli occhi di  tutti.  Non  parlo
  soltanto  delle  antenne  paraboliche o dei  cavi  elettrici  ben
  visibili;  fosse  questo il problema sarebbe ben  poca  cosa.  Il
  problema  è proprio la devastazione del territorio che   è  stato
  mortificato da queste logiche che abbiamo definito poc'anzi anche
  di  tipo speculativo, non necessariamente finalizzate ad un fatto
  economico ma spesso anche per un cattivo gusto che è venuto fuori
  negli anni.
   Allora  cosa  fare  concretamente  per  realizzare  un  processo
  virtuoso  che  ha  mortificato  il nostro  territorio?  Se  siamo
  convinti    che   l'opera   di   valorizzazione   delle    nostre
  Soprintendenze  è  stata straordinariamente  utile  in  un  certo
  periodo  di  tempo  perché ha frenato l'imbarazzante  percussione
  avvenuta  nel  territorio, dall'altro però, specie  negli  ultimi
  anni, in particolare nella fine degli anni 90' e fino ad arrivare
  ad oggi, si è assistito ad una sorta di immobilismo, di blocco di
  tutte  le  iniziative  da  un  punto di  vista  urbanistico  che,
  ovviamente, hanno prodotto danni non indifferenti, per cui  siamo
  passati da una fase che è quella del dopoguerra e poi se vogliamo
  tutti  gli  anni  70 ed 80 a seguito anche delle  rivoluzioni  di
  costume e culturali che si sono verificate in quegli anni dove si
  devastava tutto ed altri momenti, quelli degli ani 90' e fino  ad
  arrivare  ai  giorni  nostri, dove si è  bloccato  del  tutto  il
  paesaggio.
   Da   un  eccesso  all'altro  con  una  comprensione  facile  del
  fenomeno  che ovviamente non era più antropocentrico,  nel  senso
  che  vedeva  l'uomo  al centro di tutto, ma purtroppo  veniva  ad
  essere mortificato l'uomo stesso rispetto ad altri interessi.
   La  riqualificazione  del territorio è, quindi,  indispensabile,
  richiesta  a viva voce da tutti e all'interno di questa richiesta
  ufficiale  di tipo culturale è evidente che si siano moltiplicati
  gli  interventi anche da un punto di vista del dibattito politico
  inteso in questo caso come dibattito di politica urbanistica.
   E'  di  sei mesi fa il documento emanato dagli intellettuali  di
  ogni  colore  politico,  nel senso che a questo  dibattito  hanno
  partecipato tutti gli architetti più famosi d'Italia e di  Europa
  e  si  sono  tutti  trovati d'accordo.  Tale  dibattito  è  stato
  promosso da testate nazionali - quali Il Corriere della sera, per
  citare espressamente -, a cui hanno aderito tutti gli altri e  su
  cui si è incanalato un fenomeno culturale chiaro che è quello  di
  dire  basta con l'immobilismo che ha imbalsamato la nostra realtà
  e  la  nostra  qualità architettonica, tenendo alto, allo  stesso
  tempo,  il bene e non mortificando la progettazione della qualità
  così come accadde nel primo dopo guerra.
   Aspetti   indispensabili   per   realizzare   il   modello    di
  conservazione senza passare da una burocratizzazione alla  nostra
  società, basati sostanzialmente sulla capacità di superare questo
  binomio  che  era  dato dai vincoli da una  parte  e  dall'organo
  tecnico  che  doveva  preservarli  dall'altra;  l'organo  tecnico
  ovviamente la Soprintendenza, quindi il vincolo lo strumento,  la
  soprintendenza il soggetto politico, in questo caso politico  del
  territorio capace di imprimere tutto questo.
   Ma  questo sistema in verità non ha funzionato, nel senso che  è
  servito a bloccare le devastazioni degli anni precedenti, ma  non
  a risolvere il problema.
   Se  oggi ci dobbiamo interrogare in maniera chiara su quali sono
  le  qualità  progettuali   esistenti in  Italia,  dobbiamo  avere
  risposte  essenziali.  Noi  abbiamo quasi  ottant'anni  di  vuoto
  urbanistico,  nel  senso che l'ultimo periodo  della  qualità  di
  progettazione che merita di essere ricordato come un  periodo  di
  qualità è quello del ventennio fascista, che non è certamente  da
  approfondire  da un punto di vista legato all'ideologia,  ma  che
  risponde ad un criterio oggettivo di qualità della progettazione.
   Su  questo  siamo tutti d'accordo, per il resto sono ottant'anni
  che non esiste più una progettazione che possa essere definita di
  qualità,  per cui i palazzi, le strade, le piazze,  i  luoghi  di
  aggregazione  che  prima avevano una logica  culturale  e  che  è
  sempre  stata  così in Sicilia - il siculo-normanno,  il  barocco
  siciliano,  il  ventennio fascista a cui accennavamo  poc'anzi  e
  prima ancora, nei secoli precedenti, in verità, negli ultimi  60,
  80  anni  - hanno trovato un vuoto assoluto. Per cui, quello  che
  giustamente  gli  intellettuali del settore  hanno  espresso  con
  polemiche  chiare riferite ad un contesto politico, è  quello  di
  una  rivoluzione costante che, evidentemente, proceda  attraverso
  un modo diverso di vedere le cose.
   Allora,  ecco  questo disegno di legge, venuto fuori  attraverso
  la  collaborazione  dell'Università, degli ordini  professionali;
  ecco,  quindi,  la  capacità di essere  assolutamente  innovativi
  all'interno di un progetto culturale che, ovviamente, è avvertito
  dalla  popolazione, un progetto che, mai come adesso, è richiesto
  a viva voce da parte di tutti.
   Allora  che  fare?  Questo disegno di legge  dava  risposta.  Il
  Titolo  I,  il  Titolo III, in un certo qual modo non  pienamente
  coordinati  con  l'Assessorato all'Urbanistica,  ci  hanno  fatto
  riflettere  su  un  momento  di stop,  per  cui  avremo  modo  di
  approfondirlo  e  di  presentarlo  nuovamente  di  concerto   con
  l'assessore  Cascio, ma oggi quello che vale la pena  sicuramente
  di portare avanti, è in relazione a questo Titolo II che, proprio
  perché  ha,  invece,   delle prerogative di  tipo  esclusivamente
  culturale,  può  tranquillamente  essere  affrontato  oggi  senza
  difficoltà alcuna.
   Il  Titolo  II  parla delle misure di promozione  della  qualità
  architettonica  contemporanea, tema  largamente  richiesto  dalla
  popolazione,  dagli  adetti ai lavori, dagli uomini  di  cultura,
  insomma   da  tutti,  in  quanto  la  promozione  e  la   qualità
  architettonica  contemporanea è il grande tema  su  cui  oggi  ci
  dobbiamo  misurare  perché quest'Italia, che è  stata  capace  di
  produrre  capolavori infiniti in ogni campo, compreso  ovviamente
  quello dell'urbanistica, è ormai assente da troppo tempo.
   In  Italia, il primo esperimento  realizzato in questo  senso  è
  proprio  ad  opera del Ministero dei Beni culturali che  anni  fa
  ebbe   modo   di  lanciare  il  cosiddetto   DARC   (Dipartimento
  dell'Architettura Contemporanea) che andava incontro  esattamente
  a questo tipo di problematica.
   Ebbene,  noi abbiamo cercato, per quanto possibile,  di  mutuare
  le  esperienze  vincenti del Ministero dei  Beni  Culturali  che,
  ripeto,  in tempi non sospetti, non certo con questo Governo,  ha
  trovato  il pieno consenso di tutte le forze sociali e  culturali
  di  questo Paese, a dimostrazione che c'era una esigenza vera  di
  questo   Dipartimento  regionale,  per  cui,   ripeto,   mutuando
  l'esperienza  del  Ministro,  il  nostro  Governo  ha  deciso  di
  dedicare  ben  cinque  articoli di  questo  Titolo  II  a  questa
  promozione della qualità passando da questo centro motore che  è,
  appunto,  il  DARC Siciliano (Dipartimento Regionale  di  Arte  e
  Architettura Contemporanea).
   In  questa  maniera, speriamo di colmare un  gap  che ci  separa
  concretamente dal Ministero.
   Io  ricordo che il Ministero opera con questa struttura  sin dal
  1998,   quindi,  sono  ormai  otto  anni  che  esiste   il   DARC
  ministeriale,  che  ha  dato  stimolo,  capacità  di   ideare   e
  progettare   opere   di  rilevante  interesse  architettonico   e
  paesaggistico  e  che  oggi  è  un  punto  di  riferimento  vero,
  concreto; da questo punto di vista ci sentiamo di dire che quella
  esperienza  deve essere assolutamente realizzata e mutuata  anche
  da noi.
   Gli  articoli 15, 16, 17, 18 e 19, che stiamo presentando, vanno
  esattamente in questa direzione e quindi ci aspettiamo che questo
  Parlamento,  ovviamente all'interno di un sano dibattito,  di  un
  confronto  assolutamente  costruttivo, possa  raccogliere  questa
  istanza  che è innovativa ed, allo stesso tempo, anche utile  per
  rafforzare  le linee urbanistiche  di questa nostra straordinaria
  Terra  che,  da  anni ormai, ha una carenza non indifferente  nel
  settore della contemporaneità.

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, dovremmo, anche per  consentire
  agli    uffici   di   organizzarsi   di   conseguenza,   indicare
  espressamente  gli  articoli  per  i  quali  il  Governo  intende
  chiedere  la  soppressione,  oppure  il  Governo  dovrebbe   fare
  pervenire  gli emendamenti soppressivi relativi. In  particolare,
  poiché nel Titolo III che sembrerebbe dovere essere cassato, sono
  inseriti  gli articoli 30 e 31 che riguardano materia aggiuntiva,
  ritengo  che  queste  debbano essere da considerare  non  incluse
  nella soppressione, ma mantenute nel testo.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                               Congedo

    PRESIDENTE   Comunico  che  ha chiesto  congedo  per  l'odierna
  seduta, l'onorevole assessore D'Aquino.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                               1037/A

    ZAGO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ZAGO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, non  solo  alcun
  pregiudizio  verso  questo  disegno  di  legge,  ma   semmai   un
  apprezzamento per le norme e le misure che finalmente si vogliono
  adottare in questa direzione; un rammarico perché è chiaro che si
  sarebbe  potuto intervenire prima e che a questo punto  rischiamo
  di  avere  questo disegno di legge, presente oggi in Aula,  fuori
  tempo  massimo,  non  perché non si faccia  ancora  in  tempo  ad
  esitarlo  in  Aula  ma  perché ci sono  delle  questioni  che  mi
  permetto di sollevare.
   La  prima  è  che  in IV Commissione è in corso  la  discussione
  sulla  riforma  urbanistica. Anche su questa,  per  carità  alcun
  pregiudizio,  ma  anche  questa riforma,  così  corposa  ancorché
  necessaria ed essenziale, rischia di arrivare fuori tempo massimo
  tenendo  conto dei chiari di luna che ormai registriamo  in  Aula
  tutti i giorni.
   Però   durante  la  discussione,  le  audizioni  sulla   riforma
  urbanistica in IV Commissione è venuto fuori, e non poteva essere
  diversamente, il bisogno, l'esigenza di avere un raccordo con  la
  normativa di questo disegno di legge e quindi la necessità che la
  IV  Commissione si occupi, anch'essa di questo disegno di  legge,
  ma  non per un problema di espropriazione o di lesa maestà, bensì
  proprio per un problema di attinenza di materia e quindi  per  la
  necessità  che venga creato un testo coerente con il  disegno  di
  legge   complessivo  di  riforma  urbanistica  all'esame  in   IV
  Commissione.
   Lei,  onorevole  Assessore, ha annunciato la soppressione  o  la
  rinuncia  a diversi titoli del disegno di legge in discussione  -
  gesto  apprezzabile  -,  però  anche  per  il  titolo  che  vuole
  mantenere in Aula credo sia utile il ritorno in Commissione e non
  in  quinta che lo ha già esitato, ma proprio in IV perché  se  ne
  prenda  conoscenza  e  si  suggerisca e si  integri,  per  quanto
  possibile  -  fermo restando che opinione mia, non  so  se  posso
  coinvolgere  il  mio  Gruppo parlamentare su questo,  ma  intanto
  parlo  a nome mio -,  con il disegno di legge più complessivo  di
  riforma urbanistica.
   Quindi,  chiedo il ritorno in Commissione, non tanto perché,  ad
  esempio  oggi,  non  è presente la competente Commissione  seduta
  negli  appositi banchi, ma proprio per un problema  di  sostanza,
  proprio per il merito del problema, proprio perché si vuole  dare
  un apporto costruttivo, infatti non vi è alcun pregiudizio, bensì
  c'è  apprezzamento  e,  proprio per questo,  vogliamo  creare  un
  percorso utile che ci consenta di dare un contributo.

   DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   DE   BENEDICTIS .  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ho
  ascoltato  le  parole dell'Assessore, conosco questo  disegno  di
  legge,  così  come l'altro che stiamo esaminando in  Commissione,
  presentato  dal  suo collega onorevole Cascio, che  riguarda  più
  generalmente l'assetto del territorio e le norme urbanistiche che
  dovrebbero   modificarlo.   Però,  la   contraddizione   non   le
  differenze, la contraddizione fra questi due disegni di legge   è
  evidente,  e credo che non vada risolta semplicemente dicendo  di
  essercene accorti e togliendo la parte di conflitto.
   Ci  sono  radicalmente posizioni ed atteggiamenti che pervengono
  nelle ultime ore di questa legislatura a sottoporre all'Assemblea
  regionale siciliana un percorso del tutto inattuabile.
   Vorrei  approfittare  di  quest'occasione  per  dire  che  anche
  l'insistere da parte del Governo con il disegno di legge di norme
  sul governo del territorio sta incontrando, in Commissione, delle
  evidentissime lacune perché già tutte le audizioni...

    PAGANO   assessore  per  i  beni  culturali,  ambientali  e  la
  pubblica istruzione. Ma in questo disegno di legge?

    DE  BENEDICTIS . Onorevole Assessore, sto parlando del  disegno
  di  legge che stiamo esaminando in Commissione, per quello che  è
  stato  possibile esaminare. Poi è paradossale che questo  disegno
  di legge, quello di cui stiamo adesso parlando e che è all'ordine
  del  giorno, non sia stato esaminato dalla IV Commissione, ma  ne
  parlerò dopo.
   Già  in quell'occasione chi ha avuto modo di leggere entrambi  i
  disegni di legge ed ha partecipato alle audizioni, come tutte  le
  autorità  accademiche che sono state invitate ed hanno  preso  la
  parola, ha evidenziato le evidenti contraddizioni fra queste  due
  visioni e questi due strumenti.
   Noi  condividiamo l'intento dell'assessore Pagano di  stralciare
  da   questo  disegno  di  legge  le  parti  che  confliggono  con
  quell'altro,  ma va detto che né l'uno, né l'altro  sono  ad  uno
  stadio  di  maturazione tale da potere essere  significativamente
  apprezzati   da   quest'Assemblea,  in  queste  ultime   ore   di
  legislatura; ritengo, inoltre che attenga alla responsabilità  di
  tutti  noi  evidenziarlo e non insistere in atti che,  al  di  là
  della  propaganda sulla stampa, non hanno alcun effetto concreto,
  né  possono  averlo.  Questa  è una  maniera  distorta  di  usare
  l'attività   parlamentare  soprattutto  in  questo   momento   di
  incipiente campagna elettorale.
   Il  secondo punto è questo. Ho appreso dalle notizie di  stampa,
  ma anche dall'attività parlamentare che il Governo si appresta  a
  proporre    un    ridisegno   delle   competenze    assessoriali.
  Personalmente, credo che questa sia, invece, un'iniziativa  utile
  ed  anche appropriata nei tempi perché è giusto che lo si  faccia
  prima che inizi la futura legislatura.
   Credo  che  il  ridisegno di queste competenze assessoriali  sia
  indispensabile perché ci sono oggi sovrapposizioni e  lacune  che
  non consentono il governo delle attività della Regione siciliana,
  ma  questo  disegno  di  legge  che  stiamo  esaminando  viene  a
  confliggere  con  quest'altro proposito perché, ancorché  privato
  delle  parti che l'Assessore ha deciso di espungere, gli articoli
  dal  15  al  19 di questo disegno di legge riguardano la  materia
  architettonica  ed urbanistica e quindi riguardano  assolutamente
  le  competenze stante la legislazione vigente, stante  in  questo
  momento  l'organizzazione della rubrica assessoriale,  riguardano
  almeno  le  competenze  di  due  Assessorati,  quello  dei   beni
  culturali e quello del territorio e dell'ambiente.
   Allora,   come   si  può  lanciare  un'azione  di   prospettiva,
  un'azione  di  riforma e nel merito che io condivido?  Credo  sia
  giusto porsi il problema dell'architettura contemporanea e  della
  salvaguardia  e  della promozione di questi interventi,  ancorché
  tardivo, perché tra l'altro sorprende che un tema così importante
  venga  attenzionato dal Governo solamente nelle ultime ore  della
  sua  attività. Ma come si può farlo quando stiamo  per  andare  a
  ridisegnare  le  competenze assessoriali in una  materia  su  cui
  questo   disegno  si  sovrappone  pienamente?   Credo   che   sia
  assolutamente  incongro.  Delle  due,  l'una.  Diteci  se  volete
  veramente  riorganizzare le competenze in una maniera  conducente
  oppure  semplicemente se volete mettere un po' di carne al  fuoco
  giusto per fare fumo.
   Inoltre  credo, signor Presidente - e qui mi richiamo  alle  sue
  prerogative  -,  che  questo  disegno  di  legge  -  se  vogliamo
  esaminarlo  - debba necessariamente vedere l'apprezzamento  della
  Commissione di merito perché riguarda la promozione;  proprio  il
  titolo  dell'articolo  16 riporta:  la promozione  della  cultura
  architettonica  ed  urbanistica , quindi,  sta  nelle  competenze
  piene  della Commissione - competenze che questo disegno di legge
  sconosce -, quello di poterlo apprezzare e valutare.
   Quindi  chiedo, a termini di Regolamento - ed il  Presidente  se
  ne  deve  fare  garante -, che questo disegno di legge,  ancorché
  limitato agli articoli che l'Assessore manterrà in vita, vada  in
  quarta  Commissione per potere ricevere il giusto  apprezzamento.
  E,  poi, senza preclusione alcuna, ma pur con  i distinguo e  gli
  avvertimenti  che  abbiamo segnalato, chiedo che  il  disegno  di
  legge  possa essere esaminato nei tempi che certamente l'Aula  si
  darà.
   Come  potete vedere, anche contandoci, non manca per noi oggi  e
  nemmeno in futuro.

    PRESIDENTE  Onorevole De Benedictis, vorrei distinguere in  due
  aspetti  le  osservazioni da lei fatte: di natura politica  e  di
  natura procedimentale.
   Per  quelle di natura politica, ritengo che l'Assessore  intenda
  replicare   mentre,   per  quelle  di  natura   regolamentare   o
  procedimentale,  il  disegno  di  legge  in  questione  è   stato
  assegnato per il parere alla Commissione Ambiente e Territorio il
  9  agosto 2005. Non è vero, quindi, che la IV Commissione non  ne
  sappia nulla.
   Non  so  in  che  modo  si  sia  comportata  in  tal  senso   la
  Commissione,  se il parere sia stato espresso, se il  disegno  di
  legge sia stato affrontato oppure no.

    ZAGO  Lei non se lo immagina, signor Presidente? Il 9 agosto.

    PRESIDENTE   Questo non significa che il parere  doveva  essere
  espresso necessariamente il 9 agosto. La Commissione ha avuto sei
  mesi  di  tempo  per  poterlo esprimere e, se avesse  voluto,  lo
  avrebbe già fatto.
   Fermo  restando  le  considerazioni di natura  politica  da  lei
  fatte,  onorevole  Zago,  e sulle quali  risponderà  l'Assessore,
  relativamente  agli  aspetti procedimentali o  regolamentari,  le
  posso  garantire che sono stati assolutamente rispettati in  ogni
  loro parte.

    PAGANO   assessore per i beni culturali, ambientali  e  per  la
  pubblica istruzione. Chiedo di parlare per una replica.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PAGANO   assessore per i beni culturali, ambientali  e  per  la
  pubblica   istruzione.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,
  esprimo  un  ringraziamento  per gli  interventi  autorevoli  dei
  colleghi, anche dell'opposizione.
   In  verità,  gli  interventi dell'opposizione sono  stati  tutti
  preziosi  ed  utili perché tendenti a chiarire  il  senso  ed  il
  tenore del ragionamento che oggi stiamo cercando di sviluppare.
   Non  ci  sono dubbi sul fatto che questo disegno di legge  nasce
  perché c'è la vera e profonda esigenza di una cambiamento tecnico
  e culturale, onorevole De Benedictis.
   Il  fatto  stesso che, così come da attribuzioni  regolamentari,
  sia  l'Assessorato  ai  beni culturali  e  non  l'Assessorato  al
  territorio  ed ambiente a doversene occupare ed il  fatto  stesso
  che  sia  stata la V Commissione che, ovviamente, doveva dare  il
  giudizio  di  merito,  la  dice  lunga  su  quella  che  è  stata
  l'impostazione originaria del legislatore che, non solo  è  stata
  confermata da questo Governo, ma in termini di profondo rispetto,
  sono  state realizzate modalità di confronto e di consulto  anche
  con  le  Commissioni, che in linea tecnico-teorica, non  dovevano
  far parte dell'iter burocratico.
   Come diceva, giustamente, il Presidente, è stato trasmesso,  per
  il parere, anche alla Commissione Urbanistica.
   Onorevole  De  Benedictis, le dirò di più. Per la linearità  del
  nostro  percorso,  il  confronto ritengo sia  essenziale.  Questo
  disegno  di legge, infatti, per quanto monco - e non le  nascondo
  che  mi  dispiace  molto anche perché vi ho dedicato  un  anno  e
  quattro mesi di lavoro - ha una visione unanime da parte di tutti
  e questo è un elemento di conforto da parte mia.
   Questo  disegno di legge è straordinario anche nel percorso  che
  è  stato immaginato. Abbiamo coinvolto, sin da subito, tutti  gli
  ordini   professionali,  compreso  quello  dei  geologi;  abbiamo
  coinvolto  tutte  le  Università;  abbiamo  coinvolto  tutti  gli
  addetti  ai  lavori, anche da un punto di vista non degli  ordini
  veri  e  propri, ma di coloro che in termini di paesaggio possono
  dare anche dei contributi non indifferenti; abbiamo coinvolto  le
  Sovrintendenze  che  sono state partecipi di questo  progetto  di
  legge;    abbiamo   dato   comunicazione,   quindi,   all'Ufficio
  legislativo  e  legale,  cosa che non le nascondo,  accade  anche
  raramente per quanto sia quasi obbligatorio.
   Lo  stesso  Ufficio  ci ha dato un'approvazione  complessiva  e,
  francamente, confortante. Vi è, infatti, la conferma puntuale che
  non si è in contrasto con nessuna norma costituzionale, con norme
  in   pendenza  e  che  può  essere  facile  da  interpretare   in
  riferimento a sanatorie varie.
   Poi   vi  sono  state  le  coperture  di  bilancio,  utili   per
  realizzare il percorso a cui accennavo prima. Un anno e tre  mesi
  circa  di vero lavoro, lo ripeto, concettuale, teorico, culturale
  ed anche burocratico.
   Lei,  quindi, comprenderà che non siamo per niente in difficoltà
  su questo tipo di confronto che lei chiede e, anzi, lo accogliamo
  con  grande  piacere e diciamo, immediatamente, che ci aspettiamo
  veramente una condivisione totale.
   Per  quanto  riguarda  la  progettualità  politica,  alla  quale
  accennava lei poc'anzi, cioè sul fatto della rimodulazione  delle
  competenze, le dico che ho delle perplessità. Quando  il  Governo
  deciderà di trattare questo argomento, dovrò necessariamente dire
  la  mia,  anche  sulla base delle esperienze che ho  maturato  in
  questi dieci anni di governo della Regione.
   Ci  sono  delle  cose che certamente devono essere  riaccorpate,
  rimodulate,  competenze  di  dipartimenti  che  devono   lavorare
  insieme.  Vi  sono delle cose che, però, devono ancora  camminare
  bene perché l'esperienza ha dimostrato che sono positive.
   In  materia di paesaggio, ad esempio, sarebbe impensabile  -  se
  questo  era il suo riferimento - che i beni culturali, attraverso
  le  Sovrintendenze,  non  dessero un parere  su  questo  tipo  di
  argomento, direttamente ed indirettamente.
   E'  possibile, poi, che la rimodulazione si verifichi così  come
  stiamo immaginando con questa legge, dove viene previsto un nuovo
  dipartimento che, in tema di controllo del territorio, non  operi
  in  maniera preventiva e pregiudiziale, ma in maniera concettuale
  e, soprattutto, di concerto con tutti gli altri organismi.
   Questo  sì  Questo lo dobbiamo immaginare e il disegno di  legge
  va  a sanare queste lacune. Da lì ad immaginare però, addirittura
  rivoluzioni  di  tipo istituzionali, con nuove impalcature,  così
  come  le  chiede  lei,  sono d'accordo  in  linea  di  principio.
  Bisognerà valutare caso per caso.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'  Signor Presidente, onorevoli colleghi, speravo  che,
  nella  replica, l'Assessore facesse riferimento a  quanto  da  me
  affermato,  al  fatto  che questo disegno di  legge  si  pone  in
  contrasto  con  la  norma della legge nazionale  numero183  sulla
  difesa dei suoli, considerato il testo base in materia.
   La  legge  sulla  difesa dei suoli doveva essere recepita  dalla
  Regione  ed  ancora  ciò  non  è avvenuto,  nonostante  io  abbia
  presentato  un  disegno  di  legge  che  ricalca  totalmente   il
  contenuto  della  legge numero 183, propedeutica  al  disegno  di
  legge: quello sui paesaggi ed a quello sull'urbanistica.
   Di  conseguenza, credo che si stia portando avanti un disegno di
  legge  dimenticando che, alla base di tutto, vi è la legge numero
  183 che doveva essere recepita dalla Regione.
   In   merito  a  ciò,  l'Assessore  non  ha  fatto  assolutamente
  riferimento - questo mi dispiace, perché non vorrei che poi in IV
  Commissione,  durante  l'esame de disegno  di  legge  di  riforma
  sull'urbanistica, si scoprisse che questo disegno di  legge,  che
  già  è  in Aula, e quello in discussione in Commissione venissero
  bloccati in assenza del recepimento della legge sulla difesa  dei
  suoli  che,  dal  punto  di  vista propedeutico,  è  tecnicamente
  indispensabile. Bisogna, infatti, esaminare, studiare, analizzare
  tutte  quelle procedure da mettere in atto attraverso  la  difesa
  dei suoli.
   Questo  è  un termine che non affascina come può affascinare  il
  disegno  di legge sul profilo della difesa del paesaggio  perché,
  poeticamente,  attira  di più dal punto di  vista  terminologico,
  interessa,  affascina  di più. La stessa  cosa  vale  per  quello
  relativo all'urbanistica.
   Ma difesa del suolo che cosa vuol dire?
   Si  tratta  della legge per la difesa dei fiumi, delle montagne,
  dei  laghi,  delle coste, cioé quelli che sono, in  effetti,  gli
  elementi principali del nostro territorio.
   Onorevole  Assessore, ritengo che lei debba  dare  una  risposta
  perché una normativa del genere non la si lascia così in sospeso;
  questo  mi  pare,  infatti, che si ponga in  contrasto  e  quindi
  vorrei che su questo aspetto mi desse una risposta.
   Avevo  già  posto  questa questione più volte,  e  non  solo  in
  Commissione di cui non faccio parte: del resto, quando  vedo  che
  ci  sono  argomenti che interessano materie su cui ho  presentato
  disegni   di   legge,  cerco  di  sollecitare  e  stimolarne   la
  trattazione.  Speravo  che  questo disegno  di  legge  avesse  un
  passaggio successivo, fosse esaminato successivamente al  disegno
  di  legge  che ho presentato e che non è altro che il recepimento
  della legge nazionale.
   Non  ho  fatto  altro che prendere la legge  nazionale  183  del
  1989,  ripresentandone le previsioni sotto forma  di  disegno  di
  legge. Non dovevo essere io, bensì il Governo a fare ciò,  e  più
  volte  ho sollecitato l'Assessore competente, l'Assessore per  il
  territorio   e   l'ambiente,  di  sottoporre   il   provvedimento
  immediatamente in Commissione.
   Su  questo, onorevole Assessore, desidero una risposta.  Se  lei
  non  ha cognizione di ciò, si sospenda la seduta, si prendano  le
  carte,  si  convochino le Commissioni competenti  e,  insieme  ai
  funzionari preposti, si esamini la questione.
   In  questo  disegno  di legge ci sono norme che  si  pongono  in
  contrasto  con  la  legge sulla difesa dei  suoli,  perché  prima
  bisogna conoscere perfettamente l'analisi, la diagnosi del nostro
  territorio, da un punto di vista geologico, paesaggistico  e  poi
  tutta  una serie di norme che fanno riferimento a questo  disegno
  di legge oggi in discussione.
   Attendo pertanto una risposta, onorevole Assessore.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


   Saluto agli studenti ed ai docenti della Scuola Media  Ludovico
                          Antonio Muratore
                             di Raccuja

      PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, desidero porgere, a nome  del
  Presidente  dell'Assemblea, onorevole Lo Porto, e  di  voi  tutti
  presenti,  i saluti alla Scuola Media  Ludovico Antonio Muratore
  di  Raccuja che, questa mattina, si è qui recata per assistere ai
  lavori  parlamentari. Auguro agli studenti e al corpo  docente  e
  non  docente, un proficuo lavoro per questa conclusione dell'anno
  scolastico.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                               1037/A

    PRESIDENTE   Riprende  il  seguito dell'esame  del  disegno  di
  legge numero 1037/A.
   Do la parola all'Assessore per una replica.

