Presidenza del vicepresidente Fleres
BALDARI, segretario f.f., dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
CONGEDI
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute richieste di congedo
relative agli onorevoli Castiglione, Catania Franco, Garofalo,
Leanza Vincenzo e Segreto per l'odierna seduta.
Non sorgendo osservazioni, i congedi si intendono accordati.
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONE
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura
della interrogazione con richiesta di risposta scritta
presentata.
BALDARI, segretario f.f.:
N. 483 - Avvio della campagna promozionale dei prodotti
ortofrutticoli siciliani.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Firmatario: Incardona Carmelo.
PRESIDENTE. L'interrogazione ora annunziata sarà inviata al
Governo.
Informo, ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del vicepresidente Fleres
DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d)
e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:
N. 96 - Iniziative per fronteggiare la grave situazione
sanitaria del Siracusano.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- la provincia di Siracusa è stata esclusa, nei
programmi del Ministero della Salute, dalla
costituzione di un polo sanitario di eccellenza per
le cure delle patologie (tumori e malformazioni
neonatali) derivanti dalla presenza dell'area
petrolchimica Augusta-Priolo-Melilli;
PRESO ATTO che nei programmi del Ministero rientra invece la
realizzazione di poli di eccellenza solamente a
Catania, Messina e Palermo,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ed, in particolare
L'ASSESSORE PER LA SANITA'
ad intervenire per sollecitare il Ministro della
Salute ad avviare un processo che:
- riconosca le peculiarità e la drammaticità della
situazione sanitaria di Siracusa, dovuta alla
presenza di un'area ad alto rischio ambientale (Polo
petrolchimico più grande d'Europa);
- promuova nell'immediato un'integrazione delle
strutture sanitarie della provincia di Siracusa con
uno dei poli di eccellenza (per es. Catania-sede
universitaria) attraverso la costituzione di un
consorzio che valorizzi al massimo la realtà
sanitaria siracusa;
- preveda, magari in tempi successivi e
razionalizzando le risorse sanitarie, il
completamento di tale processo con l'istituzione di
un eventuale 4 polo di eccellenza anche a Siracusa.
SBONA - MANCUSO - BURGARETTA -
FRANCHINA
N. 97 - Piena applicazione della legge n. 185 del 1990 in
materia di esportazione di armi.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
CONSIDERATO che:
- la legge n. 185 del 1990 vieta di inviare armi a
dittatori e nazioni in guerra e che non rispettano
i diritti umani;
- tale legge è stata una grande conquista civile
voluta dalle associazioni pacifiste e di solidarietà
internazionale;
- la legge in questione consente una verifica della
destinazione finale delle armi inviate, evitando
'triangolazioni';
- la 185 fa tesoro delle indagini della magistratura
e pone rigorosi controlli sull'utente finale del
sistema d'armi venduto, evitando quelle
triangolazioni che hanno reso tristemente famoso il
'made in Italy' bellico prima del 1990;
- la normativa italiana, sebbene disattesa sotto
certi aspetti, rappresenta un modello nel panorama
europeo ed internazionale per l'importanza che
attribuisce al rispetto e alla promozione dei
diritti umani e alla prevenzione dei conflitti;
RILEVATO che:
- è stato approvato con esito favorevole nelle
commissioni riunite Esteri e Difesa il disegno di
legge n. 1927, per la ratifica ed esecuzione
dell'accordo quadro relativo alle misure per
facilitare la ristrutturazione e le attività per la
difesa europea;
- il disegno di legge in questione comporta
emendamenti alla legge n. 185 sulla trasparenza e il
controllo del commercio di armi, e ne andrà ad
intaccare i punti qualificanti, favorendo
l'esportazione di armi e diminuendo i controlli;
- tale disegno di legge toglie al Parlamento
italiano buona parte dei suoi poteri di controllo
sul traffico delle armi, neutralizzando la parte
qualificante della legge n. 185 del 1990;
- un grido d'allarme è stato lanciato nei giorni
scorsi dalle organizzazioni pacifiste, determinando
una vera e propria mobilitazione a sostegno della
legge n. 185 del 1990, che ha coinvolto società
civile, intellettuali e personaggi dello spettacolo;
PRESO ATTO che:
- la modifica principale del disegno di legge
consiste nell'introduzione di un nuovo tipo di
autorizzazione alle esportazioni di armamenti,(la
cosiddetta autorizzazione globale di progetto) che
introduce procedure semplificate per tutte le
esportazioni effettuate nel quadro di programmi di
coproduzione svolti con paesi UE o Nato;
- con l'introduzione dell'autorizzazione globale
scompaiono i riferimenti (nella domanda di
autorizzazione all'esportazione) al numero di pezzi,
al valore, al destinatario finale, alle
intermediazioni finanziarie, sia per i pezzi e
componenti esportati che per il prodotto finale;
- scomparirà il sistema di controlli previsto per le
normali esportazioni;
- tali esportazioni saranno esenti dai controlli
bancari, e non verrà richiesto né il certificato di
arrivo a destino, né il certificato di uso finale;
- informazioni, procedure e controlli saranno
drasticamente ridotti non solo per i singoli pezzi e
componenti esportati, ma anche per i prodotti
finiti, sia per quanto riguarda gli scambi tra i
paesi Nato e UE, sia nel caso di esportazioni a
paesi terzi o a privati, del materiale coprodotto
dall'Italia ed assemblato in un paese partner;
- il Governo chiede di essere informato solo sulla
destinazione intermedia e non su quella finale del
materiale coprodotto, legittimando di fatto la
'triangolazione';
RITENUTO che:
- in un periodo storico come quello attuale la corsa
a strumenti di distruzione di masse è divenuta la
strategia qualificante di numerose organizzazioni
criminali;
- i conflitti che infiammano le diverse parti del
globo e che vedono coinvolte le popolazioni civili
sono sempre più numerosi, causando ogni giorno
migliaia di vittime innocenti;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad intervenire presso il Governo nazionale per
chiedere la piena applicazione e la valorizzazione
delle misure di trasparenza e dei divieti di
esportazione verso quei paesi in cui le armi e
le tecnologie militari potrebbero essere utilizzate
per consentire massicci abusi di diritti umani, e di
farsi portavoce presso gli altri Paesi europei della
necessità di una maggiore severità nel controllo
dell'export delle proprie armi, di una maggiore
prevenzione dei conflitti e per il disarmo.
MORINELLO - FERRO - RAITI
ORLANDO - MICCICHE'
Non sorgendo osservazioni, dispongo che le mozioni predette
vengano demandate alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari perché se ne determini la data di discussione.
PRESIDENZA del **PR
Presidenza del vicepresidente Fleres
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE CONGIUNTA DEL DISEGNO DI LEGGE N.
297-299/A "BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE SICILIANA PER
L'ANNO FINANZIARIO 2002 E BILANCIO PLURIENNALE PER IL TRIENNIO
2002-2004", E DEL DISEGNO DI LEGGE N. 298-STRALCIO II/A "LEGGE
FINANZIARIA 2002".
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione congiunta del
disegno di legge n. 297-299/A "Bilancio di previsione della
Regione siciliana per l'anno finanziario 2002 e bilancio
pluriennale per il triennio 2002-2004", e del disegno di legge n.
298-Stralcio II/A "Legge finanziaria 2002".
Invito i componenti la seconda Commissione, 'Bilancio', a
prendere posto nel relativo banco.
Si riprende l'esame degli emendamenti numeri: 2.30, 2.31,
2.32, 2.33 e 2.34 accantonati nel corso della precedente seduta.
Pongo in votazione l'emendamento 2.30.
LIOTTA. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, anche dagli onorevoli Giannopolo, Oddo, Raiti, e
Panarello, indìco la verifica del numero legale.
RISULTATO DELLA VERIFICA
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti: 28
L'Assemblea non è in munero legale. La seduta è pertanto
sospesa per un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 16.34, è ripresa alle ore 17.38.)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Riprendiamo dagli emendamenti 2.30, 2.31, 2.32, 2.33 e 2.34.
Onorevoli Liotta e Speziale, se i presentatori degli emendamenti
accogliessero una proposta di mediazione e si attestassero
sull'emendamento 2.32 'più cento', può darsi che il Governo possa
riuscire a trovare la copertura necessaria per incrementare il
capitolo senza creare problemi di bilanciamento con le altre
spese.
SPEZIALE. Con questi cento, ripristiniamo il livello dell'anno
scorso, Presidente?
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, questo non so dirglielo, però,
potrebbe essere un'ipotesi di mediazione che ci consentirebbe di
andare avanti.
SPEZIALE. Signor Presidente, io non rinuncio all'emendamento.
E' il più distante e quindi va posto prima in votazione.
FORGIONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che
sull'emendamento degli onorevoli Speziale e Capodicasa, che era
il più distante - il nostro era il più articolato, capitolo per
capitolo - sia giusto che questo Parlamento si pronunci e, però,
nello stesso tempo, vorrei ricevere dal Governo i chiarimenti che
abbiamo chiesto negli interventi sull'utilizzazione di queste
risorse, proprio perché ci eravamo lasciati alcuni mesi fa con
l'appuntamento del bilancio e della finanziaria per avere questo
chiarimento; cosa richiesta, tra l'altro, anche dal Presidente
della Commissione Antimafia questa mattina. Almeno che ci sia un
chiarimento, sennò ritorniamo punto e d'accapo e di fatto
demoliamo la legge alla quale è agganciato questo ...
PRESIDENTE. Onorevole Forgione, in questo momento l'Assessore
per gli enti locali non c'è, però poc'anzi aveva fatto sapere
alla Presidenza che ha in cantiere il disegno di legge di
riordino dell'intera materia e di disciplina regolamentare della
stessa. Non so se questo è sufficiente.
FORGIONE. Se ha detto questo, chiedo scusa, ha detto una cosa
gravissima e invito per primo il Presidente della Commissione
Antimafia a pronunciarsi. L'Assessore per gli enti locali ha in
mente una legge di riordino della legislazione antimafia che
questo Parlamento e non il Governo ha fatto all'unanimità solo un
anno e mezzo fa? Cosa deve riordinare? Se non è in grado di
spendere i soldi perché non ha istituito uno solo dei nove Uffici
provinciali previsti dalla legge è un problema dell'Assessore e
del Governo. Quella legge e quell'Ufficio era prima
all'Assessorato Presidenza, la legge lo ha spostato alla
Presidenza della Regione, proprio per il carattere unificante
anche delle voci di spesa. Come sapete, fino a tre anni fa la
spesa per l'Antimafia era: alcuni alla pubblica istruzione, che
riguardavano le scuole, altri alla cooperazione, altri agli enti
locali. Abbiamo fatto uno sforzo, tutta l'Aula, per unificare con
un testo unico la gestione di tutta la legislazione antimafia. Il
Governo non solo non è stato in grado di applicarla, sono passati
tre anni e non è stato istituito né l'Ufficio centrale né gli
Uffici periferici - ma deve solo applicarla il Governo quella
legge -, ora viene l'Assessore per gli enti locali - che non si
degna neanche di dare una risposta e non so se sa di cosa
parliamo - a dire che lui vuole rifare una legislazione che
questo Parlamento un anno fa ha fatto. Questa è la cosa più
grave.
PRESIDENTE. No, onorevole Forgione, l'Assessore per gli enti
locali ha fatto sapere che intende correggere quegli aspetti che
avevano creato dei problemi di natura interpretativa.
FORGIONE. Allora l'Assessore per gli enti locali venga in
Commissione Anfimafia a dirci quali sono gli aspetti Dato che
quella legge fu fatta unitariamente dalla Commissione regionale
Antimafia - Presidente l'onorevole Granata - e dall'Aula, venga
l'Assessore per gli enti locali in Commissione Antimafia a dirci
quali aspetti non funzionano e poi ne discutiamo, signor
Presidente. Non che si annunci una riforma di una riforma fatta
solo un anno e mezzo fa.
PRESIDENTE. Onorevole Forgione è ovvio che una volta che il
Governo presenta il disegno di legge poi sarà la Commissione a
discuterlo, non ci sono dubbi su questo.
FORGIONE. Faccia rispondere all'Assessore. Lei è bravissimo,
fa l'Assessore, il Governo, tra un po' fa anche l'opposizione e
abbiamo esaurito il Parlamento nella Sua persona Io l'ho capito,
Presidente, cosa cerca di fare lei
PRESIDENTE. Onorevole Forgione, cerco di interpretare le
informazioni che ricevo e cerco di rendere funzionale le stesse
al risultato dell'Aula.
INCARDONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INCARDONA. Signor Presidente, volevo fare una proposta circa
questo emendamento: se possiamo rimpinguare il capitolo con altri
500 mila euro.
PRESIDENTE. Questo è l'emendamento che già è stato
presentato, onorevole Incardona.
INCARDONA. Sì, però questa è la proposta che faccio io da
presidente della Commissione antimafia.
PRESIDENTE. Allora, onorevoli colleghi, poiché i presentatori
non hanno proceduto al ritiro degli emendamenti, pongo in
votazione l'emendamento 2.30. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il Bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
VOTAZIONE PER APPELLO NOMINALE DELL'EMENDAMENTO 2.30
SPEZIALE. Chiedo che la votazione per appello nominale.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata, a termini di
Regolamento, dagli onorevoli Speziale, Raiti, Giannopolo,
Cracolici, Ferro, Liotta e Forgione, indìco la votazione per
appello nominale dell'emendamento 2.30.
Spiego il significato del voto: chi è favorevole vota verde,
chi è contrario vota rosso, chi si astiene vota vota bianco.
(Si procede alla votazione per appello nominale mediante sistema
elettronico)
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:
Presenti e votanti 64
Maggioranza ....... 33
Favorevoli ........ 53
Contrari .......... 8
Astenuti .......... 3
(L'Assemblea approva)
L'approvazione dell'emendamento 2.30 preclude la trattazione
degli emendamenti 2.31, 2.32, 2.33 e 2.34, che quindi sono da
considerarsi assorbiti.
Non essendoci altri emendamenti, pongo in votazione la
rubrica 'Enti Locali', relativa alle pagine da 280 a 282.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi
(E' approvata)
La Presidenza avverte che l'esame dell'amministrazione
'Bilancio e Finanze' avverrà, come di consueto, al termine delle
altre amministrazioni e pertanto la relativa rubrica viene
accantonata.
Si passa alla rubrica 'Industria'. Il primo capo riguarda i
Gabinetti e gli Uffici a diretta collaborazione dell'assessore;
il secondo il Dipartimento Regionale Industria; il terzo il Corpo
Regionale Miniere; il quarto Uffici speciali. Le relative unità
previsionali di base sono alle pagine 291-297.
Si passa all'emendamento 2.36, relativo all'Unità
previsionale di base 5.2.2.6.3. Non essendoci interventi, lo
pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il Bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, Presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
CINTOLA. Col parere contrario del Governo e della Commissione
è approvato? Il parere del Governo si può sentire?
PRESIDENTE. Il Governo e la Commissione hanno dato parere
contrario. Se i parlamentari sono distratti, questa Presidenza
non può farci niente, onorevole Cintola.
Procediamo alla riprova della votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa agli emendamenti 2.37 degli onorevoli
Moschetto ed altri e 2.38 dell'onorevole Rotella.
I capitoli sui quali si intendono incidere questi due
emendamenti sono entrambi soppressi. Invito quindi i presentatori
a ritirare l'emendamento, altrimenti devo dichiararli
improponibili per il fatto che questi capitoli non esistono più.
MOSCHETTO. Ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Non essendoci altri emendamenti, pongo in votazione l'intera
rubrica 'Industria'.
Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il Bilancio e le finanze. Favorevole
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvata)
Si passa alla rubrica 'Lavori pubblici'. Non essendoci
emendamenti, la pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il Bilancio e le finanze. Favorevole
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'intera rubrica dalla pagina
298 alla pagina 306.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
PRESIDENTE. Si passa alla rubrica 'Lavoro, previdenza sociale,
formazione professionale ed emigrazione'. E' stato presentato
dal Governo l'emendamento 2.49.
Poichè nessuno chiede di parlare, lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.39 a firma dell'onorevole
Crisafulli.
CRISAFULLI. Chiedo l'accantonamento.
PRESIDENTE. L'emendamento 2.39 è accantonato.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.40 a firma
dell'onorevole Capodicasa, 2.41 a firma dell'onorevole Speziale e
2.42 a firma dell'onorevole Papania.
Sono relativi all'unità previsionale di base 7.1 - 7.2 -
7.3: sostegno alla occupazione. L'emendamento è bilanciato con i
fondi di riserva.
PAPANIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAPANIA. Signor presidente, onorevoli colleghi, questo
emendamento prevede la copertura di somme a sostegno degli
articoli 9 e 10 della legge regionale 27/91.
Sapete che questi articoli prevedevano la corresponsione di
contributi in conto retribuzione per quelle imprese che
provvedessero a fare nuove assunzioni.
Nel corso degli anni, è stato accumulato un notevole credito
da parte di numerose aziende nei confronti della Regione
siciliana. A fronte di questo credito non si è mai riusciti a
prevedere una copertura finanziaria adeguata che consentisse agli
imprenditori di poter riscuotere questi crediti e quindi di
potere reinvestire questi soldi nella loro impresa.
Questo ha generato che nel tempo, mentre le imprese nel
partecipare alle gare di appalto sostenevano di avere un minor
costo del lavoro, di fatto non prendevano questi soldi, non
avevano un minor costo del lavoro e iscrivevano però nei loro
bilanci queste somme come somme di previsione di entrate.
