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Resoconto d'Aula della Seduta n. 40 di venerdì 08 marzo 2002
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   Presidenza del presidente Lo Porto


     BURGARETTA APARO , segretario, dà lettura del processo verbale
  della  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.

            ANNUNZIO DI RISPOSTA SCRITTA AD INTERROGAZIONE

     PRESIDENTE. Comunico  che è pervenuta, da parte dell'Assessore
  per la sanità, la risposta scritta alla seguente interrogazione:
    N. 115 - "Notizie  circa  il  funzionamento del Dipartimento di
  salute mentale del  distretto  di  Caltagirone,  in  provincia di
  Catania", degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe.
       Avverto  che  la  stessa  sarà  pubblicata  in  allegato  al
  resoconto stenografico della seduta odierna.

            ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNO DI LEGGE

     PRESIDENTE.  Comunico che  è stato presentato, in data 7 marzo
  2002, il seguente disegno di legge:
    -   "Iniziative    in    occasione   delle   celebrazioni   del
  cinquantacinquesimo     anniversario     della    prima    seduta
  dell'Assemblea regionale siciliana" (n. 346)
    - iniziativa parlamentare
    -  presentato  dagli  onorevoli  Lo  Porto,  Fleres,  Galletti,
  Zangara, Basile, Burgaretta, Paffumi, Scoma, Criasafulli, Turano,
  Catania Franco.

                      ANNUNZIO DI INTERROGAZIONE

     PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stata  presentata  la  seguente
  interrogazione con richiesta di risposta orale:

  N.   479  -  Interventi  per  evitare  il  rilascio  della conces-
  sione per l'escavazione a Monte Chirica (Lipari).
  - Presidente Regione
  - Assessore Territorio
  - Assessore Beni Culturali
  - Assessore Industria
    Firmatari:Panarello   Filippo;   Speziale  Calogero;  Cracolici
  Antonino;   De   Benedictis   Roberto;   Villari  Giovanni;  Zago
  Salvatore.

       Avverto,  ai   sensi   dell'articolo   127,   comma  9,  del
  Regolamento interno, che  nel corso della seduta potrà procedersi
  a votazioni mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Lo Porto


         DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONE

     PRESIDENTE. Si passa  al  II  punto  dell'ordine  del  giorno:
  Lettura ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d)
  e 153 del Regolamento interno, della seguente mozione:
    -  n.   94   "   Iniziative  per  favorire  l'investimento  nel
  Mezzogiorno delle risorse  raccolte  al  Sud  dagli  Istituti  di
  credito",  degli  onorevoli  Formica  Santi;  Incardona  Carmelo;
  Infurna  Giuseppe;   Ioppolo  Giovanni;  Tricoli  Marzio;  Virzi'
  Gioacchino. Invito il deputato segretario a darne lettura.

     BURGARETTA APARO , segretario:

                   " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che il Parlamento  nazionale  su proposta di trenta
              deputati, di maggioranza e opposizione, ha approvato
              una mozione che impegna  il  Governo ad aumentare il
              budget   delle    fondazioni   bancarie   del   Sud,
              modificando  lo  squilibrio  provocato  dal  sistema
              bancario che investe al  Nord quasi tutto il gettito
              proveniente dagli istituti bancari del Mezzogiorno;

      CONSIDERATO che la Sicilia  vive in una condizione analoga a
              quella delle altre  regioni  del  Sud  dove  vengono
              reinvestiti solo del 3%  dei  fondi che gli Istituti
              bancari raccolgono sul  nostro territorio, mentre il
              97% viene 'speso'  al Nord nella ricerca scientifica
              o per la valorizzazione dei beni culturali,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              -  a favorire  e  sostenere,  presso  gli  organismi
              competenti,    una   modifica   della   ripartizione
              geografica delle  risorse delle fondazioni bancarie,
              destinandone almeno un terzo al Sud;

              -  ad intervenire  presso  la  Fondazione  Banco  di
              Sicilia per definire  una  linea  d'azione, affinché
              una delle prime iniziative della nuova holding, dopo
              la fusione  con  la  Banca  di  Roma,  sia quella di
              progettare  di investire nel territorio siciliano le
              risorse  delle  fondazioni  provenienti  dai  nostri
              istituti di credito." (94)

     PRESIDENTE.   Dispongo   che  la  mozione  testè  letta  venga
  demandata  alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
  perchè se ne determini la data di discussione.

                         DISCUSSIONE DI DISEGNI DI LEGGE

     PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto dell'ordine del giorno:
  Discussione di disegni di legge.
       Per assenza del Governo sospendo la seduta per 15 minuti.

     (La seduta, sospesa alle  ore 10.57, è ripresa alle ore 11.13)

   PRESIDENZA del **PR


   Presidenza del presidente Lo Porto


     SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N. 297-299/A
     "BILANCIO  DI PREVISIONE DELLA REGIONE SICILIANA PER L'ANNO
     FINANZIARIO  2002  E  BILANCIO  PLURIENNALE PER IL TRIENNIO -
     2002-2004"  E  DEL  DISEGNO DI LEGGE N. 298 - STRALCIO II/A
     "LEGGE FINANZIARIA 2002"

     PRESIDENTE.  Si  procede  con  il  seguito  della  discussione
  congiunta   del  disegno  di  legge  n.  297-299/A  "Bilancio  di
  previsione  della Regione siciliana per l'anno finanziario 2002 e
  bilancio pluriennale per il triennio 2002-2004", e del disegno di
  legge  n.  298-Stralcio  II/A  "Legge  finanziaria  2002".
       Avverto  che  l'ordine  di  esame e di votazione dei singoli
  articoli  del  bilancio  a  legislazione  vigente  e  della legge
  finanziaria  avverrà, così come previsto dal Regolamento interno,
  procedendo  nell'ordine  all'esame  degli articoli del disegno di
  legge di bilancio, che  verrà  sospeso  prima della sua votazione
  finale, per passare all'esame degli articoli del disegno di legge
  finanziaria ed alla sua votazione finale.
       Approvato  il disegno di legge finanziaria, l'Aula procederà
  ad  approvare la nota di variazioni predisposta dal Governo, dopo
  che sulla stessa avrà espresso il parere la Commissione Bilancio.
       Si  procederà  quindi  alla  votazione finale della legge di
  bilancio, come modificata dalla nota di variazioni.
       Invito  i  componenti  la  seconda  Commissione  legislativa
  permanente   'Bilancio'   a   prendere   posto   al  banco  delle
  Commissioni.
       Ricordo  che  l'esame  dei  provvedimenti  era stato sospeso
  nella seduta  n.  38  del  6  marzo  2002  dopo la chiusura della
  discussione  generale  e  l'approvazione  del passaggio all'esame
  degli articoli.
       Si passa, pertanto, all'esame dell'articolo 1 del disegno di
  legge numero 297/A.
       Ne dò lettura:

                                 "Art. 1.
                      Stato di previsione dell'entrata

          1.  L'ammontare delle entrate che si prevede di accertare,
       riscuotere  e  versare  nelle  casse  della Regione nell'anno
       finanziario 2002 in forza di leggi, decreti, regolamenti e di
       ogni  altro  titolo, risulta dall'annesso stato di previsione
       dell'entrata (tabella A)."

       Sospendo  la  discussione   dell'articolo   1   per  passare
  all'esame della tabella 'A' del bilancio annuale.
       Si  passa  allo  Stato  di  previsione dell'Entrata - Avanzo
  finanziario presunto.
       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                      VERIFICA DEL NUMERO LEGALE

     FORGIONE.  Chiedo  la verifica del numero legale.

    (Alla   richiesta   si   associano   gli   onorevoli  Speziale,
    Capodicasa,  Raiti  e  Zago)

     PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini di
  Regolamento,  indìco  la  votazione  per  la  verifica del numero
  legale.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VERIFICA

     PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito della votazione di verifica del
  numero legale:

                     Presenti 25.

       L'Assemblea  non  è  in numero legale.
       Sospendo  pertanto  la  seduta,  avvertendo  che  la  stessa
  riprenderà fra un'ora.

     (La seduta, sospesa alle ore 11,25, è ripresa alle ore 12.25)

    La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                               CONGEDI

     PRESIDENTE. Comunico che  è  pervenuta da parte dell'onorevole
  Leontini la richiesta di congedo  per  la seduta di oggi, 8 marzo
  2002,  dei   deputati   Catania,   Garofalo,  Cimino,  Confalone,
  Misuraca, Vicari, Scoma.
       Non sorgendo osservazioni, i congedi si intendono accordati.

       Si passa alla votazione dell'avanzo finanziario presunto.

     CAPODICASA. Chiedo la verifica del numero legale.

    (Aderiscono alla richiesta di  verifica  del  numero legale gli
    onorevoli Orlando, Raiti, Zago e Ferro)


   Presidenza del presidente Lo Porto


    SULL'ORDINE DEI LAVORI

     FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA. Signor  Presidente,  prima che l'onorevole Formica
  chiedesse di parlare sull'ordine dei lavori, io avevo già chiesto
  la verifica del numero legale. E' una innovazione del Regolamento
  dare la parola in sede di verifica del numero legale

     PRESIDENTE.   Onorevole   Capodicasa,   c'è   stata   la   sua
  richiesta, ma non siamo ancora in sede di verifica.

     FORMICA.  La  mia  richiesta  è  stata  contestuale  alla sua,
  onorevole Capodicasa.
       Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, la mia richiesta di
  intervento sull'ordine dei lavori attiene a quella che è stata la
  risultanza  della  Conferenza  dei  Capigruppo, propedeutica alla
  decisione  circa  l'ordine  dei  lavori  d'Aula  in  merito  alla
  finanziaria.
       Io richiamo il Parlamento, e in maniera specifica i colleghi
  dell'opposizione,  a quelle che sono state le risultanze unanimi,
  votate  cioè   all'unanimità   dalla  Conferenza  dei  presidenti
  Capigruppo, e non tra un gruppo di amici.

     PRESIDENTE.   Si era stabilito  di  evitare  la  verifica  del
  numero legale, onorevole Formica.

     FORMICA.   Signor  Presidente,  ma   in  quella  sede  si  era
  stabilito un percorso e questo  percorso  non era stato frutto di
  una decisione presa dalla maggioranza ma, era stato frutto di una
  mediazione  tra  le  giuste   richieste  avanzate  da  una  parte
  dell'opposizione, che aveva richiamato  in  virtù del fatto di un
  impegno istituzionale alto e  cioè quello del Congresso Nazionale
  dei  Popolari,  sulla  necessità   che   i   lavori   d'Aula   si
  interrompessero nella giornata  odierna  alle  13.00,  13.30, per
  consentire, appunto, la  partecipazione  dei deputati popolari al
  loro Congresso, e  contestualmente  si era deciso, all'unanimità,
  che la finanziaria si  sarebbe votata, comunque, martedì notte, e
  che l'iter concordato tra tutti  i  gruppi  di  maggioranza  e di
  opposizione prevedeva che  nella giornata odierna si trattassero,
  si potessero trattare, le tabelle del bilancio e quindi c'era una
  decisione condivisa su questo iter da seguire.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Formica, la  ringrazio, ma le sue sono
  considerazioni  di  carattere politico che non hanno ingresso nel
  momento in cui si deve verificare il numero legale.

     ACIERNO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE.  Onorevole Acierno, siamo chiari: non posso aprire
  nessun dibattito sulla verifica  del  numero legale. C'è stato un
  intervento sull'ordine dei lavori  che  ho consentito che venisse
  effettuato; non intendo aprire dibattito su questo tema.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                     VERIFICA DEL NUMERO LEGALE

     PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento, indìco la votazione per la verifica del numero legale.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VERIFICA

     PRESIDENTE. Proclamo  l'esito  della  votazione  di verifica del
  numero legale: presenti 46.
       L'Assemblea  è  in  numero  legale.


   Presidenza del presidente Lo Porto


       Pongo  in  votazione  l'Avanzo  finanziario presunto.  Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Avverto  che  si procederà a votare le unità previsionali di
  base  della  Entrata  secondo  l'Amministrazione  e  il Titolo di
  competenza.

       Si  procede  con  la  rubrica "Bilancio e Finanze" - Entrate
  correnti: dalla UPB 4.3.1.1.1 alla UPB 4.2.1.5.3.
       Le  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

       Si passa alle Entrate in conto capitale: dalla UPB 4.2.2.6.1
  alla UPB 4.2.2.7.2.
       Le  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

       Si passa alle Entrate per accensioni di prestiti:  dalla UPB
  4.2.3.8.1 alla UPB 4.2.3.8.3.
       Le  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

       Si  passa  alla Rubrica "Presidenza della Regione" - Entrate
  correnti  ed  in  conto  capitale:  dalla  UPB 1.3.1.4.1 alla UPB
  1.7.1.4.2.
       Le  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

       Si  passa  alla  Rubrica  "Agricoltura  e Foreste" - Entrate
  correnti  ed  in  conto  capitale:  dalla  UPB 2.2.1.4.1 alla UPB
  2.4.2.6.1.
       Le  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

       Si passa alla Rubrica "Enti Locali" - Entrate correnti ed in
  conto capitale:  dalla UPB 3.2.1.4.1 alla UPB 3.2.2.6.2.
       Le  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

       Si  passa  alla Rubrica "Industria" - Entrate correnti ed in
  conto capitale:  dalla UPB 5.2.1.4.1 alla UPB 5.3.2.6.1.
       Le  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

       Si  passa  alla Rubrica "Lavori pubblici" - Entrate correnti
  ed in conto capitale:  dalla UPB 6.2.1.4.1 alla UPB 6.4.2.6.1.
       Le  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

       Si   passa   alla   Rubrica   "Lavoro,  previdenza  sociale,
  formazione professionale ed emigrazione" - Entrate correnti ed in
  conto capitale:  dalla UPB 7.2.1.4.1 alla UPB 7.4.2.6.1.
       Le  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

       Si  passa alla Rubrica "Cooperazione, commercio, artigianato
  e  pesca"  -  Entrate  correnti  ed in conto capitale:  dalla UPB
  8.2.1.4.1 alla UPB 8.3.2.6.1.
       Le  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

       Si  passa  alla  Rubrica  "Beni  culturali  ed  ambientali e
  pubblica  istruzione"  -  Entrate  correnti ed in conto capitale:
  dalla UPB 9.2.1.4.1 alla UPB 9.3.2.6.1.
       Le  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

       Si  passa  alla  Rubrica  "Sanità"  - Entrate correnti ed in
  conto capitale:  dalla UPB 10.2.1.4.1 alla UPB 10.5.2.6.1.
       Le  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

       Si  passa  alla  Rubrica  "Territorio  e Ambiente" - Entrate
  correnti  ed  in  conto  capitale:  dalla UPB 11.2.1.4.1 alla UPB
  11.3.2.6.1.
       Le  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

       Si passa alla Rubrica "Turismo, comunicazioni e trasporti" -
  Entrate correnti ed in conto capitale:  dalla UPB 12.2.1.4.1 alla
  UPB 12.3.2.6.1.
       Le  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

       Pongo in votazione  l'articolo 1 del disegno di legge, fatte
  salve le  modifiche  conseguenti  alla  approvazione  della legge
  finanziaria, oltre alla votazione dell'intera tabella A.
       Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa allo stato di previsione della spesa.
       Invito il  deputato  segretario a dare lettura dell'articolo
  2.

    BURGARETTA APARO.Segretario:
                                  Art. 2.
                      Stato di previsione della spesa

          1.  Sono autorizzati l'impegno ed il pagamento delle spese
       della  Regione  siciliana  per  l'anno  finanziario  2002, in
       conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla
       presente legge (tabella B).

       Avverto che si procederà a votare le UPB della Spesa secondo
  l'Amministrazione e  il  Dipartimento  o  Ufficio  equiparato cui
  compete la gestione delle stesse.
       Avverto inoltre  che  mentre  gli  emendamenti  del  Governo
  risultano  compensati  complessivamente  come  manovra, quelli di
  iniziativa   parlamentare   devono   indicare   singolarmente  la
  compensazione.
       Comunico che all'articolo 2 sono stati presentati i seguenti
  emendamenti allegati:

       - dagli onorevoli Sanzeri e Panarello: emendamento 2.3;

       - dal Governo:  emendamenti 2.4 e 2.5;

       - dall'onorevole Beninati: emendamento 2.6;

       - dagli  onorevoli Crisafulli, Villari, Lo Monte, Speziale e
  Capodicasa: emendamenti 2.1 e 2.2.

       Si procede  con  la  Rubrica  "Presidenza  della  Regione" -
  Dipartimenti   competenti:   Gabinetto   e   Uffici   di  diretta
  collaborazione all'opera del Presidente e alle dirette dipendenze
  del Presidente;  Gabinetto  e  Uffici  di  diretta collaborazione
  all'opera   dell'Assessore;   Segreteria  Generale;  Dipartimento
  regionale del  personale,  dei  servizi  generali, di quiescenza,
  previdenza  ed  assistenza del personale;  Dipartimento regionale
  della  programmazione;  Dipartimento  regionale  della protezione
  civile; Ufficio legislativo e legale; Uffici speciali.
       E' aperta la discussione sull'emendamento 2.3.
       Il parere del Governo?

    PAGANO.  Assessore   per   bilancio   e   le   finanze.  Signor
  Presidente, è  necessario  appoggiarlo  con norma finanziaria, di
  conseguenza, il parere  è  contrario. Anche se è condivisibile lo
  spirito,  perchè   comporta   un   incremento  della  voce  della
  Commissione trasparenza  che,  onestamente, ha zero come importo;
  purtroppo tecnicamente non  si  può  fare  e  non  è compensativa
  perchè utilizza il fondo  riserva.  E  poi, ci vuole una norma di
  appoggio.  Il parere  del Governo è contrario, però ne prenderemo
  atto.

    PRESIDENTE. IL parere della Commissione?

