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Resoconto d'Aula della Seduta n. 39 di giovedì 07 marzo 2002
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   Presidenza del vicepresidente Lo Giudice


     BURGARETTA APARO , segretario, dà lettura del processo verbale
  della  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.

                                CONGEDO

     PRESIDENTE. Comunico  che l'onorevole Raiti ha chiesto congedo
  per la seduta  odierna.
       Non sorgendo osservazioni il congedo è accordato.

                               MISSIONE

     PRESIDENTE.  Comunico  che  l'onorevole Zangara è in missione,
  per ragioni del suo ufficio, dal 7 all'8 marzo 2002.

                       ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE. Comunico che  sono  state  presentate  le seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

            N. 477 - Adeguata dotazione  organica  dell'Ufficio  delle
          entrate di Gela.
            - Presidente Regione
            - Assessore Bilancio
            ***
          Morinello Salvatore; Ferro Giovanni; Raiti Salvatore
                                ----------------
            N. 478 - Notizie sui  criteri  di  affidamento  dei  corsi
          formativi all'ente ECOFORM-CISAL.
            - Presidente Regione
            - Assessore Lavoro
            ***
          Genovese      Francantonio;  Barbagallo  Giovanni;  Gurrieri
          Sebastiano; Tumino Carmelo; Vitrano Gaspare; Zangara Andrea
                                ----------------

                       ANNUNZIO DI INTERPELLANZA

     PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stata  presentata  la  seguente
  interpellanza:

            N. 30 - Iniziative per l'attuazione della legge  regionale
          n. 15 del 2000 in materia di tutela degli animali.
            - Presidente Regione
            - Assessore Sanità
            ***
          Oddo Camillo

       Trascorsi tre giorni  dall'odierno  annunzio  senza  che  il
  Governo abbia dichiarato che intende respingere l'interpellanza o
  abbia  fatto  conoscere  il  giorno  in  cui  intende  trattarla,
  l'interpellanza stessa sarà  iscritta  all'ordine  del giorno per
  essere svolta al suo turno.

                         ANNUNZIO DI MOZIONE

     PRESIDENTE.   Comunico che  è  stata  presentata  la  seguente
  mozione:

            N.   94  -  Iniziative  per  favorire  l'investimento  nel
          Mezzogiorno delle risorse raccolte al Sud dagli Istituti  di
          credito.
            Formica    Santi;  Incardona  Carmelo;  Infurna  Giuseppe;
          Ioppolo Giovanni; Tricoli Marzio; Virzi' Gioacchino
          Presentata il  6/03/02

       Avverto che la stessa  sarà  iscritta  all'ordine del giorno
  della  seduta  successiva  perchè se  ne  determini  la  data  di
  discussione.

           COMUNICAZIONE DI APPOSIZIONE DI FIRMA A MOZIONE

   PRESIDENTE. Con nota del 6 marzo 2002, pervenuta al Servizio di
   Segreteria  il  7 marzo  successivo,  gli  onorevoli  Francesco
   Forgione e Santo Liotta hanno chiesto  di  apporre  la  propria
   firma alla mozione n. 93 "Riconoscimento  della qualità di Ente
   di formazione all'associazione 'Libera'.

   L'Assemblea ne prende atto.

       Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento
  interno, che nel corso della seduta  potrà procedersi a votazioni
  mediante  sistema elettronico.
       Constatata l'assenza  del  Governo,  sospendo la seduta per
  quindici minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 10.45, è ripresa alle ore 11.15)

       La seduta è ripresa.
       Onorevoli colleghi,  ricordo  che, così come stabilito ieri,
  la seduta di  questa  mattina   sarà  interamente  dedicata  alla
  discussione dei numerosi ordini del giorno depositati.


   Presidenza del vicepresidente Lo Giudice


       Si inizia con  la  discussione dell'ordine del giorno n. 60:
  "Iniziative  in   merito  alle  recenti  vicende  riguardanti  il
  petrolchimico  di   Gela",  a  firma  degli  onorevoli  Speziale,
  Capodicasa, Cracolici, Crisafulli ed altri.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.  Signor  Presidente,  abbiamo  avvistato  l'esigenza
  di  presentare  un  ordine  del  giorno  riguardamte  la  vicenda
  drammatica dello stabilimento petrolchimico di Gela.
       In questo momento a  Gela  è  in corso, malgrado la pioggia,
  una manifestazione che sta interessando più di ventimila persone,
  segno che in quella  realtà  c'è  molta  attenzione e segno della
  importanza che lo stabilimento petrolchimico riveste nella realtà
  di Gela e della Sicilia.
       Lo stabilimento  petrolchimico  nasce  all'inizio degli anni
  sessanta e costituisce una speranza; insiste in un territorio che
  in qualche modo  viene riconvertito, essendo a vocazione agricola
  e marinara, in territorio a vocazione industriale.
       Intere  generazioni  vengono formate e si formano sulla base
  della   cultura  industriale  e, adesso, il  provvedimento  della
  magistratura potrebbe cancellare questa realtà
       Noi  pensiamo  che  il  problema  vada  affrontato  sotto un
  duplice punto di vista.
       Il  primo,  e  lo  diciamo,  è  quello che immediatamente si
  risolva la questione posta dalla magistratura.
       La  magistratura  ha   posto   un   problema   legato   alla
  classificazione del Pet-coke come combustibile; essa ritiene che
  sulla base della legge  Ronchi  si  tratti  di  un  rifiuto.  Noi
  speriamo  che  mentre  ne  parliamo  il  Consiglio  dei  Ministri
  affronti la questione,  che  venga  emanato  un decreto-legge che
  possa finalmente definire  il  Pet-coke  come  combustibile e che
  possa  essere riutilizzato  nei  siti  produttivi  in  cui  viene
  prodotto, soprattutto, per la produzione di energia elettrica.
       Contemporaneamente,   però,  vogliamo  richiamare  alla  sua
  responsabilità il Governo della Regione.
       Sulla  stampa  non  è apparso,  ma  io  lo  voglio  dire  in
  quest'Aula, anche per una corretta informazione nei confronti dei
  miei colleghi parlamentari: l'origine della inchiesta giudiziaria
  è legata alla mancata emissione da parte dell'Assessore regionale
  Pellegrino del decreto sulle emissioni.
       C'è un ritardo della  Regione   in  questo  settore   che io
  spero venga rapidamente colmato.
       Il  decreto  sulle  emissioni  è  stato  concordato  tra  la
  direzione aziendale e  il  Direttore  dell'assessorato  regionale
  territorio e ambiente, dott. Pergolizzi, già due mesi addietro.
       Dopo i provvedimenti della  magistratura, in occasione di un
  incontro richiesto da  me  presso la Presidenza della Regione, al
  quale  hanno   partecipato,   oltre,  ovviamente,  al  Presidente
  Cuffaro, l'Assessore Noè  e  l'Assessore Pellegrino, da più parti
  fu posta l'esigenza  di  una  rapida  emanazione  del decreto che
  aveva ormai completato  il  suo  iter  procedurale,  si  trattava
  soltanto di apporre  la  firma  al  decreto.  Ebbene, ancora oggi
  quella firma non è  stata  apposta  e  fino  a  ieri, stando alle
  dichiarazioni  dell'onorevole  Pellegrino riportate dalla stampa,
  si è tergiversato  a  proposito  dell'emanazione di quel decreto.
       Dico  ciò  affinché   sia   chiaro  qual  è  il  livello  di
  responsabilità che  compete  al  Governo della Regione;  infatti,
  anche se il  Governo  nazionale  dovesse emanare oggi il decreto-
  legge, così come  tutti  noi  auspichiamo, si riattiverebbero gli
  impianti, ma rimarrebbero  sub-iudice,  in  quanto, in  mancanza
  dell'emanazione  del   decreto   che  dia  certezza  normativa  a
  proposito del tasso  di  emissione, al  quale  le  aziende devono
  adeguarsi, permetteremmo  alla  magistratura  di  sollevare altre
  obiezioni.   Per cui  è  fondamentale  che  al  decreto-legge  si
  accompagni il  decreto  sulle  emissioni,  affinché  le  aziende,
  sulla  base  di   una   certezza,   possano   adeguare  i  propri
  comportamenti.
       Come si evince  c'è  una  responsabilità diretta del Governo
  regionale, e io mi  auguro  che  l'ordine  del  giorno  che spero
  approveremo faccia  da stimolo affinchè l'Assessore al Territorio
  e Ambiente emani  in tempi rapidi il decreto.
       Un'altra  questione   che  intendo  sottoporre  alla  vostra
  attenzione - e  concludo  -  riguarda  il  maldestro tentativo di
  frapporre gli interessi dell'ambiente a quelli del lavoro.
       Molti dei miei colleghi parlamentari sapranno certamente che
  sono dipendente dello stabilimento petrolchimico di Gela e voglio
  dire loro che quando  ancora  nel Paese c'era un tasso ridotto di
  sensibilità  ambientale  i   primi   a  porre  le  questioni  che
  riguardavano il livello di sicurezza interna allo stabilimento ed
  a  porre l'esigenza  di  interventi  strutturali  in  materia  di
  ambiente  furono   proprio  i  lavoratori, i  quali,  ovviamente,
  soffrivano quella condizione, e le loro organizzazioni sindacali.
       Ancor  prima   che  il  problema  ambientale  divenisse  una
  questione nazionale, quando ancora questo problema era trascurato
  dalla stragrande maggioranza  dei  citttadini, noi lo ponevamo, e
  lì,  grazie   all'iniziativa   sindacale   e  all'iniziativa  dei
  lavoratori, sono stati  fatti  grandi passi in avanti.  Forse non
  si ha idea di che  cosa  fossero  i  dati  di emissione di quello
  stabilimento  e   della  centrale,  in  particolare,  prima,  per
  esempio, che si facesse  lo  slack, che ha permesso di utilizzare
  il Pet-coke, ma di ridurre  il  tasso di emissione di oltre il 50
  per  cento   rispetto  ai  tassi  precedenti.  Quegli  interventi
  strutturali nel settore  ambientale  per  abbattere  i  tassi  di
  emissione furono una conquista dei lavoratori.
       Dunque,  questa visione  che  viene  data,  che  a  Gela  ci
  sarebbero   tremila,   quattromila   lavoratori   che  trascurano
  l'ambiente pur di difendere  il  loro  posto  di  lavoro è falsa,
  bugiarda, non risponde  alla  sensibilità  di  quel  mondo che io
  conosco profondamente.
       In proposito  penso   che noi dobbiamo consentire nuovamente
  che le questioni  riguardanti lo sviluppo industriale e la tutela
  ambientale si muovano insieme  e  oggi  ci sono gli strumenti per
  farlo.  Purtroppo, questi strumenti sono stati adoperati soltanto
  in altre aree del  Paese, mi riferisco a Porto Marghera, dove già
  da alcuni anni opera  un  accordo  di  programma  che  coniuga le
  esigenze riguardanti lo  sviluppo  produttivo  e  le questioni di
  salvaguardia  ambientale.
       Un'altra esigenza  che  intendiamo  sottoporre  al Governo -
  anche se devo riconoscere che l'Assessore Noè in tutte le sedi lo
  ha più volte ribadito  -  è  quella  di  affrontare  la questione
  specifica del sito industriale  di Gela, che è un nodo strategico
  per lo sviluppo  della chimica e dell'energia. una volta superata
  l'emergenza,
       Si  faccia  un   accordo  di  programma  con  fondi  diretti
  dell'ENI, della Regione e  dello Stato, in modo tale da coniugare
  due grandi esigenze:  la  possibilità  di utilizzare la chimica e
  l'energia come una  grande  occasione di sviluppo al servizio del
  Paese e, al  tempo  stesso, salvaguardare l'ambiente.
       I sindacati lo  hanno  già  richiesto,  noi lo condividiamo,
  sappiamo che l'Assessore  Noè  e  il  Governo regionale su questo
  argomento più volte  hanno  assunto  impegni, ma noi pensiamo che
  questa questione, dopo l'emergenza, debba diventare centrale.
       E' questa la ragione per cui abbiamo sottoposto questi punti
  all'attenzione del  Parlamento  regionale  di  cui auspichiamo un
  voto positivo.

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA. Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  ritengo che
  quest'ordine del giorno  non  possa  essere  votato  soltanto dai
  colleghi presentatori, anche  se  così  com'è formulato non credo
  possa ottenere il  consenso  dei  deputati  appartenenti  al  mio
  gruppo.  Infatti,  pur  essendo  lodevole  il  comportamento  del
  governo regionale,  del  Presidente della Regione, dell'Assessore
  Noè, da notizie ormai certe pare che il problema non dico che sia
  risolto, ma  quasi.  Tra  l'altro, proviene  anche  un'indcazione
  forte  dall'onorevole Lumia,  il  quale  si  rivolge  al  Governo
  nazionale affinchè emetta  il  decreto  legge  e  ciò  pare possa
  risolvere il  problema.  Infatti,  un  decreto  amministrativo  -
  sostengono i magistrati - non può modificare una legge.
       Nell'ordine del giorno  in discussione si impegna il Governo
  regionale ad esercitare  tutto  il  suo  peso affinchè il Governo
  nazionale emani un decreto legislativo ...

     SPEZIALE.  Un  decreto-legge,  non  un  decreto  legislativo,
  onorevole Cintola.

     CINTOLA. E' stato  un  lapsus, la ringrazio. Infatti, soltanto
  un decreto-legge può  modificare  una legge, dunque, l'ordine del
  giorno va  modificato.
       Se   sospendessimo   brevemente   la  seduta,  modificassimo
  l'ordine del giorno nella  parte in cui si impegna l'Assessore ad
  emanare un decreto.

     SPEZIALE. C'è scritto al primo punto, è  chiaro.

     CINTOLA.  Nell'ordine del  giorno  al primo punto c'è scritto:
  "Impegna  il  Governo   della   Regione,  ed  in  particolare  il
  Presidente  della  Regione,  ad  esercitare  tutto  il  suo  peso
  affinchè il  Governo nazionale emani un provvedimento legislativo
  urgente per restituire  serenità ad una intera comunità". Allora,
  prendiamo atto che questo  l'ha  già fatto, che è stato stabilito
  ieri sera, che il  Consiglio dei Ministri sta emanando il decreto
  che il Governo  della  Regione  ha  chiesto; prendiamo atto delle
  cose positive che il  Governo  ha posto in essere. Tutto il resto
  contenuto   nell'ordine   del   giorno   va   bene,   tranne   la
  considerazione sul fatto  che l'Assessore al territorio non abbia
  emesso, ad oggi,  il  decreto.
       Serve  poco   per   avere   l'unanime  valutazione  positiva
  dell'Aula e per dare più forza all'ordine del giorno.
       Non serve dire  che  l'Assessore al territorio non ha emesso
  il  decreto, è  come  se  volessimo  fare  sempre  delle  accuse.
  Andiamo a ciò che  ci  unisce e consentite anche alla maggioranza
  di esprimere un  giudizio  sereno  sulla  validità delle cose che
  l'onorevole Speziale ha  detto,  sulla  validità  delle  cose che
  l'Assessore Noè  magnificamente  ha  fatto,  sulla validità delle
  cose che il Presidente della Regione ha già ottenuto dal Governo;
  il problema, infatti,  è  nella  sua  fase  di risoluzione grazie
  all'intervento massiccio e concreto di questo Governo e di questa
  maggioranza.
       Per cui,  signor  Presidente,  la  modifica  dell'ordine del
  giorno nei termini  in  cui  ho  detto  prima   consentirebbe  ai
  capigruppo della maggioranza di  apporre anche la loro firma e di
  votarlo positivamente.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.   Per  invitare  l'amico  Cintola  a  non  avere  un
  atteggiamento preconcetto,  rilevo  che  il  secondo  punto della
  premessa dice:  "a  seguito  della mobilitazione dei lavoratori e
  dei  sindacati  -  lo  dico  ai  colleghi  perché  nessuno  aveva
  intenzione di sottrarre  al Presidente della Regione il fatto che
  su  questo si  è  impegnato  assieme  all'assessore  Noè  e  l'ho
  ribadito - è  stato  convocato  alla  Presidenza del Consiglio un
  incontro, richiesto dal  Presidente della Regione, per emanare un
  decreto  legge che  stabilisca  la  natura  di  combustibile  del
  Pet-coke, al fine di superare i dubbi interpretativi degli organi
  giudiziari".
       E' chiaro che  è  messo appositamente. Inoltre, c'è un'altra
  osservazione che  riguarda, invece, l'assessore per il territorio
  e l'ambiente, il  quale.  deve emanare il decreto sulle emissioni
  in modo da  dare  certezza  normativa, perché  il Pet-coke supera
  una   questione,   ma   la   mancata   emanazione   del   decreto
  sull'emissione alle quali  le  aziende  si devono adeguare lascia
  incerta, sul piano normativo, una vicenda sulla quale si potrebbe
  comunque incuneare sempre un'iniziativa della Magistratura.Voglio
  precisare ciò.
       Sulla  terza   questione,   voglio  dirti,  che  nessuno  ha
  interesse  a  sollevarla;   se   si   ritiene   che  nella  parte
  impegnativa, lo scriviamo  sempre così, bisogna dire di nuovo che
  c'è stato l'impegno del  Presidente Cuffaro che già in premessa è
  scritto,  nel corpo  dell'ordine  del  giorno,  se  è  questo  il
  problema lo si scriva; l'importante è che si arrivi ovviamente in
  modo unitario, anche  perché  da  parte  nostra  non  c'è  nessun
  tentativo di  dovere minimizzare l'impegno del governo regionale,
  né  del Presidente della  regione,  né  ripeto, come ho detto nel
  corso del mio  intervento  iniziale,  dell'assessore  Noè  che in
  questa materia, lo  ripeto,  e  lo  riconosco pubblicamente, si è
  spesa e si è  spesa anche bene, ha dichiarato disponibilità, si è
  spesa con impegno e anche con conoscenza delle questioni.
       Pertanto, onorevole Cintola, siccome non hai inquadrato bene
  la vicenda, vorrei che fosse chiaro che il problema di aggiungere
  le firme non c'è,  il problema di modificare il primo punto della
  parte impegnativa non esiste perchè che già nella premessa c'è, è
  un corpo unico, al  secondo  punto  già  c'è  una premessa, se si
  vuole modificare non  c'è  nessun  problema,  se  si  ritiene  di
  approvarlo così, lo approviamo  così oppure lo approviamo dicendo
  che si modifica il primo punto della parte impegnativa.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  l'ordine  del  giorno non è
  emendabile e  tuttavia  non  sarà sfuggito a nessuno che in buona
  sostanza l'ordine  del giorno invita il Governo a fare quello che
  già sta facendo. L'ordine  del  giorno  è  un  atto  politico  di
  supporto  che   l'Assemblea   regionale   può  compiere  rispetto
  all'azione che il Governo sta già compiendo.
       Personalmente, pertanto,  su  questo  tema non andrei troppo
  per il sottile: il  Governo  si  sta  muovendo e si  sta muovendo
  benissimo da questo  punto  di  vista;  l'ordine  del  giorno  dà
  maggiore forza all'azione  che il Governo sta compiendo perché di
  fatto riproduce esattamente  i  comportamenti  che il Governo sta
  già tenendo rispetto al  Governo nazionale e a quanti altri hanno
  bisogno di essere  sollecitati  rispetto alla soluzione di questa
  vicenda. Darei pertanto la parola al Governo per esprimere la sua
  opinione,, dopodiché  passerei  alla  votazione  dell'ordine  del
  giorno.

     D'AQUINO,  assessore  agli enti locali.  L'ordine del giorno è
  sicuramente  condiviso;  peraltro, il  Governo  ha  già  iniziato
  un'azione e credo  che  l'onorevole  Speziale abbia dato atto che
  l'azione va continuata  su  tale  linea  nell'interesse  comune e
  nell'interesse di tutti,  se  l'ordine del giorno è emendabile si
  può limare qualcosa,  se  la  presidenza  dice  che  l'ordine del
  giorno non è emendabile è chiaro che c'è la condivisione.
       E'  chiaro  che  nella  parte  in  cui  in  qualche  modo  è
  interessato   l'assessore   al  territorio  il  Governo  non  può
  condividere  quella parte, ma nel merito politico dell'ordine del
  giorno è totalmente condiviso.

     PRESIDENTE.  Per  precisare,  l'articolo  124  del Regolamento
  interno precisa che  gli  ordini  del giorno non sono emendabili.
  Qualora dovesse essere  ritirato e ne fosse ripresentato un altro
  formulato   diversamente,   quest'ultimo    non  potrebbe  essere
  discusso, potrebbe essere  soltanto  votato perché il termine per
  la presentazione degli ordini  del  giorno  è  scaduto già ieri a
  conclusione della discussione generale.
       Tuttavia,  siccome, l'opinione del Governo è favorevole e in
  buona   sostanza   l'ordine   del   giorno  sicuramente  non  può
  considerarsi né  di  accusa,  né  di  attacco  nei  confronti del
  Governo, tutt'al più  di  supporto rispetto all'iniziativa che il
  Governo sta compiendo, lo pongo in votazione.

     CINTOLA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA.  Signor   Presidente,   voglio  fare  un  appello  al
  Presidente dell'Assemblea  ed  ai  colleghi perchè, è vero che ci
  sono norme che  stabiliscono  percorsi, ma è pur vero che il tema
  di  Gela,   che  è  un  tema  nazionale,  di  interesse  pubblico
  eccezionale,   di    pane    e   lavoro   fortissimo,   non   può
  assolutissimamente trovare  una  allocazione che possa modificare
  in questo momento  un atteggiamento d'Aula e dello stesso Governo
  che è costretto, pur  avendo  compiuto  tutti i fatti che vengono
  riconosciuti nello stesso  ordine  del  giorno  per  la soluzione
  della problematica, a  limitare  il  suo  assenso  perchè  c'è un
  periodo in più; c'è un gruppo - quello che io rappresento, perchè
  non posso consentirmi  di  rappresentarne  altri  -  che si trova
  nella difficoltà  di  non  potersi esprimere compiutamente perchè
  c'è  una  regola   che  non  possiamo  modificare  con  l'assenso
  dell'intera Assemblea.
       Se l'Assemblea  in  questo  momento decide che questo ordine
  del giorno lo  vuole  rimodulare,  mi  appello  alla cortesia del
  Presidente  e   dell'intera   Assemblea  perchè  questo  avvenga,
  considerato  che è  un  fatto di eccezionale importanza sul quale
  si può prendere  una  misura pur essa eccezionale, non ripetibile
  per l'avvenire, cioè di  poterlo  modificare  e di poter porre in
  condizione l'Assemblea di  votare  un documento unanime che serve
  effettivamente non al Governo o alla maggioranza o all'Assemblea,
  serve a risolvere la situazione  di Gela, serve ad un fatto che è
  stato eccezionalmente e significativamente portato all'attenzione
  dal   gruppo   capeggiato   dall'onorevole  Speziale;  intendiamo
  assolutamente essere concordi e valutarlo positivamente.
       Propongo, quindi, di  fare  uno strappo una tantum e mai più
  per l'avvenire:  si  modifica  l'ordine  del  giorno,  si  affina
  l'ordine del giorno e lo mettiamo in votazione.
       Continuo  a rivolgermi alla Presidenza dell'Assemblea perchè
  questo possa avvenire e continuo a rivolgermi al primo firmatario
  ed ai  firmatari  dell'ordine  del  giorno  perchè  possano  fare
  esprimere, voglio  andare avanti per quello che bisogna costruire
  e non  a  guardare  qualche  possibile  inadempienza che mette il
  Governo nelle condizioni di potersi autocastrare.
       Propongo di togliere  quello e a continuare non ad iniziare,
  perchè l'iniziativa è  quasi  definita,  e  quindi  a  continuare
  l'opera già iniziata.  Quindi  'a continuare' nel primo capoverso
  l'opera iniziata e 'a  modificare'  quello  che è un giudizio che
  pone lo stesso Governo  nelle  condizioni  di  non  poter dare il
  giudizio  favorevole   all'ordine   del   giorno,  per  il  quale
  ha ottenuto  risultati addirittura significativi, che in giornata
  dovrebbero diventare legge.  Questa è la mia preghiera.

     PRESIDENTE. Le  ipotesi  che  il  Regolamento ci consente sono
  le seguenti:
       - se  i  firmatari  dell'ordine  del  giorno  insistono deve
  essere posto in votazione;
       - se  i  firmatari  dell'ordine  del giorno lo ritirano, può
  essere ripresentato  un  altro  ordine  del  giorno  che potrebbe
  essere presentato,  ma  non  discusso, nel corso di questa stessa
  seduta, solamente votato.

     SPEZIALE. Signor  Presidente,  lo  riformulo,  perchè mi rendo
  conto che  l'interpretazione  che all'esterno verrebbe da un voto
  difforme dall'Aula è chiaro che indebolirebbe tutta l'iniziativa.
       Pertanto, accolgo  l'osservazione  che  qui  viene fatta dal
  Gruppo del CD, che è  quella che riguarda il punto IV, per cui la
  riformulazione è la  seguente:  nella  premessa  venga  tolto  il
  punto IV, dove è  stata  letta  una  critica  nei  confronti  del
  senatore Pellegrino  per  ritardi  sull'emanazione  del  decreto.
  Tolto questo punto, mi pare che si possa approvare così com'è.

     CINTOLA. E continuare con il punto iniziale....

     PRESIDENTE. Onorevole Speziale,  mi segua: ripeto il percorso,
  non  entro  nel  merito.   Il  percorso  è  questo:  deve  essere
  ritirato l'ordine del giorno  n.  60,  ripresentato un ordine del
  giorno che non  verrebbe  discusso, verrebbe soltanto votato, con
  le modifiche che concorderete.

     SPEZIALE. Tolto questo, va bene?

     PRESIDENTE. Se è così,  io  sospendo  la seduta per due minuti
  per dare modo di correggerlo.

     PRESIDENTE. La seduta è sospesa per due minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.41, è ripresa alle ore 11.43)

     PRESIDENTE. Come  concordato prima della sospensione, l'ordine
  del giorno n. 60 è  ritirato.
       L'Assemblea ne prende atto.
       Comunico che è  stato  presentato  l'ordine  del  giorno  n.
  60/BIS,   degli   onorevoli   Speziale,   Capodicasa,  Cracolici,
  Crisafulli, De  Benedictis, Giannopolo, Oddo, Panarello, Villari,
  Zago, Barbagallo, Papania,  cui  appongono la propria firma anche
  gli  onorevoli   Cintola,   Mercadante,  Virzì,  Savona,  Liotta,
  Nicotra, Lo Monte,  Dina,  Croce,  Savarino e Fleres, allegato al
  presente resoconto stenografico.
       L'ordine del giorno  n. 60/bis, in buona sostanza, riproduce
  i contenuti dell'ordine del giorno n.  60 con alcune modifiche e,
  in particolare, con  la soppressione del punto IV della premessa,
  quello che fa  riferimento  all'atteggiamento  dell'Assessore  al
  Territorio ed all'Ambiente.
       Pongo in votazione l'ordine  del  giorno  n.  60  bis con il
  parere favorevole del  Governo.  Chi  è  favorevole resti seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si procede con  la discussione dell'ordine del giorno n. 25:
  'Iniziative in materia  di  canoni  di locazione degli alloggi di
  edilizia residenziale pubblica', a firma degli onorevoli Villari,
  Speziale ed altri.
       Ne dò lettura:

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

    PREMESSO che l'articolo 93 della legge regionale 3 maggio 2001,
    n.   6,  è   un'interpretazione  autentica  dei  commi  1  e  3
    dell'articolo 54 della  legge  regionale  18  dicembre 2000, n.
    26, che fissavano  i  nuovi  canoni  di locazione degli alloggi
    d'edilizia residenziale pubblica;

    CONSIDERATO  che   il   chiaro   obiettivo   del   legislatore,
    intervenendo per ben  due  volte  in  pochi  mesi  nella stessa
    materia, è stato  quello  di decidere i nuovi canoni d'affitto,
    correggendo  in   parte   la   prima   decisione  di  dicembre,
    specificando  cosa  s'intende  per  reddito  imponibile  e  che
    l'affitto minimo non può in ogni modo superarlo;

    TENUTO  CONTO  che   il  testo  dell'articolo  93  della  legge
    regionale  n.   6   del   2001  non  può  dare  alcun  equivoco
    interpretativo, vista la sua chiarezza e limpidezza;

    RILEVATO che alcuni comuni siciliani continuano a rifiutarsi di
    applicare questa chiara disposizione legislativa, tenendo conto
    solo delle  disposizioni contenute nell'articolo 54 della legge
    regionale n. 26 del  2000  e quindi aumentando gli affitti agli
    inquilini al limite minimo lì previsto di lire 100.000 mensili,

             IMPEGNA L'ASSESSORE REGIONALE PER I LAVORI PUBBLICI

    - ad inviare  una  circolare  di  sollecito  al  rispetto della
    normativa regionale in  materia  a tutti gli enti preposti alla
    gestione degli  alloggi  d'edilizia  residenziale  pubblica  e,
    qualora successivamente  fossero  ancora  segnalati  episodi di
    mancata  applicazione,  inviare  delle ispezioni amministrative
    negli enti evasori.

       Pongo in votazione l'ordine  del giorno n. 25. Il parere del
  Governo?

     D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Favorevole.

     PRESIDENTE.   Favorevole.   Non  ci  sono  interventi.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'ordine  del  giorno  n.  26:  'Iniziative  per  la
  riapertura  dei  macelli  recentemente  chiusi',  a  firma  degli
  onorevoli Lo Giudice, Formica, Cracolici e Antinoro.
       Ne dò lettura:

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

    PRESO ATTO dell'efficacia  dei  controlli  effettuati dai NAS e
    dagli organi  di  vigilanza  veterinaria  che hanno evidenziato
    delle carenze nella  filiera  di  produzione  di  carni locali;
    carenze  che  possono  essere  messe,  anche  direttamente,  in
    collegamento ai recenti  casi  di B.S.E.  che possono provocare
    pericolo al consumatore;

    che la chiusura per lungo tempo delle strutture di macellazione
    rappresenta un grave  pericolo per la salute pubblica in quanto
    si incentiva,  purtroppo, la macellazione clandestina, la quale
    sfuggendo ai  controlli  veterinari, rappresenta la verta fonte
    di contagio di  gravissime  malattie  come dimostrano i tragici
    fatti verificatisi di recente nella nostra Isola.

    RITENUTO che è  opportuno considerare che le poche strutture di
    macellazione presenti in  Sicilia  rappresentano  da un lato un
    indispensabile  polmone   di  sfogo  per  la  produzione  della
    zootecnia  locale   già   in   profonda  crisi  e,  dall'altro,
    l'istituzione  di  necessari  punti  di  controllo,  gli  unici
    veramente validi, ad evitare malattie trasmissibili all'uomo,

                                 IMPEGNA
                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

    -  attraverso   gli   organismi   di  competenza  preposti,  ad
    individuare le  carenze  riscontrate  nelle  strutture  la  cui
    attività  è stata  sospesa,  indicando  ai  titolari  le  opere
    urgenti  necessarie   che   possano   consentire   la   ripresa
    dell'attività di macellazione.

       Pongo in votazione l'ordine  del giorno n. 26. Il parere del
  Governo?

     D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Favorevole.  Chi è favorevole resti seduto, chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'ordine del  giorno  n. 28: 'Misure di sostegno per
  l'agricoltura  siciliana',   a  firma  degli  onorevoli  Villari,
  Liotta, Barbagallo, Raiti ed altri.  Ne do lettura:

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

    PREMESSO che  l'agricoltura  siciliana, nel quadro del riordino
    dei    parametri    fondamentali    dell'economia   dell'Isola,
    costituisce uno degli  assi  fondamentali per un nuovo sviluppo
    economico ed una fonte primaria di ricchezza;

    OSSERVATO che,  nonostante  lo  straordinario  sforzo economico
    messo  in  campo   a   livello   nazionale   dai   governi   di
    centrosinistra, anche  attraverso  le  diverse misure contenute
    nel "pacchetto  Sicilia",  permangono  ritardi  di attuazione e
    un'assoluta    mancanza   d'iniziativa   dell'attuale   governo
    regionale che aggiorni i provvedimenti previsti alla luce delle
    gravissime situazioni  determinatesi  nel frattempo nei diversi
    comparti;

    VISTO lo  straordinario  alternarsi  di  estremi climatici, con
    gelate, prolungata  siccità e improvvise piogge torrenziali che
    hanno messo in ginocchio l'agrumicoltura siciliana (che da sola
    rappresenta  il   60  per  cento  della  produzione  agrumicola
    nazionale) e che ha  comportato  la rinuncia di circa il 70 per
    cento  del  raccolto  -  in  quanto  la  pezzatura  di  piccole
    dimensioni non risponde alle esigenze del mercato -;

    VISTO  altresì  il  prolungato  effetto  sulla  zootecnica  dei
    provvedimenti  adottati   a   seguito   di   "mucca   pazza"  e
    dell'epidemia di "lingua blu" nonchè il parallelo effetto della
    siccità  sulla   produzione   di  foraggio  che  costringe  gli
    allevatori a dare fondo anticipatamente alle scorte aziendali;

    CONSTATATA la perdurante  assenza di una politica sulle risorse
    idriche, la cui  crisi assume connotati sempre più drammatici e
    rende  ormai   ingiustificabile  e  colpevole  la  mancanza  di
    immediate iniziative  capaci  di  risolverla, mettendo in campo
    tutte le  possibili risorse finanziarie ed iniziative politiche
    ed  istituzionali  ad  ogni  livello,  tali  da  permettere  di
    affrontare i problemi  connessi  sia  agli  usi  potabili che a
    quelli irrigui legati all'agricoltura (esempio ne sono le tante
    dighe incompiute e  tra  queste,  per  la provincia di Catania,
    l'eterna incompiuta diga di Pietrarossa);

    VERIFICATI  altresì  i  colpevoli  ritardi  che  si  registrano
    nell'attuazione degli  accordi  a  sostegno  dei produttori che
    conseguentemente  si   vedono  caricati  di  oneri  impropri  e
    incompatibili  con   la   generale   situazione  di  difficoltà
    dell'agricoltura siciliana,

                     IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

             ED IN PARTICOLARE L'ASSESSORE PER L'AGRICOLTURA

    - ad adottare  misure  straordinarie  per  fare fronte a questo
    generale  stato di  crisi,  anche  in  raccordo  con  paralleli
    interventi  a   livello  nazionale  da  sollecitare  presso  il
    competente ministero;

    - ad  accelerare ogni provvedimento connesso alla dichiarazione
    dello stato di  calamità  naturale  con  la  predisposizione di
    aiuti finanziari,  in  particolare verso il settore agrumicolo,
    zootecnico e serricolo  e  la  sospensione di tutte le scadenze
    (fiscali,  contributive,   bancarie,   ecc:)   nonchè   con  la
    predisposizione di misure  di sostegno al reddito e di garanzie
    possibili per l'occupazione dei lavoratori interessati;

    - ad adottare misure  adatte a rimuovere gli ostacoli di ordine
    burocratico e  amministrativo che ostacolano l'attuazione delle
    disposizioni creditizie  e  agevolative  previste  dalla  legge
    finanziaria 2001 a  favore  del settore agricolo (art.  137) ed
    in particolare di  quello agrumicolo come previsto dalle misure
    contenute  dalla   scorsa   legge   finanziaria  e  riguardanti
    l'abbattimento dei costi  energetici  a  favore della piccola e
    media impresa  agricola  ed  interventi  importanti  a sostegno
    delle  gravi  difficoltà  determinati  dalla  crisi  agrumicola
    espressamente previsti per la Sicilia;

    -  a  superare  come  Governo  della  Regione  siciliana,  ogni
    ulteriore ritardo che  possa fare rischiare un peggioramento di
    una   situazione   che   ormai   sembra   assumere   dimensioni
    catastrofiche, soprattutto  per la scarsezza di risorse idriche
    nonchè per la carenza di una politica delle acque in Sicilia.

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, dopo cinque
  anni, non so se il  Governo  è  informato - e per Governo intendo
  tutti gli assessori - del  fatto  che  oggi c'è una seduta, che è
  stato presentato un  cospicuo  numero  di  ordini  del giorno che
  investono tante materie  e  che  sensibilità  vorrebbe,  da parte
  del  Governo  e   degli  assessori, di  presenziare  alle  sedute
  dell'Assemblea.
       E'  un  cattivo,  pessimo  gusto  che  hanno  gli  assessori
  convinti  che, da momento in cui vengono eletti, non debbono dare
  conto  e  ragione  quasi  più  a  nessuno  se  non  a quei famosi
  decretini per i quali hanno una predisposizione particolare.
       Comprendo che il Presidente della Regione è a Roma - e tutti
  sappiamo perché -, che  l'Assessore  per l'industria è a Roma - e
  tutti sappiamo perché -,  ma non comprendo perché un assessore su
  dodici debba presenziare  ai  lavori  dell'Aula,  senza che possa
  - perché  non so se l'assessore per gli enti locali è in grado di
  apprezzare con immediatezza  l'ordine  del giorno che viene posto
  in  discussione   -   apprezzarne   subito   la  complessità,  il
  contenuto. Certo, se  uno  legge nella premessa che noi dobbiamo,
  per dare un  aiuto  all'agricoltura,  inneggiare  a  tutto ciò, a
  tutti gli stanziamenti  che  il  Governo  di  centro-sinistra  ha
  fatto, io non è che  dico  che  non  è così, ma centro-sinistra e
  centro-destra servono nel  momento  in  cui stiamo parlando degli
  interessi sacrosanti  dei  lavoratori, della siccità, dell'andare
  incontro alle  necessità  dell'agricoltura  e  degli  agricoltori
  isolani?  Serve che in un ordine del giorno ci poniamo come se ci
  fosse una parte che  agisce  a favore ed un'altra parte che quasi
  ha agito contro?
       Ed  in ogni  caso, Presidente,  io  non  posso  smentire  la
  coerenza dentro la quale  per  cinque anni ho protestato, mi sono
  rammaricato, mi sono  dispiaciuto. E  continuo  a rammaricarmi, a
  dispiacermi e a protestare  per  il  fatto  che gli assessori non
  ritengono  di avere  il  dovere  sacrosanto  di  stare  in  Aula:
  dall'Assessore per l'agricoltura  e  le foreste, per il quale ora
  c'è un ordine del  giorno, per esempio, avremmo potuto sentire il
  parere,  parere  che   poteva   essere  anche  illuminante, e  ci
  ritroviamo di nuovo  a  dover  chiedere  ai  firmatari  se  siamo
  d'accordo, se eliminiamo  una  particolare, penso  anche inutile,
  sottolineatura.
       E i governi nazionali?  E  andiamo avanti tutti.
       E' come se qualcuno ha fatto di più anche se è vero che quel
  Governo di centro-sinistra queste  cose  le ha fatte, per cui non
  ci sarebbe niente di  male  a  codificarlo,  ma riteniamo che per
  una  "par  conditio"  non   si  possa  dire  che  il  Governo  di
  centro-destra nazionale  non  abbia  assunto identiche posizioni.
       Concludo riconfermando il  mio rammarico e il mio dispiacere
  per il fatto  che  gli  assessori disertano senza alcuna ragione,
  immotivatamente,  i  lavori  d'Aula.  E  questo  non  è  solo  un
  rammarico, è una  censura  personale,  non  posso  dire altro nei
  confronti di chi ritiene  che,  fatto  il  bilancio  e  fatto  la
  finanziaria e uno  sforzo  supplementare, per il resto quest'Aula
  veda in cartolina,  e  neppure, forse solo telefonicamente alcuni
  assessori che non si  vedono  quasi mai in Aula, altri riescono a
  farsi vedere. E questo  lo  dico  con la perfetta convinzione che
  l'unica persona che non  può essere accusato di essere assente in
  Aula è il Presidente  della Regione.  Non perché faccia parte del
  gruppo,  il  C.D.,  del  quale  il  Presidente  della  Regione  è
  deputato, ma perché  le  competenze  e le prerogative e il lavoro
  possono  e  debbano  condurre  a  non  stare  sempre  nei  banchi
  dell'Aula.  Per gli  altri  ritengo, Presidente, che non ci siano
  motivazioni adeguate  ed  invito  la  Presidenza dell'Assemblea a
  sottolinearlo anche in  maniera formale nei confronti del Governo
  e dei singoli assessori.
       Resto in attesa  di sentire cosa dice il Governo sull'ordine
  del  giorno, per  potere  comprendere  anche  quale  deve  essere
  l'atteggiamento che il  mio  gruppo  dovrà assumere nei confronti
  dello stesso.

     PRESIDENTE. Onorevole  Cintola, le sue osservazioni sono state
  più volte  sottolineate  dalla  Presidenza  dell'Assemblea, e più
  volte il Governo è stato richiamato alla presenza non solo per la
  trattazione degli ordini  del giorno, ma anche per la trattazione
  dell'attività  ispettiva,   spesso   rinviata,   anche   per   la
  discussione dei disegni  di  legge e quant'altro. Tuttavia, ecco,
  invece desidero  ringraziare  l'Assessore  D'Aquino, il quale pur
  non essendo stati presentati ordini del giorno di sua pertinenza,
  perché era venuto questa mattina per accertarsi che così fosse, è
  presente.

     CAPODICASA. Si è trovato a passare.

     PRESIDENTE.   No,  non  si  è  trovato  a  passare,  onorevole
  Capodicasa,  è  venuto  questa  mattina,  si  è accertato che non
  c'erano ordini del  giorno  di  sua pertinenza. Nonostante questo
  è in Aula  per   sostenere   le  posizioni  del  Governo.  Quindi
  l'osservazione che fa l'onorevole Cintola è quanto mai pertinente
  e tuttavia certamente  non  è  gradevole,  né  per  la Presidenza
  dell'Assemblea, né per  il  Governo  sentirla ripetere per troppo
  tempo.

     ZAGO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ZAGO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la situazione per
  quanto  riguarda   il   comparto   dell'agricoltura  non  è  meno
  drammatica di quella di Gela, testimoniata in questi giorni dalle
  manifestazioni che ci sono  state e sono tuttora in corso.
       E' da circa un mese che nella parte centro-meridionale della
  nostra Isola ci  sono delle manifestazioni, c'è una mobilitazione
  che vede assieme  i  lavoratori  del  comparto,  i  produttori, i
  concessionari,  autotrasportatori   che,   in   raccordo  con  le
  istituzioni,  le  organizzazioni  professionali agricole, Comuni,
  Province, parlamentari,  Governo  regionale  e Governo nazionale,
  stanno cercando di affrontare la situazione che è diventata ormai
  molto delicata.
       Stamattina non si tratta di andare a limare un passaggio per
  non  urtare  la   sensibilità  del  centro-destra  o  del  centro
  sinistra. Però resta il  fatto che su questi argomenti - e questo
  è il primo ordine  del  giorno  che  viene  discusso - sono stati
  presentati circa tre-quattro  ordini  del  giorno che vertono sul
  problema dell'agricoltura.
       Intanto si  potrebbe  unificare  la discussione anche perché
  i  firmatari   siamo   sempre   gli   stessi,  seppure  dislocati
  variamente, o per  schieramento  o  per  gruppo,  addirittura per
  territorio.
       Le voglio fare una proposta. Proprio a seguito di quello che
  è stato detto con il  precedente  ordine  del  giorno (quello che
  riguarda Gela), chiederei  non  la  stima, l'apprezzamento per la
  presenza dell'Assessore D'Aquino - che non sono in discussione -,
  ma proprio per continuare un discorso già avviato nelle settimane
  passate, credo che  sarebbe  utile  che  questi ordini del giorno
  venissero  trattati   alla   presenza   o  dell'assessore  o  del
  Presidente della Regione.
       Quindi, dato che questi  ordini  del  giorno  non si possono
  ripresentare senza discuterli,  il  problema  è discutere, capire
  perché poi la soluzione non è facile.....

     PRESIDENTE. Onorevole Zago,  potrebbero  essere trasformati in
  mozione ed essere messi  all'ordine  del  giorno  della  prossima
  seduta.

     ZAGO. Ma già è stata presentata una mozione in tal senso.

     PRESIDENTE. E allora non abbiamo una grande alternativa.

     ZAGO. Signor Presidente, le  volevo  chiedere  se  si  possono
  rinviare proprio in considerazione  del  fatto  che  il Governo e
  l'assessore di riferimento sono  assenti. Per me  la  mozione sta
  bene, io sono firmatario  anche  della  mozione.  Però non vorrei
  escludere dalla discussione  gli  altri  colleghi  che  firmatari
  della  mozione  non  sono  e  possono  sempre  apporre  la  firma
  comunque.  Però, rinviare  la  discussione  può  essere utile per
  mantenere  gli  ordini   del   giorno   ed   avere   la  presenza
  dell'assessore di riferimento.

     PRESIDENTE. Onorevole Zago, purtroppo non posso accontentarla.
  Era stato già stabilito  che  gli  ordini  del  giorno  venissero
  discussi nella seduta odierna.

     ZAGO. Allora mi permetta  di  intervenire  nel  merito. Dicevo
  della delicatezza della situazione, signor Presidente e onorevoli
  colleghi, caratterizzata da problemi  vecchi  e nuovi. Nei giorni
  della  mobilitazione  in  provincia   di   Ragusa  ma  anche  nel
  siracusano, in provincia di Caltanissetta, anche aziende di Gela,
  e,   anche    per     altri     motivi.
       I problemi dell'agricoltura non sono rappresentati solamente
  dalla serricoltura siciliana  o dalla serricoltura che insiste in
  una ben determinata parte  della Regione, o dalla zootecnia ma ci
  sono i problemi  dell'agrumicoltura e che quindi riguardano anche
  altri territori della nostra Regione.  Insomma, problemi vecchi e
  nuovi e  soprattutto  emergenze.  L'agricoltura  si  caratterizza
  ormai come un'emergenza continua,  perchè  ad esempio da che cosa
  scaturisce,  perchè nasce  il  caso  serricoltura?  Nasce  perchè
  veniamo da un'annata  veramente  disgraziata,  dalla virosi della
  stagione  estiva dell'anno  scorso,  a  cui  subito  hanno  fatto
  seguito gli eccessi  termici  dell'autunno dello scorso anno, per
  continuare con le gelate a  cavallo del vecchio e del nuovo anno,
  per  poi  arrivare  a  quella  grande  iattura  che  è  stata  la
  trasmissione, o alcune  trasmissioni,  ma  segnatamente una della
  televisione nazionale, in un  canale della RAI che ha arrecato ai
  prodotti dell'agricoltura siciliana  un  danno come forse nemmeno
  tutte le gelate che si sono registrate fino ad ora.
       Mi  riferisco  alla leggerezza, alla irresponsabilità con la
  quale a "Porta a Porta" il conduttore, non so quanti di voi hanno
  visto  quella  trasmissione,  come  se fossero birilli, prendendo
  materialmente  prodotti  sotto  serra cominciando con la zucchina
  etc.,  ha  dichiarato  davanti  a  tutta  l'Italia, ai milioni di
  telespettatori  che  seguono  quella trasmissione, che i prodotti
  sotto serra  sono  nocivi  per  la salute e non si devono dare ai
  bambini  perchè  sono  canne  di  gas che possono provocare gravi
  danni.  E  aggiungeva, lo dico perchè potrebbe essere considerato
  un elemento marginale ma invece è un elemento che ci deve indurre
  a  riflettere, di consumare prodotti surgelati perchè offrono più
  garanzia  rispetto  ai  prodotti  sotto serra.  Perchè i prodotti
  sotto  serra,  a  suo  dire,  siccome  non  sono  stagionali sono
  artefatti,  manipolati  in qualche modo drogati e provocano danni
  alla  salute.  Voi  capite difronte ad una trasmissione che viene
  trasmessa  su una rete nazionale che effetti devastanti ha avuto:
  ha provocato  il  crollo  dei consumi e quindi della richiesta, i
  prodotti  sono  rimasti invenduti nei mercati nazionali.
       Questo è inquietante  perchè  così  non  è
       I prodotti  sono  regolarmente  controllati,  perchè vengono
  periodicamente  pubblicati   i   risultati   delle  analisi,  dei
  controllio effettuati sui prodotti serricoli e comunque, non sono
  stagionali come non lo sono  le  mele  e le pere del Trentino che
  invece vengono indicati  da  quella trasmissione come prodotti da
  potere consumare.  E'  chiaro  che  questo  è  stato  un  attacco
  micidiale per il quale  entra il gioco il Governo nazionale oltre
  che il Governo regionale  e  attorno  al quale si è discusso come
  fare, come  promuovere  una  campagna  promozionale  che recuperi
  questa pubblicità negativa  che  ha  avuto  un  impatto  che  voi
  riuscite sicuramente  ad immaginare perchè le pubblicità negative
  purtroppo camminano più  e meglio delle pubblicità positive.  Fra
  l'altro  insospettisce   questo   consiglio   che  nessuno  aveva
  richiesto di consumare prodotti surgelati.
       Questo  ha   provocato  nella  discussione  con  il  Governo
  nazionale e  regionale  la  necessità  di  promuovere  subito una
  campagna che recuperi,  che  ristabilisca  la verità e che quindi
  renda giustizia e  cerchi  di tornare a far veicolare nei consumi
  degli italiani  i  prodotti  che  non sono per niente nocivi alla
  salute.
       Ma oltre questo  problema scaturito da una sciagurata serata
  in televisione, ci  sono  i  problemi delle calamità atmosferiche
  con i quali conviviamo noi, ma convivono prima di noi gli addetti
  ai lavori, gli agricoltori.
       Io in questi  anni  che sono qui all'Assemblea regionale non
  le   so   dire   più   quante   interrogazioni   ho   presentato,
  interrogazioni che  si  potrebbero  ripresentare  ogni  tre  mesi
  cambiando solo  la data, perchè si verificano regolarmente sempre
  le stesse calamità  che  abbattono  la  produzione,  e  quindi le
  gelati, i venti sciroccali, la virosi, le malattie dei prodotti.
       Allora  qui   bisogna   affrontare  questo  problema  che  è
  emergenza perchè succede  come  succede,  che, però, ormai, si  è
  consolidato e  quindi  dobbiamo  avviare un discorso nuovo, visto
  che non possiamo  venire  qui ogni volta a chiedere il contributo
  perchè c'è stata  la  gelata,  il  contributo perchè c'è stato il
  vento  sciroccale,  il  contributo  perchè  c'è  stato  l'eccesso
  termico.
       Forse, è  il  momento  cambiare  registro,,  di pensare alle
  assicurazioni  che  possono  permettere  a  tutti  di  avere  una
  maggiore serenità.
       Ma bisogna  pensare  anche  al futuro, bisogna chiedersi gli
  addetti ai lavori,  gli  agricoltori,  tutti  lo hanno fatto e lo
  stanno facendo, se  le  serre possono continuare ad essere quelle
  che sono state in  questi  30,  40  anni, se non dobbiamo pensare
  come Regione, come Governo, come Parlamento a garantire un futuro
  a questo tipo  di  coltivazione.  Cioè, mi chiedo se non dobbiamo
  pensare da un  lato  alla  metanizzazione  perchè  le  serre  che
  abbiamo sono  serre  a  freddo,  e  invece dobbiamo condizionarle
  climaticamente, e  dall'altro se non dobbiamo pensare a strutture
  diverse che non siano il solo foglio di plastica e i soli quattro
  paletti che per adesso le caratterizzano.
       E'   per   questo   motivo  che  io  auspicavo  la  presenza
  dell'assessore  Castiglione, del Presidente Cuffaro che su questo
  sono  stati presenti, hanno interloquito, per stabilire con loro,
  naturalmente  non  in  questa  fase, ma chiusa la finanziaria, un
  percorso  che  possa affrontare il problema del comparto agricolo
  non   con   un   ordine  del  giorno,  importante  ma  che  vuole
  testimoniare  un  impegno  e  una  volontà,  ma  con delle misure
  strutturali se vogliamo garantire e dare una risposta e un futuro
  a questo comparto.

     PRESIDENTE. Il parere del governo?

     D'AQUINO, assessore  per  gli  enti locali. Siccome il governo
  non condivide le  premesse  e non è presente l'assessore al ramo,
  io credo che questo sia da accettare come raccomandazione.

     PRESIDENTE. Si passa agli  ordini del giorno n. 29 e n. 43, di
  identico contenuto  "Interventi  urgenti in favore della deputata
  curda Leyla Zana".
                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     CONSIDERATO che:

     - sono sette anni che l'onorevole Leyla Zana, prima ed ultima donna
                 curda eletta al Parlamento turco nel 1991, è in carcere
                 per  reati di opinione e cioè per aver pronunciato, sia
                 in  turco  che  in  curdo, lingua allora proibita dalla
                 Costituzione della Turchia, con alcuni colleghi del suo
                 stesso partito, all'atto del giuramento di fedeltà alla
                 Repubblica  turca,  obbligatorio  per i parlamentari di
                 questo  Paese  all'inizio del loro mandato, le seguenti
                 parole   "sono   stata   obbligata  ad  adempiere  alla
                 formalità   richiesta,   io   lotto   per  la  fraterna
                 convivenza  del  popolo  curdo e del popolo turco in un
                 quadro   democratico"  e   per   aver   successivamente
                 denunciato,  in  un  viaggio  con   altri   membri  del
                 Parlamento della Turchia in Europa e  negli Stati Uniti
                 d'America, la violazione dei diritti umani in Turchia a
                 danno del popolo curdo;

     - Per questi fatti Leyla Zana ed i suoi colleghi furono accusati di
                 altro tradimento e di separatismo;

     - al processo, nel dicembre del 1994, la procura chiese per essi la
                 pena di morte;

     - il tribunale nell'ultima udienza (la stessa in cui fu pronunciata
                 la  sentenza)  modificò  l'imputazione   in  quella  di
                 "appartenenza     a    banda     armata",     accusando
                 arbitrariamente  Leyla  Zana di  appartenenza  al  PKK,
                 senza permettere agli avvocati difensori nessuna difesa
                 e tanto meno la convocazione dei testi d'accusa;

     - la condanna fu a quindici anni di carcere;

     RILEVATO CHE:

     - il Parlamento europeo ha insignito Leyla Zana  nel  dicembre  del
                 1996 del premio Zakharov per la sua lotta  a difesa dei
                 diritti umani;

     - a luglio di quest'anno a Strasburgo la Corte di  giustizia  per i
                 diritti umani, espressione del  Consiglio d'Europa, del
                 quale la Turchia fa parte, ha condannato la Turchia per
                 quel   processo,  considerando   illegittime   sia   la
                 composizione del tribunale (per la presenza nella Corte
                 di  membri designati  dall'esecutivo  e  dall'esercito,
                 lesiva   della   sua   indipendenza    e    della   sua
                 imparzialità), sia le condizioni nelle  quali  vi  potè
                 operare  la difesa, sia, di  conseguenza,  la  condanna
                 emanata  non  solo  dunque condannando  la  Turchia  al
                 pagamento dei danni alle vittime di  quel  processo  ma
                 anche  a  ripristinare  nella   misura  del  possibile,
                 secondo   lo  Statuto  del   Consiglio   d'Europa,   le
                 condizioni nelle quali esse erano,  cioè procedere alla
                 loro liberazione;

     TENUTO CONTO:

     - che la Turchia ad oggi si è limitata al pagamento  dei  danni  ma
                 non sta prendendo in considerazione alcuna misura tesa,
                 in una forma o nell'altra, alla  liberazione  di  Leyla
                 Zana e dei suoi colleghi;

     - che per questa ragione il caso d Leyla Zana e  dei  suoi colleghi
                 continua  ad  essere  oggetto  di   attenzione   e   di
                 interventi  sulla  Turchia  da  parte  della  Corte  di
                 Strasburgo,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     -  ad  invitare  il  Governo  nazionale  ed   il  Parlamento  della
     Repubblica  a farsi promotori di interventi  presso  la  Presidenza
     della  Repubblica,  il  Governo  ed  il  Parlamento  della  Turchia
     finalizzati all'ottenimento  da parte della  Turchia  del  rispetto
     della  sentenza  della  Corte  di Strasburgo e  dello  Statuto  del
     Consiglio d'Europa a proposito del caso di Leyla  Zana  e  dei suoi
     colleghi.

       Il parere del governo?

     D'AQUINO, Assessore per gli enti locali. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'ordine del giorno 30: "Tutela del personale ATA"

    Il parere del governo?

     D'AQUINO, Assessore per gli enti locali. Viene acccettato come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE. Si  passa  all'ordine  del  giorno n. 31 "Sostegno
  alla zootecnia siciliana"

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     TENUTO CONTO che   emergenze   sanitarie,   crisi   commerciali   e
                 condizioni  ambientali   e  climatiche   avverse  hanno
                 determinato per la zootecnia siciliana una crisi di cui
                 è ancora difficile riuscire ad intravedere la fine;

     VISTI che i recenti  drammatici  fatti  legati all'insorgenza della
                 variante umana della  BSE in una giovane donna di Menfi
                 e la positività  di  due bovini da latte provenienti da
                 allevamenti del  ragusano  creano  uno  stato di grande
                 allarmismo non solo per l'esito infausto della malattia
                 ma anche per effetto della risonanza mediatica che tali
                 notizie hanno avuto;

     TENUTO CONTO che    scienziati    responsabili    regionali   della
                 veterinaria   e   professori  universitari  esperti  di
                 zootecnia  appositamente   auditi   nella   III   e  VI
                 Commissione  legislativa hanno evidenziato la necessità
                 di puntare  sulla  zootecnica  autoctona  che  utilizza
                 pascoli estensivi, e per  ciò naturali, e che la stessa
                 copre solo il 30  per  cento  dell'attuale fabbisogno e
                 consumo di carne in Sicilia;

     ATTESO che dalle inequivocabili  dichiarazioni rese sia agli organi
                 di informazione,  sia  alla  VI Commissione legislativa
                 dal responsabile  dirigente veterinario di Menfi, dott.
                 L.   Caracappa, emerge che  in  quel  comune  la  quasi
                 totalità delle carni bovine vendute e consumate sono di
                 importazione, perchè la zootecnia autoctona è pressochè
                 inesistente (tanto che su  12  macellerie, 1 sola vende
                 carne locale) e  che dunque l'allarmistico attacco alla
                 zootecnia  siciliana   ed   al  sistema  dei  controlli
                 effettuati  dal  servizio  veterinario  è  infondato  e
                 fuorviante per quel residuo di attività zootecniche che
                 invece costituisce per gli stessi metodi di allevamento
                 estensivo una garanzia per  la  salute dei cittadini di
                 questa Regione, considerando che il danno che deriva da
                 questa scorretta  campagna  di  informazione  oltre che
                 danneggiare un sistema già in grave crisi dell'economia
                 siciliana, produce panico e confusione nei consumatori;

     PRESO ATTO che il contagio della  variante umana di BSE anche nella
                 ragazza di Menfi, per  i  tempi  lunghi  di incubazione
                 della malattia, non può  che essere avvenuto negli anni
                 in cui le carni bovine non erano sottoposte all'attuale
                 sistema di controlli veterinari;

     VISTO che la rigida attività di  repressione esercitata dai NAS che
                 ha portato alla chiusura  di  gran  parte  dei mattatoi
                 operanti nel passato anche nei piccoli comuni, è frutto
                 dell'applicazione  di   norme  comunitarie  pensate  in
                 funzione della grande attività di macellazione del nord
                 e dell'Europa inesistenti in Sicilia, lungi dall'essere
                 elementi  di  garanzia   e   di   sicurezza,  di  fatto
                 costituisce un  autentico disincentivo per la zootecnia
                 autoctona giacchè la scarsa  resa  dei  bovini locali e
                 gli elevati costi di  trasporto per la macellazione dei
                 capi nelle poche strutture autorizzate con numero CE di
                 fatto sono  proibitivi  per il piccolo-medio allevatore
                 che preferisce  interrompere  la  propria  attività con
                 pregiudizio grave per  l'economia  siciliana  e  per la
                 salute pubblica;

     TENTO CONTO che unitamente al problema  delle  carni  bovine non va
                 sottaciuta la condizione del patrimonio ovicaprino (che
                 costituisce pure un  efficace baluardo a garanzia della
                 salute pubblica)  decimato  dal  piano  di  risanamento
                 della brucellosi, leucosi e  tubercolosi cui però non è
                 seguito dal '96 ad oggi il giusto indennizzo per i capi
                 abbattuti;

     ATTESO che la misura ipotizzata dal Governo nazionale di imporre la
                 tassa ai consumatori  per  garantire  la  qualità delle
                 carni è fuorviante rispetto al vero problema che chiama
                 in causa la responsabilità  politica di chi ha lasciato
                 liberamente circolare  nel  passato  le farine ricavate
                 dagli animali inglesi affetti  da  BSE e che i processi
                 dell'economia  globale   hanno   portato   anche  nelle
                 mangiatoie degli allevamenti  italiani  e  non  solo in
                 Sicilia,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - a varare una serie  di  misure  per  rilanciare  e  sostenere  la
     zootecnia siciliana attraverso  un  serio  programma  di interventi
     sanitari,   strutturali    ed    economici    che   tengano   conto
     fondamentalmente delle indicazioni  che  gli  esperti  del  settore
     hanno  evidenziato  nel   dibattito   sviluppatosi   in  seno  alle
     commissioni legislative.

