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Resoconto d'Aula della Seduta n. 41 di lunedì 11 marzo 2002
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   Presidenza del vicepresidente Fleres


     PRESIDENTE. Avverto che  del  verbale  della seduta precedente
  sarà data lettura  successivamente.

       Il  punto  I   dell'ordine   del  giorno:  Comunicazioni,  è
  rinviato.

    PROGETTO DI BILANCIO INTERNO DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
    PER L'ANNO FINANZIARIO 2002 (DOC. 118)

    Si  passa al II  punto  dell'ordine  del  giorno.  Progetto  di
  bilancio interno  dell'Assemblea  regionale  siciliana per l'anno
  finanziario 2002.(Doc. 118).
       Ha  facoltà  di  parlare  il  deputato  questore,  onorevole
  Zangara, per svolgere la relazione.

     ZANGARA,  questore e  relatore.  Mi  rimetto  al  testo  della
  relazione scritta.

     PRESIDENTE.  Dichiaro aperta la discussione generale.
       Non  avendo alcun  deputato  chiesto  di  parlare,  dichiaro
  chiusa la discussione generale  e pongo in votazione il passaggio
  all'esame del documento 118.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)
       Si passa all'Entrata.

       Dò    lettura del Titolo I - Entrate effettive - capitoli da
  I a VIII.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Dò    lettura del Titolo  II - Partite di giro - capitoli da
  IX a XI.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa alla Spesa.

       Dò    lettura del Titolo I - Spese effettive - capitoli da I
  a XVII.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Dò    lettura del Titolo  II - Partite di giro - capitoli da
  XVIII a XX,
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al Riepilogo per capitoli.

       Dò    lettura del Titolo I - Spese effettive - capitoli da I
  a XVII.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

               Dò    lettura  del  Titolo  II  -  Partite  di  giro  -
           capitoli   da  XVIII.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al Bilancio preventivo per il triennio 2002/2004.

       Si passa all'Entrata.

       Dò    lettura del Titolo I - Entrate effettive - capitoli da
  I a VIII.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa alla Spesa per il triennio 2002/2004.

       Dò    lettura del Titolo I - Spese effettive - capitoli da I
  a XVII.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa alla Spesa - Riepilogo per capitoli.

       Dò    lettura del Titolo I - Spese effettive - capitoli da I
  a XVII.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in votazione  il preventivo per il triennio 2002-2003.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo   in votazione l'intero documento n.  118 "Progetto di
  bilancio interno  dell'Assemblea  regionale  siciliana per l'anno
  finanziario 2002".
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    RENDICONTO DELLE ENTRATE E DELLE SPESE DELL'ASSEMBLEA REGIONALE
    SICILIANA PER L'ANNO FINANZIARIO 2001 (DOC. N.  119)

     PRESIDENTE. Si passa  al  punto  III  dell'ordine  del giorno:
    Discussione  del  Rendiconto   delle   entrate  e  delle  spese
    dell'Assemblea regionale  siciliana per l'anno finanziario 2001
    (Doc. n. 119).
       Ha  facoltà  di  parlare  il  deputato  questore,  onorevole
  Zangara, per svolgere la relazione.

     ZANGARA,  questore e  relatore.  Mi  rimetto  al  testo  della
  relazione scritta.

     PRESIDENTE.  Dichiaro aperta la discussione generale.
       Non  avendo alcun  deputato  chiesto  di  parlare,  dichiaro
  chiusa la discussione generale  e pongo in votazione il passaggio
  all'esame del documento 119.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'Entrata.

       Dò    lettura del Titolo I - Entrate effettive - capitoli da
  I a VIII.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Dò    lettura del Titolo  II - Partite di giro - capitoli da
  IX a XI.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa alla Spesa.

       Dò    lettura del Titolo I - Spese effettive - capitoli da I
  a XVII.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Dò    lettura del Titolo  II - Partite di giro - capitoli da
  XVIII a XX.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Dò    lettura del  riepilogo per Titoli e per capitoli della
  Spesa:

           - Titolo I - Spese effettive - capitoli da I a XVII;

       - Titolo II - Partite di giro - capitoli da XVIII a XX.

       Pongo in votazione il Titolo I.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in votazione il titolo II.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Dò    lettura dell'  allegato A - Situazione di cassa "Conto
  generale".
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Dò      lettura   dell'allegato   B  -  Quadro  dimostrativo
  dell'avanzo di gestione.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Dò    lettura  dell'allegato  C  -  Quadro  dimostrativo del
  movimento  del  fondo di  riserva.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Dò    lettura dell'allegato  D  -  Prospetto  degli storni a
  favore del fondo di riserva.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Dò    lettura dell'allegato  E  - Prospetto dei prelievi dal
  fondo di riserva.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Dò    lettura  dell'allegato  F  -  Elenco riepilogativo dei
  movimenti  del  fondo di  riserva.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Dò    lettura  dell'allegato  G  -  Conto  patrimoniale.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Dò    lettura dell'allegato  H  -  Fondo mutui deputati.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Dò    lettura dell'allegato I - Fondo previdenza personale.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Dò    lettura dell'allegato L - Rendiconto gestione economo.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Dò    lettura del  rendiconto  delle  entrate  e delle spese
  dell'Assemblea regionale  siciliana  per l'anno finanziario 2002,
  con o valori espressi in euro.
       Lo pongo in votazione, unitamente agli allegati.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo  in  votazione  l'intero documento n.  119 'Rendiconto
  delle  entrate  e  delle spese dell'Assemblea regionale siciliana
  per l'anno finanziario 2002'.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Sospendo la seduta, avvertendo che la stessa riprenderà alle
  ore 10.30.

    (La seduta, sospesa alle ore 9.35, è ripresa alle ore 10.40)

       La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


     BASILE,  segretario,  dà  lettura  del  processo verbale della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  s'intende
  approvato.

     PRESIDENTE.  Si passa al primo punto dell'ordine  del  giorno:
  Comunicazioni.

                               MISSIONE

     PRESIDENTE.   Comunico  che,  per  ragioni  del  suo  ufficio,
  l'onorevole Orlando è in missione per dal 9 al 14 marzo 2002.

             ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE

     PRESIDENTE.  Comunico che  sono  stati  presentati  i seguenti
  disegni di legge:

    - "Norme di  interpretazione  autentica  dell'articolo  6 della
    legge regionale 9 dicembre 1996, n.  47, riguardante la vendita
    del  patrimonio   di   edilizia  residenziale  pubblica.  Norme
    integrative." (n. 347)
       - iniziativa parlamentare
       - presentato  dagli  onorevoli  Moschetto, Confalone, Leanza
  Edoardo, Giambrone, Mercadante in data 8 marzo 2002

    - "Istituzione di borse di  studio  per  i figli dei lavoratori
    emigrati all'estero" (n. 348)
       - iniziativa parlamentare
       - presentato  dagli  onorevoli  Formica, Incardona, Infurna,
  Ioppolo, Tricoli, Virzì in data 8 marzo 2002

                  COMUNICAZIONE DI RICHIESTE DI PARERE

     PRESIDENTE.  Comunico  che   sono  pervenute  dal  Governo  ed
  assegnate alle Commissioni  legislative  le seguenti richieste di
  parere:

                             AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    -  "Consorzio  di  ripopolamento   ittico   Golfo  di  Patti  -
    Ricostituzione collegio dei  revisori"  (n.  36)
     - pervenuta in data 6 marzo 2002.

                COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI
                        L'ATTIVITA' DELLE COMUNITA' EUROPEE

    - "Proposta di programma  regionale  leader  più nuova versione
    proposta (n. 35)
       - assegnata per esame III COMMISSIONE
       - pervenuta in data 4 marzo 2002

                      TRASMESSE IN DATA 8 MARZO 2002

                       ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE. Comunico che  sono  state  presentate le seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta:

    N. 480 - Interventi per eliminare le precarie condizioni
          igienico-sanitarie    determinatesi  al  Polivalente  di  S.
          Giovanni La Punta in provincia di Catania.
            - Assessore Beni Culturali
            - Assessore Enti Locali
            ***
          Fleres Salvatore

    N. 481 - Adozione del Piano Territoriale e dei Piani
          Particolareggiati del Parco dell'Etna.
            - Assessore Presidenza
            - Assessore Territorio
            ***
          Raiti Salvatore

    N. 482 - Motivi della mancata emanazione dei decreti
          attuativi previsti dalla legge regionale n. 8 del 2000.
            - Presidente Regione
            - Assessore Beni Culturali
            ***
          Barbagallo      Giovanni;  Genovese  Francantonio;  Gurrieri
          Sebastiano; Tumino Carmelo; Zangara Andrea; Raiti Salvatore

                          ANNUNZIO DI MOZIONI

     PRESIDENTE. Comunico che  sono  state  presentate  le seguenti
  mozioni:

    N. 95 - Finanziamento delle celebrazioni relative alla
          Pace di Caltabellotta.
          Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;  Mercadante  Giovanni;
          Maurici Giuseppe; Baldari Nicola Renato
          Presentata il  7/03/02

    N. 96 - Iniziative per fronteggiare la grave situazione
          sanitaria del siracusano.
          Sbona Sebastiano;  Burgaretta  Aparo  Sebastiano;  Mancuso
          Fabio Maria; Franchina Giuseppe
          Presentata il  8/03/02

    N. 97 - Piena applicazione della legge n. 185 del 1990 in
          materia di esportazione di armi.
          Morinello  Salvatore;  Ferro  Giovanni;  Raiti  Salvatore;
          Orlando Leoluca; Miccichè Calogero
          Presentata il  8/03/02.

       Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno
  della seduta  successiva  perchè  se  ne  determini  la  data  di
  discussione.

                   COMUNICAZIONE DI SUPERAMENTO DI MOZIONI

     PRESIDENTE. Comunico che:

    - a seguito dell'approvazione, nella  seduta n.  39 del 7 marzo
    2002,  degli  ordini  del  giorno   n.  36  e  n.  39  sono  da
    considerarsi superate, rispettivamente, le  mozioni n.  92 e n.
    74, perché di identico contenuto;

    - a seguito  dell'accettazione  come  raccomandazione, da parte
    del Governo, nella stessa seduta  n. 39 del 7 marzo 2002, degli
    ordini del giorno nn.  30, 37, 42,  44, 45, 46, 47 e 48 sono da
    intendersi superate, rispettivamente,  le  mozioni  nn. 81, 93,
    74, 90, 89, 78, 82, 76 e 75, perché di identico contenuto.
       L'Assemblea ne prende atto.

                   COMUNICAZIONE DI PRECLUSIONE DI MOZIONE

     PRESIDENTE.  Comunico  che è da intendersi preclusa la mozione
  n.  95  "Finanziamento  delle  celebrazioni relative alla Pace di
  Caltabellotta",   degli  onorevoli  Fleres,  Catania  Giuseppe  e
  Maurici,  testè  annunciata,  a  seguito  dell'accettazione  come
  raccomandazione   da  parte  dei  Governo,  nella  seduta n.  39,
  dell'ordine del giorno n. 62  di identico contenuto.
       L'Assemblea ne prende atto.

       Avverto,  ai   sensi   dell'articolo   127,   comma  9,  del
  Regolamento interno,  che nel corso della seduta potrà procedersi
  a votazioni mediante sistema elettronico.

     MICCICHE'. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MICCICHE'.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, mi accingo
  a presentare un ordine del giorno a firma anche di altri colleghi
  del Gruppo Misto, quali  gli  onorevoli Ferro, Raiti e Morinello,
  riguardante i tragici avvenimenti occorsi al largo di Lampedusa.
       Colgo  l'occasione,   constatata   anche   la  presenza  del
  Presidente della Regione, per  invitare  l'Aula  ad un momento di
  raccoglimento in memoria delle vittime del naufragio.
       Ciò credo possa essere un  segnale  in questo momento in cui
  in Italia il Governo intende  varare  leggi che non riconoscono i
  diritti umanitari per coloro che giungono nella nostra terra.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Miccichè,  come  lei certamente saprà,
  gli   ordini   del  giorno  presentati  dopo  la  chiusura  della
  discussione generale non possono essere illustrati  né  discussi.
  La  Presidenza porrà in votazione l'ordine del giorno nel momento
  in  cui  verrà  affrontata  la  rubrica  "Cooperazione  e pesca",
  trattando esso questioni inerenti tale Rubrica.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


     SEGUITO DELLA  DISCUSSIONE  DEL DISEGNO DI LEGGE N. 297-299/A
     BILANCIO  DI PREVISIONE  DELLA  REGIONE  SICILIANA PER L'ANNO
     FINANZIARIO 2002 E BILANCIO PLURIENNALE PER IL TRIENNIO 2002-
     2004" E DEL  DISEGNO  DI  LEGGE N. 298 - STRALCIO II/A "LEGGE
     FINANZIARIA 2002"

     PRESIDENTE.   Si passa al  IV  punto  all'ordine  del  giorno:
  Seguito  della   discussione  del  disegno  di  legge  n.  298/A:
  "Bilancio  di  previsione  della  Regione  siciliana  per  l'anno
  finanziario  2002   e   bilancio   pluriennale  per  il  triennio
  2002-2004" e del  disegno  di legge n.  298/Stralcio /II A "Legge
  finanziaria 2002"
       Si procede con la Rubrica "Agricoltura e Foreste" - Titolo I
  - Spese correnti - Dipartimenti competenti: Gabinetto e Uffici di
  diretta  collaborazione  all'opera  dell'Assessore;  Dipartimento
  interventi strutturali; Dipartimento interventi infrastrutturali;
  Dipartimento delle foreste.
       Comunico che sono  stati  presentati  dalla  Commissione gli
  emendamenti 2.8 e 2.9.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                     PER RICHIAMO AL REGOLAMENTO

     RAITI.  Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     RAITI.  Signor  Presidente,   onorevoli   colleghi,  mi  corre
  l'obbligo intervenire per  richiamo  al  Regolamento per chiedere
  lumi  alla Presidenza.  Probabilmente  stamattina  ho  avuto  una
  svista e, da un certo punto  di  vista  prendo  atto  che  i miei
  solleciti  fatti  nelle  sedute  precedenti  in  direzione  della
  celerità e regolarità  del  dibattito  parlamentare,  sono  stati
  recepiti.
       Stamattina, però, ci  si   è   mossi  forse  un  po'  troppo
  velocemente.
       Sono arrivato in Aula alle  9,33,  con tre minuti di ritardo
  rispetto all'orario fissato per l'inizio della seduta ed ho visto
  che in Aula erano presenti  soltanto  due  deputati. Non ho avuto
  modo di accertare se sia  stato  consegnato  a  ciascuno di noi i
  documenti in discussione in  quel  momento poiché sono sicuro che
  sarà stata una svista della Presidenza di questa Assemblea, certo
  di esprimere la volontà  e  la  sensibilità  di ciascun deputato,
  chiedo - anche per un  fatto  di  assoluta trasparenza (credo che
  non abbiamo nulla da nascondere,  anzi, per dimostrare a coloro i
  quali in questi giorni dibattono spesso senza cognizione di causa
  sui giornali su alcune  questioni  relative  alla trasparenza dei
  comportamenti dei deputati e  dell'Assemblea  tutta)  -  chiedo a
  codesta  Presidenza  se  ciò  è  avvenuto,  cioè  se  sono  stati
  effettivamente  approvati  i  due  documenti  e  se  non  ritenga
  opportuno, nell'eventualità,  fare  in  modo che siano consegnati
  alla stampa  al  fine  di evitare tutto ciò, che infruttuosamente
  sta accadendo  in  questi giorni;  questo a dimostrazione che qui
  nessuno trama nei confronti dei cittadini siciliani.

     PRESIDENTE.  Onorevole Raiti,  la  Presidenza  non  può  farsi
  carico né dei suoi ritardi né della sua distrazione.
       La seduta è iniziata alle ore 9.30.  Sono stati approvati il
  bilancio interno dell'Assemblea ed  il rendiconto delle entrate e
  delle  spese  della  stessa.  Entrambi  i  documenti  sono  stati
  distribuiti  ai  deputati  presenti  in  Aula  in  quel  momento.
  Ricordo, peraltro, che  precedentemente  il  progetto di bilancio
  era stato distribuito alla stampa  che  ne ha pure pubblicato per
  estratto le parti più significative.
       Si   passa  agli   emendamenti  2.8  e  2.9, a  firma  della
  Commissione.  Il  primo diminuisce di 80 migliaia di euro i fondi
  di riserva  ed  incrementa di 80 migliaia di euro la voce "beni e
  servizi".  L'emendamento  2.9  riduce di 200 mila euro i fondi di
  riserva ed incrementa di 200 mila euro la voce "beni e servizi".
       Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente  della  Commissione  e relatore. Dichiaro di
  ritirare  gli  emendamenti  2.8  e 2.9, poichè il Governo si farà
  carico di sistemare la questione.

     PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati gli emendamenti
  2.10  e  2.11, degli onorevoli Crisafulli ed altri. L'emendamento
  2.10 non è compensato.

     CRISAFULLI. E' compensato dal richiamo del Fondo di riserva.

     PRESIDENTE.  Il  2.10  assorbe  l'emendamento  2.11.  Il primo
  prevede  un  incremento  di  9 mila e 84 centinaia di euro, anche
  questo  prelevato  dal  Fondo di riserva.  Il secondo di 6 mila e
  584 migliaia di euro. Anche questo è compensato.

     CRISAFULLI.  Chiedo  di parlare per illustrare l'emendamento a
  mia firma.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRISAFULLI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, credo sia
  evidente   che   si   pone   un  problema  di  adeguamento  delle
  disponibilità  relative a questa unità previsionale, tenuto conto
  che  dalle  valutazioni  fatte dagli stessi uffici si dimostra la
  non   congruità   dello   stanziamento  apposito.
       Vedo con soddisfazione  che la stessa Commissione si pone un
  problema analogo e se  lo  pone,  anche  se in maniera minore, ma
  complessivamente   ponendo  la  stessa  questione  all'attenzione
  dell'Aula e del Governo.
       Vedo  che  successivamente si proporranno questioni analoghe
  da  questo  punto  di  vista.  Pertanto,  credo sia utile intanto
  capire   qual   è   l'orientamento   del  Governo  rispetto  alla
  disponibilità.  E, se  dovesse  esserci  una  disponibilità  -  a
  prescindere dal fatto che l'emendamento a firma Crisafulli viene,
  per motivi tecnici,  posto  prima  di  quello della Commissione -
  credo che il Governo  possa,  già  sin da ora, dire quale dei due
  emendamenti  dia   la   disponibilità.   In  quel  caso,  l'altro
  emendamento potrebbe essere benissimo ritirato.  Credo sia giusto
  procedere ponendo in votazione l'emendamento.

     PRESIDENTE. Onorevole Crisafulli, prima di continuare i nostri
  lavori,  desidero  rivolgere un indirizzo di saluto agli studenti
  ed  al  corpo  docente  dell 'Istituto statale "Vittorio Emanuele
  Orlando"  di  Militello, in Val di Catania, con sezioni associate
  in  Palagonia  e  Vizzini, in visita questa mattina a Palazzo dei
  Normanni  per  assistere  ad  una  parte  della seduta in corso e
  rendersi  conto  di  come  si svolgono i lavori parlamentari.
       Mi auguro che tra gli studenti presenti qualcuno, magari più
  in  là,  abbia il piacere di cominciare a fare attività politica.
  Un  maggiore  impegno da parte delle giovani generazioni a fianco
  delle   Istituzioni   e  al  fianco  delle  iniziative  politiche
  garantirebbe non solo un ricambio generazionale, che è sin troppo
  ovvio,  ma  anche  un  miglioramento complessivo della politica e
  delle  istituzioni. Grazie per questa visita e speriamo che anche
  il  vostro  soggiorno  nel  Palazzo  e nella città di Palermo sia
  gradevole.
       Onorevoli  colleghi, l'onorevole Crisafulli ha illustrato le
  ragioni del suo emendamento. Lo pongo in votazione. Il parere del
  Governo?

        PAGANO, assessore per il bilancio  e le finanze. Il Governo
  ha già provveduto ad aumentare l'importo di circa 775 mila euro e
  comunque, in qualunque caso la  norma  così com'è stata impostata
  non può essere attivata giacchè  prelevando la somma attraverso i
  fondi   riserva  è  indispensabile   una   norma   specifica   in
  finanziaria.  Quindi, tecnicamente, non è proponibile e comunque,
  ripeto,  il  Governo  ha  già  provveduto  ad  aumentare la posta
  rispetto  allo stanziamento originario. Pertanto, in questo caso,
  il parere del Governo è contrario.

     PRESIDENTE.   Il  Governo  dice  sostanzialmente  che  già  ha
  previsto un incremento del capitolo, non della cifra indicata nel
  suo emendamento, nè della  cifra  indicata nell'emendamento degli
  onorevoli Leontini e Croce, ma  di  una  cifra intermedia diciamo
  così di circa 7 mila euro.

