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Resoconto d'Aula della Seduta n. 46 di mercoledì 13 marzo 2002
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   Presidenza del presidente LO PORTO


     PAFFUMI,  segretario,  dà  lettura  del processo verbale della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  s'intende
  approvato.

             COMUNICAZIONE DI INVIO DI  DISEGNI  DI  LEGGE
                ALLE COMPETENTI COMMISSIONI LEGISLATIVE

     PRESIDENTE. Comunico i seguenti disegni di legge, inviati alle
  competenti Commissioni legislative:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

       - "Norme  per  l'istituzione, organizzazione e funzionamento
  del Comitato regionale  per  le  comunicazioni  (CO.RE.COM)"  (n.
  345)
       - iniziativa parlamentare

       -   "Iniziative   in   occasione   del   cinquantacinquesimo
  anniversario  della   prima   seduta   dell'Assemblea   regionale
  siciliana" (n.  346)
       - iniziativa parlamentare

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

       - "Norme di  interpretazione autentica dell'articolo 6 della
  legge regionale 9 dicembre  1996,  n.  47, riguardante la vendita
  del  patrimonio   di   edilizia   residenziale   pubblica.  Norme
  integrative" (n. 347)
       - iniziativa parlamentare

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

       - "Istituzione di borse di studio per i figli dei lavoratori
  emigrati all'estero" (n. 348)
       - iniziativa parlamentare

                    INVIATI IN DATA 13 MARZO 2002

    Informo, ai sensi dell'articolo  127,  comma  9 del Regolamento
  interno, che nel corso  della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.

                    DISCUSSIONE DI DISEGNI DI LEGGE


   Presidenza del presidente LO PORTO


     PRESIDENTE.  Si passa al  punto  II  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.

   SEGUITO DELLA DISCUSSIONE CONGIUNTA  DEL  DISEGNO  DI LEGGE NN.
  297-299/A E DEL DISEGNO DI LEGGE N.  298  -  II STRALCIO/A "LEGGE
  FINANZIARIA 2002"

     PRESIDENTE.   Si procede  con  il  seguito  della  discussione
  congiunta  del  disegno  di   legge  n.  297-299/A  "Bilancio  di
  previsione della Regione siciliana  per l'anno finanziario 2002 e
  bilancio pluriennale per il triennio 2002-2004", e del disegno di
  legge n.  298 - Stralcio II/A "Legge finanziaria 2002".
       Si passa all'articolo 42. Ne do lettura:

                                  Art. 42.
                    "Donazione beni  aziende sanitarie

          1. I beni mobili e le attrezzature delle Aziende sanitarie
       e  ospedaliere  da dismettere per obsolescenza, purché ancora
       idonei all'uso originario, possono essere donati alle Caritas
       diocesane regionali, in base ad appositi accordi in tal senso
       con le predette  Aziende  per  la  riutilizzazione di beni ed
       attrezzature prioritariamente nell'ambito dei paesi in via di
       sviluppo.

          2. Le Aziende sanitarie  e  ospedaliere corrispondono alle
       predette organizzazioni siciliane un contributo che grava sul
       fondo sanitario regionale pari al 95  per  cento  delle spese
       effettivamente sostenute per il trasporto  dei  beni  e delle
       attrezzature presso i luoghi  di destinazione, ferma restando
       l'esclusiva finalità umanitaria della  ricollocazione.".

     ACIERNO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ACIERNO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, le chiederei
  un  attimo  di attenzione. Da un'agenzia di stampa, l'Adn-Kronos,
  risulta che  tutti  i  killer accusati e condannati per la strage
  Falcone sono  tornati  in  libertà.  Non  solo  sono  tornati  in
  libertà, ma sono ritornati uomini liberi in terra di Sicilia
       Ritengo  che  questo  sia  un  fatto  gravissimo  e  che  il
  Parlamento  siciliano,  attraverso  la  Presidenza,  debba  farsi
  portavoce  con  il   Governo  nazionale  affinchè  vengano  presi
  immediatamente  tutti  i   provvedimenti  necessari  al  fine  di
  riportare in galera queste persone.
       Credo  che  risulterebbe  inutile  continuare  a  finanziare
  associazioni antimafia,  imprenditori  colpiti dalla mafia quando
  la risposta che, poi, dà lo  Stato alla Sicilia, ai siciliani e a
  tutti coloro che hanno caduti per avere lottato in vita realmente
  la  mafia. La risposta dello  Stato  non  può  essere  quella  di
  rimettere in libertà questi personaggi
       Invito  pertanto   la   Presidenza  dell'Assemblea  a  farsi
  portavoce presso il Governo  nazionale  e  di  manifestare a gran
  voce tutto lo sdegno  del Parlamento siciliano per questa vicenda
  in rappresentanza del popolo siciliano.

     FORGIONE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non so se
  sia il caso di aprire un dibattito sull'intervento dell'onorevole
  Acierno; credo sarebbe  più  complicato  pur  condividendo  molte
  delle cose da lui  dette.  La  tematica certamente meriterebbe un
  approfondimento ma non mi  pare  possa  essere  il  collegato  al
  bilancio il momento più opportuno per farlo.
       Forse sarà bene avere un'altra occasione, l'occasione di una
  mozione  di sfiducia che, comunque, ci richiamerà ad un dibattito
  su questi temi e lì sarà bene approfondirli al di là della nostra
  indignazione  perchè  i killer di Falcone, e non solo di Falcone,
  sono tornati in libertà.
       Io,  onorevole  Presidente, vorrei intervenire sull'articolo
  42.
       Noi,  onorevole Assessore, non condividiamo questo articolo.
  Infatti   abbiamo   due   tipi  di  emendamenti:  un  emendamento
  soppressivo  ed  un  emendamento sostitutivo, qualora l'Assemblea
  decidesse, comunque, di mantenere in vita questo articolo.
       I  nostri emendamenti sono a firma dell'onorevole Liotta, ma
  ne condivido altri presentati a questo stesso articolo.
       Qui   noi  parliamo  di  donazione  di  beni  delle  aziende
  sanitarie,  beni ormai obsoleti, ma ancora in uso. Anche qui vedo
  una  contraddizione:  se  sono  obsoleti  non  si  capisce perchè
  dovremmo  disfarcene  se  non  per  motivi di ammodernamento o di
  di  rifacimento  complessivo   del  patrimonio  dei  mezzi  delle
  strutture ospedaliere.  Quello che  più mi preoccupa, e per molti
  aspetti mi inquieta, e lo  dico  da  laico che ha grande rispetto
  per la Chiesa e le  strutture  cattoliche,  credo che la politica
  debba mantenere una propria laicità.
       E c'è modo e modo di fare le cose, signori del Governo.  Noi
  possiamo decidere di donare  questi  beni  ad  associazioni anche
  cattoliche, ma non  possiamo  distinguere  e  distinguerle  dalle
  stesse associazioni che hanno le  stesse finalità, non di lucro e
  laiche,  e anche tra  le  associazioni  cattoliche  non  possiamo
  sceglierne una.
       Vedete,  quando  decidiamo  di  donare  i  beni  mobili,  le
  attrezzature  delle  aziende  ospedaliere  alla Caritas diocesana
  regionale, noi facciamo una  scelta.  Ed  io vorrei ricordare che
  nel terzo mondo e nei Paesi  in via di sviluppo non opera solo la
  Caritas  diocesana  regionale,   ma   operano   altri  gruppi  di
  volontariato, anch'essi  cattolici,  cattolici  e  laici, operano
  altre organizzazioni governative,  cattoliche e laiche, che hanno
  le stesse finalità.
       Io avrei gradito che  anche  il  Presidente  della  Regione,
  invece di stare nei  banchi dell'opposizione forse per convincere
  l'opposizione  dei  democratici   di   sinistra   ad   avere   un
  atteggiamento più benevolo  verso  il Governo, ascoltasse. Questo
  articolo, a questo punto, credo che esponga il Governo, in quanto
  esso sta compiendo una scelta in favore di una sola struttura.
       Credo invece sarebbe buona  norma della politica e di questo
  Parlamento non  rivolgere  alcun  favore  particolare allorquando
  legiferiamo in riferimento ad un settore, quello del volontariato
  e delle associazioni non governative,  che opera nei Paesi in via
  di sviluppo, ed in quei territori dove in atto c'è la guerra.
       Perchè  dunque  non   aggiungere,  per  esempio,  in  questo
  emendamento, che una parte delle strutture che noi dismettiamo...
  Però, Presidente è inutile   Io  vorrei  poter  concludere il mio
  intervento ed essere ascoltato.

     PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  l'onorevole  Forgione  sta
  svolgendo il  suo  intervento. Ha più volte chiesto al Presidente
  della Regione  di essere ascoltato perché alcuni passaggi del suo
  intervento  riguardano  proprio  il  comportamento del Presidente
  della Regione e complessivamente  del  Governo. Vi sarei grato se
  consentiste  all'onorevole   Forgione   di   completare   il  suo
  intervento.

        FORGIONE. Dicevo, onorevole Cuffaro, che non sto facendo un
  emendamento ostruzionistico,  ma  sto  proponendo  una  modifica,
  secondo me, dettata dal  buon  senso e che renderebbe addirittura
  più  forte  e  meno  esposto  l'operato  del  Governo  su  questo
  articolo.
       Onorevole Presidente, se per  un  minuto  ascolta  me invece
  dell'Assessore perchè non necessariamente le do cattivi consigli.
  Come lei sa, caro Presidente,  quando parliamo di un intervento a
  favore di gruppi di  associazioni  del  volontariato  cattolico e
  laico, in questo caso  chi interviene con strutture sanitarie nei
  paesi  in via di sviluppo  del  terzo  mondo,  noi  non  possiamo
  scegliere,  non  possiamo  fare  una  scelta  di  favore,  perché
  parliamo di un mondo  variegato  sia all'interno del volontariato
  laico sia all'interno del volontariato cattolico, sia all'interno
  delle Organizzazioni non governative laiche che cattoliche.
       Allora io non sto facendo un intervento contro la scelta che
  questo articolo fa, Presidente,  che è la Caritas diocesana. Dico
  di inserire nell'articolo o di sostituire completamente le parole
  "Caritas diocesana" con "le  associazioni  di  volontariato  e le
  organizzazioni non  governative  laiche  e  cattoliche"  operanti
  prioritariamente,  come dice l'articolo,  nei  paesi  in  via  di
  sviluppo,  del terzo mondo.  Ed  io  casserei  anche  il  termine
  "prioritariamente", al fine di dare un indirizzo preciso, che noi
  questi beni li diamo laddove c'è bisogno; oppure aggiungerei alla
  Caritas diocesana almeno le organizzazioni non governative laiche
  e cattoliche.
       Noi non possiamo decidere di dare  tutti  i  beni, i mezzi e
  gli strumenti che dismettiamo dalle aziende sanitarie locali alla
  Caritas  diocesana  perché   così   non   sceglieremmo  solo  tra
  cattolici  e  laici  ma,  anche  all'interno  delle  associazioni
  cattoliche, ne sceglieremmo una.
       Allora,  le  chiedo,  signor  Presidente,  per  un  fatto di
  trasparenza, per un fatto di neutralità, perché la politica ha il
  dovere  di  mettere sullo stesso piano le organizzazioni laiche e
  quelle cattoliche quando hanno le stesse finalità non di lucro.
       Penso  alla funzione che hanno tante associazioni cattoliche
  in  questo  momento  in Somalia e in Afghanistan, ma penso ad una
  grande  associazione  laica come Emergency, alla funzione che sta
  avendo nei luoghi di guerra.
       Allora le  chiedo,  signor Presidente, se qui, con un po' di
  ragionevolezza,   fermo   restando   che   rinunciamo   al  primo
  emendamento,  quello  soppressivo,  può  accogliere il nostro, ma
  anche  altri  che  sono  dello  stesso  tenore facendo una scelta
  chiara:   che   noi   favoriamo  tutte  le  organizzazioni  e  le
  associazioni  non  governative,  senza  fini  di  lucro che hanno
  soltanto  delle  finalità  sociali  nel campo dell'intervento nei
  paesi  sottosviluppati,  indipendentemente  dal  fatto  che siano
  laiche e  cattoliche,  e anche tra le cattoliche non ne scegliamo
  una ma le mettiamo tutte alla pari.
       Mi  pare,  questo, un intervento di buonsenso, altrimenti si
  evidenzia  una  sorte  di interesse a favorirne solo una e non mi
  pare   che   questo,   vista   la   finalità  dell'articolo,  sia
  l'intendimento preciso del Governo.

     MICCICHE'. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MICCICHE'.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, in merito a
  questo   articolo   io  avrei  poche  cose  da  aggiungere.  Sono
  d'accordo  con  la  proposta degli emendamenti presentati. Io non
  sono dell'idea di escludere ma di aggiungere.
       Questo  consentirà  un maggior utilizzo, un maggiore impegno
  di  più  strutture,  più soggetti interessati all'associazionismo
  che lavorano  in  favore dei paesi poveri, che aiutano non solo i
  paesi  del  terzo  mondo,  ma  anche  ad accogliere gli immigrati
  provenienti dai paesi del terzo mondo, se così li possiamo ancora
  chiamare.
       So che la Caritas diocesana - non dico regionale, nazionale,
  perché questo mi pare un po' particolareggiato - è in prima linea
  nell'accogliere  i  clandestini  per  sfamarli, per farli vivere,
  sopravvivere  perché  molti  di  quelli  che  escono  dai centri,
  cosiddetti  di  permanenza,  vagano  nelle nostre strade senza un
  minimo  sostegno  alimentare  e  trovano ristoro spesso, appunto,
  nelle associazioni cattoliche, tra cui la Caritas diocesana.
       Ci    sono    altre    strutture   che   non   fanno   parte
  dell'associazione  cattolica della Caritas diocesana, ma che sono
  associazioni cattoliche che sono delle strutture parrocchiali ben
  avviate  in  questo  campo,  con  piena  autonomia  però,  signor
  Presidente, con scarse possibilità finanziarie.
       Io  in  questo  ultimo  periodo  ho  frequentato, assieme ad
  alcuni  giovani del volontariato, cattolico e non, che sostengono
  gli immigrati  in  cerca  di  un  pezzo di pane e di un letto per
  dormire  e  mi  risulta  che  lei,  signor  Presidente, spesso ha
  ricevuto  rappresentanti  di  queste associazioni cattoliche e ha
  promesso  loro  un  sostegno  economico per portare avanti questa
  benemerita azione di carità cristiana.
       Ora  vedo che questo provvedimento legislativo, che si vuole
  varare,  ha  una  finalità quasi simile a queste associazioni cui
  lei ha  dato credito solo a parole.
       Io mi augurerei che anche un gesto più concreto possa essere
  riservato anche partendo da questa proposta legislativa, che è al
  nostro  esame. Cosa voglio dire con questo, signor Presidente?
       Se lei  mi  dedica  un po' di attenzione e di ascolto perchè
  sto parlando  con  i  deputati  ma  anche  con  lei,  perchè è il
  proponente.  Lei  attraverso  i  mezzi  di  informazione ha fatto
  sapere, e  ha  precisato,  che  è  una sua idea quella che stiamo
  esaminando.
       Vedo  che,  in questo momento, il Presidente della Regione è
  affaccendato  a  sentire  opinioni di colleghi deputati ma non ci
  può  essere un consulto separato.  Il discorso è rivolto all'Aula
  ma se  poi ci si accorge che autorità del Governo hanno ben altri
  impegni, non so a chi posso rivolgermi.

     PRESIDENTE.   Onorevole   Micciché,   come   ho   detto   ieri
  all'onorevole  Acierno,  è  una  prassi che prima o poi interessa
  tutti, pertanto bisogna essere tolleranti da ambo le parti.

     MICCICHE'.  Questo  lo capisco ma considerato che ho letto, in
  varie  occasioni, sui mezzi di informazione che questo articolo è
  una   emanazione  personale  del  Presidente  della  Regione,  di
  conseguenza, se ha partorito questa idea io sto suggerendo non di
  eliminarla  e  metterne un'altra, ma di affiancare qualcos'altro.
  Negli  emendamenti,  infatti,  sono  suggerite alcune aggiunte di
  carattere  più  specifico,  quello per esempio delle associazioni
  non governative,  ma  oltre  a queste, visto che il Presidente si
  rivolge  a  strutture di associazionismo cattolico - non c'è solo
  la CARITAS  ma  ce ne stanno altre - si può anche generalizzare e
  poi,  nella  fattispecie,  avere  la possibilità di donare queste
  strutture ad altre associazioni per farne un uso più concreto.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Micciché,  devo invitarla a concludere
  il suo intervento perchè è già fuori tempo.

     MICCICHE'.  E'  un suggerimento che non esclude l'uno a favore
  dell'altro, ma  è  in  aggiunta. Se questo non interessa la parte
  politica  che  lo  ha  proposto  significa  che  qui  siamo tutti
  illuminati dalla fede cristiana a senso unico, invece non è così.

     PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  42.7 a firma
  dell'onorevole Liotta. Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?.

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                           (Non è approvato)

       Si  passa  all'emendamento 42.12, a firma degli onorevoli De
  Benedictis  e  Capodicasa.
       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                          (Non è approvato)

       Si   passa  all'emendamento  42.8,  a  firma  dell'onorevole
  Liotta, al  quale  è  stato  presentato  il subemendamento 42.8.1
  degli onorevoli Forgione, Liotta, Panarello e Spampinato.

     FORGIONE. Chiedo di parlare per illustrare il subemendamento.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE.   Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,  a  me
  sembrava che  ci fosse una disponibilità su questo punto anche da
  parte  del Presidente della Regione.
       Onorevoli  colleghi, faccio davvero appello a voi tutti: non
  si  capisce  perché  tra  tutte  le  associazioni,  i  gruppi  di
  volontariato  e  le  organizzazioni  non  governative  che  fanno
  intervento sanitario  nei paesi in via di sviluppo, e sono tante,
  anche nel  mondo cattoliche sono diverse e, in questo momento, in
  teatri delicati  di  guerra  - onorevole D'Antoni lei lo sa bene,
  quando  parliamo  di  Gino  Strada  parliamo  di  persone che lei
  conosce meglio di me, voi del sindacato tutti, laico o cattolico,
  conoscete meglio  di  me  -  non si capisce perché  con una legge
  dobbiamo   dire  esclusivamente  la  Caritas  Diocesana,  che  va
  benissimo, giù  il  cappello di fronte alla Caritas per quanto mi
  riguarda.  Se  la Caritas è l'unica organizzazione che ha diritto
  in  Sicilia,  se  noi  la  mettiamo  generica  'organizzazioni di
  volontariato  non  governative'  la  Caritas sarà l'unica a poter
  fare le  convenzioni  ma  se  ce  n'è  un'altra  sola  oltre alla
  Caritas,  cattolica o laica, noi gli dobbiamo dare la possibilità
  di  farle  queste  convenzioni.
       Vista  la  chiusura dell'Assessore allora propongo, a questo
  punto,  di  mettere  un'altra associazione nominativa che è sotto
  gli occhi  di tutti in questo momento, che tutti voi conoscete, e
  mi dovete  dire a questo punto, con un atto di buon senso, se voi
  a  questa  associazione  dite che non può fare queste convenzioni
  per  prendere i beni in disuso delle nostre...  E' l'associazione
  Emergency che, in questo momento, ha gli ospedali in Afghanistan,
  in Somalia e ovunque c'è una guerra.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Forgione,  desideravo  avere da lei un
  chiarimento   anche  per  il  coordinamento  del  testo:  lei  ha
  presentato  un subemendamento agganciato all'emendamento 42.8, se
  intende   aggiungere   le   parole  'Associazione  internazionale
  Emergency'   nel   testo   dell'emendamento,   poiché  si  tratta
  sicuramente di una ONG, anche se non è espressamente  indicato...

     FORGIONE. No, è un'associazione internazionale non è una ONG.

     PRESIDENTE. Va bene.

     FORGIONE. Quindi,  io  vi chiedo onorevoli colleghi, se questa
  associazione che è  l'unica ad avere gli ospedali in Afghanistan,
  voi avete visto  in  televisione  Gino  Strada,  non  è  un fatto
  ideologico, Gino Strada è  un  cattolico che fa quello che fa, io
  vi chiedo, a questo  punto,  un  voto  libero,  se cioè almeno su
  questo possiamo non dividerci e, ovviamente, se ci dovesse essere
  il parere contrario del Governo chiederò il voto segreto.

     D'ANTONI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     D'ANTONI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  vorrei
  precisare  com'è  nata  questa  formulazione  del  testo  che  la
  Commissione   qui   presenta.
       Il  testo  iniziale  prevedeva  un  riferimento  a  tutte le
  associazioni  di  intervento caritatevole e a tutte le ONG. Nella
  Commissione  è nato un dibattito, su iniziativa dell'opposizione,
  circa  il fatto che era preferibile individuare una, associazione
  in particolare perché  poi sarebbe stata quella, eventualmente, a
  coordinarsi  con  le  altre  per  evitare  che  poi l'assessorato
  dovesse  fare  una  specie  di  censimento  per arrivare a quella
  conclusione.
       Sull'onda   di  questa  posizione  espressa  in  Commissione
  dall'opposizione,  si convenne di indicare solo la Caritas, che è
  universalmente  riconosciuta  come  l'associazione per eccellenza
  per interventi in questo campo, sia da parte cattolica che laica,
  viene  riconosciuto  da tutti, perché  poi l'assessorato, insieme
  alla  Caritas  individuassero  tutti  quelli  disponibili  a fare
  questo lavoro.
       Allora   delle   due  l'una:  o  si  resta  al  testo  della
  Commissione  cioé  Caritas  e  poi  è  la  Caritas ad individuare
  perché   tanto   non   è   un  privilegio,  è  una  questione  di
  organizzazione, o  si  torna al testo precedente e si dice 'tutte
  le  organizzazioni  di  intervento  volontario, comprese le ONG'.
  Non si  può fare una cattolica ed una laica, perché  diventerebbe
  una  specie  di  lottizzazione dell'intervento umanitario che non
  accetto.
       Pertanto o  si  usa  una  formulazione  o si usa l'altra; io
  difendo  quella  della  Commissione  perché era nata sull'onda di
  questi  argomenti,  dopodiché  se  si torna all'originaria non mi
  sconvolgo,  lo  dico  soltanto  per  una questione di chiarezza a
  tutta l'Assemblea.

     PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 42.8.1.

     FORGIONE.  Chiedo  che  la votazione dell 'emendamento avvenga
  per scrutinio segreto.

      VOTAZIONE PER SCRUTINIO SEGRETO DEL SUBEMENDAMENTO 42.8.1

     PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini di
  Regolamento,  indìco   la   votazione   per   scrutinio   segreto
  dell'emendamento 42.8.1.
       Chiarisco il significato del  voto:  chi  vota  sì  preme il
  pulsante verde; chi vota no  preme  il  pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.

     PRESIDENTE. Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                      RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione.

          Presenti e votanti.....65
          Maggioranza............33
          Favorevoli.............25
          Contrari...............39
          Astenuti................1

                      (L'Assemblea non approva)

     FORGIONE. Avete  votato contro Emergency, l'unica associazione
  che ha gli ospedali in Afganistan

     PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 42.8.

     CRISAFULLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRISAFULLI. Signor Presidente,  onorevoli  colleghi, devo dire
  che la passione con  cui  l'onorevole  Forgione  sostiene le cose
  finisce col creare più problemi che soluzioni.
       Sarebbe  stata  cosa   gradevole   per  la  Sicilia  che  il
  Parlamento, su cose così  particolari, non fosse stato chiamato a
  votare in questo modo.
       L'unica cosa che  abbiamo  fatto  è  che  domani  i giornali
  diranno  che  il  Parlamento  sceglie  la  Caritas  al  posto  di
  Emergency, avendo dato uno spettacolo sicuramente non decoroso.
       Forse era utile, ma  lo dico a titolo di recriminazione; non
  so se si possono dare  soluzioni  in  altra  parte del testo però
  apparire, come Parlamento, coloro i quali hanno votato contro una
  grande organizzazione umanitaria,  credo  che  nessuno faccia una
  bella figura.
       Sarebbe stato meglio trovare una formula che ci avesse messo
  in condizione di non fare opzioni in questa sede.
       Invito il Presidente  della  Regione  ed il Presidente della
  Commissione a vedere se è possibile trovare una soluzione tecnica
  lungo il corso del testo  che  ci  consenta  di  riparare  ad una
  scelta che, debbo dire, è stata fatta troppo frettolosamente.

     MANCUSO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MANCUSO. Signor Presidente,  onorevoli  colleghi, penso che il
  collega D'Antoni sia stato molto  chiaro  su quella che era stata
  la proposta della Commissione  ed  il  testo  della Commissione e
  ritengo  che  sia  conosciuto   da  tutti,  compreso  al  collega
  Forgione, quello che la Caritas  - oltre quello che riesce a fare
  - la collaborazione con  l'associazione che ha oggi presentato in
  Aula.
       Conosce bene che molti  beni  mobili  e strumentali che sono
  nei luoghi che lui ha  citato sono di proprietà della Caritas, ma
  in uso all'associazione meritevole  di  quello che sta facendo in
  moltissimi luoghi del mondo.  Quindi  ritengo che il problema non
  esiste.
       Non c'è stato il voto contro nessuno.  I beni strumentali sì
  vengono convenzionati con la  Caritas,  ma  poi  la Caritas, come
  tutti  sanno,  ne  gestisce   pochissimi   ed   in   questo  caso
  l'associazione che citava poc'anzi  il collega Forgione può avere
  tutto  quello che richiederà  nei  luoghi  dove  appunto  vengono
  richiesti.

     PRESIDENTE. Pongo in  votazione  l'emendamento 42.8. Il parere
  del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                          (Non è approvato)

       L'emendamento 42.11 è di eguale tenore dell'emendamento 42.3
  e dell'emendamento 42.6.


