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Resoconto d'Aula della Seduta n. 43 di martedì 12 marzo 2002
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   Presidenza del vicepresidente FLERES


    BALDARI, segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  s'intende
  approvato.

                      ANNUNZIO DI INTERROGAZIONE

     PRESIDENTE.Comunico  che   è   stata  presentata  la  seguente
  interrogazione con richiesta di risposta scritta:

       n. 484 - Ispezione presso l'AUSL 5 di Messina.
       - Presidente Regione
       - Assessore Sanità
       Firmatari: Forgione Francesco; Liotta Santo;

       L'interrogazione ora annunziata sarà inviata al Governo.
       Informo, ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento
  interno, che nel corso  della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.
       Per assenza del Governo, sospendo la seduta.

    (La seduta, sospesa alle ore 10.48, è ripresa alle ore 11.15)

    La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente FLERES


    SEGUITO  DELLA  DISCUSSIONE  DEL   DISEGNO   DI  LEGGE:  "Legge
    finanziaria  2002"  (298  -   Stralcio  II/A)

     PRESIDENTE.  Si procede  con  l'esame  dell'articolo 1.  Ne dò
    lettura:

                                  Titolo I
                   Disposizioni di carattere finanziario

                                  Art. 1.
                          Risultati differenziali

          1. Ai sensi  della  lettera  b),  comma 2, dell'articolo 3
       della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10 e considerati gli
       effetti della presente  legge,  il  livello massimo del saldo
       netto da finanziare  per  l'anno  2002  resta  determinato in
       termini di competenza  in  67.334  migliaia di euro e, tenuto
       conto delle operazioni  di  rimborso  di prestiti, il livello
       massimo  del   ricorso  al  mercato  finanziario  per  l'anno
       medesimo resta fissato,  in termini di competenza, in 413.166
       migliaia di euro.

          2.  Tenuto   conto  degli  effetti  della  presente  legge
       sul bilancio pluriennale  a  legislazione vigente, per l'anno
       2003  è determinato un  saldo  netto  da  finanziare  pari  a
       48.603 migliaia di  euro mentre per l'anno 2004 è determinato
       un saldo netto da  impiegare  pari a 41.481 migliaia di euro,
       invece il livello  massimo  di  ricorso  al mercato è fissato
       rispettivamente in 413.166  migliaia  di  euro  e  in 258.229
       migliaia di euro.

          3. Ai sensi  dell'articolo  18  della  legge  regionale  8
       luglio 1977, n.  47  e  successive modifiche ed integrazioni,
       l'Assessore  regionale  per   il  bilancio  e  le  finanze  è
       autorizzato ad effettuare le operazioni finanziarie di cui al
       comma 1 nei  limiti  massimi ivi stabiliti. Sono applicabili,
       in quanto  compatibili, le disposizioni della legge regionale
       15 febbraio 1999, n. 6.

       Comunico  che  sono  stati presentati i seguenti emendamenti
  1.1,  emendamento 1.2 l'emendamento 1.3, d'identico contenuto. Ne
  dò lettura:

       'Dopo il comma 2 aggiungere il seguente comma:
       2 bis. Per ciascuno degli anni 2002, 2003, 2004, le maggiori
  entrate   rispetto  alle  previsioni  derivanti  dalla  normativa
  vigente  sono  destinate  prioritariamente al conseguimento della
  misura  del  saldo  netto  da  finanziare  e/o alla riduzione del
  livello  massimo  del  saldo  netto  da finanziare, stabiliti dai
  commi 1  e 2 del presente articolo, salvo che si renda necessario
  finanziare   interventi   urgenti   e  imprevisti  necessari  per
  fronteggiare   calamità   naturali   o  situazioni  di  emergenza
  economico-finanziaria'.

     ZAGO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Invito i colleghi che volessero intervenire nella
  discussione generale  sull'articolo 1 ad iscriversi entro la fine
  dell'intervento   dell'onorevole  Zago.  Ha  facoltà  di  parlare
  l'onorevole Zago.

     ZAGO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la parola
  non   sull'articolo  1,  ma  preliminarmente  e  complessivamente
  sull'intero disegno di  legge  per  esternare  il  disagio che ho
  avvertito, e con  me ritengo lo abbiamo avvertito anche gli altri
  membri della IV  Commissione  di  cui  faccio parte, nel prendere
  atto del testo  del  disegno di legge pervenuto in Aula.  Disegno
  di legge che è passato, come si sa, dalle commissioni di merito e
  dalla  II  Commissione  e  che,  però,  vede  cassati  tutti  gli
  emendamenti approvati  dalla  IV  Commissione,  a  maggioranza  o
  all'unanimità e, comunque, con il parere favorevole del Governo.
       Questo alla fine,  seppure  non è un fatto grave, perchè gli
  emendamenti che  non sono stati mantenuti si possono ripresentare
  - e alcuni,  soprattutto  quelli  su  cui  c'era  una convergenza
  unanime,  sono   stati   ripresentati   -  provoca  un  senso  di
  frustrazione: si  è  lavorato per settimane intere, si sono fatti
  scomodare non solo e non tanto i componenti della IV Commissione,
  ma  anche  gli  assessori  e,  soprattutto,  i  funzionari  degli
  assessorati, si è  lavorato  per  settimane  e  alla  fine quegli
  emendamenti, che  pure erano stati apprezzati favorevolmente, non
  sono  contenuti nel  testo  per  l'esame  dell'Aula.  Nè  si  può
  pensare,   signor   Presidente, a un  problema  di  compatibilità
  finanziaria,  in   quanto   molti   di   quegli  emendamenti  non
  comportavano spesa.
       Allora  il  punto è capire, non tanto per quello che ormai è
  successo,  quanto  per il futuro, se è il caso che la finanziaria
  venga trattata dalle commissioni di riferimento o se, invece, con
  realismo  ma  anche con senso di rispetto verso tutti, non sia il
  caso  che   la   finanziaria   venga   esaminata  solo  dalla  II
  Commissione,   risparmiando  tempo  ed  energie  e,  soprattutto,
  rispettando la  dignità  professionale  dei  funzionari  che sono
  venuti tante  volte per accompagnare i rappresentanti del Governo
  impegnati in commissione nell'esame della finanziaria.
       Pertanto, pur se  non dubito che nel corso della discussione
  tutti gli emendamenti  che  erano  stati  esitati  con  il parere
  favorevole  del  Governo  possano  essere  esitati favorevolmente
  dall'Aula,  vorrei  sottolineare e, soprattutto, vorrei stabilire
  per il futuro  se  tale andamento dovesse essere confermato anche
  negli  appuntamenti   successivi,  che  non  c'è  motivo  che  la
  Finanziaria faccia  il  giro  delle commissioni: si può assegnare
  direttamente   ed  esclusivamente  alla  II  seconda  commissione
  Bilancio.

     PRESIDENTE. E'  iscritto  a parlare l'onorevole Spampinato. Ne
  ha facoltà.

