Presidenza del vicepresidente Fleres
LEANZA NICOLA , segretario f.f., dà lettura del processo
verbale della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni,
si intende approvato.
Congedi
PRESIDENTE Comunico che gli onorevoli Gurrieri e Manzullo
hanno chiesto congedo per la presente seduta.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono pervenute le risposte scritte
alle seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per il Lavoro:
N. 2261 - Interventi per la modifica dell'ultimo comma
dell'art. 4 del D.P.R. 5 aprile 2005 relativo ai criteri
per la formazione delle graduatorie di merito nei concorsi
per titoli di cui alla l.r. n. 15 del 2004.
Firmatario: Oddo Camillo
N. 2276 - Motivi della mancata emanazione dei decreti di
impegno di spesa a valere sullo stanziamento del Fondo
sociale europeo (FSE) per alcune misure del POR.
Firmatario: Cracolici Antonino
N. 2287 - Iniziative immediate per l'erogazione dei fondi
regionali in favore della ST Microelectronics di Catania.
Firmatario: Villari Giovanni
N. 2572 - Interventi presso la 'Sicula Ciclat S.p.A'
società che gestisce il servizio di smaltimento dei rifiuti
presso il comune di San Cataldo (CL), al fine di
ripristinare corrette relazioni sindacali e per il rispetto
di contratti di lavoro.
Firmatario: Cracolici Antonino
N. 2575 - Interventi presso la direzione dell'AGIP di Gela
(CL) al fine di estendere a tutti i dipendenti della
Sudelettra il contratto a tempo inderminato.
Firmatario: Speziale Calogero
N. 2594 - Interventi urgenti per la stabilizzazione dei
lavoratori precari e strutturali dell'Università di
Catania.
Firmatario: Villari Giovanni.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al
resoconto stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato il seguente
disegno di legge:
Norme sulla composizione di organi di controllo interno (n.
1152)
di iniziativa governativa
presentato dal Presidente della Regione (CUFFARO) in data 21
marzo 2006.
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE Comunico che le seguenti richieste di parere
pervenute dal Governo sono state trasmesse, in data 22 marzo
2006, alle competenti Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Istituto incremento ippico per la Sicilia - Sostituzione
designazione presidente' (n. 472/I)
pervenuto in data 21 marzo 2006
Istituto incremento ippico per la Sicilia - Ricostituzione del
consiglio di amministrazione' (n. 473/I)
pervenuto in data 21 marzo 2006
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
Proposta di schema di decreto istitutivo distretti turistici,
predisposto ai sensi della legge regionale 15 settembre 2005, n.
10' (n. 474/IV)
pervenuto in data 21 marzo 2006
trasmesso in data 22 marzo 2006.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni:
con richiesta di risposta orale:
numero 2731 «Iniziative per la piena e corretta attuazione
della delibera della Giunta regionale n. 301 del 29 giugno 2005,
di proroga fino al 31 agosto 2007 dei contratti del personale 'ex
quattro province' di cui alla legge n. 61 del 1998».
- Presidente Regione
- Assessore Presidenza
Firmatario: Ortisi Egidio.
L'interrogazione, ora annunziata, sarà iscritta all'ordine del
giorno per essere svolta al suo turno.
con richiesta di risposta scritta:
numero 2730 «Notizie circa i rapporti fra l'Amministrazione
regionale e la SISE - Siciliana Servizi Emergenza e sulla
gestione da parte di quest'ultima dei fondi regionali
destinati al SUES 118 e del personale assunto con tali
fondi».
- Presidente Regione
Firmatario: Orlando Leoluca
numero 2732: « Notizie sulle iniziative volte a risolvere i
problemi afferenti il reparto di Ostetricia dell'Ospedale
'Madonna Santissima dell'Alto' di Petralia Sottana (PA)».
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatario: Zangara Andrea.
Le interrogazioni, ora annunziate saranno inviate al Governo
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
numero 297: « Notizie circa l'applicazione della normativa sul
pensionamento e sulla quiescenza dei dipendenti regionali e sulle
norme previste per i dipendenti parenti di persone affette da
disabilità grave».
- Presidente Regione
Firmatario: Orlando Leoluca.
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia dichiarato di respingere l'interpellanza o abbia fatto
conoscere il giorno in cui intende trattarla, l'interpellanza
stessa sarà iscritta all'ordine del giorno per essere svolta al
proprio turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate, in data 21
marzo 2006, le seguenti mozioni:
numero 501: «Revoca dall'incarico del commissario straordinario
per la gestione del Servizio idrico integrato dell'ATO 1 di
Palermo».
Giannopolo Domenico; Speziale Calogero; Capodicasa Angelo;
Cracolici Antonino; Crisafulli Vladimiro; De Benedictis Roberto;
Oddo Camillo; Panarello Filippo; Villari Giovanni; Zago Salvatore
numero 502: « Fruibilità gratuita dei medicinali della classe C
bis da parte dei titolari di pensione di guerra diretta
vitalizia».
Ricotta Michele; Formica Santi; Virzì Gioacchino; Infurna
Giuseppe; Incardona Carmelo.
Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno
della seduta successiva perchè se ne determini la data di
discussione.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Determinazione della data di discussione di mozioni
PRESIDENTE Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d)
e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:
numero 496 «Iniziative per il rilancio del turismo , degli
onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici, Baldari e
Mercadante, presentata il 15 marzo 2006;
numero 497 «Incentivi statali per le imprese siciliane», degli
onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici, Mercadante e
Baldari, presentata il 15 marzo 2006;
numero 498 «Iniziative urgenti volte a dare applicazione
all'Accordo, ai sensi dell'art. 4 del decreto legislativo
28/98/1997,281, tra il Ministero della Salute e il Ministero
dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca scientifica e le
Regioni per il riconoscimento dell'equivalenza ai diplomi
universitari dell'area sanitaria dei titoli del pregresso
ordinamento, in attuazione dell'art. 4, comma 2, della legge 26
febbraio 1999, n. 42», degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe,
Maurici, Mercadante, Baldari e Villari, presentata il 15 marzo
2006;
numero 499 «Revoca del decreto 5 dicembre 2005 dell'Assessore
per la sanità e ripristino del decreto dell'1 aprile 2003,
concernente modalità di accesso e di erogazione delle prestazioni
riabilitative ambulatoriali», degli onorevoli Ricotta, Formica,
Virzì, Infurna e Incardona, presentata il 15 marzo 2006;
numero 500 «Interventi presso il Governo nazionale per
scongiurare lo smantellamento degli attuali uffici dell'Esercito
a Catania», degli onorevoli Barbagallo, Spampinato, Culicchia,
Gurrieri e Tumino, presentata il 16 marzo 2006. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
negli ultimi anni sono state poste in essere numerose
iniziative legislative miranti allo sviluppo del settore
turistico;
il turismo in Sicilia rappresenta una delle maggiori risorse
che necessitano comunque di attenzione per un concreto e meglio
distribuito sviluppo, considerata la quantità e qualità dei beni
culturali e paesaggistici di cui dispone la Sicilia e tenendo
conto del nostro clima che permette una destagionalizzazione dei
flussi turistici tale da garantire costanti presenze sul
territorio;
purtroppo, però, da stime effettuate, il turismo presente
nell'Isola è soltanto di passaggio con una permanenza accertata
di non più di due giornate, fatto questo che non permette un vero
sviluppo;
sarebbe opportuno creare una sinergia tra le istituzioni, a
livello centrale e periferico, e le associazioni che operano sul
territorio al fine di attuare delle strategie propagandistiche
utili per il settore, anche attraverso l'istituzione di
un'agenzia turistica regionale che possa meglio coordinare gli
interventi,
impegna il Presidente della Regione
a prevedere l'istituzione di un'Agenzia per la promo -
commercializzazione turistica regionale che possa coordinare le
diverse attività degli assessorati regionali e degli enti locali
insieme alle associazioni professionali di settore, avente come
scopo lo studio del turismo siciliano ed il coordinamento delle
diverse azioni poste in essere o, in subordine, l'istituzione di
un tavolo di coordinamento tra gli assessorati competenti, al
fine di predisporre piani sinergici di intervento nei diversi
settori.» (496)
FLERES-CATANIA G.- MAURICI-BALDARI-MERCADANTE
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
ad oggi non è stato ancora emanato da parte del Ministero
dell'Economia e delle Finanze il decreto ministeriale di
trasferimento, per l'anno 2005, dei fondi per gli interventi
agevolativi di residua competenza statale, riguardanti in
particolare la Regione Siciliana e la Regione Valle d'Aosta;
tale decreto di trasferimento, già citato nel preambolo del
decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze del 5 agosto
2005, che assegnava i fondi alle Regioni a Statuto ordinario,
alle Regioni a Statuto speciale ed alle Province Autonome che
hanno attuato il decentramento, doveva essere emanato entro il 31
dicembre 2005 al più tardi;
com'è noto, si tratta di assegnazioni per euro 36,9 milioni,
corrispondenti alla quota di risorse individuata nel decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri del 22 marzo 2004 per le
Regioni sopra citate (4,9 per cento per la Regione siciliana, 0,1
per cento per la Regione Valle d'Aosta), da ripartire tra vari
interventi a favore delle piccole e medie imprese, tra cui la
Legge Sabatini (8,3 milioni), gli interventi per l'artigianato
(4,9 milioni), gli incentivi di competenza del Ministero delle
Attività Produttive (21 milioni), gli incentivi per i consorzi
export (0,5 milioni), ed altri interventi minori;
considerato che:
la situazione è particolarmente urgente per tutti gli
incentivi, ed in particolare per la Legge Sabatini, per i
seguenti motivi:
i termini per la presentazione delle domande a valere sulla
Legge che agevola macchinari e impianti sono stati riaperti per
l'ultima volta l'1 dicembre 2004 e chiusi lo stesso giorno per
esaurimento delle risorse disponibili;
dato che la normativa 'Sabatini' in vigore consente di
agevolare le operazioni relative ad effetti emessi fino ad un
anno antecedente la presentazione della domanda di ammissione
alla agevolazione al gestore, l'attuale ritardo nell'emanazione
del Decreto sopra citato crea situazioni di incertezza e
disuguaglianza tra le imprese siciliane circa l'eventuale
ottenimento del contributo (già adesso, a meno che non intervenga
una modifica alla normativa, resterebbero escluse tutte le
domande presentate dal 2 dicembre 2004 fino ai mesi di
aprile/maggio 2005);
la legge regionale 22 dicembre 2005, n. 20 'Misure per la
competitività del sistema produttivo. Modifiche ed integrazioni
alla legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32', prevede
l'integrazione delle risorse 'Sabatini' statali con risorse del
Programma operativo regionale 2000-2006;
tale legge consentirà, a fronte di risorse del Ministero
dell'Economia e delle Finanze (nettamente insufficienti a coprire
le domande pervenute) di coprire l'intero fabbisogno finanziario
della Sabatini, evitando la riduzione pro quota del contributo
alle imprese richiedenti,
impegna il Presidente della Regione
a porre in essere tutte le iniziative utili perché il Ministero
dell' Economia e delle Finanze proceda ad emanare il decreto
sopra citato, recante il trasferimento della somma di 36,9
milioni di euro destinata agi incentivi alle piccole e medie
imprese, provvedendo inoltre, qualora parte della somma fosse
andata in economia a causa della mancata emanazione del decreto
entro il 2005, in sede di assestamento 2006.» (497)
FLERES-CATANIA G.-MAURICI-MERCADANTE-BALDARI
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
in applicazione dell'art. 6, comma 3, del decreto legislativo
n. 502 del 1992 che ha modificato il regime normativo delle
professioni sanitarie, è stato emanato il decreto del Ministero
della Sanità n. 56 del 17 gennaio 1997 relativo al titolo di
Terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva;
con legge 26 febbraio 1999, n. 42 sono state emanate