   Presidenza del presidente LO PORTO


                        SULL'ORDINE DEI LAVORI

     TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TURANO.   Signor   Presidente,   ho   ascoltato   l'intervento
  dell'onorevole  Crisafulli   e  poiché  ciò  potrebbe  costituire
  pregiudizio  per  la   serenità   dei  lavori  ed  un  precedente
  particolarmente rilevante, vorrei  capire quali sono le decisioni
  assunte sul punto evidenziato dall'onorevole Crisafulli.

     PRESIDENTE.  Onorevoli   colleghi,   comunico   che   è  stato
  presentato  il subemendamento  42.3.1  a  firma  degli  onorevoli
  Speziale e Raiti che punta ad aggiungere dopo la parola "Caritas"
  "nonché  all'associazione internazionale Emergency".
       Quindi non elimina  l'associazione Caritas, così come faceva
  l'emendamento a firma  dell'onorevole Liotta, per sostituirlo con
  tutte le altre associazioni, ma aggiunge l'associazione Emergency
  all'associazione  Caritas,  con   ciò   venendo   incontro   alle
  associazioni  formulate   da  diversi  colleghi,  in  particolare
  dall'onorevole Forgione.
       Onorevoli colleghi, se  il  Governo è favorevole si potrebbe
  anche  non  procedere   con   ulteriori   interventi   e   votare
  direttamente.
       Mi  sembra  di   capire   che   il   Governo  insiste  sulla
  formulazione originaria.

     TURANO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TURANO.  Signor Presidente, poiché  questo  atto, così come da
  taluni viene proposto, e personalmente dico che abbiamo sbagliato
  a votare non inserendo  anche  l'associazione  "Emergency" come è
  stato  richiesto  dall'onorevole   Forgione   -   costituisce  un
  precedente pericolosissimo per  questo  Parlamento  -,  chiedo di
  capire qual  é  la  volontà  della  Presidenza: abbiamo votato ed
  abbiamo bocciato un emendamento.  Se  viene  riproposto lo stesso
  emendamento, nella stessa  seduta,  sulla stessa materia, abbiamo
  finito di votare e stiamo soltanto giocando

     PRESIDENTE.  Onorevole  Turano, non  stiamo  giocando e benché
  meno  sta giocando questa Presidenza. Ho precisato nel presentare
  l'emendamento a firma degli onorevoli Speziale e Raiti che non si
  tratta dello stesso emendamento ma della stessa materia.

     TURANO.  Signor Presidente, così possiamo votare cento volte

     PRESIDENTE.  Onorevole   Turano,   mi  ascolti:  l'emendamento
  dell'onorevole Forgione  e  l'emendamento  dell'onorevole  Liotta
  escludevano la CARITAS e  quindi era molto distanti rispetto alla
  formulazione del Governo.  L'emendamento degli onorevoli Speziale
  e Raiti invece  include,  aggiunge  alla  CARITAS, l'associazione
  "Emergency".

     RAITI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     RAITI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  onorevole
  Presidente della Regione,  brevemente vorrei illustrare il motivo
  di questo subemendamento.
       Mi è parso opportuno, per  la questione che è nata in questa
  Aula,  di  proporre questo  subemendamento  in  maniera  tale  da
  consentire di dare una  indicazione  chiara di pari opportunità e
  disponibilità anche a quelle associazioni che operano al di fuori
  del mondo cattolico e, lo dice  uno  che  come me è cattolico. La
  necessità  per  la quale  ho  ritenuto  opportuno  presentare  il
  subemendamento  in  questione  scaturisce  dal  fatto  di  volere
  indicare una strada di  collaborazione,  ancora una volta, tra le
  forze  di  minoranza  e  la  maggioranza  del  Governo.
       Pertanto, ritengo assolutamente opportuno dare un segnale di
  disponibilità, o comunque di  equilibrio e di moderazione, in una
  materia  come  questa  nella  quale  non  ci  possono  essere  né
  interessi di parte, né  interessi  precostituiti,  né  tanto meno
  interessi che possono dire  il  mondo  cattolico  contro il mondo
  laico,   o   questa    associazione    perché   fa   riferimento,
  teoricamente,  ad  una  area   politica   o  quest'altra  che  fa
  riferimento ad un'altra area politica.

     PRESIDENTE.  Onorevole Raiti, mi scusi se la interrompo. Forse
  si è trovato un accordo, quindi possiamo procedere alla votazione
  dell'emendamento.

     RAITI. Sono felice che questo sia avvenuto

     CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CUFFARO,  presidente   della   Regione.   Signor   Presidente,
  onorevoli colleghi, noi  siamo straordinariamente convinti che la
  Caritas possa rappresentare tutti e  credo  che non ci sia nessun
  dubbio, tra l'altro questo è  il  risultato  del  dibattito che è
  emerso  in  Commissione,  però  la  nostra  è  sempre  stata  una
  partecipazione  democratica,  una  scelta  democratica  e  ci  si
  propone  una struttura di  prestigio,  quale  la  Emergency,  non
  troviamo difficoltà ad aggiungerla assieme alla Caritas, convinti
  come siamo, che comunque già  tra Caritas ed Emergency c'è già un
  grande rapporto, potremmo evitare  di  metterlo  perché  c'è  già
  questo rapporto. Se lo  si  vuole  codificare  perché  questo può
  diventare,  in  qualche  modo,  sensibilità  del  Parlamento,  il
  Governo non ha nulla in contrario.

     PRESIDENTE.  Pongo in  votazione  il subemendamento 42.2.3. Il
  parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in votazione gli  emendamenti  42.11,  42.3,  42.6. Il
  parere del Governo?.

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE,   presidente   della   Commissione   e  relatore  della
  maggioranza. Contrario.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                           (Non è approvato)

       Pongo in votazione gli emendamenti 42.1, 42.5 e 42.10.

     CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRACOLICI.     Signor     Presidente,     voglio    sottoporre
  all'attenzione  dell'Aula  questo  emendamento  che  credo sia un
  emendamento  banale,  ma diventa sostanziale anche per quello che
  abbiamo  votato  un minuto fa. Noi stiamo decidendo di dismettere
  beni   delle   aziende   sanitarie   ancorché   funzionanti   per
  allocarli in Paesi in via di  sviluppo ed è una scelta nobile che
  l'Aula ha condiviso.
       Mantenere  nella  norma  il  concetto  di 'prioritariamente'
  rischia di  smentire  ciò  che  noi  vogliamo  fare, cioè noi non
  possiamo  che  consentire  la  dismissione  di questi beni perchè
  vengano   allocati   nei   paesi   in   via   di   sviluppo,  non
  'prioritariamente'  .  Non  vorrei  che  con  una finalità nobile
  dismettiamo beni strumentali delle aziende magari per gestirli in
  Sicilia  da  parte  delle  associazioni. Credo che questo sarebbe
  sicuramente una beffa.
       Quindi  l'emendamento  si  limita  a  cassare  l'espressione
  'prioritariamente'  che  è  contenuta nel testo della norma della
  Finanziaria.

     CUFFARO,  presidente  della  Regione.  Signor  Presidente,  le
  motivazioni  dell'onorevole Cracolici sono motivazioni che questo
  Governo   prende  come  raccomandazione,  però  che  ci  sia  una
  differenza  di  organizzazione,  di  impegno,  di presenza tra la
  Caritas   ed   Emergency  credo  che  non  abbia  bisogno  questo
  Parlamento   di  codificarla.  Quindi  io  credo  che  la  scelta
  'prioritariamente'  nei confronti della Caritas sia assolutamente
  ...

     CRACOLICI. Non c'entra

     CUFFARO,  presidente  della  Regione.  Allora  non  ho  capito
  l'intervento.

     PRESIDENTE.      Signor     Presidente,     intendeva     dire
  'prioritariamente  nei paesi in via di sviluppo', voleva togliere
  'prioritariamente' in modo che si intenda unicamente nei paesi in
  via di sviluppo.
       Pongo in votazione gli emendamenti 42.1, 42.5 e 42.10.
       Il parere del Governo?

     CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole resti  seduto, chi è contrario si
  alzi.

                            (Sono approvati)

    Pongo  in  votazione gli emendamenti 42.2 degli onorevoli Raiti
  ed altri,  42.4  degli  onorevoli  Papania  ed altri e 42.9 degli
  onorevoli Speziale e Capodicasa. Il parere del Governo?

     CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

     PRESIDENTE. Chi è contrario resti  seduto, chi è favorevole si
  alzi.

                          (Non sono approvati)

       Pongo in votazione l'articolo 42 nel testo risultante. Chi è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 43. Ne do lettura:

                                 "Art. 43.
                   Contributo fondazione banco alimentare

          1. Per il conseguimento  delle  finalità e l'utilizzazione
       di parte delle risorse del Fondo  nazionale  per le politiche
       sociali  assegnato  alla  Regione  ai  sensi  della  legge  8
       novembre  2000, n. 328,  l'Assessorato  regionale degli  enti
       locali è autorizzato a concedere un  contributo  annuo di 775
       migliaia di euro in favore  della Fondazione banco alimentare
       Onlus  per  il sostegno all'attività  da  questa  svolta  nel
       territorio della Regione, anche  attraverso  propri comitati,
       sezioni, articolazioni e dipendenze,  di  somministrazione di
       generi alimentari e di prima necessità  in  favore di enti ed
       organizzazioni direttamente  impegnate  nell'assistenza verso
       categorie  sociali  marginalizzate o  verso  altre  forme  di
       povertà estrema."

     TUMINO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TUMINO. Signor Presidente,  per  chiedere un chiarimento circa
  questa  Fondazione  banco  alimentare Onlus, che dovrebbe operare
  nel territorio  della  Regione  e  a  cui  dovremmo dare circa un
  miliardo   e   mezzo,   quando,   oggettivamente  ci  sono  tante
  associazioni che operano in termini pressoché analoghi, compresa,
  per esempio, la Caritas di cui parlavamo prima, e comunque vorrei
  capire meglio.

     LEANZA NICOLA . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LEANZA  NICOLA . Signor Presidente, sono molto contento che ci
  sia questo  articolo perchè di fatto il banco alimentare ormai in
  Sicilia è  una  istituzione,  nel senso che fornisce una serie di
  servizi che  allo  stato  attuale  nessun  altro riesce a fare in
  questi termini assolutamente gratuiti, assolutamente partecipati.
  Serve tutte  le province della Sicilia, quella di Catania fino ad
  Agrigento, quella di Palermo fino a Trapani, sono moltissimi, più
  di  600  gli  enti  convenzionati, hanno assistito circa 180 mila
  persone  fino  adesso  ed  hanno fornito alimenti per oltre 3.000
  tonnellate.
       Quindi, quando parliamo di queste caratteristiche in cui non
  ci  sono  solo  cattolici,  ma  laici  e  cattolici, il movimento
  volontario vero,  puro,  che scende in campo, io penso che sia un
  articolo che  non  può dividerci, come del resto non ci ha diviso
  quello  precedente perché  parliamo di interventi che interessano
  tutti,  di  iniziative  che non possono vedere colori politici ma
  vedono in  prima  linea  la  solidarietà,  la  voglia di fare, la
  voglia di dare, che è la cosa più importante.

     PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione gli emendamenti 43.1 a firma
  dell'onorevole Liotta e 43.2 a firma dell'onorevole Cracolici. Il
  parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il Bilancio e le finanze. Contrario

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

     PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto;  chi è favorevole si
  alzi.

                        (Non sono approvati)

    Pongo in votazione l'emendamento  43.3  a firma degli onorevoli
  Speziale e Capodicasa.  Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il Bilancio e le finanze. Contrario

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE. Presidente, noi  abbiamo presentato l'emendamento in
  quanto,  essendo  stato  recepito  uno degli articoli della legge
  numero  328  collegato  a  questo articolo, alla natura di questo
  articolo, vorrei ribadire che a livello statale esiste un decreto
  del  Presidente  del Consiglio cui facciamo riferimento, che è un
  atto di indirizzo.
       Mi   viene   fatto   osservare   che,   dopo   la   modifica
  costituzionale  del  Titolo  V,  noi  non  avremmo  necessità del
  recepimento  di  questo  articolo  - io sostengo completamente il
  contrario, Presidente  della Regione - in forza del fatto che non
  viene applicato in Sicilia, noi dobbiamo recepirlo con norma.
       Io  suggerirei  che,   a   completezza  dell'articolo, venga
  inserito l'emendamento da noi  proposto  che,  in  qualche  modo,
  determina un orientamento di  indirizzo rispetto alle modalità di
  esecuzione dell'articolo stesso.

     GIANNOPOLO. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO.   Presidente,  vorrei   fosse   chiaro   che   con
  l'emendamento  in  questione   noi   proponiamo   il  recepimento
  degli articoli  1, 2 e 4 del decreto del Presidente del Consiglio
  dei  Ministri  15  dicembre 2000, attraverso il quale consentiamo
  nella  Regione  siciliana  di  potere  attivare  anche  ulteriori
  risorse del  fondo  della  legge  numero  328 da parte degli enti
  locali  e  delle  organizzazioni di volontariato, degli organismi
  non lucrativi  di  utilità  sociale, delle IPAB e via di seguito,
  che  possono  presentare progetti alla Regione entro il 30 giugno
  di  ciascun  anno,  concernenti  la realizzazione, l'ampliamento,
  l'innovazione di centri di servizi di pronta accoglienza e via di
  seguito.
       Quindi, con l'emendamento  in  questione  noi  non  facciamo
  altro che recepire anche  la  possibilità di utilizzare ulteriori
  risorse per altre e diverse  finalità, oltre  quelle indicate nel
  testo del disegno di legge.

     RAITI.  Dichiaro di voler apporre la mia firma all'emendamento
  43.3.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Pongo in votazione l'emendamento 43.3.

       Il parere del Governo?

     CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

        PRESIDENTE.  Lo  pongo in votazione.  Chi è contrario resti
  seduto;  chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

       Pongo in votazione l'articolo 43 nel testo risultante. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 44. Ne do lettura:

                                 "Art. 44.
             Cofinanziamento  interventi  assistenza  sanitaria

          1.  Per  l'anno  2002  il  fondo riservato alle attività a
       destinazione vincolata, costituito ai sensi dell'articolo 54,
       comma 9 della  legge  regionale  3  novembre  1993,  n.  30 è
       destinato in  via prioritaria al finanziamento della quota di
       parte  regionale  degli  interventi  per  la riqualificazione
       della  assistenza  sanitaria  previsti  ai  sensi  del  comma
       1, dell'articolo 71, della legge 23 dicembre 1998, n.  448.":

       Non  essendo  stati  presentati  emendamenti,  lo  pongo  in
  votazione.  Chi  è  favorevole  resti seduto;  chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 45. Ne do lettura:

                                 "Art. 45.
                            Assegno integrativo

          1. Per l'erogazione dell'importo integrativo e le relative
       coperture assicurative di cui all'articolo 8,  commi 2, 3 e 9
       del  decreto  legislativo  1  dicembre   1997,   n.   468,  è
       autorizzata, per l'esercizio 2002, la spesa  di un milione di
       euro."

       Non  essendo  stati  presentati  emendamenti,  lo  pongo  in
  votazione.  Chi  è  favorevole  resti seduto;  chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 46. Ne do lettura:

                                 "Art. 46.
             Riammissione alle operazioni di cartolarizzazione

          1.  Nei confronti delle  imprese  decadute  dal diritto ai
       contributi per mancata  presentazione  della dichiarazione di
       conformità nel  termine  di  cui  all'articolo 29 della legge
       regionale 3 maggio 2001, n. 6 che presentino la dichiarazione
       di  conformità  prevista  dallo  stesso  articolo entro e non
       oltre  trenta  giorni  dalla  data di entrata in vigore della
       presente  legge,  l'Assessore  regionale  per  il  lavoro, la
       previdenza    sociale,    la   formazione   professionale   e
       l'emigrazione dopo avere espletato  le procedure già in corso
       e nei limiti delle disponibilità finanziarie di cui al citato
       articolo 29 procede al  riconoscimento  del  debito  per  gli
       effetti stabiliti nello stesso articolo con le modalità e nei
       limiti di cui al comma 4.

          2.  Le procedure  di  cui  al  presente  articolo  trovano
       applicazione altresì nei confronti  dei crediti vantati dalle
       aziende cooperative per gli  incentivi previsti in favore dei
       propri  soci  lavoratori  a   cui   trovano  applicazione  le
       disposizioni contenute nella legge  3  aprile  2001,  n. 142,
       nell'ambito  e  nei  limiti   dei   finanziamenti   e   delle
       cartolarizzazioni già previste  dall'articolo  29 della legge
       regionale 3 maggio 2001, n. 6."

       Non  essendo  stati  presentati  emendamenti,  lo  pongo  in
  votazione.  Chi  è  favorevole  resti seduto;  chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 47. Ne do lettura:

                                 "Art. 47.
       Organizzazione regionale delle associazioni cooperativistiche

          1.   Le  organizzazioni   regionali   delle   associazioni
       cooperativistiche, riconosciute ai sensi  dell'articolo 5 del
       decreto legislativo Capo provvisorio dello Stato n.  1557 del
       1947   e  successive  modifiche   ed   integrazioni   possono
       costituire un unico fondo mutualistico per la promozione e lo
       sviluppo della cooperazione (d'ora in avanti fondo), previsto
       dall'articolo  11  della legge 31 gennaio  1992,  n.  59.

          2. Il fondo è gestito senza scopo  di lucro da una società
       per azioni (d'ora in  avanti  società).  L'Istituto regionale
       per il credito alla cooperazione (IRCAC) partecipa, con fondi
       propri  alla  società  nel  limite  massimo  stabilito  dalla
       vigente legislazione.

          3. Le cooperative ed i loro consorzi anche non aderenti ad
       una delle associazioni riconosciute  ai sensi dell'articolo 5
       del decreto legislativo del Capo  provvisorio  dello Stato n.
       1557  del  1947  e   successive   modifiche  ed  integrazioni
       assolvono all'obbligo di cui ai commi  4 e 6 dell'articolo 11
       della legge 31 gennaio 1992, n.  59  mediante  versamento  al
       fondo di cui al presente comma del  3  per  cento degli utili
       annuali.

          4. Lo statuto della costituenda società  è  inviato per il
       parere, da rendersi nel termine  perentorio di trenta giorni,
       all'Assessorato regionale della  cooperazione, del commercio,
       dell'artigianato e della pesca.  La società è sottoposta alla
       vigilanza del suddetto Assessorato. Due dei tre componenti il
       collegio   sindacale  sono   nominati   rispettivamente   dal
       Presidente della Regione e  dall'Assessore.

          5. Il bilancio della società è  certificato da una società
       di  revisione.  Per le finalità di  cui  all'articolo  2  del
       decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato n.  1557
       del  1947  e  successive   modifiche   ed   integrazioni,  il
       competente  Assessorato è autorizzato  a  stipulare  apposita
       convenzione   con   le    organizzazioni    regionali   delle
       associazioni nazionali di assistenza  e  tutela del movimento
       cooperativistico  giuridicamente riconosciute  anche  per  le
       ispezioni ordinarie nei confronti di cooperative non aderenti
       ad alcuna delle associazioni.".

     TRICOLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TRICOLI.  Signor  Presidente,  ho  preso  la  parola in questa
  discussione  soltanto  per ricordare al Presidente dell'Assemblea
  che,  in  fase  di discussione generale, ho ricordato che c'erano
  alcuni  articoli che per l'iter parlamentare piuttosto anomalo, a
  mio   modestissimo   parere,   potevano  essere  considerati  dal
  Presidente  di  turno  improponibili  atteso  che non erano stati
  portati all'attenzione della Commissione.
       Capisco che questo non cambia il destino  dell'articolo, ma,
  anche ai fini della prosecuzione dei lavori d'Aula  e  dell'esame
  di successivi articoli, potrebbe essere importante.

     PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Tricoli,  ma  credo   che  il
  Governo, e anche la Presidenza dell'Assemblea  avevano  avvistato
  questo problema.
       Pongo  in  votazione l'emendamento soppressivo 47.3, a firma
  degli  onorevoli Fleres ed altri.  Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

       Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato l'ordine
  del  giorno  n.  69  "Integrazione  del  canone  di  affitto  per
  famiglie  bisognose", a firma degli onorevoli Cracolici ed altri.
  Ne do lettura:

                    "L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

    CONSIDERATO  che  è intendimento dell'amministrazione comunale
           di Palermo di  concedere  il  40  per  cento  di quanto
           spettante  a  seguito  del  bando  l.  n.  431/98  alle
           famiglie inserite in graduatoria;

    CONSIDERATO   che  sicuramente  questo  metodo  penalizzerebbe
           soprattutto le famiglie più povere la cui incidenza del
           canone sul reddito  in  molti  casi  supera  il 100 per
           cento;

    CONSIDERATO che con l'introduzione della legge n. 431 del 1998
           migliaia di  famiglie  hanno  regolarizzato i contratti
           con notevoli  introiti da parte dello Stato, che invece
           ha  trasferito   alle  regioni  meno  fondi  di  quanto
           previsto;

    CONSIDERATO che  la  legge prevede una compartecipazione della
           Regione e dei comuni ai fondi previsti;

    CONSIDERATO che l'integrazione all'affitto diventerà sempre di
           più un  mezzo  per sostenere il reddito familiare delle
           famiglie,

                                 IMPEGNA
                         IL GOVERNO DELLA REGIONE

          - a mettere  in  atto  tutte le iniziative possibili per
          chiedere l'integrazione dei fondi al Governo nazionale e
          impegnare somme  proprie  della Regione per sostenere le
          difficoltà   esistenti  soprattutto  nelle  grandi  aree
          metropolitane siciliane."

          (12.03 2002)
                    CRACOLICI-GIANNOPOLO-VILLARI-PANARELLO-SPEZIALE".

       Onorevole   Presidente  della  Regione,  lo   accetta   come
  raccomandazione o lo  mettiamo ai voti?

     CUFFARO,   presidente   della   Regione.   Lo   accetto   come
  raccomandazione.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

       Si passa all'articolo 48. Ne do lettura:

                                 "Art. 48.
                         Polo universitario di Enna

          1. Per le  finalità di cui al comma 1 bis dell'articolo 15
       della legge  regionale  9  ottobre 1998, n. 26, è autorizzata
       per ciascuno  degli  esercizi finanziari 2002 e 2003 la spesa
       di 2000 migliaia di euro.".

     CUFFARO,  presidente  della  Regione.  Chiedo l'accantonamento
  dell'articolo 48.

     PRESIDENTE.  L'articolo 48 è accantonato.
       Si passa all'articolo 49. Ne do lettura:

                                 "Art. 49.
                    Rifinanziamento consorzi di bonifica

          1.   Per le finalità di cui  all'articolo  3  della  legge
       regionale 30 ottobre 1995, n.  76,  è autorizzata la spesa di
       2000 migliaia di euro per  ciascuno degli esercizi finanziari
       2002 e 2003."

       Pongo  in votazione gli emendamenti 49.4 del Governo, 49.1 a
  firma  dell'onorevole  Crisafulli  e 49.2 a firma degli onorevoli
  Giannopolo e Speziale. Il parere del Governo?

     CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

    Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

        PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione.  Chi è favorevole resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvati)

        PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 49.3, a firma
  dell'onorevole Turano.

     TURANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TURANO. Intervengo più per  un  sollecito  e  per  invitare il
  Governo  ad  esprimere  parere  favorevole. Si tratta della legge
  numero 45 del  1995.  E' una legge che su un punto è poco chiara,
  nel   senso   che  sembrerebbe  che  gli  utenti  delle  condotte
  dovrebbero concorrere al costo della realizzazione della condotta
  stessa, la principale. Invece, la finalità della legge non poteva
  essere  che  fare  pagare  all'utente  soltanto  il  costo  della
  bretella per l'allacciamento.

     PRESIDENTE. Grazie, onorevole Turano.  Lo pongo in votazione.

    Il parere del Governo?

     CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. La seduta è sospesa per due minuti.

      (La seduta, sospesa alle ore 18.17 è ripresa alle ore 18.19)

     PRESIDENTE.   La   seduta   è   ripresa.
       Pongo   in  votazione  l'emendamento  49.3,  con  il  parere
  favorevole del Governo e della Commissione.
       Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in votazione l'articolo 49 nel testo risultante. Chi è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

       Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato l'ordine
  del   giorno   numero   70   "Interventi   finanziari  in  favore
  dell'Istituto  Sperimentale  Zootecnico", a firma degli onorevoli
  Leontini ed altri. Ne do lettura:

                    "L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

    PREMESSO che:

          - con emendamento  al  disegno di legge finanziario sono
          stati disposti  ulteriori  finanziamenti  pari a 775.000
          euro  per   l'esercizio   finanziario   2002  in  favore
          dell'Istituto   sperimentale  zootecnico  rispetto  allo
          stanziamento di bilancio originariamente previsto;

          -   tali    somme    aggiuntive   sono,   tra   l'altro,
          specificatamente destinati  a  razionalizzare la sezione
          di apicultura, per  potenziare la quale va impegnata una
          somma non inferiore a 150.000 euro;

          - a tal fine appare necessario che l'Assessore regionale
          per l'agricoltura e  le  foreste  vigili  sulla corretta
          utilizzazione dei  finanziamenti  in parola, verificando
          quanto   operato   dagli   organi   di   amministrazione
          dell'Istituto,

                                 IMPEGNA
                         IL GOVERNO DELLA REGIONE
                 E, IN PARTICOLARE, L'ASSESSORE REGIONALE
                      PER L'AGRICOLTURA E LE FORESTE

          -  a   vigilare   sull'utilizzazione  dei  finanziamenti
          concessi     all'Istituto    sperimentale    zootecnico,
          verificando che  un'ammontare  non  inferiore  a 150.000
          euro  venga   destinato  alla  razionalizzazione  ed  al
          potenziamento della sezione di apicultura."

