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Resoconto d'Aula della Seduta n. 366 di mercoledì 22 marzo 2006
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   Presidenza del vicepresidente Fleres


    LEANZA  NICOLA ,  segretario  f.f.,  dà  lettura  del  processo
  verbale  della  seduta precedente che, non sorgendo osservazioni,
  si intende approvato.

                               Congedi

    PRESIDENTE   Comunico  che gli onorevoli  Gurrieri  e  Manzullo
  hanno chiesto congedo per la presente seduta.

   L'Assemblea ne prende atto.

           Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico che sono pervenute  le  risposte  scritte
  alle seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per il Lavoro:

      N.  2261  -  Interventi per la modifica  dell'ultimo  comma
      dell'art.  4 del D.P.R. 5 aprile 2005 relativo  ai  criteri
      per  la formazione delle graduatorie di merito nei concorsi
      per titoli di cui alla l.r. n. 15 del 2004.
      Firmatario: Oddo Camillo

      N.  2276  - Motivi della mancata emanazione dei decreti  di
      impegno  di  spesa  a valere sullo stanziamento  del  Fondo
      sociale europeo (FSE) per alcune misure del POR.
      Firmatario: Cracolici Antonino

      N.  2287 - Iniziative immediate per l'erogazione dei  fondi
      regionali in favore della ST Microelectronics di Catania.
      Firmatario: Villari Giovanni

      N.  2572  -  Interventi  presso la  'Sicula  Ciclat  S.p.A'
      società che gestisce il servizio di smaltimento dei rifiuti
      presso  il  comune  di  San  Cataldo   (CL),  al  fine   di
      ripristinare corrette relazioni sindacali e per il rispetto
      di contratti di lavoro.
      Firmatario: Cracolici Antonino

      N.  2575 - Interventi presso la direzione dell'AGIP di Gela
      (CL)  al  fine  di  estendere a tutti  i  dipendenti  della
      Sudelettra il contratto a tempo inderminato.
      Firmatario: Speziale Calogero

      N.  2594  -  Interventi urgenti per la stabilizzazione  dei
      lavoratori   precari   e  strutturali  dell'Università   di
      Catania.
      Firmatario: Villari Giovanni.

   Avverto  che  le  stesse  saranno  pubblicate  in  allegato   al
  resoconto stenografico della seduta odierna.

            Annunzio di presentazione di disegno di legge

    PRESIDENTE   Comunico  che  è  stato  presentato  il   seguente
  disegno di legge:
    Norme  sulla  composizione di organi di controllo interno   (n.
  1152)
   di iniziativa governativa
   presentato  dal Presidente della Regione (CUFFARO)  in  data  21
  marzo 2006.

                Comunicazione di richieste di parere

    PRESIDENTE   Comunico  che  le  seguenti  richieste  di  parere
  pervenute  dal  Governo sono state trasmesse, in  data  22  marzo
  2006, alle competenti Commissioni legislative:

                      AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    Istituto  incremento  ippico  per  la  Sicilia  -  Sostituzione
  designazione presidente' (n. 472/I)
   pervenuto in data 21 marzo 2006

    Istituto incremento ippico per la Sicilia - Ricostituzione  del
  consiglio di amministrazione' (n. 473/I)
   pervenuto in data 21 marzo 2006

                     AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

    Proposta  di schema di decreto istitutivo distretti  turistici,
  predisposto ai sensi della legge regionale 15 settembre 2005,  n.
  10' (n. 474/IV)
   pervenuto in data 21 marzo 2006
   trasmesso in data 22 marzo 2006.

                     Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni:

   con richiesta di risposta orale:

   numero  2731  «Iniziative  per la piena  e  corretta  attuazione
  della  delibera della Giunta regionale n. 301 del 29 giugno 2005,
  di proroga fino al 31 agosto 2007 dei contratti del personale 'ex
  quattro province' di cui alla legge n. 61 del 1998».
   - Presidente Regione
   - Assessore Presidenza
   Firmatario: Ortisi Egidio.

   L'interrogazione, ora annunziata, sarà iscritta  all'ordine  del
  giorno per essere svolta al suo turno.

   con richiesta di risposta scritta:

      numero 2730 «Notizie circa i rapporti fra l'Amministrazione
      regionale e la SISE - Siciliana Servizi Emergenza  e  sulla
      gestione  da  parte  di quest'ultima  dei  fondi  regionali
      destinati  al  SUES 118 e del personale  assunto  con  tali
      fondi».
      - Presidente Regione
      Firmatario: Orlando Leoluca

      numero 2732: « Notizie sulle iniziative volte a risolvere i
      problemi  afferenti il reparto di Ostetricia  dell'Ospedale
      'Madonna Santissima dell'Alto' di Petralia Sottana (PA)».
      - Presidente Regione
      - Assessore Sanità
      Firmatario: Zangara Andrea.

   Le interrogazioni, ora annunziate saranno inviate al Governo

                      Annunzio di interpellanza

    PRESIDENTE   Comunico  che  è  stata  presentata  la   seguente
  interpellanza:

   numero  297: « Notizie circa l'applicazione della normativa  sul
  pensionamento e sulla quiescenza dei dipendenti regionali e sulle
  norme  previste  per i dipendenti parenti di persone  affette  da
  disabilità grave».
   - Presidente Regione
   Firmatario: Orlando Leoluca.

   Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il  Governo
  abbia  dichiarato  di respingere l'interpellanza  o  abbia  fatto
  conoscere  il  giorno  in cui intende trattarla,  l'interpellanza
  stessa  sarà iscritta all'ordine del giorno per essere svolta  al
  proprio turno.

                         Annunzio di mozioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state presentate,  in  data  21
  marzo 2006, le seguenti mozioni:

   numero  501: «Revoca dall'incarico del commissario straordinario
  per  la  gestione  del Servizio idrico integrato  dell'ATO  1  di
  Palermo».
   Giannopolo  Domenico;  Speziale  Calogero;  Capodicasa   Angelo;
  Cracolici Antonino; Crisafulli Vladimiro; De Benedictis  Roberto;
  Oddo Camillo; Panarello Filippo; Villari Giovanni; Zago Salvatore

   numero 502: « Fruibilità gratuita dei medicinali della classe  C
  bis   da  parte  dei  titolari  di  pensione  di  guerra  diretta
  vitalizia».
   Ricotta   Michele;  Formica  Santi;  Virzì  Gioacchino;  Infurna
  Giuseppe; Incardona Carmelo.

   Avverto  che  le stesse saranno iscritte all'ordine  del  giorno
  della  seduta  successiva  perchè se  ne  determini  la  data  di
  discussione.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


         Determinazione della data di discussione di mozioni

    PRESIDENTE   Si  passa  al  punto II  dell'ordine  del  giorno:
  Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d)
  e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:

   numero  496  «Iniziative  per il rilancio  del  turismo ,  degli
  onorevoli   Fleres,   Catania  Giuseppe,   Maurici,   Baldari   e
  Mercadante, presentata il 15 marzo 2006;

   numero  497 «Incentivi statali per le imprese siciliane»,  degli
  onorevoli   Fleres,  Catania  Giuseppe,  Maurici,  Mercadante   e
  Baldari, presentata il 15 marzo 2006;

   numero   498  «Iniziative  urgenti  volte  a  dare  applicazione
  all'Accordo,  ai  sensi  dell'art.  4  del  decreto   legislativo
  28/98/1997,281,  tra  il Ministero della Salute  e  il  Ministero
  dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca scientifica e le
  Regioni   per  il  riconoscimento  dell'equivalenza  ai   diplomi
  universitari   dell'area  sanitaria  dei  titoli  del   pregresso
  ordinamento, in attuazione dell'art. 4, comma 2, della  legge  26
  febbraio  1999, n. 42», degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe,
  Maurici,  Mercadante, Baldari e Villari, presentata il  15  marzo
  2006;

   numero  499  «Revoca del decreto 5 dicembre 2005  dell'Assessore
  per  la  sanità  e  ripristino del decreto  dell'1  aprile  2003,
  concernente modalità di accesso e di erogazione delle prestazioni
  riabilitative  ambulatoriali», degli onorevoli Ricotta,  Formica,
  Virzì, Infurna e Incardona, presentata il 15 marzo 2006;