    CROCE, Presidente  della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

    FORGIONE. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    FORGIONE. Signor  Presidente,  non  so  come  andiamo avanti in
  questo Parlamento e anche come vuole andare avanti il Governo.
       Noi, solo qualche giorno fa, forse una settimana fa, abbiamo
  eletto i  componenti parlamentari designati a questa Commissione.
  Avete visto che  c'è  stata anche una polemica sulla stampa;  sul
  mancato    insediamento   e   funzionamento   della   Commissione
  trasparenza.  E' una  Commissione istituita per legge, e tutti ci
  siamo affrettati -  e  io  apprezzo, onorevole Presidente, la sua
  premura  nel   mettere   all'ordine  del  giorno  l'elezione  dei
  componenti per dare corso alla efficacia di questa Commissione -.
  Una Commissione  delicatissima  perché  è  la  Commissione  sulla
  trasparenza  degli  atti della Pubblica amministrazione contenuta
  in una legge che era, nel suo articolato, la legge anticorruzione
  qui in Sicilia;  è  una  Commissione delicata per cui una parte è
  parlamentare, un'altra parte governativa, un'altra parte, ancora,
  è designata dalle Università siciliane.
       Quindi  una  Commissione delicatissima che deve osservare lo
  stato  della  burocrazia  e  della  Pubblica amministrazione, con
  poteri  anche disciplinari rispetto allo stato della burocrazia e
  della Pubblica amministrazione; è una Commissione che è dotata di
  un apposito  ufficio.
       Il Governo,  dopo  le pressioni della stampa, si è premurato
  subito di  nominare  i propri componenti; cosa fa ora il Governo?
  Fa insediare  la  Commissione  ma  non  ne finanzia l'esistenza e
  l'attività,  dimostrando - e  a  questo  punto  è  lecito (parola
  orribile) - il sospetto che il Governo non è interessato a che ci
  sia  una Commissione "super partes" di garanzia sulla trasparenza
  e la lotta alla corruzione in Sicilia.
       Il Governo lo  dica,  il Governo, qui, non può ridurre tutto
  questo ad un problema  di  entrate  e di uscite; qui parliamo del
  sistema  della  corruzione  nella  burocrazia,  parliamo  di  una
  Commissione  che  deve  valutare,  addirittura,  i  provvedimenti
  disciplinari previsti  per  legge riguardanti la corruzione nella
  burocrazia regionale e ci troviamo un Governo che riduce tutto ad
  un fatto burocratico e dice: non ci sono i soldi.
       Ma Voi,  onorevoli  colleghi  della maggioranza, non eravate
  tutti qui una settimana fa a votare i Vostri componenti di questo
  Parlamento, designati  a far parte di questa Commissione? Ed oggi
  Voi  stessi  dite:  questa  Commissione,  che era così importante
  tanto è  vero  che  abbiamo  fatto  ventiquattro votazioni in una
  serata, non deve funzionare.
       Ma sapete  cosa  Voi oggi decidete sostenendo che il Governo
  non  debba  funzionare?  Decidete  che  non  debba funzionare una
  Commissione  che  deve  osservare  lo stato della burocrazia, una
  Commissione  che  deve  garantire  la  trasparenza della Pubblica
  amministrazione,  una Commissione che deve, addirittura, decidere
  le  incompatibilità  e  ci troviamo, poi, l'assessore Stancanelli
  che scrive  al  Presidente della Regione per chiedergli: io ho un
  burocrate che  è  stato condannato, un alto dirigente che è stato
  condannato, secondo  la  legge  lo deve trasferire? Mi puoi dire,
  tu, Presidente della Regione, se lo devo trasferire o non lo devo
  trasferire?
       Ecco, in modo informale, però è uscito sui giornali.
       Il Presidente della  Regione  gli dice applica la legge - ci
  mancherebbe pure che  il Presidente della Regione gli dica, ad un
  proprio assessore, non applicare la legge -.
       Questa Commissione  è  insediata  e  l'abbiamo istituita per
  legge approvata  all'unanimità  da  tutti,  proprio  per decidere
  anche di questi casi.
       E  già   strano   che   l'assessore  Stancanelli  scriva  al
  Presidente della Regione  per  dire devo applicare la legge o non
  la devo applicare,  già  questo  è  strano, e il Presidente della
  Regione gli dice che,  non  solo  c'è una legge nazionale, ma che
  c'è una legge regionale da applicare.
       Insomma state facendo un pasticcio che non fa onore a questo
  Governo, in questo momento.
       C'è una legge sulla trasparenza ed una Commissione che avete
  tutti Voi votato per insediarla, oggi gli dite non ha i soldi per
  funzionare e non gliene mettiamo.
       Onorevole Pagano non sta scrivendo una bellissima pagina del
  Governo  di  questa  Regione  e  non  riduca  il  problema  della
  trasparenza, della  corruzione,  che  in Sicilia vuol dire spesso
  anche i rapporti con  pezzi  della criminalità ad un fatto puro e
  semplice di entrate e di uscite di questa Regione.

     PRESIDENTE. Grazie onorevole Forgione.

     PAGANO, assessore per  il  Bilancio  e  le  Finanze. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PAGANO,  assessore  per  il  Bilancio  e  le  Finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  l'emendamento  a  firma  degli
  onorevoli Sanzeri  e  Panarello  è stato largamente condiviso dal
  Governo.
       Sono stato, ritengo,  chiaro ma se ci sono da fare ulteriori
  chiarimenti li approfondisco.
       Non si  può  tecnicamente  portare  avanti  perché  inserito
  all'interno di una  catalogazione di tipo "B", cioè supportata da
  Legge finanziaria;  ho  detto  che  tecnicamente  il  problema  è
  risolvibile e se ne fa carico il Governo.

     FORGIONE. Allora lo accantoniamo.

     PAGANO,  Assessore  per   il   bilancio   e   le  finanze.  Ma
  che accantoniamo, se  dico  che  lo  abbiamo  risolto.  Ci stiamo
  prendendo l'impegno di  risolverlo  e quindi è un fatto marginale
  l'accantonamento. Se volete  lo  possiamo  accantonare, ma non si
  risolve con questo emendamento. Comunque è accantonato, ma ripeto
  il Governo è favorevole, senza fare polemica.
       Presidente, rinnovo ancora una volta l'invito all'Assemblea.
  Il Governo ha tutta l'intenzione di risolvere questo problema che
  è stato sollevato,  senza  nessun  tipo di polemica e soprattutto
  condividendo  l'orientamento;   solo  che  è  un  fatto  tecnico.
  Lasciateci fare il nostro mestiere. Lo risolviamo.

     CRISAFULLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRISAFULLI. Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, io credo
  che ci si trovi di fronte da un lato ad una necessità politica di
  adempiere ad una scelta che il Parlamento ha compiuto, istituendo
  ed insediando la  Commissione per la trasparenza, e dall'altro ad
  un fatto tecnico che  è  ineludibile,  il  Governo non diceva una
  cosa inesatta quando ci ricordava che sul piano formale e tecnico
  il problema è  esattamente  quello che diceva l'Assessore Pagano.
  Vorrei però fare notare al Governo che questo è il Parlamento che
  sta discutendo le schede sul bilancio e la finanziaria. Se è vero
  quello che dice il Governo, che il problema si risolve, allora il
  Governo  faccia  l'emendamento sostitutivo dell'emendamento degli
  onorevoli Sanzeri e  Panarello  e lo inserisca nella finanziaria,
  nel senso che a  quel  punto  i  colleghi  saranno  ben felici di
  ritirare questo aspetto  tecnico  tenuto  conto che c'è l'impegno
  formalizzato del Governo scrivendo un emendamento da inserire nel
  testo della  finanziaria,  in sede di riscrittura, evidentemente,
  non in sede di nuovo emendamento.

     ACIERNO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ACIERNO.  Signor  Presidente,  vorrei  chiedere un chiarimento
  alla  Presidenza perché  se  ho  ascoltato  bene  le  parole  del
  Governo,   riferite   a   questo   emendamento,   mi   pare   che
  l'emendamento,  per   come   è   formulato,   è   da   dichiarare
  inammissibile. Poi c'è  un impegno politico del Governo che dice:
  siccome  il  problema  esiste,  riformuliamo  l'emendamento  come
  emendamento del Governo  da  inserire in finanziaria.  Per cui il
  dibattito su questo  emendamento,  se  è  vero quello che dice il
  Governo, non  può  esserci  perché  la Presidenza deve dichiarare
  inammissibile l'emendamento per come è formulato.

     FORGIONE. Ormai è dichiarato ammissibile.

     SANZERI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SANZERI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, non vorrei
  caricare di  tutti questi significati un semplice emendamento che
  aumenta un capitolo di spesa.  La Commissione trasparenza ha, per
  volontà del  Governo,  messo  a  disposizione  come  risorse  100
  milioni (50 mila Euro). C'era soltanto una, non dico necessità ma
  una sensibilità  maggiore  rispetto ad una volontà del Parlamento
  siciliano  di  istituire   per  la  prima  volta  nei  fatti  una
  Commissione che alzerebbe, stante che siamo sempre in un clima di
  sospetti  e  di  quant'altro,  almeno  la  qualità  della  stessa
  Assemblea.
       Per cui io  oggi, non caricando assolutamente delle cose che
  dice l'onorevole  Forgione  perché mi sembrano molte fuori luogo,
  io ho avuto  assicurazione  da  parte  del Governo, anzi prima di
  presentare   l'emendamento,   di   una  grande  disponibilità  ad
  impinguare questo capitolo  e  quindi  gliene  do  atto,  per cui
  piglio  anche per  buona  la  volontà  politica  del  Governo  di
  impinguare il capitolo, però devo rilevare che viviamo un momento
  particolare,  dove  riflettori  sono  sempre  puntati  su  questa
  Assemblea, per  cui  l'opportunità  politica  vuole  che oggi noi
  fossimo in grado,  anche  con  una  norma  che  riguarda  poi  la
  finanziaria, di  impinguare  comunque questa voce perché  c'è una
  opportunità politica  da  mandare  all'esterno:  non  è  vero, la
  Commissione trasparenza  è  una cosa importante, questa Assemblea
  ci vuole lavorare.  Ecco,  il messaggio politico che noi dobbiamo
  mandare è che questo emendamento deve essere approvato dall'Aula.
  Questa  è   la   raccomandazione   che   faccio   al   Presidente
  dell'Assemblea,   di  trovare  l'artificio  tecnico,  assieme  al
  Governo, in sede  di  bilancio,  in sede di finanziaria, per dare
  questo messaggio  al  popolo siciliano che questa Assemblea vuole
  lavorare molto verso la trasparenza.

     PAGANO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, per chiudere  definitivamente,  perchè  penso  che le
  parole dell'onorevole Sanzeri siano state chiarissime.
       Il Governo presenterà  un  emendamento in finanziaria che va
  esattamente in questa direzione.  Ma  mi pare che sia esattamente
  quello che ho detto sin dalle mie prime parole.

     CAPODICASA. Dichiaro di ritirare l'emendamento 2.3.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

     PAGANO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  desidererei  fare   una  proposta  all'Aula.  Se  il
  Parlamento è d'accordo,  naturalmente  previo consenso della S.V.
  signor Presidente, potrebbe  essere una buona idea discutere oggi
  tutti  gli  articoli   che   non   hanno  emendamenti,  dopodichè
  accontonati quelli che presentano degli emendamenti, ci prendiamo
  una pausa di sospensione per  evitare  che  poi  su ogni articolo
  possa  nascere  una  polemica,  ed  a  maggior  ragione,  nascano
  polemiche dove siamo tutti d'accordo.
       Ed allora, per evitare  perdite di tempo, rinnovo ancora una
  volta la proposta.
       Approviamo tutto ciò che  non  è, in questo momento, oggetto
  di emendamenti, e poi per  tutto  il resto chiediamo dieci minuti
  di pausa ed poi andiamo avanti.

     PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.5. a firma del Governo.
       Il parere della Commissione?

     CROCE, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Gli emendamenti 2.6 e 2.1 sono assorbiti. Pongo in votazione
  la rubrica Presidenza  relativamente  all'Unità  previsionale  di
  base dalla pagina 256 alla pagina 270.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

       Si passa alla rubrica "Agricoltura e foreste".

     CAPODICASA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA. Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  io credo
  che  l'emendamento  2.1  non  venga  assorbito  dall'approvazione
  dell'emendamento del Governo  perchè  fa  riferimento intanto due
  coperture diverse. Volevo dire  che  l'emendamento  2.1 non viene
  assorbito per il semplice  motivo che trova una copertura diversa
  da quella dell'emendamento a firma  del Governo e diversa è anche
  la finalità. Poi  in  merito  interverrà  l'onorevole Crisafulli,
  perchè credo che la  materia  riguardi  la dotazione di personale
  del Dipartimento della protezione  civile  dove  sono  sorti  dei
  problemi che l'onorevole Crisafulli,  che,  essendo uno dei padri
  del  Dipartimento,  ne vorrà  parlare.  Ma  dal  punto  di  vista
  tecnico-regolamentare, avendo una  copertura diversa, a mio avvio
  va  posto  in  votazione.   Per  quanto  concerne  il  merito  ne
  discutiamo.

     PRESIDENTE.  Onorevole Capodicasa.  Per aiutarci a comprendere
  reciprocamente. Avendo  approvato l'unità 4.1.1.1 che prevede uno
  stanziamento di 475, il 2.1 prevede un analogo incremento di voce
  ma non di cifre,  perchè  arriva ad una somma di 329.  Quindi dal
  punta di  vista  della  copertura  finanziaria  l'emendamento che
  abbiamo approvato  è  sicuramente assorbente, perchè è superiore.
  Ora, se lei  considera  i  singoli  capitoli, quello dal punto di
  vista  regolamentare  non è più possibile. Tenetelo presente, non
  lo dico per far polemica...

     CAPODICASA,  relatore  di  minoranza.  Io la ringrazio, signor
  Presidente,  perchè  così  al  primo  passo che muoviamo possiamo
  chiarire alcuni aspetti che troveremo poi in futuro.
       Quest'anno  il  bilancio  è  strutturato  in maniera diversa
  rispetto  al  passato, non non interveniamo sui singoli capitoli,
  interveniamo sulle unità previsionali di  base; però la spesa poi
  è strutturata in capitoli,  allora  nelle  more  che  l'Assemblea
  torni sulla materia per trovare un punto di equilibrio tra questi
  due  aspetti  che  io nella  relazione  di  minoranza  avevo  già
  sollevato, dobbiamo intenderci sul modo di procedere.
       Il   Governo  incrementa  il  capitolo  però  così  come  la
  normativa   prevede   può   utilizzare   nell'ambito   dell'unità
  previsionale di base per  finalità che sono diverse da quelle che
  sono   contemplate  nell'emendamento  dell'onorevole  Crisafulli,
  quindi che si  discuta  degli  emendamenti  possibilmente  quando
  insistono sulla stessa unità previsionale di base, la discussione
  bisogna farla in modo  tale  che  si  definisca  con esattezza la
  volontà  dell'Assemblea   perchè   noi  incrementiamo  una  unità
  previsionale  di  base.  Però   si   capisce,   anche  se  questo
  tecnicamente  non costituisce vincolo  per  l'esecutivo,  per  il
  Governo, che sia chiara qual è la finalità dell'incremento.
       L'onorevole Crisafulli  ritiene  di  dovere  incrementare il
  capitolo  per  finanziare  l'attività,  direi  quasi  l'esistenza
  perchè c'è un problema  di  esistenza in vita della struttura del
  dipartimento della protezione  civile.  Il  Governo probabilmente
  incrementando il capitolo ha in mente un'altra cosa.
       Pertanto, quindi noi dodbiamo  sapere  di  cosa  si  tratta,
  altrimenti  l'emendamento   del   Governo  assorbe  l'emendamento
  dell'onorevole  Crisafulli  ma  è  finalizzato  a  un'altra  cosa
  rispetto a quello che  l'onorevole  Crisafulli  intendeva  invece
  proporre.
       Credo  dunque  che  perlomeno  si   dia   conto  di  qual  è
  l'intenzione che con l'emendamento 2.1 si voleva...

     CRISAFULLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRISAFULLI.  Credo  che  nelle  argomentazioni  dell'onorevole
  Capodicasa ci sia gran parte delle  cose che io ritengo di dovere
  sottoporre  all'attenzione  dell'Aula,   del   Governo   e  della
  Presidenza  rispetto  alla  scelta   di   suggerire   un  aumento
  dell'unità previsionale; se i  colleghi  mi  seguono  cercherò di
  facilitare loro la lettura della proposta.
       Noi abbiamo  aumentato l'unità previsionale nel complessivo,
  questo  è  uno  dei  problemi  che  si  pone  rispetto  all'unità
  previsionale; all'interno di essa  vi  è un problema che riguarda
  il funzionamento del dipartimento della protezione civile.
       Il  Governo   regionale,   con   atto   amministrativo,   ha
  strutturato il dipartimento  della  protezione  civile istituendo
  uffici provinciali di protezione  civile ed utilizzando personale
  proveniente da altri dipartimenti con i quali...

     LO MONTE . Quale Assessore è stato?

     CRISAFULLI. L'Assessore successivo  al  mio,  facendo una cosa
  che io non ho condiviso ma  è  un  dettaglio.  Si  è fatta questa
  scelta, il dipartimento  ha  previsto  gli uffici, ha organizzato
  gli uffici, ha messo a  capo  di  questi uffici del personale, ha
  fatto contratti di diritto privato, ha istituito dei contratti di
  diritto  privato. Ma se tutto ciò  non  viene  supportato  da  un
  orientamento   del   Governo    con    l'impegno    a   sostenere
  finanziariamente tale struttura è  chiaro che c'è un'incongruenza
  tra una scelta - ripeto -  di  tipo  amministrativo  operata  dal
  Governo, e non attraverso una legge in quanto la legge istituisce
  il dipartimento ma la  funzionalità  doveva  essere  definita con
  atto amministrativo con la relativa copertura necessaria.
       L'opportunità di valutare quest'aspetto con il Governo credo
  sia essenziale.  Noi facciamo  un'ipotesi di copertura dell'unità
  previsionale  e  nello  specifico  indichiamo  anche  qual  è  il
  problema, con l'indicazione fra  parentesi  dei  capitoli ex ante
  ,  in  modo tale da  rendere  chiaro  il  ragionamento.  Vorremmo
  capire  dal Governo se quella  copertura  che,  invece,  è  stata
  avanzata dal Governo comprende anche questo e garantisce che essa
  venga assicurata, in modo tale che,  se è così, l'emendamento non
  ha ragion d'essere.

     PAGANO,  assessore  per  il  bilancio  e le finanze. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PAGANO, assessore per il bilancio  e le finanze.  La ringrazio
  di questa possibilità che mi dà  per  fornire dei chiarimenti. Mi
  rendo conto che la nuova impostazione  di bilancio crea una sorta
  di  ancoraggio  al passato e, se  così  fosse,  le  parole  degli
  onorevoli Crisafulli e Capodicasa  sarebbero  giuste.  Però,  nel
  momento  stesso  in  cui   noi  abbiamo  previsto  una  copertura
  complessiva all'interno del fondo riserva personale, è ovvio e va
  da  sè  che  poi, con  semplice  decreto  dell'assessore  per  il
  bilancio, verranno dirottate risorse laddove ci sia la necessità.
       Quindi, questo bisogno che era indispensabile...

     CRISAFULLI. Prima bisogna vedere se bastano.

     PAGANO,  assessore  per il bilancio e le finanze. Ma certo che
  bastano,  perchè  abbiamo  fatto   i  nostri  conti.  Dunque,  il
  ragionamento, onorevole Crisafulli, da  fare  è  un altro. Quando
  verranno  incrementate le unità così  come  da  lei  spiegato  in
  quello stesso momento, l'assessore  per  il  bilancio ele finanze
  metterà un decreto.  Abbiamo  fatto questa legge per semplificare
  il tutto, non per complicare. Quindi, le sue parole sono ...

     PAGANO,  assessore  per  il bilancio e le finanze. Sì, abbiamo
  fatto  il Parlamento  Le sue parole sono sagge, però vanno con la
  logica del precedente bilancio. Con questo è molto più snello. Il
  parere del Governo è contrario.

     PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, non possiamo tornare due, tre
  volte  sullo  stesso  argomento. Onorevole assessore Pagano, le è
  stato chiesto se, nell'ambito di questa nuova procedura che mette
  obiettivamente in difficoltà circa l'interpretazione della norma.
  il   Governo   è   in   grado   di  assicurare  che  le  finalità
  dell'emendamento  cosiddetto  "assorbito"  vengono rispettate dal
  Governo  allora  nulla  quaestio  e  si  va avanti. Se il Governo
  legittimamente   non  può  garantire  che  la  finalità  prevista
  dall'emendamento che conosciamo bene si rispettata il discorso si
  pone ed il devo continuare a capire l'opinione dei gruppi.

