Presidenza del vicepresidente Fleres
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, avverto che del processo
verbale sarà data lettura successivamente.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Rendiconto dell'Assemblea regionale siciliana per l'anno
finanziario 2005 (Doc. 129).
PRESIDENTE Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Rendiconto dell'Assemblea regionale siciliana per l'anno
finanziario 2005 (Doc. 129).
Ha facoltà di parlare il deputato Questore, onorevole Turano,
per svolgere la relazione.
TURANO deputato Questore. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, mi rimetto al testo della relazione scritta.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Dichiaro aperta la discussione generale.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa
la discussione generale e pongo in votazione il passaggio
all'esame del Documento n. 129.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si procede con l'Entrata.
Do lettura del Titolo I - Entrate effettive - capitoli da I
a VIII.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura del Titolo II - Partite di giro - capitoli da
IX a XI.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla Spesa.
Do lettura del Titolo I - Spese effettive - capitoli da I a
XVII.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura del Titolo II - Partite di giro - capitoli
da XVIII a XX.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura del Riepilogo per Titoli e per capitoli della
Spesa:
- Titolo I - Spese effettive - capitoli da I a XVII;
- Titolo II - Partite di giro - capitoli da XVIII a XX.
Pongo in votazione il Riepilogo per Titoli e capitoli della
Spesa.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura dell'allegato A - Impegni di spesa - Situazione
al 31 dicembre 2005.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura dell'allegato B - Conto generale - Situazione
di cassa al 31 dicembre 2005.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura dell'allegato C - Quadro dimostrativo dell'avanzo
di gestione - periodo 1 gennaio-31dicembre 2005.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura dell'allegato D - Quadro dimostrativo del movimento
del Fondo di riserva per l'integrazione degli stanziamenti di
bilancio.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura dell'allegato E - Prospetto degli storni a favore
del fondo di riserva.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura dell'allegato F - Prospetto dei prelievi dal
fondo di riserva.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura dell'allegato G - Elenco riepilogativo dei
movimenti del fondo di riserva.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura dell'allegato H - Conto patrimoniale - Situazione
al 31 dicembre 2005.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura dell'allegato I - Fondo mutui ai deputati per
l'acquisto di case da adibire ad abitazione personale e della
famiglia - Conto economico al 31 dicembre 2005.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura dell'allegato L - Fondo di previdenza per il
personale - Conto economico al 31 dicembre 2005.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'intero Documento numero 129.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Invito il deputato segretario a dare lettura del processo
verbale della seduta precedente.
LEANZA EDOARDO , segretario f.f., dà lettura del processo
verbale della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni,
si intende approvato.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono pervenute le risposte scritte
alle seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per i Lavori pubblici:
N. 2108 - Interventi per il risanamento e l'apertura della casa
di riposo per anziani sita in contrada Piana Spito del comune di
Ribera (AG).
Firmatario: Miccichè Calogero
N. 2127 - Interventi per la messa in sicurezza e l'ulteriore
miglioramento del porto di Marettimo (TP).
Firmatario: Oddo Camillo
N. 2155 - Interventi urgenti per l'immediata revoca del bando
del Presidente della Provincia regionale di Palermo, pubblicato
nella G.U.C.E. in data 1 marzo 2005, con il quale viene indetta
un'asta pubblica per l'affidamento del Servizio Idrico Integrato
(S.I.I.) dell'ATO 1 di Palermo e avvio di un'indagine ispettiva
sulla gestione dello stesso.
Firmatario: Giannopolo Domenico
N. 2277 - Inopportunità del trasferimento del sindaco del
Comune di Torretta (PA), funzionario regionale, alla costituenda
stazione unica appaltante di Palermo.
Firmatario: Cracolici Antonino
N. 2379 - Interventi urgenti per la manutenzione del fiume
Soria in provincia di Trapani.
Firmatario: Oddo Camillo
N. 2474 - Notizie sulla sospensione dei lavori urgenti di
manutenzione straordinaria per il consolidamento del molo interno
di Scoglitti.
Firmatario: Incardona Carmelo
N. 2482 - Chiarimenti in ordine alla presunta mancanza di fondi
per la realizzazione di opere di presidio e di urbanizzazione
primaria in località 'Ritiro-Tremonti' in provincia di Messina.
Firmatario: Ardizzone Giovanni
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al
resoconto stenografico della seduta odierna.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Congedo
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Vitrano ha chiesto
congedo per la presente seduta.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, al fine di pervenire ad una soluzione
condivisa dei lavori parlamentari, propongo di procedere con il
seguito dell'esame del disegno di legge numeri 1107-204-229-247-
398-590-1058-1114/A Modifiche ed integrazioni alla legge
regionale 6 aprile 996, n. 16 e riordino delle carriere del
personale del Corpo forestale , iscritto al numero 2) o
altrimenti di sospendere la seduta per un'ora.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Sull'ordine dei lavori
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo che
l'Aula venga erudita su una questione di fondo che già, ieri, ha
comunicato il Presidente dell'Assemblea in relazione alla materia
elettorale: si è detto che la stessa non debba essere inserita
nella discussione d'Aula, soprattutto in chiusura di legislatura
ma, eventualmente, affrontarla nella prossima legislatura, anche
alla luce della scelta operata dal Governo, ieri, ritirando il
testo del disegno di legge n. 1184.
Pertanto, preannuncio il ritiro del disegno di legge, da noi
presentato, dato che si è scelto di non inserire, in alcun
disegno di legge, materie estranee ai testi e, anche perché il
Governo, nel corso della riunione informale, ha rassicurato che
non ripresenterà alcun testo sulla legge elettorale, e non si
avvierà neppure la discussione sul testo riguardante la riforma
dell'Amministrazione regionale .
Vogliamo essere rassicurati, signor Presidente, sul fatto che
non vi saranno, atti di furbizia, di nessuna natura, per
procedere con i lavori d'Aula, valutando, quindi, l'opportunità
di sospendere in attesa del testo completo.
Su una questione, però, non si può assolutamente transigere e
lo diciamo in modo chiaro, perché vogliamo esserlo in modo
chiaro: ma se vi fosse anche il retro pensiero di volere
reintrodurre in Aula qualsiasi forma di discussione attinente
alle modifiche dell'impianto della legge elettorale, è bene che
si sappia che, da parte nostra, vi sarà un atteggiamento
ostruzionistico, attraverso il ricorso agli strumenti
regolamentari consentiti, per impedire che si possa esercitare
una forzatura nei confronti dell'Aula.
Signor Presidente, in merito alla prosecuzione dei lavori,
vorrei suggerire qualcosa sul testo relativo al riordino delle
carriere del personale forestale. Metodologicamente, suggerisco
che gli articoli privi di emendamenti vengano approvati
celermente per poi sospendere i lavori dell'Aula in attesa che
si abbia un quadro chiaro sul prosieguo dei lavori, al fine di
evitare ciò che si è verificato ieri sera, considerato che,
durante la notte, qualcuno possa aver cambiato orientamento
riducendo la nostra forza contrattuale sia della maggioranza e
del Governo.
Signor Presidente, se lei è d'accordo, potremmo svolgere
l'esame degli articoli privi di emendamenti per poi sospendere
fra mezz'ora.
BENINATI Vi potrebbe essere la riscrittura di articoli.
SPEZIALE Non vi è alcuna riscrittura
Lo ribadisco, potremmo trattare, adesso, soltanto gli articoli
privi di emendamenti, per poi sospendere, per verificare se vi è
la possibilità di proseguire nei lavori d'Aula.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, ritengo molto razionale la sua
proposta, dovremmo verificare quali articoli sono sprovvisti
di emendamenti. Ad esempio, all'articolo 1, vi sono due
emendamenti ma sappiamo già che il Governo ha individuato una
soluzione, condivisa anche dai presentatori degli stessi
emendamenti. Altri articoli, inoltre, presentano emendamenti a
firma del Governo.
Se ci riferiamo, quindi, ad articoli come, per esempio,
l'articolo 44 che comprende una cinquantina di emendamenti,
allora, posso anche comprendere, ma cosa fare degli altri?
Forse è giusto stabilire di volta in volta.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, la
soluzione potrebbe essere quella di procedere salvo l'eventuale
richiesta di accantonamento.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, la proposta dell'onorevole
Spampinato è condivisibile.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Seguito della discussione del disegno di legge
«Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 6 aprile
996, n. 16 e riordino delle carriere del personale del
Corpo forestale» (1107-204-229-247-398-590-1058-1114/A)
PRESIDENTE Si passa al punto terzo all'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di
legge « Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 6 aprile
996, n. 16 e riordino delle carriere del personale del Corpo
forestale » (1107-204-229-247-398-590-1058-1114/A), posto al
numero 2).
Invito i componenti la quarta Commissione a prendere posto al
banco delle Commissioni.
Ricordo che l'esame del disegno di legge si era interrotto
all'articolo 1, con la discussione sugli emendamenti 1.1 e 1.2
Il Governo sull'emendamento 1.1, a firma dell'onorevole Ferro
aveva individuato un percorso da compiere attraverso un ordine
del giorno.
Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'emendamento 1.1. Il
parere del Governo?
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste.
Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.2.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Definizione
1. L'articolo 2 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e
successive modifiche ed integrazioni, è così sostituito:
Art. 2. - Definizione - 1. Nell'ambito della presente legge,
l'espressione Amministrazione forestale' si riferisce agli uffici
centrali e periferici del dipartimento regionale delle foreste e
dell'Azienda regionale foreste demaniali.
2. Nell'ambito della presente legge ogni riferimento
all'Azienda delle foreste demaniali della Regione siciliana, od
anche AFDRS, è da intendersi riportato all'Azienda regionale
delle foreste demaniali.»
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 2.1.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E'
approvato)
L'emendamento 2.1 decade. Si passa all'articolo 3. Ne do
lettura:
«Art. 3.
Applicabilità delle norme statali
1. All'articolo 3 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e
successive modifiche ed integrazioni, sono aggiunti i seguenti
commi:
1 bis. Nelle more dell'emanazione di una organica normativa di
settore, oltre a quanto previsto dall'articolo 3 della legge
regionale 6 aprile 1996, n. 16 e successive modifiche ed
integrazioni, trovano altresì applicazione, in quanto
compatibili, le norme contenute nella legge 22 maggio 1973, n.
269 e successive modifiche ed integrazioni, nonché le norme della
legge 18 maggio 1989, n. 183 e successive modifiche ed
integrazioni.
1 ter. Nel territorio della Regione trovano inoltre
applicazione, in quanto compatibili, ed ove non diversamente
disposto, le norme della legge 21 novembre 2000, n. 353 e
successive modifiche ed integrazioni e del decreto legislativo 18
maggio 2001, n. 227.»
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 3.1
Lo pongo in votazione. Il parere delle Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Definizione di bosco
1. All'articolo 4 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e
successive modifiche ed integrazioni, è aggiunto il seguente
comma:
5 bis. Per quanto non diversamente disposto trova applicazione
anche nella Regione siciliana la definizione di bosco di cui alla
vigente normativa nazionale».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Inventario forestale regionale
1. L'articolo 5 della legge regionale 6 aprile 1996 n. 16 e
successive modifiche e integrazioni è così sostituito:
Art. 5. - Inventario forestale - 1. L'Assessorato regionale
dell'agricoltura e delle foreste, avvalendosi delle strutture
centrali e periferiche del dipartimento regionale delle foreste
forma ed aggiorna l'inventario forestale regionale quale
strumento di conoscenza a supporto e per la formazione delle
politiche di settore.
2. L'inventario contiene l'elenco dei terreni qualificabili
come boscati ai sensi dell'articolo 4, commi 1 e 2.
3. All'inventario è allegata una carta forestale regionale,
nella quale i boschi sono classificati per tipo fisionomico e per
stadio evolutivo. La carta è aggiornata, di norma, ogni cinque
anni.
4. L'inventario forestale regionale ha carattere permanente ed
è soggetto ad aggiornamento periodico, di norma quinquennale.
5. L'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste emana
le direttive in ordine alla redazione dell'inventario ed alle
forme di pubblicità dello stesso, nonché in ordine alla redazione
della carta forestale regionale.
6. Ai comuni è fatto obbligo di trasmettere agli uffici
periferici del dipartimento regionale delle foreste entro
centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge,
l'elenco particellare dei terreni considerati boscati ai sensi
dell'articolo 4, comma 2, della presente legge, facenti parte del
patrimonio comunale».
Comunico che all'articolo 5 è stato presentato l'emendamento
5.1 degli onorevoli Villari e Oddo. Il parere del Governo?
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 5 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6.
Pianificazione regionale forestale
1. Dopo l'articolo 5 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16
e successive modifiche ed integrazioni, aggiungere il seguente
articolo:
Art. 5 bis. - Pianificazione forestale regionale - 1. Per le
finalità di cui all'articolo 1 della presente legge ed
all'articolo 1 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 227,
nel rispetto degli impegni internazionali e comunitari assunti
dall'Italia in materia di biodiversità, cambiamenti climatici e
lotta alla desertificazione, l'Assessore regionale per
l'agricoltura e le foreste, avvalendosi degli uffici centrali e
periferici del dipartimento regionale delle foreste, predispone
il piano forestale regionale, sulla base degli elementi di
conoscenza desumibili dall'inventario forestale regionale e dalla
carta forestale regionale.
2. Il piano forestale regionale ha validità ordinaria
quinquennale ma può essere aggiornato in ogni momento ove
insorgano ragioni di opportunità ovvero esigenze di adeguamento a
nuove disposizioni di legge o a norme comunitarie.
3. Nelle more della redazione dell'inventario e della carta
forestale regionale, l'Assessore regionale per l'agricoltura e le
foreste approva le linee guida del piano forestale regionale
predisposte dal dipartimento regionale delle foreste, previo
parere del comitato forestale regionale di cui all'articolo 5
ter.
4. Le linee guida del piano forestale regionale individuano
obiettivi, indirizzi e modalità operative per la conservazione,
la valorizzazione, lo sviluppo e la tutela del patrimonio
forestale regionale e degli ambiti connessi, da perseguire
secondo criteri di gestione sostenibile.
5. Il piano forestale regionale, sentite le organizzazioni
professionali, sindacali ed ambientaliste maggiormente
rappresentative, è sottoposto al parere del comitato forestale
regionale ed è adottato, su proposta dell'Assessore regionale per
l'agricoltura e le foreste, con decreto del Presidente della
Regione.
6. I piani di gestione e i piani di assestamento dei boschi
appartenenti a soggetti pubblici o privati devono essere conformi
al piano forestale regionale o, nelle more della redazione dello
stesso, alle linee guida di cui al comma 3.
7. Ogni altro strumento di pianificazione del territorio che
includa i territori ricompresi dall'inventario forestale deve
essere coerente con i documenti di programmazione citati nel
presente articolo, a pena di nullità».
Lo pongo in votazione. Chi favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Art. 7.
Comitato forestale regionale
1. Dopo l'articolo 5 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16
e successive modifiche ed integrazioni, aggiungere il seguente
articolo:
Art. 5 ter. - Comitato forestale regionale - 1. E' istituito
presso il dipartimento regionale delle foreste, entro il termine
perentorio di trenta giorni dall'entrata in vigore della presente
legge, il comitato forestale regionale, nominato dall'Assessore
regionale per l'agricoltura e le foreste, così composto:
a) il dirigente generale del dipartimento regionale delle
foreste, con funzioni di presidente;
b) il dirigente preposto al competente servizio del
dipartimento regionale delle foreste;
c) l'ispettore generale dell'Azienda regionale delle foreste
demaniali;
d) un esperto designato dall'Assessore regionale per
l'agricoltura e le foreste;
e) un rappresentante designato dall'ANCI -Sezione per la
Sicilia;
f) un rappresentante designato dall'URPS - Unione province
siciliane;
g) un rappresentante designato dalle tre organizzazioni
professionali agro-forestali più rappresentative;
h) un rappresentante dell'ASCEBEM - Associazione regionale dei
Consorzi di bonifica;
i) un esperto designato dalle università degli studi siciliane;
l) un dirigente del dipartimento regionale delle foreste, con
funzioni di segretario.
2. Il comitato può essere integrato, ove ritenuto necessario od
opportuno dal Presidente, dal dirigente preposto all'ispettorato
ripartimentale delle foreste competente per territorio, senza
diritto di voto.
3. Il comitato di cui al comma 1:
a) esercita le attribuzioni che il regio decreto 30 dicembre
1923, n. 3267, assegnava ai comitati forestali;
b) esprime parere sulle linee guida del piano forestale
regionale;
c) accerta la conformità dei piani di gestione e/o di
assestamento forestale predisposti da enti pubblici e soggetti
privati al piano forestale regionale, ovvero alle linee guida di
cui al comma 3 dell'articolo 5 bis;
d) individua le prescrizioni di cui al comma 5 dell'articolo 4
del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 227 nonché le
condizioni di applicabilità dei commi 6 e 7 del medesimo
articolo;
e) esprime il proprio parere su questioni tecniche afferenti la
materia forestale su richiesta dell'Assessore regionale per
l'agricoltura e le foreste o di almeno uno dei componenti
4. Per la validità delle sedute del comitato forestale
regionale è sufficiente la presenza della maggioranza semplice
dei componenti e delibera validamente a maggioranza semplice dei
presenti. In caso di parità prevale il voto del presidente.
5. Decorso il termine di cui al comma 1 il comitato è comunque
insediato con la maggioranza semplice dei componenti indicati al
comma 2.
6. I componenti del comitato sono nominati con decreto
dell'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste e, ad
eccezione dei membri di diritto per ragioni di carica, durano in
carica tre anni e possono essere riconfermati una sola volta.
7. I lavori del comitato sono disciplinati con apposito
regolamento interno, approvato con decreto dell'Assessore
regionale per l'agricoltura e le foreste.
8. E' abrogato l'articolo 16 della legge regionale 12 agosto
1980, n. 84».
Comunico che all'articolo 7 è stato presentato dagli onorevoli
Basile, Acanto, Sbona e Scalici l'emendamento A.16.
Questo emendamento comporta un onere sia pure di ridotte
dimensioni, pertanto invito il Governo a presentare un
emendamento a copertura dell'articolo 7.
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. No,
signor Presidente, alla lettera g) si fa riferimento alla
designazione di un rappresentante per ciascuna delle tre
organizzazioni professionali agro-forestali più rappresentative.
Gli onorevoli Basile, Acanto, Sbona e Scalici intendono
evitare la limitazione a tre in modo tale che vengano designati
i rappresentanti di tutte le categorie rappresentative.
PRESIDENTE Il problema è un altro: poiché si prevede la
costituzione di un comitato forestale regionale, bisogna
precisare o che questo non comporti oneri, oppure quantificare
gli oneri.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, con la
modifica proposta dai colleghi Acanto ed altri il rappresentante
resta sempre unico, la nomina viene non dalle tre rappresentanze
ma da più rappresentanze.
PRESIDENTE L'articolo 7 è accantonato con il ralativo
emendamento.
FERRO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FERRO Signor Presidente, capisco che essendo accantonato
l'articolo è accantonato anche l'emendamento. Vorrei capire,
però, se il Governo ha un'idea di chi nomina il rappresentante,
perché, considerato che non sono le tre organizzazioni a
nominarlo, vorrei capire chi lo nomina.
PRESIDENTE Onorevole Ferro, l'emendamento dice di togliere
soltanto tre , per cui si legge così: designato dalle
organizzazioni professionali agro-forestali più rappresentative .
Da tutte sostanzialmente.
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Art. 8.
Prescrizioni di massima e di polizia forestale
1. L'articolo 6 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e
successive modifiche ed integrazioni, è così sostituito:
Art. 6. - Prescrizioni di massima e di polizia forestale - 1.
Gli aggiornamenti delle prescrizioni di massima e di polizia
forestale sono resi esecutivi con decreto dell'Assessore
regionale per l'agricoltura e le foreste, su proposta degli
ispettorati forestali competenti per territorio, sentito il
comitato forestale regionale. Tali prescrizioni sono definite
tenendo conto anche delle esigenze di tutela ambientale.
2. Le prescrizioni di cui al comma 1 sono aggiornate di norma
ogni dieci anni, ovvero in qualsiasi momento se ne ravvisi
l'opportunità su proposta dell'ispettorato ripartimentale delle
foreste competente per territorio.
3. In sede di prima applicazione della presente legge le
prescrizioni sono aggiornate entro centottanta giorni dalla
pubblicazione della presente legge».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Art. 9.
Attività regolamentate
1. L'articolo 8 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e
successive modifiche ed integrazioni, è così sostituito:
Art. 8. - Attività regolamentate - 1. Gli enti pubblici che
gestiscono a qualsiasi titolo boschi così come definiti
dall'articolo 4 della presente legge, adottano appositi
regolamenti relativi all'esercizio del pascolo e alla raccolta
dei frutti del sottobosco nei complessi boscati da essi gestiti
nel rispetto delle norme contenute nel regio decreto 30 dicembre
1923, n. 3267 e nelle prescrizioni di massima e di polizia
forestale vigenti.
2. Allo scopo di alleggerire il carico di bestiame nei boschi
demaniali, l'Azienda regionale delle foreste demaniali predispone
ed attua un piano quinquennale specifico per l'acquisizione di
terreni idonei per la costituzione di pascoli.
3. Ai trasgressori delle disposizioni contenute nei regolamenti
di cui al comma 1 è comminata la sanzione amministrativa
pecuniaria di cui all'articolo 3 della legge 9 ottobre 1967, n.
950 e successive modifiche, oltre alla confisca amministrativa di
tutto il materiale raccolto. E' in ogni caso fatto salvo
l'obbligo, per i trasgressori, di risarcire, ai sensi
dell'articolo 18 della legge 8 luglio 1986, n. 349, l'eventuale
maggiore danno arrecato all'ambiente naturale.
4. La vigilanza sul rispetto delle disposizioni di cui al
presente articolo è affidata, in via primaria, al dipartimento
regionale delle foreste.
5. Le sanzioni di cui al comma 3 sono disposte con
provvedimento del comandante del distaccamento forestale
competente per territorio, ai sensi della legge 24 novembre 1981,
n. 689.
6. L'emanazione dei regolamenti di cui al comma 1 deve avvenire
entro il termine perentorio di un anno dall'entrata in vigore
della presente legge, decorso il quale è vietato l'esercizio
delle attività di cui al comma 1 del presente articolo».
Comunico che all'articolo 9 è stato presentato dagli onorevoli
Oddo, Speziale, Giannopolo, Zago, Villari e Panarello
l'emendamento 9.1.
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, preciso che, in questo
emendamento che è già condiviso dal Governo, il 53 va inteso
come 50 .
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 9.1. Il parere
del Governo?
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 9, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Art. 10.
Vincolo idrogeologico
1. L'articolo 9 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e
successive modifiche ed integrazioni, è così sostituito:
Art. 9. - Vincolo idrogeologico - 1. Gli ispettorati forestali
competenti per territorio procedono alla revisione ed
all'aggiornamento degli ambiti territoriali sottoposti a vincolo
e dei relativi atti amministrativi con cui è imposto il vincolo
idrogeologico, entro 180 giorni dall'entrata in vigore della
presente legge.
2. Per l'aggiornamento degli atti relativi al vincolo
idrogeologico si deve tenere conto anche delle risultanze e delle
indicazioni contenute nel piano straordinario per l'assetto
idrogeologico di cui al decreto legge 11 giugno 1998, n. 180,
convertito con modificazioni con legge 3 agosto 1998, n. 267 e
successive modifiche ed integrazioni, nonché del piano stralcio
di bacino per l'assetto idrogeologico di cui all'articolo 130
della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6 ed all'articolo 15
della legge regionale 9 marzo 2005, n. 3, nonché del programma di
cui all'articolo 28.
3. Gli atti amministrativi e gli ambiti territoriali definiti a
seguito dell'aggiornamento e della revisione di cui al comma 1
sono resi esecutivi con le procedure previste dal regio decreto
30 dicembre 1923, n. 3267 e successive modifiche ed integrazioni.
4. Il rilascio delle autorizzazioni e/o dei nulla-osta
concernenti i terreni sottoposti a vincolo per scopi
idrogeologici previsti dal regio decreto 30 dicembre 1923, n.
3267, e dal regolamento approvato con regio decreto 16 maggio
1926, n. 1126, nonché dall'articolo 23 della legge regionale 10
agosto 1985, n. 37, rientra nella competenza degli ispettorati
ripartimentali delle foreste, ad eccezione di quanto previsto al
comma 6.
5. Nelle aree individuate nel piano straordinario per l'assetto
idrogeologico il Corpo forestale della Regione sulla base di
apposite direttive emanate dall'Assessore regionale per il
territorio e l'ambiente esercita compiti di tutela e vigilanza
per il rispetto delle misure di salvaguardia.
6. Al comma 5 dell'articolo 24 della legge regionale 9 agosto
1988, n. 14, sostituito dall'articolo 4 della legge regionale 18
maggio 1996, n. 34, come modificato dall'articolo 125 della legge
regionale 3 maggio 2001, n. 6, dopo le parole Ente parco,' sono
inserite le parole sentito il parere vincolante dell'ispettorato
ripartimentale delle foreste competente per territorio che deve
essere reso entro il termine perentorio di trenta giorni'.
7. Al comma 4, lettera e) dell'articolo 3 della legge regionale
3 novembre 2000, n. 20, le parole dell'ufficio del Genio civile'
sono sostituite dalle parole vincolante dell'ispettorato
ripartimentale delle foreste'».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
«Art. 11.
Attività edilizia
1. Al comma 4 dell'articolo 10 della legge regionale 6 aprile
1996, n. 16 e successive modifiche ed integrazioni, le parole
comitato tecnico amministrativo dell'Azienda foreste demaniali
della Regione siciliana' sono sostituite dalle parole comitato
forestale regionale'.
2. Al comma 9 dell'articolo 10 della legge regionale 6 aprile
1996, n. 16 e successive modifiche ed integrazioni, le parole le
zone territoriali omogenee agricole' vengono sostituite dalle
parole una densità territoriale massima di 0,03 mc/mq. Il calcolo
delle volumetrie da realizzare viene computato e realizzato
separatamente per le attività edilizie, rispettivamente
all'interno del bosco e nelle relative fasce di rispetto».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
«Art. 12.
Protezione della flora spontanea
1. Dopo il comma 7 dell'articolo 11 della legge regionale 6
aprile 1996, n. 16 e successive modifiche ed integrazioni, è
aggiunto il seguente:
7 bis. La Regione, organismo ufficiale di cui all'articolo 2,
comma 1, lettera n) del decreto legislativo 10 novembre 2003, n.
386, si avvale del dipartimento foreste per l'espletamento delle
funzioni previste dal decreto medesimo ivi compreso il controllo
e la istituzione del registro dei materiali di base».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:
«Art. 13
Piani di gestione forestale sostenibile.
1. L'articolo 13 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e
successive modifiche ed integrazioni, è così sostituito:
Art. 13. - Piani di gestione forestale sostenibile - 1. Per la
gestione del patrimonio boschivo, tutti i soggetti pubblici e
privati operano, di norma, sulla base di piani di gestione
forestale sostenibile.
2. I suddetti piani vengono redatti sulla base di apposite
prescrizioni tecniche fissate dal comitato forestale regionale,
tenendo conto del ruolo multifunzionale riconosciuto al
patrimonio boschivo, anche in sede comunitaria.
3. I piani di cui al comma 2 sono approvati con decreto
dell'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste, previo
parere del comitato forestale regionale, da esitarsi entro il
termine perentorio di novanta giorni dalla richiesta, decorsi i
quali il parere si intende reso favorevolmente.
4. La proposta di piano ed il parere esitato dal comitato
forestale regionale sono pubblicati, a cura del dipartimento
regionale delle foreste, presso le sedi dei comuni interessati e
dei distaccamenti forestali competenti per territorio, per la
durata di quindici giorni. Entro detto termine chiunque può
formulare osservazioni e proposte, che vengono esaminate dal
comitato forestale regionale entro trenta giorni successivi.
Decorso il suddetto termine la proposta di piano viene sottoposta
all'approvazione definitiva dell'Assessore.
5. Dell'approvazione del piano è dato avviso nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana.
6. Nelle more dell'approvazione dei piani di cui al comma 1
entro un anno dall'entrata in vigore della presente legge, i
soggetti di cui al comma 1 elaborano linee programmatiche che
fissano gli indirizzi di natura forestale che si intendono
perseguire nella gestione di ogni sistema boscato.
7. Le linee programmatiche di cui al comma 6 vengono sottoposte
all'approvazione dell'Assessore regionale per l'agricoltura e le
foreste, previo parere del comitato forestale regionale.
8. L'approvazione del piano ai sensi dell'articolo 5 bis, comma
7, integra e sostituisce ogni altro nulla osta, autorizzazione o
parere.
9. Le concessioni rilasciate o da rilasciare e i contratti di
vendita stipulati o da stipulare relativi al materiale legnoso
destinato come biomassa alla produzione di energia non possono
avere durata inferiore a nove anni».
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Tumino e
Barbagallo l'emendamento 13.1. Lo pongo in votazione. Il parere
del Governo?
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole. Chiedo, però, ai colleghi di sostituire la parola
devono con possono .
PRESIDENTE Resta così stabilito. Pongo in votazione
l'emendamento 13.1. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 13, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
«Art. 14.
Attività complementari dell'Amministrazione forestale
1. Ai commi 1, 6, 8 e 9 dell'articolo 14 della legge regionale
6 aprile 1996, n. 16 e successive modifiche ed integrazioni, le
parole Amministrazione forestale' sono sostituite dalle parole
Azienda regionale delle foreste demaniali'.
2. Quanto previsto dalle lettere o), p) e q) del comma 1
dell'articolo14 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e
successive modifiche ed integrazioni, può essere svolto altresì
dal dipartimento regionale delle foreste.
3. Dopo il comma 9 dell'articolo 14 della legge regionale 6
aprile 1996, n. 16 e successive modifiche ed integrazioni, è
aggiunto il seguente:
9 bis. L'Azienda regionale delle foreste demaniali è facultata
ad eseguire, in convenzione, opere ed interventi di interesse
pubblico, delle tipologie individuate al comma 1, mediante
convenzione con soggetti pubblici o privati».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:
«Art. 15.
Centro vivaistico regionale
1. L'articolo 15 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e
successive modifiche ed integrazioni, è così sostituito:
Art. 15. - Centro vivaistico regionale - 1. Il centro
vivaistico regionale, istituito ai sensi dell'articolo 25 della
legge regionale 5 giugno 1989, n. 11, svolge la sua attività come
ufficio alle dirette dipendenze dell'Azienda regionale delle
foreste demaniali. Allo stesso è preposto un dirigente tecnico.
2. L'attività vivaistica dell'Azienda regionale delle foreste
demaniali è prioritariamente orientata al soddisfacimento delle
proprie esigenze istituzionali ed alla conservazione,
riproduzione e miglioramento genetico delle specie vegetali
indigene in ottemperanza delle vigenti normative del settore
della produzione vivaistica.
3. Il centro si articola in diversi stabilimenti per meglio
rispondere alle esigenze tecniche e di raccolta e riproduzione
della flora indigena ed endemica, nonché per l'economicità di
gestione e per particolari esigenze tecnico-colturali».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:
«Art. 16.
Consulenza tecnico-scientifica
1. L'articolo 16 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e
successive modifiche ed integrazioni, è così sostituito:
Art. 16. - Consulenza tecnico-scientifica - 1. Ai fini della
pianificazione e della gestione delle attività di propria
competenza, l'Amministrazione forestale regionale si avvale, per
le esigenze di consulenza tecnica e scientifica, della
collaborazione delle università, di istituti e centri di ricerca
.
2. Per le finalità di cui al comma 1 vengono istituiti appositi
capitoli di spesa nelle relative rubriche del bilancio della
Regione siciliana e dell'Azienda regionale delle foreste
demaniali».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che sono stati presentati dal Governo gli emendamenti
16.1 e 16.2, di identico contenuto.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, se permette, anche gli
emendamenti del Governo devono seguire il criterio che abbiamo
stabilito.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, anche se le Iene dicono che
sono molto veloce, electa una via non datur recursus ad altera.
SPEZIALE E' stato presentato un emendamento soppressivo
dell'intero articolo 16 formulato dal Governo, ma in questo
momento presiede l'Assessore Leontini, che è, fra l'altro
titolare del disegno di legge...
PRESIDENTE Scusate, onorevoli colleghi, la via che stiamo
seguendo è quella di andare avanti salvo osservazioni di volta in
volta. Se c'è un'osservazione provvediamo all'accantonamento.
SPEZIALE Abbiamo concordato di proseguire con gli articoli
sui quali non è stato presentato alcun emendamento.
PRESIDENTE No, onorevole Speziale. Dopo l'intervento
dell'onorevole Spampinato, l'accordo è stato quello di andare
avanti, salvo diverse indicazioni di volta in volta. Se su questo
articolo c'è una osservazione, la Presidenza non ha nessuna
difficoltà ad accantonarlo.
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Onorevoli
colleghi, per lo stesso motivo per il quale il Presidente, poco
fa, a suggerito di accantonare l'articolo 7 per consentire la
precisazione della copertura di spesa, in questo caso, i tecnici
del bilancio hanno suggerito la eliminazione.
PRESIDENTE Pongo in votazione la soppressione dell'articolo
16. Il parere del Governo?
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:
«Art. 17.
Aziende speciali, agenzie ed altre forme di gestione
forestale.
1. L'articolo 17 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e
successive modifiche ed integrazioni, è così sostituito:
Art. 17. - Aziende speciali, agenzie ed altre forme di gestione
forestale - 1. La Regione e gli enti locali territoriali possono
provvedere alla gestione tecnica dei boschi e dei pascoli
mediante aziende speciali, agenzie od altre forme di gestione
singola od associata, eventualmente costituite secondo le
modalità di cui alla legge 8 giugno 1990, n. 142 e della legge
regionale 11 dicembre 1991, n. 48.
2. I comuni, entro il 31 dicembre 2006, provvedono ad adeguare
alle disposizioni richiamate al comma 1 la disciplina delle
aziende speciali già esistenti, qualora non avessero già
provveduto.
3. La Regione e gli enti locali territoriali possono promuovere
la costituzione di forme associative e stipulare accordi di
programma, al fine di favorire lo sviluppo ed una razionale
gestione sostenibile delle risorse forestali, territoriali ed
ambientali, alle quali possono partecipare soggetti privati,
cooperative ed imprese di cui all' articolo 18».
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Villari,
Speziale, Oddo e Panarello l'emendamento 17.1.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Contrario
perché esterno al demanio pubblico in convenzione e, quindi,
costituirebbe una forzatura.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 17, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:
«Art. 18.
Incentivi alle pluriattività
1. L'articolo 18 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e
successive modifiche ed integrazioni, è così sostituito:
Art. 18. - Incentivi alle pluriattività - 1. Si applicano nel
territorio della Regione siciliana le disposizioni dei commi 1 e
2 dell'articolo 17, della legge 31 gennaio 1994, n. 97 e
successive modifiche ed integrazioni.
2. L'applicazione delle disposizioni sopra richiamate è estesa
alle aree naturali protette ed alle isole minori.
3. Le cooperative che forniscono in via principale, anche
nell'interesse di terzi, servizi e lavori nel settore forestale,
sono equiparati agli imprenditori agricoli.
4. Nell'ambito degli indirizzi, delle norme e dei protocolli
stabiliti a livello internazionale, la Regione promuove la
certificazione della qualità dei processi gestionali e produttivi
del settore forestale, nonché le attività di affiancamento e
sostegno ai processi di certificazione e la ricerca scientifica.
5. Per le finalità di cui al presente articolo vengono
istituiti appositi capitoli di spesa nella rubrica foreste del
bilancio della Regione siciliana e dell'Azienda regionale delle
foreste demaniali, per i propri fini istituzionali».
Comunico che sono stati presentati dal Governo gli emendamenti
18.1, 18.1 bis e 18.2.
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
Presidente l'emendamento 18.2 avrebbe la stessa identica
formulazione del 18.1, perché chiede che siano soppresse le
parole da nonché le attività fino a ricerca scientifica ;0
anzi il 18.2 non specifica che si tratta del quarto comma mentre
il 18.1 lo specifica, quindi, secondo me, si dovrebbe eliminare.
PRESIDENTE L'emendamento 18.2 è superato.
Pongo in votazione l'emendamento 18.1.
Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 18.1 bis.
Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 18, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:
«Art. 19.
Dichiarazione di pubblica utilità
1. L'articolo 19 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e
successive modifiche ed integrazioni, è così sostituito:
Art. 19. - Incentivi alle pluriattività - 1. Nell'ambito del
territorio regionale gli interventi di conservazione del suolo di
cui all'articolo 28 finalizzati alla prevenzione ed al contrasto
all'erosione ed al dissesto idrogeologico, nonché quelli
finalizzati alla lotta alla desertificazione ed ai cambiamenti
climatici, assolvono funzioni di pubblica utilità.
2. L'approvazione dei progetti relativi agli interventi di cui
al comma 1, equivale a dichiarazione di pubblica utilità,
indifferibilità ed urgenza a tutti gli effetti del decreto del
Presidente della Repubblica dell'8 giugno 2001, n. 327 e
successive modifiche ed integrazioni».
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 20. Ne do lettura:
«Art. 20.
Disciplina delle espropriazioni
1. L'articolo 20 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e
successive modifiche ed integrazioni, è così sostituito:
Art. 20. - Disciplina delle espropriazioni - 1. Le
espropriazioni connesse alla esecuzione di opere ed alle
acquisizioni di competenza dell'Assessorato regionale
dell'agricoltura e delle foreste e degli enti pubblici da esso
dipendenti e/o comunque sottoposti a tutela e vigilanza,
qualunque sia la fonte del finanziamento, sono disciplinate dal
decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327 e
successive modifiche ed integrazioni».
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 21. Ne do lettura:
«Art. 21.
Disciplina dell'occupazione d'urgenza
1. L'articolo 21 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e
successive modifiche ed integrazioni, è così sostituito:
Art. 21. - Disciplina dell'occupazione d'urgenza - 1. Le
occupazioni d'urgenza sono disciplinate dall'articolo 22 bis del
D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 e successive modifiche ed
integrazioni.
2. Il relativo provvedimento perde efficacia ove l'occupazione
non segua nel termine massimo di tre mesi dalla data della sua
emanazione ai sensi del comma 4 dell'articolo 22 bis del decreto
del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327 e
successive modifiche ed integrazioni.
3. Il termine di occupazione non può essere di durata superiore
a quello indicato nella dichiarazione di pubblica utilità,
indifferibilità ed urgenza disposta ai sensi dell'articolo 13 del
decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001 n. 327 e
successive modifiche ed integrazioni»..
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 22. Ne do lettura:
«Art. 22.
Indennità di espropriazione
1. L'articolo 22 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e
successive modifiche ed integrazioni, è così sostituito:
Art. 22. - Indennità di espropriazione - 1. Per le aree
edificabili l'indennità è determinata a norma degli articoli 37 e
38 del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n.
327 e successive modifiche ed integrazioni.
2. Per le aree agricole e per quelle che, ai sensi del comma 1,
non sono classificabili come edificabili, si applicano le norme
di cui agli articoli 40, 41, 42 del decreto del Presidente della
Repubblica 8 giugno 2001, n. 327 e successive modifiche ed
integrazioni.
3. Ai proprietari dei fondi gravati di servitù coattiva in
dipendenza dell'esecuzione dell'opera pubblica, è dovuta
un'indennità determinata ai sensi dell'articolo 44 del decreto
del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327 e
successive modifiche ed integrazioni».
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 23. Ne do lettura:
«Art. 23.
Espropriazioni di modesto valore
1. L'articolo 23 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e
successive modifiche ed integrazioni, è così sostituito:
Art. 23. - Espropriazioni di modesto valore - 1. Quando il
valore della indennità, relativo ai procedimenti espropriativi di
cui all'articolo 20, non supera 10.000 euro può essere
autorizzato il pagamento diretto o lo svincolo in favore degli
aventi diritto che dichiarano, nei modi e con le forme di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000 n. 445,
che l'immobile oggetto del procedimento espropriativo è nella
loro piena disponibilità libero da pesi e vincoli di qualsiasi
natura.
2. Le dichiarazioni rese dai proprietari esonerano da ogni
responsabilità i funzionari o i titolari degli uffici all'uopo
delegati o autorizzati che dispongono il pagamento delle
indennità nei limiti di importo e con le procedure di cui al
comma 1».
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 24. Ne do lettura:
«Art. 24.
Procedimenti in corso
1. L'articolo 24 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e
successive modifiche ed integrazioni, è così sostituito:
Art. 24. - Procedimenti in corso - 1. Nella materia di cui al
presente titolo anche ai fini della definizione di procedimenti
in corso si applicano le disposizioni di cui all'articolo 57 del
decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327 e
successive modifiche ed integrazioni.
2. L'indennità da corrispondere annualmente ai proprietari è
commisurata agli interessi legali sulla corrispondente indennità
di esproprio determinata alla data della occupazione ai sensi
dell'articolo 50 del decreto del Presidente della Repubblica 8
giugno 2001, n. 327 e successive modifiche ed integrazioni.
3. Per quanto non previsto nel presente articolo si applicano
le disposizioni in materia dettate dal regio decreto legge 30
dicembre 1923, n. 3267 e successive modifiche ed integrazioni».
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 25. Ne do lettura:
«Art. 25.
Conferimenti volontari
1. L'articolo 25 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e
successive modifiche ed integrazioni, è così sostituito:
Art. 25. - Conferimenti volontari - 1. Per gli interventi di
competenza dell'Amministrazione forestale regionale tutti i
provvedimenti relativi alle connesse procedure espropriative sono
adottati dall'Assessorato regionale dell'agricoltura e delle
foreste.
2. I proprietari che intendono conferire al demanio della
Regione i loro terreni devono presentare, entro il 31 marzo di
ciascun anno, una dichiarazione di disponibilità agli uffici
provinciali dell'Azienda regionale delle foreste demaniali
competenti per territorio. In tal caso il valore dell'immobile è
determinato ai sensi dell'articolo 22, comma 2.
3. Nel caso di dichiarazione di disponibilità, l'indennità è
aumentata del 50 per cento ovvero nella misura di cui
all'articolo 40, comma quarto, del decreto del Presidente della
Repubblica 8 giugno 2001, n. 327 e successive modifiche ed
integrazioni, se il proprietario è coltivatore diretto o
imprenditore agricolo a titolo principale, a condizione che i
terreni siano liberi da vincoli derivanti da patti agrari, anche
di fatto, e l'immissione in possesso in favore
dell'Amministrazione venga effettuata contestualmente al momento
della notifica del decreto approvativo del progetto di
acquisizione.
4. I fabbricati rurali sono stimati secondo il valore di
ricostruzione, calcolato sulla base del prezzario generale per le
opere pubbliche vigente ai sensi della normativa regionale sui
lavori pubblici, avuto riguardo alla vetustà ed allo stato di
conservazione e di manutenzione dell'immobile. A tal fine il
coefficiente di riduzione non può superare in ogni caso il 50 per
cento.
5. Per i fabbricati di particolare pregio architettonico
l'indennità di espropriazione, determinata ai sensi del comma 4,
è aumentata fino ad un massimo del 50 per cento.
6. Sulle indennità sono corrisposti gli interessi nella misura
del saggio legale per il periodo intercorrente tra la data
dell'immissione in possesso e quella della effettiva liquidazione
ovvero del deposito alla cassa depositi e prestiti.
7. Gli stessi criteri di valutazione si applicano al
conferimento di terreni rimboschiti e tenuti dall'Amministrazione
forestale regionale in occupazione temporanea nonché di terreni
su cui sono stati effettuati rimboschimenti volontari con il
contributo dello Stato e/o della Regione.
8. Nelle ipotesi di cui al comma 7, ove il grado di copertura
arborea sia inferiore al 60 per cento si applica il comma 4
dell'articolo 27.
9. I valori fissati dal presente articolo si applicano anche
per l'acquisizione dei terreni ricadenti nelle aree protette.
10. All'articolo 21 della legge regionale 6 maggio 1981, n. 98,
come sostituito dall'articolo 22 della legge regionale 9 agosto
1988, n. 14, sono apportate le seguenti modifiche: al terzo
comma, le parole
dall'articolo 5 della legge regionale 10 febbraio 1986, n. 2'
sono sostituite con le parole dalla normativa regionale vigente
in materia di interventi forestali'; il quarto comma è abrogato.
11. Allo scopo di favorire l'acquisizione di terreni nelle zone
a diffusa proprietà particellare, ferme restando le procedure
previste, i comuni o le province interessate sono autorizzati a
svolgere le azioni necessarie volte a promuovere le offerte,
acquisire le stesse, corredarne la documentazione e trasmetterle
all'ufficio provinciale dell'Azienda regionale delle foreste
demaniali competente per territorio entro il termine annuale di
cui al comma 2».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dal Governo: 25.2;
-dall'onorevole Ferro: 25.1.
Pongo in votazione l'emendamento 25.2 del Governo. Il parere
della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 25.1 dell'onorevole Ferro.
Il parere del Governo?
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 25, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 26. Ne do lettura:
«Art. 26.
Occupazione temporanea di terreni
1. Al comma 1 dell'articolo 26 della legge regionale 6 aprile
1996, n. 16 e successive modifiche ed integrazioni, le parole
l'Amministrazione forestale' sono sostituite dalle parole il
dipartimento regionale delle foreste e l'Azienda regionale delle
foreste demaniali, in relazione alle rispettive competenze».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dal Governo: 26.1;
-dagli onorevoli Villari, Panarello e Oddo: 26.2.
Pongo in votazione l'emendamento 26.1 del Governo. Il parere
della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 26.2 degli onorevoli Villari,
Panarello e Oddo.
Il parere del Governo?
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 26, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 27. Ne do lettura:
«Art. 27.
Espropriazione di terreni rimboschiti con contributo
pubblico
1. L'articolo 27 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e
successive modifiche ed integrazioni, è così sostituito:
Art. 27. - Espropriazione di terreni rimboschiti con contributo
pubblico - 1. E' autorizzata l'acquisizione dei rimboschimenti
effettuati con finanziamenti pubblici per la forestazione
produttiva.
2. I terreni ricadenti in zone sottoposte a vincolo
idrogeologico, dove sono stati effettuati rimboschimenti
volontari col contributo pubblico e che presentino in atto un
grado di copertura arborea inferiore al 50 per cento, possono
essere sottoposti ad espropriazione qualora il dipartimento
regionale delle foreste riconosca la necessità di effettuare
interventi di ripristino del soprassuolo ai fini della difesa e
della stabilità dei versanti.
3. Alla progettazione e alla realizzazione degli interventi di
cui al comma 2 provvede l'Azienda regionale delle foreste
demaniali.
4. I proprietari dei terreni di cui al comma 2 possono tuttavia
eseguire per proprio conto ed a loro spese i lavori suddetti,
impegnandosi ad iniziarli ed ultimarli nei modi e nei termini
indicati dagli ispettorati ripartimentali delle foreste
competenti per provincia.
5. Nei casi di cui al presente articolo i terreni sono
considerati come pascoli e non si tiene conto del soprassuolo
nella determinazione del valore ai sensi dell'articolo 22».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dagli onorevoli Tumino e Barbagallo: 27.2;
-dall'onorevole Ferro: 27.1;
-dal Governo: 27.4;
-dagli onorevoli Villari, Panarello e Oddo: 27.3.
Si passa all'emendamento 27.2. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 27.1. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 27.4 del Governo.
Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 27.3.
Il parere del Governo?
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 27, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 28. Ne do lettura:
«Art. 28.
Programma poliennale di interventi idraulico-forestali
1. L'articolo 28 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e
successive modifiche ed integrazioni, è così sostituito:
Art. 28. - Programma poliennale di interventi idraulico-
forestali - 1. L'Assessore regionale per l'agricoltura e le
foreste promuove e realizza il programma triennale di interventi
idraulico-forestali e relativo elenco annuale, finalizzati alla
difesa e conservazione del suolo, alla tutela ed alla
valorizzazione dell'ambiente, redatto ai sensi e per gli effetti
della vigente legislazione regionale sui lavori pubblici e
dell'articolo 83, inserendo prioritariamente gli interventi
riguardanti le zone a rischio idraulico e di frana (R4, R3, R2 e
R1) individuate nei piani assetto idrogeologico (PAI), fermo
restando le categorie prioritarie di intervento elencate
nell'articolo 14, comma 3, legge 11 febbraio 1994, n. 109.
2. In attuazione dei piani stralcio di bacino di cui
all'articolo 130 della legge regionale 6 aprile 2001, n. 6 ed
all'articolo 15 della legge regionale 9 marzo 2005, n. 3,
l'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste promuove e
realizza il programma triennale di interventi idraulico-forestali
da realizzare sulla base di stralci annuali, finalizzati alla
difesa e conservazione del suolo, alla tutela ed alla
valorizzazione dell'ambiente, redatto ai sensi e per gli effetti
della vigente legislazione regionale sui lavori pubblici.
3. Il decreto di approvazione del programma di cui al comma 1 è
pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana».
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 28.1.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 28, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 29. Ne do lettura:
«Art. 29.
Specificazione degli interventi
1. L'articolo 29 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e
successive modifiche ed integrazioni, è così sostituito:
Art. 29. - Specificazione degli interventi - 1. Gli interventi
di cui all'articolo 28 consistono in particolare in:
a) opere di difesa e conservazione del suolo a presidio degli
invasi già realizzati o in corso di realizzazione;
b) opere di sistemazione idraulico-forestale dei bacini;
c) opere di regolazione dei corsi d'acqua;
d) opere di rinaturazione e di difesa del suolo nei bacini
imbriferi montani particolarmente degradati;
e) interventi integrati di rinaturazione e recupero di suoli
abbandonati;
f) le nuove opere di rimboschimento e costituzione di fasce
boschive;
g) interventi di tipo conservativo del patrimonio boschivo;
h) interventi di difesa dei boschi e della vegetazione dagli
incendi;
j) interventi di tipo conservativo e di miglioramento da
attuare nelle aree protette;
k) manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere ed
interventi di cui alle lettere precedenti, comunque in precedenza
realizzate da qualsivoglia soggetto;
i) interventi finalizzati all'ampliamento e/o miglioramento e
maggiore razionalizzazione del demanio forestale e pascolivo.
2. Il programma triennale di interventi è predisposto dal
dipartimento foreste e dall'Azienda regionale delle foreste
demaniali, per quanto e nell'ambito delle rispettive competenze,
sulla base di indirizzi forniti dall'Assessore regionale per
l'agricoltura e le foreste.
3. Lo schema di programma è sottoposto al parere preventivo di
una apposita commissione composta dal dirigente generale delle
foreste, dall'ispettore generale dell'Azienda foreste demaniali e
dal capo di gabinetto dell'Assessore regionale per l'agricoltura
e le foreste, o loro delegati.
4. Lo schema di programma è composto da due sezioni:
a) la sezione la cui competenza alla predisposizione è del
dipartimento foreste, relativa agli interventi di difesa del
suolo, sulla base di quanto previsto dall'articolo 14, comma 18
della legge 11 febbraio 1994, n. 109 nel testo coordinato con le
leggi regionali 2 agosto 2002, n. 7 e 19 maggio 2003, n. 7 e
successive modifiche, e contiene gli interventi di cui alle
lettere
a), b), c), e d) del comma 1, gli interventi di manutenzione
straordinaria dei corsi d'acqua e delle opere idrauliche, oltre
agli interventi di cui alle lettere h) e j) del comma 1, per la
parte di competenza;
b) la seconda sezione, la cui competenza alla predisposizione è
dell'AFDRS, relativa agli interventi di cui alle lettere e), f),
g), i), k), del comma 1, oltre agli interventi di cui alle
lettere h) e j) del comma 1, per la parte di competenza.
5. Lo schema di programma, il programma triennale ed il
relativo elenco annuale possono essere redatti ed approvati
separatamente dall'Assessore regionale per l'agricoltura e le
foreste.
6. La competenza alla progettazione e realizzazione degli
interventi di cui al comma 1, ad eccezione della lettera h), è,
di norma, della struttura di massima dimensione competente alla
predisposizione della sezione di cui al comma 4. In ogni altro
caso la competenza alla progettazione e realizzazione degli
interventi è, di norma, del dipartimento foreste, se la forma di
esecuzione prevista è l'appalto, e dell'Azienda regionale delle
foreste demaniali se la forma di esecuzione prevista è l'economia
per amministrazione diretta».
Comunico che sono stati presentati dal Governo gli emendamenti
29.1.1 e 29.1.
Si passa al subemendamento 29.1.1, interamente sostitutivo
dell'emendamento 29.1.
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Chiedo di
parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento è finalizzato a
sopprimere le parole dal comma 4 fino al comma 1, cioè lettera b)
articolo 29: sostituire le parole gli interventi di cui alle
lettere e), f) g), i), k) del comma 1', con le parole gli
interventi di cui alle lettere e), g), i), k) del comma 1' .
Intende, quindi, eliminare soltanto questa parte.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 29.1.1,
interamente sostitutivo dell'emendamento 29.1. Il parere della
Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 29, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 30. Ne do lettura:
«Art. 30.
Rideterminazione dei bacini idrografici montani
1. L'articolo 30 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e
successive modifiche ed integrazioni, è così sostituito:
Art. 30. - Rideterminazione dei bacini idrografici montani - 1.
Entro il termine perentorio di sei mesi dall'entrata in vigore
della presente legge, l'Assessore regionale per l'agricoltura e
le foreste, ridetermina con proprio decreto il perimetro dei
bacini idrografici montani nel territorio della Regione,
avvalendosi del dipartimento regionale delle foreste.
2. Sino alla rideterminazione di tali bacini sono considerati
bacini idrografici montani i bacini già determinati e i
comprensori di bonifica montana già classificati.
3. In tali bacini la progettazione, la realizzazione e
manutenzione delle opere relative agli interventi di cui
all'articolo 28 sono di competenza esclusiva dell'Amministrazione
forestale».
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 30.1.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 30, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 31. Ne do lettura:
«Art. 31.
Attività di prevenzione e presidio territoriale.
1. Dopo l'articolo 30 della legge regionale 6 aprile 1996, n.
16 e successive modifiche ed integrazioni, aggiungere il seguente
articolo :
Art. 30 bis. - Attività di prevenzione e presidio territoriale
nelle aree montane - 1. Nel territorio dei bacini idrografici
montani, il dipartimento regionale delle foreste esercita le
competenze di cui al regio decreto 25 luglio 1904, n. 523, fatte
salve le competenze in materia di polizia idraulica, che
rimangono in capo agli ufficiali ed agenti di polizia
giudiziaria, e concorre nell'attività di presidio territoriale
idraulico ed idrogeologico di cui alla direttiva del Presidente
del Consiglio dei Ministri 27 febbraio 2004.
2. Le autorizzazioni ai sensi del regio decreto 25 luglio 1904,
n. 523 continuano ad essere rilasciate dagli uffici del Genio
civile.
3. Le autorizzazioni rilasciate devono essere comunicate entro
quindici giorni dagli uffici del Genio civile agli ispettorati
ripartimentali delle foreste territorialmente competenti ai fini
della tutela, vigilanza e controllo dei corsi d'acqua».
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 32. Ne do lettura:
«Art. 32.
Piano per l'acquisizione dei terreni
1. L'articolo 31 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e
successive modifiche ed integrazioni, è così sostituito:
Art. 31. - Piano per l'acquisizione dei terreni - 1. Al fine di
contribuire al raggiungimento degli obiettivi previsti nella
convenzione di Kyoto in ordine alla riduzione di emissioni di
anidride carbonica nell'atmosfera, di contrastare il fenomeno
della desertificazione e di realizzare gli interventi di cui
all'articolo 28, nonché il miglioramento, l'ampliamento ed una
maggiore razionalizzazione del demanio forestale e pascolivo e
delle aree protette, l'Assessorato regionale dell'agricoltura e
delle foreste, tramite l'Azienda regionale delle foreste
demaniali, tenendo conto anche delle offerte ricevute, è
autorizzato a predisporre, nei limiti delle disponibilità
finanziarie, un piano di acquisizione di terreni nel rispetto dei
seguenti criteri prioritari, nell'ordine di seguito riportato:
a) aree nude da rimboschire anche di ridotte dimensioni, purché
accorpabili con il preesistente demanio o che siano a
salvaguardia e tutela di particolari interessi o ricadano
all'interno di parchi, riserve naturali, SIC, ZPS o ZCS;
b) aree nude da rimboschire di dimensioni idonee per una
razionale gestione;
c) terreni destinati a pascolo di dimensioni idonee, ricadenti
in bacini idrografici di particolare interesse sistematorio;
d) terreni destinati a pascolo anche di ridotte dimensioni,
purché accorpabili con il preesistente demanio;
e) seminativi ed arboreti agrari specializzati di idonee
dimensioni, ricadenti in bacini idrografici di particolare
interesse sistematorio o accorpabili con il preesistente demanio;
f) boschi con alta funzione protettiva anche di ridotte
dimensioni, purché accorpabili con il preesistente demanio o che
siano a salvaguardia e tutela di particolari interessi;
g) boschi con alta funzione protettiva di dimensioni idonee per
una razionale gestione;
h) altri terreni non ricadenti nelle fattispecie precedenti.
2. E', altresì, autorizzata l'acquisizione di aree di
particolare interesse naturalistico e/o paesaggistico, ivi
compresi specchi d'acqua, pantani, rocce e anfratti anche
ricadenti all'interno di parchi e riserve naturali.
3. Sulla base dei criteri prioritari di cui al comma 1, anche
in relazione alle dichiarazioni di disponibilità dei proprietari
pervenute in virtù dell'articolo 25, entro i sessanta giorni
successivi al termine utile per la presentazione delle
dichiarazioni di disponibilità, il piano di acquisizione dei
terreni viene approvato dall'Assessore regionale per
l'agricoltura e le foreste, su proposta dell'Azienda regionale
delle foreste demaniali, sentita la commissione di cui al comma 3
dell'articolo 28.
4. La gestione dei boschi e dei complessi boscati, compresi i
relativi impianti, appartenenti agli enti economici sottoposti a
vigilanza o tutela della Regione ivi compresa l'ESA, ad eccezione
dei parchi e delle riserve naturali per i quali si applicano le
norme di cui alla legge regionale 9 agosto 1988, n. 14, è
affidata all'Azienda regionale delle foreste demaniali.
5. I beni di cui al comma 4, ferme restando le disposizioni
previste dall'articolo 21 della legge regionale 6 maggio 1981, n.
98, possono essere affidati in gestione anche agli enti parco.
6. L'ESA è autorizzato a cedere a titolo gratuito all'Azienda
regionale delle foreste demaniali i terreni allo stesso conferiti
ai sensi della legge regionale 27 dicembre 1950, n. 104, e tutt'
ora nella sua disponibilità.
7. La gestione dei complessi boscati di pertinenza dei musei
regionali di cui al comma 3 dell'articolo 2 della legge regionale
15 maggio 1991, n. 17 è affidata all'Azienda regionale delle
foreste demaniali».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dall'onorevole Ferro: 32.1;
-dagli onorevoli Oddo, Speziale, Giannopolo, Villari e Zago:
32.2.
TURANO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO Signor Presidente, ho letto l'articolo 32 e a me
sembra che sia impostato ad una eccessiva parcellizzazione
allorquando non si tiene conto che in Sicilia sono state
destinate aree di grande rilievo a riserve naturali e non si
segue la procedura del piano di acquisizione dei terreni, tenendo
conto dei terreni già vincolati. Chiedo l'accantonamento
dell'articolo 32.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, l'articolo 32 è
accantonato.