   numero   500   «Interventi  presso  il  Governo  nazionale   per
  scongiurare lo smantellamento  degli attuali uffici dell'Esercito
  a  Catania», degli onorevoli Barbagallo, Spampinato,   Culicchia,
  Gurrieri e Tumino, presentata il 16 marzo 2006. Ne do lettura:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   negli   ultimi   anni  sono  state  poste  in  essere   numerose
  iniziative   legislative  miranti  allo  sviluppo   del   settore
  turistico;

   il  turismo  in  Sicilia rappresenta una delle maggiori  risorse
  che  necessitano comunque di attenzione per un concreto e  meglio
  distribuito sviluppo, considerata la quantità e qualità dei  beni
  culturali  e  paesaggistici di cui dispone la Sicilia  e  tenendo
  conto del nostro clima che permette una destagionalizzazione  dei
  flussi   turistici  tale  da  garantire  costanti  presenze   sul
  territorio;

   purtroppo,  però,  da  stime  effettuate,  il  turismo  presente
  nell'Isola  è soltanto di passaggio con una permanenza  accertata
  di non più di due giornate, fatto questo che non permette un vero
  sviluppo;

   sarebbe  opportuno  creare una sinergia tra  le  istituzioni,  a
  livello centrale e periferico, e le associazioni che operano  sul
  territorio  al  fine di attuare delle strategie  propagandistiche
  utili   per   il  settore,  anche  attraverso  l'istituzione   di
  un'agenzia  turistica regionale che possa meglio  coordinare  gli
  interventi,

                 impegna il Presidente della Regione

   a   prevedere  l'istituzione  di  un'Agenzia  per  la  promo   -
  commercializzazione turistica regionale che possa  coordinare  le
  diverse attività degli assessorati regionali e degli enti  locali
  insieme  alle associazioni professionali di settore, avente  come
  scopo  lo studio del turismo siciliano ed il coordinamento  delle
  diverse azioni poste in essere o, in subordine, l'istituzione  di
  un  tavolo  di  coordinamento tra gli assessorati competenti,  al
  fine  di  predisporre piani sinergici di intervento  nei  diversi
  settori.» (496)

                      FLERES-CATANIA G.- MAURICI-BALDARI-MERCADANTE

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   ad  oggi  non  è  stato  ancora emanato da parte  del  Ministero
  dell'Economia   e  delle  Finanze  il  decreto  ministeriale   di
  trasferimento,  per  l'anno 2005, dei fondi  per  gli  interventi
  agevolativi   di  residua  competenza  statale,  riguardanti   in
  particolare la Regione Siciliana e la Regione Valle d'Aosta;

   tale  decreto  di  trasferimento, già citato nel  preambolo  del
  decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze del 5  agosto
  2005, che assegnava i fondi alle  Regioni  a  Statuto  ordinario,
  alle  Regioni  a Statuto speciale ed alle Province  Autonome  che
  hanno attuato il decentramento, doveva essere emanato entro il 31
  dicembre 2005 al più tardi;

   com'è  noto,  si tratta di assegnazioni per euro  36,9  milioni,
  corrispondenti alla quota di risorse individuata nel decreto  del
  Presidente  del Consiglio dei Ministri del 22 marzo 2004  per  le
  Regioni sopra citate (4,9 per cento per la Regione siciliana, 0,1
  per  cento per la Regione Valle d'Aosta), da ripartire  tra  vari
  interventi  a favore delle piccole e medie imprese,  tra  cui  la
  Legge  Sabatini  (8,3 milioni), gli interventi per  l'artigianato
  (4,9  milioni),  gli incentivi di competenza del Ministero  delle
  Attività  Produttive (21 milioni), gli incentivi per  i  consorzi
  export (0,5 milioni), ed altri interventi minori;

   considerato che:

   la   situazione   è  particolarmente  urgente  per   tutti   gli
  incentivi,  ed  in  particolare per  la  Legge  Sabatini,  per  i
  seguenti motivi:
   i  termini  per  la presentazione delle domande a  valere  sulla
  Legge  che agevola macchinari e impianti sono stati riaperti  per
  l'ultima volta l'1 dicembre  2004 e  chiusi lo stesso giorno  per
  esaurimento delle risorse disponibili;

   dato   che  la  normativa  'Sabatini'  in  vigore  consente   di
  agevolare  le operazioni relative ad effetti emessi  fino  ad  un
  anno  antecedente  la presentazione della domanda  di  ammissione
  alla  agevolazione al gestore, l'attuale ritardo  nell'emanazione
  del  Decreto  sopra  citato  crea  situazioni  di  incertezza   e
  disuguaglianza   tra  le  imprese  siciliane  circa   l'eventuale
  ottenimento del contributo (già adesso, a meno che non intervenga
  una  modifica  alla  normativa,  resterebbero  escluse  tutte  le
  domande   presentate  dal  2  dicembre  2004  fino  ai  mesi   di
  aprile/maggio 2005);

   la  legge  regionale  22 dicembre 2005, n.  20  'Misure  per  la
  competitività  del sistema produttivo. Modifiche ed  integrazioni
  alla   legge   regionale  23  dicembre  2000,  n.  32',   prevede
  l'integrazione delle risorse 'Sabatini' statali con  risorse  del
  Programma operativo regionale 2000-2006;

   tale  legge  consentirà,  a  fronte  di  risorse  del  Ministero
  dell'Economia e delle Finanze (nettamente insufficienti a coprire
  le  domande pervenute) di coprire l'intero fabbisogno finanziario
  della  Sabatini, evitando la riduzione pro quota  del  contributo
  alle imprese richiedenti,

                 impegna il Presidente della Regione

   a  porre in essere tutte le iniziative utili perché il Ministero
  dell'  Economia  e  delle Finanze proceda ad emanare  il  decreto
  sopra  citato,  recante  il trasferimento  della  somma  di  36,9
  milioni  di  euro  destinata agi incentivi alle piccole  e  medie
  imprese,  provvedendo inoltre, qualora parte  della  somma  fosse
  andata  in economia a causa della mancata emanazione del  decreto
  entro il 2005, in sede di assestamento 2006.» (497)

                       FLERES-CATANIA G.-MAURICI-MERCADANTE-BALDARI

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   in  applicazione  dell'art. 6, comma 3, del decreto  legislativo
  n.  502  del  1992  che ha modificato il regime  normativo  delle
  professioni  sanitarie, è stato emanato il decreto del  Ministero
  della  Sanità  n. 56 del 17 gennaio 1997 relativo  al  titolo  di
  Terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva;

   con   legge   26  febbraio  1999,  n.  42  sono  state   emanate
  disposizioni  in  materia  di  professioni  sanitarie  che  hanno
  statuito  che  il  campo proprio di attività e di  responsabilità
  delle  professioni sanitarie, di cui all'art.  6,  comma  3,  del
  decreto  legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, è determinato  dai
  contenuti  dei  decreti  ministeriali  istitutivi  dei   relativi
  profili   professionali   e  degli  ordinamenti   didattici   dei
  rispettivi  corsi di diploma universitario e di formazione  post-
  base;

   l'art.  4, comma 1, della Legge n. 42 del 1999, sancisce per  le
  professioni  di cui all'art. 6, comma 3, del decreto  legislativo
  n.  502  del 1992, ai fini dell'esercizio professionale  e  della
  formazione   post-base,  l'equipollenza  dei  diplomi   e   degli
  attestati  conseguiti  in  base alla  precedente  normativa,  che
  abbiano  permesso l'iscrizione ai relativi albi  professionali  o
  l'attività  professionale  in  regime  di  lavoro  dipendente   o
  autonomo, ai diplomi universitari di cui all'art. 6, comma 3, del
  decreto   legislativo  30  dicembre  1992   n.   502,   ai   fini
  dell'esercizio professionale e dell'accesso alla formazione post-
  base;

   i  commi  2 e 4 dell'art. 4 della Legge n. 42 del 1999  indicano
  le   modalità   attraverso  le  quali  avviare  i  percorsi    di
  equipollenza  e riqualificazione professionale;

   in  applicazione  dell'art. 4 della Legge n.  42  del  1999,  il
  Ministero della Salute, con appositi decreti del 27 luglio  2000,
  ha  dato  attuazione esclusivamente alle statuizioni  di  cui  al
  comma 1 del citato articolo, sancendo, a tal fine, l'equipollenza
  ai  diplomi  universitari  dei titoli  conseguiti  in  base  alle
  previgenti  disposizioni e demandando a successivi  provvedimenti
  l'attuazione  di  quanto stabilito dai comma 2  e  4  del  citato
  articolo 4;

