Presidenza del vicepresidente FLERES
ACIERNO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni,
s'intende approvato.
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNO DI LEGGE
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente
disegno di legge:
- "Integrazione e modifiche alla legge regionale 6 marzo 1986,
n. 9, concernente la costituzione di nuove province regionali"
(n. 349)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe,
Garofalo, Maurici, Croce in data 12 marzo 2002
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta scritta:
N 487 - Notizie sulla gesiotne dei consorzi di Ragusa:
CONFESERFIDI RAGUSA, UNIONFIDI, EUROFIDI.
- Presidente Regione
- Assessore Cooperazione
Firmatari: Forgione Francesco; Liotta Santo;
N. 488 - Iniziative per impedire la realizzazione di un 'parco
mistico' in area ricadente nel Comune di Calatafimi Segesta.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
- Assessore Beni Culturali
- Assessore Turismo
Firmatari: Forgione Francesco; Liotta Santo;
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del
Regolamento interno, che nel corso della seduta potrà procedersi
a votazioni mediante sistema elettronico.
Presidenza del vicepresidente FLERES
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE CONGIUNTA DEI DISEGNI DI LEGGE NUMERI
297 - 299/A "BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE SICILIANA PER
L'ANNO FINANZIARIO 2002 E BILANCIO PLURIENNALE PER IL TRIENNIO
2002 - 2004" E NUMERO 298 - II STRALCIO/A "LEGGE FINANZIARIA
2002"
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione congiunta del
disegno di legge n. 297-299/A "Bilancio di previsione della
Regione siciliana per l'anno finanziario 2002 e bilancio
pluriennale per il triennio 2002-2004" e del disegno di legge n.
298-Stralcio II/A "Legge finanziaria 2002".
Invito i componenti la seconda Commissione "Bilancio" a
prendere posto nell'apposito banco.
Si procede dall'articolo 39 del disegno di legge n.
298-Stralcio II/A "Legge finanziaria 2002".
Ne do lettura:
Art. 39.
Fondo nazionale per la montagna
1. In attuazione delle disposizioni di cui al comma
3 dell'articolo 2 della legge 31 dicembre 1994, n. 97 è
istituito il fondo regionale per la montagna a cui
affluiscono le risorse erogate dal fondo nazionale per la
montagna di cui al comma 1 dell'articolo 2 della legge 31
dicembre 1984, n. 97.
2. In attuazione delle disposizioni di cui al comma 4
dell'articolo 2 della legge 31 dicembre 1994, n. 97,
l'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste
predispone apposito piano annuale per l'utilizzo delle
risorse assegnate, a decorrere dal 1999, dallo Stato ai sensi
della predetta legge 31 dicembre 1994, n. 97.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Raiti, Morinello, Ferro e Vitrano:
emendamenti 39.1 e 39.2;
- dagli onorevoli Papania, Spampinato e Manzullo: emendamenti
39.4 e 39.3
- dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamenti 39.9 e
39.10;
- dall'onorevole Cracolici: emendamento 39.5;
- dagli onorevoli Giannopolo e Speziale: emendamenti 39.7 e
39.6;
- dall'onorevole Turano: emendamento 39.8.
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, signor Assessore, onorevoli
colleghi, intervengo sulla discussione generale dell'articolo 39
per sostenere questo: l'iniziativa di istituire un fondo
regionale per la montagna, al quale fare affluire le risorse del
fondo nazionale per la montagna, fondo nazionale istituito con la
legge nazionale n. 97 del 1994, è sicuramente utile, necessaria.
Tuttavia, mi permetto di dire, giunge con notevole ritardo.
Dico questo anche perché sono stato tra coloro i quali,
nella scorsa legislatura, più volte si è fatto portatore di una
iniziativa in tal senso, ma non ha trovato mai un giusto
riscontro ed esito.
Ne deriva che noi abbiamo perso, sicuramente, decine e
decine di miliardi che non sono stati assegnati alla nostra
Regione proprio perché non avevamo istituito il fondo regionale
per la montagna. Però, esso non è che si istituisce, alla fine,
tradendo e violando lo spirito della legge n. 97/1994 che, a mio
avviso, abbisognerebbe anche di un recepimento organico e di un
recepimento che faccia sì che i principi buoni di questa legge
possano essere adattati alla nostra realtà siciliana, alla realtà
della montagna, dei comuni montani della Sicilia. Non si può
però tradire questo recepimento nel momento in cui il Fondo
regionale per la montagna viene messo a disposizione solo ed
esclusivamente dall'Assessore regionale all'agricoltura per
essere gestito secondo le prerogative dello stesso Assessorato,
dello stesso Assessore. Poichè il Fondo nazionale per la
montagna viene nelle altre regioni d'Italia direttamente erogato
ai comuni montani attraverso le comunità montane.
Noi non abbiamo più lo strumento delle comunità montane però
vorrei, qui, ricordare che con la legge numero 9 del 1986 ciò che
era la funzione della comunità montana è stata trasferita nelle
competenze della provincia, la quale provincia istituisce
l'assemblea dei comuni montani nel suo seno alla quale assemblea
sottopone di volta in volta i provvedimenti che riguardano il
territorio montano o sottopone, in sede di approvazione del
bilancio, doveva sottoporre il programma di utilizzo delle
risorse rimaste inutilizzate delle disciolte comunità montane.
Quindi noi abbiamo chi ha la competenza per potere
programmare l'uso di queste risorse che sono le province, le
quali esercitano questa competenza attraverso l'Assemblea dei
comuni montani. Il punto è che il Governo nel predisporre questa
iniziativa ha ritenuto di dover ribadere ancora una volta una
visione centralistica, una visione discrezionale dell'utilizzo
della spesa pubblica regionale e quella derivata dello Stato
nella peggiore delle tradizioni delle visioni neocentralistico o
veterocentralistico di questa Regione, ancora una volta
dimostrando come si intende negare l'autonomia e negare il
federalismo interno a questa Regione.
Ecco perchè io ritengo che se da un lato è cosa buona e
giusta istituire il fondo regionale per la montagna, dall'altro
lato è cosa sbagliata e ingiusta gestirlo con le modalità alle
quali pensa il Governo regionale.
SULL'ORDINE DEI LAVORI
ACIERNO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
sottoporre alla Presidenza dell'Assemblea una riflessione
rispetto al nostro Regolamento: in Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, era stato stabilito all'unanimità che la
sessione di bilancio si sarebbe conclusa nella notte di martedì
12 marzo. Questo non è avvenuto Credo che il senso della
predetta Conferenza, dovrebbe anche fare riferimento ad una
decisione successiva da parte della Presidenza sull'attribuzione
rispetto al tempo complessivo, ad ogni singolo Gruppo in
quest'Aula, da potere essere utilizzato in riferimento alla
discussione generale e agli interventi sui singoli emendamenti ed
alle dichiarazioni di voto.