Si passa all'articolo 33. Ne do lettura:
«Art. 33.
Prevenzione e lotta agli incendi della vegetazione
1. Al comma 1 dell'articolo 33 della legge regionale 6 aprile
1996, n. 16 e successive modifiche ed integrazioni, dopo la
parola Regione,' aggiungere le parole avvalendosi in via
prioritaria del dipartimento regionale delle foreste,'.
2. Al comma 2 dell'articolo 33 della legge regionale 6 aprile
1996, n. 16 e successive modifiche ed integrazioni, dopo le
parole ambienti naturali,' aggiungere le parole delle aree
protette o ricadenti nelle aree SIC, ZPS e ZCS'».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi
(E' approvato)
Si passa all'articolo 34. Ne do lettura:
«Art. 34.
Definizione di incendio boschivo
1. Dopo l'articolo 33 della legge regionale 6 aprile 1996, n.
16 e successive modifiche ed integrazioni, aggiungere il
seguente:
Art. 33 bis. - Definizione di incendio boschivo - 1. Per la
definizione di incendio boschivo trova applicazione nel
territorio della Regione l'articolo 2 della legge 21 novembre
2000, n. 353».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi
(E' approvato)
Si passa all'articolo 35. Ne do lettura:
«Art. 35.
Piano per la difesa della vegetazione dagli incendi
1. L'articolo 34 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e
successive modifiche ed integrazioni, è così sostituito:
Art. 34. - Piano per la difesa della vegetazione dagli incendi
- 1. Con decreto del Presidente della Regione, su proposta
dell'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste, è
approvato il piano per la programmazione delle attività di
previsione, prevenzione e lotta attiva per la difesa della
vegetazione contro gli incendi.
2. Il piano, predisposto dal Corpo forestale della Regione,
individua:
a) le cause determinanti ed i fattori predisponenti l'incendio;
b) le aree a rischio d'incendio boschivo, rappresentate con
apposita cartografia tematica aggiornata con l'indicazione delle
tipologie di vegetazione prevalenti, nonché la individuazione dei
punti sensibili, richiedenti operazioni periodiche di
decespugliamento o di eliminazione della vegetazione secca od
altro materiale combustibile;
c) i periodi a rischio d'incendio boschivo, con l'indicazione
dei dati anemologici e dell'esposizione ai venti;
d) gli indici di pericolosità fissati su base quantitativa e
sinottica;
e) le azioni determinanti anche solo potenzialmente l'innesco
di incendio nelle aree e nei periodi a rischio;
f) gli interventi per la previsione e la prevenzione degli
incendi boschivi, anche attraverso sistemi di monitoraggio
satellitare;
g) la consistenza e la localizzazione dei mezzi, degli
strumenti e delle risorse umane nonché le procedure per la lotta
attiva contro gli incendi boschivi;
h) la consistenza e la localizzazione delle vie di accesso e
dei tracciati spartifuoco nonché di adeguate fonti di
approvvigionamento idrico;
i) le operazioni silvo-colturali di pulizia e manutenzione del
bosco, con facoltà di previsione di interventi sostitutivi del
proprietario inadempiente, in particolare nelle aree a più
elevato rischio;
l) gli indirizzi in ordine all'immissione controllata di
bestiame nei boschi, ai fini del mantenimento delle condizioni
ambientali migliori per la prevenzione degli incendi;
m) le esigenze formative e la relativa programmazione;
n) le attività informative;
o) le previsioni relative alla dotazione di infrastrutture e
mezzi necessari per il raggiungimento degli obiettivi del piano;
p) la realizzazione di studi e ricerche e di progetti
sperimentali relativi a nuovi metodi e tecniche, intesi ad
accrescere l'efficacia dell'azione;
q) qualsiasi altra misura atta a realizzare gli obiettivi di
cui all'articolo 33;
r) la previsione economico-finanziaria delle attività previste
nel piano stesso.
3. Il piano ha efficacia a tempo indeterminato e può essere
aggiornato in qualsiasi momento, ove insorgano ragioni di
opportunità o esigenze di adeguamento a nuove disposizioni di
legge o a norme comunitarie.
4. Il piano si attua mediante programmi annuali di intervento
predisposti, entro il 31 marzo di ciascun anno.
5. Nelle more dell'approvazione del piano di cui al comma 1,
restano in vigore le previsioni del piano in atto vigente.
6. Dell'approvazione e dell'aggiornamento del piano è dato
avviso sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana.
7. Il piano prevede per le aree naturali protette un'apposita
sezione, definita tenendo conto delle proposte degli enti gestori
sugli interventi da realizzare nelle aree di loro competenza.
8. Ferme restando le competenze previste dalle norme vigenti,
il piano può prevedere modalità di collaborazione all'attività di
cui all'articolo 33 da parte degli enti locali territoriali e di
altri enti pubblici.
9. Specifici programmi annuali di intervento relativi ai
territori dei parchi naturali regionali, sono approvati con
decreto del Presidente dell'ente parco e contengono disposizioni
per il coordinamento delle attività dei diversi soggetti che,
nell'ambito di tali territori, svolgono funzioni di prevenzione e
di difesa antincendio, secondo le previsioni del piano di cui al
presente articolo.
10. Le attività previste nei programmi di cui al comma 10 sono
svolte autonomamente da ciascun ente, nel rispetto delle misure
di coordinamento contenute nei programmi medesimi».
Comunico che sono stati presentati dagli onorevoli Villari,
Oddo e Panarello gli emendamenti 35.1 e 35.2.
Si passa all'emendamento 35.1. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Il parere
è contrario, perché, laddove i colleghi Villari, Oddo e Panarello
chiedono che l'inadempienza venga sanzionata con la pena
pecuniaria, fino a 5.000 euro, considerato che la pena pecuniaria
dovrebbe essere sancita e sanzionata con un minimo ed un massimo
non indicati in questo emendamento, il Governo intende
respingerlo.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, se il Governo, così come mi
pare di capire, accetta il principio della sanzione, è un
problema solamente di quantificazione dei minimi e dei massimi.
Io propongo di accantonarlo e presentare, eventualmente, un
subemendamento dove sia prevista non una cifra unica ma una cifra
minima ed una massima, perché credo di aver capito che il Governo
non contesta il principio ma solamente la mancanza della
prescrizione minima e di quella massima.
Assessore Leontini, credo di aver capito che lei non contesta
il principio della eventuale sanzione, ma evidenzia come sia
prevista solamente una cifra unica e quindi le propongo di
accantonarlo e di presentare, d'intesa con l'Aula, un
subemendamento dove sia prevista una sanzione minima ed una
massima, perché la sua contestazione riguardava questo aspetto e
non il principio.
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI , presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, per la portata della norma, il
Governo avrebbe già messo questa sanzione.
Si sta parlando di pulizia e manutenzione del bosco, con
facoltà di previsione e di interventi sostitutivi del
proprietario inadempiente, in particolare nelle aree a più
elevato rischio .
Se dovesse passare il principio di una sanzione,
significherebbe che un proprietario di un terreno che, forse,
non può economicamente sopportare questo aggravio di spesa,
addirittura verrebbe punito, se non fa un intervento che
spetterebbe, invece, alla Regione, perché il rimboschimento
compete alla Regione.
Noi stiamo dando una punizione a chi non può, per motivi
economici, fare un rimboschimento che, invece, spetterebbe alla
Regione.
Personalmente, sono contrario a questa sanzione perché
puniremmo qualcuno che non può fare quegli interventi che
competono, invece, all'Ente pubblico. Ciò non lo ritengo giusto.
SPAMPINATO Chiedo di accantonare l'articolo 35 perché c'è
una divergenza.
PRESIDENTE L'articolo 35 è accantonato. Si passa
all'articolo 36. Ne do lettura:
«Art. 36.
Previsione e prevenzione del rischio di incendi.
Lotta attiva contro gli incendi boschivi
1. Dopo l'articolo 34 della legge regionale 6 aprile 1996, n.
16 e successive modifiche ed integrazioni, sono aggiunti i
seguenti articoli:
Art. 34 bis. - Previsione e prevenzione del rischio di incendi
- 1. Per quanto concerne l'attività di previsione e prevenzione
del rischio di incendi boschivi trova applicazione nella Regione
quanto disposto dall'articolo 4, commi 1 e 2, della legge 21
novembre 2000, n. 353. La Regione, nell'ambito dell'attività di
prevenzione può concedere contributi a privati proprietari di
aree boscate per operazioni di pulizia e di manutenzione selvi-
colturale prioritariamente finalizzate alla prevenzione degli
incendi boschivi.
2. La pianificazione territoriale urbanistica deve tener conto
del grado di rischio di incendio boschivo del territorio
individuato dalle cartografie di cui all'articolo 34, comma 2 ,
lettera b).
3. Il Corpo forestale della Regione provvede all'espletamento
delle attività di cui all'articolo 5 della legge 21 novembre
2000, n. 353.
Art. 34 ter. - Lotta attiva contro gli incendi boschivi - 1.
Gli interventi di lotta attiva contro gli incendi boschivi
comprendono le attività di ricognizione, sorveglianza,
avvistamento, allarme e spegnimento con mezzi da terra ed aerei.
2. Ai fini di cui al comma 1, il servizio antincendi boschivi
del Corpo forestale della Regione garantisce e coordina sul
territorio regionale le attività aeree di spegnimento,
avvalendosi del centro operativo aereo unificato dello Stato e
dei mezzi aerei messi a disposizione dal dipartimento regionale
delle foreste.
3. Il Corpo forestale della Regione programma la lotta attiva
agli incendi boschivi ed assicura il coordinamento antincendio
istituendo e gestendo con una operatività di tipo continuativo le
sale operative unificate permanenti, avvalendosi oltre che delle
proprie strutture, di propri mezzi e delle proprie squadre a
terra':
a) di risorse, mezzi e personale del Corpo nazionale dei vigili
del fuoco in base ad accordi di programma;
b) di personale appartenente ad organizzazioni di volontariato
riconosciute secondo la vigente normativa, dotato di adeguata
preparazione professionale e di certificata idoneità fisica
qualora impiegato nelle attività di spegnimento del fuoco;
c) di risorse, mezzi e personale delle forze armate e delle
forze di polizia in caso di riconosciuta ed urgente necessità,
richiedendoli all'autorità competente che ne può disporre
l'utilizzo in dipendenza delle proprie esigenze;
d) di mezzi aerei di altre regioni in base ad accordi di
programma.
4. La Regione è autorizzata a stabilire compensi incentivanti
in rapporto ai risultati conseguiti in termini di riduzione delle
aree percorse dal fuoco».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dagli onorevoli Oddo, Speziale, Giannopolo, Villari e Zago:
36.1;
-dal Governo: 36.2, 36.3 e 36.4.
L'articolo 36 ed i relativi emendamenti sono accantonati.
Si passa all'articolo 37. Ne do lettura:
«Art. 37.
Interventi urgenti nei punti sensibili
1. Il comma 1 dell'articolo 35 della legge regionale 6 aprile
1996, n. 16 e successive modifiche ed integrazioni, è sostituito
dal seguente:
1. Anche nelle more dell'approvazione del piano di cui
all'articolo 34, il dipartimento regionale delle foreste e
l'Azienda regionale delle foreste demaniali sono autorizzati a
procedere ad interventi nei punti sensibili, di cui alla lettera
b) del comma 2 dell'articolo 34, mediante operazioni periodiche
per la eliminazione della vegetazione secca e di altro materiale
combustibile, attuati secondo i programmi annuali di intervento
di cui al comma 4 del citato articolo».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 38. Ne do lettura:
«Art. 38.
Attività vietate nei boschi e nei pascoli percorsi da incendi
1. L'articolo 37 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e
successive modifiche ed integrazioni, è sostituito dal seguente:
Art. 37 - Attività vietate nei boschi e nei pascoli percorsi da
incendi - 1. Nel territorio della Regione trovano applicazione i
divieti, le prescrizioni e le sanzioni previste dall'articolo 10
della legge 11 novembre 2000, n. 353. L'autorizzazione di cui al
penultimo periodo del comma 1 del predetto articolo è concessa
dall'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste, previo
parere del Comitato forestale regionale».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 39. Ne do lettura:
«Art. 39.
Fuochi controllati in agricoltura
1. All'articolo 40 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e
successive modifiche ed integrazioni, sono aggiunti i seguenti
commi:
5 bis. Entro il termine perentorio di centottanta giorni dalla
data di entrata in vigore della presente legge tutti i comuni
della Regione provvedono a revisionare o confermare i regolamenti
di cui al comma 1 del presente articolo, dandone comunicazione al
dipartimento regionale per le foreste ed all'ispettorato
dipartimentale delle foreste competente per territorio, nonché
all'ente gestore dell'area protetta, se il territorio del comune
vi ricade, in tutto od in parte.
6 ter. In caso di inottemperanza l'Assessore regionale per
l'agricoltura e le foreste è autorizzato alla nomina di un
commissario ad acta, scelto tra i tecnici del Corpo forestale
regionale con qualifica non inferiore a funzionario».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 40. Ne do lettura:
«Art. 40.
Manutenzione dei bordi stradali per la prevenzione
degli incendi
1. Il comma 1 dell'articolo 41 della legge regionale 6 aprile
1996, n. 16 e successive modifiche ed integrazioni, è sostituito
dal seguente:
1. L'Azienda regionale delle foreste demaniali e le province
regionali, secondo i programmi definiti annualmente in attuazione
del piano di cui all'articolo 34, eseguono periodicamente lavori
di prevenzione degli incendi nelle sedi delle strade aperte al
pubblico e nei terreni contermini, ancorché di proprietà privata,
per la profondità tecnicamente necessaria in relazione alle
condizioni dei luoghi.'
2. Il comma 3 dell'articolo 41 della legge regionale 6 aprile
1996, n. 16 e successive modifiche ed integrazioni, è sostituito
dal seguente:
3. Gli enti di cui al comma 1 possono regolare con accordi di
programma gli ambiti territoriali entro cui svolgono le
rispettive attività. In mancanza di tali accordi, l'Azienda
regionale delle foreste demaniali cura l'esecuzione dei lavori,
nelle forme di cui all'articolo 64, nelle strade comprese entro i
perimetri dei bacini idrografici montani, nonché in quelle
comprese entro i confini dei parchi, delle riserve naturali e
delle relative aree di protezione; la provincia regionale cura
l'esecuzione dei lavori nelle restanti parti del territorio
provinciale.'
3. Al comma 5 dell'articolo 41 della legge regionale 6 aprile
1996, n. 16 e successive modifiche ed integrazioni, dopo le
parole provincia regionale' sono aggiunte le parole ,degli uffici
provinciali dell'Azienda regionale delle foreste demaniali».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 41. Ne do lettura:
«Art. 41.
Interventi nei boschi degradati
1. L'articolo 43 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e
successive modifiche ed integrazioni, è sostituito dal seguente:
Art. 43. - Interventi nei boschi degradati - 1. Per i boschi
che si trovino in condizioni di accentuato degrado, il dirigente
generale delle foreste ordina ai proprietari l'esecuzione dei
necessari interventi di ripristino, fissando un termine per
l'esecuzione degli stessi.
2. In caso di inottemperanza dei proprietari, il dipartimento
regionale delle foreste è facultato all'espropriazione o
all'occupazione temporanea dei boschi, ancorché non previsti nel
programma triennale di cui all'articolo 28. In caso di
occupazione temporanea non è dovuta indennità ai proprietari.
3. Gli interventi eseguiti a seguito dell'applicazione delle
procedure di cui al comma 2 sono a totale carico dell'Azienda
regionale delle foreste demaniali, se rientranti nelle tipologie
e nelle forme di esecuzione di cui al comma 1 dell'articolo 64.
4. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche ai
boschi di proprietà di comuni, province o altri enti pubblici,
che si trovino in condizioni di accentuato degrado, ancorché non
causate da incendi».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dall'onorevole Ferro: 41.1;
-dal Governo: 41.3.1, 41.3;
-dagli onorevoli Villari, Oddo, Panarello: 41.2.
L'articolo 41, con i relativi emendamenti, viene accantonato.
Sull'ordine dei lavori
FERRO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FERRO Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi pare che
abbiamo svolto, responsabilmente un lavoro proficuo, ma chiedo
alla Presidente dell'Assemblea, come da intesa raggiunta
all'inizio di questa seduta, che al momento si sospenda la seduta
per verificare l'iter dei lavori parlamentari.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e
riprenderà alle ore 12.30
(La seduta, sospesa alle ore 12.00, è ripresa alle ore 13.32)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, essendo in corso riunioni per il
raggiungimento di un'intesa sui testi dei disegni di legge da
approvare, sospendo la seduta, avvertendo che riprenderà alle
ore 15.00.
La seduta è sospesa.
(La seduta sospesa alle ore 13.33, è ripresa alle ore
15.05)
La seduta è ripresa.
Si passa all'articolo 42. Ne do lettura.
«Art. 42.
1. Il comma 2 dell'articolo 44 della legge regionale 6 aprile
1996, n. 16 e successive modifiche ed integrazioni, è sostituito
dal seguente:
2. Il rapporto di cui all'articolo 17 della legge 24 novembre
1981, n. 689, deve essere presentato, salvo che non sia
diversamente previsto dalla presente legge, al dirigente
dell'Ispettorato forestale competente per territorio'»
.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'articolo 43.
Ne do lettura:
Art. 43.
Norme speciali ed elenco speciale dei
lavoratori
forestali
1. Dopo l'articolo 45 della legge regionale 6
aprile 1996, n. 16 e successive modifiche ed
integrazioni, aggiungere i seguenti articoli:
Art. 45 bis. - Norme speciali - 1. Le norme del
presente titolo costituiscono norme speciali che
regolano il lavoro del personale alle dipendenze
dell'Amministrazione forestale, per le finalità
della presente legge, nell'espletamento delle
attività di sistemazione e manutenzione idraulico-
forestale ed idraulico-agraria, imboschimento e
rimboschimento, miglioramento dei boschi esistenti
ed attività connesse, difesa del suolo,
valorizzazione ambientale e paesaggistica, ivi
compresa la gestione delle aree protette, difesa
della vegetazione dagli incendi, nonché tutte le
attività collaterali, connesse e/o collegate,
previste dalla presente legge e dalle norme generali
vigenti.
Art. 45 ter. - Elenco speciale dei lavoratori
forestali
- 1. E' istituito l'elenco speciale regionale dei
lavoratori forestali, articolato su base
provinciale, presso i competenti uffici periferici
provinciali del dipartimento regionale del lavoro.
2. All'elenco speciale sono iscritti a domanda, da
presentarsi entro il termine perentorio di novanta
giorni dall'entrata in vigore della presente legge,
a pena di decadenza, tutti i lavoratori già
utilmente inseriti nelle graduatorie distrettuali, o
che abbiano espletato compiutamente, a partire
dall'anno 1996, almeno quattro turni di lavoro di 51
giornate lavorative ai fini previdenziali, esclusi i
casi di malattia, infortunio o documentate cause di
forza maggiore, alle dipendenze dell'Amministrazione
forestale nel periodo di vigenza della legge, ovvero
almeno due turni nel triennio 2003- 2005.
3. L'iscrizione all'elenco speciale è condizione
essenziale per essere avviati al lavoro alle
dipendenze dell'Amministrazione forestale.
4. Ai soggetti pubblici e privati che si
avvalgono, per l'esecuzione di lavori ed attività
nel settore forestale ed ambientale, dei lavoratori
iscritti nell'elenco speciale istituito col presente
articolo, possono essere applicate agevolazioni,
aiuti, sgravi fiscali previsti dalle vigenti norme
regionali. I suddetti soggetti sono tenuti
all'applicazione della vigente contrattazione
collettiva del settore e della legislazione sociale.
In caso di accertata violazione nelle norme
contrattuali, previdenziali e sociali i soggetti
inadempienti sono esclusi per un quinquennio
dall'accesso, sotto qualsiasi forma, ad agevolazioni
ed aiuti vigenti nel settore. A tal fine gli organi
competenti sono tenuti a trasmettere l'esito degli
accertamenti definitivi di avvenuta violazione ai
dipartimenti dell'Assessorato regionale
dell'agricoltura e delle foreste ed all'Osservatorio
regionale paritetico di cui all'articolo 50.
5. Le garanzie occupazionali di cui agli articoli
seguenti sono computate tenendo conto delle giornate
lavorative di cui al comma 4, comunque effettuate
dai lavoratori iscritti nell'elenco speciale alle
dipendenze dei soggetti pubblici o privati, anche in
regime di convenzione. La gestione giuridica ed
economica del personale forestale assunto in
attuazione delle presenti disposizioni avviene in
base alla contrattazione collettiva per gli addetti
ai lavori di sistemazione idraulico-forestale ed
idraulico-agraria. Possono essere previsti, inoltre,
idonei strumenti per la gestione complessiva e la
governance del sistema agro-forestaleambientale.
6. I lavoratori aventi titolo sono inseriti
nell'elenco provinciale per fascia di garanzia
occupazionale di appartenenza.'
Comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
dagli onorevoli Tumino, Barbagallo: 43.2
dall'onorevole Incardona: 43.5
dagli onorevoli Giannopolo, Speziale, Oddo: 43.3
dagli onorevoli Giannopolo, Speziale, Oddo, Villari,
Zago: 43.4
dall'onorevole Virzì: 43.1
dal Governo: 43.8
43.9
L'articolo 43 ed i relativi emendamenti sono
accantonati.
Si passa all'articolo 44. Ne do lettura:
Art. 44.
Misure urgenti per l'occupazione forestale
1. Per favorire il processo di progressiva
stabilizzazione del personale operaio impiegato
dall'amministrazione forestale, non è consentito
l'ulteriore avviamento di lavoratori non inseriti
nei contingenti di cui agli articoli 46, 54 e 56 e
nelle graduatorie di cui all'articolo 49 della legge
regionale 6 aprile 1996, n. 16 e successive
modifiche ed integrazioni, ad eccezione dei comuni
in cui l'amministrazione forestale non ha mai
operato in precedenza. In tal caso vengono
sottoscritte apposite clausole derogatorie con le
organizzazioni sindacali firmatarie del contratto.
2. Per le mutate esigenze connesse all'attuazione
degli interventi del programma operativo regionale
2000-2006 ed al fine di procedere all'incremento
della superficie forestale e migliorare la fruizione
sociale dei boschi e delle aree protette gestite
dall'Azienda regionale delle foreste demaniali, la
dotazione dei contingenti di cui all'articolo 46,
comma 2, lettera a) e lettera b), della legge
regionale 6 aprile 1996, n. 16 e successive
modifiche ed integrazioni, è aumentata
rispettivamente del 50 per cento e del 65 per cento.
3. Al fine di garantire un migliore espletamento
dell'attività di prevenzione e lotta degli incendi
boschivi e della vegetazione, è istituito,
alle dipendenze del dipartimento regionale delle
foreste, un contingente di personale con garanzia
occupazionale di centocinquantuno giornate
lavorative annue ai fini previdenziali. Il
contingente è formato da 935 operai, articolati
nelle qualifiche di cui al comma 4 dell'articolo 56
della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e
successive modifiche ed integrazioni.
4. La dotazione complessiva per la formazione del
contingente distrettuale per ciascuna provincia
viene determinata in proporzione alle dotazioni già
individuate dal comma 5 dell'articolo 56 della legge
regionale 6 aprile 1996, n. 16 e successive
modifiche ed integrazioni.
5. Alla copertura dei posti resisi disponibili a
seguito degli incrementi di cui ai commi 2 e 3, si
provvede con corrispondenti riduzioni numeriche dei
centunisti inseriti nei rispettivi
contingenti distrettuali di cui all'articolo 46,
comma 2, lettera c) e all'articolo 56 della legge
regionale 6 aprile 1996, n. 16 e successive
modifiche ed integrazioni.
6. E' istituito un contingente ad esaurimento
formato dai lavoratori già inclusi nelle graduatorie
uniche distrettuali di cui all'articolo 49 della
legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e successive
modifiche ed integrazioni, i quali vengono avviati
al lavoro per un turno di settantotto giornate
lavorative annue ai fini previdenziali.
7. L'Azienda regionale delle foreste demaniali ed
il dipartimento regionale delle foreste utilizzano,
di norma, in modo continuativo i lavoratori fino al
completamento delle garanzie occupazionali del
contingente di appartenenza.
8. Alla legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e
successive modifiche ed integrazioni, sono apportate
le seguenti modifiche:
a) il comma 5 dell'articolo 48 è abrogato;
b) al comma 1 dell'articolo 52 sono soppresse le
parole da e attingendo' a ordinario agricolo';
c) al comma 1 dell'articolo 57 sono soppresse le
parole al completamento si provvede con i lavoratori
della graduatoria unica di cui all'articolo 49';
d) il comma 5 dell'articolo 59 è abrogato.
Comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
dagli onorevoli Gurrieri, Barbagallo, Laccoto, Raiti
44.6, 44.7, 44.8
dagli onorevoli Oddo, Speziale, Giannopolo, Villari,
Zago 44.14, 44.15
dall'onorevole Ferro: 44.4, 44.5
dagli onorevoli Basile, Acanto, Sbona, Scalici A17, A18,
A19, A20
dall'onorevole Antinoro 44.1
dagli onorevoli Gurrieri, Barbagallo 44.9, 44.10,
44.11, 44.12, 44.13,
dagli onorevoli Forgione, Liotta 44.3
dall'onorevole Virzì 44.2
dal Governo: 44.16.
L'articolo 44 ed i relativi emendamenti sono
accantonati.
Si passa all'articolo 45. Ne do lettura:
Art. 45.
Assunzione di operai per l'ulteriore
fabbisogno occupazionale in caso di nuovi
insediamenti forestali
1. L'articolo 55 della legge regionale 6 aprile
1996, n. 16 e successive modifiche ed integrazioni,
è così sostituito:
Art. 55. - Assunzione di operai per l'ulteriore
fabbisogno occupazionale in caso di nuovi
insediamenti forestali - 1. Trovano applicazione, ai
fini della formazione delle graduatorie su base
comunale e limitatamente ai lavoratori non inseriti
nelle graduatorie di cui all'articolo 49 della legge
regionale 6 aprile 1996, n. 16 e successive
modifiche ed integrazioni, i criteri e gli elementi
di valutazione dei titoli di cui al decreto del
Presidente della Regione emanato in applicazione del
comma 2 dell'articolo 49 della legge regionale 15
novembre 2004, n. 15, nonché quanto previsto dal
comma 3 del citato articolo.
3. Per la formulazione delle graduatorie,
l'avviamento al lavoro ed ogni altro adempimento è
competente il dipartimento regionale al lavoro.'
Comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
dagli onorevoli Villari, Oddo 45.1
dagli onorevoli Villari, Oddo, Panarello 45.2, 45.3
dagli onorevoli Gurrieri, Barbagallo 45.4
dagli onorevoli Giannopolo, Speziale, Oddo 45.5
dagli onorevoli Oddo, Speziale, Giannopolo, Villari,
Zago 45.6
L'articolo 45 ed i relativi emendamenti sono
accantonati.
Si passa all'articolo 46. Ne do lettua:
Art. 46.
Meccanismo di sostituzione per la copertura dei
posti resisi disponibili
1. In caso di sopravvenuta inidoneità fisica,
accertata ai sensi e con le modalità previste dal
decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626 e
successive modifiche ed integrazioni i lavoratori
alle dipendenze del dipartimento foreste sono
inseriti, anche in soprannumero, nel contingente di
appartenenza con altre qualifiche, purché sussistano
i requisiti di idoneità fisica e professionale. In
ogni caso il dipartimento foreste verifica la
possibilità di proficuo utilizzo del lavoratore in
altre mansioni compatibili con il suo stato di
salute e l'idoneità specifica sotto il profilo
professionale e sanitario. In caso di impossibilità
di proficuo utilizzo all'interno del dipartimento
foreste, il lavoratore transita, anche in
soprannumero, nel corrispondente contingente alle
dipendenze dell'Azienda regionale delle foreste
demaniali, ferma restando il possesso dell'idoneità
fisica e professionale.
Comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
dall'onorevole Ferro 46.1
dagli onorevoli Oddo, Speziale, Giannopolo, Villari,
Zago 46.2, 46.3,
dal Governo 46.4
L'articolo 46 ed i relativi emendamenti sono
accantonati.
Si passa all'articolo 47. Ne do lettura:
«Art. 47.
Assunzione di operai per ulteriori fabbisogni
1. Per eventuali ulteriori fabbisogni, determinati
da circostanze eccezionali, riconosciute con decreto
dell'Assessore regionale per l'agricoltura e le
foreste, sentito l'Osservatorio regionale paritetico
di cui all'articolo 50, il dipartimento regionale
delle foreste provvede mediante l'assunzione di
lavoratori disoccupati, ai sensi di quanto previsto
dall'articolo 46 per turni di lavoro di norma di
durata temporale non inferiore a settantotto
giornate lavorative.
2. Qualora richiesto da particolari esigenze
operative si può procedere, in via eccezionale,
all'assunzione di lavoratori anche per periodi di
durata inferiore a quelli indicati nel comma 1».
Comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
dall'onorevole Ferro: 47.1
dagli onorevoli Gurrieri, Barbagallo: 47.3
dal Governo: 47.4
L'articolo 47 ed i relativi emendamenti sono
accantonati.
Si passa all'articolo 48. Ne do lettura:
«Art. 48.
Lavoratori in soprannumero
1. Dopo l'articolo 62 della legge regionale 6
aprile 1996, n. 16 e successive modifiche ed
integrazioni, aggiungere il seguente articolo:
Art. 62 bis - Lavoratori in soprannumero - 1. Ai
fini della presente legge, la previsione anche in
soprannumero' ovunque riportata, è applicata
inserendo i lavoratori nelle graduatorie dei
relativi contingenti di cui ai precedenti articoli,
dopo l'ultimo dei lavoratori in graduatoria ed
eventualmente anche in soprannumero.
2. Il meccanismo di sostituzione per i posti
resisi disponibili non può trovare applicazione
attingendo dalla fascia immediatamente inferiore se
prima non sono utilmente inseriti in graduatoria
tutti i lavoratori soprannumerari.
3. Ferma restando la dotazione complessiva, il
contingente degli operai di cui all'articolo 46,
comma 2, lettera a) della legge regionale 16 aprile
1996, n. 16 e successive modifiche ed integrazioni,
è ripartito, su base provinciale, di norma nella
proporzione del 90 per cento alle dipendenze
dell'Azienda regionale delle foreste demaniali e del
1,0 per cento alle dipendenze del dipartimento
regionale delle foreste. Eventuali deroghe locali
sono approvate dall'Assessore regionale per
l'agricoltura e le foreste, su proposta dei
competenti dirigenti generali.'»
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dall'onorevole Ferro: 48.1, 48.2.
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, un emendamento è destinatario
della nostra riserva e, quindi, lo respingiamo.
Siamo contrari perché intende sopprimere il comma 2, che è
parte costitutiva e strutturale dell'articolo così come da noi
formulato.
Lo stesso vale per il secondo emendamento che indica la
soppressione di una parte che è considerata strutturale nella
formulazione del comma,.Pertanto, sarebbe sicuramente una
menomazione del significato complessivo dell'articolo.
FERRO Signor Presidente, onorevole Assessore, ho una
perplessità ...
SPAMPINATO Scusi, signor Presidente, come possiamo trattare
l'articolo 48, se risulta agganciato all'articolo 46 che è stato
accantonato?
PRESIDENTE Tutti quelli che non sono stati approvati, sono
stati accantonati.
Onorevole Spampinato, seguo la sua indicazione. Pertanto,
accantoniamo gli articoli 48, 49 e 50.
Si comunica che all'articolo 51 è stato presentato un
emendamento a firma dell'onorevole Ferro.
Essendo quest'ultimo collegato al 51, lo accantoniamo. Per lo
stesso motivo non si può passare agli articoli 52, 53, 54, 55,
56.
Pongo in votazione l'emendamento 48.1. Con il parere contrario
del Governo e della Commissione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
L'articolo 48 e l'emendamento 48.2 sono accantonati.
Si passa all'articolo 49. Ne do lettura:
«Art. 49.
Ulteriori lavoratori inseriti nell'elenco
speciale
1. Nella prima applicazione della presente legge
sono inseriti nell'elenco speciale anche i
lavoratori già utilmente inseriti nelle graduatorie
di cui agli articoli 48, 49 e 56 della legge
regionale 6 aprile 1996, n. 16 e successive
modifiche ed integrazioni, che abbiano effettuato
attività lavorativa alle dipendenze
dell'Amministrazione forestale e che siano stati
cancellati dalle graduatorie per mancata
presentazione dell'istanza entro i termini.
2. Sono parimenti inseriti nell'elenco speciale
anche i lavoratori che abbiano effettuato almeno un
turno di lavoro di 51 giornate lavorative alle
dipendenze dell'Amministrazione forestale esclusi i
casi debitamente documentati di malattia,
infortunio, cause di forza maggiore o altri gravi
motivi.
3. Nella prima applicazione della presente legge
e limitatamente al triennio 2006-2008 mantengono la
loro validità, ai fini dell'avviamento al lavoro e
per la progressione verticale, nell'ambito dei
relativi contingenti, le ultime graduatorie
formulate per l'anno 2005, distintamente per gli
articoli 46 e 56 della legge regionale 6 aprile
1996, n. 16 e successive modifiche ed integrazioni,
nonché, in caso di esaurimento dei rispettivi
contingenti distrettuali, le graduatorie di cui
all'articolo 49 della legge regionale 6 aprile 1996,
n. 16 e successive modifiche ed integrazioni. Il
contingente di cui alla lettera c), comma 3,
dell'articolo 46 della legge regionale 6 aprile
1996, n. 16 e successive modifiche ed integrazioni,
come modificato dalla presente legge, deve comunque
estinguersi entro il 31 dicembre 2008. Il turn over
automatico di cui all'articolo 45 trova
applicazione, a regime, a partire dall'1 gennaio
2009.»
Comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
dagli onorevoli Gurrieri, Barbagallo: 49.1
dall'onorevole Incardona: 49.2
dagli onorevoli Oddo, Speziale, Giannopolo, Villari, Zago: 49.2,
49.4
dal Governo: 49.3 e 49.5.
L'articolo 49 ed i relativi emendamenti sono accantonati.
Si passa all'articolo 50. Ne do lettura:
Art. 50.
Osservatorio regionale
1. Per il monitoraggio dell'attuazione di quanto
disposto al presente titolo, nonché per l'uniforme
attuazione sul territorio regionale, provinciale e
distrettuale anche degli strumenti contrattuali, è
costituito presso l'Assessorato regionale
dell'agricoltura e delle foreste un Osservatorio
regionale paritetico, presieduto dall'Assessore
regionale per l'Agricoltura e le foreste, così
composto:
a) il dirigente generale delle foreste;
b) un dirigente in servizio presso il dipartimento
foreste, designato dal dirigente generale dello
stesso;
c) l'ispettore generale dell'Azienda regionale
delle foreste demaniali;
d) un dirigente in servizio presso l'Azienda,
designato dall'ispettore generale dell'Azienda;
e) un esperto designato dall'Assessore regionale
per l'agricoltura e le foreste;
f) due rappresentanti per ciascuna organizzazione
sindacale firmataria del CCNL, CCRL integrativo,
oltre alle organizzazioni sindacali riconosciute
rappresentative successivamente all'entrata in
vigore della presente legge.
2. Le funzioni di segretario dell'Osservatorio
vengono espletate da un componente dell'ufficio di
gabinetto dell'Assessorato regionale
dell'agricoltura e delle foreste, con qualifica non
inferiore a funzionario.
3. L'Osservatorio regionale può anche svolgere
funzione arbitrale per le questioni ad esso devolute
concordemente dalle parti firmatarie dei contratti
di lavoro. In tal caso è necessario che le
determinazioni vengano assunte con la maggioranza
qualificata dei componenti. Negli altri casi
l'Osservatorio decide all'unanimità.
4. L'Osservatorio ha, tra gli altri, il compito di
fissare i criteri generali per la rideterminazione
della distribuzione territoriale degli incrementi
delle dotazioni numeriche dei contingenti a livello
distrettuale di cui alla presente legge, nonché di
determinare i criteri generali per la mobilità
interdistrettuale dei lavoratori e per l'uniforme
applicazione delle norme di legge e di contratto
sull'intero territorio regionale.
5. L'Osservatorio è costituito con decreto
dell'Assessore regionale per l'agricoltura e le
foreste. I componenti dell'Osservatorio durano in
carica tre anni e possono essere riconfermati solo
una volta. Agli stessi è dovuta una indennità
determinata con decreto dell'Assessore regionale per
l'agricoltura e le foreste, previo parere della
Giunta regionale.»
Comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
dall'onorevole Virzì: 50.1
dagli onorevoli Gurrieri e Barbagallo: 50.1
dagli onorevoli Oddo, Speziale, Giannopolo, Villari, Zago:
50.3
dal Governo: 50.4 e 50.5.
L'articolo 50 ed i relativi emendamenti sono accantonati.
Si passa all'articolo 51. Ne do lettura:
«Art. 51.
Norme sull'applicazione del contratto
1. Al recepimento della parte normativa del
Contratto collettivo nazionale di lavoro di cui
all'articolo 45 ter, comma 5, della legge regionale
6 aprile 1996, n. 16 e successive modifiche ed
integrazioni, come introdotto dall'articolo 43 della
presente legge, provvede l'Assessore regionale per
l'agricoltura e le foreste con proprio decreto,
entro trenta giorni dalla sottoscrizione.
2. Entro sessanta giorni dall'emanazione del
decreto di cui al comma 1, la Giunta regionale
delibera sul recepimento della parte economica del
contratto.»
Comunico che è stato presentato il seguente emendamento:
dall'onorevole Ferro: 51.1
L'articolo 51 ed il relativo emendamento è accantonato.
Sull'ordine dei lavori
SPEZIALE Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, sul testo del disegno di legge
che riguarda i forestali, per quanto concerne il gruppo dei DS,
essendoci un contrasto politico legato alla vicenda delle
giornate lavorative, noi su quello intendiamo manifestare il
nostro punto di vista fino in fondo, nel rispetto delle posizioni
del Governo, in modo tale che l'Aula si possa pronunciare.
A questo punto, volendo contribuire ad accelerare
l'approvazione del testo sulla forestazione, chiedo la immediata
convocazione della Commissione Bilancio, al fine di recuperare i
5 milioni di euro che necessitano per gli LSU, in modo da
concludere dignitosamente la legislatura. A quel punto lì,
possiamo partecipare al voto finale dei due disegni di legge già
esaminati e dedicarci alla competizione elettorale, prima delle
politiche e poi delle regionali.
Questo lo voglio dire perché, essendoci stata una discussione
interessante, punti di vista interessanti, anche perché, come lei
sa, più volte ho detto della assoluta inutilità di una
approvazione della legge sul credito di imposta, alla luce del
fatto che introdurremmo un regime di sostegno alle imprese appena
appena per 20 miliardi di lire.
Mi sono informato e quando questa norma è stata messa a regime
dal centro-sinistra cosa ha comportato per la Sicilia? Si
trattava di centinaia di miliardi; ed essendo stato annunciato da
uno dei due schieramenti in campo, cioè da Prodi, che nel caso di
vittoria del centro-sinistra il credito di imposta per il
Mezzogiorno in Italia sarà ripristinato con misura generalizzata,
non capiremmo le ragioni per cui dovremmo gravare sul bilancio
regionale una misura utile che può gravare sulla fiscalità
generale.
Il Governo ha sollevato che ci sono problemi urgenti;
esclusivamente i due problemi urgenti sollevati dal Governo se
possono trovare a questo punto collocazione nell'ambito di questo
testo il governo valuti tecnicamente se questo è possibile,
dopodiché possiamo andare al voto finale in tempi ragionevolmente
rapidi.
PRESIDENTE Grazie onorevole Speciale, credo che gli
orientamenti siano diversi.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Onorevoli Presidente, onorevoli colleghi, noi pluralis
solitudines, riteniamo che sarebbe più opportuno che la
Commissione bilancio si riunisse per valutare le modifiche alla
spesa contemporaneamente per entrambi i disegni di legge e non
per uno: precari in questo caso, e poi per l'altro, in quanto
darebbe così un quadro complessivo della vicenda che ci
aiuterebbe anche a dipanare qualche groviglio, ad andare ancora
più velocemente alla dirittura d'arrivo. Dico due o dico tre,
secondo l'accordo che si fa eventualmente in Aula e naturalmente
noi siamo per due.
PRESIDENTE Onorevole Presidente della Regione, credo che a
questo punto il Governo debba dire qualcosa rispetto alle ipotesi
che sono state avanzate sia dall'onorevole Speziale, sia
dall'onorevole Ortisi. Ciò in relazione anche al fatto che nel
corso dell'ultima Conferenza dei capigruppo si era prevista
invece la trattazione ed il completamento di tutti i disegni di
legge iscritti all'ordine del giorno. Se tale itinerario che era
stato tracciato dovesse mutare, si dovrebbe passare attraverso
una verifica e, quindi, intanto, è opportuno conoscere l'opinione
del Governo rispetto a questa nuova ipotesi.
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Chiedo di
parlare per una replica.
SPEZIALE Signor Presidente, dal momento che è presente in
Aula il Presidente della Regione, non vedo perché debba parlare
l'Assessore in sua vece.
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Ho un
mandato da parte del Presidente della Regione perché non aveva
potuto seguire gli interventi.
PRESIDENTE Onorevole Presidente, riassumo brevemente: gli
onorevoli Speziale e Ortisi, sia pure attraverso un percorso
logico diverso e partendo da considerazioni ovviamente diverse,
pervengono alla medesima conclusione e cioè di approvare
esclusivamente il disegno di legge sui forestali e quello sugli
LSU e non andare oltre.
Ho precisato che l'accordo che è stato stipulato dalla
Conferenza dei Capigruppo prevedeva altro e dunque ho chiesto
l'opinione al Governo per sapere se è opportuno riconvocare
nuovamente la Conferenza dei Capigruppo o andare avanti. Se è
cambiata qualche altra cosa
SPEZIALE Bisogna collocare in questo contesto i due
provvedimenti urgenti.
PRESIDENTE L'onorevole Speziale ritiene che sia superfluo
approvare la legge sul credito d'imposta e condivide, invece,
l'urgenza delle questioni sollevate dal Presidente della Regione
durante la riunione che c'è stata nello studio del Presidente Lo
Porto.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Onorevoli colleghi, credo
che approvare il disegno di legge sui precari degli Enti locali e
anche la riforma sul comparto produttivo della forestazione in
Sicilia sia estremamente importante e credo sia un arricchimento
per questo Parlamento approvarli nella sua giornata conclusiva
visto che sono attesi da tanto tempo e che danno risposte non
soltanto a tanti precari, ma danno risposte significative anche
al comparto della forestale.
Penso altresì sia ugualmente importante approvare il disegno di
legge sul credito d'imposta, atteso anch'esso da tanti settori
della nostra Sicilia. E mi pare che questo Parlamento, con un
minimo sforzo, possa senz'altro farlo.
Insisto nel chiedere che anche il provvedimento sul credito
d'imposta possa essere approvato in quanto è importante quanto
gli altri due disegni di legge.
Riprende l'esame del disegno di legge nn. 1107,204-229-247-398-
590-1058-1114/A
PRESIDENTE A questo punto si torna quindi agli articoli
accantonati del questo disegno di legge sulla forestazione. Come
ricorderete, c'era un emendamento che precisava che non avrebbe
comportato onere e riguardava l'istituzione del Comitato
regionale forestale. A tal proposito, e stato presentato dal
Governo un apposito emendamento, il 7.1.
PANARELLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PANARELLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, al di là
dell'aspetto che riguarda la spesa, l'assessore Leontini dovrebbe
chiarire se viene meno la scelta che ha un significato di
indicare i rappresentanti delle tre organizzazioni più
rappresentative. Cosa succede, che se ne indica uno della più
rappresentativa; se ne indica uno di ogni associazione perché
questo influisce sulla composizione del Comitato?
PRESIDENTE Onorevole Panarello, c'è l'emendamento
dell'onorevole Basile .
PANARELLO Lo so infatti sono contrario.
PRESIDENTE A quale è contrario? All'attuale formulazione o
all'emendamento dell'onorevole Basile.
PANARELLO All'emendamento perché abolendo il criterio dei
tre componenti in rapporto alle organizzazioni più
rappresentative.
CRACOLICI Uno su tre.
PRESIDENTE Come è scritto è uno su tre.
PANARELLO Se ho capito bene, si vuole abolire questo
criterio dei rappresentanti delle tre organizzazioni più
rappresentative per ..
PRESIDENTE Onorevole Panarello, se mi permette, glielo
spiego io: omettere la parola tre ottiene due risultati. Uno
che non è più un rappresentate su tre, come sarebbe nell'attuale
formulazione. Diventa un rappresentante per ognuna non solo delle
tre ma anche delle altre, quindi sono due i risultati, e
moltiplica il numero fissato da uno ad ics, che non sappiamo
quant'è.
PANARELLO Ed io chiedo, a questo punto, siccome penso sia un
organismo serio, che ci sia......
PRESIDENTE Uno.... dalle organizzazioni, che non sono più
tre, diventano tante.
SPAMPINATO E' sempre uno.
PRESIDENTE Il membro è uno, ma le organizzazioni diventano
innumerevoli.
PANARELLO Scusi, onorevole Spampinato, io credo di aver
capito che si vuole eliminare, da parte dei proponenti
l'emendamento, una presenza fissa e che risponda al criterio
della rappresentatività.
Io sono contrario a creare un precedente in questo campo, che
potrebbe..... non ha importanza oltre.
Se un comitato ha delle prerogative è giusto che quelle
prerogative le esercitino le associazioni effettivamente
rappresentative. Ricordo a tutti che in questi o altri casi c'è
il protocollo famoso del CNEL che accerta la rappresentatività di
ogni organizzazione.
E' del tutto illogico immaginare che in quel comitato, che per
esempio è formato da un rappresentante delle università siciliane
che sono tre, ci possano essere in rappresentanza delle
associazioni di categoria venti rappresentanti di dette
associazioni.
PRESIDENTE E' sempre uno.
PANARELLO Sono venti le Associazioni registrate?
PRESIDENTE La platea è: 3 o x', ma sempre uno è
PANARELLO Ma il comitato, nel momento in cui si riconosce la
possibilità a tutte le associazioni di avere un componente,......
PRESIDENTE Non è così. E' uno su tre o uno su dieci, ma
sempre uno è. C'è scritto, onorevole Panarello. Lo leggo: Un
rappresentante designato dalle tre organizzazioni professionali
agroforestali più rappresentative', non da ciascuna delle tre.
L'emendamento Basile fa diventare 3' ics', perchè non sappiamo
quanto sono più ampie.
Allora, la scelta è sempre di uno, ma può essere scelto in atto
su tre oppure su dieci, otto, questo è il tetto. E' sempre uno.
Io voglio essere molto realista. L'emendamento significa uno su
tre che diventa uno su quattro o, al massimo, su cinque, questo
significa.
Perchè sappiamo com'è organizzato il mondo dell'agricoltura.
Non dobbiamo drammatizzare.
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, per chiarire e può essere utile
anche per l'intervento dell'onorevole Oddo. C'è un precedente
peraltro quando abbiamo fissato i nuovi criteri compositivi per
quanto riguarda i consigli dell'ESA e dell'Istituto della vite e
del vino. Abbiamo indicato la possibilità più generale di un
designato per le rappresentanze più significative. In questo caso
l'eliminazione del limite di tre significa che - come diceva il
collega Panarello - quelle categorie che saranno indicate
nell'elenco del CNEL come più rappresentative che in questo caso
saranno sei, sette, otto, nove potranno comunque e sempre
esprimerne uno.
L'uno, piuttosto che essere scelto su tre, sarà scelto su
cinque, su sei, etc. Ma sempre uno è.
ODDO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, semplicemente un
suggerimento. Obiettivamente quando scriviamo organizzazioni
professionali agro-forestali più rappresentative, per intenderci
in maniera più o meno pedagogica, cosa diciamo? Gli agronomi, o
no? I tecnici di altro tipo che operano comunque sempre nel
settore agro-forestale, gli agro-tecnici? Vorrei capire come
giungiamo a dire x'. Ma che che numero è? E' uno fratto x',
come sosteneva poco fa il Presidente? Ma l'idea di cosa sia o no?
PRESIDENTE Io ce l'ho chiarissima l'idea, se lei me lo
chiede io le rispondo.
ODDO Se lei dice che l'idea è che noi siamo su un x pari a
sei, pari a sette..
PRESIDENTE I criteri di maggiore rappresentatività sono ormai
universalmente noti, ci sono sentenze. Stiamo parlando della CIA,
Confagricoltura, Coldiretti o delle altre categorie che non so
quali siano.
ODDO Ma quelle sono organizzazioni di categoria, qui stiamo
parlando di organizzazioni professionali agro-forestali che,
secondo me, è cosa diversa; una cosa è l'associazione di
categoria, la Confederazione italiana agricoltori, non credo che
sia paragonabile ad una organizzazione professionale dal punto di
vista agro-forestale: Ripeto, mi pare altra cosa.
BENINATI presidente della commissione e relatore. A maggior
ragione non la può limitare a tre.
ODDO Tu sai quello che sto dicendo? L'onorevole Bennati ha la
palla di vetro.
L'emendamento dovrebbe chiarire innanzitutto se si tratta di
organizzazioni professionali, è una cosa come è scritto, se si
tratta di organizzazioni di categoria è altra cosa.
Intanto chiariamo questo, perché io sono convinto che il
collega ha presentato un emendamento pensando alle organizzazioni
di categoria - ho questa impressione. C'è lì qualcosa che non
funziona, perchè le organizzazioni professionali è chiaro che non
sono le organizzazioni di categoria. Siamo d'accordo su questo?
Se siamo d'accordo su questo, onorevoli colleghi, ho la
sensazione, mi permetto di dirlo umilmente, che pensavo alle
organizzazioni di categoria, no alle organizzazioni
professionali.
Allora parliamo di organizzazioni professionali e non di
organizzazioni di categoria. Pertanto, il ragionamento che
facevamo poco fa uno su x, è un uno su x, il quale x dovremmo
sviluppare l'equazione, perché uno su x se l'assessore ha i dati
di cosa significa agro-tecnici, agronomi e così via, allora ha un
senso altrimenti ha un senso pure dire maggiormente
rappresentative'. Laddove, maggiormente rappresentative deve
significare qualcosa che appunto come è stato più volte chiarito,
il numero degli iscritti e tutta una serie di criteri ancora da
individuare. Ora, detto come era detto prima, tre sembrava invece
riferito alle organizzazioni di categoria che sostanzialmente,
quelle più grosse, più rappresentative in Sicilia sono tre.
Se noi vogliamo mettere ora uno su x dovremmo, secondo me,
comunque indicare che cosa significa in Sicilia organizzazioni
sindacali agro-forestali, se no non riusciamo a capire cosa
stiamo facendo. Faremmo in tal caso una cosa al buio. Perché è
vero un uno su x, il quale x, pur sviluppato, non sapremo che
numero è, mi permetto un attimo di dire, non è una cosa
apocalittica, ma se per un attimo lo accantoniamo non succede
niente. Ci consentirà di riflettere ancora meglio sulla
questione.
PRESIDENTE Adesso decideremo dopo che l'Assessore ci avrà
dato il chiarimento.
Per me le organizzazioni professionali agro-forestali sono CIA,
Coldiretti e Confagricoltura, se ve ne sono altre, io non lo so.
Ora ci dirà l'Assessore. Assessore stiamo aspettando una sua
precisazione.
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste, Signor
Presidente, poichè il collega Basile che sarebbe l'interprete più
fedele del suo pensiero, peraltro scritto, fa riferimento alle
organizzazioni professionali, a maggior ragione non ha senso
limitarle a tre, perchè in base a quale criterio le
organizzazioni professionali possono essere limitate a tre?
Si fa riferimento alle organizzazioni professionali più
significative, quindi non alle tre organizzazioni professionali
..
PRESIDENTE Onorevole Assessore, posso permettermi di darle
un suggerimento? Ci sono due fattispecie: quella cui facciamo
riferimento io e l'onorevole Speziale, che consideriamo
associazioni professionali agro-forestali quelle tre ed altre
del genere di quelle che abbiamo nominato, ed un'altra
interpretazione che prevede altre figure: gli agronomi, gli agro-
tecnici, i laureati in scienze forestali, gli esperti in
rimboschimento, eccetera.
Allora mi permetto Assessore, se vogliamo uscire dall'equivoco,
bisogna aggiungere un punto g bis) che prevede un
rappresentante di queste altre categorie che non c'entrano niente
con le prime. La sovrapposizione delle due cose rischia di
complicarci la vita.
Credo che se il Governo predispone un emendamento che
distingua le due figure, si elimina ogni dubbio.
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Va bene.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni resta dunque stabilito
che l'assessore presenta l'emendamento e l'onorevole Basile
ritira il suo.
BASILE Ritiro l emendamento a16 da me presentato.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento A16 è ritirato.
Intanto potremmo votare l'altro emendamento 7.1 del Governo che
non comporta oneri, con riferimento al quale, poichè è scritto
in maniera un po criptica, desidero che venga interpretato.
L'emendamento dice il Comitato regionale forestale non
comporta spese . ; andrebbe scritto in maniera un po diversa nel
senso che ai componenti del predetto comitato non spetta alcun
gettone di presenza. Quindi è da interpretarsi in questi termini.
Ai componenti di detto comitato non è corrisposto alcun
compenso .
Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dal Governo il seguente
emendamento 7.2:.
Il punto g) dell'articolo 3 è così riformulato: un
rappresentante designato dalle organizzazioni professionali agro-
forestali più rappresentative e uno designato dalle tre
organizzazioni di categoria più rappresentative' .
Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 7 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 32.
Pongo in cotazione l'emendamento 32.1
Il parere del Governo?
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste.
Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Contrario.
.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 32.2.
Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo ?
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste.
Contrario. E spiego perchè. Poichè nell'articolo inziale, quello
relativo alle finalità generale, rispondendo alla legittima e
fondata osservazione del collega Ferro, abbiamo poi inteso fare
ricorso ad un ordine del giorno per indicare come finalità
generali il rispetto del protocollo di Kyoto, onde evitare che la
specificazione della quantità di ettari ad integrazione, come
obiettivo da raggiungere, comportasse la necessità
dell'indicazione degli strumenti finanziari, per coerenza,
dobbiamo comportarci.allo stesso modo in questo caso, Quindi,
non indichiamo specificamente. Non respingiamo per principio.
ODDO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto. .
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi ha convinto
l'intervento dell'onorevole Assessore: Perchè? Perchè,
riflettendo, se nelle finalità si richiama qualcosa che fa i
conti con quanto contenuto nel protocollo di Kyoto, quindi con le
direttive che riguardano anche l'espansione minima del 30 per
cento e così via, io credo che sia importante, comunque, intanto
specificare che parliamo di piani di acquisizione. Non parliamo
delle procedure che riguardano poi l'esproprio dei terreni e
tutto quello che ne consegue. Giusto?. Per cui un piano di
acquisizione quinquennale, che non prevede il 30 per cento di
espansione, è curioso.
Quindi, l'indicazione specifica, secondo me, non toglie nulla;
anzi, se mi permettete da questo punto di vista è una bella
vetrina per questa legge, perchè non solo riprende seriamente le
questioni delle indicazioni del protocollo di Kyoto, ma,
comunque, impegna, volente o nolente, senza essere invece
generici, come nelle finalità, a fare in modo che detto piano si
svolga per un minimo del 30 per cento.
Poi, detto per come l'intendo io, se nel quinquennio ciò non
accade, il prossimo piano quinquennale di acquisizione dei
terreni, farà i conti con un deficit da questo punto di vista.
Di conseguenza, non rischiamo niente, caro, onorevole
Assessore
Credo che, invece specifichiamo una cosa seria che si richiama
non solo a quanto è stato discusso nell'accordo sindacale, ma
anche e soprattutto ai contenuti veri di un protocollo che,
secondo me, indica - attenzione - gli obiettivi minimi, non
l'optimum. Il minimo, stiamo attenti Perchè il 30 per cento
rispetto alla nostra superficie boscata è poca cosa.
Io penso che il Governo non dovrebbe attardarsi e avere dubbi
per quanto concerne questo aspetto. Quindi, mi permetto di
invitare l'onorevole Assessore e l'onorevole Presidente della
Regione, che ha un' esperienza per quanto riguarda l'aspetto
agricolo-forestale, perchè ha gestito per anni l Assessorato
dell'agricoltura e le foreste, a valutare per un attimo questo
aspetto perchè, secondo me, rientra nella logica di una legge che
può essere, tutto sommato, anche da questo punto di vista, una
buona legge, in quanto si attesta seriamente agli obiettivi
minimi del protocollo di Kyoto. Vi invito, pertanto, un attimo a
riflettere.
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoaltà.
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, l'emendamento, come è stato spiegato, è
esclusivamente non vincolante; sì; però, onorevole assessore, ho
letto attentamente la norma e dice questo: nei limiti delle
disponibilità finanziarie'. Un piano di acquisizione è corretto,
ma non inferiore al 30 per cento', contrasta con le parole di
prima.
Perché se le disposizioni finanziarie non sono sufficienti per
il 30 per cento ci stiamo prendendo in giro. Quindi, siccome
giustamente la norma è condizionata dal piano finanziario non può
mettere un limite minimo. Quindi è corretto - me ne scuso per i
colleghi - non scrivere nulla. Poi che si faccia il 30 o il 40
che ben venga. Ma sarebbe contraddittorio con quello che c'è
scritto qui.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente, seppur
condivido la giustezza dell'idea che questa Regione dovrebbe fare
non il 30 per cento ma molto di più, vorrei soltanto dire
all'onorevole Oddo, partendo dalle mie conoscenze, che la Sicilia
ha un patrimonio boschivo pari quasi a 280 mila ettari, e il 30
per cento sarebbe 65 mila ettari e credo sia un poco complicato
che si possano attivare procedure di acquisizione in cinque anni
per 65 mila ettari. Questo lo dico ad onor di cronaca.
Io la lascerei aperta nella speranza che si possa fare di più.
Ma immaginare che noi acquisiamo 65 mila ettari di terreno mi
pare un po' complicato.
ODDO Dovremmo togliere tutto ciò che è stato distrutto dagli
incendi.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi rispetto a questo tema, siccome
tra l'altro esiste una condivisione di massima da parte del
Governo sull'obiettivo potenziale, c'è un ordine del giorno che è
stato anticipato dall'onorevole Ferro, che sostanzialmente
indirizza il Governo verso questa soluzione senza vincolarlo per
gli aspetti finanziari che il Governo stesso ha ilustrato. Se i
colleghi lo ritengono, possono ritirare l'emendamento.
ODDO Lo ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto
PRESIDENTE Resta in piedi l'ordine del giorno che dovremmo
votare.
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Mancuso e
Turano l'emendamento 32.3.
Parere del Governo?
CRACOLICI Ma è aggiuntivo?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. O è
aggiuntivo o non c'era nel testo.
CRACOLICI E' nel testo ma non è stato presentato nei termini.
PRESIDENTE E' un emendamento al testo perché si riferisce
alle aree che si devono espropriare.
CRACOLICI Ma non c'è l'onorevole Mancuso.
PRESIDENTE Ma c'è il secondo firmatario, l'onorevole Turano.
Lo poteva presentare anche un Presidente di Gruppo parlamentare,
come lei sa, onorevole Cracolici. Il Governo, se lo ritiene,
può farlo proprio, o può farlo proprio anche la Commissione.
