Presidenza del vicepresidente Fleres
PRESIDENTE. Avverto che del verbale della seduta precedente
sarà data lettura successivamente.
Il punto I dell'ordine del giorno: Comunicazioni, è
rinviato.
PROGETTO DI BILANCIO INTERNO DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PER L'ANNO FINANZIARIO 2002 (DOC. 118)
Si passa al II punto dell'ordine del giorno. Progetto di
bilancio interno dell'Assemblea regionale siciliana per l'anno
finanziario 2002.(Doc. 118).
Ha facoltà di parlare il deputato questore, onorevole
Zangara, per svolgere la relazione.
ZANGARA, questore e relatore. Mi rimetto al testo della
relazione scritta.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro
chiusa la discussione generale e pongo in votazione il passaggio
all'esame del documento 118.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'Entrata.
Dò lettura del Titolo I - Entrate effettive - capitoli da
I a VIII.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Dò lettura del Titolo II - Partite di giro - capitoli da
IX a XI.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla Spesa.
Dò lettura del Titolo I - Spese effettive - capitoli da I
a XVII.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Dò lettura del Titolo II - Partite di giro - capitoli da
XVIII a XX,
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al Riepilogo per capitoli.
Dò lettura del Titolo I - Spese effettive - capitoli da I
a XVII.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Dò lettura del Titolo II - Partite di giro -
capitoli da XVIII.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al Bilancio preventivo per il triennio 2002/2004.
Si passa all'Entrata.
Dò lettura del Titolo I - Entrate effettive - capitoli da
I a VIII.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla Spesa per il triennio 2002/2004.
Dò lettura del Titolo I - Spese effettive - capitoli da I
a XVII.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla Spesa - Riepilogo per capitoli.
Dò lettura del Titolo I - Spese effettive - capitoli da I
a XVII.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il preventivo per il triennio 2002-2003.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'intero documento n. 118 "Progetto di
bilancio interno dell'Assemblea regionale siciliana per l'anno
finanziario 2002".
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente Fleres
RENDICONTO DELLE ENTRATE E DELLE SPESE DELL'ASSEMBLEA REGIONALE
SICILIANA PER L'ANNO FINANZIARIO 2001 (DOC. N. 119)
PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
Discussione del Rendiconto delle entrate e delle spese
dell'Assemblea regionale siciliana per l'anno finanziario 2001
(Doc. n. 119).
Ha facoltà di parlare il deputato questore, onorevole
Zangara, per svolgere la relazione.
ZANGARA, questore e relatore. Mi rimetto al testo della
relazione scritta.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro
chiusa la discussione generale e pongo in votazione il passaggio
all'esame del documento 119.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'Entrata.
Dò lettura del Titolo I - Entrate effettive - capitoli da
I a VIII.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Dò lettura del Titolo II - Partite di giro - capitoli da
IX a XI.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla Spesa.
Dò lettura del Titolo I - Spese effettive - capitoli da I
a XVII.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Dò lettura del Titolo II - Partite di giro - capitoli da
XVIII a XX.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Dò lettura del riepilogo per Titoli e per capitoli della
Spesa:
- Titolo I - Spese effettive - capitoli da I a XVII;
- Titolo II - Partite di giro - capitoli da XVIII a XX.
Pongo in votazione il Titolo I.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il titolo II.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Dò lettura dell' allegato A - Situazione di cassa "Conto
generale".
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Dò lettura dell'allegato B - Quadro dimostrativo
dell'avanzo di gestione.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Dò lettura dell'allegato C - Quadro dimostrativo del
movimento del fondo di riserva.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Dò lettura dell'allegato D - Prospetto degli storni a
favore del fondo di riserva.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Dò lettura dell'allegato E - Prospetto dei prelievi dal
fondo di riserva.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Dò lettura dell'allegato F - Elenco riepilogativo dei
movimenti del fondo di riserva.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Dò lettura dell'allegato G - Conto patrimoniale.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Dò lettura dell'allegato H - Fondo mutui deputati.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Dò lettura dell'allegato I - Fondo previdenza personale.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Dò lettura dell'allegato L - Rendiconto gestione economo.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Dò lettura del rendiconto delle entrate e delle spese
dell'Assemblea regionale siciliana per l'anno finanziario 2002,
con o valori espressi in euro.
Lo pongo in votazione, unitamente agli allegati.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'intero documento n. 119 'Rendiconto
delle entrate e delle spese dell'Assemblea regionale siciliana
per l'anno finanziario 2002'.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Sospendo la seduta, avvertendo che la stessa riprenderà alle
ore 10.30.
(La seduta, sospesa alle ore 9.35, è ripresa alle ore 10.40)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Fleres
BASILE, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, s'intende
approvato.
PRESIDENTE. Si passa al primo punto dell'ordine del giorno:
Comunicazioni.
MISSIONE
PRESIDENTE. Comunico che, per ragioni del suo ufficio,
l'onorevole Orlando è in missione per dal 9 al 14 marzo 2002.
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
- "Norme di interpretazione autentica dell'articolo 6 della
legge regionale 9 dicembre 1996, n. 47, riguardante la vendita
del patrimonio di edilizia residenziale pubblica. Norme
integrative." (n. 347)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Moschetto, Confalone, Leanza
Edoardo, Giambrone, Mercadante in data 8 marzo 2002
- "Istituzione di borse di studio per i figli dei lavoratori
emigrati all'estero" (n. 348)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Formica, Incardona, Infurna,
Ioppolo, Tricoli, Virzì in data 8 marzo 2002
COMUNICAZIONE DI RICHIESTE DI PARERE
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute dal Governo ed
assegnate alle Commissioni legislative le seguenti richieste di
parere:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- "Consorzio di ripopolamento ittico Golfo di Patti -
Ricostituzione collegio dei revisori" (n. 36)
- pervenuta in data 6 marzo 2002.
COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI
L'ATTIVITA' DELLE COMUNITA' EUROPEE
- "Proposta di programma regionale leader più nuova versione
proposta (n. 35)
- assegnata per esame III COMMISSIONE
- pervenuta in data 4 marzo 2002
TRASMESSE IN DATA 8 MARZO 2002
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta scritta:
N. 480 - Interventi per eliminare le precarie condizioni
igienico-sanitarie determinatesi al Polivalente di S.
Giovanni La Punta in provincia di Catania.
- Assessore Beni Culturali
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
N. 481 - Adozione del Piano Territoriale e dei Piani
Particolareggiati del Parco dell'Etna.
- Assessore Presidenza
- Assessore Territorio
***
Raiti Salvatore
N. 482 - Motivi della mancata emanazione dei decreti
attuativi previsti dalla legge regionale n. 8 del 2000.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali
***
Barbagallo Giovanni; Genovese Francantonio; Gurrieri
Sebastiano; Tumino Carmelo; Zangara Andrea; Raiti Salvatore
ANNUNZIO DI MOZIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
N. 95 - Finanziamento delle celebrazioni relative alla
Pace di Caltabellotta.
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Mercadante Giovanni;
Maurici Giuseppe; Baldari Nicola Renato
Presentata il 7/03/02
N. 96 - Iniziative per fronteggiare la grave situazione
sanitaria del siracusano.
Sbona Sebastiano; Burgaretta Aparo Sebastiano; Mancuso
Fabio Maria; Franchina Giuseppe
Presentata il 8/03/02
N. 97 - Piena applicazione della legge n. 185 del 1990 in
materia di esportazione di armi.
Morinello Salvatore; Ferro Giovanni; Raiti Salvatore;
Orlando Leoluca; Miccichè Calogero
Presentata il 8/03/02.
Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno
della seduta successiva perchè se ne determini la data di
discussione.
COMUNICAZIONE DI SUPERAMENTO DI MOZIONI
PRESIDENTE. Comunico che:
- a seguito dell'approvazione, nella seduta n. 39 del 7 marzo
2002, degli ordini del giorno n. 36 e n. 39 sono da
considerarsi superate, rispettivamente, le mozioni n. 92 e n.
74, perché di identico contenuto;
- a seguito dell'accettazione come raccomandazione, da parte
del Governo, nella stessa seduta n. 39 del 7 marzo 2002, degli
ordini del giorno nn. 30, 37, 42, 44, 45, 46, 47 e 48 sono da
intendersi superate, rispettivamente, le mozioni nn. 81, 93,
74, 90, 89, 78, 82, 76 e 75, perché di identico contenuto.
L'Assemblea ne prende atto.
COMUNICAZIONE DI PRECLUSIONE DI MOZIONE
PRESIDENTE. Comunico che è da intendersi preclusa la mozione
n. 95 "Finanziamento delle celebrazioni relative alla Pace di
Caltabellotta", degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe e
Maurici, testè annunciata, a seguito dell'accettazione come
raccomandazione da parte dei Governo, nella seduta n. 39,
dell'ordine del giorno n. 62 di identico contenuto.
L'Assemblea ne prende atto.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del
Regolamento interno, che nel corso della seduta potrà procedersi
a votazioni mediante sistema elettronico.
MICCICHE'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi accingo
a presentare un ordine del giorno a firma anche di altri colleghi
del Gruppo Misto, quali gli onorevoli Ferro, Raiti e Morinello,
riguardante i tragici avvenimenti occorsi al largo di Lampedusa.
Colgo l'occasione, constatata anche la presenza del
Presidente della Regione, per invitare l'Aula ad un momento di
raccoglimento in memoria delle vittime del naufragio.
Ciò credo possa essere un segnale in questo momento in cui
in Italia il Governo intende varare leggi che non riconoscono i
diritti umanitari per coloro che giungono nella nostra terra.
PRESIDENTE. Onorevole Miccichè, come lei certamente saprà,
gli ordini del giorno presentati dopo la chiusura della
discussione generale non possono essere illustrati né discussi.
La Presidenza porrà in votazione l'ordine del giorno nel momento
in cui verrà affrontata la rubrica "Cooperazione e pesca",
trattando esso questioni inerenti tale Rubrica.
Presidenza del vicepresidente Fleres
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N. 297-299/A
BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE SICILIANA PER L'ANNO
FINANZIARIO 2002 E BILANCIO PLURIENNALE PER IL TRIENNIO 2002-
2004" E DEL DISEGNO DI LEGGE N. 298 - STRALCIO II/A "LEGGE
FINANZIARIA 2002"
PRESIDENTE. Si passa al IV punto all'ordine del giorno:
Seguito della discussione del disegno di legge n. 298/A:
"Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2002 e bilancio pluriennale per il triennio
2002-2004" e del disegno di legge n. 298/Stralcio /II A "Legge
finanziaria 2002"
Si procede con la Rubrica "Agricoltura e Foreste" - Titolo I
- Spese correnti - Dipartimenti competenti: Gabinetto e Uffici di
diretta collaborazione all'opera dell'Assessore; Dipartimento
interventi strutturali; Dipartimento interventi infrastrutturali;
Dipartimento delle foreste.
Comunico che sono stati presentati dalla Commissione gli
emendamenti 2.8 e 2.9.
Presidenza del vicepresidente Fleres
PER RICHIAMO AL REGOLAMENTO
RAITI. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAITI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi corre
l'obbligo intervenire per richiamo al Regolamento per chiedere
lumi alla Presidenza. Probabilmente stamattina ho avuto una
svista e, da un certo punto di vista prendo atto che i miei
solleciti fatti nelle sedute precedenti in direzione della
celerità e regolarità del dibattito parlamentare, sono stati
recepiti.
Stamattina, però, ci si è mossi forse un po' troppo
velocemente.
Sono arrivato in Aula alle 9,33, con tre minuti di ritardo
rispetto all'orario fissato per l'inizio della seduta ed ho visto
che in Aula erano presenti soltanto due deputati. Non ho avuto
modo di accertare se sia stato consegnato a ciascuno di noi i
documenti in discussione in quel momento poiché sono sicuro che
sarà stata una svista della Presidenza di questa Assemblea, certo
di esprimere la volontà e la sensibilità di ciascun deputato,
chiedo - anche per un fatto di assoluta trasparenza (credo che
non abbiamo nulla da nascondere, anzi, per dimostrare a coloro i
quali in questi giorni dibattono spesso senza cognizione di causa
sui giornali su alcune questioni relative alla trasparenza dei
comportamenti dei deputati e dell'Assemblea tutta) - chiedo a
codesta Presidenza se ciò è avvenuto, cioè se sono stati
effettivamente approvati i due documenti e se non ritenga
opportuno, nell'eventualità, fare in modo che siano consegnati
alla stampa al fine di evitare tutto ciò, che infruttuosamente
sta accadendo in questi giorni; questo a dimostrazione che qui
nessuno trama nei confronti dei cittadini siciliani.
PRESIDENTE. Onorevole Raiti, la Presidenza non può farsi
carico né dei suoi ritardi né della sua distrazione.
La seduta è iniziata alle ore 9.30. Sono stati approvati il
bilancio interno dell'Assemblea ed il rendiconto delle entrate e
delle spese della stessa. Entrambi i documenti sono stati
distribuiti ai deputati presenti in Aula in quel momento.
Ricordo, peraltro, che precedentemente il progetto di bilancio
era stato distribuito alla stampa che ne ha pure pubblicato per
estratto le parti più significative.
Si passa agli emendamenti 2.8 e 2.9, a firma della
Commissione. Il primo diminuisce di 80 migliaia di euro i fondi
di riserva ed incrementa di 80 migliaia di euro la voce "beni e
servizi". L'emendamento 2.9 riduce di 200 mila euro i fondi di
riserva ed incrementa di 200 mila euro la voce "beni e servizi".
Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Dichiaro di
ritirare gli emendamenti 2.8 e 2.9, poichè il Governo si farà
carico di sistemare la questione.
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati gli emendamenti
2.10 e 2.11, degli onorevoli Crisafulli ed altri. L'emendamento
2.10 non è compensato.
CRISAFULLI. E' compensato dal richiamo del Fondo di riserva.
PRESIDENTE. Il 2.10 assorbe l'emendamento 2.11. Il primo
prevede un incremento di 9 mila e 84 centinaia di euro, anche
questo prelevato dal Fondo di riserva. Il secondo di 6 mila e
584 migliaia di euro. Anche questo è compensato.
CRISAFULLI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento a
mia firma.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISAFULLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo sia
evidente che si pone un problema di adeguamento delle
disponibilità relative a questa unità previsionale, tenuto conto
che dalle valutazioni fatte dagli stessi uffici si dimostra la
non congruità dello stanziamento apposito.
Vedo con soddisfazione che la stessa Commissione si pone un
problema analogo e se lo pone, anche se in maniera minore, ma
complessivamente ponendo la stessa questione all'attenzione
dell'Aula e del Governo.
Vedo che successivamente si proporranno questioni analoghe
da questo punto di vista. Pertanto, credo sia utile intanto
capire qual è l'orientamento del Governo rispetto alla
disponibilità. E, se dovesse esserci una disponibilità - a
prescindere dal fatto che l'emendamento a firma Crisafulli viene,
per motivi tecnici, posto prima di quello della Commissione -
credo che il Governo possa, già sin da ora, dire quale dei due
emendamenti dia la disponibilità. In quel caso, l'altro
emendamento potrebbe essere benissimo ritirato. Credo sia giusto
procedere ponendo in votazione l'emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Crisafulli, prima di continuare i nostri
lavori, desidero rivolgere un indirizzo di saluto agli studenti
ed al corpo docente dell 'Istituto statale "Vittorio Emanuele
Orlando" di Militello, in Val di Catania, con sezioni associate
in Palagonia e Vizzini, in visita questa mattina a Palazzo dei
Normanni per assistere ad una parte della seduta in corso e
rendersi conto di come si svolgono i lavori parlamentari.
Mi auguro che tra gli studenti presenti qualcuno, magari più
in là, abbia il piacere di cominciare a fare attività politica.
Un maggiore impegno da parte delle giovani generazioni a fianco
delle Istituzioni e al fianco delle iniziative politiche
garantirebbe non solo un ricambio generazionale, che è sin troppo
ovvio, ma anche un miglioramento complessivo della politica e
delle istituzioni. Grazie per questa visita e speriamo che anche
il vostro soggiorno nel Palazzo e nella città di Palermo sia
gradevole.
Onorevoli colleghi, l'onorevole Crisafulli ha illustrato le
ragioni del suo emendamento. Lo pongo in votazione. Il parere del
Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Il Governo
ha già provveduto ad aumentare l'importo di circa 775 mila euro e
comunque, in qualunque caso la norma così com'è stata impostata
non può essere attivata giacchè prelevando la somma attraverso i
fondi riserva è indispensabile una norma specifica in
finanziaria. Quindi, tecnicamente, non è proponibile e comunque,
ripeto, il Governo ha già provveduto ad aumentare la posta
rispetto allo stanziamento originario. Pertanto, in questo caso,
il parere del Governo è contrario.
PRESIDENTE. Il Governo dice sostanzialmente che già ha
previsto un incremento del capitolo, non della cifra indicata nel
suo emendamento, nè della cifra indicata nell'emendamento degli
onorevoli Leontini e Croce, ma di una cifra intermedia diciamo
così di circa 7 mila euro.
CRISAFULLI. Perchè non è proponibile, non lo capisco.
PRESIDENTE. E' quello che ha detto il Governo poc'anzi, mi
sembra che le parole del Governo non abbiano bisogno di essere
interpretate.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Onorevole
Crisafulli, l'importo che è stato aumentato dal Governo è già
nella Tabella A della finanziaria e quindi lo si può riscontrare.
CRISAFULLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISAFULLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'assessore
farebbe bene a raccordarsi con i vari uffici
dell'Amministrazione.