    PAGANO   assessore regionale  per i beni culturali,  ambientali
  e  la pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
  in  maniera  telegrafica - perché pensavo di essere stato  chiaro
  nella  discussione generale con l'onorevole Miccichè  -  desidero
  sottolineare  che, per la verità, non l'ho citato  personalmente,
  ma  di  fatto  l'argomento che ho trattato ha tenuto conto  anche
  della sua osservazione.
   La  parte  che,  giustamente, l'onorevole  Miccichè  solleva  in
  termini di incongruenza, dal suo punto di vista (dal mio punto di
  vista  è un maggiore approfondimento che la Commissione specifica
  doveva fare, tema chiarito con l'intervento dell'onorevole Fleres
  poco  fa),  ebbene,  in verità,  non rientra più  nell'ambito  di
  questo disegno di legge.
   Nel  momento stesso in cui io ho  tagliato le ali , il titolo  I
  e  il  titolo  III non ci sono più per una maggiore concertazione
  con  l'assessore Cascio e con la Commissione stessa; di fatto,  è
  rimasta  in piedi solo ed esclusivamente la parte del  Darc  che,
  ovviamente,   essendo  Dipartimento  Architettura  Contemporanea,
  interessa  il  futuro  e  non il passato,  e  quindi  investe  le
  problematiche sollevate dalla legge n. 183,  da un punto di vista
  temporale.
   Nel  caso  specifico,  quindi,  i  cinque  articoli  oggetto  di
  discussione  odierna, a seguito della soppressione  che  chiederò
  con gli emendamenti che presenterò da qui a qualche minuto, vanno
  tutti  all'interno di una logica che è prettamente culturale,  da
  un  punto  di  vista  di cultura urbanistica e architettonica,  e
  nulla hanno a che vedere con le problematiche che giustamente  la
  preoccupano, onorevole Miccichè.

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, avverto che il termine  per  la
  presentazione degli emendamenti è fissato, ai sensi dell'articolo
  112 del Regolamento interno, alle ore 19.00 di oggi, mercoledì 22
  febbraio 2006.
   Preannuncio,  inoltre,  che l'Assessore sta  per  presentare  un
  emendamento  che distribuiremo subito, proprio perché  è  inutile
  discutere, nel momento in cui il disegno di legge viene di  molto
  ridimensionato.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


     Annunzio di presentazione e votazione di ordine del giorno

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,   comunico   che   è   stato
  presentato dagli onorevoli Lo Curto, Vicari, Leanza Nicola,  Neri
  e  Paffumi, l'ordine del giorno numero 682  Interventi presso  la
  Protezione   civile   in   ordine   alla   vicenda   dell'azienda
   Acquacoltura Mediteranea s.r.l. .
   Preciso  che  si  tratta di un ordine del giorno particolarmente
  urgente che riguarda un'azienda ittica della provincia di Trapani
  che prevede la possibilità di incaricare con la protezione civile
  per  supportare l'azione di una azienda di allevamento ittico che
  ha  subito dei danni recenti e che rischia di chiudere. Se  siamo
  d'accordo   possiamo   accettarlo  come  raccomandazione   ovvero
  votarlo.
   Potrebbe  accadere, nel caso di moria dei pesci, un inquinamento
  notevolissimo per il tratto di costa su cui insiste la questione.
   Lo pongo in votazione, con il parere favorevole del Governo.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Invito  il Governo a formulare l'emendamento soppressivo per  le
  parti che ha già comunicato.
   Dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in votazione  il
  passaggio all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata  a  domani,
  giovedì 23 febbraio 2006, alle ore 11.00, con il seguente  ordine
  del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    I   - COMUNICAZIONI

  II   - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
  LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:
      N. 480 -  Misure per risolvere in modo radicale il  disagio
             abitativo  dei  ceti  meno abbienti  e  per  ridurre
             l'aumento indiscriminato dei canoni di affitto.

                           BARBAGALLO  -  CULICCHIA  -GURRIERI  -
                           LACCOTO - TUMINO
      N. 481   -  ''Interventi  in  favore dei  lavoratori  agro-
             forestali .

                             FLERES  -  CATANIA G.  -  MAURICI  -
                           MERCADANTE
      N. 482  - ''Istituzione della giornata della poesia .

                              FLERES  -  CATANIA G.  - MAURICI  -
                           MERCADANTE
      N. 483   - ''Iniziative per la valorizzazione del personale
             regionale iscritto all'Albo dei giornalisti .

                              FLERES  -  CATANIA G.  - MAURICI  -
                           MERCADANTE
      N. 484   - ''Interventi per scongiurare la soppressione del
             distretto militare di Catania .

                           VILLARI   -   SPEZIALE   -   RAITI   -
                           BARBAGALLO - SPAMPINATO - CATANIA   G.
                           - LIOTTA

      N. 485   -  ''Interventi  per  favorire  la  stipula  della
             Convenzione tra la Regione siciliana e le  emittenti
             radio-televisive  locali  per  la  proiezione  e  la
             diffusione di programmi destinati agli audiolesi .

                               FLERES  - CATANIA G.  - MAURICI  -
                           MERCADANTE

    III    -  SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA
     RUBRICA:  Lavori pubblici

  IV   - SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA
  RUBRICA:  Bilancio e finanze
  V   - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
       -    Disposizioni  in materia di tutela ed  uso  dei  beni
         paesaggistici e di promozione della qualità architettonica ed
         urbanistica  (n. 1037/A) (seguito)

    VI   - VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:

       -  Norma di interpretazione autentica dell'articolo 13 della
         legge regionale 20 giugno 1997, n. 19, sulle condizioni di
         ineleggibilità dei deputati regionali  (n. 1079/A)

                  La seduta è tolta alle ore 12.18

        Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 16.00

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                     Dott.ssa  Iolanda Caroselli

   ALLEGATO

   Risposte scritte ad interrogazioni

   ODDO.  - «All'Assessore per i beni culturali, ambientali  e  per
  la pubblica istruzione, premesso che:

   nell'isola  di  Marettimo  (TP) si  trovano  siti  di  rilevante
  interesse  archeologico, storico e culturale  che  caratterizzano
  l'assetto  urbanistico  e  territoriale  del  lembo  più  estremo
  dell'arcipelago egadino;

   nell'Isola  si  trova un piccolo agglomerato di  case  risalenti
  all'epoca romana in stato di abbandono e di degrado nonostante le
  ripetute   sollecitazioni  d'intervento  per  evitare   ulteriori
  crolli;

   sull'Isola  insiste  anche  una  Chiesa  medievale  del  XIIXIII
  secolo  di  origine bizantina che non è mai stata interessata  da
  interventi di recupero e di messa in sicurezza per permetterne la
  fruizione da parte dei numerosi turisti che scelgono di  visitare
  l'Isola;

   per   sapere   quali   iniziative  intenda   intraprendere   per
  recuperare i siti archeologici di cui trattasi, anche al fine  di
  incrementare  nell'isola la presenza di turisti richiamati  dalle
  numerose  testimonianze archeologiche presenti  in  provincia  di
  Trapani.» (1777)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta. «Con l'interrogazione numero 1777 l'onorevole Oddo  ha
  chiesto di conoscere le iniziative che si intendono intraprendere
  per  recuperare  i  siti archeologici di  Marettimo  al  fine  di
  incrementare  nell'isola la presenza di turisti richiamati  dalle
  numerose  testimonianze archeologiche presenti  in  provincia  di
  Trapani.
   L'Isola  di  Marettimo è stata oggetto di  attenzione  da  parte
  della Soprintendenza ai Beni Culturali di Trapani competente  per
  materia che nei mesi di settembre - dicembre del 1994 ha condotto
  nella   località  "Case  Romane"  di  Marettimo   attraverso   un
  finanziamento dell'Assessorato dei Beni Culturali,  una  regolare
  campagna  di  scavi, i cui lavori sono stati anche pubblicati  ed
  inseriti  negli atti del Congresso Internazionale di Studi  sulla
  Sicilia Antica del 1997.
   Ulteriori  interventi  potrebbero  essere  programmati   tenendo
  conto  delle  disponibilità finanziarie  che  ogni  anno  vengono
  assegnate  alla  Soprintendenza di Trapani che ne  stabilisce  le
  priorità.»

                                                 L'Assessore PAGANO

   ODDO.  - «All'Assessore per i beni culturali, ambientali  e  per
  la pubblica istruzione, premesso che:

   sono  in  corso  d'opera  i  lavori  di  ristrutturazione  dello
  Stabilimento  Florio,  avviati per volontà politica  del  Governo
  regionale   di   centrosinistra,   presieduto   dall'   onorevole
  Capodicasa   (Decreto a firma dell'ex Assessore alla  Presidenza,
  onorevole Crisafulli, del luglio 2000);

   lo  Stabilimento,  simbolo di Favignana e di tutto  l'arcipelago
  delle  Egadi  avrà  un  utilizzo multifunzionale  e  tra  le  sue
  peculiarità  potrà contare su spazi museali che ne valorizzeranno
  gli aspetti storici;

   nella  fase  di  recupero dello stabilimento è  stata  rinvenuta
  un'ampia  documentazione,  a quanto pare  considerata  di  scarso
  valore, in quanto abbandonata all'interno dello stabile;

   la  documentazione riguarda una parte della storia dell'Isola di
  Favignana  e  soprattutto  dello  Stabilimento  Florio  e  che  è
  indispensabile appurare attraverso specifico studio da  parte  di
  esperti l'importanza che detta documentazione può avere;

   per sapere:

   quali  iniziative intenda intraprendere per favorire la verifica
  delle  carte  e  dei  documenti rinvenuti ed  il  loro  possibile
  recupero per inserirli in un segmento del museo che racconterà la
  storia dell'Isola e dei favignanesi;

   se  non  ritenga  che tali carte, documenti  e  appunti  possano
  avere  il loro valore storico se esaminati con gli strumenti  del
  sapere scientifico.» (1778)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta. «Con l'interrogazione numero 1778 l'onorevole Oddo  ha
  chiesto  di conoscere quali iniziative si intendono intraprendere
  per  verificare  i documenti rinvenuti durante le  operazioni  di
  recupero  dello  stabilimento Florio  di  Favignana  ed  il  loro
  possibile  recupero per inserirli in un segmento  del  museo  che
  racconterà la storia dell'Isola dì Favignana.
   Acquisite  le notizie da parte della Soprintendenza  di  Trapani
  che ha seguito i lavori di recupero dello stabilimento Florio, la
  stessa  ha rilevato che la documentazione cartacea rinvenuta  nel
  corso   dei   lavori   è   stata  rimossa  dai   locali   oggetto
  dell'intervento  e conservata in un area appositamente  destinata
  in  attesa che la stessa, non appena si avrà la disponibilità  di
  spazi   ristrutturati,  potrà  essere  esaminata  per   valutarne
  l'interesse ai fini della conservazione nell'ambito del Museo che
  si andrà a realizzare.
   Una  prima  valutazione  è  stata effettuata  sulla  miriade  di
  moduli, modelli e registri in bianco di epoca recente (1960-1970)
  e  ne  sono  stati conservati alcuni contenitori come  esemplari,
  eliminando la parte priva di qualsiasi interesse.
   Il   rinvenimento  più  significativo  riguarda  due  tavole  ad
  acquarello  in cattivo stato di conservazione che raffigurano  il
  fronte a mare dello stabilimento e che sembrano risalire ai primi
  anni  del  1900. Questi disegni sono stati oggetto di perizia  di
  restauro  effettuata  da un esperto del settore,  perizia  che  è
  stata programmata per il finanziamento sui capitoli ordinari, non
  essendo tale spesa ammissibile con i fondi del P.O.R.»

                                                 L'Assessore PAGANO

   TUMINO.  -  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  i
  beni  culturali  e  ambientali  e  per  la  pubblica  istruzione,
  premesso che:

   nell'ultimo anno si sono verificati alcuni fatti di  rilievo  su
  Villa Romana, e in particolare:

   il  convegno internazionale sui mosaici nelle Ville  Romane  del
  Mediterraneo;

   la  definitiva articolazione ed il corretto rispetto  dei  tempi
  del  PIT  11,  che  prevede la spesa di 6  milioni  di  euro  per
  l'esterno della Villa del Casale;

   il  finanziamento di 18,2 milioni di euro per  il  recupero  dei
  mosaici  e  per il rifacimento della copertura; è già  pronto  il
  progetto di massima e c'è il pieno rispetto dei tempi;

   la   costituzione  di  una  unità  anticrisi  guidata  dal  gen.
  Conforti  per  coordinare  tutti  gli  interventi  delle  diverse
  istituzioni interessate alla Villa Romana;

   ma anche:

   l'assoluto  fallimento  dell'intervento della  società  'Arte  e
  Vita' per la gestione dei servizi aggiuntivi della Villa;

   la  sensazione di un'assenza totale del Museo Archeologico della
  Villa  Romana, con sede a Piazza Armerina, che, con tre dirigenti
  architetti     (di     cui    uno    direttore),     regolarmente
  contrattualizzati,  avrebbe  dovuto  avere  un   decisivo   ruolo
  tecnico, di servizio e di coordinamento.

   considerato che:

   è  intervenuto  l'onorevole Sgarbi, per una  strana  coincidenza
  fra  interessi suoi (elezioni europee) ed interessi  dell'attuale
  sindaco  di Piazza Armerina (elezioni comunali), e si è  proposto
  come il Salvatore' della Villa e delle sue prospettive;

   l'Assessore regionale per i beni culturali, ambientali e per  la
  pubblica istruzione ha colto la presenza del 'Salvatore' e ne  ha
  assecondato il desiderio di avere 'carta bianca' su tutto ciò che
  riguarda  la Villa; ha chiesto ed ottenuto dalla Giunta regionale
  la  nomina  di  Sgarbi a qualcosa che viene chiamato 'Commissario
  per  i  mosaici della Villa' affidandogli 'il coordinamento delle
  progettazioni, delle opere di manutenzione e valorizzazione';

   Sgarbi  pare  sia un ottimo critico d'arte nel  campo  dei  beni
  culturali,  ma  ha  mostrato di essere un modesto  amministratore
  ovunque questo ruolo gli sia stato affidato;

   per sapere:

   cosa abbia fatto o intenda fare l'Amministrazione regionale:

   se   voglia  commissariare  l'inutile  (almeno  ad  oggi)  Museo
  Archeologico della Villa Romana del Casale;

   se  intenda  sciogliere l'unità anticrisi' coordinata  dal  gen.
  Conforti;

   se     intenda    revocare   l'incarico   delle    progettazioni
  dell'intervento  regionale sulla Villa (i 18  mil.  di  Euro)  al
  Centro  regionale  per il restauro, dichiarandone  implicitamente
  l'incapacità,  nonostante  esso abbia dato  prova  di  efficienza
  predisponendo il progetto di massima con l'assoluto rispetto  dei
  tempi;

   se  voglia commissariare la Provincia di Enna per tutto ciò  che
  concerne la realizzazione del PIT 11 (6 mil. di euro per la Villa
  e  circa  30  mil. per le altre iniziative e per gli otto  comuni
  interessati) anche se esso è in fase assai avanzata;

   se   intenda   governare  la  gestione  dei  servizi  aggiuntivi
  (fallita con Arte e Vita), attività assai remunerativa che non si
  sa   come   dovrebbe  essere  conciliata  con  la  presenza   dei
  commercianti del posto (i bancarellari);

   se  intenda eliminare la funzione di vigilanza e tutela  che  la
  legge attribuisce alla Sovrintendenza provinciale;

   per sapere, altresì:

   cosa  rea1mente  sia stato nominato l'onorevole Sgarbi  e  quale
  significato debba avere tale nomina;

   come  si  concili  tale  nomina con  le  competenze  degli  enti
  coinvolti: Assessorato regionale dei beni culturali, Provincia di
  Enna, Museo Archeologico della Villa, Sovrintendenza provinciale;
  unità  di  crisi  e,  per  finire, lo  stesso  comune  di  Piazza
  Armerina;

   come  l'Amministrazione  regionale  intenda  cautelarsi  dinanzi
  alla  eventualità  che  un intervento che potrebbe  rivelarsi  di
  grande  rilevanza  economica possa  diventare,  al  di  là  delle
  volontà  dell'onorevole Sgarbi, un grande  affare  per  pochi  e,
  forse, il fallimento di una grande opportunità che oggi, dopo  50
  anni   di   totale  mancanza  di  interventi,  appare  un   fatto
  straordinario ed in fase di concreta realizzazione.» (1782)

   Risposta.  «Con l'interrogazione numero 1782 l'onorevole  Tumino
  ha  chiesto  quali  iniziative intende intraprendere  il  Governo
  della  Regione in merito alla salvaguardia ed alla gestione della
  Villa  Romana del Casale e in particolare quale ruolo deve  avere
  l'onorevole Sgarbi rispetto agli altri Enti coinvolti.
   Si  rappresenta  che lo scrivente si è insediato all'Assessorato
  dei  Beni  Culturali  il l  settembre 2004  ed  ha  ereditato  la
  situazione  precedente  che  vedeva l'onorevole  Sgarbi  nominato
  coordinatore generale degli interventi di conservazione, tutela e
  valorizzazione  della  Villa  Romana  del  Casale   con   decreto
  dell'Assessore  pro-tempore  del 9 luglio  2004  approvato  dalla
  Giunta di Governo nel medesimo giorno.
   La  Villa del Casale oltre ad essere inserita nel P.I.T.  n.  11
  della Provincia Regionale di Enna, è oggetto di un intervento  di
  restauro  inserito  nel programma degli interventi  a  titolarità
  regionale del circuito delle aree archeologiche.
   Nel  corso del 2003 il Dipartimento regionale ai Beni culturali,
  su  sollecitazione della "Unità di crisi" presieduta dal Generale
  Conforti istituita per far fronte ad alcune incursioni vandaliche
  e  ad un furto alla biglietteria, ha affidato al Centro regionale
  per  la  Progettazione e il Restauro il compito  di  redigere  un
  progetto  di restauro della Villa del Casale, individuando  nella
  persona  del  Direttore  del Museo Archeologico  regionale  della
  Villa  Romana del Casale il responsabile del procedimento e nella
  Soprintendenza di Enna la stazione appaltante.
   Dopo   l'inserimento  dell'intervento  di   cui   trattasi   nel
  programma degli interventi a titolarità regionale, nel luglio del
  2004 il Centro regionale ha trasmesso il progetto preliminare  al
  responsabile  del  procedimento per la  verifica  prevista  dalla
  normativa vigente e alla Soprintendenza di Enna per il nulla osta
  di rito.
   L'iter  prevedeva il completamento del progetto esecutivo  entro
  la  fine del 2004, la gara per la scelta del contraente nei primi
  mesi  del  2005 e la durata dei lavori in 24 mesi, ossia  con  un
  buon margine rispetto alla chiusura del POR Sicilia 2000-2006.
   In  data  9 luglio 2004 con proprio decreto, l'Assessore  per  i
  Beni  culturali  pro-tempore  ha nominato  l'onorevole  Sgarbi  a
  coordinatore  di  tutti  gli  interventi  da  realizzare  per  la
  conservazione,  la valorizzazione della Villa del  Casale  e  con
  deliberazione del 9 luglio 2004 la Giunta regionale ha preso atto
  della nomina.
   Dopo  una  serie  di incontri con gli Uffici del Dipartimento  e
  tutti  gli  Enti coinvolti sulla gestione e valorizzazione  della
  Villa  del  Casale, è intervenuta la legge regionale 28  dicembre
  2004, n. 17 che all'articolo 80 ha previsto la nomina di un  Alto
  Commissario  per  la  valorizzazione della Villa  del  Casale  di
  Piazza Armerina per il periodo necessario al completamento  degli
  interventi  sul sito previsti dal POR 2000-2006,  che  la  Giunta
  regionale ha individuato nella persona dell'onorevole  Sgarbi.»

                                                 L'Assessore PAGANO

   VILLARI.  -  «All'Assessore per i beni culturali,  ambientali  e
  per   la   pubblica   istruzione,  premesso   che   nell'Istituto
  comprensivo  statale di Valverde, in provincia  di  Catania,  per
  volontà  del  dirigente  scolastico, si  è  svolta  un'ispezione,
  conseguente  alla  richiesta  d'attivazione  di  un  procedimento
  disciplinare nei confronti dell'assistente amministrativo  sig.ra
  Maria  D'Amico,  che  ha  condotto alla individuazione  di  fatti
  suscettibili di rilevanza penale tali da indurre il dirigente del
  Centro servizi amministrativi (C.S.A) di Catania a rimettere  gli
  atti alla Procura della Repubblica per l'accertamento dei fatti;

   osservato   che   secondo  tale  ispezione   sembrano   emergere
  l'ipotesi  di falso materiale in atto pubblico in relazione  alla
  registrazione  protocollare ... la cui procedura,  reiterata  nel
  tempo, può ingenerare non pochi dubbi sulla corretta applicazione
  dei  princìpi  di  trasparenza e correttezza  cui  la  P.A.  deve
  ispirare la propria azione amministrativa' e che sarebbero  state
  individuate  responsabilità  addebitabili  in  primo   luogo   al
  dirigente scolastico e al direttore    dei    servizi generali  e
  amministrativi;

   visto   che   parallelo  procedimento,  attivato  nei  confronti
  dell'assistente  amministrativo       Carlo  Manfredini,   si   è
  concluso  con  l'archiviazione  per  Manfredini,  ma  ha  portato
  l'ispettore incaricato a rilevare altre inadempienze degli stessi
  dirigente scolastico e direttore dei servizi generali;

   considerato   che,   nonostante  gli  esiti   dei   procedimenti
  disciplinari predetti, il dirigente scolastico e il direttore dei
  servizi   generali  e  amministrativi  non  hanno   ritenuto   di
  modificare  il  proprio  atteggiamento  insistendo  nell'adottare
  provvedimenti  discriminatori  e  vessatori  nei   confronti   di
  incaricati  di  pubblico  servizio  che,  con  rigore  morale   e
  professionale,  hanno segnalato alle competenti  autorità  quanto
  non  appare  conforme alla corretta applicazione della  normativa
  vigente;

   per sapere:

   quali  iniziative  di verifica siano state  disposte  e  attuate
  dall'Ufficio scolastico regionale;

   quali  azioni  l'Amministrazione regionale intenda intraprendere
  per accertare e individuare le responsabilità nella conduzione  e
  gestione dell'Istituto comprensivo statale di Valverde.» (1786)

         (L'interrogante chiedo lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.   «Con   l'interrogazione  numero   1786   l'onorevole
  Villari,  premesso  che  a  seguito  di  ispezione  disposta  dal
  Dirigente   scolastico  dell'Istituto  comprensivo   Statale   di
  Valverde (CT) nei confronti dell'assistente amministrativo sig.ra
  Maria D'Amico si sono riscontrati fatti suscettibili di rilevanza
  penale,  ha  chiesto  di  conoscere quali iniziative  sono  state
  disposte e attuate dall'Ufficio scolastico regionale di Catania e
  quali  azioni  l'Amministrazione regionale intende  intraprendere
  per accertare e individuare le responsabilità nella conduzione  e
  gestione dell'Istituto comprensivo statale di Valverde.
   Al  riguardo  il  C.S.A. di Catania competente  per  materia  ha
  comunicato,  a seguito della relazione ispettiva predisposta  dal
  proprio   Dirigente  dott.  Raimondi  dalla  quale  sono   emerse
  situazioni  suscettive  di possibili sanzioni  penali,  di  avere
  trasmesso  in  data 26 gennaio 2004 gli atti alla  Procura  della
  Repubblica  di Catania, sospendendo, come previsto dal  contratto
  collettivo  nazionale  dei  lavoratori  per  il  personale  della
  scuola, il procedimento disciplinare.
   In   merito   alle  presunte  irregolarità  amministrative   del
  Direttore   dei   servizi  generali  ed  amministrativi,   nessun
  procedimento  disciplinare è stato posto in essere in  quanto  il
  capo   d'Istituto   competente  all'avvio  del  procedimento   ha
  precisato   che  non  emergono  responsabilità  a  carico   dello
  Direttore.
   Gli   Uffici   sono   ancora  in  attesa  di  ricevere   notizie
  dall'autorità  giudiziaria sul procedimento penale  a  suo  tempo
  attivato.»