Parere del Governo?
ODDO Qualcuno lo può illustrare?
TURANO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO Signor Presidente, con queste legge viene sancito un
principio assolutamente corretto, dettato dall'articolo 22. Il
principio prevede che, se viene apposto un vincolo per cui si fa
una riserva in un'area edificabile, si applicano i principi per
l'espropriazione stabiliti dal decreto del Presidente della
Repubblica che prevede la riduzione dalla metà del prezzo con
l'abbattimento del 40 per cento. Se il vincolo è stato apposto
invece dopo l'approvazione di questa legge significa che l'area
verrebbe sfruttata a valore agricolo.
Noi troveremmo l'incongruenza di sapere che ci possono essere -
h un ragionamento teorico - delle aree, prima edificabili, che
vengono .
CRACOLICI Ma non c'entra nulla.
TURANO Onorevole Cracolici, la prego. Non è così. C'entra
perché alla lettera A' è previsto che per il piano di utilizzo
che fa l'assessore si prevede la possibilità di acquistare delle
aree. Il problema è capire come vengono valutate tali aree. Se
vengono valutate per il valore di mercato che hanno ora, mentre
prima erano edificabili o se si può applicare il principio giusto
e corretto, atteso che già avevano la destinazione edificabile.
E' una speculazione al contrario quella che si vuole evitare,
ovverosia il rispetto del principio della destinazione
urbanistica quando è stato apposto il vincolo. Questa è la
ragione per la quale ho presentato l'emendamento.
FERRO Chiedo di parlare.
SPEZIALE L'emendamento è improponibile.
PRESIDENTE Ne ha facoltà. Onorevole Speziale per la verità
non è così, perché riguarda le modalità di acquisizione dei
terreni. Quindi improponibile non mi sento di dirlo. E'
assolutamente attinente, poi possiamo essere favorevoli o
contrari.
FERRO Signor Presidente, io inviterei tutti a continuare a
mantenere un percorso di responsabilità, se ci riusciamo. Già è
una grande fatica partecipare, se l'onorevole Turano ascolta, noi
stiamo cercando di portare a compimento questi lavori d'Aula,
manifestando un grande senso di responsabilità. Basterebbe
guardarsi attorno all'Aula per capire qual è il livello di
responsabilità che stiamo mantenendo.
Io vorrei evitare che nelle ultime ore iniziassimo procedure di
furbizia e di occupazione attraverso anche foglietti volanti, di
emendamenti che rischiano di compromettere il clima che stiamo
cercando di mantenere. Poichè qui parliamo di materia, a mio
giudizio, differente rispetto a quella di cui stiamo parlando, al
di là
TURANO L'articolo 22 della legge.
FERRO Onorevole Turano, lei deve ascoltare più che
interrompere. Se ci riesce fa cosa buona e giusta per lei. Io, al
di là di quelle che sono le decisioni della Presidenza, inviterei
sommessamente, ma anche con grande fermezza, l'onorevole Turano
ad evitare di interrompere i lavori d'Aula. Io vorrei evitare che
si arrivasse ad avvelenare il clima senza alcun motivo.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, l'articolo 22 è stato approvato?
Lei non ritiene che l'emendamento 32.3 dovesse essere presentato
all'articolo 22? Se vuole glielo rileggo,
PRESIDENTE Lo conosco.
SPEZIALE All'articolo 22 quell'emendamento poteva essere
dichiarato ammissibile. Adesso aggiungo un'altra cosa,
ovviamente l'emendamento è di fresca stesura. Infatti,
essendosi accorto che nell'articolo 22 è passato un testo, si
vuole introdurre un comma all'articolo 32 che è in contrasto con
quanto già definito dall'articolo 22.
Signor Presidente è di freschissima stesura. Io la prego di
evitare che ci siano emendamenti in contrasto con quello che ci
siamo reciprocamente
Così non c'è affidabilità e cioè gli emendamenti devono essere
esclusivamente al testo. L'articolo 22 è stato approvato, lei sa
benissimo che l'emendamento presentato dal collega Turano è
improponibile all'articolo 32, lo sa perfettamente. Detto questo,
l'emendamento è stato presentato da poco, a parte il mio parere
contrario sullo stesso, in quanto non capisco a quali
fattispecie si riferisca.Tuttavia il problema non è questo.
Se io in questo momento presento un emendamento, in forza del
Regolamento, il mio emendamento deve essere dichiarato
improponibile dal Presidente. Qualunque sia il contenuto. Infatti
il regolamento dice che in corso di lavori i parlamentari non
possono presentare emendamenti. Possono essere presentati
soltanto sub emendamenti dai Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Signor Presidente, io la invito a rispettare il regolamento. Se
facciamo una eccezione per l'onorevole Turano noi non riusciremo
più a definire questa legge. Quindi la invito al rispetto del
Regolamento.
PRESIDENTE La ringrazio onorevole Speziale. Voglio precisare
che l'emendamento è presentato da un Capogruppo ed è attinente
all'argomento. Il problema è che non è un sub emendamento. Su
questo non ci sono dubbi. Lo vuole ritirare onorevole Turano?
TURANO No.
PRESIDENTE L'emendamento è improponibile.
Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'articolo 32.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 35 e dei relativi emendamenti
accantonati.
Si passa all'emendamento 35.1. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste.
Contrario, poiché la sanzione può essere determinata con un atto
amministrativo che preveda il minimo e il massimo.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, credevo che
il Governo si fosse impegnato a presentare un sub emendamento che
determinasse il minimo e il massimo, perché ritengo che condivida
il principio.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento n. 35.2. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'art. 35 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 36.
Comunico che sono stati presentati dal Governo gli emendamenti
36.3 e 36.4.
Onorevole Presidente della Regione, desidera illustrare
l'emendamento 36.3, a sua firma?
CUFFARO presidente della Regione. Si grazie. Il Governo si è
limitato a correggere quella legge, perché, quando negli
articolati ci sono spese, è chiaro che bisogna trovare la
copertura, bisogna capire dove metterli.
Basta leggerlo è l'emendamento 36.3. All'articolo 36, dopo le
parole da finalizzata alla seguente sono aggiunte le seguenti
parole agli oneri di cui al presente comma si provvede'. Sono
norme che LA Commissione Bilancio' ha preparato per dare senso,
se la vogliamo aggiustare. Poi possiamo fare quello che vogliamo.
SPEZIALE Se approviamo gli altri emendamenti dell'Assessore
per l'agricoltura e le foreste, non sappiamo se arriviamo con la
copertura.
PRESIDENTE Chiarisco ai colleghi che quest' emendamento fa
parte di quel corpo di emendamenti che fu presentato dal
Presidente della Regione conformemente alla decisione della
Commissione Bilancio' di dare parziale copertura alla legge.
Pongo in votazione l'emendamento 36.3.
Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 36.1, a firma degli onorevoli Oddo e
Speziale.
ODDO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo invitare
il Governo, come è solito da parte nostra in forma costruttiva,
poi ci confronteremo sulle cose ancora più delicate, in maniera
un poco più determinata, a riflettere sulla questione che
riguarda l'utilizzo del personale appartenente alle
organizzazioni di volontariato, riconosciute secondo la vigente
normativa, dotate' - dice il punto b) del terzo comma - di
adeguata preparazione professionale e di certificata idoneità
fisica qualora impiegato in attività di spegnimento del fuoco'.
Mi permetto di dire - noi che abbiamo una cultura democratica
abbastanza riformista, abbastanza legata al mondo del
volontariato - che eci poniamo davanti ad una questione del
genere con estrema attenzione.
Però non vogliamo scherzare con il fuoco' come si dice.
Scherzare con il fuoco è un po' pericoloso. E poi così
formulato pone in essere un qualcosa che, secondo me, è poco
chiaro. Perchè dice qualora impiegato'.
Allora noi di questo personale cosa ne vogliamo fare? Perchè
qualora impiegato' significa che potremmo impiegarlo per
spegnere gli incendi qualora abbiano determinate caratteristiche,
però potremmo anche non impiegarlo per spegnere gli incendi.
A me sembra, Presidente Cuffaro, - lei che conosce bene la
materia - che sarebbe opporuno togliere il punto b) del comma 3,
che si rifà al personale appartenente alle organizzazioni del
volontariato, perchè lei sa bene, signor Presidente, che questa
è una materia molto delicata e accedere poi con convenzioni anche
specifiche ed utilizzare eventualmente personale che comunque
sappiamo che è adeguato a fare quel tipo di lavoro, bene, ma
normare la cosa mi pare un po' pericoloso.
Io eviterei di normarla, tutto qui. Non ci sono battaglie di
principio. Non c'è niente di particolare. Eviterei di fare una
cosa per la quale poi potremmo anche trovarci in difficoltà.
Se l'Assessorato deve fare un'iniziativa che coinvolga anche
le associazioni di volontariato per il personale che ha queste
caratteristiche amen.
C'è sempre uno spazio per farla senza metterla in una norma che
tutto sommato impiega questo tipo di personale nello spegnimento
degli incendi: Ci rifletterei, non sto qui a fare le cosiddette
barricate, che non si fanno da tempo per parte nostra.
TURANO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO Signor Presidente, onorevoli colleghi, se fosse
possibile vorrei un chiarimento da parte del Governo circa il
comma secondo, dell'articolo 34, il quale tratta di
pianificazione territoriale urbanistica che deve tenere conto del
grado di rischio di incendio boschivo individuato dalla
cartografia di cui all'articolo 34, comma 2, lettera b .
Vorrei sapere se esiste già una cartografia, come si determina
questo vincolo e quali sono i parametri dove viene apposto.
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, esiste già una mappa territoriale
predisposta dall'Ufficio speciale anti-incendio, che è in via di
definizione, la quale indica in una situazione territoriale
complessiva le porzioni di territorio suscettibili di maggiore o
minore tutela.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo al
Governo di valutare positivamente l'emendamento 36.1 perché la
lettera b che si propone di sopprimere recita: di personale
appartenente ad azioni di volontariato riconosciute secondo la
vigente normativa, dotato di adeguata preparazione professionale
e di certificata idoneità fisica, qualora impiegato in
un'attività di spegnimento del fuoco .
Esiste già una struttura riconosciuta, che è preposta a questo
compito, che è il corpo forestale - che, in Sicilia, come ben sa
il Presidente della Regione, è u molto apprezzato, molto stimato
- il quale, nel corso di questi anni ha garantito interventi
puntuali per la tutela del patrimonio boschivo siciliano.
Introdurre, attraverso una norma, la possibilità che, nel
territorio, siano presenti altre strutture che finiscono con il
contrapporsi ad un compito cui è preposta la Regione e lo Stato,
attraverso una presunta associazione di volontariato, è una
limitazione dell'esercizio del controllo del territorio da parte
della Regione.
I compiti di coordinamento sono affidati al corpo forestale
della Regione che è preposto e svolge in maniera brillante questo
compito. Nel caso in cui dovessero risultare insufficienti le
forze messe in campo, il corpo forestale stesso, eventualmente,
richiederebbe un rapporto di collaborazione con il volontariato
vero.
Infatti, ci sono troppi volontari che vengono pagati, e si
chiamano sempre volontari, con somme a carico della Regione; è un
modo per surrogare un compito che spetta alla Regione,
alimentando, nel contempo, un po' di clientela elettorale.
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEONTINI assessore regionale per l'agricoltura e le foreste.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che le
osservazione e le riserve, manifestate dall'onorevole Speziale,
sono una forzatura poiché non è mai accaduto che il
coinvolgimento delle Associazioni di volontariato abbia
sostituito gli enti o gli uffici pubblicamente preposti
all'esercizio delle funzioni. Questo non è mai avvenuto per
nessun settore così come per nessuna rubrica.
Accediamo sempre più al coinvolgimento delle Associazioni di
volontariato in tutti i servizi e quindi, indicare in questa
attività una forzatura mi sembra che sia un modo per non fare
andare avanti le cose. Comunque, volendo sottrarre al dibattito
preoccupazioni inesistenti, accolgo l'emendamento 36.1
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 36.1. Il parere
del Governo?
LEONTINI assessore regionale per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto
all'Aula.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, l'emendamento 36.2 è assorbito. Si passa
all'emendamento 36.4 del Governo.
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Chiedo di
parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEONTINI assessore regionale per l'agricoltura e le foreste.
Onorevoli colleghi, questo emendamento riguarda i lavoratori
autobottisti che tutti gli anni vengono confermati a seguito di
una trattativa con la Prefettura, si procede così da circa undici
anni.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 36.4. Il parere
della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 36, nel testo
risultante.
TURANO Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'Assessore
Leontini ha dichiarato che esiste un Ufficio speciale che sta
ultimando l'elaborazione di una cartografia sul rischio
dell'antincendio.
Non mi è chiaro se noi con legge stiamo decidendo di vincolare
porzioni di territorio, e di rimettere questa decisione al
dirigente dell'Ufficio, o se questa cartografica è già chiara,
definita ed è stata analizzata dalla Commissione
BENINATI E' stato già approvato il piano due anni fa.
TURANO Non è ancora stato approvato il piano. Si parla della
Commissione sul rischio dell'antincendio. Quindi, prima di
decidere con legge le porzioni di territorio che devono essere
vincolate, desidererei sapere quale parametro viene utilizzato.
Chiedo se è sufficiente per vincolare una zona che si verifichi
un incendio ogni cinque anni, o se invece in quella zona si
devono ripetere spesso attività incendiarie; se si deve trattare
di incendi dolosi - il che significa che si ha la libertà di
incendiare un terreno per vincolarlo - o di fatti accidentali.
Vorrei conoscere l'orientamento del Governo perché, non mi sento
di determinare un vincolo, rimettendolo alle decisioni di un
organo che l'Assemblea neanche conosce.
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, ho già detto che esiste uno
studio in proposito - già esaminato ed approvato dalla IV
Commissione - che stabilisce i parametri ai quali faceva
riferimento l'onorevole Turano, e cioè la frequenza, la tipologia
e l'origine, e predispone gli strumenti di tutela del territorio
dal rischio di incendi.
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, preciso che nel testo
dell'articolo 36, al comma 2, le parole art. 34, comma 2,
lettera b)' vanno intese come art. 35, comma 2, lettera b)'.
VIRZI' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
VIRZI' Signor Presidente, onorevoli colleghi, apprezzo che il
Governo, nella persona dell'onorevole Leontini, sia pure in
articulo mortis, si ricordi che c'é una particolare categoria che
rende servizi assoluti e che merita delle promozioni. Sono
d'accordo quando si tratta di dare giustizia ai lavoratori, non
intendo instaurare guerre fra poveri, né fare paragoni indebiti.
Però, ricordiamoci che ci sono delle persone che,
incredibilmente, come purtroppo accade anche dentro la Regione -
ma sarebbe un discorso molto più ampio - svolgono la medesima
funzione, corrono gli stessi rischi, concorrono in maniera
assolutamente indistinguibile al bene collettivo nell'opera della
prevenzione e dello spegnimento degli incendi. E quindi, non
ignorate gli emendamenti di un piccolo deputato come me ,
dividendoci in figli e figliastri.
Qui facciamo le leggi, non siamo un Consiglio comunale che deve
obbedire alle leggi, qui si tratta del de iure condendo, cioè del
fare le leggi e del riconoscere, finalmente, dopo venti anni -
non diciamo di ingiustizia, ma di attesa di giustizia - che
finalmente le cose possono andare nella loro giusta casella e, se
finora non l'abbiamo fatto, è stato soltanto perché mancava
questa tipica copertura finanziaria che ci affligge quando le
cose non si vogliono fare.
L'onorevole Beninati si esprimerebbe di certo in modo più
compiuto e percentualmente più credibile; io faccio esempi basati
sui miei studi scolastici, cioè il liceo classico, dove fra
l'altro non ero brillante in matematica, però c'è un concetto che
in prospettiva degli articoli che seguiranno volevo ricordare: il
Governo propone di approvare un principio in base al quale
diciamo che il Corpo forestale della Regione programma la lotta
attiva...' - ci mancherebbe altro una lotta passiva - ...agli
incendi boschivi e assicura il coordinamento antincendio
istituendo e gestendo con una operatività di tipo continuativo le
sale operative unificate permanenti e avvalendosi di
strutture...'.
Con l'articolo 36 si è stabilito che questa è un'esigenza di
carattere continuativo che richiede un intervento di carattere
continuativo, quindi, dire subito dopo che le persone
specificatamente impegnate in questi settori possono essere
tenute fuori fascia a cinquantuno giornate o a settantotto
giornate non credo abbia molto senso, perché, con questo articolo
stabiliamo il principio del riconoscimento della necessaria
continuità di questo servizio.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 36, nel testo
risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 41 e dei relativi
emendamenti, precedentemente accantonati.
Si passa all'emendamento 41.1. Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento
41.3.1.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 41.3 è superato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 41.2. Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 41 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 43 e dei relativi
emendamenti, precedentemente accantonati.
Si passa all'emendamento 43.2. Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Formica e
Incardona l'emendamento 43.6.1, di riscrittura dell'emendamento
43.6.
INCARDONA Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
INCARDONA Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
43.6 è superato dal comma 6 dell'articolo 43; con l'emendamento
43.6.1 si vuole aggiungere dopo le parole di appartenenza le
parole diviso per graduatorie formulate secondo i criteri
previsti dall'articolo 48, comma 1 e dall'articolo 49, comma 2
della legge regionale 16/96 .
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Il parere della
Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 43.6 è superato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 43.5. Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 43.3.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, con questo
emendamento si vuole stabilire il principio che all'elenco
speciale possono accedere, non solo l'azienda forestale, ma anche
i soggetti privati per l'esecuzione di lavori; ma se l'elenco
speciale serve per un privato non capisco per quale motivo non
possa essere punto di riferimento anche per un ente pubblico.
L'articolo 43 stabilisce che anche i soggetti privati possono
accedere all'elenco speciale per l'avviamento di lavoratori, con
particolari agevolazioni che verrebbero date.
Se è vero questo principio, ritengo altrettanto giusto che un
lavoratore che ha lavorato nello stesso comparto forestale
ambientale presso altri enti pubblici che non siano l'azienda
possa avere diritto a essere iscritto in questo elenco per essere
successivamente avviato anche da altri enti pubblici.
Se quindi gli enti pubblici, sia un ente parco, la provincia,
il comune, devono fare assunzioni, e ci sono lavoratori che hanno
maturato un rapporto nel comparto forestale ambientale con tali
enti, stabiliamo il principio che chi si avvale di questi
lavoratori, anche soggetti privati, deve essere privilegiato. Se
noi obblighiamo gli enti pubblici ad attingere a questo elenco,
che diventa un elenco di personale che ha maturato un'esperienza
nel settore, mi pare assolutamente corretto che possano far parte
di questo elenco anche quei lavoratori che hanno lavorato per
conto degli enti pubblici, che potranno continuare a farlo.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, questa è una legge troppo delicata per
continuare ad inserire elementi per i quali nessuno di noi è in
condizione di dare una valutazione.
Con questo disegno di legge si vuole evitare che, un domani,
possano esserci nuovamente lavoratori precari nella forestale, ma
adesso avverto troppe fibrillazioni, che non siamo in grado di
valutare.
Se noi vogliamo stabilire una prospettiva di stabilizzazione
abbiamo il dovere di garantire a coloro che non stiamo
stabilizzando che non ci sarà più alcun nuovo precario. Se si
apre una maglia a destra e una maglia a sinistra, nei prossimi
sei mesi ci saranno altri 10.000 lavoratori precari.
Signor Presidente, in questo momento né io né altri siamo nelle
condizioni di valutare cosa stiamo approvando. Per cui, o ci
atteniamo rigidamente alla scelta fatta, che è quella di volere
stabilizzare tutti coloro che non siamo riusciti a stabilizzare
per mancanza di risorse - e questo presuppone che non ne devono
entrare altri - oppure, noi non potremo mantenere gli impegni che
stiamo prendendo.
Propongo, pertanto, di fermarci un momento per valutare cosa
realmente vogliamo fare.
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 43.3. Il parere della
Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 43.4. Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 43.1.
VIRZI' Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
VIRZI' Signor Presidente, onorevole Assessore, onorevoli
colleghi, spero di non essere la maglia che si apre a destra'.
Vorrei precisare che non si tratta di una maglia, non viene
chiesto di aggiungere nulla a ciò che già non sia nella realtà
effettuale delle cose e nelle nostre previsioni quando diciamo di
riconoscere il rango di centunisti a persone che rientrerebbero
nell'articolo 49, cioè come cinquantunisti. Ma, di fatto, previo
accordo con la Prefettura, tali lavoratori hanno ottenuto dal
1996, quindi parliamo di un doloroso iter di almeno dieci anni,
il secondo turno: mi riferisco allo spegnimento incendi, sulla
base di perizie che vengono fatte annualmente e che ci riportiamo
da dieci anni, quindi parliamo di somme che effettualmente sono
già inserite in bilancio per il dipartimento foreste. Quindi, non
si tratta di una smagliatura, di un di più, ma di un
riconoscimento di diritto di ciò che, di fatto, è stata sempre
una nostra necessità.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente, se è
vero quanto affermato dall'onorevole Virzì, cioè che esistono
lavoratori che dal 1996 ad oggi fanno di fatto i centunisti,
allora è giusto.
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, vorrei precisare che si tratta di
lavoratori ai quali i due turni sono stati assicurati nell'arco
del decennio. Quindi, non si fa altro che sancire formalmente
questa loro condizione che, altrimenti, per le risultanze
derivanti dall'applicazione di questa norma, passerebbero da
cinquantunisti a sessantottisti e, quindi, sarebbero degradati
rispetto al diritto che hanno acquisito da dieci anni a questa
parte.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 43.1. Il parere
della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, si passa all'emendamento 45.5, che
troverete a pagina 99, che non è riferito all'articolo 45 ma
all'articolo 43. L'emendamento 45.5, lo ribadisco, non è riferito
all'articolo 45 bensì all'articolo 43.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste.
Sull'emendamento 45.5?
PRESIDENTE Sì, quello che prevede di sostituire la parola
provinciale con distrettuale .
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste.
Contrario.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, non sono
adirato, anche se dovrei esserlo considerato il comportamento
incoerente del Governo.
Prima, avevo spiegato che si tratta di una situazione
paradossale, visto che gli enti pubblici possono attingere alla
graduatoria, ma non anche l'Ispettorato forestale che auspichiamo
possa attingere alla graduatoria dell'elenco speciale. Creiamo
una condizione per cui chi ha lavorato presso l'ente pubblico da
anni, occupandosi di manutenzione di boschi comunali, non può
fare parte di quella graduatoria. A tutto ciò, aggiungiamo anche
una previsione secondo la quale l'elenco può essere di tipo
provinciale, la qualcosa stravolge l'impianto della legge n. 16
del 1996 che prevedeva delle graduatorie a livello distrettuale.
Corriamo il rischio, infatti, di assegnare - mi riferisco alla
provincia di Palermo - un lavoratore di Partinico a San Mauro
Castelverde, se la graduatoria rimane provinciale.
Stiamo scherzando?
Se si tratta di graduatoria provinciale, avviene quanto ho
appenda detto; in caso di graduatoria distrettuale, la situazione
cambia. Ritengo che ciò sia la minima cosa che si debba
considerare.
FORMICA Non è così.
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Onorevole
Giannopolo, la sua osservazione è fondata ma è già contenuta nel
comma 6 dell'articolo 43, laddove si fa riferimento al fatto che
i lavoratori aventi titolo sono inseriti nell'elenco provinciale.
Con l'integrazione dell'emendamento a firma degli onorevoli
Incardona e Formica si fa riferimento alla fascia di garanzia
occupazionale per graduatorie provinciali; la dimensione
provinciale è sostituita, quindi, a quella distrettuale.
CRACOLICI Esistono gli elenchi distrettuali.
FORMICA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, poiché anche
a me è capitato, in passato, di occuparmi di problemi di
forestali, anche se non sono una specialista della materia, devo
ammettere che le persone che mi hanno contattato sono sempre
venute a lamentarsi del fatto che una volta che appartengono ai
distretti, anche se lontanissimi dalla loro abitazione, dalla
loro residenza, non possono cambiare di distretto. Sarebbe,
invece, molto più logico, istituendo la graduatoria provinciale,
assegnare le persone in base alla residenza.
CRACOLICI Non è così. Questo non c'entra niente.
FORMICA Invece sì. Il problema è questo. Faccio un esempio:
se si è inseriti nel distretto di Partinico ma si risiede a
Termini Imerese, non si può cambiare distretto mentre, attraverso
la graduatoria provinciale, il problema troverebbe soluzione o
almeno così mi pare di capire.
GIANNOPOLO Forse lei non ha idea di cosa stiamo parlando.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono
sorpreso perché mi aspetto, almeno dal Presidente della Regione,
nella qualità di ex assessore per l'agricoltura, che faccia
chiarezza sulla questione trattata, che non è una questione di
lana caprina.
L'Assessore Formica ha risposto che va incontro ai lavoratori.
Mi sono rivolto al Governo ed ha risposto lei.
Vorrei ribadire che oggi esiste, in funzione della legge 16
che, con tutti i limiti e le difficoltà, è una legge che ha
funzionato per dieci anni, un sistema distrettuale già
sperimentato, già attivato. Non capisco per quale motivo si vuole
introdurre il sistema provinciale che, obiettivamente, una volta
che si è anche definito il criterio di anzianità, di graduatoria,
all'interno del distretto, va a riarticolare, a scombinare,
nell'ambito provinciale, anche alcuni percorsi già stratificati
in questi dieci anni, all'interno del sistema distrettuale.
FORMICA Inseriamo la possibilità di cambiare distretto.
CRACOLICI Se questo è possibile, sono d'accordo. Mi pare
evidente che dobbiamo comunque mantenere il livello distrettuale
come elemento di organizzazione del sistema. Se è così, diciamo
semplicemente che si può cambiare distretto. Altra cosa è abolire
il distretto e prevedere un sistema a livello provinciale.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 45.5 . Il parere
del Governo?
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, chiedo l'accantonamento per qualche minuto.
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 43.8.
CUFFARO Presidente della Regione. Chiedo di parlare per una
precisazione.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO Presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, mi sono fatto spiegare dai tecnici come
funziona il meccanismo. Attualmente, le graduatorie sono a
livello distrettuale. Questa è una richiesta che hanno voluto con
forza tutti i sindacati. I funzionari mi hanno appena riferito
che, quando le graduatorie passeranno da distrettuali a
provinciali, certamente, si andrà incontro a qualche problema di
sconvolgimento delle graduatorie. La nuova modifica, da
distrettuale a provinciale, però viene chiesta unitariamente da
tutte le organizzazioni sindacali. Questo è il tema.
Come tutti i colleghi sanno già, si tratta di un testo
coordinato, scaturito dalla collaborazione tra Governo,
funzionari e sindacati. I funzionari ritengono che, quando si
avrà un sistema a livello provinciale, vi saranno alcuni
sconvolgimenti.
GIANNOPOLO Non è una posizione unitaria.
PRESIDENTE Al di là del fatto che possa esservi una posizione
unitaria o no, vi è una posizione espressa da un gruppo di
deputati, un'altra posizione espressa da un altro gruppo di
deputati e, infine, una posizione espressa dal Governo.
Pongo in votazione l'emendamento 45.5. Il parere del Governo?
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste.
Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI Presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 43.8, a firma del Governo. Lo pongo in
votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI Presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 43.9, a firma del Governo. Lo pongo in
votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI Presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 43, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, si riprende l'esame dell'articolo 44 sul
quale vi chiedo di prestare la massima attenzione poiché presenta
numerosi e sostanziali emendamenti. E' opportuno che su questo
tema si sviluppi un dibattito, secondo le regole previste per
passare, quindi, alla votazione dei singoli emendamenti, in modo
da semplificare e rendere più chiaro il dibattito.
Preciso che il Governo ha presentato una riscrittura del testo.
Per dare modo agli uffici di distribuire l'emendamento di
riscrittura, propongo un accantonamento.
Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
Si riprende l'esame dell'articolo 45.
BENINATI Presidente della commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI Presidente della commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 45, così come
riformulato, viene fuori dalla riscrittura fatta in Commissione
Bilancio e, pertanto, quasi tutti gli emendamenti, tranne forse
il 45.4, sono riferiti ad un altro testo dell'articolo 45.
Credo, quindi, che la Presidenza dovrebbe dichiararli
inammissibili perché non hanno alcuna attinenza con il nuovo
testo dell'articolo 45 e cioè, lo ribadisco, con quello riscritto
in Commissione Bilancio dal Governo.
PRESIDENTE Onorevole Presidente della Regione, credo che
l'articolo 45 ponga un problema che lei aveva sollevato poc'anzi,
quello cioè della chiusura di un percorso che, con l'articolo 45,
sembrerebbe si possa riaprire. Per questo motivo, chiedo che il
Governo si esprima.
CUFFARO Presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, ribadisco che questo disegno di legge ha un
senso e lo sforzo che stanno compiendo il Governo e l'Aula ha un
senso se decidiamo chiaramente che non vi saranno nuovi precari
nel settore forestale.
Questo articolo, quello successivo ed altri ancora continuano a
parlare di ulteriore fabbisogno. Su questo tema, non sono
d'accordo e, visto che non sono in condizione di scegliere qui
quello che si deve fare poiché si tratta di un argomento molto
complesso, o decidiamo di fermarci per un attimo al fine di
comprendere come stanno effettivamente le cose se oppure noi
rischiamo di approvare un disegno di legge che potrebbe dar vita
a nuovi precari che si andrebbero ad aggiungere a quelli già
esistenti.
PRESIDENTE Si può procedere in questo modo, onorevole
Presidente: si potrebbero presentare emendamenti soppressivi e,
nel frattempo, gli articoli 45, 46, 47, 48 e 49 sarebbero
accantonati.
Non sorgendo osservazioni, comunico che gli articoli da 45 a 49
ed i relativi emendamenti sono accantonati.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende l'esame dell'articolo 50.
Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato
l'emendamenti 50.1, a firma dell'onorevole Virzì.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 50.2. Lo pongo in votazione.Il parere
del Governo?
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Contrario
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI Presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 50.3.
ODDO Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, che fossimo
dotati di particolari caratteristiche ne ero convinto e ne sono
convinto, ma che adesso ci ispiriamo anche alle profezie, per la
verità, mi sembra un po' troppo perchè se i colleghi prendono
visione del punto f) del comma 1, dell'articolo 50, - mi pare che
non leggo male - notano che si parla di due rappresentati per
ciascuna organizzazione sindacale firmataria del contratto
collettivo nazionale di lavoro, del CCRL integrativo, oltre alle
organizzazioni sindacali riconosciute rappresentative
successivamente all'entrata in vigore della presente legge.
PRESIDENTE Mi pare un percorso logico, onorevole Oddo.
ODDO E' tanto logico ...
PRESIDENTE Se domani, con un provvedimento nazionale, come
lei sa, vi è una modifica, dobbiamo prenderne atto e modificare
la legge, altrimenti rischieremo di compiere un'ingiustizia.
ODDO Mi scusi, signor Presidente, mi permetto di obiettare su
...
PANARELLO Basterebbe che firmassero il contratto collettivo
del lavoro.
PRESIDENTE Le procedure non sono statiche, sono dinamiche,
onorevole Panarello.
ODDO Pensiamo di approvare una legge che già disciplina il
futuro, sia per quanto concerne la questione dell'essere
firmatari del contratto collettivo nazionale di lavoro sia per
quanto riguarda l'aspetto integrativo del CCRL e state dicendo
che questa è una cosa sostenibile, altrimenti, domani dobbiamo
approvare chissà quale norma, se non ho capito male.
Se state effettivamente sostenendo questo, onorevoli colleghi,
ciò mi pare assolutamente fuori da ogni logica anche, se mi
permettete, giuridico-legislativa.
Non esiste che si disciplini per il futuro la possibilità di
chi deve andare a comporre una struttura sindacale, aderire al
CCLN, etc..
Ma stiamo scherzando?
Cosa non permette di dormire a qualche collega o, purtroppo, al
Governo?
C'è, in itinere, qualcosa che già pensiamo possa essere non
inclusa in un quadro complessivo dell'Osservatorio regionale per
quanto concerne il disegno di legge che stasera stiamo
trattando?. Mi pare abbastanza ridicolo, signor Presidente. Da
questo punto di vista, non abbiamo problemi a compiere uno sforzo
per decidere di lavorare stasera per ottenere risultati migliori
per i lavoratori forestali, come dice l'onorevole Presidente
della Regione, per tentare di non mettere dentro altri precari,
per cercare di stabilizzare, per guardare al futuro.
Per carità, su queste questioni, possiamo anche essere
d'accordo ma perché introduciamo ogni volta norme che debbono
necessariamente dare l'impressione, anzi più che l'impressione,
anche all'esterno, non solo nel mondo dei forestali, che qui c'è
qualcuno che si preoccupa di un amico che, possibilmente, dirige
il sindacato X che domani rimarrà fuori?
Ritengo che dovremmo fare uno sforzo - permettetemi - per
andare.
Qualcuno, poco fa, affermava che dobbiamo andare oltre la
siepe.
Ho capito che cosa significa però, per qualche collega, oltre
la siepe
Se dobbiamo andare oltre la siepe, non possiamo preoccuparci di
questi aspetti che sono davvero secondari e che, al momento
opportuno, quando vi saranno le condizioni, quando vi saranno le
caratteristiche con cui si presenta una struttura sindacale, mi
pare ovvio che, con assoluta velocità, si potrà sopperire, si
potrà tenere conto di una funzione delicata.
Nessuno vuole limitare l'espansione, anche da questo punto di
vista, delle organizzazioni sindacali ma bisogna tenere presente
anche il fatto che stiamo facendo uno sforzo per tirar fuori una
buona legislazione.
BENINATI Presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI Presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, invito il Governo ad essere
attento su questo argomento.
La Commissione, nell'affrontare il testo di legge, ha ricevuto
una richiesta di audizione da due o tre sigle di rappresentanti
dei lavoratori; se poi siano organizzazioni o sigle sindacali,
per me si tratta comunque di organizzazioni perché queste sigle,
purtroppo, signor Presidente, da qualche anno, attendono il
riconoscimento. Sarebbe, quindi, un atto scorretto ignorare chi
non ha ottenuto il riconoscimento. Mi dispiace affermare che
l'Assessore, sull'argomento, è stato da me più volte
sensibilizzato nel ruolo, non come persona, perché sono arrivate
più volte contestazioni relative al fatto che gli Uffici
dell'Assessorato rinviano sempre il riconoscimento, come a non
voler riconoscere un qualcosa che dovrebbe avvenire per legge, in
quanto, come tutti sanno, quando si supera un determinato numero
di iscritti, il riconoscimento deve avvenire per legge.
Visto che ciò continua a non avvenire, anzi, non è avvenuto ad
oggi, è correttissimo scrivere così. Sarebbe un ulteriore atto di
arroganza non scriverlo per monopolizzare questo riconoscimento a
sole tre sigle sindacali che vanno rispettate perché sono le più
rappresentative ma, certamente, non si può escludere chi, da più
tempo, aspetta il riconoscimento dalla Regione - mi riferisco
all'Assessorato - e, praticamente, non lo ottiene e non si sa
per quale motivo.
E' dunque giunto il momento in cui verrà sancito questo
riconoscimento che non è nient'altro che la verifica del numero
degli iscritti a poter partecipare, anch'essi, perché già ne
avrebbero diritto ma, purtroppo, non è possibile in quanto, ad
oggi, questo riconoscimento, lo ribadisco ancora una volta, non è
avvenuto, perchè i tempi sono lunghi o per qualche altro motivo.
Non lo so.
Poichè ciò riguarda qualcosa che ha a che fare con le audizioni
effettuate in IV Commissione, chiedo che vi sia un impegno da
parte del Governo ad essere coerente sull'argomento, al fine di
evitare un contrasto con il giusto rispetto delle regole.
VIRZI' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
VIRZI' Signor Presidente, onorevoli colleghi, rispetto alle
affermazioni dell'onorevole Beninati che condivido totalmente,
credo che vi sia un gioco perverso, a livello regionale,
nell'accertamento dei requisiti dei sindacati che hanno diritto
all'audizione ed a tutto quanto è previsto.
Onorevole Beninati, ho bisogno del suo consenso perché so di
poter contare sulla sua intelligenza e sulla sua attenzione.
Desidero un attimo di attenzione sia da parte del Governo sia,
soprattutto, da parte della Commissione che poi sarà chiamata ad
esprimersi con un parere. Se non vengo ascoltato, non posso fare
valere le mie ragioni.
Credo che dovremmo superare la fase nefasta in cui ci
sceglievamo gli interlocutori sociali. Sono terribilmente lineare
nei miei ragionamenti e faccio in modo di essere prevedibile per
amici e nemici. Ritengo che, ogni volta che dobbiamo approvare
una normativa relativa alla concertazione, non possiamo disegnare
con connotati diversi i nostri interlocutori sociali. Abbiamo
trascorso un quarantennio disgraziatissimo scrivendo in tutte le
leggi che dialogavamo soltanto con le organizzazioni sindacali
maggiormente rappresentative; in questo disegno di legge, invece,
non lo abbiamo scritto.
Ritengo di non dovere escludere nessuno. Quando parliamo però
di organizzazioni maggiormente rappresentative, ci riferiamo ad
una giurisprudenza certa che viene garantita da una serie di
sentenze su tutto il territorio nazionale.
Quando un Parlamento scrive una cosa così oggettiva, ha fatto
il suo dovere; quando si arrampica sugli specchi per
autodisegnare gli interlocutori più comodi, quelli di sempre,
commette un gravissimo errore di civiltà.
INCARDONA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
INCARDONA Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
il problema posto sia molto delicato e serio.
L'espressione che i miei studi di giurisprudenza mi ricordano è
che, quando si fa riferimento alle organizzazioni sindacali
maggiormente rappresentative, non c'è bisogno che si indichino le
sigle sindacali che si riconosceranno successivamente. Propongo
che la lettera f) dell'articolo 50 venga così modificata: f)
due rappresentanti per ciascuna organizzazione sindacale
firmataria del contratto collettivo nazionale e del contratto
collettivo integrativo, oltre alle organizzazioni sindacali
maggiormente rappresentative .
Ritengo che ci si possa fermare qui perché così vi sarebbero
comprese anche le organizzazioni sindacali meritevoli di
riconoscimento.
La legge non disciplina che, per il futuro, quindi, questa
ulteriore previsione sia superflua.
Ritengo che basterebbe sostituire le parole organizzazioni
sindacali riconosciute' perché questa formulazione potrebbe fare
intendere la previsione di un ulteriore atto formale.
Inserendo esclusivamente le organizzazioni sindacali
maggiormente rappresentative, secondo i criteri fissati da una
giurisprudenza consolidata e costante per stabilire i criteri per
considerare più o meno rappresentativo un sindacato, penso che
possa andare effettivamente bene.
Pertanto, propongo di sostituire la parola riconosciute con
maggiormente e chiudere con la parola rappresentative .
FERRO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FERRO Signor Presidente, onorevoli colleghi, per quanto mi
riguarda non parteggio per alcuna organizzazione sindacale, ma
credo che questa materia sia già regolata da norme nazionali e
che, se ho capito bene quanto sostenuto dall'onorevole Beninati,
l'impedimento al riconoscimento di qualche organizzazione é
frutto di una approssimazione o, comunque, una indecisione o
incertezza degli uffici che fino a questo momento hanno
ottemperato ad obblighi di legge.
Quanto sto per dire lo dico utilizzando lo strumento sin da
ieri usato, ossia quello della responsabilità comune: evitiamo di
trasformare in norme ciò che è già normato, passando anche per
utili - e lo dico tra virgolette con rispetto per tutti - idioti
a questo Parlamento.
PRESIDENTE La presidenza ha commesso un errore poiché
l'emendamento 50.1, che é stato già votato positivamente, esclude
di tornare sulla materia che é la stessa trattata
nell'emendamento 50.3.
Pertanto, dichiaro superato l'emendamento 50.3.
Si passa, quindi, agli emendamenti 50.4 e 50.5 a firma del
Governo, che hanno il medesimo contenuto e che servono a non
gravare di spesa questo articolo.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo atto
della sua ammissione di un errore, ma questo diventa persino un
errore grammaticale, perché se lei legge la norma che é scritta
con l'aggiunta dell'emendamento aggiuntivo potremmo ricevere un
premio per la lingua italiana
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, l'errore grammaticale che
scaturisce dal testo lo correggiamo con il coordinamento degli
uffici.
CRACOLICI. Ma non é solo un errore di grammatica.
PRESIDENTE Mi rendo conto, il problema è diverso. Tuttavia,
sulla stessa questione non possiamo pronunciarci in maniera
alternativa. Lei che é così attento, legga bene come diventa il
testo coordinato e questo aiuterà tutti nel ragionamento che
abbiamo fatto.
CRACOLICI No, signor Presidente, purtroppo non aiuta. Siccome
prendo atto del fatto che c'é stato un errore della presidenza
nel far chiacchierare, a questo punto, sull'emendamento 50.3,
dopo che si era già votato sul 50.1, vorrei che la presidenza
stessa prendesse atto fino in fondo di quanto accaduto e
consentisse all'Aula di esprimersi, eventualmente, in maniera
alternativa rispetto ai due emendamenti.
Per una semplice ragione, intanto perché il primo emendamento
continua a rafforzare un principio che é una negazione di quanto
enunciato un minuto prima, quindi, delle due l'una: o scegliamo
di avere le organizzazioni rappresentative o quelle non
riconosciute e maggiormente rappresentative.
Scusate, ci stiamo incartando. Evitiamo di entrare in un
sistema da cui non ne usciamo.
Credo che la scelta fatta dai colleghi che hanno costruito
questo testo, a questo punto ho capito anche di chi si tratta,
per risolvere un problema, ha determinato un precedente che é
assolutamente illogico.
In Italia, i sindacati non sono riconosciuti dalla legge, fino
a prova contraria, sono riconosciuti dai contratti e dalla
sottoscrizione di contratti nazionali o regionali.
VIRZI' E dalle sentenze della magistratura.
CRACOLICI La legge può prevedere che in un organismo si venga
inserita la rappresentanza delle organizzazioni sindacali che
hanno sottoscritto un contratto nazionale o regionale, ma dire
come sosteniamo noi, che oltre a questi possono essere inseriti
in quell'organismo le organizzazioni che saranno riconosciuti
successivamente, lo ritengo illogico
Pertanto, invito la Presidenza ad evitare di farci compiere
un'illogicità, quantomeno ci faccia votare nuovamente, vista
l'ammissione di errore, l'emendamento 50.1 in alternativa al 50.3
o viceversa, altrimenti chiederò il voto segreto sull'intero
articolo poiché ritengo più opportuno cassare l'intero articolo.
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, l'errore riguarda la messa in
discussione dell'emendamento 50.3 perché l'emendamento 50.1 è
stato votato.
Se esisterà, e lo vedremo, un problema di coordinamento, la
relativa correzione avverrà in tale sede e se non dovesse essere
sufficiente, con l'articolo 117 tenteremo di ridare senso logico
alla lettera f) del comma 1 dell'articolo 50.
Si passa all'emendamento 50.4, a firma del Governo. Il parere
della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 50, nel testo
risultante.
CRACOLICI Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata dagli onorevoli Ferro,
De Benedictis, Giannopolo, Oddo, Ortisi, Panarello,
Spampinato, Tumino e Zago)
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 50
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'articolo 50.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 47
Maggioranza 24
Favorevoli 29
Contrari 18
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
PRESIDENTE Resta inteso il coordinamento che sarà effettuato
dagli uffici della Presidenza.
Si riprende l'esame dell'articolo 51, in precedenza
accantonato.
Invito i Presidenti dei Gruppi parlamentari di fare pervenire
alla Presidenza le eventuali richieste di congedo.
Si passa all'emendamento 51.1, a firma dell'onorevole Ferro.
FERRO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FERRO Signor Presidente, onorevole Assessore, mi sarei
aspettato un'eventuale obiezione sull'esiguità dei sessanta
giorni per applicare un contratto e, quindi, si parlava di
novanta o di centoventi giorni e non quello di escluderlo
completamente.
Assessore, l'ho invitata all'inizio della discussione su questo
disegno di legge - e reitero l'invito - che in alcuni casi
sarebbe più opportuno che lei spiegasse, con maggiore convinzione
rispetto ad un'espressione di parere secco, quali siano le
ragioni che portano il Governo a esprimere parere contrario ad un
emendamento come questo che non comporta spese né allarga ad un
ulteriore precariato, così come avete fatto con la legge sui
precari, su cui poi torneremo, inserendo nella platea altri
quattromila precari.
Vorrei, quindi, capire quando si dice applicazione di un
contratto se si tratta di applicazione di contratto e se il
datore di lavoro entro un certo determinato tempo, che poi sia 60
o 90 giorni, deve materialmente renderlo esecutivo, ma l'idea che
si rifiuti, addirittura per legge, di riconoscere un contratto,
mi pare, francamente, una cosa, oggettivamente, da pazzi.
Pertanto, vorrei che il Governo, se possibile, tornasse sulle
sue decisioni, perché se anche su questo costruiamo divisioni
assolutamente sciocche, non capisco veramente cosa ci stiamo a
fare
Credo che il voto segreto, richiesto poc'anzi, abbia già
dimostrato che questa maggioranza non ha i numeri per andare
avanti, vogliamo davvero fare la prova di forza? Noi siamo pronti
a farla, ma la facciamo su questioni assolutamente ovvie, credo
che sia poi un atto di responsabilità a cui il Governo e la sua
maggioranza hanno il dovere di essere richiamati.
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Poc'anzi
il Presidente ha espresso parere contrario non per il principio,
semmai perché la formulazione dell'emendamento è ripetitiva
rispetto a gran parte della formulazione dell'articolo.
Casomai introduce, onorevole Ferro, un particolare che
sottopongo alla sua attenzione: il contratto si intende recepito
automaticamente ed è una forzatura dal punto di vista della
compatibilità tra il nostro diritto regionale e la legislazione
nazionale.
La regione Sicilia non è soggetto sottoscrittore di contratto,
tanto è vero che l'ultimo contratto collettivo nazionale è stato
siglato nel 2002, noi abbiamo fatto una trattativa con i
sindacati nel maggio del 2005, tre anni dopo, e abbiamo potuto
decidere di non applicarlo in toto e applicarlo soltanto, per
esempio, per il 2005 e abbiamo integrato il compenso dei
lavoratori adeguandolo al contratto per il 2005, affidandoci poi
ad una supplementare trattativa per quanto riguarda la parte
pregressa.
Questo perché nessun obbligo grava sulla Regione, altrimenti di
volta in volta i contratti avrebbero dovuto gravare sull'obbligo
della Regione di sottoscriverli o di intenderli automaticamente
recepibili o recepiti. Così non è.
Il suo emendamento, invece, lo impone. Soltanto per questo
siamo contrari, per il resto è quasi fotocopia del nostro
articolo.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 51.1 con il
parere contrario del Governo. Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 51, nel testo
risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente Fleres
Congedi
PRESIDENTE Comunico che gli onorevoli Vicari, Cimino, Pagano,
D'Aquino, Granata, Sammartino, Neri e Pistorio hanno chiesto
congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Riprende l'esame del disegno di legge n. 1107
PRESIDENTE Si passa all'articolo 52. Ne do lettura:
«Art. 52.
Modifiche all'articolo 63 della legge regionale 6 aprile 1996,
n. 16
e successive modifiche ed integrazioni
1. Al comma 1 dell'articolo 63 della legge regionale 6 aprile
1996, n. 16 e successive modifiche ed integrazioni, le parole il
consiglio di amministrazione dell'AFDRS' sono sostituite dalle
parole L'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste,
sentiti il dirigente generale delle foreste e l'ispettore
generale dell'Azienda regionale delle foreste demaniali'.»
Comunico che è stato presentato l'emendamento 52.1 a firma del
Governo. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 52, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 53. Ne do lettura:
«Art. 53.
Lavori in economia
1. I commi 3 e 4 dell'articolo 64 della legge regionale 6
aprile 1996, n. 16 e successive modifiche ed integrazioni, sono
sostituiti dai seguenti:
3. Per i lavori suddetti trova applicazione la vigente
normativa sui lavori pubblici.
4. L'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste approva
con proprio decreto uno o più regolamenti per i lavori in
economia da effettuarsi da parte dell'Amministrazione forestale.
Nelle more, è autorizzato ad emanare apposite direttive.'»
Comunico che è stato presentato l'emendamento 53.1 a firma del
Governo. Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 53, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 54. Ne do lettura:
«Capo II
Norme riguardanti il Corpo forestale della Regione
Art. 54.
Ruolo del Corpo forestale regionale
1 Nelle more della riforma del Corpo forestale della Regione ed
in attuazione di quanto previsto dall'articolo 76 della legge
regionale 6 aprile 1996, n. 16 e successive modifiche ed
integrazioni e dal comma 3 dell'articolo 5 della legge regionale
15 maggio 2000, n. 10, sono istituiti, nell'ambito delle attuali
dotazioni organiche del Corpo forestale della Regione:
a) per il personale non direttivo e non dirigente, i ruoli
previsti dagli articoli 1, 2, 7, 13, 25, 30, 34 e 39 del decreto
legislativo 12 maggio 1995, n. 201, e successive modifiche;
b) per il personale direttivo i ruoli previsti dall' articolo 1
del decreto legislativo 3 aprile 2001, n. 155, e successive
modifiche, ed il ruolo dei funzionari direttivi tecnici ed
amministrativi forestali, questi ultimi articolati secondo
l'allegata tabella A';
c) per il personale dirigente i ruoli previsto dall'articolo 7
comma 1 lettere b) e c) del decreto legislativo 3 aprile 2001, n.
155, e successive modifiche.
2. Le qualifiche funzionali, i profili professionali,
nonché i titoli di studio, i titoli formativi e professionali per
l'accesso alle qualifiche sono individuati con decreto del
Presidente della Regione, su proposta dell'Assessore regionale
per l'agricoltura e le foreste, sentito il dirigente generale
delle foreste, previa deliberazione della Giunta regionale, in
analogia con quanto previsto per il Corpo forestale dello Stato,
nel rispetto dei principi generali indicati dall'articolo 2 della
legge 23 ottobre 1992, n. 421, dalla legge 6 marzo 1992, n. 216,
e dalle altre norme concernenti il Corpo forestale dello Stato.
In prima applicazione il decreto viene adottato dal Presidente
della Regione entro centoventi giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge.
3. Sono soppressi i ruoli di cui alla tabella M' della legge
regionale 29 ottobre 1985, n. 41.»
Comunico che è stato presentato l'emendamento 54.1 a firma del
Governo.
Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 55. Ne do lettura:
«Art. 55.
Dirigenza
1. Fermo restando il disposto di cui al secondo comma
dell'articolo 1 della legge 5 aprile 1972, n. 24, la dirigenza
del Corpo forestale della Regione viene articolata nelle seguenti
qualifiche:
a) dirigente generale del Corpo forestale;
b) ispettore generale tecnico forestale, equiparato al
dirigente generale del Corpo forestale;
c) dirigente tecnico forestale di seconda fascia;
d) dirigente amministrativo forestale di seconda fascia.
2. In via transitoria, in conformità a quanto disposto
nell'articolo 6, comma 1, della legge regionale 15 maggio 2000,
n. 10, e successive modifiche ed integrazioni, è istituita una
terza fascia in cui sono inquadrati i dirigenti tecnici ed
amministrativi già di terza fascia ai sensi della precitata
norma, secondo quanto previsto all'articolo 61. A regime la terza
fascia è soppressa.'»
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
emendamento 55.1, a firma dell'onorevole Villari,
emendamento 55.2, a firma del Governo.
Si passa all'emendamento 55.1. Il parere del Governo?
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, questo emendamento è riferito ad altro argomento e,
quindi, non riferibile alla formulazione e al contenuto
dell'articolo 55. Per tale motivo, il parere del Governo è
contrario.
PRESIDENTE Non essendo riferibile a questo articolo, lo
dichiaro improponibile.
Si passa all'emendamento 55.2.
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, il Governo intende presentare un subemendamento.
Chiedo una sospensione dei lavori d'Aula.
PRESIDENTE La seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17.15, è
ripresa alle ore 17.26)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Il Governo ha fatto pervenire il subemendamento
55.2.2: alla lettera c' si aggiunge la lettera d) Ispettore
generale tecnico forestale equiparato al dirigente generale del
corpo forestale .
Lo pongo in votazione.
ODDO L'assessore può illustrarci il progetto di questo
articolo?
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Tra le
figure indicate era stata omessa, materialmente, una delle figure
che già era inserita nella formulazione dell'articolo e cioè la
figura dell'ispettore generale tecnico forestale, che è soltanto
aggiunta.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Congedi
PRESIDENTE Comunico che gli onorevoli Rotella e Garofalo
chiedono di essere considerati in congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Riprende l'esame del disegno di legge n. 1107
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, le chiedo scusa perché ho capito
che una buona parte di colleghi non ha avuto modo di approfondire
questa legge.
C'è un punto però che personalmente non ho compreso. Perché
stiamo ridefinendo le funzioni e le figure del corpo forestale
regionale? Lo avevamo abolito? Era stato sciolto?
C'è un dato di fondo che mi sembra misterioso. E' come se
stessimo costituendo, oggi, il corpo forestale della regione.
Mi sembra che esisteva già. Perché si sta riconfermando tutto
quello che esisteva già? In nome di cosa? C'è stata una legge che
è stata abrogata? Sinceramente non l'ho capito.
Chiedo, quindi, al Governo di farci capire la ratio
dell'emendamento e potremo lavorare più celermente.
CUFFARO Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO Presidente della Regione. Signor Presidente,
l'onorevole Cracolici pone un problema reale. Oggi, non è stato
abrogato né modificato nulla, ma nel corso del tempo, da quando
era stata fatta la legge 16 a oggi, e cioè da dieci anni, questo
Parlamento si è sbizzarrito a cambiare tale normativa.
L'articolo 55, fondamentalmente, riordina la dirigenza del
corpo forestale, secondo quanto era già previsto dalla legge 16 e
secondo quanto è stato modificato da questo Parlamento.
Oggi, nell'emendamento che modifica l'articolo 55 presentato
dal Governo, diversamente da quanto già previsto da quello del
testo, viene ulteriormente modificata, aggiungendo, oltre la
fascia che era stata aggiunta, una serie di dirigenti che sono
comandati nel corpo forestale con questa legge transitano
definitivamente nell'Azienda foreste e nel corpo forestale; viene
riordinata la materia, ma non vengono aggiunte fasce nuove.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Congedi
PRESIDENTE Comunico che hanno chiesto congedo per la presente
seduta gli onorevoli Rotella, Garofano e Catania Franco.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn.
1107-204-229-247-398-590-1058-1114/A
PRESIDENTE Pongo in votazione il subemendamento 55.2.2 del
Governo. Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 55.2.1 del Governo. Il parere
della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 55.2, come modificato.
Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 56. Ne do lettura:
«Art. 56.
Rinvio
1 Le disposizioni legislative previgenti che si riferiscono ai
direttori regionali ed equiparati, dirigenti superiori dirigenti,
sottufficiali, guardie, assistenti tecnici ed agenti tecnici del
Corpo forestale della Regione si intendono riferite ai ruoli di
cui all'articolo 1, ove compatibili e non diversamente stabilito.
2. Per quanto non previsto dalla presente legge con riguardo
alle funzioni di polizia si applicano le norme in vigore per il
Corpo forestale dello Stato, in quanto compatibili».
Comunico che è stato presentato il seguente emendamento:
dal Governo: 56.1
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 56 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 57. Ne do lettura:
«Art. 57.
Trattamento economico
1. Con decorrenza dall'entrata in vigore della presente legge,
al personale del Corpo forestale della Regione compete, oltre
l'indennità mensile pensionabile di cui all'articolo 42, comma 1,
della legge regionale 29 ottobre 1985, n. 41, e successive
modifiche, nella misura spettante alle corrispondenti qualifiche
del Corpo forestale dello Stato, un trattamento economico non
inferiore a quello previsto per gli altri dipendenti regionali di
pari categoria e posizione economica, ivi compreso l'eventuale
trattamento economico accessorio.
2. Nella prima applicazione della presente legge, e nelle more
della compiuta attuazione di quanto previsto dall'articolo 54,
trovano applicazione per il personale del Corpo forestale della
Regione le vigenti norme contrattuali per il personale regionale,
rispettivamente per l'area dirigenziale e per l'area non
dirigenziale. Conseguentemente, il personale dei ruoli previsti
dal comma 1 dell'articolo 54 viene inquadrato, ai soli fini
economici, nel modo seguente:
a) il personale di cui agli articoli 2 e 30 del decreto
legislativo 12 maggio 1995, n. 201, e successive modifiche è
inquadrato in categoria B;
b) il personale di cui agli articoli 7, 13, 34 e 39 del decreto
legislativo 12 maggio 1995, n. 201, e successive modifiche è
inquadrato in categoria C;
c) il personale di cui all'articolo 1 del decreto legislativo 3
aprile 1995, n. 155 e successive modifiche, nonché i funzionari
direttivi tecnici ed amministrativi forestali sono inquadrati in
categoria D;
d) il personale di cui all'articolo 7, comma 1, lettere b) e c)
del decreto legislativo 3 aprile 1995, n. 155, e successive
modifiche è inquadrato nelle corrispondenti qualifiche
dirigenziali, secondo quanto previsto dall'articolo 22, comma 2,
della legge regionale 8 maggio 2001, n. 7, che trova applicazione
anche nei confronti del personale di cui al comma 2 dell'articolo
55, ai soli fini dell'indennità pensionabile».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dal Governo: 57.1 e 57.2
L'emendamento 57.1 è superato.
Pongo in votazione l'emendamento 57.2, interamente sostitutivo
dell'articolo 57.
Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento n. 57.2 a firma del Governo che sembra
riscrivere il 57.1. Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della commissione e relatore.
Favorevole.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
.
Si passa all'articolo 58. Ne do lettura:
«Art. 58.
Norme transitorie
1. Il personale già appartenente ai ruoli del Corpo forestale
della Regione di cui alla Tabella M' della legge regionale 29
ottobre 1985, n. 41, assume le qualifiche corrispondenti dei
ruoli del Corpo forestale regionale di cui alle lettere a) e b)
del comma 1 dell'articolo 54, con le modalità ed i requisiti
indicati dal decreto del Presidente della Regione di cui al comma
2 dell'articolo 54.
2. II personale tecnico ed amministrativo appartenente al
comparto di cui all'articolo 24, comma 2 della legge regionale 15
maggio 2000, n. 10, in servizio presso gli uffici centrali e
periferici dell'Amministrazione forestale alla data del 31
dicembre 2005, viene inquadrato nei ruoli del Corpo forestale
della Regione, con le modalità ed i requisiti indicati dal
decreto del Presidente della Regione di cui al comma 2
dell'articolo 54, a domanda da presentarsi entro il termine
perentorio di sessanta giorni dalla pubblicazione del suddetto
decreto presidenziale.
3. Continuano a trovare applicazione le disposizioni di cui
all'articolo 30 della legge regionale 21 agosto 1984, n. 52, e
successive modifiche, prevedendo il passaggio del personale
interessato nelle corrispondenti qualifiche del personale che
espleta attività tecnico strumentale, tecnico-scientifica ed
amministrativa, anche in soprannumero».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dal Governo 58.1 e 58.3;
-dagli onorevoli Gurrieri, Barbagallo: 58.2.