L'emendamento a firma mia e quello della Commissione non
sono emendamenti che nascono per capriccio; nascono sulla base di
un calcolo fatto dagli uffici del ramo dell'Amministrazione. E
nonostante la Tabella A della finanziaria non hanno la copertura
finanziaria sufficiente per gli interventi previsti in quella
unità di base. Pertanto, torniamo alla questione dell'altra
volta: così qualsiasi emendamento diventa superfluo, tenuto conto
che comunque c'è una copertura che potrebbe essere considerata
valida per tutte le questioni.
Se poniamo una questione rispetto alla insufficienza
dell'unità di base, il Governo deve solo dire che è d'accordo o
non è d'accordo ad ampliarla. E' inutile che dice che comunque è
garantita la copertura, perchè non è vero, non è vero che è
garantita la copertura nè per un pezzo, nè per un altro pezzo.
Pertanto, chiedo al Governo di capire se è d'accordo
all'emendamento. E anche su questa questione di carattere tecnico
non riesco ad afferrare cosa significhi che tecnicamente non
sarebbe proponibile l'emendamento così formulato. Se questa è la
logica, vorrei che l'assessore si rendesse conto che finora gran
parte degli emendamenti predisposti dalla Commissione e non da un
parlamentare che potrebbe anche non avere chiaro il meccanismo
della presentazione degli emendamenti, ma da parte della
Commissione - ripeto - sono stati fatti attingendo ai fondi di
riserva. Se lei sostiene che non si possono approvare, devo
dedurre che la Commissione allora ha fatto un lavoro inutile. E
non credo che sia così.
Credo che tale dubbio debba essere definitivamente fugato e,
caso mai, bisogna mettere il Parlamento nelle condizione di
valutare se è favorevole o meno ad incrementare questa unità
previsionale, atteso che la stessa opinione del ramo
dell'Amministrazione e dell'assessore Pagano è l'avere dichiarato
una insufficienza nello stanziamento.
CAPODICASA, relatore di minoranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA, relatore di minoranza. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, chiedo che si faccia un momento di
riflessione sulla dichiarazione del Governo perchè è inquietante
ai fini del prosieguo dei lavori. L'assessore non ha dato solo
una risposta di merito, ma ha dato anche una risposta,
chiamiamola così, tecnico-metodologica, dal punto di vista del
merito l'emendamento è ampiamente suffragato, nella Regione dove
è scoppiato l'unico caso di "mucca pazza" dell'intero territorio
nazionale, riscontrato anche nell'essere umano. Noi non possiamo
smantellare le strutture che agiscono nel settore della
zootecnica.
Da un lato, si riduce il capitolo per l'associazione
allevatori che svolge per conto della Regione attività di
assistenza tecnica agli allevatori stessi e non solo di
assistenza tecnica; dall'altro, l'istituto zootecnico subisce un
taglio considerevole - l'associazione allevatori, addirittura,
circa del cinquanta per cento dello stanziamento dell'anno
precedente. Mi pare del tutto chiaro che non siamo assolutamente
in grado di mantenere gli standard di controllo e di assistenza
tecnica alle attività zootecniche, così come abbiamo, finora,
fatto, sia pure in modo insufficiente, negli anni passati.
Dal punto di vista metodologico, invece, l'affermazione che
una compensazione che attinga ai fondi di riserva debba avere un
supporto da norma sostanziale, è contraddetta dal fatto che in
Commissione Bilancio questa procedura è stata ampiamente
utilizzata proprio dal Governo, e non c'é stato bisogno di norma
sostanziale.
Che il Governo ci dica a quale procedura intende riferirsi,
a quale aspetto, punto o norma della vigente legislazione, in
questo caso, gli saremmo grati perché almeno apprenderemmo
qualcosa di nuovo.
Per quanto riguarda, invece, la fonte di finanziamento,
bisogna dire che l'operazione fatta dal Governo, dalla
maggioranza in Commissione Bilancio é un'operazione che grida
vendetta: ha spostato tutti i fondi globali contenuti nel
bilancio, nella legge finanziaria, non lasciando un euro, dicasi
un euro dei fondi globali per il bilancio. Allora, che
compensazione vuole l'assessore?
Questo è un modo per mettere il cappio all'Aula, per dire
"tu non puoi legiferare, un euro non lo puoi utilizzare", perché
avendoli spostati sui fondi globali della finanziaria, noi qui
non possiamo fare spostamenti tramite emendamento.
Questi scherzetti di bassa lega che il Governo si è
inventato per impedire all'Aula di legiferare, ovviamente, hanno
come conseguenza che si attinga ai fondi di riserva. Perché le
compensazioni si possono fare senza molti traumi sui fondi di
riserva, con il risultato che abbiamo - non ho fatto i calcoli -
chissà quanti milioni di incremento, tutti appostati però in
compensazione sui fondi di riserva che, invece, hanno una
capienza limitata e che, per altro, dovrebbero avere nel bilancio
una funzione del tutto diversa.
Signor Presidente, chiariamo questo punto per andare avanti,
altrimenti ha ragione l'onorevole Crisafulli, non c'è bisogno di
continuare a discutere: chiudiamo il bilancio, chiudiamo le
carte, le consegniamo all'onorevole Pagano e gli diciamo "fai il
bilancio tu, a casa tua e poi ci fai sapere come l'hai fatto"
CROCE, presidente della commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCE, presidente della commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, intervengo per dire che il chiarimento andava
fatto, in relazione anche ad un raccordo maggiore rispetto al
Governo e alla commissione, su argomenti così importanti.
Dobbiamo, giustamente diceva l'onorevole Capodicasa, darci un
criterio, un metodo di lavoro che ci permetta di superare momenti
come questi.
L'argomento è importantissimo, molto delicato e per questo
intervengo per evitare che gli emendamenti a firma della
Commissione vengano continuamente ritirati o continuamente essere
messi in discussione. Quindi, maggiore raccordo tra il Governo e
la Commissione per evitare problemi. Dico pertanto che quando c'è
un chiarimento, quando c'è un approfondimento da svolgere c'è
l'istituto dell'accantonamento. Esso fa parte di un processo per
superare momenti difficili; credo che in questo momento sia
necessario, anche se il Governo ha fatto già un grande sforzo ed
ha inserito nella tabella A della finanziaria una parte delle
risorse. Ma sono poca cosa rispetto alla proposta fatta qui in
Aula. Dunque, ritengo necessario accantonare l'argomento e
andare avanti. Poi non sarà difficile trovare un modo per
tornarvi e quindi risolvere le questioni. Questo è il contributo
che intendo dare al dibattito d'Aula.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sin dalla prima seduta
dedicata alla trattazione del bilancio e della finanziaria, la
Presidenza ha chiarito qual è il senso degli emendamenti
precisando che gli emendamenti ai capitoli venivano considerati
emendamenti alle unità previsionali di base. Ciò per venire
incontro a molti colleghi che, in questa fase, non erano ancora
entrati nel meccanismo previsto dalla legge.
Ma qui il problema presenta tre aspetti. Il primo è quello
che riguarda l'ammontare della cifra; il Governo sostiene che con
la previsione compiuta nella Tabella è sufficiente affrontare il
problema della produzione animale, la zootecnica ecc.;
l'onorevole Crisafulli sostiene che quella cifra non è
sufficiente; l'onorevole Croce propone di accantonare
l'emendamento. Non esiste un problema di ammissibilità Esiste,
semmai, un problema di natura politica, se il prelievo di una
cifra così consistente dai fondi globali può pregiudicare o meno
la manovra finanziaria o, la volontà del Governo, di utilizzare
le risorse per altra destinazione o meno.
Forgione. Chiedo di parlare.
Presidente. Ne ha facoltà.
Crisafulli. Sono favorevole ad accogliere la proposta
di accantonamento dell'onorevole Croce.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Lei ha citato
tre questioni che sono emerse in questa discussione. Su questo
emendamento, vorrei sottoporne all'attenzione della Presidenza e
dell'Assemblea una quarta, senza entrare nel merito
dell'emendamento; deciderà l'Aula se è bene accantonarlo o meno.
Però su questioni così delicate, e in questo caso parliamo degli
allevatori, con tutte le questioni - ne citava prima il contesto
l'on. Capodicasa - emerse che hanno portato la Sicilia sulle
pagine nazionali per la vicenda drammatica della mucca pazza, mi
sembra un poco strano che su un argomento come questo né
l'Assessore, né l'Assessore per la sanità e nemmeno il
Presidente della Regione, che è stato anche e per tanti anni
inamovibile Assessore per l'agricoltura di tutti i Governi, si
pronuncino e dicano qualcosa.
Abbiamo un assessore per il bilancio che ragiona - mi passi
il bisticcio di parole - da ragioniere; ma su punti così delicati
perché l'assessore Pagano non dice una parola? E il Presidente
della Regione non dice una parola? Pongo un problema che ci
ritroveremo nel corso della discussione degli altri capitoli e
degli altri Assessorati. Dunque, non è un problema relativo solo
ad alcuni aspetti meramente ragionieristico, è un problema anche
politico. Quindi, vorrei sapere: l'assessore per l'agricoltura
non è interessato, perchè vedo che non è presente, il Presidente
della Regione, che è stato per anni assessore al ramo, si è
allontanato per motivi sicuramente più importanti in questa
discussione, ora si può anche accantonare ed affrontare la
questione politicamente. Tuttavia, su alcuni punti è bene che il
Governo e gli Assessori qualificati ad intervenire sui diversi
aspetti dicano qualcosa.
PRESIDENTE. Onorevole Pagano, c'è una richiesta del Presidente
della Commissione di accantonamento.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Premesso che
non vi sono difficoltà, perché se ciò serve a creare un clima
conciliante di distensione nell'Aula certamente l'invito fatto
dal Presidente della Commissione non può che essere accettato e
accolto dal Governo. Tengo a precisare però quanto detto prima e
cioè che il capitolo è stato aumentato ed è verificabile nella
tabella "H". e, soprattutto, siccome la tabella "H" contiene
contributi, è ovvio che attingendo la contropartita dai fondi di
riserva ci voglia l'emendamento in finanziaria. Pertanto, attiene
ad altra fattispecie. Comunque, desidero assolutamente venire
incontro alle esigenze dell'Aula sinora sintetizzate dal
presidente della commissione. Pertanto, non solo per questi due
emendamenti, ma a questo punto per tutti quelli ovviamente
inerenti all'ex capitolo ora UPB 42281, essi possono essere
accantonati e discussi a fine mattinata.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 2.10 e 2.11 sono accantonati.
CONGEDI
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute richieste di
congedo per gli onorevoli Franco Catania, Garofalo, Gonfalone,
Leanza Vincenzo e Castiglione.
Non sorgendo osservazioni, i congedi s'intendono accordati.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 2.12, degli
onorevoli Leontini e Croce. Onorevole Pagano, accantoniamo anche
questo?
PAGANO. assessore per il bilancio e le finanze. Sì, signor
Presidente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ovviamente, gli emendamenti
presentati sono tutti della stessa specie. Quindi è opportuno
sospendere la seduta per 10 minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 11.25, è ripresa alle ore 11.28)
Presidenza del vicepresidente Fleres
CONGEDO
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Giuseppe Segreto ha
chiesto di essere considerato in congedo per la seduta odierna.
Non sorgendo osservazioni, il congedo si intende accordato.
Abbiamo in discussione gli emendamenti numeri 2.18, 2.13 e
2.12.
Se viene approvato l'emendamento 2.18 è assorbente degli
emendamenti 2.13 e 2.112.
Il parere del Governo?
PAGANO, Assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
CRISAFULLI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISAFULLI. Onorevole Assessore, probabilmente a Lei sfugge un
piccolo dettaglio: che stiamo parlando di produzione altamente
specializzata e stiamo parlando di produzioni che coprono nicchie
di mercato che rendono qualitative e competitiva l'agricoltura
siciliana.
Le faccio un esempio particolare. In quel capitolo trovano
riscontro i finanziamenti per l'insacchettamento biologico delle
pesche di Bronte e di Leonforte, parlo del Paese dell'Assessore
all'agricoltura. Noi abbiamo verificato che rendono qualitativa
e competitiva l'agricoltura siciliana. Le faccio un esempio
particolare: in quel capitolo trovano riscontro i finanziamenti
per l'insacchettamento biologico delle pesche di Bronte e di
Leonforte (parlo del paese dell'Assessore per l'agricoltura).
Noi abbiamo verificato con gli uffici, nel bozzone, nei testi, se
non si interviene con una copertura, tanto è che la commissione
stessa si fa carico di fare due emendamenti, uno di una cifra,
che assorbe anche questo, e l'altro di una cifra minore, perché
se non si danno risposte a queste nicchie si mette quel mercato
agricolo nelle condizioni di essere tagliato fuori dal mercato.
Ora, io capisco tutto nella vita - la necessità di bilancio
ecc. - ma stiamo parlando di ottocento milioni, cioè stiamo
parlando di un provvedimento che interviene in centinaia di
ettari di produzione agricola siciliana, di altissima qualità, di
altissimo pregio, nei confronti dei quali abbiamo un
atteggiamento incomprensibile.
Non credo che l'assessore non voglia ritenere ammissibile un
provvedimento di questo genere, perché veramente significa
chiudere una prospettiva, chiudere a una nicchia del comparto
agricolo che ha costruito a fatica negli anni una possibilità di
sbocco di mercato e di ricerca di nuovi mercati.
Pertanto, mi permetto di insisterei confronti del Governo,
ma di richiamare anche all'attenzione i colleghi parlamentari,
altrimenti, se anche per cose di questo genere non ci dovesse
essere un riscontro da parte del Governo, immaginiamoci per le
cose più consistenti, immaginiamoci per le altre questioni di cui
discuteremo subito dopo.
Credo che il Governo debba rendersi conto che è utile
seguire una procedura che metta in condizione il Parlamento di
avere delle risposte intanto in settori strategici.
Non è un provvedimento sui miglioramenti fondiari in senso
generale, è un intervento su un settore preciso del comparto
agricolo siciliano che negli ultimi quindici anni ha costruito il
suo mercato e il suo sbocco qualitativo.
Se glielo mettiamo in discussione i produttori sono
costretti a chiudere e a smantellare centinaia di ettari di
produzione che non hanno più la possibilità di essere difesi
biologicamente, ma solo con la chimica, attraverso i pompaggi che
renderebbero il prodotto una cosa completamente diversa.
CROCE, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCE, presidente della Commissione. Signor Presidente,
intervengo semplicemente per fare una proposta. Data
l'importanza dell'argomento, ritorno sulla vicenda che interessa
la produzione agricola, prettamente la produzione agricola.
Pertanto propongo che il Governo accantoni gli emendamenti
solo per quanto riguarda l'agricoltura, per tutto il resto è
chiaro non starò qui a richiedere accantonamenti; è una cosa
impossibile perché bisogna andare avanti, ma per quanto riguarda
questo settore così importante e per le motivazioni emerse, credo
che il Governo farebbe bene ad accantonare tutto ciò che
interessa la produzione agricola. Poichè questo è un argomento
inerente a tale attività - ripeto - chiedo al Governo di
accantonare questa rubrica.
PRESIDENTE. Onorevole Pagano, c'è una proposta del Presidente
della Commissione di accantonare l'intera rubrica Agricoltura.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, la proposta del Presidente della Commissione, proprio
perché viene da una fonte autorevole, non può essere disattesa,
anche perché colgo lo spirito di creare un clima di assoluta
serenità affinché il bilancio stesso trovi una sua ultimazione
entro la giornata odierna, entro la mattinata addirittura.
Quindi, purché il Presidente della Commissione si faccia
custode di quanto detto e quindi rimanga un impegno che non
attiene al suo livello - perché sappiamo essere di altro profilo
- ma in generale di tutta l'Assemblea, se questo è
l'orientamento, se questa è la proposta della Commissione, in
quanto il Presidente sta sintetizzando la proposta di tutta la
Commissione, il Governo non si tirerà indietro .
PRESIDENTE. Si passa alla Rubrica "Enti Locali".
Si procede con l'emendamento n. 2.27 a firma della
Commissione.
Lo accantoniamo, onorevole Croce? Lo si potrebbe
accantonare, eventualmente con le stesse motivazioni
dell'Agricoltura.
CROCE, presidente della Commissione. Non lo so. Ho parlato di
maggiore raccordo tra Governo e Commissione perchè ognuno deve
fare la propria parte. Io intendo svolgere il mio ruolo fino in
fondo. Su questa vicenda aspettavo semplicemente di sapere dal
Governo quali fossero i passaggi formali. Siccome non mi risulta
un atto in relazione, io ritiro l'emendamento e il Governo
eventualmente faccia la sua parte. Io non posso continuare a
ritirare o ad accantonare emendamenti. Ebbene, che ci sia un
raccordo e questo raccordo sia fatto sui contenuti.
Presidenza del vicepresidente Fleres
SULL'ORDINE DEI LAVORI
CRISAFULLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISAFULLI. Signor Presidente, mi permetto di suggerire al
Governo che, per facilità di percorso, sarebbe utile ci fosse una
comprensione dell'Aula e una comprensione anche nei confronti
della Commissione su come dobbiamo lavorare stamattina.
Il quarto d'ora di sospensione di poco fa avrebbe anche
potuto essere utilizzato per questo e credo sia opportuno
riproporlo per consentire a tutti di sapere come dobbiamo
comportarci.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, c'è una proposta
dell'onorevole Crisafulli di sospensione della seduta per
procedere ad un raccordo tra il Governo e la Commissione
relativamente a tutta una serie di emendamenti e di questioni che
probabilmente meritano di essere approfondite.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANO, Assessore per il bilancio e le Finanze. Signor
Presidente, colgo le parole del Presidente della Commissione che
mi sembra siano assolutamente in linea con quanto dichiarato poco
fa.