                                                 L'Assessore PAGANO

   ARDIZZONE. -«Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  i
  beni culturali, ambientali e per la pubblica istruzione, premesso
  che:

   il  Provveditore  agli Studi di Messina ha  evidenziato  che,  a
  fronte della richiesta di 966 cattedre relative agli insegnati di
  sostegno, la Direzione regionale ne ha autorizzato solo 591;

   addirittura,  per l'anno scolastico 2004-2005, il  numero  delle
  cattedre  autorizzate  è inferiore a quello dell'anno  scolastico
  precedente che era pari a 734;

   paradossalmente,   sebbene  ci  sia  stato,   purtroppo,   nella
  provincia di Messina, un aumento delle istanze per gli insegnanti
  di  sostegno  di  101 unità, non solo non sono state  autorizzate
  nuove  cattedre,  ma,  addirittura, ne  risultano  soppresse  143
  rispetto all'anno precedente;

   considerato che:

   la  legislazione italiana è una delle più evolute in materia  di
  servizi  alla  persona  e,  nella  fattispecie,  in  materia   di
  integrazione scolastica degli alunni diversamente abili,  ove  si
  consideri che, in attuazione dei principi generali della legge n.
  104  del  1992, deve essere assicurata l'integrazione  scolastica
  degli alunni handicappati con interventi adeguati al tipo e  alla
  gravità dell'handicap;

   in  presenza  di  handicap particolarmente gravi  è  addirittura
  consentita  l'assunzione di insegnanti di sostegno in  deroga  al
  rapporto  handicappati con interventi adeguati al  tipo  ed  alla
  gravità dell' handicap;

   deve  essere  garantita la continuità educativa degli  insegnati
  di sostegno in ciascun grado di scuola;

   in  ottemperanza all'atto di indirizzo e coordinamento  relativo
  ai  compiti  delle  unità sanitarie locali in materia  di  alunni
  portatori  di handicap (D.P.R. 24 febbraio 1994) per ogni  alunno
  diversamente  abile  deve  essere redatto  il  cosiddetto  P.E.I.
  (Piano educativo individualizzato), che è il documento nel  quale
  vengono descritti gli interventi integrati ed equilibrati tra  di
  loro,  predisposti per l'alunno in situazioni di handicap  in  un
  determinato  periodo di tempo, ai fini del diritto all'educazione
  e all'istruzione;

   il  P.E.I. viene redatto congiuntamente dagli operatori sanitari
  e dal personale insegnante curriculare e di sostegno della scuola
  e,  ove presente, con la partecipazione dell'insegnante operatore
  psico-pedagogico, in collaborazione con i genitori;

   gli  stessi  soggetti,  e,  quindi,  anche  gli  insegnanti   di
  sostegno,  in  base  alla  loro  esperienza  pedagogica,   medico
  scientifica   e  di  contatto,  nella  definizione  del   P.E.I.,
  propongono quegli interventi finalizzati alla piena realizzazione
  del   diritto   all'educazione,  all'istruzione  ed  integrazione
  scolastica dell'alunno;

   con  il P.E.I., in particolare si individuano le ore di sostegno
  da assegnare per ciascun alunno disabile;

   con   circolare   n.  54  del  6  luglio  2004   del   Ministero
  dell'Istruzione, si invitavano i Direttori regionali a comunicare
  al Ministero ed al Sistema informativo, con riguardo alla materia
  del  sostegno, ogni variazione in aumento o in diminuzione  degli
  alunni  disabili e dei relativi posti, anche al fine  di  rendere
  edotto  il  Ministero dell'Economia e di motivare  nei  confronti
  dello  stesso eventuali variazioni del numero di posti e  di  ore
  che si rendessero necessari;

   nell'anno scolastico precedente numerose famiglie si sono  viste
  costrette  a  rivolgersi ai vari Tribunali  d'Italia,  per  avere
  riconosciuti   i   loro  legittimi  diritti   all'istruzione   ed
  all'educazione  dei figli nel numero minimo di  ore  fissato  dai
  relativi   piani   individuali,  nella  considerazione        che
   l'attribuzione al minore handicappato di un numero non  adeguato
  di  ore  di  sostegno  didattico si risolve nella  ingiustificata
  compromissione   di   un   diritto  fondamentale   dell'individuo
  portatore   di   handicap   all'educazione   ed   all'inserimento
  scolastico   (ord. Trib. Roma Seconda Sez. Civ. del  12  febbraio
  2004);

   in  provincia  di  Messina  si sono avviate  vibrate  azioni  di
  protesta da parte delle famiglie dei minori diversamente abili  e
  degli  insegnati  di  sostegno, i quali lamentano,  i  primi,  la
  lesione del diritto allo studio ed i secondi di quello al lavoro;

   per sapere:

   se  risulti  vero che i posti autorizzati per gli insegnanti  di
  sostegno  per  la  provincia di Messina  dal  Direttore  generale
  regionale  sono  di gran lunga inferiori rispetto alle  legittime
  richieste;

   se  ciò  fosse  vero,  anche  al  fine  di  evitare  inutili   e
  dispendiosi   ricorsi   giudiziari,  quali   urgenti   iniziative
  intendano  intraprendere,  in primo  luogo  presso  il  Direttore
  generale  dell'ufficio  scolastico  regionale  per  garantire  il
  diritto allo studio dell'intera popolazione scolastica messinese;

   ove  vi  fossero ingiustificate ragioni economiche,  in  base  a
  quali  motivi oggettivi ben 375 posti siano stati contratti nella
  sola provincia di Messina.» (1829)

              (L'interrogante chiede lo svolgimento con
                              urgenza)

   Risposta.   «Con   l'interrogazione  numero   1829   l'onorevole
  Ardizzone  ha  chiesto  di  conoscere  notizie  in  ordine   alla
  soppressione  di  cattedre  degli insegnanti  di  sostegno  della
  provincia di Messina.
   Al   riguardo,  occorre  preliminarmente  rappresentare  che  la
  normativa   vigente  attribuisce  al  Ministero  dell'Istruzione,
  dell'Università  e  della  Ricerca per  il  tramite  del  proprio
  Ufficio  scolastico  regionale  per  la  Sicilia,  il  potere  di
  autorizzare  deroghe per aumentare il numero dei  posti  previsti
  per  gli  insegnanti  di sostegno nelle varie province,  rispetto
  alla media regionale.
   Il  Dirigente dell'Ufficio scolastico Regionale al  riguardo  ha
  rappresentato  che  da anni si assiste ad un generale  incremento
  dei  posti  di  sostegno  in quanto il  numero  degli  alunni  in
  situazione di handicap è aumentato di circa 1200 unità.
   Il  dato  è in contro tendenza rispetto ai circa 6000 alunni  in
  meno.
   Nel  corso  del  2005 la Direzione Regionale del  MIUR,  cui  la
  legge  finanziaria  attribuisce  il  potere  di  autorizzare   le
  deroghe,  ha  rilevato  che le richieste  pervenute  dalle  varie
  province,  se  accolte, avrebbero portato in tre province,  quali
  Messina,   Siracusa   e   Trapani,  a  rapporti   insegnanti   di
  sostegno/alunni  in situazioni di handicap pari a  uno,  rapporto
  differente  rispetto alle altre province. La Direzione  regionale
  del  MIUR  ha  cercato di riallineare, gradualmente, il  rapporto
  posti/alunni  delle varie province alla media regionale.  Ciò  ha
  portato,  nella provincia di Messina, ad una riduzione dei  posti
  rispetto all'anno scolastico precedente.
   E'  pur  vero che in presenza della documentazione si dovrebbero
  concedere  tutti i posti richiesti anche se questo trasformerebbe
  l'autorizzazione della Direzione in una semplice presa d'atto. Ma
  l'esame  della documentazione presentata dai vari Centri  Servizi
  Amministrativi  di  un  campione  significativo  di   alunni   in
  situazione dì handicap per una valutazione dei comportamenti  dei
  gruppi  misti  delle  scuole  delle varie  province  al  fine  di
  attivare  strumenti  che  rendano il  più  possibile  omogenei  i
  comportamenti  sul  territorio  escludendo  che  si   considerino
  handicap  quelli  che sono solo disagio sociale o  difficoltà  di
  apprendimento, ha comportato la diminuzione dei posti soprattutto
  nella  provincia  di  Messina.  Le  considerazioni  occupazionali
  spesse  addotte  sono  rispettabili ma assolutamente  estranee  a
  quelle della tutela dei soggetti in situazione di handicap.»

                                                 L'Assessore PAGANO

   VITRANO  -  ORTISI  - GALLETTI - MANZULLO -  SPAMPINATO.  -  «Al
  Presidente della Regione e all'Assessore per i beni culturali  ed
  ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che da  notizie
  di  stampa  si è appreso che l'espletamento del maxiconcorso  per
  complessivi   797  posti,  bandito  dall'Assessorato   dei   beni
  culturali ed ambientali della Regione siciliana il 14 aprile  del
  2000,  potrebbe arrivare a conclusione non prima della  fine  del
  2006 o dell'inizio del 2007;

   considerato  che il protrarsi dei tempi della selezione  rischia
  di  vanificare  le  legittime aspettative dei  concorrenti  e  di
  procurare  notevoli danni all'Amministrazione  regionale  per  la
  specifica  carenza di organico, esponendo i beni culturali  della
  regione,  volano  dell'economia turistica e in  parte  patrimonio
  dell'umanità, al reale rischio di danneggiamento o trafugazione;

   per sapere se:

   per  consentire una più rapida selezione dei partecipanti  e  la
  celere    definizione   delle   graduatorie    per    le    varie
  specializzazioni,  sia auspicabile un aumento del  personale  con
  l'eventuale  intervento di operatori qualificati  provenienti  da
  altri assessorati;

   il  dirigente preposto alla selezione abbia previsto criteri  di
  priorità  per la stesura delle graduatorie per i diversi  settori
  concorsuali  e  se i suddetti criteri siano stati rispettati  nei
  modi e nei tempi;

   i  tempi  per  l'espletamento delle  selezioni  concorsuali  già
  ultimate  siano  stati rispettati secondo le previsioni  relative
  alla programmazione dei medesimi uffici in funzione del carico di
  lavoro;

   i  tempi  per la formazione delle graduatorie, così come appreso
  dalla  stampa, siano definitivi o gli uffici intendano, a  tutela
  degli  interessi della Regione siciliana, renderli  più  celeri.»
  (1830)

   Risposta.   «Con  l'interrogazione  numero  1830  gli  onorevoli
  interroganti  hanno  chiesto di conoscere notizie  in  merito  ai
  tempi  di  espletamento  dei  concorsi  banditi  dall'Assessorato
  regionale dei Beni Culturali nell'aprile del 2000.
   AI  riguardo,  occorre  premettere che a  seguito  della  revoca
  delle Commissioni appositamente istituite per l'espletamento  dei
  primi  14  concorsi per Dirigente Tecnico, l'Amministrazione  dei
  Beni   Culturali,  rilevata  la  necessità  di   un   cambiamento
  strutturale, oltre che procidementale e metodologico, decideva di
  avvalersi   di  quanto  disciplinato  dall'art.  5  della   Legge
  regionale  10 ottobre 1994, n. 38 che prevede che "le graduatorie
  dei  concorsi  per  soli  titoli sono  predisposte  dagli  uffici
  dell'ente  interessato  sotto la responsabilità  del  capo  della
  struttura  burocratica dello stesso", affidando la responsabilità
  della relativa gestione a una struttura dirigenziale intermedia.
   La   struttura  creata  appositamente  per  l'espletamento   dei
  predetti  concorsi  ha  dovuto nella prima  fase  necessariamente
  provvedere  alla  formazione del personale  ed  a  creare  n.  19
  postazioni collegate al Centro Elaborazione Dati per la  gestione
  informatica delle istanze.
   La  predetta  struttura dal settembre 2002 al  gennaio  2003  ha
  pubblicato  7  graduatorie provvisorie relative  ai  concorsi  di
  Dirigente Tecnico Storico dell'Arte, Archeologo, Chimico, Fisico,
  Archivista,  Geologo e Paleografo e rese definitive entro  l'anno
  2004.
   Nel  corso  del  medesimo anno 2004 venivano approvate  altre  5
  graduatorie provvisorie relative ai concorsi di Dirigente tecnico
  bibliotecario, Architetto, Etnolinguista, Archivista e Ingegnere.
   L'organizzazione  della  struttura, non consente  nell'immediato
  di  potere  implementare il numero delle postazioni di  lavoro  e
  delle  risorse  umane  sia  per  la  difficile  reperibilità   di
  personale  adeguato  che  comunque  necessiterebbe  di   apposita
  formazione che per la creazione di ulteriori postazioni collegate
  al CED attraverso la rete già esistente presso l'Assessorato.
   Pertanto,    per   la   definizione   dei   concorsi   l'Ufficio
  responsabile ha proposto l'utilizzo del proprio personale in plus-
  orario  attraverso progetti obiettivo con particolare riferimento
  all'espletamento  di  2 concorsi per Assistente  Tecnico  il  cui
  numero  delle domande di partecipazione è superiore alle  200.000
  istanze.
   Per  i  predetti  concorsi  l'Ufficio  responsabile  prevede  di
  potere  definire  le graduatorie provvisorie entro  la  fine  del
  2006.
   II  criterio  di  priorità  seguito  per  la  trattazione  delle
  istanze  dei vari concorsi è stato quello suggerito dall'esigenza
  di  potere  colmare nel più breve tempo possibile le  carenze  di
  organico  di  quelle  figure  professionali  oggetto  di   alcuni
  concorsi in itinere che sono stati espletati nel primo biennio di
  lavoro.»

                                                 L'Assessore PAGANO

   TURANO.  -  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  i
  beni  culturali  e  ambientali  e  per  la  pubblica  istruzione,
  premesso che:

   la  popolazione  scolastica  è  costituita  da  numerosi  alunni
  'diversamente   abili'  alla  cui  istruzione   ed   integrazione
  scolastica sono deputati gli 'insegnanti di sostegno';

   numerosi  insegnanti  di sostegno, pur avendo  avuto  attribuito
  l'incarico  negli  anni scorsi, non sono stati  riconfermati  per
  l'anno scolastico 2004/2005 a fronte di una maggiore presenza  di
  alunni 'diversamente abili' (accresciuta di n. 209 unità rispetto
  all'anno scolastico 2003/2004);

   considerato che le aspettative di quegli insegnanti,  nonché  il
  diritto  all'insegnante  di sostegno, vengono  mortificati  nella
  provincia  di Trapani con una riduzione di 145 posti, a discapito
  di  una categoria debole, qual è quella dei 'diversamente abili',
  negando loro l'integrazione scolastica ed extra-scolastica;

   ritenuto  che tale ingiustificato provvedimento non  può  essere
  consentito  in  quanto lesivo delle aspettative  della  categoria
  degli   'insegnanti   di   sostegno'  e   della   categoria   dei
  'diversamente  abili',  cui verrebbero negati  i  benefici  della
  legge  104/1992, che, per questi ultimi, spesso sono determinanti
  per  l'inserimento nel tessuto scolastico prima e nel  mondo  del
  lavoro poi;

   per sapere:

   quali  motivi  abbiano determinato nella provincia  di  Trapani,
  già   carente  ed  arretrata  rispetto  a  molte  altre  province
  siciliane, il consistente 'taglio' di 145 posti di insegnante  di
  sostegno per l'anno scolastico 2004/2005;

   se   intendano   promuovere  un'indagine  ispettiva   volta   ad
  individuare,    ove   ci   fossero,   eventuali    responsabilità
  amministrative, civili e penali;

   se  intendano  rimuovere  le cause che hanno  prodotto  i  tagli
  suddetti  che colpiscono gravemente e direttamente una  categoria
  debole quale quella dei 'diversamente abili'.« (1832)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  «Con l'interrogazione numero 1832 l'onorevole  Turano
  ha  chiesto  di conoscere notizie in ordine alla soppressione  di
  cattedre degli insegnanti di sostegno della provincia di Trapani.
   Al   riguardo,  occorre  preliminarmente  rappresentare  che  la
  normativa   vigente  attribuisce  al  Ministero  dell'Istruzione,
  dell'Università  e  della Ricerca, per  il  tramite  del  proprio
  Ufficio  scolastico  regionale  per  la  Sicilia,  il  potere  di
  autorizzare  deroghe per aumentare il numero dei  posti  previsti
  per  gli  insegnanti  di sostegno nelle varie province,  rispetto
  alla media regionale.
   II  Dirigente dell'Ufficio scolastico Regionale al  riguardo  ha
  rappresentato  che  da anni si assiste ad un generale  incremento
  dei  posti  di  sostegno  in quanto il  numero  degli  alunni  in
  situazione di handicap è aumentato di circa 1200 unità. Il dato è
  in contro tendenza rispetto ai circa 6000 alunni in meno.
   Nel  corso  del  2005 la Direzione Regionale del  MIUR,  cui  la
  legge  finanziaria  attribuisce  il  potere  di  autorizzare   le
  deroghe,  ha  rilevato  che le richieste  pervenute  dalle  varie
  province,  se  accolte, avrebbero portato in tre province,  quali
  Messina,   Siracusa   e   Trapani,  a  rapporti   insegnanti   di
  sostegno/alunni  in situazioni di handicap pari a  uno,  rapporto
  differente  rispetto alle altre province. La Direzione  regionale
  del  MIUR  ha  cercato di riallineare, gradualmente, il  rapporto
  posti/alunni delle varie province, alla media regionale.  Ciò  ha
  portato,  nella provincia di Trapani, ad una riduzione dei  posti
  rispetto all'anno scolastico precedente.
   E'  pur  vero che in presenza della documentazione si dovrebbero
  concedere  tutti i posti richiesti anche se questo trasformerebbe
  l'autorizzazione della Direzione in una semplice presa d'atto. Ma
  l'esame  della documentazione presentata dai vari Centri  Servizi
  Amministrativi  di  un  campione  significativo  di   alunni   in
  situazione di handicap per una valutazione dei comportamenti  dei
  gruppi  misti  delle  scuole  delle varie  province  al  fine  di
  attivare  strumenti  che  rendano il  più  possibile  omogenei  i
  comportamenti  sul  territorio  escludendo  che  si   considerino
  handicap  quelli  che sono solo disagio sociale o  difficoltà  di
  apprendimento, ha comportato la diminuzione dei posti anche nella
  provincia  di  Trapani.  Le considerazioni  occupazionali  spesse
  addotte  sono  rispettabili ma assolutamente  estranee  a  quelle
  della tutela dei soggetti in situazione di handicap.»

                                                 L'Assessore PAGANO

   SAMMARTINO  -  FORMICA  -  INCARDONA.  -  «Al  Presidente  della
  Regione e all'Assessore per i beni culturali, ambientali e per la
  pubblica istruzione, premesso che:

   il  diritto allo studio è un diritto sancito dalla Costituzione;
  che  lo  sviluppo  culturale, civile ed  economico  della  nostra
  comunità è strettamente connesso al corretto funzionamento  delle
  istituzioni  scolastiche e che le direttive  europee  considerano
  prioritario  il  settore  della     scuola,  dell'informazione  e
  della formazione;

   in  base  alle  ripetute sentenze della Corte  Costituzionale  e
  all'art.  1  del  D.P.R. nr. 246/1985  Norme di attuazione  dello
  Statuto   della   Regione  siciliana  in  materia   di   pubblica
  istruzione   è  sancito il principio che: 'Nel  territorio  della
  Regione  siciliana  le  attribuzioni  degli  organi  centrali   e
  periferici dello Stato in materia di pubblica istruzione...  sono
  esercitate dall'Amministrazione regionale a norma dell'art. 20 ed
  in  relazione  all'art. 14, lettera r e all'art.  17,  lettera  d
  dello Statuto della Regione siciliana;

   ad  oggi,  i responsabili degli uffici periferici della pubblica
  istruzione dello Stato che insistono sul territorio della Regione
  siciliana e segnatamente l'Ufficio scolastico regionale e  i  CSA
  (Centri  Servizi  Amministrativi) non  sono  stati  in  grado  di
  garantire     l'ufficiale    regolarità     delle     graduatorie
  d'insegnamento, in quanto, pur di dimostrare al Ministro  Letizia
  Moratti  il  rispetto  dei  termini degli  atti  propedeutici  al
  regolare   inizio   dell'anno  scolastico,  hanno   permesso   la
  pubblicazione di graduatorie palesemente inattendibili;

   l'inattendibilità delle suddette graduatorie è dimostrata  dalle
  migliaia  di ricorsi presentati al CSA di Palermo dai  moltissimi
  docenti  che  si  sono  ritrovati con il punteggio  indebitamente
  ridotto  o indebitamente aumentato, soprattutto quelli che  hanno
  presentato  la  loro domanda anche attraverso internet,  punteggi
  che,  nel secondo caso, difficilmente verranno segnalati  con  il
  conseguente stravolgimento delle graduatorie;

   considerato che:

   per  tutti  i  motivi sopra elencati, non è stato  garantito  il
  principio  di legalità e trasparenza e il rispetto della  dignità
  dei  docenti,  i  quali, ancora oggi, in attesa dell'assegnazione
  degli incarichi, sono costretti a bivaccare presso gli uffici dei
  provveditorati (CSA) e quindi ad un umiliante trattamento;

   l'ingiustificabile ritardo nell'assegnazione degli incarichi  ha
  come ulteriore e drammatica conseguenza lo slittamento di un anno
  delle  immissioni  in  ruolo  dei  docenti  e  la  perdita  dello
  stipendio sino alla avvenuta nomina per tutti;

   a  causa  dell'erronea valutazione del punteggio,  l'affidamento
  degli  incarichi  ai docenti avrà come inevitabile  risultato  la
  sostituzione  di  gran  parte degli stessi  nel  corso  dell'anno
  scolastico,    con    evidenti    danni    all'intero     sistema
  dell'istruzione;

   lo  stesso ritardo di cui sopra colpisce anche gli insegnanti di
  sostegno  e quindi danneggia direttamente le fasce più  deboli  e
  bisognose della nostra società;

   per  sapere  quali provvedimenti urgenti intendano adottare  per
  cercare di riparare, da una parte, per quanto possibile, i  danni
  morali e materiali subiti dagli addetti e dagli utenti del  mondo
  della  scuola e causati dalla manifesta incompetenza degli uffici
  preposti,  e, dall'altra, per impedire che le stesse inefficienze
  possano ripetersi in futuro.» (1838)

       (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.   «Con  l'interrogazione  numero  1838  gli  onorevoli
  interroganti   hanno   chiesto   di   conoscere   notizie   circa
  l'attendibilità   delle   graduatorie  degli   insegnanti   della
  Provincia di Palermo.
   Circa  le  graduatorie  permanenti  pubblicate  dai  Centri   di
  Servizio  della Sicilia nell'anno scolastico 244/2005 è opportuno
  ricordare  che, dietro interventi del Parlamento nazionale,  sono
  state  modificate tre volte le regole che sono  alla  base  della
  formazione  delle  graduatorie e ciò, insieme a note  disfunzioni
  del sistema meccanografico del Ministero Pubblica Istruzione,  ha
  portato a ritardi nelle nomine.
   Si  è trattato di un problema nazionale che, in Sicilia, non  ha
  causato gravi difficoltà sul regolare inizio dell'anno scolastico
  dato  che  le  nomine  sono state completate  entro  il  mese  di
  settembre e le lezioni sono iniziate il 22.
   II  numero dei ricorsi fondati non è stato particolarmente  alto
  e non vi è stato alcun balletto di docenti.
   Anche  le  immissioni  in  ruolo che hanno  avuto  effetto  solo
  giuridico  non  hanno danneggiato i docenti  che  hanno  comunque
  avuta conferita una supplenza annuale.»