   ritenuto  che, in data 16 dicembre 2004, rep. N. 2152,  è  stato
  sottoscritto   accordo,  ai  sensi  dell'art.   4   del   decreto
  legislativo 28 agosto 1997, n. 181, tra il Ministro della Salute,
  il  Ministro  dell'Istruzione, dell'Università  e  della  Ricerca
  scientifica,  le  Regioni  e le Province  autonome  di  Trento  e
  Bolzano,  recante  i criteri e le modalità per il  riconoscimento
  dell'equivalenza ai diplomi universitari dell'area sanitaria  dei
  titoli del pregresso ordinamento in attuazione dell'art. 4, comma
  2, della legge 26 febbraio 1999, n. 42;

   considerato che:

   le  disposizioni  legislative citate evidenziano  non  solo  una
  radicale   riforma  dei  percorsi  formativi  delle   professioni
  sanitarie   della   riabilitazione,  ma  anche   e   soprattutto,
  l'introduzione  di  profili professionali che, seppur  menzionati
  nel  precedente  ordinamento, appaiono,  alla  luce  della  nuova
  normativa,  radicalmente cambiati nei contenuti e nelle  funzioni
  espletate;

   l'attività  riabilitativa erogata a favore di soggetti  disabili
  si  inserisce  nel  panorama delle prestazioni sanitarie  in  cui
  l'intervento  terapeutico  si  configura  come  un  processo   di
  soluzione  dei problemi e di educazione, nel corso del  quale  si
  porta  una  persona disabile a raggiungere il miglior livello  di
  vita   possibile  sul  piano  fisico,  funzionale,   sociale   ed
  emozionale, con la minor restrizione possibile delle  sue  scelte
  operative;

   grazie  al  lavoro  svolto,  a  partire  dagli  anni  '80  nelle
  strutture  di riabilitazione, da operatori con percorsi formativi
  atipici i cui risultati terapeutici sono stati più volte valutati
  e  validati  dalla  comunità scientifica, si  sono  affermate  in
  riabilitazione discipline quali la psicomotricità  e  la  terapia
  occupazionale,  così  come stanno avendo un progressivo  sviluppo
  diverse  altre  attività  di  riabilitazione  che  quanto   prima
  potranno assumere la veste di discipline autonome;

   nonostante  l'impegno  ed  il  notevole  contributo  offerto  da
  costoro  al progresso di tale disciplina, stante la competenza  e
  l'esperienza  acquisita  in anni e anni  di  lavoro,  allo  stato
  attuale, gli operatori impegnati nelle attività di psicomotricità
  corrono il rischio di essere allontanati dal mondo del lavoro  ed
  essere privati dell'occupazione stabile e duratura, in quanto non
  in  possesso del titolo equipollente e/o equivalente  ai  diplomi
  universitari;

   considerato  ancora che alla Regione è demandato il  compito  di
  porre  in  esecuzione  le disposizioni dell'accordo  in  premessa
  citato,   recante  criteri  e  modalità  per  il   riconoscimento
  dell'equivalenza ai diplomi universitari di cui all'art. 6, comma
  3, del decreto legislativo n. 502 del 1992, dei titoli conseguiti
  in  vigenza del precedente ordinamento, stabilendo a tal  fine  i
  termini    e   le   modalità   delle   domande,   l'effettuazione
  dell'istruttoria  e  la  trasmissione al Ministero  della  Salute
  della documentazione relativa ai titoli ritenuti equivalenti,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  adottare, per i motivi in premessa, le opportune ed  urgenti
  iniziative  atte  a dare tempestiva esecuzione alle  disposizioni
  dell'accordo  intervenuto, in data 16 dicembre 2004,  Rep.  2152,
  tra  il  Ministro  della  Salute, il  Ministero  dell'Istruzione,
  dell'Università  e della Ricerca scientifica,  le  Regioni  e  le
  Province   autonome  di  Trento  e  Bolzano,  la  cui  tempestiva
  applicazione  consentirebbe ai numerosi operatori interessati  di
  poter   ottenere  la  declaratoria  di  equivalenza  del   titolo
  conseguito, conformemente all'ordinamento in vigore anteriormente
  all'emanazione   dei  decreti  di  individuazione   dei   profili
  professionali  relativi  ai  diplomi  universitari   stessi,   in
  attuazione dell'art. 4, comma 2, della legge 26 febbraio 1999, n.
  42;

   a  procedere  all'immediata stipula dei protocolli d'intesa  tra
  la   Regione   siciliana  e  le  Università   degli   studi   per
  l'istituzione e la realizzazione di corsi integrativi finalizzati
  al  conseguimento della laurea triennale in terapista della neuro
  e psicomotricità dell'età evolutiva.» (498)

      FLERES - CATANIA G. - MAURICI- MERCADANTE - BALDARI - VILLARI

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   con  decreto  31  gennaio 2003 dell'Assessore regionale  per  la
  sanità  'modalità  di accesso e di erogazione  delle  prestazioni
  riabilitative  ambulatoriali', peraltro mai  entrato  in  vigore,
  all'art.  5,  si dispone che gli interventi riabilitativi  per  i
  soggetti  disabili di cui all'art. 3 della Legge n. 104 del  1992
  continueranno ad essere assicurati esclusivamente dalle strutture
  per la riabilitazione di cui alla legge regionale n. 16 del 1964,
  (ribadita   al   capo   5.6.9  del  Piano  regolatore   sanitario
  2000/2002),  che  si identificano con i centri  ambulatoriali  di
  riabilitazione di cui al punto 2.2.b del decreto n. 890 del 2002;

   con   successivo  decreto  del  1   aprile  2003  dell'Assessore
  regionale  per la sanità si integrava e modificava il decreto  di
  cui  sopra, ripristinando lo stato quo ante (si cassava di  fatto
  all'art. 5 la parola 'esclusivamente');

   osservato  che con decreto 5 dicembre 2005 sono state  apportate
  ulteriori  modifiche  al decreto 31 gennaio  2003,  ripristinando
  l'art.   5   dello   stesso  decreto  che   limitava   l'attività
  ambulatoriale  di alcuni interventi riabilitativi,  revocando  il
  decreto 1 aprile   2003 e  apportando altre modifiche  di  ordine
  burocratico, etico e comportamentale;

   considerato che:

   1)  il  disabile di cui all'art. 3 della Legge n. 104  del  1992
  non  può  esercitare il diritto alla libera scelta che eviterebbe
  di  allungare  le  liste  di  attesa,  in  funzione  delle  reali
  necessità  di  assistenza  che scaturiscono  dal  quadro  clinico
  personale:  occorrerebbe  accedere ai  presidi  ambulatoriali  di
  recupero  e riabilitazione funzionale (punto 2.2a del decreto  n.
  890  del  2002)  che  possono  assicurare  una  presa  in  carico
  rispondente alle esigenze di una riabilitazione esclusivamente di
  tipo medico, non rivolgendosi obbligatoriamente (anche quando non
  sarebbe necessario) ai Centri di riabilitazione ex art. 26  della
  legge  regionale n. 16 (punto 2.2b del decreto n. 890  del  2002)
  che garantiscono una riabilitazione anche di tipo psicopedagogico-
  sociale   a   mezzo   di  una  equipe  fatta  di  professionalità
  appartenenti  anche  a  discipline diverse  da  quelle  dell'area
  riabilitativa medica e con costi decisamente più elevati  per  il
  Servizio sanitario regionale;

   2)  l'invio  mensile  delle  cartelle riabilitative  insieme  ai
  tabulati   di   rendicontazione  comporterebbe   l'inoltro   alle
  AA.UU.SS.LL. di un'enorme quantità di dati sensibili dei pazienti
  in palese contrasto con la normativa sulla privacy (L. n. 196 del
  2003);

   3)  secondo  le  linee guida del Ministero della Sanità  per  le
  attività    di    riabilitazione,   all'interno   del    progetto
  riabilitativo,  il  programma  riabilitativo  definisce  le  aree
  d'intervento specifiche, gli obiettivi a breve termine, i tempi e
  le  modalità  di  erogazione degli interventi  e  la  verifica  e
  l'aggiornamento  periodico degli stessi  durante  il  periodo  di
  presa  in  carico.  Privare  il  fisiatra  della  discrezionalità
  decisionale in merito al 50 per cento del tempo da dedicare  alla
  terapia motoria darebbe luogo per decreto, in taluni casi, ad  un
  atto  terapeutico  con caratteristiche di inappropriatezza  nella
  sua rigida quantificazione temporale;