Mi rendo conto, che la mia affermazione potrebbe andare in
contraddizione con le normali procedure d'Aula, ma faccio
riferimento all'articolo del nostro Regolamento che dà potere
alla Conferenza dei Capigruppo di stabilire i tempi dell'Aula.
Pertanto, invito la Presidenza ad una riflessione; vista
l'esperienza degli ultimi due giorni dei lavori di questa
Assemblea, reputo opportuno riconvocare la Conferenza per
stabilire i nuovi tempi in riferimento all'approvazione della
legge finanziaria e della legge di bilancio; stabilire, inoltre,
nuovi tempi per ogni Gruppo.
PRESIDENTE. Onorevole Acierno, purtroppo da questo punto di
visto il nostro Regolamento è carente. In una fase di revisione
del Regolamento stesso, sarebbe sicuramente opportuno introdurre
qualche disposizione in materia perchè è un fenomeno che si
ripete costantemente.
SPEZIALE. Chiedo la verifica del numero legale.
(Si associano alla richiesta gli onorevoli Giannopolo, Ferro,
Tumino e Papania).
VERIFICA DEL NUMERO LEGALE
PRESIDENTE. Essendo la richiesta di verifica appoggiata a
termini di Regolamento, indìco la verifica del numero legale e ne
proclamo l'esito:
Presenti 24
L'Assemblea non è in numero legale.
Sospendo, pertanto, la seduta avvertendo che riprenderà fra
un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 11.30, è ripresa alle ore 13.03)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, erano stati comunicati gli emendamenti
all'articolo 39: 39.1, 39.4, 39.9. Li pongo congiuntamente in
votazione.
CAPODICASA, relatore di minoranza. Chiedo di parlare per
dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA, relatore di minoranza. Signor Presidente,
l'emendamento a mia firma, ma anche gli altri, di identico
contenuto, sono stati presentati non perchè abbiamo qualcosa
contro la montagna, quanto perchè in questa materia, come abbiamo
già....
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, scusi se interrompo l'onorevole Capodicasa, relatore
di minoranza, ma l'argomento è indispensabile perché finalmente
riassegnano i fondi statali che finora non sono stati utilizzati
in questa delicata materia. C'è una richiesta, se ho capito bene,
però non con riferimento, onorevole Speziale, al 39.1 4 e 9 su
cui ovviamente siamo contrari; ma se ho intuito anche se lei non
si è espresso sul 39.7; su questo argomento possiamo attivare un
meccanismo di confronto costruttivo che chiaramente non può
essere esplicitato in pochi minuti qui in Aula. Pertanto, con
discreta possibilità di accoglimento direi in questo momento di
accantonare l'articolo stesso.
PRESIDENTE. L'articolo 39 è accantonato.
Si passa all'articolo 40.
Ne dà lettura:
Art. 40.
Ufficio per le relazioni diplomatiche ed internazionali
1. E' istituito L'Ufficio per le relazioni diplomatiche ed
internazionali.
2. L'Ufficio si aggiunge a quelli di cui al comma 2
dell'articolo 58 della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6,
posti alle dirette dipendenze del Presidente della Regione
che con proprio decreto, ne individua compiti, funzioni,
dotazioni e ubicazione.
3. Al personale non dirigente dell'Ufficio si applicano le
disposizioni di cui al comma 3 dell'articolo 16 della legge
regionale 15 maggio 2000.
4. Per l'individuazione degli addetti, costituisce titolo
preferenziale la conoscenza di almeno una lingua ufficiale
della Comunità europea, oltre l'italiano.
5. L'Ufficio può anche essere posto alle dipendenze
funzionali di una unità di personale della carriera
diplomatica del Ministero degli affari esteri.
6. Per le finalità del presente articolo, ivi compresa
l'eventuale indennità dell'unità di personale della carriera
diplomatica del Ministero degli affari esteri, e le spese per
gli scambi culturali è autorizzata per l'esercizio
finanziario 2002 la spesa di 1.250 migliaia di euro. Per gli
esercizi finanziari successivi la spesa è valutata in 800
migliaia di euro.
C'è un solo emendamento soppressivo a firma dell'onorevole
Liotta.
MICCICHE' Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Signor presidente, onorevoli colleghi, fermo
restando che non ho niente in contrario alla istituzione di un
ufficio per le relazioni diplomatiche internazionali, in questo
momento non voglio entrare nel merito di questo argomento, ma
vorrei entrare in merito al costo di questo servizio che noi
dobbiamo garantire allo Stato; sinceramente vedo che a volte si
fanno ragionamenti per potere risparmiare qualche euro, mettendo
tasse, balzelli, aumentando ticket sanitari, e via discorrendo, e
poi noi dobbiamo buttare dalla finestra qualche cosa come 1250
migliaia di euro quasi 2 miliardi e mezzo, per garantire le sedi
diplomatiche internazionali. A me pare che questo serve più che
altro ad avere in cambio poi qualche viaggio in più per le nostre
relazioni internazionali.
Quindi dobbiamo spendere questi fondi per una cosa che può
essere benissimo risparmiata, possono essere risparmiate
centinaia di migliaia di euro.
Signor presidente mi risulta che noi abbiamo degli immobili
in via Libertà ad esempio Villa Paino, abitazione privata del
Prefetto di Palermo, lo Stato per questo bellissimo stabile di
grande valore, di grande prestigio, paga alla Regione qualche
cosa come 100 miliardi invece del valore reale di un affitto di
immobile di tale genere, ci vorrebbe circa un miliardo, oltre a
ricevere miserie dello Stato spendiamo centinaia di milioni per
la manutenzione e quant'altro. Inoltre dovremmo andare ad
affittare un locale che ci costerà non so quante centinaia di
migliaia di euro sempre per lo Stato, perché questo è un onere
dello Stato, non vedo questa esigenza: lo Stato ci dà questa
incombenza per poi ricavarne una miseria, la regalia di 100
milioni per fare abitare una sola autorità, il Prefetto, quando a
Piazza Cavour, ci sono gli uffici che possono essere allocati in
altre sedi e quindi risparmiare, facendo ritornare il Prefetto
nella sua sede naturale, perché forse è l'unico Prefetto
d'Italia ad abitare fuori la sede del palazzo e perché la legge
impone che dovrebbe stare dentro il palazzo dove svolge le sue
funzioni.
Perché ho fatto questo ragionamento, si fa una manovra per
tagliare a destra e a manca e poi ci si perde in un bicchiere
d'acqua, non lo so signor Presidente, onorevoli colleghi, se vale
la pena rivedere questa decisione, in attesa di considerare con
lo Stato, con il Ministero degli interni la revisione del proprio
ufficio.
