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Resoconto d'Aula della Seduta n. 37 di mercoledì 06 marzo 2002
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   Presidenza del vicepresidente Fleres


    La seduta è aperta alle ore 10.33.

     BURGARETTA APARO , segretario, dà lettura del processo verbale
  della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, s'intende
  approvato.

                       ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE. Comunico che  sono  state  presentate  le seguenti
  interrogazioni:

    - con richiesta di risposta orale                                   1

    N.  473  -  Ispezione  presso l'ospedale 'Nagar' di Pantelleria
    (TP).
    - Presidente Regione
    - Assessore Sanità
      Firmatario: Oddo Camillo

    N. 474  -  Verifica  dell'operato del Comune di Custonaci circa
  l'ampliamento  della zona artigianale.
    -  Assessore  Cooperazione
    -  Assessore Territorio
       Firmatario: Oddo Camillo

    N. 475  - Iniziative per il rifornimento idrico delle industrie
  marmifere di Custonaci (TP).
    - Assessore Industria
    - Assessore Lavori Pubblici
      Firmatario: Oddo Camillo

      - con richiesta di risposta scritta                               1

    N. 476  - Motivi della mancata emanazione dei decreti attuativi
  previsti   dalla   legge   regionale   n.   6   del  2000 recante
  provvedimenti  per  l'autonomia  delle istituzioni scolastiche.
    - Presidente  Regione
    - Assessore  Beni  Culturali
    Firmatari:    Barbagallo   Giovanni;   Genovese   Francantonio;
    Gurrieri  Sebastiano;  Tumino Carmelo;  Zangara  Andrea;  Raiti
    Salvatore

       Avverto,  ai   sensi   dell'articolo   127,   comma  9,  del
  Regolamento interno, che  nel corso della seduta potrà procedersi
  a votazioni mediante sistema elettronico.

       Constatata l'assenza del  Governo  e  della  Commissione, la
  seduta è rinviata di un'ora.

    (la seduta, sospesa alle ore 10.38, è ripresa alle ore 10.52)

       La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    RINVIO  DELLA  DETERMINAZIONE  DELLA  DATA  DI  DISCUSSIONE  DI
    MOZIONE

     PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi,  il  punto II dell'ordine del
  giorno: Lettura, ai sensi e  per  gli  effetti degli articoli 83,
  lettera d), e 153 del  Regolamento  interno, della mozione n.  93
  "Riconoscimento   della    qualità    di   Ente   di   formazione
  all'associazione  'Libera'",   degli  onorevoli  Ferro  Giovanni,
  Orlando  Leoluca,   Morinello   Salvatore,   Raiti  Salvatore,  è
  rinviato.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    DISCUSSIONE  DEL DISEGNO DI LEGGE  N.  297-299/A  "BILANCIO  DI
    PREVISIONE   DELLA REGIONE  SICILIANA  PER  L'ANNO  FINANZIARIO
    2002  E  BILANCIO PLURIENNALE PER IL TRIENNIO 2002-2004", E DEL
    DISEGNO DI LEGGE N. 298-STRALCIO II/A "LEGGE FINANZIARIA 2002"

     PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto  all'ordine del giorno:
  Discussione di disegni di legge.
       Si procede con  la discussione generale del disegno di legge
  numero 297-299/A  "Bilancio di previsione della Regione siciliana
  per  l'anno  finanziario  2002  e  bilancio  pluriennale  per  il
  triennio 2002-2004", e del disegno  di  legge numero 298-Stralcio
  II/A "Legge finanziaria 2002".
       Invito   i  componenti  la  II  Commissione,  'Bilancio',  a
  prendere posto nel relativo banco.
       Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Croce per svolgere la
  relazione di maggioranza.