   4)  la  mancata  introduzione  degli 'esercizi  propriocettivi',
  nell'ambito del protocollo riabilitativo che fa capo al PR9,  non
  consentirebbe di trattare i minori affetti da patologie  ad  alta
  incidenza  nella  popolazione (quali il piede  piatto,  il  piede
  torto,   la  displasia  congenita  dell'anca,  solo  per  citarne
  alcune);

   5)  appare  superfluo reinviare le schede di  funzionamento  del
  presidio giacchè vengono annualmente inviate ai dipartimenti che,
  proprio per quanto stabilito dal decreto assessoriale n.  85  del
  31   gennaio   2003,   provvedono  a  verificarle   e   validarle
  trimestralmente;

   6)   il   riferimento,  contenuto  nell'art.  2  (da  aggiungere
  all'art.  4 del decreto assessoriale n. 85 del 31 gennaio  2003),
  alle  linee guida ministeriali appare contraddittorio  giacche  i
  percorsi  riabilitativi  di cui al decreto  assessoriale  del  27
  giugno  2002  strutturano l'attività 'a progetto' con superamento
  de  facto del sistema a prestazione e del nomenclatore tariffario
  cui  fanno invece riferimento al punto 22, lett. a), comma 1,  le
  su  citate linee guida del Ministero della Sanità per le attività
  di  riabilitazione (Gazzetta Ufficiale della Repubblica  Italiana
  n. 124 del 30 maggio 1998);

   rilevato che non si comprende come si possa revocare un  decreto
  scaturito  dal  lavoro di una commissione di  esperti  di  nomina
  presidenziale senza consultare la stessa, in virtù di  'Reiterate
  sollecitazioni   pervenute   ad   opera   degli   organismi    di
  rappresentanza   delle   persone   disabili'   e    di    'azioni
  giurisdizionali  avviate  presso  la  Presidenza  della   Regione
  siciliana e presso il TAR Sicilia',

                  impegna il Governo della Regione

   a  revocare  il  decreto  5  dicembre  2005,  ripristinando  gli
  effetti dal decreto  1 aprile  2003 dell'Assessore per la sanità,
  in premessa citato.» (499)

                           RICOTTA-FORMICA-VIRZI'-INFURNA-INCARDONA

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   a  seguito  dell'abolizione del servizio di  leva  obbligatorio,
  gli   uffici   dell'Esercito  in  Sicilia  stanno   subendo   una
  riorganizzazione complessiva che comporta in alcuni casi anche la
  soppressione e lo smembramento di strutture;

   con  circolare  del Ministero della Difesa è stata  disposta  la
  soppressione  del distretto militare, del Gruppo  selettori,  del
  Consiglio leva e dell'Ufficio leva di Catania;

   considerato che:

   Catania  rimarrà  sede  di  un piccolo distaccamento  con  pochi
  uffici,  come  il Centro documentale e un ufficio informazione  e
  promozione  per l'arruolamento volontari, incapace  di  assorbire
  tutto  il  personale, pari a 200 unità, di cui 93  civili  e  107
  militari;

   tale  personale,  finora  addetto agli  uffici  soppressi,  è  a
  rischio  di  trasferimento  presso la  sede  di  Palermo  dove  è
  previsto l'accentramento delle funzioni residuali;

   ritenuto che:

   la  soppressione  del  distretto e degli altri  uffici  produrrà
  rilevanti conseguenze nel territorio, in quanto la Sicilia centro-
  orientale, che comprende 5 province su 9, è un bacino  di  utenza
  consistente anche nel mutato quadro normativo e organizzativo;

   la   Regione  siciliana  fornisce  circa  il  25  per  cento  di
  volontari di tutta la Nazione, e circa la metà di questi proviene
  dalla Sicilia centro-orientale;

   la  situazione di incertezza circa la reale nuova organizzazione
  sta  creando un profondo stato di disagio e di ansia a  tutto  il
  personale,

                 impegna il Presidente della Regione

   ad  intervenire  presso  il Governo nazionale  per  trovare  una
  soluzione  che possa scongiurare lo smantellamento degli  attuali
  uffici  dell'Esercito a Catania, tutelando il personale civile  e
  militare  in  servizio nonché la loro professionalità,  acquisita
  negli anni.» (500)

                    BARBAGALLO-SPAMPINATO-CULICCHIA-GURRIERI-TUMINO

   Non  sorgendo  osservazioni, dispongo che  le  predette  mozioni
  siano   demandate  alla  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentare, perché se ne determini la data di discussione.

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno  che nel corso della seduta potrà procedersi a  votazioni
  mediante sistema elettronico.

   Indirizzo di saluto agli studenti e ai docenti della scuola
  media Edmondo De Amicis
   di Randazzo e del liceo scientifico Einstein di Palermo

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, porgo un indirizzo  di  saluto
  agli  studenti e ai docenti della scuola media Edmondo De  Amicis
  di Randazzo e del liceo scientifico Einstein di Palermo, presenti
  questa sera in Aula.

                   Apposizione di firma a mozione

    SAMMARTINO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SAMMARTINO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, dichiaro  di
  apporre la firma alla mozione n. 499, testé annunziata.

   L'Assemblea ne prende atto.

                   Svolgimento urgente di mozione

    GIANNOPOLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, quale  primo
  firmatario  chiedo  lo svolgimento urgente della  mozione  numero
  501.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, onorevole Giannopolo,  informo
  che  la  mozione sarà posta all'ordine del giorno della  prossima
  seduta perché se ne determini la data di discussione.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                       Sull'ordine dei lavori

    LACCOTO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà

    LACCOTO    Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   ritengo
  opportuno  che  si  regolino i lavori parlamentari,  evitando  di
  trascinarci di ora in ora. Pertanto, o si decide di andare avanti
  ad oltranza, altrimenti si trovi un accordo tra i capigruppo.

    FORMICA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORMICA   Signor Presidente, onorevoli colleghi, in  Conferenza
  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari abbiamo stabilito una data
  ipotetica  circa la chiusura della legislatura. Questo anche  nel
  rispetto    degli    impegni   per   la   campagna    elettorale;
  contestualmente  abbiamo stabilito però  l'impegno  a  portare  a
  termine i disegni di legge all'ordine del giorno.
   Ritengo,  pertanto, che sia un dovere morale da parte di  questa
  Assemblea, mantenere tale impegno.
   Le  chiedo,  quindi, signor Presidente, di tenerne conto  e,  se
  necessario,  andare oltre la data stabilita del 24 marzo  perché,
  rispetto   all'interesse   anch'esso   legittimo   dell'imminente
  campagna  elettorale  nazionale, prevale, a mio  modesto  parere,
  quello generale di tutti i siciliani.

    TURANO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    TURANO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  è   inutile
  rimarcare  un aspetto che è diventato consuetudine,  e  cioè  che
  lavoriamo  con  orari  non  compatibili  con  il  buon  andamento
  dell'Assemblea; però, provare a modificare l'andamento dei lavori
  sul finire, credo che possa essere poco conveniente.
     Pertanto,  condivido  la proposta di  sospensione  dei  lavori
  d'Aula.

    GIANNOPOLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO   Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  a  fronte
  del fatto che l'onorevole Formica ha proposto di andare oltre  la
  data  stabilita  del  24 marzo per completare,  se  ce  ne  fosse
  bisogno,  l'esame  dei  quattro  disegni  di  legge,  pongo   una
  questione  politica:  stiamo constatando una sostanziale  assenza
  nelle file della maggioranza di numerosi parlamentari.
   Avvertiamo,  altresì,  un  certo  sfaldamento  all'interno   del
  Governo  e  anche della stessa funzionalità delle Commissioni  in
  Aula.
   La  sensazione  è che questo fine di legislatura sia  già  stato
  scritto da alcuni mesi, e quello che stiamo facendo è qualcosa di
  superfluo, persino di pleonastico.
   A  mio  avviso  la  data  di chiusura dei lavori  deve  rimanere
  quella del 24 marzo
   Bisogna,   invece,  comprendere  il  livello  di   disponibilità
  politica  della maggioranza a garantire, con la sua presenza,  il
  funzionamento  dei  lavori di Aula, perché  allo  stato  attuale,
  volendo fare una constatazione di carattere politico, non mi pare
  sia così.

