Presidenza del vicepresidente Lo Giudice
BURGARETTA APARO , segretario, dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
CONGEDO
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Raiti ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
Non sorgendo osservazioni il congedo è accordato.
MISSIONE
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Zangara è in missione,
per ragioni del suo ufficio, dal 7 all'8 marzo 2002.
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 477 - Adeguata dotazione organica dell'Ufficio delle
entrate di Gela.
- Presidente Regione
- Assessore Bilancio
***
Morinello Salvatore; Ferro Giovanni; Raiti Salvatore
----------------
N. 478 - Notizie sui criteri di affidamento dei corsi
formativi all'ente ECOFORM-CISAL.
- Presidente Regione
- Assessore Lavoro
***
Genovese Francantonio; Barbagallo Giovanni; Gurrieri
Sebastiano; Tumino Carmelo; Vitrano Gaspare; Zangara Andrea
----------------
ANNUNZIO DI INTERPELLANZA
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
N. 30 - Iniziative per l'attuazione della legge regionale
n. 15 del 2000 in materia di tutela degli animali.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
***
Oddo Camillo
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il
Governo abbia dichiarato che intende respingere l'interpellanza o
abbia fatto conoscere il giorno in cui intende trattarla,
l'interpellanza stessa sarà iscritta all'ordine del giorno per
essere svolta al suo turno.
ANNUNZIO DI MOZIONE
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
mozione:
N. 94 - Iniziative per favorire l'investimento nel
Mezzogiorno delle risorse raccolte al Sud dagli Istituti di
credito.
Formica Santi; Incardona Carmelo; Infurna Giuseppe;
Ioppolo Giovanni; Tricoli Marzio; Virzi' Gioacchino
Presentata il 6/03/02
Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno
della seduta successiva perchè se ne determini la data di
discussione.
COMUNICAZIONE DI APPOSIZIONE DI FIRMA A MOZIONE
PRESIDENTE. Con nota del 6 marzo 2002, pervenuta al Servizio di
Segreteria il 7 marzo successivo, gli onorevoli Francesco
Forgione e Santo Liotta hanno chiesto di apporre la propria
firma alla mozione n. 93 "Riconoscimento della qualità di Ente
di formazione all'associazione 'Libera'.
L'Assemblea ne prende atto.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Constatata l'assenza del Governo, sospendo la seduta per
quindici minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 10.45, è ripresa alle ore 11.15)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, ricordo che, così come stabilito ieri,
la seduta di questa mattina sarà interamente dedicata alla
discussione dei numerosi ordini del giorno depositati.
Presidenza del vicepresidente Lo Giudice
Si inizia con la discussione dell'ordine del giorno n. 60:
"Iniziative in merito alle recenti vicende riguardanti il
petrolchimico di Gela", a firma degli onorevoli Speziale,
Capodicasa, Cracolici, Crisafulli ed altri.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, abbiamo avvistato l'esigenza
di presentare un ordine del giorno riguardamte la vicenda
drammatica dello stabilimento petrolchimico di Gela.
In questo momento a Gela è in corso, malgrado la pioggia,
una manifestazione che sta interessando più di ventimila persone,
segno che in quella realtà c'è molta attenzione e segno della
importanza che lo stabilimento petrolchimico riveste nella realtà
di Gela e della Sicilia.
Lo stabilimento petrolchimico nasce all'inizio degli anni
sessanta e costituisce una speranza; insiste in un territorio che
in qualche modo viene riconvertito, essendo a vocazione agricola
e marinara, in territorio a vocazione industriale.
Intere generazioni vengono formate e si formano sulla base
della cultura industriale e, adesso, il provvedimento della
magistratura potrebbe cancellare questa realtà
Noi pensiamo che il problema vada affrontato sotto un
duplice punto di vista.
Il primo, e lo diciamo, è quello che immediatamente si
risolva la questione posta dalla magistratura.
La magistratura ha posto un problema legato alla
classificazione del Pet-coke come combustibile; essa ritiene che
sulla base della legge Ronchi si tratti di un rifiuto. Noi
speriamo che mentre ne parliamo il Consiglio dei Ministri
affronti la questione, che venga emanato un decreto-legge che
possa finalmente definire il Pet-coke come combustibile e che
possa essere riutilizzato nei siti produttivi in cui viene
prodotto, soprattutto, per la produzione di energia elettrica.
Contemporaneamente, però, vogliamo richiamare alla sua
responsabilità il Governo della Regione.
Sulla stampa non è apparso, ma io lo voglio dire in
quest'Aula, anche per una corretta informazione nei confronti dei
miei colleghi parlamentari: l'origine della inchiesta giudiziaria
è legata alla mancata emissione da parte dell'Assessore regionale
Pellegrino del decreto sulle emissioni.
C'è un ritardo della Regione in questo settore che io
spero venga rapidamente colmato.
Il decreto sulle emissioni è stato concordato tra la
direzione aziendale e il Direttore dell'assessorato regionale
territorio e ambiente, dott. Pergolizzi, già due mesi addietro.
Dopo i provvedimenti della magistratura, in occasione di un
incontro richiesto da me presso la Presidenza della Regione, al
quale hanno partecipato, oltre, ovviamente, al Presidente
Cuffaro, l'Assessore Noè e l'Assessore Pellegrino, da più parti
fu posta l'esigenza di una rapida emanazione del decreto che
aveva ormai completato il suo iter procedurale, si trattava
soltanto di apporre la firma al decreto. Ebbene, ancora oggi
quella firma non è stata apposta e fino a ieri, stando alle
dichiarazioni dell'onorevole Pellegrino riportate dalla stampa,
si è tergiversato a proposito dell'emanazione di quel decreto.
Dico ciò affinché sia chiaro qual è il livello di
responsabilità che compete al Governo della Regione; infatti,
anche se il Governo nazionale dovesse emanare oggi il decreto-
legge, così come tutti noi auspichiamo, si riattiverebbero gli
impianti, ma rimarrebbero sub-iudice, in quanto, in mancanza
dell'emanazione del decreto che dia certezza normativa a
proposito del tasso di emissione, al quale le aziende devono
adeguarsi, permetteremmo alla magistratura di sollevare altre
obiezioni. Per cui è fondamentale che al decreto-legge si
accompagni il decreto sulle emissioni, affinché le aziende,
sulla base di una certezza, possano adeguare i propri
comportamenti.
Come si evince c'è una responsabilità diretta del Governo
regionale, e io mi auguro che l'ordine del giorno che spero
approveremo faccia da stimolo affinchè l'Assessore al Territorio
e Ambiente emani in tempi rapidi il decreto.
Un'altra questione che intendo sottoporre alla vostra
attenzione - e concludo - riguarda il maldestro tentativo di
frapporre gli interessi dell'ambiente a quelli del lavoro.
Molti dei miei colleghi parlamentari sapranno certamente che
sono dipendente dello stabilimento petrolchimico di Gela e voglio
dire loro che quando ancora nel Paese c'era un tasso ridotto di
sensibilità ambientale i primi a porre le questioni che
riguardavano il livello di sicurezza interna allo stabilimento ed
a porre l'esigenza di interventi strutturali in materia di
ambiente furono proprio i lavoratori, i quali, ovviamente,
soffrivano quella condizione, e le loro organizzazioni sindacali.
Ancor prima che il problema ambientale divenisse una
questione nazionale, quando ancora questo problema era trascurato
dalla stragrande maggioranza dei citttadini, noi lo ponevamo, e
lì, grazie all'iniziativa sindacale e all'iniziativa dei
lavoratori, sono stati fatti grandi passi in avanti. Forse non
si ha idea di che cosa fossero i dati di emissione di quello
stabilimento e della centrale, in particolare, prima, per
esempio, che si facesse lo slack, che ha permesso di utilizzare
il Pet-coke, ma di ridurre il tasso di emissione di oltre il 50
per cento rispetto ai tassi precedenti. Quegli interventi
strutturali nel settore ambientale per abbattere i tassi di
emissione furono una conquista dei lavoratori.
Dunque, questa visione che viene data, che a Gela ci
sarebbero tremila, quattromila lavoratori che trascurano
l'ambiente pur di difendere il loro posto di lavoro è falsa,
bugiarda, non risponde alla sensibilità di quel mondo che io
conosco profondamente.
In proposito penso che noi dobbiamo consentire nuovamente
che le questioni riguardanti lo sviluppo industriale e la tutela
ambientale si muovano insieme e oggi ci sono gli strumenti per
farlo. Purtroppo, questi strumenti sono stati adoperati soltanto
in altre aree del Paese, mi riferisco a Porto Marghera, dove già
da alcuni anni opera un accordo di programma che coniuga le
esigenze riguardanti lo sviluppo produttivo e le questioni di
salvaguardia ambientale.
Un'altra esigenza che intendiamo sottoporre al Governo -
anche se devo riconoscere che l'Assessore Noè in tutte le sedi lo
ha più volte ribadito - è quella di affrontare la questione
specifica del sito industriale di Gela, che è un nodo strategico
per lo sviluppo della chimica e dell'energia. una volta superata
l'emergenza,
Si faccia un accordo di programma con fondi diretti
dell'ENI, della Regione e dello Stato, in modo tale da coniugare
due grandi esigenze: la possibilità di utilizzare la chimica e
l'energia come una grande occasione di sviluppo al servizio del
Paese e, al tempo stesso, salvaguardare l'ambiente.
I sindacati lo hanno già richiesto, noi lo condividiamo,
sappiamo che l'Assessore Noè e il Governo regionale su questo
argomento più volte hanno assunto impegni, ma noi pensiamo che
questa questione, dopo l'emergenza, debba diventare centrale.
E' questa la ragione per cui abbiamo sottoposto questi punti
all'attenzione del Parlamento regionale di cui auspichiamo un
voto positivo.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
quest'ordine del giorno non possa essere votato soltanto dai
colleghi presentatori, anche se così com'è formulato non credo
possa ottenere il consenso dei deputati appartenenti al mio
gruppo. Infatti, pur essendo lodevole il comportamento del
governo regionale, del Presidente della Regione, dell'Assessore
Noè, da notizie ormai certe pare che il problema non dico che sia
risolto, ma quasi. Tra l'altro, proviene anche un'indcazione
forte dall'onorevole Lumia, il quale si rivolge al Governo
nazionale affinchè emetta il decreto legge e ciò pare possa
risolvere il problema. Infatti, un decreto amministrativo -
sostengono i magistrati - non può modificare una legge.
Nell'ordine del giorno in discussione si impegna il Governo
regionale ad esercitare tutto il suo peso affinchè il Governo
nazionale emani un decreto legislativo ...
SPEZIALE. Un decreto-legge, non un decreto legislativo,
onorevole Cintola.
CINTOLA. E' stato un lapsus, la ringrazio. Infatti, soltanto
un decreto-legge può modificare una legge, dunque, l'ordine del
giorno va modificato.
Se sospendessimo brevemente la seduta, modificassimo
l'ordine del giorno nella parte in cui si impegna l'Assessore ad
emanare un decreto.
SPEZIALE. C'è scritto al primo punto, è chiaro.
CINTOLA. Nell'ordine del giorno al primo punto c'è scritto:
"Impegna il Governo della Regione, ed in particolare il
Presidente della Regione, ad esercitare tutto il suo peso
affinchè il Governo nazionale emani un provvedimento legislativo
urgente per restituire serenità ad una intera comunità". Allora,
prendiamo atto che questo l'ha già fatto, che è stato stabilito
ieri sera, che il Consiglio dei Ministri sta emanando il decreto
che il Governo della Regione ha chiesto; prendiamo atto delle
cose positive che il Governo ha posto in essere. Tutto il resto
contenuto nell'ordine del giorno va bene, tranne la
considerazione sul fatto che l'Assessore al territorio non abbia
emesso, ad oggi, il decreto.
Serve poco per avere l'unanime valutazione positiva
dell'Aula e per dare più forza all'ordine del giorno.
Non serve dire che l'Assessore al territorio non ha emesso
il decreto, è come se volessimo fare sempre delle accuse.
Andiamo a ciò che ci unisce e consentite anche alla maggioranza
di esprimere un giudizio sereno sulla validità delle cose che
l'onorevole Speziale ha detto, sulla validità delle cose che
l'Assessore Noè magnificamente ha fatto, sulla validità delle
cose che il Presidente della Regione ha già ottenuto dal Governo;
il problema, infatti, è nella sua fase di risoluzione grazie
all'intervento massiccio e concreto di questo Governo e di questa
maggioranza.
Per cui, signor Presidente, la modifica dell'ordine del
giorno nei termini in cui ho detto prima consentirebbe ai
capigruppo della maggioranza di apporre anche la loro firma e di
votarlo positivamente.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Per invitare l'amico Cintola a non avere un
atteggiamento preconcetto, rilevo che il secondo punto della
premessa dice: "a seguito della mobilitazione dei lavoratori e
dei sindacati - lo dico ai colleghi perché nessuno aveva
intenzione di sottrarre al Presidente della Regione il fatto che
su questo si è impegnato assieme all'assessore Noè e l'ho
ribadito - è stato convocato alla Presidenza del Consiglio un
incontro, richiesto dal Presidente della Regione, per emanare un
decreto legge che stabilisca la natura di combustibile del
Pet-coke, al fine di superare i dubbi interpretativi degli organi
giudiziari".
E' chiaro che è messo appositamente. Inoltre, c'è un'altra
osservazione che riguarda, invece, l'assessore per il territorio
e l'ambiente, il quale. deve emanare il decreto sulle emissioni
in modo da dare certezza normativa, perché il Pet-coke supera
una questione, ma la mancata emanazione del decreto
sull'emissione alle quali le aziende si devono adeguare lascia
incerta, sul piano normativo, una vicenda sulla quale si potrebbe
comunque incuneare sempre un'iniziativa della Magistratura.Voglio
precisare ciò.
Sulla terza questione, voglio dirti, che nessuno ha
interesse a sollevarla; se si ritiene che nella parte
impegnativa, lo scriviamo sempre così, bisogna dire di nuovo che
c'è stato l'impegno del Presidente Cuffaro che già in premessa è
scritto, nel corpo dell'ordine del giorno, se è questo il
problema lo si scriva; l'importante è che si arrivi ovviamente in
modo unitario, anche perché da parte nostra non c'è nessun
tentativo di dovere minimizzare l'impegno del governo regionale,
né del Presidente della regione, né ripeto, come ho detto nel
corso del mio intervento iniziale, dell'assessore Noè che in
questa materia, lo ripeto, e lo riconosco pubblicamente, si è
spesa e si è spesa anche bene, ha dichiarato disponibilità, si è
spesa con impegno e anche con conoscenza delle questioni.
Pertanto, onorevole Cintola, siccome non hai inquadrato bene
la vicenda, vorrei che fosse chiaro che il problema di aggiungere
le firme non c'è, il problema di modificare il primo punto della
parte impegnativa non esiste perchè che già nella premessa c'è, è
un corpo unico, al secondo punto già c'è una premessa, se si
vuole modificare non c'è nessun problema, se si ritiene di
approvarlo così, lo approviamo così oppure lo approviamo dicendo
che si modifica il primo punto della parte impegnativa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'ordine del giorno non è
emendabile e tuttavia non sarà sfuggito a nessuno che in buona
sostanza l'ordine del giorno invita il Governo a fare quello che
già sta facendo. L'ordine del giorno è un atto politico di
supporto che l'Assemblea regionale può compiere rispetto
all'azione che il Governo sta già compiendo.
Personalmente, pertanto, su questo tema non andrei troppo
per il sottile: il Governo si sta muovendo e si sta muovendo
benissimo da questo punto di vista; l'ordine del giorno dà
maggiore forza all'azione che il Governo sta compiendo perché di
fatto riproduce esattamente i comportamenti che il Governo sta
già tenendo rispetto al Governo nazionale e a quanti altri hanno
bisogno di essere sollecitati rispetto alla soluzione di questa
vicenda. Darei pertanto la parola al Governo per esprimere la sua
opinione,, dopodiché passerei alla votazione dell'ordine del
giorno.
D'AQUINO, assessore agli enti locali. L'ordine del giorno è
sicuramente condiviso; peraltro, il Governo ha già iniziato
un'azione e credo che l'onorevole Speziale abbia dato atto che
l'azione va continuata su tale linea nell'interesse comune e
nell'interesse di tutti, se l'ordine del giorno è emendabile si
può limare qualcosa, se la presidenza dice che l'ordine del
giorno non è emendabile è chiaro che c'è la condivisione.
E' chiaro che nella parte in cui in qualche modo è
interessato l'assessore al territorio il Governo non può
condividere quella parte, ma nel merito politico dell'ordine del
giorno è totalmente condiviso.
PRESIDENTE. Per precisare, l'articolo 124 del Regolamento
interno precisa che gli ordini del giorno non sono emendabili.
Qualora dovesse essere ritirato e ne fosse ripresentato un altro
formulato diversamente, quest'ultimo non potrebbe essere
discusso, potrebbe essere soltanto votato perché il termine per
la presentazione degli ordini del giorno è scaduto già ieri a
conclusione della discussione generale.
Tuttavia, siccome, l'opinione del Governo è favorevole e in
buona sostanza l'ordine del giorno sicuramente non può
considerarsi né di accusa, né di attacco nei confronti del
Governo, tutt'al più di supporto rispetto all'iniziativa che il
Governo sta compiendo, lo pongo in votazione.
CINTOLA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, voglio fare un appello al
Presidente dell'Assemblea ed ai colleghi perchè, è vero che ci
sono norme che stabiliscono percorsi, ma è pur vero che il tema
di Gela, che è un tema nazionale, di interesse pubblico
eccezionale, di pane e lavoro fortissimo, non può
assolutissimamente trovare una allocazione che possa modificare
in questo momento un atteggiamento d'Aula e dello stesso Governo
che è costretto, pur avendo compiuto tutti i fatti che vengono
riconosciuti nello stesso ordine del giorno per la soluzione
della problematica, a limitare il suo assenso perchè c'è un
periodo in più; c'è un gruppo - quello che io rappresento, perchè
non posso consentirmi di rappresentarne altri - che si trova
nella difficoltà di non potersi esprimere compiutamente perchè
c'è una regola che non possiamo modificare con l'assenso
dell'intera Assemblea.
Se l'Assemblea in questo momento decide che questo ordine
del giorno lo vuole rimodulare, mi appello alla cortesia del
Presidente e dell'intera Assemblea perchè questo avvenga,
considerato che è un fatto di eccezionale importanza sul quale
si può prendere una misura pur essa eccezionale, non ripetibile
per l'avvenire, cioè di poterlo modificare e di poter porre in
condizione l'Assemblea di votare un documento unanime che serve
effettivamente non al Governo o alla maggioranza o all'Assemblea,
serve a risolvere la situazione di Gela, serve ad un fatto che è
stato eccezionalmente e significativamente portato all'attenzione
dal gruppo capeggiato dall'onorevole Speziale; intendiamo
assolutamente essere concordi e valutarlo positivamente.
Propongo, quindi, di fare uno strappo una tantum e mai più
per l'avvenire: si modifica l'ordine del giorno, si affina
l'ordine del giorno e lo mettiamo in votazione.
Continuo a rivolgermi alla Presidenza dell'Assemblea perchè
questo possa avvenire e continuo a rivolgermi al primo firmatario
ed ai firmatari dell'ordine del giorno perchè possano fare
esprimere, voglio andare avanti per quello che bisogna costruire
e non a guardare qualche possibile inadempienza che mette il
Governo nelle condizioni di potersi autocastrare.
Propongo di togliere quello e a continuare non ad iniziare,
perchè l'iniziativa è quasi definita, e quindi a continuare
l'opera già iniziata. Quindi 'a continuare' nel primo capoverso
l'opera iniziata e 'a modificare' quello che è un giudizio che
pone lo stesso Governo nelle condizioni di non poter dare il
giudizio favorevole all'ordine del giorno, per il quale
ha ottenuto risultati addirittura significativi, che in giornata
dovrebbero diventare legge. Questa è la mia preghiera.
PRESIDENTE. Le ipotesi che il Regolamento ci consente sono
le seguenti:
- se i firmatari dell'ordine del giorno insistono deve
essere posto in votazione;
- se i firmatari dell'ordine del giorno lo ritirano, può
essere ripresentato un altro ordine del giorno che potrebbe
essere presentato, ma non discusso, nel corso di questa stessa
seduta, solamente votato.
SPEZIALE. Signor Presidente, lo riformulo, perchè mi rendo
conto che l'interpretazione che all'esterno verrebbe da un voto
difforme dall'Aula è chiaro che indebolirebbe tutta l'iniziativa.
Pertanto, accolgo l'osservazione che qui viene fatta dal
Gruppo del CD, che è quella che riguarda il punto IV, per cui la
riformulazione è la seguente: nella premessa venga tolto il
punto IV, dove è stata letta una critica nei confronti del
senatore Pellegrino per ritardi sull'emanazione del decreto.
Tolto questo punto, mi pare che si possa approvare così com'è.
CINTOLA. E continuare con il punto iniziale....
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, mi segua: ripeto il percorso,
non entro nel merito. Il percorso è questo: deve essere
ritirato l'ordine del giorno n. 60, ripresentato un ordine del
giorno che non verrebbe discusso, verrebbe soltanto votato, con
le modifiche che concorderete.
SPEZIALE. Tolto questo, va bene?
PRESIDENTE. Se è così, io sospendo la seduta per due minuti
per dare modo di correggerlo.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa per due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 11.41, è ripresa alle ore 11.43)
PRESIDENTE. Come concordato prima della sospensione, l'ordine
del giorno n. 60 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n.
60/BIS, degli onorevoli Speziale, Capodicasa, Cracolici,
Crisafulli, De Benedictis, Giannopolo, Oddo, Panarello, Villari,
Zago, Barbagallo, Papania, cui appongono la propria firma anche
gli onorevoli Cintola, Mercadante, Virzì, Savona, Liotta,
Nicotra, Lo Monte, Dina, Croce, Savarino e Fleres, allegato al
presente resoconto stenografico.
L'ordine del giorno n. 60/bis, in buona sostanza, riproduce
i contenuti dell'ordine del giorno n. 60 con alcune modifiche e,
in particolare, con la soppressione del punto IV della premessa,
quello che fa riferimento all'atteggiamento dell'Assessore al
Territorio ed all'Ambiente.
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 60 bis con il
parere favorevole del Governo. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si procede con la discussione dell'ordine del giorno n. 25:
'Iniziative in materia di canoni di locazione degli alloggi di
edilizia residenziale pubblica', a firma degli onorevoli Villari,
Speziale ed altri.
Ne dò lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che l'articolo 93 della legge regionale 3 maggio 2001,
n. 6, è un'interpretazione autentica dei commi 1 e 3
dell'articolo 54 della legge regionale 18 dicembre 2000, n.
26, che fissavano i nuovi canoni di locazione degli alloggi
d'edilizia residenziale pubblica;
CONSIDERATO che il chiaro obiettivo del legislatore,
intervenendo per ben due volte in pochi mesi nella stessa
materia, è stato quello di decidere i nuovi canoni d'affitto,
correggendo in parte la prima decisione di dicembre,
specificando cosa s'intende per reddito imponibile e che
l'affitto minimo non può in ogni modo superarlo;
TENUTO CONTO che il testo dell'articolo 93 della legge
regionale n. 6 del 2001 non può dare alcun equivoco
interpretativo, vista la sua chiarezza e limpidezza;
RILEVATO che alcuni comuni siciliani continuano a rifiutarsi di
applicare questa chiara disposizione legislativa, tenendo conto
solo delle disposizioni contenute nell'articolo 54 della legge
regionale n. 26 del 2000 e quindi aumentando gli affitti agli
inquilini al limite minimo lì previsto di lire 100.000 mensili,
IMPEGNA L'ASSESSORE REGIONALE PER I LAVORI PUBBLICI
- ad inviare una circolare di sollecito al rispetto della
normativa regionale in materia a tutti gli enti preposti alla
gestione degli alloggi d'edilizia residenziale pubblica e,
qualora successivamente fossero ancora segnalati episodi di
mancata applicazione, inviare delle ispezioni amministrative
negli enti evasori.
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 25. Il parere del
Governo?
D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Favorevole. Non ci sono interventi. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 26: 'Iniziative per la
riapertura dei macelli recentemente chiusi', a firma degli
onorevoli Lo Giudice, Formica, Cracolici e Antinoro.
Ne dò lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PRESO ATTO dell'efficacia dei controlli effettuati dai NAS e
dagli organi di vigilanza veterinaria che hanno evidenziato
delle carenze nella filiera di produzione di carni locali;
carenze che possono essere messe, anche direttamente, in
collegamento ai recenti casi di B.S.E. che possono provocare
pericolo al consumatore;
che la chiusura per lungo tempo delle strutture di macellazione
rappresenta un grave pericolo per la salute pubblica in quanto
si incentiva, purtroppo, la macellazione clandestina, la quale
sfuggendo ai controlli veterinari, rappresenta la verta fonte
di contagio di gravissime malattie come dimostrano i tragici
fatti verificatisi di recente nella nostra Isola.
RITENUTO che è opportuno considerare che le poche strutture di
macellazione presenti in Sicilia rappresentano da un lato un
indispensabile polmone di sfogo per la produzione della
zootecnia locale già in profonda crisi e, dall'altro,
l'istituzione di necessari punti di controllo, gli unici
veramente validi, ad evitare malattie trasmissibili all'uomo,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- attraverso gli organismi di competenza preposti, ad
individuare le carenze riscontrate nelle strutture la cui
attività è stata sospesa, indicando ai titolari le opere
urgenti necessarie che possano consentire la ripresa
dell'attività di macellazione.
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 26. Il parere del
Governo?
D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Favorevole. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 28: 'Misure di sostegno per
l'agricoltura siciliana', a firma degli onorevoli Villari,
Liotta, Barbagallo, Raiti ed altri. Ne do lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che l'agricoltura siciliana, nel quadro del riordino
dei parametri fondamentali dell'economia dell'Isola,
costituisce uno degli assi fondamentali per un nuovo sviluppo
economico ed una fonte primaria di ricchezza;
OSSERVATO che, nonostante lo straordinario sforzo economico
messo in campo a livello nazionale dai governi di
centrosinistra, anche attraverso le diverse misure contenute
nel "pacchetto Sicilia", permangono ritardi di attuazione e
un'assoluta mancanza d'iniziativa dell'attuale governo
regionale che aggiorni i provvedimenti previsti alla luce delle
gravissime situazioni determinatesi nel frattempo nei diversi
comparti;
VISTO lo straordinario alternarsi di estremi climatici, con
gelate, prolungata siccità e improvvise piogge torrenziali che
hanno messo in ginocchio l'agrumicoltura siciliana (che da sola
rappresenta il 60 per cento della produzione agrumicola
nazionale) e che ha comportato la rinuncia di circa il 70 per
cento del raccolto - in quanto la pezzatura di piccole
dimensioni non risponde alle esigenze del mercato -;
VISTO altresì il prolungato effetto sulla zootecnica dei
provvedimenti adottati a seguito di "mucca pazza" e
dell'epidemia di "lingua blu" nonchè il parallelo effetto della
siccità sulla produzione di foraggio che costringe gli
allevatori a dare fondo anticipatamente alle scorte aziendali;
CONSTATATA la perdurante assenza di una politica sulle risorse
idriche, la cui crisi assume connotati sempre più drammatici e
rende ormai ingiustificabile e colpevole la mancanza di
immediate iniziative capaci di risolverla, mettendo in campo
tutte le possibili risorse finanziarie ed iniziative politiche
ed istituzionali ad ogni livello, tali da permettere di
affrontare i problemi connessi sia agli usi potabili che a
quelli irrigui legati all'agricoltura (esempio ne sono le tante
dighe incompiute e tra queste, per la provincia di Catania,
l'eterna incompiuta diga di Pietrarossa);
VERIFICATI altresì i colpevoli ritardi che si registrano
nell'attuazione degli accordi a sostegno dei produttori che
conseguentemente si vedono caricati di oneri impropri e
incompatibili con la generale situazione di difficoltà
dell'agricoltura siciliana,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ED IN PARTICOLARE L'ASSESSORE PER L'AGRICOLTURA
- ad adottare misure straordinarie per fare fronte a questo
generale stato di crisi, anche in raccordo con paralleli
interventi a livello nazionale da sollecitare presso il
competente ministero;
- ad accelerare ogni provvedimento connesso alla dichiarazione
dello stato di calamità naturale con la predisposizione di
aiuti finanziari, in particolare verso il settore agrumicolo,
zootecnico e serricolo e la sospensione di tutte le scadenze
(fiscali, contributive, bancarie, ecc:) nonchè con la
predisposizione di misure di sostegno al reddito e di garanzie
possibili per l'occupazione dei lavoratori interessati;
- ad adottare misure adatte a rimuovere gli ostacoli di ordine
burocratico e amministrativo che ostacolano l'attuazione delle
disposizioni creditizie e agevolative previste dalla legge
finanziaria 2001 a favore del settore agricolo (art. 137) ed
in particolare di quello agrumicolo come previsto dalle misure
contenute dalla scorsa legge finanziaria e riguardanti
l'abbattimento dei costi energetici a favore della piccola e
media impresa agricola ed interventi importanti a sostegno
delle gravi difficoltà determinati dalla crisi agrumicola
espressamente previsti per la Sicilia;
- a superare come Governo della Regione siciliana, ogni
ulteriore ritardo che possa fare rischiare un peggioramento di
una situazione che ormai sembra assumere dimensioni
catastrofiche, soprattutto per la scarsezza di risorse idriche
nonchè per la carenza di una politica delle acque in Sicilia.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo cinque
anni, non so se il Governo è informato - e per Governo intendo
tutti gli assessori - del fatto che oggi c'è una seduta, che è
stato presentato un cospicuo numero di ordini del giorno che
investono tante materie e che sensibilità vorrebbe, da parte
del Governo e degli assessori, di presenziare alle sedute
dell'Assemblea.
E' un cattivo, pessimo gusto che hanno gli assessori
convinti che, da momento in cui vengono eletti, non debbono dare
conto e ragione quasi più a nessuno se non a quei famosi
decretini per i quali hanno una predisposizione particolare.
Comprendo che il Presidente della Regione è a Roma - e tutti
sappiamo perché -, che l'Assessore per l'industria è a Roma - e
tutti sappiamo perché -, ma non comprendo perché un assessore su
dodici debba presenziare ai lavori dell'Aula, senza che possa
- perché non so se l'assessore per gli enti locali è in grado di
apprezzare con immediatezza l'ordine del giorno che viene posto
in discussione - apprezzarne subito la complessità, il
contenuto. Certo, se uno legge nella premessa che noi dobbiamo,
per dare un aiuto all'agricoltura, inneggiare a tutto ciò, a
tutti gli stanziamenti che il Governo di centro-sinistra ha
fatto, io non è che dico che non è così, ma centro-sinistra e
centro-destra servono nel momento in cui stiamo parlando degli
interessi sacrosanti dei lavoratori, della siccità, dell'andare
incontro alle necessità dell'agricoltura e degli agricoltori
isolani? Serve che in un ordine del giorno ci poniamo come se ci
fosse una parte che agisce a favore ed un'altra parte che quasi
ha agito contro?
Ed in ogni caso, Presidente, io non posso smentire la
coerenza dentro la quale per cinque anni ho protestato, mi sono
rammaricato, mi sono dispiaciuto. E continuo a rammaricarmi, a
dispiacermi e a protestare per il fatto che gli assessori non
ritengono di avere il dovere sacrosanto di stare in Aula:
dall'Assessore per l'agricoltura e le foreste, per il quale ora
c'è un ordine del giorno, per esempio, avremmo potuto sentire il
parere, parere che poteva essere anche illuminante, e ci
ritroviamo di nuovo a dover chiedere ai firmatari se siamo
d'accordo, se eliminiamo una particolare, penso anche inutile,
sottolineatura.
E i governi nazionali? E andiamo avanti tutti.
E' come se qualcuno ha fatto di più anche se è vero che quel
Governo di centro-sinistra queste cose le ha fatte, per cui non
ci sarebbe niente di male a codificarlo, ma riteniamo che per
una "par conditio" non si possa dire che il Governo di
centro-destra nazionale non abbia assunto identiche posizioni.
Concludo riconfermando il mio rammarico e il mio dispiacere
per il fatto che gli assessori disertano senza alcuna ragione,
immotivatamente, i lavori d'Aula. E questo non è solo un
rammarico, è una censura personale, non posso dire altro nei
confronti di chi ritiene che, fatto il bilancio e fatto la
finanziaria e uno sforzo supplementare, per il resto quest'Aula
veda in cartolina, e neppure, forse solo telefonicamente alcuni
assessori che non si vedono quasi mai in Aula, altri riescono a
farsi vedere. E questo lo dico con la perfetta convinzione che
l'unica persona che non può essere accusato di essere assente in
Aula è il Presidente della Regione. Non perché faccia parte del
gruppo, il C.D., del quale il Presidente della Regione è
deputato, ma perché le competenze e le prerogative e il lavoro
possono e debbano condurre a non stare sempre nei banchi
dell'Aula. Per gli altri ritengo, Presidente, che non ci siano
motivazioni adeguate ed invito la Presidenza dell'Assemblea a
sottolinearlo anche in maniera formale nei confronti del Governo
e dei singoli assessori.
Resto in attesa di sentire cosa dice il Governo sull'ordine
del giorno, per potere comprendere anche quale deve essere
l'atteggiamento che il mio gruppo dovrà assumere nei confronti
dello stesso.
PRESIDENTE. Onorevole Cintola, le sue osservazioni sono state
più volte sottolineate dalla Presidenza dell'Assemblea, e più
volte il Governo è stato richiamato alla presenza non solo per la
trattazione degli ordini del giorno, ma anche per la trattazione
dell'attività ispettiva, spesso rinviata, anche per la
discussione dei disegni di legge e quant'altro. Tuttavia, ecco,
invece desidero ringraziare l'Assessore D'Aquino, il quale pur
non essendo stati presentati ordini del giorno di sua pertinenza,
perché era venuto questa mattina per accertarsi che così fosse, è
presente.
CAPODICASA. Si è trovato a passare.
PRESIDENTE. No, non si è trovato a passare, onorevole
Capodicasa, è venuto questa mattina, si è accertato che non
c'erano ordini del giorno di sua pertinenza. Nonostante questo
è in Aula per sostenere le posizioni del Governo. Quindi
l'osservazione che fa l'onorevole Cintola è quanto mai pertinente
e tuttavia certamente non è gradevole, né per la Presidenza
dell'Assemblea, né per il Governo sentirla ripetere per troppo
tempo.
ZAGO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAGO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la situazione per
quanto riguarda il comparto dell'agricoltura non è meno
drammatica di quella di Gela, testimoniata in questi giorni dalle
manifestazioni che ci sono state e sono tuttora in corso.
E' da circa un mese che nella parte centro-meridionale della
nostra Isola ci sono delle manifestazioni, c'è una mobilitazione
che vede assieme i lavoratori del comparto, i produttori, i
concessionari, autotrasportatori che, in raccordo con le
istituzioni, le organizzazioni professionali agricole, Comuni,
Province, parlamentari, Governo regionale e Governo nazionale,
stanno cercando di affrontare la situazione che è diventata ormai
molto delicata.
Stamattina non si tratta di andare a limare un passaggio per
non urtare la sensibilità del centro-destra o del centro
sinistra. Però resta il fatto che su questi argomenti - e questo
è il primo ordine del giorno che viene discusso - sono stati
presentati circa tre-quattro ordini del giorno che vertono sul
problema dell'agricoltura.
Intanto si potrebbe unificare la discussione anche perché
i firmatari siamo sempre gli stessi, seppure dislocati
variamente, o per schieramento o per gruppo, addirittura per
territorio.
Le voglio fare una proposta. Proprio a seguito di quello che
è stato detto con il precedente ordine del giorno (quello che
riguarda Gela), chiederei non la stima, l'apprezzamento per la
presenza dell'Assessore D'Aquino - che non sono in discussione -,
ma proprio per continuare un discorso già avviato nelle settimane
passate, credo che sarebbe utile che questi ordini del giorno
venissero trattati alla presenza o dell'assessore o del
Presidente della Regione.
Quindi, dato che questi ordini del giorno non si possono
ripresentare senza discuterli, il problema è discutere, capire
perché poi la soluzione non è facile.....
PRESIDENTE. Onorevole Zago, potrebbero essere trasformati in
mozione ed essere messi all'ordine del giorno della prossima
seduta.
ZAGO. Ma già è stata presentata una mozione in tal senso.
PRESIDENTE. E allora non abbiamo una grande alternativa.
ZAGO. Signor Presidente, le volevo chiedere se si possono
rinviare proprio in considerazione del fatto che il Governo e
l'assessore di riferimento sono assenti. Per me la mozione sta
bene, io sono firmatario anche della mozione. Però non vorrei
escludere dalla discussione gli altri colleghi che firmatari
della mozione non sono e possono sempre apporre la firma
comunque. Però, rinviare la discussione può essere utile per
mantenere gli ordini del giorno ed avere la presenza
dell'assessore di riferimento.
PRESIDENTE. Onorevole Zago, purtroppo non posso accontentarla.
Era stato già stabilito che gli ordini del giorno venissero
discussi nella seduta odierna.
ZAGO. Allora mi permetta di intervenire nel merito. Dicevo
della delicatezza della situazione, signor Presidente e onorevoli
colleghi, caratterizzata da problemi vecchi e nuovi. Nei giorni
della mobilitazione in provincia di Ragusa ma anche nel
siracusano, in provincia di Caltanissetta, anche aziende di Gela,
e, anche per altri motivi.
I problemi dell'agricoltura non sono rappresentati solamente
dalla serricoltura siciliana o dalla serricoltura che insiste in
una ben determinata parte della Regione, o dalla zootecnia ma ci
sono i problemi dell'agrumicoltura e che quindi riguardano anche
altri territori della nostra Regione. Insomma, problemi vecchi e
nuovi e soprattutto emergenze. L'agricoltura si caratterizza
ormai come un'emergenza continua, perchè ad esempio da che cosa
scaturisce, perchè nasce il caso serricoltura? Nasce perchè
veniamo da un'annata veramente disgraziata, dalla virosi della
stagione estiva dell'anno scorso, a cui subito hanno fatto
seguito gli eccessi termici dell'autunno dello scorso anno, per
continuare con le gelate a cavallo del vecchio e del nuovo anno,
per poi arrivare a quella grande iattura che è stata la
trasmissione, o alcune trasmissioni, ma segnatamente una della
televisione nazionale, in un canale della RAI che ha arrecato ai
prodotti dell'agricoltura siciliana un danno come forse nemmeno
tutte le gelate che si sono registrate fino ad ora.
Mi riferisco alla leggerezza, alla irresponsabilità con la
quale a "Porta a Porta" il conduttore, non so quanti di voi hanno
visto quella trasmissione, come se fossero birilli, prendendo
materialmente prodotti sotto serra cominciando con la zucchina
etc., ha dichiarato davanti a tutta l'Italia, ai milioni di
telespettatori che seguono quella trasmissione, che i prodotti
sotto serra sono nocivi per la salute e non si devono dare ai
bambini perchè sono canne di gas che possono provocare gravi
danni. E aggiungeva, lo dico perchè potrebbe essere considerato
un elemento marginale ma invece è un elemento che ci deve indurre
a riflettere, di consumare prodotti surgelati perchè offrono più
garanzia rispetto ai prodotti sotto serra. Perchè i prodotti
sotto serra, a suo dire, siccome non sono stagionali sono
artefatti, manipolati in qualche modo drogati e provocano danni
alla salute. Voi capite difronte ad una trasmissione che viene
trasmessa su una rete nazionale che effetti devastanti ha avuto:
ha provocato il crollo dei consumi e quindi della richiesta, i
prodotti sono rimasti invenduti nei mercati nazionali.
Questo è inquietante perchè così non è
I prodotti sono regolarmente controllati, perchè vengono
periodicamente pubblicati i risultati delle analisi, dei
controllio effettuati sui prodotti serricoli e comunque, non sono
stagionali come non lo sono le mele e le pere del Trentino che
invece vengono indicati da quella trasmissione come prodotti da
potere consumare. E' chiaro che questo è stato un attacco
micidiale per il quale entra il gioco il Governo nazionale oltre
che il Governo regionale e attorno al quale si è discusso come
fare, come promuovere una campagna promozionale che recuperi
questa pubblicità negativa che ha avuto un impatto che voi
riuscite sicuramente ad immaginare perchè le pubblicità negative
purtroppo camminano più e meglio delle pubblicità positive. Fra
l'altro insospettisce questo consiglio che nessuno aveva
richiesto di consumare prodotti surgelati.
Questo ha provocato nella discussione con il Governo
nazionale e regionale la necessità di promuovere subito una
campagna che recuperi, che ristabilisca la verità e che quindi
renda giustizia e cerchi di tornare a far veicolare nei consumi
degli italiani i prodotti che non sono per niente nocivi alla
salute.
Ma oltre questo problema scaturito da una sciagurata serata
in televisione, ci sono i problemi delle calamità atmosferiche
con i quali conviviamo noi, ma convivono prima di noi gli addetti
ai lavori, gli agricoltori.
Io in questi anni che sono qui all'Assemblea regionale non
le so dire più quante interrogazioni ho presentato,
interrogazioni che si potrebbero ripresentare ogni tre mesi
cambiando solo la data, perchè si verificano regolarmente sempre
le stesse calamità che abbattono la produzione, e quindi le
gelati, i venti sciroccali, la virosi, le malattie dei prodotti.
Allora qui bisogna affrontare questo problema che è
emergenza perchè succede come succede, che, però, ormai, si è
consolidato e quindi dobbiamo avviare un discorso nuovo, visto
che non possiamo venire qui ogni volta a chiedere il contributo
perchè c'è stata la gelata, il contributo perchè c'è stato il
vento sciroccale, il contributo perchè c'è stato l'eccesso
termico.
Forse, è il momento cambiare registro,, di pensare alle
assicurazioni che possono permettere a tutti di avere una
maggiore serenità.
Ma bisogna pensare anche al futuro, bisogna chiedersi gli
addetti ai lavori, gli agricoltori, tutti lo hanno fatto e lo
stanno facendo, se le serre possono continuare ad essere quelle
che sono state in questi 30, 40 anni, se non dobbiamo pensare
come Regione, come Governo, come Parlamento a garantire un futuro
a questo tipo di coltivazione. Cioè, mi chiedo se non dobbiamo
pensare da un lato alla metanizzazione perchè le serre che
abbiamo sono serre a freddo, e invece dobbiamo condizionarle
climaticamente, e dall'altro se non dobbiamo pensare a strutture
diverse che non siano il solo foglio di plastica e i soli quattro
paletti che per adesso le caratterizzano.
E' per questo motivo che io auspicavo la presenza
dell'assessore Castiglione, del Presidente Cuffaro che su questo
sono stati presenti, hanno interloquito, per stabilire con loro,
naturalmente non in questa fase, ma chiusa la finanziaria, un
percorso che possa affrontare il problema del comparto agricolo
non con un ordine del giorno, importante ma che vuole
testimoniare un impegno e una volontà, ma con delle misure
strutturali se vogliamo garantire e dare una risposta e un futuro
a questo comparto.
PRESIDENTE. Il parere del governo?
D'AQUINO, assessore per gli enti locali. Siccome il governo
non condivide le premesse e non è presente l'assessore al ramo,
io credo che questo sia da accettare come raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa agli ordini del giorno n. 29 e n. 43, di
identico contenuto "Interventi urgenti in favore della deputata
curda Leyla Zana".
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
CONSIDERATO che:
- sono sette anni che l'onorevole Leyla Zana, prima ed ultima donna
curda eletta al Parlamento turco nel 1991, è in carcere
per reati di opinione e cioè per aver pronunciato, sia
in turco che in curdo, lingua allora proibita dalla
Costituzione della Turchia, con alcuni colleghi del suo
stesso partito, all'atto del giuramento di fedeltà alla
Repubblica turca, obbligatorio per i parlamentari di
questo Paese all'inizio del loro mandato, le seguenti
parole "sono stata obbligata ad adempiere alla
formalità richiesta, io lotto per la fraterna
convivenza del popolo curdo e del popolo turco in un
quadro democratico" e per aver successivamente
denunciato, in un viaggio con altri membri del
Parlamento della Turchia in Europa e negli Stati Uniti
d'America, la violazione dei diritti umani in Turchia a
danno del popolo curdo;
- Per questi fatti Leyla Zana ed i suoi colleghi furono accusati di
altro tradimento e di separatismo;
- al processo, nel dicembre del 1994, la procura chiese per essi la
pena di morte;
- il tribunale nell'ultima udienza (la stessa in cui fu pronunciata
la sentenza) modificò l'imputazione in quella di
"appartenenza a banda armata", accusando
arbitrariamente Leyla Zana di appartenenza al PKK,
senza permettere agli avvocati difensori nessuna difesa
e tanto meno la convocazione dei testi d'accusa;
- la condanna fu a quindici anni di carcere;
RILEVATO CHE:
- il Parlamento europeo ha insignito Leyla Zana nel dicembre del
1996 del premio Zakharov per la sua lotta a difesa dei
diritti umani;
- a luglio di quest'anno a Strasburgo la Corte di giustizia per i
diritti umani, espressione del Consiglio d'Europa, del
quale la Turchia fa parte, ha condannato la Turchia per
quel processo, considerando illegittime sia la
composizione del tribunale (per la presenza nella Corte
di membri designati dall'esecutivo e dall'esercito,
lesiva della sua indipendenza e della sua
imparzialità), sia le condizioni nelle quali vi potè
operare la difesa, sia, di conseguenza, la condanna
emanata non solo dunque condannando la Turchia al
pagamento dei danni alle vittime di quel processo ma
anche a ripristinare nella misura del possibile,
secondo lo Statuto del Consiglio d'Europa, le
condizioni nelle quali esse erano, cioè procedere alla
loro liberazione;
TENUTO CONTO:
- che la Turchia ad oggi si è limitata al pagamento dei danni ma
non sta prendendo in considerazione alcuna misura tesa,
in una forma o nell'altra, alla liberazione di Leyla
Zana e dei suoi colleghi;
- che per questa ragione il caso d Leyla Zana e dei suoi colleghi
continua ad essere oggetto di attenzione e di
interventi sulla Turchia da parte della Corte di
Strasburgo,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad invitare il Governo nazionale ed il Parlamento della
Repubblica a farsi promotori di interventi presso la Presidenza
della Repubblica, il Governo ed il Parlamento della Turchia
finalizzati all'ottenimento da parte della Turchia del rispetto
della sentenza della Corte di Strasburgo e dello Statuto del
Consiglio d'Europa a proposito del caso di Leyla Zana e dei suoi
colleghi.
Il parere del governo?
D'AQUINO, Assessore per gli enti locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno 30: "Tutela del personale ATA"
Il parere del governo?
D'AQUINO, Assessore per gli enti locali. Viene acccettato come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 31 "Sostegno
alla zootecnia siciliana"
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
TENUTO CONTO che emergenze sanitarie, crisi commerciali e
condizioni ambientali e climatiche avverse hanno
determinato per la zootecnia siciliana una crisi di cui
è ancora difficile riuscire ad intravedere la fine;
VISTI che i recenti drammatici fatti legati all'insorgenza della
variante umana della BSE in una giovane donna di Menfi
e la positività di due bovini da latte provenienti da
allevamenti del ragusano creano uno stato di grande
allarmismo non solo per l'esito infausto della malattia
ma anche per effetto della risonanza mediatica che tali
notizie hanno avuto;
TENUTO CONTO che scienziati responsabili regionali della
veterinaria e professori universitari esperti di
zootecnia appositamente auditi nella III e VI
Commissione legislativa hanno evidenziato la necessità
di puntare sulla zootecnica autoctona che utilizza
pascoli estensivi, e per ciò naturali, e che la stessa
copre solo il 30 per cento dell'attuale fabbisogno e
consumo di carne in Sicilia;
ATTESO che dalle inequivocabili dichiarazioni rese sia agli organi
di informazione, sia alla VI Commissione legislativa
dal responsabile dirigente veterinario di Menfi, dott.
L. Caracappa, emerge che in quel comune la quasi
totalità delle carni bovine vendute e consumate sono di
importazione, perchè la zootecnia autoctona è pressochè
inesistente (tanto che su 12 macellerie, 1 sola vende
carne locale) e che dunque l'allarmistico attacco alla
zootecnia siciliana ed al sistema dei controlli
effettuati dal servizio veterinario è infondato e
fuorviante per quel residuo di attività zootecniche che
invece costituisce per gli stessi metodi di allevamento
estensivo una garanzia per la salute dei cittadini di
questa Regione, considerando che il danno che deriva da
questa scorretta campagna di informazione oltre che
danneggiare un sistema già in grave crisi dell'economia
siciliana, produce panico e confusione nei consumatori;
PRESO ATTO che il contagio della variante umana di BSE anche nella
ragazza di Menfi, per i tempi lunghi di incubazione
della malattia, non può che essere avvenuto negli anni
in cui le carni bovine non erano sottoposte all'attuale
sistema di controlli veterinari;
VISTO che la rigida attività di repressione esercitata dai NAS che
ha portato alla chiusura di gran parte dei mattatoi
operanti nel passato anche nei piccoli comuni, è frutto
dell'applicazione di norme comunitarie pensate in
funzione della grande attività di macellazione del nord
e dell'Europa inesistenti in Sicilia, lungi dall'essere
elementi di garanzia e di sicurezza, di fatto
costituisce un autentico disincentivo per la zootecnia
autoctona giacchè la scarsa resa dei bovini locali e
gli elevati costi di trasporto per la macellazione dei
capi nelle poche strutture autorizzate con numero CE di
fatto sono proibitivi per il piccolo-medio allevatore
che preferisce interrompere la propria attività con
pregiudizio grave per l'economia siciliana e per la
salute pubblica;
TENTO CONTO che unitamente al problema delle carni bovine non va
sottaciuta la condizione del patrimonio ovicaprino (che
costituisce pure un efficace baluardo a garanzia della
salute pubblica) decimato dal piano di risanamento
della brucellosi, leucosi e tubercolosi cui però non è
seguito dal '96 ad oggi il giusto indennizzo per i capi
abbattuti;
ATTESO che la misura ipotizzata dal Governo nazionale di imporre la
tassa ai consumatori per garantire la qualità delle
carni è fuorviante rispetto al vero problema che chiama
in causa la responsabilità politica di chi ha lasciato
liberamente circolare nel passato le farine ricavate
dagli animali inglesi affetti da BSE e che i processi
dell'economia globale hanno portato anche nelle
mangiatoie degli allevamenti italiani e non solo in
Sicilia,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a varare una serie di misure per rilanciare e sostenere la
zootecnia siciliana attraverso un serio programma di interventi
sanitari, strutturali ed economici che tengano conto
fondamentalmente delle indicazioni che gli esperti del settore
hanno evidenziato nel dibattito sviluppatosi in seno alle
commissioni legislative.