          (12 03 2002)

                             LEONTINI-CINTOLA-ROTELLA-FORMICA

       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                           (E' approvato)

       Si  passa  all'articolo  50.  Ne  do  lettura:

                                 "Art. 50.
          Servizi per l'impiego e sedi di coordinamento regionale

          1. Nei  limiti degli stanziamenti di bilancio del capitolo
       317704, l'Assessore  regionale  per  il lavoro, la previdenza
       sociale,   la  formazione  professionale  e  l'emigrazione  è
       autorizzato a  finanziare  i  servizi  per  l'impiego  di cui
       all'articolo 12 della legge regionale 26 novembre 2000, n. 24
       per 25.000 migliaia  di  euro  e  le  sedi  di  coordinamento
       regionale  di cui  all'articolo  48,  comma  2,  della  legge
       regionale 27 aprile 1999, n. 10 per 12.000 migliaia di euro."

     PRESIDENTE.  Comunico che l'emendamento 50.1 è ritirato. Pongo
  in  votazione  l'emendamento  50.2  del  Governo. Il parere della
  Commissione?

     CROCE, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. La seduta è sospesa per cinque minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.20, è ripresa alle ore 18.25)

     PRESIDENTE.  La  seduta  è  ripresa.
       Con   il   parere  favorevole  della  Commissione  pongo  in
  votazione l'emendamento 50.2. Chi è favorevole resti seduto;  chi
  è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Pongo in votazione l'articolo 50 nel testo risultante. Chi è
  favorevole resti seduto;  chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

       Si passa all'articolo 51. Ne do lettura.

                                 "Art. 51.
                           Casa e premio Sicilia

          1.  E'   istituita   la  Casa  Sicilia  (d'ora  in  avanti
       denominata 'Casa').

          2. La  Casa  ha il compito di promuovere fuori dall'Italia
       la cultura,  l'immagine  ed  i  prodotti  tipici e di qualità
       siciliani.

          3. Le Case sono affidate dal  Presidente  della Regione, a
       titolo gratuito, a privati, singoli  o associati in qualsiasi
       forma giuridica, previa convenzione.

          4. Il testo  della  convenzione prevede la durata e i casi
       di decadenza,  gli obblighi cui si sottopongono i gestori nei
       confronti   dell'Amministrazione   regionale,   compresa   la
       previsione   di   verifiche,   almeno   annuali,   da   parte
       dell'Amministrazione regionale, i requisiti dei locali in cui
       hanno  sede  le  Case, le  iniziative  che  annualmente  sono
       obbligatoriamente  da  condurre  e   le   condizioni  per  le
       iniziative liberamente adottate dal gestore.

          5. Il testo della convenzione  è  approvato  dalla  Giunta
       regionale,  su  proposta  del  Presidente  della  Regione  di
       concerto  con gli Assessorati  interessati,  entro  tre  mesi
       dalla data di entrata in vigore della presente legge.

          6. Per le finalità del  presente articolo, gli Assessorati
       regionali, gli enti locali e quelli  sottoposti a vigilanza e
       tutela   della  Regione  possono   condurre   iniziative   in
       collaborazione con le Case.

          7.  I gestori delle case hanno  titolo  a  partecipare  ai
       programmi regionali di spesa.

          8. E' istituito  il  premio  Sicilia 'ARCHIMEDE', d'ora in
       avanti 'premio'.

          9. Il premio è  assegnato  a  eminenti  personalità che si
       siano  distinte  nel  campo  della  scienza,  della  cultura,
       dell'arte dell'impegno sociale e dell'economia.

          10.   Il  Presidente  della  Regione  nomina  con  proprio
       decreto una giuria composta da un massimo di nove componenti.

          11. Il Presidente  della  Regione  determina  con  proprio
       decreto  le  modalità  organizzative  del  premio  che  viene
       assegnato il 15 maggio di ogni anno.

          12. Per le finalità del presente articolo è autorizzata la
       spesa annua 400 migliaia di euro."

     INCARDONA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     INCARDONA. Signor Presidente,  prendo la parola per illustrare
  l'emendamento 51.5. E'  un  emendamento  che  non comporta alcuna
  spesa   ma   che   aggiunge   dopo   le  parole  "l'immagine"  le
  parole "l'opportunità di impresa".
       Ritengo che  sia importante un'iniziativa così significativa
  per  la  Sicilia,  quella  che  con  l'articolo 51 si istituisce;
  vengono  anche  illustrate, presentate le opportunità che ci sono
  in  Sicilia per fare impresa, anche per attirare investimenti nel
  nostro territorio. Penso che sia un aiuto concreto alla Sicilia.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.  Signor   Presidente,   come  ricorderà,  su  questo
  articolo  c'è   stata   un'intensa   discussione  in  Commissione
  Bilancio.  Noi  abbiamo  sollevato  una  obiezione  di  fondo  al
  Presidente  della Regione, non tanto sulle finalità dell'articolo
  ma  sulle  modalità, perchè non si capisce perchè bisogna ricorre
  ad una  norma  così  dettagliata  e precisa per la possibilità di
  promuovere l'immagine della Sicilia nel mondo.
       Fra  l'altro, in parte, abbiamo anche altre associazioni che
  già lo fanno e che vengono, in parte, finanziate dalla Regione in
  rapporto  con l'emigrazione e, tuttavia, pur ritenendo importante
  la  finalità, io voglio ricordare al Presidente della Regione che
  questa  finalità  è  stata  fatta  durante  il Governo Capodicasa
  attraverso provvedimenti amministrativi.
       Il  Presidente  della  Regione ricorderà, per esempio, che è
  stata istituita  Casa Sicilia a Parigi, a Champs Elisées, durante
  il Governo  Capodicasa,  ma  attraverso  il fatto che di volta in
  volta   il  Governo   assumeva  provvedimenti  amministrativi. Si
  configura qui, invece, l'idea di una norma che, non solo permette
  la formazione  delle  case,  ma  dà  titolo  alle  case di potere
  concorrere poi sulla spesa regionale.
       Io, onorevole Presidente della Regione, capisco le finalità,
  ma  ovviamente  debbo  dirle  che  sono  contrario  al  contenuto
  dell'articolo.  La  inviterei  a  ritirarlo  e a proseguire sulla
  strada  di  provvedimenti  amministrativi nel caso in cui bisogna
  promuovere l'immagine della Sicilia nel mondo.

     CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CUFFARO, presidente della Regione.  Signor Presidente, ricordo
  bene  la   manifestazione  che  si  fece  a  Parigi,  ma  fu  una
  manifestazione  della  durata  breve;  quello  che si vuole fare,
  istituendo Casa Sicilia, è un punto di riferimento permanente che
  avrà  come  progetto  pilota  Parigi,  ma che ha l'aspirazione di
  andare  nelle  altre  grandi  città  d'Europa:  Londra,  Berlino,
  certamente a  Buenos  Aires perchè il sindaco ci ha dato i locali
  in comodato gratuito.
       E' una  cosa  completamente  diversa,  che  ha bisogno di un
  respiro   legislativo   per  potere  prendere  corpo,  altrimenti
  rischieremmo di non potere organizzare una struttura che, invece,
  noi   vogliamo   sia   la  struttura  di  riferimento  che  possa
  complessivamente  rappresentare  il  prodotto  Sicilia,  sia esso
  quello turistico, culturale, enogastronomico, di impresa.
       Allora,  io  inviterei  il presidente Speziale a rivedere il
  suo   voto   contrario,   perché   capisco  le  ragioni  del  suo
  intervento, quando  parla di quello che si è fatto a Parigi, ma è
  una    cosa    diversa.   Poteva   essere   fatta   con   decreto
  amministrativo,  così  come  io da assessore per l'Agricoltura ne
  feci altri,  in  altri  posti  del  mondo, ma qui vuole essere un
  impegno  che  questo Governo prende per aprire stabili, che siano
  al  servizio delle imprese, delle agenzie turistiche e di quanti,
  in  qualche  modo, vogliono costruire un processo di sviluppo del
  prodotto Sicilia.

     ACIERNO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ACIERNO.  Io  vorrei  un ulteriore chiarimento, dal Presidente
  della  Regione:  nell'articolo  51  si  configurano  due  momenti
  diversi, uno  la  Casa  Sicilia  e l'altro il Premio Sicilia, che
  però,  per  come  è  formulato  l'articolo,  non  trovano  alcuna
  correlazione   l'uno  con  l'altro,  per  cui  forse  era  meglio
  stabilire  in  due  articoli  diversi; questo  per  la  chiarezza
  legislativa.
       Ora,  però  vorrei capire in merito allo stanziamento di 400
  migliaia  di  euro,  che riguarda complessivamente i due momenti,
  sia   la   Casa  Sicilia  che  il  Premio  Archimede:  io  credo,
  probabilmente,   che   l'articolo  andrebbe  riformulato  perchè,
  scritto  così,  il  Presidente  della Regione non può stabilire a
  quanto  ammonta  il  premio  Archimede  o quanto può spendere per
  aprire Casa  Sicilia  nel  mondo,  perchè ritengo che questa è la
  finalità.  Forse  se  lei sdoppiasse l'importo di 400 mila euro e
  segnasse due  importi,  lo  dico  solo per un fatto di praticità,
  perché   rischieremmo   di  istituire,  per  esempio,  il  Premio
  Archimede,  ma,  a  fronte  dell'apertura  della Casa Sicilia nel
  mondo, non restano più fondi per il Premio Archimede.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA.  Signor Presidente, c'è un emendamento soppressivo
  dell'articolo, a firma degli onorevoli Speziale e Capodicasa, sul
  quale  vorrei  - credo l'abbia già fatto l'onorevole  Speziale  -
  aggiungere qualcosa.
       L'emendamento   a   nostra  firma  non  è   contrario   alla
  istituzione di Casa Sicilia o del Premio Sicilia  Archimede, così
  come viene definito nell'articolo, quanto sollevare  un  problema
  relativo alla strutturazione di questo articolo, la  finalità che
  si  propone  ed  il  modo  di  organizzarlo.
       Va  detto  che Casa Sicilia, così come viene  descritto  qui
  nell'articolo,  è una forma di presenza della Regione  fuori  dal
  territorio   siciliano  che  dovrebbe  promuovere   la   cultura,
  l'immagine ed i prodotti tipici e di qualità siciliani.
       Ma,  al  comma  3  si  dice che "Le Case sono  affidate  dal
  Presidente della Regione, a titolo gratuito, a privati, singoli o
  associati in qualsiasi forma giuridica, previa convenzione.".
       Cosa  deduco  da  questi due commi? Ci sono poi   richiamate
  altre fattispecie: che noi stiamo non mettendo in piedi una rete,
  o vorremmo mettere in piedi una rete  di strutture  che  agiscano
  sul territorio, fuori dal territorio dello Stato,  dell'Italia  e
  della  nostra  Regione  con  alcune  finalità  che  abbiano  come
  obiettivo  quello  di  promuovere  i prodotti siciliani,  la  sua
  cultura, la sua immagine, quanto forme di carità che,  adesso non
  si  capisce ancora bene dall'articolo, hanno  come  interlocutore
  soggetti  pubblici  o  privati  ai quali viene affidata,  non  si
  capisce  bene  sulla base di cosa, dal Presidente  della  Regione
  Casa Sicilia.
       Va  detto  subito  che  quando  in  Commissione  Bilancio  è
  arrivato l'emendamento del Governo che proponeva l'istituzione di
  Casa Sicilia, del premio, il Presidente scherzosamente, prima che
  cominciasse la riunione, disse 'sto proponendo di finanziare Casa
  Sicilia  in  omaggio  a quello che avevi fatto tu  da  Presidente
  della  Regione'.
       Ma io, onorevole Presidente, non riscontro in questa ipotesi
  nulla  di  analogo  a  quello che avevamo già fatto  perché  Casa
  Sicilia  noi  l'avevamo  già istituita, tant'è che, non c'è stato
  bisogno di  un  articolo di legge, di uno stanziamento dei fondi,
  ma a valere sui fondi degli assessorati che hanno titolo ed hanno
  un  relativo  finanziamento  volto  alla  promozione  dei  nostri
  prodotti nei  vari  paesi  europei, ragione per la quale non vedo
  nessun riscontro perchè la nostra ipotesi era del tutto diversa.
       La nostra  ipotesi, che  avevamo  già  avviato  in  Terra di
  Francia, esattamente a Parigi, stipulando una convenzione  con la
  Camera  di  Commercio  italo-francese, diretta da  un  siciliano,
  aveva  un'altra  logica  e un'altra finalità:  quelle  di  aprire
  delle finestre nelle grandi capitali europee, inizialmente;  poi,
  avendone  verificato  l'efficacia, si poteva anche  estendere  ad
  altri territori che promuovessero la cultura e i  prodotti tipici
  siciliani,   quelli   che  illustrano  l'operosità   dei   nostri
  produttori dentro e fuori la Nazione.
       Ciò significa,  però,  che  la  Regione  deve  promuovere ed
  offrire delle  opportunità  che  i nostri produttori devono saper
  cogliere; l'ipotesi  era  aprire  una  sede,  cedere non a titolo
  gratuito  -  perchè le cose a titolo gratuito non  portano  alcun
  beneficio e nessuna vitalità,  mi spiace dirlo a un Presidente di
  Regione  che presiede un governo di centro-destra -  che  abbiano
  soprattutto   la  vitalità  necessaria per dare   continuità   ad
  un'iniziativa ed   a gravare poco finanziariamente  sul  bilancio
  della Regione siciliana.
       Qui stiamo  mettendo  in  piedi  una  rete assistenziale: la
  Regione paga, acquista  o  affitta  degli  immobili  e  li  dà  a
  qualcuno che  poi  dovrebbe  promuovere,  non  si  capisce  bene,
  tramite convenzione  e  sempre  dietro  esborso  da  parte  della
  Regione  siciliana,  una  qualche  attività  legata  alla  stessa
  Regione.
       Noi avevamo pensato ad un'altra cosa e cioè a degli spazi da
  dare in  gestione,  previo  pagamento, ad imprenditori siciliani.
  Una parte di questi spazi rimanevano però a carico della Regione,
  la  quale  doveva  promuovere attività espositive,  di  carattere
  culturale,  teatrale  e  musicale  legate alla nostra  Regione  e
  quindi,  per  cosi  dire, dare un 'anima a questi siti  che  come
  finalità principale devono promuovere i prodotti della regione.
       Qui,  invece,  troviamo  un'altra cosa organizzata; troviamo
  sempre nella logica di questo Governo - ne abbiamo parlato già in
  altre  occasioni  -  una  promozione  di  iniziative  sempre  con
  carattere di  statalismo.  Lo statalismo vi sta opprimendo, siamo
  ancora nella  logica  della  prima  Repubblica:  la Regione paga,
  compra e dà ai privati.
       Quali sono i  costi di una rete di attività su un territorio
  di  altri  stati,  che  - come si sa - quando  interessano  città
  importanti hanno un costo abbastanza elevato, che la  Regione può
  arrivare a sopportare?  Se dovesse svilupparsi  un'iniziativa  di
  questo  genere,  a  quanto  si  dovrebbe attestare  l'esborso  di
  finanziamenti da parte della Regione per tenere in  piedi  dieci,
  quindici  "Case Sicilia" nelle dieci, quindici  città  principali
  dell'Europa?
       Credo che basta fare un minimo di riflessione e si capisce a
  che  cosa   possiamo   andare   incontro,   sempre  nella  logica
  pansovietica di dare  soldi  tutti  a  carico dello Stato e della
  Regione.
       Sì, esattamente  così.  Si  sono rovesciate le parti, signor
  Presidente. Abbiamo fatto  un salto all'indietro di non so quanti
  anni.
       La stessa cosa  vale  per  il  premio  "Sicilia".  Il premio
  "Sicilia" lo  avevamo  già  istituito  con  delibera  di  Giunta.
  Esiste. Avevamo fissato  anche la prima edizione: 15 maggio 2000.
  Avevamo  già  individuato,   come  si  dice,  in  sede  di  prima
  applicazione   -   si   dice   tecnicamente   nella   sistematica
  legislativa - anche i  premiati, che  erano Peres e Arafat tra le
  autorità   nel  Mediterraneo,  perché  c'era  un'articolazione...
  E sì,  eravamo  antesignani
       Saltò  l'iniziativa  perché  proprio per quel  giorno  Peres
  aveva  dato la disponibilità, Arafat non poteva  essere  presente
  per altri impegni.
       E così via.  Erano  già  individuati i premiati tra i nostri
  connazionali o  nostri  corregionali  che  si sono distinti nella
  politica,  nelle   arti,   nella  scienza  fuori  dal  territorio
  italiano.
       Lo avevamo fatto senza attingere ad una lira dai fondi della
  Regione. Lo avevamo  fatto  caricando  il  tutto sul bilancio già
  consolidato, sul  capitolo  di  cui  dispone  il Presidente della
  Regione - che  mi  pare  all'epoca  ammontasse  ad  un miliardo e
  mezzo -  per  manifestazioni  direttamente promosse e organizzate
  dalla Presidenza della Regione.
       Quanto può  costare?
       Il Presidente  della  Regione  ci ha risposto in Commissione
  che vuole fare una cosa diversa, una specie di premio Nobel della
  Sicilia.
       Credo  che  dobbiamo  ridimensionarci,  se  il  premio  deve
  servire  a dare alcune centinaia di milioni ad  una  personalità,
  non so quale questa possa essere;  l'organizzazione in  sè  della
  manifestazione, infatti, non può costare  gli 800 mila euro.  Ora
  ho visto che c'è un emendamento che incrementa  ulteriormente  di
  un  milione di euro, se non vado errato - ho visto  circolare  un
  emendamento - che a mio parere rischia di diventare una specie di
  prebenda con effetti che onestamente non so prevedere.
       Allora, siamo  nella  logica  dello  "spendi  e spandi". Non
  siamo nella logica del  fare  cose  serie  e  di valore, anche se
  sobriamente organizzate, che abbiano un significato di promozione
  dignitosa della nostra immagine fuori dalla Regione siciliana.
       Il problema è qui  che  tutto  ciò che tocchiamo - lo dicevo
  oggi quando parlavamo  dell'ufficio  di Bruxelles - da cosa buona
  la facciamo diventare subito una cosa cattiva, nel modo in cui la
  strutturiamo  o   la  immaginiamo  e  concretamente  la  vogliamo
  attuare.
       Siamo esattamente in questo caso.
       Signor   Presidente,  sono  perché   si   istituisca   "Casa
  Sicilia",  possibilmente  non  in  Argentina, come   prevede   il
  Presidente della Regione, dove non abbiamo da promuovere niente a
  nessuno, perché  lì i nostri connazionali ed in genere l'economia
  dell'Argentina  è  così disastrata che non  potranno  sicuramente
  comprare i prodotti della nostra Regione, avendo questi un prezzo
  mediamente discreto per le finanze e per il reddito  medio  degli
  Argentini.
       Dobbiamo  promuoverla   nelle  grandi  città,  nelle  grandi
  capitali  europee   ed  internazionali,  dove  invece  la  moneta
  circola, dove sono  in  grado  di fare contratti con i produttori
  siciliani, perchè si tratta essenzialmente di questo.
       Bene.  Il Presidente  dice  no.  Si  vuole  fare  una  "Casa
  Sicilia" che non sia solo di promozione dei prodotti, ma anche di
  solidarietà.
       Non l'ho capito  cosa  significa fare una "Casa Sicilia" che
  abbia la funzione anche di solidarietà.
       Certo,  dal  momento  che  aveva annunciato Casa  Sicilia  a
  Buenos Aires, in Argentina, la contestazione era  troppo  facile,
  perché   oltre  tutto  coincideva  con i tumulti che vi  sono  in
  questo momento, in quanto non hanno né  da mangiare, né  da bere.
  E' stato  detto  che  andiamo  lì per solidarietà. Io non so cosa
  significhi, Casa Sicilia che abbia una funzione di solidarietà.
       Dobbiamo fare un circolo della briscola, un convegno di sala
  da  ballo per fare divertire i nostri connazionali  anziani?  non
  ho capito tutto ciò   Comunque non c'entra nulla con  le finalità
  che  sono qui previste perché  la solidarietà qui non  c'è,  come
  possiamo vedere, il Presidente ha detto qualcosa che va al  di là
  ed oltre la lettera della legge.
       E allora, siccome  non ci convince tutta questa cosa, signor
  Presidente, e dato che  Casa  Sicilia e il premio Sicilia possono
  essere  attivati   senza  attingere  ulteriormente  ai  fondi  di
  bilancio - considerato che  i fondi già vi sono presso i capitoli
  a disposizione del  Presidente,  per  altro  incrementati  con le
  variazioni di bilancio  dell'anno  passato,  quindi non si tratta
  più del miliardo e  mezzo  di  cui  io  disponevo all'epoca ma di
  molto di più -  comincio  ad  essere  sospettoso su tutto ciò che
  promuove oggi la  Presidenza della Regione.
       Ecco perché  abbiamo proposto l'emendamento soppressivo.

     PRESIDENTE. Come ha notato io avevo ragione quando  pensavo le
  lei stesse lavorando per la leadership del Centrosinistra, perché
  il sospetto e l'essere sospettoso è un requisito, a  quanto pare,
  per questo incarico.
       Si passa agli emendamenti 51.7 e 51.6 a firma dell'onorevole
  Turano.

     TURANO. Li ritiro.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

       Si   passa  agli  emendamenti  51.1  e  51.8   di   identico
  contenuto.
       Li  pongo  congiuntamente  in  votazione.
       Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE,  presidente   della   Commissione.
  Contrario.

     PRESIDENTE. Chi è  favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                          (Non  sono approvati)

       Si  passa   all'emendamento   51.5  a  firma  dell'onorevole
  Incardone.
       Lo pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE,  presidente   della   Commissione.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è  favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                          (E'approvato)

       Si passa all'emendamento 51.2 a firma dell'onorevole Liotta.
       Lo pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze.  Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE,  presidente   della   Commissione.
  Contrario.

     PRESIDENTE. Chi è  favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                          (Non è approvato)

       Si passa all'emendamento  51.3.
       Lo pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE,  presidente   della   Commissione.Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è  favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                          (E'approvato)

       Si  passa  all'emendamento  51.9  a  firma  degli  onorevoli
  Cintola e Mancuso.
       Onorevole Cintola lo ritira?

     CINTOLA. Io non  posso  ritirarlo: è il secondo firmatario che
  può farlo.

     MANCUSO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MANCUSO. Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, chiediamo di
  aumentare quello che è lo  stanziamento  per Casa Sicilia, potrei
  dire  in  due  parole,  per  ragioni tutte diverse per  come  noi
  vediamo  la nascita di Casa Sicilia nel mondo rispetto  a  quello
  che poco fa è stato detto dall' onorevole Capodicasa.
       Noi riteniamo che  Casa Sicilia sarà veramente una realtà di
  cultura, di immagine, di  qualità  di quello che possono essere i
  siciliani nel mondo,  quelli  che  sono  residente  all'estero  e
  quelli  che  sono   residenti   qui  da  noi  per  rappresentare,
  naturalmente, la Sicilia in quei luoghi.
       E' importante stanziare  diverse  migliaia di euro in quanto
  le sedi, sopratutto  nelle  città  più  importanti, partendo come
  segnale di solidarietà dall'Argentina, a Buenos Aires, può essere
  un segnale forte per i nostri emigrati.
       Poi   io   mi   rimetto   alle   decisioni    del    Governo
  sull'emendamento  perchè  capisco  anche  quale  possa essere  la
  situazione sotto il profilo finanziario, non è la fine  del mondo
  se  per  quest'anno  restano  400  migliaia  di  euro,   ma   nel
  pluriennale magari una previsione.  Se il Governo  prende  questo
  impegno, ritiriamo l'emendamento.

     CUFFARO, presidente della Regione. chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CUFFARO,  presidente della  Regione.  Il  Governo  ritiene  di
  mantenere  l'impegno di  spesa  perchè  Casa  Sicilia  parte  con
  l'articolato.
       Vogliamo capire esattamente come si svilupperà,  quindi  non
  riteniamo di gravare ulteriormente il bilancio con  altre  spese,
  se ce ne dovesse essere bisogno, il Governo farà  una valutazione
  di aumento nel bilancio del prossimo anno.

     MANCUSO. Ritiro l'emendamento 51.9.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Pongo in votazione l'emendamento 51.4 degli onorevoli Flere,
  Catania Giuseppe e Formica.
       Il parere del Governo?

     CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in votazione l'articolo 51 nel testo risultante.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E'approvato)

       Si passa all'articolo 52. Ne do lettura:

                                 "Art. 52.
                    Tirocini formativi e di orientamento

          1.  L'Agenzia regionale  per  l'impiego  e  la  formazione
       professionale è autorizzata  a  finanziarie,  con  le risorse
       all'uopo  destinate dallo  Stato,  le  misure  previste  alla
       lettera d), del comma  1,  dell'articolo  17  della  legge 24
       giugno  1997,  n.   196,   conferendo  priorità  ai  tirocini
       formativi e di  orientamento rivolti a lavoratori disoccupati
       o inoccupati per  i quali l'attività formativa è propedeutica
       all'assunzione. Gli interventi  di cui al presente comma sono
       attivati esclusivamente presso datori di lavoro privati.

          2.  Con  deliberazione  della  Commissione  regionale  per
       l'impiego sono determinati  i limiti numerici dei tirocinanti
       che i datori di lavoro possono ospitare, anche in deroga alle
       disposizioni  di  cui   al  comma  3,  dell'articolo  1,  del
       regolamento recante norme  di  attuazione  dei principi e dei
       criteri di cui all'articolo 18 della legge 24 giugno 1997, n.
       196, approvato con decreto 25 marzo 1998, n. 142.

          3.  In  caso   di   mancata   disponibilità   di  soggetti
       destinatari delle disposizioni  di  cui  all'articolo 4 della
       legge  regionale  26   novembre  2000,  n.  24  e  successive
       modifiche ed integrazioni, gli incentivi erogati alle aziende
       private  possono  essere  destinati  anche  a  disoccupati  o
       inoccupati  di lunga durata,  ferma  restando  la  disciplina
       sanzionatoria di cui all'articolo  9  del decreto legislativo
       28 febbraio 2000, n. 81."

       Si passa all'emendamento 52.1 dell'onorevole Liotta
       Lo pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

     CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto, chi è  favorevole si
  alzi.

