Presidenza del vicepresidente FLERES
BALDARI, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, s'intende
approvato.
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONE
PRESIDENTE.Comunico che è stata presentata la seguente
interrogazione con richiesta di risposta scritta:
n. 484 - Ispezione presso l'AUSL 5 di Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatari: Forgione Francesco; Liotta Santo;
L'interrogazione ora annunziata sarà inviata al Governo.
Informo, ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Per assenza del Governo, sospendo la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 10.48, è ripresa alle ore 11.15)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente FLERES
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE: "Legge
finanziaria 2002" (298 - Stralcio II/A)
PRESIDENTE. Si procede con l'esame dell'articolo 1. Ne dò
lettura:
Titolo I
Disposizioni di carattere finanziario
Art. 1.
Risultati differenziali
1. Ai sensi della lettera b), comma 2, dell'articolo 3
della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10 e considerati gli
effetti della presente legge, il livello massimo del saldo
netto da finanziare per l'anno 2002 resta determinato in
termini di competenza in 67.334 migliaia di euro e, tenuto
conto delle operazioni di rimborso di prestiti, il livello
massimo del ricorso al mercato finanziario per l'anno
medesimo resta fissato, in termini di competenza, in 413.166
migliaia di euro.
2. Tenuto conto degli effetti della presente legge
sul bilancio pluriennale a legislazione vigente, per l'anno
2003 è determinato un saldo netto da finanziare pari a
48.603 migliaia di euro mentre per l'anno 2004 è determinato
un saldo netto da impiegare pari a 41.481 migliaia di euro,
invece il livello massimo di ricorso al mercato è fissato
rispettivamente in 413.166 migliaia di euro e in 258.229
migliaia di euro.
3. Ai sensi dell'articolo 18 della legge regionale 8
luglio 1977, n. 47 e successive modifiche ed integrazioni,
l'Assessore regionale per il bilancio e le finanze è
autorizzato ad effettuare le operazioni finanziarie di cui al
comma 1 nei limiti massimi ivi stabiliti. Sono applicabili,
in quanto compatibili, le disposizioni della legge regionale
15 febbraio 1999, n. 6.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
1.1, emendamento 1.2 l'emendamento 1.3, d'identico contenuto. Ne
dò lettura:
'Dopo il comma 2 aggiungere il seguente comma:
2 bis. Per ciascuno degli anni 2002, 2003, 2004, le maggiori
entrate rispetto alle previsioni derivanti dalla normativa
vigente sono destinate prioritariamente al conseguimento della
misura del saldo netto da finanziare e/o alla riduzione del
livello massimo del saldo netto da finanziare, stabiliti dai
commi 1 e 2 del presente articolo, salvo che si renda necessario
finanziare interventi urgenti e imprevisti necessari per
fronteggiare calamità naturali o situazioni di emergenza
economico-finanziaria'.
ZAGO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Invito i colleghi che volessero intervenire nella
discussione generale sull'articolo 1 ad iscriversi entro la fine
dell'intervento dell'onorevole Zago. Ha facoltà di parlare
l'onorevole Zago.
ZAGO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la parola
non sull'articolo 1, ma preliminarmente e complessivamente
sull'intero disegno di legge per esternare il disagio che ho
avvertito, e con me ritengo lo abbiamo avvertito anche gli altri
membri della IV Commissione di cui faccio parte, nel prendere
atto del testo del disegno di legge pervenuto in Aula. Disegno
di legge che è passato, come si sa, dalle commissioni di merito e
dalla II Commissione e che, però, vede cassati tutti gli
emendamenti approvati dalla IV Commissione, a maggioranza o
all'unanimità e, comunque, con il parere favorevole del Governo.
Questo alla fine, seppure non è un fatto grave, perchè gli
emendamenti che non sono stati mantenuti si possono ripresentare
- e alcuni, soprattutto quelli su cui c'era una convergenza
unanime, sono stati ripresentati - provoca un senso di
frustrazione: si è lavorato per settimane intere, si sono fatti
scomodare non solo e non tanto i componenti della IV Commissione,
ma anche gli assessori e, soprattutto, i funzionari degli
assessorati, si è lavorato per settimane e alla fine quegli
emendamenti, che pure erano stati apprezzati favorevolmente, non
sono contenuti nel testo per l'esame dell'Aula. Nè si può
pensare, signor Presidente, a un problema di compatibilità
finanziaria, in quanto molti di quegli emendamenti non
comportavano spesa.
Allora il punto è capire, non tanto per quello che ormai è
successo, quanto per il futuro, se è il caso che la finanziaria
venga trattata dalle commissioni di riferimento o se, invece, con
realismo ma anche con senso di rispetto verso tutti, non sia il
caso che la finanziaria venga esaminata solo dalla II
Commissione, risparmiando tempo ed energie e, soprattutto,
rispettando la dignità professionale dei funzionari che sono
venuti tante volte per accompagnare i rappresentanti del Governo
impegnati in commissione nell'esame della finanziaria.
Pertanto, pur se non dubito che nel corso della discussione
tutti gli emendamenti che erano stati esitati con il parere
favorevole del Governo possano essere esitati favorevolmente
dall'Aula, vorrei sottolineare e, soprattutto, vorrei stabilire
per il futuro se tale andamento dovesse essere confermato anche
negli appuntamenti successivi, che non c'è motivo che la
Finanziaria faccia il giro delle commissioni: si può assegnare
direttamente ed esclusivamente alla II seconda commissione
Bilancio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Spampinato. Ne
ha facoltà.
SPAMPINATO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il dubbio
evidenziato dall'onorevole Zago credo che sia più che legittimo e
dovrebbe essere, secondo me, oggetto di attenta riflessione. A
completamento delle lagnanze dell'onorevole Zago aggiungo che,
non solo alcuni emendamenti su si era lavorato e per i quali
c'era l'apprezzamento della Commissione nonchè del Governo non li
ritroviamo nel testo pervenuto in Aula, ma gran parte della legge
finanziaria la ritroviamo nel testo d'Aula senza che le
commissioni di merito abbiano avuto la possibilità di valutarli.
Quindi c'è questa doppia incongruità: da una parte, dove si è
lavorato e c'è stato l'apprezzamento non se n'è tenuto conto
considerato che gli emendamenti non sono contenuti nel testo
legislativo, dall'altra parte invece parti importanti della legge
finanziaria trovano alloggiamento nel testo di legge senza che le
commissioni di merito abbiano avuto la possibilità di valutarle.