LO CURTO ED ALTRI
D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Lo accetto come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno numero 33: -
Iniziative per scongiurare la perdita delle quote latte spettanti
alla Sicilia. Ne do lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che l'E.S.A. è proprietario di 11 milioni di quote latte,
secondo la vigente normativa europea;
RILEVATO che lo stesso ente ha ceduto alla Siciliana zootecnica di
Catania tali quote a condizione che venisse rispetto un
programma di utilizzo di tutte le quote-latte;
VISTO che la Siciliana zootecnica non ha rispettato tale programma,
nè l'E.S.A., cosa ancora più grave, ha vigilato su
quanto concordato,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad intervenire affinché non si corra concretamente il rischio che
gli undici milioni di quote latte della Sicilia non vengano
utilizzate e quindi, secondo le norme, ripartite in ambito
nazionale mettendo così in ulteriore difficoltà un settore, quello
zootecnico, che già conosce particolari difficoltà e rischiando di
colpire l'industria agroalimentare isolana, disperdendo in tal modo
un importante patrimonio di esperienze e di lavoro che sta cercando
di adeguarsi agli standard richiesti dal mercato europeo;
ad assumere iniziative per evitare di far perdere alla Sicilia le
quote o parte di esse.
(26 febbraio 2002)
VILLARI-LIOTTA-RAITI-AMENDOLIA-SPAMPINATO-
BASILE-BARBAGALLO GIOVANNI
Il parere del Governo?
D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Lo accetto come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Do lettura dell'ordine del giorno n. 36:
- Iniziative tese alla salvaguardia del patrimonio agrumicolo
e dei livelli occupazionali dell'azienda "Costantina" di
Catania.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
CONSIDERATO che:
- l'azienda "Costantina rappresenta un patrimonio di trecento
ettari che riveste primaria importanza economica nel settore
agrumicolo siciliano e carattere strategico sotto il profilo
occupazionale per l'intera provincia di Catania;
- in seguito al fallimento del gruppo Rendo, tale azienda è stata
posta in liquidazione dalla proprietà per far fronte alla grave
situazione debitoria del gruppo nei confronti dell'IRFIS e del Bds;
- da tre anni i lavoratori dell'azienda costituitisi in cooperativa
hanno continuato a condurla, sotto forma di affitto, salvandola dal
degrado cui inevitabilmente sarebbe andata incontro anche soltanto
dopo una sola stagione di abbandono, garantendo così il patrimonio
agrumicolo, oggi interamente convertito a biologico, e centinaia di
posti di lavoro;
- l'ISMEA, Ente economico di diritto pubblico, ha deliberato
l'acquisto del fondo agricolo e la cessione dello stesso alla
cooperativa con riscatto trentennale;
- l'importo a cui acquisterebbe l'ISMEA è certamente quanto di
meglio è possibile ottenere dal mercato per l'acquisto della citata
azienda;
- l'importo ottenibile dalla vendita, sulla base della proposta di
ripartizione già presentata dal liquidatore e nota ai creditori,
rappresenta quanto di meglio è possibile fare per soddisfare, a
stralcio, le esigenze di tutti i creditori,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a porre in essere ogni iniziativa tesa a favorire il
raggiungimento di un accordo tra il liquidatore e l'IRFIS al fine
di salvaguardare sia i livelli occupazionali del settore agricolo
già pesantemente segnato da una grave crisi, che il suddetto
patrimonio agrumicolo che si ritiene debba essere considerato un
bene non della sola "Costantina" ma della Sicilia tutta.
(5 marzo 2002)
PISTORIO-CINTOLA-RAITI-BASILE
MANCUSO-LEANZA-IOPPOLO-VILLARI
FLERES-BARBAGALLO-SPAMPINATO
LIOTTA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LIOTTA. Signor Presidente, ho chiesto di parlare non tanto per
illustrare l'ordine del giorno che ha una esposizione abbastanza
lineare, si comprendono le ragioni dell'impegno che questa Aula
chiede al Governo, quanto per evidenziare, onorevole Assessore,
che questo ordine del giorno è sostanzialmente un ordine del
giorno di supporto all'azione del Governo. Agevola l'azione di
governo nella ricerca di soluzioni possibili rispetto ad una
azienda agrumicola che rappresenta un patrimonio per l'intera
Sicilia ed una posizione leader nella agrumicultura del meridione
d'Italia, oserei dire. Si tratta di una azienda di trecento
ettari che da tre anni è seguita, per altro con una azione di
governo che già a partire dalla precedente legislatura aveva
visto impegnato l'allora assessore all'agricoltura, Cuffaro, oggi
Presidente della Regione. Quindi, si tratta di una azione che io
credo possa essere condivisa dal Governo.
VILLARI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VILLARI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, permettetemi
di fare una osservazione approfittando di questo intervento sulla
questione, che non credo abbia bisogno di ulteriori integrazioni
perché già ne ha parlato l'onorevole Liotta, quella dell'azienda
"Costantina", ma intervengo per dire, si tratta di un argomento
generale che penso tocchi trasversalmente questo Parlamento e
soprattutto il Governo che ha la responsabilità primaria nelle
scelte politiche che si sono fatte e che si faranno, e vorrei
soffermarmi su un fatto che mi pare strano. Per carità, non
voglio teorizzare sui meccanismi formali formali, procedurali e
regolamentari dell'Aula o della possibilità che il Governo
esprima un proprio parere rispetto ad un ordine del giorno e dica
che lo accetta come raccomandazione. Pur tuttavia a me questo
fatto pare strano e ritengo politicamente sia un atto di
debolezza al di là, prendo atto dello buona volontà e della
sensibilità dell'onorevole D'Aquino che è qui a rappresentare il
governo, però, rimane il fatto politico che rispetto a questioni
che, peraltro Lei, Signor Presidente, le conosce bene, perché
viene da una provincia come quella di Catania, poco fa
l'onorevole Zago parlava delle vicende della provincia di
Ragusa.
In Sicilia la vicenda agricola, la questione
dell'agricoltura, dell'agrumicultura, della zootecnia, al
questione degli undici milioni di quote latte all'ESA, alla
Siciliana zootecnica su cui l'ESA dovrebbe esercitare un
controllo, o la questione della siccità in questa regione che sta
determinando un gravissimo processo di desertificazione. Basta
percorrere il tratto Catania-Palermo per accorgersi di quale sia
lo stato del latte. Io mi chiedo se è concepibile che un Governo
possa limitarsi ad accogliere come raccomandazione ordini del
giorno di questa natura. Ripeto, la questione prescinde dalla
buona volontà dell'Assessore D'Aquino, ma qui il problema è di
carattere generale. Ed io teorizzo che, pur distinguendo le
diverse responsabilità tra maggioranza ed opposizione, tra
Governo e minoranza, mettiamola come la si vuole, rimane il fatto
che questo Parlamento non può non essere pienamente investito da
argomenti di questa natura.
Per cui le chiedo, Signor Presidente, di individuare,
eventualmente sentendo anche i gruppi parlamentari, su questioni
importanti, centrali, come queste di cui parliamo, Lei lo sa
bene, parliamo dell'agricoltura, dell'agrumicoltura, poi
scoppiano le tensioni sociali in tutte le provincie siciliane, ne
sappiamo qualcosa, e ci meravigliamo, quando è tardi ci
meravigliamo.
Ora, io non voglio dare qui responsabilità particolari a
questo o a quell'altro assessore, mi pongo il problema del ruolo
e della cultura di questo Parlamento e di questa classe politica
che, rispetto a questioni centrali come l'agricoltura, che è il
perno delle sviluppo, rimane uno dei perni centrali dello
sviluppo di questa regione, non può esserci tanto pressappochismo
e tanta genericità.
Per cui io vorrei tanto, Signor Presidente, che Lei si
facesse interprete, assieme a tutti i capigruppo parlamentari, a
partire ovviamente da quelli della maggioranza e dal Governo, di
questa esigenza che ho sollevato anche presentando l'ordine del
giorno che è stato discusso poco fa e sul quale specificatamente
non ero intervenuto.
Sono intervenuto adesso perchè mi sono sentito stimolato dal
fatto che parliamo di questioni veramente delicate, Signor
Presidente, non mi pare che il Parlamento e la politica
siciliana, rispetto a questo argomento, possano limitarsi ad una
presa d'atto come raccomandazione su un ordine del giorno.
La questione è seria e io mi auguro che l'Aula venga
impegnata ad una seduta ad hoc sulla questione agricola, la
questione agrumicola, la questione della zootecnia, la questione
dell'acqua, del completamento delle dighe.
C'è la vicenda della diga terrarossa nella zona del
calatino, che è scandalosa, ci sono state vicende giudiziarie
delicate, molto delicate.
Io vorrei che su questo, Signor Presidente, vi fosse una
riflessione seria e che, poi, vi fossero, conseguentemente, atti
di coerenza, non solo annunci generici, perchè tutti siamo
d'accordo sullo sviluppo, tutti siamo d'accordo che l'agricoltura
potrà creare occupazione ma i fatti, direbbe l'uomo della strada,
i fatti dicono che le contraddizioni tra il dire e il fare sono
stridenti e qui dobbiamo tutti, in qualche modo, impegnarci
seriamente e con coerenza.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
D'AQUINO, Assessore per gli enti locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo Pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 37:
"Riconoscimento della qualità di ente di formazione
all'Associazione "Libera"
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO l'associazione "Libera", nata il 25 marzo 1995, è un
network di oltre 700 associazioni impegnate nella lotta
alle mafie ed alla criminalità organizzata, con
l'obiettivo di aggregare, di coinvolgere e sostenere
tutti i soggetti interessati a un concreto impegno di
contrasto alla criminalità organizzata, e concorsi
nell'idea che per sconfiggere le mafie occorra unità e
spirito cooperativo;
- che intendimento di tale associazione è quello di affiancare alla
necessaria opera di repressione un'offensiva di
prevenzione, di cultura, di impegno civile, ritenendo
che promuovere la legalità significa prima di tutto
azione educativa, partecipazione democratica, ricerca
della giustizia, promozione di sicurezza e vivibilità
urbana;
- che solo in Sicilia, fino ad oggi, sono circa 100.000 gli
studenti coinvolti in progetti di educazione alla
legalità, promossi da "Libera", da insegnanti e presidi
delle scuole isolane;
- che dopo una petizione popolare promossa da "Libera" il 7 marzo
1996 è entrata in vigore la legge 109 sull'uso sociale
dei beni confiscati ai mafiosi che, in poco più di 4
anni, ha permesso l'utilizzo a fini sociali di 865 beni
immobili per un valore di oltre 239 miliardi di lire;
- che grazie all'iniziativa di "libera", ad esempio, la villa di
Salvatore Riina a Corleone, oggi è sede di un istituto
tecnico per l'agricoltura, dove ragazzi e ragazze hanno
la possibilità di imparare a curare produttivamente la
propria terra; nei terreni di Bernardo Provenzano,
nella zona di Castelvetrano, nasce l'olio di "Libera",
frutto del lavoro di un gruppo di giovani del luogo,
strappati al circuito della draga; a Palermo, la
collaborazione tra l'associazione, enti pubblici e
associazionismo, porterà alla realizzazione di
produzioni biologiche di alta qualità su terreni
confiscati;
- che l'associazione, nell'ambito di questo intervento complessivo,
ha istituito l'Università per la Legalità e lo
Sviluppo, che consiste nella creazione di un centro di
formazione, sensibilizzazione del territorio,
documentazione e ricerca. L'Università mira a
diventare un punto di riferimento sui temi della
legalità e della lotta alla criminalità organizzata;
- che grazie all'iniziativa del prefetto di Palermo, Renato
Profili, i comuni di Corleone, Monreale, Piana degli
Albanesi, San Cipirello, San Giuseppe Jato hanno
costituito un consorzio a cui vengono conferiti i beni
confiscati alla criminalità organizzata. L'Agenzia per
lo sviluppo economico del Mezzogiorno, Sviluppo Italia
e Libera hanno assunto il compito di "animare" i
soggetti locali al fine di far nascere strutture alle
quali affidare la gestione dei beni. Sviluppo Italia,
in particolare, si occuperà di fornire un supporto
qualificato ai soggetti destinatari per predisporre
piani d'impresa necessari. Altre due strutture,
Sudgest e Italia Lavoro, si occuperanno rispettivamente
di preparare il progetto d'impresa e formare il
personale che lavorerà nelle cooperative;
- che "Libera" organizza campi di studio estivi per approfondire e
aggiornare l'analisi del fenomeno mafioso, a cui
partecipano numerosissimi soggetti dell'associazionismo
e del volontariato dell'Isola;
- che dal 1996 Vivicittà, la più grande manifestazione podistica
italiana organizzata dalla UISP, portatrice di un forte
messaggio sociale, è diventata la corsa di Libera con
lo slogan: "La città corre Libera". Da quale anno la
manifestazione entra negli istituti penitenziari e
minorili italiani e tocca varie capitali di paesi dalla
storia difficile e significativa: Sarajevo, Valona,
Tirana, Algeri, Baghdad. Per la prima volta quest'anno
Vivicittà è arrivata in Africa, a Korogocho, grande
baraccopoli alla periferia di Nairobi, dove da anni il
missionario comboniano padre Alex Zanotelli svolge la
sua opera;
- che nel 1997 Libera è stata convocata dalla Commissione per le
libertà pubbliche e affari interni del Parlamento
europeo, per conoscere le finalità e le iniziative
dell'associazione. Tale audizione è stata
successivamente richiamata nel testo della Risoluzione
adottata dal Parlamento europeo il 20 novembre 1997
inerente il piano d'azione contro la criminalità
organizzata;
- che il 13 dicembre 2000, a Palermo, nell'ambito degli eventi
previsti dalla conferenza delle Nazioni Unite per la
firma di una Convenzione contro il crimine organizzato
transnazionale, Libera e ISPAC hanno organizzato una
giornata di studio dal tema: Le strategie della
prevenzione contro il crimine organizzato
transnazionale: il ruolo delle Organizzazioni non
governative;
PRESO ATTO che il Ministro della pubblica istruzione Letizia
Moratti ha negato il riconoscimento di ente di
formazione all'associazione, estromettendola dalla
possibilità di fruire di ogni tipo di convenzione,
prima intrattenute con quel dicastero;
CONSIDERATO che medesimo trattamento - come da notizie di stampa -
non è stato riservato neanche a circoli dell'accademia
scacchistica, che - al contrario - sono stati
beneficiati dell'attenzione e delle convenzioni del
Ministro Moratti;
RITENUTO che la decisione del Ministro Moratti - priva di reali e
fondate motivazioni - appare solo fortemente
discriminatoria, sulla base di inaccettabili
valutazioni di convenienza politica in materia di
strategie culturali e attività sociali;
RITENUTO, altresì, che come già evidenziato, Libera, don Luigi
Ciotti e tutti i suoi animatori rappresentano, in
particolare per la Sicilia, un punto di riferimento
essenziale nella formazione delle coscienze e nei
processi di crescita culturale delle nuove generazioni,
su temi come la difesa della legalità, la lotta ai
poteri criminali-mafiosi, l'intervento diretto sul
territorio per la riappropriazione dei diritti negati e
per la crescita di nuova imprenditorialità,
IMPEGNA
IL PRESIDENTE DELLA REGIONE E L'ASSESSORE PER I
BENI CULTURALI, AMBIENTALI E PER LA PUBBLICA ISTRUZIONE
- ad intervenire e sollecitare il Ministro Letizia Moratti a
rivedere le proprie decisioni, questa volta ispirandole a principi
di equità e correttezza, approntando i dovuti riconoscimenti
all'associazione "Libera" e riconoscendole ampia soggettività nel
settore della formazione, anche attraverso la statuizione di
apposite convenzioni di lavoro.
FERRO-ORLANDO-MORINELLO-RAITI
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
D'AQUINO, Assessore per gli enti locali. Lo accetta come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno numero 38:
"Modifiche alla misura 4.07 del POR Sicilia 2000/2006"
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE
- il POR Sicilia 2000/2006, alla misura ex 4.2.2 oggi modificata in
4.07, "Insediamento dei giovani agricoltori", sezione
111, prevede un premio unico di 12.500 euro, modificato
oggi in 12.082 euro dalla circolare applicativa n. 307
del 5/12/2001;
- tale cifra risulta essere inferiore di oltre il 50 per cento a
quella indicata quale erogabile dal Regolamento CE di
riferimento e autorizzata presso le altre regioni,
anche in virtù del regolamento 2075/2000, che prevede
un sostegno all'investimento pari a 25.000 euro;
- è opportuno adeguare la cifra già indicata portandola da 12.082
euro a 25.000 euro,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- nelle successive rimodulazioni del POR e del Complemento di
programmazione, attivando le procedure previste, a modificare la
cifra di cui in premessa, portandola a 25.000 euro, da erogarsi ai
giovani in possesso dei requisiti previsti ed in unica soluzione,
al momento dell'insediamento.
FERES-CATANIA GIUSEPPE
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
D'AQUINO, Assessore per gli enti locali. Lo accetta come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno numero 39:
"Interventi urgenti per la riapertura dell'ufficio postale
nel territorio del comune di Piedimonte Etneo, presso le
frazioni di Presa e di Vena.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE:
- per oltre cento anni gli abitanti di due piccole frazioni del
comune di Piedimonte Etneo, Presa e Vena, hanno
usufruito dei servizi erogati dall'ufficio postale
ubicato nell'abitato di Presa;
- le frazioni di cui sopra si trovano a circa 700 metri sul livello
del mare, che le stesse non sono collegate da mezzi
pubblici al comune di Piedimonte Etneo ne ad altro
comune viciniore;
- la Direzione generale delle poste ha deliberato la chiusura dal
1 dicembre del suddetto ufficio postale, determinando
gravi disagi per i residenti, in prevalenza anziani
pensionati;
- la determinazione di chiusura adottata dalla Direzione non ha
tenuto conto della disponibilità manifestata
dall'amministrazione comunale di Piedimonte Etneo a
sostenere le spese di affitto dei locali,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
ED IN PARTICOLARE L'ASSESSORE PER GLI ENTI LOCALI
- a porre in essere interventi urgenti, idonei a determinare la
riapertura dell'ufficio postale nel territorio del comune di
Piedimonte Etneo, presso la frazione di Presa e di Vena.
FLERES
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
D'AQUINO, Assessore per gli enti locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione: chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 40:
"Iniziative volte alla immediata realizzazione dei lavori di
raddoppio della tratta ferroviaria Fiumetorto-Cefalù"
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE:
- il 23 marzo 1984 l'Azienda Autonoma Ferrovie dello Stato ha
affidato al Consorzio CON.SI.L.FER., in concessione di
prestazioni integrate ex l. 12 febbraio 1981, n. 17, la
"progettazione e costruzione delle opere per gli
interventi di raddoppio e potenziamento, con
installazione di nuovi impianti di segnalamento e di
sicurezza programmati per la linea Palermo-Messina",
- in particolare dette prestazioni riguardavano:
a) il completamento della progettazione definitiva del
raddoppio del tratto compreso tra le stazioni di
Campofelice e di S. Agata Militello;
b) la progettazione esecutiva e la realizzazione delle
opere nel tratto compreso tra le stazioni di Fiumetorto e
Campofelice;
- a seguito di atti addizionali l'importo delle prestazioni
affidate al Consorzio è stato rinegoziato in lire
848.000.000.000 a causa della introduzione di varianti
legate alle nuove caratteristiche assunte per l'"alta
velocità";
- in esecuzione della commessa ricevuta, il Consorzio CON.SI.L.FER.
ha dato puntuale e tempestivo adempimento a tutta
l'attività di progettazione delle prestazioni integrate
assunte, ricevendone l'approvazione della committente,
e restando quindi in attesa di una conferma da parte
della stessa Ferrovie circa la realizzazione delle
opere previste, nell'ambito della progettazione
esecutiva; tuttavia le Ferrovie dello Stato, per
mancanza delle necessarie risorse finanziarie, non
hanno provveduto a rendere operativa l'attivazione di
quanto previsto nel contratto stipulato con il
Consorzio;
- l'attesa, inutile e improduttiva, è durata sino al 10 luglio
1993, quando il Consorzio CON.SI-L-FER. si è visto
costretto a notificare al committente (nel frattempo
trasformatasi in Ferrovie dello Stato S.p.A.) un atto
di significazione ed invito a provvedere nel quale, tra
l'altro, evidenziava tutti i danni ed i maggiori oneri
subiti e ne chiedeva il pagamento. Con lo stesso atto
il CON.SI.L.FER. chiedeva di conoscere le decisioni
delle Ferrovie in ordine alla realizzazione delle
opere;
- con lodo 14 dicembre 1994 il collegio arbitrale adito per
stabilire i diritti del Consorzio nei confronti delle
Ferrovie dello Stato:
a) stabiliva che il contratto tra Ferrovie dello Stato e
Consorzio rimaneva in vita;
b) ravvisando nel comportamento delle Ferrovie la
violazione dei doveri di buona fede e correttezza
contrattuale, per non avere reso edotto il Consorzio
CON.SI.L.FER, della sussistenza di quegli eventi
inimputabili che, nel periodo in questione, incidevano
sulla mancata esecuzione dei lavori, ingenerando
contrario e falso affidamento nel concessionario,
condannava conseguentemente la Ferrovie dello Stato a
risarcire al Consorzio CON-SI.L.FER. tutti i danni
lamentati nei limiti del cosiddetto interesse negativo;
CONSIDERATO CHE:
- con il passare del tempo gli impedimenti finanziari che avevano
determinato l'insorgere della controversia arbitrale
sono venuti a cadere;
- con raccomandata 25 giugno 1996, reiterata il 16 luglio
successivo, il CON.SI.L.FER. aveva rappresentato il
proprio rinnovato interesse all'esecuzione dei lavori
ed aveva chiesto di conoscere quali fossero i
prevedibili tempi di rinvio dei lavori stessi;
- nonostante ciò le Ferrovie dello Stato hanno manifestato
l'intenzione di chiudere il rapporto con il Consorzio e
di non procedere all'esecuzione dei lavori per il
tramite del Consorzio stesso;
- tale posizione assunta dalle Ferrovie non appare conforme al
contratto originariamente stipulato con il Consorzio
realizzando, di fatto, un inspiegabile inadempimento;
ATTESO CHE:
- ritenendo che il diniego manifestato dalla Ferrovie non fosse
conforme alle pattuizioni contenute nella Convenzione
originaria e che, nel ricorrere delle condizioni ivi
previste per l'esecuzione dei lavori, la Ferrovie non
potesse interrompere il rapporto di prestazioni
integrate in essere per affidare i lavori realizzabili
ad altri, e che dunque il diniego stesso costituisse
una dichiarazione di inadempimento, il Consorzio in
data 17 gennaio 1997 ha promosso nuovo giudizio
arbitrale nei confronti della Ferrovie;
- è ben possibile che a seguito di ulteriore lodo arbitrale le
Ferrovie possano essere costrette a pagare un
risarcimento danni di entità molto elevata (circa 200
miliardi di lire) senza ottenere, per contro, la
realizzazione di alcuna opera;
- il Consorzio ha manifestato la propria intenzione di eseguire i
lavori, come da contratto, il CON.SI.L.FER. sarebbe
costretto ad impugnare il relativo bando chiedendo la
sospensiva e determinando di fatto un rinvio "sine die"
dell'inizio dei lavori; il che offrirebbe in fondo una
ulteriore motivazione alla Ferrovie stessa per non
realizzare l'opera e per dirottare le relative somme
destinandole ad altri lavori;
RITENUTO CHE:
- emergono chiaramente le molteplici inadempienze della Ferrovie
dello Stato S.p.A. che dimostrano la mancanza di
volontà di realizzare il raddoppio del binario e
l'introduzione dell'alta velocità nella dorsale
Palermo-Messina;
- parlare di porre di nuovo in appalto i lavori significa
determinare ulteriori perdite di tempo senza tenere
conto che i lavori potrebbero iniziare immediatamente e
che le Ferrovie dello Stato S.p.A: non si esporrebbero
al pagamento di quanto dovuto al CON.SI.L.FER. per
risarcimento di ulteriori danni (danno emergente) e per
la corresponsione dei mancati utili (lucro cessante)
con un risparmio di circa lire 200 miliardi;
- l'accordo di programma quadro siglato da Regione siciliana e
Governo nazionale in materia di trasporti ha stanziato
le risorse necessarie per la realizzazione delle opere
di cui si tratta (896 miliardi di lire),
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a porre in essere tutte le iniziative necessarie per far sì che
le Ferrovie dello Stato consentano al CON.SI.L.FER. aggiudicatario
fin dal 1984 dei lavori di cui si tratta, di realizzare le opere
concernenti la linea ferroviaria PALERMO-MESSINA, raddoppio della
tratta FIUMETORTO-CEFALU'.
FLERES-CATANIA GIUSEPPE
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
D'AQUINO, Assessore per gli enti locali. Lo accetta come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno numero 41:
"Interventi per procedere alla revoca della circolare assessoriale
n. 465 del 30 settembre 1999 - Assessore per il turismo2
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE:
- la circolare assessoriale n. 465 del 30 settembre 1999 ha tentato
di normare il servizio di noleggio con conducente,
nell'ambito della nostra Regione;
- tale circolare impartisce indicazioni "assolutamente non
vincolanti" a a titolo collaborativo agli enti locali
affinchè provvedano a regolamentare, nell'ambito del
proprio territorio, quanto non fatto dalla circolare
medesima;
- il documento in oggetto, seppur denominato "circolare" di fatto
non può configurarsi come tale poichè non può fornire
disposizioni non vincolanti e comunque abrogare
precedenti circolari assessoriali;
- Inoltre i comuni, diretti destinatari dell'improbabile circolare,
agiscono senza regole ciò determina un indiscriminato
rilascio di autorizzazioni,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
E PER ESSO
L'ASSESSORE REGIONALE PER IL TURISMO
- a provvedere all'immediata revoca, in autotutela, della circolare
assessoriale n. 465 del 30 settembre 1999 ed a porre in essere
tutti gli atti necessari affinchè si proceda all'emanazione di
norme chiare di settore.
FLERES-CATANIA GIUSEPPE
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, vorrei chiedere un chiarimento,
cioè vorrei capire che cosa e su che cosa vengo chiamato a dare
un giudizio ed un voto, perchè necessita, Signor Presidente, dato
che Lei è il primo firmatario, e non vedo il secondo, una
esplicitazione da parte del primo firmatario considerato che non
c'è il secondo in Aula, mi rivolgo alla sua cortesia perché
chiarisca la circolare, i termini della circolare e che cosa
intendiamo fare perché non vorrei votare o dare un assenso o un
dato negativo su una cosa che non conosco.
PRESIDENTE. Onorevole Cintola, le chiarisco subito che si
tratta di una circolare che detta indicazioni riguardanti il
rilascio delle licenze per i mezzi pubblici di piazza, i taxi, i
pullman eccetera, qual'è il problema, che questa circolare
esordisce dicendo che la stessa è assolutamente non vincolante.
Ora lei mi insegna che una circolare o detta delle
indicazioni o non detta delle indicazioni, allora è proprio la
formulazione, come dire, giuridica della circolare stessa che
viene contestata, non il merito, usa delle espressioni molto
infelici da questo punto di vista.
Con il parere favorevole del Governo, pongo in votazione
l'ordine del giorno.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 42 "Interventi in materia
di riscossione dei tributi" a firma degli onorevoli Fleres ed
altri:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE:
- con legge regionale 5 settembre 1990, n. 35 è stato recepito, con
le opportune modifiche ed integrazioni previste dalle
norme dello Statuto autonomistico, il D.P.R. 28 gennaio
1988, n. 43;
- la predetta normativa disciplina il servizio di riscossione dei
tributi e delle altre entrate in Sicilia, prevedendo
altresì le modalità ed i termini cui deve uniformarsi
il Commissario governativo e/o il Concessionario del
servizio di riscossione medesimo;
- il gestore del servizio di riscossione deve quindi garantire
l'esazione dei tributi, tenendo conto dei residui di
gestione e soprattutto di quanto iscritto a ruolo;
- dalle audizioni, presso la competente Commissione legislativa e
da articoli di stampa, il Concessionario "Montepaschi
SE.RI.T." ha apertamente dichiarato che il gettito
attuale non risponde al potenziale introito, di fatto
ammettendo la percentuale di inesigibilità non è più da
considerarsi fisiologica;
- tale situazione arreca un notevole danno all'erario regionale e
di conseguenza all'economia siciliana,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a porre in essere tutti gli atti necessari per procedere alle
dovute verifiche e, qualora si accertasse quanto indicato in
premessa, a porre in essere tutti gli atti affinché si provveda
alla definitiva risoluzione dei problemi legati al servizio di
riscossione dei tributi, anche attraverso la sostituzione del
Concessionario o l'avvio di forme alternative di riscossione,
ipotizzando anche la reintroduzione dell'obbligo del non riscosso
per riscosso a garanzia dell'erario regionale.
Parere del Governo?
D'AQUINO, assessore agli enti locali. E' accettato come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 44 "Interventi
per la riperimetrazione del bosco di Santo Pietro" a firma degli
onorevoli Fleres ed altri:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE:
- in data 23 marzo 1999, con decreto assessoriale n. 116 veniva
istituita la riserva naturale orientata "bosco di Santo
Pietro", ricompresa nei territori dei comuni di
Caltagirone e Mazzarrone, in provincia di Catania;
-l'articolo 14, comma 3, della legge regionale n. 33 del 1992 così
recita "è destinata a protezione della fauna selvatica,
una quota del 25 per cento del territorio agro-silvo
pastorale di ciascuna provincia regionale ivi compresi
i territori nei quali sia comunque vietata l'attività
venatoria anche per effetto di altre leggi o
disposizioni";
- in base al piano regionale faunistico venatorio 1998/2002
allegato "B" all'articolo 22 della medesima legge
regionale n. 33 del 1992, la superficie territoriale
della provincia di Catania, da sottoporre a protezione
è stata determinata nella misura del 25 per cento pari
a 83.501 ettari;
- dalla corposa documentazione acquisita presso l'Assessorato
regionale dell'agricoltura e delle foreste,
ripartizione faunistico venatoria, emergono dati
inconfutabili dai quali si evince che la superficie
preclusa alla caccia nella provincia di Catania è pari
al 64 per cento del territorio agro-silvo pastorale
provinciale, debordando così del 40 per cento i limiti
previsti dalla legge;
- nel decreto presidenziale del 7 luglio 2000 al punto 2.3 si
sottolinea che il limite del 25 per cento previsto
dalla legge deve essere rispettato in maniera puntuale
e tassativa;
- al punto 2.2 dello stesso decreto si legge che nella
quantificazione del territorio da sottoporre a
protezione "non sono stati conteggiati perchè non
disponibili", i territori soggetti a divieto di caccia
in forza di altri a disposizioni di legge;
- i vincoli al quale è stato sottoposto il territorio protetto
rendono impossibile il normale svolgimento delle
attività agro-silvo pastorali ed inoltre i raccolti
sono andati in parte distrutti così come documentato
dal prof. Nasca dell'Università di Palermo;
- l'inibizione dell'attività venatoria ha causato un incremento
della fauna selvatica ed ha arrecato ingenti ed
irreparabili danni alle comunità agricole che operano
nei luoghi;
- la popolazione del coniglio selvatico ha superato la soglia di
rischio e la sua presenza è dodici volte superiore alla
sopportabilità del territorio, così come risulta dal
censimento effettuato dall'ente gestore, come se non
bastasse il proliferare delle zecche è strettamente
correlato all'incremento demografico del coniglio;
- ipotesi di abbattimenti o catture non sono da prendere in
considerazione per la particolarità del territorio;
- il comune di Mazzarrone, con delibera votata all'unanimità, ha
chiesto l'annullamento del decreto, il comune di
Caltagirone ha chiesto di rideterminare quanto
contenuto nel decreto,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a porre in essere tutte le iniziative atte a rivedere quanto
contenuto nel decreto, in premessa citato, in modo da garantire
parità di trattamento ma soprattutto il rispetto delle norme
regionali in vigore.
D'AQUINO, assessore agli enti locali. E' accettato come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 45 "Interventi
in merito alla posizione previdenziale dei dipendenti delle
Camere di commercio della Sicilia", a firma degli onorevoli
Fleres ed altri.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE:
- in atto il trattamento pensionistico dei dipendenti delle Camere
di commercio della Sicilia è totalmente a carico delle
stesse e solo per i nuovi assunti a carico dell'INPDAP;
- tale situazione è insostenibile, perchè da una stima effettuata
pare che l'ammontare del debito potenziale sia di circa
200 mila euro;
- inoltre, non sembra siano state stipulate convenzioni con
istituti e/o enti previdenziali per sanare la
situazione che rischia di far "saltare" il sistema
camerale,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad effettuare le opportune verifiche ed a prevedere la
possibilità della stipula di apposita convenzione con l'INPDAP,
anche per i dipendenti in atto a carico delle Camere di commercio;
- ad iscrivere nel bilancio della Regione siciliana un apposito
capitolo di spesa che permetta la costituzione di un fondo per il
pagamento delle somme sopra evidenziate;
- a compiere qualsiasi ulteriore atto utile alla risoluzione di
quanto in premessa indicato.
D'AQUINO, assessore agli enti locali. E' accettato come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 46 "Interventi
in materia di precariato in Sicilia" a firma degli onorevoli
Fleres ed altri.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE:
- la situazione del precariato in Sicilia ha raggiunto livelli non
più definibili come fisiologici;
- la realtà presente a livello regionale ha comportato una
differente nozione del problema lavoro poichè è stata
spostata l'attenzione più sulla risoluzione, anche
temporanea del problema "precariato" che sulla reale
creazione di occupazione;
- il Governo della Regione è spesso chiamato a discutere e
deliberare su ipotetiche soluzioni alternative al
precariato che rimane un traguardo parziale ma comunque
sempre illusorio;
- da un rapido riscontro il problema lavoro ha comportato
conseguenze anche sull'incremento del flusso migratorio
alla ricerca di una occupazione;
- il risultato di tale politica è quello che i dati riferiti
all'ultimo decennio in Italia vedono la Sicilia agli
ultimi posti con un dato di circa 5.000 occupati
rispetto ai 600.000 della media nazionale,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad attivarsi con la massima tempestività al fine di verificare i
dati in premessa indicati ma soprattutto a porre in essere
provvedimenti miranti ad una rapida normalizzazione della materia.
D'AQUINO, assessore agli enti locali. E' accettato come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 47 "Interventi
in favore della zootecnica" a firma degli onorevoli Fleres ed
altri.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE:
- è in atto il blocco della movimentazione dei capi bovini verso i
macelli del centro-nord d'Italia, imposto a seguito di
casi di "blue tongue" che si sono registrati;
- tale blocco ha determinato un ulteriore appensantimento della
crisi del comparto zootecnico portando
all'esasperazione tutti gli allevatori costretti a
mantenere il bestiame in azienda (ben oltre i normali
tempi di allevamento), anche per le conseguenze della
BSE e per il ritardo con il quale le istituzioni hanno
affrontato l'intera questione;
- il comparto costituisce un non indifferente punto di riferimento
economico ed occupazionale,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a chiedere e/o disporre:
- provvedimenti straordinari ed urgenti per lo sblocco della
movimentazione degli animali che vengono avviati ai
macelli;
- la dichiarazione dello "stato di crisi" del comparto zootecnico
della Regione siciliana;
- un adeguato sostegno per il mancato reddito e per maggiori costi
sostenuti in conseguenza del blocco;
- l'estensione alle aziende zootecniche penalizzate dal blocco
sanitario, degli interventi previsti dall'articolo 7
bis, lettera b) della legge n. 49 del 2001;
- specifici interventi contributivi per l'attenuazione dei maggiori
costi di macellazione e per il trasporto dei capi
macellati ed inviati presso strutture di lavorazione e
commercializzazione in tutto il Paese;
- la sospensione di tutte le scadenze fiscali, tributarie,
contributive e previdenziali, per tutte le aziende
penalizzate dal vincolo di movimentazione, la
previsione di un abbattimento del 50 per cento delle
somme dovute e la rateizzazione decennale della
restante parte;
- l'apertura immediata dell'ammasso delle carni e l'attivazione di
maggiori controlli per tutti i capi provenienti da
altre regioni.
D'AQUINO, assessore agli enti locali. E' accettato come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 48 "Interventi
in favore dell'agrumicultura siciliana". Dell'onorevole Fleres.
Ne do lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE:
- l'agrumicoltura è un settore portante per l'economia catanese e
siciliana e costituisce un riferimento di non
trascurabile importanza sul piano occupazionale ed
ambientale;
CONSIDERATO CHE:
- ormai da anni, l'importante comparto è ormai investito da una
gravissimia crisi determinata da una serie di scelte di
politica economica che hanno portato all'intasamento
dei mercati a discapito delle produzioni agrumicole
meridionali (e siciliane in particolare) che, a causa
dell'alta incidenza dei costi di produzione e degli
effetti della concorrenza spietata dei prodotti
importati, non vengono quasi mai quotate a prezzi
remunerativi;
TENUTO CONTO CHE:
- le aziende agrumicole sono ancora in attesa degli interventi
varati da tempo per fronteggiare le varie emergenze e
per soccorrere e rilanciare le imprese in difficoltà;
- nel corso della corrente campagna, a causa dei continui sbalzi
termici, della prolungata siccità (i cui effetti sono
stati aggravati dalla mancanza od insufficienza di
acqua e spesso dell'irrazionale utilizzo delle risorse
idriche disponibili) e di tutti gli altri eventi che,
fino agli ultimi giorni, hanno stressato e seriamente
danneggiato gli agrumeti e compromesso le produzioni;
RISCONTRATO CHE:
- i forti e devastanti venti sciroccali (accompagnati da improvvisi
abbassamenti termici) delle ultime settimane hanno
provocato consistenti danni gli agrumenti (con notevole
defogliazione delle piante che, ove riusciranno a
sopravvivere, avranno bisogno di potature
straordinarie con ulteriori aggravi per i già precari
bilanci delle aziende per i costi da affrontare e per
la mancata o limitata produzione dei prossimi anni sino
alla normale ripresa del ciclo produttivo) e
compromesso la produzione (sia in termini qualitativi
che sotto l'aspetto delle quantità prodotte sia per
quanto concerne gli accentuati fenomeni di cascola e di
conseguente necessità di accelerare le operazioni di
raccolta per evitare che tutto vada perduto);
PRESO ATTO:
- delle difficoltà, della viva e giustificata preoccupazione e
delle ragioni dei produttori agrumicoli già fortemente
danneggiati e provati;
RITENUTO CHE:
- la situazione non potrà essere fronteggiata attraverso gli
interventi normali previsti dalla Legge 185/92;
VISTE:
- le risultanze dei monitoraggi effettuati dai tecnici e dalle
proposte avanzate dalla Consulta Agrumicola Provinciale
di Catania.
IMPEGNA
IL PRESIDENTE DELLA REGIONE
E L'ASSESSORE REGIONALE ALL'AGRICOLTURA
- a chiedere e/o disporre:
- all'adozione di provvedimenti concreti ed urgenti per venire
incontro alle diverse esigenze degli agrumicoltori,
attraverso la dichiarazione dellos tato di crisi del
settore, l'avvio di ritiri straordinari, la sospensione
di tutte le scadenze (fiscali, contributive, bancarie
ecc.) e l'accelerazione di tutti gli interventi per
soccorrere le aziende in difficoltà.
D'AQUINO, assessore agli enti locali. E' accettato come
raccomandazione.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che su
questi temi che abbiamo trattato oggi relativi all'agricoltura,
che sono stati accettati come raccomandazione, tenendo conto
anche dell'intervento dell'onorevole Villari, ritengo sia
necessario che dopo l'approvazione del bilancio e della
finanziaria il primo collegato di disegno di legge che deve
essere portato in Aula, dopo che la commissione di merito abbia
dato il proprio parere, sia il tema dell'agricoltura in maniera
tale che ci sia un collegamento, nei limiti delle cose che
riusciamo a non fare più in questa Aula e che possa condurre
all'attenzione con un disegno di legge una problematica relativa
all'agricoltura, tenuto conto che è un problema grosso ed
importante, quale quello che ha visto presentatori di un
emendamento in Commissione l'onorevole Leanza assieme a tanti
altri deputati sull'agricoltura, deve e può essere tenuto in una
massima considerazione in quello che era il tema dell'agricoltura
biologica.
Comprendo che alla finanziaria probabilmente non poteva
sottolinearne i contributi positivi, ma subito dopo se non
sfonderemo quel plafond di 100 miliardi che sono a sostegno di
queste cinque iniziative, noi potremmo seriamente affrontare
alcuni di questi problemi, coordinandoci con il vicepresidente
dell'Assemblea e con l'Assessore all'agricoltura per portare un
momento di chiarezza e responsabilità in agricoltura da parte
dell'Assemblea.
Cioè il fatto che ci siano ordini del giorno che pare non si
neghino più a nessuno come voto favorevole, sono i famosi
'cavalierati', onorevole Governo, che non si negavano a nessuno;
il cavalierato ed un sigaro non si negavano a nessuno. E siccome
so per esperienza quinquennale che gli ordini del giorno restano
- come le mozioni - lettera morta, allora il tema serio che
voglio porre è che l'Assemblea prenda atto che deve avere un
momento d'azione reale in agricoltura, al di là delle parole;
andiamo con i disegni di legge, e un disegno di legge che sia
seriamente intestato all'agricoltura e cerchiamo di porre in
essere, signor Presidente ed onorevole Governo, un disegno di
legge che possa dare quel respiro necessario alle iniziative che
vengono dibattute stancamente come se fossero pisellini e non
oggetto di enorme importanza.
INCARDONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INCARDONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il tema che
oggi si discute ampiamente qui in Aula, relativo all'emergenza
che in agricoltura si sta registrando, è un tema che condivido,
va rivisitato e va affrontato attraverso un disegno di legge
complessivo, un disegno di legge che potremmo definire ..la
Regione siciliana insomma dovrebbe ridisegnare tutta la normativa
che riguarda l'agricoltura, perchè diversi sono i problemi, anche
per esempio in ordine alla gestione dell'assistenza tecnica in
agricoltura.
Come pure il problema che riguarda l'agricoltura biologica,
perchè nel momento in cui la concorrenza e la produzione è ormai
diffusa in tutto il pianeta, è chiaro che la Sicilia, essendo una
zona vocata ad un tipo di agricoltura pulita, può diventare il
territorio naturale per produrre un tipo di prodotti agricoli che
siano nel mercato internazionale prodotti di nicchia, perchè solo
in questa prospettiva è possibile superare la concorrenza ed è
possibile che i nostri agricoltori abbiano un reddito che non
solo dia dignità al loro lavoro, ma che dia loro la possibilità
di continuare a lavorare e dia la possibilità a questa Terra di
evitare che ci siano altre stagioni di emigrazione.
Allora in questa prospettiva sono d'accordo, ma questo è un
discorso di prospettiva, caro Presidente e onorevole Assessore
che oggi rappresenta il Governo, qui però ci sono delle emergenze
che vanno discusse rispetto alle quali il Governo regionale,
proprio nella persona dell'assessore regionale, ha già preso
degli impegni.
Allora ribadisco quello che già è stato detto: oggi sarebbe
stata opportuna la presenza dell'Assessore regionale
all'agricoltura. Il Governo regionale ha preso degli impegni, e
li ha presi nel momento in cui vi sono state delle manifestazioni
che hanno riguardato diverse piazze e che stanno riguardando
diverse piazze siciliane.
So che l'Assessore regionale è impegnato oggi a Roma per
l'audizione nella Commissione Agricoltura al Parlamento
nazionale, forse avremmo dovuto organizzare i lavori in maniera
diversa, oppure avrebbe dovuto sacrificare, comunque, la propria
presenza presso la Commissione nazionale per stare qui in Aula ad
ascoltare quello che il Parlamento regionale ha da dire su queste
cose e , soprattutto, perché questo Parlamento intende richiamare
il governo e l'Assessore agli impegni che esso stesso ha assunto
nel momento in cui ha proposto, per cercare di risollevare
l'agricoltura siciliana - ed in particolare, la serricoltura
siciliana - che è stata attaccata da una campagna denigratoria
condotta gratuitamente dalla stampa, da testate importanti
nazionali, il Governo si è impegnato anche a fare una campagna
promozionale.
Allora io, lo chiedo oggi qui e lo farò con un altro atto
parlamentare, chiedo al Governo regionale di sapere entro quanto
sarà avviata la campagna pubblicitaria a favore dei prodotti
ortofrutticoli della nostra Isola, perché è necessario che quella
dignità che è stata tolta ai nostri prodotti e che non riguarda
soltanto essi, ma che riguarda alla fine tutto il territorio
siciliano ed i siciliani e i produttori siciliani. Perché non si
può dire e non si può consentire a nessuno di dire che i
produttori siciliani sono furbi perché evitano di portare sui
mercati le loro produzioni per cercare di fare lievitare il
prezzo.
I prodotti dell'ortofrutto sono prodotti deperibili e,
quindi, non possono formare oggetto di aggiotaggio. Allora il
Governo, oggi, ci deve dire entro quanto sarà avviata la campagna
promozionale dei prodotti ortofrutticoli.
Perché? Perché è stata violata la legge di mercato, la
legge del libero scambio. Ci sono state diverse trasmissioni
televisive che hanno alterato la formazione del punto di
equilibrio tra la domanda e l'offerta. Bisogna, intanto,
intervenire immediatamente per ristabilire questo principio del
libero scambio e della libera formazione del punto di equilibrio
tra la domanda e l'offerta e questo si deve fare subito.
Inoltre, la III Commissione "Attività produttive" del
Parlamento siciliano, si è recata in visita istituzionale presso
la provincia di Ragusa, su mio invito, e lì la Commissione ha
potuto constatare la gravità della crisi che riguarda il settore
ortofrutticolo, ed in particolare, quello della serricoltura, ed
anche lì la Commissione regionale ha ritenuto di dovere
impegnare, non solo se stessa, ma anche il Governo regionale, a
prendere immediatamente delle iniziative.
Allora ci sono, sì, sono due le questioni da affrontare: una
è l'emergenza e rispetto all'emergenza bisogna che il Governo
intervenga oggi, non domani; e poi ce n'è un'altra, quella della
riorganizzazione del settore dell'agricoltura. Di rivedere le
leggi e, nel contempo, affrontare tutte le problematiche che
riguardano questo settore, a partire dagli impegni che nel
passato la Regione ha preso nei confronti degli agricoltori, a
partire dagli impegni che la Regione ha nei confronti degli
agricoltori per quello che è stato loro non liquidato, ma
promesso attraverso una serie di contribuzioni che, però, ancora
materialmente l'agricoltore non ha ricevuto.osso
Bisogna, quindi, che in un quadro complessivo anche di
programmazione della politica siciliana e degli interventi, il
Governo dia una scala di priorità. Se noi crediamo veramente che
in Sicilia si debba fare agricoltura e che l'agricoltura
rappresenta uno dei settori trainanti e che l'agricoltura è uno
dei settori che eviterà l'emigrazione ai siciliani. E' uno di
quei settori in cui si può investire. Allora bisogna che si
dimostri coerentemente attraverso degli atti concreti.
Intanto per gestire l'emergenza quello che i produttori
siciliani stanno lamentando è che è stata alterata la legge del
libero scambio.
Intanto bisogna intervenire e ripristinare quell'equilibrio,
questo immediatamente. E poi possiamo affrontare come è giusto
che venga affrontato immediatamente dopo la votazione della
finanziaria la discussione per riorganizzare tutto il settore
dell'agricoltura.
Quindi, assessore D'Aquino, le chiedo di pronunciarsi per il
Governo, su quando partirà questa campagna pubblicitaria a favore
dei nostri prodotti siciliani.
PRESIDENTE. Onorevole Incardona, il tema che lei ha sollevato
è sicuramente importante, così come avevano già indicato
l'onorevole Cintola ed altri deputati.
Credo che a questo punto, più che un impegno del Governo sia
necessario un impegno da parte della Conferenza dei Presidenti
dei gruppi parlamentari al fine di richiedere un'apposita seduta
per affrontare complessivamente le problematiche
dell'agricoltura. E se lo ritiene l'Aula potrà indicare al
Governo stesso alcune soluzioni, alcune ipotesi attraverso le
quali superare i problemi che sono stati posti.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido le
motivazioni che sono state espresse dai colleghi Incardona e
Cintola. Mi associo all'appello che ha fatto l'onorevole Cintola
sulla necessità di una maggiore presenza del Governo allorquando
saranno stabiliti i lavori d'Aula.
Pertanto, chiedo a lei, signor Presidente, per quello che è
di sua competenza, sia all'assessore D'Aquino, qui presente, di
farvi portavoce dell'esigenza espressa dall'Aula di rendere più
funzionale il rapporto fra il Parlamento ed il più proficuo e
funzionale possibile.
L'agricoltura della nostra Regione ha subito negli ultimi
tempi le conseguenze di varie situazioni pesanti, difficili,
calamitose per un verso e per un altro verso, invece, derivanti
da attacchi strumentali che, anche a livello di stampa nazionale
sono stati in abbondanza profusi, perfino da emittenti di Stato,
in trasmissioni televisive, disinformazione, addirittura
l'indicazione dei prodotti dell'ortofrutta siciliani come
avvelenati da gas tossici e chi più ne ha più ne metta. Danni ai
quali bisogna reagire in modo forte e determinato con delle
misure che siano capaci di rendere questa reazione pari alla
pesantezza dell'azione.
In questo caso possiamo associare alla difficoltà
dell'agricoltura del nostro comparto quella del comparto
zootecnico, afflitto dalle varie situazioni derivanti dalla
diffusione della BSE, e da alcune situazioni di ritardo nella
erogazione di provvidenze e contributi che al comparto, comunque,
si debbono in forza di alcune norme.
Oggi proprio nel bel mezzo del dibattito sulla finanziaria
noi possiamo ben distinguere quanto è di immediata competenza del
Governo e quanto invece è di competenza dell'Aula e quindi
dell'iniziativa parlamentare.
Se tutti insieme, con Cintola, Incardona e gli altri,
abbiamo indicato la necessità di intervenire nel settore in modo
organico, sia per indicare provvidenze di carattere economico
finanziario, sia per indicare delle norme che possono aiutare il
rapporto tra gli operatori e gli imprenditori della zootecnia e
dell'ortofrutta e la pubblica amministrazione regionale, possiamo
farlo solo attraverso una legge organica di comparto.