     CRISAFULLI. Perchè non è proponibile, non lo capisco.

     PRESIDENTE.  E'  quello  che  ha detto il Governo poc'anzi, mi
  sembra  che  le  parole del Governo non abbiano bisogno di essere
  interpretate.

     PAGANO, assessore per il  bilancio  e  le  finanze.  Onorevole
  Crisafulli,  l'importo  che  è  stato aumentato dal Governo è già
  nella Tabella A della finanziaria e quindi lo si può riscontrare.

     CRISAFULLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRISAFULLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'assessore
  farebbe    bene    a    raccordarsi    con    i    vari    uffici
  dell'Amministrazione.
       L'emendamento  a  firma  mia  e quello della Commissione non
  sono emendamenti che nascono per capriccio; nascono sulla base di
  un calcolo  fatto  dagli  uffici del ramo dell'Amministrazione. E
  nonostante la Tabella  A della finanziaria non hanno la copertura
  finanziaria sufficiente  per  gli  interventi  previsti in quella
  unità di  base.  Pertanto,  torniamo  alla  questione  dell'altra
  volta: così qualsiasi emendamento diventa superfluo, tenuto conto
  che comunque  c'è  una  copertura che potrebbe essere considerata
  valida per tutte le questioni.
       Se  poniamo  una   questione   rispetto  alla  insufficienza
  dell'unità di base, il  Governo  deve solo dire che è d'accordo o
  non è d'accordo ad  ampliarla. E' inutile che dice che comunque è
  garantita la copertura, perchè  non  è  vero,  non  è  vero che è
  garantita la copertura nè per un pezzo, nè per un altro pezzo.
       Pertanto,  chiedo  al  Governo  di  capire  se  è  d'accordo
  all'emendamento. E anche su questa questione di carattere tecnico
  non  riesco  ad  afferrare  cosa  significhi che tecnicamente non
  sarebbe  proponibile l'emendamento così formulato. Se questa è la
  logica,  vorrei che l'assessore si rendesse conto che finora gran
  parte degli emendamenti predisposti dalla Commissione e non da un
  parlamentare  che  potrebbe  anche non avere chiaro il meccanismo
  della   presentazione   degli  emendamenti,  ma  da  parte  della
  Commissione - ripeto  -  sono  stati fatti attingendo ai fondi di
  riserva.  Se lei  sostiene  che  non  si  possono approvare, devo
  dedurre che la  Commissione  allora ha fatto un lavoro inutile. E
  non credo che sia così.
       Credo che tale dubbio debba essere definitivamente fugato e,
  caso  mai,  bisogna  mettere  il  Parlamento  nelle condizione di
  valutare  se  è  favorevole  o  meno ad incrementare questa unità
  previsionale,   atteso   che   la   stessa   opinione   del  ramo
  dell'Amministrazione e dell'assessore Pagano è l'avere dichiarato
  una insufficienza nello stanziamento.

     CAPODICASA, relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA,  relatore   di   minoranza.   Signor   Presidente,
  onorevoli   colleghi,   chiedo   che  si  faccia  un  momento  di
  riflessione  sulla dichiarazione del Governo perchè è inquietante
  ai  fini  del prosieguo dei lavori.  L'assessore non ha dato solo
  una   risposta   di  merito,  ma  ha  dato  anche  una  risposta,
  chiamiamola  così,  tecnico-metodologica,  dal punto di vista del
  merito  l'emendamento è ampiamente suffragato, nella Regione dove
  è  scoppiato l'unico caso di "mucca pazza" dell'intero territorio
  nazionale, riscontrato anche nell'essere umano.  Noi non possiamo
  smantellare   le   strutture   che  agiscono  nel  settore  della
  zootecnica.
       Da  un  lato, si  riduce   il  capitolo  per  l'associazione
  allevatori  che  svolge  per  conto  della  Regione  attività  di
  assistenza  tecnica  agli  allevatori  stessi   e   non  solo  di
  assistenza  tecnica; dall'altro, l'istituto zootecnico subisce un
  taglio  considerevole  -  l'associazione allevatori, addirittura,
  circa  del  cinquanta  per  cento  dello  stanziamento  dell'anno
  precedente.  Mi pare del tutto chiaro che non siamo assolutamente
  in  grado  di mantenere gli standard di controllo e di assistenza
  tecnica  alle  attività  zootecniche,  così come abbiamo, finora,
  fatto, sia pure in modo insufficiente, negli anni passati.
       Dal punto di vista  metodologico, invece, l'affermazione che
  una compensazione che attinga ai fondi  di riserva debba avere un
  supporto da norma sostanziale, è contraddetta  dal  fatto  che in
  Commissione  Bilancio  questa  procedura   è   stata   ampiamente
  utilizzata proprio dal  Governo, e non c'é stato bisogno di norma
  sostanziale.
       Che  il Governo ci dica a quale procedura intende riferirsi,
  a  quale  aspetto,  punto  o norma della vigente legislazione, in
  questo  caso,  gli  saremmo  grati  perché  almeno  apprenderemmo
  qualcosa di nuovo.
       Per  quanto riguarda, invece,  la  fonte  di  finanziamento,
  bisogna  dire   che   l'operazione   fatta   dal  Governo,  dalla
  maggioranza in  Commissione  Bilancio  é  un'operazione che grida
  vendetta:  ha  spostato  tutti  i  fondi  globali  contenuti  nel
  bilancio, nella  legge finanziaria, non lasciando un euro, dicasi
  un  euro  dei   fondi   globali  per  il  bilancio.  Allora,  che
  compensazione vuole l'assessore?
       Questo è un modo per mettere  il  cappio  all'Aula, per dire
  "tu non puoi legiferare, un euro  non lo puoi utilizzare", perché
  avendoli spostati sui fondi globali  della  finanziaria,  noi qui
  non possiamo fare spostamenti tramite emendamento.
       Questi  scherzetti  di  bassa  lega  che  il  Governo  si  è
  inventato per impedire all'Aula  di legiferare, ovviamente, hanno
  come conseguenza che si attinga ai  fondi  di  riserva. Perché le
  compensazioni si possono fare senza molti  traumi  sui  fondi  di
  riserva, con il risultato che abbiamo - non  ho fatto i calcoli -
  chissà  quanti milioni di incremento,  tutti  appostati  però  in
  compensazione  sui  fondi  di  riserva  che,  invece,  hanno  una
  capienza limitata e che, per altro, dovrebbero avere nel bilancio
  una funzione del tutto diversa.
       Signor Presidente, chiariamo questo punto per andare avanti,
  altrimenti  ha ragione l'onorevole Crisafulli, non c'è bisogno di
  continuare  a  discutere:  chiudiamo  il  bilancio,  chiudiamo le
  carte,  le consegniamo all'onorevole Pagano e gli diciamo "fai il
  bilancio tu, a casa tua e poi ci fai sapere come l'hai fatto"

     CROCE, presidente della commissione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CROCE,  presidente  della   commissione.   Signor  Presidente,
  onorevoli colleghi, intervengo per dire che il chiarimento andava
  fatto, in relazione anche ad un  raccordo  maggiore  rispetto  al
  Governo  e  alla  commissione,   su  argomenti  così  importanti.
  Dobbiamo,  giustamente diceva l'onorevole  Capodicasa,  darci  un
  criterio, un metodo di lavoro che ci permetta di superare momenti
  come questi.
       L'argomento è importantissimo, molto  delicato  e per questo
  intervengo  per  evitare  che  gli  emendamenti     a firma della
  Commissione vengano continuamente ritirati o continuamente essere
  messi in discussione.  Quindi, maggiore raccordo tra il Governo e
  la Commissione per evitare problemi. Dico pertanto che quando c'è
  un chiarimento,  quando  c'è  un  approfondimento da svolgere c'è
  l'istituto dell'accantonamento.  Esso fa parte di un processo per
  superare momenti  difficili;  credo  che  in  questo  momento sia
  necessario, anche se il  Governo ha fatto già un grande sforzo ed
  ha inserito nella  tabella  A  della  finanziaria una parte delle
  risorse. Ma sono  poca  cosa  rispetto alla proposta fatta qui in
  Aula.   Dunque,  ritengo  necessario  accantonare  l'argomento  e
  andare  avanti. Poi  non  sarà  difficile  trovare  un  modo  per
  tornarvi e quindi  risolvere le questioni. Questo è il contributo
  che intendo dare al dibattito d'Aula.

     PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  sin   dalla  prima  seduta
  dedicata alla trattazione del bilancio e  della  finanziaria,  la
  Presidenza  ha  chiarito  qual  è  il   senso  degli  emendamenti
  precisando che gli emendamenti ai  capitoli  venivano considerati
  emendamenti  alle  unità  previsionali di base.  Ciò  per  venire
  incontro a molti colleghi che, in questa fase,  non  erano ancora
  entrati nel meccanismo previsto dalla legge.
       Ma qui il problema presenta tre aspetti. Il  primo  è quello
  che riguarda l'ammontare della cifra; il Governo sostiene che con
  la previsione compiuta nella Tabella è  sufficiente affrontare il
  problema   della   produzione  animale,   la   zootecnica   ecc.;
  l'onorevole   Crisafulli  sostiene  che  quella   cifra   non   è
  sufficiente;    l'onorevole    Croce   propone   di   accantonare
  l'emendamento.  Non  esiste un problema di ammissibilità  Esiste,
  semmai, un problema  di  natura  politica,  se il prelievo di una
  cifra così consistente  dai fondi globali può pregiudicare o meno
  la manovra finanziaria  o,  la volontà del Governo, di utilizzare
  le risorse per altra destinazione o meno.

     Forgione. Chiedo di parlare.

     Presidente. Ne ha facoltà.

     Crisafulli.   Sono  favorevole  ad   accogliere   la  proposta
  di accantonamento dell'onorevole Croce.

     FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Lei ha citato
  tre questioni che sono emerse in questa  discussione.  Su  questo
  emendamento, vorrei sottoporne all'attenzione  della Presidenza e
  dell'Assemblea   una   quarta,   senza    entrare    nel   merito
  dell'emendamento; deciderà l'Aula se è bene  accantonarlo o meno.
  Però su questioni così delicate, e in questo  caso parliamo degli
  allevatori, con tutte le questioni - ne citava  prima il contesto
  l'on. Capodicasa -  emerse  che  hanno  portato  la Sicilia sulle
  pagine nazionali per  la vicenda drammatica della mucca pazza, mi
  sembra  un poco  strano  che  su  un  argomento  come  questo  né
  l'Assessore,  né   l'Assessore   per   la  sanità  e  nemmeno  il
  Presidente della Regione,  che  è  stato  anche  e per tanti anni
  inamovibile Assessore  per  l'agricoltura  di tutti i Governi, si
  pronuncino e dicano qualcosa.
       Abbiamo un assessore per il bilancio che ragiona  - mi passi
  il bisticcio di parole - da ragioniere; ma su punti così delicati
  perché  l'assessore Pagano  non dice una parola?  E il Presidente
  della Regione non  dice  una  parola?  Pongo  un  problema che ci
  ritroveremo nel  corso  della  discussione degli altri capitoli e
  degli altri Assessorati.  Dunque, non è un problema relativo solo
  ad alcuni  aspetti meramente ragionieristico, è un problema anche
  politico.  Quindi,  vorrei  sapere: l'assessore per l'agricoltura
  non è interessato,  perchè vedo che non è presente, il Presidente
  della Regione, che è  stato  per  anni  assessore  al  ramo, si è
  allontanato per  motivi  sicuramente  più  importanti  in  questa
  discussione, ora  si  può  anche  accantonare  ed  affrontare  la
  questione politicamente. Tuttavia,  su alcuni punti è bene che il
  Governo e  gli  Assessori  qualificati ad intervenire sui diversi
  aspetti dicano qualcosa.

     PRESIDENTE. Onorevole Pagano, c'è una richiesta del Presidente
  della Commissione di accantonamento.

     PAGANO,  assessore  per il bilancio e le finanze. Premesso che
  non  vi  sono  difficoltà, perché  se ciò serve a creare un clima
  conciliante  di  distensione  nell'Aula certamente l'invito fatto
  dal  Presidente  della Commissione non può che essere accettato e
  accolto  dal Governo. Tengo a precisare però quanto detto prima e
  cioè  che  il  capitolo è stato aumentato ed è verificabile nella
  tabella "H".  e,  soprattutto,  siccome  la  tabella "H" contiene
  contributi, è ovvio  che attingendo la contropartita dai fondi di
  riserva ci voglia l'emendamento in finanziaria. Pertanto, attiene
  ad  altra  fattispecie.  Comunque,  desidero assolutamente venire
  incontro   alle   esigenze   dell'Aula  sinora  sintetizzate  dal
  presidente della  commissione.  Pertanto, non solo per questi due
  emendamenti, ma  a  questo  punto  per  tutti  quelli  ovviamente
  inerenti all'ex  capitolo  ora  UPB  42281,  essi  possono essere
  accantonati e discussi a fine mattinata.

     PRESIDENTE. Gli emendamenti 2.10 e 2.11 sono accantonati.

                               CONGEDI

        PRESIDENTE.   Comunico  che  sono  pervenute  richieste  di
  congedo per  gli  onorevoli  Franco Catania, Garofalo, Gonfalone,
  Leanza Vincenzo e Castiglione.
       Non sorgendo osservazioni, i congedi s'intendono accordati.
       Comunico  che  è  stato presentato l'emendamento 2.12, degli
  onorevoli  Leontini e Croce. Onorevole Pagano, accantoniamo anche
  questo?

     PAGANO.  assessore  per  il  bilancio e le finanze. Sì, signor
  Presidente.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  ovviamente, gli emendamenti
  presentati  sono  tutti  della stessa specie.  Quindi è opportuno
  sospendere la seduta per 10 minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 11.25, è ripresa alle ore 11.28)


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                                     CONGEDO

     PRESIDENTE.  Comunico  che  l'onorevole  Giuseppe  Segreto  ha
  chiesto di essere considerato in congedo per la seduta odierna.
       Non sorgendo osservazioni, il congedo si intende accordato.
       Abbiamo  in  discussione gli emendamenti numeri 2.18, 2.13 e
  2.12.
       Se  viene  approvato  l'emendamento  2.18 è assorbente degli
  emendamenti 2.13 e 2.112.
       Il parere del Governo?

     PAGANO, Assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     CRISAFULLI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRISAFULLI. Onorevole Assessore, probabilmente a Lei sfugge un
  piccolo  dettaglio:  che  stiamo parlando di produzione altamente
  specializzata e stiamo parlando di produzioni che coprono nicchie
  di  mercato  che  rendono qualitative e competitiva l'agricoltura
  siciliana.
       Le  faccio  un esempio particolare. In quel capitolo trovano
  riscontro  i finanziamenti per l'insacchettamento biologico delle
  pesche di  Bronte  e di Leonforte, parlo del Paese dell'Assessore
  all'agricoltura.  Noi  abbiamo verificato che rendono qualitativa
  e  competitiva  l'agricoltura  siciliana.  Le  faccio  un esempio
  particolare:  in  quel capitolo trovano riscontro i finanziamenti
  per  l'insacchettamento  biologico  delle  pesche  di Bronte e di
  Leonforte  (parlo  del  paese  dell'Assessore per l'agricoltura).
  Noi abbiamo verificato con gli uffici, nel bozzone, nei testi, se
  non  si  interviene con una copertura, tanto è che la commissione
  stessa si  fa  carico  di fare due emendamenti, uno di una cifra,
  che  assorbe  anche questo, e l'altro di una cifra minore, perché
  se non  si  danno risposte a queste nicchie si mette quel mercato
  agricolo nelle condizioni di essere tagliato fuori dal mercato.
       Ora, io capisco  tutto nella vita - la necessità di bilancio
  ecc. - ma  stiamo  parlando  di  ottocento  milioni,  cioè stiamo
  parlando di  un  provvedimento  che  interviene  in  centinaia di
  ettari di produzione agricola siciliana, di altissima qualità, di
  altissimo   pregio,  nei   confronti   dei   quali   abbiamo   un
  atteggiamento incomprensibile.
       Non credo che l'assessore non voglia ritenere ammissibile un
  provvedimento  di  questo   genere,  perché  veramente  significa
  chiudere una prospettiva, chiudere  a  una  nicchia  del comparto
  agricolo che ha costruito a  fatica negli anni una possibilità di
  sbocco di mercato e di ricerca di nuovi mercati.
       Pertanto, mi permetto di insisterei   confronti del Governo,
  ma di richiamare  anche  all'attenzione  i colleghi parlamentari,
  altrimenti, se anche per cose  di  questo  genere  non ci dovesse
  essere un riscontro da  parte  del  Governo, immaginiamoci per le
  cose più consistenti, immaginiamoci per le altre questioni di cui
  discuteremo subito dopo.
       Credo  che il Governo  debba  rendersi  conto  che  è  utile
  seguire una procedura che  metta  in  condizione il Parlamento di
  avere delle risposte intanto   in  settori  strategici.
       Non è un provvedimento  sui  miglioramenti fondiari in senso
  generale, è un intervento  su  un  settore  preciso  del comparto
  agricolo siciliano che negli ultimi quindici anni ha costruito il
  suo mercato e il suo  sbocco  qualitativo.
       Se  glielo  mettiamo   in   discussione  i  produttori  sono
  costretti a chiudere e  a  smantellare  centinaia  di  ettari  di
  produzione che non hanno  più  la  possibilità  di  essere difesi
  biologicamente, ma solo con la chimica, attraverso i pompaggi che
  renderebbero il prodotto una cosa completamente diversa.

     CROCE, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CROCE,    presidente della Commissione.   Signor   Presidente,
  intervengo    semplicemente   per   fare   una   proposta.   Data
  l'importanza  dell'argomento, ritorno sulla vicenda che interessa
  la produzione agricola, prettamente la produzione agricola.
       Pertanto propongo  che  il Governo accantoni gli emendamenti
  solo per quanto  riguarda  l'agricoltura,  per  tutto  il resto è
  chiaro non starò  qui  a  richiedere  accantonamenti;  è una cosa
  impossibile perché  bisogna andare avanti, ma per quanto riguarda
  questo settore così importante e per le motivazioni emerse, credo
  che  il  Governo  farebbe  bene  ad  accantonare  tutto  ciò  che
  interessa la  produzione  agricola.  Poichè questo è un argomento
  inerente  a tale  attività  -  ripeto  -  chiedo  al  Governo  di
  accantonare questa rubrica.

     PRESIDENTE. Onorevole  Pagano, c'è una proposta del Presidente
  della Commissione di accantonare l'intera rubrica Agricoltura.

     PAGANO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, la proposta del Presidente della Commissione, proprio
  perché viene da  una  fonte autorevole, non può essere disattesa,
  anche perché colgo  lo  spirito  di  creare  un clima di assoluta
  serenità affinché  il  bilancio  stesso trovi una sua ultimazione
  entro la giornata odierna, entro la mattinata addirittura.
       Quindi, purché il  Presidente  della  Commissione  si faccia
  custode di quanto detto e  quindi  rimanga  un  impegno  che  non
  attiene al suo livello -  perché sappiamo essere di altro profilo
  -  ma  in  generale   di   tutta   l'Assemblea,   se   questo   è
  l'orientamento, se questa è  la  proposta  della  Commissione, in
  quanto il Presidente sta  sintetizzando  la  proposta di tutta la
  Commissione, il Governo non si tirerà indietro .

     PRESIDENTE. Si passa alla Rubrica "Enti Locali".

       Si  procede  con  l'emendamento   n.   2.27  a  firma  della
  Commissione.
       Lo   accantoniamo,   onorevole   Croce?   Lo   si   potrebbe
  accantonare,    eventualmente    con    le   stesse   motivazioni
  dell'Agricoltura.

     CROCE, presidente della Commissione. Non lo so.  Ho parlato di
  maggiore raccordo  tra  Governo  e Commissione perchè ognuno deve
  fare la propria parte.  Io  intendo svolgere il mio ruolo fino in
  fondo. Su  questa  vicenda  aspettavo semplicemente di sapere dal
  Governo quali fossero  i passaggi formali. Siccome non mi risulta
  un atto in  relazione,  io  ritiro  l'emendamento  e  il  Governo
  eventualmente faccia la  sua  parte.  Io  non  posso continuare a
  ritirare o ad  accantonare  emendamenti.  Ebbene,  che  ci sia un
  raccordo e questo raccordo sia fatto sui contenuti.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                        SULL'ORDINE DEI LAVORI

     CRISAFULLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRISAFULLI.  Signor  Presidente,  mi  permetto di suggerire al
  Governo che, per facilità di percorso, sarebbe utile ci fosse una
  comprensione  dell'Aula  e  una  comprensione anche nei confronti
  della Commissione su come dobbiamo lavorare stamattina.
       Il quarto d'ora di  sospensione  di  poco  fa  avrebbe anche
  potuto  essere  utilizzato  per  questo  e  credo  sia  opportuno
  riproporlo  per  consentire  a  tutti  di  sapere  come  dobbiamo
  comportarci.

