Presidenza del vicepresidente Fleres
La seduta è aperta alle ore 10.33.
BURGARETTA APARO , segretario, dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, s'intende
approvato.
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni:
- con richiesta di risposta orale 1
N. 473 - Ispezione presso l'ospedale 'Nagar' di Pantelleria
(TP).
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatario: Oddo Camillo
N. 474 - Verifica dell'operato del Comune di Custonaci circa
l'ampliamento della zona artigianale.
- Assessore Cooperazione
- Assessore Territorio
Firmatario: Oddo Camillo
N. 475 - Iniziative per il rifornimento idrico delle industrie
marmifere di Custonaci (TP).
- Assessore Industria
- Assessore Lavori Pubblici
Firmatario: Oddo Camillo
- con richiesta di risposta scritta 1
N. 476 - Motivi della mancata emanazione dei decreti attuativi
previsti dalla legge regionale n. 6 del 2000 recante
provvedimenti per l'autonomia delle istituzioni scolastiche.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali
Firmatari: Barbagallo Giovanni; Genovese Francantonio;
Gurrieri Sebastiano; Tumino Carmelo; Zangara Andrea; Raiti
Salvatore
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del
Regolamento interno, che nel corso della seduta potrà procedersi
a votazioni mediante sistema elettronico.
Constatata l'assenza del Governo e della Commissione, la
seduta è rinviata di un'ora.
(la seduta, sospesa alle ore 10.38, è ripresa alle ore 10.52)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Fleres
RINVIO DELLA DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI
MOZIONE
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il punto II dell'ordine del
giorno: Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d), e 153 del Regolamento interno, della mozione n. 93
"Riconoscimento della qualità di Ente di formazione
all'associazione 'Libera'", degli onorevoli Ferro Giovanni,
Orlando Leoluca, Morinello Salvatore, Raiti Salvatore, è
rinviato.
Presidenza del vicepresidente Fleres
DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N. 297-299/A "BILANCIO DI
PREVISIONE DELLA REGIONE SICILIANA PER L'ANNO FINANZIARIO
2002 E BILANCIO PLURIENNALE PER IL TRIENNIO 2002-2004", E DEL
DISEGNO DI LEGGE N. 298-STRALCIO II/A "LEGGE FINANZIARIA 2002"
PRESIDENTE. Si passa al III punto all'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con la discussione generale del disegno di legge
numero 297-299/A "Bilancio di previsione della Regione siciliana
per l'anno finanziario 2002 e bilancio pluriennale per il
triennio 2002-2004", e del disegno di legge numero 298-Stralcio
II/A "Legge finanziaria 2002".
Invito i componenti la II Commissione, 'Bilancio', a
prendere posto nel relativo banco.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Croce per svolgere la
relazione di maggioranza.
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa mattina tratteremo
il bilancio e la Finanziaria e, quindi, tocca a me fare la
relazione nella qualità di Presidente della Commissione
'Bilancio'.
Dividerò in diverse parti la relazione: una parte tecnica,
una parte organizzativa, una parte programmatica, una parte
politica, quindi cercherò di mettere insieme tutto il valore di
questa manovra che oggi presenteremo all'Aula e a tutti i
Parlamentari.
Con l'entrata a regime delle modifiche della normativa sulla
contabilità, introdotte dall'articolo 52 della legge regionale n.
6 del 2001, delle previsioni dell'articolo 76 del testo del
disegno di legge che abbiamo all'esame, oltre che per effetto
della legge regionale n. 10 del 2000, presentano anche sotto il
profilo della loro struttura e dei loro contenuti significative
differenze rispetto alla struttura dei documenti sui quali
abbiamo condotto l'esame negli anni passati. Differenze che
avranno, come vedremo, conseguenze rilevanti non solo sul piano
della procedura ma dello stesso contenuto della decisione
parlamentare.
A partire dall'esercizio finanziario 2002 il bilancio di
previsione della Regione, per effetto delle riforme di cui si è
detto, viene organizzato nell'ambito delle diverse
amministrazioni, per centri di responsabilità che corrispondono
ai dipartimenti regionali ed altri uffici cui è affidata la
relativa gestione.
Questi ultimi espongono al loro interno entrate e spese
distinte per titoli, aggregati economici ed unità previsionali di
base. Oggetto della decisione parlamentare sono appunto le unità
previsionali di base sulle quali si esprime il voto parlamentare,
alle quali vanno riferite le proposte di modifica nel corso
dell'esame.
I capitoli in cui le unità previsionali di base si
articolano a loro volta sono riportati in un apposito allegato
tecnico al bilancio ed esposti per finalità conoscitive.
Sarà l'Assessore per il bilancio, sia pure sulla base
dell'allegato tecnico, contestualmente all'entrata in vigore
della legge di bilancio, dunque dopo la sua approvazione
parlamentare, ad articolare con proprio decreto le unità
previsionali di base in capitoli per le finalità connesse con la
gestione della spesa e con la rendicontazione.
Quindi, dall'esame del bilancio per capitoli che rimangono
comunque riferimento per la gestione amministrativa della spesa
si passa all'esame per unità previsionali di base che costituisce
il riferimento della decisione politico-parlamentare.
Quali sono gli obiettivi che ha voluto perseguire la
riforma?
