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Resoconto d'Aula della Seduta n. 365 di martedì 21 marzo 2006
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   Presidenza del presidente Lo Porto


   PAFFUMI,  segretario,  dà  lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo osservazioni,  si  intende
  approvato.

                               Congedo

    PRESIDENTE   Comunico  che l'onorevole  assessore  D'Aquino  ha
  chiesto congedo, per motivi di Governo, per la presente seduta.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico,  altresì,  che  gli onorevoli  Culicchia  e  Moschetto
  hanno chiesto congedo per la presente seduta.
   L'Assemblea ne prende atto.

  Comunicazione delle  dimissioni dell'onorevole Costa da deputato
                              regionale

    PRESIDENTE   Do  lettura  del telegramma  del  16  marzo  2006,
  pervenuto in pari data alla Segreteria generale dell'ARS, con cui
  l'onorevole  Costa  David Salvatore ha dichiarato  di  dimettersi
  dalla carica di deputato regionale.

   «Il  sottoscritto Costa David Salvatore, nato a  Marsala  il  12
  giugno  1966,  deputato della Legislatura in corso,  dichiara  di
  dimettersi   dall'incarico   di   parlamentare   regionale.   Con
  osservanza. David Costa.»

   Avverto che le suddette dimissioni saranno poste all'ordine  del
  giorno di una successiva seduta.
   L'Assemblea ne prende atto.

           Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico che sono pervenute  le  risposte  scritte
  alle seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per i Lavori pubblici:

      -N. 2528 - Interventi urgenti per il ripristino dei lavori di
        consolidamento strutturale della Chiesa Madre di Giarre (CT).
  -Firmatari: Fleres  Salvatore;  Catania  Giuseppe;  Maurici
  Giuseppe

      -N. 2559 - Interventi urgenti per sanare i danni causati dalle
        piogge negli uffici comunali di Palazzo delle Culture a Giarre
        (CT).
  -Firmatari:  Fleres Salvatore;  Catania  Giuseppe;  Maurici
  Giuseppe

      -N. 2673 - Chiarimenti in merito alle zone sismiche classe 4 in
        provincia di Agrigento.
  -Firmatario: Miccichè Calogero.

   Avverto  che  le  stesse  saranno  pubblicate  in  allegato   al
  resoconto stenografico della seduta odierna.

            Annunzio di presentazione di disegni di legge

    PRESIDENTE   Comunico  che  sono stati  presentati  i  seguenti
  disegni di legge:

    - Norme per la tutela della salute e la sicurezza negli ambiti
       domestici  (n. 1138)
  -di iniziativa parlamentare
  -presentato dagli onorevoli Dina e Burgaretta Aparo  in data 16
  marzo 2006

    - Disposizioni   per   la  tutela  e   la   valorizzazione
       dell'architettura rurale  (n. 1139)
  -di iniziativa parlamentare
  -presentato dagli onorevoli Dina e Burgaretta Aparo in data 16
  marzo 2006

    - Misure straordinarie per la manutenzione ed il restauro dei
       campanili  (n. 1140)
  -di iniziativa parlamentare
  -presentato dagli onorevoli Dina e Burgaretta Aparo in data 16
  marzo 2006

    - Incentivi  per  l'utilizzo di materiali ecologici  nelle
       costruzioni  (n. 1141)
  -di iniziativa parlamentare
  -presentato dagli onorevoli Dina e Burgaretta Aparo in data 16
  marzo 2006

    - Norme   per  l'istituzione  del  servizio  gratuito   di
       teleassistenza sanitaria per gli anziani e per i disabili
       portatori di handicap gravi  (n. 1142)
  -di iniziativa parlamentare
    -presentato dagli onorevoli Dina e Burgaretta Aparo in data 16
       marzo 2006

    - Salvaguardia e promozione della cultura materiale a rischio di
       scomparsa nel territorio regionale  (n. 1143)
  -di iniziativa parlamentare
    -presentato dagli onorevoli Dina e Burgaretta Aparo in data 16
       marzo 2006

    - Iniziative a sostegno dello sviluppo del turismo religioso
       (n. 1144)
  -di iniziativa parlamentare
    -presentato dagli onorevoli Dina e Burgaretta Aparo in data 16
       marzo 2006

    - Agevolazioni per i disabili  (n. 1145)
  -di iniziativa parlamentare
    -presentato dagli onorevoli Dina e Burgaretta Aparo in data 16
       marzo 2006

    - Interventi per favorire l'educazione ambientale  (n. 1146)
  -di iniziativa parlamentare
    -presentato dagli onorevoli Dina e Burgaretta Aparo in data 16
       marzo 2006

    - Interventi per il reinserimento nel mondo del lavoro degli
       Qover 40'  (n. 1147)
  -di iniziativa parlamentare
    -presentato dagli onorevoli Dina e Burgaretta Aparo in data 16
       marzo 2006

    - Norme per il recupero della carta da macero e l'uso della
       carta riciclata  (n. 1148)
  -di iniziativa parlamentare
    -presentato dagli onorevoli Dina e Burgaretta Aparo in data 16
       marzo 2006

    - Iniziative per i soggetti non udenti  (n. 1149)
  -di iniziativa parlamentare
    -presentato dagli onorevoli Dina e Burgaretta Aparo in data 16
       marzo 2006

    - Norme per l'insegnamento della lingua, della storia e della
       letteratura siciliana nelle scuole dell'Isola  (n. 1150)
  -di iniziativa parlamentare
    -presentato dall'onorevole Sammartino in data 16 marzo 2006

    - Definizione delle discipline del benessere e bionaturale  (n.
       1151)
  -di iniziativa parlamentare
    -presentato dall'onorevole Sammartino in data 16 marzo 2006.

     Comunicazione di invio di  disegni di legge alle competenti
                             Commissioni

    PRESIDENTE  Comunico che sono stati inviati i seguenti  disegni
  di legge alle competenti Commissioni legislative:

                      AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    - Disposizioni  concernenti  l'abolizione  del  turno   di
       ballottaggio per l'elezione del sindaco e del presidente della
       provincia. Ammissibilità dell'esercizio di tre  mandati
       consecutivi  per i predetti organi  (n. 1134)
  -di iniziativa parlamentare
  -inviato in data 16 marzo 2006

                     AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

    - Riforma della legislazione regionale in materia di boschi e
       territori montani. Norme relative al Corpo forestale della
       Regione siciliana ed all'Azienda regionale delle foreste
       demaniali  (n. 1133)
  -di iniziativa parlamentare
  -Parere I Commissione
  -inviato in data 17 marzo 2006

    - Riordino della legislazione in materia di sport in Sicilia
       (n. 1137)
  -di iniziativa parlamentare
  -Parere I e  V Commissione
  -inviato in data 17 marzo 2006

                  CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

    - Istituzione della commissione per la valutazione dei progetti
       di riuso di castelli e fortezze appartenenti alla Regione
       siciliana  (n. 1135)
  -di iniziativa parlamentare
  -inviato in data 17 marzo 2006

    - Iniziative per la tutela, la valorizzazione e la diffusione
       della musica popolare siciliana di alta qualità  (n. 1136)
  -di iniziativa parlamentare
  - inviato in data 17 marzo 2006

                Comunicazione di richiesta di parere

    PRESIDENTE   Comunico  che la seguente richiesta  di  parere  è
  stata  trasmessa in data 16 marzo 2006 dal Governo  e  presentata
  alla competente Commissione legislativa:

                      AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    - Nomina consigliere delegato e revisore contabile della
        Riscossione Sicilia S.p.a' (n. 471/I)
  -pervenuto in data 16 marzo 2006.

                     Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

      N.  2724  -  Delucidazioni sui motivi  che  impediscono  la
      nomina   di   un   Direttore  generale   presso   l'azienda
      ospedaliera 'M.P.Arezzo' di Ragusa.
      - Assessore Sanità
      Firmatario: Zago Salvatore

      N.  2726  -  Provvedimenti per un'urgente  destinazione  ai
      Vigili  del  fuoco delle somme stanziate dal Consiglio  dei
      Ministri a seguito degli eventi calamitosi verificatisi  in
      Sicilia nel 2002.
      - Presidente Regione
      Firmatario: Spampinato Giuseppe

   Le  interrogazioni testè annunziate saranno iscritte  all'ordine
  del giorno per essere svolte al loro turno.
   Comunico  che  sono state presentate le seguenti  interrogazioni
  con richiesta di risposta scritta:

      N.  2722  -  Avvio  di  un'ispezione  presso  il  Distretto
      sanitario  di  Taormina per verificare le  motivazioni  del
      mancato invio di ricoveri presso il presidio
      extraospedaliero 'OASI' di S. Domenica Vittoria (ME).
      - Presidente Regione
      - Assessore Sanità
      Firmatario: Beninati Antonino

      N.  2723  -  Notizie  sulle iniziative  del  Governo  della
      Regione in ordine all'appello lanciato da Davide Conigliaro
      sottopostosi al trapianto di parte del suo fegato a  favore
      del padre affetto da cirrosi epatica, per essere aiutato  a
      trovare un posto di lavoro che gli consenta di continuare a
      vivere dignitosamente.
      - Presidente Regione
      Firmatario: Gurrieri Sebastiano

      N.   2725  -  Notizie  circa  l'applicazione  della   legge
      regionale  n.  33  del 1997, per la predisposizione  di  un
      piano faunistico - venatorio regionale.
      - Assessore Agricoltura
      Firmatari:  Fleres  Salvatore;  Catania  Giuseppe;  Maurici
      Giuseppe

      N.  2727  -  Notizie  sul completamento e  la  manutenzione
      straordinaria  della  strada statale  626  dir.  'Licata  -
      Torrente Braemi'.
      - Assessore Lavori Pubblici
      Firmatario: Savarino Giuseppa

      N.  2728  - Istituzione di un nuovo Servizio di emodinamica
      presso  l'ospedale di Castelvetrano e presso l'ospedale  S.
      Biagio di Marsala (TP).
      - Presidente Regione
      - Assessore Sanità
      Firmatario: Culicchia Vincenzino

      N. 2729 - Direttive per l'interpretazione dell'articolo 10,
      comma 2 bis, della legge regionale n. 10 del 2005, relativo
      al   personale  delle  soppresse  aziende  provinciali  per
      l'incremento turistico.
      - Presidente Regione
      - Assessore Turismo
      Firmatario: Barbagallo Giovanni.

   Le interrogazioni testè annunziate saranno inviate al Governo.

                         Annunzio di mozioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  mozioni:

      N.  496   Iniziative  per il rilancio del  turismo ,  degli
      onorevoli  Fleres  Salvatore;  Catania  Giuseppe;   Maurici
      Giuseppe; Baldari Nicola Renato; Mercadante Giovanni
      Presentata il 15/03/06

      N.  497  Incentivi statali per le imprese siciliane , degli
      onorevoli  Fleres  Salvatore;  Catania  Giuseppe;   Maurici
      Giuseppe; Mercadante Giovanni; Baldari Nicola Renato
      Presentata il 15/03/06

      N.  498   Iniziative  urgenti  volte  a  dare  applicazione
      all'Accordo,  ai sensi dell'art. 4 del decreto  legislativo
      28/98/1997,281,  tra  il  Ministero  della  Salute   e   il
      Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della  Ricerca
      scientifica    e   le   Regioni   per   il   riconoscimento
      dell'equivalenza   ai   diplomi   universitari    dell'area
      sanitaria   dei   titoli  del  pregresso  ordinamento,   in
      attuazione  dell'art. 4, comma 2, della legge  26  febbraio
      1999,  n.  42 ,  degli onorevoli Fleres Salvatore;  Catania
      Giuseppe;  Maurici  Giuseppe; Mercadante Giovanni;  Baldari
      Nicola Renato; Villari Giovanni Presentata il 15/03/06

      N.  499   Revoca del decreto 5 dicembre 2005 dell'Assessore
      per  la sanità e ripristino del decreto dell'1 aprile 2003,
      concernente  modalità  di accesso  e  di  erogazione  delle
      prestazioni  riabilitative ambulatoriali , degli  onorevoli
      Ricotta   Michele;   Formica  Santi;   Virzi'   Gioacchino;
      InfurnaGiuseppe; Incardona Carmelo
      Presentata il 15/03/06

      N.   500   Interventi  presso  il  Governo  nazionale   per
      scongiurare    lo     smantellamento     degli      attuali
      ufficidell'Esercito a Catania , degli onorevoli  Barbagallo
      Giovanni;    Spampinato    Giuseppe;   CulicchiaVincenzino;
      Gurrieri Sebastiano; Tumino Carmelo
      Presentata il 13/03/06.

   Avverto  che  le stesse saranno iscritte all'ordine  del  giorno
  della  seduta  successiva  perchè se  ne  determini  la  data  di
  discussione.


   Presidenza del presidente Lo Porto


   Determinazione della data di discussione della mozione n. 495:
   «Annullamento in autotutela del D.R.S. n. 968 dell'11 novembre
  2005, con cui è stato espresso giudizio positivo sul progetto di
  un impianto di recupero di rifiuti speciali e speciali pericolosi
          ubicato nel territorio del comune di Adrano (CT)»

    PRESIDENTE   Si  passa  al  punto II  dell'ordine  del  giorno:
  Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d)
  e 153 del regolamento interno, della mozione n. 495 «Annullamento
  in autotutela del D.R.S. n. 968 dell'11 novembre 2005, con cui  è
  stato  espresso giudizio positivo sul progetto di un impianto  di
  recupero  di  rifiuti speciali e speciali pericolosi ubicato  nel
  territorio del comune di Adrano (CT)», degli onorevoli Barbagallo
  Giovanni;  Culicchia  Vincenzino;  Gurrieri  Sebastiano;  Laccoto
  Giuseppe; Tumino Carmelo.
   Ne do lettura:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   con   D.R.S.   n.   968  dell'11  novembre  2005,  l'Assessorato
  regionale del territorio e dell'ambiente ha espresso giudizio  di
  compatibilità  positivo con prescrizioni per il  progetto  di  un
  impianto  di  recupero di rifiuti speciali e speciali  pericolosi
  ubicato nel territorio del comune di Adrano (CT);

   il  decreto  fonda  il giudizio positivo circa la  compatibilità
  ambientale  del  progetto  sulla  base  della  rispondenza   alle
  previsioni   del   Piano   di  gestione   dei   rifiuti,   nonché
  sull'idoneità  dei  criteri progettuali e gestionali  previsti  a
  garanzia della tutela dell'ambiente e della salute degli addetti;

   sotto  il  profilo  urbanistico, l'impianto sarà  realizzato  in
  zona  'D',  destinata ad insediamenti industriali ed artigianali,
  non  soggetta a vincoli di alcun genere e dove sono già  allocati
  altri  insediamenti di carattere produttivo e non  sono  presenti
  abitazioni civili, ospedali ed impianti sportivi nel raggio di  1
  km.;

   Considerato che:

   le   motivazioni   a  supporto  del  decreto  risultano   vaghe,
  superficiali   e   generiche,  basate  unicamente   sugli   studi
  effettuati dalla ditta committente, senza lo sforzo di un  minimo
  controllo  dei  dati forniti da parte dell'Assessorato  regionale
  del territorio e dell'ambiente;

   il   provvedimento  non  affronta  le  questioni  relative  alla
  pericolosità   dell'impianto   per   la   salute   dell'uomo    e
  dell'ambiente, con riferimento ai tipi di rifiuti che  dovrebbero
  essere smaltiti e recuperati nell'impianto;

   i  rifiuti,  oggetto  del  processo di  recupero  attraverso  la
  realizzazione dei laterizi, contengono sostanze cancerogene  come
  il  mercurio  ed  il cadmio, mentre nei fanghi  saranno  presenti
  tracce di arsenico, cadmio, piombo, cromo, manganese, etc.;

   Premesso, inoltre, che:

   la  zona in cui sarà realizzato il progetto è classificata  'D',
  ma  in  essa è consentita la costruzione di 'impianti industriali
  non inquinanti' ed inoltre è a rischio di dissesto;

   nel  raggio di 1 km. dal sito individuato, sono presenti diverse
  abitazioni e diversi impianti artigianali con residenze  annesse,
  contrariamente a quanto affermato dal decreto;

   Ritenuto che:

   il  decreto è carente anche sotto il profilo procedurale, poiché
  alla  conferenza dei servizi è stato invitato solo il  Comune  di
  Adrano, mentre occorreva coinvolgere i comuni limitrofi al sito;

   il  decreto  Ronchi  dispone che non possono essere  autorizzati
  impianti  di  recupero  di rifiuti pericolosi  senza  indire  una
  conferenza   dei   servizi   nella  quale   siano   convocati   i
  rappresentanti  degli  enti  locali interessati  e,  fra  questi,
  occorre annoverare i comuni limitrofi;

   in  particolare,  ci  si  riferisce ai  comuni  di  Centuripe  e
  Biancavilla, i cui interessi non sono stati rappresentati in sede
  di  valutazione  comparativa ai fini di una istruttoria  ampia  e
  completa,

                 impegna il Presidente della Regione

   a  procedere  all'annullamento in autotutela del D.R.S.  n.  968
  dell'11  novembre  2005,  al  fine  di  pervenire  ad  una  nuova
  istruttoria in grado di consentire una valutazione completa degli
  interessi coinvolti.» (495)

                                 BARBAGALLO - CULICCHIA - GURRIERI
  - LACCOTO - TUMINO

   Non  sorgendo osservazioni, dispongo che la stessa sia demandata
  alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perché  ne
  determini la data di discussione.

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno  che nel corso della seduta potrà procedersi a  votazioni
  mediante sistema elettronico.

   Discussione del disegno di legge nn. 1107-204-229-247-398-590-
    1058-1114/A «Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 6
    aprile 996, n. 16 e riordino delle carriere del personale del
                          Corpo forestale»


   Presidenza del presidente Lo Porto


    PRESIDENTE   Si  passa  al punto III  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione  di  disegni  di legge. Onorevoli  colleghi,  essendo
  presente  l'Assessore regionale per l'agricoltura e  le  foreste,
  onorevole   Leontini,  se  non  sorgono  osservazioni,   propongo
  l'inversione  dell'ordine del giorno ponendo al  primo  punto  il
  disegno  di legge  Modifiche ed integrazioni alla legge regionale
  6  aprile 1996, n. 16 e riordino delle carriere del personale del
  Corpo forestale . (nn. 1107-204-229-247-398-590-1058-1114/A).
   Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
   Si  procede,  pertanto,  con l'esame del disegno  di  legge  nn.
  1107-204-229-247-398-590-1058-1114/A  Modifiche  ed  integrazioni
  alla  legge  regionale  6  aprile 996, n.  16  e  riordino  delle
  carriere  del personale del Corpo forestale , iscritto al  numero
  2).
   Invito  i  componenti la quinta Commissione a prendere posto  al
  banco delle commissioni.
   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole  Sbona  per  svolgere  la
  relazione.

    SBONA   vicepresidente della Commissione. Mi rimetto  al  testo
  della relazione.

    PRESIDENTE  Dichiaro aperta la discussione generale.