     PRESIDENTE.    Onorevoli    colleghi,    c'è    una   proposta
  dell'onorevole  Crisafulli  di   sospensione   della  seduta  per
  procedere  ad  un  raccordo  tra  il  Governo  e  la  Commissione
  relativamente a tutta una serie di emendamenti e di questioni che
  probabilmente meritano di essere approfondite.

     PAGANO,   assessore per il bilancio e le finanze.   Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PAGANO,     Assessore per il bilancio e le Finanze.     Signor
  Presidente, colgo le parole  del Presidente della Commissione che
  mi sembra siano assolutamente in linea con quanto dichiarato poco
  fa.
       Per cui  ritengo  che  se  si  vuole  continuare  con quanto
  preannunciato, il Governo è  favorevole  in tal senso.  Quindi se
  il Presidente della  Commissione  ritira l'emendamento, inviterei
  la  Presidenza  a  procedere  regolarmente  con  tutti  gli altri
  emendamenti.

     FORGIONE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE. Signor  Presidente, onorevoli colleghi a me pare che
  è  interesse  di  tutta  l'Aula  procedere  all'approvazione  del
  bilancio; ma qui si  sta  andando  per  approssimazioni,  né  può
  funzionare una sorta di - non  dico  gioco  -  ma insomma ..  tra
  l'Assessore per il bilancio  ed  il Presidente della Commissione,
  per  cui  quando  si  insiste  più  della  misura  necessaria  si
  accantona, quando no si va avanti.
       Qui stiamo accantonando una serie di capitoli e di articoli.
       Non siamo più in condizione di andare avanti.
       Ora  superiamo questo perché il Presidente della Commissione
  lo  ritira.  Tra  cinque  minuti  ci ritroveremo di nuovo punto e
  daccapo.
       Io  sono favorevole, per ragioni di buonsenso, alla proposta
  dell'onorevole   Crisafulli,   sospendiamo   almeno  per  un'ora,
  decidiamo   un   metodo   secondo  il  quale  procedere,  in  cui
  maggioranza  ed  opposizione possano svolgere la loro funzione ma
  senza  mortificare  il  Parlamento  più  di tanto ed umiliarsi da
  solo, il Governo, perché da stamattina non mi pare che stia dando
  grande prova di tenuta rispetto al suo stesso bilancio.

     CROCE, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CROCE,   presidente   della  Commissione.  Signor  Presidente,
  onorevoli colleghi,  non mi voglio prestare a strumentalizzazioni
  di alcun genere.
       Ho fatto una proposta seria per quanto riguarda la questione
  agricoltura, ma se si  dovesse registrare una polemica e, quindi,
  una strumentalizzazione  in  questo  senso,  io  dico,  onorevole
  Forgione, che non ci sto
       Ho dichiarato di ritirare  l'emendamento sulla rubrica degli
  Enti locali per sbloccare una situazione ed andare avanti. Quello
  era  un  altro  problema, ma  se  si  vuole  strumentalizzare  la
  questione, il  presidente  della Commissione con il Governo vanno
  avanti.
       Questo  deve  essere  chiaro  per  tutti   Io  ho cercato di
  alleggerire,  di  trovare una soluzione che ci permetta di andare
  avanti  tutti  insieme  perché  siamo  in un Parlamento, però non
  posso  non nascondere l'appartenenza e, quindi, la possibilità di
  andare avanti perché abbiamo un progetto, abbiamo un programma.
       Onorevole  Forgione,  io  la prego veramente non è questo il
  ragionamento  che  dobbiamo fare questa mattina. Se ci sono fatti
  importanti,  straordinari,  eccezionali,  ci fermiamo. Allora non
  sarà  certamente un'ora, due o tre ore, serve per chiarire meglio
  alcune  cose,  ma  se  la  mia  persona  deve  essere  motivo per
  strumentalizzare alcune cose, io non ci sto
       Andiamo  avanti  nei lavori, ritiro l'emendamento, so che il
  Governo si  farà  carico  del problema, non so come, ma so che il
  governo lo farà. Quindi, per me la partita è chiusa.

     PRESIDENTE.    L'Assemblea     prende    atto    del    ritiro
  dell'emendamento 2.27.

     RAITI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     RAITI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, io non posso
  fare  a  meno  di  evidenziare  l'assoluta  necessità e pregnanza
  dell'emendamento  presentato  dall'onorevole  Croce  a nome della
  Commissione Bilancio.
       Evidenzio  solamente  che, credo per un errore di scrittura,
  '800  euro'  devono  interpretarsi  '800.000  euro'.  Con  questa
  correzione  io  faccio  mio questo emendamento perché ritengo che
  andare  ad assicurare protezione ed assistenza sociale, così come
  aveva   proposto   la   maggioranza,   è  un  atto  assolutamente
  condivisibile  e,  visto  che la mia opposizione non vuol  essere
  un'opposizione contraria ma propositiva, faccio mio l'emendamento
  della maggioranza.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Raiti, è la seconda brutta notizia che
  le devo  fare  oggi: non può fare suo l'emendamento, perché è uno
  solo,  perché  gli  emendamenti sono stati già depositati, perché
  sono necessarie quattro firme o la firma di un capogruppo....

     RAITI.  No,  assolutamente.  Lei,   che   è   un  cultore  del
  Regolamento, sa bene che  quando  un  deputato  ritira un proprio
  emendamento è possibile, c'è  la  potestà  di  altri  deputati di
  farlo proprio.

     PRESIDENTE. Onorevole Raiti, ha ragione.
       Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE. IL parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi è contrario  resti seduto, chi è favorevole si
  alzi.

                         (Non è approvato)

       Si passa agli emendamenti 2.24 dell'onorevole Speziale, 2.25
  della Commissione e  2.26  degli onorevoli Giannopolo e Speziale,
  che riguardano la finanza locale.
       L'emendamento  2.24   prevede  un  incremento  di  250  mila
  miliardi  dell'unità   previsionale   di  base  3.1.2.1.3.2,  con
  relativa diminuzione dei fondi di riserva.
       L'emendamento 2.25 è simile,  ma  per  150 milioni di euro e
  l'emendamento 2.26 è identico, ma per 138 milioni di euro.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.   Signor   Presidente,   intervengo  per  illustrare
  all'Aula l'emendamento  presentato  da  me,  a  nome  dell'intero
  Gruppo e  dell'intera coalizione del centrosinistra, su una delle
  questioni  che   noi  riteniamo  fondamentali  della  manovra  di
  bilancio fatta dal Governo.
       Come il Governo vede, nell'emendamento c'è una previsione di
  incremento  di  500  miliardi  di  lire,  250  mila  euro, per  i
  trasferimenti agli enti locali.
       E' un emendamento che  va  al  di là del taglio proposto dal
  Governo. Il Governo  ha  proposto  un  taglio  complessivo di 300
  miliardi di trasferimento per i comuni, nella manovra della legge
  finanziaria ha previsto  di ricorrere alle coperture - quelle che
  noi abbiamo ritenuto  un  elemento di falsità annunciato all'Aula
  attraverso il decreto  Goria  che  noi  abbiamo  più  volte detto
  essere ormai questione che  alle  nostre spalle è sepolta - e non
  vorremmo - è questo il punto  centrale  - che il Governo tenti di
  scaricare  sulla   struttura   democratica  e  sull'articolazione
  democratica degli enti locali  difficoltà  di  bilancio che, come
  abbiamo più volte  dimostrato  sono  addebitabili  esclusivamente
  alle sciagurate politiche che  il  centro  destra  ha portato nel
  corso degli anni 200O e 2001.
       C'è  un punto  quindi  che  va  affrontato.  Noi  siamo  per
  incrementare il trasferimento  delle  risorse  ai  comuni  perché
  pensiamo che, nell'attuazione della legge 10, dobbiamo trasferire
  ai comuni  ulteriori  competenze  e poteri e dobbiamo supportarli
  con la possibilità  di strumenti e risorse che possano permettere
  agli enti locali di svolgere fino in fondo la loro attività.
       Gli enti  locali,  signor  Presidente,  onorevole Assessore,
  sono un'articolazione democratica, sono  un punto fondamentale di
  rapporto democratico con le nostre popolazioni.
       L'atteggiamento  punitivo  assunto dal Governo nei confronti
  degli enti locali è incomprensibile perché  denota una concezione
  democratica superata, una visione centralistica della spesa ed un
  atteggiamento punitivo  nei  confronti delle politiche degli enti
  locali.
       Noi  non possiamo tollerare  che  tutto  ciò  avvenga  e  lo
  diciamo  quando non é  più  sospetta  la  nostra  posizione.  Non
  governiamo  più  la   stragrande   maggioranza   dei  Comuni.  La
  stragrande maggioranza  dei  Comuni sono in mano al centrodestra,
  da Palermo a  Catania,  i  comuni  fondamentali della Sicilia. Il
  problema é di  principio,  onorevole Turano, il problema è sapere
  come si utilizzano  le  risorse  della  Regione  in  rapporto  al
  funzionamento   della   nostra   democrazia   perché  pensare  di
  indebolire gli Enti  locali  é  un errore, per questo noi abbiamo
  pensato di incrementare il Capitolo a 500 miliardi di lire.
       Sappiamo  perfettamente  che  da  parte  del Governo c'é una
  chiusura,  vogliamo  fare   di  questa  e  di altre tre o quattro
  problematiche una questione centrale  che riguarda la visione del
  bilancio della Regione e  la  visione della Sicilia. Non pensiamo
  sia utile né  al Governo,  né  al  Parlamento regionale aprire un
  conflitto con i Sindaci, con  i  Consigli  comunali e avere, come
  dicevo prima, un  atteggiamento  penalizzante  nei  confronti dei
  Comuni.
       Qui vedo, per esempio, l'onorevole Vicari che fra l'altro si
  ricandida adesso a Cefalù e  tanti altri colleghi che svolgono la
  funzione di Sindaci, per  esempio, l'onorevole Mancuso.  Chiedo a
  loro  di  non  soggiacere  ad  una  logica  di  schieramento,  di
  anteporre gli interessi  della  funzione  democratica  degli Enti
  locali rispetto agli  interessi  dello schieramento.  La manovra,
  così come viene proposta  dal  Governo, con la drastica riduzione
  nei confronti degli  Enti  locali é  punitiva per la funzione dei
  Sindaci e degli  stessi  Consigli comunali.  Questa é  la ragione
  primaria per  cui  noi,  questo  punto,  onorevole assessore, non
  delle quisquilie, non  delle  piccole  cose,  non  delle cose che
  hanno carattere  clientelare  che  sono presenti nella manovra di
  bilancio per accontentare  tizio  o  caio, ma di questa questione
  noi ne faremo un punto centrale della battaglia politica in Aula.
  Non ci interessano le  piccole  cose per cui si vuole mediare per
  accontentare questo  o  tal'altro  deputato.  Questo  a  noi  non
  interessa  La  battaglia  la  facciamo  su  questioni  centrali e
  riteniamo che la  vicenda  che  riguarda  la  possibilità  che ai
  Comuni   vengano   trasferite   oltre   che  competenze,  vengano
  trasferite risorse,  é  una  questione  centrale del rapporto del
  Governo  con   le  autonomie  locali,  del  rapporto  tra  questo
  Parlamento e  le autonomie locali. Pertanto, onorevole assessore,
  noi la invitiamo a valutare il nostro emendamento, a spiegarci le
  ragioni per cui lei  e  il  suo  Governo avete previsto un taglio
  drastico di 300  miliardi  nei  confronti  degli  Enti locali, la
  ragione di  una  valutazione,  mi  auguro, corretta nei confronti
  dell'emendamento da  noi presentato perché  noi siamo disposti ad
  andare avanti - e  lo dico qui ai colleghi - a chiedere su questo
  emendamento anche il  voto  nominale perché  tutti, in Sicilia, i
  consiglieri comunali,  i  Consigli  comunali  devono  conoscere i
  parlamentari che  hanno  voluto non trasferire risorse ai Comuni.
  Ne faremo una battaglia di principio in quest'Aula e ci auguriamo
  che il Governo ne capisca fino in fondo le ragioni.

     PRESIDENTE. Onorevole  Pagano,  si  stanno  sviluppando  delle
  ipotesi, sarebbe opportuno che  il Governo ne tenesse conto anche
  perché   la  questione é  già  affrontata  nella  nota  b)  della
  finanziaria ed é forse  il  caso  di  spostarne  la trattazione a
  quella sede.

     TURANO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà

     TURANO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi  sforzo
  talvolta di capire  il  filo  conduttore  di  alcuni ragionamenti
  politici che portano a  rasserenare  o  ad  inasprire i lavori di
  questo bilancio che, purtroppo, va a rilento e francamente non ho
  colto  il  significato   di   alcune   affermazioni   fatte   ora
  dall'onorevole Speziale, ma  non  perché voglio fare una polemica
  personale o di schieramento,  anzi,  cerco  di  capire  e  vorrei
  capire meglio.
       Secondo me il nodo sui  Comuni  non  si  può  e  non si deve
  sviluppare  in   questo   momento  piuttosto  nell'analisi  della
  finanziaria laddove bisogna  capire  i  criteri  e  i  meccanismi
  elaborati dal Governo. Io,  se il Governo, ha la disponibilità di
  dare al altri 500  miliardi  ai  comuni  compatibilmente  con  le
  necessità,  sarei  favorevole   sempreché  questo  rientri  nella
  strategia del Governo, ma se  il Governo non dovesse avere questa
  possibilità per i conti in  rosso  che oggi allarmano non solo il
  Governo e l'Assemblea, ma  l'intera  Sicilia  non  capisco più il
  ragionamento dell'onorevole Speziale;  noi  non stiamo diminuendo
  i fondi da dare ai comuni , i fondi da dare ai comuni sono quelli
  stabiliti   nella  finanziaria   del   1999   allora   Presidente
  l'onorevole Capodicasa e  allora  assessore al bilancio onorevole
  Barbagallo, su quella cifra  il  Governo  regionale, mi sembra di
  capire che si è impegnato  a  mantenere  la  programmazione  e  a
  mantenerla per il  triennio,  tutt'  al  più  se  ci  sono  delle
  correzioni...non sono  punti  di  vista  i numeri sono situazioni
  oggettive io sto dicendo  una  cosa,  se  non  ho  letto  male la
  finanziaria ma ritengo  di  non  averla letta male, il Governo si
  impegna a  mantenere  il  plafond stabilito nella finanziaria '99
  che faceva il  programma  '99-2002,  quindi  non  si stanno dando
  minori risorse ai  comuni tanto da capire chi sono i parlamentari
  che lavorano a  favore dell'autonomia locale e chi lavora contro,
  piuttosto dobbiamo  intervenire  sui  criteri e sui parametri per
  stabilire criteri  e parametri oggettivi che permettono agli enti
  locali di essere  funzionali e di intervenire bene. Se poi, nelle
  pieghe del bilancio,  nelle  maglie  e  nelle risorse si riesce a
  trovare una  maggiore disponibilità per stabilire un'autonomia di
  gestione migliore  per  garantire un funzionamento più efficiente
  degli enti locali io  sono certo che non sarà la battaglia di chi
  vuole strumentalizzare  sul  punto,  ma  sarà  una  battaglia che
  riguarda l'intero Parlamento e il Governo in prima linea.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA.  Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   la
  questione  si  compone  di   due   aspetti,   una   di  carattere
  tecnico-procedurale e una  di  merito, quella tecnico-procedurale
  ci dice che noi così come la presidenza aveva suggerito, comunque
  per risolvere il problema,  se  ovviamente lo si vuole risolvere,
  dobbiamo affrontarlo nell'ambito  della  legge  finanziaria,  gli
  stessi emendamenti che sono  contenuti  qui  sul bilancio servono
  per segnalare il problema,  discuterne  e  acquisire  un punto di
  vista  del  Governo e  della  maggioranza  per  poi  trasferirli,
  tecnicamente vanno trasferiti  sulla  finanziaria considerato che
  le apposizioni nei capitoli relativi  per  il  fondo  ai comuni e
  alla provincia è un  fondo  predeterminato con legge triennale di
  due esercizi finanziari fa.
       Allora è chiaro che per modificare questa previsione occorre
  una norma  sostanziale  che  non possiamo non mettere nella legge
  finanziaria, però i problema è politico intanto, cioè io problema
  è di orientamento  che  si  assume  e  io credo che valga la pena
  onorevole  assessore  al  bilancio, onorevole assessore agli enti
  locali  che  rischia  di  diventare  fra  qualche ora l'assessore
  regionale contro  gli  enti locali se passa l'orientamento che il
  Governo ha  già  manifestato, e forse sarebbe opportuno anche che
  ci  fosse  un  minimo  d'attenzione  anche  dal  Presidente della
  Regione il  quale ieri in un'intervista rilasciata ai giornali ha
  dichiarato: "ma quale taglio ai comuni  I fondi ai comuni saranno
  perfino aumentati." Toh, piglia. Siamo di fronte ad un'operazione
  che   l'onorevole  Turano,  da  ex  assessore  agli  enti  locali
  sottovaluta, perchè ben altra dovrebbe essere...

     FORMICA. Questi  fondi  sono  gli  stessi del '99, lo ha detto
  l'onorevole Turano.