    PRESIDENTE   Onorevole  Giannopolo, le  faccio  notare  che  le
  assenze sono pariteticamente distribuite.

    BENINATI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BENINATI   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  poiché  sui
  disegni  di  legge  all'ordine  del  giorno  sembra  esserci  una
  condivisione tra la maggioranza e l'opposizione, vorrei  proporre
  di ottimizzare il tempo a disposizione, considerato anche che non
  sono  stati presentati molti emendamenti, dovrebbero essere circa
  duecento, e forse qualcuno è anche ripetitivo.
   Potrebbero  i  capigruppo della maggioranza e  dell'opposizione,
  in   serata,  riunirsi  e  fare  una  cernita  preliminare  degli
  emendamenti,   evidenziando   quelli   da   trattare   in   Aula,
  naturalmente, se siamo tutti d'accordo a non perdere tempo.
   Ritengo  che  questa  mia proposta possa semplificare  i  lavori
  parlamentari degli ultimi giorni, nell'interesse delle norme  che
  abbiamo proposto e condiviso tutti, indistintamente dal Gruppo di
  appartenenza.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non mi  sembra
  una  buona motivazione sospendere la seduta perché deve  iniziare
  la partita di calcio del Palermo.

    PRESIDENTE   Onorevole Speziale, nessuno ha  detto  questo.  La
  prego  di non fare strumentalizzazioni. In questo momento  l'Aula
  non  è  nelle  condizioni di esaminare i testi  perché  non  sono
  pronti gli emendamenti. La prego di non dire cose inesatte, anche
  perché  affermazioni di questo genere, in questo momento, destano
  preoccupazioni del tutto destituite di fondamento.

    SAMMARTINO  Sono offensive per tutto il Parlamento,  per  tutta
  l'Aula

    SPEZIALE  Saranno offensive, onorevole Sammartino,  ma  non  si
  scandalizzi  Le posso assicurare che possiamo andare avanti con i
  lavori d'Aula.

    FORMICA    E'   quello  che  abbiamo  detto  tutti,   onorevole
  Speziale, anche oltre il termine del 24 marzo.

    SPEZIALE   Anche  adesso si continua a violare sistematicamente
  gli accordi che sono stati sottoscritti in una sede, che è la più
  solenne  e  la  più  autorevole,  quella  della  Conferenza   dei
  Presidenti  dei Gruppi parlamentari, che ha fissato un calendario
  dei lavori e stabilito anche i disegni di legge che devono essere
  esitati dal Parlamento siciliano.
   Successivamente  alcune  di  queste  norme  avevano  bisogno  di
  copertura  finanziaria e in Commissione Bilancio il  Governo,  al
  disegno  di  legge  riguardante i lavori  socialmente  utili,  ha
  presentato  quindici emendamenti, che erano  quelli  urgenti  che
  dovevano  essere  esaminati  dalla  Commissione.  Ho  visto  che,
  correttamente,   gli   Uffici  hanno  aggiunto   il   titolo   II
  SDisposizioni   varie ,  e  a  questo  testo  i  deputati   hanno
  presentato  gli  emendamenti. Si è pure conclusa  la  discussione
  generale.  E  allora  chiedo la ragione  per  cui  noi  si  possa
  cominciare ad esaminare il disegno di legge.
   La  data del 24 marzo - voglio ricordare ai colleghi di Alleanza
  Nazionale  -  è stata stabilita in funzione del clima elettorale,
  ma  c'è  purtroppo  una pratica, che sarà pure offensiva,  che  è
  quella  di  andare  in giro per la Sicilia, tenere  aperte  leggi
  senza concluderne l'approvazione facendo vane promesse a ciascuna
  categoria, anche la più disperata.
   Quindi,  signor Presidente, la chiusura dei lavori entro  il  24
  marzo  stabilita  dalla  Conferenza dei  Capigruppo  deve  essere
  rispettata.
   Inoltre,  siamo  nelle  condizioni, in un  confronto  dialettico
  chiaro  con la maggioranza, di poter dimostrare che quel testo  è
  incongruo  ed insufficiente, e che è possibile dare la  copertura
  finanziaria  per  il  2007  ed il 2008,  come  abbiamo  fatto  in
  Commissione  Bilancio. Comunque tutto il merito è  argomento  del
  dibattito  che  si  svilupperà  in  Aula,  non  c'è  ragione  per
  ritardare  i lavori, e mi appello alla sua sensibilità perché  si
  prosegua più speditamente.

    PRESIDENTE   Onorevole  Speziale, purtroppo  la  sua  proposta,
  sicuramente  sensata, non può essere accolta perché materialmente
  non abbiamo i documenti su cui lavorare.
   Pertanto, onorevoli colleghi, sospendo la seduta.

        (La seduta, sospesa alle ore 18.25, è ripresa alle ore
                               20.50)

                 Presidenza del Presidente Lo Porto

    PRESIDENTE  La seduta è ripresa.
   Onorevoli   colleghi,   su  richiesta   del   Governo   sospendo
  brevemente la seduta per consentire l'esame degli emendamenti.

       (La seduta, sospesa alle ore 20.52, è ripresa alle ore
                               21.55)

    PRESIDENTE  La seduta è ripresa.

   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a domani,  giovedì  23
  marzo 2006, alle ore 10.30 con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Fleres


   I   - COMUNICAZIONI

  II   - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
  LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:
       N. 501    -    Revoca    dall'incarico   del   Commissario
             straordinario  per la gestione del  Servizio  idrico
             integrato dell'ATO 1 di Palermo.

                          GIANNOPOLO  -  SPEZIALE - CAPODICASA  -
                          CRACOLICI   CRISAFULLI - DE  BENEDICTIS
                          - ODDO - PANARELLO - VILLARI - ZAGO

       N. 502 - Fruibilità gratuita dei medicinali della classe C
             bis  da  parte  dei titolari di pensione  di  guerra
             diretta vitalizia.

             RICOTTA  -  FORMICA - VIRZI'- INFURNA - INCARDONA

    III   -  DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  -  Misure per la stabilizzazione del personale precario
          proveniente dal regime transitorio dei lavori socialmente utili.
          Disposizioni varie . (nn. 1098-704-809/A) (Seguito)

  2)  -   Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 6 aprile
  1996, n. 16 e riordino delle carriere del personale del Corpo
  forestale . (nn. 1107-204-229-247-398-590-1058-1114/A) (Seguito)
  3)  - n. 184, n. 185, n. 231, n.1072, n. 1115, in materia di
  disposizioni sull'ordinamento del Governo e dell'Amministrazione
  regionale.  (Seguito)
  4)  -  Agevolazioni fiscali per nuovi investimenti in Sicilia .
  (nn. 1106-1104-1130/A) (Seguito)

    IV   - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) - Norma di interpretazione autentica dell'articolo 13 della
            legge regionale 20 giugno 1997, n. 19, sulle condizioni di
            ineleggibilità dei deputati regionali.
            (n. 1079/A)

       2)  - Disposizioni in materia di tutela ed uso dei beni
          paesaggistici e di promozione della qualità architettonica ed
          urbanistica . (n. 1037/A).

