Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 42 di lunedì 11 marzo 2002
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del vicepresidente Fleres


     BALDARI,  segretario  f.f.,  dà  lettura  del processo verbale
  della  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.

                               CONGEDI

     PRESIDENTE.  Comunico  che sono pervenute richieste di congedo
  relative  agli  onorevoli  Castiglione, Catania Franco, Garofalo,
  Leanza Vincenzo e Segreto per l'odierna seduta.
       Non sorgendo osservazioni, i congedi si intendono accordati.

                      ANNUNZIO DI INTERROGAZIONE

     PRESIDENTE.  Invito  il  deputato  segretario  a  dare lettura
  della   interrogazione   con   richiesta   di   risposta  scritta
  presentata.

     BALDARI, segretario f.f.:

         N. 483 - Avvio della campagna  promozionale  dei  prodotti
       ortofrutticoli siciliani.
         - Presidente Regione
         - Assessore Agricoltura
       Firmatario: Incardona Carmelo.

     PRESIDENTE.  L'interrogazione  ora  annunziata sarà inviata al
  Governo.

       Informo, ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento
  interno, che  nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


          DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI

     PRESIDENTE.  Si  passa  al  II  punto  dell'ordine del giorno:
  Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d)
  e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:

      N. 96 - Iniziative  per  fronteggiare  la  grave  situazione
              sanitaria  del  Siracusano.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              - la  provincia  di  Siracusa  è  stata esclusa, nei
              programmi   del   Ministero   della   Salute,  dalla
              costituzione  di un polo sanitario di eccellenza per
              le  cure  delle  patologie  (tumori  e malformazioni
              neonatali)   derivanti   dalla   presenza  dell'area
              petrolchimica Augusta-Priolo-Melilli;

      PRESO ATTO che nei programmi del Ministero rientra invece la
              realizzazione  di poli  di  eccellenza  solamente  a
              Catania, Messina e Palermo,

                       IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                               ed, in particolare
                           L'ASSESSORE PER LA SANITA'

              ad intervenire per  sollecitare  il  Ministro  della
              Salute ad avviare un processo che:

              - riconosca le peculiarità  e  la drammaticità della
              situazione  sanitaria   di   Siracusa,  dovuta  alla
              presenza di un'area ad alto rischio ambientale (Polo
              petrolchimico più grande d'Europa);

              -  promuova   nell'immediato  un'integrazione  delle
              strutture  sanitarie della provincia di Siracusa con
              uno  dei  poli  di eccellenza (per es.  Catania-sede
              universitaria)  attraverso  la  costituzione  di  un
              consorzio   che   valorizzi  al  massimo  la  realtà
              sanitaria siracusa;

              -   preveda,   magari    in   tempi   successivi   e
              razionalizzando    le    risorse    sanitarie,    il
              completamento di tale  processo con l'istituzione di
              un eventuale 4  polo di eccellenza anche a Siracusa.

                                   SBONA - MANCUSO - BURGARETTA -
                                   FRANCHINA

      N. 97 - Piena applicazione della  legge  n.  185 del 1990 in
              materia di  esportazione di armi.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      CONSIDERATO che:

              -  la  legge n. 185 del 1990 vieta di inviare armi a
              dittatori  e nazioni in  guerra e che non rispettano
              i diritti umani;

              - tale legge è  stata  una  grande  conquista civile
              voluta dalle associazioni pacifiste e di solidarietà
              internazionale;

              - la legge in  questione consente una verifica della
              destinazione finale  delle  armi  inviate,  evitando
              'triangolazioni';

              - la 185 fa tesoro delle indagini della magistratura
              e pone  rigorosi  controlli  sull'utente  finale del
              sistema     d'armi    venduto,    evitando    quelle
              triangolazioni che  hanno reso tristemente famoso il
              'made in Italy' bellico prima del 1990;

              - la normativa  italiana,  sebbene  disattesa  sotto
              certi aspetti, rappresenta  un  modello nel panorama
              europeo  ed   internazionale  per  l'importanza  che
              attribuisce  al  rispetto   e  alla  promozione  dei
              diritti umani e alla prevenzione dei conflitti;

      RILEVATO che:

              -  è stato  approvato  con  esito  favorevole  nelle
              commissioni riunite Esteri  e  Difesa  il disegno di
              legge  n.  1927,  per   la  ratifica  ed  esecuzione
              dell'accordo  quadro   relativo   alle   misure  per
              facilitare la ristrutturazione  e le attività per la
              difesa europea;

              -   il   disegno  di  legge  in  questione  comporta
              emendamenti alla legge n. 185 sulla trasparenza e il
              controllo  del  commercio  di  armi, e  ne  andrà ad
              intaccare    i    punti    qualificanti,   favorendo
              l'esportazione di armi e diminuendo i controlli;

              -   tale  disegno  di  legge  toglie  al  Parlamento
              italiano  buona  parte  dei suoi poteri di controllo
              sul  traffico  delle  armi,  neutralizzando la parte
              qualificante della legge n. 185 del 1990;

              - un grido d'allarme  è  stato  lanciato  nei giorni
              scorsi  dalle organizzazioni pacifiste, determinando
              una vera e  propria  mobilitazione  a sostegno della
              legge n.  185  del  1990,  che  ha coinvolto società
              civile, intellettuali e personaggi dello spettacolo;

      PRESO ATTO che:

              -  la  modifica  principale  del  disegno  di  legge
              consiste  nell'introduzione  di  un  nuovo  tipo  di
              autorizzazione alle  esportazioni  di  armamenti,(la
              cosiddetta autorizzazione  globale  di progetto) che
              introduce  procedure   semplificate  per  tutte   le
              esportazioni effettuate nel  quadro  di programmi di
              coproduzione svolti con paesi UE o Nato;

              -  con  l'introduzione  dell'autorizzazione  globale
              scompaiono   i   riferimenti   (nella   domanda   di
              autorizzazione all'esportazione) al numero di pezzi,
              al   valore,    al    destinatario    finale,   alle
              intermediazioni  finanziarie,  sia  per  i  pezzi  e
              componenti esportati che per il prodotto finale;

              - scomparirà il sistema di controlli previsto per le
              normali esportazioni;

              - tali esportazioni  saranno  esenti  dai  controlli
              bancari, e non verrà  richiesto né il certificato di
              arrivo a destino, né il certificato di uso finale;

              -  informazioni,   procedure   e  controlli  saranno
              drasticamente ridotti non solo per i singoli pezzi e
              componenti  esportati,   ma  anche  per  i  prodotti
              finiti, sia per  quanto  riguarda  gli  scambi tra i
              paesi Nato e UE,  sia  nel  caso  di  esportazioni a
              paesi  terzi o a privati, del  materiale  coprodotto
              dall'Italia ed assemblato in un paese partner;

              - il Governo chiede  di  essere informato solo sulla
              destinazione intermedia e  non  su quella finale del
              materiale  coprodotto,   legittimando  di  fatto  la
              'triangolazione';

      RITENUTO che:

              - in un periodo storico come quello attuale la corsa
              a  strumenti  di  distruzione di masse è divenuta la
              strategia qualificante  di  numerose  organizzazioni
              criminali;

              - i conflitti che infiammano  le  diverse  parti del
              globo  e  che vedono coinvolte le popolazioni civili
              sono  sempre  più  numerosi,  causando  ogni  giorno
              migliaia di vittime innocenti;

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              ad  intervenire  presso  il  Governo  nazionale  per
              chiedere la piena applicazione  e  la valorizzazione
              delle  misure  di  trasparenza  e   dei  divieti  di
              esportazione  verso  quei paesi in  cui  le  armi  e
              le tecnologie  militari potrebbero essere utilizzate
              per consentire massicci abusi di diritti umani, e di
              farsi portavoce presso gli altri Paesi europei della
              necessità di  una  maggiore  severità  nel controllo
              dell'export delle  proprie  armi,  di  una  maggiore
              prevenzione dei conflitti e per il disarmo.

                                  MORINELLO - FERRO - RAITI
                                  ORLANDO - MICCICHE'

       Non sorgendo osservazioni,  dispongo che le mozioni predette
  vengano  demandate alla  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari perché se ne determini la data di discussione.

   PRESIDENZA del **PR


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    SEGUITO DELLA DISCUSSIONE  CONGIUNTA  DEL  DISEGNO  DI LEGGE N.
    297-299/A "BILANCIO DI  PREVISIONE  DELLA REGIONE SICILIANA PER
    L'ANNO FINANZIARIO 2002  E BILANCIO PLURIENNALE PER IL TRIENNIO
    2002-2004", E DEL DISEGNO  DI LEGGE N. 298-STRALCIO II/A "LEGGE
    FINANZIARIA 2002".

     PRESIDENTE. Si passa  al  III  punto  dell'ordine  del giorno:
  Discussione di disegni di legge.
       Si procede con  il  seguito  della discussione congiunta del
  disegno di legge  n.  297-299/A  "Bilancio  di  previsione  della
  Regione  siciliana  per   l'anno   finanziario  2002  e  bilancio
  pluriennale per il triennio 2002-2004", e del disegno di legge n.
  298-Stralcio II/A "Legge finanziaria 2002".
       Invito i componenti  la  seconda  Commissione, 'Bilancio', a
  prendere posto nel relativo banco.
       Si riprende l'esame  degli  emendamenti  numeri: 2.30, 2.31,
  2.32, 2.33 e 2.34 accantonati nel corso della precedente seduta.
       Pongo in votazione l'emendamento 2.30.

     LIOTTA. Chiedo la verifica del numero legale.

     PRESIDENTE.  Essendo la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento, anche dagli  onorevoli  Giannopolo,  Oddo,  Raiti, e
  Panarello, indìco la verifica del numero legale.

                        RISULTATO DELLA VERIFICA

     PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

                             Presenti: 28

       L'Assemblea non è in  munero  legale.  La  seduta è pertanto
  sospesa per un'ora.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.34, è ripresa alle ore 17.38.)

     PRESIDENTE.  La seduta è ripresa.
       Riprendiamo dagli emendamenti 2.30, 2.31, 2.32, 2.33 e 2.34.
  Onorevoli  Liotta e Speziale, se i presentatori degli emendamenti
  accogliessero  una  proposta  di  mediazione  e  si  attestassero
  sull'emendamento 2.32 'più cento', può darsi che il Governo possa
  riuscire  a  trovare  la copertura necessaria per incrementare il
  capitolo  senza  creare  problemi  di  bilanciamento con le altre
  spese.

     SPEZIALE. Con questi cento, ripristiniamo il livello dell'anno
  scorso, Presidente?

     PRESIDENTE. Onorevole Speziale, questo non so dirglielo, però,
  potrebbe essere  un'ipotesi di mediazione che ci consentirebbe di
  andare avanti.

     SPEZIALE.  Signor Presidente, io non rinuncio all'emendamento.
  E' il più distante e quindi va posto prima in votazione.

     FORGIONE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che
  sull'emendamento degli  onorevoli  Speziale e Capodicasa, che era
  il più distante -  il  nostro era il più articolato, capitolo per
  capitolo - sia giusto  che questo Parlamento si pronunci e, però,
  nello stesso tempo, vorrei ricevere dal Governo i chiarimenti che
  abbiamo chiesto  negli  interventi  sull'utilizzazione  di queste
  risorse, proprio perché  ci  eravamo  lasciati alcuni mesi fa con
  l'appuntamento del bilancio  e della finanziaria per avere questo
  chiarimento;  cosa  richiesta,  tra l'altro, anche dal Presidente
  della Commissione Antimafia  questa mattina. Almeno che ci sia un
  chiarimento,  sennò  ritorniamo  punto  e  d'accapo  e  di  fatto
  demoliamo la legge alla quale è agganciato questo ...

     PRESIDENTE. Onorevole  Forgione, in questo momento l'Assessore
  per gli enti locali  non  c'è,  però  poc'anzi aveva fatto sapere
  alla  Presidenza che ha  in  cantiere  il  disegno  di  legge  di
  riordino dell'intera  materia e di disciplina regolamentare della
  stessa.  Non so se questo è sufficiente.

     FORGIONE. Se ha detto  questo, chiedo scusa, ha detto una cosa
  gravissima e invito  per  primo  il  Presidente della Commissione
  Antimafia a pronunciarsi.  L'Assessore  per gli enti locali ha in
  mente una legge  di  riordino  della  legislazione  antimafia che
  questo Parlamento e non il Governo ha fatto all'unanimità solo un
  anno e mezzo fa?  Cosa  deve  riordinare?  Se  non  è in grado di
  spendere i soldi perché non ha istituito uno solo dei nove Uffici
  provinciali previsti dalla  legge  è un problema dell'Assessore e
  del   Governo.   Quella   legge   e   quell'Ufficio   era   prima
  all'Assessorato  Presidenza,   la   legge  lo  ha  spostato  alla
  Presidenza della  Regione,  proprio  per  il carattere unificante
  anche delle voci di  spesa.  Come  sapete, fino  a tre anni fa la
  spesa per l'Antimafia  era:  alcuni alla pubblica istruzione, che
  riguardavano le scuole,  altri alla cooperazione, altri agli enti
  locali. Abbiamo fatto uno sforzo, tutta l'Aula, per unificare con
  un testo unico la gestione di tutta la legislazione antimafia. Il
  Governo non solo non è stato in grado di applicarla, sono passati
  tre anni e non  è  stato  istituito  né l'Ufficio centrale né gli
  Uffici periferici -  ma  deve  solo  applicarla il Governo quella
  legge -, ora viene l'Assessore  per  gli enti locali - che non si
  degna neanche di dare una  risposta  e  non  so  se  sa  di  cosa
  parliamo - a dire  che  lui  vuole  rifare  una  legislazione che
  questo Parlamento un anno  fa  ha  fatto.  Questa  è  la cosa più
  grave.

     PRESIDENTE. No, onorevole  Forgione,  l'Assessore per gli enti
  locali ha fatto  sapere che intende correggere quegli aspetti che
  avevano creato dei problemi di natura interpretativa.

     FORGIONE. Allora l'Assessore  per  gli  enti  locali  venga in
  Commissione Anfimafia a  dirci  quali  sono gli aspetti  Dato che
  quella legge  fu  fatta unitariamente dalla Commissione regionale
  Antimafia - Presidente  l'onorevole  Granata - e dall'Aula, venga
  l'Assessore per gli  enti locali in Commissione Antimafia a dirci
  quali  aspetti  non   funzionano  e  poi  ne  discutiamo,  signor
  Presidente. Non che si  annunci  una riforma di una riforma fatta
  solo un anno e mezzo fa.

     PRESIDENTE. Onorevole Forgione  è  ovvio  che una volta che il
  Governo presenta il disegno  di  legge  poi sarà la Commissione a
  discuterlo, non ci sono dubbi su questo.

     FORGIONE. Faccia  rispondere all'Assessore.  Lei è bravissimo,
  fa l'Assessore, il Governo,  tra  un po' fa anche l'opposizione e
  abbiamo esaurito il Parlamento nella Sua persona  Io l'ho capito,
  Presidente, cosa cerca di fare lei

     PRESIDENTE.  Onorevole  Forgione,  cerco  di  interpretare  le
  informazioni che ricevo  e  cerco di rendere funzionale le stesse
  al risultato  dell'Aula.

     INCARDONA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     INCARDONA. Signor Presidente,  volevo  fare una proposta circa
  questo emendamento: se possiamo rimpinguare il capitolo con altri
  500 mila euro.

     PRESIDENTE.   Questo   è   l'emendamento   che   già  è  stato
  presentato, onorevole Incardona.

     INCARDONA. Sì, però questa  è  la  proposta  che  faccio io da
  presidente della Commissione antimafia.

     PRESIDENTE. Allora, onorevoli colleghi, poiché  i presentatori
  non  hanno  proceduto  al  ritiro  degli  emendamenti,  pongo  in
  votazione l'emendamento 2.30. Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il Bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

         VOTAZIONE PER APPELLO NOMINALE DELL'EMENDAMENTO 2.30

     SPEZIALE. Chiedo che la votazione per appello nominale.

     PRESIDENTE. Essendo  la  richiesta  appoggiata,  a  termini di
  Regolamento,  dagli   onorevoli   Speziale,   Raiti,  Giannopolo,
  Cracolici, Ferro, Liotta  e  Forgione,  indìco  la  votazione per
  appello nominale dell'emendamento 2.30.
       Spiego il significato del voto: chi è favorevole vota verde,
  chi è contrario vota rosso, chi si astiene vota vota bianco.

    (Si procede alla votazione per appello nominale mediante sistema
     elettronico)

                      RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:

       Presenti e votanti  64
       Maggioranza ....... 33
       Favorevoli ........ 53
       Contrari ..........  8
       Astenuti ..........  3

                        (L'Assemblea approva)

       L'approvazione dell'emendamento 2.30 preclude la trattazione
  degli emendamenti 2.31, 2.32,  2.33  e  2.34,  che quindi sono da
  considerarsi assorbiti.
       Non essendoci  altri  emendamenti,  pongo  in  votazione  la
  rubrica 'Enti Locali', relativa alle pagine da 280 a 282.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi

                            (E' approvata)

       La   Presidenza  avverte  che  l'esame  dell'amministrazione
  'Bilancio e Finanze'  avverrà, come di consueto, al termine delle
  altre  amministrazioni  e  pertanto  la  relativa  rubrica  viene
  accantonata.
       Si passa alla rubrica 'Industria'.  Il primo capo riguarda i
  Gabinetti e  gli  Uffici a diretta collaborazione dell'assessore;
  il secondo il Dipartimento Regionale Industria; il terzo il Corpo
  Regionale Miniere; il  quarto  Uffici speciali. Le relative unità
  previsionali di base sono alle pagine 291-297.
       Si    passa   all'emendamento   2.36,   relativo   all'Unità
  previsionale di  base  5.2.2.6.3.  Non  essendoci  interventi, lo
  pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il Bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, Presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

     CINTOLA. Col parere  contrario del Governo e della Commissione
  è approvato?  Il parere del Governo si può sentire?

     PRESIDENTE. Il Governo  e  la  Commissione  hanno  dato parere
  contrario. Se  i  parlamentari  sono distratti, questa Presidenza
  non può farci niente, onorevole Cintola.
       Procediamo alla riprova della votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                          (Non è approvato)

     PRESIDENTE.  Si  passa  agli  emendamenti 2.37 degli onorevoli
  Moschetto ed altri e 2.38 dell'onorevole Rotella.
       I  capitoli sui  quali  si  intendono  incidere  questi  due
  emendamenti sono entrambi soppressi. Invito quindi i presentatori
  a    ritirare    l'emendamento,   altrimenti   devo   dichiararli
  improponibili per il fatto che questi capitoli non esistono più.

     MOSCHETTO. Ritiro l'emendamento.

     PRESIDENTE. L'Assemblea  ne  prende  atto.
       Non essendoci altri emendamenti, pongo in votazione l'intera
  rubrica 'Industria'.
       Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il Bilancio e le finanze. Favorevole

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è  favorevole resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvata)

       Si passa  alla  rubrica  'Lavori  pubblici'.  Non  essendoci
  emendamenti, la pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il Bilancio e le finanze. Favorevole

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Pongo in  votazione  l'intera rubrica dalla pagina
  298  alla pagina 306.
       Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

     PRESIDENTE. Si passa alla rubrica 'Lavoro, previdenza sociale,
  formazione professionale  ed  emigrazione'.  E'  stato presentato
  dal Governo l'emendamento 2.49.
       Poichè nessuno chiede di parlare, lo pongo in votazione.
       Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è  favorevole resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si  passa   all'emendamento   2.39  a  firma  dell'onorevole
  Crisafulli.

     CRISAFULLI. Chiedo l'accantonamento.

     PRESIDENTE. L'emendamento 2.39 è accantonato.

     PRESIDENTE.    Si   passa   all'emendamento   2.40   a   firma
  dell'onorevole Capodicasa, 2.41 a firma dell'onorevole Speziale e
  2.42 a firma dell'onorevole Papania.
       Sono relativi all'unità previsionale  di  base  7.1  - 7.2 -
  7.3: sostegno  alla occupazione. L'emendamento è bilanciato con i
  fondi di riserva.