disposizioni in materia di professioni sanitarie che hanno
statuito che il campo proprio di attività e di responsabilità
delle professioni sanitarie, di cui all'art. 6, comma 3, del
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, è determinato dai
contenuti dei decreti ministeriali istitutivi dei relativi
profili professionali e degli ordinamenti didattici dei
rispettivi corsi di diploma universitario e di formazione post-
base;
l'art. 4, comma 1, della Legge n. 42 del 1999, sancisce per le
professioni di cui all'art. 6, comma 3, del decreto legislativo
n. 502 del 1992, ai fini dell'esercizio professionale e della
formazione post-base, l'equipollenza dei diplomi e degli
attestati conseguiti in base alla precedente normativa, che
abbiano permesso l'iscrizione ai relativi albi professionali o
l'attività professionale in regime di lavoro dipendente o
autonomo, ai diplomi universitari di cui all'art. 6, comma 3, del
decreto legislativo 30 dicembre 1992 n. 502, ai fini
dell'esercizio professionale e dell'accesso alla formazione post-
base;
i commi 2 e 4 dell'art. 4 della Legge n. 42 del 1999 indicano
le modalità attraverso le quali avviare i percorsi di
equipollenza e riqualificazione professionale;
in applicazione dell'art. 4 della Legge n. 42 del 1999, il
Ministero della Salute, con appositi decreti del 27 luglio 2000,
ha dato attuazione esclusivamente alle statuizioni di cui al
comma 1 del citato articolo, sancendo, a tal fine, l'equipollenza
ai diplomi universitari dei titoli conseguiti in base alle
previgenti disposizioni e demandando a successivi provvedimenti
l'attuazione di quanto stabilito dai comma 2 e 4 del citato
articolo 4;
ritenuto che, in data 16 dicembre 2004, rep. N. 2152, è stato
sottoscritto accordo, ai sensi dell'art. 4 del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 181, tra il Ministro della Salute,
il Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca
scientifica, le Regioni e le Province autonome di Trento e
Bolzano, recante i criteri e le modalità per il riconoscimento
dell'equivalenza ai diplomi universitari dell'area sanitaria dei
titoli del pregresso ordinamento in attuazione dell'art. 4, comma
2, della legge 26 febbraio 1999, n. 42;
considerato che:
le disposizioni legislative citate evidenziano non solo una
radicale riforma dei percorsi formativi delle professioni
sanitarie della riabilitazione, ma anche e soprattutto,
l'introduzione di profili professionali che, seppur menzionati
nel precedente ordinamento, appaiono, alla luce della nuova
normativa, radicalmente cambiati nei contenuti e nelle funzioni
espletate;
l'attività riabilitativa erogata a favore di soggetti disabili
si inserisce nel panorama delle prestazioni sanitarie in cui
l'intervento terapeutico si configura come un processo di
soluzione dei problemi e di educazione, nel corso del quale si
porta una persona disabile a raggiungere il miglior livello di
vita possibile sul piano fisico, funzionale, sociale ed
emozionale, con la minor restrizione possibile delle sue scelte
operative;
grazie al lavoro svolto, a partire dagli anni '80 nelle
strutture di riabilitazione, da operatori con percorsi formativi
atipici i cui risultati terapeutici sono stati più volte valutati
e validati dalla comunità scientifica, si sono affermate in
riabilitazione discipline quali la psicomotricità e la terapia
occupazionale, così come stanno avendo un progressivo sviluppo
diverse altre attività di riabilitazione che quanto prima
potranno assumere la veste di discipline autonome;
nonostante l'impegno ed il notevole contributo offerto da
costoro al progresso di tale disciplina, stante la competenza e
l'esperienza acquisita in anni e anni di lavoro, allo stato
attuale, gli operatori impegnati nelle attività di psicomotricità
corrono il rischio di essere allontanati dal mondo del lavoro ed
essere privati dell'occupazione stabile e duratura, in quanto non
in possesso del titolo equipollente e/o equivalente ai diplomi
universitari;
considerato ancora che alla Regione è demandato il compito di
porre in esecuzione le disposizioni dell'accordo in premessa
citato, recante criteri e modalità per il riconoscimento
dell'equivalenza ai diplomi universitari di cui all'art. 6, comma
3, del decreto legislativo n. 502 del 1992, dei titoli conseguiti
in vigenza del precedente ordinamento, stabilendo a tal fine i
termini e le modalità delle domande, l'effettuazione
dell'istruttoria e la trasmissione al Ministero della Salute
della documentazione relativa ai titoli ritenuti equivalenti,
impegna il Governo della Regione
ad adottare, per i motivi in premessa, le opportune ed urgenti
iniziative atte a dare tempestiva esecuzione alle disposizioni
dell'accordo intervenuto, in data 16 dicembre 2004, Rep. 2152,
tra il Ministro della Salute, il Ministero dell'Istruzione,
dell'Università e della Ricerca scientifica, le Regioni e le
Province autonome di Trento e Bolzano, la cui tempestiva
applicazione consentirebbe ai numerosi operatori interessati di
poter ottenere la declaratoria di equivalenza del titolo
conseguito, conformemente all'ordinamento in vigore anteriormente
all'emanazione dei decreti di individuazione dei profili
professionali relativi ai diplomi universitari stessi, in
attuazione dell'art. 4, comma 2, della legge 26 febbraio 1999, n.
42;
a procedere all'immediata stipula dei protocolli d'intesa tra
la Regione siciliana e le Università degli studi per
l'istituzione e la realizzazione di corsi integrativi finalizzati
al conseguimento della laurea triennale in terapista della neuro
e psicomotricità dell'età evolutiva.» (498)
FLERES - CATANIA G. - MAURICI- MERCADANTE - BALDARI - VILLARI
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
con decreto 31 gennaio 2003 dell'Assessore regionale per la
sanità 'modalità di accesso e di erogazione delle prestazioni
riabilitative ambulatoriali', peraltro mai entrato in vigore,
all'art. 5, si dispone che gli interventi riabilitativi per i
soggetti disabili di cui all'art. 3 della Legge n. 104 del 1992
continueranno ad essere assicurati esclusivamente dalle strutture
per la riabilitazione di cui alla legge regionale n. 16 del 1964,
(ribadita al capo 5.6.9 del Piano regolatore sanitario
2000/2002), che si identificano con i centri ambulatoriali di
riabilitazione di cui al punto 2.2.b del decreto n. 890 del 2002;
con successivo decreto del 1 aprile 2003 dell'Assessore
regionale per la sanità si integrava e modificava il decreto di
cui sopra, ripristinando lo stato quo ante (si cassava di fatto
all'art. 5 la parola 'esclusivamente');
osservato che con decreto 5 dicembre 2005 sono state apportate
ulteriori modifiche al decreto 31 gennaio 2003, ripristinando
l'art. 5 dello stesso decreto che limitava l'attività
ambulatoriale di alcuni interventi riabilitativi, revocando il
decreto 1 aprile 2003 e apportando altre modifiche di ordine
burocratico, etico e comportamentale;
considerato che:
1) il disabile di cui all'art. 3 della Legge n. 104 del 1992
non può esercitare il diritto alla libera scelta che eviterebbe
di allungare le liste di attesa, in funzione delle reali
necessità di assistenza che scaturiscono dal quadro clinico
personale: occorrerebbe accedere ai presidi ambulatoriali di
recupero e riabilitazione funzionale (punto 2.2a del decreto n.