Questo pone un problema serio, verificare cioè l'effettiva
funzione, all'interno dell'iter legislativo, delle commissione
anche - lo ripeto ancora una volta - a tutela del ruolo di ogni
singolo deputato e delle commissioni nella qualità di organismo
interno del Parlamento siciliano.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Speziale. Ne ha
facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome ci
avviamo ad un percorso faticoso e spero conclusivo della legge
finanziaria, ritengo opportuno definire i limiti e le regole
di tale percorso, che tutti assieme dobbiamo darci a partire
dalla Presidenza, e sapere come la Presidenza intende
regolamentarsi per evitare che nel corso dei lavori possano
essere fatte inopportune forzature che potrebbero determinare una
giustificata reazione da parte dei parlamentari.
Noi conosciamo tutta la vicenda della finanziaria: la
finanziaria è stata esitata dal Governo con una legge omnibus, il
disegno di legge in larga parte può subire gli stralci fatti dal
Presidente dell'Assemblea (stralci che sono ancora all'esame
delle commissioni). Ho letto stamattina che buona parte degli
stralci che non hanno avuto il parere di merito delle commissioni
sono stati inseriti nel testo della finanziaria e proposti dal
Governo come emendamenti aggiuntivi alla finanziaria.
Ovviamente, signor Presidente, lei capirà che se tali
emendamenti dovessero essere considerati ammissibili da parte
della Presidenza, ci troveremmo di fronte a una violazione palese
ed un atteggiamento contraddittorio da parte della Presidenza
dell'Aula, che determinerebbe una contraddizione di comportamento
e uno sbandamento oggettivo dei lavori d'Aula.
Pertanto, signor Presidente, così come è stato
richiesto nel corso del dibattito sul bilancio , le chiederei
formalmente di annunciare all'Aula l'orientamento della
Presidenza. Ci sono stati più presidenti di commissioni, non
ultimo l'onorevole Tricoli, che hanno sollevato questioni di
merito per evitare di intralciare i lavori d'Aula, che noi
vorremmo spediti il più possibile; al riguardo chiederemmo alla
Presidenza di definire adesso il percorso, magari sospendendo i
lavori, se lo ritiene necessario, per qualche minuto, ma occorre
definire adesso il percorso; perchè l'idea di procedere articolo
per articolo, per poi nella fase di stanca dell'Aula, in nottata,
attraverso forzature regolamentari, è un'idea che non penso le
appartenga, signor Presidente, sarebbe un comportamento lesivo
dell'Aula e ovviamente noi dovremmo reagire.
Pertanto volendo contribuire assieme alla Presidenza a
definire un percorso certo, le chiediamo di comunicare all'Aula
le decisioni della Presidenza e, in ogni caso, di suggerire le
nostre.
La nostra idea, signor Presidente, è di mantenerci
strettamente aderenti al testo della finanziaria esitato dalle
Commissioni legislative competenti e dalla Commissione Bilancio.
Tutto il resto, dalla materia sanitaria, alla materia che
riguarda le varianti in zone agricole, alle questioni di merito,
è di competenza delle commissioni di merito e tutto quanto non ha
ricevuto il parere di queste ultime deve essere stralciato e
rimandato loro per il parere. Proponiamo, pertanto, di mantenere
la finanziaria soltanto sulla base degli articoli originari che
erano stati proposti dal Presidente dell'Assemblea all'esame sia
delle commissioni di merito, sia della Commissione Bilancio.
Ogni altra interpretazione, per noi, sarebbe interpretata
come una palese violazione al Regolamento.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, in linea di massima
l'orientamento della Presidenza è di procedere con l'esame degli
emendamenti al testo esitato dalla Commissione Bilancio. Di volta
in volta la Presidenza valuterà se si tratta di questioni che
sono state introdotte surrettiziamente nella finanziaria o meno,
mentre relativamente alla questione riguardante gli emendamenti
aggiuntivi al testo, la Presidenza farà una valutazione
preventiva nel momento in cui si dovrà iniziare il dibattito
sugli emendamenti al testo.
Questa è già una linea che dovrebbe consentirci una più
agevole trattazione della materia. Naturalmente, onorevole
Speziale, lei sa bene che tra il bianco e il nero c'è una vasta
gamma di grigi e che la materia finanziaria, ancorché stabilita
nel perimetro da una legge, non è riconducibile in maniera così
netta ad una ipotesi piuttosto che ad un'altra. Per questo la
Presidenza farà una valutazione di volta in volta, anche con
l'aiuto, la collaborazione e l'opinione dei singoli deputati e
dell'Aula.
Non avendo alcun altro deputato chiesto di parlare si passa
agli emendamenti all'articolo 1.
Li pongo congiuntamente in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
Chiedo la sospensione della seduta per un minuto.
PRESIDENTE. Su richiesta del Governo, sospendo la seduta per
un minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 11.30, è ripresa alle ore 11.32)
La seduta è ripresa.
Su richiesta del Governo, dispongo l'accantonamento
dell'articolo 1 e dei relativi emendamenti.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Si passa all'articolo 2. Ne dò lettura:
Titolo II
Disposizioni in materia di entrate
Art. 2.
Servizio riscossione tributi
Accesso dei concessionari all'anagrafe comunale
1. Al fine di pervenire a migliori risultati del servizio
di esazione, i comuni della Regione devono fornire
gratuitamente al concessionario del servizio riscossione
tributi e alle amministrazioni finanziarie dello Stato
territorialmente competenti i dati relativi ai propri archivi
anagrafici dei cittadini. I comuni provvedono ad aggiornare
i dati anagrafici forniti con periodicità almeno trimestrale.
2. I comuni che già si avvalgono di sistemi informatici
per la gestione dell'anagrafe devono, entro tre mesi
dall'entrata in vigore della presente legge, sottoscrivere
con il concessionario e con le amministrazioni finanziarie
dello Stato territorialmente competenti un protocollo
d'intesa contenente sia le tecniche per il trasferimento dei
dati che i criteri di normalizzazione delle banche dati.
3. Ove non sia già direttamente stabilito per legge o per
regolamento, i comuni sono tenuti ad individuare l'unità
organizzativa responsabile del procedimento di cui al comma
uno e due.