Si è generato, perciò, un circuito assai negativo per
l'economia siciliana, per lo sviluppo della Sicilia e per tutte
le imprese. Successivamente il legislatore, quest'Assemblea ha
pensato di fare un protocollo d'intesa con gli istituti bancari
per la cartolarizzazione di alcuni di questi crediti, norma che
viene ripresa nella manovra finanziaria che andremo ad approvare
con l'articolo 46.
La cartolarizzazione però riguarda soltanto una parte dei
crediti che vantano le imprese nei confronti della Regione;
riguarda quella parte per cui le imprese hanno chiesto la
cartolarizzazione e nello specifico riguarda l'articolo 9 della
legge regionale numero 27 del 1991.
Allora, ci sono due problemi, uno è quello di mantenere la
possibilità all'accesso alla contribuzione prevista dalla legge
per quelle imprese che non desiderano fare la cartolarizzazione
ai sensi delle leggi che la prevedono, ma desiderano
esclusivamente riottenere il contributo in conto retribuzione che
l'articolo 9 prevedeva. La legge non può obbligare a
cartolarizzare o niente e siccome questo credito è un credito che
comunque è vantato comporterà nel corso degli anni per la Regione
un continuo aumento degli oneri che la Regione stessa dovrà
corrispondere sia per effetto del credito vantato, sia per
effetto di quant'altro gli imprenditori potranno richiedere nel
corso degli anni.
C'è poi una problematica connessa all'articolo 10 della
legge regionale numero 27 del 1991. Da più parti si è sostenuto
che questo articolo 10 non avesse più necessità di ottenere una
copertura finanziaria perché collegato ai contratti di
formazione-lavoro che sono sub judice rispetto al trattato
dell'Unione Europea riguardo, appunto, la concessione del
concetto stesso di contratto di formazione-lavoro.
In realtà così non è, perché se è vero che ancora debbono
essere giudicati i contratti di formazione-lavoro come
accettabili dall'Unione Europea, questo lo è per una parte dei
contratti di formazione-lavoro, per quella che vale per le
persone sopra i ventisei anni e alcune tipologie specifiche di
impresa. Quindi, io vorrei fare presente come questa necessità
comunque di mantenere delle somme nei capitoli che riguardano gli
articoli 9 e 10 della legge regionale numero 27 del 1991 sono un
obbligo di legge tuttora persistente, un obbligo di legge che si
ripresenterà di volta in volta ogni qualvolta gli imprenditori ci
chiederanno di dare conto di questo credito ed ognuna di queste
volte aumenteremo il debito della Regione.
A me pare pertanto che il Governo se non nelle cifre che
sono state richieste e che sono state richieste perché in effetti
sarebbero necessarie per tutta la copertura, ma se non in queste
cifre, almeno in cifre più relative il Governo e quest'Aula
farebbero bene a porre la necessaria attenzione a quello che le
imprese chiedono e che rappresenterebbe un volano di sviluppo
notevole per la Regione siciliana.
SPAMPINATO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPAMPINATO. Non voglio intervenire in merito all'emendamento
proposto dagli onorevoli Papania e Speziale, ma le chiedo in
considerazione del fatto che non si è innestato nessun altro
intervento, chiederei alla Commissione ed al Governo di motivare
eventualmente il loro parere per avere possibilità di votare con
cognizione.
PRESIDENTE. L'Onorevole Spampinato chiede al Governo che,
nell'espressione del parere, possa motivare lo stesso. Poiché
devo porre in votazione i due emendamenti 2.40 e 2.41 che sono
uguali, chiedo il parere del Governo motivato. Ha facoltà di
parlare l'onorevole Stancanelli.
STANCANELLI, assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'immigrazione. Il Governo è contrario
a questo emendamento perché l'articolo 9 della legge numero 27
del 1991 è regolarmente finanziato in relazione all'articolo 29
della legge 10, che prevede espressamente la cartolarizzazione e
viene finanziata con 110 miliardi previsti espressamente nel
bilancio. E' in corso tutta la procedura per la
cartolarizzazione tanto è vero che la settimana entrante sarà
emesso il decreto di accertamento dei crediti vantati da tutte le
aziende che hanno fatto ricorso alle procedure di cui
all'articolo 9 della legge 27.
Per quanto riguarda l'articolo 10 della legge 27 non è
possibile prevedere alcuna somma in quanto l'articolo 10 non è
in regola con le direttive della Comunità europea in quanto non
fu a suo tempo notificato e non è stato quindi vistato. Ecco
perché ritengo che questa somma in bilancio - a parte il fatto
della insussistenza dei fondi - non è per nulla necessaria per
gli scopi a cui faceva riferimento l'onorevole Papania. Ecco
perché siamo contrari a questo emendamento.
SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, francamente
nel predisporre l'emendamento in Commissione Bilancio, poi
reiterato in questa sede, mi sarei aspettato che, da parte del
Governo ed in particolare dell'Assessore al lavoro, si sostenesse
una motivazione alternativa rispetto all'emendamento che abbiamo
presentato. Mentre capisco, infatti, le ragioni di natura
contabile che presiedono ai ragionamenti che, di volta in volta,
fa l'Assessore Pagano, non capisco le ragioni dell'Assessore per
il lavoro. Quest'ultimo sa che l'unità previsionale di cui stiamo
parlando non riguarda esclusivamente gli articoli 9 e 10 della
legge numero 27 del 1991 ma riguarda una gamma di interventi di
sostegno all'occupazione, che sono previsti dalla normativa
regionale ma non c'è alcuna previsione in bilancio per
sostenerla.
In Sicilia, per il sostegno all'occupazione opera fino al
2001 e nel 2002 soltanto il credito d'imposta previsto dalla
normativa nazionale. Noi avevamo previsto con la legge 30 un
sistema di contribuzione e di incentivazione. Gran parte della
legge 30 è rimasta inapplicata perché non ci sono i fondi.
Pensavamo che questo fosse un modo per andare in aiuto
all'Assessore per il lavoro per finanziare un sistema di
incentivi all'impresa, per il lavoro e l'occupazione.
Stranamente l'Assessore stasera ci dice che non ha bisogno di
somme e che in Sicilia, quindi, il problema del sistema di
incentivi all'impresa finalizzato a nuova occupazione è un
problema praticamente superato.
Voglio ricordare all'Assessore per il lavoro che è venuto
meno il sistema del credito di imposta previsto per quelli che
hanno più di 25 anni, previsto dalla finanziaria Amato, e non
reintrodotta dalla finanziaria Tremonti che ha previsto un altro
intervento assolutamente inapplicabile in Sicilia. Noi
praticamente non avremo più alcun sostegno reale nei confronti
delle imprese che vogliono creare occupazione e dare lavoro nella
nostra Regione.
Pertanto, penso che sia politicamente grave la posizione
assunta dal Governo ed è la ragione per cui noi abbiamo
presentato l'emendamento. Ci si poteva rispondere: Avete
previsto 200 miliardi per queste misura di sostegno all'impresa,
sono molti, perché si tratta di rendere compatibile le risorse
finanziarie con le politiche di intervento, ma sostenere che
invece non sono necessari i fondi per potere finanziare tutte le
misure di sostegno all'impresa, finalizzate alla creazione di
nuovi posti di lavoro, è una tesi aberrante della nostra Regione.
Pertanto, onorevole Assessore, noi manteniamo l'emendamento,
anzi, dico di più, rispetto all'emendamento chiederemo anche in
questa occasione il voto nominale perchè sia chiaro, di fronte
alle imprese siciliane che soffrono della possibilità di non
potere cartolarizzare i propri crediti, perchè non vogliono
ricorrervi, considerato che la misura di 110 miliardi prevista
dalla legge 10 è assolutamente insufficiente.
Il secondo motivo è che ci sono centinaia, migliaia di
imprese del settore artigiano e del settore del commercio che non
vogliono ricorrere alla misura della cartolarizzazione e che,
quindi, vorrebbero finalmente, dopo sette, otto, nove anni che
vantano crediti, potere avere saldati i propri crediti nei
confronti della Regione.
Avevo previsto questo e ho previsto con questo emendamento
la possibilità di mantenere il sistema di incentivo per
l'occupazione finalizzato alle imprese, visto che una delle
misure previste dal Governo nazionale è venuta meno.
Pertanto, invito il Governo a riflettere sulle posizioni
annunciate in questa Aula e a rivedere la propria posizione. Noi
siamo disponibili su questo punto a rivedere il nostro
emendamento, eventualmente, onorevole Assessore per il lavoro e
onorevole Assessore per il bilancio; siamo disponibili a
rivedere, a rimediare, perchè ci rendiamo conto che è necessario
avere una compatibilità con l'ambito delle risorse e, tuttavia,
l'atteggiamento di rifiuto, di diniego assunto dal Governo non ci
convince.
Se il Governo è disposto ad una discussione che può rendere
compatibile un eventuale nostro emendamento rivedendolo e
riducendone anche la portata, noi siamo disponibili a discutere;
se il Governo invece assume, così come ha assunto, la posizione
di diniego, noi chiederemo su questo emendamento il voto nominale
e comunicheremo a tutte le imprese artigiane il risultato
dell'esito di questo voto perchè è una scelta sconsiderata; è
una scelta che piega i settori produttivi, li comprime; deprime
i settori produttivi, comprime il settore privandolo della
possibilità di espandere la domanda perchè in qualche modo
comprime la possibilità di sviluppo e di occupazione. Attraverso
una misura di questo tipo noi avremmo potuto creare in Sicilia
migliaia e migliaia di posti di lavoro.
PAPANIA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAPANIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per le
ragioni che ha addotto l'onorevole Speziale, sarebbe stato più
logico un atteggiamento del Governo tendente a spostare la
questione sulla manovra finanziaria e sui fondi globali con una
proposta magari più efficace, nel senso che, essendo
assolutamente indispensabile in Sicilia una nuova legge per gli
incentivi alle imprese poichè gli ex articoli 9 e 10 della legge
numero 27 del 1991 non sono più applicabili, la legge regionale
30/97, che ha dato buoni frutti per la verità in Sicilia, ha al
momento necessità di essere rivista perchè sono entrate in vigore
alcune norme nazionali e perchè sarebbe necessaria in Sicilia una
legge che prevedesse anche i contributi per il mantenimento al
posto di lavoro e non soltanto il contributo per nuove
assunzioni, e perciò sarebbe stato certamente più saggio e più
efficace spostare la questione probabilmente sulla manovra
finanziaria.
Assessore Stancanelli, dico questo perchè mi rendo
perfettamente conto che nel bilancio a legislazione vigente vi
sono, in effetti, poche risorse da destinare per qualsiasi voce,
però senza con questo voler fare nessuna polemica che non ha
necessità di essere portata avanti in questa sede, le debbo far
presente che l'articolo 10 della legge regionale 27 del 1991 non
ha ottenuto a tutt'oggi il parere di cui all'ex articolo 92 del
trattato dell'Unione europea perchè la questione viene sempre
posta come collegata ai contratti di formazione lavoro in senso
ampio. Se la questione venisse posta come correttamente deve
essere posta nell'ambito di quei contratti di formazione e lavoro
che sono tutt'ora accettati dall'Unione europea e cioè quelli che
riguardano i giovani fino a 26 anni, alcune tipologie di impresa
non avrebbero alcuna difficoltà ad ottenere il visto positivo
del Trattato dell'Unione europea.
La seconda questione - quella che riguarda l'articolo 9
della legge numero 27 del 1991, lei ha correttamente citato
l'articolo sulle cartolarizzazioni che io, nel corso del mio
intervento, avevo citato - riguarda, invece, quelle imprese che
non hanno fatto e non intendono fare richiesta di
cartolarizzazione, che non sono poche, che probabilmente hanno
ottenuto i visti da parte dell'Ispettorato del lavoro e non hanno
soltanto la dichiarazione di conformità che prevede la legge
sulle cartolarizzazioni e che, però, non possono accedere a
nessun contributo perchè non c'è copertura di bilancio.
Queste sono le motivazioni che mi hanno indotto non tanto a
chiedere somme che, mi rendo conto, nel bilancio a legislazione
vigente, non ci sono, quanto a porre in evidenza un problema che
rimane per la Regione siciliana, che ciascuno di noi - magari nel
tempo - ha dato con il proprio contributo modo di andare avanti e
che in questa fase meriterebbe, quanto meno, di essere
considerato con una appostazione all'interno dei fondi globali e
nella manovra finanziaria per pensare a come finalmente riuscire
a dare una risposta seria agli imprenditori.
PRESIDENTE. Pongo in votazione gli emendamenti 2.40 e 2.41.
SPEZIALE. Chiedo che la votazione avvenga per appello
nominale.
(Si associano alla richiesta gli onorevoli Ferro, Giannopolo,
Cracolici, Panarello, Villari, De Benedictis)
VOTAZIONE PER SCRUTINIO NOMINALE DEGLI EMENDAMENTI 2.40 E 2.41
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per appello nominale degli
emendamenti 2.40 e 2.41.
Il parere del Governo sugli emendamenti 2.40 e 2.41?
STANCANELLI, assessore per il lavoro, la previdenza sociale,
la formazione professionale e l'emigrazione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario a maggioranza.
PRESIDENTE. Chiarisco il significato del voto: chi vota sì
preme il pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso;
chi si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti ....61
Maggioranza ...........31
Favorevoli ............18
Contrari ..............41
Astenuti ...............2
(L'Assemblea non approva)
Pongo in votazione l'emendamento 2.42 che riguarda la stessa
materia.
Il parere del Governo?
STANCANELLI, assessore per il lavoro, la previdenza sociale e
la formazione professionale. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dal Governo: emendamenti 2.50 e 2.51;
- dagli onorevoli Capodicasa e Speziale: emendamento 2.43;
- dall'onorevole Speziale: emendamento 2.44;
- dall'onorevole Papania: emendamento 2.45;
- dagli onorevoli Dina, Sbona, Fratello, Franchina,
Borzacchelli, Antinoro: emendamento 2.46;
- dall'onorevole Leanza Vincenzo: emendamento 2.47.
Si passa all'emendamento 2.50 a firma del Governo.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
FORGIONE. Ci può chiarire la finalità di questi soldi?
PRESIDENTE. Beni mobili, impianti e attrezzature; data la
cifra ritengo che si tratti di questioni aperte in precedenza.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.51 a firma del Governo,
riguardante la stessa unità previsionale di base 73112 beni e
servizi. Il parere della Commissione?
CROCE, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa agli emendamenti 2.43, 2.44, 2.45, 2.46, 2.47
riguardanti la formazione professionale.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, penso che questi emendamenti siano tutti superati
poiché il Governo sta presentando un emendamento per incrementare
la posta di 46.482 mila euro, di fatto è una voce incrementativa
che penso possa essere esaustiva per le esigenze di tutti i
deputati.
PRESIDENTE. Onorevole Assessore, per intenderci, il Governo
presenta un emendamento identico al 2.46?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Sì, l'importo
è stato calcolato esattamente secondo quelle che sono le
esigenze, così come concordato con l'onorevole Assessore per il
lavoro.
PRESIDENTE. E quindi la posizione del governo è quella
riassunta nell'emendamento 2.46 a firma Dina, Sbona ed altri che
parla di un incremento di 46.482 mila euro.
VILLARI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VILLARI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio
ricordare a me stesso, che nella scorsa legislatura facevo già
parte di questo parlamento, che si ripropone ancora una volta un
problema che ormai si ripropone eternamente se non interviene un
atto, da parte del Governo, che noi abbiamo tante volte
sollecitato come minoranza, come opposizione, come
centrosinistra, che è quello di una riforma del settore della
formazione professionale, che ormai diventa non più rinviabile,
per diverse ragioni: intanto perchè il sistema della formazione
ha bisogno di una qualificazione, di una riqualificazione, di un
elevamento della qualità complessiva, anche se noi riteniamo che
il sistema della formazione abbia bisogno di alcune correzioni
assieme, ovviamente, alla elevazione della qualità complessiva
rispetto alle finalità formative.
Ma occorre anche che, da parte del Governo, vi sia,
finalmente, quello che è stato peraltro annunciato tante volte,
anche dall'attuale Assessore per il lavoro Stancanelli, alla
stampa: la volontà di addivenire ad un progetto di riforma.
Il problema, intanto certo, che si pone è di impinguare i
fondi che peraltro erano bastevoli fino a quando non fossero
stati poi tagliati su proposta del Governo in Commissione
bilancio, quindi c'è bisogno di impinguare i fondi perchè non si
riuscirebbe, altrimenti, a coprire le esigenze complessive del
settore, del sistema della formazione e a garantire le
retribuzioni agli addetti.
Quindi, noi siamo perchè il Governo accolga la proposta
avanzata dai presentatori dell'emendamento 2.43, su cui vorrei
che venga apposta la mia firma, che non ho apposto perchè già il
capogruppo e i firmatari mi rappresentano autorevolmente, ma che
voglio formalizzare - e lo dico da qui - perchè finalmente si dia
linearità ad un dibattito sulla formazione che è una sorta di
'tira e molla': ci sono i fondi, non ci sono i fondi.
Dio santo, facciamo questa riforma Vediamo qual è il
miglior modo per riformare il sistema della formazione. Intanto,
però, diamo certezza ai lavoratori, diamo certezza agli enti, ai
soggetti che operano nel settore della formazione professionale;
diamo, soprattutto, certezza alle imprese, che, attraverso il
sistema della formazione professionale, possono attingere ad un
mercato del lavoro sempre più qualificato rispetto alle loro
esigenze.
