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Resoconto d'Aula della Seduta n. 371 di mercoledì 12 aprile 2006
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   Presidenza del presidente Lo Porto


    BURGARETTA APARO , segretario, dà lettura del processo  verbale
  della  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.

           Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

    PRESIDENTE    Comunico  che  è  stata  presentata,   da   parte
  dell'Assessore per la famiglia, la risposta scritta alla seguente
  interrogazione:

   numero  2419  -  Interventi  per ricondurre  al  rispetto  della
  vigente  normativa  l'organizzazione dirigenziale  del  Corpo  di
  polizia municipale presso il Comune di Ribera (AG).
   Firmatario: Manzullo Giovanni.

   Comunicazione  di  presentazione  e  di  contestuale  invio   di
  disegni di legge alle competenti Commissioni legislative

    PRESIDENTE   Comunico  che i seguenti  disegni  di  legge  sono
  stati   presentati   ed   inviati  alle  competenti   Commissioni
  legislative:

                     ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

    Interventi  risarcitori in favore degli esercenti il  commercio
  su  spazi  pubblici,  in  seguito a  danni  provocati  alla  loro
  attività da eventi atmosferici eccezionali  (n. 1160)
   di iniziativa parlamentare
   presentato  dall'onorevole Burgaretta Aparo  in  data  31  marzo
  2006
   inviato in data 5 aprile 2006

    Norme  concernenti la disciplina dell'attività di acconciatore
  (n. 1161)
   di iniziativa parlamentare
   presentato dall'onorevole Fleres in data 6 aprile 2006
   inviato in data 7 aprile 2006

    Disciplina della medicina non convenzionale   (n. 1162)
   di iniziativa parlamentare
   presentato dall'onorevole Fleres in data 6 aprile 2006
   inviato in data 7 aprile 2006

                     AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

    Progetto  di legge voto da sottoporre al Parlamento  nazionale,
  ai  sensi  dell'articolo  18 dello Statuto,  recante   Norme  per
  l'istituzione di due case da gioco in Sicilia'  (n. 1159)
   di iniziativa parlamentare
   presentato  dall'onorevole Burgaretta Aparo  in  data  31  marzo
  2006
   PARERE I Commissione
   inviato in data 4 aprile 2006.

     Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
                       Commissione legislativa

    PRESIDENTE  Comunico che il seguente disegno di legge  è  stato
  inviato,  in  data 30 marzo 2006, alla  I Commissione legislativa
   Affari Istituzionali :

    Istituzione    del   garante   dei   diritti   dei    cittadini
  extracomunitari.  (numero 1158)
   di iniziativa parlamentare
   Parere VI Commissione.

                Comunicazione di richieste di parere

    PRESIDENTE  Comunico le seguenti richieste di parere  pervenute
  dal Governo ed assegnate alle competenti Commissioni legislative:

                      AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    Ente   parco  minerario  Floristella  Grottacalda  di  Enna   -
  Designazione presidente  (n. 477/I)
   pervenuto in data 5 aprile 2006
   inviato in data 5 aprile 2006

    Università  di Messina - Designazione componente del  consiglio
  di amministrazione  (n. 478/I)
   pervenuto in data 5 aprile 2006
   inviato in data 5 aprile 2006

    IRCAC    -    Designazione   componente   del   consiglio    di
  amministrazione  (n. 479/I)
   pervenuto in data 5 aprile 2006
   inviato in data 5 aprile 2006

                     ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
                            BILANCIO (II)

    III Atto integrativo APQ Sviluppo locale  (n. 480/III/II)
   pervenuto in data 6 aprile 2006
   inviato in data 7 aprile 2006

                     AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

    Proposta composizione Consiglio regionale del turismo - Art.  2
  della legge regionale 15 settembre 2005, n. 10   (n. 476/IV)
   pervenuto in data 31 marzo 2006
   inviato in data 4 aprile 2006.

     Comunicazione di impugnativa da parte del Commissario dello
                                Stato

    PRESIDENTE   Comunico che il Commissario  dello  Stato  per  la
  Regione siciliana, con ricorsi dell'1 aprile 2006, ha impugnato i
  seguenti  disegni  di  legge approvati  dall'Assemblea  regionale
  siciliana,  nella seduta n. 368 del 25 marzo 2006:

   -  numero  1037   Istituzione  del  Dipartimento  regionale  per
  l'architettura  e  l'arte  contemporanea.  Disposizione   varie ,
  articolo   5,  per  violazione  degli  articoli  3  e  97   della
  Costituzione;

   -   numeri   1107-204-229-247-398-590-1058-1114   Modifiche   ed
  integrazioni alla legge regionale 6 aprile 1996, n. 16,  Riordino
  della  legislazione  in  materia  forestale  e  di  tutela  della
  vegetazione'.  Istituzione dell'Agenzia della  Regione  siciliana
  per  le  erogazioni  in agricoltura - A.R.S.E.A. ,  articolo  44,
  commi 9 e 10, per violazione degli articoli 3, 97 e  81, comma  4
  della   Costituzione;  articolo  47,  comma  2,  per   violazione
  dell'articolo 97 della Costituzione; articoli 52, 53,  54,  55  e
  56,   per  violazione  degli  articoli  3,  39,  51  e  97  della
  Costituzione, nonché limitatamente all'articolo 53, comma 4,  per
  violazione  anche  dell'articolo  117, comma 2,  lettere h) ed l)
  della  Costituzione; articolo 60, comma 9, secondo  periodo,  per
  violazione degli articoli 3 e 97 della Costituzione;

   -   numeri  1098-704-809   Misure  per  la  stabilizzazione  del
  personale precario proveniente dal regime transitorio dei  lavori
  socialmente   utili.  Disposizioni  varie ,  articolo   20,   per
  violazione dell'articolo 97 della Costituzione.

       Comunicazione di trasmissione di copia di deliberazione

    PRESIDENTE   Comunico  che  il  Presidente  della  Regione   ha
  trasmesso  copia  della deliberazione n.  83  dell'8  marzo  2006
   P.O.R.  Sicilia  2000/2006  - Complemento  di  Programmazione  -
  Adozione  definitiva  alle modifiche approvate  dal  Comitato  di
  sorveglianza del 9 febbraio 2006 .

