Presidenza del presidente Lo Porto
PAFFUMI, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Congedo
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole assessore D'Aquino ha
chiesto congedo, per motivi di Governo, per la presente seduta.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico, altresì, che gli onorevoli Culicchia e Moschetto
hanno chiesto congedo per la presente seduta.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione delle dimissioni dell'onorevole Costa da deputato
regionale
PRESIDENTE Do lettura del telegramma del 16 marzo 2006,
pervenuto in pari data alla Segreteria generale dell'ARS, con cui
l'onorevole Costa David Salvatore ha dichiarato di dimettersi
dalla carica di deputato regionale.
«Il sottoscritto Costa David Salvatore, nato a Marsala il 12
giugno 1966, deputato della Legislatura in corso, dichiara di
dimettersi dall'incarico di parlamentare regionale. Con
osservanza. David Costa.»
Avverto che le suddette dimissioni saranno poste all'ordine del
giorno di una successiva seduta.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono pervenute le risposte scritte
alle seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per i Lavori pubblici:
-N. 2528 - Interventi urgenti per il ripristino dei lavori di
consolidamento strutturale della Chiesa Madre di Giarre (CT).
-Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe
-N. 2559 - Interventi urgenti per sanare i danni causati dalle
piogge negli uffici comunali di Palazzo delle Culture a Giarre
(CT).
-Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe
-N. 2673 - Chiarimenti in merito alle zone sismiche classe 4 in
provincia di Agrigento.
-Firmatario: Miccichè Calogero.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al
resoconto stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
- Norme per la tutela della salute e la sicurezza negli ambiti
domestici (n. 1138)
-di iniziativa parlamentare
-presentato dagli onorevoli Dina e Burgaretta Aparo in data 16
marzo 2006
- Disposizioni per la tutela e la valorizzazione
dell'architettura rurale (n. 1139)
-di iniziativa parlamentare
-presentato dagli onorevoli Dina e Burgaretta Aparo in data 16
marzo 2006
- Misure straordinarie per la manutenzione ed il restauro dei
campanili (n. 1140)
-di iniziativa parlamentare
-presentato dagli onorevoli Dina e Burgaretta Aparo in data 16
marzo 2006
- Incentivi per l'utilizzo di materiali ecologici nelle
costruzioni (n. 1141)
-di iniziativa parlamentare
-presentato dagli onorevoli Dina e Burgaretta Aparo in data 16
marzo 2006
- Norme per l'istituzione del servizio gratuito di
teleassistenza sanitaria per gli anziani e per i disabili
portatori di handicap gravi (n. 1142)
-di iniziativa parlamentare
-presentato dagli onorevoli Dina e Burgaretta Aparo in data 16
marzo 2006
- Salvaguardia e promozione della cultura materiale a rischio di
scomparsa nel territorio regionale (n. 1143)
-di iniziativa parlamentare
-presentato dagli onorevoli Dina e Burgaretta Aparo in data 16
marzo 2006
- Iniziative a sostegno dello sviluppo del turismo religioso
(n. 1144)
-di iniziativa parlamentare
-presentato dagli onorevoli Dina e Burgaretta Aparo in data 16
marzo 2006
- Agevolazioni per i disabili (n. 1145)
-di iniziativa parlamentare
-presentato dagli onorevoli Dina e Burgaretta Aparo in data 16
marzo 2006
- Interventi per favorire l'educazione ambientale (n. 1146)
-di iniziativa parlamentare
-presentato dagli onorevoli Dina e Burgaretta Aparo in data 16
marzo 2006
- Interventi per il reinserimento nel mondo del lavoro degli
Qover 40' (n. 1147)
-di iniziativa parlamentare
-presentato dagli onorevoli Dina e Burgaretta Aparo in data 16
marzo 2006
- Norme per il recupero della carta da macero e l'uso della
carta riciclata (n. 1148)
-di iniziativa parlamentare
-presentato dagli onorevoli Dina e Burgaretta Aparo in data 16
marzo 2006
- Iniziative per i soggetti non udenti (n. 1149)
-di iniziativa parlamentare
-presentato dagli onorevoli Dina e Burgaretta Aparo in data 16
marzo 2006
- Norme per l'insegnamento della lingua, della storia e della
letteratura siciliana nelle scuole dell'Isola (n. 1150)
-di iniziativa parlamentare
-presentato dall'onorevole Sammartino in data 16 marzo 2006
- Definizione delle discipline del benessere e bionaturale (n.
1151)
-di iniziativa parlamentare
-presentato dall'onorevole Sammartino in data 16 marzo 2006.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE Comunico che sono stati inviati i seguenti disegni
di legge alle competenti Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Disposizioni concernenti l'abolizione del turno di
ballottaggio per l'elezione del sindaco e del presidente della
provincia. Ammissibilità dell'esercizio di tre mandati
consecutivi per i predetti organi (n. 1134)
-di iniziativa parlamentare
-inviato in data 16 marzo 2006
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Riforma della legislazione regionale in materia di boschi e
territori montani. Norme relative al Corpo forestale della
Regione siciliana ed all'Azienda regionale delle foreste
demaniali (n. 1133)
-di iniziativa parlamentare
-Parere I Commissione
-inviato in data 17 marzo 2006
- Riordino della legislazione in materia di sport in Sicilia
(n. 1137)
-di iniziativa parlamentare
-Parere I e V Commissione
-inviato in data 17 marzo 2006
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Istituzione della commissione per la valutazione dei progetti
di riuso di castelli e fortezze appartenenti alla Regione
siciliana (n. 1135)
-di iniziativa parlamentare
-inviato in data 17 marzo 2006
- Iniziative per la tutela, la valorizzazione e la diffusione
della musica popolare siciliana di alta qualità (n. 1136)
-di iniziativa parlamentare
- inviato in data 17 marzo 2006
Comunicazione di richiesta di parere
PRESIDENTE Comunico che la seguente richiesta di parere è
stata trasmessa in data 16 marzo 2006 dal Governo e presentata
alla competente Commissione legislativa:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Nomina consigliere delegato e revisore contabile della
Riscossione Sicilia S.p.a' (n. 471/I)
-pervenuto in data 16 marzo 2006.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 2724 - Delucidazioni sui motivi che impediscono la
nomina di un Direttore generale presso l'azienda
ospedaliera 'M.P.Arezzo' di Ragusa.
- Assessore Sanità
Firmatario: Zago Salvatore
N. 2726 - Provvedimenti per un'urgente destinazione ai
Vigili del fuoco delle somme stanziate dal Consiglio dei
Ministri a seguito degli eventi calamitosi verificatisi in
Sicilia nel 2002.
- Presidente Regione
Firmatario: Spampinato Giuseppe
Le interrogazioni testè annunziate saranno iscritte all'ordine
del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni
con richiesta di risposta scritta:
N. 2722 - Avvio di un'ispezione presso il Distretto
sanitario di Taormina per verificare le motivazioni del
mancato invio di ricoveri presso il presidio
extraospedaliero 'OASI' di S. Domenica Vittoria (ME).
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatario: Beninati Antonino
N. 2723 - Notizie sulle iniziative del Governo della
Regione in ordine all'appello lanciato da Davide Conigliaro
sottopostosi al trapianto di parte del suo fegato a favore
del padre affetto da cirrosi epatica, per essere aiutato a
trovare un posto di lavoro che gli consenta di continuare a
vivere dignitosamente.
- Presidente Regione
Firmatario: Gurrieri Sebastiano
N. 2725 - Notizie circa l'applicazione della legge
regionale n. 33 del 1997, per la predisposizione di un
piano faunistico - venatorio regionale.
- Assessore Agricoltura
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe
N. 2727 - Notizie sul completamento e la manutenzione
straordinaria della strada statale 626 dir. 'Licata -
Torrente Braemi'.
- Assessore Lavori Pubblici
Firmatario: Savarino Giuseppa
N. 2728 - Istituzione di un nuovo Servizio di emodinamica
presso l'ospedale di Castelvetrano e presso l'ospedale S.
Biagio di Marsala (TP).
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatario: Culicchia Vincenzino
N. 2729 - Direttive per l'interpretazione dell'articolo 10,
comma 2 bis, della legge regionale n. 10 del 2005, relativo
al personale delle soppresse aziende provinciali per
l'incremento turistico.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
Firmatario: Barbagallo Giovanni.
Le interrogazioni testè annunziate saranno inviate al Governo.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
N. 496 Iniziative per il rilancio del turismo , degli
onorevoli Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe; Baldari Nicola Renato; Mercadante Giovanni
Presentata il 15/03/06
N. 497 Incentivi statali per le imprese siciliane , degli
onorevoli Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe; Mercadante Giovanni; Baldari Nicola Renato
Presentata il 15/03/06
N. 498 Iniziative urgenti volte a dare applicazione
all'Accordo, ai sensi dell'art. 4 del decreto legislativo
28/98/1997,281, tra il Ministero della Salute e il
Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca
scientifica e le Regioni per il riconoscimento
dell'equivalenza ai diplomi universitari dell'area
sanitaria dei titoli del pregresso ordinamento, in
attuazione dell'art. 4, comma 2, della legge 26 febbraio
1999, n. 42 , degli onorevoli Fleres Salvatore; Catania
Giuseppe; Maurici Giuseppe; Mercadante Giovanni; Baldari
Nicola Renato; Villari Giovanni Presentata il 15/03/06
N. 499 Revoca del decreto 5 dicembre 2005 dell'Assessore
per la sanità e ripristino del decreto dell'1 aprile 2003,
concernente modalità di accesso e di erogazione delle
prestazioni riabilitative ambulatoriali , degli onorevoli
Ricotta Michele; Formica Santi; Virzi' Gioacchino;
InfurnaGiuseppe; Incardona Carmelo
Presentata il 15/03/06
N. 500 Interventi presso il Governo nazionale per
scongiurare lo smantellamento degli attuali
ufficidell'Esercito a Catania , degli onorevoli Barbagallo
Giovanni; Spampinato Giuseppe; CulicchiaVincenzino;
Gurrieri Sebastiano; Tumino Carmelo
Presentata il 13/03/06.
Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno
della seduta successiva perchè se ne determini la data di
discussione.
Presidenza del presidente Lo Porto
Determinazione della data di discussione della mozione n. 495:
«Annullamento in autotutela del D.R.S. n. 968 dell'11 novembre
2005, con cui è stato espresso giudizio positivo sul progetto di
un impianto di recupero di rifiuti speciali e speciali pericolosi
ubicato nel territorio del comune di Adrano (CT)»
PRESIDENTE Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d)
e 153 del regolamento interno, della mozione n. 495 «Annullamento
in autotutela del D.R.S. n. 968 dell'11 novembre 2005, con cui è
stato espresso giudizio positivo sul progetto di un impianto di
recupero di rifiuti speciali e speciali pericolosi ubicato nel
territorio del comune di Adrano (CT)», degli onorevoli Barbagallo
Giovanni; Culicchia Vincenzino; Gurrieri Sebastiano; Laccoto
Giuseppe; Tumino Carmelo.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
con D.R.S. n. 968 dell'11 novembre 2005, l'Assessorato
regionale del territorio e dell'ambiente ha espresso giudizio di
compatibilità positivo con prescrizioni per il progetto di un
impianto di recupero di rifiuti speciali e speciali pericolosi
ubicato nel territorio del comune di Adrano (CT);
il decreto fonda il giudizio positivo circa la compatibilità
ambientale del progetto sulla base della rispondenza alle
previsioni del Piano di gestione dei rifiuti, nonché
sull'idoneità dei criteri progettuali e gestionali previsti a
garanzia della tutela dell'ambiente e della salute degli addetti;
sotto il profilo urbanistico, l'impianto sarà realizzato in
zona 'D', destinata ad insediamenti industriali ed artigianali,
non soggetta a vincoli di alcun genere e dove sono già allocati
altri insediamenti di carattere produttivo e non sono presenti
abitazioni civili, ospedali ed impianti sportivi nel raggio di 1
km.;
Considerato che:
le motivazioni a supporto del decreto risultano vaghe,
superficiali e generiche, basate unicamente sugli studi
effettuati dalla ditta committente, senza lo sforzo di un minimo
controllo dei dati forniti da parte dell'Assessorato regionale
del territorio e dell'ambiente;
il provvedimento non affronta le questioni relative alla
pericolosità dell'impianto per la salute dell'uomo e
dell'ambiente, con riferimento ai tipi di rifiuti che dovrebbero
essere smaltiti e recuperati nell'impianto;
i rifiuti, oggetto del processo di recupero attraverso la
realizzazione dei laterizi, contengono sostanze cancerogene come
il mercurio ed il cadmio, mentre nei fanghi saranno presenti
tracce di arsenico, cadmio, piombo, cromo, manganese, etc.;
Premesso, inoltre, che:
la zona in cui sarà realizzato il progetto è classificata 'D',
ma in essa è consentita la costruzione di 'impianti industriali
non inquinanti' ed inoltre è a rischio di dissesto;
nel raggio di 1 km. dal sito individuato, sono presenti diverse
abitazioni e diversi impianti artigianali con residenze annesse,
contrariamente a quanto affermato dal decreto;
Ritenuto che:
il decreto è carente anche sotto il profilo procedurale, poiché
alla conferenza dei servizi è stato invitato solo il Comune di
Adrano, mentre occorreva coinvolgere i comuni limitrofi al sito;
il decreto Ronchi dispone che non possono essere autorizzati
impianti di recupero di rifiuti pericolosi senza indire una
conferenza dei servizi nella quale siano convocati i
rappresentanti degli enti locali interessati e, fra questi,
occorre annoverare i comuni limitrofi;
in particolare, ci si riferisce ai comuni di Centuripe e
Biancavilla, i cui interessi non sono stati rappresentati in sede
di valutazione comparativa ai fini di una istruttoria ampia e
completa,
impegna il Presidente della Regione
a procedere all'annullamento in autotutela del D.R.S. n. 968
dell'11 novembre 2005, al fine di pervenire ad una nuova
istruttoria in grado di consentire una valutazione completa degli
interessi coinvolti.» (495)
BARBAGALLO - CULICCHIA - GURRIERI
- LACCOTO - TUMINO
Non sorgendo osservazioni, dispongo che la stessa sia demandata
alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perché ne
determini la data di discussione.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Discussione del disegno di legge nn. 1107-204-229-247-398-590-
1058-1114/A «Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 6
aprile 996, n. 16 e riordino delle carriere del personale del
Corpo forestale»
Presidenza del presidente Lo Porto
PRESIDENTE Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge. Onorevoli colleghi, essendo
presente l'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste,
onorevole Leontini, se non sorgono osservazioni, propongo
l'inversione dell'ordine del giorno ponendo al primo punto il
disegno di legge Modifiche ed integrazioni alla legge regionale
6 aprile 1996, n. 16 e riordino delle carriere del personale del
Corpo forestale . (nn. 1107-204-229-247-398-590-1058-1114/A).
Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
Si procede, pertanto, con l'esame del disegno di legge nn.
1107-204-229-247-398-590-1058-1114/A Modifiche ed integrazioni
alla legge regionale 6 aprile 996, n. 16 e riordino delle
carriere del personale del Corpo forestale , iscritto al numero
2).
Invito i componenti la quinta Commissione a prendere posto al
banco delle commissioni.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Sbona per svolgere la
relazione.
SBONA vicepresidente della Commissione. Mi rimetto al testo
della relazione.
PRESIDENTE Dichiaro aperta la discussione generale.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
per affrontare questa discussione generale abbiamo bisogno di un
supplemento di chiarezza da parte del Governo e della
maggioranza, segnatamente in ordine alla consistenza
dell'impegno a portare avanti l'esame e l'approvazione di questo
disegno di legge che affronta uno degli aspetti della politica
forestale nella nostra Regione che andrebbe ulteriormente
sviluppato, anche al di là, a mio avviso, dello stesso contenuto
del disegno di legge che, tuttavia, ha registrato, per grandi
linee una intesa e l'accordo con i lavoratori rappresentati dal
sindacato nel suo complesso.
E' importante che il Governo e la maggioranza ci dicano come
intendono procedere perché abbiamo assistito, nel corso di
queste ultime settimane, di questi ultimi giorni, ad
un'articolazione delle posizioni all'interno della maggioranza e
dello stesso Governo che, in più di un'occasione, ha fatto
emergere una chiara dissonanza tra il Presidente della Regione e
lo stesso Assessore regionale per l'agricoltura.
Abbiamo assistito anche alla smentita - non in un conciliabolo
di corridoio o in un sottoscala, ma in incontri ufficiali, in
sedi ufficiali, anche di tipo istituzionale - ad una sorta di
presa di distanza, da parte del Presidente della Regione,
rispetto al contenuto dell'accordo sottoscritto tra l'Assessore
regionale per l'agricoltura e le foreste - onorevole Leontini - e
le stesse organizzazioni sindacali.
Si comprende, quindi, che, ai fini della verifica di una
congruità di percorso parlamentare, appare del tutto necessario,
evidente e opportuno che il Presidente della Regione ed il
Governo ci dicano esattamente come intendono procedere.
Noi siamo perché questo disegno di legge possa essere
approvato. Evidentemente, ci riserviamo di introdurre i
correttivi necessari al testo, soprattutto con riferimento alla
copertura finanziaria ed agli effetti che una mancata copertura
finanziaria o un tipo, piuttosto che un altro, di copertura
finanziaria può avere sul contenuto dello stesso accordo che,
come poi si vedrà, è abbastanza articolato.
Ci siamo preoccupati di presentare un corposo disegno di legge
che va anche oltre il testo che questa sera discuteremo, che
pure è stato sostenuto, per questa parte, da un'iniziativa del
gruppo parlamentare dei DS che ha ritenuto di dovere replicare,
attraverso un disegno di legge più organico, più generale e che
riscrive le coordinate, che riscrive il contenuto della politica
forestale nella nostra Regione.
Dal 1996, da quando cioè è stata approvata la legge n. 16, ad
oggi sono intervenuti processi, anche di tipo ambientale-
naturalistico e di acquisizione di maggiore consapevolezza del
valore e della potenzialità della risorsa ambientale nella nostra
Regione, quindi, anche della necessità di recepire quali sono i
contesti mondiali, i contesti globali in cui si deve collocare
una politica ambientale, una politica forestale nella nostra
Regione.
Questo costituisce un punto essenziale, ma bisogna anche
individuare gli strumenti attraverso i quali attuare nella
nostra Regione una politica forestale degna di questo nome.
Abbiamo registrato la crescita, l'ulteriore complicazione e
confusione anche, per certi aspetti, nella individuazione degli
strumenti da utilizzare ai fini del governo del territorio sul
piano degli interventi forestali.
Bisogna prendere atto del fatto che la duplicazione
dell'Azienda forestale attraverso la costituzione del
Dipartimento forestale, all'interno dell'Assessorato
all'agricoltura, sia stato un errore. Penso che vada rivisitato
anche lo sdoppiamento degli Ispettorati forestali.
Tutto ciò, nel tempo, ha acquisito il sapore di una
moltiplicazione di sedi, di direzione che non si è tradotta però
in una semplificazione ed in una efficacia dell'intervento
forestale in Sicilia.
Abbiamo bisogno di introdurre e recepire l'ordinamento del
Corpo forestale nazionale per innestarlo anche nel Corpo
forestale regionale. Da qui la necessità di intervenire, non solo
con modifiche parziali, sull'ordinamento delle carriere e delle
posizioni dei soggetti del Corpo forestale, ma anche globalmente
sul complesso quadro relativo all'ordinamento ed al funzionamento
del Corpo forestale regionale.
Dobbiamo intervenire sulla risorsa umana, elemento fondamentale
per attuare una moderna e più efficace politica forestale in
Sicilia, che, rispetto al contenuto ed all'assunto della legge
numero 16 che individuava nella tutela del bosco la prevalenza
della politica forestale in Sicilia, dobbiamo convenire che oggi
appare molto più necessario e prevalente l'intervento
sull'ampliamento della superficie boschiva.
Per fare ciò occorre non soltanto sviluppare un raccordo con
gli enti e con i soggetti che operano sul territorio, a partire
dai Comuni, dagli enti gestori dei Parchi e delle aree protette,
dalle Province, cioè con tutti i soggetti titolati a governare il
territorio.
