Presidenza del presidente Lo Porto
BURGARETTA APARO , segretario, dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
ANNUNZIO DI RISPOSTA SCRITTA AD INTERROGAZIONE
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta, da parte dell'Assessore
per la sanità, la risposta scritta alla seguente interrogazione:
N. 115 - "Notizie circa il funzionamento del Dipartimento di
salute mentale del distretto di Caltagirone, in provincia di
Catania", degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe.
Avverto che la stessa sarà pubblicata in allegato al
resoconto stenografico della seduta odierna.
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNO DI LEGGE
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato, in data 7 marzo
2002, il seguente disegno di legge:
- "Iniziative in occasione delle celebrazioni del
cinquantacinquesimo anniversario della prima seduta
dell'Assemblea regionale siciliana" (n. 346)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Lo Porto, Fleres, Galletti,
Zangara, Basile, Burgaretta, Paffumi, Scoma, Criasafulli, Turano,
Catania Franco.
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONE
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interrogazione con richiesta di risposta orale:
N. 479 - Interventi per evitare il rilascio della conces-
sione per l'escavazione a Monte Chirica (Lipari).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
- Assessore Beni Culturali
- Assessore Industria
Firmatari:Panarello Filippo; Speziale Calogero; Cracolici
Antonino; De Benedictis Roberto; Villari Giovanni; Zago
Salvatore.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del
Regolamento interno, che nel corso della seduta potrà procedersi
a votazioni mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Lo Porto
DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONE
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Lettura ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d)
e 153 del Regolamento interno, della seguente mozione:
- n. 94 " Iniziative per favorire l'investimento nel
Mezzogiorno delle risorse raccolte al Sud dagli Istituti di
credito", degli onorevoli Formica Santi; Incardona Carmelo;
Infurna Giuseppe; Ioppolo Giovanni; Tricoli Marzio; Virzi'
Gioacchino. Invito il deputato segretario a darne lettura.
BURGARETTA APARO , segretario:
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che il Parlamento nazionale su proposta di trenta
deputati, di maggioranza e opposizione, ha approvato
una mozione che impegna il Governo ad aumentare il
budget delle fondazioni bancarie del Sud,
modificando lo squilibrio provocato dal sistema
bancario che investe al Nord quasi tutto il gettito
proveniente dagli istituti bancari del Mezzogiorno;
CONSIDERATO che la Sicilia vive in una condizione analoga a
quella delle altre regioni del Sud dove vengono
reinvestiti solo del 3% dei fondi che gli Istituti
bancari raccolgono sul nostro territorio, mentre il
97% viene 'speso' al Nord nella ricerca scientifica
o per la valorizzazione dei beni culturali,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a favorire e sostenere, presso gli organismi
competenti, una modifica della ripartizione
geografica delle risorse delle fondazioni bancarie,
destinandone almeno un terzo al Sud;
- ad intervenire presso la Fondazione Banco di
Sicilia per definire una linea d'azione, affinché
una delle prime iniziative della nuova holding, dopo
la fusione con la Banca di Roma, sia quella di
progettare di investire nel territorio siciliano le
risorse delle fondazioni provenienti dai nostri
istituti di credito." (94)
PRESIDENTE. Dispongo che la mozione testè letta venga
demandata alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
perchè se ne determini la data di discussione.
DISCUSSIONE DI DISEGNI DI LEGGE
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Per assenza del Governo sospendo la seduta per 15 minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 10.57, è ripresa alle ore 11.13)
PRESIDENZA del **PR
Presidenza del presidente Lo Porto
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N. 297-299/A
"BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE SICILIANA PER L'ANNO
FINANZIARIO 2002 E BILANCIO PLURIENNALE PER IL TRIENNIO -
2002-2004" E DEL DISEGNO DI LEGGE N. 298 - STRALCIO II/A
"LEGGE FINANZIARIA 2002"
PRESIDENTE. Si procede con il seguito della discussione
congiunta del disegno di legge n. 297-299/A "Bilancio di
previsione della Regione siciliana per l'anno finanziario 2002 e
bilancio pluriennale per il triennio 2002-2004", e del disegno di
legge n. 298-Stralcio II/A "Legge finanziaria 2002".
Avverto che l'ordine di esame e di votazione dei singoli
articoli del bilancio a legislazione vigente e della legge
finanziaria avverrà, così come previsto dal Regolamento interno,
procedendo nell'ordine all'esame degli articoli del disegno di
legge di bilancio, che verrà sospeso prima della sua votazione
finale, per passare all'esame degli articoli del disegno di legge
finanziaria ed alla sua votazione finale.
Approvato il disegno di legge finanziaria, l'Aula procederà
ad approvare la nota di variazioni predisposta dal Governo, dopo
che sulla stessa avrà espresso il parere la Commissione Bilancio.
Si procederà quindi alla votazione finale della legge di
bilancio, come modificata dalla nota di variazioni.
Invito i componenti la seconda Commissione legislativa
permanente 'Bilancio' a prendere posto al banco delle
Commissioni.
Ricordo che l'esame dei provvedimenti era stato sospeso
nella seduta n. 38 del 6 marzo 2002 dopo la chiusura della
discussione generale e l'approvazione del passaggio all'esame
degli articoli.
Si passa, pertanto, all'esame dell'articolo 1 del disegno di
legge numero 297/A.
Ne dò lettura:
"Art. 1.
Stato di previsione dell'entrata
1. L'ammontare delle entrate che si prevede di accertare,
riscuotere e versare nelle casse della Regione nell'anno
finanziario 2002 in forza di leggi, decreti, regolamenti e di
ogni altro titolo, risulta dall'annesso stato di previsione
dell'entrata (tabella A)."
Sospendo la discussione dell'articolo 1 per passare
all'esame della tabella 'A' del bilancio annuale.
Si passa allo Stato di previsione dell'Entrata - Avanzo
finanziario presunto.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
Presidenza del presidente Lo Porto
VERIFICA DEL NUMERO LEGALE
FORGIONE. Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Speziale,
Capodicasa, Raiti e Zago)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per la verifica del numero
legale.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VERIFICA
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione di verifica del
numero legale:
Presenti 25.
L'Assemblea non è in numero legale.
Sospendo pertanto la seduta, avvertendo che la stessa
riprenderà fra un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 11,25, è ripresa alle ore 12.25)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Lo Porto
CONGEDI
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta da parte dell'onorevole
Leontini la richiesta di congedo per la seduta di oggi, 8 marzo
2002, dei deputati Catania, Garofalo, Cimino, Confalone,
Misuraca, Vicari, Scoma.
Non sorgendo osservazioni, i congedi si intendono accordati.
Si passa alla votazione dell'avanzo finanziario presunto.
CAPODICASA. Chiedo la verifica del numero legale.
(Aderiscono alla richiesta di verifica del numero legale gli
onorevoli Orlando, Raiti, Zago e Ferro)
Presidenza del presidente Lo Porto
SULL'ORDINE DEI LAVORI
FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, prima che l'onorevole Formica
chiedesse di parlare sull'ordine dei lavori, io avevo già chiesto
la verifica del numero legale. E' una innovazione del Regolamento
dare la parola in sede di verifica del numero legale
PRESIDENTE. Onorevole Capodicasa, c'è stata la sua
richiesta, ma non siamo ancora in sede di verifica.
FORMICA. La mia richiesta è stata contestuale alla sua,
onorevole Capodicasa.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mia richiesta di
intervento sull'ordine dei lavori attiene a quella che è stata la
risultanza della Conferenza dei Capigruppo, propedeutica alla
decisione circa l'ordine dei lavori d'Aula in merito alla
finanziaria.
Io richiamo il Parlamento, e in maniera specifica i colleghi
dell'opposizione, a quelle che sono state le risultanze unanimi,
votate cioè all'unanimità dalla Conferenza dei presidenti
Capigruppo, e non tra un gruppo di amici.
PRESIDENTE. Si era stabilito di evitare la verifica del
numero legale, onorevole Formica.
FORMICA. Signor Presidente, ma in quella sede si era
stabilito un percorso e questo percorso non era stato frutto di
una decisione presa dalla maggioranza ma, era stato frutto di una
mediazione tra le giuste richieste avanzate da una parte
dell'opposizione, che aveva richiamato in virtù del fatto di un
impegno istituzionale alto e cioè quello del Congresso Nazionale
dei Popolari, sulla necessità che i lavori d'Aula si
interrompessero nella giornata odierna alle 13.00, 13.30, per
consentire, appunto, la partecipazione dei deputati popolari al
loro Congresso, e contestualmente si era deciso, all'unanimità,
che la finanziaria si sarebbe votata, comunque, martedì notte, e
che l'iter concordato tra tutti i gruppi di maggioranza e di
opposizione prevedeva che nella giornata odierna si trattassero,
si potessero trattare, le tabelle del bilancio e quindi c'era una
decisione condivisa su questo iter da seguire.
PRESIDENTE. Onorevole Formica, la ringrazio, ma le sue sono
considerazioni di carattere politico che non hanno ingresso nel
momento in cui si deve verificare il numero legale.
ACIERNO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Acierno, siamo chiari: non posso aprire
nessun dibattito sulla verifica del numero legale. C'è stato un
intervento sull'ordine dei lavori che ho consentito che venisse
effettuato; non intendo aprire dibattito su questo tema.
Presidenza del presidente Lo Porto
VERIFICA DEL NUMERO LEGALE
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per la verifica del numero legale.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VERIFICA
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione di verifica del
numero legale: presenti 46.
L'Assemblea è in numero legale.
Presidenza del presidente Lo Porto
Pongo in votazione l'Avanzo finanziario presunto. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che si procederà a votare le unità previsionali di
base della Entrata secondo l'Amministrazione e il Titolo di
competenza.
Si procede con la rubrica "Bilancio e Finanze" - Entrate
correnti: dalla UPB 4.3.1.1.1 alla UPB 4.2.1.5.3.
Le pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Sono approvate)
Si passa alle Entrate in conto capitale: dalla UPB 4.2.2.6.1
alla UPB 4.2.2.7.2.
Le pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Sono approvate)
Si passa alle Entrate per accensioni di prestiti: dalla UPB
4.2.3.8.1 alla UPB 4.2.3.8.3.
Le pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Sono approvate)
Si passa alla Rubrica "Presidenza della Regione" - Entrate
correnti ed in conto capitale: dalla UPB 1.3.1.4.1 alla UPB
1.7.1.4.2.
Le pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Sono approvate)
Si passa alla Rubrica "Agricoltura e Foreste" - Entrate
correnti ed in conto capitale: dalla UPB 2.2.1.4.1 alla UPB
2.4.2.6.1.
Le pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Sono approvate)
Si passa alla Rubrica "Enti Locali" - Entrate correnti ed in
conto capitale: dalla UPB 3.2.1.4.1 alla UPB 3.2.2.6.2.
Le pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Sono approvate)
Si passa alla Rubrica "Industria" - Entrate correnti ed in
conto capitale: dalla UPB 5.2.1.4.1 alla UPB 5.3.2.6.1.
Le pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Sono approvate)
Si passa alla Rubrica "Lavori pubblici" - Entrate correnti
ed in conto capitale: dalla UPB 6.2.1.4.1 alla UPB 6.4.2.6.1.
Le pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Sono approvate)
Si passa alla Rubrica "Lavoro, previdenza sociale,
formazione professionale ed emigrazione" - Entrate correnti ed in
conto capitale: dalla UPB 7.2.1.4.1 alla UPB 7.4.2.6.1.
Le pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Sono approvate)
Si passa alla Rubrica "Cooperazione, commercio, artigianato
e pesca" - Entrate correnti ed in conto capitale: dalla UPB
8.2.1.4.1 alla UPB 8.3.2.6.1.
Le pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Sono approvate)
Si passa alla Rubrica "Beni culturali ed ambientali e
pubblica istruzione" - Entrate correnti ed in conto capitale:
dalla UPB 9.2.1.4.1 alla UPB 9.3.2.6.1.
Le pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Sono approvate)
Si passa alla Rubrica "Sanità" - Entrate correnti ed in
conto capitale: dalla UPB 10.2.1.4.1 alla UPB 10.5.2.6.1.
Le pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Sono approvate)
Si passa alla Rubrica "Territorio e Ambiente" - Entrate
correnti ed in conto capitale: dalla UPB 11.2.1.4.1 alla UPB
11.3.2.6.1.
Le pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Sono approvate)
Si passa alla Rubrica "Turismo, comunicazioni e trasporti" -
Entrate correnti ed in conto capitale: dalla UPB 12.2.1.4.1 alla
UPB 12.3.2.6.1.
Le pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Sono approvate)
Pongo in votazione l'articolo 1 del disegno di legge, fatte
salve le modifiche conseguenti alla approvazione della legge
finanziaria, oltre alla votazione dell'intera tabella A.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa allo stato di previsione della spesa.
Invito il deputato segretario a dare lettura dell'articolo
2.
BURGARETTA APARO.Segretario:
Art. 2.
Stato di previsione della spesa
1. Sono autorizzati l'impegno ed il pagamento delle spese
della Regione siciliana per l'anno finanziario 2002, in
conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla
presente legge (tabella B).
Avverto che si procederà a votare le UPB della Spesa secondo
l'Amministrazione e il Dipartimento o Ufficio equiparato cui
compete la gestione delle stesse.
Avverto inoltre che mentre gli emendamenti del Governo
risultano compensati complessivamente come manovra, quelli di
iniziativa parlamentare devono indicare singolarmente la
compensazione.
Comunico che all'articolo 2 sono stati presentati i seguenti
emendamenti allegati:
- dagli onorevoli Sanzeri e Panarello: emendamento 2.3;
- dal Governo: emendamenti 2.4 e 2.5;
- dall'onorevole Beninati: emendamento 2.6;
- dagli onorevoli Crisafulli, Villari, Lo Monte, Speziale e
Capodicasa: emendamenti 2.1 e 2.2.
Si procede con la Rubrica "Presidenza della Regione" -
Dipartimenti competenti: Gabinetto e Uffici di diretta
collaborazione all'opera del Presidente e alle dirette dipendenze
del Presidente; Gabinetto e Uffici di diretta collaborazione
all'opera dell'Assessore; Segreteria Generale; Dipartimento
regionale del personale, dei servizi generali, di quiescenza,
previdenza ed assistenza del personale; Dipartimento regionale
della programmazione; Dipartimento regionale della protezione
civile; Ufficio legislativo e legale; Uffici speciali.
E' aperta la discussione sull'emendamento 2.3.
Il parere del Governo?
PAGANO. Assessore per bilancio e le finanze. Signor
Presidente, è necessario appoggiarlo con norma finanziaria, di
conseguenza, il parere è contrario. Anche se è condivisibile lo
spirito, perchè comporta un incremento della voce della
Commissione trasparenza che, onestamente, ha zero come importo;
purtroppo tecnicamente non si può fare e non è compensativa
perchè utilizza il fondo riserva. E poi, ci vuole una norma di
appoggio. Il parere del Governo è contrario, però ne prenderemo
atto.
PRESIDENTE. IL parere della Commissione?
CROCE, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
FORGIONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, non so come andiamo avanti in
questo Parlamento e anche come vuole andare avanti il Governo.
Noi, solo qualche giorno fa, forse una settimana fa, abbiamo
eletto i componenti parlamentari designati a questa Commissione.
Avete visto che c'è stata anche una polemica sulla stampa; sul
mancato insediamento e funzionamento della Commissione
trasparenza. E' una Commissione istituita per legge, e tutti ci
siamo affrettati - e io apprezzo, onorevole Presidente, la sua
premura nel mettere all'ordine del giorno l'elezione dei
componenti per dare corso alla efficacia di questa Commissione -.
Una Commissione delicatissima perché è la Commissione sulla
trasparenza degli atti della Pubblica amministrazione contenuta
in una legge che era, nel suo articolato, la legge anticorruzione
qui in Sicilia; è una Commissione delicata per cui una parte è
parlamentare, un'altra parte governativa, un'altra parte, ancora,
è designata dalle Università siciliane.
Quindi una Commissione delicatissima che deve osservare lo
stato della burocrazia e della Pubblica amministrazione, con
poteri anche disciplinari rispetto allo stato della burocrazia e
della Pubblica amministrazione; è una Commissione che è dotata di
un apposito ufficio.
Il Governo, dopo le pressioni della stampa, si è premurato
subito di nominare i propri componenti; cosa fa ora il Governo?
Fa insediare la Commissione ma non ne finanzia l'esistenza e
l'attività, dimostrando - e a questo punto è lecito (parola
orribile) - il sospetto che il Governo non è interessato a che ci
sia una Commissione "super partes" di garanzia sulla trasparenza
e la lotta alla corruzione in Sicilia.
Il Governo lo dica, il Governo, qui, non può ridurre tutto
questo ad un problema di entrate e di uscite; qui parliamo del
sistema della corruzione nella burocrazia, parliamo di una
Commissione che deve valutare, addirittura, i provvedimenti
disciplinari previsti per legge riguardanti la corruzione nella
burocrazia regionale e ci troviamo un Governo che riduce tutto ad
un fatto burocratico e dice: non ci sono i soldi.