                          (Non è approvato)

       Pongo in votazione l'articolo 52 nel testo risultante.
       Chi è favorevole resti seduto, chi  è contrario si alzi.

                            (è approvato)

       Si passa all'articolo 53. Ne do lettura:

                                  Art. 53.
                                Gas naturale

          1. Le disposizioni del decreto legislativo 23 maggio 2000,
       n.  164 riguardante 'Attuazione della  direttiva n.  98/30/CE
       recante norme comuni per il mercato interno del gas naturale,
       a  norma  dell'articolo 41 della legge  regionale  17  maggio
       1999,  n.  144' si applicano  all'ordinamento  della  Regione
       siciliana  con  le  seguenti   modifiche   ed   integrazioni.

          2. La distribuzione di gas naturale è attività di servizio
       pubblico.  Il  servizio  è  affidato  esclusivamente mediante
       gara per periodi non superiori a venti anni.

          3. Gli enti  locali  che  affidano  il  servizio, anche in
       forma  associata,   svolgono   attività   di   indirizzo,  di
       vigilanza, di programmazione e di controllo sulle attività di
       distribuzione, ed i loro rapporti con il gestore del servizio
       sono regolati, da  apposito contratto di servizio, sulla base
       di un  controllo  tipo predisposto dall'Assessorato regionale
       dell'industria entro  sei  mesi  dall'entrata in vigore della
       presente legge.  Ai  fini  della  presente  legge,  per  enti
       locali si intendono  comuni  ed  unione di comuni.

          4. Alle gare sono ammesse, senza limitazioni territoriali,
       società per azioni  o  a  responsabilità  limitata,  anche  a
       partecipazione    pubblica,   e    società    cooperative   a
       responsabilità limitata  sulla  base  di  diritti  oggettivi,
       proporzionati e  non  discriminatori.  Alle gare sono ammessi
       inoltre  i   gruppi   europei   di  interesse  economico.

          5. Le concessioni in essere alla data di entrata in vigore
       della presente legge  devono  essere mantenute fino alla data
       di  scadenza  dell'affidamento  del  servizio  fissata  nelle
       medesime convenzioni, senza possibilità di proroga.

          6. A decorrere  dal  1   gennaio 2003 nel territorio della
       Regione siciliana le imprese di gas naturale che svolgono nel
       settore  del  gas  unicamente  attività  di  distribuzione  e
       vendita, indipendentemente  dal  numero  dei  clienti finali,
       separano societariamente  le stesse attività di distribuzione
       e di vendita.  I  clienti  finali  sono  considerati  clienti
       idonei con la seguente gradualità:

          a)  dal  1   gennaio 2004, nei comuni con  più  di  10.000
       clienti attivi;

          b)  dal  1   gennaio  2006, nei comuni con  più  di  5.000
       clienti attivi;

          c) dal 1  gennaio  2008,  nei  comuni  con  più   di 3.000
       clienti attivi;

          d)  dal  1   gennaio 2010, tutti  quelli  attivi  in  ogni
       comune.".

     ODDO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ODDO. Signor Presidente,  credo  che  la materia meriti alcuni
  approfondimenti sia per  ciò  che  concerne  l'aspetto  contenuto
  nell'articolo  53,  sia  per la possibilità di  legiferare  sulla
  materia in maniera più organica.
       Vorrei fare presente  all'Aula  che  la Terza Commissione ha
  iniziato in merito  una discussione specifica per quanto concerne
  la materia ed ha  anche  indicato  un  possibile percorso sia per
  quanto  concerne  il gas naturale, sia per la  distribuzione  dei
  carburanti.
       Sarebbe opportuno quindi, al  di fuori del fatto di scendere
  o meno nella  sostanza,  nel  contenuto  dell'articolo che stiamo
  discutendo, valutare da parte del Governo, non un  ritiro  perchè
  non si vuole iniziare una discussione, ma un ritiro per  fare uno
  sforzo  comune  possibile, anche veloce, con l'impegno  da  parte
  nostra,  a  intervenire  in maniera tale da rispondere  meglio  a
  quelle  che sono le esigenze per l'utilizzo del gas  naturale  in
  Sicilia e tutto ciò che è connesso in forma di struttura.
       La prego quindi,  Presidente  della  Regione, di valutare la
  possibilità  di  dare un segnale ulteriore all'Aula, per  fornire
  su  un  argomento  del  genere  osservazioni,  proposte  e  anche
  ragionevoli  considerazioni,già  svolte in sede di  audizione  in
  terza Commissione.  Potrebbe ancora fare un lavoro che  meriti  -
  perchè no ? - anche apprezzamenti.

     PRESIDENTE. Pongo in votazione   l'  emendamenti  53.1 a firma
  degli onorevoli Oddo e Panarello.

    Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi è contrario  resti seduto; chi è favorevole si
  alzi.

                          (Non è approvato)

       Si  passa all'emendamento 53.2 a firma del  sottoscritto  ed
  altri.
       Dichiaro, anche a nome degli altri firmatari, di ritirarlo.
       L'Assemblea ne prende atto.
       Pongo in votazione l'articolo 53 nel testo risultante.

     TRICOLI. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TRICOLI.    Signor   Presidente,  poc'anzi   ero   intervenuto
  sull'articolo 47 e credo che, in questo caso, si ponga un'analoga
  questione estremamente importante per gli articoli 53 e seguenti:
  quella  dell'  opportunità,  che bisogna dare in  occasioni  così
  delicate, alla Commissione di merito di approfondire la materia.
       Devo dire che, fra le  altre  cose, la Commissione di merito
  proprio  su  questa   materia,   avendo  ascoltato  le  categorie
  interessate, ha potuto rilevare - direi all'unanimità - che tutta
  una serie di richieste di queste categorie non erano  state prese
  in considerazione e non erano state accolte.
       Devo  aggiungere  che  su  questa  materia  l'Assessore  per
  l'industria aveva ritirato gli articoli e, quindi, la materia era
  stata  stralciata  ed   era   stata  posta  all'attenzione  della
  Commissione per la seduta  riguardante,  appunto,  il  disegno di
  legge stralcio.
       Credo,  pertanto,  che   sia   opportuno   -   quantomeno  -
  innanzitutto  accantonare la materia e, invero, credo  sia  anche
  opportuno  che questi articoli vengano stralciati al  disegno  di
  legge finanziaria.
       Aggiungo  che, in   subordine, dovrò  votare  contro  questo
  articolo perché  non si può  pensare  che  il  Presidente  di una
  Commissione  parlamentare  convochi  le  categorie,  le  ascolti,
  accolga suggerimenti, prometta che nel  momento in cui ci sarà la
  discussione su questo  argomento  vengano  interessate e  vengano
  prese  in considerazione eventuali modifiche, e poi  ritrovare  -
  non  si  sa,  non  si  capisce come e con quale competenza  -  la
  Commissione Bilancio che reinserisce all'interno del  disegno  di
  legge finanziaria una materia che era stata stralciata.
       Vorrei anche ricordare - posso anche sbagliare, ma non credo
  -  che questa non fosse una materia che originariamente  era  nel
  disegno  di  legge che il Governo ha trasmesso  alla  Commissione
  Bilancio;  per  cui  non  c'è neppure l'autorità da  parte  della
  Commissione Bilancio di far arrivare in Aula un disegno  di legge
  con questi articoli.
       Sotto il profilo procedurale  e  regolamentare  è  palese la
  violazione alla quale  incorriamo approvando questa norma, perché
  non soltanto non era  opportuno  che  la  Commissione Bilancio si
  pronunciasse  su  questa  materia,  ma non ne era  neppure  stata
  investita.
       Io  penso,  allora,  che  intanto  andrebbe   accantonata  e
  successivamente, se le cose che dico sono esatte - e  per  carità
  la  memoria  potrebbe anche tradirmi - avere una  valutazione  da
  parte del Presidente dell'Assemblea che sia in linea  con  questo
  ragionamento che ho fatto.
       Sul merito, poi, comunque sono contrario a  questo articolo,
  così  come  è  formulato, che  non  prende  in  considerazione  i
  suggerimenti delle categorie produttive, cioè dei  titolari delle
  imprese  di  coloro  i  quali  svolgono questo tipo  di  attività
  produttiva.

     PRESIDENTE. Gli articoli 53,  54  e  55  sono accantonati.
       Si passa all'articolo 56. Ne do lettura:

                                 "Art. 56.
              Cofinanziamento  programmi  energia  alternativa

          1.  A  valere  sullo stanziamento dell'U.P.B.  5.2.2.7.99,
       capitolo 643902  del  bilancio  della Regione per l'esercizio
       finanziario  2002,  l'Assessorato  regionale dell'industria è
       autorizzato a  cofinanziare  per  l'anno  2002  il 'Programma
       solare termico'  del  Ministero  dell'ambiente e della tutela
       del territorio, con l'importo di 1.000 migliaia di euro.".

       Lo pongo in votazione.  Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)
                                                                       A

       Si passa all'articolo 57. Ne do lettura:

                                 "Art. 57.
                       Valorizzazione beni culturali

          1. L'Assessorato regionale dei beni culturali ambientali e
       della pubblica istruzione ai fini  della  valorizzazione  dei
       beni culturali  ed  ambientali nonché per la realizzazione di
       antiquaria,  di musei locali e  di  servizi  aggiuntivi  può:
       stipulare  accordi  con  amministrazioni   pubbliche   o  con
       soggetti privati;  costituire o  partecipare  ad associazioni
       fondazioni o società secondo modalità  e criteri già definiti
       per il Ministero per i beni e  le attività culturali ai sensi
       dell'articolo 10 del decreto legislativo  n.  368  del  1998;
       affidare all'esterno i servizi per  la fruizione pubblica dei
       beni culturali con le modalità di  cui  all'articolo 33 della
       legge  n.   448  del  2001   e  successive  norma  attuative.

          2.   L'Assessore    presenta   annualmente   all'Assemblea
       regionale siciliana una relazione  sulle  iniziative adottate
       ai sensi del presente comma. Gli enti locali interessati alla
       realizzazione di antiquaria, di musei  locali  e  di  servizi
       aggiuntivi  provvedono  direttamente   o   anche   attraverso
       interventi di finanza di progetto, affidando in concessione a
       soggetti  privati,  in  forma   singola   o   associata,   la
       costruzione, la gestione e l'esercizio degli antiquaria e dei
       musei.

          3.  Con   decreto  dell'Assessore  regionale  per  i  beni
       culturali ed  ambientali e la pubblica istruzione da emanarsi
       entro tre  mesi  dall'entrata in vigore della presente legge,
       sono fissati i  criteri per l'attribuzione delle risorse e la
       ripartizione   degli  introiti,  la  durata  delle  eventuali
       concessioni a  privati  dei  servizi  museali, obbligando gli
       enti locali  o  i concessionari al reclutamento di lavoratori
       socialmente utili, in  misura  non  inferiore al 50 per cento
       del personale utilizzato.

          4. Per l'espletamento dei servizi di  cui al comma 3 della
       legge  regionale  4  aprile  1995,   n.   26   di   custodia,
       conservazione e fruizione dei beni  culturali  e di custodia,
       manutenzione, tutela e fruizione  dei  beni  ambientali  come
       integrati dall'articolo 6, comma 2,  della legge regionale 31
       marzo 2000, n. 2 è autorizzata  per  ciascuno  degli esercizi
       2002, 2003 e 2004 la spesa di 20.659 migliaia di euro.".

       Comunico   che    all'articolo   57   è   stato   presentato
  l'emendamento 57.1, a firma del Governo.
       Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in votazione l'articolo 57 nel testo risultante.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 58. Ne do lettura:
                                                                       A
                                 "Art. 58.
                              Fondi comunitari

          1.   Gli interventi  comunitari  relativi  al  periodo  di
       programmazione 2000-2006 non compresi nel Programma Operativo
       Regionale  della   Sicilia   sono  finanziati  per  la  parte
       regionale   con   le   disponibilità  dell'U.P.B.  4.2.2.8.3,
       capitolo 613919.".

       Lo pongo in votazione.  Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 59. Ne do lettura:

                                 "Art. 59.
                 Interventi POP 1990-1993. Proroga termini

          1. Il termine  per  il  completamento degli interventi del
       programma operativo  plurifondo 1990-1993 di cui all'articolo
       1, comma 21, della  legge  regionale 9 ottobre 1998, n. 27, è
       prorogato al 31 dicembre 2002."

     CAPODICASA.  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA. Signor  Presidente,  prendo la parola per chiedere
  dei  lumi  al   Governo,   che   ha   proposto   questo  articolo
  per la  proroga dei termini del POP 1990-1993. Cosa significa? Il
  POP 1990-94 in realtà è chiuso da tempo.  Si è chiuso con tutti i
  rendiconti; quindi,  la  proroga dei termini di una cosa chiusa e
  già  rendicontata  presso  l'Unione europea...Vorrei capire quali
  termini stiamo  prorogando,  se c'è il Presidente, che è titolare
  della delega in materia di Programmazione.
       Noi  proroghiamo,  con  l'articolo  59,  signor  Presidente,
  termini relativi al POP 1990-93. Non mi risulta che ci sia un POP
  1990-94. Questo POP è già defunto.
       Vorrei capire che  termini  stiamo  prorogando. I termini di
  che cosa?  Di  una  cosa già chiusa, rendicontata, arichiviata da
  una vita.  Questo  è due piani operativi fa. Parliamo di qualcosa
  che dovrebbe essere abbondantemente   esaurita.

     PAGANO, assessore per  il  bilancio  e  le  finanze. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PAGANO, assessore per  il  bilancio  e  le finanze. Si tratta,
  onorevole Capodicasa, di  opere  che  sono rimaste in sospeso con
  riferimento al POP  1990-93.  Abbiamo  a disposizione delle somme
  che sono  state  accantonate nel nostro bilancio, che risalgono a
  quel  periodo.  Adesso  viene  data la possibilità della proroga,
  senza onere  alcuno.  Viene  data  la proroga sino al 31 dicembre
  2002, onde consentire la possibilità di utilizzare queste risorse
  e completare  ciò che era, in termini di programmazione, avvenuto
  negli    anni    precedenti.    Semplicissimo.   Abbiamo   questa
  opportunità .  Allora, le possibilità comunitarie esistevano. Non
  è   scaduto.   Abbiamo  la  possibilità  unilaterale  di  poterlo
  ampliare.  Perchè  perdere  queste  somme  e, soprattutto, queste
  opportunità anche in termini di investimento?

     CAPODICASA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA. Lei sta  dicendo  che  noi  riceviamo ancora fondi
  dall'Unione europea sul POP 1990-93?

     PAGANO,  assessore   per  il  bilancio  e  le  finanze.  Somme
  accantonate, che risalgono ad allora.

     CAPODICASA. Somme di chi?  Della Regione ? Vorrei che a questo
  proposito   il   Presidente   della   Regione  ci  desse  qualche
  ragguaglio.

     PAGANO, assessore per  il  bilancio  e  le finanze. Sono somme
  nostre materialmente accantonate e adesso le stiamo recuperando e
  rimettendo in giro.

     CAPODICASA.  Dimenticate?  Ma  devono  fare parte di un piano.
  Il piano è  esaurito  o  no?  Siamo  quasi  nel  2003,  onorevole
  Assessore, cioè 10  anni  dopo dalla data di scadenza, noi stiamo
  prorogando i termini. A me sembra una cosa inaudita, onestamente,
  perché  considerato   che   il   POP   94/99   si   chiudeva  con
  rendicontazione finale nel  dicembre del 2001, mi pare logico che
  la rendicontazione avvenisse due anni dopo la chiusura del POP.
       Ma qui siamo 10  anni dopo la chiusura del POP 90/93. Non si
  capisce quali termini  dobbiamo  prorogare.  Se i soldi ci sono e
  non ci sono  scadenze,  che  si  spendano  Ma diversamente non si
  capisce di  che  proroga  si  tratta.  Ripeto,  assessore, ci dia
  qualche ragguaglio,  per  capire  almeno  cosa  si sta votando in
  Aula.

     PAGANO,   assessore per il bilancio e le finanze.   Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PAGANO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,   avevamo  difficoltà,  perdevamo  tempo  perché  gli
  Uffici materialmente cercando il supporto legislativo.  E' venuto
  a supporto l'onorevole Ardizzone che è stato preciso e puntuale.
       La norma  di riferimento è il comma 1 dell'articolo 21 della
  legge n.  27  del  1998  che,  fra l'altro, nell'ottimo documento
  normativo che viene fornito in Assemblea viene citato.
       In questo caso nel corso degli anni sono state date le varie
  proroghe. L'ultima appunto è stata disciplinata esattamente dalla
  legge 27/98.  Da  quella  scadenza,  ultima  di  fatto,  le somme
  restarono inutilizzate ed adesso stiamo cercando di recuperarle e
  stiamo   completando   il   programma   organizzativo   e  quindi
  strutturale.

     CAPODICASA. I  termini  sono  fissati  da  noi  o  dall'Unione
  europea?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. I termini sono
  fissati,  ripeto,   dalla   legge  27  del  1998.  Posso  leggere
  testualmente.  L'articolo  1,  comma 21, recita "Il completamento
  degli  interventi  inseriti nel programma operativo plurifondo in
  Sicilia  1990/1993,  approvato  con  decisione  della Commissione
  Europea  le cui obbligazioni giuridicamente vincolanti sono state
  assunte  interiormente  alla  chiusura dello stesso dicembre 1995
  per i quali i lavori sono stati avviati entro il 31 dicembre 1997
  sono  autorizzati  negli  esercizi  1998/1999  le  seguenti spese
  distinte così come segue".
       Stiamo riprendendo  questa  scadenza e la stiamo aggiornando
  fino al 31/12/2002.

     PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 59.

                                  Art. 59.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è  favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                           (E' approvato)

    Si passa all'articolo 60. Ne do lettura.

                                  Art. 60.
              Modifiche all'articolo 39 della legge regionale
                            17 marzo 2000, n. 8

          1. All'articolo 39 della legge regionale 17 marzo 2000, n.
       8 e successive  modifiche  ed  integrazioni sono apportate le
       seguenti modifiche:

          a) al comma 9 sono aggiunte le parole 'e statali';

          b) è  aggiunto  il seguente comma '11.  Per la misura 7.01
       'assistenza tecnica', al fine di migliorare e semplificare le
       procedure  di  spesa,  pur restando unitaria sotto il profilo
       organizzativo  e  funzionale la programmazione delle relative
       attività    nella    competenza    del   dipartimento   della
       programmazione, le risorse finanziarie assegnate alla misura,
       in  ragione  delle  specifiche  esigenze  dei responsabili di
       misura, vengono  iscritte,  con  le procedure di cui ai commi
       precedenti,  in  capitoli  di  previsione  della  spesa nelle
       rubriche   di   pertinenza  delle  amministrazioni  regionali
       capofila dei singoli fondi strutturali che attuano le singole
       attività.'.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è  favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                           (E' approvato)

    Si passa all'articolo 61. Ne do lettura.

                                  Art. 61.
                            Destinazione risorse

          1. In  corrispondenza  dei  versamenti affluiti in entrata
       del bilancio  della  Regione per l'esercizio finanziario 2000
       (capitolo 4181),  è  iscritta, all'U.P.B. 8.2.2.6.5 (capitolo
       742802)  del   bilancio   della   Regione   per   l'esercizio
       finanziario  2002, la somma  di  197  migliaia  di  euro,  in
       attuazione dell'articolo 7  della  legge  regionale 30 aprile
       1991, n. 9.

          2. In  corrispondenza  dei  versamenti affluiti in entrata
       del bilancio della Regione fino al 31 dicembre 2001 (capitolo
       1941), è  iscritta,  all'U.P.B.  11.2.2.6.2 (capitolo 842003)
       del bilancio  della Regione per l'esercizio finanziario 2002,
       la somma di 922 migliaia di euro, in attuazione dell'articolo
       2 della legge regionale 15 maggio 1991, n. 24.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è favorevole resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    Si passa all'articolo 62. Ne do lettura.

                                  Art. 62.
                           Obbligazioni pregresse

          1. Per soddisfare le obbligazioni relative agli interventi
       di cui all'articolo 3 della legge regionale 6 aprile 1996, n.
       23, è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2002, la spesa
       di 194 migliaia di euro.

          2. Per permettere  il  calcolo  degli  oneri  a carico dei
       mutuatari rideterminato  ai  sensi  dell'articolo  137  della
       legge  regionale  1   settembre  1993,  n.  25  e  successive
       modifiche ed  integrazioni  è  autorizzato,  per  l'esercizio
       finanziario 2002, l'ulteriore  limite  di impegno per 13 anni
       di 310 migliaia di euro.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE. IL parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    Si passa all'articolo 63.  Ne do lettura.

                                  Art. 63.
                            Garanzie creditizie

          1.   Previa   autorizzazione   dell'Assessorato  regionale
       competente, d'intesa con l'Assessorato regionale del bilancio
       e delle finanze, le perdite definitivamente accertate, dovute
       ad  insolvenza  del   debitore   principale  e  di  eventuali
       coobbligati, conseguenti  a  finanziamenti accordati da enti,
       istituti ed aziende  di  credito  in  applicazione  di  leggi
       regionali mediante utilizzo  di  fondi  assegnati agli stessi
       dalla Regione gravano  sui  fondi  medesimi  nei limiti degli
       importi corrispondenti alle  rate  o  parte  di  rate rimaste
       impagate e alle  spese  effettivamente sostenute dal soggetto
       che  gestisce il  fondo  per  l'esperimento  delle  procedure
       esecutive,  senza   ulteriori   oneri  per  l'amministrazione
       regionale.

          2. A decorrere dall'entrata in vigore della presente legge
       non  sono  più  concesse garanzie creditizie sulle operazioni
       finanziarie poste  in  essere da enti, istituti ed aziende di
       credito   in  applicazione  delle  vigenti  leggi  regionali,
       mediante  utilizzo  di  fondi  assegnati  agli  stessi  dalla
       Regione   e   cessano   di   avere   efficacia   le  garanzie
       precedentemente   concesse   a  valere  sui  fondi  regionali
       medesimi.

          3. E' abrogato  il  comma  3 dell'articolo 12  della legge
       regionale 30 marzo 1998, n. 5.

     PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento 63.1
  degli onorevoli Vicari e Leontini.

     VICARI. Chiedo di parlare per illustrarlo.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     VICARI.   Onorevoli   colleghi,   intervengo   per  illustrare
  l'emendamento e  spiegare  in  cosa consista il comma 1 di questo
  articolo.
       Non so se  sia  stato  letto con attenzione sia da parte del
  Governo che da parte dell'Assessore per il bilancio e le finanze.
       Credo   che  ci  siano  delle  inesattezze  implicite  nella
  stesura. In  che senso? Questa disposizione tende a scaricare sui
  fondi destinati alle imprese gli  eventuali  oneri conseguenziali
  all'insolvenza delle aziende beneficiarie degli aiuti.
       Chiarisco meglio.  La Regione,  attraverso  delle  selezioni
  pubbliche,  individua  delle  agenzie di  credito,  quindi  delle
  banche, per elargire o distribuire gli  aiuti  alle  imprese,  in
  forza del suo complemento di programmazione e del POR Sicilia.
       La banca, evidentemente, che vince questo tipo di selezione,
  corre un suo rischio di impresa.
       In questo modo,  invece,  la  Regione, così come stilato nel
  comma 1, la Regione si sostituisce ad un'eventuale insolvenza per
  quelle imprese che falliscono.
       Quindi,  non  credo sia una manovra di  entrata  o  di  sana
  amministrazione, la Regione già paga  gli  interessi  per  questi
  aiuti destinati alle imprese.
       Per  esempio,   sto  parlando  del  Banco  di  Sicilia,  può
  succedere che nel medio periodo, dopo che la banca ha selezionato
  un soggetto a cui deve elargire gli aiuti sui quali cofinanzia la
  Regione le spese, gli interessi, questo  soggetto a medio termine
  fallisce,  la  Regione si sostituisce  nuovamente  alla  banca  e
  quindi va a sanare eventuali rate che  dalle  imprese non possono
  essere più pagate.
       Il rischio di  impresa,  da  parte  della banca, non c'è più
  perché o tutto va  bene e quindi le rate vengono ad essere pagate
  dalle imprese o l'impresa fallisce  ed  interviene  mamma Regione
  che paga le eventuali rate rimaste insolute dell'impresa fallita.
       In questo modo credo vi sia anche un'ampia discrezionalità e
  superficialità.
       Si  può  verificare infatti da parte  delle  banche  che  in
  questo modo non esercitano un'effettiva  verifica  preventiva nei
  confronti dei soggetti a cui affidare l'aiuto di Stato, e possono
  anche  inceppare  in  questo  tipo   di   percorsi  soggetti  non
  certamente  credibili  e  che,  comunque,  già  a  monte  possono
  manifestare dei pericoli di fallimento  per  la propria attività,
  determinando,  di fatto, un guadagno da  parte  della  banca,  un
  guadagno  da parte dell'impresa che  comunque  recepisce  per  un
  determinato  periodo  il suo aiuto.  Ciò  determina  ancora  oggi
  un'immagine della Regione che continua a pagare anche nei casi in
  cui siano gli altri soggetti  che  sbagliano, annullando, ripeto,
  un  rischio  di impresa della banca.
       Credo  che ciascuno di noi  potrebbe  concorrere  a  gestire
  questi  aiuti, senza correre alcun  rischio  in  violazione  però
  degli articoli 87 e 88 del Trattato  Cee  che, invece, dispongono
  che  le  disponibilità  finanziarie  agli  aiuti  per  i  settori
  produttivi debbono essere coerenti con le finalità regionali.
       Le  finalità  regionali,  ripeto,  vengono  individuate  dal
  complemento di programmazione e dal programma operativo regionale
  e quindi questi tipi di destinazione di somme, individuate già in
  un programma fatto nella Regione, non possono essere destinate ad
  altro.
       Ciò significa  che  nel  suo  complemento  di programmazione
  determinate misure  che  prevedono  l'attivazione  di  aiuti alle
  imprese  possono  essere  spese  esclusivamente  per  aiuti  alle
  imprese.
       In questo modo,  oltre  a  violare tutto ciò che ho detto in
  precedenza, viene  violato  quanto  stabilito  nel complemento di
  programmazione e nel  POR Sicilia perché queste somme non vengono
  più date alle imprese, quelle che rimangono, ma vengono destinate
  a ricoprire  eventuali  rate  di  imprese  scelte dall'azienda di
  credito e fallite come può essere che ciò accada.
       Tutto questo credo debba rimanere  nel  rischio  di  impresa
  dell'azienda  di  credito, che esercita la  sua  attività.  E  la
  regione non può né distrarre le sue somme, questo non lo può fare
  a  livello  comunitario,  né può  certamente  sostituirsi  a  chi
  incorre  in  un  fallimento  e di  fatto  generare  un  guadagno,
  comunque e sicuro, da parte delle banche  che  operano in Sicilia
  per  conto  della  regione.
       Invito pertanto a valutare attentamente  questo  comma e, se
  del caso, appunto, a sopprimerlo.

     PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento 63.1. Il parere
  del governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                          (Non è approvato)

     PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo  63.  Il parere del
  governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'articolo 64. Ne do lettura.

                               ART. 64.
                          Cartolarizzazione sanità

          1.  I limiti di impegno di cui al comma 6 dell'articolo 30
       della legge regionale 3  maggio 2001, n. 6 sono incrementati,
       a  decorrere  dall'anno 2002,  di  12.912  migliaia  di  euro
       ciascuno al fine di  consentire  la  copertura degli oneri di
       dilazionamento dei  crediti  di  cui  al comma 1 del predetto
       articolo.

    lo pongo in votazione. Il parere del governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'articolo 65. Ne do lettura.

                               ART. 65.
                       Assegnazioni agli enti locali

          1.  L'Assessore regionale per gli enti locali, di concerto
       con l'Assessore regionale  per  il  bilancio  e  le  finanze,
       sentita la conferenza  Regione-autonomie  locali, determina i
       criteri ed i parametri  per  la  ripartizione  delle  risorse
       attribuite  agli  enti  locali   ai   sensi   del   comma   1
       dell'articolo 13 della legge regionale 17 marzo 2000, n.  8 e
       successive  modifiche   ed   integrazioni  salvaguardando  la
       funzionalità dei comuni con  popolazione  inferiore ai 10.000
       abitanti.

          2.  L'Assessore regionale  per gli enti locali, sentita la
       Conferenza    Regione-autonomie     locali,    con    proprio
       provvedimento antecedente alla  ripartizione delle risorse di
       cui  al comma 1, da  emanarsi  di  concerto  con  l'Assessore
       regionale  per  il  bilancio  e  le  finanze,  determina  una
       variazione percentuale, in aumento  o  in  diminuzione, delle
       assegnazioni  medesime,  in   relazione   ad  indicatori  che
       facciano riferimento ed incentivino  lo  sforzo  tariffario e
       fiscale, la capacità di  riscossione  e  la  propensione agli
       investimenti dimostrati dagli  stessi  enti  locali nell'anno
       precedente,  tenuto conto del  rapporto  tra  il  numero  dei
       dipendenti degli enti locali stessi e l'ammontare delle spese
       correnti.

          3. I criteri di cui al comma  2 devono essere in linea con
       quanto stabilito dall'articolo 24  della  legge  28  dicembre
       2001, n. 448, in tema di  patto di stabilità. Le informazioni
       previste dal citato articolo  devono essere parimenti inviate
       all'Assessorato regionale degli enti locali.

          4.  Una quota pari  al 5 per cento delle risorse di cui al
       comma  1  riservate  ai  comuni  rimane  nella  disponibilità
       dell'Assessore  regionale  per gli  enti  locali  per  essere
       attribuita   sotto    forma    di   contributi   straordinari
       finalizzati, in aggiunta ai  benefici  concessi  dallo Stato,
       alla promozione ed alla  realizzazione di forme associative e
       di  cooperazione  tra  enti   locali   nonchè  per  concedere
       contributi  straordinari  ai   comuni   con  popolazione  non
       superiore ai 10.000 abitanti colpiti da eventi calamitosi per
       i quali sono state emanate ordinanze previste dall'articolo 5
       della legge 24 febbraio 1992,  n.  225 e successive modifiche
       ed integrazioni.  Un'ulteriore  somma  pari a 15.494 migliaia
       di euro  resta  nella  disponibilità dell'Assessore regionale
       per gli enti locali  e  viene dallo stesso gestita, quanto al
       50 per cento per  i  rapporti,  anche  in convenzione, con le
       comunità  alloggio  per  minori  sottoposti  a  provvedimenti
       dell'autorità    giudiziaria   minorile   nell'ambito   della
       competenza civile ed  amministrativa, e quanto al restante 50
       per cento per i  rapporti anche in convenzione per i ricoveri
       nelle comunità alloggio  e case famiglie dei pazienti dimessi
       dagli ex ospedali psichiatrici.

          5.  Con apposito decreto  dell'Assessore regionale per gli
       enti locali da emanarsi entro quaranta giorni dall'entrata in
       vigore della presente legge  sono  stabilite  la  misura,  la
       durata e le modalità di erogazione dei contributi previsti al
       comma  4,  tenendo  conto   del   numero  degli  enti  locali
       associati,  dei servizi gestiti  in  comune  e  della  durata
       dell'organismo costituito, in modo tale da erogare il massimo
       dei contributi nelle ipotesi di massima integrazione.

          6.   A  decorrere dal  1   gennaio  2002  le  attribuzioni
       relative all'assegnazione dei fondi  di  cui all'articolo 45,
       comma  5,  della legge regionale 6  marzo  1986,  n.  9  sono
       trasferite all'Assessorato regionale degli enti Locali.

          7. Ai contratti  stipulati dagli enti locali in attuazione
       di   programmi    di   fuoriuscita   predisposti   ai   sensi
       dell'articolo 5 della  legge  regionale  26 novembre 2000, n.
       24, finanziati con i  fondi  regionali  di  cui  al  presente
       articolo, non si  applicano  i  limiti  relativi  alle  spese
       correnti previsti dall'articolo  24  della  legge 28 dicembre
       2001, n. 448.

          8. Sono abrogati i commi 2, 3,  4, 6 e 8 dell'articolo 13,
       e l'articolo 15 della legge regionale 17 marzo 2000, n. 8.

     PRESIDENTE.  Poiché  all'articolo  65  sono  stati  presentati
  numerosi emendamenti viene accantonato.

    Si passa all'articolo 66. Ne do lettura.

                               ART. 66.
                 Disposizioni in materia di residui attivi

          1.   Le  entrate  del  bilancio  della  Regione  accertate
       contabilmente fino all'esercizio  2000  a fronte delle quali,
       alla chiusura dell'esercizio  2001, non corrispondono crediti
       da riscuotere nei confronti di debitori certi, sono eliminate
       dalle scritture contabili e i relativi importi contribuiscono
       alla determinazione del  risultato  finanziario  di  gestione
       dell'esercizio 2001 medesimo.

          2.  Con  decreti  del  dirigente generale del dipartimento
       regionale  bilancio   e   tesoro,   sentite   le   competenti
       amministrazioni, si procede all'individuazione delle somme da
       eliminare ai sensi del  comma  1;  copia  di  detti decreti è
       allegata al  rendiconto generale consuntivo della Regione per
       l'esercizio finanziario 2001.

          3.  Qualora  a  fronte  delle  somme eliminate a norma del
       presente  articolo  sussistano eventuali crediti, si provvede
       al   loro   accertamento   all'atto   della  riscossione  con
       imputazione al conto della competenza dei pertinenti capitoli
       di entrata.

    Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.
                            (E' approvato)

    Si passa all'articolo 67. Ne do lettura.

                               ART. 67.
              Disposizioni in materia di residui passivi e di
                              residui perenti

          1. Le  somme  eliminate per perenzione amministrativa fino
       all'esercizio 1993  non  reiscritte in bilancio entro la data
       di entrata  in vigore della presente legge sono eliminate dal
       conto generale  del  patrimonio della Regione per l'esercizio
       2001. All'eventuale  pagamento  delle  spese relative a somme
       eliminate si  provvede,  nei  casi  in cui sussista l'obbligo
       della Regione e sia documentata l'interruzione dei termini di
       prescrizione,   con  le  disponibilità  dei  capitoli  aventi
       finalità analoghe  a  quelli su cui gravavano originariamente
       le spese o, in mancanza di disponibilità, mediante iscrizione
       in bilancio  delle  relative somme da effettuarsi con decreti
       del dirigente  generale del dipartimento bilancio e tesoro ai
       sensi degli articoli 7  e 8 della legge 5 agosto 1978, n. 468
       e successive  modifiche  ed  integrazioni  e dell'articolo 47
       della legge regionale 7 agosto 1997, n. 30.

          2.  Con  decreti  del  dirigente generale del Dipartimento
       regionale  bilancio  e  tesoro  si procede all'individuazione
       delle somme da  eliminare  ai  sensi  del  comma 1;  copia di
       detti decreti  è  allegata  al rendiconto generale consuntivo
       della Regione per l'esercizio 2001.

          3.  Gli  impegni  di  parte  corrente assunti a carico del
       bilancio della  Regione  fino  all'esercizio 2000 e quelli di
       conto capitale  assunti fino all'esercizio 1999, ad eccezione
       degli interventi  disposti  dalla  legge  regionale 11 aprile
       1981, n.  61  e  successive  modifiche  ed  integrazioni,  o,
       qualora trattasi  di  investimenti  diretti in opere e lavori
       pubblici,  fino   all'esercizio   1996,   cui  alla  chiusura
       dell'esercizio 2001 non corrispondono obbligazioni da pagare,
       sono eliminati dalle scritture contabili e i relativi importi
       contribuiscono al  miglioramento  del  risultato  di gestione
       dell'esercizio 2001 medesimo.

          4.  Le disposizioni  di  cui  al  comma 2 non si applicano
       qualora, alla data di entrata in vigore della presente legge,
       il progetto  dell'opera  finanziata  sia esecutivo, così come
       definito dall'articolo  20, comma 3, della legge regionale 12
       gennaio 1993,  n.  10  e  gli  enti  appaltanti  abbiano  già
       adottato le deliberazioni che indicono la gara, stabilendo le
       modalità di  appalto,  ovvero  vi siano comunque obbligazioni
       giuridicamente vincolanti  alla stessa data.

          5.  Con  decreti  del  dirigente generale del dipartimento
       regionale bilancio  e  tesoro,  su  proposta delle competenti
       amministrazioni, si procede all'individuazione delle somme da
       eliminare ai sensi  del  comma  3;  copia  di detti decreti è
       allegata al  rendiconto generale consuntivo della Regione per
       l'esercizio 2001.

          6.  Le  disposizioni  del  presente  articolo si applicano
       anche  all'Azienda  delle  foreste  demaniali  della  Regione
       Siciliana.

     PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento 67.1
  a firma dell'onorevole Turano.

     TURANO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TURANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei fare un
  appello al Governo affinché  possa considerare come completamento
  della  Valle del Belice i comuni  già  identificati  dalla  legge
  1/86, e cioè limitatamente ad una  porzione  molto  piccola della
  provincia di Trapani e della provincia di Agrigento.
       Ho chiesto al Governo di  presentare  un  subemendamento che
  preveda il recupero dei centri storici per gli  stessi;  non vi è
  nessun aggravio per il bilancio della regione. I finanziamenti si
  riescono ad attivare seguendo la  procedura  dell'articolo  9 che
  prevede, tra l'altro, una conferenza di servizio. Tale conferenza
  di servizio bypassa tutti i passaggi, nel  senso  che  per questi
  comuni,  l'articolo 5 della legge ha  predisposto  per  la  prima
  volta   che   allo   stesso   tavolo   possano   confrontarsi   i
  rappresentanti di tutti gli organismi che devono, poi, deliberare
  e far approvare i singoli progetti.

     PRESIDENTE. E' stato predisposto in questo senso l'emendamento
  67.2  del  Governo:  "I fondi  destinati  alla  realizzazione  di
  alloggi  a  carattere  popolare  e  per  interventi  di  edilizia
  agevolata e convenzionata, a richiesta  dei  comuni,  a  parziale
  trasferimento degli abitati indicati nella  legge regionale 1/86,
  possono essere anche utilizzati per le  procedure ed i meccanismi
  di cui all'articolo 9 della citata legge."

     TURANO. Dichiaro di ritirare l'emendamento 67.1  a mia firma.

     PRESIDENTE.   Lo   pongo  in  votazione.   Il   parere   della
  Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

     PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'articolo  67  nel  testo
  risultante. Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto,  chi è contrario si
  alzi

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 68. Ne do lettura.

                                  Art. 68.
                      Adempimenti funzionari delegati

          1.  Il quarto comma dell'articolo 13 della legge regionale
       8  luglio   1977,   n.  47,  come  modificato  dal  comma  1,
       dell'articolo 52 della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6, è
       così sostituito:

          'Ogni  successivo  ordine  di  accreditamento  può  essere
       disposto previa dichiarazione  del  funzionario  delegato che
       attesti l'avvenuta utilizzazione dell'accreditamento.'

          2. L'ottavo ed il nono comma, dell'articolo 13 della legge
       regionale 8 luglio  1977, n. 47, come modificato dal comma 1,
       dell'articolo 52  della  legge regionale 3 maggio 2001, n. 6,
       sono così sostituiti:

          'Entro  sessanta  giorni   dalla  chiusura  dell'esercizio
       finanziario, i funzionari  delegati  devono  presentare  alla
       competente amministrazione una  certificazione,  su  apposito
       modulo, in cui attestino  l'entità  dei  pagamenti effettuati
       sull'ordine  di  accreditamento disposto  in  loro  favore  e
       dichiarino altresì che la documentazione  relativa  è in loro
       possesso.

          Nei confronti dei funzionari  delegati  che non presentino
       la dichiarazione nei termini di cui al comma precedente o che
       non forniscano, entro sessanta giorni, esaurienti chiarimenti
       ai  rilievi  degli   uffici   incaricati   della   revisione,
       l'amministrazione  competente  è   tenuta   ad  applicare  la
       sanzione pecuniaria di cui all'articolo 337 del regio decreto
       23 maggio 1924, n.  827 e successive modificazioni.'

          3. All'articolo 13 della legge regionale 8 luglio 1977, n.
       47, come modificato dal comma 1, dell'articolo 52 della legge
       regionale 3 maggio 2001, n. 6, è aggiunto il seguente comma:

          'L'Assessore regionale per il bilancio  e  le finanze, con
       decreto  motivato,  può  determinare  programmi  di  spesa  o
       capitoli di bilancio in ordine ai quali esercitare a campione
       il  controllo  delle  competenti  ragionerie  sui  rendiconti
       amministrativi  dei  funzionari   delegati,  secondo  criteri
       determinati dal decreto stesso.'

     PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi  è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 69. Ne do lettura.

                                  Art. 69.
                            Corresponsione somme

          1.  La  somma  iscritta  al  capitolo  109301 del bilancio
       della Regione  siciliana per l'anno 2002 ed ai corrispondenti
       capitoli per  i  successivi  esercizi  finanziari deve essere
       corrisposta in tre quote quadrimestrali anticipate, di cui la
       prima entro 15 giorni dall'approvazione del bilancio stesso.

       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore.  Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi  è favorevole resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 70. Ne do lettura.

                                 Art . 70.
                      Programma attività promozionali

          1.  All'articolo 55 della legge regionale 9 dicembre 1980,
       n.  127,  così  come  modificato dall'articolo 58 della legge
       regionale 6 maggio 1981, n.  96 è aggiunto il seguente comma:

          'In   deroga  alle  vigenti  disposizioni  in  materia  di
       contabilità  regionale, con lo stesso provvedimento con cui è
       approvato  il  programma  annuale di cui al presente articolo
       viene   assunto   l'impegno  a  copertura  dell'intera  spesa
       prevista nel programma medesimo.'

       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi  è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.
                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 71. Ne do lettura.

                                 Titolo VI
                                Norme finali

                                  Art. 71.
                      Abrogazione e modifiche di norme

          1.  L'articolo 7 della  legge regionale 30 aprile 1991, n.
       9  è sostituito dal  seguente:

          'I  versamenti  di  cui alla presente legge affluiscono in
       entrata  al bilancio della Regione siciliana.'

          2.  L'articolo  13 della legge regionale 30 dicembre 1986,
       n.  36 è abrogato.

          3. Al  comma  1,  dell'articolo 47 della legge regionale 3
       maggio 2001,  n.  6, le parole 'Associazione culturale per la
       promozione  degli studi e delle ricerche teologiche e sociali
       in  Sicilia' sono sostituite dalle parole 'Pontificia facoltà
       teologica di Sicilia'; il comma 2 è abrogato.

          4. L'articolo  260 della legge regionale 15 marzo 1963, n.
       16   'Ordinamento  amministrativo  degli  enti  locali  nella
       Regione siciliana' è abrogato.

          5. L'articolo  22  della legge regionale 6 giugno 1968, n.
       14 e successive modifiche ed integrazioni è abrogato.

          6. Il secondo periodo, del comma 4, dell'articolo 97 della
       legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 è soppresso.

          7. Al  comma  1, dell'articolo 93 della legge regionale 23
       dicembre  2000, n. 32, le parole 'l'Amministrazione regionale
       può'  sono sostituite dalle parole 'gli assessorati regionali
       competenti   possono'.  L'ultimo  periodo  è  sostituito  dal
       seguente   'Ai   fini   di  cui  al  presente  comma  ciascun
       assessorato competente adotta una convenzione tipo.'

          8.  Sono  abrogati  l'articolo 15 della legge regionale 18
       giugno 1977,  n.  39 e l'articolo 30 della legge regionale 12
       gennaio 1993, n. 10.

          9. Il  comma  5,  dell'articolo 2 della legge regionale 10
       ottobre 1994,  n. 37 e successive modifiche ed integrazioni è
       abrogato.

          10. Al  comma  1,  dell'articolo 6 della legge regionale 7
       agosto 1990,  n.  23, dopo le parole 'ambiente naturale' sono
       aggiunte  le  parole  'nonchè  di  fornire  ogni  servizio di
       supporto a ciò necessario'.

          11. Al  comma  3,  dell'articolo 6 della legge regionale 7
       agosto 1990,  n.  23, sono aggiunte le seguente parole 'anche
       al fine  di  offrire servizi innovativi in grado di aumentare
       la potenzialità  e la competitività del settore agricolo e di
       assicurare  le azioni di assistenza tecnica e di integrazione
       dei  risultati  della  ricerca  nell'ambito  dei servizi allo
       sviluppo.'

          12.  All'articolo 17 della legge regionale 27 maggio 1987,
       n. 26, sono apportate le seguenti modifiche:

          a) al comma  2,  sostituire  le parole 'dieci anni' con le
       parole 'cinque anni';

          b) al  comma 5 è aggiunto il seguente inciso 'La decadenza
       dal   beneficio   comporta   la  restituzione  di  una  parte
       dell'importo  riscosso  calcolata  pro-rata  temporis  per il
       periodo vincolato residuo';

          c) dopo il comma 6 è aggiunto il seguente comma '6 bis. Le
       previsioni di cui  ai  commi 1, 2 e 5 si applicano, anche, ai
       casi per  i quali la procedura di recupero del contributo non
       sia ancora completata.'

          13.  Sono  abrogati  l'articolo 5 della legge regionale 18
       aprile 1981,  n.  68;  l'articolo  4 della legge regionale 28
       marzo 1986,  n.  16;  il comma 18 ter, dell'articolo 55 della
       legge regionale  3  novembre 1993, n. 30; l'articolo 24 della
       legge regionale  3  novembre 1993, n. 30; l'articolo 20 della
       legge  regionale  6  gennaio  1981,  n.  6;  è  soppresso  il
       Consiglio   regionale   di  sanità  istituito  con  la  legge
       regionale 1  agosto  1990, n. 19 i cui compiti vengono svolti
       dall'Assessorato  regionale  della sanità, che può avvalersi,
       ove necessario, delle aziende unità sanitaria locale.

          14. L'ultimo comma, dell'articolo 14 della legge regionale
       15 maggio 1978, n. 8, è sostituito dal seguente:

          'Alla   liquidazione   del   contributo   si   provvede  a
       conclusione   dell'attività   in   funzione  della  quale  il
       contributo  stesso  è assegnato, previa attestazione da parte
       del    soggetto    beneficiario   dell'avvenuto   svolgimento
       dell'attività,   con   la  specifica  analitica  delle  spese
       sostenute.  La  documentazione relativa alle dette spese deve
       essere   conservata  per  dieci  anni  a  cura  del  soggetto
       beneficiario del contributo al fine di consentire la verifica
       da parte dell'Amministrazione regionale.'

          15. Il  comma 5, dell'articolo 20 della legge regionale 23
       dicembre 2000, n. 30, è sostituito dal seguente:

          '5.  A  decorrere  dall'entrata  in  vigore della presente
       legge, gli  oneri  per  i  permessi retribuiti dei lavoratori
       dipendenti da privati  o  da  enti  pubblici economici sono a
       carico  dell'ente  presso  il  quale  gli  stessi  lavoratori
       esercitano le funzioni pubbliche di cui ai commi precedenti.'

          16. Al  comma  1, dell'articolo 16 della legge regionale 7
       agosto 1990,  n.  23, dopo le parole 'ambiente naturale' sono
       aggiunte  le  parole  'nonchè  di  fornire  ogni  servizio di
       supporto a  ciò  necessario'  ed  al comma 3 sono aggiunte le
       parole 'anche  al fine di offrire servizi innovativi in grado
       di  aumentare  la potenzialità e la competitività del settore
       agricolo e di assicurare le azioni di assistenza tecnica e di
       integrazione  dei  risultati  della  ricerca  nell'ambito dei
       servizi allo sviluppo.'

          17. Al  comma  1, dell'articolo 83 della legge regionale 3
       maggio 2001, n. 6, sono apportate le seguenti modifiche:

          a) dopo le parole 'organi collegiali' aggiungere le parole
       'di cui  all'articolo 1 della legge regionale 11 maggio 1993,
       n. 15,';

          b)  le  parole  'nell'articolo  1 della legge regionale 11
       maggio 1993,  n.  15'  sono  sostituite  con  le  parole 'con
       decreto  del  Presidente  della Regione previa delibera della
       Giunta regionale,';

          c)  alla  fine  aggiungere  'e  decorrono  dalla  data  di
       emanazione del predetto decreto.'

          18. I  commi 3 e 4, dell'articolo 64 della legge regionale
       7 marzo  1997,  n.  6  e successive modifiche ed integrazioni
       sono soppressi.

          19. Al terzo comma, dell'articolo 12 della legge regionale
       8 luglio 1977, n. 47, sostituire le parole 'all'esecuzione di
       opere' con  le  parole  'agli  investimenti  fissi  lordi  ed
       acquisti di terreni.'
       Onorevole  Presidente,  ci  sono  molti emendamenti che sono
       ulteriormente  abrogativi.

     PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento 71.5
  del Governo.  Lo pongo in votazione.

    PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore .  Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi  è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.
                            (E' approvato)

     PRESIDENTE.   Comunico che è  stato  presentato  l'emendamento
  71.1. Lo pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore .  Contrario.

     PRESIDENTE. Chi  è favorevole resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                            (Non è approvato)

     PRESIDENTE.   Comunico che è  stato  presentato  l'emendamento
  71.3, a firma degli onorevoli Panarello ed  altri.  Lo  pongo  in
  votazione.
       Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi  è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (Non è approvato)

     PRESIDENTE.   Comunico che è  stato  presentato  l'emendamento
  71.2. Lo pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi  è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (Non è approvato)

     PRESIDENTE.   Comunico che è  stato  presentato  l'emendamento
  71.6, a firma del Governo.

     GIANNOPOLO. Possiamo capire di cosa si sta parlando?

     PRESIDENTE.  Dell'emendamento 71.6, onorevole Giannopolo. Sono
  ulteriori soppressioni di norma.

     GIANNOPOLO.  Chiedo  l'accantonamento  per  capire  di cosa si
  tratta.

     PRESIDENTE. Onorevole  se  vuole le faccio avere i riferimenti
  normativi. Intanto sospendiamo  la  trattazione  dell'emendamento
  71.6.
       Comunico che è stato presentato  l'emendamento  71.4,  degli
  onorevoli Fleres ed altri. Lo pongo in votazione.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi  è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per cinque minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 19.25, è ripresa alle ore 19.47)

       La seduta è ripresa.
       Comunico   che   sono    stati    presentati    i   seguenti
  subemendamenti:

    - dal Governo: subemendamento 71.6.1;

    - dall'onorevole Forgione: subemendamento 71.6.2.

     PAGANO, assessore per  il  bilancio  e  le finanze.  Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PAGANO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  ci  siamo  resi  conto, facendo una verifica ex post
  dell'articolo   63,  a   seguito  anche   dell'intervento   fatto
  dall'onorevole  Vicari, che effettivamente ci  potrebbero  essere
  delle  incompatibilità  o  per  lo  meno delle  incongruenze  con
  riferimento alle normative comunitarie.
       Mi  appello,   quindi,   sin   da   adesso   al  dispositivo
  regolamentare   e   precisamente   all'articolo   117   per   una
  rimodulazione che non  cambi  nulla  nella sostanza ma che renda,
  certamente, più  compatibile  e più leggibile l'articolato stesso
  con riferimento a quanto ho appena detto.

     PRESIDENTE.  Invito, pertanto,  il  Governo  -  per far sì che
  l'Assemblea possa prendere  atto  di  questa  dichiarazione  -  a
  presentare  l'emendamento   ai   sensi   dell'articolo  117  e  a
  rettificare le parti devono essere rettificate.
       Si passa al subemendamento  71.6.1,  a firma del Governo. Lo
  pongo in votazione.
       Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al  subemendamento  71.6.2,  a firma dell'onorevole
  Forgione. Lo pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

    CROCE, presidente della  Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in votazione l'emendamento 71.6, come modificato.