Tutto ciò comporta però una diversa idea di fare stazione' che
deve recuperare non solo il tema della tutela ambientale, della
tutela dell'ecosistema, ma anche quello della forestazione
produttiva, dell'intervento produttivo, attraverso una serie di
elementi che portano ad introdurre, anche in Sicilia, la
riconversione, ai fini energetici, ad esempio, del bosco e
della forestazione produttiva, che mettono nella condizione di
potenziare le politiche riguardanti il vivaismo forestale che è
stato, da questo Governo, ampiamente mortificato. Anche per
puntare alla modifica dell'asse che deve precedere la politica
forestale in Sicilia, occorre pensare ad una diversa idea della
programmazione e, da qui, l'idea del Comitato forestale
regionale, di ripensare anche alla stessa programmazione che,
fino ad oggi, ha presieduto l'utilizzo dei fondi di Agenda 2000,
all'utilizzo dei fondi del Piano operativo regionale, operando
anche qui delle scelte chiare, nette che bisogna fare.
In varie occasioni, abbiamo visto emergere l'idea secondo la
quale la politica forestale, in Sicilia, deve essere una
politica da appaltare al privato, una politica che bypassi e
sminuisca, progressivamente, il ruolo dell'Azienda forestale e
degli Ispettorati.
Puntare sulle risorse umane significa consolidare la certezza
di lavoro, quindi, consolidare la tutela e le garanzie delle
fasce occupazionali, mettendo i lavoratori nelle condizioni di
progredire ed acquisire maggiore possibilità e maggiore certezza
per quanto riguarda le prospettive di lavoro.
In questo senso, ciò è assolutamente condivisibile e credo che
dobbiamo riflettere sul metodo da usare per reperire ulteriori
elementi di avanzamento rispetto allo stesso accordo che è stato
sottoscritto tra alcune organizzazioni sindacali e l'Assessore
Leontini, ma non abbiamo compreso se risulta sottoscritto
dall'Assessore a nome del Governo o soltanto a titolo personale.
Ne rivolgermi al Governo ed all'Aula - e mi avvio alla
conclusione - affermo che non condividiamo l'ipotesi formulata
dal Presidente della Regione di operare una forte compressione
dell'accordo sottoscritto con le organizzazioni sindacali
limitando semplicemente all'aumento da 51 a 78 giornate
lavorative la fascia occupazionale minima e solo al 15 per cento
la progressione delle altre fasce rispetto alle fasce superiori,
da 101 a 151 giornate e da 151 giornate alla trasformazione del
rapporto di lavoro a tempo indeterminato.
Non lo condividiamo nel modo più assoluto perché ciò significa,
tra l'altro, non avere accolto l'essenza, il valore di
quell'accordo sottoscritto con le organizzazioni sindacali,
accordo che può essere anche riarticolato ma che va, tuttavia,
salvaguardato nella sua impostazione originaria. Va lasciata
aperta una prospettiva che, invece, l'ipotesi del Governo Cuffaro
chiude. E noi questo non possiamo accettarlo.
Più in generale, invito il Governo ad un attimo di resipiscenza
su tutto ciò che riguarda il problema del precariato, oggetto
anche del prossimo disegno di legge iscritto all'ordine del
giorno. Come dimostrano i recenti fatti avvenuti in Francia, e
come dimostra cioè l'esplosione dei giovani che protestano contro
l'idea che il mercato del lavoro futuro debba essere
caratterizzato da una condizione permanente e strutturale di
precarietà.
Tutto questo ci deve dire come oggi, nel cuore dell'Europa, di
questa Europa evoluta e moderna, esplodono grandi e gravi
contraddizioni, cioè una visione distorta dello sviluppo, una
visione che intende fornire delle risposte di tipo moderato e
liberista rispetto alla crisi internazionale; ma tali risposte
non reggono all'impatto sociale, non solo rispetto a questo, ma
anche rispetto alla necessità di ricostituire margini di sviluppo
e di crescita della ricchezza del Paese.
Con il precariato non si va da nessuna parte; il precariato non
consente la crescita di un Paese moderno. Si può registrare la
crescita limitatamente alle ricchezze di alcuni privati, ma non
può mai crescere la ricchezza generale del Paese, che è
l'obiettivo fondamentale.
Non è un caso che, in Italia, all'esplosione del precariato,
corrisponda la crescita del prodotto interno lordo pari a zero.
Questa è la risposta anche ad una visione distorta, una visione -
ce definirei furba - che si tentava di portare avanti in Italia
già con il cosiddetto Patto per l'Italia', rispetto alla crisi
internazionale ed anche alla crisi tutta italiana che presenta
pure le sue peculiarità, alla crisi economico-sociale di questo
Paese.
Auspico e penso che il Governo e la maggioranza debbano mettere
questo Parlamento nelle condizioni di dare una risposta a questa
Regione che più di tutte soffre il problema del precariato,
l'incertezza della prospettiva del lavoro, che più di tutte
soffre il problema del lavoro nero, del lavoro illegale. Auspico
che questo Parlamento possa offrire una risposta in avanti alla
situazione in cui versa la Sicilia.
Mi auguro che tutto ciò possa essere possibile, a partire da
questi due provvedimenti a cui guardano ampi settori, non
soltanto del precariato, ma anche, ad esempio, delle persone che
vivono solo ed esclusivamente di questa fonte di reddito e che
sono diverse decine e decine di migliaia.
Abbiamo il dovere di aprire una prospettiva per queste persone,
compiendo delle scelte anche all'interno dello stesso
ragionamento che riguarda le compatibilità finanziarie. Troppo
spesso, infatti, abbiamo sentito dire dal Presidente della
Regione e dal Governo non possumus perché mancano i fondi.
Mi viene da chiedere perché il Governo abbia fatto
quell'abbuffata e quella incursione nel bilancio della Regione,
attraverso delle norme - le norme impugnate e riproposte - che
non hanno prodotto alcun posto di lavoro, così come non
produrranno nessun posto di lavoro gli otto milioni e
seicentonovantamila euro che l'Assessore regionale per gli enti
locali si è premurato - in attuazione della legge regionale n.
11 del 2006 - di mettere a disposizione, entro il periodo
elettorale, di associazioni e circoli vari, anziché preoccuparsi
di renderle disponibili per le politiche del lavoro in Sicilia.
Il discorso relativo alla spesa improduttiva potrebbe
continuare. A noi sembra che la questione del mancato
finanziamento da parte del Presidente della Regione sia una
beffa, oltre che una grande ipocrisia. Ben altro dovrebbe
essere, infatti, l'atteggiamento di responsabilità nei confronti
dei bisogni veri, della parte più debole dei siciliani.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, risultano iscritti a parlare
quattro deputati e, fra questi, gli onorevoli Raiti e Leanza e,
dopo i loro interventi, sarà la volta del Governo.
E'iscritto a parlare l'onorevole Gurrieri. Ne ha facoltà.
GURRIERI Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi scuso in
anticipo per l' intervento particolare che svolgerò perché sono
ancora traumatizzato dall'esperienza della settimana scorsa; mi
riferisco all'incontro, cui ho preso parte, tra le delegazioni
sindacali ed il Governo sul tema della forestazione.
E' stato un incontro-scontro tra i sindacati ed il
governatore Cuffaro che, in quell'occasione, ha smentito
l'accordo sottoscritto nel novembre del 2005 dall'Assessore
Leontini. L'accordo firmato dall'Assessore Leontini è
puramente tecnico, non politico, né economico; si può dire che
costituisce un indirizzo, un'impostazione, una prospettiva.
Aggiungo che lo salvammo dal linciaggio io, l'onorevole
Giannopolo e l'onorevole Leanza. L'Assessore Leontini però era
assente perché si trovava a Tokyo.
Lei saprà, signor Presidente, che destino parte della mia
indennità a pubblicazioni sui giornali o allo svolgimento di
qualche indagine che, spesso, produce risultati. Il risultato
che citerò sarà per lei fonte di dispiacere e le anticipo anche
il motivo. Risulta che l'Assessore Leontini abbia viaggiato più
dell'onorevole Fini, Ministro degli Esteri. E' un dato
importante relativo ai due anni d'incarico assessoriale ed
attendiamo il risultato di questi viaggi.
Battuta a parte, vorrei chiarire che non si può offendere
l'intelligenza dei parlamentari, dei sindacati, dei lavoratori
perché il Presidente della Regione, in fase di contrattazione,
in un incontro in cui erano presenti diecimila persone che, in
piazza, gridavano e manifestavano, affermò di aver trovato un
accordo che però è un'altra cosa rispetto a quanto oggi viene
rappresentato.
Quindi, per entrare nel merito della questione, dico che noi
non possiamo non tenere conto di quell'accordo: ne và della
dignità del Governo soprattutto, ma anche dell'Assemblea
regionale siciliana nella sua interezza.
Quando si sottoscrive un accordo, lo stesso va trasmesso alla
Giunta e si attende la delibera; di fatto, si tratta di un
accordo definitivo e non parziale.
L'Assessore Leontini, inoltre, dopo il mese di novembre, è
andato in giro in alcuni comuni della sua provincia ed ha
brindato per il risultato ottenuto. Ha brindato Era contento,
ma il fatto che era contento doveva essere consequenziale. In
caso di mancato accordo, anche da parte del Governo, nella fase
definitiva, il senso di dignità impone le dimissioni da parte
di chi ha dichiarato di avere firmato, che era presente in
Giunta e poi, a distanza di tre mesi, fa un discorso diverso.
Non è un modo serio di fare politica; si tratta di una cosa
diversa.
Ritengo, quindi, necessario recuperare, onorevoli componenti
del Governo I lavoratori del settore forestale hanno compreso
tutto e sono molto adirati
La soluzione tampone non basta; oltretutto, le somme vengono
individuate dall'ex articolo 38 e si può fare, quindi, un
ulteriore sforzo per garantire una stabilità anche alle fasce
superiori. Non si può venire a dire Iniziamo con la fascia più
debole, quella dei cinquantunisti e la innalziamo a 78 giornate .
Non è così, perché c'é gente che, da venti anni, vive nel
precariato ed ha il giusto diritto di attendersi una soluzione
definitiva.
Parlo a nome de La Margherita e posso dire, onorevole
Assessore, che siamo determinati ad andare avanti su questo punto
e in tal senso presenteremo emendamenti da qui alle 12 di domani
e poi denunceremo sulle piazze tale comportamento che certamente
non è un comportamento degno di un Governo serio.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo. Ne ha
facoltà.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso sia
necessario non solo perché stiamo affrontando una materia
delicata, ma anche per come si sono svolti alcuni fatti, che
ciascuno di noi, rispetto a questa discussione generale, si
impegni seriamente - ancora una volta, purtroppo, in un'Aula
semivuota - per fare uno sforzo e capire in che misura si può
affrontare un tema delicato come questo che non riguarda solo i
lavoratori, potremmo dire soprattutto ma non solo i lavoratori
forestali; riguarda tutti noi; riguarda le proiezioni, un domani,
di una Sicilia che pensiamo assolutamente di riprogettare,
riparando i guasti di questi anni.
Questa premessa, signor Presidente, mi permette di richiamare
un punto che fa della politica qualcosa di nobile e qualcosa che
interessa seriamente i cittadini o qualcosa vissuta invece molto
lontano dagli interessi complessivi veri, economici, sociali.
Non posso non sottolineare che è inconcepibile tale
comportamento in un assessore come Innocenzo Leontini, di cui
conosco l'esperienza parlamentare e che non mi pare abbia avuto
ruoli di secondo piano Se non ricordo male, lei onorevole
Leontini, era a capo del Gruppo di Forza Italia la prima volta
che tale partito è stato rappresentato in questa Regione e in
questo Parlamento, parliamo, quindi, una forza politica e di
governo che comunque conta ancora oggi numerosi parlamentari.
Non posso accettare che un Assessore firmi un accordo con le
confederazioni sindacali il 25 novembre 2005 e, nel contempo,
l'accordo, non si sono trattati i punti salienti dell'accordo
stesso. Onorevole assessore, come lei sa, era anche allegata una
vera e propria tabella riepilogativa di tutto ciò che comportava
la riforma del settore forestale e, soprattutto, tutto ciò che
comportava nel triennio la stabilizzazione dei lavoratori a tempo
indeterminato, dei centocinquantunisti e così via. Non occorre
che faccia l'elenco perché i precedenti interventi degli
onorevoli Giannopolo e Gurrieri mi permettono di andare in
maniera più spedita, è ovvio che le cose che hanno detto sono
ampiamente condivisibili e non vanno ripetute.
Onorevole assessore, lei ha firmato questo accordo, sia nella
parte che riguarda i punti sostanziali che nella parte della
tabella che ho richiamato. In essa, lei lo sa bene, non ci sono
solo i numeri dei lavoratori, le giornate, quanti nel triennio
sarebbero diventati lavoratori a tempo indeterminato. La tabella
riepiloga anche i costi, anno per anno, fino al 2008 -non li
voglio ripetere, perché significherebbe continuare a mettere il
dito nella piaga -, e lei, onorevole Leontini, non può accettare
che il presidente della Regione affermi, come ricordava
l'onorevole Gurrieri, che il Governo sostanzialmente non si sente
impegnato da questa sua firma, quasi che lei rappresenti
qualcos'altro, e non il Governo della Regione siciliana.
In altri tempi - vorrei ricordarlo ai colleghi che come me
hanno qualche hanno di esperienza in politica - questo
significava dover fare la valigia l'indomani mattina e difendere
sostanzialmente la dignità di ognuno di noi, non solo polemizzare
o rispondere a tono a quanto ha dichiarato l'onorevole presidente
della Regione, ma fare in modo che la propria dignità non venga
messa assolutamente in discussione.
Sappiamo che questo è un periodo particolare, siamo alla
vigilia delle elezioni nazionali, e siamo ormai alle porte del
rinnovo dell'Assemblea, e mi sforzo di comprendere, ma
riflettendo sono sempre più convinto che la logica dovrebbe
prevedere che gli impegni sottoscritti si rispettino, e questa
dovrebbe essere la logica ispiratrice dell'attività politica, non
solo di un governo, ma dovrebbe ispirare l'attività politica
complessivamente.
Ci troviamo dinanzi a tutto ciò e quasi non vogliamo
discuterne. Ma come si fa?
Onorevole assessore, lei ha commesso un errore di
sottovalutazione, e infatti, in quei giorni l'argomento era molto
sentito anche dagli organi di stampa. Il Giornale di Sicilia,
addirittura, titolava che era l'Aula che aveva sostanzialmente
già esitato qualcosa che veniva incontro alle esigenze non solo
di stabilizzazione dei lavoratori, ma di rinquadrare tutto il
settore, con un investimento vero sulle nostre montagne,
sull'ampliamento dei boschi, sull'implementazione del verde, il
richiamo al protocollo di Kioto. E proprio in quei giorni i
giornali davano la notizia che questo Governo, e questo
assessore, finalmente, dopo vent'anni avevano affrontato la
materia in maniera adeguata, pensando ad una nuova cultura della
montagna, una nuova cultura del lavoro forestale, un modo nuovo
di ispirarsi a fattori ambientalistici, di ispirarsi anche a
quelli che sono i contenuti essenziali del protocollo di Kioto.
Avete fatto una bella figura, solo che ancora una volta si
trattava di semplice propagandismo, di uno spot pre-elettorale o
elettorale perché, dinanzi a tutto ciò che invece è accaduto e
sta accadendo - col tentativo di far passare la soluzione che
individua il presidente della Regione senza che lei, onorevole
assessore che ha firmato l'accordo ha battuto ciglio - siamo
veramente al grottesco.
Sappiamo bene di che cosa stiamo parlando: di delegificazione
del settore, di programmazione delle attività in maniera seria,
di allargamento della superficie boscata, della
responsabilizzazione degli incarichi, della definizione
dell'organico aziendale, sappiamo che parliamo della
sburocratizzazione degli adempimenti, della valorizzazione dei
distretti forestali, di un marcato impegno per un'attività di
tutela ambientale, della valorizzazione del territorio basata
sulla qualità certificata, parliamo addirittura di affrontare la
questione del cosiddetto vivaismo insito nell'attività delicata
di un settore, parlando di certificazione di qualità, che deve
essere migliorata sotto molti aspetti.
Sappiamo che stiamo parlando di cose serie, e sappiamo tutti
che c'è un ritardo enorme per quanto concerne investimenti seri
nel settore dei boschi, della montagna e dell'ambiente.
Noi siciliani viviamo ancora i nostri boschi con la logica, un
po' particolare, del demanio chiuso: infatti, sappiamo tutti che
le strade forestali non possono essere attraversate Ma in quali
altre regioni d'Italia, tranne in alcune specifiche aree, si
concepisce e si gestisce il demanio chiuso? Gradatamente tutto
questo è stato eliminato e non esiste più da anni.
La nostra regione ha enormi risorse, ma abbiamo un deficit vero
dal punto di vista dell'ammontare complessivo degli ettari di
superficie boscata, abbiamo un problema serio che riguarda sempre
e continuamente il rischio incendi che devastano ogni anno
centinaia di migliaia di ettari, noi abbiamo da investire sulle
montagne e sviluppare seriamente i contenuti essenziali del
protocollo di Kioto, che richiamo ancora una volta. Eppure,
affrontiamo l'argomento in una maniera così superficiale e da
spot propagandistico da scadere, nelle ultime fasi, in una cosa
assolutamente inaccettabile, inconcepibile, che calpesta gli
impegni assunti, non tiene conto del ragionamento complessivo,
focalizzando il tutto sulla quantità di operai cinquantunisti,
settantottisti, centunisti, centocinquantunisti, la logica del 15
per cento, la logica minimalista che non fa i conti con quelle
che sono le reali condizioni dei nostri boschi, delle nostre
montagne e di tutto ciò che questo potrebbe comportare.
E non solo, signor Presidente, ma dietro l'argomento che alcuni
considerano di fortissimo interesse, si parla di questa come di
una soluzione, perché non ci sono altre risorse.
Ma il Governo, quando ha firmato l'accordo, sapeva se c'erano o
meno le risorse? Il Governo sa o non sa come è strutturata la
tabella H del bilancio? Dovrebbe saperlo.
Il Governo sa cosa è accaduto in una notte di novembre del
2005, quando sono stati bruciati circa 53 milioni di euro per far
contenti gli alleati della Casa delle Libertà che compongono la
maggioranza che dovrebbe sostenere questo Governo?
Ma il Governo sa che in quella tabella H ci sono cose che
possono essere riviste senza alterare alcun equilibrio che
riguarda anche ruoli importanti, di associazioni, di centri studi
che nessuno vuole sminuire?
Ma sa il Governo che, rispetto ad un intervento intelligente,
rispetto anche alla tabella H' si possono reperire risorse? Il
Governo sa che in Commissione avevamo proposto, con emendamenti
specifici, con coperture finanziarie credibili, soluzioni che
rispettavano gli impegni sottoscritti con i sindacati, e quindi
con i lavoratori, perché i sindacati, fino a prova contraria,
rappresentano i lavoratori?
Questo Governo dove sta? Su cosa si impegna? Ancora sulla
logica delle clientele e dei favoritismi, o si impegna su una
logica di rivedere completamente alcuni interventi che comportano
una certa spesa con una filosofia completamente diversa? Ma non
siete in grado di farlo.
Onorevole Scoma, onorevole Leontini, voi rappresentate un
Governo che non pensa di cambiare pagina, che non pensa di
mettere in campo interventi che vanno a rivedere con lungimiranza
ciò che è l'utilizzo delle risorse naturali, paesaggistiche e
ambientali della nostra Isola. Rappresentate un Governo che
vivacchia, che tira fuori le soluzioni-tampone, che vuole dire
oggi ai lavoratori forestali di restare calmi, perché in fondo
una parte di loro progredisce e conquista venti e più giornate,
poi ci sarà quel 15 per cento di lavoratori che conquista
qualcos'altro, poi un altro 15 per cento e altro ancora.
Siamo indignati da questo comportamento. E' assolutamente
inconcepibile pensare che noi svolgeremo in quest'Aula una
funzione che porta a dire Beh, meglio di niente 'Questo
atteggiamento va da voi spiegato, perché questa è la convinzione
che ha portato la Sicilia al disastro. Noi abbiamo impostato -
anche da questo punto di vista ispirandoci a quell'accordo
sindacale - un disegno di legge che non andava in
contrapposizione netta con le proposte e con quanto il Governo ha
approvato in Giunta.