     PAGANO,  assessore  per  il  bilancio  e le finanze. Onorevole
  Presidente,  la  ringrazio  del  suo  autorevole  intervento che,
  certamente,  viene  da  ausilio  non  soltanto  al  Governo ed al
  Parlamento,  ma in generale anche ad una metodica che deve essere
  necessariamente utilizzata.
       E'  chiaro  che,  nel momento stesso in cui c'è questa nuova
  impostazione  del  bilancio  tutte  le  soluzioni  devono  essere
  previste  a  monte  e, quindi, il primo sarebbe il Governo a dare
  ragione  al  parlamentare di turno che fa un intervento di questo
  tipo, perchè  va  da  sè  che  non  può entrare in crisi, non può
  essere messo in  difficoltà.  Allora,  l'impostazione complessiva
  che è stata data dalla legge,  nel  momento  stesso  in  cui  noi
  abbiamo  un  fondo  di riserva  del  personale  che,  in  maniera
  complessiva, garantisce quello che lei  dice e nel momento stesso
  in cui il Governo si prende  quest'impegno,  che  con decreto ciò
  avvenga, il problema è risolto.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA.  Signor Presidente,  onorevoli colleghi, credo che
  se perdiamo un minuto sull'argomento ci sarà utile per recuperare
  dopo. Dobbiamo chiarirci perchè  questo  tema  tornerà.  Vi  sono
  emendamenti sulla stessa unità  previsionale  di base, che magari
  hanno  finalità  diverse  che,  però,  possono  essere  benissimo
  assorbiti per via del fatto che  c'è  un  emendamento del Governo
  che li assorbe.
       Qui,  per esempio, l'Assessore  dice  abbiamo  il  fondo  di
  riserva e il fondo di  riserva  laddove  dovessero  sorgere delle
  necessità per il personale  può  soccorrere.
       In realtà, onorevole Assessore,  la  spiegazione che ha dato
  l'onorevole Crisafulli è tale che la risposta che lei ha dato non
  è  assolutamente tranquillizzante e  sufficiente,  in  quanto  il
  dipartimento della protezione  civile  era dotato originariamente
  di  dieci dirigenti, il  Governo  Leanza,  assessore  l'onorevole
  Drago, decide di strutturare  in  modo  diverso  il  dipartimento
  della protezione civile aprendo degli uffici provinciali.
       Per aprire  gli uffici provinciali ha dovuto reclutare nuovo
  personale da  altre  amministrazioni,  per lo più dal settore del
  genio civile,  dirigenti,  arrivando  ad una massimo di trentadue
  dirigenti.
       I contratti di diritto privato agli altri ventidue dirigenti
  con quali soldi li  facciamo? Non ci sono i soldi. E allora non è
  vero che  si  tratta  di  una esigenza imprescindibile, quasi una
  spesa    obbligatoria    e    d'ordine   per   cui   attingeremmo
  successivamente al fondo di riserva  per il personale. Invece può
  accadere che il Governo non attinga  e  il  dipartimento  per  la
  protezione civile è obbligato, non facendo i contratti di diritto
  privato, a questi ventidue dirigenti e rimandarli negli uffici di
  loro provenienza, smantellando  così praticamente il dipartimento
  della protezione civile, se non altro gli uffici provinciali.
       Pertanto, ci vuole una  garanzia,  onorevole  assessore, che
  nell'ambito  della  discrezionalità   che   la   nuova  normativa
  garantisce  ormai  all'assessore  si   vada   ad   impinguare  la
  destinazione   della   protezione    civile    per   evitare   lo
  smantellamento di un servizio che,  come  noi  sappiamo,  è assai
  importante per una regione ad alto rischio sismico e che comunque
  è  prevista in buona parte nelle  mappe  dei  grandi  rischi  dei
  settori della nazione.
       In  questo  senso,  l'esigenza che  noi  poniamo  non  è  di
  vincolare, perchè non possiamo. L'anno prossimo poi vedremo se il
  bilancio  dovrà  essere  la stessa cosa  o  non.  Io  continuo  a
  sostenere che in questo modo anziché  andare  ad  un bilancio più
  trasparente stiamo andando ad  un  bilancio  meno  trasparente  e
  questo ovviamente ...

     PAGANO, assessore  per  il  bilancio  e  le finanze.  La legge
  l'avete fatta voi.

     CRISAFULLI.   Le   unità   previsionali   le  ha  decise  Lei,
  assessore.

     CAPODICASA.  Pertanto, signor Presidente, il nostro intervento
  è volto unicamente a  sottolineare  quest'esigenza  che  poi  nel
  momento in cui, con  proprio  atto,  l'Assessore  interverrà,  ne
  possa tenere conto.

     PRESIDENTE.  Pertanto, si ritengono  assorbiti  con la facoltà
  naturalmente dei deputati di presentare  un ordine del giorno che
  impegni il Governo ed in ogni  caso  da  questo  momento  in poi,
  poichè avremo presente in tutto il  dibattito  questo  tema che è
  essenziale. Voglio ricordare comunque che la riforma del bilancio
  prevede l'applicazione delle unità  previsionali  di base sia per
  le  singole  rubriche  sia   per   i  singoli  capitoli,  laddove
  sicuramente sono presenti gli argomenti da voi avete sollevati.

     CRISAFULLI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

     CRISAFULLI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  poichè
  siamo nella fase di avvio del  bilancio è bene chiarirci tutti le
  idee, per capire come dobbiamo  proseguire.  Se  io  dovessi fare
  affidamento alle dichiarazioni che  fa  il  Governo,  che essendo
  prevista nell'unità previsionale una cifra  e con quella cifra si
  copre tutto, le posso anticipare che  non  ha  senso alcuno degli
  emendamenti proposti in aumento delle unità previsionali.
       Cosa  significa  questo?  O  noi ci intendiamo sul fatto che
  vero  è  che  l'unità  previsionale  accorpa  la  possibilità  di
  utilizzare le risorse per questo settore o un altro settore, ma è
  anche  vero  che  lo  sforzo  emendativo  del Parlamento serve ad
  orientare una scelta anzichè un'altra;  ma  se  così  è, rispetto
  alla affermazione di principio che il  Governo  fa  'i  soldi per
  l'unità  previsionale  sono sufficienti,  ma  a  me  servono  per
  l'assistenza tecnica', perchè tanto nessuno  può  dire  che non è
  vero tenuto conto che ci sono per  questo, ci sono per quello, ci
  sono per tutto
       La  verità è che il totale non c'è, così come è successo con
  il personale. Assessore Pagano, avremo modo di discutere meglio e
  più  approfonditamente   della   questione   quando   discuteremo
  nell'ambito della finanziaria delle  risorse per il personale. Ci
  sono i soldi come fondo di riserva
       Le  faccio  notare, signor  Presidente,  lo  dico  anche  al
  Governo,  che  non è vero che  i  soldi  per  il  personale  sono
  sufficienti. Il bilancio della Regione non copre il contratto che
  è  stato  fatto dal Governo  precedente  al  vostro,  avendo  voi
  previsto  una  copertura  insufficiente,   atteso   che  è  stata
  applicata la normativa del  contratto  estendendo  i contratti di
  diritto privato a tutti, ugualmente, i dirigenti della Regione.
       Tutto ciò ha creato una  difficoltà. Allora, o ci intendiamo
  ora per capire se un emendamento  deve essere valutato per quello
  che intende dire, e il Governo  assume un impegno rispetto a quel
  percorso,  o altrimenti così in  linea  di  principio  c'è  tutto
  perchè ci sono 100 miliardi, con  questi  100  miliardi  si copre
  tutto perchè poi il Governo sulla  base delle necessità li sposta
  di qua e li mette di là. Ma la  verità  è  che  non ci saranno le
  risorse sufficienti, specie se  viene  sottoposta  una  questione
  particolare, come io mi sono permesso di dire.
       Sull'ordine   dei   lavori   io   chiedo   alla   Presidenza
  dell'Assemblea  se  lo  schema  di  ragionamento  che  io offro è
  condiviso   perchè, altrimenti, si  impone  un  ragionamento  più
  articolato  su tutto fino al punto, le dico con molta onestà, che
  potrebbe  costringere l'Aula a prevedere tanti sub-emendamenti di
  disarticolazione  delle  unità previsionali di base quanti sono i
  capitoli del bilancio vecchio  della Regione siciliana. Perchè se
  ognuno deve avere certezza di  un  orientamento tutto questo crea
  un vespaio che non ci aiuta   Lo  dico per facilitare. Mettiamoci
  d'accordo, vediamo qual è  l'intendimento della procedura e sulla
  base di questa lavoriamo.

     PRESIDENTE.  Abbiamo già votato, onorevole Crisafulli.

     CRISAFULLI. Ho capito quello che abbiamo votato. Ma adesso che
  facciamo?

     PRESIDENTE.  Quello  che  si  è  votato è votato, ora dobbiamo
  applicare  il  buon  senso  perchè  la  riforma  non  la possiamo
  eludere,  la  legge  prescrive  questo  meccanismo. C'è soltanto,
  credo,   un   istituto   parlamentare   che   può  permettere  un
  orientamento  al  Governo  ed  è l'ordine del giorno, ma la legge
  deve essere applicata.

     CRISAFULLI. No, Presidente.

     PRESIDENTE.  Onorevole Crisafulli, venga a presiedere lei

     CRISAFULLI.  Quando  deciderete di farmi presiedere ve lo dirò
  io.

     PRESIDENTE. Allora, la prego di farmi procedere nei lavori.

     CRISAFULLI. Ma lei mi deve  mettere nelle condizioni di potere
  svolgere il mio ruolo istituzionale. Qual è la linea che dobbiamo
  adottare?

     CINTOLA. La legge.

     CRISAFULLI. Ma la legge cosa dice? Quello che dico io.

     PRESIDENTE.  La legge intanto  si  presume  sia  conosciuta  e
  prevede che gli Assessori  siano titolari dell'Unità previsionale
  di base.  All'interno di essa possono gestire le somme secondo il
  criterio politico che giudicano  più  opportuno.  Un  ordine  del
  giorno potrebbe dare un orientamento formale,  ma io al di la' di
  questo non posso consentire altro.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.   Signor Presidente,  era  prevedibile  che  saremmo
  arrivati ad esaminare questo aspetto  di  ordine  generale.  E la
  discussione io la ritengo utile. Però,  vorrei che il Governo, ed
  in particolare l'Assessore, tenessero  conto  che stiamo cercando
  di stabilire una modalità che  possa  permettere di accelerare il
  percorso dei nostri lavori.
       Se il Governo si trincera dietro l'affermazione che la norma
  è   questa  e  c'è  una  assoluta  discrezionalità  nell'utilizzo
  dell'unità previsionale senza tenere conto degli orientamenti che
  possono  affacciarsi nel Parlamento regionale, commette un errore
  perché  questo imporrà  in  realtà  a  me  di  dover  fare  tanti
  emendamenti, come  diceva  prima  l'onorevole  Crisafulli, tanti
  quanti sono i capitoli del vecchio bilancio.
       Ora, siccome  non  è  nostro  intendimento  andare in questa
  direzione,  ovviamente,  in   quanto  capiamo  perfettamente  che
  abbiamo bisogno di un bilancio  snello, più avanzato; fra l'altro
  abbiamo contribuito a predisporlo.
       Io  inviterei  il  Governo   a   chiedere  dieci  minuti  di
  sospensione  per  valutare  assieme   ai   capigruppo    ed  alla
  Presidenza  dell'Assemblea  una   modalità   di  svolgimento  del
  prosieguo dei lavori sulla quale  attestarci  in  modo  tale  che
  questo permetta un'accelerazione.
       Se il Governo invece  dovesse  mantenere  la  posizione  che
  tende a mantenere, intesa nel senso  che  si va avanti attraverso
  l'unità previsionale di base esclusivamente attraverso il voto su
  di  essa,  noi  saremo  costretti  a  ricorrere  a  centinaia  di
  subemendamenti tendenti appunto a  disarticolare  il bilancio e a
  far sì che la spesa che deve essere effettuata venga vincolata.
       Noi ovviamente siamo perché si arrivi ad un accordo generale
  d'aula che permetta  di  contemplare  le due esigente: la volontà
  del Parlamento e l'esigenza di snellimento del bilancio.

      FLERES. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando abbiamo
  approvato la riforma del bilancio ci siamo occupati, e ricordo il
  dibattito che si sviluppò in  quella circostanza, anche di questi
  aspetti e abbiamo sostenuto che l'elezione diretta del Presidente
  della  Regione  e  il  rafforzamento  dei  poteri  dell'esecutivo
  rappresentavano di per sè  una condizione politica diversa poichè
  attribuivano al Parlamento il  diritto-dovere  di legiferare e al
  Governo il diritto-dovere di governare utilizzando le risorse che
  il  Parlamento attribuisce a  ciascun  ramo  di  amministrazione,
  liberando  il  capo del  ramo  dell'amministrazione  dai  vincoli
  parcellizanti  delle risorse che  potevano  essere  attribuite  a
  ciascun intervento sulla base  di una precedente disposizione sul
  bilancio.
       Onorevoli colleghi, allora, allo stato attuale il Governo ha
  perfettamente  ragione,  la modalità di prosecuzione della nostra
  attività non può che essere  quella  che  ha  descritto  poc'anzi
  prima il Presidente dell'Assemblea,  poi l'Assessore al bilancio,
  in più occasioni.
       Il problema è di diversa  natura.  Ciò  che  sostengono  gli
  onorevoli Crisafulli e Speziale ha certamente un valore politico,
  ma ha un valore politico che può essere affrontato esclusivamente
  attraverso interventi legislativi. Il  Parlamento è sempre di più
  un organo legislativo e sempre meno  un  organo  di governo della
  spesa, altrimenti non avremmo avuto  bisogno di votare la riforma
  del bilancio...

     SPEZIALE.  L'unità previsionale  di  base  non  ha un supporto
  legislativo.

     FLERES. Dicevo, quindi che  lo  strumento  parlamentare che in
  questo  momento abbiamo non  è  quello  di  orientare  attraverso
  subemendamenti  o  subunità previsionali  di  base  -  perchè  di
  questo,  poi,  si tratta -  il  bilancio  stesso,  perchè  questo
  stravolgerebbe  il  significato  della   legge.  La  legge  vuole
  attribuire al Governo la  piena  responsabilità  di utilizzare le
  risorse sulla base di quelle che sono le disposizioni legislative
  attribuite al suo ramo di amministrazione ripartendole secondo le
  sue volontà di governo  che  discendono  dal potere presidenziale
  che è figlio della riforma elettorale che è stata compiuta.
       Il Parlamento  deve  fare  la  propria parte. Ma non può che
  farla  attraverso  leggi.  Anzi,  io  voglio essere ulteriormente
  spinto  nel  mio  ragionamento.
       Nell'attuale configurazione,  è  addirittura paradossale che
  noi operiamo con unità previsionale  di  base.  Sarebbe molto più
  semplice, se la filosofia della legge  è  quella di attribuire al
  Governo sempre maggiori poteri esecutivi, distinguere il bilancio
  di  ciascuna  amministrazione  in   due   voci:  le  spese  fisse
  obbligatorie e le spese in conto  capitale,  o le altre spese che
  necessitano di una volontà politica  nel  momento  in cui vengono
  destinate ad una utilizzazione piuttosto che ad un'altra.
       Pertanto,  onorevoli  colleghi,  la  mia  proposta  è  molto
  semplice,   ed   è  quella   già   individuata   dal   Presidente
  dell'Assemblea:   in questo momento,  e  con  l'attuale  reticolo
  normativo che sovrintende alla  discussione  e  alla approvazione
  del  bilancio, noi possiamo  solamente  intervenire  sulla  Unità
  previsionale di base nel  suo insieme; non possiamo spezzettarla,
  perchè torneremmo all'ipotesi di  bilancio  precedente e, dunque,
  violeremmo le disposizioni di  legge  che vincolano il Parlamento
  al rispetto di una procedura che è  quella che la legge stessa ha
  individuato.
       In  altro  momento,  l'Aula  può  esprimere una sua volontà.
  Come?  Con ordini del giorno, ovvero, ancora meglio, intervenendo
  per  legge,  attraverso  la  finanziaria  o  attraverso  leggi di
  settore  specifiche  che  orientino  la  spesa e che vincolino il
  Governo  ad  utilizzare risorse in una direzione piuttosto che in
  un'altra. Ma  oggi,  al  di là di questo, non può essere compiuto
  nessun  altro  sforzo  di condizionamento politico dell'azione di
  governo, perchè questo non è, di fatto, possibile.  Verrebbe meno
  infatti il presupposto, il principio, la filosofia della legge di
  riforma di bilancio che abbiamo votato pochi mesi addietro.

     CINTOLA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà

     CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli  colleghi, meno male che
  è sorto il caso, e meno male che  ne usciamo subito.  La legge n.
  6 del 2001 è stata votata  da  questa  Assemblea  e  ha  proposto
  legislativamente il percorso: l'Unità  previsionale  di base. Non
  ci sono più i capitoli. Debbo  dire  che  il  dottor Di Gregorio,
  funzionario della Commissione bilancio, tutto ciò lo prospettò ai
  componenti,  e  credo  sia  stato dato  a  tutti  i  deputati  un
  promemoria molto semplice, nel quale -  e  io lo ringrazio perchè
  mi ha aiutato molto nel lavoro  -  veniva  chiarito,  in  maniera
  elementare,  che  una  serie   di  questi  emendamenti  sarebbero
  diventati, in effetti,  inammissibili  se riferiti a capitoli che
  avevano una sola linea:  'L'unità previsionale di base'.
       Quella legge  sancì  in  maniera  molto  forte - e di questo
  dobbiamo rendercene conto  -  che l'Assemblea deve legiferare, ma
  il potere esecutivo è del Governo.
       Nell'unità  previsionale  di  base possiamo creare tutti gli
  aumenti o le diminuzioni  che  vogliamo  poi sarà il Governo che,
  non solo in attuazione di  una  legge - perché  questo lo prevede
  la legge - ma in  attuazione  di un programma per mezzo del quale
  c'è  questo governo, a  dover  attuare  ed esplicitare  le  linee
  economiche di spesa.
       E allora, dobbiamo renderci  conto  che un po' di quella che
  fu chiamata 'commistio assembleare' è  finita;  non  c'è  più  il
  fiore all'occhiello del  piccolo capitolo.  E' finita questo tipo
  di iniziativa che era  parlamentare  ma  che, in effetti, non era
  nient'altro che una commistione forte col potere esecutivo.
       Però, c'è anche la  necessità,  che  credo  sia anche questa
  urgente,  che  è  stata  rappresentata  dai  colleghi  che  hanno
  presentato  l'emendamento,  ma   ci   possiamo  fermare  solo  ed
  esclusivamente ad un'affermazione di volontà politica del Governo
  che può dire: "mi impegno, andrò in quella direzione".
       Al di là di  questo  è impossibile, è controlegge, è inutile
  continuare il dibattito.  Questo  è  il primo emendamento, signor
  Presidente, ma ce ne  saranno  altri  a seguire che, se dovessero
  avere questo tipo di presentazione e fibrillazione, non darebbero
  più senso alla realizzazione della legge.
       La legge  6  non  ce   la siamo inventata ora.  Noi possiamo
  modificare ciò che è  stato  detto  fino  ad ora facendo un'altra
  legge che modifichi la  6,  che  modifichi  l'articolo  52  e  si
  ritorna ai vecchi capitoli;  ma  fintantochè  ci  sarà  in vigore
  quella legge il Governo non può che andare avanti in questo modo.
       Io  devo  dire  di  più.  Noi  siamo  stati  in  Commissione
  'Bilancio', ci siamo  stati 15 deputati, sicuramente e certamente
  abilitati non soltanto a  parlare  ma  anche  a  votare, e questo
  l'abbiamo non soltanto  detto  e ridetto ma l'abbiamo perpetrato.
  Cioè sappiamo con certezza  che  abbiamo  dato  un  parere  su un
  bilancio che ha come  base minima 'l'unità previsionale di base'.
  Quindi, abbiamo già attuato  tutto,  ora non possiamo ad ogni pié
  sospinto, a partita iniziata,  tentare  di cambiare le regole del
  gioco, questo non vale.
       Noi  possiamo  chiedere,  come  hanno  chiesto gli onorevoli
  Capodicasa e Crisafulli, al  Governo un impegno in una direzione,
  il Governo lo ha assunto  ed  è agli atti parlamentari.  Al di là
  di  questo  non  si  può  andare  perchè  significherebbe  andare
  controlegge.  Dunque, non  possiamo  che  andare  avanti  in  una
  direzione  che  ci è  dettata  dalla  legge  alla  quale  bisogna
  assoggettare ordinamenti, regole,  deputati  di serie A, di serie
  B, di serie C.     Dobbiamo  ridare  all'Assemblea  il  ruolo che
  merita, altrimenti continueremo  a  finire  sui giornali o perché
  non lavoriamo o chissà per quali altre cose. Abbiamo il dovere di
  andare avanti in piena sintonia e rispetto delle leggi.