E siccome abbiamo detto in questa sede, fino a ieri sera.
che tra gli accantonamenti positivi di questa finanziaria ce n'è
uno cospicuo che abbiamo messo a disposizione e che faranno parte
di specifici disegni di legge autonomi che dovranno intervenire
nei settori dell'agricoltura e delle attività produttive, e poi
del riordino delle coste, e poi della riforma della materia sugli
appalti dei lavori pubblici, bene Possiamo impegnarci in questa
sede, come Capigruppo, come Presidenza dell'Assemblea insieme al
Governo che dovrà fornire le sue proposte, mettere in calendario
all'ordine del giorno dell'iniziativa parlamentare come primo
disegno di legge, collegato, e quindi a cui metter mano subito
dopo la finanziaria, un disegno di legge la zootecnica e
l'agricoltura siciliana con le provvidenze che il comparto merita
e con quelle iniziative di carattere normativo che potranno
migliorare il rapporto, renderlo più funzionale tra gli
operatori, gli imprenditori e la pubblica amministrazione.
Il nostro primo impegno quindi è quello di aggredire la
difficoltà di questo comparto attraverso un'iniziativa
legislativa e parlamentare che riguardi proprio l'agricoltura e
la zootecnia. Questo lo possiamo sicuramente inserire tra le
nostre iniziative.
Chiediamo pertanto alla Presidenza dell'Assemblea di farsi
carico anche di questa richiesta perché noi possiamo, subito
dopo la finanziaria, mettere in agenda un primo disegno di legge
che riguardi anche la spesa, sicuramente importante per il
comparto, e che riguardi anche le attività produttive,
l'agricoltura e la zootecnia. In quel caso diventa iniziativa
organica, che aggredisce le difficoltà del settore e che fornisce
una risposta al settore. Quella risposta che il settore, in
questo momento, e i suoi operatori attendono.
Colgo l'occasione per dire, e questo ci serve anche per
sciogliere alcuni nodi che anche questa mattina si erano
addensati nel dibattito sul petrolchimico.
Onorevole Speziale, pare che definitivamente ed
ufficialmente il decreto legge sia stato approvato. E' notizia di
questi ultimi minuti; ne prendiamo atto con soddisfazione. E'
questa un'iniziativa che tempestivamente dà ragione di un
comportamento che per un verso risolve il problema di un comparto
che dà sicuramente soddisfazione all'Aula perché nel bel mezzo
di un dibattito sull'argomento il Governo nazionale viene fuori
con una soluzione tempestiva che riguarda proprio il
soddisfacimento delle richieste che dal nostro dibattito erano
elevate. Quindi ne prendiamo atto con soddisfazione, siamo
solidali con i lavoratori per la cui causa in questi giorni tutti
insieme c'eravamo battuti e, anche da parte nostra, il plauso al
Governo nazionale per un'iniziativa tempestiva che costituisce
una risoluzione importante. Grazie.
CRISAFULLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISAFULLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, debbo
ringraziare dell'opportunità che mi viene data, visto gli
argomenti usati dagli estensori dell'ordine del giorno.
Si affronta, o si tenta di affrontare, per la prima volta in
maniera organica dall'inizio della legislatura un tema
significativo come quello di tutto il comparto agricolo
siciliano. E mi pare di avere capito che su questa possibilità si
vuole fare uno sforzo tendendo a creare le condizioni per un
riassetto e una riorganizzazione del comparto agricolo produttivo
siciliano. E' evidente che ognuno di noi deve rapportarsi a ciò
che sono i regolamenti dell'Unione europea, ciò che è previsto e
ciò che non è consentito, ma una delle cose che dobbiamo
cominciare a dirci è che non è consentito che l'agricoltura
siciliana resti abbandonata. Non vi sono opzioni di adeguato
sostegno a singoli settori, nonostante i processi di
miglioramento del comparto agricolo oggi siano sotto gli occhi.
Il vino, l'olio, sono un dato reale. Avrebbe potuto essere anche
un dato reale la zootecnia siciliana se utilizzando positivamente
la vicenda amara della "mucca pazza" si fosse fatta una scelta
tendente a valorizzare le produzioni endogene, che avrebbero
potuto consentire la conquista di mercati nuovi per la nostra
produzione, essendo la nostra una produzione fortemente biologica
e genuina, specie quella delle aree in cui viene praticato ancora
il pascolo brado, le aree interne, la montagna. Ma anche la
zootecnia cosiddetta forte delle aree della nostra Sicilia come
Ragusa e aree limitrofe.
Tutto ciò impone una discussione. Colgo nella indicazioni
dell'onorevole Leontini lo sforzo di orientare le scelte dei
capigruppo e del Governo a far sì che dopo la sessione di
bilancio si possa fare una discussione sul disegno di legge
legato al comparto agricolo. Mi permetto di cogliere
positivamente e favorevolmente l'indicazione dell'onorevole
Leontini ma vorrei aggiungere qualche considerazione.
Io sono perché si faccia una discussione ampia in Aula sullo
stato di crisi del comparto agricolo siciliano, sulle mancanze e
le correzioni necessarie. Ma tutto ciò si può fare se si
aggiustano oggi nel bilancio della Regione alcuni capitoli,
alcune quote finanziarie. Vorrei che qualcuno mi spiegasse come
altrimenti si può dare risposta ai produttori di agricoltura
biologica ......
CINTOLA. Ci sono cento miliardi dei 5 collegati.
CRISAFULLI. Le faccio un conto più elementare, onorevole
Cintola. Vorrei che lei avessi chiaro che 100 miliardi servono a
pagare il biologico arretrato. Sono 60 l'anno in più rispetto a
quelli che sono necessari per quanto riguarda l'indennità
compensativa che sono altri 40.
Onorevole Cintola, io apprezzo il suo sforzo ma le posso
assicurare che è la manovra che deve consentire ora una
discussione che consenta gli appostamenti delle disponibilità.
Noi - nel corso dei lavori lo verificheremo - abbiamo
presentato degli emendamenti ma comunque riteniamo che l'impegno
assunto dall'onorevole Leontini debba essere un impegno che poi
fa proprio il Governo, per mettere nelle condizioni questo
Parlamento, di fare una verifica e, utilizzando gli appostamenti
che il Governo si farà carico di creare accettando gli
emendamenti dei colleghi parlamentari al proprio disegno di
legge, di poter poi legiferare con facilità e con serenità.
Pertanto, mi permetto di pronunciarmi fin da ora
favorevolmente al percorso indicato dall'onorevole Leontini
sempre che non sia un percorso fatto di fumerie inutili se non
c'è un appostamento già precostituito che consenta al Parlamento
di legiferare.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l' ordine del
giorno n. 51 "iniziative per l'adozione di piani di vendita degli
alloggi di edilizia residenziale pubblica" a firma degli
onorevoli Oddo e altri.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che la dismissione del patrimonio di edilizia residenziale
pubblica è, ormai, divenuta un obiettivo urgente e
preminente del governo nazionale, che nel breve arco di
tempo, ha emanato numerose disposizioni legislative,
decreti ministeriali e circolari rivolte a provvedere
alle dismissioni e alla alienazione del patrimonio
pubblico (DL n. 480/99, DPR n. 23/2000 ed altri);
CONSIDERATO che gli enti proprietari e gestori degli alloggi di
edilizia residenziale pubblica in Sicilia (IACP)
versano in uno stato di dissesto finanziario;
RILEVATO che le ragioni delle gravi difficoltà di bilancio degli
IACP sono da individuare nella difficoltà di gestione
di un cospicuo patrimonio abitativo determinato dalla
impossibilità di riscuotere regolarmente i canoni di
locazione da parte degli assegnatari, delle morosità,
del continuo stillicidio di spese di manutenzione
straordinaria della piaga dell'occupazione abusiva
degli alloggi;
VISTO le ultime proposte di piani di vendita degli alloggi di
E.R.P. effettuate da parte degli IACP DELLA Regione
siciliana sono state definite immediatamente dopo
l'approvazione della legge regionale n. 43 del 1995 che
ha reso attuabile in Sicilia la legge n. 560 del 1993 e
che da allora non sono state modificate né aggiornate;
RILEVATO che l'art. 95 della legge regionale n. 6/2001, gli IACP
dovevano definire nuovi piani di vendita che
incrementavano del 20 per cento le proposte ad oggi
approvate;
CONSIDERATO che la scadenza prevista per legge è stata
abbondantemente superata e non è arrivata alcuna
proposta dagli IACP, mentre continua ad essere forte la
richiesta da parte degli inquilini di procedere
all'acquisto degli alloggi,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
E, PER ESSO, L'ASSESSORE PER I LAVORI PUBBLICI
- a emanare in tempi rapidissimi una circolare agli IACP per fargli
predisporre nuovi piani di vendita degli alloggi di edilizia
residenziale pubblica secondo le nuove disposizioni di legge e
qualora, dopo l'invio delle circolari, passassero inutilmente 30
giorni, di predisporre l'invio negli IACP inadempimenti di
ispezioni amministrative.
D'AQUINO , assessore agli enti locali. Il Governo lo accetta
come raccomandazione.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del
giorno n. 50 "iniziative a sostegno degli allevatori vittime
dell'emergenza 'mucca pazza'" a firma degli onorevoli Oddo ed
altri.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che le misure adottate per contenere l'emergenza B.S.E. di
"mucca pazza" hanno finito col deprimere il mercato
della carne in quanto le disposizioni sanitarie decise
a livello nazionale da quasi un anno bloccano, che per
le province che non hanno avuto alcun caso d'infezione
virale, la movimentazione di capi bovini fuori dai
confini regionali;
RILEVATO che tali misure sono state rese più stringenti dalla
contemporanea diffusione del morbo della "lingua blu" e
che la recente scoperta di un caso di "mucca pazza"
nella provincia di Ragusa e di un caso di contagio
umano nella provincia di Agrigento non lasciano
immaginare a breve una modifica di tale situazione;
CONSIDERATO che il blocco della movimentazione dei capi e la
perdurante crisi del mercato delle carni ha costretto a
mantenere in azienda, oltre i normali tempi di
allevamento, migliaia di capi bovini e ovini con il
conseguente aumento dei costi;
OSSERVATO che tali costi sono ulteriormente lievitati per la
necessità di acquistare quantità superiori di mangimi e
foraggio a seguito della stagione particolarmente
siccitosa;
RITENUTO necessario compensare tale evidente danno economico sia
agli allevatori che ai carnezzieri,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad intervenire, anche nelle sedi nazionali e comunitarie, onde
consentire un adeguato indennizzo per gli allevatori ed i
carnezzieri vittime degli eventi di cui in premessa, estendendo le
misure compensative già previste per la brucellosi e predisponendo
specifiche azioni in favore dei titolari delle carnezzerie.
D'AQUINO , assessore agli enti locali. Il Governo lo accetta
come raccomandazione.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del
giorno n. 49 "Attuazione della legge regionale 15 del 2000 in
materia di tutela degli animali", a firma degli onorevoli Oddo e
Panarello.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che la legge regionale 3 luglio 2000, n. 15 recante
"Istituzione dell'anagrafe canina e norme per la tutela
degli animali d'affezione e la prevenzione del
randagismo", è stata approvata con quasi dieci anni di
ritardo rispetto alla legge quadro nazionale;
RILEVATO che questa legge non è di fatto attuata;
CONSIDERATO che, per renderla attuabile, sono necessari alcuni
adempimenti da parte dell'Assessore alla sanità;
RILEVATO che i termini perentori stabiliti dalla stessa legge per
l'adozione dei necessari provvedimenti di cui agli
articoli 4, 10 e 19, sono abbondantemente scaduti;
TENUTO CONTO che il fenomeno del randagismo nella nostra regione ha
raggiunto livelli inaccettabili;
VISTE le difficoltà dei comuni nella gestione, in proprio, dei
servizi di cattura degli animali randagi da avviare a
successiva sterilizzazione;
RILEVATE le non frequenti denunce da parte di associazioni
animaliste, sulla gestione spesso scandalosa ed
incivile dei canili pubblici e privati, favorita
dall'assenza delle norme regolamentari sui loro
requisiti;
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
E, PER ESSO, L'ASSESSORE ALLA SANITA'
- all'istituzione, presso l'Assessorato alla sanità, dell'Albo
delle associazioni per la protezione degli animali, cui sono
iscritte le associazioni, costituite con atto pubblico, che ne
facciano richiesta e che perseguano, senza fini di lucro, obiettivi
di tutela, cura e protezione degli animali (art. 19 legge regionale
n. 15/2000);
- all'istituzione, con decreto del Presidente della Regione, della
commissione per i diritti degli animali, con compiti consultivi
sullo stato di attuazione e sulle materie inerenti la legge,
commissione composta, tra gli altri, da tre rappresentanti delle
predette associazioni iscritte all'Albo regionale (art. 10 legge
regionale n. 15/2000);
- all'emanazione con decreto del Presidente della Regione, su
proposta dell'Assessore alla sanità, sentita la commissione per i
diritti degli animali, del regolamento di esecuzione della predetta
legge (art. 4 legge n. 15/2000).
D'AQUINO , assessore agli enti locali. Il Governo lo accetta
come raccomandazione.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del
giorno n. 52 "Modifiche al regolamento sulle modalità d'uso sulla
riserva naturale di Pergusa" a firma dell'onorevole Crisafulli.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che le leggi regionali nn. 98/81 e 14/88 recano
disposizioni per l'istituzione di parchi e riserve
naturali;
PREMESSO altresì che con la legge regionale n. 71/95 è stata
istituita, al fine di salvaguardare il bacino pergusino
e le relative presenze floro-faunistiche, la riserva
naturale speciale del lago di Pergusa ricadente in
territorio del comune di Enna, provincia di Enna;
CONSIDERATO che il secondo comma dell'articolo 13 della legge
regionale n. 71/95 affida alla Provincia regionale di
Enna la gestione della riserva naturale speciale di
Pergusa;
CONSIDERATO ancora che tra i compiti della gestione vi è quello di
consentire lo svolgimento dell'attività motoristiche al
di fuori del periodo di sosta e nidificazione degli
uccelli ed alla realizzazione di altro autodromo in
località vicina al posto attuale;
OSSERVATO che nel Regolamento recante modalità d'uso ed i divieti
vigenti nella Riserva naturale speciale di Pergusa,
approvata con Decreto assessoriale n. 498/44 del 2001,
è fatto obbligo di consentire l'attività motoristica
solo nel periodo compreso tra il 15 maggio ed il 15
agosto così come si evince all'articolo 12;
OSSERVATO altresì che l'Ente autodromo di Pergusa ha iscritto le
gare della stagione motoristica 2002 presso le autorità
sportive internazionali (FIA) e nazionali (CSAI) ed è
già stato redatto il calendario delle manifestazioni
motoristiche che si effettueranno nel periodo 15
marzo-15 novembre, così come autorizzato negli anni
passati;
CONSIDERATO che la modifica del periodo di attività motoristica
succitato comporterebbe una grave ed irreparabile
perdita di immagine ed un grave danno economico per
l'intera comunità locale;
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
a procedere rapidamente alla modifica degli obblighi previsti nel
Regolamento recante modalità d'uso della riserva naturale speciale
di Pergusa, ed in particolare ad estendere il periodo di attività
motoristiche, ripristinando il divieto ex-ante l'approvazione del
Decreto assessoriale n. 498/44, dal 15 marzo al 15 novembre, nelle
more della delocalizzazione e della realizzazione del nuovo
circuito.
Il parere del Governo?
D'AQUINO , assessore agli enti locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
PRESIDENTE. Comunico che è stata aggiunta anche la firma
dell'onorevole Leanza Edoardo. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n. 53
"Concessione di grazia a Ovidio Bompressi", degli onorevoli Ferro
ed altri.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- dal delitto Calabresi sono trascorsi circa trenta anni e la
detenzione di Bompressi e Sofri, rinchiusi da cinque anni nel
carcere di Pisa dovrebbe durare fino al marzo 2017;
- la vicenda processuale è ormai conclusa e che, indipendentemente
dal giudizio che si vuole dare sull'esito sia Bompressi che Sofri
hanno dimostrato ampiamente, nei fatti, di essere profondamente
diversi da quelle personale che il giudizio finale ha voluto
punire;
- il Presidente Ciampi ha recentemente risposto, ad una lettera che
intendeva rappresentare il caso "di conoscere bene la complessa e
tormentata vicenda processuale" di Adriano Sofri e dei suoi
coimputati e di essere "consapevole della mutazione teleologica che
la pena subisce quanto venga irrogata a lunga distanza di tempo dai
fatti soprattutto se restrittiva della libertà personale";
- la famiglia Calabresi ha espresso sulle iniziative finalizzate ad
ottenere la grazia una generosa neutralità;
- che Ovidio Bompressi è stato recentemente scarcerato per le gravi
condizioni fisiche e psicologiche derivate dalla carcerazione e che
un suo ritorno in carcere appare talmente rischioso da fare
concretamente temere per la sua vita;
PRESO ATTO di come su tutto il territorio nazionale siano in corso
iniziative promosse dai cittadini di diversi
orientamenti politici e prese di posizione di consigli
comunali e sindaci di molte città italiane;
FA VOTI
affinché il Ministro di grazia e giustizia compia un gesto di
grande sensibilità e apertura istruendo nuovamente la richiesta di
grazia presentata dai familiari di Bompressi e quella che
nell'ottobre 2000 fu presentata per Adriano Sofri da senatori di
diverse forze politiche e che, ancor oggi, attende risposta.
D'AQUINO , assessore agli enti locali. Il Governo lo accetta
come raccomandazione.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del
giorno n. 55 "Impiego delle entrate del settore venatorio", a
firma degli onorevoli Oddo e Panarello.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che il gettito delle tasse di concessione regionale
relativo alle aziende faunistico-venatorie, alle
aziende agro-venatorie, alle tasse di concessione per
l'esercizio venatorio e agro-turistico venatorio, alle
sanzioni amministrative e a tutto quanto altro riguarda
le entrate del settore venatorio, rappresenta una
cospicua entrata del bilancio della Regione siciliana;
RILEVATO che le entrate di cui sopra sono state in passato
utilizzati in settori vari più o meno affini al settore
venatorio;
CONSIDERATO che appare opportuno canalizzare la spesa nell'ambito
del settore venatorio in considerazione anche della
imminente attivazione degli AA.TT.CC. (Ambienti
territoriali di caccia);
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad utilizzare il 50 per cento del gettito di che trattasi per il
finanziamento dei capitoli delle voci di spesa di cui all'art. 51
della legge n. 33/97;
- ad utilizzare il restante 50 per cento al funzionamento degli
ambiti territoriali di caccia, in funzione proporzionale al numero
di cacciatori ammessi in ogni ambito, e con preciso orientamento di
destinare le risorse al ripopolamento annuale di selvaggina di cui
all'art. 39 della legge n. 33/97 nonché per la cura ed i
provvedimenti necessari al risanamento ambientale e al recupero
delle zone umide e depauperate.
D'AQUINO , assessore agli enti locali. Il Governo lo accetta
come raccomandazione.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del
giorno n. 56 "Stipula della convenzione tra la Multiservizi Spa e
le Aziende sanitarie ed ospedaliere", dell'onorevole
Cracolici.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- dal 1993, a 96 agenti socio-sanitari, è stato negato l'avviamento
al lavoro dall'Ufficio provinciale di collocamento di Palermo, a
seguito richiesta per 206 unità degli ospedali: Policlinico e
delle ex Uu.SS.LL., poiché sono stati commessi brogli nella
graduatoria degli aventi diritto;
- ai 96 veniva riconosciuto il torto subito dal Giudice della V
sez. penale del Tribunale di Palermo che con sentenza del 16
febbraio 1999, ha condannato, a tre anni di reclusione ed al
risarcimento danni per i 96 denuncianti costituitisi parte civile,
il Direttore dell'UPLLMO del tempo;
CONSIDERATO che:
- tutto ciò non ha consentito l'immissione in servizio nelle
Aziende sanitarie malgrado il Parlamento siciliano con ordine del
giorno n. 455/99, approvato, riconosceva il diritto ad essere in
via prioritaria inseriti negli elenchi di cui alla legge regionale
n. 36/90;
- la CRI con la delibera n. 327 del 6 agosto 1999 conferiva la
priorità nell'avviamento e approvava un progetto di formazione per
gli stessi soggetti in data 26 gennaio 2000, attraverso il quale
veniva conseguita la qualifica di Ausiliario agente socio-sanitario
specializzato;
CONSIDERATO inoltre che:
- nell'agosto del 2000 la "Servizi sanità S.p.A.", oggi
multiservizi, assumeva detto personale con la qualifica di addetto
alle pulizie,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad autorizzare la stipula della convenzione tra la Multiservizi
S.p.A. e le aziende sanitarie e ospedaliere prevedendo l'utilizzo
del personale nella qualifica posseduta e nelle mansioni relative.
D'AQUINO , assessore agli enti locali. Il Governo lo accetta
come raccomandazione.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del
giorno n. 58 "Valorizzazione dell'area archeologica di Santa
Venerina".
MOSCHETTO. Chiedo di apporre la firma all'ordine del giorno
n. 58.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Il parere del Governo?
D'AQUINO, assessore per gli enti locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del
giorno n. 59 "Iniziative per assicurare la partecipazione
dell'Ente Parco Madonie alla società Biosfera spa" , degli
onorevoli Giannopolo ed altri.
Il parere del Governo?
D'AQUINO , assessore agli enti locali. Favorevole.
GIANNOPOLO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del
giorno n. 61 "Tutela della serricoltura siciliana", degli
onorevoli Incardona ed altri.
D'AQUINO , assessore agli enti locali. Il Governo lo accetta
come raccomandazione.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del
giorno n. 62 "Intervento per il finanziamento dei 700 anni dalla
pace di Caltabellotta", degli onorevoli Fleres ed altri.
Il parere del Governo?
D'AQUINO, assessore per gli enti locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del
giorno n. 63 "Soluzione della crisi idrica della provincia di
Agrigento", degli onorevoli Segreto e Nicotra. Gli uffici
prendano atto che nell'ordine del giorno n. 63 si aggiungono le
firme degli onorevoli Savarino, Giambrone e Capodicasa.
Il parere del Governo?
D'AQUINO, assessore per gli enti locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono stati presentati gli
ordini del giorno nn. 54 e 57 che riguardano la revoca della
nomina dell'Assessore per il territorio e l'ambiente Bartolo
Pellegrino. Gli ordini del giorno se non dovessero essere
ritirati verrebbero dichiarati irricevibili perchè la procedura
relativa alla questione segnalata agli ordini del giorno
attraverso la mozione di sfiducia è stata già avviata.
Ne do lettura.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- l'Assessore per il territorio e l'ambiente, Bartolo Pellegrino,
secondo quanto riportato sulla stampa, è stato convocato in Procura
come persona informata sui fatti in merito alle intercettazioni
ambientali e telefoniche che registrano un suo colloquio con gli
uomini arrestati dai Carabinieri che ha colpito la cosca del
latitante di Monreale: Giuseppe Balsano;
- l'indagine dei Carabinieri, che ha portato a 11 arresti e a 28
avvisi di garanzia, ha investito anche gli appalti per il controllo
della raccolta dei rifiuti nel comune di Monreale;
- l'Assessore, secondo queste intercettazioni rilevate in casa di
uno degli arrestati (l'impiegato postale Antonio Sciortino),
avrebbe consigliato al geometra Giuseppe Leto, Presidente della
cooperativa '21 marzo', di tenere fuori dalla stessa il
pregiudicato Isidoro Buongusto, allo scopo di aggiudicarsi
l'affidamento di un capannone confiscato al boss latitante di
Monreale;
- l'impossibilità di far figurare Isidoro Buongusto, meccanico e
personaggio di spicco della cooperativa, è motivata dall'Assessore
regionale con la seguente affermazione "c'è il rischio che qualcuno
faccia l'infame con gli sbirri", lasciando intendere la possibilità
che qualcuno denunciasse la presenza di Buongusto nell'affare del
capannone;
- Giuseppe Leto, sempre sulla base delle intercettazioni, il 12
luglio 2000, giorno dell'elezione dell'on. Vincenzo Leanza a
Presidente della Regione, era a Palazzo dei Normanni e avrebbe
raccontato e rassicurato dell'avvenuta elezione Isidoro Buongusto,
mentre il 20 luglio, in altro colloquio con Antonio Sciortino,
avrebbe raccontato di una cooperativa di marsala da rilevare e
sulla quale si intuisce l'interessamento dell'Assessore Pellegrino;
- questa vicenda ripropone drammaticamente, ancora una volta, la
questione dell'intreccio tra mafia, settori dell'impresa e
politica, piegata alla funzione di garante di un sistema di
interessi e di affari illeciti;
- l'Assessore Pellegrino è stato delegato al territorio ed
ambiente, e la sua credibilità e legittimità istituzionale è
fortemente pregiudicata da questa vicenda;
- i sindaci, gli amministratori, i cittadini e gli imprenditori che
hanno nel suddetto assessorato un riferimento fondamentale per la
gestione delle politiche del territorio, a partire dai piani
regolatori, non ricevono certo dai comportamenti dell'Assessore,
emersi dall'indagine dei Carabinieri, esempio di trasparenza e
legalità,
ESPRIME CENSURA
nei confronti dell'Assessore per il territorio e l'ambiente,
IMPEGNA
IL PRESIDENTE DELLA REGIONE
a revocare la nomina dell'Assessore per il territorio e l'ambiente,
Bartolo Pellegrino. (54)
FERRO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FERRO. Onorevoli colleghi, vorrei fare presente che nella
seduta di stamattina è sttato accolto dal Governo come
raccomandazione un'ordine del giorno a mia firma e degli
onorevoli Raiti, Orlando ed altri che sostanzialmente chiedeva un
intervento presso il ministro Moratti per riconoscere
l'Associazione 'Libera' come ente di formazione.
PRESIDENTE. Onorevole Ferro, il problema non è la
presentazione di una mozione che di per sè blocca il percorso, è
la specifica esistenza di una mozione di sfiducia che ha una sua
fisionomia regolamentare.
FERRO. Signor Presidente, credo sia utile che l'Assemblea segua
questo ragionamento. Questo ordine del giorno su 'Libera' è
esattamente la fotocopia di una mozione presentata dagli stessi
firmatari e che risulta agli atti parlamentari nel resoconto
della seduta di ieri.
Ieri in Aula è stata data lettura della mozione su 'Libera'
presentata dagli stessi firmatari che hanno poi trasformato
tale mozione anche in ordine del giorno, il quale è stato oggi
discusso.
Pertanto, sostanzialmente, capisco che si voglia evitare di
fare una discussione, ma mi pare che le decisioni della
Presidenza non siano conformi con quanto avvenuto qualche minuto
addietro.
PRESIDENTE. Onorevole Ferro, se lei mi avesse ascoltato
avrebbe compreso quello che io ho già detto.
La mozione di sfiducia ha una configurazione regolamentare
diversa dalle altre mozioni tant'è che come lei sa non può essere
discussa prima che trascorrano tre giorni e in ogni caso è
necessario chesia presente il Presidente della regione, in questo
momento non è presente nessuno dei componenti del Governo.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, non desidero discutere la
motivazione che lei ha dato all'Aula, anche se non la condivido,
tuttavia voglio seguire il suo ragionamento.
E' stata presentata, lei dice, una mozione di sfiducia per
la stessa vicenda che in questo momento è oggetto dell'ordine del
giorno.
Io vorrei ricordare al Presidente che è stata presentata una
mozione di censura e la natura della mozione di censura è,
ovviamente, diversa rispetto a quella della mozione di sfiducia.
E tuttavia, quand'anche la Presidenza ritenesse assimilabile
la mozione di censura a quella di sfiducia, se è questa la
motivazione, io posso, anche perchè ho parlato con il
presentatore della mozione di sfiducia, preannunciarle un
orientamento, purchè lei si impegni nella discussione in Aula,
della mozione di censura e si affronti quindi l'ordine del
giorno.
PRESIDENTE. Non ho capito, può ripetere.
SPEZIALE. Qui c'è l'onorevole Giannopolo che è primo
firmatario della mozione di censura e l'onorevole Orlando che
sono firmatari della mozione di censura che sono delegati insieme
agli altri, che sono fra l'altro assenti, a ritirare la mozione
di censura.
Per cui, la sua obiezione che non sia possibile discutere
l'ordine del giorno perchè andrebbe discusso in uno con la
mozione di censura che lei impropriamente assimila a mozione di
sfiducia viene meno. Per cui si può discutere sin da subito.
Pertanto, signor Presidente, io mi rendo conto della sua
posizione delicatissima rispetto a questo argomento che investe
la responsabilità del governo, ma le chiedo di non sottrarre
all'Aula il diritto di potere discutere su un argomento così
delicato, sulla base della richiesta che è stata formulata con la
presentazione dell'ordine del giorno.
Si segua un comportamento lineare, si abbia rispetto
assoluto del Regolamento, in primo luogo, cosa che io le do atto,
sia lei ad avere rispetto del Regolamento e non si pieghi il
Regolamento, per nessuna ragione, agli interessi di parte, in
questo caso agli interessi del governo o, nella fattispecie,
dell'assessore Pellegrino.
Pertanto, venuta meno la mozione di censura, noi possiamo
discutere l'ordine del giorno.
ORLANDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORLANDO. Signor Presidente, compete a lei il compito e la
responsabilità di qualificare gli atti sottoposti all'esame del
Parlamento regionale.
Credo, così come ha argomentato l'onorevole Speziale, che la
mozione di censura non sia certamente assimilabile alla mozione
di sfiducia. E' una cosa diversa dalla mozione di sfiducia.
Laddove, però, lei ritenesse che la mozione di censura sia
assimilabile alla mozione di sfiducia, mi corre obbligo non far
notare la differenza che esiste tra la mozione di censura e
l'ordine del giorno, perchè la mozione di censura comporta
l'obbligo delle dimissioni dell'Assessore. Il nostro ordine del
giorno comporta l'obbligo al Presidente di ritirare la delega.
Si tratta di due istituti diversi perchè nel primo caso
l'obbligo intesta direttamente l'assessore che, laddove si
approva la mozione di sfiducia, deve dimettersi, nel secondo
caso, ordine del giorno da noi presentato, è un invito formale al
Presidente a revocare la delega. Invito che, in linea puramente
teorica, il Presidente potrebbe anche disattendere mentre,
invece, non può essere disatteso il voto di sfiducia che comporta
la decadenza dell'assessore. Per questa ragione, essendo due
atti diversi - sono diversi per sua dichiarazione - chiediamo che
si possa trattare l'ordine del giorno.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei andare
oltre il tema ordinamentale. Ritengo che un ordine del giorno
così formulato, alla fine, non sia una "censura" bensì una
"sfiducia" individuale ad un assessore perché così si
rappresenta; nel momento in cui così si rappresenta dal punto di
vista del nostro ordinamento c'è una prassi che porta il Governo
a stabilire la data, a mettere all'ordine del giorno la
problematica che deve avere il suo oggetto, il suo soggetto, a
darne contezza a tutti i deputati, trattandosi di un atto che non
è di ordinaria amministrazione.
Al di là del fatto ordinamentale, il problema che viene
sollevato è di rilevanza tale che, a mio avviso, non può essere
discusso con un ordine del giorno, anche importante...
SPEZIALE. Il Regolamento dice altra cosa
CINTOLA. E' la mia opinione.
ODDO. Autorevole
CINTOLA. Molto autorevole Non capisco in che modo posso
interloquire con lei dopo ciò che ha detto ieri sera, le sue
battute scherzose ma ridicole.
ODDO. Lei non deve offendere; smetta di provocare
CINTOLA. Ieri sera mi ha fatto sorridere involontariamente.
Dicevo che, trattandosi di una questione di tale rilevanza,
è chiaro che anche noi avvertiamo la necessità che l'Aula la
affronti. Non possiamo fare un dibattito di quel tenore, anche
per le firme autorevoli e per la concettualità espressa negli
ordini del giorno, che non sia tale e che non abbia contezza
dell'argomento importante in discussione. Condivido pienamente
la posizione assunta dal Presidente dell'Assemblea. Ci sarebbero
due fatti concomitanti negativi; io ritengo, invece, che
l'espressione, la volontà, il ruolo democratico da parte di chi
vuole impegnare il Governo, il Presidente della Regione, a
ritirare la delega assessoriale siano di natura talmente
importanti ed eccezionali che l'Assemblea venga chiamata, subito
dopo l'esame del bilancio e della finanziaria, a dare una
valutazione sull'argomento che impegni l'intera volontà
conoscitiva da parte dell'Aula per potersi pronunciare.
Quindi, senza volere con ciò chiudere, rinviare, 'ammazzare'
un dibattito, invito i firmatari a porre la questione in termini
tali che, concluso l'esame del bilancio e della finanziaria, che
ritengo stia a cuore a tutti i parlamentari, si ponga all'ordine
del giorno la questione così da essere affrontata chiaramente
dall'Aula.
PRESIDENTE. Dichiaro improponibili gli ordini del giorno n. 54
e n. 57.
Presidenza del vicepresidente Lo Giudice
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a venerdì 8 marzo
2002, alle ore 10.30, con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2002 e bilancio pluriennale per il triennio
2002-2004." (NN. 297-299/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on.le Antonino Croce
Relatore di minoranza: on.le Angelo Capodicasa
2) "Legge finanziaria 2002" (N. 298 - Stralcio II/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on.le Antonino Croce
Relatore di minoranza: on.le Angelo Capodicasa
La seduta è tolta alle ore 13.07
(Licenziato dal servizio resoconti alle ore 15.30)
Presidenza del vicepresidente Lo Giudice
BURGARETTA APARO , segretario, dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
CONGEDO
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Raiti ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
Non sorgendo osservazioni il congedo è accordato.
MISSIONE
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Zangara è in missione,
per ragioni del suo ufficio, dal 7 all'8 marzo 2002.
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 477 - Adeguata dotazione organica dell'Ufficio delle
entrate di Gela.
- Presidente Regione
- Assessore Bilancio
***
Morinello Salvatore; Ferro Giovanni; Raiti Salvatore
----------------
N. 478 - Notizie sui criteri di affidamento dei corsi
formativi all'ente ECOFORM-CISAL.
- Presidente Regione
- Assessore Lavoro
***
Genovese Francantonio; Barbagallo Giovanni; Gurrieri
Sebastiano; Tumino Carmelo; Vitrano Gaspare; Zangara Andrea
----------------
ANNUNZIO DI INTERPELLANZA
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
N. 30 - Iniziative per l'attuazione della legge regionale
n. 15 del 2000 in materia di tutela degli animali.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
***
Oddo Camillo
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il
Governo abbia dichiarato che intende respingere l'interpellanza o
abbia fatto conoscere il giorno in cui intende trattarla,
l'interpellanza stessa sarà iscritta all'ordine del giorno per
essere svolta al suo turno.
ANNUNZIO DI MOZIONE
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
mozione:
N. 94 - Iniziative per favorire l'investimento nel
Mezzogiorno delle risorse raccolte al Sud dagli Istituti di
credito.
Formica Santi; Incardona Carmelo; Infurna Giuseppe;
Ioppolo Giovanni; Tricoli Marzio; Virzi' Gioacchino
Presentata il 6/03/02
Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno
della seduta successiva perchè se ne determini la data di
discussione.
COMUNICAZIONE DI APPOSIZIONE DI FIRMA A MOZIONE
PRESIDENTE. Con nota del 6 marzo 2002, pervenuta al Servizio di
Segreteria il 7 marzo successivo, gli onorevoli Francesco
Forgione e Santo Liotta hanno chiesto di apporre la propria
firma alla mozione n. 93 "Riconoscimento della qualità di Ente
di formazione all'associazione 'Libera'.
L'Assemblea ne prende atto.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Constatata l'assenza del Governo, sospendo la seduta per
quindici minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 10.45, è ripresa alle ore 11.15)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, ricordo che, così come stabilito ieri,
la seduta di questa mattina sarà interamente dedicata alla
discussione dei numerosi ordini del giorno depositati.
Presidenza del vicepresidente Lo Giudice
Si inizia con la discussione dell'ordine del giorno n. 60:
"Iniziative in merito alle recenti vicende riguardanti il
petrolchimico di Gela", a firma degli onorevoli Speziale,
Capodicasa, Cracolici, Crisafulli ed altri.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, abbiamo avvistato l'esigenza
di presentare un ordine del giorno riguardamte la vicenda
drammatica dello stabilimento petrolchimico di Gela.
In questo momento a Gela è in corso, malgrado la pioggia,
una manifestazione che sta interessando più di ventimila persone,
segno che in quella realtà c'è molta attenzione e segno della
importanza che lo stabilimento petrolchimico riveste nella realtà
di Gela e della Sicilia.
Lo stabilimento petrolchimico nasce all'inizio degli anni
sessanta e costituisce una speranza; insiste in un territorio che
in qualche modo viene riconvertito, essendo a vocazione agricola
e marinara, in territorio a vocazione industriale.
Intere generazioni vengono formate e si formano sulla base
della cultura industriale e, adesso, il provvedimento della
magistratura potrebbe cancellare questa realtà
Noi pensiamo che il problema vada affrontato sotto un
duplice punto di vista.
Il primo, e lo diciamo, è quello che immediatamente si
risolva la questione posta dalla magistratura.
La magistratura ha posto un problema legato alla
classificazione del Pet-coke come combustibile; essa ritiene che
sulla base della legge Ronchi si tratti di un rifiuto. Noi
speriamo che mentre ne parliamo il Consiglio dei Ministri
affronti la questione, che venga emanato un decreto-legge che
possa finalmente definire il Pet-coke come combustibile e che
possa essere riutilizzato nei siti produttivi in cui viene
prodotto, soprattutto, per la produzione di energia elettrica.
Contemporaneamente, però, vogliamo richiamare alla sua
responsabilità il Governo della Regione.
Sulla stampa non è apparso, ma io lo voglio dire in
quest'Aula, anche per una corretta informazione nei confronti dei
miei colleghi parlamentari: l'origine della inchiesta giudiziaria
è legata alla mancata emissione da parte dell'Assessore regionale
Pellegrino del decreto sulle emissioni.
C'è un ritardo della Regione in questo settore che io
spero venga rapidamente colmato.
Il decreto sulle emissioni è stato concordato tra la
direzione aziendale e il Direttore dell'assessorato regionale
territorio e ambiente, dott. Pergolizzi, già due mesi addietro.
Dopo i provvedimenti della magistratura, in occasione di un
incontro richiesto da me presso la Presidenza della Regione, al
quale hanno partecipato, oltre, ovviamente, al Presidente
Cuffaro, l'Assessore Noè e l'Assessore Pellegrino, da più parti
fu posta l'esigenza di una rapida emanazione del decreto che
aveva ormai completato il suo iter procedurale, si trattava
soltanto di apporre la firma al decreto. Ebbene, ancora oggi
quella firma non è stata apposta e fino a ieri, stando alle
dichiarazioni dell'onorevole Pellegrino riportate dalla stampa,
si è tergiversato a proposito dell'emanazione di quel decreto.
Dico ciò affinché sia chiaro qual è il livello di
responsabilità che compete al Governo della Regione; infatti,
anche se il Governo nazionale dovesse emanare oggi il decreto-
legge, così come tutti noi auspichiamo, si riattiverebbero gli
impianti, ma rimarrebbero sub-iudice, in quanto, in mancanza
dell'emanazione del decreto che dia certezza normativa a
proposito del tasso di emissione, al quale le aziende devono
adeguarsi, permetteremmo alla magistratura di sollevare altre
obiezioni. Per cui è fondamentale che al decreto-legge si
accompagni il decreto sulle emissioni, affinché le aziende,
sulla base di una certezza, possano adeguare i propri
comportamenti.
Come si evince c'è una responsabilità diretta del Governo
regionale, e io mi auguro che l'ordine del giorno che spero
approveremo faccia da stimolo affinchè l'Assessore al Territorio
e Ambiente emani in tempi rapidi il decreto.
Un'altra questione che intendo sottoporre alla vostra
attenzione - e concludo - riguarda il maldestro tentativo di
frapporre gli interessi dell'ambiente a quelli del lavoro.
Molti dei miei colleghi parlamentari sapranno certamente che
sono dipendente dello stabilimento petrolchimico di Gela e voglio
dire loro che quando ancora nel Paese c'era un tasso ridotto di
sensibilità ambientale i primi a porre le questioni che
riguardavano il livello di sicurezza interna allo stabilimento ed
a porre l'esigenza di interventi strutturali in materia di
ambiente furono proprio i lavoratori, i quali, ovviamente,
soffrivano quella condizione, e le loro organizzazioni sindacali.
Ancor prima che il problema ambientale divenisse una
questione nazionale, quando ancora questo problema era trascurato
dalla stragrande maggioranza dei citttadini, noi lo ponevamo, e
lì, grazie all'iniziativa sindacale e all'iniziativa dei
lavoratori, sono stati fatti grandi passi in avanti. Forse non
si ha idea di che cosa fossero i dati di emissione di quello
stabilimento e della centrale, in particolare, prima, per
esempio, che si facesse lo slack, che ha permesso di utilizzare
il Pet-coke, ma di ridurre il tasso di emissione di oltre il 50
per cento rispetto ai tassi precedenti. Quegli interventi
strutturali nel settore ambientale per abbattere i tassi di
emissione furono una conquista dei lavoratori.
Dunque, questa visione che viene data, che a Gela ci
sarebbero tremila, quattromila lavoratori che trascurano
l'ambiente pur di difendere il loro posto di lavoro è falsa,
bugiarda, non risponde alla sensibilità di quel mondo che io
conosco profondamente.
In proposito penso che noi dobbiamo consentire nuovamente
che le questioni riguardanti lo sviluppo industriale e la tutela
ambientale si muovano insieme e oggi ci sono gli strumenti per
farlo. Purtroppo, questi strumenti sono stati adoperati soltanto
in altre aree del Paese, mi riferisco a Porto Marghera, dove già
da alcuni anni opera un accordo di programma che coniuga le
esigenze riguardanti lo sviluppo produttivo e le questioni di
salvaguardia ambientale.
Un'altra esigenza che intendiamo sottoporre al Governo -
anche se devo riconoscere che l'Assessore Noè in tutte le sedi lo
ha più volte ribadito - è quella di affrontare la questione
specifica del sito industriale di Gela, che è un nodo strategico
per lo sviluppo della chimica e dell'energia. una volta superata
l'emergenza,
Si faccia un accordo di programma con fondi diretti
dell'ENI, della Regione e dello Stato, in modo tale da coniugare
due grandi esigenze: la possibilità di utilizzare la chimica e
l'energia come una grande occasione di sviluppo al servizio del
Paese e, al tempo stesso, salvaguardare l'ambiente.
I sindacati lo hanno già richiesto, noi lo condividiamo,
sappiamo che l'Assessore Noè e il Governo regionale su questo
argomento più volte hanno assunto impegni, ma noi pensiamo che
questa questione, dopo l'emergenza, debba diventare centrale.
E' questa la ragione per cui abbiamo sottoposto questi punti
all'attenzione del Parlamento regionale di cui auspichiamo un
voto positivo.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
quest'ordine del giorno non possa essere votato soltanto dai
colleghi presentatori, anche se così com'è formulato non credo
possa ottenere il consenso dei deputati appartenenti al mio
gruppo. Infatti, pur essendo lodevole il comportamento del
governo regionale, del Presidente della Regione, dell'Assessore
Noè, da notizie ormai certe pare che il problema non dico che sia
risolto, ma quasi. Tra l'altro, proviene anche un'indcazione
forte dall'onorevole Lumia, il quale si rivolge al Governo
nazionale affinchè emetta il decreto legge e ciò pare possa
risolvere il problema. Infatti, un decreto amministrativo -
sostengono i magistrati - non può modificare una legge.
Nell'ordine del giorno in discussione si impegna il Governo
regionale ad esercitare tutto il suo peso affinchè il Governo
nazionale emani un decreto legislativo ...
SPEZIALE. Un decreto-legge, non un decreto legislativo,
onorevole Cintola.
CINTOLA. E' stato un lapsus, la ringrazio. Infatti, soltanto
un decreto-legge può modificare una legge, dunque, l'ordine del
giorno va modificato.
Se sospendessimo brevemente la seduta, modificassimo
l'ordine del giorno nella parte in cui si impegna l'Assessore ad
emanare un decreto.
SPEZIALE. C'è scritto al primo punto, è chiaro.
CINTOLA. Nell'ordine del giorno al primo punto c'è scritto:
"Impegna il Governo della Regione, ed in particolare il
Presidente della Regione, ad esercitare tutto il suo peso
affinchè il Governo nazionale emani un provvedimento legislativo
urgente per restituire serenità ad una intera comunità". Allora,
prendiamo atto che questo l'ha già fatto, che è stato stabilito
ieri sera, che il Consiglio dei Ministri sta emanando il decreto
che il Governo della Regione ha chiesto; prendiamo atto delle
cose positive che il Governo ha posto in essere. Tutto il resto
contenuto nell'ordine del giorno va bene, tranne la
considerazione sul fatto che l'Assessore al territorio non abbia
emesso, ad oggi, il decreto.
Serve poco per avere l'unanime valutazione positiva
dell'Aula e per dare più forza all'ordine del giorno.
Non serve dire che l'Assessore al territorio non ha emesso
il decreto, è come se volessimo fare sempre delle accuse.
Andiamo a ciò che ci unisce e consentite anche alla maggioranza
di esprimere un giudizio sereno sulla validità delle cose che
l'onorevole Speziale ha detto, sulla validità delle cose che
l'Assessore Noè magnificamente ha fatto, sulla validità delle
cose che il Presidente della Regione ha già ottenuto dal Governo;
il problema, infatti, è nella sua fase di risoluzione grazie
all'intervento massiccio e concreto di questo Governo e di questa
maggioranza.
Per cui, signor Presidente, la modifica dell'ordine del
giorno nei termini in cui ho detto prima consentirebbe ai
capigruppo della maggioranza di apporre anche la loro firma e di
votarlo positivamente.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Per invitare l'amico Cintola a non avere un
atteggiamento preconcetto, rilevo che il secondo punto della
premessa dice: "a seguito della mobilitazione dei lavoratori e
dei sindacati - lo dico ai colleghi perché nessuno aveva
intenzione di sottrarre al Presidente della Regione il fatto che
su questo si è impegnato assieme all'assessore Noè e l'ho
ribadito - è stato convocato alla Presidenza del Consiglio un
incontro, richiesto dal Presidente della Regione, per emanare un
decreto legge che stabilisca la natura di combustibile del
Pet-coke, al fine di superare i dubbi interpretativi degli organi
giudiziari".
E' chiaro che è messo appositamente. Inoltre, c'è un'altra
osservazione che riguarda, invece, l'assessore per il territorio
e l'ambiente, il quale. deve emanare il decreto sulle emissioni
in modo da dare certezza normativa, perché il Pet-coke supera
una questione, ma la mancata emanazione del decreto
sull'emissione alle quali le aziende si devono adeguare lascia
incerta, sul piano normativo, una vicenda sulla quale si potrebbe
comunque incuneare sempre un'iniziativa della Magistratura.Voglio
precisare ciò.
Sulla terza questione, voglio dirti, che nessuno ha
interesse a sollevarla; se si ritiene che nella parte
impegnativa, lo scriviamo sempre così, bisogna dire di nuovo che
c'è stato l'impegno del Presidente Cuffaro che già in premessa è
scritto, nel corpo dell'ordine del giorno, se è questo il
problema lo si scriva; l'importante è che si arrivi ovviamente in
modo unitario, anche perché da parte nostra non c'è nessun
tentativo di dovere minimizzare l'impegno del governo regionale,
né del Presidente della regione, né ripeto, come ho detto nel
corso del mio intervento iniziale, dell'assessore Noè che in
questa materia, lo ripeto, e lo riconosco pubblicamente, si è
spesa e si è spesa anche bene, ha dichiarato disponibilità, si è
spesa con impegno e anche con conoscenza delle questioni.
Pertanto, onorevole Cintola, siccome non hai inquadrato bene
la vicenda, vorrei che fosse chiaro che il problema di aggiungere
le firme non c'è, il problema di modificare il primo punto della
parte impegnativa non esiste perchè che già nella premessa c'è, è
un corpo unico, al secondo punto già c'è una premessa, se si
vuole modificare non c'è nessun problema, se si ritiene di
approvarlo così, lo approviamo così oppure lo approviamo dicendo
che si modifica il primo punto della parte impegnativa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'ordine del giorno non è
emendabile e tuttavia non sarà sfuggito a nessuno che in buona
sostanza l'ordine del giorno invita il Governo a fare quello che
già sta facendo. L'ordine del giorno è un atto politico di
supporto che l'Assemblea regionale può compiere rispetto
all'azione che il Governo sta già compiendo.
Personalmente, pertanto, su questo tema non andrei troppo
per il sottile: il Governo si sta muovendo e si sta muovendo
benissimo da questo punto di vista; l'ordine del giorno dà
maggiore forza all'azione che il Governo sta compiendo perché di
fatto riproduce esattamente i comportamenti che il Governo sta
già tenendo rispetto al Governo nazionale e a quanti altri hanno
bisogno di essere sollecitati rispetto alla soluzione di questa
vicenda. Darei pertanto la parola al Governo per esprimere la sua
opinione,, dopodiché passerei alla votazione dell'ordine del
giorno.
D'AQUINO, assessore agli enti locali. L'ordine del giorno è
sicuramente condiviso; peraltro, il Governo ha già iniziato
un'azione e credo che l'onorevole Speziale abbia dato atto che
l'azione va continuata su tale linea nell'interesse comune e
nell'interesse di tutti, se l'ordine del giorno è emendabile si
può limare qualcosa, se la presidenza dice che l'ordine del
giorno non è emendabile è chiaro che c'è la condivisione.
E' chiaro che nella parte in cui in qualche modo è
interessato l'assessore al territorio il Governo non può
condividere quella parte, ma nel merito politico dell'ordine del
giorno è totalmente condiviso.
PRESIDENTE. Per precisare, l'articolo 124 del Regolamento
interno precisa che gli ordini del giorno non sono emendabili.
Qualora dovesse essere ritirato e ne fosse ripresentato un altro
formulato diversamente, quest'ultimo non potrebbe essere
discusso, potrebbe essere soltanto votato perché il termine per
la presentazione degli ordini del giorno è scaduto già ieri a
conclusione della discussione generale.