E allora, che cosa ha approvato il Presidente della Regione?
Che cosa hanno approvato gli altri assessori? Di cosa discutono
quando si fa la Giunta di Governo?
O si affrontano le questioni in maniera seria, o si affrontino
facendo il punto sulla spesa pubblica di questa Regione in modo
intelligente e si compiano scelte chiare oppure, evidentemente,
questo Governo, signor Presidente, prima se ne va meglio sarà per
tutti.
Solo un'ultima battuta. Non è vero, e tutti lo sappiamo, che
non si poteva e non si possono recuperare le risorse per dare la
giusta copertura a questo disegno di legge. Si può fare Se
realmente il Governo lo vuole fare è ancora in tempo. Ci si sieda
e si trovi un equilibrio - che io definisco virtuoso - tra
opposizione e maggioranza, e si dia risposta non solo ai
lavoratori ma a ciò che noi pensiamo sia giusto, ossia di
guardare al lavoro forestale con una logica completamente diversa
rispetto al passato, come investimento produttivo.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Raiti. Ne ha
facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevoli colleghi, non voglio
ripetere pedissequamente quello che è stato detto prima di me dai
colleghi dell'Unione, ma mi corre l'obbligo di fare un brevissimo
excursus su quello che è accaduto e su quali sono state le
posizioni in materia da parte del Governo della Regione.
Il Governo della Regione, lo ricordo a me stesso innanzitutto,
vinse nel 2001 a mani basse e quel risultato portò ad avere
questa maggioranza di sessantatrè deputati. ricordo anche che,
tra le attività programmatiche del Governo, vi era quella della
stabilizzazione, ad esaurimento, dei precari esistenti.
Ricordo, nella qualità di componente della quarta Commissione,
che già all'inizio di questa legislatura, nell'ottobre del 2001,
durante una delle prime sedute della Commissione, l'allora
assessore per l'agricoltura e foreste, onorevole Castiglione,
disse di voler fare una manovra tampone per i forestali,
recuperando somme che non erano disponibili tramite un
assestamento di bilancio. Riporto letteralmente le parole
dell'Assessore Castiglione: questo è l'ultimo provvedimento di
questa specie che chiediamo alla Commissione e che poi chiederemo
all'Aula, perché è impegno di questo Governo, di quest'Assessore,
provvedere alla stabilizzazione del settore, che è un settore
fondamentale per la prospettiva di tutela dell'ambiente e di
crescita e di sviluppo della nostra Regione.
Nell'ottobre del 2001 si approvò, dunque, una variazione di
bilancio per consentire ai lavoratori forestali di percepire le
somme dovute, somme che tra l'altro abbiamo poi dovuto reperire
anche per gli anni successivi.
Ma l'impegno dell'allora assessore competente, e quindi del
Governo, nel corso dei quattro anni successivi, rimase sempre
lettera morta. Ogni anno si arrivava nelle stesse situazioni,
ogni anno si provvedeva all'assestamento di bilancio per trovare
le somme necessarie per pagare gli stipendi prima della scadenza
annuale di bilancio, in una maniera assolutamente indecorosa.
Tra l'altro, i lavoratori erano costretti - così come sono
stati costretti nel corso di questi anni - non solo a rimanere
precari, ma a percepire i propri emolumenti dopo il dicembre di
ogni anno, alla chiusura dell'esercizio finanziario, pur
trattandosi di spese costanti. Ricordo a me stesso che
l'assestamento di bilancio, alla fine dell'anno, si fa quando si
rende necessario reperire risorse straordinarie ed impreviste,
togliendole da capitoli di bilancio dove quelle risorse avanzano.
Invece, nel corso di questi anni si è proceduto sempre allo
stesso modo, facendo gli assestamenti di bilancio alla fine
dell'anno e pagando gli stipendi e le indennità due e tre mesi
dopo la scadenza delle prestazioni contrattuali.
Spesso molti lavoratori sono stati costretti a lavorare in
periodi nei quali l'attività che avrebbero dovuto svolgere era
difficile da realizzare, perché spesso ci si muove ad altimetrie
molto alte e nei periodi di pieno inverno, novembre, dicembre o
gennaio, spesso le condizioni metereologiche non sono favorevoli,
per cui l'attività che i lavoratori sono chiamati a svolgere non
è utile né a loro, né alla collettività.
Purtroppo, in questi quattro anni il Governo è stato
assolutamente carente, così come in tanti altri settori: solo
promesse, solo proclami
Ricordo che io sono stati uno dei presentatori della mozione
che andava nella direzione, quasi premonitrice, di quello che
sarebbe stato l'accordo sindacale fatto a novembre dall'assessore
Leontini. Pensavamo che fosse utile, facendo seguito al programma
del Governo Cuffaro, riordinare definitivamente questo settore,
tutto il settore del precariato, utilizzando le risorse
finanziarie disponibili, utilizzando strategicamente delle
priorità che avrebbero visto al primo posto la possibilità di
dare dignità ai lavoratori precari innestando un processo
strategico di sviluppo dell'Isola. Quella mozione, presentata i
primi di gennaio del 2002, è rimasta lettera morta.
Quando ho appreso la notizia dell'accordo sindacale firmato da
tutte le parti sociali e dall'Assessore competente, poi
trasformato in disegno di legge dal Presidente della Regione e
dalla Giunta, ho tirato un sospiro di sollievo. Con somma
meraviglia mi resi conto che, per la prima volta nel corso di
questa legislatura, vi era un disegno di legge concordato tra
Governo e parti sociali, un disegno di legge che prevedeva una
strategia complessiva di stabilizzazione e di sviluppo, un
disegno di legge che prevedeva anche le risorse necessarie per
mettere a regime questo settore assolutamente importante.
Fui chiamato, con l'assessore per il territorio e l'ambiente e
con altri esponenti del mondo sindacale, a discutere e dibattere
di questo argomento nel corso di una nota trasmissione
radiofonica siciliana.
In quella sede, ho manifestato la mia approvazione - anche se
in assoluto ritardo rispetto a quattro anni di Governo - sui
passi in avanti che erano stati fatti; ho manifestato anche le
mie perplessità sul fatto che quell'accordo, ed il successivo
disegno di legge che l'assessore si era impegnato a presentare,
potesse essere il solito specchietto per le allodole ,
utilizzato per dire poi, a fine legislatura, che non si può
procedere perché i tempi sono stretti, perché le risorse non ci
sono, con ulteriore danno per i lavoratori, che vengono
ulteriormente presi in giro. Così che, con un provvedimento
elettorale, gli si dice che sono stati fatti notevoli passi
avanti e che, con i loro voti, nella prossima legislatura si
potrà procedere alla soluzione del problema, così come spesso è
accaduto nella storia di questa nostra Regione.
Purtroppo, oggi, devo prendere atto con sommo rammarico che le
previsioni fatte nel corso di quella trasmissione radiofonica, si
sono verificate per intero, nonostante credo che vi sia stata la
buona fede dell'assessore per l'agricoltura e le foreste. Oggi, a
quattro, cinque mesi dall'approvazione di quell'accordo sindacale
e di quel disegno di legge, a tre giorni dalla chiusura della
legislatura, ci troviamo con un disegno di legge totalmente
diverso rispetto a quello originario, che riporta indietro le
lancette dell'orologio, che ancora una volta non considera il
settore dei precari, e in special modo quello dei forestali, un
settore strategico per la Regione, che di fatto fa pendere ancora
la spada di Damocle sui lavoratori.
Questa non è una operazione corretta, è una operazione che dal
punto di vista politico la dice lunga sul modo di procedere di
questo Governo, con proclami e promesse e senza mai mettere un
punto fermo per una strategia vera, possibile, forse anche dura
ma reale e veritiera nei confronti di cittadini siciliani che non
sono stupidi e che hanno il diritto di essere rispettati.
Questo disegno di legge non affronta il problema in via
definitiva, ma mantiene ancora la questione sospesa, facendo
ritenere che c'è un passo avanti, che in effetti c'è, ma non
considerando che ci sono anche due passi indietro.
Associandomi all'appello fatto dall'onorevole Gurrieri, se
questo Governo ritiene di avere un po' di serietà politica,
almeno alla fine della legislatura, allora deve assumersi la
responsabilità degli impegni presi con un po' di dignità. Tra
l'altro sono gli ultimi provvedimenti che farà, perché sono certo
che alla prossima legislatura sarà l'Unione a governare questa
Regione e si troverà a dover affrontare tutti questi problemi in
maniera, speriamo, molto più seria e concreta. Credo che sia
dignitoso per il Governo tornare a fare due passi indietro e
riprendere il disegno di legge approvato allora in Giunta.
Noi ci adopereremo in questo modo, ed io come esponente di
Italia dei valori, presenterò insieme ai colleghi della
Margherita emendamenti che prevedono il totale recupero del
disegno di legge approvato in Giunta e quindi dell'accordo
sindacale.
Le risorse si possono trovare, basta ridurre gli sprechi:
sarebbe bastato, nel corso di questi anni, ridurre gli sprechi
nella sanità, che hanno affondato il bilancio della Regione;
sarebbe bastato ridurre gli sprechi per consulenze varie che
l'amministrazione regionale ha richiesto nel corso di questi
cinque anni per centinaia di milioni di euro per fare fronte ad
una priorità assoluta che è quella di garantire la dignità a
tutti i lavoratori precari, che è quella di garantire a
quest'Isola una prospettiva certa, che è quella di tutelare
l'ambiente. Noi siamo un'Isola del Mediterraneo che può e deve
avere, in prospettiva del 2010, un ruolo fondamentale, non solo
nello scambio di merci e di persone, ma anche per il turismo, e
questo non lo si può fare in maniera seria se non vi è una tutela
adeguata dell'ambiente, se non vi è la possibilità di fare
crescere le nostre foreste, se non vi è la possibilità di
tutelare gli alvei dei nostri fiumi, se non vi è la possibilità,
anche dal punto di vista della protezione civile, di intervenire
negli incendi e nei boschi.
Il disegno di legge avrebbe dovuto provvedere a tutto ciò. Noi
auspichiamo che, in quest'ultimo scorcio di legislatura, con un
po' di dignità, si provveda a trovare soluzione alle
problematiche che non sono state risolte nel corso di questi
cinque anni.
In tal senso noi ci impegneremo, ed auspico che la maggioranza
ed il Governo facciano altrettanto.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Leanza Nicola.
Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA . Signor Presidente, onorevole assessore
Leontini, onorevoli colleghi, la nostra preoccupazione, che
questo importante disegno di legge non arrivasse in Aula, è stata
superata.
Troppi annunci ed una forte condivisione nei confronti di
questo disegno di legge, importante non solo per i contenuti
economici, ma anche perché mira ad adeguare la vigente
legislazione all'evoluzione della normativa statale ed europea ed
agli accordi internazionali.
Un disegno di legge importante, che riguarda certo i
lavoratori, ma anche il futuro della nostra Isola nella lotta
alla desertificazione, negli interventi di protezione civile, nel
rispetto del protocollo di Kioto, nella nuova programmazione dal
2007 al 2013 per la tutela del territorio montano e
dell'ambiente.
Però, onorevole Assessore, ritengo abbia ragione l'onorevole
Oddo quando dice che forse potevamo osare di più, dovevamo osare
di più
Questo non è un disegno di legge che interessa solo i
lavoratori, che certamente sono una risorsa e non un problema,
perché un disegno di legge così articolato, così largamente
condiviso, anche dalle forze sindacali e da quelle sociali, che
di fatto rivoluziona in maniera concreta ed operativa il tema del
corpo forestale, ovviamente, poteva avere qualche cosa in più.
Ci siamo preoccupati quando questo disegno di legge ha
rischiato di non arrivare in Commissione Bilancio, ma siamo stati
ancora più preoccupati quando, in Commissione Bilancio, si
pensava di potere risolvere il problema soltanto dal punto di
vista economico, mettendo a disposizione trentacinquemilioni di
euro.
Sono felice che il Presidente della Regione abbia poi deciso di
discutere l'intero disegno di legge, anche perché il lavoro
svolto dalla IV Commissione, di concerto con l'assessore e con le
forze sociali, è stato un lavoro importante, che non doveva
andare perso, però potevamo osare di più, ed eravamo nelle
condizioni di farlo.
Ritengo che il Governo, anche in extremis, debba trovare
maggiori risorse finanziarie per un disegno di legge che, di
fatto, presentando in maniera integrata il tema della montagna,
può diventare una grande occasione. Ed allora, perché non fare
qualcosa in più, per poter consentire a tanti lavoratori di
vivere in maniera migliore?
Certo, rispetto alle preoccupazioni di sette giorni fa, c'è
stato un grande passo avanti, ma noi invitiamo il Governo fare
qualcosa in più.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Tumino. Ne ha
facoltà.
TUMINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, è da almeno
cinquant'anni che la forestale rappresenta, per la classe
politica che ha governato questa Regione un bacino di consensi,
di voti, che rappresenta non delle categorie di lavoratori da
fare produrre ma delle categorie di persone che servono a
garantire questo o quel governo.
In questi cinquant'anni si sarebbe potuta fare tante volte una
legge di riordino per orientare questo settore e farlo uscire
dalla logica dell'assistenza verso la logica della produttività
e non si è mai fatto. Il nostro presidente Cuffaro è stato
assessore all'agricoltura, precedentemente a questo incarico di
governatore, per almeno cinque anni, ed il problema non è stato
neanche affrontato.
L'Assessore Leontini, a nome del Governo a seguito di una
pressione formidabile delle categorie dei lavoratori della
forestale ha necessariamente accolto di sedersi attorno ad un
tavolo e cercare una soluzione con sindacati, è stato un lavoro
dovuto ad una pressione dei lavoratori rispetto alla quale non
c'era possibilità di uscire fuori e trovarono questo accordo: il
Governo si impegnò a produrre un disegno di legge che recepisse
l'accordo, cosa che è avvenuta non dopo qualche giorno ma a
distanza di mesi, il disegno di legge approvato in Giunta si è
arenato nella competente Commissione di merito.
Oggi il disegno di legge torna ad essere attivato, pur
modificato. Perché? Perché c'è stata una grandissima azione dei
lavoratori, una pressione formidabile rispetto a cui il Governo
non ha saputo dire di no, non poteva dire di no. Allora, ci si
inventa una certa somma che, badate bene, proviene da
finanziamenti, da trasferimenti dello Stato che dovremmo
incamerare nel 2007, quindi non sono soldi che abbiamo ma sono
soldi che dovremo avere. E' come quando si ha una cambiale, il
Governo va in banca a cambiare la cambiale, attualizza queste
somme e mette a disposizione dei lavoratori forestali 35 milioni
di euro. E' un modo per dare un contentino e uscire dalla
pressione sindacale dei lavoratori e garantire che, attraverso
la realizzazione di una serie di progetti, questi lavoratori
possano aumentare il numero di giornate lavorative, cosa di per
sé encomiabile ma che sfugge al problema fondamentale che è
quello della trasformazione del settore da un settore assistito
ad un settore produttivo. Questo problema non è stato affrontato.
Lo stesso disegno di legge che oggi è in Aula c'è perché
l'opposizione ha detto di no ad una norma che prevedesse soltanto
questo miglioramento economico,perché questa sera non avremmo
avuto un disegno di legge di modifica della legge n. 16 del 1996,
ma una semplice pezza che avrebbe semplicemente dato a questi
lavoratori quel contentino necessario per consentire al Governo
di affrontare le elezioni, prima politiche e poi regionali, in
una situazione meno difficile di quanto lo sarebbe stato
diversamente. Quindi, la logica di intervento nel settore della
forestazione è sempre e soltanto una logica di emergenza che non
modifica assolutamente il percorso iniziato cinquant'anni fa e
che non dà prospettive di cambiamento.
Noi della Margherita, come è stato detto dal collega Gurrieri,
nel rispetto anche di un principio che condividiamo pienamente
che è quello della concertazione, appoggeremo quel disegno di
legge che è stato concordato tra Governo e sindacati: è un
disegno di legge inadeguato che andrebbe ulteriormente migliorato
ma che, in ogni caso, oggi rappresenta un punto di sintesi.
Rimane il fatto che questo Governo ha fallito in un discorso
importante. Questo Governo, a differenza dei precedenti, non
aveva la durata di un anno o di sei mesi, ma aveva la durata di
cinque anni e poteva benissimo affrontare il problema della
forestazione fin dall'inizio, assumendosi un impegno che poi
avrebbe potuto rispettare in cinque anni di tempo.
Questo Governo, invece, si è comportato come i governi che lo
hanno preceduto e che avevano il fiato corto perché la precedente
normativa elettorale non garantiva i cinque anni di legislatura.
Questo Governo è doppiamente colpevole perché non ha fatto, pur
potendo fare, e non ha avuto la lungimiranza di attivare questo
percorso.
Chiudo il mio intervento dicendo che, purtroppo, quello della
forestazione non è l'unico settore dove questo Governo ha
fallito; lo vedremo nel momento in cui andremo a parlare di
precari, ma lo possiamo vedere anche in tutto quello che riguarda
le riforme di settore della politica regionale.
Noi non siamo stati capaci di portare avanti una riforma della
formazione professionale, dell'urbanistica, del riordino delle
coste. Tutte le normative di settore si sono impantanate pur
avendo questo Governo cinque anni di tempo per affrontarle.
E' prevalsa la logica della urgenza, della emergenza, del non
potere dire di no, della logica che, per certi aspetti, potrebbe
anche essere chiamata del ricatto' ma che tale non è perché è la
pressione di gente che ha bisogno e chiede al Governo un impegno
e quest'ultimo ha l'obbligo di impegnarsi.
Il tentativo di fuggire, di essere inseguiti e poi
obbligatoriamente di sedersi al tavolo è la manifestazione
evidente del fallimento di una politica che dura ormai da cinque
anni.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Virzì. Ne ha
facoltà.
VIRZI' Signor Presidente, onorevoli colleghi, è verissimo
che c'è, e c'è stata, una lunga attesa per una legge che
rimettesse ordine, dopo la sperimentazione partita con la legge
n. 16 del 1996 nel settore forestale e il riordino era
indispensabile.
Nel corso di questi ultimi anni credo che a tutti noi,
operatori modestissimi della politica, siano arrivate richieste
di correzione e suggerimenti di emendamenti. Un Governo che si
fosse comportato in maniera poco seria avrebbe rifilato a
spizzico e boccone' queste piccole variazioni, queste toppe'
che era pure indispensabile mettere nelle varie leggi omnibus che
sono sfilate nel corso di questi anni.
Ritengo che si debba prendere atto, con assoluta serenità, che
qua ci ritroviamo di fronte ad una corposissima e organica
revisione integrale della legge n. 16 del 1996 tenendo conto,
però, anche che non si legifera per gli angeli e per i santi, ma
in relazione alle situazioni concrete e non ha senso di parlare
di vittorie strappate al nemico, di bacino di carenaggio dei
voti, di bacino di carenaggio per chi mobilita la piazza; sono
bacini' o bacioni' a seconda e è l'area dell'assistenzialismo o
se è l'area della protesta sindacale. Non c'è nulla che sia stato
strappato a questo Governo perché questo disegno di legge
rappresenta un momento di larghissimo, esteso confronto, tenendo
conto che non siamo chiamati a scrivere il nuovissimo testamento.
Siamo chiamati a redigere una legge che risponda hic et nunc'
concretamente ai problemi che sono posti.
Mi permetto di ricordare che è tanto nell'animo nostro un
cambiamento che vada in questa direzione. Già nell'altra
legislatura sono stato primo firmatario per Alleanza nazionale di
un disegno di legge che affrontava il problema dell'occupazione
forestale ponendosi il problema di un termine per questo
precariato infinito che ha afflitto la Sicilia e che è stato e,
in parte, purtroppo, continua ad essere un grande polmone
sociale, a fronte della carenza di azienda vera nei nostri
territori.
Noi abbiamo previsto questo meccanismo, chiamiamolo così, di
scala mobile' che, in qualche, modo fermasse il gruppo dei
fuori fascia', li facesse accedere alla fascia dei
cinquantunisti'; avevamo anche previsto che i cinquantunisti'
nel tempo passassero a centunisti'; avevamo previsto anche, con
interrogazioni e interpellanze, che si affrontasse e si
risolvesse, una volta per tutta il problema che ha quasi del
comico, francamente Quando me lo hanno raccontato, Assessore
Leontini, io non ho creduto.