                                                 L'Assessore PAGANO

   VILLARI  -  SPEZIALE - ZAGO - DE BENEDICTIS.  -  «Al  Presidente
  della  Regione e all'Assessore per i beni culturali ed ambientali
  e per la pubblica istruzione, premesso che:

   il  Comune di Catania ha predisposto il progetto di 'Recupero  e
  valorizzazione  del  verde  storico  Giardino  Bellini'  per  una
  migliore fruibilità anche ai fini ludico-spettacolari;

   tale  progetto  è  inserito tra quelli da finanziare  attraverso
  gli 'Interventi a regia regionale POR Sicilia 2000-2006 asse 2  -
  Recupero   funzionale  -  Recupero  e  fruizione  del  patrimonio
  culturale e ambientale - Azione 3 - Itinerario del verde  storico
  e del paesaggio';

   l'importo  complessivo  della spesa  previsto  dal  progetto  si
  aggira  intorno  ai  19,5  milioni di  euro  per  interventi  che
  dovrebbero   essere   soltanto   di   recupero   e   manutenzione
  straordinaria, atteso che il giardino è già esistente;

   in  questi  ultimi  mesi  a Catania un  ampissimo  movimento  di
  opinione,  rappresentato  da  uno  schieramento  di  ventiquattro
  associazioni  riunite nel 'coordinamento di  difesa  della  Villa
  Bellini',  contesta  in  modo argomentato  e  serio  il  suddetto
  progetto;

   la  qualità  intrinseca del Giardino Bellini  lo  pone  a  pieno
  titolo  tra i giardini storici, per cui esso può essere  soggetto
  soltanto   a   interventi  manutentivi  che  non  ne  modifichino
  l'assetto,  in base al Decreto legislativo 42/2004 e  secondo  le
  direttive della Carta di Firenze (l'art. 9 prescrive infatti  che
   la   salvaguardia   dei  giardini  storici   impone   interventi
  differenziati,  quali  la  manutenzione,  la  conservazione,   il
  restauro.   Si  può  eventualmente  raccomandare  il  ripristino.
  L'autenticità di un giardino storico concerne sia il disegno e il
  volume  delle sue parti che la sua decorazione o la scelta  degli
  elementi vegetali o minerali che lo costituiscono ; mentre l'art.
  15  prescrive  che   ogni  restauro e, a  maggior  ragione,  ogni
  ripristino  di  un giardino storico dovrà essere intrapreso  solo
  dopo  uno  studio approfondito che vada dallo scavo alla raccolta
  di  tutta  la documentazione concernente il giardino e i giardini
  analoghi  in  grado  di  assicurare il     carattere  scientifico
  dell'intervento );

   il  'coordinamento' ha promosso una petizione, sottoscritta fino
  ad  oggi  da più di seimila cittadini, nella quale si  chiede  la
  modifica del progetto;

   alle  proteste  del  'coordinamento' e alla  suddetta  petizione
  sono seguiti:

   a)  un  incontro  tra le associazioni e il precedente  assessore
  per  i beni culturali, onorevole Granata, il quale aveva mostrato
  massima disponibilità per un riesame approfondito del progetto;

   b)  alcuni incontri con l'Amministrazione nei quali essa si  era
  mostrata disponibile alla revisione del progetto;

   è  ormai  palese  che il progetto vada rivisto  nell'ottica  del
  ridimensionamento degli interventi e del conseguente costo;

   per sapere:

   se   non   ritengano  di  dovere  sottoporre  il   progetto   ad
  un'ulteriore  analisi  e  alla  eventuale  revisione  dei   visti
  concessi  al  fine  di riportarlo entro più  corretti  ambiti  di
  salvaguardia, come dovuto in base alle leggi di tutela  sui  beni
  architettonici e ambientali e come richiesto dai cittadini;

   se  non  valutino opportuno rivedere la graduatoria relativa  al
  POR  Sicilia  2000-2006  asse  2  azione  3  o  per  un'eventuale
  esclusione  del  progetto  di modifica  della  Villa  Bellini  di
  Catania  o per la necessaria riduzione degli interventi e  dunque
  dei  costi in esso previsti, cosa che consentirebbe oltre che  un
  giusto    ridimensionamento   delle   risorse   previste    anche
  l'inclusione di progetti di altri comuni ed enti, quali, solo per
  citare  un  esempio concreto, il 'Museo del mare' del  comune  di
  Riposto  utilmente  inserito  nella graduatoria  di  cui  sopra.»
  (1894)

       (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.   «Con  l'interrogazione  numero  1894  gli  onorevoli
  interroganti  hanno chiesto di conoscere se  non  si  ritiene  di
  dovere  sottoporre  il progetto di recupero e valorizzazione  del
  verde storico Giardino Bellini di Catania ad un'ulteriore analisi
  ed   alla  eventuale  revisione  per  una  serie  di  motivazioni
  rappresentate nella stessa interrogazione.
   Al  riguardo,  si rappresenta che il progetto esecutivo  per  il
  recupero e valorizzazione del verde storico Giardino Bellini  per
  una  migliore fruibilità anche ai fini ludico-spettacolari, è  un
  progetto presentato dall'Ufficio appositamente creato all'interno
  della   Direzione   Lavori  Pubblici  del   Comune   di   Catania
  finanziabile con i fondi del POR 2000-2006.
   Il  progetto è stato più volte rimodulato per le motivazioni  di
  non  coerenza rappresentate dal Dipartimento ai Beni Culturali  i
  cui  Uffici attendono la documentazione necessaria ed il relativo
  progetto  aggiornato  ed adeguato secondo le indicazioni  fornite
  dal predetto Dipartimento.
   II   progetto,   pertanto,  attende  ancora  il   parere   della
  Soprintendenza ai Beni Culturali di Catania che ha il compito  di
  verificarne  la  fattibilità secondo i  vincoli  e  la  normativa
  vigente in materia.
   Considerato  che il programma POR 2000-2006 volge a  conclusione
  e che non è possibile accumulare ulteriori ritardi che potrebbero
  compromettere   la   perdita  di  fondi  provenienti   dal   POR,
  l'Assessorato  dei Beni Culturali ha provveduto  a  diffidare  il
  Comune di Catania affinché si adoperi a modificare il progetto  e
  consentire  l'emissione  del provvedimento  di  finanziamento  ed
  impegno    delle    somme   necessarie   per   la   realizzazione
  dell'intervento.
   Allo  stato  attuale  solo l'eventuale  rinuncia  da  parte  del
  Comune  di  Catania  potrebbe comportare  uno  scorrimento  delle
  graduatorie e consentire di destinare le somme previste ad  altri
  progetti   già   valutati   positivamente   ed   inserite   nella
  graduatoria.»

                                                 L'Assessore PAGANO
   FERRO.  -  «Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per  i
  beni  culturali  ed  ambientali e  per  la  pubblica  istruzione,
  premesso che:

   l'art.  53  della  l.r. 20/2003 autorizza l'Assessore  regionale
  per  i  beni  culturali a corrispondere un  contributo  annuo  al
  comitato  regionale  siciliano della Lega  italiana  dei  diritti
  dell'uomo (LIDU) con sede a Catania;

   come   previsto  dalla  norma  l'erogazione  del  contributo   è
  successiva  alla presentazione del programma di  attività  e  del
  piano finanziario per l'anno di riferimento;

   rilevato che:

   gli iscritti lamentano di non essere mai stati convocati per  un
  congresso regionale;

   per sapere:

   quali   siano  i  criteri  e  le  modalità  di  erogazione   del
  contributo previsto dalla normativa;

   se  non  ritengano  opportuno  avviare  un'indagine  conoscitiva
  della situazione tecnico-contabile dell'Associazione, considerato
  che  non  risulta  che  alcun organo abbia  approvato  i  bilanci
  consuntivi e preventivi dell'Ente, come previsto dalla  normativa
  vigente;

   quali  siano stati i criteri elettivi del presidente  regionale,
  considerato  che,  a  quanto pare, non è mai stato  convocato  un
  congresso.» (1915)

              (L'interrogante chiede lo svolgimento con
                              urgenza)

   Risposta.  «Con  l'interrogazione numero 1915 l'onorevole  Ferro
  ha chiesto notizie circa le modalità di erogazione del contributo
  a  favore  della Lega Italiana dei Diritti dell'Uomo  (LIDU)  con
  sede a Catania, nonché quali siano i criteri di approvazione  dei
  bilanci e di elezione del presidente dell'associazione.
   Al  riguardo, si comunica che la legge regionale  n.  20  del  3
  dicembre  2003  autorizza  l'Assessore  regionale  per   i   Beni
  Culturali   ed   ambientali  e  per  la  pubblica  istruzione   a
  corrispondere, previa presentazione del programma di  attività  e
  del piano finanziario, un contributo annuo in favore del Comitato
  Regionale   di  Amnesty  International  con  sede   in   Palermo,
  dell'Associazione Meter Onlus con sede in Avola  e  del  Comitato
  Regionale  siciliano  della Lega Italiana dei  Diritti  dell'Uomo
  (LIDU), per il perseguimento delle finalità proprie in difesa dei
  diritti umani e civili e la lotta ad ogni violenza e criminalità.
   I  criteri  e  le  modalità di erogazione  del  contributo  sono
  regolamentati  dalla  circolare n. 5 del  16  febbraio  2004  che
  prevede  il  versamento di una prima quota pari al 60  per  cento
  delle  somme  previste dal capitolo corrispondente n.  377752,  a
  seguito della presentazione di un piano dettagliato del programma
  da  realizzare,  del  bilancio  di  previsione  dell'anno  e  del
  bilancio  consuntivo dell'anno precedente entrambi  con  relativo
  verbale di approvazione e l'erogazione del saldo, entro 60 giorni
  dall'ultimazione  del programma, a seguito della  rendicontazione
  delle spese effettuate.
   Per   quanto   riguarda  i  criteri  selettivi  del   Presidente
  regionale,  precisando che in ogni caso si tratta di  regole  che
  afferiscono  a  criteri previsti liberamente nel proprio  statuto
  dalla  singola associazione, agli atti in possesso  degli  Uffici
  risulta  che proprio verbale, il Congresso della LIDU  che  si  è
  svolto  il  6  gennaio  2005 a Catania,  i  soci  presenti  hanno
  rinnovato le cariche sociali e hanno riconfermato per i  prossimi
  cinque  anni come Presidente del Comitato regionale siciliano  il
  dott.  Placido Quercia. Nella stessa seduta è stato approvato  il
  bilancio consuntivo dell'esercizio 2004 ed il bilancio preventivo
  dell'esercizio  2005, inviati regolarmente al  Dipartimento  Beni
  Culturali unitamente agli allegati previsti dalla normativa.
   Relativamente al fatto che gli iscritti lamentano di non  essere
  stati  convocati  per  un  congresso  regionale,  ciò  attiene  a
  dinamiche   interne  della  singola  Associazione   nelle   quali
  l'amministrazione regionale difficilmente può entrare nel merito.
  Se  alcuni  soci ritengono di essere stati lesi dai loro  diritti
  possono adire le autorità competenti previsti dalla legge.
   Si  rappresenta,  comunque,  che  gli  Uffici  del  Dipartimento
  provvedono  periodicamente ad effettuare  visite  ispettive  agli
  Enti  destinatari di contributi regionali che la legge assegna  e
  che vengono dallo stesso erogati.»

                                                 L'Assessore PAGANO

   VILLARI.  - «All'Assessore per i beni culturali ed ambientali  e
  per  la  pubblica istruzione, premesso che la 1. reg. n.  20  del
  25.11.2002  'Interventi per l'attuazione del diritto allo  studio
  universitario in Sicilia ...'  prevede, tra l'altro,  agli  artt.
  8-9-10-11-12-13-14  l'istituzione degli  Enti  regionali  per  il
  diritto  allo  studio  universitario (ERSU)  per  ogni  provincia
  siciliana sede di ateneo;

   ricordato   che  gli  stessi  articoli  disciplinano   finalità,
  attribuzioni, poteri, funzioni e organizzazione dei  consigli  di
  amministrazione degli Enti per il diritto allo studio;

   visto,  in  particolare,  l'art. 10  della  predetta  legge  che
  prevede  la  costituzione  del consiglio  di  amministrazione  di
  ciascun Ente nelle sedi degli atenei siciliani;

   ricordato   che   tale   consiglio  è   nominato   con   decreto
  dell'Assessore regionale per i beni culturali ed ambientali e per
  la  pubblica  istruzione prevedendo al suo interno, tra  l'altro,
  (lettera  e) la rappresentanza degli studenti che non si  trovano
  oltre   il   secondo  anno  fuori  corso  dalla  data  di   prima
  immatricolazione;

   verificato  che  ancora oggi detti consigli  di  amministrazione
  non sono stati nominati, vanificando l'operatività della legge, e
  ciò  nonostante le rappresentanze degli studenti siano state  già
  regolarmente  elette  con  voto  democratico  negli   atenei   di
  appartenenza;

   sottolineato  che  i consigli di amministrazione  delle  vecchie
  Opere  Universitarie  (oggi  ERSU)  sono  già  scaduti  da   mesi
  determinando  una  grave situazione di  empasse  e  che  dopo  le
  elezioni  universitarie avvenute nel mese  di  marzo  gli  uffici
  elettorali  delle  università hanno trasmesso i nominativi  degli
  eletti   all'Assessorato  regionale  per  i  beni  culturali   ed
  ambientali e per la pubblica istruzione (per  esempio  a  Catania
  ciò è avvenuto il 24 maggio c.a.);

   per  sapere  per quali ragioni ancora oggi non si  proceda  alla
  nomina   nei   consigli  di  amministrazione  degli  ERSU   delle
  rappresentanze studentesche già elette ed in particolare  non  si
  risponda  alle  forti  sollecitazioni che  provengono  dal  mondo
  studentesco e, più in generale, da quello universitario.» (1927)

              (L'interrogante chiede lo svolgimento con
                              urgenza)

   Risposta.   «Con   l'interrogazione  numero   1927   l'onorevole
  interrogante  ha chiesto di conoscere per quali  ragioni  non  si
  procede  alla  nomina  nei  Consigli  di  Amministrazione   degli
  E.R.S.U. delle rappresentanze studentesche già elette.
   Al   riguardo,   si   rappresenta  che   la   nomina   dei   tre
  rappresentanti   degli   studenti  in   seno   ai   Consigli   di
  Amministrazione  degli E.R.S.U. di Palermo e Catania  è  avvenuta
  con Decreti Assessoriali n. 1106/XVII del 6 dicembre 2004 (PA)  e
  n.  1031/XVII  del  24  novembre 2004 (CT), mentre  fa  eccezione
  I'E.R.S.U.  di Messina, í cui rappresentanti di nomina rettoriale
  decaduti  in data 31 dicembre 2004 e prorogati fino al  31  marzo
  2005, non risultano a tutt'oggi essere stati nominati dal Rettore
  dell'Università di Messina.»

                                                 L'Assessore PAGANO

   VILLARI.  - «All'Assessore per i beni culturali ed ambientali  e
  per la pubblica istruzione, premesso che:

   con  leggi  regionali n. 2 del 26.03.2002, art. 35 e n.  20  del
  2002,  art.  35, è stata disposta la trasformazione in Fondazione
  dell'E.A.R. Teatro Massimo Bellini di Catania;

   il  Teatro  etneo è attualmente costretto ad operare all'interno
  di una delicata ed interminabile fase legata ad una assolutamente
  non   facile   trasformazione   dell'Ente   in   Fondazione   con
  connotazione giuridica regionale;

   ritenuto che per il Teatro su menzionato non esisteva né  esiste
  alcun obbligo a detta trasformazione, così come previsto dal D.L.
  24.11.2000,  n.  345,  coordinato con  la  legge  di  conversione
  26.01.2001,   n.   6,  il  quale  fa  obbligo  di  trasformazione
  unicamente per gli Enti Lirici disciplinati dal Titolo  II  della
  legge  14.08.1967,  n.  800,  mentre  il  Bellini  di  Catania  è
  regolamentato  dal Titolo III della precitata  legge  (Teatri  di
  tradizione);

   rilevato che:

   i  soci fondatori Comune e Provincia di Catania partecipano  con
  stanziamenti  finanziari  minimi e  comunque  insufficienti  alla
  bisogna;

   il  bilancio  del  Teatro Massimo Bellini è  uno  dei  pochi  in
  pareggio tra tutti i Teatri liricosinfonici italiani;

   ad  oggi,  tra  l'altro, non è stato attribuito da  parte  della
  Regione  alcun immobile del valore non inferiore a 1.500 migliaia
  di  euro', quale apporto della Regione siciliana al patrimonio di
  quella  che  doveva  essere  l'istituenda  fondazione  ai   sensi
  dell'art. 51 della legge regionale 3.12.2003, n. 20;

   il  presupposto per l'istituzione della Fondazione,  consistente
  nella  disponibilità di privati a partecipare con proprio apporto
  finanziario,   risulta  inesistente;  tutte   le   organizzazioni
  sindacali  di  settore (SLC-CGIL, FISTEL-CISL,  UILCOM-UIL,  UGL,
  CISAS E CISAL) hanno da sempre espressamente manifestato la  loro
  motivata ed unanime contrarietà a detta trasformazione;

   essendo  trascorsi,  ad oggi, ormai due anni,  non  può  neppure
  procedersi  alla  nomina  e  all'insediamento  del  Consiglio  di
  Amministrazione  dato che non si è ottemperato a quanto  previsto
  in  materia  dagli articoli 14 e 2699 del Codice Civile,  art.  3
  delle  disposizioni di attuazione del Codice Civile,  e  con  gli
  artt. 1-3-4-8-11 del DPR 10.02.2000, n. 361;

   nessuna  norma a tutela del personale dipendente  del  Teatro  è
  stata  prevista nella legge regionale di trasformazione n. 2  del
  26.03.2002  in  analogia  a quanto previsto  dall'art.  37  della
  precitata legge per i dipendenti dell'Ente Acquedotti Siciliani;

   preso atto che, a fronte della su esposta critica situazione  di
  stallo,   determinatasi   per   una   insufficiente   valutazione
  preventiva   relativa   alla  opportunità   o   meno   di   detta
  trasformazione,   che,  perdurando,  sta  già  determinando   una
  destabilizzazione del Teatro lirico etneo;

   per sapere:

   se  non  ritenga opportuno procedere, alla luce delle  superiori
  considerazioni,  alla  revoca della trasformazione  dell'Ente  in
  questione   in   Fondazione  con  contestuale  ripristino   della
  operatività   della  legge  regionale  n.  19   del   16.04.1986,
  istitutiva  dello stesso, sia pure rivisitata, che  ha  garantito
  fino  ad  oggi il funzionamento del Teatro lirico etneo a  fronte
  della  'sperimentata'  trasformazione in  Fondazione  del  Teatro
  Massimo  di  Palermo,  il cui esito non ha bisogno  di  ulteriori
  commenti;

   per  quali  ragioni  a  due richieste di  incontri,  formalmente
  sollecitati  dalle organizzazioni sindacali su  citate,  non  sia
  stata  ancora data alcuna risposta di fronte alla pur  urgente  e
  necessaria esigenza di chiarimento.» (1929)

              (L'interrogante chiede lo svolgimento con
                              urgenza)

   Risposta.   -  «Con  l'interrogazione  numero  1929  l'onorevole
  Villari  ha chiesto di conoscere se il Governo della Regione  non
  ritenga  opportuno  procedere  alla revoca  della  trasformazione
  dell'Ente  Teatro Massimo Bellini di Catania in Fondazione  e  le
  ragioni  che  non hanno permesso l'incontro con i  sindacati  dei
  lavoratori  dell'Ente che lamentano la mancata  previsione  nella
  legge regionale di una norma a tutela degli stessi.
   Al  riguardo, si rappresenta che la trasformazione in fondazione
  dell'Ente  Autonomo  Teatro Massimo Bellini di  Catania  è  stata
  disposta con provvedimento legislativo e più precisamente con  la
  legge  regionale n. 2 del 26 marzo 2002 approvata  dall'Assemblea
  Regionale  Siciliana  e, pertanto, l'eventuale  ripristino  della
  precedente   disciplina  deve  avvenire  con  una   altra   norma
  legislativa o di modifica o di abrogazione dell'esistente.
   Nel  merito,  non si ritiene giustificata la preoccupazione  dei
  sindacati,   in  quanto  sostanzialmente  ed  economicamente   la
  trasformazione in fondazione di un ente lirico-sinfonico non  può
  avere  alcun  riflesso negativo. Né tanto meno il personale  allo
  stato  in  servizio presso l'Ente perderebbe  in  alcun  modo  le
  prerogative di cui gode attualmente, vieppiù ove si consideri che
  l'attuale   stabilità   economica   dell'Ente,   soprattutto   se
  confrontata con gli altri Enti della medesima categoria  presenti
  nel  territorio  regionale, è garantita dal  cospicuo  contributo
  dell'Assessorato dei Beni Culturali.»

                                                 L'Assessore PAGANO

   VILLARI   -   SPEZIALE.   -   «Al  Presidente   della   Regione,
  all'Assessore  per  i  beni culturali  ed  ambientali  e  per  la
  pubblica   istruzione  e  all'Assessore  per  il   territorio   e
  l'ambiente, premesso che:

   con  delibera del Consiglio comunale di Licodia Eubea  (CT)  del
  30  ottobre  2002  è  stata  approvata  la  riperimetrazione  del
  progetto  di  istituzione  del  parco  archeologico  Collina  del
  calvario'  e  di recupero del complesso rupestre  di  Grotta  dei
  santi',  inserito  nel  P.I.T. n.  16  Le  economie  del  turismo
  Calatino  sud  Simeto,  in  variante allo  strumento  urbanistico
  vigente;

   con  nota prot. n. 3396 del 22.09.2003 la Soprintendenza  per  i
  beni  culturali  ed  ambientali di  Catania  ha  espresso  parere
  favorevole  al  progetto  su richiesta dell'Agenzia  di  Sviluppo
  Integrato di Caltagirone;

   il  sindaco  del  comune interessato, con  avviso  pubblico  del
  2.03.2004,  ha  reso noto che gli atti relativi al progetto  sono
  stati depositati per venti giorni consecutivi ai sensi e per  gli
  effetti della legge regionale n. 71/1978;

   nei  termini di legge sono pervenute due opposizioni della ditta
  Ballirò-Cannata e della ditta Ballirò-Caruso;

   in  data  20.04.2004 il Consiglio comunale di Licodia Eubea  con
  delibera n. 22 avente per oggetto Parco archeologico Collina  del
  calvario  e recupero del complesso rupestre di Grotta dei  santi,
  deduzioni e opposizioni ha rigettato all'unanimità le opposizioni
  delle   ditte   ricorrenti,  concordando  con   quanto   espresso
  dall'Ufficio tecnico comunale del settore urbanistico;

   durante  la  Conferenza dei servizi dell'8.06.2004,  tenutasi  a
  Caltagirone presso i locali dell'Ufficio unico del P.I.T. n.  16,
  in  presenza  del  geometra  Pietro Signorino  in  rappresentanza
  dell'A.R.T.A.,   dell'architetto    Carmelina   Vito   Coco    in
  rappresentanza del Genio civile di Catania, del sindaco Nunzio Li
  Rosi  e  dell'ingegnere Valentino Busacca in  rappresentanza  del
  comune di Licodia Eubea, della dottoressa Elisabetta Caprioli  in
  rappresentanza dell'Ufficio unico del P.I.T. n. 16 ed in  assenza
  della  Soprintendenza  per  i  beni culturali  ed  ambientali  di
  Catania,  è  stato approvato il progetto definitivo  in  variante
  allo   strumento   urbanistico,  stralciando   dalle   previsioni
  progettuali  le  aree di proprietà delle ditte Ballirò-Cannata  e
  Ballirò-Caruso su parere n. 23/S.4  del 24.05.2004 rilasciato dal
  Dipartimento urbanistica dell'A.R.T.A.;

   il   sindaco  Nunzio  Li  Rosi  ha  dichiarato  nella   suddetta
  Conferenza  di  servizi  che il parere dell'A.R.T.A.  corrisponde
  integralmente  alla  volontà ed al pensiero  dell'amministrazione
  comunale,  in evidente contraddizione con la dichiarazione  nella
  stessa  Conferenza  dell'ingegnere Valentino Busacca  (comune  di
  Licodia  Eubea) che, riguardo alle opposizioni in  questione,  ha
  riferito che il Consiglio comunale le ha rigettate nel merito con
  deliberazione  n. 22 del 20.04.2004, in conformità alla  proposta
  dell'Ufficio tecnico;

   con  delibera  di  Giunta municipale n. 117  del  13.09.2004  la
  stessa  Giunta  ha approvato il progetto rielaborato  secondo  le
  prescrizioni della Conferenza di servizi;

   considerato che:

   le  aree stralciate della Collina del calvario sono da ritenersi
  di  notevole  valore archeologico in quanto in esse  insiste  una
  necropoli  sicula datata V-VI secolo a.C., rinvenuta  e  studiata
  nei  primi  anni del 1900 dall'archeologo di fama mondiale  Paolo
  Orsi;

   negli  anni '90 la stessa area è stata oggetto di interventi  di
  manutenzione e tutela da parte della Soprintendenza  per  i  beni
  culturali ed ambientali di Catania;

   al  progetto  del  Parco archeologico viene a  mancare,  con  lo
  stralcio  effettuato, la parte più importante e significativa  di
  un area di notevole interesse archeologico;

   per sapere:

   se  non  ritengano indispensabile intervenire con  sollecitudine
  affinché siano poste in essere iniziative urgenti per far sì  che
  venga ripensato lo stralcio sopra citato, peraltro effettuato non
  tenendo    in   considerazione   il   parere   contrario    della
  Soprintendenza  per  i  beni culturali ed ambientali  di  Catania
  nonché  la  unanime volontà contraria del Consiglio  comunale  di
  Licodia   Eubea   ed   il  parere  contrario   del   responsabile
  dell'Ufficio  tecnico, settore urbanistico, dello stesso  comune,
  senza   alcuna  motivazione  scientifica,  causando  un  evidente
  prevalere di interessi di pochi a discapito della collettività .»
  (1930)

       (Gli interroganti chiedono lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.   «Con  l'interrogazione  numero  1930  gli  onorevoli
  interroganti   hanno   chiesto  di  conoscere   se   si   ritenga
  indispensabile  intervenire  affinché  siano  poste   in   essere
  iniziative   urgenti  per  modificare  il  progetto   del   Parco
  archeologico  "Collina del Calvario" e di recupero del  complesso
  rupestre  di  "Grotta dei Santi" inserito nel P.I.T.  n.  16  "Le
  economie  del  turismo  Calatino  sud  Simeto"  a  seguito  dello
  stralcio sulle stesso eseguito e che ha eliminato dal progetto le
  aree di proprietà delle ditte Ballirò-Cannata e Ballirò-Caruso.
   Al  riguardo,  si  deve  effettuare  una  breve  disamina  della
  questione  che  coinvolge solo in parte  l'Assessorato  dei  Beni
  Culturali  e  per  esso la Soprintendenza ai  Beni  Culturali  di
  Catania.
   Il   Comune  di  Licodia  Eubea  dispone  di  un  programma   di
  fabbricazione approvato con Decreto dell'Assessore regionale  per
  il Territorio e l'Ambiente n.7 del 21 gennaio 1977 ed ha in corso
  l'iter per l'adozione di un piano regolatore generale.
   Con   delibera   del   30   ottobre   2002   ha   approvato   la
  riperimetrazione   del   progetto  di   istituzione   del   parco
  archeologico   Collina  Calvario  in  variante   allo   strumento
  urbanistico vigente.
   Lo  schema  di  massima  del  nuovo PRG  in  fase  di  adozione,
  approvato  con delibera di Consiglio Comunale n.2 del 10  gennaio
  2003,   ha   previsto  per  l'area  "Collina  Calvario"   oggetto
  dell'intervento  PIT,  una destinazione  urbanistica  finalizzata
  alla realizzazione di un parco archeologico.
   A  seguito dell'avvenuto finanziamento del progetto con  il  PIT
  16,   come   correttamente   richiamato  nell'interrogazione   in
  argomento,  l'Ufficio Tecnico del Comune ha avviato le  procedure
  per  l'approvazione  del  progetto  in  variante,  disponendo  la
  pubblicazione   del   progetto   di  riqualificazione   dell'area
  archeologica oggetto del finanziamento PIT.
   Le   opposizioni   intervenute,   riguardanti   due   particelle
  ricadenti nell'area interessata di proprietà delle ditte Ballirò-
  Cannata  e  Ballirò-Caruso, sono state  rigettate  dal  Consiglio
  Comunale  con  deliberazione  n.  22  del  20  aprile  2004,   in
  conformità a quanto proposto dallo stesso Ufficio Tecnico.
   In  data  8  giugno  2004, su richiesta del Sindaco  di  Licodia
  Eubea,  è  stata  convocata la Conferenza  di  Servizi  ai  sensi
  dell'art. 14 della legge 241/90 per l'approvazione della variante
  allo  strumento urbanistico, anche al fine di rendere compatibili
  i  tempi  di  realizzazione dell'intervento con il cronoprogramma
  presentato per il finanziamento PIT.
   In   quella   sede  sono  intervenuti  l'Assessorato   Regionale
  Territorio  ed Ambiente, il Genio Civile di Catania,  il  Sindaco
  del  Comune di Licodia Eubea ed il dirigente dell'Ufficio Tecnico
  dello stesso Comune, in qualità di responsabile di procedimento.
   Nel  corso  della  riunione si è preso  atto  del  parere  della
  Soprintendenza  ai  Beni  Culturali  ed  Ambientali  di  Catania,
  ancorchè  assente,  espresso in data 22 settembre  2003,  con  il
  quale   veniva  espresso  parere  favorevole  alla  realizzazione
  dell'intervento in oggetto.
   Gli   intervenuti   hanno   espresso  parere   favorevole   alla
  approvazione  del progetto in variante accettando  la  condizione
  posta  dall'Assessorato regionale del Territorio ed Ambiente  che
  si  è espresso in quella sede emettendo un parere favorevole  con
  specificazioni,  che si riporta testualmente:  In  conformità  al
  parere  n.23/S.4   del  24  maggio  2004  reso  dal  Dipartimento
  Urbanistica,  poiché  gli  interventi  progettuali,   tesi   alla
  valorizzazione   complessiva  di  particolari  beni   ambientali,
  storico-archeologici  insistenti nel  Comune  di  Licodia  Eubea,
  ricadendo   in   zona   agricola   nel   vigente   Programma   di
  Fabbricazione, sono in linea di massima compatibili con l'assetto
  territoriale,  è da ritenersi ammissibile il progetto  del  parco
  archeologico  Collina del Calvario e recupero  della  Grotta  dei
  Santi,  a  condizione che vengano stralciate dalle previsioni  di
  progetto  le  aree  di  proprietà delle ditte  Ballirò-Cannata  e
  Ballirò-Caruso intestatarie delle opposizioni presentate  avverso
  il  medesimo  progetto, con le avvertenze riportate nel  medesimo
  parere n.23/2004 .
   La  Conferenza  di  servizi  ha  deliberato  l'approvazione  del
  progetto    in    variante    con   le   prescrizioni    indicate
  dall'Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente,  ancorchè  non
  coincidenti con il deliberato del Consiglio Comunale.
   Non  risulta,  pertanto, che vi sia stato  un  parere  contrario
  della   Soprintendenza   ai  Beni  Archeologici,   Culturali   ed
  Ambientali  di  Catania - che ha prestato parere  favorevole  sul
  progetto  - né è stata manifestata nel corso della Conferenza  di
  Servizi  alcuna  volontà contraria da parte dell'Ufficio  Tecnico
  Comunale.»