Tuttavia, siccome, l'opinione del Governo è favorevole e in
buona sostanza l'ordine del giorno sicuramente non può
considerarsi né di accusa, né di attacco nei confronti del
Governo, tutt'al più di supporto rispetto all'iniziativa che il
Governo sta compiendo, lo pongo in votazione.
CINTOLA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, voglio fare un appello al
Presidente dell'Assemblea ed ai colleghi perchè, è vero che ci
sono norme che stabiliscono percorsi, ma è pur vero che il tema
di Gela, che è un tema nazionale, di interesse pubblico
eccezionale, di pane e lavoro fortissimo, non può
assolutissimamente trovare una allocazione che possa modificare
in questo momento un atteggiamento d'Aula e dello stesso Governo
che è costretto, pur avendo compiuto tutti i fatti che vengono
riconosciuti nello stesso ordine del giorno per la soluzione
della problematica, a limitare il suo assenso perchè c'è un
periodo in più; c'è un gruppo - quello che io rappresento, perchè
non posso consentirmi di rappresentarne altri - che si trova
nella difficoltà di non potersi esprimere compiutamente perchè
c'è una regola che non possiamo modificare con l'assenso
dell'intera Assemblea.
Se l'Assemblea in questo momento decide che questo ordine
del giorno lo vuole rimodulare, mi appello alla cortesia del
Presidente e dell'intera Assemblea perchè questo avvenga,
considerato che è un fatto di eccezionale importanza sul quale
si può prendere una misura pur essa eccezionale, non ripetibile
per l'avvenire, cioè di poterlo modificare e di poter porre in
condizione l'Assemblea di votare un documento unanime che serve
effettivamente non al Governo o alla maggioranza o all'Assemblea,
serve a risolvere la situazione di Gela, serve ad un fatto che è
stato eccezionalmente e significativamente portato all'attenzione
dal gruppo capeggiato dall'onorevole Speziale; intendiamo
assolutamente essere concordi e valutarlo positivamente.
Propongo, quindi, di fare uno strappo una tantum e mai più
per l'avvenire: si modifica l'ordine del giorno, si affina
l'ordine del giorno e lo mettiamo in votazione.
Continuo a rivolgermi alla Presidenza dell'Assemblea perchè
questo possa avvenire e continuo a rivolgermi al primo firmatario
ed ai firmatari dell'ordine del giorno perchè possano fare
esprimere, voglio andare avanti per quello che bisogna costruire
e non a guardare qualche possibile inadempienza che mette il
Governo nelle condizioni di potersi autocastrare.
Propongo di togliere quello e a continuare non ad iniziare,
perchè l'iniziativa è quasi definita, e quindi a continuare
l'opera già iniziata. Quindi 'a continuare' nel primo capoverso
l'opera iniziata e 'a modificare' quello che è un giudizio che
pone lo stesso Governo nelle condizioni di non poter dare il
giudizio favorevole all'ordine del giorno, per il quale
ha ottenuto risultati addirittura significativi, che in giornata
dovrebbero diventare legge. Questa è la mia preghiera.
PRESIDENTE. Le ipotesi che il Regolamento ci consente sono
le seguenti:
- se i firmatari dell'ordine del giorno insistono deve
essere posto in votazione;
- se i firmatari dell'ordine del giorno lo ritirano, può
essere ripresentato un altro ordine del giorno che potrebbe
essere presentato, ma non discusso, nel corso di questa stessa
seduta, solamente votato.
SPEZIALE. Signor Presidente, lo riformulo, perchè mi rendo
conto che l'interpretazione che all'esterno verrebbe da un voto
difforme dall'Aula è chiaro che indebolirebbe tutta l'iniziativa.
Pertanto, accolgo l'osservazione che qui viene fatta dal
Gruppo del CD, che è quella che riguarda il punto IV, per cui la
riformulazione è la seguente: nella premessa venga tolto il
punto IV, dove è stata letta una critica nei confronti del
senatore Pellegrino per ritardi sull'emanazione del decreto.
Tolto questo punto, mi pare che si possa approvare così com'è.
CINTOLA. E continuare con il punto iniziale....
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, mi segua: ripeto il percorso,
non entro nel merito. Il percorso è questo: deve essere
ritirato l'ordine del giorno n. 60, ripresentato un ordine del
giorno che non verrebbe discusso, verrebbe soltanto votato, con
le modifiche che concorderete.
SPEZIALE. Tolto questo, va bene?
PRESIDENTE. Se è così, io sospendo la seduta per due minuti
per dare modo di correggerlo.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa per due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 11.41, è ripresa alle ore 11.43)
PRESIDENTE. Come concordato prima della sospensione, l'ordine
del giorno n. 60 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n.
60/BIS, degli onorevoli Speziale, Capodicasa, Cracolici,
Crisafulli, De Benedictis, Giannopolo, Oddo, Panarello, Villari,
Zago, Barbagallo, Papania, cui appongono la propria firma anche
gli onorevoli Cintola, Mercadante, Virzì, Savona, Liotta,
Nicotra, Lo Monte, Dina, Croce, Savarino e Fleres, allegato al
presente resoconto stenografico.
L'ordine del giorno n. 60/bis, in buona sostanza, riproduce
i contenuti dell'ordine del giorno n. 60 con alcune modifiche e,
in particolare, con la soppressione del punto IV della premessa,
quello che fa riferimento all'atteggiamento dell'Assessore al
Territorio ed all'Ambiente.
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 60 bis con il
parere favorevole del Governo. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si procede con la discussione dell'ordine del giorno n. 25:
'Iniziative in materia di canoni di locazione degli alloggi di
edilizia residenziale pubblica', a firma degli onorevoli Villari,
Speziale ed altri.
Ne dò lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che l'articolo 93 della legge regionale 3 maggio 2001,
n. 6, è un'interpretazione autentica dei commi 1 e 3
dell'articolo 54 della legge regionale 18 dicembre 2000, n.
26, che fissavano i nuovi canoni di locazione degli alloggi
d'edilizia residenziale pubblica;
CONSIDERATO che il chiaro obiettivo del legislatore,
intervenendo per ben due volte in pochi mesi nella stessa
materia, è stato quello di decidere i nuovi canoni d'affitto,
correggendo in parte la prima decisione di dicembre,
specificando cosa s'intende per reddito imponibile e che
l'affitto minimo non può in ogni modo superarlo;
TENUTO CONTO che il testo dell'articolo 93 della legge
regionale n. 6 del 2001 non può dare alcun equivoco
interpretativo, vista la sua chiarezza e limpidezza;
RILEVATO che alcuni comuni siciliani continuano a rifiutarsi di
applicare questa chiara disposizione legislativa, tenendo conto
solo delle disposizioni contenute nell'articolo 54 della legge
regionale n. 26 del 2000 e quindi aumentando gli affitti agli
inquilini al limite minimo lì previsto di lire 100.000 mensili,
IMPEGNA L'ASSESSORE REGIONALE PER I LAVORI PUBBLICI
- ad inviare una circolare di sollecito al rispetto della
normativa regionale in materia a tutti gli enti preposti alla
gestione degli alloggi d'edilizia residenziale pubblica e,
qualora successivamente fossero ancora segnalati episodi di
mancata applicazione, inviare delle ispezioni amministrative
negli enti evasori.
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 25. Il parere del
Governo?
D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Favorevole. Non ci sono interventi. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 26: 'Iniziative per la
riapertura dei macelli recentemente chiusi', a firma degli
onorevoli Lo Giudice, Formica, Cracolici e Antinoro.
Ne dò lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PRESO ATTO dell'efficacia dei controlli effettuati dai NAS e
dagli organi di vigilanza veterinaria che hanno evidenziato
delle carenze nella filiera di produzione di carni locali;
carenze che possono essere messe, anche direttamente, in
collegamento ai recenti casi di B.S.E. che possono provocare
pericolo al consumatore;
che la chiusura per lungo tempo delle strutture di macellazione
rappresenta un grave pericolo per la salute pubblica in quanto
si incentiva, purtroppo, la macellazione clandestina, la quale
sfuggendo ai controlli veterinari, rappresenta la verta fonte
di contagio di gravissime malattie come dimostrano i tragici
fatti verificatisi di recente nella nostra Isola.
RITENUTO che è opportuno considerare che le poche strutture di
macellazione presenti in Sicilia rappresentano da un lato un
indispensabile polmone di sfogo per la produzione della
zootecnia locale già in profonda crisi e, dall'altro,
l'istituzione di necessari punti di controllo, gli unici
veramente validi, ad evitare malattie trasmissibili all'uomo,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- attraverso gli organismi di competenza preposti, ad
individuare le carenze riscontrate nelle strutture la cui
attività è stata sospesa, indicando ai titolari le opere
urgenti necessarie che possano consentire la ripresa
dell'attività di macellazione.
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 26. Il parere del
Governo?
D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Favorevole. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 28: 'Misure di sostegno per
l'agricoltura siciliana', a firma degli onorevoli Villari,
Liotta, Barbagallo, Raiti ed altri. Ne do lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che l'agricoltura siciliana, nel quadro del riordino
dei parametri fondamentali dell'economia dell'Isola,
costituisce uno degli assi fondamentali per un nuovo sviluppo
economico ed una fonte primaria di ricchezza;
OSSERVATO che, nonostante lo straordinario sforzo economico
messo in campo a livello nazionale dai governi di
centrosinistra, anche attraverso le diverse misure contenute
nel "pacchetto Sicilia", permangono ritardi di attuazione e
un'assoluta mancanza d'iniziativa dell'attuale governo
regionale che aggiorni i provvedimenti previsti alla luce delle
gravissime situazioni determinatesi nel frattempo nei diversi
comparti;
VISTO lo straordinario alternarsi di estremi climatici, con
gelate, prolungata siccità e improvvise piogge torrenziali che
hanno messo in ginocchio l'agrumicoltura siciliana (che da sola
rappresenta il 60 per cento della produzione agrumicola
nazionale) e che ha comportato la rinuncia di circa il 70 per
cento del raccolto - in quanto la pezzatura di piccole
dimensioni non risponde alle esigenze del mercato -;
VISTO altresì il prolungato effetto sulla zootecnica dei
provvedimenti adottati a seguito di "mucca pazza" e
dell'epidemia di "lingua blu" nonchè il parallelo effetto della
siccità sulla produzione di foraggio che costringe gli
allevatori a dare fondo anticipatamente alle scorte aziendali;
CONSTATATA la perdurante assenza di una politica sulle risorse
idriche, la cui crisi assume connotati sempre più drammatici e
rende ormai ingiustificabile e colpevole la mancanza di
immediate iniziative capaci di risolverla, mettendo in campo
tutte le possibili risorse finanziarie ed iniziative politiche
ed istituzionali ad ogni livello, tali da permettere di
affrontare i problemi connessi sia agli usi potabili che a
quelli irrigui legati all'agricoltura (esempio ne sono le tante
dighe incompiute e tra queste, per la provincia di Catania,
l'eterna incompiuta diga di Pietrarossa);
VERIFICATI altresì i colpevoli ritardi che si registrano
nell'attuazione degli accordi a sostegno dei produttori che
conseguentemente si vedono caricati di oneri impropri e
incompatibili con la generale situazione di difficoltà
dell'agricoltura siciliana,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ED IN PARTICOLARE L'ASSESSORE PER L'AGRICOLTURA
- ad adottare misure straordinarie per fare fronte a questo
generale stato di crisi, anche in raccordo con paralleli
interventi a livello nazionale da sollecitare presso il
competente ministero;
- ad accelerare ogni provvedimento connesso alla dichiarazione
dello stato di calamità naturale con la predisposizione di
aiuti finanziari, in particolare verso il settore agrumicolo,
zootecnico e serricolo e la sospensione di tutte le scadenze
(fiscali, contributive, bancarie, ecc:) nonchè con la
predisposizione di misure di sostegno al reddito e di garanzie
possibili per l'occupazione dei lavoratori interessati;
- ad adottare misure adatte a rimuovere gli ostacoli di ordine
burocratico e amministrativo che ostacolano l'attuazione delle
disposizioni creditizie e agevolative previste dalla legge
finanziaria 2001 a favore del settore agricolo (art. 137) ed
in particolare di quello agrumicolo come previsto dalle misure
contenute dalla scorsa legge finanziaria e riguardanti
l'abbattimento dei costi energetici a favore della piccola e
media impresa agricola ed interventi importanti a sostegno
delle gravi difficoltà determinati dalla crisi agrumicola
espressamente previsti per la Sicilia;
- a superare come Governo della Regione siciliana, ogni
ulteriore ritardo che possa fare rischiare un peggioramento di
una situazione che ormai sembra assumere dimensioni
catastrofiche, soprattutto per la scarsezza di risorse idriche
nonchè per la carenza di una politica delle acque in Sicilia.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo cinque
anni, non so se il Governo è informato - e per Governo intendo
tutti gli assessori - del fatto che oggi c'è una seduta, che è
stato presentato un cospicuo numero di ordini del giorno che
investono tante materie e che sensibilità vorrebbe, da parte
del Governo e degli assessori, di presenziare alle sedute
dell'Assemblea.
E' un cattivo, pessimo gusto che hanno gli assessori
convinti che, da momento in cui vengono eletti, non debbono dare
conto e ragione quasi più a nessuno se non a quei famosi
decretini per i quali hanno una predisposizione particolare.
Comprendo che il Presidente della Regione è a Roma - e tutti
sappiamo perché -, che l'Assessore per l'industria è a Roma - e
tutti sappiamo perché -, ma non comprendo perché un assessore su
dodici debba presenziare ai lavori dell'Aula, senza che possa
- perché non so se l'assessore per gli enti locali è in grado di
apprezzare con immediatezza l'ordine del giorno che viene posto
in discussione - apprezzarne subito la complessità, il
contenuto. Certo, se uno legge nella premessa che noi dobbiamo,
per dare un aiuto all'agricoltura, inneggiare a tutto ciò, a
tutti gli stanziamenti che il Governo di centro-sinistra ha
fatto, io non è che dico che non è così, ma centro-sinistra e
centro-destra servono nel momento in cui stiamo parlando degli
interessi sacrosanti dei lavoratori, della siccità, dell'andare
incontro alle necessità dell'agricoltura e degli agricoltori
isolani? Serve che in un ordine del giorno ci poniamo come se ci
fosse una parte che agisce a favore ed un'altra parte che quasi
ha agito contro?
Ed in ogni caso, Presidente, io non posso smentire la
coerenza dentro la quale per cinque anni ho protestato, mi sono
rammaricato, mi sono dispiaciuto. E continuo a rammaricarmi, a
dispiacermi e a protestare per il fatto che gli assessori non
ritengono di avere il dovere sacrosanto di stare in Aula:
dall'Assessore per l'agricoltura e le foreste, per il quale ora
c'è un ordine del giorno, per esempio, avremmo potuto sentire il
parere, parere che poteva essere anche illuminante, e ci
ritroviamo di nuovo a dover chiedere ai firmatari se siamo
d'accordo, se eliminiamo una particolare, penso anche inutile,
sottolineatura.
E i governi nazionali? E andiamo avanti tutti.
E' come se qualcuno ha fatto di più anche se è vero che quel
Governo di centro-sinistra queste cose le ha fatte, per cui non
ci sarebbe niente di male a codificarlo, ma riteniamo che per
una "par conditio" non si possa dire che il Governo di
centro-destra nazionale non abbia assunto identiche posizioni.
Concludo riconfermando il mio rammarico e il mio dispiacere
per il fatto che gli assessori disertano senza alcuna ragione,
immotivatamente, i lavori d'Aula. E questo non è solo un
rammarico, è una censura personale, non posso dire altro nei
confronti di chi ritiene che, fatto il bilancio e fatto la
finanziaria e uno sforzo supplementare, per il resto quest'Aula
veda in cartolina, e neppure, forse solo telefonicamente alcuni
assessori che non si vedono quasi mai in Aula, altri riescono a
farsi vedere. E questo lo dico con la perfetta convinzione che
l'unica persona che non può essere accusato di essere assente in
Aula è il Presidente della Regione. Non perché faccia parte del
gruppo, il C.D., del quale il Presidente della Regione è
deputato, ma perché le competenze e le prerogative e il lavoro
possono e debbano condurre a non stare sempre nei banchi
dell'Aula. Per gli altri ritengo, Presidente, che non ci siano
motivazioni adeguate ed invito la Presidenza dell'Assemblea a
sottolinearlo anche in maniera formale nei confronti del Governo
e dei singoli assessori.
Resto in attesa di sentire cosa dice il Governo sull'ordine
del giorno, per potere comprendere anche quale deve essere
l'atteggiamento che il mio gruppo dovrà assumere nei confronti
dello stesso.
PRESIDENTE. Onorevole Cintola, le sue osservazioni sono state
più volte sottolineate dalla Presidenza dell'Assemblea, e più
volte il Governo è stato richiamato alla presenza non solo per la
trattazione degli ordini del giorno, ma anche per la trattazione
dell'attività ispettiva, spesso rinviata, anche per la
discussione dei disegni di legge e quant'altro. Tuttavia, ecco,
invece desidero ringraziare l'Assessore D'Aquino, il quale pur
non essendo stati presentati ordini del giorno di sua pertinenza,
perché era venuto questa mattina per accertarsi che così fosse, è
presente.
CAPODICASA. Si è trovato a passare.
PRESIDENTE. No, non si è trovato a passare, onorevole
Capodicasa, è venuto questa mattina, si è accertato che non
c'erano ordini del giorno di sua pertinenza. Nonostante questo
è in Aula per sostenere le posizioni del Governo. Quindi
l'osservazione che fa l'onorevole Cintola è quanto mai pertinente
e tuttavia certamente non è gradevole, né per la Presidenza
dell'Assemblea, né per il Governo sentirla ripetere per troppo
tempo.
ZAGO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAGO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la situazione per
quanto riguarda il comparto dell'agricoltura non è meno
drammatica di quella di Gela, testimoniata in questi giorni dalle
manifestazioni che ci sono state e sono tuttora in corso.
E' da circa un mese che nella parte centro-meridionale della
nostra Isola ci sono delle manifestazioni, c'è una mobilitazione
che vede assieme i lavoratori del comparto, i produttori, i
concessionari, autotrasportatori che, in raccordo con le
istituzioni, le organizzazioni professionali agricole, Comuni,
Province, parlamentari, Governo regionale e Governo nazionale,
stanno cercando di affrontare la situazione che è diventata ormai
molto delicata.
Stamattina non si tratta di andare a limare un passaggio per
non urtare la sensibilità del centro-destra o del centro
sinistra. Però resta il fatto che su questi argomenti - e questo
è il primo ordine del giorno che viene discusso - sono stati
presentati circa tre-quattro ordini del giorno che vertono sul
problema dell'agricoltura.
Intanto si potrebbe unificare la discussione anche perché
i firmatari siamo sempre gli stessi, seppure dislocati
variamente, o per schieramento o per gruppo, addirittura per
territorio.
Le voglio fare una proposta. Proprio a seguito di quello che
è stato detto con il precedente ordine del giorno (quello che
riguarda Gela), chiederei non la stima, l'apprezzamento per la
presenza dell'Assessore D'Aquino - che non sono in discussione -,
ma proprio per continuare un discorso già avviato nelle settimane
passate, credo che sarebbe utile che questi ordini del giorno
venissero trattati alla presenza o dell'assessore o del
Presidente della Regione.
Quindi, dato che questi ordini del giorno non si possono
ripresentare senza discuterli, il problema è discutere, capire
perché poi la soluzione non è facile.....
PRESIDENTE. Onorevole Zago, potrebbero essere trasformati in
mozione ed essere messi all'ordine del giorno della prossima
seduta.
ZAGO. Ma già è stata presentata una mozione in tal senso.
PRESIDENTE. E allora non abbiamo una grande alternativa.
ZAGO. Signor Presidente, le volevo chiedere se si possono
rinviare proprio in considerazione del fatto che il Governo e
l'assessore di riferimento sono assenti. Per me la mozione sta
bene, io sono firmatario anche della mozione. Però non vorrei
escludere dalla discussione gli altri colleghi che firmatari
della mozione non sono e possono sempre apporre la firma
comunque. Però, rinviare la discussione può essere utile per
mantenere gli ordini del giorno ed avere la presenza
dell'assessore di riferimento.
PRESIDENTE. Onorevole Zago, purtroppo non posso accontentarla.
Era stato già stabilito che gli ordini del giorno venissero
discussi nella seduta odierna.
ZAGO. Allora mi permetta di intervenire nel merito. Dicevo
della delicatezza della situazione, signor Presidente e onorevoli
colleghi, caratterizzata da problemi vecchi e nuovi. Nei giorni
della mobilitazione in provincia di Ragusa ma anche nel
siracusano, in provincia di Caltanissetta, anche aziende di Gela,
e, anche per altri motivi.
I problemi dell'agricoltura non sono rappresentati solamente
dalla serricoltura siciliana o dalla serricoltura che insiste in
una ben determinata parte della Regione, o dalla zootecnia ma ci
sono i problemi dell'agrumicoltura e che quindi riguardano anche
altri territori della nostra Regione. Insomma, problemi vecchi e
nuovi e soprattutto emergenze. L'agricoltura si caratterizza
ormai come un'emergenza continua, perchè ad esempio da che cosa
scaturisce, perchè nasce il caso serricoltura? Nasce perchè
veniamo da un'annata veramente disgraziata, dalla virosi della
stagione estiva dell'anno scorso, a cui subito hanno fatto
seguito gli eccessi termici dell'autunno dello scorso anno, per
continuare con le gelate a cavallo del vecchio e del nuovo anno,
per poi arrivare a quella grande iattura che è stata la
trasmissione, o alcune trasmissioni, ma segnatamente una della
televisione nazionale, in un canale della RAI che ha arrecato ai
prodotti dell'agricoltura siciliana un danno come forse nemmeno
tutte le gelate che si sono registrate fino ad ora.
Mi riferisco alla leggerezza, alla irresponsabilità con la
quale a "Porta a Porta" il conduttore, non so quanti di voi hanno
visto quella trasmissione, come se fossero birilli, prendendo
materialmente prodotti sotto serra cominciando con la zucchina
etc., ha dichiarato davanti a tutta l'Italia, ai milioni di
telespettatori che seguono quella trasmissione, che i prodotti
sotto serra sono nocivi per la salute e non si devono dare ai
bambini perchè sono canne di gas che possono provocare gravi
danni. E aggiungeva, lo dico perchè potrebbe essere considerato
un elemento marginale ma invece è un elemento che ci deve indurre
a riflettere, di consumare prodotti surgelati perchè offrono più
garanzia rispetto ai prodotti sotto serra. Perchè i prodotti
sotto serra, a suo dire, siccome non sono stagionali sono
artefatti, manipolati in qualche modo drogati e provocano danni
alla salute. Voi capite difronte ad una trasmissione che viene
trasmessa su una rete nazionale che effetti devastanti ha avuto:
ha provocato il crollo dei consumi e quindi della richiesta, i
prodotti sono rimasti invenduti nei mercati nazionali.
Questo è inquietante perchè così non è
I prodotti sono regolarmente controllati, perchè vengono
periodicamente pubblicati i risultati delle analisi, dei
controllio effettuati sui prodotti serricoli e comunque, non sono
stagionali come non lo sono le mele e le pere del Trentino che
invece vengono indicati da quella trasmissione come prodotti da
potere consumare. E' chiaro che questo è stato un attacco
micidiale per il quale entra il gioco il Governo nazionale oltre
che il Governo regionale e attorno al quale si è discusso come
fare, come promuovere una campagna promozionale che recuperi
questa pubblicità negativa che ha avuto un impatto che voi
riuscite sicuramente ad immaginare perchè le pubblicità negative
purtroppo camminano più e meglio delle pubblicità positive. Fra
l'altro insospettisce questo consiglio che nessuno aveva
richiesto di consumare prodotti surgelati.
Questo ha provocato nella discussione con il Governo
nazionale e regionale la necessità di promuovere subito una
campagna che recuperi, che ristabilisca la verità e che quindi
renda giustizia e cerchi di tornare a far veicolare nei consumi
degli italiani i prodotti che non sono per niente nocivi alla
salute.
Ma oltre questo problema scaturito da una sciagurata serata
in televisione, ci sono i problemi delle calamità atmosferiche
con i quali conviviamo noi, ma convivono prima di noi gli addetti
ai lavori, gli agricoltori.
Io in questi anni che sono qui all'Assemblea regionale non
le so dire più quante interrogazioni ho presentato,
interrogazioni che si potrebbero ripresentare ogni tre mesi
cambiando solo la data, perchè si verificano regolarmente sempre
le stesse calamità che abbattono la produzione, e quindi le
gelati, i venti sciroccali, la virosi, le malattie dei prodotti.
Allora qui bisogna affrontare questo problema che è
emergenza perchè succede come succede, che, però, ormai, si è
consolidato e quindi dobbiamo avviare un discorso nuovo, visto
che non possiamo venire qui ogni volta a chiedere il contributo
perchè c'è stata la gelata, il contributo perchè c'è stato il
vento sciroccale, il contributo perchè c'è stato l'eccesso
termico.
Forse, è il momento cambiare registro,, di pensare alle
assicurazioni che possono permettere a tutti di avere una
maggiore serenità.
Ma bisogna pensare anche al futuro, bisogna chiedersi gli
addetti ai lavori, gli agricoltori, tutti lo hanno fatto e lo
stanno facendo, se le serre possono continuare ad essere quelle
che sono state in questi 30, 40 anni, se non dobbiamo pensare
come Regione, come Governo, come Parlamento a garantire un futuro
a questo tipo di coltivazione. Cioè, mi chiedo se non dobbiamo
pensare da un lato alla metanizzazione perchè le serre che
abbiamo sono serre a freddo, e invece dobbiamo condizionarle
climaticamente, e dall'altro se non dobbiamo pensare a strutture
diverse che non siano il solo foglio di plastica e i soli quattro
paletti che per adesso le caratterizzano.
E' per questo motivo che io auspicavo la presenza
dell'assessore Castiglione, del Presidente Cuffaro che su questo
sono stati presenti, hanno interloquito, per stabilire con loro,
naturalmente non in questa fase, ma chiusa la finanziaria, un
percorso che possa affrontare il problema del comparto agricolo
non con un ordine del giorno, importante ma che vuole
testimoniare un impegno e una volontà, ma con delle misure
strutturali se vogliamo garantire e dare una risposta e un futuro
a questo comparto.
PRESIDENTE. Il parere del governo?
D'AQUINO, assessore per gli enti locali. Siccome il governo
non condivide le premesse e non è presente l'assessore al ramo,
io credo che questo sia da accettare come raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa agli ordini del giorno n. 29 e n. 43, di
identico contenuto "Interventi urgenti in favore della deputata
curda Leyla Zana".
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
CONSIDERATO che:
- sono sette anni che l'onorevole Leyla Zana, prima ed ultima donna
curda eletta al Parlamento turco nel 1991, è in carcere
per reati di opinione e cioè per aver pronunciato, sia
in turco che in curdo, lingua allora proibita dalla
Costituzione della Turchia, con alcuni colleghi del suo
stesso partito, all'atto del giuramento di fedeltà alla
Repubblica turca, obbligatorio per i parlamentari di
questo Paese all'inizio del loro mandato, le seguenti
parole "sono stata obbligata ad adempiere alla
formalità richiesta, io lotto per la fraterna
convivenza del popolo curdo e del popolo turco in un
quadro democratico" e per aver successivamente
denunciato, in un viaggio con altri membri del
Parlamento della Turchia in Europa e negli Stati Uniti
d'America, la violazione dei diritti umani in Turchia a
danno del popolo curdo;
- Per questi fatti Leyla Zana ed i suoi colleghi furono accusati di
altro tradimento e di separatismo;
- al processo, nel dicembre del 1994, la procura chiese per essi la
pena di morte;
- il tribunale nell'ultima udienza (la stessa in cui fu pronunciata
la sentenza) modificò l'imputazione in quella di
"appartenenza a banda armata", accusando
arbitrariamente Leyla Zana di appartenenza al PKK,
senza permettere agli avvocati difensori nessuna difesa
e tanto meno la convocazione dei testi d'accusa;
- la condanna fu a quindici anni di carcere;
RILEVATO CHE:
- il Parlamento europeo ha insignito Leyla Zana nel dicembre del
1996 del premio Zakharov per la sua lotta a difesa dei
diritti umani;
- a luglio di quest'anno a Strasburgo la Corte di giustizia per i
diritti umani, espressione del Consiglio d'Europa, del
quale la Turchia fa parte, ha condannato la Turchia per
quel processo, considerando illegittime sia la
composizione del tribunale (per la presenza nella Corte
di membri designati dall'esecutivo e dall'esercito,
lesiva della sua indipendenza e della sua
imparzialità), sia le condizioni nelle quali vi potè
operare la difesa, sia, di conseguenza, la condanna
emanata non solo dunque condannando la Turchia al
pagamento dei danni alle vittime di quel processo ma
anche a ripristinare nella misura del possibile,
secondo lo Statuto del Consiglio d'Europa, le
condizioni nelle quali esse erano, cioè procedere alla
loro liberazione;
TENUTO CONTO:
- che la Turchia ad oggi si è limitata al pagamento dei danni ma
non sta prendendo in considerazione alcuna misura tesa,
in una forma o nell'altra, alla liberazione di Leyla
Zana e dei suoi colleghi;
- che per questa ragione il caso d Leyla Zana e dei suoi colleghi
continua ad essere oggetto di attenzione e di
interventi sulla Turchia da parte della Corte di
Strasburgo,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad invitare il Governo nazionale ed il Parlamento della
Repubblica a farsi promotori di interventi presso la Presidenza
della Repubblica, il Governo ed il Parlamento della Turchia
finalizzati all'ottenimento da parte della Turchia del rispetto
della sentenza della Corte di Strasburgo e dello Statuto del
Consiglio d'Europa a proposito del caso di Leyla Zana e dei suoi
colleghi.
Il parere del governo?
D'AQUINO, Assessore per gli enti locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno 30: "Tutela del personale ATA"
Il parere del governo?
D'AQUINO, Assessore per gli enti locali. Viene acccettato come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 31 "Sostegno
alla zootecnia siciliana"
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
TENUTO CONTO che emergenze sanitarie, crisi commerciali e
condizioni ambientali e climatiche avverse hanno
determinato per la zootecnia siciliana una crisi di cui
è ancora difficile riuscire ad intravedere la fine;
VISTI che i recenti drammatici fatti legati all'insorgenza della
variante umana della BSE in una giovane donna di Menfi
e la positività di due bovini da latte provenienti da
allevamenti del ragusano creano uno stato di grande
allarmismo non solo per l'esito infausto della malattia
ma anche per effetto della risonanza mediatica che tali
notizie hanno avuto;
TENUTO CONTO che scienziati responsabili regionali della
veterinaria e professori universitari esperti di
zootecnia appositamente auditi nella III e VI
Commissione legislativa hanno evidenziato la necessità
di puntare sulla zootecnica autoctona che utilizza
pascoli estensivi, e per ciò naturali, e che la stessa
copre solo il 30 per cento dell'attuale fabbisogno e
consumo di carne in Sicilia;
ATTESO che dalle inequivocabili dichiarazioni rese sia agli organi
di informazione, sia alla VI Commissione legislativa
dal responsabile dirigente veterinario di Menfi, dott.
L. Caracappa, emerge che in quel comune la quasi
totalità delle carni bovine vendute e consumate sono di
importazione, perchè la zootecnia autoctona è pressochè
inesistente (tanto che su 12 macellerie, 1 sola vende
carne locale) e che dunque l'allarmistico attacco alla
zootecnia siciliana ed al sistema dei controlli
effettuati dal servizio veterinario è infondato e
fuorviante per quel residuo di attività zootecniche che
invece costituisce per gli stessi metodi di allevamento
estensivo una garanzia per la salute dei cittadini di
questa Regione, considerando che il danno che deriva da
questa scorretta campagna di informazione oltre che
danneggiare un sistema già in grave crisi dell'economia
siciliana, produce panico e confusione nei consumatori;
PRESO ATTO che il contagio della variante umana di BSE anche nella
ragazza di Menfi, per i tempi lunghi di incubazione
della malattia, non può che essere avvenuto negli anni
in cui le carni bovine non erano sottoposte all'attuale
sistema di controlli veterinari;
VISTO che la rigida attività di repressione esercitata dai NAS che
ha portato alla chiusura di gran parte dei mattatoi
operanti nel passato anche nei piccoli comuni, è frutto
dell'applicazione di norme comunitarie pensate in
funzione della grande attività di macellazione del nord
e dell'Europa inesistenti in Sicilia, lungi dall'essere
elementi di garanzia e di sicurezza, di fatto
costituisce un autentico disincentivo per la zootecnia
autoctona giacchè la scarsa resa dei bovini locali e
gli elevati costi di trasporto per la macellazione dei
capi nelle poche strutture autorizzate con numero CE di
fatto sono proibitivi per il piccolo-medio allevatore
che preferisce interrompere la propria attività con
pregiudizio grave per l'economia siciliana e per la
salute pubblica;
TENTO CONTO che unitamente al problema delle carni bovine non va
sottaciuta la condizione del patrimonio ovicaprino (che
costituisce pure un efficace baluardo a garanzia della
salute pubblica) decimato dal piano di risanamento
della brucellosi, leucosi e tubercolosi cui però non è
seguito dal '96 ad oggi il giusto indennizzo per i capi
abbattuti;
ATTESO che la misura ipotizzata dal Governo nazionale di imporre la
tassa ai consumatori per garantire la qualità delle
carni è fuorviante rispetto al vero problema che chiama
in causa la responsabilità politica di chi ha lasciato
liberamente circolare nel passato le farine ricavate
dagli animali inglesi affetti da BSE e che i processi
dell'economia globale hanno portato anche nelle
mangiatoie degli allevamenti italiani e non solo in
Sicilia,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a varare una serie di misure per rilanciare e sostenere la
zootecnia siciliana attraverso un serio programma di interventi
sanitari, strutturali ed economici che tengano conto
fondamentalmente delle indicazioni che gli esperti del settore
hanno evidenziato nel dibattito sviluppatosi in seno alle
commissioni legislative.
LO CURTO ED ALTRI
D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Lo accetto come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno numero 33: -
Iniziative per scongiurare la perdita delle quote latte spettanti
alla Sicilia. Ne do lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che l'E.S.A. è proprietario di 11 milioni di quote latte,
secondo la vigente normativa europea;
RILEVATO che lo stesso ente ha ceduto alla Siciliana zootecnica di
Catania tali quote a condizione che venisse rispetto un
programma di utilizzo di tutte le quote-latte;
VISTO che la Siciliana zootecnica non ha rispettato tale programma,
nè l'E.S.A., cosa ancora più grave, ha vigilato su
quanto concordato,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad intervenire affinché non si corra concretamente il rischio che
gli undici milioni di quote latte della Sicilia non vengano
utilizzate e quindi, secondo le norme, ripartite in ambito
nazionale mettendo così in ulteriore difficoltà un settore, quello
zootecnico, che già conosce particolari difficoltà e rischiando di
colpire l'industria agroalimentare isolana, disperdendo in tal modo
un importante patrimonio di esperienze e di lavoro che sta cercando
di adeguarsi agli standard richiesti dal mercato europeo;
ad assumere iniziative per evitare di far perdere alla Sicilia le
quote o parte di esse.
(26 febbraio 2002)
VILLARI-LIOTTA-RAITI-AMENDOLIA-SPAMPINATO-
BASILE-BARBAGALLO GIOVANNI
Il parere del Governo?
D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Lo accetto come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Do lettura dell'ordine del giorno n. 36:
- Iniziative tese alla salvaguardia del patrimonio agrumicolo
e dei livelli occupazionali dell'azienda "Costantina" di
Catania.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
CONSIDERATO che:
- l'azienda "Costantina rappresenta un patrimonio di trecento
ettari che riveste primaria importanza economica nel settore
agrumicolo siciliano e carattere strategico sotto il profilo
occupazionale per l'intera provincia di Catania;
- in seguito al fallimento del gruppo Rendo, tale azienda è stata
posta in liquidazione dalla proprietà per far fronte alla grave
situazione debitoria del gruppo nei confronti dell'IRFIS e del Bds;
- da tre anni i lavoratori dell'azienda costituitisi in cooperativa
hanno continuato a condurla, sotto forma di affitto, salvandola dal
degrado cui inevitabilmente sarebbe andata incontro anche soltanto
dopo una sola stagione di abbandono, garantendo così il patrimonio
agrumicolo, oggi interamente convertito a biologico, e centinaia di
posti di lavoro;
- l'ISMEA, Ente economico di diritto pubblico, ha deliberato
l'acquisto del fondo agricolo e la cessione dello stesso alla
cooperativa con riscatto trentennale;
- l'importo a cui acquisterebbe l'ISMEA è certamente quanto di
meglio è possibile ottenere dal mercato per l'acquisto della citata
azienda;
- l'importo ottenibile dalla vendita, sulla base della proposta di
ripartizione già presentata dal liquidatore e nota ai creditori,
rappresenta quanto di meglio è possibile fare per soddisfare, a
stralcio, le esigenze di tutti i creditori,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a porre in essere ogni iniziativa tesa a favorire il
raggiungimento di un accordo tra il liquidatore e l'IRFIS al fine
di salvaguardare sia i livelli occupazionali del settore agricolo
già pesantemente segnato da una grave crisi, che il suddetto
patrimonio agrumicolo che si ritiene debba essere considerato un
bene non della sola "Costantina" ma della Sicilia tutta.
(5 marzo 2002)
PISTORIO-CINTOLA-RAITI-BASILE
MANCUSO-LEANZA-IOPPOLO-VILLARI
FLERES-BARBAGALLO-SPAMPINATO
LIOTTA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LIOTTA. Signor Presidente, ho chiesto di parlare non tanto per
illustrare l'ordine del giorno che ha una esposizione abbastanza
lineare, si comprendono le ragioni dell'impegno che questa Aula
chiede al Governo, quanto per evidenziare, onorevole Assessore,
che questo ordine del giorno è sostanzialmente un ordine del
giorno di supporto all'azione del Governo. Agevola l'azione di
governo nella ricerca di soluzioni possibili rispetto ad una
azienda agrumicola che rappresenta un patrimonio per l'intera
Sicilia ed una posizione leader nella agrumicultura del meridione
d'Italia, oserei dire. Si tratta di una azienda di trecento
ettari che da tre anni è seguita, per altro con una azione di
governo che già a partire dalla precedente legislatura aveva
visto impegnato l'allora assessore all'agricoltura, Cuffaro, oggi
Presidente della Regione. Quindi, si tratta di una azione che io
credo possa essere condivisa dal Governo.
VILLARI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VILLARI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, permettetemi
di fare una osservazione approfittando di questo intervento sulla
questione, che non credo abbia bisogno di ulteriori integrazioni
perché già ne ha parlato l'onorevole Liotta, quella dell'azienda
"Costantina", ma intervengo per dire, si tratta di un argomento
generale che penso tocchi trasversalmente questo Parlamento e
soprattutto il Governo che ha la responsabilità primaria nelle
scelte politiche che si sono fatte e che si faranno, e vorrei
soffermarmi su un fatto che mi pare strano. Per carità, non
voglio teorizzare sui meccanismi formali formali, procedurali e
regolamentari dell'Aula o della possibilità che il Governo
esprima un proprio parere rispetto ad un ordine del giorno e dica
che lo accetta come raccomandazione. Pur tuttavia a me questo
fatto pare strano e ritengo politicamente sia un atto di
debolezza al di là, prendo atto dello buona volontà e della
sensibilità dell'onorevole D'Aquino che è qui a rappresentare il
governo, però, rimane il fatto politico che rispetto a questioni
che, peraltro Lei, Signor Presidente, le conosce bene, perché
viene da una provincia come quella di Catania, poco fa
l'onorevole Zago parlava delle vicende della provincia di
Ragusa.
In Sicilia la vicenda agricola, la questione
dell'agricoltura, dell'agrumicultura, della zootecnia, al
questione degli undici milioni di quote latte all'ESA, alla
Siciliana zootecnica su cui l'ESA dovrebbe esercitare un
controllo, o la questione della siccità in questa regione che sta
determinando un gravissimo processo di desertificazione. Basta
percorrere il tratto Catania-Palermo per accorgersi di quale sia
lo stato del latte. Io mi chiedo se è concepibile che un Governo
possa limitarsi ad accogliere come raccomandazione ordini del
giorno di questa natura. Ripeto, la questione prescinde dalla
buona volontà dell'Assessore D'Aquino, ma qui il problema è di
carattere generale. Ed io teorizzo che, pur distinguendo le
diverse responsabilità tra maggioranza ed opposizione, tra
Governo e minoranza, mettiamola come la si vuole, rimane il fatto
che questo Parlamento non può non essere pienamente investito da
argomenti di questa natura.
Per cui le chiedo, Signor Presidente, di individuare,
eventualmente sentendo anche i gruppi parlamentari, su questioni
importanti, centrali, come queste di cui parliamo, Lei lo sa
bene, parliamo dell'agricoltura, dell'agrumicoltura, poi
scoppiano le tensioni sociali in tutte le provincie siciliane, ne
sappiamo qualcosa, e ci meravigliamo, quando è tardi ci
meravigliamo.
Ora, io non voglio dare qui responsabilità particolari a
questo o a quell'altro assessore, mi pongo il problema del ruolo
e della cultura di questo Parlamento e di questa classe politica
che, rispetto a questioni centrali come l'agricoltura, che è il
perno delle sviluppo, rimane uno dei perni centrali dello
sviluppo di questa regione, non può esserci tanto pressappochismo
e tanta genericità.
Per cui io vorrei tanto, Signor Presidente, che Lei si
facesse interprete, assieme a tutti i capigruppo parlamentari, a
partire ovviamente da quelli della maggioranza e dal Governo, di
questa esigenza che ho sollevato anche presentando l'ordine del
giorno che è stato discusso poco fa e sul quale specificatamente
non ero intervenuto.
Sono intervenuto adesso perchè mi sono sentito stimolato dal
fatto che parliamo di questioni veramente delicate, Signor
Presidente, non mi pare che il Parlamento e la politica
siciliana, rispetto a questo argomento, possano limitarsi ad una
presa d'atto come raccomandazione su un ordine del giorno.
La questione è seria e io mi auguro che l'Aula venga
impegnata ad una seduta ad hoc sulla questione agricola, la
questione agrumicola, la questione della zootecnia, la questione
dell'acqua, del completamento delle dighe.
C'è la vicenda della diga terrarossa nella zona del
calatino, che è scandalosa, ci sono state vicende giudiziarie
delicate, molto delicate.
Io vorrei che su questo, Signor Presidente, vi fosse una
riflessione seria e che, poi, vi fossero, conseguentemente, atti
di coerenza, non solo annunci generici, perchè tutti siamo
d'accordo sullo sviluppo, tutti siamo d'accordo che l'agricoltura
potrà creare occupazione ma i fatti, direbbe l'uomo della strada,
i fatti dicono che le contraddizioni tra il dire e il fare sono
stridenti e qui dobbiamo tutti, in qualche modo, impegnarci
seriamente e con coerenza.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
D'AQUINO, Assessore per gli enti locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo Pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 37:
"Riconoscimento della qualità di ente di formazione
all'Associazione "Libera"
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO l'associazione "Libera", nata il 25 marzo 1995, è un
network di oltre 700 associazioni impegnate nella lotta
alle mafie ed alla criminalità organizzata, con
l'obiettivo di aggregare, di coinvolgere e sostenere
tutti i soggetti interessati a un concreto impegno di
contrasto alla criminalità organizzata, e concorsi
nell'idea che per sconfiggere le mafie occorra unità e
spirito cooperativo;
- che intendimento di tale associazione è quello di affiancare alla
necessaria opera di repressione un'offensiva di
prevenzione, di cultura, di impegno civile, ritenendo
che promuovere la legalità significa prima di tutto
azione educativa, partecipazione democratica, ricerca
della giustizia, promozione di sicurezza e vivibilità
urbana;
- che solo in Sicilia, fino ad oggi, sono circa 100.000 gli
studenti coinvolti in progetti di educazione alla
legalità, promossi da "Libera", da insegnanti e presidi
delle scuole isolane;
- che dopo una petizione popolare promossa da "Libera" il 7 marzo
1996 è entrata in vigore la legge 109 sull'uso sociale
dei beni confiscati ai mafiosi che, in poco più di 4
anni, ha permesso l'utilizzo a fini sociali di 865 beni
immobili per un valore di oltre 239 miliardi di lire;
- che grazie all'iniziativa di "libera", ad esempio, la villa di
Salvatore Riina a Corleone, oggi è sede di un istituto
tecnico per l'agricoltura, dove ragazzi e ragazze hanno
la possibilità di imparare a curare produttivamente la
propria terra; nei terreni di Bernardo Provenzano,
nella zona di Castelvetrano, nasce l'olio di "Libera",
frutto del lavoro di un gruppo di giovani del luogo,
strappati al circuito della draga; a Palermo, la
collaborazione tra l'associazione, enti pubblici e
associazionismo, porterà alla realizzazione di
produzioni biologiche di alta qualità su terreni
confiscati;
- che l'associazione, nell'ambito di questo intervento complessivo,
ha istituito l'Università per la Legalità e lo
Sviluppo, che consiste nella creazione di un centro di
formazione, sensibilizzazione del territorio,
documentazione e ricerca. L'Università mira a
diventare un punto di riferimento sui temi della
legalità e della lotta alla criminalità organizzata;
- che grazie all'iniziativa del prefetto di Palermo, Renato
Profili, i comuni di Corleone, Monreale, Piana degli
Albanesi, San Cipirello, San Giuseppe Jato hanno
costituito un consorzio a cui vengono conferiti i beni
confiscati alla criminalità organizzata. L'Agenzia per
lo sviluppo economico del Mezzogiorno, Sviluppo Italia
e Libera hanno assunto il compito di "animare" i
soggetti locali al fine di far nascere strutture alle
quali affidare la gestione dei beni. Sviluppo Italia,
in particolare, si occuperà di fornire un supporto
qualificato ai soggetti destinatari per predisporre
piani d'impresa necessari. Altre due strutture,
Sudgest e Italia Lavoro, si occuperanno rispettivamente
di preparare il progetto d'impresa e formare il
personale che lavorerà nelle cooperative;
- che "Libera" organizza campi di studio estivi per approfondire e
aggiornare l'analisi del fenomeno mafioso, a cui
partecipano numerosissimi soggetti dell'associazionismo
e del volontariato dell'Isola;
- che dal 1996 Vivicittà, la più grande manifestazione podistica
italiana organizzata dalla UISP, portatrice di un forte
messaggio sociale, è diventata la corsa di Libera con
lo slogan: "La città corre Libera". Da quale anno la
manifestazione entra negli istituti penitenziari e
minorili italiani e tocca varie capitali di paesi dalla
storia difficile e significativa: Sarajevo, Valona,
Tirana, Algeri, Baghdad. Per la prima volta quest'anno
Vivicittà è arrivata in Africa, a Korogocho, grande
baraccopoli alla periferia di Nairobi, dove da anni il
missionario comboniano padre Alex Zanotelli svolge la
sua opera;
- che nel 1997 Libera è stata convocata dalla Commissione per le
libertà pubbliche e affari interni del Parlamento
europeo, per conoscere le finalità e le iniziative
dell'associazione. Tale audizione è stata
successivamente richiamata nel testo della Risoluzione
adottata dal Parlamento europeo il 20 novembre 1997
inerente il piano d'azione contro la criminalità
organizzata;
- che il 13 dicembre 2000, a Palermo, nell'ambito degli eventi
previsti dalla conferenza delle Nazioni Unite per la
firma di una Convenzione contro il crimine organizzato
transnazionale, Libera e ISPAC hanno organizzato una
giornata di studio dal tema: Le strategie della
prevenzione contro il crimine organizzato
transnazionale: il ruolo delle Organizzazioni non
governative;
PRESO ATTO che il Ministro della pubblica istruzione Letizia
Moratti ha negato il riconoscimento di ente di
formazione all'associazione, estromettendola dalla
possibilità di fruire di ogni tipo di convenzione,
prima intrattenute con quel dicastero;
CONSIDERATO che medesimo trattamento - come da notizie di stampa -
non è stato riservato neanche a circoli dell'accademia
scacchistica, che - al contrario - sono stati
beneficiati dell'attenzione e delle convenzioni del
Ministro Moratti;
RITENUTO che la decisione del Ministro Moratti - priva di reali e
fondate motivazioni - appare solo fortemente
discriminatoria, sulla base di inaccettabili
valutazioni di convenienza politica in materia di
strategie culturali e attività sociali;
RITENUTO, altresì, che come già evidenziato, Libera, don Luigi
Ciotti e tutti i suoi animatori rappresentano, in
particolare per la Sicilia, un punto di riferimento
essenziale nella formazione delle coscienze e nei
processi di crescita culturale delle nuove generazioni,
su temi come la difesa della legalità, la lotta ai
poteri criminali-mafiosi, l'intervento diretto sul
territorio per la riappropriazione dei diritti negati e
per la crescita di nuova imprenditorialità,
IMPEGNA
IL PRESIDENTE DELLA REGIONE E L'ASSESSORE PER I
BENI CULTURALI, AMBIENTALI E PER LA PUBBLICA ISTRUZIONE
- ad intervenire e sollecitare il Ministro Letizia Moratti a
rivedere le proprie decisioni, questa volta ispirandole a principi
di equità e correttezza, approntando i dovuti riconoscimenti
all'associazione "Libera" e riconoscendole ampia soggettività nel
settore della formazione, anche attraverso la statuizione di
apposite convenzioni di lavoro.
FERRO-ORLANDO-MORINELLO-RAITI
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
D'AQUINO, Assessore per gli enti locali. Lo accetta come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno numero 38:
"Modifiche alla misura 4.07 del POR Sicilia 2000/2006"
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE
- il POR Sicilia 2000/2006, alla misura ex 4.2.2 oggi modificata in
4.07, "Insediamento dei giovani agricoltori", sezione
111, prevede un premio unico di 12.500 euro, modificato
oggi in 12.082 euro dalla circolare applicativa n. 307
del 5/12/2001;
- tale cifra risulta essere inferiore di oltre il 50 per cento a
quella indicata quale erogabile dal Regolamento CE di
riferimento e autorizzata presso le altre regioni,
anche in virtù del regolamento 2075/2000, che prevede
un sostegno all'investimento pari a 25.000 euro;
- è opportuno adeguare la cifra già indicata portandola da 12.082
euro a 25.000 euro,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- nelle successive rimodulazioni del POR e del Complemento di
programmazione, attivando le procedure previste, a modificare la
cifra di cui in premessa, portandola a 25.000 euro, da erogarsi ai
giovani in possesso dei requisiti previsti ed in unica soluzione,
al momento dell'insediamento.