Per cui ritengo che se si vuole continuare con quanto
preannunciato, il Governo è favorevole in tal senso. Quindi se
il Presidente della Commissione ritira l'emendamento, inviterei
la Presidenza a procedere regolarmente con tutti gli altri
emendamenti.
FORGIONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi a me pare che
è interesse di tutta l'Aula procedere all'approvazione del
bilancio; ma qui si sta andando per approssimazioni, né può
funzionare una sorta di - non dico gioco - ma insomma .. tra
l'Assessore per il bilancio ed il Presidente della Commissione,
per cui quando si insiste più della misura necessaria si
accantona, quando no si va avanti.
Qui stiamo accantonando una serie di capitoli e di articoli.
Non siamo più in condizione di andare avanti.
Ora superiamo questo perché il Presidente della Commissione
lo ritira. Tra cinque minuti ci ritroveremo di nuovo punto e
daccapo.
Io sono favorevole, per ragioni di buonsenso, alla proposta
dell'onorevole Crisafulli, sospendiamo almeno per un'ora,
decidiamo un metodo secondo il quale procedere, in cui
maggioranza ed opposizione possano svolgere la loro funzione ma
senza mortificare il Parlamento più di tanto ed umiliarsi da
solo, il Governo, perché da stamattina non mi pare che stia dando
grande prova di tenuta rispetto al suo stesso bilancio.
CROCE, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCE, presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, non mi voglio prestare a strumentalizzazioni
di alcun genere.
Ho fatto una proposta seria per quanto riguarda la questione
agricoltura, ma se si dovesse registrare una polemica e, quindi,
una strumentalizzazione in questo senso, io dico, onorevole
Forgione, che non ci sto
Ho dichiarato di ritirare l'emendamento sulla rubrica degli
Enti locali per sbloccare una situazione ed andare avanti. Quello
era un altro problema, ma se si vuole strumentalizzare la
questione, il presidente della Commissione con il Governo vanno
avanti.
Questo deve essere chiaro per tutti Io ho cercato di
alleggerire, di trovare una soluzione che ci permetta di andare
avanti tutti insieme perché siamo in un Parlamento, però non
posso non nascondere l'appartenenza e, quindi, la possibilità di
andare avanti perché abbiamo un progetto, abbiamo un programma.
Onorevole Forgione, io la prego veramente non è questo il
ragionamento che dobbiamo fare questa mattina. Se ci sono fatti
importanti, straordinari, eccezionali, ci fermiamo. Allora non
sarà certamente un'ora, due o tre ore, serve per chiarire meglio
alcune cose, ma se la mia persona deve essere motivo per
strumentalizzare alcune cose, io non ci sto
Andiamo avanti nei lavori, ritiro l'emendamento, so che il
Governo si farà carico del problema, non so come, ma so che il
governo lo farà. Quindi, per me la partita è chiusa.
PRESIDENTE. L'Assemblea prende atto del ritiro
dell'emendamento 2.27.
RAITI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAITI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non posso
fare a meno di evidenziare l'assoluta necessità e pregnanza
dell'emendamento presentato dall'onorevole Croce a nome della
Commissione Bilancio.
Evidenzio solamente che, credo per un errore di scrittura,
'800 euro' devono interpretarsi '800.000 euro'. Con questa
correzione io faccio mio questo emendamento perché ritengo che
andare ad assicurare protezione ed assistenza sociale, così come
aveva proposto la maggioranza, è un atto assolutamente
condivisibile e, visto che la mia opposizione non vuol essere
un'opposizione contraria ma propositiva, faccio mio l'emendamento
della maggioranza.
PRESIDENTE. Onorevole Raiti, è la seconda brutta notizia che
le devo fare oggi: non può fare suo l'emendamento, perché è uno
solo, perché gli emendamenti sono stati già depositati, perché
sono necessarie quattro firme o la firma di un capogruppo....
RAITI. No, assolutamente. Lei, che è un cultore del
Regolamento, sa bene che quando un deputato ritira un proprio
emendamento è possibile, c'è la potestà di altri deputati di
farlo proprio.
PRESIDENTE. Onorevole Raiti, ha ragione.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. IL parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa agli emendamenti 2.24 dell'onorevole Speziale, 2.25
della Commissione e 2.26 degli onorevoli Giannopolo e Speziale,
che riguardano la finanza locale.
L'emendamento 2.24 prevede un incremento di 250 mila
miliardi dell'unità previsionale di base 3.1.2.1.3.2, con
relativa diminuzione dei fondi di riserva.
L'emendamento 2.25 è simile, ma per 150 milioni di euro e
l'emendamento 2.26 è identico, ma per 138 milioni di euro.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, intervengo per illustrare
all'Aula l'emendamento presentato da me, a nome dell'intero
Gruppo e dell'intera coalizione del centrosinistra, su una delle
questioni che noi riteniamo fondamentali della manovra di
bilancio fatta dal Governo.
Come il Governo vede, nell'emendamento c'è una previsione di
incremento di 500 miliardi di lire, 250 mila euro, per i
trasferimenti agli enti locali.
E' un emendamento che va al di là del taglio proposto dal
Governo. Il Governo ha proposto un taglio complessivo di 300
miliardi di trasferimento per i comuni, nella manovra della legge
finanziaria ha previsto di ricorrere alle coperture - quelle che
noi abbiamo ritenuto un elemento di falsità annunciato all'Aula
attraverso il decreto Goria che noi abbiamo più volte detto
essere ormai questione che alle nostre spalle è sepolta - e non
vorremmo - è questo il punto centrale - che il Governo tenti di
scaricare sulla struttura democratica e sull'articolazione
democratica degli enti locali difficoltà di bilancio che, come
abbiamo più volte dimostrato sono addebitabili esclusivamente
alle sciagurate politiche che il centro destra ha portato nel
corso degli anni 200O e 2001.
C'è un punto quindi che va affrontato. Noi siamo per
incrementare il trasferimento delle risorse ai comuni perché
pensiamo che, nell'attuazione della legge 10, dobbiamo trasferire
ai comuni ulteriori competenze e poteri e dobbiamo supportarli
con la possibilità di strumenti e risorse che possano permettere
agli enti locali di svolgere fino in fondo la loro attività.
Gli enti locali, signor Presidente, onorevole Assessore,
sono un'articolazione democratica, sono un punto fondamentale di
rapporto democratico con le nostre popolazioni.
L'atteggiamento punitivo assunto dal Governo nei confronti
degli enti locali è incomprensibile perché denota una concezione
democratica superata, una visione centralistica della spesa ed un
atteggiamento punitivo nei confronti delle politiche degli enti
locali.
Noi non possiamo tollerare che tutto ciò avvenga e lo
diciamo quando non é più sospetta la nostra posizione. Non
governiamo più la stragrande maggioranza dei Comuni. La
stragrande maggioranza dei Comuni sono in mano al centrodestra,
da Palermo a Catania, i comuni fondamentali della Sicilia. Il
problema é di principio, onorevole Turano, il problema è sapere
come si utilizzano le risorse della Regione in rapporto al
funzionamento della nostra democrazia perché pensare di
indebolire gli Enti locali é un errore, per questo noi abbiamo
pensato di incrementare il Capitolo a 500 miliardi di lire.
Sappiamo perfettamente che da parte del Governo c'é una
chiusura, vogliamo fare di questa e di altre tre o quattro
problematiche una questione centrale che riguarda la visione del
bilancio della Regione e la visione della Sicilia. Non pensiamo
sia utile né al Governo, né al Parlamento regionale aprire un
conflitto con i Sindaci, con i Consigli comunali e avere, come
dicevo prima, un atteggiamento penalizzante nei confronti dei
Comuni.
Qui vedo, per esempio, l'onorevole Vicari che fra l'altro si
ricandida adesso a Cefalù e tanti altri colleghi che svolgono la
funzione di Sindaci, per esempio, l'onorevole Mancuso. Chiedo a
loro di non soggiacere ad una logica di schieramento, di
anteporre gli interessi della funzione democratica degli Enti
locali rispetto agli interessi dello schieramento. La manovra,
così come viene proposta dal Governo, con la drastica riduzione
nei confronti degli Enti locali é punitiva per la funzione dei
Sindaci e degli stessi Consigli comunali. Questa é la ragione
primaria per cui noi, questo punto, onorevole assessore, non
delle quisquilie, non delle piccole cose, non delle cose che
hanno carattere clientelare che sono presenti nella manovra di
bilancio per accontentare tizio o caio, ma di questa questione
noi ne faremo un punto centrale della battaglia politica in Aula.
Non ci interessano le piccole cose per cui si vuole mediare per
accontentare questo o tal'altro deputato. Questo a noi non
interessa La battaglia la facciamo su questioni centrali e
riteniamo che la vicenda che riguarda la possibilità che ai
Comuni vengano trasferite oltre che competenze, vengano
trasferite risorse, é una questione centrale del rapporto del
Governo con le autonomie locali, del rapporto tra questo
Parlamento e le autonomie locali. Pertanto, onorevole assessore,
noi la invitiamo a valutare il nostro emendamento, a spiegarci le
ragioni per cui lei e il suo Governo avete previsto un taglio
drastico di 300 miliardi nei confronti degli Enti locali, la
ragione di una valutazione, mi auguro, corretta nei confronti
dell'emendamento da noi presentato perché noi siamo disposti ad
andare avanti - e lo dico qui ai colleghi - a chiedere su questo
emendamento anche il voto nominale perché tutti, in Sicilia, i
consiglieri comunali, i Consigli comunali devono conoscere i
parlamentari che hanno voluto non trasferire risorse ai Comuni.
Ne faremo una battaglia di principio in quest'Aula e ci auguriamo
che il Governo ne capisca fino in fondo le ragioni.
PRESIDENTE. Onorevole Pagano, si stanno sviluppando delle
ipotesi, sarebbe opportuno che il Governo ne tenesse conto anche
perché la questione é già affrontata nella nota b) della
finanziaria ed é forse il caso di spostarne la trattazione a
quella sede.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sforzo
talvolta di capire il filo conduttore di alcuni ragionamenti
politici che portano a rasserenare o ad inasprire i lavori di
questo bilancio che, purtroppo, va a rilento e francamente non ho
colto il significato di alcune affermazioni fatte ora
dall'onorevole Speziale, ma non perché voglio fare una polemica
personale o di schieramento, anzi, cerco di capire e vorrei
capire meglio.
Secondo me il nodo sui Comuni non si può e non si deve
sviluppare in questo momento piuttosto nell'analisi della
finanziaria laddove bisogna capire i criteri e i meccanismi
elaborati dal Governo. Io, se il Governo, ha la disponibilità di
dare al altri 500 miliardi ai comuni compatibilmente con le
necessità, sarei favorevole sempreché questo rientri nella
strategia del Governo, ma se il Governo non dovesse avere questa
possibilità per i conti in rosso che oggi allarmano non solo il
Governo e l'Assemblea, ma l'intera Sicilia non capisco più il
ragionamento dell'onorevole Speziale; noi non stiamo diminuendo
i fondi da dare ai comuni , i fondi da dare ai comuni sono quelli
stabiliti nella finanziaria del 1999 allora Presidente
l'onorevole Capodicasa e allora assessore al bilancio onorevole
Barbagallo, su quella cifra il Governo regionale, mi sembra di
capire che si è impegnato a mantenere la programmazione e a
mantenerla per il triennio, tutt' al più se ci sono delle
correzioni...non sono punti di vista i numeri sono situazioni
oggettive io sto dicendo una cosa, se non ho letto male la
finanziaria ma ritengo di non averla letta male, il Governo si
impegna a mantenere il plafond stabilito nella finanziaria '99
che faceva il programma '99-2002, quindi non si stanno dando
minori risorse ai comuni tanto da capire chi sono i parlamentari
che lavorano a favore dell'autonomia locale e chi lavora contro,
piuttosto dobbiamo intervenire sui criteri e sui parametri per
stabilire criteri e parametri oggettivi che permettono agli enti
locali di essere funzionali e di intervenire bene. Se poi, nelle
pieghe del bilancio, nelle maglie e nelle risorse si riesce a
trovare una maggiore disponibilità per stabilire un'autonomia di
gestione migliore per garantire un funzionamento più efficiente
degli enti locali io sono certo che non sarà la battaglia di chi
vuole strumentalizzare sul punto, ma sarà una battaglia che
riguarda l'intero Parlamento e il Governo in prima linea.
CAPODICASA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la
questione si compone di due aspetti, una di carattere
tecnico-procedurale e una di merito, quella tecnico-procedurale
ci dice che noi così come la presidenza aveva suggerito, comunque
per risolvere il problema, se ovviamente lo si vuole risolvere,
dobbiamo affrontarlo nell'ambito della legge finanziaria, gli
stessi emendamenti che sono contenuti qui sul bilancio servono
per segnalare il problema, discuterne e acquisire un punto di
vista del Governo e della maggioranza per poi trasferirli,
tecnicamente vanno trasferiti sulla finanziaria considerato che
le apposizioni nei capitoli relativi per il fondo ai comuni e
alla provincia è un fondo predeterminato con legge triennale di
due esercizi finanziari fa.
Allora è chiaro che per modificare questa previsione occorre
una norma sostanziale che non possiamo non mettere nella legge
finanziaria, però i problema è politico intanto, cioè io problema
è di orientamento che si assume e io credo che valga la pena
onorevole assessore al bilancio, onorevole assessore agli enti
locali che rischia di diventare fra qualche ora l'assessore
regionale contro gli enti locali se passa l'orientamento che il
Governo ha già manifestato, e forse sarebbe opportuno anche che
ci fosse un minimo d'attenzione anche dal Presidente della
Regione il quale ieri in un'intervista rilasciata ai giornali ha
dichiarato: "ma quale taglio ai comuni I fondi ai comuni saranno
perfino aumentati." Toh, piglia. Siamo di fronte ad un'operazione
che l'onorevole Turano, da ex assessore agli enti locali
sottovaluta, perchè ben altra dovrebbe essere...
FORMICA. Questi fondi sono gli stessi del '99, lo ha detto
l'onorevole Turano.
CAPODICASA...l'onorevole Turano, se fa queste affermazioni,
vaneggia
In sostanza, l'appostazione di questi fondi nel triennio
sono fondi fissati per legge. Di volta in volta, i Governi,
quando vi é stata un'emergenza, essendo questo il gruzzoletto
più cospicuo presente in bilancio, hanno attinto
provvisoriamente, ma il limite previsto di finanziabilità degli
enti locali é quello delle legge originaria. Onorevole Turano, si
renda conto in che modo procede l'amministrazione; lei non
distingue tra la manovra provvisoria, volta a chiudere
un'emergenza, e la manovra globale che prevede un tetto per
l'espletamento dei servizi che sono contenuti.
Ciò che serve agli enti locali, sono 1.500 miliardi per i
comuni e 300 miliardi per le province; questo é lo stanziamento
originario, a prescindere poi dalle variazioni sui capitoli fatti
soltanto per ragioni di emergenza, ma sempre con l'impegno di
ripristinarle nell'esercizio finanziario in corso.
Se si dice - e io già conosco la risposta del Governo perché
ci é già stata data in Commissione - che i soldi ci sono perché
vi é un appostamento con fondi negativi, a valere sul
contenzioso finanziario con lo Stato, relativo alla famosa legge
'Goria', diciamo o dite una solenne bugia. E poichè so che il
presidente della Regione e l'onorevole Pagano sono molto devoti,
ferventi credenti che affidano la Sicilia alla Madonna, che vanno
a Fatima devono andare a confessarsi e dichiarare il peccato che
stanno commettendo quando affermano che noi prenderemo i fondi
per incrementare il fondo dei comuni e delle province attraverso
il rientro dei cosiddetti trasferimenti della legge 'Goria'. La
legge 'Goria' - diciamolo una volta per tutte - possiamo
rivendicare ciò che vogliamo, ma non garantisce alcun
trasferimento certo alla Regione, perché la legge precede - e lo
ripetiamo per l'ennesima volta - che lo Stato autorizza la
Regione, parliamo dei tempi dei governi Nicolosi, non di ieri nel
"Jurassic Park", autorizza la Regione a fare delle assunzioni
agli enti locali e lo Stato interverrà a dare un eventuale
contributo - badate che io cito testualmente- "eventuale
contributo". Quindi, si tratta di un contributo e non di una
copertura totale e questo stesso contributo é perfino eventuale e
lo Stato non lo ha mai voluto riconoscere.
I fondi della legge Goria fanno parte di un contenzioso tra
lo Stato e la Regione che ammonta - a detta della Regione
siciliana - a ben 17 mila miliardi.
Noi rivendichiamo presso lo Stato il trasferimento di
17 mila miliardi di fondi che lo Stato a vario titolo non ci ha
trasferito. Lo Stato sostiene una cosa diversa e cioè che non é
la Regione che avanza soldi dallo Stato, semmai é lo Stato che
avanza soldi dalla Regione, perché se vengono trasferite alla
Regione le competenze statutarie in materia di assistenza, le
competenze statutarie in materia di scuola, lo Stato avanza dalla
Regione perfino più soldi di ciò che noi riteniamo di avanzare.