                                                 L'Assessore PAGANO

   PANARELLO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore  per  i
  beni  culturali  ed  ambientali e per la  pubblica  istruzione  e
  all'Assessore  per il territorio e l'ambiente,  premesso  che  la
  Soprintendenza di Messina ha denunciato il rischio che  si  perda
  il  finanziamento  europeo di circa 11 milioni  di  euro  per  il
  recupero della Real Cittadella di Messina;

   considerato che:

   il    responsabile    del    procedimento,    autorizzato    dal
  Soprintendente, addebita all'Assessorato regionale del territorio
  e  ambiente  la  responsabilità dei  ritardi  e  della  paventata
  perdita del finanziamento;

   la  reazione della Soprintendenza è determinata dalla  richiesta
  dell'Assessorato territorio e ambiente di approfondite le analisi
  geologiche, in relazione all'ipotesi progettuale di utilizzare il
  materiale di scavo per il ripascimento della vicina costa marina;

   tale  richiesta,  giudicata  pretestuosa  dalla  Soprintendenza,
  sembrerebbe motivata dal fatto che nell'area interessata  insiste
  un  progetto  di  bonifica predisposto dal comune  di  Messina  e
  nell'area contigua (utilizzata dalla ex SMEB per la degassifica e
  sottoposta  a sequestro giudiziario) è stato definito,  da  parte
  della   struttura   commissariale   regionale,   un   impegnativo
  intervento di disinquinamento affidato a Sviluppo Italia;

   la  predetta  richiesta  di approfondimenti  è  stata  trasmessa
  dall'Assessorato  del  territorio  nel  luglio   2004   e   viene
  contestata dalla Soprintendenza di Messina a distanza di  quattro
  mesi;

   lo  scontro  pubblico  tra uffici della  stessa  amministrazione
  oltre  che  gettare discredito sulla Regione ha creato  vivissimo
  allarme nell'opinione pubblica;

   il   recupero  della  Real  Cittadella  è  un'opera  di   grande
  rilevanza culturale, urbanistica e ambientale;

   per sapere:

   se  non ritengano urgente promuovere una rigorosa indagine sugli
  Uffici  regionali interessati, al fine di accertare e  sanzionare
  eventuali  ritardi, inadempienze ed omissioni  rispetto  a  tutto
  l'iter   procedurale   del  progetto  di  recupero   della   Real
  Cittadella;

   se  non  valutino opportuno, tenuto conto del rischio incombente
  di  perdere il finanziamento europeo, di indire immediatamente un
  incontro  tra  tutti  i  soggetti  interessati  (coinvolgendo  la
  struttura   commissariale   per  gli   aspetti   che   riguardano
  l'inquinamento  ambientale)  per superare  le  difficoltà,  anche
  rimodulando  il  progetto,  e  consentire  la  realizzazione   di
  un'opera molto importante per la città di Messina.» (1943)

   Risposta.   «Con   l'interrogazione  numero   1943   l'onorevole
  Panarello  ha  chiesto di conoscere se non si  ritenga  opportuno
  promuovere  una  indagine sugli Uffici regionali  interessati  al
  fine di accertare e sanzionare eventuali ritardi, inadempienze ed
  omissioni  sul  progetto  di recupero della  Real  Cittadella  di
  Messina  che  prevede la creazione del Centro  di  Documentazione
  Arte  Contemporanea nell'ambito della misura  5.01  del  POR,  e,
  contestualmente, per evitare di perdere il finanziamento europeo,
  di  indire  immediatamente  un  incontro  tra  tutti  i  soggetti
  interessati.
   Ciò  considerato  che  il  progetto  definitivo,  redatto  dalla
  Soprintendenza  di  Messina,  è  stato  approvato  in   sede   di
  Conferenza speciale di servizi presso il Genio Civile di  Messina
  ed   è   stato   trasmesso  dalla  predetta   Soprintendenza   al
  Dipartimento Beni Culturali il 31 dicembre 2003.
   Il  progetto  in argomento scaturisce da un Protocollo  d'Intesa
  tra   l'Assessorato  Beni  Culturali,  il  Comune   di   Messina,
  l'Autorità  Portuale,  la Capitaneria di Porto  e  l'Agenzia  del
  Demanio, sottoscritto nel giugno 2001.
   In  virtù di tale protocollo le parti assumevano gli impegni  di
  competenza,  tra  cui la liberazione dell'area interessata  dalle
  costruzioni   fatiscenti  e  il  trasferimento   delle   attività
  produttive  presenti nella stessa, preliminari alla realizzazione
  del  progetto,  secondo  un  cronoprogramma  delle  attività  che
  individuava l'inizio dei lavori da parte della Soprintendenza nel
  dicembre 2002.
   I  tecnici  della Soprintendenza di Messina, quindi,  redigevano
  un   progetto   preliminare  che,  valutato   positivamente   dal
  Dipartimento   Beni  Culturali,  veniva  inserito   con   Decreto
  Dirigenziale  del 25 giugno 2002 nel programma della  sottomisura
  5.01  C  per complessivi 11.000.000 di euro di cui 9.900.000  per
  l'investimento  infrastrutturale della sede e  1.100.000  per  la
  produzione degli eventi.
   Sempre  nel  2002  in base a motivazioni di  natura  tecnica  la
  Soprintendenza individuava l'appalto integrato, introdotto  dalla
  l.r.   7/2002,   quale  sistema  da  adottare  per   l'esecuzione
  dell'opera.
   A  seguito  dell'inoltro del progetto definitivo da parte  della
  Soprintendenza  di  Messina,  avvenuto  nel  dicembre   2003,   i
  competenti uffici del Dipartimento Beni Culturali hanno proceduto
  ad  effettuare un'istruttoria volta ad accertare la regolarità  e
  la  completezza  del  procedimento,  oltre  alla  coerenza  degli
  interventi con il Complemento di Programmazione.
   L'istruttoria  in  particolare  era  diretta  a  verificare   il
  superamento  delle  problematiche  relative  all'accessibilità  e
  disponibilità  dell'area,  occupata  tra  l'altro  anche  da   un
  inceneritore  e,  dunque, il rispetto degli impegni  assunti  dai
  sottoscrittori del protocollo.
   Dall'istruttoria,  tuttavia, emergeva che  le  problematiche  di
  sgombero  delle  aree e di bonifica della zona non  erano  ancora
  superate  e  che  il  progetto presentato  risultava  incompleto.
  Venivano   conseguentemente   chiesti   dal   Dipartimento   alla
  Soprintendenza,   in   data  31  marzo   2004,   chiarimenti   ed
  integrazioni agli atti fino a quel momento prodotti.
   A  ciò si aggiungono i rilievi mossi dall'Assessorato Territorio
  ed  Ambiente  in  merito  alla  mancata  valutazione  di  impatto
  ambientale, trattandosi di interventi che riguardavano  anche  il
  ripascimento  delle  coste  ed alla necessità  di  effettuare  le
  analisi chimico fisiche relative all'area interessata.
   Da  quanto  sopra  descritto emerge,  pertanto,  la  complessità
  dell'intervento  che investe, prima ancora dell'appalto  relativo
  alla   realizzazione   del   Centro  di   Documentazione   d'Arte
  Contemporanea,  un  delicato intervento di  bonifica  e  recupero
  dell'area, la demolizione dell'inceneritore, nonché lo sgombero e
  la  consegna  delle  aree. Tutto ciò naturalmente  coinvolge  una
  pluralità di soggetti istituzionalmente competenti.
   Al  momento  dell'insediamento dello scrivente, quale  Assessore
  per  i  Beni  Culturali, avvenuto nel settembre  2004,  tutte  le
  problematiche sopra descritte risultavano essere ancora irrisolte
  nonostante il lungo tempo trascorso dagli impegni assunti con  il
  protocollo d'intesa.
   Lo  scrivente  ha  ritenuto, pertanto, necessario  convocare  in
  data 30 novembre 2004, a seguito degli opportuni approfondimenti,
  tutti  i  soggetti coinvolti alla realizzazione del  progetto  in
  argomento.
   In  tale  sede  è  emerso  che  le  su  indicate  problematiche,
  trascinate  per anni, non erano ancora definite e che essendo  in
  corso   un  procedimento  di  bonifica  e  ripristino  ambientale
  dell'intera area della "Zona Falcata" di Messina in attuazione di
  un  PIT,  era  necessario  attendere la  conferenza  di  servizi,
  programmata  per  il 20 dicembre, per procedere  all'approvazione
  del  piano  di  caratterizzazione,  in  presenza  del  Comune  di
  Messina,  dell'ARPA, della USL, dell'Autorità  Portuale  e  della
  Soprintendenza. Ciò al fine di conoscere gli esiti delle  analisi
  del  territorio e di conseguenza la portata degli  interventi  di
  bonifica da effettuare.
   Acquisito  il  verbale  della suddetta  Conferenza  di  servizi,
  avendo  appreso  che nella zona interessata si è  riscontrata  la
  presenza  di  mercurio,  per la quale sono  necessarie  ulteriori
  indagini,  questo  Assessorato, con nota del 5 gennaio  2005,  ha
  chiesto  agli  uffici  competenti tra cui  l'ARPA  di  Messina  e
  l'Ufficio  Emergenza Rifiuti, se tali indagini riguardano  l'area
  su  cui  insiste  il  progetto per la  creazione  del  Centro  di
  Documentazione di Arte Contemporanea e quali siano i tempi di  un
  intervento di bonifica, nella considerazione che le operazioni di
  restauro    e   sistemazione   dell'area   nonché   di   collaudo
  dell'infrastruttura  per  l'Arte Contemporanea,  successive  alle
  operazioni  di bonifica, dovranno concludersi entro  il  dicembre
  2008.
   Ciò  premesso,  ferma restando la volontà di questo  Assessorato
  di  realizzare  un  Centro d'Arte Contemporanea  nella  città  di
  Messina, così come previsto nel Complemento di Programmazione,  e
  far  sì  che  i  finanziamenti assegnati alla  città  non  vadano
  perduti a causa del prolungarsi dei ritardi finora accumulati,  è
  assolutamente necessario che venga fugato, in breve  tempo,  ogni
  dubbio  in  merito alla realizzabilità dell'opera entro  i  tempi
  previsti dal POR.
   Acquisiti  i  necessari  chiarimenti  dagli  uffici  competenti,
  questo   Assessorato  adotterà  i  provvedimenti   diretti   alla
  realizzazione del suddetto progetto.»

                                                 L'Assessore PAGANO

   VILLARI.  - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  i
  beni  culturali  ed  ambientali e  per  la  pubblica  istruzione,
  premesso  che lo studio universitario soffre, in questi anni,  di
  una  disfunzione aggravata dalle ristrettezze finanziarie  e  dai
  guasti  causati  da riforme che hanno prodotto precarizzazione  e
  abbassamento nella qualità dei servizi offerti (ultima quella del
  ministro Moratti);

   considerata  l'assoluta insufficienza di una seria politica  sul
  diritto   allo  studio,  che,  di  fatto,  incrementa   in   modo
  strisciante l'affermarsi del numero chiuso;

   visto  che  l'autonomia finanziaria ha incrementato i dislivelli
  già  esistenti tra i vari atenei d'Italia a vantaggio dei  centri
  di formazione privata;

   osservato  che la politica regionale per il diritto allo  studio
  non  possiede  i  mezzi adeguati per soddisfare le  richieste  di
  tutti   gli   aventi  diritto  e,  solitamente,  non  riesce   ad
  ottimizzare le poche risorse disponibili;

   rilevata  la  conseguente  mancanza di  residenze  universitarie
  (nella  sola Catania ci sono 920 posti per circa 30.000  studenti
  fuori  sede, mentre a Siracusa, Enna e Ragusa mancano del  tutto)
  che  ha  determinato  un  'caro  affitto'  senza  precedenti   e,
  soprattutto, non regolato;

   per sapere:

   se  non  ritengano di dover assegnare risorse per un  intervento
  di  sostegno  alle spese di affitto delle case per  gli  studenti
  fuori sede;

   se   non  valutino  opportuna  una  conferenza  di  servizi  per
  raggiungere accordi sugli affitti delle case agli studenti  fuori
  sede;

   se  non  valutino urgenti ed opportuni un maggiore  stanziamento
  di   fondi  per  il  diritto  allo  studio  e  una  contemporanea
  razionalizzazione delle spese da parte degli ERSU;

   se,  più  in  generale,  non  ritengano  necessario  intervenire
  presso   il  Governo  nazionale  al  fine  di  ottenere  maggiori
  stanziamenti  per  il potenziamento dell'edilizia  universitaria,
  specie per quanto riguarda gli alloggi per gli studenti.» (1974)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta. «Con l'interrogazione numero 1974 l'onorevole  Villari
  ha  chiesto di conoscere gli interventi che il Governo  regionale
  intende  effettuare per potenziare l'edilizia  universitaria  con
  particolare riferimento agli alloggi per gli studenti.
   In  particolare,  l'onorevole Villari  lamenta  la  mancanza  di
  residenze  universitarie nei vari capoluoghi di provincia  ed  in
  particolare sottolinea la situazione del capoluogo catanese.
   E'  noto  che  gli  studenti  che per  frequentare  l'Università
  devono spostarsi dalla propria residenza trovano gravi difficoltà
  a  reperire  un alloggio decente a prezzo equo. E' una situazione
  che  è  presente  in tutte le città che ospitano  un  Ateneo.  La
  carenza  di  alloggi ha fatto fiorire, dovunque, il mercato  nero
  degli  alloggi  e  non è bastata l'offerta, da  parte  di  alcuni
  Comuni, di un abbattimento della percentuale ICI a portarlo  allo
  scoperto. Gli studenti "fuori sede" non sono spesso in  grado  di
  dimostrare  che risiedono a titolo oneroso nell'alloggio  che  li
  ospita  e  non  possono usufruire dei benefici offerti  dall'ERSU
  attraverso  i  contributi per l'affitto previsti  nei  bandi  dei
  rispettivi Enti.
   Una  serie di iniziative sono state intraprese negli ultimi anni
  dai  vari  Enti per il diritto allo studio della Sicilia.  Se  ne
  citano alcune:
   -  la creazione di ulteriori 120 posti letto da aggiungere  a  i
  390  già  esistenti nel Comune di Messina una  volta  conclusi  i
  lavori  di manutenzione ordinaria e straordinaria presso la  Casa
  Albergo SS. Annunziata;
   -   l'istituzione  di  tavoli  tecnici  di  concertazione  sulle
  politiche relative al rapporto tra città, sistema universitario e
  studenti creati tra l'Associazione Comuni d'Italia, la Conferenza
  tra  i  Rettori,  l'Associazione degli Enti per il  diritto  allo
  studio ed il Consiglio nazionale degli studenti, organismi che di
  recente  hanno  sottoscritto un protocollo d'intesa  composto  da
  diversi  punti utili ad affrontare la problematica in  argomento,
  tra  i  quali  sono da citare l'attivazione delle  Agenzie  Casa,
  l'abbattimento dell'ICI ai proprietari di immobili che  stipulano
  contratti   concordati   con   gli  studenti   nonché   ulteriori
  agevolazioni per i proprietari disposti ad affittare gli immobili
  a studenti universitari;
   -  le  trattative  poste  in  essere dall'ERSU  di  Catania  per
  l'apertura  di  370 posti letto ed i contatti  intrapresi  con  i
  Consorzi Universitari di Caltanissetta, Enna, Ragusa e Siracusa e
  con  gli  altri Enti locali, per la concessione di  edifici  che,
  opportunamente adeguati agli standard abitativi per  la  comunità
  studentesche, possano essere adibiti a residenze Universitarie.
   E'  certo  che  la politica del Governo regionale  degli  ultimi
  anni  ha dato priorità ad alcune tematiche riguardanti l'edilizia
  scolastica  con particolare riferimento alla messa  in  sicurezza
  degli edifici non tralasciando, comunque, di intervenire anche  a
  livello  centrale  per  reperire fondi  da  destinare  agli  ERSU
  siciliani   con  finalità  specifiche.  L'ERSU  di   Catania   ha
  presentato n. 2 progetti per la ristrutturazione della  Residenza
  Cittadella,  con annessi locali mensa e centri di socializzazione
  e  di  detti  progetti, quello relativo agli interventi  per  gli
  alloggi, è stato inserito nel decreto di finanziamento del MIUR.
   Si  ricorda,  infine,  che sempre per la città  di  Catania,  il
  progetto abitativo per gli studenti universitari, denominato  "il
  Tavoliere", che prevede la realizzazione di n. 818 posti letto in
  un  area  adiacente  alla  città  Universitaria,  con  i  servizi
  essenziali  per  la  strutturazione in "Campus",  finanziato  con
  fondi  destinati a particolari categorie sociali di cui  alla  L.
  457/85, è nella fase di appalto presso l'IACP di Catania.

                                                 L'Assessore PAGANO

   SAMMARTINO.  - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per
  i  beni  culturali  ed  ambientali e per la pubblica  istruzione,
  premesso che in data 10/08/2004, il Governo regionale ha  accolto
  come  raccomandazione l'ordine del giorno n. 431  'Riconoscimento
  del  pregresso  servizio d'insegnamento in scuole  regionali  del
  personale docente non di ruolo';

   considerato che:

   diverso  personale  docente non dì ruolo  ha  prestato  servizio
  d'insegnamento  presso  le sezioni di scuola  materna  regionale,
  fronteggiando   utilmente  le  carenze   d'organico,   garantendo
  pertanto la prosecuzione dell'offerta formativa;

   detto   personale  non  ha  beneficiato  dell'inquadramento  nei
  ruoli   della   scuola  materna  regionale  poiché  la   relativa
  immissione  è  ad  esaurimento, con decorrenza 1 settembre  1990,
  come disposto dalla l.r. n. 15 dell'1 agosto 1990;

   tuttavia,    detto   servizio   d'insegnamento   si   configura,
  nell'ambito dell'unico sistema d'istruzione nazionale, del  tutto
  analogo  a  quello prestato in scuole materne statali,  alla  cui
  disciplina richiama espressamente l'art. 12 della l.r. n. 67  del
  16  agosto  1975, che, in materia di stato giuridico ed economico
  dell'organico, recita testualmente 'Per quanto riguarda lo  stato
  giuridico   del   personale,   il   trattamento   economico,   il
  collocamento a riposo, il calendario scolastico, i diritti  ed  i
  doveri,  i  trasferimenti nell'ambito della stessa  provincia,  i
  congedi,  le  aspettative, la materia dei  procedimenti  e  delle
  sanzioni  disciplinari si applicano le vigenti  disposizioni  del
  corrispondente personale statale';

   ai  fini  dell'accesso ai ruoli del personale statale, si  rende
  necessario   dare  concreta  e  piena  attuazione   all'effettiva
  equipollenza  del  servizio  d'insegnamento  prestato  in  scuole
  materne regionali e statali;

   il   personale   docente   che  abbia  già   maturato   servizio
  d'insegnamento   in   scuole  materne  regionali,   nel   periodo
  intercorrente tra l'1 settembre 1995 ed il 25 maggio  1999,  data
  di  entrata in vigore della legge 3 maggio 1999, n. 124, ai sensi
  del richiamato principio di equipollenza, ha facoltà di cumularlo
  con quello eventualmente prestato in scuole materne statali;

   l'eventuale   inclusione   in  II   fascia   delle   graduatorie
  permanenti  di  cui  al  decreto  ministeriale  27/3/2000   resta
  comunque  subordinata al possesso dei requisiti prescritti,  che,
  ove  ricorrano,  possono  dar luogo  alla  stipula  di  contratto
  individuale  a  tempo  indeterminato nell'ambito  delle  prossime
  immissioni in ruolo disposte dal Governo nazionale;

   la   suddetta   equipollenza,  comunque,  viene  incontro   alle
  legittime   aspettative  del  personale  precario  al   fine   di
  riconoscergli i diritti acquisiti volti alla stabilizzazione  del
  posto di lavoro;

   per  sapere quali iniziative intendano assumere, anche  d'intesa
  con  l'Ufficio  Scolastico regionale per  la  Sicilia,  presso  i
  Centri  Servizi  Amministrativi (ex  Provveditorati  agli  studi)
  delle  province  regionali siciliane, per disporre  la  rettifica
  delle posizioni individuali di detto personale precario, al  fine
  del  riconoscimento  del  pregresso  servizio  d'insegnamento  in
  scuole regionali.» (1987)

   Risposta.   «Con   l'interrogazione  numero   1987   l'onorevole
  Sammartino  ha  chiesto di sapere quali iniziative  si  intendano
  assumere   presso   i  Centri  Servizi  Amministrativi   per   il
  riconoscimento  del  pregresso servizio  prestato  dal  personale
  docente non di ruolo presso le scuole materne regionali.
   Al  riguardo,  si  comunica  che  la  valutazione  del  servizio
  prestato   nelle  scuole  materne  regionali,   ai   fini   della
  formulazione  delle  graduatorie permanenti statali,  è  regolato
  dalle ordinanze che il MIUR emana periodicamente.
   Tali  ordinanze  prevedono la valutazione del servizio  prestato
  in  scuole  non  statali per metà se si tratta di scuole  private
  legalmente riconosciute od autorizzate e per intero se si  tratta
  di scuole paritarie.
   Le  scuole materne regionali hanno avuto riconosciuto lo  status
  di  scuole  paritarie  dall'art.  36  della  Legge  regionale  25
  novembre 2002, n. 20 e anche se tale legge afferma che le  scuole
  materne regionali sono da considerarsi paritarie sin dall'entrata
  in  vigore  della  legge regionale n. 6 del 24 febbraio  2000,  è
  evidente  che  le graduatorie formalizzate prima dell'entrata  in
  vigore della Legge regionale 20/2002 non possono tenere conto  di
  norme  successive  che  verranno  recepite,  come  in  effetti  è
  accaduto, nei successivi aggiornamenti.»

                                                 L'Assessore PAGANO
   ZAGO.  -  «  Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  i
  beni  culturali  ed  ambientali e  per  la  pubblica  istruzione,
  premesso  che  tra i comuni di Ragusa, Modica e  Scicli  è  stato
  sottoscritto  nel  gennaio  del  2000  un  protocollo   d'intenti
  finalizzato   ad   assicurare  tutte  le  azioni   amministrative
  necessarie per attivare un Museo regionale naturale delle miniere
  d'asfalto di Castellucci e Tabuna (RG);

   considerato  che,  nell'ottobre  2002,  le  aree  e   i   vecchi
  fabbricati  minerari sono stati trasferiti dal demanio  regionale
  alla Sovrintendenza ai beni culturali ed ambientali di Ragusa  e,
  quindi,  potrebbe  oggi  procedersi  alla  loro  sistemazione   e
  all'avviamento delle attività museali;

   visti  il  progetto  presentato dalla stessa  Sovrintendenza  ai
  beni  culturali  ed ambientali di Ragusa e la scheda  tecnica  di
  accompagnamento  inviata  all'Assessorato  regionale   dei   beni
  culturali ed ambientali;

   osservato che, con decreto assessoriale 6726/2001 il progetto  è
  stato  inserito  nel  programma relativo al  circuito  museale  -
  azione A - Interventi a titolarità regionale, ma con priorità  2,
  per  cui,  benché  riconosciuto come  ammissibile  al  programma,
  concretamente non potrà beneficiare di un effettivo finanziamento
  a breve termine;

   vista  l'iniziativa promossa dal Presidente  della  Provincia  e
  dai  Sindaci  dei  tre  comuni interessati per  chiedere  che  il
  progetto   presentato  dalla  Sovrintendenza  di   Ragusa   abbia
  carattere   di  priorità  e  che  possa  essere  già   finanziato
  nell'ambito del vigente POR Sicilia;

   per sapere se non ritenga opportuno far inserire il progetto  in
  priorità  1  nell'ambito del POR Sicilia, per potere attivare  il
  museo e restituire le vecchie aree minerarie alla piena fruizione
  del territorio.» (1998)

   Risposta. «Con l'interrogazione numero 1998 l'onorevole Zago  ha
  chiesto  di  conoscere se il Governo della  Regione  non  ritenga
  opportuno  far  inserire  il  progetto  per  attivare  un   Museo
  regionale  naturale  delle  miniere d'asfalto  di  Castellucci  e
  Tabuna  nel  Comune di Ragusa in priorità 1 nell'ambito  del  POR
  Sicilia,  per  potere attivare il museo e restituire  le  vecchie
  aree minerarie alla piena fruizione del territorio.
   Sull'argomento è opportuno conoscere l'iter burocratico fin  qui
  eseguito  per  l'utilizzo delle disponibilità  finanziarie  nella
  misura del POR corrispondente al tipo di attività.
   Con   Decreto  Assessoriale  n.  6726/2001  è  stata  utilizzata
  l'intera quota a titolarità a suo tempo stanziata per il circuito
  monumentale all'interno della Misura 2.01.
   A  seguito  della  riprogrammazione  di  metà  periodo  del  POR
  Sicilia  2000-2006, sono stati modificati i criteri di  selezione
  degli  interventi  ammissibili  al  finanziamento  sul  programma
  comunitario  di  cui  trattasi, di  modo  che,  non  è  possibile
  procedere ad una nuova selezione e valutazione in base  ai  nuovi
  criteri di soluzioni.
   Poiché  sono  state realizzate delle, sia pur ridotte,  economie
  derivanti dai ribassi d'asta e dal recupero delle somme stanziate
  per  interventi  non più attuabili, in data 21  aprile  2005,  le
  Soprintendenze  per  i  beni  culturali  sono  state  invitate  a
  presentare  entro  ulteriori progetti di  interventi,  dotati  di
  progetti  esecutivi e di breve durata, compatibili  con  i  nuovi
  criteri  di  selezione,  da  tenere  in  considerazione  per   la
  riprogrammazione delle risorse disponibili.
   Alla   data  di  predisposizione  della  presente  risposta   la
  Soprintendenza  di  Ragusa  non  ha  comunicato   gli   ulteriori
  interventi  che  possono essere inseriti tra quelli  finanziabili
  utilizzando le somme provenienti dai ribassi d'asta.»