   Comunicazione di trasmissione di atti alla Corte Costituzionale

    PRESIDENTE   Comunico  che  il Tribunale  di  Catania  -  prima
  sezione civile, ha trasmesso copia dell'ordinanza collegiale  nel
  procedimento  civile iscritto al n. 10295/2005  R.G.,  avente  ad
  oggetto  ricorso  avverso delibera di decadenza dalla  carica  di
  consigliere comunale, con la quale sono stati rimessi alla  Corte
  Costituzionale i relativi atti essendo stata dichiarata rilevante
  e  non  manifestamente  infondata la  questione  di   legittimità
  costituzionale dell'articolo 10, primo comma, n. 4  della   legge
  regionale siciliana 24 giugno 1986, n. 31, nella parte in cui non
  prevede  che   la  lite promossa a seguito  di  o  conseguente  a
  sentenza di condanna determina incompatibilità soltanto  in  caso
  di   affermazione  di  responsabilità  con  sentenza  passata  in
  giudicato.  La  costituzione di parte civile nel processo  penale
  non  costituisce causa di incompatibilità', per violazione  degli
  articoli 3, 27 e 51 della Costituzione.

      Comunicazione di questione di legittimità costituzionale

    PRESIDENTE  Comunico che il Tribunale amministrativo  regionale
  per  la  Sicilia,  Sezione staccata di  Catania,  sezione  I,  ha
  trasmesso  l'ordinanza  sul  ricorso  n.  531/05  R.G.,  con  cui
  solleva, ritenendola rilevante e non manifestamente infondata  la
  questione  di legittimità costituzionale dell'articolo  22  della
  legge  regionale siciliana n. 9 del 2004, per contrasto  con  gli
  articoli 3, 24 e 42, terzo comma, della Costituzione.

                     Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni:

   - con richiesta di risposta orale:

   N.  2753  -  Misure  per  consentire  una  normale  funzionalità
  organizzativa   ed   amministrativa   dell'Azienda    ospedaliera
  universitaria di Messina.
   Assessore Sanità
   Firmatario: Cracolici Antonino.

   L'interrogazione, ora annunziata, sarà iscritta  all'ordine  del
  giorno per essere svolta al suo turno.

   con richiesta di risposta scritta:

   N.   2754  -  Delucidazioni  in  ordine  al  diniego,  da  parte
  dell'Assessorato   Beni   culturali  e  ambientali   e   pubblica
  istruzione, alla proposta di variante per la realizzazione  della
  mostra 'Gli Alliata: grande famiglia d'Europa'.
   Assessore Beni Culturali
   Firmatario: Cracolici Antonino.

   L'interrogazione, ora annunziata, sarà inviata al Governo.

                      Annunzio di interpellanza

    PRESIDENTE   Comunico  che  è  stata  presentata  la   seguente
  interpellanza:

   -  numero 299 - Interventi urgenti per rendere fruibili i locali
  dell'Istituto  tecnico  agrario  (ITA)  'Cuppari'   di   Messina,
  inagibili  dal 2002 a seguito di lavori di restauro del complesso
  monumentale  S.  Placido  Calonerò  nel  quale insistono.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali
   Firmatario: Panarello Filippo.

   Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il  Governo
  abbia  dichiarato  di respingere l'interpellanza  o  abbia  fatto
  conoscere  il  giorno  in cui intende trattarla,  l'interpellanza
  stessa  sarà iscritta all'ordine del giorno per essere svolta  al
  proprio turno.

         Comunicazione relativa all'interpellanza numero 289

    PRESIDENTE   Comunico che, in riferimento all'interpellanza  n.
  289  Iniziative per garantire la sicurezza dei voli in  arrivo  e
  partenza   dall'aeroporto di Lampedusa   e   per   garantire   il
  rispetto dei diritti dei lavoratori dell' AST Aeroservizi , degli
  onorevoli   Orlando e Miccichè, indirizzata al  Presidente  della
  Regione, all'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale e  la
  formazione professionale e l'emigrazione  ed all'Assessore per il
  turismo,  le comunicazioni e i trasporti, comunico che, con  nota
  n. 1345/Interp. 13 del 3 aprile 2006, il Presidente della Regione
  ha  delegato  per la trattazione dell'atto ispettivo  l'Assessore
  per il lavoro.

   Conseguentemente, poichè l'interpellanza si è già svolta per  la
  rubrica   Lavoro, previdenza sociale e formazione  professionale'
  nella  seduta d'Aula n. 360 del 7 marzo 2006, l'iter della stessa
  è da ritenersi concluso.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunicazione relativa agli ordini del giorno numeri 582 e 590

    PRESIDENTE   Comunico,  altresì, che relativamente  al  seguito
  degli ordini del giorno n. 582  Interventi per il riconoscimento,
  da  parte  del  Ministero delle Politiche agricole  e  forestali,
  dello   stato   di calamità, per l'anno 2004, nella provincia  di
  Catania   e n. 590  Interventi per il riconoscimento,  da   parte
  del   Ministero  delle  Politiche  agricole  e  forestali,  dello
  stato  di   calamità per l'anno 2004 nella provincia di Catania ,
  accettati come raccomandazione dal Governo nella seduta d'Aula n.
  337  del  7  dicembre  2005, comunico che  la   Presidenza  della
  Regione,  con lettera  prot. 3905 del 5 aprile 2006, ha trasmesso
  per  il tramite della Segreteria Generale della stessa Presidenza
  della Regione, le note prot. n. 17056 del 16 febbraio 2006  e  n.
  14091  del 7 febbraio 2006 dell'Assessorato regionale Agricoltura
  e  foreste concernenti, rispettivamente,  gli   ordini del giorno
  citati.

   L' Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli  colleghi, informo che il testo integrale  delle  note
  dell'Assessorato   dell'agricoltura   e   delle   foreste    sarà
  pubblicato  in allegato al resoconto stenografico della  presente
  seduta.

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno  che nel corso della seduta potrà procedersi a  votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Lo Porto


         Comunicazione di presentazione di ordini del giorno

   PRESIDENTE  Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini
                             del giorno:

   numero   731    Promulgazione,  con  l'omissione   delle   parti
   impugnate,  della delibera legislativa, approvata dall'Assemblea
   regionale  siciliana nella seduta n. 368 del  24-25  marzo  2006
   recante     Istituzione   del   Dipartimento    regionale    per
   l'architettura  e  l'arte  contemporanea.  Disposizioni   varie'
   (disegno di legge n. 1037) , dell'onorevole Miccichè;

   numero   732    Promulgazione,  con  l'omissione   delle   parti
   impugnate,  delle delibere legislative, approvate dall'Assemblea
   regionale  siciliana nella seduta n. 368 del 24-25 marzo  2006 ,
   degli onorevoli Fleres, Basile, Sammartino e Dina;

   numero  733   Autorizzazione  alla  pubblicazione  parziale,  da
   parte  del  Presidente della Regione, della delibera legislativa
   approvata  dall'Assemblea regionale siciliana  nella  seduta  n.
   368  del 24-25 marzo 2006 recante  Misure per la stabilizzazione
   del  personale  precario proveniente dal regime transitorio  dei
   lavori  socialmente utili. Disposizioni varie (disegno di  legge
   nn. 1098-704-809), dell'onorevole Giannopolo.