Ma Voi, onorevoli colleghi della maggioranza, non eravate
tutti qui una settimana fa a votare i Vostri componenti di questo
Parlamento, designati a far parte di questa Commissione? Ed oggi
Voi stessi dite: questa Commissione, che era così importante
tanto è vero che abbiamo fatto ventiquattro votazioni in una
serata, non deve funzionare.
Ma sapete cosa Voi oggi decidete sostenendo che il Governo
non debba funzionare? Decidete che non debba funzionare una
Commissione che deve osservare lo stato della burocrazia, una
Commissione che deve garantire la trasparenza della Pubblica
amministrazione, una Commissione che deve, addirittura, decidere
le incompatibilità e ci troviamo, poi, l'assessore Stancanelli
che scrive al Presidente della Regione per chiedergli: io ho un
burocrate che è stato condannato, un alto dirigente che è stato
condannato, secondo la legge lo deve trasferire? Mi puoi dire,
tu, Presidente della Regione, se lo devo trasferire o non lo devo
trasferire?
Ecco, in modo informale, però è uscito sui giornali.
Il Presidente della Regione gli dice applica la legge - ci
mancherebbe pure che il Presidente della Regione gli dica, ad un
proprio assessore, non applicare la legge -.
Questa Commissione è insediata e l'abbiamo istituita per
legge approvata all'unanimità da tutti, proprio per decidere
anche di questi casi.
E già strano che l'assessore Stancanelli scriva al
Presidente della Regione per dire devo applicare la legge o non
la devo applicare, già questo è strano, e il Presidente della
Regione gli dice che, non solo c'è una legge nazionale, ma che
c'è una legge regionale da applicare.
Insomma state facendo un pasticcio che non fa onore a questo
Governo, in questo momento.
C'è una legge sulla trasparenza ed una Commissione che avete
tutti Voi votato per insediarla, oggi gli dite non ha i soldi per
funzionare e non gliene mettiamo.
Onorevole Pagano non sta scrivendo una bellissima pagina del
Governo di questa Regione e non riduca il problema della
trasparenza, della corruzione, che in Sicilia vuol dire spesso
anche i rapporti con pezzi della criminalità ad un fatto puro e
semplice di entrate e di uscite di questa Regione.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Forgione.
PAGANO, assessore per il Bilancio e le Finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANO, assessore per il Bilancio e le Finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento a firma degli
onorevoli Sanzeri e Panarello è stato largamente condiviso dal
Governo.
Sono stato, ritengo, chiaro ma se ci sono da fare ulteriori
chiarimenti li approfondisco.
Non si può tecnicamente portare avanti perché inserito
all'interno di una catalogazione di tipo "B", cioè supportata da
Legge finanziaria; ho detto che tecnicamente il problema è
risolvibile e se ne fa carico il Governo.
FORGIONE. Allora lo accantoniamo.
PAGANO, Assessore per il bilancio e le finanze. Ma
che accantoniamo, se dico che lo abbiamo risolto. Ci stiamo
prendendo l'impegno di risolverlo e quindi è un fatto marginale
l'accantonamento. Se volete lo possiamo accantonare, ma non si
risolve con questo emendamento. Comunque è accantonato, ma ripeto
il Governo è favorevole, senza fare polemica.
Presidente, rinnovo ancora una volta l'invito all'Assemblea.
Il Governo ha tutta l'intenzione di risolvere questo problema che
è stato sollevato, senza nessun tipo di polemica e soprattutto
condividendo l'orientamento; solo che è un fatto tecnico.
Lasciateci fare il nostro mestiere. Lo risolviamo.
CRISAFULLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISAFULLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo
che ci si trovi di fronte da un lato ad una necessità politica di
adempiere ad una scelta che il Parlamento ha compiuto, istituendo
ed insediando la Commissione per la trasparenza, e dall'altro ad
un fatto tecnico che è ineludibile, il Governo non diceva una
cosa inesatta quando ci ricordava che sul piano formale e tecnico
il problema è esattamente quello che diceva l'Assessore Pagano.
Vorrei però fare notare al Governo che questo è il Parlamento che
sta discutendo le schede sul bilancio e la finanziaria. Se è vero
quello che dice il Governo, che il problema si risolve, allora il
Governo faccia l'emendamento sostitutivo dell'emendamento degli
onorevoli Sanzeri e Panarello e lo inserisca nella finanziaria,
nel senso che a quel punto i colleghi saranno ben felici di
ritirare questo aspetto tecnico tenuto conto che c'è l'impegno
formalizzato del Governo scrivendo un emendamento da inserire nel
testo della finanziaria, in sede di riscrittura, evidentemente,
non in sede di nuovo emendamento.
ACIERNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Signor Presidente, vorrei chiedere un chiarimento
alla Presidenza perché se ho ascoltato bene le parole del
Governo, riferite a questo emendamento, mi pare che
l'emendamento, per come è formulato, è da dichiarare
inammissibile. Poi c'è un impegno politico del Governo che dice:
siccome il problema esiste, riformuliamo l'emendamento come
emendamento del Governo da inserire in finanziaria. Per cui il
dibattito su questo emendamento, se è vero quello che dice il
Governo, non può esserci perché la Presidenza deve dichiarare
inammissibile l'emendamento per come è formulato.
FORGIONE. Ormai è dichiarato ammissibile.
SANZERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SANZERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vorrei
caricare di tutti questi significati un semplice emendamento che
aumenta un capitolo di spesa. La Commissione trasparenza ha, per
volontà del Governo, messo a disposizione come risorse 100
milioni (50 mila Euro). C'era soltanto una, non dico necessità ma
una sensibilità maggiore rispetto ad una volontà del Parlamento
siciliano di istituire per la prima volta nei fatti una
Commissione che alzerebbe, stante che siamo sempre in un clima di
sospetti e di quant'altro, almeno la qualità della stessa
Assemblea.
Per cui io oggi, non caricando assolutamente delle cose che
dice l'onorevole Forgione perché mi sembrano molte fuori luogo,
io ho avuto assicurazione da parte del Governo, anzi prima di
presentare l'emendamento, di una grande disponibilità ad
impinguare questo capitolo e quindi gliene do atto, per cui
piglio anche per buona la volontà politica del Governo di
impinguare il capitolo, però devo rilevare che viviamo un momento
particolare, dove riflettori sono sempre puntati su questa
Assemblea, per cui l'opportunità politica vuole che oggi noi
fossimo in grado, anche con una norma che riguarda poi la
finanziaria, di impinguare comunque questa voce perché c'è una
opportunità politica da mandare all'esterno: non è vero, la
Commissione trasparenza è una cosa importante, questa Assemblea
ci vuole lavorare. Ecco, il messaggio politico che noi dobbiamo
mandare è che questo emendamento deve essere approvato dall'Aula.
Questa è la raccomandazione che faccio al Presidente
dell'Assemblea, di trovare l'artificio tecnico, assieme al
Governo, in sede di bilancio, in sede di finanziaria, per dare
questo messaggio al popolo siciliano che questa Assemblea vuole
lavorare molto verso la trasparenza.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, per chiudere definitivamente, perchè penso che le
parole dell'onorevole Sanzeri siano state chiarissime.
Il Governo presenterà un emendamento in finanziaria che va
esattamente in questa direzione. Ma mi pare che sia esattamente
quello che ho detto sin dalle mie prime parole.
CAPODICASA. Dichiaro di ritirare l'emendamento 2.3.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, desidererei fare una proposta all'Aula. Se il
Parlamento è d'accordo, naturalmente previo consenso della S.V.
signor Presidente, potrebbe essere una buona idea discutere oggi
tutti gli articoli che non hanno emendamenti, dopodichè
accontonati quelli che presentano degli emendamenti, ci prendiamo
una pausa di sospensione per evitare che poi su ogni articolo
possa nascere una polemica, ed a maggior ragione, nascano
polemiche dove siamo tutti d'accordo.
Ed allora, per evitare perdite di tempo, rinnovo ancora una
volta la proposta.
Approviamo tutto ciò che non è, in questo momento, oggetto
di emendamenti, e poi per tutto il resto chiediamo dieci minuti
di pausa ed poi andiamo avanti.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.5. a firma del Governo.
Il parere della Commissione?
CROCE, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 2.6 e 2.1 sono assorbiti. Pongo in votazione
la rubrica Presidenza relativamente all'Unità previsionale di
base dalla pagina 256 alla pagina 270.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla rubrica "Agricoltura e foreste".
CAPODICASA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo
che l'emendamento 2.1 non venga assorbito dall'approvazione
dell'emendamento del Governo perchè fa riferimento intanto due
coperture diverse. Volevo dire che l'emendamento 2.1 non viene
assorbito per il semplice motivo che trova una copertura diversa
da quella dell'emendamento a firma del Governo e diversa è anche
la finalità. Poi in merito interverrà l'onorevole Crisafulli,
perchè credo che la materia riguardi la dotazione di personale
del Dipartimento della protezione civile dove sono sorti dei
problemi che l'onorevole Crisafulli, che, essendo uno dei padri
del Dipartimento, ne vorrà parlare. Ma dal punto di vista
tecnico-regolamentare, avendo una copertura diversa, a mio avvio
va posto in votazione. Per quanto concerne il merito ne
discutiamo.
PRESIDENTE. Onorevole Capodicasa. Per aiutarci a comprendere
reciprocamente. Avendo approvato l'unità 4.1.1.1 che prevede uno
stanziamento di 475, il 2.1 prevede un analogo incremento di voce
ma non di cifre, perchè arriva ad una somma di 329. Quindi dal
punta di vista della copertura finanziaria l'emendamento che
abbiamo approvato è sicuramente assorbente, perchè è superiore.
Ora, se lei considera i singoli capitoli, quello dal punto di
vista regolamentare non è più possibile. Tenetelo presente, non
lo dico per far polemica...
CAPODICASA, relatore di minoranza. Io la ringrazio, signor
Presidente, perchè così al primo passo che muoviamo possiamo
chiarire alcuni aspetti che troveremo poi in futuro.
Quest'anno il bilancio è strutturato in maniera diversa
rispetto al passato, non non interveniamo sui singoli capitoli,
interveniamo sulle unità previsionali di base; però la spesa poi
è strutturata in capitoli, allora nelle more che l'Assemblea
torni sulla materia per trovare un punto di equilibrio tra questi
due aspetti che io nella relazione di minoranza avevo già
sollevato, dobbiamo intenderci sul modo di procedere.
Il Governo incrementa il capitolo però così come la
normativa prevede può utilizzare nell'ambito dell'unità
previsionale di base per finalità che sono diverse da quelle che
sono contemplate nell'emendamento dell'onorevole Crisafulli,
quindi che si discuta degli emendamenti possibilmente quando
insistono sulla stessa unità previsionale di base, la discussione
bisogna farla in modo tale che si definisca con esattezza la
volontà dell'Assemblea perchè noi incrementiamo una unità
previsionale di base. Però si capisce, anche se questo
tecnicamente non costituisce vincolo per l'esecutivo, per il
Governo, che sia chiara qual è la finalità dell'incremento.
L'onorevole Crisafulli ritiene di dovere incrementare il
capitolo per finanziare l'attività, direi quasi l'esistenza
perchè c'è un problema di esistenza in vita della struttura del
dipartimento della protezione civile. Il Governo probabilmente
incrementando il capitolo ha in mente un'altra cosa.
Pertanto, quindi noi dodbiamo sapere di cosa si tratta,
altrimenti l'emendamento del Governo assorbe l'emendamento
dell'onorevole Crisafulli ma è finalizzato a un'altra cosa
rispetto a quello che l'onorevole Crisafulli intendeva invece
proporre.
Credo dunque che perlomeno si dia conto di qual è
l'intenzione che con l'emendamento 2.1 si voleva...
CRISAFULLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISAFULLI. Credo che nelle argomentazioni dell'onorevole
Capodicasa ci sia gran parte delle cose che io ritengo di dovere
sottoporre all'attenzione dell'Aula, del Governo e della
Presidenza rispetto alla scelta di suggerire un aumento
dell'unità previsionale; se i colleghi mi seguono cercherò di
facilitare loro la lettura della proposta.
Noi abbiamo aumentato l'unità previsionale nel complessivo,
questo è uno dei problemi che si pone rispetto all'unità
previsionale; all'interno di essa vi è un problema che riguarda
il funzionamento del dipartimento della protezione civile.
Il Governo regionale, con atto amministrativo, ha
strutturato il dipartimento della protezione civile istituendo
uffici provinciali di protezione civile ed utilizzando personale
proveniente da altri dipartimenti con i quali...
LO MONTE . Quale Assessore è stato?
CRISAFULLI. L'Assessore successivo al mio, facendo una cosa
che io non ho condiviso ma è un dettaglio. Si è fatta questa
scelta, il dipartimento ha previsto gli uffici, ha organizzato
gli uffici, ha messo a capo di questi uffici del personale, ha
fatto contratti di diritto privato, ha istituito dei contratti di
diritto privato. Ma se tutto ciò non viene supportato da un
orientamento del Governo con l'impegno a sostenere
finanziariamente tale struttura è chiaro che c'è un'incongruenza
tra una scelta - ripeto - di tipo amministrativo operata dal
Governo, e non attraverso una legge in quanto la legge istituisce
il dipartimento ma la funzionalità doveva essere definita con
atto amministrativo con la relativa copertura necessaria.
L'opportunità di valutare quest'aspetto con il Governo credo
sia essenziale. Noi facciamo un'ipotesi di copertura dell'unità
previsionale e nello specifico indichiamo anche qual è il
problema, con l'indicazione fra parentesi dei capitoli ex ante
, in modo tale da rendere chiaro il ragionamento. Vorremmo
capire dal Governo se quella copertura che, invece, è stata
avanzata dal Governo comprende anche questo e garantisce che essa
venga assicurata, in modo tale che, se è così, l'emendamento non
ha ragion d'essere.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. La ringrazio
di questa possibilità che mi dà per fornire dei chiarimenti. Mi
rendo conto che la nuova impostazione di bilancio crea una sorta
di ancoraggio al passato e, se così fosse, le parole degli
onorevoli Crisafulli e Capodicasa sarebbero giuste. Però, nel
momento stesso in cui noi abbiamo previsto una copertura
complessiva all'interno del fondo riserva personale, è ovvio e va
da sè che poi, con semplice decreto dell'assessore per il
bilancio, verranno dirottate risorse laddove ci sia la necessità.
Quindi, questo bisogno che era indispensabile...
CRISAFULLI. Prima bisogna vedere se bastano.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Ma certo che
bastano, perchè abbiamo fatto i nostri conti. Dunque, il
ragionamento, onorevole Crisafulli, da fare è un altro. Quando
verranno incrementate le unità così come da lei spiegato in
quello stesso momento, l'assessore per il bilancio ele finanze
metterà un decreto. Abbiamo fatto questa legge per semplificare
il tutto, non per complicare. Quindi, le sue parole sono ...
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Sì, abbiamo
fatto il Parlamento Le sue parole sono sagge, però vanno con la
logica del precedente bilancio. Con questo è molto più snello. Il
parere del Governo è contrario.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non possiamo tornare due, tre
volte sullo stesso argomento. Onorevole assessore Pagano, le è
stato chiesto se, nell'ambito di questa nuova procedura che mette
obiettivamente in difficoltà circa l'interpretazione della norma.
il Governo è in grado di assicurare che le finalità
dell'emendamento cosiddetto "assorbito" vengono rispettate dal
Governo allora nulla quaestio e si va avanti. Se il Governo
legittimamente non può garantire che la finalità prevista
dall'emendamento che conosciamo bene si rispettata il discorso si
pone ed il devo continuare a capire l'opinione dei gruppi.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Onorevole
Presidente, la ringrazio del suo autorevole intervento che,
certamente, viene da ausilio non soltanto al Governo ed al
Parlamento, ma in generale anche ad una metodica che deve essere
necessariamente utilizzata.
E' chiaro che, nel momento stesso in cui c'è questa nuova
impostazione del bilancio tutte le soluzioni devono essere
previste a monte e, quindi, il primo sarebbe il Governo a dare
ragione al parlamentare di turno che fa un intervento di questo
tipo, perchè va da sè che non può entrare in crisi, non può
essere messo in difficoltà. Allora, l'impostazione complessiva
che è stata data dalla legge, nel momento stesso in cui noi
abbiamo un fondo di riserva del personale che, in maniera
complessiva, garantisce quello che lei dice e nel momento stesso
in cui il Governo si prende quest'impegno, che con decreto ciò
avvenga, il problema è risolto.
CAPODICASA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
se perdiamo un minuto sull'argomento ci sarà utile per recuperare
dopo. Dobbiamo chiarirci perchè questo tema tornerà. Vi sono
emendamenti sulla stessa unità previsionale di base, che magari
hanno finalità diverse che, però, possono essere benissimo
assorbiti per via del fatto che c'è un emendamento del Governo
che li assorbe.