Pongo in votazione l'emendamento 58.1. Il parere della
Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 58.2 degli onorevoli Gurrieri
e Barbagallo.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 58.3 del Governo. Il parere
della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 58, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 59. Ne do lettura:
«Art. 59.
Qualifiche di sostituto ufficiale di pubblica sicurezza e
ufficiale
di polizia giudiziaria
1. Il personale del Corpo forestale della Regione siciliana,
con qualifica di funzionario direttivo tecnico forestale (ex
assistente tecnico forestale), di cui alla tabella M' della legge
regionale 29 ottobre 1985, n. 41 che in atto presta servizio
presso gli uffici centrali e periferici del dipartimento
regionale delle foreste, alla data di entrata in vigore della
presente legge assume la qualifica di sostituto ufficiale di
pubblica sicurezza e di ufficiale di polizia giudiziaria'.
2. Il personale di cui al comma 1, per l'espletamento della
nuova qualifica acquisita, deve essere formato mediante
partecipazione ad un apposito corso di formazione professionale,
come previsto dall'articolo 1, comma 1, lettera a), del decreto
legislativo 3 aprile 2001, n. 155».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dal Governo: 59.1, 59.2;
-dagli onorevoli Speziale e Cracolici: 59.3
-dall'onorevole Formica: 59.4, 59.5 e 59.6.
LACCOTO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LACCOTO Signor Presidente, onorevoli colleghi, nutro qualche
perplessità anche perché questo disegno di legge non è più quello
esitato dalla Commissione, bensì un disegno di legge che il
Governo sta emendando con propri emendamenti: è, di fatto, una
nuova legge. Sull'articolo 59 è stato presentato un emendamento
soppressivo del Governo che così modifica, in effetti, la stesura
originaria.
Vorrei dire al Governo che nella Gazzetta Ufficiale n. 59
dell'11 marzo 2006, per le stesse qualifiche è già stata
pubblicata una legge che attribuisce la qualifica di pubblica
sicurezza e, quindi, anche quella di ufficiale di polizia
giudiziaria agli stessi elementi.
Se con l'emendamento soppressivo si toglie la qualifica di
pubblica sicurezza noi operiamo una disparità tra una norma che
lo Stato ha approvato da qualche giorno e pubblicato sulla
Gazzetta Ufficiale n. 59 e il Corpo di Polizia forestale della
Regione. Quindi, chiederei che venga quantomeno mantenuta la
stesura originaria lasciandola come è stata pubblicata sulla
Gazzetta Ufficiale nazionale da qualche giorno.
CUFFARO presidente della Regione. L'emendamento 59.1 è
ritirato.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 59.2 del Governo.
Comunico che sono stati presentati dall'onorevole Formica i
subemendamenti 59.4, 59.5 e 59.6 all'emendamento 59.2.
FORMICA Chiedo di parlare per illustrare i subemendamenti a
mia firma.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, gli
emendamenti tendono a riconoscere una situazione di fatto perché,
come certamente il Governo saprà, la mansione che qui si chiede
di riconoscere è stata già riconosciuta di fatto dal momento gli
agenti a cui si fa riferimento, con il subemendamento 59.4,
percepiscono già gli emolumenti.
La Regione ha già pagato e continua a pagare da tempo gli
emolumenti relativi alla mansione che qui si intende richiamare,
omettendo semplicemente di riconoscere la funzione. Quindi,
onorevole Assessore, mi pare una grande incongruenza il fatto che
gli venga riconosciuto dal punto di vista economico e gli
vengano pagati gli emolumenti relativi a queste funzioni,
omettendo di riconoscere la funzione.
Prego il Governo e l'Aula di dare un appoggio e un parere
positivo a quello che è un riconoscimento di fatto di ciò che il
Governo già riconosce pagando.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente, il
Governo mantiene la soppressione dell'articolo 59.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento soppressivo 59.1
del Governo. Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 60. Ne do lettura:
«Art. 60.
Preventivi di spesa
1. L'articolo 81 della legge regionale 16 aprile 1996, n. 16 e
successive modifiche ed integrazioni, è così sostituito:
Art. 81. - Preventivo di spesa per l'utilizzazione dei
lavoratori a tempo indeterminato - 1. Nell'ambito delle
assegnazioni finanziarie relative alle attività di prevenzione e
lotta agli incendi boschivi nonché per l'attività e gli
interventi di cui agli articoli 30 e 30- bis, gli uffici
periferici dell'Amministrazione forestale predispongono
all'inizio di ciascun anno apposito preventivo di spesa per
l'utilizzazione continuativa, per l'intero esercizio finanziario,
degli operai a tempo indeterminato, specificando gli interventi
ai quali gli stessi sono destinati.
2. L'onere finanziario del preventivo di cui al comma 1 è
direttamente imputato sui corrispondenti capitoli del bilancio
della Regione siciliana e dell'Azienda regionale foreste
demaniali, previa approvazione da parte degli organi competenti».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dal Governo: 60.1 e 60.2.
Pongo in votazione l'emendamento 60.1 del Governo. Il parere
della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 60.2 del Governo. Il parere
della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 60, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, fermo restando che l'articolo è
stato soppresso - anche se ormai questo argomento è chiuso - ,
il Governo aveva presentato l'articolo 59 in sostituzione perché
era un recepimento di norma nazionale. Pertanto, suggerirei al
Governo di riconsiderarlo perché in Commissione, con gli uffici,
si era detto che il cosiddetto articolo 59.2, riscritto dal
Governo come sostitutivo, si sarebbe potuto portarlo avanti.
Allora, lo si aggiunga: lo si tratti alla fine, però, non è la
stessa cosa rispetto a quello che era uscito dalla Commissione
che era ben altra cosa Almeno si approvi quello
Se il Governo ritiene di bocciare l'articolo 59, cioè quello
riscritto che è un recepimento della legge nazionale, in quanto
limita solo alla polizia giudiziaria e non alla pubblica
sicurezza, penso che vada bene.
Durante i lavori della Commissione e con gli uffici si era
detto questo, quindi, la inviterei a trattare l'emendamento 59.2
alla fine.
PRESIDENTE Si passa all'articolo 61. Ne do lettura:
«Art. 61.
Abrogazione di norme
1. Sono abrogati gli articoli 38, 39, 84 e 87 della legge
regionale 6 aprile 1996, n. 16 e successive modifiche ed
integrazioni.
2. Sono abrogate inoltre tutte le altre norme, anche di natura
regolamentare, in contrasto od incompatibili con la presente
legge».
Comunico che è stato presentato il seguente emendamento:
- dal Governo 61.1
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 61, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 62. Ne do lettura:
«Art. 62.
Testo coordinato
1. Il testo della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e
successive modifiche ed integrazioni, coordinato con le
successive modifiche ed integrazioni, ivi comprese quelle
apportate dalla presente legge, viene pubblicato sulla Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana entro trenta giorni dalla
pubblicazione della presente legge».
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 63. Ne do lettura:
«Art. 63.
Istituzione dell'Agenzia della Regione siciliana per le
erogazioni in agricoltura
1. E' istituita, ai sensi dell'articolo 3, comma 3, del decreto
legislativo 27 maggio 1999, n. 165, l'Agenzia della Regione
siciliana per le erogazioni in agricoltura (A.R.S.E.A.), di
seguito denominata Agenzia. L'Agenzia ha personalità giuridica
pubblica ed è dotata di autonomia patrimoniale, finanziaria,
gestionale, amministrativa e contabile e dispone di proprio
personale secondo quanto previsto dal presente articolo.
L'Agenzia è sottoposta alla vigilanza dell'Assessorato regionale
dell'agricoltura e delle foreste. L'Agenzia ha sede in Palermo e
può dotarsi di sedi decentrate. L'Agenzia è riconosciuta secondo
le modalità e le procedure previste dall'articolo 3, comma 2, del
decreto legislativo 27 maggio 1999, n. 165.
2. All'Agenzia sono attribuite le funzioni di organismo
pagatore per la Regione siciliana degli aiuti derivanti dalla
politica agricola comune, nonché degli interventi sul mercato e
sulle strutture del settore agricolo finanziate o cofinanziate
dal FEOGA, sezione garanzia. Nell'esercizio delle funzioni di
organismo pagatore, ai sensi del regolamento CE n. 1663/95,
l'Agenzia provvede a:
a) autorizzare i pagamenti, determinando l'importo che, in
esito all'istruttoria, deve essere erogato al richiedente
conformemente alla normativa applicabile;
b) eseguire i pagamenti, impartendo istruzioni all'istituto
tesoriere designato;
c) contabilizzare i pagamenti, attraverso la registrazione nei
propri libri contabili, con l'utilizzazione di un sistema
informatizzato e la preparazione di sintesi periodiche di spesa,
anche al fine delle dichiarazioni all'AGEA secondo quanto
previsto dalla normativa comunitaria e nazionale in materia; nei
libri contabili devono essere, altresì, registrati gli attivi
finanziati dal Fondo, segnatamente per quanto riguarda gli
anticipi non liquidati e i debitori.
3. All'Agenzia può essere affidata anche la funzione di
organismo pagatore di ogni altro aiuto destinato all'agricoltura
ed allo sviluppo rurale dalla Regione siciliana, dalle province
regionali, dai comuni e da altri enti pubblici operanti nel
territorio della Regione. In questo caso all'Agenzia possono
essere affidate anche le sole funzioni di cui alle lettere b) e
c) del comma 2.
4. I poteri, gli obblighi, le responsabilità ed ogni altro
aspetto relativo alla funzionalità dell'Agenzia, salve le
disposizioni di cui al presente articolo, sono definiti e
disciplinati ai sensi dell'articolo 121, comma 2, lettere a) e b)
della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6.
5. Al personale dell'Agenzia si applica lo stato giuridico ed
il trattamento economico previsto per il personale
dell'Amministrazione regionale dai contratti collettivi regionali
di lavoro relativi al comparto e alla dirigenza.
6. Sono organi dell'Agenzia:
a) il direttore;
b) il comitato di indirizzo;
c) il collegio dei revisori dei conti.
7. Il direttore ha la rappresentanza legale dell'Agenzia e
adotta ogni altro ulteriore atto necessario alla gestione per
l'attività dell'Agenzia. Il direttore è nominato, con decreto del
Presidente della Regione, tra persone in possesso di diploma di
laurea e di documentate competenze in materia di organizzazione
ed amministrazione. Il suo rapporto di lavoro è regolato da
contratto di diritto privato di durata non superiore a cinque
anni, prorogabile una sola volta. Il direttore può essere
revocato, con decreto del Presidente della Regione, su motivata
proposta della Giunta regionale. Il compenso del direttore è
definito nel decreto di nomina, assumendo come parametri quelli
previsti per i dirigenti delle strutture di massime dimensioni
dell'Amministrazione regionale di cui all'articolo 4 della legge
regionale 15 maggio 2000, n.10. L'incarico di direttore è
incompatibile con cariche pubbliche elettive, nonché con ogni
altra attività di lavoro autonomo o subordinato ed allo stesso si
applica il principio di onnicomprensività e di esclusività di cui
alla legge regionale 15 maggio 2000, n.10.
8. Il collegio dei revisori dei conti è nominato con decreto
del Presidente della Regione, dura in carica quattro anni ed i
suoi componenti possono essere riconfermati una sola volta. I
poteri del collegio, in deroga al disposto dell'articolo 1 della
legge regionale 28 marzo 1995, n. 22, sono comunque prorogati
fino alla nomina del nuovo collegio. Il collegio è composto da
tre membri effettivi, di cui uno scelto dal Presidente della
Regione con funzioni di presidente, uno designato dall'Assessore
regionale per l'agricoltura e le foreste e uno designato
dall'Assessore regionale per il bilancio e le finanze, tutti
iscritti al registro previsto dall'articolo 1 del decreto
legislativo 27 gennaio 1992, n. 88. Ai componenti del collegio
spetta una indennità annua lorda il cui ammontare è determinato
nella misura stabilita dal disposto del comma 13 dell'articolo 3
del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502.
9. Il comitato di indirizzo è nominato con decreto del
Presidente della Regione, su conforme deliberazione dalla Giunta
regionale e su proposta dell'Assessore regionale per
l'agricoltura e le foreste, ed è composto da cinque membri, di
cui tre scelti tra esperti di particolare qualificazione nel
settore dell'agricoltura. Il presidente del comitato di indirizzo
è nominato tra i suoi componenti con lo stesso decreto
presidenziale, su proposta dell'Assessore regionale per
l'agricoltura e le foreste. Il comitato di indirizzo, quale
organo consultivo, valuta l'andamento della gestione e lo stato
di attuazione del programma e propone al direttore gli indirizzi
operativi utili a garantire il miglior raggiungimento degli
obiettivi. Il comitato formula pareri obbligatori non vincolanti
sul programma annuale di attività e sul bilancio dell'Agenzia. Le
organizzazioni professionali agricole a livello regionale possono
partecipare, con un rappresentante ciascuno, alle sedute del
comitato senza diritto di voto. Ai componenti del comitato di
indirizzo compete l'indennità di missione e il rimborso delle
spese, secondo quanto previsto per il dirigente generale
dell'Amministrazione regionale. Il comitato di indirizzo dura in
carica cinque anni, prorogabili una sola volta.
10. L'Agenzia, in conformità ai criteri di autonomia e
separazione delle funzioni previste dal Regolamento CE n. 1663/95
e dalle linee direttrici per la revisione dei conti del FEOGA, si
articola in aree funzionali che possono comprendere anche
strutture semplici.
11. Entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente
legge vengono nominati gli organi dell'Agenzia. Il personale è
individuato mediante:
a) l'espletamento delle procedure definite con i provvedimenti
di cui al comma 4;
b) personale dipendente dall'Amministrazione regionale
distaccato presso l'Agenzia;
c) convenzioni con società di lavoro interinale.
12. Entro tre mesi dalla nomina, il direttore provvede agli
adempimenti necessari all'attivazione delle procedure per la
individuazione del personale, secondo quanto previsto alla
lettera b) del comma 11.
13. Il direttore, al fine di garantire l'attivazione
dell'Agenzia e lo svolgimento delle funzioni alla stessa
attribuite, può utilizzare personale dell'Amministrazione
regionale in posizione di comando presso l'Agenzia e provvedere a
stipulare secondo gli indirizzi definiti dalla Giunta regionale:
a) contratti di prestazione d'opera professionale, ai sensi
degli articoli 2230 e seguenti del codice civile;
b) contratti di lavoro temporaneo.
14. In sede di prima applicazione della legge, il Presidente
della Regione su conforme deliberazione della Giunta regionale
assegna all'Agenzia, entro trenta giorni dalla nomina del
direttore e previa ricognizione, i beni immobili e mobili e le
attrezzature di proprietà regionale, strumentali all'esercizio
delle funzioni e delle attività attribuite dal presente articolo.
15. Fino alla data di riconoscimento dell'Agenzia quale
organismo pagatore da parte dell'AGEA , la Regione individua
1'A.R.S.E.A, ai sensi e nel rispetto del punto 4 dell'allegato al
Regolamento CE n. 1663/95, quale organismo regionale di cui
l'AGEA può avvalersi per lo svolgimento delle funzioni di cui
all'articolo 5, comma 3, del decreto legislativo n. 165 del 1999.
16. Le entrate proprie dell'Agenzia sono costituite da:
a) somme destinate all'Agenzia dall'Unione europea per il
finanziamento o il cofinanziamento della struttura dell'organismo
pagatore e dei rimborsi forfetari da parte del FEOGA destinati al
funzionamento della struttura;
b) contributi regionali non finalizzati;
c) contributi straordinari regionali per le attività
specifiche;
d) somme affidate dalla Regione e da altri enti pubblici
operanti sul territorio della Regione, a titolo di compenso per
gli oneri di gestione delle funzioni affidate.
17. Non costituiscono entrate proprie dell'Agenzia e sono
gestite separatamente e nel rispetto dei vincoli di destinazione
derivanti dalla legislazione comunitaria, nazionale e regionale
le somme assegnate all'Agenzia dall'Unione Europea, dallo Stato,
dalla Regione e da altri enti, destinate ad essere erogate a
terzi a titolo di aiuti, premi o contributi, anche cofinanziati,
ai sensi della normativa comunitaria; tali somme sono gestite in
due distinti conti infruttiferi intestati all'Agenzia, con la
dicitura aiuti comunitari', da tenersi presso la tesoreria e
delle quali l'Agenzia rende annualmente il conto agli enti che
hanno assegnato i fondi.
18. L'Agenzia applica fin dal primo esercizio finanziario il
regolamento contabile emanato con il decreto del Presidente della
Repubblica 27 febbraio 2003, n. 97, con le modalità e le
modifiche previste dall'articolo 18, comma 4, della legge
regionale 22 dicembre 2005, n. 19.
19. Il direttore adotta il Regolamento contabile interno
dell'Agenzia secondo le disposizioni del decreto del Presidente
della Repubblica 27 febbraio 2003, n. 97, come applicabili in
Sicilia, tenendo conto della normativa comunitaria e nazionale
per le attività di cui ai commi 2 e 3. Il Regolamento è approvato
dall'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste con le
modalità stabilite dal comma 5 dell'articolo 53 della legge
regionale 28 dicembre 2004, n. 17. In caso di correzione
finanziaria negativa, da parte del FEOGA, sezione garanzia,
imputabile all'Agenzia, si applica l'articolo 5, comma 5, del
decreto legislativo 27 maggio 1999, n.165 e successive modifiche.
20. L'Agenzia fornisce all'AGEA, ai sensi dell'articolo 3,
comma 5, del decreto legislativo 27 maggio 1999, n. 165, tutte le
informazioni necessarie per le comunicazioni da effettuare alla
Commissione dell'Unione europea ai sensi della normativa
comunitaria. L'Agenzia inoltre:
a) trasmette con periodicità semestrale alla Giunta regionale
ed agli altri enti per i quali svolge attività di organismo
pagatore, i rendiconti sull'attività svolta, anche sotto forma di
prospetti informatici;
b) invia alla Giunta regionale, entro il 30 aprile di ciascun
anno, il proprio bilancio di esercizio e la relazione
sull'attività svolta nell'anno precedente e sull'andamento della
gestione. La Giunta regionale riferisce alla competente
Commissione legislativa dell'Assemblea regionale siciliana nei
trenta giorni successivi;
c) inoltra all'AGEA le prescritte rendicontazioni periodiche ed
annuali e, per il tramite dell'AGEA, al Ministero dell'economia
richieste motivate per anticipazioni di spesa per far fronte alle
esigenze di pagamento degli aiuti comunitari;
d) si avvale, per l'esercizio delle funzioni e attività, dei
dati e dei servizi dell'organismo di coordinamento, ai sensi
dell'articolo 5, comma 4, del decreto legislativo 27 maggio 1999,
n.165.
21. L'Agenzia, al fine di realizzare un sistema informatico
adeguato alle proprie esigenze di funzionamento e alle norme
comunitarie, può stipulare apposita convenzione con la struttura
societaria prevista dall'articolo 78 della legge regionale 3
maggio 2001, n. 6, e successive modifiche ed integrazioni.
22. L'Agenzia, nello svolgimento delle proprie funzioni, può
dotarsi di autonome strutture di supporto e operative mediante la
costituzione di società a capitale misto pubblico-privato, con
partecipazione pubblica maggioritaria o la partecipazione a
società di capitali. Può avvalersi, mediante apposite convenzioni
e/o protocolli di intesa, dei servizi realizzati e messi a
disposizione dall'AGEA agli organismi pagatori o ad altre
strutture pubbliche.
23. L'Agenzia, per l'esercizio delle funzioni e dei compiti
assegnatele dal presente articolo, può avvalersi, ai sensi
dell'articolo 15 del decreto legislativo 30 aprile 1998, n. 173,
dei servizi del Sistema informativo agricolo nazionale (SIAN) e
degli altri servizi informatici regionali.
24. Il bilancio di funzionamento dell'Agenzia inizia l'1
gennaio e termina il 31 dicembre del medesimo anno. L'esercizio
finanziario comunitario, riferito alla gestione dei finanziamenti
erogati dal fondo FEOGA, sezione garanzia, ha inizio il 16
ottobre e si chiude il 15 ottobre dell'anno successivo, secondo
la vigente normativa comunitaria. I conti annuali comunitari sono
certificati, ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo 27
maggio 1999, n. 165 e successive modifiche, da società abilitate,
non controllate dallo Stato o dalla Regione, nel rispetto della
normativa comunitaria e nazionale sugli appalti pubblici di
servizi.
25. L'Assessorato regionale dell'agricoltura e delle foreste
esercita la vigilanza sull'attività dell'Agenzia, con le
modalità previste dall'articolo 53 della legge regionale 28
dicembre 2004, n. 17, sottoponendo al controllo di legittimità e
di merito i seguenti atti:
a) bilancio di previsione e relative variazioni;
b) bilancio consuntivo;
c) programma annuale di attività;
d) assunzioni del personale, procedure concorsuali pubbliche e
variazioni di pianta organica;
e) regolamenti.
26. Sono fatti salvi i controlli su eventuali
ulteriori atti sulla base di vincoli posti da normative
nazionali e comunitarie di settore».
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 64. Ne do lettura:
«Art. 64.
Norma finanziaria
1. Per la realizzazione del programma triennale di cui
all'articolo 28 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16, come
sostituito dall'articolo 28 della presente legge, è autorizzata,
nel triennio 2006-2008, la spesa annua di 34.000 migliaia di euro
da destinare, quanto ad euro 4.500 migliaia agli interventi di
competenza del dipartimento regionale delle foreste e, quanto ad
euro 29.500 migliaia, agli interventi di competenza dell'Azienda
regionale delle foreste demaniali.
2. Per le finalità di cui all'articolo 31 della legge regionale
6 aprile 1996, n. 16 e successive modifiche ed integrazioni, è
autorizzata la spesa di 1.000 migliaia di euro.
3. Agli oneri di cui ai commi 1 e 2, quantificati
complessivamente in 35.000 migliaia di euro annui, si provvede
nell'esercizio finanziario 2006 con le assegnazioni di cui al
comma 114 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266;
per gli esercizi finanziari 2007 e 2008 ai predetti oneri si
provvede mediante attualizzazione dei limiti di impegno
autorizzati rispettivamente dal comma 114 dell'articolo 1 della
legge 23 dicembre 2005, n. 266, e dal comma 3 ter dell'articolo 5
del decreto legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito in legge
2 dicembre 2005, n. 248.
4. Agli oneri derivanti dall'applicazione dell'articolo 63,
quantificati per l'esercizio finanziario 2006 in 1.000 migliaia
di euro, si provvede mediante riduzione della spesa autorizzata
dall'articolo 7, comma 14, della legge regionale 22 dicembre
2005, n. 19, UPB 1.3.1.3.99, capitolo 105306. Per gli esercizi
finanziari successivi i relativi oneri, valutati in 1.000
migliaia di euro per ciascun anno, trovano riscontro nel bilancio
pluriennale della Regione per il triennio 2006- 2008, UPB
4.2.2.8.1.
5. Il Ragioniere generale della Regione, su proposta dei
dirigenti generali dei relativi rami amministrativi, è
autorizzato ad apportare al bilancio della Regione le necessarie
variazioni per l'attuazione dell'articolo 63, in relazione alle
competenze, al personale ed alle funzioni trasferiti all'Agenzia
della Regione siciliana per le erogazioni in agricoltura».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dagli onorevoli Oddo, Speziale, Giannopolo, Villari e Zago:
64.1;
-dal Governo: 64.2.
Considerato che si tratta di una norma particolarmente
impegnativa, forse è opportuno che il Governo la illustri.
SPEZIALE Se non trattiamo gli articoli riguardanti il
personale che potrebbero prevedere nuove spese che senso ha
discutere l'articolo 64? Inviterei, pertanto a sospendere l'esame
dell'articolo 64.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, non a caso ho chiesto al
Governo di illustrarlo perché il Governo aveva, poc'anzi,
annunziato la soppressione degli articoli accantonati, cioè 44,
45, ecc.; considerato che questa norma è direttamente connessa
anche con quella, perché determina o non determina un onere, il
Governo, che aveva presentato l'emendamento, probabilmente
intende modificarlo, per questo avevo dato la parola al
Presidente della Regione.
Il Governo, poc'anzi, ha chiesto l'accantonamento di una serie
di articoli la cui approvazione significa qualcosa in termini
finanziari e la cui bocciatura significa un'altra cosa sempre in
termini finanziari.
Visto che siamo arrivati all'articolo 64, che è la norma
finanziaria della legge e il Governo ha presentato un
emendamento, ho chiesto al Governo di rimeditare l'emendamento in
funzione della sua posizione relativa agli articoli accantonati
perché, comunque, prima dobbiamo procedere all'esame degli
articoli accantonati. Aspettavo, quindi, dal Governo una
risposta. Questo è lo stato delle cose.
SPEZIALE Signor Presidente, condivido la sua posizione.
Ritengo che sia la procedura più logica. Chiedo chiarimenti al
Presidente della Regione.
CUFFARO presidente della Regione. Non si può procedere alla
trattazione di un testo così importante facendo così tanta
confusione
SPEZIALE Condivido pienamente le affermazione del Presidente
Cuffaro riguardo alla confusione con cui si sta procedendo in
quest'Aula.
Ritengo che gli articoli dal 44 in poi rappresentano il
cuore' della legge, perché riguardano tutta la materia del
personale; l'articolo 64 riguarda, invece, la copertura
finanziaria per l'intera legge ma in larga parte servirà a
coprire la spesa prevista dagli articoli 44 e seguenti.
Sarebbe, pertanto, proceduralmente più esatto procedere prima
all'approvazione degli articoli 44 e seguenti e, poi, alla luce
delle risultanze del dibattito d'Aula e dell'esito dei voti dei
singoli articoli passare all'esame dell'articolo 64 per la
copertura finanziaria.
Se il Governo intende riscrivere l'articolo 44 bisognerà
procedere ad una breve sospensione, se invece intende proseguire
i lavori, senza riscrittura dell'articolo 64 se ne sospende la
discussione dello stesso articolo e si riprende la discussione
degli articoli 44 e di tutti gli altri accantonati.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, ritengo condivisibile e
logica la proposta dell'onorevole Speziale, pertanto il Governo
dica se intende rimeditare la formulazione dell'articolo 44, che
è già stato distribuito nella nuova formulazione.
Comunico che sono stati presentati dal Governo gli emendamenti
44.16, 36.5, 44.10.1 e 44.11. Preciso che l'emendamento di
riscrittura del Governo è il 44.16.
CUFFARO presidente della Regione. L'emendamento 44.16 non è
sostitutivo dell'articolo 44 ma bensì modificativo.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per cinque
minuti.
(La seduta sospesa alle ore 18.35 è ripresa alle ore 18.13)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, si riprende l'esame dell'articolo 44 e
degli emendamenti. Il Governo si accinge a presentare un
emendamento di ulteriore riscrittura rispetto all'emendamento
44.16. Onorevole Assessore, sarebbe opportuno che il Governo ci
facesse pervenire un testo interamente coordinato perché in
questo modo risulta molto complesso seguire l'andamento della
legge.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente,
l'articolo 44 è modificato dall'emendamento 44.16 con il quale
il Governo modifica, alla luce delle risorse disponibili, le
procedure i tempi e le quantità di stabilizzazione. Per cui, se
approvassimo l'emendamento 44.16, che è non interamente
sostitutivo bensì modificativo dell'articolo 44, di fatto daremmo
corpo a quella che è l'intesa raggiunta, con le risorse
disponibili, con le organizzazioni sindacali, che poi è stata
anche approvata dalla Commissione.
Il Governo lascia gli emendamenti presentati al testo che
affrontano materia specifica e che sono perfettamente
integrabili con la modifica dell'articolo 44, così come previsto
dall'emendamento 44.16.
PRESIDENTE Il fatto che il Governo dica che sono facilmente
integrabili in questo momento noi non siamo nelle condizioni di
comprenderlo, in quanto l'emendamento 44.16 modifica il testo
originario. Ci sono, inoltre, tre emendamenti (il 36.5 è
aggiuntivo e certamente non altera il testo); gli altri due
emendamenti, il 44.11 e il 44.10.1, dovremmo capire come si
conciliano con quelli precedenti perché è un ulteriore innesto su
un testo che ha già subito un precedente innesto. In più ci sono
tutti gli altri emendamenti integralmente sostitutivi a firma di
altri colleghi. Per tali ragioni, propongo che il Governo
riscriva in modo armonico gli emendamenti all'articolo 44.
Pertanto, l'articolo 44 è accantonato.
Si riprende l'esame dell'articolo 45 in precedenza
accantonato.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente, il
Governo preannunzia la presentazione di un emendamento
soppressivo dell'articolo 45.
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato dal Governo un
emendamento interamente soppressivo dell'articolo 45.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 46 in precedenza accantonato.
Si passa all'emendamento 46.1, dell'onorevole Ferro.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Il parere
del Governo è contrario perché è già previsto.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI , presidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non é approvato)
Si passa all'emendamento 46.2, degli onorevoli Oddo,
Speziale, Giannopolo, Villari, Zago.
ODDO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, l'esigenza che avvertivamo in tanti
era quella di fermarci un attimo perché l'articolo 45 è stato
soppresso. Quindi, per quanto concerne la famosa questione che
noi avevamo tentato di sostenere fino in fondo, quella della
cosiddetta parolina magica distrettuale , dove si rischiava di
fare una confusione tremenda, in quanto una cosa è l'elenco
cosiddetto speciale, altra cosa sono le graduatorie. Quindi
attenzione, altrimenti succede un finimondo nel momento in cui si
fa confusione tra elenco provinciale speciale , graduatoria da
cui attingere , perché se poi si va in rotta di collisione si
esplode. Dunque, non essendoci più l'articolo 45, viene meno
anche quanto previsto dall'emendamento 45.5. Quindi, siamo ancora
nelle condizioni di riparare a quello che sta succedendo.
Alcuni emendamenti all'articolo 46 fanno riferimento
all'articolo 45 e quindi abbiamo bisogno di un po' di tempo per
presentare i relativi subemendamenti. Perché, attenzione, noi
stiamo parlando di garanzie occupazionali, di graduatoria unica
distrettuale, non stiamo parlando di cosa da niente
Dunque, abbiamo bisogno di fermarci e ragionare un attimo.
Ognuno affina i propri emendamenti cercando di capire se da parte
del Governo c'è una certa disponibilità.
Per quanto concerne l'emendamento 46.2, ritengo innanzitutto
che sia necessario modificare la parte che si rifà all'articolo
45. Onorevole Presidente della Regione, quando spesso richiamate
come Governo l'accordo sindacale noi tutti abbiamo la necessità
di capire a quale accordo sindacale vi richiamate: se vi
richiamate all'accordo sindacale che conosciamo nei contenuti,
se vi richiamate al testo che avete approvato come Governo, se vi
richiamate spesso al ruolo dei sindacati e a quello che chiedono
i sindacati. Poc'anzi, per esempio, è stata commessa - a mio
avviso - una scorrettezza perché non ci si può richiamare ai
sindacati dicendo i sindacati ci chiedono, per quanto concerne
la questione delle graduatorie, di fare un discorso che riguarda
le provinciali e le distrettuali. Le provinciali non
provocherebbero niente di importante, invece le distrettuali sì .
E' l'esatto contrario, onorevole Presidente; i sindacati non
hanno chiesto questo, oppure dobbiamo specificare quali sindacati
hanno chiesto questo e quali sindacati hanno chiesto altro
INFURNA I lavoratori
ODDO Ma quali lavoratori I sindacati rappresentano i
lavoratori. Smettetela di dire queste cose
PRESIDENTE Onorevole Oddo, la prego di non interloquire con
altri deputati
ODDO Signor Presidente, lei non deve richiamare me, deve
richiamare chi mi interrompe
PRESIDENTE Io devo interloquire con lei. Onorevole Oddo. Gli
emendamenti 46.2 e 46.3 sono aggiuntivi. Le anticipo che
l'attuale formulazione è incoerente con quanto noi abbiamo già
votato relativamente alle graduatorie distrettuali o provinciali.
Dunque, o i firmatari dei suddetti emendamenti presentato i
relativi subemendamenti, oppure sono da dichiarare improponibili
entrambi gli emendamenti, fermo restando la possibilità di
aggiungere il contenuto degli emendamenti 46.2 e 46.3 nel caso in
cui i presentatori volessero riformularli in coerenza con quanto
già votato dall'Assemblea. Per quanto concerne l'emendamento
46.4, esso può essere posto in votazione in quanto si riferisce
all'articolo 46.
Si passa, pertanto, all'emendamento 46.4 del Governo. Lo pongo
in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 46 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Restano in vita gli emendamenti 46.2 e 46.3 che nell'attuale
formulazione sono improponibili. Qualora i firmatari intendessero
riformularli, la Presidenza li accantonerebbe, perché sono
aggiuntivi, per dare il tempo ai firmatari di riformularli
tenendo conto che il parere del Governo è contrario.
Si passa all'articolo 47 in precedenza accantonato.
Comunico che è stato presentato dal Governo un emendamento
interamente soppressivo dell'articolo 47.
FERRO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FERRO Signor Presidente, non vorrei che andando troppo di
fretta rischiamo di fare un grande pasticcio. L'Assessore
poc'anzi, a proposito di un emendamento all'articolo 46,
rispondeva dicendo che quella norma era già prevista. Vorrei che
l'Assessore prestasse attenzione a quello che sto dicendo solo
per un ragionamento di carattere logico.
A me risulta che diversi lavoratori sono stati,
sostanzialmente, licenziati, anche in varie province, per
inidoneità fisica. Lo spirito della legge 626 è quello di ...
PRESIDENTE Onorevole Ferro, mi scusi, stiamo parlando
dell'articolo 47, dove c'è un emendamento soppressivo suo ed uno
del Governo.
La materia che lei sta trattando è relativa alla parte
accantonata che abbiamo deciso di accantonare per un'eventuale
riscrittura
FERRO Ma io, intervengo proprio per dare un elemento di
valutazione.
PRESIDENTE Ma glielo dà dopo, onorevole Ferro, intanto
FERRO E se no, rischiamo poi di ritrovarci
PRESIDENTE Ma siccome la materia è accantonata, onorevole
Ferro, rischiamo di parlare due volte sulla stessa cosa.
Pongo c in votazione l'emendamento 46.4.
Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 48 e dei relativi
emendamenti.
L'emendamento 48.1 era già stato respinto dall'Aula. Pongo in
votazione l'emendamento 48.2. Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 48 nel testo risultante.
SPAMPINATO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vi
chiedo di riflettere un attimino rispetto a quello che stiamo
approvando e credo - spero anzi che sia il contrario - che
questo emendamento non approvato non caratterizzi la filosofia di
questo Governo.
Questa norma attribuisce un potere esclusivo all'Assessore di
determinare percentuali di assunzioni.Siamo comunque coscienti
che quando saremo al Governo, abrogheremo questa filosofia.
Anche se c'è fretta, anche se ormai c'è la voglia di andare a
chiudere, chiederei ai colleghi deputati di essere un
pochettino più attenti rispetto anche alle proposte che vengono
dall'opposizione.
La proposta dell'onorevole Ferro è ora più che sensata e credo
che, anche l'Assessore pro-tempore, avrebbe potuto tenerla in
particolare considerazione.
Quindi, come avete visto, io avevo chiesto di parlare, ma non
ho fatto in tempo.
Intervengo solo così, ad onor di cronaca, per dichiarare, per
il motivo esposto, il mio voto contrario.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 48 nel testo
risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 49 e dei relativi
emendamenti.
L'emendamento 49.5 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che il governo ha presentato l'emendamento 49.9 bis..
L'emendamento 49.1 è uguale al 49.9bis del Governo perché punta
alla soppressione del comma 3.
Li pongo congiuntamente in votazione.
Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non
voterò più niente di questa legge, perché questa legge, almeno
per quanto ci riguarda, era stata voluta in quanto recepiva un
accordo intercorso tra le organizzazioni sindacali
rappresentative e non rappresentative e il Governo.
Qui, adesso, noi stiamo approvando e si sta andando a passi
veloci verso una legge che stravolge quell'accordo per,
diventare, invece, la legge del Presidente della Regione, che io
non condivido.
Il Presidente della Regione ha detto che c'è un accordo con il
sindacato sulla progressione del 15 per cento tra una fascia e
l'altra. E' falso. A me e a noi del Gruppo parlamentare DS non
risulta che ci sia un accordo di questo tipo.
Più volte è stato detto qui che alcuni emendamenti non potevano
essere presi in considerazione perché il sindacato aveva chiesto
che fossero formulati in modo diverso. Ma neanche questo era
vero.
Ritengo che o l'accordo con il sindacato ha un senso, e deve
valere sempre lo stesso accordo, che si potrebbe pure decidere
di modificare ma nell'ambito del contesto stabilito, o altrimenti
ci si avvia verso l'approvazione di un'altra legge.
Possiamo anche stabilire l'abrogazione dell'ulteriore
fabbisogno, ma qui stiamo andando avanti rispetto ad un'
impostazione che non prevede più la graduatoria unica
distrettuale, mentre invece nell'accordo con il sindacato questo
era previsto; l'elenco speciale, conseguentemente, non è
articolato su base distrettuale ma su quella provinciale; i
lavoratori in soprannumero non si capisce con quale criterio e
sulla base di quale graduatoria possano rientrare.
A mio avviso, andare avanti nell'esame di questa legge è
assolutamente una contraddizione. Il Governo può anche dire in
quest'Aula che sta facendo un'altra cosa, e se ne assume le
responsabilità, in caso contrario non può barare dicendo che in
questa legge sta mantenendo l'accordo sottoscritto con il
sindacato .
Sul 15 per cento, che è quello che corrisponde alla proposta
legittima, trascuriamo il fatto che possa essere o meno
condivisibile, sicuramente non condivisibile da parte del Gruppo
parlamentare DS, però quella proposta è un'altra cosa.
Il Governo si era impegnato, dall'incontro con le
organizzazioni sindacali all'Aula, di verificare la possibilità
di ulteriori coperture finanziarie che avrebbero consentito una
riarticolazione dell'ipotesi di accordo e della stessa proposta
del Governo Cuffaro.
Noi del Gruppo parlamentare DS pensavamo di collaborare
all'esame di questa legge proprio perché c'era un contesto entro
cui ci potevamo muovere, ma questo contesto a nostro avviso non
c'è più
Bisogna ridiscutere tutto, altrimenti noi del Gruppo DS non
parteciperemo più ai lavori
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, che questa sia una legge difficile perché
riguarda una materia che bisogna ben conoscere ne siamo tutti
convinti; che la legge che stiamo facendo non sia totalmente
nuova, cosa che in qualche modo ci avrebbe aiutato nell'andare
avanti con l'articolato, ed è invece una legge che incastra la
legge n. 16 del 1996, rendendo più difficile la possibilità di
capire tra un articolo di una vecchia legge e uno di una nuova
legge che cosa stiamo facendo, purtroppo è vero; che tra la
legge n. 16 del 1996 e quella di oggi ci sono una serie di norme
che questo Parlamento ha approvato che ulteriormente rendono più
complessa la materia è cosa risaputa; ma che il Governo non stia
mantenendo gli impegni che ha preso è assolutamente falso
Mi dispiace che l'onorevole Giannopolo dica questo, almeno che
voglia politicamente prendere le distanze da una legge perché
voleva che si mantenesse l'ipotesi di accordo che prevedeva la
stabilizzazione non del 15 ma del 50, del 30 per cento, anche
questo è vero, ma allora anche io vorrei procedere alla
stabilizzazione di tutti e subito.
Dobbiamo smetterla di giocare a strumentalizzare, onorevole
Giannopolo, perché noi abbiamo detto con grande lealtà ai
sindacati ed ai lavoratori che c'erano delle risorse, che
quelle potevamo mettere a disposizione nel triennio, perché qui
stiamo facendo un programma di triennio e non di un anno e che
scegliessimo insieme da dove partire per cominciare a dare
risposte concrete e un programma di stabilizzazione che si
completasse nel triennio.
Insieme dolorosamente abbiamo concordato che si facesse fare un
passo avanti ai cinquantunisti che passavano tutti a settantotto
giornate, perché erano le cosiddette fasce più deboli e che, per
quanto riguarda i centunisti e i centocinquantunisti, si
cominciasse una progressione sino alla stabilizzazione a
cominciare dal quindici per cento.
E ciò significa che i centunisti col quindici per cento passano
a centocinquantunisti e che il quindici per cento dei
centocinquantunisti passano ad essere stabilizzati.
E' chiaro che c'é un quindici per cento delle fasce che
transitano a scalare sino alla stabilizzazione complessiva.
Non solo a me, ma a tutti i parlamentari sarebbe piaciuto, se
avessimo avuto le risorse, stabilizzare tutto e tutti, però, a
fronte di chiedere tutto e di fare tutto quando non si può fare,
abbiamo scelto di fare le cose che si possono fare.
Quando il Governo ha detto, onorevole Giannopolo, voglio
ricordarlo, che il testo in cui si parla di una graduatoria
provinciale é un testo che era stato concordato con il
sindacato....
CRACOLICI Non é vero. E' stato concordato un elenco
speciale di graduatorie provinciali. Voi state ingarbugliando il
sistema.
CUFFARO presidente della Regione. ... il disegno di legge
sul quale stiamo lavorando, nel senso che lo stiamo emendando, é
il disegno di legge che era frutto di un accordo che é poi stato
ulteriormente modificato dalla Commissione di merito.
Questo é il tema, ma io ho affermato, con grande lealtà poco
fa, a supporto delle cose dette dall'onorevole Giannopolo,
che il fatto che la richiesta venisse dai sindacati delle
graduatorie provinciali ai nostri uffici - che mi dicono che é
stata una richiesta fatta dai sindacati - complica la vita,
perché sconvolge - e l'ho detto con chiarezza - la linea del
Governo, che non era quella di fare le graduatorie provinciali,
bensì quelle distrettuali. Ho voluto dire molto onestamente che
questa é una richiesta fatta dai sindacati. Non avremmo alcun
motivo di dire una cosa che non é vera, quando tra l'altro non la
condividiamo neanche.
E' inutile che ci venite a dire che non é vera. E' vera, poi
possiamo tornarci, ma siccome non é questo il cuore e la
filosofia della legge. Detto questo, relativamente agli articoli
che abbiamo cassato - lo ripeto - anche questo é frutto di una
condivisione con il sindacato.
Nessuno può immaginare di stabilizzare quelli che vengono al
quindici, al cento per cento, se noi continuiamo a tenere aperta
la possibilità che entrino altri precari, perché le risorse che
dovremo recuperare dovranno servire a stabilizzare gli altri,
non a fare entrare nuovi precari, come prevedevano gli articoli
45 e 47. Anche questo é frutto di una condivisione complessiva
con le organizzazioni sindacali più rappresentative e meno
rappresentative, come dice l'onorevole Oddo.
E' stato modificato in Commissione ed io ho il dovere di
riportare a questa Aula quale era la condivisione e ho cassato,
assumendomene le responsabilità, l'articolo 45 e l'articolo 47.
Stiamo tentando di fare ciò, con grande difficoltà e non é
escluso che vi siano errori che avranno bisogno di essere
corretti, però si sta tentando di andare avanti su una scelta che
non é certo la migliore, perché avremmo voluto stabilizzare
tutti, ma é quella possibile.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi avevamo
chiesto di fermarci per mezz'ora perché conveniamo con lei che la
materia é complessa e che una certa frettolosità nel formulare il
testo potrebbe complicarne il contenuto ed anche la sua
applicabilità.
Tuttavia, signor Presidente, dato che lei ritiene che sia
possibile aprire un confronto nel merito, sono tra quelli che
sostengono che dobbiamo partire dall'accordo sindacale.
Qual e differenza c'è tra il nostro punto di vista e il suo
suo punto di vista?
Non è che l'accordo fatto dall'Assessore Leontini, poi portato
e approvato dalla Giunta di Governo senza copertura finanziaria,
ed il testo portato all'esame del Parlamento era un cattivo testo
perchè su quella base c'è stato l'accordo sindacale.
L'obiezione di fondo da lei sollevata è la mancanza di
disponibilità finanziaria per potere soddisfare l'accordo
raggiunto dal Governo.
Il punto su cui dobbiamo concentrare l'attenzione è questo.
Il Governo, se ci fossero le risorse - questo mi è sembrato di
capire - ci troveremmo nelle condizioni di portare i
cinquantunisti a settantotto giornate e i centocinquantunisti a
quindici ma anche di più, sempre che ci siano le risorse, con
aperture progressive di sistemazione.
Presidente, vorrei farle osservare che le risorse ci sono in
base alle scelte che si operano.
Non è vero che non abbiamo più risorse, siamo nella
disponibilità di avere risorse.
E' a conoscenza, Presidente, di un mio emendamento presentato
in Commissione Bilanci' e adesso riscritto e ripresentato
assieme all'onorevole Oddo che stabilisce da dove prendere le
risorse, quali risorse utilizzare e dare copertura finanziaria ad
una manovra più ampia che risponda di più a quell'accordo fatto
con il sindacato?
Il problema vero è capire se c'è da parte del Governo la
volontà di dare priorità ad alcune cose anziché ad altre.
Ecco perchè sostenevo di non discutere l'articolo 64 perchè
all'articolo 64 c'è un emendamento a firma dell'onorevole Oddo e
del Gruppo parlamentare DS che prevede copertura finanziaria
all'ipotesi di accordo fatta dal Governo regionale, dal suo
Assessore con i sindacati, con le tre organizzazioni sindacali.
Vorrei sapere, Presidente, se lei è disponibile a valutare gli
emendamenti presentati dal Gruppo dei DS perchè, se è così,
possiamo dimostrare come è possibile reperire delle risorse.
Torno a ripetere una cosa sulla quale il Governo potrà
rispondermi ma noi vogliamo fare un'altra cosa' ed è nella
vostra oggettività, però deve essere chiaro che dopo questo
disegno di legge, l'attuale disegno di legge che riguarda i
forestali, affronteremo un nuovo disegno di legge, il cui testo
si chiama credito di imposta per l'anno in corso; per quel testo
il Governo sta impegnando 14 milioni di euro, ventotto miliardi
delle vecchie lire, e su base triennale sta impegnando 10 milioni
per il 2007 e 10 milioni per il 2008 perchè, come tutti sanno,
la norma deve presentare una copertura pluriennale.
Ho spiegato, ed è il tentativo che faccio anche qui, che il
credito di imposta è una misura che è stata assunta dall'articolo
8 della legge n. 388 del 2000. L'articolo 8 della legge 388 del
2000 aveva dato agli italiani, ed alla Sicilia in particolare,
una misura importante cioè il credito di imposta.
Nel 2000 governava il centrosinistra.
E' arrivato Tremonti, ha tolto quella misura e adesso il
Governo regionale ci dice che vuole reintrodurre, dopo cinque
anni, una misura utile. Soltanto che dimentica il fatto che nella
polemica politica di questi giorni e nel programma dell'Unione
c'è scritto che se vincesse l'Unione e vincesse Prodi quella
misura verrebbe reinserita nei primi cento giorni del nostro
Governo sulla fiscalità generale, cioè sul bilancio del Governo
nazionale, non sul bilancio del Governo regionale e, siccome
abbiamo avuto restituite le risorse, desidero sapere - e
chiunque può rispondere - se non c'è una priorità, prima
osservazione.
Seconda osservazione. Ammesso che stasera facciamo la norma sul
credito di imposta, la norma può entrare a regime non prima
del 2007 e quindi ci sono nella nostra disponibilità - mi
riferisco a ragionamenti di ordine tecnico, neancge politico -
quattordici miliardi delle vecchie lire con i quali è
possibile eventualmente, non dico allargare tutta la platea, ma
trovare una soluzione mediata che più risponda alle attese che
sono state poste dalle questioni sindacali.
Concludo, signor Presidente, se la sua osservazione è legata
alle difficoltà di bilancio, di cui noi ci rendiamo conto,
prendendo atto degli emendamenti nostri, che vedono copertura
adeguata nei capitoli e nelle UPB adeguate, e riutilizzando le
risorse che sono previste per una norma che è il credito di
imposta, noi possiamo risolvere positivamente il problema. Se il
Governo, invece, non desidera utilizzare quelle risorse, è chiaro
che non può dire che le risorse non ci sono, ma si risponda
diversamente: noi le risorse per i forestali non vogliamo
utilizzarle.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente, è
chiaro che il Governo ha un programma e una strategia da portare
avanti, dice bene l'onorevole Speziale, ed è chiaro che il
Governo ritiene la legge sul credito di imposta una legge
importante perché è una legge che aiuterà le imprese tutte,
soprattutto le piccole e medie imprese, che sono quelle che hanno
fatto crescere in questi anni il lavoro produttivo in Sicilia,
che ci ha consentito di far aumentare il tasso di crescita e di
fare un po' di occupazione; ne vorremmo fare molto di più, ma
che in questi cinque anni abbiamo fatto 101.000 nuovi occupati è
un dato e non può essere inventato.
Poichè sono convinto che tutti vogliamo fare nuova occupazione
e il credito di imposta consentirà alle imprese di attivare
processi produttivi, la facciamo. Un buon padre di famiglia tenta
di distribuire le risorse in tutti i settori della famiglia.
Abbiamo dato risposte ai forestali serie e concrete,
programmandone nel futuro altre, nel contempo vogliamo dare
risposte anche alle imprese che sono una parte importante nel
settore produttivo di questa Sicilia.
Onorevole Speziale, io mi auguro che se dovesse vincere
l'Unione a livello nazionale, lei pensi non di reintrodurre quel
credito di imposta che avete fatto dieci anni fa, ma di fare
qualche opportuna e dovuta modifica, perché ho dovere di dirle,
caro onorevole Speziale, che non le pagherà lo Stato il credito
di imposta perché lei non può far finta di non conoscere le
nostre norme.
Il credito di imposta che cos'è, se non il fatto che le imprese
non paghino alcune tasse.
Vorrei ricordare all'onorevole Speziale che le tasse, le
imprese in Sicilia le pagano alla Regione, le riscuotiamo noi.
Quando lei con il suo partito, l'Unione, rifarà il credito di
imposta a livello nazionale, non faccia come l'altra volta, che
si dimentica di metterci i soldi, perché altrimenti la legge la
fanno a Roma e le tasse poi le subiamo in Sicilia, come avete
fatto l'altra volta
Quindi, le vorrei dire di non reintrodurre questo argomento, ci
lasci fare in Sicilia la norma sul credito di imposta, sappiamo
quante risorse abbiamo e ce le sappiamo compendiare. Altrimenti
il credito di imposta, così come l'altra volta, farà nelle casse
della Regione siciliana un buco da 850 miliardi che poi siamo
costretti ad inseguire perché il presupposto è che le tasse qui
le riscuotiamo noi e quando le imprese non le pagheranno, non è
che fanno un favore a Roma, fanno un difetto a noi che non le
riscuoteremo. Questo per la precisione
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, eravamo rimasti che avremmo
fatto una sospensione di trenta minuti per consentire ai colleghi
di leggere la riscrittura dell'emendamento all'articolo 44.
L'emendamento di riscrittura dell'articolo 44 è stato formulato
e tra poco verrà distribuito. Tiene conto di quegli emendamenti
di cui avevamo parlato, compreso il 36.5.
Se votiamo gli emendamenti congiunti a firma degli onorevoli
Gurrieri, Barbagallo e del Governo, soppressivi del comma 3,
resta in vita soltanto l'emendamento 49.4.
Noi potremmo completare la discussione sull'articolo 49 votando
gli emendamenti e il testo e, poi, sospendere per trenta minuti
così come avevamo detto.
LACCOTO Chiedo di parlare sul procedimento dei lavori e
sull'articolo 49.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LACCOTO Signor Presidente, onorevoli colleghi, sento in
quest'Aula delle parole altisonanti, però non corrispondono ai
fatti. Abbiamo assistito a tre giorni di seduta continua senza
una strategia del Governo e della maggioranza e lo si vede anche
nel contrasto che esiste tra il testo emendato dal Governo e il
testo emendato dalla Commissione, una Commissione che,
certamente, rispecchia la maggioranza. In queste condizioni
venire qua, nell'ultimo giorno dell'ultima seduta, a dire che vi
sono delle strategie, fare delle leggi così importanti quali
quella dei forestali e quella del precariato, in pochi minuti,
in una confusione normativa che creerà più danno, in emendamenti
che sono fatti per il precariato e per il precariato, invece, non
risolvono i problemi. E vi dico quali. In questo emendamento del
precariato sono stati inseriti i PIP di Palermo, sono state
inserite norme per alcune terme ... Allora io dico che questa
procedura ....
PRESIDENTE Onorevole Laccoto, la prego di ....
LACCOTO Allora, signor Presidente, sull'ordine dei lavori.
Signor Presidente, io chiederò sin da ora, su ogni
emendamento, da questo momento, la parola per avere la
possibilità di comprendere tutti gli emendamenti, a norma del
Regolamento, e desidero che il Governo e i presentatori degli
emendamenti che vanno in discussione li illustrino.
PRESIDENTE Onorevole Laccoto, lei chiede una cosa in parte
prevista dal Regolamento e in parte no. Pongo congiuntamente in
votazione gli emendamenti 49.1 e 49.1 bis, soppressivi del comma
3.
Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvati)
Gli emendamenti 49.7, 49.2 e 49.3 sono superati.
Si passa all'emendamento 49.4 e 49.5.
SPEZIALE Li ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 49 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
La seduta è sospesa per trenta minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 19.00 è ripresa alle 21.10)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, il Governo ha presentato un
emendamento di riscrittura dell'intero articolo 44 che è in fase
di distribuzione, ma che immagino già conosciate perché avete
partecipato alle riunioni svoltesi durante questa sospensione dei
lavori della seduta.
Invito il Governo ad illustrarlo rapidamente.
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Onorevoli
colleghi, l'emendamento 44G contiene in nuce, in sintesi, la
filosofia poi dell'intera norma, cioè conferma il turn over,
istituisce il criterio dell'attingimento alle medesime
graduatorie e nel contempo fissa la percentuale del 15 per cento
per quanto riguarda i contingenti dei centunisti e dei
centocinquantunisti . E' completato dalla integrazione delle
categorie dei centocinquantunisti che fino ad oggi hanno
ininterrottamente lavorato con la conferma annuale. Credo,
pertanto, che, per un verso, proceduralmente, faccia giustizia di
una situazione fino ad oggi confusa e frammentaria; per altro
verso, restituisce diritto ad alcune categorie di lavoratori che
tramite questa norma sono definitivamente riconosciute e quindi
confermate. Inoltre, la stessa norma fissa il principio
conduttore dell'intera legge che è quello della stabilizzazione
alle 78 giornate dei cinquantunisti, mentre per quanto riguarda
il completamento fissa nella misura del 15 per cento
l'integrazione nei contingenti.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente, per
chiarire un equivoco che ho contribuito ad ingenerare. Quando
durante il dibattito precedente abbiamo parlato di graduatoria
distrettuale e di graduatoria provinciale, bisogna distinguere,
c'è stata una confusione nei termini.
Il Parlamento aveva votato contro un emendamento presentato
dall'onorevole Giannopolo che riguardava l'elenco speciale
provinciale; quell'emendamento mirava a cambiare l'elenco
speciale da provinciale in distrettuale. Noi a difesa dell'elenco
speciale provinciale abbiamo votato contro quell'emendamento, e
sull'elenco speciale provinciale c'era l'accordo con i sindacati.
E questo era quello che chiedeva di far diventare distrettuale
l'onorevole Giannopolo, per questo abbiamo votato contro. Cosa
diversa è la graduatoria che è e rimane distrettuale. Nel mio
intervento io ho confuso - ma mi perdonerete - la parola elenco
con graduatoria.
Le graduatorie rimangono distrettuali, quello che cambia è
l'elenco, che non sarà più distrettuale, ma sarà provinciale.
Questo è un accordo sindacale che abbiamo voluto inserire
nell'ultima norma che stiamo approvando e conferisce la
possibilità di far transitare da un elenco e da una graduatoria
ad un'altra quei lavoratori che sono fuori provincia, con tutta
una serie di criteri che abbiamo previsto per legge.
Mi scuso, quindi, per la confusione che in qualche modo io,
intervenendo, avevo ingenerato, però abbiamo fatto bene a
difendere l'elenco speciale provinciale che era quello già
concordato con i sindacati, mentre, ripeto, le graduatorie
rimangono distrettuali.
Signor Presidente, volevo altresì aggiungere e ribadire,
sempre per amore di chiarezza, che abbiamo voluto con questa
legge porre definitivamente fine alla possibilità di fare
ulteriore precariato. Insisto perché su questo il Governo ha
scelto di fare abrogare alcuni emendamenti che invece lasciavano
una possibilità aperta.
Noi siamo dell'idea che con questa legge oggi dobbiamo dire
stop a nuovo precariato forestale nella regione. E quando i
comuni vorranno attivare procedure per nuove possibilità di fare
altri ettari di boschi noi abbiamo inserito, e lo dico con forza,
che le nuove giornate di lavoro verranno assegnate a quelli che
hanno 78 giornate in modo tale che potranno così aumentare le
loro giornate.
Qual è la filosofia di questo provvedimento che abbiamo voluto
fare? Di dire basta a nuovo precariato e di far crescere man mano
che ci sono nuove opportunità di ettari da boscare e quindi nuove
giornate di far crescere i lavoratori, facendo aumentare le loro
giornate di lavoro, anche per quelli che hanno 78 giornate, che
aumenteranno, oltre chiaramente a quelli che ne hanno 101 e 151
che già prevediamo devono essere stabilizzati con la norma
programmatoria.
ODDO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, in un'Aula
parlamentare - e credo non solo in un'Aula parlamentare ma nella
politica in generale - la chiarezza delle posizioni rispetto al
confronto fra maggioranza e opposizione, credo sia un fatto
estremamente importante. Mi permetto di aggiungere che è il sale
nel momento in cui ci si confronta soprattutto per produrre norme
e dare risposte in un settore abbastanza delicato della nostra
regione.
Dico questo perché mi serve a svolgere un ragionamento molto
breve, ma, assolutamente importante e delicato in questa fase. E
non voglio ripetere cose dette, voglio semplicemente segnalare
che quando il Presidente della Regione ha chiarito alcuni
aspetti che erano stati oggetto anche di confronto in questa
Aula, per la verità, in un momento di confusione dei lavori
parlamentari, però è bene che le cose si chiariscano ed è bene
che soprattutto ci si attesti su cose su cui possiamo
condividere, nel senso che è chiaro che la nostra proposta si
attestava sostanzialmente, pur con alcune modifiche, a quella che
era stato l'accordo sindacale che inizialmente, come il Governo
sa e come l'onorevole Presidente della Regione sicuramente sa, ma
soprattutto l'assessore Leontini che ha firmato allora quel
protocollo e ha firmato anche, come dicevamo, mi pare ieri, la
tabella addirittura. E quella tabella, onorevole assessore, era
una tabella che sostanzialmente definiva l'intera questione dei
contingenti la definiva nella maniera come tutti ormai amiamo
ripetere, 50 per cento nel 2006, 30 per cento nel 2007 e 20 per
cento nel 2008. E li c'erano poi le relative coperture
finanziarie per quanto concerne anche diciamo la implementazione
dei contingenti.
Il Governo approvò quel disegno di legge e subito dopo ogni
gruppo parlamentare penso si sia attivato per leggere, migliorare
e approfondire, onde capire in che misura, appunto, si esce da
una situazione in cui il lavoro forestale nell'immaginario
collettivo è stato vissuto un poco come qualche cosa che non è
del tutto produttivo in una fase in cui invece si chiude non solo
la pagina cosiddetta del precariato, anche per quanto concerne i
lavori forestali e si va verso la stabilizzazione e verso una
maggiore produzione forestale stesso. Non credo di avere scoperto
niente di straordinario, però, mi pare un punto serio dal punto
di vista politico.