     SPAMPINATO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, il dubbio
  evidenziato dall'onorevole Zago credo che sia più che legittimo e
  dovrebbe essere, secondo  me, oggetto  di  attenta riflessione. A
  completamento  delle  lagnanze  dell'onorevole Zago aggiungo che,
  non  solo  alcuni  emendamenti  su  si era lavorato e per i quali
  c'era l'apprezzamento della Commissione nonchè del Governo non li
  ritroviamo nel testo pervenuto in Aula, ma gran parte della legge
  finanziaria   la   ritroviamo  nel  testo  d'Aula  senza  che  le
  commissioni  di merito abbiano avuto la possibilità di valutarli.
  Quindi  c'è  questa  doppia  incongruità: da una parte, dove si è
  lavorato  e  c'è  stato  l'apprezzamento  non se n'è tenuto conto
  considerato  che  gli  emendamenti  non  sono contenuti nel testo
  legislativo, dall'altra parte invece parti importanti della legge
  finanziaria trovano alloggiamento nel testo di legge senza che le
  commissioni di merito abbiano avuto la possibilità di valutarle.
       Questo pone  un  problema serio, verificare cioè l'effettiva
  funzione,  all'interno  dell'iter  legislativo, delle commissione
  anche - lo ripeto  ancora  una volta - a tutela del ruolo di ogni
  singolo deputato  e  delle commissioni nella qualità di organismo
  interno del Parlamento siciliano.

     PRESIDENTE. E'  iscritto a parlare l'onorevole Speziale. Ne ha
  facoltà.

     SPEZIALE.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, siccome ci
  avviamo ad un  percorso  faticoso  e spero conclusivo della legge
  finanziaria, ritengo  opportuno  definire  i  limiti  e le regole
  di tale percorso,  che  tutti  assieme  dobbiamo  darci a partire
  dalla  Presidenza,   e   sapere   come   la   Presidenza  intende
  regolamentarsi per  evitare  che  nel  corso  dei  lavori possano
  essere fatte inopportune forzature che potrebbero determinare una
  giustificata reazione da parte dei parlamentari.
       Noi conosciamo   tutta  la  vicenda  della  finanziaria:  la
  finanziaria è stata esitata dal Governo con una legge omnibus, il
  disegno di legge  in larga parte può subire gli stralci fatti dal
  Presidente  dell'Assemblea  (stralci  che  sono  ancora all'esame
  delle commissioni). Ho  letto  stamattina  che  buona parte degli
  stralci che non hanno avuto il parere di merito delle commissioni
  sono stati inseriti  nel  testo  della finanziaria e proposti dal
  Governo come emendamenti aggiuntivi alla finanziaria.
       Ovviamente,  signor  Presidente,  lei  capirà  che  se  tali
  emendamenti  dovessero  essere  considerati  ammissibili da parte
  della Presidenza, ci troveremmo di fronte a una violazione palese
  ed un  atteggiamento  contraddittorio  da  parte della Presidenza
  dell'Aula, che determinerebbe una contraddizione di comportamento
  e uno  sbandamento  oggettivo dei lavori d'Aula.
       Pertanto,    signor    Presidente,   così   come   è   stato
  richiesto nel corso  del  dibattito  sul  bilancio , le chiederei
  formalmente   di   annunciare   all'Aula   l'orientamento   della
  Presidenza.  Ci  sono  stati  più  presidenti di commissioni, non
  ultimo l'onorevole  Tricoli,  che  hanno  sollevato  questioni di
  merito  per evitare  di  intralciare  i  lavori  d'Aula, che  noi
  vorremmo spediti  il  più possibile; al riguardo chiederemmo alla
  Presidenza di  definire  adesso il percorso, magari sospendendo i
  lavori,  se lo ritiene necessario, per qualche minuto, ma occorre
  definire adesso il percorso;  perchè l'idea di procedere articolo
  per articolo, per poi nella fase di stanca dell'Aula, in nottata,
  attraverso  forzature  regolamentari,  è un'idea che non penso le
  appartenga, signor  Presidente,  sarebbe  un comportamento lesivo
  dell'Aula e ovviamente noi dovremmo reagire.
       Pertanto  volendo  contribuire  assieme  alla  Presidenza  a
  definire un  percorso  certo, le chiediamo di comunicare all'Aula
  le decisioni della  Presidenza  e,  in ogni caso, di suggerire le
  nostre.
       La  nostra   idea,   signor   Presidente,  è  di  mantenerci
  strettamente aderenti  al  testo  della finanziaria esitato dalle
  Commissioni  legislative competenti e dalla Commissione Bilancio.
  Tutto  il  resto,  dalla  materia  sanitaria,  alla  materia  che
  riguarda le varianti  in zone agricole, alle questioni di merito,
  è di competenza delle commissioni di merito e tutto quanto non ha
  ricevuto il parere di  queste  ultime  deve  essere  stralciato e
  rimandato loro per il parere.  Proponiamo, pertanto, di mantenere
  la finanziaria soltanto  sulla  base degli articoli originari che
  erano stati proposti  dal Presidente dell'Assemblea all'esame sia
  delle commissioni di merito, sia della Commissione Bilancio.
       Ogni  altra  interpretazione,  per noi, sarebbe interpretata
  come una palese violazione al Regolamento.

     PRESIDENTE.   Onorevole   Speziale,  in   linea   di   massima
  l'orientamento  della Presidenza è di procedere con l'esame degli
  emendamenti al testo esitato dalla Commissione Bilancio. Di volta
  in volta  la  Presidenza  valuterà  se si tratta di questioni che
  sono  state introdotte surrettiziamente nella finanziaria o meno,
  mentre  relativamente  alla questione riguardante gli emendamenti
  aggiuntivi   al   testo,   la  Presidenza  farà  una  valutazione
  preventiva  nel  momento  in  cui  si dovrà iniziare il dibattito
  sugli emendamenti al testo.
       Questa  è  già  una  linea  che dovrebbe consentirci una più
  agevole   trattazione   della  materia.  Naturalmente,  onorevole
  Speziale, lei  sa  bene che tra il bianco e il nero c'è una vasta
  gamma  di  grigi e che la materia finanziaria, ancorché stabilita
  nel perimetro  da  una legge, non è riconducibile in maniera così
  netta ad  una  ipotesi  piuttosto  che ad un'altra. Per questo la
  Presidenza  farà  una  valutazione  di  volta in volta, anche con
  l'aiuto,  la  collaborazione  e l'opinione dei singoli deputati e
  dell'Aula.
       Non avendo alcun altro  deputato chiesto di parlare si passa
  agli  emendamenti  all'articolo   1.
       Li pongo congiuntamente in votazione. Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
       Chiedo la sospensione della seduta per un minuto.

     PRESIDENTE. Su  richiesta  del Governo, sospendo la seduta per
  un minuto.

    (La seduta, sospesa alle ore 11.30, è ripresa alle ore 11.32)

       La seduta è ripresa.
       Su  richiesta   del   Governo,   dispongo   l'accantonamento
  dell'articolo 1 e dei relativi emendamenti.
       Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
       Si passa all'articolo 2. Ne dò lettura:

                                 Titolo II
                     Disposizioni in materia di entrate

                                  Art.  2.
                      Servizio  riscossione  tributi
              Accesso dei concessionari all'anagrafe comunale

          1.  Al fine di pervenire a migliori risultati del servizio
       di   esazione,   i   comuni   della  Regione  devono  fornire
       gratuitamente  al  concessionario  del  servizio  riscossione
       tributi  e   alle  amministrazioni  finanziarie  dello  Stato
       territorialmente competenti i dati relativi ai propri archivi
       anagrafici dei  cittadini.  I comuni provvedono ad aggiornare
       i dati anagrafici forniti con periodicità almeno trimestrale.

          2.  I  comuni  che già si avvalgono di sistemi informatici
       per  la   gestione   dell'anagrafe  devono,  entro  tre  mesi
       dall'entrata in  vigore  della  presente legge, sottoscrivere
       con il  concessionario  e  con le amministrazioni finanziarie
       dello   Stato   territorialmente   competenti  un  protocollo
       d'intesa contenente  sia le tecniche per il trasferimento dei
       dati che i criteri di normalizzazione delle banche dati.

          3.  Ove non sia già direttamente stabilito per legge o per
       regolamento,  i  comuni  sono  tenuti  ad individuare l'unità
       organizzativa  responsabile  del procedimento di cui al comma
       uno e due.