Noi abbiamo circa 850 OTI che sono gli operai a tempo
indeterminato, gli unici con un contratto a tempo indeterminato.
Benissimo, essi non vengono pagati il 27 di ogni mese, li
paghiamo a perizie perché il loro stipendio è vincolato ad una
serie di riscontri sul territorio che richiedono tempo,
farraginosità, mettendo questi lavoratori, che sarebbero gli
unici fissi del corpo forestale della Regione e dell'Aziende
Foreste, nelle mani degli usurai., perché quando si viene pagati
ai tre, ai quattro, ai cinque mesi, quando non c'è la certezza di
potere celebrare il Natale con lo stipendio normale, alla data
normale, con la tredicesima in tasca, si finisce male soprattutto
in Sicilia.
Ora questa legge, io vedo che dà risposte a molti
interrogativi. E' è vero anche che non è disegnato nella sua
interezza una ipotesi di sviluppo delle nostre aree di montagna
e che non prende corpo molto visibilmente l'ipotesi di una
forestazione produttiva. Noi abbiamo 200 mila ettari a bosco, non
li facciamo fruire dai turisti, non ci si può andare a caccia,
sono recintati, non ci facciamo niente.
Allora, cari colleghi - per capirci - le biomasse per produrre
energia, in Emilia Romagna le fanno con i residui dei carciofi,
dei cavolfiori. Noi abbiamo 200 mila ettari prevalentemente ad
eucalipti, perché abbiamo continuato, commettendo un errore, il
vecchio tipo di forestazione avviato dal fascismo; mettiamo pini,
e nel fare ciò, mettiamo sostanzialmente delle immense pompe
idrovore che risucchiano le nostre acque sotterranee: E perché
non le tagliamo per ottenerne biomassa ed energia che è la chiave
del futuro? Il 5 per cento a macchia di leopardo e così
produciamo energia e la rivendiamo e facciamo produrre qualche
cosa a questi 200 mila ettari in cui non si presenta uno straccio
di turista, in cui non c'è uno straccio di cooperativa che renda
servizi, che crede ai sentieri guidati, che produca turismo
nazional-popolare? Niente.
In nome della fossilizzazione della natura e della difesa
ambientale, abbiamo immobilizzato un pezzo del nostro territorio
che non produce assolutamente nulla.
Paghiamo gli operai forestali e da tutto questo lavoro non
proviene reddito; e perché di anno in anno non possiamo tagliare
il 5 per cento di questi 200 mila ettari e ricavare energia che
potremmo, addirittura, vendere ed esportare.
Tenendo conto che un eucalipto di 10 anni nel giro di 2 anni
ritorna 10, 12, 15 metri di altezza, si rifà. Non procuriamo
devastazione ambientale ma, nel tempo, in un decennio, a macchia
di leopardo, noi riavremo, esattamente interi, 200 mila ettari di
bosco in questo momento assolutamente inutili alla Sicilia e ai
siciliani.
Un altro suggerimento, però questa volta nell'immediato,
Assessore: per cortesia, la più assoluta elasticità da parte del
Governo, per carità senza grandi stravolgimenti di natura
finanziaria e fermo restando che va dato serenamente atto che 35
milioni di euro, con l'aria che tira, sono un grande sforzo, è un
grande impegno politico, è una presa di posizione seria, è una
risposta grande che viene da questa maggioranza e credo che
nessuno tecnicamente, economicamente avrebbe potuto fare meglio e
di più, però attenti, per favore, a non fare figli e figliastri
in questo mondo di bisogno e spesso anche ai limiti della
disperazione noi abbiamo avuto dei lavoratori che, in realtà,
hanno fatto i centunisti , però per potere essere avviati
dovevano fare le proteste davanti alla Prefettura e non gli
abbiamo dato nemmeno un nome giuridico: nei documenti informali
di Prefettura e nei decreti assessoriali li chiamavamo squadre
antincendio boschive .
Oggi ricevono, facendo 101 giornate, ma non essendo iscritti
in alcun elenco, lo stipendio di spegnitori di incendi', sono
centunisti' ma non sono iscritti in nessuna fascia occupazionale
garantita. Tutto questo è assolutamente ingiusto, così come è
assolutamente ingiusto in relazione a funzioni di servizio
permanente, 24 ore su 24, mi riferisco agli autoparchi e ai
centri radio operativi.
Non possiamo fargli fare due turni, due turni e mezzo, tre
turni, licenziarli e poi riassumerli. E' un servizio permanente
che serve permanentemente il servizio del centro radio operativo
ed il lavoro dei nostri autoparchi. Non si capisce perché queste
persone non dovrebbero essere assunte con un contratto a tempo
indeterminato quando, di fatto, lavorano 12 mesi l'anno, li
teniamo tre mesi, poi li rimandiamo a casa, poi facciamo finta di
riassumerli. E credo che, tenuto conto di tutte le procedure di
carattere formale e giuridico, ci guadagneremmo e ci
risparmieremmo anche a dargli un contratto a tempo indeterminato.
Mi duole dire una cosa che ero costretto a dire anche durante
il governo del centrosinistra: quando parliamo di organismi
consultivi, di osservatori, siamo tutti astronomi in Sicilia,
quando parliamo di giusto confronto, di creare una giusta sede di
concertazione con i sindacati, non per mano del Governo, per
favore, si operi mano nella discriminazione dei sindacati, credo
che noi siamo passati da un eccesso ad un altro, le
organizzazioni riconosciute in Sicilia, quelle che hanno firmato
il contratto regionale di lavoro, dove è finita, per esempio, la
dizione le organizzazioni sindacali maggiormente
rappresentative dietro la quale definizione c'è una
consolidatissima giurisprudenza e una serie di sentenze che non
lasciano adito a dubbi? Forse è stata una dimenticanza. Allora,
benissimo quelli che ci sono sul serio, benissimo i firmatari di
contratto collettivo nazionale di lavoro e di contratto
collettivo regionale di lavoro, ma non dimentichiamoci di
inserire la dizione formalmente ineccepibile e prima quasi dovuta
per legge delle organizzazioni sindacali maggiormente
rappresentative .
Con questo auspicio, onorevole Assessore, che si possano
mettere questi piccoli cerotti sul gommone, spero che il testo
possa prendere il via rapidamente, fermo restando che ritengo che
il Governo abbia fatto benissimo in questo rush finale a dare una
risposta di profilo socialmente elevato ad un problema atavico
della Sicilia, per un miglioramento in questo settore, la
perfezione è di Dio, a fine legislatura. In queste condizioni
abbiamo dato un segno di grande buona volontà e di disponibilità
che, fra l'altro, anche sul piano legislativo si rivela decoroso,
presentabile e degno di futuro.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Leanza
Edoardo. Ne ha facoltà.
LEANZA EDOARDO . Signor Presidente, onorevoli Colleghi,
registro stasera come d'altronde ci si aspettava, che i colleghi
del centrosinistra intervenendo si sono lasciati influenzare
sicuramente dal clima elettorale che incombe su tutti proferendo
con i loro interventi, credo anche delle parole pesanti in quanto
ritengo che abbiano condannato tutti, dalla Presidenza della
Regione al Governo regionale all'Assessore al ramo perché dopo
dieci anni dalla legge n. 16 del 1996 un assessore, a distanza di
circa otto mesi dal suo insediamento ha pensato bene, di comune
accordo con la parte istituzionale, con gli uffici e con la parte
sindacale, di creare un tavolo tecnico sul quale si potesse
ragionare per arrivare a dare una soluzione a un comparto che è
stato sempre un nervo scoperto di tutti i governi che si erano
succeduti precedentemente in questi anni, di destra e anche di
sinistra, sapendo che si doveva intervenire cercando,
chiaramente, prima di tutto, di arrivare ad un consenso
condiviso, unanime, consenso che è stato raggiunto il 30 novembre
del 2005, quattro mesi fa, e già dal primo dicembre ci si
strappavano le vesti per dire a tutti gli operatori del settore:
come mai questa legge non viene subito portata in Aula? .
Attenzione Vi stanno prendendo in giro perché non ci sono
fondi, non ci sono soldi, non c'è un solo centesimo. E questo
veniva detto dalla parte politica che oggi qui viene a dire che,
invece, i soldi ci sarebbero e che, invece, quasi questo Governo,
nonostante sia fine legislatura vorrebbe conservarseli per
utilizzarli poi magari, chissà, per quali motivi.
Delle due l'una: se in giro avete predicato che non c'era una
lira e che, pertanto, questo disegno di legge era una beffa, era
una bufala, era una bugia, una menzogna, bene ora stasera non
potete venire a dire che invece i fondi ci sono o ci sarebbero e
che, pertanto, basta tirarli fuori dal cassetto.
Dobbiamo essere consequenziali e dobbiamo anche puntualizzare i
fatti così come si sono succeduti pensando di dovere essere,
prima di tutto, onesti, corretti con chi ci ascolta ma,
soprattutto, anche con noi stessi.
Ho potuto essere testimone il 16 di marzo, quindi cinque giorni
fa, di quanto si è svolto nella sala della Giunta dopo una
manifestazione degli operatori della forestale; dopo gli
interventi in piazza della parte sindacale, dopo avere sentito i
loro comizi, ci siamo recati, insieme a un centinaio circa di
rappresentanti di questi lavoratori, e si è cominciato a
discutere sull'impalcatura del disegno di legge che dal
Presidente della Regione è stato avallato. L'impalcatura del
disegno di legge non è mai stata sconfessata dal Presidente della
Regione. Il Presidente della Regione - onorevole Gurrieri, lei
era presente - non ha detto che non riconosceva quell'accordo,
ha solo detto che non aveva i 280 milioni di euro che lei sa,
nonostante la legge preveda una spesa da spalmare in tre anni, se
non vogliamo imbrogliare i lavoratori della forestale, dobbiamo
avere qui, domani, pronti in cassa per far sì che questo disegno
di legge possa avere le opportune coperture finanziarie.
Diversamente, il Commissario dello Stato non approverebbe il
nostro disegno di legge ma lo respingerebbe.
GURRIERI Non ha parlato di accordo tecnico Lei deve essere
onesto
LEANZA EDOARDO. Onorevole Gurrieri, mi scusi, siccome io ero
presente, le testimonio e non ho paura di farlo perché, ripeto,
ero presente ed ho ascoltato attentamente e ho seguito i lavori
per l'intera giornata, quindi il Presidente della Regione non ha
mai sconfessato l'assessore Leontini. Ha detto l'impalcatura del
disegno di legge la condivido, ne condivido la filosofia, non ci
sono le somme perché dobbiamo tirare fuori subito una copertura
completa di 280 milioni di euro in più così come prevedeva
quell'accordo sindacale che era stato fatto con una copertura di
73 milioni di euro per il primo anno, di 100 milioni per il
secondo anno e di 118 milioni di euro per il terzo anno .
Non avendo questa mole finanziaria, il Presidente della
Regione, chiamando gli uffici del bilancio ed il direttore del
bilancio, ha disposto, prima di presentarsi alla parte sindacale,
che venisse raschiato oltre il fondo del barile, ha disposto che
venissero sottratti anche i fondi pertinenti al capitolo della
Presidenza ed ha creato le condizioni non per tirare fuori i 73
milioni di euro che erano previsti dall'accordo per il primo
anno, ma ha tirato fuori 35 milioni di euro per tre anni, quindi
105 milioni di euro a fronte dei 280 occorrenti per onorare anche
la parte finanziaria di quell'impegno.
Quindi, le cose stanno in maniera diverse da come qui stasera
si vogliono presentare.
Quindi, Assessore, credo che queste dimissioni l'onorevole
Gurrieri le possa chiedere magari in provincia di Ragusa, in
campagna elettorale e davanti a gente che non ha assistito ai
lavori.
Ritengo che quanto qui stasera si possa dare come contributo a
questa impalcatura è che la stessa parte politica del
controsinistra, mentre dice di avere la certezza di vincere le
competizioni elettorali, anche quelle regionali, si preoccupa che
non ci possa essere un prosieguo nel dare stabilizzazione a tutti
gli operai forestali.
Amici e colleghi del centrosinistra, se voi siete così sicuri
che a giugno, cioè fra tre mesi, potrete essere qui a governare
questa Regione, credo che voi non dovreste avere di questi
timori perché troverete prontamente i circa 200 milioni di euro
che mancano per dare corso a tutta la stabilizzazione convenuta
con le parti sindacali. Se voi vi preoccupate di non potercela
fare o forse vi preoccupate di non poter essere qui a governare
questa Regione è un'altra cosa.
Io posso dirvi, da parte nostra, che gli impegni di questo
Governo, per quanto riguarda il fronte della stabilizzazione sono
sotto gli occhi di tutti, sono dati incontestabili, abbiamo
stabilizzato - forse senza che qualcuno dei colleghi se ne sia
accorto - quasi tremila lavoratori del 118, si è passati ad una
stabilizzazione degli LSU, che languivano in quello stato da
circa 16, 14 o almeno 10 anni, per circa la metà di questa
piattaforma di precari, stiamo facendo un ulteriore sforzo
finanziario, probabilmente in contemporanea a questo, che
riguarda gli operai della forestale con altre 37 milioni di euro,
siamo intervenuti in tutte le legittime contestazioni di piazza
dove i sindacati, rappresentando esigenze di categorie sociali
diverse, ci hanno chiesto di intervenire con urgenza
sull'emergenza dei vitivinicoltori, e questo Governo ha
approntato 100 milioni di euro, siamo intervenuti con 105 milioni
di euro per assicurare agli enti locali la stessa quota di
finanziamento degli anni precedenti, siamo intervenuti in tutti i
settori dove per anni non si era intervenuti in un processo, non
certamente completo di stabilizzazione, ma che, comunque, è
cominciato ed è sicuramente forte la convinzione da parte nostra
che proseguirà e si completerà.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, uso a
pretesto le ultime parole del collega Leanza Edoardo, per dire
che la retorica costituisce molto di frequente l'arte dei
politici, però la retorica senza verità costituisce solamente
demagogia.
Ci sono dei fatti ai quali il Governo dovrebbe rispondere.
E' stato sottoscritto un impegno con i sindacati nel novembre
del 2005. E' stata varata una legge finanziaria ed una legge di
bilancio nel gennaio 2006. Si presume, quindi, che il Governo
fosse a conoscenza che era stato sottoscritto un impegno con le
organizzazioni sindacali relativamente al settore della
forestazione. Ebbene il Governo, malgrado la nostra iniziativa
in Aula ed emendamenti specifici, ha ritenuto di non prevedere
alcuna copertura finanziaria per la legge di riordino del
settore della forestazione.
E' stato sottoscritto, dunque, un accordo sulla carta o
sull'acqua
Tutto ciò è cronaca.
Siamo ad oggi, con una legge che certamente risente anche del
fatto che siamo ad oggi, e cioè alla vigilia dello scioglimento
di questa Assemblea, una legge che in qualche modo prevede,
onorevole Leanza, non la riduzione persino - poveraccio - delle
risorse del Presidente della Regione che ha diminuito i suoi
capitoli a disposizione come quello della Presidenza, ma che
semplicemente prevede che alla copertura di cui agli oneri dei
commi 1 e 2 si provveda attraverso l'attualizzazione dei fondi
di cui al comma 114 della legge 23 dicembre 2005 - e lei sa qual
è la legge - quindi nessuna riduzione dei fondi del Presidente
della Regione. Ci si sta riferendo ad altri fondi.
Stiamo parlando di un dato, ossia che questa Regione non ha
voluto utilizzare il bilancio della Regione, le risorse nei
meandri del bilancio della Regione, per ridurre alcune spese
inutili e alcune spese demagogiche, per dare risposta ad una
vertenza - che ormai risale ad oltre cinque anni - che costituiva
una delle priorità della campagna elettorale del 2001, cioè la
legge di riordino della forestazione.
Alla fine, onorevole Leanza, lei rivendica che l'impalcatura
della legge è buona ma, se l'impalcatura fa a cazzotti con le
risorse che sono state previste e con i limiti che le risorse
previste pongono alla stessa impalcatura, stiamo parlando
dell'impalcatura di un palazzo dove dentro non c'è il palazzo
Quando si fissa il meccanismo del 15 per cento non si sta
innescando un meccanismo di progressione o comunque di
un'aspirazione ad un'aspettativa, si sta stabilendo che fatto il
15 per cento - poi qualcuno mi spiegherà come si fa - come
meccanismo selettivo, l'85 per cento aspetterà una nuova legge,
se ci sarà.
Si sta stabilendo quindi che soltanto il 15 per cento degli
attuali centunisti o degli attuali centocinquantunisti avrà una
risposta, l'85 per cento non avrà alcuna risposta né nel corso
del 2007 né nel corso del 2008 o del 2009, non avrà più alcuna
risposta
LEANZA Edoardo. Se governeremo noi una risposta l'avrà
CRACOLICI Se governerete voi lo avete già dimostrato,
cinque anni fa lo avevate detto se governeremo noi' ma siete
arrivati alla fine e oggi chiudete uno dei meccanismi che ha
regolato la legge numero 16, ossia il turn over.
Voi cancellate perfino il turn over, cancellate il meccanismo
di sostituzione che in qualche modo ha dato una speranza a chi
era dietro di potere andare avanti.
Stabilite un meccanismo rigido, secondo il quale chi è dentro
il 15, bene, chi è fuori dal 15, si arrangi.
Mi pare che, da questo punto di vista, non si stia facendo una
legge che risponde alla giusta richiesta di superare una
condizione di precariato e di incertezza permanente che riguarda
questo settore.
Non voglio entrare nei meandri di tutto ciò che poi attiene al
tema forestazione, ovvero alla necessità di una riforma di
sistema di cui avrebbe bisogno questa Regione e di una
organizzazione di sistema anche in senso moderno, produttivo e
più efficiente, perché questo è assolutamente marginale rispetto,
se non come enunciazione di assoluto principio che nulla poi ha a
che vedere con la realtà di ogni giorno. Ma, detto questo, al di
là delle chiacchiere di principio, il dato vero è che questa
legge arriva all'ultimo minuto, dopo che il Governo ....
Onorevole Leanza, non so cosa ha detto il Presidente Cuffaro
all'accordo nel giorno in cui si è fatto, però ho letto quello
che ha detto Cuffaro. E, ad esempio, ho letto che l'accordo del
16 marzo prevedeva che il Governo mettesse 42 milioni di euro, 30
più 12.
Questo accordo, annunciato il 16 marzo, che comunque non dà
risposta al problema che io qui pongo, non è stato rispettato il
20 marzo. Noi oggi, 21 marzo 2006, siamo in Aula a distanza di
cinque giorni dall'annunciato accordo o dalla proposta fatta dal
Presidente Cuffaro, perché ci sono 35 milioni di euro, non 30 più
12.
Allora anche su questo, si dimostri che al di là degli accordi,
al di là dei comunicati stampa, rimangono gli atti scritti che
fanno la storia. E oggi stiamo decidendo che in sostanza il
meccanismo che regolerà da qui in avanti ed io sono sicuro che
certamente - poiché per noi il tema della forestazione e
dell'uso produttivo di questo sistema, costituisce uno degli
aspetti di riordino e di riorganizzazione della Regione - sono
convinto che certamente, se dovessimo vincere noi alle prossime
elezioni, questa costituirà una riforma prioritaria.
Ferme restando le difficoltà finanziarie rispetto alle quali,
onorevole Leanza e onorevole Assessore, la soluzione può essere
individuata anche diluendo nei limiti delle condizioni
finanziarie di questa Regione la prospettiva di salto del gradone
in un tempo più lungo.
Il tutto può non risolversi nell'arco di tre anni, ma
probabilmente anche in quattro, cinque anni, se c'è una
condizione finanziaria che oggi impedisce una risposta al
sistema, ma questo sistema che avete scelto non dà una
prospettiva, interrompe una speranza.
Ed è per questa ragione che noi ci batteremo durante l'esame
degli emendamenti perché il segno di questa legge, non
l'impalcatura, il segno concreto che uscirà dall'Aula mantenga in
piedi la prospettiva di una speranza per chi oggi è
cinquantunista, centunista, centocinquantunista, di poter
aspirare di entrare nel sistema che migliora le condizioni di
reddito e di lavoro dei lavoratori.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'Assessore per
l'agricoltura e le foreste, onorevole Leontini per la replica
del Governo.