     PAPANIA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PAPANIA.  Signor   presidente,   onorevoli   colleghi,  questo
  emendamento  prevede la  copertura  di  somme  a  sostegno  degli
  articoli 9 e 10 della legge regionale 27/91.
       Sapete che questi  articoli prevedevano la corresponsione di
  contributi  in  conto   retribuzione   per   quelle  imprese  che
  provvedessero a fare nuove assunzioni.
       Nel corso degli anni, è stato accumulato un notevole credito
  da  parte  di   numerose  aziende  nei  confronti  della  Regione
  siciliana. A fronte di questo  credito  non  si  è mai riusciti a
  prevedere una copertura finanziaria adeguata che consentisse agli
  imprenditori di poter  riscuotere  questi  crediti  e  quindi  di
  potere reinvestire questi soldi nella loro impresa.
       Questo ha  generato  che  nel  tempo,  mentre le imprese nel
  partecipare alle  gare  di  appalto sostenevano di avere un minor
  costo del  lavoro,  di  fatto  non  prendevano  questi soldi, non
  avevano un  minor  costo  del  lavoro e iscrivevano però nei loro
  bilanci queste  somme  come  somme di previsione di entrate.
       Si  è   generato, perciò, un  circuito  assai  negativo  per
  l'economia siciliana,  per  lo sviluppo della Sicilia e per tutte
  le  imprese.  Successivamente  il legislatore, quest'Assemblea ha
  pensato di  fare  un protocollo d'intesa con gli istituti bancari
  per la  cartolarizzazione  di alcuni di questi crediti, norma che
  viene ripresa  nella manovra finanziaria che andremo ad approvare
  con l'articolo 46.
       La  cartolarizzazione  però  riguarda soltanto una parte dei
  crediti che  vantano  le  imprese  nei  confronti  della Regione;
  riguarda quella  parte  per  cui  le  imprese  hanno  chiesto  la
  cartolarizzazione  e  nello specifico riguarda l'articolo 9 della
  legge regionale numero 27 del 1991.
       Allora, ci  sono  due problemi, uno è quello di mantenere la
  possibilità  all'accesso  alla contribuzione prevista dalla legge
  per quelle  imprese  che non desiderano fare la cartolarizzazione
  ai  sensi   delle   leggi   che   la   prevedono,  ma  desiderano
  esclusivamente riottenere il contributo in conto retribuzione che
  l'articolo  9   prevedeva.   La   legge   non   può  obbligare  a
  cartolarizzare o niente e siccome questo credito è un credito che
  comunque è vantato comporterà nel corso degli anni per la Regione
  un continuo  aumento  degli  oneri  che  la  Regione stessa dovrà
  corrispondere sia  per  effetto  del  credito  vantato,  sia  per
  effetto  di  quant'altro gli imprenditori potranno richiedere nel
  corso degli anni.
       C'è  poi  una  problematica  connessa  all'articolo 10 della
  legge regionale numero  27  del 1991. Da più parti si è sostenuto
  che questo  articolo  10 non avesse più necessità di ottenere una
  copertura   finanziaria   perché   collegato   ai   contratti  di
  formazione-lavoro  che  sono  sub  judice  rispetto  al  trattato
  dell'Unione   Europea   riguardo,  appunto,  la  concessione  del
  concetto stesso di contratto di formazione-lavoro.
       In realtà così  non  è,  perché se è vero che ancora debbono
  essere   giudicati   i   contratti   di   formazione-lavoro  come
  accettabili dall'Unione  Europea,  questo  lo è per una parte dei
  contratti di  formazione-lavoro,  per  quella  che  vale  per  le
  persone sopra  i  ventisei  anni e alcune tipologie specifiche di
  impresa. Quindi,  io  vorrei  fare presente come questa necessità
  comunque di mantenere delle somme nei capitoli che riguardano gli
  articoli 9 e  10 della legge regionale numero 27 del 1991 sono un
  obbligo di  legge tuttora persistente, un obbligo di legge che si
  ripresenterà di volta in volta ogni qualvolta gli imprenditori ci
  chiederanno di  dare  conto di questo credito ed ognuna di queste
  volte aumenteremo il debito della Regione.
       A me pare  pertanto  che  il  Governo se non nelle cifre che
  sono state richieste e che sono state richieste perché in effetti
  sarebbero necessarie  per tutta la copertura, ma se non in queste
  cifre, almeno  in  cifre  più  relative  il  Governo e quest'Aula
  farebbero bene  a  porre la necessaria attenzione a quello che le
  imprese chiedono  e  che  rappresenterebbe  un volano di sviluppo
  notevole per la Regione siciliana.

     SPAMPINATO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPAMPINATO.  Non  voglio intervenire in merito all'emendamento
  proposto dagli  onorevoli  Papania  e  Speziale,  ma le chiedo in
  considerazione del  fatto  che  non  si  è innestato nessun altro
  intervento, chiederei alla  Commissione ed al Governo di motivare
  eventualmente il loro  parere per avere possibilità di votare con
  cognizione.

     PRESIDENTE.  L'Onorevole  Spampinato  chiede  al  Governo che,
  nell'espressione  del  parere,  possa  motivare lo stesso. Poiché
  devo porre in  votazione  i  due emendamenti 2.40 e 2.41 che sono
  uguali, chiedo  il  parere  del  Governo motivato.  Ha facoltà di
  parlare l'onorevole Stancanelli.

    STANCANELLI, assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
  formazione professionale e l'immigrazione. Il Governo è contrario
  a questo  emendamento  perché  l'articolo 9 della legge numero 27
  del 1991  è  regolarmente finanziato in relazione all'articolo 29
  della legge  10, che prevede espressamente la cartolarizzazione e
  viene  finanziata  con  110  miliardi  previsti espressamente nel
  bilancio.    E'    in   corso   tutta   la   procedura   per   la
  cartolarizzazione tanto  è  vero  che  la settimana entrante sarà
  emesso il decreto di accertamento dei crediti vantati da tutte le
  aziende  che   hanno   fatto   ricorso   alle  procedure  di  cui
  all'articolo 9  della legge 27.
       Per quanto  riguarda  l'articolo  10  della  legge  27 non è
  possibile prevedere  alcuna   somma in quanto l'articolo 10 non è
  in regola  con  le direttive della Comunità europea in quanto non
  fu a suo  tempo  notificato  e  non è stato quindi vistato.  Ecco
  perché ritengo che  questa  somma  in bilancio - a parte il fatto
  della insussistenza  dei  fondi  - non è per nulla necessaria per
  gli scopi  a  cui  faceva  riferimento l'onorevole Papania.  Ecco
  perché  siamo contrari a questo emendamento.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, francamente
  nel   predisporre  l'emendamento  in  Commissione  Bilancio,  poi
  reiterato in  questa  sede,  mi sarei aspettato che, da parte del
  Governo ed in particolare dell'Assessore al lavoro, si sostenesse
  una  motivazione alternativa rispetto all'emendamento che abbiamo
  presentato.   Mentre  capisco,  infatti,  le  ragioni  di  natura
  contabile che  presiedono ai ragionamenti che, di volta in volta,
  fa l'Assessore  Pagano, non capisco le ragioni dell'Assessore per
  il lavoro. Quest'ultimo sa che l'unità previsionale di cui stiamo
  parlando non  riguarda  esclusivamente  gli articoli 9 e 10 della
  legge numero 27  del  1991 ma riguarda una gamma di interventi di
  sostegno  all'occupazione,  che  sono  previsti  dalla  normativa
  regionale  ma   non   c'è   alcuna  previsione  in  bilancio  per
  sostenerla.
       In Sicilia,  per  il  sostegno all'occupazione opera fino al
  2001 e  nel  2002  soltanto  il  credito d'imposta previsto dalla
  normativa nazionale.  Noi  avevamo  previsto  con  la legge 30 un
  sistema di  contribuzione  e di incentivazione.  Gran parte della
  legge 30  è  rimasta  inapplicata  perché  non  ci  sono i fondi.
  Pensavamo  che   questo   fosse  un  modo  per  andare  in  aiuto
  all'Assessore  per   il  lavoro  per  finanziare  un  sistema  di
  incentivi   all'impresa,   per   il   lavoro   e   l'occupazione.
  Stranamente l'Assessore  stasera  ci  dice  che non ha bisogno di
  somme e  che  in  Sicilia,  quindi,  il  problema  del sistema di
  incentivi  all'impresa  finalizzato  a  nuova  occupazione  è  un
  problema    praticamente    superato.
       Voglio ricordare  all'Assessore  per  il lavoro che è venuto
  meno il  sistema  del  credito di imposta previsto per quelli che
  hanno più  di  25  anni,  previsto dalla finanziaria Amato, e non
  reintrodotta dalla  finanziaria Tremonti che ha previsto un altro
  intervento    assolutamente   inapplicabile   in   Sicilia.   Noi
  praticamente non  avremo  più  alcun sostegno reale nei confronti
  delle imprese che vogliono creare occupazione e dare lavoro nella
  nostra Regione.
       Pertanto, penso  che  sia  politicamente  grave la posizione
  assunta  dal  Governo  ed  è  la  ragione  per  cui  noi  abbiamo
  presentato   l'emendamento.   Ci   si  poteva  rispondere:  Avete
  previsto 200  miliardi per queste misura di sostegno all'impresa,
  sono molti,  perché  si  tratta di rendere compatibile le risorse
  finanziarie con  le  politiche  di  intervento,  ma sostenere che
  invece non  sono necessari i fondi per potere finanziare tutte le
  misure  di  sostegno  all'impresa,  finalizzate alla creazione di
  nuovi posti di lavoro, è una tesi aberrante della nostra Regione.
       Pertanto, onorevole Assessore, noi manteniamo l'emendamento,
  anzi, dico  di  più, rispetto all'emendamento chiederemo anche in
  questa occasione  il  voto  nominale perchè sia chiaro, di fronte
  alle imprese  siciliane  che  soffrono  della  possibilità di non
  potere  cartolarizzare  i  propri  crediti,  perchè  non vogliono
  ricorrervi, considerato  che  la  misura di 110 miliardi prevista
  dalla legge 10 è assolutamente insufficiente.
       Il secondo  motivo  è  che  ci  sono  centinaia, migliaia di
  imprese del settore artigiano e del settore del commercio che non
  vogliono  ricorrere  alla  misura  della cartolarizzazione e che,
  quindi, vorrebbero  finalmente,  dopo  sette, otto, nove anni che
  vantano crediti,  potere  avere  saldati  i  propri  crediti  nei
  confronti della Regione.
       Avevo previsto  questo  e ho previsto con questo emendamento
  la  possibilità   di   mantenere  il  sistema  di  incentivo  per
  l'occupazione  finalizzato  alle  imprese,  visto  che  una delle
  misure previste  dal  Governo nazionale è venuta meno.
       Pertanto,  invito  il  Governo  a riflettere sulle posizioni
  annunciate in questa Aula e a rivedere la propria posizione.  Noi
  siamo  disponibili   su   questo   punto  a  rivedere  il  nostro
  emendamento,  eventualmente,  onorevole Assessore per il lavoro e
  onorevole   Assessore   per  il  bilancio;  siamo  disponibili  a
  rivedere, a  rimediare, perchè ci rendiamo conto che è necessario
  avere una  compatibilità  con l'ambito delle risorse e, tuttavia,
  l'atteggiamento di rifiuto, di diniego assunto dal Governo non ci
  convince.
       Se il  Governo è disposto ad una discussione che può rendere
  compatibile   un   eventuale  nostro  emendamento  rivedendolo  e
  riducendone anche  la portata, noi siamo disponibili a discutere;
  se il  Governo  invece assume, così come ha assunto, la posizione
  di diniego, noi chiederemo su questo emendamento il voto nominale
  e  comunicheremo  a  tutte  le  imprese  artigiane  il  risultato
  dell'esito di  questo  voto  perchè è una scelta sconsiderata;  è
  una scelta  che piega i settori produttivi, li comprime;  deprime
  i  settori  produttivi,  comprime  il  settore  privandolo  della
  possibilità di  espandere  la  domanda  perchè  in  qualche  modo
  comprime la  possibilità di sviluppo e di occupazione. Attraverso
  una misura  di  questo  tipo noi avremmo potuto creare in Sicilia
  migliaia e migliaia di posti di lavoro.

     PAPANIA.  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

     PAPANIA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  per  le
  ragioni che  ha  addotto  l'onorevole Speziale, sarebbe stato più
  logico un  atteggiamento  del  Governo  tendente  a  spostare  la
  questione sulla  manovra  finanziaria e sui fondi globali con una
  proposta   magari   più   efficace,   nel   senso   che,  essendo
  assolutamente indispensabile  in  Sicilia una nuova legge per gli
  incentivi alle imprese  poichè gli ex articoli 9 e 10 della legge
  numero 27  del  1991 non sono più applicabili, la legge regionale
  30/97, che ha  dato  buoni frutti per la verità in Sicilia, ha al
  momento necessità di essere rivista perchè sono entrate in vigore
  alcune norme nazionali e perchè sarebbe necessaria in Sicilia una
  legge che  prevedesse  anche  i contributi per il mantenimento al
  posto  di   lavoro   e  non  soltanto  il  contributo  per  nuove
  assunzioni, e  perciò  sarebbe  stato certamente più saggio e più
  efficace   spostare  la  questione  probabilmente  sulla  manovra
  finanziaria.
       Assessore   Stancanelli,   dico   questo   perchè  mi  rendo
  perfettamente conto  che  nel  bilancio a legislazione vigente vi
  sono, in  effetti, poche risorse da destinare per qualsiasi voce,
  però senza  con  questo  voler  fare  nessuna polemica che non ha
  necessità di  essere  portata avanti in questa sede, le debbo far
  presente che  l'articolo 10 della legge regionale 27 del 1991 non
  ha ottenuto a  tutt'oggi  il parere di cui all'ex articolo 92 del
  trattato  dell'Unione  europea  perchè  la questione viene sempre
  posta come  collegata  ai contratti di formazione lavoro in senso
  ampio.  Se  la  questione  venisse  posta come correttamente deve
  essere posta nell'ambito di quei contratti di formazione e lavoro
  che sono tutt'ora accettati dall'Unione europea e cioè quelli che
  riguardano i  giovani fino a 26 anni, alcune tipologie di impresa
  non avrebbero  alcuna   difficoltà  ad ottenere il visto positivo
  del Trattato dell'Unione europea.
       La  seconda questione - quella  che  riguarda  l'articolo  9
  della legge  numero  27  del  1991,  lei  ha correttamente citato
  l'articolo sulle  cartolarizzazioni  che  io,  nel  corso del mio
  intervento, avevo  citato  - riguarda, invece, quelle imprese che
  non   hanno   fatto   e   non   intendono   fare   richiesta   di
  cartolarizzazione,  che  non  sono poche, che probabilmente hanno
  ottenuto i visti da parte dell'Ispettorato del lavoro e non hanno
  soltanto la  dichiarazione  di  conformità  che  prevede la legge
  sulle cartolarizzazioni  e  che,  però,  non  possono  accedere a
  nessun contributo perchè non c'è copertura di bilancio.
       Queste sono le motivazioni che mi hanno indotto  non tanto a
  chiedere somme  che,  mi rendo conto, nel bilancio a legislazione
  vigente, non ci  sono, quanto a porre in evidenza un problema che
  rimane per la Regione siciliana, che ciascuno di noi - magari nel
  tempo - ha dato con il proprio contributo modo di andare avanti e
  che  in   questa   fase   meriterebbe,  quanto  meno,  di  essere
  considerato con  una appostazione all'interno dei fondi globali e
  nella manovra  finanziaria per pensare a come finalmente riuscire
  a dare una risposta seria agli imprenditori.

     PRESIDENTE. Pongo in votazione gli emendamenti 2.40 e 2.41.

     SPEZIALE.   Chiedo  che  la  votazione  avvenga   per  appello
  nominale.

    (Si associano alla richiesta gli onorevoli  Ferro,  Giannopolo,
  Cracolici, Panarello, Villari, De Benedictis)

     VOTAZIONE PER SCRUTINIO NOMINALE DEGLI EMENDAMENTI 2.40 E 2.41

     PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini di
  Regolamento,  indìco  la votazione  per  appello  nominale  degli
  emendamenti 2.40 e 2.41.
       Il parere del Governo sugli emendamenti 2.40 e 2.41?

     STANCANELLI, assessore per il  lavoro,  la previdenza sociale,
  la formazione professionale e l'emigrazione. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario a maggioranza.

     PRESIDENTE. Chiarisco il significato del  voto:  chi  vota  sì
  preme il pulsante verde;  chi vota no  preme  il  pulsante rosso;
  chi si astiene preme il pulsante bianco.
       Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione per scrutinio
  nominale:

    Presenti e votanti ....61

    Maggioranza ...........31

    Favorevoli ............18

    Contrari ..............41

    Astenuti ...............2

                      (L'Assemblea non  approva)

       Pongo in votazione l'emendamento 2.42 che riguarda la stessa
  materia.
       Il parere del Governo?

     STANCANELLI,  assessore per il lavoro, la previdenza sociale e
  la formazione professionale. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                          (Non è approvato)

       Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

       - dal Governo:  emendamenti 2.50 e 2.51;

       - dagli onorevoli Capodicasa e Speziale: emendamento 2.43;

       - dall'onorevole Speziale:  emendamento 2.44;

       - dall'onorevole Papania: emendamento 2.45;

       -   dagli   onorevoli   Dina,  Sbona,  Fratello,  Franchina,
           Borzacchelli, Antinoro: emendamento 2.46;

       - dall'onorevole Leanza Vincenzo: emendamento 2.47.

       Si passa  all'emendamento 2.50 a firma del Governo.
       Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

     FORGIONE. Ci può chiarire la finalità di questi soldi?

     PRESIDENTE.  Beni  mobili,  impianti  e  attrezzature; data la
  cifra ritengo  che  si  tratti di questioni aperte in precedenza.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si   passa   all'emendamento   2.51  a  firma  del  Governo,
  riguardante la  stessa  unità  previsionale  di base 73112 beni e
  servizi. Il parere della Commissione?

     CROCE, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

     PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa  agli  emendamenti  2.43,  2.44,  2.45,  2.46, 2.47
  riguardanti la formazione professionale.

     PAGANO,  assessore  per  il  bilancio  e le finanze. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PAGANO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  penso  che  questi  emendamenti siano tutti superati
  poiché il Governo sta presentando un emendamento per incrementare
  la posta di  46.482 mila euro, di fatto è una voce incrementativa
  che penso  possa  essere  esaustiva  per  le  esigenze di tutti i
  deputati.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Assessore,  per intenderci, il Governo
  presenta un emendamento identico al 2.46?

     PAGANO,  assessore per il bilancio e le finanze. Sì, l'importo
  è   stato  calcolato  esattamente  secondo  quelle  che  sono  le
  esigenze, così  come  concordato con l'onorevole Assessore per il
  lavoro.

     PRESIDENTE.  E  quindi  la  posizione  del  governo  è  quella
  riassunta nell'emendamento  2.46 a firma Dina, Sbona ed altri che
  parla di un incremento di 46.482 mila euro.

     VILLARI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     VILLARI.   Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,  voglio
  ricordare a  me  stesso,  che nella scorsa legislatura facevo già
  parte di  questo parlamento, che si ripropone ancora una volta un
  problema che  ormai si ripropone eternamente se non interviene un
  atto,  da   parte  del  Governo,  che  noi  abbiamo  tante  volte
  sollecitato    come    minoranza,    come    opposizione,    come
  centrosinistra, che  è  quello  di  una riforma del settore della
  formazione  professionale,  che ormai diventa non più rinviabile,
  per diverse  ragioni:  intanto perchè il sistema della formazione
  ha bisogno  di una qualificazione, di una riqualificazione, di un
  elevamento della  qualità complessiva, anche se noi riteniamo che
  il sistema  della  formazione  abbia bisogno di alcune correzioni
  assieme,  ovviamente,  alla  elevazione della qualità complessiva
  rispetto alle finalità formative.
       Ma   occorre   anche  che, da  parte  del  Governo, vi  sia,
  finalmente,  quello  che è stato peraltro annunciato tante volte,
  anche  dall'attuale  Assessore  per  il  lavoro Stancanelli, alla
  stampa: la volontà di addivenire ad un progetto di riforma.
       Il problema,  intanto  certo,  che si pone è di impinguare i
  fondi che  peraltro  erano  bastevoli  fino  a quando non fossero
  stati  poi  tagliati  su  proposta  del  Governo  in  Commissione
  bilancio, quindi  c'è bisogno di impinguare i fondi perchè non si
  riuscirebbe,  altrimenti,  a  coprire le esigenze complessive del
  settore,  del   sistema   della   formazione  e  a  garantire  le
  retribuzioni agli  addetti.
       Quindi, noi  siamo  perchè  il  Governo  accolga la proposta
  avanzata  dai  presentatori  dell'emendamento 2.43, su cui vorrei
  che venga apposta  la mia firma, che non ho apposto perchè già il
  capogruppo e  i firmatari mi rappresentano autorevolmente, ma che
  voglio formalizzare - e lo dico da qui - perchè finalmente si dia
  linearità ad  un  dibattito  sulla  formazione che è una sorta di
  'tira e molla':  ci sono i fondi, non ci sono i fondi.
       Dio santo,  facciamo  questa  riforma   Vediamo  qual  è  il
  miglior modo per riformare il sistema della formazione.  Intanto,
  però, diamo  certezza ai lavoratori, diamo certezza agli enti, ai
  soggetti  che operano nel settore della formazione professionale;
  diamo,  soprattutto,  certezza  alle  imprese, che, attraverso il
  sistema  della  formazione professionale, possono attingere ad un
  mercato del  lavoro  sempre  più  qualificato  rispetto alle loro
  esigenze.
       Quindi,  io vorrei pregare l'Aula, al di là delle logiche di
  schieramento  -  mi permetto di dire -, di considerare la bontà e
  la qualità politica, oltre che di merito, di questo emendamento.