     PAPANIA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PAPANIA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, apprezzo gli
  interventi svolti dall'onorevole Fleres e dall'onorevole Cintola,
  il quale in questi  giorni  vorrebbe  contribuire a far approvare
  prima il bilancio, ma  io  credo  che  sulle  questioni  delicate
  bisogna mettere attenzione.
       Vedete, nella  nostra  Assemblea  si tratta di utilizzare le
  unità previsionali di base per la prima volta; allora qualcuno si
  dovrebbe chiedere per la prima volta chi stabilisce quali sono le
  unità previsionali di base.
       Tra la procedura che adotta il Parlamento nazionale e quella
  che  invece  può   adottare   il  Parlamento  regionale  c'è  una
  sostanziale differenza e cioé  che nel Parlamento nazionale c'era
  un rinvio con delega al  Governo  che qui non era possibile fare;
  per cui la normativa  era,  ed  è,  sostanzialmente diversa.
       Nel  decreto  legislativo  7  agosto  1997  n.  279  vengono
  definite le unità previsionali  di  base,  così come nel bilancio
  nazionale bisogna fare, e  viene appunto detto che sono enucleate
  nell'ambito delle spese di  investimento  e quant'altro si deve e
  come si fanno  i  Centri  previsionali  di spesa. Successivamente
  viene detto che per  l'anno  finanziario  di riferimento le unità
  previsionali di base di entrata e di spesa che formano oggetto di
  approvazione parlamentare sono  individuate  ai  fini  di  cui al
  comma 9, tabella A,  del  presente decreto legislativo. Qui credo
  che il Governo queste  cose  non  se  le  possa  premettere, deve
  semplicemente applicare - come correttamente ha detto l'onorevole
  Cintola, ma in  modo  sostanzialmente diverso da come l'onorevole
  Cintola ha riferito - la  legge  n.  6, articolo 52, comma 7, che
  così recita: "Con  apposito  articolo dalla legge di approvazione
  di  bilancio  della  Regione  sono  annualmente  individuate,  in
  allegato alla legge medesima,  le  unità previsionali di base, le
  funzioni obiettivo determinate  con  riguarda  alle  esigenze  di
  definire le politiche  regionali  di  settore, etc.".  Ciò indica
  con precisione che le  unità  previsionali  di  base, anche nella
  loro connotazione, sono  oggetto dell'approvazione della legge di
  bilancio.
       Con  ciò non voglio  smontare  la  possibilità  di  fare  un
  bilancio nel più breve  tempo  possibile;  voglio  però  dire  al
  Presidente dell'Assemblea, all'Assessore  per  il  bilancio  e  a
  quest'Aula che, se non si  vuole  fare  in  modo  che si facciano
  tanti subemendamenti in  tante  unità  previsionali  di  base nel
  rispetto dei centri  previsionali  di  spesa,  sarebbe  più utile
  individuare un percorso  che tenga conto dell'obiettiva necessità
  di  lasciare  all'esecutivo  i  poteri  dell'esecutivo,  noi  non
  vogliamo assolutamente tornare indietro e tornare ai capitoli, ma
  tenga conto anche  della  necessità dell'Aula di orientare alcune
  tipologia di spesa in riferimento a leggi specifiche di settore.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.   Ne   ha  facoltà.  Onorevoli  colleghi,  sarebbe
  opportuno che ci avviassimo alla conclusione di questa importante
  discussione che è  servita  per comprendere meglio, non possiamo,
  però,  dibattere   su   questioni   sostanzialmente  politiche  o
  regolamentari nell'ambito della discussione sul bilancio.

     CAPODICASA, Signor Presidente, io la ringrazio perché  il tema
  è veramente importante e  se  abbiamo  dedicato qualche minuto mi
  pare  che  non  sia stato  tempo  perduto.  Io  noto  come  e  la
  discussione generale sul  bilancio  non  sia  stata  seguita  dai
  parlamentari, dai colleghi, perché,  sia pure come lo può fare la
  relazione di maggioranza o la relazione di minoranza, l'argomento
  è stato ampiamente  trattata nell'una e nell'altra.  La relazione
  di maggioranza, descrivendo la situazione così com'è, prende atto
  che la situazione è questa  e  dice  di  agire di conseguenza. La
  relazione di minoranza  sostiene  che l'argomento, invece, merita
  di essere rivisitato perché  il  bilancio  della Regione non è il
  bilancio dello Stato;  è,  infatti,  per dimensioni, proporzioni,
  complessità, inferiore a  quello  Stato  e,  soprattutto,  perchè
  abbiamo   un   assetto,   un'impalcatura  giuridico-istituzionale
  diversa da quella  dello  Stato.
       Allora, signor  Presidente,  è giusto tornare sull'argomento
  perché  l'onorevole Cintola,  volendo sostenere che la situazione
  è questa e bisogna andare avanti, ha sostenuto una tesi che a mio
  parere va esattamente  in  controtendenza  rispetto alle cose che
  egli  voleva qui  sostenere.  L'onorevole  Cintola  sostiene  che
  poichè abbiamo l'elezione diretta del Presidente, allora è giusto
  che il Parlamento approvi le unità previsionali di base e che poi
  l'esecutivo, in virtù del  suo  programma e della sua facoltà che
  gli deriva dal voto popolare, decida poi come utilizzarle.
       Io  sostengo, esattamente,  il  contrario  e  cioè  che  nel
  momento in cui  abbiamo  l'elezione  diretta  del Presidente, che
  sposta in capo  all'esecutivo più poteri nella gestione ordinaria
  dell'amministrazione, il Parlamento,  a cui ormai residuano pochi
  poteri, non può perdere  totalmente  i  poteri di indirizzo della
  spesa. E non può risolversi, perché  a questo basterebbe la Corte
  dei  Conti, solo in  una  sede  dove  avviene  il  controllo  dei
  consuntivi,  il controllo  ex  post.  Perché,  diciamocelo  molto
  francamente, non è questa  la  sede  idonea,  questa  è  una sede
  parlamentare, non siamo nelle  condizioni di farlo, ci sono altri
  organi che devono svolgere precipuamente questo compito.
       Ed allora,  pur  non volendo ritornare alla concezione della
  spesa per capitoli, anche  se poi i capitoli rimangono, non è che
  questo ritorno ai  capitoli  sia un dramma: i capitoli rimangono,
  sono   ormai  totalmente  nella  discrezionalità  dell'assessore.
  Sostiene l'onorevole Cintola:  "ma l'assessore ha avuto il voto".
  . Vorrei ricordare all'onorevole Cintola che questi parlamentari,
  non la minoranza  o  la  maggioranza, questi novanta parlamentari
  hanno avuto anche loro  il  voto.  Aggiungo  che,  in  virtù  del
  meccanismo elettorale, sono  gli  stessi  che hanno eletto questo
  Presidente, con il voto  riflesso,  non  lo  dimentichi né lei né
  l'onorevole Cuffaro

     CINTOLA. Né lei che ha votato la legge n. 6

     CAPODICASA. No, la prego,  questa è la legge n. 6 del 2001 che
  istituisce, onorevole Cintola...

     CINTOLA. Lei l'ha votata, prima che ci fossero le elezioni...

     CAPODICASA. La legge n.  6  del  2001 l'ha fatta lei, non l'ho
  fatta io.

     CINTOLA. E lei l'ha votata

     CAPODICASA. Io non  l'ho  votata,  capisco  che  si  trovi  in
  difficoltà, ma non aggiunga alle difficoltà altre difficoltà. Non
  l'ho votata, ma non  per  questo non mi riconosco in una esigenza
  di semplificazione, onorevole Cintola.
       Allora, il punto è un  altro:  mi  chiedo  in  che  modo  il
  Parlamento non venga  svuotato  del  potere  di  indirizzo  della
  spesa.  E' un interrogativo che dobbiamo porci.
       Noi,  signor   Presidente,   per   sua  iniziativa,  abbiamo
  insediato la Commissione Regolamento per discutere della modifica
  del Regolamento.  Non  avremmo  avuto  bisogno  di  modificare il
  Regolamento con un  taglio  di  carattere generale, avremmo anche
  potuto intervenire su singoli  aspetti.  Ma  se  lo abbiamo fatto
  con un'ottica generale  è perché noi individuiamo un'esigenza che
  oggi  è di carattere  generale,  cioè  quella  di  equilibrare  i
  poteri   tra un nuovo esecutivo, che  oggi  è  più  forte, ed  il
  Parlamento che rischia  di  vedere  compromessi  i  suoi  poteri.
  Esattamente, dentro quest'ottica,  e non c'entra l'"inciucio" tra
  maggioranza ed opposizione, perché  il problema riguarda anche la
  stessa maggioranza.
       Facciamo  l'esempio   di  un  parlamentare  di  maggioranza.
  L'onorevole Sanzeri è  parlamentare di questa maggioranza.  Quale
  "inciucio" deve mettere in  piedi con la sua maggioranza se vuole
  proporre di destinare alla Commissione trasparenza "x" lire o "x"
  euro? E' una sua  facoltà  di  parlamentare  che non può essergli
  negata.   Così  io  credo  che  valga  per  l'intero  Parlamento.
  Allora,  il   ragionamento   nasce   da   cosa?  Dall'emendamento
  dell'onorevole tizio che si va a raccomandare all'assessore?

     LO MONTE. Non  gli può essere garantito per legge, la garanzia
  può essere politica...

     CAPODICASA. No, può essere per legge

     CINTOLA.  Non   può   improvvisare   la  posizione  in  questo
  momento...

     CAPODICASA. Onorevole Cintola,  poichè la posizione non la sto
  improvvisando in questo momento, perché  se leggesse la relazione
  di  minoranza  si  accorgerebbe  che  io  mentre  affermo  che  è
  giusto procedere ad un  accorpamento per obiettivi, non è ciò che
  il  Governo  ci  propone.  Io  dissento  da  questa  modalità  di
  individuazione  degli  obiettivi   che   non  è  calibrata  sugli
  obiettivi della maggioranza  di  Governo,  bensì sull'assetto che
  l'amministrazione si è  data prima, a prescindere dagli obiettivi
  della  maggioranza  di Governo.  E  se  vuole  lo  possiamo  pure
  approfondire.
       Io  dico  un'altra   cosa,  signor  Presidente.  Queste  due
  esigenze,   l'esecutivo    che    deve   assumersi   le   proprie
  responsabilità e il Parlamento che deve assolvere ad una funzione
  di indirizzo, devono  incontrarsi;  non  è  possibile  che  l'una
  prevalga sull'altra.
       Faccio un ultimo  esempio.  Noi stiamo discutendo, onorevole
  Cintola, il caso come  nasce.  Il  caso  nasce  da un emendamento
  dell'onorevole Crisafulli  inerente  l'allocazione  delle risorse
  per quanto riguarda  la protezione civile.  Allora, la protezione
  civile, a meno che  lei  non sostenga che l'onorevole Crisafulli,
  tra quei dirigenti che  sono  transitati  dagli  Uffici del Genio
  civile, per iniziativa dell'Assessore Drago e sotto la Presidenza
  del Governo Leanza,  abbia  amici  particolari, è un'esigenza che
  lui da parlamentare  individua:  quella  cioè  di  potenziare  la
  protezione civile e lo si fa in  questa maniera.

     CINTOLA. Ho detto che è un'esigenza giusta, ma posta male.

     CAPODICASA.  Allora spezzetteremo  in  mille  unità  di  base.
  Onorevole  Cintola, le  dirò  un'ultima  cosa.  Questa  volta  il
  Parlamento è impreparato ad affrontare l'argomento perchè nessuno
  si  è  reso  conto   del  problema,  tranne  i  componenti  della
  Commissione "Bilancio". Ma io  le  garantisco che se non troviamo
  un rimedio la prossima volta tutti questi emendamenti sulle unità
  previsionali di base  li  ritroveremo  come  emendamenti  e norme
  sostanziali  nella  legge   finanziaria,  non  si  scappa   Tutto
  diventerà come l'onorevole  Berlusconi  ha  dichiarato.  La legge
  'Tremonti' di converso, la  legge finanziaria dello Stato non può
  essere come la nostra.  Sa perchè questo succede?  Perchè, poichè
  l'unità  previsionale  di   base  a  livello  nazionale  ormai  è
  istituita da molti anni e  i parlamentari lì si sono fatti furbi,
  hanno  spostato  le  previsioni  in  aumento  tutte  sulla  legge
  finanziaria e alla  finanziaria  ogni  anno sono presentati circa
  quattromila emendamenti.
       Questo diventerà proprio il  metodo  che si userà nel nostro
  Parlamento e non è,  credo,  il  metodo  migliore, perchè anzichè
  semplificare  e   delegificare  faremo  esattamente  l'operazione
  contraria.
       Quindi, al momento,  signor  Presidente',  cum grano salis",
  sono dell'avviso di procedere  con  la legge che abbiamo, sapendo
  però che questo è  un problema che sicuramente ci trascineremo in
  futuro.

     FORMICA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha  facoltà.

     FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non è privo di
  significato quanto  sostenuto  dall'onorevole  Capodicasa, e cioè
  che in sede di  prima  applicazione  questa  nuova  procedura  di
  bilancio  e  in  presenza  dell'elezione  diretta  e  quindi  del
  rafforzamento dell'esecutivo,  come  più volte abbiamo sostenuto,
  si impone, diventa  urgente  e  improcrastinabile un riequilibrio
  con il Parlamento.
       Voglio far notare  che nel sistema ad elezione diretta, come
  negli  Stati  Uniti   d'America,  il  Parlamento  è  titolato  ad
  aumentare o diminuire  nella  manovra finanziaria e comunque solo
  in quella sede ha  titolo  per riprendersi quella sua capacità di
  intervenire sul bilancio  del  Presidente. Ora non v'è dubbio che
  questo  è un problema serio  ed  è  un  problema su  cui  bisogna
  riflettere.
       Ciò  che   capisco   meno   dell'intervento   dell'onorevole
  Capodicasa, che pure condivido, è la soluzione data ora in questa
  finanziaria.
       Quindi, inviterei la  maggioranza ed il Parlamento tutto che
  comprende  anche l'opposizione  ad  approfondire  il  problema  e
  porselo in sede di  modifica  di questa normativa per la prossima
  finanziaria; ma certamente  in questa finanziaria dobbiamo andare
  avanti.  Non finirà  il  mondo  se  dall'approvazione  di  questa
  finanziaria, così come  proposta,  nascessero delle discrasie che
  il Governo stesso si è  impegnato ad ovviare in corso d'opera. E'
  chiaro che nè  l'onorevole Capodicasa nè l'opposizione sanno come
  risolvere il problema, ma  non  lo  possiamo  fare  ora.  Quindi,
  rivolgo l'invito ad andare avanti.

     PRESIDENTE. Onorevoli  colleghi,  abbiamo  tutti consentito un
  approfondito  dibattito,   per   quanto  possibile  nell'arco  di
  mezz'ora, su queste nuove normative che sono state introdotte nel
  bilancio e condivido l'opinione  di  chi ha ritenuto utile questa
  discussione.  Ci  avviamo   verso   l'orario  prefissato  per  la
  sospensione della seduta che  è  prevista per le ore 14.00. Prima
  di rinviare la seduta  voglio  fare  un  richiamo  alla  legge n.
  6/2001 "Norme in materia  di bilancio e contabilità della Regione
  siciliana"  che al comma  6  dell'articolo  1  così  recita:  "Il
  bilancio annuale di  previsione  è  articolato, sia per l'entrata
  che per la spesa, in unità previsionali di base stabilite in modo
  che  a  ciascuna   unità   corrisponda   un   unico   centro   di
  responsabilità  amministrativa   cui   è   affidata  la  relativa
  gestione".
       In pratica, dalla lettera  e  dallo  spirito di questa norma
  tutti i pericoli paventati  da  coloro  che  ravvedono  in questa
  nuova legge un  pericolo  di  ulteriore  disequilibrio fra potere
  esecutivo e potere  legislativo  sono  confermati.  Io, insieme a
  coloro  che  lo hanno  sostenuto,  sono  fra  i  fautori  di  una
  istituzione parlamentare che perda il meno possibile il vantaggio
  dei  propri  poteri   e   non   indietreggi   rispetto  a  quelli
  dell'esecutivo che pure sono  ispirati  da  un  forte  bisogno di
  stabilità e governabilità; ed è lo stesso bisogno che sicuramente
  ha ispirato coloro che hanno, a suo tempo, approvato questa legge
  di riforma, non dico  chi  e  come,  onorevole Capodicasa, questo
  Parlamento lo ha fatto e  lo  fatto  proprio  in  omaggio  ad una
  materia   che,   se    lasciata   alla   vecchia   maniera,  alla
  discrezionalità  dell'iniziativa  parlamentare,  aggredirebbe  il
  bilancio per mille e  mille frantumazioni; ma questa legge c'è ed
  obbedisce a criteri di snellezza e uniformità.
       Del resto, il Parlamento  non si è espropriato per nulla del
  diritto-dovere   di    indirizzo   perchè   rimane   l'iniziativa
  legislativa  anche  settoriale   e   parziale   che  permette  al
  Parlamento  di   imporre   all'esecutivo  l'applicazione  di  una
  determinata  legge. Condivido  l'opinione  di  chi  teme  che  un
  organismo  del genere  affidato  alla  pura  discrezionalità  del
  singolo assessore,  neppure  dell'intero  Governo,  può provocare
  qualche rischio di disequilibrio.
       Anche l'Assessore Pagano se  ne  è reso conto tanto che, più
  di  noi,  ha garantito  che  si  farà  portatore  delle  esigenze
  proposte attraverso gli  emendamenti assorbiti. Ma se il problema
  sussiste, sussiste a livello di possibile riforma della legge che
  abbiamo approvato.
       E' un argomento  che dobbiamo valutare con attenzione perchè
  non possiamo aggiustare  per  sfasciare,  ma tutti, con altissimo
  senso  di   responsabilità,   affronteremo   questa  materia  del
  riequilibrio dei due  poteri  in  Commissione per il Regolamento,
  anche se in questo  momento  non  credo  molto  che rientri nella
  competenza della stessa.  Tuttavia,  lo  affronteremo  anche  per
  quelle  parti  regolamentari   che  ci  permettono  di  agire  di
  conseguenza, ma dovremo  ancora  una  volta agire con opportunità
  politica  e   istituzionale  affinchè  questo  Parlamento  assuma
  l'iniziativa, se possibile, di una riforma.


   Presidenza del presidente Lo Porto


       La seduta è rinviata a  lunedì  11 marzo 2002, alle ore 9.30
  con il seguente ordine del giorno:

      I - COMUNICAZIONI

     II - PROGETTO   DI  BILANCIO  INTERNO  DELL'ASSEMBLEA  REGIONALE
          SICILIANA PER L'ANNO FINANZIARIO 2002 (DOC. 118)

     Relatori: i Deputati Questori

      III -  RENDICONTO  DELLE  ENTRATE  E DELLE SPESE DELL'ASSEMBLEA
          REGIONALE  SICILIANA  PER  L'ANNO FINANZIARIO 2001 (DOC. N.
          119)

      Relatori: i Deputati Questori

      IV - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) "BILANCIO DI  PREVISIONE DELLA REGIONE SICILIANA PER L'ANNO
          FINANZIARIO 2002  E  BILANCIO  PLURIENNALE  PER IL TRIENNIO
          2002-2004." (NN. 297-299/A) (SEGUITO)

          RELATORE DI MAGGIORANZA:  ON.LE ANTONINO CROCE
          RELATORE DI MINORANZA: ON.LE ANGELO CAPODICASA

       2) "LEGGE FINANZIARIA 2002" (N. 298 - STRALCIO II/A) (SEGUITO)

          RELATORE DI MAGGIORANZA: ON.LE ANTONINO CROCE
          RELATORE DI MINORANZA: ON.LE ANGELO CAPODICASA

    La seduta è tolta  alle  ore  13.56

    (Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 16.15)


   Presidenza del presidente Lo Porto


     BURGARETTA APARO , segretario, dà lettura del processo verbale
  della  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.