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Signor Presidente,  onorevoli colleghi, questa mattina tratteremo
  il bilancio e la Finanziaria  e,  quindi,  tocca  a  me  fare  la
  relazione  nella   qualità   di   Presidente   della  Commissione
  'Bilancio'.
       Dividerò in diverse  parti  la relazione: una parte tecnica,
  una  parte organizzativa,  una  parte  programmatica,  una  parte
  politica, quindi cercherò di  mettere  insieme tutto il valore di
  questa  manovra  che oggi  presenteremo  all'Aula  e  a  tutti  i
  Parlamentari.
       Con l'entrata a regime delle modifiche della normativa sulla
  contabilità, introdotte dall'articolo 52 della legge regionale n.
  6  del  2001,  delle  previsioni  dell'articolo  76 del testo del
  disegno  di  legge  che  abbiamo all'esame, oltre che per effetto
  della legge  regionale n.  10 del 2000, presentano anche sotto il
  profilo  della  loro struttura e dei loro contenuti significative
  differenze  rispetto  alla  struttura  dei  documenti  sui  quali
  abbiamo  condotto  l'esame  negli  anni  passati.  Differenze che
  avranno,  come  vedremo, conseguenze rilevanti non solo sul piano
  della   procedura  ma  dello  stesso  contenuto  della  decisione
  parlamentare.
       A partire dall'esercizio  finanziario  2002  il  bilancio di
  previsione della Regione, per effetto  delle  riforme di cui si è
  detto,    viene    organizzato    nell'ambito    delle    diverse
  amministrazioni, per centri  di  responsabilità che corrispondono
  ai dipartimenti regionali ed  altri  uffici  cui  è  affidata  la
  relativa gestione.
       Questi ultimi espongono al  loro  interno  entrate  e  spese
  distinte per titoli, aggregati economici ed unità previsionali di
  base. Oggetto della decisione  parlamentare sono appunto le unità
  previsionali di base sulle quali si esprime il voto parlamentare,
  alle quali vanno riferite  le  proposte  di  modifica  nel  corso
  dell'esame.
       I  capitoli  in  cui   le  unità  previsionali  di  base  si
  articolano a loro volta  sono  riportati  in un apposito allegato
  tecnico al bilancio ed esposti per finalità conoscitive.
       Sarà  l'Assessore  per il  bilancio,  sia  pure  sulla  base
  dell'allegato  tecnico,  contestualmente  all'entrata  in  vigore
  della  legge  di  bilancio,   dunque  dopo  la  sua  approvazione
  parlamentare,  ad  articolare   con   proprio  decreto  le  unità
  previsionali di base in capitoli  per le finalità connesse con la
  gestione della spesa e con la rendicontazione.
       Quindi, dall'esame del  bilancio  per capitoli che rimangono
  comunque riferimento per  la  gestione amministrativa della spesa
  si passa all'esame per unità previsionali di base che costituisce
  il riferimento della decisione politico-parlamentare.
       Quali  sono  gli  obiettivi  che  ha  voluto  perseguire  la
  riforma?
       Anzitutto cercare di rendere il bilancio più intelligibile e
  trasparente nella fase in cui deve essere discusso ed approvato e
  renderlo più flessibile nella fase della sua gestione.
       Il bilancio, così come si presentava a noi, sotto il profilo
  strutturale, costituiva il combinato di esigenze tra loro diverse
  quando non configgenti, esigenze  di  raccordo e di comparabilità
  con la contabilità nazionale,  esigenze  connesse con la gestione
  amministrativa  della spesa e  delle  voci  di  entrata,  con  il
  controllo,  esigenze  di   raccordo  con  altre  strumenti  della
  programmazione finanziaria,  esigenze  conoscitive  connesse alla
  decisione parlamentare.
       Da tutto ciò  derivava  un'indubbia complessità e disarmonia
  della struttura del  bilancio,  migliaia di capitoli disomogenei,
  un eccesso di analiticità,  una  ridondanza  di microfinalità che
  rendevano problematica una  lettura  per  aggregati significativi
  degli indirizzi di spesa sottesi alle previsioni.
       La riforma segna essenzialmente il superamento ai fini della
  deliberazione  parlamentare  del  bilancio  basato  sui  capitoli
  intesi come unità elementare  e  dunque  come stadio ultimo della
  disaggregazione degli stanziamenti;  capitoli  che nel momento in
  cui  formavano   oggetto   dell'autorizzazione  parlamentare,  in
  rapporto alla destinazione della spesa risultavano immodificabili
  per via amministrativa, il  che  conferiva  una notevole rigidità
  alla struttura del bilancio nella fase gestionale.
       Oggi, invece, la proposta  di  bilancio,  da sottoporre alla
  discussione  ed   approvazione  parlamentare,  viene  organizzata
  attorno ad un numero di  voci più limitate. Un documento che, nel
  luogo delle migliaia di  capitoli  di  spesa costituenti ciascuno
  specifico  oggetto di  autorizzazione  legislativa,  contiene  un
  aggregato  di voci  significative  che  esprimono  gli  obiettivi
  dell'azione  pubblica ed  indicano  i  centri  di  responsabilità
  gestionale degli stessi.
       L'autorizzazione  legislativa riguarda le unità previsionali
  di base affidando  alla fase della gestione del bilancio maggiori
  opportunità di correggere  ed  adeguare  le  previsioni di spesa.
  Dunque al Parlamento  l'attenzione sui grandi obiettivi di spesa,
  al governo un  maggiore  grado  di  libertà  nell'aggiustare alle
  effettive esigenze, nel  corso  della  gestione, le previsioni di
  spesa.
       Nel momento in  cui  oggetto  dell'approvazione  legislativa
  preventiva diventano non più  i capitoli ma le unità previsionali
  di base ci si dovrebbe attendere che il Parlamento ponga maggiore
  cura nel valorizzare momenti  diversi di attenzione sul bilancio,
  recuperando spazio e valenza politica all'attività di controllo e
  monitoraggio  sulla  gestione   finanziaria;   una   cultura  del
  bilancio diversa, che ponga  finalmente  attenzione ai momenti di
  verifica sulla gestione, sui risultati e sui consuntivi.
       Chiunque  abbia  un   minimo   di   esperienza  di  attività
  parlamentare  comprende  che stiamo  parlando  di  una  svolta  a
  360 gradi;  la  vita  del  Parlamento,  infatti,  conosce bene il
  bilancio  di  previsione,  al  quale  vengono  dedicati  tempi ed
  energie ingenti,  ma  sconosce  quasi  del  tutto  il  lavoro sui
  consuntivi e  sui risultati, ai quali vengono dedicate nicchie di
  attività,  nella pressoché  totale disattenzione.  Ma svolgere il
  controllo  in  maniera adeguata significa anzitutto assicurare al
  Parlamento un flusso tempestivo di dati ed informazioni: questo è
  un profilo  per  il  quale  siamo  assolutamente in difetto e che
  andrà colmato.
       Controllo, ovviamente, non è solo il rendiconto. Il problema