In questo contenzioso - onorevole Assessore si informi con i
suoi uffici- alla fine é stata istituita una commissione affidata
poi al dottore Brancasi, una sorta di lodo finale di questo
contenzioso. Brancasi, nella sua relazione finale, sostiene, dopo
un lunghissimo ragionamento, che alla fine spettano alla Regione
in totale sulla sua richiesta di 17.500 miliardi, 500 miliardi a
valere su tutto. Quindi, legge 'Goria', art. 38 dello Statuto,
tutti i fondi che noi rivendichiamo, alla fine soltanto 500
miliardi E la Regione non ha più contro replicato mostrando di
condividere, perché noi abbiamo detto di togliere le riserve e
accordarci su 500 miliardi. Come si fa, allora, a mettere nel
bilancio in entrata, come fondo negativo, che per chi non si
intendesse di bilancio significa che se non entrano quei soldi
non viene neanche coperta la spesa, questo significa fondo
negativo, che essendoci una entrata eventuale, anche l'uscita è
un'uscita eventuale. Il risultato qual è? E' che noi non
finanzieremo i comuni per 300 miliardi circa. Non so se è
risultato leggibile o intelligibile il discorso che ho fatto.
Allora, se è questa la situazione, le conseguenze di un
definanziamento di un mancato trasferimento ai comuni sono
evidenti e clamorosi. Onorevole Vicari, Mancuso, che siete
sindaci di qualche comune (vorrei sentire qualcuno di voi), Voi
avrete i trasferimenti in meno e dovrete tagliare servizi,
dovrete tagliare servizi Non c'è altra alternativa e quando si
tagliano i servizi significa che noi riduciamo la qualità della
vita dei siciliani, andiamo a toccare i bisogni essenziali e non
è una cosa che noi possiamo accettare, Signor Presidente e
onorevoli colleghi.
Il Governo deve dirci cosa intende fare sull'argomento, poi,
tecnicamente lo affronteremo quando ci sarà la finanziaria però,
ora, noi dobbiamo provocare un chiarimento in Aula perché ciò si
sappia.
Noi chiederemo il voto per appello nominale e non è certo
per fare ostruzionismo (infatti lo stiamo annunciamo prima in
modo tale che vi possiate attrezzare a far venire i deputati
della maggioranza in Aula), ma per il semplice motivo che poi
vorremmo sapere cosa dirà l'onorevole Mancuso ai suoi
amministrati di Adrano o l'onorevole Vicari ai suoi amministrati
di Cefalù. E' questa la ragione per la quale noi chiederemo il
voto uninominale palese, perché risulti agli atti chi ha votato
in un modo e chi in un altro. Non c'è alcun interesse di parte,
l'onorevole Speziale lo ha già detto, noi non siamo come
centrosinistra così presenti negli enti locali da poter suscitare
il sospetto che stiamo difendendo le amministrazioni; anzi, al
contrario: le amministrazioni delle provincie, fatta eccezione
per due amministrazioni, sono tutte del Polo della Libertà,
quindi, come vedete facciamo un ragionamento di interesse
generale che riguarda la totalità dei siciliani e non il colore
politico.
Noi vogliamo, però, che su questi punti che noi solleviamo
ci sia un dibattito, ci sia un riconoscimento. Non si può
superare la questione con una alzata di spalle o, addirittura,
come fa il Presidente della Regione 'sparando' cose che non hanno
alcun riscontro con la verità dei fatti e cioè che, addirittura,
i fondi ai comuni saranno aumentati. Noi siamo pronti a fare
ammenda delle cose che diciamo se qualcuno ci spiega tecnicamente
come questa cosa avviene, ma se non c'è, onorevoli colleghi,
allora bisogna dire che deve essere il Governo a fare ammenda.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, essendoci molti iscritti a
parlare, ricordo che il Regolamento prevede che i presentatori
degli emendamenti possono intervenire per dieci minuti e i
presentatori di eventuali subemendamenti per cinque minuti; altri
deputati che volessero intervenire possono farlo soltanto per
dichiarazioni di voto ed il tempo a loro disposizione è di cinque
minuti.
E' iscritto a parlare l'onorevole Raiti. Ne ha facoltà.
RAITI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non posso
non rilevare innanzitutto alcune incongruenze nelle affermazioni
fatte dall'onorevole Turano. Mi pare strano, in quanto
l'Onorevole Turano, avendo ricoperto nella passata legislatura la
carica di assessore per gli enti locali, dovrebbe conoscere la
materia un po' meglio, ma probabilmente sarà stata una svista
caro collega, perché la legislazione cui si è fatto riferimento
che prevedeva le risorse in bilancio per gli anni 1999-2001 per i
comuni aveva previsto delle risorse sui 1.700 miliardi;
successivamente nell'anno 2001 con la legge 6 l'assessore
Nicolosi con una legge di variazione ha diminuito il fondo, che
prevedeva l'assegnazione agli enti locali, di ben 170 miliardi.
Oggi si prevede un'ulteriore riduzione. E' questa la ragione per
cui ritengo che questo emendamento, che aumenta la dotazione per
le finanze locali di + 250 milioni di euro, sia assolutamente
indispensabile, perché noi riporteremo in qualche maniera le
risorse a disposizioni degli Enti locali, secondo quanto previsto
dalla legislazione 1999-2001, ed eviteremo che la maggior parte
degli Enti locali siciliani soprattutto i piccoli comuni, i
comuni montani, i comuni che si trovano a non poter sopperire
alle esigenze di gestione di cassa che sono quotidiane. Non poche
sono le lettere che arrivano a ciascun parlamentare da parte dei
sindaci di innumerevoli comuni, i quali lamentano l'impossibilità
di poter andare avanti, non solo l'impossibilità tecnica - come
già ho evidenziato nella precedente seduta - perché in mancanza
del bilancio regionale non sono in condizioni di fare i propri
bilanci, ma l'impossibilità di potere gestire con le risorse il
minimo indispensabile, a volte, infatti, non riescono a gestire e
a pagare nemmeno il personale.
Vogliamo che la maggior parte dei comuni medio-piccoli di
questa Regione vadano al dissesto economico e quindi ad essere
sottoposti alla procedura commissariale? Oppure vogliamo fare in
modo, facendo sacrifici in altre materie, in altri fondi dove è
possibile che questo non accada? Tutto questo, infatti, potrebbe
ripercuotersi a danno dei cittadini. Io credo che bisogna fare in
modo che ciò non accada, e, pertanto, sono favorevole a questo
emendamento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Mancuso. Ne ha
facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ritengo
innanzitutto che chi vuole cavalcare politicamente questo
emendamento commette un errore macroscopico. Il problema non è
rappresentato dai trasferimenti, il problema è il risanamento dei
comuni rispetto allo "scialacquamento" che molti comuni hanno
fatto fino all'anno 2000; il grande indebitamento per grandi
finanziamenti di opere pubbliche con la Cassa depositi e
prestiti,il grande finanziamento con i famosi boc, e oggi molti
comuni governati dal centrodestra si trovano a dover governare
bilanci che a dire poco sono veramente insanabili.
Allora, più che parlare dei trasferimenti per fare una
politica seria sugli enti locali, si deve parlare di una politica
- come già sta facendo l'Assessore per gli enti locali - di
criteri sui trasferimenti agli enti locali. Se noi prendiamo le
rilevazioni che sono state fatte sul patto di stabilità in
Sicilia vediamo, se vogliamo affrontarla sotto il profilo
politico, quanti sono quei comuni governati dal centrosinistra
che hanno abbondantemente superato il patto di stabilità mettendo
i comuni certamente non in una situazione felice.
Quindi, ciò che ritengo è vero e cioè che mancano tanti e
tanti denari ancora ai comuni, ed è anche vero che il
centrosinistra su questa posizione farà una grande battaglia
forse anche demagogica per arrivare a conquistare quelli che sono
i posizionamenti anche nei piccoli paesi.
Io raccomando al Governo, al Presidente della Regione di
attenzionare quelli che sono i criteri dei trasferimenti agli
enti locali, di premiare quegli enti locali che sanno svolgere le
loro funzioni in modo manageriale per arrivare al pareggio del
bilancio, per arrivare a stabilire in modo univoco quello che è
il raggiungimento del patto di stabilità, una volta stabiliti i
criteri si possono anche stabilire i trasferimenti. Ma andare a
sanare le finanze di quei comuni che fino ad oggi non hanno
tenuto conto nè del patto di stabilità, nè di quanti sono stati i
criteri adottati dalla Regione, mi sembra veramente non parlare
di quella che è una politica di risanamento a livello regionale,
di quella che può essere una politica seria sugli enti locali in
Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Giannopolo. Ne
ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che
ci sia un problema, intanto, di traduzione concreta delle cose
che si dicono.
Il Presidente della Regione, onorevole Cuffaro, ieri ha
dichiarato al Giornale di Sicilia che quest'anno ha garantito ai
comuni 1.600 miliardi. Allo stato attuale noi abbiamo 1.200
miliardi nel bilancio e poi c'è il trucco della finanziaria che
ammonta ad altri 270 miliardi; anche se dovessimo arrivare a
ricomprendere i 270 miliardi del trucco della finanziaria,
arriveremmo a 1.470 miliardi e, dunque, siamo ancora ben lontani
dai 1.600 promessi dal Presidente della Regione.
Io dico, onorevole Assessore, e lei non ha risposto ad una
precisa richiesta che le avevo fatto in sede di dibattito e di
discussione generale, di riferire al Parlamento come intendeva
risolvere nel rapporto con i comuni la questione della certezza
in ordine alla stesura ed alla redazione dei bilanci di
previsione degli enti locali, dal momento che si dice che lei
avrebbe detto che si impegnava a fare una lettera con la quale
assicurava agli enti locali che nell'anno 2002 i trasferimenti
comunque non sarebbero scesi al di sotto di quelli del 2001.
Io le chiedo onorevole Assessore - torno a ribadire la
richiesta - di comunicare al Parlamento se intende confermare
questa voce che c'è in giro.
Io più che fare promesse, come ha fatto ieri sul Giornale di
Sicilia il Presidente della Regione, che non può mantenere, e mi
dispiace che proprio nel momento in cui si discute dei
trasferimenti agli enti locali il Presidente della Regione non
colga l'occasione ora, per dire effettivamente cosa intende fare.
Ma più che fare promesse che non si possono mantenere, io
inviterei il Governo, il Presidente della Regione, a fare mente
locale su una cosa grave che è accaduta con la legge finanziaria
nazionale e che la dice lunga su cosa intende per federalismo il
Governo nazionale. La cosa grave è che dal 2002 il Ministero
dell' Interno riduce del 4,5 per cento il trasferimento agli enti
locali pari alla cosiddetta quota di compartecipazione al gettito
dell'IRPEF in sede regionale.
Questo cosa significa? Questo significa che se un comune del
nord partecipa alla compartecipazione in misura del 4,5 per
cento, il 4,5 per cento di un comune del nord equivale come
minimo al 30,40 per cento di un comune del sud; sicché il comune
del nord avrà sì una riduzione del 4,5 per cento, ma avrà una
compartecipazione dieci volte superiore a quella del comune
siciliano.
E allora, se è questo il federalismo che avete in mente,
dovete sapere che questo federalismo porta alla bancarotta
fraudolenta dei comuni siciliani e della Regione.
Io chiedo che il Presidente della Regione dica qui cosa
intende fare rispetto a questo attacco violento alle autonomie
locali siciliane e meridionali che sono quelle che abbisognano,
ancora una volta, di una solidarietà sul piano nazionale, invece
che cincischiare, invece che raccontare frottole.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire
che sono rimasto abbastanza allibito ascoltando le dichiarazioni
dell'onorevole Mancuso, anche perché fa parte di un coro che
ormai credo sia diventato un modo di comunicare, per cui chi
c'era prima ha speso e ha fatto male, chi è arrivato adesso,
poveracci, non hanno le risorse per spendere, e, quindi, mettiamo
le tasse, aumentiamo l'ICI, aumentiamo la TARSU, aumentiamo tutti
i tributi comunali per giustificare il fatto che prima si è
speso.
A questo si aggiunge il fatto che con questa manovra
finanziaria che voi proponete non solo tagliate trecento miliardi
di trasferimenti rispetto al consolidato del 2001, ma nel 2002,
con un altro capolavoro fatto dalla finanziaria del ministro
Tremonti, è stata introdotta una cosa che vedo continua ad essere
sottovalutata, all'interno di questa Assemblea e dentro questa
Regione, ovvero il comma 3 dell'articolo 25 della legge
finanziaria nazionale che prevede che i comuni compartecipano nel
prelievo del fondo dell'Irpef dei singoli territori. Questo vuol
dire che fino a 4,5 per cento i comuni avranno trasferimenti
diretti attraverso l'Irpef che verseranno i cittadini, non
aggiuntiva, l'Irpef normale che pagano i cittadini.
C'è un piccolo problema: tutto questo funzionerà forse da
Reggio Calabria in su, in Sicilia il problema è che l'Irpef la
riscuote la Regione. Quindi, questo -4,5 per cento che i comuni
siciliani avranno, con il 2002, di minori trasferimenti da parte
dello Stato, dovrebbe quanto meno essere compensato da parte
della stessa Regione siciliana; ma vedo che la cosa al momento
non interessa; sarà un problema quando, a fine anno, scopriranno
anche i comuni di avere meno entrate, almeno del 4,5 per cento su
quelle certe dello Stato.
A tutto questo si aggiunge che i 300 miliardi oggi in meno
con i quali voi definite la manovra finanziaria determinano, nei
fatti, non solo un aumento di costi che ci sono e che ci sono
stati, ma anche aumenti contrattuali, condizioni per le quali
alcuni comuni cominciano ad annunciare la chiusura di interi
dipartimenti di servizi sociali. Sta saltando nei comuni tutta la
politica di attività sociale, i comuni sono ormai soltanto luoghi
di spesa certa per stipendi. Voi vi assumete una grave
responsabilità, perché la trincea più avanzata nel rapporto con i
cittadini - che è rappresentata dai sindaci e dalle
amministrazioni locali - viene esposta ad una pericolosa
condizione anche di natura democratica.
Tutto questo lo dico perché sento in quest'Aula aleggiare
uno spirito contro i comuni, uno spirito che guarda i comuni come
un fastidio, un rivale. Piuttosto che pensare alla Regione che
decentra, che sposta poteri e risorse verso le amministrazioni
locali, c'è un tentativo subdolo e meno subdolo di fare della
Regione l'unico soggetto istituzionale che governa, controlla e
gestisce la spesa in questo territorio.
Per queste ragioni, credo che il Governo abbia il dovere di
di valutare con attenzione l'emendamento proposto dal
centrosinistra per consentire di avere in Sicilia ciò che la
Costituzione italiana prevede e cioè che lo Stato è rappresentato
dallo Stato, dalle Regioni, dai Comuni e dalle Province; non c'è
la Regione e poi figli di un Dio minore ovvero gli Enti Locali.
Credo che queste questioni non debbano essere affrontate con
la sufficienza ragionieristica di una questione meramente
contabile, senza guardare, senza valutare gli effetti politici
che si stanno determinando nella vita dei comuni, che non sono i
comuni di centrosinistra, sono sia i comuni amministrati dal
centrosinistra sia quelli amministrati dal centrodestra. Tanto
più che - voglio ricordarlo - il 26 maggio in Sicilia andranno a
votare 150 comuni. Dovrete spiegare ai 150 comuni in cui si
svolgeranno le elezioni che il primo atto del nuovo Governo della
Regione è stato quello di avere tagliato 300 miliardi rispetto
all'anno precedente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cintola. Ne ha
facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
quasi impropriamente in quanto ritengo che in Commissione
'Bilancio' si sia già svolta una lunga ed importante discussione
sull'argomento.
Il Governo in quella sede ha dato le assicurazioni più ampie
sul modo di procedere; io oggi mi ritrovo soltanto a
sottolineare alcuni interventi ed in particolare quello
dell'onorevole Capodicasa che ritengo sia stato tra i più
espliciti.
A mio avviso sarebbe bastato per quest'Aula che vuole andare
verso una chiusura della stagione di "Bilancio" per arrivare a
fare diventare l'Aula nel pieno ruolo legislativo che le compete
e che non può esercitare fin tanto che non sarà approvato il
bilancio. Io ritengo di dovere fare soltanto un appello
importante, molto pacato e sereno: l'argomento è stato trattato
in termini esaustivi come volontà e come impostazione di una
posizione, che è corretta, di una minoranza che ha espresso
compiutamente il suo pensiero.
Io capisco ciò, capisco che possano esserci posizioni
differenti che vengono assunte dal Governo perché deve far
quadrare i conti, ma mi rendo conto che se abbiamo fatto già uno
sforzo in Commissione, per quanto riguarda i deputati della
maggioranza che hanno ritirato tutti gli emendamenti di spesa
alla Finanziaria, e se anche ora in Aula facessimo la stessa
cosa, senza volere 'quartare' alcun deputato nel proprio ruolo,
eliminare cioè tutti gli emendamenti di spesa e tutti gli
emendamenti presentati dalla maggioranza (io parlo a nome del mio
gruppo e posso codificare che così faremo), lo faremmo perché in
Commissione c'è stato un intendimento unanime, minoranza e
maggioranza, di arrivare ad approvare entro domani notte Bilancio
e Finanziaria.
Ora dico, se l'argomento portato è importante, è cardine, un
intervento per ogni gruppo in proposito avrebbe potuto benissimo
evidenziare una situazione che la minoranza sa con certezza: sia
il Governo che la maggioranza hanno in Commissione dichiarato la
indisponibilità, non la volontà di non arrivare a compimento. Il
fatto che in Aula venga ribadito è importante, ma se vogliamo, da
un lato, esprimere compiutamente un pensiero, dall'altro,
arrivare ad approvare il bilancio e la finanziaria entro domani
sera, possiamo scomodare, onorevole Capodicasa, tutti i sindaci
del mondo, io sono convinto che li inciteremo anche a parlare, ma
alla fine però, io che non sindaco di alcun paese, mi sentirei
quasi in difficoltà perché non voglio pensare al sindaco del mio
paese, dato che sindaco non sono.