4. Il mancato adempimento agli obblighi di cui al presente
articolo comporta per il comune una diminuzione del
trasferimento dovuto per l'anno successivo ai sensi
dell'articolo 65 pari all'1 per cento e l'intervento
sostitutivo, previa diffida, da parte dell'Assessorato
regionale del bilancio e delle finanze.
5. La mancata o difforme comunicazione da parte del
concessionario al Dipartimento regionale delle finanze e del
credito dell'inadempimento del comune dà luogo alle sanzioni
amministrative di cui all'articolo 15 del decreto legislativo
9 luglio 1997, n.237.
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Giannopolo,
Speziale e Capodicasa l'emendamento 2.1, che così recita:
"il comma 4 è così sostituito:
4. 'il mancato adempimento agli obblighi di cui al presente
articolo comporta l'intervento da parte dell'assessorato
regionale del bilancio".
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione. Contrario.
CAPODICASA. Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Zago, Panarello,
Villari e Giannopolo)
Presidenza del vicepresidente FLERES
VERIFICA DEL NUMERO LEGALE
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per la verifica del numero legale.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VERIFICA
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione di verifica del
numero legale: presenti 40.
L'Assemblea non è in numero legale; pertanto, la seduta è
sospesa per un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 11.30, è ripresa alle ore 12.55)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Ricordo che la seduta era stata sospesa per mancanza del
numero legale in sede di votazione dell'emendamento 2.1.
VERIFICA DEL NUMERO LEGALE
CAPODICASA. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata, a termini di
Regolamento, dagli onorevoli Giannopolo, Zago, Panarello e
Villari, indìco la verifica del numero legale.
(Si procede alla verifica del numero legale mediante sistema
elettronico)
RISULTATO DELLA VERIFICA
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti: 51
L'Assemblea è in numero legale.
Pongo in votazione l'emendamento 2.1 con il parere contrario
del Governo. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2 così come emendato. Il
parere del Governo?
PAGANO, assessore per il Bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Invito il deputato segretario a
darne lettura.
PAFFUMI, segretario:
"Art. 3.
Cessione e cartolarizzazione dei crediti
1. L'Assessore regionale per il bilancio e le finanze è
autorizzato a procedere alla cessione dei crediti d'imposta e
di altra natura vantati dalla Regione anche al fine di
consentire la realizzazione di sottostanti operazioni di
cartolarizzazione degli stessi.
2. Le operazioni di cui al comma 1 possono essere
disposte, anche per importi parziali, nei limiti in cui le
corrispondenti entrate, accertate e non riscosse in sede di
rendiconto generale della Regione, risultino altresì ancora
esigibili.
3. Al fine di agevolare la realizzazione delle predette
operazioni di cartolarizzazione l'Assessore regionale per il
bilancio e le finanze è autorizzato ad affidare con le
modalità di cui all'articolo 3 della legge regionale 15
febbraio 1999, n. 6, l'appalto del complesso dei connessi
servizi finanziari e di consulenza a primarie banche e
società di intermediazione finanziaria.
4. Per quanto non previsto si applicano in quanto
compatibili le disposizioni statali sulla cartolarizzazione
dei crediti."
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo è uno
degli articoli che in Commissione Bilancio e finanze abbiamo
dibattuto ed io mi permetto di dire all'Aula, in modo sintetico,
ciò che è avvenuto in quella sede.
La discussione si è concentrata in particolare sulle
modalità di aggiudicazione previste dal comma terzo in forza di
una legge regionale ed al comma terzo noi avevamo presentato un
emendamento, non solo dei deputati dei DS - in Commissione io e
l'onorevole Capodicasa -, ma anche dei parlamentari del
centro-sinistra, che potesse evidenziare, così com'è già, una
procedura di evidenza pubblica.
Non abbiamo detto, quindi, che si stabilissero modalità di
gare, di aggiudicazione di asta pubblica perchè ci rendiamo conto
della necessità che la Regione ha, e per essa l'Assessore per il
bilancio, di dover procedere in maniera accelerata
nell'aggiudicazione e, tuttavia, l'esigenza di procedure
accelerate non può far venir meno l'esigenza primaria, che è
quella di avere delle procedure che abbiano carattere di
trasparenza.
Nel corso dei lavori della Commissione noi abbiamo insistito
su questo nostro emendamento. Il Governo - secondo me in modo
assolutamente inopportuno - si è trincerato dietro una posizione
di rifiuto. Noi reiteriamo il nostro emendamento su
quest'articolo, in modo tale che si possa procedere
all'aggiudicazione attraverso una procedura trasparente, che
possa essere garantita attraverso una procedura di evidenza
pubblica.
Io voglio porre ai colleghi parlamentari una domanda:
siccome nessuno vuole alimentare un sospetto sulla procedura e
siccome noi abbiamo il dovere di scrivere regole certe, che
debbono valere per questo Governo e per quelli futuri, ovviamente
- perchè quando scriviamo le regole le scriviamo per tutti, non
soltanto per quello attuale - .....
CINTOLA. Per quelli passati pure
SPEZIALE. Per il passato non le scriviamo, le abbiamo scritte
e, quand'anche per il passato fossero stati commessi errori,
onorevole Cintola, lei, che è così legato al passato, sa che il
nostro dovere è quello di introdurre correttivi rispetto a
questioni del passato e sulla questione specifica del passato,
onorevole Cintola, l'onorevole Capodicasa ha spiegato all'intera
Commissione le ragioni per cui nel 1999 si è proceduto con la
procedura prevista dalla legge regionale dell'epoca ed è stata
introdotta quella normativa regionale.
La possibilità che si proceda con evidenza pubblica è a
garanzia di tutti, non è una garanzia dell'opposizione nè noi
vogliamo alimentare sospetti sulla procedura perché non è questo
il punto; vogliamo che in questo caso venga introdotta una
procedura di evidenza pubblica perché per adesso e per il futuro,
qualunque sia l'assessore al ramo, si possa procedere con
trasparenza, che è di tutela per tutti, per questo Governo e
anche per l'intero Parlamento.
Pertanto, signor Presidente, colgo l'occasione per parlare
sull'articolo e contemporaneamente per illustrare l'emendamento
di cui sono firmatario, e dichiaro che non abbiamo nessuna
difficoltà a votare l'articolo purché venga introdotta
l'emendamento nostro al comma 3, che riguarda la possibilità di
introdurre una procedura di evidenza pubblica per
l'aggiudicazione.