Qui, per esempio, l'Assessore dice abbiamo il fondo di
riserva e il fondo di riserva laddove dovessero sorgere delle
necessità per il personale può soccorrere.
In realtà, onorevole Assessore, la spiegazione che ha dato
l'onorevole Crisafulli è tale che la risposta che lei ha dato non
è assolutamente tranquillizzante e sufficiente, in quanto il
dipartimento della protezione civile era dotato originariamente
di dieci dirigenti, il Governo Leanza, assessore l'onorevole
Drago, decide di strutturare in modo diverso il dipartimento
della protezione civile aprendo degli uffici provinciali.
Per aprire gli uffici provinciali ha dovuto reclutare nuovo
personale da altre amministrazioni, per lo più dal settore del
genio civile, dirigenti, arrivando ad una massimo di trentadue
dirigenti.
I contratti di diritto privato agli altri ventidue dirigenti
con quali soldi li facciamo? Non ci sono i soldi. E allora non è
vero che si tratta di una esigenza imprescindibile, quasi una
spesa obbligatoria e d'ordine per cui attingeremmo
successivamente al fondo di riserva per il personale. Invece può
accadere che il Governo non attinga e il dipartimento per la
protezione civile è obbligato, non facendo i contratti di diritto
privato, a questi ventidue dirigenti e rimandarli negli uffici di
loro provenienza, smantellando così praticamente il dipartimento
della protezione civile, se non altro gli uffici provinciali.
Pertanto, ci vuole una garanzia, onorevole assessore, che
nell'ambito della discrezionalità che la nuova normativa
garantisce ormai all'assessore si vada ad impinguare la
destinazione della protezione civile per evitare lo
smantellamento di un servizio che, come noi sappiamo, è assai
importante per una regione ad alto rischio sismico e che comunque
è prevista in buona parte nelle mappe dei grandi rischi dei
settori della nazione.
In questo senso, l'esigenza che noi poniamo non è di
vincolare, perchè non possiamo. L'anno prossimo poi vedremo se il
bilancio dovrà essere la stessa cosa o non. Io continuo a
sostenere che in questo modo anziché andare ad un bilancio più
trasparente stiamo andando ad un bilancio meno trasparente e
questo ovviamente ...
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. La legge
l'avete fatta voi.
CRISAFULLI. Le unità previsionali le ha decise Lei,
assessore.
CAPODICASA. Pertanto, signor Presidente, il nostro intervento
è volto unicamente a sottolineare quest'esigenza che poi nel
momento in cui, con proprio atto, l'Assessore interverrà, ne
possa tenere conto.
PRESIDENTE. Pertanto, si ritengono assorbiti con la facoltà
naturalmente dei deputati di presentare un ordine del giorno che
impegni il Governo ed in ogni caso da questo momento in poi,
poichè avremo presente in tutto il dibattito questo tema che è
essenziale. Voglio ricordare comunque che la riforma del bilancio
prevede l'applicazione delle unità previsionali di base sia per
le singole rubriche sia per i singoli capitoli, laddove
sicuramente sono presenti gli argomenti da voi avete sollevati.
CRISAFULLI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISAFULLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, poichè
siamo nella fase di avvio del bilancio è bene chiarirci tutti le
idee, per capire come dobbiamo proseguire. Se io dovessi fare
affidamento alle dichiarazioni che fa il Governo, che essendo
prevista nell'unità previsionale una cifra e con quella cifra si
copre tutto, le posso anticipare che non ha senso alcuno degli
emendamenti proposti in aumento delle unità previsionali.
Cosa significa questo? O noi ci intendiamo sul fatto che
vero è che l'unità previsionale accorpa la possibilità di
utilizzare le risorse per questo settore o un altro settore, ma è
anche vero che lo sforzo emendativo del Parlamento serve ad
orientare una scelta anzichè un'altra; ma se così è, rispetto
alla affermazione di principio che il Governo fa 'i soldi per
l'unità previsionale sono sufficienti, ma a me servono per
l'assistenza tecnica', perchè tanto nessuno può dire che non è
vero tenuto conto che ci sono per questo, ci sono per quello, ci
sono per tutto
La verità è che il totale non c'è, così come è successo con
il personale. Assessore Pagano, avremo modo di discutere meglio e
più approfonditamente della questione quando discuteremo
nell'ambito della finanziaria delle risorse per il personale. Ci
sono i soldi come fondo di riserva
Le faccio notare, signor Presidente, lo dico anche al
Governo, che non è vero che i soldi per il personale sono
sufficienti. Il bilancio della Regione non copre il contratto che
è stato fatto dal Governo precedente al vostro, avendo voi
previsto una copertura insufficiente, atteso che è stata
applicata la normativa del contratto estendendo i contratti di
diritto privato a tutti, ugualmente, i dirigenti della Regione.
Tutto ciò ha creato una difficoltà. Allora, o ci intendiamo
ora per capire se un emendamento deve essere valutato per quello
che intende dire, e il Governo assume un impegno rispetto a quel
percorso, o altrimenti così in linea di principio c'è tutto
perchè ci sono 100 miliardi, con questi 100 miliardi si copre
tutto perchè poi il Governo sulla base delle necessità li sposta
di qua e li mette di là. Ma la verità è che non ci saranno le
risorse sufficienti, specie se viene sottoposta una questione
particolare, come io mi sono permesso di dire.
Sull'ordine dei lavori io chiedo alla Presidenza
dell'Assemblea se lo schema di ragionamento che io offro è
condiviso perchè, altrimenti, si impone un ragionamento più
articolato su tutto fino al punto, le dico con molta onestà, che
potrebbe costringere l'Aula a prevedere tanti sub-emendamenti di
disarticolazione delle unità previsionali di base quanti sono i
capitoli del bilancio vecchio della Regione siciliana. Perchè se
ognuno deve avere certezza di un orientamento tutto questo crea
un vespaio che non ci aiuta Lo dico per facilitare. Mettiamoci
d'accordo, vediamo qual è l'intendimento della procedura e sulla
base di questa lavoriamo.
PRESIDENTE. Abbiamo già votato, onorevole Crisafulli.
CRISAFULLI. Ho capito quello che abbiamo votato. Ma adesso che
facciamo?
PRESIDENTE. Quello che si è votato è votato, ora dobbiamo
applicare il buon senso perchè la riforma non la possiamo
eludere, la legge prescrive questo meccanismo. C'è soltanto,
credo, un istituto parlamentare che può permettere un
orientamento al Governo ed è l'ordine del giorno, ma la legge
deve essere applicata.
CRISAFULLI. No, Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Crisafulli, venga a presiedere lei
CRISAFULLI. Quando deciderete di farmi presiedere ve lo dirò
io.
PRESIDENTE. Allora, la prego di farmi procedere nei lavori.
CRISAFULLI. Ma lei mi deve mettere nelle condizioni di potere
svolgere il mio ruolo istituzionale. Qual è la linea che dobbiamo
adottare?
CINTOLA. La legge.
CRISAFULLI. Ma la legge cosa dice? Quello che dico io.
PRESIDENTE. La legge intanto si presume sia conosciuta e
prevede che gli Assessori siano titolari dell'Unità previsionale
di base. All'interno di essa possono gestire le somme secondo il
criterio politico che giudicano più opportuno. Un ordine del
giorno potrebbe dare un orientamento formale, ma io al di la' di
questo non posso consentire altro.
SPEZIALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, era prevedibile che saremmo
arrivati ad esaminare questo aspetto di ordine generale. E la
discussione io la ritengo utile. Però, vorrei che il Governo, ed
in particolare l'Assessore, tenessero conto che stiamo cercando
di stabilire una modalità che possa permettere di accelerare il
percorso dei nostri lavori.
Se il Governo si trincera dietro l'affermazione che la norma
è questa e c'è una assoluta discrezionalità nell'utilizzo
dell'unità previsionale senza tenere conto degli orientamenti che
possono affacciarsi nel Parlamento regionale, commette un errore
perché questo imporrà in realtà a me di dover fare tanti
emendamenti, come diceva prima l'onorevole Crisafulli, tanti
quanti sono i capitoli del vecchio bilancio.
Ora, siccome non è nostro intendimento andare in questa
direzione, ovviamente, in quanto capiamo perfettamente che
abbiamo bisogno di un bilancio snello, più avanzato; fra l'altro
abbiamo contribuito a predisporlo.
Io inviterei il Governo a chiedere dieci minuti di
sospensione per valutare assieme ai capigruppo ed alla
Presidenza dell'Assemblea una modalità di svolgimento del
prosieguo dei lavori sulla quale attestarci in modo tale che
questo permetta un'accelerazione.
Se il Governo invece dovesse mantenere la posizione che
tende a mantenere, intesa nel senso che si va avanti attraverso
l'unità previsionale di base esclusivamente attraverso il voto su
di essa, noi saremo costretti a ricorrere a centinaia di
subemendamenti tendenti appunto a disarticolare il bilancio e a
far sì che la spesa che deve essere effettuata venga vincolata.
Noi ovviamente siamo perché si arrivi ad un accordo generale
d'aula che permetta di contemplare le due esigente: la volontà
del Parlamento e l'esigenza di snellimento del bilancio.
FLERES. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando abbiamo
approvato la riforma del bilancio ci siamo occupati, e ricordo il
dibattito che si sviluppò in quella circostanza, anche di questi
aspetti e abbiamo sostenuto che l'elezione diretta del Presidente
della Regione e il rafforzamento dei poteri dell'esecutivo
rappresentavano di per sè una condizione politica diversa poichè
attribuivano al Parlamento il diritto-dovere di legiferare e al
Governo il diritto-dovere di governare utilizzando le risorse che
il Parlamento attribuisce a ciascun ramo di amministrazione,
liberando il capo del ramo dell'amministrazione dai vincoli
parcellizanti delle risorse che potevano essere attribuite a
ciascun intervento sulla base di una precedente disposizione sul
bilancio.
Onorevoli colleghi, allora, allo stato attuale il Governo ha
perfettamente ragione, la modalità di prosecuzione della nostra
attività non può che essere quella che ha descritto poc'anzi
prima il Presidente dell'Assemblea, poi l'Assessore al bilancio,
in più occasioni.
Il problema è di diversa natura. Ciò che sostengono gli
onorevoli Crisafulli e Speziale ha certamente un valore politico,
ma ha un valore politico che può essere affrontato esclusivamente
attraverso interventi legislativi. Il Parlamento è sempre di più
un organo legislativo e sempre meno un organo di governo della
spesa, altrimenti non avremmo avuto bisogno di votare la riforma
del bilancio...
SPEZIALE. L'unità previsionale di base non ha un supporto
legislativo.
FLERES. Dicevo, quindi che lo strumento parlamentare che in
questo momento abbiamo non è quello di orientare attraverso
subemendamenti o subunità previsionali di base - perchè di
questo, poi, si tratta - il bilancio stesso, perchè questo
stravolgerebbe il significato della legge. La legge vuole
attribuire al Governo la piena responsabilità di utilizzare le
risorse sulla base di quelle che sono le disposizioni legislative
attribuite al suo ramo di amministrazione ripartendole secondo le
sue volontà di governo che discendono dal potere presidenziale
che è figlio della riforma elettorale che è stata compiuta.
Il Parlamento deve fare la propria parte. Ma non può che
farla attraverso leggi. Anzi, io voglio essere ulteriormente
spinto nel mio ragionamento.
Nell'attuale configurazione, è addirittura paradossale che
noi operiamo con unità previsionale di base. Sarebbe molto più
semplice, se la filosofia della legge è quella di attribuire al
Governo sempre maggiori poteri esecutivi, distinguere il bilancio
di ciascuna amministrazione in due voci: le spese fisse
obbligatorie e le spese in conto capitale, o le altre spese che
necessitano di una volontà politica nel momento in cui vengono
destinate ad una utilizzazione piuttosto che ad un'altra.
Pertanto, onorevoli colleghi, la mia proposta è molto
semplice, ed è quella già individuata dal Presidente
dell'Assemblea: in questo momento, e con l'attuale reticolo
normativo che sovrintende alla discussione e alla approvazione
del bilancio, noi possiamo solamente intervenire sulla Unità
previsionale di base nel suo insieme; non possiamo spezzettarla,
perchè torneremmo all'ipotesi di bilancio precedente e, dunque,
violeremmo le disposizioni di legge che vincolano il Parlamento
al rispetto di una procedura che è quella che la legge stessa ha
individuato.
In altro momento, l'Aula può esprimere una sua volontà.
Come? Con ordini del giorno, ovvero, ancora meglio, intervenendo
per legge, attraverso la finanziaria o attraverso leggi di
settore specifiche che orientino la spesa e che vincolino il
Governo ad utilizzare risorse in una direzione piuttosto che in
un'altra. Ma oggi, al di là di questo, non può essere compiuto
nessun altro sforzo di condizionamento politico dell'azione di
governo, perchè questo non è, di fatto, possibile. Verrebbe meno
infatti il presupposto, il principio, la filosofia della legge di
riforma di bilancio che abbiamo votato pochi mesi addietro.
CINTOLA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, meno male che
è sorto il caso, e meno male che ne usciamo subito. La legge n.
6 del 2001 è stata votata da questa Assemblea e ha proposto
legislativamente il percorso: l'Unità previsionale di base. Non
ci sono più i capitoli. Debbo dire che il dottor Di Gregorio,
funzionario della Commissione bilancio, tutto ciò lo prospettò ai
componenti, e credo sia stato dato a tutti i deputati un
promemoria molto semplice, nel quale - e io lo ringrazio perchè
mi ha aiutato molto nel lavoro - veniva chiarito, in maniera
elementare, che una serie di questi emendamenti sarebbero
diventati, in effetti, inammissibili se riferiti a capitoli che
avevano una sola linea: 'L'unità previsionale di base'.
Quella legge sancì in maniera molto forte - e di questo
dobbiamo rendercene conto - che l'Assemblea deve legiferare, ma
il potere esecutivo è del Governo.
Nell'unità previsionale di base possiamo creare tutti gli
aumenti o le diminuzioni che vogliamo poi sarà il Governo che,
non solo in attuazione di una legge - perché questo lo prevede
la legge - ma in attuazione di un programma per mezzo del quale
c'è questo governo, a dover attuare ed esplicitare le linee
economiche di spesa.
E allora, dobbiamo renderci conto che un po' di quella che
fu chiamata 'commistio assembleare' è finita; non c'è più il
fiore all'occhiello del piccolo capitolo. E' finita questo tipo
di iniziativa che era parlamentare ma che, in effetti, non era
nient'altro che una commistione forte col potere esecutivo.
Però, c'è anche la necessità, che credo sia anche questa
urgente, che è stata rappresentata dai colleghi che hanno
presentato l'emendamento, ma ci possiamo fermare solo ed
esclusivamente ad un'affermazione di volontà politica del Governo
che può dire: "mi impegno, andrò in quella direzione".
Al di là di questo è impossibile, è controlegge, è inutile
continuare il dibattito. Questo è il primo emendamento, signor
Presidente, ma ce ne saranno altri a seguire che, se dovessero
avere questo tipo di presentazione e fibrillazione, non darebbero
più senso alla realizzazione della legge.
La legge 6 non ce la siamo inventata ora. Noi possiamo
modificare ciò che è stato detto fino ad ora facendo un'altra
legge che modifichi la 6, che modifichi l'articolo 52 e si
ritorna ai vecchi capitoli; ma fintantochè ci sarà in vigore
quella legge il Governo non può che andare avanti in questo modo.
Io devo dire di più. Noi siamo stati in Commissione
'Bilancio', ci siamo stati 15 deputati, sicuramente e certamente
abilitati non soltanto a parlare ma anche a votare, e questo
l'abbiamo non soltanto detto e ridetto ma l'abbiamo perpetrato.
Cioè sappiamo con certezza che abbiamo dato un parere su un
bilancio che ha come base minima 'l'unità previsionale di base'.
Quindi, abbiamo già attuato tutto, ora non possiamo ad ogni pié
sospinto, a partita iniziata, tentare di cambiare le regole del
gioco, questo non vale.
Noi possiamo chiedere, come hanno chiesto gli onorevoli
Capodicasa e Crisafulli, al Governo un impegno in una direzione,
il Governo lo ha assunto ed è agli atti parlamentari. Al di là
di questo non si può andare perchè significherebbe andare
controlegge. Dunque, non possiamo che andare avanti in una
direzione che ci è dettata dalla legge alla quale bisogna
assoggettare ordinamenti, regole, deputati di serie A, di serie
B, di serie C. Dobbiamo ridare all'Assemblea il ruolo che
merita, altrimenti continueremo a finire sui giornali o perché
non lavoriamo o chissà per quali altre cose. Abbiamo il dovere di
andare avanti in piena sintonia e rispetto delle leggi.
PAPANIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAPANIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, apprezzo gli
interventi svolti dall'onorevole Fleres e dall'onorevole Cintola,
il quale in questi giorni vorrebbe contribuire a far approvare
prima il bilancio, ma io credo che sulle questioni delicate
bisogna mettere attenzione.
Vedete, nella nostra Assemblea si tratta di utilizzare le
unità previsionali di base per la prima volta; allora qualcuno si
dovrebbe chiedere per la prima volta chi stabilisce quali sono le
unità previsionali di base.
Tra la procedura che adotta il Parlamento nazionale e quella
che invece può adottare il Parlamento regionale c'è una
sostanziale differenza e cioé che nel Parlamento nazionale c'era
un rinvio con delega al Governo che qui non era possibile fare;
per cui la normativa era, ed è, sostanzialmente diversa.
Nel decreto legislativo 7 agosto 1997 n. 279 vengono
definite le unità previsionali di base, così come nel bilancio
nazionale bisogna fare, e viene appunto detto che sono enucleate
nell'ambito delle spese di investimento e quant'altro si deve e
come si fanno i Centri previsionali di spesa. Successivamente
viene detto che per l'anno finanziario di riferimento le unità
previsionali di base di entrata e di spesa che formano oggetto di
approvazione parlamentare sono individuate ai fini di cui al
comma 9, tabella A, del presente decreto legislativo. Qui credo
che il Governo queste cose non se le possa premettere, deve
semplicemente applicare - come correttamente ha detto l'onorevole
Cintola, ma in modo sostanzialmente diverso da come l'onorevole
Cintola ha riferito - la legge n. 6, articolo 52, comma 7, che
così recita: "Con apposito articolo dalla legge di approvazione
di bilancio della Regione sono annualmente individuate, in
allegato alla legge medesima, le unità previsionali di base, le
funzioni obiettivo determinate con riguarda alle esigenze di
definire le politiche regionali di settore, etc.". Ciò indica
con precisione che le unità previsionali di base, anche nella
loro connotazione, sono oggetto dell'approvazione della legge di
bilancio.
Con ciò non voglio smontare la possibilità di fare un
bilancio nel più breve tempo possibile; voglio però dire al
Presidente dell'Assemblea, all'Assessore per il bilancio e a
quest'Aula che, se non si vuole fare in modo che si facciano
tanti subemendamenti in tante unità previsionali di base nel
rispetto dei centri previsionali di spesa, sarebbe più utile
individuare un percorso che tenga conto dell'obiettiva necessità
di lasciare all'esecutivo i poteri dell'esecutivo, noi non
vogliamo assolutamente tornare indietro e tornare ai capitoli, ma
tenga conto anche della necessità dell'Aula di orientare alcune
tipologia di spesa in riferimento a leggi specifiche di settore.
CAPODICASA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevoli colleghi, sarebbe
opportuno che ci avviassimo alla conclusione di questa importante
discussione che è servita per comprendere meglio, non possiamo,
però, dibattere su questioni sostanzialmente politiche o
regolamentari nell'ambito della discussione sul bilancio.
CAPODICASA, Signor Presidente, io la ringrazio perché il tema
è veramente importante e se abbiamo dedicato qualche minuto mi
pare che non sia stato tempo perduto. Io noto come e la
discussione generale sul bilancio non sia stata seguita dai
parlamentari, dai colleghi, perché, sia pure come lo può fare la
relazione di maggioranza o la relazione di minoranza, l'argomento
è stato ampiamente trattata nell'una e nell'altra. La relazione
di maggioranza, descrivendo la situazione così com'è, prende atto
che la situazione è questa e dice di agire di conseguenza. La
relazione di minoranza sostiene che l'argomento, invece, merita
di essere rivisitato perché il bilancio della Regione non è il
bilancio dello Stato; è, infatti, per dimensioni, proporzioni,
complessità, inferiore a quello Stato e, soprattutto, perchè
abbiamo un assetto, un'impalcatura giuridico-istituzionale
diversa da quella dello Stato.
Allora, signor Presidente, è giusto tornare sull'argomento
perché l'onorevole Cintola, volendo sostenere che la situazione
è questa e bisogna andare avanti, ha sostenuto una tesi che a mio
parere va esattamente in controtendenza rispetto alle cose che
egli voleva qui sostenere. L'onorevole Cintola sostiene che
poichè abbiamo l'elezione diretta del Presidente, allora è giusto
che il Parlamento approvi le unità previsionali di base e che poi
l'esecutivo, in virtù del suo programma e della sua facoltà che
gli deriva dal voto popolare, decida poi come utilizzarle.
Io sostengo, esattamente, il contrario e cioè che nel
momento in cui abbiamo l'elezione diretta del Presidente, che
sposta in capo all'esecutivo più poteri nella gestione ordinaria
dell'amministrazione, il Parlamento, a cui ormai residuano pochi
poteri, non può perdere totalmente i poteri di indirizzo della
spesa. E non può risolversi, perché a questo basterebbe la Corte
dei Conti, solo in una sede dove avviene il controllo dei
consuntivi, il controllo ex post. Perché, diciamocelo molto
francamente, non è questa la sede idonea, questa è una sede
parlamentare, non siamo nelle condizioni di farlo, ci sono altri
organi che devono svolgere precipuamente questo compito.
Ed allora, pur non volendo ritornare alla concezione della
spesa per capitoli, anche se poi i capitoli rimangono, non è che
questo ritorno ai capitoli sia un dramma: i capitoli rimangono,
sono ormai totalmente nella discrezionalità dell'assessore.
Sostiene l'onorevole Cintola: "ma l'assessore ha avuto il voto".
. Vorrei ricordare all'onorevole Cintola che questi parlamentari,
non la minoranza o la maggioranza, questi novanta parlamentari
hanno avuto anche loro il voto. Aggiungo che, in virtù del
meccanismo elettorale, sono gli stessi che hanno eletto questo
Presidente, con il voto riflesso, non lo dimentichi né lei né
l'onorevole Cuffaro
CINTOLA. Né lei che ha votato la legge n. 6
CAPODICASA. No, la prego, questa è la legge n. 6 del 2001 che
istituisce, onorevole Cintola...
CINTOLA. Lei l'ha votata, prima che ci fossero le elezioni...
CAPODICASA. La legge n. 6 del 2001 l'ha fatta lei, non l'ho
fatta io.
CINTOLA. E lei l'ha votata
CAPODICASA. Io non l'ho votata, capisco che si trovi in
difficoltà, ma non aggiunga alle difficoltà altre difficoltà. Non
l'ho votata, ma non per questo non mi riconosco in una esigenza
di semplificazione, onorevole Cintola.
Allora, il punto è un altro: mi chiedo in che modo il
Parlamento non venga svuotato del potere di indirizzo della
spesa. E' un interrogativo che dobbiamo porci.
Noi, signor Presidente, per sua iniziativa, abbiamo
insediato la Commissione Regolamento per discutere della modifica
del Regolamento. Non avremmo avuto bisogno di modificare il
Regolamento con un taglio di carattere generale, avremmo anche
potuto intervenire su singoli aspetti. Ma se lo abbiamo fatto
con un'ottica generale è perché noi individuiamo un'esigenza che
oggi è di carattere generale, cioè quella di equilibrare i
poteri tra un nuovo esecutivo, che oggi è più forte, ed il
Parlamento che rischia di vedere compromessi i suoi poteri.
Esattamente, dentro quest'ottica, e non c'entra l'"inciucio" tra
maggioranza ed opposizione, perché il problema riguarda anche la
stessa maggioranza.
Facciamo l'esempio di un parlamentare di maggioranza.
L'onorevole Sanzeri è parlamentare di questa maggioranza. Quale
"inciucio" deve mettere in piedi con la sua maggioranza se vuole
proporre di destinare alla Commissione trasparenza "x" lire o "x"
euro? E' una sua facoltà di parlamentare che non può essergli
negata. Così io credo che valga per l'intero Parlamento.
Allora, il ragionamento nasce da cosa? Dall'emendamento
dell'onorevole tizio che si va a raccomandare all'assessore?
LO MONTE. Non gli può essere garantito per legge, la garanzia
può essere politica...
CAPODICASA. No, può essere per legge
CINTOLA. Non può improvvisare la posizione in questo
momento...
CAPODICASA. Onorevole Cintola, poichè la posizione non la sto
improvvisando in questo momento, perché se leggesse la relazione
di minoranza si accorgerebbe che io mentre affermo che è
giusto procedere ad un accorpamento per obiettivi, non è ciò che
il Governo ci propone. Io dissento da questa modalità di
individuazione degli obiettivi che non è calibrata sugli
obiettivi della maggioranza di Governo, bensì sull'assetto che
l'amministrazione si è data prima, a prescindere dagli obiettivi
della maggioranza di Governo. E se vuole lo possiamo pure
approfondire.
Io dico un'altra cosa, signor Presidente. Queste due
esigenze, l'esecutivo che deve assumersi le proprie
responsabilità e il Parlamento che deve assolvere ad una funzione
di indirizzo, devono incontrarsi; non è possibile che l'una
prevalga sull'altra.
Faccio un ultimo esempio. Noi stiamo discutendo, onorevole
Cintola, il caso come nasce. Il caso nasce da un emendamento
dell'onorevole Crisafulli inerente l'allocazione delle risorse
per quanto riguarda la protezione civile. Allora, la protezione
civile, a meno che lei non sostenga che l'onorevole Crisafulli,
tra quei dirigenti che sono transitati dagli Uffici del Genio
civile, per iniziativa dell'Assessore Drago e sotto la Presidenza
del Governo Leanza, abbia amici particolari, è un'esigenza che
lui da parlamentare individua: quella cioè di potenziare la
protezione civile e lo si fa in questa maniera.
CINTOLA. Ho detto che è un'esigenza giusta, ma posta male.
CAPODICASA. Allora spezzetteremo in mille unità di base.
Onorevole Cintola, le dirò un'ultima cosa. Questa volta il
Parlamento è impreparato ad affrontare l'argomento perchè nessuno
si è reso conto del problema, tranne i componenti della
Commissione "Bilancio". Ma io le garantisco che se non troviamo
un rimedio la prossima volta tutti questi emendamenti sulle unità
previsionali di base li ritroveremo come emendamenti e norme
sostanziali nella legge finanziaria, non si scappa Tutto
diventerà come l'onorevole Berlusconi ha dichiarato. La legge
'Tremonti' di converso, la legge finanziaria dello Stato non può
essere come la nostra. Sa perchè questo succede? Perchè, poichè
l'unità previsionale di base a livello nazionale ormai è
istituita da molti anni e i parlamentari lì si sono fatti furbi,
hanno spostato le previsioni in aumento tutte sulla legge
finanziaria e alla finanziaria ogni anno sono presentati circa
quattromila emendamenti.
Questo diventerà proprio il metodo che si userà nel nostro
Parlamento e non è, credo, il metodo migliore, perchè anzichè
semplificare e delegificare faremo esattamente l'operazione
contraria.
Quindi, al momento, signor Presidente', cum grano salis",
sono dell'avviso di procedere con la legge che abbiamo, sapendo
però che questo è un problema che sicuramente ci trascineremo in
futuro.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non è privo di
significato quanto sostenuto dall'onorevole Capodicasa, e cioè
che in sede di prima applicazione questa nuova procedura di
bilancio e in presenza dell'elezione diretta e quindi del
rafforzamento dell'esecutivo, come più volte abbiamo sostenuto,
si impone, diventa urgente e improcrastinabile un riequilibrio
con il Parlamento.
Voglio far notare che nel sistema ad elezione diretta, come
negli Stati Uniti d'America, il Parlamento è titolato ad
aumentare o diminuire nella manovra finanziaria e comunque solo
in quella sede ha titolo per riprendersi quella sua capacità di
intervenire sul bilancio del Presidente. Ora non v'è dubbio che
questo è un problema serio ed è un problema su cui bisogna
riflettere.
Ciò che capisco meno dell'intervento dell'onorevole
Capodicasa, che pure condivido, è la soluzione data ora in questa
finanziaria.
Quindi, inviterei la maggioranza ed il Parlamento tutto che
comprende anche l'opposizione ad approfondire il problema e
porselo in sede di modifica di questa normativa per la prossima
finanziaria; ma certamente in questa finanziaria dobbiamo andare
avanti. Non finirà il mondo se dall'approvazione di questa
finanziaria, così come proposta, nascessero delle discrasie che
il Governo stesso si è impegnato ad ovviare in corso d'opera. E'
chiaro che nè l'onorevole Capodicasa nè l'opposizione sanno come
risolvere il problema, ma non lo possiamo fare ora. Quindi,
rivolgo l'invito ad andare avanti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo tutti consentito un
approfondito dibattito, per quanto possibile nell'arco di
mezz'ora, su queste nuove normative che sono state introdotte nel
bilancio e condivido l'opinione di chi ha ritenuto utile questa
discussione. Ci avviamo verso l'orario prefissato per la
sospensione della seduta che è prevista per le ore 14.00. Prima
di rinviare la seduta voglio fare un richiamo alla legge n.
6/2001 "Norme in materia di bilancio e contabilità della Regione
siciliana" che al comma 6 dell'articolo 1 così recita: "Il
bilancio annuale di previsione è articolato, sia per l'entrata
che per la spesa, in unità previsionali di base stabilite in modo
che a ciascuna unità corrisponda un unico centro di
responsabilità amministrativa cui è affidata la relativa
gestione".
In pratica, dalla lettera e dallo spirito di questa norma
tutti i pericoli paventati da coloro che ravvedono in questa
nuova legge un pericolo di ulteriore disequilibrio fra potere
esecutivo e potere legislativo sono confermati. Io, insieme a
coloro che lo hanno sostenuto, sono fra i fautori di una
istituzione parlamentare che perda il meno possibile il vantaggio
dei propri poteri e non indietreggi rispetto a quelli
dell'esecutivo che pure sono ispirati da un forte bisogno di
stabilità e governabilità; ed è lo stesso bisogno che sicuramente
ha ispirato coloro che hanno, a suo tempo, approvato questa legge
di riforma, non dico chi e come, onorevole Capodicasa, questo
Parlamento lo ha fatto e lo fatto proprio in omaggio ad una
materia che, se lasciata alla vecchia maniera, alla
discrezionalità dell'iniziativa parlamentare, aggredirebbe il
bilancio per mille e mille frantumazioni; ma questa legge c'è ed
obbedisce a criteri di snellezza e uniformità.
Del resto, il Parlamento non si è espropriato per nulla del
diritto-dovere di indirizzo perchè rimane l'iniziativa
legislativa anche settoriale e parziale che permette al
Parlamento di imporre all'esecutivo l'applicazione di una
determinata legge. Condivido l'opinione di chi teme che un
organismo del genere affidato alla pura discrezionalità del
singolo assessore, neppure dell'intero Governo, può provocare
qualche rischio di disequilibrio.
Anche l'Assessore Pagano se ne è reso conto tanto che, più
di noi, ha garantito che si farà portatore delle esigenze
proposte attraverso gli emendamenti assorbiti. Ma se il problema
sussiste, sussiste a livello di possibile riforma della legge che
abbiamo approvato.
E' un argomento che dobbiamo valutare con attenzione perchè
non possiamo aggiustare per sfasciare, ma tutti, con altissimo
senso di responsabilità, affronteremo questa materia del
riequilibrio dei due poteri in Commissione per il Regolamento,
anche se in questo momento non credo molto che rientri nella
competenza della stessa. Tuttavia, lo affronteremo anche per
quelle parti regolamentari che ci permettono di agire di
conseguenza, ma dovremo ancora una volta agire con opportunità
politica e istituzionale affinchè questo Parlamento assuma
l'iniziativa, se possibile, di una riforma.
Presidenza del presidente Lo Porto
La seduta è rinviata a lunedì 11 marzo 2002, alle ore 9.30
con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - PROGETTO DI BILANCIO INTERNO DELL'ASSEMBLEA REGIONALE
SICILIANA PER L'ANNO FINANZIARIO 2002 (DOC. 118)
Relatori: i Deputati Questori
III - RENDICONTO DELLE ENTRATE E DELLE SPESE DELL'ASSEMBLEA
REGIONALE SICILIANA PER L'ANNO FINANZIARIO 2001 (DOC. N.
119)
Relatori: i Deputati Questori
IV - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE SICILIANA PER L'ANNO
FINANZIARIO 2002 E BILANCIO PLURIENNALE PER IL TRIENNIO
2002-2004." (NN. 297-299/A) (SEGUITO)
RELATORE DI MAGGIORANZA: ON.LE ANTONINO CROCE
RELATORE DI MINORANZA: ON.LE ANGELO CAPODICASA
2) "LEGGE FINANZIARIA 2002" (N. 298 - STRALCIO II/A) (SEGUITO)
RELATORE DI MAGGIORANZA: ON.LE ANTONINO CROCE
RELATORE DI MINORANZA: ON.LE ANGELO CAPODICASA
La seduta è tolta alle ore 13.56
(Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 16.15)
Presidenza del presidente Lo Porto
BURGARETTA APARO , segretario, dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
ANNUNZIO DI RISPOSTA SCRITTA AD INTERROGAZIONE
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta, da parte dell'Assessore
per la sanità, la risposta scritta alla seguente interrogazione:
N. 115 - "Notizie circa il funzionamento del Dipartimento di
salute mentale del distretto di Caltagirone, in provincia di
Catania", degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe.
