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Resoconto d'Aula della Seduta n. 45 di mercoledì 13 marzo 2002
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   Presidenza del vicepresidente FLERES


     ACIERNO,   segretario f.f., dà lettura del  processo  verbale
    della  seduta  precedente  che,  non   sorgendo   osservazioni,
     s'intende approvato.

                 ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNO DI LEGGE

     PRESIDENTE.   Comunico che  è  stato  presentato  il  seguente
  disegno di legge:

    - "Integrazione e modifiche  alla legge regionale 6 marzo 1986,
  n.  9, concernente la  costituzione  di nuove province regionali"
  (n.  349)
    - iniziativa parlamentare
    - presentato dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe,
      Garofalo, Maurici, Croce in data 12 marzo 2002

                           ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE.  Comunico che  sono  state  presentate le seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta:

    N  487  -  Notizie  sulla  gesiotne  dei  consorzi  di  Ragusa:
    CONFESERFIDI RAGUSA, UNIONFIDI, EUROFIDI.
    - Presidente Regione
    - Assessore Cooperazione
    Firmatari: Forgione Francesco; Liotta Santo;

    N.  488 - Iniziative per impedire la realizzazione di un 'parco
    mistico' in area ricadente nel Comune di Calatafimi Segesta.
    - Presidente Regione
    - Assessore Territorio
    - Assessore Beni Culturali
    - Assessore Turismo
    Firmatari: Forgione Francesco; Liotta Santo;

       Avverto,  ai  sensi   dell'articolo   127,   comma   9,  del
  Regolamento interno, che nel  corso della seduta potrà procedersi
  a votazioni mediante sistema elettronico.


   Presidenza del vicepresidente FLERES


    SEGUITO DELLA DISCUSSIONE CONGIUNTA DEI DISEGNI DI LEGGE NUMERI
    297 - 299/A "BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE SICILIANA PER
    L'ANNO FINANZIARIO 2002 E  BILANCIO PLURIENNALE PER IL TRIENNIO
    2002 - 2004" E NUMERO  298  -  II STRALCIO/A "LEGGE FINANZIARIA
    2002"

     PRESIDENTE.  Si passa al  II  punto  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
       Si procede con il  seguito  della  discussione congiunta del
  disegno  di legge n.  297-299/A  "Bilancio  di  previsione  della
  Regione  siciliana  per   l'anno   finanziario  2002  e  bilancio
  pluriennale per il triennio 2002-2004"  e del disegno di legge n.
  298-Stralcio II/A "Legge finanziaria 2002".
       Invito i componenti  la  seconda  Commissione  "Bilancio"  a
  prendere posto nell'apposito banco.
       Si  procede  dall'articolo  39   del  disegno  di  legge  n.
  298-Stralcio II/A "Legge finanziaria 2002".
       Ne do lettura:

                                  Art. 39.
                     Fondo  nazionale  per  la montagna

          1.   In attuazione delle  disposizioni  di  cui  al  comma
       3  dell'articolo  2 della legge 31  dicembre  1994,  n. 97  è
       istituito  il  fondo  regionale   per   la   montagna  a  cui
       affluiscono le risorse erogate  dal  fondo  nazionale  per la
       montagna di cui al comma 1  dell'articolo  2 della  legge  31
       dicembre 1984, n.  97.

          2. In attuazione  delle  disposizioni  di  cui  al comma 4
       dell'articolo  2   della  legge  31  dicembre  1994,  n.  97,
       l'Assessore  regionale   per   l'agricoltura   e  le  foreste
       predispone  apposito   piano  annuale  per  l'utilizzo  delle
       risorse assegnate, a decorrere dal 1999, dallo Stato ai sensi
       della predetta legge 31 dicembre 1994, n.  97.

       Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

    -  dagli  onorevoli   Raiti,   Morinello,   Ferro   e  Vitrano:
    emendamenti 39.1 e 39.2;

    - dagli onorevoli  Papania, Spampinato e Manzullo:  emendamenti
    39.4 e 39.3

    - dagli onorevoli Speziale  e  Capodicasa:  emendamenti  39.9 e
    39.10;

    - dall'onorevole Cracolici: emendamento 39.5;

    - dagli onorevoli Giannopolo  e  Speziale:  emendamenti  39.7 e
    39.6;

    - dall'onorevole Turano: emendamento 39.8.

     GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO.  Signor  Presidente,  signor  Assessore, onorevoli
  colleghi, intervengo sulla  discussione generale dell'articolo 39
  per  sostenere  questo:   l'iniziativa   di  istituire  un  fondo
  regionale per la montagna, al  quale fare affluire le risorse del
  fondo nazionale per la montagna, fondo nazionale istituito con la
  legge nazionale n.  97 del 1994, è sicuramente utile, necessaria.
  Tuttavia, mi permetto di dire, giunge con notevole ritardo.
       Dico questo anche perché  sono  stato  tra  coloro  i quali,
  nella scorsa legislatura, più volte  si  è fatto portatore di una
  iniziativa  in  tal  senso, ma  non  ha  trovato  mai  un  giusto
  riscontro ed esito.
       Ne  deriva che noi  abbiamo  perso,  sicuramente,  decine  e
  decine di miliardi che  non  sono  stati  assegnati  alla  nostra
  Regione proprio perché  non  avevamo istituito il fondo regionale
  per la montagna.  Però, esso non  è che si istituisce, alla fine,
  tradendo e violando lo spirito della  legge n. 97/1994 che, a mio
  avviso, abbisognerebbe anche di  un  recepimento organico e di un
  recepimento che faccia sì che  i  principi  buoni di questa legge
  possano essere adattati alla nostra realtà siciliana, alla realtà
  della montagna, dei comuni  montani  della  Sicilia.  Non  si può
  però tradire questo recepimento  nel  momento  in  cui  il  Fondo
  regionale per la montagna  viene  messo  a  disposizione  solo ed
  esclusivamente   dall'Assessore   regionale  all'agricoltura  per
  essere gestito secondo  le  prerogative dello stesso Assessorato,
  dello  stesso  Assessore.   Poichè  il  Fondo  nazionale  per  la
  montagna viene nelle  altre regioni d'Italia direttamente erogato
  ai comuni montani attraverso le comunità montane.
       Noi non abbiamo più lo strumento delle comunità montane però
  vorrei, qui, ricordare che con la legge numero 9 del 1986 ciò che
  era la funzione della  comunità  montana è stata trasferita nelle
  competenze  della  provincia,   la   quale  provincia  istituisce
  l'assemblea dei comuni montani  nel suo seno alla quale assemblea
  sottopone di volta in  volta  i  provvedimenti  che riguardano il
  territorio  montano o sottopone,  in  sede  di  approvazione  del
  bilancio,  doveva  sottoporre  il  programma  di  utilizzo  delle
  risorse rimaste inutilizzate delle disciolte comunità montane.
       Quindi  noi  abbiamo  chi   ha   la  competenza  per  potere
  programmare l'uso di queste  risorse  che  sono  le  province, le
  quali esercitano questa  competenza  attraverso  l'Assemblea  dei
  comuni montani.  Il punto è che il Governo nel predisporre questa
  iniziativa ha ritenuto di  dover  ribadere  ancora  una volta una
  visione centralistica,  una  visione  discrezionale dell'utilizzo
  della spesa pubblica regionale  e  quella  derivata  dello  Stato
  nella peggiore delle  tradizioni delle visioni neocentralistico o
  veterocentralistico  di  questa   Regione,   ancora   una   volta
  dimostrando  come  si intende  negare  l'autonomia  e  negare  il
  federalismo interno a questa Regione.
       Ecco perchè io ritengo che se  da  un  lato  è  cosa buona e
  giusta istituire il fondo  regionale  per la montagna, dall'altro
  lato è cosa sbagliata e  ingiusta  gestirlo  con le modalità alle
  quali pensa il Governo regionale.