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, il disegno di legge che oggi in
Aula cominciamo ad esaminare ha una sua origine in una delibera
di Giunta del maggio del 2005 che, a seguito di una trattativa
tra il Governo, l'Assessore e le rappresentanze sindacali stabilì
due impegni.
Il primo era quello di un adeguamento del compenso ai
lavoratori alle prescrizioni del contratto nazionale, adeguamento
che fu fissato per il 2005, e che fu poi concretamente attuato;
il secondo impegno riguardava l'inizio di una trattativa per una
riforma organica della legge numero 16 del 1996, rispondente alle
evoluzioni normative nazionali ed europee, capace di individuare
prospettive di potenziamento produttivo dei servizi della
forestazione, di ampliamento della superficie boscata, di
stabilizzazione del personale e di ulteriore
professionalizzazione dello stesso attraverso una più completa
formazione.
Tutto ciò è stato oggetto quindi di una trattativa che non
dipendeva da volontà arbitrarie o soggettive ma che era sancita
in atti di Governo, autorizzata da atti di Governo, iniziata con
volontà di Governo, formalmente affidata a documenti e a
delibere della Giunta del Governo regionale.
Nessuno quindi può nè prendere le distanze nè disconoscere i
contenuti della trattativa chiusasi con un accordo e non mi
risulta che ci sia stata sconfessione o disconoscimento nè della
trattativa nè dell'accordo e dei contenuti dell'accordo.
Ripeto, perchè esso era sancito da una delibera collegiale
dell'intero Governo e quindi non derivante da un' iniziativa
soggettiva dell'Assessore per l'agricoltura che poi, invece, su
incarico e autorizzazione di quella delibera del maggio 2005, ha
gestito le trattative e gli incontri con le rappresentanze dei
lavoratori.
La proposta oggi esaminata deriva quindi da quella trattativa e
da quell'accordo.
Quando quella trattativa ebbe inizio e si svolse, da tutte le
parti si aveva piena la consapevolezza che la completa attuazione
dell'accordo sarebbe dipesa poi da un rinvenimento delle risorse
di natura finanziaria che dovevano essere messe a base
dell'attuazione concreta della norma.
Nell'accordo del novembre erano indicate le necessità, non
erano indicate le somme e le disponibilità attuali o concrete
nè le fonti, ma bisognava, ovviamente, poi adeguare negli
strumenti finanziari e di bilancio gli stessi alle necessità
inserite nell'accordo e quindi nel successivo disegno di legge.
Tanto è vero che i contenuti del l disegno di legge, così poi
formulato, così positivamente formulato, a detta di tutti
coloro che si sono succeduti nel commento - non dico oggi in
Aula perchè siamo alla vigilia della campagna elettorale e gli
strumentalismi prevalgono - ma, subito dopo la sigla degli
accordi disegno, sono stati universalmente apprezzati sia in
ordine alle prospettive di potenziamento dei servizi della
forestazione, sia in ordine alle possibilità di potenziamento
produttivo degli stessi servizi, sia riguardo alla fuoriuscita
dal precariato dei lavoratori del comparto e del settore, che
alla chiusura quindi del serbatoio del precariato che annualmente
veniva ad essere incrementato, per una dignità definitiva dei
lavoratori forestali e per una prospettiva di definitiva e
compiuta professionalizzazione di questa attività nell'ambito di
un potenziamento dei servizi forestali.
Tutto ciò, adeguato alle norme europee, ad una tutela più
completa del territorio, ad una finalità più complessiva di
salvaguardia del territorio e tutto ciò nell'ambito, quindi, di
una visione più aggiornata, più completa e più rispondente di
tutte le prescrizioni normative riferite al settore della
forestale.
La Commissione quarta Ambiente e territorio' si è riunita ed
ha apprezzato tali contenuti, dopo l'intervenuta sigla agli
accordi e dopo la delibera di Giunta.
L'onorevole Raiti che, pur avendo parlato prima, ora non mi
ascolta perché non è presente, avrebbe dovuto precisare, prima di
intervenire, assieme all'onorevole Gurrieri, che in quarta
Commissione tutti i rappresentanti presenti dell'Unione hanno
votato favorevolmente, pur sapendo che nella precedente riunione
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari erano state già espresse,
in ordine alla dotazione finanziaria, quelle riserve che il
Presidente della Regione aveva manifestato.
L'atteggiamento, quindi, è duplice, perché se si conoscevano
quelle posizioni e quelle riserve, in Commissione il voto unanime
o porta a superarle o porta a dire che quando non prevalgono gli
strumentalismi, comunque, si apprezzano positivamente i contenuti
del disegno di legge, così come in Commissione sono stati
universalmente apprezzati, perché il voto in Commissione, lo
ripeto, è stato unanime.
Ed il disegno di legge è stato valutato dalla Commissione, che
stavolta non è soltanto sigla sindacale, e non è soltanto un
accordo tra l'Assessore ed i sindacati, e non è soltanto una
delibera di Giunta, perché la commissione impegna l'intero
Parlamento. Ed in Commissione c'era Forza Italia come c'era
l'UDC, ma c'era la Margherita, c'era l'Unione, c'erano i DS,
c'era Rifondazione e c'era tutto lo scibile della sinistra
mondiale. Tutto ciò, quindi, questa sera in questa Aula non può
essere sconfessato o capovolto nel suo esatto contrario
Altrimenti l'impostazione che prevale è quella tipicamente
strumentale della campagna elettorale
GURRIERI Chieda al Presidente che cosa abbiamo fatto in
Commissione quando lei era a Tokio
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Lei ha
frequentato l'ambiente temporaneamente e solo per caso, forse
solo per una presenza che le serviva elettoralmente; in quei
pomeriggi, se lo lasci dire, quando l'Assessore per
l'agricoltura era a Tokio - e lei avrà in mano gli atti perché
sarò io stesso a procurarglieli - l'ha frequentata perché
giorno 15, presso l'ambasciata italiana di Tokio è stato
definito l'accordo per gli ingressi degli agrumi italiani e
siciliani, nella fattispecie, nel mercato giapponese.
Alla presenza dell'ambasciatore Bova, dei tecnici del mio
assessorato e degli emissari del Governo giapponese, italiano e
l'Assessore per l'agricoltura, il quale si è recato in missione a
Tokio solo ed esclusivamente per questo motivo e per portare 43
aziende siciliane alla più importante manifestazione ed occasione
d'incontro con il commercio mondiale degli agrumi,
dell'ortofrutta e della nostra olivicoltura e viticoltura.
Solo questo era il fine che spingeva l'assessore in una
spedizione di quattro giorni, che ha impegnato il Governo
regionale in una delle occasioni più importanti a tutela, a
promozione e per lo sviluppo dell'economia agricola della
Regione siciliana.
D'altro canto, nella mia agenda non ho mai fatto dipendere i
miei impegni dalle manifestazioni della piazza o dei sindacati. I
sindacati, ovviamente, hanno una loro esigenza ed iniziativa, io
ne ho un'altra, il Governo un'altra ancora. Non mi sembra che noi
siamo subordinati nelle nostre agende a far dipendere gli impegni
di Governo, già peraltro anticipati da otto mesi, con le
manifestazioni sindacali promosse nelle ultime due o tre
settimane.
Sgomberato, quindi, il campo da queste facili e strumentali
polemiche, il disegno di legge ha riportato, da parte dell'intero
Parlamento rappresentato in Commissione, l'unanime condivisione.
La dotazione finanziaria rinvenuta è sicuramente utile ad
applicare il disegno di legge nella parte che si è scelto di
applicare, ma che, comunque, è essa a garanzia dell'attuazione
dell'intero percorso che nel disegno di legge è disegnato.
I contenuti, quindi, che rimangono positivi e che da parte di
tutti sono stati rappresentati e sottolineati come positivi,
non possono essere rinnegati nè possono essere oggi sacrificati
ad una logica che, sebbene parziale, tuttavia non li fa
scomparire ma li fa rimanere tutti, casomai, li assegna e li
affida ad una sua azione più graduale, che non era quella
inserita nel disegno di legge originario ma che tuttavia rimane
la soluzione ad una problema che da dieci anni attendeva una
risoluzione, un intervento ed un impegno di tutte le forze, che
c'è stato e mi pare non possa non essere riconosciuto come
positivo, costruttivo e fondamentale.
PRESIDENTE Non avendo alcun altro deputato chiesto di
parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Lo Porto
Discussionedel disegno di legge nn. 1098-704-809/A Misure per
la stabilizzazione del personale precario proveniente dal regime
transitorio dei lavori socialmente utili
PRESIDENTE Si procede con l'esame del disegno di legge nn.
1098-704-809/A Misure per la stabilizzazione del personale
precario proveniente dal regime transitorio dei lavori
socialmente utili iscritto al numero 1).
Invito la quinta Commissione Cultura, formazione e lavoro' a
prendere posto al banco delle commissioni.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Antinoro, presidente della
Commissione e relatore, per svolgere la sua relazione.
ANTINORO presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, mi auguro che questo disegno di
legge, che ha avuto, devo dire, ad oggi, una vita intensa ma
breve, in Aula l'abbia ancor più breve.
Credo che questo Parlamento si appresti, se lo vorrà, a cercare
di mettere un punto fermo rispetto ad una vicenda che si può
definire triste, si può definire piuttosto lunga nel corso degli
ultimi venti venticinque anni, ma certamente una vicenda che
merita una conclusione e che comunque almeno merita un inizio di
percorso che porti ad una conclusione.
Volevo ricordare a tutti i colleghi, ma anche a me stesso,
che il 6 di febbraio di quest'anno si è svolta una sorta di
incontro tecnico, di tavolo di lavoro, di momento di confronto,
un dibattito anche aspro, anche acceso a tratti, ma che
certamente ha delineato un percorso che arriva alla data di oggi
ed a ciò che ci stiamo apprestando a fare.
Quella riunione è avvenuta in presenza del Presidente della
Regione, è avvenuta con la presenza di rappresentanti dei
comitati dei precari siciliani, è avvenuta alla presenza delle
organizzazioni sindacali, è avvenuta chiaramente alla presenza
del Governo, del Presidente della Regione e dell'Assessore Scoma,
di me personalmente e di tanti altri deputati che hanno inteso
dare il loro contributo.
Il contributo che stasera proponiamo parte dal presupposto che
il precariato siciliano ha determinato le condizioni di un
impoverimento, tra virgolette, di una generazione, perché
quando tanti anni fa, alla fine degli anni ottanta, i leader
politici che oggi professano- diciamo così - la vicenda del
precariato siciliano, a quell'epoca creavano e sfornavano
precariato, a quell'epoca creavano e sfornavano cooperative
sociali dell'allora cosiddetto ex articolo 23, per cui ritengo
che su quei giovani dell'epoca si siano determinate una serie di
speranze che poi non sono state soddisfatte nei tempi e nei modi
in cui avrebbero dovuto essere soddisfatte.
Tenere infatti un giovane o una giovane all'età di venti o
ventuno anni con l'idea che da lì a qualche mese sarebbe
diventato dipendente del Comune o dipendente della Regione o di
qualche altro ente, credo che sia stato parecchio pericoloso,
oggettivamente increscioso e certamente ha dato modo a questi
giovani dell'epoca - io li definisco ex giovani- ha dato luogo
ad una serie di speranze che purtroppo non si sono realizzate.
Va precisata una cosa, questo Governo e questa maggioranza,
nel corso del quinquennio della legislatura che ci apprestiamo a
concludere, ha determinato con almeno due leggi, una dell'anno
2002 e l'altra dell'anno 2003, una grande spinta in avanti
rispetto alla stabilizzazione del precariato negli enti locali
siciliani.
Se oggi parecchie migliaia di giovani hanno già un contratto di
diciotto o di ventiquattro ore settimanali - mi rendo conto che
non è il massimo del risultato - e quelli della Regione
siciliana invece di trentasei ore settimanali, credo che sia
anche merito di quelle norme che sono state votate da quest'Aula,
di norme che sono state volute da questa maggioranza, da questo
Governo, di somme che con grande sacrificio - a spese del
bilancio regionale e così era giusto fare- si sono poi
realizzate.
La spinta in avanti che oggi vogliamo dare non è oggi
definitiva, questo va detto con forza e con chiarezza, però è
certamente una norma che ci mette nelle condizioni di far sì che
il 2006 sia l'anno della svolta, sia l'anno nel quale si
iniziano una serie di procedure con le somme in bilancio che oggi
il Governo, con grande sacrificio, è riuscito a trovare, che
ammontano a 36 milioni di euro. Ci si appresta ad iniziare un
ragionamento ed un percorso che negli anni a venire può
determinare una serie di condizioni.
La vicenda del precariato non è soltanto di una parte politica;
è una vicenda che riguarda tutte le parti politiche in campo alla
fine degli anni ottanta che deve oggi responsabilmente
riguardare tutte le parti politiche che oggi si confrontano
nell'agone della Regione siciliana.
E' una vicenda che comunque va definitivamente chiusa. Una
vicenda che inizia stasera e che avrà la fine con l'approvazione
del disegno di legge, che mi auguro non subisca stravolgimenti;
il buon senso e la responsabilità della deputazione regionale che
vorrà votare finirà per determinare le condizioni di avvio di un
percorso. Ritengo che avremo modo nel corso del dibattito in Aula
sull'articolato di confrontarci e pertanto concludo il mio
intervento.
Volevo a margine ringraziare il dottore Di Gregorio, la
dottoressa Ingrao e tutti i funzionari della Commissione
Bilancio' e della Commissione Cultura, formazione e lavoro'
per il lavoro svolto e per l'ausilio prestato, il Dirigente
generale dell'Agenzia regionale dell'impiego per il supporto dato
ai lavori della Commissione e tutto lo staff dell'Assemblea che
ha reso possibile una serie di conteggi astrusi, e in qualche
caso anche piuttosto complicati ed anche misteriosi, che ci hanno
dato la possibilità di avere un quadro chiaro e definitivo che
stasera proponiamo e dal quale riteniamo di partire.
PRESIDENTE Dichiaro aperta la discussione generale. E'
iscritto a parlare l'onorevole Giannopolo. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
esprimere preliminarmente una soddisfazione derivante dal fatto
che, in sede di discussione della legge finanziaria, è stato
approvato un ordine del giorno a firma mia, dell'onorevole
Antinoro e dell'onorevole Leanza che impegnava il Governo ed il
Parlamento a prendere in esame i disegni di legge che ponevano il
tema del riordino della legislazione in materia di precariato,
con riferimento al bacino dei lavoratori socialmente utili.
Oggi siamo arrivati a discutere di un testo che in qualche modo
si pone l'obiettivo del riordino della materia anche se, mi
permetto di dire, ulteriori elementi di chiarimento sulla
normativa di riordino e di semplificazione della materia del
precariato, con riferimento ai lavoratori socialmente utili,
vanno ulteriormente determinati.
Non possiamo, al tempo stesso, non considerare le motivazioni
ed il modo con cui giungiamo a questo disegno di legge. Infatti
dobbiamo sapere che quando si è approvato il bilancio della
Regione, così come avevamo avuto modo di segnalare nel corso del
dibattito in quest'Aula, allorquando il Governo propose un
emendamento di 87 milioni di euro che spostava dal Fondo unico
per il precariato alle varie rubriche del bilancio, riferite ai
vari assessorati, per potere stipulare circa 4.700 contratti di
diritto privato a 36 ore.
Noi abbiamo avuto modo di segnalare in quest'Aula che quella
manovra, ancorché in linea generale non contestabile rispetto
all'obiettivo di dare ai precari la prospettiva delle 36 ore
settimanali - orario di lavoro normale nella Pubblica
amministrazione e quindi in se e per se è un obiettivo cui
bisogna tendere in modo permanente -, si svolgeva a scapito e a
discapito di altri lavoratori il cui destino di stabilizzazione è
legato al Fondo unico per il precariato.
Dico ciò perché in tutta questa vicenda della mancanza di
risorse finanziarie per la stabilizzazione dei lavoratori
forestali, dei lavoratori LSU o dei lavoratori contrattisti a
mezzo tempo, si dimostra come sia l'iniziativa del Governo a
creare la complicazione in ordine proprio alle risorse
finanziarie. E' il comportamento del Governo che crea problemi
in ordine alla compatibilità finanziaria. Si sarebbe dovuto
limitare il prelievo dal Fondo unico per il precariato non di 87
milioni ma di appena 50, 55 milioni. Era giusto fare in questo
modo, così come, signor Presidente, era giusta la segnalazione da
me fatta sull'illegittimità di quell'emendamento, perché al Fondo
unico per il precariato si attinge e si attingeva sulla base
delle disposizioni di legge che stabilivano e stabiliscono che a
quel Fondo non si accede per 36 ore, ma in una certa misura per i
contratti di diritto privato a mezzo tempo, con un contributo
del 90 per cento della Regione, se il contratto è a tempo pieno
per il 40 per cento; invece il Governo ha violato quella
disposizione perché ha avuto accesso al Fondo unico per il 100
per cento.
Se nel bilancio ciascuna Rubrica di ciascun assessorato fosse
stata pensata per coprire la differenza, oggi noi avremmo più
risorse finanziarie.
Non fu sufficiente il rimpinguamento di ulteriori 20 milioni
di euro perché anche all'epoca abbiamo segnalato di avere
presentato un emendamento che raddoppiava ulteriormente la
dotazione del Fondo con l'obiettivo di portarla a 320 milioni di
euro.
Oggi, abbiamo una dotazione del Fondo unico per il precariato
che è di circa 298 milioni di euro per il 2006, perché per il
2007 ammonta a 298 milioni di euro meno 20 e più 16.
Ciò che ha detto l'onorevole Antinoro, presidente della
Commissione, relativamente ai 36 milioni di euro, è valido solo
per il 2006; invece per il 2007 ed il 2008, il Fondo unico per il
precariato è diminuito di 20 milioni di euro, quindi presenta una
dotazione di 278 milioni di euro per il 2007 e per il 2008.
Pertanto, intendo precisare che non è assolutamente vero che il
Fondo, per gli anni successivi, è ulteriormente incrementato di
36 milioni di euro.
Quel comportamento del Governo fece emergere una chiara
discriminazione, cioè un tentativo di dividere e di mettere,
forse come effetto indiretto voluto e non voluto, un lavoratore
contro l'altro. E stiamo parlando, il più delle volte, di
lavoratori che hanno la stessa origine, la stessa storia
lavorativa, molto spesso anche la stessa storia di percorso
lavorativo all'interno dello stesso ente, all'interno degli
stessi uffici.
L'effetto di quell'emendamento fu quello di mettere l'uno
contro l'altro i lavoratori. Ma noi giungiamo a questo disegno di
legge anche perché abbiamo avuto modo di segnalare, più volte,
come con l'articolo 25 della legge 21/2003 si sia voluto fare un
ulteriore salto al processo di stabilizzazione bloccatosi con i
circa 9000 contratti di diritto privato avviati nel 2001 ed
entrati in funzione successivamente; con l'articolo 25 si pensò
di far fare un ulteriore salto al processo di stabilizzazione che
nel frattempo si era arenato e aveva messo la Sicilia fuori dal
processo che a livello nazionale, con il decreto Salvi 81/2000,
aveva stabilito il principio che entro il 31 dicembre del 2003 si
doveva svuotare totalmente il bacino dei lavoratori socialmente
utili, lo si definì regime transitorio, ad una condizione di
lavoro non più precario ma stabile.
La Sicilia era ed é l'unica Regione che ha oltrepassato la
data del 31 dicembre 2003 lasciando pressoché intatto il processo
di stabilizzazione ancora da completare. La stabilizzazione,
quindi, aveva segnato il passo e noi questo l'avevamo anche detto
nel corso dell'esame dello stesso disegno di legge di variazione
di bilancio oltre che di legge finanziaria.
I fatti, poi, si sono incaricati di dire che in qualche modo
avevamo ragione, ma noi qui non vogliamo rivendicare alcunché,
poiché oggi la questione non è questa, bensì è quella di dare una
soluzione definitiva al problema che abbiamo davanti.
Le questioni che riteniamo debbano essere affrontate, e che in
parte il disegno di legge affronta, sono il fatto che dobbiamo
stabilire il principio che la prestazione oraria lavorativa
settimanale deve essere di 24 ore almeno, superando
l'impostazione data con l'articolo 25 della legge 21/2003 e con
la stessa legge 24/2000 per cui la retribuzione minima doveva
essere di 671 euro.