Perché, evidentemente, quanto è proposto in questo articolo
sembra ovvio perché la legge ce lo impone, ma nell'attuare
queste norme, si può condividere o meno la scelta della politica
nazionale ed internazionale, ma nell'attuare questa forma mi
sembra un enorme spreco, uno spreco che va a danno della nostra
cassa regionale che oggi tanto si sta facendo per poter tagliare
un po' di qua e un po' di là per far quadrare i conti.
Mi dispiace che manca l'assessore al bilancio, che dovrebbe
attenzionare anche queste cose, probabilmente all'assessore
Pagano è sfuggito questo spreco delle risorse e questo errato
conto che si fa, perché evidentemente noi non dobbiamo poi
prendercela con i cittadini caricandoli di balzelli vari e poi
buttiamo i soldi dalla finestra in questo modo.
Onorevole assessore, credo che tutta questa materia sia da
rivedere, di concerto con il suo collega di Giunta che ha
competenza sul patrimonio, ma mi pare che per ovviare a questo
articolo 40, per evitare di spendere 1.250 euro, quasi
duemiliardi e mezzo, possono essere presi dei provvedimenti
alternativi e quindi risparmiare, certo non è il miliardo che fa
sanare, però un miliardo di qua, un miliardo di là abbiamo visto
che cosa ne sta uscendo fuori in questo bilancio, in questa
finanziaria.
Non è un discorso contro il Prefetto, perché lui sta
comodamente in quella villa lussuosa del viale Libertà, la villa
Paino, una villa ottocentesca di grande prestigio, che potrebbe
essere appunto la sede dell'ufficio diplomatico, può anche
convivere con il Prefetto, mi risulta che l'edificio è di grande
ampiezza, una persona non può occupare quaranta stanze, neanche
il re borbone in questo palazzo aveva tutte queste stanze a
disposizione.
Onorevole Assessore, secondo me, lei dovrebbe rivedere
questa cosa visto che sta cercando di tagliare a destra e a
manca, dia almeno questo segnale, perché veda i giornali, a volte
sono pieni di articoli demagogici non per colpa dei giornalisti,
ma per i vostri comunicati stampa in cui annunciate austerità per
tagliare duecento, trecento mila lire delle indennità di carica
del presidente o dell'assessore e poi si buttano miliardi per
cose che si possono risolvere con una buona dose di volontà.
Capisco che a volte è facile fare demagogia come l'avete
fatta spesso in quest'ultimo periodo nei tagli degli assessori
delle indennità di carica degli assessori o quant'altro. E poi
buttiamo i soldi così. I cento milioni che ci da lo Stato per
pagare l'affitto della prefettura e poi noi dobbiamo spenderne
per tre volte per la manutenzione lo possiamo risolvere
diversamente. Non è uno sfratto che si chiede al prefetto di
Palermo, perché è la più alta carica dello Stato in Sicilia, da
parte del Ministero, ma la più alta carica qua è il
rappresentante della Regione e che evidentemente deve cercare un
giusto equilibrio, non perché la sede fisica rappresenta il luogo
dello stato simbolo, lo stato simbolo ce lo creiamo noi stessi
con i nostri comportamenti, con le nostre azioni che siano di
corretta amministrazione e di trasparente amministrazione e non
il luogo dove si abita.
Capisco che, a volte, questo gratifica di più il potere, ma
in questo momento è l'ultimo cosa che questo Governo deve
pensare.
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per invitare il Governo a riscrivere questo articolo poiché un
articolo che istituisce un ufficio per le relazioni diplomatiche
non può prevedere che la conoscenza di un'altra lingua sia titolo
preferenziale, dovrebbe essere requisito. Altrimenti ci potremmo
trovare nella singolare condizione di avere un ufficio - non dico
l'usciere deve conoscere, oltre l'italiano, anche altre lingue,
ma per gli addetti, coloro i quali fanno vivere quest'ufficio,
dovrebbe essere requisito, non titolo preferenziale, la
conoscenza della lingua straniera, perché altrimenti ci potremmo
trovare nella condizione in cui nessuno sa parlare altre lingue
tranne che l'italiano. Dopo di che non capisco quali tipi di
relazioni diplomatiche dobbiamo tenere se non evidentemente
relazioni diplomatiche molto interne se non proprio relazioni
diplomatiche intime.
PRESIDENTE. In questo caso non sarebbe, credo, disciplinabile
per legge la questione.
CRISAFULLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISAFULLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono stato
tentato di aprire quest'intervento utilizzando la lingua francese
per un fatto semplice. Non mi viene difficile, onorevole Liotta,
perché io sono perfettamente d'accordo che la Sicilia, al di là
della strumentazione che si sta dando, istituisca uno strumento
per avere relazioni dirette con il mondo.
Oggi ciò s'impone più di ieri tenuto conto che è verosimile
che stia maturando anche in noi la consapevolezza che la presenza
di tanti siciliani nel mondo può cominciare a diventare per noi
una risorsa e non più un elemento di difficoltà, di debolezza,
istituire relazioni con altri Stati, con altre comunità. Credo
sia necessario per una regione del valore e della storia che la
Sicilia ha, ma dopo di che fatto salvo questo ragionamento
pensare a costruire un ufficio in cui il personale - lo dico
all'Assessore - abbia come titolo preferenziale la conoscenza di
un'altra lingua straniera e non come condizione obbligatoria, la
conoscenza di un'altra lingua straniera, è sinceramente un modo,
come dire: Facciamo un ufficio, poi magari a dirigerlo c'è
qualcuno che parla oltre al dialetto la lingua del Paese accanto.
Credo sia necessario, obbligatorio, mi rivolgo all'Assessore
che al di là degli addetti di segreteria che possono anche non
essere molto attrezzati nel parlare le lingue, ma i responsabili
degli uffici, chi ha la responsabilità della direzione
dell'ufficio abbia quanto meno l'obbligo di conoscere almeno due
lingue straniere, le lingue che si parlano in Europa e nel mondo,
altrimenti noi stiamo costituendo una botteguccia che ha la
pretesa di titolarsi alla grande politica, ai grandi rapporti
internazionali, ma l'unica cosa che può fare è parlare ai nostri
vecchi emigrati perché parlano il vecchio dialetto, per cui non
hanno più la possibilità di seguirci sulle innovazioni
linguistiche che siamo stati in grado di maturare. Io la invito
pertanto, al Governo stesso, di fare una correzione del testo
veloce, anche qui, che ci mette in condizione di fare le cose
tanto per farle, ma di farle con stile e con capacità di
rappresentazione.
TUMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TUMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo perché
questo articolo non prevede nè il numero di unità che verranno
utilizzate e vorrei capire anche meglio l'articolazione perché
sarebbe sotto le dipendenze, almeno sotto il coordinamento di un
diplomatico di carriera, probabilmente, però vorrei anche capire
l'articolazione di questo ufficio, dove questo ufficio andrebbe
ad essere ubicato e, se è possibile Assessore, una elencazione
più analitica dei compiti dell'ufficio stesso.