          4. Il mancato adempimento agli obblighi di cui al presente
       articolo   comporta   per   il  comune  una  diminuzione  del
       trasferimento  dovuto   per   l'anno   successivo   ai  sensi
       dell'articolo  65  pari   all'1   per  cento  e  l'intervento
       sostitutivo,  previa   diffida,   da  parte  dell'Assessorato
       regionale del bilancio e delle finanze.

          5.  La  mancata  o  difforme  comunicazione  da  parte del
       concessionario  al Dipartimento regionale delle finanze e del
       credito  dell'inadempimento del comune dà luogo alle sanzioni
       amministrative di cui all'articolo 15 del decreto legislativo
       9 luglio 1997, n.237.

       Comunico che  è stato presentato dagli onorevoli Giannopolo,
  Speziale e Capodicasa  l'emendamento  2.1, che  così  recita:
    "il comma 4 è così sostituito:
    4. 'il mancato  adempimento  agli  obblighi  di cui al presente
    articolo   comporta   l'intervento  da  parte  dell'assessorato
    regionale del bilancio".
    Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione. Contrario.

     CAPODICASA. Chiedo la verifica del numero legale.

    (Alla richiesta  si  associano  gli  onorevoli Zago, Panarello,
    Villari e Giannopolo)


   Presidenza del vicepresidente FLERES


                       VERIFICA DEL NUMERO LEGALE

     PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento, indìco la votazione per la verifica del numero legale.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VERIFICA

     PRESIDENTE. Proclamo  l'esito  della  votazione  di verifica del
  numero legale: presenti 40.
       L'Assemblea non è  in  numero  legale; pertanto, la seduta è
  sospesa per un'ora.

    (La seduta, sospesa alle ore 11.30, è ripresa alle ore 12.55)

     PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
       Ricordo che  la  seduta  era  stata sospesa per mancanza del
  numero legale in sede di votazione dell'emendamento 2.1.

                     VERIFICA DEL NUMERO LEGALE

     CAPODICASA. Chiedo la verifica del numero legale.

     PRESIDENTE.  Essendo la  richiesta  appoggiata, a  termini  di
  Regolamento,   dagli  onorevoli  Giannopolo,  Zago,  Panarello  e
  Villari, indìco la verifica del numero legale.

     (Si procede alla verifica del numero legale mediante sistema
     elettronico)

                        RISULTATO DELLA VERIFICA

     PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

                             Presenti: 51

       L'Assemblea  è  in  numero  legale.
       Pongo in votazione l'emendamento 2.1 con il parere contrario
  del Governo. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

     PRESIDENTE. Chi è contrario  resti seduto, chi è favorevole si
  alzi.

                          (Non è approvato)

       Pongo  in votazione l'articolo  2  così  come  emendato.  Il
  parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il Bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 3.  Invito  il  deputato  segretario a
  darne lettura.

     PAFFUMI, segretario:

                                 "Art. 3.
                  Cessione e cartolarizzazione dei crediti

          1.  L'Assessore regionale per  il  bilancio e le finanze è
       autorizzato a procedere alla cessione dei crediti d'imposta e
       di altra natura  vantati  dalla  Regione  anche  al  fine  di
       consentire la  realizzazione  di  sottostanti  operazioni  di
       cartolarizzazione degli stessi.

          2.  Le  operazioni  di  cui  al  comma  1  possono  essere
       disposte,  anche  per  importi parziali, nei limiti in cui le
       corrispondenti  entrate,  accertate e non riscosse in sede di
       rendiconto  generale  della Regione, risultino altresì ancora
       esigibili.

          3.  Al  fine  di agevolare la realizzazione delle predette
       operazioni  di cartolarizzazione l'Assessore regionale per il
       bilancio  e  le  finanze  è  autorizzato  ad  affidare con le
       modalità  di  cui  all'articolo  3  della  legge regionale 15
       febbraio  1999,  n.  6,  l'appalto del complesso dei connessi
       servizi  finanziari  e  di  consulenza  a  primarie  banche e
       società  di  intermediazione finanziaria.

          4.   Per  quanto  non  previsto  si  applicano  in  quanto
       compatibili  le  disposizioni statali sulla cartolarizzazione
       dei crediti."

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE. Signor Presidente,  onorevoli colleghi, questo è uno
  degli articoli che in  Commissione  Bilancio  e  finanze  abbiamo
  dibattuto ed  io mi permetto di dire all'Aula, in modo sintetico,
  ciò che è avvenuto in quella sede.
       La  discussione  si   è  concentrata  in  particolare  sulle
  modalità di  aggiudicazione  previste dal comma terzo in forza di
  una legge  regionale  ed al comma terzo noi avevamo presentato un
  emendamento, non  solo  dei deputati dei DS - in Commissione io e
  l'onorevole   Capodicasa   -,   ma  anche  dei  parlamentari  del
  centro-sinistra,  che  potesse  evidenziare,  così com'è già, una
  procedura di evidenza pubblica.
       Non abbiamo detto, quindi,  che  si stabilissero modalità di
  gare, di aggiudicazione di asta pubblica perchè ci rendiamo conto
  della necessità che la Regione  ha, e per essa l'Assessore per il
  bilancio,   di   dover    procedere    in    maniera   accelerata
  nell'aggiudicazione  e,   tuttavia,   l'esigenza   di   procedure
  accelerate non può far  venir  meno  l'esigenza  primaria, che  è
  quella  di  avere  delle   procedure  che  abbiano  carattere  di
  trasparenza.
       Nel corso dei lavori della Commissione noi abbiamo insistito
  su questo nostro emendamento. Il  Governo  -  secondo  me in modo
  assolutamente inopportuno - si  è trincerato dietro una posizione
  di   rifiuto.   Noi   reiteriamo   il   nostro   emendamento   su
  quest'articolo,  in   modo    tale   che   si   possa   procedere
  all'aggiudicazione  attraverso  una  procedura  trasparente,  che
  possa  essere garantita  attraverso  una  procedura  di  evidenza
  pubblica.
       Io  voglio  porre  ai  colleghi  parlamentari  una  domanda:
  siccome nessuno vuole alimentare  un  sospetto  sulla procedura e
  siccome noi abbiamo il  dovere  di  scrivere  regole  certe,  che
  debbono valere per questo Governo e per quelli futuri, ovviamente
  - perchè  quando  scriviamo le regole le scriviamo per tutti, non
  soltanto per quello attuale - .....

     CINTOLA. Per quelli passati pure

     SPEZIALE. Per  il passato non le scriviamo, le abbiamo scritte
  e,  quand'anche  per  il  passato  fossero stati commessi errori,
  onorevole Cintola,  lei,  che è così legato al passato, sa che il
  nostro  dovere  è  quello  di  introdurre  correttivi  rispetto a
  questioni  del  passato  e sulla questione specifica del passato,
  onorevole  Cintola, l'onorevole Capodicasa ha spiegato all'intera
  Commissione  le  ragioni  per  cui nel 1999 si è proceduto con la
  procedura  prevista  dalla  legge regionale dell'epoca ed è stata
  introdotta quella normativa regionale.
       La possibilità  che  si  proceda  con  evidenza pubblica è a
  garanzia di  tutti, non  è  una  garanzia dell'opposizione nè noi
  vogliamo alimentare sospetti sulla procedura perché  non è questo
  il punto;  vogliamo  che  in  questo  caso  venga  introdotta una
  procedura di evidenza pubblica perché per adesso e per il futuro,
  qualunque  sia  l'assessore  al  ramo,  si  possa  procedere  con
  trasparenza, che è  di  tutela  per  tutti,  per questo Governo e
  anche  per  l'intero  Parlamento.
       Pertanto,  signor  Presidente, colgo l'occasione per parlare
  sull'articolo  e  contemporaneamente per illustrare l'emendamento
  di cui  sono  firmatario,  e  dichiaro  che  non  abbiamo nessuna
  difficoltà   a   votare   l'articolo   purché   venga  introdotta
  l'emendamento nostro  al  comma 3, che riguarda la possibilità di
  introdurre    una    procedura    di    evidenza   pubblica   per
  l'aggiudicazione.