                         LO CURTO ED ALTRI

     D'AQUINO , assessore per  gli  enti  locali.  Lo  accetto come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE.  Si  passa  all'ordine  del  giorno  numero  33: -
  Iniziative per scongiurare la perdita delle quote latte spettanti
  alla Sicilia. Ne do lettura:

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che l'E.S.A. è proprietario  di 11 milioni di quote latte,
                 secondo la vigente normativa europea;

     RILEVATO che lo stesso ente  ha ceduto alla Siciliana zootecnica di
                 Catania tali quote a condizione che venisse rispetto un
                 programma di utilizzo di tutte le quote-latte;

     VISTO che la Siciliana zootecnica non ha rispettato tale programma,
                 nè l'E.S.A., cosa  ancora  più  grave,  ha  vigilato su
                 quanto concordato,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - ad intervenire affinché non si corra concretamente il rischio che
     gli  undici  milioni di  quote  latte  della  Sicilia  non  vengano
     utilizzate  e  quindi,   secondo  le  norme,  ripartite  in  ambito
     nazionale mettendo così  in ulteriore difficoltà un settore, quello
     zootecnico, che già  conosce particolari difficoltà e rischiando di
     colpire l'industria agroalimentare isolana, disperdendo in tal modo
     un importante patrimonio di esperienze e di lavoro che sta cercando
     di adeguarsi agli standard richiesti dal mercato europeo;

     ad assumere iniziative per  evitare  di far perdere alla Sicilia le
     quote o parte di esse.

     (26 febbraio 2002)
                              VILLARI-LIOTTA-RAITI-AMENDOLIA-SPAMPINATO-
                              BASILE-BARBAGALLO GIOVANNI

       Il parere del Governo?

     D'AQUINO , assessore per  gli  enti  locali.  Lo  accetto come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE. Do lettura dell'ordine del giorno n. 36:

           - Iniziative tese alla salvaguardia del patrimonio agrumicolo
             e  dei  livelli  occupazionali dell'azienda "Costantina" di
             Catania.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     CONSIDERATO che:

     -  l'azienda  "Costantina  rappresenta  un  patrimonio  di trecento
     ettari  che  riveste  primaria  importanza  economica  nel  settore
     agrumicolo  siciliano  e  carattere  strategico  sotto  il  profilo
     occupazionale per l'intera provincia di Catania;

     -  in  seguito al fallimento del gruppo Rendo, tale azienda è stata
     posta  in  liquidazione  dalla  proprietà per far fronte alla grave
     situazione debitoria del gruppo nei confronti dell'IRFIS e del Bds;

     - da tre anni i lavoratori dell'azienda costituitisi in cooperativa
     hanno continuato a condurla, sotto forma di affitto, salvandola dal
     degrado  cui inevitabilmente sarebbe andata incontro anche soltanto
     dopo  una sola stagione di abbandono, garantendo così il patrimonio
     agrumicolo, oggi interamente convertito a biologico, e centinaia di
     posti di lavoro;

     -  l'ISMEA,  Ente  economico  di  diritto  pubblico,  ha deliberato
     l'acquisto  del  fondo  agricolo  e  la  cessione dello stesso alla
     cooperativa con riscatto trentennale;

     -  l'importo  a  cui  acquisterebbe  l'ISMEA è certamente quanto di
     meglio è possibile ottenere dal mercato per l'acquisto della citata
     azienda;

     -  l'importo ottenibile dalla vendita, sulla base della proposta di
     ripartizione  già  presentata  dal liquidatore e nota ai creditori,
     rappresenta  quanto  di  meglio  è possibile fare per soddisfare, a
     stralcio, le esigenze di tutti i creditori,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     -   a   porre   in  essere  ogni  iniziativa  tesa  a  favorire  il
     raggiungimento  di  un accordo tra il liquidatore e l'IRFIS al fine
     di  salvaguardare  sia i livelli occupazionali del settore agricolo
     già  pesantemente  segnato  da  una  grave  crisi,  che il suddetto
     patrimonio  agrumicolo  che  si ritiene debba essere considerato un
     bene non della sola "Costantina" ma della Sicilia tutta.

     (5 marzo 2002)
                                    PISTORIO-CINTOLA-RAITI-BASILE
                                    MANCUSO-LEANZA-IOPPOLO-VILLARI
                                    FLERES-BARBAGALLO-SPAMPINATO

     LIOTTA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LIOTTA. Signor Presidente, ho chiesto di parlare non tanto per
  illustrare l'ordine del  giorno che ha una esposizione abbastanza
  lineare, si comprendono  le  ragioni dell'impegno che questa Aula
  chiede al Governo,  quanto  per evidenziare, onorevole Assessore,
  che questo ordine del  giorno  è  sostanzialmente  un  ordine del
  giorno di supporto  all'azione  del  Governo. Agevola l'azione di
  governo nella ricerca  di  soluzioni  possibili  rispetto  ad una
  azienda agrumicola che  rappresenta  un  patrimonio  per l'intera
  Sicilia ed una posizione leader nella agrumicultura del meridione
  d'Italia, oserei dire. Si  tratta  di  una  azienda  di  trecento
  ettari che da tre anni  è  seguita,  per  altro con una azione di
  governo che già  a  partire  dalla  precedente  legislatura aveva
  visto impegnato l'allora assessore all'agricoltura, Cuffaro, oggi
  Presidente della Regione. Quindi,  si tratta di una azione che io
  credo possa essere condivisa dal Governo.

     VILLARI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     VILLARI. Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, permettetemi
  di fare una osservazione approfittando di questo intervento sulla
  questione, che non  credo abbia bisogno di ulteriori integrazioni
  perché già ne  ha parlato l'onorevole Liotta, quella dell'azienda
  "Costantina", ma intervengo per  dire,  si tratta di un argomento
  generale che penso  tocchi  trasversalmente  questo  Parlamento e
  soprattutto il Governo  che  ha  la responsabilità primaria nelle
  scelte politiche che si sono  fatte  e  che  si faranno, e vorrei
  soffermarmi su un fatto  che  mi  pare  strano.  Per  carità, non
  voglio teorizzare sui  meccanismi  formali formali, procedurali e
  regolamentari  dell'Aula  o  della  possibilità  che  il  Governo
  esprima un proprio parere rispetto ad un ordine del giorno e dica
  che lo accetta come  raccomandazione.  Pur  tuttavia  a me questo
  fatto  pare  strano  e  ritengo  politicamente  sia  un  atto  di
  debolezza al di là,  prendo  atto  dello  buona  volontà  e della
  sensibilità dell'onorevole D'Aquino  che è qui a rappresentare il
  governo, però, rimane il  fatto politico che rispetto a questioni
  che, peraltro Lei,  Signor  Presidente,  le  conosce bene, perché
  viene  da  una  provincia   come   quella  di  Catania,  poco  fa
  l'onorevole  Zago  parlava   delle  vicende  della  provincia  di
  Ragusa.
       In    Sicilia    la    vicenda    agricola,   la   questione
  dell'agricoltura,   dell'agrumicultura,   della   zootecnia,   al
  questione  degli  undici  milioni  di  quote  latte all'ESA, alla
  Siciliana   zootecnica   su  cui  l'ESA  dovrebbe  esercitare  un
  controllo, o la questione della siccità in questa regione che sta
  determinando  un  gravissimo processo di desertificazione.  Basta
  percorrere  il tratto Catania-Palermo per accorgersi di quale sia
  lo stato del latte.  Io mi chiedo se è concepibile che un Governo
  possa  limitarsi  ad  accogliere  come raccomandazione ordini del
  giorno  di  questa  natura.  Ripeto, la questione prescinde dalla
  buona  volontà  dell'Assessore  D'Aquino, ma qui il problema è di
  carattere  generale.  Ed  io  teorizzo  che,  pur distinguendo le
  diverse   responsabilità  tra  maggioranza  ed  opposizione,  tra
  Governo e minoranza, mettiamola come la si vuole, rimane il fatto
  che  questo Parlamento non può non essere pienamente investito da
  argomenti   di   questa   natura.
       Per  cui  le  chiedo,  Signor  Presidente,  di  individuare,
  eventualmente  sentendo anche i gruppi parlamentari, su questioni
  importanti,  centrali,  come  queste  di  cui parliamo, Lei lo sa
  bene,    parliamo   dell'agricoltura,   dell'agrumicoltura,   poi
  scoppiano le tensioni sociali in tutte le provincie siciliane, ne
  sappiamo   qualcosa,   e  ci  meravigliamo,  quando  è  tardi  ci
  meravigliamo.
       Ora,  io  non  voglio  dare qui responsabilità particolari a
  questo  o a quell'altro assessore, mi pongo il problema del ruolo
  e  della cultura di questo Parlamento e di questa classe politica
  che,  rispetto  a questioni centrali come l'agricoltura, che è il
  perno  delle  sviluppo,  rimane  uno  dei  perni  centrali  dello
  sviluppo di questa regione, non può esserci tanto pressappochismo
  e tanta genericità.
       Per  cui  io  vorrei  tanto,  Signor  Presidente, che Lei si
  facesse  interprete, assieme a tutti i capigruppo parlamentari, a
  partire  ovviamente da quelli della maggioranza e dal Governo, di
  questa  esigenza  che ho sollevato anche presentando l'ordine del
  giorno  che è stato discusso poco fa e sul quale specificatamente
  non ero intervenuto.
       Sono intervenuto adesso perchè mi sono sentito stimolato dal
  fatto  che  parliamo  di  questioni  veramente  delicate,  Signor
  Presidente,   non  mi  pare  che  il  Parlamento  e  la  politica
  siciliana,  rispetto a questo argomento, possano limitarsi ad una
  presa d'atto come raccomandazione su un ordine del giorno.
       La  questione  è  seria  e  io  mi  auguro  che l'Aula venga
  impegnata  ad  una  seduta  ad  hoc  sulla questione agricola, la
  questione  agrumicola, la questione della zootecnia, la questione
  dell'acqua,  del  completamento delle dighe.
       C'è   la  vicenda  della  diga  terrarossa  nella  zona  del
  calatino,  che  è  scandalosa,  ci sono state vicende giudiziarie
  delicate, molto delicate.
       Io  vorrei  che  su  questo, Signor Presidente, vi fosse una
  riflessione  seria e che, poi, vi fossero, conseguentemente, atti
  di  coerenza,  non  solo  annunci  generici,  perchè  tutti siamo
  d'accordo sullo sviluppo, tutti siamo d'accordo che l'agricoltura
  potrà creare occupazione ma i fatti, direbbe l'uomo della strada,
  i  fatti  dicono che le contraddizioni tra il dire e il fare sono
  stridenti  e  qui  dobbiamo  tutti,  in  qualche modo, impegnarci
  seriamente e con coerenza.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     D'AQUINO, Assessore per gli enti locali. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Lo  Pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'ordine del giorno numero 37:

     "Riconoscimento    della    qualità    di    ente   di   formazione
             all'Associazione "Libera"

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO l'associazione "Libera",  nata  il  25  marzo  1995,  è un
                 network di oltre 700 associazioni impegnate nella lotta
                 alle  mafie   ed   alla  criminalità  organizzata,  con
                 l'obiettivo  di  aggregare,  di coinvolgere e sostenere
                 tutti  i  soggetti interessati a un concreto impegno di
                 contrasto  alla  criminalità  organizzata,  e  concorsi
                 nell'idea  che per sconfiggere le mafie occorra unità e
                 spirito cooperativo;

     - che intendimento di tale associazione è quello di affiancare alla
                 necessaria   opera  di  repressione   un'offensiva   di
                 prevenzione, di cultura, di impegno  civile,  ritenendo
                 che  promuovere  la legalità significa prima  di  tutto
                 azione educativa, partecipazione  democratica,  ricerca
                 della giustizia, promozione di sicurezza  e  vivibilità
                 urbana;

     - che solo in  Sicilia,  fino  ad  oggi,  sono  circa  100.000  gli
                 studenti  coinvolti  in  progetti  di  educazione  alla
                 legalità, promossi da "Libera", da insegnanti e presidi
                 delle scuole isolane;

     - che dopo una petizione popolare promossa da "Libera" il  7  marzo
                 1996 è entrata in vigore la legge 109  sull'uso sociale
                 dei  beni confiscati ai mafiosi che, in poco più  di  4
                 anni, ha permesso l'utilizzo a fini sociali di 865 beni
                 immobili per un valore di oltre 239 miliardi di lire;

     - che grazie all'iniziativa  di "libera", ad esempio, la  villa  di
                 Salvatore Riina a Corleone, oggi è sede di  un istituto
                 tecnico per l'agricoltura, dove ragazzi e ragazze hanno
                 la possibilità di imparare a curare  produttivamente la
                 propria  terra;   nei terreni di  Bernardo  Provenzano,
                 nella zona di Castelvetrano, nasce l'olio  di "Libera",
                 frutto  del lavoro di un gruppo di giovani  del  luogo,
                 strappati  al  circuito  della  draga;  a  Palermo,  la
                 collaborazione  tra  l'associazione,  enti  pubblici  e
                 associazionismo,   porterà   alla    realizzazione   di
                 produzioni  biologiche  di  alta  qualità   su  terreni
                 confiscati;

     - che l'associazione, nell'ambito di questo intervento complessivo,
                 ha  istituito  l'Università  per  la  Legalità   e   lo
                 Sviluppo, che consiste nella creazione di un  centro di
                 formazione,    sensibilizzazione     del    territorio,
                 documentazione   e   ricerca.   L'Università   mira   a
                 diventare  un  punto  di  riferimento  sui  temi  della
                 legalità e della lotta alla criminalità organizzata;

     - che grazie all'iniziativa   del  prefetto  di   Palermo,   Renato
                 Profili,  i comuni di Corleone, Monreale,  Piana  degli
                 Albanesi,  San  Cipirello,  San  Giuseppe   Jato  hanno
                 costituito un consorzio a cui vengono conferiti  i beni
                 confiscati alla criminalità organizzata.  L'Agenzia per
                 lo sviluppo economico del Mezzogiorno,  Sviluppo Italia
                 e  Libera  hanno  assunto  il  compito di  "animare"  i
                 soggetti locali al fine di far nascere  strutture  alle
                 quali affidare la gestione dei beni.  Sviluppo  Italia,
                 in  particolare,  si  occuperà di fornire  un  supporto
                 qualificato  ai  soggetti destinatari  per  predisporre
                 piani  d'impresa  necessari.   Altre   due   strutture,
                 Sudgest e Italia Lavoro, si occuperanno rispettivamente
                 di  preparare  il  progetto  d'impresa  e   formare  il
                 personale che lavorerà nelle cooperative;

     - che "Libera" organizza campi di studio estivi per  approfondire e
                 aggiornare  l'analisi  del  fenomeno  mafioso,   a  cui
                 partecipano numerosissimi soggetti dell'associazionismo
                 e del volontariato dell'Isola;

     - che dal 1996  Vivicittà, la più grande  manifestazione  podistica
                 italiana organizzata dalla UISP, portatrice di un forte
                 messaggio sociale, è diventata la corsa di  Libera  con
                 lo  slogan: "La città corre Libera". Da quale  anno  la
                 manifestazione  entra  negli  istituti  penitenziari  e
                 minorili italiani e tocca varie capitali di paesi dalla
                 storia  difficile  e significativa:  Sarajevo,  Valona,
                 Tirana, Algeri, Baghdad. Per la prima  volta quest'anno
                 Vivicittà  è  arrivata in Africa, a  Korogocho,  grande
                 baraccopoli alla periferia di Nairobi, dove da  anni il
                 missionario comboniano padre Alex Zanotelli  svolge  la
                 sua opera;

     - che nel 1997  Libera è stata convocata dalla Commissione  per  le
                 libertà  pubbliche  e  affari  interni  del  Parlamento
                 europeo,  per  conoscere  le finalità e  le  iniziative
                 dell'associazione.     Tale    audizione     è    stata
                 successivamente richiamata nel testo  della Risoluzione
                 adottata  dal  Parlamento europeo il 20  novembre  1997
                 inerente  il  piano  d'azione  contro   la  criminalità
                 organizzata;

     - che il 13 dicembre  2000,  a  Palermo, nell'ambito  degli  eventi
                 previsti  dalla conferenza delle Nazioni Unite  per  la
                 firma di una Convenzione contro il  crimine organizzato
                 transnazionale,  Libera e ISPAC hanno  organizzato  una
                 giornata  di  studio  dal  tema:  Le   strategie  della
                 prevenzione    contro    il     crimine     organizzato
                 transnazionale:   il  ruolo  delle  Organizzazioni  non
                 governative;

     PRESO ATTO che  il  Ministro  della  pubblica   istruzione  Letizia
                 Moratti  ha  negato  il  riconoscimento  di   ente   di
                 formazione  all'associazione,   estromettendola   dalla
                 possibilità  di  fruire  di ogni tipo  di  convenzione,
                 prima intrattenute con quel dicastero;

     CONSIDERATO che medesimo trattamento - come da notizie di  stampa -
                 non è stato riservato neanche a  circoli dell'accademia
                 scacchistica,   che  -  al  contrario  -   sono   stati
                 beneficiati  dell'attenzione  e delle  convenzioni  del
                 Ministro Moratti;

     RITENUTO che la decisione del Ministro Moratti - priva di  reali  e
                 fondate   motivazioni   -   appare    solo   fortemente
                 discriminatoria,    sulla   base    di    inaccettabili
                 valutazioni  di  convenienza  politica  in  materia  di
                 strategie culturali e attività sociali;

     RITENUTO, altresì,  che  come  già evidenziato, Libera,  don  Luigi
                 Ciotti  e  tutti  i  suoi animatori  rappresentano,  in
                 particolare  per  la Sicilia, un punto  di  riferimento
                 essenziale  nella  formazione  delle  coscienze  e  nei
                 processi di crescita culturale delle nuove generazioni,
                 su  temi  come  la difesa della legalità, la  lotta  ai
                 poteri  criminali-mafiosi,  l'intervento   diretto  sul
                 territorio per la riappropriazione dei diritti negati e
                 per la crescita di nuova imprenditorialità,

                                 IMPEGNA

             IL PRESIDENTE DELLA REGIONE E L'ASSESSORE PER I
         BENI CULTURALI, AMBIENTALI E PER LA PUBBLICA ISTRUZIONE

     -  ad  intervenire  e  sollecitare  il Ministro Letizia  Moratti  a
     rivedere le proprie decisioni, questa volta ispirandole  a principi
     di  equità  e  correttezza,  approntando  i  dovuti  riconoscimenti
     all'associazione "Libera" e riconoscendole ampia  soggettività  nel
     settore  della  formazione,  anche  attraverso  la  statuizione  di
     apposite convenzioni di lavoro.

                              FERRO-ORLANDO-MORINELLO-RAITI

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     D'AQUINO,  Assessore  per  gli  enti  locali.  Lo accetta come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno numero 38:

  "Modifiche alla misura 4.07 del POR Sicilia 2000/2006"

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO CHE

     - il POR Sicilia 2000/2006, alla misura ex 4.2.2 oggi modificata in
                 4.07,  "Insediamento  dei giovani agricoltori", sezione
                 111, prevede un premio unico di 12.500 euro, modificato
                 oggi in 12.082 euro dalla circolare applicativa n.  307
                 del 5/12/2001;

     - tale cifra risulta essere  inferiore  di  oltre il 50 per cento a
                 quella indicata  quale  erogabile dal Regolamento CE di
                 riferimento  e  autorizzata  presso  le  altre regioni,
                 anche in  virtù  del regolamento 2075/2000, che prevede
                 un sostegno all'investimento pari a 25.000 euro;

     - è opportuno adeguare  la  cifra già indicata portandola da 12.082
                 euro a 25.000 euro,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - nelle  successive  rimodulazioni  del  POR  e  del Complemento di
     programmazione, attivando  le  procedure  previste, a modificare la
     cifra di cui  in premessa, portandola a 25.000 euro, da erogarsi ai
     giovani in  possesso  dei requisiti previsti ed in unica soluzione,
     al momento dell'insediamento.

                                          FERES-CATANIA GIUSEPPE

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     D'AQUINO,  Assessore  per  gli  enti  locali.  Lo accetta come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno numero 39:

  "Interventi urgenti  per  la riapertura dell'ufficio postale
  nel territorio del  comune  di  Piedimonte Etneo, presso le
  frazioni di Presa e di Vena.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO CHE:

     - per oltre cento anni gli  abitanti  di  due  piccole frazioni del
                 comune  di   Piedimonte  Etneo,  Presa  e  Vena,  hanno
                 usufruito  dei  servizi  erogati  dall'ufficio  postale
                 ubicato nell'abitato di Presa;

     - le frazioni di cui sopra si trovano a circa 700 metri sul livello
                 del mare, che  le  stesse  non  sono collegate da mezzi
                 pubblici al comune  di  Piedimonte  Etneo  ne  ad altro
                 comune viciniore;

     - la Direzione generale delle  poste  ha deliberato la chiusura dal
                 1  dicembre  del suddetto ufficio postale, determinando
                 gravi disagi  per  i  residenti,  in prevalenza anziani
                 pensionati;

     - la determinazione di  chiusura  adottata  dalla  Direzione non ha
                 tenuto    conto    della    disponibilità   manifestata
                 dall'amministrazione  comunale  di  Piedimonte  Etneo a
                 sostenere le spese di affitto dei locali,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE
            ED IN PARTICOLARE L'ASSESSORE PER GLI ENTI LOCALI

     - a porre in  essere  interventi  urgenti,  idonei a determinare la
     riapertura  dell'ufficio  postale  nel  territorio  del  comune  di
     Piedimonte Etneo, presso la frazione di Presa e di Vena.

                                         FLERES

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     D'AQUINO, Assessore per gli enti locali.  Favorevole.

     PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione:  chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'ordine del giorno numero 40:

     "Iniziative  volte  alla  immediata  realizzazione  dei  lavori  di
             raddoppio della tratta ferroviaria Fiumetorto-Cefalù"

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO CHE:

     - il 23 marzo  1984 l'Azienda  Autonoma  Ferrovie  dello  Stato  ha
                 affidato al  Consorzio CON.SI.L.FER., in concessione di
                 prestazioni integrate ex l. 12 febbraio 1981, n. 17, la
                 "progettazione  e   costruzione  delle  opere  per  gli
                 interventi   di    raddoppio   e   potenziamento,   con
                 installazione di nuovi  impianti  di  segnalamento e di
                 sicurezza programmati per la linea Palermo-Messina",

     - in particolare dette prestazioni riguardavano:

               a) il  completamento  della  progettazione definitiva del
               raddoppio  del  tratto   compreso   tra  le  stazioni  di
               Campofelice e di S. Agata Militello;

               b) la progettazione  esecutiva  e  la realizzazione delle
               opere nel tratto compreso tra le stazioni di Fiumetorto e
               Campofelice;

     - a seguito di  atti   addizionali   l'importo   delle  prestazioni
                 affidate  al Consorzio  è  stato  rinegoziato  in  lire
                 848.000.000.000 a  causa della introduzione di varianti
                 legate alle  nuove  caratteristiche assunte per l'"alta
                 velocità";

     - in esecuzione della commessa ricevuta, il Consorzio CON.SI.L.FER.
                 ha  dato puntuale  e  tempestivo  adempimento  a  tutta
                 l'attività di progettazione delle prestazioni integrate
                 assunte,  ricevendone l'approvazione della committente,
                 e restando quindi in  attesa  di  una conferma da parte
                 della stessa  Ferrovie  circa  la  realizzazione  delle
                 opere   previste,   nell'ambito   della   progettazione
                 esecutiva;  tuttavia   le  Ferrovie  dello  Stato,  per
                 mancanza  delle  necessarie  risorse  finanziarie,  non
                 hanno provveduto  a  rendere operativa l'attivazione di
                 quanto  previsto   nel   contratto   stipulato  con  il
                 Consorzio;

     - l'attesa, inutile e improduttiva, è  durata  sino  al  10  luglio
                 1993, quando il  Consorzio  CON.SI-L-FER.  si  è  visto
                 costretto a  notificare  al  committente (nel frattempo
                 trasformatasi in Ferrovie  dello  Stato S.p.A.) un atto
                 di significazione ed invito a provvedere nel quale, tra
                 l'altro, evidenziava tutti i  danni ed i maggiori oneri
                 subiti e ne chiedeva  il  pagamento. Con lo stesso atto
                 il CON.SI.L.FER.  chiedeva  di  conoscere  le decisioni
                 delle  Ferrovie  in  ordine  alla  realizzazione  delle
                 opere;

     - con lodo 14  dicembre  1994   il  collegio  arbitrale  adito  per
                 stabilire i diritti  del  Consorzio nei confronti delle
                 Ferrovie dello Stato:

               a) stabiliva che il  contratto tra Ferrovie dello Stato e
               Consorzio rimaneva in vita;

               b)  ravvisando   nel   comportamento  delle  Ferrovie  la
               violazione  dei  doveri   di  buona  fede  e  correttezza
               contrattuale, per non  avere  reso  edotto  il  Consorzio
               CON.SI.L.FER,  della   sussistenza   di   quegli   eventi
               inimputabili che,  nel  periodo  in questione, incidevano
               sulla  mancata   esecuzione   dei   lavori,   ingenerando
               contrario  e   falso   affidamento   nel  concessionario,
               condannava conseguentemente  la  Ferrovie  dello  Stato a
               risarcire  al   Consorzio  CON-SI.L.FER.  tutti  i  danni
               lamentati nei limiti del cosiddetto interesse negativo;

     CONSIDERATO CHE:

     - con il passare del tempo  gli  impedimenti finanziari che avevano
                 determinato  l'insorgere  della  controversia arbitrale
                 sono venuti a cadere;

     - con raccomandata  25  giugno   1996,   reiterata   il  16  luglio
                 successivo, il  CON.SI.L.FER.  aveva  rappresentato  il
                 proprio rinnovato  interesse  all'esecuzione dei lavori
                 ed  aveva  chiesto   di   conoscere   quali  fossero  i
                 prevedibili tempi di rinvio dei lavori stessi;

     - nonostante ciò  le   Ferrovie   dello   Stato  hanno  manifestato
                 l'intenzione di chiudere il rapporto con il Consorzio e
                 di  non procedere  all'esecuzione  dei  lavori  per  il
                 tramite del Consorzio stesso;

     - tale posizione assunta dalle  Ferrovie  non  appare  conforme  al
                 contratto originariamente  stipulato  con  il Consorzio
                 realizzando, di fatto, un inspiegabile inadempimento;

     ATTESO CHE:

     - ritenendo che il diniego  manifestato  dalla  Ferrovie  non fosse
                 conforme alle  pattuizioni  contenute nella Convenzione
                 originaria e che,  nel  ricorrere  delle condizioni ivi
                 previste per l'esecuzione  dei  lavori, la Ferrovie non
                 potesse  interrompere   il   rapporto   di  prestazioni
                 integrate in essere  per affidare i lavori realizzabili
                 ad altri, e che  dunque  il  diniego stesso costituisse
                 una dichiarazione  di  inadempimento,  il  Consorzio in
                 data  17  gennaio   1997  ha  promosso  nuovo  giudizio
                 arbitrale nei confronti della Ferrovie;

     - è ben possibile che a seguito  di  ulteriore  lodo  arbitrale  le
                 Ferrovie  possano   essere   costrette   a   pagare  un
                 risarcimento danni di  entità  molto elevata (circa 200
                 miliardi  di  lire)  senza  ottenere,  per  contro,  la
                 realizzazione di alcuna opera;

     - il Consorzio ha manifestato la  propria  intenzione di eseguire i
                 lavori, come  da  contratto,  il  CON.SI.L.FER. sarebbe
                 costretto ad impugnare  il  relativo bando chiedendo la
                 sospensiva e determinando di fatto un rinvio "sine die"
                 dell'inizio dei lavori; il  che offrirebbe in fondo una
                 ulteriore motivazione  alla  Ferrovie  stessa  per  non
                 realizzare l'opera e  per  dirottare  le relative somme
                 destinandole ad altri lavori;

     RITENUTO CHE:

     - emergono chiaramente le  molteplici  inadempienze  della Ferrovie
                 dello  Stato  S.p.A.  che  dimostrano  la  mancanza  di
                 volontà  di  realizzare  il  raddoppio  del  binario  e
                 l'introduzione   dell'alta   velocità   nella   dorsale
                 Palermo-Messina;

     - parlare di porre  di  nuovo   in   appalto   i  lavori  significa
                 determinare ulteriori  perdite  di  tempo  senza tenere
                 conto che i lavori potrebbero iniziare immediatamente e
                 che le Ferrovie dello  Stato S.p.A: non si esporrebbero
                 al pagamento di  quanto  dovuto  al  CON.SI.L.FER.  per
                 risarcimento di ulteriori danni (danno emergente) e per
                 la corresponsione  dei  mancati  utili (lucro cessante)
                 con un risparmio di circa lire 200 miliardi;

     - l'accordo di programma quadro  siglato  da  Regione  siciliana  e
                 Governo nazionale in  materia di trasporti ha stanziato
                 le risorse necessarie  per la realizzazione delle opere
                 di cui si tratta (896 miliardi di lire),

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - a porre in essere tutte  le  iniziative necessarie per far sì che
     le Ferrovie dello  Stato consentano al CON.SI.L.FER. aggiudicatario
     fin dal 1984 dei lavori di  cui  si  tratta, di realizzare le opere
     concernenti la  linea  ferroviaria PALERMO-MESSINA, raddoppio della
     tratta FIUMETORTO-CEFALU'.

                                      FLERES-CATANIA GIUSEPPE

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     D'AQUINO,  Assessore  per  gli  enti  locali.  Lo accetta come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno numero 41:

     "Interventi  per procedere alla revoca della circolare assessoriale
             n. 465 del 30 settembre 1999 - Assessore per il turismo2

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO CHE:

     - la circolare assessoriale n. 465 del 30 settembre 1999 ha tentato
                 di  normare  il servizio di  noleggio  con  conducente,
                 nell'ambito della nostra Regione;

     - tale circolare   impartisce    indicazioni   "assolutamente   non
                 vincolanti" a a titolo collaborativo  agli  enti locali
                 affinchè provvedano a  regolamentare,  nell'ambito  del
                 proprio territorio, quanto non  fatto  dalla  circolare
                 medesima;

     - il documento in oggetto, seppur denominato  "circolare"  di fatto
                 non può configurarsi come tale  poichè  non può fornire
                 disposizioni  non  vincolanti   e   comunque   abrogare
                 precedenti circolari assessoriali;

     - Inoltre i comuni, diretti destinatari dell'improbabile circolare,
                 agiscono senza regole ciò  determina  un indiscriminato
                 rilascio di autorizzazioni,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

                                E PER ESSO

                   L'ASSESSORE REGIONALE PER IL TURISMO

     - a provvedere all'immediata revoca, in autotutela, della circolare
     assessoriale  n. 465 del 30 settembre 1999 ed  a  porre  in  essere
     tutti  gli atti necessari affinchè  si  proceda  all'emanazione  di
     norme chiare di settore.

                                      FLERES-CATANIA GIUSEPPE

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA.  Signor  Presidente,  vorrei chiedere un chiarimento,
  cioè  vorrei  capire che cosa e su che cosa vengo chiamato a dare
  un giudizio ed un voto, perchè necessita, Signor Presidente, dato
  che Lei  è  il  primo  firmatario,  e  non  vedo  il secondo, una
  esplicitazione  da parte del primo firmatario considerato che non
  c'è il  secondo  in  Aula,  mi  rivolgo  alla sua cortesia perché
  chiarisca  la  circolare,  i  termini  della circolare e che cosa
  intendiamo fare  perché  non vorrei votare o dare un assenso o un
  dato negativo su una cosa che non conosco.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Cintola,  le  chiarisco  subito che si
  tratta  di  una  circolare  che  detta indicazioni riguardanti il
  rilascio  delle licenze per i mezzi pubblici di piazza, i taxi, i
  pullman  eccetera,  qual'è  il  problema,  che  questa  circolare
  esordisce dicendo che la stessa è assolutamente non vincolante.
       Ora   lei  mi  insegna  che  una  circolare  o  detta  delle
  indicazioni  o  non  detta delle indicazioni, allora è proprio la
  formulazione,  come  dire,  giuridica  della circolare stessa che
  viene  contestata,  non  il  merito,  usa delle espressioni molto
  infelici da questo punto di vista.
       Con  il  parere  favorevole  del Governo, pongo in votazione
  l'ordine del giorno.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                        (E' approvato)

       Si  passa all'ordine del giorno n. 42 "Interventi in materia
  di  riscossione dei tributi"  a  firma  degli onorevoli Fleres ed
  altri:
                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO CHE:

     - con legge regionale 5 settembre 1990, n. 35 è stato recepito, con
                 le  opportune  modifiche ed integrazioni previste dalle
                 norme dello Statuto autonomistico, il D.P.R. 28 gennaio
                 1988, n. 43;

     - la predetta  normativa  disciplina il servizio di riscossione dei
                 tributi  e  delle  altre entrate in Sicilia, prevedendo
                 altresì  le  modalità ed i termini cui deve uniformarsi
                 il  Commissario  governativo  e/o il Concessionario del
                 servizio di riscossione medesimo;

     - il gestore del  servizio  di  riscossione  deve  quindi garantire
                 l'esazione  dei  tributi,  tenendo conto dei residui di
                 gestione e soprattutto di quanto iscritto a ruolo;

     - dalle audizioni,  presso  la competente Commissione legislativa e
                 da  articoli  di stampa, il Concessionario "Montepaschi
                 SE.RI.T."  ha  apertamente  dichiarato  che  il gettito
                 attuale  non  risponde al potenziale introito, di fatto
                 ammettendo la percentuale di inesigibilità non è più da
                 considerarsi fisiologica;

     - tale situazione  arreca  un notevole danno all'erario regionale e
                 di conseguenza all'economia siciliana,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     -  a  porre  in  essere tutti gli atti necessari per procedere alle
     dovute  verifiche  e,  qualora  si  accertasse  quanto  indicato in
     premessa,  a  porre  in  essere tutti gli atti affinché si provveda
     alla  definitiva  risoluzione  dei  problemi  legati al servizio di
     riscossione  dei  tributi,  anche  attraverso  la  sostituzione del
     Concessionario  o  l'avvio  di  forme  alternative  di riscossione,
     ipotizzando  anche  la reintroduzione dell'obbligo del non riscosso
     per riscosso a garanzia dell'erario regionale.

       Parere del Governo?

     D'AQUINO,  assessore   agli  enti  locali.  E'  accettato come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE.  Si  passa all'ordine del giorno n. 44 "Interventi
  per  la riperimetrazione del bosco di Santo Pietro" a firma degli
  onorevoli Fleres ed altri:

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO CHE:

     - in data 23 marzo 1999, con  decreto  assessoriale  n.  116 veniva
                 istituita la riserva naturale orientata "bosco di Santo
                 Pietro",  ricompresa  nei   territori   dei  comuni  di
                 Caltagirone e Mazzarrone, in provincia di Catania;

     -l'articolo 14, comma 3, della legge  regionale n. 33 del 1992 così
                 recita "è destinata a protezione della fauna selvatica,
                 una quota del 25  per  cento  del territorio agro-silvo
                 pastorale di ciascuna  provincia regionale ivi compresi
                 i territori nei  quali  sia comunque vietata l'attività
                 venatoria  anche  per   effetto   di   altre   leggi  o
                 disposizioni";

     - in base al piano   regionale   faunistico   venatorio   1998/2002
                 allegato  "B"  all'articolo  22  della  medesima  legge
                 regionale n. 33  del  1992,  la superficie territoriale
                 della provincia di  Catania, da sottoporre a protezione
                 è stata determinata nella  misura del 25 per cento pari
                 a 83.501 ettari;

     - dalla corposa   documentazione   acquisita  presso  l'Assessorato
                 regionale    dell'agricoltura    e    delle    foreste,
                 ripartizione   faunistico   venatoria,   emergono  dati
                 inconfutabili dai quali  si  evince  che  la superficie
                 preclusa alla caccia nella  provincia di Catania è pari
                 al 64 per  cento  del  territorio  agro-silvo pastorale
                 provinciale, debordando così del  40 per cento i limiti
                 previsti dalla legge;

     - nel decreto presidenziale del 7  luglio  2000  al  punto  2.3  si
                 sottolinea che il limite  del  25  per  cento  previsto
                 dalla legge deve  essere rispettato in maniera puntuale
                 e tassativa;

     - al punto 2.2   dello  stesso   decreto   si   legge   che   nella
                 quantificazione  del   territorio   da   sottoporre   a
                 protezione  "non  sono  stati  conteggiati  perchè  non
                 disponibili", i territori  soggetti a divieto di caccia
                 in forza di altri a disposizioni di legge;

     - i vincoli al quale è  stato  sottoposto  il  territorio  protetto
                 rendono  impossibile   il   normale  svolgimento  delle
                 attività agro-silvo pastorali  ed  inoltre  i  raccolti
                 sono andati in  parte  distrutti  così come documentato
                 dal prof. Nasca dell'Università di Palermo;

     - l'inibizione dell'attività venatoria  ha  causato  un  incremento
                 della  fauna  selvatica   ed  ha  arrecato  ingenti  ed
                 irreparabili danni alle  comunità  agricole che operano
                 nei luoghi;

     - la popolazione del coniglio selvatico  ha  superato  la soglia di
                 rischio e la sua presenza è dodici volte superiore alla
                 sopportabilità del territorio,  così  come  risulta dal
                 censimento effettuato dall'ente  gestore,  come  se non
                 bastasse il proliferare  delle  zecche  è  strettamente
                 correlato all'incremento demografico del coniglio;

     - ipotesi di abbattimenti  o  catture   non  sono  da  prendere  in
                 considerazione per la particolarità del territorio;

     - il comune di Mazzarrone, con  delibera  votata  all'unanimità, ha
                 chiesto  l'annullamento  del   decreto,  il  comune  di
                 Caltagirone  ha   chiesto   di   rideterminare   quanto
                 contenuto nel decreto,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - a porre in essere  tutte  le  iniziative  atte  a rivedere quanto
     contenuto nel decreto, in  premessa  citato,  in  modo da garantire
     parità  di  trattamento ma  soprattutto  il  rispetto  delle  norme
     regionali in vigore.

     D'AQUINO,  assessore   agli  enti  locali.  E'  accettato come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE.  Si  passa all'ordine del giorno n. 45 "Interventi
  in  merito  alla  posizione  previdenziale  dei  dipendenti delle
  Camere  di  commercio  della  Sicilia",  a  firma degli onorevoli
  Fleres ed altri.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO CHE:

     - in atto il trattamento  pensionistico dei dipendenti delle Camere
                 di  commercio della Sicilia è totalmente a carico delle
                 stesse e solo per i nuovi assunti a carico dell'INPDAP;

     - tale situazione  è  insostenibile, perchè da una stima effettuata
                 pare che l'ammontare del debito potenziale sia di circa
                 200 mila euro;

     - inoltre, non   sembra   siano  state  stipulate  convenzioni  con
                 istituti   e/o   enti   previdenziali   per  sanare  la
                 situazione  che  rischia  di  far  "saltare" il sistema
                 camerale,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     -   ad   effettuare  le  opportune  verifiche  ed  a  prevedere  la
     possibilità della stipula  di  apposita  convenzione  con l'INPDAP,
     anche per i dipendenti in atto a carico delle Camere di commercio;

     -  ad  iscrivere  nel  bilancio della Regione siciliana un apposito
     capitolo di  spesa  che permetta la costituzione di un fondo per il
     pagamento delle somme sopra evidenziate;

     -  a  compiere  qualsiasi  ulteriore atto utile alla risoluzione di
     quanto in premessa indicato.

     D'AQUINO,  assessore   agli  enti  locali.  E'  accettato come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE.  Si  passa all'ordine del giorno n. 46 "Interventi
  in  materia  di  precariato  in  Sicilia" a firma degli onorevoli
  Fleres ed altri.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO CHE:

     - la situazione del  precariato in Sicilia ha raggiunto livelli non
                 più definibili come fisiologici;

     - la realtà presente   a   livello   regionale  ha  comportato  una
                 differente  nozione  del problema lavoro poichè è stata
                 spostata  l'attenzione  più  sulla  risoluzione,  anche
                 temporanea  del  problema  "precariato" che sulla reale
                 creazione di occupazione;

     - il Governo della   Regione   è  spesso  chiamato  a  discutere  e
                 deliberare   su  ipotetiche  soluzioni  alternative  al
                 precariato che rimane un traguardo parziale ma comunque
                 sempre illusorio;

     - da un rapido   riscontro   il   problema   lavoro  ha  comportato
                 conseguenze anche sull'incremento del flusso migratorio
                 alla ricerca di una occupazione;

     - il risultato di  tale  politica  è  quello  che  i  dati riferiti
                 all'ultimo  decennio  in  Italia vedono la Sicilia agli
                 ultimi posti  con  un  dato  di  circa  5.000  occupati
                 rispetto ai 600.000 della media nazionale,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - ad attivarsi  con la massima tempestività al fine di verificare i
     dati  in  premessa  indicati  ma  soprattutto  a  porre  in  essere
     provvedimenti miranti ad una rapida normalizzazione della materia.

     D'AQUINO,  assessore   agli  enti  locali.  E'  accettato come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE.  Si  passa all'ordine del giorno n. 47 "Interventi
  in  favore  della  zootecnica"  a firma degli onorevoli Fleres ed
  altri.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO CHE:

     - è in atto il blocco della  movimentazione dei capi bovini verso i
                 macelli del  centro-nord d'Italia, imposto a seguito di
                 casi di "blue tongue" che si sono registrati;

     - tale blocco ha  determinato  un  ulteriore  appensantimento della
                 crisi      del     comparto     zootecnico     portando
                 all'esasperazione  tutti  gli  allevatori  costretti  a
                 mantenere il bestiame  in  azienda (ben oltre i normali
                 tempi di  allevamento),  anche per le conseguenze della
                 BSE e per  il ritardo con il quale le istituzioni hanno
                 affrontato l'intera questione;

     - il comparto costituisce  un non indifferente punto di riferimento
                 economico ed occupazionale,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - a chiedere e/o disporre:

     - provvedimenti  straordinari  ed  urgenti  per  lo  sblocco  della
                 movimentazione degli  animali  che  vengono  avviati ai
                 macelli;

     - la dichiarazione dello  "stato  di crisi" del comparto zootecnico
                 della Regione siciliana;

     - un adeguato sostegno per  il mancato reddito e per maggiori costi
                 sostenuti in conseguenza del blocco;

     - l'estensione alle  aziende  zootecniche  penalizzate  dal  blocco
                 sanitario,  degli  interventi  previsti dall'articolo 7
                 bis, lettera b) della legge n. 49 del 2001;

     - specifici interventi contributivi per l'attenuazione dei maggiori
                 costi di macellazione  e  per  il  trasporto  dei  capi
                 macellati ed  inviati presso strutture di lavorazione e
                 commercializzazione in tutto il Paese;

     - la sospensione  di   tutte   le   scadenze  fiscali,  tributarie,
                 contributive e  previdenziali,  per  tutte  le  aziende
                 penalizzate   dal   vincolo   di   movimentazione,   la
                 previsione di un  abbattimento  del  50 per cento delle
                 somme  dovute   e   la  rateizzazione  decennale  della
                 restante parte;

     - l'apertura immediata dell'ammasso  delle carni e l'attivazione di
                 maggiori controlli  per  tutti  i  capi  provenienti da
                 altre regioni.

     D'AQUINO,  assessore   agli  enti  locali.  E'  accettato come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE.  Si  passa all'ordine del giorno n. 48 "Interventi
  in  favore  dell'agrumicultura siciliana". Dell'onorevole Fleres.
  Ne do lettura:

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO CHE:

     - l'agrumicoltura è  un  settore portante per l'economia catanese e
                 siciliana   e   costituisce   un   riferimento  di  non
                 trascurabile  importanza  sul  piano  occupazionale  ed
                 ambientale;

     CONSIDERATO CHE:

     - ormai da anni,  l'importante  comparto  è  ormai investito da una
                 gravissimia crisi determinata da una serie di scelte di
                 politica  economica  che  hanno portato all'intasamento
                 dei  mercati  a  discapito  delle produzioni agrumicole
                 meridionali  (e  siciliane in particolare) che, a causa
                 dell'alta  incidenza  dei  costi  di produzione e degli
                 effetti   della   concorrenza   spietata  dei  prodotti
                 importati,  non  vengono  quasi  mai  quotate  a prezzi
                 remunerativi;

     TENUTO CONTO CHE:

     - le aziende agrumicole  sono  ancora  in  attesa  degli interventi
                 varati da  tempo  per fronteggiare le varie emergenze e
                 per soccorrere e rilanciare le imprese in difficoltà;

     - nel corso della  corrente  campagna,  a causa dei continui sbalzi
                 termici,  della  prolungata siccità (i cui effetti sono
                 stati  aggravati  dalla  mancanza  od  insufficienza di
                 acqua  e spesso dell'irrazionale utilizzo delle risorse
                 idriche disponibili)  e  di tutti gli altri eventi che,
                 fino  agli  ultimi giorni, hanno stressato e seriamente
                 danneggiato gli agrumeti e compromesso le produzioni;

     RISCONTRATO CHE:

     - i forti e devastanti venti sciroccali (accompagnati da improvvisi
                 abbassamenti  termici)  delle  ultime  settimane  hanno
                 provocato consistenti danni gli agrumenti (con notevole
                 defogliazione  delle  piante  che,  ove  riusciranno  a
                 sopravvivere,     avranno     bisogno    di    potature
                 straordinarie  con  ulteriori aggravi per i già precari
                 bilanci delle  aziende  per i costi da affrontare e per
                 la mancata o limitata produzione dei prossimi anni sino
                 alla   normale   ripresa   del   ciclo   produttivo)  e
                 compromesso  la  produzione (sia in termini qualitativi
                 che  sotto  l'aspetto  delle  quantità prodotte sia per
                 quanto concerne gli accentuati fenomeni di cascola e di
                 conseguente  necessità  di  accelerare le operazioni di
                 raccolta per evitare che tutto vada perduto);

     PRESO ATTO:

     - delle difficoltà,  della  viva  e  giustificata  preoccupazione e
                 delle  ragioni dei produttori agrumicoli già fortemente
                 danneggiati e provati;

     RITENUTO CHE:

     - la situazione   non  potrà  essere  fronteggiata  attraverso  gli
                 interventi normali previsti dalla Legge 185/92;

     VISTE:

     - le risultanze  dei  monitoraggi  effettuati  dai  tecnici e dalle
                 proposte avanzate dalla Consulta Agrumicola Provinciale
                 di Catania.

                                 IMPEGNA

                       IL PRESIDENTE DELLA REGIONE

                 E L'ASSESSORE REGIONALE ALL'AGRICOLTURA

     - a chiedere e/o disporre:

     - all'adozione  di  provvedimenti  concreti  ed  urgenti per venire
                 incontro  alle  diverse  esigenze  degli agrumicoltori,
                 attraverso  la  dichiarazione  dellos tato di crisi del
                 settore, l'avvio di ritiri straordinari, la sospensione
                 di  tutte  le scadenze (fiscali, contributive, bancarie
                 ecc.)  e  l'accelerazione  di  tutti gli interventi per
                 soccorrere le aziende in difficoltà.

     D'AQUINO,  assessore   agli  enti  locali.  E'  accettato come
  raccomandazione.

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che su
  questi  temi  che abbiamo trattato oggi relativi all'agricoltura,
  che  sono  stati  accettati  come  raccomandazione, tenendo conto
  anche   dell'intervento   dell'onorevole   Villari,  ritengo  sia
  necessario   che   dopo   l'approvazione  del  bilancio  e  della
  finanziaria  il  primo  collegato  di  disegno  di legge che deve
  essere  portato  in Aula, dopo che la commissione di merito abbia
  dato  il  proprio parere, sia il tema dell'agricoltura in maniera
  tale che  ci  sia  un  collegamento,  nei  limiti  delle cose che
  riusciamo a  non  fare  più  in  questa Aula e che possa condurre
  all'attenzione  con un disegno di legge una problematica relativa
  all'agricoltura,  tenuto  conto  che  è  un  problema  grosso  ed
  importante,   quale  quello  che  ha  visto  presentatori  di  un
  emendamento  in  Commissione  l'onorevole  Leanza assieme a tanti
  altri  deputati sull'agricoltura, deve e può essere tenuto in una
  massima considerazione in quello che era il tema dell'agricoltura
  biologica.
       Comprendo  che  alla  finanziaria  probabilmente  non poteva
  sottolinearne  i  contributi  positivi,  ma  subito  dopo  se non
  sfonderemo  quel  plafond  di 100 miliardi che sono a sostegno di
  queste  cinque  iniziative,  noi  potremmo  seriamente affrontare
  alcuni  di  questi  problemi, coordinandoci con il vicepresidente
  dell'Assemblea  e  con l'Assessore all'agricoltura per portare un
  momento  di  chiarezza  e  responsabilità in agricoltura da parte
  dell'Assemblea.
       Cioè il fatto che ci siano ordini del giorno che pare non si
  neghino  più  a  nessuno  come  voto  favorevole,  sono  i famosi
  'cavalierati',  onorevole Governo, che non si negavano a nessuno;
  il  cavalierato ed un sigaro non si negavano a nessuno. E siccome
  so  per esperienza quinquennale che gli ordini del giorno restano
  -  come  le  mozioni  -  lettera  morta, allora il tema serio che
  voglio  porre  è  che  l'Assemblea  prenda atto che deve avere un
  momento  d'azione  reale  in  agricoltura, al di là delle parole;
  andiamo  con  i  disegni  di legge, e un disegno di legge che sia
  seriamente  intestato  all'agricoltura  e  cerchiamo  di porre in
  essere,  signor  Presidente  ed  onorevole Governo, un disegno di
  legge  che possa dare quel respiro necessario alle iniziative che
  vengono  dibattute  stancamente  come  se fossero pisellini e non
  oggetto di enorme importanza.

     INCARDONA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     INCARDONA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il tema che
  oggi  si  discute  ampiamente qui in Aula, relativo all'emergenza
  che  in  agricoltura si sta registrando, è un tema che condivido,
  va  rivisitato  e  va  affrontato  attraverso un disegno di legge
  complessivo,  un  disegno  di  legge  che  potremmo definire ..la
  Regione siciliana insomma dovrebbe ridisegnare tutta la normativa
  che riguarda l'agricoltura, perchè diversi sono i problemi, anche
  per  esempio  in  ordine alla gestione dell'assistenza tecnica in
  agricoltura.
       Come  pure il problema che riguarda l'agricoltura biologica,
  perchè  nel momento in cui la concorrenza e la produzione è ormai
  diffusa in tutto il pianeta, è chiaro che la Sicilia, essendo una
  zona  vocata  ad  un tipo di agricoltura pulita, può diventare il
  territorio naturale per produrre un tipo di prodotti agricoli che
  siano nel mercato internazionale prodotti di nicchia, perchè solo
  in  questa  prospettiva  è possibile superare la concorrenza ed è
  possibile  che  i  nostri  agricoltori abbiano un reddito che non
  solo  dia  dignità al loro lavoro, ma che dia loro la possibilità
  di  continuare  a lavorare e dia la possibilità a questa Terra di
  evitare che ci siano altre stagioni di emigrazione.
       Allora  in questa prospettiva sono d'accordo, ma questo è un
  discorso  di  prospettiva,  caro Presidente e onorevole Assessore
  che oggi rappresenta il Governo, qui però ci sono delle emergenze
  che  vanno  discusse  rispetto  alle  quali il Governo regionale,
  proprio  nella  persona  dell'assessore  regionale,  ha già preso
  degli  impegni.
       Allora ribadisco quello che già è stato detto:  oggi sarebbe
  stata    opportuna    la    presenza   dell'Assessore   regionale
  all'agricoltura. Il Governo  regionale  ha preso degli impegni, e
  li ha presi nel momento in cui vi sono state delle manifestazioni
  che hanno riguardato  diverse  piazze  e  che  stanno riguardando
  diverse piazze siciliane.
       So che  l'Assessore  regionale  è  impegnato oggi a Roma per
  l'audizione   nella   Commissione   Agricoltura   al   Parlamento
  nazionale, forse  avremmo  dovuto organizzare i lavori in maniera
  diversa,  oppure avrebbe dovuto sacrificare, comunque, la propria
  presenza presso la Commissione nazionale per stare qui in Aula ad
  ascoltare quello che il Parlamento regionale ha da dire su queste
  cose e , soprattutto, perché questo Parlamento intende richiamare
  il governo  e l'Assessore agli impegni che esso stesso ha assunto
  nel momento  in  cui  ha  proposto,  per  cercare  di risollevare
  l'agricoltura  siciliana  -  ed  in  particolare, la serricoltura
  siciliana -  che  è  stata attaccata da una campagna denigratoria
  condotta   gratuitamente  dalla  stampa,  da  testate  importanti
  nazionali, il  Governo  si  è impegnato anche a fare una campagna
  promozionale.
       Allora io, lo  chiedo  oggi  qui e lo farò con un altro atto
  parlamentare, chiedo  al Governo regionale di sapere entro quanto
  sarà avviata  la  campagna  pubblicitaria  a  favore dei prodotti
  ortofrutticoli della nostra Isola, perché è necessario che quella
  dignità che è  stata  tolta ai nostri prodotti e che non riguarda
  soltanto essi,  ma  che  riguarda  alla  fine tutto il territorio
  siciliano ed  i siciliani e i produttori siciliani. Perché non si
  può dire e  non  si  può  consentire  a  nessuno  di  dire  che i
  produttori siciliani  sono  furbi  perché  evitano di portare sui
  mercati le  loro  produzioni  per  cercare  di  fare lievitare il
  prezzo.
       I  prodotti  dell'ortofrutto  sono  prodotti  deperibili  e,
  quindi, non  possono  formare  oggetto  di aggiotaggio. Allora il
  Governo, oggi, ci deve dire entro quanto sarà avviata la campagna
  promozionale dei prodotti ortofrutticoli.
       Perché? Perché  è  stata  violata  la  legge  di mercato, la
  legge del  libero  scambio.  Ci  sono  state diverse trasmissioni
  televisive  che   hanno  alterato  la  formazione  del  punto  di
  equilibrio   tra   la  domanda  e  l'offerta.  Bisogna,  intanto,
  intervenire  immediatamente  per ristabilire questo principio del
  libero scambio  e della libera formazione del punto di equilibrio
  tra la domanda e l'offerta e questo si deve fare subito.
       Inoltre,   la  III  Commissione  "Attività  produttive"  del
  Parlamento siciliano,  si è recata in visita istituzionale presso
  la provincia di  Ragusa,  su  mio  invito, e lì la Commissione ha
  potuto constatare  la gravità della crisi che riguarda il settore
  ortofrutticolo,  ed in particolare, quello della serricoltura, ed
  anche  lì   la   Commissione  regionale  ha  ritenuto  di  dovere
  impegnare, non  solo  se stessa, ma anche il Governo regionale, a
  prendere immediatamente delle iniziative.
       Allora ci sono, sì, sono due le questioni da affrontare: una
  è l'emergenza  e  rispetto  all'emergenza  bisogna che il Governo
  intervenga oggi,  non domani; e poi ce n'è un'altra, quella della
  riorganizzazione  del  settore  dell'agricoltura.  Di rivedere le
  leggi e,  nel  contempo,  affrontare  tutte  le problematiche che
  riguardano questo  settore,  a  partire  dagli  impegni  che  nel
  passato la  Regione  ha  preso nei confronti degli agricoltori, a
  partire dagli  impegni  che  la  Regione  ha  nei confronti degli
  agricoltori per  quello  che  è  stato  loro  non  liquidato,  ma
  promesso attraverso  una serie di contribuzioni che, però, ancora
  materialmente l'agricoltore non ha ricevuto.osso
       Bisogna, quindi,  che  in  un  quadro  complessivo  anche di
  programmazione  della  politica  siciliana e degli interventi, il
  Governo dia  una scala di priorità. Se noi crediamo veramente che
  in  Sicilia   si  debba  fare  agricoltura  e  che  l'agricoltura
  rappresenta uno  dei  settori trainanti e che l'agricoltura è uno
  dei settori  che  eviterà  l'emigrazione ai siciliani.  E' uno di
  quei settori  in  cui  si  può  investire.  Allora bisogna che si
  dimostri coerentemente attraverso degli atti concreti.
       Intanto  per  gestire  l'emergenza  quello  che i produttori
  siciliani stanno lamentando  è  che è stata alterata la legge del
  libero scambio.
       Intanto bisogna intervenire e ripristinare quell'equilibrio,
  questo immediatamente.  E  poi  possiamo affrontare come è giusto
  che  venga  affrontato  immediatamente  dopo  la  votazione della
  finanziaria  la  discussione  per  riorganizzare tutto il settore
  dell'agricoltura.
       Quindi, assessore D'Aquino, le chiedo di pronunciarsi per il
  Governo, su quando partirà questa campagna pubblicitaria a favore
  dei nostri prodotti siciliani.

     PRESIDENTE.  Onorevole Incardona, il tema che lei ha sollevato
  è   sicuramente   importante,  così  come  avevano  già  indicato
  l'onorevole Cintola ed altri deputati.
       Credo che a questo punto, più che un impegno del Governo sia
  necessario  un  impegno  da parte della Conferenza dei Presidenti
  dei  gruppi parlamentari al fine di richiedere un'apposita seduta
  per      affrontare     complessivamente     le     problematiche
  dell'agricoltura.  E  se  lo  ritiene  l'Aula  potrà  indicare al
  Governo  stesso  alcune  soluzioni,  alcune ipotesi attraverso le
  quali superare i problemi che sono stati posti.