    GIANNOPOLO  Chiedo di parlare

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che
  per affrontare questa discussione generale abbiamo bisogno di  un
  supplemento   di   chiarezza  da  parte  del  Governo   e   della
  maggioranza,     segnatamente   in   ordine   alla    consistenza
  dell'impegno a portare avanti l'esame e l'approvazione di  questo
  disegno  di  legge che affronta uno degli aspetti della  politica
  forestale   nella  nostra  Regione  che  andrebbe   ulteriormente
  sviluppato, anche al di là, a mio avviso,  dello stesso contenuto
  del  disegno  di legge che, tuttavia, ha registrato,  per  grandi
  linee una intesa e  l'accordo con i lavoratori rappresentati  dal
  sindacato nel suo complesso.
   E'  importante  che il Governo e la maggioranza ci  dicano  come
  intendono  procedere  perché abbiamo   assistito,  nel  corso  di
  queste   ultime   settimane,   di  questi   ultimi   giorni,   ad
  un'articolazione delle posizioni all'interno della maggioranza  e
  dello  stesso  Governo  che,  in più di  un'occasione,  ha  fatto
  emergere una chiara dissonanza tra il Presidente della Regione  e
  lo stesso Assessore regionale per l'agricoltura.
   Abbiamo  assistito anche alla smentita -  non in un conciliabolo
  di  corridoio  o in un sottoscala, ma in incontri  ufficiali,  in
  sedi  ufficiali, anche di tipo istituzionale - ad  una  sorta  di
  presa  di  distanza,  da  parte  del  Presidente  della  Regione,
  rispetto  al  contenuto dell'accordo sottoscritto tra l'Assessore
  regionale per l'agricoltura e le foreste - onorevole Leontini - e
  le stesse organizzazioni sindacali.
   Si  comprende,  quindi,  che, ai  fini  della  verifica  di  una
  congruità  di percorso parlamentare, appare del tutto necessario,
  evidente  e  opportuno  che il Presidente  della  Regione  ed  il
  Governo ci dicano esattamente come intendono procedere.
   Noi   siamo   perché  questo  disegno  di  legge  possa   essere
  approvato.   Evidentemente,  ci  riserviamo   di   introdurre   i
  correttivi  necessari al testo, soprattutto con riferimento  alla
  copertura  finanziaria ed agli effetti che una mancata  copertura
  finanziaria  o  un  tipo, piuttosto che un  altro,  di  copertura
  finanziaria  può  avere sul contenuto dello stesso  accordo  che,
  come poi si vedrà,  è abbastanza articolato.
   Ci  siamo preoccupati di presentare un corposo disegno di  legge
  che  va  anche  oltre il testo che questa sera discuteremo,   che
  pure  è  stato sostenuto, per questa parte, da un'iniziativa  del
  gruppo  parlamentare dei DS che ha ritenuto di dovere  replicare,
  attraverso un disegno di legge più  organico,  più generale e che
  riscrive  le coordinate, che riscrive il contenuto della politica
  forestale nella nostra Regione.
   Dal  1996, da quando cioè è stata approvata la legge n.  16,  ad
  oggi   sono  intervenuti  processi,  anche  di  tipo  ambientale-
  naturalistico  e di  acquisizione di maggiore consapevolezza  del
  valore e della potenzialità della risorsa ambientale nella nostra
  Regione, quindi,  anche della necessità di recepire quali sono  i
  contesti  mondiali, i contesti globali in cui si  deve  collocare
  una  politica  ambientale, una politica  forestale  nella  nostra
  Regione.
   Questo  costituisce  un  punto  essenziale,  ma  bisogna   anche
  individuare  gli  strumenti  attraverso  i  quali  attuare  nella
  nostra Regione una politica forestale degna di questo nome.
   Abbiamo  registrato  la  crescita, l'ulteriore  complicazione  e
  confusione  anche, per certi aspetti, nella individuazione  degli
  strumenti  da  utilizzare ai fini del governo del territorio  sul
  piano degli interventi forestali.
   Bisogna   prendere   atto   del  fatto   che   la   duplicazione
  dell'Azienda    forestale   attraverso   la   costituzione    del
  Dipartimento      forestale,     all'interno     dell'Assessorato
  all'agricoltura, sia stato un errore. Penso che  vada  rivisitato
  anche lo sdoppiamento degli Ispettorati forestali.
   Tutto   ciò,   nel  tempo,  ha  acquisito  il  sapore   di   una
  moltiplicazione di sedi, di direzione che non si è tradotta  però
  in  una  semplificazione  ed  in  una  efficacia  dell'intervento
  forestale in Sicilia.
     Abbiamo  bisogno  di introdurre e recepire  l'ordinamento  del
  Corpo   forestale  nazionale  per  innestarlo  anche  nel   Corpo
  forestale regionale. Da qui la necessità di intervenire, non solo
  con  modifiche parziali,  sull'ordinamento delle carriere e delle
  posizioni dei soggetti  del Corpo forestale, ma anche globalmente
  sul complesso quadro relativo all'ordinamento ed al funzionamento
  del Corpo forestale regionale.
   Dobbiamo  intervenire sulla risorsa umana, elemento fondamentale
  per  attuare  una  moderna e più efficace politica  forestale  in
  Sicilia,  che, rispetto al contenuto ed all'assunto  della  legge
  numero  16  che individuava nella tutela del bosco la  prevalenza
  della politica forestale in Sicilia, dobbiamo convenire che  oggi
  appare   molto   più   necessario   e   prevalente   l'intervento
  sull'ampliamento della superficie boschiva.
   Per  fare  ciò  occorre non soltanto sviluppare un raccordo  con
  gli  enti e con i soggetti  che operano sul territorio, a partire
  dai Comuni,  dagli enti gestori dei Parchi e delle aree protette,
  dalle Province, cioè con tutti i soggetti titolati a governare il
  territorio.
   Tutto ciò comporta però una diversa idea di  fare stazione'  che
  deve  recuperare non solo il tema della tutela ambientale,  della
  tutela  dell'ecosistema,   ma  anche  quello  della  forestazione
  produttiva, dell'intervento produttivo, attraverso una  serie  di
  elementi  che  portano  ad  introdurre,  anche  in  Sicilia,   la
  riconversione,  ai  fini energetici,  ad esempio,  del  bosco   e
  della  forestazione produttiva, che mettono nella  condizione  di
  potenziare le politiche riguardanti il vivaismo forestale  che  è
  stato,  da  questo  Governo, ampiamente  mortificato.  Anche  per
  puntare  alla modifica dell'asse che deve precedere  la  politica
  forestale  in Sicilia, occorre pensare ad una diversa idea  della
  programmazione   e,   da  qui,  l'idea  del  Comitato   forestale
  regionale,   di  ripensare anche alla stessa programmazione  che,
  fino ad oggi, ha presieduto l'utilizzo dei fondi  di Agenda 2000,
  all'utilizzo  dei  fondi del Piano operativo regionale,  operando
  anche qui delle scelte chiare, nette che bisogna fare.
   In  varie  occasioni, abbiamo visto emergere l'idea  secondo  la
  quale  la  politica  forestale, in  Sicilia,    deve  essere  una
  politica  da  appaltare al privato, una politica che  bypassi   e
  sminuisca,  progressivamente, il ruolo dell'Azienda  forestale  e
  degli Ispettorati.
   Puntare  sulle risorse umane significa consolidare  la  certezza
  di  lavoro,  quindi, consolidare la tutela e  le  garanzie  delle
  fasce  occupazionali, mettendo i lavoratori nelle  condizioni  di
  progredire ed acquisire maggiore possibilità e maggiore  certezza
  per quanto riguarda le prospettive di lavoro.
   In  questo senso, ciò è assolutamente condivisibile e credo  che
  dobbiamo  riflettere sul metodo da usare per  reperire  ulteriori
  elementi di avanzamento rispetto allo stesso accordo che è  stato
  sottoscritto  tra alcune organizzazioni sindacali  e  l'Assessore
  Leontini,   ma  non  abbiamo  compreso  se  risulta  sottoscritto
  dall'Assessore a nome del Governo o soltanto a titolo personale.
   Ne  rivolgermi  al  Governo  ed  all'Aula  -  e  mi  avvio  alla
  conclusione -  affermo che non condividiamo l'ipotesi   formulata
  dal  Presidente  della Regione di operare una forte  compressione
  dell'accordo   sottoscritto  con  le   organizzazioni   sindacali
  limitando   semplicemente  all'aumento  da   51  a  78   giornate
  lavorative la fascia occupazionale minima e solo  al 15 per cento
  la  progressione delle altre fasce rispetto alle fasce superiori,
  da  101 a 151 giornate e da 151 giornate alla trasformazione  del
  rapporto di lavoro a tempo indeterminato.
   Non  lo condividiamo nel modo più assoluto perché ciò significa,
  tra   l'altro,  non  avere  accolto  l'essenza,  il   valore   di
  quell'accordo  sottoscritto  con  le  organizzazioni   sindacali,
  accordo  che  può essere anche riarticolato ma che va,  tuttavia,
  salvaguardato  nella  sua  impostazione originaria.  Va  lasciata
  aperta una prospettiva che, invece, l'ipotesi del Governo Cuffaro
  chiude. E noi questo non possiamo accettarlo.
   Più  in generale, invito il Governo ad un attimo di resipiscenza
  su  tutto  ciò  che riguarda il problema del precariato,  oggetto
  anche  del  prossimo  disegno di legge  iscritto  all'ordine  del
  giorno.  Come dimostrano i recenti fatti avvenuti in  Francia,  e
  come dimostra cioè l'esplosione dei giovani che protestano contro
  l'idea   che   il   mercato  del  lavoro  futuro   debba   essere
  caratterizzato  da  una condizione permanente  e  strutturale  di
  precarietà.
   Tutto  questo ci deve dire come oggi, nel cuore dell'Europa,  di
  questa  Europa  evoluta  e  moderna,  esplodono  grandi  e  gravi
  contraddizioni,  cioè una visione distorta  dello  sviluppo,  una
  visione  che  intende fornire delle risposte di tipo  moderato  e
  liberista  rispetto alla crisi internazionale; ma  tali  risposte
  non  reggono all'impatto sociale, non solo rispetto a questo,  ma
  anche rispetto alla necessità di ricostituire margini di sviluppo
  e di crescita della ricchezza del Paese.
   Con  il precariato non si va da nessuna parte; il precariato non
  consente  la  crescita di un Paese moderno. Si può registrare  la
  crescita  limitatamente alle ricchezze di alcuni privati, ma  non
  può  mai  crescere  la  ricchezza  generale  del  Paese,   che  è
  l'obiettivo fondamentale.
   Non  è  un  caso che, in Italia, all'esplosione del  precariato,
  corrisponda la crescita del prodotto interno lordo pari  a  zero.
  Questa è la risposta anche ad una visione distorta, una visione -
  ce  definirei furba -  che si tentava di portare avanti in Italia
  già  con il cosiddetto  Patto per l'Italia', rispetto alla  crisi
  internazionale  ed anche alla crisi tutta italiana  che  presenta
  pure  le sue peculiarità, alla crisi economico-sociale di  questo
  Paese.
   Auspico  e penso che il Governo e la maggioranza debbano mettere
  questo  Parlamento nelle condizioni di dare una risposta a questa
  Regione  che  più  di  tutte soffre il problema  del  precariato,
  l'incertezza  della  prospettiva del lavoro,  che  più  di  tutte
  soffre  il problema del lavoro nero, del lavoro illegale. Auspico
  che  questo Parlamento possa offrire una risposta in avanti  alla
  situazione in cui versa la Sicilia.
   Mi  auguro  che tutto ciò possa essere possibile, a  partire  da
  questi  due  provvedimenti  a  cui  guardano  ampi  settori,  non
  soltanto del precariato, ma anche, ad esempio, delle persone  che
  vivono  solo ed esclusivamente di questa fonte di reddito  e  che
  sono diverse decine e decine di migliaia.
   Abbiamo  il dovere di aprire una prospettiva per queste persone,
  compiendo   delle   scelte   anche   all'interno   dello   stesso
  ragionamento  che  riguarda le compatibilità finanziarie.  Troppo
  spesso,  infatti,  abbiamo  sentito  dire  dal  Presidente  della
  Regione e dal Governo  non possumus  perché mancano i fondi.
   Mi   viene   da   chiedere  perché  il   Governo   abbia   fatto
  quell'abbuffata e quella incursione nel bilancio  della  Regione,
  attraverso  delle norme - le norme impugnate e riproposte  -  che
  non  hanno  prodotto  alcun   posto di  lavoro,   così  come  non
  produrranno   nessun  posto  di  lavoro  gli  otto   milioni    e
  seicentonovantamila euro che l'Assessore regionale per  gli  enti
  locali  si è premurato -  in attuazione della legge regionale  n.
  11  del  2006  -   di  mettere a disposizione, entro  il  periodo
  elettorale,  di associazioni e circoli vari, anziché preoccuparsi
  di renderle disponibili per le  politiche del lavoro in Sicilia.
   Il   discorso   relativo   alla  spesa   improduttiva   potrebbe
  continuare.    A  noi  sembra  che  la  questione   del   mancato
  finanziamento  da  parte del Presidente  della  Regione  sia  una
  beffa,   oltre  che  una grande ipocrisia.   Ben  altro  dovrebbe
  essere,  infatti, l'atteggiamento di responsabilità nei confronti
  dei bisogni veri,   della parte più debole dei siciliani.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, risultano iscritti  a  parlare
  quattro  deputati e, fra questi, gli onorevoli Raiti e Leanza  e,
  dopo i loro interventi, sarà la volta del Governo.
   E'iscritto a parlare l'onorevole Gurrieri. Ne ha facoltà.

    GURRIERI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi  scuso  in
  anticipo per l' intervento  particolare che svolgerò perché  sono
  ancora  traumatizzato dall'esperienza della settimana scorsa;  mi
  riferisco   all'incontro, cui ho preso parte,  tra le delegazioni
  sindacali ed il Governo sul tema della forestazione.
      E'  stato   un   incontro-scontro  tra  i  sindacati  ed   il
  governatore  Cuffaro   che,  in quell'occasione,    ha   smentito
  l'accordo    sottoscritto nel novembre del 2005    dall'Assessore
  Leontini.   L'accordo    firmato  dall'Assessore    Leontini    è
  puramente  tecnico,  non  politico, né economico; si può dire che
  costituisce   un  indirizzo,  un'impostazione,  una  prospettiva.
  Aggiungo   che  lo  salvammo  dal  linciaggio   io,   l'onorevole
  Giannopolo e l'onorevole Leanza. L'Assessore Leontini   però  era
  assente perché si trovava a Tokyo.
   Lei  saprà,  signor  Presidente, che destino  parte  della   mia
  indennità  a  pubblicazioni sui giornali  o allo  svolgimento  di
  qualche  indagine che, spesso,  produce risultati.  Il  risultato
  che  citerò sarà per lei fonte di dispiacere e le anticipo  anche
  il  motivo. Risulta che l'Assessore  Leontini abbia viaggiato più
  dell'onorevole  Fini,   Ministro  degli  Esteri.   E'   un   dato
  importante  relativo  ai  due  anni  d'incarico  assessoriale  ed
  attendiamo il risultato di questi viaggi.
   Battuta  a  parte,  vorrei chiarire che  non  si  può  offendere
  l'intelligenza  dei parlamentari, dei sindacati,  dei  lavoratori
  perché il  Presidente della Regione,  in fase di  contrattazione,
  in un incontro in cui erano  presenti  diecimila persone che,  in
  piazza,  gridavano e manifestavano,  affermò di aver trovato   un
  accordo  che però è un'altra cosa rispetto a quanto   oggi  viene
  rappresentato.
   Quindi,   per entrare nel merito della questione, dico  che  noi
  non  possiamo  non tenere conto di quell'accordo:   ne  và  della
  dignità   del   Governo  soprattutto,   ma  anche  dell'Assemblea
  regionale siciliana nella sua interezza.
   Quando  si  sottoscrive un accordo, lo stesso va trasmesso  alla
  Giunta  e  si  attende la delibera; di fatto, si tratta  di   un
  accordo definitivo e non parziale.
   L'Assessore  Leontini,  inoltre, dopo il  mese  di  novembre,  è
  andato  in  giro  in  alcuni comuni della  sua  provincia  ed  ha
  brindato  per  il risultato ottenuto. Ha brindato  Era  contento,
  ma  il  fatto  che era contento doveva essere consequenziale.  In
  caso  di mancato accordo, anche da parte del Governo, nella  fase
  definitiva,  il senso di dignità impone  le dimissioni  da  parte
  di  chi  ha  dichiarato di avere  firmato, che  era  presente  in
  Giunta e poi, a distanza di tre mesi, fa un discorso diverso.
   Non  è  un  modo serio di fare politica; si tratta di  una  cosa
  diversa.
   Ritengo,  quindi,  necessario recuperare,  onorevoli  componenti
  del  Governo   I lavoratori del settore forestale hanno  compreso
  tutto e sono molto adirati
   La  soluzione  tampone non basta; oltretutto, le  somme  vengono
  individuate  dall'ex  articolo 38 e  si   può  fare,  quindi,  un
  ulteriore  sforzo  per garantire una stabilità anche  alle  fasce
  superiori.  Non si può venire a dire  Iniziamo con la fascia  più
  debole, quella dei cinquantunisti e la innalziamo a 78 giornate .
  Non  è  così,   perché  c'é gente che, da venti  anni,  vive  nel
  precariato  ed  ha il giusto diritto di attendersi una  soluzione
  definitiva.
   Parlo  a  nome  de   La  Margherita   e  posso  dire,  onorevole
  Assessore, che siamo determinati ad andare avanti su questo punto
  e  in tal senso presenteremo emendamenti da qui alle 12 di domani
  e  poi denunceremo sulle piazze tale comportamento che certamente
  non è un comportamento degno di un Governo serio.

     PRESIDENTE   E'  iscritto a parlare l'onorevole  Oddo.  Ne  ha
  facoltà.

     ODDO    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  penso   sia
  necessario  non  solo  perché  stiamo  affrontando  una   materia
  delicata,  ma  anche per come si sono svolti  alcuni  fatti,  che
  ciascuno  di  noi,  rispetto a questa  discussione  generale,  si
  impegni  seriamente  -  ancora una volta, purtroppo,  in  un'Aula
  semivuota  -  per fare uno sforzo e capire in che misura  si  può
  affrontare un tema delicato come questo che non riguarda  solo  i
  lavoratori,   potremmo dire soprattutto ma non solo i  lavoratori
  forestali; riguarda tutti noi; riguarda le proiezioni, un domani,
  di  una  Sicilia  che  pensiamo  assolutamente  di  riprogettare,
  riparando i guasti di questi anni.
   Questa  premessa, signor Presidente, mi permette  di  richiamare
  un  punto che fa della politica qualcosa di nobile e qualcosa che
  interessa seriamente i cittadini o qualcosa vissuta invece  molto
  lontano dagli interessi complessivi veri, economici, sociali.
   Non   posso   non   sottolineare  che   è   inconcepibile   tale
  comportamento  in  un assessore come Innocenzo Leontini,  di  cui
  conosco l'esperienza parlamentare e che non mi  pare abbia  avuto
  ruoli  di  secondo  piano   Se non ricordo  male,  lei  onorevole
  Leontini,  era a capo del Gruppo di Forza Italia la  prima  volta
  che  tale partito è stato rappresentato in questa Regione  e   in
  questo  Parlamento,  parliamo, quindi, una forza  politica  e  di
  governo che comunque conta ancora oggi numerosi parlamentari.
   Non  posso  accettare che un Assessore firmi un accordo  con  le
  confederazioni  sindacali il 25 novembre 2005  e,  nel  contempo,
  l'accordo,  non  si  sono trattati i punti salienti  dell'accordo
  stesso. Onorevole assessore, come lei sa, era anche allegata  una
  vera  e propria tabella riepilogativa di tutto ciò che comportava
  la  riforma del settore forestale e, soprattutto, tutto  ciò  che
  comportava nel triennio la stabilizzazione dei lavoratori a tempo
  indeterminato,  dei centocinquantunisti e così via.  Non  occorre
  che   faccia  l'elenco  perché  i  precedenti  interventi   degli
  onorevoli  Giannopolo  e  Gurrieri mi  permettono  di  andare  in
  maniera  più  spedita, è ovvio che le cose che hanno  detto  sono
  ampiamente condivisibili e non vanno ripetute.
   Onorevole  assessore, lei ha firmato questo accordo,  sia  nella
  parte  che  riguarda i punti sostanziali che  nella  parte  della
  tabella  che ho richiamato. In essa, lei lo sa bene, non ci  sono
  solo  i  numeri dei lavoratori, le giornate, quanti nel  triennio
  sarebbero diventati lavoratori a tempo indeterminato. La  tabella
  riepiloga  anche  i costi, anno per anno, fino al  2008  -non  li
  voglio  ripetere, perché significherebbe continuare a mettere  il
  dito nella piaga -,  e lei, onorevole Leontini, non può accettare
  che   il   presidente  della  Regione  affermi,  come   ricordava
  l'onorevole Gurrieri, che il Governo sostanzialmente non si sente
  impegnato   da  questa  sua  firma,  quasi  che  lei  rappresenti
  qualcos'altro, e non il Governo della Regione siciliana.
   In  altri  tempi  - vorrei ricordarlo ai colleghi  che  come  me
  hanno   qualche  hanno  di  esperienza  in  politica   -   questo
  significava dover fare la valigia l'indomani mattina e  difendere
  sostanzialmente la dignità di ognuno di noi, non solo polemizzare
  o rispondere a tono a quanto ha dichiarato l'onorevole presidente
  della  Regione, ma fare in modo che la propria dignità non  venga
  messa assolutamente in discussione.
   Sappiamo  che  questo  è  un  periodo  particolare,  siamo  alla
  vigilia  delle elezioni nazionali, e siamo ormai alle  porte  del
  rinnovo   dell'Assemblea,  e  mi  sforzo   di   comprendere,   ma
  riflettendo  sono  sempre più convinto  che  la  logica  dovrebbe
  prevedere  che gli impegni sottoscritti si rispettino,  e  questa
  dovrebbe essere la logica ispiratrice dell'attività politica, non
  solo  di  un  governo,  ma dovrebbe ispirare l'attività  politica
  complessivamente.
   Ci   troviamo   dinanzi  a  tutto  ciò  e  quasi  non   vogliamo
  discuterne. Ma come si fa?
   Onorevole   assessore,   lei   ha   commesso   un   errore    di
  sottovalutazione, e infatti, in quei giorni l'argomento era molto
  sentito  anche  dagli organi di stampa. Il Giornale  di  Sicilia,
  addirittura,  titolava  che era l'Aula che aveva  sostanzialmente
  già  esitato qualcosa che veniva incontro alle esigenze non  solo
  di  stabilizzazione  dei lavoratori, ma di rinquadrare  tutto  il
  settore,   con  un  investimento  vero  sulle  nostre   montagne,
  sull'ampliamento dei boschi, sull'implementazione del  verde,  il
  richiamo  al  protocollo di Kioto. E proprio  in  quei  giorni  i
  giornali   davano  la  notizia  che  questo  Governo,  e   questo
  assessore,  finalmente,  dopo  vent'anni  avevano  affrontato  la
  materia in maniera adeguata, pensando ad una nuova cultura  della
  montagna,  una nuova cultura del lavoro forestale, un modo  nuovo
  di  ispirarsi  a  fattori ambientalistici, di ispirarsi  anche  a
  quelli che sono i contenuti essenziali del protocollo di Kioto.
   Avete  fatto  una  bella figura, solo che ancora  una  volta  si
  trattava di semplice propagandismo, di uno spot pre-elettorale  o
  elettorale  perché, dinanzi a tutto ciò che invece è  accaduto  e
  sta  accadendo  - col tentativo di far passare la  soluzione  che
  individua  il  presidente della Regione senza che lei,  onorevole
  assessore  che  ha firmato l'accordo ha battuto  ciglio  -  siamo
  veramente al grottesco.
   Sappiamo  bene  di che cosa stiamo parlando: di  delegificazione
  del  settore, di programmazione delle attività in maniera  seria,
  di     allargamento    della    superficie     boscata,     della
  responsabilizzazione   degli   incarichi,    della    definizione
  dell'organico    aziendale,   sappiamo   che    parliamo    della
  sburocratizzazione  degli adempimenti, della  valorizzazione  dei
  distretti  forestali, di un marcato impegno  per  un'attività  di
  tutela  ambientale,  della valorizzazione del  territorio  basata
  sulla qualità certificata, parliamo addirittura di affrontare  la
  questione del cosiddetto  vivaismo  insito nell'attività delicata
  di  un  settore, parlando di certificazione di qualità, che  deve
  essere migliorata sotto molti aspetti.
   Sappiamo  che  stiamo parlando di cose serie, e  sappiamo  tutti
  che  c'è un ritardo enorme per quanto concerne investimenti  seri
  nel settore dei boschi, della montagna e dell'ambiente.
   Noi  siciliani viviamo ancora i nostri boschi con la logica,  un
  po'  particolare, del demanio chiuso: infatti, sappiamo tutti che
  le  strade forestali non possono essere attraversate  Ma in quali
  altre  regioni  d'Italia, tranne in alcune  specifiche  aree,  si
  concepisce  e  si gestisce il demanio chiuso? Gradatamente  tutto
  questo è stato eliminato e non esiste più da anni.
   La  nostra regione ha enormi risorse, ma abbiamo un deficit vero
  dal  punto  di vista dell'ammontare complessivo degli  ettari  di
  superficie boscata, abbiamo un problema serio che riguarda sempre
  e  continuamente  il  rischio incendi  che  devastano  ogni  anno
  centinaia  di migliaia di ettari, noi abbiamo da investire  sulle
  montagne  e  sviluppare  seriamente i  contenuti  essenziali  del
  protocollo  di  Kioto,  che richiamo ancora  una  volta.  Eppure,
  affrontiamo  l'argomento in una maniera così  superficiale  e  da
  spot  propagandistico da scadere, nelle ultime fasi, in una  cosa
  assolutamente  inaccettabile,  inconcepibile,  che  calpesta  gli
  impegni  assunti,  non tiene conto del ragionamento  complessivo,
  focalizzando  il  tutto sulla quantità di operai  cinquantunisti,
  settantottisti, centunisti, centocinquantunisti, la logica del 15
  per  cento,  la logica minimalista che non fa i conti con  quelle
  che  sono  le  reali condizioni dei nostri boschi,  delle  nostre
  montagne e di tutto ciò che questo potrebbe comportare.
   E  non solo, signor Presidente, ma dietro l'argomento che alcuni
  considerano di fortissimo interesse, si parla di questa  come  di
  una soluzione, perché non ci sono altre risorse.
   Ma il Governo, quando ha firmato l'accordo, sapeva se c'erano  o
  meno  le  risorse? Il Governo sa o non sa come è  strutturata  la
  tabella H del bilancio? Dovrebbe saperlo.
   Il  Governo  sa  cosa è accaduto in una notte  di  novembre  del
  2005, quando sono stati bruciati circa 53 milioni di euro per far
  contenti  gli alleati della Casa delle Libertà che compongono  la
  maggioranza che dovrebbe sostenere questo Governo?
   Ma  il  Governo  sa  che in quella tabella H ci  sono  cose  che
  possono  essere  riviste  senza  alterare  alcun  equilibrio  che
  riguarda anche ruoli importanti, di associazioni, di centri studi
  che nessuno vuole sminuire?
   Ma  sa  il  Governo che, rispetto ad un intervento intelligente,
  rispetto  anche alla tabella  H' si possono reperire risorse?  Il
  Governo  sa  che in Commissione avevamo proposto, con emendamenti
  specifici,  con  coperture finanziarie credibili,  soluzioni  che
  rispettavano gli impegni sottoscritti con i sindacati,  e  quindi
  con  i  lavoratori, perché i sindacati, fino a  prova  contraria,
  rappresentano i lavoratori?
   Questo  Governo  dove  sta?  Su cosa si  impegna?  Ancora  sulla
  logica  delle  clientele e dei favoritismi, o si impegna  su  una
  logica di rivedere completamente alcuni interventi che comportano
  una  certa spesa con una filosofia completamente diversa? Ma  non
  siete in grado di farlo.
   Onorevole  Scoma,  onorevole  Leontini,  voi  rappresentate   un
  Governo  che  non  pensa di cambiare pagina,  che  non  pensa  di
  mettere in campo interventi che vanno a rivedere con lungimiranza
  ciò  che  è  l'utilizzo delle risorse naturali, paesaggistiche  e
  ambientali  della  nostra  Isola. Rappresentate  un  Governo  che
  vivacchia,  che tira fuori le soluzioni-tampone, che  vuole  dire
  oggi  ai  lavoratori forestali di restare calmi, perché in  fondo
  una  parte  di loro progredisce e conquista venti e più giornate,
  poi  ci  sarà  quel  15  per  cento di lavoratori  che  conquista
  qualcos'altro, poi un altro 15 per cento e altro ancora.
   Siamo   indignati  da  questo  comportamento.  E'  assolutamente
  inconcepibile  pensare  che  noi  svolgeremo  in  quest'Aula  una
  funzione   che  porta  a  dire   Beh,  meglio  di  niente 'Questo
  atteggiamento va da voi spiegato, perché questa è la  convinzione
  che  ha  portato la Sicilia al disastro. Noi abbiamo impostato  -
  anche  da  questo  punto  di  vista ispirandoci  a  quell'accordo
  sindacale   -   un   disegno  di  legge   che   non   andava   in
  contrapposizione netta con le proposte e con quanto il Governo ha
  approvato in Giunta.
   E  allora,  che  cosa ha approvato il Presidente della  Regione?
  Che  cosa  hanno approvato gli altri assessori? Di cosa discutono
  quando si fa la Giunta di Governo?
   O  si  affrontano le questioni in maniera seria, o si affrontino
  facendo  il punto sulla spesa pubblica di questa Regione in  modo
  intelligente  e  si compiano scelte chiare oppure, evidentemente,
  questo Governo, signor Presidente, prima se ne va meglio sarà per
  tutti.
   Solo  un'ultima  battuta. Non è vero, e tutti lo  sappiamo,  che
  non si poteva e non si possono recuperare le risorse per dare  la
  giusta  copertura  a questo disegno di legge.  Si  può  fare   Se
  realmente il Governo lo vuole fare è ancora in tempo. Ci si sieda
  e  si  trovi  un  equilibrio - che io definisco  virtuoso  -  tra
  opposizione  e  maggioranza,  e  si  dia  risposta  non  solo  ai
  lavoratori  ma  a  ciò  che noi pensiamo  sia  giusto,  ossia  di
  guardare al lavoro forestale con una logica completamente diversa
  rispetto al passato, come investimento produttivo.