     RAITI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     RAITI.   Signor  Presidente,  onorevole  assessore,  onorevoli
  colleghi, io  intervengo per esprimere il mio giudizio favorevole
  sull'articolo perché ritengo che sia una operazione assolutamente
  innovativa e  che  va  nella  direzione  giusta,  cioè quella che
  ci può  permettere  di  riscuotere  finalmente  i  crediti che la
  Regione ha nei confronti dei soggetti che debbono pagare le tasse
  in Sicilia.
       E' un  problema  veramente  importante,  che  ho evidenziato
  nelle scorse  sedute  d'Aula, anche  in  relazione alla paventata
  inefficienza della Montepaschi Serit.  Se ricordate, più volte ho
  detto che non  era  possibile  che, a fronte di un contributo che
  versiamo alla  Montepaschi  Serit, riscuotiamo una massa di somme
  inferiori   al   contributo. E avevo   ironicamente  proposto  la
  possibilità di  eliminare  questo tipo di attività di riscossione
  perché  così  avremmo  avuto  un  guadagno  come Regione Sicilia.
       L'articolo  3   prende  atto  del  fatto  che  è  necessario
  adeguarsi alle  nuove  tecniche  finanziarie  per  permettere una
  riscossione  veramente  efficace ed innovativa. Pertanto, esprimo
  il mio voto  favorevole  e confermo, però, gli emendamenti che ho
  presentato   allo  stesso  articolo,  in  quanto  ritengo  che  è
  possibile migliorare questo tipo di articolo soprattutto riguardo
  alla possibilità  della  evidenza pubblica, in quanto - così come
  ha già affermato l'onorevole Speziale nel precedente intervento -
  credo che sia opportuno che coloro i quali assumeranno il compito
  di cartolarizzare  e,  quindi,  di  svolgere tale adempimento nei
  confronti della  Regione  siano selezionati con una procedura che
  sia rigorosa e  trasparente,  in  maniera da evitare che si possa
  incappare in errori  di  percorso  e  in maniera da assicurare la
  massima    efficienza    possibile   nella   gestione   e   nella
  cartolarizzazione di  questi  crediti.  Pertanto, se  il  Governo
  recepisce  l'emendamento  che  ho  presentato  assieme  ad  altri
  colleghi io esprimerò voto favorevole su tutto  l'articolo.

     CAPODICASA. Chiedo che il Governo dia la risposta.

     PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  assessore
  Pagano per   rispondere  in  merito  alle  osservazioni sollevate
  dagli onorevoli Speziale e Raiti.

     PAGANO,assessore al bilancio. Signori colleghi, la materia che
  attiene è  delicata  e  riguarda la cartolarizzazione dei crediti
  che nella normativa regionale è un istituto ormai consolidato che
  risale alla legge  regionale  15  febbraio  1999,  n. 6. Essa, di
  fatto, consente  di operare una anticipazione, una autorizzazione
  dei crediti.
       Questa procedura è  stata oggetto di consolidate esperienze,
  non solo da parte dell'Assessorato, ma anche, in generale, da più
  Governi, visto che da allora si sono succeduti più Governi.
       Si rifà, questa norma,  al  decreto  legislativo  n. 154 del
  1999 e quindi la  nostra  normativa,  al  100  per  cento,  senza
  eccezione alcuna, fa  riferimento  ad  una modalità consolidata a
  livello nazionale.
       Esiste  da  tre   anni,  l'hanno  autorizzata  più  Governi,
  facciamo riferimento ad  una normativa nazionale, non vogliamo nè
  più, nè meno di  quello  che si fa nel resto della nazione, nelle
  altre regioni d'Italia  che fanno esattamente le stesse cose come
  e quanto noi.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA. Personalmente   sono  molto  stupito dal fatto che
  l'Assessore insista su  una  posizione  che  in Commissione aveva
  già,  per  la verità,  espresso. E, proprio  in  quella  sede, il
  dibattito aveva messo in  evidenza  che il ricorso all'articolo 3
  della legge n. 6 del  1999  è un riferimento che noi consideriamo
  improprio perchè, in quella  sede,  abbiamo tenuto a precisare, e
  lo stesso Assessore da  parlamentare  di questa Assemblea non può
  non  ricordarlo  (  e,  se  vuole,  può  anche  documentarsi  con
  i resoconti stenografici delle sedute di allora), che si trattava
  di una circostanza ben precisa, motivata da scadenze temporali ed
  anche  finanziarie  cogenti,  che se non fossero state rispettate
  avrebbero   comportato  conseguenze  abbastanza  pesanti  per  il
  bilancio  della Regione e, comunque, per le casse, per le finanze
  della Regione.
       Non si può, quindi,  fare  riferimento  ad  un  articolo che
  aveva un preciso  condizionamento  temporale  e  anche, diciamolo
  pure,  legato  ad  una  circostanza  particolare.  Ciononostante,
  onorevole Assessore,  in quella occasione, fermo restando che per
  quanto concerne la  scelta dell'advisor è stato fatta con gara di
  evidenza pubblica,  dando pubblicità alle procedure, non può oggi
  essere richiamato perchè siamo in una circostanza in cui, invece,
  noi discipliniamo a regime tutta la materia.
       Sarebbe come dire che, se a causa di una calamità interviene
  la protezione civile, supera  tutte  le procedure ordinarie della
  legislazione, perchè  deve   dare   subito  una  pronta  risposta
  all'emergenza, e poi noi, quelle stesse procedure, le adottassimo
  in via ordinaria  anche  dopo  perchè  tanto una volta sono state
  già adottate.
       Ma non è così:  in  atto  siamo  in  una  situazione  in cui
  parliamo di servizi  finanziari che vengono resi in continuità, o
  perlomeno, secondo  circostanze  che sono abbastanza prevedibili,
  anticipatamente, tanto più  da  un  Governo  che si suppone debba
  avere una sua  stabilità  visto  che  la  legge  elettorale ormai
  garantisce la permanenza per cinque anni di uno stesso Governo, o
  perlomeno  di  uno  stesso  Presidente.  Reputiamo  che  sia  una
  forzatura, francamente non motivata, il dovere ricorrere a questo
  riferimento senza  peraltro  mettere alcuni limiti che noi invece
  riteniamo,  così   come   lungamente   abbiamo   argomentato   in
  Commissione, debbano essere messi.
       E ci sono  anche altri emendamenti. Il primo, il 3.1, quello
  relativo all'inserimento di un comma 2 bis, stabilisce, così come
  avevamo  fatto   per   l'articolo   1   quando  abbiamo  proposto
  quell'emendamento, ma  fortunatamente lo abbiamo accantonato, che
  le maggiori  entrate,  rispetto  alle  previsioni, debbono essere
  utilizzate,  tranne  casi  eccezionali  per fronteggiare calamità
  naturali  o  emergenze  economiche-finanziarie,  per  andare alla
  riduzione del livello massimo del saldo netto da finanziare, cioè
  se  ci  sono  maggiori  entrate riteniamo di pagarci i debiti, in
  poche   parole.   La   stessa   cosa,   ed  è  un  indirizzo  che
  l'amministrazione  dovrebbe  scegliere, più o meno la diciamo per
  il   Parlamento  che  dovrebbe  approvare  che  il  ricavo  delle
  operazioni  di  cessione dei crediti d'imposta venga destinato al
  rimborso dei debiti d'imposta. Non le sembra logico, assessore?
       Siccome  gli  emendamenti sono più di uno, stavo passando da
  un  emendamento  all'altro,  non so se è risultato chiaro, perché
  l'emendamento  3.1,  3.4  e  3.9, a firma dell'onorevole Raiti ed
  altri,  dice  una  cosa.  Ora,  io non so se lei si è pronunciato
  contro  questo  emendamento, o meglio questi emendamenti o quelli
  successivi dove noi prevediamo la procedura di evidenza pubblica,
  per quanto riguarda l'affidamento di questo servizio.
       Ora,  siccome  non  era  chiaro dal suo intervento, io avevo
  chiesto  al Presidente di sollecitarla a dare un parere specifico
  su ogni emendamento.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, non essendoci altri deputati
  iscritti  a  parlare,  do  la  parola  all'assessore  Pagano  per
  rispondere.