        CAPODICASA...l'onorevole Turano, se fa queste affermazioni,
  vaneggia
       In  sostanza,  l'appostazione  di  questi fondi nel triennio
  sono fondi  fissati  per  legge.  Di  volta  in volta, i Governi,
  quando  vi  é  stata  un'emergenza, essendo questo il gruzzoletto
  più    cospicuo    presente    in    bilancio,    hanno   attinto
  provvisoriamente,  ma  il limite previsto di finanziabilità degli
  enti locali é quello delle legge originaria. Onorevole Turano, si
  renda  conto  in  che  modo  procede  l'amministrazione;  lei non
  distingue   tra   la   manovra   provvisoria,  volta  a  chiudere
  un'emergenza, e  la  manovra  globale  che  prevede  un tetto per
  l'espletamento dei servizi che sono contenuti.
       Ciò che  serve  agli  enti locali, sono 1.500 miliardi per i
  comuni e  300 miliardi per le province; questo é  lo stanziamento
  originario, a prescindere poi dalle variazioni sui capitoli fatti
  soltanto per  ragioni  di  emergenza,  ma sempre con l'impegno di
  ripristinarle nell'esercizio finanziario in corso.
       Se si dice - e io già conosco la risposta del Governo perché
  ci é già  stata  data in Commissione - che i soldi ci sono perché
  vi  é   un   appostamento   con  fondi  negativi,  a  valere  sul
  contenzioso  finanziario con lo Stato, relativo alla famosa legge
  'Goria', diciamo  o  dite  una  solenne bugia. E poichè so che il
  presidente  della Regione e l'onorevole Pagano sono molto devoti,
  ferventi credenti che affidano la Sicilia alla Madonna, che vanno
  a Fatima  devono andare a confessarsi e dichiarare il peccato che
  stanno  commettendo  quando  affermano che noi prenderemo i fondi
  per incrementare  il fondo dei comuni e delle province attraverso
  il  rientro  dei cosiddetti trasferimenti della legge 'Goria'. La
  legge  'Goria'  -  diciamolo  una  volta  per  tutte  -  possiamo
  rivendicare   ciò   che   vogliamo,   ma   non  garantisce  alcun
  trasferimento certo alla Regione, perché  la legge precede - e lo
  ripetiamo per  l'ennesima  volta  -  che  lo  Stato  autorizza la
  Regione, parliamo dei tempi dei governi Nicolosi, non di ieri nel
  "Jurassic  Park",  autorizza  la  Regione a fare delle assunzioni
  agli enti  locali  e  lo  Stato  interverrà  a  dare un eventuale
  contributo   -   badate   che  io  cito  testualmente- "eventuale
  contributo". Quindi,  si  tratta  di  un  contributo e non di una
  copertura totale e questo stesso contributo é perfino eventuale e
  lo Stato non lo ha mai voluto riconoscere.
       I fondi della  legge Goria fanno parte di un contenzioso tra
  lo Stato e  la  Regione  che  ammonta  -  a  detta  della Regione
  siciliana - a ben 17 mila miliardi.
       Noi  rivendichiamo  presso  lo  Stato  il  trasferimento  di
  17 mila miliardi  di  fondi che lo Stato a vario titolo non ci ha
  trasferito.  Lo  Stato sostiene una cosa diversa e cioè che non é
  la Regione  che  avanza  soldi dallo Stato, semmai é lo Stato che
  avanza  soldi  dalla  Regione, perché  se vengono trasferite alla
  Regione  le  competenze  statutarie  in materia di assistenza, le
  competenze statutarie in materia di scuola, lo Stato avanza dalla
  Regione perfino più soldi di ciò che noi riteniamo di avanzare.
       In questo contenzioso - onorevole Assessore si informi con i
  suoi uffici- alla fine é stata istituita una commissione affidata
  poi al  dottore  Brancasi,  una  sorta  di  lodo finale di questo
  contenzioso. Brancasi, nella sua relazione finale, sostiene, dopo
  un  lunghissimo ragionamento, che alla fine spettano alla Regione
  in totale  sulla sua richiesta di 17.500 miliardi, 500 miliardi a
  valere su  tutto.  Quindi, legge 'Goria', art.  38 dello Statuto,
  tutti i  fondi  che  noi  rivendichiamo,  alla  fine soltanto 500
  miliardi  E  la  Regione non ha più contro replicato mostrando di
  condividere, perché  noi  abbiamo  detto di togliere le riserve e
  accordarci su  500  miliardi.  Come  si fa, allora, a mettere nel
  bilancio in  entrata,  come  fondo  negativo,  che per chi non si
  intendesse di  bilancio  significa  che se non entrano quei soldi
  non  viene  neanche  coperta  la  spesa,  questo  significa fondo
  negativo,  che  essendoci una entrata eventuale, anche l'uscita è
  un'uscita  eventuale.  Il  risultato  qual  è?  E'  che  noi  non
  finanzieremo i  comuni  per  300  miliardi  circa.  Non  so  se è
  risultato  leggibile  o  intelligibile  il discorso che ho fatto.
       Allora, se  è  questa  la  situazione, le  conseguenze di un
  definanziamento  di  un  mancato  trasferimento  ai  comuni  sono
  evidenti  e  clamorosi.  Onorevole  Vicari,  Mancuso,  che  siete
  sindaci di  qualche  comune (vorrei sentire qualcuno di voi), Voi
  avrete  i  trasferimenti  in  meno  e  dovrete  tagliare servizi,
  dovrete tagliare  servizi   Non c'è altra alternativa e quando si
  tagliano i  servizi  significa che noi riduciamo la qualità della
  vita dei  siciliani, andiamo a toccare i bisogni essenziali e non
  è una  cosa  che  noi  possiamo  accettare,  Signor  Presidente e
  onorevoli  colleghi.
       Il Governo deve dirci cosa intende fare sull'argomento, poi,
  tecnicamente  lo affronteremo quando ci sarà la finanziaria però,
  ora, noi  dobbiamo provocare un chiarimento in Aula perché ciò si
  sappia.
       Noi chiederemo  il  voto  per appello nominale e non è certo
  per  fare  ostruzionismo  (infatti  lo stiamo annunciamo prima in
  modo tale  che  vi  possiate  attrezzare  a far venire i deputati
  della maggioranza  in  Aula),  ma  per il semplice motivo che poi
  vorremmo   sapere   cosa   dirà   l'onorevole   Mancuso  ai  suoi
  amministrati  di Adrano o l'onorevole Vicari ai suoi amministrati
  di Cefalù.  E'  questa  la ragione per la quale noi chiederemo il
  voto uninominale  palese, perché  risulti agli atti chi ha votato
  in un modo  e chi in un altro.  Non c'è alcun interesse di parte,
  l'onorevole  Speziale  lo  ha  già  detto,  noi  non  siamo  come
  centrosinistra così presenti negli enti locali da poter suscitare
  il  sospetto  che stiamo difendendo le amministrazioni;  anzi, al
  contrario:  le  amministrazioni  delle provincie, fatta eccezione
  per  due  amministrazioni,  sono  tutte  del  Polo della Libertà,
  quindi,   come  vedete  facciamo  un  ragionamento  di  interesse
  generale che  riguarda  la totalità dei siciliani e non il colore
  politico.
       Noi vogliamo,  però,  che su questi punti che noi solleviamo
  ci sia  un  dibattito,  ci  sia  un  riconoscimento.  Non  si può
  superare la  questione  con  una alzata di spalle o, addirittura,
  come fa il Presidente della Regione 'sparando' cose che non hanno
  alcun riscontro  con la verità dei fatti e cioè che, addirittura,
  i fondi  ai  comuni  saranno  aumentati.  Noi siamo pronti a fare
  ammenda delle cose che diciamo se qualcuno ci spiega tecnicamente
  come questa  cosa  avviene,  ma  se  non c'è, onorevoli colleghi,
  allora bisogna dire che deve essere il Governo a fare ammenda.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  essendoci  molti iscritti a
  parlare,  ricordo  che  il Regolamento prevede che i presentatori
  degli  emendamenti  possono  intervenire  per  dieci  minuti  e i
  presentatori di eventuali subemendamenti per cinque minuti; altri
  deputati  che  volessero intervenire  possono  farlo soltanto per
  dichiarazioni di voto ed il tempo a loro disposizione è di cinque
  minuti.
       E' iscritto a parlare l'onorevole Raiti. Ne ha facoltà.

     RAITI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, io non posso
  non  rilevare innanzitutto alcune incongruenze nelle affermazioni
  fatte   dall'onorevole   Turano.   Mi   pare  strano,  in  quanto
  l'Onorevole Turano, avendo ricoperto nella passata legislatura la
  carica di  assessore  per  gli enti locali, dovrebbe conoscere la
  materia un  po'  meglio,  ma  probabilmente sarà stata una svista
  caro collega,  perché  la legislazione cui si è fatto riferimento
  che prevedeva le risorse in bilancio per gli anni 1999-2001 per i
  comuni   aveva   previsto   delle  risorse  sui  1.700  miliardi;
  successivamente   nell'anno  2001  con  la  legge  6  l'assessore
  Nicolosi con  una  legge di variazione ha diminuito il fondo, che
  prevedeva  l'assegnazione  agli enti locali, di ben 170 miliardi.
  Oggi si prevede un'ulteriore riduzione.  E' questa la ragione per
  cui ritengo  che questo emendamento, che aumenta la dotazione per
  le finanze  locali  di  +  250 milioni di euro, sia assolutamente
  indispensabile,  perché  noi  riporteremo  in  qualche maniera le
  risorse a disposizioni degli Enti locali, secondo quanto previsto
  dalla  legislazione  1999-2001, ed eviteremo che la maggior parte
  degli  Enti  locali  siciliani  soprattutto  i  piccoli comuni, i
  comuni montani,  i  comuni  che  si trovano a non poter sopperire
  alle esigenze di gestione di cassa che sono quotidiane. Non poche
  sono le  lettere che arrivano a ciascun parlamentare da parte dei
  sindaci di innumerevoli comuni, i quali lamentano l'impossibilità
  di poter  andare  avanti, non solo l'impossibilità tecnica - come
  già ho  evidenziato nella precedente seduta - perché  in mancanza
  del bilancio  regionale  non  sono in condizioni di fare i propri
  bilanci, ma  l'impossibilità  di potere gestire con le risorse il
  minimo indispensabile, a volte, infatti, non riescono a gestire e
  a pagare nemmeno il personale.
       Vogliamo  che  la  maggior parte dei comuni medio-piccoli di
  questa Regione  vadano  al  dissesto economico e quindi ad essere
  sottoposti  alla procedura commissariale? Oppure vogliamo fare in
  modo, facendo  sacrifici  in altre materie, in altri fondi dove è
  possibile che questo non accada?  Tutto questo, infatti, potrebbe
  ripercuotersi a danno dei cittadini. Io credo che bisogna fare in
  modo che  ciò  non  accada, e, pertanto, sono favorevole a questo
  emendamento.

     PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Mancuso.  Ne  ha
  facoltà.

     MANCUSO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, io ritengo
  innanzitutto   che   chi  vuole  cavalcare  politicamente  questo
  emendamento  commette  un  errore macroscopico. Il problema non è
  rappresentato dai trasferimenti, il problema è il risanamento dei
  comuni  rispetto  allo  "scialacquamento"  che molti comuni hanno
  fatto  fino  all'anno  2000;  il  grande indebitamento per grandi
  finanziamenti   di  opere  pubbliche  con  la  Cassa  depositi  e
  prestiti,il grande  finanziamento  con i famosi boc, e oggi molti
  comuni  governati  dal  centrodestra si trovano a dover governare
  bilanci che a dire poco sono veramente insanabili.
       Allora,  più  che  parlare  dei  trasferimenti  per fare una
  politica seria sugli enti locali, si deve parlare di una politica
  - come  già  sta  facendo  l'Assessore  per  gli enti locali - di
  criteri sui  trasferimenti agli enti locali.  Se noi prendiamo le
  rilevazioni che  sono  state  fatte  sul  patto  di  stabilità in
  Sicilia   vediamo,  se  vogliamo  affrontarla  sotto  il  profilo
  politico,  quanti  sono  quei comuni governati dal centrosinistra
  che hanno abbondantemente superato il patto di stabilità mettendo
  i comuni certamente non in una situazione felice.
       Quindi, ciò  che  ritengo  è vero e cioè che mancano tanti e
  tanti  denari   ancora   ai  comuni,  ed  è  anche  vero  che  il
  centrosinistra  su  questa  posizione  farà  una grande battaglia
  forse anche demagogica per arrivare a conquistare quelli che sono
  i  posizionamenti  anche  nei  piccoli  paesi.
       Io  raccomando  al  Governo, al  Presidente della Regione di
  attenzionare  quelli  che  sono  i criteri dei trasferimenti agli
  enti locali, di premiare quegli enti locali che sanno svolgere le
  loro funzioni  in  modo  manageriale per arrivare al pareggio del
  bilancio, per  arrivare  a stabilire in modo univoco quello che è
  il raggiungimento  del  patto di stabilità, una volta stabiliti i
  criteri si  possono anche stabilire i trasferimenti.  Ma andare a
  sanare le  finanze  di  quei  comuni  che  fino ad oggi non hanno
  tenuto conto nè del patto di stabilità, nè di quanti sono stati i
  criteri  adottati  dalla Regione, mi sembra veramente non parlare
  di quella  che è una politica di risanamento a livello regionale,
  di quella  che può essere una politica seria sugli enti locali in
  Sicilia.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Giannopolo. Ne
  ha facoltà.

     GIANNOPOLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, penso che
  ci sia  un  problema,  intanto, di traduzione concreta delle cose
  che  si dicono.
       Il  Presidente  della  Regione,  onorevole  Cuffaro, ieri ha
  dichiarato al  Giornale di Sicilia che quest'anno ha garantito ai
  comuni  1.600  miliardi.  Allo  stato  attuale  noi abbiamo 1.200
  miliardi nel  bilancio  e poi c'è il trucco della finanziaria che
  ammonta ad  altri  270  miliardi;  anche  se dovessimo arrivare a
  ricomprendere  i  270  miliardi  del  trucco  della  finanziaria,
  arriveremmo a  1.470 miliardi e, dunque, siamo ancora ben lontani
  dai 1.600 promessi dal Presidente della Regione.
       Io dico,  onorevole  Assessore, e lei non ha risposto ad una
  precisa richiesta  che  le  avevo fatto in sede di dibattito e di
  discussione  generale,  di  riferire al Parlamento come intendeva
  risolvere nel  rapporto  con i comuni la questione della certezza
  in  ordine   alla  stesura  ed  alla  redazione  dei  bilanci  di
  previsione degli  enti  locali,  dal  momento che si dice che lei
  avrebbe detto  che  si  impegnava a fare una lettera con la quale
  assicurava  agli  enti  locali che nell'anno 2002 i trasferimenti
  comunque non sarebbero scesi al di sotto di quelli del 2001.
       Io le  chiedo  onorevole  Assessore  -  torno  a ribadire la
  richiesta  -  di  comunicare  al Parlamento se intende confermare
  questa voce che c'è in giro.
       Io più che fare promesse, come ha fatto ieri sul Giornale di
  Sicilia  il Presidente della Regione, che non può mantenere, e mi
  dispiace   che   proprio  nel  momento  in  cui  si  discute  dei
  trasferimenti  agli  enti  locali il Presidente della Regione non
  colga l'occasione ora, per dire effettivamente cosa intende fare.
       Ma  più  che  fare promesse che non si possono mantenere, io
  inviterei  il  Governo, il Presidente della Regione, a fare mente
  locale su  una cosa grave che è accaduta con la legge finanziaria
  nazionale e  che la dice lunga su cosa intende per federalismo il
  Governo nazionale.  La  cosa  grave  è  che dal 2002 il Ministero
  dell' Interno riduce del 4,5 per cento il trasferimento agli enti
  locali pari alla cosiddetta quota di compartecipazione al gettito
  dell'IRPEF in sede regionale.
       Questo cosa significa? Questo significa che se un comune del
  nord  partecipa  alla  compartecipazione  in  misura  del 4,5 per
  cento,  il  4,5  per  cento  di  un comune del nord equivale come
  minimo al  30,40 per cento di un comune del sud; sicché il comune
  del nord  avrà  sì  una  riduzione del 4,5 per cento, ma avrà una
  compartecipazione  dieci  volte  superiore  a  quella  del comune
  siciliano.
       E  allora,  se  è  questo il federalismo che avete in mente,
  dovete  sapere  che  questo  federalismo  porta  alla  bancarotta
  fraudolenta  dei  comuni siciliani e della Regione.
       Io chiedo  che  il  Presidente  della  Regione dica qui cosa
  intende  fare  rispetto  a questo attacco violento alle autonomie
  locali  siciliane  e meridionali che sono quelle che abbisognano,
  ancora una  volta, di una solidarietà sul piano nazionale, invece
  che cincischiare, invece che raccontare frottole.

     PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
  facoltà.

     CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, devo dire
  che  sono rimasto abbastanza allibito ascoltando le dichiarazioni
  dell'onorevole  Mancuso,  anche  perché  fa  parte di un coro che
  ormai credo  sia  diventato  un  modo  di comunicare, per cui chi
  c'era prima  ha  speso  e  ha  fatto male, chi è arrivato adesso,
  poveracci, non hanno le risorse per spendere, e, quindi, mettiamo
  le tasse, aumentiamo l'ICI, aumentiamo la TARSU, aumentiamo tutti
  i tributi  comunali  per  giustificare  il  fatto  che prima si è
  speso.
       A questo  si  aggiunge  il  fatto  che  con  questa  manovra
  finanziaria che voi proponete non solo tagliate trecento miliardi
  di trasferimenti  rispetto  al consolidato del 2001, ma nel 2002,
  con  un  altro  capolavoro  fatto  dalla finanziaria del ministro
  Tremonti, è stata introdotta una cosa che vedo continua ad essere
  sottovalutata,  all'interno  di  questa Assemblea e dentro questa
  Regione,   ovvero   il  comma  3  dell'articolo  25  della  legge
  finanziaria nazionale che prevede che i comuni compartecipano nel
  prelievo del fondo dell'Irpef dei singoli territori.  Questo vuol
  dire che  fino  a  4,5  per  cento i comuni avranno trasferimenti
  diretti  attraverso  l'Irpef  che  verseranno  i  cittadini,  non
  aggiuntiva, l'Irpef normale che pagano i cittadini.
       C'è  un  piccolo  problema: tutto questo funzionerà forse da
  Reggio Calabria  in  su,  in Sicilia il problema è che l'Irpef la
  riscuote la  Regione.  Quindi, questo -4,5 per cento che i comuni
  siciliani avranno,  con il 2002, di minori trasferimenti da parte
  dello  Stato,  dovrebbe  quanto  meno  essere compensato da parte
  della stessa  Regione  siciliana;  ma vedo che la cosa al momento
  non interessa;  sarà un problema quando, a fine anno, scopriranno
  anche i comuni di avere meno entrate, almeno del 4,5 per cento su
  quelle certe dello Stato.
       A tutto  questo  si aggiunge che i 300 miliardi oggi in meno
  con i  quali voi definite la manovra finanziaria determinano, nei
  fatti, non solo  un  aumento  di  costi che ci sono e che ci sono
  stati,  ma  anche  aumenti  contrattuali, condizioni per le quali
  alcuni  comuni  cominciano  ad  annunciare  la chiusura di interi
  dipartimenti di servizi sociali. Sta saltando nei comuni tutta la
  politica di attività sociale, i comuni sono ormai soltanto luoghi
  di  spesa   certa   per  stipendi.  Voi  vi  assumete  una  grave
  responsabilità, perché la trincea più avanzata nel rapporto con i
  cittadini   -   che   è   rappresentata   dai   sindaci  e  dalle
  amministrazioni   locali   -  viene  esposta  ad  una  pericolosa
  condizione anche di natura democratica.
       Tutto  questo  lo  dico perché sento in quest'Aula aleggiare
  uno spirito contro i comuni, uno spirito che guarda i comuni come
  un  fastidio,  un  rivale. Piuttosto che pensare alla Regione che
  decentra,  che  sposta  poteri e risorse verso le amministrazioni
  locali, c'è  un  tentativo  subdolo  e meno subdolo di fare della
  Regione  l'unico  soggetto istituzionale che governa, controlla e
  gestisce la spesa in questo territorio.
       Per queste  ragioni, credo che il Governo abbia il dovere di
  di   valutare   con   attenzione   l'emendamento   proposto   dal
  centrosinistra per  consentire  di  avere  in  Sicilia ciò che la
  Costituzione italiana prevede e cioè che lo Stato è rappresentato
  dallo Stato,  dalle Regioni, dai Comuni e dalle Province; non c'è
  la Regione e poi figli di un Dio minore ovvero gli Enti Locali.
       Credo che queste questioni non debbano essere affrontate con
  la   sufficienza   ragionieristica  di  una  questione  meramente
  contabile,  senza  guardare,  senza valutare gli effetti politici
  che si  stanno determinando nella vita dei comuni, che non sono i
  comuni  di  centrosinistra,  sono  sia  i comuni amministrati dal
  centrosinistra  sia  quelli amministrati dal centrodestra.  Tanto
  più che  - voglio ricordarlo - il 26 maggio in Sicilia andranno a
  votare 150  comuni.  Dovrete  spiegare  ai  150  comuni in cui si
  svolgeranno le elezioni che il primo atto del nuovo Governo della
  Regione è  stato  quello  di avere tagliato 300 miliardi rispetto
  all'anno precedente.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Cintola. Ne ha
  facoltà.

     CINTOLA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, intervengo
  quasi   impropriamente  in  quanto  ritengo  che  in  Commissione
  'Bilancio' si  sia già svolta una lunga ed importante discussione
  sull'argomento.
       Il Governo in quella sede ha dato le assicurazioni più ampie
  sul  modo   di   procedere;   io   oggi  mi  ritrovo  soltanto  a
  sottolineare   alcuni   interventi   ed   in  particolare  quello
  dell'onorevole  Capodicasa  che  ritengo  sia  stato  tra  i  più
  espliciti.
       A mio avviso sarebbe bastato per quest'Aula che vuole andare
  verso  una  chiusura  della stagione di "Bilancio" per arrivare a
  fare diventare l'Aula nel pieno ruolo legislativo che le  compete
  e  che  non  può  esercitare  fin tanto che non sarà approvato il
  bilancio.   Io   ritengo  di  dovere  fare  soltanto  un  appello
  importante,  molto  pacato e sereno: l'argomento è stato trattato
  in termini  esaustivi  come  volontà  e  come impostazione di una
  posizione, che  è  corretta,  di  una  minoranza  che ha espresso
  compiutamente il suo pensiero.
       Io  capisco  ciò,  capisco  che  possano  esserci  posizioni
  differenti  che  vengono  assunte  dal  Governo  perché  deve far
  quadrare i  conti, ma mi rendo conto che se abbiamo fatto già uno
  sforzo  in  Commissione,  per  quanto  riguarda  i deputati della
  maggioranza  che  hanno  ritirato  tutti gli emendamenti di spesa
  alla Finanziaria,  e  se  anche  ora in  Aula facessimo la stessa
  cosa,  senza  volere 'quartare' alcun deputato nel proprio ruolo,
  eliminare  cioè  tutti  gli  emendamenti  di  spesa  e  tutti gli
  emendamenti presentati dalla maggioranza (io parlo a nome del mio
  gruppo e posso codificare che così faremo), lo faremmo perché  in
  Commissione  c'è  stato  un  intendimento  unanime,  minoranza  e
  maggioranza, di arrivare ad approvare entro domani notte Bilancio
  e Finanziaria.
       Ora dico, se l'argomento portato è importante, è cardine, un
  intervento per  ogni gruppo in proposito avrebbe potuto benissimo
  evidenziare una situazione  che la minoranza sa con certezza: sia
  il Governo che  la maggioranza hanno in Commissione dichiarato la
  indisponibilità, non la  volontà di non arrivare a compimento. Il
  fatto che in Aula venga ribadito è importante, ma se vogliamo, da
  un  lato,   esprimere   compiutamente  un  pensiero,  dall'altro,
  arrivare ad approvare  il  bilancio e la finanziaria entro domani
  sera, possiamo  scomodare,  onorevole Capodicasa, tutti i sindaci
  del mondo, io sono convinto che li inciteremo anche a parlare, ma
  alla fine però, io  che  non  sindaco di alcun paese, mi sentirei
  quasi in difficoltà  perché non voglio pensare al sindaco del mio
  paese, dato che sindaco non sono.
       Allora io troverei in nuce  una  contraddizione  che  non ci
  serve per quello che vogliamo fare.
       Qui tutti  siamo responsabilmente convinti che c'è necessità
  di dare di più ai  comuni,  così  come siamo convinti che non c'è
   ossibilità di  intervenire  con  maggiori uscite considerato che
  non abbiamo quelle  entrate necessarie e considerato che vogliamo
  arrivare più facilmente a quello che diciamo con chiarezza essere
  l'obiettivo di questo  governo e di questa maggioranza: andare al
  pareggio dei conti  nel  più  breve  tempo  possibile,  dato  che
  abbiamo trovato  situazioni certamente non facili. Se l'assessore
  Pagano, a cui va il  mio  rispetto per il modo in cui ha condotto
  fino ad oggi  questa  vicenda, ha trovato quattromila miliardi di
  buco e l'ha ridotto a duemila, significa che il primo passo ...