Allora io troverei in nuce una contraddizione che non ci
serve per quello che vogliamo fare.
Qui tutti siamo responsabilmente convinti che c'è necessità
di dare di più ai comuni, così come siamo convinti che non c'è
ossibilità di intervenire con maggiori uscite considerato che
non abbiamo quelle entrate necessarie e considerato che vogliamo
arrivare più facilmente a quello che diciamo con chiarezza essere
l'obiettivo di questo governo e di questa maggioranza: andare al
pareggio dei conti nel più breve tempo possibile, dato che
abbiamo trovato situazioni certamente non facili. Se l'assessore
Pagano, a cui va il mio rispetto per il modo in cui ha condotto
fino ad oggi questa vicenda, ha trovato quattromila miliardi di
buco e l'ha ridotto a duemila, significa che il primo passo ...
CAPODICASA. Chi ha fatto quel buco? Onorevole Cintola, lei
sosteneva il Governo che ha prodotto quel buco
CINTOLA ... e sostenevo anche quello precedente che quel buco
non l'aveva fatto. Lei, onorevole Capodicasa, aveva un governo in
cui era presidente e doveva sostenerlo per forza, io ero un
semplice deputato che non ha mai avuto incarichi di governo e ho
sostenuto le cose giuste. Non capisco perché lei si scaldi tanto
e perché non riesce a rientrare nel clima.
Volevo richiamare l'attenzione di coloro i quali, come
l'onorevole Capodicasa, avendo governato,sanno che tutte le cose
si poteva fare, che tante cose c'erano da fare, ma che la
ristrettezza del bilancio spesso e volentieri impedisce di
realizzare compiutamente volontà primarie.
Noi ci stiamo lavorando, vogliamo tentare di fare il nostro
dovere fino in fondo e ci auguriamo che anche l'opposizione
faccia altrettanto, perché aumentare senza dire da dove prendere
i soldi non è molto corretto.
FORGIONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la politica
siciliana, come i comuni in questo momento ha poche certezze;
una, però ce l'ha: l'onorevole Cintola sostiene sempre i governi,
di qualunque colore, di qualunque formula, di qualunque casacca
siano, e lo fa con tenacia.
C'è un'altra certezza che noi abbiamo e che vogliamo qui
dichiarare: l'onorevole Cintola non riuscirà ad imbavagliare il
Parlamento siciliano, per cui su una materia così delicata come i
finanziamenti agli enti locali non è che qualcuno può venire a
spiegarci che basta un solo intervento e poi bisogna andare
spediti. No, questa è materia che va approfondita, perché è bene
che tutti i deputati, di tutti i gruppi politici, abbiano
consapevolezza di cosa succederà con l'approvazione della
proposta.
E per questo è bene che si voti con appello nominale, perché
ognuno renda conto non al suo comune o ai suoi sindaci, ma renda
conto ai cittadini di cosa significa quello che noi stiamo
votando.
Mi rivolgo all'assessore per il bilancio: quando si mette
in entrata un contenzioso definito nel contributo "eventualmente
da riscuotere", la battuta che mi viene spontanea è che siete
proprio fissati col falso in bilancio, voi della destra. Perché
questo è un classico esempio di falso in bilancio, primo perché
si mette in entrata un contributo che non è certo che arrivi,
anzi, è quasi sicuro che non arriverà perché la storia di questo
tipo di contenziosi con lo Stato ce lo dimostra. Addirittura,
rivendicheremmo 17 mila miliardi, e figuriamoci questo Stato che
risolve a favore della Regione Sicilia questo contenzioso
Ma c'è di più. Non soltanto l'anno precedente con il
Governo che lei sosteneva, onorevole Cintola, sono stati tagliati
i fondi ai comuni, non soltanto; una variazione di bilancio li ha
ulteriormente diminuiti, oggi voi non soltanto fotografate quella
realtà, diminuendola ulteriormente, ma mettete in entrata un
contributo che non è certo che arrivi.
Cosa vuol dire questo? Vuol dire che c'è un altro aspetto
che dovete dichiarare e cioè che questo articolo fa il paio con
un altro articolo che ci troveremo a discutere domani nella
finanziaria e che dice che vengono premiati quei comuni che
allargano la base contributiva, cioè vengono premiati nella
distribuzione di queste risorse quei comuni che aumentano le
tasse ai cittadini.
State facendo una doppia grave operazione: tagliate le
risorse e le poche risorse che rimangono dite che le distribuite
in modo premiale a quei comuni che aumentano le tasse alla base
contributiva.
Sì, voi siete un Governo liberista. Lo capisco. Lo
contrasto, ma lo capisco.
Ma, vi rendete conto che queste scelte politiche si
scaricheranno direttamente sui cittadini?
Ci sono comuni che stanno fallendo. Lo vorrei dire,
all'onorevole Mancuso, al sindaco di Adrano: non ci dividiamo tra
chi ha sprecato di più e chi ha sprecato di meno. Questa scelta
porterà alla dichiarazione di dissesto finanziario per numerosi
comuni siciliani e il dissesto finanziario vuol dire anche
mettere numerosi comuni siciliani vuol dire anche mettere
lavoratori che garantiscono alcuni servizi in mobilità, una
mobilità che dura due anni, dopo di che, con la nuova legge
nazionale, questi lavoratori dipendenti dei comuni saranno
costretti a spostarsi in altre parti del Paese.
State facendo una tripla operazione grave: tagliate il
finanziamento ai comuni; mettete i comuni in condizione di dover
sopprimere alcuni servizi; aumentate la base di tassazione dei
cittadini mettendo nello stesso tempo, a rischio centinaia e
centinaia di lavoratori.
Tuttavia, avete ancora il tempo per tornare indietro.
Qui non stiamo discutendo di qualche lira, non stiamo
discutendo di contributi ad associazioni culturali, stiamo
discutendo di contributi ai comuni
Queste richieste - il Presidente della Regione e l'Assessore
per il bilancio lo sanno - non sono richieste delle opposizioni,
sono le richieste dell'ANCI, l'associazione di cui è presidente
un autorevole sindaco del Polo delle libertà, l'onorevole
Bufardeci.
Non sono richieste di parte, non stiamo facendo una
battaglia dell'opposizione contro la maggioranza; stiamo parlando
degli interessi generali dei cittadini siciliani
E voi oggi con questo voto vi state assumendo la
responsabilità di colpire servizi e quindi di negare risposte ai
bisogni delle donne e degli uomini della Sicilia.
VICARI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VICARI. Signor Presidente dell'Assemblea, Assessore D'Aquino,
Assessore Pagano, il tema posto dalle opposizioni, in particolare
dall'onorevole Speziale - credo che sia stato il primo ad
intervenire sul problema dei comuni - è un tema che non ci può
dividere, è un problema reale, è un problema che esiste e non un
problema che avranno in più o in meno soltanto i comuni della
destra o della sinistra. Non dobbiamo guardare, onorevole
Mancuso, a cosa si é trovato, soffermarci su chi ha speso in più
o in meno, non credo sia questo il giusto atteggiamento;
diversamente sarebbe troppo debole e mi sembrerebbe doveroso
difendere a tutti i costi qualcosa che non si può difendere.
Credo, invece, che nella proposta del Governo qualche
aspetto positivo, anche se, però, da correggere, possa cogliersi.
A meno che i numeri non ci ingannino, i dati che l'assessore
per il bilancio ci ha fornito e ci fornirà, sicuramente, in un
eventuale intervento, sono dei dati rassicuranti nel senso che
nel 2001 i Comuni e le Province hanno ricevuto complessivamente
1.808 miliardi a fronte di una dotazione iniziale nelle
previsioni di 1.766 + 42 nelle variazioni di bilancio.
Certamente, questo dato dei 1.808 miliardi é lontano da quello
cui faceva riferimento l'onorevole Speziale. Ma, é vero che nel
2002, invece, sono previsti - esprimo le cifre in lire così ci
capiamo - 1.863 miliardi? Se é vero questo dato, esso è
confortante anche perchè incentiva maggiormente i dati del 2001
...
CAPODICASA. Non è così, onorevole Vicari.
VICARI ... onorevole Capodicasa, gli assessori per il bilancio
e per gli enti locali ci forniscono questi dati. Tuttavia,
poiché il problema é serio, e so che, eventualmente, una
riduzione di somme metterebbe in ginocchio gli enti locali,
voglio capire qual é la verità dei numeri; ma, se sono questi,
gli enti locali possono stare un po' più sereni. E' anche vero
che l'Anci e il suo Presidente hanno posto seri dubbi in
particolare sul contenzioso, su quella appostazione di 300
miliardi del contenzioso, ma - mi chiedo - perché scaricarla
sempre sui figli più deboli? Perché appostarla alle entrate per
gli enti locali? Credo che sia un po' più coerente, se é vera
questa incertezza, come pare sia, metterla, per esempio, per
quelle spese della Regione che sono assolutamente non necessarie.
E di spese non necessarie ce ne sono tante. Penso ai contributi
ad associazioni assolutamente inutili che esistono soltanto per
queste entrate della Regione; penso alle indennità a consigli di
amministrazione assolutamente inutili, che, anzi, si stanno
trasformando e, quindi, é possibile recuperare quelle spese.
Allora, se c'é questa incertezza e non possiamo creare questa
fibrillazione nei Comuni, perché non é un problema di destra né
un problema di sinistra, questi 300 miliardi di incertezza
spostiamoli in somme non necessarie e lasciamo vivere sereni i
Comuni anche per il prossimo anno. In particolare, ma questo lo
farò successivamente durante l'esame della finanziaria, ci sono
degli articoli nella finanziaria che non possono assolutamente
trovare attuazione. Si sa, credo che anche la Commissione
bilancio sappia di questi articoli, mi riferisco al 31, al 32, al
34 e a qualche altro; anche lì é certo un recupero di spese.
Quindi, possibilità di manovra ce ne sono ma lasciamo certa
l'entrata per i Comuni, anzi inviterei l'assessore per gli Enti
locali a fare la comunicazione al più presto a tutti i comuni
della Sicilia per potere chiudere i propri bilanci.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'onorevole Vicari ha suscitato l'ammirazione e l'apprezzamento
di tutti perché il problema é stato affrontato in maniere
corretta con un approccio che non prevede una divisione
preconcetta fra centrosinistra e centrodestra; infatti sulla
questione degli enti locali ci sono problemi di cultura politica.
Mi rifaccio, come ha fatto il Presidente Capodicasa,
all'esperienza ed alla formazione politica del Presidente Cuffaro
e dell'assessore Pagano per dire che in tutti gli ambiti nei
quali sono stati chiamati ad intervenire. Essi hanno sempre
sbandierato il concetto della sussidiarietà, la valorizzazione
dei corpi intermedi. La sussidiarietà si realizza con un
protagonismo nuovo dell'associazionismo ma, si rende attuabile
valorizzando le istituzioni più vicine ai cittadini. Quindi c'è
un problema di scelta di fondo di questa finanziaria che va a
colpire le persone più deboli, va a colpire ad esempio, gli
studenti che non potrebbero più esercitare il loro diritto alla
mobilità; va a colpire i servizi essenziali dei comuni. In questi
anni ci si è sempre più accaniti nei confronti degli enti locali
e l'anno scorso io ricordo che in questa Aula c'è stato un grido
d'allarme soprattutto per i comuni sotto i 10.000 abitanti che
sono quasi sull'orlo del dissesto e il dissesto significa una
precarietà per il personale, una precarietà per servizi
fondamentali che riguardano le nostre comunità.
Dunque, su questa vicenda, ma anche su altre, mi auguro non
ci sia un atteggiamento come quello adottato dall'onorevole
Mancuso per il quale ha cercato di attribuire responsabilità al
Governo del centrosinistra, o come quello adottato dal Presidente
Cuffaro il quale ha dichiarato al Giornale di Sicilia che lui
questi problemi li ha ereditati. Per la verità, li hanno
ereditati gli altri, perché lui è da otto anni al Governo, non da
sei mesi, ed è al Governo con una delega significativa ...
SPEZIALE. Da 6 anni.
BARBAGALLO ... da 6 anni, è vero, onorevole Speziale. Dicevo,
con una delega significativa, quella dell'agricoltura, quindi,
quella di addossare le colpe ai governi precedenti, mi sembra una
politica sterile. C'è la necessità, invece, di fare una verifica
sulle scelte di fondo, sull'idea di regione, su quale cultura
vogliamo affermare, se i fondi devono essere tolti ai più deboli,
se si deve continuare con una politica che pubblicizzai chi la
realizza anziché chi ha bisogno effettivamente di nuove risorse
finanziarie.
Mi auguro, quindi, che ci sia prima o poi da parte della
maggioranza un moto d' orgoglio attraverso il quale si indichi
quale sia il modello di sviluppo, che ruolo devono avere gli enti
locali in Sicilia, quali soggetti e quali referenti sociali
vogliono premiare; cioè si abbia il coraggio di dire qual é la
regione del futuro. Non basta soltanto dichiarare, in termini
assolutamente non significativi, che abbiamo il progetto di
sviluppo della famiglia o delle politiche sociali, perché la
politica per la famiglia e le politiche sociali partono dai
comuni, dagli enti locali, i quali attraverso la legge 22
svolgono le funzioni più significative in termini di risposta ai
bisogni dei più deboli. Dunque questo Governo, anziché fare una
finanziaria di tagli, di tasse e di ticket si ponga seriamente il
problema degli enti locali. Mi affido per questo alla maggioranza
di centrodestra, che ha tanti sindaci e potrebbe averne ancora di
più probabilmente nella prossima tornata elettorale.
FERRO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FERRO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo ci sia un
momento in cui, al di là degli schieramenti per atti importanti,
come sono gli atti di programmazione finanziaria, sia necessario
chiedersi e comunicare ai siciliani cosa stiamo facendo.Io
comprendo che l'onorevole Cintola abbia fretta di approvare il
bilancio: lui ha già deciso che entro domani notte il bilancio
sarà approvato; vedremo. Naturalmente l'atteggiamento che io qui
sto registrando, non è un atteggiamento di opposizione
preconcetta a questo o a quel provvedimento, ma si tratta di
riflettere insieme su quale messaggio stiamo comunicando ai
siciliani e cosa stiamo dando ai siciliani.
Avevate promesso loro che ci sarebbero state meno tasse per
tutti; in realtà stiamo dando, invece, ticket e tasse per tutti.
Infatti nel momento in cui gli enti locali ricevono meno risorse,
è evidente che essi dovranno attrezzarsi per far pagare questo
costo ai cittadini. Ma quali cittadini, prevalentemente
pagheranno queste scelte?
Le pagheranno i soggetti più deboli, quelli nei cui
confronti è già un corso il taglio della spesa per l'assistenza;
quei soggetti deboli che non possono difendersi e che non sono
difesi. Nel contempo, però, lo stesso governo che fa questo
provvedimento finanzia il banco alimentare.
Capisco le difficoltà che ci sono sul bilancio, capisco
anche che ci vuole una linea di coerenza, un filo conduttore che
riesca a fare interpretare ai siciliani quello che effettivamente
é, però questo governo ha trovato l'unica soluzione di tagliare
indiscriminatamente, far pagare più tasse e soprattutto andare
contro i ceti più deboli della società.
SPAMPINATO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPAMPINATO. Signor presidente, onorevoli colleghi, non posso
non iniziare il mio intervento se non citando l'onorevole Vicari
che, giustamente, diceva che questo é un tema su cui non ci si
può dividere, ma bisogna confrontarsi.
Io ritengo che la prima manovra finanziaria del Governo
eletto l'anno scorso dal popolo siciliano sia necessariamente un
primo test, un momento di confronto ed un momento anche per
cercare di fare chiarezza rispetto alle posizioni che maggioranza
e minoranza vogliono assumere in questa legislatura.
La mia breve esperienza non mi fa essere fiducioso sulla
possibilità di fare chiarezza, basti pensare a ciò che é
accaduto nella votazione scorsa dove abbiamo assistito ad un
emendamento originariamente presentato da lei, presidente della
commissione bilancio, prima viene dato parere negativo e poi
viene dato voto contrario e, quindi, bocciato dalla stessa
maggioranza che lo aveva proposto.
Questo non testimonia un clima di disponibilità che ci deve
essere nel dialogo, ma vogliamo insistere, crediamo che ci possa
essere dialogo ed ulteriormente ci riproponiamo per cercarlo.
Ecco perché non c'é su questo tema alcun interesse
politico, perché così come più volte é stato evidenziato, ormai-
ed aggiungo purtroppo - la maggior parte dei comuni siciliani é
retta dal maggioranze di centrodestra.
Né d'altra parte c'é un atteggiamento demagogico, ma c'é
esclusivamente coerenza. Spesso e volentieri si contesta, in un
sistema tendenzialmente bipolare come ormai é il nostro, che i
programmi presentati al momento della campagna elettorale si
assomigliano, e così probabilmente in tema di decentramento agli
enti locali, il programma proposto dall'onorevole Cuffaro, e
quindi dal centrodestra, ed il programma proposto dall'onorevole
Orlando, e quindi, dal centrosinistra, per quanto riguardava
questo tema erano molto simili, perché si parlava di
decentramento e si parlava di maggiori trasferimenti agli enti
locali.