Quindi, io vorrei pregare l'Aula, al di là delle logiche di
schieramento - mi permetto di dire -, di considerare la bontà e
la qualità politica, oltre che di merito, di questo emendamento.
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Villari ha apposto la
propria firma all'emendamento 2.43 e l'onorevole Lino Leanza ha
apposto la propria firma all'emendamento 2.46.
Comunico, inoltre, che il Governo ha presentato
l'emendamento 4.46 bis, che è dello stesso tenore, della stessa
cifra, dell'emendamento 2.46, per un importo di 46.482 mila euro.
FORGIONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
emendamento mi dà la possibilità di porre una questione che,
ancora una volta, evidenzia una sorta di ricatto per ognuno di
noi rispetto a delle scelte da compiere: lasciare che i
lavoratori della formazione professionale rimangano senza fondi e
vedano a rischio il loro ruolo, il loro stipendio e la loro
funzione, o riformare un sistema che, così com'è, non solo non
garantisce una qualità vera della formazione e, quindi,
dell'accesso qualificato al mercato del lavoro, ma spesso incrina
anche e mette a nudo limiti di trasparenza e di legalità.
Io non sosterrò questi emendamenti. Mi asterrò, io e la mia
parte politica, perchè crediamo - e la cosa grave è che
l'occasione venga sempre nei momenti di discussione del bilancio
- che questo sia uno dei classici settori dove la politica
arretra rispetto ad un sistema di interessi che, anche attraverso
la formazione professionale, garantisce poca formazione e quasi
mai professionalità.
Noi abbiamo una formazione professionale arretrata, non
riusciamo a capire quali sono le vere domande di qualità che ci
vengono dal mercato del lavoro oggi, che figure professionali
servono per uno sviluppo moderno di questa Regione. Abbiamo un
sistema di finanziamento della formazione professionale che non
garantisce alcuna trasparenza. Non è un caso che gli ultimi
governi abbiano avuto anche problemi giudiziari su questo e sulla
gestione dei fondi per la formazione professionale.
Vorrei sapere questo Governo cosa pensa su questo tema
delicato, che ha a che fare con la legalità e la trasparenza del
mercato del lavoro, se c'è una volontà di arrivare ad una riforma
vera dei meccanismi di gestione. E io so che, quando dico questo,
cozzo anche con gli interessi dei sindacati, che spesso sono
parte essi stessi di questo sistema e, attraverso la formazione
professionale, gli stessi sindacati diventano ricattabili dalla
politica.
Chiederei all'Assessore per il lavoro ed al Governo di
pronunciarsi con nettezza su questo punto, sapendo che una
riforma del sistema è ormai irrinunciabile, che un osservatorio
di legalità sulla gestione dei fondi per la formazione
professionale è irrinunciabile, che la politica nella gestione di
questo settore negli ultimi anni e con diversi assessori ha avuto
a che fare con vicende giudiziarie. E qui parliamo di un settore
delicato che riguarda la trasparenza nella gestione delle
risorse, ma riguarda anche la legalità di un mercato del lavoro
che in Sicilia spesso è uno dei terreni di coltura
dell'illegalità.
Su questo, il Governo dica parole chiare, parole chiare
servono alla politica, alla gestione del settore, a rigenerare un
sindacato che spesso, anche attraverso la formazione
professionale, ha perso la sua autonomia.
STANCANELLI, assessore per il lavoro, la previdenza sociale,
la formazione professionale e l'emigrazione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STANCANELLI, assessore per il lavoro, la previdenza sociale,
la formazione professionale e l'emigrazione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, brevissimamente, ho necessità di fare alcune
considerazioni su quanto è stato detto dagli oratori che sono
intervenuti in relazione a questi emendamenti per un chiarimento.
Innanzitutto, relativamente alla somma appostata in bilancio con
l'emendamento presentato dal Governo, 90 miliardi, noi riusciamo
a coprire per intero, per la prima volta, tutto l'anno formativo
2002 con 300 miliardi.
Questo è il chiarimento che vorrei dare all'onorevole
Villari che, facendosi interprete delle fibrillazioni che ogni
giorno sui giornali si leggono e che mettono in forse la
possibilità per i lavoratori di essere regolarmente pagati, io
spero di tranquillizzare lui e chi lui interpreta, che non c'è
bisogno di avere fibrillazione perché con questo piano formativo
del 2002 non avremo bisogno di nessuna altra somma per garantire
il pagamento di quanto è necessario per la formazione.
Mi rendo conto, però, che le considerazioni che ha fatto
l'onorevole Forgione, che facevano anche seguito alle
considerazioni dell'onorevole Villari circa la necessità di una
riforma del settore della formazione, sono di piena attualità.
Mi rendo conto delle perplessità che non soltanto in questa
Aula, ma nell'opinione pubblica vi sono sulla formazione e su
quali risultati la formazione professionale produce specialmente
nel campo dell'occupazione. Sono perplessità e considerazioni
che anche il sottoscritto da quando si è insediato
all'Assessorato per il lavoro ha espresso pubblicamente senza
nulla tacere.
Ma da questo a criminalizzare un settore che sicuramente ha
avuto i suoi pregi nel corso degli anni, ve ne corre. E' naturale
che una riforma del settore è indispensabile e su questo stiamo
lavorando.
Io vorrei, però, sottolineare all'Aula, così come ho fatto
già in una audizione, sia in IV che in II Commissione, che sul
problema della trasparenza non accettiamo lezioni da parte di
nessuno perché nel campo della formazione per quello che abbiamo
realizzato in questi pochi mesi di governo, sicuramente abbiamo
agito, sia per quanto riguarda il fondo, il piano formativo, la
distribuzione delle risorse, in maniera trasparente.
Allora, non abbiamo bisogno di controlli di legalità, non
abbiamo bisogno di ispettori, bastano le normali attività
parlamentari e le normali attività previste dalla legge per
controllare quanto viene fatto dall'Amministrazione. L'impegno
che questo Governo prende è quello che ad una riforma del settore
si dovrà arrivare e si arriverà in Aula confrontandosi con tutte
le forze politiche. Ecco perché il Governo è convinto che con
la somma prevista in bilancio e con l'emendamento oggi presentato
dal Governo saremo in condizioni, in questo anno formativo 2002,
di dare le risposte concrete a coloro i quali vivono nel mondo
della formazione e a coloro i quali devono usufruire della
formazione.
CINTOLA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, annuncio il voto favorevole, però
questo non mi esime dal dire che il Governo in questa situazione
ha avuto una posizione ondivaga, non lineare, perché non ha
consentito alla Commissione Bilancio che sull'argomento ha avuto
ore di discussione, e che alla fine si è concluso dicendo che non
c'era questa disponibilità da parte del Governo di andare avanti
su questo finanziamento, forti della indicazione che avremmo
chiesto al Governo stesso prima di questo finanziamento che
uscisse fuori una legge sulla formazione che si sta aspettando da
anni, che non viene mai fatta, che continua con altalenanti
vicende e nei Governi di centro-destra e nei Governi di
centro-sinistra con le sigle più o meno fatiscenti di sindacati
assurdamente impegnati e con una sola richiesta: quella di
stabilizzare un lavoro che se non è precario, lo è quasi.
Ma tutto questo ci porta sempre a dire che siamo costretti a
rincorrerci tentando di salvaguardare ciò che c'è e non guardando
al di la di quello che non c'è. Per il disoccupato c'è sempre
poco spazio, anzi non ce n'è. A chi mi diceva questa mattina che
ho sostenuto in questi cinque anni Governi di centro-destra e di
centro-sinistra, voglio rispondere che anche in questa occasione
sto sostenendo un Governo di centro-destra, ma lo sostengo
tenendo conto di una linearità e di una correttezza di pulizia
mentale a sostegno di chi in quest'Aula non ha voce, e sono gli
emarginati, i deboli e i disoccupati.
TURANO. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, credo che l'emendamento del Governo
risolva il problema dell'Aula e in aiuto al Governo ricordo al
Governo stesso che l'Assemblea regionale siciliana quando ha
approvato il DPF ha impegnato il Governo a presentare il progetto
di riforma della formazione professionale. Sono documenti
approvati quindici giorni fà. Avevamo detto sessanta giorni,
sappiamo che non sono termini perentori però il Governo chiedeva
di intervenire con la legge di riforma della formazione
professionale e noi siamo qui a sostenere questa iniziativa.
DINA. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, nel prendere atto che il Governo ha
fatto proprio un emendamento presentato da più parlamentari,
riteniamo che è fatta giustizia rispetto ad un momento forse di
disattenzione. Perché l'intervento che si fa questa sera è quello
di colmare una carenza che è emersa subito agli occhi. Quella di
non poter coprire l'anno di formazione in corso. L'anno formativo
in corso rischiava di non partire senza questa adeguata
copertura. Per cui diamo atto al Governo di questa sensibilità,
ma nello stesso tempo ci rendiamo conto che un momento forte
sulla formazione professionale va fatto, perché questo è un
settore strategico, un settore importante che va rivitalizzato
con un intervento legislativo forte che lo adegui ai nostri
tempi.
Devo dissentire dall'intervento del collega Cintola perché
ritengo che questo è un intervento dell'emendamento di questa
sera importante, perché si riesce a non precarizzare piuttosto
che a precarizzare. E' una scelta quella del Governo quella di
non creare più precari partendo dal mondo della disoccupazione. E
un intervento altrettanto forte di non trasformare gli attuali
occupati in precari ed è quello che si stava facendo non dando
copertura completa all'anno formativo già iniziato.
PRESIDENTE. Comunico che all'emendamento 2.46 ha apposto la
propria firma l'onorevole Mancuso.
LEANZA. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, solo per dare atto al Governo che
ha riparato con questo emendamento un grave torto che stavamo
facendo alla formazione professionale. Poco fa negli interventi
si diceva che in Sicilia non esistono più politiche attive del
lavoro. La formazione è e resta la prima politica attiva del
lavoro e quindi, in questo senso, penso che sia stato giusto e
utile che questo emendamento riparatore sia arrivato. Però
nell'auspicare e comunque nel garantire che la Commissione
cultura, formazione e lavoro nei prossimi giorni affronterà il
tema della riforma della legge numero 24, certamente già in
grande attuazione - lo diceva poco fa il Presidente Antinoro -
devo anche sottolineare con molta forza che spesso qui cerchiamo
di gettare spazzatura sulla formazione professionale. Chi ha
fatto formazione professionale o chi segue la formazione
professionale sa perfettamente che in Sicilia non è assolutamente
da meno rispetto alle altre realtà d'Italia.
Generalmente si vuole semplificare dicendo 'serve solo ai
formatori' ma questo non è vero, non è assolutamente vero. C'è la
formazione buona e la formazione non buona, è compito
dell'Assessorato verificare qual è la formazione buona ed è
compito dell'Assessorato verificare qual'è la formazione non
buona e quindi prendere i dovuti provvedimenti. Ma da qui a dire
che la formazione professionale in Sicilia non serve o non ha
picchi di eccellenza francamente mi sembra assolutamente
semplificatorio. Da questo punto di vista ritengo quindi che il
Governo abbia fatto bene a riparare ad un torto che stava
facendo.
NICOTRA. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
NICOTRA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono convinto
che la formazione professionale, come si legge nell'emendamento,
sia utile però come diceva bene l'onorevole Leanza per questa
formazione professionale non sempre i soldi servono e vengono
elargiti spesso con un'altra strada. Penso che bene abbia fatto
il Governo stasera a recepire questi fondi ma penso anche che
l'assessore debba vigilare affinché questi fondi vengano
veramente utilizzati per la formazione professionale, perché ne
abbiamo bisogno e viene sempre ricercata.
PAPANIA. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAPANIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per la parte
che riguarda il progetto di riforma della formazione
professionale mi permetto di dire ad alcuni colleghi che sono
intervenuti che è quantomeno poco generoso dire che i governi
precedenti non si sono fatti carico di fare innovazioni. Ricordo
a tutti che nella legge regionale numero 24/1976, con
provvedimenti amministrativi peraltro condivisi dal mondo
sindacale che li ha sostenuti, sono stati introdotti gli
accreditamenti degli enti, la certificazione di qualità, la
riqualificazione dei formatori della formazione professionale ed
è stata istituita con legge, la legge regionale numero 24/2000,
con un governo che è venuto dopo il governo nel quale ho avuto
l'onore di ricoprire la carica di assessore, sono stati istituiti
i servizi formativi che nel resto d'Italia funzionavano già da
molto tempo e che in Sicilia sono stati introdotti appunto con
l'articolo 12 della legge regionale numero 24 del 2000.
Condivido, pertanto, l'analisi che faceva l'assessore
Stancanelli quando sosteneva che il progetto di riforma deve
coinvolgere tutto il Parlamento, lo deve coinvolgere con tempi
adeguati per una discussione che consenta di fare un progetto di
riforma della formazione professionale che sia funzionale al
mercato del lavoro e che, in qualche modo, consenta di
riutilizzare il personale attualmente impegnato nella formazione
professionale.
Vorrei chiedere, però, all'assessore Stancanelli quando
sostiene che con la copertura finanziaria reintegrata con questo
emendamento, al quale il governo ha dato parere favorevole, con
questi ulteriori 90miliardi circa di lire si assicura alla
copertura integrale del piano formativo del 2002.
Per quello che a me è dato modo di comprendere da
parlamentare, assessore Stancanelli, sembra che la somma non sia
sufficiente per coprire l'intero anno formativo e perciò le sarei
grato se lei volesse fornire all'Aula i chiarimenti sul come
l'intero piano formativo verrà coperto.
E' stato emanato un decreto da parte del direttore generale
dell'assessorato regionale al lavoro e direzione formazione
professionale nel quale è scritto testualmente che la formazione
professionale costa per la parte delle attività formative
376miliardi di lire con dei resti in milioni e che viene coperta
con 51miliardi a valere su un fondo nazionale, 300miliardi di
prenotazione su questo capitolo - che sarebbero tutti quelli
disponibili con questa reintegrazione - e 25miliardi da prelevare
con ulteriori fondi regionali da prevedere nel bilancio.
Il decreto dice testualmente: "si provvederà con successivo
impegno a valere su fondi regionali".
Magari lei avrà una risposta diversa.
Questo decreto non comprende tutta l'attività formativa, ma
esclusivamente le attività formative rivolte alla formazione
diretta; non prevede una lira per l'articolo 12 legge regionale
n. 24/2000 e cioè per i servizi formativi che presumo costeranno
altri 50miliardi circa e che saranno regolamentati con altro
decreto.
Nell'esprimere, quindi, comunque, un gradimento rispetto al
ripristino del capitolo così come era precedentemente, le vorrei
chiedere di specificare all'Aula come sarà coperto l'intero anno,
l'intera attività formativa.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo
ascoltato tutti gli interventi dei colleghi che si sono succeduti
al microfono; abbiamo anche ascoltato le ragioni del Governo che
ispirano l'emendamento che è stato presentato. Pur riconoscendo
alcuni aspetti che giustificano questo emendamento ritengo che
siano utili, anzi, necessari dieci minuti di sospensione per un
approfondimento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non sorgendo osservazioni
così resta stabilito, la seduta è, pertanto, sospesa per dieci
minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.44, è ripresa alle ore 20.14.)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, ricordo che ci eravamo fermati
sull'emendamento 2.43 con i successivi emendamenti 2.44, 2.45,
2.46 e 2.46 bis, che hanno medesima dimensione finanziaria, e
2.47.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo
approfondito con l'Assessore per il bilancio e con l'Assessore
per il lavoro e con il Presidente della Regione tutti gli
aspetti.
Avevamo chiesto questa interruzione per un'approfondimento e
per conoscere meglio tutte le questioni. C'erano delle questioni
che volevamo meglio conoscere...
SPEZIALE. Il chiarimento lo poteva fare in Aula
LEONTINI. Lo stiamo facendo in Aula, tanto è vero che questa
è un'occasione di chiarimento abbastanza aperta e, quindi, noi
abbiamo approfondito tutto ciò che, dal nostro punto di vista,
meritava di essere approfondito, abbiamo ascoltato il Governo e
riteniamo che si possa continuare a lavorare rispettando le
esigenze del Governo che saranno apprezzate e valutate dal nostro
Gruppo, insieme a tutti gli altri gruppi della maggioranza,
positivamente.
SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono disposto
a ritirare l'emendamento se il Governo mantiene
l'emendamento "Dina", diciamo, e se, come ci è stata data
assicurazione, i 90 miliardi previsti dall'emendamento di cui è
primo firmatario l'onorevole Dina sono sufficienti a coprire la
formazione per questa annualità. In questo caso, se cioè ci viene
data conferma sia dell'emendamento che della copertura
dell'annualità, io ritiro l'emendamento.
STANCANELLI, assessore regionale per il lavoro, la previdenza
sociale, la formazione professionale e l'emigrazione. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STANCANELLI, assessore per il lavoro, la previdenza sociale,
la formazione professionale e l'emigrazione. Il Governo mantiene
l'emendamento pari a 90 miliardi ed assicura che questi 90
miliardi sommati ai 210 già presenti nel bilancio di previsione
riescono a coprire tutto il fabbisogno per l'anno formativo 2002.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 2.43, 2.44 e 2.45 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti 2.46 e
2.46 bis di identico contenuto e che sono, nel caso in cui
fossero approvati, preclusivi dell'emendamento 2.47.