  che appare determinante oggi è  il fatto che il bilancio descrive
  e  riporta  analiticamente   solo  una  parte  della  complessiva
  politica di spesa della Regione;  non  che il problema sia nuovo,
  ma  certamente  esso acquista  oggi  dimensione  e  connotati  di
  primario rilievo che  vanno  portati  al  centro  dell'attenzione
  politica. Una riforma del  bilancio  che  non  affronti, anche in
  termini di sistematica, il  problema  del  raccordo  tra bilancio
  "ordinario"  e  finanza   extraregionale   sarebbe   una  riforma
  incompleta, che trascurerebbe il tema centrale di questi anni: in
  questa direzione qualcosa si è  fatto  ma  siamo  ai primi passi;
  bisognerà sicuramente ritornare su tale tema.
       L'altra novità importante  introdotta dalla riforma riguarda
  l'introduzione del bilancio di  cassa.  Da quest'anno il bilancio
  espone anche le previsioni  di  cassa consentendo così la lettura
  dei  flussi  finanziari   effettivi   del   bilancio  accanto  al
  necessario riferimento di  competenza  che  inerisce  al  profilo
  giuridico-autorizzatorio delle previsioni di entrate e di spesa.
       Ma è la stessa  legge  finanziaria  quest'anno  a presentare
  novità  importanti  che  ne   hanno  modificato  la  struttura  e
  arricchito i contenuti. Si  sarà  notato  che le tabelle allegate
  alla  legge hanno una  diversa  e  ben  più  ampia  articolazione
  nell'ottica di fare della  finanziaria  sempre  più  lo strumento
  effettivo delle manovre di  bilancio, portando in essa tutti quei
  contenuti  non  strettamente   riconducibili  al  concetto  della
  legislazione  vigente  ovvero   alla   dinamica  tendenziale  del
  bilancio;   nuovi  contenuti   ma   anche   un   diverso   rigore
  nell'ammettere in finanziaria le diverse materie.
       Anzitutto  una  nuova  e   più  rigorosa  filosofia  per  il
  rifinanziamento delle leggi di  spesa,  la  cosiddetta tabella C:
  solo  spese in  conto  capitale,  già  finanziate  nell'esercizio
  precedente e rifinanziabili per un solo anno; estrema selettività
  e rigore per le spese recate dall'articolato; rideterminazione in
  finanziaria di tutti i  contributi  a  qualsiasi  titolo  erogati
  dalla Regione, per  poterli  quantificare annualmente valutandone
  la compatibilità con le  disponibilità e gli equilibri finanziari
  di bilancio; si è cominciato poi  un  percorso che mira a portare
  in finanziaria tutte quelle  quantificazioni  che la normativa di
  spesa rinvia alla manovra di bilancio; anche questo è un elemento
  di  trasparenza  che  vuole  fare  emergere  ed  evidenziare  con
  immediatezza  il  costo connesso  a  tali  meccanismi  di  spesa,
  consentendo di esporre i  relativi  oneri in una apposita tabella
  collegandoli alle esigenze di specifica copertura che riguarda la
  legge  finanziaria  nel  suo  complesso   e   che  da  quest'anno
  acquisisce  una  puntualizzazione  più  precisa  anche  sotto  il
  profilo  giuridico-formale  con  la   tabella   riassuntiva   che
  acquisisce  la  configurazione  di  riferimento  della  copertura
  finanziaria  delle  nuove  spese  oltre   che   che  elemento  di
  collegamento  con  il  bilancio   per   l'effetto  sui  risultati
  differenziali. Abbiamo poi introdotto in finanziaria una apposita
  tabella che recherà i finanziamenti della  l.r.  n.  32/2000; una
  normativa che ha riordinato  complessivamente  l'intervento della
  Regione nei settori produttivi e che  allora abbiamo varato senza
  una  dotazione  finanziaria,  problema   che   venne  rinviato  a
  successivi  provvedimenti da adottare man  mano  che  le  singole
  discipline  fossero  divenute  operative;   la   possibilità   di
  collocare  oggi  tali  finanziamenti   in   un   unico   contesto
  autorizzativo è certamente elemento anche questo di trasparenza e
  di  possibilità  di  riscontro   dell'impegno  finanziario  della
  Regione per i settori produttivi.
       Al  riguardo  debbo  aggiungere   per  completezza,  che  le
  difficoltà che caratterizzano la manovra di quest'anno hanno reso
  difficile  dare  risposte  quantitativamente   adeguate  su  tale
  terreno; rispetto alle proposte  di  finanziamento  delle  misure
  della l.r. 32/2000 che ci sono  pervenute  dalla  III Commissione
  abbiamo dato seguito ad alcune di tali misure, ci siamo riservati
  ulteriori approfondimenti per l'Aula ed in  tutti  i  casi  vi  è
  l'impegno,   in  relazione  alle  manovre   di   spesa   che   si
  appronteranno dopo l'approvazione degli  strumenti  finanziari  e
  per  le  quali  abbiamo provveduto  ad  accantonare  le  relative
  risorse, a dare certamente priorità  agli  interventi  a sostegno
  dei settori produttivi.
       Quest'ultimo  richiamo  al parere della Commissione attività
  produttive offre  lo  spunto  per  sottolineare  il metodo che ha
  caratterizzato  l'esame  in  Commissione bilancio improntato alla
  massima  valorizzazione  del  confronto con le altre Commissioni;
  un  aspetto qualificante del lavoro istruttorio svolto sui testi,
  non  solo  attenzione ed approfondimento dei pareri trasmessi, al
  di   là   delle   decisioni  sul  merito  e  sulla  compatibilità
  finanziaria degli stessi, ma anche attenzione ai singoli relatori
  che   hanno  avuto  spazio  e  possibilità  di  rappresentare  in
  Commissione  bilancio  il  lavoro  svolto  fornendoci elementi di
  valutazione   sul   merito  dello  stesso.
       Ulteriori  importanti  elementi  di  valutazione sono venuti
  anche dal  programma di audizioni svolte, che in molti casi hanno
  consentito   alla  Commissione  di  correggere  ed  integrare  le
  previsioni   normative,   originariamente  contenute  nel  testo.
       Insomma   un   lavoro   istruttorio  che,  al  di  là  della
  fisiologica  tensione  politica  che  ne ha caratterizzato alcuni
  momenti, si  è  svolto  in  maniera approfondita, attenta e nella
  valorizzazione del  contributo  di tutti, da quello del governo a
  quello  di tutti i componenti della Commissione senza distinzione
  tra maggioranza e minoranza.
       Naturalmente  rimane  il  rammarico  di  una discussione sui
  documenti  finanziari, ancora  una  volta,  dopo  essere  ricorsi
  all'esercizio  provvisorio:  in  realtà tutto il calendario degli
  adempimenti   in   questo  avvio  di  legislatura  ha  subito  un
  effetto-ritardo  riconducibile  ad  elementi eccezionali, per cui
  siamo pienamente  fiduciosi  che  anche per questo aspetto non ci
  dovrebbe essere  un  seguito:  lo  stesso governo, lo ha fatto in
  Commissione e lo potrà ribadire in Aula, è pienamente impegnato a