890 del 2002) che possono assicurare una presa in carico
rispondente alle esigenze di una riabilitazione esclusivamente di
tipo medico, non rivolgendosi obbligatoriamente (anche quando non
sarebbe necessario) ai Centri di riabilitazione ex art. 26 della
legge regionale n. 16 (punto 2.2b del decreto n. 890 del 2002)
che garantiscono una riabilitazione anche di tipo psicopedagogico-
sociale a mezzo di una equipe fatta di professionalità
appartenenti anche a discipline diverse da quelle dell'area
riabilitativa medica e con costi decisamente più elevati per il
Servizio sanitario regionale;
2) l'invio mensile delle cartelle riabilitative insieme ai
tabulati di rendicontazione comporterebbe l'inoltro alle
AA.UU.SS.LL. di un'enorme quantità di dati sensibili dei pazienti
in palese contrasto con la normativa sulla privacy (L. n. 196 del
2003);
3) secondo le linee guida del Ministero della Sanità per le
attività di riabilitazione, all'interno del progetto
riabilitativo, il programma riabilitativo definisce le aree
d'intervento specifiche, gli obiettivi a breve termine, i tempi e
le modalità di erogazione degli interventi e la verifica e
l'aggiornamento periodico degli stessi durante il periodo di
presa in carico. Privare il fisiatra della discrezionalità
decisionale in merito al 50 per cento del tempo da dedicare alla
terapia motoria darebbe luogo per decreto, in taluni casi, ad un
atto terapeutico con caratteristiche di inappropriatezza nella
sua rigida quantificazione temporale;
4) la mancata introduzione degli 'esercizi propriocettivi',
nell'ambito del protocollo riabilitativo che fa capo al PR9, non
consentirebbe di trattare i minori affetti da patologie ad alta
incidenza nella popolazione (quali il piede piatto, il piede
torto, la displasia congenita dell'anca, solo per citarne
alcune);
5) appare superfluo reinviare le schede di funzionamento del
presidio giacchè vengono annualmente inviate ai dipartimenti che,
proprio per quanto stabilito dal decreto assessoriale n. 85 del
31 gennaio 2003, provvedono a verificarle e validarle
trimestralmente;
6) il riferimento, contenuto nell'art. 2 (da aggiungere
all'art. 4 del decreto assessoriale n. 85 del 31 gennaio 2003),
alle linee guida ministeriali appare contraddittorio giacche i
percorsi riabilitativi di cui al decreto assessoriale del 27
giugno 2002 strutturano l'attività 'a progetto' con superamento
de facto del sistema a prestazione e del nomenclatore tariffario
cui fanno invece riferimento al punto 22, lett. a), comma 1, le
su citate linee guida del Ministero della Sanità per le attività
di riabilitazione (Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana
n. 124 del 30 maggio 1998);
rilevato che non si comprende come si possa revocare un decreto
scaturito dal lavoro di una commissione di esperti di nomina
presidenziale senza consultare la stessa, in virtù di 'Reiterate
sollecitazioni pervenute ad opera degli organismi di
rappresentanza delle persone disabili' e di 'azioni
giurisdizionali avviate presso la Presidenza della Regione
siciliana e presso il TAR Sicilia',
impegna il Governo della Regione
a revocare il decreto 5 dicembre 2005, ripristinando gli
effetti dal decreto 1 aprile 2003 dell'Assessore per la sanità,
in premessa citato.» (499)
RICOTTA-FORMICA-VIRZI'-INFURNA-INCARDONA
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
a seguito dell'abolizione del servizio di leva obbligatorio,
gli uffici dell'Esercito in Sicilia stanno subendo una
riorganizzazione complessiva che comporta in alcuni casi anche la
soppressione e lo smembramento di strutture;
con circolare del Ministero della Difesa è stata disposta la
soppressione del distretto militare, del Gruppo selettori, del
Consiglio leva e dell'Ufficio leva di Catania;
considerato che:
Catania rimarrà sede di un piccolo distaccamento con pochi
uffici, come il Centro documentale e un ufficio informazione e
promozione per l'arruolamento volontari, incapace di assorbire
tutto il personale, pari a 200 unità, di cui 93 civili e 107
militari;
tale personale, finora addetto agli uffici soppressi, è a
rischio di trasferimento presso la sede di Palermo dove è
previsto l'accentramento delle funzioni residuali;
ritenuto che:
la soppressione del distretto e degli altri uffici produrrà
rilevanti conseguenze nel territorio, in quanto la Sicilia centro-
orientale, che comprende 5 province su 9, è un bacino di utenza
consistente anche nel mutato quadro normativo e organizzativo;
la Regione siciliana fornisce circa il 25 per cento di
volontari di tutta la Nazione, e circa la metà di questi proviene
dalla Sicilia centro-orientale;
la situazione di incertezza circa la reale nuova organizzazione
sta creando un profondo stato di disagio e di ansia a tutto il
personale,
impegna il Presidente della Regione
ad intervenire presso il Governo nazionale per trovare una
soluzione che possa scongiurare lo smantellamento degli attuali
uffici dell'Esercito a Catania, tutelando il personale civile e
militare in servizio nonché la loro professionalità, acquisita
negli anni.» (500)
BARBAGALLO-SPAMPINATO-CULICCHIA-GURRIERI-TUMINO
Non sorgendo osservazioni, dispongo che le predette mozioni
siano demandate alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentare, perché se ne determini la data di discussione.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Indirizzo di saluto agli studenti e ai docenti della scuola
media Edmondo De Amicis
di Randazzo e del liceo scientifico Einstein di Palermo
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, porgo un indirizzo di saluto
agli studenti e ai docenti della scuola media Edmondo De Amicis
di Randazzo e del liceo scientifico Einstein di Palermo, presenti
questa sera in Aula.
Apposizione di firma a mozione
SAMMARTINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SAMMARTINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, dichiaro di
apporre la firma alla mozione n. 499, testé annunziata.
L'Assemblea ne prende atto.
Svolgimento urgente di mozione
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, quale primo
firmatario chiedo lo svolgimento urgente della mozione numero
501.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, onorevole Giannopolo, informo
che la mozione sarà posta all'ordine del giorno della prossima
seduta perché se ne determini la data di discussione.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Sull'ordine dei lavori
LACCOTO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
LACCOTO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo
opportuno che si regolino i lavori parlamentari, evitando di
trascinarci di ora in ora. Pertanto, o si decide di andare avanti
ad oltranza, altrimenti si trovi un accordo tra i capigruppo.
FORMICA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, in Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari abbiamo stabilito una data
ipotetica circa la chiusura della legislatura. Questo anche nel
rispetto degli impegni per la campagna elettorale;
contestualmente abbiamo stabilito però l'impegno a portare a
termine i disegni di legge all'ordine del giorno.
Ritengo, pertanto, che sia un dovere morale da parte di questa
Assemblea, mantenere tale impegno.
Le chiedo, quindi, signor Presidente, di tenerne conto e, se
necessario, andare oltre la data stabilita del 24 marzo perché,
rispetto all'interesse anch'esso legittimo dell'imminente
campagna elettorale nazionale, prevale, a mio modesto parere,
quello generale di tutti i siciliani.
TURANO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO Signor Presidente, onorevoli colleghi, è inutile
rimarcare un aspetto che è diventato consuetudine, e cioè che
lavoriamo con orari non compatibili con il buon andamento
dell'Assemblea; però, provare a modificare l'andamento dei lavori
sul finire, credo che possa essere poco conveniente.
Pertanto, condivido la proposta di sospensione dei lavori
d'Aula.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, a fronte
del fatto che l'onorevole Formica ha proposto di andare oltre la
data stabilita del 24 marzo per completare, se ce ne fosse
bisogno, l'esame dei quattro disegni di legge, pongo una
questione politica: stiamo constatando una sostanziale assenza
nelle file della maggioranza di numerosi parlamentari.
Avvertiamo, altresì, un certo sfaldamento all'interno del
Governo e anche della stessa funzionalità delle Commissioni in
Aula.
La sensazione è che questo fine di legislatura sia già stato
scritto da alcuni mesi, e quello che stiamo facendo è qualcosa di
superfluo, persino di pleonastico.
A mio avviso la data di chiusura dei lavori deve rimanere
quella del 24 marzo
Bisogna, invece, comprendere il livello di disponibilità
politica della maggioranza a garantire, con la sua presenza, il
funzionamento dei lavori di Aula, perché allo stato attuale,
volendo fare una constatazione di carattere politico, non mi pare
sia così.