Il momento di verifica é quello della realizzazione dei
programmi. Ecco perché adesso vogliamo chiarezza e vogliamo
sapere qual'é la posizione del Governo, il quale in campagna
elettorale aveva parlato di federalismo, aveva parlato di
decentramento agli enti locali, per quanto riguarda il
trasferimento dei fondi agli enti locali.
Ecco perché faccio mia la proposta venuta da tanti colleghi
di arrivare al voto per appello nominale.
Onorevole Cintola, anche se il tema é stato trattato in
maniera approfondita in sede di commissione bilancio, ritengo che
questa sia la sede deputata a verificare le posizioni del
Governo, ma anche di ogni singolo deputato. Noi daremo il nostro
apporto affinché si arrivi all'approvazione del bilancio entro i
termini previsti ma ciò non toglie che noi non dobbiamo e non
possiamo intervenire su questo tema.
A questo punto ritengo di dover ancora una volta citare
l'onorevole Vicari perché è ormai evidente che il buco di 300
miliardi, per quanto riguarda gli enti locali, esiste; lo potremo
riverificare, lo potremo riaffermare. Allora, riprendo la
proposta avanzata dall'onorevole Vicari: perché collegare questa
entrata eventuale ( la stessa legge parla di contributo eventuale
dello Stato) necessariamente alle risorse degli enti locali e non
invece collegarla con qualcosa che, sicuramente, è di secondaria
importanza? Credo che questo sia un atteggiamento di confronto;
non c'è alcuna strumentalizzazione politica, per quanto riguarda
noi, non c'è alcuna demagogia, ma noi oltre ad essere deputati -
e quindi non c'è nessun richiamo ai sindaci - siamo anche
cittadini e non vorremmo vedere tagliati alle nostre comunità 300
miliardi, che significano un quinto dei bilanci comunali.
Ciò significherà che, su cinque servizi di cui oggi noi fruiamo,
uno di questi necessariamente verrà tagliato. Noi oltre che come
parlamentari, a prescindere dall'opposizione, dalla minoranza,
come cittadini chiediamo che ciò venga preso in seria
considerazione.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, si rischia
evidentemente di essere ripetitivi ed io farò di tutto per non
esserlo.
Innanzitutto, mi avrebbe fatto piacere - credo non soltanto
a me - sentire il Presidente della Regione, dato che proprio lui
giorni fa ha annunciato, come ricordato da diversi colleghi che
mi hanno preceduto, che i comuni avranno più trasferimenti.
Si parlava, appunto, di cifre che volevano tutto sommato
dimostrare rispetto al pregresso, rispetto a quanto è stato
trasferito l'anno scorso, che quest'anno la Regione avrebbe
erogato maggiori trasferimenti. Perché dico questo? Perché la
mia convinzione è quella che c'è un Governo che vuole veramente
giocare solo sotto l'aspetto dell'effetto mediatico e non vuole,
invece, soffermarsi seriamente su quali sono le difficoltà che si
possono incontrare anche per far quadrare un bilancio, ci
mancherebbe altro Guai a non dare la giusta sensazione di uno
sforzo che, sicuramente, è uno sforzo che non merita molto
apprezzamento politico,ma sempre uno sforzo è.
Allora, prima considerazione: noi abbiamo dal punto di
vista dei numeri una reale difficoltà per quanto concerne i
trasferimenti ai Comuni e quest'anno trasferiremo da 250 a 300
miliardi in meno.
Seconda questione: non è opportuno affidare una questione,
peraltro così delicata, come quella del governo dei Comuni, ad
una entrata assolutamente incerta, così come hanno detto alcuni
colleghi.
Intanto c'è un principio di carattere generale: sulla
questione dell'incertezza delle entrata bisognerebbe operare
un'operazione-verità. Quindi, da questo punto di vista io credo
che vada sottolineato ulteriormente il fatto che non siamo
dinanzi ad uno sforzo serio che può vedere in futuro anche un
vero percorso di risanamento; siamo dinanzi ad una situazione in
cui ancora oggi noi vogliamo affidarci a questi aspetti a mio
avviso estremamente criticabili.
Terza questione: in questi mesi i Comuni hanno, volenti o
nolenti, aumentato le tasse; basti vedere (non so se ci sia un
monitoraggio fatto dall'Assessorato, ma credo di si) cosa è
successo, per esempio, sulla questione famosa dell'aliquota
IRPEF, sui quali molti sono intervenuti già per aumentarla.
C'è, dunque, un'esigenza sempre più pressante in termini di
entrate nei Comuni e c'è soprattutto, perché no, a volte
l'esigenza di intervenire per esempio sulle imposte, l'ICI per
tutte. Allora cosa stiamo dicendo? Dobbiamo dirlo traducendo in
termini politici; stiamo dicendo che questa ulteriore decisione
nel momento in cui sciaguratamente verrà presa comporterà volente
o nolente un ulteriore aumento della pressione fiscale sui
cittadini. Ed è chiaro che associato al fatto che noi in Sicilia
introduciamo un ticket odiosissimo per la verità e vogliamo
inserire anche il tributo ambientale, che è sostanzialmente una
tassa sulle reti metanifere, è inutile che ci prendiamo in giro,
tale aumento ce lo ritroveremo al momento di pagare le bollette
relative. Quindi, è inutile girarci attorno.
Non solo. In questo senso, mettiamo ulteriormente in
difficoltà i comuni. Non possiamo non considerare le
ripercussione sull'ente locale sia in Sicilia che nel resto
d'Italia. Il comune è un qualcosa che non possiamo considerare in
maniera sbadata, esso è l'elemento centrale di come evidentemente
si articola la nostra realtà, e non solo la nostra impostazione
anche democratica. Il problema dei comuni va visto secondo me
come una delle questioni fondamentali e centrali perchè ciò
significa soprattutto servizi e anche qualità della vita in
senso generale.
Allora, non si tratta, vedete, di un deputato X o del
problema di un rappresentante del centro-sinistra che si intesti
una battaglia; io credo debba essere consapevolezza di tutti i
colleghi che ci troviamo dinanzi ad una discussione delicata che
necessiterebbe da parte del Governo sicuramente una approfondita
riflessione.
E io mi permetto di suggerire all'assessore Pagano, dato che
non lo possiamo fare direttamente con il presidente della
regione - per la verità, dobbiamo essere sinceri, forse è la
terza volta che il presidente della Regione viene in Aula e
quindi dobbiamo riconoscergli la volontà di confrontarsi con
l'Aula - , però dico all'assessore Pagano di attivarla questa
riflessione perchè non è vero, dobbiamo essere sinceri, che c'è
un centro-sinistra che fa i calcoli sbagliati. La verità che
sappiamo tutti è che quest'anno non siamo in grado di assicurare
i giusti trasferimenti. Sarebbe opportuno una pausa di
riflessione dunque per vedere in che misura invece si può, da
questo punto di vista, sopperire a quanto non previsto in questo
bilancio.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'AQUINO, assessore per gli enti locali. Vorrei fare una
brevissima comunicazione. Siccome siamo stati chiamati in causa
anche per i trasferimenti e la certezza dei trasferimenti,
intanto devo dire che l'Assessorato degli enti locali ha già
trasferito i 2/12 come consentito dall'esercizio provvisorio ai
comuni; poi subito dopo l'approvazione della manovra di bilancio
darà una comunicazione su quelli che saranno i trasferimenti e
l'entità degli stessi in seno anche alla conferenza regionale per
l'autonomia locale che è prevista dalla finanziaria nei tempi
che nei modi e, quindi, per dare certezza, ripeto, dei
trasferimenti.
Per quanto riguarda invece le cifre all'esame del bilancio,
posso dire che questo bilancio ha previsto un appostamento di
1868 miliardi tra le somme stanziate ed i fondi globali. Credo
dunque che il Governo abbia dimostrato un'attenzione maggiore
rispetto agli anni precedenti e comprendiamo che quindi oggi sia
un problema dell'assessore per il bilancio e le finanze.
CAPODICASA. Allora se fa queste dichiarazioni non ha sentito
niente del dibattito
D'AQUINO. Credo sia nell'interesse di questo Governo
prevedere degli stanziamenti e dare una filosofia certa ai
comuni, al fine di porre l'attenzione sui loro problemi e sul
reperimento delle risorse.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, le somme appostate in negativo e riguardanti il
contenzioso con lo Stato, la cosiddetta legge Goria, rappresenta
una precisa volontà da parte di questo governo per recuperare
somme che sono tali dal 1988, ovviamente non ci illudiamo più di
tanto. Sappiamo che ci sarà un duro confronto con lo Stato, però
ci è sembrato giusto che per la prima volta dal 1988 la Regione
siciliana cercasse di recuperare delle somme; ovviamente queste
somme nulla hanno a che vedere - lo dico per l'economia del
dibattito complessivo onde evitare che poi si ritorni su questo
argomento - con tutto il contenzioso della legge Brancasi che
atteneva ad altre materie e ad altre somme di denaro.
CAPODICASA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Onorevole Capodicasa, noi non voteremo questi
emendamenti, non li voteremo perchè come ho già avuto modo di
dire poc'anzi, per intervenire nel senso desiderato dagli
emendamenti bisogna modificare la finanziaria. Pertanto, la
questione è da intendersi spostata alla finanziaria poichè se
votassimo gli emendamenti così come sono stati proposti essi
incrementerebbero l'unità previsionale di base relativamente a
tutte le altre voci paradossalmente fatte, ad eccezione di
quella... quindi li spostiamo alla finanziaria. Così resta
stabilito.
Comunico che sono stati presentati gli emendamenti 2.28 e
2.29 a firma dell'onorevole Formica. L'onorevole presentatore
non è in Aula, quindi gli emendamenti si intendono decaduti.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 2.35,
dell'onorevole Liotta, che riguarda la polizia municipale. Le
compensazioni devono intendersi riferite alle corrispondenti
unità previsionali di base dell'amministrazione di bilancio e
turismo. Preciso che l'emendamento è compensato, ma le
compensazioni vanno riferite alle corrispondenti unità
previsionali di base delle amministrazioni di bilancio e turismo.
LIOTTA. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LIOTTA. Signor Presidente, credo sia utile chiarire, visto che
il dibattito in Commissione ha evidenziato che l'Assessore per il
bilancio e le finanze non conosce tale materia avendo, fra
l'altro, appostato il capitolo solo per memoria. Credo sia utile
chiarire che stiamo parlando del 'Fondo miglioramento servizi
polizia municipale' e della'scuola regionale per la polizia
municipale'.
Per quanto riguarda la prima voce, il fondo miglioramento
servizi, non è affatto assimilabile alle altre voci di
miglioramento servizi che riguardano i dipendenti comunali;
trattandosi in questo caso di una indennità che riguarda
l'indennità di pubblica sicurezza e che viene percepita soltanto
da quegli agenti che hanno il ruolo di polizia e quindi un ruolo
di pubblica sicurezza; l'altra voce riguarda la scuola regionale.
Mentre negli anni questo Fondo ha avuto una posta di circa
25 miliardi, appena sufficiente a soddisfare il fabbisogno,
quest'anno era stata appostato per memoria, senza nessuno
stanziamento; un dibattito in Commissione ha fatto comprendere
l'errore, il gravissimo errore in cui stava incappando il Governo
penalizzando fortemente una categoria che ha un ruolo
fondamentale rispetto alla sicurezza dei cittadini.
Ebbene, il Governo dopo un paio di ore di ripensamento su
questa materia, ha appostato 21 miliardi, ma, badate bene, che
non si tratta di 21 miliardi appostati sul Fondo miglioramento
servizi, ma sull'intera unità previsionale di base che comprende
tanto il fondo miglioramento servizi quanto la scuola regionale
di polizia, che è stata già attivata - ricordiamolo - e con
grande pompa è stata inaugurata con centinaia di milioni di spesa
due anni fa. Noi abbiamo l'abitudine di inaugurare le cose in
pompa magna per poi lasciarle dei contenitori vuoti.
Ebbene, credo sia utile non soltanto il fondo miglioramento
servizi per l'indennità di pubblica sicurezza ma soprattutto
fornire gli strumenti per l'aggiornamento di questa categoria, e
quindi attivare realmente la scuola regionale di polizia
municipale.
Pertanto, la proposta qui avanzatta e che, badate bene, va
nella direzione indicata dall'assessore D'Aquino in commissione
di merito, in quanto l'assessore D'Aquino aveva approntato un
emendamento per 130 mila euro, circa 26 miliardi. Attualmente, vi
è un appostamento di 21 miliardi. Chiedo quindi all'assessore
D'Aquino di riprendere il suo emendamento presentato in
commissione di merito perché il mio, di fatto, non fa che
riportare gli stanziamenti dell'anno scorso.
PRESIDENTE. Il Governo fa sapere all'Aula che è contrario
all'emendamento e tuttavia ha già provveduto nella direzione
auspicata da lei e anche da altri colleghi con la legge
finanziaria.
Pertanto, onorevole Liotta , se lei ritiene di doverlo
mantenere lo pongo in votazione, altrimenti sembrerebbe che il
Governo abbia già affrontato la questione nel disegno di legge
finanziaria.
LIOTTA. Signor Presidente, per ritirare l'emendamento ho
bisogno di capire l'intendimento del Governo.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Onorevole
Liotta, non so se nel momento in cui abbiamo affrontato la
discussione in commissione lei era presente , ma mi pare proprio
di sì. Onorevole Liotta, se non ricordo male, lei era presente
pure in Commissione quando affrontammo l'argomento, ed in
quell'occasione all'unanimità fu appostata una somma pari a 21
miliardi, circa 11 milioni di euro.
CAPODICASA, relatore di minoranza. Compensata come?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. In quel
momento compensata con i fondi globali, però la materia è stata
oggetto di rivisitazione da parte del governo che ha presentato
un emendamento in legge finanziaria. Nella nuova legge
finanziaria troverete uno specifico articolo e, quindi, presumo
che il nostro dibattito per allora sarà anche articolato e verrà
ulteriormente approfondito. Abbiamo presentato quindi un
emendamento, ed in questo caso specifico, il parere del Governo è
ovviamente contrario.
LIOTTA. Dichiaro di mantenerlo.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, ricordo perfettamente il
dibattito che ci fu in commissione. Il Governo aveva presentato
il capitolo per memoria, c'era stato un emendamento presentato
dall'onorevole Liotta, si è sviluppata una discussione in
commissione e in quella occasione la commissione riuscì, sulla
base della disponibilità del governo, a trovare venti miliardi.
L'impegno del Governo era che in Aula, essendo insufficiente
quella somma - visto che c'era l'emendamento dell'assessore
D'Aquino con il quale si stanziavano 27 miliardi - avrebbe
predisposto un emendamento per portare i 20 miliardi a 27.
Stamattina apprendo invece che il Governo mantiene la
postazione di 20 miliardi sulla legge finanziaria, i quali sono
assolutamente insufficienti. Per cui, l'emendamento
dell'onorevole Liotta serve ad aumentare la postazione del
capitolo. Io non so se l'onorevole Liotta lo mantiene, ma penso
sia utile mantenerlo per andare incontro a quanto lo stesso
governo - in questo caso l'assessore D'Aquino, non l'assessore
Pagano - aveva detto in commissione di merito, e cioè che per
questo capitolo sono necessari complessivamente 27 miliardi di
lire.
CAPODICASA, relatore di minoranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA, relatore di minoranza. Signor Presidente, vorrei
essere rassicurato circa il fatto che l'assessore Pagano non
tenti di prendermi in giro o di prenderci in giro. Vorrei essere
rassicurato, perché più volte ho avuto questo dubbio. E siccome
in qualche caso, almeno che non gli si dia il beneficio della
buona fede, devo dedurne che ci prova anche in questo caso.
Vorrei capire quindi se le cose stanno così.
La sicurezza, che in qualche caso si tramuta in sicumera,
con cui fa le affermazioni riesce a convincere molti colleghi. Il
Governo ha dichiarato poco fa che i soldi per gli enti locali ci
sono, ha convinto, anche se l'onorevole Vicari giustamente è
stata prudente nel farsi convincere; ha convinto l'Assessore per
gli enti Locali, il quale ha detto che i soldi ci sono. Io ho il
bozzone in mano e vedo che al capitolo 183303 dell'Allegato
tecnico, per i comuni vengono stanziati 619 milioni di euro,
mentre per le province vengono stanziati, al capitolo 183304, 154
milioni di euro.
E' esattamente la cifra che noi denunciamo, cioè 1500
miliardi non 1860 miliardi, onorevole D'Aquino. I 306 miliardi
di lire, l'Assessore li stanzia sui fondi negativi e siccome
l'onorevole Vicari è abbastanza esperta ha capito il trucco dove
sta e fa una controproposta. Dice "il fondo negativo appostiamolo
su servizi non necessari ma per i comuni inseriamo una fonte di
finanziamento certa".
Sono d'accordo con la proposta dell'onorevole Vicari; quando
arriveremo a discutere in finanziaria dell'argomento, siccome la
trovo molto sensata, quella è la proposta su cui ci attesteremo.
Ma adesso l'onorevole Pagano ci dice che in Finanziaria il
problema è stato risolto con il fondo per il miglioramento
servizi per la Polizia municipale e per la scuola di formazione.
Onorevole Pagano, mi convinca che non sta tentando di
prenderci in giro. Qui c'è la Finanziaria e mi dica in quale
parte della Finanziaria sono messi questi soldi. Io non li trovo.
Ho fatto una rapida scorsa dei fondi globali.
Vero è che lei in Commissione Bilacio si era impegnato a
porre questi fondi in una maniera che io considero scandalosa - e
questo aspetto lo discuteremo in Aula, cioè caricando, onorevole
Vicari, ancora sul fondo dei comuni - che è stato decurtato di
300 miliardi - i fondi per il miglioramento dei servizi della
Polizia municipale e la scuola di formazione.