     PRESIDENTE.  Comunico  che  l'onorevole  Villari ha apposto la
  propria firma  all'emendamento  2.43 e l'onorevole Lino Leanza ha
  apposto la propria firma all'emendamento 2.46.
       Comunico,    inoltre,   che   il   Governo   ha   presentato
  l'emendamento 4.46  bis,  che è dello stesso tenore, della stessa
  cifra, dell'emendamento 2.46, per un importo di 46.482 mila euro.

     FORGIONE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  questo
  emendamento  mi  dà  la  possibilità  di porre una questione che,
  ancora  una  volta,  evidenzia una sorta di ricatto per ognuno di
  noi   rispetto  a  delle  scelte  da  compiere:  lasciare  che  i
  lavoratori della formazione professionale rimangano senza fondi e
  vedano  a  rischio  il  loro  ruolo,  il loro stipendio e la loro
  funzione,  o  riformare  un sistema che, così com'è, non solo non
  garantisce   una   qualità   vera  della  formazione  e,  quindi,
  dell'accesso qualificato al mercato del lavoro, ma spesso incrina
  anche e mette a nudo limiti di trasparenza e di legalità.
       Io  non sosterrò questi emendamenti. Mi asterrò, io e la mia
  parte  politica,  perchè  crediamo  -  e  la  cosa  grave  è  che
  l'occasione venga  sempre nei momenti di discussione del bilancio
  - che  questo  sia  uno  dei  classici  settori  dove la politica
  arretra rispetto ad un sistema di interessi che, anche attraverso
  la  formazione  professionale, garantisce poca formazione e quasi
  mai professionalità.
       Noi  abbiamo  una  formazione  professionale  arretrata, non
  riusciamo  a  capire quali sono le vere domande di qualità che ci
  vengono  dal  mercato  del  lavoro oggi, che figure professionali
  servono  per  uno  sviluppo moderno di questa Regione. Abbiamo un
  sistema  di  finanziamento della formazione professionale che non
  garantisce  alcuna  trasparenza.  Non  è  un  caso che gli ultimi
  governi abbiano avuto anche problemi giudiziari su questo e sulla
  gestione dei fondi per la formazione professionale.
       Vorrei sapere  questo  Governo  cosa  pensa  su  questo tema
  delicato, che ha  a che fare con la legalità e la trasparenza del
  mercato del lavoro, se c'è una volontà di arrivare ad una riforma
  vera dei meccanismi di gestione. E io so che, quando dico questo,
  cozzo anche  con  gli  interessi  dei  sindacati, che spesso sono
  parte essi  stessi  di questo sistema e, attraverso la formazione
  professionale,  gli  stessi sindacati diventano ricattabili dalla
  politica.
       Chiederei all'Assessore  per  il  lavoro  ed  al  Governo di
  pronunciarsi con  nettezza  su  questo  punto,  sapendo  che  una
  riforma del  sistema  è ormai irrinunciabile, che un osservatorio
  di  legalità   sulla   gestione   dei  fondi  per  la  formazione
  professionale è irrinunciabile, che la politica nella gestione di
  questo settore negli ultimi anni e con diversi assessori ha avuto
  a che  fare con vicende giudiziarie. E qui parliamo di un settore
  delicato   che  riguarda  la  trasparenza  nella  gestione  delle
  risorse, ma  riguarda  anche la legalità di un mercato del lavoro
  che  in   Sicilia   spesso   è   uno   dei   terreni  di  coltura
  dell'illegalità.
       Su  questo,  il  Governo  dica  parole chiare, parole chiare
  servono alla politica, alla gestione del settore, a rigenerare un
  sindacato    che   spesso,   anche   attraverso   la   formazione
  professionale, ha perso la sua autonomia.

     STANCANELLI,  assessore  per il lavoro, la previdenza sociale,
  la formazione professionale e l'emigrazione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     STANCANELLI,  assessore  per il lavoro, la previdenza sociale,
  la  formazione  professionale e l'emigrazione. Signor Presidente,
  onorevoli  colleghi, brevissimamente, ho necessità di fare alcune
  considerazioni  su  quanto  è  stato detto dagli oratori che sono
  intervenuti in relazione a questi emendamenti per un chiarimento.
  Innanzitutto,  relativamente alla somma appostata in bilancio con
  l'emendamento  presentato dal Governo, 90 miliardi, noi riusciamo
  a coprire  per intero, per la prima volta, tutto l'anno formativo
  2002 con 300 miliardi.
       Questo  è  il  chiarimento  che  vorrei  dare  all'onorevole
  Villari  che,  facendosi  interprete delle fibrillazioni che ogni
  giorno  sui  giornali  si  leggono  e  che  mettono  in  forse la
  possibilità  per  i  lavoratori di essere regolarmente pagati, io
  spero  di  tranquillizzare  lui e chi lui interpreta, che non c'è
  bisogno  di avere fibrillazione perché con questo piano formativo
  del  2002 non avremo bisogno di nessuna altra somma per garantire
  il pagamento di quanto è necessario per la formazione.
       Mi  rendo  conto,  però,  che le considerazioni che ha fatto
  l'onorevole   Forgione,   che   facevano   anche   seguito   alle
  considerazioni  dell'onorevole  Villari circa la necessità di una
  riforma del settore della formazione, sono di piena attualità.
       Mi rendo  conto delle perplessità che non soltanto in questa
  Aula, ma  nell'opinione  pubblica  vi  sono sulla formazione e su
  quali  risultati la formazione professionale produce specialmente
  nel  campo  dell'occupazione.  Sono  perplessità e considerazioni
  che   anche   il   sottoscritto   da   quando   si   è  insediato
  all'Assessorato  per  il  lavoro  ha espresso pubblicamente senza
  nulla tacere.
       Ma  da questo a criminalizzare un settore che sicuramente ha
  avuto i suoi pregi nel corso degli anni, ve ne corre. E' naturale
  che  una  riforma del settore è indispensabile e su questo stiamo
  lavorando.
       Io  vorrei,  però, sottolineare all'Aula, così come ho fatto
  già in una  audizione,  sia  in IV che in II Commissione, che sul
  problema  della  trasparenza  non  accettiamo lezioni da parte di
  nessuno perché  nel campo della formazione per quello che abbiamo
  realizzato  in  questi pochi mesi di governo, sicuramente abbiamo
  agito, sia  per  quanto riguarda il fondo, il piano formativo, la
  distribuzione delle risorse, in maniera trasparente.
       Allora,  non  abbiamo  bisogno di controlli di legalità, non
  abbiamo   bisogno  di  ispettori,  bastano  le  normali  attività
  parlamentari e le  normali  attività  previste  dalla  legge  per
  controllare  quanto  viene fatto dall'Amministrazione.  L'impegno
  che questo Governo prende è quello che ad una riforma del settore
  si dovrà arrivare e  si arriverà in Aula confrontandosi con tutte
  le forze politiche.  Ecco  perché  il  Governo è convinto che con
  la somma prevista in bilancio e con l'emendamento oggi presentato
  dal Governo saremo  in condizioni, in questo anno formativo 2002,
  di dare le risposte  concrete  a  coloro i quali vivono nel mondo
  della formazione e  a  coloro  i  quali  devono  usufruire  della
  formazione.

     CINTOLA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA.  Signor Presidente, annuncio il voto favorevole, però
  questo non  mi esime dal dire che il Governo in questa situazione
  ha avuto  una  posizione  ondivaga,  non  lineare, perché  non ha
  consentito  alla Commissione Bilancio che sull'argomento ha avuto
  ore di discussione, e che alla fine si è concluso dicendo che non
  c'era questa  disponibilità da parte del Governo di andare avanti
  su  questo  finanziamento,  forti  della  indicazione che avremmo
  chiesto  al  Governo  stesso  prima  di  questo finanziamento che
  uscisse fuori una legge sulla formazione che si sta aspettando da
  anni, che non viene  mai  fatta,  che  continua  con  altalenanti
  vicende  e  nei  Governi   di  centro-destra  e  nei  Governi  di
  centro-sinistra con le sigle  più  o meno fatiscenti di sindacati
  assurdamente  impegnati  e con  una  sola  richiesta:  quella  di
  stabilizzare un lavoro che se non è precario, lo è quasi.
       Ma tutto questo ci porta sempre a dire che siamo costretti a
  rincorrerci tentando di salvaguardare ciò che c'è e non guardando
  al di la di quello che  non  c'è.  Per  il disoccupato c'è sempre
  poco spazio, anzi non ce n'è.  A chi mi diceva questa mattina che
  ho sostenuto in questi cinque  anni Governi di centro-destra e di
  centro-sinistra, voglio rispondere  che anche in questa occasione
  sto  sostenendo  un Governo  di  centro-destra,  ma  lo  sostengo
  tenendo conto di una linearità  e  di  una correttezza di pulizia
  mentale a sostegno di chi in  quest'Aula  non ha voce, e sono gli
  emarginati, i deboli e i disoccupati.

     TURANO. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TURANO. Signor Presidente, credo che l'emendamento del Governo
  risolva il problema  dell'Aula  e  in aiuto al Governo ricordo al
  Governo stesso  che  l'Assemblea  regionale  siciliana  quando ha
  approvato il DPF ha impegnato il Governo a presentare il progetto
  di  riforma   della   formazione  professionale.  Sono  documenti
  approvati quindici  giorni  fà.  Avevamo  detto  sessanta giorni,
  sappiamo che non  sono termini perentori però il Governo chiedeva
  di  intervenire  con   la   legge  di  riforma  della  formazione
  professionale e noi siamo qui a sostenere questa iniziativa.

     DINA. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DINA. Signor Presidente,  nel  prendere atto che il Governo ha
  fatto proprio  un  emendamento  presentato  da  più parlamentari,
  riteniamo che è  fatta  giustizia rispetto ad un momento forse di
  disattenzione. Perché l'intervento che si fa questa sera è quello
  di colmare una carenza  che è emersa subito agli occhi. Quella di
  non poter coprire l'anno di formazione in corso. L'anno formativo
  in  corso   rischiava   di  non  partire  senza  questa  adeguata
  copertura. Per cui  diamo  atto al Governo di questa sensibilità,
  ma nello stesso  tempo  ci  rendiamo  conto  che un momento forte
  sulla formazione  professionale  va  fatto,  perché  questo  è un
  settore strategico,  un  settore  importante che va rivitalizzato
  con un intervento  legislativo  forte  che  lo  adegui  ai nostri
  tempi.
       Devo dissentire dall'intervento  del  collega Cintola perché
  ritengo che questo è  un  intervento  dell'emendamento  di questa
  sera importante, perché  si  riesce  a non precarizzare piuttosto
  che a precarizzare.  E' una  scelta  quella del Governo quella di
  non creare più precari partendo dal mondo della disoccupazione. E
  un intervento altrettanto forte  di  non  trasformare gli attuali
  occupati in precari ed è quello  che  si  stava facendo non dando
  copertura completa all'anno formativo già iniziato.

     PRESIDENTE. Comunico  che  all'emendamento  2.46 ha apposto la
  propria firma l'onorevole Mancuso.

     LEANZA. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LEANZA. Signor  Presidente,  solo per dare atto al Governo che
  ha riparato  con  questo  emendamento  un grave torto che stavamo
  facendo alla  formazione  professionale. Poco fa negli interventi
  si diceva che  in  Sicilia  non esistono più politiche attive del
  lavoro. La formazione  è  e  resta  la  prima politica attiva del
  lavoro e quindi,  in  questo  senso, penso che sia stato giusto e
  utile  che  questo  emendamento  riparatore  sia  arrivato.  Però
  nell'auspicare  e  comunque  nel  garantire  che  la  Commissione
  cultura, formazione  e  lavoro  nei prossimi giorni affronterà il
  tema della  riforma  della  legge  numero  24,  certamente già in
  grande attuazione -  lo  diceva  poco fa il Presidente Antinoro -
  devo anche  sottolineare con molta forza che spesso qui cerchiamo
  di gettare  spazzatura  sulla  formazione  professionale.  Chi ha
  fatto  formazione   professionale   o  chi  segue  la  formazione
  professionale sa perfettamente che in Sicilia non è assolutamente
  da meno  rispetto  alle  altre  realtà  d'Italia.
       Generalmente si vuole  semplificare  dicendo  'serve solo ai
  formatori' ma questo non è vero, non è assolutamente vero. C'è la
  formazione  buona  e  la   formazione   non   buona,   è  compito
  dell'Assessorato  verificare qual è  la  formazione  buona  ed  è
  compito  dell'Assessorato verificare  qual'è  la  formazione  non
  buona e quindi prendere i dovuti provvedimenti.  Ma da qui a dire
  che la formazione professionale in  Sicilia  non  serve  o non ha
  picchi  di  eccellenza   francamente   mi   sembra  assolutamente
  semplificatorio. Da questo punto  di  vista ritengo quindi che il
  Governo  abbia  fatto bene a  riparare  ad  un  torto  che  stava
  facendo.

     NICOTRA. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     NICOTRA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono convinto
  che la  formazione professionale, come si legge nell'emendamento,
  sia utile  però  come  diceva  bene l'onorevole Leanza per questa
  formazione professionale  non  sempre  i  soldi servono e vengono
  elargiti spesso  con  un'altra strada. Penso che bene abbia fatto
  il Governo stasera  a  recepire  questi  fondi ma penso anche che
  l'assessore   debba   vigilare   affinché  questi  fondi  vengano
  veramente utilizzati  per  la formazione professionale, perché ne
  abbiamo bisogno e viene sempre ricercata.

     PAPANIA. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PAPANIA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, per la parte
  che  riguarda   il   progetto   di   riforma   della   formazione
  professionale mi permetto  di  dire  ad  alcuni colleghi che sono
  intervenuti che è  quantomeno  poco  generoso  dire che i governi
  precedenti non si  sono fatti carico di fare innovazioni. Ricordo
  a  tutti  che   nella   legge   regionale   numero  24/1976,  con
  provvedimenti   amministrativi    peraltro  condivisi  dal  mondo
  sindacale  che  li   ha  sostenuti,  sono  stati  introdotti  gli
  accreditamenti degli  enti,  la  certificazione  di  qualità,  la
  riqualificazione dei  formatori della formazione professionale ed
  è stata istituita  con  legge, la legge regionale numero 24/2000,
  con un governo che è  venuto  dopo  il governo nel quale ho avuto
  l'onore di ricoprire la carica di assessore, sono stati istituiti
  i servizi formativi  che  nel  resto d'Italia funzionavano già da
  molto tempo e che  in  Sicilia  sono stati introdotti appunto con
  l'articolo 12 della legge regionale numero 24 del 2000.
       Condivido,  pertanto,  l'analisi   che   faceva  l'assessore
  Stancanelli quando  sosteneva  che  il  progetto  di riforma deve
  coinvolgere tutto il Parlamento,  lo  deve  coinvolgere con tempi
  adeguati per una discussione che  consenta di fare un progetto di
  riforma della formazione  professionale  che  sia  funzionale  al
  mercato  del  lavoro  e   che,   in  qualche  modo,  consenta  di
  riutilizzare il personale  attualmente impegnato nella formazione
  professionale.
       Vorrei  chiedere,  però,  all'assessore  Stancanelli  quando
  sostiene che  con la copertura finanziaria reintegrata con questo
  emendamento, al quale  il  governo ha dato parere favorevole, con
  questi ulteriori  90miliardi  circa  di  lire  si  assicura  alla
  copertura integrale del piano formativo del 2002.
       Per  quello  che   a  me  è  dato  modo  di  comprendere  da
  parlamentare, assessore  Stancanelli, sembra che la somma non sia
  sufficiente per coprire l'intero anno formativo e perciò le sarei
  grato se lei  volesse  fornire  all'Aula  i  chiarimenti sul come
  l'intero piano formativo verrà coperto.
       E' stato emanato  un decreto da parte del direttore generale
  dell'assessorato  regionale  al  lavoro  e  direzione  formazione
  professionale nel  quale è scritto testualmente che la formazione
  professionale  costa   per  la  parte  delle  attività  formative
  376miliardi di lire  con dei resti in milioni e che viene coperta
  con 51miliardi a  valere  su  un  fondo nazionale, 300miliardi di
  prenotazione su  questo  capitolo  -  che  sarebbero tutti quelli
  disponibili con questa reintegrazione - e 25miliardi da prelevare
  con ulteriori fondi regionali da prevedere nel bilancio.
       Il decreto  dice testualmente: "si provvederà con successivo
  impegno a valere su fondi regionali".
       Magari lei  avrà  una  risposta  diversa.
       Questo decreto  non comprende tutta l'attività formativa, ma
  esclusivamente  le  attività  formative  rivolte  alla formazione
  diretta; non prevede  una  lira per l'articolo 12 legge regionale
  n.  24/2000 e cioè per i servizi formativi che presumo costeranno
  altri 50miliardi  circa  e  che  saranno  regolamentati con altro
  decreto.
       Nell'esprimere,  quindi, comunque, un gradimento rispetto al
  ripristino del  capitolo così come era precedentemente, le vorrei
  chiedere di specificare all'Aula come sarà coperto l'intero anno,
  l'intera attività formativa.

     LEONTINI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LEONTINI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  abbiamo
  ascoltato tutti gli interventi dei colleghi che si sono succeduti
  al microfono; abbiamo  anche ascoltato le ragioni del Governo che
  ispirano l'emendamento  che  è stato presentato. Pur riconoscendo
  alcuni aspetti  che  giustificano  questo emendamento ritengo che
  siano utili, anzi,  necessari  dieci minuti di sospensione per un
  approfondimento.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  non  sorgendo  osservazioni
  così resta stabilito, la  seduta  è,  pertanto, sospesa per dieci
  minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.44, è ripresa alle ore 20.14.)

    La  seduta è ripresa.
       Onorevoli   colleghi,   ricordo   che   ci  eravamo  fermati
  sull'emendamento  2.43  con  i successivi emendamenti 2.44, 2.45,
  2.46 e  2.46  bis,  che  hanno medesima dimensione finanziaria, e
  2.47.

     LEONTINI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LEONTINI.  Signor  Presidente,   onorevoli  colleghi,  abbiamo
  approfondito con l'Assessore per il  bilancio  e  con l'Assessore
  per  il  lavoro  e con il  Presidente  della  Regione  tutti  gli
  aspetti.
       Avevamo chiesto questa interruzione per un'approfondimento e
  per conoscere  meglio tutte le questioni. C'erano delle questioni
  che volevamo meglio  conoscere...

     SPEZIALE. Il chiarimento lo poteva fare in Aula

     LEONTINI. Lo stiamo  facendo  in Aula, tanto è vero che questa
  è un'occasione  di  chiarimento  abbastanza aperta e, quindi, noi
  abbiamo approfondito tutto  ciò  che,  dal nostro punto di vista,
  meritava di  essere  approfondito, abbiamo ascoltato il Governo e
  riteniamo che  si  possa  continuare  a  lavorare  rispettando le
  esigenze del Governo che saranno apprezzate e valutate dal nostro
  Gruppo, insieme  a  tutti  gli  altri  gruppi  della maggioranza,
  positivamente.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono disposto
  a    ritirare    l'emendamento    se    il    Governo    mantiene
  l'emendamento  "Dina", diciamo,  e  se,  come  ci  è  stata  data
  assicurazione, i  90  miliardi previsti dall'emendamento di cui è
  primo firmatario  l'onorevole  Dina sono sufficienti a coprire la
  formazione per questa annualità. In questo caso, se cioè ci viene
  data   conferma   sia   dell'emendamento   che   della  copertura
  dell'annualità, io ritiro l'emendamento.

     STANCANELLI,  assessore regionale per il lavoro, la previdenza
  sociale,  la  formazione professionale e l'emigrazione. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     STANCANELLI, assessore  per  il lavoro, la previdenza sociale,
  la formazione  professionale e l'emigrazione. Il Governo mantiene
  l'emendamento pari a  90  miliardi  ed  assicura  che  questi  90
  miliardi sommati ai  210  già presenti nel bilancio di previsione
  riescono a coprire tutto il fabbisogno per l'anno formativo 2002.

     PRESIDENTE.  Gli  emendamenti 2.43, 2.44 e 2.45 sono ritirati.
       L'Assemblea ne prende atto.
       Pongo congiuntamente  in  votazione  gli  emendamenti 2.46 e
  2.46 bis di  identico  contenuto  e  che  sono,  nel  caso in cui
  fossero approvati, preclusivi dell'emendamento 2.47.

     SPEZIALE. Il Governo non ha dato la copertura finanziaria.

     PAGANO, assessore per  il Bilancio e le finanze. Il governo dà
  sempre la copertura finanziaria.

     PRESIDENTE. Il Governo dà sempre la copertura finanziaria ed è
  la   stessa, peraltro, esplicitata  nell'emendamento  2.46,  cioè
  attingendo dal fondo di riserva.
       Pongo in votazione  gli  emendamenti  2.46  e  2.46  bis  di
  identico contenuto.
       Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

        PRESIDENTE. Chi  è favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

                           (Sono approvati)

       Pertanto, è precluso l'emendamento 2.47.