       Il parere della Commissione?

    CROCE, presidente della  Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in votazione l'articolo 71.

     ODDO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ODDO.  Signor  Presidente,   onorevoli   colleghi,  credo  che
  l'argomento non sia stato né attenzionato bene e, forse,  per  la
  verità, nemmeno illustrato bene, nel senso che non c'è  stata  la
  possibilità di illustrarlo.
       Prendendo  atto  di ciò, io tenterò ora,  evidentemente,  di
  cogliere sicuramente la sensibilità del Governo su un punto:  noi
  stiamo   attraversando   un   confronto   abbastanza   complesso,
  difficile,  anche fra di noi, fra opposizione e  maggioranza,  su
  punti  che  abbiamo già ampiamente illustrato, e che  non  voglio
  riprendere,  tranne una questione, che è tutta la  questione  che
  riguarda  la  materia  delle categorie produttive e,  in  special
  modo, degli artigiani.
       L'emendamento 71.1 tendeva a fare una operazione  di  questo
  tipo, onorevole Presidente della Regione e  onorevole  Assessore,
  che era quello di estendere, abrogando l'articolo 49  della legge
  numero 32 del 2000, l'artigianato e i servizi per quanto concerne
  le  cosiddette  "opportunità"  legate al POR Sicilia.  Tendeva  a
  fare  questo,  non  tendeva  a  fare  altro  né metteva  in  moto
  meccanismi  infernali  per quanto concerne poi  compensazioni  di
  spesa e così via. Tendeva solo a recuperare un limite della legge
  numero  32, che è quello di non comprendere per  quanto  concerne
  tutto  ciò che riguarda anche il POR Sicilia,  l'artigianato  dei
  servizi.
       Mi  pare  opportuno che quanto riguarda  l'aspetto  relativo
  anche  al  contenuto  dell'emendamento sia recuperato,  perché  è
  inspiegabile  che,  da  questo punto di vista, noi non  diamo  un
  segnale agli artigiani siciliani.
       Voi sapete che l'artigianato  dei servizi in Sicilia è molto
  diffuso,  quindi,  è  ovvio,  non  si  capisce perché  non  possa
  accedere un artigiano, un parrucchiere o altro - voi  capite  non
  vado   a   fare   l'elencazione  perché   sarebbe   evidentemente
  assolutamente  superflua - a quanto previsto in tutta  la  logica
  del POR.  Mi pare che sia un limite vero.
       Quindi,  al  di  fuori   di  questioni  che  riguardano  gli
  artigiani, su cui ancora sono  sicuro  si  discuterà  e su cui ci
  vogliono 'soldini', mi pare però che su questo argomento , signor
  Presidente,  potremmo  recuperare  e dare un primo  segnale  che,
  tutto sommato, non mi pare che "costi".

     GIANNOPOLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO. Signor Presidente,  io  non  voterò l'articolo 71,
  anche  perché nella  confusione  dell'abrogazione,  a  volte,  si
  rischia  di compiere degli  errori  madornali.  Ad  esempio,  noi
  abbiamo abrogato l'articolo 5 della legge numero 181 del 1981 che
  individua e istituisce il comitato regionale 'tutela e ambiente'.
       Io  non  discuto  sulla  soppressione del Comitato regionale
  'tutela e  ambiente'  e  tuttavia siccome l'articolo in questione
  recitava quali  erano  le  attività  che  bisognava sottoporre al
  preventivo  nulla  osta,  avendo  soppresso  l'articolo  5  viene
  soppresso anche il comma che dice che l'Assessore individua quali
  sono le attività che bisogna sottoporre a preventivo nulla osta.
       Comunque,  visto  che  è  stata  istituita  l'"Arpa", poteva
  benissimo  scriversi,  che  quelle  funzioni  venivano  ad essere
  esercitata da essa.
       Che   ci   sia   una  "sburocratizzazione"  lo  posso  anche
  comprendere e capire,  ma  che  su alcuni tipi di attività non ci
  sia  un   parere   da  parte  della  Regione  e  in  ordine  alla
  compatibilità ambientale di sistemi produttivi nocivi, questo non
  lo condivido per niente.
       Ecco perché mi  lascia molto perplesso ed io volevo cogliere
  l'occasione della  dichiarazione  di  voto  per  segnalare questa
  grave incongruenza che si  è venuta a determinare a cui invito il
  Governo a porre riparo.

     PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'articolo  71,  nel  testo
  risultante.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 72. Ne do lettura:

                                  Art. 72.
                    Adesione circuito nazionale acquisti

          1. Nel  primo  periodo, del comma 1, dell'articolo 8 della
       legge regionale  10  dicembre  2001,  n.  20,  dopo le parole
       'della  Regione'  sono  aggiunte  le  parole  'e  le restanti
       pubbliche amministrazioni.'

          2. Il  secondo periodo, del comma 1, dell'articolo 8 della
       legge regionale 10 dicembre 2001, n. 20, è soppresso.

          3.  All'articolo 8 della legge regionale 10 dicembre 2001,
       n. 20, è aggiunto il seguente comma:

          '3. Alle aziende unità sanitarie  locali ed ospedaliere le
       disposizioni del presente articolo si applicano in conformità
       a  quanto  stabilito dall'articolo 2  del  decreto  legge  18
       settembre 2001, n.  347  convertito  con  modificazioni nella
       legge 16 novembre 2001, n.  405  e  successive  modifiche  ed
       integrazioni.'

       Lo pongo  in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 73. Ne do lettura:

                                  Art. 73.
         Istituto regionale per la ricerca educativa della Sicilia

          1. Al fine di adeguare la normativa  statale, recepita con
       la  legge regionale 24 febbraio 2000,  n.  6, alle  peculiari
       competenze   attribuite  alla  Regione,   con   decreto   del
       Presidente della Regione, adottato su proposta dell'Assessore
       regionale  per  i  beni  culturali ed  ambientali  e  per  la
       pubblica istruzione, entro 60 giorni  dall'entrata  in vigore
       della  presente  legge,  sono   determinate  le  disposizioni
       concernenti l'organizzazione dell'Istituto  regionale  per la
       ricerca educativa della Sicilia e,  in particolare, la nomina
       e  la  composizione  del   consiglio   d'amministrazione,  il
       conferimento dell'incarico di direttore, la composizione e la
       nomina del collegio dei revisori dei conti e l'utilizzo delle
       risorse  finanziarie.

          2.  Alle  nomine degli organi  dell'IRRE  Sicilia  non  si
       applicano  le  disposizioni  di   cui  alle  leggi  regionali
       20  aprile 1976, n. 35, 11 maggio  1993,  n.  22,  20  giugno
       1997, n.  19, nonché  l'articolo  67  della  legge  regionale
       27 aprile 1999, n.  10.

          3.  Gli organi dell'istituzione  restano  in  carica  fino
       all'insediamento dei nuovi.

       Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

    - dall'onorevole Liotta: emendamento 73.1;

    - dall'onorevole Turano: emendamento 73.2;

    - dal Governo: emendamento 73.3.

       Si passa all'emendamento 73.1. Lo pongo in votazione.

    Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il Bilancio e le finanze.  Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                           (Non è approvato)

       Si  passa  all'emendamento   73.2,  a  firma  dell'onorevole
  Turano.

     TURANO. Lo ritiro.

     PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne  prende  atto.
       Si passa all'emendamento 73.3. Lo pongo in votazione.
       Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi  è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in votazione l'articolo 73, nel testo risultante.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 74. Ne do lettura:

                                  Art. 74.
                       Proroga programmi enti locali

          1.  In deroga al  comma  4, dell'articolo  24  della legge
       regionale  4  gennaio  2000,  n.  4  le  risorse  finanziarie
       accreditate  agli   enti   locali  per  le  finalità  di  cui
       all'articolo 4 della  legge  regionale  23 gennaio 1998, n. 3
       relative agli  esercizi finanziari 1998 e 1999 possono essere
       utilizzate per  i  programmi  che trovino attuazione entro il
       2002.

       Lo pongo  in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 75. Ne do lettura.

                                  Art. 75
                   Contributi alle associazioni antimafia

          1.  Nelle  more  dell'attuazione  della legge regionale 13
       settembre 1999,  n.  20,  sono  prorogati  per l'anno 2002, i
       contributi  previsti  dalla legge regionale 16 novembre 1984,
       n. 91;  dall'articolo 10 della legge regionale 7 agosto 1990,
       n. 21; dall'articolo 15 della legge regionale 24 agosto 1993,
       n. 19;  dall'articolo 11 della legge regionale 6 aprile 1996,
       n. 19.

          2. Gli oneri di cui al comma 1 gravano sul capitolo 183725
       del   bilancio   della  Regione,  Rubrica  enti  locali,  per
       l'esercizio finanziario 2002.

          3. I  contributi  previsti  dal comma 1 e concessi per gli
       anni   2000   e  2001  possono  essere  utilizzati  nell'anno
       successivo a quello di riferimento fermo restando le finalità
       di cui alle vigenti disposizioni di legge.

          4.  In  caso  di  parziale e/o mancata rendicontazione dei
       contributi,    l'Ufficio    speciale    può   effettuare   la
       compensazione  con l'eventuale contributo da erogare. In caso
       di inammissibilità al beneficio, l'Ufficio speciale attiva le
       procedure per il recupero delle somme non rendicontate.

       Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

    - dall'onorevole Acierno: emendamento 75.1;

    - dal Governo: emendamento 75.2.

     ACIERNO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ACIERNO. Signor Presidente,  onorevoli colleghi, l'articolo 75
  recita come titolo  "Contributi  alle associazioni antimafia".
       Ad apertura dei lavori  di  questa  seduta, sono intervenuto
  chiedendo  alla Presidenza  dell'Assemblea  di  farsi  promotrice
  presso il Governo nazionale rispetto ad una vicenda inquietante e
  cioè la messa in libertà  dei  killer del giudice Falcone e degli
  uomini della sua scorta che da oggi sono tornati a piede libero.
       Ora io mi  chiedo:  quando  uno  Stato  di  diritto manda in
  libertà gli  autori  dell'efferata  strage  che  ha  visto morire
  Giovanni Falcone, sua  moglie  e  gli  uomini della scorta, quali
  contributi, quale  attività  antimafia è possibile fare in questo
  Paese?
       Cosa dobbiamo dire agli  italiani  e  ai cittadini del mondo
  rispetto ad uno Stato che  ha  una  legge  che  consente a queste
  persone, a questa feccia umana, di tornare in libertà?
       Abbiamo   già  fallito.   Allora,   se   questo   Parlamento
  siciliano, che rappresenta il  popolo  siciliano,  vuole  dare un
  segnale chiaro e forte  al  Governo  nazionale  rispetto alle sue
  gravissime inadempienze, perché non è consentito che gente che si
  è macchiata di un delitto così  feroce  possa  godere  di un solo
  momento di libertà. Non è consentito
       Vogliamo fare  la  vera antimafia? Vogliamo farla? Diamo dei
  segnali veri.  Cominciamo  a  fare  noi  i  'girotondi' attorno a
  Palazzo Chigi, ma subito. Chiediamo che il Consiglio dei Ministri
  si  riunisca  in  seduta straordinaria e legiferi immediatamente,
  una volta,  sì, per il bene della Sicilia, perché noi ci facciamo
  inquinare le  coste,  noi  dobbiamo  subire  il  costo del denaro
  superiore,  perché  le percentuali della disoccupazione giovanile
  in Sicilia  sono  degni  di  un paese del terzo mondo e perché  i
  mafiosi,  ancorché  ammettendo  i  loro delitti, vengono messi in
  libertà.
       Allora io mi rifiuto di distrarre risorse dal bilancio della
  Regione da destinare ad un'attività di antimafia che lo Stato non
  riconosce, non guarda con interesse; anzi fa di tutto per mandare
  segnali negativi.

     PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Acierno. Forse su questo tema
  sarebbe opportuno,  nel caso in cui lei volesse farlo, presentare
  un ordine del giorno perché l'Assemblea si possa esprimere.

     ACIERNO. Io  avevo lanciato questo segnale oggi pomeriggio. Mi
  aspetto da  tutti  i  presidenti dei Gruppi dell'Assemblea che ci
  sia la  formulazione  di  un  unico  ordine del giorno votato dal
  Parlamento, cioé dal popolo siciliano. Io mi aspetto questo

     PRESIDENTE. Si, onorevole Acierno, però se nessuno lo presenta
  questo ordine  del  giorno  non  può essere messo in discussione;
  sarebbe  opportuno  che  qualcuno  si  attivasse  per  scriverlo,
  altrimenti diventa  soltanto  una  petizione di intenti fine a se
  stessa.

     MICCICHE'. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MICCICHE'. Avevo apprezzato le prime parole di indignazione da
  parte  dell'oratore  che mi ha preceduto, l'onorevole Acierno, ma
  la conclusione non l'ho capita.
       A seguito  di  questo  fatto, che d'altronde si inquadra nel
  contesto del  garantismo  peloso  di cui il Polo in questo ultimo
  periodo si  è  fatto garante, noi non dobbiamo scambiare lucciole
  per lanterne,  nel senso che quello che ha deciso la magistratura
  a seguito  delle  norme  legislative  in  materia  di  pentiti, i
  cosiddetti   collaboratori   di  giustizia,  non  può  avere  una
  refluenza sul fatto che riguarda un altro tipo di antimafia.
       Le  associazioni  antimafia, di  cui  la  norma  che  stiamo
  discutendo  tende   a  dare  un  contributo  anche  di  carattere
  finanziario per  il  loro  sostentamento,  per  la loro attività,
  serve   per   far  crescere  nell'opinione  pubblica  la  cultura
  antimafiosa,  non  la  cultura  fine  a  se  stessa,  la  cultura
  parolaia.
       Tanto per cominciare mi occorre qui ribadire quello che si è
  verificato  nell'ultimo  periodo, quando si parlava della mancata
  assegnazione  del  contributo  all'associazione  'Libera',  che è
  un'associazione antimafia di fatto e non solo a parole.
       Io spero  che  questa norma possa dare anche il contributo a
  questi tipi  di  associazione  che  fanno  veramente  antimafia e
  quindi  non  riesco  a comprendere la conclusione dell'intervento
  dell'onorevole Acierno.
       Signor Presidente,  il mio intervento credo che serva, non a
  controbattere  in  polemica le cose dette dall'onorevole Acierno,
  ma  per  capire.  La  sua  indignazione  non  deve  tramutare  in
  negazione a una concessione di contributi ad associazioni mafiose
  che tendono  a  far  crescere la cultura antimafiosa nella nostra
  Sicilia.
       Il rischio è che per curare il malato, anziché  curare lo si
  lasci in  balia  della  malattia,  non  mi pare che sia una buona
  soluzione.  Io,  infatti,  vorrei  capire  che tipo di ordine del
  giorno si  stia  preparando,  perchè  non  vorrei  che  esso  sia
  l'anticamera   per   abolire   con  legge  le  associazioni  che,
  nell'ultimo periodo, hanno fatto crescere la cultura antimafiosa.
       In contrasto  con questo, io posso dire che non ci sono solo
  associazioni mafiose del tipo di volontariato antimafioso, perchè
  l'antimafia vero  è  che  non  si  fa  solo  con  le associazioni
  culturali, l'antimafia  si  fa nel proprio posto di lavoro, la si
  fa anche  mantenendo  diritta  la  barra  del  garantismo e della
  trasparenza   amministrativa.  Però,  non  credo  nella  proposta
  dell'onorevole  Acierno,  che credo sia di mettere in discussione
  la  contribuzione  ad  associazioni antimafiose.  Non deve essere
  l'Assemblea  a  stabilire quale sia l'associazione antimafiosa in
  Sicilia, sarebbe un fatto grave, questo lo stabiliscono le stesse
  associazioni  che  hanno,  in quest'ultimo periodo, dimostrato la
  propria attività di controinformazione, e ce ne sono diverse.
       Di  associazione culturale controinformazione antimafiosa si
  può   fare   l'esempio  del  centro  di  documentazione  'Peppino
  Impastato'.  E'  stata  la  prima,  in  Sicilia, a denunciare che
  Peppino Impastato  fu ucciso per mano della cosca di Badalamenti,
  mentre tutti, ricordo, dicevano ben altre cose.
       Questo per dimostrare che in Sicilia ci sono forze che hanno
  avuto  questo  coraggio,  esposte  a rischi paurosi, conoscendo i
  soggetti  che  hanno  goduto  della  copertura  anche politica in
  questa terra.
       Concludo  dicendo che, poiché  ancora non so la formulazione
  dell'ordine  del  giorno  che sta preparando l'onorevole Acierno,
  vorremmo che  questo  tipo  di  proposta,  prima  di  portarla  a
  votazione, venisse dibattuta e non presa sotto gamba.

     PRESIDENTE.  Grazie  onorevole  Micciché, perché affronta temi
  particolarmente importanti usando il plurale majestatis.

     FORGIONE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE. Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, intervengo
  nel  merito  dell'articolo. Stiamo sviluppando - lo abbiamo fatto
  in questi  giorni,  ma  anche oggi - una discussione di merito ed
  una opposizione  di  merito  e  non  parolaia,  parlo  per il mio
  partito, per le opposizioni, quindi vorrei intervenire nel merito
  dell'articolo 75.
       Questo articolo,  in  questa  forma, come lei sa, ritorna da
  qualche mese  e  da  qualche  mese io espongo perplessità e dubbi
  sulla  gestione  non di questi finanziamenti alle associazioni ed
  alle  fondazioni antimafia, ma dubbi e perplessità sulla gestione
  della legge,  del Testo unico antimafia della nostra Regione, che
  ha  delegificato  e  "rilegificato".  Abbiamo  delegificato tutte
  quelle   norme  e  quelle  leggi  che  prevedevano  finanziamenti
  specifici  e  nominativi ad alcune associazioni:  Falcone, Pio La
  Torre, Costa  e  tante altre. Abbiamo unificato il testo di tutte
  le   norme   che  erano  sparpagliate,  tra  l'altro  in  diversi
  capitolati,  in diversi assessorati nella gestione, abbiamo fatto
  un Testo unico da assegnare alla Presidenza ed abbiamo modificato
  il sistema di finanziamento di queste associazioni.
       Il Presidente della Regione ci ha preannunciato, in colloqui
  informali,  che,  praticamente,  è predisposto il Regolamento che
  modifica il sistema di finanziamento e, quindi, la vita stessa di
  queste associazioni, che non vengono più finanziate per il titolo
  che  portano,  'Fondazione Falcone', 'Associazione Pio La Torre',
  'Associazione  Costa', eccetera, ma vengono finanziate attraverso
  l'istituzione di  un  albo che le riconosca per la loro attività,
  per i  programmi  di  attività  che presentano alla Regione ed il
  rendiconto di questi programmi di attività.
       Credo  che  questo  sia  un  fatto  importante  perché,  per
  esempio,  alcune  associazioni che svolgono una funzione da anni,
  da anni  non  hanno mai ricevuto una lira dalla Regione, soltanto
  perché nessuno  si  è preoccupato di fare una legge istitutiva di
  queste  associazioni.  Per  citare due associazioni diverse,penso
  alla  'Associazione  Borsellino'  ed al 'Centro di Documentazione
  Peppino  Impastato',  ma  penso anche alla 'Associazione Tre pi',
  quella di  Padre  Puglisi,  o  ad alcune associazioni esistenti a
  Catania,  che  pure  svolgono  un'attività  sul  territorio. Così
  potrebbero  avere il finanziamento della Regione, non perché così
  finanziamo  tutte  le associazioni che nascono, basta che abbiano
  il nome  di  una vittima della mafia, ma associazioni che vengono
  riconosciute  attraverso  un  albo  delle associazioni - ed anche
  questo  abbiamo  istituito  nel  Testo  unico antimafia - vengono
  finanziate per la loro attività.
       Vorrei ricordare al  Presidente  che questo fu esaltato come
  un nuovo modo di  vivere  la  stessa  gestione delle associazioni
  antimafia. Ed allora,  caro Presidente, chiedo un impegno formale
  al Governo, e su questo  esigo  una  risposta  pubblica,  qui, in
  Aula. Possiamo decidere questa sera, a tre anni dall'approvazione
  del Testo  unico  antimafia  della Regione, che questa è l'ultima
  proroga che  si da per il finanziamento di queste associazioni ed
  il Governo  si impegna, da subito, a portare prima in Commissione
  Antimafia,  come   previsto   dalla  legge,  e  poi  nella  prima
  Commissione  'Affari  Istituzionali'  il  Regolamento  che  attua
  quella legge e quindi modifica il sistema di finanziamento?
       Questa  è  la  cosa  che  chiedo  e chiedo un pronunciamento
  formale  al  Governo  per  sapere  se  ci  dobbiamo  trovare alle
  prossime  variazioni  di bilancio, a giugno - perchè voi colleghi
  della   maggioranza   sapete   che   con   questo   bilancio   da
  "pinocchietto" a giugno dovrete fare delle variazioni di bilancio
  - con una nuova proroga.
       Non  so, deciderà lei se aprire un dibattito sull'ordine del
  giorno   che  sta  preparando  l'onorevole  Acierno,  ma  la  mia
  indignazione per  la  scarcerazione dei boss che hanno operato la
  strage di  Capaci è totale. Questo Parlamento deve elevare questo
  sentimento di indignazione.
       Però, quando noi diciamo ciò, dobbiamo discutere di un'altra
  questione,  di come cambiare la legislazione sui collaboratori di
  giustizia.  E  dovremmo interrogarci, cari amici del Polo, perchè
  quelle modifiche  sono  ferme da anni e dalla passata legislatura
  nella Commissione Giustizia del Senato.
       Non vorrei  aprire  qui  un dibattito, ma se lo facciamo, lo
  dobbiamo fare  rigoroso  su  questi temi. Non serve un ordine del
  giorno,  esprimiamo l'indignazione e ci fermiamo; perchè questa è
  materia  delicata  e  allora  dovremmo discutere del perchè nella
  Commissione Giustizia  della  Camera  e  del  Senato  è  fermo il
  progetto  di modifica della legislazione sui cosiddetti pentiti e
  sui testimoni  di giustizia non si è voluto fare una legge quando
  esistevano già proposte di legge di sponde diverse.
       Cito  soltanto  due  nomi: Mantovano di Alleanza Nazionale e
  Pisapia  di  Rifondazione  comunista,  per  dire  quanto  diverse
  fossero le posizioni; perchè nell'ambito del giusto processo si è
  istituita  solo  una  norma  che modificava la legge sui pentiti,
  cioè che entro sei mesi i collaboratori di giustizia per accedere
  al programma di protezione dovevano fare tutte le dichiarazioni e
  basta, ma non si è modificato il sistema di protezione.
       Sul  perchè  non  si  è  voluto  fare  il modello americano,
  acquisire  quello  dei  cosiddetti  "marshall" della gestione dei
  pentiti,   cioè   la   separazione   netta   nella  gestione  dei
  collaboratori  di  giustizia tra la magistratura inquirente e chi
  gestisce il collaboratore, in modo che non ci sia una commissione
  nella  gestione  delle indagini. Insomma, questa è materia troppo
  delicata, cari colleghi, perchè la affrontiamo qui noi.
       Ritengo   che   tutta  la  nostra  indignazione  per  queste
  scarcerazioni non  ci  deve portare però a buttare l'acqua sporca
  con il  bambino.  Non  vorrei  che  noi  buttassimo  a  mare  una
  legislazione;  partissimo da questa indignazione per dire che non
  serve  quella  legislazione e quell'istituto dei collaboratori di
  giustizia, senza  il  quale, ricordo a tutti i colleghi, oggi noi
  non sapremmo  neanche  che  la  mafia  in Sicilia si chiama "Cosa
  Nostra" e senza il quale non sapremmo neanche chi sono gli autori
  di quelle stragi e dei principali delitti.
       Insomma,  è  materia  delicata.  Esprimiamo l'indignazione e
  fermiamoci  qui e cominciamo a dire che anche un collaboratore di
  giustizia  che  si  è  macchiato  di  reati  gravi, di stragi, di
  omicidio, di partecipazione ad associazioni mafiose comunque deve
  essere assicurato per un periodo non breve, di almeno venti anni,
  alla giustizia - questa è altra cosa - e deve essere ristretto in
  carcere per almeno vent'anni. Questa è altra cosa
       Altra cosa  è dire che non serve più quell'istituto e magari
  che  ormai  non serve più una strumentazione premiale nell'azione
  di contrasto dello Stato contro i poteri criminali.

     CRACOLICI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PRESIDENTE. Onorevole Turano, ha chiesto di intervenire?

     TURANO.  Signor  Presidente,  volevo  soltanto  evitare che si
  parlasse su un ordine del giorno ancora non presentato.

     PRESIDENTE.  No,  onorevole  Turano,  hanno chiesto di parlare
  sull'articolo 85.

     CRACOLICI. Onorevole Turano, non vorrei che lei abbia capacità
  tali da poter leggere nel pensiero di chi chiede la parola.

     TURANO.  Lo  avevo  chiesto mezzora fa, quando era intervenuto
  l'onorevole Micciché.

     PRESIDENTE.   L'onorevole  Turano  voleva  dire  che  non  era
  opportuno  parlare di un ordine del giorno prima di averlo letto.
  Mi sembra anche giusto.

     CRACOLICI. Non so se c'è un ordine del giorno.

     PRESIDENTE.   Al   momento  non  c'è.  Si  suppone  che  verrà
  presentato un  ordine  del  giorno su questa vicenda di cui hanno
  parlato l'onorevole Acierno e l'onorevole Forgione.