     CAPODICASA. Chi ha fatto  quel  buco?  Onorevole  Cintola, lei
  sosteneva il Governo che ha prodotto quel buco

     CINTOLA ... e  sostenevo anche quello precedente che quel buco
  non l'aveva fatto. Lei, onorevole Capodicasa, aveva un governo in
  cui era presidente e  doveva  sostenerlo  per  forza,  io  ero un
  semplice deputato che non  ha mai avuto incarichi di governo e ho
  sostenuto le cose giuste. Non capisco perché  lei si scaldi tanto
  e perché non riesce a rientrare nel clima.
       Volevo richiamare  l'attenzione  di  coloro  i  quali,  come
  l'onorevole Capodicasa,  avendo governato,sanno che tutte le cose
  si poteva fare, che  tante  cose  c'erano  da  fare,  ma  che  la
  ristrettezza  del  bilancio  spesso  e  volentieri  impedisce  di
  realizzare  compiutamente   volontà   primarie.
       Noi ci stiamo  lavorando, vogliamo tentare di fare il nostro
  dovere fino in  fondo  e  ci  auguriamo  che  anche l'opposizione
  faccia altrettanto, perché  aumentare senza dire da dove prendere
  i soldi non è molto corretto.

     FORGIONE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE. Signor Presidente,  onorevoli  colleghi, la politica
  siciliana, come i  comuni  in  questo  momento ha poche certezze;
  una, però ce l'ha: l'onorevole Cintola sostiene sempre i governi,
  di qualunque colore,  di  qualunque formula, di qualunque casacca
  siano, e lo fa con tenacia.
       C'è un'altra certezza che noi  abbiamo  e  che  vogliamo qui
  dichiarare: l'onorevole  Cintola  non riuscirà ad imbavagliare il
  Parlamento siciliano, per cui su una materia così delicata come i
  finanziamenti agli enti locali  non  è  che qualcuno può venire a
  spiegarci che basta  un  solo  intervento  e  poi  bisogna andare
  spediti. No, questa è  materia che va approfondita, perché è bene
  che  tutti i  deputati,  di  tutti  i  gruppi  politici,  abbiano
  consapevolezza  di   cosa   succederà  con  l'approvazione  della
  proposta.
       E per questo è bene che si voti con appello nominale, perché
  ognuno renda conto  non al suo comune o ai suoi sindaci, ma renda
  conto ai  cittadini  di  cosa  significa  quello  che  noi stiamo
  votando.
       Mi rivolgo all'assessore  per  il bilancio:  quando si mette
  in entrata  un contenzioso definito nel contributo "eventualmente
  da riscuotere", la battuta  che  mi  viene  spontanea è che siete
  proprio fissati col  falso  in bilancio, voi della destra. Perché
  questo è un classico  esempio  di falso in bilancio, primo perché
  si mette in entrata  un  contributo  che  non è certo che arrivi,
  anzi, è quasi sicuro che non arriverà perché  la storia di questo
  tipo di contenziosi  con  lo  Stato ce lo dimostra.  Addirittura,
  rivendicheremmo 17 mila  miliardi, e figuriamoci questo Stato che
  risolve a favore della Regione Sicilia questo contenzioso
       Ma c'è  di  più.  Non  soltanto  l'anno  precedente  con  il
  Governo che lei sosteneva, onorevole Cintola, sono stati tagliati
  i fondi ai comuni, non soltanto; una variazione di bilancio li ha
  ulteriormente diminuiti, oggi voi non soltanto fotografate quella
  realtà, diminuendola  ulteriormente,  ma  mettete  in  entrata un
  contributo che non è certo che arrivi.
       Cosa vuol dire  questo?  Vuol  dire che c'è un altro aspetto
  che dovete dichiarare  e  cioè che questo articolo fa il paio con
  un altro  articolo  che  ci  troveremo  a  discutere domani nella
  finanziaria e  che  dice  che  vengono  premiati  quei comuni che
  allargano  la  base  contributiva,  cioè  vengono  premiati nella
  distribuzione di  queste  risorse  quei  comuni  che aumentano le
  tasse ai cittadini.
       State  facendo  una  doppia  grave  operazione:  tagliate le
  risorse e le  poche risorse che rimangono dite che le distribuite
  in modo premiale  a  quei comuni che aumentano le tasse alla base
  contributiva.
       Sì,  voi  siete   un   Governo  liberista.  Lo  capisco.  Lo
  contrasto, ma lo capisco.
       Ma,  vi  rendete   conto   che  queste  scelte  politiche si
  scaricheranno direttamente sui cittadini?
       Ci  sono  comuni   che  stanno  fallendo.  Lo  vorrei  dire,
  all'onorevole Mancuso, al sindaco di Adrano: non ci dividiamo tra
  chi ha sprecato di più  e  chi ha sprecato di meno. Questa scelta
  porterà alla  dichiarazione  di dissesto finanziario per numerosi
  comuni  siciliani e  il  dissesto  finanziario  vuol  dire  anche
  mettere  numerosi   comuni  siciliani  vuol  dire  anche  mettere
  lavoratori che  garantiscono  alcuni  servizi  in  mobilità,  una
  mobilità che dura due  anni,  dopo  di  che, con  la  nuova legge
  nazionale,  questi   lavoratori  dipendenti  dei  comuni  saranno
  costretti a spostarsi in altre parti del Paese.
       State  facendo  una  tripla  operazione  grave:  tagliate il
  finanziamento ai comuni;  mettete i comuni in condizione di dover
  sopprimere alcuni servizi;  aumentate  la  base di tassazione dei
  cittadini mettendo nello  stesso  tempo,  a  rischio  centinaia e
  centinaia di lavoratori.
       Tuttavia, avete ancora il tempo per tornare indietro.
       Qui non  stiamo  discutendo  di  qualche  lira,  non  stiamo
  discutendo  di   contributi  ad  associazioni  culturali,  stiamo
  discutendo di contributi ai comuni
       Queste richieste - il Presidente della Regione e l'Assessore
  per il bilancio lo  sanno - non sono richieste delle opposizioni,
  sono le richieste  dell'ANCI,  l'associazione di cui è presidente
  un  autorevole   sindaco  del  Polo  delle  libertà,  l'onorevole
  Bufardeci.
       Non  sono  richieste   di  parte,  non  stiamo  facendo  una
  battaglia dell'opposizione contro la maggioranza; stiamo parlando
  degli interessi generali dei cittadini siciliani
       E  voi   oggi   con   questo  voto  vi  state  assumendo  la
  responsabilità di  colpire servizi e quindi di negare risposte ai
  bisogni delle donne e degli uomini della Sicilia.

     VICARI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     VICARI.  Signor Presidente dell'Assemblea, Assessore D'Aquino,
  Assessore Pagano, il tema posto dalle opposizioni, in particolare
  dall'onorevole  Speziale -  credo  che  sia  stato  il  primo  ad
  intervenire sul problema dei comuni  -  è  un tema che non ci può
  dividere, è un problema reale,  è un problema che esiste e non un
  problema che avranno in  più  o  in  meno soltanto i comuni della
  destra  o   della  sinistra.  Non  dobbiamo  guardare,  onorevole
  Mancuso, a cosa si é  trovato, soffermarci su chi ha speso in più
  o  in  meno,  non  credo  sia  questo  il  giusto  atteggiamento;
  diversamente sarebbe  troppo  debole  e  mi  sembrerebbe doveroso
  difendere a tutti i  costi  qualcosa  che  non  si può difendere.
       Credo,  invece,  che  nella  proposta  del  Governo  qualche
  aspetto positivo, anche se, però, da correggere, possa cogliersi.
       A meno che i numeri non ci ingannino, i dati che l'assessore
  per il bilancio ci  ha  fornito  e ci fornirà, sicuramente, in un
  eventuale intervento, sono  dei  dati  rassicuranti nel senso che
  nel 2001 i  Comuni  e le Province hanno ricevuto complessivamente
  1.808  miliardi  a   fronte   di  una  dotazione  iniziale  nelle
  previsioni  di  1.766   +   42   nelle  variazioni  di  bilancio.
  Certamente, questo dato  dei  1.808 miliardi é  lontano da quello
  cui faceva riferimento  l'onorevole Speziale. Ma, é  vero che nel
  2002, invece, sono previsti  -  esprimo  le cifre in lire così ci
  capiamo  -  1.863  miliardi?  Se  é  vero  questo  dato,  esso  è
  confortante anche perchè  incentiva  maggiormente i dati del 2001
  ...

     CAPODICASA. Non è così, onorevole Vicari.

    VICARI ...  onorevole Capodicasa, gli assessori per il bilancio
  e per gli  enti  locali  ci  forniscono  questi  dati.  Tuttavia,
  poiché  il  problema  é  serio,  e  so  che,  eventualmente,  una
  riduzione di somme  metterebbe  in  ginocchio  gli  enti  locali,
  voglio capire qual é  la  verità  dei numeri; ma, se sono questi,
  gli enti locali possono  stare  un  po' più sereni. E' anche vero
  che  l'Anci  e il  suo  Presidente  hanno  posto  seri  dubbi  in
  particolare  sul  contenzioso,  su  quella  appostazione  di  300
  miliardi del contenzioso,  ma  -  mi  chiedo - perché  scaricarla
  sempre sui figli  più deboli?  Perché appostarla alle entrate per
  gli enti locali?  Credo che  sia  un  po' più coerente, se é vera
  questa incertezza, come  pare  sia,  metterla,  per  esempio, per
  quelle spese della Regione che sono assolutamente non necessarie.
  E di spese non  necessarie ce ne sono tante.  Penso ai contributi
  ad associazioni  assolutamente  inutili che esistono soltanto per
  queste entrate della Regione;  penso alle indennità a consigli di
  amministrazione  assolutamente  inutili,  che,  anzi,  si  stanno
  trasformando e,  quindi,  é  possibile  recuperare  quelle spese.
  Allora, se c'é  questa  incertezza  e  non possiamo creare questa
  fibrillazione nei Comuni, perché  non  é un problema di destra né
  un  problema di  sinistra,  questi  300  miliardi  di  incertezza
  spostiamoli in somme  non  necessarie  e lasciamo vivere sereni i
  Comuni anche per il  prossimo anno.  In particolare, ma questo lo
  farò successivamente  durante  l'esame della finanziaria, ci sono
  degli articoli  nella  finanziaria  che non possono assolutamente
  trovare  attuazione.  Si  sa,  credo  che  anche  la  Commissione
  bilancio sappia di questi articoli, mi riferisco al 31, al 32, al
  34 e a qualche altro;  anche  lì  é  certo  un recupero di spese.
  Quindi, possibilità di  manovra  ce  ne  sono  ma  lasciamo certa
  l'entrata per i  Comuni,  anzi inviterei l'assessore per gli Enti
  locali a fare la  comunicazione  al  più  presto a tutti i comuni
  della Sicilia per potere chiudere i propri bilanci.

     BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BARBAGALLO.    Signor    Presidente,    onorevoli    colleghi,
  l'onorevole Vicari  ha  suscitato l'ammirazione e l'apprezzamento
  di  tutti perché  il  problema  é  stato  affrontato  in  maniere
  corretta  con  un   approccio   che  non  prevede  una  divisione
  preconcetta fra  centrosinistra  e  centrodestra;  infatti  sulla
  questione degli enti locali ci sono problemi di cultura politica.
  Mi  rifaccio,   come   ha   fatto   il   Presidente   Capodicasa,
  all'esperienza ed alla formazione politica del Presidente Cuffaro
  e dell'assessore Pagano per  dire  che  in  tutti  gli ambiti nei
  quali sono stati  chiamati  ad  intervenire.  Essi  hanno  sempre
  sbandierato il  concetto  della  sussidiarietà, la valorizzazione
  dei  corpi  intermedi.   La  sussidiarietà  si  realizza  con  un
  protagonismo nuovo  dell'associazionismo  ma,  si rende attuabile
  valorizzando le istituzioni  più  vicine ai cittadini. Quindi c'è
  un problema di scelta  di  fondo  di  questa finanziaria che va a
  colpire le persone più  deboli,  va  a  colpire  ad  esempio, gli
  studenti che non  potrebbero  più esercitare il loro diritto alla
  mobilità; va a colpire i servizi essenziali dei comuni. In questi
  anni ci si è  sempre più accaniti nei confronti degli enti locali
  e l'anno scorso io ricordo  che in questa Aula c'è stato un grido
  d'allarme soprattutto per  i  comuni  sotto i 10.000 abitanti che
  sono quasi sull'orlo  del  dissesto  e  il dissesto significa una
  precarietà  per   il   personale,   una  precarietà  per  servizi
  fondamentali che riguardano le nostre comunità.
       Dunque, su questa vicenda,  ma anche su altre, mi auguro non
  ci sia  un  atteggiamento  come  quello  adottato  dall'onorevole
  Mancuso per il  quale  ha cercato di attribuire responsabilità al
  Governo del centrosinistra, o come quello adottato dal Presidente
  Cuffaro il quale ha  dichiarato  al  Giornale  di Sicilia che lui
  questi  problemi  li  ha  ereditati.  Per  la  verità,  li  hanno
  ereditati gli altri, perché lui è da otto anni al Governo, non da
  sei mesi, ed è al Governo con una delega significativa ...

     SPEZIALE. Da 6 anni.

     BARBAGALLO ... da  6 anni, è vero, onorevole Speziale. Dicevo,
  con una  delega  significativa,  quella dell'agricoltura, quindi,
  quella di addossare le colpe ai governi precedenti, mi sembra una
  politica sterile.  C'è la necessità, invece, di fare una verifica
  sulle scelte di  fondo,  sull'idea  di  regione, su quale cultura
  vogliamo affermare, se i fondi devono essere tolti ai più deboli,
  se si deve continuare  con  una  politica che pubblicizzai chi la
  realizza anziché  chi  ha bisogno effettivamente di nuove risorse
  finanziarie.
       Mi auguro, quindi, che  ci  sia  prima  o poi da parte della
  maggioranza un moto  d'  orgoglio  attraverso il quale si indichi
  quale sia il modello di sviluppo, che ruolo devono avere gli enti
  locali in Sicilia,  quali  soggetti  e  quali  referenti  sociali
  vogliono premiare; cioè si  abbia  il  coraggio di dire qual é la
  regione del futuro.  Non  basta  soltanto  dichiarare, in termini
  assolutamente non  significativi,  che  abbiamo  il  progetto  di
  sviluppo della famiglia  o  delle  politiche  sociali,  perché la
  politica per la  famiglia  e  le  politiche  sociali  partono dai
  comuni,  dagli enti  locali,  i  quali  attraverso  la  legge  22
  svolgono le funzioni  più significative in termini di risposta ai
  bisogni dei più  deboli.  Dunque questo Governo, anziché fare una
  finanziaria di tagli, di tasse e di ticket si ponga seriamente il
  problema degli enti locali. Mi affido per questo alla maggioranza
  di centrodestra, che ha tanti sindaci e potrebbe averne ancora di
  più probabilmente nella prossima tornata elettorale.

     FERRO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FERRO. Signor Presidente,  onorevoli colleghi, credo ci sia un
  momento in cui, al  di là degli schieramenti per atti importanti,
  come sono gli  atti di programmazione finanziaria, sia necessario
  chiedersi  e  comunicare  ai  siciliani  cosa  stiamo  facendo.Io
  comprendo che l'onorevole  Cintola  abbia  fretta di approvare il
  bilancio: lui ha già  deciso  che  entro domani notte il bilancio
  sarà approvato;  vedremo. Naturalmente l'atteggiamento che io qui
  sto  registrando,   non   è   un   atteggiamento  di  opposizione
  preconcetta a questo o  a  quel  provvedimento,  ma  si tratta di
  riflettere insieme  su  quale  messaggio  stiamo  comunicando  ai
  siciliani e cosa stiamo dando ai siciliani.
       Avevate promesso loro  che ci sarebbero state meno tasse per
  tutti; in realtà stiamo  dando, invece, ticket e tasse per tutti.
  Infatti nel momento in cui gli enti locali ricevono meno risorse,
  è evidente che  essi  dovranno  attrezzarsi per far pagare questo
  costo  ai   cittadini.   Ma   quali   cittadini,  prevalentemente
  pagheranno queste scelte?
       Le  pagheranno  i   soggetti  più  deboli,  quelli  nei  cui
  confronti è già un  corso il taglio della spesa per l'assistenza;
  quei soggetti deboli che  non  possono  difendersi e che non sono
  difesi. Nel contempo,  però,  lo  stesso  governo  che  fa questo
  provvedimento finanzia il banco alimentare.
       Capisco le difficoltà  che  ci  sono  sul  bilancio, capisco
  anche che ci vuole  una linea di coerenza, un filo conduttore che
  riesca a fare interpretare ai siciliani quello che effettivamente
  é, però questo  governo  ha trovato l'unica soluzione di tagliare
  indiscriminatamente, far  pagare  più  tasse e soprattutto andare
  contro i ceti più deboli della società.

     SPAMPINATO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPAMPINATO. Signor  presidente,  onorevoli colleghi, non posso
  non iniziare il mio  intervento se non citando l'onorevole Vicari
  che, giustamente, diceva che questo  é  un  tema su cui non ci si
  può dividere, ma bisogna confrontarsi.
       Io ritengo che  la  prima  manovra  finanziaria  del Governo
  eletto l'anno scorso  dal popolo siciliano sia necessariamente un
  primo test, un momento  di  confronto  ed  un  momento  anche per
  cercare di fare chiarezza rispetto alle posizioni che maggioranza
  e minoranza vogliono  assumere in questa legislatura.
       La mia breve  esperienza  non  mi  fa essere fiducioso sulla
  possibilità  di  fare  chiarezza,  basti  pensare  a  ciò  che  é
  accaduto nella votazione  scorsa  dove  abbiamo  assistito  ad un
  emendamento originariamente  presentato  da lei, presidente della
  commissione bilancio, prima  viene  dato  parere  negativo  e poi
  viene  dato voto  contrario  e,  quindi,  bocciato  dalla  stessa
  maggioranza che lo aveva proposto.
       Questo non testimonia un  clima di disponibilità che ci deve
  essere nel dialogo, ma vogliamo insistere,  crediamo che ci possa
  essere dialogo ed ulteriormente ci riproponiamo per cercarlo.
       Ecco  perché   non   c'é  su  questo  tema  alcun  interesse
  politico, perché così  come più volte é stato evidenziato, ormai-
  ed aggiungo purtroppo -  la  maggior parte dei comuni siciliani é
  retta dal maggioranze di centrodestra.
       Né d'altra parte  c'é  un  atteggiamento  demagogico, ma c'é
  esclusivamente coerenza. Spesso  e  volentieri si contesta, in un
  sistema tendenzialmente bipolare come  ormai  é  il nostro, che i
  programmi presentati al  momento  della  campagna  elettorale  si
  assomigliano, e così  probabilmente in tema di decentramento agli
  enti locali,  il  programma  proposto  dall'onorevole  Cuffaro, e
  quindi dal  centrodestra, ed il programma proposto dall'onorevole
  Orlando, e  quindi,  dal  centrosinistra,  per  quanto riguardava
  questo  tema  erano   molto   simili,   perché   si   parlava  di
  decentramento e si  parlava  di  maggiori trasferimenti agli enti
  locali.
       Il momento di  verifica  é  quello  della  realizzazione dei
  programmi. Ecco  perché  adesso  vogliamo  chiarezza  e  vogliamo
  sapere qual'é la  posizione  del  Governo,  il  quale in campagna
  elettorale  aveva   parlato  di  federalismo,  aveva  parlato  di
  decentramento  agli   enti   locali,   per   quanto  riguarda  il
  trasferimento dei fondi agli enti locali.
       Ecco perché faccio mia  la proposta venuta da tanti colleghi
  di arrivare al voto  per  appello  nominale.
       Onorevole Cintola, anche  se  il  tema  é  stato trattato in
  maniera approfondita in sede di commissione bilancio, ritengo che
  questa  sia la  sede  deputata  a  verificare  le  posizioni  del
  Governo, ma anche di  ogni singolo deputato. Noi daremo il nostro
  apporto affinché  si arrivi all'approvazione del bilancio entro i
  termini previsti ma ciò  non  toglie  che  noi non dobbiamo e non
  possiamo intervenire su  questo  tema.
       A questo punto  ritengo  di  dover  ancora  una volta citare
  l'onorevole Vicari perché è  ormai  evidente  che  il buco di 300
  miliardi, per quanto riguarda gli enti locali, esiste; lo potremo
  riverificare,  lo   potremo   riaffermare.  Allora,  riprendo  la
  proposta avanzata dall'onorevole Vicari: perché  collegare questa
  entrata eventuale ( la stessa legge parla di contributo eventuale
  dello Stato) necessariamente alle risorse degli enti locali e non
  invece collegarla con  qualcosa che, sicuramente, è di secondaria
  importanza?  Credo che  questo sia un atteggiamento di confronto;
  non c'è  alcuna strumentalizzazione politica, per quanto riguarda
  noi, non c'è alcuna  demagogia, ma noi oltre ad essere deputati -
  e  quindi non c'è  nessun  richiamo  ai  sindaci  -  siamo  anche
  cittadini e non vorremmo vedere tagliati alle nostre comunità 300
  miliardi,  che  significano  un  quinto  dei  bilanci  comunali.
  Ciò significherà che, su  cinque servizi di cui oggi noi fruiamo,
  uno di questi necessariamente verrà tagliato.  Noi oltre che come
  parlamentari,  a  prescindere  dall'opposizione, dalla minoranza,
  come  cittadini  chiediamo   che   ciò   venga   preso  in  seria
  considerazione.