                        SULL'ORDINE DEI LAVORI

     GIANNOPOLO.  Signor Presidente, a seguito dell'approvazione di
  questo emendamento, chiedo  di  sapere  dal  Governo  al  fine di
  proseguire  nell'esame  del  bilancio,  di  avere  la  situazione
  aggiornata dei fondi  di  riserva  poiché noi ci potremmo trovare
  nella condizione di  non  capire  la  congruità  degli impegni in
  precedenza assunti o  quelli  che  si dovranno assumere su questo
  capitolo.
       Quindi,  a   mio   avviso,  è  una  questione  di  carattere
  pregiudiziale  per   il   proseguimento   dei  lavori  in  ordine
  all'approvazione del bilancio.

     PRESIDENTE. A questa richiesta deve rispondere l'assessore per
  il bilancio.
       La seduta è sospesa per due minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 20.20 è ripresa alle ore 20.33)

      La seduta è ripresa.

     PAGANO. Assessore  per  il  bilancio  e  le finanze. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PAGANO.   Assessore  per il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, gli uffici, dopo avere fatto un calcolo veloce, hanno
  individuato in due capitoli, quello  in spese correnti e in conto
  capitale   le  cifre  che   sono   state   richieste,   mi   pare
  dall'onorevole  Speziale.   Il   capitolo  215701  ed  il  613903
  ammontano  a  472  milioni   di   euro  circa.  Bisogna  togliere
  ovviamente la formazione, e  delle  manovre  indirette, quindi in
  questo momento abbiamo un netto di 414 milioni di euro.

     PRESIDENTE. Pongo in  votazione l'emendamento 2.52.
       Il parere della Commissione?

     CROCE. Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi  è favorevole resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

     PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.48.

     CROCE. Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Dichiaro di ritirare l'emendamento 2.48.
       Onorevoli colleghi, la rubrica Lavoro è accantonata.
       Si  passa alla rubrica "Cooperazione, commercio, artigianato
  e pesca",  suddivisa  nelle  tre  parti,  gabinetto  e  uffici di
  diretta  collaborazione  dell'assessore,  dipartimento  regionale
  cooperazione,   commercio,  artigianato,  dipartimento  regionale
  della pesca,  relative  alle unità previsionali di base che vanno
  da pagina 314 alla 318.
       Comunico che  sono  stati presentati i seguenti emendamenti,
  n. 2.53  dagli  onorevoli  Mercadante  ed  altri,  n.  2.54 dagli
  onorevoli Cintola ed altri e n. 2.55 dagli onorevoli Incardona ed
  altri.
       I tre emendamenti sono identici. Li pongo in votazione.
       Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

     PRESIDENTE.  Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze.  Contrario.

     PRESIDENTE. Li  pongo  in  votazione.  Chi  è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                         (Non sono approvati)

     PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  stati  presentati i seguenti
  emendamenti; n.  2.56  dagli  onorevoli  Capodicasa ed altri e n.
  2.57  dagli  onorevoli  Speziale  ed  altri.  I  due  emendamenti
  prevedono un  incremento  della  unità previsionale di base 81233
  riguardante l'artigianato;  il n. 2.56 prevede un incremento di 2
  milioni di euro  e  il secondo prevede un incremento di 1 milione
  di euro.

     SPEZIALE.  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, chiedo di
  porre, come  ho  già  fatto  in  commissione  bilancio un attenta
  riflessione al  Governo  relativa  ad  una  serie di capitoli che
  riguardano  uno   dei   settori   più  importanti  della  Regione
  siciliana.
       Nel  corso   del  dibattito  abbiamo  più  volte  detto  che
  l'ossatura economica  della  Sicilia  in  larga misura è fatta da
  piccoli artigiani e da commercianti e che, quindi, andrebbe fatta
  una politica di  sostegno  nei  confronti del settore e invece ci
  troviamo di fronte  ad  una  manovra  del  Governo  che riduce il
  sostegno in  particolare al settore dell'artigianato e che ha già
  determinato -  io  penso  che  anche i colleghi della maggioranza
  hanno ricevuto la nota della CNA e delle altre associazioni degli
  artigiani che hanno comunicato che mercoledì prossimo inizieranno
  una azione  di  protesta  nei confronti della manovra finanziaria
  del Governo.  Qualche giorno fa - onorevole assessore Cimino mi è
  sembrato deboluccio  nella  difesa  della  sua  rubrica in questa
  vicenda -  le  associazioni  degli  artigiani della Sicilia hanno
  comprato uno  spazio  sulla  stampa  regionale  per denunciare il
  complesso della manovra che attacca questi settori.
       Noi abbiamo  previsto  già  in  commissione  bilancio, ancor
  prima   che   le   associazioni   degli   artigiani   giustamente
  denunziassero  la  poca  attenzione  del  Governo  regionale  nei
  confronti del  settore dell'artigianato, una serie di emendamenti
  nella rubrica cooperazione nel settore artigianato, che tendevano
  ad  incrementare   il   sostegno   nei   confronti  del  settore.
       Si tratta  di  emendamenti che complessivamente non superano
  neanche 20  miliardi di lire.  Pregherei questa volta l'assessore
  Pagano  di  evitare   la  risposta  che  ci  ha  già  fornito  in
  Commissione bilancio  e  cioè che c'è una difficoltà di carattere
  economico  della  Regione  e  che  questa  difficoltà  non  rende
  compatibile  il   complesso  della  manovra  con  l'esigenza  del
  settore;  lo inviterei a fare  una  riflessione  e  a evitare una
  risposta di tal natura e  permettere  che gli emendamenti che noi
  abbiamo presentato alla manovra  finanziaria  ed al bilancio, che
  sono  condivisi  dalla  stragrande  maggioranza  degli  artigiani
  siciliani e delle loro  associazioni,  possano  trovare  qui  una
  adeguata rispondenza.
       Io mi sono  domandato, e mi chiedo continuamente e lo chiedo
  ai Deputati distratti di Forza Italia e Alleanza nazionale come è
  possibile che voi vogliate far passare una manovra il cui segno è
  quello di deprimere lo sviluppo in settori vitali e di comprimere
  la domanda.
       Non vi rendete conto che quello che sta avvenendo in Sicilia
  attraverso la manovra che il Governo sta portando avanti è quello
  di  affievolire   il  più  possibile  le  condizioni  di  settori
  importantissimi  perché vengono eliminati i sostegni fondamentali
  diretti  all'impresa,   come   ad   esempio   i   contributi  per
  l'apprendistato,  vengono  eliminati i sostegni fondamentali come
  quello della  infrastrutturazione  delle  aree artigianali dove è
  possibile permettere una politica di sviluppo.
       Io mi sono chiesto più volte come fondate voi i ragionamenti
  con settori  importanti che, nel corso delle ultime consultazioni
  elettorali non  hanno  votato per il centrosinistra, hanno votato
  per il centrodestra e  ci  troviamo di fronte ad una proposta del
  Governo che tradisce le aspettative.
       Dicevo  prima   sul  sostegno  all'impresa  e  sul  sostegno
  all'occupazione, adesso  quelle  misure sono state cancellate dal
  Governo, le misure della  legge 10 e le misure della legge 30, in
  aggiunta il  Governo  cancella misure consolidate previste per il
  settore artigiano  che  hanno  operato  in  Sicilia  per decenni,
  vengono cancellate completamente con la manovra che il Governo ci
  propone.
       Noi abbiamo  fatto  proposte  che  tendono  a  correggere la
  manovra, ci rendiamo  conto  che in Sicilia è fondamentale per lo
  sviluppo che ci  sia  una effervescenza, una vitalità del settore
  dell'artigianato  che  contribuisce nella formazione del prodotto
  interno lordo, nella misura superiore al 30 per cento in Sicilia,
  onorevole  Assessore,  e  pertanto  inviterei  i  colleghi  della
  maggioranza  -  anche  quando  il  Governo  dovesse  assumere  un
  atteggiamento di  diniego  nei confronti dei nostri emendamenti -
  di non collocarsi  sulla  base  di una logica di schieramento, di
  anteporre gli  interessi  della Sicilia rispetto alle esigenze di
  bilancio e di schieramento.
       Abbiamo visto  che esistono tante possibilità per utilizzare
  risorse e prendere  risorse da settori di assistenza inutile e di
  sprechi e spostarli nei settori produttivi.
       Noi   proponiamo   alcuni   emendamenti   che  hanno  questo
  carattere, spostare  risorse  nei confronti di settori produttivi
  per dare risposta ad  una domanda che è già avvenuta, che avverrà
  nei prossimi giorni,  che  mercoledì vedrà migliaia e migliaia di
  artigiani mobilitati in Sicilia dare una risposta positiva.
       Mi auguro che  da  parte  dei colleghi di maggioranza ci sia
  uno scatto di  orgoglio  e  possano proporre anche loro, non solo
  attraverso la firma  ma  anche  attraverso il voto la possibilità
  che i nostri emendamenti possano essere accolti dall'Aula.

     PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.56.

     RAITI. Chiedo di apporre la mia firma all'emendamento 2.56.

     PRESIDENTE. Pongo  in  votazione l'emendamento 2.56.
       Il parere del Governo?

     PAGANO, Assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

     SPEZIALE.  Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per  scrutinio
  nominale.

    (Si   associano   alla   richiesta  gli  onorevoli  Giannopolo,
  Crisafulli, Forgione, Zago, De Benedictis, Tumino)

     PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   appello   nominale
  dell'emendamento 2.56.

        VOTAZIONE PER SCRUTINIO NOMINALE DELL'EMENDAMENTO 2.56

     PRESIDENTE. Chiarisco il significato del  voto:  chi  vota  sì
  preme il pulsante verde;  chi vota no  preme  il  pulsante rosso;
  chi si astiene preme il pulsante bianco.
       Comunico  che  gli stessi  deputati  che  hanno  chiesto  lo
  scrutinio nominale su questo emendamento chiederanno lo scrutinio
  nominale sugli emendamenti che riguardano la stessa materia.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione per scrutinio
  nominale:

        Presenti e votanti .......  66
        Maggioranza ..............  34
        Favorevoli ...............  19
        Contrari .................  46
        Astenuti/o................   1

                          (Non è approvato)

        PRESIDENTE. Si  passa  all'emendamento  2.57  lo  pongo  in
  votazione con le medesime modalità.
       Il parere del governo?.

     PAGANO, Assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?.

     CROCE, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

        VOTAZIONE PER SCRUTINIO NOMINALE DELL'EMENDAMENTO 2.57

        PRESIDENTE. Chiarisco il significato del voto:  chi vota sì
  preme il pulsante verde;  chi  vota  no  preme il pulsante rosso;
  chi si astiene preme il pulsante bianco.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione per scrutinio
  nominale:

        Presenti e votanti .......  68
        Maggioranza ..............  35
        Favorevoli ...............  19
        Contrari .................  47
        Astenuti/o................   2

                          (L'Assemblea non approva)

     PRESIDENTE.  Si passa  agli  emendamenti  2.63  e  2.69  degli
  onorevoli Mercadante ed altri.

     MERCADANTE. Li ritiro entrambi.

     PRESIDENTE.  L'Assemblea   ne   prende  atto.
       Comunicco  che  sono stati presentati i seguenti emendamenti
  2.58, 2.60  a  firma  Capodicasa  e Speziale; 2.59 e 2.61 a firma
  Speziale.
       Si passa all'emendamento n. 2.68.
       Lo pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

   VOTAZIONE CONGIUNTA A  SCRUTINIO NOMINALE DEGLI EMENDAMENTI NN.
                       2.68, 2.60, 2.59 E 2.61

     PRESIDENTE. Chiarisco il  significato  del  voto:  chi vota sì
  preme il pulsante verde;  chi  vota  no  preme il pulsante rosso;
  chi si astiene preme il pulsante bianco.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione per scrutinio
  nominale:

        Presenti e votanti .......  65
        Maggioranza ..............  33
        Favorevoli ...............  24
        Contrari .................  39
        Astenuti .................   2

                      (L'Assemblea non approva)

       Si passa all'emendamento n. 2.64, che è ritirato.
       L'Assemblea ne prende atto.
       Si  passa  agli  emendamenti 2.65, 2.66, 2.67 dell'onorevole
  Mercadante.

     MERCADANTE. Li ritiro.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si passa all'emendamento 2.65, che è improponibile.
       Pongo   in   votazione   l'intera   rubrica   'Cooperazione,
  commercio, artigianato e pesca'.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvata)

       Si  passa alla  rubrica  'Beni  culturali  ed  ambientali  e
  pubblica istruzione',  relativamente  alle  parti  riguardanti il
  Gabinetto e gli uffici di diretta collaborazione con l'assessore,
  il  Dipartimento  regionale   della   pubblica  istruzione  e  il
  Dipartimento  regionale  dei  beni  culturali  ed  ambientali  ed
  educazione permanente e gli uffici speciali.
       Comunico che sono  stati  presentati  i seguenti emendamenti
  2.72, 2.73, 2.75, 2.76, 2.77, 2.79, 2.80 dall'onorevole Formica.

     FORMICA. Sono ritirati.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si passa all'emendamento 2.74.

     VILLARI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     VILLARI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, intervengo
  solo  per  dire che rispetto alla disponibilità finanziaria dello
  scorso anno, noi quest'anno abbiamo circa 17 miliardi in meno nel
  fondo dei tre atenei siciliani, motivo per cui questo emendamento
  che  integra  e  riporta  le  risorse  finanziarie  a  quelle già
  previste  nello  scorso  esercizio  finanziario, è un emendamento
  dovuto.
       Per quanto mi riguarda  -  mi  permetterà  l'assessore per i
  beni culturali, ambientali e  alla  pubblica  istruzione - vorrei
  ricordare che in V Commissione  con  un orientamento - mi auguro,
  onorevole assessore, di non fare una forzatura, eventualmente Lei
  intervenga  in  questo  senso   per   contraddirmi   -  c'era  un
  orientamento  anche  del  governo   per   fare  in  modo  che  si
  garantissero i fondi dell'anno scorso.
       Non so quali fatti  siano  intervenuti  rispetto a quel voto
  che ha espresso la  Commissione  all'unanimità  con l'accordo del
  Governo. A me è parso  strano,  al  mio  capogruppo  dell'Ulivo e
  credo  anche  ad altre  forze  della  maggioranza,  il  fatto  di
  trovarsi di fronte a  questo  capitolo  del bilancio praticamente
  dimezzato rispetto all'anno scorso.
       Vorrei  ricordare  che  l'anno  scorso,  di  fronte  ad  una
  riduzione che c'era stata,  fu  lo  stesso Governo ad intervenire
  per impinguare i fondi  con  atto  successivo. Quindi, vorrei, se
  fosse possibile, che si sanasse  già  in questa fase questo che è
  un delicato problema in una  Regione  dove manca una legge per il
  diritto  allo  studio.Vorrei   ricordare  questo  perché,  signor
  Presidente  della  Regione,   assessore  per  i  beni  culturali,
  Governo, su questa  questione  si  intervenga dovutamente. Questo
  sarebbe un atto dovuto  e  minimale  rispetto  alle  esigenze che
  vengono indicate dai giovani studenti dei nostri atenei.

     PRESIDENTE. Pongo in votazione  gli  emendamenti  2.82 e 2.84,
  di analogo contenuto.

     GRANATA,  assessore per i  beni  culturali,  ambientali  e  la
  pubblica   istruzione.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,
  chiedo,   per   un   rapido   approfondimento   della  questione,
  l'accantonamento  dei  seguenti  emendamenti:  2.74,  2.81, 2.83,
  2.84, 2.86, 2.87, 2.89 e 2.90.

     PRESIDENTE.   Si   passa   all'emendamento   2.85,   a   firma
  dell'onorevole Capodicasa che, però, non è presente.

     SPEZIALE.  Signor  Presidente,   anche  a  nome  dei  deputati
  aderenti  al gruppo dei  Democratici  di  Sinistra,  dichiaro  di
  riprendere l'emendamento.

     FORGIONE. Signor Presidente, chiedo  anch'io di apporre la mia
  firma.

     PRESIDENTE.    L'Assemblea    ne    prende    atto.   Pertanto
  l'emendamento   2.85   è   coofirmato   dall'onorevole  Speziale,
  dall'intero gruppo dei DS e anche dall'onorevole Forgione.

     FORGIONE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE.  Signor  Presidente,  vorrei  porre una questione al
  Presidente della  Regione  e  all'Assessore  Granata:  credo  che
  l'emendamento,    presentato    dall'onorevole    Capodicasa    e
  sottoscritto ora dall'onorevole  Speziale  e  da me, metta a nudo
  una volontà del Governo.
       Fossi stato io  il  Governo della Regione non avrei messo le
  opposizioni in  condizioni  di  attaccare  il  Governo  su questo
  punto.
       Come lei  ricorderà,  quando  fu  approvata  la  legge Parco
  archeologico della Valle  dei  Templi  di  Agrigento,  ci  fu una
  discussione molto  accesa in quest'Aula, e io rappresento l'unico
  partito che votò  contro  quella  legge, pur  avendo come partito
  presentato un  disegno  di  legge  autonomo  istitutivo del parco
  archeologico.
       Votammo contro  perché  in  quella legge veniva contenuto un
  elemento di  disturbo  e  cioè  la riperimetrazione dell'area del
  Parco,   ma   eravamo   favorevoli,  e  lo  siamo  sempre  stati,
  all'istituzione  del  Parco  archeologico  di Agrigento.
       Abbiamo istituito questo  Parco che ha - per noi - un valore
  strategico, che travalica, nella sua portata, i confini regionali
  e nazionali.  Basti  pensare a che cosa è il Consiglio del Parco,
  alla   presenza   dell'UNESCO,   alla   presenza   delle   grandi
  organizzazioni archeologiche culturali mondiali nella gestione di
  quel  Parco.
       Quel Parco  ora  deve operare, deve perimetrare l'area, deve
  avviare il risanamento,  deve avviare il recupero.  Ci sono stati
  articoli sui  giornali,  dichiarazioni in pompa magna, il Governo
  della Regione  presente  alle  prime  demolizioni nella "Zona A".
  Insomma  una   attenzione   nazionale  su  quel  Parco  che  deve
  valorizzare uno  dei  patrimoni  dell'umanità.
       Invece cosa fa  in  Governo della Regione in questa sessione
  di bilancio?  Alla voce che deve dar vita all'esistenza del Parco
  assegna zero euro.  Io  l'ho  detto  prima,  al posto del Governo
  della Regione  non  avrei  messo  nessun  onorevole  Forgione  in
  condizione di  fare  questo  intervento,  perché  mi  sembra così
  madornale l'errore  di grammatica politica che state commettendo
  Ma non è  madornale  se,  invece, si rapporta alla vostra volontà
  politica.  Cioè una  volontà politica che, alla fine, fuori dalla
  propaganda,  non   riesce   ad   andare   alla   tutela   e  alla
  valorizzazione dell'ambiente  e  dei  beni  culturali.
       Ma come,  abbiamo  istituito  il parco archeologico, livello
  mondiale di gestione del parco archeologico, comitato scientifico
  con presente l'UNESCO e le università, e non gli date neanche una
  lira  perché   questo   consiglio   del  parco,  non  solo  si  è
  istituisca, ma si possa riunire?
       Allora, dite cosa  pensate   Lo chiedo all'Assessore Granata
  ma ho già la risposta nella  sua  rabbia e nel suo nervosismo. Ma
  voi continuate  a  fare  un  bilancio tutto ragioneristico; avete
  dato     poco     fa    novanta    miliardi    alla    formazione
  professionale e non  date  un  euro  al  Parco archeologico della
  Valle dei Templi  di  Agrigento.  E  nello stesso tempo avrete un
  assessore  che propone  -  anzi  lo  proponete  voi  tutti  -  il
  risanamento dell'abusivismo lungo le coste
       Quindi siete  coerenti,  in questo vi apprezzo. Perché avete
  una linearità  per  il  risanamento della Valle dei templi, della
  zona A,  per l'istituzione del Parco, per il recupero ambientale,
  lì si  è  già  avviato  il  ripopolamento  dell'area boschiva del
  Parco, sappiamo  tutte  le  cose  che  sono state già avviate che
  verranno interrotte, bloccate, a meno che poi l'assessore Granata
  non storni  fondi  da  altre  voci  a  sua disposizione, non fate
  niente di tutto questo perché non vi interessa.
       Allora lo  chiedo  ai  colleghi della maggioranza e anche al
  buon  senso   del   Presidente   della  Regione,  non  lo  chiedo
  all'assessore Granata, aumenterei  la  sua  rabbia:  ma  vi  pare
  possibile che  abbiamo  approvato una legge sul Parco, lo abbiamo
  istituito e ora  gli  diciamo che è stato solo uno scherzo, non è
  vero che lo abbiamo istituito, è una finzione virtuale?
       Assumetevi  anche  voi, colleghi della maggioranza, non solo
  la responsabilità ma  il  buon  gusto di un atto politico che non
  parla a questo Parlamento e a questo bilancio ma parla all'Italia
  e al mondo  intero,  se  è  vero  come è vero, e lo abbiamo detto
  tutti, che  il  Parco  archeologico  della  Valle  dei  templi di
  Agrigento è un patrimonio dell'umanità.