Avverto che la stessa sarà pubblicata in allegato al
resoconto stenografico della seduta odierna.
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNO DI LEGGE
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato, in data 7 marzo
2002, il seguente disegno di legge:
- "Iniziative in occasione delle celebrazioni del
cinquantacinquesimo anniversario della prima seduta
dell'Assemblea regionale siciliana" (n. 346)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Lo Porto, Fleres, Galletti,
Zangara, Basile, Burgaretta, Paffumi, Scoma, Criasafulli, Turano,
Catania Franco.
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONE
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interrogazione con richiesta di risposta orale:
N. 479 - Interventi per evitare il rilascio della conces-
sione per l'escavazione a Monte Chirica (Lipari).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
- Assessore Beni Culturali
- Assessore Industria
Firmatari:Panarello Filippo; Speziale Calogero; Cracolici
Antonino; De Benedictis Roberto; Villari Giovanni; Zago
Salvatore.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del
Regolamento interno, che nel corso della seduta potrà procedersi
a votazioni mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Lo Porto
DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONE
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Lettura ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d)
e 153 del Regolamento interno, della seguente mozione:
- n. 94 " Iniziative per favorire l'investimento nel
Mezzogiorno delle risorse raccolte al Sud dagli Istituti di
credito", degli onorevoli Formica Santi; Incardona Carmelo;
Infurna Giuseppe; Ioppolo Giovanni; Tricoli Marzio; Virzi'
Gioacchino. Invito il deputato segretario a darne lettura.
BURGARETTA APARO , segretario:
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che il Parlamento nazionale su proposta di trenta
deputati, di maggioranza e opposizione, ha approvato
una mozione che impegna il Governo ad aumentare il
budget delle fondazioni bancarie del Sud,
modificando lo squilibrio provocato dal sistema
bancario che investe al Nord quasi tutto il gettito
proveniente dagli istituti bancari del Mezzogiorno;
CONSIDERATO che la Sicilia vive in una condizione analoga a
quella delle altre regioni del Sud dove vengono
reinvestiti solo del 3% dei fondi che gli Istituti
bancari raccolgono sul nostro territorio, mentre il
97% viene 'speso' al Nord nella ricerca scientifica
o per la valorizzazione dei beni culturali,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a favorire e sostenere, presso gli organismi
competenti, una modifica della ripartizione
geografica delle risorse delle fondazioni bancarie,
destinandone almeno un terzo al Sud;
- ad intervenire presso la Fondazione Banco di
Sicilia per definire una linea d'azione, affinché
una delle prime iniziative della nuova holding, dopo
la fusione con la Banca di Roma, sia quella di
progettare di investire nel territorio siciliano le
risorse delle fondazioni provenienti dai nostri
istituti di credito." (94)
PRESIDENTE. Dispongo che la mozione testè letta venga
demandata alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
perchè se ne determini la data di discussione.
DISCUSSIONE DI DISEGNI DI LEGGE
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Per assenza del Governo sospendo la seduta per 15 minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 10.57, è ripresa alle ore 11.13)
PRESIDENZA del **PR
Presidenza del presidente Lo Porto
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N. 297-299/A
"BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE SICILIANA PER L'ANNO
FINANZIARIO 2002 E BILANCIO PLURIENNALE PER IL TRIENNIO -
2002-2004" E DEL DISEGNO DI LEGGE N. 298 - STRALCIO II/A
"LEGGE FINANZIARIA 2002"
PRESIDENTE. Si procede con il seguito della discussione
congiunta del disegno di legge n. 297-299/A "Bilancio di
previsione della Regione siciliana per l'anno finanziario 2002 e
bilancio pluriennale per il triennio 2002-2004", e del disegno di
legge n. 298-Stralcio II/A "Legge finanziaria 2002".
Avverto che l'ordine di esame e di votazione dei singoli
articoli del bilancio a legislazione vigente e della legge
finanziaria avverrà, così come previsto dal Regolamento interno,
procedendo nell'ordine all'esame degli articoli del disegno di
legge di bilancio, che verrà sospeso prima della sua votazione
finale, per passare all'esame degli articoli del disegno di legge
finanziaria ed alla sua votazione finale.
Approvato il disegno di legge finanziaria, l'Aula procederà
ad approvare la nota di variazioni predisposta dal Governo, dopo
che sulla stessa avrà espresso il parere la Commissione Bilancio.
Si procederà quindi alla votazione finale della legge di
bilancio, come modificata dalla nota di variazioni.
Invito i componenti la seconda Commissione legislativa
permanente 'Bilancio' a prendere posto al banco delle
Commissioni.
Ricordo che l'esame dei provvedimenti era stato sospeso
nella seduta n. 38 del 6 marzo 2002 dopo la chiusura della
discussione generale e l'approvazione del passaggio all'esame
degli articoli.
Si passa, pertanto, all'esame dell'articolo 1 del disegno di
legge numero 297/A.
Ne dò lettura:
"Art. 1.
Stato di previsione dell'entrata
1. L'ammontare delle entrate che si prevede di accertare,
riscuotere e versare nelle casse della Regione nell'anno
finanziario 2002 in forza di leggi, decreti, regolamenti e di
ogni altro titolo, risulta dall'annesso stato di previsione
dell'entrata (tabella A)."
Sospendo la discussione dell'articolo 1 per passare
all'esame della tabella 'A' del bilancio annuale.
Si passa allo Stato di previsione dell'Entrata - Avanzo
finanziario presunto.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
Presidenza del presidente Lo Porto
VERIFICA DEL NUMERO LEGALE
FORGIONE. Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Speziale,
Capodicasa, Raiti e Zago)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per la verifica del numero
legale.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VERIFICA
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione di verifica del
numero legale:
Presenti 25.
L'Assemblea non è in numero legale.
Sospendo pertanto la seduta, avvertendo che la stessa
riprenderà fra un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 11,25, è ripresa alle ore 12.25)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Lo Porto
CONGEDI
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta da parte dell'onorevole
Leontini la richiesta di congedo per la seduta di oggi, 8 marzo
2002, dei deputati Catania, Garofalo, Cimino, Confalone,
Misuraca, Vicari, Scoma.
Non sorgendo osservazioni, i congedi si intendono accordati.
Si passa alla votazione dell'avanzo finanziario presunto.
CAPODICASA. Chiedo la verifica del numero legale.
(Aderiscono alla richiesta di verifica del numero legale gli
onorevoli Orlando, Raiti, Zago e Ferro)
Presidenza del presidente Lo Porto
SULL'ORDINE DEI LAVORI
FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, prima che l'onorevole Formica
chiedesse di parlare sull'ordine dei lavori, io avevo già chiesto
la verifica del numero legale. E' una innovazione del Regolamento
dare la parola in sede di verifica del numero legale
PRESIDENTE. Onorevole Capodicasa, c'è stata la sua
richiesta, ma non siamo ancora in sede di verifica.
FORMICA. La mia richiesta è stata contestuale alla sua,
onorevole Capodicasa.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mia richiesta di
intervento sull'ordine dei lavori attiene a quella che è stata la
risultanza della Conferenza dei Capigruppo, propedeutica alla
decisione circa l'ordine dei lavori d'Aula in merito alla
finanziaria.
Io richiamo il Parlamento, e in maniera specifica i colleghi
dell'opposizione, a quelle che sono state le risultanze unanimi,
votate cioè all'unanimità dalla Conferenza dei presidenti
Capigruppo, e non tra un gruppo di amici.
PRESIDENTE. Si era stabilito di evitare la verifica del
numero legale, onorevole Formica.
FORMICA. Signor Presidente, ma in quella sede si era
stabilito un percorso e questo percorso non era stato frutto di
una decisione presa dalla maggioranza ma, era stato frutto di una
mediazione tra le giuste richieste avanzate da una parte
dell'opposizione, che aveva richiamato in virtù del fatto di un
impegno istituzionale alto e cioè quello del Congresso Nazionale
dei Popolari, sulla necessità che i lavori d'Aula si
interrompessero nella giornata odierna alle 13.00, 13.30, per
consentire, appunto, la partecipazione dei deputati popolari al
loro Congresso, e contestualmente si era deciso, all'unanimità,
che la finanziaria si sarebbe votata, comunque, martedì notte, e
che l'iter concordato tra tutti i gruppi di maggioranza e di
opposizione prevedeva che nella giornata odierna si trattassero,
si potessero trattare, le tabelle del bilancio e quindi c'era una
decisione condivisa su questo iter da seguire.
PRESIDENTE. Onorevole Formica, la ringrazio, ma le sue sono
considerazioni di carattere politico che non hanno ingresso nel
momento in cui si deve verificare il numero legale.
ACIERNO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Acierno, siamo chiari: non posso aprire
nessun dibattito sulla verifica del numero legale. C'è stato un
intervento sull'ordine dei lavori che ho consentito che venisse
effettuato; non intendo aprire dibattito su questo tema.
Presidenza del presidente Lo Porto
VERIFICA DEL NUMERO LEGALE
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per la verifica del numero legale.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VERIFICA
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione di verifica del
numero legale: presenti 46.
L'Assemblea è in numero legale.
Presidenza del presidente Lo Porto
Pongo in votazione l'Avanzo finanziario presunto. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che si procederà a votare le unità previsionali di
base della Entrata secondo l'Amministrazione e il Titolo di
competenza.
Si procede con la rubrica "Bilancio e Finanze" - Entrate
correnti: dalla UPB 4.3.1.1.1 alla UPB 4.2.1.5.3.
Le pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Sono approvate)
Si passa alle Entrate in conto capitale: dalla UPB 4.2.2.6.1
alla UPB 4.2.2.7.2.
Le pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Sono approvate)
Si passa alle Entrate per accensioni di prestiti: dalla UPB
4.2.3.8.1 alla UPB 4.2.3.8.3.
Le pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Sono approvate)
Si passa alla Rubrica "Presidenza della Regione" - Entrate
correnti ed in conto capitale: dalla UPB 1.3.1.4.1 alla UPB
1.7.1.4.2.
Le pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Sono approvate)
Si passa alla Rubrica "Agricoltura e Foreste" - Entrate
correnti ed in conto capitale: dalla UPB 2.2.1.4.1 alla UPB
2.4.2.6.1.
Le pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Sono approvate)
Si passa alla Rubrica "Enti Locali" - Entrate correnti ed in
conto capitale: dalla UPB 3.2.1.4.1 alla UPB 3.2.2.6.2.
Le pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Sono approvate)
Si passa alla Rubrica "Industria" - Entrate correnti ed in
conto capitale: dalla UPB 5.2.1.4.1 alla UPB 5.3.2.6.1.
Le pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Sono approvate)
Si passa alla Rubrica "Lavori pubblici" - Entrate correnti
ed in conto capitale: dalla UPB 6.2.1.4.1 alla UPB 6.4.2.6.1.
Le pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Sono approvate)
Si passa alla Rubrica "Lavoro, previdenza sociale,
formazione professionale ed emigrazione" - Entrate correnti ed in
conto capitale: dalla UPB 7.2.1.4.1 alla UPB 7.4.2.6.1.
Le pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Sono approvate)
Si passa alla Rubrica "Cooperazione, commercio, artigianato
e pesca" - Entrate correnti ed in conto capitale: dalla UPB
8.2.1.4.1 alla UPB 8.3.2.6.1.
Le pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Sono approvate)
Si passa alla Rubrica "Beni culturali ed ambientali e
pubblica istruzione" - Entrate correnti ed in conto capitale:
dalla UPB 9.2.1.4.1 alla UPB 9.3.2.6.1.
Le pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Sono approvate)
Si passa alla Rubrica "Sanità" - Entrate correnti ed in
conto capitale: dalla UPB 10.2.1.4.1 alla UPB 10.5.2.6.1.
Le pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Sono approvate)
Si passa alla Rubrica "Territorio e Ambiente" - Entrate
correnti ed in conto capitale: dalla UPB 11.2.1.4.1 alla UPB
11.3.2.6.1.
Le pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Sono approvate)
Si passa alla Rubrica "Turismo, comunicazioni e trasporti" -
Entrate correnti ed in conto capitale: dalla UPB 12.2.1.4.1 alla
UPB 12.3.2.6.1.
Le pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Sono approvate)
Pongo in votazione l'articolo 1 del disegno di legge, fatte
salve le modifiche conseguenti alla approvazione della legge
finanziaria, oltre alla votazione dell'intera tabella A.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa allo stato di previsione della spesa.
Invito il deputato segretario a dare lettura dell'articolo
2.
BURGARETTA APARO.Segretario:
Art. 2.
Stato di previsione della spesa
1. Sono autorizzati l'impegno ed il pagamento delle spese
della Regione siciliana per l'anno finanziario 2002, in
conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla
presente legge (tabella B).
Avverto che si procederà a votare le UPB della Spesa secondo
l'Amministrazione e il Dipartimento o Ufficio equiparato cui
compete la gestione delle stesse.
Avverto inoltre che mentre gli emendamenti del Governo
risultano compensati complessivamente come manovra, quelli di
iniziativa parlamentare devono indicare singolarmente la
compensazione.
Comunico che all'articolo 2 sono stati presentati i seguenti
emendamenti allegati:
- dagli onorevoli Sanzeri e Panarello: emendamento 2.3;
- dal Governo: emendamenti 2.4 e 2.5;
- dall'onorevole Beninati: emendamento 2.6;
- dagli onorevoli Crisafulli, Villari, Lo Monte, Speziale e
Capodicasa: emendamenti 2.1 e 2.2.
Si procede con la Rubrica "Presidenza della Regione" -
Dipartimenti competenti: Gabinetto e Uffici di diretta
collaborazione all'opera del Presidente e alle dirette dipendenze
del Presidente; Gabinetto e Uffici di diretta collaborazione
all'opera dell'Assessore; Segreteria Generale; Dipartimento
regionale del personale, dei servizi generali, di quiescenza,
previdenza ed assistenza del personale; Dipartimento regionale
della programmazione; Dipartimento regionale della protezione
civile; Ufficio legislativo e legale; Uffici speciali.
E' aperta la discussione sull'emendamento 2.3.
Il parere del Governo?
PAGANO. Assessore per bilancio e le finanze. Signor
Presidente, è necessario appoggiarlo con norma finanziaria, di
conseguenza, il parere è contrario. Anche se è condivisibile lo
spirito, perchè comporta un incremento della voce della
Commissione trasparenza che, onestamente, ha zero come importo;
purtroppo tecnicamente non si può fare e non è compensativa
perchè utilizza il fondo riserva. E poi, ci vuole una norma di
appoggio. Il parere del Governo è contrario, però ne prenderemo
atto.
PRESIDENTE. IL parere della Commissione?
CROCE, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
FORGIONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, non so come andiamo avanti in
questo Parlamento e anche come vuole andare avanti il Governo.
Noi, solo qualche giorno fa, forse una settimana fa, abbiamo
eletto i componenti parlamentari designati a questa Commissione.
Avete visto che c'è stata anche una polemica sulla stampa; sul
mancato insediamento e funzionamento della Commissione
trasparenza. E' una Commissione istituita per legge, e tutti ci
siamo affrettati - e io apprezzo, onorevole Presidente, la sua
premura nel mettere all'ordine del giorno l'elezione dei
componenti per dare corso alla efficacia di questa Commissione -.
Una Commissione delicatissima perché è la Commissione sulla
trasparenza degli atti della Pubblica amministrazione contenuta
in una legge che era, nel suo articolato, la legge anticorruzione
qui in Sicilia; è una Commissione delicata per cui una parte è
parlamentare, un'altra parte governativa, un'altra parte, ancora,
è designata dalle Università siciliane.
Quindi una Commissione delicatissima che deve osservare lo
stato della burocrazia e della Pubblica amministrazione, con
poteri anche disciplinari rispetto allo stato della burocrazia e
della Pubblica amministrazione; è una Commissione che è dotata di
un apposito ufficio.
Il Governo, dopo le pressioni della stampa, si è premurato
subito di nominare i propri componenti; cosa fa ora il Governo?
Fa insediare la Commissione ma non ne finanzia l'esistenza e
l'attività, dimostrando - e a questo punto è lecito (parola
orribile) - il sospetto che il Governo non è interessato a che ci
sia una Commissione "super partes" di garanzia sulla trasparenza
e la lotta alla corruzione in Sicilia.
Il Governo lo dica, il Governo, qui, non può ridurre tutto
questo ad un problema di entrate e di uscite; qui parliamo del
sistema della corruzione nella burocrazia, parliamo di una
Commissione che deve valutare, addirittura, i provvedimenti
disciplinari previsti per legge riguardanti la corruzione nella
burocrazia regionale e ci troviamo un Governo che riduce tutto ad
un fatto burocratico e dice: non ci sono i soldi.