     LEONTINI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LEONTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido le
  motivazioni che  sono  state  espresse  dai  colleghi Incardona e
  Cintola. Mi  associo all'appello che ha fatto l'onorevole Cintola
  sulla  necessità di una maggiore presenza del Governo allorquando
  saranno stabiliti i lavori d'Aula.
       Pertanto, chiedo  a lei, signor Presidente, per quello che è
  di  sua  competenza, sia all'assessore D'Aquino, qui presente, di
  farvi  portavoce  dell'esigenza espressa dall'Aula di rendere più
  funzionale il  rapporto  fra  il  Parlamento ed il più proficuo e
  funzionale possibile.
       L'agricoltura  della  nostra  Regione ha subito negli ultimi
  tempi  le  conseguenze  di  varie  situazioni pesanti, difficili,
  calamitose per un  verso  e per un altro verso, invece, derivanti
  da attacchi  strumentali che, anche a livello di stampa nazionale
  sono stati  in abbondanza profusi, perfino da emittenti di Stato,
  in    trasmissioni   televisive,   disinformazione,   addirittura
  l'indicazione   dei   prodotti   dell'ortofrutta  siciliani  come
  avvelenati da gas tossici  e chi più ne ha più ne metta. Danni ai
  quali bisogna  reagire  in  modo  forte  e  determinato con delle
  misure che  siano  capaci  di  rendere  questa reazione pari alla
  pesantezza dell'azione.
       In   questo   caso   possiamo   associare   alla  difficoltà
  dell'agricoltura   del   nostro   comparto  quella  del  comparto
  zootecnico,  afflitto  dalle  varie  situazioni  derivanti  dalla
  diffusione della  BSE,  e  da  alcune situazioni di ritardo nella
  erogazione di provvidenze e contributi che al comparto, comunque,
  si debbono in forza di alcune norme.
       Oggi  proprio  nel bel mezzo del dibattito sulla finanziaria
  noi possiamo ben distinguere quanto è di immediata competenza del
  Governo e  quanto  invece  è  di  competenza  dell'Aula  e quindi
  dell'iniziativa parlamentare.
       Se tutti  insieme,  con  Cintola,  Incardona  e  gli  altri,
  abbiamo indicato  la necessità di intervenire nel settore in modo
  organico,  sia  per  indicare  provvidenze di carattere economico
  finanziario, sia  per indicare delle norme che possono aiutare il
  rapporto tra  gli  operatori e gli imprenditori della zootecnia e
  dell'ortofrutta e la pubblica amministrazione regionale, possiamo
  farlo solo  attraverso una legge organica di comparto.
       E siccome  abbiamo  detto  in questa sede, fino a ieri sera.
  che tra  gli accantonamenti positivi di questa finanziaria ce n'è
  uno cospicuo che abbiamo messo a disposizione e che faranno parte
  di  specifici  disegni di legge autonomi che dovranno intervenire
  nei  settori  dell'agricoltura e delle attività produttive, e poi
  del riordino delle coste, e poi della riforma della materia sugli
  appalti  dei lavori pubblici, bene  Possiamo impegnarci in questa
  sede,  come Capigruppo, come Presidenza dell'Assemblea insieme al
  Governo che  dovrà fornire le sue proposte, mettere in calendario
  all'ordine  del  giorno  dell'iniziativa  parlamentare come primo
  disegno di  legge,  collegato,  e quindi a cui metter mano subito
  dopo  la  finanziaria,  un  disegno  di  legge  la  zootecnica  e
  l'agricoltura siciliana con le provvidenze che il comparto merita
  e  con  quelle  iniziative  di  carattere  normativo che potranno
  migliorare   il   rapporto,   renderlo  più  funzionale  tra  gli
  operatori, gli imprenditori e la pubblica amministrazione.
       Il nostro  primo  impegno  quindi  è  quello di aggredire la
  difficoltà    di   questo   comparto   attraverso   un'iniziativa
  legislativa  e  parlamentare che riguardi proprio l'agricoltura e
  la  zootecnia.  Questo  lo  possiamo  sicuramente inserire tra le
  nostre   iniziative.
       Chiediamo  pertanto  alla Presidenza dell'Assemblea di farsi
  carico  anche  di  questa  richiesta perché  noi possiamo, subito
  dopo la  finanziaria, mettere in agenda un primo disegno di legge
  che  riguardi  anche  la  spesa,  sicuramente  importante  per il
  comparto,   e   che   riguardi   anche  le  attività  produttive,
  l'agricoltura  e  la  zootecnia.  In quel caso diventa iniziativa
  organica, che aggredisce le difficoltà del settore e che fornisce
  una risposta  al  settore.  Quella  risposta  che  il settore, in
  questo momento, e i suoi operatori attendono.
       Colgo l'occasione per dire,  e  questo  ci  serve  anche per
  sciogliere  alcuni  nodi   che  anche  questa  mattina  si  erano
  addensati nel  dibattito  sul  petrolchimico.
       Onorevole    Speziale,    pare    che   definitivamente   ed
  ufficialmente il decreto legge sia stato approvato. E' notizia di
  questi  ultimi  minuti;  ne  prendiamo atto con soddisfazione. E'
  questa   un'iniziativa  che  tempestivamente  dà  ragione  di  un
  comportamento che per un verso risolve il problema di un comparto
  che  dà  sicuramente soddisfazione all'Aula perché  nel bel mezzo
  di  un  dibattito sull'argomento il Governo nazionale viene fuori
  con   una   soluzione   tempestiva   che   riguarda   proprio  il
  soddisfacimento  delle  richieste  che dal nostro dibattito erano
  elevate.  Quindi  ne  prendiamo  atto  con  soddisfazione,  siamo
  solidali con i lavoratori per la cui causa in questi giorni tutti
  insieme c'eravamo  battuti e, anche da parte nostra, il plauso al
  Governo  nazionale  per  un'iniziativa tempestiva che costituisce
  una risoluzione importante. Grazie.

     CRISAFULLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRISAFULLI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  debbo
  ringraziare   dell'opportunità  che  mi  viene  data,  visto  gli
  argomenti  usati  dagli  estensori  dell'ordine  del  giorno.
       Si affronta, o si tenta di affrontare, per la prima volta in
  maniera   organica   dall'inizio   della   legislatura   un  tema
  significativo   come   quello   di  tutto  il  comparto  agricolo
  siciliano. E mi pare di avere capito che su questa possibilità si
  vuole fare  uno  sforzo  tendendo  a  creare le condizioni per un
  riassetto e una riorganizzazione del comparto agricolo produttivo
  siciliano. E'  evidente  che ognuno di noi deve rapportarsi a ciò
  che sono  i regolamenti dell'Unione europea, ciò che è previsto e
  ciò che  non  è  consentito,  ma  una  delle  cose  che  dobbiamo
  cominciare a  dirci  è  che  non  è  consentito che l'agricoltura
  siciliana  resti  abbandonata.  Non  vi  sono opzioni di adeguato
  sostegno   a   singoli   settori,   nonostante   i   processi  di
  miglioramento  del  comparto agricolo oggi siano sotto gli occhi.
  Il vino, l'olio, sono un dato reale.  Avrebbe potuto essere anche
  un dato reale la zootecnia siciliana se utilizzando positivamente
  la vicenda  amara  della  "mucca pazza" si fosse fatta una scelta
  tendente  a  valorizzare  le  produzioni  endogene, che avrebbero
  potuto consentire  la  conquista  di  mercati nuovi per la nostra
  produzione, essendo la nostra una produzione fortemente biologica
  e genuina, specie quella delle aree in cui viene praticato ancora
  il pascolo  brado,  le  aree  interne,  la montagna.  Ma anche la
  zootecnia  cosiddetta  forte delle aree della nostra Sicilia come
  Ragusa e aree limitrofe.
       Tutto  ciò  impone  una discussione. Colgo nella indicazioni
  dell'onorevole  Leontini  lo  sforzo  di  orientare le scelte dei
  capigruppo e  del  Governo  a  far  sì  che  dopo  la sessione di
  bilancio si  possa  fare  una  discussione  sul  disegno di legge
  legato   al   comparto   agricolo.   Mi   permetto   di  cogliere
  positivamente   e   favorevolmente  l'indicazione  dell'onorevole
  Leontini ma vorrei aggiungere qualche considerazione.
       Io sono perché si faccia una discussione ampia in Aula sullo
  stato di crisi  del comparto agricolo siciliano, sulle mancanze e
  le  correzioni  necessarie. Ma  tutto  ciò  si  può  fare  se  si
  aggiustano oggi  nel  bilancio  della  Regione  alcuni  capitoli,
  alcune quote finanziarie.  Vorrei  che qualcuno mi spiegasse come
  altrimenti si può  dare  risposta  ai  produttori  di agricoltura
  biologica ......

     CINTOLA. Ci sono cento miliardi dei 5 collegati.

     CRISAFULLI. Le  faccio  un  conto  più  elementare,  onorevole
  Cintola. Vorrei che lei  avessi chiaro che 100 miliardi servono a
  pagare il biologico arretrato.  Sono  60 l'anno in più rispetto a
  quelli  che   sono  necessari  per  quanto  riguarda  l'indennità
  compensativa che sono  altri 40.
       Onorevole Cintola, io  apprezzo  il  suo  sforzo ma le posso
  assicurare  che   è  la  manovra  che  deve  consentire  ora  una
  discussione che consenta gli appostamenti delle disponibilità.
       Noi - nel  corso  dei  lavori  lo  verificheremo  -  abbiamo
  presentato degli  emendamenti ma comunque riteniamo che l'impegno
  assunto dall'onorevole Leontini  debba  essere un impegno che poi
  fa  proprio il  Governo,  per  mettere  nelle  condizioni  questo
  Parlamento, di fare  una verifica e, utilizzando gli appostamenti
  che  il  Governo   si   farà  carico  di  creare  accettando  gli
  emendamenti dei  colleghi  parlamentari  al  proprio  disegno  di
  legge, di poter poi legiferare con facilità e con serenità.
       Pertanto, mi   permetto   di   pronunciarmi   fin   da   ora
  favorevolmente   al  percorso  indicato  dall'onorevole  Leontini
  sempre che non sia  un  percorso  fatto di fumerie inutili se non
  c'è un appostamento  già precostituito che consenta al Parlamento
  di legiferare.

     PRESIDENTE. Comunico che  è  stato  presentato  l'  ordine del
  giorno n. 51 "iniziative per l'adozione di piani di vendita degli
  alloggi  di   edilizia   residenziale  pubblica"  a  firma  degli
  onorevoli Oddo e altri.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che la dismissione del patrimonio di edilizia residenziale
                 pubblica è, ormai,  divenuta  un  obiettivo  urgente  e
                 preminente del governo nazionale, che nel breve arco di
                 tempo, ha  emanato  numerose  disposizioni legislative,
                 decreti ministeriali  e  circolari rivolte a provvedere
                 alle  dismissioni  e alla  alienazione  del  patrimonio
                 pubblico (DL n. 480/99, DPR n. 23/2000 ed altri);

     CONSIDERATO che gli enti proprietari e  gestori  degli  alloggi  di
                 edilizia  residenziale  pubblica   in   Sicilia  (IACP)
                 versano in uno stato di dissesto finanziario;

     RILEVATO che le ragioni delle gravi difficoltà  di  bilancio  degli
                 IACP sono da individuare nella  difficoltà  di gestione
                 di un cospicuo patrimonio  abitativo  determinato dalla
                 impossibilità di riscuotere regolarmente  i  canoni  di
                 locazione da parte degli  assegnatari,  delle morosità,
                 del  continuo  stillicidio  di  spese  di  manutenzione
                 straordinaria  della   piaga  dell'occupazione  abusiva
                 degli alloggi;

     VISTO le ultime  proposte  di piani di  vendita  degli  alloggi  di
                 E.R.P.  effettuate da parte degli  IACP  DELLA  Regione
                 siciliana  sono  state   definite  immediatamente  dopo
                 l'approvazione della legge regionale n. 43 del 1995 che
                 ha reso attuabile in Sicilia la legge n. 560 del 1993 e
                 che da allora non sono state modificate né aggiornate;

     RILEVATO che l'art. 95 della legge regionale  n.  6/2001,  gli IACP
                 dovevano   definire   nuovi  piani   di   vendita   che
                 incrementavano del 20 per cento  le  proposte  ad  oggi
                 approvate;

     CONSIDERATO che   la   scadenza   prevista  per   legge   è   stata
                 abbondantemente  superata  e  non   è  arrivata  alcuna
                 proposta dagli IACP, mentre continua ad essere forte la
                 richiesta  da  parte  degli   inquilini   di  procedere
                 all'acquisto degli alloggi,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

              E, PER ESSO, L'ASSESSORE PER I LAVORI PUBBLICI

     - a emanare in tempi rapidissimi una circolare agli IACP per fargli
     predisporre  nuovi  piani  di vendita  degli  alloggi  di  edilizia
     residenziale  pubblica secondo le nuove  disposizioni  di  legge  e
     qualora, dopo l'invio delle circolari,  passassero  inutilmente  30
     giorni,  di  predisporre  l'invio  negli   IACP   inadempimenti  di
     ispezioni amministrative.

     D'AQUINO , assessore agli  enti  locali. Il Governo lo accetta
  come raccomandazione.

     PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stato  presentato  l'ordine del
  giorno  n.  50  "iniziative  a  sostegno degli allevatori vittime
  dell'emergenza  'mucca  pazza'"  a  firma degli onorevoli Oddo ed
  altri.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che le misure adottate per contenere l'emergenza B.S.E. di
                 "mucca pazza" hanno  finito  col  deprimere  il mercato
                 della carne in  quanto le disposizioni sanitarie decise
                 a livello nazionale da  quasi un anno bloccano, che per
                 le province che  non hanno avuto alcun caso d'infezione
                 virale, la movimentazione  di  capi  bovini  fuori  dai
                 confini regionali;

     RILEVATO che tali  misure sono  state  rese  più  stringenti  dalla
                 contemporanea diffusione del morbo della "lingua blu" e
                 che la recente scoperta  di  un  caso  di "mucca pazza"
                 nella provincia di Ragusa  e  di  un  caso  di contagio
                 umano  nella   provincia   di  Agrigento  non  lasciano
                 immaginare a breve una modifica di tale situazione;

     CONSIDERATO che  il blocco  della  movimentazione  dei  capi  e  la
                 perdurante crisi del mercato delle carni ha costretto a
                 mantenere  in  azienda,   oltre   i  normali  tempi  di
                 allevamento, migliaia di  capi  bovini  e  ovini con il
                 conseguente aumento dei costi;

     OSSERVATO che  tali  costi  sono  ulteriormente  lievitati  per  la
                 necessità di acquistare quantità superiori di mangimi e
                 foraggio  a   seguito  della  stagione  particolarmente
                 siccitosa;

     RITENUTO necessario compensare  tale  evidente  danno economico sia
                 agli allevatori che ai carnezzieri,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - ad intervenire, anche  nelle  sedi  nazionali e comunitarie, onde
     consentire  un  adeguato   indennizzo   per  gli  allevatori  ed  i
     carnezzieri vittime degli eventi  di cui in premessa, estendendo le
     misure compensative già  previste per la brucellosi e predisponendo
     specifiche azioni in favore dei titolari delle carnezzerie.

     D'AQUINO , assessore agli  enti  locali. Il Governo lo accetta
  come raccomandazione.

     PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stato  presentato  l'ordine del
  giorno n.  49  "Attuazione  della  legge regionale 15 del 2000 in
  materia di  tutela degli animali", a firma degli onorevoli Oddo e
  Panarello.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che la legge  regionale  3  luglio  2000,  n.  15  recante
                 "Istituzione dell'anagrafe canina e norme per la tutela
                 degli   animali   d'affezione   e  la  prevenzione  del
                 randagismo", è  stata approvata con quasi dieci anni di
                 ritardo rispetto alla legge quadro nazionale;

     RILEVATO che questa legge non è di fatto attuata;

     CONSIDERATO che,  per  renderla  attuabile,  sono  necessari alcuni
                 adempimenti da parte dell'Assessore alla sanità;

     RILEVATO che i  termini  perentori stabiliti dalla stessa legge per
                 l'adozione  dei  necessari  provvedimenti  di  cui agli
                 articoli 4, 10 e 19, sono abbondantemente scaduti;

     TENUTO CONTO che il fenomeno del randagismo nella nostra regione ha
                 raggiunto livelli inaccettabili;

     VISTE le difficoltà  dei  comuni  nella  gestione,  in proprio, dei
                 servizi di  cattura  degli animali randagi da avviare a
                 successiva sterilizzazione;

     RILEVATE le non   frequenti   denunce   da  parte  di  associazioni
                 animaliste,   sulla   gestione   spesso  scandalosa  ed
                 incivile   dei  canili  pubblici  e  privati,  favorita
                 dall'assenza   delle   norme   regolamentari  sui  loro
                 requisiti;

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

                  E, PER ESSO, L'ASSESSORE ALLA SANITA'

     -  all'istituzione,  presso  l'Assessorato  alla  sanità, dell'Albo
     delle associazioni  per  la  protezione  degli  animali,  cui  sono
     iscritte le  associazioni,  costituite  con  atto  pubblico, che ne
     facciano richiesta e che perseguano, senza fini di lucro, obiettivi
     di tutela, cura e protezione degli animali (art. 19 legge regionale
     n. 15/2000);

     - all'istituzione,  con decreto del Presidente della Regione, della
     commissione per  i  diritti  degli  animali, con compiti consultivi
     sullo stato  di  attuazione  e  sulle  materie  inerenti  la legge,
     commissione composta,  tra  gli  altri, da tre rappresentanti delle
     predette  associazioni  iscritte  all'Albo regionale (art. 10 legge
     regionale n. 15/2000);

     - all'emanazione  con  decreto  del  Presidente  della  Regione, su
     proposta dell'Assessore  alla  sanità, sentita la commissione per i
     diritti degli animali, del regolamento di esecuzione della predetta
     legge (art. 4 legge n. 15/2000).

     D'AQUINO , assessore agli  enti  locali. Il Governo lo accetta
  come raccomandazione.

     PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stato  presentato  l'ordine del
  giorno n. 52 "Modifiche al regolamento sulle modalità d'uso sulla
  riserva naturale di Pergusa" a firma dell'onorevole Crisafulli.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che le   leggi   regionali   nn.   98/81  e  14/88  recano
                 disposizioni  per  l'istituzione  di  parchi  e riserve
                 naturali;

     PREMESSO altresì  che  con  la  legge  regionale  n.  71/95 è stata
                 istituita, al fine di salvaguardare il bacino pergusino
                 e  le  relative  presenze floro-faunistiche, la riserva
                 naturale  speciale  del  lago  di  Pergusa ricadente in
                 territorio del comune di Enna, provincia di Enna;

     CONSIDERATO che  il  secondo  comma  dell'articolo  13  della legge
                 regionale  n.  71/95 affida alla Provincia regionale di
                 Enna  la  gestione  della  riserva naturale speciale di
                 Pergusa;

     CONSIDERATO ancora  che tra i compiti della gestione vi è quello di
                 consentire lo svolgimento dell'attività motoristiche al
                 di  fuori  del  periodo  di sosta e nidificazione degli
                 uccelli  ed  alla  realizzazione  di altro autodromo in
                 località vicina al posto attuale;

     OSSERVATO che  nel  Regolamento recante modalità d'uso ed i divieti
                 vigenti  nella  Riserva  naturale  speciale di Pergusa,
                 approvata  con Decreto assessoriale n. 498/44 del 2001,
                 è  fatto  obbligo  di consentire l'attività motoristica
                 solo  nel  periodo  compreso  tra il 15 maggio ed il 15
                 agosto così come si evince all'articolo 12;

     OSSERVATO altresì  che  l'Ente  autodromo di Pergusa ha iscritto le
                 gare della stagione motoristica 2002 presso le autorità
                 sportive  internazionali  (FIA) e nazionali (CSAI) ed è
                 già  stato  redatto  il calendario delle manifestazioni
                 motoristiche   che  si  effettueranno  nel  periodo  15
                 marzo-15  novembre,  così  come  autorizzato negli anni
                 passati;

     CONSIDERATO che  la  modifica  del  periodo di attività motoristica
                 succitato   comporterebbe  una  grave  ed  irreparabile
                 perdita  di  immagine  ed  un grave danno economico per
                 l'intera comunità locale;

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     a  procedere  rapidamente alla modifica degli obblighi previsti nel
     Regolamento  recante modalità d'uso della riserva naturale speciale
     di  Pergusa,  ed in particolare ad estendere il periodo di attività
     motoristiche,  ripristinando  il divieto ex-ante l'approvazione del
     Decreto  assessoriale n. 498/44, dal 15 marzo al 15 novembre, nelle
     more   della  delocalizzazione  e  della  realizzazione  del  nuovo
     circuito.

       Il parere del Governo?

     D'AQUINO , assessore agli enti locali. Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E'approvato)

        PRESIDENTE.  Comunico  che  è stata aggiunta anche la firma
  dell'onorevole Leanza Edoardo. L'Assemblea ne prende atto.
       Comunico che  è  stato  presentato l'ordine del giorno n. 53
  "Concessione di grazia a Ovidio Bompressi", degli onorevoli Ferro
  ed altri.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

     - dal delitto  Calabresi  sono  trascorsi  circa  trenta  anni e la
     detenzione di Bompressi  e  Sofri,  rinchiusi  da  cinque  anni nel
     carcere di Pisa dovrebbe durare fino al marzo 2017;

     - la vicenda  processuale è ormai conclusa e che, indipendentemente
     dal giudizio che  si  vuole dare sull'esito sia Bompressi che Sofri
     hanno dimostrato  ampiamente,  nei  fatti,  di essere profondamente
     diversi da quelle  personale  che  il  giudizio  finale  ha  voluto
     punire;

     - il Presidente Ciampi ha recentemente risposto, ad una lettera che
     intendeva rappresentare il  caso  "di conoscere bene la complessa e
     tormentata  vicenda  processuale"  di  Adriano  Sofri  e  dei  suoi
     coimputati e di essere "consapevole della mutazione teleologica che
     la pena subisce quanto venga irrogata a lunga distanza di tempo dai
     fatti soprattutto se restrittiva della libertà personale";

     - la famiglia Calabresi ha espresso sulle iniziative finalizzate ad
     ottenere la grazia una generosa neutralità;

     - che Ovidio Bompressi è stato recentemente scarcerato per le gravi
     condizioni fisiche e psicologiche derivate dalla carcerazione e che
     un  suo  ritorno  in  carcere  appare  talmente  rischioso  da fare
     concretamente temere per la sua vita;

     PRESO ATTO di come su  tutto il territorio nazionale siano in corso
                 iniziative    promosse   dai   cittadini   di   diversi
                 orientamenti politici  e prese di posizione di consigli
                 comunali e sindaci di molte città italiane;

                                   FA VOTI

     affinché il Ministro  di  grazia  e  giustizia  compia  un gesto di
     grande sensibilità  e apertura istruendo nuovamente la richiesta di
     grazia  presentata   dai   familiari  di  Bompressi  e  quella  che
     nell'ottobre 2000 fu  presentata  per  Adriano Sofri da senatori di
     diverse forze politiche e che, ancor oggi, attende risposta.

     D'AQUINO , assessore agli  enti  locali. Il Governo lo accetta
  come raccomandazione.

        PRESIDENTE.  Comunico  che  è stato presentato l'ordine del
  giorno n.  55  "Impiego  delle  entrate del settore venatorio", a
  firma  degli  onorevoli  Oddo  e  Panarello.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che il   gettito  delle  tasse  di  concessione  regionale
                 relativo   alle   aziende   faunistico-venatorie,  alle
                 aziende  agro-venatorie,  alle tasse di concessione per
                 l'esercizio  venatorio e agro-turistico venatorio, alle
                 sanzioni amministrative e a tutto quanto altro riguarda
                 le  entrate  del  settore  venatorio,  rappresenta  una
                 cospicua entrata del bilancio della Regione siciliana;

     RILEVATO che le   entrate  di  cui  sopra  sono  state  in  passato
                 utilizzati in settori vari più o meno affini al settore
                 venatorio;

     CONSIDERATO che  appare  opportuno canalizzare la spesa nell'ambito
                 del  settore  venatorio  in  considerazione anche della
                 imminente   attivazione   degli   AA.TT.CC.   (Ambienti
                 territoriali di caccia);

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - ad  utilizzare il 50 per cento del gettito di che trattasi per il
     finanziamento  dei  capitoli delle voci di spesa di cui all'art. 51
     della legge n. 33/97;

     -  ad  utilizzare  il  restante 50 per cento al funzionamento degli
     ambiti  territoriali di caccia, in funzione proporzionale al numero
     di cacciatori ammessi in ogni ambito, e con preciso orientamento di
     destinare  le risorse al ripopolamento annuale di selvaggina di cui
     all'art.  39  della  legge  n.  33/97  nonché  per  la  cura  ed  i
     provvedimenti  necessari  al  risanamento  ambientale e al recupero
     delle zone umide e depauperate.

     D'AQUINO , assessore agli  enti  locali. Il Governo lo accetta
  come raccomandazione.

        PRESIDENTE.  Comunico  che  è stato presentato l'ordine del
  giorno n. 56 "Stipula della convenzione tra la Multiservizi Spa e
  le    Aziende    sanitarie    ed   ospedaliere",   dell'onorevole
  Cracolici.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

     - dal 1993, a 96 agenti socio-sanitari, è stato negato l'avviamento
     al lavoro  dall'Ufficio  provinciale  di collocamento di Palermo, a
     seguito richiesta  per  206  unità  degli  ospedali:  Policlinico e
     delle  ex  Uu.SS.LL.,  poiché  sono  stati  commessi  brogli  nella
     graduatoria degli aventi diritto;

     - ai 96  veniva  riconosciuto  il  torto subito dal Giudice della V
     sez. penale del  Tribunale  di  Palermo  che  con  sentenza  del 16
     febbraio 1999, ha  condannato,  a  tre  anni  di  reclusione  ed al
     risarcimento danni  per i 96 denuncianti costituitisi parte civile,
     il Direttore dell'UPLLMO del tempo;

     CONSIDERATO che:

     - tutto  ciò  non  ha  consentito  l'immissione  in  servizio nelle
     Aziende sanitarie  malgrado  il Parlamento siciliano con ordine del
     giorno n.  455/99,  approvato,  riconosceva il diritto ad essere in
     via prioritaria  inseriti negli elenchi di cui alla legge regionale
     n. 36/90;

     - la CRI con la delibera n.  327  del  6  agosto  1999 conferiva la
     priorità nell'avviamento e approvava  un progetto di formazione per
     gli stessi soggetti in data  26  gennaio  2000, attraverso il quale
     veniva conseguita la qualifica di Ausiliario agente socio-sanitario
     specializzato;

     CONSIDERATO inoltre che:

     -  nell'agosto   del   2000   la   "Servizi  sanità  S.p.A.",  oggi
     multiservizi, assumeva  detto personale con la qualifica di addetto
     alle pulizie,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     ad autorizzare  la  stipula  della  convenzione tra la Multiservizi
     S.p.A. e  le  aziende sanitarie e ospedaliere prevedendo l'utilizzo
     del personale nella qualifica posseduta e nelle mansioni relative.

     D'AQUINO , assessore agli  enti  locali. Il Governo lo accetta
  come raccomandazione.

     PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stato  presentato  l'ordine del
  giorno  n.  58  "Valorizzazione  dell'area  archeologica di Santa
  Venerina".

     MOSCHETTO.  Chiedo  di  apporre la firma all'ordine del giorno
  n. 58.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Il parere del Governo?

     D'AQUINO, assessore per gli enti locali. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si
  alzi.

                               (E' approvato)

     PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stato  presentato  l'ordine del
  giorno   n.  59  "Iniziative  per  assicurare  la  partecipazione
  dell'Ente  Parco  Madonie  alla  società  Biosfera  spa"  , degli
  onorevoli Giannopolo ed altri.
       Il parere del Governo?

     D'AQUINO , assessore agli  enti  locali. Favorevole.

    GIANNOPOLO. Dichiaro di ritirarlo.

    PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                          (Non è approvato)

     PRESIDDENTE.  Comunico  che  è  stato  presentato l'ordine del
  giorno  n.   61  "Tutela  della  serricoltura  siciliana",  degli
  onorevoli Incardona ed altri.

     D'AQUINO , assessore agli  enti  locali. Il Governo lo accetta
  come raccomandazione.

     PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stato  presentato  l'ordine del
  giorno n.  62 "Intervento per il finanziamento dei 700 anni dalla
  pace di Caltabellotta", degli onorevoli Fleres ed altri.
       Il parere del Governo?

     D'AQUINO, assessore per gli enti locali. Favorevole.

    PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti seduto;  chi è contrario si
  alzi.

                               (E' approvato)

        PRESIDENTE.  Comunico  che  è stato presentato l'ordine del
  giorno n.  63  "Soluzione  della  crisi idrica della provincia di
  Agrigento",   degli  onorevoli  Segreto  e  Nicotra.  Gli  uffici
  prendano atto  che  nell'ordine del giorno n. 63 si aggiungono le
  firme degli onorevoli Savarino, Giambrone e Capodicasa.
       Il parere del Governo?

     D'AQUINO, assessore per gli enti locali. Favorevole.

    PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti seduto;  chi è contrario si
  alzi.

                               (E' approvato)

    PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi, sono  stati  presentati  gli
  ordini del giorno nn. 54  e  57  che  riguardano  la revoca della
  nomina dell'Assessore per  il  territorio  e  l'ambiente  Bartolo
  Pellegrino.  Gli  ordini  del  giorno  se  non  dovessero  essere
  ritirati verrebbero  dichiarati  irricevibili perchè la procedura
  relativa  alla  questione   segnalata   agli  ordini  del  giorno
  attraverso la mozione di sfiducia è stata già avviata.

       Ne do lettura.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

     - l'Assessore  per  il territorio e l'ambiente, Bartolo Pellegrino,
     secondo quanto riportato sulla stampa, è stato convocato in Procura
     come persona  informata  sui  fatti  in merito alle intercettazioni
     ambientali e  telefoniche  che  registrano un suo colloquio con gli
     uomini arrestati  dai  Carabinieri  che  ha  colpito  la  cosca del
     latitante di Monreale: Giuseppe Balsano;

     - l'indagine dei  Carabinieri,  che  ha portato a 11 arresti e a 28
     avvisi di garanzia, ha investito anche gli appalti per il controllo
     della raccolta dei rifiuti nel comune di Monreale;

     - l'Assessore,  secondo  queste intercettazioni rilevate in casa di
     uno   degli  arrestati  (l'impiegato  postale  Antonio  Sciortino),
     avrebbe  consigliato  al  geometra  Giuseppe Leto, Presidente della
     cooperativa  '21   marzo',   di   tenere   fuori  dalla  stessa  il
     pregiudicato   Isidoro   Buongusto,   allo  scopo  di  aggiudicarsi
     l'affidamento di  un  capannone  confiscato  al  boss  latitante di
     Monreale;

     - l'impossibilità  di  far  figurare Isidoro Buongusto, meccanico e
     personaggio  di spicco della cooperativa, è motivata dall'Assessore
     regionale con la seguente affermazione "c'è il rischio che qualcuno
     faccia l'infame con gli sbirri", lasciando intendere la possibilità
     che qualcuno  denunciasse  la presenza di Buongusto nell'affare del
     capannone;

     - Giuseppe  Leto,  sempre  sulla  base delle intercettazioni, il 12
     luglio  2000,  giorno  dell'elezione  dell'on.  Vincenzo  Leanza  a
     Presidente della  Regione,  era  a  Palazzo  dei Normanni e avrebbe
     raccontato  e rassicurato dell'avvenuta elezione Isidoro Buongusto,
     mentre il  20  luglio,  in  altro  colloquio con Antonio Sciortino,
     avrebbe raccontato  di  una  cooperativa  di  marsala da rilevare e
     sulla quale si intuisce l'interessamento dell'Assessore Pellegrino;

     - questa  vicenda  ripropone  drammaticamente, ancora una volta, la
     questione   dell'intreccio   tra   mafia,  settori  dell'impresa  e
     politica, piegata  alla  funzione  di  garante  di  un  sistema  di
     interessi e di affari illeciti;

     -  l'Assessore   Pellegrino  è  stato  delegato  al  territorio  ed
     ambiente, e  la  sua  credibilità  e  legittimità  istituzionale  è
     fortemente pregiudicata da questa vicenda;

     - i sindaci, gli amministratori, i cittadini e gli imprenditori che
     hanno nel  suddetto  assessorato un riferimento fondamentale per la
     gestione delle  politiche  del  territorio,  a  partire  dai  piani
     regolatori,  non  ricevono  certo dai comportamenti dell'Assessore,
     emersi  dall'indagine  dei  Carabinieri,  esempio  di trasparenza e
     legalità,

                               ESPRIME CENSURA

     nei confronti dell'Assessore per il territorio e l'ambiente,

                                   IMPEGNA

                         IL PRESIDENTE DELLA REGIONE

     a revocare la nomina dell'Assessore per il territorio e l'ambiente,
     Bartolo Pellegrino. (54)

    FERRO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FERRO.  Onorevoli  colleghi,  vorrei  fare  presente che nella
  seduta   di   stamattina   è  sttato  accolto  dal  Governo  come
  raccomandazione   un'ordine  del  giorno  a  mia  firma  e  degli
  onorevoli Raiti, Orlando ed altri che sostanzialmente chiedeva un
  intervento   presso   il   ministro   Moratti   per   riconoscere
  l'Associazione 'Libera' come ente di formazione.

     PRESIDENTE.   Onorevole   Ferro,   il   problema   non   è  la
  presentazione di  una mozione che di per sè blocca il percorso, è
  la specifica  esistenza di una mozione di sfiducia che ha una sua
  fisionomia regolamentare.

    FERRO. Signor Presidente, credo sia utile che l'Assemblea segua
  questo  ragionamento.  Questo  ordine  del  giorno  su 'Libera' è
  esattamente  la  fotocopia di una mozione presentata dagli stessi
  firmatari  e  che  risulta  agli  atti parlamentari nel resoconto
  della seduta di ieri.
       Ieri in  Aula è stata data lettura della mozione su 'Libera'
  presentata  dagli  stessi  firmatari  che  hanno  poi trasformato
  tale mozione  anche  in  ordine del giorno, il quale è stato oggi
  discusso.
       Pertanto,  sostanzialmente, capisco che si voglia evitare di
  fare  una   discussione,  ma  mi  pare  che  le  decisioni  della
  Presidenza  non siano conformi con quanto avvenuto qualche minuto
  addietro.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Ferro,  se  lei  mi  avesse  ascoltato
  avrebbe compreso quello che  io ho già detto.
       La mozione  di  sfiducia ha una configurazione regolamentare
  diversa dalle altre mozioni tant'è che come lei sa non può essere
  discussa prima  che  trascorrano  tre  giorni  e  in  ogni caso è
  necessario chesia presente il Presidente della regione, in questo
  momento non è presente nessuno dei componenti del Governo.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.   Signor   Presidente,   non  desidero  discutere la
  motivazione che  lei ha dato all'Aula, anche se non la condivido,
  tuttavia voglio seguire il suo ragionamento.
       E' stata presentata,  lei  dice, una mozione di sfiducia per
  la stessa vicenda che in questo momento è oggetto dell'ordine del
  giorno.
       Io vorrei ricordare al Presidente che è stata presentata una
  mozione di censura  e  la  natura  della  mozione  di  censura è,
  ovviamente, diversa rispetto a quella della mozione di sfiducia.
       E tuttavia, quand'anche la Presidenza ritenesse assimilabile
  la mozione  di  censura  a  quella  di  sfiducia,  se è questa la
  motivazione,   io   posso,   anche   perchè  ho  parlato  con  il
  presentatore   della   mozione  di  sfiducia,  preannunciarle  un
  orientamento,  purchè  lei  si impegni nella discussione in Aula,
  della mozione  di  censura  e  si  affronti  quindi  l'ordine del
  giorno.

     PRESIDENTE. Non ho capito, può ripetere.

     SPEZIALE.  Qui   c'è   l'onorevole   Giannopolo  che  è  primo
  firmatario della  mozione  di  censura  e l'onorevole Orlando che
  sono firmatari della mozione di censura che sono delegati insieme
  agli altri, che  sono  fra l'altro assenti, a ritirare la mozione
  di censura.
       Per cui,  la  sua  obiezione che non sia possibile discutere
  l'ordine del  giorno  perchè  andrebbe  discusso  in  uno  con la
  mozione di  censura  che lei impropriamente assimila a mozione di
  sfiducia viene meno. Per cui si può discutere sin da subito.
       Pertanto, signor  Presidente,  io  mi  rendo conto della sua
  posizione delicatissima  rispetto  a questo argomento che investe
  la responsabilità del  governo,  ma  le  chiedo  di non sottrarre
  all'Aula il diritto  di  potere  discutere  su  un argomento così
  delicato, sulla base della richiesta che è stata formulata con la
  presentazione dell'ordine del giorno.
       Si  segua   un  comportamento  lineare,  si  abbia  rispetto
  assoluto del Regolamento, in primo luogo, cosa che io le do atto,
  sia lei  ad  avere  rispetto  del  Regolamento e non si pieghi il
  Regolamento,  per  nessuna  ragione,  agli interessi di parte, in
  questo  caso  agli  interessi  del  governo o, nella fattispecie,
  dell'assessore Pellegrino.
       Pertanto, venuta  meno  la  mozione di censura, noi possiamo
  discutere l'ordine del giorno.

     ORLANDO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ORLANDO. Signor Presidente,  compete  a  lei  il  compito e la
  responsabilità di  qualificare  gli atti sottoposti all'esame del
  Parlamento regionale.
       Credo, così come ha argomentato l'onorevole Speziale, che la
  mozione  di  censura non sia certamente assimilabile alla mozione
  di sfiducia. E' una cosa diversa dalla mozione di sfiducia.
       Laddove, però,  lei  ritenesse che la mozione di censura sia
  assimilabile alla  mozione  di sfiducia, mi corre obbligo non far
  notare la  differenza  che  esiste  tra  la  mozione di censura e
  l'ordine  del  giorno,  perchè  la  mozione  di  censura comporta
  l'obbligo  delle dimissioni dell'Assessore.  Il nostro ordine del
  giorno comporta l'obbligo al Presidente di ritirare la delega.
       Si tratta di  due  istituti  diversi  perchè  nel primo caso
  l'obbligo   intesta  direttamente  l'assessore  che,  laddove  si
  approva la  mozione  di  sfiducia,  deve  dimettersi, nel secondo
  caso, ordine del giorno da noi presentato, è un invito formale al
  Presidente a revocare la delega. Invito  che,  in linea puramente
  teorica,  il  Presidente  potrebbe   anche  disattendere  mentre,
  invece, non può essere disatteso il voto di sfiducia che comporta
  la  decadenza dell'assessore.  Per questa  ragione,  essendo  due
  atti diversi - sono diversi per sua dichiarazione - chiediamo che
  si possa trattare l'ordine del giorno.

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei andare
  oltre  il  tema  ordinamentale.  Ritengo che un ordine del giorno
  così  formulato,  alla  fine,  non  sia  una  "censura" bensì una
  "sfiducia"   individuale   ad   un   assessore   perché  così  si
  rappresenta;  nel momento in cui così si rappresenta dal punto di
  vista  del nostro ordinamento c'è una prassi che porta il Governo
  a   stabilire  la  data,  a  mettere  all'ordine  del  giorno  la
  problematica  che  deve  avere il suo oggetto, il suo soggetto, a
  darne contezza a tutti i deputati, trattandosi di un atto che non
  è  di  ordinaria  amministrazione.
       Al  di  là  del  fatto  ordinamentale, il problema che viene
  sollevato è  di  rilevanza tale che, a mio avviso, non può essere
  discusso con un ordine del giorno, anche importante...

     SPEZIALE. Il Regolamento dice altra cosa

     CINTOLA. E' la mia opinione.

     ODDO. Autorevole

     CINTOLA.  Molto  autorevole   Non  capisco  in  che modo posso
  interloquire con  lei  dopo  ciò  che  ha detto ieri sera, le sue
  battute scherzose ma ridicole.

     ODDO. Lei non deve offendere;  smetta di provocare

     CINTOLA. Ieri  sera  mi  ha fatto sorridere involontariamente.
       Dicevo  che, trattandosi di una questione di tale rilevanza,
  è  chiaro  che  anche  noi  avvertiamo la necessità che l'Aula la
  affronti.  Non  possiamo  fare un dibattito di quel tenore, anche
  per  le  firme  autorevoli  e per la concettualità espressa negli
  ordini del  giorno,  che  non  sia  tale e che non abbia contezza
  dell'argomento  importante  in discussione.  Condivido pienamente
  la posizione assunta dal Presidente dell'Assemblea.  Ci sarebbero
  due   fatti   concomitanti  negativi;  io  ritengo,  invece,  che
  l'espressione,  la  volontà, il ruolo democratico da parte di chi
  vuole  impegnare  il  Governo,  il  Presidente  della  Regione, a
  ritirare   la   delega  assessoriale  siano  di  natura  talmente
  importanti  ed eccezionali che l'Assemblea venga chiamata, subito
  dopo  l'esame  del  bilancio  e  della  finanziaria,  a  dare una
  valutazione   sull'argomento   che   impegni   l'intera   volontà
  conoscitiva da parte dell'Aula  per potersi pronunciare.
       Quindi, senza volere con ciò chiudere, rinviare, 'ammazzare'
  un  dibattito, invito i firmatari a porre la questione in termini
  tali  che, concluso l'esame del bilancio e della finanziaria, che
  ritengo  stia a cuore a tutti i parlamentari, si ponga all'ordine
  del  giorno  la  questione  così da essere affrontata chiaramente
  dall'Aula.

     PRESIDENTE. Dichiaro improponibili gli ordini del giorno n. 54
  e n. 57.


   Presidenza del vicepresidente Lo Giudice


       Onorevoli colleghi, la seduta  è  rinviata a venerdì 8 marzo
  2002, alle ore 10.30, con il seguente ordine del giorno:

      I - COMUNICAZIONI

     II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) "Bilancio  di previsione della Regione siciliana per l'anno
          finanziario  2002  e  bilancio  pluriennale per il triennio
          2002-2004." (NN. 297-299/A) (Seguito)

          Relatore di maggioranza:  on.le Antonino Croce
          Relatore di minoranza: on.le Angelo Capodicasa

       2) "Legge finanziaria 2002" (N. 298 - Stralcio II/A) (Seguito)

          Relatore di maggioranza: on.le Antonino Croce
          Relatore di minoranza: on.le Angelo Capodicasa

    La seduta è tolta alle ore 13.07

      (Licenziato dal servizio resoconti alle ore 15.30)


   Presidenza del vicepresidente Lo Giudice


     BURGARETTA APARO , segretario, dà lettura del processo verbale
  della  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.

                                CONGEDO

     PRESIDENTE. Comunico  che l'onorevole Raiti ha chiesto congedo
  per la seduta  odierna.
       Non sorgendo osservazioni il congedo è accordato.

                               MISSIONE

     PRESIDENTE.  Comunico  che  l'onorevole Zangara è in missione,
  per ragioni del suo ufficio, dal 7 all'8 marzo 2002.

                       ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE. Comunico che  sono  state  presentate  le seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

            N. 477 - Adeguata dotazione  organica  dell'Ufficio  delle
          entrate di Gela.
            - Presidente Regione
            - Assessore Bilancio
            ***
          Morinello Salvatore; Ferro Giovanni; Raiti Salvatore
                                ----------------
            N. 478 - Notizie sui  criteri  di  affidamento  dei  corsi
          formativi all'ente ECOFORM-CISAL.
            - Presidente Regione
            - Assessore Lavoro
            ***
          Genovese      Francantonio;  Barbagallo  Giovanni;  Gurrieri
          Sebastiano; Tumino Carmelo; Vitrano Gaspare; Zangara Andrea
                                ----------------

                       ANNUNZIO DI INTERPELLANZA

     PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stata  presentata  la  seguente
  interpellanza:

            N. 30 - Iniziative per l'attuazione della legge  regionale
          n. 15 del 2000 in materia di tutela degli animali.
            - Presidente Regione
            - Assessore Sanità
            ***
          Oddo Camillo

       Trascorsi tre giorni  dall'odierno  annunzio  senza  che  il
  Governo abbia dichiarato che intende respingere l'interpellanza o
  abbia  fatto  conoscere  il  giorno  in  cui  intende  trattarla,
  l'interpellanza stessa sarà  iscritta  all'ordine  del giorno per
  essere svolta al suo turno.

                         ANNUNZIO DI MOZIONE

     PRESIDENTE.   Comunico che  è  stata  presentata  la  seguente
  mozione:

            N.   94  -  Iniziative  per  favorire  l'investimento  nel
          Mezzogiorno delle risorse raccolte al Sud dagli Istituti  di
          credito.
            Formica    Santi;  Incardona  Carmelo;  Infurna  Giuseppe;
          Ioppolo Giovanni; Tricoli Marzio; Virzi' Gioacchino
          Presentata il  6/03/02

       Avverto che la stessa  sarà  iscritta  all'ordine del giorno
  della  seduta  successiva  perchè se  ne  determini  la  data  di
  discussione.

           COMUNICAZIONE DI APPOSIZIONE DI FIRMA A MOZIONE

   PRESIDENTE. Con nota del 6 marzo 2002, pervenuta al Servizio di
   Segreteria  il  7 marzo  successivo,  gli  onorevoli  Francesco
   Forgione e Santo Liotta hanno chiesto  di  apporre  la  propria
   firma alla mozione n. 93 "Riconoscimento  della qualità di Ente
   di formazione all'associazione 'Libera'.

   L'Assemblea ne prende atto.

       Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento
  interno, che nel corso della seduta  potrà procedersi a votazioni
  mediante  sistema elettronico.
       Constatata l'assenza  del  Governo,  sospendo la seduta per
  quindici minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 10.45, è ripresa alle ore 11.15)

       La seduta è ripresa.
       Onorevoli colleghi,  ricordo  che, così come stabilito ieri,
  la seduta di  questa  mattina   sarà  interamente  dedicata  alla
  discussione dei numerosi ordini del giorno depositati.


   Presidenza del vicepresidente Lo Giudice


       Si inizia con  la  discussione dell'ordine del giorno n. 60:
  "Iniziative  in   merito  alle  recenti  vicende  riguardanti  il
  petrolchimico  di   Gela",  a  firma  degli  onorevoli  Speziale,
  Capodicasa, Cracolici, Crisafulli ed altri.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.  Signor  Presidente,  abbiamo  avvistato  l'esigenza
  di  presentare  un  ordine  del  giorno  riguardamte  la  vicenda
  drammatica dello stabilimento petrolchimico di Gela.
       In questo momento a  Gela  è  in corso, malgrado la pioggia,
  una manifestazione che sta interessando più di ventimila persone,
  segno che in quella  realtà  c'è  molta  attenzione e segno della
  importanza che lo stabilimento petrolchimico riveste nella realtà
  di Gela e della Sicilia.
       Lo stabilimento  petrolchimico  nasce  all'inizio degli anni
  sessanta e costituisce una speranza; insiste in un territorio che
  in qualche modo  viene riconvertito, essendo a vocazione agricola
  e marinara, in territorio a vocazione industriale.
       Intere  generazioni  vengono formate e si formano sulla base
  della   cultura  industriale  e, adesso, il  provvedimento  della
  magistratura potrebbe cancellare questa realtà
       Noi  pensiamo  che  il  problema  vada  affrontato  sotto un
  duplice punto di vista.
       Il  primo,  e  lo  diciamo,  è  quello che immediatamente si
  risolva la questione posta dalla magistratura.
       La  magistratura  ha   posto   un   problema   legato   alla
  classificazione del Pet-coke come combustibile; essa ritiene che
  sulla base della legge  Ronchi  si  tratti  di  un  rifiuto.  Noi
  speriamo  che  mentre  ne  parliamo  il  Consiglio  dei  Ministri
  affronti la questione,  che  venga  emanato  un decreto-legge che
  possa finalmente definire  il  Pet-coke  come  combustibile e che
  possa  essere riutilizzato  nei  siti  produttivi  in  cui  viene
  prodotto, soprattutto, per la produzione di energia elettrica.
       Contemporaneamente,   però,  vogliamo  richiamare  alla  sua
  responsabilità il Governo della Regione.
       Sulla  stampa  non  è apparso,  ma  io  lo  voglio  dire  in
  quest'Aula, anche per una corretta informazione nei confronti dei
  miei colleghi parlamentari: l'origine della inchiesta giudiziaria
  è legata alla mancata emissione da parte dell'Assessore regionale
  Pellegrino del decreto sulle emissioni.
       C'è un ritardo della  Regione   in  questo  settore   che io
  spero venga rapidamente colmato.
       Il  decreto  sulle  emissioni  è  stato  concordato  tra  la
  direzione aziendale e  il  Direttore  dell'assessorato  regionale
  territorio e ambiente, dott. Pergolizzi, già due mesi addietro.
       Dopo i provvedimenti della  magistratura, in occasione di un
  incontro richiesto da  me  presso la Presidenza della Regione, al
  quale  hanno   partecipato,   oltre,  ovviamente,  al  Presidente
  Cuffaro, l'Assessore Noè  e  l'Assessore Pellegrino, da più parti
  fu posta l'esigenza  di  una  rapida  emanazione  del decreto che
  aveva ormai completato  il  suo  iter  procedurale,  si  trattava
  soltanto di apporre  la  firma  al  decreto.  Ebbene, ancora oggi
  quella firma non è  stata  apposta  e  fino  a  ieri, stando alle
  dichiarazioni  dell'onorevole  Pellegrino riportate dalla stampa,
  si è tergiversato  a  proposito  dell'emanazione di quel decreto.
       Dico  ciò  affinché   sia   chiaro  qual  è  il  livello  di
  responsabilità che  compete  al  Governo della Regione;  infatti,
  anche se il  Governo  nazionale  dovesse emanare oggi il decreto-
  legge, così come  tutti  noi  auspichiamo, si riattiverebbero gli
  impianti, ma rimarrebbero  sub-iudice,  in  quanto, in  mancanza
  dell'emanazione  del   decreto   che  dia  certezza  normativa  a
  proposito del tasso  di  emissione, al  quale  le  aziende devono
  adeguarsi, permetteremmo  alla  magistratura  di  sollevare altre
  obiezioni.   Per cui  è  fondamentale  che  al  decreto-legge  si
  accompagni il  decreto  sulle  emissioni,  affinché  le  aziende,
  sulla  base  di   una   certezza,   possano   adeguare  i  propri
  comportamenti.
       Come si evince  c'è  una  responsabilità diretta del Governo
  regionale, e io mi  auguro  che  l'ordine  del  giorno  che spero
  approveremo faccia  da stimolo affinchè l'Assessore al Territorio
  e Ambiente emani  in tempi rapidi il decreto.
       Un'altra  questione   che  intendo  sottoporre  alla  vostra
  attenzione - e  concludo  -  riguarda  il  maldestro tentativo di
  frapporre gli interessi dell'ambiente a quelli del lavoro.
       Molti dei miei colleghi parlamentari sapranno certamente che
  sono dipendente dello stabilimento petrolchimico di Gela e voglio
  dire loro che quando  ancora  nel Paese c'era un tasso ridotto di
  sensibilità  ambientale  i   primi   a  porre  le  questioni  che
  riguardavano il livello di sicurezza interna allo stabilimento ed
  a  porre l'esigenza  di  interventi  strutturali  in  materia  di
  ambiente  furono   proprio  i  lavoratori, i  quali,  ovviamente,
  soffrivano quella condizione, e le loro organizzazioni sindacali.
       Ancor  prima   che  il  problema  ambientale  divenisse  una
  questione nazionale, quando ancora questo problema era trascurato
  dalla stragrande maggioranza  dei  citttadini, noi lo ponevamo, e
  lì,  grazie   all'iniziativa   sindacale   e  all'iniziativa  dei
  lavoratori, sono stati  fatti  grandi passi in avanti.  Forse non
  si ha idea di che  cosa  fossero  i  dati  di emissione di quello
  stabilimento  e   della  centrale,  in  particolare,  prima,  per
  esempio, che si facesse  lo  slack, che ha permesso di utilizzare
  il Pet-coke, ma di ridurre  il  tasso di emissione di oltre il 50
  per  cento   rispetto  ai  tassi  precedenti.  Quegli  interventi
  strutturali nel settore  ambientale  per  abbattere  i  tassi  di
  emissione furono una conquista dei lavoratori.
       Dunque,  questa visione  che  viene  data,  che  a  Gela  ci
  sarebbero   tremila,   quattromila   lavoratori   che  trascurano
  l'ambiente pur di difendere  il  loro  posto  di  lavoro è falsa,
  bugiarda, non risponde  alla  sensibilità  di  quel  mondo che io
  conosco profondamente.
       In proposito  penso   che noi dobbiamo consentire nuovamente
  che le questioni  riguardanti lo sviluppo industriale e la tutela
  ambientale si muovano insieme  e  oggi  ci sono gli strumenti per
  farlo.  Purtroppo, questi strumenti sono stati adoperati soltanto
  in altre aree del  Paese, mi riferisco a Porto Marghera, dove già
  da alcuni anni opera  un  accordo  di  programma  che  coniuga le
  esigenze riguardanti lo  sviluppo  produttivo  e  le questioni di
  salvaguardia  ambientale.
       Un'altra esigenza  che  intendiamo  sottoporre  al Governo -
  anche se devo riconoscere che l'Assessore Noè in tutte le sedi lo
  ha più volte ribadito  -  è  quella  di  affrontare  la questione
  specifica del sito industriale  di Gela, che è un nodo strategico
  per lo sviluppo  della chimica e dell'energia. una volta superata
  l'emergenza,
       Si  faccia  un   accordo  di  programma  con  fondi  diretti
  dell'ENI, della Regione e  dello Stato, in modo tale da coniugare
  due grandi esigenze:  la  possibilità  di utilizzare la chimica e
  l'energia come una  grande  occasione di sviluppo al servizio del
  Paese e, al  tempo  stesso, salvaguardare l'ambiente.
       I sindacati lo  hanno  già  richiesto,  noi lo condividiamo,
  sappiamo che l'Assessore  Noè  e  il  Governo regionale su questo
  argomento più volte  hanno  assunto  impegni, ma noi pensiamo che
  questa questione, dopo l'emergenza, debba diventare centrale.
       E' questa la ragione per cui abbiamo sottoposto questi punti
  all'attenzione del  Parlamento  regionale  di  cui auspichiamo un
  voto positivo.

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA. Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  ritengo che
  quest'ordine del giorno  non  possa  essere  votato  soltanto dai
  colleghi presentatori, anche  se  così  com'è formulato non credo
  possa ottenere il  consenso  dei  deputati  appartenenti  al  mio
  gruppo.  Infatti,  pur  essendo  lodevole  il  comportamento  del
  governo regionale,  del  Presidente della Regione, dell'Assessore
  Noè, da notizie ormai certe pare che il problema non dico che sia
  risolto, ma  quasi.  Tra  l'altro, proviene  anche  un'indcazione
  forte  dall'onorevole Lumia,  il  quale  si  rivolge  al  Governo
  nazionale affinchè emetta  il  decreto  legge  e  ciò  pare possa
  risolvere il  problema.  Infatti,  un  decreto  amministrativo  -
  sostengono i magistrati - non può modificare una legge.
       Nell'ordine del giorno  in discussione si impegna il Governo
  regionale ad esercitare  tutto  il  suo  peso affinchè il Governo
  nazionale emani un decreto legislativo ...

     SPEZIALE.  Un  decreto-legge,  non  un  decreto  legislativo,
  onorevole Cintola.

     CINTOLA. E' stato  un  lapsus, la ringrazio. Infatti, soltanto
  un decreto-legge può  modificare  una legge, dunque, l'ordine del
  giorno va  modificato.
       Se   sospendessimo   brevemente   la  seduta,  modificassimo
  l'ordine del giorno nella  parte in cui si impegna l'Assessore ad
  emanare un decreto.

     SPEZIALE. C'è scritto al primo punto, è  chiaro.

     CINTOLA.  Nell'ordine del  giorno  al primo punto c'è scritto:
  "Impegna  il  Governo   della   Regione,  ed  in  particolare  il
  Presidente  della  Regione,  ad  esercitare  tutto  il  suo  peso
  affinchè il  Governo nazionale emani un provvedimento legislativo
  urgente per restituire  serenità ad una intera comunità". Allora,
  prendiamo atto che questo  l'ha  già fatto, che è stato stabilito
  ieri sera, che il  Consiglio dei Ministri sta emanando il decreto
  che il Governo  della  Regione  ha  chiesto; prendiamo atto delle
  cose positive che il  Governo  ha posto in essere. Tutto il resto
  contenuto   nell'ordine   del   giorno   va   bene,   tranne   la
  considerazione sul fatto  che l'Assessore al territorio non abbia
  emesso, ad oggi,  il  decreto.
       Serve  poco   per   avere   l'unanime  valutazione  positiva
  dell'Aula e per dare più forza all'ordine del giorno.
       Non serve dire  che  l'Assessore al territorio non ha emesso
  il  decreto, è  come  se  volessimo  fare  sempre  delle  accuse.
  Andiamo a ciò che  ci  unisce e consentite anche alla maggioranza
  di esprimere un  giudizio  sereno  sulla  validità delle cose che
  l'onorevole Speziale ha  detto,  sulla  validità  delle  cose che
  l'Assessore Noè  magnificamente  ha  fatto,  sulla validità delle
  cose che il Presidente della Regione ha già ottenuto dal Governo;
  il problema, infatti,  è  nella  sua  fase  di risoluzione grazie
  all'intervento massiccio e concreto di questo Governo e di questa
  maggioranza.
       Per cui,  signor  Presidente,  la  modifica  dell'ordine del
  giorno nei termini  in  cui  ho  detto  prima   consentirebbe  ai
  capigruppo della maggioranza di  apporre anche la loro firma e di
  votarlo positivamente.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.   Per  invitare  l'amico  Cintola  a  non  avere  un
  atteggiamento preconcetto,  rilevo  che  il  secondo  punto della
  premessa dice:  "a  seguito  della mobilitazione dei lavoratori e
  dei  sindacati  -  lo  dico  ai  colleghi  perché  nessuno  aveva
  intenzione di sottrarre  al Presidente della Regione il fatto che
  su  questo si  è  impegnato  assieme  all'assessore  Noè  e  l'ho
  ribadito - è  stato  convocato  alla  Presidenza del Consiglio un
  incontro, richiesto dal  Presidente della Regione, per emanare un
  decreto  legge che  stabilisca  la  natura  di  combustibile  del
  Pet-coke, al fine di superare i dubbi interpretativi degli organi
  giudiziari".
       E' chiaro che  è  messo appositamente. Inoltre, c'è un'altra
  osservazione che  riguarda, invece, l'assessore per il territorio
  e l'ambiente, il  quale.  deve emanare il decreto sulle emissioni
  in modo da  dare  certezza  normativa, perché  il Pet-coke supera
  una   questione,   ma   la   mancata   emanazione   del   decreto
  sull'emissione alle quali  le  aziende  si devono adeguare lascia
  incerta, sul piano normativo, una vicenda sulla quale si potrebbe
  comunque incuneare sempre un'iniziativa della Magistratura.Voglio
  precisare ciò.
       Sulla  terza   questione,   voglio  dirti,  che  nessuno  ha
  interesse  a  sollevarla;   se   si   ritiene   che  nella  parte
  impegnativa, lo scriviamo  sempre così, bisogna dire di nuovo che
  c'è stato l'impegno del  Presidente Cuffaro che già in premessa è
  scritto,  nel corpo  dell'ordine  del  giorno,  se  è  questo  il
  problema lo si scriva; l'importante è che si arrivi ovviamente in
  modo unitario, anche  perché  da  parte  nostra  non  c'è  nessun
  tentativo di  dovere minimizzare l'impegno del governo regionale,
  né  del Presidente della  regione,  né  ripeto, come ho detto nel
  corso del mio  intervento  iniziale,  dell'assessore  Noè  che in
  questa materia, lo  ripeto,  e  lo  riconosco pubblicamente, si è
  spesa e si è  spesa anche bene, ha dichiarato disponibilità, si è
  spesa con impegno e anche con conoscenza delle questioni.
       Pertanto, onorevole Cintola, siccome non hai inquadrato bene
  la vicenda, vorrei che fosse chiaro che il problema di aggiungere
  le firme non c'è,  il problema di modificare il primo punto della
  parte impegnativa non esiste perchè che già nella premessa c'è, è
  un corpo unico, al  secondo  punto  già  c'è  una premessa, se si
  vuole modificare non  c'è  nessun  problema,  se  si  ritiene  di
  approvarlo così, lo approviamo  così oppure lo approviamo dicendo
  che si modifica il primo punto della parte impegnativa.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  l'ordine  del  giorno non è
  emendabile e  tuttavia  non  sarà sfuggito a nessuno che in buona
  sostanza l'ordine  del giorno invita il Governo a fare quello che
  già sta facendo. L'ordine  del  giorno  è  un  atto  politico  di
  supporto  che   l'Assemblea   regionale   può  compiere  rispetto
  all'azione che il Governo sta già compiendo.
       Personalmente, pertanto,  su  questo  tema non andrei troppo
  per il sottile: il  Governo  si  sta  muovendo e si  sta muovendo
  benissimo da questo  punto  di  vista;  l'ordine  del  giorno  dà
  maggiore forza all'azione  che il Governo sta compiendo perché di
  fatto riproduce esattamente  i  comportamenti  che il Governo sta
  già tenendo rispetto al  Governo nazionale e a quanti altri hanno
  bisogno di essere  sollecitati  rispetto alla soluzione di questa
  vicenda. Darei pertanto la parola al Governo per esprimere la sua
  opinione,, dopodiché  passerei  alla  votazione  dell'ordine  del
  giorno.

     D'AQUINO,  assessore  agli enti locali.  L'ordine del giorno è
  sicuramente  condiviso;  peraltro, il  Governo  ha  già  iniziato
  un'azione e credo  che  l'onorevole  Speziale abbia dato atto che
  l'azione va continuata  su  tale  linea  nell'interesse  comune e
  nell'interesse di tutti,  se  l'ordine del giorno è emendabile si
  può limare qualcosa,  se  la  presidenza  dice  che  l'ordine del
  giorno non è emendabile è chiaro che c'è la condivisione.
       E'  chiaro  che  nella  parte  in  cui  in  qualche  modo  è
  interessato   l'assessore   al  territorio  il  Governo  non  può
  condividere  quella parte, ma nel merito politico dell'ordine del
  giorno è totalmente condiviso.