SPAMPINATO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPAMPINATO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi scuso,
ma arrivando ora in Aula devo necessariamente intervenire a
dibattito iniziato su questo articolo perché la mia è una
eccezione preliminare rispetto la proponibilità, l'inserimento di
questo articolo all'interno della legge finanziaria.
Ritengo che questo articolo prevedendo una spesa nuova non
può essere inserito all'interno della legge finanziaria, perché
così come naturale è priva di copertura finanziaria, come è
logico non avendo approvato il bilancio.
La mia è un'eccezione preliminare, non entro nel merito,
ritengo improponibile, così come altri articoli, l'inserimento
dell'articolo 40 all'interno della legge finanziaria. E' una
spesa nuova e priva di copertura finanziaria.
In ogni caso Le chiedo, comunque, di rispondere a questa mia
eccezione preliminare, anche se tardiva.
PRESIDENTE. Vorrei ricordare all'Aula che la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, affrontò la finanziaria e
accolse la richiesta del Governo relativa ad un certo numero di
emendamenti, che furono aggiunti tra cui questo che pur
prevedendo spesa venivano considerati indispensabili per l'azione
del Governo stesso. Questo relativamente alla presenza
dell'articolo nella finanziaria.
Per quanto riguarda, invece, la copertura finanziaria
dell'articolo stesso, è contenuta nel prospetto finale della
finanziaria che noi poi, quando verrà il momento, voteremo nel
suo insieme.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo è un
articolo, non dico che è stato concordato alla lettera ma
definito come accoglibile senza problemi da parte dell'Assemblea.
Se anche su questo cominciamo un'interlocuzione di
interventi e di possibili modifiche e di allontanamento da quello
che è un indirizzo che ormai dovrebbe portarci a dire che in
giornata dovremmo arrivare a fare la finanziaria, io ritengo che
questo procuri ulteriori guasti.
SPAMPINATO. Prendo atto e ritiro la pregiudiziale.
CINTOLA. Così come mi accorgo che è serio anche quello che
viene detto di mettere dentro quest'Ufficio gente che conosca le
lingue, però questo nell'ambito sempre dei funzionari regionali,
perché così anche dall'opposizione, anche quella nella quale
milita l'onorevole Crisafulli è stato richiesto di non prendere
gente dall'esterno.
Ma se oggi si dice: prendiamone pure uno dall'esterno o due
dall'esterno; è una contraddizione che ci facciamo Però è un
discorso serio che, io credo, il Governo possa apprezzare.
L'intendimento che noi abbiamo è di avere e di continuare
nella libera espressione democratica dell'Aula di tenere conto
che i tempi servono pure per arrivare alla fine a dire che
qualche cosa vogliamo fare e che la finanziaria sia ormai in
procinto di arrivare e che debba in giornata o in nottata trovare
le soluzioni idonee e adatte, sempreché da parte della
maggioranza e dei Gruppi della maggioranza si mantenga l'impegno
di non aggravare con emendamenti della maggioranza e dalle
opposizioni ci renda conto che questo non è uno sforzo da poco ma
è un invito anche a loro a limitare non solo gli interventi ma
anche gli emendamenti.
ACIERNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
suggerire al Governo nella riscrittura dell'articolo al comma 5,
che il testo originario recita: "L'ufficio può anche essere
posto alle dipendenze funzionali di una unità di personale della
carriera diplomatica del Ministero degli Affari Esteri".
Visto che il Governo si appresta alla riscrittura, io credo
che questo potrebbe essere eliminato se vogliamo dare significato
all'Ufficio delle relazioni diplomatiche ed internazionali per
evitare che, invece, alla fine, questo ufficio diventi soltanto
un ulteriore momento di spesa per la Regione e non produca alcun
effetto positivo rispetto agli intenti che si prefigge.
PRESIDENTE. Onorevole Acierno, gli uffici ricordano che,
relativamente alla questione da lei posta, c'è una legge
nazionale che impone la presenza di un funzionario del Ministero
degli esteri. Pertanto è obbligatorio.
CUFFARO. Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CUFFARO, Presidente della Regione. Onorevole Acierno,
l'Ufficio è un ufficio della Regione siciliana. Il Ministero
degli esteri ci ha già assegnato e ci manderà un consigliere
diplomatico. Poi sarà cura del Governo scegliere se affidare tale
ufficio a questo consigliere diplomatico oppure il consigliere fa
il consigliere diplomatico e l'ufficio sarà affidato ad un
dirigente della Regione. Lasciamolo aperto, perchè la norma del
Ministero degli esteri non è ancora perfezionata; cerchiamo di
capire come funzionerà.
PRESIDENTE. Onorevole Acierno, la possibilità che viene
offerta dalla legge al Governo è di porre l'ufficio alle
dipendenze del funzionario del Ministero degli esteri o del
funzionario regionale. La presenza, invece, del funzionario del
Ministero degli esteri è obbligatoria.
ACIERNO. Ma nel testo dell'articolo la presenza obbligatoria
del funzionario del Ministero degli esteri non è prevista.
PRESIDENTE. Onorevole Acierno, c'è una legge, anche se non
dovesse essere espressamente indicato non possiamo esimerci dal
prevederlo.
Comunico che è dal Governo è stato presentato il seguente
emendamento 40.2:
"Sopprimere il seguente comma 4 bis: 'Limitatamente al
personale dirigente, il titolo di cui al comma precedente,
costituisce requisito necessario'.
Si passa alla votazione degli emendamenti.
LIOTTA. Dichiaro di ritirare l'emendamento 40.1.
MICCICHE'. Ai sensi dell'articolo 114 del Regolamento,
dichiaro di riprenderlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 40.1. Il parere del
Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione. Contrario.
MICCICHE'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Miccichè, non posso darle la parola
perchè siamo inn fase di votazione. la discussione sugli
emendamenti si è conclusa. la votazione è in corso, non posso
darle la parola.
Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 40.2 a firma del Governo.
MICCICHE'. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio
obiettivo era quello di stigmatizzare questo comportamento,
spiegare cioè il motivo per cui ho ripreso l'emendamento
dell'onorevole Liotta. Poc'anzi sono intervenuto chiedendo
all'Assessore 'tagli e cuci' perchè per questioni meno
importanti, a volte per pochissimi spiccioli, si predispongono
emendamenti. Desidero che il Presidente, l'Assessore per il
bilancio, di concerto con l'Assessore per i beni culturali,
dicano: "noi stiamo istituendo questo ufficio perchè la legge ce
lo impone - o meglio ci dà la possibilità di farlo, perchè non
siamo obbligati a farlo - almeno lo Stato ci dia un congruo
contributo". Poichè lo Stato un congruo contributo per queste
cose non ce lo dà, noi diciamo che la sede regionale, dove
attualmente risiede un rappresentante dello Stato, cioè il
Prefetto, presso la Villa Pajno, per questa abitazione privata ci
dà 100 milioni e noi dobbiamo spenderne il doppio per la
manutenzione; il Prefetto vada nella sede naturale in Via
Cavour, gli uffici vadano altrove perché ci sono possibilità di
allocare uffici; si liberi Villa Pajno perché è proprietà della
Regione e la Regione la destina a questo ufficio diplomatico
internazionale in modo tale che noi possiamo risparmiare
centinaia e migliaia di euro.