                        SULL'ORDINE DEI LAVORI

     ACIERNO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ACIERNO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  desidero
  sottoporre  alla   Presidenza   dell'Assemblea   una  riflessione
  rispetto al nostro Regolamento:  in Conferenza dei Presidenti dei
  Gruppi parlamentari, era  stato  stabilito  all'unanimità  che la
  sessione di bilancio si  sarebbe  conclusa nella notte di martedì
  12  marzo.  Questo non è  avvenuto   Credo  che  il  senso  della
  predetta  Conferenza, dovrebbe  anche  fare  riferimento  ad  una
  decisione successiva da  parte della Presidenza sull'attribuzione
  rispetto  al  tempo  complessivo,   ad  ogni  singolo  Gruppo  in
  quest'Aula,  da potere  essere  utilizzato  in  riferimento  alla
  discussione generale e agli interventi sui singoli emendamenti ed
  alle dichiarazioni di voto.
       Mi rendo conto, che  la  mia affermazione potrebbe andare in
  contraddizione  con  le   normali  procedure  d'Aula,  ma  faccio
  riferimento all'articolo del  nostro  Regolamento  che  dà potere
  alla Conferenza dei Capigruppo  di  stabilire  i tempi dell'Aula.
  Pertanto,  invito  la   Presidenza   ad  una  riflessione;  vista
  l'esperienza  degli  ultimi  due  giorni  dei  lavori  di  questa
  Assemblea,  reputo  opportuno   riconvocare   la  Conferenza  per
  stabilire i nuovi  tempi  in  riferimento  all'approvazione della
  legge finanziaria e della legge di bilancio;  stabilire, inoltre,
  nuovi tempi per ogni Gruppo.

     PRESIDENTE.  Onorevole Acierno,  purtroppo  da questo punto di
  visto il nostro Regolamento è  carente.  In una fase di revisione
  del Regolamento stesso,  sarebbe sicuramente opportuno introdurre
  qualche disposizione in materia  perchè  è  un  fenomeno  che  si
  ripete costantemente.

     SPEZIALE. Chiedo la verifica del numero legale.

    (Si associano alla  richiesta  gli onorevoli Giannopolo, Ferro,
    Tumino e Papania).

                        VERIFICA DEL NUMERO LEGALE

     PRESIDENTE.  Essendo la  richiesta  di  verifica  appoggiata a
  termini di Regolamento, indìco la verifica del numero legale e ne
  proclamo l'esito:

                            Presenti    24

       L'Assemblea non è in numero legale.

       Sospendo, pertanto, la  seduta avvertendo che riprenderà fra
  un'ora.

           (La seduta, sospesa alle ore 11.30, è ripresa alle ore 13.03)

    La seduta è ripresa.

    Onorevoli  colleghi, erano  stati  comunicati  gli  emendamenti
  all'articolo 39:  39.1, 39.4,  39.9.  Li  pongo congiuntamente in
  votazione.

     CAPODICASA, relatore  di  minoranza.  Chiedo  di  parlare  per
  dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA,    relatore  di  minoranza.   Signor   Presidente,
  l'emendamento  a mia firma,  ma  anche  gli  altri,  di  identico
  contenuto, sono stati  presentati  non  perchè  abbiamo  qualcosa
  contro la montagna, quanto perchè in questa materia, come abbiamo
  già....

     PAGANO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, scusi se  interrompo l'onorevole Capodicasa, relatore
  di minoranza, ma  l'argomento è indispensabile perché  finalmente
  riassegnano i fondi statali  che finora non sono stati utilizzati
  in questa delicata materia. C'è una richiesta, se ho capito bene,
  però non con riferimento, onorevole Speziale,  al  39.1  4 e 9 su
  cui ovviamente siamo contrari;  ma se ho intuito anche se lei non
  si è espresso sul 39.7;  su questo argomento possiamo attivare un
  meccanismo  di confronto  costruttivo  che  chiaramente  non  può
  essere esplicitato in pochi  minuti  qui  in Aula.  Pertanto, con
  discreta possibilità di accoglimento  direi  in questo momento di
  accantonare l'articolo stesso.

     PRESIDENTE. L'articolo 39 è accantonato.

       Si passa all'articolo 40.
       Ne dà lettura:

                                  Art. 40.
          Ufficio per le relazioni diplomatiche  ed internazionali

          1. E' istituito L'Ufficio per le relazioni diplomatiche ed
       internazionali.

          2.  L'Ufficio  si aggiunge a quelli  di  cui  al  comma  2
       dell'articolo 58 della legge regionale 3  maggio 2001, n.  6,
       posti alle dirette dipendenze  del  Presidente  della Regione
       che  con proprio decreto,  ne  individua  compiti,  funzioni,
       dotazioni   e  ubicazione.

          3. Al personale non dirigente dell'Ufficio si applicano le
       disposizioni di cui al comma 3  dell'articolo  16 della legge
       regionale  15  maggio  2000.

          4. Per l'individuazione degli  addetti, costituisce titolo
       preferenziale la conoscenza di  almeno  una  lingua ufficiale
       della  Comunità  europea, oltre  l'italiano.

          5.   L'Ufficio può  anche  essere  posto  alle  dipendenze
       funzionali  di  una  unità   di   personale   della  carriera
       diplomatica  del  Ministero  degli   affari  esteri.

          6. Per le finalità del  presente  articolo,  ivi  compresa
       l'eventuale indennità dell'unità di  personale della carriera
       diplomatica del Ministero degli affari esteri, e le spese per
       gli   scambi   culturali  è   autorizzata   per   l'esercizio
       finanziario 2002 la spesa di 1.250  migliaia di euro. Per gli
       esercizi finanziari successivi la spesa  è  valutata  in  800
       migliaia di euro.

       C'è un solo  emendamento  soppressivo a firma dell'onorevole
  Liotta.