RAITI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAITI. Signor Presidente, onorevole assessore, onorevoli
colleghi, io intervengo per esprimere il mio giudizio favorevole
sull'articolo perché ritengo che sia una operazione assolutamente
innovativa e che va nella direzione giusta, cioè quella che
ci può permettere di riscuotere finalmente i crediti che la
Regione ha nei confronti dei soggetti che debbono pagare le tasse
in Sicilia.
E' un problema veramente importante, che ho evidenziato
nelle scorse sedute d'Aula, anche in relazione alla paventata
inefficienza della Montepaschi Serit. Se ricordate, più volte ho
detto che non era possibile che, a fronte di un contributo che
versiamo alla Montepaschi Serit, riscuotiamo una massa di somme
inferiori al contributo. E avevo ironicamente proposto la
possibilità di eliminare questo tipo di attività di riscossione
perché così avremmo avuto un guadagno come Regione Sicilia.
L'articolo 3 prende atto del fatto che è necessario
adeguarsi alle nuove tecniche finanziarie per permettere una
riscossione veramente efficace ed innovativa. Pertanto, esprimo
il mio voto favorevole e confermo, però, gli emendamenti che ho
presentato allo stesso articolo, in quanto ritengo che è
possibile migliorare questo tipo di articolo soprattutto riguardo
alla possibilità della evidenza pubblica, in quanto - così come
ha già affermato l'onorevole Speziale nel precedente intervento -
credo che sia opportuno che coloro i quali assumeranno il compito
di cartolarizzare e, quindi, di svolgere tale adempimento nei
confronti della Regione siano selezionati con una procedura che
sia rigorosa e trasparente, in maniera da evitare che si possa
incappare in errori di percorso e in maniera da assicurare la
massima efficienza possibile nella gestione e nella
cartolarizzazione di questi crediti. Pertanto, se il Governo
recepisce l'emendamento che ho presentato assieme ad altri
colleghi io esprimerò voto favorevole su tutto l'articolo.
CAPODICASA. Chiedo che il Governo dia la risposta.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole assessore
Pagano per rispondere in merito alle osservazioni sollevate
dagli onorevoli Speziale e Raiti.
PAGANO,assessore al bilancio. Signori colleghi, la materia che
attiene è delicata e riguarda la cartolarizzazione dei crediti
che nella normativa regionale è un istituto ormai consolidato che
risale alla legge regionale 15 febbraio 1999, n. 6. Essa, di
fatto, consente di operare una anticipazione, una autorizzazione
dei crediti.
Questa procedura è stata oggetto di consolidate esperienze,
non solo da parte dell'Assessorato, ma anche, in generale, da più
Governi, visto che da allora si sono succeduti più Governi.
Si rifà, questa norma, al decreto legislativo n. 154 del
1999 e quindi la nostra normativa, al 100 per cento, senza
eccezione alcuna, fa riferimento ad una modalità consolidata a
livello nazionale.
Esiste da tre anni, l'hanno autorizzata più Governi,
facciamo riferimento ad una normativa nazionale, non vogliamo nè
più, nè meno di quello che si fa nel resto della nazione, nelle
altre regioni d'Italia che fanno esattamente le stesse cose come
e quanto noi.
CAPODICASA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Personalmente sono molto stupito dal fatto che
l'Assessore insista su una posizione che in Commissione aveva
già, per la verità, espresso. E, proprio in quella sede, il
dibattito aveva messo in evidenza che il ricorso all'articolo 3
della legge n. 6 del 1999 è un riferimento che noi consideriamo
improprio perchè, in quella sede, abbiamo tenuto a precisare, e
lo stesso Assessore da parlamentare di questa Assemblea non può
non ricordarlo ( e, se vuole, può anche documentarsi con
i resoconti stenografici delle sedute di allora), che si trattava
di una circostanza ben precisa, motivata da scadenze temporali ed
anche finanziarie cogenti, che se non fossero state rispettate
avrebbero comportato conseguenze abbastanza pesanti per il
bilancio della Regione e, comunque, per le casse, per le finanze
della Regione.
Non si può, quindi, fare riferimento ad un articolo che
aveva un preciso condizionamento temporale e anche, diciamolo
pure, legato ad una circostanza particolare. Ciononostante,
onorevole Assessore, in quella occasione, fermo restando che per
quanto concerne la scelta dell'advisor è stato fatta con gara di
evidenza pubblica, dando pubblicità alle procedure, non può oggi
essere richiamato perchè siamo in una circostanza in cui, invece,
noi discipliniamo a regime tutta la materia.
Sarebbe come dire che, se a causa di una calamità interviene
la protezione civile, supera tutte le procedure ordinarie della
legislazione, perchè deve dare subito una pronta risposta
all'emergenza, e poi noi, quelle stesse procedure, le adottassimo
in via ordinaria anche dopo perchè tanto una volta sono state
già adottate.
Ma non è così: in atto siamo in una situazione in cui
parliamo di servizi finanziari che vengono resi in continuità, o
perlomeno, secondo circostanze che sono abbastanza prevedibili,
anticipatamente, tanto più da un Governo che si suppone debba
avere una sua stabilità visto che la legge elettorale ormai
garantisce la permanenza per cinque anni di uno stesso Governo, o
perlomeno di uno stesso Presidente. Reputiamo che sia una
forzatura, francamente non motivata, il dovere ricorrere a questo
riferimento senza peraltro mettere alcuni limiti che noi invece
riteniamo, così come lungamente abbiamo argomentato in
Commissione, debbano essere messi.
E ci sono anche altri emendamenti. Il primo, il 3.1, quello
relativo all'inserimento di un comma 2 bis, stabilisce, così come
avevamo fatto per l'articolo 1 quando abbiamo proposto
quell'emendamento, ma fortunatamente lo abbiamo accantonato, che
le maggiori entrate, rispetto alle previsioni, debbono essere
utilizzate, tranne casi eccezionali per fronteggiare calamità
naturali o emergenze economiche-finanziarie, per andare alla
riduzione del livello massimo del saldo netto da finanziare, cioè
se ci sono maggiori entrate riteniamo di pagarci i debiti, in
poche parole. La stessa cosa, ed è un indirizzo che
l'amministrazione dovrebbe scegliere, più o meno la diciamo per
il Parlamento che dovrebbe approvare che il ricavo delle
operazioni di cessione dei crediti d'imposta venga destinato al
rimborso dei debiti d'imposta. Non le sembra logico, assessore?