Anzitutto cercare di rendere il bilancio più intelligibile e
trasparente nella fase in cui deve essere discusso ed approvato e
renderlo più flessibile nella fase della sua gestione.
Il bilancio, così come si presentava a noi, sotto il profilo
strutturale, costituiva il combinato di esigenze tra loro diverse
quando non configgenti, esigenze di raccordo e di comparabilità
con la contabilità nazionale, esigenze connesse con la gestione
amministrativa della spesa e delle voci di entrata, con il
controllo, esigenze di raccordo con altre strumenti della
programmazione finanziaria, esigenze conoscitive connesse alla
decisione parlamentare.
Da tutto ciò derivava un'indubbia complessità e disarmonia
della struttura del bilancio, migliaia di capitoli disomogenei,
un eccesso di analiticità, una ridondanza di microfinalità che
rendevano problematica una lettura per aggregati significativi
degli indirizzi di spesa sottesi alle previsioni.
La riforma segna essenzialmente il superamento ai fini della
deliberazione parlamentare del bilancio basato sui capitoli
intesi come unità elementare e dunque come stadio ultimo della
disaggregazione degli stanziamenti; capitoli che nel momento in
cui formavano oggetto dell'autorizzazione parlamentare, in
rapporto alla destinazione della spesa risultavano immodificabili
per via amministrativa, il che conferiva una notevole rigidità
alla struttura del bilancio nella fase gestionale.
Oggi, invece, la proposta di bilancio, da sottoporre alla
discussione ed approvazione parlamentare, viene organizzata
attorno ad un numero di voci più limitate. Un documento che, nel
luogo delle migliaia di capitoli di spesa costituenti ciascuno
specifico oggetto di autorizzazione legislativa, contiene un
aggregato di voci significative che esprimono gli obiettivi
dell'azione pubblica ed indicano i centri di responsabilità
gestionale degli stessi.
L'autorizzazione legislativa riguarda le unità previsionali
di base affidando alla fase della gestione del bilancio maggiori
opportunità di correggere ed adeguare le previsioni di spesa.
Dunque al Parlamento l'attenzione sui grandi obiettivi di spesa,
al governo un maggiore grado di libertà nell'aggiustare alle
effettive esigenze, nel corso della gestione, le previsioni di
spesa.
Nel momento in cui oggetto dell'approvazione legislativa
preventiva diventano non più i capitoli ma le unità previsionali
di base ci si dovrebbe attendere che il Parlamento ponga maggiore
cura nel valorizzare momenti diversi di attenzione sul bilancio,
recuperando spazio e valenza politica all'attività di controllo e
monitoraggio sulla gestione finanziaria; una cultura del
bilancio diversa, che ponga finalmente attenzione ai momenti di
verifica sulla gestione, sui risultati e sui consuntivi.
Chiunque abbia un minimo di esperienza di attività
parlamentare comprende che stiamo parlando di una svolta a
360 gradi; la vita del Parlamento, infatti, conosce bene il
bilancio di previsione, al quale vengono dedicati tempi ed
energie ingenti, ma sconosce quasi del tutto il lavoro sui
consuntivi e sui risultati, ai quali vengono dedicate nicchie di
attività, nella pressoché totale disattenzione. Ma svolgere il
controllo in maniera adeguata significa anzitutto assicurare al
Parlamento un flusso tempestivo di dati ed informazioni: questo è
un profilo per il quale siamo assolutamente in difetto e che
andrà colmato.
Controllo, ovviamente, non è solo il rendiconto. Il problema
che appare determinante oggi è il fatto che il bilancio descrive
e riporta analiticamente solo una parte della complessiva
politica di spesa della Regione; non che il problema sia nuovo,
ma certamente esso acquista oggi dimensione e connotati di
primario rilievo che vanno portati al centro dell'attenzione
politica. Una riforma del bilancio che non affronti, anche in
termini di sistematica, il problema del raccordo tra bilancio
"ordinario" e finanza extraregionale sarebbe una riforma
incompleta, che trascurerebbe il tema centrale di questi anni: in
questa direzione qualcosa si è fatto ma siamo ai primi passi;
bisognerà sicuramente ritornare su tale tema.
L'altra novità importante introdotta dalla riforma riguarda
l'introduzione del bilancio di cassa. Da quest'anno il bilancio
espone anche le previsioni di cassa consentendo così la lettura
dei flussi finanziari effettivi del bilancio accanto al
necessario riferimento di competenza che inerisce al profilo
giuridico-autorizzatorio delle previsioni di entrate e di spesa.
Ma è la stessa legge finanziaria quest'anno a presentare
novità importanti che ne hanno modificato la struttura e
arricchito i contenuti. Si sarà notato che le tabelle allegate
alla legge hanno una diversa e ben più ampia articolazione
nell'ottica di fare della finanziaria sempre più lo strumento
effettivo delle manovre di bilancio, portando in essa tutti quei
contenuti non strettamente riconducibili al concetto della
legislazione vigente ovvero alla dinamica tendenziale del
bilancio; nuovi contenuti ma anche un diverso rigore
nell'ammettere in finanziaria le diverse materie.