SPEZIALE. Il Governo non ha dato la copertura finanziaria.
PAGANO, assessore per il Bilancio e le finanze. Il governo dà
sempre la copertura finanziaria.
PRESIDENTE. Il Governo dà sempre la copertura finanziaria ed è
la stessa, peraltro, esplicitata nell'emendamento 2.46, cioè
attingendo dal fondo di riserva.
Pongo in votazione gli emendamenti 2.46 e 2.46 bis di
identico contenuto.
Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(Sono approvati)
Pertanto, è precluso l'emendamento 2.47.
SULL'ORDINE DEI LAVORI
GIANNOPOLO. Signor Presidente, a seguito dell'approvazione di
questo emendamento, chiedo di sapere dal Governo al fine di
proseguire nell'esame del bilancio, di avere la situazione
aggiornata dei fondi di riserva poiché noi ci potremmo trovare
nella condizione di non capire la congruità degli impegni in
precedenza assunti o quelli che si dovranno assumere su questo
capitolo.
Quindi, a mio avviso, è una questione di carattere
pregiudiziale per il proseguimento dei lavori in ordine
all'approvazione del bilancio.
PRESIDENTE. A questa richiesta deve rispondere l'assessore per
il bilancio.
La seduta è sospesa per due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 20.20 è ripresa alle ore 20.33)
La seduta è ripresa.
PAGANO. Assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANO. Assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, gli uffici, dopo avere fatto un calcolo veloce, hanno
individuato in due capitoli, quello in spese correnti e in conto
capitale le cifre che sono state richieste, mi pare
dall'onorevole Speziale. Il capitolo 215701 ed il 613903
ammontano a 472 milioni di euro circa. Bisogna togliere
ovviamente la formazione, e delle manovre indirette, quindi in
questo momento abbiamo un netto di 414 milioni di euro.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.52.
Il parere della Commissione?
CROCE. Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.48.
CROCE. Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Dichiaro di ritirare l'emendamento 2.48.
Onorevoli colleghi, la rubrica Lavoro è accantonata.
Si passa alla rubrica "Cooperazione, commercio, artigianato
e pesca", suddivisa nelle tre parti, gabinetto e uffici di
diretta collaborazione dell'assessore, dipartimento regionale
cooperazione, commercio, artigianato, dipartimento regionale
della pesca, relative alle unità previsionali di base che vanno
da pagina 314 alla 318.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti,
n. 2.53 dagli onorevoli Mercadante ed altri, n. 2.54 dagli
onorevoli Cintola ed altri e n. 2.55 dagli onorevoli Incardona ed
altri.
I tre emendamenti sono identici. Li pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Li pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Non sono approvati)
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti; n. 2.56 dagli onorevoli Capodicasa ed altri e n.
2.57 dagli onorevoli Speziale ed altri. I due emendamenti
prevedono un incremento della unità previsionale di base 81233
riguardante l'artigianato; il n. 2.56 prevede un incremento di 2
milioni di euro e il secondo prevede un incremento di 1 milione
di euro.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo di
porre, come ho già fatto in commissione bilancio un attenta
riflessione al Governo relativa ad una serie di capitoli che
riguardano uno dei settori più importanti della Regione
siciliana.
Nel corso del dibattito abbiamo più volte detto che
l'ossatura economica della Sicilia in larga misura è fatta da
piccoli artigiani e da commercianti e che, quindi, andrebbe fatta
una politica di sostegno nei confronti del settore e invece ci
troviamo di fronte ad una manovra del Governo che riduce il
sostegno in particolare al settore dell'artigianato e che ha già
determinato - io penso che anche i colleghi della maggioranza
hanno ricevuto la nota della CNA e delle altre associazioni degli
artigiani che hanno comunicato che mercoledì prossimo inizieranno
una azione di protesta nei confronti della manovra finanziaria
del Governo. Qualche giorno fa - onorevole assessore Cimino mi è
sembrato deboluccio nella difesa della sua rubrica in questa
vicenda - le associazioni degli artigiani della Sicilia hanno
comprato uno spazio sulla stampa regionale per denunciare il
complesso della manovra che attacca questi settori.
Noi abbiamo previsto già in commissione bilancio, ancor
prima che le associazioni degli artigiani giustamente
denunziassero la poca attenzione del Governo regionale nei
confronti del settore dell'artigianato, una serie di emendamenti
nella rubrica cooperazione nel settore artigianato, che tendevano
ad incrementare il sostegno nei confronti del settore.
Si tratta di emendamenti che complessivamente non superano
neanche 20 miliardi di lire. Pregherei questa volta l'assessore
Pagano di evitare la risposta che ci ha già fornito in
Commissione bilancio e cioè che c'è una difficoltà di carattere
economico della Regione e che questa difficoltà non rende
compatibile il complesso della manovra con l'esigenza del
settore; lo inviterei a fare una riflessione e a evitare una
risposta di tal natura e permettere che gli emendamenti che noi
abbiamo presentato alla manovra finanziaria ed al bilancio, che
sono condivisi dalla stragrande maggioranza degli artigiani
siciliani e delle loro associazioni, possano trovare qui una
adeguata rispondenza.
Io mi sono domandato, e mi chiedo continuamente e lo chiedo
ai Deputati distratti di Forza Italia e Alleanza nazionale come è
possibile che voi vogliate far passare una manovra il cui segno è
quello di deprimere lo sviluppo in settori vitali e di comprimere
la domanda.
Non vi rendete conto che quello che sta avvenendo in Sicilia
attraverso la manovra che il Governo sta portando avanti è quello
di affievolire il più possibile le condizioni di settori
importantissimi perché vengono eliminati i sostegni fondamentali
diretti all'impresa, come ad esempio i contributi per
l'apprendistato, vengono eliminati i sostegni fondamentali come
quello della infrastrutturazione delle aree artigianali dove è
possibile permettere una politica di sviluppo.
Io mi sono chiesto più volte come fondate voi i ragionamenti
con settori importanti che, nel corso delle ultime consultazioni
elettorali non hanno votato per il centrosinistra, hanno votato
per il centrodestra e ci troviamo di fronte ad una proposta del
Governo che tradisce le aspettative.
Dicevo prima sul sostegno all'impresa e sul sostegno
all'occupazione, adesso quelle misure sono state cancellate dal
Governo, le misure della legge 10 e le misure della legge 30, in
aggiunta il Governo cancella misure consolidate previste per il
settore artigiano che hanno operato in Sicilia per decenni,
vengono cancellate completamente con la manovra che il Governo ci
propone.
Noi abbiamo fatto proposte che tendono a correggere la
manovra, ci rendiamo conto che in Sicilia è fondamentale per lo
sviluppo che ci sia una effervescenza, una vitalità del settore
dell'artigianato che contribuisce nella formazione del prodotto
interno lordo, nella misura superiore al 30 per cento in Sicilia,
onorevole Assessore, e pertanto inviterei i colleghi della
maggioranza - anche quando il Governo dovesse assumere un
atteggiamento di diniego nei confronti dei nostri emendamenti -
di non collocarsi sulla base di una logica di schieramento, di
anteporre gli interessi della Sicilia rispetto alle esigenze di
bilancio e di schieramento.
Abbiamo visto che esistono tante possibilità per utilizzare
risorse e prendere risorse da settori di assistenza inutile e di
sprechi e spostarli nei settori produttivi.
Noi proponiamo alcuni emendamenti che hanno questo
carattere, spostare risorse nei confronti di settori produttivi
per dare risposta ad una domanda che è già avvenuta, che avverrà
nei prossimi giorni, che mercoledì vedrà migliaia e migliaia di
artigiani mobilitati in Sicilia dare una risposta positiva.
Mi auguro che da parte dei colleghi di maggioranza ci sia
uno scatto di orgoglio e possano proporre anche loro, non solo
attraverso la firma ma anche attraverso il voto la possibilità
che i nostri emendamenti possano essere accolti dall'Aula.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.56.
RAITI. Chiedo di apporre la mia firma all'emendamento 2.56.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.56.
Il parere del Governo?
PAGANO, Assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
SPEZIALE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(Si associano alla richiesta gli onorevoli Giannopolo,
Crisafulli, Forgione, Zago, De Benedictis, Tumino)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per appello nominale
dell'emendamento 2.56.
VOTAZIONE PER SCRUTINIO NOMINALE DELL'EMENDAMENTO 2.56
PRESIDENTE. Chiarisco il significato del voto: chi vota sì
preme il pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso;
chi si astiene preme il pulsante bianco.
Comunico che gli stessi deputati che hanno chiesto lo
scrutinio nominale su questo emendamento chiederanno lo scrutinio
nominale sugli emendamenti che riguardano la stessa materia.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti ....... 66
Maggioranza .............. 34
Favorevoli ............... 19
Contrari ................. 46
Astenuti/o................ 1
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.57 lo pongo in
votazione con le medesime modalità.
Il parere del governo?.
PAGANO, Assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?.
CROCE, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
VOTAZIONE PER SCRUTINIO NOMINALE DELL'EMENDAMENTO 2.57
PRESIDENTE. Chiarisco il significato del voto: chi vota sì
preme il pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso;
chi si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti ....... 68
Maggioranza .............. 35
Favorevoli ............... 19
Contrari ................. 47
Astenuti/o................ 2
(L'Assemblea non approva)
PRESIDENTE. Si passa agli emendamenti 2.63 e 2.69 degli
onorevoli Mercadante ed altri.
MERCADANTE. Li ritiro entrambi.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunicco che sono stati presentati i seguenti emendamenti
2.58, 2.60 a firma Capodicasa e Speziale; 2.59 e 2.61 a firma
Speziale.
Si passa all'emendamento n. 2.68.
Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
VOTAZIONE CONGIUNTA A SCRUTINIO NOMINALE DEGLI EMENDAMENTI NN.
2.68, 2.60, 2.59 E 2.61
PRESIDENTE. Chiarisco il significato del voto: chi vota sì
preme il pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso;
chi si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti ....... 65
Maggioranza .............. 33
Favorevoli ............... 24
Contrari ................. 39
Astenuti ................. 2
(L'Assemblea non approva)
Si passa all'emendamento n. 2.64, che è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa agli emendamenti 2.65, 2.66, 2.67 dell'onorevole
Mercadante.
MERCADANTE. Li ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.65, che è improponibile.
Pongo in votazione l'intera rubrica 'Cooperazione,
commercio, artigianato e pesca'.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla rubrica 'Beni culturali ed ambientali e
pubblica istruzione', relativamente alle parti riguardanti il
Gabinetto e gli uffici di diretta collaborazione con l'assessore,
il Dipartimento regionale della pubblica istruzione e il
Dipartimento regionale dei beni culturali ed ambientali ed
educazione permanente e gli uffici speciali.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
2.72, 2.73, 2.75, 2.76, 2.77, 2.79, 2.80 dall'onorevole Formica.
FORMICA. Sono ritirati.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.74.
VILLARI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VILLARI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
solo per dire che rispetto alla disponibilità finanziaria dello
scorso anno, noi quest'anno abbiamo circa 17 miliardi in meno nel
fondo dei tre atenei siciliani, motivo per cui questo emendamento
che integra e riporta le risorse finanziarie a quelle già
previste nello scorso esercizio finanziario, è un emendamento
dovuto.
Per quanto mi riguarda - mi permetterà l'assessore per i
beni culturali, ambientali e alla pubblica istruzione - vorrei
ricordare che in V Commissione con un orientamento - mi auguro,
onorevole assessore, di non fare una forzatura, eventualmente Lei
intervenga in questo senso per contraddirmi - c'era un
orientamento anche del governo per fare in modo che si
garantissero i fondi dell'anno scorso.
Non so quali fatti siano intervenuti rispetto a quel voto
che ha espresso la Commissione all'unanimità con l'accordo del
Governo. A me è parso strano, al mio capogruppo dell'Ulivo e
credo anche ad altre forze della maggioranza, il fatto di
trovarsi di fronte a questo capitolo del bilancio praticamente
dimezzato rispetto all'anno scorso.
Vorrei ricordare che l'anno scorso, di fronte ad una
riduzione che c'era stata, fu lo stesso Governo ad intervenire
per impinguare i fondi con atto successivo. Quindi, vorrei, se
fosse possibile, che si sanasse già in questa fase questo che è
un delicato problema in una Regione dove manca una legge per il
diritto allo studio.Vorrei ricordare questo perché, signor
Presidente della Regione, assessore per i beni culturali,
Governo, su questa questione si intervenga dovutamente. Questo
sarebbe un atto dovuto e minimale rispetto alle esigenze che
vengono indicate dai giovani studenti dei nostri atenei.
PRESIDENTE. Pongo in votazione gli emendamenti 2.82 e 2.84,
di analogo contenuto.
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e la
pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
chiedo, per un rapido approfondimento della questione,
l'accantonamento dei seguenti emendamenti: 2.74, 2.81, 2.83,
2.84, 2.86, 2.87, 2.89 e 2.90.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.85, a firma
dell'onorevole Capodicasa che, però, non è presente.
SPEZIALE. Signor Presidente, anche a nome dei deputati
aderenti al gruppo dei Democratici di Sinistra, dichiaro di
riprendere l'emendamento.
FORGIONE. Signor Presidente, chiedo anch'io di apporre la mia
firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Pertanto
l'emendamento 2.85 è coofirmato dall'onorevole Speziale,
dall'intero gruppo dei DS e anche dall'onorevole Forgione.
FORGIONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, vorrei porre una questione al
Presidente della Regione e all'Assessore Granata: credo che
l'emendamento, presentato dall'onorevole Capodicasa e
sottoscritto ora dall'onorevole Speziale e da me, metta a nudo
una volontà del Governo.
Fossi stato io il Governo della Regione non avrei messo le
opposizioni in condizioni di attaccare il Governo su questo
punto.
Come lei ricorderà, quando fu approvata la legge Parco
archeologico della Valle dei Templi di Agrigento, ci fu una
discussione molto accesa in quest'Aula, e io rappresento l'unico
partito che votò contro quella legge, pur avendo come partito
presentato un disegno di legge autonomo istitutivo del parco
archeologico.
Votammo contro perché in quella legge veniva contenuto un
elemento di disturbo e cioè la riperimetrazione dell'area del
Parco, ma eravamo favorevoli, e lo siamo sempre stati,
all'istituzione del Parco archeologico di Agrigento.
Abbiamo istituito questo Parco che ha - per noi - un valore
strategico, che travalica, nella sua portata, i confini regionali
e nazionali. Basti pensare a che cosa è il Consiglio del Parco,
alla presenza dell'UNESCO, alla presenza delle grandi
organizzazioni archeologiche culturali mondiali nella gestione di
quel Parco.
Quel Parco ora deve operare, deve perimetrare l'area, deve
avviare il risanamento, deve avviare il recupero. Ci sono stati
articoli sui giornali, dichiarazioni in pompa magna, il Governo
della Regione presente alle prime demolizioni nella "Zona A".
Insomma una attenzione nazionale su quel Parco che deve
valorizzare uno dei patrimoni dell'umanità.
Invece cosa fa in Governo della Regione in questa sessione
di bilancio? Alla voce che deve dar vita all'esistenza del Parco
assegna zero euro. Io l'ho detto prima, al posto del Governo
della Regione non avrei messo nessun onorevole Forgione in
condizione di fare questo intervento, perché mi sembra così
madornale l'errore di grammatica politica che state commettendo
Ma non è madornale se, invece, si rapporta alla vostra volontà
politica. Cioè una volontà politica che, alla fine, fuori dalla
propaganda, non riesce ad andare alla tutela e alla
valorizzazione dell'ambiente e dei beni culturali.
Ma come, abbiamo istituito il parco archeologico, livello
mondiale di gestione del parco archeologico, comitato scientifico
con presente l'UNESCO e le università, e non gli date neanche una
lira perché questo consiglio del parco, non solo si è
istituisca, ma si possa riunire?
Allora, dite cosa pensate Lo chiedo all'Assessore Granata
ma ho già la risposta nella sua rabbia e nel suo nervosismo. Ma
voi continuate a fare un bilancio tutto ragioneristico; avete
dato poco fa novanta miliardi alla formazione
professionale e non date un euro al Parco archeologico della
Valle dei Templi di Agrigento. E nello stesso tempo avrete un
assessore che propone - anzi lo proponete voi tutti - il
risanamento dell'abusivismo lungo le coste
Quindi siete coerenti, in questo vi apprezzo. Perché avete
una linearità per il risanamento della Valle dei templi, della
zona A, per l'istituzione del Parco, per il recupero ambientale,
lì si è già avviato il ripopolamento dell'area boschiva del
Parco, sappiamo tutte le cose che sono state già avviate che
verranno interrotte, bloccate, a meno che poi l'assessore Granata
non storni fondi da altre voci a sua disposizione, non fate
niente di tutto questo perché non vi interessa.
Allora lo chiedo ai colleghi della maggioranza e anche al
buon senso del Presidente della Regione, non lo chiedo
all'assessore Granata, aumenterei la sua rabbia: ma vi pare
possibile che abbiamo approvato una legge sul Parco, lo abbiamo
istituito e ora gli diciamo che è stato solo uno scherzo, non è
vero che lo abbiamo istituito, è una finzione virtuale?
Assumetevi anche voi, colleghi della maggioranza, non solo
la responsabilità ma il buon gusto di un atto politico che non
parla a questo Parlamento e a questo bilancio ma parla all'Italia
e al mondo intero, se è vero come è vero, e lo abbiamo detto
tutti, che il Parco archeologico della Valle dei templi di
Agrigento è un patrimonio dell'umanità.