    PRESIDENTE   E'  iscritto a parlare l'onorevole  Raiti.  Ne  ha
  facoltà.

    RAITI   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non   voglio
  ripetere pedissequamente quello che è stato detto prima di me dai
  colleghi dell'Unione, ma mi corre l'obbligo di fare un brevissimo
  excursus  su  quello  che è accaduto e su  quali  sono  state  le
  posizioni in materia da parte del Governo della Regione.
   Il  Governo  della Regione, lo ricordo a me stesso innanzitutto,
  vinse  nel  2001 a mani basse e quel  risultato  portò  ad  avere
  questa  maggioranza di sessantatrè deputati. ricordo  anche  che,
  tra  le attività programmatiche del Governo, vi era quella  della
  stabilizzazione, ad esaurimento, dei precari esistenti.
   Ricordo,  nella qualità di componente della quarta  Commissione,
  che  già all'inizio di questa legislatura, nell'ottobre del 2001,
  durante  una  delle  prime  sedute  della  Commissione,  l'allora
  assessore  per  l'agricoltura e foreste,  onorevole  Castiglione,
  disse  di  voler  fare  una  manovra  tampone  per  i  forestali,
  recuperando   somme   che  non  erano  disponibili   tramite   un
  assestamento  di  bilancio.  Riporto  letteralmente   le   parole
  dell'Assessore  Castiglione: questo è l'ultimo  provvedimento  di
  questa specie che chiediamo alla Commissione e che poi chiederemo
  all'Aula, perché è impegno di questo Governo, di quest'Assessore,
  provvedere  alla stabilizzazione del settore, che  è  un  settore
  fondamentale  per  la prospettiva di tutela  dell'ambiente  e  di
  crescita e di sviluppo della nostra Regione.
   Nell'ottobre  del  2001 si approvò, dunque,  una  variazione  di
  bilancio  per consentire ai lavoratori forestali di percepire  le
  somme  dovute, somme che tra l'altro abbiamo poi dovuto  reperire
  anche per gli anni successivi.
   Ma  l'impegno  dell'allora assessore competente,  e  quindi  del
  Governo,  nel  corso dei quattro anni successivi,  rimase  sempre
  lettera  morta.  Ogni anno si arrivava nelle  stesse  situazioni,
  ogni  anno si provvedeva all'assestamento di bilancio per trovare
  le  somme necessarie per pagare gli stipendi prima della scadenza
  annuale di bilancio, in una maniera assolutamente indecorosa.
   Tra  l'altro,  i  lavoratori erano costretti -  così  come  sono
  stati  costretti nel corso di questi anni - non solo  a  rimanere
  precari,  ma a percepire i propri emolumenti dopo il dicembre  di
  ogni   anno,   alla  chiusura  dell'esercizio  finanziario,   pur
  trattandosi   di  spese  costanti.  Ricordo  a  me   stesso   che
  l'assestamento di bilancio, alla fine dell'anno, si fa quando  si
  rende  necessario reperire risorse straordinarie  ed  impreviste,
  togliendole da capitoli di bilancio dove quelle risorse avanzano.
   Invece,  nel  corso  di questi anni si è proceduto  sempre  allo
  stesso  modo,  facendo  gli assestamenti di  bilancio  alla  fine
  dell'anno  e pagando gli stipendi e le indennità due e  tre  mesi
  dopo la scadenza delle prestazioni contrattuali.
   Spesso  molti  lavoratori  sono stati costretti  a  lavorare  in
  periodi  nei  quali l'attività che avrebbero dovuto svolgere  era
  difficile  da realizzare, perché spesso ci si muove ad altimetrie
  molto  alte e nei periodi di pieno inverno, novembre, dicembre  o
  gennaio, spesso le condizioni metereologiche non sono favorevoli,
  per  cui l'attività che i lavoratori sono chiamati a svolgere non
  è utile né a loro, né alla collettività.
   Purtroppo,   in   questi  quattro  anni  il  Governo   è   stato
  assolutamente  carente, così come in tanti  altri  settori:  solo
  promesse, solo proclami
   Ricordo  che  io sono stati uno dei presentatori  della  mozione
  che  andava  nella direzione, quasi premonitrice, di  quello  che
  sarebbe stato l'accordo sindacale fatto a novembre dall'assessore
  Leontini. Pensavamo che fosse utile, facendo seguito al programma
  del  Governo Cuffaro, riordinare definitivamente questo  settore,
  tutto   il   settore  del  precariato,  utilizzando  le   risorse
  finanziarie   disponibili,  utilizzando   strategicamente   delle
  priorità  che  avrebbero visto al primo posto la  possibilità  di
  dare   dignità  ai  lavoratori  precari  innestando  un  processo
  strategico  di sviluppo dell'Isola. Quella mozione, presentata  i
  primi di gennaio del 2002, è rimasta lettera morta.
   Quando  ho appreso la notizia dell'accordo sindacale firmato  da
  tutte   le   parti  sociali  e  dall'Assessore  competente,   poi
  trasformato  in disegno di legge dal Presidente della  Regione  e
  dalla  Giunta,  ho  tirato  un sospiro  di  sollievo.  Con  somma
  meraviglia  mi resi conto che, per la prima volta  nel  corso  di
  questa  legislatura,  vi era un disegno di legge  concordato  tra
  Governo  e  parti sociali, un disegno di legge che prevedeva  una
  strategia  complessiva  di  stabilizzazione  e  di  sviluppo,  un
  disegno  di  legge che prevedeva anche le risorse necessarie  per
  mettere a regime questo settore assolutamente importante.
   Fui  chiamato, con l'assessore per il territorio e l'ambiente  e
  con  altri esponenti del mondo sindacale, a discutere e dibattere
  di   questo   argomento  nel  corso  di  una  nota   trasmissione
  radiofonica siciliana.
   In  quella sede, ho manifestato la mia approvazione -  anche  se
  in  assoluto  ritardo rispetto a quattro anni di  Governo  -  sui
  passi  in  avanti che erano stati fatti; ho manifestato anche  le
  mie  perplessità  sul fatto che quell'accordo, ed  il  successivo
  disegno  di  legge che l'assessore si era impegnato a presentare,
  potesse   essere  il  solito   specchietto  per   le   allodole ,
  utilizzato  per  dire poi, a fine legislatura,  che  non  si  può
  procedere perché i tempi sono stretti, perché le risorse  non  ci
  sono,   con  ulteriore  danno  per  i  lavoratori,  che   vengono
  ulteriormente  presi  in  giro. Così che,  con  un  provvedimento
  elettorale,  gli  si  dice che sono stati  fatti  notevoli  passi
  avanti  e  che,  con i loro voti, nella prossima  legislatura  si
  potrà  procedere alla soluzione del problema, così come spesso  è
  accaduto nella storia di questa nostra Regione.
   Purtroppo, oggi, devo prendere atto con sommo rammarico  che  le
  previsioni fatte nel corso di quella trasmissione radiofonica, si
  sono verificate per intero, nonostante credo che vi sia stata  la
  buona fede dell'assessore per l'agricoltura e le foreste. Oggi, a
  quattro, cinque mesi dall'approvazione di quell'accordo sindacale
  e  di  quel  disegno di legge, a tre giorni dalla chiusura  della
  legislatura,  ci  troviamo  con un disegno  di  legge  totalmente
  diverso  rispetto  a quello originario, che riporta  indietro  le
  lancette  dell'orologio, che ancora una volta  non  considera  il
  settore  dei precari, e in special modo quello dei forestali,  un
  settore strategico per la Regione, che di fatto fa pendere ancora
  la spada di Damocle sui lavoratori.
   Questa  non è una operazione corretta, è una operazione che  dal
  punto  di  vista politico la dice lunga sul modo di procedere  di
  questo  Governo, con proclami e promesse e senza mai  mettere  un
  punto  fermo per una strategia vera, possibile, forse anche  dura
  ma reale e veritiera nei confronti di cittadini siciliani che non
  sono stupidi e che hanno il diritto di essere rispettati.
   Questo  disegno  di  legge  non  affronta  il  problema  in  via
  definitiva,  ma  mantiene  ancora la questione  sospesa,  facendo
  ritenere  che  c'è un passo avanti, che in effetti  c'è,  ma  non
  considerando che ci sono anche due passi indietro.
   Associandomi  all'appello  fatto  dall'onorevole  Gurrieri,   se
  questo  Governo  ritiene  di avere un po'  di  serietà  politica,
  almeno  alla  fine  della legislatura, allora deve  assumersi  la
  responsabilità  degli impegni presi con un po'  di  dignità.  Tra
  l'altro sono gli ultimi provvedimenti che farà, perché sono certo
  che  alla  prossima legislatura sarà l'Unione a governare  questa
  Regione e si troverà a dover affrontare tutti questi problemi  in
  maniera,  speriamo,  molto più seria e concreta.  Credo  che  sia
  dignitoso  per  il  Governo tornare a fare due passi  indietro  e
  riprendere il disegno di legge approvato allora in Giunta.
   Noi  ci  adopereremo  in questo modo, ed io  come  esponente  di
  Italia   dei   valori,  presenterò  insieme  ai  colleghi   della
  Margherita  emendamenti  che prevedono  il  totale  recupero  del
  disegno  di  legge  approvato  in Giunta  e  quindi  dell'accordo
  sindacale.
   Le  risorse  si  possono  trovare, basta  ridurre  gli  sprechi:
  sarebbe  bastato, nel corso di questi anni, ridurre  gli  sprechi
  nella  sanità,  che  hanno affondato il bilancio  della  Regione;
  sarebbe  bastato  ridurre gli sprechi per  consulenze  varie  che
  l'amministrazione  regionale ha richiesto  nel  corso  di  questi
  cinque  anni per centinaia di milioni di euro per fare fronte  ad
  una  priorità  assoluta che è quella di garantire  la  dignità  a
  tutti  i  lavoratori  precari,  che  è  quella  di  garantire   a
  quest'Isola  una  prospettiva certa, che  è  quella  di  tutelare
  l'ambiente. Noi siamo un'Isola del Mediterraneo che  può  e  deve
  avere,  in prospettiva del 2010, un ruolo fondamentale, non  solo
  nello  scambio di merci e di persone, ma anche per il turismo,  e
  questo non lo si può fare in maniera seria se non vi è una tutela
  adeguata  dell'ambiente,  se non vi  è  la  possibilità  di  fare
  crescere  le  nostre  foreste, se non  vi  è  la  possibilità  di
  tutelare  gli alvei dei nostri fiumi, se non vi è la possibilità,
  anche  dal punto di vista della protezione civile, di intervenire
  negli incendi e nei boschi.
   Il  disegno di legge avrebbe dovuto provvedere a tutto ciò.  Noi
  auspichiamo che, in quest'ultimo scorcio di legislatura,  con  un
  po'   di   dignità,   si  provveda  a  trovare   soluzione   alle
  problematiche  che  non sono state risolte nel  corso  di  questi
  cinque anni.
   In  tal  senso noi ci impegneremo, ed auspico che la maggioranza
  ed il Governo facciano altrettanto.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole  Leanza  Nicola.
  Ne ha facoltà.

    LEANZA   NICOLA .   Signor  Presidente,   onorevole   assessore
  Leontini,  onorevoli  colleghi,  la  nostra  preoccupazione,  che
  questo importante disegno di legge non arrivasse in Aula, è stata
  superata.
   Troppi  annunci  ed  una  forte condivisione  nei  confronti  di
  questo  disegno  di legge, importante non solo  per  i  contenuti
  economici,   ma  anche  perché  mira  ad  adeguare   la   vigente
  legislazione all'evoluzione della normativa statale ed europea ed
  agli accordi internazionali.
   Un   disegno   di  legge  importante,  che  riguarda   certo   i
  lavoratori,  ma  anche il futuro della nostra Isola  nella  lotta
  alla desertificazione, negli interventi di protezione civile, nel
  rispetto del protocollo di Kioto, nella nuova programmazione  dal
  2007   al   2013   per  la  tutela  del  territorio   montano   e
  dell'ambiente.
   Però,  onorevole  Assessore, ritengo abbia  ragione  l'onorevole
  Oddo  quando dice che forse potevamo osare di più, dovevamo osare
  di più
   Questo  non  è  un  disegno  di  legge  che  interessa  solo   i
  lavoratori,  che certamente sono una risorsa e non  un  problema,
  perché  un  disegno  di  legge così articolato,  così  largamente
  condiviso,  anche dalle forze sindacali e da quelle sociali,  che
  di fatto rivoluziona in maniera concreta ed operativa il tema del
  corpo forestale, ovviamente, poteva avere qualche cosa in più.
   Ci   siamo  preoccupati  quando  questo  disegno  di  legge   ha
  rischiato di non arrivare in Commissione Bilancio, ma siamo stati
  ancora  più  preoccupati  quando,  in  Commissione  Bilancio,  si
  pensava  di  potere risolvere il problema soltanto dal  punto  di
  vista  economico, mettendo a disposizione trentacinquemilioni  di
  euro.
   Sono felice che il Presidente della Regione abbia poi deciso  di
  discutere  l'intero  disegno di legge,  anche  perché  il  lavoro
  svolto dalla IV Commissione, di concerto con l'assessore e con le
  forze  sociali,  è  stato un lavoro importante,  che  non  doveva
  andare  perso,  però  potevamo osare di  più,  ed  eravamo  nelle
  condizioni di farlo.
   Ritengo  che  il  Governo,  anche  in  extremis,  debba  trovare
  maggiori  risorse  finanziarie per un disegno di  legge  che,  di
  fatto,  presentando in maniera integrata il tema della  montagna,
  può  diventare una grande occasione. Ed allora, perché  non  fare
  qualcosa  in  più,  per poter consentire a  tanti  lavoratori  di
  vivere in maniera migliore?
   Certo,  rispetto  alle preoccupazioni di sette  giorni  fa,  c'è
  stato  un  grande passo avanti, ma noi invitiamo il Governo  fare
  qualcosa in più.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole  Tumino.  Ne  ha
  facoltà.

    TUMINO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  è  da  almeno
  cinquant'anni  che  la  forestale  rappresenta,  per  la   classe
  politica  che ha governato questa Regione un bacino di  consensi,
  di  voti,  che rappresenta non  delle categorie di lavoratori  da
  fare  produrre  ma  delle  categorie di  persone  che  servono  a
  garantire questo o quel governo.
   In  questi cinquant'anni si sarebbe potuta fare tante volte  una
  legge  di  riordino per orientare questo settore e  farlo  uscire
  dalla  logica dell'assistenza  verso la logica della produttività
  e  non  si  è  mai  fatto. Il nostro presidente Cuffaro  è  stato
  assessore all'agricoltura,  precedentemente a questo incarico  di
  governatore, per almeno cinque anni, ed il problema non  è  stato
  neanche affrontato.
   L'Assessore  Leontini,  a  nome del Governo  a  seguito  di  una
  pressione  formidabile  delle  categorie  dei  lavoratori   della
  forestale  ha  necessariamente accolto di sedersi attorno  ad  un
  tavolo  e cercare una soluzione con sindacati, è stato un  lavoro
  dovuto  ad  una pressione dei lavoratori rispetto alla quale  non
  c'era possibilità di uscire fuori e trovarono questo accordo:  il
  Governo  si impegnò a produrre un disegno di legge che  recepisse
  l'accordo,  cosa  che è avvenuta  non dopo qualche  giorno  ma  a
  distanza  di mesi, il disegno di legge approvato in Giunta  si  è
  arenato nella competente Commissione di merito.
     Oggi  il  disegno  di  legge torna  ad  essere  attivato,  pur
  modificato. Perché? Perché c'è stata una grandissima  azione  dei
  lavoratori, una pressione formidabile rispetto a cui  il  Governo
  non  ha saputo dire di no, non poteva dire di no. Allora,  ci  si
  inventa  una  certa  somma  che,  badate  bene,   proviene     da
  finanziamenti,   da  trasferimenti  dello  Stato   che   dovremmo
  incamerare  nel 2007, quindi non sono soldi che abbiamo  ma  sono
  soldi  che  dovremo avere. E' come quando si ha una cambiale,  il
  Governo  va  in banca a cambiare la  cambiale, attualizza  queste
  somme e mette a disposizione dei lavoratori forestali  35 milioni
  di  euro.  E'  un  modo  per dare un contentino  e  uscire  dalla
  pressione  sindacale dei lavoratori e garantire  che,  attraverso
  la  realizzazione  di  una serie di progetti,  questi  lavoratori
  possano aumentare il numero di giornate lavorative, cosa  di  per
  sé  encomiabile  ma  che sfugge al problema  fondamentale  che  è
  quello  della trasformazione del settore da un settore  assistito
  ad un settore produttivo. Questo problema non è stato affrontato.
   Lo  stesso  disegno  di  legge che oggi è  in  Aula  c'è  perché
  l'opposizione ha detto di no ad una norma che prevedesse soltanto
  questo  miglioramento economico,perché  questa sera  non  avremmo
  avuto un disegno di legge di modifica della legge n. 16 del 1996,
  ma  una  semplice pezza che avrebbe semplicemente dato  a  questi
  lavoratori  quel contentino necessario per consentire al  Governo
  di  affrontare  le elezioni, prima politiche e poi regionali,  in
  una   situazione  meno  difficile  di  quanto  lo  sarebbe  stato
  diversamente.  Quindi, la logica di intervento nel settore  della
  forestazione è sempre e soltanto una logica di emergenza che  non
  modifica  assolutamente il percorso iniziato cinquant'anni  fa  e
  che non dà prospettive di cambiamento.
   Noi  della  Margherita, come è stato detto dal collega Gurrieri,
  nel  rispetto  anche di un principio che condividiamo  pienamente
  che  è  quello della concertazione, appoggeremo quel  disegno  di
  legge  che  è  stato  concordato tra Governo e  sindacati:  è  un
  disegno di legge inadeguato che andrebbe ulteriormente migliorato
  ma che, in ogni caso, oggi rappresenta un punto di sintesi.
   Rimane  il  fatto che questo Governo ha fallito in  un  discorso
  importante.  Questo  Governo, a differenza  dei  precedenti,  non
  aveva la durata di un anno o di sei mesi,  ma  aveva la durata di
  cinque  anni  e  poteva benissimo affrontare  il  problema  della
  forestazione  fin  dall'inizio, assumendosi un  impegno  che  poi
  avrebbe potuto rispettare in  cinque anni di tempo.
   Questo  Governo, invece, si è comportato come i governi  che  lo
  hanno preceduto e che avevano il fiato corto perché la precedente
  normativa elettorale non garantiva i cinque anni di legislatura.
   Questo Governo è doppiamente colpevole perché non ha fatto,  pur
  potendo  fare, e non ha avuto la lungimiranza di attivare  questo
  percorso.
   Chiudo  il  mio intervento dicendo che, purtroppo, quello  della
  forestazione  non  è  l'unico  settore  dove  questo  Governo  ha
  fallito;   lo  vedremo nel momento in cui andremo  a  parlare  di
  precari, ma lo possiamo vedere anche in tutto quello che riguarda
  le riforme di settore della politica regionale.
   Noi  non siamo stati capaci di portare avanti una riforma  della
  formazione  professionale, dell'urbanistica, del  riordino  delle
  coste.  Tutte  le  normative di settore si sono  impantanate  pur
  avendo questo Governo cinque anni di tempo per affrontarle.
   E'  prevalsa la logica della urgenza, della emergenza,  del  non
  potere  dire di no, della logica che, per certi aspetti, potrebbe
  anche essere chiamata  del ricatto' ma che tale non è perché è la
  pressione di gente che ha bisogno e  chiede al Governo un impegno
  e quest'ultimo ha l'obbligo di impegnarsi.
   Il   tentativo   di   fuggire,  di  essere   inseguiti   e   poi
  obbligatoriamente  di  sedersi al  tavolo   è  la  manifestazione
  evidente del fallimento di una politica che dura ormai da  cinque
  anni.

     PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole  Virzì.  Ne  ha
  facoltà.