            ANNUNZIO DI RISPOSTA SCRITTA AD INTERROGAZIONE

     PRESIDENTE. Comunico  che è pervenuta, da parte dell'Assessore
  per la sanità, la risposta scritta alla seguente interrogazione:
    N. 115 - "Notizie  circa  il  funzionamento del Dipartimento di
  salute mentale del  distretto  di  Caltagirone,  in  provincia di
  Catania", degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe.
       Avverto  che  la  stessa  sarà  pubblicata  in  allegato  al
  resoconto stenografico della seduta odierna.

            ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNO DI LEGGE

     PRESIDENTE.  Comunico che  è stato presentato, in data 7 marzo
  2002, il seguente disegno di legge:
    -   "Iniziative    in    occasione   delle   celebrazioni   del
  cinquantacinquesimo     anniversario     della    prima    seduta
  dell'Assemblea regionale siciliana" (n. 346)
    - iniziativa parlamentare
    -  presentato  dagli  onorevoli  Lo  Porto,  Fleres,  Galletti,
  Zangara, Basile, Burgaretta, Paffumi, Scoma, Criasafulli, Turano,
  Catania Franco.

                      ANNUNZIO DI INTERROGAZIONE

     PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stata  presentata  la  seguente
  interrogazione con richiesta di risposta orale:

  N.   479  -  Interventi  per  evitare  il  rilascio  della conces-
  sione per l'escavazione a Monte Chirica (Lipari).
  - Presidente Regione
  - Assessore Territorio
  - Assessore Beni Culturali
  - Assessore Industria
    Firmatari:Panarello   Filippo;   Speziale  Calogero;  Cracolici
  Antonino;   De   Benedictis   Roberto;   Villari  Giovanni;  Zago
  Salvatore.

       Avverto,  ai   sensi   dell'articolo   127,   comma  9,  del
  Regolamento interno, che  nel corso della seduta potrà procedersi
  a votazioni mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Lo Porto


         DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONE

     PRESIDENTE. Si passa  al  II  punto  dell'ordine  del  giorno:
  Lettura ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d)
  e 153 del Regolamento interno, della seguente mozione:
    -  n.   94   "   Iniziative  per  favorire  l'investimento  nel
  Mezzogiorno delle risorse  raccolte  al  Sud  dagli  Istituti  di
  credito",  degli  onorevoli  Formica  Santi;  Incardona  Carmelo;
  Infurna  Giuseppe;   Ioppolo  Giovanni;  Tricoli  Marzio;  Virzi'
  Gioacchino. Invito il deputato segretario a darne lettura.

     BURGARETTA APARO , segretario:

                   " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che il Parlamento  nazionale  su proposta di trenta
              deputati, di maggioranza e opposizione, ha approvato
              una mozione che impegna  il  Governo ad aumentare il
              budget   delle    fondazioni   bancarie   del   Sud,
              modificando  lo  squilibrio  provocato  dal  sistema
              bancario che investe al  Nord quasi tutto il gettito
              proveniente dagli istituti bancari del Mezzogiorno;

      CONSIDERATO che la Sicilia  vive in una condizione analoga a
              quella delle altre  regioni  del  Sud  dove  vengono
              reinvestiti solo del 3%  dei  fondi che gli Istituti
              bancari raccolgono sul  nostro territorio, mentre il
              97% viene 'speso'  al Nord nella ricerca scientifica
              o per la valorizzazione dei beni culturali,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              -  a favorire  e  sostenere,  presso  gli  organismi
              competenti,    una   modifica   della   ripartizione
              geografica delle  risorse delle fondazioni bancarie,
              destinandone almeno un terzo al Sud;

              -  ad intervenire  presso  la  Fondazione  Banco  di
              Sicilia per definire  una  linea  d'azione, affinché
              una delle prime iniziative della nuova holding, dopo
              la fusione  con  la  Banca  di  Roma,  sia quella di
              progettare  di investire nel territorio siciliano le
              risorse  delle  fondazioni  provenienti  dai  nostri
              istituti di credito." (94)

     PRESIDENTE.   Dispongo   che  la  mozione  testè  letta  venga
  demandata  alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
  perchè se ne determini la data di discussione.

                         DISCUSSIONE DI DISEGNI DI LEGGE

     PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto dell'ordine del giorno:
  Discussione di disegni di legge.
       Per assenza del Governo sospendo la seduta per 15 minuti.

     (La seduta, sospesa alle  ore 10.57, è ripresa alle ore 11.13)

   PRESIDENZA del **PR


   Presidenza del presidente Lo Porto


     SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N. 297-299/A
     "BILANCIO  DI PREVISIONE DELLA REGIONE SICILIANA PER L'ANNO
     FINANZIARIO  2002  E  BILANCIO  PLURIENNALE PER IL TRIENNIO -
     2002-2004"  E  DEL  DISEGNO DI LEGGE N. 298 - STRALCIO II/A
     "LEGGE FINANZIARIA 2002"

     PRESIDENTE.  Si  procede  con  il  seguito  della  discussione
  congiunta   del  disegno  di  legge  n.  297-299/A  "Bilancio  di
  previsione  della Regione siciliana per l'anno finanziario 2002 e
  bilancio pluriennale per il triennio 2002-2004", e del disegno di
  legge  n.  298-Stralcio  II/A  "Legge  finanziaria  2002".
       Avverto  che  l'ordine  di  esame e di votazione dei singoli
  articoli  del  bilancio  a  legislazione  vigente  e  della legge
  finanziaria  avverrà, così come previsto dal Regolamento interno,
  procedendo  nell'ordine  all'esame  degli articoli del disegno di
  legge di bilancio, che  verrà  sospeso  prima della sua votazione
  finale, per passare all'esame degli articoli del disegno di legge
  finanziaria ed alla sua votazione finale.
       Approvato  il disegno di legge finanziaria, l'Aula procederà
  ad  approvare la nota di variazioni predisposta dal Governo, dopo
  che sulla stessa avrà espresso il parere la Commissione Bilancio.
       Si  procederà  quindi  alla  votazione finale della legge di
  bilancio, come modificata dalla nota di variazioni.
       Invito  i  componenti  la  seconda  Commissione  legislativa
  permanente   'Bilancio'   a   prendere   posto   al  banco  delle
  Commissioni.
       Ricordo  che  l'esame  dei  provvedimenti  era stato sospeso
  nella seduta  n.  38  del  6  marzo  2002  dopo la chiusura della
  discussione  generale  e  l'approvazione  del passaggio all'esame
  degli articoli.
       Si passa, pertanto, all'esame dell'articolo 1 del disegno di
  legge numero 297/A.
       Ne dò lettura:

                                 "Art. 1.
                      Stato di previsione dell'entrata

          1.  L'ammontare delle entrate che si prevede di accertare,
       riscuotere  e  versare  nelle  casse  della Regione nell'anno
       finanziario 2002 in forza di leggi, decreti, regolamenti e di
       ogni  altro  titolo, risulta dall'annesso stato di previsione
       dell'entrata (tabella A)."

       Sospendo  la  discussione   dell'articolo   1   per  passare
  all'esame della tabella 'A' del bilancio annuale.
       Si  passa  allo  Stato  di  previsione dell'Entrata - Avanzo
  finanziario presunto.
       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                      VERIFICA DEL NUMERO LEGALE

     FORGIONE.  Chiedo  la verifica del numero legale.

    (Alla   richiesta   si   associano   gli   onorevoli  Speziale,
    Capodicasa,  Raiti  e  Zago)

     PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini di
  Regolamento,  indìco  la  votazione  per  la  verifica del numero
  legale.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VERIFICA

     PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito della votazione di verifica del
  numero legale:

                     Presenti 25.

       L'Assemblea  non  è  in numero legale.
       Sospendo  pertanto  la  seduta,  avvertendo  che  la  stessa
  riprenderà fra un'ora.

     (La seduta, sospesa alle ore 11,25, è ripresa alle ore 12.25)

    La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                               CONGEDI

     PRESIDENTE. Comunico che  è  pervenuta da parte dell'onorevole
  Leontini la richiesta di congedo  per  la seduta di oggi, 8 marzo
  2002,  dei   deputati   Catania,   Garofalo,  Cimino,  Confalone,
  Misuraca, Vicari, Scoma.
       Non sorgendo osservazioni, i congedi si intendono accordati.

       Si passa alla votazione dell'avanzo finanziario presunto.

     CAPODICASA. Chiedo la verifica del numero legale.

    (Aderiscono alla richiesta di  verifica  del  numero legale gli
    onorevoli Orlando, Raiti, Zago e Ferro)


   Presidenza del presidente Lo Porto


    SULL'ORDINE DEI LAVORI

     FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA. Signor  Presidente,  prima che l'onorevole Formica
  chiedesse di parlare sull'ordine dei lavori, io avevo già chiesto
  la verifica del numero legale. E' una innovazione del Regolamento
  dare la parola in sede di verifica del numero legale

     PRESIDENTE.   Onorevole   Capodicasa,   c'è   stata   la   sua
  richiesta, ma non siamo ancora in sede di verifica.

     FORMICA.  La  mia  richiesta  è  stata  contestuale  alla sua,
  onorevole Capodicasa.
       Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, la mia richiesta di
  intervento sull'ordine dei lavori attiene a quella che è stata la
  risultanza  della  Conferenza  dei  Capigruppo, propedeutica alla
  decisione  circa  l'ordine  dei  lavori  d'Aula  in  merito  alla
  finanziaria.
       Io richiamo il Parlamento, e in maniera specifica i colleghi
  dell'opposizione,  a quelle che sono state le risultanze unanimi,
  votate  cioè   all'unanimità   dalla  Conferenza  dei  presidenti
  Capigruppo, e non tra un gruppo di amici.

     PRESIDENTE.   Si era stabilito  di  evitare  la  verifica  del
  numero legale, onorevole Formica.

     FORMICA.   Signor  Presidente,  ma   in  quella  sede  si  era
  stabilito un percorso e questo  percorso  non era stato frutto di
  una decisione presa dalla maggioranza ma, era stato frutto di una
  mediazione  tra  le  giuste   richieste  avanzate  da  una  parte
  dell'opposizione, che aveva richiamato  in  virtù del fatto di un
  impegno istituzionale alto e  cioè quello del Congresso Nazionale
  dei  Popolari,  sulla  necessità   che   i   lavori   d'Aula   si
  interrompessero nella giornata  odierna  alle  13.00,  13.30, per
  consentire, appunto, la  partecipazione  dei deputati popolari al
  loro Congresso, e  contestualmente  si era deciso, all'unanimità,
  che la finanziaria si  sarebbe votata, comunque, martedì notte, e
  che l'iter concordato tra tutti  i  gruppi  di  maggioranza  e di
  opposizione prevedeva che  nella giornata odierna si trattassero,
  si potessero trattare, le tabelle del bilancio e quindi c'era una
  decisione condivisa su questo iter da seguire.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Formica, la  ringrazio, ma le sue sono
  considerazioni  di  carattere politico che non hanno ingresso nel
  momento in cui si deve verificare il numero legale.

     ACIERNO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE.  Onorevole Acierno, siamo chiari: non posso aprire
  nessun dibattito sulla verifica  del  numero legale. C'è stato un
  intervento sull'ordine dei lavori  che  ho consentito che venisse
  effettuato; non intendo aprire dibattito su questo tema.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                     VERIFICA DEL NUMERO LEGALE

     PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento, indìco la votazione per la verifica del numero legale.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VERIFICA

     PRESIDENTE. Proclamo  l'esito  della  votazione  di verifica del
  numero legale: presenti 46.
       L'Assemblea  è  in  numero  legale.


   Presidenza del presidente Lo Porto


       Pongo  in  votazione  l'Avanzo  finanziario presunto.  Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Avverto  che  si procederà a votare le unità previsionali di
  base  della  Entrata  secondo  l'Amministrazione  e  il Titolo di
  competenza.

       Si  procede  con  la  rubrica "Bilancio e Finanze" - Entrate
  correnti: dalla UPB 4.3.1.1.1 alla UPB 4.2.1.5.3.
       Le  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

       Si passa alle Entrate in conto capitale: dalla UPB 4.2.2.6.1
  alla UPB 4.2.2.7.2.
       Le  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

       Si passa alle Entrate per accensioni di prestiti:  dalla UPB
  4.2.3.8.1 alla UPB 4.2.3.8.3.
       Le  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

       Si  passa  alla Rubrica "Presidenza della Regione" - Entrate
  correnti  ed  in  conto  capitale:  dalla  UPB 1.3.1.4.1 alla UPB
  1.7.1.4.2.
       Le  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

       Si  passa  alla  Rubrica  "Agricoltura  e Foreste" - Entrate
  correnti  ed  in  conto  capitale:  dalla  UPB 2.2.1.4.1 alla UPB
  2.4.2.6.1.
       Le  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

       Si passa alla Rubrica "Enti Locali" - Entrate correnti ed in
  conto capitale:  dalla UPB 3.2.1.4.1 alla UPB 3.2.2.6.2.
       Le  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

       Si  passa  alla Rubrica "Industria" - Entrate correnti ed in
  conto capitale:  dalla UPB 5.2.1.4.1 alla UPB 5.3.2.6.1.
       Le  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

       Si  passa  alla Rubrica "Lavori pubblici" - Entrate correnti
  ed in conto capitale:  dalla UPB 6.2.1.4.1 alla UPB 6.4.2.6.1.
       Le  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

       Si   passa   alla   Rubrica   "Lavoro,  previdenza  sociale,
  formazione professionale ed emigrazione" - Entrate correnti ed in
  conto capitale:  dalla UPB 7.2.1.4.1 alla UPB 7.4.2.6.1.
       Le  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

       Si  passa alla Rubrica "Cooperazione, commercio, artigianato
  e  pesca"  -  Entrate  correnti  ed in conto capitale:  dalla UPB
  8.2.1.4.1 alla UPB 8.3.2.6.1.
       Le  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

       Si  passa  alla  Rubrica  "Beni  culturali  ed  ambientali e
  pubblica  istruzione"  -  Entrate  correnti ed in conto capitale:
  dalla UPB 9.2.1.4.1 alla UPB 9.3.2.6.1.
       Le  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

       Si  passa  alla  Rubrica  "Sanità"  - Entrate correnti ed in
  conto capitale:  dalla UPB 10.2.1.4.1 alla UPB 10.5.2.6.1.
       Le  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

       Si  passa  alla  Rubrica  "Territorio  e Ambiente" - Entrate
  correnti  ed  in  conto  capitale:  dalla UPB 11.2.1.4.1 alla UPB
  11.3.2.6.1.
       Le  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

       Si passa alla Rubrica "Turismo, comunicazioni e trasporti" -
  Entrate correnti ed in conto capitale:  dalla UPB 12.2.1.4.1 alla
  UPB 12.3.2.6.1.
       Le  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

       Pongo in votazione  l'articolo 1 del disegno di legge, fatte
  salve le  modifiche  conseguenti  alla  approvazione  della legge
  finanziaria, oltre alla votazione dell'intera tabella A.
       Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa allo stato di previsione della spesa.
       Invito il  deputato  segretario a dare lettura dell'articolo
  2.

    BURGARETTA APARO.Segretario:
                                  Art. 2.
                      Stato di previsione della spesa

          1.  Sono autorizzati l'impegno ed il pagamento delle spese
       della  Regione  siciliana  per  l'anno  finanziario  2002, in
       conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla
       presente legge (tabella B).

       Avverto che si procederà a votare le UPB della Spesa secondo
  l'Amministrazione e  il  Dipartimento  o  Ufficio  equiparato cui
  compete la gestione delle stesse.
       Avverto inoltre  che  mentre  gli  emendamenti  del  Governo
  risultano  compensati  complessivamente  come  manovra, quelli di
  iniziativa   parlamentare   devono   indicare   singolarmente  la
  compensazione.
       Comunico che all'articolo 2 sono stati presentati i seguenti
  emendamenti allegati:

       - dagli onorevoli Sanzeri e Panarello: emendamento 2.3;

       - dal Governo:  emendamenti 2.4 e 2.5;

       - dall'onorevole Beninati: emendamento 2.6;

       - dagli  onorevoli Crisafulli, Villari, Lo Monte, Speziale e
  Capodicasa: emendamenti 2.1 e 2.2.

       Si procede  con  la  Rubrica  "Presidenza  della  Regione" -
  Dipartimenti   competenti:   Gabinetto   e   Uffici   di  diretta
  collaborazione all'opera del Presidente e alle dirette dipendenze
  del Presidente;  Gabinetto  e  Uffici  di  diretta collaborazione
  all'opera   dell'Assessore;   Segreteria  Generale;  Dipartimento
  regionale del  personale,  dei  servizi  generali, di quiescenza,
  previdenza  ed  assistenza del personale;  Dipartimento regionale
  della  programmazione;  Dipartimento  regionale  della protezione
  civile; Ufficio legislativo e legale; Uffici speciali.
       E' aperta la discussione sull'emendamento 2.3.
       Il parere del Governo?

    PAGANO.  Assessore   per   bilancio   e   le   finanze.  Signor
  Presidente, è  necessario  appoggiarlo  con norma finanziaria, di
  conseguenza, il parere  è  contrario. Anche se è condivisibile lo
  spirito,  perchè   comporta   un   incremento  della  voce  della
  Commissione trasparenza  che,  onestamente, ha zero come importo;
  purtroppo tecnicamente non  si  può  fare  e  non  è compensativa
  perchè utilizza il fondo  riserva.  E  poi, ci vuole una norma di
  appoggio.  Il parere  del Governo è contrario, però ne prenderemo
  atto.

    PRESIDENTE. IL parere della Commissione?