                                                 L'Assessore PAGANO
   PANARELLO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore  per  i
  beni  culturali  ed  ambientali e per la  pubblica  istruzione  e
  all'Assessore   alla  Presidenza,  premesso   che   l'Assessorato
  regionale  dei  Beni  culturali e  ambientali  e  della  pubblica
  istruzione ha bandito il 14 aprile 2000 un concorso per 39  posti
  di dirigente tecnico storico dell'arte;

   considerato che:

   la graduatoria definitiva è stata pubblicata il 28 maggio 2004;

   nel  mese di giugno 2004, i vincitori di concorso hanno  inviato
  i documenti richiesti per l'immissione in servizio;

   successivamente,     operata     la     verifica,  l'Assessorato
  Beni culturali ha inviato tutta la documentazione all'Assessorato
  alla  Presidenza, competente ai sensi della legge n. 10 del 2000,
  per procedere all'assunzione;

   trascorsi  sei  mesi,  non  si  è proceduto  all'assunzione,  né
  alcuna comunicazione è stata fornita agli interessati;

   l'Amministrazione,  avendo bandito il concorso,  dovrebbe  avere
  necessità di utilizzare queste professionalità;

   per sapere:

   quale misterioso inghippo burocratico impedisca l'immissione  in
  servizio dei vincitori del predetto concorso;

   quali  motivi abbiano indotto l'Amministrazione a non  informare
  gli interessati sulle ragioni della mancata assunzione;

   se  non  valutino  necessario  intervenire  tempestivamente  per
  sollecitare  l'immissione in servizio degli storici  dell'arte  e
  tentare   di   confutare   l'impressione  che   l'Amministrazione
  regionale sia distratta o indifferente all'esigenza di migliorare
  la  propria  funzionalità e di rispettare i diritti dell'utenza.»
  (2003)

   Risposta.   «Con   l'interrogazione  numero   2003   l'onorevole
  Panarello  ha  chiesto  notizie sui  motivi  che  hanno  impedito
  l'immissione in servizio dei vincitori del concorso a 39 posti di
  dirigente tecnico storico dell'arte presso l'Assessorato ai  Beni
  Culturali.
   Sull'argomento si evidenzia che l'interrogazione in esame è  del
  20  dicembre 2004 e, pertanto, le motivazioni che ne  hanno  dato
  origine risultano superate, considerato che gli storici dell'arte
  hanno assunto servizio il 15 marzo 2005.
   Tuttavia,  si  rappresenta  che la  graduatoria  definitiva  era
  stata  pubblicata sulla GURS n. 6 del 28 maggio 2004, data  dalla
  quale   sono   state  avviate  le  procedure  per  acquisire   la
  documentazione   dai  vincitori,  attestante  il   possesso   dei
  requisiti di legge per l'assunzione in servizio.
   Durante  la fase del procedimento sono emerse alcune perplessità
  sulla   corretta   applicazione  della  riforma  della   Pubblica
  Amministrazione  regionale attuata con la legge regionale  n.  10
  del  2000, con riferimento al corretto inquadramento dei soggetti
  vincitori di concorsi banditi in data antecedente all'entrata  in
  vigore  della  predetta legge e, pertanto, sono  stati  richiesti
  pareri alla Presidenza della Regione ed all'Ufficio Legislativo e
  Legale   che  hanno  fatto  slittare  i  tempi  per  la  relativa
  assunzione.
   Oggi,  quindi, la problematica sollevata dall'interrogante  deve
  intendersi superata.»

                                                 L'Assessore PAGANO

   PANARELLO.  -  «Al  Presidente  della  Regione  e  all'Assessore
  regionale  per i beni culturali ed ambientali e per  la  pubblica
  istruzione,  premesso che l'Assessorato per i beni culturali,  su
  richiesta della Soprintendenza di Messina, ha finanziato 55  mila
  euro  una  perizia  di completamento per gli scavi  di  Largo  S.
  Giacomo adiacente al Duomo di Messina;

   considerato che:

   l'intervento ha fatto emergere le mura dell'antica Chiesa di  S.
  Giacomo ed i resti di insediamenti più antichi;

   si  tratta  di un patrimonio storico ed archeologico  di  grande
  rilievo che va esplorato, tutelato e valorizzato;

   il  recupero e la valorizzazione dei resti di epoche  precedenti
  appaiono  ancora più importanti in una città rasa  al  suolo  dal
  terribile terremoto del 1908;

   i  fondi  stanziati saranno insufficienti per portare a  termine
  la campagna di scavo;

   non  si  sono determinate le necessarie sinergie con  gli  altri
  enti competenti (Comune, ENEL);

   è  concreto  il  rischio di non portare a termine  un'operazione
  importante  dal  punto di vista storico e culturale  peggiorando,
  per converso, il paesaggio urbano del centro cittadino;

   per  sapere  se  non  valutino opportuno prevedere  un  adeguato
  finanziamento per completare gli scavi, conservarli e tenerli  in
  luce in maniera decorosa;

   se  non  ritengano urgente promuovere una conferenza di  servizi
  con tutti gli enti interessati per concordare impegni coerenti  e
  sinergici per rendere più celeri i lavori e consegnare alla città
  di  Messina, come avviene in qualunque luogo civile, le  vestigia
  del  suo  passato  in  condizione di  essere  fruibili  ed  anche
  attraenti dal punto di vista turistico.» (2076)
                                               .

   Risposta.   «Con   l'interrogazione  numero   2076   l'onorevole
  Panarello  ha  chiesto di conoscere se il Governo  della  Regione
  intenda  finanziare  il  completamento  degli  scavi  dell'antica
  chiesa  di  S.  Giacomo a Messina e promuovere una Conferenza  di
  servizi con tutti gli enti interessati per concordare i lavori da
  eseguire per consegnare alla città di Messina la vestigia del suo
  passato.
   In  merito,  vi rappresento che in prosecuzione di  esplorazioni
  d'urgenza condotte nel 2000, tra gennaio ed aprile del 2005  sono
  stati  eseguiti ulteriori scavi che hanno riportato  in  luce  un
  esteso  lembo dell'antica Chiesa di S. Giacomo nota  dalle  fonti
  letterarie ed ora finalmente documentata sul terreno. E'  tornata
  in  luce,  infatti, circa la metà meridionale della chiesa  delle
  dimensioni ricostruibili intorno ai 12 metri di lunghezza  per  8
  metri  di  larghezza.  La  restante  parte  ricade  al  di  sotto
  dell'adiacente sede stradale della Via Loggia dei Mercanti e  del
  relativo marciapiede sud.
   Nel  corso  della  campagna di scavo di  quest'anno  sono  stati
  portati   in   luce   larga  parte  della  navata   centrale   ed
  integralmente   quella  meridionale  nonché  tre   dei   pilastri
  ottagonali  che, costruiti in muratura e ricoperti  di  intonaco,
  individuavano  la  navata centrale. Il pilastro  più  occidentale
  conserva  su  una delle facce resti di un affresco  probabilmente
  databile al XV secolo e raffigurante una figura maschile in piedi
  con   lunga   tunica.  Si  tratta  di  una  delle  scoperte   più
  interessanti delle appena ultimate indagini di scavo.
   Non   meno  importanti  sono  i  risultati  delle  indagini   in
  profondità  che, eseguite in prossimità delle absidi, all'interno
  della navata centrale e meridionale, hanno restituito resti di  3
  livelli  pavimentali  che ben documentano la  vita  dell'edificio
  prima della costruzione della cripta settecentesca. Tali indagini
  sono  state  assai difficoltose per la presenza delle acque  che,
  per  effetto  del  bradisismo e del corso ormai  sotterraneo  del
  Portalegni,    in   permanenza   sommergono   la   parte    bassa
  dell'edificio.  Tale circostanza ha richiesto l'uso  ininterrotto
  di  pompe  idrovore durante le operazioni di scavo. I  risultati,
  tuttavia, appaiono soddisfacenti.
   La  stratigrafia  accertata ed i materiali raccolti  permettono,
  infatti,    di   datare   l'impianto   originario   dell'edificio
  chiesastico all'inizio del XI secolo. Alla metà dei XVIII  secolo
  esso  subisce  una  radicale trasformazione con innalzamento  del
  pavimento  e  costruzione di una cripta, la quale utilizza  parte
  della  navata  meridionale  della  Chiesa  originaria.  Questa  è
  abbandonata  nel secolo successivo allorchè l'area è occupata  da
  una  civile  abitazione, successivamente distrutta dal  terremoto
  del 1908.
   L'indiscutibile  valenza architettonica del  monumento  accresce
  il  notevolissimo interesse storico-topografico  della  scoperta,
  importante tassello per una ricostruzione dell'assetto urbano  di
  Messina,  e  più  in  particolare  della  sua  zona  monumentale,
  nell'epoca medievale e successive.
   Dalle  carte  storiche di Messina riceviamo  ulteriori  conferme
  sulla  presenza,  già  in  epoca medievale,  immediatamente  alle
  spalle  del  duomo, della piccola Chiesa di "S.  Giacomo".  Nella
  carta  di  Gianfrancesco Arena, redatta subito dopo il disastroso
  terremoto del 1783, troviamo la più antica pianta della chiesa.
   Tale  documentazione storica, la buona conservazione  dei  resti
  scoperti,  l'immediata  leggibilità  della  pianta   suggeriscono
  opportune  ed  urgenti indagini di scavo di completamento  nonché
  una  campagna  di  consolidamento degli  intonaci  ed  infine  la
  predisposizione   di  opere  di  copertura   e   protezione   che
  garantiscano e favoriscano la valorizzazione e la fruibilità  del
  monumento. Quest'ultima operazione, certamente la più importante,
  è   ostacolata  dalla  giacitura  della  Chiesa,  il  cui   piano
  pavimentale,  come  si  è detto, risulta  in  maniera  permanente
  sommerso dalle acque.
   Il  Servizio Archeologico della Soprintendenza di Messina ha già
  elaborato  una  perizia di variante suppletiva  della  precedente
  perizia per condurre limitati sondaggi di controlli stratigrafico
  in  accordo  e  a  supporto del Servizio  Storico  Artistico  che
  condurrà una campagna di risanamento delle murature e il distacco
  temporaneo  dell'affresco  su  richiamato  ed  ha  già  previsto,
  altresì,   l'elaborazione  di  un  progetto   che,   accanto   al
  completamento  delle indagini di scavo, preveda  la  sistemazione
  dell'area con la realizzazione di una copertura che garantisca la
  conservazione  della  Chiesa  e insieme  ne  assicuri  la  giusta
  valorizzazione  trattandosi  di un monumento  intimamente  legato
  alla storia della città.
   Nei   limiti  delle  disponibilità  finanziarie  assegnate  alla
  Soprintendenza di Messina ed alla programmazione degli interventi
  dalla  stessa effettuata, la prosecuzione di lavori già  iniziati
  rientra  nelle  ipotesi di interventi che  il  Governo  regionale
  intende portare avanti.

                                                 L'Assessore PAGANO

   ODDO. - «All'Assessore per i beni culturali ed ambientali e  per
  la pubblica istruzione, premesso che:

   in  data  13  febbraio u.s., per carenza di personale,  è  stato
  necessario  chiudere ai turisti l'ingresso del Parco archeologico
  di Segesta e, per il medesimo motivo, il successivo 15 febbraio è
  stato chiuso il Teatro greco di Tindari;

   le  risorse  storico-archeologico-artistiche sono un  patrimonio
  essenziale  per  il  rilancio  della  vocazione  turistica  della
  Regione siciliana;

   l'evidente  scarsità  di risorse umane  ed  economiche  messe  a
  disposizione per consentire la fruizione dei beni archeologici  e
  artistici regionali impedisce un'adeguata valorizzazione di  tali
  ricchezze;

   le  responsabilità del Governo regionale sono palesi, anche alla
  luce  delle  accuse  che  si sono reciprocamente  rivolte  i  due
  assessori  succedutisi  alla  guida  dell'Assessorato  dei   beni
  culturali;

   per sapere:

   quali  siano  le  ragioni dei disservizi verificatisi  presso  i
  siti archeologici di Segesta e di Tindari;

   quali  iniziative intenda intraprendere al fine  di  evitare  il
  ripetersi  di  tali  vicende  che  sminuiscono  l'immagine  della
  Sicilia  agli occhi dei numerosi turisti stranieri che ogni  anno
  visitano  i  siti in questione, riducendone anche le potenzialità
  dell'offerta turistica;

   se   intenda  incrementare  le  risorse  economiche   ed   umane
  impiegate,  per  una  ancor  più  adeguata  fruizione  dei   siti
  archeologico-turistici,  ispirandosi,  in   termini   prettamente
  attuativi, ai dettami della l.r. n. 20 del 2000.» (2099)

   Risposta. «Con l'interrogazione numero 2099 l'onorevole Oddo  ha
  chiesto  di conoscere quali siano state le ragioni dei disservizi
  verificatisi presso i siti archeologici di Segesta e Tindari  nei
  primi  mesi  dell'anno  2005  e  quali  iniziative  si  intendono
  intraprendere al fine di evitare il ripetersi di tali vicende.
   Sull'argomento  lo  scrivente ha disposto, per  il  tramite  dei
  rispettivi Soprintendenti, due ispezioni per verificare i  motivi
  dei disservizi.
   Dalle ispezioni è emerso che nel sito archeologico di Tindari  a
  seguito  di autorizzazione concessa a due unità di personale  per
  usufruire  di congedo ordinario residuo dell'anno precedente,  il
  servizio  pomeridiano del giorno interessato  dall'interrogazione
  doveva  essere assicurato da una unità che, per malore,  è  stata
  ricoverata presso una struttura ospedaliera.
   Il  numero degli addetti al servizio di custodia,  per  il  sito
  archeologico  di Tindari risulta essere sufficiente a  garantirne
  l'efficienza  anche  a  seguito della eliminazione  del  servizio
  notturno  presso la Villa Romana di Patti e dell'inserimento  del
  personale  nel  servizio di turnazione del sito  archeologico  di
  Tindari.
   La  medesima  ispezione è stata effettuata nel sito archeologico
  di  Segesta dal quale è emerso che negli ultimi 5 anni il sito di
  Segesta ha visto diminuire di ben 20 unità il proprio personale a
  seguito   di   provvedimenti  di  mobilità  interprovinciale,   a
  pensionamenti e decessi.
   Il   personale   è  stato  in  parte  integrato  con   personale
  contrattista  ex PUC, LSU nonché quello dipendente della  società
  Beni   Culturali  S.p.A.  Delle  predette  unità,  in  base  alla
  normativa  in atto vigente, solo il personale della società  Beni
  Culturali  S.p.A. può essere utilizzato nelle giornate festive  o
  domenicali e per la turnazione ciclica.
   Per  trovare  la  soluzione alle problematiche  emerse  è  stato
  attivato un tavolo tecnico tra Amministrazione e sindacati che ha
  prodotto  un programma di revisione della dotazione organica  del
  sito  che,  unitamente alla proposta di modificare il  regime  di
  utilizzo   del   personale  contrattista  ex  PUC  autorizzandone
  l'utilizzo con prestazioni lavorative a turno, compreso i  giorni
  festivi  e  domenicali, ed alla migliore razionalizzazione  delle
  risorse  finanziarie  a  disposizione  della  Soprintendenza   di
  Trapani,  dovrebbero garantire i livelli minimi di efficienza  in
  tutti i siti della Provincia di Trapani.»

                                                 L'Assessore PAGANO

   VIRZI'.  -  «Al  Presidente della Regione, all'Assessore  per  i
  beni  culturali  ed  ambientali e per la  pubblica  istruzione  e
  all'Assessore  per  la  famiglia,  le  politiche  sociali  e   le
  autonomie locali, premesso che il sindaco del comune di Bagheria,
  con  due distinti protocolli d'intesa sottoscritti con il Rettore
  dell'Ateneo  di  Palermo nel gennaio del 2003,  ha  stabilito  di
  cedere, senza contropartita, per trent'anni, l'utilizzo del piano
  nobile  di  Palazzo Cutò - Aragona per le lezioni  del  corso  di
  laurea  in  Scienze  e tecnologie dell'arte, dello  spettacolo  e
  della  moda  e  di concedere sine die all'Università  di  Palermo
  l'intero complesso monumentale, compreso quindi il piano terra  e
  le  aree esterne, suscitando la corale protesta di tutto il mondo
  politico   e   culturale  di  Bagheria  e  l'indignazione   della
  stragrande maggioranza dei cittadini di quel comune;

   valutato  che  tali manifestazioni di volontà  del  sindaco  non
  trovano  riscontro  in  alcun  atto  deliberativo  della   Giunta
  municipale né sono riconducibili ad alcuna approvazione da  parte
  del Consiglio comunale che pur sarebbe competente in materia;

   atteso  che,  nonostante i vincoli esistenti,  nessun  parere  è
  stato   richiesto  né  tanto  meno  rilasciato  dalla  competente
  Soprintendenza sulla diversa destinazione dello storico  immobile
  (che passa da una funzione espositiva e museale, comprendente  la
  biblioteca  comunale, ad una destinazione di didattica  pubblica)
  anche  se,  nello stesso protocollo d'intesa era esplicitato  che
  'la  competente  Soprintendenza deve  autorizzare  il  cambio  di
  destinazione d'uso del complesso monumentale, come prescritto dal
  D. Leg.vo 490/1999 e dal DPR 7 settembre 2000, n. 283';

   preso  atto che il Consiglio comunale di Bagheria, nella  seduta
  del 23 febbraio c.a., ha bocciato l'atto di indirizzo che avrebbe
  dovuto  autorizzare l'Amministrazione attiva a destinare  Palazzo
  Cutò  a  sede  di  corsi di laurea ed a stipulare  in  tal  senso
  apposita convenzione con l'Università di Palermo;

   per   sapere  se  il  Governo  della  Regione,  per   tutte   le
  fattispecie  di propria specifica competenza, sia  a  livello  di
  gestione  dei  beni culturali sia a livello di enti  locali,  non
  ritenga  di  dover  intervenire  in  tempi  reali  per  bloccare,
  invalidare  ed annullare l'atto compiuto dal sindaco di  Bagheria
  in relazione ad un bene acquisito coi contributi di cui alla l.r.
  77/1980  e vincolato in forza della legge 1089 del 1939, oggi  D.
  Lgs. n. 490/1999 allo scopo di restituire lo storico Palazzo Cutò-
  Aragona alla fruizione culturale, sociale, civile e turistica  di
  tutti  i  bagheresi e di tutti gli altri cittadini,  siciliani  e
  non, interessati alla conoscenza non solo del bene architettonico
  in  sè,  ma anche di tutte le altre realtà culturali di cui  esso
  era    e   dovrebbe   continuare   ad   essere   prestigiosissimo
  contenitore.» (2123)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
   Risposta.  «Con  l'interrogazione numero 2123 l'onorevole  Virzì
  ha  chiesto di conoscere se il Governo della Regione non  intenda
  intervenire nei confronti del sindaco di Bagheria per  invalidare
  l'atto   di   concessione   in  uso  del   palazzo   Cutò-Aragona
  all'Università di Palermo.
   Ad  integrazione  di  quanto comunicato  dall'Assessorato  della
  Famiglia,  delle Politiche Sociali e delle Autonomie  Locali,  il
  Palazzo Cutò è sottoposto a vincolo monumentale dal 1924 ai sensi
  della  Legge  364  del  1909. Con il contributo  dell'Assessorato
  Regionale  dei Beni Culturali il Comune di Bagheria ha acquistato
  l'immobile  ed ha effettuato un primo intervento di restauro  che
  ha interessato le coperture del Palazzo.
   Nel  1997  la provincia di Palermo ha presentato un progetto  di
  restauro  per  la fruizione del complesso monumentale,  approvato
  dalla  Soprintendenza di Palermo. Nel 2002 il Comune di  Bagheria
  ha  comunicato  la  volontà  di  stipulare  una  convenzione  con
  l'Università degli Studi di Palermo per ospitare all'interno  del
  Palazzo  Cutò,  già sede della Civica Biblioteca F.  Scaduto,  il
  corso  di laurea in Discipline delle Arti, della Musica  e  dello
  Spettacolo   (D.A.M.S.),  richiedendo  la  partecipazione   della
  Soprintendenza  ad  una  riunione per trattare  le  problematiche
  connesse a tale nuova destinazione d'uso.
   La  Soprintendenza nel corso della riunione ha fatto emergere la
  necessità  che la destinazione proposta, quale sede del D.A.M.S.,
  si  inserisca in un progetto complessivo di recupero dell'area ed
  ha   indicato   le   modalità   di  intervento   per   consentire
  l'approvazione  della nuova destinazione d'uso. In  attesa  della
  stipula  del contratto di comodato per la cessione all'Università
  dell'intero complesso monumentale, risulta che è stato consentito
  al  D.A.M.S.  l'utilizzazione di alcune stanze  del  complesso  e
  successivamente, in base ad uno studio di fattibilità,  le  parti
  si  sarebbero attivate per il recupero dell'immobile  non  ancora
  utilizzabile. Ciò avrebbe consentito di ottenere in contropartita
  il   recupero  dell'immobile  non  attualmente  utilizzabile.   A
  seguito, però, di una ispezione effettuata nel corrente anno,  la
  Soprintendenza  di  Palermo ha accertato l'avvio  di  lavori  non
  preventivamente  autorizzati  dalla  stessa  ed  ha  ordinato  la
  rimessa in pristino dello stato dei luoghi.
   Fermo  restando  che l'utilizzo del bene monumentale  rimane  di
  competenza  del  Comune  di  Bagheria,  l'Assessorato  dei   Beni
  Culturali  potrà intervenire, per il tramite della Soprintendenza
  di  Palermo,  solo nel caso in cui si richieda la modifica  della
  destinazione d'uso o il parere per il restauro del monumento.»

                                                 L'Assessore PAGANO

   FERRO.  -  «Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per  i
  beni  culturali  ed  ambientali e  per  la  pubblica  istruzione,
  premesso che:

   il  12  luglio  2003  è  stato inaugurato il  Museo  del  Satiro
  ospitato  nei locali dell'ex chiesa di Sant'Egidio a  Mazara  del
  Vallo (TP);
   la  sua  collocazione  definitiva  a  Mazara  ha  arricchito  il
  patrimonio  culturale  della Sicilia  e  che  dal  12/07/2003  al
  21/12/2003 106.000 persone hanno visitato il Museo, che ha emesso
  biglietti per un valore di 74.980 euro;

   l'1/06/2004  è stato annunciato il trasferimento del  Satiro  in
  Giappone al Museo nazionale di Tokyo, dove si trova oggi  e  dove
  riscuote il suo meritato successo;

   una  sorte particolarmente amara ha avuto nel frattempo il Museo
  di  Mazara, che, ritrovandosi senza la sua eccellente attrazione,
  ha registrato un notevole calo di presenze;

   il  17/09/2004  l'Assessorato regionale  per  i  beni  culturali
  concedeva   l'utilizzo  temporaneo  dei  diritti  d'immagine   al
  Commissariato      generale     di     governo,     rappresentato
  dall'ambasciatore  Calogero Di Gesù, il  quale  offriva,  durante
  l'assenza  del Bronzo, la realizzazione di una mostra  aperta  al
  pubblico  ad  opera  della Soprintendenza dei beni  culturali  di
  Trapani;

   risulta  paradossale  che  ad oggi  non  sia  stato  e  non  sia
  attualmente  allestito  alcun evento  culturale  all'interno  del
  Museo  e  che  il  costo  del biglietto  d'ingresso  sia  rimasto
  immutato;

   per sapere:

   quali  provvedimenti intendano adottare al  fine  di  utilizzare
  con  iniziative culturalmente valide il sito del Museo del Satiro
  a Mazara;

   quali  siano  le ragioni che mantengono immutato  il  costo  del
  biglietto d'ingresso per la visita del sito, nonostante non siano
  attualmente in corso eventi culturali interessanti;

   quali  siano  i motivi che hanno ostacolato l'organizzazione  di
  eventi alternativi utili ad attrarre visitatori;

   quali saranno le sorti del Museo del Satiro.» (2128)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  «Con  l'interrogazione numero 2128 l'onorevole  Ferro
  ha chiesto di conoscere quali provvedimenti si intendano adottare
  al  fine  di utilizzare, con iniziative culturalmente valide,  il
  sito  del Museo del Satiro a Mazara e quali siano le ragioni  che
  mantengono  immutato  il costo del biglietto  d'ingresso  per  la
  visita del sito e quale siano le sorti del Museo del Satiro.
   Le    problematiche   poste   nell'interrogazione   sono   state
  ampiamente  superate  in quanto in data  28  aprile  2005  -  con
  apertura  sino al 17 settembre 2005 - presso il Museo del  Satiro
  di  Mazara del Vallo è stata inaugurata la Mostra "Aspettando  il
  Satiro...  narrare  per  immagini e forme",  una  esposizione  di
  reperti,   provenienti  da  Musei  nazionali  e   dalla   Regione
  Siciliana, con rappresentazioni iconografiche di Satiri, Sileni e
  Fauni, allestita ad opera della Soprintendenza di Trapani per  il
  periodo di assenza della statua bronzea del Satiro danzante.
   Inoltre,  il  Dirigente  Generale  del  Dipartimento   ai   Beni
  Culturali,  ha provveduto con proprio provvedimento a ridurre  il
  costo  del  biglietto di ingresso al Museo del Satiro, fissandolo
  in  Euro  2,00  per  il biglietto intero e in Euro  1,00  per  il
  biglietto ridotto; e ciò sino al rientro del Satiro Danzante.»