   Ne do lettura:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che:

     la  Corte Costituzionale,  nella sentenza n. 205 del 1996,  ha
  ribadito il principio che la promulgazione parziale di una  legge
  da  parte  del  Presidente della Regione ha come  conseguenza  la
  consumazione del potere di promulgazione dello stesso Presidente,
  provocando la caducazione di tutte le norme non promulgate;

   la  citata  giurisprudenza costituzionale ha consentito  che  il
  Presidente  della  Regione sia vincolato,  riguardo  al  tipo  di
  promulgazione  da esercitare, non solo con delibere  legislative,
  ma anche tramite atti di indirizzo espliciti (mozioni, ordini del
  giorno);

   l'Assemblea  regionale siciliana nella seduta n. 368  del  24-25
  marzo   2006   ha  approvato  la  delibera  legislativa   recante
   Istituzione  del  Dipartimento regionale  per  l'architettura  e
  l'arte  contemporanea. Disposizioni varie' (disegno di  legge  n.
  1037);

   CONSIDERATO  che  la citata delibera è stata impugnata  in  modo
  parziale  dal  Commissario dello Stato con ricorso proposto  alla
  Corte Costituzionale e notificato al Presidente della Regione  in
  data  1 aprile 2006;

   RITENUTO  che  occorre  conciliare l'esigenza  che  la  suddetta
  delibera  venga promulgata, sia pur parzialmente, dal  Presidente
  della Regione con l'altra esigenza che discende dalla opportunità
  di consentire che la Corte costituzionale si pronunci sulla norma
  censurata ed approvata dall'Assemblea regionale siciliana,

                 IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE

   a   promulgare,  con  l'omissione  delle  parti  impugnate,   la
  delibera legislativa approvata dall'Assemblea regionale siciliana
  nella seduta n. 368 del 24-25 marzo 2006 recante  Istituzione del
  Dipartimento regionale per l'architettura e l'arte contemporanea.
  Disposizioni varie' (disegno di legge n. 1037)» (731);

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che:

     la  Corte costituzionale,  nella sentenza n. 205 del 1996,  ha
  ribadito il principio che la promulgazione parziale di una  legge
  da  parte  del  Presidente della Regione ha come  conseguenza  la
  consumazione del potere di promulgazione dello stesso Presidente,
  provocando la caducazione di tutte le norme non promulgate;

   la  citata  giurisprudenza costituzionale ha consentito  che  il
  Presidente  della  Regione sia vincolato,  riguardo  al  tipo  di
  promulgazione  da esercitare, non solo con delibere  legislative,
  ma anche tramite atti di indirizzo espliciti (mozioni, ordini del
  giorno);

   l'Assemblea  regionale siciliana nella seduta n. 368  del  24-25
  marzo   2006   ha  approvato  le  delibere  legislative   recanti
   Istituzione  del  Dipartimento regionale  per  l'architettura  e
  l'arte  contemporanea. Disposizione varie  (disegno di  legge  n.
  1037);   Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 6  aprile
  1996, n. 16,  Riordino della legislazione in materia forestale  e
  di  tutela  della  vegetazione'. Istituzione  dell'Agenzia  della
  Regione  siciliana per le erogazioni in agricoltura - A.R.S.E.A.
  (disegno  di  legge  nn.  1107-204-229-247-398-590-1058-1114)   e
   Misure per la stabilizzazione del personale precario proveniente
  dal regime transitorio dei lavori socialmente utili. Disposizioni
  varie  (disegno di legge nn. 1098-704-809);

   CONSIDERATO  che-  le citate delibere sono  state  impugnate  in
  modo  parziale  dal Commissario dello Stato con ricorsi  proposti
  alla  Corte  Costituzionale  e  notificati  al  Presidente  della
  Regione in data 1 aprile 2006;

   RITENUTO  che  occorre  conciliare l'esigenza  che  le  suddette
  delibere vengano promulgate, sia pur parzialmente, dal Presidente
  della Regione con l'altra esigenza che discende dalla opportunità
  di consentire che la Corte Costituzionale si pronunci sulle norme
  censurate approvate dall'Assemblea regionale siciliana,

                 IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE

   a   promulgare,  con  l'omissione  delle  parti  impugnate,   le
  delibere    legislative    approvate   dall'Assemblea   regionale
  siciliana  nella  seduta  n. 368 del  24-25  marzo  2006  recanti
   Istituzione  del  Dipartimento regionale  per  l'architettura  e
  l'arte  contemporanea. Disposizione varie  (disegno di  legge  n.
  1037);   Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 6  aprile
  1996, n. 16,  Riordino della legislazione in materia forestale  e
  di  tutela  della  vegetazione'. Istituzione  dell'Agenzia  della
  Regione  siciliana per le erogazioni in agricoltura - A.R.S.E.A.
  (disegno   di   legge   nn.  1107-204-229-247-398-590-1058-1114);
   Misure per la stabilizzazione del personale precario proveniente
  dal regime transitorio dei lavori socialmente utili. Disposizioni
  varie  (disegno di legge nn. 1098-704-809)». (732);

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO  che l'Assemblea regionale siciliana, nella  seduta  n.
  368  del  24-25 marzo 2006, ha approvato la delibera  legislativa
  recante   Misure  per la stabilizzazione del  personale  precario
  proveniente dal regime transitorio dei lavori socialmente  utili.
  Disposizioni varie' (disegno di legge nn. 1098-704-809);

   CONSIDERATO   che  la  citata  delibera  legislativa   è   stata
  impugnata  in  modo  parziale  dal Commissario  dello  Stato  con
  ricorso  proposto  alla  Corte  Costituzionale  e  notificato  al
  Presidente della Regione;

   RITENUTO  che occorre consentire, da parte del Presidente  della
  Regione,   la   pubblicazione  immediata  della  legge   ancorchè
  impugnata  dal Commissario dello Stato, al fine di dare  l'avvio,
  nel   rispetto  dei  tempi  previsti,  alle  procedure   per   la
  stabilizzazione dei lavoratori precari,

                 IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE

   a   pubblicare,  con  l'omissione  delle  parti  impugnate,   la
  delibera legislativa approvata dall'Assemblea regionale siciliana
  nella  seduta n. 368 del 24-25 marzo 2006 recante  Misure per  la
  stabilizzazione  del  personale precario proveniente  dal  regime
  transitorio  dei  lavori socialmente utili.  Disposizioni  varie'
  (disegno di legge nn. 1098-704-809).» (733).

   Comunico,  altresì,  che  l'ordine del  giorno  n.  732  assorbe
  interamente gli altri due.