Su ciò avevo chiesto l'intervento del Governo. Non mi è
stata data, però, alcuna spiegazione. Io stigmatizzo il
comportamento omissivo del Governo su una richiesta di un
deputato, che, se sta parlando, sta parlando anche per volontà
del popolo. Volete i sacrifici del popolo? Lanciate almeno un
messaggio di aiuto verso questo tipo di comportamento, di
collaborazione Voi non volete dare adito a polemiche, ma io su
questo farò una battaglia politica regionale e nazionale. Il
Governo pur di non disturbare il manovratore, approva qualsiasi
provvedimento.
Poc'anzi ho ripreso l'emendamento dell'onorevole Liotta, ma
non mi è la possibilità di intervenire. Sto intervenendo su un
altro emendamento che non condivido e per il quale esprimerò voto
contrario. Aspettatevi battaglie politiche di grande respiro, di
pulizia e di moralità in questa Sicilia.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 40.2. Il parere
del Governo?
PAGANO, Assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, Presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 40 nel testo risultante.
TUMINO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TUMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io voterò
contro perché non sono indicate né le unità di personale che
saranno addette all'ufficio, né indicato il criterio con cui
avverrà la selezione del personale.
CUFFARO, Presidente della Regione. Il personale addetto sarà
scelto tra il personale interno della Regione.
TUMINO. E con quale criterio verrà individuato questo
personale?
CUFFARO, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, Presidente della Regione. Signor Presidente, il
personale, che sarà certamente preso tra i dipendenti della
Regione, verrà selezionato allo stesso modo con cui si
selezionano tutti gli altri dipendenti della Regione che lavorano
in altri uffici. Non c'è un metodo di selezione. Prima vedremo
quali sono le persone che vorranno venire e selezioneremo quelle
che noi riteniamo abbiano più attitudini e qualifiche per poter
partecipare a questo ufficio.
TUMINO. Quante persone vi servono?
CUFFARO, Presidente della Regione. Ne serviranno due, tre,
quattro. Non vogliamo fare un Ministero degli esteri.
TUMINO. E allora, a cosa vi servono i due miliardi?
CUFFARO, Presidente della Regione. Per gestire l'ufficio e
per gestire tutte le relazioni di sua competenza.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 40 nel testo
risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 41. Ne dò lettura:
" Art. 41.
Uffici della Presidenza
1. L'Ufficio di Bruxelles, di cui al comma 2 dell'articolo
1 della legge regionale 10 dicembre 2001, n. 20, si compone
di un massimo di sedici unità, fra cui il dirigente regionale
ad esso preposto, di cui almeno sei con qualifica non
dirigenziale.
2. Per il reclutamento ed il trattamento economico del
personale si applicano le norme regolamentari vigenti per gli
uffici di diretta collaborazione del Presidente della
Regione.
3. Il ricorso all'esterno anche mediante forme di lavoro
interinale, è fissato nel numero massimo di otto unità.
4. Per le finalità del presente articolo è autorizzata per
l'esercizio finanziario 2002 la spesa di 820 migliaia di
euro. Per gli esercizi finanziari successivi la spesa è
valutata in 1.000 migliaia di euro.
5. Il personale assunto con contratto a termine di diritto
privato ai sensi dell'articolo 12 della legge regionale 21
settembre 1990, n. 36 e successive modifiche ed integrazioni
può essere trasferito presso il Dipartimento regionale della
Programmazione per le attività del P.O.R. 2000/2006."
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Liotta: emendamenti 41.1 e 41.2;
- dagli onorevoli Capodicasa e Speziale: emendamenti 41.4;
- dal Governo: emendamento 41.5;
- dall'onorevole Turano: emendamento 41.3.
MICCICHE'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione, onorevoli colleghi, ancora una volta non entrerò nel
merito della funzione dell'Ufficio di Presidenza di Bruxelles, mi
risulta, però, che il Capo dell'Ufficio di Bruxelles, dottor
Francesco Attaguile, sia stato nominato dalla Giunta di Governo,
con contratto di diritto privato.
La funzione dell'Ufficio di Bruxelles è quella di
sollecitare, gestire e controllare i flussi finanziari che ci
arrivano dalla Comunità europea per programmare la nostra
attività produttiva regionale, ma anche per finanziare fondi
relativi alla formazione professionale.
Signor Presidente, mi risulta anche che lo stesso dottor
Francesco Attaguile, capo dell'ufficio di Bruxelles, sia
presidente del consiglio di amministrazione della società ISIDA,
finanziata dalla Regione.
Desideravo sapere se ciò risultasse a verità, ed in effetti
è così: è scritto nel programma della finanziaria, alla tabella H
relativa a "Beni culturali ed ambientali", risulta che la Regione
concede alla ISIDA, che è la Società per la formazione
professionale d'azienda, una somma pari a 1.479.000.000 di lire,
cioè 774.000 euro.
Mi risulta, ed è ormai consolidato, che non può esserci
compatibilità a svolgere le due funzioni, perchè da un lato lo
stesso soggetto pare, anzi è sicuro, che abbia stipulato un
contratto di diritto privato con la Regione siciliana e
dall'altro gestisce i fondi avendo stipulato un contratto e
quindi un controllo diretto della Regione. C'è, dunque, una
stridente contraddizione, una incompatibilità di fatto che non
può permanere. E, in considerazione che il vicepresidente
dell'ISIDA mi risulta sia il dottor Bignarelli, che è capo di
Gabinetto del suo Ufficio, signor Presidente della Regione...
CUFFARO, presidente della Regione. Non è capo di Gabinetto, fa
parte della mia segreteria.
MICCICHE'. Della segreteria, mi scusi.
CUFFARO, presidente della Regione. Che ha fatto di grave?
MICCICHE'. Nulla, per carità; intendo dire che potrebbe
sfuggire il fatto che il Capo dell'uffico di Bruxelles, dottor
Attaguile, è anche presidente del consiglio di amministrazione
dell'ISIDA.
CUFFARO, presidente della Regione. E' stato designato dal
Comune.
MICCICHE'. Non ha importanza. Ma poichè è un componente del
suo Ufficio di gabinetto...
PRESIDENTE, Onorevole Miccichè, ci spiega qual è il senso del
suo intervento?