    VIRZI'   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,   è  verissimo
  che  c'è,   e  c'è  stata, una lunga attesa  per  una  legge  che
  rimettesse ordine, dopo la sperimentazione partita con  la  legge
  n.   16  del  1996  nel  settore  forestale  e  il  riordino  era
  indispensabile.
   Nel  corso  di  questi  ultimi  anni  credo  che  a  tutti  noi,
  operatori  modestissimi della politica, siano arrivate  richieste
  di  correzione e suggerimenti di emendamenti. Un Governo  che  si
  fosse  comportato  in  maniera  poco  seria  avrebbe  rifilato  a
   spizzico  e  boccone' queste piccole variazioni, queste   toppe'
  che era pure indispensabile mettere nelle varie leggi omnibus che
  sono sfilate nel corso di questi anni.
   Ritengo  che si debba prendere atto, con assoluta serenità,  che
  qua  ci  ritroviamo  di  fronte ad una  corposissima  e  organica
  revisione  integrale  della legge n. 16 del 1996  tenendo  conto,
  però, anche che non si legifera per gli angeli e per i santi,  ma
  in  relazione alle situazioni concrete e non ha senso di  parlare
  di  vittorie  strappate al nemico, di  bacino di  carenaggio  dei
  voti,  di  bacino di carenaggio per chi mobilita la piazza;  sono
   bacini' o  bacioni' a seconda e è l'area dell'assistenzialismo o
  se è l'area della protesta sindacale. Non c'è nulla che sia stato
  strappato  a  questo  Governo  perché  questo  disegno  di  legge
  rappresenta un momento di larghissimo, esteso confronto,  tenendo
  conto che non siamo chiamati a scrivere il nuovissimo testamento.
  Siamo  chiamati a redigere una legge che risponda  hic  et  nunc'
  concretamente ai problemi che sono posti.
   Mi  permetto  di  ricordare  che è tanto  nell'animo  nostro  un
  cambiamento   che  vada  in  questa  direzione.  Già   nell'altra
  legislatura sono stato primo firmatario per Alleanza nazionale di
  un  disegno  di legge che affrontava il problema dell'occupazione
  forestale  ponendosi  il  problema  di  un  termine  per   questo
  precariato infinito che ha afflitto la Sicilia e che è  stato  e,
  in  parte,  purtroppo,  continua  ad  essere  un  grande  polmone
  sociale,  a  fronte  della  carenza di azienda  vera  nei  nostri
  territori.
   Noi  abbiamo  previsto questo meccanismo, chiamiamolo  così,  di
   scala  mobile'  che,  in qualche, modo fermasse  il  gruppo  dei
   fuori   fascia',   li   facesse   accedere   alla   fascia   dei
   cinquantunisti';  avevamo anche previsto che i   cinquantunisti'
  nel  tempo passassero a  centunisti'; avevamo previsto anche, con
  interrogazioni   e  interpellanze,  che  si  affrontasse   e   si
  risolvesse,  una  volta per tutta il problema che  ha  quasi  del
  comico,  francamente   Quando me lo hanno  raccontato,  Assessore
  Leontini, io non ho creduto.
     Noi  abbiamo  circa  850  OTI che  sono  gli  operai  a  tempo
  indeterminato,  gli unici con un contratto a tempo indeterminato.
  Benissimo,  essi  non  vengono pagati il  27  di  ogni  mese,  li
  paghiamo  a perizie perché il loro stipendio è vincolato  ad  una
  serie   di   riscontri  sul  territorio  che  richiedono   tempo,
  farraginosità,  mettendo  questi lavoratori,  che  sarebbero  gli
  unici  fissi  del  corpo forestale della Regione  e  dell'Aziende
  Foreste, nelle mani degli usurai., perché quando si viene  pagati
  ai tre, ai quattro, ai cinque mesi, quando non c'è la certezza di
  potere  celebrare il Natale con lo stipendio normale,  alla  data
  normale, con la tredicesima in tasca, si finisce male soprattutto
  in Sicilia.
   Ora   questa   legge,   io  vedo  che  dà   risposte   a   molti
  interrogativi.  E'  è  vero anche che non è disegnato  nella  sua
  interezza una ipotesi di sviluppo  delle nostre aree di  montagna
  e  che  non  prende  corpo molto visibilmente  l'ipotesi  di  una
  forestazione produttiva. Noi abbiamo 200 mila ettari a bosco, non
  li  facciamo fruire dai turisti, non ci si può andare  a  caccia,
  sono recintati, non ci facciamo niente.
   Allora,  cari colleghi - per capirci - le biomasse per  produrre
  energia,  in Emilia Romagna le fanno con i residui dei  carciofi,
  dei  cavolfiori.  Noi abbiamo 200 mila ettari prevalentemente  ad
  eucalipti, perché abbiamo continuato, commettendo un errore,   il
  vecchio tipo di forestazione avviato dal fascismo; mettiamo pini,
  e  nel  fare  ciò,  mettiamo sostanzialmente delle immense  pompe
  idrovore  che risucchiano le nostre acque sotterranee:  E  perché
  non le tagliamo per ottenerne biomassa ed energia che è la chiave
  del  futuro?  Il  5  per  cento  a macchia  di  leopardo  e  così
  produciamo  energia e la rivendiamo e facciamo  produrre  qualche
  cosa a questi 200 mila ettari in cui non si presenta uno straccio
  di  turista, in cui non c'è uno straccio di cooperativa che renda
  servizi,  che  crede  ai sentieri guidati,  che  produca  turismo
  nazional-popolare? Niente.
   In  nome  della  fossilizzazione della  natura  e  della  difesa
  ambientale, abbiamo immobilizzato un pezzo del nostro  territorio
  che non produce assolutamente nulla.
   Paghiamo  gli  operai  forestali e da tutto  questo  lavoro  non
  proviene  reddito; e perché di anno in anno non possiamo tagliare
  il  5 per cento di questi 200 mila ettari e ricavare energia  che
  potremmo, addirittura, vendere ed esportare.
   Tenendo  conto che un eucalipto di 10 anni nel giro  di  2  anni
  ritorna  10,  12,  15 metri di altezza, si rifà.  Non  procuriamo
  devastazione ambientale ma, nel tempo, in un decennio, a  macchia
  di leopardo, noi riavremo, esattamente interi, 200 mila ettari di
  bosco in questo momento assolutamente inutili alla Sicilia  e  ai
  siciliani.
     Un  altro  suggerimento,  però  questa  volta  nell'immediato,
  Assessore: per cortesia, la più assoluta elasticità da parte  del
  Governo,  per  carità   senza  grandi  stravolgimenti  di  natura
  finanziaria e fermo restando che va dato serenamente atto che  35
  milioni di euro, con l'aria che tira, sono un grande sforzo, è un
  grande  impegno politico, è una presa di posizione seria,  è  una
  risposta  grande  che  viene da questa maggioranza  e  credo  che
  nessuno tecnicamente, economicamente avrebbe potuto fare meglio e
  di più, però attenti, per favore, a non fare  figli e figliastri
  in  questo  mondo  di  bisogno e spesso  anche  ai  limiti  della
  disperazione  noi abbiamo avuto dei lavoratori  che,  in  realtà,
  hanno  fatto  i   centunisti , però  per  potere  essere  avviati
  dovevano  fare  le  proteste davanti alla Prefettura  e  non  gli
  abbiamo  dato nemmeno un nome giuridico: nei documenti  informali
  di  Prefettura e nei decreti assessoriali li chiamavamo   squadre
  antincendio boschive .
   Oggi  ricevono,  facendo 101 giornate, ma non essendo  iscritti
  in  alcun  elenco, lo stipendio di  spegnitori di incendi',  sono
   centunisti' ma non sono iscritti in nessuna fascia occupazionale
  garantita.  Tutto questo è assolutamente ingiusto,  così  come  è
  assolutamente  ingiusto  in  relazione  a  funzioni  di  servizio
  permanente,  24  ore  su 24, mi riferisco agli  autoparchi  e  ai
  centri radio operativi.
   Non  possiamo  fargli fare due turni, due  turni  e  mezzo,  tre
  turni,  licenziarli e poi riassumerli. E' un servizio  permanente
  che  serve permanentemente il servizio del centro radio operativo
  ed  il lavoro dei nostri autoparchi. Non si capisce perché queste
  persone  non dovrebbero essere assunte con un contratto  a  tempo
  indeterminato  quando,  di fatto, lavorano  12  mesi  l'anno,  li
  teniamo tre mesi, poi li rimandiamo a casa, poi facciamo finta di
  riassumerli.  E credo che, tenuto conto di tutte le procedure  di
  carattere   formale   e   giuridico,  ci   guadagneremmo   e   ci
  risparmieremmo anche a dargli un contratto a tempo indeterminato.
   Mi  duole  dire una cosa che ero costretto a dire anche  durante
  il  governo  del  centrosinistra: quando  parliamo  di  organismi
  consultivi,  di  osservatori, siamo tutti astronomi  in  Sicilia,
  quando parliamo di giusto confronto, di creare una giusta sede di
  concertazione  con  i sindacati, non per mano  del  Governo,  per
  favore, si operi mano nella discriminazione dei sindacati,  credo
  che   noi   siamo  passati  da  un  eccesso  ad  un   altro,   le
  organizzazioni riconosciute in Sicilia, quelle che hanno  firmato
  il  contratto regionale di lavoro, dove è finita, per esempio, la
  dizione      le     organizzazioni     sindacali     maggiormente
  rappresentative    dietro   la   quale   definizione   c'è    una
  consolidatissima giurisprudenza  e una serie di sentenze che  non
  lasciano  adito a dubbi? Forse è stata una dimenticanza.  Allora,
  benissimo quelli che ci sono sul serio, benissimo i firmatari  di
  contratto   collettivo  nazionale  di  lavoro  e   di   contratto
  collettivo  regionale  di  lavoro,  ma  non  dimentichiamoci   di
  inserire la dizione formalmente ineccepibile e prima quasi dovuta
  per    legge   delle    organizzazioni   sindacali   maggiormente
  rappresentative .
   Con   questo  auspicio,  onorevole  Assessore,  che  si  possano
  mettere  questi piccoli cerotti sul gommone, spero che  il  testo
  possa prendere il via rapidamente, fermo restando che ritengo che
  il Governo abbia fatto benissimo in questo rush finale a dare una
  risposta  di  profilo socialmente elevato ad un problema  atavico
  della  Sicilia,   per  un  miglioramento in  questo  settore,  la
  perfezione  è  di  Dio, a fine legislatura. In queste  condizioni
  abbiamo  dato un segno di grande buona volontà e di disponibilità
  che, fra l'altro, anche sul piano legislativo si rivela decoroso,
  presentabile e degno di futuro.

     PRESIDENTE    E'   iscritto  a  parlare   l'onorevole   Leanza
  Edoardo. Ne ha facoltà.

     LEANZA   EDOARDO .  Signor  Presidente,  onorevoli   Colleghi,
  registro  stasera come d'altronde ci si aspettava, che i colleghi
  del  centrosinistra  intervenendo si  sono  lasciati  influenzare
  sicuramente dal clima elettorale che incombe su tutti  proferendo
  con i loro interventi, credo anche delle parole pesanti in quanto
  ritengo  che  abbiano  condannato tutti, dalla  Presidenza  della
  Regione  al  Governo regionale all'Assessore al ramo perché  dopo
  dieci anni dalla legge n. 16 del 1996 un assessore, a distanza di
  circa  otto mesi dal suo insediamento ha pensato bene, di  comune
  accordo con la parte istituzionale, con gli uffici e con la parte
  sindacale,  di  creare  un tavolo tecnico sul  quale  si  potesse
  ragionare per arrivare a dare una soluzione a un comparto  che  è
  stato  sempre un nervo scoperto di tutti i governi che  si  erano
  succeduti  precedentemente in questi anni, di destra e  anche  di
  sinistra,   sapendo   che   si   doveva   intervenire   cercando,
  chiaramente,  prima  di  tutto,  di  arrivare  ad   un   consenso
  condiviso, unanime, consenso che è stato raggiunto il 30 novembre
  del  2005,  quattro  mesi  fa, e già dal  primo  dicembre  ci  si
  strappavano le vesti per dire a tutti gli operatori del  settore:
   come mai questa legge non viene subito portata in Aula? .
   Attenzione   Vi  stanno prendendo in giro  perché  non  ci  sono
  fondi,  non  ci sono soldi, non c'è un solo centesimo.  E  questo
  veniva detto dalla parte politica che oggi qui viene a dire  che,
  invece, i soldi ci sarebbero e che, invece, quasi questo Governo,
  nonostante  sia  fine  legislatura  vorrebbe  conservarseli   per
  utilizzarli poi magari,  chissà,  per quali motivi.
   Delle  due  l'una: se in giro avete predicato che non c'era  una
  lira e che, pertanto, questo disegno di legge era una beffa,  era
  una  bufala,  era una bugia, una menzogna, bene ora  stasera  non
  potete venire a dire che invece i fondi ci sono o ci sarebbero  e
  che, pertanto, basta tirarli fuori dal cassetto.
   Dobbiamo essere consequenziali e dobbiamo anche puntualizzare  i
  fatti  così  come  si sono succeduti pensando di  dovere  essere,
  prima  di  tutto,  onesti,  corretti  con  chi  ci  ascolta   ma,
  soprattutto, anche con noi stessi.
   Ho  potuto essere testimone il 16 di marzo, quindi cinque giorni
  fa,   di  quanto  si è svolto nella sala della  Giunta  dopo  una
  manifestazione   degli  operatori  della  forestale;   dopo   gli
  interventi in piazza della parte sindacale, dopo avere sentito  i
  loro  comizi, ci siamo recati,  insieme a un centinaio  circa  di
  rappresentanti  di  questi  lavoratori,  e  si  è  cominciato   a
  discutere   sull'impalcatura  del  disegno  di  legge   che   dal
  Presidente  della  Regione è stato avallato.   L'impalcatura  del
  disegno di legge non è mai stata sconfessata dal Presidente della
  Regione.   Il Presidente della Regione - onorevole Gurrieri,  lei
  era  presente  -  non ha detto che non riconosceva quell'accordo,
  ha  solo  detto che non aveva i 280 milioni di euro che  lei  sa,
  nonostante la legge preveda una spesa da spalmare in tre anni, se
  non  vogliamo imbrogliare i lavoratori della forestale,  dobbiamo
  avere  qui, domani, pronti in cassa per far sì che questo disegno
  di   legge   possa  avere  le  opportune  coperture  finanziarie.
  Diversamente,  il  Commissario dello Stato non   approverebbe  il
  nostro disegno di legge ma lo respingerebbe.

    GURRIERI   Non ha parlato di accordo tecnico  Lei  deve  essere
  onesto

    LEANZA  EDOARDO. Onorevole Gurrieri, mi scusi, siccome  io  ero
  presente,  le testimonio e non ho paura di farlo perché,  ripeto,
  ero  presente ed ho ascoltato attentamente e ho seguito i  lavori
  per l'intera giornata, quindi il Presidente della Regione non  ha
  mai sconfessato l'assessore Leontini. Ha detto  l'impalcatura del
  disegno di legge la condivido, ne condivido la filosofia, non  ci
  sono  le  somme perché dobbiamo tirare fuori subito una copertura
  completa  di  280  milioni  di euro in più  così  come  prevedeva
  quell'accordo sindacale che era stato fatto con una copertura  di
  73  milioni  di  euro per il primo anno, di 100  milioni  per  il
  secondo anno e di 118 milioni di euro per il terzo anno .
   Non   avendo  questa  mole  finanziaria,  il  Presidente   della
  Regione,  chiamando gli uffici del bilancio ed il  direttore  del
  bilancio, ha disposto, prima di presentarsi alla parte sindacale,
  che  venisse raschiato oltre il fondo del barile, ha disposto che
  venissero  sottratti anche i fondi pertinenti al  capitolo  della
  Presidenza ed ha creato le condizioni non per tirare fuori  i  73
  milioni  di  euro che erano previsti dall'accordo  per  il  primo
  anno,  ma ha tirato fuori 35 milioni di euro per tre anni, quindi
  105 milioni di euro a fronte dei 280 occorrenti per onorare anche
  la parte finanziaria di quell'impegno.
   Quindi,  le  cose stanno in maniera diverse da come qui  stasera
  si vogliono presentare.
   Quindi,  Assessore,   credo  che queste  dimissioni  l'onorevole
  Gurrieri  le  possa chiedere magari in provincia  di  Ragusa,  in
  campagna  elettorale e davanti a gente che non  ha  assistito  ai
  lavori.
   Ritengo  che quanto qui stasera si possa dare come contributo  a
  questa   impalcatura   è  che  la  stessa  parte   politica   del
  controsinistra, mentre dice di avere la certezza  di  vincere  le
  competizioni elettorali, anche quelle regionali, si preoccupa che
  non ci possa essere un prosieguo nel dare stabilizzazione a tutti
  gli operai forestali.
   Amici  e  colleghi del centrosinistra, se voi siete così  sicuri
  che  a  giugno, cioè fra tre mesi, potrete essere qui a governare
  questa  Regione,   credo  che voi non dovreste  avere  di  questi
  timori  perché troverete prontamente i circa 200 milioni di  euro
  che  mancano per dare corso a tutta la stabilizzazione  convenuta
  con  le  parti sindacali. Se voi vi preoccupate di non  potercela
  fare  o  forse vi preoccupate di non poter essere qui a governare
  questa Regione è un'altra cosa.
   Io  posso  dirvi,  da parte nostra, che gli  impegni  di  questo
  Governo, per quanto riguarda il fronte della stabilizzazione sono
  sotto  gli  occhi  di  tutti, sono dati  incontestabili,  abbiamo
  stabilizzato - forse senza che qualcuno dei colleghi  se  ne  sia
  accorto - quasi tremila lavoratori del 118, si è passati  ad  una
  stabilizzazione  degli LSU, che languivano  in  quello  stato  da
  circa  16,  14  o  almeno 10 anni, per circa la  metà  di  questa
  piattaforma  di  precari,  stiamo  facendo  un  ulteriore  sforzo
  finanziario,  probabilmente  in  contemporanea  a   questo,   che
  riguarda gli operai della forestale con altre 37 milioni di euro,
  siamo  intervenuti in tutte le legittime contestazioni di  piazza
  dove  i  sindacati, rappresentando esigenze di categorie  sociali
  diverse,   ci   hanno   chiesto  di   intervenire   con   urgenza
  sull'emergenza   dei  vitivinicoltori,  e   questo   Governo   ha
  approntato 100 milioni di euro, siamo intervenuti con 105 milioni
  di  euro  per  assicurare agli enti locali  la  stessa  quota  di
  finanziamento degli anni precedenti, siamo intervenuti in tutti i
  settori dove per anni non si era intervenuti in un processo,  non
  certamente  completo  di stabilizzazione,  ma  che,  comunque,  è
  cominciato ed è sicuramente forte la convinzione da parte  nostra
  che proseguirà e si completerà.

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne  ha
  facoltà.

    CRACOLICI   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   uso   a
  pretesto  le ultime parole del collega Leanza Edoardo,  per  dire
  che  la  retorica  costituisce  molto  di  frequente  l'arte  dei
  politici,   però  la retorica senza verità costituisce  solamente
  demagogia.
   Ci sono dei fatti ai quali il Governo dovrebbe rispondere.
   E'  stato  sottoscritto un impegno con i sindacati nel  novembre
  del  2005. E' stata varata una legge finanziaria ed una legge  di
  bilancio  nel gennaio 2006. Si presume, quindi,  che  il  Governo
  fosse  a conoscenza che era stato sottoscritto un impegno con  le
  organizzazioni   sindacali   relativamente   al   settore   della
  forestazione.  Ebbene il Governo,  malgrado la nostra  iniziativa
  in  Aula  ed emendamenti specifici,  ha ritenuto di non prevedere
  alcuna   copertura  finanziaria per  la  legge  di  riordino  del
  settore della forestazione.
   E'  stato  sottoscritto,  dunque,  un  accordo  sulla  carta   o
  sull'acqua
   Tutto ciò è cronaca.
   Siamo  ad oggi,  con una legge che certamente risente anche  del
  fatto  che siamo ad oggi,  e cioè alla vigilia dello scioglimento
  di  questa  Assemblea,  una legge che in  qualche  modo  prevede,
  onorevole Leanza, non la riduzione persino - poveraccio  -  delle
  risorse  del  Presidente della Regione che ha  diminuito  i  suoi
  capitoli  a  disposizione come quello della  Presidenza,  ma  che
  semplicemente prevede che alla copertura di cui agli  oneri   dei
  commi  1 e 2 si provveda  attraverso l'attualizzazione dei  fondi
  di  cui al comma 114 della legge 23 dicembre 2005 - e lei sa qual
  è  la  legge  - quindi nessuna riduzione dei fondi del Presidente
  della Regione. Ci si sta riferendo ad altri fondi.
   Stiamo  parlando di un dato,  ossia che questa  Regione  non  ha
  voluto  utilizzare  il  bilancio della Regione,  le  risorse  nei
  meandri  del  bilancio  della Regione, per ridurre  alcune  spese
  inutili  e  alcune spese demagogiche, per dare  risposta  ad  una
  vertenza - che ormai risale ad oltre cinque anni - che costituiva
  una  delle priorità della campagna elettorale del 2001,  cioè  la
  legge di riordino della forestazione.
   Alla  fine,  onorevole Leanza, lei rivendica  che  l'impalcatura
  della legge è buona   ma,  se l'impalcatura fa a cazzotti con  le
  risorse  che  sono state previste e con i limiti che  le  risorse
  previste   pongono  alla  stessa  impalcatura,  stiamo   parlando
  dell'impalcatura di un palazzo dove dentro non c'è il palazzo
   Quando  si  fissa  il meccanismo del 15 per  cento  non  si  sta
  innescando   un   meccanismo  di  progressione  o   comunque   di
  un'aspirazione ad un'aspettativa, si sta stabilendo che fatto  il
  15  per  cento  - poi qualcuno mi spiegherà come  si  fa  -  come
  meccanismo selettivo,  l'85 per cento aspetterà una nuova  legge,
  se ci sarà.
   Si  sta  stabilendo quindi che soltanto il 15  per  cento  degli
  attuali  centunisti o degli attuali centocinquantunisti avrà  una
  risposta,  l'85 per cento non avrà alcuna risposta  né nel  corso
  del  2007  né nel corso del 2008 o del 2009, non avrà più  alcuna
  risposta

    LEANZA Edoardo. Se governeremo  noi una risposta l'avrà

    CRACOLICI    Se  governerete voi    lo avete  già   dimostrato,
  cinque anni fa lo avevate detto     se governeremo noi'  ma siete
  arrivati  alla  fine  e oggi chiudete uno dei meccanismi  che  ha
  regolato la legge  numero 16,  ossia il turn over.
   Voi  cancellate perfino il turn over, cancellate  il  meccanismo
  di  sostituzione che in qualche modo ha dato una speranza  a  chi
  era dietro di potere andare avanti.
   Stabilite  un meccanismo rigido, secondo il quale chi  è  dentro
  il 15, bene, chi è fuori dal 15, si arrangi.
   Mi  pare che, da questo punto di vista, non si stia facendo  una
  legge  che  risponde  alla  giusta  richiesta  di  superare   una
  condizione di precariato e di incertezza permanente che  riguarda
  questo settore.
   Non  voglio entrare nei meandri di tutto ciò che poi attiene  al
  tema  forestazione,  ovvero alla  necessità  di  una  riforma  di
  sistema  di  cui  avrebbe  bisogno  questa  Regione  e   di   una
  organizzazione  di sistema anche in senso moderno,  produttivo  e
  più efficiente, perché questo è assolutamente marginale rispetto,
  se non come enunciazione di assoluto principio che nulla poi ha a
  che vedere con la realtà di ogni giorno. Ma, detto questo, al  di
  là  delle  chiacchiere di principio, il dato vero è   che  questa
  legge  arriva all'ultimo minuto, dopo che il Governo ....
     Onorevole  Leanza, non so cosa ha detto il Presidente  Cuffaro
  all'accordo  nel giorno in cui si è fatto, però ho  letto  quello
  che  ha detto Cuffaro. E, ad esempio, ho letto che l'accordo  del
  16 marzo prevedeva che il Governo mettesse 42 milioni di euro, 30
  più 12.
   Questo  accordo,  annunciato il 16 marzo, che  comunque  non  dà
  risposta al problema che io qui pongo, non è stato rispettato  il
  20  marzo. Noi oggi,  21 marzo  2006, siamo in Aula a distanza di
  cinque giorni  dall'annunciato accordo o dalla proposta fatta dal
  Presidente Cuffaro, perché ci sono 35 milioni di euro, non 30 più
  12.
   Allora  anche su questo, si dimostri che al di là degli accordi,
  al  di là dei comunicati stampa, rimangono gli  atti scritti  che
  fanno  la  storia. E  oggi stiamo decidendo che  in  sostanza  il
  meccanismo  che regolerà da qui in avanti ed io  sono sicuro  che
  certamente  -   poiché  per  noi il tema  della  forestazione   e
  dell'uso  produttivo  di questo sistema,  costituisce  uno  degli
  aspetti di riordino e di riorganizzazione della Regione  -   sono
  convinto  che certamente, se dovessimo vincere noi alle  prossime
  elezioni, questa costituirà una riforma prioritaria.
   Ferme  restando le difficoltà finanziarie rispetto  alle  quali,
  onorevole  Leanza e onorevole Assessore, la soluzione può  essere
  individuata   anche   diluendo  nei   limiti   delle   condizioni
  finanziarie di questa Regione la prospettiva di salto del gradone
  in un tempo più lungo.
   Il   tutto  può  non  risolversi  nell'arco  di  tre  anni,   ma
  probabilmente  anche  in  quattro,  cinque  anni,  se   c'è   una
  condizione  finanziaria  che  oggi  impedisce  una  risposta   al
  sistema,  ma  questo  sistema  che  avete  scelto  non   dà   una
  prospettiva, interrompe una speranza.
   Ed  è  per  questa ragione che noi ci batteremo durante  l'esame
  degli   emendamenti  perché  il  segno  di  questa   legge,   non
  l'impalcatura, il segno concreto che uscirà dall'Aula mantenga in
  piedi   la   prospettiva  di  una  speranza  per   chi   oggi   è
  cinquantunista,   centunista,   centocinquantunista,   di   poter
  aspirare  di  entrare nel sistema che migliora le  condizioni  di
  reddito e di lavoro dei lavoratori.