                  La seduta è tolta alle ore 21.57

        Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 22.30

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                     Dott.ssa  Iolanda Caroselli

   ALLEGATO

   Risposte scritte ad interrogazioni

   ODDO. - «Al Presidente della Regione, premesso che:

   l'art. 49 della l.r. n. 15/2004 prevede, quale strumento     per
  l'assunzione    di     personale
   nell'Amministrazione regionale e degli enti  collegati  compresi
  gli  enti locali territoriali, il meccanismo della formazione  di
  graduatorie  di  merito  nei concorsi  per  titoli  con  la  sola
  eventuale  presenza di ulteriori prove di idoneità per specifiche
  mansioni, e ciò per tutte le qualifiche o posizioni professionali
  che richiedono il possesso del titolo di studio obbligatorio;

   con  D.P.R. 5 aprile 2005 sono stati predisposti i criteri e gli
  elementi di valutazione dei titoli di cui all'art. 49 della  l.r.
  n. 15/2004;

   tra  i  criteri è inserito il servizio prestato presso gli  enti
  pubblici,  la  cui  valutazione è  determinata  dall'art.  4  del
  succitato Decreto;

   l'ultimo  comma  dell'art. 4 parifica il  servizio  militare  al
  servizio  prestato in area professionale corrispondente al  posto
  per il quale si concorre;

   tale    previsione   rappresenta   un'evidente   disparità    di
  trattamento tra i sessi e ciò per l'ovvia motivazione che fino  a
  tempi  recentissimi l'accesso al servizio militare era totalmente
  precluso alle donne, mentre la sostanziale totalità degli  uomini
  ha compiuto il servizio militare di leva;

   il  vantaggio  indebitamente  accordato  ai  soggetti  di  sesso
  maschile  non può essere giustificato in alcun modo,  atteso  che
  non  rispetta  nemmeno  gli indicati principi  di  selezione  per
  merito e per professionalità;

   tale    disparità    di   trattamento,   non    avendo    alcuna
  giustificazione sostanziale, si concretizza come  una  violazione
  dell'art. 3 della Costituzione Italiana.

   per  sapere  se  non ritenga indispensabile modificare  l'ultimo
  comma dell'art. 4 del Decreto Presidenziale succitato, eliminando
  l'ingiusta disparità di trattamento tra i sessi.» (2261)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  «In  riferimento  all'interrogazione  n.   2261,   si
  rassegna quanto di seguito.
   Il  Decreto  Presidenziale  5 aprile 2005,  emanato  sulla  base
  della  delibera della Giunta regionale n. 45/2005, ha individuato
  i  titoli  e  relativi criteri di valutazione per  la  formazione
  delle   graduatorie   ai   fini  delle   assunzioni   presso   le
  amministrazioni e gli enti pubblici dei soggetti da inquadrare in
  qualifiche,  livelli  o profili professionali  per  l'accesso  ai
  quali  è richiesto il possesso del titolo di studio non superiore
  a  quello  della  scuola dell'obbligo (articolo  49  della  legge
  regionale n. 15/2004).
   Tale  decreto ha sbloccato di fatto i sistemi concorsuali  degli
  enti  locali  per  le predette qualifiche inferiori,  la  maggior
  parte  dei quali erano in attesa dell'emanazione della  norma  in
  parola.
   In  merito alla individuazione dei titoli e relativi criteri  di
  valutazione, con particolare riferimento al servizio militare, si
  assicura  l'interrogante che nessuna disparità di  trattamento  è
  stata  posta  in  essere al fine di favorire  soggetti  di  sesso
  maschile. Infatti, è ormai noto che il reclutamento del personale
  militare  per i soggetti appartenenti ad entrambi i sessi  non  è
  più  su coscrizione obbligatoria bensì su arruolamento volontario
  e  che  per  i  soggetti di sesso femminile sono  state  abolite,
  altresì, le aliquote percentuali per gli arruolamenti nelle Forze
  Armate.»

                                                  L'assessore SCOMA

   CRACOLICI.   -  «All'Assessore  per  il  lavoro,  la  previdenza
  sociale,   la   formazione      professionale   e  l'emigrazione,
  premesso che:

   in  data  venerdì  19  marzo  2004 la Gazzetta  Ufficiale  della
  Regione  Sicilia  ha  pubblicato la graduatoria  provvisoria  dei
  progetti  valutati e dei progetti ammissibili a  finanziamento  a
  valere sullo stanziamento del FSE (Fondo sociale europeo) per  le
  misure 2.04, 3.13, 6.07, 6.03, relativi agli Assi 2 , 3  e 6  del
  POR;

   con  successivo  provvedimento è stato  emesso  il  decreto  per
  l'impegno  delle  somme  necessarie  per  la  realizzazione   dei
  progetti approvati per quanto attiene alla misura 6.08 ed è stato
  inviato alla Corte dei conti per la registrazione;

   a  seguito  di  rilievi  posti dalla magistratura  contabile  il
  decreto è stato inviato al nucleo di valutazione per apportare le
  modifiche richieste;

   risulta  che per quanto attiene alle altre misure solo  da  poco
  tempo  siano stati inviati i decreti di finanziamento alla  Corte
  dei conti e si è ancora in attesa della registrazione;

   valutato che:

   essendo trascorsi oltre 12 mesi dalla pubblicazione - e  3  anni
  dalla  pubblicazione  del  bando ufficiale  -  delle  graduatorie
  provvisorie relative a dette misure e non avendo ancora emesso  i
  decreti  di  finanziamento sono a rischio  la  fattibilità  e  la
  realizzazione dei progetti nei tempi previsti dalle norme ai fini
  della rendicontazione;

   il  grave  ritardo con cui si sta procedendo alla  pubblicazione
  dei  decreti  di finanziamento di dette misure sta producendo  un
  ulteriore  ritardo  sulla  pubblicazione  dei  nuovi  bandi   che
  annualmente dovrebbero essere emanati con il concreto rischio  di
  far perdere ulteriori risorse provenienti da Agenda 2000;

   per sapere:

   quali  motivazioni  abbiano impedito al Dipartimento  formazione
  professionale  dell'Assessorato del lavoro di  emanare  in  tempi
  fisiologicamente  corretti i decreti  di  impegno  di  spesa  per
  quelle misure FSE;

   se   non   sia   il   caso  di  avviare  un'indagine   ispettiva
  approfondita  sui tempi e sulle procedure burocratiche  applicate
  nell'attivare i meccanismi che consentono la spesa delle  risorse
  provenienti dal Fondo sociale europeo;

   quali  iniziative intenda intraprendere al fine di dare certezza
  ai soggetti ammessi a finanziamento e che a questo punto vedono a
  rischio  la  stessa  possibilità di dare attuazione  ai  progetti
  approvati.» (2276)

   Risposta.  «In  riferimento all'interrogazione n.  2276,  tenuto
  conto  delle  notizie  fornite dal Dipartimento  regionale  della
  Formazione professionale, si rassegna quanto di seguito.
   Preliminarmente  si  precisa  che il  ritardo  dell'emissione  e
  della  pubblicazione dei decreti di finanziamento  relativi  alle
  misure  3.17  (ex  2.04), 3.13, 6.07 e 3.21  (ex  6.08)  del  Por
  Sicilia  2000  -  2006, cui fa riferimento  l'atto  ispettivo  in
  parola, sono stati causati da motivazioni oggettive. Infatti,  la
  valutazione dei progetti ha richiesto tempi maggiori  rispetto  a
  quelli  previsti, stante che è stato nominato un unico Nucleo  di
  Valutazione per l'esame dei progetti presentati per le 15  misure
  di  cui  all'avviso pubblico 3/02. Detto Nucleo è stato, altresì,
  gravato  della  valutazione  dei PIT presentati  al  Dipartimento
  della   Formazione  Professionale  e  di  quelli  presentati   al
  Dipartimento Pubblica Istruzione (circa 20 misure), nonché  delle
  istanze  pervenute  per l'ammissione a finanziamento  di  voucher
  formativi  (misura 3.13), ed ancora dei progetti del Dipartimento
  Agenzia regionale per l'impiego.
   Inoltre, con legge regionale 5 novembre 2004, n. 15, art 47,  la
  composizione  dei Nuclei è stata modificata, conseguentemente  il
  Nucleo  che  ha esaminato le osservazioni era organo  diverso  da
  quello che ha valutato i progetti, pertanto per un corretto esame
  delle osservazioni è stato costretto a rivedere i progetti.
   E'  noto  all'interrogante  che  il  decreto  di  ammissione   a
  finanziamento  della  misura 3.17 (ex 2.04)  è  stato  pubblicato
  nella  G.U.R.S.  n. 39 del 16 settembre 2005 e che  nella  stessa
  gazzetta   sono   stati  pubblicati,  altresì,   i   decreti   di
  approvazione  delle  graduatorie nonché quelli  di  finanziamento
  relativi alle misure 3.13 e 6.07.
   Infine,  per  quanto  attiene  la  misura  3.21  (ex  6.08)   si
  riferisce che il Dipartimento della Formazione Professionale, con
  nota  n.  829  del  16  febbraio 2006, ha chiesto  al  competente
  Assessorato   del  Bilancio  una  variazione  di   bilancio   sul
  pertinente  capitolo  di spesa, e precisamente  una  reiscrizione
  delle  economie sullo stanziamento per l'anno 2005,  al  fine  di
  potere procedere al finanziamento degli interventi a valere sulla
  predette  misura. Si assicura l'interrogante che, non  appena  si
  avrà  la  disponibilità finanziaria, tempestivamente si procederà
  all'emissione  del  decreto  di  finanziamento  della  misura  in
  parola.»