     PAGANO,  assessore   per   il   bilancio   e  le  finanze.  Il
  riferimento legislativo alla  legge  15  febbraio  1999  n. 6 che
  richiama interamente  il  decreto  legislativo  157/95  di  fatto
  descrive procedure  che  sono  ordinarie, onorevole Capodicasa, e
  noi non  ci  vogliamo  discostare minimamente da queste procedure
  ordinarie. Quindi, così  come  è  stato fatto dagli altri governi
  - compreso il suo,  onorevole  Capodicasa -, che è vero che in un
  certo momento  storico (febbraio-marzo 1999) ebbe la necessità di
  reperire risorse finanziarie,

     CAPODICASA,  relatore   di   minoranza.  Di  reperire  risorse
  finanziarie nell'arco di un mese, assessore

     PRESIDENTE. Ma io lo ricordo perfettamente, e però noi teniamo
  in debito conto il fatto  che gli choc, e lei deve tenere conto -
  e questo lo  dico  con  grande  serenità,  senza  nessun  tipo di
  polemica - che  le stesse difficoltà possono anche venire domani,
  gli choc finanziari sono all'ordine del giorno. Questa Regione ha
  11  mila  miliardi   residui  attivi  che  non  riuscirà  mai  ad
  incassare, questa  Regione vive anche di tensioni finanziarie che
  sono periodiche e sono costanti.
       La capacità  di  questo Governo di avere saputo dilazionare,
  nel tempo, tutto  questo,  penso  che  sia un fatto assolutamente
  positivo che deve  essere  salutato e visto con grande interesse,
  al punto che  io posso dire che, nonostante l'autorizzazione, che
  veniva dal precedente Parlamento, ad utilizzare l' istituto della
  'cartolarizzazione', abbiamo avuto - ritengo - la capacità, anche
  concreta, a dilazionare  in futuro tutto ciò, proprio per evitare
  che  ci   siano   tensioni   di   questo  tipo.  Quindi,  abbiamo
  abbondantemente dimostrato  che la gestione è anche ordinaria, ma
  ciò non toglie  che  nel  caso di 'straordinarietà', noi si debba
  procedere  esattamente   come  fa  la  Calabria,  la  Basilicata,
  Bolzano, come hanno fatto i governi precedenti di questa Regione.
  E quindi assolutamente  il  nostro indirizzo è quello di lasciare
  tutto inalterato, esattamente come è sempre stato fatto.
       Per  quanto riguarda i commi 3.1 e 3.2, circa il rimborso da
  destinare  ai  debiti  d'imposta,  è chiaro che verrebbero questi
  eventuali  ricavi ad ingessare la manovra del Governo ed è chiaro
  che  all'interno  di  una 'deregulation' che ormai è consolidata,
  anche  come  indirizzo  complessivo,  non soltanto dei governi di
  centro-destra,  è  chiaro  che è una raccomandazione che facciamo
  nostra,  ne  prenderemo  atto  e sicuramente la faremo nostra, ma
  certamente   non   possiamo  immaginare  che  le  nostre  risorse
  finanziarie vadano ad ingessare la nostra azione di governo.

     CAPODICASA, relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA,  relatore  di minoranza. Noi ovviamente insistiamo
  sull'emendamento  perché  l'assessore  non  intende addivenire ad
  alcuna resipiscenza rispetto alle cose che aveva già affermato in
  Commissione.
       Per quanto  riguarda  l'emendamento  3.1, è del tutto chiaro
  che non c'é  alcuna  intenzione di ingessare l'azione di Governo,
  di questo Governo o  di  altri che verranno. C'è solo da rendere,
  onorevole assessore,  ora  sì,  logica  e  rigorosa  l'azione  di
  governo.  Ed è quello  che  voi non volete, perché noi vi diciamo
  che per ciò  che  riguarda  le maggiori entrate, cioè parliamo di
  qualcosa che va al  di  là di quanto previsto, quindi per ciò che
  il governo programma  con  ciò  che  è previsto, operi secondo la
  propria  discrezionalità.   Per   ciò   che   va  oltre,  noi  vi
  chiediamo se c'è  o  non  c'è la crisi finanziaria della Regione.
  Se c'è, interveniamo  aggredendo  l'esposizione  debitoria  della
  Regione e cerchiamo  di  ridurre  al  massimo  per  questa via il
  ricorso  al mercato.  Ma,  ovviamente,  voi  una  cosa  dite  sui
  giornali ed un'altra  poi  fate  quando proponete gli articoli di
  legge e siamo costretti  poi  a dirvi che dite le bugie, cosa che
  non ci piace fare,  perché  non  è  nel nostro stile ma purtroppo
  siamo di fronte a questo tipo di orientamento.
       Lei onorevole  assessore,  non  tiene  conto  del  fatto che
  quando lei ed  il  suo predecessore, onorevole Nicolosi, vi siete
  seduti a questa  bruciante poltrona di assessore al bilancio e le
  finanze, avete  trovato  un'autostrada  spianata,  che  era stata
  spianata dal  vostro predecessore, onorevole Piro, il quale tutto
  questo lavoro lo  ha  fatto  nei  tempi rapidissimi che gli erano
  consentiti- la legge n. 6  del  1999 è del 15 febbraio ed è stata
  pubblicata a  marzo  -,  quindi avevamo i tempi dell'approvazione
  del bilancio in  scadenza,  da  lì  a  due  mesi dovevamo trovare
  qualcosa come 1.700 miliardi  e fino a quel momento le banche non
  si erano presentate  alle gare indette sia dal Governo precedente
  (assessore al  bilancio  era l'onorevole Tricoli), sia alla prima
  prova che abbiamo  fatto  noi  non  appena  insediati nel mese di
  novembre. Quindi,  abbiamo  dovuto percorrere un'altra strada, ma
  farlo in fretta,  perché  se  noi  non  riuscivamo ad emettere le
  obbligazioni per  1.700  miliardi  non avremmo potuto chiudere il
  bilancio.  Onorevole assessore, le pare cosa da poco?  Non le può
  capitare perché  lei ormai  ha  la strada aperta. Lei si è recato
  appena qualche mese  fa  a  Londra  a  fare l'ulteriore missione.
  Quindi, come vede i  tempi  non  sono  più  quelli  di una volta,
  perché  noi abbiamo  dovuto  costruire di sana pianta un percorso
  in cui lei oggi  invece  si  trova,  con  i rapporti con i nostri
  interlocutori già  consolidato,  la materia organizzata il rating
  già rilasciato,  con  la  speranza  che  con  l'aggiornamento non
  succeda qualcosa di grave. Quindi, come vede questa norma che lei
  vuole introdurre  non  è assolutamente giustificata.  Diceva bene
  l'onorevole Speziale:  c'è  un  problema  di  trasparenza che non
  significa un'accusa  al governo o all'assessore, ma significa che
  in regime di ordinarietà le procedure di emergenza debbono essere
  eliminate, debbono  essere  ricondotte alle norme.  Del resto, il
  ricorso all'articolo 157  del decreto legislativo, non è vero che
  la norma richiama  l'intero decreto legislativo, tanto è vero che
  poi noi, con  un  ulteriore  emendamento, alla fine proponiamo di
  ricomprendere, noi e  anche  Turano,  tutte  le norme del decreto
  legislativo. In sostanza,  si  tratta  di  operare  una scelta di
  indirizzo.  Se lei  ed  il  suo  governo non ritengono di doverlo
  fare ne prendiamo  atto,  vuol  dire  che aggiungeremo a tutte le
  altre cose anche questo.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,  sarò
  brevissimo   perchè   condivido   gran  parte  delle  cose  dette
  dall'onorevole Capodicasa relativamente al nostro voto che poteva
  essere  inizialmente  favorevole, se  il  Governo  avesse  mutato
  orientamento sul terzo comma,   e voglio intervenire soltanto per
  spiegare la ragione  rispetto  a  questo comma che ci costringe a
  dare il voto contrario.
       Noi  avvertiamo,  onorevole Assessore, l'esigenza che in una
  fase   dell'attività   amministrativa   si  debba  procedere  con
  carattere  d'urgenza.  Infatti, non abbiamo nel modo più assoluto
  voluto  contestare  il  fatto  che  si  proceda  con un carattere
  d'intervento  urgente per le modalità di aggiudicazione; e quindi
  non abbiamo vincolato l'aggiudicazione a procedure di lungaggini,
  noi non abbiamo detto "Si propone l'asta pubblica", abbiamo detto
  "Quand'anche si dovesse procedere con carattere d'urgenza, perchè
  lo richiede la situazione, si garantisca comunque una modalità di
  evidenza  pubblica".   Ed  è  soltanto  questo  che  noi  abbiamo
  introdotto,  che  preserva  il  carattere  d'urgenza,  così  come
  richiesto dai  tempi dell'amministrazione e, tuttavia, garantisce
  comunque il carattere della trasparenza.
       Il  modo  ostinato  con il quale lei difende questo articolo
  nel testo  del  Governo,onorevole  Assessore,  ci  lascia davvero
  perplessi, perchè ci  rendiamo conto che noi non stiamo assumendo
  una  posizione  irragionevole,  stiamo  assumendo  una  posizione
  logica, dettata -  fra  l'altro - anche dal buon senso. Peraltro,
  le voglio ricordare che  andando  la norma a regime, lei non sarà
  assessore per  tutta  la  vita  al bilancio, perchè probabilmente
  potrà pure  cambiare  l'assessore al bilancio, abbiamo introdotto
  una norma a regime che vale per lei e vale per gli altri ed è per
  questo che noi  sul punto, sul terzo comma, onorevole Presidente,
  chiediamo espressamente che si proceda con il voto segreto.