     MICCICHE' Chiedo di parlare

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MICCICHE'.   Signor   presidente,  onorevoli  colleghi,  fermo
  restando che non ho niente  in  contrario  alla istituzione di un
  ufficio per le  relazioni  diplomatiche internazionali, in questo
  momento non voglio entrare  nel  merito  di  questo argomento, ma
  vorrei entrare in merito al  costo  di  questo  servizio  che noi
  dobbiamo garantire allo Stato;  sinceramente  vedo che a volte si
  fanno ragionamenti per  potere risparmiare qualche euro, mettendo
  tasse, balzelli, aumentando ticket sanitari, e via discorrendo, e
  poi noi dobbiamo buttare  dalla  finestra  qualche cosa come 1250
  migliaia di euro quasi 2 miliardi  e mezzo, per garantire le sedi
  diplomatiche internazionali.  A me  pare che questo serve più che
  altro ad avere in cambio poi qualche viaggio in più per le nostre
  relazioni internazionali.
       Quindi dobbiamo spendere questi  fondi  per una cosa che può
  essere  benissimo   risparmiata,   possono   essere   risparmiate
  centinaia di migliaia di euro.
       Signor presidente mi risulta  che noi abbiamo degli immobili
  in via Libertà ad  esempio  Villa  Paino,  abitazione privata del
  Prefetto di Palermo, lo  Stato  per  questo bellissimo stabile di
  grande valore, di grande  prestigio,  paga  alla  Regione qualche
  cosa come 100 miliardi invece del  valore  reale di un affitto di
  immobile di tale genere, ci  vorrebbe  circa un miliardo, oltre a
  ricevere miserie dello Stato  spendiamo  centinaia di milioni per
  la  manutenzione  e   quant'altro.  Inoltre  dovremmo  andare  ad
  affittare un locale che ci  costerà  non  so  quante centinaia di
  migliaia di euro sempre per lo  Stato,  perché  questo è un onere
  dello Stato, non vedo questa  esigenza:  lo  Stato  ci  dà questa
  incombenza per poi ricavarne  una  miseria,  la  regalia  di  100
  milioni per fare abitare una sola autorità, il Prefetto, quando a
  Piazza Cavour, ci sono gli  uffici che possono essere allocati in
  altre sedi e quindi  risparmiare,  facendo  ritornare il Prefetto
  nella  sua  sede  naturale,   perché  forse  è  l'unico  Prefetto
  d'Italia ad abitare fuori la sede  del  palazzo e perché la legge
  impone che dovrebbe stare dentro  il  palazzo  dove svolge le sue
  funzioni.
       Perché  ho fatto questo  ragionamento, si fa una manovra per
  tagliare a destra e a manca e  poi  ci  si  perde in un bicchiere
  d'acqua, non lo so signor Presidente, onorevoli colleghi, se vale
  la pena rivedere questa  decisione,  in attesa di considerare con
  lo Stato, con il Ministero degli interni la revisione del proprio
  ufficio.
       Perché, evidentemente, quanto  è proposto in questo articolo
  sembra ovvio perché  la  legge  ce  lo  impone,  ma  nell'attuare
  queste norme, si può condividere  o meno la scelta della politica
  nazionale ed internazionale,  ma  nell'attuare  questa  forma  mi
  sembra un enorme spreco, uno spreco  che  va a danno della nostra
  cassa regionale che oggi tanto  si sta facendo per poter tagliare
  un po' di qua e un po' di là per far quadrare i conti.
       Mi dispiace che manca  l'assessore al bilancio, che dovrebbe
  attenzionare  anche   queste  cose,  probabilmente  all'assessore
  Pagano è sfuggito questo  spreco  delle  risorse  e questo errato
  conto  che si fa,  perché  evidentemente  noi  non  dobbiamo  poi
  prendercela con i cittadini  caricandoli  di  balzelli vari e poi
  buttiamo i soldi dalla finestra in questo modo.
       Onorevole assessore, credo che  tutta  questa materia sia da
  rivedere,  di  concerto con il  suo  collega  di  Giunta  che  ha
  competenza sul patrimonio, ma mi  pare  che  per ovviare a questo
  articolo  40,  per  evitare   di   spendere   1.250  euro,  quasi
  duemiliardi  e mezzo,  possono  essere  presi  dei  provvedimenti
  alternativi e quindi risparmiare, certo  non è il miliardo che fa
  sanare, però un miliardo di qua,  un miliardo di là abbiamo visto
  che cosa ne sta uscendo  fuori  in  questo  bilancio,  in  questa
  finanziaria.
       Non  è  un discorso  contro  il  Prefetto,  perché  lui  sta
  comodamente in quella villa  lussuosa del viale Libertà, la villa
  Paino, una villa ottocentesca  di  grande prestigio, che potrebbe
  essere  appunto  la  sede  dell'ufficio  diplomatico,  può  anche
  convivere con il Prefetto, mi  risulta che l'edificio è di grande
  ampiezza, una persona non  può  occupare quaranta stanze, neanche
  il re borbone in questo  palazzo  aveva  tutte  queste  stanze  a
  disposizione.
       Onorevole  Assessore,  secondo  me,  lei  dovrebbe  rivedere
  questa cosa visto che sta cercando  di  tagliare  a  destra  e  a
  manca, dia almeno questo segnale, perché veda i giornali, a volte
  sono pieni di articoli  demagogici non per colpa dei giornalisti,
  ma per i vostri comunicati stampa in cui annunciate austerità per
  tagliare duecento, trecento mila  lire  delle indennità di carica
  del presidente o dell'assessore  e  poi  si  buttano miliardi per
  cose che si possono risolvere con una buona dose di volontà.
       Capisco che a volte  è  facile  fare  demagogia come l'avete
  fatta spesso in quest'ultimo  periodo  nei  tagli degli assessori
  delle indennità di carica  degli  assessori  o quant'altro. E poi
  buttiamo i soldi così.  I cento  milioni  che  ci da lo Stato per
  pagare l'affitto della prefettura  e  poi  noi dobbiamo spenderne
  per  tre  volte  per   la   manutenzione  lo  possiamo  risolvere
  diversamente.  Non è uno sfratto  che  si  chiede  al prefetto di
  Palermo, perché  è la più alta  carica dello Stato in Sicilia, da
  parte  del  Ministero,  ma  la   più   alta   carica   qua  è  il
  rappresentante della Regione e  che evidentemente deve cercare un
  giusto equilibrio, non perché la sede fisica rappresenta il luogo
  dello stato simbolo, lo stato  simbolo  ce  lo creiamo noi stessi
  con i nostri comportamenti, con  le  nostre  azioni  che siano di
  corretta amministrazione e  di  trasparente amministrazione e non
  il luogo dove si abita.
       Capisco che, a volte, questo  gratifica di più il potere, ma
  in  questo  momento è  l'ultimo  cosa  che  questo  Governo  deve
  pensare.

     GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
  per invitare il Governo  a  riscrivere questo articolo poiché  un
  articolo che istituisce un  ufficio per le relazioni diplomatiche
  non può prevedere che la conoscenza di un'altra lingua sia titolo
  preferenziale, dovrebbe essere  requisito. Altrimenti ci potremmo
  trovare nella singolare condizione di avere un ufficio - non dico
  l'usciere deve conoscere,  oltre  l'italiano, anche altre lingue,
  ma per gli addetti,  coloro  i  quali fanno vivere quest'ufficio,
  dovrebbe  essere  requisito,   non   titolo   preferenziale,   la
  conoscenza della lingua straniera, perché  altrimenti ci potremmo
  trovare nella condizione in  cui  nessuno sa parlare altre lingue
  tranne che l'italiano.  Dopo di  che  non  capisco  quali tipi di
  relazioni  diplomatiche  dobbiamo  tenere  se  non  evidentemente
  relazioni diplomatiche molto  interne  se  non  proprio relazioni
  diplomatiche intime.

     PRESIDENTE.  In questo caso non sarebbe, credo, disciplinabile
  per legge la questione.

     CRISAFULLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRISAFULLI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono stato
  tentato di aprire quest'intervento utilizzando la lingua francese
  per un fatto semplice.  Non mi viene difficile, onorevole Liotta,
  perché  io sono perfettamente d'accordo  che la Sicilia, al di là
  della strumentazione che si  sta  dando, istituisca uno strumento
  per avere relazioni dirette con il mondo.
       Oggi ciò s'impone più di  ieri tenuto conto che è verosimile
  che stia maturando anche in noi la consapevolezza che la presenza
  di tanti siciliani nel mondo  può  cominciare a diventare per noi
  una risorsa e non più  un  elemento  di difficoltà, di debolezza,
  istituire relazioni con altri  Stati,  con altre comunità.  Credo
  sia necessario per una regione del  valore  e della storia che la
  Sicilia  ha, ma dopo  di  che  fatto  salvo  questo  ragionamento
  pensare a costruire un ufficio in  cui  il  personale  -  lo dico
  all'Assessore - abbia come  titolo preferenziale la conoscenza di
  un'altra lingua straniera e  non come condizione obbligatoria, la
  conoscenza di un'altra lingua  straniera, è sinceramente un modo,
  come dire:  Facciamo un  ufficio,  poi  magari  a  dirigerlo  c'è
  qualcuno che parla oltre al dialetto la lingua del Paese accanto.
       Credo sia necessario, obbligatorio, mi rivolgo all'Assessore
  che al di là degli addetti  di  segreteria  che possono anche non
  essere molto attrezzati nel  parlare le lingue, ma i responsabili
  degli  uffici,  chi   ha   la   responsabilità   della  direzione
  dell'ufficio abbia quanto meno  l'obbligo di conoscere almeno due
  lingue straniere, le lingue che si parlano in Europa e nel mondo,
  altrimenti  noi stiamo costituendo  una  botteguccia  che  ha  la
  pretesa di titolarsi alla  grande  politica,  ai  grandi rapporti
  internazionali, ma l'unica cosa che  può fare è parlare ai nostri
  vecchi emigrati perché  parlano  il vecchio dialetto, per cui non
  hanno  più  la   possibilità   di   seguirci   sulle  innovazioni
  linguistiche che siamo stati in  grado di maturare.  Io la invito
  pertanto, al Governo stesso,  di  fare  una  correzione del testo
  veloce, anche qui, che ci mette  in  condizione  di  fare le cose
  tanto  per  farle,  ma di farle  con  stile  e  con  capacità  di
  rappresentazione.

     TUMINO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

     TUMINO.  Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  solo perché
  questo articolo non prevede nè  il  numero  di unità che verranno
  utilizzate e vorrei  capire  anche  meglio l'articolazione perché
  sarebbe sotto le dipendenze,  almeno sotto il coordinamento di un
  diplomatico di carriera,  probabilmente, però vorrei anche capire
  l'articolazione di questo  ufficio,  dove questo ufficio andrebbe
  ad essere ubicato e,  se  è  possibile Assessore, una elencazione
  più analitica dei compiti dell'ufficio stesso.