  contribuire per  parte sua a riportare a fisiologia anche i tempi
  di esame  e di approvazione dei documenti di bilancio.
       Ma  questa prima finanziaria della nuova legislatura è anche
  quella nella quale la Presidenza dell'Assemblea ha voluto dare un
  segnale   non   solo  ineccepibile  sotto  il  profilo  giuridico
  procedurale,   ma  altrettanto  importante  per  le  implicazioni
  sostanziali che le decisioni assunte avranno per il prosieguo dei
  lavori e per i prossimi anni;  nel nostro sistema, la finanziaria
  è uno strumento importante di definizione dei conti finanziari, a
  condizione  che  essa  mantenga  però una sua struttura giuridica
  fondamentalmente collegata al bilancio e gestibile nei contenuti;
  in  caso  contrario  diventa  ingovernabile e capace di diventare
  elemento  di  remora  e  ritardare  la  stessa  approvazione  del
  bilancio;  ebbene,  il  messaggio  venuto dalla Presidenza con lo
  stralcio  operato sull'originario testo credo che abbia precisato
  in  maniera  inequivoca  per  l'oggi  e  per  il  domani, che  la
  finanziaria  deve  mantenere  una struttura rigorosa senza cedere
  alla  tentazione  di  doverla caricare di ogni problema normativo
  irrisolto.
       Sulla   base   di   queste  premesse  possiamo  avviare, con
  l'approvazione di questa finanziaria, di questa manovra, un lungo
  lavoro  che  ha finalmente come orizzonte di riferimento l'intera
  legislatura  e  che  si  pone  l'obiettivo ambizioso di rimettere
  ordine  nei  conti  pubblici  quale condizione indispensabile per
  porre il  bilancio  della  Regione al servizio delle politiche di
  sviluppo e  di  crescita  della  nostra  società  e  della nostra
  economia.
       Il  dibattito svoltosi qualche  settimana  fa  in  Aula  sul
  DPEF è  stato  approfondito e ha ripercorso in maniera esauriente
  il contesto  e  la  prospettiva  strategica  entro cui si colloca
  l'attuale  manovra  finanziaria. Riteniamo, dunque, di non dovere
  ritornare  su  quei  temi  ma  concentrare  questa  relazione sui
  contenuti dei documenti che oggi arrivano all'esame dell'Aula.
       Vediamo anzitutto le grandezze del bilancio.
       Il totale generale del  bilancio, valori di previsione della
  competenza 2002, ammonta a circa  20.753  milioni  di euro; se si
  considera tale grandezza in rapporto alle previsioni del 2001, si
  rileverà un  incremento  di oltre il 19 per cento;  in effetti il
  dato del  2002,  oltre  che  dalle  previsioni  2001, si discosta
  significativamente  anche  dalle  previsione  2003  e  2004 i cui
  valori si riportano rispettivamente su livelli attorno a 13.400 e
  a 13.500 milioni di euro; questo picco nel trend dei valori delle
  previsioni 2002 è riconducibile in buona sostanza alla iscrizione
  di un  avanzo  finanziario presunto che per il 2002 viene stimato
  in oltre 5.900 milioni di euro contro i poco più di 2.000 milioni
  di euro dell'anno scorso, mentre per gli anni a seguire lo stesso
  non viene contabilizzato nelle previsioni triennali.
       Siamo dunque di fronte a un dato particolare che costituisce
  il  riflesso  sull'esercizio  in  corso  dei risultati finanziari
  della gestione  precedente; tale avanzo deriva in buona misura da
  fondi a  destinazione  vincolata per oltre 3.754 milioni di euro,
  mentre per  i  restanti  2.165 milioni di euro riguarda fondi non
  vincolati.
       Si ricorderà  che  in  sede  di  approvazione della legge di
  assestamento del  bilancio  lo scorso autunno, su tale partita si
  ritenne di adottare una linea di estrema prudenza accantonando in
  un  fondo  disponibile  la  quota  dell'avanzo  riconducibile  ad
  entrate  tributarie  accertate  ma  da  riscuotere negli esercizi
  successivi a  mezzo  ruolo, proprio in ragione delle difficoltà a
  rendere effettive tali entrate al di là di una certa percentuale;
  una linea  di  indubbio  rigore  e  di  responsabilità laddove si
  considera   che   in   passato   si  costruivano  intere  manovre
  finanziarie  sulle  "disponibilità"  rivenienti  dagli avanzi sui
  fondi ordinari.
       Si  tratta  di un dato per nulla secondario nel giudicare il
  grado di  rigore della manovra in corso: stiamo parlando di oltre
  2000 milioni di euro che in altri tempo avrebbero ricevuto un ben
  diverso   trattamento;   credo  dunque  sia  doveroso  un  giusto
  riconoscimento  al  Governo e alla Commissione bilancio per avere
  dato un  segnale importante e per avere proposto coerentemente un
  percorso  che  collega  alla loro effettività l'attivazione delle
  risorse.
       Ma, su  questo  terreno  delle  entrate, vi  è  un ulteriore
  elemento  che  rende  il  quadro delle previsioni particolarmente
  rigoroso  ed  è  riferibile alle entrate tributarie; mi riferisco
  alla  nuova formulazione dell'articolo 1 della legge regionale n.
  47 del  1977, introdotta lo scorso anno sulla base della quale si
  sono formulate le previsioni di quest'anno e che postula che, per
  le   entrate  erariali  spettanti  alla  Regione,  "si  intendono
  accertate  le somme versate nelle apposite contabilità speciali o
  nella cassa  regionale": dunque il riferimento ad un principio di
  cassa che  collega  le  previsioni  da  iscrivere  in bilancio al
  flusso effettivo  delle  entrate  e tende a togliere margine alle
  deprecabili  tentazioni  di  affidare alla generosità nella stima
  delle  entrate  tributarie  la  quadratura del cerchio; basta del
  resto guardare alle previsioni del 2002 per rendersi conto che si
  tratta di  dati  assolutamente  in  linea  con una proiezione del
  tutto realistica  dei dati effettivi degli anni precedenti; ed in
  effetti nel  confronto  con  le  previsioni  del  2001, mentre le
  entrate   correnti  del  2002  rimangono  praticamente  immutate,
  abbiamo  addirittura  una previsione di minore entrate finali per
  circa  600   milioni  di  euro.
       Più  in  dettaglio abbiamo una previsione relativa all'IRPEF
  di 3.984 milioni di euro, 1.335 milioni di euro per l'IVA e 1.418
  milioni di euro di entrate IRAP.
       Dal  confronto  con  le  previsioni  dell'anno scorso emerge
  inoltre  un  miglioramento  del  risparmio  pubblico  anche se lo
  stesso permane  negativo: (-197 milioni di euro) ed una riduzione
  del ricorso al mercato.
       Per quello  che riguarda le previsioni di cassa, abbiamo una
  previsione di  entrate  finali  per  15.590 milioni di euro ed un
  totale generale  delle  entrate  di lire 16.2820 milioni di euro.
  Sul differenziale  tra  previsioni  di  cassa  e di competenza ha
  rilievo   ancora  una  volta  l'avanzo  finanziario  che  attiene