MICCICHE'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ancora
nella mente i giorni che precedevano le elezioni regionali,
quando nella mia città ho visto precipitare centinaia di auto
blu, elicotteri del Sottosegretario onorevole Gianfranco
Micciché che, a braccetto col candidato a Presidente della
Regione siciliana, onorevole Cuffaro, hanno sottoscritto lì,
sotto le colonne del Tempio della Concordia di Agrigento, il
contratto con i siciliani.
E uno dei punti di questo contratto era appunto la
risoluzione del problema dell'abusivismo nella Valle dei Templi e
anche la soluzione definitiva della realizzazione del Parco
archeologico.
Ricordo con grande dispiacere questo evento perché si vedeva
.....
(alcuni deputati, parlando tra loro, disturbano l'oratore)
... Ho ancora nella mente questa parata pubblicitaria del
Polo delle libertà, durante la campagna elettorale del giugno del
2001, proprio sotto le colonne del tempio greco della Concordia.
C'era anche l'onorevole Cimino e tutti i candidati del Polo delle
libertà, di tutta la Sicilia, centinaia di candidati dentro il il
Tempio della Concordia, cosa che non è garantita e permessa ai
comuni mortali.
Non c'era nessun Sansone che facesse crollare le colonne del
Tempio.
Perchè non c'era Sansone? Perchè era vietato a chiunque di
entrare nel Tempio, per far cadere le colonne dei Filistei.
Sto facendo un paragone un pò azzardato ma oggi siamo
all'epilogo, quindi mancava un Sansone, e forse il Sansone è lo
stesso Governo che sta facendo tremare le colonne del tempio
della Concordia, perchè avete sottoscritto un patto con i
siciliani e con gli agrigentini che, al primo punto dell'ordine
del giorno, prevedeva la realizzazione ed il finanziamento del
Parco archeologico, dopo tantissime polemiche che hanno
costellato in questi anni la nostra Isola e la nostra città di
Agrigento.
Pertanto, onorevole Presidente, lei dovrebbe sanare questo
torto. Io spero che sia una dimenticanza grave, ma che possa
essere sanata con l'approvazione ed il consenso, da parte del
Governo, dell'emendamento Capodicasa che sottoscrivo anch'io
come componente della minoranza.
Onorevole Presidente, credo che lei sarà sicuramente nelle
condizioni di valutare attentamente questa richiesta fatta dai
deputati che si sono succeduti su questo argomento. Dal
proponente ai due parlamentari, io e l'onorevole Forgione.
Faccia una riflessione su questa richiesta, perchè lei ad
Agrigento, non solo prende un ampio consenso, ma è anche figlio
di quella terra di cui spesso si è anche parlato a vanvera, dando
delle assoluzioni all'abusivismo.
E, per riparare a dei torti, lei in quel giorno fatidico,
non mi ricordo che giorno fosse ma antecedente alle elezioni,
ha detto che bisognava portare avanti il finanziamento per la
realizzazione del Parco archeologico.
Se lei oggi, con il suo Governo ed il suo rappresentante
finanziario, che è l'onorevole Pagano, darà parere negativo alla
proposta dell'emendamento Capodicasa, avrà tradito quello che
ha sottoscritto davanti ai siciliani, perchè la Valle dei Templi,
onorevole Presidente, non è solo dei siciliani, ma è del mondo e
lei farà un torto al mondo, perchè è un bene dell'umanità.
Grazie.
FERRO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FERRO. Stamattina veniva ricordato in quest'Aula
dall'onorevole Capodicasa che l'onorevole Miccichè, non quello
che ha parlato adesso, bensì Gianfranco, ieri ci ha spiegato che
non bisognava sottolineare la presenza della mafia nella nostra
Regione, ma bisognava parlare delle cose belle della Regione
stessa.
E devo dire che, da questo punto di vista, la maggioranza ha
confezionato un atto di ingenuità politica perchè è del tutto
evidente che la Valle dei Templi, non solo va tutelata - e questo
è fuori discussione - va difesa, è un patrimonio dell'umanità,
come veniva ricordato e in un bilancio tutto ragionieristico - si
dice - non possiamo mettere un milione di Euro per far funzionare
il Parco.
Francamente vorrei riflettere insieme a voi sul fatto che
questo Governo, la sua maggioranza, si è contraddistinto in
questi mesi preannunciando ripetute sanatorie, sdemanializzazioni
delle coste, addirittura, in qualche caso, ha ovviamente
presentato anche norme non discusse in questo Parlamento.
Ebbene oggi ci si presenta dicendo: La Valle dei Templi ne
parliamo la prossima volta. Io mi permetto di ricordare quello
che è successo in Quinta Commissione quando l'Assessore Granata
ha posto l'esigenza di far funzionare il Parco una volta
istituito.
Non c'è stato in quella sede uno scontro, una
differenziazione, tra maggioranza e minoranza, ma si è condivisa
esattamente analoga necessità.
Io credo che da questo punto di vista l'Aula debba avere la
possibilità di riflettere, di scegliere per il meglio, di
scegliere sostenendo l'emendamento e preannuncio anche che
sicuramente assieme ad altri colleghi, su questo emendamento,
chiederemo il voto segreto.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, abbiamo fatto nostro
l'emendamento dell'onorevole Capodicasa perchè eravamo mossi da
una valutazione.
Non so se c'è l'assessore Granata qui, ma la valutazione da
cui siamo stati mossi, e che in parte ci aveva convinto, era la
tesi che nel corso di questi mesi, da quando è stato chiamato a
ricoprire il prestigioso incarico, l'assessore Granata, andando
in giro per la Sicilia, ha sostenuto, facendo cioè conferenza dei
servizi, rapporti con gli enti locali, con i comuni, secondo cui,
bisognava strutturare la Sicilia attraverso la creazione di
parchi archeologici puntando a una loro privatizzazione.
Per cui si partiva come esempio dal parco archeologico di
Agrigento, che per il pregio e prestigio che ha, ovviamente, ha
un carattere universale, per arrivare, poi, ad una politica sui
parchi che dovevano nascere in Sicilia: il parco di Selinunte,
il parco di Segesta, il parco delle antiche mura di Pantelleria,
il parco archeologico di Gela, una miriade di parchi archeologici
che dovevano essere supportati da una politica che il Governo, e
per esso l'assessore Granata, si era intestato.
Io non so cosa di particolare abbia fatto l'assessore
Granata e l'assessore al bilancio perchè, avendo visto
l'atteggiamento che il governo e l'assessore al bilancio ha nei
confronti dei capitoli di spesa dei beni culturali, in cui
vengono tagliati, sostanzialmente, i capitoli e financo
previsioni di spesa ovvie come quella della Valle dei Templi su
cui io non starò qui a soffermarmi sull'intervento, sulla
filosofia, denotano un atteggiamento ostile nei confronti della
rubrica beni culturali da parte dell'assessore al bilancio; c'è
un atteggiamento di fatto che tende a tagliare le risorse anche
su questioni fondamentali.
Ora, il buon senso, non la politica, ma il buon senso può
permettere che di fronte al fatto che c'è un deputato nostro
collega che è stato fra l'altro quello che ha sostenuto qui la
legge sul parco archeologico, in contrasto con posizioni diverse,
e che è stato esposto a critiche aspre attorno alle misure che
debbono essere previste per rilanciare quel parco, che ha avuto
momenti di contrasto anche per la vicenda dell'abusivismo, si
permette di suggerire al Parlamento la necessità che il capitolo,
che è stato azzerato, a sostegno di un intervento organico per la
Valle dei Templi, possa contenere una misura complessiva di 4
miliardi di lire? Il buon senso dovrebbe muovere il governo a
dire che c'è la disponibilità dopo che fra l'altro il governo ci
ha comunicato una disponibilità nei fondi di riserva per oltre
800 miliardi di lire.
Il buon senso, non capiamo l'atteggiamento. Tranne se non
c'è un accanimento personale da parte di Forza Italia che teme la
politica concorrenziale di un settore, il settore dei beni
archeologici, da parte dell'assessore Granata.
Ora, Onorevole Presidente della Regione, io non voglio
invocare la sua origine agrigentina, perchè non si tratta di
questo, il valore del parco è un valore universale, appartiene
all'umanità e non è pensabile che, in questo momento, noi non
permettiamo di prendere una quota delle risorse minime e di
destinarle per fare una politica di valorizzazione del parco
archeologico.
Pertanto, la sua posizione preconcetta, onorevole Assessore,
non è giustificabile e io non capisco com'è che l'Assessore
Granata stia fermo dentro un Governo in cui, sostanzialmente, la
rubrica, in generale, le politiche sostenute nel settore,
attraverso gli strumenti dei parchi archeologici, non trova
supporto finanziario e viene sostanzialmente vanificata se non,
addirittura, umiliata.
Noi, ve lo diciamo subito, se da parte del Governo non ci
dovesse essere una disponibilità, essendo materia ovvia, non
perchè ha il carattere di una minaccia, saremo costretti, per il
comportamento del Governo, a ricorrere al voto segreto.
E, questa volta, faccio un appello ai deputati della
maggioranza: voi dovete aver la libertà di scegliere. Io mi
rendo conto che c'è n vincolo di maggioranza ma, di fronte ad un
atteggiamento così sciocco e così inopportuno, da parte del
Governo, voi dovete avere la libertà di scegliere, non potete
essere subalterni anche rispetto a scelte sciagurate che il
Governo fa, perchè il Governo può andare a"sbattere" l'Assessore
al bilancio può andare a "sbattere", ma non può portare il
Parlamento a "sbattere", rispetto a questioni che, domani, ci
porteranno sulla stampa nazionale per il fatto che noi abbiamo
negato interventi finanziari per una delle risorse archeologiche
più importanti dell'universo.
Ma come è possibile, com'è immaginabile che noi dobbiamo
piegare il nostro voto, la nostra libertà di scelta individuale
rispetto all'atteggiamento del Governo soltanto di tipo
ragioneristico?
Pertanto, io spero che il Governo riveda le proprie
posizioni, in caso contrario io preannuncio la richiesta del voto
segreto sull'emendamento Capodicasa, fatto proprio da diversi
parlamentari.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente e onorevoli colleghi, vorrei un
attimo evocare, ricordare il momento in cui in quest'Aula la
maggioranza che sosteneva il Governo Leanza, di centro-destra,
mise mano alla famosa legge che riguarda il sistema dei parchi
archeologici siciliani e, fra coloro che si batterono affinchè
quella legge in quest'Aula venisse approvata a stragrande
maggioranza, anzi, ricordo, all'unanimità, c'era anche
l'onorevole Assessore Granata e ricordo che su molte cose noi,
con un'iniziativa specifica avevamo presentato un disegno di
legge, ricordo che su tante questioni concordammo, soprattutto su
una, che vorrei ricordare brevemente, quella, non solo di
istituire il sistema dei parchi archeologici, ma di passare ad
una filosofia completamente diversa dell'utilizzo di queste
risorse, cioè ad una filosofia "più produttiva".
E si pensò, quindi, a questo sistema, al sistema dei parchi
archeologici siciliani, pensando alla loro autonomia gestionale e
alla loro autonomia scientifica.
Sulla filosofica dell'utilizzo di queste risorse e,
soprattutto, sul fatto di rendere queste risorse più produttive,
credo che l'Aula convenne, come dicevo, all'unanimità.
E, debbo dire, che subito dopo il lavoro che l'Assessore
Granata ha fatto, di impostare, mano mano, tutto l'iter che è
indicato dalla legge, quindi dalle richieste che le
soprintendenze debbono fare per quanto concerne l'individuazione
delle aree archeologiche di interesse rilevante e, quindi, tali
da essere considerati parco, siamo quasi arrivati.
Se sbaglio l'Assessore Granata mi correggerà, ma siamo
arrivati nel senso che già addirittura sono state svolte le
conferenze dei servizi con i sindaci e, quindi, con un
collegamento vero tra assessorato, soprintendenze, comuni, per
cominciare a dar vita, proprio con i relativi decreti, ai parchi
archeologici.
Guardate che la preoccupazione espressa e l'emendamento
presentato dall'onorevole Capodicasa solleva una grossa questione
sulla quale spero che l'assessore Granata, riflettendo un attimo,
possa, in questo nostro confronto, assumere un'iniziativa
semplicissima, cioè dotare quella unità previsionale, o comunque
quei capitoli, di un minimo di dotazione finanziaria per far sì
che il sistema dei parchi archeologici siciliani sia realmente
funzionante e porti quella ricchezza che, come diciamo spesso,
queste risorse, evidentemente, possono portare alla nostra Isola
dal punto di vista turistico-culturale.
Non è possibile sentire solo le belle parole che abbiamo
ascoltato per quanto concerne anche la relazione di maggioranza
sul Dpef e così via, parlare dell'aspetto che, evidentemente, si
richiama al turismo culturale e poi non destinare neppure una
lira al vero funzionamento di questo "benedetto" sistema dei
parchi archeologici.
Per questo motivo, mi permetto di dire - ciascuno di noi può
citare ... - la Sicilia occidentale, ma anche la Sicilia
orientale è ricca di queste testimonianze. Provate a pensare per
un attimo al significato dei parchi archeologici di Agrigento, di
Selinunte, di Cave di Cusa; al significato del parco archeologico
di Segesta.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, questi sono gli
esempi da me citati poichè li conosco da vicino, ma pensate a
quale enorme ricchezza - se gestita in una certa maniera, se
messa realmente in condizione di organizzarsi per come si deve -
mettiamo in campo.
Per questo motivo invito formalmente l'assessore Granata a
farsi carico di questo problema prevedendo non solo i 2.000 - o
comunque i 4 miliardi circa per essere ancora più chiari - ma
prevedendo comunque una postazione di somme in grado di poter
realmente avviare il decollo di questa interessante esperienza
che sarà, quindi, quella dei parchi archeologici siciliani.
Vorrei sottolineare soltanto un'ultima cosa prima di
concludere. Leggo un emendamento presentato alla finaziaria
inerente al tentativo di privatizzazione del parco archeologico
di Agrigento.
Non vorrei che sulla "questione dei parchi" fosse stata
"fatta" una buona legge pensando poi sin d'ora, ancor prima di
sperimentare realmente una gestione oculata, attenta ed
intelligente, di liberarsene per incapacità; adesso, onorevoli
colleghi, non dite che il motivo è dato dalla privatizzazione,
cioè la logica del privato che gestisce quella enorme ricchezza.
CAPODICASA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, intanto ringrazio i colleghi
che, avendo fatto proprio l'emendamento da me presentato, hanno
impedito che decadesse, in mia assenza - considerato che sono
stato presente ad un importante dibattito su "Federalismo ed
autonomia" ho dovuto per forza assentarmi un momento dall'Aula -
ma avendo seguito una parte del dibattito ed avendo più o meno
avuto riferito la posizione del Governo - o meglio quella che
informalmente forse è stata annunciata, probabilmente adesso
verrà esplicitata pubblicamente - cioè che l'emendamento abbia
bisogno di una norma sostanziale, essendo un appostamento nota
b), credo che il nostro problema sia intenderci sul contenuto e
sulla volontà di fare le cose perchè poi, che sia nel bilancio o
nella finanziaria, mi pare naturale che per noi nulla questio.
Il problema si pone se vogliamo intervenire sull'argomento.
Mi sarei aspettato - lo dico francamente, tant'è che non mi ero
neanche preoccupato più di tanto di andare ad esaminare
l'argomento - che fosse il Governo, di propria iniziativa, a
presentare un emendamento di rifinanziamento della legge, perchè
parliamo della Valle dei Templi che ci ha fatto discutere in
quest'Aula per anni, che è nel bene e nel male la carta
d'identità con cui ci presentiamo fuori dalla Sicilia - parliamo
di opinione pubblica nazionale ed internazionale, di organi di
stampa di un certo livello o grandi organi di informazione
parliamo del mondo della cultura degli intellettuali, parliamo,
oggi, del turismo anche di massa, perchè il tema della Valle dei
Templi non è più limitato agli studiosi, agli appassionati, agli
archeologi, ormai è un fenomeno di massa che raccoglie
l'interesse di milioni di visitatori ogni anno e anche di quelli
che non possono venire però hanno un interesse specifico.
Abbiamo fatto una legge, onorevole Granata, che abbiamo
indicato come una sorte di legge modello, non solo per la tutela
e la fruizione del bene, ma perchè prefigurava un sistema di
parchi archeologici a cui anche le altre realtà siciliane
dovrebbero adeguarsi; abbiamo fatto una legge-quadro nel settore
dei parchi archeologici, aggiungo anche che lì abbiamo realizzato
la prima esperienza della utilizzazione della legge Ronchi quando
abbiamo sottoscritto con il FAI, presieduto dal presidente
Crespi, per quanto riguarda la utilizzazione di una porzione del
Parco che è quello relativo alla Kolymbetra che ormai è
pienamente recuperato ed è una bellezza nella bellezza.
Con la gestione del FAI, con i fondi privati che sono
intervenuti, ormai siamo arrivati a realizzare una sorta di
microambiente che ha una particolarità che diventa un'attrazione
nella attrazione.