FERES-CATANIA GIUSEPPE
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
D'AQUINO, Assessore per gli enti locali. Lo accetta come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno numero 39:
"Interventi urgenti per la riapertura dell'ufficio postale
nel territorio del comune di Piedimonte Etneo, presso le
frazioni di Presa e di Vena.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE:
- per oltre cento anni gli abitanti di due piccole frazioni del
comune di Piedimonte Etneo, Presa e Vena, hanno
usufruito dei servizi erogati dall'ufficio postale
ubicato nell'abitato di Presa;
- le frazioni di cui sopra si trovano a circa 700 metri sul livello
del mare, che le stesse non sono collegate da mezzi
pubblici al comune di Piedimonte Etneo ne ad altro
comune viciniore;
- la Direzione generale delle poste ha deliberato la chiusura dal
1 dicembre del suddetto ufficio postale, determinando
gravi disagi per i residenti, in prevalenza anziani
pensionati;
- la determinazione di chiusura adottata dalla Direzione non ha
tenuto conto della disponibilità manifestata
dall'amministrazione comunale di Piedimonte Etneo a
sostenere le spese di affitto dei locali,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
ED IN PARTICOLARE L'ASSESSORE PER GLI ENTI LOCALI
- a porre in essere interventi urgenti, idonei a determinare la
riapertura dell'ufficio postale nel territorio del comune di
Piedimonte Etneo, presso la frazione di Presa e di Vena.
FLERES
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
D'AQUINO, Assessore per gli enti locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione: chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 40:
"Iniziative volte alla immediata realizzazione dei lavori di
raddoppio della tratta ferroviaria Fiumetorto-Cefalù"
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE:
- il 23 marzo 1984 l'Azienda Autonoma Ferrovie dello Stato ha
affidato al Consorzio CON.SI.L.FER., in concessione di
prestazioni integrate ex l. 12 febbraio 1981, n. 17, la
"progettazione e costruzione delle opere per gli
interventi di raddoppio e potenziamento, con
installazione di nuovi impianti di segnalamento e di
sicurezza programmati per la linea Palermo-Messina",
- in particolare dette prestazioni riguardavano:
a) il completamento della progettazione definitiva del
raddoppio del tratto compreso tra le stazioni di
Campofelice e di S. Agata Militello;
b) la progettazione esecutiva e la realizzazione delle
opere nel tratto compreso tra le stazioni di Fiumetorto e
Campofelice;
- a seguito di atti addizionali l'importo delle prestazioni
affidate al Consorzio è stato rinegoziato in lire
848.000.000.000 a causa della introduzione di varianti
legate alle nuove caratteristiche assunte per l'"alta
velocità";
- in esecuzione della commessa ricevuta, il Consorzio CON.SI.L.FER.
ha dato puntuale e tempestivo adempimento a tutta
l'attività di progettazione delle prestazioni integrate
assunte, ricevendone l'approvazione della committente,
e restando quindi in attesa di una conferma da parte
della stessa Ferrovie circa la realizzazione delle
opere previste, nell'ambito della progettazione
esecutiva; tuttavia le Ferrovie dello Stato, per
mancanza delle necessarie risorse finanziarie, non
hanno provveduto a rendere operativa l'attivazione di
quanto previsto nel contratto stipulato con il
Consorzio;
- l'attesa, inutile e improduttiva, è durata sino al 10 luglio
1993, quando il Consorzio CON.SI-L-FER. si è visto
costretto a notificare al committente (nel frattempo
trasformatasi in Ferrovie dello Stato S.p.A.) un atto
di significazione ed invito a provvedere nel quale, tra
l'altro, evidenziava tutti i danni ed i maggiori oneri
subiti e ne chiedeva il pagamento. Con lo stesso atto
il CON.SI.L.FER. chiedeva di conoscere le decisioni
delle Ferrovie in ordine alla realizzazione delle
opere;
- con lodo 14 dicembre 1994 il collegio arbitrale adito per
stabilire i diritti del Consorzio nei confronti delle
Ferrovie dello Stato:
a) stabiliva che il contratto tra Ferrovie dello Stato e
Consorzio rimaneva in vita;
b) ravvisando nel comportamento delle Ferrovie la
violazione dei doveri di buona fede e correttezza
contrattuale, per non avere reso edotto il Consorzio
CON.SI.L.FER, della sussistenza di quegli eventi
inimputabili che, nel periodo in questione, incidevano
sulla mancata esecuzione dei lavori, ingenerando
contrario e falso affidamento nel concessionario,
condannava conseguentemente la Ferrovie dello Stato a
risarcire al Consorzio CON-SI.L.FER. tutti i danni
lamentati nei limiti del cosiddetto interesse negativo;
CONSIDERATO CHE:
- con il passare del tempo gli impedimenti finanziari che avevano
determinato l'insorgere della controversia arbitrale
sono venuti a cadere;
- con raccomandata 25 giugno 1996, reiterata il 16 luglio
successivo, il CON.SI.L.FER. aveva rappresentato il
proprio rinnovato interesse all'esecuzione dei lavori
ed aveva chiesto di conoscere quali fossero i
prevedibili tempi di rinvio dei lavori stessi;
- nonostante ciò le Ferrovie dello Stato hanno manifestato
l'intenzione di chiudere il rapporto con il Consorzio e
di non procedere all'esecuzione dei lavori per il
tramite del Consorzio stesso;
- tale posizione assunta dalle Ferrovie non appare conforme al
contratto originariamente stipulato con il Consorzio
realizzando, di fatto, un inspiegabile inadempimento;
ATTESO CHE:
- ritenendo che il diniego manifestato dalla Ferrovie non fosse
conforme alle pattuizioni contenute nella Convenzione
originaria e che, nel ricorrere delle condizioni ivi
previste per l'esecuzione dei lavori, la Ferrovie non
potesse interrompere il rapporto di prestazioni
integrate in essere per affidare i lavori realizzabili
ad altri, e che dunque il diniego stesso costituisse
una dichiarazione di inadempimento, il Consorzio in
data 17 gennaio 1997 ha promosso nuovo giudizio
arbitrale nei confronti della Ferrovie;
- è ben possibile che a seguito di ulteriore lodo arbitrale le
Ferrovie possano essere costrette a pagare un
risarcimento danni di entità molto elevata (circa 200
miliardi di lire) senza ottenere, per contro, la
realizzazione di alcuna opera;
- il Consorzio ha manifestato la propria intenzione di eseguire i
lavori, come da contratto, il CON.SI.L.FER. sarebbe
costretto ad impugnare il relativo bando chiedendo la
sospensiva e determinando di fatto un rinvio "sine die"
dell'inizio dei lavori; il che offrirebbe in fondo una
ulteriore motivazione alla Ferrovie stessa per non
realizzare l'opera e per dirottare le relative somme
destinandole ad altri lavori;
RITENUTO CHE:
- emergono chiaramente le molteplici inadempienze della Ferrovie
dello Stato S.p.A. che dimostrano la mancanza di
volontà di realizzare il raddoppio del binario e
l'introduzione dell'alta velocità nella dorsale
Palermo-Messina;
- parlare di porre di nuovo in appalto i lavori significa
determinare ulteriori perdite di tempo senza tenere
conto che i lavori potrebbero iniziare immediatamente e
che le Ferrovie dello Stato S.p.A: non si esporrebbero
al pagamento di quanto dovuto al CON.SI.L.FER. per
risarcimento di ulteriori danni (danno emergente) e per
la corresponsione dei mancati utili (lucro cessante)
con un risparmio di circa lire 200 miliardi;
- l'accordo di programma quadro siglato da Regione siciliana e
Governo nazionale in materia di trasporti ha stanziato
le risorse necessarie per la realizzazione delle opere
di cui si tratta (896 miliardi di lire),
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a porre in essere tutte le iniziative necessarie per far sì che
le Ferrovie dello Stato consentano al CON.SI.L.FER. aggiudicatario
fin dal 1984 dei lavori di cui si tratta, di realizzare le opere
concernenti la linea ferroviaria PALERMO-MESSINA, raddoppio della
tratta FIUMETORTO-CEFALU'.
FLERES-CATANIA GIUSEPPE
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
D'AQUINO, Assessore per gli enti locali. Lo accetta come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno numero 41:
"Interventi per procedere alla revoca della circolare assessoriale
n. 465 del 30 settembre 1999 - Assessore per il turismo2
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE:
- la circolare assessoriale n. 465 del 30 settembre 1999 ha tentato
di normare il servizio di noleggio con conducente,
nell'ambito della nostra Regione;
- tale circolare impartisce indicazioni "assolutamente non
vincolanti" a a titolo collaborativo agli enti locali
affinchè provvedano a regolamentare, nell'ambito del
proprio territorio, quanto non fatto dalla circolare
medesima;
- il documento in oggetto, seppur denominato "circolare" di fatto
non può configurarsi come tale poichè non può fornire
disposizioni non vincolanti e comunque abrogare
precedenti circolari assessoriali;
- Inoltre i comuni, diretti destinatari dell'improbabile circolare,
agiscono senza regole ciò determina un indiscriminato
rilascio di autorizzazioni,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
E PER ESSO
L'ASSESSORE REGIONALE PER IL TURISMO
- a provvedere all'immediata revoca, in autotutela, della circolare
assessoriale n. 465 del 30 settembre 1999 ed a porre in essere
tutti gli atti necessari affinchè si proceda all'emanazione di
norme chiare di settore.
FLERES-CATANIA GIUSEPPE
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, vorrei chiedere un chiarimento,
cioè vorrei capire che cosa e su che cosa vengo chiamato a dare
un giudizio ed un voto, perchè necessita, Signor Presidente, dato
che Lei è il primo firmatario, e non vedo il secondo, una
esplicitazione da parte del primo firmatario considerato che non
c'è il secondo in Aula, mi rivolgo alla sua cortesia perché
chiarisca la circolare, i termini della circolare e che cosa
intendiamo fare perché non vorrei votare o dare un assenso o un
dato negativo su una cosa che non conosco.
PRESIDENTE. Onorevole Cintola, le chiarisco subito che si
tratta di una circolare che detta indicazioni riguardanti il
rilascio delle licenze per i mezzi pubblici di piazza, i taxi, i
pullman eccetera, qual'è il problema, che questa circolare
esordisce dicendo che la stessa è assolutamente non vincolante.
Ora lei mi insegna che una circolare o detta delle
indicazioni o non detta delle indicazioni, allora è proprio la
formulazione, come dire, giuridica della circolare stessa che
viene contestata, non il merito, usa delle espressioni molto
infelici da questo punto di vista.
Con il parere favorevole del Governo, pongo in votazione
l'ordine del giorno.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 42 "Interventi in materia
di riscossione dei tributi" a firma degli onorevoli Fleres ed
altri:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE:
- con legge regionale 5 settembre 1990, n. 35 è stato recepito, con
le opportune modifiche ed integrazioni previste dalle
norme dello Statuto autonomistico, il D.P.R. 28 gennaio
1988, n. 43;
- la predetta normativa disciplina il servizio di riscossione dei
tributi e delle altre entrate in Sicilia, prevedendo
altresì le modalità ed i termini cui deve uniformarsi
il Commissario governativo e/o il Concessionario del
servizio di riscossione medesimo;
- il gestore del servizio di riscossione deve quindi garantire
l'esazione dei tributi, tenendo conto dei residui di
gestione e soprattutto di quanto iscritto a ruolo;
- dalle audizioni, presso la competente Commissione legislativa e
da articoli di stampa, il Concessionario "Montepaschi
SE.RI.T." ha apertamente dichiarato che il gettito
attuale non risponde al potenziale introito, di fatto
ammettendo la percentuale di inesigibilità non è più da
considerarsi fisiologica;
- tale situazione arreca un notevole danno all'erario regionale e
di conseguenza all'economia siciliana,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a porre in essere tutti gli atti necessari per procedere alle
dovute verifiche e, qualora si accertasse quanto indicato in
premessa, a porre in essere tutti gli atti affinché si provveda
alla definitiva risoluzione dei problemi legati al servizio di
riscossione dei tributi, anche attraverso la sostituzione del
Concessionario o l'avvio di forme alternative di riscossione,
ipotizzando anche la reintroduzione dell'obbligo del non riscosso
per riscosso a garanzia dell'erario regionale.
Parere del Governo?
D'AQUINO, assessore agli enti locali. E' accettato come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 44 "Interventi
per la riperimetrazione del bosco di Santo Pietro" a firma degli
onorevoli Fleres ed altri:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE:
- in data 23 marzo 1999, con decreto assessoriale n. 116 veniva
istituita la riserva naturale orientata "bosco di Santo
Pietro", ricompresa nei territori dei comuni di
Caltagirone e Mazzarrone, in provincia di Catania;
-l'articolo 14, comma 3, della legge regionale n. 33 del 1992 così
recita "è destinata a protezione della fauna selvatica,
una quota del 25 per cento del territorio agro-silvo
pastorale di ciascuna provincia regionale ivi compresi
i territori nei quali sia comunque vietata l'attività
venatoria anche per effetto di altre leggi o
disposizioni";
- in base al piano regionale faunistico venatorio 1998/2002
allegato "B" all'articolo 22 della medesima legge
regionale n. 33 del 1992, la superficie territoriale
della provincia di Catania, da sottoporre a protezione
è stata determinata nella misura del 25 per cento pari
a 83.501 ettari;
- dalla corposa documentazione acquisita presso l'Assessorato
regionale dell'agricoltura e delle foreste,
ripartizione faunistico venatoria, emergono dati
inconfutabili dai quali si evince che la superficie
preclusa alla caccia nella provincia di Catania è pari
al 64 per cento del territorio agro-silvo pastorale
provinciale, debordando così del 40 per cento i limiti
previsti dalla legge;
- nel decreto presidenziale del 7 luglio 2000 al punto 2.3 si
sottolinea che il limite del 25 per cento previsto
dalla legge deve essere rispettato in maniera puntuale
e tassativa;
- al punto 2.2 dello stesso decreto si legge che nella
quantificazione del territorio da sottoporre a
protezione "non sono stati conteggiati perchè non
disponibili", i territori soggetti a divieto di caccia
in forza di altri a disposizioni di legge;
- i vincoli al quale è stato sottoposto il territorio protetto
rendono impossibile il normale svolgimento delle
attività agro-silvo pastorali ed inoltre i raccolti
sono andati in parte distrutti così come documentato
dal prof. Nasca dell'Università di Palermo;
- l'inibizione dell'attività venatoria ha causato un incremento
della fauna selvatica ed ha arrecato ingenti ed
irreparabili danni alle comunità agricole che operano
nei luoghi;
- la popolazione del coniglio selvatico ha superato la soglia di
rischio e la sua presenza è dodici volte superiore alla
sopportabilità del territorio, così come risulta dal
censimento effettuato dall'ente gestore, come se non
bastasse il proliferare delle zecche è strettamente
correlato all'incremento demografico del coniglio;
- ipotesi di abbattimenti o catture non sono da prendere in
considerazione per la particolarità del territorio;
- il comune di Mazzarrone, con delibera votata all'unanimità, ha
chiesto l'annullamento del decreto, il comune di
Caltagirone ha chiesto di rideterminare quanto
contenuto nel decreto,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a porre in essere tutte le iniziative atte a rivedere quanto
contenuto nel decreto, in premessa citato, in modo da garantire
parità di trattamento ma soprattutto il rispetto delle norme
regionali in vigore.
D'AQUINO, assessore agli enti locali. E' accettato come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 45 "Interventi
in merito alla posizione previdenziale dei dipendenti delle
Camere di commercio della Sicilia", a firma degli onorevoli
Fleres ed altri.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE:
- in atto il trattamento pensionistico dei dipendenti delle Camere
di commercio della Sicilia è totalmente a carico delle
stesse e solo per i nuovi assunti a carico dell'INPDAP;
- tale situazione è insostenibile, perchè da una stima effettuata
pare che l'ammontare del debito potenziale sia di circa
200 mila euro;
- inoltre, non sembra siano state stipulate convenzioni con
istituti e/o enti previdenziali per sanare la
situazione che rischia di far "saltare" il sistema
camerale,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad effettuare le opportune verifiche ed a prevedere la
possibilità della stipula di apposita convenzione con l'INPDAP,
anche per i dipendenti in atto a carico delle Camere di commercio;
- ad iscrivere nel bilancio della Regione siciliana un apposito
capitolo di spesa che permetta la costituzione di un fondo per il
pagamento delle somme sopra evidenziate;
- a compiere qualsiasi ulteriore atto utile alla risoluzione di
quanto in premessa indicato.
D'AQUINO, assessore agli enti locali. E' accettato come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 46 "Interventi
in materia di precariato in Sicilia" a firma degli onorevoli
Fleres ed altri.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE:
- la situazione del precariato in Sicilia ha raggiunto livelli non
più definibili come fisiologici;
- la realtà presente a livello regionale ha comportato una
differente nozione del problema lavoro poichè è stata
spostata l'attenzione più sulla risoluzione, anche
temporanea del problema "precariato" che sulla reale
creazione di occupazione;
- il Governo della Regione è spesso chiamato a discutere e
deliberare su ipotetiche soluzioni alternative al
precariato che rimane un traguardo parziale ma comunque
sempre illusorio;
- da un rapido riscontro il problema lavoro ha comportato
conseguenze anche sull'incremento del flusso migratorio
alla ricerca di una occupazione;
- il risultato di tale politica è quello che i dati riferiti
all'ultimo decennio in Italia vedono la Sicilia agli
ultimi posti con un dato di circa 5.000 occupati
rispetto ai 600.000 della media nazionale,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad attivarsi con la massima tempestività al fine di verificare i
dati in premessa indicati ma soprattutto a porre in essere
provvedimenti miranti ad una rapida normalizzazione della materia.
D'AQUINO, assessore agli enti locali. E' accettato come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 47 "Interventi
in favore della zootecnica" a firma degli onorevoli Fleres ed
altri.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE:
- è in atto il blocco della movimentazione dei capi bovini verso i
macelli del centro-nord d'Italia, imposto a seguito di
casi di "blue tongue" che si sono registrati;
- tale blocco ha determinato un ulteriore appensantimento della
crisi del comparto zootecnico portando
all'esasperazione tutti gli allevatori costretti a
mantenere il bestiame in azienda (ben oltre i normali
tempi di allevamento), anche per le conseguenze della
BSE e per il ritardo con il quale le istituzioni hanno
affrontato l'intera questione;
- il comparto costituisce un non indifferente punto di riferimento
economico ed occupazionale,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a chiedere e/o disporre:
- provvedimenti straordinari ed urgenti per lo sblocco della
movimentazione degli animali che vengono avviati ai
macelli;
- la dichiarazione dello "stato di crisi" del comparto zootecnico
della Regione siciliana;
- un adeguato sostegno per il mancato reddito e per maggiori costi
sostenuti in conseguenza del blocco;
- l'estensione alle aziende zootecniche penalizzate dal blocco
sanitario, degli interventi previsti dall'articolo 7
bis, lettera b) della legge n. 49 del 2001;
- specifici interventi contributivi per l'attenuazione dei maggiori
costi di macellazione e per il trasporto dei capi
macellati ed inviati presso strutture di lavorazione e
commercializzazione in tutto il Paese;
- la sospensione di tutte le scadenze fiscali, tributarie,
contributive e previdenziali, per tutte le aziende
penalizzate dal vincolo di movimentazione, la
previsione di un abbattimento del 50 per cento delle
somme dovute e la rateizzazione decennale della
restante parte;
- l'apertura immediata dell'ammasso delle carni e l'attivazione di
maggiori controlli per tutti i capi provenienti da
altre regioni.
D'AQUINO, assessore agli enti locali. E' accettato come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 48 "Interventi
in favore dell'agrumicultura siciliana". Dell'onorevole Fleres.
Ne do lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE:
- l'agrumicoltura è un settore portante per l'economia catanese e
siciliana e costituisce un riferimento di non
trascurabile importanza sul piano occupazionale ed
ambientale;
CONSIDERATO CHE:
- ormai da anni, l'importante comparto è ormai investito da una
gravissimia crisi determinata da una serie di scelte di
politica economica che hanno portato all'intasamento
dei mercati a discapito delle produzioni agrumicole
meridionali (e siciliane in particolare) che, a causa
dell'alta incidenza dei costi di produzione e degli
effetti della concorrenza spietata dei prodotti
importati, non vengono quasi mai quotate a prezzi
remunerativi;
TENUTO CONTO CHE:
- le aziende agrumicole sono ancora in attesa degli interventi
varati da tempo per fronteggiare le varie emergenze e
per soccorrere e rilanciare le imprese in difficoltà;
- nel corso della corrente campagna, a causa dei continui sbalzi
termici, della prolungata siccità (i cui effetti sono
stati aggravati dalla mancanza od insufficienza di
acqua e spesso dell'irrazionale utilizzo delle risorse
idriche disponibili) e di tutti gli altri eventi che,
fino agli ultimi giorni, hanno stressato e seriamente
danneggiato gli agrumeti e compromesso le produzioni;
RISCONTRATO CHE:
- i forti e devastanti venti sciroccali (accompagnati da improvvisi
abbassamenti termici) delle ultime settimane hanno
provocato consistenti danni gli agrumenti (con notevole
defogliazione delle piante che, ove riusciranno a
sopravvivere, avranno bisogno di potature
straordinarie con ulteriori aggravi per i già precari
bilanci delle aziende per i costi da affrontare e per
la mancata o limitata produzione dei prossimi anni sino
alla normale ripresa del ciclo produttivo) e
compromesso la produzione (sia in termini qualitativi
che sotto l'aspetto delle quantità prodotte sia per
quanto concerne gli accentuati fenomeni di cascola e di
conseguente necessità di accelerare le operazioni di
raccolta per evitare che tutto vada perduto);
PRESO ATTO:
- delle difficoltà, della viva e giustificata preoccupazione e
delle ragioni dei produttori agrumicoli già fortemente
danneggiati e provati;
RITENUTO CHE:
- la situazione non potrà essere fronteggiata attraverso gli
interventi normali previsti dalla Legge 185/92;
VISTE:
- le risultanze dei monitoraggi effettuati dai tecnici e dalle
proposte avanzate dalla Consulta Agrumicola Provinciale
di Catania.
IMPEGNA
IL PRESIDENTE DELLA REGIONE
E L'ASSESSORE REGIONALE ALL'AGRICOLTURA
- a chiedere e/o disporre:
- all'adozione di provvedimenti concreti ed urgenti per venire
incontro alle diverse esigenze degli agrumicoltori,
attraverso la dichiarazione dellos tato di crisi del
settore, l'avvio di ritiri straordinari, la sospensione
di tutte le scadenze (fiscali, contributive, bancarie
ecc.) e l'accelerazione di tutti gli interventi per
soccorrere le aziende in difficoltà.
D'AQUINO, assessore agli enti locali. E' accettato come
raccomandazione.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che su
questi temi che abbiamo trattato oggi relativi all'agricoltura,
che sono stati accettati come raccomandazione, tenendo conto
anche dell'intervento dell'onorevole Villari, ritengo sia
necessario che dopo l'approvazione del bilancio e della
finanziaria il primo collegato di disegno di legge che deve
essere portato in Aula, dopo che la commissione di merito abbia
dato il proprio parere, sia il tema dell'agricoltura in maniera
tale che ci sia un collegamento, nei limiti delle cose che
riusciamo a non fare più in questa Aula e che possa condurre
all'attenzione con un disegno di legge una problematica relativa
all'agricoltura, tenuto conto che è un problema grosso ed
importante, quale quello che ha visto presentatori di un
emendamento in Commissione l'onorevole Leanza assieme a tanti
altri deputati sull'agricoltura, deve e può essere tenuto in una
massima considerazione in quello che era il tema dell'agricoltura
biologica.
Comprendo che alla finanziaria probabilmente non poteva
sottolinearne i contributi positivi, ma subito dopo se non
sfonderemo quel plafond di 100 miliardi che sono a sostegno di
queste cinque iniziative, noi potremmo seriamente affrontare
alcuni di questi problemi, coordinandoci con il vicepresidente
dell'Assemblea e con l'Assessore all'agricoltura per portare un
momento di chiarezza e responsabilità in agricoltura da parte
dell'Assemblea.
Cioè il fatto che ci siano ordini del giorno che pare non si
neghino più a nessuno come voto favorevole, sono i famosi
'cavalierati', onorevole Governo, che non si negavano a nessuno;
il cavalierato ed un sigaro non si negavano a nessuno. E siccome
so per esperienza quinquennale che gli ordini del giorno restano
- come le mozioni - lettera morta, allora il tema serio che
voglio porre è che l'Assemblea prenda atto che deve avere un
momento d'azione reale in agricoltura, al di là delle parole;
andiamo con i disegni di legge, e un disegno di legge che sia
seriamente intestato all'agricoltura e cerchiamo di porre in
essere, signor Presidente ed onorevole Governo, un disegno di
legge che possa dare quel respiro necessario alle iniziative che
vengono dibattute stancamente come se fossero pisellini e non
oggetto di enorme importanza.
INCARDONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INCARDONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il tema che
oggi si discute ampiamente qui in Aula, relativo all'emergenza
che in agricoltura si sta registrando, è un tema che condivido,
va rivisitato e va affrontato attraverso un disegno di legge
complessivo, un disegno di legge che potremmo definire ..la
Regione siciliana insomma dovrebbe ridisegnare tutta la normativa
che riguarda l'agricoltura, perchè diversi sono i problemi, anche
per esempio in ordine alla gestione dell'assistenza tecnica in
agricoltura.
Come pure il problema che riguarda l'agricoltura biologica,
perchè nel momento in cui la concorrenza e la produzione è ormai
diffusa in tutto il pianeta, è chiaro che la Sicilia, essendo una
zona vocata ad un tipo di agricoltura pulita, può diventare il
territorio naturale per produrre un tipo di prodotti agricoli che
siano nel mercato internazionale prodotti di nicchia, perchè solo
in questa prospettiva è possibile superare la concorrenza ed è
possibile che i nostri agricoltori abbiano un reddito che non
solo dia dignità al loro lavoro, ma che dia loro la possibilità
di continuare a lavorare e dia la possibilità a questa Terra di
evitare che ci siano altre stagioni di emigrazione.
Allora in questa prospettiva sono d'accordo, ma questo è un
discorso di prospettiva, caro Presidente e onorevole Assessore
che oggi rappresenta il Governo, qui però ci sono delle emergenze
che vanno discusse rispetto alle quali il Governo regionale,
proprio nella persona dell'assessore regionale, ha già preso
degli impegni.
Allora ribadisco quello che già è stato detto: oggi sarebbe
stata opportuna la presenza dell'Assessore regionale
all'agricoltura. Il Governo regionale ha preso degli impegni, e
li ha presi nel momento in cui vi sono state delle manifestazioni
che hanno riguardato diverse piazze e che stanno riguardando
diverse piazze siciliane.
So che l'Assessore regionale è impegnato oggi a Roma per
l'audizione nella Commissione Agricoltura al Parlamento
nazionale, forse avremmo dovuto organizzare i lavori in maniera
diversa, oppure avrebbe dovuto sacrificare, comunque, la propria
presenza presso la Commissione nazionale per stare qui in Aula ad
ascoltare quello che il Parlamento regionale ha da dire su queste
cose e , soprattutto, perché questo Parlamento intende richiamare
il governo e l'Assessore agli impegni che esso stesso ha assunto
nel momento in cui ha proposto, per cercare di risollevare
l'agricoltura siciliana - ed in particolare, la serricoltura
siciliana - che è stata attaccata da una campagna denigratoria
condotta gratuitamente dalla stampa, da testate importanti
nazionali, il Governo si è impegnato anche a fare una campagna
promozionale.
Allora io, lo chiedo oggi qui e lo farò con un altro atto
parlamentare, chiedo al Governo regionale di sapere entro quanto
sarà avviata la campagna pubblicitaria a favore dei prodotti
ortofrutticoli della nostra Isola, perché è necessario che quella
dignità che è stata tolta ai nostri prodotti e che non riguarda
soltanto essi, ma che riguarda alla fine tutto il territorio
siciliano ed i siciliani e i produttori siciliani. Perché non si
può dire e non si può consentire a nessuno di dire che i
produttori siciliani sono furbi perché evitano di portare sui
mercati le loro produzioni per cercare di fare lievitare il
prezzo.
I prodotti dell'ortofrutto sono prodotti deperibili e,
quindi, non possono formare oggetto di aggiotaggio. Allora il
Governo, oggi, ci deve dire entro quanto sarà avviata la campagna
promozionale dei prodotti ortofrutticoli.
Perché? Perché è stata violata la legge di mercato, la
legge del libero scambio. Ci sono state diverse trasmissioni
televisive che hanno alterato la formazione del punto di
equilibrio tra la domanda e l'offerta. Bisogna, intanto,
intervenire immediatamente per ristabilire questo principio del
libero scambio e della libera formazione del punto di equilibrio
tra la domanda e l'offerta e questo si deve fare subito.
Inoltre, la III Commissione "Attività produttive" del
Parlamento siciliano, si è recata in visita istituzionale presso
la provincia di Ragusa, su mio invito, e lì la Commissione ha
potuto constatare la gravità della crisi che riguarda il settore
ortofrutticolo, ed in particolare, quello della serricoltura, ed
anche lì la Commissione regionale ha ritenuto di dovere
impegnare, non solo se stessa, ma anche il Governo regionale, a
prendere immediatamente delle iniziative.
Allora ci sono, sì, sono due le questioni da affrontare: una
è l'emergenza e rispetto all'emergenza bisogna che il Governo
intervenga oggi, non domani; e poi ce n'è un'altra, quella della
riorganizzazione del settore dell'agricoltura. Di rivedere le
leggi e, nel contempo, affrontare tutte le problematiche che
riguardano questo settore, a partire dagli impegni che nel
passato la Regione ha preso nei confronti degli agricoltori, a
partire dagli impegni che la Regione ha nei confronti degli
agricoltori per quello che è stato loro non liquidato, ma
promesso attraverso una serie di contribuzioni che, però, ancora
materialmente l'agricoltore non ha ricevuto.osso
Bisogna, quindi, che in un quadro complessivo anche di
programmazione della politica siciliana e degli interventi, il
Governo dia una scala di priorità. Se noi crediamo veramente che
in Sicilia si debba fare agricoltura e che l'agricoltura
rappresenta uno dei settori trainanti e che l'agricoltura è uno
dei settori che eviterà l'emigrazione ai siciliani. E' uno di
quei settori in cui si può investire. Allora bisogna che si
dimostri coerentemente attraverso degli atti concreti.
Intanto per gestire l'emergenza quello che i produttori
siciliani stanno lamentando è che è stata alterata la legge del
libero scambio.
Intanto bisogna intervenire e ripristinare quell'equilibrio,
questo immediatamente. E poi possiamo affrontare come è giusto
che venga affrontato immediatamente dopo la votazione della
finanziaria la discussione per riorganizzare tutto il settore
dell'agricoltura.
Quindi, assessore D'Aquino, le chiedo di pronunciarsi per il
Governo, su quando partirà questa campagna pubblicitaria a favore
dei nostri prodotti siciliani.
PRESIDENTE. Onorevole Incardona, il tema che lei ha sollevato
è sicuramente importante, così come avevano già indicato
l'onorevole Cintola ed altri deputati.
Credo che a questo punto, più che un impegno del Governo sia
necessario un impegno da parte della Conferenza dei Presidenti
dei gruppi parlamentari al fine di richiedere un'apposita seduta
per affrontare complessivamente le problematiche
dell'agricoltura. E se lo ritiene l'Aula potrà indicare al
Governo stesso alcune soluzioni, alcune ipotesi attraverso le
quali superare i problemi che sono stati posti.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido le
motivazioni che sono state espresse dai colleghi Incardona e
Cintola. Mi associo all'appello che ha fatto l'onorevole Cintola
sulla necessità di una maggiore presenza del Governo allorquando
saranno stabiliti i lavori d'Aula.
Pertanto, chiedo a lei, signor Presidente, per quello che è
di sua competenza, sia all'assessore D'Aquino, qui presente, di
farvi portavoce dell'esigenza espressa dall'Aula di rendere più
funzionale il rapporto fra il Parlamento ed il più proficuo e
funzionale possibile.
L'agricoltura della nostra Regione ha subito negli ultimi
tempi le conseguenze di varie situazioni pesanti, difficili,
calamitose per un verso e per un altro verso, invece, derivanti
da attacchi strumentali che, anche a livello di stampa nazionale
sono stati in abbondanza profusi, perfino da emittenti di Stato,
in trasmissioni televisive, disinformazione, addirittura
l'indicazione dei prodotti dell'ortofrutta siciliani come
avvelenati da gas tossici e chi più ne ha più ne metta. Danni ai
quali bisogna reagire in modo forte e determinato con delle
misure che siano capaci di rendere questa reazione pari alla
pesantezza dell'azione.
In questo caso possiamo associare alla difficoltà
dell'agricoltura del nostro comparto quella del comparto
zootecnico, afflitto dalle varie situazioni derivanti dalla
diffusione della BSE, e da alcune situazioni di ritardo nella
erogazione di provvidenze e contributi che al comparto, comunque,
si debbono in forza di alcune norme.
Oggi proprio nel bel mezzo del dibattito sulla finanziaria
noi possiamo ben distinguere quanto è di immediata competenza del
Governo e quanto invece è di competenza dell'Aula e quindi
dell'iniziativa parlamentare.
Se tutti insieme, con Cintola, Incardona e gli altri,
abbiamo indicato la necessità di intervenire nel settore in modo
organico, sia per indicare provvidenze di carattere economico
finanziario, sia per indicare delle norme che possono aiutare il
rapporto tra gli operatori e gli imprenditori della zootecnia e
dell'ortofrutta e la pubblica amministrazione regionale, possiamo
farlo solo attraverso una legge organica di comparto.
E siccome abbiamo detto in questa sede, fino a ieri sera.
che tra gli accantonamenti positivi di questa finanziaria ce n'è
uno cospicuo che abbiamo messo a disposizione e che faranno parte
di specifici disegni di legge autonomi che dovranno intervenire
nei settori dell'agricoltura e delle attività produttive, e poi
del riordino delle coste, e poi della riforma della materia sugli
appalti dei lavori pubblici, bene Possiamo impegnarci in questa
sede, come Capigruppo, come Presidenza dell'Assemblea insieme al
Governo che dovrà fornire le sue proposte, mettere in calendario
all'ordine del giorno dell'iniziativa parlamentare come primo
disegno di legge, collegato, e quindi a cui metter mano subito
dopo la finanziaria, un disegno di legge la zootecnica e
l'agricoltura siciliana con le provvidenze che il comparto merita
e con quelle iniziative di carattere normativo che potranno
migliorare il rapporto, renderlo più funzionale tra gli
operatori, gli imprenditori e la pubblica amministrazione.
Il nostro primo impegno quindi è quello di aggredire la
difficoltà di questo comparto attraverso un'iniziativa
legislativa e parlamentare che riguardi proprio l'agricoltura e
la zootecnia. Questo lo possiamo sicuramente inserire tra le
nostre iniziative.
Chiediamo pertanto alla Presidenza dell'Assemblea di farsi
carico anche di questa richiesta perché noi possiamo, subito
dopo la finanziaria, mettere in agenda un primo disegno di legge
che riguardi anche la spesa, sicuramente importante per il
comparto, e che riguardi anche le attività produttive,
l'agricoltura e la zootecnia. In quel caso diventa iniziativa
organica, che aggredisce le difficoltà del settore e che fornisce
una risposta al settore. Quella risposta che il settore, in
questo momento, e i suoi operatori attendono.
Colgo l'occasione per dire, e questo ci serve anche per
sciogliere alcuni nodi che anche questa mattina si erano
addensati nel dibattito sul petrolchimico.
Onorevole Speziale, pare che definitivamente ed
ufficialmente il decreto legge sia stato approvato. E' notizia di
questi ultimi minuti; ne prendiamo atto con soddisfazione. E'
questa un'iniziativa che tempestivamente dà ragione di un
comportamento che per un verso risolve il problema di un comparto
che dà sicuramente soddisfazione all'Aula perché nel bel mezzo
di un dibattito sull'argomento il Governo nazionale viene fuori
con una soluzione tempestiva che riguarda proprio il
soddisfacimento delle richieste che dal nostro dibattito erano
elevate. Quindi ne prendiamo atto con soddisfazione, siamo
solidali con i lavoratori per la cui causa in questi giorni tutti
insieme c'eravamo battuti e, anche da parte nostra, il plauso al
Governo nazionale per un'iniziativa tempestiva che costituisce
una risoluzione importante. Grazie.
CRISAFULLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISAFULLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, debbo
ringraziare dell'opportunità che mi viene data, visto gli
argomenti usati dagli estensori dell'ordine del giorno.
Si affronta, o si tenta di affrontare, per la prima volta in
maniera organica dall'inizio della legislatura un tema
significativo come quello di tutto il comparto agricolo
siciliano. E mi pare di avere capito che su questa possibilità si
vuole fare uno sforzo tendendo a creare le condizioni per un
riassetto e una riorganizzazione del comparto agricolo produttivo
siciliano. E' evidente che ognuno di noi deve rapportarsi a ciò
che sono i regolamenti dell'Unione europea, ciò che è previsto e
ciò che non è consentito, ma una delle cose che dobbiamo
cominciare a dirci è che non è consentito che l'agricoltura
siciliana resti abbandonata. Non vi sono opzioni di adeguato
sostegno a singoli settori, nonostante i processi di
miglioramento del comparto agricolo oggi siano sotto gli occhi.
Il vino, l'olio, sono un dato reale. Avrebbe potuto essere anche
un dato reale la zootecnia siciliana se utilizzando positivamente
la vicenda amara della "mucca pazza" si fosse fatta una scelta
tendente a valorizzare le produzioni endogene, che avrebbero
potuto consentire la conquista di mercati nuovi per la nostra
produzione, essendo la nostra una produzione fortemente biologica
e genuina, specie quella delle aree in cui viene praticato ancora
il pascolo brado, le aree interne, la montagna. Ma anche la
zootecnia cosiddetta forte delle aree della nostra Sicilia come
Ragusa e aree limitrofe.
Tutto ciò impone una discussione. Colgo nella indicazioni
dell'onorevole Leontini lo sforzo di orientare le scelte dei
capigruppo e del Governo a far sì che dopo la sessione di
bilancio si possa fare una discussione sul disegno di legge
legato al comparto agricolo. Mi permetto di cogliere
positivamente e favorevolmente l'indicazione dell'onorevole
Leontini ma vorrei aggiungere qualche considerazione.
Io sono perché si faccia una discussione ampia in Aula sullo
stato di crisi del comparto agricolo siciliano, sulle mancanze e
le correzioni necessarie. Ma tutto ciò si può fare se si
aggiustano oggi nel bilancio della Regione alcuni capitoli,
alcune quote finanziarie. Vorrei che qualcuno mi spiegasse come
altrimenti si può dare risposta ai produttori di agricoltura
biologica ......
CINTOLA. Ci sono cento miliardi dei 5 collegati.
CRISAFULLI. Le faccio un conto più elementare, onorevole
Cintola. Vorrei che lei avessi chiaro che 100 miliardi servono a
pagare il biologico arretrato. Sono 60 l'anno in più rispetto a
quelli che sono necessari per quanto riguarda l'indennità
compensativa che sono altri 40.
Onorevole Cintola, io apprezzo il suo sforzo ma le posso
assicurare che è la manovra che deve consentire ora una
discussione che consenta gli appostamenti delle disponibilità.
Noi - nel corso dei lavori lo verificheremo - abbiamo
presentato degli emendamenti ma comunque riteniamo che l'impegno
assunto dall'onorevole Leontini debba essere un impegno che poi
fa proprio il Governo, per mettere nelle condizioni questo
Parlamento, di fare una verifica e, utilizzando gli appostamenti
che il Governo si farà carico di creare accettando gli
emendamenti dei colleghi parlamentari al proprio disegno di
legge, di poter poi legiferare con facilità e con serenità.
Pertanto, mi permetto di pronunciarmi fin da ora
favorevolmente al percorso indicato dall'onorevole Leontini
sempre che non sia un percorso fatto di fumerie inutili se non
c'è un appostamento già precostituito che consenta al Parlamento
di legiferare.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l' ordine del
giorno n. 51 "iniziative per l'adozione di piani di vendita degli
alloggi di edilizia residenziale pubblica" a firma degli
onorevoli Oddo e altri.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che la dismissione del patrimonio di edilizia residenziale
pubblica è, ormai, divenuta un obiettivo urgente e
preminente del governo nazionale, che nel breve arco di
tempo, ha emanato numerose disposizioni legislative,
decreti ministeriali e circolari rivolte a provvedere
alle dismissioni e alla alienazione del patrimonio
pubblico (DL n. 480/99, DPR n. 23/2000 ed altri);
CONSIDERATO che gli enti proprietari e gestori degli alloggi di
edilizia residenziale pubblica in Sicilia (IACP)
versano in uno stato di dissesto finanziario;
RILEVATO che le ragioni delle gravi difficoltà di bilancio degli
IACP sono da individuare nella difficoltà di gestione
di un cospicuo patrimonio abitativo determinato dalla
impossibilità di riscuotere regolarmente i canoni di
locazione da parte degli assegnatari, delle morosità,
del continuo stillicidio di spese di manutenzione
straordinaria della piaga dell'occupazione abusiva
degli alloggi;
VISTO le ultime proposte di piani di vendita degli alloggi di
E.R.P. effettuate da parte degli IACP DELLA Regione
siciliana sono state definite immediatamente dopo
l'approvazione della legge regionale n. 43 del 1995 che
ha reso attuabile in Sicilia la legge n. 560 del 1993 e
che da allora non sono state modificate né aggiornate;
RILEVATO che l'art. 95 della legge regionale n. 6/2001, gli IACP
dovevano definire nuovi piani di vendita che
incrementavano del 20 per cento le proposte ad oggi
approvate;
CONSIDERATO che la scadenza prevista per legge è stata
abbondantemente superata e non è arrivata alcuna
proposta dagli IACP, mentre continua ad essere forte la
richiesta da parte degli inquilini di procedere
all'acquisto degli alloggi,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
E, PER ESSO, L'ASSESSORE PER I LAVORI PUBBLICI
- a emanare in tempi rapidissimi una circolare agli IACP per fargli
predisporre nuovi piani di vendita degli alloggi di edilizia
residenziale pubblica secondo le nuove disposizioni di legge e
qualora, dopo l'invio delle circolari, passassero inutilmente 30
giorni, di predisporre l'invio negli IACP inadempimenti di
ispezioni amministrative.
D'AQUINO , assessore agli enti locali. Il Governo lo accetta
come raccomandazione.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del
giorno n. 50 "iniziative a sostegno degli allevatori vittime
dell'emergenza 'mucca pazza'" a firma degli onorevoli Oddo ed
altri.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che le misure adottate per contenere l'emergenza B.S.E. di
"mucca pazza" hanno finito col deprimere il mercato
della carne in quanto le disposizioni sanitarie decise
a livello nazionale da quasi un anno bloccano, che per
le province che non hanno avuto alcun caso d'infezione
virale, la movimentazione di capi bovini fuori dai
confini regionali;
RILEVATO che tali misure sono state rese più stringenti dalla
contemporanea diffusione del morbo della "lingua blu" e
che la recente scoperta di un caso di "mucca pazza"
nella provincia di Ragusa e di un caso di contagio
umano nella provincia di Agrigento non lasciano
immaginare a breve una modifica di tale situazione;
CONSIDERATO che il blocco della movimentazione dei capi e la
perdurante crisi del mercato delle carni ha costretto a
mantenere in azienda, oltre i normali tempi di
allevamento, migliaia di capi bovini e ovini con il
conseguente aumento dei costi;
OSSERVATO che tali costi sono ulteriormente lievitati per la
necessità di acquistare quantità superiori di mangimi e
foraggio a seguito della stagione particolarmente
siccitosa;
RITENUTO necessario compensare tale evidente danno economico sia
agli allevatori che ai carnezzieri,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad intervenire, anche nelle sedi nazionali e comunitarie, onde
consentire un adeguato indennizzo per gli allevatori ed i
carnezzieri vittime degli eventi di cui in premessa, estendendo le
misure compensative già previste per la brucellosi e predisponendo
specifiche azioni in favore dei titolari delle carnezzerie.
D'AQUINO , assessore agli enti locali. Il Governo lo accetta
come raccomandazione.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del
giorno n. 49 "Attuazione della legge regionale 15 del 2000 in
materia di tutela degli animali", a firma degli onorevoli Oddo e
Panarello.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che la legge regionale 3 luglio 2000, n. 15 recante
"Istituzione dell'anagrafe canina e norme per la tutela
degli animali d'affezione e la prevenzione del
randagismo", è stata approvata con quasi dieci anni di
ritardo rispetto alla legge quadro nazionale;
RILEVATO che questa legge non è di fatto attuata;
CONSIDERATO che, per renderla attuabile, sono necessari alcuni
adempimenti da parte dell'Assessore alla sanità;
RILEVATO che i termini perentori stabiliti dalla stessa legge per
l'adozione dei necessari provvedimenti di cui agli
articoli 4, 10 e 19, sono abbondantemente scaduti;
TENUTO CONTO che il fenomeno del randagismo nella nostra regione ha
raggiunto livelli inaccettabili;
VISTE le difficoltà dei comuni nella gestione, in proprio, dei
servizi di cattura degli animali randagi da avviare a
successiva sterilizzazione;
RILEVATE le non frequenti denunce da parte di associazioni
animaliste, sulla gestione spesso scandalosa ed
incivile dei canili pubblici e privati, favorita
dall'assenza delle norme regolamentari sui loro
requisiti;
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
E, PER ESSO, L'ASSESSORE ALLA SANITA'
- all'istituzione, presso l'Assessorato alla sanità, dell'Albo
delle associazioni per la protezione degli animali, cui sono
iscritte le associazioni, costituite con atto pubblico, che ne
facciano richiesta e che perseguano, senza fini di lucro, obiettivi
di tutela, cura e protezione degli animali (art. 19 legge regionale
n. 15/2000);
- all'istituzione, con decreto del Presidente della Regione, della
commissione per i diritti degli animali, con compiti consultivi
sullo stato di attuazione e sulle materie inerenti la legge,
commissione composta, tra gli altri, da tre rappresentanti delle
predette associazioni iscritte all'Albo regionale (art. 10 legge
regionale n. 15/2000);
- all'emanazione con decreto del Presidente della Regione, su
proposta dell'Assessore alla sanità, sentita la commissione per i
diritti degli animali, del regolamento di esecuzione della predetta
legge (art. 4 legge n. 15/2000).
D'AQUINO , assessore agli enti locali. Il Governo lo accetta
come raccomandazione.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del
giorno n. 52 "Modifiche al regolamento sulle modalità d'uso sulla
riserva naturale di Pergusa" a firma dell'onorevole Crisafulli.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che le leggi regionali nn. 98/81 e 14/88 recano
disposizioni per l'istituzione di parchi e riserve
naturali;
PREMESSO altresì che con la legge regionale n. 71/95 è stata
istituita, al fine di salvaguardare il bacino pergusino
e le relative presenze floro-faunistiche, la riserva
naturale speciale del lago di Pergusa ricadente in
territorio del comune di Enna, provincia di Enna;
CONSIDERATO che il secondo comma dell'articolo 13 della legge
regionale n. 71/95 affida alla Provincia regionale di
Enna la gestione della riserva naturale speciale di
Pergusa;
CONSIDERATO ancora che tra i compiti della gestione vi è quello di
consentire lo svolgimento dell'attività motoristiche al
di fuori del periodo di sosta e nidificazione degli
uccelli ed alla realizzazione di altro autodromo in
località vicina al posto attuale;
OSSERVATO che nel Regolamento recante modalità d'uso ed i divieti
vigenti nella Riserva naturale speciale di Pergusa,
approvata con Decreto assessoriale n. 498/44 del 2001,
è fatto obbligo di consentire l'attività motoristica
solo nel periodo compreso tra il 15 maggio ed il 15
agosto così come si evince all'articolo 12;
OSSERVATO altresì che l'Ente autodromo di Pergusa ha iscritto le
gare della stagione motoristica 2002 presso le autorità
sportive internazionali (FIA) e nazionali (CSAI) ed è
già stato redatto il calendario delle manifestazioni
motoristiche che si effettueranno nel periodo 15
marzo-15 novembre, così come autorizzato negli anni
passati;
CONSIDERATO che la modifica del periodo di attività motoristica
succitato comporterebbe una grave ed irreparabile
perdita di immagine ed un grave danno economico per
l'intera comunità locale;
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
a procedere rapidamente alla modifica degli obblighi previsti nel
Regolamento recante modalità d'uso della riserva naturale speciale
di Pergusa, ed in particolare ad estendere il periodo di attività
motoristiche, ripristinando il divieto ex-ante l'approvazione del
Decreto assessoriale n. 498/44, dal 15 marzo al 15 novembre, nelle
more della delocalizzazione e della realizzazione del nuovo
circuito.
Il parere del Governo?
D'AQUINO , assessore agli enti locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
PRESIDENTE. Comunico che è stata aggiunta anche la firma
dell'onorevole Leanza Edoardo. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n. 53
"Concessione di grazia a Ovidio Bompressi", degli onorevoli Ferro
ed altri.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- dal delitto Calabresi sono trascorsi circa trenta anni e la
detenzione di Bompressi e Sofri, rinchiusi da cinque anni nel
carcere di Pisa dovrebbe durare fino al marzo 2017;
- la vicenda processuale è ormai conclusa e che, indipendentemente
dal giudizio che si vuole dare sull'esito sia Bompressi che Sofri
hanno dimostrato ampiamente, nei fatti, di essere profondamente
diversi da quelle personale che il giudizio finale ha voluto
punire;
- il Presidente Ciampi ha recentemente risposto, ad una lettera che
intendeva rappresentare il caso "di conoscere bene la complessa e
tormentata vicenda processuale" di Adriano Sofri e dei suoi
coimputati e di essere "consapevole della mutazione teleologica che
la pena subisce quanto venga irrogata a lunga distanza di tempo dai
fatti soprattutto se restrittiva della libertà personale";
- la famiglia Calabresi ha espresso sulle iniziative finalizzate ad
ottenere la grazia una generosa neutralità;
- che Ovidio Bompressi è stato recentemente scarcerato per le gravi
condizioni fisiche e psicologiche derivate dalla carcerazione e che
un suo ritorno in carcere appare talmente rischioso da fare
concretamente temere per la sua vita;
PRESO ATTO di come su tutto il territorio nazionale siano in corso
iniziative promosse dai cittadini di diversi
orientamenti politici e prese di posizione di consigli
comunali e sindaci di molte città italiane;
FA VOTI
affinché il Ministro di grazia e giustizia compia un gesto di
grande sensibilità e apertura istruendo nuovamente la richiesta di
grazia presentata dai familiari di Bompressi e quella che
nell'ottobre 2000 fu presentata per Adriano Sofri da senatori di
diverse forze politiche e che, ancor oggi, attende risposta.