     RAITI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     RAITI.   Onorevole   Assessore,   onorevoli   colleghi,   sarò
  brevissimo  nell'esposizione  di quanto mi accingo a fare, perchè
  collegandomi  a  quanto  detto prima l'iniziativa è assolutamente
  meritevole e la  condivido,  ma  questo  non  vuol  dire  che non
  abbiamo la necessità di migliorarla, questo non vuol dire che non
  possiamo riflettere per  fare  in  modo di far corrispondere agli
  enunciati di principio  -  che abbiamo fatto e soprattutto che il
  Governo ha fatto nel recente passato - all'attività concreta.
       Il  comma  1, il testo dell'emendamento 3.1 va appunto nella
  direzione  di  fare  in   modo che si possa far fronte in maniera
  seria  con  i  possibili  ricavati in più di questa operazione al
  debito  pregresso  che esiste. Abbiamo già più volte detto che ci
  sono debiti esistenti,  faccio un esempio per tutti, quello della
  sanità,  e   nella   manovra  finanziaria  si  dimentica  che  si
  affrontano i debiti della  sanità  per  il  futuro,  ma ci sono i
  debiti che vanno dal 2000 al 2001 che sono circa 2.000 miliardi.
       L'emendamento che abbiamo presentato io insieme ad altri, va
  in  questa  direzione, facciamo in modo di recuperare più gettito
  ma  cerchiamo  di tappare i buchi per risanare veramente, per non
  fare solo enunciati di principio.
       La   stessa  cosa  riguarda  i  successivi  emendamenti,  in
  particolare  l'emendamento 3.3. Pertanto quello che appunto cerca
  di fissare una modalità di assegnazione della prestazione d'opera
  con  criteri  di  evidenza  pubblica  e  a  società  di rilevante
  interesse   non   solo  nazionale  ma  anche  mondiale;  ciò  per
  consentire che l'operazione sia fatta nel migliore dei modi e che
  si possano riscuotere più somme possibili.
       Quindi,  con queste precisazioni io ritengo che è necessario
  recepirle  e  che  in  ogni  caso,  chiedo  sia  per  il  3,1  e,
  associandomi  alla  richiesta  per  il  3.3  che si voti con voto
  palese  in  maniera  tale  che  ciascuno  di  noi  si  assuma  la
  responsabilità  perchè  di  una  norma  che dal punto di vista di
  principio  è  assolutamente condivisibile, poi non se ne svilisca
  il contenuto perchè si assumono posizioni rigide che non vanno
  nella direzione di un'efficacia reale dell'operato normativo.

     TUMINO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TUMINO.   Brevemente  volevo  sottolineare  l'emendamento  3.7
  laddove il collega Turano invita il Governo a prevedere, e quindi
  l'Aula poi  a  legiferare,  per  prevedere  che il compenso per i
  servizi   finanziari   di   consulenza   resi   sia   commisurato
  all'ammontare  dei  crediti  riscossi.  Vorrei chiedere che venga
  apposto La mia firma fra quelle de  firmatari dell' emendamento e
  vorrei   sottolineare   ai   colleghi  che  è  importante  questa
  commisurazione ai costi effettivi.

     PRESIDENTE. Si  accoglie  la richiesta dell'onorevole Tumino e
  dell'onorevole Raiti all'emendamento 3.7
       L'Assemblea ne prende atto.
       Pongo in  votazione gli emendamenti 3.1, 3.4 e 3.9 aventi il
  medesimo contenuto.
       Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore al bilancio. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente  della  Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto;  chi è favorevole si
  alzi.

                           (Non è approvato)

       Pongo in votazione gli emendamenti 3.2, 3.5 e 3.10 aventi il
  medesimo contenuto.
       Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore al bilancio. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, Presidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto;  chi è favorevole si
  alzi.

                           (Non è approvato)

       Pongo in votazione l'emendamento 3.8 con la precisazione che
  il riferimento legislativo è all'articolo 3 della legge regionale
  15 febbraio 1999 - e non 1996 - n. 6.

     TURANO.Lo ritiro.

     PRESIDENTE.L'Assemblea ne prende atto.

       Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti 3.3, 3.6 e
  3.11.

     SPEZIALE. Chiedo il voto segreto su questo emendamento.