PRESIDENTE Onorevole Giannopolo, le faccio notare che le
assenze sono pariteticamente distribuite.
BENINATI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI Signor Presidente, onorevoli colleghi, poiché sui
disegni di legge all'ordine del giorno sembra esserci una
condivisione tra la maggioranza e l'opposizione, vorrei proporre
di ottimizzare il tempo a disposizione, considerato anche che non
sono stati presentati molti emendamenti, dovrebbero essere circa
duecento, e forse qualcuno è anche ripetitivo.
Potrebbero i capigruppo della maggioranza e dell'opposizione,
in serata, riunirsi e fare una cernita preliminare degli
emendamenti, evidenziando quelli da trattare in Aula,
naturalmente, se siamo tutti d'accordo a non perdere tempo.
Ritengo che questa mia proposta possa semplificare i lavori
parlamentari degli ultimi giorni, nell'interesse delle norme che
abbiamo proposto e condiviso tutti, indistintamente dal Gruppo di
appartenenza.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, non mi sembra
una buona motivazione sospendere la seduta perché deve iniziare
la partita di calcio del Palermo.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, nessuno ha detto questo. La
prego di non fare strumentalizzazioni. In questo momento l'Aula
non è nelle condizioni di esaminare i testi perché non sono
pronti gli emendamenti. La prego di non dire cose inesatte, anche
perché affermazioni di questo genere, in questo momento, destano
preoccupazioni del tutto destituite di fondamento.
SAMMARTINO Sono offensive per tutto il Parlamento, per tutta
l'Aula
SPEZIALE Saranno offensive, onorevole Sammartino, ma non si
scandalizzi Le posso assicurare che possiamo andare avanti con i
lavori d'Aula.
FORMICA E' quello che abbiamo detto tutti, onorevole
Speziale, anche oltre il termine del 24 marzo.
SPEZIALE Anche adesso si continua a violare sistematicamente
gli accordi che sono stati sottoscritti in una sede, che è la più
solenne e la più autorevole, quella della Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, che ha fissato un calendario
dei lavori e stabilito anche i disegni di legge che devono essere
esitati dal Parlamento siciliano.
Successivamente alcune di queste norme avevano bisogno di
copertura finanziaria e in Commissione Bilancio il Governo, al
disegno di legge riguardante i lavori socialmente utili, ha
presentato quindici emendamenti, che erano quelli urgenti che
dovevano essere esaminati dalla Commissione. Ho visto che,
correttamente, gli Uffici hanno aggiunto il titolo II
SDisposizioni varie , e a questo testo i deputati hanno
presentato gli emendamenti. Si è pure conclusa la discussione
generale. E allora chiedo la ragione per cui noi si possa
cominciare ad esaminare il disegno di legge.
La data del 24 marzo - voglio ricordare ai colleghi di Alleanza
Nazionale - è stata stabilita in funzione del clima elettorale,
ma c'è purtroppo una pratica, che sarà pure offensiva, che è
quella di andare in giro per la Sicilia, tenere aperte leggi
senza concluderne l'approvazione facendo vane promesse a ciascuna
categoria, anche la più disperata.
Quindi, signor Presidente, la chiusura dei lavori entro il 24
marzo stabilita dalla Conferenza dei Capigruppo deve essere
rispettata.
Inoltre, siamo nelle condizioni, in un confronto dialettico
chiaro con la maggioranza, di poter dimostrare che quel testo è
incongruo ed insufficiente, e che è possibile dare la copertura
finanziaria per il 2007 ed il 2008, come abbiamo fatto in
Commissione Bilancio. Comunque tutto il merito è argomento del
dibattito che si svilupperà in Aula, non c'è ragione per
ritardare i lavori, e mi appello alla sua sensibilità perché si
prosegua più speditamente.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, purtroppo la sua proposta,
sicuramente sensata, non può essere accolta perché materialmente
non abbiamo i documenti su cui lavorare.
Pertanto, onorevoli colleghi, sospendo la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 18.25, è ripresa alle ore
20.50)
Presidenza del Presidente Lo Porto
PRESIDENTE La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, su richiesta del Governo sospendo
brevemente la seduta per consentire l'esame degli emendamenti.
(La seduta, sospesa alle ore 20.52, è ripresa alle ore
21.55)
PRESIDENTE La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, giovedì 23
marzo 2006, alle ore 10.30 con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Fleres
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:
N. 501 - Revoca dall'incarico del Commissario
straordinario per la gestione del Servizio idrico
integrato dell'ATO 1 di Palermo.
GIANNOPOLO - SPEZIALE - CAPODICASA -
CRACOLICI CRISAFULLI - DE BENEDICTIS
- ODDO - PANARELLO - VILLARI - ZAGO
N. 502 - Fruibilità gratuita dei medicinali della classe C
bis da parte dei titolari di pensione di guerra
diretta vitalizia.
RICOTTA - FORMICA - VIRZI'- INFURNA - INCARDONA
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Misure per la stabilizzazione del personale precario
proveniente dal regime transitorio dei lavori socialmente utili.
Disposizioni varie . (nn. 1098-704-809/A) (Seguito)
2) - Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 6 aprile
1996, n. 16 e riordino delle carriere del personale del Corpo
forestale . (nn. 1107-204-229-247-398-590-1058-1114/A) (Seguito)
3) - n. 184, n. 185, n. 231, n.1072, n. 1115, in materia di
disposizioni sull'ordinamento del Governo e dell'Amministrazione
regionale. (Seguito)
4) - Agevolazioni fiscali per nuovi investimenti in Sicilia .
(nn. 1106-1104-1130/A) (Seguito)
IV - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - Norma di interpretazione autentica dell'articolo 13 della
legge regionale 20 giugno 1997, n. 19, sulle condizioni di
ineleggibilità dei deputati regionali.
(n. 1079/A)
2) - Disposizioni in materia di tutela ed uso dei beni
paesaggistici e di promozione della qualità architettonica ed
urbanistica . (n. 1037/A).
La seduta è tolta alle ore 21.57
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 22.30
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
ODDO. - «Al Presidente della Regione, premesso che:
l'art. 49 della l.r. n. 15/2004 prevede, quale strumento per
l'assunzione di personale
nell'Amministrazione regionale e degli enti collegati compresi
gli enti locali territoriali, il meccanismo della formazione di
graduatorie di merito nei concorsi per titoli con la sola
eventuale presenza di ulteriori prove di idoneità per specifiche
mansioni, e ciò per tutte le qualifiche o posizioni professionali
che richiedono il possesso del titolo di studio obbligatorio;
con D.P.R. 5 aprile 2005 sono stati predisposti i criteri e gli
elementi di valutazione dei titoli di cui all'art. 49 della l.r.
n. 15/2004;
tra i criteri è inserito il servizio prestato presso gli enti
pubblici, la cui valutazione è determinata dall'art. 4 del
succitato Decreto;
l'ultimo comma dell'art. 4 parifica il servizio militare al
servizio prestato in area professionale corrispondente al posto
per il quale si concorre;
tale previsione rappresenta un'evidente disparità di
trattamento tra i sessi e ciò per l'ovvia motivazione che fino a
tempi recentissimi l'accesso al servizio militare era totalmente
precluso alle donne, mentre la sostanziale totalità degli uomini
ha compiuto il servizio militare di leva;
il vantaggio indebitamente accordato ai soggetti di sesso
maschile non può essere giustificato in alcun modo, atteso che
non rispetta nemmeno gli indicati principi di selezione per
merito e per professionalità;
tale disparità di trattamento, non avendo alcuna
giustificazione sostanziale, si concretizza come una violazione
dell'art. 3 della Costituzione Italiana.
per sapere se non ritenga indispensabile modificare l'ultimo
comma dell'art. 4 del Decreto Presidenziale succitato, eliminando
l'ingiusta disparità di trattamento tra i sessi.» (2261)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione n. 2261, si
rassegna quanto di seguito.