Anzitutto una nuova e più rigorosa filosofia per il
rifinanziamento delle leggi di spesa, la cosiddetta tabella C:
solo spese in conto capitale, già finanziate nell'esercizio
precedente e rifinanziabili per un solo anno; estrema selettività
e rigore per le spese recate dall'articolato; rideterminazione in
finanziaria di tutti i contributi a qualsiasi titolo erogati
dalla Regione, per poterli quantificare annualmente valutandone
la compatibilità con le disponibilità e gli equilibri finanziari
di bilancio; si è cominciato poi un percorso che mira a portare
in finanziaria tutte quelle quantificazioni che la normativa di
spesa rinvia alla manovra di bilancio; anche questo è un elemento
di trasparenza che vuole fare emergere ed evidenziare con
immediatezza il costo connesso a tali meccanismi di spesa,
consentendo di esporre i relativi oneri in una apposita tabella
collegandoli alle esigenze di specifica copertura che riguarda la
legge finanziaria nel suo complesso e che da quest'anno
acquisisce una puntualizzazione più precisa anche sotto il
profilo giuridico-formale con la tabella riassuntiva che
acquisisce la configurazione di riferimento della copertura
finanziaria delle nuove spese oltre che che elemento di
collegamento con il bilancio per l'effetto sui risultati
differenziali. Abbiamo poi introdotto in finanziaria una apposita
tabella che recherà i finanziamenti della l.r. n. 32/2000; una
normativa che ha riordinato complessivamente l'intervento della
Regione nei settori produttivi e che allora abbiamo varato senza
una dotazione finanziaria, problema che venne rinviato a
successivi provvedimenti da adottare man mano che le singole
discipline fossero divenute operative; la possibilità di
collocare oggi tali finanziamenti in un unico contesto
autorizzativo è certamente elemento anche questo di trasparenza e
di possibilità di riscontro dell'impegno finanziario della
Regione per i settori produttivi.
Al riguardo debbo aggiungere per completezza, che le
difficoltà che caratterizzano la manovra di quest'anno hanno reso
difficile dare risposte quantitativamente adeguate su tale
terreno; rispetto alle proposte di finanziamento delle misure
della l.r. 32/2000 che ci sono pervenute dalla III Commissione
abbiamo dato seguito ad alcune di tali misure, ci siamo riservati
ulteriori approfondimenti per l'Aula ed in tutti i casi vi è
l'impegno, in relazione alle manovre di spesa che si
appronteranno dopo l'approvazione degli strumenti finanziari e
per le quali abbiamo provveduto ad accantonare le relative
risorse, a dare certamente priorità agli interventi a sostegno
dei settori produttivi.
Quest'ultimo richiamo al parere della Commissione attività
produttive offre lo spunto per sottolineare il metodo che ha
caratterizzato l'esame in Commissione bilancio improntato alla
massima valorizzazione del confronto con le altre Commissioni;
un aspetto qualificante del lavoro istruttorio svolto sui testi,
non solo attenzione ed approfondimento dei pareri trasmessi, al
di là delle decisioni sul merito e sulla compatibilità
finanziaria degli stessi, ma anche attenzione ai singoli relatori
che hanno avuto spazio e possibilità di rappresentare in
Commissione bilancio il lavoro svolto fornendoci elementi di
valutazione sul merito dello stesso.
Ulteriori importanti elementi di valutazione sono venuti
anche dal programma di audizioni svolte, che in molti casi hanno
consentito alla Commissione di correggere ed integrare le
previsioni normative, originariamente contenute nel testo.
Insomma un lavoro istruttorio che, al di là della
fisiologica tensione politica che ne ha caratterizzato alcuni
momenti, si è svolto in maniera approfondita, attenta e nella
valorizzazione del contributo di tutti, da quello del governo a
quello di tutti i componenti della Commissione senza distinzione
tra maggioranza e minoranza.
Naturalmente rimane il rammarico di una discussione sui
documenti finanziari, ancora una volta, dopo essere ricorsi
all'esercizio provvisorio: in realtà tutto il calendario degli
adempimenti in questo avvio di legislatura ha subito un
effetto-ritardo riconducibile ad elementi eccezionali, per cui
siamo pienamente fiduciosi che anche per questo aspetto non ci
dovrebbe essere un seguito: lo stesso governo, lo ha fatto in
Commissione e lo potrà ribadire in Aula, è pienamente impegnato a
contribuire per parte sua a riportare a fisiologia anche i tempi
di esame e di approvazione dei documenti di bilancio.
Ma questa prima finanziaria della nuova legislatura è anche
quella nella quale la Presidenza dell'Assemblea ha voluto dare un
segnale non solo ineccepibile sotto il profilo giuridico
procedurale, ma altrettanto importante per le implicazioni
sostanziali che le decisioni assunte avranno per il prosieguo dei
lavori e per i prossimi anni; nel nostro sistema, la finanziaria
è uno strumento importante di definizione dei conti finanziari, a
condizione che essa mantenga però una sua struttura giuridica
fondamentalmente collegata al bilancio e gestibile nei contenuti;
in caso contrario diventa ingovernabile e capace di diventare
elemento di remora e ritardare la stessa approvazione del
bilancio; ebbene, il messaggio venuto dalla Presidenza con lo
stralcio operato sull'originario testo credo che abbia precisato
in maniera inequivoca per l'oggi e per il domani, che la
finanziaria deve mantenere una struttura rigorosa senza cedere
alla tentazione di doverla caricare di ogni problema normativo
irrisolto.