     MICCICHE'. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MICCICHE'.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, ho ancora
  nella mente  i  giorni  che  precedevano  le  elezioni regionali,
  quando nella  mia  città  ho  visto precipitare centinaia di auto
  blu,   elicotteri   del   Sottosegretario   onorevole  Gianfranco
  Micciché  che,  a  braccetto col  candidato  a  Presidente  della
  Regione  siciliana,  onorevole  Cuffaro,  hanno  sottoscritto lì,
  sotto le colonne  del  Tempio  della  Concordia  di Agrigento, il
  contratto con i siciliani.
       E  uno   dei  punti  di  questo  contratto  era  appunto  la
  risoluzione del problema dell'abusivismo nella Valle dei Templi e
  anche  la  soluzione  definitiva  della  realizzazione  del Parco
  archeologico.
       Ricordo con grande dispiacere questo evento perché si vedeva
  .....

      (alcuni deputati, parlando tra loro,  disturbano l'oratore)

       ... Ho  ancora  nella  mente questa parata pubblicitaria del
  Polo delle libertà, durante la campagna elettorale del giugno del
  2001, proprio sotto  le colonne del tempio greco della Concordia.
  C'era anche l'onorevole Cimino e tutti i candidati del Polo delle
  libertà, di tutta la Sicilia, centinaia di candidati dentro il il
  Tempio della Concordia,  cosa  che  non è garantita e permessa ai
  comuni mortali.
       Non c'era nessun Sansone che facesse crollare le colonne del
  Tempio.
       Perchè non c'era  Sansone?  Perchè era vietato a chiunque di
  entrare nel Tempio,  per  far cadere le colonne dei Filistei.
       Sto facendo un  paragone  un  pò  azzardato  ma  oggi  siamo
  all'epilogo,  quindi  mancava un Sansone, e forse il Sansone è lo
  stesso Governo che  sta  facendo  tremare  le  colonne del tempio
  della  Concordia,  perchè  avete  sottoscritto  un  patto  con  i
  siciliani e con  gli  agrigentini che, al primo punto dell'ordine
  del giorno,  prevedeva  la  realizzazione ed il finanziamento del
  Parco   archeologico,   dopo   tantissime   polemiche  che  hanno
  costellato in questi  anni  la  nostra Isola e la nostra città di
  Agrigento.
       Pertanto,  onorevole  Presidente, lei dovrebbe sanare questo
  torto. Io spero  che  sia  una  dimenticanza  grave, ma che possa
  essere sanata con  l'approvazione  ed  il  consenso, da parte del
  Governo,     dell'emendamento  Capodicasa che sottoscrivo anch'io
  come componente della minoranza.
       Onorevole Presidente,  credo  che lei sarà sicuramente nelle
  condizioni di  valutare  attentamente  questa richiesta fatta dai
  deputati  che   si   sono  succeduti  su  questo  argomento.  Dal
  proponente  ai  due  parlamentari,  io  e  l'onorevole  Forgione.
  Faccia  una  riflessione  su  questa  richiesta,  perchè  lei  ad
  Agrigento, non solo  prende  un ampio consenso, ma è anche figlio
  di quella terra di cui spesso si è anche parlato a vanvera, dando
  delle assoluzioni  all'abusivismo.
       E, per riparare  a  dei  torti, lei in quel giorno fatidico,
  non mi ricordo  che giorno fosse  ma   antecedente alle elezioni,
  ha detto che  bisognava  portare  avanti  il finanziamento per la
  realizzazione del Parco  archeologico.
       Se lei oggi,  con  il  suo  Governo ed il suo rappresentante
  finanziario, che  è l'onorevole Pagano, darà parere negativo alla
  proposta dell'emendamento  Capodicasa,  avrà   tradito quello che
  ha sottoscritto davanti ai siciliani, perchè la Valle dei Templi,
  onorevole Presidente, non  è solo dei siciliani, ma è del mondo e
  lei farà un  torto  al  mondo,  perchè  è  un  bene dell'umanità.
  Grazie.

     FERRO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FERRO.    Stamattina    veniva   ricordato    in    quest'Aula
  dall'onorevole  Capodicasa che l'onorevole Miccichè,  non  quello
  che ha parlato adesso, bensì Gianfranco, ieri ci  ha spiegato che
  non bisognava sottolineare la presenza della mafia  nella  nostra
  Regione, ma  bisognava  parlare  delle  cose  belle della Regione
  stessa.
       E devo dire che, da questo punto di vista, la maggioranza ha
  confezionato un atto  di  ingenuità  politica  perchè è del tutto
  evidente che la Valle dei Templi, non solo va tutelata - e questo
  è fuori discussione  -  va  difesa, è un patrimonio dell'umanità,
  come veniva ricordato e in un bilancio tutto ragionieristico - si
  dice - non possiamo mettere un milione di Euro per far funzionare
  il Parco.
       Francamente vorrei  riflettere  insieme  a voi sul fatto che
  questo Governo,  la  sua  maggioranza,  si  è  contraddistinto in
  questi mesi preannunciando ripetute sanatorie, sdemanializzazioni
  delle  coste,   addirittura,   in   qualche  caso, ha  ovviamente
  presentato anche  norme non discusse in questo Parlamento.
       Ebbene oggi ci  si presenta dicendo:  La Valle dei Templi ne
  parliamo la prossima  volta.  Io  mi permetto di ricordare quello
  che è  successo  in Quinta Commissione quando l'Assessore Granata
  ha  posto  l'esigenza  di  far  funzionare  il  Parco  una  volta
  istituito.
       Non  c'è   stato   in   quella   sede   uno   scontro,   una
  differenziazione, tra  maggioranza e minoranza, ma si è condivisa
  esattamente analoga necessità.
       Io  credo che da questo punto di vista l'Aula debba avere la
  possibilità  di  riflettere,  di  scegliere  per  il  meglio,  di
  scegliere   sostenendo  l'emendamento  e  preannuncio  anche  che
  sicuramente  assieme  ad  altri  colleghi, su questo emendamento,
  chiederemo il voto segreto.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.    Signor    Presidente,    abbiamo   fatto   nostro
  l'emendamento  dell'onorevole  Capodicasa perchè eravamo mossi da
  una  valutazione.
       Non  so se c'è l'assessore Granata qui, ma la valutazione da
  cui  siamo  stati mossi, e che in parte ci aveva convinto, era la
  tesi che nel corso  di  questi mesi, da quando è stato chiamato a
  ricoprire  il  prestigioso incarico, l'assessore Granata, andando
  in giro per la Sicilia, ha sostenuto, facendo cioè conferenza dei
  servizi, rapporti con gli enti locali, con i comuni, secondo cui,
  bisognava strutturare  la  Sicilia  attraverso  la  creazione  di
  parchi archeologici puntando a una loro privatizzazione.
       Per cui si  partiva  come  esempio dal parco archeologico di
  Agrigento, che per  il  pregio e prestigio che ha, ovviamente, ha
  un carattere universale,  per  arrivare, poi, ad una politica sui
  parchi che dovevano  nascere  in Sicilia:  il parco di Selinunte,
  il parco di  Segesta, il parco delle antiche mura di Pantelleria,
  il parco archeologico di Gela, una miriade di parchi archeologici
  che dovevano essere  supportati da una politica che il Governo, e
  per esso l'assessore Granata, si era intestato.
       Io non so  cosa  di  particolare  abbia    fatto l'assessore
  Granata  e   l'assessore   al   bilancio   perchè,  avendo  visto
  l'atteggiamento che il  governo  e l'assessore al bilancio ha nei
  confronti dei capitoli  di  spesa  dei  beni  culturali,  in  cui
  vengono   tagliati,   sostanzialmente,   i   capitoli  e  financo
  previsioni di spesa  ovvie  come quella della Valle dei Templi su
  cui  io  non  starò  qui  a  soffermarmi  sull'intervento,  sulla
  filosofia, denotano  un  atteggiamento ostile nei confronti della
  rubrica beni  culturali  da parte dell'assessore al bilancio; c'è
  un atteggiamento di  fatto  che tende a tagliare le risorse anche
  su questioni fondamentali.
       Ora,  il  buon  senso, non la politica, ma il buon senso può
  permettere  che  di  fronte  al  fatto che c'è un deputato nostro
  collega che è  stato  fra  l'altro quello che ha sostenuto qui la
  legge sul parco archeologico, in contrasto con posizioni diverse,
  e che è  stato  esposto  a critiche aspre attorno alle misure che
  debbono essere previste  per  rilanciare quel parco, che ha avuto
  momenti di  contrasto  anche  per  la vicenda dell'abusivismo, si
  permette di suggerire al Parlamento la necessità che il capitolo,
  che è stato azzerato, a sostegno di un intervento organico per la
  Valle dei Templi,  possa  contenere  una  misura complessiva di 4
  miliardi di lire?  Il  buon  senso  dovrebbe muovere il governo a
  dire che c'è  la disponibilità dopo che fra l'altro il governo ci
  ha comunicato una  disponibilità  nei  fondi di riserva per oltre
  800 miliardi di lire.
       Il  buon  senso,  non capiamo l'atteggiamento. Tranne se non
  c'è un accanimento personale da parte di Forza Italia che teme la
  politica  concorrenziale  di  un  settore,   il  settore dei beni
  archeologici, da parte dell'assessore Granata.
       Ora, Onorevole  Presidente  della  Regione,  io  non  voglio
  invocare la sua  origine  agrigentina,  perchè  non  si tratta di
  questo, il valore  del  parco  è un valore universale, appartiene
  all'umanità e non  è  pensabile  che,  in questo momento, noi non
  permettiamo di prendere  una  quota  delle  risorse  minime  e di
  destinarle per  fare  una  politica  di  valorizzazione del parco
  archeologico.
       Pertanto, la sua posizione preconcetta, onorevole Assessore,
  non  è  giustificabile  e  io  non  capisco com'è che l'Assessore
  Granata  stia fermo dentro un Governo in cui, sostanzialmente, la
  rubrica,   in  generale,  le  politiche  sostenute  nel  settore,
  attraverso  gli  strumenti  dei  parchi  archeologici,  non trova
  supporto  finanziario  e viene sostanzialmente vanificata se non,
  addirittura, umiliata.
       Noi,  ve  lo  diciamo subito, se da parte del Governo non ci
  dovesse  essere  una  disponibilità,  essendo  materia ovvia, non
  perchè  ha il carattere di una minaccia, saremo costretti, per il
  comportamento del Governo, a ricorrere al voto segreto.
       E,  questa  volta,  faccio  un  appello  ai  deputati  della
  maggioranza:  voi  dovete  aver  la  libertà  di scegliere. Io mi
  rendo conto  che c'è n vincolo di maggioranza ma, di fronte ad un
  atteggiamento  così  sciocco  e  così  inopportuno,  da parte del
  Governo,  voi  dovete  avere  la libertà di scegliere, non potete
  essere  subalterni  anche  rispetto  a  scelte  sciagurate che il
  Governo  fa, perchè il Governo può andare a"sbattere" l'Assessore
  al  bilancio  può  andare  a  "sbattere",  ma  non può portare il
  Parlamento  a  "sbattere",  rispetto  a questioni che, domani, ci
  porteranno  sulla  stampa  nazionale per il fatto che noi abbiamo
  negato  interventi finanziari per una delle risorse archeologiche
  più importanti dell'universo.
       Ma  come  è  possibile,  com'è immaginabile che noi dobbiamo
  piegare  il  nostro voto, la nostra libertà di scelta individuale
  rispetto   all'atteggiamento   del   Governo   soltanto  di  tipo
  ragioneristico?
       Pertanto,   io  spero  che  il  Governo  riveda  le  proprie
  posizioni, in caso contrario io preannuncio la richiesta del voto
  segreto  sull'emendamento  Capodicasa,  fatto  proprio da diversi
  parlamentari.

     ODDO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ODDO.  Signor  Presidente  e  onorevoli  colleghi,  vorrei  un
  attimo evocare, ricordare  il  momento  in  cui  in quest'Aula la
  maggioranza che  sosteneva  il  Governo Leanza, di centro-destra,
  mise mano alla  famosa  legge  che riguarda il sistema dei parchi
  archeologici siciliani  e,  fra  coloro che si batterono affinchè
  quella  legge   in  quest'Aula  venisse  approvata  a  stragrande
  maggioranza,    anzi,   ricordo,   all'unanimità,   c'era   anche
  l'onorevole Assessore Granata  e  ricordo  che su molte cose noi,
  con un'iniziativa  specifica  avevamo  presentato  un  disegno di
  legge, ricordo che su tante questioni concordammo, soprattutto su
  una,  che  vorrei  ricordare  brevemente,  quella,  non  solo  di
  istituire il sistema  dei  parchi  archeologici, ma di passare ad
  una  filosofia  completamente  diversa  dell'utilizzo  di  queste
  risorse, cioè ad una filosofia "più produttiva".
       E  si pensò, quindi, a questo sistema, al sistema dei parchi
  archeologici siciliani, pensando alla loro autonomia gestionale e
  alla loro autonomia scientifica.
       Sulla   filosofica   dell'utilizzo   di  queste  risorse  e,
  soprattutto,  sul fatto di rendere queste risorse più produttive,
  credo che l'Aula convenne, come dicevo, all'unanimità.
       E,  debbo  dire,  che  subito dopo il lavoro che l'Assessore
  Granata  ha  fatto,  di  impostare, mano mano, tutto l'iter che è
  indicato   dalla   legge,   quindi   dalle   richieste   che   le
  soprintendenze  debbono fare per quanto concerne l'individuazione
  delle  aree  archeologiche di interesse rilevante e, quindi, tali
  da essere considerati parco, siamo quasi arrivati.
       Se  sbaglio  l'Assessore  Granata  mi  correggerà,  ma siamo
  arrivati  nel  senso  che  già  addirittura  sono state svolte le
  conferenze   dei   servizi  con  i  sindaci  e,  quindi,  con  un
  collegamento  vero  tra  assessorato, soprintendenze, comuni, per
  cominciare  a dar vita, proprio con i relativi decreti, ai parchi
  archeologici.
       Guardate  che  la  preoccupazione  espressa  e l'emendamento
  presentato dall'onorevole Capodicasa solleva una grossa questione
  sulla quale spero che l'assessore Granata, riflettendo un attimo,
  possa,   in   questo  nostro  confronto,  assumere  un'iniziativa
  semplicissima,  cioè dotare quella unità previsionale, o comunque
  quei capitoli,  di  un minimo di dotazione finanziaria per far sì
  che  il  sistema  dei parchi archeologici siciliani sia realmente
  funzionante  e  porti  quella ricchezza che, come diciamo spesso,
  queste  risorse, evidentemente, possono portare alla nostra Isola
  dal punto di vista turistico-culturale.
       Non  è  possibile  sentire  solo le belle parole che abbiamo
  ascoltato  per  quanto concerne anche la relazione di maggioranza
  sul  Dpef e così via, parlare dell'aspetto che, evidentemente, si
  richiama  al  turismo  culturale  e poi non destinare neppure una
  lira  al  vero  funzionamento  di  questo "benedetto" sistema dei
  parchi archeologici.
       Per questo motivo, mi permetto di dire - ciascuno di noi può
  citare  ...  -  la  Sicilia  occidentale,  ma  anche  la  Sicilia
  orientale  è ricca di queste testimonianze. Provate a pensare per
  un attimo al significato dei parchi archeologici di Agrigento, di
  Selinunte, di Cave di Cusa; al significato del parco archeologico
  di Segesta.
       Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  questi  sono  gli
  esempi da  me  citati  poichè  li conosco da vicino, ma pensate a
  quale enorme  ricchezza  -  se  gestita  in una certa maniera, se
  messa realmente  in condizione di organizzarsi per come si deve -
  mettiamo in campo.
       Per  questo  motivo invito formalmente l'assessore Granata a
  farsi carico  di  questo problema prevedendo non solo i 2.000 - o
  comunque i  4  miliardi  circa  per essere ancora più chiari - ma
  prevedendo  comunque  una  postazione  di somme in grado di poter
  realmente  avviare  il  decollo di questa interessante esperienza
  che sarà, quindi, quella dei parchi archeologici siciliani.
       Vorrei   sottolineare   soltanto  un'ultima  cosa  prima  di
  concludere.  Leggo  un  emendamento  presentato  alla  finaziaria
  inerente  al  tentativo di privatizzazione del parco archeologico
  di Agrigento.
       Non  vorrei  che  sulla  "questione  dei parchi" fosse stata
  "fatta" una  buona  legge  pensando poi sin d'ora, ancor prima di
  sperimentare   realmente   una   gestione   oculata,  attenta  ed
  intelligente,  di  liberarsene  per incapacità; adesso, onorevoli
  colleghi,  non  dite  che il motivo è dato dalla privatizzazione,
  cioè la logica del privato che gestisce quella enorme ricchezza.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA.  Signor  Presidente,  intanto ringrazio i colleghi
  che, avendo  fatto  proprio l'emendamento da me presentato, hanno
  impedito che decadesse,  in  mia  assenza  - considerato che sono
  stato presente  ad  un  importante  dibattito  su "Federalismo ed
  autonomia" ho dovuto  per forza assentarmi un momento dall'Aula -
  ma avendo seguito  una  parte  del dibattito ed avendo più o meno
  avuto riferito la  posizione  del  Governo  - o meglio quella che
  informalmente  forse  è  stata  annunciata,  probabilmente adesso
  verrà esplicitata  pubblicamente  -  cioè che l'emendamento abbia
  bisogno di  una  norma  sostanziale, essendo un appostamento nota
  b), credo che  il  nostro problema sia intenderci sul contenuto e
  sulla volontà di fare  le cose perchè poi, che sia nel bilancio o
  nella finanziaria, mi pare naturale che per noi nulla questio.
       Il  problema si pone se vogliamo intervenire sull'argomento.
  Mi sarei  aspettato  - lo dico francamente, tant'è che non mi ero
  neanche   preoccupato   più  di  tanto  di  andare  ad  esaminare
  l'argomento  -  che  fosse  il  Governo, di propria iniziativa, a
  presentare  un emendamento di rifinanziamento della legge, perchè
  parliamo della  Valle  dei  Templi  che  ci ha fatto discutere in
  quest'Aula per  anni,  che  è  nel  bene  e  nel  male  la  carta
  d'identità  con cui ci presentiamo fuori dalla Sicilia - parliamo
  di  opinione  pubblica  nazionale ed internazionale, di organi di
  stampa  di  un  certo  livello  o  grandi  organi di informazione
  parliamo  del  mondo della cultura degli intellettuali, parliamo,
  oggi,  del turismo anche di massa, perchè il tema della Valle dei
  Templi  non è più limitato agli studiosi, agli appassionati, agli
  archeologi,   ormai   è   un  fenomeno  di  massa  che  raccoglie
  l'interesse  di milioni di visitatori ogni anno e anche di quelli
  che non possono venire però hanno un interesse specifico.
       Abbiamo  fatto  una  legge,  onorevole  Granata, che abbiamo
  indicato come una  sorte di legge modello, non solo per la tutela
  e la  fruizione  del  bene,  ma  perchè prefigurava un sistema di
  parchi  archeologici  a  cui  anche  le  altre  realtà  siciliane
  dovrebbero adeguarsi;  abbiamo fatto una legge-quadro nel settore
  dei parchi archeologici, aggiungo anche che lì abbiamo realizzato
  la prima esperienza della utilizzazione della legge Ronchi quando
  abbiamo  sottoscritto  con  il  FAI,  presieduto  dal  presidente
  Crespi, per quanto  riguarda la utilizzazione di una porzione del
  Parco  che  è   quello  relativo  alla  Kolymbetra  che  ormai  è
  pienamente recuperato ed  è  una  bellezza nella bellezza.
       Con  la  gestione  del  FAI,  con  i  fondi privati che sono
  intervenuti,  ormai  siamo  arrivati  a  realizzare  una sorta di
  microambiente  che ha una particolarità che diventa un'attrazione
  nella attrazione.
       Allora,  onorevole  Presidente  della  Regione, nativo della
  provincia di Agrigento,  onorevole Granata che è venuto più volte
  ad Agrigento  a pubblicizzare con manifestazioni tutto quello che
  è stato fatto  alla  Regione  lodevolmente  in  questo campo, che
  vogliamo fare? Tagliamo  i viveri, perchè di questo si tratta, il
  Parco non decolla
       Io ho una lettera del Presidente del Consiglio del Parco, il
  quale  credo   l'abbia  inviata  a  tutti  i  parlamentari  della
  Provincia di  Agrigento,  forse anche all'Assessore e al Governo,
  per dire io  mi  fermo,  ma  non  mi  fermo  solo nel campo della
  fruizione, della  utilizzazione  del  bene,  mi fermo anche nella
  tutela perchè  al  Consiglio  del  Parco, attraverso la legge che
  abbiamo votato e approvato, vengono affidati compiti di vigilanza
  e di  pronto  intervento  anche per quanto riguarda l'abusivismo.
  Quindi,  tutto  questo  ha  una  refluenza,  non  possiamo  fare,
  onorevoli colleghi  del  Governo,  il  'conto della serva' quando
  discutiamo la legge  contro  la  mafia  per un miliardo e teniamo
  l'Aula impegnata per  una  mattinata, adesso con due miliardi per
  la Valle dei Templi e poi abbiamo un mare magnum di spese inutili
  che invece vengono difese e tutelate.
       Consentitemi,  io  faccio  appello  alla vostra sensibilità,
  perchè  si  tratta   di   una  modesta  cifra,  non  parliamo  di
  grandissime cifre, per  una questione che ha un grande ritorno di
  immagine fuori dalla nostra Regione.