MICCIHE'. Stiamo parlando dell'Ufficio di Presidenza di
Bruxelles il cui capo ha questa illustre incompatibilità.
PRESIDENTE. Allora c'è una incompatibilità, una illegittimità?
MICCICHE'. No, signor Presidente.
PRESIDENTE. E allora, qual è il senso del suo intervento?
MICCICHE'. Signor Presidente, lei potrebbe interrompermi
qualora io stessi parlando dell'Ufficio di Pechino. Ma io sto
parlando dell'Ufficio di Bruxelles, dove c'è un interesse
intrinseco al ragionamento perché si sta parlando della
gestione, del controllo, ed a capo di questo ufficio è posto un
soggetto la cui carica è incompatibile con la nuova che andrebbe
a ricoprire.
PRESIDENTE. Ma in base a quale legge, onorevole Miccichè? Lei
sa di cosa si occupa l'ISIDA?
MICCICHE'. Formazione professionale dei direttori d'azienda.
PRESIDENTE. E qual è l'incompatibilità che lei registra?
MICCICHE'. E' finanziata con i soldi della Regione, cioè con i
soldi dei Siciliani
PRESIDENTE. Se lei fosse Presidente di una cooperativa e nello
stesso tempo deputato ci sarebbe un'incompatibilità, onorevole
Miccichè?
MICCICHE'. No, è diverso Ma se io prendessi i soldi dalla
Regione, nella qualità di un rappresentante di una cooperativa, e
poi fossi deputato o funzionario, anche col diritto privato,
sarebbe ci un'enorme contraddizione e incompatibilità, signor
Presidente.
PRESIDENTE. Ma in base a quale legge, onorevole Miccichè?
MICCICHE'. Innanzitutto, c'è una legge morale...
PRESIDENTE. Purtroppo, non ha riscontro sul codice
MICCICHE'... A me risulta che un soggetto possa prendere fonti
di reddito esterno, purché non sia all'interno della stessa
matrice, della stessa fonte. La fonte in questo caso è la
Regione
PRESIDENTE. Onorevole Miccichè, mi scusi se la interrompo,
vorrei evitare che lei dicesse inesattezze rispetto a questo
tema. Lei ha tutto il diritto di intervenire, per carità, però
non ha il diritto di dire delle inesattezze.
l'ISIDA nella fattispecie, è vero che riceve contributi da
parte della Regione, ma non vive soltanto di questi contributi e,
comunque, la funzione della persona a cui lei si riferisce
nell'ISIDA, è una funzione di carattere
amministrativo-societario, non è alle dipendenze. Dall'altro
punto di vista, invece, ha un rapporto di natura privatistica con
la Regione.
Non esiste alcuna legge che stabilisca l'incompatibilità su
questa vicenda.
Quindi, onorevole Miccichè, lei può esprimere certamente la
sua opinione ma non può dire delle inesattezze perché altrimenti
diminuisce il peso del suo intervento che, invece, è importante.
MICCICHE'. Anche questo avrò modo di approfondire, signor
Presidente, perché tutto è opinabile, non è possibile che quando
conviene la legge c'è e quando non conviene la legge non c'è
E' un altro il principio che bisogna stabilire, il
principio, cioè, che un soggetto non può ricevere, o non può
gestire dalla stessa fonte due mansioni diverse. Almeno questo
dovrebbe essere il principio fondamentale.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, pensavo alle mie preoccupazioni
quando sono stato eletto all'Assemblea regionale siciliana. Con
molta umiltà sono venuto per contribuire a ciò che è il
legiferare dei Siciliani. Oggi, invece, mi sento a mio agio: mi
sento nel consiglio comunale del mio paese di montagna, dove le
dispute sono quelle soggettive e non sono quelle della politica.
Non sono neanche quelle del risanamento di una Regione che ha
bisogno di tutti sia del centrodestra che del centrosinistra.
Io spero che il Presidente, naturalmente lasciando quelle
che sono le prerogative di ogni deputato nel prendere la parola e
nell'intervenire, possa dare maggiore qualità e possa aiutare noi
giovani a fare una politica seria per una Sicilia che certo non
ha bisogno, in questo momento, di noi, ma ha bisogno di persone
che possano ragionare su quello che è un documento programmatico
e politico che riguarda tutti i Siciliani e non particolarmente
qualcuno.
CRISAFULLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISAFULLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
sinceramente avrei evitato volentieri di prendere la parola su
questo argomento se non mi fossi trovato nella condizioni, non so
se utile per la Sicilia o no, di essere stato a nominato il
dottor Attaguile responsabile dell'Ufficio di Bruxelles. Allora
ero assessore alla Presidenza e ho fatto ciò con convinzione
trattandosi di uno dei più adeguati funzionari in grado di potere
dirigere quella struttura che non si occupa di gestione di
risorse. Si tratta, infatti, di una struttura si occupa, dovrebbe
occuparsi sempre più e sempre meglio, del raccordo della Sicilia
e del Governo della Regione siciliana con le strutture delle
Commissioni dell'Unione europea, per capire dove sono gli
inghippi che rallentano i flussi verso la Regione, per capire
dove sono i problemi che la Regione crea per evitare che possano
impedire trasferimenti lineari, per consentire alla Regione di
utilizzare le altre misure previste dall'intera possibilità di
attingimento dei finanziamenti comunitari, per attivare Interreg
ed altre iniziative che l'Unione europea mette in atto e che
molto spesso fino ala costituzione dell'Ufficio di Bruxelles la
Regione siciliana non utilizzava.
Io devo dare atto che si è fatto un buon recupero da questo
punto di vista, il dottor Attaguile ha saputo essere all'altezza
della sua funzione. Credo che si stia dimostrando la necessità di
attrezzare meglio quell'ufficio, per potere adempiere meglio ai
compiti che quell'ufficio in sé contiene.
Detto questo, essendo stato anch'io nella sventurata
situazione di favorire l'approvazione della legge numero 10 del
2000, la legge cioè di riforma della pubblica amministrazione,
posso dire che non esiste la possibilità per legge che un
funzionario della Regione possa avere una indennità esterna,
tenuto conto che la legge prevede che lo stesso può percepirla ma
deve versarla nel fondo per le indennità di funzione da ripartire
con tutti gli altri. Non c'è incompatibilità dunque, addirittura
sarebbe cosa utile che la Regione potesse nominare suoi dirigenti
in tutti gli enti che fanno riferimento alla Regione perchè ciò
consentirebbe di avere il governo diretto della situazione ed
evitare incarichi ad altre persone che, a quelli sì, bisogna dare
indennità che creano aggravi ed oneri alla pubblica
amministrazione, molto spesso giusti, probabilmente in qualche
caso opportuno, ma è un altro discorso.
Io credo che tutto ciò sia sufficientemente chiaro, per cui
probabilmente le informazioni che il collega Miccichè aveva sono
informazioni che possono creare difficoltà di interpretazione.