D'AQUINO , assessore agli enti locali. Il Governo lo accetta
come raccomandazione.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del
giorno n. 55 "Impiego delle entrate del settore venatorio", a
firma degli onorevoli Oddo e Panarello.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che il gettito delle tasse di concessione regionale
relativo alle aziende faunistico-venatorie, alle
aziende agro-venatorie, alle tasse di concessione per
l'esercizio venatorio e agro-turistico venatorio, alle
sanzioni amministrative e a tutto quanto altro riguarda
le entrate del settore venatorio, rappresenta una
cospicua entrata del bilancio della Regione siciliana;
RILEVATO che le entrate di cui sopra sono state in passato
utilizzati in settori vari più o meno affini al settore
venatorio;
CONSIDERATO che appare opportuno canalizzare la spesa nell'ambito
del settore venatorio in considerazione anche della
imminente attivazione degli AA.TT.CC. (Ambienti
territoriali di caccia);
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad utilizzare il 50 per cento del gettito di che trattasi per il
finanziamento dei capitoli delle voci di spesa di cui all'art. 51
della legge n. 33/97;
- ad utilizzare il restante 50 per cento al funzionamento degli
ambiti territoriali di caccia, in funzione proporzionale al numero
di cacciatori ammessi in ogni ambito, e con preciso orientamento di
destinare le risorse al ripopolamento annuale di selvaggina di cui
all'art. 39 della legge n. 33/97 nonché per la cura ed i
provvedimenti necessari al risanamento ambientale e al recupero
delle zone umide e depauperate.
D'AQUINO , assessore agli enti locali. Il Governo lo accetta
come raccomandazione.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del
giorno n. 56 "Stipula della convenzione tra la Multiservizi Spa e
le Aziende sanitarie ed ospedaliere", dell'onorevole
Cracolici.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- dal 1993, a 96 agenti socio-sanitari, è stato negato l'avviamento
al lavoro dall'Ufficio provinciale di collocamento di Palermo, a
seguito richiesta per 206 unità degli ospedali: Policlinico e
delle ex Uu.SS.LL., poiché sono stati commessi brogli nella
graduatoria degli aventi diritto;
- ai 96 veniva riconosciuto il torto subito dal Giudice della V
sez. penale del Tribunale di Palermo che con sentenza del 16
febbraio 1999, ha condannato, a tre anni di reclusione ed al
risarcimento danni per i 96 denuncianti costituitisi parte civile,
il Direttore dell'UPLLMO del tempo;
CONSIDERATO che:
- tutto ciò non ha consentito l'immissione in servizio nelle
Aziende sanitarie malgrado il Parlamento siciliano con ordine del
giorno n. 455/99, approvato, riconosceva il diritto ad essere in
via prioritaria inseriti negli elenchi di cui alla legge regionale
n. 36/90;
- la CRI con la delibera n. 327 del 6 agosto 1999 conferiva la
priorità nell'avviamento e approvava un progetto di formazione per
gli stessi soggetti in data 26 gennaio 2000, attraverso il quale
veniva conseguita la qualifica di Ausiliario agente socio-sanitario
specializzato;
CONSIDERATO inoltre che:
- nell'agosto del 2000 la "Servizi sanità S.p.A.", oggi
multiservizi, assumeva detto personale con la qualifica di addetto
alle pulizie,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad autorizzare la stipula della convenzione tra la Multiservizi
S.p.A. e le aziende sanitarie e ospedaliere prevedendo l'utilizzo
del personale nella qualifica posseduta e nelle mansioni relative.
D'AQUINO , assessore agli enti locali. Il Governo lo accetta
come raccomandazione.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del
giorno n. 58 "Valorizzazione dell'area archeologica di Santa
Venerina".
MOSCHETTO. Chiedo di apporre la firma all'ordine del giorno
n. 58.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Il parere del Governo?
D'AQUINO, assessore per gli enti locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del
giorno n. 59 "Iniziative per assicurare la partecipazione
dell'Ente Parco Madonie alla società Biosfera spa" , degli
onorevoli Giannopolo ed altri.
Il parere del Governo?
D'AQUINO , assessore agli enti locali. Favorevole.
GIANNOPOLO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del
giorno n. 61 "Tutela della serricoltura siciliana", degli
onorevoli Incardona ed altri.
D'AQUINO , assessore agli enti locali. Il Governo lo accetta
come raccomandazione.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del
giorno n. 62 "Intervento per il finanziamento dei 700 anni dalla
pace di Caltabellotta", degli onorevoli Fleres ed altri.
Il parere del Governo?
D'AQUINO, assessore per gli enti locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del
giorno n. 63 "Soluzione della crisi idrica della provincia di
Agrigento", degli onorevoli Segreto e Nicotra. Gli uffici
prendano atto che nell'ordine del giorno n. 63 si aggiungono le
firme degli onorevoli Savarino, Giambrone e Capodicasa.
Il parere del Governo?
D'AQUINO, assessore per gli enti locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono stati presentati gli
ordini del giorno nn. 54 e 57 che riguardano la revoca della
nomina dell'Assessore per il territorio e l'ambiente Bartolo
Pellegrino. Gli ordini del giorno se non dovessero essere
ritirati verrebbero dichiarati irricevibili perchè la procedura
relativa alla questione segnalata agli ordini del giorno
attraverso la mozione di sfiducia è stata già avviata.
Ne do lettura.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- l'Assessore per il territorio e l'ambiente, Bartolo Pellegrino,
secondo quanto riportato sulla stampa, è stato convocato in Procura
come persona informata sui fatti in merito alle intercettazioni
ambientali e telefoniche che registrano un suo colloquio con gli
uomini arrestati dai Carabinieri che ha colpito la cosca del
latitante di Monreale: Giuseppe Balsano;
- l'indagine dei Carabinieri, che ha portato a 11 arresti e a 28
avvisi di garanzia, ha investito anche gli appalti per il controllo
della raccolta dei rifiuti nel comune di Monreale;
- l'Assessore, secondo queste intercettazioni rilevate in casa di
uno degli arrestati (l'impiegato postale Antonio Sciortino),
avrebbe consigliato al geometra Giuseppe Leto, Presidente della
cooperativa '21 marzo', di tenere fuori dalla stessa il
pregiudicato Isidoro Buongusto, allo scopo di aggiudicarsi
l'affidamento di un capannone confiscato al boss latitante di
Monreale;
- l'impossibilità di far figurare Isidoro Buongusto, meccanico e
personaggio di spicco della cooperativa, è motivata dall'Assessore
regionale con la seguente affermazione "c'è il rischio che qualcuno
faccia l'infame con gli sbirri", lasciando intendere la possibilità
che qualcuno denunciasse la presenza di Buongusto nell'affare del
capannone;
- Giuseppe Leto, sempre sulla base delle intercettazioni, il 12
luglio 2000, giorno dell'elezione dell'on. Vincenzo Leanza a
Presidente della Regione, era a Palazzo dei Normanni e avrebbe
raccontato e rassicurato dell'avvenuta elezione Isidoro Buongusto,
mentre il 20 luglio, in altro colloquio con Antonio Sciortino,
avrebbe raccontato di una cooperativa di marsala da rilevare e
sulla quale si intuisce l'interessamento dell'Assessore Pellegrino;
- questa vicenda ripropone drammaticamente, ancora una volta, la
questione dell'intreccio tra mafia, settori dell'impresa e
politica, piegata alla funzione di garante di un sistema di
interessi e di affari illeciti;
- l'Assessore Pellegrino è stato delegato al territorio ed
ambiente, e la sua credibilità e legittimità istituzionale è
fortemente pregiudicata da questa vicenda;
- i sindaci, gli amministratori, i cittadini e gli imprenditori che
hanno nel suddetto assessorato un riferimento fondamentale per la
gestione delle politiche del territorio, a partire dai piani
regolatori, non ricevono certo dai comportamenti dell'Assessore,
emersi dall'indagine dei Carabinieri, esempio di trasparenza e
legalità,
ESPRIME CENSURA
nei confronti dell'Assessore per il territorio e l'ambiente,
IMPEGNA
IL PRESIDENTE DELLA REGIONE
a revocare la nomina dell'Assessore per il territorio e l'ambiente,
Bartolo Pellegrino. (54)
FERRO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FERRO. Onorevoli colleghi, vorrei fare presente che nella
seduta di stamattina è sttato accolto dal Governo come
raccomandazione un'ordine del giorno a mia firma e degli
onorevoli Raiti, Orlando ed altri che sostanzialmente chiedeva un
intervento presso il ministro Moratti per riconoscere
l'Associazione 'Libera' come ente di formazione.
PRESIDENTE. Onorevole Ferro, il problema non è la
presentazione di una mozione che di per sè blocca il percorso, è
la specifica esistenza di una mozione di sfiducia che ha una sua
fisionomia regolamentare.
FERRO. Signor Presidente, credo sia utile che l'Assemblea segua
questo ragionamento. Questo ordine del giorno su 'Libera' è
esattamente la fotocopia di una mozione presentata dagli stessi
firmatari e che risulta agli atti parlamentari nel resoconto
della seduta di ieri.
Ieri in Aula è stata data lettura della mozione su 'Libera'
presentata dagli stessi firmatari che hanno poi trasformato
tale mozione anche in ordine del giorno, il quale è stato oggi
discusso.
Pertanto, sostanzialmente, capisco che si voglia evitare di
fare una discussione, ma mi pare che le decisioni della
Presidenza non siano conformi con quanto avvenuto qualche minuto
addietro.
PRESIDENTE. Onorevole Ferro, se lei mi avesse ascoltato
avrebbe compreso quello che io ho già detto.
La mozione di sfiducia ha una configurazione regolamentare
diversa dalle altre mozioni tant'è che come lei sa non può essere
discussa prima che trascorrano tre giorni e in ogni caso è
necessario chesia presente il Presidente della regione, in questo
momento non è presente nessuno dei componenti del Governo.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, non desidero discutere la
motivazione che lei ha dato all'Aula, anche se non la condivido,
tuttavia voglio seguire il suo ragionamento.
E' stata presentata, lei dice, una mozione di sfiducia per
la stessa vicenda che in questo momento è oggetto dell'ordine del
giorno.
Io vorrei ricordare al Presidente che è stata presentata una
mozione di censura e la natura della mozione di censura è,
ovviamente, diversa rispetto a quella della mozione di sfiducia.
E tuttavia, quand'anche la Presidenza ritenesse assimilabile
la mozione di censura a quella di sfiducia, se è questa la
motivazione, io posso, anche perchè ho parlato con il
presentatore della mozione di sfiducia, preannunciarle un
orientamento, purchè lei si impegni nella discussione in Aula,
della mozione di censura e si affronti quindi l'ordine del
giorno.
PRESIDENTE. Non ho capito, può ripetere.
SPEZIALE. Qui c'è l'onorevole Giannopolo che è primo
firmatario della mozione di censura e l'onorevole Orlando che
sono firmatari della mozione di censura che sono delegati insieme
agli altri, che sono fra l'altro assenti, a ritirare la mozione
di censura.
Per cui, la sua obiezione che non sia possibile discutere
l'ordine del giorno perchè andrebbe discusso in uno con la
mozione di censura che lei impropriamente assimila a mozione di
sfiducia viene meno. Per cui si può discutere sin da subito.
Pertanto, signor Presidente, io mi rendo conto della sua
posizione delicatissima rispetto a questo argomento che investe
la responsabilità del governo, ma le chiedo di non sottrarre
all'Aula il diritto di potere discutere su un argomento così
delicato, sulla base della richiesta che è stata formulata con la
presentazione dell'ordine del giorno.
Si segua un comportamento lineare, si abbia rispetto
assoluto del Regolamento, in primo luogo, cosa che io le do atto,
sia lei ad avere rispetto del Regolamento e non si pieghi il
Regolamento, per nessuna ragione, agli interessi di parte, in
questo caso agli interessi del governo o, nella fattispecie,
dell'assessore Pellegrino.
Pertanto, venuta meno la mozione di censura, noi possiamo
discutere l'ordine del giorno.
ORLANDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORLANDO. Signor Presidente, compete a lei il compito e la
responsabilità di qualificare gli atti sottoposti all'esame del
Parlamento regionale.
Credo, così come ha argomentato l'onorevole Speziale, che la
mozione di censura non sia certamente assimilabile alla mozione
di sfiducia. E' una cosa diversa dalla mozione di sfiducia.
Laddove, però, lei ritenesse che la mozione di censura sia
assimilabile alla mozione di sfiducia, mi corre obbligo non far
notare la differenza che esiste tra la mozione di censura e
l'ordine del giorno, perchè la mozione di censura comporta
l'obbligo delle dimissioni dell'Assessore. Il nostro ordine del
giorno comporta l'obbligo al Presidente di ritirare la delega.
Si tratta di due istituti diversi perchè nel primo caso
l'obbligo intesta direttamente l'assessore che, laddove si
approva la mozione di sfiducia, deve dimettersi, nel secondo
caso, ordine del giorno da noi presentato, è un invito formale al
Presidente a revocare la delega. Invito che, in linea puramente
teorica, il Presidente potrebbe anche disattendere mentre,
invece, non può essere disatteso il voto di sfiducia che comporta
la decadenza dell'assessore. Per questa ragione, essendo due
atti diversi - sono diversi per sua dichiarazione - chiediamo che
si possa trattare l'ordine del giorno.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei andare
oltre il tema ordinamentale. Ritengo che un ordine del giorno
così formulato, alla fine, non sia una "censura" bensì una
"sfiducia" individuale ad un assessore perché così si
rappresenta; nel momento in cui così si rappresenta dal punto di
vista del nostro ordinamento c'è una prassi che porta il Governo
a stabilire la data, a mettere all'ordine del giorno la
problematica che deve avere il suo oggetto, il suo soggetto, a
darne contezza a tutti i deputati, trattandosi di un atto che non
è di ordinaria amministrazione.
Al di là del fatto ordinamentale, il problema che viene
sollevato è di rilevanza tale che, a mio avviso, non può essere
discusso con un ordine del giorno, anche importante...
SPEZIALE. Il Regolamento dice altra cosa
CINTOLA. E' la mia opinione.
ODDO. Autorevole
CINTOLA. Molto autorevole Non capisco in che modo posso
interloquire con lei dopo ciò che ha detto ieri sera, le sue
battute scherzose ma ridicole.
ODDO. Lei non deve offendere; smetta di provocare
CINTOLA. Ieri sera mi ha fatto sorridere involontariamente.
Dicevo che, trattandosi di una questione di tale rilevanza,
è chiaro che anche noi avvertiamo la necessità che l'Aula la
affronti. Non possiamo fare un dibattito di quel tenore, anche
per le firme autorevoli e per la concettualità espressa negli
ordini del giorno, che non sia tale e che non abbia contezza
dell'argomento importante in discussione. Condivido pienamente
la posizione assunta dal Presidente dell'Assemblea. Ci sarebbero
due fatti concomitanti negativi; io ritengo, invece, che
l'espressione, la volontà, il ruolo democratico da parte di chi
vuole impegnare il Governo, il Presidente della Regione, a
ritirare la delega assessoriale siano di natura talmente
importanti ed eccezionali che l'Assemblea venga chiamata, subito
dopo l'esame del bilancio e della finanziaria, a dare una
valutazione sull'argomento che impegni l'intera volontà
conoscitiva da parte dell'Aula per potersi pronunciare.
Quindi, senza volere con ciò chiudere, rinviare, 'ammazzare'
un dibattito, invito i firmatari a porre la questione in termini
tali che, concluso l'esame del bilancio e della finanziaria, che
ritengo stia a cuore a tutti i parlamentari, si ponga all'ordine
del giorno la questione così da essere affrontata chiaramente
dall'Aula.
PRESIDENTE. Dichiaro improponibili gli ordini del giorno n. 54
e n. 57.
Presidenza del vicepresidente Lo Giudice
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a venerdì 8 marzo
2002, alle ore 10.30, con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2002 e bilancio pluriennale per il triennio
2002-2004." (NN. 297-299/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on.le Antonino Croce
Relatore di minoranza: on.le Angelo Capodicasa
2) "Legge finanziaria 2002" (N. 298 - Stralcio II/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on.le Antonino Croce
Relatore di minoranza: on.le Angelo Capodicasa
La seduta è tolta alle ore 13.07
(Licenziato dal servizio resoconti alle ore 15.30)
Presidenza del vicepresidente Fleres
BURGARETTA APARO , segretario, dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
CONGEDO
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Raiti ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
Non sorgendo osservazioni il congedo è accordato.
MISSIONE
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Zangara è in missione,
per ragioni del suo ufficio, dal 7 all'8 marzo 2002.
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 477 - Adeguata dotazione organica dell'Ufficio delle
entrate di Gela.
- Presidente Regione
- Assessore Bilancio
***
Morinello Salvatore; Ferro Giovanni; Raiti Salvatore
----------------
N. 478 - Notizie sui criteri di affidamento dei corsi
formativi all'ente ECOFORM-CISAL.
- Presidente Regione
- Assessore Lavoro
***
Genovese Francantonio; Barbagallo Giovanni; Gurrieri
Sebastiano; Tumino Carmelo; Vitrano Gaspare; Zangara Andrea
----------------
ANNUNZIO DI INTERPELLANZA
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
N. 30 - Iniziative per l'attuazione della legge regionale
n. 15 del 2000 in materia di tutela degli animali.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
***
Oddo Camillo
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il
Governo abbia dichiarato che intende respingere l'interpellanza o
abbia fatto conoscere il giorno in cui intende trattarla,
l'interpellanza stessa sarà iscritta all'ordine del giorno per
essere svolta al suo turno.
ANNUNZIO DI MOZIONE
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
mozione:
N. 94 - Iniziative per favorire l'investimento nel
Mezzogiorno delle risorse raccolte al Sud dagli Istituti di
credito.
Formica Santi; Incardona Carmelo; Infurna Giuseppe;
Ioppolo Giovanni; Tricoli Marzio; Virzi' Gioacchino
Presentata il 6/03/02
Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno
della seduta successiva perchè se ne determini la data di
discussione.
COMUNICAZIONE DI APPOSIZIONE DI FIRMA A MOZIONE
PRESIDENTE. Con nota del 6 marzo 2002, pervenuta al Servizio di
Segreteria il 7 marzo successivo, gli onorevoli Francesco
Forgione e Santo Liotta hanno chiesto di apporre la propria
firma alla mozione n. 93 "Riconoscimento della qualità di Ente
di formazione all'associazione 'Libera'.
L'Assemblea ne prende atto.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Constatata l'assenza del Governo, sospendo la seduta per
quindici minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 10.45, è ripresa alle ore 11.15)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, ricordo che, così come stabilito ieri,
la seduta di questa mattina sarà interamente dedicata alla
discussione dei numerosi ordini del giorno depositati.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Si inizia con la discussione dell'ordine del giorno n. 60:
"Iniziative in merito alle recenti vicende riguardanti il
petrolchimico di Gela", a firma degli onorevoli Speziale,
Capodicasa, Cracolici, Crisafulli ed altri.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, abbiamo avvistato l'esigenza
di presentare un ordine del giorno riguardamte la vicenda
drammatica dello stabilimento petrolchimico di Gela.
In questo momento a Gela è in corso, malgrado la pioggia,
una manifestazione che sta interessando più di ventimila persone,
segno che in quella realtà c'è molta attenzione e segno della
importanza che lo stabilimento petrolchimico riveste nella realtà
di Gela e della Sicilia.
Lo stabilimento petrolchimico nasce all'inizio degli anni
sessanta e costituisce una speranza; insiste in un territorio che
in qualche modo viene riconvertito, essendo a vocazione agricola
e marinara, in territorio a vocazione industriale.
Intere generazioni vengono formate e si formano sulla base
della cultura industriale e, adesso, il provvedimento della
magistratura potrebbe cancellare questa realtà
Noi pensiamo che il problema vada affrontato sotto un
duplice punto di vista.
Il primo, e lo diciamo, è quello che immediatamente si
risolva la questione posta dalla magistratura.
La magistratura ha posto un problema legato alla
classificazione del Pet-coke come combustibile; essa ritiene che
sulla base della legge Ronchi si tratti di un rifiuto. Noi
speriamo che mentre ne parliamo il Consiglio dei Ministri
affronti la questione, che venga emanato un decreto-legge che
possa finalmente definire il Pet-coke come combustibile e che
possa essere riutilizzato nei siti produttivi in cui viene
prodotto, soprattutto, per la produzione di energia elettrica.
Contemporaneamente, però, vogliamo richiamare alla sua
responsabilità il Governo della Regione.
Sulla stampa non è apparso, ma io lo voglio dire in
quest'Aula, anche per una corretta informazione nei confronti dei
miei colleghi parlamentari: l'origine della inchiesta giudiziaria
è legata alla mancata emissione da parte dell'Assessore regionale
Pellegrino del decreto sulle emissioni.
C'è un ritardo della Regione in questo settore che io
spero venga rapidamente colmato.
Il decreto sulle emissioni è stato concordato tra la
direzione aziendale e il Direttore dell'assessorato regionale
territorio e ambiente, dott. Pergolizzi, già due mesi addietro.
Dopo i provvedimenti della magistratura, in occasione di un
incontro richiesto da me presso la Presidenza della Regione, al
quale hanno partecipato, oltre, ovviamente, al Presidente
Cuffaro, l'Assessore Noè e l'Assessore Pellegrino, da più parti
fu posta l'esigenza di una rapida emanazione del decreto che
aveva ormai completato il suo iter procedurale, si trattava
soltanto di apporre la firma al decreto. Ebbene, ancora oggi
quella firma non è stata apposta e fino a ieri, stando alle
dichiarazioni dell'onorevole Pellegrino riportate dalla stampa,
si è tergiversato a proposito dell'emanazione di quel decreto.
Dico ciò affinché sia chiaro qual è il livello di
responsabilità che compete al Governo della Regione; infatti,
anche se il Governo nazionale dovesse emanare oggi il decreto-
legge, così come tutti noi auspichiamo, si riattiverebbero gli
impianti, ma rimarrebbero sub-iudice, in quanto, in mancanza
dell'emanazione del decreto che dia certezza normativa a
proposito del tasso di emissione, al quale le aziende devono
adeguarsi, permetteremmo alla magistratura di sollevare altre
obiezioni. Per cui è fondamentale che al decreto-legge si
accompagni il decreto sulle emissioni, affinché le aziende,
sulla base di una certezza, possano adeguare i propri
comportamenti.
Come si evince c'è una responsabilità diretta del Governo
regionale, e io mi auguro che l'ordine del giorno che spero
approveremo faccia da stimolo affinchè l'Assessore al Territorio
e Ambiente emani in tempi rapidi il decreto.
Un'altra questione che intendo sottoporre alla vostra
attenzione - e concludo - riguarda il maldestro tentativo di
frapporre gli interessi dell'ambiente a quelli del lavoro.
Molti dei miei colleghi parlamentari sapranno certamente che
sono dipendente dello stabilimento petrolchimico di Gela e voglio
dire loro che quando ancora nel Paese c'era un tasso ridotto di
sensibilità ambientale i primi a porre le questioni che
riguardavano il livello di sicurezza interna allo stabilimento ed
a porre l'esigenza di interventi strutturali in materia di
ambiente furono proprio i lavoratori, i quali, ovviamente,
soffrivano quella condizione, e le loro organizzazioni sindacali.
Ancor prima che il problema ambientale divenisse una
questione nazionale, quando ancora questo problema era trascurato
dalla stragrande maggioranza dei citttadini, noi lo ponevamo, e
lì, grazie all'iniziativa sindacale e all'iniziativa dei
lavoratori, sono stati fatti grandi passi in avanti. Forse non
si ha idea di che cosa fossero i dati di emissione di quello
stabilimento e della centrale, in particolare, prima, per
esempio, che si facesse lo slack, che ha permesso di utilizzare
il Pet-coke, ma di ridurre il tasso di emissione di oltre il 50
per cento rispetto ai tassi precedenti. Quegli interventi
strutturali nel settore ambientale per abbattere i tassi di
emissione furono una conquista dei lavoratori.
Dunque, questa visione che viene data, che a Gela ci
sarebbero tremila, quattromila lavoratori che trascurano
l'ambiente pur di difendere il loro posto di lavoro è falsa,
bugiarda, non risponde alla sensibilità di quel mondo che io
conosco profondamente.
In proposito penso che noi dobbiamo consentire nuovamente
che le questioni riguardanti lo sviluppo industriale e la tutela
ambientale si muovano insieme e oggi ci sono gli strumenti per
farlo. Purtroppo, questi strumenti sono stati adoperati soltanto
in altre aree del Paese, mi riferisco a Porto Marghera, dove già
da alcuni anni opera un accordo di programma che coniuga le
esigenze riguardanti lo sviluppo produttivo e le questioni di
salvaguardia ambientale.
Un'altra esigenza che intendiamo sottoporre al Governo -
anche se devo riconoscere che l'Assessore Noè in tutte le sedi lo
ha più volte ribadito - è quella di affrontare la questione
specifica del sito industriale di Gela, che è un nodo strategico
per lo sviluppo della chimica e dell'energia. una volta superata
l'emergenza,
Si faccia un accordo di programma con fondi diretti
dell'ENI, della Regione e dello Stato, in modo tale da coniugare
due grandi esigenze: la possibilità di utilizzare la chimica e
l'energia come una grande occasione di sviluppo al servizio del
Paese e, al tempo stesso, salvaguardare l'ambiente.
I sindacati lo hanno già richiesto, noi lo condividiamo,
sappiamo che l'Assessore Noè e il Governo regionale su questo
argomento più volte hanno assunto impegni, ma noi pensiamo che
questa questione, dopo l'emergenza, debba diventare centrale.
E' questa la ragione per cui abbiamo sottoposto questi punti
all'attenzione del Parlamento regionale di cui auspichiamo un
voto positivo.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
quest'ordine del giorno non possa essere votato soltanto dai
colleghi presentatori, anche se così com'è formulato non credo
possa ottenere il consenso dei deputati appartenenti al mio
gruppo. Infatti, pur essendo lodevole il comportamento del
governo regionale, del Presidente della Regione, dell'Assessore
Noè, da notizie ormai certe pare che il problema non dico che sia
risolto, ma quasi. Tra l'altro, proviene anche un'indcazione
forte dall'onorevole Lumia, il quale si rivolge al Governo
nazionale affinchè emetta il decreto legge e ciò pare possa
risolvere il problema. Infatti, un decreto amministrativo -
sostengono i magistrati - non può modificare una legge.
Nell'ordine del giorno in discussione si impegna il Governo
regionale ad esercitare tutto il suo peso affinchè il Governo
nazionale emani un decreto legislativo ...
SPEZIALE. Un decreto-legge, non un decreto legislativo,
onorevole Cintola.
CINTOLA. E' stato un lapsus, la ringrazio. Infatti, soltanto
un decreto-legge può modificare una legge, dunque, l'ordine del
giorno va modificato.
Se sospendessimo brevemente la seduta, modificassimo
l'ordine del giorno nella parte in cui si impegna l'Assessore ad
emanare un decreto.
SPEZIALE. C'è scritto al primo punto, è chiaro.
CINTOLA. Nell'ordine del giorno al primo punto c'è scritto:
"Impegna il Governo della Regione, ed in particolare il
Presidente della Regione, ad esercitare tutto il suo peso
affinchè il Governo nazionale emani un provvedimento legislativo
urgente per restituire serenità ad una intera comunità". Allora,
prendiamo atto che questo l'ha già fatto, che è stato stabilito
ieri sera, che il Consiglio dei Ministri sta emanando il decreto
che il Governo della Regione ha chiesto; prendiamo atto delle
cose positive che il Governo ha posto in essere. Tutto il resto
contenuto nell'ordine del giorno va bene, tranne la
considerazione sul fatto che l'Assessore al territorio non abbia
emesso, ad oggi, il decreto.
Serve poco per avere l'unanime valutazione positiva
dell'Aula e per dare più forza all'ordine del giorno.
Non serve dire che l'Assessore al territorio non ha emesso
il decreto, è come se volessimo fare sempre delle accuse.
Andiamo a ciò che ci unisce e consentite anche alla maggioranza
di esprimere un giudizio sereno sulla validità delle cose che
l'onorevole Speziale ha detto, sulla validità delle cose che
l'Assessore Noè magnificamente ha fatto, sulla validità delle
cose che il Presidente della Regione ha già ottenuto dal Governo;
il problema, infatti, è nella sua fase di risoluzione grazie
all'intervento massiccio e concreto di questo Governo e di questa
maggioranza.
Per cui, signor Presidente, la modifica dell'ordine del
giorno nei termini in cui ho detto prima consentirebbe ai
capigruppo della maggioranza di apporre anche la loro firma e di
votarlo positivamente.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Per invitare l'amico Cintola a non avere un
atteggiamento preconcetto, rilevo che il secondo punto della
premessa dice: "a seguito della mobilitazione dei lavoratori e
dei sindacati - lo dico ai colleghi perché nessuno aveva
intenzione di sottrarre al Presidente della Regione il fatto che
su questo si è impegnato assieme all'assessore Noè e l'ho
ribadito - è stato convocato alla Presidenza del Consiglio un
incontro, richiesto dal Presidente della Regione, per emanare un
decreto legge che stabilisca la natura di combustibile del
Pet-coke, al fine di superare i dubbi interpretativi degli organi
giudiziari".
E' chiaro che è messo appositamente. Inoltre, c'è un'altra
osservazione che riguarda, invece, l'assessore per il territorio
e l'ambiente, il quale. deve emanare il decreto sulle emissioni
in modo da dare certezza normativa, perché il Pet-coke supera
una questione, ma la mancata emanazione del decreto
sull'emissione alle quali le aziende si devono adeguare lascia
incerta, sul piano normativo, una vicenda sulla quale si potrebbe
comunque incuneare sempre un'iniziativa della Magistratura.Voglio
precisare ciò.
Sulla terza questione, voglio dirti, che nessuno ha
interesse a sollevarla; se si ritiene che nella parte
impegnativa, lo scriviamo sempre così, bisogna dire di nuovo che
c'è stato l'impegno del Presidente Cuffaro che già in premessa è
scritto, nel corpo dell'ordine del giorno, se è questo il
problema lo si scriva; l'importante è che si arrivi ovviamente in
modo unitario, anche perché da parte nostra non c'è nessun
tentativo di dovere minimizzare l'impegno del governo regionale,
né del Presidente della regione, né ripeto, come ho detto nel
corso del mio intervento iniziale, dell'assessore Noè che in
questa materia, lo ripeto, e lo riconosco pubblicamente, si è
spesa e si è spesa anche bene, ha dichiarato disponibilità, si è
spesa con impegno e anche con conoscenza delle questioni.
Pertanto, onorevole Cintola, siccome non hai inquadrato bene
la vicenda, vorrei che fosse chiaro che il problema di aggiungere
le firme non c'è, il problema di modificare il primo punto della
parte impegnativa non esiste perchè che già nella premessa c'è, è
un corpo unico, al secondo punto già c'è una premessa, se si
vuole modificare non c'è nessun problema, se si ritiene di
approvarlo così, lo approviamo così oppure lo approviamo dicendo
che si modifica il primo punto della parte impegnativa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'ordine del giorno non è
emendabile e tuttavia non sarà sfuggito a nessuno che in buona
sostanza l'ordine del giorno invita il Governo a fare quello che
già sta facendo. L'ordine del giorno è un atto politico di
supporto che l'Assemblea regionale può compiere rispetto
all'azione che il Governo sta già compiendo.
Personalmente, pertanto, su questo tema non andrei troppo
per il sottile: il Governo si sta muovendo e si sta muovendo
benissimo da questo punto di vista; l'ordine del giorno dà
maggiore forza all'azione che il Governo sta compiendo perché di
fatto riproduce esattamente i comportamenti che il Governo sta
già tenendo rispetto al Governo nazionale e a quanti altri hanno
bisogno di essere sollecitati rispetto alla soluzione di questa
vicenda. Darei pertanto la parola al Governo per esprimere la sua
opinione,, dopodiché passerei alla votazione dell'ordine del
giorno.
D'AQUINO, assessore agli enti locali. L'ordine del giorno è
sicuramente condiviso; peraltro, il Governo ha già iniziato
un'azione e credo che l'onorevole Speziale abbia dato atto che
l'azione va continuata su tale linea nell'interesse comune e
nell'interesse di tutti, se l'ordine del giorno è emendabile si
può limare qualcosa, se la presidenza dice che l'ordine del
giorno non è emendabile è chiaro che c'è la condivisione.
E' chiaro che nella parte in cui in qualche modo è
interessato l'assessore al territorio il Governo non può
condividere quella parte, ma nel merito politico dell'ordine del
giorno è totalmente condiviso.
PRESIDENTE. Per precisare, l'articolo 124 del Regolamento
interno precisa che gli ordini del giorno non sono emendabili.
Qualora dovesse essere ritirato e ne fosse ripresentato un altro
formulato diversamente, quest'ultimo non potrebbe essere
discusso, potrebbe essere soltanto votato perché il termine per
la presentazione degli ordini del giorno è scaduto già ieri a
conclusione della discussione generale.
Tuttavia, siccome, l'opinione del Governo è favorevole e in
buona sostanza l'ordine del giorno sicuramente non può
considerarsi né di accusa, né di attacco nei confronti del
Governo, tutt'al più di supporto rispetto all'iniziativa che il
Governo sta compiendo, lo pongo in votazione.
CINTOLA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, voglio fare un appello al
Presidente dell'Assemblea ed ai colleghi perchè, è vero che ci
sono norme che stabiliscono percorsi, ma è pur vero che il tema
di Gela, che è un tema nazionale, di interesse pubblico
eccezionale, di pane e lavoro fortissimo, non può
assolutissimamente trovare una allocazione che possa modificare
in questo momento un atteggiamento d'Aula e dello stesso Governo
che è costretto, pur avendo compiuto tutti i fatti che vengono
riconosciuti nello stesso ordine del giorno per la soluzione
della problematica, a limitare il suo assenso perchè c'è un
periodo in più; c'è un gruppo - quello che io rappresento, perchè
non posso consentirmi di rappresentarne altri - che si trova
nella difficoltà di non potersi esprimere compiutamente perchè
c'è una regola che non possiamo modificare con l'assenso
dell'intera Assemblea.
Se l'Assemblea in questo momento decide che questo ordine
del giorno lo vuole rimodulare, mi appello alla cortesia del
Presidente e dell'intera Assemblea perchè questo avvenga,
considerato che è un fatto di eccezionale importanza sul quale
si può prendere una misura pur essa eccezionale, non ripetibile
per l'avvenire, cioè di poterlo modificare e di poter porre in
condizione l'Assemblea di votare un documento unanime che serve
effettivamente non al Governo o alla maggioranza o all'Assemblea,
serve a risolvere la situazione di Gela, serve ad un fatto che è
stato eccezionalmente e significativamente portato all'attenzione
dal gruppo capeggiato dall'onorevole Speziale; intendiamo
assolutamente essere concordi e valutarlo positivamente.
Propongo, quindi, di fare uno strappo una tantum e mai più
per l'avvenire: si modifica l'ordine del giorno, si affina
l'ordine del giorno e lo mettiamo in votazione.
Continuo a rivolgermi alla Presidenza dell'Assemblea perchè
questo possa avvenire e continuo a rivolgermi al primo firmatario
ed ai firmatari dell'ordine del giorno perchè possano fare
esprimere, voglio andare avanti per quello che bisogna costruire
e non a guardare qualche possibile inadempienza che mette il
Governo nelle condizioni di potersi autocastrare.
Propongo di togliere quello e a continuare non ad iniziare,
perchè l'iniziativa è quasi definita, e quindi a continuare
l'opera già iniziata. Quindi 'a continuare' nel primo capoverso
l'opera iniziata e 'a modificare' quello che è un giudizio che
pone lo stesso Governo nelle condizioni di non poter dare il
giudizio favorevole all'ordine del giorno, per il quale
ha ottenuto risultati addirittura significativi, che in giornata
dovrebbero diventare legge. Questa è la mia preghiera.
PRESIDENTE. Le ipotesi che il Regolamento ci consente sono
le seguenti:
- se i firmatari dell'ordine del giorno insistono deve
essere posto in votazione;
- se i firmatari dell'ordine del giorno lo ritirano, può
essere ripresentato un altro ordine del giorno che potrebbe
essere presentato, ma non discusso, nel corso di questa stessa
seduta, solamente votato.
SPEZIALE. Signor Presidente, lo riformulo, perchè mi rendo
conto che l'interpretazione che all'esterno verrebbe da un voto
difforme dall'Aula è chiaro che indebolirebbe tutta l'iniziativa.
Pertanto, accolgo l'osservazione che qui viene fatta dal
Gruppo del CD, che è quella che riguarda il punto IV, per cui la
riformulazione è la seguente: nella premessa venga tolto il
punto IV, dove è stata letta una critica nei confronti del
senatore Pellegrino per ritardi sull'emanazione del decreto.
Tolto questo punto, mi pare che si possa approvare così com'è.
CINTOLA. E continuare con il punto iniziale....
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, mi segua: ripeto il percorso,
non entro nel merito. Il percorso è questo: deve essere
ritirato l'ordine del giorno n. 60, ripresentato un ordine del
giorno che non verrebbe discusso, verrebbe soltanto votato, con
le modifiche che concorderete.
SPEZIALE. Tolto questo, va bene?
PRESIDENTE. Se è così, io sospendo la seduta per due minuti
per dare modo di correggerlo.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa per due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 11.41, è ripresa alle ore 11.43)
PRESIDENTE. Come concordato prima della sospensione, l'ordine
del giorno n. 60 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n.
60/BIS, degli onorevoli Speziale, Capodicasa, Cracolici,
Crisafulli, De Benedictis, Giannopolo, Oddo, Panarello, Villari,
Zago, Barbagallo, Papania, cui appongono la propria firma anche
gli onorevoli Cintola, Mercadante, Virzì, Savona, Liotta,
Nicotra, Lo Monte, Dina, Croce, Savarino e Fleres, allegato al
presente resoconto stenografico.
L'ordine del giorno n. 60/bis, in buona sostanza, riproduce
i contenuti dell'ordine del giorno n. 60 con alcune modifiche e,
in particolare, con la soppressione del punto IV della premessa,
quello che fa riferimento all'atteggiamento dell'Assessore al
Territorio ed all'Ambiente.
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 60 bis con il
parere favorevole del Governo. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si procede con la discussione dell'ordine del giorno n. 25:
'Iniziative in materia di canoni di locazione degli alloggi di
edilizia residenziale pubblica', a firma degli onorevoli Villari,
Speziale ed altri.
Ne dò lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che l'articolo 93 della legge regionale 3 maggio 2001,
n. 6, è un'interpretazione autentica dei commi 1 e 3
dell'articolo 54 della legge regionale 18 dicembre 2000, n.
26, che fissavano i nuovi canoni di locazione degli alloggi
d'edilizia residenziale pubblica;
CONSIDERATO che il chiaro obiettivo del legislatore,
intervenendo per ben due volte in pochi mesi nella stessa
materia, è stato quello di decidere i nuovi canoni d'affitto,
correggendo in parte la prima decisione di dicembre,
specificando cosa s'intende per reddito imponibile e che
l'affitto minimo non può in ogni modo superarlo;
TENUTO CONTO che il testo dell'articolo 93 della legge
regionale n. 6 del 2001 non può dare alcun equivoco
interpretativo, vista la sua chiarezza e limpidezza;
RILEVATO che alcuni comuni siciliani continuano a rifiutarsi di
applicare questa chiara disposizione legislativa, tenendo conto
solo delle disposizioni contenute nell'articolo 54 della legge
regionale n. 26 del 2000 e quindi aumentando gli affitti agli
inquilini al limite minimo lì previsto di lire 100.000 mensili,
IMPEGNA L'ASSESSORE REGIONALE PER I LAVORI PUBBLICI
- ad inviare una circolare di sollecito al rispetto della
normativa regionale in materia a tutti gli enti preposti alla
gestione degli alloggi d'edilizia residenziale pubblica e,
qualora successivamente fossero ancora segnalati episodi di
mancata applicazione, inviare delle ispezioni amministrative
negli enti evasori.
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 25. Il parere del
Governo?
D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Favorevole. Non ci sono interventi. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 26: 'Iniziative per la
riapertura dei macelli recentemente chiusi', a firma degli
onorevoli Lo Giudice, Formica, Cracolici e Antinoro.
Ne dò lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PRESO ATTO dell'efficacia dei controlli effettuati dai NAS e
dagli organi di vigilanza veterinaria che hanno evidenziato
delle carenze nella filiera di produzione di carni locali;
carenze che possono essere messe, anche direttamente, in
collegamento ai recenti casi di B.S.E. che possono provocare
pericolo al consumatore;
che la chiusura per lungo tempo delle strutture di macellazione
rappresenta un grave pericolo per la salute pubblica in quanto
si incentiva, purtroppo, la macellazione clandestina, la quale
sfuggendo ai controlli veterinari, rappresenta la verta fonte
di contagio di gravissime malattie come dimostrano i tragici
fatti verificatisi di recente nella nostra Isola.
RITENUTO che è opportuno considerare che le poche strutture di
macellazione presenti in Sicilia rappresentano da un lato un
indispensabile polmone di sfogo per la produzione della
zootecnia locale già in profonda crisi e, dall'altro,
l'istituzione di necessari punti di controllo, gli unici
veramente validi, ad evitare malattie trasmissibili all'uomo,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- attraverso gli organismi di competenza preposti, ad
individuare le carenze riscontrate nelle strutture la cui
attività è stata sospesa, indicando ai titolari le opere
urgenti necessarie che possano consentire la ripresa
dell'attività di macellazione.
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 26. Il parere del
Governo?
D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Favorevole. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 28: 'Misure di sostegno per
l'agricoltura siciliana', a firma degli onorevoli Villari,
Liotta, Barbagallo, Raiti ed altri. Ne do lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che l'agricoltura siciliana, nel quadro del riordino
dei parametri fondamentali dell'economia dell'Isola,
costituisce uno degli assi fondamentali per un nuovo sviluppo
economico ed una fonte primaria di ricchezza;
OSSERVATO che, nonostante lo straordinario sforzo economico
messo in campo a livello nazionale dai governi di
centrosinistra, anche attraverso le diverse misure contenute
nel "pacchetto Sicilia", permangono ritardi di attuazione e
un'assoluta mancanza d'iniziativa dell'attuale governo
regionale che aggiorni i provvedimenti previsti alla luce delle
gravissime situazioni determinatesi nel frattempo nei diversi
comparti;
VISTO lo straordinario alternarsi di estremi climatici, con
gelate, prolungata siccità e improvvise piogge torrenziali che
hanno messo in ginocchio l'agrumicoltura siciliana (che da sola
rappresenta il 60 per cento della produzione agrumicola
nazionale) e che ha comportato la rinuncia di circa il 70 per
cento del raccolto - in quanto la pezzatura di piccole
dimensioni non risponde alle esigenze del mercato -;
VISTO altresì il prolungato effetto sulla zootecnica dei
provvedimenti adottati a seguito di "mucca pazza" e
dell'epidemia di "lingua blu" nonchè il parallelo effetto della
siccità sulla produzione di foraggio che costringe gli
allevatori a dare fondo anticipatamente alle scorte aziendali;
CONSTATATA la perdurante assenza di una politica sulle risorse
idriche, la cui crisi assume connotati sempre più drammatici e
rende ormai ingiustificabile e colpevole la mancanza di
immediate iniziative capaci di risolverla, mettendo in campo
tutte le possibili risorse finanziarie ed iniziative politiche
ed istituzionali ad ogni livello, tali da permettere di
affrontare i problemi connessi sia agli usi potabili che a
quelli irrigui legati all'agricoltura (esempio ne sono le tante
dighe incompiute e tra queste, per la provincia di Catania,
l'eterna incompiuta diga di Pietrarossa);
VERIFICATI altresì i colpevoli ritardi che si registrano
nell'attuazione degli accordi a sostegno dei produttori che
conseguentemente si vedono caricati di oneri impropri e
incompatibili con la generale situazione di difficoltà
dell'agricoltura siciliana,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ED IN PARTICOLARE L'ASSESSORE PER L'AGRICOLTURA
- ad adottare misure straordinarie per fare fronte a questo
generale stato di crisi, anche in raccordo con paralleli
interventi a livello nazionale da sollecitare presso il
competente ministero;
- ad accelerare ogni provvedimento connesso alla dichiarazione
dello stato di calamità naturale con la predisposizione di
aiuti finanziari, in particolare verso il settore agrumicolo,
zootecnico e serricolo e la sospensione di tutte le scadenze
(fiscali, contributive, bancarie, ecc:) nonchè con la
predisposizione di misure di sostegno al reddito e di garanzie
possibili per l'occupazione dei lavoratori interessati;
- ad adottare misure adatte a rimuovere gli ostacoli di ordine
burocratico e amministrativo che ostacolano l'attuazione delle
disposizioni creditizie e agevolative previste dalla legge
finanziaria 2001 a favore del settore agricolo (art. 137) ed
in particolare di quello agrumicolo come previsto dalle misure
contenute dalla scorsa legge finanziaria e riguardanti
l'abbattimento dei costi energetici a favore della piccola e
media impresa agricola ed interventi importanti a sostegno
delle gravi difficoltà determinati dalla crisi agrumicola
espressamente previsti per la Sicilia;
- a superare come Governo della Regione siciliana, ogni
ulteriore ritardo che possa fare rischiare un peggioramento di
una situazione che ormai sembra assumere dimensioni
catastrofiche, soprattutto per la scarsezza di risorse idriche
nonchè per la carenza di una politica delle acque in Sicilia.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo cinque
anni, non so se il Governo è informato - e per Governo intendo
tutti gli assessori - del fatto che oggi c'è una seduta, che è
stato presentato un cospicuo numero di ordini del giorno che
investono tante materie e che sensibilità vorrebbe, da parte
del Governo e degli assessori, di presenziare alle sedute
dell'Assemblea.
E' un cattivo, pessimo gusto che hanno gli assessori
convinti che, da momento in cui vengono eletti, non debbono dare
conto e ragione quasi più a nessuno se non a quei famosi
decretini per i quali hanno una predisposizione particolare.
Comprendo che il Presidente della Regione è a Roma - e tutti
sappiamo perché -, che l'Assessore per l'industria è a Roma - e
tutti sappiamo perché -, ma non comprendo perché un assessore su
dodici debba presenziare ai lavori dell'Aula, senza che possa
- perché non so se l'assessore per gli enti locali è in grado di
apprezzare con immediatezza l'ordine del giorno che viene posto
in discussione - apprezzarne subito la complessità, il
contenuto. Certo, se uno legge nella premessa che noi dobbiamo,
per dare un aiuto all'agricoltura, inneggiare a tutto ciò, a
tutti gli stanziamenti che il Governo di centro-sinistra ha
fatto, io non è che dico che non è così, ma centro-sinistra e
centro-destra servono nel momento in cui stiamo parlando degli
interessi sacrosanti dei lavoratori, della siccità, dell'andare
incontro alle necessità dell'agricoltura e degli agricoltori
isolani? Serve che in un ordine del giorno ci poniamo come se ci
fosse una parte che agisce a favore ed un'altra parte che quasi
ha agito contro?
Ed in ogni caso, Presidente, io non posso smentire la
coerenza dentro la quale per cinque anni ho protestato, mi sono
rammaricato, mi sono dispiaciuto. E continuo a rammaricarmi, a
dispiacermi e a protestare per il fatto che gli assessori non
ritengono di avere il dovere sacrosanto di stare in Aula:
dall'Assessore per l'agricoltura e le foreste, per il quale ora
c'è un ordine del giorno, per esempio, avremmo potuto sentire il
parere, parere che poteva essere anche illuminante, e ci
ritroviamo di nuovo a dover chiedere ai firmatari se siamo
d'accordo, se eliminiamo una particolare, penso anche inutile,
sottolineatura.
E i governi nazionali? E andiamo avanti tutti.
E' come se qualcuno ha fatto di più anche se è vero che quel
Governo di centro-sinistra queste cose le ha fatte, per cui non
ci sarebbe niente di male a codificarlo, ma riteniamo che per
una "par conditio" non si possa dire che il Governo di
centro-destra nazionale non abbia assunto identiche posizioni.
Concludo riconfermando il mio rammarico e il mio dispiacere
per il fatto che gli assessori disertano senza alcuna ragione,
immotivatamente, i lavori d'Aula. E questo non è solo un
rammarico, è una censura personale, non posso dire altro nei
confronti di chi ritiene che, fatto il bilancio e fatto la
finanziaria e uno sforzo supplementare, per il resto quest'Aula
veda in cartolina, e neppure, forse solo telefonicamente alcuni
assessori che non si vedono quasi mai in Aula, altri riescono a
farsi vedere. E questo lo dico con la perfetta convinzione che
l'unica persona che non può essere accusato di essere assente in
Aula è il Presidente della Regione. Non perché faccia parte del
gruppo, il C.D., del quale il Presidente della Regione è
deputato, ma perché le competenze e le prerogative e il lavoro
possono e debbano condurre a non stare sempre nei banchi
dell'Aula. Per gli altri ritengo, Presidente, che non ci siano
motivazioni adeguate ed invito la Presidenza dell'Assemblea a
sottolinearlo anche in maniera formale nei confronti del Governo
e dei singoli assessori.
Resto in attesa di sentire cosa dice il Governo sull'ordine
del giorno, per potere comprendere anche quale deve essere
l'atteggiamento che il mio gruppo dovrà assumere nei confronti
dello stesso.
PRESIDENTE. Onorevole Cintola, le sue osservazioni sono state
più volte sottolineate dalla Presidenza dell'Assemblea, e più
volte il Governo è stato richiamato alla presenza non solo per la
trattazione degli ordini del giorno, ma anche per la trattazione
dell'attività ispettiva, spesso rinviata, anche per la
discussione dei disegni di legge e quant'altro. Tuttavia, ecco,
invece desidero ringraziare l'Assessore D'Aquino, il quale pur
non essendo stati presentati ordini del giorno di sua pertinenza,
perché era venuto questa mattina per accertarsi che così fosse, è
presente.