     SPAMPINATO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

     SPAMPINATO.  Signor Presidente,  onorevoli colleghi, mi scuso,
  ma  arrivando ora in  Aula  devo  necessariamente  intervenire  a
  dibattito  iniziato  su questo  articolo  perché  la  mia  è  una
  eccezione preliminare rispetto la proponibilità, l'inserimento di
  questo articolo all'interno della legge finanziaria.
       Ritengo che questo articolo  prevedendo  una spesa nuova non
  può essere inserito  all'interno  della legge finanziaria, perché
  così come naturale è  priva  di  copertura  finanziaria,  come  è
  logico non avendo approvato il bilancio.
       La mia è un'eccezione  preliminare,  non  entro  nel merito,
  ritengo improponibile, così  come  altri  articoli, l'inserimento
  dell'articolo 40 all'interno  della  legge  finanziaria.  E'  una
  spesa nuova e priva di copertura finanziaria.
       In ogni caso Le chiedo, comunque, di rispondere a questa mia
  eccezione preliminare, anche se tardiva.

     PRESIDENTE.  Vorrei ricordare  all'Aula  che la Conferenza dei
  Presidenti dei Gruppi  parlamentari,  affrontò  la  finanziaria e
  accolse la richiesta del Governo  relativa  ad un certo numero di
  emendamenti,  che  furono  aggiunti   tra   cui  questo  che  pur
  prevedendo spesa venivano considerati indispensabili per l'azione
  del   Governo  stesso.   Questo   relativamente   alla   presenza
  dell'articolo nella finanziaria.
       Per  quanto  riguarda,   invece,  la  copertura  finanziaria
  dell'articolo stesso, è  contenuta  nel  prospetto  finale  della
  finanziaria che noi poi,  quando  verrà  il momento, voteremo nel
  suo insieme.

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA.  Signor Presidente,  onorevoli  colleghi, questo è un
  articolo,  non  dico che  è  stato  concordato  alla  lettera  ma
  definito come accoglibile senza problemi da parte dell'Assemblea.
       Se  anche  su   questo   cominciamo   un'interlocuzione   di
  interventi e di possibili modifiche e di allontanamento da quello
  che è un indirizzo che ormai  dovrebbe  portarci  a  dire  che in
  giornata dovremmo arrivare a  fare la finanziaria, io ritengo che
  questo procuri ulteriori guasti.

     SPAMPINATO. Prendo atto e ritiro la pregiudiziale.

     CINTOLA.  Così come mi accorgo  che  è  serio anche quello che
  viene detto di mettere  dentro quest'Ufficio gente che conosca le
  lingue, però questo  nell'ambito sempre dei funzionari regionali,
  perché  così anche  dall'opposizione,  anche  quella  nella quale
  milita l'onorevole Crisafulli è  stato  richiesto di non prendere
  gente dall'esterno.
       Ma se oggi si dice:  prendiamone pure uno dall'esterno o due
  dall'esterno;  è una contraddizione  che  ci  facciamo  Però è un
  discorso serio che, io credo, il Governo possa apprezzare.
       L'intendimento che noi abbiamo  è  di  avere e di continuare
  nella libera espressione  democratica  dell'Aula  di tenere conto
  che  i tempi servono pure per  arrivare  alla  fine  a  dire  che
  qualche cosa vogliamo fare e  che  la  finanziaria  sia  ormai in
  procinto di arrivare e che debba in giornata o in nottata trovare
  le  soluzioni  idonee  e   adatte,   sempreché   da  parte  della
  maggioranza e dei Gruppi  della maggioranza si mantenga l'impegno
  di  non  aggravare con  emendamenti  della  maggioranza  e  dalle
  opposizioni ci renda conto che questo non è uno sforzo da poco ma
  è un invito anche a loro  a  limitare  non solo gli interventi ma
  anche gli emendamenti.

     ACIERNO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ACIERNO.   Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,  volevo
  suggerire al Governo nella  riscrittura dell'articolo al comma 5,
  che  il testo originario  recita:  "L'ufficio  può  anche  essere
  posto alle dipendenze funzionali  di una unità di personale della
  carriera diplomatica del Ministero degli Affari Esteri".
       Visto che il Governo  si appresta alla riscrittura, io credo
  che questo potrebbe essere eliminato se vogliamo dare significato
  all'Ufficio delle relazioni  diplomatiche  ed  internazionali per
  evitare che, invece, alla  fine,  questo ufficio diventi soltanto
  un ulteriore momento di spesa per  la Regione e non produca alcun
  effetto positivo rispetto agli intenti che si prefigge.

     PRESIDENTE.   Onorevole Acierno,  gli  uffici  ricordano  che,
  relativamente  alla  questione  da   lei  posta,  c'è  una  legge
  nazionale che impone la  presenza di un funzionario del Ministero
  degli esteri.  Pertanto è obbligatorio.

     CUFFARO. Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà

     CUFFARO,  Presidente   della   Regione.   Onorevole   Acierno,
  l'Ufficio è un ufficio  della  Regione  siciliana.  Il  Ministero
  degli esteri ci ha già  assegnato  e  ci  manderà  un consigliere
  diplomatico. Poi sarà cura del Governo scegliere se affidare tale
  ufficio a questo consigliere diplomatico oppure il consigliere fa
  il  consigliere  diplomatico e  l'ufficio  sarà  affidato  ad  un
  dirigente della Regione.  Lasciamolo  aperto, perchè la norma del
  Ministero degli esteri non  è  ancora  perfezionata; cerchiamo di
  capire come funzionerà.

     PRESIDENTE.   Onorevole  Acierno,  la  possibilità  che  viene
  offerta  dalla  legge  al  Governo  è  di  porre  l'ufficio  alle
  dipendenze  del funzionario del  Ministero  degli  esteri  o  del
  funzionario regionale.  La  presenza, invece, del funzionario del
  Ministero degli esteri è obbligatoria.

     ACIERNO.  Ma nel  testo dell'articolo la presenza obbligatoria
  del funzionario del Ministero degli esteri non è prevista.

     PRESIDENTE.  Onorevole Acierno, c'è  una  legge,  anche se non
  dovesse essere espressamente  indicato  non possiamo esimerci dal
  prevederlo.
       Comunico che è dal  Governo  è  stato presentato il seguente
  emendamento 40.2:

    "Sopprimere  il  seguente   comma   4  bis:  'Limitatamente  al
  personale  dirigente,  il titolo  di  cui  al  comma  precedente,
  costituisce requisito necessario'.
       Si passa alla votazione degli emendamenti.

     LIOTTA. Dichiaro di ritirare l'emendamento 40.1.

     MICCICHE'.   Ai  sensi   dell'articolo  114  del  Regolamento,
  dichiaro di riprenderlo.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Pongo  in  votazione   l'emendamento  40.1.  Il  parere  del
  Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione. Contrario.

     MICCICHE'. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE.  Onorevole  Miccichè, non  posso  darle  la  parola
  perchè  siamo  inn  fase   di  votazione.  la  discussione  sugli
  emendamenti si è conclusa. la  votazione  è  in  corso, non posso
  darle la parola.
       Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

       Pongo in votazione l'emendamento 40.2 a firma del Governo.