Spero di essere stato utile alla comprensione dei fatti che
consentono all'amministrazione regionale di potere essere serena
da questo punto di vista; io spero in ogni caso che l'incarico al
dottor Attaguile dell'ISIDE non gli comporti la distrazione dalla
funzione di dirigente responsabile dell'Ufficio di Bruxelles
perchè è una delle cose che fa e di cui la Sicilia fino ad ora si
è avvantaggiata.
CAPODICASA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE.Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non
intervengo sulla parte relativa all'incarico del dottore
Attaguile perchè condivido quanto detto dall'onorevole
Crisafulli, per la conoscenza che io ho, ed è una conoscenza
diretta per un periodo della vita amministrativa della Regione.
Il dottor Attaguile ha disimpegnato veramente con grande
capacità il compito che gli è stato affidato: la direzione della
programmazione, tutta la fase di elaborazione di Agenda 2000 ma
soprattutto la parte relativa ad Interreg, cioè al programma di
iniziativa comunitaria che ha maggiore disponibilità di fondi
dopo Agenda 2000, in cui la Regione siciliana è inserita in una
volée secondaria, la cosiddetta volée "B". E per passare alla
volée "A" abbiamo condotto una battaglia in cui il dott.
Attaguile ha assunto una funzione importante anche intrattenendo
rapporti con organismi di dimensione europea. Mi riferisco alla
CRPM, la sede della conferenza delle regioni periferiche e
marittime che esplica un ruolo importante per i rapporti con gli
organismi comunitari, con il Parlamento europeo, a tutela degli
interessi della regione periferiche e marittime; organismo di cui
noi facciamo parte e dove abbiamo anche compiti non secondari.
Infatti, guidiamo (non so se ancora oggi) la commissione o
comunque siamo presenti nel bureau politique della CRPM: un
incarico di grande prestigio.
Il problema importante che pongo, però, è relativo alla
organizzazione di questi uffici. L'ufficio è stato istituito tre
anni fa con una prima dotazione di personale che era alle
dipendenze di una società alla quale noi ci eravamo rivolti - mi
pare "Mondoimpresa" - per espletare servizi che sono servizi di
segreteria, cioè dattilografia, archiviazione, reperimento di
materiali telefonici etc.. Ovviamente, anche la sede ci veniva
offerta sempre in affitto da"Mondoimpresa" che globalmente
offriva, appunto, la sede e i servizi relativi. A capo
dell'ufficio era stato nominato il dott. Attaguile che però non
aveva personale alle sue dipendenze e, dunque, l'ufficio di
Bruxelles deve essere potenziato.
Già all'epoca avevamo tentato di aprire una sede propria
della Regione in rapporto con altre regioni italiane che si
trovavano nella medesima situazione della Sicilia; cioè non
avevano ancora aperta la sede propria. Lo avevano fatto le
regioni del centro-Italia, Lazio, Toscana, Marche, Umbria; tutte
regioni che avevano stabilito un rapporto di collaborazione in
un'unica sede. Noi avevamo tentato di fare la stessa operazione
con la Campania, la Sardegna, la Calabria e la Puglia; operazione
che poi, però, andò male perché la sede che avevamo trovato non
fu più disponibile per il ritardo con cui queste regioni
manifestarono di aderire formalmente all'accordo da noi
proposto.
Io sono dell'avviso che l'ufficio vada effettivamente
costituito e potenziato perchè essenziale ai fini della
proiezione della politica della Regione sullo scenario europeo,
per i rapporti con la Commissione europea con gli uffici
comunitari, per tutto ciò che ormai grava come contenzioso nelle
relazioni tra la Regione siciliana e l'Unione europea e quanto
ancora dovrà ulteriormente essere sviluppato.
Credo che ci sia una parte dell'attività della Regione
riguardante i rapporti con i Paesi dell'Unione europea che è
poco conosciuta dal Parlamento e, forse, è poco conosciuta anche
fuori dal Parlamento, nella società civile; invece, vi assicuro
che quella è una parte importantissima, direi, quasi fondamentale
per la politica della Regione, quindi va potenziata.
Tuttavia, sono contrario, onorevole Presidente e onorevoli
rappresentanti del Governo, a costituire un ufficio di
dimensioni elefantiache, di dimensioni che non siano giustificate
dalla evoluzione delle attività dello stesso ufficio.
Non escludo che più avanti, quando si sarà entrati a regime,
possa essere necessario ulteriormente ampliare la dotazione di
personale e anche le funzioni che sono attribuite all'ufficio di
Bruxelles, però al momento credo che prevedere la dotazione di
personale individuata all'articolo 41, cioè sedici dipendenti,
con la possibilità di ricorrere a otto unità con contratto di
diritto privato all'esterno. Non è il caso del dr. Attaguile, il
quale ha un contratto di diritto privato, ma è dipendente
regionale, ce l'ha in virtù della legge n. 10, mentre qui si
tratta di contratti di diritto privato con professionalità
reperite all'esterno
Direi che in questa fase noi possiamo ridurre sia la
dotazione complessiva di personale (regioni importanti hanno
l'ufficio a Bruxelles con la metà del personale che noi qui
prevediamo) e ridurre anche il numero dei contratti che dovremmo
stipulare con personale reperito all'esterno.
Secondo me bastano due, tre presi dall'esterno con
caratteristiche specifiche, sia chiaro, le caratteristiche che
servono; cioè una sorta di personale, di lobby, nel senso
anglosassone del termine, che ci sviluppa politica, rapporti,
relazioni, che ci tiene informati sull'evoluzione delle
istruttorie e delle procedure che sono in preparazione; infatti,
molto spesso ciò che serve è conoscere preventivamente quello che
si sta preparando come atti formali.
Credo che, e l'emendamento nostro va in tal senso, dobbiamo
al momento attestarci a questo; più avanti, se sarà necessario,
onorevole Presidente, noi siamo qui, la legislatura, se lei godrà
di buona salute dovrebbe durare cinque anni, e glielo auguriamo
tutti, per cui alla fine penso che ci sarà modo anche di
intervenire ulteriormente, soltanto che tutto questo deve essere
sottoposto a verifica ( i carichi di lavoro, l'effettiva resa che
l'ufficio deve avere. A quel punto, allora sarà possibile
intervenire anche per un ulteriore ampliamento.
CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, le cose
che dice, molto responsabilmente, il Presidente Capodicasa,
questo governo se l'è poste; ma noi non stiamo facendo una norma
per dire che dobbiamo prenderne obbligatoriamente sedici, stiamo
istituendo un organico per l'ufficio di Presidenza a Bruxelles.
Noi istituiamo un organico, poi il Governo, altrettanto
responsabilmente, sceglierà se ne servono due, quattro, otto, se
servono interni o esterni.