Siccome gli emendamenti sono più di uno, stavo passando da
un emendamento all'altro, non so se è risultato chiaro, perché
l'emendamento 3.1, 3.4 e 3.9, a firma dell'onorevole Raiti ed
altri, dice una cosa. Ora, io non so se lei si è pronunciato
contro questo emendamento, o meglio questi emendamenti o quelli
successivi dove noi prevediamo la procedura di evidenza pubblica,
per quanto riguarda l'affidamento di questo servizio.
Ora, siccome non era chiaro dal suo intervento, io avevo
chiesto al Presidente di sollecitarla a dare un parere specifico
su ogni emendamento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non essendoci altri deputati
iscritti a parlare, do la parola all'assessore Pagano per
rispondere.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Il
riferimento legislativo alla legge 15 febbraio 1999 n. 6 che
richiama interamente il decreto legislativo 157/95 di fatto
descrive procedure che sono ordinarie, onorevole Capodicasa, e
noi non ci vogliamo discostare minimamente da queste procedure
ordinarie. Quindi, così come è stato fatto dagli altri governi
- compreso il suo, onorevole Capodicasa -, che è vero che in un
certo momento storico (febbraio-marzo 1999) ebbe la necessità di
reperire risorse finanziarie,
CAPODICASA, relatore di minoranza. Di reperire risorse
finanziarie nell'arco di un mese, assessore
PRESIDENTE. Ma io lo ricordo perfettamente, e però noi teniamo
in debito conto il fatto che gli choc, e lei deve tenere conto -
e questo lo dico con grande serenità, senza nessun tipo di
polemica - che le stesse difficoltà possono anche venire domani,
gli choc finanziari sono all'ordine del giorno. Questa Regione ha
11 mila miliardi residui attivi che non riuscirà mai ad
incassare, questa Regione vive anche di tensioni finanziarie che
sono periodiche e sono costanti.
La capacità di questo Governo di avere saputo dilazionare,
nel tempo, tutto questo, penso che sia un fatto assolutamente
positivo che deve essere salutato e visto con grande interesse,
al punto che io posso dire che, nonostante l'autorizzazione, che
veniva dal precedente Parlamento, ad utilizzare l' istituto della
'cartolarizzazione', abbiamo avuto - ritengo - la capacità, anche
concreta, a dilazionare in futuro tutto ciò, proprio per evitare
che ci siano tensioni di questo tipo. Quindi, abbiamo
abbondantemente dimostrato che la gestione è anche ordinaria, ma
ciò non toglie che nel caso di 'straordinarietà', noi si debba
procedere esattamente come fa la Calabria, la Basilicata,
Bolzano, come hanno fatto i governi precedenti di questa Regione.
E quindi assolutamente il nostro indirizzo è quello di lasciare
tutto inalterato, esattamente come è sempre stato fatto.
Per quanto riguarda i commi 3.1 e 3.2, circa il rimborso da
destinare ai debiti d'imposta, è chiaro che verrebbero questi
eventuali ricavi ad ingessare la manovra del Governo ed è chiaro
che all'interno di una 'deregulation' che ormai è consolidata,
anche come indirizzo complessivo, non soltanto dei governi di
centro-destra, è chiaro che è una raccomandazione che facciamo
nostra, ne prenderemo atto e sicuramente la faremo nostra, ma
certamente non possiamo immaginare che le nostre risorse
finanziarie vadano ad ingessare la nostra azione di governo.
CAPODICASA, relatore di minoranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA, relatore di minoranza. Noi ovviamente insistiamo
sull'emendamento perché l'assessore non intende addivenire ad
alcuna resipiscenza rispetto alle cose che aveva già affermato in
Commissione.
Per quanto riguarda l'emendamento 3.1, è del tutto chiaro
che non c'é alcuna intenzione di ingessare l'azione di Governo,
di questo Governo o di altri che verranno. C'è solo da rendere,
onorevole assessore, ora sì, logica e rigorosa l'azione di
governo. Ed è quello che voi non volete, perché noi vi diciamo
che per ciò che riguarda le maggiori entrate, cioè parliamo di
qualcosa che va al di là di quanto previsto, quindi per ciò che
il governo programma con ciò che è previsto, operi secondo la
propria discrezionalità. Per ciò che va oltre, noi vi
chiediamo se c'è o non c'è la crisi finanziaria della Regione.
Se c'è, interveniamo aggredendo l'esposizione debitoria della
Regione e cerchiamo di ridurre al massimo per questa via il
ricorso al mercato. Ma, ovviamente, voi una cosa dite sui
giornali ed un'altra poi fate quando proponete gli articoli di
legge e siamo costretti poi a dirvi che dite le bugie, cosa che
non ci piace fare, perché non è nel nostro stile ma purtroppo
siamo di fronte a questo tipo di orientamento.
Lei onorevole assessore, non tiene conto del fatto che
quando lei ed il suo predecessore, onorevole Nicolosi, vi siete
seduti a questa bruciante poltrona di assessore al bilancio e le
finanze, avete trovato un'autostrada spianata, che era stata
spianata dal vostro predecessore, onorevole Piro, il quale tutto
questo lavoro lo ha fatto nei tempi rapidissimi che gli erano
consentiti- la legge n. 6 del 1999 è del 15 febbraio ed è stata
pubblicata a marzo -, quindi avevamo i tempi dell'approvazione
del bilancio in scadenza, da lì a due mesi dovevamo trovare
qualcosa come 1.700 miliardi e fino a quel momento le banche non
si erano presentate alle gare indette sia dal Governo precedente
(assessore al bilancio era l'onorevole Tricoli), sia alla prima
prova che abbiamo fatto noi non appena insediati nel mese di
novembre. Quindi, abbiamo dovuto percorrere un'altra strada, ma
farlo in fretta, perché se noi non riuscivamo ad emettere le
obbligazioni per 1.700 miliardi non avremmo potuto chiudere il
bilancio. Onorevole assessore, le pare cosa da poco? Non le può
capitare perché lei ormai ha la strada aperta. Lei si è recato
appena qualche mese fa a Londra a fare l'ulteriore missione.