Allora, onorevole Presidente della Regione, nativo della
provincia di Agrigento, onorevole Granata che è venuto più volte
ad Agrigento a pubblicizzare con manifestazioni tutto quello che
è stato fatto alla Regione lodevolmente in questo campo, che
vogliamo fare? Tagliamo i viveri, perchè di questo si tratta, il
Parco non decolla
Io ho una lettera del Presidente del Consiglio del Parco, il
quale credo l'abbia inviata a tutti i parlamentari della
Provincia di Agrigento, forse anche all'Assessore e al Governo,
per dire io mi fermo, ma non mi fermo solo nel campo della
fruizione, della utilizzazione del bene, mi fermo anche nella
tutela perchè al Consiglio del Parco, attraverso la legge che
abbiamo votato e approvato, vengono affidati compiti di vigilanza
e di pronto intervento anche per quanto riguarda l'abusivismo.
Quindi, tutto questo ha una refluenza, non possiamo fare,
onorevoli colleghi del Governo, il 'conto della serva' quando
discutiamo la legge contro la mafia per un miliardo e teniamo
l'Aula impegnata per una mattinata, adesso con due miliardi per
la Valle dei Templi e poi abbiamo un mare magnum di spese inutili
che invece vengono difese e tutelate.
Consentitemi, io faccio appello alla vostra sensibilità,
perchè si tratta di una modesta cifra, non parliamo di
grandissime cifre, per una questione che ha un grande ritorno di
immagine fuori dalla nostra Regione.
PRESIDENTE. Come lei ha annunziato all'inizio del suo
intervento, l'emendamento ha bisogno di una copertura normativa e
pertanto la Presidenza si accingeva a dichiararlo improponibile,
ma lei pone un tema di natura politica.
CUFFARO. Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO. Presidente della Regione. Sapevamo sin dall'inizio
che l'emendamento era assolutamente improponibile, ma il Governo
ha voluto far parlare i parlamentari, soprattutto alcuni, che in
questi anni si sono divertiti, non certamente l'onorevole
Capodicasa, a parlare della Valle dei Templi, soltanto in una
certa maniera, perchè finalmente questo Parlamento potesse
ascoltare dalla voce di alcuni parlamentari quanto sia importante
il Parco archeologico e la Valle dei Templi. E siccome fino
adesso a difendere questo patrimonio dell'umanità di cui parla
l'onorevole Miccichè, siamo rimasti in pochi, perchè fino adesso
abbiamo soltanto sentito dire vituperio su questo patrimonio
dell'umanità che gli agrigentini hanno difeso per duemila anni,
perchè quella Valle è una risorsa, onorevole Capodicasa. Gli
agrigentini per duemila anni invece di costruirci l'hanno difesa
e portata integra, sono felice di aver sentito da questo
Parlamento quanto sia importante la Valle dei Templi e quanto sia
rimasta integra per merito di un popolo che è quello agrigentino.
Sapevamo che era improponibile, questo emendamento, abbiamo
voluto far sfogare i parlamentari perché finalmente potessero
parlare di una realtà vera, caro onorevole Micciché, invece di
continuare a dire quello che è falso sulla Valle dei Templi;
preso atto di questa grande sensibilità che si ha sulla Valle dei
Templi e preso atto che questa Valle è patrimonio dell'umanità
perché è rimasta integra e perché gli agrigentini, torno a
dirlo, l'hanno difesa per duemila anni, invece di fare quello che
hanno fatto gli ateniesi che hanno costruito dentro il Partenone.
Il Governo che certamente non è insensibile si rende conto che
questo problema va risolto li affronterà nella sede dovuta, cioè
nella finanziaria dove può trovare posto una norma che è una
norma sostanziale.
FORGIONE. Chiedo di parlare per richiamo al regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei che
nessun intervento di nessun parlamentare in questo Parlamento
venisse considerato uno sfogo.
Si può essere d'accordo o non con quello che si dice, ma qui
non ci sono pazzi che devono avere la concessione di sfogarsi da
nessun Presidente, sia esso dell'Assemblea o della Regione.
Questo lo dico perché è richiesto a tutti: al parlamentare
per il suo ruolo, al Presidente dell'Assemblea per il suo, al
Presidente della Regione per il suo; deve essere un diritto di
tutti poter parlare ed esprimere le proprie opinioni.
Non c'è nessuna concessione, onorevole Cuffaro, che lei ha
fatto allo sfogo di qualche parlamentare, ci sono parlamentari
che hanno espresso le loro opinioni, tanto è vero che lei è stato
portato a replicare a quelle opinioni, a quelle posizioni
politiche, non c'è stato sfogo di nessuno al quale lei ha
concesso la possibilità di potersi esprimere.
Questo lo dico perché credo che una correttezza di rapporti
tra il Governo e il Parlamento è cosa che riguarda tutti i
parlamentari di tutti gli schieramenti e anche di rispetto tra il
Governo e il Parlamento.
Del resto, l'onorevole Granata, che sta dimostrando più di
una forma di nervosismo da quando è iniziata questa discussione,
non siede sui banchi dell'opposizione ma siede sui banchi del suo
Governo.
CUFFARO, presidente della Regione. Onorevole Forgione sia
lineare con il suo intervento Non dica che l'assessore Granata
è nervoso perché se no si contraddice. Il Governo è sereno non è
nervoso. Lei ha fatto un intervento fuori dalle righe.
FORGIONE. Onorevole Presidente, l'ha fatto lei un intervento
fuori dalle righe, perché né io, né l'onorevole Micciché,
l'onorevole Speziale e l'onorevole Oddo abbiamo avuto uno sfogo
PRESIDENTE. Onorevole Forgione la invito a concludere.
FORGIONE. Per concludere, dato che il Governo non ci
rassicura, ancor meno l'intervento del suo Presidente - che
questa figura agli occhi del mondo se la poteva risparmiare - su
questo punto vogliamo sapere se il pronunciamento del Presidente
sull'affrontare il tema in finanziaria vuol dire un impegno
formale del Governo a venire incontro a quell'emendamento che
viene spostato da qui alla finanziaria.
Questo, come opposizione, abbiamo il diritto di chiederlo
senza alcuna possibilità di essere accusati di sfogo.
FORMICA. Chiedo di parlare per richiamo al regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei dire
all'onorevole Forgione che oggi il Presidente di quest'Aula e il
Presidente della Regione sono stati anche troppo democratici,
perché debbo aggiungere che ieri sera in una riunione che abbiamo
avuto con i capigruppo di maggioranza col Governo avevamo già
deciso che avremmo affrontato questo argomento in finanziaria e
analizzando l'emendamento che era improponibile, l'ha detto il
presidente che era improponibile, e ancora a continuare perché
dall'opposizione a chiedere la luna è facile, è molto facile
chiedere la luna
SPEZIALE. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Sarò brevissimo perchè, onorevole Presidente, ha
sentito la considerazione dell'onorevole Formica? Mi appello al
Presidente della Regione ed all'Assessore, risparmiateci queste
figure, visto che voi avete fatto tutto già ieri notte, perchè
noi abbiamo parlato per due ore pensando che il Governo non
avesse previsto alcuna risorsa per la Valle dei Templi.
Io mi sono avvicinato ai banchi del Governo, ho parlato con
l'Assessore e l'Assessore, che in questo momento deve fare
quadrare i conti, mi ha detto "non se ne parla nemmeno, io non
darò più una lira a niente. Da questo momento in poi, basta, dopo
la formazione professionale io non darò la copertura finanziaria
a nessun emendamento" e poi apprendiamo che, invece, è tutta una
farsa.
Evitatecele queste farse, onorevole Formica. Lei, fra
l'altro, è capogruppo di un partito autorevole che esprime
l'Assessore al ramo...
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, nessuno partecipa a farse,
questo è un Parlamento.
SPEZIALE. Onorevole Presidente prendete invece atto della
utilità del Parlamento e del dibattito. Il dibattito ha stimolato
il Govenro a venire incontro ad una richiesta che il Parlamento,
da tutte le parti, aveva avanzato. Il Governo ha detto che
l'intervento non andava fatto attraverso lo strumento del
bilancio, ma attraverso lo strumento della finanziaria, ma è
frutto del dibattito del Parlamento.
Lei non può comprimere ed avere l'idea di comprimere
permanentemente il dibattito. Il dibattito ha prodotto un
mutamento di orientamento del Governo.
SPAMPINATO. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPAMPINATO. Non ci dica che qua in un esubero di democrazia ci
è stata data la possibilità di parlare.
Onestamente non è tollerabile, perchè bisogna capire delle
due l'una: o è vero quello che ci ha detto il Presidente della
Regione che siamo stati soggetti ad un tranello, per cui già in
premessa si sapeva che era improponibile, e ci è stata data la
possibilità di parlare per sapere quali erano le nostre opinioni,
oppure era questo eccesso di democrazia di cui parlava poc'anzi
l'onorevole Formica.
Io credo che, così come stava dicendo lei, onorevole
Presidente, noi siamo qui all'interno di un Parlamento, un
Parlamento siciliano per cui non c'è bisogno nè degli eccessi di
democrazia che ci vengono dati dalle riunioni di maggioranza, con
il Presidente della Regione, nè d'altra parte possiamo essere
soggetti a tranelli per sapere preventivamente quelle che sono le
nostre opinioni.
Bisogna sapere se era proponibile o non proponibile
l'emendamento, quindi, avrebbe dovuto lei, signor Presidente, non
iniziare il dibattito e rimandarlo alla finanziaria.
PRESIDENTE. Onorevole Spampinato, la Presidenza ha ritenuto,
data la delicatezza e l'importanza dell'argomento, di consentire
l'articolazione di un dibattito, non perchè alla fine
l'emendamento fosse dichiarato improponibile, ma perchè il
dibattito possa essere utilizzato, invece, per le fasi successive
dei lavori di questo Parlamento...
SPAMPINATO... lo avremmo accettato, non accettiamo
concessioni.
PRESIDENTE... nel corso dei quali io mi auguro, onorevole
Spampinato ed onorevoli colleghi che siete intervenuti, non sia
più necessario, invece, ripetere le argomentazioni che sono state
sin qui formulate.
Si passa all'emendamento 2.91, dell'onorevole Formica. E'
ritirato. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.88, dell'onorevole Formica. E'
ritirato. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.92, dell'onorevole Formica. E'
ritirato. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.93, dell'onorevole Formica. E'
ritirato. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.94, dell'onorevole Formica. E'
ritirato. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.95, a firma del Governo.
Il parere della Commissione?
D'ANTONI. Favorevole a maggioranza.
FORGIONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Onorevoli colleghi, sembra bizzarro che io
intervenga su questo emendamento, ma vorrei parlare solo ai
colleghi della maggioranza che sono impegnati a sostenere un
bilancio che, secondo le affermazioni in pompa magna date alla
stampa dal Presidente della Regione, è un bilancio di
risanamento.
Voi troverete ora questo che è solo il primo poi ne
troverete altri che riguardano una serie di uffici speciali.
Perchè in questa Regione, dove si tagliano i finanziamenti ai
comuni, dove li si tagliano agli enti locali, dove, di fatto, poi
si tagliano i servizi, dove abbiamo detto tutti che andavano
aboliti una serie di enti inutili, vi trovate e vi troverete,
cari colleghi, a dovere approvare una serie di uffici speciali
che superano le decine.
Ormai, questa Regione e questo Governo, in sordina, hanno
istituito uffici speciali per tutto, uffici speciali che devono
osservare qualunque cosa. Questo è il primo degli uffici
speciali che vi troverete e che il Governo della Regione in
questi mesi ha fatto proliferare.
Uffici speciali vogliono dire incarichi, gettoni di
presenza, direzioni, promozioni di alcuni dirigenti che se vanno
a capo di un ufficio speciale cambiano di qualifica. Il Governo
in sordina ha fatto questo, tra l'altro, dovrà rispondere ad una
interrogazione della quale ci siamo fatti carico noi di
rifondazione comunista per sapere quanto sono ad oggi gli uffici
speciali e straordinari istituiti negli ultimi quattro mesi da
questo Governo.
Ecco, per questo motivo io intervengo solo su questo e non
interverrò sugli tutti gli altri.
Poi, voi osserverete dai titoli e dalle denominazioni dei
futuri uffici speciali se questa Regione, in questo momento che
taglia spese sostanziali, spese qualificanti, i servizi aveva
bisogno di un proliferare di questi comitati e di questi uffici
speciali.
SPAMPINATO. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPAMPINATO. Non posso fare dichiarazioni di voto perchè non ho
idea di cosa stiamo votando. Quindi, signor Presidente, io la
inviterei prima di mettere in votazione questo emendamento di
chiedere al Governo di illustrarlo, in maniera tale che ci si dia
la possibilità in maniera cosciente di esprimere il nostro voto
che non sia una rincorsa ad un'alzata ed una seduta.
PRESIDENTE. Assessore, intende replicare all'onorevole
Spampinato?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Il Governo lo
ritira.
PRESIDENTE. Dovremmo passare al blocco degli emendamenti
accantonati dei beni culturali, altrimenti non possiamo votare la
rubrica.
Gli emendamenti accantonati sono il 2.81, 2.84, 2.82, 2.83,
2.86 e 2.87.
Gli emendamenti 2.82, 2.83, 2.86 e 2.87 sono ritirati.
Restano in vita l'emendamento 2.81 a firma dell'onorevole
Crisafulli e l'emendamento 2.84 a firma Capodicasa che sono
identici.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, la prima considerazione che
volevo fare soltanto una curiosità a questo punto, non so come
definirla. Ho ascoltato circa mezz'ora fa una richiesta
dell'onorevole Giannopolo e l'assessore Pagano che ha riferito
che gli uffici hanno fatto un conto sommario che consente di
poter ritenere che al momento il fondo di riserva disponibile per
il bilancio della Regione ammonterebbe a circa 400 milioni di
euro.
C'è un piccola problema. Come tutti i parlamentari di prima
nomina, mi accingo, per la prima volta a muovermi nei meandri del
bilancio e delle tabelle che sono state predisposte per l'esame
dell'Aula. Avevo visto che il fondo di riserva disponibile nella
parte corrente per l'anno 2002, per la tabella allegata alla
finanziaria, consisteva in 51.492 euro. Siamo arrivati a 400
milioni malgrado, circa 90 miliardi, cioè 45 milioni di euro sono
stati utilizzati per la formazione professionale. Allora, delle
due l'una, o queste tabelle che lei ha predisposto per l'Aula
sono false o le dichiarazioni che lei ha fatto non corrispondono
a verità.
Credo che l'Aula abbia la necessità di conoscere l'esatto
ammontare delle somme disponibili. Per quanto attiene
l'emendamento io voglio sollecitare l'Aula rispetto a questo
emendamento che altro non fa che un atto di giustizia. E' una
piccola somma che viene proposta per impinguare un capitolo del
bilancio che è relativo ai teatri privati.
Parlo ad un Governo che dovrebbe essere particolarmente
attento ai temi dell'iniziativa privata. I Teatri privati, in
Sicilia, ricevono ormai da diversi anni contributi che vai via si
sono ridotti fino alla ridicola partecipazione alle spese e
all'attività per il sostegno del teatro in Sicilia alla ridicola
cifra di meno di 10 milioni.
Ho soltanto proposto, considerata la situazione drammatica
sul piano finanziario, la possibilità di impinguare questo
capitolo, che attualmente è di un miliardo e ottocento milioni
circa, di due miliardi per consentire di riportare questo
capitolo ad un livello di decenza che consenta anche ai teatri
privati di poter vivere in Sicilia.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, l'emendamento che stiamo
votando è il 2.81, dell'onorevole Crisafulli ed è identico al
2.84, degli onorevoli Capodicasa e Speziale. Il parere della
Commissione?
CROCE, presidente della commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Gli emendamenti 2.89 e 2.90 a firma
dell'onorevole Formica sono ritirati. Resta in vita
l'emendamento 2.74 a firma degli onorevoli Speziale e Villari.
Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
La Rubrica "Beni culturali, ambientali e pubblica
istruzione" è accantonata.
Si passa alla Rubrica "Sanità", che si suddivide nelle
seguenti parti: 1) Gabinetto ed Uffici di diretta collaborazione
e l'opera dell'Assessore; 2) Dipartimento regionale fondo
sanitario, assistenza, sanità ospedaliera, igiene pubblica; 3)
ispettorato veterinario; 4) ispettorato sanitario; 5)
osservatorio epidemiologico; 6) uffici speciali.
Le relative unità previsionali di base sono contenute nelle
pagine da 326 a 336 del bozzone. Gli emendamenti in discussione
sono il 2.97, 2.96 e 2.98. Sono tutti a firma del Governo. Il
parere della Commissione?
CROCE, presidente della commissione e relatore. Favorevole.
SPAMPINATO. Chiedo di parlare per richiamo al regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPAMPINATO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rifaccio lo
stesso intervento di poco fa. La tematica è la stessa. Le chiedo
di invitare il Governo ad illustrare gli emendamenti per darci la
possibilità di votare con reale coscienza nel merito degli
stessi. La ringrazio.
PRESIDENTE. Onorevole Spampinato, il Governo non risponde. le
devo dire che ne ha tutte le ragioni perché dovrebbe dire che
questo è un carico che spetta al singolo parlamentare. Tuttavia
se il Governo ritiene di dovere precisare, ma non mi pare, lo
faccia pure.
Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, Presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.96 a firma del Governo.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.98 a firma del Governo.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'intera Rubrica sanità con le relative
unità previsionali di base, contenute nelle pagine da 326 a 336
del bozzone.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla Rubrica "Territorio e Ambiente" che si compone
delle seguenti parti:
1) uffici di diretta collaborazione
2) dipartimento regionale territorio e ambiente
3) dipartimento regionale urbanistica
4) uffici speciali e relative unità previsionali di base
contenute dalle pagine da 337 a 343 del bozzone.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 2.99 a firma
dell'onorevole Croce.