     PRESIDENTE.  Per  precisare,  l'articolo  124  del Regolamento
  interno precisa che  gli  ordini  del giorno non sono emendabili.
  Qualora dovesse essere  ritirato e ne fosse ripresentato un altro
  formulato   diversamente,   quest'ultimo    non  potrebbe  essere
  discusso, potrebbe essere  soltanto  votato perché il termine per
  la presentazione degli ordini  del  giorno  è  scaduto già ieri a
  conclusione della discussione generale.
       Tuttavia,  siccome, l'opinione del Governo è favorevole e in
  buona   sostanza   l'ordine   del   giorno  sicuramente  non  può
  considerarsi né  di  accusa,  né  di  attacco  nei  confronti del
  Governo, tutt'al più  di  supporto rispetto all'iniziativa che il
  Governo sta compiendo, lo pongo in votazione.

     CINTOLA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA.  Signor   Presidente,   voglio  fare  un  appello  al
  Presidente dell'Assemblea  ed  ai  colleghi perchè, è vero che ci
  sono norme che  stabiliscono  percorsi, ma è pur vero che il tema
  di  Gela,   che  è  un  tema  nazionale,  di  interesse  pubblico
  eccezionale,   di    pane    e   lavoro   fortissimo,   non   può
  assolutissimamente trovare  una  allocazione che possa modificare
  in questo momento  un atteggiamento d'Aula e dello stesso Governo
  che è costretto, pur  avendo  compiuto  tutti i fatti che vengono
  riconosciuti nello stesso  ordine  del  giorno  per  la soluzione
  della problematica, a  limitare  il  suo  assenso  perchè  c'è un
  periodo in più; c'è un gruppo - quello che io rappresento, perchè
  non posso consentirmi  di  rappresentarne  altri  -  che si trova
  nella difficoltà  di  non  potersi esprimere compiutamente perchè
  c'è  una  regola   che  non  possiamo  modificare  con  l'assenso
  dell'intera Assemblea.
       Se l'Assemblea  in  questo  momento decide che questo ordine
  del giorno lo  vuole  rimodulare,  mi  appello  alla cortesia del
  Presidente  e   dell'intera   Assemblea  perchè  questo  avvenga,
  considerato  che è  un  fatto di eccezionale importanza sul quale
  si può prendere  una  misura pur essa eccezionale, non ripetibile
  per l'avvenire, cioè di  poterlo  modificare  e di poter porre in
  condizione l'Assemblea di  votare  un documento unanime che serve
  effettivamente non al Governo o alla maggioranza o all'Assemblea,
  serve a risolvere la situazione  di Gela, serve ad un fatto che è
  stato eccezionalmente e significativamente portato all'attenzione
  dal   gruppo   capeggiato   dall'onorevole  Speziale;  intendiamo
  assolutamente essere concordi e valutarlo positivamente.
       Propongo, quindi, di  fare  uno strappo una tantum e mai più
  per l'avvenire:  si  modifica  l'ordine  del  giorno,  si  affina
  l'ordine del giorno e lo mettiamo in votazione.
       Continuo  a rivolgermi alla Presidenza dell'Assemblea perchè
  questo possa avvenire e continuo a rivolgermi al primo firmatario
  ed ai  firmatari  dell'ordine  del  giorno  perchè  possano  fare
  esprimere, voglio  andare avanti per quello che bisogna costruire
  e non  a  guardare  qualche  possibile  inadempienza che mette il
  Governo nelle condizioni di potersi autocastrare.
       Propongo di togliere  quello e a continuare non ad iniziare,
  perchè l'iniziativa è  quasi  definita,  e  quindi  a  continuare
  l'opera già iniziata.  Quindi  'a continuare' nel primo capoverso
  l'opera iniziata e 'a  modificare'  quello  che è un giudizio che
  pone lo stesso Governo  nelle  condizioni  di  non  poter dare il
  giudizio  favorevole   all'ordine   del   giorno,  per  il  quale
  ha ottenuto  risultati addirittura significativi, che in giornata
  dovrebbero diventare legge.  Questa è la mia preghiera.

     PRESIDENTE. Le  ipotesi  che  il  Regolamento ci consente sono
  le seguenti:
       - se  i  firmatari  dell'ordine  del  giorno  insistono deve
  essere posto in votazione;
       - se  i  firmatari  dell'ordine  del giorno lo ritirano, può
  essere ripresentato  un  altro  ordine  del  giorno  che potrebbe
  essere presentato,  ma  non  discusso, nel corso di questa stessa
  seduta, solamente votato.

     SPEZIALE. Signor  Presidente,  lo  riformulo,  perchè mi rendo
  conto che  l'interpretazione  che all'esterno verrebbe da un voto
  difforme dall'Aula è chiaro che indebolirebbe tutta l'iniziativa.
       Pertanto, accolgo  l'osservazione  che  qui  viene fatta dal
  Gruppo del CD, che è  quella che riguarda il punto IV, per cui la
  riformulazione è la  seguente:  nella  premessa  venga  tolto  il
  punto IV, dove è  stata  letta  una  critica  nei  confronti  del
  senatore Pellegrino  per  ritardi  sull'emanazione  del  decreto.
  Tolto questo punto, mi pare che si possa approvare così com'è.

     CINTOLA. E continuare con il punto iniziale....

     PRESIDENTE. Onorevole Speziale,  mi segua: ripeto il percorso,
  non  entro  nel  merito.   Il  percorso  è  questo:  deve  essere
  ritirato l'ordine del giorno  n.  60,  ripresentato un ordine del
  giorno che non  verrebbe  discusso, verrebbe soltanto votato, con
  le modifiche che concorderete.

     SPEZIALE. Tolto questo, va bene?

     PRESIDENTE. Se è così,  io  sospendo  la seduta per due minuti
  per dare modo di correggerlo.

     PRESIDENTE. La seduta è sospesa per due minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.41, è ripresa alle ore 11.43)

     PRESIDENTE. Come  concordato prima della sospensione, l'ordine
  del giorno n. 60 è  ritirato.
       L'Assemblea ne prende atto.
       Comunico che è  stato  presentato  l'ordine  del  giorno  n.
  60/BIS,   degli   onorevoli   Speziale,   Capodicasa,  Cracolici,
  Crisafulli, De  Benedictis, Giannopolo, Oddo, Panarello, Villari,
  Zago, Barbagallo, Papania,  cui  appongono la propria firma anche
  gli  onorevoli   Cintola,   Mercadante,  Virzì,  Savona,  Liotta,
  Nicotra, Lo Monte,  Dina,  Croce,  Savarino e Fleres, allegato al
  presente resoconto stenografico.
       L'ordine del giorno  n. 60/bis, in buona sostanza, riproduce
  i contenuti dell'ordine del giorno n.  60 con alcune modifiche e,
  in particolare, con  la soppressione del punto IV della premessa,
  quello che fa  riferimento  all'atteggiamento  dell'Assessore  al
  Territorio ed all'Ambiente.
       Pongo in votazione l'ordine  del  giorno  n.  60  bis con il
  parere favorevole del  Governo.  Chi  è  favorevole resti seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si procede con  la discussione dell'ordine del giorno n. 25:
  'Iniziative in materia  di  canoni  di locazione degli alloggi di
  edilizia residenziale pubblica', a firma degli onorevoli Villari,
  Speziale ed altri.
       Ne dò lettura:

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

    PREMESSO che l'articolo 93 della legge regionale 3 maggio 2001,
    n.   6,  è   un'interpretazione  autentica  dei  commi  1  e  3
    dell'articolo 54 della  legge  regionale  18  dicembre 2000, n.
    26, che fissavano  i  nuovi  canoni  di locazione degli alloggi
    d'edilizia residenziale pubblica;

    CONSIDERATO  che   il   chiaro   obiettivo   del   legislatore,
    intervenendo per ben  due  volte  in  pochi  mesi  nella stessa
    materia, è stato  quello  di decidere i nuovi canoni d'affitto,
    correggendo  in   parte   la   prima   decisione  di  dicembre,
    specificando  cosa  s'intende  per  reddito  imponibile  e  che
    l'affitto minimo non può in ogni modo superarlo;

    TENUTO  CONTO  che   il  testo  dell'articolo  93  della  legge
    regionale  n.   6   del   2001  non  può  dare  alcun  equivoco
    interpretativo, vista la sua chiarezza e limpidezza;

    RILEVATO che alcuni comuni siciliani continuano a rifiutarsi di
    applicare questa chiara disposizione legislativa, tenendo conto
    solo delle  disposizioni contenute nell'articolo 54 della legge
    regionale n. 26 del  2000  e quindi aumentando gli affitti agli
    inquilini al limite minimo lì previsto di lire 100.000 mensili,

             IMPEGNA L'ASSESSORE REGIONALE PER I LAVORI PUBBLICI

    - ad inviare  una  circolare  di  sollecito  al  rispetto della
    normativa regionale in  materia  a tutti gli enti preposti alla
    gestione degli  alloggi  d'edilizia  residenziale  pubblica  e,
    qualora successivamente  fossero  ancora  segnalati  episodi di
    mancata  applicazione,  inviare  delle ispezioni amministrative
    negli enti evasori.

       Pongo in votazione l'ordine  del giorno n. 25. Il parere del
  Governo?

     D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Favorevole.

     PRESIDENTE.   Favorevole.   Non  ci  sono  interventi.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'ordine  del  giorno  n.  26:  'Iniziative  per  la
  riapertura  dei  macelli  recentemente  chiusi',  a  firma  degli
  onorevoli Lo Giudice, Formica, Cracolici e Antinoro.
       Ne dò lettura:

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

    PRESO ATTO dell'efficacia  dei  controlli  effettuati dai NAS e
    dagli organi  di  vigilanza  veterinaria  che hanno evidenziato
    delle carenze nella  filiera  di  produzione  di  carni locali;
    carenze  che  possono  essere  messe,  anche  direttamente,  in
    collegamento ai recenti  casi  di B.S.E.  che possono provocare
    pericolo al consumatore;

    che la chiusura per lungo tempo delle strutture di macellazione
    rappresenta un grave  pericolo per la salute pubblica in quanto
    si incentiva,  purtroppo, la macellazione clandestina, la quale
    sfuggendo ai  controlli  veterinari, rappresenta la verta fonte
    di contagio di  gravissime  malattie  come dimostrano i tragici
    fatti verificatisi di recente nella nostra Isola.

    RITENUTO che è  opportuno considerare che le poche strutture di
    macellazione presenti in  Sicilia  rappresentano  da un lato un
    indispensabile  polmone   di  sfogo  per  la  produzione  della
    zootecnia  locale   già   in   profonda  crisi  e,  dall'altro,
    l'istituzione  di  necessari  punti  di  controllo,  gli  unici
    veramente validi, ad evitare malattie trasmissibili all'uomo,

                                 IMPEGNA
                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

    -  attraverso   gli   organismi   di  competenza  preposti,  ad
    individuare le  carenze  riscontrate  nelle  strutture  la  cui
    attività  è stata  sospesa,  indicando  ai  titolari  le  opere
    urgenti  necessarie   che   possano   consentire   la   ripresa
    dell'attività di macellazione.

       Pongo in votazione l'ordine  del giorno n. 26. Il parere del
  Governo?

     D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Favorevole.  Chi è favorevole resti seduto, chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'ordine del  giorno  n. 28: 'Misure di sostegno per
  l'agricoltura  siciliana',   a  firma  degli  onorevoli  Villari,
  Liotta, Barbagallo, Raiti ed altri.  Ne do lettura:

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

    PREMESSO che  l'agricoltura  siciliana, nel quadro del riordino
    dei    parametri    fondamentali    dell'economia   dell'Isola,
    costituisce uno degli  assi  fondamentali per un nuovo sviluppo
    economico ed una fonte primaria di ricchezza;

    OSSERVATO che,  nonostante  lo  straordinario  sforzo economico
    messo  in  campo   a   livello   nazionale   dai   governi   di
    centrosinistra, anche  attraverso  le  diverse misure contenute
    nel "pacchetto  Sicilia",  permangono  ritardi  di attuazione e
    un'assoluta    mancanza   d'iniziativa   dell'attuale   governo
    regionale che aggiorni i provvedimenti previsti alla luce delle
    gravissime situazioni  determinatesi  nel frattempo nei diversi
    comparti;

    VISTO lo  straordinario  alternarsi  di  estremi climatici, con
    gelate, prolungata  siccità e improvvise piogge torrenziali che
    hanno messo in ginocchio l'agrumicoltura siciliana (che da sola
    rappresenta  il   60  per  cento  della  produzione  agrumicola
    nazionale) e che ha  comportato  la rinuncia di circa il 70 per
    cento  del  raccolto  -  in  quanto  la  pezzatura  di  piccole
    dimensioni non risponde alle esigenze del mercato -;

    VISTO  altresì  il  prolungato  effetto  sulla  zootecnica  dei
    provvedimenti  adottati   a   seguito   di   "mucca   pazza"  e
    dell'epidemia di "lingua blu" nonchè il parallelo effetto della
    siccità  sulla   produzione   di  foraggio  che  costringe  gli
    allevatori a dare fondo anticipatamente alle scorte aziendali;

    CONSTATATA la perdurante  assenza di una politica sulle risorse
    idriche, la cui  crisi assume connotati sempre più drammatici e
    rende  ormai   ingiustificabile  e  colpevole  la  mancanza  di
    immediate iniziative  capaci  di  risolverla, mettendo in campo
    tutte le  possibili risorse finanziarie ed iniziative politiche
    ed  istituzionali  ad  ogni  livello,  tali  da  permettere  di
    affrontare i problemi  connessi  sia  agli  usi  potabili che a
    quelli irrigui legati all'agricoltura (esempio ne sono le tante
    dighe incompiute e  tra  queste,  per  la provincia di Catania,
    l'eterna incompiuta diga di Pietrarossa);

    VERIFICATI  altresì  i  colpevoli  ritardi  che  si  registrano
    nell'attuazione degli  accordi  a  sostegno  dei produttori che
    conseguentemente  si   vedono  caricati  di  oneri  impropri  e
    incompatibili  con   la   generale   situazione  di  difficoltà
    dell'agricoltura siciliana,

                     IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

             ED IN PARTICOLARE L'ASSESSORE PER L'AGRICOLTURA

    - ad adottare  misure  straordinarie  per  fare fronte a questo
    generale  stato di  crisi,  anche  in  raccordo  con  paralleli
    interventi  a   livello  nazionale  da  sollecitare  presso  il
    competente ministero;

    - ad  accelerare ogni provvedimento connesso alla dichiarazione
    dello stato di  calamità  naturale  con  la  predisposizione di
    aiuti finanziari,  in  particolare verso il settore agrumicolo,
    zootecnico e serricolo  e  la  sospensione di tutte le scadenze
    (fiscali,  contributive,   bancarie,   ecc:)   nonchè   con  la
    predisposizione di misure  di sostegno al reddito e di garanzie
    possibili per l'occupazione dei lavoratori interessati;

    - ad adottare misure  adatte a rimuovere gli ostacoli di ordine
    burocratico e  amministrativo che ostacolano l'attuazione delle
    disposizioni creditizie  e  agevolative  previste  dalla  legge
    finanziaria 2001 a  favore  del settore agricolo (art.  137) ed
    in particolare di  quello agrumicolo come previsto dalle misure
    contenute  dalla   scorsa   legge   finanziaria  e  riguardanti
    l'abbattimento dei costi  energetici  a  favore della piccola e
    media impresa  agricola  ed  interventi  importanti  a sostegno
    delle  gravi  difficoltà  determinati  dalla  crisi  agrumicola
    espressamente previsti per la Sicilia;

    -  a  superare  come  Governo  della  Regione  siciliana,  ogni
    ulteriore ritardo che  possa fare rischiare un peggioramento di
    una   situazione   che   ormai   sembra   assumere   dimensioni
    catastrofiche, soprattutto  per la scarsezza di risorse idriche
    nonchè per la carenza di una politica delle acque in Sicilia.

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, dopo cinque
  anni, non so se il  Governo  è  informato - e per Governo intendo
  tutti gli assessori - del  fatto  che  oggi c'è una seduta, che è
  stato presentato un  cospicuo  numero  di  ordini  del giorno che
  investono tante materie  e  che  sensibilità  vorrebbe,  da parte
  del  Governo  e   degli  assessori, di  presenziare  alle  sedute
  dell'Assemblea.
       E'  un  cattivo,  pessimo  gusto  che  hanno  gli  assessori
  convinti  che, da momento in cui vengono eletti, non debbono dare
  conto  e  ragione  quasi  più  a  nessuno  se  non  a quei famosi
  decretini per i quali hanno una predisposizione particolare.
       Comprendo che il Presidente della Regione è a Roma - e tutti
  sappiamo perché -, che  l'Assessore  per l'industria è a Roma - e
  tutti sappiamo perché -,  ma non comprendo perché un assessore su
  dodici debba presenziare  ai  lavori  dell'Aula,  senza che possa
  - perché  non so se l'assessore per gli enti locali è in grado di
  apprezzare con immediatezza  l'ordine  del giorno che viene posto
  in  discussione   -   apprezzarne   subito   la  complessità,  il
  contenuto. Certo, se  uno  legge nella premessa che noi dobbiamo,
  per dare un  aiuto  all'agricoltura,  inneggiare  a  tutto ciò, a
  tutti gli stanziamenti  che  il  Governo  di  centro-sinistra  ha
  fatto, io non è che  dico  che  non  è così, ma centro-sinistra e
  centro-destra servono nel  momento  in  cui stiamo parlando degli
  interessi sacrosanti  dei  lavoratori, della siccità, dell'andare
  incontro alle  necessità  dell'agricoltura  e  degli  agricoltori
  isolani?  Serve che in un ordine del giorno ci poniamo come se ci
  fosse una parte che  agisce  a favore ed un'altra parte che quasi
  ha agito contro?
       Ed  in ogni  caso, Presidente,  io  non  posso  smentire  la
  coerenza dentro la quale  per  cinque anni ho protestato, mi sono
  rammaricato, mi sono  dispiaciuto. E  continuo  a rammaricarmi, a
  dispiacermi e a protestare  per  il  fatto  che gli assessori non
  ritengono  di avere  il  dovere  sacrosanto  di  stare  in  Aula:
  dall'Assessore per l'agricoltura  e  le foreste, per il quale ora
  c'è un ordine del  giorno, per esempio, avremmo potuto sentire il
  parere,  parere  che   poteva   essere  anche  illuminante, e  ci
  ritroviamo di nuovo  a  dover  chiedere  ai  firmatari  se  siamo
  d'accordo, se eliminiamo  una  particolare, penso  anche inutile,
  sottolineatura.
       E i governi nazionali?  E  andiamo avanti tutti.
       E' come se qualcuno ha fatto di più anche se è vero che quel
  Governo di centro-sinistra queste  cose  le ha fatte, per cui non
  ci sarebbe niente di  male  a  codificarlo,  ma riteniamo che per
  una  "par  conditio"  non   si  possa  dire  che  il  Governo  di
  centro-destra nazionale  non  abbia  assunto identiche posizioni.
       Concludo riconfermando il  mio rammarico e il mio dispiacere
  per il fatto  che  gli  assessori disertano senza alcuna ragione,
  immotivatamente,  i  lavori  d'Aula.  E  questo  non  è  solo  un
  rammarico, è una  censura  personale,  non  posso  dire altro nei
  confronti di chi ritiene  che,  fatto  il  bilancio  e  fatto  la
  finanziaria e uno  sforzo  supplementare, per il resto quest'Aula
  veda in cartolina,  e  neppure, forse solo telefonicamente alcuni
  assessori che non si  vedono  quasi mai in Aula, altri riescono a
  farsi vedere. E questo  lo  dico  con la perfetta convinzione che
  l'unica persona che non  può essere accusato di essere assente in
  Aula è il Presidente  della Regione.  Non perché faccia parte del
  gruppo,  il  C.D.,  del  quale  il  Presidente  della  Regione  è
  deputato, ma perché  le  competenze  e le prerogative e il lavoro
  possono  e  debbano  condurre  a  non  stare  sempre  nei  banchi
  dell'Aula.  Per gli  altri  ritengo, Presidente, che non ci siano
  motivazioni adeguate  ed  invito  la  Presidenza dell'Assemblea a
  sottolinearlo anche in  maniera formale nei confronti del Governo
  e dei singoli assessori.
       Resto in attesa  di sentire cosa dice il Governo sull'ordine
  del  giorno, per  potere  comprendere  anche  quale  deve  essere
  l'atteggiamento che il  mio  gruppo  dovrà assumere nei confronti
  dello stesso.

     PRESIDENTE. Onorevole  Cintola, le sue osservazioni sono state
  più volte  sottolineate  dalla  Presidenza  dell'Assemblea, e più
  volte il Governo è stato richiamato alla presenza non solo per la
  trattazione degli ordini  del giorno, ma anche per la trattazione
  dell'attività  ispettiva,   spesso   rinviata,   anche   per   la
  discussione dei disegni  di  legge e quant'altro. Tuttavia, ecco,
  invece desidero  ringraziare  l'Assessore  D'Aquino, il quale pur
  non essendo stati presentati ordini del giorno di sua pertinenza,
  perché era venuto questa mattina per accertarsi che così fosse, è
  presente.

     CAPODICASA. Si è trovato a passare.

     PRESIDENTE.   No,  non  si  è  trovato  a  passare,  onorevole
  Capodicasa,  è  venuto  questa  mattina,  si  è accertato che non
  c'erano ordini del  giorno  di  sua pertinenza. Nonostante questo
  è in Aula  per   sostenere   le  posizioni  del  Governo.  Quindi
  l'osservazione che fa l'onorevole Cintola è quanto mai pertinente
  e tuttavia certamente  non  è  gradevole,  né  per  la Presidenza
  dell'Assemblea, né per  il  Governo  sentirla ripetere per troppo
  tempo.

     ZAGO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ZAGO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la situazione per
  quanto  riguarda   il   comparto   dell'agricoltura  non  è  meno
  drammatica di quella di Gela, testimoniata in questi giorni dalle
  manifestazioni che ci sono  state e sono tuttora in corso.
       E' da circa un mese che nella parte centro-meridionale della
  nostra Isola ci  sono delle manifestazioni, c'è una mobilitazione
  che vede assieme  i  lavoratori  del  comparto,  i  produttori, i
  concessionari,  autotrasportatori   che,   in   raccordo  con  le
  istituzioni,  le  organizzazioni  professionali agricole, Comuni,
  Province, parlamentari,  Governo  regionale  e Governo nazionale,
  stanno cercando di affrontare la situazione che è diventata ormai
  molto delicata.
       Stamattina non si tratta di andare a limare un passaggio per
  non  urtare  la   sensibilità  del  centro-destra  o  del  centro
  sinistra. Però resta il  fatto che su questi argomenti - e questo
  è il primo ordine  del  giorno  che  viene  discusso - sono stati
  presentati circa tre-quattro  ordini  del  giorno che vertono sul
  problema dell'agricoltura.
       Intanto si  potrebbe  unificare  la discussione anche perché
  i  firmatari   siamo   sempre   gli   stessi,  seppure  dislocati
  variamente, o per  schieramento  o  per  gruppo,  addirittura per
  territorio.
       Le voglio fare una proposta. Proprio a seguito di quello che
  è stato detto con il  precedente  ordine  del  giorno (quello che
  riguarda Gela), chiederei  non  la  stima, l'apprezzamento per la
  presenza dell'Assessore D'Aquino - che non sono in discussione -,
  ma proprio per continuare un discorso già avviato nelle settimane
  passate, credo che  sarebbe  utile  che  questi ordini del giorno
  venissero  trattati   alla   presenza   o  dell'assessore  o  del
  Presidente della Regione.
       Quindi, dato che questi  ordini  del  giorno  non si possono
  ripresentare senza discuterli,  il  problema  è discutere, capire
  perché poi la soluzione non è facile.....

     PRESIDENTE. Onorevole Zago,  potrebbero  essere trasformati in
  mozione ed essere messi  all'ordine  del  giorno  della  prossima
  seduta.

     ZAGO. Ma già è stata presentata una mozione in tal senso.

     PRESIDENTE. E allora non abbiamo una grande alternativa.

     ZAGO. Signor Presidente, le  volevo  chiedere  se  si  possono
  rinviare proprio in considerazione  del  fatto  che  il Governo e
  l'assessore di riferimento sono  assenti. Per me  la  mozione sta
  bene, io sono firmatario  anche  della  mozione.  Però non vorrei
  escludere dalla discussione  gli  altri  colleghi  che  firmatari
  della  mozione  non  sono  e  possono  sempre  apporre  la  firma
  comunque.  Però, rinviare  la  discussione  può  essere utile per
  mantenere  gli  ordini   del   giorno   ed   avere   la  presenza
  dell'assessore di riferimento.

     PRESIDENTE. Onorevole Zago, purtroppo non posso accontentarla.
  Era stato già stabilito  che  gli  ordini  del  giorno  venissero
  discussi nella seduta odierna.

     ZAGO. Allora mi permetta  di  intervenire  nel  merito. Dicevo
  della delicatezza della situazione, signor Presidente e onorevoli
  colleghi, caratterizzata da problemi  vecchi  e nuovi. Nei giorni
  della  mobilitazione  in  provincia   di   Ragusa  ma  anche  nel
  siracusano, in provincia di Caltanissetta, anche aziende di Gela,
  e,   anche    per     altri     motivi.
       I problemi dell'agricoltura non sono rappresentati solamente
  dalla serricoltura siciliana  o dalla serricoltura che insiste in
  una ben determinata parte  della Regione, o dalla zootecnia ma ci
  sono i problemi  dell'agrumicoltura e che quindi riguardano anche
  altri territori della nostra Regione.  Insomma, problemi vecchi e
  nuovi e  soprattutto  emergenze.  L'agricoltura  si  caratterizza
  ormai come un'emergenza continua,  perchè  ad esempio da che cosa
  scaturisce,  perchè nasce  il  caso  serricoltura?  Nasce  perchè
  veniamo da un'annata  veramente  disgraziata,  dalla virosi della
  stagione  estiva dell'anno  scorso,  a  cui  subito  hanno  fatto
  seguito gli eccessi  termici  dell'autunno dello scorso anno, per
  continuare con le gelate a  cavallo del vecchio e del nuovo anno,
  per  poi  arrivare  a  quella  grande  iattura  che  è  stata  la
  trasmissione, o alcune  trasmissioni,  ma  segnatamente una della
  televisione nazionale, in un  canale della RAI che ha arrecato ai
  prodotti dell'agricoltura siciliana  un  danno come forse nemmeno
  tutte le gelate che si sono registrate fino ad ora.
       Mi  riferisco  alla leggerezza, alla irresponsabilità con la
  quale a "Porta a Porta" il conduttore, non so quanti di voi hanno
  visto  quella  trasmissione,  come  se fossero birilli, prendendo
  materialmente  prodotti  sotto  serra cominciando con la zucchina
  etc.,  ha  dichiarato  davanti  a  tutta  l'Italia, ai milioni di
  telespettatori  che  seguono  quella trasmissione, che i prodotti
  sotto serra  sono  nocivi  per  la salute e non si devono dare ai
  bambini  perchè  sono  canne  di  gas che possono provocare gravi
  danni.  E  aggiungeva, lo dico perchè potrebbe essere considerato
  un elemento marginale ma invece è un elemento che ci deve indurre
  a  riflettere, di consumare prodotti surgelati perchè offrono più
  garanzia  rispetto  ai  prodotti  sotto serra.  Perchè i prodotti
  sotto  serra,  a  suo  dire,  siccome  non  sono  stagionali sono
  artefatti,  manipolati  in qualche modo drogati e provocano danni
  alla  salute.  Voi  capite difronte ad una trasmissione che viene
  trasmessa  su una rete nazionale che effetti devastanti ha avuto:
  ha provocato  il  crollo  dei consumi e quindi della richiesta, i
  prodotti  sono  rimasti invenduti nei mercati nazionali.
       Questo è inquietante  perchè  così  non  è
       I prodotti  sono  regolarmente  controllati,  perchè vengono
  periodicamente  pubblicati   i   risultati   delle  analisi,  dei
  controllio effettuati sui prodotti serricoli e comunque, non sono
  stagionali come non lo sono  le  mele  e le pere del Trentino che
  invece vengono indicati  da  quella trasmissione come prodotti da
  potere consumare.  E'  chiaro  che  questo  è  stato  un  attacco
  micidiale per il quale  entra il gioco il Governo nazionale oltre
  che il Governo regionale  e  attorno  al quale si è discusso come
  fare, come  promuovere  una  campagna  promozionale  che recuperi
  questa pubblicità negativa  che  ha  avuto  un  impatto  che  voi
  riuscite sicuramente  ad immaginare perchè le pubblicità negative
  purtroppo camminano più  e meglio delle pubblicità positive.  Fra
  l'altro  insospettisce   questo   consiglio   che  nessuno  aveva
  richiesto di consumare prodotti surgelati.
       Questo  ha   provocato  nella  discussione  con  il  Governo
  nazionale e  regionale  la  necessità  di  promuovere  subito una
  campagna che recuperi,  che  ristabilisca  la verità e che quindi
  renda giustizia e  cerchi  di tornare a far veicolare nei consumi
  degli italiani  i  prodotti  che  non sono per niente nocivi alla
  salute.
       Ma oltre questo  problema scaturito da una sciagurata serata
  in televisione, ci  sono  i  problemi delle calamità atmosferiche
  con i quali conviviamo noi, ma convivono prima di noi gli addetti
  ai lavori, gli agricoltori.
       Io in questi  anni  che sono qui all'Assemblea regionale non
  le   so   dire   più   quante   interrogazioni   ho   presentato,
  interrogazioni che  si  potrebbero  ripresentare  ogni  tre  mesi
  cambiando solo  la data, perchè si verificano regolarmente sempre
  le stesse calamità  che  abbattono  la  produzione,  e  quindi le
  gelati, i venti sciroccali, la virosi, le malattie dei prodotti.
       Allora  qui   bisogna   affrontare  questo  problema  che  è
  emergenza perchè succede  come  succede,  che, però, ormai, si  è
  consolidato e  quindi  dobbiamo  avviare un discorso nuovo, visto
  che non possiamo  venire  qui ogni volta a chiedere il contributo
  perchè c'è stata  la  gelata,  il  contributo perchè c'è stato il
  vento  sciroccale,  il  contributo  perchè  c'è  stato  l'eccesso
  termico.
       Forse, è  il  momento  cambiare  registro,,  di pensare alle
  assicurazioni  che  possono  permettere  a  tutti  di  avere  una
  maggiore serenità.
       Ma bisogna  pensare  anche  al futuro, bisogna chiedersi gli
  addetti ai lavori,  gli  agricoltori,  tutti  lo hanno fatto e lo
  stanno facendo, se  le  serre possono continuare ad essere quelle
  che sono state in  questi  30,  40  anni, se non dobbiamo pensare
  come Regione, come Governo, come Parlamento a garantire un futuro
  a questo tipo  di  coltivazione.  Cioè, mi chiedo se non dobbiamo
  pensare da un  lato  alla  metanizzazione  perchè  le  serre  che
  abbiamo sono  serre  a  freddo,  e  invece dobbiamo condizionarle
  climaticamente, e  dall'altro se non dobbiamo pensare a strutture
  diverse che non siano il solo foglio di plastica e i soli quattro
  paletti che per adesso le caratterizzano.
       E'   per   questo   motivo  che  io  auspicavo  la  presenza
  dell'assessore  Castiglione, del Presidente Cuffaro che su questo
  sono  stati presenti, hanno interloquito, per stabilire con loro,
  naturalmente  non  in  questa  fase, ma chiusa la finanziaria, un
  percorso  che  possa affrontare il problema del comparto agricolo
  non   con   un   ordine  del  giorno,  importante  ma  che  vuole
  testimoniare  un  impegno  e  una  volontà,  ma  con delle misure
  strutturali se vogliamo garantire e dare una risposta e un futuro
  a questo comparto.

     PRESIDENTE. Il parere del governo?

     D'AQUINO, assessore  per  gli  enti locali. Siccome il governo
  non condivide le  premesse  e non è presente l'assessore al ramo,
  io credo che questo sia da accettare come raccomandazione.

     PRESIDENTE. Si passa agli  ordini del giorno n. 29 e n. 43, di
  identico contenuto  "Interventi  urgenti in favore della deputata
  curda Leyla Zana".
                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     CONSIDERATO che:

     - sono sette anni che l'onorevole Leyla Zana, prima ed ultima donna
                 curda eletta al Parlamento turco nel 1991, è in carcere
                 per  reati di opinione e cioè per aver pronunciato, sia
                 in  turco  che  in  curdo, lingua allora proibita dalla
                 Costituzione della Turchia, con alcuni colleghi del suo
                 stesso partito, all'atto del giuramento di fedeltà alla
                 Repubblica  turca,  obbligatorio  per i parlamentari di
                 questo  Paese  all'inizio del loro mandato, le seguenti
                 parole   "sono   stata   obbligata  ad  adempiere  alla
                 formalità   richiesta,   io   lotto   per  la  fraterna
                 convivenza  del  popolo  curdo e del popolo turco in un
                 quadro   democratico"  e   per   aver   successivamente
                 denunciato,  in  un  viaggio  con   altri   membri  del
                 Parlamento della Turchia in Europa e  negli Stati Uniti
                 d'America, la violazione dei diritti umani in Turchia a
                 danno del popolo curdo;

     - Per questi fatti Leyla Zana ed i suoi colleghi furono accusati di
                 altro tradimento e di separatismo;

     - al processo, nel dicembre del 1994, la procura chiese per essi la
                 pena di morte;

     - il tribunale nell'ultima udienza (la stessa in cui fu pronunciata
                 la  sentenza)  modificò  l'imputazione   in  quella  di
                 "appartenenza     a    banda     armata",     accusando
                 arbitrariamente  Leyla  Zana di  appartenenza  al  PKK,
                 senza permettere agli avvocati difensori nessuna difesa
                 e tanto meno la convocazione dei testi d'accusa;

     - la condanna fu a quindici anni di carcere;

     RILEVATO CHE:

     - il Parlamento europeo ha insignito Leyla Zana  nel  dicembre  del
                 1996 del premio Zakharov per la sua lotta  a difesa dei
                 diritti umani;

     - a luglio di quest'anno a Strasburgo la Corte di  giustizia  per i
                 diritti umani, espressione del  Consiglio d'Europa, del
                 quale la Turchia fa parte, ha condannato la Turchia per
                 quel   processo,  considerando   illegittime   sia   la
                 composizione del tribunale (per la presenza nella Corte
                 di  membri designati  dall'esecutivo  e  dall'esercito,
                 lesiva   della   sua   indipendenza    e    della   sua
                 imparzialità), sia le condizioni nelle  quali  vi  potè
                 operare  la difesa, sia, di  conseguenza,  la  condanna
                 emanata  non  solo  dunque condannando  la  Turchia  al
                 pagamento dei danni alle vittime di  quel  processo  ma
                 anche  a  ripristinare  nella   misura  del  possibile,
                 secondo   lo  Statuto  del   Consiglio   d'Europa,   le
                 condizioni nelle quali esse erano,  cioè procedere alla
                 loro liberazione;

     TENUTO CONTO:

     - che la Turchia ad oggi si è limitata al pagamento  dei  danni  ma
                 non sta prendendo in considerazione alcuna misura tesa,
                 in una forma o nell'altra, alla  liberazione  di  Leyla
                 Zana e dei suoi colleghi;

     - che per questa ragione il caso d Leyla Zana e  dei  suoi colleghi
                 continua  ad  essere  oggetto  di   attenzione   e   di
                 interventi  sulla  Turchia  da  parte  della  Corte  di
                 Strasburgo,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     -  ad  invitare  il  Governo  nazionale  ed   il  Parlamento  della
     Repubblica  a farsi promotori di interventi  presso  la  Presidenza
     della  Repubblica,  il  Governo  ed  il  Parlamento  della  Turchia
     finalizzati all'ottenimento  da parte della  Turchia  del  rispetto
     della  sentenza  della  Corte  di Strasburgo e  dello  Statuto  del
     Consiglio d'Europa a proposito del caso di Leyla  Zana  e  dei suoi
     colleghi.

       Il parere del governo?

     D'AQUINO, Assessore per gli enti locali. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'ordine del giorno 30: "Tutela del personale ATA"

    Il parere del governo?

     D'AQUINO, Assessore per gli enti locali. Viene acccettato come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE. Si  passa  all'ordine  del  giorno n. 31 "Sostegno
  alla zootecnia siciliana"

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     TENUTO CONTO che   emergenze   sanitarie,   crisi   commerciali   e
                 condizioni  ambientali   e  climatiche   avverse  hanno
                 determinato per la zootecnia siciliana una crisi di cui
                 è ancora difficile riuscire ad intravedere la fine;

     VISTI che i recenti  drammatici  fatti  legati all'insorgenza della
                 variante umana della  BSE in una giovane donna di Menfi
                 e la positività  di  due bovini da latte provenienti da
                 allevamenti del  ragusano  creano  uno  stato di grande
                 allarmismo non solo per l'esito infausto della malattia
                 ma anche per effetto della risonanza mediatica che tali
                 notizie hanno avuto;

     TENUTO CONTO che    scienziati    responsabili    regionali   della
                 veterinaria   e   professori  universitari  esperti  di
                 zootecnia  appositamente   auditi   nella   III   e  VI
                 Commissione  legislativa hanno evidenziato la necessità
                 di puntare  sulla  zootecnica  autoctona  che  utilizza
                 pascoli estensivi, e per  ciò naturali, e che la stessa
                 copre solo il 30  per  cento  dell'attuale fabbisogno e
                 consumo di carne in Sicilia;

     ATTESO che dalle inequivocabili  dichiarazioni rese sia agli organi
                 di informazione,  sia  alla  VI Commissione legislativa
                 dal responsabile  dirigente veterinario di Menfi, dott.
                 L.   Caracappa, emerge che  in  quel  comune  la  quasi
                 totalità delle carni bovine vendute e consumate sono di
                 importazione, perchè la zootecnia autoctona è pressochè
                 inesistente (tanto che su  12  macellerie, 1 sola vende
                 carne locale) e  che dunque l'allarmistico attacco alla
                 zootecnia  siciliana   ed   al  sistema  dei  controlli
                 effettuati  dal  servizio  veterinario  è  infondato  e
                 fuorviante per quel residuo di attività zootecniche che
                 invece costituisce per gli stessi metodi di allevamento
                 estensivo una garanzia per  la  salute dei cittadini di
                 questa Regione, considerando che il danno che deriva da
                 questa scorretta  campagna  di  informazione  oltre che
                 danneggiare un sistema già in grave crisi dell'economia
                 siciliana, produce panico e confusione nei consumatori;

     PRESO ATTO che il contagio della  variante umana di BSE anche nella
                 ragazza di Menfi, per  i  tempi  lunghi  di incubazione
                 della malattia, non può  che essere avvenuto negli anni
                 in cui le carni bovine non erano sottoposte all'attuale
                 sistema di controlli veterinari;

     VISTO che la rigida attività di  repressione esercitata dai NAS che
                 ha portato alla chiusura  di  gran  parte  dei mattatoi
                 operanti nel passato anche nei piccoli comuni, è frutto
                 dell'applicazione  di   norme  comunitarie  pensate  in
                 funzione della grande attività di macellazione del nord
                 e dell'Europa inesistenti in Sicilia, lungi dall'essere
                 elementi  di  garanzia   e   di   sicurezza,  di  fatto
                 costituisce un  autentico disincentivo per la zootecnia
                 autoctona giacchè la scarsa  resa  dei  bovini locali e
                 gli elevati costi di  trasporto per la macellazione dei
                 capi nelle poche strutture autorizzate con numero CE di
                 fatto sono  proibitivi  per il piccolo-medio allevatore
                 che preferisce  interrompere  la  propria  attività con
                 pregiudizio grave per  l'economia  siciliana  e  per la
                 salute pubblica;

     TENTO CONTO che unitamente al problema  delle  carni  bovine non va
                 sottaciuta la condizione del patrimonio ovicaprino (che
                 costituisce pure un  efficace baluardo a garanzia della
                 salute pubblica)  decimato  dal  piano  di  risanamento
                 della brucellosi, leucosi e  tubercolosi cui però non è
                 seguito dal '96 ad oggi il giusto indennizzo per i capi
                 abbattuti;

     ATTESO che la misura ipotizzata dal Governo nazionale di imporre la
                 tassa ai consumatori  per  garantire  la  qualità delle
                 carni è fuorviante rispetto al vero problema che chiama
                 in causa la responsabilità  politica di chi ha lasciato
                 liberamente circolare  nel  passato  le farine ricavate
                 dagli animali inglesi affetti  da  BSE e che i processi
                 dell'economia  globale   hanno   portato   anche  nelle
                 mangiatoie degli allevamenti  italiani  e  non  solo in
                 Sicilia,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - a varare una serie  di  misure  per  rilanciare  e  sostenere  la
     zootecnia siciliana attraverso  un  serio  programma  di interventi
     sanitari,   strutturali    ed    economici    che   tengano   conto
     fondamentalmente delle indicazioni  che  gli  esperti  del  settore
     hanno  evidenziato  nel   dibattito   sviluppatosi   in  seno  alle
     commissioni legislative.

                         LO CURTO ED ALTRI

     D'AQUINO , assessore per  gli  enti  locali.  Lo  accetto come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE.  Si  passa  all'ordine  del  giorno  numero  33: -
  Iniziative per scongiurare la perdita delle quote latte spettanti
  alla Sicilia. Ne do lettura:

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che l'E.S.A. è proprietario  di 11 milioni di quote latte,
                 secondo la vigente normativa europea;

     RILEVATO che lo stesso ente  ha ceduto alla Siciliana zootecnica di
                 Catania tali quote a condizione che venisse rispetto un
                 programma di utilizzo di tutte le quote-latte;

     VISTO che la Siciliana zootecnica non ha rispettato tale programma,
                 nè l'E.S.A., cosa  ancora  più  grave,  ha  vigilato su
                 quanto concordato,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - ad intervenire affinché non si corra concretamente il rischio che
     gli  undici  milioni di  quote  latte  della  Sicilia  non  vengano
     utilizzate  e  quindi,   secondo  le  norme,  ripartite  in  ambito
     nazionale mettendo così  in ulteriore difficoltà un settore, quello
     zootecnico, che già  conosce particolari difficoltà e rischiando di
     colpire l'industria agroalimentare isolana, disperdendo in tal modo
     un importante patrimonio di esperienze e di lavoro che sta cercando
     di adeguarsi agli standard richiesti dal mercato europeo;

     ad assumere iniziative per  evitare  di far perdere alla Sicilia le
     quote o parte di esse.

     (26 febbraio 2002)
                              VILLARI-LIOTTA-RAITI-AMENDOLIA-SPAMPINATO-
                              BASILE-BARBAGALLO GIOVANNI

       Il parere del Governo?

     D'AQUINO , assessore per  gli  enti  locali.  Lo  accetto come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE. Do lettura dell'ordine del giorno n. 36:

           - Iniziative tese alla salvaguardia del patrimonio agrumicolo
             e  dei  livelli  occupazionali dell'azienda "Costantina" di
             Catania.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     CONSIDERATO che:

     -  l'azienda  "Costantina  rappresenta  un  patrimonio  di trecento
     ettari  che  riveste  primaria  importanza  economica  nel  settore
     agrumicolo  siciliano  e  carattere  strategico  sotto  il  profilo
     occupazionale per l'intera provincia di Catania;

     -  in  seguito al fallimento del gruppo Rendo, tale azienda è stata
     posta  in  liquidazione  dalla  proprietà per far fronte alla grave
     situazione debitoria del gruppo nei confronti dell'IRFIS e del Bds;

     - da tre anni i lavoratori dell'azienda costituitisi in cooperativa
     hanno continuato a condurla, sotto forma di affitto, salvandola dal
     degrado  cui inevitabilmente sarebbe andata incontro anche soltanto
     dopo  una sola stagione di abbandono, garantendo così il patrimonio
     agrumicolo, oggi interamente convertito a biologico, e centinaia di
     posti di lavoro;

     -  l'ISMEA,  Ente  economico  di  diritto  pubblico,  ha deliberato
     l'acquisto  del  fondo  agricolo  e  la  cessione dello stesso alla
     cooperativa con riscatto trentennale;

     -  l'importo  a  cui  acquisterebbe  l'ISMEA è certamente quanto di
     meglio è possibile ottenere dal mercato per l'acquisto della citata
     azienda;

     -  l'importo ottenibile dalla vendita, sulla base della proposta di
     ripartizione  già  presentata  dal liquidatore e nota ai creditori,
     rappresenta  quanto  di  meglio  è possibile fare per soddisfare, a
     stralcio, le esigenze di tutti i creditori,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     -   a   porre   in  essere  ogni  iniziativa  tesa  a  favorire  il
     raggiungimento  di  un accordo tra il liquidatore e l'IRFIS al fine
     di  salvaguardare  sia i livelli occupazionali del settore agricolo
     già  pesantemente  segnato  da  una  grave  crisi,  che il suddetto
     patrimonio  agrumicolo  che  si ritiene debba essere considerato un
     bene non della sola "Costantina" ma della Sicilia tutta.

     (5 marzo 2002)
                                    PISTORIO-CINTOLA-RAITI-BASILE
                                    MANCUSO-LEANZA-IOPPOLO-VILLARI
                                    FLERES-BARBAGALLO-SPAMPINATO

     LIOTTA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LIOTTA. Signor Presidente, ho chiesto di parlare non tanto per
  illustrare l'ordine del  giorno che ha una esposizione abbastanza
  lineare, si comprendono  le  ragioni dell'impegno che questa Aula
  chiede al Governo,  quanto  per evidenziare, onorevole Assessore,
  che questo ordine del  giorno  è  sostanzialmente  un  ordine del
  giorno di supporto  all'azione  del  Governo. Agevola l'azione di
  governo nella ricerca  di  soluzioni  possibili  rispetto  ad una
  azienda agrumicola che  rappresenta  un  patrimonio  per l'intera
  Sicilia ed una posizione leader nella agrumicultura del meridione
  d'Italia, oserei dire. Si  tratta  di  una  azienda  di  trecento
  ettari che da tre anni  è  seguita,  per  altro con una azione di
  governo che già  a  partire  dalla  precedente  legislatura aveva
  visto impegnato l'allora assessore all'agricoltura, Cuffaro, oggi
  Presidente della Regione. Quindi,  si tratta di una azione che io
  credo possa essere condivisa dal Governo.

     VILLARI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     VILLARI. Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, permettetemi
  di fare una osservazione approfittando di questo intervento sulla
  questione, che non  credo abbia bisogno di ulteriori integrazioni
  perché già ne  ha parlato l'onorevole Liotta, quella dell'azienda
  "Costantina", ma intervengo per  dire,  si tratta di un argomento
  generale che penso  tocchi  trasversalmente  questo  Parlamento e
  soprattutto il Governo  che  ha  la responsabilità primaria nelle
  scelte politiche che si sono  fatte  e  che  si faranno, e vorrei
  soffermarmi su un fatto  che  mi  pare  strano.  Per  carità, non
  voglio teorizzare sui  meccanismi  formali formali, procedurali e
  regolamentari  dell'Aula  o  della  possibilità  che  il  Governo
  esprima un proprio parere rispetto ad un ordine del giorno e dica
  che lo accetta come  raccomandazione.  Pur  tuttavia  a me questo
  fatto  pare  strano  e  ritengo  politicamente  sia  un  atto  di
  debolezza al di là,  prendo  atto  dello  buona  volontà  e della
  sensibilità dell'onorevole D'Aquino  che è qui a rappresentare il
  governo, però, rimane il  fatto politico che rispetto a questioni
  che, peraltro Lei,  Signor  Presidente,  le  conosce bene, perché
  viene  da  una  provincia   come   quella  di  Catania,  poco  fa
  l'onorevole  Zago  parlava   delle  vicende  della  provincia  di
  Ragusa.
       In    Sicilia    la    vicenda    agricola,   la   questione
  dell'agricoltura,   dell'agrumicultura,   della   zootecnia,   al
  questione  degli  undici  milioni  di  quote  latte all'ESA, alla
  Siciliana   zootecnica   su  cui  l'ESA  dovrebbe  esercitare  un
  controllo, o la questione della siccità in questa regione che sta
  determinando  un  gravissimo processo di desertificazione.  Basta
  percorrere  il tratto Catania-Palermo per accorgersi di quale sia
  lo stato del latte.  Io mi chiedo se è concepibile che un Governo
  possa  limitarsi  ad  accogliere  come raccomandazione ordini del
  giorno  di  questa  natura.  Ripeto, la questione prescinde dalla
  buona  volontà  dell'Assessore  D'Aquino, ma qui il problema è di
  carattere  generale.  Ed  io  teorizzo  che,  pur distinguendo le
  diverse   responsabilità  tra  maggioranza  ed  opposizione,  tra
  Governo e minoranza, mettiamola come la si vuole, rimane il fatto
  che  questo Parlamento non può non essere pienamente investito da
  argomenti   di   questa   natura.
       Per  cui  le  chiedo,  Signor  Presidente,  di  individuare,
  eventualmente  sentendo anche i gruppi parlamentari, su questioni
  importanti,  centrali,  come  queste  di  cui parliamo, Lei lo sa
  bene,    parliamo   dell'agricoltura,   dell'agrumicoltura,   poi
  scoppiano le tensioni sociali in tutte le provincie siciliane, ne
  sappiamo   qualcosa,   e  ci  meravigliamo,  quando  è  tardi  ci
  meravigliamo.
       Ora,  io  non  voglio  dare qui responsabilità particolari a
  questo  o a quell'altro assessore, mi pongo il problema del ruolo
  e  della cultura di questo Parlamento e di questa classe politica
  che,  rispetto  a questioni centrali come l'agricoltura, che è il
  perno  delle  sviluppo,  rimane  uno  dei  perni  centrali  dello
  sviluppo di questa regione, non può esserci tanto pressappochismo
  e tanta genericità.
       Per  cui  io  vorrei  tanto,  Signor  Presidente, che Lei si
  facesse  interprete, assieme a tutti i capigruppo parlamentari, a
  partire  ovviamente da quelli della maggioranza e dal Governo, di
  questa  esigenza  che ho sollevato anche presentando l'ordine del
  giorno  che è stato discusso poco fa e sul quale specificatamente
  non ero intervenuto.
       Sono intervenuto adesso perchè mi sono sentito stimolato dal
  fatto  che  parliamo  di  questioni  veramente  delicate,  Signor
  Presidente,   non  mi  pare  che  il  Parlamento  e  la  politica
  siciliana,  rispetto a questo argomento, possano limitarsi ad una
  presa d'atto come raccomandazione su un ordine del giorno.
       La  questione  è  seria  e  io  mi  auguro  che l'Aula venga
  impegnata  ad  una  seduta  ad  hoc  sulla questione agricola, la
  questione  agrumicola, la questione della zootecnia, la questione
  dell'acqua,  del  completamento delle dighe.
       C'è   la  vicenda  della  diga  terrarossa  nella  zona  del
  calatino,  che  è  scandalosa,  ci sono state vicende giudiziarie
  delicate, molto delicate.
       Io  vorrei  che  su  questo, Signor Presidente, vi fosse una
  riflessione  seria e che, poi, vi fossero, conseguentemente, atti
  di  coerenza,  non  solo  annunci  generici,  perchè  tutti siamo
  d'accordo sullo sviluppo, tutti siamo d'accordo che l'agricoltura
  potrà creare occupazione ma i fatti, direbbe l'uomo della strada,
  i  fatti  dicono che le contraddizioni tra il dire e il fare sono
  stridenti  e  qui  dobbiamo  tutti,  in  qualche modo, impegnarci
  seriamente e con coerenza.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     D'AQUINO, Assessore per gli enti locali. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Lo  Pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'ordine del giorno numero 37:

     "Riconoscimento    della    qualità    di    ente   di   formazione
             all'Associazione "Libera"

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO l'associazione "Libera",  nata  il  25  marzo  1995,  è un
                 network di oltre 700 associazioni impegnate nella lotta
                 alle  mafie   ed   alla  criminalità  organizzata,  con
                 l'obiettivo  di  aggregare,  di coinvolgere e sostenere
                 tutti  i  soggetti interessati a un concreto impegno di
                 contrasto  alla  criminalità  organizzata,  e  concorsi
                 nell'idea  che per sconfiggere le mafie occorra unità e
                 spirito cooperativo;

     - che intendimento di tale associazione è quello di affiancare alla
                 necessaria   opera  di  repressione   un'offensiva   di
                 prevenzione, di cultura, di impegno  civile,  ritenendo
                 che  promuovere  la legalità significa prima  di  tutto
                 azione educativa, partecipazione  democratica,  ricerca
                 della giustizia, promozione di sicurezza  e  vivibilità
                 urbana;

     - che solo in  Sicilia,  fino  ad  oggi,  sono  circa  100.000  gli
                 studenti  coinvolti  in  progetti  di  educazione  alla
                 legalità, promossi da "Libera", da insegnanti e presidi
                 delle scuole isolane;

     - che dopo una petizione popolare promossa da "Libera" il  7  marzo
                 1996 è entrata in vigore la legge 109  sull'uso sociale
                 dei  beni confiscati ai mafiosi che, in poco più  di  4
                 anni, ha permesso l'utilizzo a fini sociali di 865 beni
                 immobili per un valore di oltre 239 miliardi di lire;

     - che grazie all'iniziativa  di "libera", ad esempio, la  villa  di
                 Salvatore Riina a Corleone, oggi è sede di  un istituto
                 tecnico per l'agricoltura, dove ragazzi e ragazze hanno
                 la possibilità di imparare a curare  produttivamente la
                 propria  terra;   nei terreni di  Bernardo  Provenzano,
                 nella zona di Castelvetrano, nasce l'olio  di "Libera",
                 frutto  del lavoro di un gruppo di giovani  del  luogo,
                 strappati  al  circuito  della  draga;  a  Palermo,  la
                 collaborazione  tra  l'associazione,  enti  pubblici  e
                 associazionismo,   porterà   alla    realizzazione   di
                 produzioni  biologiche  di  alta  qualità   su  terreni
                 confiscati;

     - che l'associazione, nell'ambito di questo intervento complessivo,
                 ha  istituito  l'Università  per  la  Legalità   e   lo
                 Sviluppo, che consiste nella creazione di un  centro di
                 formazione,    sensibilizzazione     del    territorio,
                 documentazione   e   ricerca.   L'Università   mira   a
                 diventare  un  punto  di  riferimento  sui  temi  della
                 legalità e della lotta alla criminalità organizzata;

     - che grazie all'iniziativa   del  prefetto  di   Palermo,   Renato
                 Profili,  i comuni di Corleone, Monreale,  Piana  degli
                 Albanesi,  San  Cipirello,  San  Giuseppe   Jato  hanno
                 costituito un consorzio a cui vengono conferiti  i beni
                 confiscati alla criminalità organizzata.  L'Agenzia per
                 lo sviluppo economico del Mezzogiorno,  Sviluppo Italia
                 e  Libera  hanno  assunto  il  compito di  "animare"  i
                 soggetti locali al fine di far nascere  strutture  alle
                 quali affidare la gestione dei beni.  Sviluppo  Italia,
                 in  particolare,  si  occuperà di fornire  un  supporto
                 qualificato  ai  soggetti destinatari  per  predisporre
                 piani  d'impresa  necessari.   Altre   due   strutture,
                 Sudgest e Italia Lavoro, si occuperanno rispettivamente
                 di  preparare  il  progetto  d'impresa  e   formare  il
                 personale che lavorerà nelle cooperative;

     - che "Libera" organizza campi di studio estivi per  approfondire e
                 aggiornare  l'analisi  del  fenomeno  mafioso,   a  cui
                 partecipano numerosissimi soggetti dell'associazionismo
                 e del volontariato dell'Isola;

     - che dal 1996  Vivicittà, la più grande  manifestazione  podistica
                 italiana organizzata dalla UISP, portatrice di un forte
                 messaggio sociale, è diventata la corsa di  Libera  con
                 lo  slogan: "La città corre Libera". Da quale  anno  la
                 manifestazione  entra  negli  istituti  penitenziari  e
                 minorili italiani e tocca varie capitali di paesi dalla
                 storia  difficile  e significativa:  Sarajevo,  Valona,
                 Tirana, Algeri, Baghdad. Per la prima  volta quest'anno
                 Vivicittà  è  arrivata in Africa, a  Korogocho,  grande
                 baraccopoli alla periferia di Nairobi, dove da  anni il
                 missionario comboniano padre Alex Zanotelli  svolge  la
                 sua opera;

     - che nel 1997  Libera è stata convocata dalla Commissione  per  le
                 libertà  pubbliche  e  affari  interni  del  Parlamento
                 europeo,  per  conoscere  le finalità e  le  iniziative
                 dell'associazione.     Tale    audizione     è    stata
                 successivamente richiamata nel testo  della Risoluzione
                 adottata  dal  Parlamento europeo il 20  novembre  1997
                 inerente  il  piano  d'azione  contro   la  criminalità
                 organizzata;

     - che il 13 dicembre  2000,  a  Palermo, nell'ambito  degli  eventi
                 previsti  dalla conferenza delle Nazioni Unite  per  la
                 firma di una Convenzione contro il  crimine organizzato
                 transnazionale,  Libera e ISPAC hanno  organizzato  una
                 giornata  di  studio  dal  tema:  Le   strategie  della
                 prevenzione    contro    il     crimine     organizzato
                 transnazionale:   il  ruolo  delle  Organizzazioni  non
                 governative;

     PRESO ATTO che  il  Ministro  della  pubblica   istruzione  Letizia
                 Moratti  ha  negato  il  riconoscimento  di   ente   di
                 formazione  all'associazione,   estromettendola   dalla
                 possibilità  di  fruire  di ogni tipo  di  convenzione,
                 prima intrattenute con quel dicastero;

     CONSIDERATO che medesimo trattamento - come da notizie di  stampa -
                 non è stato riservato neanche a  circoli dell'accademia
                 scacchistica,   che  -  al  contrario  -   sono   stati
                 beneficiati  dell'attenzione  e delle  convenzioni  del
                 Ministro Moratti;

     RITENUTO che la decisione del Ministro Moratti - priva di  reali  e
                 fondate   motivazioni   -   appare    solo   fortemente
                 discriminatoria,    sulla   base    di    inaccettabili
                 valutazioni  di  convenienza  politica  in  materia  di
                 strategie culturali e attività sociali;

     RITENUTO, altresì,  che  come  già evidenziato, Libera,  don  Luigi
                 Ciotti  e  tutti  i  suoi animatori  rappresentano,  in
                 particolare  per  la Sicilia, un punto  di  riferimento
                 essenziale  nella  formazione  delle  coscienze  e  nei
                 processi di crescita culturale delle nuove generazioni,
                 su  temi  come  la difesa della legalità, la  lotta  ai
                 poteri  criminali-mafiosi,  l'intervento   diretto  sul
                 territorio per la riappropriazione dei diritti negati e
                 per la crescita di nuova imprenditorialità,

                                 IMPEGNA

             IL PRESIDENTE DELLA REGIONE E L'ASSESSORE PER I
         BENI CULTURALI, AMBIENTALI E PER LA PUBBLICA ISTRUZIONE

     -  ad  intervenire  e  sollecitare  il Ministro Letizia  Moratti  a
     rivedere le proprie decisioni, questa volta ispirandole  a principi
     di  equità  e  correttezza,  approntando  i  dovuti  riconoscimenti
     all'associazione "Libera" e riconoscendole ampia  soggettività  nel
     settore  della  formazione,  anche  attraverso  la  statuizione  di
     apposite convenzioni di lavoro.

                              FERRO-ORLANDO-MORINELLO-RAITI

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     D'AQUINO,  Assessore  per  gli  enti  locali.  Lo accetta come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno numero 38:

  "Modifiche alla misura 4.07 del POR Sicilia 2000/2006"

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO CHE

     - il POR Sicilia 2000/2006, alla misura ex 4.2.2 oggi modificata in
                 4.07,  "Insediamento  dei giovani agricoltori", sezione
                 111, prevede un premio unico di 12.500 euro, modificato
                 oggi in 12.082 euro dalla circolare applicativa n.  307
                 del 5/12/2001;

     - tale cifra risulta essere  inferiore  di  oltre il 50 per cento a
                 quella indicata  quale  erogabile dal Regolamento CE di
                 riferimento  e  autorizzata  presso  le  altre regioni,
                 anche in  virtù  del regolamento 2075/2000, che prevede
                 un sostegno all'investimento pari a 25.000 euro;

     - è opportuno adeguare  la  cifra già indicata portandola da 12.082
                 euro a 25.000 euro,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - nelle  successive  rimodulazioni  del  POR  e  del Complemento di
     programmazione, attivando  le  procedure  previste, a modificare la
     cifra di cui  in premessa, portandola a 25.000 euro, da erogarsi ai
     giovani in  possesso  dei requisiti previsti ed in unica soluzione,
     al momento dell'insediamento.