    (Aderiscono alla  riciesta  gli onorevoli Speziale, Capodicasa,
    Cracolici, Giannopolo,  Oddo,  Panarello,  Papania,  Zago  e De
    Benedictis)

     PRESIDENTE. Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento, indìco  la  votazione a scrutinio segreto.  Invito i
  deputati presenti a munirsi della scheda per il voto elettronico.
       Chiarisco il significato  del  voto.  Chi  vota verde vota a
  favore   dell'emendamento;    chi    vota   rosso   vota   contro
  l'emendamento; chi vota bianco si astiene.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

       Dichiaro la chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione congiunta per
  scrutinio segreto  degli emendamenti 3.3, 3.6 e 3.11.

        Presenti e votanti .......  62
        Maggioranza ..............  32
        Favorevoli ...............  31
        Contrari .................  30
        Astenuto .................   1

                       (L'Assemblea non approva)

       Si passa all'emendamento  3.7.  Lo  pongo  in  votazione. Il
  parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione. Contrario.

     TUMINO. Dichiaro di astenermi.

     PRESIDENTE. Chi è  favorevole  si  alzi; chi è contrario resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

       Pongo in votazione  l'articolo  3.  Chi  è  favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'articolo 4. Ne dò lettura.

                                  Art. 4.
                          Saldi liquidazione enti

          1.  L'articolo  77  della  legge  regionale 3 maggio 2001,
       n.6,  è  sostituito dal seguente:

          '1.  Le  risorse  derivanti  dai  saldi attivi dei bilanci
       finali  di liquidazione dell'Ente siciliano per la promozione
       industriale  (ESPI), dell'Azienda Asfalti Siciliani (AZASI) e
       dell'Ente  minerario  siciliano (EMS) sono versate in entrata
       al bilancio della  Regione siciliana e finalizzate a spese di
       investimento   di   competenza   dei  Dipartimenti  regionali
       dell'industria e  dei  lavori  pubblici,  che  sono destinate
       secondo le modalità ed i tempi indicati al comma 2.

          2.  Le  spese di investimento  di  cui  al  comma  1  sono
       destinate,   a  decorrere  dall'anno  2003  e  stanziate  nel
       bilancio dello  stesso  anno,  alla  realizzazione  di  opere
       infrastrutturali ed  interventi  a  sostegno  dello  sviluppo
       produttivo esclusivamente  nei  territori  della provincia di
       Ragusa e  delle  altre  province  nelle  quali  ricadono  gli
       stabilimenti dismessi dei tre enti suindicati e delle società
       partecipate dei medesimi enti.'

          2. All'articolo 1  della  legge regionale 20 gennaio 1999,
       n. 5, dopo il comma 7 è aggiunto il seguente comma:

          '7 bis.  Tutti  i  proventi maturati e maturandi derivanti
       dalla gestione  degli  enti  in  liquidazione sono versati in
       sottoconti  di   tesoreria   unica   regionale  intestati  al
       commissario    liquidatore   ed   utilizzabili   secondo   le
       disposizioni di  cui  all'articolo 21 della legge regionale 7
       marzo 1997, n. 6.'

       Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

    - dall'onorevole Zago: emendamenti 4.4, 4.5 e 4.6;

    - dall'onorevole Gurrieri: emendamento 4.7;

    - dall'onorevole Turano: emendamenti 4.9, 4.11 e 4.10;

    - dagli onorevoli Tumino, Liotta, Raiti, Genovese:  emendamento
    4.3;

    -   dagli   onorevoli   Raiti,   Morinello,   Ferro,   Vitrano:
    emendamento 4.1;

    -  dagli  onorevoli Papania, Spampinato, Manzullo:  emendamento
    4.2;

    -  dagli  onorevoli  Speziale  e Capodicasa: emendamenti 4.12 e
    4.13;

    - dagli onorevoli Giannopolo e Speziale: emendamento 4.8.

     ZAGO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ZAGO.   Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,  non  sarà
  sfuggito  ai colleghi  che  nella  finanziaria  che  ci  è  stata
  presentata in prima  stesura,  all'articolo  6  si  stabiliva  di
  cassare un principio  che  era stato introdotto con l'articolo 77
  della legge n. 6  del  2001.  Tale  principio  stabiliva  che  le
  risorse provenienti  dalle privatizzazioni degli enti regionali o
  a  partecipazione   regionale   sarebbero   stati  investiti  nei
  territori degli enti  dismessi,  AZASI,  EMS,  ESPI  e  quindi le
  province  sedi   di   questi  stabilimenti  (faccio  un  esempio:
  l'INSICEM  a  Ragusa e  i  vini  Corvo  a  Palermo).  Dunque,  un
  principio che non  stabiliva  una provincia in particolare, ma le
  province sedi degli  enti  dismessi.
       Tale  principio  era   stato   accolto  appena  un  anno  fa
  dall'Assemblea  regionale   siciliana   che   lo   aveva  sancito
  nell'articolo 77  stabilendo, appunto, che queste somme sarebbero
  state investite nei  territori.  Invece,  con  l'articolo 6 della
  prima stesura della  finanziaria  si  stabiliva  che le somme, il
  ricavato delle  privatizzazioni  dovessero confluire nel bilancio
  della Regione senza l'obbligo di reinvestire nelle provincie sedi
  degli enti dismessi.
       Nella seconda stesura,  quella  cioè  al  nostro esame che è
  stata  esitata   dalla   II   Commissione,   probabilmente,  anzi
  sicuramente  per  una  azione  condotta  dai  parlamentari  della
  provincia di Ragusa in  raccordo a prescindere dai ruoli, è stato
  introdotto invece  l'articolo  4  che  reintroduce  il  principio
  dell'investimento  delle  somme  nelle  provincie  sedi  di  enti
  dismessi, articolando, però,  il  tutto in tre, quattro commi che
  io, invece, credo  non  siano  necessari ai fini del mantenimento
  del principio che  ha  votato l'anno scorso l'Assemblea regionale
  siciliana e che  adesso viene mantenuto dopo la reintroduzione in
  sede di II Commissione.  E'  per  tale  ragione che ho presentato
  l'emendamento soppressivo dell'articolo 4, perchè sopprimendo per
  intero l'articolo 4  noi manterremmo l'articolo 77 della legge n.
  6 del 2001 che  sancisce  qualcosa  su  cui,  credo,  tutti siamo
  d'accordo.
       Pertanto, volevo richiamare l'attenzione dell'Aula su questo
  aspetto. Qualora  l'emendamento  soppressivo  non  dovesse essere
  approvato, mi riservo successivamente di illustrare nel dettaglio
  gli altri emendamenti a mia firma.

     ACIERNO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ACIERNO. Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo  che
  forse  bisognerebbe   (dò   questo   suggerimento   al   Governo)
  accantonare   l'articolo   4  perchè  nell'attuale  formulazione,
  sicuramente non produce  dei grandi effetti. Intanto, non capisco
  per quale motivo al  comma  2  si  fa  specifico riferimento alla
  provincia di Ragusa e  poi  si citano anche altre provincie senza
  dare  ad  esse un  nome  e  cognome.  Credo  sia  solo  un  fatto
  lessicale, però formalmente sbagliato perchè sarebbe più corretto
  dire 'in tutte le provincie dove ricadono gli stabilimenti' e non
  indicarne una in particolare e lasciando in bianco le altre.
       Ma ciò che  più  mi  preoccupa nella stesura dell'articolo è
  che le spese di  investimento  di  cui  al comma 1 sono destinate
  alla realizzazione di opere infrastrutturali limitandole a queste
  provincie, Ragusa e altre, che ben non si conoscono nella lettura
  dell'articolo; fermo  restando  che  sono proventi e investimenti
  che la Regione potrebbe  avere  la  necessità di fare in province
  della  Regione diverse  da  quelle  previste  e  ciò  secondo  un
  programma di  investimento  sulle  infrastrutture che comunque la
  Regione siciliana nel suo complesso necessita.
       Pertanto,  credo  che  il  senso dell'articolo è sicuramente
  apprezzabile, ma meriterebbe una riscrittura.