CROCE, Presidente della Commissione. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa
all'emendamento 2.100 a firma dell'onorevole Croce.
CROCE, Presidente della Commissione. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa
all'emendamento 2.101 a firma dell'onorevole Vincenzo Leanza. Non
essendo presente l'onorevole Leanza l'emendamento è decaduto.
Si passa all'emendamento 2.102 presentato dal Governo. Il
parere della Commissione?
CROCE, Presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
FORGIONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente della Regione, ripropongo la
questione. Noi stiamo votando l'ufficio speciale ricerche e
proposte di piani di salvaguardia e valorizzazione e sviluppo
delle aree montane e delle relative riserve con particolare
riferimento all'agricoltura e alla silvicoltura, al turismo e
all'artigianato, nonché agli insediamenti fissi.
C'è una sovrapposizione con altri organismi, c'è una
sovrapposizione con i parchi, con le riserve. A cosa serve
questo Ufficio? Lei su ogni cosa sta istituendo uffici speciali.
Lei stesso ha già detto che ne ha già istituiti quindici. Mi
deve dire l'utilità del proliferare di questi uffici speciali.
Una volta che lo chiarisce - e mi convince però - poi ne possiamo
discutere.
CUFFARO, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, Presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevole Forgione, è meglio chiarire che non c'è questo
proliferare di uffici speciali. Capisco che c'è una fonte di
informazione importante che è il quotidiano "La Repubblica", ma
forse è bene che ci chiariamo.
Gli uffici speciali saranno in tutto 15 o 16, e sono degli
uffici indispensabili perché ognuno di loro affronta alcuni
problemi specifici che è necessario fare. Nella fattispecie
esso affronta un problema che questo Parlamento non ha ancora
affrontato concretamente ma che va fatto, e che è la legge sulla
montagna.
La rimanente parte del Paese ha una legge sulla montagna, il
Parlamento regionale non l'ha mai fatta, in finanziaria noi
abbiamo inserito alcune norme che ci consentiranno di non perdere
35 miliardi che sono i fondi dello Stato e che altrimenti
perderemmo e questo ufficio speciale serve affinché si possa
cominciare a parlare e a costruire un disegno di legge-quadro
sulla montagna, che è indirizzata verso una scelta che questo
Governo ha fatto di salvaguardia ambientale e di valorizzazione
soprattutto delle aree più difficili e delle aree interne di
questa Sicilia.
La norma non prevede risorse tali da far immaginare uno
spreco; sono risorse necessarie a che questo Ufficio cominci a
lavorare; quindi, tutto questo spreco e questo proliferare di
uffici speciali, onorevole Forgione, non c'è.
CAPODICASA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
dire che se dobbiamo istituire un ufficio speciale per preparare
un disegno di legge, dovremmo istituire alcune centinaia di
uffici speciali. Se la finalità di questo ufficio speciale è di
preparare un disegno di legge, onorevole Presidente, glielo
prepariamo noi il disegno di legge e risparmiamo questi 50
milioni.
CUFFARO, presidente della Regione, Onorevole Capodicasa, non
ho detto che l'ufficio speciale serve soltanto a preparare un
disegno di legge.
CAPODICASA. La battuta non è casuale, perché in effetti
l'ufficio speciale solo questo può fare in quanto, a norma della
legge 9, i poteri per quanto concerne la montagna sono tutti
trasferiti alle province. La Regione non ha più alcuna
competenza. L'ufficio speciale che deve fare allora? Considerato
che non ha più le competenze, l'unica cosa che può fare è
predisporre un disegno di legge; ma se lei, però, paga 50 milioni
un disegno di legge, le daremo tutta la consulenza gratuitamente.
PRESIDENTE. L'emendamento è ritirato.
Pongo in votazione la Rubrica "Territorio ed ambiente" e le
relative unità previsionali di base. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Comunico che è stato presentato l' ordine del giornon. 66:
"Revoca della delega dell'Assessore per il Territorio e
l'ambiente, Bartolo Pellegrino", a firma degli onorevoli
Speziale, Liotta, Ferro e Raiti.
Ne do lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che nei giorni scorsi, nell'ambito di un'inchiesta
giudiziaria che ha portato all'arresto a Monreale (PA)
di diverse persone, accusate d'essere uomini legati al
locale capomafia latitante Giuseppe Balsano, è emerso
che con alcune di esse intratteneva rapporti personali
l'attuale Assessore regionale al territorio e
all'ambiente, on. Bartolo Pellegrino;
RILEVATO che è stato diffuso dagli organi d'informazione il
testo di una conversazione, intercettata dalle forze
dell'ordine, tra l'Assessore Pellegrino e alcuni degli
arrestati, nella quale il rappresentante del Governo
regionale usava un linguaggio palesemente offensivo nei
confronti delle forze dell'ordine e di coloro che
ritengono loro dovere collaborare con esse, definendo,
in modo dispregiativo, i primi 'sbirri' e i secondi
'infami' facendo emergere un quadro di frequentazione
con ambienti malavitosi;
CONSIDERATO che questo linguaggio non si addice per nulla ad
un rappresentante delle istituzioni ed è la
dimostrazione della continua e perenne esistenza nella
nostra Regione di una sub-cultura mafiosa, ancora
difficile da sconfiggere e superare;
TENUTO CONTO che questi episodi contribuiscono a dare duri
colpi alla credibilità delle istituzioni democratiche e
non fanno avanzare un'alta cultura della legalità,
soprattutto tra le giovani generazioni;
CONSIDERATO che è stata, da subito, chiara la gravità delle
affermazioni dell'Assessore Pellegrino, che si è po
sforzato, con inconsistenti e irrisorie
giustificazioni, di chiarire questi suoi atteggiamenti,
che vanno ben oltre la vicenda giudiziaria, se e come
ha avuto rapporti con personaggi coinvolti in
un'inchiesta di mafia, aspetti che sono e restano di
pertinenza delle indagini condotte dalla magistratura;
CONSIDERATO che, visto il devastante messaggio che questi
episodi lanciano all'opinione pubblica, appare del
tutto inopportuna l'attuale presenza dell'on.
Pellegrino nel Governo della Regione,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a revocare la delega all'Assessore al territorio e
all'ambiente, on. Bartolo Pellegrino.
Speziale, Liotta, Ferro, Raiti
L'ordine del giorno n. 66 è improponibile; la mozione di
sfiducia già presentata sarà discussa subito dopo l'approvazione
della finanziaria e del bilancio, così come concordato in
Conferenza dei Capigruppo. Non ha senso, quindi, che in questo
momento venga discusso quest'ordine del giorno.
SPEZIALE. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, abbiamo presentato nel corso
della discussione generale sulla finanziaria un ordine del giorno
relativo alla richiesta di revoca della delega all'Assessore
Pellegrino. In quella occasione ci fu detto che sarebbe stato
più utile proporre l'ordine del giorno nella rubrica "Territorio
ed ambiente", che è stata discussa in questo momento dall'Aula.
Noi non comprendiamo le ragioni per cui l'ordine del giorno non
possa essere discusso. C'è un problema di prerogativa propria;
poiché si accompagna alla competenza dell'Assessore per il
Territorio e l'Ambiente, pensiamo che il Regolamento preveda la
discussione dell'ordine del giorno collegato alla rubrica.
Pertanto, invitiamo il Presidente a non dichiarare inammissibile
l'ordine del giorno e soprattutto, signor Presidente, per la
delicata funzione che lei ricopre, la invitiamo ad essere al di
sopra delle parti. vorremmo che lei non piegasse la sua funzione
ad una esigenza di parte, soprattutto a quella del Governo;
Vorremmo che lei fosse rispettoso, come tutti gli altri, del
Regolamento e che desse la possibilità al Parlamento, sempre in
forza del Regolamento, di discutere di una questione delicata.
Fra l'altro i colleghi di Rifondazione comunista, firmatari
della mozione, avevano dichiarato in quell'occasione che nel caso
in cui fosse stato ammissibile l'ordine del giorno, avrebbero
ritirato la mozione e che la stessa non è assimilabile a mozione
di sfiducia in quanto trattasi di mozione di censura. Ciò in
forza del Regolamento, non esclude la possibilità che si possano
presentare ordini del giorno.
E' quello che noi abbiamo fatto, per cui ci aspettiamo una
spiegazione.
Il suo atteggiamento frettoloso di dichiarare improponibile
l'ordine del giorno, atteggiamento che, fra l'altro, non è
consono alla sua sobrietà nella direzione dei lavori, è un
atteggiamento che lo piega fortemente alle esigenze della
maggioranza.
La invitiamo a rivedere la sua posizione, a permettere che
il Parlamento affronti l'ordine del giorno, discuta seriamente su
una questione delicatissima che riguarda il comportamento
dell'onorevole Pellegrino in una particolare vicenda che è andata
sulla stampa, in modo tale che il Parlamento liberamente possa
esprimersi su questo argomento.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, a me dispiace che
l'atteggiamento della Presidenza sembri frettoloso o piegato a
volontà della maggioranza; al massimo è piegato alle volontà
dell'applicazione del Regolamento.
La Presidenza non intende impedire la discussione
riguardante la posizione dell'onorevole Pellegrino, ma la
Conferenza dei Capigruppo ha già stabilito di trattare la
mozione che ha contenuto analogo all'ordine del giorno subito
dopo la trattazione della legge finanziaria e del bilancio.
Peraltro, un ordine del giorno di censura o di revoca della
delega, perché questo è ciò che richiede l'ordine del giorno, è
assolutamente improprio durante la discussione del bilancio.
Pertanto, così come ho motivato la dichiarazione di
improponibilità dell'ordine del giorno in fase di discussione
generale, non posso che confermare la medesima indicazione, non
foss'altro che per coerenza con le decisioni della Presidenza
stessa.
Quindi, non è un atteggiamento frettoloso né un modo per
impedire al Parlamento di discutere questo argomento che è
certamente delicato, ma che ha una sede propria, cioè la
discussione della mozione.
Si passa alla rubrica "Turismo, comunicazione e trasporti"
che si compone delle parti: 1) Gabinetto e Uffici di diretta
collaborazione all'opera dell'Assessore; 2) Dipartimento
regionale Turismo, Sport e Spettacolo; 3) Dipartimento regionale
trasporti e comunicazioni.
Si passa all'emendamento 2.104, a firma del Governo.
Lo pongo ai voti. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Emendamento 2.111 bis, a firma del Governo.
Lo pongo ai voti. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Emendamento 2.107, a firma degli onorevole Raiti, Morinello,
Ferro ed altri.
RAITI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAITI. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
quest'emendamento trae la propria origine da alcuni concetti di
fondo più di ordine politico che di ordine sociologico.
Io ritengo che l'attività sportiva nel sistema complessivo
della società siciliana debba essere assolutamente sostenuta.
E' per questo che insieme ad altri colleghi abbiamo
presentato questo emendamento che prevede un impegno non
eccessivo, ma che ha la funzione di dare un segnale soprattutto
ai nostri giovani: quello che il governo della Regione,
l'Assemblea tutta intendono promuovere, ove possibile, le
attività sportive. Attraverso lo sport, infatti, diamo la
possibilità ai nostri giovani di crescere più sani e rendiamo
un servizio alla nostra società, evitando in futuro esborsi per
servizi sanitari.
La cosa più importante è che le attività sportive creano un
ambiente sociologico di assoluta crescita; noi toglieremmo molti
ragazzi dalle strade, daremmo loro la possibilità di crescere in
un ambiente dove la concordia, i princìpi fondamentali dello
sport, che sono quelli del sacrificio e del premio a chi lavora
duro, sono gli insegnamenti necessari per una società migliore.
E, allora, per un importo di non assoluta rilevanza, ritengo
che il Governo e l'Assemblea tutta debbano dare un segnale in
questa direzione.
SPAMPINATO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPAMPINATO. Signor Presidente, dichiaro di volere apporre la
mia firma all'emendamento 2.107, perché ritengo che in una
procedura corretta, dopo l'intervento espositivo di uno dei
firmatari dell'emendamento, mi sia data la possibilità di
valutarlo e di apporre la mia firma.
Probabilmente signor Presidente se lei avesse accolto la mia
richiesta di invitare il Governo ad illustrare gli emendamenti,
avrei potuto fare la stessa cosa con gli emendamenti del Governo,
in quanto, come più volte ho detto, non faccio riferimenti al mio
ruolo all'interno dell'Assemblea.
Le rinnovo, quindi, la richiesta, considerato che spesso
questi emendamenti non sono esaminati nemmeno dalle relative
commissioni, di invitare il Governo o i proponenti ad
illustrarli.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.107. Il parere
del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.105, a firma degli onorevoli
Segreto, Nicotra, Giambrone, Manzullo.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO, Assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.108 a firma degli onorevoli
Capodicasa e Speziale.
CAPODICASA. Chiedo che venga inserito nella legge finanziaria.
PRESIDENTE. Dispongo nel senso indicato.
Si passa all'emendamento 2.106, a firma dell'onorevole
Leontini
LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Pongo in votazione la
rubrica "Turismo, comunicazioni e trasporti".
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Comunico che é stato presentato l'ordine del giorno n. 68:
"Modalità di applicazione degli oneri di servizio pubblico alle
tratte di collegamento aereo con Trapani-Birgi".
Ne do lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PRESTO ATTO che il Governo nazionale ha posto in essere gli
opportuni provvedimenti per attuare quanto previsto
dalla finanziaria 2001, in relazione all'applicazione
degli oneri di servizio pubblico alle tratte aeree di
collegamento degli aeroporti di Trapani-Birgi,
Pantelleria e Lampedusa con le principali città
italiane, impegno che si è concretizzato
nell'emanazione dell'apposito decreto dell'11 gennaio
2002 del Ministero dei trasporti;
CONSIDERATO che il regolamento CEE n. 2408/1992, all'articolo
4, stabilisce che 'il diritto di effettuare siffatti
servizi sarà concesso tramite appalto pubblico, per
rotte singole e serie di rotte, a qualsiasi vettore
comunitario abilitato ad effettuare tali servizi';
CONSIDERATA la decisione dell'ENAC di frazionare per singole
rotte il bando di gara comunitario attribuendo tale
orientamento alla Commissione europea;
CONSIDERATO che procedere per singole rotte significherebbe
fare perdere ogni interesse a partecipare alle maggiori
compagnie aeree, le sole in grado di inserire i nostri
aeroporti in un circuito internazionale;
CONSIDERATO, altresì, che tale orientamento, palesemente
contrastante con gli interessi delle comunità
interessate ed espressi da tutte le forze politiche,
sociali ed economiche, vanificherebbe lo sforzo
finanziario già formalizzato per oltre 50 milioni di
euro,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad assumere ogni opportuna iniziativa affinché il
Governo nazionale e, segnatamente, il Ministro dei
trasporti, provveda alla pubblicazione di un unico bando
di gara per le rotte che fanno capo all'aeroporto di
Trapani-Birgi, coerentemente con quanto auspicato dalle
comunità locali, uniche competenti ad individuare le
strategie più opportune per il loro sviluppo.
ODDO-PAPANIA-RAITI-TURANO-MAURICI-LEANZA N.-
DINA-BORZACCHELLI-LO CURTO-SAVARINO-FRATELLO-
PISTORIO
CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, ho chiesto la parola per informare il
Parlamento del fatto che la RAI Radiotelevisione Italiana ha
scelto quest'anno la Sicilia per riproporre la rassegna Prix
Italia. Non potendo, data la scelta di rigore fatta dal Governo
- preparare una norma concordata con cui il inserire ulteriori
risorse in bilancio e chiudere una convenzione con la RAI per il
Prix Italia - il Governo ha scelto di utilizzare parte delle
risorse della rubrica dell'assessore Cascio. Senza ulteriori
risorse, chiederemo all'assessore Cascio di ritagliare tra le
risorse che ha già nella sua rubrica quelle che servono per
consentire lo svolgimento del Prix Italia in Sicilia, così come
la RAI Radiotelevisione Italiana ci ha proposto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sarebbe preferibile anziché
usare l'espressione "frantumare per singole rotte il bando di
gara," dire "frazionare le singole rotte per bando di gara". Con
questa precisazione, pongo in votazione l'ordine del giorno. Il
parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, si riprende l'esame delle rubriche
precedentemente accantonate.
Si procede con l'esame della rubrica "Agricoltura" e degli
emendamenti accantonati.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dal Governo: emendamento 2.19;
- dalla Commissione: emendamenti 2.8, 2.9, 2.13, 2.22;
- dall'onorevole Crisafulli: emendamento 2.10, 2.112, 2.14,
2.20;
- dagli onorevoli Leontini e Croce: emendamenti 2.11, 2.12,
2.15, 2.21, 2.23, 2.17;
- dagli onorevoli Villari, Speziale, Oddo e Panarello:
emendamenti 2.18, 2.7, 2.74;
- dagli onorevoli Basile e Sanzeri: emendamento 2.16.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, questa Rubrica è stata oggetto di accantonamento ed
ha innescato tutta una serie di problematiche e di questioni che
poi, alla fine, hanno fatto decidere il Governo per il suo
accantonamento temporaneo. Poiché i temi sollevati, fra l'altro
da tutto il Parlamento, maggioranza ed opposizione, riguardano un
livello che certamente è condivisibile, il Governo ha deciso in
finanziaria di presentare norme che vadano a regolare il fondo
per l'agricoltura biologica, che riteniamo fondamentale e che è
stato inserito persino, come elemento qualificante, nel nostro
DPEF.