                                          FERES-CATANIA GIUSEPPE

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     D'AQUINO,  Assessore  per  gli  enti  locali.  Lo accetta come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno numero 39:

  "Interventi urgenti  per  la riapertura dell'ufficio postale
  nel territorio del  comune  di  Piedimonte Etneo, presso le
  frazioni di Presa e di Vena.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO CHE:

     - per oltre cento anni gli  abitanti  di  due  piccole frazioni del
                 comune  di   Piedimonte  Etneo,  Presa  e  Vena,  hanno
                 usufruito  dei  servizi  erogati  dall'ufficio  postale
                 ubicato nell'abitato di Presa;

     - le frazioni di cui sopra si trovano a circa 700 metri sul livello
                 del mare, che  le  stesse  non  sono collegate da mezzi
                 pubblici al comune  di  Piedimonte  Etneo  ne  ad altro
                 comune viciniore;

     - la Direzione generale delle  poste  ha deliberato la chiusura dal
                 1  dicembre  del suddetto ufficio postale, determinando
                 gravi disagi  per  i  residenti,  in prevalenza anziani
                 pensionati;

     - la determinazione di  chiusura  adottata  dalla  Direzione non ha
                 tenuto    conto    della    disponibilità   manifestata
                 dall'amministrazione  comunale  di  Piedimonte  Etneo a
                 sostenere le spese di affitto dei locali,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE
            ED IN PARTICOLARE L'ASSESSORE PER GLI ENTI LOCALI

     - a porre in  essere  interventi  urgenti,  idonei a determinare la
     riapertura  dell'ufficio  postale  nel  territorio  del  comune  di
     Piedimonte Etneo, presso la frazione di Presa e di Vena.

                                         FLERES

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     D'AQUINO, Assessore per gli enti locali.  Favorevole.

     PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione:  chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'ordine del giorno numero 40:

     "Iniziative  volte  alla  immediata  realizzazione  dei  lavori  di
             raddoppio della tratta ferroviaria Fiumetorto-Cefalù"

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO CHE:

     - il 23 marzo  1984 l'Azienda  Autonoma  Ferrovie  dello  Stato  ha
                 affidato al  Consorzio CON.SI.L.FER., in concessione di
                 prestazioni integrate ex l. 12 febbraio 1981, n. 17, la
                 "progettazione  e   costruzione  delle  opere  per  gli
                 interventi   di    raddoppio   e   potenziamento,   con
                 installazione di nuovi  impianti  di  segnalamento e di
                 sicurezza programmati per la linea Palermo-Messina",

     - in particolare dette prestazioni riguardavano:

               a) il  completamento  della  progettazione definitiva del
               raddoppio  del  tratto   compreso   tra  le  stazioni  di
               Campofelice e di S. Agata Militello;

               b) la progettazione  esecutiva  e  la realizzazione delle
               opere nel tratto compreso tra le stazioni di Fiumetorto e
               Campofelice;

     - a seguito di  atti   addizionali   l'importo   delle  prestazioni
                 affidate  al Consorzio  è  stato  rinegoziato  in  lire
                 848.000.000.000 a  causa della introduzione di varianti
                 legate alle  nuove  caratteristiche assunte per l'"alta
                 velocità";

     - in esecuzione della commessa ricevuta, il Consorzio CON.SI.L.FER.
                 ha  dato puntuale  e  tempestivo  adempimento  a  tutta
                 l'attività di progettazione delle prestazioni integrate
                 assunte,  ricevendone l'approvazione della committente,
                 e restando quindi in  attesa  di  una conferma da parte
                 della stessa  Ferrovie  circa  la  realizzazione  delle
                 opere   previste,   nell'ambito   della   progettazione
                 esecutiva;  tuttavia   le  Ferrovie  dello  Stato,  per
                 mancanza  delle  necessarie  risorse  finanziarie,  non
                 hanno provveduto  a  rendere operativa l'attivazione di
                 quanto  previsto   nel   contratto   stipulato  con  il
                 Consorzio;

     - l'attesa, inutile e improduttiva, è  durata  sino  al  10  luglio
                 1993, quando il  Consorzio  CON.SI-L-FER.  si  è  visto
                 costretto a  notificare  al  committente (nel frattempo
                 trasformatasi in Ferrovie  dello  Stato S.p.A.) un atto
                 di significazione ed invito a provvedere nel quale, tra
                 l'altro, evidenziava tutti i  danni ed i maggiori oneri
                 subiti e ne chiedeva  il  pagamento. Con lo stesso atto
                 il CON.SI.L.FER.  chiedeva  di  conoscere  le decisioni
                 delle  Ferrovie  in  ordine  alla  realizzazione  delle
                 opere;

     - con lodo 14  dicembre  1994   il  collegio  arbitrale  adito  per
                 stabilire i diritti  del  Consorzio nei confronti delle
                 Ferrovie dello Stato:

               a) stabiliva che il  contratto tra Ferrovie dello Stato e
               Consorzio rimaneva in vita;

               b)  ravvisando   nel   comportamento  delle  Ferrovie  la
               violazione  dei  doveri   di  buona  fede  e  correttezza
               contrattuale, per non  avere  reso  edotto  il  Consorzio
               CON.SI.L.FER,  della   sussistenza   di   quegli   eventi
               inimputabili che,  nel  periodo  in questione, incidevano
               sulla  mancata   esecuzione   dei   lavori,   ingenerando
               contrario  e   falso   affidamento   nel  concessionario,
               condannava conseguentemente  la  Ferrovie  dello  Stato a
               risarcire  al   Consorzio  CON-SI.L.FER.  tutti  i  danni
               lamentati nei limiti del cosiddetto interesse negativo;

     CONSIDERATO CHE:

     - con il passare del tempo  gli  impedimenti finanziari che avevano
                 determinato  l'insorgere  della  controversia arbitrale
                 sono venuti a cadere;

     - con raccomandata  25  giugno   1996,   reiterata   il  16  luglio
                 successivo, il  CON.SI.L.FER.  aveva  rappresentato  il
                 proprio rinnovato  interesse  all'esecuzione dei lavori
                 ed  aveva  chiesto   di   conoscere   quali  fossero  i
                 prevedibili tempi di rinvio dei lavori stessi;

     - nonostante ciò  le   Ferrovie   dello   Stato  hanno  manifestato
                 l'intenzione di chiudere il rapporto con il Consorzio e
                 di  non procedere  all'esecuzione  dei  lavori  per  il
                 tramite del Consorzio stesso;

     - tale posizione assunta dalle  Ferrovie  non  appare  conforme  al
                 contratto originariamente  stipulato  con  il Consorzio
                 realizzando, di fatto, un inspiegabile inadempimento;

     ATTESO CHE:

     - ritenendo che il diniego  manifestato  dalla  Ferrovie  non fosse
                 conforme alle  pattuizioni  contenute nella Convenzione
                 originaria e che,  nel  ricorrere  delle condizioni ivi
                 previste per l'esecuzione  dei  lavori, la Ferrovie non
                 potesse  interrompere   il   rapporto   di  prestazioni
                 integrate in essere  per affidare i lavori realizzabili
                 ad altri, e che  dunque  il  diniego stesso costituisse
                 una dichiarazione  di  inadempimento,  il  Consorzio in
                 data  17  gennaio   1997  ha  promosso  nuovo  giudizio
                 arbitrale nei confronti della Ferrovie;

     - è ben possibile che a seguito  di  ulteriore  lodo  arbitrale  le
                 Ferrovie  possano   essere   costrette   a   pagare  un
                 risarcimento danni di  entità  molto elevata (circa 200
                 miliardi  di  lire)  senza  ottenere,  per  contro,  la
                 realizzazione di alcuna opera;

     - il Consorzio ha manifestato la  propria  intenzione di eseguire i
                 lavori, come  da  contratto,  il  CON.SI.L.FER. sarebbe
                 costretto ad impugnare  il  relativo bando chiedendo la
                 sospensiva e determinando di fatto un rinvio "sine die"
                 dell'inizio dei lavori; il  che offrirebbe in fondo una
                 ulteriore motivazione  alla  Ferrovie  stessa  per  non
                 realizzare l'opera e  per  dirottare  le relative somme
                 destinandole ad altri lavori;

     RITENUTO CHE:

     - emergono chiaramente le  molteplici  inadempienze  della Ferrovie
                 dello  Stato  S.p.A.  che  dimostrano  la  mancanza  di
                 volontà  di  realizzare  il  raddoppio  del  binario  e
                 l'introduzione   dell'alta   velocità   nella   dorsale
                 Palermo-Messina;

     - parlare di porre  di  nuovo   in   appalto   i  lavori  significa
                 determinare ulteriori  perdite  di  tempo  senza tenere
                 conto che i lavori potrebbero iniziare immediatamente e
                 che le Ferrovie dello  Stato S.p.A: non si esporrebbero
                 al pagamento di  quanto  dovuto  al  CON.SI.L.FER.  per
                 risarcimento di ulteriori danni (danno emergente) e per
                 la corresponsione  dei  mancati  utili (lucro cessante)
                 con un risparmio di circa lire 200 miliardi;

     - l'accordo di programma quadro  siglato  da  Regione  siciliana  e
                 Governo nazionale in  materia di trasporti ha stanziato
                 le risorse necessarie  per la realizzazione delle opere
                 di cui si tratta (896 miliardi di lire),

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - a porre in essere tutte  le  iniziative necessarie per far sì che
     le Ferrovie dello  Stato consentano al CON.SI.L.FER. aggiudicatario
     fin dal 1984 dei lavori di  cui  si  tratta, di realizzare le opere
     concernenti la  linea  ferroviaria PALERMO-MESSINA, raddoppio della
     tratta FIUMETORTO-CEFALU'.

                                      FLERES-CATANIA GIUSEPPE

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     D'AQUINO,  Assessore  per  gli  enti  locali.  Lo accetta come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno numero 41:

     "Interventi  per procedere alla revoca della circolare assessoriale
             n. 465 del 30 settembre 1999 - Assessore per il turismo2

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO CHE:

     - la circolare assessoriale n. 465 del 30 settembre 1999 ha tentato
                 di  normare  il servizio di  noleggio  con  conducente,
                 nell'ambito della nostra Regione;

     - tale circolare   impartisce    indicazioni   "assolutamente   non
                 vincolanti" a a titolo collaborativo  agli  enti locali
                 affinchè provvedano a  regolamentare,  nell'ambito  del
                 proprio territorio, quanto non  fatto  dalla  circolare
                 medesima;

     - il documento in oggetto, seppur denominato  "circolare"  di fatto
                 non può configurarsi come tale  poichè  non può fornire
                 disposizioni  non  vincolanti   e   comunque   abrogare
                 precedenti circolari assessoriali;

     - Inoltre i comuni, diretti destinatari dell'improbabile circolare,
                 agiscono senza regole ciò  determina  un indiscriminato
                 rilascio di autorizzazioni,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

                                E PER ESSO

                   L'ASSESSORE REGIONALE PER IL TURISMO

     - a provvedere all'immediata revoca, in autotutela, della circolare
     assessoriale  n. 465 del 30 settembre 1999 ed  a  porre  in  essere
     tutti  gli atti necessari affinchè  si  proceda  all'emanazione  di
     norme chiare di settore.

                                      FLERES-CATANIA GIUSEPPE

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA.  Signor  Presidente,  vorrei chiedere un chiarimento,
  cioè  vorrei  capire che cosa e su che cosa vengo chiamato a dare
  un giudizio ed un voto, perchè necessita, Signor Presidente, dato
  che Lei  è  il  primo  firmatario,  e  non  vedo  il secondo, una
  esplicitazione  da parte del primo firmatario considerato che non
  c'è il  secondo  in  Aula,  mi  rivolgo  alla sua cortesia perché
  chiarisca  la  circolare,  i  termini  della circolare e che cosa
  intendiamo fare  perché  non vorrei votare o dare un assenso o un
  dato negativo su una cosa che non conosco.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Cintola,  le  chiarisco  subito che si
  tratta  di  una  circolare  che  detta indicazioni riguardanti il
  rilascio  delle licenze per i mezzi pubblici di piazza, i taxi, i
  pullman  eccetera,  qual'è  il  problema,  che  questa  circolare
  esordisce dicendo che la stessa è assolutamente non vincolante.
       Ora   lei  mi  insegna  che  una  circolare  o  detta  delle
  indicazioni  o  non  detta delle indicazioni, allora è proprio la
  formulazione,  come  dire,  giuridica  della circolare stessa che
  viene  contestata,  non  il  merito,  usa delle espressioni molto
  infelici da questo punto di vista.
       Con  il  parere  favorevole  del Governo, pongo in votazione
  l'ordine del giorno.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                        (E' approvato)

       Si  passa all'ordine del giorno n. 42 "Interventi in materia
  di  riscossione dei tributi"  a  firma  degli onorevoli Fleres ed
  altri:
                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO CHE:

     - con legge regionale 5 settembre 1990, n. 35 è stato recepito, con
                 le  opportune  modifiche ed integrazioni previste dalle
                 norme dello Statuto autonomistico, il D.P.R. 28 gennaio
                 1988, n. 43;

     - la predetta  normativa  disciplina il servizio di riscossione dei
                 tributi  e  delle  altre entrate in Sicilia, prevedendo
                 altresì  le  modalità ed i termini cui deve uniformarsi
                 il  Commissario  governativo  e/o il Concessionario del
                 servizio di riscossione medesimo;

     - il gestore del  servizio  di  riscossione  deve  quindi garantire
                 l'esazione  dei  tributi,  tenendo conto dei residui di
                 gestione e soprattutto di quanto iscritto a ruolo;

     - dalle audizioni,  presso  la competente Commissione legislativa e
                 da  articoli  di stampa, il Concessionario "Montepaschi
                 SE.RI.T."  ha  apertamente  dichiarato  che  il gettito
                 attuale  non  risponde al potenziale introito, di fatto
                 ammettendo la percentuale di inesigibilità non è più da
                 considerarsi fisiologica;

     - tale situazione  arreca  un notevole danno all'erario regionale e
                 di conseguenza all'economia siciliana,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     -  a  porre  in  essere tutti gli atti necessari per procedere alle
     dovute  verifiche  e,  qualora  si  accertasse  quanto  indicato in
     premessa,  a  porre  in  essere tutti gli atti affinché si provveda
     alla  definitiva  risoluzione  dei  problemi  legati al servizio di
     riscossione  dei  tributi,  anche  attraverso  la  sostituzione del
     Concessionario  o  l'avvio  di  forme  alternative  di riscossione,
     ipotizzando  anche  la reintroduzione dell'obbligo del non riscosso
     per riscosso a garanzia dell'erario regionale.

       Parere del Governo?

     D'AQUINO,  assessore   agli  enti  locali.  E'  accettato come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE.  Si  passa all'ordine del giorno n. 44 "Interventi
  per  la riperimetrazione del bosco di Santo Pietro" a firma degli
  onorevoli Fleres ed altri:

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO CHE:

     - in data 23 marzo 1999, con  decreto  assessoriale  n.  116 veniva
                 istituita la riserva naturale orientata "bosco di Santo
                 Pietro",  ricompresa  nei   territori   dei  comuni  di
                 Caltagirone e Mazzarrone, in provincia di Catania;

     -l'articolo 14, comma 3, della legge  regionale n. 33 del 1992 così
                 recita "è destinata a protezione della fauna selvatica,
                 una quota del 25  per  cento  del territorio agro-silvo
                 pastorale di ciascuna  provincia regionale ivi compresi
                 i territori nei  quali  sia comunque vietata l'attività
                 venatoria  anche  per   effetto   di   altre   leggi  o
                 disposizioni";

     - in base al piano   regionale   faunistico   venatorio   1998/2002
                 allegato  "B"  all'articolo  22  della  medesima  legge
                 regionale n. 33  del  1992,  la superficie territoriale
                 della provincia di  Catania, da sottoporre a protezione
                 è stata determinata nella  misura del 25 per cento pari
                 a 83.501 ettari;

     - dalla corposa   documentazione   acquisita  presso  l'Assessorato
                 regionale    dell'agricoltura    e    delle    foreste,
                 ripartizione   faunistico   venatoria,   emergono  dati
                 inconfutabili dai quali  si  evince  che  la superficie
                 preclusa alla caccia nella  provincia di Catania è pari
                 al 64 per  cento  del  territorio  agro-silvo pastorale
                 provinciale, debordando così del  40 per cento i limiti
                 previsti dalla legge;

     - nel decreto presidenziale del 7  luglio  2000  al  punto  2.3  si
                 sottolinea che il limite  del  25  per  cento  previsto
                 dalla legge deve  essere rispettato in maniera puntuale
                 e tassativa;

     - al punto 2.2   dello  stesso   decreto   si   legge   che   nella
                 quantificazione  del   territorio   da   sottoporre   a
                 protezione  "non  sono  stati  conteggiati  perchè  non
                 disponibili", i territori  soggetti a divieto di caccia
                 in forza di altri a disposizioni di legge;

     - i vincoli al quale è  stato  sottoposto  il  territorio  protetto
                 rendono  impossibile   il   normale  svolgimento  delle
                 attività agro-silvo pastorali  ed  inoltre  i  raccolti
                 sono andati in  parte  distrutti  così come documentato
                 dal prof. Nasca dell'Università di Palermo;

     - l'inibizione dell'attività venatoria  ha  causato  un  incremento
                 della  fauna  selvatica   ed  ha  arrecato  ingenti  ed
                 irreparabili danni alle  comunità  agricole che operano
                 nei luoghi;

     - la popolazione del coniglio selvatico  ha  superato  la soglia di
                 rischio e la sua presenza è dodici volte superiore alla
                 sopportabilità del territorio,  così  come  risulta dal
                 censimento effettuato dall'ente  gestore,  come  se non
                 bastasse il proliferare  delle  zecche  è  strettamente
                 correlato all'incremento demografico del coniglio;

     - ipotesi di abbattimenti  o  catture   non  sono  da  prendere  in
                 considerazione per la particolarità del territorio;

     - il comune di Mazzarrone, con  delibera  votata  all'unanimità, ha
                 chiesto  l'annullamento  del   decreto,  il  comune  di
                 Caltagirone  ha   chiesto   di   rideterminare   quanto
                 contenuto nel decreto,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - a porre in essere  tutte  le  iniziative  atte  a rivedere quanto
     contenuto nel decreto, in  premessa  citato,  in  modo da garantire
     parità  di  trattamento ma  soprattutto  il  rispetto  delle  norme
     regionali in vigore.

     D'AQUINO,  assessore   agli  enti  locali.  E'  accettato come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE.  Si  passa all'ordine del giorno n. 45 "Interventi
  in  merito  alla  posizione  previdenziale  dei  dipendenti delle
  Camere  di  commercio  della  Sicilia",  a  firma degli onorevoli
  Fleres ed altri.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO CHE:

     - in atto il trattamento  pensionistico dei dipendenti delle Camere
                 di  commercio della Sicilia è totalmente a carico delle
                 stesse e solo per i nuovi assunti a carico dell'INPDAP;

     - tale situazione  è  insostenibile, perchè da una stima effettuata
                 pare che l'ammontare del debito potenziale sia di circa
                 200 mila euro;

     - inoltre, non   sembra   siano  state  stipulate  convenzioni  con
                 istituti   e/o   enti   previdenziali   per  sanare  la
                 situazione  che  rischia  di  far  "saltare" il sistema
                 camerale,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     -   ad   effettuare  le  opportune  verifiche  ed  a  prevedere  la
     possibilità della stipula  di  apposita  convenzione  con l'INPDAP,
     anche per i dipendenti in atto a carico delle Camere di commercio;

     -  ad  iscrivere  nel  bilancio della Regione siciliana un apposito
     capitolo di  spesa  che permetta la costituzione di un fondo per il
     pagamento delle somme sopra evidenziate;

     -  a  compiere  qualsiasi  ulteriore atto utile alla risoluzione di
     quanto in premessa indicato.

     D'AQUINO,  assessore   agli  enti  locali.  E'  accettato come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE.  Si  passa all'ordine del giorno n. 46 "Interventi
  in  materia  di  precariato  in  Sicilia" a firma degli onorevoli
  Fleres ed altri.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO CHE:

     - la situazione del  precariato in Sicilia ha raggiunto livelli non
                 più definibili come fisiologici;

     - la realtà presente   a   livello   regionale  ha  comportato  una
                 differente  nozione  del problema lavoro poichè è stata
                 spostata  l'attenzione  più  sulla  risoluzione,  anche
                 temporanea  del  problema  "precariato" che sulla reale
                 creazione di occupazione;

     - il Governo della   Regione   è  spesso  chiamato  a  discutere  e
                 deliberare   su  ipotetiche  soluzioni  alternative  al
                 precariato che rimane un traguardo parziale ma comunque
                 sempre illusorio;

     - da un rapido   riscontro   il   problema   lavoro  ha  comportato
                 conseguenze anche sull'incremento del flusso migratorio
                 alla ricerca di una occupazione;

     - il risultato di  tale  politica  è  quello  che  i  dati riferiti
                 all'ultimo  decennio  in  Italia vedono la Sicilia agli
                 ultimi posti  con  un  dato  di  circa  5.000  occupati
                 rispetto ai 600.000 della media nazionale,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - ad attivarsi  con la massima tempestività al fine di verificare i
     dati  in  premessa  indicati  ma  soprattutto  a  porre  in  essere
     provvedimenti miranti ad una rapida normalizzazione della materia.

     D'AQUINO,  assessore   agli  enti  locali.  E'  accettato come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE.  Si  passa all'ordine del giorno n. 47 "Interventi
  in  favore  della  zootecnica"  a firma degli onorevoli Fleres ed
  altri.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO CHE:

     - è in atto il blocco della  movimentazione dei capi bovini verso i
                 macelli del  centro-nord d'Italia, imposto a seguito di
                 casi di "blue tongue" che si sono registrati;

     - tale blocco ha  determinato  un  ulteriore  appensantimento della
                 crisi      del     comparto     zootecnico     portando
                 all'esasperazione  tutti  gli  allevatori  costretti  a
                 mantenere il bestiame  in  azienda (ben oltre i normali
                 tempi di  allevamento),  anche per le conseguenze della
                 BSE e per  il ritardo con il quale le istituzioni hanno
                 affrontato l'intera questione;

     - il comparto costituisce  un non indifferente punto di riferimento
                 economico ed occupazionale,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - a chiedere e/o disporre:

     - provvedimenti  straordinari  ed  urgenti  per  lo  sblocco  della
                 movimentazione degli  animali  che  vengono  avviati ai
                 macelli;

     - la dichiarazione dello  "stato  di crisi" del comparto zootecnico
                 della Regione siciliana;

     - un adeguato sostegno per  il mancato reddito e per maggiori costi
                 sostenuti in conseguenza del blocco;

     - l'estensione alle  aziende  zootecniche  penalizzate  dal  blocco
                 sanitario,  degli  interventi  previsti dall'articolo 7
                 bis, lettera b) della legge n. 49 del 2001;

     - specifici interventi contributivi per l'attenuazione dei maggiori
                 costi di macellazione  e  per  il  trasporto  dei  capi
                 macellati ed  inviati presso strutture di lavorazione e
                 commercializzazione in tutto il Paese;

     - la sospensione  di   tutte   le   scadenze  fiscali,  tributarie,
                 contributive e  previdenziali,  per  tutte  le  aziende
                 penalizzate   dal   vincolo   di   movimentazione,   la
                 previsione di un  abbattimento  del  50 per cento delle
                 somme  dovute   e   la  rateizzazione  decennale  della
                 restante parte;

     - l'apertura immediata dell'ammasso  delle carni e l'attivazione di
                 maggiori controlli  per  tutti  i  capi  provenienti da
                 altre regioni.

     D'AQUINO,  assessore   agli  enti  locali.  E'  accettato come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE.  Si  passa all'ordine del giorno n. 48 "Interventi
  in  favore  dell'agrumicultura siciliana". Dell'onorevole Fleres.
  Ne do lettura:

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO CHE:

     - l'agrumicoltura è  un  settore portante per l'economia catanese e
                 siciliana   e   costituisce   un   riferimento  di  non
                 trascurabile  importanza  sul  piano  occupazionale  ed
                 ambientale;

     CONSIDERATO CHE:

     - ormai da anni,  l'importante  comparto  è  ormai investito da una
                 gravissimia crisi determinata da una serie di scelte di
                 politica  economica  che  hanno portato all'intasamento
                 dei  mercati  a  discapito  delle produzioni agrumicole
                 meridionali  (e  siciliane in particolare) che, a causa
                 dell'alta  incidenza  dei  costi  di produzione e degli
                 effetti   della   concorrenza   spietata  dei  prodotti
                 importati,  non  vengono  quasi  mai  quotate  a prezzi
                 remunerativi;

     TENUTO CONTO CHE:

     - le aziende agrumicole  sono  ancora  in  attesa  degli interventi
                 varati da  tempo  per fronteggiare le varie emergenze e
                 per soccorrere e rilanciare le imprese in difficoltà;

     - nel corso della  corrente  campagna,  a causa dei continui sbalzi
                 termici,  della  prolungata siccità (i cui effetti sono
                 stati  aggravati  dalla  mancanza  od  insufficienza di
                 acqua  e spesso dell'irrazionale utilizzo delle risorse
                 idriche disponibili)  e  di tutti gli altri eventi che,
                 fino  agli  ultimi giorni, hanno stressato e seriamente
                 danneggiato gli agrumeti e compromesso le produzioni;

     RISCONTRATO CHE:

     - i forti e devastanti venti sciroccali (accompagnati da improvvisi
                 abbassamenti  termici)  delle  ultime  settimane  hanno
                 provocato consistenti danni gli agrumenti (con notevole
                 defogliazione  delle  piante  che,  ove  riusciranno  a
                 sopravvivere,     avranno     bisogno    di    potature
                 straordinarie  con  ulteriori aggravi per i già precari
                 bilanci delle  aziende  per i costi da affrontare e per
                 la mancata o limitata produzione dei prossimi anni sino
                 alla   normale   ripresa   del   ciclo   produttivo)  e
                 compromesso  la  produzione (sia in termini qualitativi
                 che  sotto  l'aspetto  delle  quantità prodotte sia per
                 quanto concerne gli accentuati fenomeni di cascola e di
                 conseguente  necessità  di  accelerare le operazioni di
                 raccolta per evitare che tutto vada perduto);

     PRESO ATTO:

     - delle difficoltà,  della  viva  e  giustificata  preoccupazione e
                 delle  ragioni dei produttori agrumicoli già fortemente
                 danneggiati e provati;

     RITENUTO CHE:

     - la situazione   non  potrà  essere  fronteggiata  attraverso  gli
                 interventi normali previsti dalla Legge 185/92;

     VISTE:

     - le risultanze  dei  monitoraggi  effettuati  dai  tecnici e dalle
                 proposte avanzate dalla Consulta Agrumicola Provinciale
                 di Catania.

                                 IMPEGNA

                       IL PRESIDENTE DELLA REGIONE

                 E L'ASSESSORE REGIONALE ALL'AGRICOLTURA

     - a chiedere e/o disporre:

     - all'adozione  di  provvedimenti  concreti  ed  urgenti per venire
                 incontro  alle  diverse  esigenze  degli agrumicoltori,
                 attraverso  la  dichiarazione  dellos tato di crisi del
                 settore, l'avvio di ritiri straordinari, la sospensione
                 di  tutte  le scadenze (fiscali, contributive, bancarie
                 ecc.)  e  l'accelerazione  di  tutti gli interventi per
                 soccorrere le aziende in difficoltà.

     D'AQUINO,  assessore   agli  enti  locali.  E'  accettato come
  raccomandazione.

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che su
  questi  temi  che abbiamo trattato oggi relativi all'agricoltura,
  che  sono  stati  accettati  come  raccomandazione, tenendo conto
  anche   dell'intervento   dell'onorevole   Villari,  ritengo  sia
  necessario   che   dopo   l'approvazione  del  bilancio  e  della
  finanziaria  il  primo  collegato  di  disegno  di legge che deve
  essere  portato  in Aula, dopo che la commissione di merito abbia
  dato  il  proprio parere, sia il tema dell'agricoltura in maniera
  tale che  ci  sia  un  collegamento,  nei  limiti  delle cose che
  riusciamo a  non  fare  più  in  questa Aula e che possa condurre
  all'attenzione  con un disegno di legge una problematica relativa
  all'agricoltura,  tenuto  conto  che  è  un  problema  grosso  ed
  importante,   quale  quello  che  ha  visto  presentatori  di  un
  emendamento  in  Commissione  l'onorevole  Leanza assieme a tanti
  altri  deputati sull'agricoltura, deve e può essere tenuto in una
  massima considerazione in quello che era il tema dell'agricoltura
  biologica.
       Comprendo  che  alla  finanziaria  probabilmente  non poteva
  sottolinearne  i  contributi  positivi,  ma  subito  dopo  se non
  sfonderemo  quel  plafond  di 100 miliardi che sono a sostegno di
  queste  cinque  iniziative,  noi  potremmo  seriamente affrontare
  alcuni  di  questi  problemi, coordinandoci con il vicepresidente
  dell'Assemblea  e  con l'Assessore all'agricoltura per portare un
  momento  di  chiarezza  e  responsabilità in agricoltura da parte
  dell'Assemblea.
       Cioè il fatto che ci siano ordini del giorno che pare non si
  neghino  più  a  nessuno  come  voto  favorevole,  sono  i famosi
  'cavalierati',  onorevole Governo, che non si negavano a nessuno;
  il  cavalierato ed un sigaro non si negavano a nessuno. E siccome
  so  per esperienza quinquennale che gli ordini del giorno restano
  -  come  le  mozioni  -  lettera  morta, allora il tema serio che
  voglio  porre  è  che  l'Assemblea  prenda atto che deve avere un
  momento  d'azione  reale  in  agricoltura, al di là delle parole;
  andiamo  con  i  disegni  di legge, e un disegno di legge che sia
  seriamente  intestato  all'agricoltura  e  cerchiamo  di porre in
  essere,  signor  Presidente  ed  onorevole Governo, un disegno di
  legge  che possa dare quel respiro necessario alle iniziative che
  vengono  dibattute  stancamente  come  se fossero pisellini e non
  oggetto di enorme importanza.

     INCARDONA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     INCARDONA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il tema che
  oggi  si  discute  ampiamente qui in Aula, relativo all'emergenza
  che  in  agricoltura si sta registrando, è un tema che condivido,
  va  rivisitato  e  va  affrontato  attraverso un disegno di legge
  complessivo,  un  disegno  di  legge  che  potremmo definire ..la
  Regione siciliana insomma dovrebbe ridisegnare tutta la normativa
  che riguarda l'agricoltura, perchè diversi sono i problemi, anche
  per  esempio  in  ordine alla gestione dell'assistenza tecnica in
  agricoltura.
       Come  pure il problema che riguarda l'agricoltura biologica,
  perchè  nel momento in cui la concorrenza e la produzione è ormai
  diffusa in tutto il pianeta, è chiaro che la Sicilia, essendo una
  zona  vocata  ad  un tipo di agricoltura pulita, può diventare il
  territorio naturale per produrre un tipo di prodotti agricoli che
  siano nel mercato internazionale prodotti di nicchia, perchè solo
  in  questa  prospettiva  è possibile superare la concorrenza ed è
  possibile  che  i  nostri  agricoltori abbiano un reddito che non
  solo  dia  dignità al loro lavoro, ma che dia loro la possibilità
  di  continuare  a lavorare e dia la possibilità a questa Terra di
  evitare che ci siano altre stagioni di emigrazione.
       Allora  in questa prospettiva sono d'accordo, ma questo è un
  discorso  di  prospettiva,  caro Presidente e onorevole Assessore
  che oggi rappresenta il Governo, qui però ci sono delle emergenze
  che  vanno  discusse  rispetto  alle  quali il Governo regionale,
  proprio  nella  persona  dell'assessore  regionale,  ha già preso
  degli  impegni.
       Allora ribadisco quello che già è stato detto:  oggi sarebbe
  stata    opportuna    la    presenza   dell'Assessore   regionale
  all'agricoltura. Il Governo  regionale  ha preso degli impegni, e
  li ha presi nel momento in cui vi sono state delle manifestazioni
  che hanno riguardato  diverse  piazze  e  che  stanno riguardando
  diverse piazze siciliane.
       So che  l'Assessore  regionale  è  impegnato oggi a Roma per
  l'audizione   nella   Commissione   Agricoltura   al   Parlamento
  nazionale, forse  avremmo  dovuto organizzare i lavori in maniera
  diversa,  oppure avrebbe dovuto sacrificare, comunque, la propria
  presenza presso la Commissione nazionale per stare qui in Aula ad
  ascoltare quello che il Parlamento regionale ha da dire su queste
  cose e , soprattutto, perché questo Parlamento intende richiamare
  il governo  e l'Assessore agli impegni che esso stesso ha assunto
  nel momento  in  cui  ha  proposto,  per  cercare  di risollevare
  l'agricoltura  siciliana  -  ed  in  particolare, la serricoltura
  siciliana -  che  è  stata attaccata da una campagna denigratoria
  condotta   gratuitamente  dalla  stampa,  da  testate  importanti
  nazionali, il  Governo  si  è impegnato anche a fare una campagna
  promozionale.
       Allora io, lo  chiedo  oggi  qui e lo farò con un altro atto
  parlamentare, chiedo  al Governo regionale di sapere entro quanto
  sarà avviata  la  campagna  pubblicitaria  a  favore dei prodotti
  ortofrutticoli della nostra Isola, perché è necessario che quella
  dignità che è  stata  tolta ai nostri prodotti e che non riguarda
  soltanto essi,  ma  che  riguarda  alla  fine tutto il territorio
  siciliano ed  i siciliani e i produttori siciliani. Perché non si
  può dire e  non  si  può  consentire  a  nessuno  di  dire  che i
  produttori siciliani  sono  furbi  perché  evitano di portare sui
  mercati le  loro  produzioni  per  cercare  di  fare lievitare il
  prezzo.
       I  prodotti  dell'ortofrutto  sono  prodotti  deperibili  e,
  quindi, non  possono  formare  oggetto  di aggiotaggio. Allora il
  Governo, oggi, ci deve dire entro quanto sarà avviata la campagna
  promozionale dei prodotti ortofrutticoli.
       Perché? Perché  è  stata  violata  la  legge  di mercato, la
  legge del  libero  scambio.  Ci  sono  state diverse trasmissioni
  televisive  che   hanno  alterato  la  formazione  del  punto  di
  equilibrio   tra   la  domanda  e  l'offerta.  Bisogna,  intanto,
  intervenire  immediatamente  per ristabilire questo principio del
  libero scambio  e della libera formazione del punto di equilibrio
  tra la domanda e l'offerta e questo si deve fare subito.
       Inoltre,   la  III  Commissione  "Attività  produttive"  del
  Parlamento siciliano,  si è recata in visita istituzionale presso
  la provincia di  Ragusa,  su  mio  invito, e lì la Commissione ha
  potuto constatare  la gravità della crisi che riguarda il settore
  ortofrutticolo,  ed in particolare, quello della serricoltura, ed
  anche  lì   la   Commissione  regionale  ha  ritenuto  di  dovere
  impegnare, non  solo  se stessa, ma anche il Governo regionale, a
  prendere immediatamente delle iniziative.
       Allora ci sono, sì, sono due le questioni da affrontare: una
  è l'emergenza  e  rispetto  all'emergenza  bisogna che il Governo
  intervenga oggi,  non domani; e poi ce n'è un'altra, quella della
  riorganizzazione  del  settore  dell'agricoltura.  Di rivedere le
  leggi e,  nel  contempo,  affrontare  tutte  le problematiche che
  riguardano questo  settore,  a  partire  dagli  impegni  che  nel
  passato la  Regione  ha  preso nei confronti degli agricoltori, a
  partire dagli  impegni  che  la  Regione  ha  nei confronti degli
  agricoltori per  quello  che  è  stato  loro  non  liquidato,  ma
  promesso attraverso  una serie di contribuzioni che, però, ancora
  materialmente l'agricoltore non ha ricevuto.osso
       Bisogna, quindi,  che  in  un  quadro  complessivo  anche di
  programmazione  della  politica  siciliana e degli interventi, il
  Governo dia  una scala di priorità. Se noi crediamo veramente che
  in  Sicilia   si  debba  fare  agricoltura  e  che  l'agricoltura
  rappresenta uno  dei  settori trainanti e che l'agricoltura è uno
  dei settori  che  eviterà  l'emigrazione ai siciliani.  E' uno di
  quei settori  in  cui  si  può  investire.  Allora bisogna che si
  dimostri coerentemente attraverso degli atti concreti.
       Intanto  per  gestire  l'emergenza  quello  che i produttori
  siciliani stanno lamentando  è  che è stata alterata la legge del
  libero scambio.
       Intanto bisogna intervenire e ripristinare quell'equilibrio,
  questo immediatamente.  E  poi  possiamo affrontare come è giusto
  che  venga  affrontato  immediatamente  dopo  la  votazione della
  finanziaria  la  discussione  per  riorganizzare tutto il settore
  dell'agricoltura.
       Quindi, assessore D'Aquino, le chiedo di pronunciarsi per il
  Governo, su quando partirà questa campagna pubblicitaria a favore
  dei nostri prodotti siciliani.

     PRESIDENTE.  Onorevole Incardona, il tema che lei ha sollevato
  è   sicuramente   importante,  così  come  avevano  già  indicato
  l'onorevole Cintola ed altri deputati.
       Credo che a questo punto, più che un impegno del Governo sia
  necessario  un  impegno  da parte della Conferenza dei Presidenti
  dei  gruppi parlamentari al fine di richiedere un'apposita seduta
  per      affrontare     complessivamente     le     problematiche
  dell'agricoltura.  E  se  lo  ritiene  l'Aula  potrà  indicare al
  Governo  stesso  alcune  soluzioni,  alcune ipotesi attraverso le
  quali superare i problemi che sono stati posti.

     LEONTINI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LEONTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido le
  motivazioni che  sono  state  espresse  dai  colleghi Incardona e
  Cintola. Mi  associo all'appello che ha fatto l'onorevole Cintola
  sulla  necessità di una maggiore presenza del Governo allorquando
  saranno stabiliti i lavori d'Aula.
       Pertanto, chiedo  a lei, signor Presidente, per quello che è
  di  sua  competenza, sia all'assessore D'Aquino, qui presente, di
  farvi  portavoce  dell'esigenza espressa dall'Aula di rendere più
  funzionale il  rapporto  fra  il  Parlamento ed il più proficuo e
  funzionale possibile.
       L'agricoltura  della  nostra  Regione ha subito negli ultimi
  tempi  le  conseguenze  di  varie  situazioni pesanti, difficili,
  calamitose per un  verso  e per un altro verso, invece, derivanti
  da attacchi  strumentali che, anche a livello di stampa nazionale
  sono stati  in abbondanza profusi, perfino da emittenti di Stato,
  in    trasmissioni   televisive,   disinformazione,   addirittura
  l'indicazione   dei   prodotti   dell'ortofrutta  siciliani  come
  avvelenati da gas tossici  e chi più ne ha più ne metta. Danni ai
  quali bisogna  reagire  in  modo  forte  e  determinato con delle
  misure che  siano  capaci  di  rendere  questa reazione pari alla
  pesantezza dell'azione.
       In   questo   caso   possiamo   associare   alla  difficoltà
  dell'agricoltura   del   nostro   comparto  quella  del  comparto
  zootecnico,  afflitto  dalle  varie  situazioni  derivanti  dalla
  diffusione della  BSE,  e  da  alcune situazioni di ritardo nella
  erogazione di provvidenze e contributi che al comparto, comunque,
  si debbono in forza di alcune norme.
       Oggi  proprio  nel bel mezzo del dibattito sulla finanziaria
  noi possiamo ben distinguere quanto è di immediata competenza del
  Governo e  quanto  invece  è  di  competenza  dell'Aula  e quindi
  dell'iniziativa parlamentare.
       Se tutti  insieme,  con  Cintola,  Incardona  e  gli  altri,
  abbiamo indicato  la necessità di intervenire nel settore in modo
  organico,  sia  per  indicare  provvidenze di carattere economico
  finanziario, sia  per indicare delle norme che possono aiutare il
  rapporto tra  gli  operatori e gli imprenditori della zootecnia e
  dell'ortofrutta e la pubblica amministrazione regionale, possiamo
  farlo solo  attraverso una legge organica di comparto.
       E siccome  abbiamo  detto  in questa sede, fino a ieri sera.
  che tra  gli accantonamenti positivi di questa finanziaria ce n'è
  uno cospicuo che abbiamo messo a disposizione e che faranno parte
  di  specifici  disegni di legge autonomi che dovranno intervenire
  nei  settori  dell'agricoltura e delle attività produttive, e poi
  del riordino delle coste, e poi della riforma della materia sugli
  appalti  dei lavori pubblici, bene  Possiamo impegnarci in questa
  sede,  come Capigruppo, come Presidenza dell'Assemblea insieme al
  Governo che  dovrà fornire le sue proposte, mettere in calendario
  all'ordine  del  giorno  dell'iniziativa  parlamentare come primo
  disegno di  legge,  collegato,  e quindi a cui metter mano subito
  dopo  la  finanziaria,  un  disegno  di  legge  la  zootecnica  e
  l'agricoltura siciliana con le provvidenze che il comparto merita
  e  con  quelle  iniziative  di  carattere  normativo che potranno
  migliorare   il   rapporto,   renderlo  più  funzionale  tra  gli
  operatori, gli imprenditori e la pubblica amministrazione.
       Il nostro  primo  impegno  quindi  è  quello di aggredire la
  difficoltà    di   questo   comparto   attraverso   un'iniziativa
  legislativa  e  parlamentare che riguardi proprio l'agricoltura e
  la  zootecnia.  Questo  lo  possiamo  sicuramente inserire tra le
  nostre   iniziative.
       Chiediamo  pertanto  alla Presidenza dell'Assemblea di farsi
  carico  anche  di  questa  richiesta perché  noi possiamo, subito
  dopo la  finanziaria, mettere in agenda un primo disegno di legge
  che  riguardi  anche  la  spesa,  sicuramente  importante  per il
  comparto,   e   che   riguardi   anche  le  attività  produttive,
  l'agricoltura  e  la  zootecnia.  In quel caso diventa iniziativa
  organica, che aggredisce le difficoltà del settore e che fornisce
  una risposta  al  settore.  Quella  risposta  che  il settore, in
  questo momento, e i suoi operatori attendono.
       Colgo l'occasione per dire,  e  questo  ci  serve  anche per
  sciogliere  alcuni  nodi   che  anche  questa  mattina  si  erano
  addensati nel  dibattito  sul  petrolchimico.
       Onorevole    Speziale,    pare    che   definitivamente   ed
  ufficialmente il decreto legge sia stato approvato. E' notizia di
  questi  ultimi  minuti;  ne  prendiamo atto con soddisfazione. E'
  questa   un'iniziativa  che  tempestivamente  dà  ragione  di  un
  comportamento che per un verso risolve il problema di un comparto
  che  dà  sicuramente soddisfazione all'Aula perché  nel bel mezzo
  di  un  dibattito sull'argomento il Governo nazionale viene fuori
  con   una   soluzione   tempestiva   che   riguarda   proprio  il
  soddisfacimento  delle  richieste  che dal nostro dibattito erano
  elevate.  Quindi  ne  prendiamo  atto  con  soddisfazione,  siamo
  solidali con i lavoratori per la cui causa in questi giorni tutti
  insieme c'eravamo  battuti e, anche da parte nostra, il plauso al
  Governo  nazionale  per  un'iniziativa tempestiva che costituisce
  una risoluzione importante. Grazie.

     CRISAFULLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRISAFULLI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  debbo
  ringraziare   dell'opportunità  che  mi  viene  data,  visto  gli
  argomenti  usati  dagli  estensori  dell'ordine  del  giorno.
       Si affronta, o si tenta di affrontare, per la prima volta in
  maniera   organica   dall'inizio   della   legislatura   un  tema
  significativo   come   quello   di  tutto  il  comparto  agricolo
  siciliano. E mi pare di avere capito che su questa possibilità si
  vuole fare  uno  sforzo  tendendo  a  creare le condizioni per un
  riassetto e una riorganizzazione del comparto agricolo produttivo
  siciliano. E'  evidente  che ognuno di noi deve rapportarsi a ciò
  che sono  i regolamenti dell'Unione europea, ciò che è previsto e
  ciò che  non  è  consentito,  ma  una  delle  cose  che  dobbiamo
  cominciare a  dirci  è  che  non  è  consentito che l'agricoltura
  siciliana  resti  abbandonata.  Non  vi  sono opzioni di adeguato
  sostegno   a   singoli   settori,   nonostante   i   processi  di
  miglioramento  del  comparto agricolo oggi siano sotto gli occhi.
  Il vino, l'olio, sono un dato reale.  Avrebbe potuto essere anche
  un dato reale la zootecnia siciliana se utilizzando positivamente
  la vicenda  amara  della  "mucca pazza" si fosse fatta una scelta
  tendente  a  valorizzare  le  produzioni  endogene, che avrebbero
  potuto consentire  la  conquista  di  mercati nuovi per la nostra
  produzione, essendo la nostra una produzione fortemente biologica
  e genuina, specie quella delle aree in cui viene praticato ancora
  il pascolo  brado,  le  aree  interne,  la montagna.  Ma anche la
  zootecnia  cosiddetta  forte delle aree della nostra Sicilia come
  Ragusa e aree limitrofe.
       Tutto  ciò  impone  una discussione. Colgo nella indicazioni
  dell'onorevole  Leontini  lo  sforzo  di  orientare le scelte dei
  capigruppo e  del  Governo  a  far  sì  che  dopo  la sessione di
  bilancio si  possa  fare  una  discussione  sul  disegno di legge
  legato   al   comparto   agricolo.   Mi   permetto   di  cogliere
  positivamente   e   favorevolmente  l'indicazione  dell'onorevole
  Leontini ma vorrei aggiungere qualche considerazione.
       Io sono perché si faccia una discussione ampia in Aula sullo
  stato di crisi  del comparto agricolo siciliano, sulle mancanze e
  le  correzioni  necessarie. Ma  tutto  ciò  si  può  fare  se  si
  aggiustano oggi  nel  bilancio  della  Regione  alcuni  capitoli,
  alcune quote finanziarie.  Vorrei  che qualcuno mi spiegasse come
  altrimenti si può  dare  risposta  ai  produttori  di agricoltura
  biologica ......

     CINTOLA. Ci sono cento miliardi dei 5 collegati.

     CRISAFULLI. Le  faccio  un  conto  più  elementare,  onorevole
  Cintola. Vorrei che lei  avessi chiaro che 100 miliardi servono a
  pagare il biologico arretrato.  Sono  60 l'anno in più rispetto a
  quelli  che   sono  necessari  per  quanto  riguarda  l'indennità
  compensativa che sono  altri 40.
       Onorevole Cintola, io  apprezzo  il  suo  sforzo ma le posso
  assicurare  che   è  la  manovra  che  deve  consentire  ora  una
  discussione che consenta gli appostamenti delle disponibilità.
       Noi - nel  corso  dei  lavori  lo  verificheremo  -  abbiamo
  presentato degli  emendamenti ma comunque riteniamo che l'impegno
  assunto dall'onorevole Leontini  debba  essere un impegno che poi
  fa  proprio il  Governo,  per  mettere  nelle  condizioni  questo
  Parlamento, di fare  una verifica e, utilizzando gli appostamenti
  che  il  Governo   si   farà  carico  di  creare  accettando  gli
  emendamenti dei  colleghi  parlamentari  al  proprio  disegno  di
  legge, di poter poi legiferare con facilità e con serenità.
       Pertanto, mi   permetto   di   pronunciarmi   fin   da   ora
  favorevolmente   al  percorso  indicato  dall'onorevole  Leontini
  sempre che non sia  un  percorso  fatto di fumerie inutili se non
  c'è un appostamento  già precostituito che consenta al Parlamento
  di legiferare.

     PRESIDENTE. Comunico che  è  stato  presentato  l'  ordine del
  giorno n. 51 "iniziative per l'adozione di piani di vendita degli
  alloggi  di   edilizia   residenziale  pubblica"  a  firma  degli
  onorevoli Oddo e altri.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che la dismissione del patrimonio di edilizia residenziale
                 pubblica è, ormai,  divenuta  un  obiettivo  urgente  e
                 preminente del governo nazionale, che nel breve arco di
                 tempo, ha  emanato  numerose  disposizioni legislative,
                 decreti ministeriali  e  circolari rivolte a provvedere
                 alle  dismissioni  e alla  alienazione  del  patrimonio
                 pubblico (DL n. 480/99, DPR n. 23/2000 ed altri);

     CONSIDERATO che gli enti proprietari e  gestori  degli  alloggi  di
                 edilizia  residenziale  pubblica   in   Sicilia  (IACP)
                 versano in uno stato di dissesto finanziario;

     RILEVATO che le ragioni delle gravi difficoltà  di  bilancio  degli
                 IACP sono da individuare nella  difficoltà  di gestione
                 di un cospicuo patrimonio  abitativo  determinato dalla
                 impossibilità di riscuotere regolarmente  i  canoni  di
                 locazione da parte degli  assegnatari,  delle morosità,
                 del  continuo  stillicidio  di  spese  di  manutenzione
                 straordinaria  della   piaga  dell'occupazione  abusiva
                 degli alloggi;

     VISTO le ultime  proposte  di piani di  vendita  degli  alloggi  di
                 E.R.P.  effettuate da parte degli  IACP  DELLA  Regione
                 siciliana  sono  state   definite  immediatamente  dopo
                 l'approvazione della legge regionale n. 43 del 1995 che
                 ha reso attuabile in Sicilia la legge n. 560 del 1993 e
                 che da allora non sono state modificate né aggiornate;

     RILEVATO che l'art. 95 della legge regionale  n.  6/2001,  gli IACP
                 dovevano   definire   nuovi  piani   di   vendita   che
                 incrementavano del 20 per cento  le  proposte  ad  oggi
                 approvate;

     CONSIDERATO che   la   scadenza   prevista  per   legge   è   stata
                 abbondantemente  superata  e  non   è  arrivata  alcuna
                 proposta dagli IACP, mentre continua ad essere forte la
                 richiesta  da  parte  degli   inquilini   di  procedere
                 all'acquisto degli alloggi,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

              E, PER ESSO, L'ASSESSORE PER I LAVORI PUBBLICI

     - a emanare in tempi rapidissimi una circolare agli IACP per fargli
     predisporre  nuovi  piani  di vendita  degli  alloggi  di  edilizia
     residenziale  pubblica secondo le nuove  disposizioni  di  legge  e
     qualora, dopo l'invio delle circolari,  passassero  inutilmente  30
     giorni,  di  predisporre  l'invio  negli   IACP   inadempimenti  di
     ispezioni amministrative.

     D'AQUINO , assessore agli  enti  locali. Il Governo lo accetta
  come raccomandazione.

     PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stato  presentato  l'ordine del
  giorno  n.  50  "iniziative  a  sostegno degli allevatori vittime
  dell'emergenza  'mucca  pazza'"  a  firma degli onorevoli Oddo ed
  altri.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che le misure adottate per contenere l'emergenza B.S.E. di
                 "mucca pazza" hanno  finito  col  deprimere  il mercato
                 della carne in  quanto le disposizioni sanitarie decise
                 a livello nazionale da  quasi un anno bloccano, che per
                 le province che  non hanno avuto alcun caso d'infezione
                 virale, la movimentazione  di  capi  bovini  fuori  dai
                 confini regionali;

     RILEVATO che tali  misure sono  state  rese  più  stringenti  dalla
                 contemporanea diffusione del morbo della "lingua blu" e
                 che la recente scoperta  di  un  caso  di "mucca pazza"
                 nella provincia di Ragusa  e  di  un  caso  di contagio
                 umano  nella   provincia   di  Agrigento  non  lasciano
                 immaginare a breve una modifica di tale situazione;

     CONSIDERATO che  il blocco  della  movimentazione  dei  capi  e  la
                 perdurante crisi del mercato delle carni ha costretto a
                 mantenere  in  azienda,   oltre   i  normali  tempi  di
                 allevamento, migliaia di  capi  bovini  e  ovini con il
                 conseguente aumento dei costi;

     OSSERVATO che  tali  costi  sono  ulteriormente  lievitati  per  la
                 necessità di acquistare quantità superiori di mangimi e
                 foraggio  a   seguito  della  stagione  particolarmente
                 siccitosa;

     RITENUTO necessario compensare  tale  evidente  danno economico sia
                 agli allevatori che ai carnezzieri,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - ad intervenire, anche  nelle  sedi  nazionali e comunitarie, onde
     consentire  un  adeguato   indennizzo   per  gli  allevatori  ed  i
     carnezzieri vittime degli eventi  di cui in premessa, estendendo le
     misure compensative già  previste per la brucellosi e predisponendo
     specifiche azioni in favore dei titolari delle carnezzerie.

     D'AQUINO , assessore agli  enti  locali. Il Governo lo accetta
  come raccomandazione.

     PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stato  presentato  l'ordine del
  giorno n.  49  "Attuazione  della  legge regionale 15 del 2000 in
  materia di  tutela degli animali", a firma degli onorevoli Oddo e
  Panarello.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che la legge  regionale  3  luglio  2000,  n.  15  recante
                 "Istituzione dell'anagrafe canina e norme per la tutela
                 degli   animali   d'affezione   e  la  prevenzione  del
                 randagismo", è  stata approvata con quasi dieci anni di
                 ritardo rispetto alla legge quadro nazionale;

     RILEVATO che questa legge non è di fatto attuata;

     CONSIDERATO che,  per  renderla  attuabile,  sono  necessari alcuni
                 adempimenti da parte dell'Assessore alla sanità;

     RILEVATO che i  termini  perentori stabiliti dalla stessa legge per
                 l'adozione  dei  necessari  provvedimenti  di  cui agli
                 articoli 4, 10 e 19, sono abbondantemente scaduti;

     TENUTO CONTO che il fenomeno del randagismo nella nostra regione ha
                 raggiunto livelli inaccettabili;

     VISTE le difficoltà  dei  comuni  nella  gestione,  in proprio, dei
                 servizi di  cattura  degli animali randagi da avviare a
                 successiva sterilizzazione;

     RILEVATE le non   frequenti   denunce   da  parte  di  associazioni
                 animaliste,   sulla   gestione   spesso  scandalosa  ed
                 incivile   dei  canili  pubblici  e  privati,  favorita
                 dall'assenza   delle   norme   regolamentari  sui  loro
                 requisiti;

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

                  E, PER ESSO, L'ASSESSORE ALLA SANITA'

     -  all'istituzione,  presso  l'Assessorato  alla  sanità, dell'Albo
     delle associazioni  per  la  protezione  degli  animali,  cui  sono
     iscritte le  associazioni,  costituite  con  atto  pubblico, che ne
     facciano richiesta e che perseguano, senza fini di lucro, obiettivi
     di tutela, cura e protezione degli animali (art. 19 legge regionale
     n. 15/2000);

     - all'istituzione,  con decreto del Presidente della Regione, della
     commissione per  i  diritti  degli  animali, con compiti consultivi
     sullo stato  di  attuazione  e  sulle  materie  inerenti  la legge,
     commissione composta,  tra  gli  altri, da tre rappresentanti delle
     predette  associazioni  iscritte  all'Albo regionale (art. 10 legge
     regionale n. 15/2000);

     - all'emanazione  con  decreto  del  Presidente  della  Regione, su
     proposta dell'Assessore  alla  sanità, sentita la commissione per i
     diritti degli animali, del regolamento di esecuzione della predetta
     legge (art. 4 legge n. 15/2000).

     D'AQUINO , assessore agli  enti  locali. Il Governo lo accetta
  come raccomandazione.

     PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stato  presentato  l'ordine del
  giorno n. 52 "Modifiche al regolamento sulle modalità d'uso sulla
  riserva naturale di Pergusa" a firma dell'onorevole Crisafulli.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che le   leggi   regionali   nn.   98/81  e  14/88  recano
                 disposizioni  per  l'istituzione  di  parchi  e riserve
                 naturali;

     PREMESSO altresì  che  con  la  legge  regionale  n.  71/95 è stata
                 istituita, al fine di salvaguardare il bacino pergusino
                 e  le  relative  presenze floro-faunistiche, la riserva
                 naturale  speciale  del  lago  di  Pergusa ricadente in
                 territorio del comune di Enna, provincia di Enna;

     CONSIDERATO che  il  secondo  comma  dell'articolo  13  della legge
                 regionale  n.  71/95 affida alla Provincia regionale di
                 Enna  la  gestione  della  riserva naturale speciale di
                 Pergusa;

     CONSIDERATO ancora  che tra i compiti della gestione vi è quello di
                 consentire lo svolgimento dell'attività motoristiche al
                 di  fuori  del  periodo  di sosta e nidificazione degli
                 uccelli  ed  alla  realizzazione  di altro autodromo in
                 località vicina al posto attuale;

     OSSERVATO che  nel  Regolamento recante modalità d'uso ed i divieti
                 vigenti  nella  Riserva  naturale  speciale di Pergusa,
                 approvata  con Decreto assessoriale n. 498/44 del 2001,
                 è  fatto  obbligo  di consentire l'attività motoristica
                 solo  nel  periodo  compreso  tra il 15 maggio ed il 15
                 agosto così come si evince all'articolo 12;

     OSSERVATO altresì  che  l'Ente  autodromo di Pergusa ha iscritto le
                 gare della stagione motoristica 2002 presso le autorità
                 sportive  internazionali  (FIA) e nazionali (CSAI) ed è
                 già  stato  redatto  il calendario delle manifestazioni
                 motoristiche   che  si  effettueranno  nel  periodo  15
                 marzo-15  novembre,  così  come  autorizzato negli anni
                 passati;

     CONSIDERATO che  la  modifica  del  periodo di attività motoristica
                 succitato   comporterebbe  una  grave  ed  irreparabile
                 perdita  di  immagine  ed  un grave danno economico per
                 l'intera comunità locale;

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     a  procedere  rapidamente alla modifica degli obblighi previsti nel
     Regolamento  recante modalità d'uso della riserva naturale speciale
     di  Pergusa,  ed in particolare ad estendere il periodo di attività
     motoristiche,  ripristinando  il divieto ex-ante l'approvazione del
     Decreto  assessoriale n. 498/44, dal 15 marzo al 15 novembre, nelle
     more   della  delocalizzazione  e  della  realizzazione  del  nuovo
     circuito.

       Il parere del Governo?

     D'AQUINO , assessore agli enti locali. Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E'approvato)

        PRESIDENTE.  Comunico  che  è stata aggiunta anche la firma
  dell'onorevole Leanza Edoardo. L'Assemblea ne prende atto.
       Comunico che  è  stato  presentato l'ordine del giorno n. 53
  "Concessione di grazia a Ovidio Bompressi", degli onorevoli Ferro
  ed altri.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

     - dal delitto  Calabresi  sono  trascorsi  circa  trenta  anni e la
     detenzione di Bompressi  e  Sofri,  rinchiusi  da  cinque  anni nel
     carcere di Pisa dovrebbe durare fino al marzo 2017;

     - la vicenda  processuale è ormai conclusa e che, indipendentemente
     dal giudizio che  si  vuole dare sull'esito sia Bompressi che Sofri
     hanno dimostrato  ampiamente,  nei  fatti,  di essere profondamente
     diversi da quelle  personale  che  il  giudizio  finale  ha  voluto
     punire;

     - il Presidente Ciampi ha recentemente risposto, ad una lettera che
     intendeva rappresentare il  caso  "di conoscere bene la complessa e
     tormentata  vicenda  processuale"  di  Adriano  Sofri  e  dei  suoi
     coimputati e di essere "consapevole della mutazione teleologica che
     la pena subisce quanto venga irrogata a lunga distanza di tempo dai
     fatti soprattutto se restrittiva della libertà personale";

     - la famiglia Calabresi ha espresso sulle iniziative finalizzate ad
     ottenere la grazia una generosa neutralità;

     - che Ovidio Bompressi è stato recentemente scarcerato per le gravi
     condizioni fisiche e psicologiche derivate dalla carcerazione e che
     un  suo  ritorno  in  carcere  appare  talmente  rischioso  da fare
     concretamente temere per la sua vita;

     PRESO ATTO di come su  tutto il territorio nazionale siano in corso
                 iniziative    promosse   dai   cittadini   di   diversi
                 orientamenti politici  e prese di posizione di consigli
                 comunali e sindaci di molte città italiane;

                                   FA VOTI

     affinché il Ministro  di  grazia  e  giustizia  compia  un gesto di
     grande sensibilità  e apertura istruendo nuovamente la richiesta di
     grazia  presentata   dai   familiari  di  Bompressi  e  quella  che
     nell'ottobre 2000 fu  presentata  per  Adriano Sofri da senatori di
     diverse forze politiche e che, ancor oggi, attende risposta.