Ma Voi, onorevoli colleghi della maggioranza, non eravate
tutti qui una settimana fa a votare i Vostri componenti di questo
Parlamento, designati a far parte di questa Commissione? Ed oggi
Voi stessi dite: questa Commissione, che era così importante
tanto è vero che abbiamo fatto ventiquattro votazioni in una
serata, non deve funzionare.
Ma sapete cosa Voi oggi decidete sostenendo che il Governo
non debba funzionare? Decidete che non debba funzionare una
Commissione che deve osservare lo stato della burocrazia, una
Commissione che deve garantire la trasparenza della Pubblica
amministrazione, una Commissione che deve, addirittura, decidere
le incompatibilità e ci troviamo, poi, l'assessore Stancanelli
che scrive al Presidente della Regione per chiedergli: io ho un
burocrate che è stato condannato, un alto dirigente che è stato
condannato, secondo la legge lo deve trasferire? Mi puoi dire,
tu, Presidente della Regione, se lo devo trasferire o non lo devo
trasferire?
Ecco, in modo informale, però è uscito sui giornali.
Il Presidente della Regione gli dice applica la legge - ci
mancherebbe pure che il Presidente della Regione gli dica, ad un
proprio assessore, non applicare la legge -.
Questa Commissione è insediata e l'abbiamo istituita per
legge approvata all'unanimità da tutti, proprio per decidere
anche di questi casi.
E già strano che l'assessore Stancanelli scriva al
Presidente della Regione per dire devo applicare la legge o non
la devo applicare, già questo è strano, e il Presidente della
Regione gli dice che, non solo c'è una legge nazionale, ma che
c'è una legge regionale da applicare.
Insomma state facendo un pasticcio che non fa onore a questo
Governo, in questo momento.
C'è una legge sulla trasparenza ed una Commissione che avete
tutti Voi votato per insediarla, oggi gli dite non ha i soldi per
funzionare e non gliene mettiamo.
Onorevole Pagano non sta scrivendo una bellissima pagina del
Governo di questa Regione e non riduca il problema della
trasparenza, della corruzione, che in Sicilia vuol dire spesso
anche i rapporti con pezzi della criminalità ad un fatto puro e
semplice di entrate e di uscite di questa Regione.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Forgione.
PAGANO, assessore per il Bilancio e le Finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANO, assessore per il Bilancio e le Finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento a firma degli
onorevoli Sanzeri e Panarello è stato largamente condiviso dal
Governo.
Sono stato, ritengo, chiaro ma se ci sono da fare ulteriori
chiarimenti li approfondisco.
Non si può tecnicamente portare avanti perché inserito
all'interno di una catalogazione di tipo "B", cioè supportata da
Legge finanziaria; ho detto che tecnicamente il problema è
risolvibile e se ne fa carico il Governo.
FORGIONE. Allora lo accantoniamo.
PAGANO, Assessore per il bilancio e le finanze. Ma
che accantoniamo, se dico che lo abbiamo risolto. Ci stiamo
prendendo l'impegno di risolverlo e quindi è un fatto marginale
l'accantonamento. Se volete lo possiamo accantonare, ma non si
risolve con questo emendamento. Comunque è accantonato, ma ripeto
il Governo è favorevole, senza fare polemica.
Presidente, rinnovo ancora una volta l'invito all'Assemblea.
Il Governo ha tutta l'intenzione di risolvere questo problema che
è stato sollevato, senza nessun tipo di polemica e soprattutto
condividendo l'orientamento; solo che è un fatto tecnico.
Lasciateci fare il nostro mestiere. Lo risolviamo.
CRISAFULLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISAFULLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo
che ci si trovi di fronte da un lato ad una necessità politica di
adempiere ad una scelta che il Parlamento ha compiuto, istituendo
ed insediando la Commissione per la trasparenza, e dall'altro ad
un fatto tecnico che è ineludibile, il Governo non diceva una
cosa inesatta quando ci ricordava che sul piano formale e tecnico
il problema è esattamente quello che diceva l'Assessore Pagano.
Vorrei però fare notare al Governo che questo è il Parlamento che
sta discutendo le schede sul bilancio e la finanziaria. Se è vero
quello che dice il Governo, che il problema si risolve, allora il
Governo faccia l'emendamento sostitutivo dell'emendamento degli
onorevoli Sanzeri e Panarello e lo inserisca nella finanziaria,
nel senso che a quel punto i colleghi saranno ben felici di
ritirare questo aspetto tecnico tenuto conto che c'è l'impegno
formalizzato del Governo scrivendo un emendamento da inserire nel
testo della finanziaria, in sede di riscrittura, evidentemente,
non in sede di nuovo emendamento.
ACIERNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Signor Presidente, vorrei chiedere un chiarimento
alla Presidenza perché se ho ascoltato bene le parole del
Governo, riferite a questo emendamento, mi pare che
l'emendamento, per come è formulato, è da dichiarare
inammissibile. Poi c'è un impegno politico del Governo che dice:
siccome il problema esiste, riformuliamo l'emendamento come
emendamento del Governo da inserire in finanziaria. Per cui il
dibattito su questo emendamento, se è vero quello che dice il
Governo, non può esserci perché la Presidenza deve dichiarare
inammissibile l'emendamento per come è formulato.
FORGIONE. Ormai è dichiarato ammissibile.
SANZERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SANZERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vorrei
caricare di tutti questi significati un semplice emendamento che
aumenta un capitolo di spesa. La Commissione trasparenza ha, per
volontà del Governo, messo a disposizione come risorse 100
milioni (50 mila Euro). C'era soltanto una, non dico necessità ma
una sensibilità maggiore rispetto ad una volontà del Parlamento
siciliano di istituire per la prima volta nei fatti una
Commissione che alzerebbe, stante che siamo sempre in un clima di
sospetti e di quant'altro, almeno la qualità della stessa
Assemblea.
Per cui io oggi, non caricando assolutamente delle cose che
dice l'onorevole Forgione perché mi sembrano molte fuori luogo,
io ho avuto assicurazione da parte del Governo, anzi prima di
presentare l'emendamento, di una grande disponibilità ad
impinguare questo capitolo e quindi gliene do atto, per cui
piglio anche per buona la volontà politica del Governo di
impinguare il capitolo, però devo rilevare che viviamo un momento
particolare, dove riflettori sono sempre puntati su questa
Assemblea, per cui l'opportunità politica vuole che oggi noi
fossimo in grado, anche con una norma che riguarda poi la
finanziaria, di impinguare comunque questa voce perché c'è una
opportunità politica da mandare all'esterno: non è vero, la
Commissione trasparenza è una cosa importante, questa Assemblea
ci vuole lavorare. Ecco, il messaggio politico che noi dobbiamo
mandare è che questo emendamento deve essere approvato dall'Aula.
Questa è la raccomandazione che faccio al Presidente
dell'Assemblea, di trovare l'artificio tecnico, assieme al
Governo, in sede di bilancio, in sede di finanziaria, per dare
questo messaggio al popolo siciliano che questa Assemblea vuole
lavorare molto verso la trasparenza.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, per chiudere definitivamente, perchè penso che le
parole dell'onorevole Sanzeri siano state chiarissime.
Il Governo presenterà un emendamento in finanziaria che va
esattamente in questa direzione. Ma mi pare che sia esattamente
quello che ho detto sin dalle mie prime parole.
CAPODICASA. Dichiaro di ritirare l'emendamento 2.3.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, desidererei fare una proposta all'Aula. Se il
Parlamento è d'accordo, naturalmente previo consenso della S.V.
signor Presidente, potrebbe essere una buona idea discutere oggi
tutti gli articoli che non hanno emendamenti, dopodichè
accontonati quelli che presentano degli emendamenti, ci prendiamo
una pausa di sospensione per evitare che poi su ogni articolo
possa nascere una polemica, ed a maggior ragione, nascano
polemiche dove siamo tutti d'accordo.
Ed allora, per evitare perdite di tempo, rinnovo ancora una
volta la proposta.
Approviamo tutto ciò che non è, in questo momento, oggetto
di emendamenti, e poi per tutto il resto chiediamo dieci minuti
di pausa ed poi andiamo avanti.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.5. a firma del Governo.
Il parere della Commissione?
CROCE, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 2.6 e 2.1 sono assorbiti. Pongo in votazione
la rubrica Presidenza relativamente all'Unità previsionale di
base dalla pagina 256 alla pagina 270.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla rubrica "Agricoltura e foreste".
CAPODICASA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo
che l'emendamento 2.1 non venga assorbito dall'approvazione
dell'emendamento del Governo perchè fa riferimento intanto due
coperture diverse. Volevo dire che l'emendamento 2.1 non viene
assorbito per il semplice motivo che trova una copertura diversa
da quella dell'emendamento a firma del Governo e diversa è anche
la finalità. Poi in merito interverrà l'onorevole Crisafulli,
perchè credo che la materia riguardi la dotazione di personale
del Dipartimento della protezione civile dove sono sorti dei
problemi che l'onorevole Crisafulli, che, essendo uno dei padri
del Dipartimento, ne vorrà parlare. Ma dal punto di vista
tecnico-regolamentare, avendo una copertura diversa, a mio avvio
va posto in votazione. Per quanto concerne il merito ne
discutiamo.
PRESIDENTE. Onorevole Capodicasa. Per aiutarci a comprendere
reciprocamente. Avendo approvato l'unità 4.1.1.1 che prevede uno
stanziamento di 475, il 2.1 prevede un analogo incremento di voce
ma non di cifre, perchè arriva ad una somma di 329. Quindi dal
punta di vista della copertura finanziaria l'emendamento che
abbiamo approvato è sicuramente assorbente, perchè è superiore.
Ora, se lei considera i singoli capitoli, quello dal punto di
vista regolamentare non è più possibile. Tenetelo presente, non
lo dico per far polemica...
CAPODICASA, relatore di minoranza. Io la ringrazio, signor
Presidente, perchè così al primo passo che muoviamo possiamo
chiarire alcuni aspetti che troveremo poi in futuro.
Quest'anno il bilancio è strutturato in maniera diversa
rispetto al passato, non non interveniamo sui singoli capitoli,
interveniamo sulle unità previsionali di base; però la spesa poi
è strutturata in capitoli, allora nelle more che l'Assemblea
torni sulla materia per trovare un punto di equilibrio tra questi
due aspetti che io nella relazione di minoranza avevo già
sollevato, dobbiamo intenderci sul modo di procedere.
Il Governo incrementa il capitolo però così come la
normativa prevede può utilizzare nell'ambito dell'unità
previsionale di base per finalità che sono diverse da quelle che
sono contemplate nell'emendamento dell'onorevole Crisafulli,
quindi che si discuta degli emendamenti possibilmente quando
insistono sulla stessa unità previsionale di base, la discussione
bisogna farla in modo tale che si definisca con esattezza la
volontà dell'Assemblea perchè noi incrementiamo una unità
previsionale di base. Però si capisce, anche se questo
tecnicamente non costituisce vincolo per l'esecutivo, per il
Governo, che sia chiara qual è la finalità dell'incremento.
L'onorevole Crisafulli ritiene di dovere incrementare il
capitolo per finanziare l'attività, direi quasi l'esistenza
perchè c'è un problema di esistenza in vita della struttura del
dipartimento della protezione civile. Il Governo probabilmente
incrementando il capitolo ha in mente un'altra cosa.
Pertanto, quindi noi dodbiamo sapere di cosa si tratta,
altrimenti l'emendamento del Governo assorbe l'emendamento
dell'onorevole Crisafulli ma è finalizzato a un'altra cosa
rispetto a quello che l'onorevole Crisafulli intendeva invece
proporre.
Credo dunque che perlomeno si dia conto di qual è
l'intenzione che con l'emendamento 2.1 si voleva...
CRISAFULLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISAFULLI. Credo che nelle argomentazioni dell'onorevole
Capodicasa ci sia gran parte delle cose che io ritengo di dovere
sottoporre all'attenzione dell'Aula, del Governo e della
Presidenza rispetto alla scelta di suggerire un aumento
dell'unità previsionale; se i colleghi mi seguono cercherò di
facilitare loro la lettura della proposta.
Noi abbiamo aumentato l'unità previsionale nel complessivo,
questo è uno dei problemi che si pone rispetto all'unità
previsionale; all'interno di essa vi è un problema che riguarda
il funzionamento del dipartimento della protezione civile.
Il Governo regionale, con atto amministrativo, ha
strutturato il dipartimento della protezione civile istituendo
uffici provinciali di protezione civile ed utilizzando personale
proveniente da altri dipartimenti con i quali...
LO MONTE . Quale Assessore è stato?
CRISAFULLI. L'Assessore successivo al mio, facendo una cosa
che io non ho condiviso ma è un dettaglio. Si è fatta questa
scelta, il dipartimento ha previsto gli uffici, ha organizzato
gli uffici, ha messo a capo di questi uffici del personale, ha
fatto contratti di diritto privato, ha istituito dei contratti di
diritto privato. Ma se tutto ciò non viene supportato da un
orientamento del Governo con l'impegno a sostenere
finanziariamente tale struttura è chiaro che c'è un'incongruenza
tra una scelta - ripeto - di tipo amministrativo operata dal
Governo, e non attraverso una legge in quanto la legge istituisce
il dipartimento ma la funzionalità doveva essere definita con
atto amministrativo con la relativa copertura necessaria.
L'opportunità di valutare quest'aspetto con il Governo credo
sia essenziale. Noi facciamo un'ipotesi di copertura dell'unità
previsionale e nello specifico indichiamo anche qual è il
problema, con l'indicazione fra parentesi dei capitoli ex ante
, in modo tale da rendere chiaro il ragionamento. Vorremmo
capire dal Governo se quella copertura che, invece, è stata
avanzata dal Governo comprende anche questo e garantisce che essa
venga assicurata, in modo tale che, se è così, l'emendamento non
ha ragion d'essere.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. La ringrazio
di questa possibilità che mi dà per fornire dei chiarimenti. Mi
rendo conto che la nuova impostazione di bilancio crea una sorta
di ancoraggio al passato e, se così fosse, le parole degli
onorevoli Crisafulli e Capodicasa sarebbero giuste. Però, nel
momento stesso in cui noi abbiamo previsto una copertura
complessiva all'interno del fondo riserva personale, è ovvio e va
da sè che poi, con semplice decreto dell'assessore per il
bilancio, verranno dirottate risorse laddove ci sia la necessità.
Quindi, questo bisogno che era indispensabile...
CRISAFULLI. Prima bisogna vedere se bastano.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Ma certo che
bastano, perchè abbiamo fatto i nostri conti. Dunque, il
ragionamento, onorevole Crisafulli, da fare è un altro. Quando
verranno incrementate le unità così come da lei spiegato in
quello stesso momento, l'assessore per il bilancio ele finanze
metterà un decreto. Abbiamo fatto questa legge per semplificare
il tutto, non per complicare. Quindi, le sue parole sono ...
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Sì, abbiamo
fatto il Parlamento Le sue parole sono sagge, però vanno con la
logica del precedente bilancio. Con questo è molto più snello. Il
parere del Governo è contrario.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non possiamo tornare due, tre
volte sullo stesso argomento. Onorevole assessore Pagano, le è
stato chiesto se, nell'ambito di questa nuova procedura che mette
obiettivamente in difficoltà circa l'interpretazione della norma.
il Governo è in grado di assicurare che le finalità
dell'emendamento cosiddetto "assorbito" vengono rispettate dal
Governo allora nulla quaestio e si va avanti. Se il Governo
legittimamente non può garantire che la finalità prevista
dall'emendamento che conosciamo bene si rispettata il discorso si
pone ed il devo continuare a capire l'opinione dei gruppi.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Onorevole
Presidente, la ringrazio del suo autorevole intervento che,
certamente, viene da ausilio non soltanto al Governo ed al
Parlamento, ma in generale anche ad una metodica che deve essere
necessariamente utilizzata.
E' chiaro che, nel momento stesso in cui c'è questa nuova
impostazione del bilancio tutte le soluzioni devono essere
previste a monte e, quindi, il primo sarebbe il Governo a dare
ragione al parlamentare di turno che fa un intervento di questo
tipo, perchè va da sè che non può entrare in crisi, non può
essere messo in difficoltà. Allora, l'impostazione complessiva
che è stata data dalla legge, nel momento stesso in cui noi
abbiamo un fondo di riserva del personale che, in maniera
complessiva, garantisce quello che lei dice e nel momento stesso
in cui il Governo si prende quest'impegno, che con decreto ciò
avvenga, il problema è risolto.
CAPODICASA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
se perdiamo un minuto sull'argomento ci sarà utile per recuperare
dopo. Dobbiamo chiarirci perchè questo tema tornerà. Vi sono
emendamenti sulla stessa unità previsionale di base, che magari
hanno finalità diverse che, però, possono essere benissimo
assorbiti per via del fatto che c'è un emendamento del Governo
che li assorbe.