  precipuamente  alla  contabilità  di competenza.
       Sul   totale   delle   spese,   quelle   in  conto  capitale
  costituiscono   quasi  esattamente  un  terzo  del  totale  delle
  previsioni di  competenza,  ma scendono a meno di un quarto se si
  fa  riferimento  alle  previsioni  di  cassa;  una differenza che
  ovviamente  riflette  il  diverso  grado di attivazione delle due
  tipologie di spesa.
       Con  riferimento  ancora  alle  previsioni  di  cassa, su un
  totale  di  12.070 milioni di euro di spesa corrente, quasi 6.003
  milioni è  la  spesa corrente della sanità: oltre il 50 per cento
  del totale  dunque;  la  quota del fondo sanitario direttamente a
  carico della  Regione ammonta quest'anno a 2.717 milioni di euro.
       Riporto  qui questi dati perchè vengano memorizzati in vista
  di un  certo  ragionamento  che  svolgerò  più avanti parlando di
  alcune  misure  contenute nella finanziaria.
       Il  bilancio riporta poi la tranche relativa alla competenza
  del 2002  dei  fondi  di  Agenda 2000; per effetto di un'apposita
  previsione normativa,  è stato istituito un unico fondo nel quale
  sono  stati  iscritti  sia  i trasferimenti dell'Unione europea e
  dello Stato  che  il cofinanziamento regionale: il fondo reca una
  disponibilità di competenza di complessivi 1.037 milioni di euro.
       Sommando   le   previsioni   contenute   nelle   due   unità
  previsionali  di  base,  che  recano gli stanziamenti relativi al
  rimborso dei  prestiti,  ed  agli  oneri  per  interesse  e spese
  accessorie, arriviamo  ad  un importo che supera i 519 milioni di
  euro; un  dato  eloquente  che fotografa una condizione dei conti
  pubblici che esige una inversione di tendenza, certo graduale, ma
  decisa.  Riteniamo  di  potere  iscrivere la finanziaria che oggi
  sottoponiamo  all'Assemblea  dell'Aula  in  questa prospettiva di
  lavoro,  che,l'ho  detto  prima,  dovrà avere il giusto orizzonte
  temporale  e  la necessaria coerenza.
       Una  finanziaria  rigorosa  ed articolata, che si misura con
  problemi complessi, che introduce misure difficili ma necessarie,
  che accelera  i processi di razionalizzazione, che non pretende e
  non vuole dire a tutti si e subito, perchè questo non è possibile
  e non è compatibile con lo stato della finanza pubblica.
       Vediamo,  dunque,  più  in  dettaglio,  il  contenuto  della
  finanziaria.
       In  primo  luogo  va  sottolineato  che  è  una  finanziaria
  perfettamente  in linea con il quadro programmatico delineato dal
  DPEF: i risultati differenziati riferiti al ricorso al mercato ed
  al saldo  netto  da  finanziare  sono,  per  tutto il triennio di
  riferimento,  quelli  fissati dal DPEF; obiettivi approvati dalla
  Commisisone  all'inizio  della  discussione,  determinando così i
  vincoli e  gli  spazi  per  tutta  la  discussione successiva sui
  contenuti della stessa.
       Con  riferimento al quadro finanziario recato dalle tabelle,
  ho  già  detto  qualcosa sulla loro struttura. Ho anche già fatto
  cenno alla scelta operata in Commissione "Bilancio", di unificare
  la  parte  più  cospicua  degli  accantonamenti  e  per  le nuove
  iniziative   legislative,   in  un  unico  fondo  collegato  agli
  indirizzi  del  DPEF; questo nella convinzione che ciò conferisce
  un  maggior  margine  di  elasticità  nel  programmare l'attività
  normativa  dell'Assemblea  e  le  priorità  che  emergeranno  dal
  confronto politico-parlamentare.
       Aggiungerei un  ulteriore segno importante della finanziaria
  di  quest'anno,  che  abroga  legge  di  spesa  con  effetti  sul
  bilancio, per 12.500  milioni  di  euro  e  taglia  ulteriori  10
  milioni di euro  di  contributi  erogati dalla Regione.
       Nel  corso  dell'esame della finanziaria in Commissione si è
  svolto  un  confronto  politico molto serrato ed interessante sul
  complesso  delle  maggiori  entrate  determinate  dalla  manovra.
  Ebbene, non ho difficoltà a riconoscere che alcune preoccupazioni
  espresse al  riguardo  sono state comuni alla maggioranza ed alla
  minoranza. Mi riferisco al fatto che alcune delle principali voci
  di   entrata   che   sostanziano   la   manovra  in  finanziaria,
  rappresentano  entrate  non  ripetibili.  Recupero  di  fondi  di
  rotazione,   proventi  dalle  cessioni  e  dalle  privatizzazioni
  etc...;  non possiamo ovviamente pensare di alimentare, a partire
  da   tali  risorse,  tipologie  di  spese  che  proiettano  oneri
  permanenti  sul  bilancio.  Dobbiamo  fare  molta attenzione alla
  normativa di  spesa  che  attiveremo  e che dovrà tenere conto di
  tale dato strutturale delle risorse che ne sono a fondamento.
       Si  tratta  di  risorse  che,  per  il  momento,  sono state
  accantonate per finanziarie le nuove iniziative legislative.
       Dunque,   saremo ancora noi a tornare, a ragionare su queste
  risorse  e sulla loro utilizzazione più mirata e coerente, per il
  resto,  invece,  abbiamo  avuto  il conforto anche del presidente
  della regione, sul realismo dei tempi ipotizzati e la fattibilità
  dei  processi di trasformazione e dismissione che regolano alcune
  voci di entrata.
       Del resto,  abbiamo  voluto  impegnare con la risoluzione di
  maggioranza sul DPEF il Governo a riferire a breve sullo stato di
  tale procedura.  Proprio perchè vogliamo monitorare costantemente
  l'intero processo  e  non solo con riferimento ai suoi effetti di
  bilancio  ma  perchè sulla prospettiva della trasformazione degli
  enti  e  delle  dismissioni  giochiamo  una  partita  politica ed
  economica fondamentale.
       Risanamento e sanità  Abbiamo visto prima quale sia l'ordine
  di  grandezza  e  l'ordine di incidenza della spesa sanitaria sul
  bilancio  regionale;  composizione  e  responsabilità della spesa
  sanitaria e  dei deficit che si producono sono ormai affare della
  Regione;  non  si  può  che  partire  dalla  spesa  sanitaria per
  salvaguardare  i  conti  della Regione: una spesa sanitaria fuori
  controllo può travolgere qualsiasi equilibrio di bilancio.
       Dobbiamo  intervenire  subito  con misure che nell'immediato
  intercettino le variabili maggiormente fuori controllo (a partire
  dalla spesa  farmaceutica  ma non solo): certo i tichets non sono
  la maniera migliore di creare consenso politico od elettorale, ma
  possono  costituire  una  dolorosa  necessità.  Bisogna  dire con
  chiarezza  che  l'articolo  uscito dalla Commissione presenta una
  formulazione  equilibrata  e  selettiva determinando un ambito di
  esenzioni   e  di  riduzioni  che  pongono  al  riparo  le  fasce