     D'AQUINO , assessore agli  enti  locali. Il Governo lo accetta
  come raccomandazione.

        PRESIDENTE.  Comunico  che  è stato presentato l'ordine del
  giorno n.  55  "Impiego  delle  entrate del settore venatorio", a
  firma  degli  onorevoli  Oddo  e  Panarello.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che il   gettito  delle  tasse  di  concessione  regionale
                 relativo   alle   aziende   faunistico-venatorie,  alle
                 aziende  agro-venatorie,  alle tasse di concessione per
                 l'esercizio  venatorio e agro-turistico venatorio, alle
                 sanzioni amministrative e a tutto quanto altro riguarda
                 le  entrate  del  settore  venatorio,  rappresenta  una
                 cospicua entrata del bilancio della Regione siciliana;

     RILEVATO che le   entrate  di  cui  sopra  sono  state  in  passato
                 utilizzati in settori vari più o meno affini al settore
                 venatorio;

     CONSIDERATO che  appare  opportuno canalizzare la spesa nell'ambito
                 del  settore  venatorio  in  considerazione anche della
                 imminente   attivazione   degli   AA.TT.CC.   (Ambienti
                 territoriali di caccia);

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - ad  utilizzare il 50 per cento del gettito di che trattasi per il
     finanziamento  dei  capitoli delle voci di spesa di cui all'art. 51
     della legge n. 33/97;

     -  ad  utilizzare  il  restante 50 per cento al funzionamento degli
     ambiti  territoriali di caccia, in funzione proporzionale al numero
     di cacciatori ammessi in ogni ambito, e con preciso orientamento di
     destinare  le risorse al ripopolamento annuale di selvaggina di cui
     all'art.  39  della  legge  n.  33/97  nonché  per  la  cura  ed  i
     provvedimenti  necessari  al  risanamento  ambientale e al recupero
     delle zone umide e depauperate.

     D'AQUINO , assessore agli  enti  locali. Il Governo lo accetta
  come raccomandazione.

        PRESIDENTE.  Comunico  che  è stato presentato l'ordine del
  giorno n. 56 "Stipula della convenzione tra la Multiservizi Spa e
  le    Aziende    sanitarie    ed   ospedaliere",   dell'onorevole
  Cracolici.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

     - dal 1993, a 96 agenti socio-sanitari, è stato negato l'avviamento
     al lavoro  dall'Ufficio  provinciale  di collocamento di Palermo, a
     seguito richiesta  per  206  unità  degli  ospedali:  Policlinico e
     delle  ex  Uu.SS.LL.,  poiché  sono  stati  commessi  brogli  nella
     graduatoria degli aventi diritto;

     - ai 96  veniva  riconosciuto  il  torto subito dal Giudice della V
     sez. penale del  Tribunale  di  Palermo  che  con  sentenza  del 16
     febbraio 1999, ha  condannato,  a  tre  anni  di  reclusione  ed al
     risarcimento danni  per i 96 denuncianti costituitisi parte civile,
     il Direttore dell'UPLLMO del tempo;

     CONSIDERATO che:

     - tutto  ciò  non  ha  consentito  l'immissione  in  servizio nelle
     Aziende sanitarie  malgrado  il Parlamento siciliano con ordine del
     giorno n.  455/99,  approvato,  riconosceva il diritto ad essere in
     via prioritaria  inseriti negli elenchi di cui alla legge regionale
     n. 36/90;

     - la CRI con la delibera n.  327  del  6  agosto  1999 conferiva la
     priorità nell'avviamento e approvava  un progetto di formazione per
     gli stessi soggetti in data  26  gennaio  2000, attraverso il quale
     veniva conseguita la qualifica di Ausiliario agente socio-sanitario
     specializzato;

     CONSIDERATO inoltre che:

     -  nell'agosto   del   2000   la   "Servizi  sanità  S.p.A.",  oggi
     multiservizi, assumeva  detto personale con la qualifica di addetto
     alle pulizie,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     ad autorizzare  la  stipula  della  convenzione tra la Multiservizi
     S.p.A. e  le  aziende sanitarie e ospedaliere prevedendo l'utilizzo
     del personale nella qualifica posseduta e nelle mansioni relative.

     D'AQUINO , assessore agli  enti  locali. Il Governo lo accetta
  come raccomandazione.

     PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stato  presentato  l'ordine del
  giorno  n.  58  "Valorizzazione  dell'area  archeologica di Santa
  Venerina".

     MOSCHETTO.  Chiedo  di  apporre la firma all'ordine del giorno
  n. 58.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Il parere del Governo?

     D'AQUINO, assessore per gli enti locali. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si
  alzi.

                               (E' approvato)

     PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stato  presentato  l'ordine del
  giorno   n.  59  "Iniziative  per  assicurare  la  partecipazione
  dell'Ente  Parco  Madonie  alla  società  Biosfera  spa"  , degli
  onorevoli Giannopolo ed altri.
       Il parere del Governo?

     D'AQUINO , assessore agli  enti  locali. Favorevole.

    GIANNOPOLO. Dichiaro di ritirarlo.

    PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                          (Non è approvato)

     PRESIDDENTE.  Comunico  che  è  stato  presentato l'ordine del
  giorno  n.   61  "Tutela  della  serricoltura  siciliana",  degli
  onorevoli Incardona ed altri.

     D'AQUINO , assessore agli  enti  locali. Il Governo lo accetta
  come raccomandazione.

     PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stato  presentato  l'ordine del
  giorno n.  62 "Intervento per il finanziamento dei 700 anni dalla
  pace di Caltabellotta", degli onorevoli Fleres ed altri.
       Il parere del Governo?

     D'AQUINO, assessore per gli enti locali. Favorevole.

    PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti seduto;  chi è contrario si
  alzi.

                               (E' approvato)

        PRESIDENTE.  Comunico  che  è stato presentato l'ordine del
  giorno n.  63  "Soluzione  della  crisi idrica della provincia di
  Agrigento",   degli  onorevoli  Segreto  e  Nicotra.  Gli  uffici
  prendano atto  che  nell'ordine del giorno n. 63 si aggiungono le
  firme degli onorevoli Savarino, Giambrone e Capodicasa.
       Il parere del Governo?

     D'AQUINO, assessore per gli enti locali. Favorevole.

    PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti seduto;  chi è contrario si
  alzi.

                               (E' approvato)

    PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi, sono  stati  presentati  gli
  ordini del giorno nn. 54  e  57  che  riguardano  la revoca della
  nomina dell'Assessore per  il  territorio  e  l'ambiente  Bartolo
  Pellegrino.  Gli  ordini  del  giorno  se  non  dovessero  essere
  ritirati verrebbero  dichiarati  irricevibili perchè la procedura
  relativa  alla  questione   segnalata   agli  ordini  del  giorno
  attraverso la mozione di sfiducia è stata già avviata.

       Ne do lettura.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

     - l'Assessore  per  il territorio e l'ambiente, Bartolo Pellegrino,
     secondo quanto riportato sulla stampa, è stato convocato in Procura
     come persona  informata  sui  fatti  in merito alle intercettazioni
     ambientali e  telefoniche  che  registrano un suo colloquio con gli
     uomini arrestati  dai  Carabinieri  che  ha  colpito  la  cosca del
     latitante di Monreale: Giuseppe Balsano;

     - l'indagine dei  Carabinieri,  che  ha portato a 11 arresti e a 28
     avvisi di garanzia, ha investito anche gli appalti per il controllo
     della raccolta dei rifiuti nel comune di Monreale;

     - l'Assessore,  secondo  queste intercettazioni rilevate in casa di
     uno   degli  arrestati  (l'impiegato  postale  Antonio  Sciortino),
     avrebbe  consigliato  al  geometra  Giuseppe Leto, Presidente della
     cooperativa  '21   marzo',   di   tenere   fuori  dalla  stessa  il
     pregiudicato   Isidoro   Buongusto,   allo  scopo  di  aggiudicarsi
     l'affidamento di  un  capannone  confiscato  al  boss  latitante di
     Monreale;

     - l'impossibilità  di  far  figurare Isidoro Buongusto, meccanico e
     personaggio  di spicco della cooperativa, è motivata dall'Assessore
     regionale con la seguente affermazione "c'è il rischio che qualcuno
     faccia l'infame con gli sbirri", lasciando intendere la possibilità
     che qualcuno  denunciasse  la presenza di Buongusto nell'affare del
     capannone;

     - Giuseppe  Leto,  sempre  sulla  base delle intercettazioni, il 12
     luglio  2000,  giorno  dell'elezione  dell'on.  Vincenzo  Leanza  a
     Presidente della  Regione,  era  a  Palazzo  dei Normanni e avrebbe
     raccontato  e rassicurato dell'avvenuta elezione Isidoro Buongusto,
     mentre il  20  luglio,  in  altro  colloquio con Antonio Sciortino,
     avrebbe raccontato  di  una  cooperativa  di  marsala da rilevare e
     sulla quale si intuisce l'interessamento dell'Assessore Pellegrino;

     - questa  vicenda  ripropone  drammaticamente, ancora una volta, la
     questione   dell'intreccio   tra   mafia,  settori  dell'impresa  e
     politica, piegata  alla  funzione  di  garante  di  un  sistema  di
     interessi e di affari illeciti;

     -  l'Assessore   Pellegrino  è  stato  delegato  al  territorio  ed
     ambiente, e  la  sua  credibilità  e  legittimità  istituzionale  è
     fortemente pregiudicata da questa vicenda;

     - i sindaci, gli amministratori, i cittadini e gli imprenditori che
     hanno nel  suddetto  assessorato un riferimento fondamentale per la
     gestione delle  politiche  del  territorio,  a  partire  dai  piani
     regolatori,  non  ricevono  certo dai comportamenti dell'Assessore,
     emersi  dall'indagine  dei  Carabinieri,  esempio  di trasparenza e
     legalità,

                               ESPRIME CENSURA

     nei confronti dell'Assessore per il territorio e l'ambiente,

                                   IMPEGNA

                         IL PRESIDENTE DELLA REGIONE

     a revocare la nomina dell'Assessore per il territorio e l'ambiente,
     Bartolo Pellegrino. (54)

    FERRO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FERRO.  Onorevoli  colleghi,  vorrei  fare  presente che nella
  seduta   di   stamattina   è  sttato  accolto  dal  Governo  come
  raccomandazione   un'ordine  del  giorno  a  mia  firma  e  degli
  onorevoli Raiti, Orlando ed altri che sostanzialmente chiedeva un
  intervento   presso   il   ministro   Moratti   per   riconoscere
  l'Associazione 'Libera' come ente di formazione.

     PRESIDENTE.   Onorevole   Ferro,   il   problema   non   è  la
  presentazione di  una mozione che di per sè blocca il percorso, è
  la specifica  esistenza di una mozione di sfiducia che ha una sua
  fisionomia regolamentare.

    FERRO. Signor Presidente, credo sia utile che l'Assemblea segua
  questo  ragionamento.  Questo  ordine  del  giorno  su 'Libera' è
  esattamente  la  fotocopia di una mozione presentata dagli stessi
  firmatari  e  che  risulta  agli  atti parlamentari nel resoconto
  della seduta di ieri.
       Ieri in  Aula è stata data lettura della mozione su 'Libera'
  presentata  dagli  stessi  firmatari  che  hanno  poi trasformato
  tale mozione  anche  in  ordine del giorno, il quale è stato oggi
  discusso.
       Pertanto,  sostanzialmente, capisco che si voglia evitare di
  fare  una   discussione,  ma  mi  pare  che  le  decisioni  della
  Presidenza  non siano conformi con quanto avvenuto qualche minuto
  addietro.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Ferro,  se  lei  mi  avesse  ascoltato
  avrebbe compreso quello che  io ho già detto.
       La mozione  di  sfiducia ha una configurazione regolamentare
  diversa dalle altre mozioni tant'è che come lei sa non può essere
  discussa prima  che  trascorrano  tre  giorni  e  in  ogni caso è
  necessario chesia presente il Presidente della regione, in questo
  momento non è presente nessuno dei componenti del Governo.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.   Signor   Presidente,   non  desidero  discutere la
  motivazione che  lei ha dato all'Aula, anche se non la condivido,
  tuttavia voglio seguire il suo ragionamento.
       E' stata presentata,  lei  dice, una mozione di sfiducia per
  la stessa vicenda che in questo momento è oggetto dell'ordine del
  giorno.
       Io vorrei ricordare al Presidente che è stata presentata una
  mozione di censura  e  la  natura  della  mozione  di  censura è,
  ovviamente, diversa rispetto a quella della mozione di sfiducia.
       E tuttavia, quand'anche la Presidenza ritenesse assimilabile
  la mozione  di  censura  a  quella  di  sfiducia,  se è questa la
  motivazione,   io   posso,   anche   perchè  ho  parlato  con  il
  presentatore   della   mozione  di  sfiducia,  preannunciarle  un
  orientamento,  purchè  lei  si impegni nella discussione in Aula,
  della mozione  di  censura  e  si  affronti  quindi  l'ordine del
  giorno.

     PRESIDENTE. Non ho capito, può ripetere.

     SPEZIALE.  Qui   c'è   l'onorevole   Giannopolo  che  è  primo
  firmatario della  mozione  di  censura  e l'onorevole Orlando che
  sono firmatari della mozione di censura che sono delegati insieme
  agli altri, che  sono  fra l'altro assenti, a ritirare la mozione
  di censura.
       Per cui,  la  sua  obiezione che non sia possibile discutere
  l'ordine del  giorno  perchè  andrebbe  discusso  in  uno  con la
  mozione di  censura  che lei impropriamente assimila a mozione di
  sfiducia viene meno. Per cui si può discutere sin da subito.
       Pertanto, signor  Presidente,  io  mi  rendo conto della sua
  posizione delicatissima  rispetto  a questo argomento che investe
  la responsabilità del  governo,  ma  le  chiedo  di non sottrarre
  all'Aula il diritto  di  potere  discutere  su  un argomento così
  delicato, sulla base della richiesta che è stata formulata con la
  presentazione dell'ordine del giorno.
       Si  segua   un  comportamento  lineare,  si  abbia  rispetto
  assoluto del Regolamento, in primo luogo, cosa che io le do atto,
  sia lei  ad  avere  rispetto  del  Regolamento e non si pieghi il
  Regolamento,  per  nessuna  ragione,  agli interessi di parte, in
  questo  caso  agli  interessi  del  governo o, nella fattispecie,
  dell'assessore Pellegrino.
       Pertanto, venuta  meno  la  mozione di censura, noi possiamo
  discutere l'ordine del giorno.

     ORLANDO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ORLANDO. Signor Presidente,  compete  a  lei  il  compito e la
  responsabilità di  qualificare  gli atti sottoposti all'esame del
  Parlamento regionale.
       Credo, così come ha argomentato l'onorevole Speziale, che la
  mozione  di  censura non sia certamente assimilabile alla mozione
  di sfiducia. E' una cosa diversa dalla mozione di sfiducia.
       Laddove, però,  lei  ritenesse che la mozione di censura sia
  assimilabile alla  mozione  di sfiducia, mi corre obbligo non far
  notare la  differenza  che  esiste  tra  la  mozione di censura e
  l'ordine  del  giorno,  perchè  la  mozione  di  censura comporta
  l'obbligo  delle dimissioni dell'Assessore.  Il nostro ordine del
  giorno comporta l'obbligo al Presidente di ritirare la delega.
       Si tratta di  due  istituti  diversi  perchè  nel primo caso
  l'obbligo   intesta  direttamente  l'assessore  che,  laddove  si
  approva la  mozione  di  sfiducia,  deve  dimettersi, nel secondo
  caso, ordine del giorno da noi presentato, è un invito formale al
  Presidente a revocare la delega. Invito  che,  in linea puramente
  teorica,  il  Presidente  potrebbe   anche  disattendere  mentre,
  invece, non può essere disatteso il voto di sfiducia che comporta
  la  decadenza dell'assessore.  Per questa  ragione,  essendo  due
  atti diversi - sono diversi per sua dichiarazione - chiediamo che
  si possa trattare l'ordine del giorno.

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei andare
  oltre  il  tema  ordinamentale.  Ritengo che un ordine del giorno
  così  formulato,  alla  fine,  non  sia  una  "censura" bensì una
  "sfiducia"   individuale   ad   un   assessore   perché  così  si
  rappresenta;  nel momento in cui così si rappresenta dal punto di
  vista  del nostro ordinamento c'è una prassi che porta il Governo
  a   stabilire  la  data,  a  mettere  all'ordine  del  giorno  la
  problematica  che  deve  avere il suo oggetto, il suo soggetto, a
  darne contezza a tutti i deputati, trattandosi di un atto che non
  è  di  ordinaria  amministrazione.
       Al  di  là  del  fatto  ordinamentale, il problema che viene
  sollevato è  di  rilevanza tale che, a mio avviso, non può essere
  discusso con un ordine del giorno, anche importante...

     SPEZIALE. Il Regolamento dice altra cosa

     CINTOLA. E' la mia opinione.

     ODDO. Autorevole

     CINTOLA.  Molto  autorevole   Non  capisco  in  che modo posso
  interloquire con  lei  dopo  ciò  che  ha detto ieri sera, le sue
  battute scherzose ma ridicole.

     ODDO. Lei non deve offendere;  smetta di provocare

     CINTOLA. Ieri  sera  mi  ha fatto sorridere involontariamente.
       Dicevo  che, trattandosi di una questione di tale rilevanza,
  è  chiaro  che  anche  noi  avvertiamo la necessità che l'Aula la
  affronti.  Non  possiamo  fare un dibattito di quel tenore, anche
  per  le  firme  autorevoli  e per la concettualità espressa negli
  ordini del  giorno,  che  non  sia  tale e che non abbia contezza
  dell'argomento  importante  in discussione.  Condivido pienamente
  la posizione assunta dal Presidente dell'Assemblea.  Ci sarebbero
  due   fatti   concomitanti  negativi;  io  ritengo,  invece,  che
  l'espressione,  la  volontà, il ruolo democratico da parte di chi
  vuole  impegnare  il  Governo,  il  Presidente  della  Regione, a
  ritirare   la   delega  assessoriale  siano  di  natura  talmente
  importanti  ed eccezionali che l'Assemblea venga chiamata, subito
  dopo  l'esame  del  bilancio  e  della  finanziaria,  a  dare una
  valutazione   sull'argomento   che   impegni   l'intera   volontà
  conoscitiva da parte dell'Aula  per potersi pronunciare.
       Quindi, senza volere con ciò chiudere, rinviare, 'ammazzare'
  un  dibattito, invito i firmatari a porre la questione in termini
  tali  che, concluso l'esame del bilancio e della finanziaria, che
  ritengo  stia a cuore a tutti i parlamentari, si ponga all'ordine
  del  giorno  la  questione  così da essere affrontata chiaramente
  dall'Aula.

     PRESIDENTE. Dichiaro improponibili gli ordini del giorno n. 54
  e n. 57.


   Presidenza del vicepresidente Lo Giudice


       Onorevoli colleghi, la seduta  è  rinviata a venerdì 8 marzo
  2002, alle ore 10.30, con il seguente ordine del giorno:

      I - COMUNICAZIONI

     II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) "Bilancio  di previsione della Regione siciliana per l'anno
          finanziario  2002  e  bilancio  pluriennale per il triennio
          2002-2004." (NN. 297-299/A) (Seguito)

          Relatore di maggioranza:  on.le Antonino Croce
          Relatore di minoranza: on.le Angelo Capodicasa

       2) "Legge finanziaria 2002" (N. 298 - Stralcio II/A) (Seguito)

          Relatore di maggioranza: on.le Antonino Croce
          Relatore di minoranza: on.le Angelo Capodicasa

    La seduta è tolta alle ore 13.07

      (Licenziato dal servizio resoconti alle ore 15.30)


   Presidenza del vicepresidente Fleres


     BURGARETTA APARO , segretario, dà lettura del processo verbale
  della  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.

                                CONGEDO

     PRESIDENTE. Comunico  che l'onorevole Raiti ha chiesto congedo
  per la seduta  odierna.
       Non sorgendo osservazioni il congedo è accordato.

                               MISSIONE

     PRESIDENTE.  Comunico  che  l'onorevole Zangara è in missione,
  per ragioni del suo ufficio, dal 7 all'8 marzo 2002.

                       ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE. Comunico che  sono  state  presentate  le seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

            N. 477 - Adeguata dotazione  organica  dell'Ufficio  delle
          entrate di Gela.
            - Presidente Regione
            - Assessore Bilancio
            ***
          Morinello Salvatore; Ferro Giovanni; Raiti Salvatore
                                ----------------
            N. 478 - Notizie sui  criteri  di  affidamento  dei  corsi
          formativi all'ente ECOFORM-CISAL.
            - Presidente Regione
            - Assessore Lavoro
            ***
          Genovese      Francantonio;  Barbagallo  Giovanni;  Gurrieri
          Sebastiano; Tumino Carmelo; Vitrano Gaspare; Zangara Andrea
                                ----------------

                       ANNUNZIO DI INTERPELLANZA

     PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stata  presentata  la  seguente
  interpellanza:

            N. 30 - Iniziative per l'attuazione della legge  regionale
          n. 15 del 2000 in materia di tutela degli animali.
            - Presidente Regione
            - Assessore Sanità
            ***
          Oddo Camillo

       Trascorsi tre giorni  dall'odierno  annunzio  senza  che  il
  Governo abbia dichiarato che intende respingere l'interpellanza o
  abbia  fatto  conoscere  il  giorno  in  cui  intende  trattarla,
  l'interpellanza stessa sarà  iscritta  all'ordine  del giorno per
  essere svolta al suo turno.

                         ANNUNZIO DI MOZIONE

     PRESIDENTE.   Comunico che  è  stata  presentata  la  seguente
  mozione:

            N.   94  -  Iniziative  per  favorire  l'investimento  nel
          Mezzogiorno delle risorse raccolte al Sud dagli Istituti  di
          credito.
            Formica    Santi;  Incardona  Carmelo;  Infurna  Giuseppe;
          Ioppolo Giovanni; Tricoli Marzio; Virzi' Gioacchino
          Presentata il  6/03/02

       Avverto che la stessa  sarà  iscritta  all'ordine del giorno
  della  seduta  successiva  perchè se  ne  determini  la  data  di
  discussione.

           COMUNICAZIONE DI APPOSIZIONE DI FIRMA A MOZIONE

   PRESIDENTE. Con nota del 6 marzo 2002, pervenuta al Servizio di
   Segreteria  il  7 marzo  successivo,  gli  onorevoli  Francesco
   Forgione e Santo Liotta hanno chiesto  di  apporre  la  propria
   firma alla mozione n. 93 "Riconoscimento  della qualità di Ente
   di formazione all'associazione 'Libera'.

   L'Assemblea ne prende atto.

       Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento
  interno, che nel corso della seduta  potrà procedersi a votazioni
  mediante  sistema elettronico.
       Constatata l'assenza  del  Governo,  sospendo la seduta per
  quindici minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 10.45, è ripresa alle ore 11.15)

       La seduta è ripresa.
       Onorevoli colleghi,  ricordo  che, così come stabilito ieri,
  la seduta di  questa  mattina   sarà  interamente  dedicata  alla
  discussione dei numerosi ordini del giorno depositati.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


       Si inizia con  la  discussione dell'ordine del giorno n. 60:
  "Iniziative  in   merito  alle  recenti  vicende  riguardanti  il
  petrolchimico  di   Gela",  a  firma  degli  onorevoli  Speziale,
  Capodicasa, Cracolici, Crisafulli ed altri.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.  Signor  Presidente,  abbiamo  avvistato  l'esigenza
  di  presentare  un  ordine  del  giorno  riguardamte  la  vicenda
  drammatica dello stabilimento petrolchimico di Gela.
       In questo momento a  Gela  è  in corso, malgrado la pioggia,
  una manifestazione che sta interessando più di ventimila persone,
  segno che in quella  realtà  c'è  molta  attenzione e segno della
  importanza che lo stabilimento petrolchimico riveste nella realtà
  di Gela e della Sicilia.
       Lo stabilimento  petrolchimico  nasce  all'inizio degli anni
  sessanta e costituisce una speranza; insiste in un territorio che
  in qualche modo  viene riconvertito, essendo a vocazione agricola
  e marinara, in territorio a vocazione industriale.
       Intere  generazioni  vengono formate e si formano sulla base
  della   cultura  industriale  e, adesso, il  provvedimento  della
  magistratura potrebbe cancellare questa realtà
       Noi  pensiamo  che  il  problema  vada  affrontato  sotto un
  duplice punto di vista.
       Il  primo,  e  lo  diciamo,  è  quello che immediatamente si
  risolva la questione posta dalla magistratura.
       La  magistratura  ha   posto   un   problema   legato   alla
  classificazione del Pet-coke come combustibile; essa ritiene che
  sulla base della legge  Ronchi  si  tratti  di  un  rifiuto.  Noi
  speriamo  che  mentre  ne  parliamo  il  Consiglio  dei  Ministri
  affronti la questione,  che  venga  emanato  un decreto-legge che
  possa finalmente definire  il  Pet-coke  come  combustibile e che
  possa  essere riutilizzato  nei  siti  produttivi  in  cui  viene
  prodotto, soprattutto, per la produzione di energia elettrica.
       Contemporaneamente,   però,  vogliamo  richiamare  alla  sua
  responsabilità il Governo della Regione.
       Sulla  stampa  non  è apparso,  ma  io  lo  voglio  dire  in
  quest'Aula, anche per una corretta informazione nei confronti dei
  miei colleghi parlamentari: l'origine della inchiesta giudiziaria
  è legata alla mancata emissione da parte dell'Assessore regionale
  Pellegrino del decreto sulle emissioni.
       C'è un ritardo della  Regione   in  questo  settore   che io
  spero venga rapidamente colmato.
       Il  decreto  sulle  emissioni  è  stato  concordato  tra  la
  direzione aziendale e  il  Direttore  dell'assessorato  regionale
  territorio e ambiente, dott. Pergolizzi, già due mesi addietro.
       Dopo i provvedimenti della  magistratura, in occasione di un
  incontro richiesto da  me  presso la Presidenza della Regione, al
  quale  hanno   partecipato,   oltre,  ovviamente,  al  Presidente
  Cuffaro, l'Assessore Noè  e  l'Assessore Pellegrino, da più parti
  fu posta l'esigenza  di  una  rapida  emanazione  del decreto che
  aveva ormai completato  il  suo  iter  procedurale,  si  trattava
  soltanto di apporre  la  firma  al  decreto.  Ebbene, ancora oggi
  quella firma non è  stata  apposta  e  fino  a  ieri, stando alle
  dichiarazioni  dell'onorevole  Pellegrino riportate dalla stampa,
  si è tergiversato  a  proposito  dell'emanazione di quel decreto.
       Dico  ciò  affinché   sia   chiaro  qual  è  il  livello  di
  responsabilità che  compete  al  Governo della Regione;  infatti,
  anche se il  Governo  nazionale  dovesse emanare oggi il decreto-
  legge, così come  tutti  noi  auspichiamo, si riattiverebbero gli
  impianti, ma rimarrebbero  sub-iudice,  in  quanto, in  mancanza
  dell'emanazione  del   decreto   che  dia  certezza  normativa  a
  proposito del tasso  di  emissione, al  quale  le  aziende devono
  adeguarsi, permetteremmo  alla  magistratura  di  sollevare altre
  obiezioni.   Per cui  è  fondamentale  che  al  decreto-legge  si
  accompagni il  decreto  sulle  emissioni,  affinché  le  aziende,
  sulla  base  di   una   certezza,   possano   adeguare  i  propri
  comportamenti.
       Come si evince  c'è  una  responsabilità diretta del Governo
  regionale, e io mi  auguro  che  l'ordine  del  giorno  che spero
  approveremo faccia  da stimolo affinchè l'Assessore al Territorio
  e Ambiente emani  in tempi rapidi il decreto.
       Un'altra  questione   che  intendo  sottoporre  alla  vostra
  attenzione - e  concludo  -  riguarda  il  maldestro tentativo di
  frapporre gli interessi dell'ambiente a quelli del lavoro.
       Molti dei miei colleghi parlamentari sapranno certamente che
  sono dipendente dello stabilimento petrolchimico di Gela e voglio
  dire loro che quando  ancora  nel Paese c'era un tasso ridotto di
  sensibilità  ambientale  i   primi   a  porre  le  questioni  che
  riguardavano il livello di sicurezza interna allo stabilimento ed
  a  porre l'esigenza  di  interventi  strutturali  in  materia  di
  ambiente  furono   proprio  i  lavoratori, i  quali,  ovviamente,
  soffrivano quella condizione, e le loro organizzazioni sindacali.
       Ancor  prima   che  il  problema  ambientale  divenisse  una
  questione nazionale, quando ancora questo problema era trascurato
  dalla stragrande maggioranza  dei  citttadini, noi lo ponevamo, e
  lì,  grazie   all'iniziativa   sindacale   e  all'iniziativa  dei
  lavoratori, sono stati  fatti  grandi passi in avanti.  Forse non
  si ha idea di che  cosa  fossero  i  dati  di emissione di quello
  stabilimento  e   della  centrale,  in  particolare,  prima,  per
  esempio, che si facesse  lo  slack, che ha permesso di utilizzare
  il Pet-coke, ma di ridurre  il  tasso di emissione di oltre il 50
  per  cento   rispetto  ai  tassi  precedenti.  Quegli  interventi
  strutturali nel settore  ambientale  per  abbattere  i  tassi  di
  emissione furono una conquista dei lavoratori.
       Dunque,  questa visione  che  viene  data,  che  a  Gela  ci
  sarebbero   tremila,   quattromila   lavoratori   che  trascurano
  l'ambiente pur di difendere  il  loro  posto  di  lavoro è falsa,
  bugiarda, non risponde  alla  sensibilità  di  quel  mondo che io
  conosco profondamente.
       In proposito  penso   che noi dobbiamo consentire nuovamente
  che le questioni  riguardanti lo sviluppo industriale e la tutela
  ambientale si muovano insieme  e  oggi  ci sono gli strumenti per
  farlo.  Purtroppo, questi strumenti sono stati adoperati soltanto
  in altre aree del  Paese, mi riferisco a Porto Marghera, dove già
  da alcuni anni opera  un  accordo  di  programma  che  coniuga le
  esigenze riguardanti lo  sviluppo  produttivo  e  le questioni di
  salvaguardia  ambientale.
       Un'altra esigenza  che  intendiamo  sottoporre  al Governo -
  anche se devo riconoscere che l'Assessore Noè in tutte le sedi lo
  ha più volte ribadito  -  è  quella  di  affrontare  la questione
  specifica del sito industriale  di Gela, che è un nodo strategico
  per lo sviluppo  della chimica e dell'energia. una volta superata
  l'emergenza,
       Si  faccia  un   accordo  di  programma  con  fondi  diretti
  dell'ENI, della Regione e  dello Stato, in modo tale da coniugare
  due grandi esigenze:  la  possibilità  di utilizzare la chimica e
  l'energia come una  grande  occasione di sviluppo al servizio del
  Paese e, al  tempo  stesso, salvaguardare l'ambiente.
       I sindacati lo  hanno  già  richiesto,  noi lo condividiamo,
  sappiamo che l'Assessore  Noè  e  il  Governo regionale su questo
  argomento più volte  hanno  assunto  impegni, ma noi pensiamo che
  questa questione, dopo l'emergenza, debba diventare centrale.
       E' questa la ragione per cui abbiamo sottoposto questi punti
  all'attenzione del  Parlamento  regionale  di  cui auspichiamo un
  voto positivo.

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA. Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  ritengo che
  quest'ordine del giorno  non  possa  essere  votato  soltanto dai
  colleghi presentatori, anche  se  così  com'è formulato non credo
  possa ottenere il  consenso  dei  deputati  appartenenti  al  mio
  gruppo.  Infatti,  pur  essendo  lodevole  il  comportamento  del
  governo regionale,  del  Presidente della Regione, dell'Assessore
  Noè, da notizie ormai certe pare che il problema non dico che sia
  risolto, ma  quasi.  Tra  l'altro, proviene  anche  un'indcazione
  forte  dall'onorevole Lumia,  il  quale  si  rivolge  al  Governo
  nazionale affinchè emetta  il  decreto  legge  e  ciò  pare possa
  risolvere il  problema.  Infatti,  un  decreto  amministrativo  -
  sostengono i magistrati - non può modificare una legge.
       Nell'ordine del giorno  in discussione si impegna il Governo
  regionale ad esercitare  tutto  il  suo  peso affinchè il Governo
  nazionale emani un decreto legislativo ...

     SPEZIALE.  Un  decreto-legge,  non  un  decreto  legislativo,
  onorevole Cintola.

     CINTOLA. E' stato  un  lapsus, la ringrazio. Infatti, soltanto
  un decreto-legge può  modificare  una legge, dunque, l'ordine del
  giorno va  modificato.
       Se   sospendessimo   brevemente   la  seduta,  modificassimo
  l'ordine del giorno nella  parte in cui si impegna l'Assessore ad
  emanare un decreto.

     SPEZIALE. C'è scritto al primo punto, è  chiaro.

     CINTOLA.  Nell'ordine del  giorno  al primo punto c'è scritto:
  "Impegna  il  Governo   della   Regione,  ed  in  particolare  il
  Presidente  della  Regione,  ad  esercitare  tutto  il  suo  peso
  affinchè il  Governo nazionale emani un provvedimento legislativo
  urgente per restituire  serenità ad una intera comunità". Allora,
  prendiamo atto che questo  l'ha  già fatto, che è stato stabilito
  ieri sera, che il  Consiglio dei Ministri sta emanando il decreto
  che il Governo  della  Regione  ha  chiesto; prendiamo atto delle
  cose positive che il  Governo  ha posto in essere. Tutto il resto
  contenuto   nell'ordine   del   giorno   va   bene,   tranne   la
  considerazione sul fatto  che l'Assessore al territorio non abbia
  emesso, ad oggi,  il  decreto.
       Serve  poco   per   avere   l'unanime  valutazione  positiva
  dell'Aula e per dare più forza all'ordine del giorno.
       Non serve dire  che  l'Assessore al territorio non ha emesso
  il  decreto, è  come  se  volessimo  fare  sempre  delle  accuse.
  Andiamo a ciò che  ci  unisce e consentite anche alla maggioranza
  di esprimere un  giudizio  sereno  sulla  validità delle cose che
  l'onorevole Speziale ha  detto,  sulla  validità  delle  cose che
  l'Assessore Noè  magnificamente  ha  fatto,  sulla validità delle
  cose che il Presidente della Regione ha già ottenuto dal Governo;
  il problema, infatti,  è  nella  sua  fase  di risoluzione grazie
  all'intervento massiccio e concreto di questo Governo e di questa
  maggioranza.
       Per cui,  signor  Presidente,  la  modifica  dell'ordine del
  giorno nei termini  in  cui  ho  detto  prima   consentirebbe  ai
  capigruppo della maggioranza di  apporre anche la loro firma e di
  votarlo positivamente.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.   Per  invitare  l'amico  Cintola  a  non  avere  un
  atteggiamento preconcetto,  rilevo  che  il  secondo  punto della
  premessa dice:  "a  seguito  della mobilitazione dei lavoratori e
  dei  sindacati  -  lo  dico  ai  colleghi  perché  nessuno  aveva
  intenzione di sottrarre  al Presidente della Regione il fatto che
  su  questo si  è  impegnato  assieme  all'assessore  Noè  e  l'ho
  ribadito - è  stato  convocato  alla  Presidenza del Consiglio un
  incontro, richiesto dal  Presidente della Regione, per emanare un
  decreto  legge che  stabilisca  la  natura  di  combustibile  del
  Pet-coke, al fine di superare i dubbi interpretativi degli organi
  giudiziari".
       E' chiaro che  è  messo appositamente. Inoltre, c'è un'altra
  osservazione che  riguarda, invece, l'assessore per il territorio
  e l'ambiente, il  quale.  deve emanare il decreto sulle emissioni
  in modo da  dare  certezza  normativa, perché  il Pet-coke supera
  una   questione,   ma   la   mancata   emanazione   del   decreto
  sull'emissione alle quali  le  aziende  si devono adeguare lascia
  incerta, sul piano normativo, una vicenda sulla quale si potrebbe
  comunque incuneare sempre un'iniziativa della Magistratura.Voglio
  precisare ciò.
       Sulla  terza   questione,   voglio  dirti,  che  nessuno  ha
  interesse  a  sollevarla;   se   si   ritiene   che  nella  parte
  impegnativa, lo scriviamo  sempre così, bisogna dire di nuovo che
  c'è stato l'impegno del  Presidente Cuffaro che già in premessa è
  scritto,  nel corpo  dell'ordine  del  giorno,  se  è  questo  il
  problema lo si scriva; l'importante è che si arrivi ovviamente in
  modo unitario, anche  perché  da  parte  nostra  non  c'è  nessun
  tentativo di  dovere minimizzare l'impegno del governo regionale,
  né  del Presidente della  regione,  né  ripeto, come ho detto nel
  corso del mio  intervento  iniziale,  dell'assessore  Noè  che in
  questa materia, lo  ripeto,  e  lo  riconosco pubblicamente, si è
  spesa e si è  spesa anche bene, ha dichiarato disponibilità, si è
  spesa con impegno e anche con conoscenza delle questioni.
       Pertanto, onorevole Cintola, siccome non hai inquadrato bene
  la vicenda, vorrei che fosse chiaro che il problema di aggiungere
  le firme non c'è,  il problema di modificare il primo punto della
  parte impegnativa non esiste perchè che già nella premessa c'è, è
  un corpo unico, al  secondo  punto  già  c'è  una premessa, se si
  vuole modificare non  c'è  nessun  problema,  se  si  ritiene  di
  approvarlo così, lo approviamo  così oppure lo approviamo dicendo
  che si modifica il primo punto della parte impegnativa.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  l'ordine  del  giorno non è
  emendabile e  tuttavia  non  sarà sfuggito a nessuno che in buona
  sostanza l'ordine  del giorno invita il Governo a fare quello che
  già sta facendo. L'ordine  del  giorno  è  un  atto  politico  di
  supporto  che   l'Assemblea   regionale   può  compiere  rispetto
  all'azione che il Governo sta già compiendo.
       Personalmente, pertanto,  su  questo  tema non andrei troppo
  per il sottile: il  Governo  si  sta  muovendo e si  sta muovendo
  benissimo da questo  punto  di  vista;  l'ordine  del  giorno  dà
  maggiore forza all'azione  che il Governo sta compiendo perché di
  fatto riproduce esattamente  i  comportamenti  che il Governo sta
  già tenendo rispetto al  Governo nazionale e a quanti altri hanno
  bisogno di essere  sollecitati  rispetto alla soluzione di questa
  vicenda. Darei pertanto la parola al Governo per esprimere la sua
  opinione,, dopodiché  passerei  alla  votazione  dell'ordine  del
  giorno.

     D'AQUINO,  assessore  agli enti locali.  L'ordine del giorno è
  sicuramente  condiviso;  peraltro, il  Governo  ha  già  iniziato
  un'azione e credo  che  l'onorevole  Speziale abbia dato atto che
  l'azione va continuata  su  tale  linea  nell'interesse  comune e
  nell'interesse di tutti,  se  l'ordine del giorno è emendabile si
  può limare qualcosa,  se  la  presidenza  dice  che  l'ordine del
  giorno non è emendabile è chiaro che c'è la condivisione.
       E'  chiaro  che  nella  parte  in  cui  in  qualche  modo  è
  interessato   l'assessore   al  territorio  il  Governo  non  può
  condividere  quella parte, ma nel merito politico dell'ordine del
  giorno è totalmente condiviso.

     PRESIDENTE.  Per  precisare,  l'articolo  124  del Regolamento
  interno precisa che  gli  ordini  del giorno non sono emendabili.
  Qualora dovesse essere  ritirato e ne fosse ripresentato un altro
  formulato   diversamente,   quest'ultimo    non  potrebbe  essere
  discusso, potrebbe essere  soltanto  votato perché il termine per
  la presentazione degli ordini  del  giorno  è  scaduto già ieri a
  conclusione della discussione generale.
       Tuttavia,  siccome, l'opinione del Governo è favorevole e in
  buona   sostanza   l'ordine   del   giorno  sicuramente  non  può
  considerarsi né  di  accusa,  né  di  attacco  nei  confronti del
  Governo, tutt'al più  di  supporto rispetto all'iniziativa che il
  Governo sta compiendo, lo pongo in votazione.

     CINTOLA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA.  Signor   Presidente,   voglio  fare  un  appello  al
  Presidente dell'Assemblea  ed  ai  colleghi perchè, è vero che ci
  sono norme che  stabiliscono  percorsi, ma è pur vero che il tema
  di  Gela,   che  è  un  tema  nazionale,  di  interesse  pubblico
  eccezionale,   di    pane    e   lavoro   fortissimo,   non   può
  assolutissimamente trovare  una  allocazione che possa modificare
  in questo momento  un atteggiamento d'Aula e dello stesso Governo
  che è costretto, pur  avendo  compiuto  tutti i fatti che vengono
  riconosciuti nello stesso  ordine  del  giorno  per  la soluzione
  della problematica, a  limitare  il  suo  assenso  perchè  c'è un
  periodo in più; c'è un gruppo - quello che io rappresento, perchè
  non posso consentirmi  di  rappresentarne  altri  -  che si trova
  nella difficoltà  di  non  potersi esprimere compiutamente perchè
  c'è  una  regola   che  non  possiamo  modificare  con  l'assenso
  dell'intera Assemblea.
       Se l'Assemblea  in  questo  momento decide che questo ordine
  del giorno lo  vuole  rimodulare,  mi  appello  alla cortesia del
  Presidente  e   dell'intera   Assemblea  perchè  questo  avvenga,
  considerato  che è  un  fatto di eccezionale importanza sul quale
  si può prendere  una  misura pur essa eccezionale, non ripetibile
  per l'avvenire, cioè di  poterlo  modificare  e di poter porre in
  condizione l'Assemblea di  votare  un documento unanime che serve
  effettivamente non al Governo o alla maggioranza o all'Assemblea,
  serve a risolvere la situazione  di Gela, serve ad un fatto che è
  stato eccezionalmente e significativamente portato all'attenzione
  dal   gruppo   capeggiato   dall'onorevole  Speziale;  intendiamo
  assolutamente essere concordi e valutarlo positivamente.
       Propongo, quindi, di  fare  uno strappo una tantum e mai più
  per l'avvenire:  si  modifica  l'ordine  del  giorno,  si  affina
  l'ordine del giorno e lo mettiamo in votazione.
       Continuo  a rivolgermi alla Presidenza dell'Assemblea perchè
  questo possa avvenire e continuo a rivolgermi al primo firmatario
  ed ai  firmatari  dell'ordine  del  giorno  perchè  possano  fare
  esprimere, voglio  andare avanti per quello che bisogna costruire
  e non  a  guardare  qualche  possibile  inadempienza che mette il
  Governo nelle condizioni di potersi autocastrare.
       Propongo di togliere  quello e a continuare non ad iniziare,
  perchè l'iniziativa è  quasi  definita,  e  quindi  a  continuare
  l'opera già iniziata.  Quindi  'a continuare' nel primo capoverso
  l'opera iniziata e 'a  modificare'  quello  che è un giudizio che
  pone lo stesso Governo  nelle  condizioni  di  non  poter dare il
  giudizio  favorevole   all'ordine   del   giorno,  per  il  quale
  ha ottenuto  risultati addirittura significativi, che in giornata
  dovrebbero diventare legge.  Questa è la mia preghiera.

     PRESIDENTE. Le  ipotesi  che  il  Regolamento ci consente sono
  le seguenti:
       - se  i  firmatari  dell'ordine  del  giorno  insistono deve
  essere posto in votazione;
       - se  i  firmatari  dell'ordine  del giorno lo ritirano, può
  essere ripresentato  un  altro  ordine  del  giorno  che potrebbe
  essere presentato,  ma  non  discusso, nel corso di questa stessa
  seduta, solamente votato.

     SPEZIALE. Signor  Presidente,  lo  riformulo,  perchè mi rendo
  conto che  l'interpretazione  che all'esterno verrebbe da un voto
  difforme dall'Aula è chiaro che indebolirebbe tutta l'iniziativa.
       Pertanto, accolgo  l'osservazione  che  qui  viene fatta dal
  Gruppo del CD, che è  quella che riguarda il punto IV, per cui la
  riformulazione è la  seguente:  nella  premessa  venga  tolto  il
  punto IV, dove è  stata  letta  una  critica  nei  confronti  del
  senatore Pellegrino  per  ritardi  sull'emanazione  del  decreto.
  Tolto questo punto, mi pare che si possa approvare così com'è.

     CINTOLA. E continuare con il punto iniziale....

     PRESIDENTE. Onorevole Speziale,  mi segua: ripeto il percorso,
  non  entro  nel  merito.   Il  percorso  è  questo:  deve  essere
  ritirato l'ordine del giorno  n.  60,  ripresentato un ordine del
  giorno che non  verrebbe  discusso, verrebbe soltanto votato, con
  le modifiche che concorderete.

     SPEZIALE. Tolto questo, va bene?

     PRESIDENTE. Se è così,  io  sospendo  la seduta per due minuti
  per dare modo di correggerlo.

     PRESIDENTE. La seduta è sospesa per due minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.41, è ripresa alle ore 11.43)

     PRESIDENTE. Come  concordato prima della sospensione, l'ordine
  del giorno n. 60 è  ritirato.
       L'Assemblea ne prende atto.
       Comunico che è  stato  presentato  l'ordine  del  giorno  n.
  60/BIS,   degli   onorevoli   Speziale,   Capodicasa,  Cracolici,
  Crisafulli, De  Benedictis, Giannopolo, Oddo, Panarello, Villari,
  Zago, Barbagallo, Papania,  cui  appongono la propria firma anche
  gli  onorevoli   Cintola,   Mercadante,  Virzì,  Savona,  Liotta,
  Nicotra, Lo Monte,  Dina,  Croce,  Savarino e Fleres, allegato al
  presente resoconto stenografico.
       L'ordine del giorno  n. 60/bis, in buona sostanza, riproduce
  i contenuti dell'ordine del giorno n.  60 con alcune modifiche e,
  in particolare, con  la soppressione del punto IV della premessa,
  quello che fa  riferimento  all'atteggiamento  dell'Assessore  al
  Territorio ed all'Ambiente.
       Pongo in votazione l'ordine  del  giorno  n.  60  bis con il
  parere favorevole del  Governo.  Chi  è  favorevole resti seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si procede con  la discussione dell'ordine del giorno n. 25:
  'Iniziative in materia  di  canoni  di locazione degli alloggi di
  edilizia residenziale pubblica', a firma degli onorevoli Villari,
  Speziale ed altri.
       Ne dò lettura:

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

    PREMESSO che l'articolo 93 della legge regionale 3 maggio 2001,
    n.   6,  è   un'interpretazione  autentica  dei  commi  1  e  3
    dell'articolo 54 della  legge  regionale  18  dicembre 2000, n.
    26, che fissavano  i  nuovi  canoni  di locazione degli alloggi
    d'edilizia residenziale pubblica;

    CONSIDERATO  che   il   chiaro   obiettivo   del   legislatore,
    intervenendo per ben  due  volte  in  pochi  mesi  nella stessa
    materia, è stato  quello  di decidere i nuovi canoni d'affitto,
    correggendo  in   parte   la   prima   decisione  di  dicembre,
    specificando  cosa  s'intende  per  reddito  imponibile  e  che
    l'affitto minimo non può in ogni modo superarlo;

    TENUTO  CONTO  che   il  testo  dell'articolo  93  della  legge
    regionale  n.   6   del   2001  non  può  dare  alcun  equivoco
    interpretativo, vista la sua chiarezza e limpidezza;

    RILEVATO che alcuni comuni siciliani continuano a rifiutarsi di
    applicare questa chiara disposizione legislativa, tenendo conto
    solo delle  disposizioni contenute nell'articolo 54 della legge
    regionale n. 26 del  2000  e quindi aumentando gli affitti agli
    inquilini al limite minimo lì previsto di lire 100.000 mensili,

             IMPEGNA L'ASSESSORE REGIONALE PER I LAVORI PUBBLICI

    - ad inviare  una  circolare  di  sollecito  al  rispetto della
    normativa regionale in  materia  a tutti gli enti preposti alla
    gestione degli  alloggi  d'edilizia  residenziale  pubblica  e,
    qualora successivamente  fossero  ancora  segnalati  episodi di
    mancata  applicazione,  inviare  delle ispezioni amministrative
    negli enti evasori.

       Pongo in votazione l'ordine  del giorno n. 25. Il parere del
  Governo?

     D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Favorevole.

     PRESIDENTE.   Favorevole.   Non  ci  sono  interventi.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'ordine  del  giorno  n.  26:  'Iniziative  per  la
  riapertura  dei  macelli  recentemente  chiusi',  a  firma  degli
  onorevoli Lo Giudice, Formica, Cracolici e Antinoro.
       Ne dò lettura:

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

    PRESO ATTO dell'efficacia  dei  controlli  effettuati dai NAS e
    dagli organi  di  vigilanza  veterinaria  che hanno evidenziato
    delle carenze nella  filiera  di  produzione  di  carni locali;
    carenze  che  possono  essere  messe,  anche  direttamente,  in
    collegamento ai recenti  casi  di B.S.E.  che possono provocare
    pericolo al consumatore;

    che la chiusura per lungo tempo delle strutture di macellazione
    rappresenta un grave  pericolo per la salute pubblica in quanto
    si incentiva,  purtroppo, la macellazione clandestina, la quale
    sfuggendo ai  controlli  veterinari, rappresenta la verta fonte
    di contagio di  gravissime  malattie  come dimostrano i tragici
    fatti verificatisi di recente nella nostra Isola.

    RITENUTO che è  opportuno considerare che le poche strutture di
    macellazione presenti in  Sicilia  rappresentano  da un lato un
    indispensabile  polmone   di  sfogo  per  la  produzione  della
    zootecnia  locale   già   in   profonda  crisi  e,  dall'altro,
    l'istituzione  di  necessari  punti  di  controllo,  gli  unici
    veramente validi, ad evitare malattie trasmissibili all'uomo,

                                 IMPEGNA
                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

    -  attraverso   gli   organismi   di  competenza  preposti,  ad
    individuare le  carenze  riscontrate  nelle  strutture  la  cui
    attività  è stata  sospesa,  indicando  ai  titolari  le  opere
    urgenti  necessarie   che   possano   consentire   la   ripresa
    dell'attività di macellazione.

       Pongo in votazione l'ordine  del giorno n. 26. Il parere del
  Governo?

     D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Favorevole.  Chi è favorevole resti seduto, chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'ordine del  giorno  n. 28: 'Misure di sostegno per
  l'agricoltura  siciliana',   a  firma  degli  onorevoli  Villari,
  Liotta, Barbagallo, Raiti ed altri.  Ne do lettura:

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

    PREMESSO che  l'agricoltura  siciliana, nel quadro del riordino
    dei    parametri    fondamentali    dell'economia   dell'Isola,
    costituisce uno degli  assi  fondamentali per un nuovo sviluppo
    economico ed una fonte primaria di ricchezza;

    OSSERVATO che,  nonostante  lo  straordinario  sforzo economico
    messo  in  campo   a   livello   nazionale   dai   governi   di
    centrosinistra, anche  attraverso  le  diverse misure contenute
    nel "pacchetto  Sicilia",  permangono  ritardi  di attuazione e
    un'assoluta    mancanza   d'iniziativa   dell'attuale   governo
    regionale che aggiorni i provvedimenti previsti alla luce delle
    gravissime situazioni  determinatesi  nel frattempo nei diversi
    comparti;

    VISTO lo  straordinario  alternarsi  di  estremi climatici, con
    gelate, prolungata  siccità e improvvise piogge torrenziali che
    hanno messo in ginocchio l'agrumicoltura siciliana (che da sola
    rappresenta  il   60  per  cento  della  produzione  agrumicola
    nazionale) e che ha  comportato  la rinuncia di circa il 70 per
    cento  del  raccolto  -  in  quanto  la  pezzatura  di  piccole
    dimensioni non risponde alle esigenze del mercato -;

    VISTO  altresì  il  prolungato  effetto  sulla  zootecnica  dei
    provvedimenti  adottati   a   seguito   di   "mucca   pazza"  e
    dell'epidemia di "lingua blu" nonchè il parallelo effetto della
    siccità  sulla   produzione   di  foraggio  che  costringe  gli
    allevatori a dare fondo anticipatamente alle scorte aziendali;

    CONSTATATA la perdurante  assenza di una politica sulle risorse
    idriche, la cui  crisi assume connotati sempre più drammatici e
    rende  ormai   ingiustificabile  e  colpevole  la  mancanza  di
    immediate iniziative  capaci  di  risolverla, mettendo in campo
    tutte le  possibili risorse finanziarie ed iniziative politiche
    ed  istituzionali  ad  ogni  livello,  tali  da  permettere  di
    affrontare i problemi  connessi  sia  agli  usi  potabili che a
    quelli irrigui legati all'agricoltura (esempio ne sono le tante
    dighe incompiute e  tra  queste,  per  la provincia di Catania,
    l'eterna incompiuta diga di Pietrarossa);

    VERIFICATI  altresì  i  colpevoli  ritardi  che  si  registrano
    nell'attuazione degli  accordi  a  sostegno  dei produttori che
    conseguentemente  si   vedono  caricati  di  oneri  impropri  e
    incompatibili  con   la   generale   situazione  di  difficoltà
    dell'agricoltura siciliana,

                     IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

             ED IN PARTICOLARE L'ASSESSORE PER L'AGRICOLTURA

    - ad adottare  misure  straordinarie  per  fare fronte a questo
    generale  stato di  crisi,  anche  in  raccordo  con  paralleli
    interventi  a   livello  nazionale  da  sollecitare  presso  il
    competente ministero;

    - ad  accelerare ogni provvedimento connesso alla dichiarazione
    dello stato di  calamità  naturale  con  la  predisposizione di
    aiuti finanziari,  in  particolare verso il settore agrumicolo,
    zootecnico e serricolo  e  la  sospensione di tutte le scadenze
    (fiscali,  contributive,   bancarie,   ecc:)   nonchè   con  la
    predisposizione di misure  di sostegno al reddito e di garanzie
    possibili per l'occupazione dei lavoratori interessati;

    - ad adottare misure  adatte a rimuovere gli ostacoli di ordine
    burocratico e  amministrativo che ostacolano l'attuazione delle
    disposizioni creditizie  e  agevolative  previste  dalla  legge
    finanziaria 2001 a  favore  del settore agricolo (art.  137) ed
    in particolare di  quello agrumicolo come previsto dalle misure
    contenute  dalla   scorsa   legge   finanziaria  e  riguardanti
    l'abbattimento dei costi  energetici  a  favore della piccola e
    media impresa  agricola  ed  interventi  importanti  a sostegno
    delle  gravi  difficoltà  determinati  dalla  crisi  agrumicola
    espressamente previsti per la Sicilia;

    -  a  superare  come  Governo  della  Regione  siciliana,  ogni
    ulteriore ritardo che  possa fare rischiare un peggioramento di
    una   situazione   che   ormai   sembra   assumere   dimensioni
    catastrofiche, soprattutto  per la scarsezza di risorse idriche
    nonchè per la carenza di una politica delle acque in Sicilia.

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, dopo cinque
  anni, non so se il  Governo  è  informato - e per Governo intendo
  tutti gli assessori - del  fatto  che  oggi c'è una seduta, che è
  stato presentato un  cospicuo  numero  di  ordini  del giorno che
  investono tante materie  e  che  sensibilità  vorrebbe,  da parte
  del  Governo  e   degli  assessori, di  presenziare  alle  sedute
  dell'Assemblea.
       E'  un  cattivo,  pessimo  gusto  che  hanno  gli  assessori
  convinti  che, da momento in cui vengono eletti, non debbono dare
  conto  e  ragione  quasi  più  a  nessuno  se  non  a quei famosi
  decretini per i quali hanno una predisposizione particolare.
       Comprendo che il Presidente della Regione è a Roma - e tutti
  sappiamo perché -, che  l'Assessore  per l'industria è a Roma - e
  tutti sappiamo perché -,  ma non comprendo perché un assessore su
  dodici debba presenziare  ai  lavori  dell'Aula,  senza che possa
  - perché  non so se l'assessore per gli enti locali è in grado di
  apprezzare con immediatezza  l'ordine  del giorno che viene posto
  in  discussione   -   apprezzarne   subito   la  complessità,  il
  contenuto. Certo, se  uno  legge nella premessa che noi dobbiamo,
  per dare un  aiuto  all'agricoltura,  inneggiare  a  tutto ciò, a
  tutti gli stanziamenti  che  il  Governo  di  centro-sinistra  ha
  fatto, io non è che  dico  che  non  è così, ma centro-sinistra e
  centro-destra servono nel  momento  in  cui stiamo parlando degli
  interessi sacrosanti  dei  lavoratori, della siccità, dell'andare
  incontro alle  necessità  dell'agricoltura  e  degli  agricoltori
  isolani?  Serve che in un ordine del giorno ci poniamo come se ci
  fosse una parte che  agisce  a favore ed un'altra parte che quasi
  ha agito contro?
       Ed  in ogni  caso, Presidente,  io  non  posso  smentire  la
  coerenza dentro la quale  per  cinque anni ho protestato, mi sono
  rammaricato, mi sono  dispiaciuto. E  continuo  a rammaricarmi, a
  dispiacermi e a protestare  per  il  fatto  che gli assessori non
  ritengono  di avere  il  dovere  sacrosanto  di  stare  in  Aula:
  dall'Assessore per l'agricoltura  e  le foreste, per il quale ora
  c'è un ordine del  giorno, per esempio, avremmo potuto sentire il
  parere,  parere  che   poteva   essere  anche  illuminante, e  ci
  ritroviamo di nuovo  a  dover  chiedere  ai  firmatari  se  siamo
  d'accordo, se eliminiamo  una  particolare, penso  anche inutile,
  sottolineatura.
       E i governi nazionali?  E  andiamo avanti tutti.
       E' come se qualcuno ha fatto di più anche se è vero che quel
  Governo di centro-sinistra queste  cose  le ha fatte, per cui non
  ci sarebbe niente di  male  a  codificarlo,  ma riteniamo che per
  una  "par  conditio"  non   si  possa  dire  che  il  Governo  di
  centro-destra nazionale  non  abbia  assunto identiche posizioni.
       Concludo riconfermando il  mio rammarico e il mio dispiacere
  per il fatto  che  gli  assessori disertano senza alcuna ragione,
  immotivatamente,  i  lavori  d'Aula.  E  questo  non  è  solo  un
  rammarico, è una  censura  personale,  non  posso  dire altro nei
  confronti di chi ritiene  che,  fatto  il  bilancio  e  fatto  la
  finanziaria e uno  sforzo  supplementare, per il resto quest'Aula
  veda in cartolina,  e  neppure, forse solo telefonicamente alcuni
  assessori che non si  vedono  quasi mai in Aula, altri riescono a
  farsi vedere. E questo  lo  dico  con la perfetta convinzione che
  l'unica persona che non  può essere accusato di essere assente in
  Aula è il Presidente  della Regione.  Non perché faccia parte del
  gruppo,  il  C.D.,  del  quale  il  Presidente  della  Regione  è
  deputato, ma perché  le  competenze  e le prerogative e il lavoro
  possono  e  debbano  condurre  a  non  stare  sempre  nei  banchi
  dell'Aula.  Per gli  altri  ritengo, Presidente, che non ci siano
  motivazioni adeguate  ed  invito  la  Presidenza dell'Assemblea a
  sottolinearlo anche in  maniera formale nei confronti del Governo
  e dei singoli assessori.
       Resto in attesa  di sentire cosa dice il Governo sull'ordine
  del  giorno, per  potere  comprendere  anche  quale  deve  essere
  l'atteggiamento che il  mio  gruppo  dovrà assumere nei confronti
  dello stesso.

     PRESIDENTE. Onorevole  Cintola, le sue osservazioni sono state
  più volte  sottolineate  dalla  Presidenza  dell'Assemblea, e più
  volte il Governo è stato richiamato alla presenza non solo per la
  trattazione degli ordini  del giorno, ma anche per la trattazione
  dell'attività  ispettiva,   spesso   rinviata,   anche   per   la
  discussione dei disegni  di  legge e quant'altro. Tuttavia, ecco,
  invece desidero  ringraziare  l'Assessore  D'Aquino, il quale pur
  non essendo stati presentati ordini del giorno di sua pertinenza,
  perché era venuto questa mattina per accertarsi che così fosse, è
  presente.