     PRESIDENTE.   Come   lei  ha  annunziato  all'inizio  del  suo
  intervento, l'emendamento ha bisogno di una copertura normativa e
  pertanto  la Presidenza si accingeva a dichiararlo improponibile,
  ma lei pone un tema di natura politica.

     CUFFARO. Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CUFFARO.  Presidente  della  Regione. Sapevamo sin dall'inizio
  che  l'emendamento era assolutamente improponibile, ma il Governo
  ha voluto  far parlare i parlamentari, soprattutto alcuni, che in
  questi   anni  si  sono  divertiti,  non  certamente  l'onorevole
  Capodicasa, a  parlare  della  Valle  dei Templi, soltanto in una
  certa   maniera,  perchè  finalmente  questo  Parlamento  potesse
  ascoltare dalla voce di alcuni parlamentari quanto sia importante
  il Parco archeologico  e  la  Valle  dei  Templi.  E siccome fino
  adesso a  difendere  questo  patrimonio dell'umanità di cui parla
  l'onorevole Miccichè,  siamo rimasti in pochi, perchè fino adesso
  abbiamo soltanto  sentito  dire  vituperio  su  questo patrimonio
  dell'umanità che  gli  agrigentini hanno difeso per duemila anni,
  perchè quella  Valle  è  una  risorsa,  onorevole Capodicasa. Gli
  agrigentini per  duemila anni invece di costruirci l'hanno difesa
  e  portata  integra,  sono  felice  di  aver  sentito  da  questo
  Parlamento quanto sia importante la Valle dei Templi e quanto sia
  rimasta integra per merito di un popolo che è quello agrigentino.
       Sapevamo  che era improponibile, questo emendamento, abbiamo
  voluto far  sfogare  i  parlamentari  perché finalmente potessero
  parlare di una  realtà  vera,  caro onorevole Micciché, invece di
  continuare a dire  quello  che  è  falso  sulla Valle dei Templi;
  preso atto di questa grande sensibilità che si ha sulla Valle dei
  Templi e preso  atto  che  questa Valle è patrimonio dell'umanità
  perché  è rimasta  integra  e  perché  gli  agrigentini,  torno a
  dirlo, l'hanno difesa per duemila anni, invece di fare quello che
  hanno fatto gli ateniesi che hanno costruito dentro il Partenone.
  Il Governo che  certamente  non  è insensibile si rende conto che
  questo problema va  risolto li affronterà nella sede dovuta, cioè
  nella finanziaria dove  può  trovare  posto  una  norma che è una
  norma sostanziale.

     FORGIONE. Chiedo di parlare per richiamo al regolamento.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, vorrei che
  nessun intervento  di  nessun  parlamentare  in questo Parlamento
  venisse considerato uno sfogo.
       Si può essere d'accordo o non con quello che si dice, ma qui
  non ci sono pazzi  che devono avere la concessione di sfogarsi da
  nessun Presidente, sia esso dell'Assemblea o della Regione.
       Questo lo  dico  perché è richiesto a tutti: al parlamentare
  per il suo  ruolo,  al  Presidente  dell'Assemblea per il suo, al
  Presidente della Regione  per  il  suo; deve essere un diritto di
  tutti poter  parlare  ed  esprimere  le proprie opinioni.
       Non c'è  nessuna  concessione, onorevole Cuffaro, che lei ha
  fatto allo  sfogo  di  qualche parlamentare, ci sono parlamentari
  che hanno espresso le loro opinioni, tanto è vero che lei è stato
  portato  a  replicare  a  quelle  opinioni,  a  quelle  posizioni
  politiche, non c'è  stato  sfogo  di  nessuno  al  quale  lei  ha
  concesso la possibilità di potersi esprimere.
       Questo lo  dico perché credo che una correttezza di rapporti
  tra il Governo  e  il  Parlamento  è  cosa  che  riguarda tutti i
  parlamentari di tutti gli schieramenti e anche di rispetto tra il
  Governo e  il Parlamento.
       Del resto,  l'onorevole  Granata, che sta dimostrando più di
  una forma  di nervosismo da quando è iniziata questa discussione,
  non siede sui banchi dell'opposizione ma siede sui banchi del suo
  Governo.

     CUFFARO,  presidente  della  Regione.  Onorevole  Forgione sia
  lineare con  il suo intervento   Non dica che l'assessore Granata
  è nervoso perché  se no si contraddice. Il Governo è sereno non è
  nervoso. Lei ha fatto un intervento fuori dalle righe.

     FORGIONE. Onorevole  Presidente,  l'ha fatto lei un intervento
  fuori  dalle  righe,  perché  né  io,  né  l'onorevole  Micciché,
  l'onorevole Speziale e l'onorevole Oddo abbiamo avuto uno sfogo

     PRESIDENTE. Onorevole Forgione la invito a concludere.

     FORGIONE.  Per   concludere,   dato  che  il  Governo  non  ci
  rassicura, ancor  meno  l'intervento  del  suo  Presidente  - che
  questa figura agli  occhi del mondo se la poteva risparmiare - su
  questo punto  vogliamo sapere se il pronunciamento del Presidente
  sull'affrontare il  tema  in  finanziaria  vuol  dire  un impegno
  formale del  Governo  a  venire  incontro a quell'emendamento che
  viene spostato da qui alla finanziaria.
       Questo, come  opposizione,  abbiamo  il diritto di chiederlo
  senza alcuna possibilità di essere accusati di sfogo.

     FORMICA. Chiedo di parlare per richiamo al regolamento.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORMICA.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, vorrei dire
  all'onorevole Forgione  che oggi il Presidente di quest'Aula e il
  Presidente della  Regione  sono  stati  anche troppo democratici,
  perché debbo aggiungere che ieri sera in una riunione che abbiamo
  avuto con i  capigruppo  di  maggioranza  col Governo avevamo già
  deciso che  avremmo  affrontato questo argomento in finanziaria e
  analizzando l'emendamento  che  era  improponibile, l'ha detto il
  presidente che  era  improponibile,  e ancora a continuare perché
  dall'opposizione a chiedere  la  luna  è  facile,  è molto facile
  chiedere la luna

     SPEZIALE. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE. Sarò  brevissimo  perchè,  onorevole  Presidente, ha
  sentito la  considerazione  dell'onorevole Formica? Mi appello al
  Presidente della  Regione  ed all'Assessore, risparmiateci queste
  figure, visto che voi  avete  fatto  tutto già ieri notte, perchè
  noi abbiamo parlato per  due  ore  pensando  che  il  Governo non
  avesse previsto alcuna risorsa per la Valle dei Templi.
       Io mi sono  avvicinato ai banchi del Governo, ho parlato con
  l'Assessore e  l'Assessore,  che  in  questo  momento  deve  fare
  quadrare i conti, mi  ha  detto  "non se ne parla nemmeno, io non
  darò più una lira a niente. Da questo momento in poi, basta, dopo
  la formazione  professionale io non darò la copertura finanziaria
  a nessun emendamento"  e poi apprendiamo che, invece, è tutta una
  farsa.
       Evitatecele   queste  farse,  onorevole  Formica.  Lei,  fra
  l'altro, è  capogruppo  di  un  partito  autorevole  che  esprime
  l'Assessore al ramo...

     PRESIDENTE. Onorevole  Speziale,  nessuno  partecipa  a farse,
  questo è un Parlamento.

     SPEZIALE.  Onorevole  Presidente  prendete  invece  atto della
  utilità del Parlamento e del dibattito. Il dibattito ha stimolato
  il Govenro a  venire incontro ad una richiesta che il Parlamento,
  da tutte le  parti,  aveva  avanzato.  Il  Governo  ha  detto che
  l'intervento  non   andava  fatto  attraverso  lo  strumento  del
  bilancio, ma  attraverso  lo  strumento  della  finanziaria, ma è
  frutto del dibattito del Parlamento.
       Lei  non  può  comprimere  ed  avere  l'idea  di  comprimere
  permanentemente  il   dibattito.  Il  dibattito  ha  prodotto  un
  mutamento di orientamento del Governo.

     SPAMPINATO. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPAMPINATO. Non ci dica che qua in un esubero di democrazia ci
  è stata data la possibilità di parlare.
       Onestamente non  è  tollerabile, perchè bisogna capire delle
  due l'una: o è  vero  quello  che ci ha detto il Presidente della
  Regione che siamo stati  soggetti  ad un tranello, per cui già in
  premessa si sapeva che  era  improponibile,  e ci è stata data la
  possibilità di parlare per sapere quali erano le nostre opinioni,
  oppure era questo  eccesso  di democrazia di cui parlava poc'anzi
  l'onorevole Formica.
       Io  credo  che,  così  come  stava  dicendo  lei,  onorevole
  Presidente, noi  siamo  qui  all'interno  di  un  Parlamento,  un
  Parlamento siciliano per  cui non c'è bisogno nè degli eccessi di
  democrazia che ci vengono dati dalle riunioni di maggioranza, con
  il Presidente  della  Regione,  nè  d'altra parte possiamo essere
  soggetti a tranelli per sapere preventivamente quelle che sono le
  nostre opinioni.
       Bisogna  sapere   se   era  proponibile  o  non  proponibile
  l'emendamento, quindi, avrebbe dovuto lei, signor Presidente, non
  iniziare il dibattito e rimandarlo alla finanziaria.

     PRESIDENTE. Onorevole  Spampinato,  la Presidenza ha ritenuto,
  data la  delicatezza e l'importanza dell'argomento, di consentire
  l'articolazione  di   un   dibattito,   non   perchè   alla  fine
  l'emendamento  fosse   dichiarato  improponibile,  ma  perchè  il
  dibattito possa essere utilizzato, invece, per le fasi successive
  dei lavori di questo Parlamento...

     SPAMPINATO...    lo    avremmo   accettato,   non   accettiamo
  concessioni.

     PRESIDENTE... nel corso  dei  quali  io  mi  auguro, onorevole
  Spampinato ed onorevoli  colleghi  che siete intervenuti, non sia
  più necessario, invece, ripetere le argomentazioni che sono state
  sin qui formulate.

    Si  passa  all'emendamento  2.91,  dell'onorevole  Formica.  E'
  ritirato.  L'Assemblea ne prende atto.
       Si  passa  all'emendamento  2.88, dell'onorevole Formica. E'
  ritirato. L'Assemblea ne prende atto.
       Si  passa  all'emendamento  2.92, dell'onorevole Formica. E'
  ritirato. L'Assemblea ne prende atto.
       Si  passa  all'emendamento  2.93, dell'onorevole Formica. E'
  ritirato. L'Assemblea ne prende atto.
       Si  passa  all'emendamento 2.94, dell'onorevole Formica.  E'
  ritirato. L'Assemblea ne prende atto.

    Si passa all'emendamento 2.95, a firma del Governo.
       Il parere della Commissione?

     D'ANTONI. Favorevole a maggioranza.

     FORGIONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE.  Onorevoli   colleghi,   sembra   bizzarro   che  io
  intervenga su  questo  emendamento,  ma  vorrei  parlare  solo ai
  colleghi della  maggioranza  che  sono  impegnati  a sostenere un
  bilancio che, secondo  le  affermazioni  in pompa magna date alla
  stampa  dal   Presidente   della   Regione,   è  un  bilancio  di
  risanamento.
       Voi  troverete ora  questo  che  è  solo  il  primo  poi  ne
  troverete altri  che  riguardano  una  serie  di uffici speciali.
  Perchè in questa  Regione,  dove  si  tagliano i finanziamenti ai
  comuni, dove li si tagliano agli enti locali, dove, di fatto, poi
  si tagliano i  servizi,  dove  abbiamo  detto  tutti che andavano
  aboliti una serie  di  enti  inutili,  vi trovate e vi troverete,
  cari colleghi, a  dovere  approvare  una serie di uffici speciali
  che superano le decine.
       Ormai, questa  Regione  e  questo Governo, in sordina, hanno
  istituito uffici  speciali  per tutto, uffici speciali che devono
  osservare  qualunque   cosa.  Questo  è  il  primo  degli  uffici
  speciali che vi  troverete  e  che  il  Governo  della Regione in
  questi mesi ha fatto proliferare.
       Uffici   speciali   vogliono   dire  incarichi,  gettoni  di
  presenza, direzioni,  promozioni di alcuni dirigenti che se vanno
  a capo di  un ufficio speciale cambiano di qualifica.  Il Governo
  in sordina ha  fatto questo, tra l'altro, dovrà rispondere ad una
  interrogazione  della   quale   ci  siamo  fatti  carico  noi  di
  rifondazione comunista per  sapere quanto sono ad oggi gli uffici
  speciali e  straordinari  istituiti  negli ultimi quattro mesi da
  questo Governo.
       Ecco, per questo motivo  io  intervengo solo su questo e non
  interverrò sugli tutti gli altri.
       Poi, voi osserverete  dai  titoli  e dalle denominazioni dei
  futuri uffici speciali  se  questa Regione, in questo momento che
  taglia spese  sostanziali,  spese  qualificanti,  i servizi aveva
  bisogno di un proliferare  di  questi comitati e di questi uffici
  speciali.

     SPAMPINATO.  Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPAMPINATO. Non posso fare dichiarazioni di voto perchè non ho
  idea di  cosa stiamo votando. Quindi, signor Presidente, io la
  inviterei prima di  mettere  in  votazione  questo emendamento di
  chiedere al Governo di illustrarlo, in maniera tale che ci si dia
  la possibilità in  maniera  cosciente di esprimere il nostro voto
  che non sia una rincorsa ad un'alzata ed una seduta.

     PRESIDENTE.   Assessore,   intende   replicare   all'onorevole
  Spampinato?

     PAGANO, assessore per il  bilancio e le finanze. Il Governo lo
  ritira.

     PRESIDENTE.  Dovremmo  passare  al  blocco  degli  emendamenti
  accantonati dei beni culturali, altrimenti non possiamo votare la
  rubrica.
       Gli emendamenti accantonati  sono il 2.81, 2.84, 2.82, 2.83,
  2.86 e 2.87.
       Gli emendamenti 2.82, 2.83, 2.86 e 2.87 sono ritirati.
       Restano in  vita  l'emendamento  2.81 a firma dell'onorevole
  Crisafulli e l'emendamento  2.84  a  firma  Capodicasa  che  sono
  identici.

     CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRACOLICI. Signor  Presidente,  la  prima  considerazione  che
  volevo fare soltanto una  curiosità  a  questo punto, non so come
  definirla.   Ho   ascoltato   circa  mezz'ora  fa  una  richiesta
  dell'onorevole Giannopolo  e  l'assessore  Pagano che ha riferito
  che gli uffici  hanno  fatto  un  conto  sommario che consente di
  poter ritenere che al momento il fondo di riserva disponibile per
  il bilancio della  Regione  ammonterebbe  a  circa 400 milioni di
  euro.
       C'è un piccola problema.  Come tutti i parlamentari di prima
  nomina, mi accingo, per la prima volta a muovermi nei meandri del
  bilancio e delle  tabelle  che sono state predisposte per l'esame
  dell'Aula. Avevo visto  che il fondo di riserva disponibile nella
  parte corrente per  l'anno  2002,  per  la  tabella allegata alla
  finanziaria, consisteva  in  51.492  euro.  Siamo  arrivati a 400
  milioni malgrado, circa 90 miliardi, cioè 45 milioni di euro sono
  stati utilizzati  per la formazione professionale.  Allora, delle
  due l'una, o  queste  tabelle  che  lei ha predisposto per l'Aula
  sono false o  le dichiarazioni che lei ha fatto non corrispondono
  a verità.
       Credo  che  l'Aula  abbia la necessità di conoscere l'esatto
  ammontare   delle   somme   disponibili.   Per   quanto   attiene
  l'emendamento io  voglio  sollecitare  l'Aula  rispetto  a questo
  emendamento che altro non  fa  che  un  atto di giustizia. E' una
  piccola somma che  viene  proposta per impinguare un capitolo del
  bilancio che è  relativo  ai  teatri privati.
       Parlo ad  un  Governo  che  dovrebbe  essere particolarmente
  attento ai  temi  dell'iniziativa  privata.  I Teatri privati, in
  Sicilia, ricevono ormai da diversi anni contributi che vai via si
  sono ridotti  fino  alla  ridicola  partecipazione  alle  spese e
  all'attività per il  sostegno del teatro in Sicilia alla ridicola
  cifra di meno  di  10 milioni.
       Ho  soltanto  proposto, considerata la situazione drammatica
  sul  piano  finanziario,  la  possibilità  di  impinguare  questo
  capitolo, che attualmente  è  di  un miliardo e ottocento milioni
  circa,  di  due  miliardi  per  consentire  di  riportare  questo
  capitolo ad un  livello  di  decenza che consenta anche ai teatri
  privati di poter vivere in Sicilia.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici,  l'emendamento  che  stiamo
  votando è il  2.81,  dell'onorevole  Crisafulli  ed è identico al
  2.84, degli  onorevoli  Capodicasa  e  Speziale.  Il parere della
  Commissione?

     CROCE, presidente della commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                          (Non è approvato)

     PRESIDENTE.    Gli   emendamenti   2.89   e   2.90   a   firma
  dell'onorevole    Formica    sono   ritirati.   Resta   in   vita
  l'emendamento 2.74  a  firma  degli onorevoli Speziale e Villari.
  Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                          (Non è approvato)

       La   Rubrica   "Beni   culturali,   ambientali   e  pubblica
  istruzione" è accantonata.
       Si  passa  alla  Rubrica  "Sanità",  che  si suddivide nelle
  seguenti  parti: 1) Gabinetto ed Uffici di diretta collaborazione
  e   l'opera   dell'Assessore;  2)  Dipartimento  regionale  fondo
  sanitario,  assistenza,  sanità  ospedaliera, igiene pubblica; 3)
  ispettorato    veterinario;    4)   ispettorato   sanitario;   5)
  osservatorio  epidemiologico;  6)  uffici  speciali.
       Le relative  unità previsionali di base sono contenute nelle
  pagine da 326  a 336 del bozzone.  Gli emendamenti in discussione
  sono il 2.97, 2.96  e  2.98.  Sono tutti a firma del Governo.  Il
  parere della Commissione?

     CROCE, presidente della commissione e relatore. Favorevole.

     SPAMPINATO. Chiedo di parlare per richiamo al regolamento.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPAMPINATO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, rifaccio lo
  stesso  intervento di poco fa. La tematica è la stessa. Le chiedo
  di invitare il Governo ad illustrare gli emendamenti per darci la
  possibilità  di  votare  con  reale  coscienza  nel  merito degli
  stessi. La ringrazio.

     PRESIDENTE.  Onorevole Spampinato, il Governo non risponde. le
  devo dire che ne  ha  tutte  le  ragioni perché dovrebbe dire che
  questo è un  carico  che spetta al singolo parlamentare. Tuttavia
  se il Governo ritiene  di  dovere  precisare, ma  non mi pare, lo
  faccia pure.
       Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, Presidente della Commissione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'emendamento 2.96 a firma del Governo.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione. Favorevole.

     PRESIDENTE. lo  pongo  in  votazione.  Chi  è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'emendamento 2.98 a firma del Governo.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in votazione l'intera  Rubrica  sanità con le relative
  unità previsionali di  base,  contenute nelle pagine da 326 a 336
  del bozzone.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa alla Rubrica "Territorio e Ambiente" che si compone
  delle seguenti parti:
       1) uffici di diretta collaborazione
       2) dipartimento regionale territorio e ambiente
       3) dipartimento regionale urbanistica
       4) uffici speciali e  relative  unità  previsionali  di base
  contenute dalle pagine da 337 a 343 del bozzone.
       Comunico che  è  stato presentato l'emendamento 2.99 a firma
  dell'onorevole Croce.

     CROCE, Presidente della Commissione. Lo ritiro.

     PRESIDENTE.   L'Assemblea   ne    prende    atto.   Si   passa
  all'emendamento 2.100 a firma dell'onorevole Croce.

     CROCE, Presidente della Commissione. Lo ritiro.

     PRESIDENTE.   L'Assemblea   ne    prende    atto.   Si   passa
  all'emendamento 2.101 a firma dell'onorevole Vincenzo Leanza. Non
  essendo presente l'onorevole Leanza l'emendamento è decaduto.
       Si passa all'emendamento  2.102  presentato dal Governo.  Il
  parere della Commissione?