Il Governo in corso d'opera e soprattutto poi a fine
legislatura - è giusto segnalarlo -, qualcuno può dire che serve
a poco, ma nel modo ormai come non funzionano più per come
dovrebbero funzionare le Commissioni, purtroppo, perchè anche
questa sera andremo a discutere di un testo, che è il credito
d'imposta cosiddetto su cui poi ci sarà, evidentemente, non
voglio anticipare niente, senza che la Commissione di merito
abbia mai avuto la possibilità di confrontarsi e si intravede
anche, da questo punto di vista, una maggiore attenzione rispetto
alla formulazione dell'articolato.
In Commissione, il Presidente della Regione sostiene che è
uscito un testo che, sostanzialmente, non solo non è quello che
si rifà all'accordo sindacale per il quale il Governo ha
approvato un disegno di legge, ma ci si trova davanti al fatto
che, in assenza di risorse, si può fare sino ad esaurimento
delle poche risorse reperite, cioè solo quello che ha proposto
testè l'assessore Leontini e che, in parte, ha ripreso
l'onorevole Presidente della Regione cioè, un qualcosa che,
sostanzialmente, da parte nostra viene considerata minimale.
Capisco che in queste ore si sta discutendo anche nell'ambito
dei lavoratori forestali, dei Gruppi parlamentari, del confronto
tra l'opposizione e la maggioranza - che è meglio di niente ,
dice qualcuno, e noi comprendiamo che è meglio di niente, mi pare
ovvio, non siamo persone che, evidentemente, vanno a
strumentalizzare gli aspetti che, tutto sommato, da questo punto
di vista, possono essere comprensibili -. Però, vedete, dobbiamo
scindere: meglio di niente è la logica che utilizzate voi che
siete maggioranza.
Noi, con estrema attenzione, vogliamo dire che non ci convince
- lo ha detto prima l'onorevole Speziale che è intervenuto e non
voglio aggiungere altro - noi abbiamo fatto un ragionamento, lo
avevamo anche proposto negli emendamenti che abbiamo presentato,
avevamo proposto sia quello che aveva approvato il Governo,
frutto quindi dell'accordo sindacale e sia una subordinata che
era una subordinata ragionevolissima, tenendo conto, comunque,
che le risorse pur quando ci sono e sono state destinate ad altri
interventi - poi ne discuteremo al momento opportuno - quindi non
è vero che non ci sono, ci sono, ma il Governo decide di andare,
comunque, ad utilizzare quelle risorse per altri interventi che
non sono quelli che, evidentemente, riguardano il lavoro
forestale.
Tenendo conto di questo, avevamo addirittura proposto una
subordinata. Avevamo detto che la subordinata è quella che
potrebbe, invece, prevedere il quadriennio e non il triennio,
fare i conti con il fatto che ci sono - così ha sostenuto il
Governo - poche risorse finanziarie.
Con la logica del quindici per cento ci ha fatto perdere una
vera occasione e questa responsabilità, onorevole Cuffaro, ve la
dovete assumere e non potete nascondere che dietro il fatto,
quindi è chiaro la nostra posizione e la vogliamo ribadire.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, e
onorevole Presidente della Regione, credo che l'emendamento in
discussione sia il cuore di questa legge, il cuore di questa
riforma. E' chiaro, è la logica del bicchiere mezzo vuoto e
mezzo pieno'. Io devo dire che come si stavano mettendo le cose
c'era una grandissima preoccupazione, rispetto a questa norma, si
era partiti benissimo, con una concertazione, con accordi che
avevano coinvolto tutte le sigle sindacali, e si era arrivati al
primo step, ad un risultato veramente storico, così come lo
definì nel suo comunicato l'onorevole Leontini. Purtroppo, quel
risultato è stato vanificato dai fatti, e per un determinato
periodo di tempo la preoccupazione era altissima, una volta che
questo disegno di legge che era stato frutto della concertazione
fra le parti sociali e il Governo che aveva coinvolto le forze
politiche era giunto in Commissione, dopo che era stato approvato
dalla Giunta di governo, era arrivato in Commissione bilancio, la
preoccupazione era diventata alta, perché scoprimmo tutti che non
c'erano le risorse finanziarie.
Si è recuperata quella logica dell'impegno quadriennale,
presidente Cuffaro, il problema non è la creazione di nuovo
precariato, perché nessuno mai ha immaginato la creazione di un
nuovo precariato, per noi questa legge doveva segnare la
stabilizzazione di circa quindicimila forestali. Il risultato che
si è ottenuto è soltanto parziale, le responsabilità è chiaro,
non sono da ascrivere a chi aveva creduto alla prima parte di
questo momento che è stato definito storico, che è stato però
smentito dai fatti. Bisogna comunque essere soddisfatti
nell'essere riusciti ad ottenere comunque questo primo risultato.
E' chiaro che questa norma che approviamo oggi ci soddisfa in
maniera parziale e così come mi auguro, credo che potrà essere
migliorata sin dall'anno prossimo. Raccogliamo oggi questo
risultato e continueremo ad impegnarci a fianco dei lavoratori.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 44.G a firma del
Presidente della regione.
Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, rimane da votare l'emendamento finanziario.
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, ancora bisogna votare l'articolo 44.
PRESIDENTE Ma l'articolo 44 non assorbiva tutti quelli del
Governo? Allora dobbiamo tornare all'articolo 44.
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente del Governo, assessori, volevo chiedere se gentilmente
ritenevate di rivedere cortesemente quell'emendamento che era
stato ripresentato da me al 44 bis, all'ultimo articolo prima di
chiudere la legge. Si tratta dell'emendamento A70, quello in
linea con la norma dello Stato. Siccome l'ho ripresentato c'era
una condivisione di molti colleghi anche, non solo la mia. Era
stato presentato dal Governo stesso. Se ritenete di portare a
farlo votare, ne sono grato.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, l'emendamento votato, il 44
G, intanto fa decadere tutti gli altri all'articolo 44 nella
precedente versione. Possiamo prendere in considerazione gli
aggiuntivi, oppure lo presenta il Governo.
Pongo in votazione l'emendamento 44.1. con la precisazione che
la legge regionale n. 16' e non n. 19'. Il parere del
Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Onorevole Beninati, l'emendamento cui lei fa riferimento è
stato già bocciato dall'Aula. L'Aula, come lei sa, non si può
pronunziare per due volte sulla stessa materia. Comunque non è
ammissibile.
PRESIDENTE Si riprende l'esame dell'articolo 64 che è la
norma finanziaria.
Comunico che sono stati presentati dal Governo gli emendamenti
64.2 e 64.3.
La seconda parte dell'emendamento 64.2 è assolutamente ultronea
perchè abbiamo già votato i relativi emendamenti che riguardano
il Comitato dell'Osservatorio, che non prevedono spesa. Pertanto
pongo in votazione l'emendamento 64.2.
Il parere del Governo?
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Favorevole.
Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LACCOTO Signor Presidente, intanto io credo che una Presidenza
non può assolutamente fare due pesi e due misure. E' stato fatto
per quanto riguarda un emendamento aggiuntivo, lei lo ha accolto
quando si era già stabilito che nessun emendamento poteva essere
presentato..
PRESIDENTE Onorevole Laccoto, mi scusi se la interrompo. Il
nostro Regolamento ci impedisce di votare per due volte sulla
stessa materia nella stessa sessione.
LACCOTO Non era stato votato; era stato ritirato dal
Presidente della Regione
PRESIDENTE Onorevole Laccoto, su questa vicenda la Presidenza
non intende tornare indietro e si muove in linea con il
Regolamento. Se lei ci vuole parlare di questo, io non le do la
parola, se lei vuole parlare per dichiarazione di voto
sull'articolo 64.2, ne ha facoltà.
LACCOTO Allora io chiedo intanto che prima di votare,
l'articolo 64.2 venga letto e illustrato così come da Regolamento
- dato che lei mi ha richiamato il Regolamento e, come lei sa,
io sono nuovo e pertanto... Ma ora sono in linea con il
Regolamento e intendo parlare su questo emendamento che ritengo
non confacente a quelle che sono le aspettative di tutti i
forestali riguardo alla copertura finanziaria che ritengo
insufficiente - ai 10 minuti mi interrompa -, e comunque credo
che la strategia del Governo, così come illustrata in quest' Aula
non sia sufficiente rispetto alle aspettative che tutti i
forestali avevano, rispetto ad un impegno di togliere il
precariato.
Di fatto ci sono state enunciazioni, è solo stato dato il 15
per cento in più alla stragrande maggioranza di coloro che
aspettavano una sistemazione, l'impegno finanziario che qui si
toglie lo si vuole portare poi alla fiscalità di vantaggio
rispetto ad una legge che non può essere portata all'ultimo
secondo dell'ultima notte, mentre andava approfondito molto
meglio l'aspetto finanziario dei forestali in quanto non era
possibile, dopo tre sedute andate a vuoto, che si arrivasse
all'ultimo secondo per fare un emendamento dell'emendamento e per
arrivare in Commissione col 64.2 oggi rispetto a quelle che noi
riteniamo risorse insufficienti per risolvere il problema dei
precari forestali e in genere di tutti i forestali.
Allora io credo che sia più giusto togliere quelle somme. Tra
l'altro dimostrerò, quando arriveremo alla discussione - se ci
arriveremo, perchè se mi appoggeranno i colleghi chiederò ogni
momento il numero legale - che quelle somme non possono essere
usufruite perché rispetto alla fiscalità di vantaggio non è
possibile andare oltre il tetto stabilito dalla Comunità Europea,
quindi quei 9 milioni possono essere benissimo essere qui a
rimpinguare questo capitolo.
Pertanto ritengo che questa strategia non si possa fare e
tra l'altro voglio ancora chiarire che sull'emendamento 59 non vi
era stata alcuna votazione perché il Presidente della Regione -
e qui ci sono i verbali che lo dimostrano, e io lo dimostrerò
anche scrivendolo a pagamento sui giornali - lo aveva solo
ritirato e non era stato posto in votazione.
Questa è la verità, onorevole Formica, lei era intervenuto
abbiamo evitato di fare l'intervento perché il Presidente della
Regione aveva ritirato l'articolo 59 e quindi non credo lei
sia un precedente super partes e in ogni caso chiedo un rispetto
dell'Aula e di tutti i deputati, nel senso che ogni articolo ed
ogni emendamento debba essere letto perché i deputati si rendano
conto di quello che votano.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, immaginavo
che lei volesse giustamente, correttamente far discutere prima il
64.2 e successivamente il 64.1, l' emendamento che io ho cercato
di far illustrare prima per dimostrare che era possibile mettere
in campo un'altra ipotesi, quella più vicina alla prima stesura
dell'accordo che è stato fatto tra i sindacati ed il Governo.
Noi chiederemo che sull'emendamento ci sia un voto chiaro però
voglio illustrarlo in tutti i particolari.
Abbiamo prodotto l'emendamento con due scaglionamenti, uno che
va fino al 2008, con copertura triennale, attingendo, in questo
caso, agli stessi fondi a cui avete attinto voi, cioè i fondi
dell'ex articolo 38, incrementando da 34.000 a quegli 8 milioni
di euro per la prima annualità, e determinando un incremento anno
per anno che poteva permettere, non solo di portare le giornate
dei lavoratori da cinquantunisti a settantotto, sulla quale c'è
stata, ovviamente, una convergenza generale, ma soprattutto,
sulla base del fatto, che era possibile allargare la platea dei
centunisti e degli stabilizzati.
Il Governo, correttamente, debbo dire, anche se non ne
condivido la ratio, l'impostazione, ha detto che non vuole per
alcuna ragione tenere conto degli emendamenti che il Gruppo dei
DS ha presentato, sostenendo che non è sufficiente la copertura
finanziaria in questo testo.
Abbiamo detto che saremmo stati disponibili a prendere i soldi
di un altro testo, ed abbiamo fatto riferimento al credito di
imposta, ma siccome c'è un principio che impone responsabilità,
il Governo ha dichiarato in questo modo - ma vorrei che anche i
parlamentari, in modo esplicito,lo dichiarassero - l'
opposizione all'emendamento da noi presentato.
C'è, da parte di molti, un comportamento che va sanato. Non si
può essere d'accordo con i lavoratori fuori da quest'Aula, non si
possono sostenere le ragioni dei lavoratori fuori dall'Aula, e
quando invece si viene in Aula sostenere esattamente il
contrario, cioè assecondare una scelta che se pur importante,
invece, non corrisponde esattamente alle richieste ed agli
accordi sottoscritti dal Governo con il sindacato.
Abbiamo presentato quest' emendamento, l'ho voluto illustrare
e ci tengo, per evitare che poi vi sia una lungaggine, una
discussione.
Veda, signor Presidente della Regione, lo dico a lei perché
siamo in un clima particolarmente teso, siamo dentro un clima
elettorale, e mi rendo conto delle difficoltà e degli scontri
che avete nella vostra maggioranza, legati alle assenze che
avete nella vostra maggioranza: Noi potevamo utilizzarle,
assumendo un atteggiamento tattico in Aula, che era finalizzato
ad impedire che si facesse la legge.
Stasera, se qualche parlamentare dei nostri avesse fatto
ricorso alla richiesta della verifica del numero legale, non si
sarebbero fatte le leggi.
SBONA Avete buon senso
SPEZIALE Abbiamo buon senso, siamo ragionevi e, soprattutto,
abbiamo il senso della funzione di Governo, perché la Sicilia
noi vogliamo governarla, e vogliamo farlo con ragionevolezza e
con buon senso.
Stasera, nella fase di approvazione della legge, ci vorranno
46 deputati della maggioranza.
Non ci sono i 46 deputati. Anche se noi condividiamo, tuttavia,
gran parte delle cose che sono state fatte, perché avremmo voluto
di più in questo disegno di legge, sia per quanto riguarda i
forestali, sia per gli LSU, non ci trinceriamo dietro ad un
atteggiamento di irresponsabilità.
Permetteremo che ci sia un voto d'Aula, e permetteremo
attraverso un atteggiamento di grande responsabilità che parla
alla Sicilia, e parla agli interessi ed ai lavoratori
interessati, gli LSU ed i forestali, permetteremo che si dia un
voto stasera.
Ripeto, avremmo potuto assumere un atteggiamento diverso ed era
nelle nostre prerogative di forze di opposizione, assumere un
atteggiamento diverso
Vogliamo, invece, concorrere alla formazione del testo che,
seppure in larga parte, avremmo voluto modificare e migliorare,
e questa possibilità non ci è stata data da parte del Governo.
Perché lo facciamo?
Primo: perché riteniamo che dentro le Aule parlamentari, il
confronto tra maggioranza e opposizione debba essere fatto sulle
proposte.
Abbiamo fatto le nostre proposte, abbiamo voluto dimostrare che
le nostre proposte avevano copertura finanziaria, abbiamo voluto
dimostrare che era possibile un'altra soluzione.
Abbiamo evidenziato, soprattutto, che il Governo l'altra
possibilità non l'ha voluta ricercare fino in fondo, tuttavia
questo non ci esime dall'assumerci pienamente le responsabilità e
permettere che l'Aula possa approvare questi due testi.
Onorevole Presidente della Regione, capisco che è stanco, l'ora
è tarda, ha tanti problemi da affrontare, però siccome siamo
all'articolo 64 e siamo in procinto di poter dare il voto finale
e per quanto riguarda la legge sugli LSU si deve approvare
soltanto l'articolo 12, perché necessita di un passaggio in
Commissione per dare copertura, in quanto mancano ancora 5
milioni di euro per completare quella legge, per evitare che noi
ci disperdiamo (perché vedo molti parlamentari che sono in giro,
che man mano si disperdono) io vorrei suggerire, che diamo
un'accelerata all'approvazione dei testi, si faccia questo
passaggio accelerato in Commissione, si torni in Aula e si dia il
voto finale a questi due testi: quello degli LSU e quello dei
forestali.
Non trasciniamoci con un altro testo che non sappiamo quando
iniziamo e non sappiamo quando finiamo. Noi avevamo stabilito che
entro oggi a mezzogiorno avremmo dovuto chiudere l'Aula; l'Aula
non si è chiusa entro mezzogiorno, forse non la chiuderemmo
neanche entro mezzanotte di stasera; nel testo sul credito di
imposta, possono essere inserite materie estranee che potrebbero
pregiudicare il percorso di approvazione che io, in larga parte,
non condivido.
Il buon senso suggerisce che il Presidente della Regione colga
l'opportunità e dia un segnale all'Aula che è quello di approvare
i due testi. Ci è stato sollevato, da parte sua, oggi, nel corso
della riunione della Conferenza dei Capigruppo, che ci sono
alcuni provvedimenti urgenti (due o tre) che il Governo
richiedeva che venissero approvati. Li proponga il Governo, in
uno due testi che sono all'esame del Parlamento, dopodiché si
acceleri l'approvazione, si votino i due testi, si chiuda quest'
Assemblea e andiamo tutti a farci la campagna elettorale con
l'augurio, Presidente, da parte mia, che la prossima volta lì
avremo la Signora Borsellino seduta al suo posto.
PRESIDENTE. Onorevole Presidente, prima di darle la parola,
faccio presente che l'emendamento 64.1 in atto non può essere
trattato perché la Commissione Bilancio non si è espressa.
Quindi, o sospendiamo la trattazione del 64.1, tranne che non
venga ritirato, oppure dobbiamo mandare anche quest' emendamento
in Commissione Bilancio.
Se è questo l'orientamento, sospendiamo la discussione di
questo disegno di legge e passiamo all'altro, perché l'altro
prevede la presenza in Aula della Commissione Bilancio che quindi
potrebbe poi esprimere il parere su quest' emendamento e
sull'articolo 12 dei lavoratori socialmente utili e chiudere il
percorso in maniera completa.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente, torno
a ribadire che questo Governo e la sua maggioranza ha a cuore la
stabilizzazione del comparto produttivo della forestazione così
come ce l'hanno a cuore gli altri parlamentari della minoranza
che mi hanno preceduto, con una sola differenza che forse i
deputati della maggioranza ricordano - ed io mi permetto di
ricordarla in quest'Aula anche ai deputati della minoranza -
che c'era la bella storiella della contadina che aveva il
recipiente di ricotta (la vascedda di ricotta) che portava sulla
testa per portarla al mercato. Nella distanza che separava la sua
casa verso il mercato, fantasticava dicendo: Ma adesso vendo
questa e mi compro le uova, poi vendo le uova e faccio le
galline, poi dalle galline faccio altre uova e mi faccio altre
cose... . E' una vecchia storia che, anche l'onorevole Ortisi,
ricorda. Era appenda arrivata e da quel contenitore dove c'era
la ricotta era già praticamente in possesso di una bellissima
casa.
Risultato: distrattamente non si rende conto che c'è ancora
quel recipiente con quella ricotta, perde l'equilibrio, cade e
perde pure la ricotta, non portando a casa né questa né l'altra.
E' una piccola favoletta e la ricotta rappresenta le risorse che
abbiamo. Noi non vogliamo prendere in giro nessuno e non vogliamo
promettere più di quello che si può mantenere, anche se siamo in
campagna elettorale e soprattutto non vogliamo prendere in giro
nessuno. Queste risorse ci sono e non sono poche, perché vorrei
ricordare che per fare questa manovra di stabilizzazione stiamo
impegnando centoventi milioni di euro, non mille lire. La
programmazione va fatta su base triennale, mentre per la
stabilizzazione complessiva ne servivano soltanto
duecentonovanta, che le risorse di questo bilancio non hanno.
Allora, noi vogliamo fare un ragionamento più sereno, un
ragionamento che fa quello che può fare adesso - e lo fa - perché
questa legge dimostra che stiamo stabilizzando soltanto quelli
che si possono stabilizzare da centunisti a centocinquantunisti,
dando a 14 mila cinquantunisti la possibilità di fare qualche
giornata in più che consente loro, non certo di arricchirsi, ma
di aiutare il complesso comparto della forestazione siciliana e
contemporaneamente fare un piccolo passo avanti che consenta a
loro, alle loro famiglie di fare qualche piccolo sacrificio in
meno. Questo si poteva fare e, senza prendere in giro nessuno,
questo stiamo facendo.
Quando diciamo che siamo in condizione di andare avanti,
siccome abbiamo dimostrato adesso che le cose le facciamo, le
faremo anche dopo. Io auguro che all'onorevole Speziale che
dopo la campagna elettorale possa esserci una situazione diversa
e poi quindi le farete voi. Io so soltanto che noi le faremo e a
dimostrazione del fatto che le faremo, porto il fatto che le
abbiamo già fatte. Quello che verrà sarà un problema vostro, non
ci appartiene.
Io vi invito ad essere un po' più cauti e moderati. Non
insistete troppo su questa vicenda perché poi mi convincente sul
serio, e poi potrei prendere decisioni di cui potreste pentirvi.
Ogni tanto scherziamo pure noi, onorevole Speziale
Per essere chiaro, signor Presidente, noi vogliamo dare
risposte al comparto e le abbiamo date e ci sono tante altre
risposte che vogliamo dare con la legge del credito d'imposta,
non soltanto quelle finalizzate alla stessa legge del credito, ma
le altre che abbiamo voluto collegare al credito d'imposta,
perché ci sono tanti altri settori di questa nostra Terra che
aspettano risposte, noi le abbiamo preparate e le vogliamo dare.
Spero che questa grande sensibilità, che le opposizioni hanno
dimostrato nei confronti dei lavoratori forestali, non venga meno
adesso che c'è da dimostrarla nei confronti di tanti altri
lavoratori che le risposte le stanno aspettando sulla legge del
credito d'imposta. Altrimenti sarebbe una minoranza che guarda un
solo lavoratore, quando invece io so che il loro buon cuore li
porta a guardare a tutti i lavoratori della Sicilia. Lavoratori a
cui daremo risposte da qui a qualche minuto, quando faremo la
legge sul credito d'imposta.
Mi auguro che questa vostra grande disponibilità sia, di qui a
qualche minuto, riproposta perché noi abbiamo preparato tutta una
serie di norme che consentiranno a tanti altri lavoratori che
hanno collegato il loro interesse di progredire, di crescere, di
fare meno sacrifici e di produrre sulla legge del credito
d'imposta-
Mi dispiace che l'onorevole Speziale, a nome di tutte le
opposizioni stia venendo a dire che non vuole dare queste
risposte a tanti altri lavoratori. Noi le vogliamo dare. Quindi,
facciamo queste leggi e poi facciamo anche il credito d'imposta
perché vogliamo dare risposte a tanti altri che stanno
aspettando.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, io vorrei soltanto fare
appello al buon senso. Non siamo alle dichiarazioni di voto
finali quando ognuno esprime le posizioni politiche, siamo su un
emendamento, il 64.1. Così stando le cose, se non viene ritirato,
io devo mandarlo alla Commissione Bilancio per poi tornare qui
per essere votato. Non sorgendo osservazioni così resta
stabilito.
Convoco la Commissione Bilancio per esprimere il parere su
questo e su quello dei lavoratori socialmente utili.
BARBAGALLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BARBAGALLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non ho
parlato stasera proprio per quell' idea che abbiamo noi della
politica e che ha espresso, in qualche modo, l'onorevole
Speziale.
Noi non stiamo facendo un favore a nessuno, che sia chiaro,
abbiamo cultura di governo, sappiamo come maturano alcuni
processi nella società prima che nella politica e alcune
valutazioni fatte dal Presidente della Regione non sono
assolutamente condivisibili da parte mia.
Io Se questa legge è arrivata in Aula, è arrivata in primo
luogo per la lotta dei lavoratori. Se non ci fosse stato lo
sciopero del 15 u.s. probabilmente non si faceva nemmeno questa
legge.
Dopo di che si sta facendo una legge che non ci soddisfa
assolutamente.
capisco che in politica è difficile ottenere l'ottimo e si
lavora per il bene possibile, ma qui non è nemmeno per il bene
possibile è per il male minore. Cioè stiamo dando un segnale ed
io mi auguro che nessuno della classe dirigente enfatizzi questo
provvedimento come un provvedimento di svolta, perché si parla di
riforma della legge n. 16 da tanti anni, si parla di cultura
della montagna, di politica dei boschi, di dissesto idrogeologico
da tanti anni e noi stiamo arrivando in grande ritardo, dando
una risposta assolutamente parziale.
Però, siccome non siamo autolesionisti e facciamo parte di una
formazione politica che tiene a dare un proprio contributo in
positivo, quando non si possono approvare le nostre proposte,
tentiamo di migliorare quelle degli altri.
Allora io mi auguro che non si assuma la posizione di chi deve
scambiarsi qualcosa con qualcuno, perché se cominciamo a fare
comizi ed anticipiamo le conferenze stampa, siamo costretti ad
assumere una posizione totalmente antagonista e lì nessuno poi ci
potrà dire che noi siamo per gli articolisti ed i forestali e non
siamo per le imprese.
C'è stato un impegno in Conferenza dei capigruppo e noi
quell'impegno lo vogliamo rispettare, ma vogliamo rispettarlo nel
rispetto pieno delle regole e di tutti i soggetti, compreso il
Presidente dell'Assemblea. O si stabilisce che qui ci sono
persone da rispettare e siamo tutti dentro un destino che
condividiamo per questa ultima serata, oppure per noi qui non
sarà facile dare il voto finale su queste leggi in tempi brevi.
Allora, io furbizie e forzature non ne voglio, noi sospendiamo
la seduta, diamo il parere contabile all'articolo 12 sugli
articolisti che è sospeso, diamo il parere a questo e poi
cominciamo l'altra legge, non perché non la volgiamo fare, perché
se qualcuno pensa che questa legge non si faccia ammette una cosa
che è sotto gli occhi di tutti: che maggioranza non ce n'è. E,
quindi, noi dobbiamo stare qui per fare tutto quello che dice la
maggioranza.
Noi siamo qui responsabilmente per fare le cose che hanno un
senso sul piano della qualità legislativa, senza furbizie, senza
fughe in avanti e senza imboscate.
Se si ragiona e ci vediamo dieci minuti, si va avanti,
altrimenti ognuno poi si faccia il proprio lavoro.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Seguito della discussione del disegno di legge nn. 1106-1104-
1130/A Agevolazioni fiscali per nuovi investimenti in
Sicilia
PRESIDENTE Si procede con il seguito della discussione del
disegno di legge nn. 1106-1104-1130/A Agevolazioni fiscali per
nuovi investimenti in Sicilia , iscritto al numero 3.
Invito i componenti la seconda Commissione legislativa
permanente a prendere posto al banco delle Commissioni.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
evitare che, involontariamente, si possano creare tensioni in
Aula visto che, responsabilmente, stiamo tutti lavorando per
portare a compimento i due disegni di legge fondamentali.
Adesso dobbiamo necessariamente dare copertura finanziaria al
disegno di legge sui forestali e a quello sui lavoratori precari,
e per fare questo deve necessariamente essere convocata la
Commissione Bilancio, anche in Aula se il Presidente lo ritiene
opportuno, oppure sospendendo brevemente i lavori.
La Commissione deve esprimere il suo parere sull'emendamento
64.1 al disegno di legge n. 1107 e all'articolo 12 del disegno di
legge n. 1098, e dopo si decide come andare avanti.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, l'intenzione della Presidenza
era esattamente questa e se lei mi avesse lasciato parlare, se ne
sarebbe accorto.
Mi stavo accingendo a chiedere alla Commissione Bilancio, già
insediata, ad esprimere il parere sull'emendamento 64.1 al
disegno di legge n. 1107 e sull'articolo 12 del disegno di legge
n. 1098, e poi andare avanti con il disegno di legge sul credito
d'imposta.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo sia
inusuale che si incardini la discussione sull'articolo 1 del
disegno di legge n. 1106 senza esprimere un parere sulla proposta
di sospensione avanzata dall'onorevole Speziale.
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, ho appena finito di dire che il
disegno di legge sul credito d'imposta è stato incardinato
proprio al fine di poter insediare la Commissione Bilancio, ma ho
anche detto che prima di cominciare la trattazione dell'articolo
1, la stessa deve esprimere parere sui provvedimenti sospesi.
ORTISI Signor Presidente, mi scusi se io non sono preparato
come lei sul Regolamento, però credo che nel momento in cui si
comincia a discutere dell'articolo 1...
PRESIDENTE Non faccia l'esegesi delle cose che ho già detto,
onorevole Ortisi. La Commissione Bilancio deve esprimersi
sull'emendamento 64.1 e sull'articolo 12, non sull'articolo 1 del
disegno di legge n. 1106.
ORTISI Signor Presidente, quando si comincia a discutere un
disegno di legge, si insedia la Commissione di merito, per cui
questo passaggio per il quale la Commissione non si insedia
PRESIDENTE Si è già insediata la II Commissione di merito.
ORTISI Sì, ma ci vuole un passaggio specifico e se si vuole
approfittare di questo pasticcio per ingarbugliare il tutto in
maniera tale che, nonostante ci sia una espressione esplicita di
buona parte dell'Aula nel divaricare i percorsi, poi troviamo
l'accordo perché tanto sono quattro articoli, noi non siamo
disponibili.
Si vuole mettere insieme ai due provvedimenti che l'Aula ha
condiviso nel percorso, pur restando la critica nostra forte del
merito di entrambi i disegni, con il terzo disegno di legge sul
quale c'è una contrapposizione in ordine alla filosofia di fondo
e all'opportunità di trattarlo, tanto è vero che una parte
dell'opposizione, l'onorevole Speziale in particolare, sia in
Commissione che qui in Aula ha detto che sarebbe pleonastico
trattarlo. E questo perché la probabile trattazione di un
argomento specifico a livello nazionale avrebbe potuto, da qui a
qualche mese, trovare risorse da utilizzare anche per i precari
ma soprattutto per i forestali e migliorare la legge.
L'onorevole Presidente Cuffaro, nel suo ultimo intervento, ha
già preconizzato il percorso del disegno di legge sul credito
d'imposta, perché, dal suo punto di vista, legittimamente, noi
vogliamo dare risposte a tutti quelli che non hanno avuto
risposte in questo finale di legislatura. Al di la della
dimensione criptica della sua espressione, il Presidente voleva
praticamente dire che al disegno di legge sul credito di imposta
sarebbe stati inseriti altri provvedimenti, e noi non siamo
d'accordo.
Su questo dobbiamo responsabilmente trovare un percorso,
possibilmente comune. L'onorevole Barbagallo ha fatto una
proposta e lei, signor Presidente, non ha tenuto conto della
proposta di un Capogruppo. Può anche avvenire che l'Aula decida
di prescindere dalla proposte avanzate, cioè di sospendere
brevemente i lavori, anche se gli strumenti per sospendere li
abbiamo tutti, basta guardare l'Aula per capirlo. Allora,
sospendiamo i lavori, vediamo se è possibile trovare una strada
che consenta di portare a compimento anche questo terzo disegno
di legge, da parte nostra non c'è nulla in contrario .........
PRESIDENTE Scusi onorevole Ortisi, lei sta ipotizzando una
sorta di aggancio al disegno di legge sul credito d'imposta per
altri emendamenti aggiuntivi?
ORTISI Questo lo ha ipotizzato il Presidente Cuffaro, non
noi, e fccio riferimento all'ultimo intervento del Presidente
della Regione. Non è un'accusa, sia chiaro
Il Presidente della Regione, a differenza di quanto abbiamo
deciso nella Conferenza dei Capigruppo, apre uno spiraglio
diverso, perché dice di aver dato risposte ai forestali ed ai
precari, anche se noi diremo che le risposte non ci sono state,
ma ha anche detto che, attraverso il veicolo del disegno di legge
sul credito d'imposta, si pensa di poter dare risposte a tante
altre categorie
PRESIDENTE. Onorevole Ortisi, a me non mi risulta che rispetto
all'accordo preso in Conferenza dei Capigruppo ci siano state
delle modifiche e l'accordo era che non sarebbero stati ammessi
emendamenti riguardanti materie diverse, né sul disegni di legge
sul credito di'imposta né sugli altri, con le due eccezioni che
riguardano l'Ast e i Patti territoriali.
Ritengo che la proposta dell'onorevole Barbagallo potrebbe
rasserenare l'Aula, perché se noi confermiamo quello che è stato
deciso in Conferenza dei Capigruppo, che tra l'altro non è stato
un percorso condiviso all'unanimità, è una cosa, se invece si
ipotizza che il disegno di legge sul credito d'imposta deve
diventare un veicolo sul quale aggiungere l'infinito ed il
contrario dell'infinito è un'altra cosa.
Pertanto, onde evitare di dover ricorrere alla verifica del
numero legale per arrivare ad un'ora di sospensione, ritengo che
la proposta dei colleghi di sospendere brevemente i lavori, possa
essere presa in considerazione.
PRESIDENTE. Senz'altro, onorevole Ortisi però, fino a prova
contraria, quello che è emerso nella Conferenza dei Capigruppo è
che si vada avanti senza emendamenti; poi, il Presidente della
Regione, aveva chiesto su questo, una deroga dicendo che sarebbe
stato disponibile anche a non tenere conto della deroga anche se
questa non potrà essere applicata.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, mi
sorprende la meraviglia dell'onorevole Ortisi perché credo di
avere capito che qui le opposizioni possono parlare e spiegare al
popolo quello che non stanno facendo perché gli altri non glielo
fanno fare. Prendo atto che questa stessa libertà non ce l'ha la
maggioranza, né tanto meno il Presidente della Regione.
Credo di avere dimostrato - tra l'altro ormai è risaputo che
sono uomo d'onore, figuriamoci se non rispetto gli impegni - di
mantenere sempre gli impegni.
Se la Conferenza dei Capigruppo prende un impegno con me, lo
mantengo; la Conferenza dei Capigruppo ha preso l'impegno di fare
la legge sul credito di imposta e non mi è sembrato,
dall'intervento dell'onorevole Speziale, non smentito dagli
altri, che qui si voglia procedere in questa direzione.
Se mi permette ho il dovere di correggerla, perché pacta sunt
serranda sempre.
Ha fatto bene il Presidente ad insediare la Commissione
Bilancio, diamo il parere sui provvedimento sospesi ed andiamo
avanti sul credito d'imposta.
Per quel che mi riguarda ci sono solo le tre norme che avevo
annunciato, e non c'è ne saranno altre, a meno che il Parlamento
non decida di fare cose diverse.
LEANZA NICOLA . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE ne fa facoltà.
LEANZA N . Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che
stasera dobbiamo continuare sulla strada del buon senso e la
soluzione avanzata dal Presidente della Regione mi sembra la più
opportuna.
Intanto, la Commissione Bilancio si esprime sia sull'articolo
12 che sull'emendamento 64.1, potendo così concludere l'iter dei
due disegni di legge già esaminati, e su questo penso che siamo
tutti d'accordo, e va dato atto all'opposizione di avere
partecipato costruttivamente per completare l'iter.
In Conferenza dei Capigruppo non si è detto di non fare il
disegno di legge sul credito d'imposta, si è detto di fare
eventualmente il credito d'imposta senza emendamenti aggiuntivi,
se non i due o tre che si erano concordati.
Se vogliamo fermarci qualche minuto per discutere brevemente
per vedere se ci sono spazi di manovra ulteriori, bene, ma
intanto facciamo dare il parere alla Commissione Bilancio.
FORMICA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE ne fa facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, essendo questa
sera alla seduta conclusiva della legislatura, è ovvio che
ciascuna forza politica, ogni singolo deputato, cerca di portare
avanti le proprie idee - e questo è comprensibile - più per un
interesse di parte che per un interesse reale.
Adesso, però, mi appello al buon senso di tutti voi colleghi,
al fine di poter rispettare gli impegni assunti in sede di
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, e cioè di
chiudere i lavori di questo Parlamento, di questa legislatura,
dando risposte importanti ed attese a tutte le categorie
possibili. Intanto il grande bacino del precariato in Sicilia,
che è un impegno morale non certamente di destra o di sinistra,
ma un impegno morale di tutto il Parlamento, perché siamo in
presenza di lavoratori che, in alcuni casi, da vent'anni sono in
una condizione di precarietà.
C'è l'altro grande bacino dei forestali, che saranno di destra
o di sinistra, ma che sono siciliani che lavorano, che hanno le
loro famiglie da portare avanti e che certamente aspettano da
questo Governo e da questo Parlamento di avere una possibilità di
miglioramento delle proprie condizioni. Su questo nessuno si è
espresso contro nè nelle Conferenze dei Presidenti dei gruppi
parlamentari nè tanto meno negli interventi in Aula.
C'è qualcuno che si può schierare contro la possibilità di dar
risposta alle altre categorie che attendono, come diceva il
Presidente Cuffaro? Io ritengo che nessuno, nè di maggioranza e
neppure di opposizione, possa ragionevolmente andare a spiegare
ai siciliani che è contrario a prendere le misure possibili per
dare risposta a tutte le categorie alle quali questa risposta si
può dare.
Non c'è dubbio che le leggi sui forestali e sui precari debbano
essere fatte.
Nessuno pregiudizialmente si è schierato contro il credito di
imposta; neppure gli interventi che sono apparsi i più contrari a
questa legge hanno esplicitato una volontà di non farlo. Da più
parti è stato sollevato il problema di andare a discutere nel
merito questa legge e di vedere cosa è possibile inserire. Il
Presidente Cuffaro ha detto che ci sono tre provvedimenti che
sono stati annunciati in Conferenza dei Presidenti dei gruppi
parlamentari, ma se si deve riunire la Commissione Bilancio, per
discutere con le forze politiche di altri provvedimenti, cito ad
esempio quello relativo alla polizia municipale, un provvedimento
attesissimo da questo comparto che da tanti anni chiede che si
dia una risposta, allora discutiamone. Non c'è motivo per cui ci
si divida o ci si debba dividere su provvedimenti positivi per i
siciliani.
Allora, si sospendano i lavori, se questo può rasserenare gli
animi, si dia la copertura ai disegni di legge sui precari e sui
forestali e si discuta su tutto ciò che dobbiamo fare, perché
ritengo che neppure i colleghi dell'opposizione siano contrari a
dare risposte. Certamente, i colleghi dell'opposizione vogliono
discutere nel merito e noi non siamo pregiudizialmente contrari a
farlo, perché un conto è la campagna elettorale e un conto sono i
bisogno veri dei cittadini.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Presidenza può proseguire
nel senso indicato, la Commissione Bilancio è insediata e quindi
può esprimere il parere sui due emendamenti provenienti dalle
altre leggi, oppure si possono sospendere i lavori per consentire
alla Commissione, in Aula stessa, di riunirsi per esprimere il
parere
LACCOTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LACCOTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che in
quest'Aula non si possano fare due discorsi: sarebbe molto più
giusto così, come diceva il Presidente della Regione, riunire
prima la Commissione Bilancio, votare i due disegni di legge e
poi incardinare quello sul credito d'imposta.
Onorevole Presidente della Regione, vi sono anche altri
problemi di ordine generale oltre a quelli dell'AST o dei patti
territoriali che si vogliono affrontare, meno importanti rispetto
all'occupazione; vi sono 100 operai della PUMEX che da domani
sono a casa e bastava un provvedimento di ordine generale, non di
spesa, per poter autorizzare, fino al provvedimento definitivo
della riconversione, per evitarlo. E' strano che questo il
Governo non lo faccia, anche perché non necessita di copertura
finanziaria. Il sindaco di Lipari, non certo del centrosinistra,
ha dovuto fare un'ordinanza per 90 giorni.
PRESIDENTE. Onorevole Laccoto, non credo che la questione stia
in questi termini, lei forse sconta in noviziato nel senso che
poi la votazione finale sulle leggi viene fatta alla fine.
Quindi, potrebbe accadere esattamente il contrario di quanto
lei afferma; potrebbe accadere che in sede di votazione finale
alcune leggi vengano approvate ed altro no, il suo timore è
destituito di fondamento, soprattutto dopo le dichiarazioni del
Presidente della Regione.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, purtroppo sta
succedendo ciò che io temevo; lei ha il pregio di riscaldare gli
animi, anche quando non è necessario, perché la sua
testardaggine, la sua pervicacia mette spesso in difficoltà
l'Aula. La Presidenza dovrebbe assumere un ruolo più super
partes, tenere in considerazione di più l'orientamento dei
colleghi parlamentari e far maturare all'Aula una decisione che
lei deve solo accompagnare. Spesse volte, invece, il suo vezzo di
sostituirsi a tutti i costi e in modo pervicace al lavoro
determina questo clima
Rivolgendomi al Presidente della Regione, non vorrei sembrare
scortese, ma c'è una prima violazione regolamentare, legata al
fatto che tutti sappiamo che i due disegni di legge a cui
dobbiamo dare copertura finanziaria passano attraverso la
sospensione dei lavori d'Aula e la convocazione della Commissione
Bilancio, la quale, in questo momento, è seduta nei banchi della
Commissione in quanto il testo di legge che stiamo discutendo, il
credito di imposta è di sua competenza.
Gli altri due disegni di legge non sono di competenza della
Commissione Bilancio, ma sono rispettivamente di competenza della
IV e V Commissione, quindi la Commissione Bilancio viene chiamata
esclusivamente per dare la copertura finanziaria.
In questo caso si vuole fare una forzatura.
Seconda questione: la Commissione Bilancio può decidere, in
qualsiasi momento, di utilizzare i fondi globali previsti per il
disegno di legge sul credito di imposta per utilizzarli in altro
modo.
Il Governo sostiene un'altra tesi, liberamente; può succedere.
Nell'esercizio delle prerogative della Commissione, i colleghi
appartenenti alla stessa non intendono avallare il disegno di
legge sul credito d'imposta e decidono di destinare i 28 miliardi
di lire ai forestali, cosa che condivido.
Dico ciò non perché non pensi che lo strumento del credito
d'imposta non sia utile, ma perché il credito d'imposta, come
riportato sulla relazione, ...
PRESIDENTE Onorevole Speziale, la prego di formulare la
proposta, considerato che questo argomento è già stato
sviscerato.
SPEZIALE Il credito d'imposta, signor Presidente, nella
relazione predisposta dal vicepresidente della Regione, onorevole
Cascio, riporta che questa è una misura che ha dato risultati
eccezionali ed è stata prevista con la legge n. 388, articolo 8,
del 23 dicembre 2000.
Voglio ricordare che quella legge è stata approvata dall'ultimo
Governo di centrosinistra che vedeva come Presidente del
Consiglio l'onorevole Giuliano Amato.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, cosa propone? Di sospendere
e convocare la Commissione?
SPEZIALE Signor Presidente, mi faccia completare ed arriverò
alla proposta. Questo disegno di legge è inutile. Ed ancora, c'è
una forzatura?
Lo voglio dire ai colleghi e poi lo dirò in Commissione
Bilancio: come funziona oggi?
Funziona così: la domanda si presenta, ad esempio, a Pescara...
PRESIDENTE Onorevole Speziale, formuli la sua proposta.
SPEZIALE Signor Presidente, mi faccia completare.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, la faccio completare ma lei
dovrebbe formulare la proposta.
SPEZIALE Vorrei convincere i colleghi ed il Presidente della
Regione che non ha neanche letto il disegno di legge fino a
questo momento, e lo capisco dal tono polemico con cui si è
rivolto all'opposizione ed al mio Gruppo parlamentare.
Onorevole Presidente della Regione, legga il disegno di legge e
si accorgerà che è così.
Per l'anno 2006, questo disegno di legge è assolutamente
inutile. Vorrei ricordare, inoltre, al Presidente della Regione
che, prima di andare in Commissione Bilancio, dovrà farci sapere
cosa è stato e quanto è costata l'applicazione del credito
d'imposta, in un anno, in Sicilia. Si parla di 20 miliardi. Il
credito d'imposta, signor Presidente, nell'anno di applicazione a
regime, durante i Governi di centrosinistra, è costato, in
Sicilia, qualcosa come 400 miliardi delle vecchie lire.
Stiamo giocando per fare un po' di propaganda elettorale che
non serve ad alcuno.
Detto questo, formulo la mia proposta: chiedo che venga
convocata la Commissione Bilancio, che si dia copertura
finanziaria ai due disegni di legge.
Non ho timore di dire all'esterno il motivo che mi spinge ad
essere contrario a questo disegno di legge sul credito d'imposta.
Lo spiegherò successivamente. Durante la fase relativa alla
copertura finanziaria, tornerò a presentare l'emendamento che
tende ad utilizzare i soldi previsti, non per il credito
d'imposta, nel disegno di legge per il credito d'imposta a
sostegno dei forestali.
E' nelle mie prerogative, nel mio diritto ed intendo farlo.
Se la Commissione non approverà l'emendamento, se non darà
copertura, si ritornerà in Aula. Si approvino i disegni di legge
sui forestali e sugli LSU - questa è la mia proposta - con il
voto finale che, solo grazie alla nostra presenza, possiamo
consentire perchè, se ci contiamo, non siamo 46. Diamo il voto
finale e, secondo me, abbiamo chiuso, in modo dignitoso, i lavori
della XIII legislatura dell'Assemblea regionale siciliana.
Signor Presidente, la mia proposta è che si convochi la
Commissione Bilancio e, intanto, si dia la copertura finanziaria.
Sono perché si eviti l'incardinamento del disegno di legge sul
credito di imposta.
PRESIDENTE Onorevole Cuffaro, intende replicare?
CUFFARO Presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, non discuto sul fatto che la Commissione
debba dare parere in Aula o se debba essere, invece, convocata
nella sua sede naturale. E' una questione che non mi appassiona.
Il Governo, infatti, ha recuperato le risorse
Mi appassiona, invece, l'idea che, sul credito d'imposta, non
facciamo marcia indietro, nel senso che vogliamo approvare il
disegno di legge relativo al credito d'imposta perché riteniamo
che si tratti di una legge importante, di una legge che questa
Regione non ha, al di là delle risorse che stiamo destinando. Una
volta approvata la legge, possiamo rifinanziarla come e quando
vogliamo - oggi la legge non c'è - perché è una legge ampiamente
attesa dai comparti produttivi di questa terra, soprattutto dalle
piccole e medie imprese; una legge che darà risposte serie per
creare altre occasioni di sviluppo e di lavoro, nuova occupazione
e ritengo che ciò sia giusto.
Per questo motivo, non rinunciamo alla legge sul credito
d'imposta.
La Commissione, quindi, dia il parere laddove ritiene di
doverlo dare ma le leggi verranno, per quel che mi riguarda,
discusse ed approvate insieme perché le risposte devono essere
date insieme.
Sono dell'idea, inoltre, che bisogna poi approvare quegli
emendamenti che abbiamo ritenuto di dover predisporre insieme
sulla legge relativa al credito d'imposta, a meno che i
Presidenti dei Gruppi parlamentari non decidano di allargare la
platea, come io ritengo sia giusto. Questa però è una valutazione
che, sino a quando non si farà, mi atterrò a quanto abbiamo
stabilito.
Sul credito d'imposta, ritengo che non vi possa essere
assolutamente nessun ripensamento perché riteniamo che si tratti
di una legge importante, da approvare.
PRESIDENTE Onorevole Presidente, possiamo soltanto sospendere
i lavori d'Aula e riunirci nella sede della Commissione o in
questa stessa sede.
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per dieci minuti, al
fine di consentire alla Commissione Bilancio di esprimersi. I
lavori riprenderanno alle ore 22.45.
(La seduta, sospesa alle ore 22.37, è ripresa alle ore 23.05.)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, comunico il parere
espresso sugli emendamenti che sono stati sottoposti all'esame
della Commissione Bilancio:
emendamento 64.1 parere negativo
emendamento 12.1 parere negativo
emendamento 12.2 parere negativo
emendamento 12.R parere favorevole
emendamento 12.5 parere favorevole
emendamento 12.7 è ritirato
emendamento 12.4 e 12. 3 parere favorevole
Si passa all'esame del disegno di legge sul credito
d'imposta. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Agevolazioni fiscali
1. Alle imprese, ivi incluse quelle artigiane, operanti nei
settori della trasformazione dei prodotti della pesca e
dell'acquacoltura di cui all'allegato I del Trattato che
istituisce la Comunità europea, e successive modifiche ed
integrazioni, delle attività manifatturiere, dei servizi, del
turismo, del commercio, delle costruzioni, che nell'anno 2006
presentino per la prima volta o a titolo di rinnovo istanze di
agevolazione, ai sensi dell'articolo 62, comma 1, lettere d) ed
e), della legge 27 dicembre 2002, n. 289 e successive modifiche
ed integrazioni per nuovi investimenti nel territorio della
Regione siciliana, che non trovino accoglimento per esaurimento
dei fondi stanziati, è concesso, entro il termine del 31
dicembre 2006, un contributo regionale nella forma di credito
di imposta, secondo la misura, le modalità, i termini e le
condizioni di cui al medesimo articolo 8 della legge 23
dicembre 2000, n. 388 e successive modifiche ed integrazioni e
relative disposizioni attuative, salvo quanto previsto al comma
4.
2. Un contributo regionale nella forma di credito
d'imposta, per l'anno 2006, è concesso, altresì, alle imprese
agricole di cui all'articolo 1 del decreto legislativo 18
maggio 2001, n. 228, che realizzano nuovi investimenti nel
territorio della Regione siciliana secondo quanto previsto
dall'articolo 11 del decreto legge 8 luglio 2002, n. 138,
convertito in legge dall'articolo 1 della legge 8 agosto 2002,
n. 178 come modificato dall'articolo 69 della legge 27 dicembre
2002, n. 289 e successive modifiche ed integrazioni e relative
disposizioni attuative, previa presentazione di apposita
istanza entro il 31 dicembre 2006, nei limiti di spesa di 2
milioni di euro per l'anno 2006.
3. I crediti d'imposta di cui ai commi 1 e 2 sono
utilizzabili in compensazione, ai sensi del decreto legislativo
9 luglio 1997, n. 241, ai fini del pagamento di imposte
dirette, IVA ed IRAP, per un importo non inferiore a euro
100.000 e non superiore a euro 500.000 per ciascun
beneficiario, con esclusione delle imprese artigiane e delle
imprese operanti nel settore del commercio per le quali
l'importo utilizzabile in compensazione non deve essere
inferiore a euro 50.000 e superiore a euro 100.000 per ciascun
beneficiario.
4. Gli investimenti ammessi alle agevolazioni di cui al
comma 1 possono essere realizzati entro il 31 dicembre 2008,
fermi restando il rispetto dei termini e dei limiti di
utilizzazione del credito d'imposta di cui all'articolo 62,
comma 1, lettera f), della legge 27 dicembre 2002, n. 289 e
successive modifiche ed integrazioni.
5. Sono esclusi dai beni agevolabili, oltre quelli di cui
all'articolo 8, comma 2, della legge 23 dicembre 2000, n. 388,
le autovetture, gli autoveicoli con tara inferiore a 5
quintali, gli autocarri derivati da autovetture, i motoveicoli
e simili.
6. Le agevolazioni riguardanti le imprese operanti nei
settori delle attività manifatturiere, dei servizi, del
turismo, del commercio, delle costruzioni sono concesse nei
limiti massimi di spesa pari a 7 milioni di euro per l'anno
2006, 9 milioni di euro per l'anno 2007 e 9 milioni di euro per
l'anno 2008.
7. Le agevolazioni previste per le imprese operanti nei
settori della trasformazione dei prodotti della pesca e
dell'acquacoltura sono concesse nei limiti massimi di spesa
pari a 1 milione di euro per l'anno 2006, 1 milione di euro per
l'anno 2007 e 1 milione di euro per l'anno 2008.
8. Le risorse derivanti da rinunce o da revoche di
contributi di cui ai precedenti commi sono utilizzate per
accogliere le richieste di agevolazione secondo l'ordine
cronologico di presentazione, non accolte per insufficienza di
disponibilità.
9. Le agevolazioni previste dal presente articolo non sono
cumulabili con altre agevolazioni locali, regionali, nazionali
o comunitarie che abbiano ad oggetto gli stessi costi
ammissibili.
10. Le agevolazioni sono concesse nel rispetto delle
specifiche discipline settoriali comunitarie, della disciplina
multisettoriale degli aiuti regionali destinati ai grandi
progetti d'investimento.
11. L'applicazione delle disposizioni del presente articolo
è subordinata alla positiva definizione della procedura di cui
all'articolo 88 del Trattato istitutivo della Comunità europea,
eccetto che per le piccole e medie imprese, per le quali le
disposizioni medesime trovano immediata applicazione, ai sensi
del Regolamento CE n. 70/2001 del 12 gennaio 2001 relativo
all'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli
aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese (GUCE n.
L10 del 31 gennaio 2001) e del Regolamento CE n. 364/2004 della
Commissione del 25 febbraio 2004, recante modifica del
Regolamento CE n. 70 del 2001 per quanto concerne l'estensione
del suo campo di applicazione agli aiuti alla ricerca e
sviluppo (GUUE n. L 63 del 28 febbraio 2004), del Regolamento
CE n. 1/2004 del 23 dicembre 2003 relativo all'applicazione
degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato a
favore delle piccole e medie imprese attive nel settore della
produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti
agricoli (GUUE n. L1 del 3 gennaio 2004) e del Regolamento CE
n. 1595/2004 dell'8 settembre 2004 relativo all'applicazione
degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato a
favore delle piccole e medie imprese attive nel settore della
produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti
della pesca (GUUE n. L291 del 14 settembre 2004).
12. Gli adempimenti discendenti dall'applicazione del
presente articolo, ivi compresa la definizione delle modalità e
dei termini di presentazione e di accoglimento delle istanze di
agevolazione, sono svolti dall'Agenzia delle entrate, previa
intesa da concludere nell'ambito dei rapporti intrattenuti con
l'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze,
dipartimento delle finanze e del credito, con oneri pari a 65
migliaia di euro per il 2006, 60 migliaia di euro per il 2007 e
60 migliaia di euro per il 2008 a carico del bilancio della
Regione, UPB 4.3.1.5.3, capitolo 216524.
13. Ai fini dell'autorizzazione comunitaria sulle misure
agevolative previste dal presente articolo, per il periodo 2006-
2008 le risorse finanziarie da destinare alle grandi
imprese non possono superare complessivamente i seguenti
importi:
a) 70 milioni di euro per le agevolazioni riguardanti le
imprese operanti nei settori delle attività manifatturiere, dei
servizi, del turismo, del commercio, delle costruzioni;
b) 14 milioni di euro per le agevolazioni previste per le
imprese operanti nei settori della trasformazione dei prodotti
della pesca e dell'acquacoltura;
c) 14 milioni di euro per le agevolazioni riguardanti le
imprese agricole di cui al comma 2.
14. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente
articolo, quantificati complessivamente in 10.065 migliaia di
euro per l'anno 2006, 10.060 migliaia di euro per l'anno 2007 e
10.060 migliaia di euro per l'anno 2008, si provvede, per
l'anno 2006, mediante riduzione di parte delle disponibilità
dell'UPB 4.2.2.8.1, capitolo 613910 del bilancio della Regione
per l'esercizio finanziario medesimo. Per gli esercizi
finanziari 2007 e 2008 la spesa trova riscontro nel bilancio
pluriennale della Regione per il triennio 2006- 2008, UPB
4.2.2.8.1».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Oddo ed altri: 1.1, 1.2 e 1.3;
- dall'onorevole Capodicasa ed altri: 1.4.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, dobbiamo dapprima approvare i
due articoli...
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, siccome ci sono cinque
emendamenti, la Presidenza è dell'avviso di accelerare il
prosieguo dei lavori d'Aula, piuttosto che dover sospendere
l'esame del provvedimento...
ORTISI Noi stiamo facilitando il percorso legislativo, la
Presidenza invece lo complica...
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, ho già comunicato all'Aula
l'esito complessivo dei pareri espressi dalla Commissione
Bilancio.
Al riguardo, onorevoli colleghi, voglio sentire anche la
maggioranza, voglio capire se ci sono le condizioni, altrimenti
sospendo la seduta e la riprendiamo domani mattina, perché in
questo clima è difficile lavorare.
ORTISI Signor Presidente, ha più senso logico e rende
lineare i lavori che noi, dopo che la Commissione Bilancio ha
apprezzato i due articoli riguardanti il provvedimento sui
precari e quelli concernenti i forestali, chiudiamo la vicenda,
nel senso che l'Aula apprezza parimenti le due norme, rinviando
il solo voto finale.
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, la correggo su un passaggio:
per procedere conformemente a quanto lei dice, devo far
allontanare la Commissione Bilancio, fare insediare la Quarta
Commissione e, successivamente, la Quinta... purtroppo è questa
la procedura, stiamo tornando ad altri provvedimenti di legge
e, nel merito, dobbiamo tornare alle Commissioni competenti per
materia.
ORTISI No, signor Presidente...
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, ho seguito il suo
ragionamento, per far questo dobbiamo sospendere
momentaneamente l'esame del disegno di legge sul credito
d'imposta.
Invito i componenti la Quinta Commissione a prendere posto
al banco delle commissioni.
ORTISI E' un capriccio, signor Presidente...
PRESIDENTE Non è un capriccio, onorevole Ortisi, come da
Regolamento, è una procedura, perché la Commissione di merito è
la Quinta per questo disegno di legge, per quello concernente
la stabilizzazione del personale precario.
Quindi, la sua procedura complica le cose, onorevole
Ortisi, non le facilita.
Onorevoli colleghi, la Commissione Bilancio ha espresso
parere favorevole all'emendamento 12R, relativo alla copertura
finanziaria all'articolo 12 del disegno di legge.
Pongo in votazione l'emendamento 12.R.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO L'emendamento 12.R, siccome non ne disponiamo
copia, a cosa si riferisce?
PRESIDENTE Onorevole Giannopolo, ne abbiamo già
parlato...
GIANNOPOLO Lo so che reca la copertura finanziaria, è
quello del Governo, ma ci sono, tuttavia, altri emendamenti...
PRESIDENTE Ma su quelli non c'è la copertura
finanziaria, onorevole Giannopolo
GIANNOPOLO No, signor Presidente. La Commissione esprime
un parere che è favorevole o contrario. E' l'Aula poi che si
pronuncia La Commissione esprime un parere, l'Aula vota
Esprimo il mio voto contrario all'emendamento 12.R.
PRESIDENTE Onorevole Giannopolo, sono disposto a
comprendere tutto, tranne le cose non vere. Ho appena fatto
insediare la Quinta Commissione, comunicando alla medesima il
parere della Commissione Bilancio sull'emendamento 12.R che ho
posto in votazione.
Lei sta facendo una dichiarazione di voto sul 12.R. E'
chiaro che la Commissione Bilancio esprime un parere, già
comunicato alla Quinta Commissione e all'Aula che adesso dovrà
pronunciarsi.
GIANNOPOLO Signor Presidente, lei sta dando
un'interpretazione errata, posso garantirlo, perché il 12.R non
era stato distribuito. Gli unici emendamenti distribuiti,
infatti, a copertura, erano ben altri: quindi, non conoscendo
il contenuto dell'emendamento 12.R, devo sapere cosa prescrive.
E' la Presidenza che sbaglia interpretazione...
Sono contrario, pertanto, il mio voto è contrario, perché
si muove all'interno di una visione per cui dobbiamo assicurare
il contratto solo e semplicemente per sei mesi Invito
piuttosto il Governo a riconsiderare, invece, almeno la
possibilità - è questo che mi interessava dire - di assicurare
la copertura per gli anni successivi, allo scopo di consentire
- almeno ai lavoratori in ASU - di avere un contratto
corrispondente a 12 mesi.