Quindi non c'è niente di nuovo, con questa operazione viene
vincolata una quota di 21 miliardi dei 1500 circa che sono stati
appostati per destinarli al fondo, ma verranno meno ai comuni per
altra via. Non è un fondo in più.
Allora già questa sarebbe un'operazione scandalosa ma se poi
ancora neanche questa è stata fatta e l'Assessore ci dice che i
fondi globali... almeno che l'intenzione del Governo non sia
quella di proporre con apposito emendamento nella legge
Finanziaria l'incremento; c'è l'emendamento ma non come ha
affermato l'assessore Pagano che già questa cifra è nella
Finanziaria Ancora non siamo neanche al testo esitato dalla
Commissione, siamo a livello di emendamento. Quindi, non si dica,
affermando con sicurezza, che i soldi ci sono, sì c'è un
emendamento del Governo che discuteremo quando poi arriveremo a
trattare l'argomento in sede di Finanziaria.
Signor Presidente, dico che se poniamo in votazione questo
emendamento facciamo un errore perché esso ancora non risulta.
Vorrei aggiungere, presidente, che ad oggi, e la prego di
intervenire, noi non abbiamo a disposizione gli emendamenti alla
Finanziaria. Quindi, adesso non sono in grado di verificare se
l'emendamento c'è o non c'è. Allora, nell'attesa, credo sia
preferibile accantonarlo. Del resto, se poi l'argomento verrà
affrontato in finanziaria, questo decade automaticamente.
PRESIDENTE. Onorevole Capodicasa, solo per precisare che gli
emendamenti alla finanziaria sono già in distribuzione da tempo.
E' possibile reperirli, gli uffici mi dicono che sono già in
distribuzione da qualche tempo.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, sono particolarmente dispiaciuto, nel prendere la
parola in questo frangente, perché le parole che ha usato
l'onorevole Capodicasa non attengono al suo stile. Ormai lo
conosciamo da sei anni e sappiamo che mediamente non si è mai
espresso in questi termini.
CAPODICASA. Si chieda perché lo faccio oggi, Assessore.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Credo che sia
giustificabile un certo nervosismo dell'onorevole Capodicasa,
visto che lo stile non è il suo.
Nel momento stesso in cui il governo si è pronunciato in una
certa maniera ed i numeri sono quelli che ha dato l'onorevole
Vicari poc'anzi, circa le somme da dare agli enti locali, e le
cifre coincidono perfettamente con quelle che diceva lei,
onorevole Capodicasa, perché ai 773 milioni di euro, che lei ha
scovato nel bilancio, deve aggiungere i fondi globali.
Pertanto, continuiamo ad incartarci su una problematica che
è stata più volte chiarita dal governo. Presumo quindi che il suo
intervento sia pretestuoso perché dopo averla chiarito uno, due,
tre, cinque volte in Commissione, a livello personale, in Aula, e
si continua a tirare fuori l'argomento, è chiaro che, a questo
punto, siamo ad un livello di pretestuosità e noi ne prendiamo
atto.
Su questo argomento il governo non è più disponibile a
prendere la parola perché è stato già chiarito.
Per quanto riguarda i 21 miliardi il livello di discussione
che c'è stato in Commissione è stato civilissimo. Abbiamo
spiegato che i 21 miliardi venivano appostati ed in quel momento
sarebbero stati prelevati dai fondi globali. Successivamente,
con una politica che abbiamo ritenuto lungimirante, abbiamo
presentato un emendamento che non sono disponibile a commentare
in questo momento per il semplice motivo che sicuramente dopo ci
sarà un dibattito ardito, oserei dire. Mi rendo conto infatti che
in finanziaria quello che stiamo vedendo oggi saranno quisquilie
e quindi aspetto quel momento per confrontarci serenamente,
onorevole Capodicasa.
CAPODICASA. Lei ci annuncia l'emendamento?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. In questo
momento, annuncio che esiste un provvedimento legislativo che non
soltanto fa chiarezza in materia, visto che ogni anno succede
sempre la solita querelle, che non va a penalizzare la cifra di
21 miliardi e nessuno degli addetti ai lavori, né gli enti
locali, né i vigili, e soprattutto oggi, in questo momento
storico, non sono disponibile ad aprire il dibattito.
Quindi, il parere del governo è contrario.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, in premessa voglio dire
all'Assemblea e soprattutto ai colleghi che sono intervenuti
sulla finanza locale che farò premura a me stesso di portare al
rendiconto dell'Assemblea per fare leggere qual è stato il mio
intervento e quali erano le intenzioni riguardo alla finanza
locale, dove non ho parlato di trasferimenti ma ho parlato di
criteri e dove ribadisco, rispetto all'intervento che ho fatto,
che i trasferimenti certamente non sono quelli che serviranno ai
comuni, serviranno molti denari in più.
Quindi, inviterei i colleghi a stare magari più attenti in
Aula ed a seguire il dibattito sotto il profilo politico,
altrimenti non riusciremo a difendere questo governo da attacchi
demagogici che avvengono in quest'Aula.
Rispetto all'emendamento del Fondo miglioramento dei
servizi, in particolare questo della Polizia municipale, io
ritengo che quello che è stato concordato in Commissione, sia
dalla maggioranza che dall'opposizione, il governo porterà a
termine quello che è stato l'impegno preciso, anche
sull'appostazione in bilancio e, oltre a fare atto di fede, non
me ne voglia nessuno, al governo, sono certo che l'assessore
Pagano gli impegni presi li sa anche mantenere.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, Presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.35. Chi è
contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa alla rubrica "Enti locali". Comunico che sono stati
presentati gli emendamenti 2.30, 2.31, 2.32, 2.33 e 2.34.
Desidero precisare che gli emendamenti sono stati formulati
ai capitoli, così come accadeva in precedenza. Invece si
intendono presentati alle unità previsionali di base, nel qual
caso il voto alle unità previsionali di base è unico e pertanto
la Presidenza porrà in votazione l'emendamento 2.30 che è quello
che assorbe i successivi. L'importo tra l'altro è quello maggiore
e, pertanto, va ad incrementare l'unità previsionale di base
3.2.1.3.5 - lotta alla mafia, nel caso in cui passasse, di 500
mila euro.
LIOTTA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LIOTTA. Quando vi sono più emendamenti, anche nel precedente
metodo quando vi erano più emendamenti che potevano essere
accorpati in un unico emendamento, il riassorbimento era un fatto
naturale.
In questo caso, signor Presidente, l'esplicitazione del
capitolo è soltanto indicativa. Lei potrà vedere che negli
emendamenti, così come sono stati presentati, sono indicate le
unità previsionali di base e quindi non credo che possano essere
votati accorpati, perché ciascun emendamento è un emendamento
all'unità previsionale di base. Può passare uno di questi
emendamenti e non passare gli altri. Non è detto che debbano
essere considerati in maniera accorpata.
Soltanto un rilievo tecnico, signor Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Liotta, tutti gli emendamenti presentati
sono riferiti all'unità previsionale di base 3.2.1.3.5 e sono di
entità diversa. Intendo dire che mettendo in votazione
l'emendamento 2.30, che è di 500 migliaia di euro, si
ricomprendono tutti...
LIOTTA. Solo nel caso in cui venisse approvato.
PRESIDENTE. Certo, onorevole Liotta. Nel caso non dovesse
essere approvato si passa agli altri, ovviamente, perché la somma
degli altri è comunque inferiore a 500 mila euro. Questo
intendevo dire.
FORGIONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sostegno sia
l'emendamento degli onorevoli Speziale e Capodicasa che quelli
predisposti assieme e firmati dall'onorevole Liotta.
Quindi sostanzialmente espongo gli emendamenti
dell'onorevole Liotta.
Si ripropone un tema che abbiamo già affrontato in sede di
variazione di bilancio e che mi fanno dire - a differenza
dell'onorevole Mancuso - che non ci può essere alcun atto di fede
verso il Governo e verso questo assessore.
Già allora affrontammo il finanziamento alle associazioni
antimafia e se ricordate bene un mio ordine del giorno ed alcuni
emendamenti allora furono bloccati dalla Presidenza
dell'Assemblea su richiesta del Governo e rinviati in sede di
bilancio e di finanziaria dove avremmo dovuto affrontare le
questioni che lì si ponevano.
Noi oggi in sede di bilancio ci troviamo un rifinanziamento,
devo dire striminzito, alle associazioni ed alle fondazioni
antimafia senza che il Governo, come si era impegnato ormai
diversi mesi fa, abbia predisposto a distanza di tre anni, due
anni e mezzo, dall'approvazione della legge, il regolamento
attuativo per il finanziamento delle stesse associazioni.
Ora, non venga a dirmi un assessore 'pinocchietto', a questo
punto, che rifaremo il regolamento tra quattro mesi, perché
quattro mesi fa mi avete detto: predisponiamo il regolamento per
il finanziamento e lo portiamo al momento della discussione del
bilancio e della finanziaria.
Ora ci siamo e vediamo cosa dichiara lo stesso assessore
che quattro mesi fa mi disse che noi continuiamo a dare soldi
senza avere i vincoli previsti dalla legge di due anni e mezzo
fa, cioé che finanziamo le associazioni antimafia sulla base del
loro programma di attività rendicontato per vincolarli ad
un'azione antimafia e non sulla base del nome che portano
all'atto istitutivo delle loro legge che non c'é più perché noi
abbiamo delegificato e rilegiferato.
Detto questo, spero che il Governo sappia dire qualcosa,
inviterei la Presidenza a bloccare la supponenza dell'assessore.
L'assessore non può venire in Parlamento a dire "io, da questo
momento non parlo più e non mi confronto.". E' un parlamentare,
abbia rispetto per il Parlamento e abbia rispetto anche di sè
stesso visto che quattro mesi fa si era impegnato a portare in
questa sede il Regolamento.
Ora, Signor Presidente, per entrare nel merito delle
questioni e degli emendamenti da noi proposti - e mi dispiace che
non é c'é il Presidente della Regione qui presente - vorrei
porre alcune questioni al Governo e anche al Presidente della
Regione.
Abbiamo svincolato la legislazione antimafia regionale dalla
legislazione nazionale e abbiamo istituito un fondo autonomo anti
usura che viene utilizzato autonomamente dalla Regione e non a
completamento della legislazione nazionale, a integrazione,
com'era la precedente legge.
Possiamo tenere dunque un fondo anti usura con la cifra che
é stabilita lì sul bilancio e non viene aumentata di una lira?
Secondo me é sbagliato perché vuol dire che non vogliamo
utilizzare questo fondo se prevediamo 200 milioni.
Abbiamo deciso con una legge, tutti insieme, di dare
incentivi per sistemi elettronici di controllo a quegli
imprenditori che abbiano già fatto denunce per aver subito
minacce dal racket e dal pizzo e, poi, mettiamo a loro
disposizione 100 milioni.
Praticamente diamo il finanziamento a un solo imprenditore
che voglia metter un sistema di video-controllo nelle propria
azienda.
Abbiamo previsto una legge che dà contributi agli esercenti,
agli imprenditori, alle vittime del racket, dell'usura ma anche
di altre forme di criminalità. Cioè abbiamo esteso con la nostra
legge il concetto di vittime della mafia a vittime della
criminalità, con una visione estensiva, e non gli diamo,
praticamente, niente
Abbiano istituito il fondo per la parte civile con una
legge, salutata da tutti come una legge positiva, noi sappiamo
quant'é importante il fondo per le parti civili e dato che solo
da tre anni ...
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi lasciamo concludere l'onorevole
Forgione.
FORGIONE.... capisco che non si discute del finanziamento a
qualche ente locale Abbiamo istituito il fondo anti usura e solo
da un anno e mezzo funziona il fondo delle parti civili, il
Regolamento attuativo, che é stato discusso, ridiscusso nella
Commissione Antimafia, in incontri con le associazioni, con gli
avvocati, quel fondo, finalmente, ora, é accessibile.
Ma, nel momento in cui é accessibile, sappiamo che quel
fondo va alimentato e noi, qui, mettiamo una cifra irrisoria A
dire il vero su questo capitolo avrei voluto ascoltare anche il
Presidente della Commissione regionale Antimafia.
Questo Governo, infatti, può anche decidere, ha già deciso
di smantellarlo di fatto l'Ufficio Antimafia, lo ha spostato
dalla Presidenza alla Presidenza della Regione, ora agli Enti
locali, tra un po può anche decidere di trasferirlo all'ESA.
Quella legge antimafia non viene usata, ed io inviterei
i colleghi che l'hanno votata all'unanimità, con tanto di
dichiarazioni in pompa magna sul suo valore per questa Regione,
se decidiamo di renderla efficace, non solo ad attivarsi per
rendere efficace l'Ufficio Antimafia - e attualmente non lo é -
ma dobbiamo fare anche i regolamenti attuativi, che il Governo
non ha fatto; dobbiamo alimentare le risorse e in questo
bilancio non vengono alimentate.
Chiedo, dunque, al Governo di mandare un segnale. Abbiamo
istituito l'Ufficio per la trasparenza e non gli abbiamo dato i
soldi. Vedremo in finanziaria, l'assessore "Pinocchietto", cosa
ci proporrà, visto che é stato rinviato alla finanziaria
Mi avete detto quattro mesi fa che vi sareste presentati
qui, in Aula, in questo momento con il Regolamento e il
Regolamento non c'é. Io che ho tanto rispetto per i credenti da
laico, però, non posso avere fede cieca alcuna per questo Governo
e per questo assessore, ma almeno dateci risposte, quelle sì
credibili, e quando ce le date supportatele con i numeri, non con
atti di fede ad un assessore che fin'ora non credo li meriti.
CAPODICASA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per illustrare il mio emendamento, in quanto non lo avevo ancora
fatto.
L'emendamento che prevede un incremento di 500 mila euro,
pari a poco meno di un miliardo, è in aggiunta ai 500 mila euro
che la Commissione aveva già aggiunto alla previsione originaria
del bozzone e c'è una ragione per la quale lo
riproponiamo.
Io sono un modesto cultore delle dichiarazioni del
Presidente della Regione che conservo gelosamente. In una
iniziativa pubblica il Presidente ha dichiarato che lo sviluppo
della Regione non può essere scisso da esigenze di legalità, deve
intensificarsi la lotta alla mafia, si devono costruire i presidi
necessari a chè il fenomeno venga combattuto, mostrando di
condividere così la preoccupazione diffusa in materia, non solo
in ambito politico ma anche della Magistratura.
Ovviamente noi chiediamo una coerenza tra le parole e i
fatti. L'altro giorno, nell'iniziativa tenuta dalla
Confindustria, il Ministro Miccichè, diffondendosi largamente
sulla materia relativa al Mezzoggiorno e alla Sicilia e
sostenendo tesi non condivisibilli, non fondate giuridicamente -
ma questo è tema che affronteremo in altro momento - a
proposito della lotta alla mafia ha detto 'basta noi non possiamo
associare all'immagine della Sicilia, sempre e comunque,
l'immagine di una Regione in preda alla criminalità
organizzata'. A suo dire, infatti, non si può vendere un prodotto
parlandone male.
A parte la tesi aberrante che parlare di lotta alla mafia e
della mafia che c'è significa parlare male della Sicilia che,
come sappiamo, è altra cosa dalla mafia per cui è
discutibilissima la tesi dell'onorevole Miccichè, però tutto
torna nel caso in cui, per evitare che un'immagine negativa si
proietti sulla Sicilia, ci adoperiamo a mettere le istituzioni
schierate in questa battaglia in modo netto.
Cosa può dunque fare la Regione, non avendo alcuna
possibilità di intervenire sull'attività repressiva,compito dello
Stato e della Magistratura? Può svolgere compiti di carattere
educativo, intervenendo nelle scuole con propri finanziamenti
- un ruolo pedagogico, appunto, direbbe l'assessore Pagano -
interventi per il sostegno alle imprese e alle attività, anche di
carattere commerciale, prese di mira dal racket, il sostegno alle
parti civili, il sostegno e i contributi a coloro i quali,
vittime della criminalità mafiosa, hanno bisogno di sentire le
istituzioni vicine.
Non è possibile che per una miseria di un miliardo in un
bilancio da 28 mila miliardi noi diamo un segnale in
controtendenza. Onorevole assessore, basterebbe chiedere alla
struttura istituita a norma della legge numero 20 del 1999, cioè
la legge antiracket, una semplice telefonata e i pregevoli
funzionari che svolgono questo compito le diranno che non ci sono
i fondi per le parti civili che possono essere coperti con questo
stanziamento con un massimo del quaranta per cento sul totale.
I fondi per le associazioni, che sono il presidio che
abbiamo voluto proprio perché fondato sul volontariato per
sollecitare la società civile ad essere attiva in questo campo,
non basteranno a tenerle in vita.
Non ci sono i fondi per dare copertura - l'onorevole
Forgione diceva bene - i cinquantaduemila euro previsti sono
pochi spiccioli per reintegrare le vittime della criminalità
mafiosa e del racket che in Sicilia, come sappiamo, non sono una
eccezione, ma purtroppo una regola.
E' per un miliardo che apriamo questo contenzioso, diamo
questo segnale in controtendenza? Io credo che il buonsenso possa
suggerirci di accettare un emendamento il cui massimo di
previsione é quello di cinquecentomila euro, ve ne sono perfino,
di importo inferiore e avrebbe un valore non solo di merito, ma
anche un valore emblematico che, nella attuale situazione della
nostra Regione, a mio parere, non guasta.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho apprezzato
molto le parlo dell'onorevole Capodicasa che mi facilito il
compito, nel senso che vorrei sottolineare l'importanza di un
investimento di tal tipo.