     CROCE, Presidente della Commissione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     FORGIONE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE.  Signor  Presidente  della  Regione,  ripropongo  la
  questione.  Noi stiamo  votando  l'ufficio  speciale  ricerche  e
  proposte di piani di  salvaguardia  e  valorizzazione  e sviluppo
  delle  aree montane e  delle  relative  riserve  con  particolare
  riferimento all'agricoltura e  alla  silvicoltura,  al  turismo e
  all'artigianato,  nonché  agli   insediamenti   fissi.
       C'è  una   sovrapposizione  con  altri  organismi,  c'è  una
  sovrapposizione con i  parchi,  con  le  riserve.  A  cosa  serve
  questo Ufficio? Lei  su ogni cosa sta istituendo uffici speciali.
  Lei stesso ha già  detto  che  ne  ha già istituiti quindici.  Mi
  deve dire  l'utilità  del  proliferare di questi uffici speciali.
  Una volta che lo chiarisce - e mi convince però - poi ne possiamo
  discutere.

     CUFFARO, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CUFFARO,  Presidente   della   Regione.   Signor   Presidente,
  onorevole  Forgione,  è  meglio   chiarire  che  non  c'è  questo
  proliferare di uffici speciali.  Capisco  che  c'è  una  fonte di
  informazione importante che è  il  quotidiano "La Repubblica", ma
  forse è bene che ci chiariamo.
       Gli uffici speciali saranno in  tutto  15 o 16, e sono degli
  uffici  indispensabili perché  ognuno  di  loro  affronta  alcuni
  problemi  specifici che  è  necessario  fare.  Nella  fattispecie
  esso affronta un  problema  che  questo  Parlamento non ha ancora
  affrontato concretamente ma che  va fatto, e che è la legge sulla
  montagna.
       La rimanente parte del Paese ha una legge sulla montagna, il
  Parlamento regionale  non  l'ha  mai  fatta,  in  finanziaria noi
  abbiamo inserito alcune norme che ci consentiranno di non perdere
  35 miliardi che  sono  i  fondi  dello  Stato  e  che  altrimenti
  perderemmo e  questo  ufficio  speciale  serve  affinché si possa
  cominciare a parlare  e  a  costruire  un disegno di legge-quadro
  sulla montagna, che  è  indirizzata  verso  una scelta che questo
  Governo ha  fatto  di salvaguardia ambientale e di valorizzazione
  soprattutto delle aree  più  difficili  e  delle  aree interne di
  questa Sicilia.
       La norma non prevede  risorse  tali  da  far  immaginare uno
  spreco; sono risorse necessarie  a  che  questo Ufficio cominci a
  lavorare;  quindi, tutto  questo  spreco  e questo proliferare di
  uffici speciali, onorevole Forgione, non c'è.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  volevo
  dire che  se dobbiamo istituire un ufficio speciale per preparare
  un disegno  di  legge,  dovremmo  istituire  alcune  centinaia di
  uffici speciali.  Se  la finalità di questo ufficio speciale è di
  preparare un  disegno  di  legge,  onorevole  Presidente,  glielo
  prepariamo noi  il  disegno  di  legge  e  risparmiamo  questi 50
  milioni.

     CUFFARO,  presidente  della Regione, Onorevole Capodicasa, non
  ho detto  che  l'ufficio  speciale  serve soltanto a preparare un
  disegno di legge.

     CAPODICASA.  La  battuta  non  è  casuale,  perché  in effetti
  l'ufficio speciale solo  questo può fare in quanto, a norma della
  legge 9, i  poteri  per  quanto  concerne  la montagna sono tutti
  trasferiti  alle   province.   La   Regione  non  ha  più  alcuna
  competenza. L'ufficio  speciale che deve fare allora? Considerato
  che non ha  più  le  competenze,  l'unica  cosa  che  può  fare è
  predisporre un disegno di legge; ma se lei, però, paga 50 milioni
  un disegno di legge, le daremo tutta la consulenza gratuitamente.

     PRESIDENTE.  L'emendamento  è  ritirato.
       Pongo in  votazione la Rubrica "Territorio ed ambiente" e le
  relative unità  previsionali  di  base.  Chi  è  favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

       Comunico che  è stato presentato l' ordine del giornon.  66:
  "Revoca  della   delega   dell'Assessore   per  il  Territorio  e
  l'ambiente,   Bartolo   Pellegrino",   a  firma  degli  onorevoli
  Speziale, Liotta, Ferro e Raiti.
       Ne do lettura:

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

    PREMESSO che nei  giorni  scorsi,  nell'ambito di un'inchiesta
           giudiziaria che ha  portato all'arresto a Monreale (PA)
           di diverse persone,  accusate d'essere uomini legati al
           locale capomafia  latitante  Giuseppe Balsano, è emerso
           che con alcune  di esse intratteneva rapporti personali
           l'attuale   Assessore   regionale   al   territorio   e
           all'ambiente, on. Bartolo Pellegrino;

    RILEVATO che è  stato  diffuso  dagli organi d'informazione il
           testo di  una  conversazione,  intercettata dalle forze
           dell'ordine, tra  l'Assessore Pellegrino e alcuni degli
           arrestati, nella  quale  il  rappresentante del Governo
           regionale usava un linguaggio palesemente offensivo nei
           confronti  delle forze  dell'ordine  e  di  coloro  che
           ritengono loro  dovere collaborare con esse, definendo,
           in modo dispregiativo,  i  primi  'sbirri'  e i secondi
           'infami' facendo  emergere  un quadro di frequentazione
           con ambienti malavitosi;

    CONSIDERATO che questo linguaggio  non  si addice per nulla ad
           un   rappresentante   delle   istituzioni   ed   è   la
           dimostrazione della  continua e perenne esistenza nella
           nostra  Regione  di  una  sub-cultura  mafiosa,  ancora
           difficile da sconfiggere e superare;

    TENUTO CONTO che questi  episodi  contribuiscono  a  dare duri
           colpi alla credibilità delle istituzioni democratiche e
           non fanno  avanzare  un'alta  cultura  della  legalità,
           soprattutto tra le giovani generazioni;

    CONSIDERATO che è stata,  da  subito,  chiara la gravità delle
           affermazioni dell'Assessore  Pellegrino,  che  si  è po
           sforzato,     con     inconsistenti     e     irrisorie
           giustificazioni, di chiarire questi suoi atteggiamenti,
           che vanno ben oltre  la  vicenda giudiziaria, se e come
           ha  avuto   rapporti   con   personaggi   coinvolti  in
           un'inchiesta di mafia,  aspetti  che  sono e restano di
           pertinenza delle indagini condotte dalla magistratura;

    CONSIDERATO che, visto  il  devastante  messaggio  che  questi
           episodi  lanciano  all'opinione  pubblica,  appare  del
           tutto    inopportuna    l'attuale   presenza   dell'on.
           Pellegrino nel Governo della Regione,

                                 IMPEGNA
                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

          - a revocare  la  delega  all'Assessore  al territorio e
          all'ambiente, on. Bartolo Pellegrino.

                                     Speziale, Liotta, Ferro, Raiti

       L'ordine del  giorno  n.  66  è improponibile; la mozione di
  sfiducia già  presentata sarà discussa subito dopo l'approvazione
  della  finanziaria  e  del  bilancio,  così  come  concordato  in
  Conferenza dei  Capigruppo.  Non  ha senso, quindi, che in questo
  momento venga discusso quest'ordine del giorno.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.  Signor  Presidente,  abbiamo  presentato  nel corso
  della discussione generale sulla finanziaria un ordine del giorno
  relativo alla  richiesta  di  revoca  della  delega all'Assessore
  Pellegrino.  In  quella  occasione  ci fu detto che sarebbe stato
  più utile  proporre l'ordine del giorno nella rubrica "Territorio
  ed ambiente",  che  è stata discussa in questo momento dall'Aula.
  Noi non comprendiamo  le  ragioni per cui l'ordine del giorno non
  possa essere  discusso.  C'è  un problema di prerogativa propria;
  poiché  si  accompagna  alla  competenza  dell'Assessore  per  il
  Territorio e  l'Ambiente,  pensiamo che il Regolamento preveda la
  discussione   dell'ordine  del  giorno  collegato  alla  rubrica.
  Pertanto, invitiamo  il Presidente a non dichiarare inammissibile
  l'ordine del  giorno  e  soprattutto,  signor  Presidente, per la
  delicata funzione che  lei  ricopre, la invitiamo ad essere al di
  sopra delle parti.  vorremmo che lei non piegasse la sua funzione
  ad una  esigenza  di  parte,  soprattutto  a  quella del Governo;
  Vorremmo che  lei  fosse  rispettoso,  come  tutti gli altri, del
  Regolamento e  che  desse la possibilità al Parlamento, sempre in
  forza del Regolamento, di discutere di una questione delicata.
       Fra l'altro  i colleghi di Rifondazione comunista, firmatari
  della mozione, avevano dichiarato in quell'occasione che nel caso
  in cui  fosse  stato  ammissibile  l'ordine del giorno, avrebbero
  ritirato la mozione  e che la stessa non è assimilabile a mozione
  di sfiducia in  quanto  trattasi  di  mozione  di censura. Ciò in
  forza del  Regolamento, non esclude la possibilità che si possano
  presentare ordini del giorno.
       E' quello che  noi  abbiamo fatto, per cui ci aspettiamo una
  spiegazione.
       Il suo  atteggiamento frettoloso di dichiarare improponibile
  l'ordine del  giorno,  atteggiamento  che,  fra  l'altro,  non  è
  consono alla  sua  sobrietà  nella  direzione  dei  lavori,  è un
  atteggiamento  che   lo  piega  fortemente  alle  esigenze  della
  maggioranza.
       La invitiamo a  rivedere  la sua posizione, a permettere che
  il Parlamento affronti l'ordine del giorno, discuta seriamente su
  una  questione   delicatissima   che  riguarda  il  comportamento
  dell'onorevole Pellegrino in una particolare vicenda che è andata
  sulla stampa,  in  modo  tale che il Parlamento liberamente possa
  esprimersi su questo argomento.

     PRESIDENTE.    Onorevole   Speziale,   a   me   dispiace   che
  l'atteggiamento della  Presidenza  sembri  frettoloso o piegato a
  volontà della  maggioranza;  al  massimo  è  piegato alle volontà
  dell'applicazione del Regolamento.
       La  Presidenza   non   intende   impedire   la   discussione
  riguardante  la   posizione   dell'onorevole  Pellegrino,  ma  la
  Conferenza  dei  Capigruppo  ha  già  stabilito  di  trattare  la
  mozione che  ha  contenuto  analogo  all'ordine del giorno subito
  dopo la trattazione della legge finanziaria e del bilancio.
       Peraltro, un ordine  del giorno di censura o di revoca della
  delega, perché questo  è  ciò che richiede l'ordine del giorno, è
  assolutamente improprio durante la discussione del bilancio.
       Pertanto,  così   come   ho  motivato  la  dichiarazione  di
  improponibilità dell'ordine  del  giorno  in  fase di discussione
  generale, non  posso  che confermare la medesima indicazione, non
  foss'altro che  per  coerenza  con  le decisioni della Presidenza
  stessa.
       Quindi, non  è  un  atteggiamento  frettoloso né un modo per
  impedire al  Parlamento  di  discutere  questo  argomento  che  è
  certamente  delicato,  ma  che  ha  una  sede  propria,  cioè  la
  discussione della mozione.
       Si passa  alla  rubrica "Turismo, comunicazione e trasporti"
  che si compone  delle  parti:  1)  Gabinetto  e Uffici di diretta
  collaborazione    all'opera   dell'Assessore;   2)   Dipartimento
  regionale Turismo, Sport e Spettacolo;  3) Dipartimento regionale
  trasporti e comunicazioni.
       Si passa all'emendamento 2.104, a firma del Governo.
       Lo pongo ai voti. Il parere della Commissione?

    CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è  favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.
                            (E' approvato)

       Emendamento 2.111 bis, a firma del Governo.
       Lo pongo ai voti. Il parere della Commissione?

    CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è  favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Emendamento 2.107, a firma degli onorevole Raiti, Morinello,
  Ferro ed altri.

     RAITI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     RAITI.      Signor     Presidente,     onorevoli     colleghi,
  quest'emendamento trae  la  propria origine da alcuni concetti di
  fondo più di ordine politico che di ordine sociologico.
       Io ritengo  che  l'attività sportiva nel sistema complessivo
  della società siciliana debba essere assolutamente sostenuta.
       E'  per   questo  che  insieme  ad  altri  colleghi  abbiamo
  presentato  questo   emendamento   che  prevede  un  impegno  non
  eccessivo, ma che  ha  la funzione di dare un segnale soprattutto
  ai  nostri   giovani:   quello  che  il  governo  della  Regione,
  l'Assemblea   tutta   intendono  promuovere,  ove  possibile,  le
  attività  sportive.   Attraverso  lo  sport,  infatti,  diamo  la
  possibilità ai  nostri  giovani  di  crescere più sani e rendiamo
  un servizio  alla  nostra società, evitando in futuro esborsi per
  servizi sanitari.
       La cosa più  importante è che le attività sportive creano un
  ambiente sociologico di assoluta crescita;  noi toglieremmo molti
  ragazzi dalle  strade, daremmo loro la possibilità di crescere in
  un ambiente  dove  la  concordia,  i  princìpi fondamentali dello
  sport, che sono  quelli  del sacrificio e del premio a chi lavora
  duro, sono gli insegnamenti necessari per una società migliore.
       E, allora, per un importo di non assoluta rilevanza, ritengo
  che il Governo  e  l'Assemblea  tutta  debbano dare un segnale in
  questa direzione.

     SPAMPINATO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPAMPINATO. Signor  Presidente,  dichiaro di volere apporre la
  mia firma  all'emendamento  2.107,  perché  ritengo  che  in  una
  procedura corretta,  dopo  l'intervento  espositivo  di  uno  dei
  firmatari  dell'emendamento,   mi  sia  data  la  possibilità  di
  valutarlo e di apporre la mia firma.
       Probabilmente signor Presidente se lei avesse accolto la mia
  richiesta di  invitare  il Governo ad illustrare gli emendamenti,
  avrei potuto fare la stessa cosa con gli emendamenti del Governo,
  in quanto, come più volte ho detto, non faccio riferimenti al mio
  ruolo all'interno dell'Assemblea.
       Le rinnovo,  quindi,  la  richiesta,  considerato che spesso
  questi emendamenti  non  sono  esaminati  nemmeno  dalle relative
  commissioni,  di   invitare   il   Governo   o  i  proponenti  ad
  illustrarli.

     PRESIDENTE. Pongo  in votazione l'emendamento 2.107. Il parere
  del Governo?

     CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi  è  favorevole si alzi;  chi è contrario resti
  seduto.
                          (Non è approvato)

       Si passa  all'emendamento  2.105,  a  firma  degli onorevoli
  Segreto, Nicotra, Giambrone, Manzullo.
       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     PAGANO, Assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi  è  favorevole si alzi;  chi è contrario resti
  seduto.
                          (Non è approvato)

       Si passa  all'emendamento  2.108  a  firma  degli  onorevoli
  Capodicasa e Speziale.

     CAPODICASA. Chiedo che venga inserito nella legge finanziaria.

     PRESIDENTE. Dispongo nel senso indicato.
       Si  passa  all'emendamento  2.106,  a  firma  dell'onorevole
  Leontini

     LEONTINI. Dichiaro di ritirarlo.

     PRESIDENTE. L'Assemblea  ne prende atto. Pongo in votazione la
  rubrica "Turismo, comunicazioni e trasporti".
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

       Comunico che é  stato presentato l'ordine del giorno n.  68:
  "Modalità di  applicazione  degli oneri di servizio pubblico alle
  tratte di collegamento aereo con Trapani-Birgi".
       Ne do lettura:

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

    PRESTO ATTO che il Governo  nazionale  ha  posto in essere gli
           opportuni provvedimenti  per  attuare  quanto  previsto
           dalla finanziaria  2001,  in relazione all'applicazione
           degli oneri di  servizio  pubblico alle tratte aeree di
           collegamento    degli   aeroporti   di   Trapani-Birgi,
           Pantelleria  e   Lampedusa   con  le  principali  città
           italiane,    impegno    che    si    è    concretizzato
           nell'emanazione  dell'apposito  decreto dell'11 gennaio
           2002 del Ministero dei trasporti;

    CONSIDERATO che il  regolamento CEE n. 2408/1992, all'articolo
           4, stabilisce che  'il  diritto  di effettuare siffatti
           servizi sarà  concesso  tramite  appalto  pubblico, per
           rotte singole e  serie  di  rotte,  a qualsiasi vettore
           comunitario abilitato ad effettuare tali servizi';

    CONSIDERATA la decisione  dell'ENAC  di frazionare per singole
           rotte il bando  di  gara  comunitario  attribuendo tale
           orientamento alla Commissione europea;

    CONSIDERATO che  procedere  per  singole rotte significherebbe
           fare perdere ogni interesse a partecipare alle maggiori
           compagnie aeree, le sole  in grado di inserire i nostri
           aeroporti in un circuito internazionale;

    CONSIDERATO,  altresì,   che  tale  orientamento,  palesemente
           contrastante   con   gli   interessi   delle   comunità
           interessate ed espressi  da  tutte  le forze politiche,
           sociali  ed   economiche,   vanificherebbe   lo  sforzo
           finanziario già formalizzato  per  oltre  50 milioni di
           euro,

                                 IMPEGNA
                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

          ad   assumere  ogni  opportuna  iniziativa  affinché  il
          Governo  nazionale  e,  segnatamente,  il  Ministro  dei
          trasporti, provveda alla pubblicazione di un unico bando
          di gara  per  le  rotte  che fanno capo all'aeroporto di
          Trapani-Birgi,  coerentemente con quanto auspicato dalle
          comunità  locali,  uniche  competenti  ad individuare le
          strategie più opportune per il loro sviluppo.

                     ODDO-PAPANIA-RAITI-TURANO-MAURICI-LEANZA N.-
                     DINA-BORZACCHELLI-LO CURTO-SAVARINO-FRATELLO-
                     PISTORIO

     CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CUFFARO,   presidente   della   Regione.   Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi,  ho  chiesto  la  parola  per  informare  il
  Parlamento del  fatto  che  la  RAI  Radiotelevisione Italiana ha
  scelto quest'anno  la  Sicilia  per  riproporre  la rassegna Prix
  Italia.  Non potendo,  data la scelta di rigore fatta dal Governo
  - preparare  una  norma  concordata con cui il inserire ulteriori
  risorse in bilancio  e chiudere una convenzione con la RAI per il
  Prix Italia -  il  Governo  ha  scelto  di utilizzare parte delle
  risorse  della  rubrica  dell'assessore  Cascio.  Senza ulteriori
  risorse, chiederemo  all'assessore  Cascio  di  ritagliare tra le
  risorse che ha  già  nella  sua  rubrica  quelle  che servono per
  consentire lo  svolgimento  del Prix Italia in Sicilia, così come
  la RAI Radiotelevisione Italiana ci ha proposto.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  sarebbe preferibile anziché
  usare l'espressione  "frantumare  per  singole  rotte il bando di
  gara," dire "frazionare  le singole rotte per bando di gara". Con
  questa precisazione,  pongo  in votazione l'ordine del giorno. Il
  parere del Governo?

     CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Onorevoli  colleghi,  si  riprende  l'esame  delle  rubriche
  precedentemente accantonate.
       Si procede  con  l'esame della rubrica "Agricoltura" e degli
  emendamenti accantonati.
       Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

    - dal Governo: emendamento 2.19;

    - dalla Commissione: emendamenti 2.8, 2.9, 2.13, 2.22;

    - dall'onorevole  Crisafulli:  emendamento  2.10,  2.112, 2.14,
    2.20;

    - dagli onorevoli  Leontini  e  Croce:  emendamenti 2.11, 2.12,
    2.15, 2.21, 2.23, 2.17;

    -  dagli  onorevoli   Villari,   Speziale,  Oddo  e  Panarello:
    emendamenti 2.18, 2.7, 2.74;

    - dagli onorevoli Basile e Sanzeri: emendamento 2.16.

     PAGANO,  assessore  per  il  bilancio  e le finanze. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PAGANO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, questa  Rubrica  è stata oggetto di accantonamento ed
  ha innescato tutta  una serie di problematiche e di questioni che
  poi, alla fine,  hanno  fatto  decidere  il  Governo  per  il suo
  accantonamento temporaneo.  Poiché  i temi sollevati, fra l'altro
  da tutto il Parlamento, maggioranza ed opposizione, riguardano un
  livello che  certamente  è condivisibile, il Governo ha deciso in
  finanziaria di  presentare  norme  che vadano a regolare il fondo
  per l'agricoltura  biologica,  che riteniamo fondamentale e che è
  stato inserito  persino,  come  elemento qualificante, nel nostro
  DPEF.
       La stessa cosa sarà fatta con l'indennità compensativa e con
  i  servizi  venatori  a carico delle province. Per cui ci saranno
  tre emendamenti da parte del Governo che assorbono di fatto tutta
  la problematica fin qui trattata.
       Pertanto, su  questi  argomenti desidero, signor Presidente,
  che  non  si  discuta, in  quanto  il  tutto  verrà  rimandato in
  finanziaria.  Il  parere, ovviamente, sugli  altri  emendamenti è
  contrario.