Quindi, come vede i tempi non sono più quelli di una volta,
perché noi abbiamo dovuto costruire di sana pianta un percorso
in cui lei oggi invece si trova, con i rapporti con i nostri
interlocutori già consolidato, la materia organizzata il rating
già rilasciato, con la speranza che con l'aggiornamento non
succeda qualcosa di grave. Quindi, come vede questa norma che lei
vuole introdurre non è assolutamente giustificata. Diceva bene
l'onorevole Speziale: c'è un problema di trasparenza che non
significa un'accusa al governo o all'assessore, ma significa che
in regime di ordinarietà le procedure di emergenza debbono essere
eliminate, debbono essere ricondotte alle norme. Del resto, il
ricorso all'articolo 157 del decreto legislativo, non è vero che
la norma richiama l'intero decreto legislativo, tanto è vero che
poi noi, con un ulteriore emendamento, alla fine proponiamo di
ricomprendere, noi e anche Turano, tutte le norme del decreto
legislativo. In sostanza, si tratta di operare una scelta di
indirizzo. Se lei ed il suo governo non ritengono di doverlo
fare ne prendiamo atto, vuol dire che aggiungeremo a tutte le
altre cose anche questo.
SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò
brevissimo perchè condivido gran parte delle cose dette
dall'onorevole Capodicasa relativamente al nostro voto che poteva
essere inizialmente favorevole, se il Governo avesse mutato
orientamento sul terzo comma, e voglio intervenire soltanto per
spiegare la ragione rispetto a questo comma che ci costringe a
dare il voto contrario.
Noi avvertiamo, onorevole Assessore, l'esigenza che in una
fase dell'attività amministrativa si debba procedere con
carattere d'urgenza. Infatti, non abbiamo nel modo più assoluto
voluto contestare il fatto che si proceda con un carattere
d'intervento urgente per le modalità di aggiudicazione; e quindi
non abbiamo vincolato l'aggiudicazione a procedure di lungaggini,
noi non abbiamo detto "Si propone l'asta pubblica", abbiamo detto
"Quand'anche si dovesse procedere con carattere d'urgenza, perchè
lo richiede la situazione, si garantisca comunque una modalità di
evidenza pubblica". Ed è soltanto questo che noi abbiamo
introdotto, che preserva il carattere d'urgenza, così come
richiesto dai tempi dell'amministrazione e, tuttavia, garantisce
comunque il carattere della trasparenza.
Il modo ostinato con il quale lei difende questo articolo
nel testo del Governo,onorevole Assessore, ci lascia davvero
perplessi, perchè ci rendiamo conto che noi non stiamo assumendo
una posizione irragionevole, stiamo assumendo una posizione
logica, dettata - fra l'altro - anche dal buon senso. Peraltro,
le voglio ricordare che andando la norma a regime, lei non sarà
assessore per tutta la vita al bilancio, perchè probabilmente
potrà pure cambiare l'assessore al bilancio, abbiamo introdotto
una norma a regime che vale per lei e vale per gli altri ed è per
questo che noi sul punto, sul terzo comma, onorevole Presidente,
chiediamo espressamente che si proceda con il voto segreto.
RAITI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAITI. Onorevole Assessore, onorevoli colleghi, sarò
brevissimo nell'esposizione di quanto mi accingo a fare, perchè
collegandomi a quanto detto prima l'iniziativa è assolutamente
meritevole e la condivido, ma questo non vuol dire che non
abbiamo la necessità di migliorarla, questo non vuol dire che non
possiamo riflettere per fare in modo di far corrispondere agli
enunciati di principio - che abbiamo fatto e soprattutto che il
Governo ha fatto nel recente passato - all'attività concreta.
Il comma 1, il testo dell'emendamento 3.1 va appunto nella
direzione di fare in modo che si possa far fronte in maniera
seria con i possibili ricavati in più di questa operazione al
debito pregresso che esiste. Abbiamo già più volte detto che ci
sono debiti esistenti, faccio un esempio per tutti, quello della
sanità, e nella manovra finanziaria si dimentica che si
affrontano i debiti della sanità per il futuro, ma ci sono i
debiti che vanno dal 2000 al 2001 che sono circa 2.000 miliardi.
L'emendamento che abbiamo presentato io insieme ad altri, va
in questa direzione, facciamo in modo di recuperare più gettito
ma cerchiamo di tappare i buchi per risanare veramente, per non
fare solo enunciati di principio.
La stessa cosa riguarda i successivi emendamenti, in
particolare l'emendamento 3.3. Pertanto quello che appunto cerca
di fissare una modalità di assegnazione della prestazione d'opera
con criteri di evidenza pubblica e a società di rilevante
interesse non solo nazionale ma anche mondiale; ciò per
consentire che l'operazione sia fatta nel migliore dei modi e che
si possano riscuotere più somme possibili.
Quindi, con queste precisazioni io ritengo che è necessario
recepirle e che in ogni caso, chiedo sia per il 3,1 e,
associandomi alla richiesta per il 3.3 che si voti con voto
palese in maniera tale che ciascuno di noi si assuma la
responsabilità perchè di una norma che dal punto di vista di
principio è assolutamente condivisibile, poi non se ne svilisca
il contenuto perchè si assumono posizioni rigide che non vanno
nella direzione di un'efficacia reale dell'operato normativo.
TUMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TUMINO. Brevemente volevo sottolineare l'emendamento 3.7
laddove il collega Turano invita il Governo a prevedere, e quindi
l'Aula poi a legiferare, per prevedere che il compenso per i
servizi finanziari di consulenza resi sia commisurato
all'ammontare dei crediti riscossi. Vorrei chiedere che venga
apposto La mia firma fra quelle de firmatari dell' emendamento e
vorrei sottolineare ai colleghi che è importante questa
commisurazione ai costi effettivi.
PRESIDENTE. Si accoglie la richiesta dell'onorevole Tumino e
dell'onorevole Raiti all'emendamento 3.7
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione gli emendamenti 3.1, 3.4 e 3.9 aventi il
medesimo contenuto.
Il parere del Governo?
PAGANO, assessore al bilancio. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione gli emendamenti 3.2, 3.5 e 3.10 aventi il
medesimo contenuto.
Il parere del Governo?
PAGANO, assessore al bilancio. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, Presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 3.8 con la precisazione che
il riferimento legislativo è all'articolo 3 della legge regionale
15 febbraio 1999 - e non 1996 - n. 6.
TURANO.Lo ritiro.
PRESIDENTE.L'Assemblea ne prende atto.
Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti 3.3, 3.6 e
3.11.
SPEZIALE. Chiedo il voto segreto su questo emendamento.