                                                  L'Assessore SCOMA

   VILLARI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  il
  lavoro,  la  previdenza  sociale, la formazione  professionale  e
  l'emigrazione, premesso che il sistema produttivo regionale  vive
  da  tempo  una  situazione di grave crisi  in  cui  si  inserisce
  pesantemente  la  crisi  del sistema  nazionale  e  locale  degli
  incentivi alle imprese;

   considerato  che  la ST Microelectronics, in un ambito  comunque
  di  difficoltà generali del settore, ha annunciato riduzioni  del
  personale  anche  nel territorio italiano e  dunque  anche  nello
  stabilimento produttivo di Catania;

   preso   atto   che,  in  aggiunta  al  blocco  degli   incentivi
  nazionali,  anche il Governo regionale in carica non  adempie  da
  anni  alle  disposizioni della legge regionale  n.  30  del  1997
  (art.5),  che  prevede  sgravi  contributivi  alle  imprese   che
  attivano  assunzioni  di  personale e che  tutto  ciò  non  aiuta
  certamente la risoluzione dei problemi sopra esposti,  ma,  anzi,
  non dando certezza sui tempi di quelle erogazioni, li aggrava;

   per sapere se non ritengano necessario mettere in atto tutte  le
  iniziative  atte  allo sblocco immediato dei fondi  regionali  in
  questione,  tenendo, peraltro, in considerazione le  notizie  che
  provengono  dall'Unione europea, la quale  avrebbe  dato  il  via
  libera   alla  loro  erogazione  (come  affermato  dallo   stesso
  Assessore  per  il lavoro in un comunicato stampa del  25  maggio
  c.a.),  non  ritenendoli,  nei fatti, aiuti  di  Stato  anche  se
  effettuati dopo il 31 dicembre 1999 attraverso istanze presentate
  entro  il  2001,  e  ponendo soprattutto  attenzione  alla  grave
  situazione che stanno vivendo tante aziende siciliane  che  hanno
  messo  in  atto  assunzioni di personale e,  tra  queste,  la  ST
  Microelectronics di Catania.» (2287)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  «In   riferimento  all'interrogazione  n.  2287,   si
  rassegna quanto di seguito.
   Preliminarmente  si  precisa che gli  sgravi  contributivi  alle
  imprese che hanno effettuato assunzioni o trasformato rapporti di
  lavoro  da  tempo  determinato a tempo indeterminato  sono  stati
  oggetto di particolare attenzione da parte del Governo regionale.
   Lo  scrivente, infatti, in rappresentanza del Governo  regionale
  ha  incontrato  i  rappresentanti della Commissione  Europea  per
  chiarire  le  iniziative da intraprendere per la soluzione  della
  problematica  in questione, in considerazione che  il  regime  di
  aiuti  alle  imprese (L.R. 30/97) è limitato  alle  assunzioni  e
  trasformazione  a  tempo  indeterminato effettuate  entro  il  31
  dicembre 1999.
   Per  estendere  i benefici di cui alla L.R. 30/97 relativi  alle
  trasformazioni  di  rapporti  di lavoro  a  tempo  indeterminato,
  effettuate  oltre  il  31 dicembre 1999, e  soprattutto  per  una
  definitiva   soluzione   della   problematica   dell'azienda   ST
  Microlectronics è stato predisposto un apposito disegno di  legge
  "Misure  finanziarie a favore dell'occupazione aggiuntiva".  Tale
  disegno  di  legge, modificato sulla base del parere dell'Ufficio
  Legislativo e Legale, è stato trasmesso il 3 novembre  u.s.  alla
  Segreteria della Giunta regionale per essere sottoposto all'esame
  del Governo regionale.»

                                                 L'Assessore  SCOMA

   CRACOLICI.  -  «Al  Presidente della Regione, nella  qualità  di
  Commissario    straordinario   per   l'emergenza    rifiuti,    e
  all'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale,la  formazione
  professionale  e  l'emigrazione,  premesso  che  nel  comune   di
  Corleone la gestione del ritiro e smaltimento dei rifiuti  solidi
  urbani è stata assegnato (pure con costo del servizio decisamente
  superiore  a  quanto  prevedibile con  la  gestione  diretta  del
  Comune)  alla società cooperativa a.r.l. 'Sicula Ciclat'  di  San
  Cataldo  (CL)  che,  a tale scopo, ha assunto  18  operatori,  in
  massima parte LSU;

   visto  che  il contratto, in virtù di disposizioni di  legge,  è
  transitato dal Comune alla Società d'Ambito 'Alto Belice Ambiente
  S.p.A.';

   appreso  che  un dipendente della 'Sicula Ciclat', con  funzioni
  di   autista,  ha  segnalato  come  da  contratto,  alla  società
  cooperativa, nella persona del responsabile per la sicurezza,  al
  Comune ed alla Società d'Ambito alcune disfunzioni nei macchinari
  adibiti  alla  raccolta  e compattazione  dei  rifiuti,  tali  da
  mettere a rischio la sicurezza per sé e per altri;

   registrata  la reazione della società cooperativa che  ha  messo
  in  atto nei confronti dell'autista una vera e propria azione  di
  intimidazione (come risulta da denuncia alle autorità di  polizia
  da  parte  dello  stesso lavoratore) che si  è  esercitata  anche
  attraverso il mancato pagamento delle spettanze e con carichi  di
  lavoro non pertinenti alla funzione di autista;

   viste  altresì le iniziative sindacali, la solidarietà  di  gran
  parte  dei  lavoratori  della società cooperativa  e  le  recenti
  controazioni  della  stessa  'Sicula  Ciclat'  che  appaiono  una
  insopportabile  ritorsione  verso questi  ultimi,  cui  è  negata
  l'erogazione   della  tredicesima  e  sembra  venire   messa   in
  discussione  la  certezza  dei prossimi  stipendi,  adducendo  il
  mancato accreditamento delle somme alla cooperativa a causa di un
  contenzioso intercorrente tra il Comune di Corleone e la  società
  per azioni 'Alto Belice Ambiente';

   considerato l'incredibile silenzio da parte del Comune  e  della
  stessa  Società  d'Ambito, nonostante le  sollecitazioni  formali
  avanzate dallo stesso sindacato;

   ricordato   che  tale  comportamento  è  ancor  più  odiosamente
  omissivo  in  quanto, a norma della legge 19 marzo  1990,  n.  55
  (Nuove disposizioni per la prevenzione della delinquenza di  tipo
  mafioso  e di altre gravi forme di manifestazione di pericolosità
  sociale),  l'appaltatore di opere pubbliche è tenuto ad osservare
  integralmente il trattamento economico e normativo stabilito  dai
  contratti  collettivi nazionali e territoriale in vigore  per  il
  settore  e  per la zona nella quale si svolgono i  lavori  ed  è,
  altresì,  responsabile  'in solido' dell'osservanza  delle  norme
  anzidette  da  parte dei sub appaltatori nei confronti  dei  loro
  dipendenti per le prestazioni rese nell'ambito del sub appalto;

   considerato   che,   con   specifico   riferimento   all'obbligo
  dell'appaltatore di corrispondere ai lavoratori  la  retribuzione
  pattuita in misura non inferiore a quanto stabilito dai contratti
  collettivi  nazionali  di  lavoro,  l'Amministrazione   potrebbe,
  avvalendosi  del  disposto  di  cui  all'art.  340  della   legge
  fondamentale sui lavori pubblici (L. 2248/1865, all. F), disporre
  la  rescissione del contratto per la frode e la grave  negligenza
  di  cui si sia reso responsabile     l'appaltatore contravvenendo
  agli obblighi ed alle condizioni stipulate;

   per sapere se:

   vista  la gravità dei fatti e considerato lo stato di agitazione
  dei  lavoratori della 'Sicula Ciclat', che rischia di creare seri
  problemi  igienici alla città di Corleone, non ritengano  urgente
  procedere ad un'ispezione per la verifica dei fatti e l'immediato
  ripristino  delle  corrette  relazioni  sindacali  oltre  che  il
  rispetto dei contratti di lavoro, restituendo serenità e  fiducia
  ai lavoratori interessati ed alle loro famiglie;

   se,  in  presenza di accertate violazioni contrattuali  e  delle
  leggi  che  regolano  la  materia,  sopra  ricordate,  anche  ove
  attribuibili al contenzioso in corso tra il Comune e  la  Società
  d'Ambito, non ritengano di dovere procedere alla rescissione  del
  contratto  e  all'immediato  ripristino  di  una  condizione   di
  legalità,  efficienza e sicurezza dei servizi,  oltre  che  della
  serenità tra i lavoratori.» (2572)