E' per questo motivo che penso che la copertura più esatta,
con riferimento ai ragionamenti fatti finora, sia quella
contenuta nell'emendamento presentato dal sottoscritto,
dall'onorevole Speziale e dall'onorevole Villari, emendamento
che, attraverso la rimodulazione della tabella H per gli anni
successivi, assicura una copertura finanziaria per l'anno
prossimo di 36 milioni di euro, esattamente quanto serve per
dare a chi è in ASU un contratto di almeno 12 mesi.
Gli altri lavoratori potrebbero averlo adeguato e il
problema degli altri impiegati a 24 ore potrebbe essere preso
in esame in sede di assestamento di bilancio. Ma oggi, la
rimodulazione per il 2007 e per il 2008 ci consentirebbe di
fare a 36 milioni di euro la copertura finanziaria per i
contratti in ASU a 12 mesi.
E' questa l'essenza della mia dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 12.R, col
parere favorevole della Commissione e del Governo. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrari si alzi.
(E' approvato)
Dichiaro che gli emendamenti 12.1, 12.7 e 12.2 sono
preclusi.
Pongo in votazione l'emendamento 12.3. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 12.4. Chi è favorevole
resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 12.5. Chi è favorevole
resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente Fleres
Sull'ordine dei lavori
SPEZIALE Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Un apprezzamento desidero rivolgere alla
Presidenza che sta procedendo bene, suggerirei di passare al
voto finale, è il modo migliore per tranquillizzare tutti...
PRESIDENTE Onorevole Speziale, il voto finale verrà dato
successivamente.
Pongo, pertanto, in votazione l'articolo 22. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente Fleres
Riprende l'esame del disegno di legge nn. 1107-204-229-247-
398-590-1058-1114/A.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, si riprende l'esame del
disegno di legge nn. 1107-204-229-247-398-590-1058-1114/A.
Invito la IV Commissione a prendere posto nell'apposito
banco. Comunico che la Commissione Bilancio non ha dato
copertura all'emendamento 64.1.
L'emendamento 64.1 è, pertanto, improponibile.
Si passa all'emendamento del Governo 64.2, solamente per la
prima parte, perché la seconda, non avendo previsto oneri per
il comitato di cui all'articolo 7 e l'osservatorio di cui
all'articolo 50, è incoerente.
Pongo, quindi, in votazione l'emendamento 64.2 per la prima
parte. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 64, nel testo risultante. Chi
è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
GIANNOPOLO Signor Presidente, tengo a precisare che non
si è ancora passati agli emendamenti aggiuntivi, tra i quali il
mio, A.1.
PRESIDENTE Mi risulta che siano stati ritirati tutti.
L'accordo che è stato raggiunto dalla Conferenza dei
Capigruppo, infatti, ha previsto il ritiro di tutti gli
emendamenti aggiuntivi.
CUFFARO presidente della Regione. D'altra parte,
onorevole Giannopolo, di emendamenti aggiuntivi ce ne sono
altri cinquanta
PRESIDENTE Se lei insiste, onorevole Giannopolo, lo pongo
in votazione.
Con parere contrario del Governo, pongo pertanto in
votazione l'emendamento aggiuntivo A.1. Chi è contrario resti
seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Onorevoli colleghi, tutti gli altri emendamenti aggiuntivi
sono da considerarsi ritirati o preclusi.
Si passa all'articolo 65. Ne do lettura:
«Art. 65.
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in vigore il
giorno successivo a quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
farla osservare come legge della Regione».
Pongo in votazione l'articolo 65. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente Fleres
Sull'ordine dei lavori
BARBAGALLO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BARBAGALLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo
ribadire la proposta che è già stata fatta da alcuni colleghi.
La Presidenza sa bene che se noi diciamo di restare in Aula, ci
restiamo davvero fino alla fine, non ci sono dubbi sul fatto
che ci comporteremo in maniera costruttiva, così come abbiamo
fatto, del resto. Però, proprio perché questa maggioranza è
sicura delle iniziative politiche, anche dei comportamenti
d'Aula, le ribadisco la proposta di procedere con il voto
finale sul disegno di legge degli articolisti e su quello dei
forestali.
PRESIDENTE Il Governo intende replicare?
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente, noi
vogliamo dare il voto finale a tutti e tre i disegni di legge.
Questo Parlamento ha sempre seguito un criterio che è quello di
dare il voto finale a tutti i provvedimenti, al termine dei
lavori.
Mi parrebbe strano che lo cambiassimo proprio nell'ultima
giornata, non sarebbe neanche di buon augurio
Approviamo, pertanto, il disegno di legge sul credito di
imposta, di soli 4 articoli, ci impiegheremo dieci minuti, e
diamo quindi il voto finale su tutti i provvedimenti.
PRESIDENTE Onorevole Barbagallo, mi sembra di capire che la
sua proposta non sia condivisa. E ho la sensazione che, ove fosse
condivisa, ci sarebbero altri che farebbero lo stesso suo
ragionamento. Per il momento, quindi, devo necessariamente andare
avanti.
Riprende l'esame del disegno di legge nn. 1106-1104-1130/A.
Si passa all'emendamento 1.4, a firma degli onorevoli
Capodicasa, Oddo ed altri.
ODDO Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, abbiamo esposto a più riprese qual è
il nostro punto di vista per quanto concerne l'articolo 1 del
disegno di legge sul credito di imposta.
L'ha esposto, a più riprese, il nostro Gruppo, con il suo
Presidente, l'abbiamo espresso anche durante la discussione
generale, quando abbiamo incardinato il testo. Con molta
schiettezza, devo dire che non accettiamo il tentativo, fatto
dall'onorevole Presidente della Regione, di dire che noi siamo
quelli sordi alla politica degli interventi per quanto concerne
le imprese siciliane.
CUFFARO presidente della Regione. Allora siamo d'accordo
ODDO C'è un punto, però, onorevole Presidente, che nel
momento in cui si affrontano leggi importanti, lei sa bene che
bisogna fare delle scelte, perché se poi l'operazione credito
di imposta rischia di diventare uno spot elettorale, allora, le
cose si complicano.
Lo voglio dire in maniera sommessa e senza alcuna speculazione
politica, a me sembra che si tratti più di uno spot elettorale
che di un intervento serio. E dirò in due minuti perché.
Primo argomento. Sappiamo tutti che, per quanto concerne la
maniera in cui è stato modulato, da parte della maggioranza di
Governo, nell'articolo 1 e, soprattutto al comma 1, mettiamo in
campo pochissime risorse rispetto a quella che è stata
l'esperienza citata poc'anzi dal Presidente del mio Gruppo, una
delle esperienze che andava, indubbiamente, anche analizzata e su
cui bisognava fare alcuni interventi per ottimizzare
ulteriormente il sistema del credito d'imposta. Su questo
possiamo convenire.
Quella, però, è stata un'esperienza che ha visto molte imprese,
anche siciliane, non cito a quest'ora dati statistici, perché
sinceramente non mi sembra che sia utile, ma ritengo, invece, che
sia più conveniente utilizzare un linguaggio diretto, però, i
riferimenti vanno fatti. Quell'esperienza, dicevo, messa in campo
dal Governo di centrosinistra, che governava il Paese, ebbe un
risultato eccezionale perché, soprattutto, innestava un
meccanismo automatico che evitava di passare, per intenderci,
dalle segreterie degli onorevoli deputati.
E' ovvio che quel sistema automatico determinava proprio un
intervento diretto, evidentemente senza tanti passaggi, che
metteva l'impresa nelle condizioni di poter investire e di poter
dare risposte, anche in termini di qualche posto di lavoro in
più.
Veda, onorevole Presidente, quando dico qualche posto di lavoro
in più, vorrei dirle, quando lei annunciava 101.000 posti di
lavoro in più, di specificare sempre quali sono quei posti che
sono stati semplicemente conteggiati dal punto di vista
statistico: si tratta di regolarizzazioni, invece, di rapporti,
possibilmente, anche parzialmente in nero ed in parte,
addirittura, che derivano dall'utilizzo di manodopera degli
extracomunitari, situazioni positive quando si vanno a
regolarizzare, per carità di Dio, però non facciamo, anche in
questo caso, l'errore di annunciare lo spot siciliano di quanti
posti di lavoro sono stati creati in questi anni, perché sappiamo
bene che, purtroppo, in giro per la Sicilia, per la verità, c'è
grande fame di lavoro, e non lo diciamo certo soddisfatti.
Quindi, starei attento ad enfatizzare le cose che, tutto
sommato, sono frutto anche di una valutazione di fine
legislatura. Cioè, dopo 5 anni, il Governo di centrodestra che
sta governando la nostra Regione, che la governa da 5 anni, si
accorge che può attivare, rispetto alla legge n. 388 del 2000,
articolo 8, il sistema del credito d'imposta, che altri chiamano
fiscalità di vantaggio. Penso che sia già una sconfitta il fatto
di averlo attivato dopo 5 anni, sotto la campagna elettorale per
le nazionali, e ormai possiamo dire anche nell'imminente campagna
elettorale per le regionali.
In più, è stato sollevato più volte, e non ci ritorno, la
questione delle esigue risorse che potevano, indubbiamente,
potenziare invece seriamente interventi di altro tipo che ora non
vado a ripetere, perché altrimenti perderei semplicemente tempo.
Ma vorrei segnalare, onorevole Presidente, un'ulteriore
questione. Voi impostate il provvedimento alle imprese, ivi
incluse quelle artigiane, cioè vi riferite anche alle grandi
imprese. Sapete bene che sulla questione delle grandi imprese
dovete e bisogna rispettare l'articolo 88 del Trattato istitutivo
della Comunità europea, per ciò che prevede la procedura, e
sapete anche che quella procedura porterà, essendo ottimisti, a
non meno di un anno di trafila per quanto concerne il prescritto
visto di compatibilità. Sapete pure che, per quanto concerne le
piccole e medie imprese, c'è invece la possibilità di attivarla
in tempi un po' più brevi, insomma, non diciamo cose che non
sono...
Sapete bene, dunque, che state attrezzando, a tutti gli
effetti, uno spot elettorale, perché le risorse sono poche, i
tempi sono quelli che sono, rischiamo di fare la stessa
operazione che si è fatta sulla questione degli agricoltori, ve
la ricordate? Voi avete fatto, a fine anno, l'altro spot
elettorale che era quello di appostare cento milioni di euro per
venire incontro alla crisi del settore agricolo.
Questa non è chiaramente la serata, ma ormai è l'ultima e,
quindi, Presidente, lei me lo permetterà, sicuramente vorrei
chiedere all'onorevole Presidente della Regione, all'Assessore
all'agricoltura, dato che questa sera si snocciolano anche i
risultati di questi 5 anni di governo, che fine hanno fatto quei
cento milioni di euro Se c'è qualche passo avanti, se si è
attrezzato tutto quanto doveva attrezzarsi, se ci sono invece
difficoltà. Mi risulta che ce ne siano di grandi per attivare 1
euro di spesa, non cento milioni di euro
Qui siamo quasi nella stessa condizione. Noi accettiamo le
sfide che ci vengono lanciate seppure alla fin fine e con queste
pecche e con questi limiti Onorevole Presidente Cuffaro, la
sfida che noi invece vogliamo lanciare a lei e al suo Governo è
quella di puntare direttamente alle piccole e medie imprese ed
attiviamo quel poco che state appostando, evitando di fare
riferimento alle grandi imprese, come fate al comma 1, sapendo
che non ne uscirete e quindi non è detto che per giunta ritornerà
questo Governo, stiamo infatti lavorando affinché non ritorniate
Diceva poco fa l'onorevole Speziale, io non lo dico con
disprezzo, onorevole Cuffaro... La considero una semplice
provocazione.
PRESIDENTE Guardi che non ha assolutamente i caratteri della
provocazione.
ODDO Una provocazione a cui lei sicuramente metterà riparo.
PRESIDENTE Non la considero una provocazione, onorevole
Oddo.
ODDO Signor Presidente, quando l'onorevole Formica si accorge
che gli argomenti cominciano ad esser pungenti si indigna.
Pazienza. Sono poche le risorse disponibili, quindi, smettiamola
di dire che possiamo fare chissà che cosa, in tempi ragionevoli,
per quanto concerne le grandi imprese Proponiamo, invece, che si
faccia un ragionamento vero e serio, per quel che poco che si può
fare, sapendo sempre che rischiamo lo spot elettorale, sulle
piccole e medie imprese.
In più, così le facilito il compito onorevole Presidente, -
non voglio perdere tempo, assolutamente non voglio rubare minuti,
- diciamo che per quanto concerne le attività estrattive, che
sono comunque previste all'articolo 8 della legge 388 del 2000,
lei onorevole Presidente conosce la materia forse più di me, noi
possiamo inserire sicuramente le attività estrattive così come
sono disciplinate - sto parlando quindi delle attività estrattive
di cava in senso generale, come sono normate dalla legislazione
regionale - e potremmo anche lì venire incontro ad un settore che
sta comunque registrando difficoltà enormi, e, come ben parte dei
colleghi di quest'Aula sa, perché sulle autorizzazioni e su ciò
che sovrintende all'attività di cava ci sono serie difficoltà.
Quindi, potremmo dare anche in questo caso una risposta anche
a coloro che operano nel comparto del basalto dell'Etna, e a chi
opera nel bacino marmifero di Custonaci, e ad altri che operano
in Sicilia, queste sono le piccole ma grandi scelte che si
possono fare.
PRESIDENTE Onorevole Oddo, per un chiarimento. Quando lei si
riferisce alle pietre ornamentali, è questa la definizione o
dobbiamo intendere il materiale lapideo di pregio?
ODDO Signor Presidente, la definizione che si è data con la
legge 25 del 6 ottobre 1999 è pietre ornamentali' così come
viene definito dall'articolo 1 del comma 2 della legge
regionale... Quindi, potremmo selezionare un po' di più, perché
lo sappiamo tutti che si possono attrezzare tatticismi, e che
con queste esigue risorse si considerano le piccole e medie
imprese, includendo le attività estrattive:
Facendo il punto sulla pesca, in merito alla quale ho qualche
dubbio, e non solo perché ogni tanto mi informo, come è giusto
fare, ma penso che anche dal punto di vista dei regolamenti
comunitari, forse non si può contemperare e quindi sono pronto a
ritirarla, data che la trasformazione dei prodotti ittici è
contenuta nell'articolo 8, mentre la pesca non lo è.
Si potrebbero inserire le piccole e medie imprese delle
attività estrattive, toglierei - lo anticipo - il settore delle
costruzioni dato che, così come è modulato, è chiaro che lasciamo
spazio all' immaginazione, vi invito a porre più attenzione. Si
deve puntare sulle attività estrattive, così come detto poc'anzi,
dando maggiore respiro proprio alle piccole e medie imprese,
forse mettiamo in campo - con quei rischi che ci sono e con le
cose che abbiamo detto - uno strumento, comunque, un po' più
comprensibile, ragionevole, e non da spot elettorale, e
riuscendo a dare un contributo e un segnale chiaro ai settori
produttivi siciliani, formati da piccole e medie imprese, che
secondo il regolamento comunitario possono avere sino a
duecentocinquanta dipendenti. In Sicilia un'impresa che ha 250
dipendenti penso che pesa nel mercato delle imprese
complessivamente e anche per quanto concerne l'aspetto
produttivo. Noi ci permettiamo di avanzare questo, se si vuole
aprire un ragionamento e un confronto bene.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente,
l'onorevole Oddo ha posto dei temi estremamente interessanti, tra
l'altro è con compiacimento che prendiamo atto che condivide,
nella sostanza, l'articolo 1. Volevo chiarire all'onorevole Oddo
la filosofia complessiva dell'articolo 1 precisando che il
Governo è anche d'accordo su alcuni emendamenti presentati.
L'articolo 1 prevede la possibilità che al credito d'imposta
accedano tutte le imprese, comprese quelle grandi, ma vorrei
ricordare all'onorevole Oddo che, mentre per le piccole e medie
imprese il disegno di legge, se approvato questa sera, già da
domani mattina è operativo, per le grandi imprese stiamo per
approvare la legge e conseguentemente la norma viene notificata
alla Comunità europea.
Tutti sappiamo che i tempi non saranno celeri. Quindi, se noi
oggi non inserissimo nel disegno di legge questa previsione non
potremmo attivare le procedure per farci riconoscere, dalla
Comunità europea, l'estensione dei benefici per le grandi
imprese.
Onorevole Oddo, la vorrei tranquillizzare: almeno per il
prossimo anno, attiveremo le procedure solo per le piccole e
medie imprese e, quindi, le risorse potranno essere utilizzate
solo dalle piccole e medie imprese, anche se noi attiveremo le
procedure per il riconoscimento comunitario per far sì che poi
si possa attivare anche per le grandi imprese.
Non possiamo essere d'accordo sulla pesca per un semplice
motivo, non perché riteniamo il settore poco importante, ma
perché anche per questo settore - come voi sapete - il decreto
del Governo nazionale non permette agevolazioni e noi non
vogliamo correre il rischio che le agevolazioni siano fonti di
sanzioni.
Invece, per quanto riguarda l'emendamento 1.3, concernente le
attività estrattive, siamo assolutamente d'accordo con la
proposta dell'onorevole Oddo perché la riteniamo utile per
rendere la legge ancor più operativa.
Quindi, il Governo esprime sin da adesso il parere favorevole
all'1.3 che aggiunge le attività estrattive.
PRESIDENTE Onorevole Presidente, il suo ragionamento
presuppone che il Governo intende presentare un emendamento
all'articolo 1, precisando che si tratta soltanto di piccole e
medie imprese?
CUFFARO presidente della Regione. No, signor Presidente,
consideriamo tutte le dimensioni aziendali; la seconda parte si
attua, mentre per quanto riguarda le grandi imprese, si notifica
alla Comunità europea.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Congedo
PRESIDENTE Comunico che gli onorevoli Cintola, Fratello e
Scalici hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Riprende il seguito dell'esame del disegno di legge n. 1106-
1104-1130
ODDO Signor Presidente, dichiaro di ritirare l'emendamento
1.1.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
LACCOTO Chiedo di parlare,
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LACCOTO Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che il
voler incardinare questa legge, insistendo a legarla al voto sul
disegno di legge per i lavoratori precari ed i forestali sia un
modo per non volere approvare alcuna legge.
Tra l'altro, vorrei rilevare che all'articolo 1, comma 13, c'è
una contraddizione in termini e quest'articolo non è applicabile.
Infatti, il comma 13 riporta che: Ai fini dell'autorizzazione
comunitaria sulle misure agevolative previste dal presente
articolo per il 2006-2008, le risorse finanziarie da destinare
alle grandi imprese non possono superare complessivamente i
seguenti importi: 70 milioni di euro per le agevolazioni
riguardanti le imprese operanti nel settore delle attività
manifatturiere, dei servizi del turismo, del commercio e delle
costruzioni; 14 milioni di euro per le agevolazioni previste per
le imprese operanti nei settori della trasformazione dei prodotti
della pesca e dell'acquacoltura; 14 milioni di euro per le
agevolazioni riguardanti le imprese agricole di cui al comma 2',
ma che mi risulti 70 più 14 più 14 dà 98. Ebbene, alla copertura
sapete come si arriva? Si arriva agli oneri derivanti
dall'applicazione del presente articolo quantificati
complessivamente in 10 milioni di euro per l'anno 2006, 10
migliaia di euro per l'anno 2007 e 10 migliaia di euro per l'anno
2008, si provvede per l'anno 2006 mediante riduzione di parte
delle disponibilità dell'U.P.B. - poi magari il governo ci dice
che cos'è questa U.P.B. 42281 per gli esercizi finanziari 2007 e
2008.
PRESIDENTE Mi scusi, onorevole Laccoto, solo per aiutarla
nel suo ragionamento: una cosa è la copertura finanziaria della
legge, una cosa è la richiesta di autorizzazione comunitaria
relativamente ai massimali.
LACCOTO Il problema è solo elettorale, perché si dice che vi
è un credito di imposta per 70 milioni di euro più 14 più 14,
quando invece abbiamo una copertura nel triennio di 30 milioni di
euro, e lo dimostrerò tramite ricorso al Commissario dello Stato,
se dovesse mai passare questo, che è una copertura fittizia e
poi lo vedremo.
CUFFARO presidente della Regione. Lei non può ricorrere a
niente.
LACCOTO No, poi vediamo se ricorreremo. Io credo ...
PRESIDENTE Non si faccia dire che sconta il noviziato.
LACCOTO Signor Presidente, lasci parlare il novizio, perché
lei ha fatto un falso questa sera ed è messo a verbale: quando ha
dichiarato che un articolo era stato votato e invece non era
stato votato, bensì ritirato Il noviziato mio, stia tranquillo,
presuppone il massimo rispetto verso tutti i colleghi di
maggioranza e di minoranza in egual misura ma il suo
comportamento ci fa esasperare proprio per evitare il voto,
questo è il problema.
Allora, signor Presidente, ritengo che questo articolo 1,
così come incardinata questo disegno di legge sia solo l'ennesimo
programma senza una sostanziale copertura, ma non si vede
l'urgenza, perché se è vero che bisognerà chiedere
l'autorizzazione al centro fiscale di Pescara, alla Comunità
economica europea, si faccia un altro discorso, non quello delle
grandi imprese, ma si mettano effettivamente le risorse che sono
disponibili senza fare proclami. Qualcuno ha già tentato
durante la finanziaria di proporre le stesse leggi con gli stessi
importi.
Oggi, si vuole costringere la minoranza a restare in Aula,
ponendo in votazione i tre disegni di legge, dato che secondo la
maggioranza, non abbandoneremo l'Aula prima del voto sui
forestali e sui precari. Questo è quello che vuole realizzare,
questa sera, la maggioranza, quando invece si poteva benissimo
arrivare alla votazione finale sul precariato e sui forestali,
per poi incardinare il disegno di legge sulla fiscalità di
vantaggio, facendo le correzioni opportune perché non è detto che
tutto quello che viene detto dalla Presidenza sia oro colato o
come si dice - e lei che è cristiano onorevole Presidente
capisce - ciò che viene dall'alto sia una verità rivelata.
La verità è che questa sera noi abbiamo assistito a una
coercizione a danno della minoranza che ha dimostrato senso di
responsabilità. Ma se si vogliono approvare i due disegni di
legge facciamolo, altrimenti saremo costretti a chiedere la
verifica del numero legale e, a quel punto, la responsabilità
sarà la vostra.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Onorevoli colleghi,
credevo che avessimo già superato questo punto, ma torniamo
sempre sullo stesso punto. Noi non abbiamo nessuna intenzione di
non votare le leggi, anzi, abbiamo interesse a votarle tutte.
Intervenivo per spiegare all'onorevole Laccato, che la norma di
programmazione prevista dal comma 13, è una norma che ci impone
di comunicare alla Comunità europea il limite massimo di spesa di
questo provvedimento.
Approvata la norma, quando vorremo rifinanziarla lo si potrà
fare soltanto con una variazione di bilancio sino al limite
massimo previsto dal comma 13, dell'articolo 1. Senza la norma di
programmazione è chiaro che per rifinanziare la legge dovremo
nuovamente comunicarla alla Comunità europea. Non si vuole,
prendere in giro nessuno. Le risorse sono quelle della U.P.B..
PRESIDENTE Ha chiesto di parlare l'onorevole Speziale. Ne ha
facoltà.
SPEZIALE Concordo con il Presidente della Regione, il testo è
di grande rilievo, vi è stato un dibattito, non può essere
soltanto valutato en passant anche perché ha delle incongruenze
manifeste. Adesso le spiego, onorevole Presidente, farò lo sforzo
di spiegarlo anche ai colleghi perché trattandosi di un
argomento al quale il Governo dà un particolare carattere è
giusto che noi lo affrontiamo, tralascio la questione
riguardante il vantaggio del Credito d'imposta ed i vincoli
imposti dalla Comunità europea, perché tutto questo l'ha fatto
Prodi, prima.
L'Unione europea ha stabilito che il credito di imposta si
applicava in Italia nella misura del 40% per il Nord e del 60%
per il Sud, in modo differenziato, con un vantaggio fiscale,
che è stato stabilito dai governi di centro sinistra. Tralascio
che, quando veniva assunto un lavoratore in Sicilia, il credito
di imposta veniva corrisposto in misura di un milione 200 mila
lire, ma quando un altro lavoratore veniva assunto al Nord, il
credito di imposta funzionava nella misura di ottocentomila
lire.
Tralascio, quindi, i vantaggi di una politica che tardivamente,
con questa legge, voi volete riconoscere alla qualità del governo
di centrosinistra. Cosa si è verificato, però, nel Paese? Si è
verificato che mentre noi del centrosinistra abbiamo pensato
che per condizioni diseguali, andavano fatte politiche
diseguali, per permettere alla Sicilia di recuperare il GAP,
subito dopo, è venuto un altro governo, al quale lei ha fatto i
dovuti servigi, che ha stabilito che per condizioni diseguali
andavano fatte politiche eguali. Ed è intervenuto il famoso
Tremonti bis il provvedimento con il quale si è definito che
tutte le imprese che avevano utili da reinvestire venivano
esentate dalle tasse. Ovviamente le imprese che avevano utili da
reinvestire erano quelle del Nord. Così abbiamo spostato 40
mila miliardi della fiscalità generale al Nord che, essendo lì un
mercato saturo, sono serviti ad alimentare i consumi di grande
macchine, di automobili e non per incrementare l'occupazione.
Quindi capisco che adesso voi avete un rimorso, avete fallito
miseramente nel corso di questi anni. Adesso pensate di
riprodurre il credito di imposta. Ma nel frattempo un ministro
siciliano, anzi non un ministro, insomma uno che se prima era
vice ministro adesso ha stabilito, ed è questo il punto di
debolezza del provvedimento, lo cito testualmente per evitare che
lei si confonda, onorevole Presidente della Regione. Lo cito
visto perchè lo ha scritto un ministro che è vicino a lei e,
quindi, lo capirà perfettamente: Per fruire del contributo, le
imprese inoltrano, in via telematica, al centro operativo di
Pescara, dell'Agenzia delle Entrate, un'istanza contenente gli
elementi identificativi delle imprese. L'ammontare complessivo
dei nuovi investimenti e la ripartizione regionale degli stessi
nonché l'impegno a pena di disconoscimento dei benefici etc... .
Questo significa che, poi, voi con la vostra legge, stabilite che
gli investimenti della Regione siciliana non trovino accoglimento
nei fondi stanziati. S'intrecciano le due questioni, quindi, la
prima domanda da inoltrare a Pescara, dopodiché, esauriti quei
fondi, che è facili esaurirli perché ...
CUFFARO, presidente della Regione. Lo hanno fatto apposta, per
darli nelle mani a voi.
SPEZIALE. Se andremo noi al governo, noi sapremo governare
l'Italia. Non facciamo propaganda. Onorevole Presidente della
Regione, stia tranquillo l'Italia nelle nostre mani è in mani
sicure. Stia tranquillo
CUFFARO, presidente della Regione. Non sappiamo di che sesso
saranno, ma sappiamo che saranno mani sicure
SPEZIALE. Onorevole Presidente, se è un riferimento ad
personam, le posso assicurare....
CUFFARO, presidente della Regione. No, quello no Era un po'
più luxurioso'.
SPEZIALE. La invito a non fare battutacce, non mi piacciono
perché riferite alla diversità sessuale; non ho mai apprezzato
le persone per la loro diversità sessuale ma per la loro
intelligenza e, visto che fa riferimento a quella persona, le
posso assicurare, così come convenuto da molti, che è molto
intelligente.
Più volte l'ho sentita in televisione e posso assicurarle che
ha un intelletto che può dare un grande contributo al dibattito
politico del Paese. Tralasciamo queste questioni che sono frutto
di polemica inutile, desidero, però, rappresentarle, onorevole
Presidente - scusate perché si vuole banalizzare una questione
seria - che l'articolo 1, così come ho sostenuto nel corso di
questi giorni, non potrà trovare applicazione nell'anno
finanziario 2006, malgrado sia espressamente previsto che il
termine di richiesta deve essere inoltrato entro il 31 dicembre
2006.
Le due cose non si sposano perché i tempi sono discordanti.
Tralascio, tra l'altro, la pochezza delle risorse che vengono
impegnate.
Signor Presidente della Regione, a parte le polemiche
politiche, siamo tutti in campagna elettorale; anche lei è
candidato, lei di mestiere fa, oltre che il Presidente, il
candidato permanente. E' candidato alle europee, al Senato, al
Consiglio di Quartiere, è il candidato di tutte le stagioni.
CUFFARO, presidente della Regione. La differenza è questa
SPEZIALE. Io mi candido ogni cinque anni, se mi vogliono,
quindi non ho problemi.
Onorevole Presidente, le voglio provare come avevamo ragione
noi quando dicevamo come fosse possibile che una misura così
importante, che noi abbiamo introdotto nella legislazione
italiana, venga utilizzata dal Governo solo per una misera
propaganda in vista delle elezioni, e non siano utilizzate le
risorse in modo adeguato? Alla luce del fatto, onorevole
Presidente della Regione, che mi sono informato con suoi
Uffici, che mi hanno chiarito che quando si utilizzò il Credito
di imposta, le imprese siciliane aderirono automaticamente ...
ma come funziona il Credito di Imposta? Faccio l'esempio
dell'imprenditore che deve innovare l'azienda o che deve assumere
personale. L'imprenditore assume del personale, innova l'azienda
e automaticamente scarica il 60% dalle imposte o meglio scaricava
- quando c'era il Governo di Centro-sinistra, poi purtroppo è
arrivato l'altro Governo - scaricava 1.200.000 lire per ogni
singolo lavoratore che assumeva, le scaricava automaticamente,
non c'era bisogno di compilare alcuna domanda. Era sufficiente
avere un bravo ragioniere che, rispetto ai processi innovativi
scaricava senza limiti di impegno, ed è la ragione per cui, in
Sicilia molti imprenditori hanno utilizzato, come voi sapete, il
credito d'imposta. Ed è la ragione per cui il suo governo
nazionale quando fece la Tremonti bis, rendendo retroattivo il
provvedimento ha mandato al disastro decine e decine
d'imprenditori che avevano attivato il Credito d'imposta, la
misura che poi retroattivamente voi gli avete negato Se vuole
faccio i nomi di dieci imprenditori.
Allora, onorevole Presidente, desidero sapere se non è più
logico pensare che una misura così importante gravi sulla
fiscalità generale, alla luce del fatto che la quota di
attribuzione del credito di imposta è stata restituita per intero
alla Sicilia
CUFFARO presidente della Regione. Con una norma fatta da
noi
SPEZIALE Restituita interamente alla Sicilia. Quindi, dato
che lei aveva sostenuto all'inizio che non gravava sulla
fiscalità generale, le dimostro che invece lo faceva e che è
gravata sulla fiscalità generale. Onorevole Presidente, il
professore Prodi ha detto che questa misura la riproporrà
interamente, io mi sarei aspettato che qualcuno dicesse, siccome
la misura ha funzionato, noi la vogliamo riproporre. Voi siete
un governo di centro destra, lei è ministro del governo
Berlusconi, lei partecipa ai Consigli dei Ministri, e quando
sono stati presi provvedimenti che tagliavano le risorse alla
Sicilia, lei era seduto in Consiglio dei Ministri, non era in
giro per il mondo, era seduto lì, quando si consumavano delitti
nei confronti di questa regione.
Vorrei sapere, onorevole Presidente, e concludo, che il
centro sinistra siciliano che ha ministri e sessantuno
parlamentari, governi, avesse detto noi convinciamo Berlusconi e
Bossi cosa un pò più difficile amici del MPA, convinciamo
Berlusconi e Bossi che anche se vince Berlusconi, noi facciamo il
credito d'imposta sulla fiscalità generale e facciamo giungere
alle imprese siciliane non venti milioni di euro o dieci milioni
di euro ma sulla base del consuntivo, non sulla base di somme
inventate, ma quattrocento miliardi di lire che possono
rimettere in moto e far crescere la Sicilia : mi sarei aspettato
questo, mi sarei aspettato questo, non mi sarei aspettato una
polemica nei confronti di Prodi inutile, noi lo abbiamo detto che
lo faremo, se andiamo al governo lo ripristiniamo immediatamente,
voi aveste dovuto dire la stessa cosa e dire che quel
provvedimento deve andare sulla fiscalità generale non può
gravare sul bilancio della regione, malgrado le tasse, sono
d'accordo con lei, le tasse pagate in Sicilia vengono
reintroitate dalla Regione, la quota IRPEF onorevole Pesidente,
tutte la altre quote sono state oggetto di una discussione
approfondita in quest' Aula, lei sa perfettamente che quando è
andato a Roma al Consiglio dei Ministri a definire i
trasferimenti ai sensi dell'articolo 37, l'onorevole Tremonti ha
apposto la locuzione di compensazione' di trasferimento, di
competenza, che noi abbiamo calcolato in quest' Aula che le
competenze trasferite alla Sicilia costano molto di più delle
risorse che verrebbero trasferite. Quindi, per un aggravio dei
costi per la nostra regione. Onorevole Presidente, ho voluto
specificare una serie di questioni che secondo me sono il centro
di un dibattito che doveva essere approfondito che non può essere
risolto con una paginetta e mezzo: l'articolo 8 della legge
finanziaria 388 come vede, quando articolato è un provvedimento
abbastanza robusto, corposo
SPEZIALE Onorevole Presidente, poi vedremo i voti Io
confido molto sull'intelligenza dei siciliani, vi confido
moltissimo.
PRESIDENTE Anch'io, onorevole Speziale.
SPEZIALE Sì lo so, non ho mai detto il contrario, allora il
problema è di questa natura: se noi dobbiamo anticipare un
provvedimento, che ha sottratto soldi, e non pochi, a forestali
ed LSU per fare un provvedimento che non incide nella dinamica
della crescita delle imprese e della crescita dell'economia
della nostra Sicilia. Non c'è una posizione preconcetta, noi
puntiamo sulle imprese più di lei.Siamo per sostenerle più di lei
perchè le abbiamo sostenute. Siamo per far crescere la Sicilia
più di lei visto che lei questi cinque anni, il tasso di crescita
della Sicilia è stato il più basso degli ultimi 50 anni. Come
vede, presidente della Regione, lei può definirle bugie, ma si
documenti, visto che è poco informato anche sul suo governo. Si
documenti. Il più basso degli ultimi 50 anni nella crescita del
PIL, le posso assicurare onorevole Presidente, che noi avremmo
voluto fare un provvedimento corposo, non un provvedimento
approssimativo, un provvedimento insufficiente, un provvedimento
inadeguato e sopratutto un provvedimento inapplicabile. Quindi
non mettiamo: noi vogliamo fare LSU, vogliamo fare i forestali e
vogliamo pure rispondere alle imprese perchè questa non è una
risposta alle imprese.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Mi dispiace di intervenire,
però davanti alle affermazioni dell'onorevole Speziale è giusto
che ci siano degli opportuni chiarimenti, ma tutto questo nel
rispetto soprattutto dei siciliani perchè siccome questo Governo
non si è mai preso il vanto di aver fatto crescere questa
Sicilia, perchè checchè ne dica l'onorevole Speziale, la Sicilia
è cresciuta negli ultimi 4 anni con un tasso di crescita pari al
2,3 % che in assoluto il tasso di crescita più alto tra le
regioni italiane, perchè dopo di noi il tasso di crescita più
alto ce l'ha il Friuli Venezia Giulia che ha fatto lo 0,8%. Noi
abbiamo fatto per quattro anni di seguito il 2,3%. E questo non
è che lo dico io perchè me lo invento. Questo lo dice l'ISTAT
perchè è un dato, lo dice lo SVIMEZ perchè è un dato, lo dice la
Banca d'Italia perchè è un dato. Dice una cosa diversa
l'onorevole Speziale ma non è un dato perchè non è quello vero.
Dice una bugia. E questo è un dato confrontabile.
SPEZIALE Ho detto che è il tasso più basso degli ultimi 50
anni
CUFFARO presidente della Regione. Onorevole Speziale, ma i
tassi di crescita si misurano in rapporto al momento in cui si
vive. Non può misurare il tasso di crescita quando nel 2003 il
Friuli Venezia Giulia ha fatto lo 0,8, vent'anni prima aveva
fatto il 5%. Ma cosa vuol dire? Non prenda in giro i siciliani
camuffando le cose. Ma sa perchè lo dico? Non è rispettoso.
Perchè la Sicilia è cresciuta. Perchè sono cresciuti i
siciliani; perchè c'è gente che ha lavorato, si è sacrificata, ci
ha messo lavoro, passione, rischio, le imprese sono diventate
imprenditrici di sestesse. Ma lei perchè deve negare alla
Sicilia e ai siciliani un lavoro che hanno fatto. E'
semplicemente sbagliato negare a questa terra il fatto che sia
cresciuta e non è merito mio e neanche del mio governo; è merito
degli amministratori, delle organizzazioni, delle imprese. E'
merito dei siciliani. Ho il dovere di correggerla.
Per quanto riguarda il credito di imposta, l'onorevole Speziale
dice delle cose vere e delle cose che non hanno senso. Intanto
quel credito di imposta senza limiti aveva creato buchi
dappertutto, ma li aveva creati sopratutto a noi perchè, come ho
spiegato prima, mentre il buco che hanno fatto in Lombardia, dato
che era una norma che aiutava di più la Sicilia, lo pagava lo
Stato; perchè i lombardi che non pagavano le tasse , come dice
l'onorevole Speziale, automaticamente non le pagavano allo Stato.
I siciliani che non pagavano le tasse automaticamente siccome
qua riscuotiamo noi, non le pagavano a noi. A noi hanno fatto un
buco di oltre 1000 miliardi, in Lombardia hanno fatto soltanto un
vantaggio perchè siccome era lo Stato che doveva riscuotere, non
le ha riscosse. Onorevole Speziale, vero che lo Stato ci ha
ridato il maltolto, ma ce lo ha dato perchè nel 2003 il
sottoscritto che partecipa al Consiglio dei Ministri con grande
attenzione si è fatta fare la norma nella finanziaria del 2003 e
abbiamo scritto nella finanziaria del 2003 col Governo Berlusconi
e non con quello di Prodi che siccome c'era stato un errore nel
credito di imposta che aveva fatto una norma senza tener conto
che c'erano delle regioni - perchè non lo sapevano o lo avevano
dimenticato - che riscuotevano direttamente e lo Stato ci ha
riconosciuto che quella norma aveva penalizzato la Sicilia e ci
ha ridato le risorse ma tutto questo non è stato un fatto
automatico sulla legge che aveva fatto l'onorevole Prodi, ma è
stato un fatto nuovo su una norma proposta da me approvata dal
Consiglio dei ministri e diventata norma nella finanziaria del
2003.
Siccome sono dati assolutamente verificabili sfido l'onorevole
Speziale a dimostrarmi il contrario. Per la verità lo stesso
onorevole Prodi mentre era Presidente della Commissione europea
si rese conto che la legge che aveva fatto quando era presidente
del Consiglio dei ministri non funzionava, tant'è vero che la
stessa comunità europea presieduta dall'onorevole Prodi riesaminò
la norma che non aveva limiti di spesa e il Governo Berlusconi fu
costretto a cambiarla mettendo il limite di spesa che l'onorevole
Prodi aveva richiesto da presidente della Commissione europea
dopo che l'aveva fatto da Presidente del Consiglio.
Onorevole Speziale, dire le cose a chi non le conosce è un
fatto, ma se lei me le dice e per di più mi sfida poi ad
ascoltare i miei uffici perché me le spieghino, deve avere il
buon senso di ammettere che le bugie hanno le gambe corte anche
quando sono colorate di rosso
(Applausi)
FORMICA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto faccio
i miei complimenti al Presidente Cuffaro che ha ristabilito un
po' di verità ma non ha detto tutta la verità. Onorevole
Speziale, ora io aggiungo l'altra parte di verità
Siccome assistiamo da alcuni giorni alle edotte disquisizioni
dell'onorevole Speziale circa la bontà del Governo Prodi nei 5
anni che hanno preceduto l'attuale Governo e alle magnifiche
glorie da lui esaltate messe in campo attraverso le norme del
Governo Prodi, è bene sottolineare alcune cosette: voi avete
avuto per 5 anni un tasso di crescita del 3-3,5%, voglio
ricordare all'onorevole Speziale, se non lo sapesse, che ogni
punto percentuale di crescita equivale a 35.000 miliardi delle
vecchie lire il che vuol dire che crescere al 3% all'anno
significa avere 100 mila miliardi in più senza fare alcuna
manovra. Ebbene, nonostante un tasso di crescita di oltre il 3%
annui ci avete lasciato un Paese con una disoccupazione al 13.1%
e questo famoso credito di imposta che ha messo in campo
l'onorevole Prodi voglio ricordare, a chi ancora ne glorifica le
magnifiche sorti che il Governo Berlusconi appena insediato, l'ha
dovuto di corsa modificare perché ha creato un buco, lo dicevo al
Presidente Cuffaro mentre parlava, di 43 mila miliardi e se non
si fosse posto riparo velocemente a questa norma, proprio perché
non aveva un tetto di spesa ed era illimitato e proprio perchè
consentiva, come correttamente a Lillo Speziale agli
imprenditori del nord di comprarsi la Mercedes quel buco sarebbe
arrivato a 100-150 mila miliardi.
Noi siamo pazienti ma ci e vi chiediamo: ma cosa abbiamo fatto
di così malvagio per ascoltare queste prediche che ormai è chiaro
a tutti, sono prediche da campagna elettorale I dati hanno la
testa dura e sono incontrovertibili anche per lei onorevole
Speziale.
FLERES Pongo in votazione l'emendamento 1.4 a firma degli
onorevoli Capodicasa ed altri.
Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.2.Chi è favorevole resti seduto, chi
è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.3. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1 dal testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Comunico che all'articolo 2 è stato
presentato l'emendamento 2.1.
Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Signor Presidente, forse conviene ascoltare
l'onorevole Spampinato che ha qualcosa da spiegarci.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo
parlando di cessione di proprietà dei rustici assegnati dalle ASI
siciliane. E si dice che, per definire questa cessione, la stessa
avverrà in base al valore di mercato degli immobili stabilito con
perizia in contraddittorio tra le parti.
Qua c'è sostanzialmente una contraddizione, perché una cosa è
dire definire il valore di mercato degli immobili, altra cosa è
definire il prezzo sulla base della contrattazione tra le parti.
Il valore di mercato degli immobili viene definito secondo
degli standard ben precisi che sono o la determinazione del
prezzo medio delle compravendite già avvenute per quanto riguarda
aree simili in condizioni analoghe o un altro criterio che in
questo momento non ricordo.
Credo che sia questo il criterio da seguire e, quindi, parlare
esclusivamente del valore di mercato degli immobili. Questa è
un'ipotesi.
L'altra ipotesi è cassare le parole stabilito con perizia in
contraddittorio tra le parti .
Ritengo che questo metodo sia particolarmente pericoloso,
perché la determinazione del prezzo, sostanzialmente determinato
dalla contrattazione tra il consiglio di amministrazione dell'ASI
e l'affidatario del bene, credo sia un metodo particolarmente
pericoloso.
L'ipotesi è, quindi, quella di cassare questa seconda parte,
oppure fare riferimento a quelli che sono gli usi normali. E
questa è la terminologia giuridica esatta, onorevole Formica,
perché ricordo a lei, noto giurista, nonché legislatore
siciliano, che gli usi non sono altro che una delle fonti
normative del diritto, così come lo è la legge, il Regolamento,
anche gli usi, lo ricordo a lei che lo sa meglio di me, sono una
fonte normativa di diritto.
Fare, dunque, riferimento agli usi, utilizzati, per quanto
riguarda la determinazione del prezzo, ritengo che sia una
terminologia esatta. Fermo restando che si potrebbe accogliere
soltanto la proposta di cassare la seconda parte. E,
naturalmente, si fa riferimento a quelle che sono le metodologie,
usi è il termine tecnico-giuridico, la metodologia è il termine
che serve a far capire ancor meglio qual è il concetto, le
metodologie tecnico-professionali utilizzate per la
determinazione del prezzo di mercato.
PRESIDENTE Signor Presidente della Regione, per sequenza
logica, dovremmo prima esprimerci sull'emendamento 2.2, che è
soppressivo della parte che riguarda le parole stabilito con
perizia in contraddittorio tra le parti .
Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
MICCICHE' Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, io voterò contro questo
articolo perché io lo ricordo perfettamente.
Questo era uno dei punti che faceva parte del disegno di legge
che è stato in discussione nella terza commissione. Avevamo,
quindi, avuto modo di discuterne, addirittura, anche con i
rappresentanti dei consorzi, che erano contrari a questa proposta
per una semplice ragione, perché questa determinava la fine dei
consorzi ASI, poiché noi abbiamo sancito la non contribuzione ai
consorzi ASI.
Altro che sviluppo industriale Abbiamo decretato la fine di
questo comparto industriale che doveva sorgere in molte aree
industriali, ce ne sono abbastanza di esempi di come vanno in
questo momento le casse di queste strutture. Quindi, questa è una
svendita che non è assolutamente a vantaggio dello sviluppo
industriale della nostra Regione perché questo è uno strumento
che non fa altro che creare la fine delle zone industriali
siciliane perché non è la vendita degli immobili, che poi c'è il
rischio che queste strutture con cui vengono vendute ai
proprietari, perchè di. vantaggio ne hanno, un'attività
industriale ha un fine prettamente produttivo e non di tipo
immobiliare nel senso che i crediti, i mutui che le imprese
vogliono attingere non è sul sito del capannone (perché del
capannone si tratta) che ha un valore immobiliare molto esiguo
rispetto all'esigenza di un ammodernamento di tipo industriale.
Credo dunque che questo sia un escamotage per finanziare le
casse magre, ormai vuote, dei consorzi industriali perchè una
lira non vengono più ceduti. Qui c'è l'assessore Lo Monte che, mi
pare, abbia manifestato la sua contrarietà in Commissione
attività produttive, anche a questa forma, perché questo è un
contentino a chi? Alla gestione di tirare a campare dei
consorzi industriali che non hanno più soldi neanche per pulire
le strade o manutentere l'impianto di illuminazione o pagare le
bollette all'Enel per l'impianto di illuminazione. Si tratta di
questo.
Questo ha una sua finalità temporale, perchè dopo 2, 3 o 4
anni di vendita di questi fondi, di questi capannoni, alla fine
la struttura industriale dell'ASI si troverà senza più una
risorsa, perché queste sono risorse che entrano e finiscono e non
ch'è un ricambio. Poi c'è il rischio della speculazione. Intanto
in questa norma bisognava inserire che le variazioni d'uso non
possono essere ammesse in una zona industriale perché c'è il
rischio che un capannone può essere trasformato anche in una
unità immobiliare, possiamo trovare anche speculazioni di questo
genere, quando una attività industriale deve essere industriale e
non di tipo immobiliare.
Siccome c'era un disegno di legge in Commissione attività
produttive che non ha avuto più seguito, questo dà l'esempio che
è un fallimento, questo è un contentino.
Infine, credo che con la fiscalità di vantaggio questa norma
c'entri ben poco. Questo non è altro che recuperare qualche
soldo, ma poi alla fine si depaupera il patrimonio immobiliare
dello Stato, della Regione, perchè si sta vendendo tutto. Stiamo
vendendo le spiagge, stiamo vendendo tutto quello che c'è da
vendere, i castelli, i boschi, ci stiamo vendendo pure i
capannoni. Bene, lo Stato alla fine si troverà con delle pezze
nel sedere e questo è il rischio che stiamo correndo.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 2.2.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa agli emendamenti 2.1 e 2.3, a firma
dell'onorevole Spampinato.
SPAMPINATO Dichiaro di ritirarli.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 2 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura.
Art. 3.
Variazioni di spesa
1. Al bilancio della Regione per l'esercizio
finanziario 2006 sono apportate le seguenti
variazioni, in migliaia di euro:
UPB 10.5.1.3.99, capitolo 424514 +100 UPB
4.2.1.5.2, capitolo 215704 -100
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura.
«Art. 4.
Assegnazioni ai consorzi di garanzia fidi
1. Ai sensi dell'articolo 24 della legge regionale 21 settembre
2005, n. 11, per la copertura del fabbisogno finanziario
derivante dall'attività svolta al 31 dicembre 2005 dai consorzi
di garanzia fidi per il commercio e l'artigianato, costituiti ai
sensi degli articoli 82 e 85 della legge regionale 6 maggio 1981,
n. 96 e successive modifiche ed integrazioni, il cui statuto sia
stato approvato dall'Amministrazione regionale e la cui compagine
sociale sia stata ammessa a godere dell'integrazione regionale
del fondo rischi, è autorizzata per l'esercizio finanziario 2006,
la spesa di 2.000 migliaia di euro quale concorso sugli interessi
delle operazioni finanziarie effettuate a favore dei soci nel
corso dell'anno 2005.
2. All'onere di cui al comma 1 si provvede, per l'esercizio
finanziario 2006, con parte delle disponibilità dell'UPB
4.2.2.8.1, capitolo 613910, del bilancio della Regione per
l'esercizio finanziario medesimo.»
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, a questo punto mi fermo perché
dalla Commissione finanze era emersa l'ipotesi di tenere conto di
tre questioni, sono gli emendamenti 1 G, 2 G, 3 G, 4G e 5 G che
il Governo considera urgenti. Durante la riunione che c'è stata,
personalmente non ho ben capito se c'era l'accordo per
presentarli come aggiuntivi o se mancando tale accordo si vota
il testo secco. Chiedo chiarimenti al Governo.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Io ho presentato degli
emendamenti e chiedo alla Presidenza di metterli al voto e di
votarli. Io non so se alla fine c'è o non c'è. Io credo che ci
sono alcune cose che abbiamo il dovere, non essendo duecentomila,
ma le cose importanti bisogna farle. Io li ho presentati e credo
che sia giusto e opportuno discuterli e votarli.
PRESIDENTE Signor Presidente, non mi pare che ci siano le
condizioni e pertanto questi emendamenti sono tutti considerati
improponibili.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, io credo che lei, quando ho
chiesto di parlare, ha messo le mani avanti e li ha dichiarati
improponibili. Qui si sono fatti tanti discorsi. E' da ieri che
ci sono diversi modi di parlare, si chiede che in questo disegno
di legge potevano essere accolti gli emendamenti, che potevano
essere apprezzabili, specie quegli emendamenti che non
comportavano spese, ma a prescindere da questo, signor
Presidente, ieri sera mi hanno chiesto se avevo presentato degli
emendamenti.
Io ho detto che avevo presentato degli emendamenti al disegno
di legge 1106 e che erano emendamenti che non comportavano spesa.
Poi ho visto che a questi emendamenti se ne sono aggiunti altri
centinaia di altri miei colleghi di tutti i partiti, di tutti i
gruppi parlamentari, e quindi avevo capito che si era arrivati ad
un accordo di massima tra i vari gruppi parlamentari all'interno
della Conferenza dei capigruppo formale o informale, non mi
ricordo - credo che sia stata una conferenza dei capigruppo
ufficiale - si era addivenuti alla decisione di accogliere degli
emendamenti che avevano una specie di priorità, tra cui anche
quelli del Governo che doveva dare risposte a tante altre
categorie di lavoratori, di soggetti, di cittadini.
Si era detto che bisognava intervenire nel campo
dell'agricoltura, si era detto che si doveva intervenire nel
campo delle cantine sociali, delle cooperative, si era detto che
si voleva intervenire a favore dei lavoratori dell'EAS, si era
detto che si voleva intervenire a favore dei lavoratori dell'Ente
di sviluppo agricolo, si era detto che si doveva intervenire a
favore della Polizia municipale o vigili urbani - chiamiamoli
come vogliamo. Si era detto che si doveva intervenire in tanti
altri settori che avevano la priorità, fatto sta che nell'arco di
ventiquattro ore queste esigenze sono morte, anzi non se ne parla
più. Para che esistano soltanto le esigenze che sono lontane
dagli accordi - chiamiamoli accordi o come vogliamo, poco
importa.
Era la fine della legislatura, si era detto - ricordo - in una
delle tante conferenze dei capigruppo di qualche settimana fa di
approvare quanto previsto dal Regolamento, cioè i disegni di
legge che erano espressione dell'opposizione e di questo non se
ne è saputo più niente, non si è fatta più menzione.
Oggi, parlando con alcuni miei colleghi anche della
maggioranza, signor Presidente ho constatato che sono sfiduciati.
Io non so quale spirito politico abbiano questi miei colleghi
della maggioranza nel sostenere la sua candidatura alle
regionali, per non parlare di quelle nazionali per cui c'è uno
sfiancamento, un disinteresse generale. Di quello per le
regionali non ne parliamo. C'è una delusione totale, il che - a
mio avviso - non porta molto bene alla sua coalizione.
Non so se vi accontenterete solo di questo disegno di legge,
della fiscalità di vantaggio che non porta grandi vantaggi come
ha detto il collega onorevole Speziale, perché è poca cosa, fine
legislatura, non c'è certezza di copertura. Quindi, soltanto fumo
e propaganda elettorale.
Fatto sta che ieri sera io ero convinto quando mi hanno
chiesto, nella qualità di deputati, di presentare gli
emendamenti, come ho fatto sempre, li ho presentati a prescindere
senza accordi sotto banco, alla luce del sole perché non ho
portato gli emendamenti in modo clandestino o sotto banco.
Assolutamente, signor Presidente.
Fatto sta che non è solo la delusione per gli emendamenti che
ho presentato, ma sono emendamenti che riguardano anche il suo
paese.
Io domani verrò a fare un comizio a Raffadali, signor
Presidente, ho già programmato un comizio per Raffadali e dirò
che, grazie al Presidente della Regione, la contrada Moraccamo
resterà comune di Agrigento e gli abitanti di Raffadali non
pagheranno l'ICI né al comune di Agrigento né al comune di
Raffadali. Questo è un danno all'economia di questa Regione,
perché i cittadini non possono pagare l'ICI perché non hanno
certezza della loro residenza, quindi significa un danno
all'erario. Questa è la verità.
Questo vale anche per Raffadali, per Favara I cittadini
vogliono la certezza. Sto concludendo, signor Presidente.
La stessa cosa vale anche per alcune norme che avevo
presentato, come quella a favore dei lavoratori ex REISAIS o
ITALKALI, chiamiamoli come vogliamo, che voi avete presentato nei
precedenti disegni di legge che sono stati bocciati dal
Commissario dello Stato per riflesso condizionato, non perché ne
fosse convinto, ed io ho ripresentato il vostro stesso
emendamento facendo delle rettifiche aggiuntive per cercare di
sanare un aspetto, perché qui sono presenti. Presidente, lei
non mi può interrompere, lei stasera non ha interrotto nessuno,
ha fatto parlare ore e ore, sono sessanta ore che si parla qui,
dopo 60 ore, io prendo la parola e lei non me la può togliere,
anche per rispetto e dignità umana; lei non mi deve assolutamente
interrompere per una questione anche di rispetto, perché io sono
stato tutta la giornata in silenzio anche per una questione
fisica, perché non mi sento molto bene e lo posso dire.
Vi posso dire che qui dentro ci sono persone che hanno fatto lo
sciopero della fame per essere riammessi in servizio, perché una
legge li ha messi in prepensionamento, hanno fatto lo sciopero
della fame per andare di nuovo a lavorare, senza oneri aggiuntivi
a carico della Regione, cioè a dire sono dei volontari, dei
cittadini che vogliono lavorare e voi non li volete fare
lavorare, cittadini che vengono pagati per non lavorare e
vogliono andare a lavorare.
Questo non è un disegno di legge di raccomandazioni, di
clientelismo, ma serve a dare una lezione a coloro che vogliono
andare in pensione senza fare niente. Al contrario coloro che
vogliono tornare a lavorare senza oneri aggiuntivi, perché
vogliono essere utili alla società, vogliono essere utili alla
Regione, alla collettività, voi lo volete impedire, lo state
impedendo perché trovate delle scuse, perché non leggete gli
emendamenti dei deputati.
Io credo che tra i 100 emendamenti presentati ce ne sono
alcuni, anche della maggioranza, meritevoli di accoglimento.
Per quale motivo c'è questo atteggiamento di sufficienza, questo
atteggiamento di arroganza anche nei confronti degli stessi
componenti della vostra maggioranza? Presidente, non pensi che i
suoi amici di coalizione sono dei birilli, sono dei peones che si
possono manovrare come si vogliono.
CUFFARO presidente della Regione. Io li voglio fare.
MICCICHE' Lei ha la facoltà, lei è Presidente della Regione,
non è un capo condominio, deve imporre determinate cose, faccia
un esame delle..
PRESIDENTE Onorevole Micciche', lei si accalora, sta poco
bene, io pure, evitiamo entrambi di aggravare le nostre
condizioni, lei ha parlato il doppio del tempo assegnato. Vuole
concludere per favore?
MICCICHE' Concludo dicendo che ci sono emendamenti che
possono trovare accoglimento, specie quelli che non comportano
spese e che hanno una finalità sociale, abbiamo la possibilità di
farlo senza perdere tempo, senza andare sullo specifico; si
possono fare, si possono dare dei contributi a chè questa Regione
possa avere un miglioramento anche di carattere qualitativo per
non parlare di quelli che hanno altri problemi, perché i
lavoratori dell'EAS, che in questo momento rischiano la
mobilità e quindi anche il licenziamento, hanno bisogno di una
risposta, così i vigili urbani, così anche per quanto riguarda
altri settori, le cantine che aspettano, gli agricoltori, cose
che si possono fare e che non richiedono grandi spese.