    CROCE, Presidente  della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

    FORGIONE. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    FORGIONE. Signor  Presidente,  non  so  come  andiamo avanti in
  questo Parlamento e anche come vuole andare avanti il Governo.
       Noi, solo qualche giorno fa, forse una settimana fa, abbiamo
  eletto i  componenti parlamentari designati a questa Commissione.
  Avete visto che  c'è  stata anche una polemica sulla stampa;  sul
  mancato    insediamento   e   funzionamento   della   Commissione
  trasparenza.  E' una  Commissione istituita per legge, e tutti ci
  siamo affrettati -  e  io  apprezzo, onorevole Presidente, la sua
  premura  nel   mettere   all'ordine  del  giorno  l'elezione  dei
  componenti per dare corso alla efficacia di questa Commissione -.
  Una Commissione  delicatissima  perché  è  la  Commissione  sulla
  trasparenza  degli  atti della Pubblica amministrazione contenuta
  in una legge che era, nel suo articolato, la legge anticorruzione
  qui in Sicilia;  è  una  Commissione delicata per cui una parte è
  parlamentare, un'altra parte governativa, un'altra parte, ancora,
  è designata dalle Università siciliane.
       Quindi  una  Commissione delicatissima che deve osservare lo
  stato  della  burocrazia  e  della  Pubblica amministrazione, con
  poteri  anche disciplinari rispetto allo stato della burocrazia e
  della Pubblica amministrazione; è una Commissione che è dotata di
  un apposito  ufficio.
       Il Governo,  dopo  le pressioni della stampa, si è premurato
  subito di  nominare  i propri componenti; cosa fa ora il Governo?
  Fa insediare  la  Commissione  ma  non  ne finanzia l'esistenza e
  l'attività,  dimostrando - e  a  questo  punto  è  lecito (parola
  orribile) - il sospetto che il Governo non è interessato a che ci
  sia  una Commissione "super partes" di garanzia sulla trasparenza
  e la lotta alla corruzione in Sicilia.
       Il Governo lo  dica,  il Governo, qui, non può ridurre tutto
  questo ad un problema  di  entrate  e di uscite; qui parliamo del
  sistema  della  corruzione  nella  burocrazia,  parliamo  di  una
  Commissione  che  deve  valutare,  addirittura,  i  provvedimenti
  disciplinari previsti  per  legge riguardanti la corruzione nella
  burocrazia regionale e ci troviamo un Governo che riduce tutto ad
  un fatto burocratico e dice: non ci sono i soldi.
       Ma Voi,  onorevoli  colleghi  della maggioranza, non eravate
  tutti qui una settimana fa a votare i Vostri componenti di questo
  Parlamento, designati  a far parte di questa Commissione? Ed oggi
  Voi  stessi  dite:  questa  Commissione,  che era così importante
  tanto è  vero  che  abbiamo  fatto  ventiquattro votazioni in una
  serata, non deve funzionare.
       Ma sapete  cosa  Voi oggi decidete sostenendo che il Governo
  non  debba  funzionare?  Decidete  che  non  debba funzionare una
  Commissione  che  deve  osservare  lo stato della burocrazia, una
  Commissione  che  deve  garantire  la  trasparenza della Pubblica
  amministrazione,  una Commissione che deve, addirittura, decidere
  le  incompatibilità  e  ci troviamo, poi, l'assessore Stancanelli
  che scrive  al  Presidente della Regione per chiedergli: io ho un
  burocrate che  è  stato condannato, un alto dirigente che è stato
  condannato, secondo  la  legge  lo deve trasferire? Mi puoi dire,
  tu, Presidente della Regione, se lo devo trasferire o non lo devo
  trasferire?
       Ecco, in modo informale, però è uscito sui giornali.
       Il Presidente della  Regione  gli dice applica la legge - ci
  mancherebbe pure che  il Presidente della Regione gli dica, ad un
  proprio assessore, non applicare la legge -.
       Questa Commissione  è  insediata  e  l'abbiamo istituita per
  legge approvata  all'unanimità  da  tutti,  proprio  per decidere
  anche di questi casi.
       E  già   strano   che   l'assessore  Stancanelli  scriva  al
  Presidente della Regione  per  dire devo applicare la legge o non
  la devo applicare,  già  questo  è  strano, e il Presidente della
  Regione gli dice che,  non  solo  c'è una legge nazionale, ma che
  c'è una legge regionale da applicare.
       Insomma state facendo un pasticcio che non fa onore a questo
  Governo, in questo momento.
       C'è una legge sulla trasparenza ed una Commissione che avete
  tutti Voi votato per insediarla, oggi gli dite non ha i soldi per
  funzionare e non gliene mettiamo.
       Onorevole Pagano non sta scrivendo una bellissima pagina del
  Governo  di  questa  Regione  e  non  riduca  il  problema  della
  trasparenza, della  corruzione,  che  in Sicilia vuol dire spesso
  anche i rapporti con  pezzi  della criminalità ad un fatto puro e
  semplice di entrate e di uscite di questa Regione.

     PRESIDENTE. Grazie onorevole Forgione.

     PAGANO, assessore per  il  Bilancio  e  le  Finanze. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PAGANO,  assessore  per  il  Bilancio  e  le  Finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  l'emendamento  a  firma  degli
  onorevoli Sanzeri  e  Panarello  è stato largamente condiviso dal
  Governo.
       Sono stato, ritengo,  chiaro ma se ci sono da fare ulteriori
  chiarimenti li approfondisco.
       Non si  può  tecnicamente  portare  avanti  perché  inserito
  all'interno di una  catalogazione di tipo "B", cioè supportata da
  Legge finanziaria;  ho  detto  che  tecnicamente  il  problema  è
  risolvibile e se ne fa carico il Governo.

     FORGIONE. Allora lo accantoniamo.

     PAGANO,  Assessore  per   il   bilancio   e   le  finanze.  Ma
  che accantoniamo, se  dico  che  lo  abbiamo  risolto.  Ci stiamo
  prendendo l'impegno di  risolverlo  e quindi è un fatto marginale
  l'accantonamento. Se volete  lo  possiamo  accantonare, ma non si
  risolve con questo emendamento. Comunque è accantonato, ma ripeto
  il Governo è favorevole, senza fare polemica.
       Presidente, rinnovo ancora una volta l'invito all'Assemblea.
  Il Governo ha tutta l'intenzione di risolvere questo problema che
  è stato sollevato,  senza  nessun  tipo di polemica e soprattutto
  condividendo  l'orientamento;   solo  che  è  un  fatto  tecnico.
  Lasciateci fare il nostro mestiere. Lo risolviamo.

     CRISAFULLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRISAFULLI. Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, io credo
  che ci si trovi di fronte da un lato ad una necessità politica di
  adempiere ad una scelta che il Parlamento ha compiuto, istituendo
  ed insediando la  Commissione per la trasparenza, e dall'altro ad
  un fatto tecnico che  è  ineludibile,  il  Governo non diceva una
  cosa inesatta quando ci ricordava che sul piano formale e tecnico
  il problema è  esattamente  quello che diceva l'Assessore Pagano.
  Vorrei però fare notare al Governo che questo è il Parlamento che
  sta discutendo le schede sul bilancio e la finanziaria. Se è vero
  quello che dice il Governo, che il problema si risolve, allora il
  Governo  faccia  l'emendamento sostitutivo dell'emendamento degli
  onorevoli Sanzeri e  Panarello  e lo inserisca nella finanziaria,
  nel senso che a  quel  punto  i  colleghi  saranno  ben felici di
  ritirare questo aspetto  tecnico  tenuto  conto che c'è l'impegno
  formalizzato del Governo scrivendo un emendamento da inserire nel
  testo della  finanziaria,  in sede di riscrittura, evidentemente,
  non in sede di nuovo emendamento.

     ACIERNO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ACIERNO.  Signor  Presidente,  vorrei  chiedere un chiarimento
  alla  Presidenza perché  se  ho  ascoltato  bene  le  parole  del
  Governo,   riferite   a   questo   emendamento,   mi   pare   che
  l'emendamento,  per   come   è   formulato,   è   da   dichiarare
  inammissibile. Poi c'è  un impegno politico del Governo che dice:
  siccome  il  problema  esiste,  riformuliamo  l'emendamento  come
  emendamento del Governo  da  inserire in finanziaria.  Per cui il
  dibattito su questo  emendamento,  se  è  vero quello che dice il
  Governo, non  può  esserci  perché  la Presidenza deve dichiarare
  inammissibile l'emendamento per come è formulato.

     FORGIONE. Ormai è dichiarato ammissibile.

     SANZERI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SANZERI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, non vorrei
  caricare di  tutti questi significati un semplice emendamento che
  aumenta un capitolo di spesa.  La Commissione trasparenza ha, per
  volontà del  Governo,  messo  a  disposizione  come  risorse  100
  milioni (50 mila Euro). C'era soltanto una, non dico necessità ma
  una sensibilità  maggiore  rispetto ad una volontà del Parlamento
  siciliano  di  istituire   per  la  prima  volta  nei  fatti  una
  Commissione che alzerebbe, stante che siamo sempre in un clima di
  sospetti  e  di  quant'altro,  almeno  la  qualità  della  stessa
  Assemblea.
       Per cui io  oggi, non caricando assolutamente delle cose che
  dice l'onorevole  Forgione  perché mi sembrano molte fuori luogo,
  io ho avuto  assicurazione  da  parte  del Governo, anzi prima di
  presentare   l'emendamento,   di   una  grande  disponibilità  ad
  impinguare questo capitolo  e  quindi  gliene  do  atto,  per cui
  piglio  anche per  buona  la  volontà  politica  del  Governo  di
  impinguare il capitolo, però devo rilevare che viviamo un momento
  particolare,  dove  riflettori  sono  sempre  puntati  su  questa
  Assemblea, per  cui  l'opportunità  politica  vuole  che oggi noi
  fossimo in grado,  anche  con  una  norma  che  riguarda  poi  la
  finanziaria, di  impinguare  comunque questa voce perché  c'è una
  opportunità politica  da  mandare  all'esterno:  non  è  vero, la
  Commissione trasparenza  è  una cosa importante, questa Assemblea
  ci vuole lavorare.  Ecco,  il messaggio politico che noi dobbiamo
  mandare è che questo emendamento deve essere approvato dall'Aula.
  Questa  è   la   raccomandazione   che   faccio   al   Presidente
  dell'Assemblea,   di  trovare  l'artificio  tecnico,  assieme  al
  Governo, in sede  di  bilancio,  in sede di finanziaria, per dare
  questo messaggio  al  popolo siciliano che questa Assemblea vuole
  lavorare molto verso la trasparenza.

     PAGANO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, per chiudere  definitivamente,  perchè  penso  che le
  parole dell'onorevole Sanzeri siano state chiarissime.
       Il Governo presenterà  un  emendamento in finanziaria che va
  esattamente in questa direzione.  Ma  mi pare che sia esattamente
  quello che ho detto sin dalle mie prime parole.

     CAPODICASA. Dichiaro di ritirare l'emendamento 2.3.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

     PAGANO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  desidererei  fare   una  proposta  all'Aula.  Se  il
  Parlamento è d'accordo,  naturalmente  previo consenso della S.V.
  signor Presidente, potrebbe  essere una buona idea discutere oggi
  tutti  gli  articoli   che   non   hanno  emendamenti,  dopodichè
  accontonati quelli che presentano degli emendamenti, ci prendiamo
  una pausa di sospensione per  evitare  che  poi  su ogni articolo
  possa  nascere  una  polemica,  ed  a  maggior  ragione,  nascano
  polemiche dove siamo tutti d'accordo.
       Ed allora, per evitare  perdite di tempo, rinnovo ancora una
  volta la proposta.
       Approviamo tutto ciò che  non  è, in questo momento, oggetto
  di emendamenti, e poi per  tutto  il resto chiediamo dieci minuti
  di pausa ed poi andiamo avanti.

     PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.5. a firma del Governo.
       Il parere della Commissione?

     CROCE, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Gli emendamenti 2.6 e 2.1 sono assorbiti. Pongo in votazione
  la rubrica Presidenza  relativamente  all'Unità  previsionale  di
  base dalla pagina 256 alla pagina 270.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

       Si passa alla rubrica "Agricoltura e foreste".

     CAPODICASA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA. Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  io credo
  che  l'emendamento  2.1  non  venga  assorbito  dall'approvazione
  dell'emendamento del Governo  perchè  fa  riferimento intanto due
  coperture diverse. Volevo dire  che  l'emendamento  2.1 non viene
  assorbito per il semplice  motivo che trova una copertura diversa
  da quella dell'emendamento a firma  del Governo e diversa è anche
  la finalità. Poi  in  merito  interverrà  l'onorevole Crisafulli,
  perchè credo che la  materia  riguardi  la dotazione di personale
  del Dipartimento della protezione  civile  dove  sono  sorti  dei
  problemi che l'onorevole Crisafulli,  che,  essendo uno dei padri
  del  Dipartimento,  ne vorrà  parlare.  Ma  dal  punto  di  vista
  tecnico-regolamentare, avendo una  copertura diversa, a mio avvio
  va  posto  in  votazione.   Per  quanto  concerne  il  merito  ne
  discutiamo.

     PRESIDENTE.  Onorevole Capodicasa.  Per aiutarci a comprendere
  reciprocamente. Avendo  approvato l'unità 4.1.1.1 che prevede uno
  stanziamento di 475, il 2.1 prevede un analogo incremento di voce
  ma non di cifre,  perchè  arriva ad una somma di 329.  Quindi dal
  punta di  vista  della  copertura  finanziaria  l'emendamento che
  abbiamo approvato  è  sicuramente assorbente, perchè è superiore.
  Ora, se lei  considera  i  singoli  capitoli, quello dal punto di
  vista  regolamentare  non è più possibile. Tenetelo presente, non
  lo dico per far polemica...

     CAPODICASA,  relatore  di  minoranza.  Io la ringrazio, signor
  Presidente,  perchè  così  al  primo  passo che muoviamo possiamo
  chiarire alcuni aspetti che troveremo poi in futuro.
       Quest'anno  il  bilancio  è  strutturato  in maniera diversa
  rispetto  al  passato, non non interveniamo sui singoli capitoli,
  interveniamo sulle unità previsionali di  base; però la spesa poi
  è strutturata in capitoli,  allora  nelle  more  che  l'Assemblea
  torni sulla materia per trovare un punto di equilibrio tra questi
  due  aspetti  che  io nella  relazione  di  minoranza  avevo  già
  sollevato, dobbiamo intenderci sul modo di procedere.
       Il   Governo  incrementa  il  capitolo  però  così  come  la
  normativa   prevede   può   utilizzare   nell'ambito   dell'unità
  previsionale di base per  finalità che sono diverse da quelle che
  sono   contemplate  nell'emendamento  dell'onorevole  Crisafulli,
  quindi che si  discuta  degli  emendamenti  possibilmente  quando
  insistono sulla stessa unità previsionale di base, la discussione
  bisogna farla in modo  tale  che  si  definisca  con esattezza la
  volontà  dell'Assemblea   perchè   noi  incrementiamo  una  unità
  previsionale  di  base.  Però   si   capisce,   anche  se  questo
  tecnicamente  non costituisce vincolo  per  l'esecutivo,  per  il
  Governo, che sia chiara qual è la finalità dell'incremento.
       L'onorevole Crisafulli  ritiene  di  dovere  incrementare il
  capitolo  per  finanziare  l'attività,  direi  quasi  l'esistenza
  perchè c'è un problema  di  esistenza in vita della struttura del
  dipartimento della protezione  civile.  Il  Governo probabilmente
  incrementando il capitolo ha in mente un'altra cosa.
       Pertanto, quindi noi dodbiamo  sapere  di  cosa  si  tratta,
  altrimenti  l'emendamento   del   Governo  assorbe  l'emendamento
  dell'onorevole  Crisafulli  ma  è  finalizzato  a  un'altra  cosa
  rispetto a quello che  l'onorevole  Crisafulli  intendeva  invece
  proporre.
       Credo  dunque  che  perlomeno  si   dia   conto  di  qual  è
  l'intenzione che con l'emendamento 2.1 si voleva...

     CRISAFULLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRISAFULLI.  Credo  che  nelle  argomentazioni  dell'onorevole
  Capodicasa ci sia gran parte delle  cose che io ritengo di dovere
  sottoporre  all'attenzione  dell'Aula,   del   Governo   e  della
  Presidenza  rispetto  alla  scelta   di   suggerire   un  aumento
  dell'unità previsionale; se i  colleghi  mi  seguono  cercherò di
  facilitare loro la lettura della proposta.
       Noi abbiamo  aumentato l'unità previsionale nel complessivo,
  questo  è  uno  dei  problemi  che  si  pone  rispetto  all'unità
  previsionale; all'interno di essa  vi  è un problema che riguarda
  il funzionamento del dipartimento della protezione civile.
       Il  Governo   regionale,   con   atto   amministrativo,   ha
  strutturato il dipartimento  della  protezione  civile istituendo
  uffici provinciali di protezione  civile ed utilizzando personale
  proveniente da altri dipartimenti con i quali...

     LO MONTE . Quale Assessore è stato?

     CRISAFULLI. L'Assessore successivo  al  mio,  facendo una cosa
  che io non ho condiviso ma  è  un  dettaglio.  Si  è fatta questa
  scelta, il dipartimento  ha  previsto  gli uffici, ha organizzato
  gli uffici, ha messo a  capo  di  questi uffici del personale, ha
  fatto contratti di diritto privato, ha istituito dei contratti di
  diritto  privato. Ma se tutto ciò  non  viene  supportato  da  un
  orientamento   del   Governo    con    l'impegno    a   sostenere
  finanziariamente tale struttura è  chiaro che c'è un'incongruenza
  tra una scelta - ripeto -  di  tipo  amministrativo  operata  dal
  Governo, e non attraverso una legge in quanto la legge istituisce
  il dipartimento ma la  funzionalità  doveva  essere  definita con
  atto amministrativo con la relativa copertura necessaria.
       L'opportunità di valutare quest'aspetto con il Governo credo
  sia essenziale.  Noi facciamo  un'ipotesi di copertura dell'unità
  previsionale  e  nello  specifico  indichiamo  anche  qual  è  il
  problema, con l'indicazione fra  parentesi  dei  capitoli ex ante
  ,  in  modo tale da  rendere  chiaro  il  ragionamento.  Vorremmo
  capire  dal Governo se quella  copertura  che,  invece,  è  stata
  avanzata dal Governo comprende anche questo e garantisce che essa
  venga assicurata, in modo tale che,  se è così, l'emendamento non
  ha ragion d'essere.

     PAGANO,  assessore  per  il  bilancio  e le finanze. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PAGANO, assessore per il bilancio  e le finanze.  La ringrazio
  di questa possibilità che mi dà  per  fornire dei chiarimenti. Mi
  rendo conto che la nuova impostazione  di bilancio crea una sorta
  di  ancoraggio  al passato e, se  così  fosse,  le  parole  degli
  onorevoli Crisafulli e Capodicasa  sarebbero  giuste.  Però,  nel
  momento  stesso  in  cui   noi  abbiamo  previsto  una  copertura
  complessiva all'interno del fondo riserva personale, è ovvio e va
  da  sè  che  poi, con  semplice  decreto  dell'assessore  per  il
  bilancio, verranno dirottate risorse laddove ci sia la necessità.
       Quindi, questo bisogno che era indispensabile...

     CRISAFULLI. Prima bisogna vedere se bastano.

     PAGANO,  assessore  per il bilancio e le finanze. Ma certo che
  bastano,  perchè  abbiamo  fatto   i  nostri  conti.  Dunque,  il
  ragionamento, onorevole Crisafulli, da  fare  è  un altro. Quando
  verranno  incrementate le unità così  come  da  lei  spiegato  in
  quello stesso momento, l'assessore  per  il  bilancio ele finanze
  metterà un decreto.  Abbiamo  fatto questa legge per semplificare
  il tutto, non per complicare. Quindi, le sue parole sono ...

     PAGANO,  assessore  per  il bilancio e le finanze. Sì, abbiamo
  fatto  il Parlamento  Le sue parole sono sagge, però vanno con la
  logica del precedente bilancio. Con questo è molto più snello. Il
  parere del Governo è contrario.

     PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, non possiamo tornare due, tre
  volte  sullo  stesso  argomento. Onorevole assessore Pagano, le è
  stato chiesto se, nell'ambito di questa nuova procedura che mette
  obiettivamente in difficoltà circa l'interpretazione della norma.
  il   Governo   è   in   grado   di  assicurare  che  le  finalità
  dell'emendamento  cosiddetto  "assorbito"  vengono rispettate dal
  Governo  allora  nulla  quaestio  e  si  va avanti. Se il Governo
  legittimamente   non  può  garantire  che  la  finalità  prevista
  dall'emendamento che conosciamo bene si rispettata il discorso si
  pone ed il devo continuare a capire l'opinione dei gruppi.