   Risposta.  «In  riferimento  all'interrogazione  n.  2572,   per
  quanto di competenza, si rassegna quanto di seguito.
   Preliminarmente  si  precisa  che  la   Sicula  Ciclat   è   una
  cooperativa  con sede in San Cataldo (CL) che opera  nel  settore
  dei   Servizi,   ed   in   particolare   nell'area   d'intervento
  dell'Ecologia con la progettazione e la gestione dei  servizi  di
  igiene urbana.
   In  questo  ambito  annovera tra i suoi  clienti  alcuni  comuni
  della nostra regione, tra i quali il Comune di Corleone.
   In  merito alle lamentate violazioni di sicurezza nei luoghi  di
  lavoro,  alle  violazioni contrattuali e delle leggi  in  materia
  nonché  il  mancato  rispetto  dei  diritti  dei  lavoratori,  si
  assicura  l'interrogante  di  avere  già  dato  disposizioni   al
  competente  Dipartimento  regionale del Lavoro  di  intraprendere
  delle  azioni  ispettive volte alla tutela dei  lavoratori  della
  società in parola.
   In   ultimo,   si  assicura  l'interrogante  che  lo   scrivente
  provvederà  tempestivamente a comunicargli  le  risultante  delle
  ispezioni e gli eventuali provvedimenti di competenza che saranno
  intrapresi a carico della predetta società.»

                                                 L'Assessore  SCOMA

   SPEZIALE. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore  per  il
  lavoro,  la  formazione professionale, la  previdenza  sociale  e
  l'emigrazione e all'Assessore per l'industria, premesso che:

   al  Petrolchimico di Gela nel settore dell'indotto,  soprattutto
  per  il  settore  elettrostrumentale,  si  è  operato  attraverso
  contratto aperto con la società COMIN;

   dopo  diversi  anni  la stessa società COMIN  ha  rinunciato  al
  contratto   aperto  e  ha  posto  in  mobilità  i  60  lavoratori
  impegnati;

   rilevato che:

   i  suddetti  lavoratori  non  hanno  ancora  ricevuto  né  dalla
  società COMIN né dall'impresa committente (ENI) il trattamento di
  fine rapporto;

   la   stessa   AGIP  ha  proceduto  al  rinnovo   del   contratto
  elettrostrumentale,  affidandolo ad una  società  di  Matera,  la
  Sudelettra;

   quest'ultima,  anziché  procedere  all'assunzione  di  tutto  il
  personale  del settore precedente posto in mobilità, ha proceduto
  all'assunzione,  con  carattere  discriminatorio,  di   soli   35
  lavoratori  a tempo indeterminato e lasciando gli altri  a  tempo
  determinato;

   considerato  che  tale modo di procedere, da  parte  dell'ENI  e
  della  Sudelettra,  costituisce  un  precedente  pericoloso   che
  potrebbe  estendersi ai dipendenti delle aziende  che  in  futuro
  rinnoveranno i contratti di appalto;

   per sapere:

   se  non  ritengano  urgente e necessario intervenire  presso  la
  direzione dell'AGIP di Gela (CL) affinché venga esteso a tutti  i
  dipendenti della Sudelettra il contratto a tempo indeterminato;

   se  non considerino doveroso introdurre la clausola che tutti  i
  rinnovi  dei contratti aperti debbano inquadrare i nuovi  assunti
  con contratti a tempo indeterminato.» (2575)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  «In  riferimento  all'interrogazione  n.  2575,   per
  quanto di competenza, si rassegna quanto di seguito.
   Preliminarmente si precisa che la SUDELETTRA s.r.l. con sede  in
  Matera  è un'impresa privata che opera nel settore degli impianti
  elettrici,  di  strumentazione e di automazione  per  le  aziende
  chimiche,   petrolchimiche,   farmaceutiche   e   manifatturiere.
  Nell'ambito  chimico e petrolchimico annovera tra i suoi  clienti
  l'AGIP.
   In  merito  alle  assunzioni dei lavoratori in mobilità  che  la
  predetta  impresa  ha  effettuato alcuni con  contratti  a  tempo
  indeterminato ed altri a tempo determinato, si riferisce  che  le
  funzioni  e le competenze che la vigente legislazione  assegna  a
  questa  amministrazione in ordine alle cosiddette  politiche  del
  lavoro  -  nella  sua  accezione  più  ampia  -  non  contemplano
  strumenti che consentono di intervenire nell'ambito delle "scelte
  e  strategie"  interne  che  le aziende  private  determinano  di
  perseguire.
   Stante quanto sopra, si assicura comunque l'interrogante che  lo
  scrivente  si  adopererà  presso  l'AGIP  di  Gela  affinché   la
  SUDELETTRA estenda il contratto a tempo indeterminato a  tutti  i
  lavoratori assunti.»

                                                  L'Assessore SCOMA

   VILLARI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  il
  lavoro,  la  previdenza  sociale,la  formazione  professionale  e
  l'emigrazione,

   premesso  che  la  piazza dell'Università, sede  dell'Ateneo  di
  Catania,  è  da  parecchi giorni occupata dai lavoratori  precari
  strutturali della stessa Università (151 PUC ex art. 23,  34  ASU
  ex art. 23, 44 ASU ex Lpu);

   considerato che con l'aumento (dalle attuali 18 ore)  a  36  ore
  settimanali  per i 151 lavoratori PUC si può dare  risposta  alle
  esigenze degli uffici e dei carichi di lavoro segnalati  da  gran
  parte dei dirigenti dell'Ateneo e, nello stesso tempo, migliorare
  le   condizioni  di  tali  lavoratori  e  procedere   alla   loro
  stabilizzazione;

   ritenuto  necessario un censimento dello stato  dell'occupazione
  nell'Ateneo,  con  la conseguente ricognizione delle  carenze  in
  pianta  organica,  quale  premessa  per  la  definizione  di   un
  programma  triennale di assunzioni (ai sensi  dell'art.  121  del
  regolamento  dell'Ateneo) che utilizzi al meglio  le  norme  e  i
  contributi economici dello Stato e della regione siciliana;

   per sapere:

   se  non  ritengano utile e urgente un tavolo tecnico  regionale,
  con  la  partecipazione del Rettore come da lui stesso richiesta,
  per  la stabilizzazione dei lavoratori precari strutturali e  per
  la  promozione e il sostegno di corsi di formazione specifici, da
  correlare  a  una  più  efficace utilizzazione  degli  stessi  in
  processi   innovativi   di  crescita  e   sviluppo   dell'offerta
  istituzionale dell'Ateneo;

   se,  nel  quadro  di  tale confronto, non  ritengano  necessario
  concordare  con lo stesso Rettore un incremento delle  ore  dalle
  attuali  18 a 36 così come richiesto in ripetute occasioni  dalle
  organizzazioni sindacali di categoria e ricreare un clima di  più
  sereno confronto.» (2594)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  «In  riferimento  all'interrogazione  n.   2594,   si
  rassegna quanto di seguito.
   La  tematica sollevata dall'interrogante rientra nella più ampia
  problematica prevista per la stabilizzazione di tutto  il  bacino
  del   precariato,  problematica  che  è  stata  affrontata  dallo
  scrivente,  dal  Presidente  della  Regione  e  dalla  competente
  Commissione legislativa dell'ARS.
   E'  noto,  infatti, all'interrogante che il disegno di legge  n.
  1098   Misure  per  la  stabilizzazione  del  personale  precario
  proveniente  dal  regime  transitorio dei lavoratori  socialmente
  utili ,   nel  testo  rivisitato  a  seguito  delle  osservazioni
  formulate  dall'Ufficio Legislativo e Legale,  nonché  di  quelle
  economiche   sollevate  dalla  II  Commissione   dell'ARS,   sarà
  prossimamente discusso in Aula.»

                                                  L'Assessore SCOMA