Sulla base di queste premesse possiamo avviare, con
l'approvazione di questa finanziaria, di questa manovra, un lungo
lavoro che ha finalmente come orizzonte di riferimento l'intera
legislatura e che si pone l'obiettivo ambizioso di rimettere
ordine nei conti pubblici quale condizione indispensabile per
porre il bilancio della Regione al servizio delle politiche di
sviluppo e di crescita della nostra società e della nostra
economia.
Il dibattito svoltosi qualche settimana fa in Aula sul
DPEF è stato approfondito e ha ripercorso in maniera esauriente
il contesto e la prospettiva strategica entro cui si colloca
l'attuale manovra finanziaria. Riteniamo, dunque, di non dovere
ritornare su quei temi ma concentrare questa relazione sui
contenuti dei documenti che oggi arrivano all'esame dell'Aula.
Vediamo anzitutto le grandezze del bilancio.
Il totale generale del bilancio, valori di previsione della
competenza 2002, ammonta a circa 20.753 milioni di euro; se si
considera tale grandezza in rapporto alle previsioni del 2001, si
rileverà un incremento di oltre il 19 per cento; in effetti il
dato del 2002, oltre che dalle previsioni 2001, si discosta
significativamente anche dalle previsione 2003 e 2004 i cui
valori si riportano rispettivamente su livelli attorno a 13.400 e
a 13.500 milioni di euro; questo picco nel trend dei valori delle
previsioni 2002 è riconducibile in buona sostanza alla iscrizione
di un avanzo finanziario presunto che per il 2002 viene stimato
in oltre 5.900 milioni di euro contro i poco più di 2.000 milioni
di euro dell'anno scorso, mentre per gli anni a seguire lo stesso
non viene contabilizzato nelle previsioni triennali.
Siamo dunque di fronte a un dato particolare che costituisce
il riflesso sull'esercizio in corso dei risultati finanziari
della gestione precedente; tale avanzo deriva in buona misura da
fondi a destinazione vincolata per oltre 3.754 milioni di euro,
mentre per i restanti 2.165 milioni di euro riguarda fondi non
vincolati.
Si ricorderà che in sede di approvazione della legge di
assestamento del bilancio lo scorso autunno, su tale partita si
ritenne di adottare una linea di estrema prudenza accantonando in
un fondo disponibile la quota dell'avanzo riconducibile ad
entrate tributarie accertate ma da riscuotere negli esercizi
successivi a mezzo ruolo, proprio in ragione delle difficoltà a
rendere effettive tali entrate al di là di una certa percentuale;
una linea di indubbio rigore e di responsabilità laddove si
considera che in passato si costruivano intere manovre
finanziarie sulle "disponibilità" rivenienti dagli avanzi sui
fondi ordinari.
Si tratta di un dato per nulla secondario nel giudicare il
grado di rigore della manovra in corso: stiamo parlando di oltre
2000 milioni di euro che in altri tempo avrebbero ricevuto un ben
diverso trattamento; credo dunque sia doveroso un giusto
riconoscimento al Governo e alla Commissione bilancio per avere
dato un segnale importante e per avere proposto coerentemente un
percorso che collega alla loro effettività l'attivazione delle
risorse.
Ma, su questo terreno delle entrate, vi è un ulteriore
elemento che rende il quadro delle previsioni particolarmente
rigoroso ed è riferibile alle entrate tributarie; mi riferisco
alla nuova formulazione dell'articolo 1 della legge regionale n.
47 del 1977, introdotta lo scorso anno sulla base della quale si
sono formulate le previsioni di quest'anno e che postula che, per
le entrate erariali spettanti alla Regione, "si intendono
accertate le somme versate nelle apposite contabilità speciali o
nella cassa regionale": dunque il riferimento ad un principio di
cassa che collega le previsioni da iscrivere in bilancio al
flusso effettivo delle entrate e tende a togliere margine alle
deprecabili tentazioni di affidare alla generosità nella stima
delle entrate tributarie la quadratura del cerchio; basta del
resto guardare alle previsioni del 2002 per rendersi conto che si
tratta di dati assolutamente in linea con una proiezione del
tutto realistica dei dati effettivi degli anni precedenti; ed in
effetti nel confronto con le previsioni del 2001, mentre le
entrate correnti del 2002 rimangono praticamente immutate,
abbiamo addirittura una previsione di minore entrate finali per
circa 600 milioni di euro.
Più in dettaglio abbiamo una previsione relativa all'IRPEF
di 3.984 milioni di euro, 1.335 milioni di euro per l'IVA e 1.418
milioni di euro di entrate IRAP.
Dal confronto con le previsioni dell'anno scorso emerge
inoltre un miglioramento del risparmio pubblico anche se lo
stesso permane negativo: (-197 milioni di euro) ed una riduzione
del ricorso al mercato.
Per quello che riguarda le previsioni di cassa, abbiamo una
previsione di entrate finali per 15.590 milioni di euro ed un
totale generale delle entrate di lire 16.2820 milioni di euro.
Sul differenziale tra previsioni di cassa e di competenza ha
rilievo ancora una volta l'avanzo finanziario che attiene
precipuamente alla contabilità di competenza.
Sul totale delle spese, quelle in conto capitale
costituiscono quasi esattamente un terzo del totale delle
previsioni di competenza, ma scendono a meno di un quarto se si
fa riferimento alle previsioni di cassa; una differenza che
ovviamente riflette il diverso grado di attivazione delle due
tipologie di spesa.