Noi riteniamo e ritenevamo che, invece, fosse più giusto
parlare di prestazione oraria allo scopo di consentire che i
miglioramenti contrattuali giocavano a favore del lavoratore e
non contro il lavoratore, come quella previsione in qualche modo
ha comportato nella sua applicazione pratica presso quasi tutti
gli enti.
Noi avevamo posto il problema di adeguare il contributo agli
enti locali, perché non era assolutamente ipotizzabile che la
Regione pensasse di finanziare il processo di stabilizzazione con
il 45-46 per cento di contributo rispetto ad un contratto di 18
ore e avevamo posto anche il problema della proporzionalità tra
gli enti in relazione al cofinanziamento da parte degli enti, nel
senso che l'ente che ha di più è giusto che finanzi maggiormente
rispetto ad un ente possibilmente di piccole dimensioni che è in
grado di mettere meno in termini di cofinanziamento.
Noi abbiamo posto il problema di una chiarezza sulla platea dei
lavoratori socialmente utili e dei lavoratori che hanno un
contratto di diritto privato o che hanno contratti di
collaborazione o lavoratori a progetto, come si suole dire.
Tutto ciò, devo dire, è in qualche modo introdotto nel disegno
di legge con l'elenco speciale. Noi avevamo posto il problema
della graduatoria presso ogni ente per le assunzioni definitive e
questo è presente nel disegno di legge.
Tuttavia, i problemi che abbiamo davanti sono questi. Noi
dobbiamo decidere se operare attraverso ulteriori discriminazioni
o se assumere dei criteri rispetto ai quali l'atteggiamento del
Parlamento e del Governo non introduca ulteriori discriminazioni.
Quindi, da questo punto di vista, dobbiamo sapere che rispetto
ad una platea molto articolata di lavoratori socialmente utili,
di contrattisti che hanno una diversa storia ed una diversa
anzianità, rispetto a tutto questo, dobbiamo ricostruire
principi e criteri di parità e di eguaglianza. Questo è un punto
fondamentale.
Noi abbiamo 6.900 contrattisti a 18 ore, poi abbiamo 11 mila
contrattisti, cosiddetti PUC della Regione, che sono passati a 36
ore, poi abbiamo avuto 3.600 LSU regionali che sono passati
direttamente a 36 ore, abbiamo 8.700 contrattisti, ai sensi
dell'articolo 25 della legge 21 del 2003, di cui 4.700
provenienti dall'ex articolo 23, tutti a 18 ore e 4 mila
provenienti dalla circolare 331, dopo il 98, tutti a 18 ore e con
il fatto che la Regione, rispetto a questi, eroga un contributo
pari a circa il 45 per cento. Poi abbiamo 12.600 LSU di cui
6.910 sono stati introdotti nel bacino dei lavori socialmente
utili a partire dal 98 e 5690 sono stati avviati con l'ex
articolo 23 nel triennio 89, 90 e 91.
Oggi, questo disegno di legge introduce il principio che
rispetto ai 6.910 lavoratori socialmente utili discendenti dalla
circolare 331 non c'è una data entro cui completare la
stabilizzazione, si introduce il principio che per 5.690 ex
articolisti del bacino dei lavori socialmente utili si propone un
contratto fino a 24 ore. Dico ciò perché la Commissione, invece,
aveva esitato un disegno di legge che prevedeva 24 ore e non fino
a 24 ore, ma questo è tema di discussione rispetto al quale
presenteremo adeguati emendamenti.
La proposta che qui viene fatta è di un contratto che abbia
validità per sei mesi.
Signor Presidente, la avverto ed avverto anche gli uffici: noi
dobbiamo sapere qual è la portata di questa previsione, in quanto
o reintroduciamo il principio che i contratti possono avere
durata anche inferiore ai 12 mesi, in questo caso 6 mesi, o
altrimenti non è applicabile, infatti, è inconcepibile che un
ente stipuli un contratto - che ai sensi dell'articolo 12 della
legge 85 ha la durata di un anno - la cui copertura finanziaria
è invece assicurata per sei mesi.
Cosa si vuole dire? Che gli altri sei mesi deve metterli l'ente
di riferimento che fa il contratto? E' impossibile. Significa
buttare fumo negli occhi, significa illudere le persone. Allora,
o si ha il coraggio di modificare l'articolo 12 della legge 85 o
altrimenti dobbiamo dire che la durata del contratto rimane per
un anno e bisogna trovare la copertura finanziaria per un anno,
anche a partire dai 5.690 LSU che il Governo - voglio dirlo -
voleva stabilizzare a 18 ore. Siamo arrivati a 24 ore e questo è
sicuramente un passo avanti.
Noi dobbiamo affrontare e risolvere detta questione. Noi
proponiamo di risolverla individuando il bacino dei lavoratori ex
articolo 23 da portare tutti a 24 ore, che siano i PUC, cioè
quelli che furono inclusi nei progetti di utilità collettiva
avviati nel 2001, che siano i 4.700 ex articolo 23 avviati con
l'articolo 25 della legge 21/2003, che siano i 5.690 lavoratori
ex articolisti che fanno attualmente parte del bacino dei
lavoratori socialmente utili.
Questo è il principio che proponiamo, cioè chiudere con una
fase sulla base di un criterio che è quello di anzianità, di
avviamento, chiudere con un settore e, successivamente, avere un
secondo tempo di chiusura dei lavoratori socialmente utili
affrontando il problema degli altri 6.910 ASU e degli altri 3.000
contrattisti che attualmente sono a 18 ore e che non facevano
parte dell'ex articolo 23.
Questa è la proposta che mettiamo in campo in questo preciso
momento. E' una proposta che può trovare delle soluzioni
ragionevoli, delle soluzioni possibili. Noi abbiamo individuato,
in Commissione bilancio, la copertura finanziaria possibile, la
possiamo anche affinare e concordare, ma non possiamo introdurre
elementi di confusione, di inapplicabilità delle norme, in quanto
non faremo altro che penalizzare ulteriormente questi lavoratori.
Ecco perché - e concludo ringraziandola signor Presidente
-riteniamo che la legge debba essere fatta con questi opportuni
correttivi. Io spero solo che, sulla base di una discussione
costruttiva, franca, serena, si possa segnare un punto importante
da parte di questo Parlamento rispetto a gente che aspetta da 17
anni di avere un barlume di speranza e di certezza, soprattutto
per poter affrontare la vita futura.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, per evitare che si sfori
oltremodo, invito tutti gli iscritti a parlare a rispettare i
tempi regolamentari.
E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo. Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, le cederò alcuni minuti che potrà
impiegare come riterrà più opportuno, prima di tutto perché -
come dicevo poc'anzi - non credo che sia opportuno ripeterci e
l'intervento dell'onorevole Giannopolo mi permette di andare
oltre le cose che ha citato con estrema puntualità, per quanto
concerne sia le tipologie, sia gli interventi legislativi che
sono stati in questi anni posti in essere.
Il problema non è solo quello dei 17 anni, problema citato dal
collega Giannopolo nella parte finale del suo intervento.
Indubbiamente, sono 17 anni in cui molte cose sono accadute e
molto, anche da questo punto di vista, ha segnato il percorso
cosiddetto lavorativo-professionale che dovremmo approfondire.
Spesso, anche nelle varie realtà, il lavoratore cosiddetto
precario, colui che ha fatto per esempio l'esperienza dell'ex
articolo 23, viene vissuto come qualcosa che non è utile, come se
non fosse un patrimonio dell'Amministrazione pubblica, come se
quella professionalità acquisita nel corso di lunghi anni sia un
qualcosa che possa essere trattata così, con i provvedimenti che
il Governo si accinge, tutto sommato, ad utilizzare anche
rispetto a questa tornata delicatissima dei lavori d'Aula perché
siamo ormai nella fase conclusiva.
Non voglio articolare un intervento a difesa di migliaia di
persone, voglio solo dire che dobbiamo pensare che tutto ciò sia
una vera e propria ricchezza e ce ne dobbiamo convincere in modo
da vedere cosa rappresenti realmente quel personale, in che modo
quel personale possa essere utile alla Pubblica amministrazione -
chiudendo la pagina, onorevole Assessore per il lavoro - noi
siciliani abbiamo interesse a chiudere quella pagina - e
chiudendola bene. Questi sono gli obiettivi di fondo.
Il nostro obiettivo, stasera, non è quello di scavalcare
qualcuno, ma è quello di segnalare che questa non è la soluzione
adeguata.
Poc'anzi si è parlato - mi sono sforzato di essere obiettivo,
in quanto ognuno di noi esercita il proprio ruolo fino in fondo,
senza sconti per alcuno, perché se così fosse i cittadini non
capirebbero più ciò che accade nelle stanze cosiddette della
politica o nelle assemblee elettive - dell'approvazione o meno in
Commissione del testo sui forestali, eccetera.
Ebbene, non è così come tutti sappiamo. Abbiamo fatto altro,
soprattutto in Commissione bilancio; abbiamo fatto altro
soprattutto nella Commissione quando, invece, l'onorevole
Leontini poco fa si arrampicava sugli specchi per far capire che
stasera stiamo facendo uno sforzo, quasi per strumentalizzare la
vicenda, o quasi per distillare, in quest'Aula, chissà quale
forma di demagogia.
Andiamoci piano, perché ognuno di noi ha ben presente cosa
siano stati questi anni, come evidentemente il personale sia
stato nel tempo selezionato, come sia stato messo nelle
condizioni più o meno di essere mortificato, come sia cresciuta,
anche con passione, una certa formazione dal punto di vista
professionale e lavorativo, come oggi si presenti - come ha detto
l'onorevole Giannopolo - un quadro di profonda ingiustizia.
Non è giusto che chi ha addirittura una certa cosiddetta
anzianità - non potremmo invero neppure definirla di servizio ma
un'anzianità di esperienza -, in questo mondo così complesso,
veda oggi non solo colleghi con minore anzianità, ma colleghi che
hanno avuto anche, nel corso degli anni, possibilità di
impegnarsi per le mansioni svolte in maniera possibilmente
diversa da loro che, invece, non hanno guardato i minuti, le ore,
che oggi reggono uffici importanti delle amministrazioni locali e
guardano a questi come figli di un Dio minore'.
La soluzione non possiamo individuarla nel semestrale, lo
diceva prima l'onorevole Giannopolo.
Noi individuiamo la soluzione con un semestrale e vorremmo che
questa fosse recepita come una grande operazione politica da
parte di questo Governo? Sarà demagogia, ma non credo che stiamo
trasmettendo un'ansia positiva; vogliamo essere costruttivi, non
ci interessa agitare le bandiere, ci interessa trovare una
soluzione che tenga insieme, oggi, le esigenze di migliaia di
famiglie.
Il precario, nell'immaginario collettivo, è qualcosa di cui si
può fare a meno, il precario è qualcosa che ancora è giovane, ma
non è più così da tempo e lo sappiamo
Se riuscissimo a fare il punto, in un clima di concordia e
riuscissimo a capire che anche il ritornello non ci sono i
fondi' non funziona Sappiamo bene che non viviamo nell'era in
cui si fa subito riferimento al pozzo di San Patrizio e troviamo
tutto, non vogliamo, infatti, anche da questo punto di vista
esasperare niente, ma sappiamo bene che a parte quello che è
successo - come ricordava l'onorevole Giannopolo durante il
ragionamento sul bilancio - sul Fondo unico per il precariato, o
su come abbiamo articolato alcuni tentativi, quella sera, quando
abbiamo presentato quell'emendamento per aumentare quel più
ventimilioni - c'era il principio dei vasi comunicanti (tolgo di
qua, metto di là), ed alla fine erano meno, l'abbiamo segnalato
ed abbiamo detto di fare uno sforzo, mettendo altri venti milioni
perché se non alla fine si sarebbe trovato il cosiddetto inghippo
-, però, non ci avete dato ascolto.
Non voglio dire che avevamo la ricetta magica quella sera. Ma
non ci avete dato ascolto, anzi avete vissuto la cosa - ricordo
l'intervento del Presidente della Regione - come una forzatura,
come se non ci rendessimo conto di quello che stava accadendo.
Ora è stupido dire: avevamo ragione. Quella sera, alla fine, la
maggioranza ha scelto un percorso. Sapeva bene di che cosa si
trattava. Sapeva bene che il decremento che subiva quel Fondo
avrebbe comportato alcune questioni.
Vedete, dobbiamo cantarcela tutta Voi state intervenendo su
una pressione enorme; sicuramente non l'avreste fatto.
Caro Assessore, purtroppo io dico ciò che penso. E' così. Voi
vi siete convinti che questa non era materia da trattare in
questa fine legislatura. Avete tentato di rimandare il tutto a
chi verrà e noi speriamo per la Sicilia che non rimaniate voi.
Spero che sia veramente un cambio di pagina. E lo dico
sommessamente, non lo dico per sventolare le bandiere della
campagna elettorale. Lo dico perché sono convinto che avete fatto
male e che siete intervenuti soltanto quando avete avuto il fiato
sul collo, o avvertito il pericolo di perdere consensi, in quanto
avete considerato anche il mondo dei precari come massa solo di
manovra elettorale, per dare qualche contentino al momento
giusto.
Guardate che siete veramente su una strada sbagliata. Qui si
tratta di esperienze che hanno forgiato intere generazioni, si
può dire, non la voglio enfatizzare, ma è così.
Allora, a me sembra, e ho concluso, signor Presidente, che le
proposte articolate nel disegno di legge e gli emendamenti
presentati siano ragionevoli.
Fermiamoci un attimo. Vediamo in che misura possiamo, tutto
sommato, mettere assieme un qualcosa che esca da questa visione
che volete, a tutti i costi, impostare per non fare un passo
avanti qualitativo, per non cambiare pagina e sapete bene che
anche il tentativo dell'assessore Leontini di ridicolizzare il
fatto che noi avevamo indicato con emendamenti specifici
soluzioni anche dal punto di vista della copertura finanziaria, è
un tentativo ridicolo.
Voi lo sapete quanto noi, che riuscire a dare una copertura
finanziaria seria e vera all'impianto legittimo delle
ventiquattro ore, non della semestralità, del guardare a questo
pianeta in maniera attenta, non solo nelle pieghe del bilancio,
non solo per gli strumenti finanziari che abbiamo a disposizione,
si può fare. Ebbene, facciamolo.
Noi lo vogliamo fare sotto forma, non di una sfida, ma di un
invito civile, democratico, a risederci un attimo, a non fare
l'errore che in questa fase ognuno si attesterà solo ad elementi
anche di spinta elettorale.
Facciamolo e credo che, tutto sommato, abbiamo fatto una cosa
giusta che parte da presupposti, anche veri, di anni vissuti,
anche in una situazione non solo dal punto di vista retributivo,
ma anche dal punto di vista delle condizioni di ogni singolo
lavoratore che la mattina deve essere sempre più motivato. Altro
che lesinare le ore. Queste sono le cose che contano anche in
questa nostra benedetta Terra.
Se noi riuscissimo a chiudere gradualmente questa pagina,
sarebbe un vanto per tutti noi. C'entra poco, poi, la cosiddetta
spinta dal punto di vista elettorale.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Laccoto. Ne ha
facoltà.
LACCOTO Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
questa del precariato sia una brutta storia di questa Regione
che, purtroppo, giunge in Aula sotto l'incalzare della protesta
dei forestali, ed arriva dopo circa otto sedute di Commissione
Bilancio andate deserte; dopo che tutti i giornali della Sicilia
hanno riportato con grande enfasi le parole del Presidente della
Regione il quale ha sostenuto che stanzierà 80 milioni di euro
per i precari e stabilizzerà tutti i precari.
Ebbene, questa è veramente una storia triste. Io cercherò di
non ripetere quello che ha detto l'onorevole Giannopolo perché
siamo qui in una situazione in cui non dobbiamo cercare di
illudere una generazione che, di elezione in elezione, ha avuto
sempre disillusioni.
Il risultato è questa proposta di legge che non possiamo
chiamare stabilizzazione ma tentativo di far comprendere a tutti
i precari degli enti locali, che sono oltre ventimila, che
praticamente si sta pensando a loro. Di fatto, questa è una legge
inattuabile in quanto vi sono dei contratti triennali o
quinquennali di diritto privato che non possono certamente essere
modificati in contratti semestrali. E al di là del fatto annuale
resta un fatto: nutro serie preoccupazioni per quanto riguarda
una copertura che dovrebbe arrivare sempre da fondi dello Stato;
lo stesso dicasi per quei 105 milioni di euro in più che
teoricamente dovevano giacere nel fondo degli enti locali e che
invece non esistono, in quanto pendente il contenzioso con lo
Stato, questi fondi sono ancora da addivenire.
Tuttavia, vi è un altro problema ancora più grave, vale a dire
che rispetto a quella che è stata qui in quest'Aula anche la mia
battaglia, lo ricorderà signor Presidente, quando io feci la
battaglia sui precari, sull'emendamento dei venti milioni in più
dal fondo unico del precariato, quando l'emendamento firmato
assieme ad altri colleghi venne bocciato a scrutinio segreto, ora
ci troviamo una differenziazione enorme fra quelli che sono i
precari regionali, che tra l'altro hanno una stabilizzazione a 36
ore, con contratto quinquennale e con tutte le indennità previste
per gli impiegati regionali, ed una non risposta assoluta a
quelle che sono le aspettative e le illusioni fino al mese
scorso, quando su tutti i quotidiani della Sicilia uscirono
pagine e pagine con l'indicazione che tutti i ventimila precari
sarebbero stati sistemati.
Da allora il disegno originario venne riportato in Commissione
Lavoro, ivi restò per settimane e settimane, quest'Aula era
deserta a causa dell'assenza dei componenti della maggioranza,
così come la Commissione Bilancio. Oggi il provvedimento giunge
in Aula in un momento preelettorale e certamente non è un disegno
di legge di stabilizzazione perché non vi sono gli elementi base
per poterlo definire di stabilizzazione.
Io non capisco come un Governo, un Presidente della Regione, si
possa muovere solo dopo le manifestazioni di piazza. La verità è
che i disegni di legge sui precari e sui forestali sono andati in
Commissione subito dopo la grande manifestazione organizzata dai
forestali, che certamente sono più organizzati dei ventimila
precari degli enti locali. In questo io ritengo che nessuno possa
assumersi o possa parlare con enfasi di un progetto di
stabilizzazione dal momento che stabilizzazione non è
Vedo tra l'altro all'articolo 13 del provvedimento in esame che
ancora vengono quantificati con il comma 2 dell'articolo 4
della legge regionale del 30 gennaio 2006, n. 2, gli oneri che
sono incrementati per il triennio 2006-2008 di cinquemilioni di
euro.
Rispetto ad una insufficienza, anche minima, anche per dare una
risposta minima ai precari, nello stesso disegno di legge, si
incentivano di cinquemilioni di euro altri fondi per i regionali.
Questo è l'assurdo di una concezione. Ritengo che non sia
accettabile. Non è accettabile al di là di quello che è stata la
relazione del Presidente della Commissione. Io sono un sindaco e
mi rendo conto che la differenziazione operata tra gli enti
locali, per i comuni fino a 5.000 abitanti, del 90 per cento,
da 5.000 a 15.000 abitanti dell'85 per cento, e così via, non
rende attuabile una legge, perché vi sono dei comuni che superano
di poco i 5.000 abitanti che hanno addirittura 80 precari.