     ODDO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ODDO.  Signor  Presidente,   onorevoli  colleghi,  si  rischia
  evidentemente di essere ripetitivi ed  io  farò  di tutto per non
  esserlo.
       Innanzitutto, mi avrebbe  fatto piacere - credo non soltanto
  a me - sentire  il Presidente della Regione, dato che proprio lui
  giorni fa ha  annunciato,  come ricordato da diversi colleghi che
  mi hanno preceduto,  che  i comuni avranno più trasferimenti.
       Si parlava, appunto,  di  cifre  che  volevano tutto sommato
  dimostrare rispetto al  pregresso,  rispetto  a  quanto  è  stato
  trasferito l'anno  scorso,  che  quest'anno  la  Regione  avrebbe
  erogato maggiori  trasferimenti.  Perché  dico questo?  Perché la
  mia convinzione è quella  che  c'è un Governo che vuole veramente
  giocare solo sotto  l'aspetto dell'effetto mediatico e non vuole,
  invece, soffermarsi seriamente su quali sono le difficoltà che si
  possono  incontrare  anche  per  far  quadrare  un  bilancio,  ci
  mancherebbe altro  Guai a  non  dare  la giusta sensazione di uno
  sforzo che, sicuramente,  è  uno  sforzo  che  non  merita  molto
  apprezzamento politico,ma sempre uno sforzo è.
       Allora, prima  considerazione:  noi  abbiamo  dal  punto  di
  vista dei numeri  una  reale  difficoltà  per  quanto  concerne i
  trasferimenti ai Comuni  e  quest'anno  trasferiremo da 250 a 300
  miliardi   in   meno.
       Seconda questione:  non  è opportuno affidare una questione,
  peraltro così delicata,  come  quella del governo dei Comuni,  ad
  una entrata assolutamente  incerta,  così come hanno detto alcuni
  colleghi.
       Intanto  c'è  un  principio  di  carattere  generale:  sulla
  questione  dell'incertezza  delle  entrata  bisognerebbe  operare
  un'operazione-verità. Quindi, da  questo  punto di vista io credo
  che  vada sottolineato  ulteriormente  il  fatto  che  non  siamo
  dinanzi ad uno sforzo  serio  che  può  vedere in futuro anche un
  vero percorso di risanamento;  siamo dinanzi ad una situazione in
  cui ancora oggi noi  vogliamo  affidarci  a  questi aspetti a mio
  avviso estremamente criticabili.
       Terza questione:  in  questi  mesi i Comuni hanno, volenti o
  nolenti, aumentato le tasse;  basti  vedere  (non so se ci sia un
  monitoraggio fatto  dall'Assessorato,  ma  credo  di  si)  cosa è
  successo,  per  esempio,  sulla  questione  famosa  dell'aliquota
  IRPEF, sui quali molti sono intervenuti già per aumentarla.
       C'è, dunque,  un'esigenza sempre più pressante in termini di
  entrate  nei  Comuni  e  c'è  soprattutto,  perché  no,  a  volte
  l'esigenza  di  intervenire  per esempio sulle imposte, l'ICI per
  tutte.  Allora cosa stiamo dicendo?  Dobbiamo dirlo traducendo in
  termini  politici;  stiamo dicendo che questa ulteriore decisione
  nel momento in cui sciaguratamente verrà presa comporterà volente
  o  nolente  un  ulteriore  aumento  della  pressione  fiscale sui
  cittadini.  Ed è chiaro che associato al fatto che noi in Sicilia
  introduciamo  un  ticket  odiosissimo  per  la  verità e vogliamo
  inserire  anche  il tributo ambientale, che è sostanzialmente una
  tassa  sulle reti metanifere, è inutile che ci prendiamo in giro,
  tale  aumento  ce lo ritroveremo al momento di pagare le bollette
  relative. Quindi, è inutile girarci attorno.
       Non   solo.  In  questo  senso,  mettiamo  ulteriormente  in
  difficoltà   i   comuni.   Non   possiamo   non   considerare  le
  ripercussione  sull'ente  locale  sia  in  Sicilia  che nel resto
  d'Italia. Il comune è un qualcosa che non possiamo considerare in
  maniera sbadata, esso è l'elemento centrale di come evidentemente
  si  articola  la nostra realtà, e non solo la nostra impostazione
  anche  democratica.  Il  problema  dei comuni va visto secondo me
  come  una  delle  questioni  fondamentali  e  centrali perchè ciò
  significa   soprattutto  servizi  e  anche  qualità della vita in
  senso generale.
       Allora,  non  si  tratta,  vedete,  di  un  deputato X o del
  problema  di un rappresentante del centro-sinistra che si intesti
  una  battaglia;  io  credo debba essere consapevolezza di tutti i
  colleghi  che ci troviamo dinanzi ad una discussione delicata che
  necessiterebbe  da parte del Governo sicuramente una approfondita
  riflessione.
       E io mi permetto di suggerire all'assessore Pagano, dato che
  non  lo  possiamo  fare  direttamente  con  il  presidente  della
  regione  -  per  la  verità,  dobbiamo essere sinceri, forse è la
  terza  volta  che  il  presidente  della  Regione viene in Aula e
  quindi  dobbiamo  riconoscergli  la  volontà  di confrontarsi con
  l'Aula  -  ,  però  dico all'assessore Pagano di attivarla questa
  riflessione  perchè  non è vero, dobbiamo essere sinceri, che c'è
  un  centro-sinistra  che  fa  i  calcoli sbagliati. La verità che
  sappiamo  tutti è che quest'anno non siamo in grado di assicurare
  i   giusti   trasferimenti.   Sarebbe   opportuno  una  pausa  di
  riflessione  dunque  per  vedere  in che misura invece si può, da
  questo  punto di vista, sopperire a quanto non previsto in questo
  bilancio.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     D'AQUINO,  assessore  per  gli  enti  locali. Vorrei  fare una
  brevissima  comunicazione.  Siccome siamo stati chiamati in causa
  anche  per  i  trasferimenti  e  la  certezza  dei trasferimenti,
  intanto  devo  dire  che  l'Assessorato  degli enti locali ha già
  trasferito  i  2/12 come consentito dall'esercizio provvisorio ai
  comuni;  poi subito dopo l'approvazione della manovra di bilancio
  darà  una  comunicazione  su quelli che saranno i trasferimenti e
  l'entità degli stessi in seno anche alla conferenza regionale per
  l'autonomia  locale  che è prevista dalla finanziaria   nei tempi
  che   nei   modi  e,  quindi,  per  dare  certezza,  ripeto,  dei
  trasferimenti.
       Per  quanto riguarda invece le cifre all'esame del bilancio,
  posso  dire  che  questo  bilancio ha previsto un appostamento di
  1868  miliardi  tra  le somme stanziate ed i fondi globali. Credo
  dunque  che  il  Governo  abbia dimostrato un'attenzione maggiore
  rispetto  agli anni precedenti e comprendiamo che quindi oggi sia
  un problema dell'assessore per il bilancio e le finanze.

     CAPODICASA. Allora  se  fa queste dichiarazioni non ha sentito
  niente del dibattito

     D'AQUINO.   Credo   sia   nell'interesse   di  questo  Governo
  prevedere  degli  stanziamenti  e  dare  una  filosofia  certa ai
  comuni,  al  fine  di  porre l'attenzione sui loro problemi e sul
  reperimento delle risorse.

     PAGANO,  assessore  per  il  bilancio  e le finanze. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PAGANO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  le  somme  appostate  in  negativo  e riguardanti il
  contenzioso  con lo Stato, la cosiddetta legge Goria, rappresenta
  una  precisa  volontà  da  parte di questo governo per recuperare
  somme che  sono tali dal 1988, ovviamente non ci illudiamo più di
  tanto. Sappiamo  che ci sarà un duro confronto con lo Stato, però
  ci è  sembrato  giusto che per la prima volta dal 1988 la Regione
  siciliana  cercasse  di recuperare delle somme; ovviamente queste
  somme nulla  hanno  a  che  vedere  -  lo dico per l'economia del
  dibattito  complessivo  onde evitare che poi si ritorni su questo
  argomento  -  con  tutto  il contenzioso della legge Brancasi che
  atteneva ad altre materie e ad altre somme di denaro.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Onorevole  Capodicasa,  noi  non  voteremo  questi
  emendamenti, non li voteremo  perchè  come  ho  già avuto modo di
  dire  poc'anzi,   per  intervenire  nel  senso  desiderato  dagli
  emendamenti  bisogna  modificare  la  finanziaria.  Pertanto,  la
  questione  è  da  intendersi  spostata alla finanziaria poichè se
  votassimo  gli  emendamenti  così  come  sono stati proposti essi
  incrementerebbero  l'unità  previsionale  di base relativamente a
  tutte  le  altre  voci  paradossalmente  fatte,  ad  eccezione di
  quella...  quindi  li  spostiamo  alla  finanziaria.  Così  resta
  stabilito.
       Comunico  che  sono  stati presentati gli emendamenti 2.28 e
  2.29  a  firma  dell'onorevole Formica.  L'onorevole presentatore
  non è in Aula, quindi gli emendamenti si intendono decaduti.
       Comunico   che   è   stato  presentato  l'emendamento  2.35,
  dell'onorevole  Liotta,  che  riguarda la polizia municipale.  Le
  compensazioni  devono  intendersi  riferite  alle  corrispondenti
  unità  previsionali  di  base  dell'amministrazione di bilancio e
  turismo.   Preciso   che   l'emendamento   è  compensato,  ma  le
  compensazioni    vanno   riferite   alle   corrispondenti   unità
  previsionali di base delle amministrazioni di bilancio e turismo.

     LIOTTA. Chiedo di parlare per illustrarlo.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LIOTTA. Signor Presidente, credo sia utile chiarire, visto che
  il dibattito in Commissione ha evidenziato che l'Assessore per il
  bilancio  e  le  finanze  non  conosce  tale  materia avendo, fra
  l'altro,  appostato il capitolo solo per memoria. Credo sia utile
  chiarire  che  stiamo  parlando  del 'Fondo miglioramento servizi
  polizia  municipale'  e  della'scuola  regionale  per  la polizia
  municipale'.
       Per quanto riguarda  la  prima  voce, il fondo miglioramento
  servizi, non  è   affatto   assimilabile   alle   altre  voci  di
  miglioramento  servizi  che  riguardano  i  dipendenti  comunali;
  trattandosi  in  questo   caso  di  una  indennità  che  riguarda
  l'indennità di pubblica  sicurezza e che viene percepita soltanto
  da quegli agenti che hanno  il ruolo di polizia e quindi un ruolo
  di pubblica sicurezza; l'altra voce riguarda la scuola regionale.
       Mentre negli anni questo  Fondo  ha avuto una posta di circa
  25 miliardi,  appena  sufficiente  a  soddisfare  il  fabbisogno,
  quest'anno  era   stata  appostato  per  memoria,  senza  nessuno
  stanziamento; un  dibattito  in  Commissione ha fatto comprendere
  l'errore, il gravissimo errore in cui stava incappando il Governo
  penalizzando   fortemente   una   categoria   che   ha  un  ruolo
  fondamentale rispetto alla sicurezza dei cittadini.
       Ebbene, il Governo dopo  un  paio  di ore di ripensamento su
  questa materia, ha  appostato  21  miliardi, ma, badate bene, che
  non si tratta  di  21  miliardi appostati sul Fondo miglioramento
  servizi, ma sull'intera  unità previsionale di base che comprende
  tanto il fondo  miglioramento  servizi quanto la scuola regionale
  di polizia, che è  stata  già  attivata  -  ricordiamolo  - e con
  grande pompa è stata inaugurata con centinaia di milioni di spesa
  due  anni  fa.  Noi  abbiamo l'abitudine di inaugurare le cose in
  pompa magna per poi lasciarle dei contenitori vuoti.
       Ebbene,  credo sia utile non soltanto il fondo miglioramento
  servizi  per  l'indennità  di  pubblica  sicurezza ma soprattutto
  fornire  gli strumenti per l'aggiornamento di questa categoria, e
  quindi   attivare   realmente  la  scuola  regionale  di  polizia
  municipale.
       Pertanto,  la proposta qui avanzatta  e che, badate bene, va
  nella  direzione  indicata dall'assessore D'Aquino in commissione
  di  merito,  in  quanto  l'assessore D'Aquino aveva approntato un
  emendamento per 130 mila euro, circa 26 miliardi. Attualmente, vi
  è  un  appostamento  di  21 miliardi. Chiedo quindi all'assessore
  D'Aquino   di   riprendere   il  suo  emendamento  presentato  in
  commissione  di  merito  perché  il  mio,  di  fatto,  non fa che
  riportare gli stanziamenti dell'anno scorso.

     PRESIDENTE. Il Governo  fa  sapere  all'Aula  che  è contrario
  all'emendamento e tuttavia  ha  già  provveduto  nella  direzione
  auspicata  da  lei  e  anche  da  altri  colleghi  con  la  legge
  finanziaria.
       Pertanto,  onorevole  Liotta ,  se  lei  ritiene  di doverlo
  mantenere  lo  pongo  in votazione, altrimenti sembrerebbe che il
  Governo  abbia  già  affrontato la questione nel disegno di legge
  finanziaria.

     LIOTTA.  Signor  Presidente,  per  ritirare  l'emendamento  ho
  bisogno di capire l'intendimento del Governo.

     PAGANO, assessore per  il  bilancio  e  le  finanze. Onorevole
  Liotta,  non  so  se  nel  momento  in  cui abbiamo affrontato la
  discussione  in commissione lei era presente , ma mi pare proprio
  di  sì.  Onorevole  Liotta, se non ricordo male, lei era presente
  pure   in  Commissione  quando  affrontammo  l'argomento,  ed  in
  quell'occasione  all'unanimità  fu  appostata una somma pari a 21
  miliardi, circa 11 milioni di euro.

     CAPODICASA, relatore di minoranza. Compensata come?

     PAGANO,  assessore per  il  bilancio  e  le  finanze.  In quel
  momento compensata con i fondi  globali,  però la materia è stata
  oggetto di rivisitazione da  parte  del governo che ha presentato
  un   emendamento   in   legge   finanziaria.  Nella  nuova  legge
  finanziaria  troverete  uno specifico articolo e, quindi, presumo
  che  il nostro dibattito per allora sarà anche articolato e verrà
  ulteriormente   approfondito.   Abbiamo   presentato   quindi  un
  emendamento, ed in questo caso specifico, il parere del Governo è
  ovviamente contrario.

     LIOTTA. Dichiaro di mantenerlo.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.   Signor   Presidente,   ricordo   perfettamente  il
  dibattito  che  ci fu in commissione. Il Governo aveva presentato
  il  capitolo  per  memoria, c'era stato un emendamento presentato
  dall'onorevole   Liotta,  si  è  sviluppata  una  discussione  in
  commissione  e  in  quella occasione la commissione riuscì, sulla
  base  della  disponibilità del governo, a trovare venti miliardi.
       L'impegno del Governo era che in Aula, essendo insufficiente
  quella  somma  -  visto  che  c'era  l'emendamento dell'assessore
  D'Aquino  con  il  quale  si  stanziavano  27  miliardi - avrebbe
  predisposto  un  emendamento  per  portare  i  20  miliardi a 27.
       Stamattina  apprendo  invece  che  il  Governo  mantiene  la
  postazione  di  20 miliardi sulla legge finanziaria, i quali sono
  assolutamente     insufficienti.     Per    cui,    l'emendamento
  dell'onorevole  Liotta  serve  ad  aumentare  la  postazione  del
  capitolo.  Io  non so se l'onorevole Liotta lo mantiene, ma penso
  sia  utile  mantenerlo  per  andare  incontro  a quanto lo stesso
  governo  -  in  questo caso l'assessore D'Aquino, non l'assessore
  Pagano -  aveva  detto  in  commissione di merito, e cioè che per
  questo  capitolo  sono  necessari complessivamente 27 miliardi di
  lire.

     CAPODICASA, relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA,  relatore di minoranza.  Signor Presidente, vorrei
  essere  rassicurato  circa  il  fatto  che l'assessore Pagano non
  tenti di  prendermi in giro o di prenderci in giro. Vorrei essere
  rassicurato,  perché  più volte ho avuto questo dubbio. E siccome
  in qualche  caso,  almeno  che  non gli si dia il beneficio della
  buona  fede,  devo  dedurne  che  ci  prova anche in questo caso.
  Vorrei capire quindi se le cose stanno così.
       La  sicurezza,  che  in qualche caso si tramuta in sicumera,
  con cui fa le affermazioni riesce a convincere molti colleghi. Il
  Governo ha  dichiarato poco fa che i soldi per gli enti locali ci
  sono,  ha  convinto,  anche  se  l'onorevole Vicari giustamente è
  stata  prudente nel farsi convincere; ha convinto l'Assessore per
  gli enti  Locali, il quale ha detto che i soldi ci sono. Io ho il
  bozzone  in  mano  e  vedo  che  al capitolo 183303 dell'Allegato
  tecnico,  per  i  comuni  vengono  stanziati 619 milioni di euro,
  mentre per le province vengono stanziati, al capitolo 183304, 154
  milioni di euro.
       E'  esattamente  la  cifra  che  noi  denunciamo, cioè  1500
  miliardi  non  1860 miliardi, onorevole D'Aquino.  I 306 miliardi
  di  lire,  l'Assessore  li  stanzia  sui fondi negativi e siccome
  l'onorevole  Vicari è abbastanza esperta ha capito il trucco dove
  sta e fa una controproposta. Dice "il fondo negativo appostiamolo
  su servizi  non  necessari ma per i comuni inseriamo una fonte di
  finanziamento certa".
       Sono d'accordo con la proposta dell'onorevole Vicari; quando
  arriveremo  a discutere in finanziaria dell'argomento, siccome la
  trovo molto sensata, quella è la proposta su cui ci attesteremo.
       Ma  adesso  l'onorevole Pagano ci dice che in Finanziaria il
  problema  è  stato  risolto  con  il  fondo  per il miglioramento
  servizi per la Polizia municipale e per la scuola di formazione.
       Onorevole  Pagano, mi  convinca  che  non  sta  tentando  di
  prenderci in giro.  Qui  c'è  la  Finanziaria  e mi dica in quale
  parte della Finanziaria sono messi questi soldi. Io non li trovo.
  Ho fatto una rapida  scorsa  dei fondi globali.
       Vero  è  che  lei  in Commissione Bilacio si era impegnato a
  porre questi fondi in una maniera che io considero scandalosa - e
  questo  aspetto lo discuteremo in Aula, cioè caricando, onorevole
  Vicari, ancora  sul  fondo  dei comuni - che è stato decurtato di
  300  miliardi  -  i  fondi per il miglioramento dei servizi della
  Polizia municipale e la scuola di formazione.
       Quindi non c'è  niente di nuovo, con questa operazione viene
  vincolata una quota di  21 miliardi dei 1500 circa che sono stati
  appostati per destinarli al fondo, ma verranno meno ai comuni per
  altra via. Non è un fondo in più.
       Allora già questa sarebbe un'operazione scandalosa ma se poi
  ancora neanche  questa  è stata fatta e l'Assessore ci dice che i
  fondi  globali...  almeno  che  l'intenzione  del Governo non sia
  quella   di   proporre   con  apposito  emendamento  nella  legge
  Finanziaria  l'incremento;  c'è  l'emendamento  ma  non  come  ha
  affermato  l'assessore  Pagano  che  già  questa  cifra  è  nella
  Finanziaria   Ancora  non  siamo  neanche  al testo esitato dalla
  Commissione, siamo a livello di emendamento. Quindi, non si dica,
  affermando  con  sicurezza,  che  i  soldi  ci  sono,  sì  c'è un
  emendamento  del  Governo che discuteremo quando poi arriveremo a
  trattare l'argomento in sede di Finanziaria.
       Signor  Presidente,  dico che se poniamo in votazione questo
  emendamento  facciamo  un  errore perché esso ancora non risulta.
  Vorrei  aggiungere,  presidente,  che  ad  oggi,  e  la  prego di
  intervenire,  noi non abbiamo a disposizione gli emendamenti alla
  Finanziaria.  Quindi,  adesso  non sono in grado di verificare se
  l'emendamento  c'è  o  non  c'è.  Allora,  nell'attesa, credo sia
  preferibile  accantonarlo.  Del  resto,  se poi l'argomento verrà
  affrontato in finanziaria, questo decade automaticamente.