   Presidenza del presidente Lo Porto


       Per il prelievo del quarto punto dell'ordine del giorno

    DI  MAURO . Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DI  MAURO  . Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
  perché  il  punto IV dell'ordine del giorno prevede le dimissioni
  dell'onorevole  David Salvatore Costa dalla  carica  di  deputato
  regionale.  Lei  sa benissimo, signor Presidente,  quali  sono  i
  fatti che hanno determinato le dimissioni dell'onorevole Costa  e
  credo  sia  necessario che il plenum venga costituito  nella  sua
  assoluta formalità.
   Pertanto, chiedo il prelievo del IV punto all'ordine del  giorno
  così  da  votare  l'accettazione delle dimissioni  dell'onorevole
  Costa  e  quindi,  successivamente, provvedere  alla  nomina  del
  sostituto al fine di ripristinare il plenum dell'Assemblea.

    PRESIDENTE  Non ho colto le ultime parole.

    DI  MAURO .  Signor Presidente, ho chiesto il prelievo  del  IV
  punto  all'ordine  del  giorno, in  modo  che  l'Assemblea  possa
  esprimersi in ordine alle dimissioni dell'onorevole Costa.
   Credo   sia  doveroso  trattare  un  argomento  così  importante
  considerate le manifestazioni di volontà dell'onorevole Costa che
  ha voluto così interrompere ogni suo ruolo di carattere politico,
  di  pubblico ufficiale e, quindi, dare seguito a tutto ciò che  è
  necessario  affinché  l'Assemblea possa avere  il  plenum;  possa
  agire e legiferare.

    PRESIDENTE   Onorevole  Di Mauro, non posso  accettare  la  sua
  richiesta di inversione dell'ordine del giorno poiché, essendo le
  dimissioni  dell'onorevole  Costa  non  irrevocabili,  così  come
  ribadito  anche  da  un  colloquio avuto  con  l'interessato,  il
  Regolamento prevede che le stesse vengano poste in votazione.
   Se  fossero  espressamente irrevocabili inviterei l'Assemblea  a
  prenderne  atto,  perché  così prevede  il  Regolamento,  ma  non
  essendo irrevocabili, devo necessariamente porle in votazione,  e
  dovendo  prevedere  la votazione a scrutinio  segreto,  temo  che
  possa mancare il numero legale.
   Così,  la Presidenza si vedrebbe costretta a rinviare la  seduta
  senza  poter  approvare l'ordine del giorno relativo  alla  presa
  d'atto delle materie impugnate dal Commissario dello Stato.
   Pertanto,  propongo di votare prima l'ordine del  giorno  numero
  372,  la  cui  votazione non richiede il  numero  legale,  e  poi
  prelevare il IV punto all'ordine del giorno.


   Presidenza del presidente Lo Porto


     SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SPAMPINATO   Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  dichiaro
  il  mio voto contrario sull'ordine del giorno numero 372 per  due
  motivi: il primo è quello di non avere accettato in questi cinque
  anni,    e   quindi   coerentemente   anche   oggi,   la   prassi
  dell'approvazione  degli  ordini  del  giorno  con  i  quali   si
  autorizza il Presidente della Regione a promulgare le leggi senza
  le parti impugnate dal Commissario dello Stato, ma in particolare
  in  questa  legge,  così come in quella sui  beni  culturali,  le
  uniche  parti  impugnate dal Commissario dello  Stato  hanno  per
  oggetto  una vicenda giudiziaria amministrativa molto  complessa,
  sulla quale sono già intervenute due diverse sentenze di T.A.R. e
  C.G.A., l'una contraddittoria all'altra.
   Pertanto,  la  mia proposta è quella di pubblicare integralmente
  la  legge e di far decidere  alla Corte costituzionale, anche per
  dare  una risposta ad una categoria di lavoratori che, in  questa
  maniera, potrebbero vedere tutelati i loro interessi.

     PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, la  proposta  dell'onorevole
  Spampinato  è quella di accogliere il contenzioso del Commissario
  dello    Stato   per   demandarlo   direttamente    alla    Corte
  Costituzionale, come è stato fatto già altre volte.
   Avverto, comunque, che non è possibile inviare solamente una,  o
  tutte  le  parti impugnate: dobbiamo inviare l'intero disegno  di
  legge, questo significa che la gran parte di quegli articoli  che
  hanno  ricevuto la conferma da parte del Commissario dello  Stato
  andrebbe a seguire la sorte degli altri provvedimenti impugnati.
   E su questo io chiedo la pronuncia dell'Assemblea.

     MICCICHE'  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     MICCICHE'   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  facendo
  seguito   all'intervento  dell'onorevole  Spampinato,  anche   in
  considerazione  del fatto che ho chiesto, con un apposito  ordine
  del  giorno,  la  promulgazione della  legge,  escluse  le  parti
  impugnate, ho qualche riserva sulla procedura, nel senso che  lei
  poc'anzi  ha  dichiarato  il  mio  ordine  del  giorno  assorbito
  dall'ordine del giorno n. 732.
   Vorrei  capire se ciò può rendere superfluo un dibattito  o  una
  chiarificazione  sulle  norme impugnate,  ed  in  particolare  mi
  riferisco  all'articolo  5  del disegno  di  legge  numero  1037,
  relativo   all'istituzione   del   dipartimento   regionale    di
  architettura e arte contemporanea, che è stato impugnato.
   Signor  Presidente, una promulgazione di questa norma approvata,
  esclusa  la  parte  impugnata dal Commissario  dello  Stato,  non
  impegna  globalmente l'Assemblea, cioè il Governo,  a  ché  possa
  resistere  presso la Corte costituzionale. Vorrei  capire  se  ci
  sono  altre strade da percorrere, quale ad esempio l'applicazione
  dell'articolo 129 del Regolamento, o altri strumenti che  possono
  agevolare  un  pronunciamento  ancora  più  forte  dell'Assemblea
  nell'approvazione di questa norma.