     TURANO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TURANO. Signor  Presidente, onorevoli colleghi,   all'articolo
  4 ho presentato  molti  emendamenti,  alcuni  su una battaglia di
  principio che ormai non  mi incanta più essendo una battaglia che
  non può riguardare la  destra  o la sinistra, atteso che talvolta
  ci sono delle commistioni che non sono decifrabili.
       Penso che con il  comma 1 noi dovremmo sanare una situazione
  di fatto sulla quale  non  alzo  le barricate, purché  però passi
  per una sanatoria.  Nel  senso  che  ritengo  che  il commissario
  liquidatore avrebbe già  dovuto versare nelle casse della Regione
  le  disponibilità  economiche  che  aveva  dalla  dismissione  di
  singoli enti o  di  singoli pezzi di enti. Lei,signor Presidente,
  essendo stato  Presidente della Commissione "Attività produttive"
  conosce bene la materia.
       La  legge nazionale che ha disposto la privatizzazione degli
  enti e  la  vendita sul mercato ha trasformato gli enti stessi da
  enti pubblici in società  per  azioni,  il  che  gli  ha dato una
  natura privatistica rispetto alla natura pubblicistica che aveva.
       La  legge  regionale  che  noi  tutti  abbiamo approvato con
  distinguo e  che,  comunque,  io  ancora  oggi ritengo una grande
  legge,  invece,  non  trasforma  gli enti in natura privatistica,
  mantiene  la  natura pubblicistica, per cui tutte le disposizioni
  dovrebbero seguire  le vendite che si hanno per gli enti pubblici
  e non per gli enti privati.
       Mi rendo  conto  che  scrivere  che le risorse derivanti dai
  saldi attivi di  bilancio  finali  di  liquidazioni  dei tre enti
  dismessi  sono versati  in  entrata nel bilancio soltanto quando,
  appunto, ci saranno i  saldi attivi di bilancio, è  una sanatoria
  che, di fatto, risolve  un problema che oggi è imbarazzante e che
  crea delle difficoltà.
       La  cosa  sulla quale vorrei porre l'attenzione, seguendo il
  ragionamento  che  ha  fatto  l'onorevole  Zago  ma discostandomi
  dallo stesso,  è  che,  mentre  l'articolo  77 prevede che questo
  programma  venga  fatto  dalla  Giunta  di  Governo,  secondo  un
  programma negoziato che prevede il reinvestimento nei territori a
  sostegno  delle  attività  produttive  delle stesse province dove
  erano ubicati  i siti, cancellando l'articolo 77 e introitando le
  somme  nei  dipartimenti  regionali  dell'industria  e dei lavori
  pubblici  io  non  capisco  se il programma di investimento viene
  fatto  dai  singoli dipartimenti, viene fatto dai dipartimenti in
  maniera congiunta,  viene  fatto  dalla Giunta di Governo o viene
  fatto - cosa che a me appare logica, tanto che l'ho scritto in un
  altro emendamento che  vorrei  illustrare  -  previo parere della
  Commissione  "Attività   produttive"   che   ha   il  compito  di
  analizzare, visionare, ispezionare,  capire  come  si è svolta la
  stagione della Regione  imprenditrice,  se  ha causato dei danni,
  non foss'altro che di natura ambientale o economica e come quegli
  investimenti vanno fatti  nei  singoli  territori,    come questi
  singoli territori  devono  programmare,  valorizzando le economie
  locali, di concerto con l'Assemblea regionale ed il Governo della
  Regione.
       Ho ancora un  altro emendamento da illustrare riguardante la
  cancellazione  della  disposizione  relativa  alla  provincia  di
  Ragusa non perché non consideri giusto che gli interventi vengano
  fatti per l'INSICEM  e  per  l'AZASI  nella  provincia di Ragusa,
  territori ove hanno avuto  sede gli stabilimenti, ma perchè è una
  tautologia essendo l'INSICEM  e l'AZASI della provincia di Ragusa
  ed avendo lì gli unici stabilimenti.
       Non capisco, inoltre,  cosa  voglia  dire  -  ed  invito  il
  Governo a darmi delle spiegazioni - il comma 3, laddove è scritto
  :"2.  All'articolo 1 della legge regionale 20 gennaio 1999, n. 5,
  dopo il comma 7 è aggiunto il seguente comma:
       '7 bis.  Tutti  i  proventi  maturati  e maturandi derivanti
  dalla  gestione  degli  enti  in  liquidazione  sono  versati  in
  sottoconti di  tesoreria unica regionale intestati al commissario
  liquidatore  ed  utilizzabili  secondo  le  disposizioni  di  cui
  all'articolo 21 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6'".
       La legge regionale 7  marzo  1997, n. 6 prevede che le somme
  vengono assegnate ai  comuni  ed  alle  province, che non possono
  essere utilizzate a  copertura di disavanzi di amministrazione ed
  i comuni e le  province sono tenuti a predisporre ed approvare un
  piano  triennale di  attività  per  la  valorizzazione  dei  beni
  culturali,  ambientali,  paesaggistici,  promozione  turistica ed
  agro-turistica,  manifestazioni   ed   iniziative   promozionali,
  festività di interesse locale.
       Mi chiedo in che modo  si arrivi a questi comuni e chi debba
  stabilire in quali  comuni;  oppure  dobbiamo provocare la guerra
  tra i singoli  comuni  per  l'accaparramento  di quelle somme che
  sono proventi delle  attività,  che io ritento giuste che vengano
  gestite nei territori  dove  sono  ubicati  gli  stabilimenti, ma
  secondo un programma  di  concerto  che,  secondo me, deve essere
  intestato al Governo  ed  alla  Regione  sentita  la  Commissione
  "Attività produttive".

     GURRIERI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GURRIERI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  mi
  limiterà  soltanto   a  ribadire   un  concetto  molto  semplice.
  L'onorevole Acierno ha evidenziato, quasi a  far  capire  che  la
  provincia  di  Ragusa  intende   perseguire   un   obiettivo   di
  privilegio, chiedendosi: "perchè Ragusa?"  Perchè  Ragusa è stata
  la  prima  provincia ad istituzionalizzare  questo  metodo  ed  a
  sollecitare  la  legge  per gli enti  che  ricadono  nel  proprio
  territorio;  l'INSICEM è a Ragusa non in altre province.
       Quindi, ribadisco -  così  come  ho  fatto con l'emendamento
  presentato - la  soppressione  dell'articolo  4  ed il ripristino
  della vecchia legge  che  dava  la  possibilità  alle province di
  gestire somme che appartengono alla provincia stessa.

     PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  la  seduta  è  rinviata  a
  martedì, 12 marzo 2002,  alle  ore  16.00, con il seguente ordine
  del giorno:


   Presidenza del vicepresidente FLERES


      I - COMUNICAZIONI

     II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) "Bilancio di  previsione della Regione siciliana per l'anno
          finanziario 2002  e  bilancio  pluriennale  per il triennio
          2002-2004." (NN. 297-299/A) (Seguito)

          Relatore di maggioranza:  on.le Antonino Croce
          Relatore di minoranza: on.le Angelo Capodicasa

       2) "Legge finanziaria 2002" (N. 298 - Stralcio II/A) (Seguito)

          Relatore di maggioranza: on.le Antonino Croce
          Relatore di minoranza: on.le Angelo Capodicasa

    La seduta è tolta alle ore 13.50.

    (Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 15.45)