     PRESIDENTE.    Si   passa   all'emendamento   2.11   a   firma
  dell'onorevole Croce.

     CROCE. Dichiaro di ritirarlo.

    Si passa all'emendamento 2.10.

     CRISAFULLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRISAFULLI. Io prendo atto con soddisfazione che il Governo si
  impegna  in  sede di finanziaria, cioè domani mattina, a inserire
  appositi  emendamenti  che  tengano  conto  della copertura degli
  interventi    sull'agricoltura    biologica,    sugli   arretrati
  dell'indennità  compensativa e sui finanziamenti per i servizi di
  vigilanza sulla caccia e sulla pesca a carico delle province.
       Credo  che  queste tre ipotesi, che erano peraltro contenute
  negli emendamenti,  trovano  sufficiente risposta, se questa è la
  volontà del Governo.
       Domani  si  tratterà di capire la quantità degli interventi.
  Da questo  punto  di vista sono soddisfatto; avrei gradito, però,
  che il Governo  avesse  fatto  uno  sforzo  anche  rispetto  a un
  settore   specifico   dell'agricoltura  siciliana,  quello  della
  produzione agricola  riferita  agli  aiuti  per  la produzione di
  pesche con gli insacchettamenti biologici per la produzione.
       L'emendamento  è  il  2.112 che se dovesse esser accolto dal
  Governo e  avere  risposte  in  uno  anche  con un pronunciamento
  rispetto alla  tranquillizzazione  del  personale dei consorzi di
  bonifica,  credo  possa  costituire una risposta sufficientemente
  adeguata.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Crisafulli,  indichi  quali  sono  gli
  emendamenti che intende trasferire nella finanziaria.

     CRISAFULLI. Tutti tranne il 2.112.

     PRESIDENTE.  Si  passa  all'emendamento 2.12. Onorevole Croce,
  mantiene l'emendamento 2.12?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore. Lo mantengo.

     CASTIGLIONE,  assessore per l'agricoltura.  Signor Presidente,
  onorevoli colleghi,  con questo emendamento che la Commissione ha
  opportunamente presentato (sono circa mille euro) noi attiveremmo
  dei fondi  nazionali  solo  se  partecipiamo  come Regione con un
  co-finanziamento.  Siamo in condizione di attivare circa quaranta
  miliardi  di  lire  stanziati  dal  Governo  nazionale,  solo  se
  partecipiamo con  due  miliardi. Sarebbe delittuoso, anche perché
  le Soac non  sono in condizione di potere operare.  Io chiedo che
  la  Commissione,  che opportunamente ha presentato l'emendamento,
  possa insistere e che l'Aula si determini positivamente.

     PAGANO, assessore al bilancio. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PAGANO,  assessore  al bilancio.  Signor Presidente, onorevoli
  colleghi,  in  finanziaria  è stato presentato un emendamento che
  prevede   la  costituzione  di  un  fondo  per  le  politiche  di
  co-finanziamento,  in maniera tale che ogni volta si eviti questo
  tipo  di  problematica.  Quindi,  nel  caso specifico, approvando
  questo  emendamento che sarà in finanziaria domani, sarà inserita
  la somma necessaria.

     PRESIDENTE.  Con questa precisazione l'emendamento é ritirato?

     CROCE. Dichiaro di ritirarlo.

     PRESIDENTE. L'assemblea ne prende atto.
       Si passa agli  emendamenti 2.13, 2.112 e 2.18, a firma degli
  onorevoli Villari, Speziale, Oddo e Panarello.
       Sono   tutti  relativi  alla  unità  previsionale  di  base:
  2.2.2.6.1.

     PAGANO, assessore al bilancio. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PAGANO,      Assessore al bilancio.     Signor     Presidente,
  l'emendamento 2.13  assorbe  di  fatto, anche perché è presentato
  dal Presidente  della  Commissione, il 2.112; quindi diamo parere
  favorevole all'emendamento dell'onorevole Croce.

     PRESIDENTE. Onorevole Villari, ritira il suo emendamento?

     VILLARI. Lo ritiro.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Pongo  in votazione l'emendamento 2.13 col parere favorevole
  del  Governo  e della Commissione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     PRESIDENTE. Si passa agli emendamenti 2.15 e 2.7 relativi alla
  medesima   unità   previsionale  di  base, che  è  la  2.3.1.3.1.
  L'emendamento 2.7 è  in  diminuzione  ed  è  a  firma Speziale ed
  altri;  l'emendamento  2.15,   a  firma  degli  onorevoli  Croce,
  Leontini ed altri, è di incremento.
       Assessore  Pagano,  sono due emendamenti che insistono sulla
  medesima unità previsionale di base. Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il Bilancio e le Finanze. Contrario.

     CROCE, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Dichiaro di ritirare l'emendamento 2.15.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Viene, quindi, mantenuto l'emendamento 2.7.

     ODDO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei che l'Aula
  si rendesse  conto fino in fondo che questo emendamento riguarda,
  a tutti  gli effetti, un assoluto obbligo di legge, nel senso che
  il  dipartimento  343701  ha  unificato  i  vecchi  capitoli  del
  bilancio  precedente,  il 35217 per l'esattezza, per le revisioni
  ed il 35203 per i contributi e sussidi.
       Va  ricordato  a  tale proposito che l'Ufficio legislativo e
  legale  della  Regione  siciliana,  con parere scritto, onorevole
  Presidente della Regione, onorevole Presidente dell'Assemblea, si
  è  pronunciato  definendo,  appunto,  un obbligo della Regione il
  pagamento delle  spese  per  il servizio di revisioni che è stato
  delegato, da sempre, alle Centrali Cooperative Siciliane.
       Attenzione:   servizio   di   revisione   che  sapete  bene,
  onorevole Presidente Cuffaro, che indubbiamente è un servizio che
  deve essere  espletato, perché  non è un qualcosa di facoltativo,
  deve essere necessariamente espletato.
       La proposta  tende semplicemente a - non aumentare - mettere
  nelle  condizioni  le Centrali Cooperative, espletare la funzione
  di revisione e di avere rimborsi, tutto qua.
       Quindi, non  si  tratta di andare a chissà quale aumento, ma
  si tratta  di  assicurare  a tutti gli effetti il servizio, anche
  perché la legge  ce  lo  impone.  La  legge, di per sé, indica la
  possibilità   della   delega,  la  delega  è  stata  fatta,  ora,
  evidentemente,  bisogna  garantire che le revisioni si facciano e
  bisogna garantire che i rimborsi, per quanto concerne le spese di
  revisione siano assicurate.
       Quindi,  io mi permetto di suggerire all'Assessore pagano di
  attenzionare di  più  l'argomento  perché non mi pare che sia del
  tutto chiaro  e  mi  permetto  di  dire  che, invece, chiarita la
  questione, è chiaro Assessore Cimino che è interesse di tutti che
  le   revisioni   continuino  e  che  le  spese  relative  vengano
  assicurate.

     PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  2.7  con  il
  parere contrario del Governo e della Commissione.
       Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

       Si passa agli emendamenti  2.21,  2.23 e 2.22, a firma degli
  onorevoli Croce e Leontini.

     CROCE,  Presidente  della Commissione relatore di maggioranza.
  Dichiaro di ritirare gli emendamenti.

     PRESIDENTE.    L'Assemblea    ne   prende   atto.
       Si  passa all'emendamento 2.17 a firma degli onorevoli Croce
  e Leontini.

     CROCE, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Dichiaro di ritirare gli emendamenti.

     PRESIDENTE.    L'Assemblea    ne   prende   atto.
       Si passa all'emendamento 2.19 a firma del Governo e relativo
  all'Unità  Previsionale  di  Base,  2.5.1.1.
       Gli emendamenti sono ritirati.

     PRESIDENTE.    Si   passa   all'emendamento   2.16. Dichiaro
  l'emendamento improponibile.
       Pongo  in  votazione  la Rubrica "Agricoltura", le cui Unità
  Previsionali di Base sono contenute nelle pagine da 271 a 279.
       Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                        (E' approvata)

     PRESIDENTE. Si torna alla Rubrica "Lavoro".
       Era stato accantonato l'emendamento 2.39.

     FORMICA. Dichiaro di ritirarlo.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Pongo in votazione la  Rubrica  Lavoro,  previdenza sociale,
  formazione professionale ed emigrazione.
       Chi è favorevole resti seduto chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

       Si  passa  alla  Rubrica Bilancio, programmazione e finanze.
  Si compone di  quattro  parti:  gabinetto e uffici;  dipartimento
  regionale bilancio e  tesoro;  dipartimento  regionale  finanze e
  credito e uffici speciali.
       Si passa  all'emendamento  a  firma  del  Governo  2.111. Il
  parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi  è  favorevole resti seduto chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa  all'emendamento  2.109  bis  a firma del Governo e
  sostituisce il 2.109. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi  è  favorevole resti seduto chi è contrario si
  alzi.
                            (E' approvato)

       Si    passa   all'emendamento   2.110.   Il   parere   della
  Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi  è  favorevole resti seduto chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Onorevoli  colleghi,  l'emendamento  2.109 ha bisogno di una
  precisazione   sulla   quantificazione  della  spesa  essendo  un
  emendamento in  diminuzione e pertanto per consentire agli uffici
  ed all'assessore di quantificare esattamente la cifra sospendo la
  seduta per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 22.40, è ripresa alle ore 22.44)

    La seduta è ripresa.

    Si riprende dall'emendamento 2.109.  Lo pongo in votazione.  Il
  parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Comunico  che  sono  stati  presentati i seguenti ordini del
  giorno:
       -   n.   64   "Concessione  del  permesso  di  soggiorno  ai
  superstiti  del  recente  naufragio al largo di Lampedusa", degli
  onorevoli Miccichè, Ferro, Raiti e Morinello;

       -  n.  65 "Sostegno alle imprese siciliane del settore degli
  imballaggi in legno", degli onorevoli Incardona, Infurna, Ioppolo
  ed altri;

       - n. 67 "Iniziative urgenti al fine di giungere ad un tavolo
  negoziale  con le parti sul destino dello stabilimento Italtel di
  Carini", degli onorevoli Forgione, Liotta, Giannopolo, Panarello,
  D'Antoni, Papania, Cintola ed altri.

    CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, tutti gli
  ordini del giorno vengono accettati come raccomandazione.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

       Si passa alla  votazione  della  Rubrica  "Bilancio"  con le
  relative unità previsionali  di base contenute nelle pagine dalla
  283 al 290.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

       Si pone in  votazione  la  tabella  B nonché successivamente
  l'articolo 2 del  disegno  di  legge  fatte  salve  le  modifiche
  conseguenti all'approvazione  della legge finanziaria. Dò lettura
  dell'articolo 2:
                                  Art. 2.
                      Stato di previsione della spesa

          1.  Sono autorizzati l'impegno ed il pagamento delle spese
       della  Regione  siciliana  per  l'anno  finanziario  2002, in
       conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla
       presente legge (tabella B).

       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 3. Ne dò lettura:

                                  Art. 3.
                                  Elenchi

          1. Sono considerate spese obbligatorie e d'ordine, per gli
       effetti  di  cui all'articolo 7 della legge 5 agosto 1978, n.
       468  e successive modifiche ed integrazioni, quelle descritte
       nell'elenco  n.  1  annesso  allo  stato  di previsione della
       spesa.

          2.  Le  spese  per  le  quali può esercitarsi da parte del
       Presidente  della  Regione  la facoltà di cui all'articolo 9,
       secondo comma, della legge 5 agosto 1978, n. 468 e successive
       modifiche  ed  integrazioni,  sono descritte nell'elenco n. 2
       annesso allo stato di previsione della spesa.

          3.  I  capitoli di spesa a favore dei quali è data facoltà
       al Presidente della Regione di iscrivere somme con decreti da
       emanare  in applicazione dell'articolo 12, primo comma, della
       legge  5  agosto  1978,  n.  468  e  successive  modifiche ed
       integrazioni,  sono quelli descritti nell'elenco n. 3 annesso
       allo stato di previsione della spesa.

          4. I  capitoli  di spesa a favore dei quali è data facoltà
       all'Assessore  regionale  per  il  bilancio  e  le finanze di
       iscrivere  somme  con  decreti  da  emanare  in  applicazione
       dell'articolo 12, secondo comma della legge 5 agosto 1978, n.
       468  e  successive  modifiche  ed  integrazioni,  sono quelli
       descritti  nell'elenco  n. 4 annesso allo stato di previsione
       della spesa.

          5.  Sono considerate spese correnti di amministrazione, ai
       sensi   e  per  gli  effetti  dell'articolo  15  della  legge
       regionale  7  marzo  1997,  n.  6  e  successive modifiche ed
       integrazioni,  quelle descritte nell'elenco n. 5 annesso allo
       stato di previsione della spesa.

       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 4. Ne dò lettura:

                                  Art. 4.
                            Oneri del personale

          1.  Gli  oneri  scaturenti dall'accordo economico biennale
       2000-2001  recepito con Decreto presidenziale 22 giugno 2001,
       n.  10,  aventi  natura  fissa ed obbligatoria e ricadenti in
       ciascuno  degli  esercizi  2002  e 2003, sono quantificati in
       106.072  migliaia  di  euro comprensivi degli oneri fiscali e
       previdenziali  a  carico  dell'amministrazione, di cui 58.116
       migliaia   di  euro  per  il  personale  dell'area  dirigenza
       comprensivi   dell'indennità  di  posizione  fissa  e  47.956
       migliaia   di   euro  per  il  personale  con  qualifica  non
       dirigenziale.

          2.  Gli  oneri  scaturenti dall'accordo economico biennale
       2000-2001  recepito  con  il  Decreto presidenziale 22 giugno
       2001, n. 10 e relativi al finanziamento della parte variabile
       della  retribuzione  del  personale  con qualifica diversa da
       quella  dirigenziale  sono  quantificati,  per ciascuno degli
       esercizi  2002 e 2003, nella misura prevista dall'articolo 12
       della  legge  regionale  3  maggio 2001, n. 6, al netto degli
       oneri fiscali e previdenziali a carico dell'amministrazione.

          3.  Gli  oneri  scaturenti dall'accordo economico biennale
       2000-2001  recepito  con  il  Decreto presidenziale 22 giugno
       2001,   n.  10  e  relativi  al  trattamento  accessorio  del
       personale  con  qualifica  dirigenziale  dell'amministrazione
       regionale  di  cui  al  comma  1  dell'articolo 6 della legge
       regionale  15  maggio  2000,  n.  10,  sono quantificati, per
       ciascuno  degli  esercizi  2002 e 2003, in 26.933 migliaia di
       euro,  al  netto degli oneri fiscali e previdenziali a carico
       dell'amministrazione.

          4. Il fondo di cui al comma 1 dell'articolo 11 della legge
       regionale 3 maggio 2001, n. 6, è stabilito per l'anno 2002 in
       7.167 migliaia di euro e per l'anno 2003 in 5.481 migliaia di
       euro.

          5. Il fondo di cui al comma 2 dell'articolo 11 della legge
       regionale 3 maggio 2001, n. 6, è stabilito per l'anno 2002 in
       2.212 migliaia di euro e per l'anno 2003 in 1.692 migliaia di
       euro,   ferme   restando   le   disposizioni   del   comma  4
       dell'articolo 13 della legge regionale 15 maggio 2001, n. 10,
       che   trovano   applicazione   a   decorrere  dalla  data  di
       definizione della contrattazione per il biennio 2002-2003, in
       conformità  a  quanto  previsto  dal comma 1 dell'articolo 16
       della legge 28 dicembre 2001, n. 488.

       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 5. Ne dò lettura:

                                  Art. 5.
          Ripartizione territoriale delle spese in conto capitale

          1.  Ai fini dell'applicazione dell'articolo 4, comma 1, n.
       4, della legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e successive
       modifiche  ed integrazioni, entro trenta giorni dalla data di
       entrata   in  vigore  della  presente  legge,  gli  Assessori
       regionali,  ciascuno  per  la  parte  di  propria competenza,
       presentano  alla Giunta regionale le proposte di ripartizione
       territoriale  dei  fondi  stanziati  per  le  spese  in conto
       capitale  dello  stato di previsione della spesa del bilancio
       regionale  e  relativa appendice per l'anno finanziario 2002,
       con  riferimento  agli indici demografici, di disoccupazione,
       di emigrazione e di reddito medio pro-capite.

          2.   Gli   Assessori   regionali,  entro  sessanta  giorni
       dall'approvazione  della  delibera  di  ripartizione da parte
       della  Giunta  regionale,  determinano  la  spesa delle unità
       previsionali  di  base  concernenti  opere  pubbliche  per un
       importo pari almeno all'80 per cento dello stanziamento.

          3.  Entro sessanta giorni dall'approvazione della delibera
       di  ripartizione da parte della Giunta regionale, l'Assessore
       regionale per il lavoro, la previdenza sociale, la formazione
       professionale  e  l'emigrazione  determina  la  spesa  per  i
       cantieri di  lavoro per un importo pari al 50 per cento dello
       stanziamento previsto.

          4.  Copia  della delibera di ripartizione territoriale dei
       fondi  è  trasmessa  alla Commissione bilancio dell'Assemblea
       regionale   entro  il  termine  di  dieci  giorni  dalla  sua
       adozione.

       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 6. Ne dò lettura:

                                  Art. 6.
                    Totale generale del bilancio annuale

          1.  E' approvato in 20.753.071 migliaia di euro in termini
       di competenza ed in 16.282.434 migliaia di euro in termini di
       cassa,  il totale generale dell'entrata ed il totale generale
       della  spesa  del bilancio della Regione siciliana per l'anno
       finanziario 2002.

       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 7. Ne dò lettura:

                                  Art. 7.
                                  Allegati

          1.  Per  l'anno  finanziario 2002 le unità previsionali di
       base    e    le    funzioni-obiettivo    sono    individuate,
       rispettivamente,  negli  allegati  n.  1 e n. 2 alla presente
       legge.

       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 8. Ne dò lettura:

                                  Art. 8.
                            Bilancio pluriennale

          1.  E'  approvato in 47.661.303 migliaia di euro il totale
       generale  dell'entrata  ed il totale generale della spesa del
       bilancio  pluriennale della Regione siciliana per il triennio
       2002-2004,  nelle  risultanze  di  cui  alle  tabelle  C  e D
       allegate alla presente legge.

          2.  Al  bilancio  pluriennale  è  annesso  l'elenco  n.  6
       relativo  agli  oneri a carico del triennio 2002-2004 per far
       fronte a nuovi provvedimenti legislativi.

       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 9. Ne dò lettura:

                                  Art. 9.
                        Quadro generale riassuntivo

          1.   E'  approvato  il  quadro  generale  riassuntivo  del
       bilancio  della Regione siciliana per l'anno finanziario 2002
       e per il triennio 2002-2004 con i relativi allegati.

       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 10. Ne dò lettura:

                                  Art. 10.
                      Azienda delle foreste demaniali

          1.  E'  allegato in appendice al bilancio della Regione il
       bilancio  dell'Azienda  delle foreste demaniali della Regione
       siciliana  per  l'anno  finanziario  2002  e  per il triennio
       2002-2004.
       Onorevoli colleghi si sospende l'esame per passare all'esame
  del Bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali per l'anno 2002
  e per il triennio 2002-2004.

       Si passa allo Stato di previsione dell'Entrata.
       Avanzo finanziario presunto  -  capitolo  0001.  Lo pongo in
  votazione.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Titolo I - Entrate correnti  -  capitoli da 1001 a 1501.  Lo
  pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Titolo II - Entrate in  conto  capitale - capitoli da 2002 a
  2101. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa allo Stato di previsione della spesa.

       Titolo I - Spese correnti  -  capitoli  da  1004  a 1603. Lo
  pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Titolo II - Spese in conto capitale - capitoli 2001-2003. Lo
  pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo  in  votazione  l'articolo  10. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si  sospende  l'esame  del disegno di legge di bilancio, che
  verrà ripreso dopo l'esame del disegno di legge finanziaria.


   Presidenza del presidente Cristaldi

   Presidenza del vicepresidente Lo Giudice

   Presidenza del vicepresidente Battaglia

   Presidenza del vicepresidente D'Andrea


       Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 12 marzo
  2002, alle ore 10.30 con il seguente ordine del giorno:

      I - COMUNICAZIONI

     II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) "Bilancio di  previsione della Regione siciliana per l'anno
          finanziario 2002  e  bilancio  pluriennale  per il triennio
          2002-2004." (NN. 297-299/A) (Seguito)

          Relatore di maggioranza:  on.le Antonino Croce
          Relatore di minoranza: on.le Angelo Capodicasa

       2) "Legge finanziaria 2002" (N. 298 - Stralcio II/A) (Seguito)

          Relatore di maggioranza: on.le Antonino Croce
          Relatore di minoranza: on.le Angelo Capodicasa

          La seduta è tolta alle ore 22.50.

          (Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 01.10)