    PRESIDENTE   Onorevole Miccichè, ribadisco che  il  suo  ordine
  del  giorno è stato assorbito totalmente, perché l'Assemblea  può
  procedere  pubblicando  l'intero disegno di  legge,  comprese  le
  parti   impugnate,  e  quindi  avocando  del  problema  la  Corte
  costituzionale,  oppure, come lei chiede, di approvare  la  legge
  priva  delle  parti  impugnate.  Stiamo  valutando  la  tesi   di
  pubblicare  la legge senza le parti impugnate, anche perché,  sia
  l'Ufficio  legislativo e legale che l'Avvocatura dello Stato,  ci
  hanno assicurato che non è possibile scindere le due cose.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  per  molti
  aspetti il dibattito mi sembra assolutamente superfluo, perché  è
  volto a riconsiderare un comportamento e una prassi d'Aula.
   Noi  abbiamo sempre autorizzato il Governo a pubblicare le leggi
  senza  le  parti impugnate: l'ordine del giorno ha questo  scopo,
  quindi il Gruppo dei DS è favorevole all'approvazione dell'ordine
  del giorno.
   Mi  dispiace che non sia presente il Presidente Cuffaro,  perché
  la  legge sui forestali poteva già essere pubblicata se, da parte
  del  Governo,  che  ha invece polemizzato con l'opposizione,  non
  fosse  stato dato parere favorevole ad un emendamento  presentato
  da un collega della maggioranza, ai commi 9 e 10 dell'articolo 44
  della legge sui forestali.
   Oggi,  seppur  con ritardo, con l'approvazione  dell'ordine  del
  giorno,  autorizziamo il Governo a pubblicare la legge e  ritengo
  che  questa  sia  la soluzione più ragionevole, perché  la  lotta
  politica è una cosa ma danneggiare le persone è altra cosa.

    FORMICA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORMICA  Signor Presidente, onorevoli colleghi, giungiamo  alla
  fine  di  una  legislatura  che è stata,  per  molti  versi,  una
  legislatura  importante perché ha visto,  con  il  contributo  di
  questo  Parlamento, varare ed esitare una serie  di  leggi  e  di
  norme  di  fondamentale importanza per la vita sia  istituzionale
  che economica del Paese.
   Abbiamo  aperto questa finestra per cercare, ancora  una  volta,
  di ultimare l'iter legislativo nell'interesse generale - e quando
  dico  nell'interesse generale mi riferisco all'interesse di tutti
  - di alcune norme che questo Parlamento ha già votato.
   Ritengo  che,  giunti  al termine, non  debbano  valere  né  gli
  interessi  di una parte, né gli interessi di un'altra  parte.  Il
  Parlamento ha esitato alcune norme con il contributo anche  delle
  opposizioni, tentare oggi di percorrere altre strade è sbagliato,
  non  porta  da  nessuna  parte, non premia nessuno  ma  penalizza
  tutti.
   Pertanto,  ritengo  che  compito principale  e  prioritario  sia
  quello  di  dare  il  voto  finale  al  disegno  di  legge  sulla
  competitività che, come ho detto, interessa tutti,  dare  il  via
  libera  alla pubblicazione delle leggi senza le parti  impugnate,
  perché  in  fondo i rilievi, anche giusti, del Commissario  dello
  Stato incidono marginalmente sul contenuto delle norme stesse.
   Le  discussioni tese, in qualche modo, a cercare  di  ostacolare
  un  cammino che è lineare, non devono essere accolte, non possono
  trovare accoglimento in quest'Aula che, in questa legislatura, si
  è contraddistinta per un lavoro proficuo.
   Le  norme  in  questione  riguardano gli interessi  generali  di
  tanti siciliani che attendo il rilancio dell'economia dell'Isola.
   Invito,  quindi, l'Assemblea ad esprimere il voto  finale  sulla
  norma  per  la  competitività e a  dare  il  via  libera  per  la
  pubblicazione delle leggi, stralciando le parti impugnate.

    PRESIDENTE   Rimane  la proposta dell'onorevole  Spampinato  di
  inviare tutto il carteggio, purtuttavia preciso l'improcedibilità
  di  un  parziale  invio alla Corte Costituzionale  di  una  norma
  impugnata perché impossibile giuridicamente.
   L'onorevole  Spampinato prende atto  di  ciò  e   visto  che  il
  diritto non ce lo permette, chiede di inviare tutta la norma alla
  Corte  Costituzionale ed ho il dovere di sottoporre la  questione
  all'Aula.

    SPEZIALE  Approvando l'ordine del giorno decade l'altro.

    PRESIDENTE  Se metto ai voti l'ordine del giorno e poi  venisse
  approvato  prevale  la  tesi  degli  uffici  secondo  cui  non  è
  possibile   l'invio,  ma  c'è  una  proposta   diversa   rispetto
  all'ordine del giorno.
   Una  volta  che  lei  l'ha votato, non  posso  più  trattare  la
  proposta   dell'onorevole  Spampinato,  semmai  mi   serve   come
  pronunciamento.
   Onorevole Spampinato, l'onorevole Speziale intende dire  che  se
  votiamo l'ordine del giorno, indirettamente abbiamo dato risposta
  alla sua questione.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO  Ho fatto una dichiarazione di voto contro  l'ordine
  del giorno per arrivare al risultato della pubblicazione totale.

    PRESIDENTE  Non le rimane altro che votare contro l'ordine  del
  giorno. Onorevole Miccichè, non verrà messo ai voti il suo ordine
  del giorno, ma solamente il primo che assorbe tutto.
   Pongo,  quindi, in votazione l'ordine del giorno  numero  732  a
  firma degli onorevoli Fleres, Sammartino, Basile ed altri.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  considerato
  che  il  mio  ordine  del  giorno non va nella  direzione  da  me
  auspicata,  lo  ritiro ed esprimo voto contrario  all'ordine  del
  giorno 732.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  l'ordine del  giorno  numero  732.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Dichiaro assorbito l'ordine del giorno numero 733.

                               Congedi

    PRESIDENTE  Comunico che hanno chiesto congedo per la  presente
  seduta  gli  onorevoli:  Incardona, Stancanelli,  Virzì,  Cascio,
  Scoma, Pagano, D'Aquino, Sammartino, Giambrone, Catania Giuseppe,
  Maurici, Amendolia, Cintola e Fratello.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Lo Porto


   Dimissioni dell'onorevole David Salvatore Costa dalla carica di
                         deputato regionale

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  si  passa   al   punto   IV
  dell'ordine del giorno: Dimissioni dell'onorevole David Salvatore
  Costa dalla carica di deputato regionale.
   Preciso  che  tale  dimissione, non essendo  irrevocabile,  deve
  essere posta in votazione con scrutinio segreto.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor Presidente, ritengo che l'Aula debba  essere
  nelle  condizioni  di  valutare con  serietà  quello  che  stiamo
  facendo.
   Se  ho  ben  capito,  abbiamo, oggi, in Aula,  a  seguito  della
  sospensione  emanata  con  decreto del Governo,   una  temporanea
  sostituzione dell'onorevole Costa.
   Si  vogliono far votare le dimissioni dell'onorevole Costa, che,
  di  fatto,  è sospeso dall'autorità e fare scorrere,  non  so  in
  quale  legislatura, la lista perché il deputato  che  attualmente
  sostituisce  l'onorevole  Costa non  sarebbe  quello  che  doveva
  sostituirlo.
   Personalmente, non capisco di cosa stiamo parlando.
   Ritengo  che,  ad  oggi,  se  il  provvedimento  di  sospensione
  dell'onorevole Costa non è stato revocato da parte delle autorità
  di  Governo,  ritengo   che  l'Aula  non  debba  assumere  alcuna
  decisione  se  non  prendere  atto  che  l'onorevole  Ricotta  ha
  sostituito l'onorevole Costa, così come disposto dagli organi  di
  questa Assemblea.
   Non  capisco  di che cosa stiamo parlando. Le dimissioni  di  un
  deputato sospeso dall'autorità nazionale? Fatemi capire