Con riferimento ancora alle previsioni di cassa, su un
totale di 12.070 milioni di euro di spesa corrente, quasi 6.003
milioni è la spesa corrente della sanità: oltre il 50 per cento
del totale dunque; la quota del fondo sanitario direttamente a
carico della Regione ammonta quest'anno a 2.717 milioni di euro.
Riporto qui questi dati perchè vengano memorizzati in vista
di un certo ragionamento che svolgerò più avanti parlando di
alcune misure contenute nella finanziaria.
Il bilancio riporta poi la tranche relativa alla competenza
del 2002 dei fondi di Agenda 2000; per effetto di un'apposita
previsione normativa, è stato istituito un unico fondo nel quale
sono stati iscritti sia i trasferimenti dell'Unione europea e
dello Stato che il cofinanziamento regionale: il fondo reca una
disponibilità di competenza di complessivi 1.037 milioni di euro.
Sommando le previsioni contenute nelle due unità
previsionali di base, che recano gli stanziamenti relativi al
rimborso dei prestiti, ed agli oneri per interesse e spese
accessorie, arriviamo ad un importo che supera i 519 milioni di
euro; un dato eloquente che fotografa una condizione dei conti
pubblici che esige una inversione di tendenza, certo graduale, ma
decisa. Riteniamo di potere iscrivere la finanziaria che oggi
sottoponiamo all'Assemblea dell'Aula in questa prospettiva di
lavoro, che,l'ho detto prima, dovrà avere il giusto orizzonte
temporale e la necessaria coerenza.
Una finanziaria rigorosa ed articolata, che si misura con
problemi complessi, che introduce misure difficili ma necessarie,
che accelera i processi di razionalizzazione, che non pretende e
non vuole dire a tutti si e subito, perchè questo non è possibile
e non è compatibile con lo stato della finanza pubblica.
Vediamo, dunque, più in dettaglio, il contenuto della
finanziaria.
In primo luogo va sottolineato che è una finanziaria
perfettamente in linea con il quadro programmatico delineato dal
DPEF: i risultati differenziati riferiti al ricorso al mercato ed
al saldo netto da finanziare sono, per tutto il triennio di
riferimento, quelli fissati dal DPEF; obiettivi approvati dalla
Commisisone all'inizio della discussione, determinando così i
vincoli e gli spazi per tutta la discussione successiva sui
contenuti della stessa.
Con riferimento al quadro finanziario recato dalle tabelle,
ho già detto qualcosa sulla loro struttura. Ho anche già fatto
cenno alla scelta operata in Commissione "Bilancio", di unificare
la parte più cospicua degli accantonamenti e per le nuove
iniziative legislative, in un unico fondo collegato agli
indirizzi del DPEF; questo nella convinzione che ciò conferisce
un maggior margine di elasticità nel programmare l'attività
normativa dell'Assemblea e le priorità che emergeranno dal
confronto politico-parlamentare.
Aggiungerei un ulteriore segno importante della finanziaria
di quest'anno, che abroga legge di spesa con effetti sul
bilancio, per 12.500 milioni di euro e taglia ulteriori 10
milioni di euro di contributi erogati dalla Regione.
Nel corso dell'esame della finanziaria in Commissione si è
svolto un confronto politico molto serrato ed interessante sul
complesso delle maggiori entrate determinate dalla manovra.
Ebbene, non ho difficoltà a riconoscere che alcune preoccupazioni
espresse al riguardo sono state comuni alla maggioranza ed alla
minoranza. Mi riferisco al fatto che alcune delle principali voci
di entrata che sostanziano la manovra in finanziaria,
rappresentano entrate non ripetibili. Recupero di fondi di
rotazione, proventi dalle cessioni e dalle privatizzazioni
etc...; non possiamo ovviamente pensare di alimentare, a partire
da tali risorse, tipologie di spese che proiettano oneri
permanenti sul bilancio. Dobbiamo fare molta attenzione alla
normativa di spesa che attiveremo e che dovrà tenere conto di
tale dato strutturale delle risorse che ne sono a fondamento.
Si tratta di risorse che, per il momento, sono state
accantonate per finanziarie le nuove iniziative legislative.
Dunque, saremo ancora noi a tornare, a ragionare su queste
risorse e sulla loro utilizzazione più mirata e coerente, per il
resto, invece, abbiamo avuto il conforto anche del presidente
della regione, sul realismo dei tempi ipotizzati e la fattibilità
dei processi di trasformazione e dismissione che regolano alcune
voci di entrata.
Del resto, abbiamo voluto impegnare con la risoluzione di
maggioranza sul DPEF il Governo a riferire a breve sullo stato di
tale procedura. Proprio perchè vogliamo monitorare costantemente
l'intero processo e non solo con riferimento ai suoi effetti di
bilancio ma perchè sulla prospettiva della trasformazione degli
enti e delle dismissioni giochiamo una partita politica ed
economica fondamentale.
Risanamento e sanità Abbiamo visto prima quale sia l'ordine
di grandezza e l'ordine di incidenza della spesa sanitaria sul
bilancio regionale; composizione e responsabilità della spesa
sanitaria e dei deficit che si producono sono ormai affare della
Regione; non si può che partire dalla spesa sanitaria per
salvaguardare i conti della Regione: una spesa sanitaria fuori
controllo può travolgere qualsiasi equilibrio di bilancio.