     PRESIDENTE. Onorevole Capodicasa,  solo  per precisare che gli
  emendamenti alla finanziaria  sono già in distribuzione da tempo.
  E' possibile reperirli, gli  uffici  mi  dicono  che  sono già in
  distribuzione da qualche tempo.

     PAGANO, assessore per il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PAGANO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, sono  particolarmente  dispiaciuto,  nel  prendere la
  parola  in  questo frangente,  perché  le  parole  che  ha  usato
  l'onorevole Capodicasa non  attengono  al  suo  stile.  Ormai  lo
  conosciamo da sei anni e  sappiamo  che  mediamente  non si è mai
  espresso in questi termini.

     CAPODICASA.  Si chieda perché lo faccio oggi, Assessore.

     PAGANO,  assessore per il bilancio e le finanze. Credo che sia
  giustificabile  un  certo  nervosismo  dell'onorevole Capodicasa,
  visto che lo stile non è il suo.
       Nel momento stesso in cui il governo si è pronunciato in una
  certa maniera ed i  numeri  sono  quelli  che ha dato l'onorevole
  Vicari poc'anzi, circa le somme  da  dare  agli enti locali, e le
  cifre  coincidono  perfettamente   con  quelle  che  diceva  lei,
  onorevole Capodicasa, perché ai  773  milioni di euro, che lei ha
  scovato nel bilancio, deve aggiungere i fondi globali.
       Pertanto,  continuiamo ad incartarci su una problematica che
  è stata più volte chiarita dal governo. Presumo quindi che il suo
  intervento  sia pretestuoso perché dopo averla chiarito uno, due,
  tre, cinque volte in Commissione, a livello personale, in Aula, e
  si  continua  a  tirare fuori l'argomento, è chiaro che, a questo
  punto,  siamo  ad  un livello di pretestuosità e noi ne prendiamo
  atto.
       Su questo argomento il  governo  non  è  più  disponibile  a
  prendere la parola perché è stato già chiarito.
       Per  quanto riguarda i 21 miliardi il livello di discussione
  che  c'è  stato  in  Commissione  è  stato  civilissimo.  Abbiamo
  spiegato  che i 21 miliardi venivano appostati ed in quel momento
  sarebbero  stati  prelevati  dai fondi globali.  Successivamente,
  con  una  politica  che  abbiamo  ritenuto  lungimirante, abbiamo
  presentato  un  emendamento che non sono disponibile a commentare
  in  questo momento per il semplice motivo che sicuramente dopo ci
  sarà un dibattito ardito, oserei dire. Mi rendo conto infatti che
  in  finanziaria quello che stiamo vedendo oggi saranno quisquilie
  e  quindi  aspetto  quel  momento  per  confrontarci serenamente,
  onorevole Capodicasa.

     CAPODICASA. Lei ci annuncia l'emendamento?

     PAGANO,  assessore  per  il  bilancio  e le finanze. In questo
  momento, annuncio che esiste un provvedimento legislativo che non
  soltanto  fa  chiarezza  in  materia, visto che ogni anno succede
  sempre la  solita  querelle, che non va a penalizzare la cifra di
  21  miliardi  e  nessuno  degli  addetti  ai  lavori, né gli enti
  locali,  né  i  vigili,  e  soprattutto  oggi,  in questo momento
  storico, non sono disponibile ad aprire il dibattito.
       Quindi, il parere del governo è contrario.

     MANCUSO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MANCUSO.  Signor   Presidente,   in   premessa   voglio   dire
  all'Assemblea e soprattutto  ai  colleghi  che  sono  intervenuti
  sulla finanza locale che farò  premura  a me stesso di portare al
  rendiconto dell'Assemblea per fare  leggere  qual  è stato il mio
  intervento e quali  erano  le  intenzioni  riguardo  alla finanza
  locale, dove non ho  parlato  di  trasferimenti  ma ho parlato di
  criteri e dove  ribadisco,  rispetto all'intervento che ho fatto,
  che i trasferimenti certamente  non sono quelli che serviranno ai
  comuni, serviranno molti denari in più.
       Quindi, inviterei i colleghi  a  stare magari più attenti in
  Aula  ed  a  seguire  il  dibattito  sotto  il  profilo politico,
  altrimenti  non riusciremo a difendere questo governo da attacchi
  demagogici che avvengono in quest'Aula.
       Rispetto  all'emendamento   del   Fondo   miglioramento  dei
  servizi,  in particolare  questo  della  Polizia  municipale,  io
  ritengo che quello che  è  stato  concordato  in Commissione, sia
  dalla maggioranza che  dall'opposizione,  il  governo  porterà  a
  termine   quello   che   è   stato   l'impegno   preciso,   anche
  sull'appostazione in bilancio e,  oltre  a fare atto di fede, non
  me ne voglia nessuno,  al  governo,  sono  certo  che l'assessore
  Pagano gli impegni presi li sa anche mantenere.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, Presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  2.35.  Chi è
  contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

       Si passa alla rubrica "Enti locali". Comunico che sono stati
  presentati gli emendamenti 2.30, 2.31, 2.32, 2.33 e 2.34.
       Desidero  precisare che gli emendamenti sono stati formulati
  ai   capitoli,  così  come  accadeva  in  precedenza.  Invece  si
  intendono  presentati  alle  unità previsionali di base, nel qual
  caso il  voto  alle unità previsionali di base è unico e pertanto
  la  Presidenza porrà in votazione l'emendamento 2.30 che è quello
  che assorbe i successivi. L'importo tra l'altro è quello maggiore
  e,  pertanto,  va  ad  incrementare  l'unità previsionale di base
  3.2.1.3.5 -  lotta  alla  mafia, nel caso in cui passasse, di 500
  mila euro.

     LIOTTA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LIOTTA.  Quando  vi sono più emendamenti, anche nel precedente
  metodo  quando  vi  erano  più  emendamenti  che  potevano essere
  accorpati in un unico emendamento, il riassorbimento era un fatto
  naturale.
       In  questo  caso,  signor  Presidente,  l'esplicitazione del
  capitolo  è  soltanto  indicativa.  Lei  potrà  vedere  che negli
  emendamenti,  così  come  sono stati presentati, sono indicate le
  unità  previsionali di base e quindi non credo che possano essere
  votati  accorpati,  perché  ciascun  emendamento è un emendamento
  all'unità  previsionale  di  base.  Può  passare  uno  di  questi
  emendamenti  e  non  passare  gli  altri. Non è detto che debbano
  essere considerati in maniera accorpata.
       Soltanto un rilievo tecnico, signor Presidente.

     PRESIDENTE. Onorevole Liotta, tutti gli emendamenti presentati
  sono  riferiti all'unità previsionale di base 3.2.1.3.5 e sono di
  entità   diversa.   Intendo   dire   che  mettendo  in  votazione
  l'emendamento   2.30,   che   è  di  500  migliaia  di  euro,  si
  ricomprendono tutti...

     LIOTTA. Solo nel caso in cui venisse approvato.

     PRESIDENTE.  Certo,  onorevole  Liotta.  Nel  caso non dovesse
  essere approvato si passa agli altri, ovviamente, perché la somma
  degli  altri  è  comunque  inferiore  a  500  mila  euro.  Questo
  intendevo dire.

     FORGIONE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sostegno sia
  l'emendamento  degli  onorevoli  Speziale e Capodicasa che quelli
  predisposti assieme e firmati dall'onorevole Liotta.
       Quindi     sostanzialmente     espongo    gli    emendamenti
  dell'onorevole Liotta.
       Si  ripropone  un tema che abbiamo già affrontato in sede di
  variazione  di  bilancio  e  che  mi  fanno  dire  - a differenza
  dell'onorevole Mancuso - che non ci può essere alcun atto di fede
  verso  il  Governo  e  verso  questo assessore.
       Già  allora  affrontammo  il finanziamento alle associazioni
  antimafia e  se ricordate bene un mio ordine del giorno ed alcuni
  emendamenti    allora    furono    bloccati    dalla   Presidenza
  dell'Assemblea  su  richiesta  del  Governo e rinviati in sede di
  bilancio  e  di  finanziaria  dove  avremmo  dovuto affrontare le
  questioni che lì si ponevano.
       Noi oggi in sede di bilancio ci troviamo un rifinanziamento,
  devo  dire  striminzito,  alle  associazioni  ed  alle fondazioni
  antimafia  senza  che  il  Governo,  come  si era impegnato ormai
  diversi  mesi  fa,  abbia predisposto a distanza di tre anni, due
  anni  e  mezzo,  dall'approvazione  della  legge,  il regolamento
  attuativo per il finanziamento delle stesse associazioni.
       Ora, non venga a dirmi un assessore 'pinocchietto', a questo
  punto,  che  rifaremo  il  regolamento  tra  quattro mesi, perché
  quattro  mesi fa mi avete detto: predisponiamo il regolamento per
  il  finanziamento  e lo portiamo al momento della discussione del
  bilancio e della finanziaria.
       Ora ci  siamo  e vediamo cosa dichiara   lo stesso assessore
  che quattro  mesi  fa  mi  disse che noi continuiamo a dare soldi
  senza avere  i  vincoli  previsti dalla legge di due anni e mezzo
  fa, cioé  che finanziamo le associazioni antimafia sulla base del
  loro   programma  di  attività  rendicontato  per  vincolarli  ad
  un'azione antimafia  e  non  sulla  base  del  nome  che  portano
  all'atto istitutivo  delle  loro legge che non c'é più perché noi
  abbiamo delegificato e rilegiferato.
       Detto questo, spero che il  Governo  sappia  dire  qualcosa,
  inviterei la Presidenza a  bloccare la supponenza dell'assessore.
  L'assessore non può venire in Parlamento  a  dire  "io, da questo
  momento non parlo più e non  mi  confronto.". E' un parlamentare,
  abbia rispetto per il Parlamento e  abbia  rispetto  anche  di sè
  stesso visto che quattro mesi fa si  era  impegnato  a portare in
  questa sede il Regolamento.
       Ora,  Signor  Presidente,  per   entrare  nel  merito  delle
  questioni e degli emendamenti da noi proposti - e mi dispiace che
  non é  c'é  il Presidente della  Regione  qui  presente  - vorrei
  porre alcune questioni al Governo  e  anche  al  Presidente della
  Regione.
       Abbiamo svincolato la legislazione antimafia regionale dalla
  legislazione nazionale e abbiamo istituito un fondo autonomo anti
  usura che viene utilizzato autonomamente  dalla  Regione  e non a
  completamento  della  legislazione   nazionale,  a  integrazione,
  com'era la precedente legge.
       Possiamo tenere dunque un fondo anti  usura con la cifra che
  é  stabilita lì sul bilancio e non  viene  aumentata di una lira?
  Secondo  me  é   sbagliato perché  vuol  dire  che  non  vogliamo
  utilizzare  questo  fondo  se  prevediamo  200  milioni.
       Abbiamo  deciso  con  una  legge,  tutti  insieme,  di  dare
  incentivi  per  sistemi  elettronici   di   controllo   a  quegli
  imprenditori  che  abbiano  già fatto  denunce  per  aver  subito
  minacce  dal  racket  e  dal  pizzo   e,  poi,  mettiamo  a  loro
  disposizione 100 milioni.
       Praticamente  diamo il finanziamento  a un solo imprenditore
  che  voglia  metter un sistema  di  video-controllo nelle propria
  azienda.
       Abbiamo previsto una legge che dà contributi agli esercenti,
  agli imprenditori, alle vittime del  racket,  dell'usura ma anche
  di altre forme di criminalità.  Cioè abbiamo esteso con la nostra
  legge  il  concetto  di  vittime  della  mafia  a  vittime  della
  criminalità, con  una  visione  estensiva,  e   non   gli  diamo,
  praticamente, niente
       Abbiano  istituito il fondo per  la  parte  civile  con  una
  legge, salutata da tutti come  una  legge  positiva, noi sappiamo
  quant'é  importante il fondo per le parti  civili e dato che solo
  da tre anni ...

     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi lasciamo concludere l'onorevole
  Forgione.

     FORGIONE....  capisco  che  non si discute del finanziamento a
  qualche ente locale  Abbiamo istituito il fondo anti usura e solo
  da un anno  e  mezzo  funziona  il  fondo  delle parti civili, il
  Regolamento  attuativo, che  é  stato  discusso, ridiscusso nella
  Commissione  Antimafia,  in incontri con le associazioni, con gli
  avvocati,  quel  fondo,  finalmente,  ora,  é accessibile.
       Ma,  nel momento in cui  é  accessibile, sappiamo  che  quel
  fondo va alimentato e noi, qui,  mettiamo una cifra irrisoria   A
  dire il vero su questo capitolo  avrei  voluto ascoltare anche il
  Presidente della Commissione  regionale  Antimafia.
       Questo Governo, infatti, può anche  decidere,  ha già deciso
  di  smantellarlo  di  fatto  l'Ufficio  Antimafia, lo ha spostato
  dalla  Presidenza  alla  Presidenza  della Regione, ora agli Enti
  locali, tra un po può anche decidere di trasferirlo all'ESA.
       Quella  legge antimafia non viene  usata,  ed  io  inviterei
  i  colleghi  che  l'hanno  votata  all'unanimità,  con  tanto  di
  dichiarazioni in pompa magna sul  suo  valore per questa Regione,
  se decidiamo di renderla efficace,  non  solo  ad  attivarsi  per
  rendere efficace l'Ufficio Antimafia - e  attualmente  non lo é -
  ma dobbiamo fare anche i  regolamenti  attuativi,  che il Governo
  non  ha  fatto;   dobbiamo alimentare  le  risorse  e  in  questo
  bilancio non vengono alimentate.
       Chiedo, dunque, al Governo di  mandare  un segnale.  Abbiamo
  istituito l'Ufficio per la trasparenza e  non  gli abbiamo dato i
  soldi.  Vedremo in  finanziaria, l'assessore "Pinocchietto", cosa
  ci proporrà, visto che é  stato  rinviato  alla  finanziaria
       Mi avete detto quattro mesi  fa  che  vi  sareste presentati
  qui,  in  Aula,  in  questo  momento  con  il  Regolamento  e  il
  Regolamento non c'é.  Io che ho tanto  rispetto per i credenti da
  laico, però, non posso avere fede cieca alcuna per questo Governo
  e per questo assessore, ma  almeno  dateci  risposte,  quelle  sì
  credibili, e quando ce le date supportatele con i numeri, non con
  atti di fede ad un assessore che fin'ora non credo li meriti.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
  per illustrare il mio emendamento, in  quanto non lo avevo ancora
  fatto.
       L'emendamento che prevede un incremento  di  500  mila euro,
  pari a poco meno di un miliardo, è  in  aggiunta ai 500 mila euro
  che la Commissione aveva già  aggiunto alla previsione originaria
  del   bozzone   e   c'è   una    ragione    per   la   quale   lo
  riproponiamo.
       Io  sono  un  modesto   cultore   delle   dichiarazioni  del
  Presidente  della  Regione  che   conservo  gelosamente.  In  una
  iniziativa pubblica il Presidente ha  dichiarato  che lo sviluppo
  della Regione non può essere scisso da esigenze di legalità, deve
  intensificarsi la lotta alla mafia, si devono costruire i presidi
  necessari  a  chè  il  fenomeno  venga  combattuto, mostrando  di
  condividere così la preoccupazione diffusa  in  materia, non solo
  in ambito politico ma anche  della  Magistratura.
       Ovviamente noi chiediamo una coerenza  tra  le  parole  e  i
  fatti.    L'altro   giorno,    nell'iniziativa    tenuta    dalla
  Confindustria,  il  Ministro  Miccichè, diffondendosi  largamente
  sulla  materia  relativa  al  Mezzoggiorno   e   alla  Sicilia  e
  sostenendo tesi non condivisibilli,  non fondate giuridicamente -
  ma  questo  è  tema  che affronteremo  in  altro  momento -     a
  proposito della lotta alla mafia ha detto 'basta noi non possiamo
  associare  all'immagine  della   Sicilia,   sempre   e  comunque,
  l'immagine   di   una   Regione   in   preda   alla   criminalità
  organizzata'. A suo dire, infatti, non si può vendere un prodotto
  parlandone male.
       A parte  la tesi aberrante che parlare di lotta alla mafia e
  della mafia  che  c'è  significa  parlare male della Sicilia che,
  come  sappiamo,   è   altra   cosa   dalla   mafia   per   cui  è
  discutibilissima  la  tesi  dell'onorevole  Miccichè,  però tutto
  torna nel  caso  in  cui, per evitare che un'immagine negativa si
  proietti  sulla  Sicilia,  ci adoperiamo a mettere le istituzioni
  schierate in questa battaglia in modo netto.
       Cosa  può  dunque  fare  la   Regione,  non   avendo  alcuna
  possibilità di intervenire sull'attività repressiva,compito dello
  Stato e della Magistratura?  Può  svolgere  compiti  di carattere
  educativo, intervenendo nelle  scuole  con  propri  finanziamenti
  - un ruolo pedagogico, appunto,   direbbe  l'assessore Pagano   -
  interventi per il sostegno alle imprese e alle attività, anche di
  carattere commerciale, prese di mira dal racket, il sostegno alle
  parti  civili,  il sostegno e i  contributi  a  coloro  i  quali,
  vittime della criminalità mafiosa, hanno  bisogno  di  sentire le
  istituzioni vicine.
       Non è possibile che per una miseria  di  un  miliardo  in un
  bilancio  da  28  mila  miliardi   noi   diamo   un   segnale  in
  controtendenza.  Onorevole assessore,  basterebbe  chiedere  alla
  struttura istituita a norma della legge  numero 20 del 1999, cioè
  la  legge  antiracket,  una semplice  telefonata  e  i  pregevoli
  funzionari che svolgono questo compito le diranno che non ci sono
  i fondi per le parti civili che possono essere coperti con questo
  stanziamento con un massimo del quaranta per cento sul totale.
       I  fondi  per le associazioni,  che  sono  il  presidio  che
  abbiamo  voluto  proprio  perché  fondato  sul  volontariato  per
  sollecitare la società civile ad  essere  attiva in questo campo,
  non basteranno a tenerle in vita.
       Non  ci sono  i  fondi  per  dare  copertura  -  l'onorevole
  Forgione  diceva bene - i  cinquantaduemila  euro  previsti  sono
  pochi  spiccioli per reintegrare  le  vittime  della  criminalità
  mafiosa e del racket che in Sicilia,  come sappiamo, non sono una
  eccezione, ma purtroppo una regola.
       E' per  un  miliardo  che  apriamo questo contenzioso, diamo
  questo segnale in controtendenza? Io credo che il buonsenso possa
  suggerirci  di   accettare  un  emendamento  il  cui  massimo  di
  previsione é quello  di cinquecentomila euro, ve ne sono perfino,
  di importo inferiore e  avrebbe  un valore non solo di merito, ma
  anche un valore emblematico che,  nella  attuale situazione della
  nostra Regione, a mio parere, non guasta.