PRESIDENTE La seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 00,32 di sabato 25 marzo 2006, è
ripresa alle ore 00,54)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 5:
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi
(E' approvato)
Si passa agli ordini del giorno.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini del
giorno:
n. 683 Misure per l'adozione di provvedimenti a favore di
orfani di dipendenti della ex Sicilcassa , degli onorevoli
Basile, Sanzeri, Sbona, Acanto e Scalici;
n. 684 Mantenimento di tutti i collegamenti ferroviari
attualmente operanti nella tratta Siracusa-Ragusa-Gela ,
degli onorevoli Zago, Speziale e De Benedictis;
n. 685 Misure volte a salvaguardare gli interessi del
personale dell'EAS , dell'onorevole Savona;
n. 686 Seguito della risoluzione approvata dalla II
Commissione legislativa permanente Bilancio'
dell'Assemblea regionale siciliana in materia di
individuazione dei soggetti destinatari di contributi
straordinari ad enti, fondazioni, associazioni ed onlus ,
dell'onorevole Savona;
n. 687 Interventi urgenti per il rilancio dell'Istituto
superiore di giornalismo , degli onorevoli Fleres, Catania
Giuseppe e Maurici;
n. 688 Interventi in favore dei lavoratori agro-
forestali , degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe e
Maurici;
n. 689 Istituzione della Giornata della poesia' , degli
onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici, Burgaretta
Aparo e Turano;
n. 690 Iniziative per la valorizzazione del personale
regionale iscritto all'albo dei giornalisti , degli
onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici e Mercadante;
n. 691 Stipula della convenzione tra la Regione siciliana
e le emittenti televisive locali per la proiezione e la
diffusione di programmi destinati agli audiolesi , degli
onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici e Mercadante;
n. 692 Interventi per migliorare i servizi e
l'organizzazione del personale dei Consorzi
ASI , degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici,
Mercadante e Confalone;
n. 693 Interventi miranti ad armonizzare i comportamenti
amministrativi riguardanti l'avvio di attività di bed and
breakfast in Sicilia , degli onorevoli Fleres, Catania,
Maurici, Confalone, Mercadante;
n. 694 Emanazione della circolare attuativa della legge
sulle guide naturalistiche , degli onorevoli Fleres,
Catania, Maurici, Confalone, Mercadante;
n. 695 Interventi al fine di modificare i contenuti del
piano di protezione della fauna marina, in favore della
pesca sportiva , degli onorevoli Fleres, Catania, Maurici;
n. 696 Interventi per migliorare le disposizioni relative
alla concessione delle autorizzazioni per l'esercizio di
attività connesse alla gestione di strutture residenziale,
di cui alla circolare n. 2 del 17 febbraio 2003
dell'assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali , degli onorevoli Fleres, Maurici;
n. 697 Interventi al fine di garantire l'uso della
ferrettara nell'area marittima dello Ionio degli
onorevoli Fleres, Catania, Maurici, Mercadante;
698 Misure di salvaguardia per il personale delle
trasformande di Sciacca ed Acireale in società per azioni e
per il personale della fallita SAM s.r.l. , degli onorevoli
Basile, Villari, Liotta, Nicotra e Amendolia
n. 699 Iniziative urgenti volte a dare applicazione
all'Accordo, ai sensi dell'art. 4 del decreto legislativo
28/98/1997, 281, tra il Ministero della Salute, il
Ministero dell'Istruzione dell'Università e della ricerca
scientifica e le Regioni per il riconoscimento
dell'equivalenza ai diplomi universitari dell'area
sanitaria dei titolidel pregresso ordinamento, in
attuazione dell'art. 4, comma 2, della legge 26 febbraio
1999, n. 42 , degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe,
Maurici Giuseppe, Mercadante e Baldari;
n. 701 Incentivi statali per le imprese siciliane , degli
onorevoli Fleres, Catania, Maurici, Mercadante, Baldari;
n. 702 Iniziative per il rilancio del turismo , degli
onorevoli Fleres, Catania, Maurici, Baldari, Mercadante;
n. 703 Interventi per scongiurare la soppressione del
distretto militare di Catania , degli onorevoli Villari,
Speziale, Raiti, Barbagallo, Spampinato, Catania, Lotta;
n. 704 Direttive al Dipartimento della Protezione civile
per stipulare contratti di diritto privato con i dipendenti
della AST SISTEM , degli onorevoli Cracolici e Speziale;
n. 705 Interventi volti a modificare i requisiti
organizzativi previsti per i centri dialisi regolati dal
decreto dell'Assessore regionale per la sanità del 9 agosto
2004 , dell'onorevole Dina;
n. 706 Iniziative per l'indizione del referendum relativo
alla costituzione di Comuni autonomi nella zona di Piano
Tavola , degli onorevoli Villari, Raiti, Arcidiacono,
Fleres, Speziale ed altri;
n. 707 Misure volte a salvaguardare gli interessi del
personale della Società Terme S.p.A. e della SAM Pozzillo
s.r.l. , degli onorevoli Villari, Speziale, Panarello ed
altri;
n. 708 Misure per il personale EAS , dell'onorevole
Savona;
n. 709 Misure per il personale ESA (identico al numero
708), dell'onorevole Savona;
n. 710 Misure per il personale utilizzato dal Consorzio
per le autostrade siciliane , dell'onorevole Franchina;
n. 711 Misure per il personale del Consorzio per le
autostrade siciliane , dell'onorevole Beninati;
n. 712 Definizione di un piano pluriennale di
potenziamento dei trasporti marittimi , dell'onorevole
Panarello;
n. 713 Delucidazioni circa le nuove funzioni attribuite al
CONI regionale in materia di ripartizione di contributi ,
degli onorevoli Oddo, Villari, Giannopolo, Ferro, De
Benedictis e Zago;
n. 714 Realizzazione del centro di documentazione
sull'arte contemporanea (CDAC) nell'area della zona Falcata
di Messina , dell'onorevole Panarello;
n. 715 Utilizzazione del personale selezionato in
esecuzione del progetto n. 60, ammesso a finanziamento con
decreto del Ministro per l'ambiente n. 1150 del 1990 per la
predisposizione ed attuazione del piano di risanamento
dell'area ad elevato rischio di crisi ambientale del
Comprensorio del Mela , dell'onorevole Franchina;
n. 716 Revoca dell'incarico del commissario straordinario
per la gestione del servizio idrico integrato dell'ATO 1 di
Palermo , degli onorevoli Giannopolo, Speziale, Capodicasa,
Cracolici, Crisafulli, De Benedictis, Oddo, Panarello,
Villari e Zago;
n. 717 Ritiro da parte dell'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e le autonomie locali, della nota n. 530
del 15 gennaio 2006 , degli onorevoli Speziale, Ortisi e
Leanza Nicola;
n. 719 Incremento qualitativo e quantitativo della
superficie boschiva del territorio siciliano nel rispetto
del prodotto di Kioto , dell'onorevole Ferro;
n. 720 Misure di tutela del personale delle trasformande
aziende autonome delle Terme di Sciacca e di Acireale ,
degli onorevoli Liotta e Barbagallo;
n. 721 Attivazione corsi di specializzazione per gli
operatori sociosanitari degli onorevoli Mercadante,
Baldari e Leanza Edoardo;
n. 722 Richiesta istituzione di una unità di terpia
intensiva cardilogica (UTIC) presso l'ospedale C.
Basilotta' di Nicosia (EN) , degli onorevoli Leanza Edoardo
e Arcidiacono;
n. 723 Trasferimenti alle province regionali , degli
onorevoli Leanza Edoardo, Amendolia e Garofalo;
n. 724 Inserimento nel ruolo speciale di unità lavorative
escluse dalle società per azioni a causa di crisi e/o
ristrutturazioni , degli onorevoli Spampinato, Barbagallo
ed altri;
n. 726 Proroga delle convenzioni di affidamento in
gestione di riserve naturali , dell'onorevole Turano;
n. 727 Provvidenze in ordine al nubifragio del 17 novembre
2000 nel territorio urbano ed extraurbano del comune di
Vallelunga Pratameno (CL) , degli onorevoli Arcidiacono,
Baldari ed altri;
n. 728 Regolamentazione delle modalità di erogazione e di
utilizzo del contributo a favore del Centro per lo studio
ed il trattamento dei neurolesi lungodegenti , con sede a
Messina , degli onorevoli Baldari, Arcidiacono ed altri;
n. 729 Eradicazione, in tempi rapidi della tubercolosi
bovina nel territorio di Cinisi (PA) e zone limitrofe ,
degli onorevoli Giannopolo, Oddo e Panarello.
CUFFARO presidente della Regione. Il Governo li accetta tutti
come raccomandazione.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Votazione finale del disegno di legge n. 1079/A Norma di
interpretazione autentica dell'articolo 13 della legge regionale
20 giugno 1997, n. 19, sulle condizioni di ineleggibilità dei
deputati regionali .
Presidenza del vicepresidente Fleres
PRESIDENTE Si procede alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge n. 1079/A Norma di
interpretazione autentica dell'articolo 13 della legge regionale
20 giugno 1997, n. 19, sulle condizioni di ineleggibilità dei
deputati regionali .
Indico la votazione per scrutinio nominale.
Spiego il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene
premeil pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione:
Presenti e votanti 49
Maggioranza 25
Contrari 48
Astenuto 1
(L'Assemblea non approva)
Comunico che sono stati presentati, ai sensi dell'articolo 117
del Regolamento interno, i seguenti emendamenti:
- dal Governo: emendamenti 117.1 e 117.3;
- dalla Commissione: 117.2.
Pongo in votazione l'emendamento 117.1.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 117.2. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 117.3 è dichiarato improponibile.
Votazione finale del disegno di legge «Disposizioni in materia di
tutela
ed uso dei beni paesaggistici e di promozione della qualità
architettonica ed urbanistica» (n. 1037/A)
Presidenza del vicepresidente Fleres
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale del disegno di
legge «Disposizioni in materia di tutela ed uso dei beni
paesaggistici e di promozione della qualità architettonica ed
urbanistica» (n. 1037/A)
SPEZIALE Chiedo che la votazione del disegno di legge avvenga
per scrutinio segreto.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Giannopolo, Laccoto,
Miccichè, Oddo, Ortisi, Sanzeri, Segreto, Spampinato, Tumino,
Villari e Zago)
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
disegno di legge «Disposizioni in materia di tutela ed uso dei
beni paesaggistici e di promozione della qualità architettonica
ed urbanistica» (n. 1037/A).
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 53
Maggioranza 27
Favorevoli 34
Contrari 19
(L'Assemblea approva)
Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale del
disegno di legge «Agevolazioni fiscali per nuovi investimenti in
Sicilia» (1106-1104-1130).
Presidenza del vicepresidente Fleres
Sull'ordine dei lavori
ORTISI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, lei conclude la legislatura così
come l'ha iniziata, cioè in maniera scorretta, perché non può
seguire l'ordine cronologico di esame dei disegni di legge.
PRESIDENTE Quale Regolamento sto violando, onorevole Ortisi?
Siccome lei sta facendo il processo alle intenzioni, non c'è
alcuna disposizione che mi vincola a seguire l'ordine, ma se lei
ha il sospetto, che questo preluda a chissà quali giochetti, si
sbaglia,.
Possiamo tranquillamente prevedere la votazione di un altro
disegno di legge, non c'è problema
Volevo soltanto evitare che si potesse fraintendere un
comportamento assolutamente leale, che non ha secondi fini.
ORTISI Signor Presidente, credo che lei abbia proposto il
voto finale rispettando una logica, perché, in ogni caso e a
prescindere dai Regolamenti, lì dove non ci fosse un Regolamento
e una norma apposita, bisognerebbe scegliere un criterio che
abbia una logicità interna, altrimenti siamo all'arbitrio.
Io credo che lei, invitandoci a votare prima il disegno di
legge n. 1079/A ho credo che avesse scelto la logica cronologica.
Senza avere cattivi pensieri o retropensieri, siccome mi preparo
ad intervenire per i singoli disegni di legge, credo che dovremmo
continuare seguendo la logica dell'esame cronologico dei disegni
di legge. Quindi la pregherei di seguire questo criterio.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Misure per la
stabilizzazione del personale precario proveniente dal regime
transitorio
dei lavori socialmente utili (nn. 1098-704-809/A)
Presidenza del vicepresidente Fleres
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge « Misure per la stabilizzazione del
personale precario proveniente dal regime transitorio dei lavori
socialmente utili (nn. 1098-704-809/A).
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Fleres un
emendamento ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente Fleres
MICCICHE' Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho dato la
precedenza all'onorevole Ortisi per rispetto di anzianità, anche
perché mi può dare maggiori consigli, avendo una legislatura in
più di esperienza, e mi potrebbe dare maggiori contributi
affinché possa addivenire meglio alla funzione che vado ad
espletare.
Poiché io avevo chiesto di parlare sul disegno di legge n.
1106, rimango a dare un giudizio sull'altro disegno di legge che
è già stato approvato, quello sul precariato.
Su questo disegno di legge, chiaramente, voterò favorevolmente
però è chiaro che si poteva dare di più, si poteva fare meglio, e
questo non mi esenta dal fare delle critiche perché si poteva
anche non illudere quella platea di lavoratori precari che invece
si sono illusi che i loro problemi potessero risolversi con
questo disegno di legge.
Mi riservo di intervenire anche su altri disegni di legge che
dobbiamo approvare.
SPEZIALE Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò
brevissimo perché gran parte della dichiarazione di voto è
contenuta già negli interventi precedenti.
Vorrei dire soltanto due cose. La prima è che la legge è
insufficiente; noi ci siamo sforzati di migliorarla, tuttavia
abbiamo trovato delle resistenze da parte del Governo che ci ha
obiettato che non c'erano risorse adeguate. Ci siamo sforzati di
trovare le risorse adeguate, ed anche di fronte agli emendamenti
provvisti di copertura per poter stabilizzare il personale, il
Governo ha dichiarato la propria contrarietà.
La seconda questione. Presidente della Regione, a me dispiace
dovere fare una tale considerazione:ci troviamo di fronte ad una
maggioranza allo sbando. Stasera un atteggiamento di
ostruzionismo da parte dell'opposizione impedirebbe
l'approvazione dei disegni di legge, perché siamo presenti 53
parlamentari in tutto, sei dell'opposizione e il resto della
maggioranza, ma la maggioranza è formata da 60 parlamentari,
quindi ne sono presenti poco più della metà.
Noi vogliamo che la norma venga esitata e malgrado non ne
condividiamo l'impianto generale e lo riteniamo assolutamente
insufficiente ed inadeguato, tuttavia noi ci fermiamo in Aula per
permettere l'approvazione di questa legge e, anticipo, per
permettere l'approvazione della legge sui forestali, malgrado il
fatto che noi, ovviamente, avendo criticato la legge, non
possiamo approvarla, ma ci asterremo.
LACCOTO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LACCOTO Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho seguito
con attenzione questa legge sui precari. L'ho seguita dal momento
in cui lei annunciò trionfante, dalle pagine dei giornali, dalla
Gazzetta del Sud, dal Giornale di Sicilia, La Sicilia, la
Repubblica, forse perché sono notizie, che lei avrebbe sistemato
tutti con ottanta milioni di euro. Ho qui raccolto tutte quelle
pagine di giornali nelle quali lei, trionfante, aveva annunciato
la sistemazione di tutti i precari.
Sa, Presidente della Regione, lei è bravo a vendere fumo,
questa è la verità. La verità è che a distanza di un mese la
Commissione Bilancio e i suoi funzionari le hanno fatto notare
che gli ottanta milioni di cui lei parlava nella legge
finanziaria non c'erano più. Erano già stati spesi, prima che lei
li avesse annunciati. In queste condizioni, signor Presidente, è
duro fare i comizi nell'ultima seduta dove una minoranza
responsabile ha permesso di arrivare fino in fondo, nonostante le
provocazioni, le tante provocazioni che sono arrivate dalle due
Presidenze, perché le battute sul noviziato - io sono avvezzo a
combattere queste ed altre battaglie perché vengo dalla gavetta,
vengo da aver fatto per tanti anni il consigliere comunale di
maggioranza e di minoranza ed anche il sindaco - non mi
preoccupano. Mi preoccupa solo che bisognerebbe dare un'immagine
di questo Governo ben diversa.
La chiusura di questo Governo è stata quella che dopo tante
sedute a vuoto della Commissione Bilancio, dopo tante sedute a
vuoto dell'Assemblea stessa, finalmente, dopo la mobilitazione
dei forestali, che sono arrivati in grande massa, Lei è stato
costretto ad andare in Commissione Bilancio e a dare un minimo di
copertura. Questa è la situazione
Per i precari io penso - e lo ripeto ancora una volta - che
questa legge non è applicabile negli enti locali perché,
nonostante l'emendamento aggiuntivo approvato, abbiamo previsto
contratti da un minimo di un anno a cinque anni senza la relativa
copertura finanziaria, e quindi gli enti locali non potranno
applicarla.
Con alto senso di responsabilità, dichiaro la mia astensione
per poter permettere che questa legge, che non è una legge
assolutamente buona, di prospettiva per questi precari, possa
avere, nel futuro, un miglioramento e possa servire a dare ancora
speranza a qualcuno.
Qui sono passate le leggi sui portavoce, le leggi che hanno
inquadrato come caporedattori i giornalisti, signor Presidente:
lei ne ha inquadrato ben dodici fino ad oggi, anzi quattordici, e
ne va fiero di questo. Io andrei fiero se invece dei 14
giornalisti, se invece dei 30 milioni che abbiamo messo nel piano
triennale, che voi avete messo nel piano triennale per un credito
d'imposta che mai si potrà attuare, fossero state messe tutte
queste risorse a favore dei forestali e dei precari.
E comunque annuncio con molta responsabilità la mia astensione,
perché ci vuole molto coraggio ad astenersi per consentire la
votazione della legge.
CUFFARO presidente della Regione. Ma l'astensione una volta
non era un gesto di infingardaggine, ora lo avete trasformato in
gesto di responsabilità.
TUMINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TUMINO Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, l'astensione dipende dal contesto.
Lei stasera è decisamente in vena di scherzare. Gli interessi
dei siciliani non sono solo nel suo cuore, onorevole Presidente.
Deve dare atto che sono anche nel cuore di tutti i deputati che
sono presenti ed anche dei deputati dell'opposizione. Quindi, è
in questo senso e con questo spirito che noi abbiamo partecipato
per migliorare una legge che è nata male, perché questa legge sui
precari è nata perché si è consumata una gravissima ingiustizia
nel momento in cui una gran parte di loro, quelli che erano
presso la Regione, sono passati con contratti a trentasei ore
mentre tutti gli altri sono rimasti nelle stesse condizioni, cioè
con contratti a diciotto o a venti ore.
E quando queste persone sono venute in gran massa, lei non è
stato in condizione di dire che non li avrebbe aiutati, ha
cercato una soluzione, ha trovato gli 80 milioni di euro, che poi
non sono stati effettivamente 80. Alla fine è venuta fuori una
norma che non individua un percorso di stabilizzazione nel tempo
a trentasei ore, ma che individua un contentino che serve a
zittire questi lavoratori, a consentire a voi di fare una
campagna elettorale nel modo più sereno possibile, stante la
situazione attuale.
Noi del Gruppo de La Margherita DL ci asteniamo perché
riteniamo che oggi sia importante dare a queste persone il
segnale che noi non ci opponiamo neanche a queste briciole che
voi avete lasciato cadere dal vostro piatto di amministratori,
perché sarebbe un segno di scorrettezza se noi, in nome di
un'astratta correttezza della legge, di un astratto principio
dicessimo di no.
Noi diciamo che avete fatto questo, che è un fatto limitativo.
Noi ci asteniamo ed è questo il senso delle cose.
Come ritengo che sia avvenuto in fondo anche per la legge sui
forestali. Quella legge è nata perché i forestali sono venuti a
pressare, sono venuti a spingere ed è spuntata questo legge, con
tutti i limiti.
E credo che alla fine non sia un grande onore, signor
Presidente, perché un governo che sa governare credo che debba
sapere programmare. Lei ha avuto cinque anni di tempo, avrebbe
potuto programmare gli interventi per la stabilizzazione sia dei
precari che dei forestali, programmarli in modo da dare certezze,
da sapere che entro un anno, due o tre sarebbero successi fatti
certi.
Tutto questo non è avvenuto, non è avvenuto neanche per altre
leggi importanti, che pure sono state evase anche dalla sua
Giunta. Mi riferisco, per esempio, alla normativa sulla riforma
della formazione professione.
Lei, col suo Governo, ha varato una norma, un disegno di legge
e quando ha cambiato l'Assessore il disegno di legge è stato
ritirato per poi presentarne un altro che non ha mai avuto
fortuna.
Tutto questo è emblematico di una incapacità di programmazione
da un lato, e dall'altro di una maggioranza che non ha al suo
interno un'anima; questa maggioranza di governo non ha avuto
un'anima, lei non se l'è mai trovata, questa è la verità, ecco
perché questo governo è stato un governo debole. Ora, noi stiamo
chiudendo una legislatura e non si può dire che questa
legislatura è stata una legislatura buona. La società siciliana
non ha visto risolvere nessuno dei suoi grandi problemi, la
società siciliana non cresce, Presidente, e non è vero che sono
stati creati 100 mila posti di lavoro, o meglio non è vero se si
considerano i posti di lavoro nella loro forma più tipica che è
il posto di lavoro a tempo indeterminato e se si considera che
accanto ai lavoratori siciliani ci sono anche tutti gli immigrati
che esistono anche in Sicilia, tanti immigrati che si sono
stabilizzati e che risultano lavoratori e quindi si creano posti
di lavoro anche per loro. Ora, perché dico tutto questo,
Presidente, perché gli elettori quando noi nelle piazze parleremo
con loro, gli elettori dovranno riflettere su un dato, la
comunità europea ci dà 20 mila miliardi circa ogni 5 anni, questi
soldi da soli dovrebbero produrre un incremento del prodotto
interno lordo di almeno 4-5 punti ogni anno. Noi siamo con un
prodotto interno lordo che è quasi vicino allo zero, significa
che noi se non avessimo l'intervento europeo saremmo a meno 3,
meno 4. Questa è la verità vera, se non ci saranno fatti nuovi
noi non saremo in grado, noi classe politica e quindi il governo
in particolare, noi non saremo in grado di dare speranze a
nessuno, di dare prospettive a nessuno, questo è il risultato di
un governo di 5 anni che è nato con la speranza che le cose
cambiassero perché si sapeva che nei governi precedenti c'era una
grandissima velocità di rotazione, non c'è stato. Allora,
Presidente Cuffaro, al di là della sua personale capacità, che io
apprezzo, io la considero un uomo eccezionale per la sua capacità
di resistenza, per la sua capacità di mediazione, ma sul piano
politico lei ha fallito e quando dico questo, per certi aspetti,
me ne dolgo, perché sul piano della responsabilità avrei
preferito cento volte che lei fosse stato veramente un
trionfatore sul terreno della politica, questo avrebbe
determinato la nostra sconfitta, io preferirei questa soluzione ,
cioè di esser sconfitto da un governo che fosse stato in grado di
governare, invece di essere nelle condizioni in cui ci troviamo
oggi. Io penso che noi vinceremo e in ogni caso resta il fatto
che la nostra Sicilia non si è mossa di un millimetro rispetto
alla situazione che lei ha ereditato quando è diventato
Presidente della Regione.
Presidenza del vicepresidente Fleres
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge «Misure per la stabilizzazione del
personale precario proveniente dal regime transitorio dei lavori
socialmente utili . Disposizioni varie» (nn. 1098/809/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 53
Maggioranza 27
Favorevoli 40
Astenuti 13
(L'Assemblea approva)
Presidenza del vicepresidente Fleres
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 6 aprile 1996, n.
16 e riordino delle carriere del personale del Corpo forestale.»
(1107-204-229-247-398-590-1058-1114/A)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge «Modifiche ed integrazioni alla
legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e riordino delle carriere
del personale del Corpo forestale.» (1107-204-229-247-398-590-
1058-1114/A).
Presidenza del vicepresidente Fleres
MICCICHE' Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sono
convinto a votare anche questo disegno di legge perché ritengo
che bisogna dare una risposta. Si poteva fare meglio, si poteva
fare di più, comunque è ormai superfluo entrare nel merito.
Voglio cogliere l'occasione di questo mio intervento, di questa
dichiarazione di voto, per dire che il Presidente della Regione è
stato furbo, però la furbizia alla fine non paga in politica,
tant'é che spesso, in questo ultimo periodo, si parla di
furbetti, furboni, furbastri.
Il Presidente Cuffaro ha utilizzato l'opposizione,
l'opposizione si è fatta utilizzare perché vuole risolvere i
problemi del Paese, e sulle leggi sui forestali e sui precari
l'opposizione ci credeva ed è rimasta proprio per farle
approvare, anche con dei limiti, anche con delle posizioni
diverse. Però, non le fa onore, signor Presidente, avere agito in
questo modo dopo avere fatto capire non solo ai suoi colleghi
della maggioranza ma a quelli dell'opposizione che avrebbe dato
un contentino per tutte quelle cose che hanno proposto nel corso
di questa legislatura.
Veda, signor Presidente, io ci credevo, ma mi sono sbagliato;
fino a poche ore fa avevo ancora un po' di fiducia, credevo che
lei potesse dare non un contentino ma una disponibilità per
chiudere la sua attività di Presidenza con stile, e non lo ha
fatto. Questo mi rammarica, e sono profondamente amareggiato non
perché non sono state accolte le mie proposte, i miei
emendamenti, perché io sono deputato eletto dai cittadini per
fare proposte che migliorino le condizioni della gente grazie
alla quale sono stato eletto, così come lei è stato eletto per
fare gli interessi dei Siciliani. E non c'è una divaricazione,
non c'è un livello di importanza, chi è Presidente della Regione
vale di più di chi non è Presidente della Regione ed è un
semplice deputato; questa è una scala di valori che forse esiste
nella sua concezione della politica, ma la concezione della
politica è diversa, è profondamente democratica.
Ci sono molti cittadini che sono rimasti fino a tarda notte ad
aspettare nella speranza che alcuni dei loro problemi venissero
risolti con l'approvazione di alcuni emendamenti, dai precari non
stabilizzati ai lavoratori EAS, dai lavoratori delle cantine
sociali delle cooperative agli agricoltori, dai vigili urbani ai
lavoratori in attesa di pre-pensionamento, come il signor Mucci e
il signor Bongiovanni.
Anche i colleghi di Alleanza Nazionale di Agrigento, assessore
Stancanelli, speravano che questo Parlamento sanasse quelle
incongruenze sulle circoscrizioni.
I tradimenti in politica si pagano e si pagano salati Al
Presidente Cuffaro, che mi ha sfidato per domani sera a
Raffadali, dico che accetto la sfida. Il mio comizio è
autorizzato dalla Questura. Invito i suoi concittadini a dire
perché lei non vuole che si faccia la legge sui confini Agrigento-
Raffadali.
CUFFARO presidente della Regione. Onorevole Micciché, con
lei non faccio sfide perché mi spavento.
MICCICHE' So che lei non si spaventa, è troppo coraggioso;
ma politicamente è molto debole perché non ha argomenti, perché i
manifesti contro il sottoscritto sono stati ingiusti
Onorevole Presidente, le ho già dato la lezione e gliel'ho data
in un paese, Aragona, su un argomento specifico, quello dei
rifiuti. Ho dimostrato che durante le elezioni politiche europee,
ad Aragona, si faceva una lotta contro la discarica e contro gli
inceneritori e lì ho vinto. Ho preso più voti di lei. Questo
significa che i cittadini sanno votare e sanno giudicare.
Sicuramente lei sarà eletto al Senato, ma sarà difficile che
vinca anche alle Regionali con questa politica che ha fatto. Non
per le questioni che esulano dalla politica, quelle le lasciamo
ad altri giudici, non ci interessano; il vero giudice è il popolo
e sarà il popolo a giudicare
SANZERI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SANZERI Signor Presidente, onorevoli colleghi, annuncio il
mio voto favorevole al disegno di legge sui forestali. Ho già
votato a favore del disegno di legge sui precari, ho votato a
favore e voterò a favore perché si tratta di provvedimenti che
vanno certamente non a sanare tutte le esigenze che queste
categorie di precari hanno, però, rispetto a qualcosa di
importante, anche se non esaustiva di una legge che in qualche
modo riesce a fare qualcosa per queste categorie, non si può che
votare a favore.
Certo, non voto a favore di una legge portata dal Governo e
dalla maggioranza in Aula alla fine della legislatura all'ultimo
giorno. Ci sono stati cinque anni dall'inizio della legislatura
per potere affrontare e dare sollievo a queste categorie di
persone e in questi cinque anni colpevolmente il Governo, la
maggioranza e il Parlamento non hanno dato alcuna risposta.
Il mio voto favorevole non è alla legge in quanto tale, non è
al Parlamento che vota questo disegno di legge, è soltanto a quei
lavoratori che sono venuti in questi giorni a protestare, sia i
precari degli Enti locali, sia ancora più corposamente i
lavoratori forestali; mi chiedo, onorevole Presidente, se non ci
fosse stato questo, forse, noi stasera non avremmo fatto neanche
questa legge che certamente non soddisfa appieno le esigenze.
Un voto favorevole a quei lavoratori che grazie a questa lotta
hanno fatto sì che questo Parlamento, in zona Cesarini, prendesse
coscienza e desse una risposta, seppur parziale, ai loro bisogni.
Se non ci fosse stato questo, non ci sarebbe stata neanche
questa risposta. Cinque anni sono passati. All'inizio della
legislatura, tutti questi problemi li avevamo di fronte. In
questi cinque anni non siamo stati in grado di dare risposte
veramente importanti a grandi problemi come questi e come altri.
Il mio voto favorevole è soltanto - e lo voglio sottolineare -
a queste categorie di lavoratori che si sono guadagnati quel poco
che abbiamo fatto questa sera.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo far
rilevare che la legge sulla forestazione e la legge sul
precariato non erano nell'agenda politica del Governo. Non erano
nell'agenda politica dell'iniziativa del Governo e neanche della
maggioranza. Basta andare a vedere quali erano gli argomenti che
il Governo aveva proposto per questo fine di legislatura perché
fossero esaminati dal Parlamento.
E' accaduto, invece, anche se è accaduto poche volte nel corso
di questa legislatura, che l'azione del Governo è apparsa
contraddittoria e l'atteggiamento del Governo è servito a
stimolare e a rendere più esplicite le contraddizioni che si
volevano creare nella società siciliana, con riferimento a questi
due ambiti, quello del precariato proveniente dal regime dei
lavori socialmente utili e quello della forestale.
C'è voluta l'iniziativa delle organizzazione sindacali; c'è
voluta l'iniziativa, anche spontanea, degli stessi lavoratori
precari o degli stessi lavoratori forestali perché questo
Parlamento si occupasse, perché fosse imposto anche all'agenda
politica di questo Parlamento, oltre che del Governo, il tema
della riforma delle leggi del riordino, delle leggi sul
precariato, per ristabilire condizioni di superamento della
condizione del precariato e anche di un ripensamento e di un
avanzamento ulteriore nella politica forestale di questa Regione.
Quindi, occorre dire che oggi noi approviamo, abbiamo discusso
e ci apprestiamo a esitare due leggi che, sicuramente,
rappresentano innanzitutto una conquista da parte degli stessi
lavoratori.
Onorevole Presidente, il suo Governo, lei stesso, in questa
circostanza, pezzi della sua maggioranza hanno fatto di tutto per
rompere il fronte dei lavoratori, hanno fatto di tutto per
cercare di mettere, attraverso politiche parziali, attraverso
comportamenti che tendevano a privilegiare settori, ambiti,
piuttosto che altri, dello stesso problema, dello stesso
universo. Tutto questo, onorevole Presidente, non fa onore alla
cultura di Governo che voi vantate.
Io questo l'ho visto, l'ho vissuto anche sulla mia pelle, cioè
il tentativo che voi avete, nel corso di queste settimane, di
questi mesi, messo in atto ripetutamente per mettere un
lavoratore contro un altro.
Questo non vi fa onore perché questo non appartiene a quella
cultura e a quello spirito di Governo davvero liberale, davvero
autenticamente responsabile, non appartiene neanche a quella
tradizione a cui lei stesso, onorevole Presidente, si vanta di
appartenere, della cultura di Governo della stessa Democrazia
Cristiana. Non si comportavano così i democristiani davanti alle
organizzazioni sindacali, non si comportavano così nel confronto
con l'opposizione.
Io questo glielo voglio dire perché da questo punto di vista,
noi dobbiamo riconoscere che c'è un fallimento nello stile di una
classe di Governo; ma di questo, ne parleremo durante questa
campagna elettorale, di questo ne parleremo successivamente.
Noi riteniamo che il voto di astensione anche sulla legge sulla
forestazione sia il frutto non di una infingardaggine. L'istituto
dell'astensione esiste nella modalità di voto dei Parlamenti,
delle Assemblee elettive ed esiste non a caso. L'istituto
dell'astensione fa riferimento ad un atteggiamento di voto che
tende ad apprezzare il contenuto del provvedimento, ma non
riconosce come compiutamente attuate le aspettative e le finalità
che ci si era proposto.
Ci sono, sicuramente, fatti significativi sia nella legge sul
precariato che in quella della forestazione, ma la miopia e
l'ostilità dal punto di vista della disponibilità finanziaria ha
reso impossibile completare un disegno che avrebbe avuto bisogno
di un ulteriore sforzo finanziario per essere ricondotto ad un
criterio di equità e di giustizia.
A poco vale dire, così come ha fatto il Presidente Cuffaro, che
noi dobbiamo friggerci con l'olio che abbiamo , cioè con le
poche risorse finanziarie che sono rimaste perché, onorevole
Presidente della Regione, lei avrà avuto modo di verificare come
anche per la copertura ulteriore dei cinque milioni di euro per
la legge sul precariato si è dovuto fare riferimento ad una spesa
di cui se ne può benissimo fare a meno: quella prevista dalla
legge n. 11 del 2006 concernente i contributi.
Possiamo garantirle che nel bilancio della Regione voci di
spesa che non servono a creare un posto di lavoro ce ne sono
tante. E', inoltre, assolutamente ridicolo pensare di vantare
l'approvazione di una legge sul credito di imposta con quella
dotazione finanziaria miserabile rispetto all'obiettivo.
La legge sul credito di imposta, in Sicilia, avrebbe un senso
se la copertura finanziaria fosse di almeno 100 milioni di euro.
Noi con l'attuale copertura finanziaria non faremo altro che dare
a questo Governo la possibilità di buttare fumo negli occhi
agli imprenditori, alle imprese senza poi riuscire ad avere
risultati concreti.
Il discorso della compatibilità finanziaria porta
esclusivamente la responsabilità del Governo che la invoca in
contrapposizione alle esigenze legittime, autentiche di tanti
lavoratori che aspettano certezza di lavoro, di vita e speranza
per una prospettiva migliore. Oggi, questa visione miope, angusta
anche delle risorse finanziarie, ossia una visione errata
dell'utilizzo della spesa in questa nostra Regione, ha impedito
il completamento di un disegno che poteva essere portato avanti.
Di questo occorrerà che l'opinione pubblica ne abbia
assolutamente coscienza e che possa consentirgli anche di fare
delle scelte che possano fare in modo che nel futuro ci siano
ulteriori passi in avanti e non indietro.
SBONA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SBONA Signor Presidente, onorevoli colleghi, avrei preferito
che questa tornata finisse in maniera diversa. Avrei preferito
non prendere la parola e attenermi soltanto alla dichiarazione di
voto favorevole, ma invece non posso esimermi dall'esprimere uno
stato d'animo contrastante che va dalla soddisfazione alla
delusione. La soddisfazione di chi come me, in questa prima
esperienza politico-amministrativa in seno all'Assemblea
regionale, ha imparato tante cose, ma disimparato altrettante
cose.
La soddisfazione deriva dal fatto che finalmente siamo riusciti
- al di là di quello che possa dire l'opposizione, noi come
maggioranza che ha dimostrato sempre di avere un'anima - a
portare a termine due disegni di legge importanti che
riguardavano la stabilizzazione di un comparto, quale quello del
precariato, che è figlio di un parto distocico che sicuramente
non può essere imputato solo a questa maggioranza. Un parto
distocico, sicuramente realizzato nel tempo, a cui questo Governo
ha avuto il coraggio di dare una soluzione. Probabilmente, non è
una soluzione definitiva, ma è una soluzione compatibile con
quelle che potevano essere le risorse disponibili.
Abbiamo portato a termine, e quindi ancora la mia soddisfazione
a nome del mio Gruppo, un altro disegno di legge importante che
riguarda un comparto di grande valenza per la Sicilia, quello
forestale. E' chiaro che bisognava fare uno sforzo e lo sforzo
del Governo Cuffaro è stato fatto, ma non posso esimermi
dall'esprimere anche la mia delusione, come deputato regionale,
deputato siciliano ma soprattutto come deputato del mio
territorio.
Vedete - e qui caro Presidente mi sembra che non possa essere
accettato - dopo diverse riunioni fatte in sede di Conferenza
dei Capigruppo si era convenuto che bisognava alla fine, dopo
l'approvazione di questi disegni di legge così importanti, anche
dare la possibilità a tutti i deputati di questa Assemblea con
un'anima di potere dignitosamente portare a termine qualcosa che
si riferiva al proprio territorio.
Io non lo so se è stato un momento particolare, ma ritengo che
non possa essere accettato che alla fine si possano dichiarare
inammissibili alcuni emendamenti che erano stati concordati in
sede di Conferenza dei Capigruppo. E, vedete, riguardano settori
magari particolari che possono essere inquadrati nell'ambito del
campanilismo, ma che secondo me avevano, ed hanno, la valenza e
l'importanza di consentire a noi deputati di potere dare una
risposta nel nostro territorio.
Settori importanti che riguardavano l'Ast, che riguardavano i
patti, che riguardavano tanti settori di una certa valenza e che
avevano anche attinenza con l'esigenza di dare una risposta a dei
lavoratori, come quelli della COGEMA, per i quali sono state
fatte diverse riunioni in sede di task-force e per i quali erano
state trovate delle soluzioni e che questa sera sono disattese.
Mi dispiace Io che mi sono sempre definito come l'ultimo
peones di questa maggioranza non pensavo di potere ultimare
questa mia prima esperienza amministrativa come l'ultimo dei
moicani.
BARBAGALLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BARBAGALLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò breve
anche perché poi faremo la conferenza stampa sul bilancio del
Governo Cuffaro; non mi sembra l'ora, né la sede adatta per fare
valutazioni approfondite.
(Interruzione dai banchi del centro)
In verità la sede è adatta, ma dobbiamo fare i conteggi,
dobbiamo approfondire, non è il momento di fare il rendiconto,
per ora stiamo parlando dei forestali.
Io sono contento che la legge sia stata fatta, non posso votare
a favore perché pensavo che si potesse fare un provvedimento un
po' più dignitoso e sono convinto che le risorse finanziarie, se
avessimo lavorato in maniera più positiva, si sarebbero potute
trovare.
Io ho proposto da tempo una variazione di bilancio e non so
perché nei tanti rivoli della spesa clientelare non si è potuto
ritagliare un investimento ed un intervento finanziario più
importante per una categoria che attende la legge da tantissimo
tempo.
Io ho cominciato la mia attività sindacale, ricordo che tutti i
sacrifici che hanno fatto i cinquantunisti , prima con gli
elenchi bloccati, poi si sono sbloccati, poi con chi a livello
nazionale voleva togliere la disoccupazione speciale e, quindi,
le preoccupazioni rispetto alla indennità ordinaria che è molto
di meno. Oggi questo Parlamento sta rispondendo in maniera
inadeguata, ma sta rispondendo. Avrei preferito che non ci fosse
quel 15 per cento perché obiettivamente quel 15 per cento è
offensivo. Cioè noi potevamo attestarci a livello di gran lunga
superiore, tantissimi lavoratori restano fuori e questo è un
peccato; però abbiamo dato un segnale. Un segnale importante e
gliene do atto al Presidente della Regione Cuffaro, in questi
anni l'ho criticato tantissimo, però il fatto che il Presidente
abbia insistito per uscire dal precariato è un segnale positivo.
Noi dobbiamo cominciare con i piccoli passi e anche questi
segnali dobbiamo prenderli come occasioni da non perdere.
Confermo i contenuti dell'intervento dell'onorevole Tumino e
dichiaro che ci asterremo.
VIRZI' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
VIRZI' Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi voteremo a
favore di questo disegno di legge perché, al di là dei dati
puramente numerali e finanziari, che sono quelli tipici di un
fine legislatura, credo che abbiamo intaccato il cuore storico
del precariato siciliano.
Quando abbiamo cominciato a parlare di fuori fascia , di
cinquantunisti , di centunisti , di vivaisti , di squadre
antincendio boschive, abbiamo toccato un tasto che per tanti anni
- diciamocelo francamente - era considerato quasi tabù, perché
c'erano delle entità misteriose, c'erano gli uffici che dicevano
che qualunque passo in questa direzione avrebbe aperto la strada
ad illusioni e altri argomenti di questo genere, come se si
trattasse di Porta Pia, dell'arrivo dei Mori a Costantinopoli.
Credo che abbiamo compiuto, quindi, un passo di natura
veramente storica. Io lo accetto come un primo gradino. Mi rendo
conto che non siamo arrivati a nessun pianerottolo, siamo
arrivati al primo gradino, ma è un gradino che va nella direzione
giusta e questo politicamente va riconosciuto. Anche perché non
abbiamo legiferato in materia di forestazione ogni anno o con
cadenza biennale. Quindi, diamo un voto assolutamente convinto,
senza remore. Anche perché mi permetto di potere dire - e l'ho
colto soprattutto nei cenni che faceva l'onorevole Barbagallo che
a un tempo di sarebbe definito un cortese avversario - che
questa sia stata una legge venuta fuori dal confronto
parlamentare. Se ne è parlato, ci siamo accapigliati, ognuno
magari ha tirato per la sua provincia, c'è stato l'inevitabile
particolarismo, ma che alla fine è riuscito a creare una sintonia
dalla quale è venuta, tutto sommato, una risposta dignitosa.
La parte successiva è la conclusione con amarezza. Io non vedo
perché, non necessitati dalla legge, dobbiamo decidere che il
nostro lavoro finisce qui. Non mi permetto di dire a coda di
topo perché non lo considero a coda di topo , lo considero a
coda mozzata addirittura. Mi permetto di ricordare molto
sommessamente che non certamente da parte mia è stata passata
alla stampa una tabella assolutamente precisa con i vantaggi che
sul piano ordinamentale avrebbero riconosciuto ai 14 mila
pensionati regionali. Non sono stato io a comunicare che avremmo
fatto una riforma non particolaristica, non localistica, che era
la riforma della Polizia locale, laddove la Sicilia rischia di
diventare ultima in Italia in un settore che è fondamentale non
soltanto in termini di sviluppo, di sicurezza dei cittadini, ma
in termini di decentramento di funzioni. Non vorrei che dovesse
succedere che perfino regioni che prima consideravamo a statuto
ordinario, quindi arretrate rispetto a noi sul terreno delle
potenzialità legislative, si ritrovassero domani tutte davanti a
noi e noi ancora con i vecchi vincoli localistici per cui il
reato commesso a Misilmeri non può essere perseguito ai recinti
dei confini comunali.
Bisognava dare una dignità diversa non soltanto dal punto di
vista del riconoscimento professionale, ma una funzionalità
diversa connessa alla maggiore complessità della nostra società
in cui gli spostamenti sono all'ordine del giorno (non voglio
parlare dell'Ast, non voglio parlare dei patti) .
Io credo che tutti noi insieme ci meritiamo un'altra piccola
occasione, onorevole Presidente, perchè non credo che tutti gli
argomenti siano riconducibili soltanto alla piccola velleità del
candidato che prima di tornare nel suo collegio vuole - e non è
una cosa non dignitosa - avere un target sociale di riferimento,
un ambiente a cui legittimamente fare riferimento per dare
risposte di legittimità, di calmierazione, di ordine giuridico.
Alcune cose, però, travalicano obiettivamente i confini di ogni
particolarismo e politico e localistico.
Sono degli avvii, dei segnali, quasi tutti senza spesa, che
potevano permetterci di chiudere con un larghissimo sorriso tutti
insieme questa legislatura, non un sorriso di natura beffarda,
ma un sorriso di speranza.
Abbiamo indicato la via; lo abbiamo cominciato a fare con i
forestali senza spendere tanti soldi, potevamo cominciare a dire
che eravamo assolutamente incamminati su un terreno organico di
riforme che coinvolgevano tutti i settori della nostra società.
Io credo che se si arriva a un quid unitario ci possa essere
sui grandi argomenti, non sui miei particolarismi o su quelli di
nessun altro, una larga convergenza per cui potrebbe e dovrebbe
riaprirsi una finestrella per chiudere - dal mio punto di vista,
e qui scatta il centrodestra - per davvero in bellezza e in
completezza di soddisfazione dei sensi, per quello che può dare
la politica a questi livelli, questa legislatura che considero
nel suo complesso assolutamente positiva e di inversione di
tendenza rispetto a cinquant'anni di vergognosa partitocrazia.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Onorevole Presidente, stranamente mi trovo molto
d'accordo con l'onorevole Virzì col quale ho condiviso dieci anni
di esperienza legislativa attraverso un confronto molto leale e
molto spesso, secondo i canoni tradizionali, strano perchè
avremmo dovuto contrapporci da destra a sinistra.
Nel mondo anglosassone le cose di cui parla l'onorevole Virzì
accadono e accadono senza scandalismi tipici delle società
gesuitica della quale anche questo Parlamento è figlia, perchè
nel mondo anglosassone le lobby sono riconosciute. E appunto
perchè riconosciute e rappresentando interessi di territori
molto spesso in verticale ma anche in orizzontale, hanno accesso
agli atti, hanno accesso ai lavori dei parlamenti, intervengono.
Invece, noi tendiamo ad esprimere in maniera farisaica
contrapposizioni in cui da una parte da questo pulpito indichiamo
nell'avversario di turno il male e dall'altra, lungo gli
interstizi dei banchi del pulpito e dello scranno più alto e
anche di quello del Parlamento, interpretiamo ruoli
metistofelici.
Abbiamo perso una grande occasione. Io sono uno di quelli, per
esempio, che avrebbe visto con grande simpatia e adesione la
riforma della polizia locale. Lo dico con molta serenità anche se
so che questo mi propocurerà strali da parte anche dei miei
compagni non di partito, ma di schieramento, e non solo la
riforma della polizia locale, ma anche interventi sui singoli
territori, perché non è scandalizzante che ognuno di noi possa
esprimere le esigenze del territorio che lo ha eletto da destra e
da sinistra.
E non da destra minacciando di non votare e da sinistra
accattonando, ma con grande dignità e presentando alla luce del
sole emendamenti a favore del territorio che ognuno di noi
rappresenta, ma anche delle lobby in senso anglosassone, degli
interessi che rappresentano, perché mi sento di rappresentare
interessi della mia provincia, ma interessi di categorie.
D'altra parte perché si fa l'appello a votare la legge sui
precari o la legge sui forestali?
Si fa l'appello e qualcuno, come l'amico Sanseri, ha votato a
favore, per esempio, e anche la nostra astensione non è altro
che una benevolenza nei confronti di categorie per le quali
stiamo legiferando.
Vorrei ricordare, soltanto, che questa legge sui forestali è
approdata in Aula non solo perché i sindacati si sono mobilitati,
ma anche perché qualcuno di noi l'ha aspettata.
Non dobbiamo dimenticare che in Commissione Bilancio, quando si
è cominciato a parlare della legge sui precari, la legge sui
forestali era out, non esisteva.
Non aveva cominciato ad essere esaminata neanche nella
Commissione di merito e qualcuno di noi fu costretto, nel sorriso
generale, facendo adirare anche un amico carissimo che è il
Presidente Savona, a fare ostruzionismo perché fosse data
possibilità SaS alla legge sui forestali di rientrare anch'essa
nella Commissione Bilancio.
Il mio amico e carissimo Presidente Savona ricorderà che sin
dal 7000 a.c. la portammo per le lunghe facendo cadere poi il
numero legale, per dare la possibilità che se ne parlasse in
Commissione. E che cos'è questo se non difendere interessi di
categoria?
Noi stiamo perdendo una grande occasione e la stiamo perdendo
chiudendo male una legislatura cominciata altrettanto male.
Questa è stata la legislatura che aveva promesso grandissime
diversità rispetto alle precedenti. Una legislatura con un
Presidente eletto direttamente dal popolo, che sarebbe durato
come è durato, ossia 5 anni e sarebbe stato molto bello
confrontarci sulle grandi direttrici dello sviluppo del nostro
territorio e se questo non è stato possibile, credetemi senza
spocchiosità, non è stato possibile soprattutto perché quelli
dell'opposizione non abbiamo potuto confrontarci con grandi
direttrici.
Ci siamo confrontati con un Governo estemporaneo, estemporaneo
nelle azioni e costretto sempre ad inseguire le problematiche,
mai a prevederle, mai ad organizzarle.
Ci sono stati tanti esempi di assessori che sostituendosi alla
guida di questa o quella rubrica hanno affermato esattamente
l'opposto di quello che l'assessore precedente affermava.
Questa non è politica E' la prova che la minoranza ha un
grande senso di responsabilità che è dato da quanto sta accadendo
in questi momenti.
La prima legge sui precari è passata perché noi l'abbiamo
consentito con la nostra astensione, se non con il voto
favorevole di qualcuno della minoranza. Eppure, nonostante il
voto favorevole di qualcuno della opposizione, la legge è passata
con 40 voti e voi sapete che il minimo è 41 voti.
Ci sarebbe bastato allontanarci e non votare perché la legge
fosse bocciata e anche adesso, votando per questa legge sui
forestali, essa, vi accorgerete, passerà perché ci asterremo o
qualcuno di noi voterà a favore come il collega Sanseri che ha
preannuciato, perché nonostante il voto a favore non
raggiungerete 41 voti.
Questo significa che queste leggi, al di là della nostra
astensione e della nostra dichiarazione di precarietà e di
ipocrisia nel definire stabilizzazione quella che è soltanto una
proroga vera e propria, definire che è risolto un problema quello
dei forestali che è solo all'inizio, passa solo perché noi
abbiamo senso di responsabilità. Così cominciammo la prima
seduta, così chiudiamo l'ultima
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, intanto vorrei ringraziare il Parlamento per
il lavoro che ha fatto, ringraziare anche i parlamentari che sono
intervenuti per l'ulteriore contributo che hanno voluto apportare
a questo dibattito e all'arricchimento che hanno dato alla legge.
Però, signor Presidente, credo che si stia confondendo la
politica con strumenti che fanno parte della politica.
La politica è tutto quello che lavora per raggiungere un
progetto condiviso di bene comune e, personalmente, credo che qui
tutti abbiamo condiviso che il progetto di bene comune da
raggiungere era l'approvazione di queste leggi.
Quindi, se abbiamo condiviso l'approvazione di questo progetto,
non riesco a spiegarmi perché gli strumenti della politica che
sono i partiti, i gruppi parlamentari non debbano contribuire,
sino in fondo, al raggiungimento di questo progetto.
Le minoranze e l'opposizione non hanno il compito di
intercettare il lavoro del Governo e della maggioranza quando il
progetto si condivide. Hanno, semmai, il dovere di intercettare
il lavoro del Governo e della maggioranza quando non si condivide
il progetto, quello sì.
Ma quando si condivide il progetto è eticamente e moralmente
corretto lavorare totalmente per raggiungere quel progetto, anche
con il voto. Non riesco a capire che cosa vuol dire l'astensione.
Se avete condiviso questo progetto, votiamolo E non serve
sostenere che ci si astiene perché avremmo potuto fare di meglio,
perché ho detto sin dall'inizio, assieme alla maggioranza, che
avremmo voluto fare di più e di meglio.
E considerato ciò, asteniamoci anche noi così raggiungeremo il
risultato di non approvare la legge, ma questo non è quello che
volete voi e non è quello che vogliamo noi, anche se insieme
avremmo voluto fare una legge che desse risposte più compiute.
La differenza sta in questo: mentre entrambi avremmo voluto
fare di meglio, noi votiamo questo consenso di responsabilità,
perché già questo è un risultato.
Se facessimo come voi non votandolo, oggi, questo Parlamento
non otterrebbe questo risultato, e non lo otterrebbero neanche
quei lavoratori per i quali voi state dicendo di astenervi perché
se ci astenessimo noi non si approverebbe la legge.
Finiamola con il gioco delle parti Ognuno si assuma le
responsabilità fino in fondo, anche perché i numeri non sono
neanche così drammaticamente eclatanti.
Noi prendiamo 41 voti, voi avete 13 voti, manca più la
minoranza che la maggioranza. E noi non abbiamo più dovere di
voi, perché il dovere di un Parlamento è approvare delle leggi
per raggiungere progetti che si condividono, voi questo progetto
lo condividete, ma anche voi avete delle responsabilità.
Onorevoli colleghi, credo che bisogna fare uno sforzo ulteriore
e lo capisco perché questa legge sulla forestazione non è
soltanto una legge che comincia un percorso di stabilizzazione di
precari, è anche questo, ma questa è una legge che dopo 12 anni
sta rivoluzionando complessivamente il comparto, facendo una
legge moderna, veloce, che aiuterà a far crescere la forestazione
in Sicilia.
Capisco che non condividete neanche questa parte della legge se
vi astenete. Noi, invece, con senso di responsabilità, voteremo
tutta la legge perché la condividiamo e perché non potendo fare
di più sulla parte della stabilizzazione col nostro voto, perché
se noi ci astenessimo questa legge non passerebbe, diamo una
risposta ai lavoratori, seppur una risposta precaria.
Onorevole Miccichè sa qual è la responsabilità e la cultura di
un Governo? Continui a prendere anche più voti di me nei comuni,
non so dove ha detto, fa bene.
Il Governo ha la responsabilità di governare e di realizzare le
strutture che servono a dare risposte ai siciliani. Io lo so che
fare i termovalorizzatori non è elettoralmente conveniente, ma la
differenza tra me e lei è che io, pur sapendo che non mi
voteranno, realizzerò lo stesso una infrastruttura che serve alla
Sicilia e ai siciliani.
Lei, evidentemente, la pensa diversamente, ma fa parte di una
diversa cultura di governo e di rappresentanza del territorio.
Mi convince, invece, l'intervento degli onorevoli Barbagallo e
Virzì, che voglio ringraziare, perché non è questo il tempo e il
luogo in cui spiegheremo ai siciliani il lavoro di questo
Governo, perché il masochismo fa sempre male, anche quando lo fa
un Parlamento.
Perché questo Parlamento non ha approvato solo queste tre
leggi, ha approvato tante leggi utili, produttive, che fanno
l'interesse della Sicilia e dei siciliani e non capisco perché
non bisogna dare a questo Parlamento il merito che si è
conquistato lavorando, avrebbe potuto fare di più, anche il
Governo, avrebbe potuto fare di più, io stesso avrei potuto fare
di più, ma ognuno ha fatto quello che ha potuto con i tempi e,
purtroppo, con in problemi che ci sono stati che hanno certamente
intercettato una parte del nostro lavoro.
Noi non ci rassegneremo a non dare le risposte che si possono
ancora dare in questo scorcio di legislatura.
Lo diceva l'onorevole Virzì, forse anche l'onorevole Ortisi,
personalmente chiederò al Presidente del Parlamento che il tempo
per cui questo Parlamento vada in ferie non è ancora giunto,
chiederò che si faccia ancora un'altra sessione di lavoro perché
ci sono ancora delle risposte importanti da dare, che vanno dalla
polizia locale, che tutti avete detto di voler fare, ed io
chiederò al Presidente dell'Assemblea di darvi la possibilità di
poterle fare.
(Applausi dai banchi della destra)
Chiederò al Presidente dell'Assemblea di potere dare la
risposta ai tanti pensionati della Regione che ingiustamente
stanno pagando una legge troppo rigorosa; chiederò di poter dare
risposta alle cantine; chiederò di poter dare risposta alla
brucellosi, che non abbiamo voluto fare; all'AST; ai patti
territoriali;tutte scelte che non condividiamo e che non riesco a
capire perché non dobbiamo fare.
Chiederò che si faccia una Conferenza dei Presidenti dei gruppi
parlamentari per fare una finestra legislativa tra il voto delle
nazionali e la presentazione delle liste alle regionali, che
credo sia giusto ed opportuno.
Per questo, signor Presidente, per quel che ci riguarda, con
grande gesto di responsabilità, il Governo e la maggioranza, per
la quale credo di poter parlare, non si asterrà su questa legge,
pur volendone una migliore, ma la voterà per cominciare a dare
subito una risposta alla gente che le aspetta.
Presidenza del vicepresidente Fleres
PRESIDENTE Indìco la votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge nn. 1107-204-229-247-398-590-1058-1114/A
Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 6 aprile 1996, n.
16 e riordino delle carriere del personale del Corpo forestale .
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 54
Maggioranza 28
Favorevoli 41
Contrari 0
Astenuti 13
(L'Assemblea approva)
Presidenza del vicepresidente Fleres
Votazione finale del disegno di legge nn. 1106-1104-1130/A
Agevolazioni fiscali per nuovi investimenti in Sicilia
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge nn. 1106-1104-1130/A Agevolazioni
fiscali per nuovi investimenti in Sicilia .
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
Presenti 28
Presidenza del vicepresidente Fleres
PRESIDENTE L'Assemblea non è in numero legale.
La seduta è sospesa e riprenderà fra un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 2.15, è ripresa alle ore 3.15)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a mercoledì, 29 marzo
alle ore 10.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Fleres
I - COMUNICAZIONI
II - SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA: Cooperazione, commercio, artigianato e pesca .
III - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
-n. 184, n. 185, n. 231, n. 1072, n. 1115, in materia di
disposizioni sull'ordinamento del Governo e dell'Amministrazione
regionale. (Seguito)
IV - VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Agevolazioni fiscali per nuovi investimenti in Sicilia (1106-
1104-1130/A)
La seduta è tolta alle ore 3.15 di sabato, 25 marzo 2006
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 04.30
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott.ssa Iolanda Caroselli
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XIII LEGISLATURA
SEDUTA N. 368 DEL 24 - 25 MARZO 2006
ALLEGATO
EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE NN. 1107-204-229-247-398-590-1058-1114/A
MODIFICHE ED INTEGRAZIONI ALLA LEGGE REGIONALE 6 APRILE 1996,
N. 16 E RIORDINO DELLE CARRIERE DEL PERSONALE DEL CORPO
FORESTALE .
-All'articolo 1:
Emendamento 1.2:
Aggiungere il seguente comma:
3. A tal fine è costituita una apposita cabina di regia, con
il compito di provvedere allo studio e monitoraggio delle
risorse, formulando apposite proposte per il razionale utilizzo
delle stesse e verificando lo stato di attuazione degli
interventi.'.
-All'articolo 2:
Emendamento 2.1.1 (di riscrittura):
Nell'ambito della legge regionale 6 aprile 1996 n. 16 e
successive modifiche ed integrazioni le parole Amministrazione
forestale , ovunque ricorrano, sono sostituite da Uffici
centrali e periferici del dipartimento regionale delle foreste
e dell'Azienda regionale foreste demaniali, in relazione alle
rispettive competenze .
-All'articolo 3:
Emendamento 3.1:
Al comma 2 dell'articolo 3 sostituire le parole legge 22
maggio 1973, n. 269' con le parole decreto legislativo 10
novembre 2003, n. 386'.
-All'articolo 5:
Emendamento 5.1:
Al comma 4 aggiungere le parole l'Assessorato all'agricoltura
e foreste comunica annualmente l'eventuale incremento della
superficie boschiva all'Osservatorio regionale'.
-All'articolo 7:
Emendamento 7.1:
All'articolo 5 ter della legge 16/1996 introdotto dall'articolo
7 del ddl aggiungere il seguente comma: Ai componenti di detto
comitato non compete alcun compenso .
Emendamento 7.2:
Il punto g) dell'art. 5 ter è così riformulato: un
rappresentante designato dalle organizzazioni professionali
agro-forestali più rappresentative ed uno designato delle tre
organizzazioni di categoria più rappresentative
-All'articolo 9:
Emendamento 9.1:
Aggiungere il seguente comma:
7. Le entrate derivanti dalla vendita di beni e servizi nei
distretti forestali vanno ripartite: 70 per cento all'ente che
produce e 30 per cento alla Regione. L'utilizzo del 70 per
cento delle entrate verrà stabilito dall'Osservatorio regionale
di cui al successivo articolo 50 della presente legge.'.
-All'articolo 13:
Emendamento 13.1:
Alla fine dell'articolo aggiungere il seguente comma:
2 bis. I piani di cui al comma 2 possono prevedere, con
itinerari e sentieri adeguati, la possibilità di fruizione
delle bellezze paesaggistiche'.
-All'articolo 16:
Emendamenti 16.1 e 16.2:
L'articolo 16 è soppresso.
-All'articolo 18:
Emendamento 18.1:
Al comma 4 sopprimere le parole nonché le attività di
affiancamento e sostegno ai processi di certificazione e la
ricerca scientifica'.
Emendamento 18.1 bis:
Il comma 5 è abrogato.
-All'articolo 25:
Emendamento 25.2:
Il comma 1 dell'articolo 25 è abrogato.
Al comma 7 dell'articolo 25 sostituire le parole
dall'Amministrazione forestale con le parole dal
Dipartimento regionale foreste'.