(Aderiscono alla riciesta gli onorevoli Speziale, Capodicasa,
Cracolici, Giannopolo, Oddo, Panarello, Papania, Zago e De
Benedictis)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione a scrutinio segreto. Invito i
deputati presenti a munirsi della scheda per il voto elettronico.
Chiarisco il significato del voto. Chi vota verde vota a
favore dell'emendamento; chi vota rosso vota contro
l'emendamento; chi vota bianco si astiene.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro la chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione congiunta per
scrutinio segreto degli emendamenti 3.3, 3.6 e 3.11.
Presenti e votanti ....... 62
Maggioranza .............. 32
Favorevoli ............... 31
Contrari ................. 30
Astenuto ................. 1
(L'Assemblea non approva)
Si passa all'emendamento 3.7. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione. Contrario.
TUMINO. Dichiaro di astenermi.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne dò lettura.
Art. 4.
Saldi liquidazione enti
1. L'articolo 77 della legge regionale 3 maggio 2001,
n.6, è sostituito dal seguente:
'1. Le risorse derivanti dai saldi attivi dei bilanci
finali di liquidazione dell'Ente siciliano per la promozione
industriale (ESPI), dell'Azienda Asfalti Siciliani (AZASI) e
dell'Ente minerario siciliano (EMS) sono versate in entrata
al bilancio della Regione siciliana e finalizzate a spese di
investimento di competenza dei Dipartimenti regionali
dell'industria e dei lavori pubblici, che sono destinate
secondo le modalità ed i tempi indicati al comma 2.
2. Le spese di investimento di cui al comma 1 sono
destinate, a decorrere dall'anno 2003 e stanziate nel
bilancio dello stesso anno, alla realizzazione di opere
infrastrutturali ed interventi a sostegno dello sviluppo
produttivo esclusivamente nei territori della provincia di
Ragusa e delle altre province nelle quali ricadono gli
stabilimenti dismessi dei tre enti suindicati e delle società
partecipate dei medesimi enti.'
2. All'articolo 1 della legge regionale 20 gennaio 1999,
n. 5, dopo il comma 7 è aggiunto il seguente comma:
'7 bis. Tutti i proventi maturati e maturandi derivanti
dalla gestione degli enti in liquidazione sono versati in
sottoconti di tesoreria unica regionale intestati al
commissario liquidatore ed utilizzabili secondo le
disposizioni di cui all'articolo 21 della legge regionale 7
marzo 1997, n. 6.'
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Zago: emendamenti 4.4, 4.5 e 4.6;
- dall'onorevole Gurrieri: emendamento 4.7;
- dall'onorevole Turano: emendamenti 4.9, 4.11 e 4.10;
- dagli onorevoli Tumino, Liotta, Raiti, Genovese: emendamento
4.3;
- dagli onorevoli Raiti, Morinello, Ferro, Vitrano:
emendamento 4.1;
- dagli onorevoli Papania, Spampinato, Manzullo: emendamento
4.2;
- dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamenti 4.12 e
4.13;
- dagli onorevoli Giannopolo e Speziale: emendamento 4.8.
ZAGO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAGO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non sarà
sfuggito ai colleghi che nella finanziaria che ci è stata
presentata in prima stesura, all'articolo 6 si stabiliva di
cassare un principio che era stato introdotto con l'articolo 77
della legge n. 6 del 2001. Tale principio stabiliva che le
risorse provenienti dalle privatizzazioni degli enti regionali o
a partecipazione regionale sarebbero stati investiti nei
territori degli enti dismessi, AZASI, EMS, ESPI e quindi le
province sedi di questi stabilimenti (faccio un esempio:
l'INSICEM a Ragusa e i vini Corvo a Palermo). Dunque, un
principio che non stabiliva una provincia in particolare, ma le
province sedi degli enti dismessi.
Tale principio era stato accolto appena un anno fa
dall'Assemblea regionale siciliana che lo aveva sancito
nell'articolo 77 stabilendo, appunto, che queste somme sarebbero
state investite nei territori. Invece, con l'articolo 6 della
prima stesura della finanziaria si stabiliva che le somme, il
ricavato delle privatizzazioni dovessero confluire nel bilancio
della Regione senza l'obbligo di reinvestire nelle provincie sedi
degli enti dismessi.
Nella seconda stesura, quella cioè al nostro esame che è
stata esitata dalla II Commissione, probabilmente, anzi
sicuramente per una azione condotta dai parlamentari della
provincia di Ragusa in raccordo a prescindere dai ruoli, è stato
introdotto invece l'articolo 4 che reintroduce il principio
dell'investimento delle somme nelle provincie sedi di enti
dismessi, articolando, però, il tutto in tre, quattro commi che
io, invece, credo non siano necessari ai fini del mantenimento
del principio che ha votato l'anno scorso l'Assemblea regionale
siciliana e che adesso viene mantenuto dopo la reintroduzione in
sede di II Commissione. E' per tale ragione che ho presentato
l'emendamento soppressivo dell'articolo 4, perchè sopprimendo per
intero l'articolo 4 noi manterremmo l'articolo 77 della legge n.
6 del 2001 che sancisce qualcosa su cui, credo, tutti siamo
d'accordo.
Pertanto, volevo richiamare l'attenzione dell'Aula su questo
aspetto. Qualora l'emendamento soppressivo non dovesse essere
approvato, mi riservo successivamente di illustrare nel dettaglio
gli altri emendamenti a mia firma.
ACIERNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
forse bisognerebbe (dò questo suggerimento al Governo)
accantonare l'articolo 4 perchè nell'attuale formulazione,
sicuramente non produce dei grandi effetti. Intanto, non capisco
per quale motivo al comma 2 si fa specifico riferimento alla
provincia di Ragusa e poi si citano anche altre provincie senza
dare ad esse un nome e cognome. Credo sia solo un fatto
lessicale, però formalmente sbagliato perchè sarebbe più corretto
dire 'in tutte le provincie dove ricadono gli stabilimenti' e non
indicarne una in particolare e lasciando in bianco le altre.
Ma ciò che più mi preoccupa nella stesura dell'articolo è
che le spese di investimento di cui al comma 1 sono destinate
alla realizzazione di opere infrastrutturali limitandole a queste
provincie, Ragusa e altre, che ben non si conoscono nella lettura
dell'articolo; fermo restando che sono proventi e investimenti
che la Regione potrebbe avere la necessità di fare in province
della Regione diverse da quelle previste e ciò secondo un
programma di investimento sulle infrastrutture che comunque la
Regione siciliana nel suo complesso necessita.