     CRACOLICI.   Volevo   semplicemente   qui   dire  la  mia,  in
  riferimento   al  testo  contenuto  nella  bozza  di  Finanziaria
  all'esame dell'Aula  ed al testo di modifica predisposto da parte
  del Governo con un emendamento.
       Vorrei far  notare  che,  ancora una volta, una difficoltà a
  dare  attuazione  a  una strumentazione legislativa approvata dal
  Parlamento regionale  si  scarica  sui  soggetti  che poi sono in
  qualche modo  gli  utenti  finali  della legge che si è fatta nel
  '99, ma  così  come  in  precedenza  erano  state  varate norme a
  sostegno di alcune associazioni cosiddette antimafia.
       Allora,  il  tema  è  questo:  dobbiamo sapere che a seguito
  della  norma  varata  nel  '99  si  è  creata  una  condizione di
  incertezza,  per  cui anche delle associazioni che avevano svolto
  fino  a  quel  tempo attività emerite sul fronte delle iniziative
  culturali, sociali di contrasto al fenomeno criminale hanno avuto
  una  difficoltà  poi nella realizzazione, nella continuità per le
  innovazioni contenute in quella legge.
       Con  la  norma che qui era stata predisposta si consentiva a
  quelle  associazioni  previste dalla legislazione preesistente di
  potere  utilizzare  i  contributi previsti per l'anno 2000 e 2001
  anche nell'esercizio 2002. Con l'emendamento che fa il Governo al
  testo  proposto  dalla  Commissione  si elimina la possibilità di
  utilizzare l'anno  2000  e  si  lascia  solo il 2001 come anno di
  recupero.
       Credo che sia un fatto grave. Credo che sia un errore. Credo
  che, in  qualche  modo, così  diamo un colpo all'attività che nel
  tempo  si  è  definita,  si è realizzata o in alcuni casi a causa
  dell'incertezza legislativa non si è attuata e che ora in qualche
  modo la norma puntava a dare certezza sulle modalità di spesa.
       Ecco  perché  invito il Governo a ritirare l'emendamento che
  ha proposto al testo e consentire, così com'è previsto nel testo,
  di  utilizzare  non soltanto il 2001, ma anche il 2000 come tempo
  di recupero per i finanziamenti concessi e non rendicontati.
       Dico  questo,  quindi,  nel  merito  del  testo  e  non  per
  avventurarmi su  una discussione, vedremo se ci sarà l'ordine del
  giorno e ne discuteremo, però vorrei fare un appello a tutti noi:
  siamo un  Parlamento,  certo  siamo  qui  anche  nella qualità di
  cittadini, abbiamo  una  testa  e  un  cuore,  anche noi proviamo
  sentimenti, però vorrei che evitassimo di lasciarci suggestionare
  esclusivamente da  stati  d'animo e non affrontare invece, come è
  compito  di  una istituzione, qual è un'assise parlamentare, temi
  assai complessi  con una capacità di avere iniziative che portino
  uno sbocco  positivo  e non limitare ad esternare i sentimenti di
  indignazione.
       In  un   Parlamento  non  si  fanno  i  'girotondi',  in  un
  Parlamento  si  discute,  si  avanzano  proposte,  si definiscono
  percorsi  possibili  per  migliorare  la  legislazione di propria
  competenza  rispetto al passato o proporre una legislazione nuova
  che migliori  quella  preesistente, anche se non di competenza di
  questo Parlamento.
       Lo dico  -  e finisco, signor Presidente - perché anch'io mi
  associo ad  uno  stato d'animo e ad un sentimento di indignazione
  per quello che sta avvenendo o per quello che era in qualche modo
  scritto. Guai  a  noi a sostenere nei fatti un principio che alla
  fine, in  qualche  modo,  è  stato  un  tema,  anche  di  scontro
  culturale e  politico nel nostro Paese, sull'uso dei pentiti e se
  i pentiti servono o non servono.
       E'  inutile  che  facciamo gli ipocriti. Il pentitismo non è
  una vocazione.  E'  una  scelta  che  si fa in base a rapporti di
  convenienza.  Anche  questo ha consentito di individuare i killer
  di Falcone  e  di  Borsellino,  anche  grazie  a quei pentiti che
  magari oggi  sono  fuori.  Per  cui, attenzione  a  non  fare gli
  ipocriti  su questioni che poi attengono alla possibilità vera di
  contrastare il fenomeno mafioso non solo con le parole ma con gli
  strumenti legislativi che consentano di debellarlo dal di dentro,
  oltre che fuori il sistema criminale.
       E'  per  questa  ragione  che  invito  l'Assemblea,  qualora
  decidesse  di  predisporre  un  testo che coniughi sentimento con
  proposta politica, di avere il senso della misura, il senso delle
  istituzioni  e  sopratutto il senso di dare alla battaglia contro
  la mafia una possibilità di successo e non solo di testimonianza.
  E la  battaglia  contro  la  mafia può avere successo se siamo in
  grado di  migliorare,  di aggiornare, di rendere più effettiva la
  pena, ma  allo stesso tempo di consentire comunque che un sistema
  di contrasto  che  colpisce  dentro il cuore di "Cosa nostra", la
  stessa "Cosa nostra", non venga meno perché altrimenti torneremmo
  all'epoca  in  cui  soltanto  con  l'attività  investigativa,  in
  realtà, poi  si  è  scoperto molto poco nel passato di quello che
  era concretamente il fenomeno criminale.

     CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CUFFARO,  presidente  della  Regione.  Signor  Presidente, per
  amore  di chiarezza:  il Governo ha presentato alcuni emendamenti
  che fanno  in  qualche modo chiarezza e risolvono tutta una serie
  di  problematiche  legate  alla  rendicontazione  di  cui  adesso
  l'onorevole  Cracolici  potrà prendere visione. Il mio intervento
  soltanto per  dire  che  sei  mesi fa abbiamo inviato Regolamento
  attuativo  di  questa  legge  prima all'ufficio legale, così come
  prevede la norma, e poi al Consiglio di Giustizia amministrativa,
  il quale  ci  ha  risposto  chiedendoci dei chiarimenti su alcune
  parti  del  Regolamento;  questi  chiarimenti  sono  stati dati e
  rimandati  al  Consiglio  di  giustizia amministrativa.
       L'iter di approvazione  speriamo  che  sia alla fine - ci si
  dice che  dovrebbero  comunicarcelo,  dovrebbero ritornarcelo fra
  quale giorno - dopo  di ciò il regolamento sarà pronto per essere
  in fase attuativa.

     INCARDONA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    INCARDONA.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, intervengo
  per dire  che questo articolo, con gli emendamenti presentati dal
  governo, finalmente,  nelle  more  di  attuazione della legge 20,
  consente  alle   associazioni  che  ci  sono  nel  territorio  di
  percepire quei  contributi  che  servono  a creare quella cultura
  antimafia di cui  il  nostro  territorio  e  la nostra Sicilia ha
  bisogno.
       Nel frattempo si  cerca  di  dare attuazione alla legge 20 e
  quindi, nel  momento in cui ci saranno le dovute rendicontazioni,
  il  regime,   previsto   dalla   legge  20  varata  nella  scorsa
  legislatura su iniziativa della precedente commissione presieduta
  dall'onorevole Fabio Granata, troverà piena applicazione.
       Per cui  ritengo che l'iniziativa del Governo vada sostenuta
  appunto perché si tratta di un'iniziativa che dà un senso e cerca
  di razionalizzare  quella  che è la situazione passata.
       Si tratta  di  una  norma che potremmo definire transitoria,
  perché  consente di  dare  attuazione  a quella che è stata tutta
  l'iniziativa legislativa  e  di  governo  di questa Regione nella
  lotta alla criminalità.
       Ecco perché  esprimo  parere  favorevole  al voto e annunzio
  all'Aula, relativamente  ai  fatti che oggi sono accaduti, che ho
  scritto  una  lettere  aperta  al  Presidente  della  Commissione
  Nazionale antimafia,  nella  quale  chiedo  un  incontro  tra  la
  Commissione nazionale  e  quella regionale per dibattere sui temi
  che sono stati  già  affrontati  in  questa Aula e che oggi hanno
  sconvolto l'opinione  pubblica, non  solo  siciliana  ma io penso
  mondiale.
       Nel momento in  cui  i killer delle stragi sono tornati oggi
  in libertà, è  chiaro che non si può che esprimere sdegno.Si pone
  dunque  il  problema  di  rivedere la legislazione in materia, si
  pone il problema  di  rivedere  quale  debba essere  il ruolo dei
  collaboratori di giustizia, si pone il problema di capire dove si
  è sbagliato, da questo punto di vista, e quindi rivedere tutta la
  normativa in  materia  al  fine di assicurare che queste persone,
  questi animali -  scusate,  perché  li ho definiti male poco fa -
  vengano assicurati alla giustizia.

     D'AQUINO, assessore per gli enti locali. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     D'AQUINO.   assessore   per   gli   enti   locali.  Intervengo
  brevissimamente a  chiarimento del sub emendamento che il Governo
  ha presentato.
       Con questo  sub  emendamento  che potrebbe intendersi per il
  1999 e  il  2000  che  la  rendicontazione può essere effettuata,
  quindi mettendo magari le annualità precedenti, si intende sanare
  le situazioni  per  quelle  associazioni  che non sapendo che era
  stata fatta la legge non avevano provveduto alla rendicontazione.

     CINTOLA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA.  Sarò  brevissimo,  lascio la valutazione al Governo,
  perché  capisco per il 1999, in quanto la legge è stata fatta nel
  1999 e quindi una sanatoria per il 1999. Capisco molto meno, anzi
  mi diventa  incomprensibile, quando  parliamo  del  2000, dove il
  rendiconto può essere perfettamente presentato con le spese fatte
  e non con  un  atto  notorio  per  recepire somme per le quali le
  pezze giustificative  per  il 2000 sono necessarie, a mio avviso.
  Metto ciò a  verbale e poi se il Governo non rifletterà, voterò a
  favore.

     PRESIDENTE. Pongo in votazione l' emendamenti 75.2 a firma del
  Governo.
       Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi  è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si prenda nota dell'astensione dell'onorevole Forgione.
       Si passa  all'emendamento  75.3  a  firma  del  Governo.
       Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Si  precisi che nel termine c'è un'inversione, la
  data è all'inizio e non alla fine.
       Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in votazione l'emendamento 75.1 a firma dell'onorevole
  Acierno.

     ACIERNO. E' ritirato.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

     PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'articolo  75  nel  testo
  risultante.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     PRESIDENTE.    Si    riprende    l'esame   degli   emendamenti
  accantonati, in quanto  gli  articoli 75 e 76 si tratteranno solo
  quando si chiuderà l'intera manovra finanziaria.
       Si   procede   con   l'articolo   1.
       Pongo congiuntamente in votazione gli 'emendamenti 1.1 e 1.2
  a firma Raiti ed altri. Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi  è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                          (Non è approvato)

       Si passa all'emendamento 1.3 a firma Speziale e Capodicasa.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA.   Siccome   abbiamo   accantonato  l'articolo,  su
  richiesta  del Governo, per trattare più approfonditamente questo
  argomento - vorrei che l'Assessore ed il Presidente della Regione
  mi prestassero  attenzione - ed  anche  i  contenuti  del  nostro
  emendamento che, io immagino, da un esame superficiale ritenevano
  condivisibile o comunque meritevole di approfondimento.
     Ribadisco   che   l'emendamento  tende  a  dare  alla  manovra
  finanziaria e  alle eventuali entrate,che dovessero esserci al di
  là di  quelle  previste dal bilancio della Regione, che dovessero
  andare a finanziare il saldo netto o a ridurre il limite massimo.
       Questo ci  sembrerebbe  in  linea con una sana operazione di
  risanamento,  comunque,   dentro   un  contesto  di  norme  e  di
  previsioni  che  mirano  a  questo  obiettivo.
       Vorremmo sapere,  pertanto, prima di andare alla votazione -
  in questo clima  di  distrazione  -  se  il  Governo  ha fatto la
  riflessione e quale ne sia l'esito.

     PAGANO, assessore  per  il  bilancio  e  le finanze. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Presidente, lo
  stimolo   offerto   dall'onorevole   Capodicasa   meriterebbe  un
  approfondimento  maggiore.
       Verrebbe  facile,   in  un  momento  come  questo, dire  che
  l'ipotesi di  lavoro  prevista da questo emendamento possa essere
  accettata nella sua  interezza,  nel  senso  che  è  ovvio che le
  maggiori entrate derivanti dall'anno in corso, che sono superiori
  rispetto a  quelle  che  erano  state  immaginate  e  programmate
  all'inizio dell'anno, fossero, in linea di principio, destinate -
  almeno questo mi  pare  che sia il senso del suo emendamento - al
  conseguimento di  una  copertura  delle  perdite e, quindi, ad un
  pagamento o meglio ad una copertura dei debiti finanziari.
       Mi sembra di  avere  capito  bene  in  questo senso. E stavo
  dicendo, da  un  punto  di  vista  proprio  dell'assessore per il
  bilancio in quanto  tale, potrebbe essere una manovra di un certo
  interesse.  Ma  noi  non  dobbiamo  dimenticare  che  non  esiste
  soltanto  l'esigenza  prioritaria  e  fondamentale,  così  come è
  espressa  nel  documento di programmazione economico-finanziaria,
  del risanamento  del bilancio, perchè, se l'operazione fosse solo
  in questi  termini,  la  immagineremmo  solo ed esclusivamente in
  termini  contabili,  in  termini ragionieristici, e sarebbe forse
  un'operazione fin  troppo banale.
       Compito   del   Governo,   invece,   è  quello  di  risanare
  prioritariamente - lo abbiamo detto in tutte le lingue e in tutte
  le salse -  ma  nello  stesso  tempo  abbiamo l'esigenza anche di
  andare incontro  a  quelle che sono le problematiche di carattere
  sociale,  di   carattere   economico   in   senso   lato  e  che,
  evidentemente, derivano da un rapporto che è in itinere, che è in
  progress, con tutto  quello  che  è  il  contesto  che  si muove.
       Stamattina abbiamo  avuto  pressioni  -  lo  dico però senza
  nessuna  enfasi  particolare  -  da  parte  di  alcune  categorie
  sociali.  Sarebbe  facile  da  parte di un Governo irresponsabile
  dire che c'è  una disattenzione perchè bisogna colmare il buco di
  bilancio.  Però dobbiamo tenere conto di tutte queste esigenze e,
  soprattutto,  ritengo,  colleghi, dobbiamo tenere conto di quello
  che è stato  il nostro programma iniziale, detto a chiare lettere
  dal  nostro  Presidente,  e  poi  confermato  in  ogni  documento
  ufficiale e,  cioè,  che  noi  intendiamo risanare questo pauroso
  buco  di   bilancio  in  una  manovra  finanziaria  che  si  deve
  articolare in  almeno  quattro esercizi.
       Cioè, noi  speriamo in un risanamento in quattro esercizi e,
  comunque, non più di cinque.
       Su queste basi  ci  vogliamo misurare ed è chiaro quindi che
  l'intendimento  dell'onorevole  Capodicasa, per quanto eccellente
  nella sua formulazione,  purtroppo  non può che essere disatteso.
  Ma soltanto perchè  è  stato  immaginato una manovra di più ampio
  respiro e, consentitemi, di alto valore sociale.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA. Io  in un minuto intervengo, onorevole Presidente,
  perchè  rimanga  agli  atti  il  mio  ringraziamento  per  averci
  spiegato qual è il  compito di un Governo. Non l'avevamo chiaro e
  ce l'ha chiarito.
       Il secondo punto  riguarda,  invece,  una  notizia  che  non
  avevamo  fino a  questo  momento  a  disposizione  ed  è  che  il
  risanamento questo Governo  lo immagina non entro il 2004, ma nei
  prossimo quattro o, addirittura, cinque esercizi.
       "Campa cavallo ...". E' chiaro. Le cose che lei ha affermato
  sono in linea  con  il  fatto  che non accetta l'emendamento, che
  invece va esattamente ...
       Caro assessore, lei  non  potrà  fare  nessuna  attività  di
  promozione  nel campo  economico-sociale  fino  a  quando  ha  un
  bilancio sfasciato come  quello  ...  La priorità del risanamento
  non è un fatto ragionieristico, è un fatto politico.
       Se ne renda conto.  Io  capisco che non rientra ... però poi
  alla fine, quando,  andate a parlare con i giornalisti, affermate
  che il rigore  e  il  risanamento  sono  le  priorità. Quando poi
  dovete compiere gli  atti,  invece,  si  fa  spesa  larga,  senza
  neanche un minimo  di  filtro  e,  poi,  quando  si vuole mettere
  qualche paletto di carattere normativo, ai fini del conseguimento
  dell'obiettivo,  allora si  dice  di  no  perchè  ci  sono  altre
  finalità ed altre esigenze. Prego, accomodatevi

     PAGANO, assessore per  il  bilancio  e  le  finanze. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PAGANO, assessore per  il  bilancio  e  le  finanze. Onorevole
  Capodicasa, un bilancio che ha avuto tagli per 950 miliardi (vado
  in vecchie lire) non  è  un  bilancio  certamente  di festa; è un
  bilancio  di  rigore.  Mi  consenta  di  dire  che  andare  oltre
  potrebbe  essere ...

     CAPODICASA. La festa l'avete fatta prima

     PAGANO, assessore per  il  bilancio  e  le  finanze.  La festa
  l'hanno  fatta altri.  Guardi,  la  festa  l'hanno  fatta  altri,
  onorevole Capodicasa.  Quindi,  per  favore,  non  insistiamo  su
  questa tesi.

     CAPODICASA. State pagando  i  conti  della  festa  e  li state
  facendo pagare ai siciliani.

     PAGANO, assessore per  il  bilancio  e  le  finanze. La stiamo
  pagando? Ma se lei  stesso  ha  detto  che  vuole una manovra più
  radicale.  Noi   stiamo   facendo   un   risanamento  oculato  ed
  equilibrato.

     PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  1.3  a firma
  degli onorevoli Speziale e Capodicasa.
       Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il  bilancio  e  le  finanze. Contrario.

     PRESIDENTE.  Il parere della Commissione?

     croce, Presidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi  è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.
                          (Non è approvato)

       Pongo in votazione l'articolo 1.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                          (E' approvato)

       Si  riprende  l'esame  degli emendamenti articoli aggiuntivi
  dopo l'articolo  7:  7.11 degli onorevoli Giannopolo e Speziale e
  7.11.1 del Governo.

       Onorevoli    colleghi,   la   Presidenza   dalle   verifiche
  effettuate, sembrerebbero escludere la possibilità di intervenire
  nel  senso  formulato nell'emendamento 7.11 perché  l'articolo 16
  del  Decreto   Legislativo   15/12/97  n.  446  così  recita:  "A
  decorrere dal  terzo  anno  successivo a quello di emanazione del
  presente decreto  le  Regioni hanno facoltà di variare l'aliquota
  di cui al comma  1 fino a un massimo di un punto percentuale.  La
  variazione può essere differenziata per settori di attività e per
  categorie di soggetti passivi".
       Pertanto,  onorevoli   colleghi,   in   questa  formulazione
  l'emendamento  dovrebbe essere dichiarato improponibile. Potrebbe
  essere  riformulato prevedendo una riduzione della misura massima
  che la legge consente.

     CAPODICASA. E' un emendamento del Governo?

        PRESIDENTE.   Si,   onorevole   Capodicasa.   Non   sarebbe
  proponibile  in  questa  versione,  così come lo stesso problema,
  onorevole  Assessore Pagano, si pone per il comma 4 dell'articolo
  7  e  pertanto il Governo è pregato di predisporre un emendamento
  correttivo da  votare  con  l'articolo  117, altrimenti lo stesso
  diventerebbe incostituzionale.
       Pertanto, onorevoli  colleghi,  se il Governo lo ritiene, si
  potrebbe sospendere  la  seduta  per cinque   minuti, riformulare
  l'emendamento nel  senso  consentito  dalla legge, quindi con una
  applicazione di  una  misura  il  più basso possibile rispetto ai
  vincoli e ai  limiti imposti dalla legge, ma certamente non nella
  formulazione attuale.
       Invito  quindi il Governo a  volere modificare l'emendamento
  7.11.1  con  l'applicazione  dell'aliquota più bassa che la legge
  consente.
       La seduta è sospesa per due minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 20.50 è ripresa alle ore 20.58)

     PRESIDENTE.  la seduta è ripresa.
       Comunico  che   il   Governo   ha   presentato  il  seguente
  emendamento 7.11.1  bis, sostitutivo del 7.11.1, che così recita:

    ""Alle  aziende   i   cui   titolari  abbiano  sporto  denunzia
    circostanziata nei confronti di atti estorsivi compiuti ai loro
    danni, come  definito  dalla legislazione nazionale e regionale
    vigente è applicata  per  il  pagamento dell'IRAP, per tre anni
    consecutivi  dalla   data   di  effettuazione  della  denunzia,
    l'aliquota del 3,25 per cento".

       Da  un  approfondimento  relativo  all'articolo  7, comma 4,
  invece, si  è  accertato  che, poichè le cooperative sociali sono
  ONLUS ai  sensi della legge nazionale, non è necessario ricorrere
  all'articolo 117 per correggerne la formulazione.
       Pongo  in votazione l'emendamento articolo aggiuntivo 7.11.1
  bis   sostitutivo  dell'emendamento  7.11.1 del Governo.
       Il parere della Commissione?

     CAPODICASA, relatore di minoranza. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi  è favorevole resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si   riprende   l'esame   dell'articolo   9.
       E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.

     CRACOLICI. Signor Presidente, credo che questo articolo faccia
  parte di quella idea del falso  rigore  con cui si propone questa
  finanziaria. Dico falso rigore  perchè  il  tema  del risanamento
  finanziario, a  partire  dalla  spesa sanitaria, è un tema che ci
  sta a cuore  e che riguarda la prospettiva ed il futuro stesso di
  questa Regione  a  fare  fronte,  anche nei prossimi anni, ad una
  condizione  difficile,  molto  difficile,  che  si è generata nel
  tempo e che si è consolidata via via.
       Ma arrivare  ad  un tema:  come fare il risanamento? A spese
  di chi?  A favore  di  chi? Contro chi?
       Il Governo  ha  scelto una strada, forse la più semplice, la
  più sbrigativa,  credo  quella che gli farà pagare qualche prezzo
  di immagine,  certamente,  però, farà pagare un prezzo a migliaia
  di  cittadini  siciliani  che  vengono in qualche modo tartassati
  dall'introduzione  di  balzelli,  alcuni  dei  quali  erano stati
  eliminati, altri non erano mai stati sperimentati, cioè non c'era
  mai  stato  il  coraggio  di  introdurli  nel  sistema  sanitario
  siciliano e nazionale.
       Credo che questa sia una  scelta  di  campo che io considero
  sbagliata, odiosa; ma la  considero  sbagliata  anche  perchè, in
  realtà, non si sta facendo nulla  per incidere su quelli che sono
  i disastri veri che  determinano  una  spesa impazzita, a partire
  dalla spesa sui farmaci,  ma  più  complessivamente  sulla  spesa
  sanitaria siciliana, perchè, ad  esempio, ci siamo chiesti perchè
  in Sicilia i cittadini  siciliani  il  costo  farmaceutico  per i
  cittadini siciliani è tra i più alti d'Italia?
       Perchè un cittadino in Sicilia spende pro capite ottantamila
  lire in più rispetto al cittadino del Veneto? Perchè?
       Perchè in Sicilia forse siamo più malati?  Perchè in Sicilia
  abbiamo bisogno e consumiamo  medicine  perchè  ci  mancano altri
  alimenti? O forse perchè non esiste un sistema vero di controllo,
  non è governato il sistema della spesa farmacologica in Sicilia e
  forse si annidano nel  sistema  della  spesa elementi poco chiari
  che  forse  non  meritano   soltanto  l'attenzione  e  la  giusta
  iniziativa della politica, ma  che  forse  chiedono  e  impongono
  anche  altri  soggetti istituzionali  che possano in qualche modo
  esaminare,  capire,  comprendere  quali  interessi, cosa si muove
  dentro il  sistema  sanitario.
       Di tutto questo non si fa nulla, non c'è un'idea, non c'è la
  voglia di sporcarsi le mani, non c'è la voglia di toccare i fili.
  E invece  si sceglie di colpire chi?  I soliti noti.
       Tra l'altro  mi  ha  colpito  il fatto che questo Governo ha
  annunciato i  ticket in questi giorni, in queste settimane, forse
  senza neanche  sapere  realmente quali fossero i ticket che stava
  introducendo.  Uno  per  tutti:  noi non stiamo mettendo i ticket
  soltanto per  i  farmaci  di  tipo  B, noi stiamo introducendo il
  ticket sulla  ricetta  che  prevede  che tutti i cittadini che si
  recheranno  in  farmacia  per  avere un farmaco considerato della
  fascia A,  quel  cittadino dovrà pagare 3.000 lire e se i farmaci
  sono due o  più di due dovrà pagare 6.000 lire. Con questo ticket
  voi reintroducete  il  ticket non solo sul farmaco di tipo B, che
  comporta un  costo del cittadino fino al massimo del 50 per cento
  del farmaco, ma introducete il ticket sulla ricetta.  A questo si
  aggiunge che  introducete, per  la prima volta, in un sistema che
  non è  organizzato,  il  ticket  sul pronto soccorso.  Anche qui,
  usciamo dalla  metafora  del  ticket. Voi state prevedendo che il
  cittadino  che  si  reca  al  pronto  soccorso (che probabilmente
  richiederà  del  tempo per essere organizzato col sistema triage,
  che consentirà  in  qualche modo di individuare i colori ai quali
  il  cittadino  sarà indirizzato nell'attività di emergenza) debba
  pagare il  ticket,  voi  state prevedendo una cosa che io ritengo
  costerà di  più alla Regione.  La prima:  state prevedendo che un
  cittadino  dovrà  pagare  al  pronto soccorso 100.000 lire, nelle
  more che  si farà il decreto da parte dell'assessore questo costo
  sarà dimezzato  a  50.000  lire,  ma  parliamo di 50.000 lire per
  recarsi al  pronto  soccorso,  25 euro circa, anzi un po' di più.
  Allo stesso  tempo dobbiamo sapere, ed è una delle preoccupazioni
  che  mi   pongo   e   sottopongo   al   Governo,   che  anche  in
  un'organizzazione  che  prevede  l'esenzione  dal ticket, qualora
  comunque l'arrivo  al pronto soccorso si concluda con il ricovero
  da parte  del  paziente,  bene, sarà esonerato.  Io credo che con
  questo ticket  voi,  di fatto, favorirete e aumenterete il numero
  di  ricoveri  impropri  nella  struttura  ospedaliera  siciliana.
  Pertanto, voi  avete scelto una via monetarista per affrontare un
  problema  senza  valutare  le  conseguenze  del  problema che voi
  determinerete  e  dei costi ulteriori che si determineranno nella
  spesa   sanitaria   siciliana.   A   questo   voglio  aggiungere,
  ritornando sui  farmaci,  che  non  c'è  dubbio  che la scelta di
  individuare il  cittadino,  e  lì  di  non  dimezzarlo,  anche lì
  attenzione leggiamo le norme. Non c'è la fase di dimezzamento del
  costo del  ticket  sul  farmaco,  non  ci sarà, ci sarà invece un
  sistema   nel   quale  la  compartecipazione  del  cittadino  non
  servirà minimamente  a  ridurre  la  quantità  di  farmaci che si
  consumano in  Sicilia,  perchè  il  vero problema è che non si fa
  nulla a monte per capire le ragioni vere che determinano il fatto
  che oggi,  su  8 mila miliardi che le aziende sanitarie siciliane
  spendono per  la  propria attività sanitaria, due mila e trecento
  miliardi riguardano soltanto la spesa farmaceutica.
       Introducete altri tickets, come quello sulla riabilitazione;
  riproponete   quello   sulle  prestazioni  di  laboratorio  e  di
  diagnosi.  Insomma, volete risolvere il problema della sanità con
  l'illusione  di  avere  meno  utenti  o meno clienti nella sanità
  pubblica.
       Non  si fa nulla - sempre tornando al tema del risanamento e
  del  rigore  a  cui  faceva  riferimento  l'assessore  Pagano,  e
  concludo - sull'altra  parte  della  spesa sanitaria, la spesa in
  convenzione, la  spesa  gestita dalla gestione privatistica della
  sanità.  Ci torneremo  a  proposito  del  nuovo  coefficiente che
  regola il rapporto tra cittadini e posti letto in Sicilia.
       Infine, ho voluto porre le suddette questioni perchè non c'è
  dubbio che, con questa scelta, voi non avete individuato le cause
  che hanno  determinato  e  determinano  il  buco  della sanità in
  Sicilia.  Avete  scelto  di  mantenere  il sistema che conoscete,
  fatto  di sprechi e, probabilmente, di malaffare.  Avete soltanto
  saputo individuare  il  responsabile  di  tutto  questo  che è il
  malato, che  è  colui  che utilizza la sanità nella condizione di
  maggiore debolezza.
       E' una  scelta  grave quella che ha fatto questo Governo. Io
  spero  che   sia  una  scelta  che  pagherete  nel  rapporto  con
  l'opinione pubblica siciliana.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  visto che siamo giunti alle
  ore 21.15 circa,  la  Presidenza  invita  i colleghi che vogliono
  prendere la parola ad  iscriversi adesso in modo da consentire ai
  colleghi che non  intendono  farlo  di  potersi  allontanare  per
  rientrare   successivamente.   Tutto   ciò   per   garantire   un
  comportamento regolare in  Aula  e  disciplinare  meglio i propri
  lavori.
       Invito,   inoltre,  i  deputati  che  intendono  parlare  ad
  iscriversi  entro  la fine del prossimo intervento.
       E' iscritto a parlare l'onorevole Raiti. Ne ha facoltà.