    PRESIDENTE  Le rispondo, onorevole Cracolici: l'istituto  della
  sospensione, quale quello occorso all'onorevole Costa, non toglie
  la qualifica di deputato, la sospende.
   Le   dimissioni  servono  solamente  a  liberarsi  dello  status
  giuridico  di  deputato.  Le due cose, quindi,  coesistono,  sono
  coerenti tra di loro, ed essendo di fronte ad un fatto ufficiale,
  quale  quello di un telegramma che le leggo se crede, che recita:
   Il  sottoscritto  Costa David,  deputato  della  legislatura  in
  corso,  dichiara  di  dimettersi  dall'incarico  di  parlamentare
  regionale. Con osservanza. .
   Non   si   dimette,   quindi,  irrevocabilmente,   ma   dimostra
  l'intenzione di perdere lo status di deputato.
   Essere  in uno status di sospensione è cosa ben diversa,  perché
  quella non condiziona la natura dello status di deputato.

    SPEZIALE  Signor Presidente, ci sono precedenti?

    PRESIDENTE  Sì,  ci sono precedenti.

   Votazione  per scrutinio segreto sulle dimissioni dell'onorevole
  David Salvatore Costa dalla carica di deputato regionale

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  indìco  la  votazione   per
  scrutinio  segreto  sulle dimissioni dell'onorevole  David  Costa
  dalla carica di deputato regionale

   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  è  favorevole  alle
  dimissioni  dell'onorevole Costa preme il pulsante verde;  chi  è
  contrario preme il pulsante rosso.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti            27

   L'Assemblea non è in numero legale.

   Onorevoli  colleghi, dichiaro chiusa l'ultima sessione ordinaria
  della  XIII legislatura. Avverto che i deputati saranno convocati
  a  domicilio  per la seduta straordinaria dedicata alla  elezione
  dei tre delegati per l'elezione del Presidente della Repubblica.

                  La seduta è tolta alle ore 14.45

        Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 17.30

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                     Dott.ssa  Iolanda Caroselli

   ALLEGATO

   Risposta scritta ad interrogazione

   MANZULLO. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per  la
  famiglia,  le  politiche sociali e le autonomie locali,  premesso
  che:

   la  legge quadro n. 65 del 1986 e la legge regionale n.  17  del
  1990  sanciscono l'autonomia del Corpo di polizia municipale,  il
  cui  funzionamento  e  ambito operativo  viene  regolamentato  da
  apposito  ordinamento  comunale, così come  chiarito  da  univoca
  giurisprudenza (T.A.R. Veneto, Sez. II Sent. 3 dicembre 1992,  n.
  147; T.A.R. Veneto, Sez. II - Sent. 19 marzo 1998, n. 868; T.A.R.
  Umbria  25 novembre 1996, n. 51; T.A.R. Puglia Sent. n. 1288  del
  12  marzo  2004;  Consiglio di Stato n. 4663/2000;  Tribunale  di
  Sciacca  Sent.  n.  49002)  dove viene  riconosciuto  illegittimo
  l'inserimento del Corpo di polizia municipale in una  determinata
  ripartizione, in quanto realizza una dipendenza gerarchica e,  in
  ogni caso funzionale ed organizzatoria, non voluta dalla legge;

   considerato  che il 1  ottobre 2004 il comandante del  Corpo  di
  polizia  municipale  di  Ribera, che  conta  23  addetti,  veniva
  collocato  a riposo e che a partire dalla stessa data,  e,  nelle
  more  del  prescritto concorso, venivano affidate le funzioni  di
  comandante  al  vice  comandante,  figura  prevista  nel  vigente
  regolamento degli uffici e dei servizi del Comune di  Ribera,  al
  fine  di  assicurare  la  continuità e  l'efficienza  dell'azione
  amministrativa;

   verificato che:

   in  data  19  novembre 2004, con la delibera n. 426,  la  Giunta
  municipale  approvava  la  nuova  pianta  organica  del   Comune,
  inserendo il Corpo di polizia municipale nel più ampio IV settore
  'Sviluppo  economico  e  servizi alle imprese'  e  che,  divenuta
  esecutiva, (in data 1  dicembre 2004, decorso cioè il termine  di
  30  giorni per eventuali ricorsi), il 4 febbraio 2005 il  Sindaco
  procedeva  alla revoca dell'incarico affidato al vice  comandante
  ed  alla  contestuale nomina a comandante del responsabile  dello
  sportello unico delle imprese, già in posizione di comando presso
  il Genio civile di Agrigento, divenendo così, oltre che dirigente
  del IV settore, anche comandante del Corpo di polizia municipale;

   accertato  che  il risultato di quest'operazione è semplicemente
  ingiustificabile,  in  considerazione  del  fatto  che  il  nuovo
  comandante,  senza concorso ed esami selettivi,  in  presenza  di
  altre candidature, passa da un posto di categoria D (responsabile
  di  servizio),  a  dirigente,  e quindi  a  capo  dell'istituendo
  settore  che  comprende,  inopportunamente,  anche  il  Corpo  di
  polizia municipale;

   le  risorse da impiegare, nonché quelle da reperire, relative al
  Corpo di polizia municipale verranno confuse da ora in avanti con
  quelle   delle   altre  unità  organizzative,  in  un'ottica   di
  commistione   che  potrebbe  rilevarsi  dannosa  per  l'interesse
  dell'intera collettività;

   ritenuto che:

   il  Corpo  di  polizia  municipale perde un  comandante  le  cui
  attribuzioni e mansioni vengono descritte nella legge  quadro  n.
  65 del 1986 e nella legge regionale n. 17 del 1990 per acquisirne
  uno,  la cui competenza ed esperienza sono tutte da verificare  e
  che  per  di più potrà svolgere le sue delicate funzioni soltanto
  part time;

   l'attuale assetto determina una situazione nella quale  in  capo
  allo stesso soggetto ricadono, inopportunamente, la titolarità di
  funzioni  relative a: procedimento di rilascio e  di  diniego  di
  autorizzazioni, concessioni, ingiunzione, oltre che la titolarità
  di  funzioni  di  controllo, vigilanza e  verifica  sugli  stessi
  provvedimenti, pregiudicando cosi l'imparzialità e la trasparenza
  amministrativa;

   per  sapere quali iniziative si intendano adottare per riportare
  il  tutto  nel  più assoluto rispetto delle norme attualmente  in
  vigore.» (2419)