  economicamente più deboli. Del resto si è chiarito che quel tanto
  di effetto dissuasivo che il ticket può creare ad avere spinto ad
  adottare il  provvedimento; è un dato di fatto che in coincidenza
  con  l'abolizione dei tichets con la scorsa finanziaria nazionale
  la  spesa farmaceutica ha conosciuto una straordinaria impennata.
  Dunque misura  selettiva  ma  opportuna  ma  certo  non bastano i
  tichets, occorrono  interventi  di  più ampio respiro e misure di
  razionalizzazione  delle  strutture  e  dei  presidi  che  avendo
  attenzione  alla  qualità  del  servizio  ottimizzino comunque la
  spesa e  taglino  ogni forma di spreco e duplicazione; misure che
  favoriscano  il riequilibrio economico-finanziario per le aziende
  sanitarie, che pongano obiettivi precisi per i managers;  insomma
  bisogna che  sia  assolutamente  chiaro  il  cambio di passo e di
  modalità di lavoro ai quali la Regione da subito chiama dirigenti
  ed operatori della sanità.
       Ebbene,  le disposizioni in finanziaria in materia sanitaria
  si  muovono  proprio in questa direzione e costituiscono perciò i
  contenuti   tra  i  più  importanti  e  qualificanti  dell'intera
  manovra.
       Dismissioni,   privatizzazioni   ed  accorpamenti  di  enti,
  aziende  ed  istituzioni  anche  culturali  costituiscono l'altra
  grande scommessa di questa legge; naturalmente si tratta anche in
  questo caso  di  dare corpo ad un processo complesso per il quale
  come  dimostra  l'esperienza  della  legge  10 del 1999 non basta
  approntare una norma; occorre fare seguire alla norma una volontà
  politica  e di governo conseguenti e molto determinate perchè non
  sono poche  le  incrostazioni e le remore da superare per rendere
  effettivi  tali processi e non continuare a ritrovarci negli anni
  con  enti  che  la  legge  vorrebbe  già  sciolti  e  che  invece
  continuano  a  reclamare  la  propria spettanza di bilancio e gli
  appannaggi  per  per i propri organi di amministrazione; stavolta
  abbiamo   introdotto   formule   normative   a   sostegno   delle
  trasformazioni più cogenti e posto scadenze più precise e questo,
  unitamente ad  una  volontà politica che per la maggioranza e per
  il governo  è sul punto molto determinata, dovrebbe consentire di
  risolvere i problemi.
       In  materia  di  dismissione  e  di  razionalizzazione, vi è
  l'enorme  questione del patrimonio edilizio degli IACP. Anche qui
  bisogna fare  un discorso a parte perchè è vero quanto dichiarato
  dalla stampa  di  oggi  che  vi  sono  delle anomalie nelle varie
  realtà  provinciali, compresa la questione Palermo. Quindi, credo
  occorra trovare anche qui un modo di superare questa difficoltà e
  creare una  griglia  che  possa difendere il cittadino di Trapani
  come quello  di  Palermo e come quello di Caltanissetta ma che il
  cittadino deve  fare i conti anche con le norme che il Parlamento
  andrà ad approvare.
       Quindi  abbiamo  ascoltato tutti i Presidenti degli istituti
  che  ci  hanno rappresentato la urgenza di un intervento organico
  di  riforma  degli  istituti ed in finanziaria abbiamo introdotto
  una misura  che a conferma di un indirizzo condiviso, colleghi la
  possibilità  di  risanare  e  quindi  trasformare  gli  IACP alla
  dismissione del patrimonio immobiliare; una apposita disposizione
  prevede la proroga dei termini della legge 43 del 1994 fissando i
  prezzi  per   i  riscatti  ed  abrogando  le  inutili  e  costose
  Commissioni per l'assegnazione  degli alloggi, i cui costi pesano
  sui bilanci disastrati  degli  IACP,  per adempimenti che possono
  essere  disimpegnati   altrimenti   più   economicamente   e  più
  velocemente.
       Qualche  parola  sul  cosiddetto  'tributo  ambientale';  in
  Commissione,   come   è   noto,   abbiamo   registrato   opinioni
  differenziate sulla  opportunità  di introdurre tale fattispecie.
  Ricordo che ad esso  si  collega  una previsione di entrata annua
  (strutturale dunque) di circa  125  milioni  di euro. Tuttavia il
  dibattito in Commissione  ha  chiarito  a sufficienza due aspetti
  che  qui  voglio  ribadire;   il  primo  riguarda  il  fatto  che
  l'assoggettamento   al   tributo   interessa   esclusivamente   i
  proprietari  della  condotta  principale  classificata  di  prima
  specie, con esclusione  quindi  di  ogni  struttura  derivata  al
  servizio di comuni,  di  aree industriali o quant'altro;  l'altra
  questione riguarda il  fatto  che il meccanismo di determinazione
  del prezzo del metano  è  tale  da escludere effetti direttamente
  indotti dal tributo che possono riguardare la realtà regionale.
       Vi è stata molta eco  anche  sulla  stampa  sul  tema  della
  previdenza dei dipendenti regionali;  si è detto tutto quello che
  c'era  da  dire  sui motivi  che  hanno  indotto  a  rivedere  il
  meccanismo di fuoriuscita  previsto  dall'articolo 39 della legge
  regionale n.    10  del  2000;  naturalmente   si  tratta  di una
  questione di primaria  importanza e che ha rilevanti implicazioni
  anche di ordine finanziario, ma  si  è  trascurato di dire che il
  testo uscito dalla Commissione  finalmente  si misura con un tema
  ben più strategico:  la  necessità  di  reimpostare su basi nuove
  l'equilibrio finanziario del regime pensionistico e previdenziale
  dell'Amministrazione regionale.
       Importanti  misure   di   razionalizzazione   riguardano  la
  possibilità per le amministrazioni pubbliche, comprese le aziende
  sanitarie,   di  realizzare   economie   di   gestione   mediante
  l'affidamento all'esterno di  taluni servizi, mediante l'adesione
  al circuito nazionale degli acquisti; viene potenziata l'attività
  di vigilanza e controllo sulle contabilità e bilanci degli enti.
       Una  sottolineatura  merita  la  disposizione  che  consente
  all'Assessore  ai  Beni   culturali   di   impostare   importanti
  iniziative e collaborazioni  con  altre amministrazioni pubbliche
  oltre che con i  privati,  finalizzate  alla  valorizzazione  del
  patrimonio culturale; altrettanto importante è avere trovato, pur
  nel quadro di una manovra molto rigida, lo spazio finanziario per
  l'intero triennio 2002-2004  per garantire i servizi di fruizione
  e custodia dei beni culturali.
       Importanti  disposizioni  disciplinano  la razionalizzazione
  della rete di distribuzione  dei  carburanti.
       Abbiamo  discusso a  lungo  in  Commissione  sulla  proposta
  pervenuta dalla III Commissione di una riduzione dell'1 per cento
  dell'IRAP  in  Sicilia.   Una   proposta  che  abbiamo  giudicato
  importante  e  che non  intendiamo  far  cadere;  il  tema  della