Dobbiamo intervenire subito con misure che nell'immediato
intercettino le variabili maggiormente fuori controllo (a partire
dalla spesa farmaceutica ma non solo): certo i tichets non sono
la maniera migliore di creare consenso politico od elettorale, ma
possono costituire una dolorosa necessità. Bisogna dire con
chiarezza che l'articolo uscito dalla Commissione presenta una
formulazione equilibrata e selettiva determinando un ambito di
esenzioni e di riduzioni che pongono al riparo le fasce
economicamente più deboli. Del resto si è chiarito che quel tanto
di effetto dissuasivo che il ticket può creare ad avere spinto ad
adottare il provvedimento; è un dato di fatto che in coincidenza
con l'abolizione dei tichets con la scorsa finanziaria nazionale
la spesa farmaceutica ha conosciuto una straordinaria impennata.
Dunque misura selettiva ma opportuna ma certo non bastano i
tichets, occorrono interventi di più ampio respiro e misure di
razionalizzazione delle strutture e dei presidi che avendo
attenzione alla qualità del servizio ottimizzino comunque la
spesa e taglino ogni forma di spreco e duplicazione; misure che
favoriscano il riequilibrio economico-finanziario per le aziende
sanitarie, che pongano obiettivi precisi per i managers; insomma
bisogna che sia assolutamente chiaro il cambio di passo e di
modalità di lavoro ai quali la Regione da subito chiama dirigenti
ed operatori della sanità.
Ebbene, le disposizioni in finanziaria in materia sanitaria
si muovono proprio in questa direzione e costituiscono perciò i
contenuti tra i più importanti e qualificanti dell'intera
manovra.
Dismissioni, privatizzazioni ed accorpamenti di enti,
aziende ed istituzioni anche culturali costituiscono l'altra
grande scommessa di questa legge; naturalmente si tratta anche in
questo caso di dare corpo ad un processo complesso per il quale
come dimostra l'esperienza della legge 10 del 1999 non basta
approntare una norma; occorre fare seguire alla norma una volontà
politica e di governo conseguenti e molto determinate perchè non
sono poche le incrostazioni e le remore da superare per rendere
effettivi tali processi e non continuare a ritrovarci negli anni
con enti che la legge vorrebbe già sciolti e che invece
continuano a reclamare la propria spettanza di bilancio e gli
appannaggi per per i propri organi di amministrazione; stavolta
abbiamo introdotto formule normative a sostegno delle
trasformazioni più cogenti e posto scadenze più precise e questo,
unitamente ad una volontà politica che per la maggioranza e per
il governo è sul punto molto determinata, dovrebbe consentire di
risolvere i problemi.
In materia di dismissione e di razionalizzazione, vi è
l'enorme questione del patrimonio edilizio degli IACP. Anche qui
bisogna fare un discorso a parte perchè è vero quanto dichiarato
dalla stampa di oggi che vi sono delle anomalie nelle varie
realtà provinciali, compresa la questione Palermo. Quindi, credo
occorra trovare anche qui un modo di superare questa difficoltà e
creare una griglia che possa difendere il cittadino di Trapani
come quello di Palermo e come quello di Caltanissetta ma che il
cittadino deve fare i conti anche con le norme che il Parlamento
andrà ad approvare.
Quindi abbiamo ascoltato tutti i Presidenti degli istituti
che ci hanno rappresentato la urgenza di un intervento organico
di riforma degli istituti ed in finanziaria abbiamo introdotto
una misura che a conferma di un indirizzo condiviso, colleghi la
possibilità di risanare e quindi trasformare gli IACP alla
dismissione del patrimonio immobiliare; una apposita disposizione
prevede la proroga dei termini della legge 43 del 1994 fissando i
prezzi per i riscatti ed abrogando le inutili e costose
Commissioni per l'assegnazione degli alloggi, i cui costi pesano
sui bilanci disastrati degli IACP, per adempimenti che possono
essere disimpegnati altrimenti più economicamente e più
velocemente.
Qualche parola sul cosiddetto 'tributo ambientale'; in
Commissione, come è noto, abbiamo registrato opinioni
differenziate sulla opportunità di introdurre tale fattispecie.
Ricordo che ad esso si collega una previsione di entrata annua
(strutturale dunque) di circa 125 milioni di euro. Tuttavia il
dibattito in Commissione ha chiarito a sufficienza due aspetti
che qui voglio ribadire; il primo riguarda il fatto che
l'assoggettamento al tributo interessa esclusivamente i
proprietari della condotta principale classificata di prima
specie, con esclusione quindi di ogni struttura derivata al
servizio di comuni, di aree industriali o quant'altro; l'altra
questione riguarda il fatto che il meccanismo di determinazione
del prezzo del metano è tale da escludere effetti direttamente
indotti dal tributo che possono riguardare la realtà regionale.
Vi è stata molta eco anche sulla stampa sul tema della
previdenza dei dipendenti regionali; si è detto tutto quello che
c'era da dire sui motivi che hanno indotto a rivedere il
meccanismo di fuoriuscita previsto dall'articolo 39 della legge
regionale n. 10 del 2000; naturalmente si tratta di una
questione di primaria importanza e che ha rilevanti implicazioni
anche di ordine finanziario, ma si è trascurato di dire che il
testo uscito dalla Commissione finalmente si misura con un tema
ben più strategico: la necessità di reimpostare su basi nuove
l'equilibrio finanziario del regime pensionistico e previdenziale
dell'Amministrazione regionale.