Il presidente Capodicasa in Commissione ci aveva indicato la
possibilità di dare un'ulteriore incentivazione ai dipendenti
regionali, che noi abbiamo inserito; potrebbero esserci,
infatti, dipendenti regionali che possono continuare ad essere la
memoria storica e, quindi, potranno formare i nostri quadri
dirigenti.
Noi non siamo dell'idea che sia necessario prendere subito
tutti sedici; prenderemo quelli che servono.
Ho scelto di accogliere ciò che mi si chiede da parte delle
opposizioni, che peraltro riteniamo giusto, a proposito di
evitare di ricorrere a forme di lavoro interinale (abbiamo
già presentato un emendamento soppressivo in tal senso), se però,
a questo aggiungiamo anche la riduzione del numero del personale,
non avremo la possibilità di far funzionare correttamente
l'ufficio. Se non serviranno, non li prenderemo, però intanto
stabiliamo l'organico poi il Governo sceglierà se prenderli o
meno. Non credo, comunque, sia il caso di ritornare in Parlamento
per legiferare nuovamente in proposito se ci dovesse essere
necessità di allargare la pianta organica.
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
subemendamenti: 41.4.1, a firma degli onorevoli Speziale,
Giannopolo, Cracolici che così recita: cassare le parole 'anche
mediante forme di lavoro interinale' e 41.4.2, a firma del
Governo.
CAPODICASA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, l'emendamento che ha
presentato il Governo, che recepisce quello presentato dal nostro
Gruppo, lo considero accessorio rispetto al problema principale
che ho posto, cioè della dotazione del personale dell'ufficio,
che rimane quella che era già stata prevista.
Certo, una previsione di dotazione di personale non obbliga
l'amministrazione, non c'è dubbio, va da sè, però il fatto è
che quella dotazione, a nostro avviso, è esagerata rispetto
alla funzione che l'ufficio dovrà svolgere. Se dobbiamo gonfiare
uffici che hanno una loro importanza - lo ribadisco - finisce che
ogni cosa che tocchiamo, da bella, per il modo in cui la
facciamo, diventa brutta. Dunque, Signor Presidente, credo che
sarebbe opportuno al momento dotare l'ufficio di un personale
adeguato all'attuale capacità di svolgimento di compiti che a
Bruxelles siamo in grado di garantire. Non capisco cosa abbia la
Sicilia in più rispetto alla regione Lombardia, alla regione
Campania, alla regione Toscana.
CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente ho già
detto al Presidente Capodicasa che il Governo non sceglie e non
sceglierà di mandare 16 persone a Bruxelles. Ipotizziamo, ad
esempio, di ridurre del 50 per cento l'organico, cioè da 16 a 8
unità di personale, come insieme abbiamo deciso, e che il 50 per
cento di esse sia dipendente regionale, si potrebbe verificare
di non riuscire a trovare dipendenti regionali che ci vogliono
andare e noi avremmo un ufficio costituito sempre da quattro
persone, che, ovviamente, non è in condizione di funzionare.
Noi stiamo stabilendo un organico per un ufficio E
l'organico secondo la nostra previsione deve essere composto da
sedici persone; se poi ne serviranno sedici ne prenderemo
sedici, se ne serviranno otto, ne prenderemo otto. Non riesco a
capire perché non si possa fare una norma programmatoria
definitiva.
Non siamo interessati a mandare persone a Bruxelles che non
abbiano niente da fare Inoltre, non è vero che l'Emilia Romagna,
la Lombardia, la Toscana abbiano vincoli sui soggetti da mandare;
queste regioni possono prendere tutti coloro che vogliono, hanno
scelto di prenderne alcuni. Noi stiamo scegliendo pure questa
strada. Non condivido la preoccupazione del Presidente
Capodicasa.
Noi vogliamo costituire un qualcosa che finalmente funzioni,
affinchè la Regione possa dire di avere un ufficio funzionale,
con gente che stia lì a "costruire" la norma non a subìrla come
è avvenuto in questi anni; gente che stia lì a tentare di carpire
le formazioni mentre sono in fieri non quando sono già diventate
norme che ci costringono a inseguire la spesa piuttosto che a
programmarla. Per far ciò ci vuole un ufficio funzionale, di
alta professionalità. Noi stiamo tentando di farlo. Il Governo
può prendere l'impegno che se non serviranno non manderemo sedici
persone, che se tra il personale troviamo dipendenti disponibili,
ad andare a Bruxelles, noi li preferiremo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 41.1.1 a
firma dell'onorevole Liotta. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 41.4, a firma degli
onorevoli Capodicasa e Speziale. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della commissione e relatore. Contrario a
maggioranza.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 41.5, a firma del Governo.
CAPODICASA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, inutile dire che il Presidente
Cuffaro non mi ha convinto, perchè io rimango dell'avviso - e ci
scommetto - che, se approviamo la dotazione di personale di
sedici, di cui otto con contratto di diritto privato, le
garantisco che da qui a un anno lei avrà fatto otto contratti di
diritto privato, non so a chi, ma li avrà fatti
Detto questo, vorrei fare presente che altre regioni per
risparmiare soldi hanno istituito degli uffici in collaborazione
con altri, cioè si sono messe insieme in più regioni e hanno
affittato un ufficio; non capisco perchè noi dovremmo costituire
un ufficio con sedici dipendenti, una specie di ministero a
Bruxelles, quando lei sa benissimo che il lavoro di lobby non lo
possono fare né i dattilografi né il personale intermedio.
Servirebbero soltanto 2,3 unità, perché poi c'è una parte
dell'attività nei riguardi della commissione che passa attraverso
Italrap che non c'entra niente con l'attività dell'ufficio di
Bruxelles della Regione siciliana.
Questo insistere per me è sospetto e quindi, a questo punto,
dichiaro il mio voto contrario anche all'emendamento.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 41.5.
Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il subemendamento 41.4.1. Il parere del
Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione il subemendamento 41.4.2 del Governo.
Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 41.3.
TURANO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 41 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 29 e degli emendamenti ad
esso presentati in precedenza accantonati.
Pongo in votazione l'emendamento 29.5.
Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
omunico che l'emendamento 29.1 è ritirato.
Pongo in votazione l'emendamento 29.3 a firma dell'onorevole
Liotta.
Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 29.4 della Commissione.
Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 29.2 a firma dell'onorevole
Sanzeri. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 29 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata ad oggi, mercoledì 13
marzo 2002, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente FLERES
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2002 e bilancio pluriennale per il triennio
2002-2004." (NN. 297-299/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on.le Antonino Croce
Relatore di minoranza: on.le Angelo Capodicasa
2) "Legge finanziaria 2002" (N. 298 - Stralcio II/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on.le Antonino Croce
Relatore di minoranza: on.le Angelo Capodicasa
La seduta è tolta alle ore 14.20.
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 16.20