CAPODICASA. Si è trovato a passare.
PRESIDENTE. No, non si è trovato a passare, onorevole
Capodicasa, è venuto questa mattina, si è accertato che non
c'erano ordini del giorno di sua pertinenza. Nonostante questo
è in Aula per sostenere le posizioni del Governo. Quindi
l'osservazione che fa l'onorevole Cintola è quanto mai pertinente
e tuttavia certamente non è gradevole, né per la Presidenza
dell'Assemblea, né per il Governo sentirla ripetere per troppo
tempo.
ZAGO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAGO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la situazione per
quanto riguarda il comparto dell'agricoltura non è meno
drammatica di quella di Gela, testimoniata in questi giorni dalle
manifestazioni che ci sono state e sono tuttora in corso.
E' da circa un mese che nella parte centro-meridionale della
nostra Isola ci sono delle manifestazioni, c'è una mobilitazione
che vede assieme i lavoratori del comparto, i produttori, i
concessionari, autotrasportatori che, in raccordo con le
istituzioni, le organizzazioni professionali agricole, Comuni,
Province, parlamentari, Governo regionale e Governo nazionale,
stanno cercando di affrontare la situazione che è diventata ormai
molto delicata.
Stamattina non si tratta di andare a limare un passaggio per
non urtare la sensibilità del centro-destra o del centro
sinistra. Però resta il fatto che su questi argomenti - e questo
è il primo ordine del giorno che viene discusso - sono stati
presentati circa tre-quattro ordini del giorno che vertono sul
problema dell'agricoltura.
Intanto si potrebbe unificare la discussione anche perché
i firmatari siamo sempre gli stessi, seppure dislocati
variamente, o per schieramento o per gruppo, addirittura per
territorio.
Le voglio fare una proposta. Proprio a seguito di quello che
è stato detto con il precedente ordine del giorno (quello che
riguarda Gela), chiederei non la stima, l'apprezzamento per la
presenza dell'Assessore D'Aquino - che non sono in discussione -,
ma proprio per continuare un discorso già avviato nelle settimane
passate, credo che sarebbe utile che questi ordini del giorno
venissero trattati alla presenza o dell'assessore o del
Presidente della Regione.
Quindi, dato che questi ordini del giorno non si possono
ripresentare senza discuterli, il problema è discutere, capire
perché poi la soluzione non è facile.....
PRESIDENTE. Onorevole Zago, potrebbero essere trasformati in
mozione ed essere messi all'ordine del giorno della prossima
seduta.
ZAGO. Ma già è stata presentata una mozione in tal senso.
PRESIDENTE. E allora non abbiamo una grande alternativa.
ZAGO. Signor Presidente, le volevo chiedere se si possono
rinviare proprio in considerazione del fatto che il Governo e
l'assessore di riferimento sono assenti. Per me la mozione sta
bene, io sono firmatario anche della mozione. Però non vorrei
escludere dalla discussione gli altri colleghi che firmatari
della mozione non sono e possono sempre apporre la firma
comunque. Però, rinviare la discussione può essere utile per
mantenere gli ordini del giorno ed avere la presenza
dell'assessore di riferimento.
PRESIDENTE. Onorevole Zago, purtroppo non posso accontentarla.
Era stato già stabilito che gli ordini del giorno venissero
discussi nella seduta odierna.
ZAGO. Allora mi permetta di intervenire nel merito. Dicevo
della delicatezza della situazione, signor Presidente e onorevoli
colleghi, caratterizzata da problemi vecchi e nuovi. Nei giorni
della mobilitazione in provincia di Ragusa ma anche nel
siracusano, in provincia di Caltanissetta, anche aziende di Gela,
e, anche per altri motivi.
I problemi dell'agricoltura non sono rappresentati solamente
dalla serricoltura siciliana o dalla serricoltura che insiste in
una ben determinata parte della Regione, o dalla zootecnia ma ci
sono i problemi dell'agrumicoltura e che quindi riguardano anche
altri territori della nostra Regione. Insomma, problemi vecchi e
nuovi e soprattutto emergenze. L'agricoltura si caratterizza
ormai come un'emergenza continua, perchè ad esempio da che cosa
scaturisce, perchè nasce il caso serricoltura? Nasce perchè
veniamo da un'annata veramente disgraziata, dalla virosi della
stagione estiva dell'anno scorso, a cui subito hanno fatto
seguito gli eccessi termici dell'autunno dello scorso anno, per
continuare con le gelate a cavallo del vecchio e del nuovo anno,
per poi arrivare a quella grande iattura che è stata la
trasmissione, o alcune trasmissioni, ma segnatamente una della
televisione nazionale, in un canale della RAI che ha arrecato ai
prodotti dell'agricoltura siciliana un danno come forse nemmeno
tutte le gelate che si sono registrate fino ad ora.
Mi riferisco alla leggerezza, alla irresponsabilità con la
quale a "Porta a Porta" il conduttore, non so quanti di voi hanno
visto quella trasmissione, come se fossero birilli, prendendo
materialmente prodotti sotto serra cominciando con la zucchina
etc., ha dichiarato davanti a tutta l'Italia, ai milioni di
telespettatori che seguono quella trasmissione, che i prodotti
sotto serra sono nocivi per la salute e non si devono dare ai
bambini perchè sono canne di gas che possono provocare gravi
danni. E aggiungeva, lo dico perchè potrebbe essere considerato
un elemento marginale ma invece è un elemento che ci deve indurre
a riflettere, di consumare prodotti surgelati perchè offrono più
garanzia rispetto ai prodotti sotto serra. Perchè i prodotti
sotto serra, a suo dire, siccome non sono stagionali sono
artefatti, manipolati in qualche modo drogati e provocano danni
alla salute. Voi capite difronte ad una trasmissione che viene
trasmessa su una rete nazionale che effetti devastanti ha avuto:
ha provocato il crollo dei consumi e quindi della richiesta, i
prodotti sono rimasti invenduti nei mercati nazionali.
Questo è inquietante perchè così non è
I prodotti sono regolarmente controllati, perchè vengono
periodicamente pubblicati i risultati delle analisi, dei
controllio effettuati sui prodotti serricoli e comunque, non sono
stagionali come non lo sono le mele e le pere del Trentino che
invece vengono indicati da quella trasmissione come prodotti da
potere consumare. E' chiaro che questo è stato un attacco
micidiale per il quale entra il gioco il Governo nazionale oltre
che il Governo regionale e attorno al quale si è discusso come
fare, come promuovere una campagna promozionale che recuperi
questa pubblicità negativa che ha avuto un impatto che voi
riuscite sicuramente ad immaginare perchè le pubblicità negative
purtroppo camminano più e meglio delle pubblicità positive. Fra
l'altro insospettisce questo consiglio che nessuno aveva
richiesto di consumare prodotti surgelati.
Questo ha provocato nella discussione con il Governo
nazionale e regionale la necessità di promuovere subito una
campagna che recuperi, che ristabilisca la verità e che quindi
renda giustizia e cerchi di tornare a far veicolare nei consumi
degli italiani i prodotti che non sono per niente nocivi alla
salute.
Ma oltre questo problema scaturito da una sciagurata serata
in televisione, ci sono i problemi delle calamità atmosferiche
con i quali conviviamo noi, ma convivono prima di noi gli addetti
ai lavori, gli agricoltori.
Io in questi anni che sono qui all'Assemblea regionale non
le so dire più quante interrogazioni ho presentato,
interrogazioni che si potrebbero ripresentare ogni tre mesi
cambiando solo la data, perchè si verificano regolarmente sempre
le stesse calamità che abbattono la produzione, e quindi le
gelati, i venti sciroccali, la virosi, le malattie dei prodotti.
Allora qui bisogna affrontare questo problema che è
emergenza perchè succede come succede, che, però, ormai, si è
consolidato e quindi dobbiamo avviare un discorso nuovo, visto
che non possiamo venire qui ogni volta a chiedere il contributo
perchè c'è stata la gelata, il contributo perchè c'è stato il
vento sciroccale, il contributo perchè c'è stato l'eccesso
termico.
Forse, è il momento cambiare registro,, di pensare alle
assicurazioni che possono permettere a tutti di avere una
maggiore serenità.
Ma bisogna pensare anche al futuro, bisogna chiedersi gli
addetti ai lavori, gli agricoltori, tutti lo hanno fatto e lo
stanno facendo, se le serre possono continuare ad essere quelle
che sono state in questi 30, 40 anni, se non dobbiamo pensare
come Regione, come Governo, come Parlamento a garantire un futuro
a questo tipo di coltivazione. Cioè, mi chiedo se non dobbiamo
pensare da un lato alla metanizzazione perchè le serre che
abbiamo sono serre a freddo, e invece dobbiamo condizionarle
climaticamente, e dall'altro se non dobbiamo pensare a strutture
diverse che non siano il solo foglio di plastica e i soli quattro
paletti che per adesso le caratterizzano.
E' per questo motivo che io auspicavo la presenza
dell'assessore Castiglione, del Presidente Cuffaro che su questo
sono stati presenti, hanno interloquito, per stabilire con loro,
naturalmente non in questa fase, ma chiusa la finanziaria, un
percorso che possa affrontare il problema del comparto agricolo
non con un ordine del giorno, importante ma che vuole
testimoniare un impegno e una volontà, ma con delle misure
strutturali se vogliamo garantire e dare una risposta e un futuro
a questo comparto.
PRESIDENTE. Il parere del governo?
D'AQUINO, assessore per gli enti locali. Siccome il governo
non condivide le premesse e non è presente l'assessore al ramo,
io credo che questo sia da accettare come raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa agli ordini del giorno n. 29 e n. 43, di
identico contenuto "Interventi urgenti in favore della deputata
curda Leyla Zana".
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
CONSIDERATO che:
- sono sette anni che l'onorevole Leyla Zana, prima ed ultima donna
curda eletta al Parlamento turco nel 1991, è in carcere
per reati di opinione e cioè per aver pronunciato, sia
in turco che in curdo, lingua allora proibita dalla
Costituzione della Turchia, con alcuni colleghi del suo
stesso partito, all'atto del giuramento di fedeltà alla
Repubblica turca, obbligatorio per i parlamentari di
questo Paese all'inizio del loro mandato, le seguenti
parole "sono stata obbligata ad adempiere alla
formalità richiesta, io lotto per la fraterna
convivenza del popolo curdo e del popolo turco in un
quadro democratico" e per aver successivamente
denunciato, in un viaggio con altri membri del
Parlamento della Turchia in Europa e negli Stati Uniti
d'America, la violazione dei diritti umani in Turchia a
danno del popolo curdo;
- Per questi fatti Leyla Zana ed i suoi colleghi furono accusati di
altro tradimento e di separatismo;
- al processo, nel dicembre del 1994, la procura chiese per essi la
pena di morte;
- il tribunale nell'ultima udienza (la stessa in cui fu pronunciata
la sentenza) modificò l'imputazione in quella di
"appartenenza a banda armata", accusando
arbitrariamente Leyla Zana di appartenenza al PKK,
senza permettere agli avvocati difensori nessuna difesa
e tanto meno la convocazione dei testi d'accusa;
- la condanna fu a quindici anni di carcere;
RILEVATO CHE:
- il Parlamento europeo ha insignito Leyla Zana nel dicembre del
1996 del premio Zakharov per la sua lotta a difesa dei
diritti umani;
- a luglio di quest'anno a Strasburgo la Corte di giustizia per i
diritti umani, espressione del Consiglio d'Europa, del
quale la Turchia fa parte, ha condannato la Turchia per
quel processo, considerando illegittime sia la
composizione del tribunale (per la presenza nella Corte
di membri designati dall'esecutivo e dall'esercito,
lesiva della sua indipendenza e della sua
imparzialità), sia le condizioni nelle quali vi potè
operare la difesa, sia, di conseguenza, la condanna
emanata non solo dunque condannando la Turchia al
pagamento dei danni alle vittime di quel processo ma
anche a ripristinare nella misura del possibile,
secondo lo Statuto del Consiglio d'Europa, le
condizioni nelle quali esse erano, cioè procedere alla
loro liberazione;
TENUTO CONTO:
- che la Turchia ad oggi si è limitata al pagamento dei danni ma
non sta prendendo in considerazione alcuna misura tesa,
in una forma o nell'altra, alla liberazione di Leyla
Zana e dei suoi colleghi;
- che per questa ragione il caso d Leyla Zana e dei suoi colleghi
continua ad essere oggetto di attenzione e di
interventi sulla Turchia da parte della Corte di
Strasburgo,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad invitare il Governo nazionale ed il Parlamento della
Repubblica a farsi promotori di interventi presso la Presidenza
della Repubblica, il Governo ed il Parlamento della Turchia
finalizzati all'ottenimento da parte della Turchia del rispetto
della sentenza della Corte di Strasburgo e dello Statuto del
Consiglio d'Europa a proposito del caso di Leyla Zana e dei suoi
colleghi.
Il parere del governo?
D'AQUINO, Assessore per gli enti locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno 30: "Tutela del personale ATA"
Il parere del governo?
D'AQUINO, Assessore per gli enti locali. Viene acccettato come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 31 "Sostegno
alla zootecnia siciliana"
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
TENUTO CONTO che emergenze sanitarie, crisi commerciali e
condizioni ambientali e climatiche avverse hanno
determinato per la zootecnia siciliana una crisi di cui
è ancora difficile riuscire ad intravedere la fine;
VISTI che i recenti drammatici fatti legati all'insorgenza della
variante umana della BSE in una giovane donna di Menfi
e la positività di due bovini da latte provenienti da
allevamenti del ragusano creano uno stato di grande
allarmismo non solo per l'esito infausto della malattia
ma anche per effetto della risonanza mediatica che tali
notizie hanno avuto;
TENUTO CONTO che scienziati responsabili regionali della
veterinaria e professori universitari esperti di
zootecnia appositamente auditi nella III e VI
Commissione legislativa hanno evidenziato la necessità
di puntare sulla zootecnica autoctona che utilizza
pascoli estensivi, e per ciò naturali, e che la stessa
copre solo il 30 per cento dell'attuale fabbisogno e
consumo di carne in Sicilia;
ATTESO che dalle inequivocabili dichiarazioni rese sia agli organi
di informazione, sia alla VI Commissione legislativa
dal responsabile dirigente veterinario di Menfi, dott.
L. Caracappa, emerge che in quel comune la quasi
totalità delle carni bovine vendute e consumate sono di
importazione, perchè la zootecnia autoctona è pressochè
inesistente (tanto che su 12 macellerie, 1 sola vende
carne locale) e che dunque l'allarmistico attacco alla
zootecnia siciliana ed al sistema dei controlli
effettuati dal servizio veterinario è infondato e
fuorviante per quel residuo di attività zootecniche che
invece costituisce per gli stessi metodi di allevamento
estensivo una garanzia per la salute dei cittadini di
questa Regione, considerando che il danno che deriva da
questa scorretta campagna di informazione oltre che
danneggiare un sistema già in grave crisi dell'economia
siciliana, produce panico e confusione nei consumatori;
PRESO ATTO che il contagio della variante umana di BSE anche nella
ragazza di Menfi, per i tempi lunghi di incubazione
della malattia, non può che essere avvenuto negli anni
in cui le carni bovine non erano sottoposte all'attuale
sistema di controlli veterinari;
VISTO che la rigida attività di repressione esercitata dai NAS che
ha portato alla chiusura di gran parte dei mattatoi
operanti nel passato anche nei piccoli comuni, è frutto
dell'applicazione di norme comunitarie pensate in
funzione della grande attività di macellazione del nord
e dell'Europa inesistenti in Sicilia, lungi dall'essere
elementi di garanzia e di sicurezza, di fatto
costituisce un autentico disincentivo per la zootecnia
autoctona giacchè la scarsa resa dei bovini locali e
gli elevati costi di trasporto per la macellazione dei
capi nelle poche strutture autorizzate con numero CE di
fatto sono proibitivi per il piccolo-medio allevatore
che preferisce interrompere la propria attività con
pregiudizio grave per l'economia siciliana e per la
salute pubblica;
TENTO CONTO che unitamente al problema delle carni bovine non va
sottaciuta la condizione del patrimonio ovicaprino (che
costituisce pure un efficace baluardo a garanzia della
salute pubblica) decimato dal piano di risanamento
della brucellosi, leucosi e tubercolosi cui però non è
seguito dal '96 ad oggi il giusto indennizzo per i capi
abbattuti;
ATTESO che la misura ipotizzata dal Governo nazionale di imporre la
tassa ai consumatori per garantire la qualità delle
carni è fuorviante rispetto al vero problema che chiama
in causa la responsabilità politica di chi ha lasciato
liberamente circolare nel passato le farine ricavate
dagli animali inglesi affetti da BSE e che i processi
dell'economia globale hanno portato anche nelle
mangiatoie degli allevamenti italiani e non solo in
Sicilia,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a varare una serie di misure per rilanciare e sostenere la
zootecnia siciliana attraverso un serio programma di interventi
sanitari, strutturali ed economici che tengano conto
fondamentalmente delle indicazioni che gli esperti del settore
hanno evidenziato nel dibattito sviluppatosi in seno alle
commissioni legislative.
LO CURTO ED ALTRI
D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Lo accetto come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno numero 33: -
Iniziative per scongiurare la perdita delle quote latte spettanti
alla Sicilia. Ne do lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che l'E.S.A. è proprietario di 11 milioni di quote latte,
secondo la vigente normativa europea;
RILEVATO che lo stesso ente ha ceduto alla Siciliana zootecnica di
Catania tali quote a condizione che venisse rispetto un
programma di utilizzo di tutte le quote-latte;
VISTO che la Siciliana zootecnica non ha rispettato tale programma,
nè l'E.S.A., cosa ancora più grave, ha vigilato su
quanto concordato,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad intervenire affinché non si corra concretamente il rischio che
gli undici milioni di quote latte della Sicilia non vengano
utilizzate e quindi, secondo le norme, ripartite in ambito
nazionale mettendo così in ulteriore difficoltà un settore, quello
zootecnico, che già conosce particolari difficoltà e rischiando di
colpire l'industria agroalimentare isolana, disperdendo in tal modo
un importante patrimonio di esperienze e di lavoro che sta cercando
di adeguarsi agli standard richiesti dal mercato europeo;
ad assumere iniziative per evitare di far perdere alla Sicilia le
quote o parte di esse.
(26 febbraio 2002)
VILLARI-LIOTTA-RAITI-AMENDOLIA-SPAMPINATO-
BASILE-BARBAGALLO GIOVANNI
Il parere del Governo?
D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Lo accetto come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Do lettura dell'ordine del giorno n. 36:
- Iniziative tese alla salvaguardia del patrimonio agrumicolo
e dei livelli occupazionali dell'azienda "Costantina" di
Catania.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
CONSIDERATO che:
- l'azienda "Costantina rappresenta un patrimonio di trecento
ettari che riveste primaria importanza economica nel settore
agrumicolo siciliano e carattere strategico sotto il profilo
occupazionale per l'intera provincia di Catania;
- in seguito al fallimento del gruppo Rendo, tale azienda è stata
posta in liquidazione dalla proprietà per far fronte alla grave
situazione debitoria del gruppo nei confronti dell'IRFIS e del Bds;
- da tre anni i lavoratori dell'azienda costituitisi in cooperativa
hanno continuato a condurla, sotto forma di affitto, salvandola dal
degrado cui inevitabilmente sarebbe andata incontro anche soltanto
dopo una sola stagione di abbandono, garantendo così il patrimonio
agrumicolo, oggi interamente convertito a biologico, e centinaia di
posti di lavoro;
- l'ISMEA, Ente economico di diritto pubblico, ha deliberato
l'acquisto del fondo agricolo e la cessione dello stesso alla
cooperativa con riscatto trentennale;
- l'importo a cui acquisterebbe l'ISMEA è certamente quanto di
meglio è possibile ottenere dal mercato per l'acquisto della citata
azienda;
- l'importo ottenibile dalla vendita, sulla base della proposta di
ripartizione già presentata dal liquidatore e nota ai creditori,
rappresenta quanto di meglio è possibile fare per soddisfare, a
stralcio, le esigenze di tutti i creditori,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a porre in essere ogni iniziativa tesa a favorire il
raggiungimento di un accordo tra il liquidatore e l'IRFIS al fine
di salvaguardare sia i livelli occupazionali del settore agricolo
già pesantemente segnato da una grave crisi, che il suddetto
patrimonio agrumicolo che si ritiene debba essere considerato un
bene non della sola "Costantina" ma della Sicilia tutta.
(5 marzo 2002)
PISTORIO-CINTOLA-RAITI-BASILE
MANCUSO-LEANZA-IOPPOLO-VILLARI
FLERES-BARBAGALLO-SPAMPINATO
LIOTTA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LIOTTA. Signor Presidente, ho chiesto di parlare non tanto per
illustrare l'ordine del giorno che ha una esposizione abbastanza
lineare, si comprendono le ragioni dell'impegno che questa Aula
chiede al Governo, quanto per evidenziare, onorevole Assessore,
che questo ordine del giorno è sostanzialmente un ordine del
giorno di supporto all'azione del Governo. Agevola l'azione di
governo nella ricerca di soluzioni possibili rispetto ad una
azienda agrumicola che rappresenta un patrimonio per l'intera
Sicilia ed una posizione leader nella agrumicultura del meridione
d'Italia, oserei dire. Si tratta di una azienda di trecento
ettari che da tre anni è seguita, per altro con una azione di
governo che già a partire dalla precedente legislatura aveva
visto impegnato l'allora assessore all'agricoltura, Cuffaro, oggi
Presidente della Regione. Quindi, si tratta di una azione che io
credo possa essere condivisa dal Governo.
VILLARI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VILLARI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, permettetemi
di fare una osservazione approfittando di questo intervento sulla
questione, che non credo abbia bisogno di ulteriori integrazioni
perché già ne ha parlato l'onorevole Liotta, quella dell'azienda
"Costantina", ma intervengo per dire, si tratta di un argomento
generale che penso tocchi trasversalmente questo Parlamento e
soprattutto il Governo che ha la responsabilità primaria nelle
scelte politiche che si sono fatte e che si faranno, e vorrei
soffermarmi su un fatto che mi pare strano. Per carità, non
voglio teorizzare sui meccanismi formali formali, procedurali e
regolamentari dell'Aula o della possibilità che il Governo
esprima un proprio parere rispetto ad un ordine del giorno e dica
che lo accetta come raccomandazione. Pur tuttavia a me questo
fatto pare strano e ritengo politicamente sia un atto di
debolezza al di là, prendo atto dello buona volontà e della
sensibilità dell'onorevole D'Aquino che è qui a rappresentare il
governo, però, rimane il fatto politico che rispetto a questioni
che, peraltro Lei, Signor Presidente, le conosce bene, perché
viene da una provincia come quella di Catania, poco fa
l'onorevole Zago parlava delle vicende della provincia di
Ragusa.
In Sicilia la vicenda agricola, la questione
dell'agricoltura, dell'agrumicultura, della zootecnia, al
questione degli undici milioni di quote latte all'ESA, alla
Siciliana zootecnica su cui l'ESA dovrebbe esercitare un
controllo, o la questione della siccità in questa regione che sta
determinando un gravissimo processo di desertificazione. Basta
percorrere il tratto Catania-Palermo per accorgersi di quale sia
lo stato del latte. Io mi chiedo se è concepibile che un Governo
possa limitarsi ad accogliere come raccomandazione ordini del
giorno di questa natura. Ripeto, la questione prescinde dalla
buona volontà dell'Assessore D'Aquino, ma qui il problema è di
carattere generale. Ed io teorizzo che, pur distinguendo le
diverse responsabilità tra maggioranza ed opposizione, tra
Governo e minoranza, mettiamola come la si vuole, rimane il fatto
che questo Parlamento non può non essere pienamente investito da
argomenti di questa natura.
Per cui le chiedo, Signor Presidente, di individuare,
eventualmente sentendo anche i gruppi parlamentari, su questioni
importanti, centrali, come queste di cui parliamo, Lei lo sa
bene, parliamo dell'agricoltura, dell'agrumicoltura, poi
scoppiano le tensioni sociali in tutte le provincie siciliane, ne
sappiamo qualcosa, e ci meravigliamo, quando è tardi ci
meravigliamo.
Ora, io non voglio dare qui responsabilità particolari a
questo o a quell'altro assessore, mi pongo il problema del ruolo
e della cultura di questo Parlamento e di questa classe politica
che, rispetto a questioni centrali come l'agricoltura, che è il
perno delle sviluppo, rimane uno dei perni centrali dello
sviluppo di questa regione, non può esserci tanto pressappochismo
e tanta genericità.
Per cui io vorrei tanto, Signor Presidente, che Lei si
facesse interprete, assieme a tutti i capigruppo parlamentari, a
partire ovviamente da quelli della maggioranza e dal Governo, di
questa esigenza che ho sollevato anche presentando l'ordine del
giorno che è stato discusso poco fa e sul quale specificatamente
non ero intervenuto.
Sono intervenuto adesso perchè mi sono sentito stimolato dal
fatto che parliamo di questioni veramente delicate, Signor
Presidente, non mi pare che il Parlamento e la politica
siciliana, rispetto a questo argomento, possano limitarsi ad una
presa d'atto come raccomandazione su un ordine del giorno.
La questione è seria e io mi auguro che l'Aula venga
impegnata ad una seduta ad hoc sulla questione agricola, la
questione agrumicola, la questione della zootecnia, la questione
dell'acqua, del completamento delle dighe.
C'è la vicenda della diga terrarossa nella zona del
calatino, che è scandalosa, ci sono state vicende giudiziarie
delicate, molto delicate.
Io vorrei che su questo, Signor Presidente, vi fosse una
riflessione seria e che, poi, vi fossero, conseguentemente, atti
di coerenza, non solo annunci generici, perchè tutti siamo
d'accordo sullo sviluppo, tutti siamo d'accordo che l'agricoltura
potrà creare occupazione ma i fatti, direbbe l'uomo della strada,
i fatti dicono che le contraddizioni tra il dire e il fare sono
stridenti e qui dobbiamo tutti, in qualche modo, impegnarci
seriamente e con coerenza.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
D'AQUINO, Assessore per gli enti locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo Pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 37:
"Riconoscimento della qualità di ente di formazione
all'Associazione "Libera"
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO l'associazione "Libera", nata il 25 marzo 1995, è un
network di oltre 700 associazioni impegnate nella lotta
alle mafie ed alla criminalità organizzata, con
l'obiettivo di aggregare, di coinvolgere e sostenere
tutti i soggetti interessati a un concreto impegno di
contrasto alla criminalità organizzata, e concorsi
nell'idea che per sconfiggere le mafie occorra unità e
spirito cooperativo;
- che intendimento di tale associazione è quello di affiancare alla
necessaria opera di repressione un'offensiva di
prevenzione, di cultura, di impegno civile, ritenendo
che promuovere la legalità significa prima di tutto
azione educativa, partecipazione democratica, ricerca
della giustizia, promozione di sicurezza e vivibilità
urbana;
- che solo in Sicilia, fino ad oggi, sono circa 100.000 gli
studenti coinvolti in progetti di educazione alla
legalità, promossi da "Libera", da insegnanti e presidi
delle scuole isolane;
- che dopo una petizione popolare promossa da "Libera" il 7 marzo
1996 è entrata in vigore la legge 109 sull'uso sociale
dei beni confiscati ai mafiosi che, in poco più di 4
anni, ha permesso l'utilizzo a fini sociali di 865 beni
immobili per un valore di oltre 239 miliardi di lire;
- che grazie all'iniziativa di "libera", ad esempio, la villa di
Salvatore Riina a Corleone, oggi è sede di un istituto
tecnico per l'agricoltura, dove ragazzi e ragazze hanno
la possibilità di imparare a curare produttivamente la
propria terra; nei terreni di Bernardo Provenzano,
nella zona di Castelvetrano, nasce l'olio di "Libera",
frutto del lavoro di un gruppo di giovani del luogo,
strappati al circuito della draga; a Palermo, la
collaborazione tra l'associazione, enti pubblici e
associazionismo, porterà alla realizzazione di
produzioni biologiche di alta qualità su terreni
confiscati;
- che l'associazione, nell'ambito di questo intervento complessivo,
ha istituito l'Università per la Legalità e lo
Sviluppo, che consiste nella creazione di un centro di
formazione, sensibilizzazione del territorio,
documentazione e ricerca. L'Università mira a
diventare un punto di riferimento sui temi della
legalità e della lotta alla criminalità organizzata;
- che grazie all'iniziativa del prefetto di Palermo, Renato
Profili, i comuni di Corleone, Monreale, Piana degli
Albanesi, San Cipirello, San Giuseppe Jato hanno
costituito un consorzio a cui vengono conferiti i beni
confiscati alla criminalità organizzata. L'Agenzia per
lo sviluppo economico del Mezzogiorno, Sviluppo Italia
e Libera hanno assunto il compito di "animare" i
soggetti locali al fine di far nascere strutture alle
quali affidare la gestione dei beni. Sviluppo Italia,
in particolare, si occuperà di fornire un supporto
qualificato ai soggetti destinatari per predisporre
piani d'impresa necessari. Altre due strutture,
Sudgest e Italia Lavoro, si occuperanno rispettivamente
di preparare il progetto d'impresa e formare il
personale che lavorerà nelle cooperative;
- che "Libera" organizza campi di studio estivi per approfondire e
aggiornare l'analisi del fenomeno mafioso, a cui
partecipano numerosissimi soggetti dell'associazionismo
e del volontariato dell'Isola;
- che dal 1996 Vivicittà, la più grande manifestazione podistica
italiana organizzata dalla UISP, portatrice di un forte
messaggio sociale, è diventata la corsa di Libera con
lo slogan: "La città corre Libera". Da quale anno la
manifestazione entra negli istituti penitenziari e
minorili italiani e tocca varie capitali di paesi dalla
storia difficile e significativa: Sarajevo, Valona,
Tirana, Algeri, Baghdad. Per la prima volta quest'anno
Vivicittà è arrivata in Africa, a Korogocho, grande
baraccopoli alla periferia di Nairobi, dove da anni il
missionario comboniano padre Alex Zanotelli svolge la
sua opera;
- che nel 1997 Libera è stata convocata dalla Commissione per le
libertà pubbliche e affari interni del Parlamento
europeo, per conoscere le finalità e le iniziative
dell'associazione. Tale audizione è stata
successivamente richiamata nel testo della Risoluzione
adottata dal Parlamento europeo il 20 novembre 1997
inerente il piano d'azione contro la criminalità
organizzata;
- che il 13 dicembre 2000, a Palermo, nell'ambito degli eventi
previsti dalla conferenza delle Nazioni Unite per la
firma di una Convenzione contro il crimine organizzato
transnazionale, Libera e ISPAC hanno organizzato una
giornata di studio dal tema: Le strategie della
prevenzione contro il crimine organizzato
transnazionale: il ruolo delle Organizzazioni non
governative;
PRESO ATTO che il Ministro della pubblica istruzione Letizia
Moratti ha negato il riconoscimento di ente di
formazione all'associazione, estromettendola dalla
possibilità di fruire di ogni tipo di convenzione,
prima intrattenute con quel dicastero;
CONSIDERATO che medesimo trattamento - come da notizie di stampa -
non è stato riservato neanche a circoli dell'accademia
scacchistica, che - al contrario - sono stati
beneficiati dell'attenzione e delle convenzioni del
Ministro Moratti;
RITENUTO che la decisione del Ministro Moratti - priva di reali e
fondate motivazioni - appare solo fortemente
discriminatoria, sulla base di inaccettabili
valutazioni di convenienza politica in materia di
strategie culturali e attività sociali;
RITENUTO, altresì, che come già evidenziato, Libera, don Luigi
Ciotti e tutti i suoi animatori rappresentano, in
particolare per la Sicilia, un punto di riferimento
essenziale nella formazione delle coscienze e nei
processi di crescita culturale delle nuove generazioni,
su temi come la difesa della legalità, la lotta ai
poteri criminali-mafiosi, l'intervento diretto sul
territorio per la riappropriazione dei diritti negati e
per la crescita di nuova imprenditorialità,
IMPEGNA
IL PRESIDENTE DELLA REGIONE E L'ASSESSORE PER I
BENI CULTURALI, AMBIENTALI E PER LA PUBBLICA ISTRUZIONE
- ad intervenire e sollecitare il Ministro Letizia Moratti a
rivedere le proprie decisioni, questa volta ispirandole a principi
di equità e correttezza, approntando i dovuti riconoscimenti
all'associazione "Libera" e riconoscendole ampia soggettività nel
settore della formazione, anche attraverso la statuizione di
apposite convenzioni di lavoro.
FERRO-ORLANDO-MORINELLO-RAITI
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
D'AQUINO, Assessore per gli enti locali. Lo accetta come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno numero 38:
"Modifiche alla misura 4.07 del POR Sicilia 2000/2006"
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE
- il POR Sicilia 2000/2006, alla misura ex 4.2.2 oggi modificata in
4.07, "Insediamento dei giovani agricoltori", sezione
111, prevede un premio unico di 12.500 euro, modificato
oggi in 12.082 euro dalla circolare applicativa n. 307
del 5/12/2001;
- tale cifra risulta essere inferiore di oltre il 50 per cento a
quella indicata quale erogabile dal Regolamento CE di
riferimento e autorizzata presso le altre regioni,
anche in virtù del regolamento 2075/2000, che prevede
un sostegno all'investimento pari a 25.000 euro;
- è opportuno adeguare la cifra già indicata portandola da 12.082
euro a 25.000 euro,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- nelle successive rimodulazioni del POR e del Complemento di
programmazione, attivando le procedure previste, a modificare la
cifra di cui in premessa, portandola a 25.000 euro, da erogarsi ai
giovani in possesso dei requisiti previsti ed in unica soluzione,
al momento dell'insediamento.
FLERES-CATANIA GIUSEPPE
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
D'AQUINO, Assessore per gli enti locali. Lo accetta come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno numero 39:
"Interventi urgenti per la riapertura dell'ufficio postale
nel territorio del comune di Piedimonte Etneo, presso le
frazioni di Presa e di Vena.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE:
- per oltre cento anni gli abitanti di due piccole frazioni del
comune di Piedimonte Etneo, Presa e Vena, hanno
usufruito dei servizi erogati dall'ufficio postale
ubicato nell'abitato di Presa;
- le frazioni di cui sopra si trovano a circa 700 metri sul livello
del mare, che le stesse non sono collegate da mezzi
pubblici al comune di Piedimonte Etneo ne ad altro
comune viciniore;
- la Direzione generale delle poste ha deliberato la chiusura dal
1 dicembre del suddetto ufficio postale, determinando
gravi disagi per i residenti, in prevalenza anziani
pensionati;
- la determinazione di chiusura adottata dalla Direzione non ha
tenuto conto della disponibilità manifestata
dall'amministrazione comunale di Piedimonte Etneo a
sostenere le spese di affitto dei locali,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
ED IN PARTICOLARE L'ASSESSORE PER GLI ENTI LOCALI
- a porre in essere interventi urgenti, idonei a determinare la
riapertura dell'ufficio postale nel territorio del comune di
Piedimonte Etneo, presso la frazione di Presa e di Vena.
FLERES
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
D'AQUINO, Assessore per gli enti locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione: chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 40:
"Iniziative volte alla immediata realizzazione dei lavori di
raddoppio della tratta ferroviaria Fiumetorto-Cefalù"
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE:
- il 23 marzo 1984 l'Azienda Autonoma Ferrovie dello Stato ha
affidato al Consorzio CON.SI.L.FER., in concessione di
prestazioni integrate ex l. 12 febbraio 1981, n. 17, la
"progettazione e costruzione delle opere per gli
interventi di raddoppio e potenziamento, con
installazione di nuovi impianti di segnalamento e di
sicurezza programmati per la linea Palermo-Messina",
- in particolare dette prestazioni riguardavano:
a) il completamento della progettazione definitiva del
raddoppio del tratto compreso tra le stazioni di
Campofelice e di S. Agata Militello;
b) la progettazione esecutiva e la realizzazione delle
opere nel tratto compreso tra le stazioni di Fiumetorto e
Campofelice;
- a seguito di atti addizionali l'importo delle prestazioni
affidate al Consorzio è stato rinegoziato in lire
848.000.000.000 a causa della introduzione di varianti
legate alle nuove caratteristiche assunte per l'"alta
velocità";
- in esecuzione della commessa ricevuta, il Consorzio CON.SI.L.FER.
ha dato puntuale e tempestivo adempimento a tutta
l'attività di progettazione delle prestazioni integrate
assunte, ricevendone l'approvazione della committente,
e restando quindi in attesa di una conferma da parte
della stessa Ferrovie circa la realizzazione delle
opere previste, nell'ambito della progettazione
esecutiva; tuttavia le Ferrovie dello Stato, per
mancanza delle necessarie risorse finanziarie, non
hanno provveduto a rendere operativa l'attivazione di
quanto previsto nel contratto stipulato con il
Consorzio;
- l'attesa, inutile e improduttiva, è durata sino al 10 luglio
1993, quando il Consorzio CON.SI-L-FER. si è visto
costretto a notificare al committente (nel frattempo
trasformatasi in Ferrovie dello Stato S.p.A.) un atto
di significazione ed invito a provvedere nel quale, tra
l'altro, evidenziava tutti i danni ed i maggiori oneri
subiti e ne chiedeva il pagamento. Con lo stesso atto
il CON.SI.L.FER. chiedeva di conoscere le decisioni
delle Ferrovie in ordine alla realizzazione delle
opere;
- con lodo 14 dicembre 1994 il collegio arbitrale adito per
stabilire i diritti del Consorzio nei confronti delle
Ferrovie dello Stato:
a) stabiliva che il contratto tra Ferrovie dello Stato e
Consorzio rimaneva in vita;
b) ravvisando nel comportamento delle Ferrovie la
violazione dei doveri di buona fede e correttezza
contrattuale, per non avere reso edotto il Consorzio
CON.SI.L.FER, della sussistenza di quegli eventi
inimputabili che, nel periodo in questione, incidevano
sulla mancata esecuzione dei lavori, ingenerando
contrario e falso affidamento nel concessionario,
condannava conseguentemente la Ferrovie dello Stato a
risarcire al Consorzio CON-SI.L.FER. tutti i danni
lamentati nei limiti del cosiddetto interesse negativo;
CONSIDERATO CHE:
- con il passare del tempo gli impedimenti finanziari che avevano
determinato l'insorgere della controversia arbitrale
sono venuti a cadere;
- con raccomandata 25 giugno 1996, reiterata il 16 luglio
successivo, il CON.SI.L.FER. aveva rappresentato il
proprio rinnovato interesse all'esecuzione dei lavori
ed aveva chiesto di conoscere quali fossero i
prevedibili tempi di rinvio dei lavori stessi;
- nonostante ciò le Ferrovie dello Stato hanno manifestato
l'intenzione di chiudere il rapporto con il Consorzio e
di non procedere all'esecuzione dei lavori per il
tramite del Consorzio stesso;
- tale posizione assunta dalle Ferrovie non appare conforme al
contratto originariamente stipulato con il Consorzio
realizzando, di fatto, un inspiegabile inadempimento;
ATTESO CHE:
- ritenendo che il diniego manifestato dalla Ferrovie non fosse
conforme alle pattuizioni contenute nella Convenzione
originaria e che, nel ricorrere delle condizioni ivi
previste per l'esecuzione dei lavori, la Ferrovie non
potesse interrompere il rapporto di prestazioni
integrate in essere per affidare i lavori realizzabili
ad altri, e che dunque il diniego stesso costituisse
una dichiarazione di inadempimento, il Consorzio in
data 17 gennaio 1997 ha promosso nuovo giudizio
arbitrale nei confronti della Ferrovie;
- è ben possibile che a seguito di ulteriore lodo arbitrale le
Ferrovie possano essere costrette a pagare un
risarcimento danni di entità molto elevata (circa 200
miliardi di lire) senza ottenere, per contro, la
realizzazione di alcuna opera;
- il Consorzio ha manifestato la propria intenzione di eseguire i
lavori, come da contratto, il CON.SI.L.FER. sarebbe
costretto ad impugnare il relativo bando chiedendo la
sospensiva e determinando di fatto un rinvio "sine die"
dell'inizio dei lavori; il che offrirebbe in fondo una
ulteriore motivazione alla Ferrovie stessa per non
realizzare l'opera e per dirottare le relative somme
destinandole ad altri lavori;
RITENUTO CHE:
- emergono chiaramente le molteplici inadempienze della Ferrovie
dello Stato S.p.A. che dimostrano la mancanza di
volontà di realizzare il raddoppio del binario e
l'introduzione dell'alta velocità nella dorsale
Palermo-Messina;
- parlare di porre di nuovo in appalto i lavori significa
determinare ulteriori perdite di tempo senza tenere
conto che i lavori potrebbero iniziare immediatamente e
che le Ferrovie dello Stato S.p.A: non si esporrebbero
al pagamento di quanto dovuto al CON.SI.L.FER. per
risarcimento di ulteriori danni (danno emergente) e per
la corresponsione dei mancati utili (lucro cessante)
con un risparmio di circa lire 200 miliardi;
- l'accordo di programma quadro siglato da Regione siciliana e
Governo nazionale in materia di trasporti ha stanziato
le risorse necessarie per la realizzazione delle opere
di cui si tratta (896 miliardi di lire),
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a porre in essere tutte le iniziative necessarie per far sì che
le Ferrovie dello Stato consentano al CON.SI.L.FER. aggiudicatario
fin dal 1984 dei lavori di cui si tratta, di realizzare le opere
concernenti la linea ferroviaria PALERMO-MESSINA, raddoppio della
tratta FIUMETORTO-CEFALU'.
FLERES-CATANIA GIUSEPPE
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
D'AQUINO, Assessore per gli enti locali. Lo accetta come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno numero 41:
"Interventi per procedere alla revoca della circolare assessoriale
n. 465 del 30 settembre 1999 - Assessore per il turismo2
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE:
- la circolare assessoriale n. 465 del 30 settembre 1999 ha tentato
di normare il servizio di noleggio con conducente,
nell'ambito della nostra Regione;
- tale circolare impartisce indicazioni "assolutamente non
vincolanti" a a titolo collaborativo agli enti locali
affinchè provvedano a regolamentare, nell'ambito del
proprio territorio, quanto non fatto dalla circolare
medesima;
- il documento in oggetto, seppur denominato "circolare" di fatto
non può configurarsi come tale poichè non può fornire
disposizioni non vincolanti e comunque abrogare
precedenti circolari assessoriali;
- Inoltre i comuni, diretti destinatari dell'improbabile circolare,
agiscono senza regole ciò determina un indiscriminato
rilascio di autorizzazioni,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
E PER ESSO
L'ASSESSORE REGIONALE PER IL TURISMO
- a provvedere all'immediata revoca, in autotutela, della circolare
assessoriale n. 465 del 30 settembre 1999 ed a porre in essere
tutti gli atti necessari affinchè si proceda all'emanazione di
norme chiare di settore.
FLERES-CATANIA GIUSEPPE
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, vorrei chiedere un chiarimento,
cioè vorrei capire che cosa e su che cosa vengo chiamato a dare
un giudizio ed un voto, perchè necessita, Signor Presidente, dato
che Lei è il primo firmatario, e non vedo il secondo, una
esplicitazione da parte del primo firmatario considerato che non
c'è il secondo in Aula, mi rivolgo alla sua cortesia perché
chiarisca la circolare, i termini della circolare e che cosa
intendiamo fare perché non vorrei votare o dare un assenso o un
dato negativo su una cosa che non conosco.
PRESIDENTE. Onorevole Cintola, le chiarisco subito che si
tratta di una circolare che detta indicazioni riguardanti il
rilascio delle licenze per i mezzi pubblici di piazza, i taxi, i
pullman eccetera, qual'è il problema, che questa circolare
esordisce dicendo che la stessa è assolutamente non vincolante.
Ora lei mi insegna che una circolare o detta delle
indicazioni o non detta delle indicazioni, allora è proprio la
formulazione, come dire, giuridica della circolare stessa che
viene contestata, non il merito, usa delle espressioni molto
infelici da questo punto di vista.
Con il parere favorevole del Governo, pongo in votazione
l'ordine del giorno.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 42 "Interventi in materia
di riscossione dei tributi" a firma degli onorevoli Fleres ed
altri:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE:
- con legge regionale 5 settembre 1990, n. 35 è stato recepito, con
le opportune modifiche ed integrazioni previste dalle
norme dello Statuto autonomistico, il D.P.R. 28 gennaio
1988, n. 43;
- la predetta normativa disciplina il servizio di riscossione dei
tributi e delle altre entrate in Sicilia, prevedendo
altresì le modalità ed i termini cui deve uniformarsi
il Commissario governativo e/o il Concessionario del
servizio di riscossione medesimo;
- il gestore del servizio di riscossione deve quindi garantire
l'esazione dei tributi, tenendo conto dei residui di
gestione e soprattutto di quanto iscritto a ruolo;
- dalle audizioni, presso la competente Commissione legislativa e
da articoli di stampa, il Concessionario "Montepaschi
SE.RI.T." ha apertamente dichiarato che il gettito
attuale non risponde al potenziale introito, di fatto
ammettendo la percentuale di inesigibilità non è più da
considerarsi fisiologica;
- tale situazione arreca un notevole danno all'erario regionale e
di conseguenza all'economia siciliana,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a porre in essere tutti gli atti necessari per procedere alle
dovute verifiche e, qualora si accertasse quanto indicato in
premessa, a porre in essere tutti gli atti affinché si provveda
alla definitiva risoluzione dei problemi legati al servizio di
riscossione dei tributi, anche attraverso la sostituzione del
Concessionario o l'avvio di forme alternative di riscossione,
ipotizzando anche la reintroduzione dell'obbligo del non riscosso
per riscosso a garanzia dell'erario regionale.
Parere del Governo?
D'AQUINO, assessore agli enti locali. E' accettato come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 44 "Interventi
per la riperimetrazione del bosco di Santo Pietro" a firma degli
onorevoli Fleres ed altri:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE:
- in data 23 marzo 1999, con decreto assessoriale n. 116 veniva
istituita la riserva naturale orientata "bosco di Santo
Pietro", ricompresa nei territori dei comuni di
Caltagirone e Mazzarrone, in provincia di Catania;
-l'articolo 14, comma 3, della legge regionale n. 33 del 1992 così
recita "è destinata a protezione della fauna selvatica,
una quota del 25 per cento del territorio agro-silvo
pastorale di ciascuna provincia regionale ivi compresi
i territori nei quali sia comunque vietata l'attività
venatoria anche per effetto di altre leggi o
disposizioni";
- in base al piano regionale faunistico venatorio 1998/2002
allegato "B" all'articolo 22 della medesima legge
regionale n. 33 del 1992, la superficie territoriale
della provincia di Catania, da sottoporre a protezione
è stata determinata nella misura del 25 per cento pari
a 83.501 ettari;
- dalla corposa documentazione acquisita presso l'Assessorato
regionale dell'agricoltura e delle foreste,
ripartizione faunistico venatoria, emergono dati
inconfutabili dai quali si evince che la superficie
preclusa alla caccia nella provincia di Catania è pari
al 64 per cento del territorio agro-silvo pastorale
provinciale, debordando così del 40 per cento i limiti
previsti dalla legge;
- nel decreto presidenziale del 7 luglio 2000 al punto 2.3 si
sottolinea che il limite del 25 per cento previsto
dalla legge deve essere rispettato in maniera puntuale
e tassativa;
- al punto 2.2 dello stesso decreto si legge che nella
quantificazione del territorio da sottoporre a
protezione "non sono stati conteggiati perchè non
disponibili", i territori soggetti a divieto di caccia
in forza di altri a disposizioni di legge;
- i vincoli al quale è stato sottoposto il territorio protetto
rendono impossibile il normale svolgimento delle
attività agro-silvo pastorali ed inoltre i raccolti
sono andati in parte distrutti così come documentato
dal prof. Nasca dell'Università di Palermo;
- l'inibizione dell'attività venatoria ha causato un incremento
della fauna selvatica ed ha arrecato ingenti ed
irreparabili danni alle comunità agricole che operano
nei luoghi;
- la popolazione del coniglio selvatico ha superato la soglia di
rischio e la sua presenza è dodici volte superiore alla
sopportabilità del territorio, così come risulta dal
censimento effettuato dall'ente gestore, come se non
bastasse il proliferare delle zecche è strettamente
correlato all'incremento demografico del coniglio;
- ipotesi di abbattimenti o catture non sono da prendere in
considerazione per la particolarità del territorio;
- il comune di Mazzarrone, con delibera votata all'unanimità, ha
chiesto l'annullamento del decreto, il comune di
Caltagirone ha chiesto di rideterminare quanto
contenuto nel decreto,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a porre in essere tutte le iniziative atte a rivedere quanto
contenuto nel decreto, in premessa citato, in modo da garantire
parità di trattamento ma soprattutto il rispetto delle norme
regionali in vigore.
D'AQUINO, assessore agli enti locali. E' accettato come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 45 "Interventi
in merito alla posizione previdenziale dei dipendenti delle
Camere di commercio della Sicilia", a firma degli onorevoli
Fleres ed altri.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE:
- in atto il trattamento pensionistico dei dipendenti delle Camere
di commercio della Sicilia è totalmente a carico delle
stesse e solo per i nuovi assunti a carico dell'INPDAP;
- tale situazione è insostenibile, perchè da una stima effettuata
pare che l'ammontare del debito potenziale sia di circa
200 mila euro;
- inoltre, non sembra siano state stipulate convenzioni con
istituti e/o enti previdenziali per sanare la
situazione che rischia di far "saltare" il sistema
camerale,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad effettuare le opportune verifiche ed a prevedere la
possibilità della stipula di apposita convenzione con l'INPDAP,
anche per i dipendenti in atto a carico delle Camere di commercio;
- ad iscrivere nel bilancio della Regione siciliana un apposito
capitolo di spesa che permetta la costituzione di un fondo per il
pagamento delle somme sopra evidenziate;
- a compiere qualsiasi ulteriore atto utile alla risoluzione di
quanto in premessa indicato.