Importanti misure di razionalizzazione riguardano la
possibilità per le amministrazioni pubbliche, comprese le aziende
sanitarie, di realizzare economie di gestione mediante
l'affidamento all'esterno di taluni servizi, mediante l'adesione
al circuito nazionale degli acquisti; viene potenziata l'attività
di vigilanza e controllo sulle contabilità e bilanci degli enti.
Una sottolineatura merita la disposizione che consente
all'Assessore ai Beni culturali di impostare importanti
iniziative e collaborazioni con altre amministrazioni pubbliche
oltre che con i privati, finalizzate alla valorizzazione del
patrimonio culturale; altrettanto importante è avere trovato, pur
nel quadro di una manovra molto rigida, lo spazio finanziario per
l'intero triennio 2002-2004 per garantire i servizi di fruizione
e custodia dei beni culturali.
Importanti disposizioni disciplinano la razionalizzazione
della rete di distribuzione dei carburanti.
Abbiamo discusso a lungo in Commissione sulla proposta
pervenuta dalla III Commissione di una riduzione dell'1 per cento
dell'IRAP in Sicilia. Una proposta che abbiamo giudicato
importante e che non intendiamo far cadere; il tema della
fiscalità differenziata è questione importantissima che riteniamo
di dover affrontare organicamente in Commissione subito dopo il
bilancio sulla scorta di un testo di legge che abbiamo già in
esame; sarà necessario approfondirne le implicazioni e i costi
finanziari connessi. Nel testo in esame si è ritenuto tuttavia
importante introdurre una disposizione che segnasse un avvio di
tale ragionamento e desse un segnale importante di una volontà
politica a procedere in tale direzione, pur rimanendo in questa
fase entro i limiti di un equilibrio che è quello segnato dai
vincoli di questa finanziaria. Abbiamo previsto una riduzione
dell'aliquota IRAP dello 0,25 per cento per le piccole e medie
imprese, la esenzione dall'imposta delle associazioni di
promozione sociale e delle cooperative sociali, e, di converso,
un incremento dell'1 per cento a carico di banche, società
finanziarie ed imprese di raffinazione operanti in Sicilia.
Torneremo dunque presto sull'argomento con una ipotesi più
complessiva.
Per quanto la relazione si sforzi di essere più dettagliata
ed analitica possibile sui contenuti della finanziaria, si tenga
presente che siamo di fronte ad una legge che, pur mantenendo il
perimetro che la Presidenza dell'Assemblea ha individuato con lo
stralcio iniziale, regola ed interviene su tantissimi aspetti e
settori della realtà regionale; nel corso della discussione
certamente avrò la possibilità e ci sarà la necessità di dovere
intervenire su punti specifici che il dibattito attenzionerà.
Per concludere in questa fase faccio un riferimento al
problema del fondo per i trasferimenti agli enti locali. E' un
tema che ha avuto grande spazio nei lavori della Commissione;
abbiamo ascoltato ANCI ed Unione delle Province; tutti quanti
condividiamo la necessità che ci è stata rappresentata dalle
associazione di garantire al sistema delle autonomie locali
certezza di risorse e dei tempi di erogazione delle stesse. Al
tempo stesso è emersa la necessità che tutti i livelli
istituzionali partecipino di questo grande sforzo di rigore e di
risanamento che ci impone la difficile situazione finanziaria
della regione ma alla quale ci obbligano i vincoli connessi
al patto di stabilità interno. Dobbiamo muoverci responsabilmente
entro questi limiti per garantire un ordinato svolgersi della
vita istituzione a tutti i livelli; il Governo ha prospettato una
manovra che prevede di integrare lo stanziamento di bilancio in
favori di comuni e province, attivando una iniziativa politica
per recuperare le anticipazioni della regione sul cosiddetto
decreto Goria. Si tratta di una questione annosa dai contorni
giuridici problematici che conosciamo fin troppo bene per doverci
dilungare ulteriormente su di esso; tuttavia prendiamo atto
positivamente della volontà del Governo di volersi attivare ed
impegnare per avere riconosciuta una pretesa della Regione,
ritenendo lo stesso Governo che vi possano essere oggi
condizioni, siano esse politiche siano esse giuridiche, perché
questo tentativo venga comunque fatto. Quello che è importante
però è l'impegno che è stato dell'Assessore per il Bilancio ma
anche del Presidente della Regione a tornare a considerare la
questione della quantificazione del fondo alle autonomie, alla
luce delle evoluzioni possibili che nei prossimi mesi avrà questa
trattativa con lo Stato, anche nella ipotesi di risposte nulle,
parziali o inadeguate.