    PRESIDENTE     Ha   facoltà   di   parlare   l'Assessore    per
  l'agricoltura  e le foreste, onorevole  Leontini per  la  replica
  del Governo.

     LEONTINI   assessore per l'agricoltura e  le  foreste.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, il disegno di legge che  oggi  in
  Aula  cominciamo ad esaminare ha una sua origine in una  delibera
  di  Giunta  del maggio del 2005 che,  a seguito di una trattativa
  tra il Governo, l'Assessore e le rappresentanze sindacali stabilì
  due impegni.
   Il   primo  era  quello  di  un  adeguamento  del   compenso  ai
  lavoratori alle prescrizioni del contratto nazionale, adeguamento
  che  fu  fissato per il 2005, e che fu poi concretamente attuato;
  il  secondo impegno riguardava l'inizio di una trattativa per una
  riforma organica della legge numero 16 del 1996, rispondente alle
  evoluzioni  normative nazionali ed europee, capace di individuare
  prospettive   di  potenziamento  produttivo  dei  servizi   della
  forestazione,  di  ampliamento  della  superficie   boscata,   di
  stabilizzazione     del     personale     e     di      ulteriore
  professionalizzazione dello stesso attraverso  una  più  completa
  formazione.
   Tutto  ciò  è  stato  oggetto quindi di una trattativa  che  non
  dipendeva  da volontà arbitrarie o soggettive ma che era  sancita
  in atti di Governo, autorizzata da atti  di Governo, iniziata con
  volontà  di  Governo,   formalmente  affidata  a  documenti  e  a
  delibere della Giunta del Governo regionale.
   Nessuno  quindi  può nè prendere le distanze nè  disconoscere  i
  contenuti  della  trattativa chiusasi con un  accordo  e  non  mi
  risulta che ci sia stata sconfessione o disconoscimento nè  della
  trattativa nè dell'accordo e dei contenuti dell'accordo.
   Ripeto,   perchè  esso  era sancito da una  delibera  collegiale
  dell'intero  Governo e quindi non derivante   da  un'  iniziativa
  soggettiva dell'Assessore per l'agricoltura che poi,  invece,  su
  incarico e autorizzazione di quella delibera del maggio 2005,  ha
  gestito  le  trattative e gli incontri con le rappresentanze  dei
  lavoratori.
   La proposta oggi esaminata deriva quindi da quella trattativa  e
  da quell'accordo.
   Quando  quella trattativa ebbe inizio e si svolse, da  tutte  le
  parti si aveva piena la consapevolezza che la completa attuazione
  dell'accordo sarebbe dipesa poi da un rinvenimento delle  risorse
  di   natura  finanziaria  che  dovevano  essere  messe   a   base
  dell'attuazione concreta della norma.
   Nell'accordo  del  novembre  erano indicate  le  necessità,  non
  erano  indicate   le somme e le disponibilità attuali o  concrete
  nè  le  fonti,  ma  bisognava, ovviamente,  poi  adeguare   negli
  strumenti  finanziari e di bilancio   gli stessi   alle necessità
  inserite nell'accordo e quindi nel successivo disegno di legge.
   Tanto  è vero che i contenuti del l disegno di legge,  così  poi
  formulato,  così  positivamente formulato,   a   detta  di  tutti
  coloro  che   si sono succeduti nel commento -  non dico oggi  in
  Aula  perchè siamo alla vigilia della campagna elettorale  e  gli
  strumentalismi  prevalgono -  ma,  subito  dopo  la  sigla  degli
  accordi  disegno,  sono stati universalmente  apprezzati  sia  in
  ordine  alle  prospettive  di  potenziamento  dei  servizi  della
  forestazione,  sia  in ordine alle possibilità  di  potenziamento
  produttivo  degli  stessi servizi, sia riguardo alla  fuoriuscita
  dal  precariato dei lavoratori del comparto e del  settore,   che
  alla chiusura quindi del serbatoio del precariato che annualmente
  veniva  ad   essere incrementato, per una dignità definitiva  dei
  lavoratori  forestali  e  per  una prospettiva  di  definitiva  e
  compiuta professionalizzazione di questa attività nell'ambito  di
  un potenziamento dei servizi forestali.
   Tutto  ciò,  adeguato  alle norme europee,  ad  una  tutela  più
  completa  del  territorio,  ad una finalità  più  complessiva  di
  salvaguardia del territorio e tutto ciò nell'ambito,  quindi,  di
  una  visione  più aggiornata, più completa e più  rispondente  di
  tutte   le  prescrizioni  normative  riferite  al  settore  della
  forestale.
   La  Commissione quarta  Ambiente e territorio'  si è riunita  ed
  ha  apprezzato  tali  contenuti, dopo  l'intervenuta  sigla  agli
  accordi e dopo la delibera di Giunta.
   L'onorevole  Raiti che, pur avendo parlato prima,  ora  non   mi
  ascolta perché non è presente, avrebbe dovuto precisare, prima di
  intervenire,  assieme  all'onorevole  Gurrieri,  che  in   quarta
  Commissione  tutti  i rappresentanti presenti  dell'Unione  hanno
  votato  favorevolmente, pur sapendo che nella precedente riunione
  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari erano state già espresse,
  in  ordine  alla  dotazione finanziaria, quelle  riserve  che  il
  Presidente della Regione aveva manifestato.
   L'atteggiamento,  quindi, è duplice, perché  se  si  conoscevano
  quelle posizioni e quelle riserve, in Commissione il voto unanime
  o porta a superarle  o porta a dire che quando non prevalgono gli
  strumentalismi, comunque, si apprezzano positivamente i contenuti
  del  disegno  di  legge,  così come  in  Commissione  sono  stati
  universalmente  apprezzati, perché il  voto  in  Commissione,  lo
  ripeto, è stato unanime.
   Ed  il disegno di legge è stato valutato dalla Commissione,  che
  stavolta  non  è soltanto sigla sindacale, e non  è  soltanto  un
  accordo  tra  l'Assessore ed i sindacati,  e non è  soltanto  una
  delibera  di  Giunta,  perché  la  commissione  impegna  l'intero
  Parlamento.  Ed  in  Commissione c'era Forza  Italia  come  c'era
  l'UDC,  ma  c'era la Margherita, c'era l'Unione,  c'erano  i  DS,
  c'era  Rifondazione  e  c'era tutto  lo  scibile  della  sinistra
  mondiale. Tutto ciò, quindi, questa sera in questa Aula  non  può
  essere   sconfessato  o  capovolto  nel  suo  esatto   contrario
  Altrimenti   l'impostazione  che  prevale  è  quella  tipicamente
  strumentale della campagna elettorale

     GURRIERI    Chieda  al Presidente che cosa  abbiamo  fatto  in
  Commissione quando lei era a Tokio

    LEONTINI   assessore per l'agricoltura e  le  foreste.  Lei  ha
  frequentato  l'ambiente temporaneamente e solo  per  caso,  forse
  solo  per  una  presenza che le serviva elettoralmente;  in  quei
  pomeriggi,    se   lo   lasci   dire,  quando   l'Assessore   per
  l'agricoltura era a Tokio -  e lei avrà in mano gli  atti  perché
  sarò  io  stesso  a   procurarglieli -   l'ha frequentata  perché
  giorno  15,  presso  l'ambasciata italiana  di  Tokio    è  stato
  definito  l'accordo  per  gli ingressi degli  agrumi  italiani  e
  siciliani, nella fattispecie, nel mercato giapponese.
   Alla  presenza  dell'ambasciatore  Bova,  dei  tecnici  del  mio
  assessorato e degli emissari del Governo giapponese,  italiano  e
  l'Assessore per l'agricoltura, il quale si è recato in missione a
  Tokio  solo ed esclusivamente per questo motivo e per portare  43
  aziende siciliane alla più importante manifestazione ed occasione
  d'incontro    con   il   commercio   mondiale    degli    agrumi,
  dell'ortofrutta e della nostra olivicoltura e viticoltura.
   Solo  questo  era  il  fine  che spingeva  l'assessore   in  una
  spedizione  di  quattro  giorni,  che  ha  impegnato  il  Governo
  regionale  in  una  delle occasioni più importanti  a  tutela,  a
  promozione  e  per  lo   sviluppo  dell'economia  agricola  della
  Regione siciliana.
   D'altro  canto,  nella mia agenda non ho mai fatto  dipendere  i
  miei impegni dalle manifestazioni della piazza o dei sindacati. I
  sindacati, ovviamente, hanno una loro esigenza ed iniziativa,  io
  ne ho un'altra, il Governo un'altra ancora. Non mi sembra che noi
  siamo subordinati nelle nostre agende a far dipendere gli impegni
  di  Governo,  già  peraltro  anticipati  da  otto  mesi,  con  le
  manifestazioni  sindacali  promosse  nelle  ultime  due   o   tre
  settimane.
   Sgomberato,  quindi,  il campo da queste  facili  e  strumentali
  polemiche, il disegno di legge ha riportato, da parte dell'intero
  Parlamento rappresentato in Commissione, l'unanime condivisione.
   La  dotazione  finanziaria  rinvenuta  è  sicuramente  utile  ad
  applicare  il  disegno di legge nella parte che si  è  scelto  di
  applicare,  ma  che, comunque, è essa a garanzia  dell'attuazione
  dell'intero percorso che nel disegno di legge è disegnato.
   I  contenuti, quindi, che rimangono positivi e che da  parte  di
  tutti  sono  stati  rappresentati e sottolineati  come  positivi,
  non  possono essere rinnegati  nè possono essere oggi sacrificati
  ad  una  logica  che,   sebbene parziale,   tuttavia  non  li  fa
  scomparire  ma li fa rimanere tutti,  casomai,  li assegna  e  li
  affida   ad  una  sua azione più graduale,   che non  era  quella
  inserita nel  disegno di legge originario ma che tuttavia  rimane
  la  soluzione  ad una problema che  da dieci anni  attendeva  una
  risoluzione, un intervento ed un impegno di tutte le forze,   che
  c'è  stato  e  mi  pare  non possa non essere  riconosciuto  come
  positivo, costruttivo e fondamentale.

    PRESIDENTE   Non  avendo  alcun  altro  deputato   chiesto   di
  parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.
    Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Lo Porto


   Discussionedel disegno di legge nn. 1098-704-809/A  Misure per
  la stabilizzazione del personale precario proveniente dal regime
              transitorio dei lavori socialmente utili

    PRESIDENTE   Si procede con l'esame del disegno  di  legge  nn.
  1098-704-809/A   Misure  per  la  stabilizzazione  del  personale
  precario   proveniente   dal  regime   transitorio   dei   lavori
  socialmente utili   iscritto al numero 1).
   Invito  la  quinta Commissione  Cultura, formazione e lavoro'  a
  prendere posto  al  banco delle  commissioni.
   Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole Antinoro, presidente  della
  Commissione e relatore, per svolgere la sua relazione.

     ANTINORO   presidente della Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, mi auguro che  questo disegno  di
  legge,   che ha avuto, devo dire,   ad oggi, una vita intensa  ma
  breve, in Aula l'abbia ancor più breve.
   Credo  che questo Parlamento si appresti, se lo vorrà, a cercare
  di  mettere  un punto fermo rispetto ad una vicenda  che  si  può
  definire triste, si può definire piuttosto  lunga nel corso degli
  ultimi  venti  venticinque anni,  ma certamente una  vicenda  che
  merita una conclusione e che comunque almeno merita un inizio  di
  percorso che porti ad una conclusione.
   Volevo  ricordare  a tutti i colleghi,  ma anche  a  me  stesso,
  che  il  6  di  febbraio di quest'anno si è svolta una  sorta  di
  incontro tecnico,  di tavolo di lavoro,  di momento di confronto,
  un   dibattito  anche  aspro, anche  acceso  a  tratti,   ma  che
  certamente  ha delineato un percorso che arriva alla data di oggi
  ed a ciò che ci stiamo apprestando a fare.
   Quella  riunione  è  avvenuta in presenza del  Presidente  della
  Regione,   è  avvenuta  con  la presenza  di  rappresentanti  dei
  comitati  dei precari siciliani,  è avvenuta alla presenza  delle
  organizzazioni sindacali,  è avvenuta chiaramente  alla  presenza
  del Governo, del Presidente della Regione e dell'Assessore Scoma,
  di  me  personalmente e di tanti altri deputati che hanno  inteso
  dare il loro contributo.
   Il  contributo che stasera proponiamo parte dal presupposto  che
  il  precariato  siciliano  ha determinato  le  condizioni  di  un
  impoverimento,   tra  virgolette,   di  una  generazione,  perché
  quando  tanti anni  fa,  alla fine degli anni ottanta,  i  leader
  politici  che  oggi professano-  diciamo così -  la  vicenda  del
  precariato  siciliano,    a  quell'epoca  creavano  e  sfornavano
  precariato,  a  quell'epoca creavano  e  sfornavano   cooperative
  sociali  dell'allora cosiddetto ex articolo 23, per  cui  ritengo
  che  su quei giovani dell'epoca si siano determinate una serie di
  speranze che poi non sono state soddisfatte  nei tempi e nei modi
  in cui avrebbero dovuto  essere soddisfatte.
   Tenere  infatti  un  giovane o una giovane all'età  di  venti  o
  ventuno  anni  con  l'idea  che da lì  a  qualche  mese   sarebbe
  diventato dipendente del Comune o dipendente della Regione  o  di
  qualche  altro ente,   credo che sia  stato parecchio pericoloso,
  oggettivamente  increscioso e certamente ha dato  modo  a  questi
  giovani dell'epoca -  io li definisco ex giovani-  ha dato  luogo
  ad una serie di speranze che purtroppo non si sono realizzate.
   Va  precisata  una  cosa, questo Governo e  questa  maggioranza,
  nel corso del quinquennio della legislatura che ci apprestiamo  a
  concludere,   ha determinato con almeno due leggi, una  dell'anno
  2002  e  l'altra  dell'anno 2003, una  grande  spinta  in  avanti
  rispetto  alla stabilizzazione del precariato negli  enti  locali
  siciliani.
   Se  oggi parecchie migliaia di giovani hanno già un contratto di
  diciotto o di ventiquattro ore settimanali -  mi rendo conto  che
  non  è  il  massimo  del  risultato -  e   quelli  della  Regione
  siciliana  invece di trentasei ore settimanali,   credo  che  sia
  anche merito di quelle norme che sono state votate da quest'Aula,
  di  norme che sono state volute da questa maggioranza, da  questo
  Governo,  di  somme  che con grande sacrificio  -   a  spese  del
  bilancio   regionale  e  così  era  giusto  fare-  si  sono   poi
  realizzate.
   La   spinta  in  avanti  che  oggi  vogliamo  dare  non  è  oggi
  definitiva,  questo va detto con forza e con  chiarezza,  però  è
  certamente una norma che ci mette nelle condizioni di far sì  che
  il  2006  sia  l'anno  della svolta, sia  l'anno  nel  quale   si
  iniziano una serie di procedure con le somme in bilancio che oggi
  il  Governo,  con grande sacrificio, è riuscito a  trovare,   che
  ammontano  a  36 milioni di euro. Ci si appresta ad  iniziare  un
  ragionamento  ed   un  percorso  che  negli  anni  a  venire  può
  determinare una serie di condizioni.
   La  vicenda del precariato non è soltanto di una parte politica;
  è una vicenda che riguarda tutte le parti politiche in campo alla
  fine   degli   anni   ottanta   che  deve  oggi  responsabilmente
  riguardare  tutte  le  parti politiche che  oggi  si  confrontano
  nell'agone della Regione siciliana.
   E'  una  vicenda  che  comunque va definitivamente  chiusa.  Una
  vicenda  che inizia stasera e che avrà la fine con l'approvazione
  del  disegno  di legge, che mi auguro non subisca stravolgimenti;
  il buon senso e la responsabilità della deputazione regionale che
  vorrà votare finirà per determinare le condizioni di avvio di  un
  percorso. Ritengo che avremo modo nel corso del dibattito in Aula
  sull'articolato   di  confrontarci e  pertanto  concludo  il  mio
  intervento.
   Volevo  a  margine  ringraziare  il  dottore  Di  Gregorio,   la
  dottoressa   Ingrao  e  tutti  i  funzionari  della   Commissione
   Bilancio'  e della Commissione   Cultura, formazione  e  lavoro'
  per  il  lavoro  svolto  e per l'ausilio prestato,  il  Dirigente
  generale dell'Agenzia regionale dell'impiego per il supporto dato
  ai  lavori della Commissione e tutto lo staff dell'Assemblea  che
  ha  reso  possibile una serie di conteggi astrusi, e  in  qualche
  caso anche piuttosto complicati ed anche misteriosi, che ci hanno
  dato  la  possibilità di avere un quadro chiaro e definitivo  che
  stasera proponiamo e dal quale riteniamo di partire.