Dobbiamo, non solo declamare la lotta alla mafia e fare ogni
giorno il nostro dovere, nel momento in cui espletiamo funzioni
delicate, ma anche concorrere ad investire una certa somma da
parte della Regione siciliana per operare una lotta alla mafia -
come diceva l'onorevole Capodicasa - non solo in senso
repressivo, ma per fare in modo, appunto, che realmente ci sia,
nel corso di alcuni anni, un innalzamento reale della coscienza
democratica dei nostri ragazzi e, per sconfiggere quindi la
cultura mafiosa che ancora pervade molta parte della nostra
società.
In un ambito così convulso della discussione su un bilancio
di questo tipo, così impostato, può sembrare un argomento ovvio.
A me non sembra, però un argomento ovvio, perché dei pochi soldi
che stiamo, noi tutti destinando, qui ci assumiamo la
responsabilità alla pari.
In questo caso la lotta alla mafia non ha colore. Ci
assumiamo tutti la responsabilità di mettere qualcosa non in più,
di mettere quanto é giusto perché la Regione assuma, per
esempio, i figli delle vittime cadute per mano mafiosa; ciò che
abbiamo deciso in quella legge che, tutto sommato, ha messo la
Regione siciliana nelle condizioni di avere una legislazione
avanzata, rispondente alle sue esigenze reali.
Adesso dobbiamo soffermarci un po' di più su questo
argomento. Abbiamo fatto una discreta legge e tutti ne siamo
convinti. Ricordo che la legge n. 51, emanata dall'Assemblea
dopo l'uccisione di Pier Santi Mattarella - se non erro - fu un
momento di grande evoluzione dal punto di vista culturale ed
anche politico. Si intuì una cosa facilmente intuibile e cioè la
lotta alla mafia, partendo dall'innalzamento della coscienza
democratica fino ad arrivare alla cultura antimafiosa.
E' strano perché non stiamo parlando di secoli fa, però
quella fu una legge, la legge 51, che permise proprio di entrare
nelle scuole, di entrare anche, sopratutto, in alcune realtà
associazionistiche o meno della nostra Sicilia per cercare di
sviluppare proprio gli argomenti relativi alla lotta alla mafia
di tipo culturale.
Vedete, non è vero che, da questo punto di vista,
siamo stati all'altezza del compito che, tutto sommato, i
siciliani aspettano che noi svolgiamo con estrema attenzione e
con estrema capacità. C'è molto da fare e il fatto che
continuiamo a pensare che questo Governo cominci a pensare che si
può solo declamare e che non si può, invece, intraprendere un
forte e massiccio impegno per far sì che quanto previsto nella
nostra legislazione sia attuato, guardate, è un fatto che
dobbiamo assolutamente sottolineare, perché oggi, in questo
momento, dobbiamo superare tale visione, assolutamente
superficiale e minimale dell'argomento.
Non dobbiamo stupirci se poi anche nel nostro linguaggio -
io dico nostro, capite perché anche per una n questione di stile
di delicatezza - spesso e volentieri si affacciano termini
assolutamente impropri, fuori dalla logica di chi riveste
funzioni importanti - quindi non voglio tirare dentro,
assolutamente, alcun argomento - ma è frutto anche di questo
mancato investimento.
Dobbiamo una buona volta deciderci Io credo che
l'emendamento non sia in grado, di per sè con quanto prevede, di
affrontare alla grande questa questione però è un momento
importante, dove ci stiamo soffermando a riflettere, che potrebbe
permettere di dare unitariamente un segnale ai siciliani, a
coloro che credono che la lotta alla mafia, non sia solo da
svolgere con la nostra solidarietà ai magistrati ma,soprattutto,
parta dalle sedi istituzionali, parta dalle sedi parlamentari,
parta dall'Assemblea regionale siciliana un segnale che potrebbe,
perchè no, concorrere a fare in modo che i nostri ragazzi possano
crescere con quella cultura che tutti speriamo.
RAITI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAITI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò brevissimo
in questa materia perché ritengo che ci troviamo ad affrontare un
emendamento che non ha carattere assolutamente fondamentale nei
ragionamenti che noi abbiamo fatto e che dovremmo fare in
relazione al pericolo di infiltrazioni mafiose nella Pubblica
Amministrazione o, comunque, nella società siciliana.
Qui ritengo che stiamo affrontando un argomento e un
emendamento che per l'importo della cifra avente ad oggetto e in
relazione alla legge che si va a rifinanziare o comunque ad
impinguarne il finanziamento, ha un valore soprattutto simbolico,
o come è solito denominarlo il nostro Assessore Pagano, è un atto
di formazione pedagogica.
Questo è l'argomento che l'assessore Pagano dice, di fatti
noi dovremmo porci nelle condizioni di dire che qui non si
affronta assolutamente muro contro muro il ragionamento da
opposizione a minoranza, ma, con un emendamento che prevede un
aumento di 500 migliaia di euro nella sostanza, non stiamo
facendo altro che dare il segnale di una sensibilità a tutti
coloro che costantemente quotidianamente, sono costretti ad
affrontare fenomeni delinquenziali, dicendo che la Regione
siciliana è a loro fianco, dicendo che la Regione siciliana e lo
Stato nel suo complesso capiscono quei problemi e sono al fianco
di quei cittadini che si ribellano alle attività criminali e
delinquenziali in quanto tali.
Perché andando ad impinguare con una somma, che ritengo
modesta tra l'altro, i capitoli che fanno riferimento alla lotta
all'usura, all'antiracket alla costituzione di parte civile, a
tutto il resto, non stiamo dando un segnale pedagogico.
Noi stiamo dicendo 'badate bene che questo tipo di vostra
resistenza sul campo alle attività delinquenziali la
condividiamo,la sosteniamo e per questo, pur trovandoci in una
situazione di complessiva di coperta corta, di fondo a
disposizione minimo, comunque vi diamo un segnale e io ritengo
che questa Assemblea non può fare da meno di dare questo segnale
a tutti i cittadini che ogni giorno sono costretti a lottare
sulla linea del Piave contro la criminalità organizzata.
E' un segnale minimo ma questo minimo segnale dobbiamo
darlo, altrimenti passa il segnale opposto, cioè a dire quello
che l'Assemblea e lo Stato, in quanto tale, sottacciono la
emergenza criminalità e non sono a fianco dei cittadini onesti
che vogliono vivere rispettando le regole essendo rispettati e
tutelati dallo Stato; noi questo non lo possiamo permettere e
immaginarsi se possiamo dare un segnale di questo per una somma
così poco cospicua
ROTELLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
ROTELLA. Signor Presidente onorevoli colleghi, io ho la
sensazione che su un argomento serio si sta scherzando, un
argomento come questo io credo che merita ben oltre quello che
viene proposto in questo emendamento, perchè ritenere - così come
pare di aver capito - che sconfiggere la mafia costi 500 mila
euro, io dico mettiamoci 1 milione così abbiamo la certezza che
la sconfiggiamo, ma che non cresce più.
Oppure se non sarebbe il caso invece su un argomento così
serio e delicato di fare qualche approfondimento e che questa
Assemblea senza colorire questa questione.
Un' altra cosa che non capisco, infatti, è come si fa,
rispetto ad una vicenda, onorevole Forgione, così seria e
delicata, a dare un colore politico tra chi vuole e tra chi non
vuole? Come si fa, onorevole Capodicasa, a prendere una
dichiarazione ed utilizzarla in maniera così strumentale, dicendo
che chi rivendica il diritto di non assegnare alla Sicilia il
primato di regione mafiosa in qualche modo vuole ribadire non so
quale concetto misterioso o quale sospetto?
CAPODICASA. Lei ha capito fischi per fiaschi.
ROTELLA. Onorevole Capodicasa, io le ricordo che lei
Presidente della Regione ed il sottoscritto assessore al turismo
facemmo una battaglia per assegnare il primato invece di una
Regione che va oltre il concetto della Regione mafiosa, perché la
sicurezza è un problema serio che appartiene agli investimenti in
questa nostra regione, che appartiene ad una cultura e la lotta
alla mafia è una cosa che va conseguita con una strategia ben
precisa e con interventi anche economici, se servono, e io le
dico, per quanto mi riguarda e per quanto riguarda il mio gruppo,
che sono disponibile a trovare forme di investimento più
significative rispetto a quelle che vengono appostate in questo
emendamento, però nessuno può consentirsi il lusso di utilizzare
500 mila euro per fare una battaglia tra chi è a favore e chi è
contro perchè non è così.
Noi vogliamo sconfiggere e dare un contributo per
sconfiggere questo fenomeno che è la mafia, grande problema di
questa Regione, ma questo lo possiamo realizzare se tutti
assieme, Governo, Assemblea, forze politiche, facciamo quadrato
su un problema che non può appartenere a questo o a quell'altro
partito.
Quindi per quanto mi riguarda, abbiamo già espresso il
nostro giudizio, onorevole Capodicasa, in Commissione Bilancio
quando affrontammo l'argomento; la Commissione Bilancio si
espresse favorevolmente a favore di questa iniziativa, ma credo
che questa iniziativa, ahimè non sarà sufficiente, non sarà
sufficiente solo consolare le vittime della mafia, sarà
necessario invece utilizzare interventi più radicali e più
sostanziali per cercare veramente di dare una risposta a questo
nostro territorio.
INCARDONA, presidente della Commissione Antimafia. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INCARDONA, presidente della Commissione Antimafia. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, intervengo perchè l'argomento che
questo emendamento ha posto all'attenzione dell'Aula interessa
non solo questo Parlamento ma la Sicilia e poi in particolare la
Commissione Antimafia che io presiedo.
Non vi è dubbio che ci sono molte questioni sul tappeto che
attendono di trovare applicazione e risoluzione: mi riferisco
soprattutto alla legge che quest'Aula ha votato negli anni
passati e che ancora non ha trovato piena applicazione. Ma c'è
anche un problema legato ad una scarsa sensibilità che hanno
mostrato le province regionali nel momento in cui è stato loro
chiesto di istituire gli uffici periferici nelle nove province.
Ad oggi mi risulta che nessuna delle province abbia
provveduto, per cui io rivolgo un appello anche al Presidente
della Regione, all'onorevole Salvatore Cuffaro, affinchè dia
imput alle province perchè quella legge trovi finalmente
applicazione. Essa infatti, come diceva poco fa qualcuno che mi
ha preceduto, è una legge che pone questa Regione in uno stato
avanzato, in una legislazione veramente all'avanguardia, una
legislazione che merita di trovare applicazione nel nostro
territorio, nell'intera Isola; ecco perchè mi sento di rivolgere
questo appello.
Inoltre io appongo la mia firma all'emendamento presentato
dagli altri deputati.
PRESIDENTE. Prego gli uffici di prendere atto che l'onorevole
Incardona intende apporre la propria firma agli emendamenti
numeri 2.30, 2.31, 2.32, 2.33 e 2.34.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, chiederei di accantonare l'emendamento per il
momento.
PRESIDENTE. Anche gli onorevoli Oddo, Raiti, De Benedictis,
Borzacchelli, Ferro chiedono di apporre la loro firma.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento è accantonato.
Presidenza del vicepresidente Fleres
La seduta è rinviata ad oggi, lunedì 11 marzo, alle ore
16,00, con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO DELLE MOZIONI:
N. 96 - Iniziative per fronteggiare la grave situazione
sanitaria del Siracusano.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- la provincia di Siracusa è stata esclusa, nei
programmi del Ministero della Salute, dalla
costituzione di un polo sanitario di eccellenza per
le cure delle patologie (tumori e malformazioni
neonatali) derivanti dalla presenza dell'area
petrolchimica Augusta-Priolo-Melilli;
PRESO ATTO che nei programmi del Ministero rientra invece la
realizzazione di poli di eccellenza solamente a
Catania, Messina e Palermo,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ed, in particolare
L'ASSESSORE PER LA SANITA'
ad intervenire per sollecitare il Ministro della
Salute ad avviare un processo che:
- riconosca le peculiarità e la drammaticità della
situazione sanitaria di Siracusa, dovuta alla
presenza di un'area ad alto rischio ambientale (Polo
petrolchimico più grande d'Europa);
- promuova nell'immediato un'integrazione delle
strutture sanitarie della provincia di Siracusa con
uno dei poli di eccellenza (per es. Catania-sede
universitaria) attraverso la costituzione di un
consorzio che valorizzi al massimo la realtà
sanitaria siracusa;
- preveda, magari in tempi successivi e
razionalizzando le risorse sanitarie, il
completamento di tale processo con l'istituzione di
un eventuale 4 polo di eccellenza anche a Siracusa.
(8 marzo 2002)
SBONA - MANCUSO - BURGARETTA -
FRANCHINA
N. 97 - Piena applicazione della legge n. 185 del 1990 in
materia di esportazione di armi.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
CONSIDERATO che:
- la legge n. 185 del 1990 vieta di inviare armi a
dittatori e nazioni in guerra e che non rispettano
i diritti umani;
- tale legge è stata una grande conquista civile
voluta dalle associazioni pacifiste e di solidarietà
internazionale;
- la legge in questione consente una verifica della
destinazione finale delle armi inviate, evitando
'triangolazioni';
- la 185 fa tesoro delle indagini della magistratura
e pone rigorosi controlli sull'utente finale del
sistema d'armi venduto, evitando quelle
triangolazioni che hanno reso tristemente famoso il
'made in Italy' bellico prima del 1990;
- la normativa italiana, sebbene disattesa sotto
certi aspetti, rappresenta un modello nel panorama
europeo ed internazionale per l'importanza che
attribuisce al rispetto e alla promozione dei
diritti umani e alla prevenzione dei conflitti;
RILEVATO che:
- è stato approvato con esito favorevole nelle
commissioni riunite Esteri e Difesa il disegno di
legge n. 1927, per la ratifica ed esecuzione
dell'accordo quadro relativo alle misure per
facilitare la ristrutturazione e le attività per la
difesa europea;
- il disegno di legge in questione comporta
emendamenti alla legge n. 185 sulla trasparenza e il
controllo del commercio di armi, e ne andrà ad
intaccare i punti qualificanti, favorendo
l'esportazione di armi e diminuendo i controlli;
- tale disegno di legge toglie al Parlamento
italiano buona parte dei suoi poteri di controllo
sul traffico delle armi, neutralizzando la parte
qualificante della legge n. 185 del 1990;
- un grido d'allarme è stato lanciato nei giorni
scorsi dalle organizzazioni pacifiste, determinando
una vera e propria mobilitazione a sostegno della
legge n. 185 del 1990, che ha coinvolto società
civile, intellettuali e personaggi dello spettacolo;
PRESO ATTO che:
- la modifica principale del disegno di legge
consiste nell'introduzione di un nuovo tipo di
autorizzazione alle esportazioni di armamenti,(la
cosiddetta autorizzazione globale di progetto) che
introduce procedure semplificate per tutte le
esportazioni effettuate nel quadro di programmi di
coproduzione svolti con paesi UE o Nato;
- con l'introduzione dell'autorizzazione globale
scompaiono i riferimenti (nella domanda di
autorizzazione all'esportazione) al numero di pezzi,
al valore, al destinatario finale, alle
intermediazioni finanziarie, sia per i pezzi e
componenti esportati che per il prodotto finale;
- scomparirà il sistema di controlli previsto per le
normali esportazioni;
- tali esportazioni saranno esenti dai controlli
bancari, e non verrà richiesto né il certificato di
arrivo a destino, né il certificato di uso finale;
- informazioni, procedure e controlli saranno
drasticamente ridotti non solo per i singoli pezzi e
componenti esportati, ma anche per i prodotti
finiti, sia per quanto riguarda gli scambi tra i
paesi Nato e UE, sia nel caso di esportazioni a
paesi terzi o a privati, del materiale coprodotto
dall'Italia ed assemblato in un paese partner;
- il Governo chiede di essere informato solo sulla
destinazione intermedia e non su quella finale del
materiale coprodotto, legittimando di fatto la
'triangolazione';
RITENUTO che:
- in un periodo storico come quello attuale la corsa
a strumenti di distruzione di masse è divenuta la
strategia qualificante di numerose organizzazioni
criminali;
- i conflitti che infiammano le diverse parti del
globo e che vedono coinvolte le popolazioni civili
sono sempre più numerosi, causando ogni giorno
migliaia di vittime innocenti;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad intervenire presso il Governo nazionale per
chiedere la piena applicazione e la valorizzazione
delle misure di trasparenza e dei divieti di
esportazione verso quei paesi in cui le armi e
le tecnologie militari potrebbero essere utilizzate
per consentire massicci abusi di diritti umani, e di
farsi portavoce presso gli altri Paesi europei della
necessità di una maggiore severità nel controllo
dell'export delle proprie armi, di una maggiore
prevenzione dei conflitti e per il disarmo.
(8 marzo 2002)
MORINELLO - FERRO - RAITI
ORLANDO - MICCICHE'
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2002 e bilancio pluriennale per il triennio
2002-2004." (NN. 297-299/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on.le Antonino Croce
Relatore di minoranza: on.le Angelo Capodicasa
2) "Legge finanziaria 2002" (N. 298 - Stralcio II/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on.le Antonino Croce
Relatore di minoranza: on.le Angelo Capodicasa
La seduta è tolta alle ore 14.00.
--------
I testi e le tabelle dei documenti n. 118 e n. 119 sono
riportati nel resoconto stenografico, stesura definitiva.
(Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 16.55)