Pertanto, credo che il senso dell'articolo è sicuramente
apprezzabile, ma meriterebbe una riscrittura.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, all'articolo
4 ho presentato molti emendamenti, alcuni su una battaglia di
principio che ormai non mi incanta più essendo una battaglia che
non può riguardare la destra o la sinistra, atteso che talvolta
ci sono delle commistioni che non sono decifrabili.
Penso che con il comma 1 noi dovremmo sanare una situazione
di fatto sulla quale non alzo le barricate, purché però passi
per una sanatoria. Nel senso che ritengo che il commissario
liquidatore avrebbe già dovuto versare nelle casse della Regione
le disponibilità economiche che aveva dalla dismissione di
singoli enti o di singoli pezzi di enti. Lei,signor Presidente,
essendo stato Presidente della Commissione "Attività produttive"
conosce bene la materia.
La legge nazionale che ha disposto la privatizzazione degli
enti e la vendita sul mercato ha trasformato gli enti stessi da
enti pubblici in società per azioni, il che gli ha dato una
natura privatistica rispetto alla natura pubblicistica che aveva.
La legge regionale che noi tutti abbiamo approvato con
distinguo e che, comunque, io ancora oggi ritengo una grande
legge, invece, non trasforma gli enti in natura privatistica,
mantiene la natura pubblicistica, per cui tutte le disposizioni
dovrebbero seguire le vendite che si hanno per gli enti pubblici
e non per gli enti privati.
Mi rendo conto che scrivere che le risorse derivanti dai
saldi attivi di bilancio finali di liquidazioni dei tre enti
dismessi sono versati in entrata nel bilancio soltanto quando,
appunto, ci saranno i saldi attivi di bilancio, è una sanatoria
che, di fatto, risolve un problema che oggi è imbarazzante e che
crea delle difficoltà.
La cosa sulla quale vorrei porre l'attenzione, seguendo il
ragionamento che ha fatto l'onorevole Zago ma discostandomi
dallo stesso, è che, mentre l'articolo 77 prevede che questo
programma venga fatto dalla Giunta di Governo, secondo un
programma negoziato che prevede il reinvestimento nei territori a
sostegno delle attività produttive delle stesse province dove
erano ubicati i siti, cancellando l'articolo 77 e introitando le
somme nei dipartimenti regionali dell'industria e dei lavori
pubblici io non capisco se il programma di investimento viene
fatto dai singoli dipartimenti, viene fatto dai dipartimenti in
maniera congiunta, viene fatto dalla Giunta di Governo o viene
fatto - cosa che a me appare logica, tanto che l'ho scritto in un
altro emendamento che vorrei illustrare - previo parere della
Commissione "Attività produttive" che ha il compito di
analizzare, visionare, ispezionare, capire come si è svolta la
stagione della Regione imprenditrice, se ha causato dei danni,
non foss'altro che di natura ambientale o economica e come quegli
investimenti vanno fatti nei singoli territori, come questi
singoli territori devono programmare, valorizzando le economie
locali, di concerto con l'Assemblea regionale ed il Governo della
Regione.
Ho ancora un altro emendamento da illustrare riguardante la
cancellazione della disposizione relativa alla provincia di
Ragusa non perché non consideri giusto che gli interventi vengano
fatti per l'INSICEM e per l'AZASI nella provincia di Ragusa,
territori ove hanno avuto sede gli stabilimenti, ma perchè è una
tautologia essendo l'INSICEM e l'AZASI della provincia di Ragusa
ed avendo lì gli unici stabilimenti.
Non capisco, inoltre, cosa voglia dire - ed invito il
Governo a darmi delle spiegazioni - il comma 3, laddove è scritto
:"2. All'articolo 1 della legge regionale 20 gennaio 1999, n. 5,
dopo il comma 7 è aggiunto il seguente comma:
'7 bis. Tutti i proventi maturati e maturandi derivanti
dalla gestione degli enti in liquidazione sono versati in
sottoconti di tesoreria unica regionale intestati al commissario
liquidatore ed utilizzabili secondo le disposizioni di cui
all'articolo 21 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6'".
La legge regionale 7 marzo 1997, n. 6 prevede che le somme
vengono assegnate ai comuni ed alle province, che non possono
essere utilizzate a copertura di disavanzi di amministrazione ed
i comuni e le province sono tenuti a predisporre ed approvare un
piano triennale di attività per la valorizzazione dei beni
culturali, ambientali, paesaggistici, promozione turistica ed
agro-turistica, manifestazioni ed iniziative promozionali,
festività di interesse locale.
Mi chiedo in che modo si arrivi a questi comuni e chi debba
stabilire in quali comuni; oppure dobbiamo provocare la guerra
tra i singoli comuni per l'accaparramento di quelle somme che
sono proventi delle attività, che io ritento giuste che vengano
gestite nei territori dove sono ubicati gli stabilimenti, ma
secondo un programma di concerto che, secondo me, deve essere
intestato al Governo ed alla Regione sentita la Commissione
"Attività produttive".
GURRIERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GURRIERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io mi
limiterà soltanto a ribadire un concetto molto semplice.
L'onorevole Acierno ha evidenziato, quasi a far capire che la
provincia di Ragusa intende perseguire un obiettivo di
privilegio, chiedendosi: "perchè Ragusa?" Perchè Ragusa è stata
la prima provincia ad istituzionalizzare questo metodo ed a
sollecitare la legge per gli enti che ricadono nel proprio
territorio; l'INSICEM è a Ragusa non in altre province.
Quindi, ribadisco - così come ho fatto con l'emendamento
presentato - la soppressione dell'articolo 4 ed il ripristino
della vecchia legge che dava la possibilità alle province di
gestire somme che appartengono alla provincia stessa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a
martedì, 12 marzo 2002, alle ore 16.00, con il seguente ordine
del giorno:
Presidenza del vicepresidente FLERES
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2002 e bilancio pluriennale per il triennio
2002-2004." (NN. 297-299/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on.le Antonino Croce
Relatore di minoranza: on.le Angelo Capodicasa
2) "Legge finanziaria 2002" (N. 298 - Stralcio II/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on.le Antonino Croce
Relatore di minoranza: on.le Angelo Capodicasa
La seduta è tolta alle ore 13.50.
(Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 15.45)