                                                 L'Assessore PAGANO

   VIRZI'.  -  «Al  Presidente della Regione, all'Assessore  per  i
  beni  culturali  ed  ambientali e per la  pubblica  istruzione  e
  all'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la formazione
  professionale e l'emigrazione, premesso che:

   in  data  15  marzo 2005 la stampa palermitana dava notizia  del
  licenziamento  'per  giusta causa' e con  effetto  immediato,  da
  parte  del direttore pro-tempore dell'Associazione Teatro  Biondo
  Stabile  di  Palermo,  del sindacalista  Claudio  Grasso  per  la
  mancata  smentita  di  un  articolo sulla  sicurezza  del  Teatro
  comparso  il 15 febbraio 2005 sull'edizione locale del quotidiano
  'La Repubblica';

   considerato  che  il  succitato sindacalista,  con  raccomandata
  datata  23  febbraio 2005, chiariva il senso generale  delle  sue
  dichiarazioni,  precisando che talune  affermazioni  erano  state
  'reinterpretate'   dal  giornalista  e  che   alcune   asserzioni
  riportate  nell'articolo  non erano riconducibili  all'intervista
  rilasciata in quanto anche, con ogni evidenza, inesatte;

   valutato  che nella lettera inviata al dipendente  ai  fini  del
  licenziamento  non  erano riportati con esattezza  i  riferimenti
  normativi e contrattuali in base ai quali il provvedimento veniva
  adottato;

   preso  atto  che  in  ogni caso le dichiarazioni  riportate  nel
  quotidiano   non  erano  affatto  tali  da  ledere   'l'immagine'
  dell'Ente, ma assolutamente compatibili col ruolo di vigilanza  e
  tutela  dell'interesse  e della sicurezza dei  lavoratori  tipico
  della funzione sindacale;

   atteso  che  il  provvedimento non  ha  precedenti,  che  appare
  obiettivamente abnorme, che l'episodio è relativo ad  un  Ente  a
  gestione  pubblica  e  che  il  Consiglio  d'Amministrazione  non
  sarebbe stato messo al corrente delle intenzioni del direttore;

   per sapere:

   se   il   Governo  della  Regione,  per  ogni  aspetto  di   sua
  competenza,  non ritenga di dover accertare in tempi reali  tutte
  le circostanze sopra citate;

   se  non  ritenga doveroso intervenire, anche attraverso i propri
  consiglieri  d'amministrazione, per riportare  nell'ambito  della
  normalità una vicenda assolutamente incresciosa che più  di  ogni
  altra  rischia  di  appannare l'immagine di un  prestigioso  ente
  pubblico  che doppiamente dovrebbe rifuggire da atteggiamenti  ed
  atti  che  possono apparire discrezionali, discriminatori      ed
  antisindacali  e  che,  solo per questo,  dovrebbero  prontamente
  essere revocati e/o essere dichiarati nulli.» (2149)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  «Con  l'interrogazione numero 2149 l'onorevole  Virzì
  ha  chiesto  di  conoscere se il Governo  della  Regione  intenda
  intervenire,  attraverso  i  propri rappresentanti  presenti  nel
  Consiglio  di  Amministrazione  dell'Associazione  Teatro  Biondo
  Stabile di Palermo, per riportare nell'ambito della normalità  la
  vicenda  relativa al licenziamento per giusta causa  operata  dal
  Direttore  pro-tempore del Teatro nei confronti del  sindacalista
  Claudio Grasso.
   Al  riguardo, si rappresenta che, sebbene l'Assessorato ai  Beni
  Culturali  intervenga con un finanziamento  annuo  pari  a  circa
  3.150,00 milioni di euro, l'attività di controllo si limita alla

   gestione  dei  bilanci  con  particolare  riguardo  al  corretto
  utilizzo  della  somma  destinata dalla  Regione  alle  spese  di
  gestione.
   Sebbene  si concorda con l'interrogante che un provvedimento  di
  licenziamento deve essere emesso in presenza di motivi che  hanno
  una  certa  rilevanza, devo comunque evidenziare che la  tematica
  esula dalla competenza dell'Assessorato dei Beni Culturali e  che
  il  provvedimento  in  questione può soltanto  essere  contestato
  dall'interessato  proponendo un ricorso all'autorità  giudiziaria
  competente in materia.»

                                                 L'Assessore PAGANO

   VILLARI.  - «All'Assessore per i beni culturali ed ambientali  e
  per la pubblica istruzione, premesso che:

   le   istituzioni   scolastiche,  secondo  il   nuovo   principio
  d'autonomia,  sono tenute a formulare il P.O.F. per fornire  alle
  famiglie la più ampia conoscenza dell'offerta formativa  e  della
  qualità  del  servizio che offrono agli studenti  oltre  che  per
  garantire,  soprattutto per le famiglie bisognose, la possibilità
  di  scelta ai loro figli per un pieno esercizio del diritto  allo
  studio;

   osservato  che  nella  pratica il diritto  allo  studio  e  alla
  scelta  della  scuola che presenta la migliore offerta  formativa
  sono  ostacolati  nei  piccoli  centri  da  discriminazioni   che
  intervengono,    ad   esempio,   nel   trasporto,    quando    le
  amministrazioni  locali negano il pagamento dell'abbonamento  per
  frequentare   in  altra  località  scuole  ad  eguale   tipologia
  d'indirizzo di quelle esistenti nel territorio comunale;

   rilevato   che   l'attribuzione  dei  fondi  per  il   trasporto
  scolastico   ai   comuni   finisce   col   privilegiare   logiche
  campanilistiche  in contrasto con l'esercizio  del  diritto  allo
  studio   anche  attraverso  la  libera  scelta  della  scuola   e
  dell'offerta  formativa  di ciascun istituto,  almeno  in  ambito
  provinciale;

   visto  che  tale circostanza ha portato le varie amministrazioni
  locali a richiedere la istituzione di indirizzi identici a quelli
  esistenti nei comuni viciniori e probabilmente più consolidati  e
  con  maggiore capacità di offrire servizi efficienti  e  standard
  elevati;

   considerata  l'opportunità di istituire scuole con  indirizzi  e
  specializzazioni   diversi  nell'ambito  di  una   provincia   e,
  comunque, evitando doppioni e ripetizioni in comuni vicini;

   rispettando i criteri su cui si basano l'autonomia scolastica  e
  la  differenziazione dell'offerta formativa, al fine di garantire
  davvero la libertà d'insegnamento;

   per sapere:

   se  non  ritenga  necessario  per le scuole  superiori,  anziché
  attribuire  ai  comuni i fondi per il trasporto  scolastico,  far
  presentare alle scuole stesse le domande per l'erogazione diretta
  alle  famiglie di un buono trasporti per collegamenti all'interno
  dell'ambito provinciale;

   se  non  consideri  opportuno, dopo l'approvazione  della  legge
  regionale  n. 20 del 25.11.2002 'Interventi per l'attuazione  del
  diritto allo studio universitario in Sicilia', che la Regione  si
  doti presto di una legge generale ed organica per il diritto allo
  studio in Sicilia.» (2160)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.   «Con   l'interrogazione  numero   2160   l'onorevole
  Villari, tenuto conto dell'autonomia scolastica delle scuole,  ha
  chiesto  di  conoscere  se  non  si  ritenga  opportuno,  anziché
  attribuire  ai  Comuni i fondi per il trasporto  scolastico,  far
  presentare alle scuole stesse le domande per l'erogazione diretta
  alle  famiglie di un buono trasporti per collegamenti all'interno
  dell'ambito  provinciale  e se non si ritiene  opportuno  che  la
  Regione  siciliana si doti di una legge organica per  il  diritto
  allo studio.
   La  prima  problematica emersa nell'interrogazione in questione,
  riguarda l'applicazione della legislazione avente per oggetto  il
  trasporto  gratuito  che provocherebbe, agli utenti  dei  piccoli
  centri,  ostacoli e discriminazione sulla scelta di  un  tipo  di
  scuola  che  possa  offrire agli studenti  una  migliore  offerta
  formativa.
   Tale   problematica  era  stata  sollevata  da  alcuni   Comuni,
  attraverso quesiti posti al Dipartimento alla P.I. che hanno dato
  luogo alla circolare n. 11 del 2 maggio 2005, diramata a tutti  i
  Comuni della Sicilia.
   Sull'ipotesi   paventata   dall'interrogante   della   possibile
  attribuzione   dei   fondi  finalizzati  al  trasporto   gratuito
  direttamente alle Istituzioni Scolastiche, si rappresenta che  la
  competenza   nel  merito  è  attualmente  dell'Assessorato   alla
  Famiglia; è inoltre il caso di far presente che non sembra  possa
  farsi  rientrare fra le competenze delle Istituzioni  Scolastiche
  la  gestione di tali fondi ove, evidentemente, non intervenga  un
  espressa volontà legislativa.
   Sulla   seconda   problematica  evidenziata  nell'interrogazione
  circa la possibilità che la Regione si doti di una legge organica
  sul  diritto allo studio, è il caso di ricordare che già nel 2002
  era  stato  presentato il disegno di legge n.  341/2002  a  firma
  dello  stesso  interrogante  nonché degli  onorevoli  Giannopolo,
  Speziale, Capodicasa, Cracolici, Crisafulli, De Benedectis, Oddo,
  Panarello  e  Zago recante la proposta di legge sul diritto  allo
  studio sia del comparto scuola che del comparto università.
   Tale  disegno  di  legge  venne posto alla  attenzione  della  V
  Commissione  Legislativa dell'ARS unitamente al D.L. n.  271/2001
  di  iniziativa del Presidente della Regione Siciliana su proposta
  dell'onorevole Assessore per i beni culturali ed ambientali e per
  la pubblica istruzione.
   Si  ha  memoria  dei  lavori  della  citata  V  Commissione  che
  pervenne  nella unanime decisione di stralciare quella parte  del
  D.L.  n.  341  avente  per  oggetto il diritto  allo  studio  del
  comparto scuola, ed esitò la proposta di legge avente per oggetto
  il  diritto  allo studio universitario, approvata successivamente
  dall' ARS con legge regionale n. 20 del 25 novembre 2002.
   II  diritto  allo  studio  in Sicilia,  pertanto,  potrà  essere
  oggetto  di  ulteriore  disegno di legge non  appena  gli  uffici
  definiranno lo studio.»

                                                 L'Assessore PAGANO

   GURRIERI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  i
  beni  culturali  ed  ambientali e  per  la  pubblica  istruzione,
  premesso che:

   l'Assessore per i beni culturali ha rilasciato alla  stampa  nel
  gennaio  scorso  (La Sicilia, Cronaca Regionale, 22.01.2005)  una
  intervista  riportata  fino ad oggi, a  conferma  che  rispecchia
  fedelmente  il  suo pensiero, nel sito WEB dell'Assessore,  nella
  quale  si  sviluppa il convincimento che si deve  'rovesciare  il
  concetto feticistico che laddove ci possono essere delle  antiche
  pietre  si  debba  paralizzare tutto. Noi di antiche  pietre,  di
  antichi vasi abbiamo pieni i depositi delle Sovrintendenze e  dei
  musei, non ne servono altri';

   nella  medesima  intervista l'Assessore afferma 'io  non  faccio
  guerra   alle  Sovrintendenze,  ma  certamente  debbono  cambiare
  mentalità perché non è possibile che blocchino tutto paralizzando
  il futuro dell'uomo';

   tali  propositi  sono  stati  riversati,  a  dire  dello  stesso
  Assessore, nelle linee guida relative ai beni culturali siciliani
  'con  un  indirizzo alle Sovrintendenze, ai musei  e  a  tutti  i
  responsabili del settore';

   considerato che:

   tali dichiarazioni hanno suscitato sconcerto tra gli addetti  ai
  lavori  soprattutto  per  la  possibilità  che  lascerebbero  nel
  distruggere i beni culturali non ancora tutelati e favorire abusi
  di ogni genere;

   è  compito  dei tecnici giudicare su ciò che si deve tutelare  e
  su  ciò  che può essere, dopo gli opportuni rilevamenti, spostato
  altrove, interrato o addirittura distrutto;

   preso atto che:

   dal  2005  la  Regione siciliana è l'unica parte del  territorio
  nazionale  dove  può essere facilmente eluso il  principio  della
  tutela   ambientale  attraverso  le  modifiche   introdotte   con
  l'articolo 46 della legge finanziaria regionale per l'anno  2005,
  che prevede il principio del silenzio-assenso anche in materia di
  beni culturali e ambientali, motivo per cui, trascorso il termine
  di  120 giorni, se le Sovrintendenze non avranno espresso diverso
  parere, diventa lecito ogni intervento;

   l'introduzione  del  silenzio-assenso fa  da  premessa  coerente
  alle linee guida espresse dall'Assessore per i beni culturali  ed
  ambientali e per la pubblica istruzione e si manifesta  in  tutta
  la  sua gravità in quanto è fin troppo noto che le Sovrintendenze
  non hanno né i mezzi né il personale per potere evadere il grande
  numero di pratiche che verrebbe attivato;

   per sapere:

   quali  siano gli intendimenti del Governo circa la sostenibilità
  di  queste  linee  di politica di tutela dei  beni  culturali  ed
  ambientali;

   se  non  sia il caso di rafforzare le Sovrintendenze  invece  di
  indebolirne il potere di tutela del territorio;

   come  il  Governo intenda porre rimedio a questa sorta di  piano
  inclinato  che ha fatto le sue prime prove a Lipari e che  domani
  potrebbe  portare in breve tempo all'assalto finale  di  ciò  che
  resta   del   magnifico   sistema  integrato   di   architettura,
  urbanistica e paesaggio della nostra regione.» (2189)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.   «Con   l'interrogazione  numero   2189   l'onorevole
  Gurrieri  ha  chiesto  quali siano gli intendimenti  del  Governo
  circa la sostenibilità delle linee di politica di tutela dei beni
  culturali  ed  ambientali con particolare  riferimento  al  ruolo
  delle Soprintendenze.
   Sull'argomento  si  rappresenta che  il  campo  della  tutela  e
  conservazione attiva del patrimonio culturale e del  paesaggio  è
  un  settore  particolarmente importante delle nuove politiche  di
  sviluppo,   la  cui  amministrazione  com'è  noto   finisce   per
  intersecare  diversi aspetti della vita pubblica e della  qualità
  della vita dei cittadini.

   Da  lungo tempo si è andata affermando la priorità di un  metodo
  di  tutela nel quale la salvaguardia dei beni culturali passi  da
  criteri episodici, discrezionali e, in ultima analisi, arbitrari,
  a principi certi e riconoscibili per tutti i cittadini.
   Si  tratta  cioè  di  passare  da forme  di  tutela  episodiche,
  affidate     alle     valutazioni    soggettive     dell'autorità
  amministrativa,  ad  un'azione più  complessiva,  partecipata  da
  tutti i cittadini, nella quale le ragioni della salvaguardia  dei
  beni  culturali  trovino sperimentazioni  nell'ambito  della  più
  generale azione di governo del territorio.
   La  priorità del piano paesaggistico come strumento di tutela  è
  stata,  però, espressamente recepita soltanto dal Codice  Urbani,
  entrato in vigore il 1  maggio 2004, dopo che nel corso di  quasi
  un  ventennio  varie Regioni, ma non la Sicilia, hanno  dato  con
  proprio  provvedimento normativo risposte di  tipo  diverso  alla
  comune esigenza di darsi regole per uno sviluppo edilizio di tipo
  compatibile  con  la  valorizzazione  delle  risorse  naturali  e
  culturali.
   La  logica  di  delegare  ai  Comuni la  gestione  dei  processi
  autorizzativi  ha  dato,  peraltro, risultati  generalmente  poco
  confacenti in termini di effettiva tutela dei beni territoriali.
   La  collaborazione  tra Enti locali e Amministrazione  dei  Beni
  Culturali   nella   condivisione  degli  obiettivi   di   qualità
  paesaggistica è, però, una strada obbligata, sia per l'assetto di
  competenza dettato in questa materia dalla modifica del Titolo  V
  della  Costituzione, sia perché è ormai improduttiva una risposta
  di   tipo  diverso,  che  tenda  cioè  a  preservare  il  modello
  burocratico  della  tutela, basato sulla centralità  del  binomio
  costituito  dal vincolo e dall'organo tecnico (la Soprintendenza)
  che lo interpreta e gestisce.
   Questo  sistema  ha certamente arginato i danni  creati  da  una
  lunga  stagione  di in cultura e di assenza di  valori;  esso  va
  dunque  utilizzato,  ma  ne  vanno  globalmente  ridisegnati  gli
  obiettivi e i metodi.
   Questo  vale soprattutto in Sicilia dove le funzioni  di  tutela
  dei  beni  culturali  ed  ambientali, in  ragione  dell'autonomia
  statutaria,  del modo in cui essa venne concretamente  esercitata
  in  questa  materia e dell'assoluta indipendenza che continua  ad
  esistere  tra  questa disciplina e quella dell'urbanistica,  sono
  incentrate   sulle  Soprintendenze  per  i  beni   culturali   ed
  ambientali.
   L'importante  contributo  che questi istituti  hanno  dato  alla
  protezione  del  patrimonio  culturale  ed  ambientale  siciliano
  giustifica  guardare  ad essi come una risorsa  per  lo  sviluppo
  della  Regione;  ma in assenza di regole e di  principi  la  loro
  azione non si è mai tradotta nelle dovute forme di coinvolgimento
  e  di  educazione  della  popolazione  locale,  la  cui  crescita
  culturale ed economica impone oggi risposte.
   Per  troppo  tempo,  infatti, la gestione dei  vincoli  è  stata
  percepita, e non sempre a torto, come un fattore di ritardo nelle
  politiche di progetto di sviluppo infrastrutturale della Regione;
  per  troppo  tempo  il vincolo è intervenuto  tardi  e  male  nei
  processi  di governo del territorio, certificando, piuttosto  che
  contraddire,  situazioni  di disordine edilizio  (es.  Valle  dei
  Templi)    rispetto   alle   quali   l'intervento   dell'autorità
  sovraordinata  ha  costituito  soltanto  elemento  di   ulteriore
  difficoltà;  per  troppo tempo, soprattutto, è invalsa  da  parte
  delle   Soprintendenze   una   sottovalutazione   delle   ragioni
  dell'uomo,  che  deve essere il protagonista  del  suo  ambiente,
  cosciente  della  necessità  e di conseguenza  attore  della  sua
  conservazione.
   Quanto   sopra   richiede  certamente  molto  da   parte   delle
  Soprintendenze  in  termini  di  sensibilità  e  di   prospettive
  culturali  del  loro agire, ma richiede anche  risposte  di  tipo
  legislativo.
   Nella  convinzione che occorra dare giusto accoglimento a queste
  istanze,  adeguando  un impianto normativo che,  al  riguardo,  è
  assai carente, lo scrivente ha predisposto e presentato in Giunta
  un  apposito  disegno di legge mirante, per  la  prima  volta  in
  Sicilia,  alla  normazione della pianificazione  paesaggistica  e
  alla   qualificazione  architettonica  e  ha   impartito   alcuni
  indirizzi agli organismi di tutela, rivolti allo scopo non già di
  omogeneizzare  le loro determinazioni tecniche,  ma  di  dare  un
  quadro  di regole e di comportamenti nel cui ambito essi  possono
  legittimamente operare.»

                                                 L'Assessore PAGANO

   GIANNOPOLO. - «All'Assessore per i beni culturali ed  ambientali
  e  per  la pubblica istruzione e all'Assessore per il lavoro,  la
  previdenza  sociale, la formazione professionale e l'emigrazione,
  premesso che:

   i  compiti  di  tutela  del paesaggio e  dei  beni  monumentali,
  architettonici  e  culturali  nel corso  degli  ultimi  anni,  in
  attuazione  delle leggi nazionali e regionali e dei provvedimenti
  amministrativi di salvaguardia, sono notevolmente aumentati;

   alla  tutela  dei  beni  culturali provvedono  essenzialmente  e
  prevalentemente   le  Soprintendenze  alle   quali   sono   state
  attribuite nuove e più estese competenze;

   la   dotazione   organica  effettiva  delle   Soprintendenze   è
  assolutamente  insufficiente a fronteggiare  l'enorme  carico  di
  lavoro  al  quale  devono fare fronte, tenuto conto  anche  della
  limitatezza  dei  tempi  per  la  definizione  dei  provvedimenti
  previsti dall'art. 46 della legge regionale n. 17/2004;

   considerato  che  anche allo scopo di consentire l'accelerazione
  delle  procedure per l'esame delle pratiche di sanatoria edilizia
  è stato previsto al comma 7 dell'art. 17 della legge regionale n.
  4  del  2003  di  assegnare alle Soprintendenze che  ne  facciano
  richiesta personale LSU in possesso di adeguato titolo di studio;

   rilevato  che  la  Soprintendenza  di  Palermo,  dotata  di   un
  organico insufficiente, ha avanzato richiesta di assegnazione  di
  personale LSU in possesso di adeguato titolo di studio  per  fare
  fronte all'istruttoria delle pratiche di sanatoria edilizia e per
  le altre incombenze ordinarie;

   atteso che a distanza di quasi due anni il personale LSU  non  è
  stato ancora assegnato alla Soprintendenza di Palermo, nonostante
  si  abbia notizia della disponibilità manifestata in tal senso da
  parte di lavoratori del bacino LSU;

   per sapere:

   quali  motivi abbiano ritardato od ostacolato l'assegnazione  di
  personale LSU alla Soprintendenza di Palermo;

   se  non  ritengano opportuno disporre con urgenza l'assegnazione
  di  detto  personale o di altre unità provenienti dal bacino  LSU
  che   hanno   stipulato   contratto  di   diritto   privato   con
  l'Amministrazione regionale o con gli enti sottoposti a controllo
  e vigilanza della Regione;

   se  non ritengano opportuno assegnare altro personale tecnico di
  ruolo  o  con contratto a tempo determinato proveniente dai  rami
  dell'Amministrazione regionale alla Soprintendenza di Palermo per
  l'espletamento dei compiti istituzionali di tutela.» (2237)

   Risposta.   «Con   l'interrogazione  numero   2237   l'onorevole
  Giannopolo  ha chiesto di conoscere i motivi che hanno ostacolato
  l'assegnazione di personale LSU alla Soprintendenza di Palermo  e
  se  non si ritenga opportuno, considerati i compiti di tutela del
  paesaggio  e dei beni monumentali e culturali e dell'aumento  dei
  provvedimenti   amministrativi  che  fanno  capo  alla   predetta
  Soprintendenza, disporre con urgenza l'assegnazione del personale
  LSU   che   ha   stipulato  contratto  di  diritto  privato   con
  l'Amministrazione regionale.
   Sull'argomento  occorre evidenziare che  le  procedure  previste
  per  la  mobilità del personale proveniente dal bacino degli  LSU
  nell'ambito  dell'Amministrazione regionale sono  state  attivate
  con   apposito  atto  d'interpello  a  seguito  della   richiesta
  effettuata dalla Soprintendenza di Palermo.
   Dal  predetto  interpello avvenuto nel corso del 2005  è  emerso
  che  solamente un lavoratore in possesso dei requisiti  richiesti
  dalla  stessa  Soprintendenza  è  risultato  interessato  ed   ha
  risposto all'interpello.
   E'  opportuno segnalare che nell'anno 2004 la Soprintendenza  di
  Palermo ha avuto assegnati per mobilità 10 unità di personale LSU
  di cui 7 geometri e 3 architetti che hanno preso servizio in data
  2  febbraio  2004.  II  numero  di  unità  è  risultato  comunque
  inferiore  alla  richiesta che aveva fatto la  Soprintendenza  e,
  pertanto, l'Assessorato del Lavoro competente in materia ha  reso
  noto  di avere attivato le necessarie procedure affinché provveda
  ad  una ricognizione di eventuali esuberi di personale LSU presso
  gli  Uffici centrali e periferici dell'amministrazione regionale,
  al   fine   di  soddisfare  le  esigenze  dell'Assessorato   Beni
  Culturali.»

                                                 L'Assessore PAGANO

   ZAGO. - «All'Assessore per i beni culturali ed ambientali e  per
  la pubblica istruzione, premesso che numerosi presidi incaricati,
  cosiddetti  triennalisti,  sono  entrati  di  ruolo  nelle  varie
  regioni  a  seguito  di  corso-concorso riservato,  come  da  DDG
  17.12.2002 (G.U. n. 100 del 20.12.2002);

   osservato  che ad alcuni presidi, circa 60 in tutta Italia,  per
  immotivate ed incomprensibili ragioni è stata negata la frequenza
  ai  corsi con riserva, in attesa dell'esito di ricorsi presentati
  presso  i  TAR del Piemonte, della Lombardia, del Lazio  e  della
  Sicilia;

   ricordato  che  la frequenza dei corsi fu consentita  a  presidi
  biennalisti   con  anzianità  di  servizio,  quali  'incaricati',
  inferiore  a  quella  prevista dal bando come  'requisito  minimo
  essenziale (tre anni)';

   visto  che con legge n. 43 del 31 marzo 2005, art. 1 octies,  di
  conversione  e  modificazione del D.L. n. 7 del 31 gennaio  2005,
  tali  presidi  con  minore anzianità e privi dei  requisiti  sono
  stati  inseriti  in  graduatoria,  estromettendo  di  fatto  chi,
  essendo in possesso dei requisiti di cui al citato decreto, aveva
  tutto  il  diritto  di  partecipare al corso-concorso  ed  essere
  assunto di ruolo;

   considerato che:

   7,  tra gli esclusi aventi diritto, sono presidi siciliani,  non
  ammessi  al  corso  di formazione perché ritenuti  soprannumerari
  rispetto  alla  quota  di  47 assegnata incomprensibilmente  alla
  Sicilia;

   i  posti  messi a concorso a livello nazionale erano 1650  (1500
  maggiorati  del  10 per cento), bastevoli per  assumere  tutti  i
  triennalisti  inclusi nelle graduatorie generali di merito  delle
  varie  regioni (essendo peraltro prevista la mobilità a  concorso
  espletato), laddove non si fosse inopinatamente aperto il  corso-
  concorso ai biennalisti e, con la conversione e modifica del D.L.
  n. 7/2005, non fossero stati inseriti in graduatoria;

   per sapere:

   se   non   ritenga   che  sia  stata  compiuta  un'inaccettabile
  discriminazione che rischia di creare caos nella dirigenza  degli
  istituti scolastici e sfiducia nelle istituzioni;

   se  non  ritenga  opportuno e necessario intervenire  presso  il
  Governo nazionale al fine di correggere una norma che di fatto ha
  modificato  e  stravolto  un bando di  concorso  molto  chiaro  e
  preciso;

   se  non  valuti opportuno adoperarsi per consentire  ai  presidi
  triennalisti   che  si  trovino  nella  suddetta  situazione   di
  mantenere  gli  incarichi  che  ricoprono  attualmente  sino   al
  chiarimento della vicenda in corso, dando certezza agli operatori
  della    scuola    confusi    da   norme    contraddittorie    ed
  incomprensibili.» (2268)

   Risposta. «Con l'interrogazione numero 2268 l'onorevole Zago  ha
  chiesto  di conoscere le iniziative che il Governo della  Regione
  intende  intraprendere  per correggere  la  norma  nazionale  che
  disciplina l'assunzione in ruolo dei Dirigenti scolastici.
   Sull'argomento ricordo che la materia è di esclusiva  competenza
  del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca ed
  è  stata  disciplinata di recente con la legge n. 43 del 2005  di
  conversione del decreto legge n. 7 del 31 gennaio 2005.
   Eventuali  modifiche  possono  essere  effettuate  con  analoghe
  norme valutate preventivamente dal Ministero competente.»