Onorevoli colleghi, credo di poter concludere questa
relazione raccomandando all'Aula l'approvazione di un bilancio e
di una finanziaria frutto di scelte difficili ma ben ponderate e
finalizzate al bene comune. Su di essi abbiamo fatto in
Commissione veramente un buon lavoro, per la qual cosa devo
ringraziare e dare merito a tutti i componenti senza distinzione
politica. Un confronto a volte aspro ma sempre costruttivo e che
spesso ci ha portato ad individuare concordemente soluzioni
importanti e condivise; cito per tutti il ripristino del fondo
per la polizia municipale sul quale si è travata la possibilità
di recuperare le somme per appostare lo stanziamento. Al Governo
va dato atto di avere portato avanti la propria impostazione
improntata al rigore ed alla coerenza senza, però, negarsi al
confronto ed accettando il dialogo e, dove necessari, i
contributi che sono venuti nel corso dell'esame.
Per altre questioni affrontate in Commissione si è ritenuto
di dovere procedere ad approfondimenti con l'impegno a verificare
la possibilità di risolverli nel corso della discussione in Aula;
mi riferisco alla necessità di riformulare od integrare alcuni
articoli, mi riferisco al problema del finanziamento
dell'agricoltura biologica, della legge sul risanamento di
Messina. Siamo certi che, così come in Commissione, anche in Aula
si potrà determinare un clima costruttivo di confronto che ci
consenta di completare l'esame in corso e licenziare un bilancio
in tempi strettissimi, considerato che abbiamo già superato anche
i termini di vigenza dell'esercizio provvisorio.
Infine, un grande ringraziamento va a tutti coloro che
hanno partecipato all'elaborazione di questa manovra ed in
particolare - l'ho già detto prima - alla Commissione "Bilancio",
a tutti i componenti della maggioranza e della minoranza per la
serietà, per la capacità che hanno avuto e dimostrato e per il
lavoro che hanno svolto. Debbo, però, ringraziare anche lo staff
dell'Assessore al Bilancio, il direttore Di Vita, il dottore
Emanuele, la dottoressa Valli, il dottore Pizzu, il dottore
Mancuso, la dottoressa Patti, la dottoressa Tornabene, come pure
debbo ringraziare i miei più stretti collaboratori che sono qui
presenti: il dottore Di Gregorio puntuale, preciso e prezioso in
tutti i momenti dell'attività della Commissione, il dottore
Palmeri, anche lui che ha seguito il grande dibattito e
registrato i momenti salienti della Commissione e la dottoressa
Ruffino che ha, in un certo senso, tallonato la Commissione ed è
stata a supporto ed a sostegno in maniera valida e positiva.
Quindi, un grazie a tutti voi e spero che il Parlamento, possa
anch'esso fare la sua parte.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per consentire al relatore di
minoranza di affinare la relazione, rinvio la seduta alle ore
16.30 di oggi.
Onorevole Croce, nelle more, insieme ai suoi uffici, sarebbe
opportuno che rivedesse, collazionasse il testo del disegno di
legge distribuito perché sono stati registrati alcuni errori di
battitura, relativamente soprattutto alle indicazioni ed ai
riferimenti normativi; quindi sarebbe il caso, nel frattempo, di
verificare tali aspetti per consentire all'Aula di affrontare al
meglio il dibattito.
Presidenza del vicepresidente Fleres
SULL'ORDINE DEI LAVORI
CINTOLA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei capire
in che modo la Presidenza intenda procedere.
La relazione svolta dal Presidente della Commissione è stata
abbondantemente lunga, ben articolata, ho avuto il piacere di
ascoltarla, però non comprendo la motivazione con la quale lei
rinvia la seduta alle ore 16.30, essendo già giunti alle ore
12.45, per la relazione di minoranza che, peraltro, ritengo sia
pronta e se intendono svolgerla possono farlo...
SPEZIALE. Ma stasera finiamo comunque
CINTOLA. Lo so, ma serve per dare più spazi, più possibilità
di interventi e per cercare di evitare che la Presidenza assuma
spesso e volentieri, senza sentire neppure i Presidente dei
gruppi parlamentari, l'iniziativa di condurre i lavori d'Aula in
un modo che personalmente ritengo producente, ma un minimo di
consultazione, anche con coloro i quali hanno il diritto-dovere
di essere in Aula e di prospettare esigenze assumendo i
conseguenziali atteggiamenti, ritengo sia indispensabile per
l'avvenire.
Accetto ciò che lei ha detto e non intendo contraddirla,
però, nello stesso tempo ritengo sia opportuno che anche per la
conduzione dei lavori si prendano in esame i suggerimenti che da
parte di ciascuno di noi possono essere avanzati.
PRESIDENTE. Onorevole Cintola, lei ha perfettamente ragione ma
avendo riscontrato che esisteva questa esigenza e, peraltro,
essendo un quarto all'una non credo che, interpretando anche la
sua volontà, ci fossero soluzioni diverse, dato che la relazione
di minoranza aveva bisogno di essere ulteriormente affinata come
lo stesso relatore di minoranza aveva fatto presente.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata ad oggi, mercoledì
6 marzo 2002, alle ore 16.30 con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:
N. 93 - Riconoscimento della qualità di Ente di formazione
all'associazione "Libera", degli onorevoli Ferro, Orlando,
Morinello, Raiti.
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2002 e bilancio pluriennale per il triennio
2002-2004." (NN. 297-299/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on.le Antonino Croce
Relatore di minoranza: on.le Angelo Capodicasa
2) "Legge finanziaria 2002" (N. 298 - Stralcio II/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on.le Antonino Croce
Relatore di minoranza: on.le Angelo Capodicasa
La seduta è tolta alle ore 12.45.