Emendamento 25.1:
Al comma 2 aggiungere le seguenti parole:
La suddetta dichiarazione di disponibilità ha la durata di
anni 5, fermo restando il diritto di revoca che potrà essere
esercitato trascorsi due anni dalla presentazione
dell'istanza.'.
-All'articolo 26:
Emendamento 26.1:
Al comma 1 sopprimere il seguente periodo e l'Azienda
regionale foreste demaniali, in relazione alle rispettive
competenze'.
Emendamento 26.2:
Al comma 2 aggiungere le parole L'Assessorato comunica
all'osservatorio regionale i dati annuali relativi
all'occupazione temporanea dei terreni'.
-All'articolo 27:
Emendamento 27.2:
Al comma 1, dopo le parole forestazione produttiva',
aggiungere le parole con un pagamento corrispettivo del valore
agricolo dei terreni'.
Emendamento 27.1:
Al comma 2 sostituire le parole possono essere sottoposti' con
le parole sono sottoposti'.
Emendamento 27.4:
Il comma 3 dell'articolo 27 è abrogato.
Emendamento 27.3:
Alla fine dell'articolo aggiungere il seguente comma:
L'Assessorato comunica all'osservatorio regionale i dati
relativi all'acquisizione dei rimboschimenti effettuati con
finanziamenti pubblici per la forestazione produttiva di cui al
comma 3, espropriazione di terreni ricadenti in zone vincolate
di cui al comma 4 ed i lavori dei privati di cui al comma 6'.
-All'articolo 28:
Emendamento 28.1:
All'articolo 28 dopo le parole L'Assessore regionale per
l'agricoltura e le foreste sono aggiunte le parole nei
limiti delle risorse finanziarie individuate nello stesso .
-All'articolo 29:
Emendamento 29.1.1 (di riscrittura dell'emendamento 29.1):
Alla lettera a) del comma 4 dell'articolo 29 sostituire le
parole gli interventi di cui alle lettere a), b), c), d) del
comma 1' con le parole interventi di cui alle lettere a), b),
c), d), f) del comma 1'.
Il comma 6 dell'articolo 29 è così sostituito:
6. La competenza alla progettazione e realizzazione degli
interventi di cui al comma 1 è della struttura competente alla
predisposizione delle sezioni di cui al comma 4'.
-All'articolo 30:
Emendamento 30.1:
Al comma 3 dell'articolo 30 sostituire le parole
Amministrazione forestale' con le parole Dipartimento
regionale foreste ed Azienda regionale foreste demaniali in
funzione delle rispettive competenze'.
- All'articolo 36:
Emendamento 36.3:
All'articolo 36 dopo le parole finalizzate alla prevenzione
degli incendi boschivi. sono aggiunte le seguenti: Agli oneri
di cui al presente comma si provvede con parte delle
assegnazioni di cui alla legge 21 novembre 2000, n. 353 e le
parole da La Regione è autorizzata a aree percorse dal
fuoco sono eliminate.
Emendamento 36.1:
Al comma 3 sopprimere la lettera b).
Emendamento 36.4:
I lavoratori di cui all'articolo 56, comma 5, lettera a) della
l.r. 16/96 della Commissione regionale per l'impiego del 18
maggio e del 2 settembre 1999 beneficiano, ad esaurimento,
delle garanzie occupazionali del citato art. 56, comma 1, della
l.r. 16/96.
-All'articolo 41:
Emendamento 41.1:
Al comma 2 sostituire le parole è facultato all'espropriazione
o all'occupazione temporanea' con le parole ordina
l'espropriazione o l'occupazione temporanea'.
Emendamento 41.2:
Al comma 4 aggiungere le parole E' obbligo comunicare
all'osservatorio regionale i dati relativi ai proprietari a cui
vengono ordinati gli interventi di ripristino di cui al comma 1
e quello dei boschi in cui si procede all'esproprio o
all'occupazione temporanea relativi al comma 2'.
-All'articolo 43:
Emendamento 43.2:
Al comma 1, dopo le parole valorizzazione ambientale e
paesaggistica, aggiungere le parole anche al fine della
fruizione sociale del territorio'.
Emendamento 43.5:
Al comma 2 dell'articolo 43 dopo le parole graduatoria
distrettuale' sostituire la virgola con il punto e cassare le
parole da o che abbiano' fino a nel triennio 2003-2005'.
Emendamento 43.1:
Al comma 5, alla fine del primo capoverso, dopo le parole
regime di convenzione. , aggiungere le parole Tali garanzie
occupazionali sono riconosciute anche ai lavoratori che
dall'anno 1996 hanno prestato servizio per almeno due turni
alle dipendenze degli Ispettorati dipartimentali delle foreste
con le mansioni di addetto allo spegnimento e alla prevenzione
degli incendi (ex SAB) .
Emendamento 43.6.1 (riscrittura):
Al comma 6 dopo le parole di appartenenza aggiungere le
seguenti: diviso per graduatorie formulate secondo i criteri
previsti dall'art. 48, comma 1 e dall'art. 49, comma 2 l.r.
16/96.
Emendamento 43.8:
Al comma 1, sub articolo 45 bis, sostituire le parole
dell'amministrazione forestale' con le parole del
Dipartimento regionale foreste e dell'Azienda regionale foreste
demaniali'.
Emendamento 43.9:
Al comma 3, sub articolo 45 ter, sostituire le parole
dell'amministrazione forestale' con le parole del
Dipartimento regionale foreste e dell'Azienda regionale foreste
demaniali'.
-All'articolo 44:
Emendamento 44.1:
Al comma 1, dopo le parole contratto , aggiungere le parole
Il contingente di cui all'articolo 54 della legge regionale n.
16 del 1996 è inquadrato nel contingente di cui alla lettera a)
della medesima legge e successive modifiche ed integrazioni .
Emendamento 44.G:
Art. 44.
Misure urgenti per l'occupazione forestale
1. Per favorire il processo di progressiva stabilizzazione del
personale operaio impiegato dall'amministrazione forestale, non
è consentito l'ulteriore avviamento di lavoratori non inseriti
nell'elenco speciale di cui all'art. 45 ter della legge
regionale 6 aprile 1996, n. 16, come introdotto dal precedente
articolo 43 della presente legge.
2. Per le mutate esigenze connesse all'attuazione degli
interventi del programma operativo regionale 2000-2006 ed al
fine di procedere all'incremento della superficie forestale e
migliorare la fruizione sociale dei boschi e delle aree
protette gestite dall'Azienda regionale delle foreste
demaniali, la dotazione dei contingenti di cui all'articolo 46,
comma 2, lettera a) e lettera b), della legge regionale 6
aprile 1996, n. 16 e successive modifiche ed integrazioni, è
aumentata rispettivamente del 50 per cento e del 65 per cento.
3. Al fine di garantire un migliore espletamento dell'attività
di prevenzione e lotta degli incendi boschivi e della
vegetazione, è istituito, alle dipendenze del dipartimento
regionale delle foreste, un contingente di personale con
garanzia occupazionale di centocinquantuno giornate lavorative
annue ai fini previdenziali. Il contingente è formato da 935
operai, articolati nelle qualifiche di cui al comma 4
dell'articolo 56 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e
successive modifiche ed integrazioni.
4. La dotazione complessiva per la formazione del contingente
distrettuale per ciascuna provincia viene determinata in
proporzione alle dotazioni già individuate dal comma 5
dell'articolo 56 della legge regionale 6 aprile 1996, n.
16 e successive modifiche ed integrazioni. Alla copertura dei
posti del suddetto contingente si provvede attingendo dalle
rispettive graduatorie del personale di cui all'art. 56 della
legge regionale 6 aprile 1996 n. 16 e successive modifiche ed
integrazioni.
5. Gli incrementi della dotazione complessiva dei lavoratori di
cui al precedente comma 2 sono articolati dall'Osservatorio
regionale di cui al successivo art. 50 in contingenti
provinciali e distrettuali distinti per l'Azienda regionale
delle Foreste Demaniali e per il Dipartimento regionale delle
foreste. Le dotazioni distrettuali per l'Azienda regionale
delle foreste demaniali sono determinate avuto riguardo alle
superfici demaniali, delle aree protette o comunque gestite, ai
vivai, alle aree attrezzate, agli opifici ai servizi generali e
ad ogni ulteriore attività istituzionale espletata. Le
dotazioni distrettuali per il Dipartimento regionale delle
foreste sono stabilite avuto riguardo alla superficie boscata,
alle aree protette, alla orografia, ai mezzi, alle attrezzature
in dotazione, ai servizi generali e ad ogni ulteriore attività
istituzionale espletata. La Giunta regionale di Governo, su
proposta dell'Assessore regionale per l'agricoltura e le
foreste, sentito l'Osservatorio di cui al successivo art. 50,
ridetermina le dotazioni provinciali dei contingenti
distrettuali, in base ai criteri suddetti, tenuto conto delle
variazioni intervenute.
6. Alla copertura dei posti resisi disponibili a seguito degli
incrementi di cui ai commi 2 e 3 si provvede con corrispondenti
riduzioni numeriche dei centunisti inseriti nei rispettivi
contingenti distrettuali di cui all'articolo 46, comma 2,
lettera c) e all'articolo 56 della legge regionale 6 aprile
1996, n. 16 e successive modifiche ed integrazioni.
7. E' istituito, per ogni distretto forestale un contingente ad
esaurimento formato dai lavoratori inclusi nell'elenco speciale
di cui all'art. 45 ter della legge regionale 6 aprile 1996, n.
16, come introdotto dal precedente articolo 43 della presente
legge e non appartenenti ai contingenti previsti negli articoli
46 e 56 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e successive
modifiche e integrazioni, i quali di norma vengono avviati al
lavoro per un turno di settantotto giornate lavorative annue ai
fini previdenziali.
8. L'Azienda regionale delle foreste demaniali ed il
dipartimento regionale delle foreste utilizzano, di norma, in
modo continuativo i lavoratori fino al completamento delle
garanzie occupazionali del contingente di appartenenza.
9. Gli operai che hanno effettuato alle dipendenze
dell'Amministrazione forestale almeno 151 giornate lavorative
annue in ciascuno degli anni del triennio 2002/2004, sono
iscritti nel contingente ad esaurimento previsto dal comma 1,
dell'art. 54 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e
successive modifiche e integrazioni.
10. Al comma 6 dell'art. 54 della legge regionale 6 aprile
1996 n. 16 e successive modifiche e integrazioni le parole da
possono ad agricola sono sostituite dalle seguenti:
transitano, anche in soprannumero, nei contingenti di cui
all'art. 46, comma 1, lettera a).
11. Ferma restando l'appartenenza dei lavoratori al contingente
distrettuale, è ammessa, su istanza del lavoratore o per
specifiche esigenze dell'Amministrazione, la mobilità degli
operai di cui al precedente comma 2, nell'ambito provinciale. I
criteri per disciplinare la mobilità interdistrettuale vengono
definiti dall'osservatorio di cui al successivo art. 50.
12. L'appartenenza al contingente degli operai a tempo
indeterminato è incompatibile con la iscrizione negli elenchi
dei coltivatori diretti, coloni e mezzadri e, comunque, di
altre categorie di lavoratori autonomi.
13. Il mancato espletamento dell'attività lavorativa prevista,
salvo documentati casi di malattia, infortunio, cause di forza
maggiore o altri gravi motivi, comporta la decadenza definitiva
dal contingente di appartenenza.
14. Il lavoratore, in caso di rinunzia al passaggio al
contingente superiore, permane definitivamente nel contingente
di appartenenza, nella posizione in graduatoria che gli
compete, con l'annotazione a margine dell'avvenuta rinunzia in
via definitiva e permanente. La presente disposizione non si
applica, a partire dal 2009, per il contingente di cui alla
lettera c) del precedente comma 3 dell'art. 44.
15. L'Osservatorio regionale di cui al successivo art. 50
determina i criteri per il passaggio, nell'ambito dello stesso
distretto, del personale tra il contingente alle dipendenze
dell'Azienda regionale delle foreste demaniali e quello
corrispondente alle dipendenze del Dipartimento regionale delle
foreste.
16. Sono abrogati:
a) Il comma 4 dell'articolo 53 della legge regionale 6 aprile
1996 n. 16 e successive modifiche ed integrazioni;
b) L'articolo 55 della legge regionale 6 aprile 1996 n. 16 e
successive modifiche ed integrazioni.
-All'articolo 45:
Emendamento soppressivo dell'articolo.
-All'articolo 46:
Emendamento 46.4:
Al comma 1 dell'articolo 46 prima delle parole In caso'
inserire la seguente frase Il comma 2 dell'articolo 61 della
legge regionale 6 aprile 1996, n. 16, è così sostituito:'.
-All'articolo 49:
Emendamenti 49.1 e 49.1 bis:
Il comma 3 è soppresso.
-All'articolo 50:
Emendamento 50.1:
Al comma 1, lettera f) dopo le parole della presente legge ,
aggiungere le parole ed a quelle maggiormente
rappresentative .
Emendamento 50.4:
Al comma 5 sopprimere la seguente frase Agli stessi è dovuta
una indennità determinata con decreto dell'Assessore regionale
per l'agricoltura e le foreste, previo parere della Giunta
regionale'.
-All'articolo 52:
Emendamento 52.1:
Dopo il comma 1 aggiungere: All'articolo 63 della legge
regionale 6 aprile 1996, n. 16, aggiungere il seguente comma:
6. Gli edifici demaniali in cui sono ubicati i distaccamenti
forestali, in quanto uffici di polizia, sono assegnati nella
piena ed esclusiva disponibilità del Dipartimento regionale
foreste che ne curerà la manutenzione ordinaria e
straordinaria'.
-All'articolo 53:
Emendamento 53.1:
Al comma 4 sostituire le parole dell'amministrazione
forestale' con le parole del Dipartimento regionale foreste e
dell'Azienda regionale foreste demaniali'.
-All'articolo 54:
Emendamento 54.1:
Sostituire l'articolo 54 con il seguente:
Art. 54 - Ruolo del personale del Corpo forestale - 1. In
attuazione del riordino delle carriere previsto dall'articolo
76 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16, e da quanto
previsto dal comma 3 dell'articolo 5 della legge regionale 15
maggio 2000, n., 10, sono istituiti, nell'ambito delle
dotazioni organiche del personale del Corpo forestale della
Regione siciliana:
a) per il personale non direttivo e non dirigente, i ruoli di
cui agli articoli 1, 2, 7, 13, 25, 30, 34 e 39 del decreto
legislativo 12 maggio 1995, n. 201 e successive modifiche;
b) per il personale direttivo i ruoli previsti dall'articolo 1
del decreto legislativo 3 aprile 2001, n.. 155 e successive
modifiche, ed i ruoli dei funzionari direttivi tecnici
forestali ed amministrativi forestali;
c) per il personale dirigente i ruoli previsti dall'articolo 7,
comma 1, lettere b) e c), del decreto legislativo 3 aprile
2001, n. 155 e successive modifiche.
2. Il personale dei ruoli di cui alla lettera a) del comma 1
viene inquadrato rispettivamente:
a) in categoria B il personale dei ruoli di cui agli articoli 2
e 30;
b) in categoria C il personale di ruoli di cui agli articoli 7,
13, 34 e 39.
3. Il personale dei ruoli di cui alla lettera b) del comma 1
viene inquadrato in categoria D.
4. Con successivo decreto, il Presidente della Regione, entro
90 giorni dalla pubblicazione della presente legge, su proposta
dell'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste,
sentito il dirigente generale delle foreste, stabilisce
l'organico, l'ordinamento professionale, l'articolazione delle
posizioni all'interno delle categorie B, C, e D, previste dal
comma 2 del presente articolo, e all'inquadramento del
personale che, alla data di pubblicazione della presente legge,
già
appartiene ai ruoli del Corpo forestale della Regione di cui
alla tabella M' della legge regionale 29 ottobre 1985, n. 41,
nei ruoli delle corrispettive categorie e posizioni di
appartenenza.
5. Il dirigente generale delle foreste, per far fronte al
fabbisogno organico dei ruoli istituiti dal comma 1 del
presente articolo, applica le procedure concorsuali prevista
dal Corpo forestale dello Stato per l'assunzione delle analoghe
figure professionali.
6. Sono soppressi i ruoli di guardie, sottufficiali, agenti
tecnici ed assistenti tecnici forestali della tabella M' della
legge regionale 29 ottobre 1985, n. 41.'.
-All'articolo 55:
Emendamento 55.2:
Il comma 1 è sostituito dal seguente:
1. Fermo restando il disposto di cui al secondo comma
dell'articolo 1 della legge regionale 5 aprile 1972, n. 24, al
fine di tenere in debito conto le peculiarità del Corpo
forestale della Regione Siciliana, ed in particolare le
funzioni di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza, il
ruolo della dirigenza del Corpo forestale, già istituito ai
sensi della legge regionale 29 ottobre 1985, n. 41, viene
riconfermato ed articolato nelle seguenti qualifiche:
a) Dirigente Generale del Corpo Forestale;
b) Dirigente tecnico forestale di seconda fascia;
c) Dirigente amministrativo forestale di seconda fascia.
Dopo il comma 2 aggiungere i seguenti:
3. Sono inquadrati nel ruolo di cui al comma 1 i dirigenti che
alla data di entrata in vigore della presente legge prestano
servizio presso gli uffici centrali e periferici del
Dipartimento regionale Foreste, nonché i dirigenti in servizio
presso l'Azienda regionale delle foreste demaniali alla data
del 31 dicembre 2002.
4. I dirigenti di cui al presente articolo rivestono le
qualifiche di ufficiale di polizia giudiziaria e di sostituto
ufficiale di pubblica sicurezza.
5. per quanto non espressamente previsto nella presente legge e
nell'ordinamento della dirigenza regionale si applicano le
vigenti norme sulla dirigenza del Corpo forestale dello Stato.
Subemendamento 55.2.2 all'emendamento 55.2:
Dopo la lettera c) aggiungere: d) Ispettore generale tecnico-
forestale.
Subemendamento 55.2.1 all'emendamento 55.2:
Al comma 3, le parole nonché i dirigenti in servizio presso
l'Azienda regionale Foreste Demaniali alla data del 31 dicembre
2002 sono sostituite con le parole nonché i dirigenti già in
servizio presso il Dipartimento delle foreste ed in atto in
servizio presso l'Azienda regionale delle foreste demaniali in
regime di assegnazione temporanea a seguito di provvedimenti
dell'Assessore regionale dell'Agricoltura e delle foreste .
-All'articolo 56:
Emendamento 56.1:
Sostituire l'articolo con il seguente:
Art. 56 - Rinvio - 1. Le disposizioni legislative previdenti
si intendono riferite ai ruoli di cui al comma 1 dell'articolo
56, ove compatibili, e non diversamente stabilito.
2. Per quanto non previsto dalla presente legge con riguardo
alle funzioni di polizia, si applicano le norme in vigore per
il personale del Corpo forestale dello Stato, in quanto
compatibili.
-All'articolo 57:
Emendamento 57.2:
L'articolo 57 è sostituito dal seguente:
Art. 57 - Trattamento economico - 1. Al personale del Corpo
forestale compete un trattamento economico non inferiore a
quello previsto per gli altri dipendenti regionali di pari
categoria e posizione economica, ivi compreso l'eventuale
trattamento economico accessorio, l'indennità mensile
pensionabile di cui all'art. 42, comma 1, della legge regionale
29 ottobre 1985, n. 41 e successive modifiche, nella misura
spettante alle corrispondenti qualifiche del Corpo forestale
dello Stato a far data dal decreto di cui al comma 4 dell'art.
54 e si applicano le norme contrattuali vigenti previste
rispettivamente per l'area della dirigenza e per l'area non
dirigenziale.
2. L'indennità mensile pensionabile da corrispondere ai
funzionari direttivi tecnici forestali e amministrativi
forestali è individuata in misura pari a quella prevista per il
personale dei ruoli di cui all'articolo 1 del decreto
legislativo 3 aprile 2001, n. 155, articolata in analogia.
3. Al maggiore onere derivante dalle finalità del presente
articolo è autorizzata per l'esercizio finanziario 2006 la
spesa di 250 migliaia di euro cui si provvede mediante
riduzione della spesa autorizzata con l'articolo 13, comma 7,
tab. H) della legge regionale 30 gennaio 2006, n. 1 (U.P.B.
1.1.1.3.99 - capitolo 100328). Per gli esercizi 2007-2008 la
spesa di 1.000 migliaia di euro per ciascun anno trova
riscontro nel bilancio pluriennale U.P.B. 1.1.1.1.2 - capitolo
100317.
-All'articolo 58:
Emendamento 58.1:
Sostituire l'articolo 58 con il seguente:
Art. 58 - Norme transitorie - 1. Il personale già appartenente
ai ruoli del Corpo forestale della Regione di cui alla tabella
M' della legge regionale 29 ottobre 1985, n. 41, assume le
qualifiche corrispondenti ai ruoli istituiti dal comma 1
dell'articolo 56 della presente legge, con le modalità e i
requisiti previsti dal decreto dal Presidente della Regione
siciliana di cui al comma 4 dell'articolo 56.
2. Continuano a trovare applicazione le disposizioni di cui
all'articolo 30 della legge regionale 21 agosto 1984, n., 52 e
successive modifiche, prevedendo il passaggio del personale
interessato nelle corrispondenti qualifiche del personale che
espleta attività tecnico-strumentale, tecnico-scientifica e
amministrativa, anche in soprannumero.
3. Il personale con qualifiche di polizia può transitare, a
domanda, da presentarsi entro 120 giorni dalla pubblicazione
della presente legge, nei ruoli di cui al comma 2 con le
modalità e i requisiti previsti dal decreto del Presidente
della Regione siciliana di cui al comma 4 dell'articolo 56.
Emendamento 58.3:
Al comma 2 sostituire le parole appartenente al comparto di
cui all'articolo 24 comma 2 della legge regionale 15 maggio
2000 n. 10, in servizio presso gli uffici centrali e periferici
dell'Amministrazione forestale alla data del 31 dicembre 2005'
con le parole in servizio presso gli uffici centrali e
periferici del Dipartimento foreste alla data di entrata in
vigore della presente legge'.
Dopo il comma 3 aggiungere il seguente:
4. Viene inoltre inquadrato nei ruoli del Corpo forestale il
personale tecnico ed amministrativo già in servizio presso il
Dipartimento regionale foreste ed in atto in servizio presso
l'Azienda regionale foreste demaniali in regime di assegnazione
temporanea a seguito di provvedimenti dell'Assessore regionale
per l'agricoltura e foreste'.
-All'articolo 59:
Emendamento 59.1:
Sopprimere l'articolo 59.
-All'articolo 60:
Emendamenti 60.1 e 60.2:
Al comma 1 sostituire le parole dell'amministrazione
forestale' con le parole del Dipartimento regionale foreste e
dell'Azienda regionale foreste demaniali'
Il comma 2 è abrogato.
-All'articolo 61:
Emendamento 61.1:
Al comma 1 dopo le parole Sono abrogati gli articoli' è
inserito 12'.
-All'articolo 64:
Emendamento 64.2:
All'articolo 64 è apportata la seguente modifica:
- al comma 3 la parola mediante è sostituita dalle seguenti:
con parte delle somme derivanti dalla ed è aggiunto il
seguente periodo: La spesa di cui al presente comma è inserita
nel piano economico degli investimenti previsto dall'articolo
1, comma 114, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 e
dall'articolo 5, comma 3 ter, del decreto legge 30 settembre
2005, n. 203 convertito con modificazioni nella legge 2
dicembre 2005, n. 248.
DISEGNO DI LEGGE NN. 1098-704-809/A: MISURE PER LA
STABILIZZAZIONE DEL PERSONALE PRECARIO PROVENIENTE DAL REGIME
TRANSITORIO DEI LAVORI SOCIALMENTE UTILI .
-All'articolo 12:
Emendamento 12 R:
Il comma 1 dell'articolo 12 è sostituito dal seguente:
1. La spesa derivante dall'attuazione del Titolo I, da
attivare nella misura compatibile con le risorse finanziarie
disponibili nel triennio di riferimento, con esclusione
dell'articolo 6 per il quale sono utilizzate risorse extra-
regionali, è posta a carico del fondo unico per il precariato
di cui all'articolo 71 della legge regionale 28 dicembre 2004,
n. 17, che per il triennio 2006-2008 è incrementato di 21.150
migliaia di euro, cui si fa fronte, per l'esercizio finanziario
2006, quanto a 16.150 migliaia di euro con parte delle
disponibilità dell'UPB 4.2.1.5.2, capitolo 215704,
accantonamento 1001 e quanto a 5.000 migliaia di euro mediante
riduzione della spesa autorizzata dal comma 3 dell'articolo 1
della legge regionale 6 febbraio 2006, n. 11 (UPB 3.2.1.3.1,
capitolo 183766). Per gli esercizi finanziari 2007 e 2008
l'onere trova riscontro nel bilancio pluriennale della Regione
per il triennio 2006-2008, UPB 4.2.2.8.1 .
Emendamenti 12.3 e 12.4:
Al comma 1 dell'articolo 12 dopo le parole triennio 2006-
2008', sostituire UPB 4.2.2.8.1' con UPB 4.2.1.5.2,
accantonamento 1001'.
Emendamento 12.5:
Al comma 3 dell'articolo 12 sostituire le parole parere
vincolante' con la parola assenso'.
Emendamento ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno
All'emendamento 4.14 bis dopo la parola personale' sostituire
la parola in' con le parole che abbia prestato' e dopo la
parola servizio' aggiungere la parola entro'.
DISEGNO DI LEGGE NN. 1106-1104-1130/A: INTERVENTI A FAVORE
DELLE IMPRESE ATTRAVERSO IL CREDITO DI IMPOSTA. DISPOSIZIONI
VARIE
-All'articolo 1:
Emendamento 1.3:
Al comma 6 dopo le parole delle attività' aggiungere le parole
estrattive, limitatamente alle pietre ornamentali così come
definite dal comma 2 dell'articolo 1 della legge regionale 6
ottobre 1999, n. 25.
-All'articolo 2:
Emendamento 2.2:
Cassare la frase stabilito con perizia in contraddittorio tra
le parti e '.
DISEGNO DI LEGGE N. 1037/A: ''DISPOSIZIONI IN MATERIA DI TUTELA
ED USO DEI BENI PAESAGGISTICI E DI PROMOZIONE DELLA QUALITà
ARCHITETTONICA ED URBANISTICA
Emendamenti ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno
Emendamento 117.1:
Al comma 2 dell'articolo 19 sostituire 3777714' con
377751'.
Emendamento 117.2:
All'articolo 31 sostituire le parole a soggetti costituiti da
concessionari dei servizi' con le parole alle singole imprese
delle associazioni temporanee già concessionarie dei servizi'.
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
MICCICHE'. - «All'Assessore per i lavori pubblici e
all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali, premesso che:
la terza età è un patrimonio fondamentale della nostra società;
purtroppo, la società moderna tende spesso a dimenticare i
deboli, siano questi bambini o adulti;
dato che;
esiste nel comune di Ribera (AG) una struttura adibita a casa
di riposo per anziani completata nel 1993 e mai utilizzata per
quello scopo;
la Provincia regionale di Agrigento, proprietaria
dell'immobile, l'ha concessa con un protocollo d'intesa nel 2003
al comune di Ribera in regime di affitto;
i vandali, negli 11 anni di abbandono dell'immobile, hanno
causato danni per oltre 500 mila euro;
il comune di Ribera non può sopperire con i propri fondi, a
causa anche dei numerosi tagli effettuati dai governi nazionale e
regionale di centro-destra agli enti locali, alla
ristrutturazione dell'immobile;
visto che, perdurando tale situazione, la casa di riposo per
anziani di contrada Piana Spito a Ribera, realizzata per ospitare
dai 100 ai 110 anziani, aprendo prospettive occupazionali non
indifferenti per l'hinterland, si avvierebbe ad essere l'ennesima
incompiuta siciliana;
rilevato che, nel corso di una recente e affollata
manifestazione popolare, promossa dal giornale locale 'Ribera,
città del riso', è stata richiesta a gran forza l'apertura della
casa di riposo in questione;
per sapere se intendano intervenire con un contributo economico
al fine di garantire il risanamento della struttura e la sua
operatività, nonchè un'adeguata gestione del servizio a favore
degli oltre 100 anziani che potranno usufruirne.» (2108)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione n. 2108, si
rappresenta quanto segue.
Il Capitolo 672005, finanziamenti per gli Enti Morali, nella
previsione di bilancio dell'esercizio finanziario 2005 non ci
sono disponibilità finanziarie, si rappresenta comunque che per
accedere ad eventuale finanziamento occorre inoltrare istanza ai
sensi della circolare 3243 del 12.11.2004 dell'Assessorato dei
Lavori pubblici., pubblicata sulla GURS n. 53 del 10.12.2004.
Si rappresenta inoltre che a tutt'oggi, da verifiche
effettuate, non è stata presentata nessuna istanza dal Legale
Rappresentante della Casa di riposo in oggetto.
Da notizie fornite dall'Assessore Regionale per la Famiglia, le
Politiche Sociali e le Autonomie Locali è emerso altresì quanto
segue:
- non risulta che la struttura residenziale per anziani sita in
Contrada Piana Spito di Ribera sia stata realizzata con
finanziamento regionale ai sensi della legge regionale n. 87 del
1981, né in questi anni è pervenuta alcuna richiesta di
contributo per l'adeguamento ed il recupero dell'edificio a causa
dell'abbandono e dei danni provocati da atti vandalici.
In forza della cessione in comodato d'uso da parte della
Provincia regionale, proprietaria dell'immobile, nasce per il
comune di Ribera la necessità di avviare le procedure di pubblica
evidenza volte all'affidamento in gestione della struttura ai
sensi delle vigenti disposizioni dirette al coinvolgimento degli
organismi del terzo settore nella realizzazione delle opere
necessarie, sulla scorta di apposito progetto tecnico approvato
dagli uffici comunali, con contestuale diritto alla gestione per
un numero di anni necessari all'ammortamento della spesa
sostenuta (Project financing).
Detta procedura, sperimentata in molte realtà locali, potrebbe
accorciare i tempi di attesa perché il comune di Ribera si doti
di una struttura residenziale di accoglienza per anziani ed
inabili rimasti privi di supporto familiare a sostegno di
cittadini residenti nell'intero distretto socio-sanitario.
L'entità della spesa preventivata per l'adeguamento
dell'edificio come riferito nell'atto parlamentare non appare
compatibile con la recente previsione di intervento straordinario
dall'Assessorato Regionale della Famiglia a sostegno delle
autonomie locali ai sensi del D.A. 25.03.05 con impiego di quota
parte dei fondi ex articolo 45 L.R. 6/97.»
L'Assessore PARLAVECCHIO
ODDO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i
lavori pubblici, premesso che:
condizioni meteorologiche avverse hanno determinato
recentemente, per l'ennesima volta, l'interruzione del servizio
di collegamento con l'isola di Marettimo (TP);
è stato stipulato un accordo tra l'Assessorato dei lavori
pubblici e la ICM srl di Agrigento, ditta che si è aggiudicata
l'appalto per il completamento del porto di Marettimo;
i lavori, attesi da ben quindici anni, consisteranno nel
consolidamento della banchina, nella sistemazione di nuovi
blocchi frangiflutti, nella messa in sicurezza del porto con
nuovi parabordi e nella pulizia dei fondali, escludendo, ancora
una volta, il prolungamento della banchina e la realizzazione di
una diga a protezione dai venti sciroccali;
la mancanza di protezione dai venti di sud-est comporta serie
difficoltà nelle operazioni di attracco e il ricorso al vecchio
scalo che guarda verso nord, con gravi disagi per isolani e
turisti;
l'interruzione dei servizi di collegamento è dovuta anche allo
spostamento di alcuni massi della banchina, i quali, giacendo sul
fondo in prossimità dell'attracco degli aliscafi, hanno già
provocato seri danni ai natanti rendendo difficile ed insicuro,
soprattutto con la bassa marea, l'approdo;
per sapere:
se non ritengano utile convocare una conferenza di servizi con
la ditta appaltatrice, le amministrazioni locali interessate ed i
competenti uffici regionali e statali per una rapida approvazione
dei progetti di ulteriore adeguamento dello scalo marittimo;
se non ritengano, altresì, indispensabile e prioritario
l'intervento di rimozione dei massi che rendono problematico ed
insicuro l'approdo.» (2127)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione n. 2127, si
rappresenta quanto segue.
In data 20 aprile 2005 sono stati consegnati i lavori di
completamento del porto a Sud-Ovest dell'abitato fra le progr.
ml. 97,00 e ml. 167,30 nel porto dell'isola di Marettimo.
Con nota n. 1535 del 4 maggio 2005 è stato, inoltre,
autorizzato l'Ufficio del Genio Civile di Trapani ad effettuare
apposito sopralluogo nell'isola, al fine di accertare la reale
situazione dei luoghi, relativamente all'impedimento all'attracco
conseguente alla caduta di massi.
Siamo in attesa di ricevere eventuali esiti del suddetto
sopralluogo.»
L'Assessore PARLAVECCHIO
GIANNOPOLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
i lavori pubblici, premesso che:
l'ATO Idrico di Palermo con bando pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Comunità Europea del 4 ottobre 2003 ha ritenuto
di indire una gara di evidenza pubblica per l'affidamento del
Servizio Idrico Integrato (S.I.I.) dell'ATO 1 di Palermo,
avvalendosi allo scopo della deliberazione assunta dalla
Conferenza dei Sindaci nel mese di settembre 2002;
l'esito della suddetta gara è stato negativo in quanto non sono
pervenute almeno due offerte valide, così come prevedeva lo
stesso bando;
successivamente alla gara considerata deserta, in data 5 giugno
2004, il Coordinatore della Conferenza dei Sindaci, vale a dire
il Presidente della Provincia di Palermo, ha pubblicato un avviso
pubblico con il quale ha aperto illegittimamente una procedura
negoziata per l'affidamento del Servizio Idrico Integrato,
facendo ricorso ad un'applicazione distorta dell'art. 13 del D.
l.vo n. 158 del 1995 richiamato nel bando iniziale (procedura
illegittima in quanto non si era in presenza di due offerte
valide) e, al tempo stesso, con l'avviso pubblico in questione
venivano mutate le condizioni iniziali dell'appalto;
l'illegittimità della procedura negoziata risiedeva anche nel
fatto che tale criterio di affidamento non aveva avuto la
preventiva autorizzazione della Conferenza dei Sindaci
configurandosi quindi come un atto arbitrario del Presidente
della Provincia;
considerato che:
la Conferenza dei Sindaci ha bocciato il ricorso alla
trattativa privata da parte del Presidente della Provincia di
Palermo nella sua funzione di Coordinatore della Conferenza e che
la stessa Conferenza non ha mai assunto una successiva
determinazione in ordine all'affidamento del Servizio Idrico
Integrato;
rilevato che:
in data 1 marzo 2005 il Presidente della Provincia di Palermo
ha pubblicato un bando nella Gazzetta Ufficiale della Comunità
Europea con il quale viene indetta nuovamente asta pubblica per
l'affidamento del Servizio Idrico Integrato dell'ATO 1 di
Palermo;
rilevato, altresì, che:
detta procedura non risulta essere stata autorizzata dalla
Conferenza dei Sindaci;
in ogni caso il bando in questione è difforme sostanzialmente
da quello precedente e in parte è anche 'contra legem' per i
seguenti motivi: a) viene previsto l'affidamento anche della
progettazione, costruzione e gestione delle opere afferenti la
gestione del S.I.I; b) viene previsto che si procederà
all'aggiudicazione anche in presenza di una sola offerta; c) è
stata inserita la clausola che il concessionario dovrà
contribuire in misura non inferiore al 46% alla spesa per la
realizzazione delle opere inserite nel Piano Operativo Triennale;
d) sono stati ridotti i tempi di presentazione delle offerte;
valutate le palesi e reiterate illegittimità compiute dal
Coordinamento della Conferenza dei Sindaci dell'AT0 idrico 1 di
Palermo;
per sapere se non ritengano opportuno avviare un'indagine
ispettiva, ormai improcrastinabile, sulla gestione dell'ATO
idrico n. 1 di Palermo al fine di rimuovere le evidenti
illegittimità compiute, disponendo da subito la revoca immediata
del bando pubblicato nella GUCE dell'1 marzo u.s. con scadenza 14
aprile 2005 e facendo sì che venga immediatamente convocata la
Conferenza dei Sindaci per le determinazioni da assumere a
proposito dell'affidamento del S.I.I. di Palermo.» (2155)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione n. 2155 ed a
seguito di quanto comunicato con nota dell'Ufficio del
Commissario Delegato per l'Emergenza Idrica del 25.01.06, si
rappresenta quanto segue.
Le procedure di gara ad evidenza pubblica per l'affidamento del
S.I.I. (Servizio Idrico Integrato) nell'ATO 1 PA sono state
avviate con Determinazione Presidenziale (della provincia
regionale di Palermo) n. 162 del 29.09.03.
Il bando di gara per tale affidamento è stato inviato per la
pubblicazione nella G.U.C.E. con nota n. 669/ATO 1 PA del
30.09.03, con scadenza per la presentazione delle offerte alle
ore 12.00 del 19.12.03.
L'AMAP S.p.A. ed il Comune di Palermo hanno impugnato gli atti
relativi alla gara in questione, innanzi al T.A.R. Sicilia-
Palermo (R.G. n. 6661/03 del 13.11.03 e R.G. n. 6342/03 del
28.11.03).
Il T.A.R., con ordinanze n. 19 e n. 21 del 19.01.04, ha
rigettato le superiori istanze, in considerazione che non
sussisteva il danno grave per effetto della legge finanziaria
2004.
L'AMAP ed il Comune di Palermo hanno proposto appello innanzi
al Consiglio di Giustizia Amministrativa (C.G.A.) per la Regione
Siciliana, il quale non ha tuttora emesso alcuna sentenza.
Su richiesta delle imprese interessate per la presentazione
delle offerte è stata concessa una seconda proroga, con nuova
scadenza alle ore 12.00 del 23.03.04, giusta Determinazione
Presidenziale n. 1 del 27.01.04.
Con determina Presidenziale n. 11 del 14.05.04 è stata avviata
la procedura per la gara negoziata aperta per l'affidamento del
S.I.I. nell'ATO 1 Palermo, la cui pubblicazione nella G.U.C.E. è
stata inviata per e-mail il 20.05.04. la scadenza per la
presentazione delle offerte è stata fissata per le ore 12.00 del
13.07.04.
Su istanza dell'AMAP S.p.A., con Determinazione del Presidente
dell'A.T.O. n. 12 del 9.07.04 è stata concessa la proroga
dell'avviso di procedura negoziata aperta per l'affidamento del
S.I.I. nell'ATO 1 PA, inviata per la pubblicazione nella G.U.C.E.
per e-mail il 9.07.04, con scadenza per la presentazione delle
offerte alle ore 12.00 del 27.08.04.
L'AMAP S.p.A. ed il Comune di Palermo hanno impugnato gli atti
relativi alla gara in questione con ricorsi proposti al T.A.R.
Sicilia - Palermo (R.G. n. 8518/a2 e n. 7701/a2 del 23.07.04).
In data 15.10.04 con nota n.28743/04 il Presidente dell'AMAP
S.p.A. ha dichiarato di ritirare l'offerta presentata,
rinunciando alla partecipazione alla procedura di gara per
l'affidamento in concessione della gestione del S.I.I..
La Conferenza dei Sindaci e del Presidente della Provincia
Regionale il 25.10.04, all'unanimità, ha determinato che la
Concessione di gara, designata con Determinazione Presidenziale
n. 13 del 14.10.04, completasse l'iter previsto dall'avviso di
procedura negoziata aperta per l'affidamento del S.I.I. dell'ATO
1 Palermo, autoconvocandosi per il 29.10.04.
In tale data la Conferenza dei Sindaci - considerato che la
Commissione di gara aveva deciso di non poter concludere il
procedimento di gara - ha determinato di restituire l'offerta
presentata da AMAP S.p.A., impegnandosi a proseguire nel cammino
intrapreso.
Con Determinazione Presidenziale n. 14 del 4.11.04 è stata
avviata la procedura negoziata senza pubblicazione del bando di
gara per l'affidamento del S.I.I. nell'ATO 1 Palermo, inviando
per e-mail il 05.11.04 l'avviso pubblico della manifestazione
d'interesse per la pubblicazione nella G.U.C.E., la cui scadenza
per la presentazione delle offerte è stata fissata alle ore 12.00
del 20.11.04.
Il Comune di Palermo ha impugnato innanzi al T.A.R. Sicilia -
Palermo gli atti relativi alla procedura senza pubblicazione di
bando di "Avviso pubblico della manifestazione d'interesse" di
cui alla Determinazione Presidenziale n. 14 del 4.11.04.
Analogo ricorso è stato presentato dall'AMAP S.p.A. sempre al
T.A.R. Sicilia - Palermo.
In data 19, 20 e 23 novembre 2004 sono pervenute presso la
Segreteria Tecnico-Operativa dell'A.T.O. 1 Palermo n. 6 richieste
di partecipazione alla gara "Manifestazione d'interesse".
L'AMAP il 30.11.04 ha proposto ricorso per motivi aggiunti
innanzi al T.A.R. Sicilia - Palermo n. 12092/A4 R.G. n.
4359/2004.
Con sentenze n. 83/05 (relativa al ricorso n. 6342/03 e
connessi ricorsi per motivi aggiunti proposti dal Comune di
Palermo) e n. 84/05 (relativa ai ricorsi riuniti n. 6661/03 e n.
4359/04 e connessi motivi aggiunti proposti dall'AMAP S.p.A.) il
T.A.R. Sicilia - Palermo ha accolto le istanze sopra riferite.
Il Presidente dell'A.A.T.O. (Autorità Ambito Territoriale
Ottimale) 1 PA con Determina Presidenziale n. 1 del 21.02.05 ha
dato mandato alla Segreteria Tecnico-Operativa dell'ATO 1 Palermo
di procedere alla pubblicazione del bando di gara e ad ogni
ulteriore consequenziale adempimento.
Detto bando di gara è stato inviato in pari data per la
pubblicazione nella G.U.C.E., avvenuta l'1 marzo 2005; la
scadenza per la presentazione delle offerte è stata fissata alle
ore 12.00 del 14.04.05.
In data 21.03.05 il Comune di Palermo ha presentato ulteriore
ricorso innanzi al T.A.R. Sicilia-Palermo.
In data 30.03.05 anche l'AMAP ha presentato ricorso innanzi al
TAR Sicilia-Palermo.Il Presidente dell'A.A.T.O. 1 PA con
Determina Presidenziale n. 6 del 6.04.05 ha dato mandato alla
Segreteria Tecnico - Operativa dell'A.T.O. 1 PA di procedere - in
autotutela - alla sospensione del bando di gara e ad ogni
ulteriore consequenziale adempimento.
In più riunioni della Conferenza dei Sindaci è stato affrontato
il problema relativo alla scelta da effettuare per l'affidamento
del servizio idrico integrato, arrivando in ultimo ad avanzare le
due proposte sotto riportate:
a) procedere alla riapertura dei termini della gara od
eventualmente procedere ad una nuova gara con la rivisitazione
del bando;
b) avviare le procedure per la costituzione di una sociètà a
capitale interamente pubblico a cui affidare "in house" il
servizio.
Tali proposte, però, non sono state approvate per reiterata
mancanza dei quorum richiesti.
Alla luce delle difficoltà sopra esposte e rappresentate alla
Struttura Commissariale dalla Segreteria Tecnico - Operativa
dell'A.T.O. 1 Palermo, al fine di rimuovere la situazione di
stallo di fatto venutasi a creare, con proprio Decreto n.1205 del
16 agosto 2005 il Commissario Delegato per l'Emergenza Idrica in
Sicilia ha nominato il Prof. Ing. Mario Rosario Mazzola
commissario presso 1'A.T.O. 1 di Palermo con il compito di
provvedere in via sostitutiva della Conferenza dei Sindaci e del
Presidente della Provincia di Palermo per definire le procedure
per l'affidamento del servizio idrico integrato.
Con delibere n. 1 e n. 2 del 28.12.05, il commissario nominato
ha provveduto ad approvare il Piano d'Ambito con il relativo
Addendum, la Convenzione di gestione e il Disciplinare Tecnico,
nonchè la scelta del sistema di affidamento, procedendo, altresì,
all'approvazione del bando di gara per la gestione del Servizio
Idrico Integrato. Quest'ultimo è stato pubblicato a cura
dell'A.T.O. 1 di Palermo in data 30.12.05 e la scadenza per la
presentazione delle offerte è stata fissata alle ore 14.00 del
28.02.06.
In ultimo, si rappresenta che il Commissario Delegato per
l'Emergenza Idrica con Decreto Commissariale n. 66 del 20.01.06
ha prorogato fino al 30.06.06 l'incarico di commissariamento al
Prof. Ing. Mario Rosario Mazzola, per proseguire e portare a
compimento la procedura per l'affidamento del Servizio Idrico
Integrato nell'Ambito Territoriale Ottimale di Palermo con il
completamento delle attività già poste in essere, fino
all'individuazione del soggetto gestore di tale servizio.»
L'Assessore PARLAVECCHIO
CRACOLICI. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i
lavori pubblici, premesso che il Sindaco del Comune di Torretta
(PA), architetto Filippo Davì, presta in atto servizio come
funzionario direttivo presso la Soprintendenza regionale ai beni
culturali e paesaggistici di Palermo;
tenuto conto che lo stesso avrebbe presentato istanza di
trasferimento presso la costituenda stazione unica appaltante
della provincia di Palermo, la cui attività istituzionale, dopo
numerosi ritardi, dovrebbe avviarsi a breve;
considerato che questi si trova in atto rinviato a giudizio per
voto di scambio, con relativo procedimento penale avviato da
quasi tre anni ed attualmente in corso;
atteso che il Comune di Torretta nei mesi scorsi è stato
sottoposto ad indagine amministrativa da parte di ben cinque
funzionari dell'Agenzia territoriale del Governo Prefettura di
Palermo, per sospette infiltrazioni mafiose nell'attività
politico-amministrativa e nell'apparato burocratico comunale;
per sapere:
se sia stato disposto da parte dell'Assessore per i lavori
pubblici il trasferimento del predetto funzionario direttivo
dall'attuale sede di servizio (Soprintendenza regionale ai beni
culturali e paesaggistici di Palermo) alla costituenda stazione
unica appaltante di Palermo;
se non ritenga, altresì, per ovvie ragioni di opportunità e
anche per ragioni di moralità pubblica, che nessun dipendente
regionale oggetto di indagini giudiziarie, oltre che
amministratore di un comune di cui a giorni potrebbe essere
disposto lo scioglimento per sospette infiltrazioni mafiose,
venga assegnato a quel servizio così delicato e istituito con
l'obiettivo di contrastare la criminalità mafiosa;
se non ravvisi la necessità che venga effettuata una
valutazione su tutti coloro che stanno per essere assegnati agli
uffici delle stazioni uniche appaltanti al fine di verificare
oltre che il profilo professionale anche la inesistenza di un
loro coinvolgimento in vicende giudiziarie, affinché, pur nella
presunzione di innocenza garantita dal diritto, possa essere
consentito ai nuovi uffici di partire con il piede giusto.»
(2277)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione n. 2277, si
rappresenta che agli atti del Dipartimento Lavori Pubblici non
risulta nulla in merito al supposto trasferimento.»
L'Assessore PARLAVECCHIO
ODDO. - «All'Assessore per i lavori pubblici, premesso che:
gli argini del fiume Soria (al confine tra i comuni di Trapani
e Paceco) versano in un totale stato di incuria, essendo
disseminati da rami secchi e rifiuti di ogni genere;
tale stato di degrado rappresenta un rischio sia dal punto di
vista idrogeologico, facilitando l'esondazione del corso d'acqua,
sia dal punto di vista ambientale, vista la varia natura dei
rifiuti presenti;
avvicinandosi la stagione autunnale e periodi via via più
ricchi di precipitazioni atmosferiche, cresce il rischio per la
popolazione di eventi alluvionali simili a quelli già intervenuti
nella provincia di Trapani nel corso della precedente stagione
invernale;
per sapere se non ritenga necessario ed urgente intervenire,
affinché venga effettuata la dovuta manutenzione del fiume Soria,
rimuovendo tutti i rifiuti disseminati lungo i suoi argini.»
(2379)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione n. 2379, si
rappresenta quanto segue.
Pur riconoscendo che il protrarsi di situazioni di degrado
degli alvei fluviali, senza che periodicamente vengano effettuati
interventi di manutenzione straordinaria, nella maggior parte dei
casi determina, in condizioni di precipitazioni atmosferiche
intense, rischi di esondazioni, in quanto le sezioni degli alvei,
sensibilmente ridotte a causa di detriti o di vegetazione
sviluppatasi in modo spontaneo, non sono più sufficienti a
contenere le acque di piena, si informa che l'apposito Capitolo
672010 relativo al finanziamento di Interventi per l 'esecuzione
di opere pubbliche relative alla costruzione, al completamento,
alla riparazione, alla sistemazione ed alla manutenzione
straordinaria di opere idrauliche ad eccezione di quelle di
prima, seconda, e terza categoria e di quelle che a norma delle
vigenti leggi, sono di competenza dell'Assessorato Regionale
dell'Agricoltura e Foreste anche se di competenza degli Enti
locali della Regione, la cui gestione è assegnata alle competenze
di questo Assessorato, nel corrente esercizio finanziario non ha
avuto assegnato alcuno stanziamento in quanto risulta inserito
nel bilancio di previsione 2005 solo per memoria.
Anche il Capitolo 672075, istituito in forza della legge
regionale n. 23 del 1996, che all'articolo 5 così recita "A
decorrere dall'esercizio finanziario 1996 l 'Assessore Regionale
per i LL.PP. è autorizzato a realizzare nell'ambito degli
ecosistemi fluviali, al di fuori dei bacini imbriferi montani,
tramite gli uffici del genio civile, interventi di manutenzione
straordinaria, interventi per la rimozione dagli alvei di rifiuti
o corpi estranei, nonché l'esecuzione di perizie in danno per il
ripristino dello stato dei luoghi interessati da manomissioni" ,
nel bilancio 2005 risulta soppresso.»
L'Assessore PARLAVECCHIO
INCARDONA. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i
lavori pubblici, premesso che:
i lavori di manutenzione straordinaria per il consolidamento
del molo interno di Scoglitti sono iniziati in piena estate e che
gli stessi entro pochi mesi dovevano essere ultimati;
tali lavori sono stati ritenuti urgenti ed indifferibili dagli
Enti competenti per garantire la sicurezza dei natanti e che a
tale valutazione pescatori, diportisti, operatori del mare ed
operatori turistici in generale si sono adeguati affrontando non
pochi disagi e difficoltà per lo svolgimento delle proprie
attività;
questo stato di cose ha certamente influito sul risultato
negativo della recente stagione turistica a Scoglitti;
allo stato, i lavori risultano sospesi e il molo interno è
totalmente inagibile;
il perdurare di tale situazione crea enormi disagi ai fruitori
del porto di Scoglitti e gravi danni alle attività economiche
della frazione;
per sapere:
quali impedimenti abbiano comportato il mancato completamento
entro il 9 ottobre scorso (data stabilita per la ultimazione dei
lavori stessi) dei lavori di cui sopra e se in corso d'opera
siano sopravvenute circostanze nuove ed imprevedibili al momento
della redazione del progetto esecutivo (da parte del Genio
civile) o della stipula del contratto per l'inizio dei lavori;
quali provvedimenti urgenti intenda intraprendere il Governo
della Regione per garantire in tempi brevi la conclusione dei
lavori e mantenere gli impegni presi con la collettività iblea,
ed ipparina in particolare.» (2474)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione n. 2474, si
rappresenta quanto segue.
I lavori in questione sono stati consegnati all'impresa
Fondachello Immobiliare s.r.l. in data 12.05.05 e la loro
ultimazione era prevista per il 12.10.05.
Durante il corso dei lavori si è riscontrata una situazione di
fatto difforme da quella prevista nel progetto appaltato,
pertanto è stata disposta la sospensione dei lavori al fine di
redigere apposita perizia di variante e suppletiva.
In data 9.11.05 il R.U.P. ha trasmesso alla U.O.B. competente
per materia dell'Assessorato dei Lavori pubblici la Perizia di
Variante e Suppletiva, redatta dalla D.L. munita di parere ai
sensi degli artt. 134 e 136, comma 3 del D.P.R. n. 554/1999,
dell'importo complessivo di Euro 301.819,90.
Poiché la suddetta P.V.S. prevede una maggiore spesa di Euro
7.421,43, si è reso necessario recuperare detta somma dal ribasso
d'asta già versato sul Cap. 4191, ai sensi dell'art. 14 bis comma
13 della legge 109/94 coordinata con le leggi regionali n. 7 del
2002 e n. 7 del 2003; pertanto, con nota n. 337 del 21/01/06 la
U.O.B. preposta ha richiesto al Dipartimento Bilancio e Finanze
di procedere all'iscrizione in bilancio della somma di Euro
7.421,43.
Questo al momento risulta essere lo stato della pratica presso
la U.O.B. dell'Assessorato dei Lavori pubblici preposta
all'istruttoria.»
L'Assessore PARLAVECCHIO
ARDIZZONE. - «All'Assessore per i lavori pubblici, premesso
che:
l'art. 14 della legge regionale n. 4 del 2002 ha previsto che
l'Assessore regionale per i lavori pubblici è autorizzato ad
erogare un finanziamento per l'esecuzione dei lavori di
demolizione degli edifici evacuati, il recupero delle relative
aree, il completamento delle opere di regimentazione delle acque,
l'urbanizzazione e le opere di presidio dell'area e degli
immobili ricadenti nel comprensorio 'Tremonti Ritiro' nel comune
di Messina;
per il conseguimento dei predetti obiettivi, al comma 2) del
citato art. 14 'è stata autorizzata la spesa di 2.500 migliaia
cui si fa fronte mediante riduzione della spesa autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2002, dalla legge regionale 6 luglio 1990
n. 10 e successive modifiche ed integrazioni (U.P.B. 6.2.6.1. cap
672407) di importo corrispondente sia in termini di competenza
che di cassa';
in conformità alla predetta norma,
l'Amministrazione comunale di Messina ha indetto una gara per
l'appalto dei servizi di ingegneria necessari alla progettazione
dell'intervento ed alla successiva direzione lavori;
la procedura di gara, avviatasi nel luglio 2003, si è conclusa
il 26 aprile 2005 con l'aggiudicazione al Raggruppamento
temporaneo di professionisti, mandatario 1' ing. Giuseppe
Puglisi;
l'Amministrazione comunale, conformemente alla vigente
normativa, ha, quindi, avviato le procedure necessarie per
l'accreditamento delle somme spendibili nell'anno 2005 ed ha
prodotto la documentazione necessaria presso i competenti uffici
dell'Assessorato regionale dei lavori pubblici;
per quello che è dato sapere, gli uffici dell'Assessorato
Lavori pubblici avrebbero riferito al rappresentante del
Raggruppamento temporaneo di professionisti che non vi era più la
disponibilità finanziaria prevista con la legge sopra indicata;
ritenuto che:
l'aggiudicazione dei servizi di ingegneria ed architettura per
la realizzazione di opere di presidio e di urbanizzazione
primaria atti alla sistemazione dell'area in località Tremonti è
già avvenuta;
nel comprensorio 'Ritiro Tremonti', interessato dalle predette
opere, vivono oltre 450 famiglie;
per sapere se risulti a verità che non può essere accreditata
al Comune di Messina la somma di 2.500.000,00 euro, perché non vi
è la disponibilità finanziaria;
nell'eventualità che ciò fosse vero, per sapere quali siano i
motivi di tale mancanza di disponibilità finanziaria nonostante
con il comma 2 dell'art. 14 della legge regionale n. 4 del 2002,
sia '...stata autorizzata la spesa di 2.500 migliaia cui si fa
fronte mediante riduzione della spesa autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2002, dalla legge regionale 6 luglio 1990
n. 10 e successive modifiche ed integrazioni (U.P.B. 6.2.6.1.
cap. 672407) di importo corrispondente sia in termini di
competenza che di cassa';
e, soprattutto, come e in che tempi, intenda ovviare alla
presunta mancanza di fondi.» (2482)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione n. 2482, si
rappresenta quanto segue.
l'Amministrazione comunale di Messina ha proceduto
all'esperimento di una gara per l'appalto dei servizi di
ingegneria necessari alla progettazione delle opere di presidio e
di urbanizzazione primaria dell'area di località "Ritiro -
Tremonti" per le quali l'articolo14 della legge regionale n. 4
del 2002 ha destinato la somma di 2.500.000,00 con
corrispondente riduzione della spesa autorizzata, per l'esercizio
2002, dalla legge regionale n. 10 del 1990 (risanamento città di
Messina - cap. 672407).
Tale attività è stata posta in essere dal Comune di Messina
ancor prima di richiedere ed ottenere, dall'Assessorato dei
Lavori pubblici, la disponibilità della somma prevista e senza
inoltrare la completa documentazione necessaria per avviare le
connesse procedure per l'istituzione di apposito capitolo di
bilancio con la relativa assegnazione della somma prevista, sia
in termini di competenza che di cassa.
I1 Dipartimento Lavori pubblici ha provveduto, a mezzo di
accesso ispettivo, a ritirare la documentazione necessaria ad
avviare la procedura amministrativa-contabile finalizzata a
rendere disponibile la somma di 2.500.000,00 sopra indicata ed
esattamente, così come risulta dal verbale, redatto in data
24.01.06:
- Determina dirigenziale n. 396 del 15.12.2003 con la quale è
stato approvato il Bando di gara per l'affidamento dei servizi di
ingegneria ed architettura per la realizzazione delle opere in
oggetto;
- Bando di gara di cui al punto precedente valicato dal R.U.P.;
- Nota n. 7872 del 21.01.2004 indirizzata all'Assessorato
regionale dei Lavori pubblici con la quale si chiedeva
l'erogazione del finanziamento;
- Nota n. 425 del 09.03.2004 aggiuntiva al Bando di gara;
Determina dirigenziale n. 37 dell' 11.07.2005 con la quale è
stato approvato il Verbale di gara e lo schema del disciplinare
di affidamento di incarico, con allegati i verbali di gara (n.
2);
- Note n. 19, 20 e 21 del 4.01.2006 con le quali sono state
trasmesse le copie del progetto per i relativi pareri tecnici
(Area Coordinamento Politica del Territorio, Genio Civile, ASL n.
5);
- Elaborato progettuale denominato "A.1 - Relazione generale
descrittiva" dell'intervento in oggetto.
Sulla scorta della predetta documentazione è stato così
possibile richiedere all'Assessorato regionale Bilancio e Finanze
l'istituzione dell'apposito capitolo di spesa con l'assegnazione
relativa.
Successivamente sarà possibile accreditare al comune di
Messina, previa presentazione di apposita richiesta, la somma già
quantificata di 87.300,00 per spese di progettazione e
coordinamento sicurezza, per pubblicità bandi di gara
8progettazione e lavori).
In ogni caso dovranno essere acquisiti i pareri previsti per la
progettazione definitiva stante che gli stessi non risultano,
alla data del 24.01.2006, ancora resi e nella considerazione che
il bando di gara per l'affidamento dei servizi di ingegneria
prevede, inizialmente, il livello di progettazione definitiva.
Si informa, infine, che sarà assicurata da parte del
Dipartimento dei Lavori pubblici ogni adempimento per la
vigilanza di competenza anche a mezzo del Dipartimento I.T.»
L'Assessore PARLAVECCHIO