     CAPODICASA. Si è trovato a passare.

     PRESIDENTE.   No,  non  si  è  trovato  a  passare,  onorevole
  Capodicasa,  è  venuto  questa  mattina,  si  è accertato che non
  c'erano ordini del  giorno  di  sua pertinenza. Nonostante questo
  è in Aula  per   sostenere   le  posizioni  del  Governo.  Quindi
  l'osservazione che fa l'onorevole Cintola è quanto mai pertinente
  e tuttavia certamente  non  è  gradevole,  né  per  la Presidenza
  dell'Assemblea, né per  il  Governo  sentirla ripetere per troppo
  tempo.

     ZAGO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ZAGO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la situazione per
  quanto  riguarda   il   comparto   dell'agricoltura  non  è  meno
  drammatica di quella di Gela, testimoniata in questi giorni dalle
  manifestazioni che ci sono  state e sono tuttora in corso.
       E' da circa un mese che nella parte centro-meridionale della
  nostra Isola ci  sono delle manifestazioni, c'è una mobilitazione
  che vede assieme  i  lavoratori  del  comparto,  i  produttori, i
  concessionari,  autotrasportatori   che,   in   raccordo  con  le
  istituzioni,  le  organizzazioni  professionali agricole, Comuni,
  Province, parlamentari,  Governo  regionale  e Governo nazionale,
  stanno cercando di affrontare la situazione che è diventata ormai
  molto delicata.
       Stamattina non si tratta di andare a limare un passaggio per
  non  urtare  la   sensibilità  del  centro-destra  o  del  centro
  sinistra. Però resta il  fatto che su questi argomenti - e questo
  è il primo ordine  del  giorno  che  viene  discusso - sono stati
  presentati circa tre-quattro  ordini  del  giorno che vertono sul
  problema dell'agricoltura.
       Intanto si  potrebbe  unificare  la discussione anche perché
  i  firmatari   siamo   sempre   gli   stessi,  seppure  dislocati
  variamente, o per  schieramento  o  per  gruppo,  addirittura per
  territorio.
       Le voglio fare una proposta. Proprio a seguito di quello che
  è stato detto con il  precedente  ordine  del  giorno (quello che
  riguarda Gela), chiederei  non  la  stima, l'apprezzamento per la
  presenza dell'Assessore D'Aquino - che non sono in discussione -,
  ma proprio per continuare un discorso già avviato nelle settimane
  passate, credo che  sarebbe  utile  che  questi ordini del giorno
  venissero  trattati   alla   presenza   o  dell'assessore  o  del
  Presidente della Regione.
       Quindi, dato che questi  ordini  del  giorno  non si possono
  ripresentare senza discuterli,  il  problema  è discutere, capire
  perché poi la soluzione non è facile.....

     PRESIDENTE. Onorevole Zago,  potrebbero  essere trasformati in
  mozione ed essere messi  all'ordine  del  giorno  della  prossima
  seduta.

     ZAGO. Ma già è stata presentata una mozione in tal senso.

     PRESIDENTE. E allora non abbiamo una grande alternativa.

     ZAGO. Signor Presidente, le  volevo  chiedere  se  si  possono
  rinviare proprio in considerazione  del  fatto  che  il Governo e
  l'assessore di riferimento sono  assenti. Per me  la  mozione sta
  bene, io sono firmatario  anche  della  mozione.  Però non vorrei
  escludere dalla discussione  gli  altri  colleghi  che  firmatari
  della  mozione  non  sono  e  possono  sempre  apporre  la  firma
  comunque.  Però, rinviare  la  discussione  può  essere utile per
  mantenere  gli  ordini   del   giorno   ed   avere   la  presenza
  dell'assessore di riferimento.

     PRESIDENTE. Onorevole Zago, purtroppo non posso accontentarla.
  Era stato già stabilito  che  gli  ordini  del  giorno  venissero
  discussi nella seduta odierna.

     ZAGO. Allora mi permetta  di  intervenire  nel  merito. Dicevo
  della delicatezza della situazione, signor Presidente e onorevoli
  colleghi, caratterizzata da problemi  vecchi  e nuovi. Nei giorni
  della  mobilitazione  in  provincia   di   Ragusa  ma  anche  nel
  siracusano, in provincia di Caltanissetta, anche aziende di Gela,
  e,   anche    per     altri     motivi.
       I problemi dell'agricoltura non sono rappresentati solamente
  dalla serricoltura siciliana  o dalla serricoltura che insiste in
  una ben determinata parte  della Regione, o dalla zootecnia ma ci
  sono i problemi  dell'agrumicoltura e che quindi riguardano anche
  altri territori della nostra Regione.  Insomma, problemi vecchi e
  nuovi e  soprattutto  emergenze.  L'agricoltura  si  caratterizza
  ormai come un'emergenza continua,  perchè  ad esempio da che cosa
  scaturisce,  perchè nasce  il  caso  serricoltura?  Nasce  perchè
  veniamo da un'annata  veramente  disgraziata,  dalla virosi della
  stagione  estiva dell'anno  scorso,  a  cui  subito  hanno  fatto
  seguito gli eccessi  termici  dell'autunno dello scorso anno, per
  continuare con le gelate a  cavallo del vecchio e del nuovo anno,
  per  poi  arrivare  a  quella  grande  iattura  che  è  stata  la
  trasmissione, o alcune  trasmissioni,  ma  segnatamente una della
  televisione nazionale, in un  canale della RAI che ha arrecato ai
  prodotti dell'agricoltura siciliana  un  danno come forse nemmeno
  tutte le gelate che si sono registrate fino ad ora.
       Mi  riferisco  alla leggerezza, alla irresponsabilità con la
  quale a "Porta a Porta" il conduttore, non so quanti di voi hanno
  visto  quella  trasmissione,  come  se fossero birilli, prendendo
  materialmente  prodotti  sotto  serra cominciando con la zucchina
  etc.,  ha  dichiarato  davanti  a  tutta  l'Italia, ai milioni di
  telespettatori  che  seguono  quella trasmissione, che i prodotti
  sotto serra  sono  nocivi  per  la salute e non si devono dare ai
  bambini  perchè  sono  canne  di  gas che possono provocare gravi
  danni.  E  aggiungeva, lo dico perchè potrebbe essere considerato
  un elemento marginale ma invece è un elemento che ci deve indurre
  a  riflettere, di consumare prodotti surgelati perchè offrono più
  garanzia  rispetto  ai  prodotti  sotto serra.  Perchè i prodotti
  sotto  serra,  a  suo  dire,  siccome  non  sono  stagionali sono
  artefatti,  manipolati  in qualche modo drogati e provocano danni
  alla  salute.  Voi  capite difronte ad una trasmissione che viene
  trasmessa  su una rete nazionale che effetti devastanti ha avuto:
  ha provocato  il  crollo  dei consumi e quindi della richiesta, i
  prodotti  sono  rimasti invenduti nei mercati nazionali.
       Questo è inquietante  perchè  così  non  è
       I prodotti  sono  regolarmente  controllati,  perchè vengono
  periodicamente  pubblicati   i   risultati   delle  analisi,  dei
  controllio effettuati sui prodotti serricoli e comunque, non sono
  stagionali come non lo sono  le  mele  e le pere del Trentino che
  invece vengono indicati  da  quella trasmissione come prodotti da
  potere consumare.  E'  chiaro  che  questo  è  stato  un  attacco
  micidiale per il quale  entra il gioco il Governo nazionale oltre
  che il Governo regionale  e  attorno  al quale si è discusso come
  fare, come  promuovere  una  campagna  promozionale  che recuperi
  questa pubblicità negativa  che  ha  avuto  un  impatto  che  voi
  riuscite sicuramente  ad immaginare perchè le pubblicità negative
  purtroppo camminano più  e meglio delle pubblicità positive.  Fra
  l'altro  insospettisce   questo   consiglio   che  nessuno  aveva
  richiesto di consumare prodotti surgelati.
       Questo  ha   provocato  nella  discussione  con  il  Governo
  nazionale e  regionale  la  necessità  di  promuovere  subito una
  campagna che recuperi,  che  ristabilisca  la verità e che quindi
  renda giustizia e  cerchi  di tornare a far veicolare nei consumi
  degli italiani  i  prodotti  che  non sono per niente nocivi alla
  salute.
       Ma oltre questo  problema scaturito da una sciagurata serata
  in televisione, ci  sono  i  problemi delle calamità atmosferiche
  con i quali conviviamo noi, ma convivono prima di noi gli addetti
  ai lavori, gli agricoltori.
       Io in questi  anni  che sono qui all'Assemblea regionale non
  le   so   dire   più   quante   interrogazioni   ho   presentato,
  interrogazioni che  si  potrebbero  ripresentare  ogni  tre  mesi
  cambiando solo  la data, perchè si verificano regolarmente sempre
  le stesse calamità  che  abbattono  la  produzione,  e  quindi le
  gelati, i venti sciroccali, la virosi, le malattie dei prodotti.
       Allora  qui   bisogna   affrontare  questo  problema  che  è
  emergenza perchè succede  come  succede,  che, però, ormai, si  è
  consolidato e  quindi  dobbiamo  avviare un discorso nuovo, visto
  che non possiamo  venire  qui ogni volta a chiedere il contributo
  perchè c'è stata  la  gelata,  il  contributo perchè c'è stato il
  vento  sciroccale,  il  contributo  perchè  c'è  stato  l'eccesso
  termico.
       Forse, è  il  momento  cambiare  registro,,  di pensare alle
  assicurazioni  che  possono  permettere  a  tutti  di  avere  una
  maggiore serenità.
       Ma bisogna  pensare  anche  al futuro, bisogna chiedersi gli
  addetti ai lavori,  gli  agricoltori,  tutti  lo hanno fatto e lo
  stanno facendo, se  le  serre possono continuare ad essere quelle
  che sono state in  questi  30,  40  anni, se non dobbiamo pensare
  come Regione, come Governo, come Parlamento a garantire un futuro
  a questo tipo  di  coltivazione.  Cioè, mi chiedo se non dobbiamo
  pensare da un  lato  alla  metanizzazione  perchè  le  serre  che
  abbiamo sono  serre  a  freddo,  e  invece dobbiamo condizionarle
  climaticamente, e  dall'altro se non dobbiamo pensare a strutture
  diverse che non siano il solo foglio di plastica e i soli quattro
  paletti che per adesso le caratterizzano.
       E'   per   questo   motivo  che  io  auspicavo  la  presenza
  dell'assessore  Castiglione, del Presidente Cuffaro che su questo
  sono  stati presenti, hanno interloquito, per stabilire con loro,
  naturalmente  non  in  questa  fase, ma chiusa la finanziaria, un
  percorso  che  possa affrontare il problema del comparto agricolo
  non   con   un   ordine  del  giorno,  importante  ma  che  vuole
  testimoniare  un  impegno  e  una  volontà,  ma  con delle misure
  strutturali se vogliamo garantire e dare una risposta e un futuro
  a questo comparto.

     PRESIDENTE. Il parere del governo?

     D'AQUINO, assessore  per  gli  enti locali. Siccome il governo
  non condivide le  premesse  e non è presente l'assessore al ramo,
  io credo che questo sia da accettare come raccomandazione.

     PRESIDENTE. Si passa agli  ordini del giorno n. 29 e n. 43, di
  identico contenuto  "Interventi  urgenti in favore della deputata
  curda Leyla Zana".
                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     CONSIDERATO che:

     - sono sette anni che l'onorevole Leyla Zana, prima ed ultima donna
                 curda eletta al Parlamento turco nel 1991, è in carcere
                 per  reati di opinione e cioè per aver pronunciato, sia
                 in  turco  che  in  curdo, lingua allora proibita dalla
                 Costituzione della Turchia, con alcuni colleghi del suo
                 stesso partito, all'atto del giuramento di fedeltà alla
                 Repubblica  turca,  obbligatorio  per i parlamentari di
                 questo  Paese  all'inizio del loro mandato, le seguenti
                 parole   "sono   stata   obbligata  ad  adempiere  alla
                 formalità   richiesta,   io   lotto   per  la  fraterna
                 convivenza  del  popolo  curdo e del popolo turco in un
                 quadro   democratico"  e   per   aver   successivamente
                 denunciato,  in  un  viaggio  con   altri   membri  del
                 Parlamento della Turchia in Europa e  negli Stati Uniti
                 d'America, la violazione dei diritti umani in Turchia a
                 danno del popolo curdo;

     - Per questi fatti Leyla Zana ed i suoi colleghi furono accusati di
                 altro tradimento e di separatismo;

     - al processo, nel dicembre del 1994, la procura chiese per essi la
                 pena di morte;

     - il tribunale nell'ultima udienza (la stessa in cui fu pronunciata
                 la  sentenza)  modificò  l'imputazione   in  quella  di
                 "appartenenza     a    banda     armata",     accusando
                 arbitrariamente  Leyla  Zana di  appartenenza  al  PKK,
                 senza permettere agli avvocati difensori nessuna difesa
                 e tanto meno la convocazione dei testi d'accusa;

     - la condanna fu a quindici anni di carcere;

     RILEVATO CHE:

     - il Parlamento europeo ha insignito Leyla Zana  nel  dicembre  del
                 1996 del premio Zakharov per la sua lotta  a difesa dei
                 diritti umani;

     - a luglio di quest'anno a Strasburgo la Corte di  giustizia  per i
                 diritti umani, espressione del  Consiglio d'Europa, del
                 quale la Turchia fa parte, ha condannato la Turchia per
                 quel   processo,  considerando   illegittime   sia   la
                 composizione del tribunale (per la presenza nella Corte
                 di  membri designati  dall'esecutivo  e  dall'esercito,
                 lesiva   della   sua   indipendenza    e    della   sua
                 imparzialità), sia le condizioni nelle  quali  vi  potè
                 operare  la difesa, sia, di  conseguenza,  la  condanna
                 emanata  non  solo  dunque condannando  la  Turchia  al
                 pagamento dei danni alle vittime di  quel  processo  ma
                 anche  a  ripristinare  nella   misura  del  possibile,
                 secondo   lo  Statuto  del   Consiglio   d'Europa,   le
                 condizioni nelle quali esse erano,  cioè procedere alla
                 loro liberazione;

     TENUTO CONTO:

     - che la Turchia ad oggi si è limitata al pagamento  dei  danni  ma
                 non sta prendendo in considerazione alcuna misura tesa,
                 in una forma o nell'altra, alla  liberazione  di  Leyla
                 Zana e dei suoi colleghi;

     - che per questa ragione il caso d Leyla Zana e  dei  suoi colleghi
                 continua  ad  essere  oggetto  di   attenzione   e   di
                 interventi  sulla  Turchia  da  parte  della  Corte  di
                 Strasburgo,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     -  ad  invitare  il  Governo  nazionale  ed   il  Parlamento  della
     Repubblica  a farsi promotori di interventi  presso  la  Presidenza
     della  Repubblica,  il  Governo  ed  il  Parlamento  della  Turchia
     finalizzati all'ottenimento  da parte della  Turchia  del  rispetto
     della  sentenza  della  Corte  di Strasburgo e  dello  Statuto  del
     Consiglio d'Europa a proposito del caso di Leyla  Zana  e  dei suoi
     colleghi.

       Il parere del governo?

     D'AQUINO, Assessore per gli enti locali. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'ordine del giorno 30: "Tutela del personale ATA"

    Il parere del governo?

     D'AQUINO, Assessore per gli enti locali. Viene acccettato come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE. Si  passa  all'ordine  del  giorno n. 31 "Sostegno
  alla zootecnia siciliana"

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     TENUTO CONTO che   emergenze   sanitarie,   crisi   commerciali   e
                 condizioni  ambientali   e  climatiche   avverse  hanno
                 determinato per la zootecnia siciliana una crisi di cui
                 è ancora difficile riuscire ad intravedere la fine;

     VISTI che i recenti  drammatici  fatti  legati all'insorgenza della
                 variante umana della  BSE in una giovane donna di Menfi
                 e la positività  di  due bovini da latte provenienti da
                 allevamenti del  ragusano  creano  uno  stato di grande
                 allarmismo non solo per l'esito infausto della malattia
                 ma anche per effetto della risonanza mediatica che tali
                 notizie hanno avuto;

     TENUTO CONTO che    scienziati    responsabili    regionali   della
                 veterinaria   e   professori  universitari  esperti  di
                 zootecnia  appositamente   auditi   nella   III   e  VI
                 Commissione  legislativa hanno evidenziato la necessità
                 di puntare  sulla  zootecnica  autoctona  che  utilizza
                 pascoli estensivi, e per  ciò naturali, e che la stessa
                 copre solo il 30  per  cento  dell'attuale fabbisogno e
                 consumo di carne in Sicilia;

     ATTESO che dalle inequivocabili  dichiarazioni rese sia agli organi
                 di informazione,  sia  alla  VI Commissione legislativa
                 dal responsabile  dirigente veterinario di Menfi, dott.
                 L.   Caracappa, emerge che  in  quel  comune  la  quasi
                 totalità delle carni bovine vendute e consumate sono di
                 importazione, perchè la zootecnia autoctona è pressochè
                 inesistente (tanto che su  12  macellerie, 1 sola vende
                 carne locale) e  che dunque l'allarmistico attacco alla
                 zootecnia  siciliana   ed   al  sistema  dei  controlli
                 effettuati  dal  servizio  veterinario  è  infondato  e
                 fuorviante per quel residuo di attività zootecniche che
                 invece costituisce per gli stessi metodi di allevamento
                 estensivo una garanzia per  la  salute dei cittadini di
                 questa Regione, considerando che il danno che deriva da
                 questa scorretta  campagna  di  informazione  oltre che
                 danneggiare un sistema già in grave crisi dell'economia
                 siciliana, produce panico e confusione nei consumatori;

     PRESO ATTO che il contagio della  variante umana di BSE anche nella
                 ragazza di Menfi, per  i  tempi  lunghi  di incubazione
                 della malattia, non può  che essere avvenuto negli anni
                 in cui le carni bovine non erano sottoposte all'attuale
                 sistema di controlli veterinari;

     VISTO che la rigida attività di  repressione esercitata dai NAS che
                 ha portato alla chiusura  di  gran  parte  dei mattatoi
                 operanti nel passato anche nei piccoli comuni, è frutto
                 dell'applicazione  di   norme  comunitarie  pensate  in
                 funzione della grande attività di macellazione del nord
                 e dell'Europa inesistenti in Sicilia, lungi dall'essere
                 elementi  di  garanzia   e   di   sicurezza,  di  fatto
                 costituisce un  autentico disincentivo per la zootecnia
                 autoctona giacchè la scarsa  resa  dei  bovini locali e
                 gli elevati costi di  trasporto per la macellazione dei
                 capi nelle poche strutture autorizzate con numero CE di
                 fatto sono  proibitivi  per il piccolo-medio allevatore
                 che preferisce  interrompere  la  propria  attività con
                 pregiudizio grave per  l'economia  siciliana  e  per la
                 salute pubblica;

     TENTO CONTO che unitamente al problema  delle  carni  bovine non va
                 sottaciuta la condizione del patrimonio ovicaprino (che
                 costituisce pure un  efficace baluardo a garanzia della
                 salute pubblica)  decimato  dal  piano  di  risanamento
                 della brucellosi, leucosi e  tubercolosi cui però non è
                 seguito dal '96 ad oggi il giusto indennizzo per i capi
                 abbattuti;

     ATTESO che la misura ipotizzata dal Governo nazionale di imporre la
                 tassa ai consumatori  per  garantire  la  qualità delle
                 carni è fuorviante rispetto al vero problema che chiama
                 in causa la responsabilità  politica di chi ha lasciato
                 liberamente circolare  nel  passato  le farine ricavate
                 dagli animali inglesi affetti  da  BSE e che i processi
                 dell'economia  globale   hanno   portato   anche  nelle
                 mangiatoie degli allevamenti  italiani  e  non  solo in
                 Sicilia,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - a varare una serie  di  misure  per  rilanciare  e  sostenere  la
     zootecnia siciliana attraverso  un  serio  programma  di interventi
     sanitari,   strutturali    ed    economici    che   tengano   conto
     fondamentalmente delle indicazioni  che  gli  esperti  del  settore
     hanno  evidenziato  nel   dibattito   sviluppatosi   in  seno  alle
     commissioni legislative.

                         LO CURTO ED ALTRI

     D'AQUINO , assessore per  gli  enti  locali.  Lo  accetto come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE.  Si  passa  all'ordine  del  giorno  numero  33: -
  Iniziative per scongiurare la perdita delle quote latte spettanti
  alla Sicilia. Ne do lettura:

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che l'E.S.A. è proprietario  di 11 milioni di quote latte,
                 secondo la vigente normativa europea;

     RILEVATO che lo stesso ente  ha ceduto alla Siciliana zootecnica di
                 Catania tali quote a condizione che venisse rispetto un
                 programma di utilizzo di tutte le quote-latte;

     VISTO che la Siciliana zootecnica non ha rispettato tale programma,
                 nè l'E.S.A., cosa  ancora  più  grave,  ha  vigilato su
                 quanto concordato,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - ad intervenire affinché non si corra concretamente il rischio che
     gli  undici  milioni di  quote  latte  della  Sicilia  non  vengano
     utilizzate  e  quindi,   secondo  le  norme,  ripartite  in  ambito
     nazionale mettendo così  in ulteriore difficoltà un settore, quello
     zootecnico, che già  conosce particolari difficoltà e rischiando di
     colpire l'industria agroalimentare isolana, disperdendo in tal modo
     un importante patrimonio di esperienze e di lavoro che sta cercando
     di adeguarsi agli standard richiesti dal mercato europeo;

     ad assumere iniziative per  evitare  di far perdere alla Sicilia le
     quote o parte di esse.

     (26 febbraio 2002)
                              VILLARI-LIOTTA-RAITI-AMENDOLIA-SPAMPINATO-
                              BASILE-BARBAGALLO GIOVANNI

       Il parere del Governo?

     D'AQUINO , assessore per  gli  enti  locali.  Lo  accetto come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE. Do lettura dell'ordine del giorno n. 36:

           - Iniziative tese alla salvaguardia del patrimonio agrumicolo
             e  dei  livelli  occupazionali dell'azienda "Costantina" di
             Catania.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     CONSIDERATO che:

     -  l'azienda  "Costantina  rappresenta  un  patrimonio  di trecento
     ettari  che  riveste  primaria  importanza  economica  nel  settore
     agrumicolo  siciliano  e  carattere  strategico  sotto  il  profilo
     occupazionale per l'intera provincia di Catania;

     -  in  seguito al fallimento del gruppo Rendo, tale azienda è stata
     posta  in  liquidazione  dalla  proprietà per far fronte alla grave
     situazione debitoria del gruppo nei confronti dell'IRFIS e del Bds;

     - da tre anni i lavoratori dell'azienda costituitisi in cooperativa
     hanno continuato a condurla, sotto forma di affitto, salvandola dal
     degrado  cui inevitabilmente sarebbe andata incontro anche soltanto
     dopo  una sola stagione di abbandono, garantendo così il patrimonio
     agrumicolo, oggi interamente convertito a biologico, e centinaia di
     posti di lavoro;

     -  l'ISMEA,  Ente  economico  di  diritto  pubblico,  ha deliberato
     l'acquisto  del  fondo  agricolo  e  la  cessione dello stesso alla
     cooperativa con riscatto trentennale;

     -  l'importo  a  cui  acquisterebbe  l'ISMEA è certamente quanto di
     meglio è possibile ottenere dal mercato per l'acquisto della citata
     azienda;

     -  l'importo ottenibile dalla vendita, sulla base della proposta di
     ripartizione  già  presentata  dal liquidatore e nota ai creditori,
     rappresenta  quanto  di  meglio  è possibile fare per soddisfare, a
     stralcio, le esigenze di tutti i creditori,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     -   a   porre   in  essere  ogni  iniziativa  tesa  a  favorire  il
     raggiungimento  di  un accordo tra il liquidatore e l'IRFIS al fine
     di  salvaguardare  sia i livelli occupazionali del settore agricolo
     già  pesantemente  segnato  da  una  grave  crisi,  che il suddetto
     patrimonio  agrumicolo  che  si ritiene debba essere considerato un
     bene non della sola "Costantina" ma della Sicilia tutta.

     (5 marzo 2002)
                                    PISTORIO-CINTOLA-RAITI-BASILE
                                    MANCUSO-LEANZA-IOPPOLO-VILLARI
                                    FLERES-BARBAGALLO-SPAMPINATO

     LIOTTA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LIOTTA. Signor Presidente, ho chiesto di parlare non tanto per
  illustrare l'ordine del  giorno che ha una esposizione abbastanza
  lineare, si comprendono  le  ragioni dell'impegno che questa Aula
  chiede al Governo,  quanto  per evidenziare, onorevole Assessore,
  che questo ordine del  giorno  è  sostanzialmente  un  ordine del
  giorno di supporto  all'azione  del  Governo. Agevola l'azione di
  governo nella ricerca  di  soluzioni  possibili  rispetto  ad una
  azienda agrumicola che  rappresenta  un  patrimonio  per l'intera
  Sicilia ed una posizione leader nella agrumicultura del meridione
  d'Italia, oserei dire. Si  tratta  di  una  azienda  di  trecento
  ettari che da tre anni  è  seguita,  per  altro con una azione di
  governo che già  a  partire  dalla  precedente  legislatura aveva
  visto impegnato l'allora assessore all'agricoltura, Cuffaro, oggi
  Presidente della Regione. Quindi,  si tratta di una azione che io
  credo possa essere condivisa dal Governo.

     VILLARI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     VILLARI. Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, permettetemi
  di fare una osservazione approfittando di questo intervento sulla
  questione, che non  credo abbia bisogno di ulteriori integrazioni
  perché già ne  ha parlato l'onorevole Liotta, quella dell'azienda
  "Costantina", ma intervengo per  dire,  si tratta di un argomento
  generale che penso  tocchi  trasversalmente  questo  Parlamento e
  soprattutto il Governo  che  ha  la responsabilità primaria nelle
  scelte politiche che si sono  fatte  e  che  si faranno, e vorrei
  soffermarmi su un fatto  che  mi  pare  strano.  Per  carità, non
  voglio teorizzare sui  meccanismi  formali formali, procedurali e
  regolamentari  dell'Aula  o  della  possibilità  che  il  Governo
  esprima un proprio parere rispetto ad un ordine del giorno e dica
  che lo accetta come  raccomandazione.  Pur  tuttavia  a me questo
  fatto  pare  strano  e  ritengo  politicamente  sia  un  atto  di
  debolezza al di là,  prendo  atto  dello  buona  volontà  e della
  sensibilità dell'onorevole D'Aquino  che è qui a rappresentare il
  governo, però, rimane il  fatto politico che rispetto a questioni
  che, peraltro Lei,  Signor  Presidente,  le  conosce bene, perché
  viene  da  una  provincia   come   quella  di  Catania,  poco  fa
  l'onorevole  Zago  parlava   delle  vicende  della  provincia  di
  Ragusa.
       In    Sicilia    la    vicenda    agricola,   la   questione
  dell'agricoltura,   dell'agrumicultura,   della   zootecnia,   al
  questione  degli  undici  milioni  di  quote  latte all'ESA, alla
  Siciliana   zootecnica   su  cui  l'ESA  dovrebbe  esercitare  un
  controllo, o la questione della siccità in questa regione che sta
  determinando  un  gravissimo processo di desertificazione.  Basta
  percorrere  il tratto Catania-Palermo per accorgersi di quale sia
  lo stato del latte.  Io mi chiedo se è concepibile che un Governo
  possa  limitarsi  ad  accogliere  come raccomandazione ordini del
  giorno  di  questa  natura.  Ripeto, la questione prescinde dalla
  buona  volontà  dell'Assessore  D'Aquino, ma qui il problema è di
  carattere  generale.  Ed  io  teorizzo  che,  pur distinguendo le
  diverse   responsabilità  tra  maggioranza  ed  opposizione,  tra
  Governo e minoranza, mettiamola come la si vuole, rimane il fatto
  che  questo Parlamento non può non essere pienamente investito da
  argomenti   di   questa   natura.
       Per  cui  le  chiedo,  Signor  Presidente,  di  individuare,
  eventualmente  sentendo anche i gruppi parlamentari, su questioni
  importanti,  centrali,  come  queste  di  cui parliamo, Lei lo sa
  bene,    parliamo   dell'agricoltura,   dell'agrumicoltura,   poi
  scoppiano le tensioni sociali in tutte le provincie siciliane, ne
  sappiamo   qualcosa,   e  ci  meravigliamo,  quando  è  tardi  ci
  meravigliamo.
       Ora,  io  non  voglio  dare qui responsabilità particolari a
  questo  o a quell'altro assessore, mi pongo il problema del ruolo
  e  della cultura di questo Parlamento e di questa classe politica
  che,  rispetto  a questioni centrali come l'agricoltura, che è il
  perno  delle  sviluppo,  rimane  uno  dei  perni  centrali  dello
  sviluppo di questa regione, non può esserci tanto pressappochismo
  e tanta genericità.
       Per  cui  io  vorrei  tanto,  Signor  Presidente, che Lei si
  facesse  interprete, assieme a tutti i capigruppo parlamentari, a
  partire  ovviamente da quelli della maggioranza e dal Governo, di
  questa  esigenza  che ho sollevato anche presentando l'ordine del
  giorno  che è stato discusso poco fa e sul quale specificatamente
  non ero intervenuto.
       Sono intervenuto adesso perchè mi sono sentito stimolato dal
  fatto  che  parliamo  di  questioni  veramente  delicate,  Signor
  Presidente,   non  mi  pare  che  il  Parlamento  e  la  politica
  siciliana,  rispetto a questo argomento, possano limitarsi ad una
  presa d'atto come raccomandazione su un ordine del giorno.
       La  questione  è  seria  e  io  mi  auguro  che l'Aula venga
  impegnata  ad  una  seduta  ad  hoc  sulla questione agricola, la
  questione  agrumicola, la questione della zootecnia, la questione
  dell'acqua,  del  completamento delle dighe.
       C'è   la  vicenda  della  diga  terrarossa  nella  zona  del
  calatino,  che  è  scandalosa,  ci sono state vicende giudiziarie
  delicate, molto delicate.
       Io  vorrei  che  su  questo, Signor Presidente, vi fosse una
  riflessione  seria e che, poi, vi fossero, conseguentemente, atti
  di  coerenza,  non  solo  annunci  generici,  perchè  tutti siamo
  d'accordo sullo sviluppo, tutti siamo d'accordo che l'agricoltura
  potrà creare occupazione ma i fatti, direbbe l'uomo della strada,
  i  fatti  dicono che le contraddizioni tra il dire e il fare sono
  stridenti  e  qui  dobbiamo  tutti,  in  qualche modo, impegnarci
  seriamente e con coerenza.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     D'AQUINO, Assessore per gli enti locali. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Lo  Pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'ordine del giorno numero 37:

     "Riconoscimento    della    qualità    di    ente   di   formazione
             all'Associazione "Libera"

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO l'associazione "Libera",  nata  il  25  marzo  1995,  è un
                 network di oltre 700 associazioni impegnate nella lotta
                 alle  mafie   ed   alla  criminalità  organizzata,  con
                 l'obiettivo  di  aggregare,  di coinvolgere e sostenere
                 tutti  i  soggetti interessati a un concreto impegno di
                 contrasto  alla  criminalità  organizzata,  e  concorsi
                 nell'idea  che per sconfiggere le mafie occorra unità e
                 spirito cooperativo;

     - che intendimento di tale associazione è quello di affiancare alla
                 necessaria   opera  di  repressione   un'offensiva   di
                 prevenzione, di cultura, di impegno  civile,  ritenendo
                 che  promuovere  la legalità significa prima  di  tutto
                 azione educativa, partecipazione  democratica,  ricerca
                 della giustizia, promozione di sicurezza  e  vivibilità
                 urbana;

     - che solo in  Sicilia,  fino  ad  oggi,  sono  circa  100.000  gli
                 studenti  coinvolti  in  progetti  di  educazione  alla
                 legalità, promossi da "Libera", da insegnanti e presidi
                 delle scuole isolane;

     - che dopo una petizione popolare promossa da "Libera" il  7  marzo
                 1996 è entrata in vigore la legge 109  sull'uso sociale
                 dei  beni confiscati ai mafiosi che, in poco più  di  4
                 anni, ha permesso l'utilizzo a fini sociali di 865 beni
                 immobili per un valore di oltre 239 miliardi di lire;

     - che grazie all'iniziativa  di "libera", ad esempio, la  villa  di
                 Salvatore Riina a Corleone, oggi è sede di  un istituto
                 tecnico per l'agricoltura, dove ragazzi e ragazze hanno
                 la possibilità di imparare a curare  produttivamente la
                 propria  terra;   nei terreni di  Bernardo  Provenzano,
                 nella zona di Castelvetrano, nasce l'olio  di "Libera",
                 frutto  del lavoro di un gruppo di giovani  del  luogo,
                 strappati  al  circuito  della  draga;  a  Palermo,  la
                 collaborazione  tra  l'associazione,  enti  pubblici  e
                 associazionismo,   porterà   alla    realizzazione   di
                 produzioni  biologiche  di  alta  qualità   su  terreni
                 confiscati;

     - che l'associazione, nell'ambito di questo intervento complessivo,
                 ha  istituito  l'Università  per  la  Legalità   e   lo
                 Sviluppo, che consiste nella creazione di un  centro di
                 formazione,    sensibilizzazione     del    territorio,
                 documentazione   e   ricerca.   L'Università   mira   a
                 diventare  un  punto  di  riferimento  sui  temi  della
                 legalità e della lotta alla criminalità organizzata;

     - che grazie all'iniziativa   del  prefetto  di   Palermo,   Renato
                 Profili,  i comuni di Corleone, Monreale,  Piana  degli
                 Albanesi,  San  Cipirello,  San  Giuseppe   Jato  hanno
                 costituito un consorzio a cui vengono conferiti  i beni
                 confiscati alla criminalità organizzata.  L'Agenzia per
                 lo sviluppo economico del Mezzogiorno,  Sviluppo Italia
                 e  Libera  hanno  assunto  il  compito di  "animare"  i
                 soggetti locali al fine di far nascere  strutture  alle
                 quali affidare la gestione dei beni.  Sviluppo  Italia,
                 in  particolare,  si  occuperà di fornire  un  supporto
                 qualificato  ai  soggetti destinatari  per  predisporre
                 piani  d'impresa  necessari.   Altre   due   strutture,
                 Sudgest e Italia Lavoro, si occuperanno rispettivamente
                 di  preparare  il  progetto  d'impresa  e   formare  il
                 personale che lavorerà nelle cooperative;

     - che "Libera" organizza campi di studio estivi per  approfondire e
                 aggiornare  l'analisi  del  fenomeno  mafioso,   a  cui
                 partecipano numerosissimi soggetti dell'associazionismo
                 e del volontariato dell'Isola;

     - che dal 1996  Vivicittà, la più grande  manifestazione  podistica
                 italiana organizzata dalla UISP, portatrice di un forte
                 messaggio sociale, è diventata la corsa di  Libera  con
                 lo  slogan: "La città corre Libera". Da quale  anno  la
                 manifestazione  entra  negli  istituti  penitenziari  e
                 minorili italiani e tocca varie capitali di paesi dalla
                 storia  difficile  e significativa:  Sarajevo,  Valona,
                 Tirana, Algeri, Baghdad. Per la prima  volta quest'anno
                 Vivicittà  è  arrivata in Africa, a  Korogocho,  grande
                 baraccopoli alla periferia di Nairobi, dove da  anni il
                 missionario comboniano padre Alex Zanotelli  svolge  la
                 sua opera;

     - che nel 1997  Libera è stata convocata dalla Commissione  per  le
                 libertà  pubbliche  e  affari  interni  del  Parlamento
                 europeo,  per  conoscere  le finalità e  le  iniziative
                 dell'associazione.     Tale    audizione     è    stata
                 successivamente richiamata nel testo  della Risoluzione
                 adottata  dal  Parlamento europeo il 20  novembre  1997
                 inerente  il  piano  d'azione  contro   la  criminalità
                 organizzata;

     - che il 13 dicembre  2000,  a  Palermo, nell'ambito  degli  eventi
                 previsti  dalla conferenza delle Nazioni Unite  per  la
                 firma di una Convenzione contro il  crimine organizzato
                 transnazionale,  Libera e ISPAC hanno  organizzato  una
                 giornata  di  studio  dal  tema:  Le   strategie  della
                 prevenzione    contro    il     crimine     organizzato
                 transnazionale:   il  ruolo  delle  Organizzazioni  non
                 governative;

     PRESO ATTO che  il  Ministro  della  pubblica   istruzione  Letizia
                 Moratti  ha  negato  il  riconoscimento  di   ente   di
                 formazione  all'associazione,   estromettendola   dalla
                 possibilità  di  fruire  di ogni tipo  di  convenzione,
                 prima intrattenute con quel dicastero;

     CONSIDERATO che medesimo trattamento - come da notizie di  stampa -
                 non è stato riservato neanche a  circoli dell'accademia
                 scacchistica,   che  -  al  contrario  -   sono   stati
                 beneficiati  dell'attenzione  e delle  convenzioni  del
                 Ministro Moratti;

     RITENUTO che la decisione del Ministro Moratti - priva di  reali  e
                 fondate   motivazioni   -   appare    solo   fortemente
                 discriminatoria,    sulla   base    di    inaccettabili
                 valutazioni  di  convenienza  politica  in  materia  di
                 strategie culturali e attività sociali;

     RITENUTO, altresì,  che  come  già evidenziato, Libera,  don  Luigi
                 Ciotti  e  tutti  i  suoi animatori  rappresentano,  in
                 particolare  per  la Sicilia, un punto  di  riferimento
                 essenziale  nella  formazione  delle  coscienze  e  nei
                 processi di crescita culturale delle nuove generazioni,
                 su  temi  come  la difesa della legalità, la  lotta  ai
                 poteri  criminali-mafiosi,  l'intervento   diretto  sul
                 territorio per la riappropriazione dei diritti negati e
                 per la crescita di nuova imprenditorialità,

                                 IMPEGNA

             IL PRESIDENTE DELLA REGIONE E L'ASSESSORE PER I
         BENI CULTURALI, AMBIENTALI E PER LA PUBBLICA ISTRUZIONE

     -  ad  intervenire  e  sollecitare  il Ministro Letizia  Moratti  a
     rivedere le proprie decisioni, questa volta ispirandole  a principi
     di  equità  e  correttezza,  approntando  i  dovuti  riconoscimenti
     all'associazione "Libera" e riconoscendole ampia  soggettività  nel
     settore  della  formazione,  anche  attraverso  la  statuizione  di
     apposite convenzioni di lavoro.

                              FERRO-ORLANDO-MORINELLO-RAITI

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     D'AQUINO,  Assessore  per  gli  enti  locali.  Lo accetta come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno numero 38:

  "Modifiche alla misura 4.07 del POR Sicilia 2000/2006"

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO CHE

     - il POR Sicilia 2000/2006, alla misura ex 4.2.2 oggi modificata in
                 4.07,  "Insediamento  dei giovani agricoltori", sezione
                 111, prevede un premio unico di 12.500 euro, modificato
                 oggi in 12.082 euro dalla circolare applicativa n.  307
                 del 5/12/2001;

     - tale cifra risulta essere  inferiore  di  oltre il 50 per cento a
                 quella indicata  quale  erogabile dal Regolamento CE di
                 riferimento  e  autorizzata  presso  le  altre regioni,
                 anche in  virtù  del regolamento 2075/2000, che prevede
                 un sostegno all'investimento pari a 25.000 euro;

     - è opportuno adeguare  la  cifra già indicata portandola da 12.082
                 euro a 25.000 euro,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - nelle  successive  rimodulazioni  del  POR  e  del Complemento di
     programmazione, attivando  le  procedure  previste, a modificare la
     cifra di cui  in premessa, portandola a 25.000 euro, da erogarsi ai
     giovani in  possesso  dei requisiti previsti ed in unica soluzione,
     al momento dell'insediamento.

                                          FLERES-CATANIA GIUSEPPE

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     D'AQUINO,  Assessore  per  gli  enti  locali.  Lo accetta come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno numero 39:

  "Interventi urgenti  per  la riapertura dell'ufficio postale
  nel territorio del  comune  di  Piedimonte Etneo, presso le
  frazioni di Presa e di Vena.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO CHE:

     - per oltre cento anni gli  abitanti  di  due  piccole frazioni del
                 comune  di   Piedimonte  Etneo,  Presa  e  Vena,  hanno
                 usufruito  dei  servizi  erogati  dall'ufficio  postale
                 ubicato nell'abitato di Presa;

     - le frazioni di cui sopra si trovano a circa 700 metri sul livello
                 del mare, che  le  stesse  non  sono collegate da mezzi
                 pubblici al comune  di  Piedimonte  Etneo  ne  ad altro
                 comune viciniore;

     - la Direzione generale delle  poste  ha deliberato la chiusura dal
                 1  dicembre  del suddetto ufficio postale, determinando
                 gravi disagi  per  i  residenti,  in prevalenza anziani
                 pensionati;

     - la determinazione di  chiusura  adottata  dalla  Direzione non ha
                 tenuto    conto    della    disponibilità   manifestata
                 dall'amministrazione  comunale  di  Piedimonte  Etneo a
                 sostenere le spese di affitto dei locali,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE
            ED IN PARTICOLARE L'ASSESSORE PER GLI ENTI LOCALI

     - a porre in  essere  interventi  urgenti,  idonei a determinare la
     riapertura  dell'ufficio  postale  nel  territorio  del  comune  di
     Piedimonte Etneo, presso la frazione di Presa e di Vena.

                                         FLERES

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     D'AQUINO, Assessore per gli enti locali.  Favorevole.

     PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione:  chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'ordine del giorno numero 40:

     "Iniziative  volte  alla  immediata  realizzazione  dei  lavori  di
             raddoppio della tratta ferroviaria Fiumetorto-Cefalù"

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO CHE:

     - il 23 marzo  1984 l'Azienda  Autonoma  Ferrovie  dello  Stato  ha
                 affidato al  Consorzio CON.SI.L.FER., in concessione di
                 prestazioni integrate ex l. 12 febbraio 1981, n. 17, la
                 "progettazione  e   costruzione  delle  opere  per  gli
                 interventi   di    raddoppio   e   potenziamento,   con
                 installazione di nuovi  impianti  di  segnalamento e di
                 sicurezza programmati per la linea Palermo-Messina",

     - in particolare dette prestazioni riguardavano:

               a) il  completamento  della  progettazione definitiva del
               raddoppio  del  tratto   compreso   tra  le  stazioni  di
               Campofelice e di S. Agata Militello;

               b) la progettazione  esecutiva  e  la realizzazione delle
               opere nel tratto compreso tra le stazioni di Fiumetorto e
               Campofelice;

     - a seguito di  atti   addizionali   l'importo   delle  prestazioni
                 affidate  al Consorzio  è  stato  rinegoziato  in  lire
                 848.000.000.000 a  causa della introduzione di varianti
                 legate alle  nuove  caratteristiche assunte per l'"alta
                 velocità";

     - in esecuzione della commessa ricevuta, il Consorzio CON.SI.L.FER.
                 ha  dato puntuale  e  tempestivo  adempimento  a  tutta
                 l'attività di progettazione delle prestazioni integrate
                 assunte,  ricevendone l'approvazione della committente,
                 e restando quindi in  attesa  di  una conferma da parte
                 della stessa  Ferrovie  circa  la  realizzazione  delle
                 opere   previste,   nell'ambito   della   progettazione
                 esecutiva;  tuttavia   le  Ferrovie  dello  Stato,  per
                 mancanza  delle  necessarie  risorse  finanziarie,  non
                 hanno provveduto  a  rendere operativa l'attivazione di
                 quanto  previsto   nel   contratto   stipulato  con  il
                 Consorzio;

     - l'attesa, inutile e improduttiva, è  durata  sino  al  10  luglio
                 1993, quando il  Consorzio  CON.SI-L-FER.  si  è  visto
                 costretto a  notificare  al  committente (nel frattempo
                 trasformatasi in Ferrovie  dello  Stato S.p.A.) un atto
                 di significazione ed invito a provvedere nel quale, tra
                 l'altro, evidenziava tutti i  danni ed i maggiori oneri
                 subiti e ne chiedeva  il  pagamento. Con lo stesso atto
                 il CON.SI.L.FER.  chiedeva  di  conoscere  le decisioni
                 delle  Ferrovie  in  ordine  alla  realizzazione  delle
                 opere;

     - con lodo 14  dicembre  1994   il  collegio  arbitrale  adito  per
                 stabilire i diritti  del  Consorzio nei confronti delle
                 Ferrovie dello Stato:

               a) stabiliva che il  contratto tra Ferrovie dello Stato e
               Consorzio rimaneva in vita;

               b)  ravvisando   nel   comportamento  delle  Ferrovie  la
               violazione  dei  doveri   di  buona  fede  e  correttezza
               contrattuale, per non  avere  reso  edotto  il  Consorzio
               CON.SI.L.FER,  della   sussistenza   di   quegli   eventi
               inimputabili che,  nel  periodo  in questione, incidevano
               sulla  mancata   esecuzione   dei   lavori,   ingenerando
               contrario  e   falso   affidamento   nel  concessionario,
               condannava conseguentemente  la  Ferrovie  dello  Stato a
               risarcire  al   Consorzio  CON-SI.L.FER.  tutti  i  danni
               lamentati nei limiti del cosiddetto interesse negativo;

     CONSIDERATO CHE:

     - con il passare del tempo  gli  impedimenti finanziari che avevano
                 determinato  l'insorgere  della  controversia arbitrale
                 sono venuti a cadere;

     - con raccomandata  25  giugno   1996,   reiterata   il  16  luglio
                 successivo, il  CON.SI.L.FER.  aveva  rappresentato  il
                 proprio rinnovato  interesse  all'esecuzione dei lavori
                 ed  aveva  chiesto   di   conoscere   quali  fossero  i
                 prevedibili tempi di rinvio dei lavori stessi;

     - nonostante ciò  le   Ferrovie   dello   Stato  hanno  manifestato
                 l'intenzione di chiudere il rapporto con il Consorzio e
                 di  non procedere  all'esecuzione  dei  lavori  per  il
                 tramite del Consorzio stesso;

     - tale posizione assunta dalle  Ferrovie  non  appare  conforme  al
                 contratto originariamente  stipulato  con  il Consorzio
                 realizzando, di fatto, un inspiegabile inadempimento;

     ATTESO CHE:

     - ritenendo che il diniego  manifestato  dalla  Ferrovie  non fosse
                 conforme alle  pattuizioni  contenute nella Convenzione
                 originaria e che,  nel  ricorrere  delle condizioni ivi
                 previste per l'esecuzione  dei  lavori, la Ferrovie non
                 potesse  interrompere   il   rapporto   di  prestazioni
                 integrate in essere  per affidare i lavori realizzabili
                 ad altri, e che  dunque  il  diniego stesso costituisse
                 una dichiarazione  di  inadempimento,  il  Consorzio in
                 data  17  gennaio   1997  ha  promosso  nuovo  giudizio
                 arbitrale nei confronti della Ferrovie;

     - è ben possibile che a seguito  di  ulteriore  lodo  arbitrale  le
                 Ferrovie  possano   essere   costrette   a   pagare  un
                 risarcimento danni di  entità  molto elevata (circa 200
                 miliardi  di  lire)  senza  ottenere,  per  contro,  la
                 realizzazione di alcuna opera;

     - il Consorzio ha manifestato la  propria  intenzione di eseguire i
                 lavori, come  da  contratto,  il  CON.SI.L.FER. sarebbe
                 costretto ad impugnare  il  relativo bando chiedendo la
                 sospensiva e determinando di fatto un rinvio "sine die"
                 dell'inizio dei lavori; il  che offrirebbe in fondo una
                 ulteriore motivazione  alla  Ferrovie  stessa  per  non
                 realizzare l'opera e  per  dirottare  le relative somme
                 destinandole ad altri lavori;

     RITENUTO CHE:

     - emergono chiaramente le  molteplici  inadempienze  della Ferrovie
                 dello  Stato  S.p.A.  che  dimostrano  la  mancanza  di
                 volontà  di  realizzare  il  raddoppio  del  binario  e
                 l'introduzione   dell'alta   velocità   nella   dorsale
                 Palermo-Messina;

     - parlare di porre  di  nuovo   in   appalto   i  lavori  significa
                 determinare ulteriori  perdite  di  tempo  senza tenere
                 conto che i lavori potrebbero iniziare immediatamente e
                 che le Ferrovie dello  Stato S.p.A: non si esporrebbero
                 al pagamento di  quanto  dovuto  al  CON.SI.L.FER.  per
                 risarcimento di ulteriori danni (danno emergente) e per
                 la corresponsione  dei  mancati  utili (lucro cessante)
                 con un risparmio di circa lire 200 miliardi;

     - l'accordo di programma quadro  siglato  da  Regione  siciliana  e
                 Governo nazionale in  materia di trasporti ha stanziato
                 le risorse necessarie  per la realizzazione delle opere
                 di cui si tratta (896 miliardi di lire),

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - a porre in essere tutte  le  iniziative necessarie per far sì che
     le Ferrovie dello  Stato consentano al CON.SI.L.FER. aggiudicatario
     fin dal 1984 dei lavori di  cui  si  tratta, di realizzare le opere
     concernenti la  linea  ferroviaria PALERMO-MESSINA, raddoppio della
     tratta FIUMETORTO-CEFALU'.

                                      FLERES-CATANIA GIUSEPPE

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     D'AQUINO,  Assessore  per  gli  enti  locali.  Lo accetta come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno numero 41:

     "Interventi  per procedere alla revoca della circolare assessoriale
             n. 465 del 30 settembre 1999 - Assessore per il turismo2

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO CHE:

     - la circolare assessoriale n. 465 del 30 settembre 1999 ha tentato
                 di  normare  il servizio di  noleggio  con  conducente,
                 nell'ambito della nostra Regione;

     - tale circolare   impartisce    indicazioni   "assolutamente   non
                 vincolanti" a a titolo collaborativo  agli  enti locali
                 affinchè provvedano a  regolamentare,  nell'ambito  del
                 proprio territorio, quanto non  fatto  dalla  circolare
                 medesima;

     - il documento in oggetto, seppur denominato  "circolare"  di fatto
                 non può configurarsi come tale  poichè  non può fornire
                 disposizioni  non  vincolanti   e   comunque   abrogare
                 precedenti circolari assessoriali;

     - Inoltre i comuni, diretti destinatari dell'improbabile circolare,
                 agiscono senza regole ciò  determina  un indiscriminato
                 rilascio di autorizzazioni,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

                                E PER ESSO

                   L'ASSESSORE REGIONALE PER IL TURISMO

     - a provvedere all'immediata revoca, in autotutela, della circolare
     assessoriale  n. 465 del 30 settembre 1999 ed  a  porre  in  essere
     tutti  gli atti necessari affinchè  si  proceda  all'emanazione  di
     norme chiare di settore.

                                      FLERES-CATANIA GIUSEPPE

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA.  Signor  Presidente,  vorrei chiedere un chiarimento,
  cioè  vorrei  capire che cosa e su che cosa vengo chiamato a dare
  un giudizio ed un voto, perchè necessita, Signor Presidente, dato
  che Lei  è  il  primo  firmatario,  e  non  vedo  il secondo, una
  esplicitazione  da parte del primo firmatario considerato che non
  c'è il  secondo  in  Aula,  mi  rivolgo  alla sua cortesia perché
  chiarisca  la  circolare,  i  termini  della circolare e che cosa
  intendiamo fare  perché  non vorrei votare o dare un assenso o un
  dato negativo su una cosa che non conosco.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Cintola,  le  chiarisco  subito che si
  tratta  di  una  circolare  che  detta indicazioni riguardanti il
  rilascio  delle licenze per i mezzi pubblici di piazza, i taxi, i
  pullman  eccetera,  qual'è  il  problema,  che  questa  circolare
  esordisce dicendo che la stessa è assolutamente non vincolante.
       Ora   lei  mi  insegna  che  una  circolare  o  detta  delle
  indicazioni  o  non  detta delle indicazioni, allora è proprio la
  formulazione,  come  dire,  giuridica  della circolare stessa che
  viene  contestata,  non  il  merito,  usa delle espressioni molto
  infelici da questo punto di vista.
       Con  il  parere  favorevole  del Governo, pongo in votazione
  l'ordine del giorno.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                        (E' approvato)

       Si  passa all'ordine del giorno n. 42 "Interventi in materia
  di  riscossione dei tributi"  a  firma  degli onorevoli Fleres ed
  altri:
                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO CHE:

     - con legge regionale 5 settembre 1990, n. 35 è stato recepito, con
                 le  opportune  modifiche ed integrazioni previste dalle
                 norme dello Statuto autonomistico, il D.P.R. 28 gennaio
                 1988, n. 43;

     - la predetta  normativa  disciplina il servizio di riscossione dei
                 tributi  e  delle  altre entrate in Sicilia, prevedendo
                 altresì  le  modalità ed i termini cui deve uniformarsi
                 il  Commissario  governativo  e/o il Concessionario del
                 servizio di riscossione medesimo;

     - il gestore del  servizio  di  riscossione  deve  quindi garantire
                 l'esazione  dei  tributi,  tenendo conto dei residui di
                 gestione e soprattutto di quanto iscritto a ruolo;

     - dalle audizioni,  presso  la competente Commissione legislativa e
                 da  articoli  di stampa, il Concessionario "Montepaschi
                 SE.RI.T."  ha  apertamente  dichiarato  che  il gettito
                 attuale  non  risponde al potenziale introito, di fatto
                 ammettendo la percentuale di inesigibilità non è più da
                 considerarsi fisiologica;

     - tale situazione  arreca  un notevole danno all'erario regionale e
                 di conseguenza all'economia siciliana,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     -  a  porre  in  essere tutti gli atti necessari per procedere alle
     dovute  verifiche  e,  qualora  si  accertasse  quanto  indicato in
     premessa,  a  porre  in  essere tutti gli atti affinché si provveda
     alla  definitiva  risoluzione  dei  problemi  legati al servizio di
     riscossione  dei  tributi,  anche  attraverso  la  sostituzione del
     Concessionario  o  l'avvio  di  forme  alternative  di riscossione,
     ipotizzando  anche  la reintroduzione dell'obbligo del non riscosso
     per riscosso a garanzia dell'erario regionale.

       Parere del Governo?

     D'AQUINO,  assessore   agli  enti  locali.  E'  accettato come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE.  Si  passa all'ordine del giorno n. 44 "Interventi
  per  la riperimetrazione del bosco di Santo Pietro" a firma degli
  onorevoli Fleres ed altri:

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO CHE:

     - in data 23 marzo 1999, con  decreto  assessoriale  n.  116 veniva
                 istituita la riserva naturale orientata "bosco di Santo
                 Pietro",  ricompresa  nei   territori   dei  comuni  di
                 Caltagirone e Mazzarrone, in provincia di Catania;

     -l'articolo 14, comma 3, della legge  regionale n. 33 del 1992 così
                 recita "è destinata a protezione della fauna selvatica,
                 una quota del 25  per  cento  del territorio agro-silvo
                 pastorale di ciascuna  provincia regionale ivi compresi
                 i territori nei  quali  sia comunque vietata l'attività
                 venatoria  anche  per   effetto   di   altre   leggi  o
                 disposizioni";

     - in base al piano   regionale   faunistico   venatorio   1998/2002
                 allegato  "B"  all'articolo  22  della  medesima  legge
                 regionale n. 33  del  1992,  la superficie territoriale
                 della provincia di  Catania, da sottoporre a protezione
                 è stata determinata nella  misura del 25 per cento pari
                 a 83.501 ettari;

     - dalla corposa   documentazione   acquisita  presso  l'Assessorato
                 regionale    dell'agricoltura    e    delle    foreste,
                 ripartizione   faunistico   venatoria,   emergono  dati
                 inconfutabili dai quali  si  evince  che  la superficie
                 preclusa alla caccia nella  provincia di Catania è pari
                 al 64 per  cento  del  territorio  agro-silvo pastorale
                 provinciale, debordando così del  40 per cento i limiti
                 previsti dalla legge;

     - nel decreto presidenziale del 7  luglio  2000  al  punto  2.3  si
                 sottolinea che il limite  del  25  per  cento  previsto
                 dalla legge deve  essere rispettato in maniera puntuale
                 e tassativa;

     - al punto 2.2   dello  stesso   decreto   si   legge   che   nella
                 quantificazione  del   territorio   da   sottoporre   a
                 protezione  "non  sono  stati  conteggiati  perchè  non
                 disponibili", i territori  soggetti a divieto di caccia
                 in forza di altri a disposizioni di legge;

     - i vincoli al quale è  stato  sottoposto  il  territorio  protetto
                 rendono  impossibile   il   normale  svolgimento  delle
                 attività agro-silvo pastorali  ed  inoltre  i  raccolti
                 sono andati in  parte  distrutti  così come documentato
                 dal prof. Nasca dell'Università di Palermo;

     - l'inibizione dell'attività venatoria  ha  causato  un  incremento
                 della  fauna  selvatica   ed  ha  arrecato  ingenti  ed
                 irreparabili danni alle  comunità  agricole che operano
                 nei luoghi;

     - la popolazione del coniglio selvatico  ha  superato  la soglia di
                 rischio e la sua presenza è dodici volte superiore alla
                 sopportabilità del territorio,  così  come  risulta dal
                 censimento effettuato dall'ente  gestore,  come  se non
                 bastasse il proliferare  delle  zecche  è  strettamente
                 correlato all'incremento demografico del coniglio;

     - ipotesi di abbattimenti  o  catture   non  sono  da  prendere  in
                 considerazione per la particolarità del territorio;

     - il comune di Mazzarrone, con  delibera  votata  all'unanimità, ha
                 chiesto  l'annullamento  del   decreto,  il  comune  di
                 Caltagirone  ha   chiesto   di   rideterminare   quanto
                 contenuto nel decreto,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - a porre in essere  tutte  le  iniziative  atte  a rivedere quanto
     contenuto nel decreto, in  premessa  citato,  in  modo da garantire
     parità  di  trattamento ma  soprattutto  il  rispetto  delle  norme
     regionali in vigore.

     D'AQUINO,  assessore   agli  enti  locali.  E'  accettato come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE.  Si  passa all'ordine del giorno n. 45 "Interventi
  in  merito  alla  posizione  previdenziale  dei  dipendenti delle
  Camere  di  commercio  della  Sicilia",  a  firma degli onorevoli
  Fleres ed altri.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO CHE:

     - in atto il trattamento  pensionistico dei dipendenti delle Camere
                 di  commercio della Sicilia è totalmente a carico delle
                 stesse e solo per i nuovi assunti a carico dell'INPDAP;

     - tale situazione  è  insostenibile, perchè da una stima effettuata
                 pare che l'ammontare del debito potenziale sia di circa
                 200 mila euro;

     - inoltre, non   sembra   siano  state  stipulate  convenzioni  con
                 istituti   e/o   enti   previdenziali   per  sanare  la
                 situazione  che  rischia  di  far  "saltare" il sistema
                 camerale,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     -   ad   effettuare  le  opportune  verifiche  ed  a  prevedere  la
     possibilità della stipula  di  apposita  convenzione  con l'INPDAP,
     anche per i dipendenti in atto a carico delle Camere di commercio;

     -  ad  iscrivere  nel  bilancio della Regione siciliana un apposito
     capitolo di  spesa  che permetta la costituzione di un fondo per il
     pagamento delle somme sopra evidenziate;

     -  a  compiere  qualsiasi  ulteriore atto utile alla risoluzione di
     quanto in premessa indicato.