Ditemi come è possibile che questi enti locali possano mettere
a disposizione questo 15 per cento Ditemi come è possibile, dato
che la Regione non ha pagato agli enti locali le ultime due
trimestralità per il contributo ordinario, al di là degli altri
oneri, straordinari, eccetera, come possono affrontare gli enti
locali questo problema con una copertura e con un disegno di
legge che a mio avviso fa acqua da tutte le parti ? Non
possiamo, ecco, rivedere un concetto di stabilizzazione, che
doveva essere certo, ad un periodo limitato a sei mesi
Per tutto ciò ritengo che, questa Aula, al di là dei proclami
elettorali, dovrebbe, con molto senso di responsabilità,
attivarsi perché con gli emendamenti giusti e con uno sforzo di
copertura, che non può essere quello, certo, oggi sono venuti
meno i fondi, ma caro Presidente, quando in questa Aula, in
quattro minuti, assente lei, sono stati approvati 13 disegni di
legge per un importo di circa 50 milioni di euro, là i fondi si
sono trovati Oggi non si trovano i fondi per i precari
Questo è un fatto grave, un fatto che ci deve fare riflettere
PRESIDENTE E'iscritto a parlare l'onorevole Raiti. Ne ha
facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
assessore, vi preannuncio che sarò brevissimo, perché discutere
di cose così importanti in un'Aula semideserta, a dimostrazione
del fatto che nonostante vi siano due o tre generazioni di
cittadini siciliani che vivono da parecchi anni in uno stato di
totale disagio, ledendo un principio fondamentale del nostro
diritto costituzionale, e cioè quello dell'affermazione della
dignità del lavoro, il lavoro che è a fondamento della nostra
Repubblica, ripeto, vedere questo stato di cose, certamente, non
mi incentiva a fare un intervento organico e, pertanto, concordo
con quanto è stato detto dai colleghi del centro-sinistra.che mi
hanno preceduto e ribadisco quello che, in fondo, ho detto dal
punto di vista generale sul disegno di legge dei forestali.
Purtroppo, questo è l'epilogo di un fallimento di un governo di
centro-destra che, nel corso di questi cinque anni, a tutt'altro
ha pensato fuorchè ad assumere come impegno quello di risolvere
le questioni che rischiano di esplodere nelle piazze, così come
sono esplose nel corso di questi mesi, pensando solo a fare
sprechi, consulenze, a fare tutt'altro che garantire dignità,
sicurezza e serenità ai nostri concittadini.
Oggi registriamo tutto questo con amarezza: un disegno di legge
che lede i principi a cui il Governo diceva di volersi ispirare,
ma lede anche quelli che sono i principi di diritto civile,
perché per chi ha studiato diritto, come me e come lei signor
Presidente, sa che il diritto privato prevede che i contratti non
possono essere modificati quando sono stipulati e non vi possono
essere contratti a sei mesi.
Basta dire solo questo per fare riflettere sulla assoluta
inadeguatezza di questo disegno di legge che ripercorre
totalmente l'inadeguatezza di questo Governo. Purtroppo questo è
lo stato delle cose. Ci auguriamo che da qui a qualche mese ne
esca un Governo diverso.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi di
Alleanza Nazionale apprezziamo molto lo sforzo compiuto dalla
Commissione e dal Governo per addivenire ad una soluzione che
date le condizioni non può che essere definita altamente
positiva.
Le forze politiche della Casa delle libertà hanno condotto e si
sono intestate tutte assieme una battaglia per portare in porto
questo fondamentale provvedimento. Esse hanno ritenuto che il
Governo non poteva non continuare sulla via tracciata delle
stabilizzazioni.
Vede, signor Presidente, onorevoli colleghi, questo Governo
aveva inserito nel suo programma e all'inizio del mandato lo
aveva riconfermato, che voleva porre fine al precariato. Ed è
forse uno dei pochi governi che si sono succeduti che è riuscito
a mantenere quanto aveva promesso. Perché vedete fare demagogia è
facile - e dall'opposizione è ancora più facile. Però questo è il
Governo che ha stabilizzato i precari che erano presso gli
assessorati; questo è il Governo che ha stabilizzato e messo a
regime e fatto partire ed eliminando il precariato tutto il
sistema dell'emergenza-urgenza: il cosiddetto 118; questo è il
Governo che ha portato in Aula una soluzione per quanta
provvisoria e per quanto insufficiente ma che dà una risposta
vera, al di là delle chiacchiere ai 12 mila precari intanto per
cominciare degli enti locali.
Stare all'opposizione è dell'esercizio della professione
politica la cosa più facile che possa esistere. Abbiamo
assistito è vero durante la finanziaria, io stesso chiamando il
presidente Cuffaro e chiedendo di appostare 20 milioni di euro
nella finanziaria su questo capitolo di bilancio ed avendo avuto
risposta positiva ho dovuto assistere poi in Aula a valzer di
proposte del tipo: più 20 milioni di euro ancora e perché 20?
Meglio più cento milioni di euro; e perché 100? Meglio più
duecento milioni di euro. Ovviamente, cari colleghi, così è un
inseguirsi sull'assurdo perché poi sorge spontanea una semplice
domanda: ma perché non li stabilizzavate voi del centro-sinistra
quanto eravate al Governo?
GIANNOPOLO Lo abbiamo fatto con il decreto Salvi.
FORMICA Ma perché non li avete stabilizzati quando siete
stati per sei anni al Governo nazionale e per due governi
consecutivi nella passata legislatura al Governo regionale?
Invece, neppure uno Dopo di che quando questo Governo,
continuando nelle stabilizzazioni e a fronte delle risorse
disponibili ha trovato una soluzione, qual è stata la vostra
proposta? Tutti e subito, ma tutti e subito si traduce anche in
niente e mai, perché se non ci sono le risorse è la classica
presa in giro; pura demagogia spicciola sulla pelle loro, sulla
pelle dei cittadini, sulla pelle in questo caso dei precari. E
tutto e subito ha anche un altro neo che non è accettabile:
perché c'è gente che ha iniziato venti anni fa e c'è gente che è
entrata ora, quindi è un fatto di dignità e di morale iniziare
con la gradualità nel rispetto dell'anzianità. Noi oggi abbiamo a
disposizione queste risorse e avevamo davanti due soluzioni ma
abbiamo preferito scegliere di non avviare con queste risorse
tutti e cioè senza un vincolo di tempo duemila persone, ma
abbiamo preferito portare dodicimila persone a 24 ore che è il
minimo indispensabile per dare dignità a questo lavoro, perché
una soluzione che non toglie niente a nessuno e ci dà la
possibilità nella prossima finanziaria, così come recita la
legge, di trovare i fondi per proseguire con i contratti
triennali.
E' chiaro a tutti che una volta che ci si è incamminati su
questa strada non si tornerà indietro. Ognuno capisce che avendo
noi la possibilità nella manovra di bilancio di reperire i fondi
li stanzieremo per il triennio successivo. Ma se facessimo oggi
una legge che andasse per un periodo di tre anni la legge
sarebbe, in primo luogo, impugnata dal Commissario dello Stato.
Chi non dice queste cose mente sapendo di mentire. Infatti la
legge obbliga a stanziare i fondi necessari per il triennio al
momento dell'approvazione della legge. Noi oggi, non avendo la
manovra finanziaria davanti, non possiamo reperire le risorse per
metterle in bilancio dall'1 gennaio in poi. Chi sostiene di
percorrere questa strada mente sapendo di mentire.
Tutto si può fare, smantelliamo tutte le leggi che abbiamo
fatto, definanziamo tutto a partire dal buono scuola e così per
tutte le leggi che abbiamo fatto; ritengo che questa sia una
follia Tutto si può fare nell'ambito delle compatibilità. Questa
soluzione è quella che lascia inalterati i provvedimenti del
Governo e che dà la risposta completa a tutta la platea degli
aventi diritto.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Nicola Leanza.
Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, parlare
di argomenti come quelli del riordino del settore forestale e dei
lavoratori precari in un'Aula così vuota è veramente desolante.
Arrivare con grande merito di alcuni a questa discussione
certamente è stato un passo importantissimo. Sono tra coloro che
assieme ad altri si è battuto affinché questo argomento, questo
fenomeno dei precari venisse affrontato in questa legislatura, ma
debbo dire che, però, non siamo assolutamente soddisfatti.
Nonostante questo Governo abbia fatto tante cose, in questo
campo è mancata la regia, la programmazione. E' mancata sin dal
suo primo insediamento qualcosa che mettesse in linea questo tema
così fortemente sentito per affrontarlo nella sua globalità.
Abbiamo approvato in quest'Aula tantissime norme tampone',
abbiamo avuto tantissimi pannicelli caldi'; abbiamo avuto poca
programmazione da parte dei vari assessorati. Questa è una legge
che è nata male e sta per finire peggio; è come una serie di
condizioni incredibili per cui chi è la prima avanti va indietro
e chi è indietro va avanti: non c'è stato mai qualcuno che è
andato avanti complessivamente.
E' una legge che ha fatto tante discriminazioni, una legge che
fortemente ha umiliato una platea di lavoratori di altissimo
livello e di altissima qualità. E' una legge che ha mortificato
le tante professionalità e ha fatto diventare questi lavoratori
di serie b'. Lavoratori utilissimi, fondamentali al
funzionamento degli uffici; lavoratori che se non ci sono si
capisce quanto sono indispensabili, che hanno dovuto affrontare
molto spesso le discriminazioni da parte dei colleghi, venendo
considerati non colleghi ma lavoratori di serie b'.
Questo non è un problema di demagogia o di propaganda, si
gioca il futuro di tante persone, di migliaia di persone.
Concordo su molte cose che ha detto l'onorevole Giannopolo,
concordo perchè l'onorevole Giannopolo le ha vissute e le ha
vissute con passione, con convinzione, le ha vissute sapendo
perfettamente che stiamo parlando di esseri umani e sapendo
perfettamente che questa Regione a queste persone ha dato
pochissimo e sapendo perfettamente che questa Regione in certi
momenti al posto di alcuni sprechi o di tantissime
superficialità, poteva certamente fare di più.
Ma oggi per quanto mi riguarda, come Presidente del Gruppo del
Movimento per l'Autonomia, sono assolutamente contento che questa
legge, anche se abbastanza parziale sia giunta in Aula, perchè
finalmente diamo un'altra spallata a questo precariato, un'altra
spallata affinchè si possa andare verso un domani, mi auguro
qualunque sia il Governo, alla risoluzione definitiva di questo
tema.
Vedete, si può affrontare questo tema solo ad un patto che si
programmi e che si metta come priorità nell'agenda politica del
prossimo Governo. Intanto oggi, dovevamo dare delle risposte e le
risposte, diceva bene l'onorevole Formica, anche se parziali, le
stiamo dando a 12 mila persone, anche se parziali. Però, in
questa Regione, quando si danno delle risposte parziali
generalmente diventano definitive e diventa anche un impegno di
chi voter�� questa legge che domani sarà all'opposizione o alla
maggioranza di trovare in quella finanziaria le somme necessarie
per stabilizzare almeno queste 12 mila persone
In questa legge devono essere apportati dei correttivi, è
importantissimo. Di uno ha parlato anche l'onorevole Raiti o
l'onorevole Giannopolo, quello che riguarda un anno e cinque
anni. Quindi dovrà essere messo quantomeno 6 mesi confermabili
fino a 5 anni. Va sottolineato un fatto che ci sono anche due
norme importantissime: una, che riguarda la deroga alle
assunzioni che è fondamentale. Non dimentichiamo che in molte
città, in molti Paesi della Sicilia, moltissimi precari hanno
trovato finalmente l'assunzione a tempo indeterminato, quella
definitiva. L'hanno trovata anche qui declassandosi,
mortificandosi, perchè moltissimi ragazzi laureati o di livello
superiore o di categoria D o C1 o quant'altro hanno dovuto
accettare o subire per legge il declassamento alla categoria a
livello A o B.
Allora, questa legge così parziale, è comunque una conquista.
Non è una conquista solo delle piazze. E' una conquista che
doveva toccare il cuore e la mente di ogni singolo deputato E'
la conquista di chi deve cercare con ogni mezzo di riparare ad un
grandissimo torto ad una intera generazione che in qualche modo è
stata mortificata.
Allora, facendo una progressione giusta, io ritengo che così
come è stato operato, individuando le priorità all'articolo 1,
cioè gli ex lavoratori ai sensi della legge 85, in qualche modo
gli ASU ed i PUC e pensando anche agli altri, perchè poi ci sono
i contrattualizzati all'articolo 25, ci sono quelli delle
cooperative sociali o della legge 331, cioè in un sistema
complessivo ma partendo da delle priorità ben definite si possa
mettere la parola fine alla parola precariato, a questa pagina
nera, incredibilmente nera della storia siciliana.
Signor Presidente, partendo da questa legge anche così
parziale, che sembra poca cosa, ma che nella sua completezza alla
fine è una grande cosa rispetto ai grandi silenzi cui abbiamo
assistito negli anni scorsi, dobbiamo dare risposte a questi
lavoratori che meritano assolutamente di lavorare 24 ore, mi
auguro anche 36 ore e che abbiano la dignità di tutti gli altri
lavoratori. E' compito della politica, della buona politica
trovare anche in questo caso delle soluzioni.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Villari. Ne ha
facoltà.
VILLARI Signor Presidente, molto rapidamente, solo per dire
che non posso che associarmi alle cose dette salvo verificare poi
chi dovrebbe garantire, soprattutto non esclusivamente, la
presenza in quest'Aula, che è un'Aula praticamente vuota.
Su questo non voglio fare commenti, non voglio approfondire
aspetti polemici perché credo veramente non ne valga la pena,
peraltro non è la prima volta, questa è un'Aula dove spesso manca
il numero legale, questo è un parlamento la cui Commissione
ripetutamente convocata, per una decina di volte non ha
raggiunto il numero legale per chiudere la partita della
copertura finanziaria
E quindi non mi voglio soffermare su questo perché rischierei
di deprimere me stesso ed è una cosa che non voglio assolutamente
fare.
Non credo sia mancata la regia rispetto alla vicende che
stiamo discutendo, cioè sulla Forestale e in particolare sul
disegno di legge di cui stiamo parlando, il 1098 sui lavoratori
precari. La regia manca da troppo tempo, penso che in realtà ci
siamo trovati di fronte ad una situazione che ha manifestato
contraddizioni inaudite.
Vorrei ricordare i movimenti generati dai lavoratori precari in
Sicilia, in tutte le province siciliane, che avevano sperato
sulla base di un input che era venuto dal Governo, e non voglio
dire che fosse in mala fede, probabilmente c'è stato un elemento
di leggerezza incredibile.
Era stato detto in Commissione, della quale io sono il
Vicepresidente, che il Governo garantiva una copertura di 80
milioni. E la Commissione ha lavorato ritenendo che quello fosse
un punto di partenza che non avrebbe risolto e non aveva risolto
in quel testo originario esitato dalla Commissione il problema
dei precari in Sicilia, ma aveva dato una soluzione meno parziale
rispetto a quella attuale, aveva dato un avvio di soluzione ad un
problema che rimaneva purtuttavia un problema rilevante.
La cosa che a me preoccupa, signor Presidente, mi deve credere
senza assumere l'atteggiamento di chi sta dall'altra parte e ride
o si sollazza per gli errori degli altri, lo dico con sincera
preoccupazione, non si può affrontare un problema così delicato
sul piano sociale, questo vale per i forestali ma in questo
momento vale per i lavoratori precari, senza sapere qual è il
punto di arrivo, senza sapere cosa si deve fare e qual è
l'obiettivo che si vuole raggiungere.
Abbiamo lavorato in V Commissione per un paio di mesi facendo
audizioni a non finire, voglio ricordare l'audizione dei
lavoratori e dei loro rappresentanti, delle organizzazioni
sindacali, dei rappresentanti di organizzazioni autonome che si
erano organizzate come rappresentative dei lavoratori precari, i
sindaci, le università, abbiamo audito mezzo mondo, abbiamo fatto
un lavoro iniziale che ha poi portato a quel famoso disegno di
legge che dava una qualche risposta, si era innescata una fiducia
che effettivamente qualcosa potesse andare avanti. Ma adesso
tutto questo lavoro preparatorio è stato vanificato. Anche se
parziale, purtuttavia qualcosa si muoveva, come si suol dire. E
invece alla fine è stato partorito il classico topolino. E di
questo si sta trattando in questo momento.
Io non voglio dire non ci sono i soldi , ce ne siamo accorti
dopo , questo può accadere. Ma mi chiedo se non sia leggero un
tal modo di operare.
Lo stesso Assessore Scoma in Commissione di merito ha lavorato
insieme a noi perché riteneva che quel testo esitato dalla
Commissione in una battuta potesse essere un avvio di percorso
che poi avremmo visto in che direzione l'avremmo continuato a
gestire. E invece nulla, oggi siamo in una situazione veramente
pesante. Ma penso che se vi è la volontà, e ciò lo si può
dimostrare adesso, nel percorso che stiamo avviando accogliendo
gli emendamenti che presenteremo e che anche il Governo può
presentare. Anzi, che ben vengano
Stabilire che le 24 ore sono le 24 ore minimo, che un contratto
non debba durare sei mesi - anche se io sono contrario, voglio
chiarire questo concetto -, ma possa durare sei mesi, intanto,
perchè queste sono risorse, ma il contratto deve essere
quinquennale ma trova copertura solo per sei mesi. Troviamo il
modo, i mezzi, lo strumento, anche terminologico ma non solo per
un fatto squisitamente terminologico, per indicare un percorso
che duri quanto un contratto di diritto privato, così come per
altri è avvenuto - penso ai regionali - per cinque anni. Bene,
quindi, questo contratto, con i limiti di risorse finanziarie di
cui si è parlato, durerà per una prima fase con una copertura di
sei mesi. Ma fatto così francamente non so dove ci porterà. Non
credo che siamo di fronte - mi permetterà l'onorevole Leanza -
ad una conquista.
Abbiamo messo una pezza. Non so. Dato il ragionamento che
faceva l'onorevole Leanza - non voglio polemizzare ma, a volte,
non si capisce più chi è all'opposizione, chi è alla maggioranza
- ma non è questo perchè, chi mi conosce, sa che non mi piace
soffermarmi su questo genere di cose e sopratutto non mi piace
polemizzare su questo, ma francamente dovrei ricavarne che
l'onorevole Leanza voterà contro questo disegno di legge. Non si
capisce perchè in Commissione non si sia astenuto, quanto meno.
Ho visto anche l'Assessore a disagio perchè voleva forse qualcosa
di più e perchè ha capito, dopo le audizioni effettuate, dopo
tutte le cose che abbiamo detto, le illusioni, le speranze che
abbiamo generato, che qualcosa non funzionava. Stessa cosa,
successivamente, è accaduta anche per i forestali.
Mi fermo qui. Vorrei solo appellarmi ad uno sforzo di buona
volontà da parte del Governo e dal Parlamento perchè quanto meno
- questo concretamente è quello che si può fare - si intervenga
per alcune modifiche di questo testo che diano, nel quadro di
queste difficoltà e dei limiti che sappiamo, alcune risposte più
chiare e definite, che ingenerino alcune certezze in più rispetto
alle tante incertezze che in questo momento invece ravviso.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Tumino. Ne ha
facoltà.
TUMINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa norma
non solo non risolve niente ma è una norma che nasce perchè
migliaia di lavoratori sono venuti a Palermo, hanno fatto tanto
ma tanto chiasso, hanno pressato. Ed è venuto prima un impegno
formale di Cuffaro - io ero presente - per gli 80 milioni di euro
e per la stabilizzazione a 24 ore degli ex articolisti, ex
articolo 85 del 95 e di tutti gli altri, almeno a 18 ore. Poi
tutto si chiude. I lavoratori si accorgono che c'è troppo
silenzio e rimettono in moto la macchina della contestazione. Di
nuovo migliaia di lavoratori a Palermo, grande manifestazione.
Il Governo non sa come uscire fuori dal problema e si inventa
questa sciocchezza, perchè di sciocchezza si tratta, questo
contributo straordinario, credo che si possa chiamare così, che
fa aumentare da 18 fino a 24 ore e solo per il 2006, fermo
restando che il contratto di lavoro non si modifica per quelli
che sono in possesso già di uno. In sostanza, questo è un
contentino per uscire da questo confronto con il mondo dei
lavoratori, senza doversi rimangiare tutto. Poi si viene qui in
Aula e qualcuno dice che è stato risolto, messo in moto un
percorso che poi arriverà chissà dove.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo Governo ha avuto
cinque anni di tempo per attivare un processo graduale di
fuoriuscita dal precariato, rispettoso di alcune questioni di
giustizia minima che avrebbe voluto che tutti i lavoratori
precari fossero considerati allo stesso modo.
Qui si è dato atto di un'ingiustizia palese. Personalmente, non
ho niente contro i regionali ma se questi, figli della stessa
norma, sono stati stabilizzati a 36 ore, perché gli altri devono
essere limitati nelle condizioni in cui sono?
Perché oggi ci troviamo dinnanzi ad una situazione di divisione
della categoria dei lavoratori socialmente utili che viene
ulteriormente perpetrata con questa stessa norma?