Il Decreto Presidenziale 5 aprile 2005, emanato sulla base
della delibera della Giunta regionale n. 45/2005, ha individuato
i titoli e relativi criteri di valutazione per la formazione
delle graduatorie ai fini delle assunzioni presso le
amministrazioni e gli enti pubblici dei soggetti da inquadrare in
qualifiche, livelli o profili professionali per l'accesso ai
quali è richiesto il possesso del titolo di studio non superiore
a quello della scuola dell'obbligo (articolo 49 della legge
regionale n. 15/2004).
Tale decreto ha sbloccato di fatto i sistemi concorsuali degli
enti locali per le predette qualifiche inferiori, la maggior
parte dei quali erano in attesa dell'emanazione della norma in
parola.
In merito alla individuazione dei titoli e relativi criteri di
valutazione, con particolare riferimento al servizio militare, si
assicura l'interrogante che nessuna disparità di trattamento è
stata posta in essere al fine di favorire soggetti di sesso
maschile. Infatti, è ormai noto che il reclutamento del personale
militare per i soggetti appartenenti ad entrambi i sessi non è
più su coscrizione obbligatoria bensì su arruolamento volontario
e che per i soggetti di sesso femminile sono state abolite,
altresì, le aliquote percentuali per gli arruolamenti nelle Forze
Armate.»
L'assessore SCOMA
CRACOLICI. - «All'Assessore per il lavoro, la previdenza
sociale, la formazione professionale e l'emigrazione,
premesso che:
in data venerdì 19 marzo 2004 la Gazzetta Ufficiale della
Regione Sicilia ha pubblicato la graduatoria provvisoria dei
progetti valutati e dei progetti ammissibili a finanziamento a
valere sullo stanziamento del FSE (Fondo sociale europeo) per le
misure 2.04, 3.13, 6.07, 6.03, relativi agli Assi 2 , 3 e 6 del
POR;
con successivo provvedimento è stato emesso il decreto per
l'impegno delle somme necessarie per la realizzazione dei
progetti approvati per quanto attiene alla misura 6.08 ed è stato
inviato alla Corte dei conti per la registrazione;
a seguito di rilievi posti dalla magistratura contabile il
decreto è stato inviato al nucleo di valutazione per apportare le
modifiche richieste;
risulta che per quanto attiene alle altre misure solo da poco
tempo siano stati inviati i decreti di finanziamento alla Corte
dei conti e si è ancora in attesa della registrazione;
valutato che:
essendo trascorsi oltre 12 mesi dalla pubblicazione - e 3 anni
dalla pubblicazione del bando ufficiale - delle graduatorie
provvisorie relative a dette misure e non avendo ancora emesso i
decreti di finanziamento sono a rischio la fattibilità e la
realizzazione dei progetti nei tempi previsti dalle norme ai fini
della rendicontazione;
il grave ritardo con cui si sta procedendo alla pubblicazione
dei decreti di finanziamento di dette misure sta producendo un
ulteriore ritardo sulla pubblicazione dei nuovi bandi che
annualmente dovrebbero essere emanati con il concreto rischio di
far perdere ulteriori risorse provenienti da Agenda 2000;
per sapere:
quali motivazioni abbiano impedito al Dipartimento formazione
professionale dell'Assessorato del lavoro di emanare in tempi
fisiologicamente corretti i decreti di impegno di spesa per
quelle misure FSE;
se non sia il caso di avviare un'indagine ispettiva
approfondita sui tempi e sulle procedure burocratiche applicate
nell'attivare i meccanismi che consentono la spesa delle risorse
provenienti dal Fondo sociale europeo;
quali iniziative intenda intraprendere al fine di dare certezza
ai soggetti ammessi a finanziamento e che a questo punto vedono a
rischio la stessa possibilità di dare attuazione ai progetti
approvati.» (2276)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione n. 2276, tenuto
conto delle notizie fornite dal Dipartimento regionale della
Formazione professionale, si rassegna quanto di seguito.
Preliminarmente si precisa che il ritardo dell'emissione e
della pubblicazione dei decreti di finanziamento relativi alle
misure 3.17 (ex 2.04), 3.13, 6.07 e 3.21 (ex 6.08) del Por
Sicilia 2000 - 2006, cui fa riferimento l'atto ispettivo in
parola, sono stati causati da motivazioni oggettive. Infatti, la
valutazione dei progetti ha richiesto tempi maggiori rispetto a
quelli previsti, stante che è stato nominato un unico Nucleo di
Valutazione per l'esame dei progetti presentati per le 15 misure
di cui all'avviso pubblico 3/02. Detto Nucleo è stato, altresì,
gravato della valutazione dei PIT presentati al Dipartimento
della Formazione Professionale e di quelli presentati al
Dipartimento Pubblica Istruzione (circa 20 misure), nonché delle
istanze pervenute per l'ammissione a finanziamento di voucher
formativi (misura 3.13), ed ancora dei progetti del Dipartimento
Agenzia regionale per l'impiego.
Inoltre, con legge regionale 5 novembre 2004, n. 15, art 47, la
composizione dei Nuclei è stata modificata, conseguentemente il
Nucleo che ha esaminato le osservazioni era organo diverso da
quello che ha valutato i progetti, pertanto per un corretto esame
delle osservazioni è stato costretto a rivedere i progetti.
E' noto all'interrogante che il decreto di ammissione a
finanziamento della misura 3.17 (ex 2.04) è stato pubblicato
nella G.U.R.S. n. 39 del 16 settembre 2005 e che nella stessa
gazzetta sono stati pubblicati, altresì, i decreti di
approvazione delle graduatorie nonché quelli di finanziamento
relativi alle misure 3.13 e 6.07.
Infine, per quanto attiene la misura 3.21 (ex 6.08) si
riferisce che il Dipartimento della Formazione Professionale, con
nota n. 829 del 16 febbraio 2006, ha chiesto al competente
Assessorato del Bilancio una variazione di bilancio sul
pertinente capitolo di spesa, e precisamente una reiscrizione
delle economie sullo stanziamento per l'anno 2005, al fine di
potere procedere al finanziamento degli interventi a valere sulla
predette misura. Si assicura l'interrogante che, non appena si
avrà la disponibilità finanziaria, tempestivamente si procederà
all'emissione del decreto di finanziamento della misura in
parola.»