     PRESIDENTE   Dichiaro  aperta  la  discussione  generale.   E'
  iscritto a parlare l'onorevole Giannopolo. Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO   Signor   Presidente, onorevoli  colleghi,   volevo
  esprimere  preliminarmente una soddisfazione derivante dal  fatto
  che,   in  sede di discussione della legge finanziaria,  è  stato
  approvato  un  ordine  del  giorno a firma   mia,  dell'onorevole
  Antinoro e dell'onorevole Leanza che impegnava il Governo ed   il
  Parlamento a prendere in esame i disegni di legge che ponevano il
  tema  del  riordino della legislazione in materia di  precariato,
  con riferimento al bacino dei lavoratori socialmente utili.
   Oggi  siamo arrivati a discutere di un testo che in qualche modo
  si  pone  l'obiettivo  del riordino della materia  anche  se,  mi
  permetto  di  dire,  ulteriori  elementi  di  chiarimento   sulla
  normativa  di  riordino e di semplificazione  della  materia  del
  precariato,   con  riferimento ai lavoratori  socialmente  utili,
  vanno ulteriormente determinati.
   Non  possiamo,  al tempo stesso, non considerare le  motivazioni
  ed   il modo con cui giungiamo a questo disegno di legge. Infatti
  dobbiamo  sapere  che  quando si è approvato  il  bilancio  della
  Regione, così come avevamo avuto modo di segnalare nel corso  del
  dibattito  in  quest'Aula,  allorquando  il  Governo  propose  un
  emendamento  di 87 milioni di euro che spostava dal  Fondo  unico
  per  il precariato alle varie rubriche del bilancio, riferite  ai
  vari  assessorati, per potere stipulare circa 4.700 contratti  di
  diritto privato a 36 ore.
   Noi  abbiamo  avuto modo di segnalare in quest'Aula  che  quella
  manovra,  ancorché  in  linea generale non contestabile  rispetto
  all'obiettivo  di  dare ai precari la prospettiva  delle  36  ore
  settimanali   -   orario   di  lavoro  normale   nella   Pubblica
  amministrazione  e  quindi in se e per  se  è  un  obiettivo  cui
  bisogna tendere in modo permanente -, si svolgeva a scapito  e  a
  discapito di altri lavoratori il cui destino di stabilizzazione è
  legato al Fondo unico per il precariato.
   Dico  ciò  perché  in  tutta questa vicenda  della  mancanza  di
  risorse   finanziarie  per  la  stabilizzazione  dei   lavoratori
  forestali,  dei  lavoratori LSU o dei lavoratori  contrattisti  a
  mezzo  tempo,  si dimostra come sia l'iniziativa  del  Governo  a
  creare   la   complicazione  in  ordine  proprio   alle   risorse
  finanziarie.  E' il comportamento del Governo che  crea  problemi
  in  ordine  alla  compatibilità finanziaria.  Si  sarebbe  dovuto
  limitare il prelievo dal Fondo unico per il precariato non di  87
  milioni  ma di appena 50, 55 milioni. Era giusto fare  in  questo
  modo, così come, signor Presidente, era giusta la segnalazione da
  me fatta sull'illegittimità di quell'emendamento, perché al Fondo
  unico  per  il  precariato si attinge e si attingeva  sulla  base
  delle  disposizioni di legge che stabilivano e stabiliscono che a
  quel Fondo non si accede per 36 ore, ma in una certa misura per i
  contratti  di  diritto privato  a mezzo tempo, con un  contributo
  del  90 per cento della Regione, se il contratto è a tempo  pieno
  per  il  40  per  cento;  invece il  Governo  ha  violato  quella
  disposizione perché ha avuto accesso al Fondo unico  per  il  100
  per cento.
   Se  nel bilancio  ciascuna Rubrica di ciascun assessorato  fosse
  stata  pensata  per coprire la differenza, oggi noi  avremmo  più
  risorse finanziarie.
   Non  fu  sufficiente il  rimpinguamento di ulteriori 20  milioni
  di  euro  perché  anche  all'epoca  abbiamo  segnalato  di  avere
  presentato  un  emendamento  che  raddoppiava  ulteriormente   la
  dotazione del Fondo con l'obiettivo di portarla a 320 milioni  di
  euro.
   Oggi,  abbiamo  una dotazione del Fondo unico per il  precariato
  che  è  di circa 298 milioni di euro per il 2006, perché  per  il
  2007 ammonta a  298 milioni di euro meno 20 e più  16.
   Ciò   che  ha  detto  l'onorevole  Antinoro,  presidente   della
  Commissione, relativamente ai 36 milioni di euro, è  valido  solo
  per il 2006; invece per il 2007 ed il 2008, il Fondo unico per il
  precariato è diminuito di 20 milioni di euro, quindi presenta una
  dotazione  di  278 milioni di euro per il 2007  e  per  il  2008.
  Pertanto, intendo precisare che non è assolutamente vero  che  il
  Fondo, per gli anni successivi,  è ulteriormente incrementato  di
  36 milioni di euro.
     Quel  comportamento  del  Governo  fece  emergere  una  chiara
  discriminazione,  cioè  un tentativo di dividere  e  di  mettere,
  forse  come  effetto indiretto voluto e non voluto, un lavoratore
  contro  l'altro.  E  stiamo parlando,  il  più  delle  volte,  di
  lavoratori  che  hanno  la  stessa  origine,  la  stessa   storia
  lavorativa,  molto  spesso  anche la stessa  storia  di  percorso
  lavorativo  all'interno  dello  stesso  ente,  all'interno  degli
  stessi uffici.
   L'effetto  di  quell'emendamento  fu  quello  di  mettere  l'uno
  contro l'altro i lavoratori. Ma noi giungiamo a questo disegno di
  legge  anche perché abbiamo avuto modo di segnalare,  più  volte,
  come con l'articolo 25 della legge 21/2003 si sia voluto fare  un
  ulteriore salto al processo di stabilizzazione bloccatosi  con  i
  circa  9000  contratti di diritto privato  avviati  nel  2001  ed
  entrati  in funzione successivamente; con l'articolo 25 si  pensò
  di far fare un ulteriore salto al processo di stabilizzazione che
  nel  frattempo si era arenato e aveva messo la Sicilia fuori  dal
  processo  che a livello nazionale, con il decreto Salvi  81/2000,
  aveva stabilito il principio che entro il 31 dicembre del 2003 si
  doveva  svuotare totalmente il bacino dei lavoratori  socialmente
  utili,  lo  si  definì regime transitorio, ad una  condizione  di
  lavoro non più precario ma stabile.
   La  Sicilia  era  ed é  l'unica Regione che ha  oltrepassato  la
  data del 31 dicembre 2003 lasciando pressoché intatto il processo
  di  stabilizzazione  ancora  da completare.  La  stabilizzazione,
  quindi, aveva segnato il passo e noi questo l'avevamo anche detto
  nel  corso dell'esame dello stesso disegno di legge di variazione
  di bilancio oltre che di legge finanziaria.
   I  fatti,  poi,  si sono incaricati di dire che in qualche  modo
  avevamo  ragione,  ma noi qui non vogliamo rivendicare  alcunché,
  poiché oggi la questione non è questa, bensì è quella di dare una
  soluzione definitiva al problema che abbiamo davanti.
   Le  questioni che riteniamo debbano essere affrontate, e che  in
  parte  il  disegno di legge affronta, sono il fatto che  dobbiamo
  stabilire  il  principio  che  la prestazione  oraria  lavorativa
  settimanale   deve   essere   di   24   ore   almeno,   superando
  l'impostazione data con l'articolo 25 della legge 21/2003  e  con
  la  stessa  legge 24/2000 per cui la retribuzione  minima  doveva
  essere di 671 euro.
     Noi  riteniamo  e  ritenevamo che, invece,  fosse  più  giusto
  parlare  di  prestazione oraria allo scopo di  consentire  che  i
  miglioramenti  contrattuali giocavano a favore del  lavoratore  e
  non  contro il lavoratore, come quella previsione in qualche modo
  ha  comportato nella sua applicazione pratica presso quasi  tutti
  gli enti.
   Noi  avevamo  posto il problema di adeguare il  contributo  agli
  enti  locali,  perché non era assolutamente ipotizzabile  che  la
  Regione pensasse di finanziare il processo di stabilizzazione con
  il  45-46 per cento di contributo rispetto ad un contratto di  18
  ore  e avevamo posto anche il problema della proporzionalità  tra
  gli enti in relazione al cofinanziamento da parte degli enti, nel
  senso  che l'ente che ha di più è giusto che finanzi maggiormente
  rispetto ad un ente possibilmente di piccole dimensioni che è  in
  grado di mettere meno in termini di cofinanziamento.
   Noi  abbiamo posto il problema di una chiarezza sulla platea dei
  lavoratori  socialmente  utili e  dei  lavoratori  che  hanno  un
  contratto   di   diritto  privato  o  che  hanno   contratti   di
  collaborazione  o  lavoratori a progetto,  come  si  suole  dire.
  Tutto  ciò, devo dire,  è in qualche modo introdotto nel  disegno
  di  legge  con l'elenco speciale.  Noi avevamo posto il  problema
  della graduatoria presso ogni ente per le assunzioni definitive e
  questo è presente nel disegno di legge.
   Tuttavia,  i  problemi  che  abbiamo davanti  sono  questi.  Noi
  dobbiamo decidere se operare attraverso ulteriori discriminazioni
  o  se assumere dei criteri rispetto ai quali l'atteggiamento  del
  Parlamento e del Governo non introduca ulteriori discriminazioni.
   Quindi,  da questo punto di vista, dobbiamo sapere che  rispetto
  ad  una  platea molto articolata di lavoratori socialmente utili,
  di  contrattisti  che  hanno una diversa storia  ed  una  diversa
  anzianità,    rispetto  a  tutto  questo,  dobbiamo   ricostruire
  principi e criteri di parità e di eguaglianza.  Questo è un punto
  fondamentale.
   Noi  abbiamo 6.900  contrattisti a 18 ore, poi abbiamo  11  mila
  contrattisti, cosiddetti PUC della Regione, che sono passati a 36
  ore,  poi  abbiamo  avuto 3.600 LSU regionali  che  sono  passati
  direttamente  a  36  ore,  abbiamo 8.700 contrattisti,  ai  sensi
  dell'articolo  25  della  legge  21  del  2003,  di   cui   4.700
  provenienti  dall'ex  articolo 23,  tutti  a  18  ore  e  4  mila
  provenienti dalla circolare 331, dopo il 98, tutti a 18 ore e con
  il  fatto  che la Regione, rispetto a questi, eroga un contributo
  pari  a  circa il  45 per cento.   Poi abbiamo 12.600 LSU di  cui
  6.910  sono  stati  introdotti nel bacino dei lavori  socialmente
  utili  a  partire  dal  98  e 5690 sono stati  avviati  con  l'ex
  articolo 23 nel triennio 89, 90 e 91.
   Oggi,  questo  disegno  di  legge  introduce  il  principio  che
  rispetto ai 6.910 lavoratori socialmente utili discendenti  dalla
  circolare   331  non  c'è  una  data  entro  cui  completare   la
  stabilizzazione,  si  introduce il principio  che  per  5.690  ex
  articolisti del bacino dei lavori socialmente utili si propone un
  contratto fino a 24 ore. Dico ciò  perché la Commissione, invece,
  aveva esitato un disegno di legge che prevedeva 24 ore e non fino
  a  24  ore,  ma  questo è tema di discussione rispetto  al  quale
  presenteremo adeguati emendamenti.
   La  proposta  che  qui viene fatta è di un contratto  che  abbia
  validità per sei mesi.
   Signor  Presidente, la avverto ed avverto anche gli uffici:  noi
  dobbiamo sapere qual è la portata di questa previsione, in quanto
  o  reintroduciamo  il  principio che i  contratti  possono  avere
  durata  anche  inferiore ai 12 mesi, in questo caso  6  mesi,   o
  altrimenti  non  è applicabile, infatti, è inconcepibile  che  un
  ente  stipuli un contratto - che ai sensi dell'articolo 12  della
  legge  85  ha la durata di un anno - la cui copertura finanziaria
  è invece assicurata per sei mesi.
   Cosa  si vuole dire? Che gli altri sei mesi deve metterli l'ente
  di  riferimento  che fa il contratto?  E' impossibile.  Significa
  buttare fumo negli occhi, significa illudere le persone.  Allora,
  o  si ha il coraggio di modificare l'articolo 12 della legge 85 o
  altrimenti  dobbiamo dire che la durata del contratto rimane  per
  un  anno e bisogna trovare la copertura finanziaria per un  anno,
  anche  a  partire dai 5.690 LSU che il Governo - voglio  dirlo  -
  voleva stabilizzare a 18 ore. Siamo arrivati a 24 ore e questo  è
  sicuramente un passo avanti.
   Noi   dobbiamo  affrontare  e  risolvere  detta  questione.  Noi
  proponiamo di risolverla individuando il bacino dei lavoratori ex
  articolo  23  da portare tutti a 24 ore, che siano  i  PUC,  cioè
  quelli  che  furono  inclusi nei progetti di  utilità  collettiva
  avviati  nel  2001, che siano i 4.700 ex articolo 23 avviati  con
  l'articolo  25 della legge 21/2003, che siano i 5.690  lavoratori
  ex  articolisti  che  fanno  attualmente  parte  del  bacino  dei
  lavoratori socialmente utili.
   Questo  è  il  principio che proponiamo, cioè chiudere  con  una
  fase  sulla  base  di un criterio che è quello di  anzianità,  di
  avviamento, chiudere con un settore e, successivamente, avere  un
  secondo  tempo  di  chiusura  dei  lavoratori  socialmente  utili
  affrontando il problema degli altri 6.910 ASU e degli altri 3.000
  contrattisti  che  attualmente sono a 18 ore e che  non  facevano
  parte dell'ex articolo 23.
   Questa  è  la  proposta che mettiamo in campo in questo  preciso
  momento.   E'  una  proposta  che  può  trovare  delle  soluzioni
  ragionevoli,  delle soluzioni possibili. Noi abbiamo individuato,
  in  Commissione bilancio, la copertura finanziaria possibile,  la
  possiamo anche affinare e concordare,  ma non possiamo introdurre
  elementi di confusione, di inapplicabilità delle norme, in quanto
  non faremo altro che penalizzare ulteriormente questi lavoratori.
   Ecco  perché  -  e  concludo  ringraziandola  signor  Presidente
  -riteniamo  che la legge debba essere fatta con questi  opportuni
  correttivi.  Io  spero solo che, sulla base  di  una  discussione
  costruttiva, franca, serena, si possa segnare un punto importante
  da  parte di questo Parlamento rispetto a gente che aspetta da 17
  anni  di  avere un barlume di speranza e di certezza, soprattutto
  per poter affrontare la vita futura.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  per  evitare  che  si  sfori
  oltremodo,  invito tutti gli iscritti a parlare  a  rispettare  i
  tempi regolamentari.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo. Ne ha facoltà.

    ODDO   Signor  Presidente, le cederò alcuni  minuti  che  potrà
  impiegare  come  riterrà più opportuno, prima di tutto  perché  -
  come  dicevo  poc'anzi - non credo che sia opportuno ripeterci  e
  l'intervento  dell'onorevole Giannopolo  mi  permette  di  andare
  oltre  le  cose che ha citato con estrema puntualità, per  quanto
  concerne  sia  le  tipologie, sia gli interventi legislativi  che
  sono stati in questi anni posti in essere.
   Il  problema non è solo quello dei 17 anni, problema citato  dal
  collega   Giannopolo  nella  parte  finale  del  suo  intervento.
  Indubbiamente,  sono 17 anni in cui molte cose  sono  accadute  e
  molto,  anche da questo punto di vista,  ha segnato  il  percorso
  cosiddetto lavorativo-professionale che dovremmo approfondire.
   Spesso,  anche  nelle  varie realtà,  il  lavoratore  cosiddetto
  precario,  colui  che  ha fatto per esempio l'esperienza  dell'ex
  articolo 23, viene vissuto come qualcosa che non è utile, come se
  non  fosse un patrimonio dell'Amministrazione pubblica,  come  se
  quella professionalità acquisita nel corso di lunghi anni sia  un
  qualcosa che possa essere trattata così, con i provvedimenti  che
  il  Governo  si  accinge,  tutto  sommato,  ad  utilizzare  anche
  rispetto a questa tornata  delicatissima dei lavori d'Aula perché
  siamo ormai nella fase conclusiva.
   Non  voglio  articolare un intervento a difesa  di  migliaia  di
  persone, voglio solo dire che dobbiamo  pensare che tutto ciò sia
  una  vera e propria ricchezza e ce ne dobbiamo convincere in modo
  da  vedere cosa rappresenti realmente quel personale, in che modo
  quel personale possa essere utile alla Pubblica amministrazione -
  chiudendo  la  pagina, onorevole Assessore per il  lavoro  -  noi
  siciliani  abbiamo  interesse  a  chiudere  quella  pagina  -   e
  chiudendola bene. Questi sono gli obiettivi di fondo.
   Il  nostro  obiettivo,  stasera,  non  è  quello  di  scavalcare
  qualcuno,  ma è quello di segnalare che questa non è la soluzione
  adeguata.
   Poc'anzi  si  è parlato - mi sono sforzato di essere  obiettivo,
  in  quanto ognuno di noi esercita il proprio ruolo fino in fondo,
  senza  sconti  per alcuno, perché se così fosse i  cittadini  non
  capirebbero  più  ciò  che accade nelle stanze  cosiddette  della
  politica o nelle assemblee elettive - dell'approvazione o meno in
  Commissione del testo sui forestali, eccetera.
   Ebbene,  non  è così come tutti sappiamo. Abbiamo  fatto  altro,
  soprattutto   in  Commissione  bilancio;  abbiamo   fatto   altro
  soprattutto   nella   Commissione  quando,  invece,   l'onorevole
  Leontini poco fa si arrampicava sugli specchi per far capire  che
  stasera stiamo facendo uno sforzo, quasi per strumentalizzare  la
  vicenda,  o  quasi  per distillare, in quest'Aula,  chissà  quale
  forma di demagogia.
   Andiamoci  piano,  perché ognuno di noi  ha  ben  presente  cosa
  siano  stati  questi anni, come evidentemente  il  personale  sia
  stato   nel  tempo  selezionato,  come  sia  stato  messo   nelle
  condizioni  più o meno di essere mortificato, come sia cresciuta,
  anche  con  passione, una certa formazione  dal  punto  di  vista
  professionale e lavorativo, come oggi si presenti - come ha detto
  l'onorevole Giannopolo - un quadro di profonda ingiustizia.
   Non  è  giusto  che  chi  ha addirittura  una  certa  cosiddetta
  anzianità - non potremmo invero neppure definirla di servizio  ma
  un'anzianità  di  esperienza -, in questo mondo  così  complesso,
  veda oggi non solo colleghi con minore anzianità, ma colleghi che
  hanno   avuto  anche,  nel  corso  degli  anni,  possibilità   di
  impegnarsi  per  le  mansioni  svolte  in  maniera  possibilmente
  diversa da loro che, invece, non hanno guardato i minuti, le ore,
  che oggi reggono uffici importanti delle amministrazioni locali e
  guardano a questi come  figli di un Dio minore'.
   La  soluzione  non  possiamo  individuarla  nel  semestrale,  lo
  diceva prima l'onorevole Giannopolo.
   Noi  individuiamo la soluzione con un semestrale e vorremmo  che
  questa  fosse  recepita  come una grande operazione  politica  da
  parte  di questo Governo? Sarà demagogia, ma non credo che stiamo
  trasmettendo un'ansia positiva; vogliamo essere costruttivi,  non
  ci  interessa  agitare  le  bandiere, ci  interessa  trovare  una
  soluzione  che  tenga insieme, oggi, le esigenze di  migliaia  di
  famiglie.
   Il  precario, nell'immaginario collettivo, è qualcosa di cui  si
  può fare a meno, il precario è qualcosa che ancora è giovane,  ma
  non è più così da tempo e lo sappiamo
   Se  riuscissimo  a  fare il punto, in un clima  di  concordia  e
  riuscissimo  a  capire che anche il ritornello   non  ci  sono  i
  fondi'  non  funziona  Sappiamo bene che non viviamo nell'era  in
  cui  si fa subito riferimento al pozzo di San Patrizio e troviamo
  tutto,   non  vogliamo, infatti, anche da questo punto  di  vista
  esasperare  niente,  ma sappiamo bene che a parte  quello  che  è
  successo  -  come  ricordava l'onorevole  Giannopolo  durante  il
  ragionamento sul bilancio - sul Fondo unico per il precariato,  o
  su  come abbiamo articolato alcuni tentativi, quella sera, quando
  abbiamo  presentato  quell'emendamento  per  aumentare  quel  più
  ventimilioni - c'era il principio dei vasi comunicanti (tolgo  di
  qua,  metto di là), ed alla fine erano meno, l'abbiamo  segnalato
  ed abbiamo detto di fare uno sforzo, mettendo altri venti milioni
  perché se non alla fine si sarebbe trovato il cosiddetto inghippo
  -, però, non ci avete dato ascolto.
     Non voglio dire che avevamo la ricetta magica quella sera.  Ma
  non  ci  avete dato ascolto, anzi avete vissuto la cosa - ricordo
  l'intervento  del Presidente della Regione - come una  forzatura,
  come se non ci rendessimo conto di quello che stava accadendo.
  Ora  è stupido dire: avevamo ragione. Quella sera, alla fine,  la
  maggioranza  ha scelto un percorso. Sapeva bene di  che  cosa  si
  trattava.  Sapeva  bene che il decremento che subiva  quel  Fondo
  avrebbe comportato alcune questioni.
   Vedete,  dobbiamo  cantarcela tutta  Voi state  intervenendo  su
  una pressione enorme; sicuramente non l'avreste fatto.
   Caro  Assessore, purtroppo io dico ciò che penso. E'  così.  Voi
  vi  siete  convinti  che questa non era materia  da  trattare  in
  questa  fine legislatura. Avete tentato di rimandare il  tutto  a
  chi  verrà  e noi speriamo per la Sicilia che non rimaniate  voi.
  Spero  che  sia  veramente  un  cambio  di  pagina.  E  lo   dico
  sommessamente,  non  lo  dico per sventolare  le  bandiere  della
  campagna elettorale. Lo dico perché sono convinto che avete fatto
  male e che siete intervenuti soltanto quando avete avuto il fiato
  sul collo, o avvertito il pericolo di perdere consensi, in quanto
  avete  considerato anche il mondo dei precari come massa solo  di
  manovra  elettorale,  per  dare  qualche  contentino  al  momento
  giusto.
   Guardate  che  siete veramente su una strada sbagliata.  Qui  si
  tratta  di  esperienze che hanno forgiato intere generazioni,  si
  può dire, non la voglio enfatizzare, ma è così.
   Allora,  a me sembra, e ho concluso, signor Presidente,  che  le
  proposte  articolate  nel  disegno di  legge  e  gli  emendamenti
  presentati siano ragionevoli.
   Fermiamoci  un  attimo.  Vediamo in che misura  possiamo,  tutto
  sommato,  mettere assieme un qualcosa che esca da questa  visione
  che  volete,  a  tutti i costi, impostare per non fare  un  passo
  avanti  qualitativo, per non cambiare pagina e  sapete  bene  che
  anche  il  tentativo dell'assessore Leontini di ridicolizzare  il
  fatto   che  noi   avevamo  indicato  con  emendamenti  specifici
  soluzioni anche dal punto di vista della copertura finanziaria, è
  un tentativo ridicolo.
   Voi  lo  sapete  quanto noi, che riuscire a dare  una  copertura
  finanziaria   seria   e   vera   all'impianto   legittimo   delle
  ventiquattro ore, non della semestralità, del guardare  a  questo
  pianeta  in maniera attenta, non solo nelle pieghe del  bilancio,
  non solo per gli strumenti finanziari che abbiamo a disposizione,
  si può fare. Ebbene, facciamolo.
   Noi  lo  vogliamo fare sotto forma, non di una sfida, ma  di  un
  invito  civile, democratico, a risederci un attimo,  a  non  fare
  l'errore  che in questa fase ognuno si attesterà solo ad elementi
  anche di spinta elettorale.
   Facciamolo  e credo che, tutto sommato, abbiamo fatto  una  cosa
  giusta  che  parte da presupposti, anche veri, di  anni  vissuti,
  anche  in una situazione non solo dal punto di vista retributivo,
  ma  anche  dal  punto di vista delle condizioni di  ogni  singolo
  lavoratore che la mattina deve essere sempre più motivato.  Altro
  che  lesinare  le ore. Queste sono le cose che contano  anche  in
  questa nostra benedetta Terra.
   Se  noi  riuscissimo  a  chiudere  gradualmente  questa  pagina,
  sarebbe  un vanto per tutti noi. C'entra poco, poi, la cosiddetta
  spinta dal punto di vista elettorale.

    PRESIDENTE  E' iscritto  a parlare l'onorevole Laccoto.  Ne  ha
  facoltà.

    LACCOTO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo  che
  questa  del  precariato sia una brutta storia di  questa  Regione
  che,  purtroppo, giunge in Aula sotto l'incalzare della  protesta
  dei  forestali,  ed arriva dopo circa otto sedute di  Commissione
  Bilancio andate deserte; dopo che tutti i giornali della  Sicilia
  hanno  riportato con grande enfasi le parole del Presidente della
  Regione  il quale ha sostenuto che stanzierà 80 milioni  di  euro
  per i precari e stabilizzerà tutti i precari.
   Ebbene,  questa  è veramente una storia triste. Io  cercherò  di
  non  ripetere  quello che ha detto l'onorevole Giannopolo  perché
  siamo  qui  in  una  situazione in cui non  dobbiamo  cercare  di
  illudere  una generazione che, di elezione in elezione, ha  avuto
  sempre disillusioni.
   Il   risultato  è  questa  proposta di legge  che  non  possiamo
  chiamare stabilizzazione ma tentativo di far comprendere a  tutti
  i  precari  degli  enti  locali, che sono  oltre  ventimila,  che
  praticamente si sta pensando a loro. Di fatto, questa è una legge
  inattuabile   in  quanto  vi  sono  dei  contratti  triennali   o
  quinquennali di diritto privato che non possono certamente essere
  modificati in contratti semestrali.  E al di là del fatto annuale
  resta  un  fatto: nutro serie preoccupazioni per quanto  riguarda
  una  copertura che dovrebbe arrivare sempre da fondi dello Stato;
  lo  stesso  dicasi  per  quei 105 milioni  di  euro  in  più  che
  teoricamente dovevano giacere nel fondo degli enti locali  e  che
  invece  non  esistono, in quanto pendente il contenzioso  con  lo
  Stato, questi fondi sono ancora da addivenire.
   Tuttavia, vi è un altro problema ancora più grave, vale  a  dire
  che  rispetto a quella che è stata qui in quest'Aula anche la mia
  battaglia,  lo  ricorderà signor Presidente, quando  io  feci  la
  battaglia sui precari, sull'emendamento dei venti milioni in  più
  dal  fondo  unico  del  precariato, quando l'emendamento  firmato
  assieme ad altri colleghi venne bocciato a scrutinio segreto, ora
  ci  troviamo una differenziazione enorme fra quelli  che  sono  i
  precari regionali, che tra l'altro hanno una stabilizzazione a 36
  ore, con contratto quinquennale e con tutte le indennità previste
  per  gli  impiegati  regionali, ed una non  risposta  assoluta  a
  quelle  che  sono  le  aspettative e le illusioni  fino  al  mese
  scorso,  quando  su  tutti i quotidiani  della  Sicilia  uscirono
  pagine  e pagine con l'indicazione che tutti i ventimila  precari
  sarebbero stati sistemati.
     Da allora il disegno originario venne riportato in Commissione
  Lavoro,  ivi  restò  per  settimane e settimane,  quest'Aula  era
  deserta  a  causa dell'assenza dei componenti della  maggioranza,
  così  come la Commissione Bilancio. Oggi il provvedimento  giunge
  in Aula in un momento preelettorale e certamente non è un disegno
  di  legge di stabilizzazione perché non vi sono gli elementi base
  per poterlo definire  di stabilizzazione.
   Io  non capisco come un Governo, un Presidente della Regione, si
  possa muovere solo dopo le manifestazioni di piazza. La verità  è
  che i disegni di legge sui precari e sui forestali sono andati in
  Commissione subito dopo la grande manifestazione organizzata  dai
  forestali,  che  certamente  sono più organizzati  dei  ventimila
  precari degli enti locali. In questo io ritengo che nessuno possa
  assumersi   o  possa  parlare  con  enfasi  di  un  progetto   di
  stabilizzazione dal momento che stabilizzazione non è
   Vedo tra l'altro all'articolo 13 del provvedimento in esame  che
  ancora     vengono  quantificati con il comma 2  dell'articolo  4
  della  legge regionale del 30 gennaio 2006, n. 2, gli  oneri  che
  sono  incrementati per il triennio 2006-2008 di cinquemilioni  di
  euro.
   Rispetto ad una insufficienza, anche minima, anche per dare  una
  risposta  minima ai precari, nello stesso disegno  di  legge,  si
  incentivano di cinquemilioni di euro altri fondi per i regionali.
  Questo  è  l'assurdo  di  una concezione.  Ritengo  che  non  sia
  accettabile. Non è accettabile al di là di quello che è stata  la
  relazione del Presidente della Commissione. Io sono un sindaco  e
  mi  rendo  conto  che la differenziazione operata  tra  gli  enti
  locali,  per i comuni fino a 5.000 abitanti, del  90  per  cento,
  da  5.000  a 15.000 abitanti dell'85 per cento, e così  via,  non
  rende attuabile una legge, perché vi sono dei comuni che superano
  di poco i 5.000 abitanti che hanno addirittura 80 precari.
   Ditemi  come è possibile che questi enti locali possano  mettere
  a disposizione questo 15 per cento  Ditemi come è possibile, dato
  che  la  Regione  non ha pagato agli enti locali  le  ultime  due
  trimestralità per il contributo ordinario, al di là  degli  altri
  oneri,  straordinari, eccetera, come possono affrontare gli  enti
  locali  questo  problema con una copertura e con  un  disegno  di
  legge  che  a  mio  avviso   fa acqua da  tutte  le  parti ?  Non
  possiamo,  ecco,  rivedere un concetto  di  stabilizzazione,  che
  doveva essere certo, ad un periodo limitato a sei mesi
   Per  tutto  ciò ritengo che, questa Aula, al di là dei  proclami
  elettorali,   dovrebbe,  con  molto  senso   di   responsabilità,
  attivarsi perché con gli emendamenti giusti  e con uno sforzo  di
  copertura,  che  non può essere quello, certo, oggi  sono  venuti
  meno  i  fondi,  ma caro Presidente, quando in  questa  Aula,  in
  quattro  minuti, assente lei, sono stati approvati 13 disegni  di
  legge  per un importo di circa 50 milioni di euro, là i fondi  si
  sono trovati  Oggi non si trovano i fondi per i precari
   Questo è un fatto grave, un fatto che ci deve fare riflettere

    PRESIDENTE  E'iscritto a parlare l'onorevole Raiti. Ne ha
   facoltà.