                                                 L'Assessore PAGANO

   DE   BENEDICTIS.   -  «All'Assessore  per  beni   culturali   ed
  ambientali  e per la pubblica istruzione e all'Assessore  per  il
  turismo, le comunicazioni e i trasporti, premesso che:

   nell'area  del Parco archeologico di Siracusa è stata realizzata
  ad opera del Comune una successione di costruzioni in legno su un
  basamento continuo in cemento armato, per una superficie  coperta
  di  complessivi 600 metri quadrati circa, immaginata per ospitare
  l'esposizione e la vendita di souvenir e gadget turistici;

   il  terreno  su  cui  sorgono le costruzioni  di  proprietà  del
  Comune,  è  certamente  interessato  da  importanti  preesistenze
  archeologiche,  di  cui  è  stata  accertata  la  presenza  nelle
  porzioni immediatamente adiacenti;

   a  causa di quanto sopra, l'area in oggetto è stata vincolata  a
  totale  inedificabilità dalla competente Sovrintendenza  ai  beni
  ambientali   e   culturali   di   Siracusa,   per   cui   risulta
  incomprensibile  ed  ingiustificata la  realizzazione  di  quelle
  costruzioni, le quali non costituiscono in alcun modo  'strutture
  precarie' ai sensi delle norme vigenti, avendo pieni requisiti di
  stabilità ed essendo fissate alla summenzionata platea in cemento
  armato;

   il  notevole  ingombro,  sia  in altezza  che  in  piano,  delle
  costruzioni in oggetto, nonché l'uso di forme e materiali,  quali
  il legno a vista ed il cemento armato, del tutto inappropriati al
  luogo,  configurano un devastante impatto visivo  ed  ambientale,
  del  tutto  incompatibile con i criteri di  tutela  paesaggistica
  dell'area archeologica;

   considerato che:

   in  forza di ciò, l'Assessore regionale per i beni culturali  ed
  ambientali ebbe ad assicurare nell'aprile del 2004 - a  mezzo  di
  dichiarazioni  alla  stampa  - che le strutture  sarebbero  state
  rimosse;

   contrariamente a quanto dichiarato, le strutture non sono  state
  rimosse né sono state utilizzate per lo scopo per le quali furono
  immaginate,  presentandosi attualmente vuote e senza destinazione
  d'uso,  con grave ed evidente danno per il patrimonio del  Comune
  stesso;

   atteso che:

   secondo  recenti  notizie di stampa, l'Amministrazione  comunale
  di  Siracusa  intende trasferire nelle strutture in  oggetto  gli
  operatori  che attualmente, e da molti anni, vendono  souvenir  e
  prodotti  turistici  vari  in bancarelle  all'aperto  nel  tratto
  iniziale della strada di penetrazione al Parco archeologico;

   tale  soluzione appare del tutto penalizzante per gli  operatori
  stessi,  che  si  vedrebbero reclusi dentro un'area  recintata  e
  lontana dai percorsi dei turisti;

   l'ipotizzato trasferimento della biglietteria all'interno  della
  stessa  area  recintata potrebbe garantire il passaggio,  davanti
  alle  future strutture di vendita, soltanto di coloro i quali  si
  recheranno  ad  acquistare  i  biglietti  di  accesso   all'area,
  certamente  in numero di gran lunga inferiore rispetto  a  quello
  dei  visitatori,  i  quali  oggi transitano  tutti  davanti  alle
  bancarelle all'aperto;

   la  realizzazione di un parcheggio per automezzi e bus in  altra
  area  distante  dall'ingresso della  zona  archeologica  e  dalla
  biglietteria  ridurrebbe ancora di più il  numero  di  visitatori
  potenziali clienti dei venditori di souvenir;

   la  soluzione prospettata dal Comune appare quindi del tutto  in
  contrasto con gli obiettivi di tutela paesaggistica e di riordino
  funzionale  dell'area  ed  è certamente  penalizzante  sul  piano
  economico per i commercianti della zona;

   per sapere:

   quali  iniziative intendano adottare per eliminare la deturpante
  presenza   delle  costruzioni  descritte  e  per  garantire,   al
  contempo, una migliore organizzazione della vendita di souvenir e
  di oggettistica all'interno dell'area in questione.» (2273)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  «Con  l'interrogazione  numero  2273  l'onorevole  De
  Benedictis ha chiesto di conoscere quali iniziative si  intendano
  adottare  per la rimozione delle costruzioni in legno  realizzate
  nell'area del Parco Archeologico di Siracusa.
   Al   riguardo,   si  rappresenta  che  la  realizzazione   delle
  costruzioni in legno nel Parco Archeologico di Siracusa ad  opera
  del Comune di Siracusa su area appartenente al proprio demanio  è
  stata  oggetto di un progetto di massima datato 1996  e  relative
  varianti, approvato dalla Soprintendenza di Siracusa con il  fine
  di  risolvere  l'annoso problema dell'occupazione  abusiva  della
  strada  di  accesso del Teatro Greco da parte di alcuni venditori
  di   souvenirs  con  l'installazione  di  diverse   baracche   in
  lamierino.
   Si  ritiene  opportuno sottolineare che la predetta  occupazione
  abusiva  arreca  gravi pregiudizi alle valenze storico-ambientali
  dell'area  archeologica  e potrebbe costituire  anche  una  forte
  situazione  di  pericolo per il notevole ridimensionamento  della
  larghezza della principale via di fuga del Teatro Greco.
   Per  eliminare definitivamente questa situazione  il  Comune  di
  Siracusa ha investito la somma di un miliardo e ottocento milioni
  delle  vecchie  lire,  già utilizzati per la realizzazione  delle
  strutture  in  legno nelle quali sarà trasferita la  vendita  dei
  souvenirs.
   Tuttavia,  per rispettare le esigenze economiche degli operatori
  commerciali,   la  Soprintendenza  di  Siracusa   provvederà   al
  trasferimento  della biglietteria del Teatro Greco presso  l'area
  recintata  creata,  avendo acquisito dal  Comune  la  concessione
  della  cosiddetta "Casina Cuti". Per di più, è in  fase  avanzata
  l'avvio dei lavori per la realizzazione, all'interno della  nuova
  zona  commerciale, di un terminal per la sosta  temporanea  degli
  autobus  turistici  che  consentirà  ai  passeggeri  di  scendere
  direttamente  nella zona della nuova biglietteria e, soprattutto,
  a pochi metri dalle strutture commerciali in argomento.
   Ciò  costituisce  uno  degli obiettivi prefissati  dal  progetto
  esecutivo,  elaborato  in  collaborazione  con  l'Amministrazione
  Comunale e la Soprintendenza di Siracusa, con il quale si intende
  dare   il   giusto   impulso  all'avvio  dell'instaurando   Parco
  Archeologico  di Siracusa, riportando alla luce la città  "tardo-
  ellenistica" già rinvenuta con alcune trincee di scavi  nell'area
  oggetto  dell'interrogazione che, per la sua importanza  storica,
  sarà, ovviamente, oggetto di pubblica fruizione.
   In  questo  modo  si  ritiene che non verranno  penalizzati  gli
  operatori commerciali in quanto la stessa area diverrà importante
  percorso turistico all'interno della zona archeologica del teatro
  Greco,   consentendo,  al  contempo,  di  eliminare  l'indecoroso
  spettacolo delle baracche abusive.
   Si  ritiene, pertanto, che tale soluzione sia quella più consona
  ad  esprimere  il  moderno  concetto  di  "insieme"  in  cui  gli
  interessi  culturali e quelli economici devono essere considerati
  un unico obiettivo.»

                                                 L'Assessore PAGANO

   GIANNOPOLO. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per  i
  beni  culturali  ed  ambientali e  per  la  pubblica  istruzione,
  all'Assessore per il territorio e l'ambiente e all'Assessore  per
  la famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso
  che  nel  territorio  di Campofelice Roccella  (PA)  esiste,  nei
  pressi  della Torre Roccella, un insediamento del XII-XIV  secolo
  di   notevole   interesse  etno-antropologico  denominato   Borgo
  Roccella   su   cui   grava  un  regime  vincolistico   di   tipo
  paesaggistico;

   considerato   che   da   tempo  alcuni   interessi   speculativi
  ipotizzano in quel luogo costruzioni turistico-ricettive;

   visti  i pareri reiteratamente presentati dai competenti  uffici
  dell'Assessorato  regionale  dei  beni  culturali  in  merito  al
  restauro  e all'uso della Torre e al restauro e ripristino  delle
  volumetrie   originarie  dell'intero  sito,  attraverso   precise
  prescrizioni che non ne consentono l'inglobamento in architetture
  e arredi urbani moderni;

   ricordato  che  da  parte dell'Assessorato  regionale  dei  beni
  culturali  era stata avanzata richiesta di chiarimenti al  Comune
  circa  'le  norme  tecniche  di attuazione  previste  per  l'area
  oggetto d'intervento nello strumento urbanistico preesistente  al
  PRG   adottato  con  D.C.  n.  14  del  18.06.1994'  e   che   si
  rappresentava  che 'nelle more dell'approvazione  definitiva  del
  citato  PRG  da  parte  dell'Assessorato  territorio  e  ambiente
  debbano   intendersi   prevalenti  le  norme   di   salvaguardia.
  Conseguentemente,  qualora il preesistente strumento  urbanistico
  non  prevedesse per tale area una destinazione  di  zona  A  o  B
  dovranno ancora oggi applicarsi le limitazioni della l.r. 78/1976
  e  l.r. 15/1991 e conseguentemente non potranno essere realizzate
  nuove   opere  che  non  siano  riconducibili  alla  manutenzione
  ordinaria e/o straordinaria dei manufatti';

   osservato che, ciò nonostante, il competente Ufficio tecnico  ha
  proceduto ad esprimere parere favorevole al progetto di  restauro
  presentato al comune di Campofelice Roccella;

   per sapere:

   se  non  ritengano di dovere avviare un'ispezione amministrativa
  presso  l'Ufficio tecnico del Comune di Campofelice  al  fine  di
  accertare  eventuali  irregolarità nella concessione  del  parere
  favorevole;

   se,  in caso positivo, non ritengano di intervenire d'urgenza  a
  tutela  del patrimonio culturale e ambientale attivando le misure
  necessarie all'annullamento della concessione rilasciata.» (2304)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.   «Con   l'interrogazione  numero   2304   l'onorevole
  Giannopolo  ha  chiesto  di  conoscere  se  non  si  ritenga   di
  intervenire   per   annullare  il  parere   favorevole   espresso
  dall'Ufficio  tecnico  del Comune di Campofelice  di  Roccella  a
  proposito  del progetto di restauro del Borgo Roccella,  sito  di
  notevole   interesse   etno-antropologico  gravato   da   vincoli
  paesaggistici.
   Così  come  evidenziato  nelle premesse dell'interrogazione,  il
  progetto  di  restauro della Torre e del Borgo Roccella  è  stato
  oggetto  di  attenzione  da parte della  Soprintendenza  ai  Beni
  Culturali  di  Palermo  che ne ha rilasciato,  anche  in  diverse
  occasioni,  parere favorevole di massima condizionato a  numerose
  prescrizioni  tra  le quali la necessità di effettuare  opportuni
  saggi  di  tipo  archeologico prima dell'inizio  dei  lavori  con
  obbligo  di destinare comunque la Torre a sala mostre e  attività
  culturali.
   Malgrado   la   notevole  corrispondenza   intercorsa   tra   la
  Soprintendenza ed il Comune di Campofelice di Roccella, in data 4
  ottobre 2005 è pervenuta alla Soprintendenza una comunicazione di
  inizio  lavori  a seguito di concessione edilizia per  lavori  di
  Ristrutturazione  edilizia  dell'antico  Casamento  della   Torre
  sottostante  la Torre Roccella ex Feudo Calzata, subito  bloccata
  con  l'emissione di un parere negativo all'esecuzione dei  lavori
  in   quanto  non  conformi  ai  pareri  rilasciati  dalla  stessa
  Soprintendenza  che  prevedevano  esclusivamente  i   lavori   di
  restauro.
   E'  stata  convocata,  pertanto, in data  20  ottobre  2005  una
  Conferenza  di  servizi  alla quale hanno  partecipato  le  parti
  interessate alla vicenda, al termine della quale si è  concordato
  sulla   necessità   di  procedere  ad  ulteriori  approfondimenti
  tecnici.  Nel  frattempo,  la Soprintendenza,  con  nota  del  21
  ottobre  2005, a seguito di comunicazione di avvio dei lavori  di
  scavo nella zona interessata, ha ordinato l'immediata sospensione
  di  tutti  i  lavori che non riguardino direttamente il  recupero
  della Torre.»

                                                 L'Assessore PAGANO

   ZAGO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i  beni
  culturali  ed  ambientali e per la pubblica istruzione,  premesso
  che  nell'aprile  del  2000  la Regione  Sicilia  ha  bandito  un
  concorso per mille posti ai Beni Culturali attraverso 19 distinte
  selezioni;

   ricordato  che  tra  le 19 selezioni, per  quella  di  operatore
  tecnico (per complessivi 260 posti), per effetto di un parere del
  Consiglio  di  giustizia amministrativa, la Regione siciliana  fu
  obbligata  a  reperire  le sopraccitate figure  nelle  liste  dei
  disoccupati attraverso gli uffici di collocamento;

   considerato  che  tale  tipo  di  selezione  ha  generato  oltre
  centomila   domande,   essendo  ammesse   anche   le   qualifiche
  equivalenti oltre a quelle specifiche;

   accertato  che  nel febbraio u.s. la Commissione  regionale  per
  l'impiego,  attraverso una discutibile e  anomala  delibera  e  a
  selezione  già avviata, ha invece modificato i titoli  richiesti,
  mortificando  le  legittime aspettative di  migliaia  di  giovani
  disoccupati;

   accertato,  altresì, che da un attento esame  delle  graduatorie
  pubblicate  su Internet quasi il 98% degli aspiranti  selezionati
  sono  delle province di Siracusa, Palermo e Agrigento, mentre  le
  domande  allora  prodotte hanno registrato più o meno  le  stesse
  percentuali nelle nove province;

   per sapere:

   in  base  a quali dispositivi di legge siano stati modificati  i
  titoli richiesti per una selezione già avviata attraverso i  vari
  uffici di collocamento;

   in  base  a quale atto amministrativo siano stati individuati  i
  codici relativi alle qualifiche indicati nelle graduatorie;

   se   non   ritenga  opportuno  sospendere  le  graduatorie   per
  verificarne  la  regolarità e procedere al loro  annullamento  in
  caso  di  accertamento  di  gravi  irregolarità  amministrative.»
  (2318)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta. «Con l'interrogazione numero 2318 l'onorevole Zago  ha
  chiesto di conoscere notizie circa la selezione effettuata per n.
  260  posti  di operatore tecnico, figure da reperire nelle  liste
  dei disoccupati attraverso gli uffici di collocamento.
   Al    riguardo    si   rappresenta   che   l'Ufficio    Concorsi
  dell'Assessorato dei beni culturali ha provveduto  a  trasmettere
  all'Ufficio  regionale del Lavoro le qualifiche  contemplate  dal
   Prontuario ministeriale' corrispondenti ai profili professionali
  oggetto  delle  selezioni per l'avviamento al lavoro  di  n.  260
  posti  di  operatore tecnico ex articolo 16 della legge regionale
  56 del 1987.
   La  Commissione regionale per l'impiego, con propria delibera n.
  180  adottata  nella  seduta del 14 novembre  2001,  decideva  di
  considerare  valide per l'accesso alle selezioni,  oltre  che  le
  qualifiche indicate dall'Assessorato regionale dei beni culturali
  ed ambientali, le qualifiche ad esse equiparabili per contenuti e
  livelli di professionalità.
   L'Assessorato  dei  beni culturali avrebbe dovuto  ricevere  gli
  elenchi  dei  nominativi da selezionare attraverso  le  procedure
  amministrative, la cui competenza si intesta esclusivamente  agli
  Uffici dell'Assessorato del Lavoro.
   Le    notizie    richieste   andrebbero    rivolte,    pertanto,
  all'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la formazione
  professionale e l'emigrazione».

                                                 L'Assessore PAGANO

   ZAGO. - «All'Assessore per i beni culturali ed ambientali e  per
  la  pubblica  istruzione,  premesso che la  Direzione  scolastica
  regionale  ha provveduto a formalizzare la sospensione del  corso
  di  chimica-biologica  presso  l'Istituto  professionale  statale
  Guglielmo  Marconi  di  Vittoria (RG)  in  quanto  il  numero  di
  iscritti  (9)  sarebbe inferiore al numero minimo  (10)  previsto
  dalle disposizioni ministeriali per il mantenimento dello stesso;

   considerati  la protesta dei genitori degli alunni dell'Istituto
  professionale in questione avanzata al Dirigente della  scuola  e
  condivisa  dal  sindaco di Vittoria e il ricorso  presentato  dai
  medesimi genitori al CSA di Ragusa, in quanto la soppressione del
  secondo  anno  di  corso costringerà i ragazzi a  trasferirsi  in
  altre province;

   per  sapere  quali iniziative intenda assumere  per  evitare  la
  chiusura  dell'unico  corso di chimica-biologica  presente  nella
  provincia  di Ragusa e per evitare che, in conseguenza dei  costi
  per  il  trasferimento  in  altra realtà,  gli  studenti  possano
  abbandonare  gli  studi intrapresi o siano obbligati  a  cambiare
  indirizzo.» (2329)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta. «Con l'interrogazione numero 2329 l'onorevole Zago  ha
  chiesto  di  sapere  quali iniziative si intendono  assumere  per
  evitare   la  chiusura  dell'unico  corso  di  chimica  biologica
  presente    nella   provincia   di   Ragusa   presso   l'Istituto
  professionale statale Guglielmo Marconi di Vittoria.
   Al  riguardo,  si rappresenta che la normativa in  atto  vigente
  prevede  che  il numero minimo di alunni delle classi  intermedie
  non può essere inferiore a 20.
   La  mancata  istituzione  della  seconda  classe  dell'indirizzo
  chimico-biologico presso l'IPSIA  Marconi' di Vittoria è  dovuta,
  quindi,  al numero notevolmente esiguo di alunni, circa  8  o  9,
  rispetto al predetto numero previsto dalle disposizioni vigenti.
   Si  sottolinea che anche il funzionamento della prima classe del
  predetto  indirizzo  nell'anno  scolastico  2004/2005,  è   stato
  ritenuto irregolare dai Revisori dei conti per il numero  ridotto
  di  frequentanti  registratosi  nel  corso  dell'anno,  anche  se
  l'Ispettore inviato dalla Direzione generale ha ritenuto che  per
  l'autorizzazione della classe era rilevante il numero  di  alunni
  inizialmente iscritti.
   La  Direzione  generale del Ministero sta comunque valutando  la
  possibilità che venga autorizzato il funzionamento di una seconda
  classe,   tramite   costituzione  di  classe  articolata,   nella
  considerazione  del  fatto  che nella  provincia  di  Ragusa  non
  esistono altri corsi del medesimo indirizzo.»

                                                 L'Assessore PAGANO

   DE  BENEDICTIS.  - «Al Presidente della Regione e  all'Assessore
  per  i beni culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione,
  premesso che:

   l'Assessorato regionale dei beni culturali e ambientali e  della
  pubblica  istruzione  bandì, in data 7  aprile  2000,  un  avviso
  pubblico  di  selezione per l'assunzione  di  267  fra  operatori
  tecnici, distributori e di restauro, e addetti di laboratorio;

   con  nota  n.  886  del  19 gennaio 2001 lo  stesso  Assessorato
  precisava  che per la selezione del personale tecnico di  cui  al
  bando  citato  era richiesta la sola licenza di scuola  media  ma
  nessuna particolare specializzazione;

   anche  i  direttori degli Uffici del lavoro, in data 24  gennaio
  2001,  affermavano nel merito che 'le tre qualifiche  in  oggetto
  della  richiesta sono a basso contenuto professionale, in quanto,
  come   espressamente  precisato  dall'Ente   assumente,   non   è
  richiesto, ai fini dell'accesso, altro titolo se non quello della
  licenza   di   scuola   media  inferiore.   Pertanto,   ai   fini
  dell'accesso,   non   possono  avere  alcuna  valenza   eventuali
  attestati  conseguiti  a  seguito della  frequenza  di  corsi  di
  formazione  professionale,  non potendosi  modificare  le  regole
  dettate dagli ordinamenti propri del medesimo Ente';

   in  data 14 novembre 2001 la Commissione regionale per l'impiego
  deliberava   che   ai  fini  delle  assunzioni  sarebbero   state
  considerate  valide per l'accesso alle selezioni,  oltre  che  le
  qualifiche indicate dall'Assessorato regionale dei beni culturali
  e   ambientali  e  della  pubblica  istruzione,  quelle  ad  esse
  equiparabili per contenuti e livelli di professionalità;

   il  25  febbraio  2005, cioè un mese prima  della  pubblicazione
  delle  graduatorie avvenuta il successivo 29 marzo, l'Assessorato
  regionale  del lavoro, della previdenza sociale, della formazione
  professionale  e dell'emigrazione è intervenuto  sui  titoli  per
  l'accesso  alle selezioni con l'introduzione di nuove  qualifiche
  professionali richieste;

   tutto  ciò  ha  alterato la selezione pubblica, modificandone  i
  criteri   di  partecipazione  dopo  oltre  4  anni  dall'avvenuta
  presentazione delle domande;

   ciò  ha portato, nella provincia di Siracusa, all'esclusione  di
  decine di tecnici e operatori che sarebbero stati inseriti  nella
  graduatoria in posizione utile alla loro assunzione e che si sono
  visti incomprensibilmente superati da altri sulla base di criteri
  intervenuti  successivamente  alla  pubblicazione  del  bando  di
  selezione;

   per sapere:

   in  base  a  quali  norme  quanto  accaduto  possa  considerarsi
  legittimo;

   in  base  a quale atto amministrativo siano stati individuati  i
  codici relativi alle qualifiche indicati nelle graduatorie;

   se  non  ritengano opportuno intervenire per accertare eventuali
  gravi  irregolarità amministrative verificatesi e  ricondurre  la
  selezione in oggetto a criteri di equità e trasparenza.» (2378)

   Risposta. «Con l'interrogazione numero 2378 l'onorevole Zago  ha
  chiesto  notizie  circa  i  criteri  di  selezione  adottati  per
  l'assunzione di personale tecnico presso l'Assessorato  dei  beni
  culturali  ed  ambientali  e  della  pubblica  istruzione  ed  in
  particolare per l'assunzione di 267 operatori tecnici.
   Il  predetto  concorso è stato indetto con  avviso  pubblico  di
  selezione e le procedure selettive sono state ex lege interamente
  affidate agli Uffici dell'Assessorato regionale del lavoro, della
  previdenza    sociale,   della   formazione    professionale    e
  dell'emigrazione così come indicato nell'articolo 3 dello  stesso
  bando di concorso.
   Pertanto,  fermo  restando  che  presso  gli  Uffici  di  questo
  Assessorato   non  risultano  presentate  lamentele   per   gravi
  irregolarità amministrative inerenti la selezione di personale in
  argomento,   ulteriori  informazioni  possono  essere   richieste
  all'Assessorato  regionale del lavoro, della previdenza  sociale,
  della  formazione professionale e dell'emigrazione che ha gestito
  le procedure di selezione».

                                                 L'Assessore PAGANO

   ODDO.  - «All'Assessore per i beni culturali, ambientali  e  per
  la pubblica istruzione, premesso che:

   lo  scorso  dicembre 2004 il CIPE ha approvato il  1   programma
  stralcio  per  la messa in sicurezza degli edifici scolastici  in
  zona sismica (legge n. 289 del 2002, art. 80);

   ad   oggi   non   sono   state  emanate  dal   Ministero   delle
  Infrastrutture  le direttive di attuazione per  la  utilizzazione
  dei finanziamenti in oggetto;

   con   nota  prot.  951  del  3  marzo  2005  l'Assessorato  Beni
  culturali   ha  invitato  i  comuni  ad  adottare   i   necessari
  provvedimenti di propria competenza;

   per sapere:

   in  base  a  quali criteri dovrebbero agire i comuni, visto  che
  ancora il Dipartimento regionale alla pubblica istruzione non  ha
  diffuso  le  modalità operative per l'avvio  delle  procedure  di
  finanziamento;

   quali  iniziative intenda assumere per sollecitare il  Ministero
  o  concordare con esso e con il Dipartimento competente l'urgente
  definizione delle modalità per la utilizzazione dei finanziamenti
  in oggetto.» (2393)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta. «Con l'interrogazione numero 2393 l'onorevole Oddo  ha
  chiesto di conoscere le iniziative che si intendono adottare  per
  sollecitare  il  Ministero  ed  il  Dipartimento  Regionale  alla
  Pubblica Istruzione per avviare le procedure di finanziamento per
  la messa in sicurezza degli edifici scolastici in zona sismica.
   Al   riguardo,   si   rappresenta  che  la  delibera   CIPE   di
  approvazione  del  l  programma stralcio del piano  straordinario
  previsto dall'art. 80 della Legge 289/2002 è stata pubblicata dal
  Ministero sulla G.U. n. 186 dell'11 agosto 2005.
   Nella   seduta  del  13  ottobre  2005  in  sede  di  Conferenza
  Unificata  è stata approvata la prevista intesa sul documento  di
  attuazione del programma.
   Pertanto,  il  Dipartimento regionale alla  Pubblica  Istruzione
  impartirà  le relative direttive non appena acquisirà,  da  parte
  del Ministero delle Infrastrutture, il documento ufficiale che da
  notizie  assunte  presso il Ministero medesimo,  verrà  trasmesso
  alle regioni nel più breve tempo possibile.»

                                                 L'Assessore PAGANO