    MICCICHE'. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MICCICHE'.   Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  il  mio
  obiettivo  era  quello  di  stigmatizzare  questo  comportamento,
  spiegare  cioè  il  motivo   per  cui  ho  ripreso  l'emendamento
  dell'onorevole  Liotta.   Poc'anzi   sono  intervenuto  chiedendo
  all'Assessore  'tagli  e   cuci'   perchè   per   questioni  meno
  importanti, a volte  per  pochissimi  spiccioli, si predispongono
  emendamenti.  Desidero che  il  Presidente,  l'Assessore  per  il
  bilancio,  di concerto con  l'Assessore  per  i  beni  culturali,
  dicano: "noi stiamo istituendo  questo ufficio perchè la legge ce
  lo impone - o meglio ci  dà  la  possibilità di farlo, perchè non
  siamo obbligati a farlo - almeno  lo  Stato  ci  dia  un  congruo
  contributo". Poichè lo Stato  un  congruo  contributo  per queste
  cose  non ce lo dà, noi  diciamo  che  la  sede  regionale,  dove
  attualmente  risiede  un  rappresentante  dello  Stato,  cioè  il
  Prefetto, presso la Villa Pajno, per questa abitazione privata ci
  dà  100  milioni  e noi  dobbiamo  spenderne  il  doppio  per  la
  manutenzione;   il  Prefetto vada  nella  sede  naturale  in  Via
  Cavour, gli uffici vadano  altrove perché  ci sono possibilità di
  allocare uffici; si liberi  Villa Pajno perché  è proprietà della
  Regione e la Regione  la  destina  a  questo  ufficio diplomatico
  internazionale  in  modo   tale   che  noi  possiamo  risparmiare
  centinaia e migliaia di euro.
       Su ciò avevo chiesto  l'intervento  del  Governo.  Non  mi è
  stata  data,  però,   alcuna   spiegazione.   Io  stigmatizzo  il
  comportamento  omissivo  del  Governo  su  una  richiesta  di  un
  deputato, che, se sta  parlando,  sta  parlando anche per volontà
  del popolo.  Volete i  sacrifici  del popolo?  Lanciate almeno un
  messaggio  di  aiuto  verso  questo  tipo  di  comportamento,  di
  collaborazione  Voi non volete dare  adito  a polemiche, ma io su
  questo farò una battaglia  politica  regionale  e  nazionale.  Il
  Governo pur di non  disturbare  il manovratore, approva qualsiasi
  provvedimento.
       Poc'anzi ho ripreso  l'emendamento dell'onorevole Liotta, ma
  non mi è la possibilità  di  intervenire.  Sto intervenendo su un
  altro emendamento che non condivido e per il quale esprimerò voto
  contrario. Aspettatevi battaglie  politiche di grande respiro, di
  pulizia e di moralità in questa Sicilia.

     PRESIDENTE.  Pongo in  votazione l'emendamento 40.2. Il parere
  del Governo?

     PAGANO, Assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, Presidente della Commissione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in votazione l'articolo 40 nel testo risultante.

     TUMINO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TUMINO.   Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  voterò
  contro perché  non sono indicate  né  le  unità  di personale che
  saranno addette all'ufficio, né  indicato  il  criterio  con  cui
  avverrà la selezione del personale.

     CUFFARO, Presidente della  Regione.  Il personale addetto sarà
  scelto tra il personale interno della Regione.

     TUMINO.   E  con   quale  criterio  verrà  individuato  questo
  personale?

     CUFFARO, Presidente della Regione.  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CUFFARO,  Presidente  della  Regione.  Signor  Presidente,  il
  personale,  che sarà certamente  preso  tra  i  dipendenti  della
  Regione,  verrà  selezionato  allo   stesso   modo   con  cui  si
  selezionano tutti gli altri dipendenti della Regione che lavorano
  in altri uffici. Non c'è  un  metodo  di selezione. Prima vedremo
  quali sono le persone  che vorranno venire e selezioneremo quelle
  che noi riteniamo abbiano  più  attitudini e qualifiche per poter
  partecipare a questo ufficio.

     TUMINO. Quante persone vi servono?

     CUFFARO, Presidente della  Regione.  Ne  serviranno  due, tre,
  quattro. Non vogliamo fare un Ministero degli esteri.

     TUMINO. E allora, a cosa vi servono i due miliardi?

     CUFFARO, Presidente della  Regione.  Per  gestire  l'ufficio e
  per gestire tutte le relazioni di sua competenza.

     PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'articolo  40  nel  testo
  risultante. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 41. Ne dò lettura:

                                " Art. 41.
                          Uffici della Presidenza

          1. L'Ufficio di Bruxelles, di cui al comma 2 dell'articolo
       1 della legge regionale 10 dicembre 2001, n.  20,  si compone
       di un massimo di sedici unità, fra cui il dirigente regionale
       ad  esso  preposto,  di  cui  almeno sei  con  qualifica  non
       dirigenziale.

          2. Per il reclutamento ed  il  trattamento  economico  del
       personale si applicano le norme regolamentari vigenti per gli
       uffici  di  diretta  collaborazione   del   Presidente  della
       Regione.

          3. Il ricorso all'esterno anche  mediante  forme di lavoro
       interinale, è fissato nel numero  massimo  di otto unità.

          4. Per le finalità del presente articolo è autorizzata per
       l'esercizio  finanziario 2002 la spesa  di  820  migliaia  di
       euro.  Per  gli esercizi finanziari  successivi  la  spesa  è
       valutata in 1.000 migliaia di euro.

          5. Il personale assunto con contratto a termine di diritto
       privato ai sensi dell'articolo 12  della  legge  regionale 21
       settembre 1990, n.  36 e successive modifiche ed integrazioni
       può  essere trasferito presso il Dipartimento regionale della
       Programmazione per le attività del P.O.R.  2000/2006."

       Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

    - dall'onorevole Liotta: emendamenti 41.1 e 41.2;

    - dagli onorevoli Capodicasa e Speziale:  emendamenti 41.4;

    - dal Governo: emendamento 41.5;

    - dall'onorevole Turano: emendamento 41.3.

     MICCICHE'. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MICCICHE'.  Signor   Presidente,  onorevole  Presidente  della
  Regione, onorevoli colleghi, ancora  una  volta  non  entrerò nel
  merito della funzione dell'Ufficio di Presidenza di Bruxelles, mi
  risulta, però, che il  Capo  dell'Ufficio  di  Bruxelles,  dottor
  Francesco Attaguile, sia stato  nominato dalla Giunta di Governo,
  con contratto di diritto privato.
       La  funzione  dell'Ufficio   di   Bruxelles   è   quella  di
  sollecitare, gestire e controllare  i  flussi  finanziari  che ci
  arrivano  dalla  Comunità   europea  per  programmare  la  nostra
  attività produttiva regionale,  ma  anche  per  finanziare  fondi
  relativi alla formazione professionale.
       Signor Presidente, mi  risulta  anche  che  lo stesso dottor
  Francesco  Attaguile,  capo   dell'ufficio   di   Bruxelles,  sia
  presidente del consiglio  di amministrazione della società ISIDA,
  finanziata dalla Regione.
       Desideravo sapere se ciò  risultasse a verità, ed in effetti
  è così: è scritto nel programma della finanziaria, alla tabella H
  relativa a "Beni culturali ed ambientali", risulta che la Regione
  concede  alla  ISIDA,  che   è   la  Società  per  la  formazione
  professionale d'azienda, una somma  pari a 1.479.000.000 di lire,
  cioè 774.000 euro.
       Mi risulta, ed è  ormai  consolidato,  che  non  può esserci
  compatibilità a svolgere le  due  funzioni,  perchè da un lato lo
  stesso soggetto pare, anzi  è  sicuro,  che  abbia  stipulato  un
  contratto  di  diritto   privato   con  la  Regione  siciliana  e
  dall'altro gestisce i  fondi  avendo  stipulato  un  contratto  e
  quindi  un controllo diretto  della  Regione.  C'è,  dunque,  una
  stridente contraddizione, una  incompatibilità  di  fatto che non
  può  permanere.  E,   in  considerazione  che  il  vicepresidente
  dell'ISIDA mi risulta sia il  dottor  Bignarelli,  che  è capo di
  Gabinetto del suo Ufficio, signor Presidente della Regione...

     CUFFARO, presidente della Regione. Non è capo di Gabinetto, fa
  parte della mia segreteria.

     MICCICHE'. Della segreteria, mi scusi.

     CUFFARO, presidente della Regione. Che ha fatto di grave?

     MICCICHE'.   Nulla, per  carità;  intendo  dire  che  potrebbe
  sfuggire il fatto che  il  Capo  dell'uffico di Bruxelles, dottor
  Attaguile, è anche  presidente  del  consiglio di amministrazione
  dell'ISIDA.

     CUFFARO, presidente della  Regione.  E'  stato  designato  dal
  Comune.

     MICCICHE'.  Non ha importanza.  Ma  poichè è un componente del
  suo Ufficio di gabinetto...

     PRESIDENTE, Onorevole Miccichè, ci  spiega qual è il senso del
  suo intervento?

     MICCIHE'.  Stiamo  parlando   dell'Ufficio  di  Presidenza  di
  Bruxelles il cui capo ha questa illustre incompatibilità.

    PRESIDENTE. Allora c'è una incompatibilità, una illegittimità?

     MICCICHE'. No, signor Presidente.