    RAITI    Signor   Presidente,    onorevoli   colleghi,   signor
  assessore,  vi preannuncio che sarò brevissimo, perché  discutere
  di  cose così importanti  in un'Aula semideserta, a dimostrazione
  del  fatto  che  nonostante vi siano due  o  tre  generazioni  di
  cittadini siciliani che vivono da parecchi anni in uno  stato  di
  totale  disagio,  ledendo  un principio fondamentale  del  nostro
  diritto  costituzionale,  e cioè quello  dell'affermazione  della
  dignità  del  lavoro, il lavoro che è a fondamento  della  nostra
  Repubblica, ripeto, vedere questo stato di cose, certamente,  non
  mi  incentiva a fare un intervento organico e, pertanto, concordo
  con  quanto è stato detto dai colleghi del centro-sinistra.che mi
  hanno  preceduto e ribadisco quello che, in fondo, ho  detto  dal
  punto di vista generale sul disegno di legge dei forestali.
   Purtroppo, questo è l'epilogo di un fallimento di un governo  di
  centro-destra che, nel corso di questi cinque anni, a  tutt'altro
  ha  pensato fuorchè ad assumere come impegno quello di  risolvere
  le  questioni che rischiano di esplodere nelle piazze, così  come
  sono  esplose  nel  corso di questi mesi, pensando  solo  a  fare
  sprechi,  consulenze,  a fare tutt'altro che  garantire  dignità,
  sicurezza e serenità ai nostri concittadini.
   Oggi  registriamo tutto questo con amarezza: un disegno di legge
  che lede i principi a  cui il Governo diceva di volersi ispirare,
  ma  lede  anche  quelli che sono i principi  di  diritto  civile,
  perché  per  chi ha studiato diritto, come me e come  lei  signor
  Presidente, sa che il diritto privato prevede che i contratti non
  possono  essere modificati quando sono stipulati e non vi possono
  essere contratti a sei mesi.
   Basta  dire  solo  questo  per fare  riflettere  sulla  assoluta
  inadeguatezza    di  questo  disegno  di  legge  che   ripercorre
  totalmente l'inadeguatezza di questo Governo. Purtroppo questo  è
  lo  stato delle cose. Ci auguriamo che da qui a qualche  mese  ne
  esca un Governo diverso.

    PRESIDENTE    E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne  ha
  facoltà.

     FORMICA    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  noi   di
  Alleanza  Nazionale  apprezziamo molto lo sforzo  compiuto  dalla
  Commissione  e  dal Governo per addivenire ad una  soluzione  che
  date  le  condizioni   non  può  che  essere  definita  altamente
  positiva.
   Le  forze politiche della Casa delle libertà hanno condotto e si
  sono  intestate tutte assieme una battaglia per portare in  porto
  questo  fondamentale provvedimento.  Esse hanno ritenuto  che  il
  Governo  non  poteva  non continuare sulla  via  tracciata  delle
  stabilizzazioni.
   Vede,  signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  questo  Governo
  aveva  inserito  nel suo programma e all'inizio  del  mandato  lo
  aveva  riconfermato, che voleva porre fine  al precariato.  Ed  è
  forse  uno dei pochi governi che si sono succeduti che è riuscito
  a mantenere quanto aveva promesso. Perché vedete fare demagogia è
  facile - e dall'opposizione è ancora più facile. Però questo è il
  Governo  che  ha  stabilizzato i precari  che  erano  presso  gli
  assessorati; questo è il Governo che ha stabilizzato  e  messo  a
  regime  e  fatto  partire ed eliminando il  precariato  tutto  il
  sistema  dell'emergenza-urgenza: il cosiddetto 118; questo  è  il
  Governo  che  ha  portato  in  Aula  una  soluzione  per   quanta
  provvisoria  e  per quanto insufficiente ma che dà  una  risposta
  vera,  al di là delle chiacchiere ai 12 mila precari intanto  per
  cominciare degli enti locali.
   Stare   all'opposizione  è  dell'esercizio   della   professione
  politica  la  cosa  più  facile  che  possa  esistere.    Abbiamo
  assistito  è vero durante la finanziaria, io stesso chiamando  il
  presidente  Cuffaro e chiedendo di appostare 20 milioni  di  euro
  nella  finanziaria su questo capitolo di bilancio ed avendo avuto
  risposta  positiva ho dovuto assistere poi in Aula  a  valzer  di
  proposte  del tipo: più 20 milioni di euro ancora  e  perché  20?
  Meglio   più  cento milioni di euro;  e perché  100?  Meglio  più
  duecento milioni di euro. Ovviamente, cari colleghi, così   è  un
  inseguirsi  sull'assurdo perché poi sorge spontanea una  semplice
  domanda:  ma perché non li stabilizzavate voi del centro-sinistra
  quanto eravate al Governo?

    GIANNOPOLO  Lo abbiamo fatto con il decreto Salvi.

    FORMICA   Ma   perché  non li avete stabilizzati  quando  siete
  stati  per  sei  anni al Governo  nazionale  e  per  due  governi
  consecutivi  nella  passata  legislatura  al  Governo  regionale?
  Invece,   neppure  uno   Dopo  di  che  quando  questo   Governo,
  continuando  nelle  stabilizzazioni  e  a  fronte  delle  risorse
  disponibili  ha  trovato una soluzione, qual è  stata  la  vostra
  proposta? Tutti e subito, ma tutti e subito si traduce  anche  in
  niente  e  mai, perché  se non ci sono le risorse è  la  classica
  presa  in giro; pura demagogia spicciola sulla pelle loro,  sulla
  pelle  dei  cittadini, sulla pelle in questo caso dei precari.  E
  tutto  e  subito  ha  anche un altro neo che non  è  accettabile:
  perché c'è gente che ha iniziato venti anni fa  e c'è gente che è
  entrata  ora,  quindi è un fatto di dignità e di morale  iniziare
  con la gradualità nel rispetto dell'anzianità. Noi oggi abbiamo a
  disposizione  queste risorse e avevamo davanti due  soluzioni  ma
  abbiamo  preferito  scegliere di non avviare con  queste  risorse
  tutti  e  cioè  senza  un vincolo di tempo  duemila  persone,  ma
  abbiamo  preferito portare dodicimila persone a 24 ore che  è  il
  minimo  indispensabile per dare dignità a questo  lavoro,  perché
  una  soluzione  che  non toglie niente  a  nessuno  e  ci  dà  la
  possibilità  nella  prossima finanziaria,  così  come  recita  la
  legge,  di  trovare  i  fondi  per  proseguire  con  i  contratti
  triennali.
   E'  chiaro  a  tutti che una volta che ci si  è  incamminati  su
  questa  strada non si tornerà indietro. Ognuno capisce che avendo
  noi  la possibilità nella manovra di bilancio di reperire i fondi
  li  stanzieremo per il triennio successivo. Ma se facessimo  oggi
  una  legge  che  andasse per un periodo  di  tre  anni  la  legge
  sarebbe,  in primo luogo, impugnata dal Commissario dello  Stato.
  Chi  non  dice queste cose mente sapendo di mentire.  Infatti  la
  legge  obbliga a stanziare i fondi necessari per il  triennio  al
  momento  dell'approvazione della legge. Noi oggi, non  avendo  la
  manovra finanziaria davanti, non possiamo reperire le risorse per
  metterle  in  bilancio  dall'1 gennaio in poi.  Chi  sostiene  di
  percorrere questa strada mente sapendo di mentire.
   Tutto  si  può  fare, smantelliamo tutte le  leggi  che  abbiamo
  fatto,  definanziamo tutto a partire dal buono scuola e così  per
  tutte  le  leggi  che abbiamo fatto; ritengo che questa  sia  una
  follia  Tutto si può fare nell'ambito delle compatibilità. Questa
  soluzione  è  quella  che lascia inalterati i  provvedimenti  del
  Governo  e  che dà la risposta completa a tutta la  platea  degli
  aventi diritto.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole Nicola  Leanza.
  Ne ha facoltà.

   LEANZA  NICOLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  parlare
  di argomenti come quelli del riordino del settore forestale e dei
  lavoratori precari in un'Aula così vuota è veramente desolante.
   Arrivare  con  grande  merito  di alcuni  a  questa  discussione
  certamente è stato un passo importantissimo. Sono tra coloro  che
  assieme  ad altri si è battuto affinché questo argomento,  questo
  fenomeno dei precari venisse affrontato in questa legislatura, ma
  debbo dire che, però, non siamo assolutamente soddisfatti.
   Nonostante  questo  Governo abbia fatto tante  cose,  in  questo
  campo  è mancata la regia, la programmazione. E' mancata sin  dal
  suo primo insediamento qualcosa che mettesse in linea questo tema
  così fortemente sentito per affrontarlo nella sua globalità.
   Abbiamo  approvato  in  quest'Aula tantissime  norme   tampone',
  abbiamo  avuto tantissimi  pannicelli caldi'; abbiamo avuto  poca
  programmazione da parte dei vari assessorati. Questa è una  legge
  che  è  nata  male e sta per finire peggio; è come una  serie  di
  condizioni incredibili per cui chi è la prima avanti va  indietro
  e  chi  è  indietro va avanti: non c'è stato mai qualcuno  che  è
  andato avanti complessivamente.
   E'  una legge che ha fatto tante discriminazioni, una legge  che
  fortemente  ha  umiliato  una platea di lavoratori  di  altissimo
  livello  e  di altissima qualità. E' una legge che ha mortificato
  le  tante  professionalità e ha fatto diventare questi lavoratori
  di     serie   b'.   Lavoratori   utilissimi,   fondamentali   al
  funzionamento  degli uffici; lavoratori che se  non  ci  sono  si
  capisce  quanto sono indispensabili, che hanno dovuto  affrontare
  molto  spesso  le discriminazioni da parte dei colleghi,  venendo
  considerati non colleghi ma lavoratori di  serie b'.
   Questo  non  è  un  problema di demagogia o di  propaganda,   si
  gioca il futuro di tante persone, di migliaia di persone.
   Concordo  su  molte  cose  che ha detto l'onorevole  Giannopolo,
  concordo  perchè  l'onorevole Giannopolo le ha vissute  e  le  ha
  vissute  con  passione, con convinzione, le  ha  vissute  sapendo
  perfettamente  che  stiamo parlando di  esseri  umani  e  sapendo
  perfettamente  che  questa  Regione  a  queste  persone  ha  dato
  pochissimo  e sapendo perfettamente che questa Regione  in  certi
  momenti   al   posto   di   alcuni  sprechi   o   di   tantissime
  superficialità, poteva certamente fare di più.
   Ma  oggi per quanto mi riguarda, come Presidente del Gruppo  del
  Movimento per l'Autonomia, sono assolutamente contento che questa
  legge,   anche se abbastanza parziale sia giunta in Aula,  perchè
  finalmente diamo un'altra spallata a questo precariato,  un'altra
  spallata  affinchè  si possa andare verso un  domani,  mi  auguro
  qualunque  sia il Governo, alla risoluzione definitiva di  questo
  tema.
   Vedete,  si può affrontare questo tema solo ad un patto  che  si
  programmi  e che si metta come priorità nell'agenda politica  del
  prossimo Governo. Intanto oggi, dovevamo dare delle risposte e le
  risposte, diceva bene l'onorevole Formica, anche se parziali,  le
  stiamo  dando  a  12  mila persone, anche se parziali.  Però,  in
  questa   Regione,   quando  si  danno  delle  risposte   parziali
  generalmente diventano definitive e diventa anche un  impegno  di
  chi  voter�� questa legge che domani sarà all'opposizione  o  alla
  maggioranza di trovare in quella finanziaria le somme  necessarie
  per stabilizzare almeno queste 12 mila persone
     In  questa  legge  devono essere apportati dei  correttivi,  è
  importantissimo.  Di  uno ha parlato anche  l'onorevole  Raiti  o
  l'onorevole  Giannopolo, quello che riguarda  un  anno  e  cinque
  anni.  Quindi  dovrà essere messo quantomeno 6 mesi  confermabili
  fino  a  5  anni. Va sottolineato un fatto che ci sono anche  due
  norme   importantissime:  una,  che  riguarda  la   deroga   alle
  assunzioni  che è fondamentale. Non dimentichiamo  che  in  molte
  città,  in  molti Paesi della Sicilia, moltissimi  precari  hanno
  trovato  finalmente  l'assunzione a tempo  indeterminato,  quella
  definitiva.    L'hanno   trovata   anche    qui    declassandosi,
  mortificandosi, perchè moltissimi ragazzi laureati o  di  livello
  superiore  o  di  categoria  D o C1 o  quant'altro  hanno  dovuto
  accettare  o  subire per legge il declassamento alla categoria  a
  livello A o B.
   Allora,  questa  legge così parziale, è comunque una  conquista.
  Non  è  una  conquista solo delle piazze. E'  una  conquista  che
  doveva  toccare il cuore e la mente di ogni singolo deputato   E'
  la conquista di chi deve cercare con ogni mezzo di riparare ad un
  grandissimo torto ad una intera generazione che in qualche modo è
  stata mortificata.
   Allora,  facendo  una progressione giusta, io ritengo  che  così
  come  è  stato operato, individuando le priorità all'articolo  1,
  cioè  gli ex lavoratori ai sensi della legge 85, in qualche  modo
  gli ASU ed  i PUC e pensando anche agli altri, perchè poi ci sono
  i   contrattualizzati  all'articolo  25,  ci  sono  quelli  delle
  cooperative  sociali  o  della legge  331,  cioè  in  un  sistema
  complessivo ma partendo da delle priorità  ben definite si  possa
  mettere  la  parola fine alla parola precariato, a questa  pagina
  nera, incredibilmente nera della storia siciliana.
   Signor   Presidente,  partendo  da  questa  legge   anche   così
  parziale, che sembra poca cosa, ma che nella sua completezza alla
  fine  è  una  grande cosa rispetto ai grandi silenzi cui  abbiamo
  assistito  negli  anni scorsi, dobbiamo dare  risposte  a  questi
  lavoratori  che meritano assolutamente di lavorare   24  ore,  mi
  auguro  anche 36 ore e che abbiano la dignità di tutti gli  altri
  lavoratori.  E'  compito  della politica,  della  buona  politica
  trovare anche in questo caso delle soluzioni.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole Villari.  Ne  ha
  facoltà.

    VILLARI   Signor Presidente, molto rapidamente, solo  per  dire
  che non posso che associarmi alle cose dette salvo verificare poi
  chi  dovrebbe  garantire,  soprattutto  non  esclusivamente,   la
  presenza in quest'Aula, che è un'Aula praticamente vuota.
   Su  questo  non  voglio fare commenti,  non voglio  approfondire
  aspetti  polemici perché credo veramente non ne  valga  la  pena,
  peraltro non è la prima volta, questa è un'Aula dove spesso manca
  il  numero  legale,  questo è un parlamento  la  cui  Commissione
  ripetutamente   convocata,   per  una  decina  di  volte  non  ha
  raggiunto  il  numero  legale  per  chiudere  la  partita   della
  copertura finanziaria
   E  quindi  non mi voglio soffermare su questo perché  rischierei
  di deprimere me stesso ed è una cosa che non voglio assolutamente
  fare.
     Non  credo  sia  mancata la regia rispetto  alla  vicende  che
  stiamo  discutendo,  cioè sulla Forestale e  in  particolare  sul
  disegno  di legge di cui stiamo parlando,  il 1098 sui lavoratori
  precari.  La regia manca da troppo tempo, penso che in realtà  ci
  siamo  trovati  di fronte ad una situazione  che  ha  manifestato
  contraddizioni inaudite.
   Vorrei ricordare i movimenti generati dai lavoratori precari  in
  Sicilia,  in  tutte  le province siciliane, che  avevano  sperato
  sulla  base di un input che era venuto dal Governo, e non  voglio
  dire  che fosse in mala fede, probabilmente c'è stato un elemento
  di leggerezza incredibile.
     Era  stato  detto  in  Commissione, della  quale  io  sono  il
  Vicepresidente,  che  il Governo garantiva una  copertura  di  80
  milioni. E la Commissione ha lavorato ritenendo che quello  fosse
  un  punto di partenza che non avrebbe risolto e non aveva risolto
  in  quel  testo originario esitato dalla Commissione il  problema
  dei precari in Sicilia, ma aveva dato una soluzione meno parziale
  rispetto a quella attuale, aveva dato un avvio di soluzione ad un
  problema che rimaneva purtuttavia un problema rilevante.
     La cosa che a me preoccupa, signor Presidente, mi deve credere
  senza assumere l'atteggiamento di chi sta dall'altra parte e ride
  o  si  sollazza per gli errori degli altri, lo dico  con  sincera
  preoccupazione, non si può affrontare un problema  così  delicato
  sul  piano  sociale,  questo vale per i forestali  ma  in  questo
  momento  vale per i lavoratori precari, senza sapere  qual  è  il
  punto  di  arrivo,  senza sapere cosa  si  deve  fare  e  qual  è
  l'obiettivo che si vuole raggiungere.
   Abbiamo  lavorato in V Commissione  per un paio di mesi  facendo
  audizioni   a  non  finire,  voglio  ricordare  l'audizione   dei
  lavoratori   e  dei  loro  rappresentanti,  delle  organizzazioni
  sindacali, dei rappresentanti di organizzazioni autonome  che  si
  erano organizzate come rappresentative dei lavoratori precari,  i
  sindaci, le università, abbiamo audito mezzo mondo, abbiamo fatto
  un  lavoro  iniziale che ha poi portato a quel famoso disegno  di
  legge che dava una qualche risposta, si era innescata una fiducia
  che  effettivamente  qualcosa potesse andare  avanti.  Ma  adesso
  tutto  questo  lavoro preparatorio è stato vanificato.  Anche  se
  parziale, purtuttavia qualcosa si muoveva, come si suol  dire.  E
  invece  alla  fine è stato partorito il classico topolino.  E  di
  questo si sta trattando in questo momento.
   Io  non voglio dire  non ci sono i soldi ,   ce ne siamo accorti
  dopo ,  questo può accadere. Ma mi chiedo se non sia  leggero  un
  tal modo di operare.
   Lo  stesso Assessore Scoma in Commissione di merito ha  lavorato
  insieme  a  noi  perché  riteneva che quel  testo  esitato  dalla
  Commissione  in una battuta potesse essere un avvio  di  percorso
  che  poi  avremmo visto in che direzione l'avremmo  continuato  a
  gestire.  E invece nulla, oggi siamo in una situazione  veramente
  pesante.  Ma  penso  che se vi è la volontà,  e  ciò  lo  si  può
  dimostrare  adesso, nel percorso che stiamo avviando  accogliendo
  gli  emendamenti  che  presenteremo e che anche  il  Governo  può
  presentare. Anzi, che ben vengano
   Stabilire  che le 24 ore sono le 24 ore minimo, che un contratto
  non  debba  durare sei mesi - anche se io sono contrario,  voglio
  chiarire  questo concetto -, ma possa durare sei  mesi,  intanto,
  perchè   queste  sono  risorse,  ma  il  contratto  deve   essere
  quinquennale ma trova copertura solo per sei mesi.   Troviamo  il
  modo, i mezzi, lo strumento, anche terminologico ma non solo  per
  un  fatto  squisitamente terminologico, per  indicare un percorso
  che  duri  quanto un contratto di diritto privato, così come  per
  altri  è avvenuto - penso ai regionali - per cinque anni.   Bene,
  quindi, questo contratto, con i limiti di risorse finanziarie  di
  cui si è parlato, durerà per una prima fase con una copertura  di
  sei mesi.  Ma fatto così francamente non so dove ci porterà.  Non
  credo  che siamo di fronte -  mi permetterà l'onorevole Leanza  -
  ad una conquista.
   Abbiamo  messo  una  pezza.  Non so.  Dato il  ragionamento  che
  faceva  l'onorevole Leanza -  non voglio polemizzare ma, a volte,
  non  si capisce più chi è all'opposizione, chi è alla maggioranza
  -  ma  non  è questo perchè, chi mi conosce, sa che non mi  piace
  soffermarmi  su questo genere di cose e sopratutto non  mi  piace
  polemizzare  su  questo,  ma  francamente  dovrei  ricavarne  che
  l'onorevole Leanza voterà contro questo disegno di legge.  Non si
  capisce  perchè in Commissione non si sia astenuto, quanto  meno.
  Ho visto anche l'Assessore a disagio perchè voleva forse qualcosa
  di  più  e  perchè ha capito, dopo le audizioni effettuate,  dopo
  tutte  le  cose che abbiamo detto, le illusioni, le speranze  che
  abbiamo  generato,  che   qualcosa non funzionava.  Stessa  cosa,
  successivamente, è accaduta anche per i forestali.
   Mi  fermo  qui.  Vorrei solo appellarmi ad uno sforzo  di  buona
  volontà da parte del Governo e dal Parlamento perchè quanto  meno
  -  questo  concretamente è quello che si può fare - si intervenga
  per  alcune  modifiche di questo testo che diano, nel  quadro  di
  queste difficoltà e dei limiti che sappiamo,  alcune risposte più
  chiare e definite, che ingenerino alcune certezze in più rispetto
  alle tante incertezze che in questo momento invece ravviso.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole  Tumino.  Ne  ha
  facoltà.