  fiscalità differenziata è questione importantissima che riteniamo
  di dover affrontare  organicamente  in Commissione subito dopo il
  bilancio sulla scorta di un  testo  di  legge  che abbiamo già in
  esame;  sarà necessario  approfondirne  le implicazioni e i costi
  finanziari connessi. Nel testo  in  esame  si è ritenuto tuttavia
  importante introdurre una  disposizione  che segnasse un avvio di
  tale ragionamento e desse  un  segnale  importante di una volontà
  politica a procedere in  tale  direzione, pur rimanendo in questa
  fase entro i limiti di  un  equilibrio  che  è quello segnato dai
  vincoli di questa  finanziaria.  Abbiamo  previsto  una riduzione
  dell'aliquota IRAP dello 0,25  per  cento  per le piccole e medie
  imprese,  la   esenzione   dall'imposta   delle  associazioni  di
  promozione sociale e  delle  cooperative sociali, e, di converso,
  un  incremento dell'1 per  cento  a  carico  di  banche,  società
  finanziarie  ed imprese  di  raffinazione  operanti  in  Sicilia.
  Torneremo  dunque  presto  sull'argomento  con  una  ipotesi  più
  complessiva.
       Per quanto la relazione  si sforzi di essere più dettagliata
  ed analitica possibile  sui contenuti della finanziaria, si tenga
  presente che siamo di fronte  ad una legge che, pur mantenendo il
  perimetro che la  Presidenza dell'Assemblea ha individuato con lo
  stralcio iniziale, regola  ed  interviene su tantissimi aspetti e
  settori  della realtà  regionale;  nel  corso  della  discussione
  certamente avrò la possibilità  e  ci sarà la necessità di dovere
  intervenire su punti specifici che il dibattito attenzionerà.
       Per concludere  in  questa  fase  faccio  un  riferimento al
  problema del fondo  per  i  trasferimenti agli enti locali. E' un
  tema che  ha  avuto  grande  spazio nei lavori della Commissione;
  abbiamo ascoltato  ANCI  ed  Unione  delle Province; tutti quanti
  condividiamo la  necessità  che  ci  è  stata rappresentata dalle
  associazione di  garantire  al  sistema  delle  autonomie  locali
  certezza di risorse  e  dei  tempi di erogazione delle stesse. Al
  tempo  stesso   è   emersa  la  necessità  che  tutti  i  livelli
  istituzionali partecipino  di questo grande sforzo di rigore e di
  risanamento che  ci  impone  la  difficile situazione finanziaria
  della regione  ma  alla  quale  ci  obbligano  i vincoli connessi
  al patto di stabilità interno. Dobbiamo muoverci responsabilmente
  entro questi  limiti  per  garantire  un ordinato svolgersi della
  vita istituzione a tutti i livelli; il Governo ha prospettato una
  manovra che  prevede  di integrare lo stanziamento di bilancio in
  favori di  comuni  e  province, attivando una iniziativa politica
  per recuperare  le  anticipazioni  della  regione  sul cosiddetto
  decreto Goria.  Si  tratta  di  una questione annosa dai contorni
  giuridici problematici che conosciamo fin troppo bene per doverci
  dilungare ulteriormente  su  di  esso;  tuttavia  prendiamo  atto
  positivamente della  volontà  del  Governo di volersi attivare ed
  impegnare per  avere  riconosciuta  una  pretesa  della  Regione,
  ritenendo  lo   stesso   Governo   che  vi  possano  essere  oggi
  condizioni, siano  esse  politiche  siano esse giuridiche, perché
  questo tentativo  venga  comunque  fatto. Quello che è importante
  però è l'impegno che  è  stato  dell'Assessore per il Bilancio ma
  anche del Presidente della  Regione  a  tornare  a considerare la
  questione della quantificazione  del  fondo  alle autonomie, alla
  luce delle evoluzioni possibili che nei prossimi mesi avrà questa
  trattativa con lo Stato,  anche  nella ipotesi di risposte nulle,
  parziali o inadeguate.
       Onorevoli   colleghi,   credo  di  poter  concludere  questa
  relazione raccomandando  all'Aula l'approvazione di un bilancio e
  di una finanziaria  frutto di scelte difficili ma ben ponderate e
  finalizzate  al   bene  comune.  Su  di  essi  abbiamo  fatto  in
  Commissione veramente  un  buon  lavoro, per  la  qual  cosa devo
  ringraziare e dare merito  a tutti i componenti senza distinzione
  politica.  Un confronto a volte aspro ma sempre costruttivo e che
  spesso  ci ha  portato  ad  individuare  concordemente  soluzioni
  importanti e condivise; cito  per  tutti  il ripristino del fondo
  per la polizia municipale  sul  quale si è travata la possibilità
  di recuperare le somme  per appostare lo stanziamento. Al Governo
  va dato atto di  avere  portato  avanti  la  propria impostazione
  improntata al rigore ed  alla  coerenza  senza, però, negarsi  al
  confronto  ed  accettando   il   dialogo  e,  dove  necessari,  i
  contributi che sono venuti nel corso dell'esame.
       Per altre  questioni affrontate in Commissione si è ritenuto
  di dovere procedere ad approfondimenti con l'impegno a verificare
  la possibilità di risolverli nel corso della discussione in Aula;
  mi riferisco  alla  necessità  di riformulare od integrare alcuni
  articoli,    mi   riferisco   al   problema   del   finanziamento
  dell'agricoltura   biologica,  della  legge  sul  risanamento  di
  Messina. Siamo certi che, così come in Commissione, anche in Aula
  si potrà determinare un  clima  costruttivo  di  confronto che ci
  consenta di completare l'esame  in corso e licenziare un bilancio
  in tempi strettissimi, considerato che abbiamo già superato anche
  i termini di vigenza dell'esercizio provvisorio.
       Infine, un  grande  ringraziamento  va  a  tutti  coloro che
  hanno  partecipato  all'elaborazione  di  questa  manovra  ed  in
  particolare - l'ho già detto prima - alla Commissione "Bilancio",
  a tutti i componenti  della  maggioranza e della minoranza per la
  serietà, per la capacità che  hanno  avuto  e dimostrato e per il
  lavoro che hanno svolto.  Debbo, però, ringraziare anche lo staff
  dell'Assessore al Bilancio,  il  direttore  Di  Vita,  il dottore
  Emanuele, la dottoressa  Valli,  il  dottore  Pizzu,  il  dottore
  Mancuso, la dottoressa  Patti, la dottoressa Tornabene, come pure
  debbo ringraziare i miei  più  stretti collaboratori che sono qui
  presenti: il dottore Di  Gregorio puntuale, preciso e prezioso in
  tutti  i momenti  dell'attività  della  Commissione,  il  dottore
  Palmeri,  anche  lui  che   ha  seguito  il  grande  dibattito  e
  registrato i momenti  salienti  della Commissione e la dottoressa
  Ruffino che ha, in un  certo senso, tallonato la Commissione ed è
  stata a supporto ed  a  sostegno  in  maniera  valida e positiva.
  Quindi, un grazie a tutti  voi  e  spero che il Parlamento, possa
  anch'esso fare la sua parte.

     PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, per consentire al relatore di
  minoranza di affinare la  relazione,  rinvio  la  seduta alle ore
  16.30 di oggi.
       Onorevole Croce, nelle more, insieme ai suoi uffici, sarebbe
  opportuno che rivedesse,  collazionasse  il  testo del disegno di
  legge distribuito perché  sono  stati registrati alcuni errori di
  battitura,  relativamente  soprattutto  alle  indicazioni  ed  ai
  riferimenti normativi; quindi  sarebbe il caso, nel frattempo, di
  verificare tali aspetti  per consentire all'Aula di affrontare al
  meglio il dibattito.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                       SULL'ORDINE DEI  LAVORI

     CINTOLA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA. Signor  Presidente, onorevoli colleghi, vorrei capire
  in che modo la Presidenza intenda procedere.
       La relazione svolta dal Presidente della Commissione è stata
  abbondantemente lunga, ben  articolata,  ho  avuto  il piacere di
  ascoltarla, però non comprendo  la  motivazione  con la quale lei
  rinvia la seduta alle  ore  16.30,  essendo  già  giunti alle ore
  12.45, per la relazione  di  minoranza che, peraltro, ritengo sia
  pronta e se intendono svolgerla possono farlo...

     SPEZIALE. Ma stasera finiamo comunque

     CINTOLA. Lo so, ma  serve  per dare più spazi, più possibilità
  di interventi e per  cercare  di evitare che la Presidenza assuma
  spesso e volentieri,  senza  sentire  neppure  i  Presidente  dei
  gruppi parlamentari, l'iniziativa  di condurre i lavori d'Aula in
  un modo che personalmente  ritengo  producente,  ma  un minimo di
  consultazione, anche con  coloro  i quali hanno il diritto-dovere
  di  essere  in  Aula   e  di  prospettare  esigenze  assumendo  i
  conseguenziali  atteggiamenti,  ritengo  sia  indispensabile  per
  l'avvenire.
       Accetto ciò che lei  ha  detto  e  non intendo contraddirla,
  però, nello stesso tempo  ritengo  sia opportuno che anche per la
  conduzione dei lavori si  prendano in esame i suggerimenti che da
  parte di ciascuno di noi possono essere avanzati.

     PRESIDENTE. Onorevole Cintola, lei ha perfettamente ragione ma
  avendo riscontrato che  esisteva  questa  esigenza  e,  peraltro,
  essendo un quarto all'una  non  credo che, interpretando anche la
  sua volontà, ci fossero  soluzioni diverse, dato che la relazione
  di minoranza aveva  bisogno di essere ulteriormente affinata come
  lo stesso relatore di minoranza aveva fatto presente.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


       Onorevoli colleghi, la  seduta è rinviata ad oggi, mercoledì
  6 marzo 2002, alle ore 16.30 con il seguente ordine del giorno:

      I - COMUNICAZIONI

     II - LETTURA AI SENSI  E  PER  GLI  EFFETTI  DEGLI  ARTICOLI 83,
          LETTERA D  E  153  DEL  REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:

    N. 93 - Riconoscimento  della  qualità  di  Ente  di formazione
    all'associazione  "Libera",  degli  onorevoli  Ferro,  Orlando,
    Morinello, Raiti.

    III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) "Bilancio  di previsione della Regione siciliana per l'anno
          finanziario  2002  e  bilancio  pluriennale per il triennio
          2002-2004." (NN. 297-299/A) (Seguito)

          Relatore di maggioranza:  on.le Antonino Croce
          Relatore di minoranza: on.le Angelo Capodicasa

       2) "Legge finanziaria 2002" (N. 298 - Stralcio II/A) (Seguito)

          Relatore di maggioranza: on.le Antonino Croce
          Relatore di minoranza: on.le Angelo Capodicasa

    La seduta è tolta alle ore 12.45.