   Risposta.  «In  riferimento all'interrogazione numero  2419,  il
  comune di Ribera, invitato dallo scrivente a fornire chiarimenti,
  ha comunicato quanto segue.
   Con  deliberazione  n.  426  del  19  novembre  2004  la  Giunta
  municipale ha approvato la nuova dotazione organica.
   Con  tale  determinazione è stato istituito  il  Quarto  Settore
  sviluppo  Economico  e  Servizi  alle  imprese  comprendente   le
  seguenti strutture:
   - Corpo di Polizia Municipale;
   -   SUAP   (Sportello  Unico  Attività  Produttive)   Marketing,
  Agricoltura e Mercato Ortofrutticolo.
   Con   determinazione  Sindacate  n.  7  del  2  febbraio   2005,
  I'incarico di Dirigente del Quarto Settore e, contestualmente, di
  Comandante  del  Corpo dì Polizia municipale  è  stato  conferito
  all'Architetto Pietro Coniglio.

   Il     predetto    funzionario,    già    Dirigente    regionale
  precedentemente  in servizio presso l'Assessorato  regionale  dei
  Lavori  Pubblici, è stato comandato presso il comune  di  Ribera,
  per la durata di anni tre, con decreto del Dirigente Generale  n.
  3041  del  31  luglio  2003, ai sensi e per gli  effetti  di  cui
  all'art. 2 della legge regionale n. 46/95.
   Con  la precitata determinazione sindacale n. 7 del 2005 è stata
  attribuita  all'Architetto Coniglio, a  carico  del  comune,  una
  indennità di posizione pari ad Euro 880,00 mensili, tenuto  conto
  che  lo  stesso non percepiva la retribuzione di cui all'art.  40
  del Contratto Collettivo Regionale del 23 maggio 2001
   Premesso    quanto    sopra,   si    ritiene    che    l'operato
  dell'Amministrazione comunale sia esente da vizi di legittimità e
  sia,  comunque, conforme alla legislazione vigente ed ai principi
  giurisprudenziali in materia.
   L'attuale  Ordinamento  della Polizia  Municipale,  disciplinato
  dalla legge n. 65 del 7 marzo 1986 e dalla l.r. n. 17/90, la  cui
  applicazione  è fatta salva dall'art. 73 del Decreto  legislativo
  29/93, non lascia dubbi sull'autonomia organizzativa e funzionale
  del Servizio di P.M., posto alle dirette dipendenze del Sindaco o
  dell'Assessore delegato verso il quale il Comandante (art. 6 l.r.
  n.  17/90)  è responsabile della disciplina e dell'impiego  degli
  appartenenti al Servizio medesimo.
   Tale autonomia gestionale è riconducibile alla molteplicità  dei
  compiti  attribuiti al Comandante (art. 8 Regol. D.A.  4.09.1993)
  sull'espletamento  delle  funzioni  assegnate  al  Servizio,  sul
  coordinamento  con altre forze di polizia, secondo direttive  del
  Sindaco e in rapporto con e le altre autorità di P.S.
   Ne  consegue l'ampia autonomia operativa e di posizione  di  cui
  gode   l'area   di   vigilanza,  ed   il   relativo   Comandante,
  nell'espletamento   delle  funzioni  attribuite   dalla   vigente
  legislazione   ed   in   relazione  alle   specifiche   necessità
  individuate   dal   Capo   dell'Amministrazione   per    esigenze
  contingibili ed urgenti.
   Infine, sempre secondo quanto riferito dal comune di Ribera,  la
  scelta   dell'Architetto  Coniglio  era  giustificata,  o   quasi
  obbligata, dai seguenti elementi circostanziali:

   l)  l'assenza, tra il personale in servizio presso il  Corpo  di
  Polizia Municipale, di soggetti in possesso dei requisiti per  il
  conferimento  di  un incarico dirigenziale (  art.  3,  punto  1,
  lettera g, legge n. 145/2002);
   2)  il regime di blocco delle assunzioni e dei concorsi disposto
  dall'art.  1, comma 93 e seguenti, della legge 30 dicembre  2004,
  n. 311 ( Finanziaria statale 2005).»

                                            L'Assessore STANCANELLI

   ALLEGATO

   Risposte  agli  ordini del giorno n. 582 e n. 590 dell'onorevole
  Fleres

                         Repubblica Italiana
                          Regione siciliana
                  Assessorato Agricoltura e Foreste
            Dipartimento regionale interventi strutturali
                  VII Servizio - Strutture agricole
     Riordino fondiario e sostegno al reddito e alla produzione
         Cooperazione e Associazionismo produttori agricoli
               Viale regione siciliana, 90145 Palermo
                        Unità operativa n. 39

   Prot.   n.   17056                                  Palermo   16
  febbraio 2005

   Oggetto:  Ordine  del  giorno  n. 582  dell'onorevole  Fleres  -
  Interventi  per  il riconoscimento, da parte del Ministero  delle
  Politiche  Agricole  e  Forestali, dello stato  di  calamità  per
  l'anno 2004 nella provincia di Catania.

                      ALLA REGIONE SICILIANA

   PRESIDENZA - SEGRETERIA GENERALE
                              Servizio 6  Coordinamento Attività
                Economiche e Produttive - Contributi

   FAX 091-7070265

   «In  riferimento  alla nota prot. n. 353 del  24.01.06  relativa
  all'oggetto, si fa presente quanto segue.
   Per  quanto  concerne i danni al comparto agricolo da  avversità
  atmosferiche c/o calamità naturali, questo Ufficio opera ai sensi
  del  nuovo Decreto Legislativo 29 marzo 2004 n.102 che, abrogando
  le precedenti normative in materia, ha riformato profondamente il
  "Fondo di Solidarietà Nazionale".
   In  applicazione  di  tale normativa, l'Ispettorato  Provinciale
  dell'Agricoltura  di  Catania, per l'anno 2004,  ha  avanzato  le
  seguenti proposte di delimitazione di territori danneggiati:

   l)  TROMBA  D'ARIA del 17.06.2004, limitatamente  al  territorio
  del comune di Castel di Judica;

   2)   NUBIFRAGIO  e  GRANDINE  del  17.061004,  limitatamente  al
  territorio  dei comuni di Adirano, Biancavilla e Santa  Maria  di
  Licodia.