     D'AQUINO,  assessore   agli  enti  locali.  E'  accettato come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE.  Si  passa all'ordine del giorno n. 46 "Interventi
  in  materia  di  precariato  in  Sicilia" a firma degli onorevoli
  Fleres ed altri.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO CHE:

     - la situazione del  precariato in Sicilia ha raggiunto livelli non
                 più definibili come fisiologici;

     - la realtà presente   a   livello   regionale  ha  comportato  una
                 differente  nozione  del problema lavoro poichè è stata
                 spostata  l'attenzione  più  sulla  risoluzione,  anche
                 temporanea  del  problema  "precariato" che sulla reale
                 creazione di occupazione;

     - il Governo della   Regione   è  spesso  chiamato  a  discutere  e
                 deliberare   su  ipotetiche  soluzioni  alternative  al
                 precariato che rimane un traguardo parziale ma comunque
                 sempre illusorio;

     - da un rapido   riscontro   il   problema   lavoro  ha  comportato
                 conseguenze anche sull'incremento del flusso migratorio
                 alla ricerca di una occupazione;

     - il risultato di  tale  politica  è  quello  che  i  dati riferiti
                 all'ultimo  decennio  in  Italia vedono la Sicilia agli
                 ultimi posti  con  un  dato  di  circa  5.000  occupati
                 rispetto ai 600.000 della media nazionale,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - ad attivarsi  con la massima tempestività al fine di verificare i
     dati  in  premessa  indicati  ma  soprattutto  a  porre  in  essere
     provvedimenti miranti ad una rapida normalizzazione della materia.

     D'AQUINO,  assessore   agli  enti  locali.  E'  accettato come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE.  Si  passa all'ordine del giorno n. 47 "Interventi
  in  favore  della  zootecnica"  a firma degli onorevoli Fleres ed
  altri.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO CHE:

     - è in atto il blocco della  movimentazione dei capi bovini verso i
                 macelli del  centro-nord d'Italia, imposto a seguito di
                 casi di "blue tongue" che si sono registrati;

     - tale blocco ha  determinato  un  ulteriore  appensantimento della
                 crisi      del     comparto     zootecnico     portando
                 all'esasperazione  tutti  gli  allevatori  costretti  a
                 mantenere il bestiame  in  azienda (ben oltre i normali
                 tempi di  allevamento),  anche per le conseguenze della
                 BSE e per  il ritardo con il quale le istituzioni hanno
                 affrontato l'intera questione;

     - il comparto costituisce  un non indifferente punto di riferimento
                 economico ed occupazionale,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - a chiedere e/o disporre:

     - provvedimenti  straordinari  ed  urgenti  per  lo  sblocco  della
                 movimentazione degli  animali  che  vengono  avviati ai
                 macelli;

     - la dichiarazione dello  "stato  di crisi" del comparto zootecnico
                 della Regione siciliana;

     - un adeguato sostegno per  il mancato reddito e per maggiori costi
                 sostenuti in conseguenza del blocco;

     - l'estensione alle  aziende  zootecniche  penalizzate  dal  blocco
                 sanitario,  degli  interventi  previsti dall'articolo 7
                 bis, lettera b) della legge n. 49 del 2001;

     - specifici interventi contributivi per l'attenuazione dei maggiori
                 costi di macellazione  e  per  il  trasporto  dei  capi
                 macellati ed  inviati presso strutture di lavorazione e
                 commercializzazione in tutto il Paese;

     - la sospensione  di   tutte   le   scadenze  fiscali,  tributarie,
                 contributive e  previdenziali,  per  tutte  le  aziende
                 penalizzate   dal   vincolo   di   movimentazione,   la
                 previsione di un  abbattimento  del  50 per cento delle
                 somme  dovute   e   la  rateizzazione  decennale  della
                 restante parte;

     - l'apertura immediata dell'ammasso  delle carni e l'attivazione di
                 maggiori controlli  per  tutti  i  capi  provenienti da
                 altre regioni.

     D'AQUINO,  assessore   agli  enti  locali.  E'  accettato come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE.  Si  passa all'ordine del giorno n. 48 "Interventi
  in  favore  dell'agrumicultura siciliana". Dell'onorevole Fleres.
  Ne do lettura:

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO CHE:

     - l'agrumicoltura è  un  settore portante per l'economia catanese e
                 siciliana   e   costituisce   un   riferimento  di  non
                 trascurabile  importanza  sul  piano  occupazionale  ed
                 ambientale;

     CONSIDERATO CHE:

     - ormai da anni,  l'importante  comparto  è  ormai investito da una
                 gravissimia crisi determinata da una serie di scelte di
                 politica  economica  che  hanno portato all'intasamento
                 dei  mercati  a  discapito  delle produzioni agrumicole
                 meridionali  (e  siciliane in particolare) che, a causa
                 dell'alta  incidenza  dei  costi  di produzione e degli
                 effetti   della   concorrenza   spietata  dei  prodotti
                 importati,  non  vengono  quasi  mai  quotate  a prezzi
                 remunerativi;

     TENUTO CONTO CHE:

     - le aziende agrumicole  sono  ancora  in  attesa  degli interventi
                 varati da  tempo  per fronteggiare le varie emergenze e
                 per soccorrere e rilanciare le imprese in difficoltà;

     - nel corso della  corrente  campagna,  a causa dei continui sbalzi
                 termici,  della  prolungata siccità (i cui effetti sono
                 stati  aggravati  dalla  mancanza  od  insufficienza di
                 acqua  e spesso dell'irrazionale utilizzo delle risorse
                 idriche disponibili)  e  di tutti gli altri eventi che,
                 fino  agli  ultimi giorni, hanno stressato e seriamente
                 danneggiato gli agrumeti e compromesso le produzioni;

     RISCONTRATO CHE:

     - i forti e devastanti venti sciroccali (accompagnati da improvvisi
                 abbassamenti  termici)  delle  ultime  settimane  hanno
                 provocato consistenti danni gli agrumenti (con notevole
                 defogliazione  delle  piante  che,  ove  riusciranno  a
                 sopravvivere,     avranno     bisogno    di    potature
                 straordinarie  con  ulteriori aggravi per i già precari
                 bilanci delle  aziende  per i costi da affrontare e per
                 la mancata o limitata produzione dei prossimi anni sino
                 alla   normale   ripresa   del   ciclo   produttivo)  e
                 compromesso  la  produzione (sia in termini qualitativi
                 che  sotto  l'aspetto  delle  quantità prodotte sia per
                 quanto concerne gli accentuati fenomeni di cascola e di
                 conseguente  necessità  di  accelerare le operazioni di
                 raccolta per evitare che tutto vada perduto);

     PRESO ATTO:

     - delle difficoltà,  della  viva  e  giustificata  preoccupazione e
                 delle  ragioni dei produttori agrumicoli già fortemente
                 danneggiati e provati;

     RITENUTO CHE:

     - la situazione   non  potrà  essere  fronteggiata  attraverso  gli
                 interventi normali previsti dalla Legge 185/92;

     VISTE:

     - le risultanze  dei  monitoraggi  effettuati  dai  tecnici e dalle
                 proposte avanzate dalla Consulta Agrumicola Provinciale
                 di Catania.

                                 IMPEGNA

                       IL PRESIDENTE DELLA REGIONE

                 E L'ASSESSORE REGIONALE ALL'AGRICOLTURA

     - a chiedere e/o disporre:

     - all'adozione  di  provvedimenti  concreti  ed  urgenti per venire
                 incontro  alle  diverse  esigenze  degli agrumicoltori,
                 attraverso  la  dichiarazione  dello stato di crisi del
                 settore, l'avvio di ritiri straordinari, la sospensione
                 di  tutte  le scadenze (fiscali, contributive, bancarie
                 ecc.)  e  l'accelerazione  di  tutti gli interventi per
                 soccorrere le aziende in difficoltà.

     D'AQUINO,  assessore   agli  enti  locali.  E'  accettato come
  raccomandazione.

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che su
  questi  temi  che abbiamo trattato oggi relativi all'agricoltura,
  che  sono  stati  accettati  come  raccomandazione, tenendo conto
  anche   dell'intervento   dell'onorevole   Villari,  ritengo  sia
  necessario   che   dopo   l'approvazione  del  bilancio  e  della
  finanziaria  il  primo  collegato  di  disegno  di legge che deve
  essere  portato  in Aula, dopo che la commissione di merito abbia
  dato  il  proprio parere, sia il tema dell'agricoltura in maniera
  tale che  ci  sia  un  collegamento,  nei  limiti  delle cose che
  riusciamo a  non  fare  più  in  questa Aula e che possa condurre
  all'attenzione  con un disegno di legge una problematica relativa
  all'agricoltura,  tenuto  conto  che  è  un  problema  grosso  ed
  importante,   quale  quello  che  ha  visto  presentatori  di  un
  emendamento  in  Commissione  l'onorevole  Leanza assieme a tanti
  altri  deputati sull'agricoltura, deve e può essere tenuto in una
  massima considerazione in quello che era il tema dell'agricoltura
  biologica.
       Comprendo  che  alla  finanziaria  probabilmente  non poteva
  sottolinearne  i  contributi  positivi,  ma  subito  dopo  se non
  sfonderemo  quel  plafond  di 100 miliardi che sono a sostegno di
  queste  cinque  iniziative,  noi  potremmo  seriamente affrontare
  alcuni  di  questi  problemi, coordinandoci con il vicepresidente
  dell'Assemblea  e  con l'Assessore all'agricoltura per portare un
  momento  di  chiarezza  e  responsabilità in agricoltura da parte
  dell'Assemblea.
       Cioè il fatto che ci siano ordini del giorno che pare non si
  neghino  più  a  nessuno  come  voto  favorevole,  sono  i famosi
  'cavalierati',  onorevole Governo, che non si negavano a nessuno;
  il  cavalierato ed un sigaro non si negavano a nessuno. E siccome
  so  per esperienza quinquennale che gli ordini del giorno restano
  -  come  le  mozioni  -  lettera  morta, allora il tema serio che
  voglio  porre  è  che  l'Assemblea  prenda atto che deve avere un
  momento  d'azione  reale  in  agricoltura, al di là delle parole;
  andiamo  con  i  disegni  di legge, e un disegno di legge che sia
  seriamente  intestato  all'agricoltura  e  cerchiamo  di porre in
  essere,  signor  Presidente  ed  onorevole Governo, un disegno di
  legge  che possa dare quel respiro necessario alle iniziative che
  vengono  dibattute  stancamente  come  se fossero pisellini e non
  oggetto di enorme importanza.

     INCARDONA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     INCARDONA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il tema che
  oggi  si  discute  ampiamente qui in Aula, relativo all'emergenza
  che  in  agricoltura si sta registrando, è un tema che condivido,
  va  rivisitato  e  va  affrontato  attraverso un disegno di legge
  complessivo,  un  disegno  di  legge  che  potremmo definire ..la
  Regione siciliana insomma dovrebbe ridisegnare tutta la normativa
  che riguarda l'agricoltura, perchè diversi sono i problemi, anche
  per  esempio  in  ordine alla gestione dell'assistenza tecnica in
  agricoltura.
       Come  pure il problema che riguarda l'agricoltura biologica,
  perchè  nel momento in cui la concorrenza e la produzione è ormai
  diffusa in tutto il pianeta, è chiaro che la Sicilia, essendo una
  zona  vocata  ad  un tipo di agricoltura pulita, può diventare il
  territorio naturale per produrre un tipo di prodotti agricoli che
  siano nel mercato internazionale prodotti di nicchia, perchè solo
  in  questa  prospettiva  è possibile superare la concorrenza ed è
  possibile  che  i  nostri  agricoltori abbiano un reddito che non
  solo  dia  dignità al loro lavoro, ma che dia loro la possibilità
  di  continuare  a lavorare e dia la possibilità a questa Terra di
  evitare che ci siano altre stagioni di emigrazione.
       Allora  in questa prospettiva sono d'accordo, ma questo è un
  discorso  di  prospettiva,  caro Presidente e onorevole Assessore
  che oggi rappresenta il Governo, qui però ci sono delle emergenze
  che  vanno  discusse  rispetto  alle  quali il Governo regionale,
  proprio  nella  persona  dell'assessore  regionale,  ha già preso
  degli  impegni.
       Allora ribadisco quello che già è stato detto:  oggi sarebbe
  stata    opportuna    la    presenza   dell'Assessore   regionale
  all'agricoltura. Il Governo  regionale  ha preso degli impegni, e
  li ha presi nel momento in cui vi sono state delle manifestazioni
  che hanno riguardato  diverse  piazze  e  che  stanno riguardando
  diverse piazze siciliane.
       So che  l'Assessore  regionale  è  impegnato oggi a Roma per
  l'audizione   nella   Commissione   Agricoltura   al   Parlamento
  nazionale, forse  avremmo  dovuto organizzare i lavori in maniera
  diversa,  oppure avrebbe dovuto sacrificare, comunque, la propria
  presenza presso la Commissione nazionale per stare qui in Aula ad
  ascoltare quello che il Parlamento regionale ha da dire su queste
  cose e , soprattutto, perché questo Parlamento intende richiamare
  il governo  e l'Assessore agli impegni che esso stesso ha assunto
  nel momento  in  cui  ha  proposto,  per  cercare  di risollevare
  l'agricoltura  siciliana  -  ed  in  particolare, la serricoltura
  siciliana -  che  è  stata attaccata da una campagna denigratoria
  condotta   gratuitamente  dalla  stampa,  da  testate  importanti
  nazionali, il  Governo  si  è impegnato anche a fare una campagna
  promozionale.
       Allora io, lo  chiedo  oggi  qui e lo farò con un altro atto
  parlamentare, chiedo  al Governo regionale di sapere entro quanto
  sarà avviata  la  campagna  pubblicitaria  a  favore dei prodotti
  ortofrutticoli della nostra Isola, perché è necessario che quella
  dignità che è  stata  tolta ai nostri prodotti e che non riguarda
  soltanto essi,  ma  che  riguarda  alla  fine tutto il territorio
  siciliano ed  i siciliani e i produttori siciliani. Perché non si
  può dire e  non  si  può  consentire  a  nessuno  di  dire  che i
  produttori siciliani  sono  furbi  perché  evitano di portare sui
  mercati le  loro  produzioni  per  cercare  di  fare lievitare il
  prezzo.
       I  prodotti  dell'ortofrutto  sono  prodotti  deperibili  e,
  quindi, non  possono  formare  oggetto  di aggiotaggio. Allora il
  Governo, oggi, ci deve dire entro quanto sarà avviata la campagna
  promozionale dei prodotti ortofrutticoli.
       Perché? Perché  è  stata  violata  la  legge  di mercato, la
  legge del  libero  scambio.  Ci  sono  state diverse trasmissioni
  televisive  che   hanno  alterato  la  formazione  del  punto  di
  equilibrio   tra   la  domanda  e  l'offerta.  Bisogna,  intanto,
  intervenire  immediatamente  per ristabilire questo principio del
  libero scambio  e della libera formazione del punto di equilibrio
  tra la domanda e l'offerta e questo si deve fare subito.
       Inoltre,   la  III  Commissione  "Attività  produttive"  del
  Parlamento siciliano,  si è recata in visita istituzionale presso
  la provincia di  Ragusa,  su  mio  invito, e lì la Commissione ha
  potuto constatare  la gravità della crisi che riguarda il settore
  ortofrutticolo,  ed in particolare, quello della serricoltura, ed
  anche  lì   la   Commissione  regionale  ha  ritenuto  di  dovere
  impegnare, non  solo  se stessa, ma anche il Governo regionale, a
  prendere immediatamente delle iniziative.
       Allora ci sono, sì, sono due le questioni da affrontare: una
  è l'emergenza  e  rispetto  all'emergenza  bisogna che il Governo
  intervenga oggi,  non domani; e poi ce n'è un'altra, quella della
  riorganizzazione  del  settore  dell'agricoltura.  Di rivedere le
  leggi e,  nel  contempo,  affrontare  tutte  le problematiche che
  riguardano questo  settore,  a  partire  dagli  impegni  che  nel
  passato la  Regione  ha  preso nei confronti degli agricoltori, a
  partire dagli  impegni  che  la  Regione  ha  nei confronti degli
  agricoltori per  quello  che  è  stato  loro  non  liquidato,  ma
  promesso attraverso  una serie di contribuzioni che, però, ancora
  materialmente l'agricoltore non ha ricevuto.
       Bisogna, quindi,  che  in  un  quadro  complessivo  anche di
  programmazione  della  politica  siciliana e degli interventi, il
  Governo dia  una scala di priorità. Se noi crediamo veramente che
  in  Sicilia   si  debba  fare  agricoltura  e  che  l'agricoltura
  rappresenta uno  dei  settori trainanti e che l'agricoltura è uno
  dei settori  che  eviterà  l'emigrazione ai siciliani.  E' uno di
  quei settori  in  cui  si  può  investire.  Allora bisogna che si
  dimostri coerentemente attraverso degli atti concreti.
       Intanto  per  gestire  l'emergenza  quello  che i produttori
  siciliani stanno lamentando  è  che è stata alterata la legge del
  libero scambio.
       Intanto bisogna intervenire e ripristinare quell'equilibrio,
  questo immediatamente.  E  poi  possiamo affrontare come è giusto
  che  venga  affrontato  immediatamente  dopo  la  votazione della
  finanziaria  la  discussione  per  riorganizzare tutto il settore
  dell'agricoltura.
       Quindi, assessore D'Aquino, le chiedo di pronunciarsi per il
  Governo, su quando partirà questa campagna pubblicitaria a favore
  dei nostri prodotti siciliani.

     PRESIDENTE.  Onorevole Incardona, il tema che lei ha sollevato
  è   sicuramente   importante,  così  come  avevano  già  indicato
  l'onorevole Cintola ed altri deputati.
       Credo che a questo punto, più che un impegno del Governo sia
  necessario  un  impegno  da parte della Conferenza dei Presidenti
  dei  gruppi parlamentari al fine di richiedere un'apposita seduta
  per      affrontare     complessivamente     le     problematiche
  dell'agricoltura.  E  se  lo  ritiene  l'Aula  potrà  indicare al
  Governo  stesso  alcune  soluzioni,  alcune ipotesi attraverso le
  quali superare i problemi che sono stati posti.

     LEONTINI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LEONTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido le
  motivazioni che  sono  state  espresse  dai  colleghi Incardona e
  Cintola. Mi  associo all'appello che ha fatto l'onorevole Cintola
  sulla  necessità di una maggiore presenza del Governo allorquando
  saranno stabiliti i lavori d'Aula.
       Pertanto, chiedo  a lei, signor Presidente, per quello che è
  di  sua  competenza, sia all'assessore D'Aquino, qui presente, di
  farvi  portavoce  dell'esigenza espressa dall'Aula di rendere più
  funzionale il  rapporto  fra  il  Parlamento ed il più proficuo e
  funzionale possibile.
       L'agricoltura  della  nostra  Regione ha subito negli ultimi
  tempi  le  conseguenze  di  varie  situazioni pesanti, difficili,
  calamitose per un  verso  e per un altro verso, invece, derivanti
  da attacchi  strumentali che, anche a livello di stampa nazionale
  sono stati  in abbondanza profusi, perfino da emittenti di Stato,
  in    trasmissioni   televisive,   disinformazione,   addirittura
  l'indicazione   dei   prodotti   dell'ortofrutta  siciliani  come
  avvelenati da gas tossici  e chi più ne ha più ne metta. Danni ai
  quali bisogna  reagire  in  modo  forte  e  determinato con delle
  misure che  siano  capaci  di  rendere  questa reazione pari alla
  pesantezza dell'azione.
       In   questo   caso   possiamo   associare   alla  difficoltà
  dell'agricoltura   del   nostro   comparto  quella  del  comparto
  zootecnico,  afflitto  dalle  varie  situazioni  derivanti  dalla
  diffusione della  BSE,  e  da  alcune situazioni di ritardo nella
  erogazione di provvidenze e contributi che al comparto, comunque,
  si debbono in forza di alcune norme.
       Oggi  proprio  nel bel mezzo del dibattito sulla finanziaria
  noi possiamo ben distinguere quanto è di immediata competenza del
  Governo e  quanto  invece  è  di  competenza  dell'Aula  e quindi
  dell'iniziativa parlamentare.
       Se tutti  insieme,  con  Cintola,  Incardona  e  gli  altri,
  abbiamo indicato  la necessità di intervenire nel settore in modo
  organico,  sia  per  indicare  provvidenze di carattere economico
  finanziario, sia  per indicare delle norme che possono aiutare il
  rapporto tra  gli  operatori e gli imprenditori della zootecnia e
  dell'ortofrutta e la pubblica amministrazione regionale, possiamo
  farlo solo  attraverso una legge organica di comparto.
       E siccome  abbiamo  detto  in questa sede, fino a ieri sera.
  che tra  gli accantonamenti positivi di questa finanziaria ce n'è
  uno cospicuo che abbiamo messo a disposizione e che faranno parte
  di  specifici  disegni di legge autonomi che dovranno intervenire
  nei  settori  dell'agricoltura e delle attività produttive, e poi
  del riordino delle coste, e poi della riforma della materia sugli
  appalti  dei lavori pubblici, bene  Possiamo impegnarci in questa
  sede,  come Capigruppo, come Presidenza dell'Assemblea insieme al
  Governo che  dovrà fornire le sue proposte, mettere in calendario
  all'ordine  del  giorno  dell'iniziativa  parlamentare come primo
  disegno di  legge,  collegato,  e quindi a cui metter mano subito
  dopo  la  finanziaria,  un  disegno  di  legge  la  zootecnica  e
  l'agricoltura siciliana con le provvidenze che il comparto merita
  e  con  quelle  iniziative  di  carattere  normativo che potranno
  migliorare   il   rapporto,   renderlo  più  funzionale  tra  gli
  operatori, gli imprenditori e la pubblica amministrazione.
       Il nostro  primo  impegno  quindi  è  quello di aggredire la
  difficoltà    di   questo   comparto   attraverso   un'iniziativa
  legislativa  e  parlamentare che riguardi proprio l'agricoltura e
  la  zootecnia.  Questo  lo  possiamo  sicuramente inserire tra le
  nostre   iniziative.
       Chiediamo  pertanto  alla Presidenza dell'Assemblea di farsi
  carico  anche  di  questa  richiesta perché  noi possiamo, subito
  dopo la  finanziaria, mettere in agenda un primo disegno di legge
  che  riguardi  anche  la  spesa,  sicuramente  importante  per il
  comparto,   e   che   riguardi   anche  le  attività  produttive,
  l'agricoltura  e  la  zootecnia.  In quel caso diventa iniziativa
  organica, che aggredisce le difficoltà del settore e che fornisce
  una risposta  al  settore.  Quella  risposta  che  il settore, in
  questo momento, e i suoi operatori attendono.
       Colgo l'occasione per dire,  e  questo  ci  serve  anche per
  sciogliere  alcuni  nodi   che  anche  questa  mattina  si  erano
  addensati nel  dibattito  sul  petrolchimico.
       Onorevole    Speziale,    pare    che   definitivamente   ed
  ufficialmente il decreto legge sia stato approvato. E' notizia di
  questi  ultimi  minuti;  ne  prendiamo atto con soddisfazione. E'
  questa   un'iniziativa  che  tempestivamente  dà  ragione  di  un
  comportamento che per un verso risolve il problema di un comparto
  che  dà  sicuramente soddisfazione all'Aula perché  nel bel mezzo
  di  un  dibattito sull'argomento il Governo nazionale viene fuori
  con   una   soluzione   tempestiva   che   riguarda   proprio  il
  soddisfacimento  delle  richieste  che dal nostro dibattito erano
  elevate.  Quindi  ne  prendiamo  atto  con  soddisfazione,  siamo
  solidali con i lavoratori per la cui causa in questi giorni tutti
  insieme c'eravamo  battuti e, anche da parte nostra, il plauso al
  Governo  nazionale  per  un'iniziativa tempestiva che costituisce
  una risoluzione importante. Grazie.

     CRISAFULLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRISAFULLI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  debbo
  ringraziare   dell'opportunità  che  mi  viene  data,  visto  gli
  argomenti  usati  dagli  estensori  dell'ordine  del  giorno.
       Si affronta, o si tenta di affrontare, per la prima volta in
  maniera   organica   dall'inizio   della   legislatura   un  tema
  significativo   come   quello   di  tutto  il  comparto  agricolo
  siciliano. E mi pare di avere capito che su questa possibilità si
  vuole fare  uno  sforzo  tendendo  a  creare le condizioni per un
  riassetto e una riorganizzazione del comparto agricolo produttivo
  siciliano. E'  evidente  che ognuno di noi deve rapportarsi a ciò
  che sono  i regolamenti dell'Unione europea, ciò che è previsto e
  ciò che  non  è  consentito,  ma  una  delle  cose  che  dobbiamo
  cominciare a  dirci  è  che  non  è  consentito che l'agricoltura
  siciliana  resti  abbandonata.  Non  vi  sono opzioni di adeguato
  sostegno   a   singoli   settori,   nonostante   i   processi  di
  miglioramento  del  comparto agricolo oggi siano sotto gli occhi.
  Il vino, l'olio, sono un dato reale.  Avrebbe potuto essere anche
  un dato reale la zootecnia siciliana se utilizzando positivamente
  la vicenda  amara  della  "mucca pazza" si fosse fatta una scelta
  tendente  a  valorizzare  le  produzioni  endogene, che avrebbero
  potuto consentire  la  conquista  di  mercati nuovi per la nostra
  produzione, essendo la nostra una produzione fortemente biologica
  e genuina, specie quella delle aree in cui viene praticato ancora
  il pascolo  brado,  le  aree  interne,  la montagna.  Ma anche la
  zootecnia  cosiddetta  forte delle aree della nostra Sicilia come
  Ragusa e aree limitrofe.
       Tutto  ciò  impone  una discussione. Colgo nella indicazioni
  dell'onorevole  Leontini  lo  sforzo  di  orientare le scelte dei
  capigruppo e  del  Governo  a  far  sì  che  dopo  la sessione di
  bilancio si  possa  fare  una  discussione  sul  disegno di legge
  legato   al   comparto   agricolo.   Mi   permetto   di  cogliere
  positivamente   e   favorevolmente  l'indicazione  dell'onorevole
  Leontini ma vorrei aggiungere qualche considerazione.
       Io sono perché si faccia una discussione ampia in Aula sullo
  stato di crisi  del comparto agricolo siciliano, sulle mancanze e
  le  correzioni  necessarie. Ma  tutto  ciò  si  può  fare  se  si
  aggiustano oggi  nel  bilancio  della  Regione  alcuni  capitoli,
  alcune quote finanziarie.  Vorrei  che qualcuno mi spiegasse come
  altrimenti si può  dare  risposta  ai  produttori  di agricoltura
  biologica ......

     CINTOLA. Ci sono cento miliardi dei 5 collegati.

     CRISAFULLI. Le  faccio  un  conto  più  elementare,  onorevole
  Cintola. Vorrei che lei  avessi chiaro che 100 miliardi servono a
  pagare il biologico arretrato.  Sono  60 l'anno in più rispetto a
  quelli  che   sono  necessari  per  quanto  riguarda  l'indennità
  compensativa che sono  altri 40.
       Onorevole Cintola, io  apprezzo  il  suo  sforzo ma le posso
  assicurare  che   è  la  manovra  che  deve  consentire  ora  una
  discussione che consenta gli appostamenti delle disponibilità.
       Noi - nel  corso  dei  lavori  lo  verificheremo  -  abbiamo
  presentato degli  emendamenti ma comunque riteniamo che l'impegno
  assunto dall'onorevole Leontini  debba  essere un impegno che poi
  fa  proprio il  Governo,  per  mettere  nelle  condizioni  questo
  Parlamento, di fare  una verifica e, utilizzando gli appostamenti
  che  il  Governo   si   farà  carico  di  creare  accettando  gli
  emendamenti dei  colleghi  parlamentari  al  proprio  disegno  di
  legge, di poter poi legiferare con facilità e con serenità.
       Pertanto, mi   permetto   di   pronunciarmi   fin   da   ora
  favorevolmente   al  percorso  indicato  dall'onorevole  Leontini
  sempre che non sia  un  percorso  fatto di fumerie inutili se non
  c'è un appostamento  già precostituito che consenta al Parlamento
  di legiferare.

     PRESIDENTE. Comunico che  è  stato  presentato  l'  ordine del
  giorno n. 51 "iniziative per l'adozione di piani di vendita degli
  alloggi  di   edilizia   residenziale  pubblica"  a  firma  degli
  onorevoli Oddo e altri.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che la dismissione del patrimonio di edilizia residenziale
                 pubblica è, ormai,  divenuta  un  obiettivo  urgente  e
                 preminente del governo nazionale, che nel breve arco di
                 tempo, ha  emanato  numerose  disposizioni legislative,
                 decreti ministeriali  e  circolari rivolte a provvedere
                 alle  dismissioni  e alla  alienazione  del  patrimonio
                 pubblico (DL n. 480/99, DPR n. 23/2000 ed altri);

     CONSIDERATO che gli enti proprietari e  gestori  degli  alloggi  di
                 edilizia  residenziale  pubblica   in   Sicilia  (IACP)
                 versano in uno stato di dissesto finanziario;

     RILEVATO che le ragioni delle gravi difficoltà  di  bilancio  degli
                 IACP sono da individuare nella  difficoltà  di gestione
                 di un cospicuo patrimonio  abitativo  determinato dalla
                 impossibilità di riscuotere regolarmente  i  canoni  di
                 locazione da parte degli  assegnatari,  delle morosità,
                 del  continuo  stillicidio  di  spese  di  manutenzione
                 straordinaria  della   piaga  dell'occupazione  abusiva
                 degli alloggi;

     VISTO le ultime  proposte  di piani di  vendita  degli  alloggi  di
                 E.R.P.  effettuate da parte degli  IACP  DELLA  Regione
                 siciliana  sono  state   definite  immediatamente  dopo
                 l'approvazione della legge regionale n. 43 del 1995 che
                 ha reso attuabile in Sicilia la legge n. 560 del 1993 e
                 che da allora non sono state modificate né aggiornate;

     RILEVATO che l'art. 95 della legge regionale  n.  6/2001,  gli IACP
                 dovevano   definire   nuovi  piani   di   vendita   che
                 incrementavano del 20 per cento  le  proposte  ad  oggi
                 approvate;

     CONSIDERATO che   la   scadenza   prevista  per   legge   è   stata
                 abbondantemente  superata  e  non   è  arrivata  alcuna
                 proposta dagli IACP, mentre continua ad essere forte la
                 richiesta  da  parte  degli   inquilini   di  procedere
                 all'acquisto degli alloggi,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

              E, PER ESSO, L'ASSESSORE PER I LAVORI PUBBLICI

     - a emanare in tempi rapidissimi una circolare agli IACP per fargli
     predisporre  nuovi  piani  di vendita  degli  alloggi  di  edilizia
     residenziale  pubblica secondo le nuove  disposizioni  di  legge  e
     qualora, dopo l'invio delle circolari,  passassero  inutilmente  30
     giorni,  di  predisporre  l'invio  negli   IACP   inadempimenti  di
     ispezioni amministrative.

     D'AQUINO , assessore agli  enti  locali. Il Governo lo accetta
  come raccomandazione.

     PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stato  presentato  l'ordine del
  giorno  n.  50  "iniziative  a  sostegno degli allevatori vittime
  dell'emergenza  'mucca  pazza'"  a  firma degli onorevoli Oddo ed
  altri.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che le misure adottate per contenere l'emergenza B.S.E. di
                 "mucca pazza" hanno  finito  col  deprimere  il mercato
                 della carne in  quanto le disposizioni sanitarie decise
                 a livello nazionale da  quasi un anno bloccano, che per
                 le province che  non hanno avuto alcun caso d'infezione
                 virale, la movimentazione  di  capi  bovini  fuori  dai
                 confini regionali;

     RILEVATO che tali  misure sono  state  rese  più  stringenti  dalla
                 contemporanea diffusione del morbo della "lingua blu" e
                 che la recente scoperta  di  un  caso  di "mucca pazza"
                 nella provincia di Ragusa  e  di  un  caso  di contagio
                 umano  nella   provincia   di  Agrigento  non  lasciano
                 immaginare a breve una modifica di tale situazione;

     CONSIDERATO che  il blocco  della  movimentazione  dei  capi  e  la
                 perdurante crisi del mercato delle carni ha costretto a
                 mantenere  in  azienda,   oltre   i  normali  tempi  di
                 allevamento, migliaia di  capi  bovini  e  ovini con il
                 conseguente aumento dei costi;

     OSSERVATO che  tali  costi  sono  ulteriormente  lievitati  per  la
                 necessità di acquistare quantità superiori di mangimi e
                 foraggio  a   seguito  della  stagione  particolarmente
                 siccitosa;

     RITENUTO necessario compensare  tale  evidente  danno economico sia
                 agli allevatori che ai carnezzieri,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - ad intervenire, anche  nelle  sedi  nazionali e comunitarie, onde
     consentire  un  adeguato   indennizzo   per  gli  allevatori  ed  i
     carnezzieri vittime degli eventi  di cui in premessa, estendendo le
     misure compensative già  previste per la brucellosi e predisponendo
     specifiche azioni in favore dei titolari delle carnezzerie.

     D'AQUINO , assessore agli  enti  locali. Il Governo lo accetta
  come raccomandazione.

     PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stato  presentato  l'ordine del
  giorno n.  49  "Attuazione  della  legge regionale 15 del 2000 in
  materia di  tutela degli animali", a firma degli onorevoli Oddo e
  Panarello.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che la legge  regionale  3  luglio  2000,  n.  15  recante
                 "Istituzione dell'anagrafe canina e norme per la tutela
                 degli   animali   d'affezione   e  la  prevenzione  del
                 randagismo", è  stata approvata con quasi dieci anni di
                 ritardo rispetto alla legge quadro nazionale;

     RILEVATO che questa legge non è di fatto attuata;

     CONSIDERATO che,  per  renderla  attuabile,  sono  necessari alcuni
                 adempimenti da parte dell'Assessore alla sanità;

     RILEVATO che i  termini  perentori stabiliti dalla stessa legge per
                 l'adozione  dei  necessari  provvedimenti  di  cui agli
                 articoli 4, 10 e 19, sono abbondantemente scaduti;

     TENUTO CONTO che il fenomeno del randagismo nella nostra regione ha
                 raggiunto livelli inaccettabili;

     VISTE le difficoltà  dei  comuni  nella  gestione,  in proprio, dei
                 servizi di  cattura  degli animali randagi da avviare a
                 successiva sterilizzazione;

     RILEVATE le non   frequenti   denunce   da  parte  di  associazioni
                 animaliste,   sulla   gestione   spesso  scandalosa  ed
                 incivile   dei  canili  pubblici  e  privati,  favorita
                 dall'assenza   delle   norme   regolamentari  sui  loro
                 requisiti;

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

                  E, PER ESSO, L'ASSESSORE ALLA SANITA'

     -  all'istituzione,  presso  l'Assessorato  alla  sanità, dell'Albo
     delle associazioni  per  la  protezione  degli  animali,  cui  sono
     iscritte le  associazioni,  costituite  con  atto  pubblico, che ne
     facciano richiesta e che perseguano, senza fini di lucro, obiettivi
     di tutela, cura e protezione degli animali (art. 19 legge regionale
     n. 15/2000);

     - all'istituzione,  con decreto del Presidente della Regione, della
     commissione per  i  diritti  degli  animali, con compiti consultivi
     sullo stato  di  attuazione  e  sulle  materie  inerenti  la legge,
     commissione composta,  tra  gli  altri, da tre rappresentanti delle
     predette  associazioni  iscritte  all'Albo regionale (art. 10 legge
     regionale n. 15/2000);

     - all'emanazione  con  decreto  del  Presidente  della  Regione, su
     proposta dell'Assessore  alla  sanità, sentita la commissione per i
     diritti degli animali, del regolamento di esecuzione della predetta
     legge (art. 4 legge n. 15/2000).

     D'AQUINO , assessore agli  enti  locali. Il Governo lo accetta
  come raccomandazione.

     PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stato  presentato  l'ordine del
  giorno n. 52 "Modifiche al regolamento sulle modalità d'uso sulla
  riserva naturale di Pergusa" a firma dell'onorevole Crisafulli.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che le   leggi   regionali   nn.   98/81  e  14/88  recano
                 disposizioni  per  l'istituzione  di  parchi  e riserve
                 naturali;

     PREMESSO altresì  che  con  la  legge  regionale  n.  71/95 è stata
                 istituita, al fine di salvaguardare il bacino pergusino
                 e  le  relative  presenze floro-faunistiche, la riserva
                 naturale  speciale  del  lago  di  Pergusa ricadente in
                 territorio del comune di Enna, provincia di Enna;

     CONSIDERATO che  il  secondo  comma  dell'articolo  13  della legge
                 regionale  n.  71/95 affida alla Provincia regionale di
                 Enna  la  gestione  della  riserva naturale speciale di
                 Pergusa;

     CONSIDERATO ancora  che tra i compiti della gestione vi è quello di
                 consentire lo svolgimento dell'attività motoristiche al
                 di  fuori  del  periodo  di sosta e nidificazione degli
                 uccelli  ed  alla  realizzazione  di altro autodromo in
                 località vicina al posto attuale;

     OSSERVATO che  nel  Regolamento recante modalità d'uso ed i divieti
                 vigenti  nella  Riserva  naturale  speciale di Pergusa,
                 approvata  con Decreto assessoriale n. 498/44 del 2001,
                 è  fatto  obbligo  di consentire l'attività motoristica
                 solo  nel  periodo  compreso  tra il 15 maggio ed il 15
                 agosto così come si evince all'articolo 12;

     OSSERVATO altresì  che  l'Ente  autodromo di Pergusa ha iscritto le
                 gare della stagione motoristica 2002 presso le autorità
                 sportive  internazionali  (FIA) e nazionali (CSAI) ed è
                 già  stato  redatto  il calendario delle manifestazioni
                 motoristiche   che  si  effettueranno  nel  periodo  15
                 marzo-15  novembre,  così  come  autorizzato negli anni
                 passati;

     CONSIDERATO che  la  modifica  del  periodo di attività motoristica
                 succitato   comporterebbe  una  grave  ed  irreparabile
                 perdita  di  immagine  ed  un grave danno economico per
                 l'intera comunità locale;

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     a  procedere  rapidamente alla modifica degli obblighi previsti nel
     Regolamento  recante modalità d'uso della riserva naturale speciale
     di  Pergusa,  ed in particolare ad estendere il periodo di attività
     motoristiche,  ripristinando  il divieto ex-ante l'approvazione del
     Decreto  assessoriale n. 498/44, dal 15 marzo al 15 novembre, nelle
     more   della  delocalizzazione  e  della  realizzazione  del  nuovo
     circuito.

       Il parere del Governo?

     D'AQUINO , assessore agli enti locali. Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E'approvato)

        PRESIDENTE.  Comunico  che  è stata aggiunta anche la firma
  dell'onorevole Leanza Edoardo. L'Assemblea ne prende atto.
       Comunico che  è  stato  presentato l'ordine del giorno n. 53
  "Concessione di grazia a Ovidio Bompressi", degli onorevoli Ferro
  ed altri.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

     - dal delitto  Calabresi  sono  trascorsi  circa  trenta  anni e la
     detenzione di Bompressi  e  Sofri,  rinchiusi  da  cinque  anni nel
     carcere di Pisa dovrebbe durare fino al marzo 2017;

     - la vicenda  processuale è ormai conclusa e che, indipendentemente
     dal giudizio che  si  vuole dare sull'esito sia Bompressi che Sofri
     hanno dimostrato  ampiamente,  nei  fatti,  di essere profondamente
     diversi da quelle  personale  che  il  giudizio  finale  ha  voluto
     punire;

     - il Presidente Ciampi ha recentemente risposto, ad una lettera che
     intendeva rappresentare il  caso  "di conoscere bene la complessa e
     tormentata  vicenda  processuale"  di  Adriano  Sofri  e  dei  suoi
     coimputati e di essere "consapevole della mutazione teleologica che
     la pena subisce quanto venga irrogata a lunga distanza di tempo dai
     fatti soprattutto se restrittiva della libertà personale";

     - la famiglia Calabresi ha espresso sulle iniziative finalizzate ad
     ottenere la grazia una generosa neutralità;

     - che Ovidio Bompressi è stato recentemente scarcerato per le gravi
     condizioni fisiche e psicologiche derivate dalla carcerazione e che
     un  suo  ritorno  in  carcere  appare  talmente  rischioso  da fare
     concretamente temere per la sua vita;

     PRESO ATTO di come su  tutto il territorio nazionale siano in corso
                 iniziative    promosse   dai   cittadini   di   diversi
                 orientamenti politici  e prese di posizione di consigli
                 comunali e sindaci di molte città italiane;

                                   FA VOTI

     affinché il Ministro  di  grazia  e  giustizia  compia  un gesto di
     grande sensibilità  e apertura istruendo nuovamente la richiesta di
     grazia  presentata   dai   familiari  di  Bompressi  e  quella  che
     nell'ottobre 2000 fu  presentata  per  Adriano Sofri da senatori di
     diverse forze politiche e che, ancor oggi, attende risposta.

     D'AQUINO , assessore agli  enti  locali. Il Governo lo accetta
  come raccomandazione.

        PRESIDENTE.  Comunico  che  è stato presentato l'ordine del
  giorno n.  55  "Impiego  delle  entrate del settore venatorio", a
  firma  degli  onorevoli  Oddo  e  Panarello.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che il   gettito  delle  tasse  di  concessione  regionale
                 relativo   alle   aziende   faunistico-venatorie,  alle
                 aziende  agro-venatorie,  alle tasse di concessione per
                 l'esercizio  venatorio e agro-turistico venatorio, alle
                 sanzioni amministrative e a tutto quanto altro riguarda
                 le  entrate  del  settore  venatorio,  rappresenta  una
                 cospicua entrata del bilancio della Regione siciliana;

     RILEVATO che le   entrate  di  cui  sopra  sono  state  in  passato
                 utilizzati in settori vari più o meno affini al settore
                 venatorio;

     CONSIDERATO che  appare  opportuno canalizzare la spesa nell'ambito
                 del  settore  venatorio  in  considerazione anche della
                 imminente   attivazione   degli   AA.TT.CC.   (Ambienti
                 territoriali di caccia);

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     - ad  utilizzare il 50 per cento del gettito di che trattasi per il
     finanziamento  dei  capitoli delle voci di spesa di cui all'art. 51
     della legge n. 33/97;

     -  ad  utilizzare  il  restante 50 per cento al funzionamento degli
     ambiti  territoriali di caccia, in funzione proporzionale al numero
     di cacciatori ammessi in ogni ambito, e con preciso orientamento di
     destinare  le risorse al ripopolamento annuale di selvaggina di cui
     all'art.  39  della  legge  n.  33/97  nonché  per  la  cura  ed  i
     provvedimenti  necessari  al  risanamento  ambientale e al recupero
     delle zone umide e depauperate.

     D'AQUINO , assessore agli  enti  locali. Il Governo lo accetta
  come raccomandazione.

        PRESIDENTE.  Comunico  che  è stato presentato l'ordine del
  giorno n. 56 "Stipula della convenzione tra la Multiservizi Spa e
  le    Aziende    sanitarie    ed   ospedaliere",   dell'onorevole
  Cracolici.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

     - dal 1993, a 96 agenti socio-sanitari, è stato negato l'avviamento
     al lavoro  dall'Ufficio  provinciale  di collocamento di Palermo, a
     seguito richiesta  per  206  unità  degli  ospedali:  Policlinico e
     delle  ex  UU.SS.LL.,  poiché  sono  stati  commessi  brogli  nella
     graduatoria degli aventi diritto;

     - ai 96  veniva  riconosciuto  il  torto subito dal Giudice della V
     sez. penale del  Tribunale  di  Palermo  che  con  sentenza  del 16
     febbraio 1999, ha  condannato,  a  tre  anni  di  reclusione  ed al
     risarcimento danni  per i 96 denuncianti costituitisi parte civile,
     il Direttore dell'UPLLMO del tempo;

     CONSIDERATO che:

     - tutto  ciò  non  ha  consentito  l'immissione  in  servizio nelle
     Aziende sanitarie  malgrado  il Parlamento siciliano con ordine del
     giorno n.  455/99,  approvato,  riconosceva il diritto ad essere in
     via prioritaria  inseriti negli elenchi di cui alla legge regionale
     n. 36/90;

     - la CRI con la delibera n.  327  del  6  agosto  1999 conferiva la
     priorità nell'avviamento e approvava  un progetto di formazione per
     gli stessi soggetti in data  26  gennaio  2000, attraverso il quale
     veniva conseguita la qualifica di Ausiliario agente socio-sanitario
     specializzato;

     CONSIDERATO inoltre che:

     -  nell'agosto   del   2000   la   "Servizi  sanità  S.p.A.",  oggi
     multiservizi, assumeva  detto personale con la qualifica di addetto
     alle pulizie,

                                 IMPEGNA

                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

     ad autorizzare  la  stipula  della  convenzione tra la Multiservizi
     S.p.A. e  le  aziende sanitarie e ospedaliere prevedendo l'utilizzo
     del personale nella qualifica posseduta e nelle mansioni relative.

     D'AQUINO , assessore agli  enti  locali. Il Governo lo accetta
  come raccomandazione.

     PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stato  presentato  l'ordine del
  giorno  n.  58  "Valorizzazione  dell'area  archeologica di Santa
  Venerina".

     MOSCHETTO.  Chiedo  di  apporre la firma all'ordine del giorno
  n. 58.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Il parere del Governo?

     D'AQUINO, assessore per gli enti locali. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si
  alzi.

                               (E' approvato)

     PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stato  presentato  l'ordine del
  giorno   n.  59  "Iniziative  per  assicurare  la  partecipazione
  dell'Ente  Parco  Madonie  alla  società  Biosfera  spa"  , degli
  onorevoli Giannopolo ed altri.
       Il parere del Governo?

     D'AQUINO , assessore agli  enti  locali. Favorevole.

    GIANNOPOLO. Dichiaro di ritirarlo.

    PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                          (Non è approvato)

     PRESIDENTE .  Comunico  che  è  stato  presentato l'ordine del
  giorno  n.   61  "Tutela  della  serricoltura  siciliana",  degli
  onorevoli Incardona ed altri.

     D'AQUINO , assessore agli  enti  locali. Il Governo lo accetta
  come raccomandazione.

     PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stato  presentato  l'ordine del
  giorno n.  62 "Intervento per il finanziamento dei 700 anni dalla
  pace di Caltabellotta", degli onorevoli Fleres ed altri.
       Il parere del Governo?

     D'AQUINO, assessore per gli enti locali. Favorevole.

    PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti seduto;  chi è contrario si
  alzi.

                               (E' approvato)

        PRESIDENTE.  Comunico  che  è stato presentato l'ordine del
  giorno n.  63  "Soluzione  della  crisi idrica della provincia di
  Agrigento",   degli  onorevoli  Segreto  e  Nicotra.  Gli  uffici
  prendano atto  che  nell'ordine del giorno n. 63 si aggiungono le
  firme degli onorevoli Savarino, Giambrone e Capodicasa.
       Il parere del Governo?

     D'AQUINO, assessore per gli enti locali. Favorevole.

    PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti seduto;  chi è contrario si
  alzi.

                               (E' approvato)

    PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi, sono  stati  presentati  gli
  ordini del giorno nn. 54  e  57  che  riguardano  la revoca della
  nomina dell'Assessore per  il  territorio  e  l'ambiente  Bartolo
  Pellegrino.  Gli  ordini  del  giorno  se  non  dovessero  essere
  ritirati verrebbero  dichiarati  irricevibili perchè la procedura
  relativa  alla  questione   segnalata   agli  ordini  del  giorno
  attraverso la mozione di sfiducia è stata già avviata.

       Ne do lettura.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

     - l'Assessore  per  il territorio e l'ambiente, Bartolo Pellegrino,
     secondo quanto riportato sulla stampa, è stato convocato in Procura
     come persona  informata  sui  fatti  in merito alle intercettazioni
     ambientali e  telefoniche  che  registrano un suo colloquio con gli
     uomini arrestati  dai  Carabinieri  che  ha  colpito  la  cosca del
     latitante di Monreale: Giuseppe Balsano;

     - l'indagine dei  Carabinieri,  che  ha portato a 11 arresti e a 28
     avvisi di garanzia, ha investito anche gli appalti per il controllo
     della raccolta dei rifiuti nel comune di Monreale;

     - l'Assessore,  secondo  queste intercettazioni rilevate in casa di
     uno   degli  arrestati  (l'impiegato  postale  Antonio  Sciortino),
     avrebbe  consigliato  al  geometra  Giuseppe Leto, Presidente della
     cooperativa  '21   marzo',   di   tenere   fuori  dalla  stessa  il
     pregiudicato   Isidoro   Buongusto,   allo  scopo  di  aggiudicarsi
     l'affidamento di  un  capannone  confiscato  al  boss  latitante di
     Monreale;

     - l'impossibilità  di  far  figurare Isidoro Buongusto, meccanico e
     personaggio  di spicco della cooperativa, è motivata dall'Assessore
     regionale con la seguente affermazione "c'è il rischio che qualcuno
     faccia l'infame con gli sbirri", lasciando intendere la possibilità
     che qualcuno  denunciasse  la presenza di Buongusto nell'affare del
     capannone;

     - Giuseppe  Leto,  sempre  sulla  base delle intercettazioni, il 12
     luglio  2000,  giorno  dell'elezione  dell'on.  Vincenzo  Leanza  a
     Presidente della  Regione,  era  a  Palazzo  dei Normanni e avrebbe
     raccontato  e rassicurato dell'avvenuta elezione Isidoro Buongusto,
     mentre il  20  luglio,  in  altro  colloquio con Antonio Sciortino,
     avrebbe raccontato  di  una  cooperativa  di  marsala da rilevare e
     sulla quale si intuisce l'interessamento dell'Assessore Pellegrino;

     - questa  vicenda  ripropone  drammaticamente, ancora una volta, la
     questione   dell'intreccio   tra   mafia,  settori  dell'impresa  e
     politica, piegata  alla  funzione  di  garante  di  un  sistema  di
     interessi e di affari illeciti;

     -  l'Assessore   Pellegrino  è  stato  delegato  al  territorio  ed
     ambiente, e  la  sua  credibilità  e  legittimità  istituzionale  è
     fortemente pregiudicata da questa vicenda;

     - i sindaci, gli amministratori, i cittadini e gli imprenditori che
     hanno nel  suddetto  assessorato un riferimento fondamentale per la
     gestione delle  politiche  del  territorio,  a  partire  dai  piani
     regolatori,  non  ricevono  certo dai comportamenti dell'Assessore,
     emersi  dall'indagine  dei  Carabinieri,  esempio  di trasparenza e
     legalità,

                               ESPRIME CENSURA

     nei confronti dell'Assessore per il territorio e l'ambiente,

                                   IMPEGNA

                         IL PRESIDENTE DELLA REGIONE

     a revocare la nomina dell'Assessore per il territorio e l'ambiente,
     Bartolo Pellegrino. (54)

    FERRO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FERRO.  Onorevoli  colleghi,  vorrei  fare  presente che nella
  seduta  di   stamattina   è   stato   accolto  dal  Governo  come
  raccomandazione  un'ordine   del  giorno  a  mia  firma  e  degli
  onorevoli Raiti, Orlando ed altri che sostanzialmente chiedeva un
  intervento   presso   il   ministro   Moratti   per   riconoscere
  l'Associazione 'Libera' come ente di formazione.

     PRESIDENTE.   Onorevole   Ferro,   il   problema   non   è  la
  presentazione di  una mozione che di per sè blocca il percorso, è
  la specifica  esistenza di una mozione di sfiducia che ha una sua
  fisionomia regolamentare.

    FERRO. Signor Presidente, credo sia utile che l'Assemblea segua
  questo  ragionamento.  Questo  ordine  del  giorno  su 'Libera' è
  esattamente  la  fotocopia di una mozione presentata dagli stessi
  firmatari  e  che  risulta  agli  atti parlamentari nel resoconto
  della seduta di ieri.
       Ieri in  Aula è stata data lettura della mozione su 'Libera'
  presentata  dagli  stessi  firmatari  che  hanno  poi trasformato
  tale mozione  anche  in  ordine del giorno, il quale è stato oggi
  discusso.
       Pertanto,  sostanzialmente, capisco che si voglia evitare di
  fare  una   discussione,  ma  mi  pare  che  le  decisioni  della
  Presidenza  non siano conformi con quanto avvenuto qualche minuto
  addietro.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Ferro,  se  lei  mi  avesse  ascoltato
  avrebbe compreso quello che  io ho già detto.
       La mozione  di  sfiducia ha una configurazione regolamentare
  diversa dalle altre mozioni tant'è che come lei sa non può essere
  discussa prima  che  trascorrano  tre  giorni  e  in  ogni caso è
  necessario che  sia  presente  il  Presidente  della  regione, in
  questo momento non è presente nessuno dei componenti del Governo.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.   Signor   Presidente,   non  desidero  discutere la
  motivazione che  lei ha dato all'Aula, anche se non la condivido,
  tuttavia voglio seguire il suo ragionamento.
       E' stata presentata,  lei  dice, una mozione di sfiducia per
  la stessa vicenda che in questo momento è oggetto dell'ordine del
  giorno.
       Io vorrei ricordare al Presidente che è stata presentata una
  mozione di censura  e  la  natura  della  mozione  di  censura è,
  ovviamente, diversa rispetto a quella della mozione di sfiducia.
       E tuttavia, quand'anche la Presidenza ritenesse assimilabile
  la mozione  di  censura  a  quella  di  sfiducia,  se è questa la
  motivazione,   io   posso,   anche   perchè  ho  parlato  con  il
  presentatore   della   mozione  di  sfiducia,  preannunciarle  un
  orientamento,  purchè  lei  si impegni nella discussione in Aula,
  della mozione  di  censura  e  si  affronti  quindi  l'ordine del
  giorno.

     PRESIDENTE. Non ho capito, può ripetere.

     SPEZIALE.  Qui   c'è   l'onorevole   Giannopolo  che  è  primo
  firmatario della  mozione  di  censura  e l'onorevole Orlando che
  sono firmatari della mozione di censura che sono delegati insieme
  agli altri, che  sono  fra l'altro assenti, a ritirare la mozione
  di censura.
       Per cui,  la  sua  obiezione che non sia possibile discutere
  l'ordine del  giorno  perchè  andrebbe  discusso  in  uno  con la
  mozione di  censura  che lei impropriamente assimila a mozione di
  sfiducia viene meno. Per cui si può discutere sin da subito.
       Pertanto, signor  Presidente,  io  mi  rendo conto della sua
  posizione delicatissima  rispetto  a questo argomento che investe
  la responsabilità del  governo,  ma  le  chiedo  di non sottrarre
  all'Aula il diritto  di  potere  discutere  su  un argomento così
  delicato, sulla base della richiesta che è stata formulata con la
  presentazione dell'ordine del giorno.
       Si  segua   un  comportamento  lineare,  si  abbia  rispetto
  assoluto del Regolamento, in primo luogo, cosa che io le do atto,
  sia lei  ad  avere  rispetto  del  Regolamento e non si pieghi il
  Regolamento,  per  nessuna  ragione,  agli interessi di parte, in
  questo  caso  agli  interessi  del  governo o, nella fattispecie,
  dell'assessore Pellegrino.
       Pertanto, venuta  meno  la  mozione di censura, noi possiamo
  discutere l'ordine del giorno.

     ORLANDO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ORLANDO. Signor Presidente,  compete  a  lei  il  compito e la
  responsabilità di  qualificare  gli atti sottoposti all'esame del
  Parlamento regionale.
       Credo, così come ha argomentato l'onorevole Speziale, che la
  mozione  di  censura non sia certamente assimilabile alla mozione
  di sfiducia. E' una cosa diversa dalla mozione di sfiducia.
       Laddove, però,  lei  ritenesse che la mozione di censura sia
  assimilabile alla  mozione  di  sfiducia,  mi  corre  obbligo far
  notare la differenza  che  esiste  tra  la  mozione  di censura e
  l'ordine del  giorno,  perchè  la  mozione  di  censura  comporta
  l'obbligo  delle dimissioni dell'Assessore.  Il nostro ordine del
  giorno comporta l'obbligo al Presidente di ritirare la delega.
       Si tratta di  due  istituti  diversi  perchè  nel primo caso
  l'obbligo   intesta  direttamente  l'assessore  che,  laddove  si
  approva la  mozione  di  sfiducia,  deve  dimettersi, nel secondo
  caso, l'ordine del  giorno da noi presentato, è un invito formale
  al  Presidente  a  revocare  la  delega.  Invito  che,  in  linea
  puramente  teorica,  il  Presidente  potrebbe  anche disattendere
  mentre, invece, non  può essere disatteso il voto di sfiducia che
  comporta   la   decadenza  dell'assessore.  Per  questa  ragione,
  essendo due atti  diversi  - sono diversi per sua dichiarazione -
  chiediamo che si possa trattare l'ordine del giorno.

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei andare
  oltre  il  tema  ordinamentale.  Ritengo che un ordine del giorno
  così  formulato,  alla  fine,  non  sia  una  "censura" bensì una
  "sfiducia"   individuale   ad   un   assessore   perché  così  si
  rappresenta;  nel momento in cui così si rappresenta dal punto di
  vista  del nostro ordinamento c'è una prassi che porta il Governo
  a   stabilire  la  data,  a  mettere  all'ordine  del  giorno  la
  problematica  che  deve  avere il suo oggetto, il suo soggetto, a
  darne contezza a tutti i deputati, trattandosi di un atto che non
  è  di  ordinaria  amministrazione.
       Al  di  là  del  fatto  ordinamentale, il problema che viene
  sollevato è  di  rilevanza tale che, a mio avviso, non può essere
  discusso con un ordine del giorno, anche importante...

     SPEZIALE. Il Regolamento dice altra cosa

     CINTOLA. E' la mia opinione.

     ODDO. Autorevole

     CINTOLA.  Molto  autorevole   Non  capisco  in  che modo posso
  interloquire con  lei  dopo  ciò  che  ha detto ieri sera, le sue
  battute scherzose ma ridicole.

     ODDO. Lei non deve offendere;  smetta di provocare

     CINTOLA. Ieri  sera  mi  ha fatto sorridere involontariamente.
       Dicevo  che, trattandosi di una questione di tale rilevanza,
  è  chiaro  che  anche  noi  avvertiamo la necessità che l'Aula la
  affronti.  Non  possiamo  fare un dibattito di quel tenore, anche
  per  le  firme  autorevoli  e per la concettualità espressa negli
  ordini del  giorno,  che  non  sia  tale e che non abbia contezza
  dell'argomento  importante  in discussione.  Condivido pienamente
  la posizione assunta dal Presidente dell'Assemblea.  Ci sarebbero
  due   fatti   concomitanti  negativi;  io  ritengo,  invece,  che
  l'espressione,  la  volontà, il ruolo democratico da parte di chi
  vuole  impegnare  il  Governo,  il  Presidente  della  Regione, a
  ritirare   la   delega  assessoriale  siano  di  natura  talmente
  importanti  ed eccezionali che l'Assemblea venga chiamata, subito
  dopo  l'esame  del  bilancio  e  della  finanziaria,  a  dare una
  valutazione   sull'argomento   che   impegni   l'intera   volontà
  conoscitiva da parte dell'Aula  per potersi pronunciare.
       Quindi, senza volere con ciò chiudere, rinviare, 'ammazzare'
  un  dibattito, invito i firmatari a porre la questione in termini
  tali  che, concluso l'esame del bilancio e della finanziaria, che
  ritengo  stia a cuore a tutti i parlamentari, si ponga all'ordine
  del  giorno  la  questione  così da essere affrontata chiaramente
  dall'Aula.

     PRESIDENTE. Dichiaro improponibili gli ordini del giorno n. 54
  e n. 57.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


       Onorevoli colleghi, la seduta  è  rinviata a venerdì 8 marzo
  2002, alle ore 10.30, con il seguente ordine del giorno:

      I - COMUNICAZIONI

     II - LETTURA AI SENSI  E  PER  GLI  EFFETTI  DEGLI  ARTICOLI 83,
          LETTERA D  E  153  DEL  REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:

      N. 94 - Iniziative    per    favorire   l'investimento   nel
              Mezzogiorno  delle risorse  raccolte  al  Sud  dagli
              Istituti di credito.
              (6 marzo 2002)

                                 FORMICA - INCARDONA - INFURNA -
                                 IOPPOLO - TRICOLI - VIRZI'

     III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) "Bilancio  di previsione della Regione siciliana per l'anno
          finanziario  2002  e  bilancio  pluriennale per il triennio
          2002-2004." (NN. 297-299/A) (Seguito)

          Relatore di maggioranza:  on.le Antonino Croce
          Relatore di minoranza: on.le Angelo Capodicasa

       2) "Legge finanziaria 2002" (N. 298 - Stralcio II/A) (Seguito)

          Relatore di maggioranza: on.le Antonino Croce
          Relatore di minoranza: on.le Angelo Capodicasa

    La seduta è tolta alle ore 13.07

      (Licenziato dal servizio resoconti alle ore 15.30)