     PAGANO,  assessore  per  il  bilancio  e le finanze. Onorevole
  Presidente,  la  ringrazio  del  suo  autorevole  intervento che,
  certamente,  viene  da  ausilio  non  soltanto  al  Governo ed al
  Parlamento,  ma in generale anche ad una metodica che deve essere
  necessariamente utilizzata.
       E'  chiaro  che,  nel momento stesso in cui c'è questa nuova
  impostazione  del  bilancio  tutte  le  soluzioni  devono  essere
  previste  a  monte  e, quindi, il primo sarebbe il Governo a dare
  ragione  al  parlamentare di turno che fa un intervento di questo
  tipo, perchè  va  da  sè  che  non  può entrare in crisi, non può
  essere messo in  difficoltà.  Allora,  l'impostazione complessiva
  che è stata data dalla legge,  nel  momento  stesso  in  cui  noi
  abbiamo  un  fondo  di riserva  del  personale  che,  in  maniera
  complessiva, garantisce quello che lei  dice e nel momento stesso
  in cui il Governo si prende  quest'impegno,  che  con decreto ciò
  avvenga, il problema è risolto.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA.  Signor Presidente,  onorevoli colleghi, credo che
  se perdiamo un minuto sull'argomento ci sarà utile per recuperare
  dopo. Dobbiamo chiarirci perchè  questo  tema  tornerà.  Vi  sono
  emendamenti sulla stessa unità  previsionale  di base, che magari
  hanno  finalità  diverse  che,  però,  possono  essere  benissimo
  assorbiti per via del fatto che  c'è  un  emendamento del Governo
  che li assorbe.
       Qui,  per esempio, l'Assessore  dice  abbiamo  il  fondo  di
  riserva e il fondo di  riserva  laddove  dovessero  sorgere delle
  necessità per il personale  può  soccorrere.
       In realtà, onorevole Assessore,  la  spiegazione che ha dato
  l'onorevole Crisafulli è tale che la risposta che lei ha dato non
  è  assolutamente tranquillizzante e  sufficiente,  in  quanto  il
  dipartimento della protezione  civile  era dotato originariamente
  di  dieci dirigenti, il  Governo  Leanza,  assessore  l'onorevole
  Drago, decide di strutturare  in  modo  diverso  il  dipartimento
  della protezione civile aprendo degli uffici provinciali.
       Per aprire  gli uffici provinciali ha dovuto reclutare nuovo
  personale da  altre  amministrazioni,  per lo più dal settore del
  genio civile,  dirigenti,  arrivando  ad una massimo di trentadue
  dirigenti.
       I contratti di diritto privato agli altri ventidue dirigenti
  con quali soldi li  facciamo? Non ci sono i soldi. E allora non è
  vero che  si  tratta  di  una esigenza imprescindibile, quasi una
  spesa    obbligatoria    e    d'ordine   per   cui   attingeremmo
  successivamente al fondo di riserva  per il personale. Invece può
  accadere che il Governo non attinga  e  il  dipartimento  per  la
  protezione civile è obbligato, non facendo i contratti di diritto
  privato, a questi ventidue dirigenti e rimandarli negli uffici di
  loro provenienza, smantellando  così praticamente il dipartimento
  della protezione civile, se non altro gli uffici provinciali.
       Pertanto, ci vuole una  garanzia,  onorevole  assessore, che
  nell'ambito  della  discrezionalità   che   la   nuova  normativa
  garantisce  ormai  all'assessore  si   vada   ad   impinguare  la
  destinazione   della   protezione    civile    per   evitare   lo
  smantellamento di un servizio che,  come  noi  sappiamo,  è assai
  importante per una regione ad alto rischio sismico e che comunque
  è  prevista in buona parte nelle  mappe  dei  grandi  rischi  dei
  settori della nazione.
       In  questo  senso,  l'esigenza che  noi  poniamo  non  è  di
  vincolare, perchè non possiamo. L'anno prossimo poi vedremo se il
  bilancio  dovrà  essere  la stessa cosa  o  non.  Io  continuo  a
  sostenere che in questo modo anziché  andare  ad  un bilancio più
  trasparente stiamo andando ad  un  bilancio  meno  trasparente  e
  questo ovviamente ...

     PAGANO, assessore  per  il  bilancio  e  le finanze.  La legge
  l'avete fatta voi.

     CRISAFULLI.   Le   unità   previsionali   le  ha  decise  Lei,
  assessore.

     CAPODICASA.  Pertanto, signor Presidente, il nostro intervento
  è volto unicamente a  sottolineare  quest'esigenza  che  poi  nel
  momento in cui, con  proprio  atto,  l'Assessore  interverrà,  ne
  possa tenere conto.

     PRESIDENTE.  Pertanto, si ritengono  assorbiti  con la facoltà
  naturalmente dei deputati di presentare  un ordine del giorno che
  impegni il Governo ed in ogni  caso  da  questo  momento  in poi,
  poichè avremo presente in tutto il  dibattito  questo  tema che è
  essenziale. Voglio ricordare comunque che la riforma del bilancio
  prevede l'applicazione delle unità  previsionali  di base sia per
  le  singole  rubriche  sia   per   i  singoli  capitoli,  laddove
  sicuramente sono presenti gli argomenti da voi avete sollevati.

     CRISAFULLI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

     CRISAFULLI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  poichè
  siamo nella fase di avvio del  bilancio è bene chiarirci tutti le
  idee, per capire come dobbiamo  proseguire.  Se  io  dovessi fare
  affidamento alle dichiarazioni che  fa  il  Governo,  che essendo
  prevista nell'unità previsionale una cifra  e con quella cifra si
  copre tutto, le posso anticipare che  non  ha  senso alcuno degli
  emendamenti proposti in aumento delle unità previsionali.
       Cosa  significa  questo?  O  noi ci intendiamo sul fatto che
  vero  è  che  l'unità  previsionale  accorpa  la  possibilità  di
  utilizzare le risorse per questo settore o un altro settore, ma è
  anche  vero  che  lo  sforzo  emendativo  del Parlamento serve ad
  orientare una scelta anzichè un'altra;  ma  se  così  è, rispetto
  alla affermazione di principio che il  Governo  fa  'i  soldi per
  l'unità  previsionale  sono sufficienti,  ma  a  me  servono  per
  l'assistenza tecnica', perchè tanto nessuno  può  dire  che non è
  vero tenuto conto che ci sono per  questo, ci sono per quello, ci
  sono per tutto
       La  verità è che il totale non c'è, così come è successo con
  il personale. Assessore Pagano, avremo modo di discutere meglio e
  più  approfonditamente   della   questione   quando   discuteremo
  nell'ambito della finanziaria delle  risorse per il personale. Ci
  sono i soldi come fondo di riserva
       Le  faccio  notare, signor  Presidente,  lo  dico  anche  al
  Governo,  che  non è vero che  i  soldi  per  il  personale  sono
  sufficienti. Il bilancio della Regione non copre il contratto che
  è  stato  fatto dal Governo  precedente  al  vostro,  avendo  voi
  previsto  una  copertura  insufficiente,   atteso   che  è  stata
  applicata la normativa del  contratto  estendendo  i contratti di
  diritto privato a tutti, ugualmente, i dirigenti della Regione.
       Tutto ciò ha creato una  difficoltà. Allora, o ci intendiamo
  ora per capire se un emendamento  deve essere valutato per quello
  che intende dire, e il Governo  assume un impegno rispetto a quel
  percorso,  o altrimenti così in  linea  di  principio  c'è  tutto
  perchè ci sono 100 miliardi, con  questi  100  miliardi  si copre
  tutto perchè poi il Governo sulla  base delle necessità li sposta
  di qua e li mette di là. Ma la  verità  è  che  non ci saranno le
  risorse sufficienti, specie se  viene  sottoposta  una  questione
  particolare, come io mi sono permesso di dire.
       Sull'ordine   dei   lavori   io   chiedo   alla   Presidenza
  dell'Assemblea  se  lo  schema  di  ragionamento  che  io offro è
  condiviso   perchè, altrimenti, si  impone  un  ragionamento  più
  articolato  su tutto fino al punto, le dico con molta onestà, che
  potrebbe  costringere l'Aula a prevedere tanti sub-emendamenti di
  disarticolazione  delle  unità previsionali di base quanti sono i
  capitoli del bilancio vecchio  della Regione siciliana. Perchè se
  ognuno deve avere certezza di  un  orientamento tutto questo crea
  un vespaio che non ci aiuta   Lo  dico per facilitare. Mettiamoci
  d'accordo, vediamo qual è  l'intendimento della procedura e sulla
  base di questa lavoriamo.

     PRESIDENTE.  Abbiamo già votato, onorevole Crisafulli.

     CRISAFULLI. Ho capito quello che abbiamo votato. Ma adesso che
  facciamo?

     PRESIDENTE.  Quello  che  si  è  votato è votato, ora dobbiamo
  applicare  il  buon  senso  perchè  la  riforma  non  la possiamo
  eludere,  la  legge  prescrive  questo  meccanismo. C'è soltanto,
  credo,   un   istituto   parlamentare   che   può  permettere  un
  orientamento  al  Governo  ed  è l'ordine del giorno, ma la legge
  deve essere applicata.

     CRISAFULLI. No, Presidente.

     PRESIDENTE.  Onorevole Crisafulli, venga a presiedere lei

     CRISAFULLI.  Quando  deciderete di farmi presiedere ve lo dirò
  io.

     PRESIDENTE. Allora, la prego di farmi procedere nei lavori.

     CRISAFULLI. Ma lei mi deve  mettere nelle condizioni di potere
  svolgere il mio ruolo istituzionale. Qual è la linea che dobbiamo
  adottare?

     CINTOLA. La legge.

     CRISAFULLI. Ma la legge cosa dice? Quello che dico io.

     PRESIDENTE.  La legge intanto  si  presume  sia  conosciuta  e
  prevede che gli Assessori  siano titolari dell'Unità previsionale
  di base.  All'interno di essa possono gestire le somme secondo il
  criterio politico che giudicano  più  opportuno.  Un  ordine  del
  giorno potrebbe dare un orientamento formale,  ma io al di la' di
  questo non posso consentire altro.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.   Signor Presidente,  era  prevedibile  che  saremmo
  arrivati ad esaminare questo aspetto  di  ordine  generale.  E la
  discussione io la ritengo utile. Però,  vorrei che il Governo, ed
  in particolare l'Assessore, tenessero  conto  che stiamo cercando
  di stabilire una modalità che  possa  permettere di accelerare il
  percorso dei nostri lavori.
       Se il Governo si trincera dietro l'affermazione che la norma
  è   questa  e  c'è  una  assoluta  discrezionalità  nell'utilizzo
  dell'unità previsionale senza tenere conto degli orientamenti che
  possono  affacciarsi nel Parlamento regionale, commette un errore
  perché  questo imporrà  in  realtà  a  me  di  dover  fare  tanti
  emendamenti, come  diceva  prima  l'onorevole  Crisafulli, tanti
  quanti sono i capitoli del vecchio bilancio.
       Ora, siccome  non  è  nostro  intendimento  andare in questa
  direzione,  ovviamente,  in   quanto  capiamo  perfettamente  che
  abbiamo bisogno di un bilancio  snello, più avanzato; fra l'altro
  abbiamo contribuito a predisporlo.
       Io  inviterei  il  Governo   a   chiedere  dieci  minuti  di
  sospensione  per  valutare  assieme   ai   capigruppo    ed  alla
  Presidenza  dell'Assemblea  una   modalità   di  svolgimento  del
  prosieguo dei lavori sulla quale  attestarci  in  modo  tale  che
  questo permetta un'accelerazione.
       Se il Governo invece  dovesse  mantenere  la  posizione  che
  tende a mantenere, intesa nel senso  che  si va avanti attraverso
  l'unità previsionale di base esclusivamente attraverso il voto su
  di  essa,  noi  saremo  costretti  a  ricorrere  a  centinaia  di
  subemendamenti tendenti appunto a  disarticolare  il bilancio e a
  far sì che la spesa che deve essere effettuata venga vincolata.
       Noi ovviamente siamo perché si arrivi ad un accordo generale
  d'aula che permetta  di  contemplare  le due esigente: la volontà
  del Parlamento e l'esigenza di snellimento del bilancio.

      FLERES. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando abbiamo
  approvato la riforma del bilancio ci siamo occupati, e ricordo il
  dibattito che si sviluppò in  quella circostanza, anche di questi
  aspetti e abbiamo sostenuto che l'elezione diretta del Presidente
  della  Regione  e  il  rafforzamento  dei  poteri  dell'esecutivo
  rappresentavano di per sè  una condizione politica diversa poichè
  attribuivano al Parlamento il  diritto-dovere  di legiferare e al
  Governo il diritto-dovere di governare utilizzando le risorse che
  il  Parlamento attribuisce a  ciascun  ramo  di  amministrazione,
  liberando  il  capo del  ramo  dell'amministrazione  dai  vincoli
  parcellizanti  delle risorse che  potevano  essere  attribuite  a
  ciascun intervento sulla base  di una precedente disposizione sul
  bilancio.
       Onorevoli colleghi, allora, allo stato attuale il Governo ha
  perfettamente  ragione,  la modalità di prosecuzione della nostra
  attività non può che essere  quella  che  ha  descritto  poc'anzi
  prima il Presidente dell'Assemblea,  poi l'Assessore al bilancio,
  in più occasioni.
       Il problema è di diversa  natura.  Ciò  che  sostengono  gli
  onorevoli Crisafulli e Speziale ha certamente un valore politico,
  ma ha un valore politico che può essere affrontato esclusivamente
  attraverso interventi legislativi. Il  Parlamento è sempre di più
  un organo legislativo e sempre meno  un  organo  di governo della
  spesa, altrimenti non avremmo avuto  bisogno di votare la riforma
  del bilancio...

     SPEZIALE.  L'unità previsionale  di  base  non  ha un supporto
  legislativo.

     FLERES. Dicevo, quindi che  lo  strumento  parlamentare che in
  questo  momento abbiamo non  è  quello  di  orientare  attraverso
  subemendamenti  o  subunità previsionali  di  base  -  perchè  di
  questo,  poi,  si tratta -  il  bilancio  stesso,  perchè  questo
  stravolgerebbe  il  significato  della   legge.  La  legge  vuole
  attribuire al Governo la  piena  responsabilità  di utilizzare le
  risorse sulla base di quelle che sono le disposizioni legislative
  attribuite al suo ramo di amministrazione ripartendole secondo le
  sue volontà di governo  che  discendono  dal potere presidenziale
  che è figlio della riforma elettorale che è stata compiuta.
       Il Parlamento  deve  fare  la  propria parte. Ma non può che
  farla  attraverso  leggi.  Anzi,  io  voglio essere ulteriormente
  spinto  nel  mio  ragionamento.
       Nell'attuale configurazione,  è  addirittura paradossale che
  noi operiamo con unità previsionale  di  base.  Sarebbe molto più
  semplice, se la filosofia della legge  è  quella di attribuire al
  Governo sempre maggiori poteri esecutivi, distinguere il bilancio
  di  ciascuna  amministrazione  in   due   voci:  le  spese  fisse
  obbligatorie e le spese in conto  capitale,  o le altre spese che
  necessitano di una volontà politica  nel  momento  in cui vengono
  destinate ad una utilizzazione piuttosto che ad un'altra.
       Pertanto,  onorevoli  colleghi,  la  mia  proposta  è  molto
  semplice,   ed   è  quella   già   individuata   dal   Presidente
  dell'Assemblea:   in questo momento,  e  con  l'attuale  reticolo
  normativo che sovrintende alla  discussione  e  alla approvazione
  del  bilancio, noi possiamo  solamente  intervenire  sulla  Unità
  previsionale di base nel  suo insieme; non possiamo spezzettarla,
  perchè torneremmo all'ipotesi di  bilancio  precedente e, dunque,
  violeremmo le disposizioni di  legge  che vincolano il Parlamento
  al rispetto di una procedura che è  quella che la legge stessa ha
  individuato.
       In  altro  momento,  l'Aula  può  esprimere una sua volontà.
  Come?  Con ordini del giorno, ovvero, ancora meglio, intervenendo
  per  legge,  attraverso  la  finanziaria  o  attraverso  leggi di
  settore  specifiche  che  orientino  la  spesa e che vincolino il
  Governo  ad  utilizzare risorse in una direzione piuttosto che in
  un'altra. Ma  oggi,  al  di là di questo, non può essere compiuto
  nessun  altro  sforzo  di condizionamento politico dell'azione di
  governo, perchè questo non è, di fatto, possibile.  Verrebbe meno
  infatti il presupposto, il principio, la filosofia della legge di
  riforma di bilancio che abbiamo votato pochi mesi addietro.

     CINTOLA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà

     CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli  colleghi, meno male che
  è sorto il caso, e meno male che  ne usciamo subito.  La legge n.
  6 del 2001 è stata votata  da  questa  Assemblea  e  ha  proposto
  legislativamente il percorso: l'Unità  previsionale  di base. Non
  ci sono più i capitoli. Debbo  dire  che  il  dottor Di Gregorio,
  funzionario della Commissione bilancio, tutto ciò lo prospettò ai
  componenti,  e  credo  sia  stato dato  a  tutti  i  deputati  un
  promemoria molto semplice, nel quale -  e  io lo ringrazio perchè
  mi ha aiutato molto nel lavoro  -  veniva  chiarito,  in  maniera
  elementare,  che  una  serie   di  questi  emendamenti  sarebbero
  diventati, in effetti,  inammissibili  se riferiti a capitoli che
  avevano una sola linea:  'L'unità previsionale di base'.
       Quella legge  sancì  in  maniera  molto  forte - e di questo
  dobbiamo rendercene conto  -  che l'Assemblea deve legiferare, ma
  il potere esecutivo è del Governo.
       Nell'unità  previsionale  di  base possiamo creare tutti gli
  aumenti o le diminuzioni  che  vogliamo  poi sarà il Governo che,
  non solo in attuazione di  una  legge - perché  questo lo prevede
  la legge - ma in  attuazione  di un programma per mezzo del quale
  c'è  questo governo, a  dover  attuare  ed esplicitare  le  linee
  economiche di spesa.
       E allora, dobbiamo renderci  conto  che un po' di quella che
  fu chiamata 'commistio assembleare' è  finita;  non  c'è  più  il
  fiore all'occhiello del  piccolo capitolo.  E' finita questo tipo
  di iniziativa che era  parlamentare  ma  che, in effetti, non era
  nient'altro che una commistione forte col potere esecutivo.
       Però, c'è anche la  necessità,  che  credo  sia anche questa
  urgente,  che  è  stata  rappresentata  dai  colleghi  che  hanno
  presentato  l'emendamento,  ma   ci   possiamo  fermare  solo  ed
  esclusivamente ad un'affermazione di volontà politica del Governo
  che può dire: "mi impegno, andrò in quella direzione".
       Al di là di  questo  è impossibile, è controlegge, è inutile
  continuare il dibattito.  Questo  è  il primo emendamento, signor
  Presidente, ma ce ne  saranno  altri  a seguire che, se dovessero
  avere questo tipo di presentazione e fibrillazione, non darebbero
  più senso alla realizzazione della legge.
       La legge  6  non  ce   la siamo inventata ora.  Noi possiamo
  modificare ciò che è  stato  detto  fino  ad ora facendo un'altra
  legge che modifichi la  6,  che  modifichi  l'articolo  52  e  si
  ritorna ai vecchi capitoli;  ma  fintantochè  ci  sarà  in vigore
  quella legge il Governo non può che andare avanti in questo modo.
       Io  devo  dire  di  più.  Noi  siamo  stati  in  Commissione
  'Bilancio', ci siamo  stati 15 deputati, sicuramente e certamente
  abilitati non soltanto a  parlare  ma  anche  a  votare, e questo
  l'abbiamo non soltanto  detto  e ridetto ma l'abbiamo perpetrato.
  Cioè sappiamo con certezza  che  abbiamo  dato  un  parere  su un
  bilancio che ha come  base minima 'l'unità previsionale di base'.
  Quindi, abbiamo già attuato  tutto,  ora non possiamo ad ogni pié
  sospinto, a partita iniziata,  tentare  di cambiare le regole del
  gioco, questo non vale.
       Noi  possiamo  chiedere,  come  hanno  chiesto gli onorevoli
  Capodicasa e Crisafulli, al  Governo un impegno in una direzione,
  il Governo lo ha assunto  ed  è agli atti parlamentari.  Al di là
  di  questo  non  si  può  andare  perchè  significherebbe  andare
  controlegge.  Dunque, non  possiamo  che  andare  avanti  in  una
  direzione  che  ci è  dettata  dalla  legge  alla  quale  bisogna
  assoggettare ordinamenti, regole,  deputati  di serie A, di serie
  B, di serie C.     Dobbiamo  ridare  all'Assemblea  il  ruolo che
  merita, altrimenti continueremo  a  finire  sui giornali o perché
  non lavoriamo o chissà per quali altre cose. Abbiamo il dovere di
  andare avanti in piena sintonia e rispetto delle leggi.