   Le  proposte sopra indicate, dopo esame dello scrivente  ufficio
  e  successiva  delibera  di approvazione da  parte  della  Giunta
  regionale,  sono  state trasmesse al competente  Ministero  delle
  Politiche Agricole e Forestali per l'approvazione definitiva  che
  é   avvenuta   rispettivamente  con  l'emanazione   dei   decreti
  ministeriali  22  marzo 2005, pubblicati sulla  GURI  n.  74  del
  31.03.2005.
   Per   quanto   concerne,  invece,  l'anno  2005,   l'Ispettorato
  Provinciale  dell'Agricoltura di Catania ha  avanzato  anche  una
  proposta  di delimitazione di territori danneggiati dalle  gelate
  del  periodo  10  gennaio - 10 marzo 2005 sull'intero  territorio
  provinciale.
   Nel  contesto della suddetta proposta, veniva fatto cenno  anche
  alle  piogge  del  periodo novembre-dicembre 2004  che  avrebbero
  contribuito alla manifestazione dei danni delle gelate  dall'anno
  successivo,   ma  in  ogni  caso  le  proposta  era   finalizzata
  esclusivamente  alla  concessione  degli  aiuti  per  le  perdite
  derivanti dalle gelate del 2005.
   In  sede  di istruttoria il competente Ministero delle Politiche
  ha ritenuto opportuno chiedere lo scorporo dei danni delle gelate
  da  quelli  delle  piogge, in applicazione della regolamentazione
  della  Commissione UE, ai fini della verifica  dei  requisiti  di
  legge,  laddove  viene precisato che la misura minima  del  danna
  deva essere riferita al singolo evento e non all'insieme di due o
  più eventi, come nel caso in questione.
   L'Ispettorato  Provinciale  dell'Agricoltura  di  Catania,   nel
  riscontrare  la  nota ministeriale, ha ribadito la inscindibilità
  dei  danni  prodotti dai due eventi non avendo il primo  adeguati
  presupposti  per  la  formulazione di singola proposta  autonoma.
  Conseguentemente il Ministero ha accolto la proposta emanando  il
  D.M. 23 novembre 2005, pubblicato sulla GURI n. 279 del 30.11.05,
  relativo alle sole gelate del periodo 10 gennaio - 10 marzo 2005,
  evento per il quale sono effettivamente scattati i presupposti di
  attivazione del F.S.N.»

                                      Il Dirigente del Servizio VII
                                        (Dr. Agr. Giuseppe Calagna)

                         Repubblica Italiana
                          Regione siciliana
                  Assessorato Agricoltura e Foreste
            Dipartimento regionale interventi strutturali
                  VII Servizio - Strutture agricole
     Riordino fondiario e sostegno al reddito e alla produzione
         Cooperazione e Associazionismo produttori agricoli
               Viale regione siciliana, 90145 Palermo
                        Unità operativa n. 39

   Prot.   n.   14091                                   Palermo   7
  febbraio 2006

   Oggetto:  Ordine  del  giorno  n. 590  dell'onorevole  Fleres  -
  Interventi  per  il riconoscimento, da parte del Ministero  delle
  Politiche  Agricole  e  Forestali, dello stato  di  calamità  per
  l'anno 2004 nella provincia di Catania.

                      ALLA REGIONE SICILIANA

   PRESIDENZA - SEGRETERIA GENERALE
                              Servizio 6  Coordinamento Attività
                Economiche e Produttive - Contributi

   FAX 091-7070265

   «In  riferimento  alla nota prot. n. 351 del  24.01,06  relativa
  all'oggetto, si fa presente quanto segue.
   Per  quanto  concerne i danni al compatto agricolo da  avversità
  atmosferiche e/o calamità naturali, questo Ufficio opera ai sensi
  del nuovo Decreto Legislativo 29 marzo 2004 n. 102 che, abrogando
  lo precedenti normative in materia, ha riformato profondamente il
  "Fondo di Solidarietà Nazionale''.
   In  applicazione  di  tale normativa, l'Ispettorato  Provinciale
  dell'Agricoltura  di  Catania, per l'anno 2004,  ha  avanzato  le
  seguenti proposte di delimitazione di territori danneggiati:

   1)  TROMBA  D'ARIA del 17.06.2004, limitatamente  al  territorio
  del comune di Castel di Iudica;

   .2)  NUBIFRAGIO  e  GRANDINE  del 17,06,2004,  limitatamente  al
  territorio  dei  comuni di Adrano, Biancavilla e Santa  Maria  di
  Licodia.

   Le  proposte sopra indicate, dopo esame dello scrivente  ufficio
  e  successiva  delibera  di approvazione da  parte  della  Giunta
  Regionale,  sono  state trasmesse a  competente  Ministero  dello
  Politiche Agricole e Forestali per l'approvazione definitiva  che
  è   avvenuta   rispettivamente  con  l'emanazione   dei   decreti
  ministeriali  22  marzo 2005, pubblicati sulla  GURI  n.  74  del
  31.03.2005.
   Per   quanto   concerne,  invece,  l'anno  2005,   l'Ispettorato
  Provinciale  dell'Agricoltura di Catania ha  avanzato  anche  una
  proposta  di delimitazione di territori danneggiati dalle  gelate
  del  periodo  10  gennaio  -10 marzo 2005 sull'intero  territorio
  provinciale.
   Nel  contesto della suddetta proposta, veniva fatto cenno  anche
  alle  piogge  del  periodo novembre-dicembre 2004  che  avrebbero
  contribuito alla manifestazione dei danni delle gelate  dell'anno
  successivo,   ma  in  ogni  caso  la  proposta  era   finalizzata
  esclusivamente  alla  concessione  degli  aiuti  per  le  perdite
  derivanti dalle gelate del 2005.
   In  sede  di istruttoria il competente Ministero delle Politiche
  ha ritenuto opportuno chiedere lo scorporo dei danni delle gelate
  da  quelli  delle  piogge, in applicazione della regolamentazione
  della  Commissione UE, ai fini della verifica  dei  requisiti  di
  legge,  laddove  viene precisato che fa misura minima  del  danno
  deve essere riferita al singolo evento e non all'insieme di due o
  più eventi, come nei caso in questione.
   L'Ispettorato  Provinciale  dell'Agricoltura  di  Catania,   nel
  riscontrare  la  nota ministeriale ha ribadito la  inscindibilità
  dei  danni  prodotti dai due eventi non avendo il primo  adeguati
  presupposti  per  la  formulazione di singola proposta  autonoma.
  Conseguentemente il Ministero ha accolto la proposta emanando  il
  D.M. 23 novembre 2005, pubblicato sulla GURI n. 279 dei 30.11.05,
  relativo  alle sole gelate del periodo 10 gennaio-10 marzo  2005,
  evento per il quale sono effettivamente sceltati i presupposti di
  attivazione del F.S.N.»

                                      Il Dirigente del Servizio VII
                                        (Dr. Agr. Giuseppe Calagna)