Perché ancora una volta avremo dei lavoratori che, forse,
riceveranno un contentino e degli altri, che non riceveranno
neanche quello e che non hanno neanche un contratto per 18 ore,
non sono neanche fissati in termini contrattuali.
L'anomalia, la scorrettezza si perpetua. Ma c'è di più. Questa
norma che noi dovremmo approvare prevede anche una deroga alle
norme di stabilità dello Stato, una deroga che, per la verità, in
qualche caso, come per i regionali, è stata accettata perché
secondo accordi Stato-Regione alla fine quello che contava pare
che fosse un equilibrio complessivo nei conti della Regione, ma
per i Comuni questo discorso non vale, perché l'equilibrio
complessivo dei conti deve essere tenuto comune per comune,
quindi la deroga diventa molto improbabile.
C'è ancora di più. I nostri comuni dovranno pure aggiungere ai
fondi che la Regione si impegna ad attribuire il 90 per cento per
i comuni al di sotto dei 5.000 abitanti, l'85, l'80 etc.
A queste somme, i comuni devono aggiungere le parti rimanenti e
non tutti i comuni hanno queste risorse e ancora una volta ci
saranno lavoratori che avranno l'opportunità di ricevere questo
piccolo contributo ed altri che non avranno neanche questo, pur
essendo figli della stessa legge e dello stesso articolo.
Ecco perché queste sono norme che servono solo a buttare fumo
negli occhi e che non solo non risolvono i problemi, ma lacerano
le categorie.
Questa dimensione della politica, che non è fatta per risolvere
i problemi, ma per tamponare le emergenze che continuamente
avvengono, è la dimensione della povertà della politica.
La politica regionale è stata una politica povera, ne abbiamo
anche parlato nella precedente discussione sul disegno di legge
sui forestali ed è stata una politica povera perché non ha saputo
attivare processi di programmazione, di rispetto, di grandi idee
che si sviluppano nel tempo.
Ora mi pare doveroso fare un brevissimo richiamo ad un concetto
a me caro: la Regione Sicilia sperpera i soldi in mille modi ma,
in particolare, c'è il costo della politica che è fonte di
sperpero particolarissimo e non solo per le retribuzioni o
indennità dei Parlamentari che, indubbiamente, andrebbero riviste
ma perché abbiamo centinaia, migliaia di consulenti inutili,
perché abbiamo migliaia di dirigenti della nostra Regione,
bravissime persone, che percepiscono l'indennità per il
conseguimento degli obiettivi, dichiarando semplicemente che
hanno raggiunto i loro obiettivi senza nessun tipo di controllo.
Se non abbiamo l'idea di cosa significhi un Governo di
austerità che sappia evitare gli sprechi, è chiaro che ci sarà
sempre davanti a noi l'idea della coperta troppo stretta per
alcuni che lascia sempre qualcuno scoperto.
Questa è la situazione: oggi non abbiamo soldi. E perché?
Perché l'amico Formica viene a dire che non ci sono i soldi e
chi dice il contrario è bugiardo, sapendo di essere bugiardo.
Perché dice così?
E' vero, oggi non ci sono i soldi, ma perché?
Se si fa un'analisi, non solo di oggi ma anche degli anni
precedenti, ci si accorge che non c'è stata una politica di
saggezza, di austerità, che qui si sono fatte sempre politiche
che hanno avuto sempre un solo criterio: cercare di favorire
coloro che in qualche modo potessero poi dare un riscontro in
termini di consensi elettorali. Si è sperperata una montagna di
soldi per cose assolutamente marginali.
Allora, il problema del precariato è sì un problema, ma è un
problema della politica siciliana nel suo insieme che non è mai
riuscita a trovare percorsi virtuosi.
E, a pochi giorni dalla chiusura della legislatura, dietro una
pressione enorme delle categorie si cerca di tamponare.
Questa è la fine della politica perché la politica deve dare
prospettive, deve dare speranze e queste non si costruiscono a
pochi giorni dalla fine della legislatura.
Aggiungo che questa norma vedrà in questo Parlamento un'assenza
sistematica dei parlamentari. Spero di sbagliarmi ma, se la
percezione che da oggi l'Aula è vera, assisteremo ad una presenza
di pochi parlamentari, rischiando una situazione di non
praticabilità dell'Aula.
Onorevoli colleghi che non siete più presenti, signor
Presidente, mi auguro che questo Parlamento abbia, alla fine
della sua storia, almeno per questa legislatura, uno scatto di
orgoglio che sappia esprimere un dibattito più serio, più
profondo, più capace di dare prospettive perché, altrimenti,
finiremo la legislatura così come l'abbiamo vissuta in questi
cinque anni, cioè una legislatura stanca, fiacca, sostanzialmente
inutile.
SCOMA assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SCOMA assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione. Onorevole Tumino, la
ringrazio per il suo intervento ma naturalmente non posso
approvarne il contenuto perché, seppur vero che il problema di
carattere sociale esiste, seppur vero che alla fine del 2004 la
Regione siciliana ha recepito quasi per intero la legge Biagi',
con tutte le modifiche che conosciamo benissimo delle politiche
dinamiche del lavoro, è pur vero che i sessantamila precari che
esistevano fino a dieci anni fa non li abbiamo creati certamente
né io né lei e neppure questo Governo né altri ma sono frutto di
logiche che non appartengono né al mio ragionamento né, mi
auguro, al suo.
Questo Governo ha voluto intervenire e lo ha fatto, seppur,
come qualcuno ha detto, al novantesimo minuto ma lo ha fatto con
lo spirito di intervenire ed entusiasmo e ha trovando una
soluzione che qualcuno ha cercato bene di criticare perché
abbiamo voluto stabilizzare i precari che, da diciassette anni,
lavoravano presso gli Assessorati e che ormai si erano
perfettamente amalgamati nel tessuto organico e lavorativo della
Regione e che invece non dovevamo forse stabilizzare.
Lo abbiamo fatto, forse sbagliando, perché lo abbiamo fatto a
trentasei ore ma abbiamo cercato di dare dignità a chi continuava
a lavorare e continua a lavorare fianco a fianco nei nostri
Uffici e gente e personale qualificato del quale non potevamo
certamente fare a meno.
E' pur giusto trovare una sistemazione decorosa anche agli
altri precari che esistono sul territorio della Regione
augurandomi che non ne produca altri il Governo che verrà - mi
auguro che ci saremo ancora noi, anche se le aspettative di chi
ha parlato prima sono ben altre, il mio augurio è di continuare a
servire, come finora ho fatto, la Regione nel migliore dei modi e
mi auguro di riuscire a trovare la soluzione perché anche gli
altri precari possano avere la loro dignità. Il disegno di legge
che ci apprestiamo a discutere domani in Aula, elaborato con
grandi difficoltà e di questo ringrazio il Presidente della
Commissione ma ringrazio anche le opposizioni che si sono
impegnate insieme a me a discutere, a provare, a trovare, a
cercare di venire a capo ad una difficoltà obiettiva che era
certamente quella di preparare un provvedimento che potesse
cercare di accontentare il più alto numero possibile di
persone.
E' pur vero che nei mesi passati, insieme alle associazioni di
categoria (ANCI, UPI, URPS) e con i sindacati avevamo cercato un
ragionamento, ma certamente il problema esisteva ed esiste ed è
quello del reperimento di risorse finanziarie. Mi auguro che ci
si possa arrivare; ci sono i margini per un ulteriore
ragionamento ed approfondimento ed il Governo è ben lieto di
ascoltare o di recepire se dovessero esserci ragionamenti o,
comunque, degli emendamenti che possano trovare un minimo di
considerazione ulteriore.
Ma è pur vero che il disegno di legge contiene una serie di
norme utili e che saranno utili, comunque, ad arrivare a quel
limite massimo che ci siamo dati, cioè il 31 marzo 2007, entro
il quale vorremmo che il bacino del precariato fosse finalmente
svuotato. Auspico, quindi, che in questi due, tre giorni che ci
attendono prima della fine della legislatura si possa arrivare al
miglior disegno di legge possibile.
PRESIDENTE Non avendo alcun altro deputato chiesto di
parlare, dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in
votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Richiesta di inversione dell'ordine del giorno
MISURACA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MISURACA Signor Presidente, vorrei chiedere l'inversione
dell'ordine del giorno e quindi la trattazione dei disegni di
legge nn. 231, 184, 185, 1072 e 1115, in materia di disposizioni
sull'ordinamento del Governo e dell'Amministrazione regionale,
iscritti al numero 4) del terzo punto dell'ordine del giorno.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, dispongo nel senso
richiesto precisando che si procederà con la trattazione del
disegno di legge n. 184 Disposizioni sull'ordinamento del
Governo e dell'Amministrazione regionale , presentato per primo
in ordine di tempo.
Pongo in votazione l'inversione dell'ordine del giorno, come
richiesto dall'onorevole Misuraca.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Poiché questo provvedimento non viene dalla Commissione perché
passa in Aula con voto unanime della Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari e considerato che pur essendo trascorso
un certo lasso di tempo, la Commissione non ha adempiuto al
compito di evadere questo testo - secondo norma regolamentare è
permesso, in assenza di relazione, di avocare direttamente l'Aula
della materia.
Naturalmente, rimane il problema dell'incardinamento legato al
testo. Si procede all'esame del diegno di legge n. 184 che in
ordine di tempo è stato presentato prima.
Discussione del disegno di legge n. 184 Disposizioni
sull'ordinamento del Governo e dell'Amministrazione regionale
PRESIDENTE Si procede all'esame del disegno di legge n. 184
Disposizioni sull'ordinamento del Governo e dell'Amministrazione
regionale
Dichiaro aperta la discussione generale.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa
la discussione generale e pongo in votazione il passaggio
all'esame degli articoli.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, preannuncio
il mio voto contrario al passaggio agli articoli e lo dico in
sede di discussione generale perché non penso che questo sia un
disegno di legge che rivesta quel carattere di priorità e di
urgenza. Aggiungo che l'idea degli assessori supplenti, mi
ricorda molto ...
PRESIDENTE Riguarda le deleghe, la materia è legata soltanto
alla riforma delle deleghe, non agli assessori supplenti. Non
rientrano in questo provvedimento.
GIANNOPOLO Signor Presidente, se lei dice che il testo è il
184, lo stesso reca la previsione degli assessori supplenti. Mi
ricorda molto l'Unione Sovietica. Noi non siamo reali dal
socialismo reale qui in Sicilia.
Per altre ragioni, signor Presidente, penso che questo
provvedimento debba essere inquadrato in un disegno più ampio di
riforma della Regione che può discendere, deve discendere
dall'approvazione del nuovo Statuto della Regione siciliana.
Ribadisco, quindi, il mio voto contrario al passaggio agli
articoli.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io sono
contrario al passaggio agli articoli per quanto riguarda questo
disegno di legge per le stesse motivazioni che ha esposto
poc'anzi il mio collega Giannopolo.
Durante la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
avevo già dato il mio parere negativo, nella qualità di
Vicepresidente della prima Commissione che purtroppo è andata
deserta nelle giornate in cui si è messo all'ordine del giorno
questo disegno di legge per le ragioni che avevo già espresso in
quella sede. Non è una questione di principio, ma vi sono anche
alcune questioni di carattere tecnico cui ha fatto riferimento
l'onorevole Giannopolo.
Signor Presidente, prendo atto che mi era sfuggita la parte cui
faceva riferimento relativa al fatto che, quando le decisioni
vengono assunte dalla Conferenza dei capigruppo, vengono
bypassate. E' stata una mia lacuna di valutazione. Credevo che il
parere negativo della Commissione potesse dare un imput maggiore
consentendo a questo disegno di legge una discussione più
attenta, considerato che non si tratta di una norma qualsiasi,
anche perché contrasta con l'attuale norma statutaria che ancora
non è in vigore e che non vedrà la luce sicuramente nell'arco di
questo stesso anno per le ragioni già discusse in altra sede.
PRESIDENTE Dichiaro chiusa la discussione generale. Pongo ai
voti il passaggio all'esame degli articoli. Chi è favorevole
resti seduto;chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Presidenza del presidente Lo Porto
Discussione del disegno di legge nn. 1106-1104-1130/A
Agevolazioni fiscali per i nuovi investimenti in Sicilia
PRESIDENTE Si passa all'esame del disegno di legge nn. 1106-
1104-1130/A Agevolazioni fiscali per i nuovi investimenti in
Sicilia , iscritto al numero 3).
Invito la seconda Commissione a prendere posto al banco delle
commissioni.
Assente il relatore onorevole Fleres, ha facoltà di parlare il
presidente della Commissione per svolgere la relazione.
SAVONA, presidente della Commissione. Mi rimetto al testo della
relazione.
PRESIDENTE Dichiaro aperta la discussione generale. Poichè
nessun deputato ha chiesto di parlare, dichiaro chiusa la
discussione generale.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che il termine per la presentazione degli
emendamenti, ai sensi dell'articolo 112, comma 5, del Regolamento
interno, è fissato per domani, mercoledì 22 marzo 2006, alle ore
14.00.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 22
marzo 2006, alle ore 17.30, con il seguente ordine del giorno:
\* ------------------------------------------------------------------
Presidenza del presidente Lo Porto
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:
N. 496 - Iniziative per il rilancio del turismo .
FLERES - CATANIA G. - MAURICI -
BALDARI MERCADANTE
N. 497 - Incentivi statali per le imprese siciliane .
FLERES - CATANIA G. - MAURICI -
MERCADANTE BALDARI
N. 498 - Iniziative urgenti volte a dare applicazione
all'accordo, ai sensi dell'articolo 4 del decreto
legislativo 28/08/1997, n. 281 tra il Ministero
della salute e il Ministero dell'istruzione,
dell'università e della ricerca scientifica e le
regioni per il riconoscimento dell'equivalenza ai
diplomi universitari dell'area sanitaria dei
titoli del pregresso ordinamento, in attuazione
dell'articolo 4, comma 2, della legge 26 febbraio
1999, n. 42 .
FLERES - CATANIA G. - MAURICI -
MERCADANTE BALDARI - VILLARI
N. 499 - Revoca del decreto 5 dicembre 2005
dell'Assessore per la sanità e ripristino del
decreto del 1 aprile 2003, concernente modalità
di accesso e di erogazione delle prestazioni
riabilitative ambulatoriali .
RICOTTA - FORMICA - VIRZI' - INFURNA
INCARDONA
N. 500 - Interventi presso il Governo nazionale per
scongiurare lo smantellamento degli attuali uffici
dell'Esercito a Catania .
BARBAGALLO - SPAMPINATO - CULICCHIA
GURRIERI - TUMINO
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 6 aprile
1996 n. 16 e riordino delle carriere del personale del Corpo
forestale . (1107-204-229-247-398-590-1058-1114/A) (Seguito).
2) - Misure per la stabilizzazione del personale precario
proveniente dal regime transitorio dei lavori socialmente utili .
(1098-704-809/A) (Seguito).
3) - n. 184, n. 185, n. 231, n. 1072, n.1115), in materia di
disposizioni sull'ordinamento del Governo e dell'Amministrazione
regionale. (Seguito).
4) - Agevolazioni fiscali per nuovi investimenti in Sicilia
(1106-1104-1130/A) (Seguito).
IV - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Norma di interpretazione autentica dell'articolo 13 della
legge regionale 20 giugno 1997, n. 19, sulle condizioni di
ineleggibilità dei deputati regionali (n.
1079/A)
2) - Disposizioni in materia di tutela ed uso dei beni
paesaggistici e di promozione della qualità architettonica ed
urbanistica (n. 1037/A)
La seduta è tolta alle ore 21.25.
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 00.00
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
FLERES - CATANIA G. - MAURICI.- «All'Assessore per la famiglia,
le politiche sociali e le autonomie locali e all'Assessore per i
lavori pubblici, premesso che:
l'impianto fognario degli insediamenti abitativi dello IACP di
via Romagna, nel popoloso quartiere Jungo a Giarre (CT), è fuori
uso da diverso tempo;
in concomitanza alle piogge si verificano inondazioni di
liquami nei garage e negli scantinati;
i reflui fognari rendono l'aria irrespirabile;
le condizioni igienico-sanitarie sono compromesse e il pericolo
di infezioni, soprattutto per i bambini, è altissimo;
tale condizione favorisce la presenza di ratti, blatte e bisce;
per sapere quali interventi urgenti si intenda porre in essere
al fine di ripristinare al più presto tutta la rete fognaria di
via Romagna nel quartiere Jungo a Giarre (CT).» (2373)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 2373, si
comunica che a seguito di richieste formulate direttamente al
Comune di Giarre ed all'Istituto autonomo case popolari di
Catania, è emerso che l'inconveniente lamentato nell'atto
ispettivo in questione è stato già eliminato.»
L'Assessore PARLAVECCHIO
FLERES - CATANIA G. - MAURICI.- «Al Presidente della Regione,
all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali e all'Assessore per i lavori pubblici, premesso
che:
a fronte di un grave degrado strutturale, la Chiesa Madre di
Giarre ha potuto usufruire di un finanziamento di circa
duecentocinquantamila euro stanziato dalla Protezione civile;
i lavori di ristrutturazione riguardavano il consolidamento
delle fondamenta e alcune porzioni di struttura muraria
interessate da fenditure causate sia da eventi sismici nonché
dalle forti piogge che hanno gravemente danneggiato il tetto;
nonostante i lavori già eseguiti, il Duomo di Giarre necessita
di un ulteriore intervento di restauro, auspicato dal parroco,
relativo agli intonaci, agli stucchi e paramenti lapidei della
cupola centrale, al ripristino della canalizzazione delle acque
piovane, alla ristrutturazione della canonica, all'adeguamento
dell'impianto elettrico ed all'eliminazione delle barriere
architettoniche, là dove presenti;
per sapere quali provvedimenti urgenti intendano porre in
essere al fine di ripristinare al più presto un secondo
intervento di lavori di consolidamento e ristrutturazione della
Chiesa Madre di Giarre, in provincia di Catania.» (2528)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 2528, si
rappresenta che il finanziamento dell'intervento di che trattasi
potrà essere disposto a seguito di apposita richiesta del Legale
rappresentante dell'Ente da produrre in conformità alle
istruzioni diramate da questo Assessorato con circolare
pubblicata nella GURS n. 1 del 5 gennaio 2006 nei limiti dei
fondi che saranno assegnati nel pertinente capitolo di spesa e
compatibilmente con le concorrenti istanze che, numerose, vengono
presentate per l'inclusione nel programma regionale di spesa.»
L'Assessore PARLAVECCHIO
FLERES - CATANIA G. - MAURICI.- «All'Assessore per la famiglia,
le politiche sociali e le autonomie locali e all'Assessore per i
lavori pubblici, premesso che:
lo storico palazzo ottocentesco delle Culture di piazza
Macherione a Giarre (CT), è sede di alcuni uffici comunali
facenti capo agli Assessori ai servizi sociali, alla pubblica
istruzione e all'Assessorato allo sport e al turismo;
a causa delle piogge torrenziali degli ultimi giorni,
l'edificio ha subìto gravi danni strutturali con l'allagamento
degli ambienti posti al primo piano dell'immobile;
le infiltrazioni di acqua piovana hanno gravemente deteriorato
il tetto dell'edificio, allagato i corridoi nonché la tromba
dell'ascensore finora mai entrato in funzione, costringendo
impiegati, funzionari, assistenti sociali ad abbandonare gli
uffici al fine di evitare eventuali pericoli alla propria
sicurezza;
per sapere quali interventi urgenti si intendano porre in
essere al fine di sanare gli ingenti danni causati dalle piogge
negli uffici comunali di Palazzo delle Culture in piazza
Macherione a Giarre (CT) e ripristinare l'agibilità dell'intero
edificio nonché la normale erogazione dei servizi.» (2559)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
Risposta.«Con riferimento alla interrogazione numero 2559, si
rappresenta l'impossibilità di qualsiasi forma di intervento da
parte di questo Assessorato per mancanza di pertinente capitolo
di spesa cui imputare il relativo onere.
Con l'art. 32 della l.r. n. 17 del 2004 questo Assessorato ha
autorizzato il finanziamento di interventi di consolidamento e di
realizzazione dei palazzi municipali e caserme nei comuni al di
sotto dei 5.000 abitanti, fra i quali non risulta il comune di
Giarre.»
L'Assessore
PARLAVECCHIO