     PRESIDENTE. E allora, qual è il senso del suo intervento?

     MICCICHE'.  Signor   Presidente,  lei  potrebbe  interrompermi
  qualora io stessi parlando  dell'Ufficio  di  Pechino.  Ma io sto
  parlando  dell'Ufficio  di   Bruxelles,  dove  c'è  un  interesse
  intrinseco  al  ragionamento   perché   si   sta  parlando  della
  gestione, del controllo, ed a  capo  di questo ufficio è posto un
  soggetto la cui carica è  incompatibile con la nuova che andrebbe
  a ricoprire.

     PRESIDENTE. Ma in  base a quale legge, onorevole Miccichè? Lei
  sa di cosa si occupa l'ISIDA?

     MICCICHE'. Formazione professionale dei direttori d'azienda.

     PRESIDENTE. E qual è l'incompatibilità che lei registra?

     MICCICHE'. E' finanziata con i soldi della Regione, cioè con i
  soldi dei Siciliani

     PRESIDENTE. Se lei fosse Presidente di una cooperativa e nello
  stesso tempo  deputato  ci  sarebbe un'incompatibilità, onorevole
  Miccichè?

     MICCICHE'. No, è diverso   Ma  se  io  prendessi i soldi dalla
  Regione, nella qualità di un rappresentante di una cooperativa, e
  poi fossi deputato o  funzionario,  anche  col  diritto  privato,
  sarebbe ci un'enorme  contraddizione  e  incompatibilità,  signor
  Presidente.

     PRESIDENTE. Ma in  base a quale legge, onorevole Miccichè?

     MICCICHE'. Innanzitutto, c'è  una  legge morale...

     PRESIDENTE. Purtroppo, non ha riscontro sul codice

     MICCICHE'... A me risulta che un soggetto possa prendere fonti
  di  reddito  esterno,  purché  non  sia  all'interno della stessa
  matrice,  della  stessa  fonte.  La  fonte  in  questo  caso è la
  Regione

     PRESIDENTE. Onorevole  Miccichè,  mi  scusi  se la interrompo,
  vorrei evitare che  lei  dicesse  inesattezze  rispetto  a questo
  tema. Lei ha tutto  il  diritto  di intervenire, per carità, però
  non ha il  diritto  di  dire  delle  inesattezze.
       l'ISIDA nella fattispecie, è  vero  che riceve contributi da
  parte della Regione, ma non vive soltanto di questi contributi e,
  comunque,  la funzione della  persona  a  cui  lei  si  riferisce
  nell'ISIDA,      è       una      funzione      di      carattere
  amministrativo-societario,  non  è  alle  dipendenze.  Dall'altro
  punto di vista, invece, ha un rapporto di natura privatistica con
  la Regione.
       Non esiste  alcuna legge che stabilisca l'incompatibilità su
  questa vicenda.
       Quindi, onorevole  Miccichè, lei può esprimere certamente la
  sua opinione ma non può dire delle inesattezze perché  altrimenti
  diminuisce il peso del suo intervento che, invece, è importante.

     MICCICHE'. Anche questo  avrò  modo  di  approfondire,  signor
  Presidente, perché tutto è  opinabile, non è possibile che quando
  conviene la legge c'è e quando non conviene la legge non c'è
       E'  un  altro  il   principio   che  bisogna  stabilire,  il
  principio, cioè, che un soggetto  non  può  ricevere,  o  non può
  gestire dalla stessa fonte  due  mansioni  diverse. Almeno questo
  dovrebbe essere il principio fondamentale.

     MANCUSO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MANCUSO. Signor  Presidente,  pensavo  alle mie preoccupazioni
  quando sono  stato  eletto all'Assemblea regionale siciliana. Con
  molta  umiltà  sono  venuto  per  contribuire  a  ciò  che  è  il
  legiferare dei Siciliani. Oggi, invece,  mi  sento a mio agio: mi
  sento nel consiglio comunale del  mio  paese di montagna, dove le
  dispute sono quelle soggettive  e non sono quelle della politica.
  Non sono neanche quelle del  risanamento  di  una  Regione che ha
  bisogno di tutti sia del centrodestra che del centrosinistra.
       Io spero  che  il  Presidente, naturalmente lasciando quelle
  che sono le prerogative di ogni deputato nel prendere la parola e
  nell'intervenire, possa dare maggiore qualità e possa aiutare noi
  giovani a fare una  politica  seria per una Sicilia che certo non
  ha bisogno, in questo  momento,  di noi, ma ha bisogno di persone
  che possano ragionare  su quello che è un documento programmatico
  e politico che  riguarda  tutti i Siciliani e non particolarmente
  qualcuno.

     CRISAFULLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRISAFULLI.    Signor    Presidente,    onorevoli    colleghi,
  sinceramente avrei evitato volentieri  di  prendere  la parola su
  questo argomento se non mi fossi trovato nella condizioni, non so
  se utile per la Sicilia o  no,  di  essere  stato  a  nominato il
  dottor Attaguile responsabile  dell'Ufficio  di Bruxelles. Allora
  ero assessore alla Presidenza  e  ho  fatto  ciò  con convinzione
  trattandosi di uno dei più adeguati funzionari in grado di potere
  dirigere quella struttura  che  non  si  occupa  di  gestione  di
  risorse. Si tratta, infatti, di una struttura si occupa, dovrebbe
  occuparsi  sempre più e sempre meglio, del raccordo della Sicilia
  e  del  Governo  della  Regione  siciliana con le strutture delle
  Commissioni   dell'Unione  europea,  per  capire  dove  sono  gli
  inghippi  che  rallentano  i  flussi verso la Regione, per capire
  dove  sono i problemi che la Regione crea per evitare che possano
  impedire  trasferimenti  lineari,  per consentire alla Regione di
  utilizzare  le  altre  misure previste dall'intera possibilità di
  attingimento  dei finanziamenti comunitari, per attivare Interreg
  ed  altre  iniziative  che  l'Unione  europea mette in atto e che
  molto  spesso  fino ala costituzione dell'Ufficio di Bruxelles la
  Regione siciliana non utilizzava.
       Io devo dare atto che  si è fatto un buon recupero da questo
  punto di vista, il  dottor Attaguile ha saputo essere all'altezza
  della sua funzione. Credo che si stia dimostrando la necessità di
  attrezzare meglio quell'ufficio,  per  potere adempiere meglio ai
  compiti che quell'ufficio in sé contiene.
       Detto   questo,   essendo  stato  anch'io  nella  sventurata
  situazione  di  favorire l'approvazione della legge numero 10 del
  2000,  la  legge  cioè di riforma della pubblica amministrazione,
  posso  dire  che  non  esiste  la  possibilità  per  legge che un
  funzionario  della  Regione  possa  avere  una indennità esterna,
  tenuto conto che la legge prevede che lo stesso può percepirla ma
  deve versarla nel fondo per le indennità di funzione da ripartire
  con  tutti gli altri. Non c'è incompatibilità dunque, addirittura
  sarebbe cosa utile che la Regione potesse nominare suoi dirigenti
  in  tutti  gli enti che fanno riferimento alla Regione perchè ciò
  consentirebbe  di  avere  il  governo diretto della situazione ed
  evitare incarichi ad altre persone che, a quelli sì, bisogna dare
  indennità   che   creano   aggravi   ed   oneri   alla   pubblica
  amministrazione,  molto  spesso  giusti, probabilmente in qualche
  caso opportuno, ma è un altro discorso.
       Io  credo che tutto ciò sia sufficientemente chiaro, per cui
  probabilmente  le informazioni che il collega Miccichè aveva sono
  informazioni che possono creare difficoltà di interpretazione.
       Spero di essere stato  utile alla comprensione dei fatti che
  consentono all'amministrazione  regionale di potere essere serena
  da questo punto di vista; io spero in ogni caso che l'incarico al
  dottor Attaguile dell'ISIDE non gli comporti la distrazione dalla
  funzione di  dirigente  responsabile  dell'Ufficio  di  Bruxelles
  perchè è una delle cose che fa e di cui la Sicilia fino ad ora si
  è avvantaggiata.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.Ne ha facoltà.