     ODDO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ODDO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, ho apprezzato
  molto le  parlo  dell'onorevole  Capodicasa  che  mi  facilito il
  compito, nel  senso  che  vorrei  sottolineare l'importanza di un
  investimento di tal tipo.
       Dobbiamo, non solo declamare la lotta alla mafia e fare ogni
  giorno il nostro  dovere, nel  momento in cui espletiamo funzioni
  delicate, ma anche  concorrere  ad  investire  una certa somma da
  parte della Regione  siciliana per operare una lotta alla mafia -
  come  diceva  l'onorevole  Capodicasa  -   non   solo   in  senso
  repressivo, ma per fare in modo,  appunto,  che realmente ci sia,
  nel corso di alcuni anni, un  innalzamento  reale della coscienza
  democratica  dei nostri ragazzi e,  per  sconfiggere  quindi   la
  cultura  mafiosa  che ancora pervade  molta  parte  della  nostra
  società.
       In un ambito  così convulso della discussione su un bilancio
  di questo tipo,  così impostato, può sembrare un argomento ovvio.
  A me non sembra, però un argomento  ovvio, perché dei pochi soldi
  che  stiamo,  noi  tutti  destinando,   qui   ci   assumiamo   la
  responsabilità alla pari.
       In  questo  caso  la lotta alla  mafia  non  ha  colore.  Ci
  assumiamo tutti la responsabilità di mettere qualcosa non in più,
  di  mettere  quanto é  giusto   perché  la  Regione  assuma,  per
  esempio, i figli delle vittime cadute  per  mano mafiosa; ciò che
  abbiamo deciso in quella legge che, tutto  sommato,  ha  messo la
  Regione  siciliana nelle condizioni  di  avere  una  legislazione
  avanzata, rispondente alle sue  esigenze  reali.
       Adesso  dobbiamo  soffermarci  un  po'   di  più  su  questo
  argomento. Abbiamo fatto una discreta  legge  e  tutti  ne  siamo
  convinti.  Ricordo che la legge  n.  51,  emanata  dall'Assemblea
  dopo l'uccisione di Pier Santi Mattarella -  se  non erro - fu un
  momento di grande evoluzione dal  punto  di  vista  culturale  ed
  anche politico. Si intuì una cosa  facilmente intuibile e cioè la
  lotta  alla mafia,  partendo  dall'innalzamento  della  coscienza
  democratica fino ad arrivare alla cultura  antimafiosa.
       E' strano perché  non stiamo  parlando  di  secoli  fa, però
  quella fu una legge, la legge 51, che  permise proprio di entrare
  nelle  scuole, di entrare anche,  sopratutto,  in  alcune  realtà
  associazionistiche o meno della nostra  Sicilia  per  cercare  di
  sviluppare proprio gli argomenti relativi  alla  lotta alla mafia
  di  tipo culturale.
       Vedete,  non  è  vero  che,   da   questo  punto  di  vista,
  siamo  stati  all'altezza  del  compito   che,  tutto  sommato, i
  siciliani aspettano che noi svolgiamo  con  estrema  attenzione e
  con  estrema  capacità.   C'è  molto  da  fare  e  il  fatto  che
  continuiamo a pensare che questo Governo cominci a pensare che si
  può solo declamare e che non  si  può,  invece,  intraprendere un
  forte e massiccio impegno per far  sì  che  quanto previsto nella
  nostra  legislazione  sia  attuato,  guardate,  è  un  fatto  che
  dobbiamo  assolutamente  sottolineare,   perché  oggi, in  questo
  momento,   dobbiamo   superare    tale    visione,  assolutamente
  superficiale  e  minimale  dell'argomento.
       Non dobbiamo  stupirci  se poi anche nel nostro linguaggio -
  io dico nostro, capite perché  anche per una n questione di stile
  di  delicatezza  -  spesso  e  volentieri  si  affacciano termini
  assolutamente   impropri,  fuori  dalla  logica  di  chi  riveste
  funzioni   importanti   -   quindi   non  voglio  tirare  dentro,
  assolutamente, alcun  argomento  -  ma  è  frutto anche di questo
  mancato investimento.
       Dobbiamo   una  buona  volta   deciderci    Io   credo   che
  l'emendamento non sia in grado, di per  sè con quanto prevede, di
  affrontare  alla  grande  questa  questione  però  è  un  momento
  importante, dove ci stiamo soffermando a riflettere, che potrebbe
  permettere  di  dare unitariamente un  segnale  ai  siciliani,  a
  coloro  che credono che la lotta alla  mafia,  non  sia  solo  da
  svolgere con la nostra  solidarietà ai magistrati ma,soprattutto,
  parta dalle sedi istituzionali,  parta  dalle  sedi parlamentari,
  parta dall'Assemblea regionale siciliana un segnale che potrebbe,
  perchè no, concorrere a fare in modo che i nostri ragazzi possano
  crescere con quella cultura che tutti speriamo.

     RAITI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     RAITI. Signor Presidente,  onorevoli colleghi, sarò brevissimo
  in questa materia perché ritengo che ci troviamo ad affrontare un
  emendamento che  non  ha carattere assolutamente fondamentale nei
  ragionamenti  che noi  abbiamo  fatto  e  che  dovremmo  fare  in
  relazione al  pericolo  di  infiltrazioni  mafiose nella Pubblica
  Amministrazione o, comunque, nella società siciliana.
       Qui  ritengo  che  stiamo  affrontando  un  argomento  e  un
  emendamento che per l'importo della cifra  avente ad oggetto e in
  relazione  alla legge che si va  a  rifinanziare  o  comunque  ad
  impinguarne il finanziamento, ha un valore soprattutto simbolico,
  o come è solito denominarlo il nostro Assessore Pagano, è un atto
  di formazione pedagogica.
       Questo è l'argomento che l'assessore  Pagano  dice, di fatti
  noi  dovremmo  porci nelle condizioni di  dire  che  qui  non  si
  affronta  assolutamente  muro  contro  muro  il  ragionamento  da
  opposizione a minoranza, ma, con  un  emendamento  che prevede un
  aumento  di  500 migliaia di  euro  nella  sostanza,  non  stiamo
  facendo altro che dare il segnale  di  una  sensibilità  a  tutti
  coloro  che  costantemente  quotidianamente,  sono  costretti  ad
  affrontare  fenomeni  delinquenziali,   dicendo  che  la  Regione
  siciliana è a loro fianco, dicendo che  la Regione siciliana e lo
  Stato nel suo complesso capiscono quei  problemi e sono al fianco
  di quei cittadini che si  ribellano  alle  attività  criminali  e
  delinquenziali in quanto tali.
       Perché  andando ad impinguare con  una  somma,  che  ritengo
  modesta tra l'altro, i capitoli  che fanno riferimento alla lotta
  all'usura, all'antiracket alla costituzione  di  parte  civile, a
  tutto  il resto, non stiamo  dando  un  segnale  pedagogico.
       Noi stiamo dicendo 'badate bene  che  questo  tipo di vostra
  resistenza   sul   campo    alle   attività   delinquenziali   la
  condividiamo,la sosteniamo e per questo,  pur   trovandoci in una
  situazione  di  complessiva  di  coperta   corta,   di   fondo  a
  disposizione minimo, comunque vi diamo  un  segnale  e io ritengo
  che questa Assemblea non può fare da  meno di dare questo segnale
  a tutti i cittadini che ogni  giorno  sono  costretti  a  lottare
  sulla linea del Piave contro  la  criminalità organizzata.
       E'  un  segnale minimo ma  questo  minimo  segnale  dobbiamo
  darlo, altrimenti passa il segnale  opposto,  cioè  a dire quello
  che  l'Assemblea  e  lo  Stato, in  quanto  tale, sottacciono  la
  emergenza criminalità e non sono  a  fianco  dei cittadini onesti
  che vogliono vivere rispettando le  regole  essendo  rispettati e
  tutelati dallo Stato;  noi questo  non  lo  possiamo permettere e
  immaginarsi se possiamo dare un segnale  di  questo per una somma
  così poco cospicua

     ROTELLA.  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà

     ROTELLA.  Signor  Presidente  onorevoli  colleghi,  io  ho  la
  sensazione  che su un  argomento  serio  si  sta  scherzando,  un
  argomento come questo io  credo  che  merita ben oltre quello che
  viene proposto in questo emendamento, perchè ritenere - così come
  pare di aver capito - che sconfiggere  la  mafia  costi  500 mila
  euro, io dico mettiamoci 1 milione  così  abbiamo la certezza che
  la sconfiggiamo, ma che non cresce più.
       Oppure se non sarebbe il caso  invece  su  un argomento così
  serio e delicato di fare  qualche  approfondimento  e  che questa
  Assemblea senza colorire questa questione.
       Un'  altra cosa che non capisco,  infatti,  è  come  si  fa,
  rispetto  ad  una  vicenda,  onorevole  Forgione,  così  seria  e
  delicata, a  dare un colore politico tra  chi vuole e tra chi non
  vuole?  Come  si  fa, onorevole   Capodicasa,  a   prendere   una
  dichiarazione ed utilizzarla in maniera così strumentale, dicendo
  che chi rivendica il diritto di  non  assegnare  alla  Sicilia il
  primato di regione mafiosa in qualche  modo vuole ribadire non so
  quale concetto misterioso o quale sospetto?

     CAPODICASA. Lei ha capito fischi per fiaschi.

     ROTELLA.   Onorevole  Capodicasa, io   le   ricordo   che  lei
  Presidente della Regione ed il  sottoscritto assessore al turismo
  facemmo una battaglia per assegnare  il  primato  invece  di  una
  Regione che va oltre il concetto della Regione mafiosa, perché la
  sicurezza è un problema serio che appartiene agli investimenti in
  questa nostra regione, che appartiene ad  una  cultura e la lotta
  alla mafia è una cosa che va  conseguita  con  una  strategia ben
  precisa e con interventi anche economici,  se  servono,  e  io le
  dico, per quanto mi riguarda e per quanto riguarda il mio gruppo,
  che   sono  disponibile  a  trovare  forme  di  investimento  più
  significative rispetto a quelle che  vengono  appostate in questo
  emendamento, però nessuno può consentirsi  il lusso di utilizzare
  500 mila euro per fare una battaglia tra chi  è  a favore e chi è
  contro perchè non è così.
       Noi  vogliamo  sconfiggere  e   dare   un   contributo   per
  sconfiggere questo fenomeno che è  la  mafia,  grande problema di
  questa  Regione,  ma  questo  lo  possiamo  realizzare  se  tutti
  assieme, Governo, Assemblea,  forze  politiche, facciamo quadrato
  su un problema che non può appartenere  a  questo o a quell'altro
  partito.
       Quindi  per  quanto mi riguarda,  abbiamo  già  espresso  il
  nostro giudizio, onorevole  Capodicasa, in  Commissione  Bilancio
  quando  affrontammo  l'argomento;   la  Commissione  Bilancio  si
  espresse favorevolmente a favore di  questa  iniziativa, ma credo
  che  questa  iniziativa, ahimè non  sarà  sufficiente,  non  sarà
  sufficiente  solo  consolare  le   vittime   della   mafia,  sarà
  necessario  invece  utilizzare  interventi  più  radicali  e  più
  sostanziali per cercare veramente di  dare  una risposta a questo
  nostro territorio.

     INCARDONA, presidente della  Commissione Antimafia.  Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     INCARDONA,   presidente della  Commissione  Antimafia.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, intervengo perchè l'argomento che
  questo emendamento ha  posto  all'attenzione  dell'Aula interessa
  non solo questo Parlamento ma la Sicilia  e poi in particolare la
  Commissione Antimafia che io presiedo.
       Non vi è dubbio che ci  sono molte questioni sul tappeto che
  attendono di trovare  applicazione  e  risoluzione:  mi riferisco
  soprattutto  alla  legge  che quest'Aula  ha  votato  negli  anni
  passati e che ancora non ha  trovato  piena applicazione.  Ma c'è
  anche un problema legato ad  una  scarsa  sensibilità  che  hanno
  mostrato le province regionali nel momento  in  cui  è stato loro
  chiesto di istituire gli uffici periferici nelle nove province.
       Ad  oggi  mi  risulta   che  nessuna  delle  province  abbia
  provveduto, per cui io  rivolgo  un  appello  anche al Presidente
  della  Regione, all'onorevole  Salvatore  Cuffaro,  affinchè  dia
  imput  alle  province  perchè   quella   legge  trovi  finalmente
  applicazione. Essa infatti, come diceva  poco  fa qualcuno che mi
  ha preceduto, è una legge che pone  questa  Regione  in uno stato
  avanzato,  in una  legislazione  veramente  all'avanguardia,  una
  legislazione  che  merita  di  trovare  applicazione  nel  nostro
  territorio, nell'intera Isola; ecco perchè  mi sento di rivolgere
  questo appello.
       Inoltre io appongo  la  mia firma all'emendamento presentato
  dagli altri deputati.

     PRESIDENTE. Prego gli uffici  di prendere atto che l'onorevole
  Incardona  intende apporre  la  propria  firma  agli  emendamenti
  numeri 2.30, 2.31, 2.32, 2.33 e 2.34.

     PAGANO,    assessore per il  bilancio  e  le finanze.   Signor
  Presidente,  chiederei  di   accantonare   l'emendamento  per  il
  momento.

     PRESIDENTE.  Anche gli onorevoli  Oddo,  Raiti, De Benedictis,
  Borzacchelli, Ferro chiedono di apporre la loro firma.
       L'Assemblea ne prende atto.
       L'emendamento è accantonato.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


       La seduta  è  rinviata  ad  oggi,  lunedì 11 marzo, alle ore
  16,00, con il seguente ordine del giorno:

      I - COMUNICAZIONI

     II - LETTURA  AI  SENSI E PER GLI  EFFETTI  DEGLI  ARTICOLI  83,
          LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO DELLE MOZIONI:

      N. 96 - Iniziative  per  fronteggiare  la  grave  situazione
              sanitaria  del  Siracusano.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              - la  provincia  di  Siracusa  è  stata esclusa, nei
              programmi   del   Ministero   della   Salute,  dalla
              costituzione  di un polo sanitario di eccellenza per
              le  cure  delle  patologie  (tumori  e malformazioni
              neonatali)   derivanti   dalla   presenza  dell'area
              petrolchimica Augusta-Priolo-Melilli;

      PRESO ATTO che nei programmi del Ministero rientra invece la
              realizzazione  di poli  di  eccellenza  solamente  a
              Catania, Messina e Palermo,

                       IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                               ed, in particolare
                           L'ASSESSORE PER LA SANITA'

              ad intervenire per  sollecitare  il  Ministro  della
              Salute ad avviare un processo che:

              - riconosca le peculiarità  e  la drammaticità della
              situazione  sanitaria   di   Siracusa,  dovuta  alla
              presenza di un'area ad alto rischio ambientale (Polo
              petrolchimico più grande d'Europa);

              -  promuova   nell'immediato  un'integrazione  delle
              strutture  sanitarie della provincia di Siracusa con
              uno  dei  poli  di eccellenza (per es.  Catania-sede
              universitaria)  attraverso  la  costituzione  di  un
              consorzio   che   valorizzi  al  massimo  la  realtà
              sanitaria siracusa;

              -   preveda,   magari    in   tempi   successivi   e
              razionalizzando    le    risorse    sanitarie,    il
              completamento di tale  processo con l'istituzione di
              un eventuale 4  polo di eccellenza anche a Siracusa.

              (8 marzo 2002)
                                   SBONA - MANCUSO - BURGARETTA -
                                   FRANCHINA

      N. 97 - Piena applicazione della  legge  n.  185 del 1990 in
              materia di  esportazione di armi.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      CONSIDERATO che:

              -  la  legge n. 185 del 1990 vieta di inviare armi a
              dittatori  e nazioni in  guerra e che non rispettano
              i diritti umani;

              - tale legge è  stata  una  grande  conquista civile
              voluta dalle associazioni pacifiste e di solidarietà
              internazionale;

              - la legge in  questione consente una verifica della
              destinazione finale  delle  armi  inviate,  evitando
              'triangolazioni';

              - la 185 fa tesoro delle indagini della magistratura
              e pone  rigorosi  controlli  sull'utente  finale del
              sistema     d'armi    venduto,    evitando    quelle
              triangolazioni che  hanno reso tristemente famoso il
              'made in Italy' bellico prima del 1990;

              - la normativa  italiana,  sebbene  disattesa  sotto
              certi aspetti, rappresenta  un  modello nel panorama
              europeo  ed   internazionale  per  l'importanza  che
              attribuisce  al  rispetto   e  alla  promozione  dei
              diritti umani e alla prevenzione dei conflitti;

      RILEVATO che:

              -  è stato  approvato  con  esito  favorevole  nelle
              commissioni riunite Esteri  e  Difesa  il disegno di
              legge  n.  1927,  per   la  ratifica  ed  esecuzione
              dell'accordo  quadro   relativo   alle   misure  per
              facilitare la ristrutturazione  e le attività per la
              difesa europea;

              -   il   disegno  di  legge  in  questione  comporta
              emendamenti alla legge n. 185 sulla trasparenza e il
              controllo  del  commercio  di  armi, e  ne  andrà ad
              intaccare    i    punti    qualificanti,   favorendo
              l'esportazione di armi e diminuendo i controlli;

              -   tale  disegno  di  legge  toglie  al  Parlamento
              italiano  buona  parte  dei suoi poteri di controllo
              sul  traffico  delle  armi,  neutralizzando la parte
              qualificante della legge n. 185 del 1990;

              - un grido d'allarme  è  stato  lanciato  nei giorni
              scorsi  dalle organizzazioni pacifiste, determinando
              una vera e  propria  mobilitazione  a sostegno della
              legge n.  185  del  1990,  che  ha coinvolto società
              civile, intellettuali e personaggi dello spettacolo;

      PRESO ATTO che:

              -  la  modifica  principale  del  disegno  di  legge
              consiste  nell'introduzione  di  un  nuovo  tipo  di
              autorizzazione alle  esportazioni  di  armamenti,(la
              cosiddetta autorizzazione  globale  di progetto) che
              introduce  procedure   semplificate  per  tutte   le
              esportazioni effettuate nel  quadro  di programmi di
              coproduzione svolti con paesi UE o Nato;

              -  con  l'introduzione  dell'autorizzazione  globale
              scompaiono   i   riferimenti   (nella   domanda   di
              autorizzazione all'esportazione) al numero di pezzi,
              al   valore,    al    destinatario    finale,   alle
              intermediazioni  finanziarie,  sia  per  i  pezzi  e
              componenti esportati che per il prodotto finale;

              - scomparirà il sistema di controlli previsto per le
              normali esportazioni;

              - tali esportazioni  saranno  esenti  dai  controlli
              bancari, e non verrà  richiesto né il certificato di
              arrivo a destino, né il certificato di uso finale;

              -  informazioni,   procedure   e  controlli  saranno
              drasticamente ridotti non solo per i singoli pezzi e
              componenti  esportati,   ma  anche  per  i  prodotti
              finiti, sia per  quanto  riguarda  gli  scambi tra i
              paesi Nato e UE,  sia  nel  caso  di  esportazioni a
              paesi  terzi o a privati, del  materiale  coprodotto
              dall'Italia ed assemblato in un paese partner;

              - il Governo chiede  di  essere informato solo sulla
              destinazione intermedia e  non  su quella finale del
              materiale  coprodotto,   legittimando  di  fatto  la
              'triangolazione';

      RITENUTO che:

              - in un periodo storico come quello attuale la corsa
              a  strumenti  di  distruzione di masse è divenuta la
              strategia qualificante  di  numerose  organizzazioni
              criminali;

              - i conflitti che infiammano  le  diverse  parti del
              globo  e  che vedono coinvolte le popolazioni civili
              sono  sempre  più  numerosi,  causando  ogni  giorno
              migliaia di vittime innocenti;

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              ad  intervenire  presso  il  Governo  nazionale  per
              chiedere la piena applicazione  e  la valorizzazione
              delle  misure  di  trasparenza  e   dei  divieti  di
              esportazione  verso  quei paesi in  cui  le  armi  e
              le tecnologie  militari potrebbero essere utilizzate
              per consentire massicci abusi di diritti umani, e di
              farsi portavoce presso gli altri Paesi europei della
              necessità di  una  maggiore  severità  nel controllo
              dell'export delle  proprie  armi,  di  una  maggiore
              prevenzione dei conflitti e per il disarmo.

              (8 marzo 2002)

                                  MORINELLO - FERRO - RAITI
                                  ORLANDO - MICCICHE'

     III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) "Bilancio di  previsione della Regione siciliana per l'anno
          finanziario 2002  e  bilancio  pluriennale  per il triennio
          2002-2004." (NN. 297-299/A) (Seguito)

          Relatore di maggioranza:  on.le Antonino Croce

          Relatore di minoranza: on.le Angelo Capodicasa

       2) "Legge finanziaria 2002" (N. 298 - Stralcio II/A) (Seguito)

          Relatore di maggioranza: on.le Antonino Croce

          Relatore di minoranza: on.le Angelo Capodicasa

       La seduta è tolta alle ore 14.00.

      --------

       I testi e le tabelle dei documenti  n.  118  e  n.  119 sono
  riportati nel resoconto stenografico, stesura definitiva.

     (Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 16.55)