    TUMINO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  questa  norma
  non  solo  non  risolve niente ma è una norma  che  nasce  perchè
  migliaia  di lavoratori sono venuti a Palermo, hanno fatto  tanto
  ma  tanto chiasso, hanno pressato.  Ed è venuto prima un  impegno
  formale di Cuffaro - io ero presente - per gli 80 milioni di euro
  e  per  la  stabilizzazione  a 24 ore degli  ex  articolisti,  ex
  articolo  85 del  95 e di tutti gli altri, almeno a 18  ore.  Poi
  tutto  si  chiude.   I  lavoratori si accorgono  che  c'è  troppo
  silenzio e rimettono in moto la macchina della contestazione.  Di
  nuovo migliaia di lavoratori a Palermo, grande manifestazione.
   Il  Governo  non sa come uscire fuori dal problema e si  inventa
  questa  sciocchezza,  perchè  di sciocchezza  si  tratta,  questo
  contributo straordinario, credo che si possa chiamare  così,  che
  fa  aumentare  da  18  fino a 24 ore e solo per  il  2006,  fermo
  restando  che il contratto di lavoro non si modifica  per  quelli
  che  sono  in  possesso  già di uno.  In sostanza,  questo  è  un
  contentino  per  uscire  da questo confronto  con  il  mondo  dei
  lavoratori, senza doversi rimangiare tutto. Poi si viene  qui  in
  Aula  e  qualcuno  dice che è stato risolto,  messo  in  moto  un
  percorso che poi arriverà chissà dove.
   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, questo Governo ha  avuto
  cinque  anni  di  tempo  per attivare  un  processo  graduale  di
  fuoriuscita  dal  precariato, rispettoso di alcune  questioni  di
  giustizia  minima  che  avrebbe voluto  che  tutti  i  lavoratori
  precari fossero considerati allo stesso modo.
   Qui  si è dato atto di un'ingiustizia palese. Personalmente, non
  ho  niente contro i regionali ma se  questi,  figli della  stessa
  norma,  sono stati stabilizzati a 36 ore, perché gli altri devono
  essere limitati nelle condizioni in cui sono?
   Perché  oggi ci troviamo dinnanzi ad una situazione di divisione
  della  categoria  dei  lavoratori  socialmente  utili  che  viene
  ulteriormente perpetrata con questa stessa norma?
   Perché  ancora  una  volta  avremo dei  lavoratori  che,  forse,
  riceveranno  un  contentino e degli altri,  che  non  riceveranno
  neanche  quello e che non hanno neanche un contratto per 18  ore,
  non sono neanche fissati in termini contrattuali.
   L'anomalia,  la scorrettezza si perpetua. Ma c'è di più.  Questa
  norma  che  noi dovremmo approvare prevede anche una deroga  alle
  norme di stabilità dello Stato, una deroga che, per la verità, in
  qualche  caso,  come  per i regionali, è stata  accettata  perché
  secondo  accordi Stato-Regione alla fine quello che contava  pare
  che  fosse un equilibrio complessivo nei conti della Regione,  ma
  per  i  Comuni  questo  discorso non  vale,  perché  l'equilibrio
  complessivo  dei  conti deve essere tenuto   comune  per  comune,
  quindi la deroga diventa molto improbabile.
   C'è  ancora di più. I nostri comuni dovranno pure aggiungere  ai
  fondi che la Regione si impegna ad attribuire il 90 per cento per
  i comuni al di sotto dei 5.000 abitanti, l'85, l'80 etc.
   A  queste somme, i comuni devono aggiungere le parti rimanenti e
  non  tutti  i comuni hanno queste risorse e ancora una  volta  ci
  saranno lavoratori  che avranno l'opportunità di ricevere  questo
  piccolo  contributo ed altri che non avranno neanche questo,  pur
  essendo figli della stessa legge e dello stesso articolo.
   Ecco  perché  queste sono norme che servono solo a buttare  fumo
  negli  occhi e che non solo non risolvono i problemi, ma lacerano
  le categorie.
   Questa  dimensione della politica, che non è fatta per risolvere
  i  problemi,  ma  per  tamponare le emergenze  che  continuamente
  avvengono, è la dimensione della povertà della politica.
   La  politica regionale è stata una politica povera,  ne  abbiamo
  anche  parlato nella precedente discussione sul disegno di  legge
  sui forestali ed è stata una politica povera perché non ha saputo
  attivare processi di programmazione, di rispetto, di grandi  idee
  che si sviluppano nel tempo.
   Ora  mi pare doveroso fare un brevissimo richiamo ad un concetto
  a  me caro: la Regione Sicilia sperpera i soldi in mille modi ma,
  in  particolare,  c'è  il costo della politica  che  è  fonte  di
  sperpero  particolarissimo  e non  solo  per  le  retribuzioni  o
  indennità dei Parlamentari che, indubbiamente, andrebbero riviste
  ma  perché  abbiamo  centinaia, migliaia di  consulenti  inutili,
  perché  abbiamo  migliaia  di  dirigenti  della  nostra  Regione,
  bravissime   persone,  che  percepiscono   l'indennità   per   il
  conseguimento  degli  obiettivi,  dichiarando  semplicemente  che
  hanno raggiunto i loro obiettivi senza nessun tipo di controllo.
   Se   non  abbiamo  l'idea  di  cosa  significhi  un  Governo  di
  austerità  che sappia evitare gli sprechi, è chiaro che  ci  sarà
  sempre  davanti  a  noi l'idea della coperta troppo  stretta  per
  alcuni che lascia sempre qualcuno scoperto.
   Questa è la situazione: oggi non abbiamo soldi. E perché?
   Perché  l'amico Formica viene a dire che non ci sono i  soldi  e
  chi  dice  il  contrario è bugiardo, sapendo di essere  bugiardo.
  Perché dice così?
   E' vero, oggi non ci sono i soldi, ma perché?
   Se  si  fa  un'analisi, non solo di oggi  ma  anche  degli  anni
  precedenti,  ci  si  accorge che non c'è stata  una  politica  di
  saggezza,  di  austerità, che qui si sono fatte sempre  politiche
  che  hanno  avuto  sempre un solo criterio: cercare  di  favorire
  coloro  che  in qualche modo potessero poi dare un  riscontro  in
  termini  di consensi elettorali. Si è sperperata una montagna  di
  soldi per cose assolutamente marginali.
   Allora,  il problema del precariato è sì un problema,  ma  è  un
  problema della politica siciliana nel suo insieme che non  è  mai
  riuscita a trovare percorsi virtuosi.
   E,  a pochi giorni dalla chiusura della legislatura, dietro  una
  pressione   enorme  delle  categorie  si  cerca   di   tamponare.
  Questa  è  la  fine della politica perché la politica  deve  dare
  prospettive,  deve dare speranze e queste non si  costruiscono  a
  pochi giorni dalla fine della legislatura.
   Aggiungo  che questa norma vedrà in questo Parlamento un'assenza
  sistematica  dei  parlamentari. Spero di  sbagliarmi  ma,  se  la
  percezione che da oggi l'Aula è vera, assisteremo ad una presenza
  di   pochi  parlamentari,  rischiando  una  situazione   di   non
  praticabilità dell'Aula.
   Onorevoli   colleghi   che  non  siete  più   presenti,   signor
  Presidente,  mi  auguro che questo Parlamento  abbia,  alla  fine
  della  sua  storia, almeno per questa legislatura, uno scatto  di
  orgoglio  che  sappia  esprimere  un  dibattito  più  serio,  più
  profondo,  più  capace  di dare prospettive  perché,  altrimenti,
  finiremo  la  legislatura così come l'abbiamo vissuta  in  questi
  cinque anni, cioè una legislatura stanca, fiacca, sostanzialmente
  inutile.

    SCOMA   assessore  per  il lavoro, la  previdenza  sociale,  la
  formazione professionale e l'emigrazione . Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SCOMA   assessore  per  il lavoro, la  previdenza  sociale,  la
  formazione  professionale e l'emigrazione. Onorevole  Tumino,  la
  ringrazio  per  il  suo  intervento  ma  naturalmente  non  posso
  approvarne  il contenuto perché, seppur vero che il  problema  di
  carattere sociale esiste, seppur vero che alla fine del  2004  la
  Regione  siciliana ha recepito quasi per intero la  legge Biagi',
  con  tutte  le modifiche che conosciamo benissimo delle politiche
  dinamiche  del lavoro, è pur vero che i sessantamila precari  che
  esistevano  fino a dieci anni fa non li abbiamo creati certamente
  né  io né lei e neppure questo Governo né altri ma sono frutto di
  logiche  che  non  appartengono né al  mio  ragionamento  né,  mi
  auguro, al suo.
   Questo  Governo  ha  voluto intervenire e lo ha  fatto,  seppur,
  come qualcuno ha detto, al novantesimo minuto ma lo ha fatto  con
  lo  spirito  di  intervenire ed entusiasmo e  ha    trovando  una
  soluzione  che  qualcuno  ha cercato  bene  di  criticare  perché
  abbiamo  voluto stabilizzare i precari che, da diciassette  anni,
  lavoravano   presso  gli  Assessorati  e  che  ormai   si   erano
  perfettamente amalgamati nel tessuto organico e lavorativo  della
  Regione e che invece non dovevamo forse stabilizzare.
   Lo  abbiamo fatto, forse sbagliando, perché lo abbiamo  fatto  a
  trentasei ore ma abbiamo cercato di dare dignità a chi continuava
  a  lavorare  e  continua a lavorare fianco a  fianco  nei  nostri
  Uffici  e  gente e personale qualificato del quale  non  potevamo
  certamente fare a meno.
   E'  pur  giusto  trovare una sistemazione  decorosa  anche  agli
  altri   precari   che  esistono  sul  territorio  della   Regione
  augurandomi che non ne produca altri il Governo che  verrà  -  mi
  auguro  che ci saremo ancora noi, anche se le aspettative di  chi
  ha parlato prima sono ben altre, il mio augurio è di continuare a
  servire, come finora ho fatto, la Regione nel migliore dei modi e
  mi  auguro  di riuscire a trovare la soluzione perché  anche  gli
  altri  precari possano avere la loro dignità. Il disegno di legge
  che  ci  apprestiamo  a discutere domani in Aula,  elaborato  con
  grandi  difficoltà  e  di questo ringrazio  il  Presidente  della
  Commissione  ma  ringrazio  anche  le  opposizioni  che  si  sono
  impegnate  insieme  a  me a discutere, a provare,  a  trovare,  a
  cercare  di  venire a capo  ad una difficoltà obiettiva  che  era
  certamente  quella  di  preparare un  provvedimento  che  potesse
  cercare  di  accontentare   il   più  alto  numero  possibile  di
  persone.
   E'  pur vero che nei mesi passati, insieme alle associazioni  di
  categoria (ANCI, UPI, URPS) e con i sindacati avevamo cercato  un
  ragionamento, ma certamente il problema esisteva ed esiste  ed  è
  quello  del reperimento di risorse finanziarie. Mi auguro che  ci
  si   possa   arrivare;   ci  sono  i  margini  per  un  ulteriore
  ragionamento  ed approfondimento ed il Governo  è  ben  lieto  di
  ascoltare  o  di  recepire se dovessero esserci  ragionamenti  o,
  comunque,  degli  emendamenti che possano trovare  un  minimo  di
  considerazione ulteriore.
   Ma  è  pur  vero che il disegno di legge contiene una  serie  di
  norme  utili  e che saranno utili, comunque, ad arrivare  a  quel
  limite  massimo che ci siamo dati, cioè il  31 marzo 2007,  entro
  il  quale  vorremmo che il bacino del precariato fosse finalmente
  svuotato. Auspico, quindi, che in questi due, tre giorni  che  ci
  attendono prima della fine della legislatura si possa arrivare al
  miglior disegno di legge possibile.

    PRESIDENTE   Non  avendo  alcun  altro  deputato   chiesto   di
  parlare,  dichiaro  chiusa la discussione  generale  e  pongo  in
  votazione il passaggio all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

           Richiesta di inversione dell'ordine del giorno

    MISURACA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MISURACA    Signor  Presidente,  vorrei  chiedere  l'inversione
  dell'ordine  del giorno e quindi la trattazione  dei  disegni  di
  legge  nn. 231, 184, 185, 1072 e 1115, in materia di disposizioni
  sull'ordinamento  del  Governo e dell'Amministrazione  regionale,
  iscritti al numero 4) del terzo punto dell'ordine del giorno.

    PRESIDENTE   Non  sorgendo  osservazioni,  dispongo  nel  senso
  richiesto  precisando  che si procederà con  la  trattazione  del
  disegno  di  legge  n.  184   Disposizioni  sull'ordinamento  del
  Governo  e dell'Amministrazione regionale , presentato per  primo
  in ordine di tempo.
   Pongo  in  votazione l'inversione dell'ordine del  giorno,  come
  richiesto dall'onorevole Misuraca.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvata)

   Poiché  questo provvedimento non viene dalla Commissione  perché
  passa  in  Aula con voto unanime della Conferenza dei  Presidenti
  dei  Gruppi parlamentari e considerato che pur essendo  trascorso
  un  certo  lasso  di tempo,  la Commissione non ha  adempiuto  al
  compito  di evadere questo testo - secondo norma regolamentare  è
  permesso, in assenza di relazione, di avocare direttamente l'Aula
  della materia.
     Naturalmente, rimane il problema dell'incardinamento legato al
  testo.  Si  procede all'esame del diegno di legge n. 184  che  in
  ordine di tempo è stato presentato prima.

        Discussione del disegno di legge n. 184  Disposizioni
   sull'ordinamento del Governo e dell'Amministrazione regionale

    PRESIDENTE   Si procede all'esame del disegno di legge  n.  184
   Disposizioni sull'ordinamento del Governo e dell'Amministrazione
  regionale
   Dichiaro aperta la discussione generale.
   Non  avendo  alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro  chiusa
  la  discussione  generale  e  pongo  in  votazione  il  passaggio
  all'esame degli articoli.

    GIANNOPOLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  preannuncio
  il  mio  voto contrario al passaggio agli articoli e lo  dico  in
  sede  di discussione generale perché non penso che questo sia  un
  disegno  di  legge che rivesta quel carattere di  priorità  e  di
  urgenza.  Aggiungo  che  l'idea  degli  assessori  supplenti,  mi
  ricorda molto ...

    PRESIDENTE   Riguarda le deleghe, la materia è legata  soltanto
  alla  riforma  delle deleghe, non agli assessori  supplenti.  Non
  rientrano in questo provvedimento.

    GIANNOPOLO  Signor Presidente, se lei dice che il  testo  è  il
  184,  lo stesso reca la previsione degli assessori supplenti.  Mi
  ricorda  molto  l'Unione  Sovietica.  Noi  non  siamo  reali  dal
  socialismo reale qui in Sicilia.
   Per   altre   ragioni,  signor  Presidente,  penso  che   questo
  provvedimento debba essere inquadrato  in un disegno più ampio di
  riforma   della  Regione  che  può  discendere,  deve  discendere
  dall'approvazione  del  nuovo Statuto  della  Regione  siciliana.
  Ribadisco,  quindi,   il  mio voto contrario  al  passaggio  agli
  articoli.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'  Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io  sono
  contrario  al passaggio agli articoli per quanto riguarda  questo
  disegno  di  legge  per  le  stesse motivazioni  che  ha  esposto
  poc'anzi il mio collega Giannopolo.
   Durante  la  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi  parlamentari,
  avevo  già  dato  il  mio  parere  negativo,  nella  qualità   di
  Vicepresidente  della prima Commissione che  purtroppo  è  andata
  deserta  nelle giornate in cui si è messo all'ordine  del  giorno
  questo disegno di legge per le ragioni che avevo già espresso  in
  quella  sede. Non è una questione di principio, ma vi sono  anche
  alcune  questioni  di carattere tecnico cui ha fatto  riferimento
  l'onorevole Giannopolo.
   Signor Presidente, prendo atto che mi era sfuggita la parte  cui
  faceva  riferimento  relativa al fatto che, quando  le  decisioni
  vengono   assunte   dalla  Conferenza  dei  capigruppo,   vengono
  bypassate. E' stata una mia lacuna di valutazione. Credevo che il
  parere  negativo della Commissione potesse dare un imput maggiore
  consentendo  a  questo  disegno  di  legge  una  discussione  più
  attenta,  considerato che non si tratta di una  norma  qualsiasi,
  anche  perché contrasta con l'attuale norma statutaria che ancora
  non è in vigore e che non vedrà la luce sicuramente nell'arco  di
  questo stesso anno per le ragioni già discusse in altra sede.
     PRESIDENTE  Dichiaro chiusa la discussione generale. Pongo  ai
  voti  il  passaggio all'esame degli articoli.  Chi  è  favorevole
  resti seduto;chi è contrario si alzi.

                           (E' approvata)


   Presidenza del presidente Lo Porto


        Discussione del disegno di legge nn. 1106-1104-1130/A
      Agevolazioni fiscali per i nuovi investimenti in Sicilia

    PRESIDENTE  Si passa all'esame del disegno di legge  nn.  1106-
  1104-1130/A   Agevolazioni fiscali per i  nuovi  investimenti  in
  Sicilia , iscritto al numero 3).
   Invito  la  seconda Commissione a prendere posto al banco  delle
  commissioni.
   Assente  il relatore onorevole Fleres, ha facoltà di parlare  il
  presidente della Commissione per svolgere la relazione.

   SAVONA, presidente della Commissione. Mi rimetto al testo  della
  relazione.

    PRESIDENTE  Dichiaro  aperta  la discussione  generale.  Poichè
  nessun  deputato  ha  chiesto  di  parlare,  dichiaro  chiusa  la
  discussione generale.
   Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Comunico   che   il    termine  per   la   presentazione   degli
  emendamenti, ai sensi dell'articolo 112, comma 5, del Regolamento
  interno, è fissato per domani, mercoledì 22 marzo 2006,  alle ore
  14.00.
   Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì  22
  marzo 2006, alle ore 17.30, con il seguente ordine del giorno:
  \* ------------------------------------------------------------------


   Presidenza del presidente Lo Porto


       I   - COMUNICAZIONI
  II   - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
  LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:
       N. 496 -   Iniziative per il rilancio del turismo .

                                  FLERES - CATANIA G. - MAURICI -
                                             BALDARI   MERCADANTE

       N. 497 -   Incentivi  statali per le imprese siciliane .

                                  FLERES - CATANIA G. - MAURICI -
                                               MERCADANTE BALDARI

       N. 498 -    Iniziative  urgenti volte a dare  applicazione
              all'accordo, ai sensi dell'articolo 4  del  decreto
              legislativo  28/08/1997, n. 281  tra  il  Ministero
              della   salute   e  il  Ministero  dell'istruzione,
              dell'università  e della ricerca scientifica  e  le
              regioni  per il riconoscimento dell'equivalenza  ai
              diplomi   universitari  dell'area   sanitaria   dei
              titoli  del  pregresso ordinamento,  in  attuazione
              dell'articolo 4, comma 2, della legge  26  febbraio
              1999, n. 42 .

                                  FLERES - CATANIA G. - MAURICI -
                                    MERCADANTE BALDARI  - VILLARI

       N. 499 -      Revoca   del   decreto   5   dicembre   2005
              dell'Assessore  per  la  sanità  e  ripristino  del
              decreto  del  1  aprile 2003, concernente  modalità
              di   accesso  e  di  erogazione  delle  prestazioni
              riabilitative ambulatoriali .

                             RICOTTA - FORMICA - VIRZI' - INFURNA
                                                        INCARDONA

       N. 500 -   Interventi  presso  il  Governo  nazionale  per
              scongiurare lo smantellamento degli attuali  uffici
              dell'Esercito a Catania .

                              BARBAGALLO - SPAMPINATO - CULICCHIA
                                                GURRIERI - TUMINO

       III   -  DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

         1)  -  Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 6 aprile
             1996 n. 16 e riordino delle carriere del personale del Corpo
             forestale . (1107-204-229-247-398-590-1058-1114/A) (Seguito).

  2)  -  Misure per la stabilizzazione del personale precario
  proveniente dal regime transitorio dei lavori socialmente utili .
  (1098-704-809/A) (Seguito).
  3)  - n. 184, n. 185, n. 231, n. 1072, n.1115), in materia di
  disposizioni sull'ordinamento del Governo e dell'Amministrazione
  regionale. (Seguito).

         4)  -  Agevolazioni fiscali per nuovi investimenti in Sicilia
             (1106-1104-1130/A)  (Seguito).

       IV   - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:

         1)  -  Norma di interpretazione autentica dell'articolo 13 della
             legge regionale 20 giugno 1997, n. 19, sulle condizioni di
             ineleggibilità dei deputati regionali                         (n.
             1079/A)

         2)  -  Disposizioni in materia di tutela ed uso dei beni
             paesaggistici e di promozione della qualità architettonica ed
             urbanistica  (n. 1037/A)

                  La seduta è tolta alle ore 21.25.

        Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 00.00

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                     Dott.ssa  Iolanda Caroselli
   ALLEGATO

   Risposte scritte ad interrogazioni

   FLERES  - CATANIA G. - MAURICI.- «All'Assessore per la famiglia,
  le politiche sociali e le autonomie locali e all'Assessore per  i
  lavori pubblici, premesso che:

   l'impianto fognario degli insediamenti abitativi dello  IACP  di
  via  Romagna, nel popoloso quartiere Jungo a Giarre (CT), è fuori
  uso da diverso tempo;

   in   concomitanza  alle  piogge  si  verificano  inondazioni  di
  liquami nei garage e negli scantinati;

   i reflui fognari rendono l'aria irrespirabile;

   le  condizioni igienico-sanitarie sono compromesse e il pericolo
  di infezioni, soprattutto per i bambini, è altissimo;

   tale condizione favorisce la presenza di ratti, blatte e bisce;

   per  sapere quali interventi urgenti si intenda porre in  essere
  al  fine di ripristinare al più presto tutta la rete fognaria  di
  via Romagna nel quartiere Jungo a Giarre (CT).» (2373)

   Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero  2373,  si
  comunica  che  a  seguito di richieste formulate direttamente  al
  Comune  di  Giarre  ed  all'Istituto autonomo  case  popolari  di
  Catania,   è  emerso  che  l'inconveniente  lamentato   nell'atto
  ispettivo in questione è stato già eliminato.»

                                           L'Assessore PARLAVECCHIO

   FLERES  -  CATANIA G. - MAURICI.- «Al Presidente della  Regione,
  all'Assessore  per  la  famiglia,  le  politiche  sociali  e   le
  autonomie locali e all'Assessore per i lavori pubblici,  premesso
  che:

   a  fronte  di un grave degrado strutturale, la Chiesa  Madre  di
  Giarre   ha  potuto  usufruire  di  un  finanziamento  di   circa
  duecentocinquantamila euro stanziato dalla Protezione civile;

   i  lavori  di  ristrutturazione riguardavano  il  consolidamento
  delle   fondamenta   e  alcune  porzioni  di  struttura   muraria
  interessate  da  fenditure causate sia da eventi  sismici  nonché
  dalle forti piogge che hanno gravemente danneggiato il tetto;

   nonostante  i lavori già eseguiti, il Duomo di Giarre  necessita
  di  un  ulteriore intervento di restauro, auspicato dal  parroco,
  relativo  agli  intonaci, agli stucchi e paramenti lapidei  della
  cupola  centrale, al ripristino della canalizzazione delle  acque
  piovane,  alla  ristrutturazione della canonica,  all'adeguamento
  dell'impianto   elettrico  ed  all'eliminazione  delle   barriere
  architettoniche, là dove presenti;

   per  sapere  quali  provvedimenti  urgenti  intendano  porre  in
  essere   al  fine  di  ripristinare  al  più  presto  un  secondo
  intervento  di lavori di consolidamento e ristrutturazione  della
  Chiesa Madre di Giarre, in provincia di Catania.» (2528)

      (Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)

   Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero  2528,  si
  rappresenta che il finanziamento dell'intervento di che  trattasi
  potrà  essere disposto a seguito di apposita richiesta del Legale
  rappresentante   dell'Ente  da  produrre   in   conformità   alle
  istruzioni   diramate   da  questo  Assessorato   con   circolare
  pubblicata  nella  GURS n. 1 del 5 gennaio 2006  nei  limiti  dei
  fondi  che saranno assegnati nel pertinente capitolo di  spesa  e
  compatibilmente con le concorrenti istanze che, numerose, vengono
  presentate per l'inclusione nel programma regionale di spesa.»

                                           L'Assessore PARLAVECCHIO

   FLERES  - CATANIA G. - MAURICI.- «All'Assessore per la famiglia,
  le politiche sociali e le autonomie locali e all'Assessore per  i
  lavori pubblici, premesso che:

   lo   storico  palazzo  ottocentesco  delle  Culture  di   piazza
  Macherione  a  Giarre  (CT),  è sede di  alcuni  uffici  comunali
  facenti  capo  agli Assessori ai servizi sociali,  alla  pubblica
  istruzione e all'Assessorato allo sport e al turismo;

   a   causa   delle   piogge  torrenziali  degli  ultimi   giorni,
  l'edificio  ha  subìto gravi danni strutturali con  l'allagamento
  degli ambienti posti al primo piano dell'immobile;

   le  infiltrazioni di acqua piovana hanno gravemente  deteriorato
  il  tetto  dell'edificio, allagato i corridoi  nonché  la  tromba
  dell'ascensore  finora  mai  entrato  in  funzione,  costringendo
  impiegati,  funzionari,  assistenti sociali  ad  abbandonare  gli
  uffici  al  fine  di  evitare  eventuali  pericoli  alla  propria
  sicurezza;

   per  sapere  quali  interventi urgenti  si  intendano  porre  in
  essere  al fine di sanare gli ingenti danni causati dalle  piogge
  negli   uffici  comunali  di  Palazzo  delle  Culture  in  piazza
  Macherione  a Giarre (CT) e ripristinare l'agibilità  dell'intero
  edificio nonché la normale erogazione dei servizi.» (2559)

          (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

   Risposta.«Con  riferimento alla interrogazione numero  2559,  si
  rappresenta  l'impossibilità di qualsiasi forma di intervento  da
  parte  di  questo Assessorato per mancanza di pertinente capitolo
  di spesa cui imputare il relativo onere.
   Con  l'art.  32 della l.r. n. 17 del 2004 questo Assessorato  ha
  autorizzato il finanziamento di interventi di consolidamento e di
  realizzazione dei palazzi municipali e caserme nei comuni  al  di
  sotto  dei  5.000 abitanti, fra i quali non risulta il comune  di
  Giarre.»

                                                L'Assessore
  PARLAVECCHIO