     CAPODICASA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io non
  intervengo   sulla   parte   relativa  all'incarico  del  dottore
  Attaguile    perchè   condivido   quanto   detto   dall'onorevole
  Crisafulli,  per  la  conoscenza  che  io ho, ed è una conoscenza
  diretta per un periodo della vita amministrativa della Regione.
       Il  dottor  Attaguile  ha  disimpegnato veramente con grande
  capacità  il compito che gli è stato affidato: la direzione della
  programmazione,  tutta  la fase di elaborazione di Agenda 2000 ma
  soprattutto la parte relativa  ad  Interreg, cioè al programma di
  iniziativa comunitaria che  ha  maggiore  disponibilità  di fondi
  dopo Agenda 2000, in cui  la  Regione siciliana è inserita in una
  volée secondaria, la cosiddetta  volée  "B".  E  per passare alla
  volée  "A"  abbiamo  condotto  una  battaglia  in  cui  il  dott.
  Attaguile ha assunto  una funzione importante anche intrattenendo
  rapporti con organismi  di  dimensione europea. Mi riferisco alla
  CRPM,  la sede  della  conferenza  delle  regioni  periferiche  e
  marittime che esplica un ruolo  importante per i rapporti con gli
  organismi comunitari, con  il  Parlamento europeo, a tutela degli
  interessi della regione periferiche e marittime; organismo di cui
  noi facciamo parte e  dove  abbiamo  anche compiti non secondari.
  Infatti,  guidiamo (non so  se  ancora  oggi)  la  commissione  o
  comunque siamo presenti  nel  bureau  politique  della  CRPM:  un
  incarico di grande prestigio.
       Il  problema  importante  che  pongo,  però, è relativo alla
  organizzazione di questi uffici.  L'ufficio è stato istituito tre
  anni  fa  con  una  prima  dotazione  di  personale  che era alle
  dipendenze  di una società alla quale noi ci eravamo rivolti - mi
  pare  "Mondoimpresa"  - per espletare servizi che sono servizi di
  segreteria,  cioè  dattilografia,  archiviazione,  reperimento di
  materiali  telefonici  etc..  Ovviamente, anche la sede ci veniva
  offerta   sempre  in  affitto  da"Mondoimpresa"  che  globalmente
  offriva,   appunto,   la  sede  e  i  servizi  relativi.  A  capo
  dell'ufficio  era stato nominato il dott.  Attaguile che però non
  aveva  personale  alle  sue  dipendenze  e,  dunque, l'ufficio di
  Bruxelles  deve  essere potenziato.
       Già  all'epoca  avevamo  tentato  di aprire una sede propria
  della  Regione  in  rapporto  con  altre  regioni italiane che si
  trovavano  nella  medesima  situazione  della  Sicilia;  cioè non
  avevano  ancora  aperta  la  sede  propria.  Lo  avevano fatto le
  regioni  del centro-Italia, Lazio, Toscana, Marche, Umbria; tutte
  regioni  che  avevano  stabilito un rapporto di collaborazione in
  un'unica  sede.  Noi avevamo tentato di fare la stessa operazione
  con la Campania, la Sardegna, la Calabria e la Puglia; operazione
  che  poi, però, andò male perché  la sede che avevamo trovato non
  fu  più  disponibile  per  il  ritardo  con  cui  queste  regioni
  manifestarono   di   aderire   formalmente   all'accordo  da  noi
  proposto.
       Io   sono  dell'avviso  che  l'ufficio  vada  effettivamente
  costituito   e   potenziato   perchè  essenziale  ai  fini  della
  proiezione  della  politica della Regione sullo scenario europeo,
  per  i  rapporti  con  la  Commissione  europea  con  gli  uffici
  comunitari,  per tutto ciò che ormai grava come contenzioso nelle
  relazioni tra la Regione siciliana e l'Unione  europea  e  quanto
  ancora dovrà ulteriormente essere sviluppato.
       Credo  che  ci  sia  una  parte  dell'attività della Regione
  riguardante  i  rapporti  con  i Paesi dell'Unione europea  che è
  poco  conosciuta dal Parlamento e, forse, è poco conosciuta anche
  fuori dal Parlamento, nella società civile;   invece, vi assicuro
  che quella è una parte importantissima, direi, quasi fondamentale
  per la politica della Regione, quindi va potenziata.
       Tuttavia,  sono  contrario, onorevole Presidente e onorevoli
  rappresentanti   del   Governo,   a  costituire  un  ufficio   di
  dimensioni elefantiache, di dimensioni che non siano giustificate
  dalla evoluzione delle attività dello  stesso ufficio.
       Non escludo che più avanti, quando si sarà entrati a regime,
  possa  essere  necessario  ulteriormente ampliare la dotazione di
  personale  e anche le funzioni che sono attribuite all'ufficio di
  Bruxelles,  però  al  momento credo che prevedere la dotazione di
  personale  individuata  all'articolo  41, cioè sedici dipendenti,
  con la possibilità  di  ricorrere  a  otto unità con contratto di
  diritto privato all'esterno.  Non è il caso del dr. Attaguile, il
  quale  ha un  contratto  di  diritto  privato,  ma  è  dipendente
  regionale, ce l'ha in  virtù  della  legge  n.  10, mentre qui si
  tratta  di  contratti  di  diritto  privato  con  professionalità
  reperite all'esterno
       Direi  che  in  questa  fase  noi  possiamo  ridurre  sia la
  dotazione  complessiva  di  personale  (regioni  importanti hanno
  l'ufficio a Bruxelles  con  la  metà  del  personale  che noi qui
  prevediamo) e ridurre  anche il numero dei contratti che dovremmo
  stipulare con personale reperito all'esterno.
       Secondo   me   bastano   due,  tre  presi  dall'esterno  con
  caratteristiche  specifiche,  sia  chiaro, le caratteristiche che
  servono;  cioè una  sorta  di  personale,  di  lobby,  nel  senso
  anglosassone del  termine,  che  ci  sviluppa politica, rapporti,
  relazioni,   che   ci   tiene   informati  sull'evoluzione  delle
  istruttorie e  delle procedure che sono in preparazione; infatti,
  molto spesso ciò che serve è conoscere preventivamente quello che
  si sta preparando come atti formali.
       Credo che, e  l'emendamento nostro va in tal senso, dobbiamo
  al momento attestarci  a questo;  più avanti, se sarà necessario,
  onorevole Presidente, noi siamo qui, la legislatura, se lei godrà
  di buona salute  dovrebbe  durare cinque anni, e glielo auguriamo
  tutti,  per cui alla  fine  penso  che  ci  sarà  modo  anche  di
  intervenire ulteriormente,  soltanto che tutto questo deve essere
  sottoposto a verifica ( i carichi di lavoro, l'effettiva resa che
  l'ufficio  deve   avere.  A  quel  punto, allora  sarà  possibile
  intervenire anche per un ulteriore ampliamento.

     CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CUFFARO,  presidente della Regione. Signor Presidente, le cose
  che  dice,  molto  responsabilmente,  il  Presidente  Capodicasa,
  questo  governo se l'è poste; ma noi non stiamo facendo una norma
  per  dire che dobbiamo prenderne obbligatoriamente sedici, stiamo
  istituendo  un  organico per l'ufficio di Presidenza a Bruxelles.
  Noi   istituiamo   un   organico,  poi  il  Governo,  altrettanto
  responsabilmente,  sceglierà se ne servono due, quattro, otto, se
  servono interni o esterni.
       Il presidente Capodicasa in Commissione ci aveva indicato la
  possibilità  di  dare  un'ulteriore  incentivazione ai dipendenti
  regionali,   che   noi   abbiamo  inserito;  potrebbero  esserci,
  infatti, dipendenti regionali che possono continuare ad essere la
  memoria storica  e,  quindi,  potranno  formare  i  nostri quadri
  dirigenti.
       Noi non  siamo  dell'idea che sia necessario prendere subito
  tutti sedici; prenderemo  quelli  che servono.
       Ho scelto di accogliere  ciò che mi si chiede da parte delle
  opposizioni,  che  peraltro  riteniamo  giusto,  a  proposito  di
  evitare di  ricorrere  a  forme  di  lavoro  interinale  (abbiamo
  già presentato un emendamento soppressivo in tal senso), se però,
  a questo aggiungiamo anche la riduzione del numero del personale,
  non  avremo   la  possibilità  di  far  funzionare  correttamente
  l'ufficio.  Se  non  serviranno,  non li prenderemo, però intanto
  stabiliamo l'organico  poi  il  Governo  sceglierà se prenderli o
  meno. Non credo, comunque, sia il caso di ritornare in Parlamento
  per legiferare  nuovamente  in  proposito  se  ci  dovesse essere
  necessità di allargare la pianta organica.

     PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  stati  presentati i seguenti
  subemendamenti:   41.4.1,  a   firma  degli  onorevoli  Speziale,
  Giannopolo, Cracolici  che così recita:  cassare le parole 'anche
  mediante forme di  lavoro  interinale'  e  41.4.2,  a  firma  del
  Governo.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA.    Signor   Presidente,   l'emendamento   che   ha
  presentato il Governo, che recepisce quello presentato dal nostro
  Gruppo, lo considero accessorio rispetto  al  problema principale
  che ho posto, cioè della dotazione  del  personale  dell'ufficio,
  che rimane quella che era già stata prevista.
       Certo, una  previsione di dotazione di personale non obbliga
  l'amministrazione, non c'è  dubbio,  va  da  sè,  però il fatto è
  che quella  dotazione,  a  nostro  avviso,  è  esagerata rispetto
  alla funzione che l'ufficio dovrà svolgere.  Se dobbiamo gonfiare
  uffici che hanno una loro importanza - lo ribadisco - finisce che
  ogni  cosa che tocchiamo,  da  bella,  per  il  modo  in  cui  la
  facciamo, diventa  brutta.  Dunque,  Signor Presidente, credo che
  sarebbe opportuno  al  momento  dotare  l'ufficio di un personale
  adeguato all'attuale  capacità  di  svolgimento  di compiti che a
  Bruxelles siamo in  grado di garantire. Non capisco cosa abbia la
  Sicilia in  più  rispetto  alla  regione  Lombardia, alla regione
  Campania, alla regione Toscana.

     CUFFARO,  presidente  della  Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CUFFARO,  presidente  della  Regione. Signor Presidente ho già
  detto al Presidente  Capodicasa  che il Governo non sceglie e non
  sceglierà di  mandare  16  persone  a  Bruxelles. Ipotizziamo, ad
  esempio, di ridurre del  50  per cento l'organico, cioè da 16 a 8
  unità di personale, come  insieme abbiamo deciso, e che il 50 per
  cento di  esse  sia  dipendente regionale, si potrebbe verificare
  di non riuscire  a  trovare  dipendenti regionali che ci vogliono
  andare e noi  avremmo  un  ufficio  costituito  sempre da quattro
  persone, che, ovviamente, non è in condizione di funzionare.
       Noi  stiamo   stabilendo  un  organico  per  un  ufficio   E
  l'organico secondo  la  nostra previsione deve essere composto da
  sedici  persone;  se  poi  ne  serviranno  sedici  ne  prenderemo
  sedici, se ne  serviranno  otto, ne prenderemo otto. Non riesco a
  capire  perché   non  si  possa  fare  una  norma  programmatoria
  definitiva.
       Non siamo interessati  a mandare persone a Bruxelles che non
  abbiano niente da fare  Inoltre, non è vero che l'Emilia Romagna,
  la Lombardia, la Toscana abbiano vincoli sui soggetti da mandare;
  queste regioni  possono prendere tutti coloro che vogliono, hanno
  scelto di  prenderne  alcuni.  Noi  stiamo scegliendo pure questa
  strada.   Non   condivido   la   preoccupazione   del  Presidente
  Capodicasa.
       Noi vogliamo costituire un qualcosa che finalmente funzioni,
  affinchè la Regione  possa  dire  di avere un ufficio funzionale,
  con gente che stia  lì  a "costruire" la norma non a subìrla come
  è avvenuto in questi anni; gente che stia lì a tentare di carpire
  le formazioni mentre  sono in fieri non quando sono già diventate
  norme che ci  costringono  a  inseguire  la spesa piuttosto che a
  programmarla.  Per far  ciò  ci  vuole  un ufficio funzionale, di
  alta professionalità.  Noi  stiamo  tentando di farlo. Il Governo
  può prendere l'impegno che se non serviranno non manderemo sedici
  persone, che se tra il personale troviamo dipendenti disponibili,
  ad andare a  Bruxelles,  noi  li  preferiremo.

     PRESIDENTE. Pongo  in  votazione  il  subemendamento  41.1.1 a
  firma dell'onorevole Liotta. Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (Non è approvato)

       Pongo  in  votazione  l'emendamento  41.4,   a  firma  degli
  onorevoli Capodicasa e Speziale. Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE.   Il   parere   della   Commissione?

     CROCE, presidente  della  commissione  e relatore. Contrario a
  maggioranza.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti seduto; chi è contrario si
  alzi.
                      (Non è approvato)

       Pongo in votazione l'emendamento 41.5, a firma del Governo.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA. Signor  Presidente, inutile dire che il Presidente
  Cuffaro non mi ha convinto, perchè io rimango dell'avviso  - e ci
  scommetto  -  che, se  approviamo la dotazione  di  personale  di
  sedici,  di  cui  otto  con  contratto  di  diritto  privato,  le
  garantisco che da qui a un anno lei avrà fatto  otto contratti di
  diritto privato, non so a chi, ma li avrà fatti
       Detto  questo, vorrei fare presente che  altre  regioni  per
  risparmiare soldi hanno istituito degli  uffici in collaborazione
  con  altri,  cioè si sono messe insieme in più  regioni  e  hanno
  affittato un ufficio; non capisco perchè  noi dovremmo costituire
  un  ufficio  con  sedici dipendenti, una specie  di  ministero  a
  Bruxelles, quando lei sa benissimo che il lavoro di  lobby non lo
  possono  fare  né   i dattilografi né  il  personale  intermedio.
  Servirebbero  soltanto  2,3  unità,  perché  poi  c'è  una  parte
  dell'attività nei riguardi della commissione che passa attraverso
  Italrap  che non c'entra niente con  l'attività  dell'ufficio  di
  Bruxelles della Regione siciliana.
       Questo insistere per me è sospetto e quindi, a questo punto,
  dichiaro il mio voto contrario anche all'emendamento.

     PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 41.5.
       Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi è contrario
   si alzi.
                            (E' approvato)

       Pongo in  votazione il subemendamento 41.4.1.  Il parere del
  Governo?

     CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole  si alzi;  chi è contrario resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

       Pongo in votazione il subemendamento 41.4.2 del Governo.
       Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi è contrario
  si alzi.
                            (E' approvato)

       Si passa all'emendamento 41.3.

     TURANO. Dichiaro di ritirarlo.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Pongo in votazione l'articolo 41 nel testo risultante.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si riprende l'esame dell'articolo 29 e  degli emendamenti ad
  esso presentati in precedenza accantonati.
       Pongo in votazione l'emendamento 29.5.
       Il parere del Governo?

     CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole  si alzi;  chi è contrario resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

        omunico che l'emendamento 29.1 è ritirato.
       Pongo in votazione l'emendamento 29.3 a firma dell'onorevole
  Liotta.
       Il parere del Governo?

     CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole  si alzi;  chi è contrario resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

       Si passa all'emendamento 29.4 della Commissione.
       Il parere del Governo?

     CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi è contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

       Si  passa  all'emendamento  29.2   a   firma  dell'onorevole
  Sanzeri.  Lo pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

     CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi è contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in votazione l'articolo 29 nel testo risultante.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Onorevoli colleghi, la  seduta è rinviata ad oggi, mercoledì 13
  marzo 2002, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

   Presidenza del vicepresidente FLERES


      I - COMUNICAZIONI

     II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) "Bilancio di  previsione della Regione siciliana per l'anno
          finanziario 2002  e  bilancio  pluriennale  per il triennio
          2002-2004." (NN. 297-299/A) (Seguito)

          Relatore di maggioranza:  on.le Antonino Croce
          Relatore di minoranza: on.le Angelo Capodicasa

       2) "Legge finanziaria 2002" (N. 298 - Stralcio II/A) (Seguito)

          Relatore di maggioranza: on.le Antonino Croce
          Relatore di minoranza: on.le Angelo Capodicasa

    La seduta è tolta alle ore 14.20.

    Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 16.20