L'Assessore SCOMA
VILLARI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
lavoro, la previdenza sociale, la formazione professionale e
l'emigrazione, premesso che il sistema produttivo regionale vive
da tempo una situazione di grave crisi in cui si inserisce
pesantemente la crisi del sistema nazionale e locale degli
incentivi alle imprese;
considerato che la ST Microelectronics, in un ambito comunque
di difficoltà generali del settore, ha annunciato riduzioni del
personale anche nel territorio italiano e dunque anche nello
stabilimento produttivo di Catania;
preso atto che, in aggiunta al blocco degli incentivi
nazionali, anche il Governo regionale in carica non adempie da
anni alle disposizioni della legge regionale n. 30 del 1997
(art.5), che prevede sgravi contributivi alle imprese che
attivano assunzioni di personale e che tutto ciò non aiuta
certamente la risoluzione dei problemi sopra esposti, ma, anzi,
non dando certezza sui tempi di quelle erogazioni, li aggrava;
per sapere se non ritengano necessario mettere in atto tutte le
iniziative atte allo sblocco immediato dei fondi regionali in
questione, tenendo, peraltro, in considerazione le notizie che
provengono dall'Unione europea, la quale avrebbe dato il via
libera alla loro erogazione (come affermato dallo stesso
Assessore per il lavoro in un comunicato stampa del 25 maggio
c.a.), non ritenendoli, nei fatti, aiuti di Stato anche se
effettuati dopo il 31 dicembre 1999 attraverso istanze presentate
entro il 2001, e ponendo soprattutto attenzione alla grave
situazione che stanno vivendo tante aziende siciliane che hanno
messo in atto assunzioni di personale e, tra queste, la ST
Microelectronics di Catania.» (2287)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione n. 2287, si
rassegna quanto di seguito.
Preliminarmente si precisa che gli sgravi contributivi alle
imprese che hanno effettuato assunzioni o trasformato rapporti di
lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato sono stati
oggetto di particolare attenzione da parte del Governo regionale.
Lo scrivente, infatti, in rappresentanza del Governo regionale
ha incontrato i rappresentanti della Commissione Europea per
chiarire le iniziative da intraprendere per la soluzione della
problematica in questione, in considerazione che il regime di
aiuti alle imprese (L.R. 30/97) è limitato alle assunzioni e
trasformazione a tempo indeterminato effettuate entro il 31
dicembre 1999.
Per estendere i benefici di cui alla L.R. 30/97 relativi alle
trasformazioni di rapporti di lavoro a tempo indeterminato,
effettuate oltre il 31 dicembre 1999, e soprattutto per una
definitiva soluzione della problematica dell'azienda ST
Microlectronics è stato predisposto un apposito disegno di legge
"Misure finanziarie a favore dell'occupazione aggiuntiva". Tale
disegno di legge, modificato sulla base del parere dell'Ufficio
Legislativo e Legale, è stato trasmesso il 3 novembre u.s. alla
Segreteria della Giunta regionale per essere sottoposto all'esame
del Governo regionale.»
L'Assessore SCOMA
CRACOLICI. - «Al Presidente della Regione, nella qualità di
Commissario straordinario per l'emergenza rifiuti, e
all'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale,la formazione
professionale e l'emigrazione, premesso che nel comune di
Corleone la gestione del ritiro e smaltimento dei rifiuti solidi
urbani è stata assegnato (pure con costo del servizio decisamente
superiore a quanto prevedibile con la gestione diretta del
Comune) alla società cooperativa a.r.l. 'Sicula Ciclat' di San
Cataldo (CL) che, a tale scopo, ha assunto 18 operatori, in
massima parte LSU;
visto che il contratto, in virtù di disposizioni di legge, è
transitato dal Comune alla Società d'Ambito 'Alto Belice Ambiente
S.p.A.';
appreso che un dipendente della 'Sicula Ciclat', con funzioni
di autista, ha segnalato come da contratto, alla società
cooperativa, nella persona del responsabile per la sicurezza, al
Comune ed alla Società d'Ambito alcune disfunzioni nei macchinari
adibiti alla raccolta e compattazione dei rifiuti, tali da
mettere a rischio la sicurezza per sé e per altri;
registrata la reazione della società cooperativa che ha messo
in atto nei confronti dell'autista una vera e propria azione di
intimidazione (come risulta da denuncia alle autorità di polizia
da parte dello stesso lavoratore) che si è esercitata anche
attraverso il mancato pagamento delle spettanze e con carichi di
lavoro non pertinenti alla funzione di autista;
viste altresì le iniziative sindacali, la solidarietà di gran
parte dei lavoratori della società cooperativa e le recenti
controazioni della stessa 'Sicula Ciclat' che appaiono una
insopportabile ritorsione verso questi ultimi, cui è negata
l'erogazione della tredicesima e sembra venire messa in
discussione la certezza dei prossimi stipendi, adducendo il
mancato accreditamento delle somme alla cooperativa a causa di un
contenzioso intercorrente tra il Comune di Corleone e la società
per azioni 'Alto Belice Ambiente';
considerato l'incredibile silenzio da parte del Comune e della
stessa Società d'Ambito, nonostante le sollecitazioni formali
avanzate dallo stesso sindacato;
ricordato che tale comportamento è ancor più odiosamente
omissivo in quanto, a norma della legge 19 marzo 1990, n. 55
(Nuove disposizioni per la prevenzione della delinquenza di tipo
mafioso e di altre gravi forme di manifestazione di pericolosità
sociale), l'appaltatore di opere pubbliche è tenuto ad osservare
integralmente il trattamento economico e normativo stabilito dai
contratti collettivi nazionali e territoriale in vigore per il
settore e per la zona nella quale si svolgono i lavori ed è,
altresì, responsabile 'in solido' dell'osservanza delle norme
anzidette da parte dei sub appaltatori nei confronti dei loro
dipendenti per le prestazioni rese nell'ambito del sub appalto;
considerato che, con specifico riferimento all'obbligo
dell'appaltatore di corrispondere ai lavoratori la retribuzione
pattuita in misura non inferiore a quanto stabilito dai contratti
collettivi nazionali di lavoro, l'Amministrazione potrebbe,
avvalendosi del disposto di cui all'art. 340 della legge
fondamentale sui lavori pubblici (L. 2248/1865, all. F), disporre
la rescissione del contratto per la frode e la grave negligenza
di cui si sia reso responsabile l'appaltatore contravvenendo
agli obblighi ed alle condizioni stipulate;
per sapere se:
vista la gravità dei fatti e considerato lo stato di agitazione
dei lavoratori della 'Sicula Ciclat', che rischia di creare seri
problemi igienici alla città di Corleone, non ritengano urgente
procedere ad un'ispezione per la verifica dei fatti e l'immediato
ripristino delle corrette relazioni sindacali oltre che il
rispetto dei contratti di lavoro, restituendo serenità e fiducia
ai lavoratori interessati ed alle loro famiglie;
se, in presenza di accertate violazioni contrattuali e delle
leggi che regolano la materia, sopra ricordate, anche ove
attribuibili al contenzioso in corso tra il Comune e la Società
d'Ambito, non ritengano di dovere procedere alla rescissione del
contratto e all'immediato ripristino di una condizione di
legalità, efficienza e sicurezza dei servizi, oltre che della
serenità tra i lavoratori.» (2572)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione n. 2572, per
quanto di competenza, si rassegna quanto di seguito.