La stessa cosa sarà fatta con l'indennità compensativa e con
i servizi venatori a carico delle province. Per cui ci saranno
tre emendamenti da parte del Governo che assorbono di fatto tutta
la problematica fin qui trattata.
Pertanto, su questi argomenti desidero, signor Presidente,
che non si discuta, in quanto il tutto verrà rimandato in
finanziaria. Il parere, ovviamente, sugli altri emendamenti è
contrario.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.11 a firma
dell'onorevole Croce.
CROCE. Dichiaro di ritirarlo.
Si passa all'emendamento 2.10.
CRISAFULLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISAFULLI. Io prendo atto con soddisfazione che il Governo si
impegna in sede di finanziaria, cioè domani mattina, a inserire
appositi emendamenti che tengano conto della copertura degli
interventi sull'agricoltura biologica, sugli arretrati
dell'indennità compensativa e sui finanziamenti per i servizi di
vigilanza sulla caccia e sulla pesca a carico delle province.
Credo che queste tre ipotesi, che erano peraltro contenute
negli emendamenti, trovano sufficiente risposta, se questa è la
volontà del Governo.
Domani si tratterà di capire la quantità degli interventi.
Da questo punto di vista sono soddisfatto; avrei gradito, però,
che il Governo avesse fatto uno sforzo anche rispetto a un
settore specifico dell'agricoltura siciliana, quello della
produzione agricola riferita agli aiuti per la produzione di
pesche con gli insacchettamenti biologici per la produzione.
L'emendamento è il 2.112 che se dovesse esser accolto dal
Governo e avere risposte in uno anche con un pronunciamento
rispetto alla tranquillizzazione del personale dei consorzi di
bonifica, credo possa costituire una risposta sufficientemente
adeguata.
PRESIDENTE. Onorevole Crisafulli, indichi quali sono gli
emendamenti che intende trasferire nella finanziaria.
CRISAFULLI. Tutti tranne il 2.112.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.12. Onorevole Croce,
mantiene l'emendamento 2.12?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Lo mantengo.
CASTIGLIONE, assessore per l'agricoltura. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, con questo emendamento che la Commissione ha
opportunamente presentato (sono circa mille euro) noi attiveremmo
dei fondi nazionali solo se partecipiamo come Regione con un
co-finanziamento. Siamo in condizione di attivare circa quaranta
miliardi di lire stanziati dal Governo nazionale, solo se
partecipiamo con due miliardi. Sarebbe delittuoso, anche perché
le Soac non sono in condizione di potere operare. Io chiedo che
la Commissione, che opportunamente ha presentato l'emendamento,
possa insistere e che l'Aula si determini positivamente.
PAGANO, assessore al bilancio. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANO, assessore al bilancio. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, in finanziaria è stato presentato un emendamento che
prevede la costituzione di un fondo per le politiche di
co-finanziamento, in maniera tale che ogni volta si eviti questo
tipo di problematica. Quindi, nel caso specifico, approvando
questo emendamento che sarà in finanziaria domani, sarà inserita
la somma necessaria.
PRESIDENTE. Con questa precisazione l'emendamento é ritirato?
CROCE. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'assemblea ne prende atto.
Si passa agli emendamenti 2.13, 2.112 e 2.18, a firma degli
onorevoli Villari, Speziale, Oddo e Panarello.
Sono tutti relativi alla unità previsionale di base:
2.2.2.6.1.
PAGANO, assessore al bilancio. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANO, Assessore al bilancio. Signor Presidente,
l'emendamento 2.13 assorbe di fatto, anche perché è presentato
dal Presidente della Commissione, il 2.112; quindi diamo parere
favorevole all'emendamento dell'onorevole Croce.
PRESIDENTE. Onorevole Villari, ritira il suo emendamento?
VILLARI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 2.13 col parere favorevole
del Governo e della Commissione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa agli emendamenti 2.15 e 2.7 relativi alla
medesima unità previsionale di base, che è la 2.3.1.3.1.
L'emendamento 2.7 è in diminuzione ed è a firma Speziale ed
altri; l'emendamento 2.15, a firma degli onorevoli Croce,
Leontini ed altri, è di incremento.
Assessore Pagano, sono due emendamenti che insistono sulla
medesima unità previsionale di base. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il Bilancio e le Finanze. Contrario.
CROCE, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Dichiaro di ritirare l'emendamento 2.15.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Viene, quindi, mantenuto l'emendamento 2.7.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei che l'Aula
si rendesse conto fino in fondo che questo emendamento riguarda,
a tutti gli effetti, un assoluto obbligo di legge, nel senso che
il dipartimento 343701 ha unificato i vecchi capitoli del
bilancio precedente, il 35217 per l'esattezza, per le revisioni
ed il 35203 per i contributi e sussidi.
Va ricordato a tale proposito che l'Ufficio legislativo e
legale della Regione siciliana, con parere scritto, onorevole
Presidente della Regione, onorevole Presidente dell'Assemblea, si
è pronunciato definendo, appunto, un obbligo della Regione il
pagamento delle spese per il servizio di revisioni che è stato
delegato, da sempre, alle Centrali Cooperative Siciliane.
Attenzione: servizio di revisione che sapete bene,
onorevole Presidente Cuffaro, che indubbiamente è un servizio che
deve essere espletato, perché non è un qualcosa di facoltativo,
deve essere necessariamente espletato.
La proposta tende semplicemente a - non aumentare - mettere
nelle condizioni le Centrali Cooperative, espletare la funzione
di revisione e di avere rimborsi, tutto qua.
Quindi, non si tratta di andare a chissà quale aumento, ma
si tratta di assicurare a tutti gli effetti il servizio, anche
perché la legge ce lo impone. La legge, di per sé, indica la
possibilità della delega, la delega è stata fatta, ora,
evidentemente, bisogna garantire che le revisioni si facciano e
bisogna garantire che i rimborsi, per quanto concerne le spese di
revisione siano assicurate.
Quindi, io mi permetto di suggerire all'Assessore pagano di
attenzionare di più l'argomento perché non mi pare che sia del
tutto chiaro e mi permetto di dire che, invece, chiarita la
questione, è chiaro Assessore Cimino che è interesse di tutti che
le revisioni continuino e che le spese relative vengano
assicurate.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.7 con il
parere contrario del Governo e della Commissione.
Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa agli emendamenti 2.21, 2.23 e 2.22, a firma degli
onorevoli Croce e Leontini.
CROCE, Presidente della Commissione relatore di maggioranza.
Dichiaro di ritirare gli emendamenti.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.17 a firma degli onorevoli Croce
e Leontini.
CROCE, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Dichiaro di ritirare gli emendamenti.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 2.19 a firma del Governo e relativo
all'Unità Previsionale di Base, 2.5.1.1.
Gli emendamenti sono ritirati.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.16. Dichiaro
l'emendamento improponibile.
Pongo in votazione la Rubrica "Agricoltura", le cui Unità
Previsionali di Base sono contenute nelle pagine da 271 a 279.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
PRESIDENTE. Si torna alla Rubrica "Lavoro".
Era stato accantonato l'emendamento 2.39.
FORMICA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione la Rubrica Lavoro, previdenza sociale,
formazione professionale ed emigrazione.
Chi è favorevole resti seduto chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla Rubrica Bilancio, programmazione e finanze.
Si compone di quattro parti: gabinetto e uffici; dipartimento
regionale bilancio e tesoro; dipartimento regionale finanze e
credito e uffici speciali.
Si passa all'emendamento a firma del Governo 2.111. Il
parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.109 bis a firma del Governo e
sostituisce il 2.109. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.110. Il parere della
Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, l'emendamento 2.109 ha bisogno di una
precisazione sulla quantificazione della spesa essendo un
emendamento in diminuzione e pertanto per consentire agli uffici
ed all'assessore di quantificare esattamente la cifra sospendo la
seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 22.40, è ripresa alle ore 22.44)
La seduta è ripresa.
Si riprende dall'emendamento 2.109. Lo pongo in votazione. Il
parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini del
giorno:
- n. 64 "Concessione del permesso di soggiorno ai
superstiti del recente naufragio al largo di Lampedusa", degli
onorevoli Miccichè, Ferro, Raiti e Morinello;
- n. 65 "Sostegno alle imprese siciliane del settore degli
imballaggi in legno", degli onorevoli Incardona, Infurna, Ioppolo
ed altri;
- n. 67 "Iniziative urgenti al fine di giungere ad un tavolo
negoziale con le parti sul destino dello stabilimento Italtel di
Carini", degli onorevoli Forgione, Liotta, Giannopolo, Panarello,
D'Antoni, Papania, Cintola ed altri.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, tutti gli
ordini del giorno vengono accettati come raccomandazione.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa alla votazione della Rubrica "Bilancio" con le
relative unità previsionali di base contenute nelle pagine dalla
283 al 290.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si pone in votazione la tabella B nonché successivamente
l'articolo 2 del disegno di legge fatte salve le modifiche
conseguenti all'approvazione della legge finanziaria. Dò lettura
dell'articolo 2:
Art. 2.
Stato di previsione della spesa
1. Sono autorizzati l'impegno ed il pagamento delle spese
della Regione siciliana per l'anno finanziario 2002, in
conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla
presente legge (tabella B).
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne dò lettura:
Art. 3.
Elenchi
1. Sono considerate spese obbligatorie e d'ordine, per gli
effetti di cui all'articolo 7 della legge 5 agosto 1978, n.
468 e successive modifiche ed integrazioni, quelle descritte
nell'elenco n. 1 annesso allo stato di previsione della
spesa.
2. Le spese per le quali può esercitarsi da parte del
Presidente della Regione la facoltà di cui all'articolo 9,
secondo comma, della legge 5 agosto 1978, n. 468 e successive
modifiche ed integrazioni, sono descritte nell'elenco n. 2
annesso allo stato di previsione della spesa.
3. I capitoli di spesa a favore dei quali è data facoltà
al Presidente della Regione di iscrivere somme con decreti da
emanare in applicazione dell'articolo 12, primo comma, della
legge 5 agosto 1978, n. 468 e successive modifiche ed
integrazioni, sono quelli descritti nell'elenco n. 3 annesso
allo stato di previsione della spesa.
4. I capitoli di spesa a favore dei quali è data facoltà
all'Assessore regionale per il bilancio e le finanze di
iscrivere somme con decreti da emanare in applicazione
dell'articolo 12, secondo comma della legge 5 agosto 1978, n.
468 e successive modifiche ed integrazioni, sono quelli
descritti nell'elenco n. 4 annesso allo stato di previsione
della spesa.
5. Sono considerate spese correnti di amministrazione, ai
sensi e per gli effetti dell'articolo 15 della legge
regionale 7 marzo 1997, n. 6 e successive modifiche ed
integrazioni, quelle descritte nell'elenco n. 5 annesso allo
stato di previsione della spesa.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne dò lettura:
Art. 4.
Oneri del personale
1. Gli oneri scaturenti dall'accordo economico biennale
2000-2001 recepito con Decreto presidenziale 22 giugno 2001,
n. 10, aventi natura fissa ed obbligatoria e ricadenti in
ciascuno degli esercizi 2002 e 2003, sono quantificati in
106.072 migliaia di euro comprensivi degli oneri fiscali e
previdenziali a carico dell'amministrazione, di cui 58.116
migliaia di euro per il personale dell'area dirigenza
comprensivi dell'indennità di posizione fissa e 47.956
migliaia di euro per il personale con qualifica non
dirigenziale.
2. Gli oneri scaturenti dall'accordo economico biennale
2000-2001 recepito con il Decreto presidenziale 22 giugno
2001, n. 10 e relativi al finanziamento della parte variabile
della retribuzione del personale con qualifica diversa da
quella dirigenziale sono quantificati, per ciascuno degli
esercizi 2002 e 2003, nella misura prevista dall'articolo 12
della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6, al netto degli
oneri fiscali e previdenziali a carico dell'amministrazione.
3. Gli oneri scaturenti dall'accordo economico biennale
2000-2001 recepito con il Decreto presidenziale 22 giugno
2001, n. 10 e relativi al trattamento accessorio del
personale con qualifica dirigenziale dell'amministrazione
regionale di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge
regionale 15 maggio 2000, n. 10, sono quantificati, per
ciascuno degli esercizi 2002 e 2003, in 26.933 migliaia di
euro, al netto degli oneri fiscali e previdenziali a carico
dell'amministrazione.
4. Il fondo di cui al comma 1 dell'articolo 11 della legge
regionale 3 maggio 2001, n. 6, è stabilito per l'anno 2002 in
7.167 migliaia di euro e per l'anno 2003 in 5.481 migliaia di
euro.
5. Il fondo di cui al comma 2 dell'articolo 11 della legge
regionale 3 maggio 2001, n. 6, è stabilito per l'anno 2002 in
2.212 migliaia di euro e per l'anno 2003 in 1.692 migliaia di
euro, ferme restando le disposizioni del comma 4
dell'articolo 13 della legge regionale 15 maggio 2001, n. 10,
che trovano applicazione a decorrere dalla data di
definizione della contrattazione per il biennio 2002-2003, in
conformità a quanto previsto dal comma 1 dell'articolo 16
della legge 28 dicembre 2001, n. 488.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne dò lettura:
Art. 5.
Ripartizione territoriale delle spese in conto capitale
1. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 4, comma 1, n.
4, della legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e successive
modifiche ed integrazioni, entro trenta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, gli Assessori
regionali, ciascuno per la parte di propria competenza,
presentano alla Giunta regionale le proposte di ripartizione
territoriale dei fondi stanziati per le spese in conto
capitale dello stato di previsione della spesa del bilancio
regionale e relativa appendice per l'anno finanziario 2002,
con riferimento agli indici demografici, di disoccupazione,
di emigrazione e di reddito medio pro-capite.
2. Gli Assessori regionali, entro sessanta giorni
dall'approvazione della delibera di ripartizione da parte
della Giunta regionale, determinano la spesa delle unità
previsionali di base concernenti opere pubbliche per un
importo pari almeno all'80 per cento dello stanziamento.
3. Entro sessanta giorni dall'approvazione della delibera
di ripartizione da parte della Giunta regionale, l'Assessore
regionale per il lavoro, la previdenza sociale, la formazione
professionale e l'emigrazione determina la spesa per i
cantieri di lavoro per un importo pari al 50 per cento dello
stanziamento previsto.
4. Copia della delibera di ripartizione territoriale dei
fondi è trasmessa alla Commissione bilancio dell'Assemblea
regionale entro il termine di dieci giorni dalla sua
adozione.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne dò lettura:
Art. 6.
Totale generale del bilancio annuale
1. E' approvato in 20.753.071 migliaia di euro in termini
di competenza ed in 16.282.434 migliaia di euro in termini di
cassa, il totale generale dell'entrata ed il totale generale
della spesa del bilancio della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2002.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne dò lettura:
Art. 7.
Allegati
1. Per l'anno finanziario 2002 le unità previsionali di
base e le funzioni-obiettivo sono individuate,
rispettivamente, negli allegati n. 1 e n. 2 alla presente
legge.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne dò lettura:
Art. 8.
Bilancio pluriennale
1. E' approvato in 47.661.303 migliaia di euro il totale
generale dell'entrata ed il totale generale della spesa del
bilancio pluriennale della Regione siciliana per il triennio
2002-2004, nelle risultanze di cui alle tabelle C e D
allegate alla presente legge.
2. Al bilancio pluriennale è annesso l'elenco n. 6
relativo agli oneri a carico del triennio 2002-2004 per far
fronte a nuovi provvedimenti legislativi.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne dò lettura:
Art. 9.
Quadro generale riassuntivo
1. E' approvato il quadro generale riassuntivo del
bilancio della Regione siciliana per l'anno finanziario 2002
e per il triennio 2002-2004 con i relativi allegati.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne dò lettura:
Art. 10.
Azienda delle foreste demaniali
1. E' allegato in appendice al bilancio della Regione il
bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione
siciliana per l'anno finanziario 2002 e per il triennio
2002-2004.
Onorevoli colleghi si sospende l'esame per passare all'esame
del Bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali per l'anno 2002
e per il triennio 2002-2004.
Si passa allo Stato di previsione dell'Entrata.
Avanzo finanziario presunto - capitolo 0001. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Titolo I - Entrate correnti - capitoli da 1001 a 1501. Lo
pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Titolo II - Entrate in conto capitale - capitoli da 2002 a
2101. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa allo Stato di previsione della spesa.
Titolo I - Spese correnti - capitoli da 1004 a 1603. Lo
pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Titolo II - Spese in conto capitale - capitoli 2001-2003. Lo
pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 10. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si sospende l'esame del disegno di legge di bilancio, che
verrà ripreso dopo l'esame del disegno di legge finanziaria.
Presidenza del presidente Cristaldi
Presidenza del vicepresidente Lo Giudice
Presidenza del vicepresidente Battaglia
Presidenza del vicepresidente D'Andrea
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 12 marzo
2002, alle ore 10.30 con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2002 e bilancio pluriennale per il triennio
2002-2004." (NN. 297-299/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on.le Antonino Croce
Relatore di minoranza: on.le Angelo Capodicasa
2) "Legge finanziaria 2002" (N. 298 - Stralcio II/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on.le Antonino Croce
Relatore di minoranza: on.le Angelo Capodicasa
La seduta è tolta alle ore 22.50.
(Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 01.10)