D'AQUINO, assessore agli enti locali. E' accettato come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 46 "Interventi
in materia di precariato in Sicilia" a firma degli onorevoli
Fleres ed altri.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE:
- la situazione del precariato in Sicilia ha raggiunto livelli non
più definibili come fisiologici;
- la realtà presente a livello regionale ha comportato una
differente nozione del problema lavoro poichè è stata
spostata l'attenzione più sulla risoluzione, anche
temporanea del problema "precariato" che sulla reale
creazione di occupazione;
- il Governo della Regione è spesso chiamato a discutere e
deliberare su ipotetiche soluzioni alternative al
precariato che rimane un traguardo parziale ma comunque
sempre illusorio;
- da un rapido riscontro il problema lavoro ha comportato
conseguenze anche sull'incremento del flusso migratorio
alla ricerca di una occupazione;
- il risultato di tale politica è quello che i dati riferiti
all'ultimo decennio in Italia vedono la Sicilia agli
ultimi posti con un dato di circa 5.000 occupati
rispetto ai 600.000 della media nazionale,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad attivarsi con la massima tempestività al fine di verificare i
dati in premessa indicati ma soprattutto a porre in essere
provvedimenti miranti ad una rapida normalizzazione della materia.
D'AQUINO, assessore agli enti locali. E' accettato come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 47 "Interventi
in favore della zootecnica" a firma degli onorevoli Fleres ed
altri.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE:
- è in atto il blocco della movimentazione dei capi bovini verso i
macelli del centro-nord d'Italia, imposto a seguito di
casi di "blue tongue" che si sono registrati;
- tale blocco ha determinato un ulteriore appensantimento della
crisi del comparto zootecnico portando
all'esasperazione tutti gli allevatori costretti a
mantenere il bestiame in azienda (ben oltre i normali
tempi di allevamento), anche per le conseguenze della
BSE e per il ritardo con il quale le istituzioni hanno
affrontato l'intera questione;
- il comparto costituisce un non indifferente punto di riferimento
economico ed occupazionale,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a chiedere e/o disporre:
- provvedimenti straordinari ed urgenti per lo sblocco della
movimentazione degli animali che vengono avviati ai
macelli;
- la dichiarazione dello "stato di crisi" del comparto zootecnico
della Regione siciliana;
- un adeguato sostegno per il mancato reddito e per maggiori costi
sostenuti in conseguenza del blocco;
- l'estensione alle aziende zootecniche penalizzate dal blocco
sanitario, degli interventi previsti dall'articolo 7
bis, lettera b) della legge n. 49 del 2001;
- specifici interventi contributivi per l'attenuazione dei maggiori
costi di macellazione e per il trasporto dei capi
macellati ed inviati presso strutture di lavorazione e
commercializzazione in tutto il Paese;
- la sospensione di tutte le scadenze fiscali, tributarie,
contributive e previdenziali, per tutte le aziende
penalizzate dal vincolo di movimentazione, la
previsione di un abbattimento del 50 per cento delle
somme dovute e la rateizzazione decennale della
restante parte;
- l'apertura immediata dell'ammasso delle carni e l'attivazione di
maggiori controlli per tutti i capi provenienti da
altre regioni.
D'AQUINO, assessore agli enti locali. E' accettato come
raccomandazione.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 48 "Interventi
in favore dell'agrumicultura siciliana". Dell'onorevole Fleres.
Ne do lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE:
- l'agrumicoltura è un settore portante per l'economia catanese e
siciliana e costituisce un riferimento di non
trascurabile importanza sul piano occupazionale ed
ambientale;
CONSIDERATO CHE:
- ormai da anni, l'importante comparto è ormai investito da una
gravissimia crisi determinata da una serie di scelte di
politica economica che hanno portato all'intasamento
dei mercati a discapito delle produzioni agrumicole
meridionali (e siciliane in particolare) che, a causa
dell'alta incidenza dei costi di produzione e degli
effetti della concorrenza spietata dei prodotti
importati, non vengono quasi mai quotate a prezzi
remunerativi;
TENUTO CONTO CHE:
- le aziende agrumicole sono ancora in attesa degli interventi
varati da tempo per fronteggiare le varie emergenze e
per soccorrere e rilanciare le imprese in difficoltà;
- nel corso della corrente campagna, a causa dei continui sbalzi
termici, della prolungata siccità (i cui effetti sono
stati aggravati dalla mancanza od insufficienza di
acqua e spesso dell'irrazionale utilizzo delle risorse
idriche disponibili) e di tutti gli altri eventi che,
fino agli ultimi giorni, hanno stressato e seriamente
danneggiato gli agrumeti e compromesso le produzioni;
RISCONTRATO CHE:
- i forti e devastanti venti sciroccali (accompagnati da improvvisi
abbassamenti termici) delle ultime settimane hanno
provocato consistenti danni gli agrumenti (con notevole
defogliazione delle piante che, ove riusciranno a
sopravvivere, avranno bisogno di potature
straordinarie con ulteriori aggravi per i già precari
bilanci delle aziende per i costi da affrontare e per
la mancata o limitata produzione dei prossimi anni sino
alla normale ripresa del ciclo produttivo) e
compromesso la produzione (sia in termini qualitativi
che sotto l'aspetto delle quantità prodotte sia per
quanto concerne gli accentuati fenomeni di cascola e di
conseguente necessità di accelerare le operazioni di
raccolta per evitare che tutto vada perduto);
PRESO ATTO:
- delle difficoltà, della viva e giustificata preoccupazione e
delle ragioni dei produttori agrumicoli già fortemente
danneggiati e provati;
RITENUTO CHE:
- la situazione non potrà essere fronteggiata attraverso gli
interventi normali previsti dalla Legge 185/92;
VISTE:
- le risultanze dei monitoraggi effettuati dai tecnici e dalle
proposte avanzate dalla Consulta Agrumicola Provinciale
di Catania.
IMPEGNA
IL PRESIDENTE DELLA REGIONE
E L'ASSESSORE REGIONALE ALL'AGRICOLTURA
- a chiedere e/o disporre:
- all'adozione di provvedimenti concreti ed urgenti per venire
incontro alle diverse esigenze degli agrumicoltori,
attraverso la dichiarazione dello stato di crisi del
settore, l'avvio di ritiri straordinari, la sospensione
di tutte le scadenze (fiscali, contributive, bancarie
ecc.) e l'accelerazione di tutti gli interventi per
soccorrere le aziende in difficoltà.
D'AQUINO, assessore agli enti locali. E' accettato come
raccomandazione.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che su
questi temi che abbiamo trattato oggi relativi all'agricoltura,
che sono stati accettati come raccomandazione, tenendo conto
anche dell'intervento dell'onorevole Villari, ritengo sia
necessario che dopo l'approvazione del bilancio e della
finanziaria il primo collegato di disegno di legge che deve
essere portato in Aula, dopo che la commissione di merito abbia
dato il proprio parere, sia il tema dell'agricoltura in maniera
tale che ci sia un collegamento, nei limiti delle cose che
riusciamo a non fare più in questa Aula e che possa condurre
all'attenzione con un disegno di legge una problematica relativa
all'agricoltura, tenuto conto che è un problema grosso ed
importante, quale quello che ha visto presentatori di un
emendamento in Commissione l'onorevole Leanza assieme a tanti
altri deputati sull'agricoltura, deve e può essere tenuto in una
massima considerazione in quello che era il tema dell'agricoltura
biologica.
Comprendo che alla finanziaria probabilmente non poteva
sottolinearne i contributi positivi, ma subito dopo se non
sfonderemo quel plafond di 100 miliardi che sono a sostegno di
queste cinque iniziative, noi potremmo seriamente affrontare
alcuni di questi problemi, coordinandoci con il vicepresidente
dell'Assemblea e con l'Assessore all'agricoltura per portare un
momento di chiarezza e responsabilità in agricoltura da parte
dell'Assemblea.
Cioè il fatto che ci siano ordini del giorno che pare non si
neghino più a nessuno come voto favorevole, sono i famosi
'cavalierati', onorevole Governo, che non si negavano a nessuno;
il cavalierato ed un sigaro non si negavano a nessuno. E siccome
so per esperienza quinquennale che gli ordini del giorno restano
- come le mozioni - lettera morta, allora il tema serio che
voglio porre è che l'Assemblea prenda atto che deve avere un
momento d'azione reale in agricoltura, al di là delle parole;
andiamo con i disegni di legge, e un disegno di legge che sia
seriamente intestato all'agricoltura e cerchiamo di porre in
essere, signor Presidente ed onorevole Governo, un disegno di
legge che possa dare quel respiro necessario alle iniziative che
vengono dibattute stancamente come se fossero pisellini e non
oggetto di enorme importanza.
INCARDONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INCARDONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il tema che
oggi si discute ampiamente qui in Aula, relativo all'emergenza
che in agricoltura si sta registrando, è un tema che condivido,
va rivisitato e va affrontato attraverso un disegno di legge
complessivo, un disegno di legge che potremmo definire ..la
Regione siciliana insomma dovrebbe ridisegnare tutta la normativa
che riguarda l'agricoltura, perchè diversi sono i problemi, anche
per esempio in ordine alla gestione dell'assistenza tecnica in
agricoltura.
Come pure il problema che riguarda l'agricoltura biologica,
perchè nel momento in cui la concorrenza e la produzione è ormai
diffusa in tutto il pianeta, è chiaro che la Sicilia, essendo una
zona vocata ad un tipo di agricoltura pulita, può diventare il
territorio naturale per produrre un tipo di prodotti agricoli che
siano nel mercato internazionale prodotti di nicchia, perchè solo
in questa prospettiva è possibile superare la concorrenza ed è
possibile che i nostri agricoltori abbiano un reddito che non
solo dia dignità al loro lavoro, ma che dia loro la possibilità
di continuare a lavorare e dia la possibilità a questa Terra di
evitare che ci siano altre stagioni di emigrazione.
Allora in questa prospettiva sono d'accordo, ma questo è un
discorso di prospettiva, caro Presidente e onorevole Assessore
che oggi rappresenta il Governo, qui però ci sono delle emergenze
che vanno discusse rispetto alle quali il Governo regionale,
proprio nella persona dell'assessore regionale, ha già preso
degli impegni.
Allora ribadisco quello che già è stato detto: oggi sarebbe
stata opportuna la presenza dell'Assessore regionale
all'agricoltura. Il Governo regionale ha preso degli impegni, e
li ha presi nel momento in cui vi sono state delle manifestazioni
che hanno riguardato diverse piazze e che stanno riguardando
diverse piazze siciliane.
So che l'Assessore regionale è impegnato oggi a Roma per
l'audizione nella Commissione Agricoltura al Parlamento
nazionale, forse avremmo dovuto organizzare i lavori in maniera
diversa, oppure avrebbe dovuto sacrificare, comunque, la propria
presenza presso la Commissione nazionale per stare qui in Aula ad
ascoltare quello che il Parlamento regionale ha da dire su queste
cose e , soprattutto, perché questo Parlamento intende richiamare
il governo e l'Assessore agli impegni che esso stesso ha assunto
nel momento in cui ha proposto, per cercare di risollevare
l'agricoltura siciliana - ed in particolare, la serricoltura
siciliana - che è stata attaccata da una campagna denigratoria
condotta gratuitamente dalla stampa, da testate importanti
nazionali, il Governo si è impegnato anche a fare una campagna
promozionale.
Allora io, lo chiedo oggi qui e lo farò con un altro atto
parlamentare, chiedo al Governo regionale di sapere entro quanto
sarà avviata la campagna pubblicitaria a favore dei prodotti
ortofrutticoli della nostra Isola, perché è necessario che quella
dignità che è stata tolta ai nostri prodotti e che non riguarda
soltanto essi, ma che riguarda alla fine tutto il territorio
siciliano ed i siciliani e i produttori siciliani. Perché non si
può dire e non si può consentire a nessuno di dire che i
produttori siciliani sono furbi perché evitano di portare sui
mercati le loro produzioni per cercare di fare lievitare il
prezzo.
I prodotti dell'ortofrutto sono prodotti deperibili e,
quindi, non possono formare oggetto di aggiotaggio. Allora il
Governo, oggi, ci deve dire entro quanto sarà avviata la campagna
promozionale dei prodotti ortofrutticoli.
Perché? Perché è stata violata la legge di mercato, la
legge del libero scambio. Ci sono state diverse trasmissioni
televisive che hanno alterato la formazione del punto di
equilibrio tra la domanda e l'offerta. Bisogna, intanto,
intervenire immediatamente per ristabilire questo principio del
libero scambio e della libera formazione del punto di equilibrio
tra la domanda e l'offerta e questo si deve fare subito.
Inoltre, la III Commissione "Attività produttive" del
Parlamento siciliano, si è recata in visita istituzionale presso
la provincia di Ragusa, su mio invito, e lì la Commissione ha
potuto constatare la gravità della crisi che riguarda il settore
ortofrutticolo, ed in particolare, quello della serricoltura, ed
anche lì la Commissione regionale ha ritenuto di dovere
impegnare, non solo se stessa, ma anche il Governo regionale, a
prendere immediatamente delle iniziative.
Allora ci sono, sì, sono due le questioni da affrontare: una
è l'emergenza e rispetto all'emergenza bisogna che il Governo
intervenga oggi, non domani; e poi ce n'è un'altra, quella della
riorganizzazione del settore dell'agricoltura. Di rivedere le
leggi e, nel contempo, affrontare tutte le problematiche che
riguardano questo settore, a partire dagli impegni che nel
passato la Regione ha preso nei confronti degli agricoltori, a
partire dagli impegni che la Regione ha nei confronti degli
agricoltori per quello che è stato loro non liquidato, ma
promesso attraverso una serie di contribuzioni che, però, ancora
materialmente l'agricoltore non ha ricevuto.
Bisogna, quindi, che in un quadro complessivo anche di
programmazione della politica siciliana e degli interventi, il
Governo dia una scala di priorità. Se noi crediamo veramente che
in Sicilia si debba fare agricoltura e che l'agricoltura
rappresenta uno dei settori trainanti e che l'agricoltura è uno
dei settori che eviterà l'emigrazione ai siciliani. E' uno di
quei settori in cui si può investire. Allora bisogna che si
dimostri coerentemente attraverso degli atti concreti.
Intanto per gestire l'emergenza quello che i produttori
siciliani stanno lamentando è che è stata alterata la legge del
libero scambio.
Intanto bisogna intervenire e ripristinare quell'equilibrio,
questo immediatamente. E poi possiamo affrontare come è giusto
che venga affrontato immediatamente dopo la votazione della
finanziaria la discussione per riorganizzare tutto il settore
dell'agricoltura.
Quindi, assessore D'Aquino, le chiedo di pronunciarsi per il
Governo, su quando partirà questa campagna pubblicitaria a favore
dei nostri prodotti siciliani.
PRESIDENTE. Onorevole Incardona, il tema che lei ha sollevato
è sicuramente importante, così come avevano già indicato
l'onorevole Cintola ed altri deputati.
Credo che a questo punto, più che un impegno del Governo sia
necessario un impegno da parte della Conferenza dei Presidenti
dei gruppi parlamentari al fine di richiedere un'apposita seduta
per affrontare complessivamente le problematiche
dell'agricoltura. E se lo ritiene l'Aula potrà indicare al
Governo stesso alcune soluzioni, alcune ipotesi attraverso le
quali superare i problemi che sono stati posti.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido le
motivazioni che sono state espresse dai colleghi Incardona e
Cintola. Mi associo all'appello che ha fatto l'onorevole Cintola
sulla necessità di una maggiore presenza del Governo allorquando
saranno stabiliti i lavori d'Aula.
Pertanto, chiedo a lei, signor Presidente, per quello che è
di sua competenza, sia all'assessore D'Aquino, qui presente, di
farvi portavoce dell'esigenza espressa dall'Aula di rendere più
funzionale il rapporto fra il Parlamento ed il più proficuo e
funzionale possibile.
L'agricoltura della nostra Regione ha subito negli ultimi
tempi le conseguenze di varie situazioni pesanti, difficili,
calamitose per un verso e per un altro verso, invece, derivanti
da attacchi strumentali che, anche a livello di stampa nazionale
sono stati in abbondanza profusi, perfino da emittenti di Stato,
in trasmissioni televisive, disinformazione, addirittura
l'indicazione dei prodotti dell'ortofrutta siciliani come
avvelenati da gas tossici e chi più ne ha più ne metta. Danni ai
quali bisogna reagire in modo forte e determinato con delle
misure che siano capaci di rendere questa reazione pari alla
pesantezza dell'azione.
In questo caso possiamo associare alla difficoltà
dell'agricoltura del nostro comparto quella del comparto
zootecnico, afflitto dalle varie situazioni derivanti dalla
diffusione della BSE, e da alcune situazioni di ritardo nella
erogazione di provvidenze e contributi che al comparto, comunque,
si debbono in forza di alcune norme.
Oggi proprio nel bel mezzo del dibattito sulla finanziaria
noi possiamo ben distinguere quanto è di immediata competenza del
Governo e quanto invece è di competenza dell'Aula e quindi
dell'iniziativa parlamentare.
Se tutti insieme, con Cintola, Incardona e gli altri,
abbiamo indicato la necessità di intervenire nel settore in modo
organico, sia per indicare provvidenze di carattere economico
finanziario, sia per indicare delle norme che possono aiutare il
rapporto tra gli operatori e gli imprenditori della zootecnia e
dell'ortofrutta e la pubblica amministrazione regionale, possiamo
farlo solo attraverso una legge organica di comparto.
E siccome abbiamo detto in questa sede, fino a ieri sera.
che tra gli accantonamenti positivi di questa finanziaria ce n'è
uno cospicuo che abbiamo messo a disposizione e che faranno parte
di specifici disegni di legge autonomi che dovranno intervenire
nei settori dell'agricoltura e delle attività produttive, e poi
del riordino delle coste, e poi della riforma della materia sugli
appalti dei lavori pubblici, bene Possiamo impegnarci in questa
sede, come Capigruppo, come Presidenza dell'Assemblea insieme al
Governo che dovrà fornire le sue proposte, mettere in calendario
all'ordine del giorno dell'iniziativa parlamentare come primo
disegno di legge, collegato, e quindi a cui metter mano subito
dopo la finanziaria, un disegno di legge la zootecnica e
l'agricoltura siciliana con le provvidenze che il comparto merita
e con quelle iniziative di carattere normativo che potranno
migliorare il rapporto, renderlo più funzionale tra gli
operatori, gli imprenditori e la pubblica amministrazione.
Il nostro primo impegno quindi è quello di aggredire la
difficoltà di questo comparto attraverso un'iniziativa
legislativa e parlamentare che riguardi proprio l'agricoltura e
la zootecnia. Questo lo possiamo sicuramente inserire tra le
nostre iniziative.
Chiediamo pertanto alla Presidenza dell'Assemblea di farsi
carico anche di questa richiesta perché noi possiamo, subito
dopo la finanziaria, mettere in agenda un primo disegno di legge
che riguardi anche la spesa, sicuramente importante per il
comparto, e che riguardi anche le attività produttive,
l'agricoltura e la zootecnia. In quel caso diventa iniziativa
organica, che aggredisce le difficoltà del settore e che fornisce
una risposta al settore. Quella risposta che il settore, in
questo momento, e i suoi operatori attendono.
Colgo l'occasione per dire, e questo ci serve anche per
sciogliere alcuni nodi che anche questa mattina si erano
addensati nel dibattito sul petrolchimico.
Onorevole Speziale, pare che definitivamente ed
ufficialmente il decreto legge sia stato approvato. E' notizia di
questi ultimi minuti; ne prendiamo atto con soddisfazione. E'
questa un'iniziativa che tempestivamente dà ragione di un
comportamento che per un verso risolve il problema di un comparto
che dà sicuramente soddisfazione all'Aula perché nel bel mezzo
di un dibattito sull'argomento il Governo nazionale viene fuori
con una soluzione tempestiva che riguarda proprio il
soddisfacimento delle richieste che dal nostro dibattito erano
elevate. Quindi ne prendiamo atto con soddisfazione, siamo
solidali con i lavoratori per la cui causa in questi giorni tutti
insieme c'eravamo battuti e, anche da parte nostra, il plauso al
Governo nazionale per un'iniziativa tempestiva che costituisce
una risoluzione importante. Grazie.
CRISAFULLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISAFULLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, debbo
ringraziare dell'opportunità che mi viene data, visto gli
argomenti usati dagli estensori dell'ordine del giorno.
Si affronta, o si tenta di affrontare, per la prima volta in
maniera organica dall'inizio della legislatura un tema
significativo come quello di tutto il comparto agricolo
siciliano. E mi pare di avere capito che su questa possibilità si
vuole fare uno sforzo tendendo a creare le condizioni per un
riassetto e una riorganizzazione del comparto agricolo produttivo
siciliano. E' evidente che ognuno di noi deve rapportarsi a ciò
che sono i regolamenti dell'Unione europea, ciò che è previsto e
ciò che non è consentito, ma una delle cose che dobbiamo
cominciare a dirci è che non è consentito che l'agricoltura
siciliana resti abbandonata. Non vi sono opzioni di adeguato
sostegno a singoli settori, nonostante i processi di
miglioramento del comparto agricolo oggi siano sotto gli occhi.
Il vino, l'olio, sono un dato reale. Avrebbe potuto essere anche
un dato reale la zootecnia siciliana se utilizzando positivamente
la vicenda amara della "mucca pazza" si fosse fatta una scelta
tendente a valorizzare le produzioni endogene, che avrebbero
potuto consentire la conquista di mercati nuovi per la nostra
produzione, essendo la nostra una produzione fortemente biologica
e genuina, specie quella delle aree in cui viene praticato ancora
il pascolo brado, le aree interne, la montagna. Ma anche la
zootecnia cosiddetta forte delle aree della nostra Sicilia come
Ragusa e aree limitrofe.
Tutto ciò impone una discussione. Colgo nella indicazioni
dell'onorevole Leontini lo sforzo di orientare le scelte dei
capigruppo e del Governo a far sì che dopo la sessione di
bilancio si possa fare una discussione sul disegno di legge
legato al comparto agricolo. Mi permetto di cogliere
positivamente e favorevolmente l'indicazione dell'onorevole
Leontini ma vorrei aggiungere qualche considerazione.
Io sono perché si faccia una discussione ampia in Aula sullo
stato di crisi del comparto agricolo siciliano, sulle mancanze e
le correzioni necessarie. Ma tutto ciò si può fare se si
aggiustano oggi nel bilancio della Regione alcuni capitoli,
alcune quote finanziarie. Vorrei che qualcuno mi spiegasse come
altrimenti si può dare risposta ai produttori di agricoltura
biologica ......
CINTOLA. Ci sono cento miliardi dei 5 collegati.
CRISAFULLI. Le faccio un conto più elementare, onorevole
Cintola. Vorrei che lei avessi chiaro che 100 miliardi servono a
pagare il biologico arretrato. Sono 60 l'anno in più rispetto a
quelli che sono necessari per quanto riguarda l'indennità
compensativa che sono altri 40.
Onorevole Cintola, io apprezzo il suo sforzo ma le posso
assicurare che è la manovra che deve consentire ora una
discussione che consenta gli appostamenti delle disponibilità.
Noi - nel corso dei lavori lo verificheremo - abbiamo
presentato degli emendamenti ma comunque riteniamo che l'impegno
assunto dall'onorevole Leontini debba essere un impegno che poi
fa proprio il Governo, per mettere nelle condizioni questo
Parlamento, di fare una verifica e, utilizzando gli appostamenti
che il Governo si farà carico di creare accettando gli
emendamenti dei colleghi parlamentari al proprio disegno di
legge, di poter poi legiferare con facilità e con serenità.
Pertanto, mi permetto di pronunciarmi fin da ora
favorevolmente al percorso indicato dall'onorevole Leontini
sempre che non sia un percorso fatto di fumerie inutili se non
c'è un appostamento già precostituito che consenta al Parlamento
di legiferare.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l' ordine del
giorno n. 51 "iniziative per l'adozione di piani di vendita degli
alloggi di edilizia residenziale pubblica" a firma degli
onorevoli Oddo e altri.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che la dismissione del patrimonio di edilizia residenziale
pubblica è, ormai, divenuta un obiettivo urgente e
preminente del governo nazionale, che nel breve arco di
tempo, ha emanato numerose disposizioni legislative,
decreti ministeriali e circolari rivolte a provvedere
alle dismissioni e alla alienazione del patrimonio
pubblico (DL n. 480/99, DPR n. 23/2000 ed altri);
CONSIDERATO che gli enti proprietari e gestori degli alloggi di
edilizia residenziale pubblica in Sicilia (IACP)
versano in uno stato di dissesto finanziario;
RILEVATO che le ragioni delle gravi difficoltà di bilancio degli
IACP sono da individuare nella difficoltà di gestione
di un cospicuo patrimonio abitativo determinato dalla
impossibilità di riscuotere regolarmente i canoni di
locazione da parte degli assegnatari, delle morosità,
del continuo stillicidio di spese di manutenzione
straordinaria della piaga dell'occupazione abusiva
degli alloggi;
VISTO le ultime proposte di piani di vendita degli alloggi di
E.R.P. effettuate da parte degli IACP DELLA Regione
siciliana sono state definite immediatamente dopo
l'approvazione della legge regionale n. 43 del 1995 che
ha reso attuabile in Sicilia la legge n. 560 del 1993 e
che da allora non sono state modificate né aggiornate;
RILEVATO che l'art. 95 della legge regionale n. 6/2001, gli IACP
dovevano definire nuovi piani di vendita che
incrementavano del 20 per cento le proposte ad oggi
approvate;
CONSIDERATO che la scadenza prevista per legge è stata
abbondantemente superata e non è arrivata alcuna
proposta dagli IACP, mentre continua ad essere forte la
richiesta da parte degli inquilini di procedere
all'acquisto degli alloggi,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
E, PER ESSO, L'ASSESSORE PER I LAVORI PUBBLICI
- a emanare in tempi rapidissimi una circolare agli IACP per fargli
predisporre nuovi piani di vendita degli alloggi di edilizia
residenziale pubblica secondo le nuove disposizioni di legge e
qualora, dopo l'invio delle circolari, passassero inutilmente 30
giorni, di predisporre l'invio negli IACP inadempimenti di
ispezioni amministrative.
D'AQUINO , assessore agli enti locali. Il Governo lo accetta
come raccomandazione.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del
giorno n. 50 "iniziative a sostegno degli allevatori vittime
dell'emergenza 'mucca pazza'" a firma degli onorevoli Oddo ed
altri.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che le misure adottate per contenere l'emergenza B.S.E. di
"mucca pazza" hanno finito col deprimere il mercato
della carne in quanto le disposizioni sanitarie decise
a livello nazionale da quasi un anno bloccano, che per
le province che non hanno avuto alcun caso d'infezione
virale, la movimentazione di capi bovini fuori dai
confini regionali;
RILEVATO che tali misure sono state rese più stringenti dalla
contemporanea diffusione del morbo della "lingua blu" e
che la recente scoperta di un caso di "mucca pazza"
nella provincia di Ragusa e di un caso di contagio
umano nella provincia di Agrigento non lasciano
immaginare a breve una modifica di tale situazione;
CONSIDERATO che il blocco della movimentazione dei capi e la
perdurante crisi del mercato delle carni ha costretto a
mantenere in azienda, oltre i normali tempi di
allevamento, migliaia di capi bovini e ovini con il
conseguente aumento dei costi;
OSSERVATO che tali costi sono ulteriormente lievitati per la
necessità di acquistare quantità superiori di mangimi e
foraggio a seguito della stagione particolarmente
siccitosa;
RITENUTO necessario compensare tale evidente danno economico sia
agli allevatori che ai carnezzieri,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad intervenire, anche nelle sedi nazionali e comunitarie, onde
consentire un adeguato indennizzo per gli allevatori ed i
carnezzieri vittime degli eventi di cui in premessa, estendendo le
misure compensative già previste per la brucellosi e predisponendo
specifiche azioni in favore dei titolari delle carnezzerie.
D'AQUINO , assessore agli enti locali. Il Governo lo accetta
come raccomandazione.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del
giorno n. 49 "Attuazione della legge regionale 15 del 2000 in
materia di tutela degli animali", a firma degli onorevoli Oddo e
Panarello.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che la legge regionale 3 luglio 2000, n. 15 recante
"Istituzione dell'anagrafe canina e norme per la tutela
degli animali d'affezione e la prevenzione del
randagismo", è stata approvata con quasi dieci anni di
ritardo rispetto alla legge quadro nazionale;
RILEVATO che questa legge non è di fatto attuata;
CONSIDERATO che, per renderla attuabile, sono necessari alcuni
adempimenti da parte dell'Assessore alla sanità;
RILEVATO che i termini perentori stabiliti dalla stessa legge per
l'adozione dei necessari provvedimenti di cui agli
articoli 4, 10 e 19, sono abbondantemente scaduti;
TENUTO CONTO che il fenomeno del randagismo nella nostra regione ha
raggiunto livelli inaccettabili;
VISTE le difficoltà dei comuni nella gestione, in proprio, dei
servizi di cattura degli animali randagi da avviare a
successiva sterilizzazione;
RILEVATE le non frequenti denunce da parte di associazioni
animaliste, sulla gestione spesso scandalosa ed
incivile dei canili pubblici e privati, favorita
dall'assenza delle norme regolamentari sui loro
requisiti;
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
E, PER ESSO, L'ASSESSORE ALLA SANITA'
- all'istituzione, presso l'Assessorato alla sanità, dell'Albo
delle associazioni per la protezione degli animali, cui sono
iscritte le associazioni, costituite con atto pubblico, che ne
facciano richiesta e che perseguano, senza fini di lucro, obiettivi
di tutela, cura e protezione degli animali (art. 19 legge regionale
n. 15/2000);
- all'istituzione, con decreto del Presidente della Regione, della
commissione per i diritti degli animali, con compiti consultivi
sullo stato di attuazione e sulle materie inerenti la legge,
commissione composta, tra gli altri, da tre rappresentanti delle
predette associazioni iscritte all'Albo regionale (art. 10 legge
regionale n. 15/2000);
- all'emanazione con decreto del Presidente della Regione, su
proposta dell'Assessore alla sanità, sentita la commissione per i
diritti degli animali, del regolamento di esecuzione della predetta
legge (art. 4 legge n. 15/2000).
D'AQUINO , assessore agli enti locali. Il Governo lo accetta
come raccomandazione.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del
giorno n. 52 "Modifiche al regolamento sulle modalità d'uso sulla
riserva naturale di Pergusa" a firma dell'onorevole Crisafulli.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che le leggi regionali nn. 98/81 e 14/88 recano
disposizioni per l'istituzione di parchi e riserve
naturali;
PREMESSO altresì che con la legge regionale n. 71/95 è stata
istituita, al fine di salvaguardare il bacino pergusino
e le relative presenze floro-faunistiche, la riserva
naturale speciale del lago di Pergusa ricadente in
territorio del comune di Enna, provincia di Enna;
CONSIDERATO che il secondo comma dell'articolo 13 della legge
regionale n. 71/95 affida alla Provincia regionale di
Enna la gestione della riserva naturale speciale di
Pergusa;
CONSIDERATO ancora che tra i compiti della gestione vi è quello di
consentire lo svolgimento dell'attività motoristiche al
di fuori del periodo di sosta e nidificazione degli
uccelli ed alla realizzazione di altro autodromo in
località vicina al posto attuale;
OSSERVATO che nel Regolamento recante modalità d'uso ed i divieti
vigenti nella Riserva naturale speciale di Pergusa,
approvata con Decreto assessoriale n. 498/44 del 2001,
è fatto obbligo di consentire l'attività motoristica
solo nel periodo compreso tra il 15 maggio ed il 15
agosto così come si evince all'articolo 12;
OSSERVATO altresì che l'Ente autodromo di Pergusa ha iscritto le
gare della stagione motoristica 2002 presso le autorità
sportive internazionali (FIA) e nazionali (CSAI) ed è
già stato redatto il calendario delle manifestazioni
motoristiche che si effettueranno nel periodo 15
marzo-15 novembre, così come autorizzato negli anni
passati;
CONSIDERATO che la modifica del periodo di attività motoristica
succitato comporterebbe una grave ed irreparabile
perdita di immagine ed un grave danno economico per
l'intera comunità locale;
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
a procedere rapidamente alla modifica degli obblighi previsti nel
Regolamento recante modalità d'uso della riserva naturale speciale
di Pergusa, ed in particolare ad estendere il periodo di attività
motoristiche, ripristinando il divieto ex-ante l'approvazione del
Decreto assessoriale n. 498/44, dal 15 marzo al 15 novembre, nelle
more della delocalizzazione e della realizzazione del nuovo
circuito.
Il parere del Governo?
D'AQUINO , assessore agli enti locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
PRESIDENTE. Comunico che è stata aggiunta anche la firma
dell'onorevole Leanza Edoardo. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n. 53
"Concessione di grazia a Ovidio Bompressi", degli onorevoli Ferro
ed altri.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- dal delitto Calabresi sono trascorsi circa trenta anni e la
detenzione di Bompressi e Sofri, rinchiusi da cinque anni nel
carcere di Pisa dovrebbe durare fino al marzo 2017;
- la vicenda processuale è ormai conclusa e che, indipendentemente
dal giudizio che si vuole dare sull'esito sia Bompressi che Sofri
hanno dimostrato ampiamente, nei fatti, di essere profondamente
diversi da quelle personale che il giudizio finale ha voluto
punire;
- il Presidente Ciampi ha recentemente risposto, ad una lettera che
intendeva rappresentare il caso "di conoscere bene la complessa e
tormentata vicenda processuale" di Adriano Sofri e dei suoi
coimputati e di essere "consapevole della mutazione teleologica che
la pena subisce quanto venga irrogata a lunga distanza di tempo dai
fatti soprattutto se restrittiva della libertà personale";
- la famiglia Calabresi ha espresso sulle iniziative finalizzate ad
ottenere la grazia una generosa neutralità;
- che Ovidio Bompressi è stato recentemente scarcerato per le gravi
condizioni fisiche e psicologiche derivate dalla carcerazione e che
un suo ritorno in carcere appare talmente rischioso da fare
concretamente temere per la sua vita;
PRESO ATTO di come su tutto il territorio nazionale siano in corso
iniziative promosse dai cittadini di diversi
orientamenti politici e prese di posizione di consigli
comunali e sindaci di molte città italiane;
FA VOTI
affinché il Ministro di grazia e giustizia compia un gesto di
grande sensibilità e apertura istruendo nuovamente la richiesta di
grazia presentata dai familiari di Bompressi e quella che
nell'ottobre 2000 fu presentata per Adriano Sofri da senatori di
diverse forze politiche e che, ancor oggi, attende risposta.
D'AQUINO , assessore agli enti locali. Il Governo lo accetta
come raccomandazione.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del
giorno n. 55 "Impiego delle entrate del settore venatorio", a
firma degli onorevoli Oddo e Panarello.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che il gettito delle tasse di concessione regionale
relativo alle aziende faunistico-venatorie, alle
aziende agro-venatorie, alle tasse di concessione per
l'esercizio venatorio e agro-turistico venatorio, alle
sanzioni amministrative e a tutto quanto altro riguarda
le entrate del settore venatorio, rappresenta una
cospicua entrata del bilancio della Regione siciliana;
RILEVATO che le entrate di cui sopra sono state in passato
utilizzati in settori vari più o meno affini al settore
venatorio;
CONSIDERATO che appare opportuno canalizzare la spesa nell'ambito
del settore venatorio in considerazione anche della
imminente attivazione degli AA.TT.CC. (Ambienti
territoriali di caccia);
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad utilizzare il 50 per cento del gettito di che trattasi per il
finanziamento dei capitoli delle voci di spesa di cui all'art. 51
della legge n. 33/97;
- ad utilizzare il restante 50 per cento al funzionamento degli
ambiti territoriali di caccia, in funzione proporzionale al numero
di cacciatori ammessi in ogni ambito, e con preciso orientamento di
destinare le risorse al ripopolamento annuale di selvaggina di cui
all'art. 39 della legge n. 33/97 nonché per la cura ed i
provvedimenti necessari al risanamento ambientale e al recupero
delle zone umide e depauperate.
D'AQUINO , assessore agli enti locali. Il Governo lo accetta
come raccomandazione.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del
giorno n. 56 "Stipula della convenzione tra la Multiservizi Spa e
le Aziende sanitarie ed ospedaliere", dell'onorevole
Cracolici.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- dal 1993, a 96 agenti socio-sanitari, è stato negato l'avviamento
al lavoro dall'Ufficio provinciale di collocamento di Palermo, a
seguito richiesta per 206 unità degli ospedali: Policlinico e
delle ex UU.SS.LL., poiché sono stati commessi brogli nella
graduatoria degli aventi diritto;
- ai 96 veniva riconosciuto il torto subito dal Giudice della V
sez. penale del Tribunale di Palermo che con sentenza del 16
febbraio 1999, ha condannato, a tre anni di reclusione ed al
risarcimento danni per i 96 denuncianti costituitisi parte civile,
il Direttore dell'UPLLMO del tempo;
CONSIDERATO che:
- tutto ciò non ha consentito l'immissione in servizio nelle
Aziende sanitarie malgrado il Parlamento siciliano con ordine del
giorno n. 455/99, approvato, riconosceva il diritto ad essere in
via prioritaria inseriti negli elenchi di cui alla legge regionale
n. 36/90;
- la CRI con la delibera n. 327 del 6 agosto 1999 conferiva la
priorità nell'avviamento e approvava un progetto di formazione per
gli stessi soggetti in data 26 gennaio 2000, attraverso il quale
veniva conseguita la qualifica di Ausiliario agente socio-sanitario
specializzato;
CONSIDERATO inoltre che:
- nell'agosto del 2000 la "Servizi sanità S.p.A.", oggi
multiservizi, assumeva detto personale con la qualifica di addetto
alle pulizie,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad autorizzare la stipula della convenzione tra la Multiservizi
S.p.A. e le aziende sanitarie e ospedaliere prevedendo l'utilizzo
del personale nella qualifica posseduta e nelle mansioni relative.
D'AQUINO , assessore agli enti locali. Il Governo lo accetta
come raccomandazione.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del
giorno n. 58 "Valorizzazione dell'area archeologica di Santa
Venerina".
MOSCHETTO. Chiedo di apporre la firma all'ordine del giorno
n. 58.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Il parere del Governo?
D'AQUINO, assessore per gli enti locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del
giorno n. 59 "Iniziative per assicurare la partecipazione
dell'Ente Parco Madonie alla società Biosfera spa" , degli
onorevoli Giannopolo ed altri.
Il parere del Governo?
D'AQUINO , assessore agli enti locali. Favorevole.
GIANNOPOLO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE . Comunico che è stato presentato l'ordine del
giorno n. 61 "Tutela della serricoltura siciliana", degli
onorevoli Incardona ed altri.
D'AQUINO , assessore agli enti locali. Il Governo lo accetta
come raccomandazione.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del
giorno n. 62 "Intervento per il finanziamento dei 700 anni dalla
pace di Caltabellotta", degli onorevoli Fleres ed altri.
Il parere del Governo?
D'AQUINO, assessore per gli enti locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del
giorno n. 63 "Soluzione della crisi idrica della provincia di
Agrigento", degli onorevoli Segreto e Nicotra. Gli uffici
prendano atto che nell'ordine del giorno n. 63 si aggiungono le
firme degli onorevoli Savarino, Giambrone e Capodicasa.
Il parere del Governo?
D'AQUINO, assessore per gli enti locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono stati presentati gli
ordini del giorno nn. 54 e 57 che riguardano la revoca della
nomina dell'Assessore per il territorio e l'ambiente Bartolo
Pellegrino. Gli ordini del giorno se non dovessero essere
ritirati verrebbero dichiarati irricevibili perchè la procedura
relativa alla questione segnalata agli ordini del giorno
attraverso la mozione di sfiducia è stata già avviata.
Ne do lettura.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- l'Assessore per il territorio e l'ambiente, Bartolo Pellegrino,
secondo quanto riportato sulla stampa, è stato convocato in Procura
come persona informata sui fatti in merito alle intercettazioni
ambientali e telefoniche che registrano un suo colloquio con gli
uomini arrestati dai Carabinieri che ha colpito la cosca del
latitante di Monreale: Giuseppe Balsano;
- l'indagine dei Carabinieri, che ha portato a 11 arresti e a 28
avvisi di garanzia, ha investito anche gli appalti per il controllo
della raccolta dei rifiuti nel comune di Monreale;
- l'Assessore, secondo queste intercettazioni rilevate in casa di
uno degli arrestati (l'impiegato postale Antonio Sciortino),
avrebbe consigliato al geometra Giuseppe Leto, Presidente della
cooperativa '21 marzo', di tenere fuori dalla stessa il
pregiudicato Isidoro Buongusto, allo scopo di aggiudicarsi
l'affidamento di un capannone confiscato al boss latitante di
Monreale;
- l'impossibilità di far figurare Isidoro Buongusto, meccanico e
personaggio di spicco della cooperativa, è motivata dall'Assessore
regionale con la seguente affermazione "c'è il rischio che qualcuno
faccia l'infame con gli sbirri", lasciando intendere la possibilità
che qualcuno denunciasse la presenza di Buongusto nell'affare del
capannone;
- Giuseppe Leto, sempre sulla base delle intercettazioni, il 12
luglio 2000, giorno dell'elezione dell'on. Vincenzo Leanza a
Presidente della Regione, era a Palazzo dei Normanni e avrebbe
raccontato e rassicurato dell'avvenuta elezione Isidoro Buongusto,
mentre il 20 luglio, in altro colloquio con Antonio Sciortino,
avrebbe raccontato di una cooperativa di marsala da rilevare e
sulla quale si intuisce l'interessamento dell'Assessore Pellegrino;
- questa vicenda ripropone drammaticamente, ancora una volta, la
questione dell'intreccio tra mafia, settori dell'impresa e
politica, piegata alla funzione di garante di un sistema di
interessi e di affari illeciti;
- l'Assessore Pellegrino è stato delegato al territorio ed
ambiente, e la sua credibilità e legittimità istituzionale è
fortemente pregiudicata da questa vicenda;
- i sindaci, gli amministratori, i cittadini e gli imprenditori che
hanno nel suddetto assessorato un riferimento fondamentale per la
gestione delle politiche del territorio, a partire dai piani
regolatori, non ricevono certo dai comportamenti dell'Assessore,
emersi dall'indagine dei Carabinieri, esempio di trasparenza e
legalità,
ESPRIME CENSURA
nei confronti dell'Assessore per il territorio e l'ambiente,
IMPEGNA
IL PRESIDENTE DELLA REGIONE
a revocare la nomina dell'Assessore per il territorio e l'ambiente,
Bartolo Pellegrino. (54)
FERRO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FERRO. Onorevoli colleghi, vorrei fare presente che nella
seduta di stamattina è stato accolto dal Governo come
raccomandazione un'ordine del giorno a mia firma e degli
onorevoli Raiti, Orlando ed altri che sostanzialmente chiedeva un
intervento presso il ministro Moratti per riconoscere
l'Associazione 'Libera' come ente di formazione.
PRESIDENTE. Onorevole Ferro, il problema non è la
presentazione di una mozione che di per sè blocca il percorso, è
la specifica esistenza di una mozione di sfiducia che ha una sua
fisionomia regolamentare.
FERRO. Signor Presidente, credo sia utile che l'Assemblea segua
questo ragionamento. Questo ordine del giorno su 'Libera' è
esattamente la fotocopia di una mozione presentata dagli stessi
firmatari e che risulta agli atti parlamentari nel resoconto
della seduta di ieri.
Ieri in Aula è stata data lettura della mozione su 'Libera'
presentata dagli stessi firmatari che hanno poi trasformato
tale mozione anche in ordine del giorno, il quale è stato oggi
discusso.
Pertanto, sostanzialmente, capisco che si voglia evitare di
fare una discussione, ma mi pare che le decisioni della
Presidenza non siano conformi con quanto avvenuto qualche minuto
addietro.
PRESIDENTE. Onorevole Ferro, se lei mi avesse ascoltato
avrebbe compreso quello che io ho già detto.
La mozione di sfiducia ha una configurazione regolamentare
diversa dalle altre mozioni tant'è che come lei sa non può essere
discussa prima che trascorrano tre giorni e in ogni caso è
necessario che sia presente il Presidente della regione, in
questo momento non è presente nessuno dei componenti del Governo.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, non desidero discutere la
motivazione che lei ha dato all'Aula, anche se non la condivido,
tuttavia voglio seguire il suo ragionamento.
E' stata presentata, lei dice, una mozione di sfiducia per
la stessa vicenda che in questo momento è oggetto dell'ordine del
giorno.
Io vorrei ricordare al Presidente che è stata presentata una
mozione di censura e la natura della mozione di censura è,
ovviamente, diversa rispetto a quella della mozione di sfiducia.
E tuttavia, quand'anche la Presidenza ritenesse assimilabile
la mozione di censura a quella di sfiducia, se è questa la
motivazione, io posso, anche perchè ho parlato con il
presentatore della mozione di sfiducia, preannunciarle un
orientamento, purchè lei si impegni nella discussione in Aula,
della mozione di censura e si affronti quindi l'ordine del
giorno.
PRESIDENTE. Non ho capito, può ripetere.
SPEZIALE. Qui c'è l'onorevole Giannopolo che è primo
firmatario della mozione di censura e l'onorevole Orlando che
sono firmatari della mozione di censura che sono delegati insieme
agli altri, che sono fra l'altro assenti, a ritirare la mozione
di censura.
Per cui, la sua obiezione che non sia possibile discutere
l'ordine del giorno perchè andrebbe discusso in uno con la
mozione di censura che lei impropriamente assimila a mozione di
sfiducia viene meno. Per cui si può discutere sin da subito.
Pertanto, signor Presidente, io mi rendo conto della sua
posizione delicatissima rispetto a questo argomento che investe
la responsabilità del governo, ma le chiedo di non sottrarre
all'Aula il diritto di potere discutere su un argomento così
delicato, sulla base della richiesta che è stata formulata con la
presentazione dell'ordine del giorno.
Si segua un comportamento lineare, si abbia rispetto
assoluto del Regolamento, in primo luogo, cosa che io le do atto,
sia lei ad avere rispetto del Regolamento e non si pieghi il
Regolamento, per nessuna ragione, agli interessi di parte, in
questo caso agli interessi del governo o, nella fattispecie,
dell'assessore Pellegrino.
Pertanto, venuta meno la mozione di censura, noi possiamo
discutere l'ordine del giorno.
ORLANDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORLANDO. Signor Presidente, compete a lei il compito e la
responsabilità di qualificare gli atti sottoposti all'esame del
Parlamento regionale.
Credo, così come ha argomentato l'onorevole Speziale, che la
mozione di censura non sia certamente assimilabile alla mozione
di sfiducia. E' una cosa diversa dalla mozione di sfiducia.
Laddove, però, lei ritenesse che la mozione di censura sia
assimilabile alla mozione di sfiducia, mi corre obbligo far
notare la differenza che esiste tra la mozione di censura e
l'ordine del giorno, perchè la mozione di censura comporta
l'obbligo delle dimissioni dell'Assessore. Il nostro ordine del
giorno comporta l'obbligo al Presidente di ritirare la delega.
Si tratta di due istituti diversi perchè nel primo caso
l'obbligo intesta direttamente l'assessore che, laddove si
approva la mozione di sfiducia, deve dimettersi, nel secondo
caso, l'ordine del giorno da noi presentato, è un invito formale
al Presidente a revocare la delega. Invito che, in linea
puramente teorica, il Presidente potrebbe anche disattendere
mentre, invece, non può essere disatteso il voto di sfiducia che
comporta la decadenza dell'assessore. Per questa ragione,
essendo due atti diversi - sono diversi per sua dichiarazione -
chiediamo che si possa trattare l'ordine del giorno.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei andare
oltre il tema ordinamentale. Ritengo che un ordine del giorno
così formulato, alla fine, non sia una "censura" bensì una
"sfiducia" individuale ad un assessore perché così si
rappresenta; nel momento in cui così si rappresenta dal punto di
vista del nostro ordinamento c'è una prassi che porta il Governo
a stabilire la data, a mettere all'ordine del giorno la
problematica che deve avere il suo oggetto, il suo soggetto, a
darne contezza a tutti i deputati, trattandosi di un atto che non
è di ordinaria amministrazione.
Al di là del fatto ordinamentale, il problema che viene
sollevato è di rilevanza tale che, a mio avviso, non può essere
discusso con un ordine del giorno, anche importante...
SPEZIALE. Il Regolamento dice altra cosa
CINTOLA. E' la mia opinione.
ODDO. Autorevole
CINTOLA. Molto autorevole Non capisco in che modo posso
interloquire con lei dopo ciò che ha detto ieri sera, le sue
battute scherzose ma ridicole.
ODDO. Lei non deve offendere; smetta di provocare
CINTOLA. Ieri sera mi ha fatto sorridere involontariamente.
Dicevo che, trattandosi di una questione di tale rilevanza,
è chiaro che anche noi avvertiamo la necessità che l'Aula la
affronti. Non possiamo fare un dibattito di quel tenore, anche
per le firme autorevoli e per la concettualità espressa negli
ordini del giorno, che non sia tale e che non abbia contezza
dell'argomento importante in discussione. Condivido pienamente
la posizione assunta dal Presidente dell'Assemblea. Ci sarebbero
due fatti concomitanti negativi; io ritengo, invece, che
l'espressione, la volontà, il ruolo democratico da parte di chi
vuole impegnare il Governo, il Presidente della Regione, a
ritirare la delega assessoriale siano di natura talmente
importanti ed eccezionali che l'Assemblea venga chiamata, subito
dopo l'esame del bilancio e della finanziaria, a dare una
valutazione sull'argomento che impegni l'intera volontà
conoscitiva da parte dell'Aula per potersi pronunciare.
Quindi, senza volere con ciò chiudere, rinviare, 'ammazzare'
un dibattito, invito i firmatari a porre la questione in termini
tali che, concluso l'esame del bilancio e della finanziaria, che
ritengo stia a cuore a tutti i parlamentari, si ponga all'ordine
del giorno la questione così da essere affrontata chiaramente
dall'Aula.
PRESIDENTE. Dichiaro improponibili gli ordini del giorno n. 54
e n. 57.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a venerdì 8 marzo
2002, alle ore 10.30, con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:
N. 94 - Iniziative per favorire l'investimento nel
Mezzogiorno delle risorse raccolte al Sud dagli
Istituti di credito.
(6 marzo 2002)
FORMICA - INCARDONA - INFURNA -
IOPPOLO - TRICOLI - VIRZI'
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2002 e bilancio pluriennale per il triennio
2002-2004." (NN. 297-299/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on.le Antonino Croce
Relatore di minoranza: on.le Angelo Capodicasa
2) "Legge finanziaria 2002" (N. 298 - Stralcio II/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on.le Antonino Croce
Relatore di minoranza: on.le Angelo Capodicasa
La seduta è tolta alle ore 13.07
(Licenziato dal servizio resoconti alle ore 15.30)