Preliminarmente si precisa che la Sicula Ciclat è una
cooperativa con sede in San Cataldo (CL) che opera nel settore
dei Servizi, ed in particolare nell'area d'intervento
dell'Ecologia con la progettazione e la gestione dei servizi di
igiene urbana.
In questo ambito annovera tra i suoi clienti alcuni comuni
della nostra regione, tra i quali il Comune di Corleone.
In merito alle lamentate violazioni di sicurezza nei luoghi di
lavoro, alle violazioni contrattuali e delle leggi in materia
nonché il mancato rispetto dei diritti dei lavoratori, si
assicura l'interrogante di avere già dato disposizioni al
competente Dipartimento regionale del Lavoro di intraprendere
delle azioni ispettive volte alla tutela dei lavoratori della
società in parola.
In ultimo, si assicura l'interrogante che lo scrivente
provvederà tempestivamente a comunicargli le risultante delle
ispezioni e gli eventuali provvedimenti di competenza che saranno
intrapresi a carico della predetta società.»
L'Assessore SCOMA
SPEZIALE. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per il
lavoro, la formazione professionale, la previdenza sociale e
l'emigrazione e all'Assessore per l'industria, premesso che:
al Petrolchimico di Gela nel settore dell'indotto, soprattutto
per il settore elettrostrumentale, si è operato attraverso
contratto aperto con la società COMIN;
dopo diversi anni la stessa società COMIN ha rinunciato al
contratto aperto e ha posto in mobilità i 60 lavoratori
impegnati;
rilevato che:
i suddetti lavoratori non hanno ancora ricevuto né dalla
società COMIN né dall'impresa committente (ENI) il trattamento di
fine rapporto;
la stessa AGIP ha proceduto al rinnovo del contratto
elettrostrumentale, affidandolo ad una società di Matera, la
Sudelettra;
quest'ultima, anziché procedere all'assunzione di tutto il
personale del settore precedente posto in mobilità, ha proceduto
all'assunzione, con carattere discriminatorio, di soli 35
lavoratori a tempo indeterminato e lasciando gli altri a tempo
determinato;
considerato che tale modo di procedere, da parte dell'ENI e
della Sudelettra, costituisce un precedente pericoloso che
potrebbe estendersi ai dipendenti delle aziende che in futuro
rinnoveranno i contratti di appalto;
per sapere:
se non ritengano urgente e necessario intervenire presso la
direzione dell'AGIP di Gela (CL) affinché venga esteso a tutti i
dipendenti della Sudelettra il contratto a tempo indeterminato;
se non considerino doveroso introdurre la clausola che tutti i
rinnovi dei contratti aperti debbano inquadrare i nuovi assunti
con contratti a tempo indeterminato.» (2575)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione n. 2575, per
quanto di competenza, si rassegna quanto di seguito.
Preliminarmente si precisa che la SUDELETTRA s.r.l. con sede in
Matera è un'impresa privata che opera nel settore degli impianti
elettrici, di strumentazione e di automazione per le aziende
chimiche, petrolchimiche, farmaceutiche e manifatturiere.
Nell'ambito chimico e petrolchimico annovera tra i suoi clienti
l'AGIP.
In merito alle assunzioni dei lavoratori in mobilità che la
predetta impresa ha effettuato alcuni con contratti a tempo
indeterminato ed altri a tempo determinato, si riferisce che le
funzioni e le competenze che la vigente legislazione assegna a
questa amministrazione in ordine alle cosiddette politiche del
lavoro - nella sua accezione più ampia - non contemplano
strumenti che consentono di intervenire nell'ambito delle "scelte
e strategie" interne che le aziende private determinano di
perseguire.
Stante quanto sopra, si assicura comunque l'interrogante che lo
scrivente si adopererà presso l'AGIP di Gela affinché la
SUDELETTRA estenda il contratto a tempo indeterminato a tutti i
lavoratori assunti.»
L'Assessore SCOMA
VILLARI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
lavoro, la previdenza sociale,la formazione professionale e
l'emigrazione,
premesso che la piazza dell'Università, sede dell'Ateneo di
Catania, è da parecchi giorni occupata dai lavoratori precari
strutturali della stessa Università (151 PUC ex art. 23, 34 ASU
ex art. 23, 44 ASU ex Lpu);
considerato che con l'aumento (dalle attuali 18 ore) a 36 ore
settimanali per i 151 lavoratori PUC si può dare risposta alle
esigenze degli uffici e dei carichi di lavoro segnalati da gran
parte dei dirigenti dell'Ateneo e, nello stesso tempo, migliorare
le condizioni di tali lavoratori e procedere alla loro
stabilizzazione;
ritenuto necessario un censimento dello stato dell'occupazione
nell'Ateneo, con la conseguente ricognizione delle carenze in
pianta organica, quale premessa per la definizione di un
programma triennale di assunzioni (ai sensi dell'art. 121 del
regolamento dell'Ateneo) che utilizzi al meglio le norme e i
contributi economici dello Stato e della regione siciliana;
per sapere:
se non ritengano utile e urgente un tavolo tecnico regionale,
con la partecipazione del Rettore come da lui stesso richiesta,
per la stabilizzazione dei lavoratori precari strutturali e per
la promozione e il sostegno di corsi di formazione specifici, da
correlare a una più efficace utilizzazione degli stessi in
processi innovativi di crescita e sviluppo dell'offerta
istituzionale dell'Ateneo;
se, nel quadro di tale confronto, non ritengano necessario
concordare con lo stesso Rettore un incremento delle ore dalle
attuali 18 a 36 così come richiesto in ripetute occasioni dalle
organizzazioni sindacali di categoria e ricreare un clima di più
sereno confronto.» (2594)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione n. 2594, si
rassegna quanto di seguito.
La tematica sollevata dall'interrogante rientra nella più ampia
problematica prevista per la stabilizzazione di tutto il bacino
del precariato, problematica che è stata affrontata dallo
scrivente, dal Presidente della Regione e dalla competente
Commissione legislativa dell'ARS.
E' noto, infatti, all'interrogante che il disegno di legge n.
1098 Misure per la stabilizzazione del personale precario
proveniente dal regime transitorio dei lavoratori socialmente
utili , nel testo rivisitato a seguito delle osservazioni
formulate dall'Ufficio Legislativo e Legale, nonché di quelle
economiche sollevate dalla II Commissione dell'ARS, sarà
prossimamente discusso in Aula.»
L'Assessore SCOMA