Qui, per esempio, l'Assessore dice abbiamo il fondo di
riserva e il fondo di riserva laddove dovessero sorgere delle
necessità per il personale può soccorrere.
In realtà, onorevole Assessore, la spiegazione che ha dato
l'onorevole Crisafulli è tale che la risposta che lei ha dato non
è assolutamente tranquillizzante e sufficiente, in quanto il
dipartimento della protezione civile era dotato originariamente
di dieci dirigenti, il Governo Leanza, assessore l'onorevole
Drago, decide di strutturare in modo diverso il dipartimento
della protezione civile aprendo degli uffici provinciali.
Per aprire gli uffici provinciali ha dovuto reclutare nuovo
personale da altre amministrazioni, per lo più dal settore del
genio civile, dirigenti, arrivando ad una massimo di trentadue
dirigenti.
I contratti di diritto privato agli altri ventidue dirigenti
con quali soldi li facciamo? Non ci sono i soldi. E allora non è
vero che si tratta di una esigenza imprescindibile, quasi una
spesa obbligatoria e d'ordine per cui attingeremmo
successivamente al fondo di riserva per il personale. Invece può
accadere che il Governo non attinga e il dipartimento per la
protezione civile è obbligato, non facendo i contratti di diritto
privato, a questi ventidue dirigenti e rimandarli negli uffici di
loro provenienza, smantellando così praticamente il dipartimento
della protezione civile, se non altro gli uffici provinciali.
Pertanto, ci vuole una garanzia, onorevole assessore, che
nell'ambito della discrezionalità che la nuova normativa
garantisce ormai all'assessore si vada ad impinguare la
destinazione della protezione civile per evitare lo
smantellamento di un servizio che, come noi sappiamo, è assai
importante per una regione ad alto rischio sismico e che comunque
è prevista in buona parte nelle mappe dei grandi rischi dei
settori della nazione.
In questo senso, l'esigenza che noi poniamo non è di
vincolare, perchè non possiamo. L'anno prossimo poi vedremo se il
bilancio dovrà essere la stessa cosa o non. Io continuo a
sostenere che in questo modo anziché andare ad un bilancio più
trasparente stiamo andando ad un bilancio meno trasparente e
questo ovviamente ...
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. La legge
l'avete fatta voi.
CRISAFULLI. Le unità previsionali le ha decise Lei,
assessore.
CAPODICASA. Pertanto, signor Presidente, il nostro intervento
è volto unicamente a sottolineare quest'esigenza che poi nel
momento in cui, con proprio atto, l'Assessore interverrà, ne
possa tenere conto.
PRESIDENTE. Pertanto, si ritengono assorbiti con la facoltà
naturalmente dei deputati di presentare un ordine del giorno che
impegni il Governo ed in ogni caso da questo momento in poi,
poichè avremo presente in tutto il dibattito questo tema che è
essenziale. Voglio ricordare comunque che la riforma del bilancio
prevede l'applicazione delle unità previsionali di base sia per
le singole rubriche sia per i singoli capitoli, laddove
sicuramente sono presenti gli argomenti da voi avete sollevati.
CRISAFULLI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISAFULLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, poichè
siamo nella fase di avvio del bilancio è bene chiarirci tutti le
idee, per capire come dobbiamo proseguire. Se io dovessi fare
affidamento alle dichiarazioni che fa il Governo, che essendo
prevista nell'unità previsionale una cifra e con quella cifra si
copre tutto, le posso anticipare che non ha senso alcuno degli
emendamenti proposti in aumento delle unità previsionali.
Cosa significa questo? O noi ci intendiamo sul fatto che
vero è che l'unità previsionale accorpa la possibilità di
utilizzare le risorse per questo settore o un altro settore, ma è
anche vero che lo sforzo emendativo del Parlamento serve ad
orientare una scelta anzichè un'altra; ma se così è, rispetto
alla affermazione di principio che il Governo fa 'i soldi per
l'unità previsionale sono sufficienti, ma a me servono per
l'assistenza tecnica', perchè tanto nessuno può dire che non è
vero tenuto conto che ci sono per questo, ci sono per quello, ci
sono per tutto
La verità è che il totale non c'è, così come è successo con
il personale. Assessore Pagano, avremo modo di discutere meglio e
più approfonditamente della questione quando discuteremo
nell'ambito della finanziaria delle risorse per il personale. Ci
sono i soldi come fondo di riserva
Le faccio notare, signor Presidente, lo dico anche al
Governo, che non è vero che i soldi per il personale sono
sufficienti. Il bilancio della Regione non copre il contratto che
è stato fatto dal Governo precedente al vostro, avendo voi
previsto una copertura insufficiente, atteso che è stata
applicata la normativa del contratto estendendo i contratti di
diritto privato a tutti, ugualmente, i dirigenti della Regione.
Tutto ciò ha creato una difficoltà. Allora, o ci intendiamo
ora per capire se un emendamento deve essere valutato per quello
che intende dire, e il Governo assume un impegno rispetto a quel
percorso, o altrimenti così in linea di principio c'è tutto
perchè ci sono 100 miliardi, con questi 100 miliardi si copre
tutto perchè poi il Governo sulla base delle necessità li sposta
di qua e li mette di là. Ma la verità è che non ci saranno le
risorse sufficienti, specie se viene sottoposta una questione
particolare, come io mi sono permesso di dire.
Sull'ordine dei lavori io chiedo alla Presidenza
dell'Assemblea se lo schema di ragionamento che io offro è
condiviso perchè, altrimenti, si impone un ragionamento più
articolato su tutto fino al punto, le dico con molta onestà, che
potrebbe costringere l'Aula a prevedere tanti sub-emendamenti di
disarticolazione delle unità previsionali di base quanti sono i
capitoli del bilancio vecchio della Regione siciliana. Perchè se
ognuno deve avere certezza di un orientamento tutto questo crea
un vespaio che non ci aiuta Lo dico per facilitare. Mettiamoci
d'accordo, vediamo qual è l'intendimento della procedura e sulla
base di questa lavoriamo.
PRESIDENTE. Abbiamo già votato, onorevole Crisafulli.
CRISAFULLI. Ho capito quello che abbiamo votato. Ma adesso che
facciamo?
PRESIDENTE. Quello che si è votato è votato, ora dobbiamo
applicare il buon senso perchè la riforma non la possiamo
eludere, la legge prescrive questo meccanismo. C'è soltanto,
credo, un istituto parlamentare che può permettere un
orientamento al Governo ed è l'ordine del giorno, ma la legge
deve essere applicata.
CRISAFULLI. No, Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Crisafulli, venga a presiedere lei
CRISAFULLI. Quando deciderete di farmi presiedere ve lo dirò
io.
PRESIDENTE. Allora, la prego di farmi procedere nei lavori.
CRISAFULLI. Ma lei mi deve mettere nelle condizioni di potere
svolgere il mio ruolo istituzionale. Qual è la linea che dobbiamo
adottare?
CINTOLA. La legge.
CRISAFULLI. Ma la legge cosa dice? Quello che dico io.
PRESIDENTE. La legge intanto si presume sia conosciuta e
prevede che gli Assessori siano titolari dell'Unità previsionale
di base. All'interno di essa possono gestire le somme secondo il
criterio politico che giudicano più opportuno. Un ordine del
giorno potrebbe dare un orientamento formale, ma io al di la' di
questo non posso consentire altro.
SPEZIALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, era prevedibile che saremmo
arrivati ad esaminare questo aspetto di ordine generale. E la
discussione io la ritengo utile. Però, vorrei che il Governo, ed
in particolare l'Assessore, tenessero conto che stiamo cercando
di stabilire una modalità che possa permettere di accelerare il
percorso dei nostri lavori.
Se il Governo si trincera dietro l'affermazione che la norma
è questa e c'è una assoluta discrezionalità nell'utilizzo
dell'unità previsionale senza tenere conto degli orientamenti che
possono affacciarsi nel Parlamento regionale, commette un errore
perché questo imporrà in realtà a me di dover fare tanti
emendamenti, come diceva prima l'onorevole Crisafulli, tanti
quanti sono i capitoli del vecchio bilancio.
Ora, siccome non è nostro intendimento andare in questa
direzione, ovviamente, in quanto capiamo perfettamente che
abbiamo bisogno di un bilancio snello, più avanzato; fra l'altro
abbiamo contribuito a predisporlo.
Io inviterei il Governo a chiedere dieci minuti di
sospensione per valutare assieme ai capigruppo ed alla
Presidenza dell'Assemblea una modalità di svolgimento del
prosieguo dei lavori sulla quale attestarci in modo tale che
questo permetta un'accelerazione.
Se il Governo invece dovesse mantenere la posizione che
tende a mantenere, intesa nel senso che si va avanti attraverso
l'unità previsionale di base esclusivamente attraverso il voto su
di essa, noi saremo costretti a ricorrere a centinaia di
subemendamenti tendenti appunto a disarticolare il bilancio e a
far sì che la spesa che deve essere effettuata venga vincolata.
Noi ovviamente siamo perché si arrivi ad un accordo generale
d'aula che permetta di contemplare le due esigente: la volontà
del Parlamento e l'esigenza di snellimento del bilancio.
FLERES. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando abbiamo
approvato la riforma del bilancio ci siamo occupati, e ricordo il
dibattito che si sviluppò in quella circostanza, anche di questi
aspetti e abbiamo sostenuto che l'elezione diretta del Presidente
della Regione e il rafforzamento dei poteri dell'esecutivo
rappresentavano di per sè una condizione politica diversa poichè
attribuivano al Parlamento il diritto-dovere di legiferare e al
Governo il diritto-dovere di governare utilizzando le risorse che
il Parlamento attribuisce a ciascun ramo di amministrazione,
liberando il capo del ramo dell'amministrazione dai vincoli
parcellizanti delle risorse che potevano essere attribuite a
ciascun intervento sulla base di una precedente disposizione sul
bilancio.
Onorevoli colleghi, allora, allo stato attuale il Governo ha
perfettamente ragione, la modalità di prosecuzione della nostra
attività non può che essere quella che ha descritto poc'anzi
prima il Presidente dell'Assemblea, poi l'Assessore al bilancio,
in più occasioni.
Il problema è di diversa natura. Ciò che sostengono gli
onorevoli Crisafulli e Speziale ha certamente un valore politico,
ma ha un valore politico che può essere affrontato esclusivamente
attraverso interventi legislativi. Il Parlamento è sempre di più
un organo legislativo e sempre meno un organo di governo della
spesa, altrimenti non avremmo avuto bisogno di votare la riforma
del bilancio...
SPEZIALE. L'unità previsionale di base non ha un supporto
legislativo.
FLERES. Dicevo, quindi che lo strumento parlamentare che in
questo momento abbiamo non è quello di orientare attraverso
subemendamenti o subunità previsionali di base - perchè di
questo, poi, si tratta - il bilancio stesso, perchè questo
stravolgerebbe il significato della legge. La legge vuole
attribuire al Governo la piena responsabilità di utilizzare le
risorse sulla base di quelle che sono le disposizioni legislative
attribuite al suo ramo di amministrazione ripartendole secondo le
sue volontà di governo che discendono dal potere presidenziale
che è figlio della riforma elettorale che è stata compiuta.
Il Parlamento deve fare la propria parte. Ma non può che
farla attraverso leggi. Anzi, io voglio essere ulteriormente
spinto nel mio ragionamento.
Nell'attuale configurazione, è addirittura paradossale che
noi operiamo con unità previsionale di base. Sarebbe molto più
semplice, se la filosofia della legge è quella di attribuire al
Governo sempre maggiori poteri esecutivi, distinguere il bilancio
di ciascuna amministrazione in due voci: le spese fisse
obbligatorie e le spese in conto capitale, o le altre spese che
necessitano di una volontà politica nel momento in cui vengono
destinate ad una utilizzazione piuttosto che ad un'altra.
Pertanto, onorevoli colleghi, la mia proposta è molto
semplice, ed è quella già individuata dal Presidente
dell'Assemblea: in questo momento, e con l'attuale reticolo
normativo che sovrintende alla discussione e alla approvazione
del bilancio, noi possiamo solamente intervenire sulla Unità
previsionale di base nel suo insieme; non possiamo spezzettarla,
perchè torneremmo all'ipotesi di bilancio precedente e, dunque,
violeremmo le disposizioni di legge che vincolano il Parlamento
al rispetto di una procedura che è quella che la legge stessa ha
individuato.
In altro momento, l'Aula può esprimere una sua volontà.
Come? Con ordini del giorno, ovvero, ancora meglio, intervenendo
per legge, attraverso la finanziaria o attraverso leggi di
settore specifiche che orientino la spesa e che vincolino il
Governo ad utilizzare risorse in una direzione piuttosto che in
un'altra. Ma oggi, al di là di questo, non può essere compiuto
nessun altro sforzo di condizionamento politico dell'azione di
governo, perchè questo non è, di fatto, possibile. Verrebbe meno
infatti il presupposto, il principio, la filosofia della legge di
riforma di bilancio che abbiamo votato pochi mesi addietro.
CINTOLA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, meno male che
è sorto il caso, e meno male che ne usciamo subito. La legge n.
6 del 2001 è stata votata da questa Assemblea e ha proposto
legislativamente il percorso: l'Unità previsionale di base. Non
ci sono più i capitoli. Debbo dire che il dottor Di Gregorio,
funzionario della Commissione bilancio, tutto ciò lo prospettò ai
componenti, e credo sia stato dato a tutti i deputati un
promemoria molto semplice, nel quale - e io lo ringrazio perchè
mi ha aiutato molto nel lavoro - veniva chiarito, in maniera
elementare, che una serie di questi emendamenti sarebbero
diventati, in effetti, inammissibili se riferiti a capitoli che
avevano una sola linea: 'L'unità previsionale di base'.
Quella legge sancì in maniera molto forte - e di questo
dobbiamo rendercene conto - che l'Assemblea deve legiferare, ma
il potere esecutivo è del Governo.
Nell'unità previsionale di base possiamo creare tutti gli
aumenti o le diminuzioni che vogliamo poi sarà il Governo che,
non solo in attuazione di una legge - perché questo lo prevede
la legge - ma in attuazione di un programma per mezzo del quale
c'è questo governo, a dover attuare ed esplicitare le linee
economiche di spesa.
E allora, dobbiamo renderci conto che un po' di quella che
fu chiamata 'commistio assembleare' è finita; non c'è più il
fiore all'occhiello del piccolo capitolo. E' finita questo tipo
di iniziativa che era parlamentare ma che, in effetti, non era
nient'altro che una commistione forte col potere esecutivo.
Però, c'è anche la necessità, che credo sia anche questa
urgente, che è stata rappresentata dai colleghi che hanno
presentato l'emendamento, ma ci possiamo fermare solo ed
esclusivamente ad un'affermazione di volontà politica del Governo
che può dire: "mi impegno, andrò in quella direzione".
Al di là di questo è impossibile, è controlegge, è inutile
continuare il dibattito. Questo è il primo emendamento, signor
Presidente, ma ce ne saranno altri a seguire che, se dovessero
avere questo tipo di presentazione e fibrillazione, non darebbero
più senso alla realizzazione della legge.
La legge 6 non ce la siamo inventata ora. Noi possiamo
modificare ciò che è stato detto fino ad ora facendo un'altra
legge che modifichi la 6, che modifichi l'articolo 52 e si
ritorna ai vecchi capitoli; ma fintantochè ci sarà in vigore
quella legge il Governo non può che andare avanti in questo modo.
Io devo dire di più. Noi siamo stati in Commissione
'Bilancio', ci siamo stati 15 deputati, sicuramente e certamente
abilitati non soltanto a parlare ma anche a votare, e questo
l'abbiamo non soltanto detto e ridetto ma l'abbiamo perpetrato.
Cioè sappiamo con certezza che abbiamo dato un parere su un
bilancio che ha come base minima 'l'unità previsionale di base'.
Quindi, abbiamo già attuato tutto, ora non possiamo ad ogni pié
sospinto, a partita iniziata, tentare di cambiare le regole del
gioco, questo non vale.
Noi possiamo chiedere, come hanno chiesto gli onorevoli
Capodicasa e Crisafulli, al Governo un impegno in una direzione,
il Governo lo ha assunto ed è agli atti parlamentari. Al di là
di questo non si può andare perchè significherebbe andare
controlegge. Dunque, non possiamo che andare avanti in una
direzione che ci è dettata dalla legge alla quale bisogna
assoggettare ordinamenti, regole, deputati di serie A, di serie
B, di serie C. Dobbiamo ridare all'Assemblea il ruolo che
merita, altrimenti continueremo a finire sui giornali o perché
non lavoriamo o chissà per quali altre cose. Abbiamo il dovere di
andare avanti in piena sintonia e rispetto delle leggi.
PAPANIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAPANIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, apprezzo gli
interventi svolti dall'onorevole Fleres e dall'onorevole Cintola,
il quale in questi giorni vorrebbe contribuire a far approvare
prima il bilancio, ma io credo che sulle questioni delicate
bisogna mettere attenzione.
Vedete, nella nostra Assemblea si tratta di utilizzare le
unità previsionali di base per la prima volta; allora qualcuno si
dovrebbe chiedere per la prima volta chi stabilisce quali sono le
unità previsionali di base.
Tra la procedura che adotta il Parlamento nazionale e quella
che invece può adottare il Parlamento regionale c'è una
sostanziale differenza e cioé che nel Parlamento nazionale c'era
un rinvio con delega al Governo che qui non era possibile fare;
per cui la normativa era, ed è, sostanzialmente diversa.
Nel decreto legislativo 7 agosto 1997 n. 279 vengono
definite le unità previsionali di base, così come nel bilancio
nazionale bisogna fare, e viene appunto detto che sono enucleate
nell'ambito delle spese di investimento e quant'altro si deve e
come si fanno i Centri previsionali di spesa. Successivamente
viene detto che per l'anno finanziario di riferimento le unità
previsionali di base di entrata e di spesa che formano oggetto di
approvazione parlamentare sono individuate ai fini di cui al
comma 9, tabella A, del presente decreto legislativo. Qui credo
che il Governo queste cose non se le possa premettere, deve
semplicemente applicare - come correttamente ha detto l'onorevole
Cintola, ma in modo sostanzialmente diverso da come l'onorevole
Cintola ha riferito - la legge n. 6, articolo 52, comma 7, che
così recita: "Con apposito articolo dalla legge di approvazione
di bilancio della Regione sono annualmente individuate, in
allegato alla legge medesima, le unità previsionali di base, le
funzioni obiettivo determinate con riguarda alle esigenze di
definire le politiche regionali di settore, etc.". Ciò indica
con precisione che le unità previsionali di base, anche nella
loro connotazione, sono oggetto dell'approvazione della legge di
bilancio.
Con ciò non voglio smontare la possibilità di fare un
bilancio nel più breve tempo possibile; voglio però dire al
Presidente dell'Assemblea, all'Assessore per il bilancio e a
quest'Aula che, se non si vuole fare in modo che si facciano
tanti subemendamenti in tante unità previsionali di base nel
rispetto dei centri previsionali di spesa, sarebbe più utile
individuare un percorso che tenga conto dell'obiettiva necessità
di lasciare all'esecutivo i poteri dell'esecutivo, noi non
vogliamo assolutamente tornare indietro e tornare ai capitoli, ma
tenga conto anche della necessità dell'Aula di orientare alcune
tipologia di spesa in riferimento a leggi specifiche di settore.
CAPODICASA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevoli colleghi, sarebbe
opportuno che ci avviassimo alla conclusione di questa importante
discussione che è servita per comprendere meglio, non possiamo,
però, dibattere su questioni sostanzialmente politiche o
regolamentari nell'ambito della discussione sul bilancio.
CAPODICASA, Signor Presidente, io la ringrazio perché il tema
è veramente importante e se abbiamo dedicato qualche minuto mi
pare che non sia stato tempo perduto. Io noto come e la
discussione generale sul bilancio non sia stata seguita dai
parlamentari, dai colleghi, perché, sia pure come lo può fare la
relazione di maggioranza o la relazione di minoranza, l'argomento
è stato ampiamente trattata nell'una e nell'altra. La relazione
di maggioranza, descrivendo la situazione così com'è, prende atto
che la situazione è questa e dice di agire di conseguenza. La
relazione di minoranza sostiene che l'argomento, invece, merita
di essere rivisitato perché il bilancio della Regione non è il
bilancio dello Stato; è, infatti, per dimensioni, proporzioni,
complessità, inferiore a quello Stato e, soprattutto, perchè
abbiamo un assetto, un'impalcatura giuridico-istituzionale
diversa da quella dello Stato.
Allora, signor Presidente, è giusto tornare sull'argomento
perché l'onorevole Cintola, volendo sostenere che la situazione
è questa e bisogna andare avanti, ha sostenuto una tesi che a mio
parere va esattamente in controtendenza rispetto alle cose che
egli voleva qui sostenere. L'onorevole Cintola sostiene che
poichè abbiamo l'elezione diretta del Presidente, allora è giusto
che il Parlamento approvi le unità previsionali di base e che poi
l'esecutivo, in virtù del suo programma e della sua facoltà che
gli deriva dal voto popolare, decida poi come utilizzarle.
Io sostengo, esattamente, il contrario e cioè che nel
momento in cui abbiamo l'elezione diretta del Presidente, che
sposta in capo all'esecutivo più poteri nella gestione ordinaria
dell'amministrazione, il Parlamento, a cui ormai residuano pochi
poteri, non può perdere totalmente i poteri di indirizzo della
spesa. E non può risolversi, perché a questo basterebbe la Corte
dei Conti, solo in una sede dove avviene il controllo dei
consuntivi, il controllo ex post. Perché, diciamocelo molto
francamente, non è questa la sede idonea, questa è una sede
parlamentare, non siamo nelle condizioni di farlo, ci sono altri
organi che devono svolgere precipuamente questo compito.
Ed allora, pur non volendo ritornare alla concezione della
spesa per capitoli, anche se poi i capitoli rimangono, non è che
questo ritorno ai capitoli sia un dramma: i capitoli rimangono,
sono ormai totalmente nella discrezionalità dell'assessore.
Sostiene l'onorevole Cintola: "ma l'assessore ha avuto il voto".
. Vorrei ricordare all'onorevole Cintola che questi parlamentari,
non la minoranza o la maggioranza, questi novanta parlamentari
hanno avuto anche loro il voto. Aggiungo che, in virtù del
meccanismo elettorale, sono gli stessi che hanno eletto questo
Presidente, con il voto riflesso, non lo dimentichi né lei né
l'onorevole Cuffaro
CINTOLA. Né lei che ha votato la legge n. 6
CAPODICASA. No, la prego, questa è la legge n. 6 del 2001 che
istituisce, onorevole Cintola...
CINTOLA. Lei l'ha votata, prima che ci fossero le elezioni...
CAPODICASA. La legge n. 6 del 2001 l'ha fatta lei, non l'ho
fatta io.
CINTOLA. E lei l'ha votata
CAPODICASA. Io non l'ho votata, capisco che si trovi in
difficoltà, ma non aggiunga alle difficoltà altre difficoltà. Non
l'ho votata, ma non per questo non mi riconosco in una esigenza
di semplificazione, onorevole Cintola.
Allora, il punto è un altro: mi chiedo in che modo il
Parlamento non venga svuotato del potere di indirizzo della
spesa. E' un interrogativo che dobbiamo porci.
Noi, signor Presidente, per sua iniziativa, abbiamo
insediato la Commissione Regolamento per discutere della modifica
del Regolamento. Non avremmo avuto bisogno di modificare il
Regolamento con un taglio di carattere generale, avremmo anche
potuto intervenire su singoli aspetti. Ma se lo abbiamo fatto
con un'ottica generale è perché noi individuiamo un'esigenza che
oggi è di carattere generale, cioè quella di equilibrare i
poteri tra un nuovo esecutivo, che oggi è più forte, ed il
Parlamento che rischia di vedere compromessi i suoi poteri.
Esattamente, dentro quest'ottica, e non c'entra l'"inciucio" tra
maggioranza ed opposizione, perché il problema riguarda anche la
stessa maggioranza.
Facciamo l'esempio di un parlamentare di maggioranza.
L'onorevole Sanzeri è parlamentare di questa maggioranza. Quale
"inciucio" deve mettere in piedi con la sua maggioranza se vuole
proporre di destinare alla Commissione trasparenza "x" lire o "x"
euro? E' una sua facoltà di parlamentare che non può essergli
negata. Così io credo che valga per l'intero Parlamento.
Allora, il ragionamento nasce da cosa? Dall'emendamento
dell'onorevole tizio che si va a raccomandare all'assessore?
LO MONTE. Non gli può essere garantito per legge, la garanzia
può essere politica...
CAPODICASA. No, può essere per legge
CINTOLA. Non può improvvisare la posizione in questo
momento...
CAPODICASA. Onorevole Cintola, poichè la posizione non la sto
improvvisando in questo momento, perché se leggesse la relazione
di minoranza si accorgerebbe che io mentre affermo che è
giusto procedere ad un accorpamento per obiettivi, non è ciò che
il Governo ci propone. Io dissento da questa modalità di
individuazione degli obiettivi che non è calibrata sugli
obiettivi della maggioranza di Governo, bensì sull'assetto che
l'amministrazione si è data prima, a prescindere dagli obiettivi
della maggioranza di Governo. E se vuole lo possiamo pure
approfondire.
Io dico un'altra cosa, signor Presidente. Queste due
esigenze, l'esecutivo che deve assumersi le proprie
responsabilità e il Parlamento che deve assolvere ad una funzione
di indirizzo, devono incontrarsi; non è possibile che l'una
prevalga sull'altra.
Faccio un ultimo esempio. Noi stiamo discutendo, onorevole
Cintola, il caso come nasce. Il caso nasce da un emendamento
dell'onorevole Crisafulli inerente l'allocazione delle risorse
per quanto riguarda la protezione civile. Allora, la protezione
civile, a meno che lei non sostenga che l'onorevole Crisafulli,
tra quei dirigenti che sono transitati dagli Uffici del Genio
civile, per iniziativa dell'Assessore Drago e sotto la Presidenza
del Governo Leanza, abbia amici particolari, è un'esigenza che
lui da parlamentare individua: quella cioè di potenziare la
protezione civile e lo si fa in questa maniera.
CINTOLA. Ho detto che è un'esigenza giusta, ma posta male.
CAPODICASA. Allora spezzetteremo in mille unità di base.
Onorevole Cintola, le dirò un'ultima cosa. Questa volta il
Parlamento è impreparato ad affrontare l'argomento perchè nessuno
si è reso conto del problema, tranne i componenti della
Commissione "Bilancio". Ma io le garantisco che se non troviamo
un rimedio la prossima volta tutti questi emendamenti sulle unità
previsionali di base li ritroveremo come emendamenti e norme
sostanziali nella legge finanziaria, non si scappa Tutto
diventerà come l'onorevole Berlusconi ha dichiarato. La legge
'Tremonti' di converso, la legge finanziaria dello Stato non può
essere come la nostra. Sa perchè questo succede? Perchè, poichè
l'unità previsionale di base a livello nazionale ormai è
istituita da molti anni e i parlamentari lì si sono fatti furbi,
hanno spostato le previsioni in aumento tutte sulla legge
finanziaria e alla finanziaria ogni anno sono presentati circa
quattromila emendamenti.
Questo diventerà proprio il metodo che si userà nel nostro
Parlamento e non è, credo, il metodo migliore, perchè anzichè
semplificare e delegificare faremo esattamente l'operazione
contraria.
Quindi, al momento, signor Presidente', cum grano salis",
sono dell'avviso di procedere con la legge che abbiamo, sapendo
però che questo è un problema che sicuramente ci trascineremo in
futuro.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non è privo di
significato quanto sostenuto dall'onorevole Capodicasa, e cioè
che in sede di prima applicazione questa nuova procedura di
bilancio e in presenza dell'elezione diretta e quindi del
rafforzamento dell'esecutivo, come più volte abbiamo sostenuto,
si impone, diventa urgente e improcrastinabile un riequilibrio
con il Parlamento.
Voglio far notare che nel sistema ad elezione diretta, come
negli Stati Uniti d'America, il Parlamento è titolato ad
aumentare o diminuire nella manovra finanziaria e comunque solo
in quella sede ha titolo per riprendersi quella sua capacità di
intervenire sul bilancio del Presidente. Ora non v'è dubbio che
questo è un problema serio ed è un problema su cui bisogna
riflettere.
Ciò che capisco meno dell'intervento dell'onorevole
Capodicasa, che pure condivido, è la soluzione data ora in questa
finanziaria.
Quindi, inviterei la maggioranza ed il Parlamento tutto che
comprende anche l'opposizione ad approfondire il problema e
porselo in sede di modifica di questa normativa per la prossima
finanziaria; ma certamente in questa finanziaria dobbiamo andare
avanti. Non finirà il mondo se dall'approvazione di questa
finanziaria, così come proposta, nascessero delle discrasie che
il Governo stesso si è impegnato ad ovviare in corso d'opera. E'
chiaro che nè l'onorevole Capodicasa nè l'opposizione sanno come
risolvere il problema, ma non lo possiamo fare ora. Quindi,
rivolgo l'invito ad andare avanti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo tutti consentito un
approfondito dibattito, per quanto possibile nell'arco di
mezz'ora, su queste nuove normative che sono state introdotte nel
bilancio e condivido l'opinione di chi ha ritenuto utile questa
discussione. Ci avviamo verso l'orario prefissato per la
sospensione della seduta che è prevista per le ore 14.00. Prima
di rinviare la seduta voglio fare un richiamo alla legge n.
6/2001 "Norme in materia di bilancio e contabilità della Regione
siciliana" che al comma 6 dell'articolo 1 così recita: "Il
bilancio annuale di previsione è articolato, sia per l'entrata
che per la spesa, in unità previsionali di base stabilite in modo
che a ciascuna unità corrisponda un unico centro di
responsabilità amministrativa cui è affidata la relativa
gestione".
In pratica, dalla lettera e dallo spirito di questa norma
tutti i pericoli paventati da coloro che ravvedono in questa
nuova legge un pericolo di ulteriore disequilibrio fra potere
esecutivo e potere legislativo sono confermati. Io, insieme a
coloro che lo hanno sostenuto, sono fra i fautori di una
istituzione parlamentare che perda il meno possibile il vantaggio
dei propri poteri e non indietreggi rispetto a quelli
dell'esecutivo che pure sono ispirati da un forte bisogno di
stabilità e governabilità; ed è lo stesso bisogno che sicuramente
ha ispirato coloro che hanno, a suo tempo, approvato questa legge
di riforma, non dico chi e come, onorevole Capodicasa, questo
Parlamento lo ha fatto e lo fatto proprio in omaggio ad una
materia che, se lasciata alla vecchia maniera, alla
discrezionalità dell'iniziativa parlamentare, aggredirebbe il
bilancio per mille e mille frantumazioni; ma questa legge c'è ed
obbedisce a criteri di snellezza e uniformità.
Del resto, il Parlamento non si è espropriato per nulla del
diritto-dovere di indirizzo perchè rimane l'iniziativa
legislativa anche settoriale e parziale che permette al
Parlamento di imporre all'esecutivo l'applicazione di una
determinata legge. Condivido l'opinione di chi teme che un
organismo del genere affidato alla pura discrezionalità del
singolo assessore, neppure dell'intero Governo, può provocare
qualche rischio di disequilibrio.
Anche l'Assessore Pagano se ne è reso conto tanto che, più
di noi, ha garantito che si farà portatore delle esigenze
proposte attraverso gli emendamenti assorbiti. Ma se il problema
sussiste, sussiste a livello di possibile riforma della legge che
abbiamo approvato.
E' un argomento che dobbiamo valutare con attenzione perchè
non possiamo aggiustare per sfasciare, ma tutti, con altissimo
senso di responsabilità, affronteremo questa materia del
riequilibrio dei due poteri in Commissione per il Regolamento,
anche se in questo momento non credo molto che rientri nella
competenza della stessa. Tuttavia, lo affronteremo anche per
quelle parti regolamentari che ci permettono di agire di
conseguenza, ma dovremo ancora una volta agire con opportunità
politica e istituzionale affinchè questo Parlamento assuma
l'iniziativa, se possibile, di una riforma.
Presidenza del presidente Lo Porto
La seduta è rinviata a lunedì 11 marzo 2002, alle ore 9.30
con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - PROGETTO DI BILANCIO INTERNO DELL'ASSEMBLEA REGIONALE
SICILIANA PER L'ANNO FINANZIARIO 2002 (DOC. 118)
Relatori: i Deputati Questori
III - RENDICONTO DELLE ENTRATE E DELLE SPESE DELL'ASSEMBLEA
REGIONALE SICILIANA PER L'ANNO FINANZIARIO 2001 (DOC. N.
119)
Relatori: i Deputati Questori
IV - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE SICILIANA PER L'ANNO
FINANZIARIO 2002 E BILANCIO PLURIENNALE PER IL TRIENNIO
2002-2004." (NN. 297-299/A) (SEGUITO)
RELATORE DI MAGGIORANZA: ON.LE ANTONINO CROCE
RELATORE DI MINORANZA: ON.LE ANGELO CAPODICASA
2) "LEGGE FINANZIARIA 2002" (N. 298 - STRALCIO II/A) (SEGUITO)
RELATORE DI MAGGIORANZA: ON.LE ANTONINO CROCE
RELATORE DI MINORANZA: ON.LE ANGELO CAPODICASA
La seduta è tolta alle ore 13.56
(Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 16.15)