     PAPANIA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PAPANIA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, apprezzo gli
  interventi svolti dall'onorevole Fleres e dall'onorevole Cintola,
  il quale in questi  giorni  vorrebbe  contribuire a far approvare
  prima il bilancio, ma  io  credo  che  sulle  questioni  delicate
  bisogna mettere attenzione.
       Vedete, nella  nostra  Assemblea  si tratta di utilizzare le
  unità previsionali di base per la prima volta; allora qualcuno si
  dovrebbe chiedere per la prima volta chi stabilisce quali sono le
  unità previsionali di base.
       Tra la procedura che adotta il Parlamento nazionale e quella
  che  invece  può   adottare   il  Parlamento  regionale  c'è  una
  sostanziale differenza e cioé  che nel Parlamento nazionale c'era
  un rinvio con delega al  Governo  che qui non era possibile fare;
  per cui la normativa  era,  ed  è,  sostanzialmente diversa.
       Nel  decreto  legislativo  7  agosto  1997  n.  279  vengono
  definite le unità previsionali  di  base,  così come nel bilancio
  nazionale bisogna fare, e  viene appunto detto che sono enucleate
  nell'ambito delle spese di  investimento  e quant'altro si deve e
  come si fanno  i  Centri  previsionali  di spesa. Successivamente
  viene detto che per  l'anno  finanziario  di riferimento le unità
  previsionali di base di entrata e di spesa che formano oggetto di
  approvazione parlamentare sono  individuate  ai  fini  di  cui al
  comma 9, tabella A,  del  presente decreto legislativo. Qui credo
  che il Governo queste  cose  non  se  le  possa  premettere, deve
  semplicemente applicare - come correttamente ha detto l'onorevole
  Cintola, ma in  modo  sostanzialmente diverso da come l'onorevole
  Cintola ha riferito - la  legge  n.  6, articolo 52, comma 7, che
  così recita: "Con  apposito  articolo dalla legge di approvazione
  di  bilancio  della  Regione  sono  annualmente  individuate,  in
  allegato alla legge medesima,  le  unità previsionali di base, le
  funzioni obiettivo determinate  con  riguarda  alle  esigenze  di
  definire le politiche  regionali  di  settore, etc.".  Ciò indica
  con precisione che le  unità  previsionali  di  base, anche nella
  loro connotazione, sono  oggetto dell'approvazione della legge di
  bilancio.
       Con  ciò non voglio  smontare  la  possibilità  di  fare  un
  bilancio nel più breve  tempo  possibile;  voglio  però  dire  al
  Presidente dell'Assemblea, all'Assessore  per  il  bilancio  e  a
  quest'Aula che, se non si  vuole  fare  in  modo  che si facciano
  tanti subemendamenti in  tante  unità  previsionali  di  base nel
  rispetto dei centri  previsionali  di  spesa,  sarebbe  più utile
  individuare un percorso  che tenga conto dell'obiettiva necessità
  di  lasciare  all'esecutivo  i  poteri  dell'esecutivo,  noi  non
  vogliamo assolutamente tornare indietro e tornare ai capitoli, ma
  tenga conto anche  della  necessità dell'Aula di orientare alcune
  tipologia di spesa in riferimento a leggi specifiche di settore.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.   Ne   ha  facoltà.  Onorevoli  colleghi,  sarebbe
  opportuno che ci avviassimo alla conclusione di questa importante
  discussione che è  servita  per comprendere meglio, non possiamo,
  però,  dibattere   su   questioni   sostanzialmente  politiche  o
  regolamentari nell'ambito della discussione sul bilancio.

     CAPODICASA, Signor Presidente, io la ringrazio perché  il tema
  è veramente importante e  se  abbiamo  dedicato qualche minuto mi
  pare  che  non  sia stato  tempo  perduto.  Io  noto  come  e  la
  discussione generale sul  bilancio  non  sia  stata  seguita  dai
  parlamentari, dai colleghi, perché,  sia pure come lo può fare la
  relazione di maggioranza o la relazione di minoranza, l'argomento
  è stato ampiamente  trattata nell'una e nell'altra.  La relazione
  di maggioranza, descrivendo la situazione così com'è, prende atto
  che la situazione è questa  e  dice  di  agire di conseguenza. La
  relazione di minoranza  sostiene  che l'argomento, invece, merita
  di essere rivisitato perché  il  bilancio  della Regione non è il
  bilancio dello Stato;  è,  infatti,  per dimensioni, proporzioni,
  complessità, inferiore a  quello  Stato  e,  soprattutto,  perchè
  abbiamo   un   assetto,   un'impalcatura  giuridico-istituzionale
  diversa da quella  dello  Stato.
       Allora, signor  Presidente,  è giusto tornare sull'argomento
  perché  l'onorevole Cintola,  volendo sostenere che la situazione
  è questa e bisogna andare avanti, ha sostenuto una tesi che a mio
  parere va esattamente  in  controtendenza  rispetto alle cose che
  egli  voleva qui  sostenere.  L'onorevole  Cintola  sostiene  che
  poichè abbiamo l'elezione diretta del Presidente, allora è giusto
  che il Parlamento approvi le unità previsionali di base e che poi
  l'esecutivo, in virtù del  suo  programma e della sua facoltà che
  gli deriva dal voto popolare, decida poi come utilizzarle.
       Io  sostengo, esattamente,  il  contrario  e  cioè  che  nel
  momento in cui  abbiamo  l'elezione  diretta  del Presidente, che
  sposta in capo  all'esecutivo più poteri nella gestione ordinaria
  dell'amministrazione, il Parlamento,  a cui ormai residuano pochi
  poteri, non può perdere  totalmente  i  poteri di indirizzo della
  spesa. E non può risolversi, perché  a questo basterebbe la Corte
  dei  Conti, solo in  una  sede  dove  avviene  il  controllo  dei
  consuntivi,  il controllo  ex  post.  Perché,  diciamocelo  molto
  francamente, non è questa  la  sede  idonea,  questa  è  una sede
  parlamentare, non siamo nelle  condizioni di farlo, ci sono altri
  organi che devono svolgere precipuamente questo compito.
       Ed allora,  pur  non volendo ritornare alla concezione della
  spesa per capitoli, anche  se poi i capitoli rimangono, non è che
  questo ritorno ai  capitoli  sia un dramma: i capitoli rimangono,
  sono   ormai  totalmente  nella  discrezionalità  dell'assessore.
  Sostiene l'onorevole Cintola:  "ma l'assessore ha avuto il voto".
  . Vorrei ricordare all'onorevole Cintola che questi parlamentari,
  non la minoranza  o  la  maggioranza, questi novanta parlamentari
  hanno avuto anche loro  il  voto.  Aggiungo  che,  in  virtù  del
  meccanismo elettorale, sono  gli  stessi  che hanno eletto questo
  Presidente, con il voto  riflesso,  non  lo  dimentichi né lei né
  l'onorevole Cuffaro

     CINTOLA. Né lei che ha votato la legge n. 6

     CAPODICASA. No, la prego,  questa è la legge n. 6 del 2001 che
  istituisce, onorevole Cintola...

     CINTOLA. Lei l'ha votata, prima che ci fossero le elezioni...

     CAPODICASA. La legge n.  6  del  2001 l'ha fatta lei, non l'ho
  fatta io.

     CINTOLA. E lei l'ha votata

     CAPODICASA. Io non  l'ho  votata,  capisco  che  si  trovi  in
  difficoltà, ma non aggiunga alle difficoltà altre difficoltà. Non
  l'ho votata, ma non  per  questo non mi riconosco in una esigenza
  di semplificazione, onorevole Cintola.
       Allora, il punto è un  altro:  mi  chiedo  in  che  modo  il
  Parlamento non venga  svuotato  del  potere  di  indirizzo  della
  spesa.  E' un interrogativo che dobbiamo porci.
       Noi,  signor   Presidente,   per   sua  iniziativa,  abbiamo
  insediato la Commissione Regolamento per discutere della modifica
  del Regolamento.  Non  avremmo  avuto  bisogno  di  modificare il
  Regolamento con un  taglio  di  carattere generale, avremmo anche
  potuto intervenire su singoli  aspetti.  Ma  se  lo abbiamo fatto
  con un'ottica generale  è perché noi individuiamo un'esigenza che
  oggi  è di carattere  generale,  cioè  quella  di  equilibrare  i
  poteri   tra un nuovo esecutivo, che  oggi  è  più  forte, ed  il
  Parlamento che rischia  di  vedere  compromessi  i  suoi  poteri.
  Esattamente, dentro quest'ottica,  e non c'entra l'"inciucio" tra
  maggioranza ed opposizione, perché  il problema riguarda anche la
  stessa maggioranza.
       Facciamo  l'esempio   di  un  parlamentare  di  maggioranza.
  L'onorevole Sanzeri è  parlamentare di questa maggioranza.  Quale
  "inciucio" deve mettere in  piedi con la sua maggioranza se vuole
  proporre di destinare alla Commissione trasparenza "x" lire o "x"
  euro? E' una sua  facoltà  di  parlamentare  che non può essergli
  negata.   Così  io  credo  che  valga  per  l'intero  Parlamento.
  Allora,  il   ragionamento   nasce   da   cosa?  Dall'emendamento
  dell'onorevole tizio che si va a raccomandare all'assessore?

     LO MONTE. Non  gli può essere garantito per legge, la garanzia
  può essere politica...

     CAPODICASA. No, può essere per legge

     CINTOLA.  Non   può   improvvisare   la  posizione  in  questo
  momento...

     CAPODICASA. Onorevole Cintola,  poichè la posizione non la sto
  improvvisando in questo momento, perché  se leggesse la relazione
  di  minoranza  si  accorgerebbe  che  io  mentre  affermo  che  è
  giusto procedere ad un  accorpamento per obiettivi, non è ciò che
  il  Governo  ci  propone.  Io  dissento  da  questa  modalità  di
  individuazione  degli  obiettivi   che   non  è  calibrata  sugli
  obiettivi della maggioranza  di  Governo,  bensì sull'assetto che
  l'amministrazione si è  data prima, a prescindere dagli obiettivi
  della  maggioranza  di Governo.  E  se  vuole  lo  possiamo  pure
  approfondire.
       Io  dico  un'altra   cosa,  signor  Presidente.  Queste  due
  esigenze,   l'esecutivo    che    deve   assumersi   le   proprie
  responsabilità e il Parlamento che deve assolvere ad una funzione
  di indirizzo, devono  incontrarsi;  non  è  possibile  che  l'una
  prevalga sull'altra.
       Faccio un ultimo  esempio.  Noi stiamo discutendo, onorevole
  Cintola, il caso come  nasce.  Il  caso  nasce  da un emendamento
  dell'onorevole Crisafulli  inerente  l'allocazione  delle risorse
  per quanto riguarda  la protezione civile.  Allora, la protezione
  civile, a meno che  lei  non sostenga che l'onorevole Crisafulli,
  tra quei dirigenti che  sono  transitati  dagli  Uffici del Genio
  civile, per iniziativa dell'Assessore Drago e sotto la Presidenza
  del Governo Leanza,  abbia  amici  particolari, è un'esigenza che
  lui da parlamentare  individua:  quella  cioè  di  potenziare  la
  protezione civile e lo si fa in  questa maniera.

     CINTOLA. Ho detto che è un'esigenza giusta, ma posta male.

     CAPODICASA.  Allora spezzetteremo  in  mille  unità  di  base.
  Onorevole  Cintola, le  dirò  un'ultima  cosa.  Questa  volta  il
  Parlamento è impreparato ad affrontare l'argomento perchè nessuno
  si  è  reso  conto   del  problema,  tranne  i  componenti  della
  Commissione "Bilancio". Ma io  le  garantisco che se non troviamo
  un rimedio la prossima volta tutti questi emendamenti sulle unità
  previsionali di base  li  ritroveremo  come  emendamenti  e norme
  sostanziali  nella  legge   finanziaria,  non  si  scappa   Tutto
  diventerà come l'onorevole  Berlusconi  ha  dichiarato.  La legge
  'Tremonti' di converso, la  legge finanziaria dello Stato non può
  essere come la nostra.  Sa perchè questo succede?  Perchè, poichè
  l'unità  previsionale  di   base  a  livello  nazionale  ormai  è
  istituita da molti anni e  i parlamentari lì si sono fatti furbi,
  hanno  spostato  le  previsioni  in  aumento  tutte  sulla  legge
  finanziaria e alla  finanziaria  ogni  anno sono presentati circa
  quattromila emendamenti.
       Questo diventerà proprio il  metodo  che si userà nel nostro
  Parlamento e non è,  credo,  il  metodo  migliore, perchè anzichè
  semplificare  e   delegificare  faremo  esattamente  l'operazione
  contraria.
       Quindi, al momento,  signor  Presidente',  cum grano salis",
  sono dell'avviso di procedere  con  la legge che abbiamo, sapendo
  però che questo è  un problema che sicuramente ci trascineremo in
  futuro.

     FORMICA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha  facoltà.

     FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non è privo di
  significato quanto  sostenuto  dall'onorevole  Capodicasa, e cioè
  che in sede di  prima  applicazione  questa  nuova  procedura  di
  bilancio  e  in  presenza  dell'elezione  diretta  e  quindi  del
  rafforzamento dell'esecutivo,  come  più volte abbiamo sostenuto,
  si impone, diventa  urgente  e  improcrastinabile un riequilibrio
  con il Parlamento.
       Voglio far notare  che nel sistema ad elezione diretta, come
  negli  Stati  Uniti   d'America,  il  Parlamento  è  titolato  ad
  aumentare o diminuire  nella  manovra finanziaria e comunque solo
  in quella sede ha  titolo  per riprendersi quella sua capacità di
  intervenire sul bilancio  del  Presidente. Ora non v'è dubbio che
  questo  è un problema serio  ed  è  un  problema su  cui  bisogna
  riflettere.
       Ciò  che   capisco   meno   dell'intervento   dell'onorevole
  Capodicasa, che pure condivido, è la soluzione data ora in questa
  finanziaria.
       Quindi, inviterei la  maggioranza ed il Parlamento tutto che
  comprende  anche l'opposizione  ad  approfondire  il  problema  e
  porselo in sede di  modifica  di questa normativa per la prossima
  finanziaria; ma certamente  in questa finanziaria dobbiamo andare
  avanti.  Non finirà  il  mondo  se  dall'approvazione  di  questa
  finanziaria, così come  proposta,  nascessero delle discrasie che
  il Governo stesso si è  impegnato ad ovviare in corso d'opera. E'
  chiaro che nè  l'onorevole Capodicasa nè l'opposizione sanno come
  risolvere il problema, ma  non  lo  possiamo  fare  ora.  Quindi,
  rivolgo l'invito ad andare avanti.

     PRESIDENTE. Onorevoli  colleghi,  abbiamo  tutti consentito un
  approfondito  dibattito,   per   quanto  possibile  nell'arco  di
  mezz'ora, su queste nuove normative che sono state introdotte nel
  bilancio e condivido l'opinione  di  chi ha ritenuto utile questa
  discussione.  Ci  avviamo   verso   l'orario  prefissato  per  la
  sospensione della seduta che  è  prevista per le ore 14.00. Prima
  di rinviare la seduta  voglio  fare  un  richiamo  alla  legge n.
  6/2001 "Norme in materia  di bilancio e contabilità della Regione
  siciliana"  che al comma  6  dell'articolo  1  così  recita:  "Il
  bilancio annuale di  previsione  è  articolato, sia per l'entrata
  che per la spesa, in unità previsionali di base stabilite in modo
  che  a  ciascuna   unità   corrisponda   un   unico   centro   di
  responsabilità  amministrativa   cui   è   affidata  la  relativa
  gestione".
       In pratica, dalla lettera  e  dallo  spirito di questa norma
  tutti i pericoli paventati  da  coloro  che  ravvedono  in questa
  nuova legge un  pericolo  di  ulteriore  disequilibrio fra potere
  esecutivo e potere  legislativo  sono  confermati.  Io, insieme a
  coloro  che  lo hanno  sostenuto,  sono  fra  i  fautori  di  una
  istituzione parlamentare che perda il meno possibile il vantaggio
  dei  propri  poteri   e   non   indietreggi   rispetto  a  quelli
  dell'esecutivo che pure sono  ispirati  da  un  forte  bisogno di
  stabilità e governabilità; ed è lo stesso bisogno che sicuramente
  ha ispirato coloro che hanno, a suo tempo, approvato questa legge
  di riforma, non dico  chi  e  come,  onorevole Capodicasa, questo
  Parlamento lo ha fatto e  lo  fatto  proprio  in  omaggio  ad una
  materia   che,   se    lasciata   alla   vecchia   maniera,  alla
  discrezionalità  dell'iniziativa  parlamentare,  aggredirebbe  il
  bilancio per mille e  mille frantumazioni; ma questa legge c'è ed
  obbedisce a criteri di snellezza e uniformità.
       Del resto, il Parlamento  non si è espropriato per nulla del
  diritto-dovere   di    indirizzo   perchè   rimane   l'iniziativa
  legislativa  anche  settoriale   e   parziale   che  permette  al
  Parlamento  di   imporre   all'esecutivo  l'applicazione  di  una
  determinata  legge. Condivido  l'opinione  di  chi  teme  che  un
  organismo  del genere  affidato  alla  pura  discrezionalità  del
  singolo assessore,  neppure  dell'intero  Governo,  può provocare
  qualche rischio di disequilibrio.
       Anche l'Assessore Pagano se  ne  è reso conto tanto che, più
  di  noi,  ha garantito  che  si  farà  portatore  delle  esigenze
  proposte attraverso gli  emendamenti assorbiti. Ma se il problema
  sussiste, sussiste a livello di possibile riforma della legge che
  abbiamo approvato.
       E' un argomento  che dobbiamo valutare con attenzione perchè
  non possiamo aggiustare  per  sfasciare,  ma tutti, con altissimo
  senso  di   responsabilità,   affronteremo   questa  materia  del
  riequilibrio dei due  poteri  in  Commissione per il Regolamento,
  anche se in questo  momento  non  credo  molto  che rientri nella
  competenza della stessa.  Tuttavia,  lo  affronteremo  anche  per
  quelle  parti  regolamentari   che  ci  permettono  di  agire  di
  conseguenza, ma dovremo  ancora  una  volta agire con opportunità
  politica  e   istituzionale  affinchè  questo  Parlamento  assuma
  l'iniziativa, se possibile, di una riforma.


   Presidenza del presidente Lo Porto


       La seduta è rinviata a  lunedì  11 marzo 2002, alle ore 9.30
  con il seguente ordine del giorno:

      I - COMUNICAZIONI

     II - PROGETTO   DI  BILANCIO  INTERNO  DELL'ASSEMBLEA  REGIONALE
          SICILIANA PER L'ANNO FINANZIARIO 2002 (DOC. 118)

     Relatori: i Deputati Questori

      III -  RENDICONTO  DELLE  ENTRATE  E DELLE SPESE DELL'ASSEMBLEA
          REGIONALE  SICILIANA  PER  L'ANNO FINANZIARIO 2001 (DOC. N.
          119)

      Relatori: i Deputati Questori

      IV - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) "BILANCIO DI  PREVISIONE DELLA REGIONE SICILIANA PER L'ANNO
          FINANZIARIO 2002  E  BILANCIO  PLURIENNALE  PER IL TRIENNIO
          2002-2004." (NN. 297-299/A) (SEGUITO)

          RELATORE DI MAGGIORANZA:  ON.LE ANTONINO CROCE
          RELATORE DI MINORANZA: ON.LE ANGELO CAPODICASA

       2) "LEGGE FINANZIARIA 2002" (N. 298 - STRALCIO II/A) (SEGUITO)

          RELATORE DI MAGGIORANZA: ON.LE ANTONINO CROCE
          RELATORE DI MINORANZA: ON.LE ANGELO CAPODICASA

    La seduta è tolta  alle  ore  13.56

    (Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 16.15)