     RAITI.   Signor  Presidente,  onorevole  assessore,  onorevoli
  colleghi, entriamo  nel  nocciolo della finanziaria. Ieri abbiamo
  affrontato  con  particolare  attenzione  un  articolo che voglio
  richiamare   in   questo  contesto  e  che  riguarda  il  tributo
  ambientale o la  tassa  sul  gas, o  la  "tassa del tubo" come la
  chiamo io.
       Quella era una  scelta politica sciagurata che, comunque, il
  Governo ha deciso di  portare  avanti  a tutti i costi. Oggi, con
  l'articolo 9 che  stiamo  discutendo, a quella scelta politica se
  ne aggiunge un'altra  di  una  gravità  inaudita  per  il  popolo
  siciliano.
       Ritengo  che  quella  di  tassare  l'uso  indiscriminato dei
  medicinali sia una scelta di principio condivisibile, accettabile
  entro certi punti di vista perchè ha lo scopo di fare in modo che
  non  vi  sia uno spreco di risorse per medicine che non servono o
  che possono essere evitate; ma da lì ad arrivare ad una normativa
  generale,  come  quella che l'articolo 9 ci propone, ce ne corre
  Se avessimo  chiesto,  infatti,  di applicare un ticket su alcuni
  farmaci, per  alcune  fasce di reddito - e solamente per quelle -
  quasi   certamente  avreste  avuto  anche  il  mio  consenso.  Ma
  applicare   e   chiedere   una   partecipazione  al  costo  delle
  prestazioni sanitarie  -  così  come  la  chiede  il  Governo con
  l'articolo  9   -  certamente  non  è  ammissibile:  è  un  fatto
  politicamente  rilevante e di una gravità inaudita, perchè, nella
  sostanza -  è  bene che i cittadini lo sappiano - applicando, nel
  caso  specifico  l'articolo  9,  così  come previsto dal Governo,
  stiamo reintroducendo i ticket con le esenzioni totali o parziali
  previste per i meno abbienti.
       Nella   sostanza,   significa  precipuamente:
       - ticket sulle ricette L.  3.000 a confezione o L. 6.000 per
  più confezioni;
       -  ticket  sul  day  ospital per accertamenti diagnostici L.
  150.000 o L.  75.000 con esenzione parziale;
       -  ticket  sulle  prestazioni  termali  fino  a L.  200.000;
       -  ticket  su assistenza o riabilitativa extraospedaliera L.
  80.000  a   settimana.
       Inoltre, vi è il ticket sul "pronto soccorso".  Si tratta di
  un ticket che  può essere definito - come più volte è stato detto
  da altri  colleghi  in  questa  sede  - "ticket sulla paura", nel
  senso che  chiunque  possa  andare  o possa temere di stare male,
  soprattutto per  i  meno  abbienti, e si rechi al pronto soccorso
  deve temere  ciò  perchè  deve valutare direttamente se i sintomi
  possono portare  ad  un  ictus o ad una encefalopatia. E' davvero
  una cosa  inconcepibile
       E ciò  per  colpire  un  fenomeno che è giusto colpire, cioè
  impedire che  i  più  furbi  - così come spesso accade nei nostri
  pronto soccorsi  -  vadano  al  presidio  di  pronto soccorso per
  sottoporsi ad esami costosi gratuitamente.
       L'obiettivo è giusto e mirato, ma certamente per colpire non
  basta  un  ticket  indiscriminato,  così  come  il  Governo fare
  introducendo l'articolo 9.  Si tratta di una misura assolutamente
  sbagliata, che  non  va  in quella direzione ed io vorrei dare il
  mio contributo  affinchè  si possa trovare una soluzione a questa
  finalità perchè  capisco ed apprezzo lo scopo, cioè evitare che i
  furbi  possano utilizzare le strumentazioni e sottoporsi ad esami
  costosi attraverso un pronto soccorso, ledendo ed aumentando così
  eccessivamente le spese sanitarie.
       L'obiettivo è giusto ma, in questo modo, non lo perseguiamo.
  Se  volessimo  farlo  sappiamo che esiste una possibilità seria e
  concreta  che  mi  permetto di suggerire al Governo e soprattutto
  all'assessore  alla  Sanità,  che  è  un  esperto  nella materia.
  Sappiamo  che  vi  sono  le  continuità  assistenziali  nelle ore
  diurne, cioè vi sono il sabato e la domenica; quindi, il sabato e
  la  domenica  i  medici generici sono a riposo, ma il cittadino -
  quando  ha  dei  problemi di salute - può recarsi nei presidi che
  assicurano  la  continuità  assistenziale,  in maniera tale che i
  presidi  nel  cui  ambito lavorano dei medici possano intervenire
  per   accertare  e  per  fare  delle  prescrizioni  mediche,  per
  stabilire il ricovero o meno.
       Potremmo estendere - ritengo - la continuità assistenziale a
  tutti  gli altri giorni, dal lunedì al venerdì, così da istituire
  una sorta  di  "filtro"  al pronto soccorso. Così facendo daremmo
  lavoro   a  quei  medici  che  sono  impegnati  nella  continuità
  assistenziale il  sabato  e  la  domenica  per  un  numero di ore
  limitato,  potremmo  estenderlo in maniera tale da stabilizzare i
  loro   rapporti   di   lavoro   e, quindi,  faremmo  un'opera  di
  stabilizzazione   di   rapporti   di   lavoro  che  è  certamente
  auspicabile, ma  nello stesso tempo creeremmo un presidio che con
  costi minimi  ci  permette  di fare un filtro al pronto soccorso,
  perché  quando  il  cittadino  andrà  al  presidio  di continuità
  assistenziale,  quel  presidio potrà stabilire se è necessario un
  pronto  soccorso  e,  quindi,  accedere  ai  benefici  del pronto
  soccorso con tutto quello che comporta nel risparmio dei costi di
  analisi o  di  accertamenti  vari  o  potrà  decidere  che quella
  particolare   patologia   riscontrata   in  quel  momento  merita
  solamente  una prescrizione o uno spostamento ad uno specialista.
  Così facendo potremmo raggiungere l'obiettivo che è quello che si
  vuole prefiggere la norma del ticket sul pronto soccorso, avremmo
  raggiunto l'obiettivo  di  non mettere la  tassa sulla paura e di
  abbassare  i  costi  della  spesa  sanitaria  regionale  a quelli
  necessari.
       E'  un  suggerimento che mi sono permesso di dare al Governo
  e,  ripeto,  all'Assessore  alla  Sanità.  E' un suggerimento che
  ritengo  che  questo  Parlamento  deve in ogni caso fare proprio,
  perché  non  è  possibile applicare una tassa sul pronto soccorso
  che  è  una  tassa  sulla  paura,  una  tassa  indiscriminata nei
  confronti  di  tutti  i  cittadini,  ma soprattutto una tassa nei
  confronti  dei  cittadini  meno  abbienti.  Se  andiamo avanti di
  questo passo  non  faremmo  altro  che  riversare il problema dei
  buchi della  gestione, forse un po' dissennata, degli ultimi anni
  su fasce  sociali  che  non  possono  sostenere questi costi, non
  abbiamo fatto  altro  che  riversarli  sulla  tassa  sul metano e
  quindi  sull'energia pulita: stiamo facendo pertanto delle scelte
  politiche che certamente non sono ammissibili né condivisibili.
       Dal  punto di vista tecnico, poi faccio riferimento a quanto
  previsto dal  comma  3  dello  stesso  articolo  9.  Anche questo
  contiene   una  disposizione  che  non  rispetta  le  prerogative
  previste dalla  legge  statale,  in  quanto  -  lo dice lo stesso
  riferimento al ticket del pronto soccorso della legge nazionale -
  che lo  stesso  ticket  deve  essere  graduato  in  rapporto alla
  tipologia di intervento sanitario. E in esso, invece, non vi è un
  riferimento  a  questo  tipo  di rapporto: indiscriminatamente si
  dice che  viene  determinato  nella  misura  del 50 per cento del
  limite massimo.  Quindi,  la  norma  in sé  contiene delle scelte
  politiche  assolutamente non condivisibili, delle scelte tecniche
  dal punto  di  vista  normativo e legislativo illegittime che non
  possono essere accettate e votate da questo Parlamento.
       Io  invito  il  Governo a prendere atto di questo, a fare un
  ulteriore  esame  di  riflessione e, per concludere, ad accettare
  quella  proposta che ho fatto prima,  nel mio intervento riguardo
  la  possibilità  di  eliminare  il  ticket  del  pronto  soccorso
  estendendo  la  continuità  assistenziale  nelle  ore  diurne dal
  lunedì  al venerdì, così prenderemmo certamente 'due piccioni con
  una fava' e non accetteremmo di fare una scelta legislativa che è
  dannosissima per le fasce meno abbienti, che è iniqua, ingiusta e
  che  non  è accettabile, ritengo, né dalla mia forza politica, né
  deve  essere  accettata  dalle  altre  forze  politiche di questo
  Parlamento.

     PRESIDENTE. Dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare.
       E' iscritto a parlare l'onorevole Forgione. Ne ha facoltà.

     FORGIONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, mi pare che
  ci  troviamo  di  fronte ad una scelta che mette a nudo la natura
  vera di  questo  Governo, un Governo - vorrei dirlo all'onorevole
  Leanza e  all'onorevole  D'Antoni  -  che  con  questa  scelta si
  caratterizza più  come  un  governo  liberista,  non a caso ha un
  assessore   al  bilancio  oltranzista,  un  assessore  che  é  un
  miscuglio,   una   miscela   pericolosissima   di   gestione  neo
  clientelare  della  spesa  e  di  liberismo  selvaggio.  Cioè del
  peggio di  quello  che  fu il vecchio sistema democristiano e del
  peggio di quella che é la nuova politica liberista.
       La  cosa  che  più  preoccupa  é  che  quei parlamentari che
  vengono  da  storie  di solidarismo cattolico e da una tradizione
  politica  legata  al  solidarismo cattolico, oggi devono prendere
  atto che  con  questa  misura vanno a colpire le fasce più deboli
  della popolazione.
       E per rispondere all'onorevole D'Antoni, altro che misura di
  Bertinotti    L'onorevole  D'Antoni  -  che  é  stato  un  grande
  dirigente sindacale e continua ad esserlo pur ricoprendo un ruolo
  politico -  sa bene che l'abolizione dei ticket fu dovuta proprio
  ad  una  battaglia  parlamentare  del  Partito della Rifondazione
  Comunista.  E l'abolizione dei ticket, così come la riforma Bindi
  che  riqualificava  la  sanità  pubblica, fu ottenuta grazie alla
  battaglia  di  Rifondazione Comunista e al ruolo che Rifondazione
  Comunista ebbe in quella fase di governi di centrosinistra.
       Ma  non  dovete  innervosirvi,  colleghi  della maggioranza;
  dovete  -  e  apprezzo la calma storica dell'onorevole Vincenzino
  Leanza -  dovete  solo trovare gli argomenti per difendere questa
  scelta.  Non  c'é  altro da fare, non vi dovete innervosire
       Voi -  e  penso al partito dell'onorevole Pagano - non siete
  di quel partito che ha imbrattato tutti i muri dell'Italia con lo
  slogan "meno  tasse  per  tutti"?  Beh, trovate ora gli argomenti
  per dire:  "più  tasse  per tutti".  E anzi la più ignobile delle
  tasse, la  tassa  sulla  salute,  la tassa sulla sofferenza delle
  donne e  degli  uomini,  la tassa sull'incertezza e la precarietà
  che ogni uomo  e ogni donna vive nel momento in cui é  colpito da
  una malattia:  "cosa  sarà  domani  di  me".  Voi  state tassando
  questa sofferenza
       E, vedete, non é chiaro ancora che tipo di reddito si tassa;
  si tassa  un  reddito  familiare? E si tassa un reddito familiare
  con la  tassa  piena  superiore  a  36 milioni?  Sapete cos'é  un
  reddito familiare  superiore a 36 milioni?  Meno di un reddito di
  un  operaio  metalmeccanico  e  di  un'insegnante  di  una scuola
  statale.  Voi  state  tassando  queste  fasce  di popolazione.  E
  sapete perché  é  grave?  Perché  chi  guadagna  100 milioni, chi
  guadagna 80  milioni  all'anno, chi ha redditi medio alti, non ha
  il problema delle 100 mila lire del pronto soccorso.
       Il problema nella farmacia, il problema nel pronto soccorso,
  il problema  nel day hospital ce l'ha chi guadagna poco; e voi lì
  state andando a colpire, facendo una doppia operazione: quella di
  alimentare  la  sanità  privata,  di  alimentare la specialistica
  privata, di  alimentare i laboratori privati e quella di lasciare
  la sanità  pubblica nel degrado e, in più, quella di tassare quel
  degrado;  e  la  tassa  colpisce  chi  non ha altro strumento che
  rivolgersi alla  sanità  pubblica.  E  lì  che  voi  scegliete di
  colpire
       E mentre al  comma  3  si dice che si può tassare fino al 30
  per  cento  della  tassa  prevista  dalla legislazione nazionale,
  prima   si  afferma,  però,  che  l'assessore  emana  un  decreto
  autonomamente,   di   concerto  con  l'assessore  al  bilancio  e
  l'assessore alla  sanità, e quindi questo vincolo non esiste più.
  Perché  poi  non  sappiamo cosa determinerà l'assessore una volta
  che emanerà il  decreto, non avrà più il vincolo del 50 per cento
  della tassa nazionale.
       Voi mettete un ticket  sulla ricetta, oltre che sui farmaci;
  questa tassa la dovrete  davvero  spiegare.  Con questa tassa non
  si colpiscono gli sprechi.  Pensate che una persona quando soffre
  perché  sta male va al pronto soccorso per il gusto di creare uno
  spreco nella gestione  pubblica  delle risorse sanitarie?
       Credete che andare in  un pronto soccorso nel mese di luglio
  sia per il gusto di  farlo  e con questa tassa voi disincentivate
  il  pronto soccorso?  No,  voi  colpite  la  sofferenza.  Facendo
  questo in effetti  voi  avete  un disegno strategico, complessivo
  cioé  disincentivare l'uso  della  sanità  pubblica  - penso alla
  tassa sul pronto  soccorso  -  perché,  comunque, volete spingere
  fasce  di popolazione  alla  sanità  privata.  E'  un  meccanismo
  classico:  si lascia nel  degrado  la sanità pubblica perché  poi
  uno, comunque, colpito  dalla  sofferenza, dall'incertezza per la
  propria vita, é  disposto anche a pagare in una struttura privata
  pur di avere una risposta immediata a quella sofferenza.  E' vero
  o no che quando uno si  rivolge  ad un ospedale per un esame, per
  un'analisi del sangue,  per  un'analisi  di  laboratorio  c'é  da
  aspettare due mesi, tre mesi e, magari, in quello stesso ospedale
  tu  trovi  subito una persona  che  ti  dice  che  fuori  c'é  un
  laboratorio privato magari  in un sistema d'affari concordato con
  quei pezzi di sanità pubblica  dove la risposta te la danno in un
  mese e tu, colpito  da quella sofferenza, vai in quel laboratorio
  privato, paghi e paghi due volte perché  quel laboratorio privato
  prende i soldi pubblici in convenzione e prende i tuoi soldi che,
  colpito  dal  bisogno, ti  rivolgi  lì  per  avere  una  risposta
  immediata a quel tuo bisogno, a quella tua incertezza.  Voi state
  facendo questa operazione  Signori del Governo.  E' un'operazione
  nazionale  però  la  dovete  spiegare.  Io,  davvero,  mi  vorrei
  rivolgere  ai tanti  parlamentari  della  maggioranza  che  hanno
  ispirato tutto il loro  impegno  politico  ad  un  legame  tra la
  cultura solidaristica  del  cattolicesimo democratico e l'impegno
  politico. Spiegatele queste cose.  Una  cosa  d'ora  in  poi  non
  potrete fare, amici e  signori del Governo e amici deputati della
  Casa   delle   Libertà:   continuare   ad   affiggere   manifesti
  proponendovi come quelli di  meno tasse per tutti. No, meno tasse
  per  tutti  no.  Meno   tasse   per  le  fasce  più  altre  della
  popolazione, tasse per le fasce  più deboli e, qui, io l'ho detto
  oltre a un Governo "Pinocchietto" perché  é quello stesso Governo
  che ha preso i voti  usando  questi slogan "Meno tasse per tutti"
  ora  abbiamo  un   Governo   "Vampiro"  perché  una  tassa  sulla
  sofferenza della gente, una  tassa  sulla salute, una tassa sulla
  malattia la può mettere  solo un Governo che mercifica il diritto
  alla vita delle donne e degli uomini. Per voi tutto é  merce, per
  voi tutto é profitto.
       Del resto guardate alla gestione della Cosa pubblica come ad
  un'impresa ma quello ha  poco  a  che  fare  con  il  bisogno  di
  solidarietà, con la tutela  delle fasce più deboli e anche con la
  tutela di un  bisogno  di  trasparenza nella gestione della spesa
  sanitaria della quale voi  non vi fate carico. Lasciate la sanità
  pubblica in questo stato  perché  tanto  poi  alla  fine  ci sarà
  sempre  una  sanità   privata   da  alimentare  e  da  alimentare
  attraverso un sistema  d'interessi  che  voi  in  questo  Governo
  rappresentate.

     ORTISI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ORTISI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  a costo di
  ricevere  una  censura  dal  gruppo  di  appartenenza  io  voglio
  spezzare una  lancia  a  favore  del  provvedimento  e  mi voglio
  congratulare in particolare non con il prof. Cittadini ma con gli
  onorevoli   Granata   e   Cascio   i   quali  dopo  avere  creato
  meritoriamente    l'itinerario    ambientalistico,   l'itinerario
  museale,  l'itinerario  eno-gastronomico hanno inventato un altro
  itinerario   di  turismo  interno  quello  nosocomico  con  molta
  attenzione   alla   seconda  parte  dell'espressione  nosocomico.
  Infatti, hanno ipotizzato  che  i  siciliani  vivano un desiderio
  pervasivo di smettere,  di notte in particolare, i comodi pigiama
  dentro i quali  nuotano  e di recarsi accompagnati dalle famiglie
  di  appartenenza   con   l'abito  di  festa,  possibilmente,  per
  presentarsi ai pronto soccorsi, per il solo gusto di incrementare
  le dissestate entrate del bilancio regionale.
       Non sarà  più  necessario  essere Sgarbi, per farsi aprire i
  musei, basterà  pagare  un  modesto  ticket per visitare i locali
  museali  dei   nostri   pronto  soccorsi.  Prima  conseguenza:  i
  probabili contrasti tra  le  valutazioni  dei medici di base o di
  guardia  medica   e  i  colleghi  dei  pronto  soccorsi.  Seconda
  conseguenza più grave,  per  la  quale prego di colleghi di stare
  attenti per non  più  di  trenta  secondi:  la cosa di cui ho più
  paura é la  modifica  della  percezione  di sé che ogni cittadino
  elaborerà  nella   paura,  non  solo  economica,  ma  soprattutto
  etico-comportamentale, di essere bocciato come superficiale, come
  perditempo, come  "cacasotto"; con il rischio di sottovalutazione
  dei sintomi soggettivi  e soprattutto con la certezza che da oggi
  a qualche  decennio,  i  comportamenti derivanti dalla dimensione
  dell'autopercezione si  saranno  modificati  a  tal punto, che ci
  vorranno davvero  decenni  per recuperare un equilibrato rapporto
  del cittadino  con  la  propria  psicosomaticità, per non parlare
  delle  vittime   che   resteranno   sparse   per  le  vie  di  un
  provvedimento  assolutamente  non  conducente,  nei confronti del
  risanamento auspicato del bilancio regionale.
       Sarebbe opportuno  indirizzare gli sforzi verso altri lidi e
  con  altri   provvedimenti,  almeno  per  il  ticket  sul  pronto
  soccorso, con  molta  serenità.  In  particolare  chiedo  a  lei,
  professore  Cittadini  e  al  Governo,  alla  maggioranza  ed  ai
  colleghi di avviare un'ulteriore pausa di riflessione.

     MICCICHE'. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MICCICHE'.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ho  un
  pensiero malevolo e  cioè  che meno si ascoltano le ragioni degli
  altri, meno  si  pensa.  Capisco  che i deputati abbiano esigenze
  fisiologiche, dato  che  dovremo fare probabilmente mattinata, ma
  stiamo  affrontando   la  questione  che  non  é  secondaria.  E'
  l'essenza  della  solidarietà.  Rivolgo  un appello all'onorevole
  D'Antoni che nella  sua  lunga  carriera  sindacale  ha difeso il
  diritto dei più deboli.
       Le memorabili battaglie  della  CISL,  in questo campo le ho
  viste tutte.
       Io spero che,  su  questo  argomento,  il suo peso politico,
  onorevole D'Antoni,  possa  anche  riversarsi  su questo versante
  perché capisco  che l'esigenza di tagliare dell'Assessore Pagano,
  a volte, non per sua  volontà,  ma  per  esigenze  di  cassa e di
  bilancio,  lo  hanno   portato   ad   incrementare  le  tasse,  e
  quant'altro.
       Come diceva  poc'anzi  l'onorevole  Forgione, abbiamo ancora
  nella nostra mente,  le  pubblicità  gigantesche  del  Polo delle
  Libertà  con  l'effigie  dell'attuale  Presidente  del  Consiglio
  Berlusconi con su scritto "Meno tasse per tutti "
       Meno tasse per i ricchi e più tasse per i poveri
       Se avrebbe scritto  una  frase  del  genere sarebbe stata la
  verità. E' quello che  si  sta  verificando  proprio  da  noi  in
  Sicilia, la Terra  più  povera  d'Italia,  in  termini di reddito
  pro-capite  -   basti   dare  un'occhiata  alle  nostre  province
  Agrigento,  Enna,   Caltanissetta,  le  più  povere  d'Italia  in
  assoluto  - come si  fa  a  formulare una proposta come quella di
  tassare il servizio di Pronto soccorso?
       Voi in questo  modo,  state  scoraggiando la sanità pubblica
  perché volete che nella mente dei Siciliani si radichi l'idea che
  curarsi è un  privilegio, perché, alla fine, questo è il problema
  "curarsi è un privilegio".
       Io non so  se  l'Assessore  Cittadini,  della  cui  capacità
  professionale, peraltro,  ho  sempre  sentito parlare bene, abbia
  mai fatto un giro  nei  nostri  ospedali, se è passato, per caso,
  dall'ospedale di Agrigento.
       I problemi che  possono  sorgere  in  questi  ospedali  sono
  inimmaginabili, quanti e  quanti  problemi,  anche sulle cose più
  insignificanti e non  bastano i sacrifici del personale sanitario
  e parasanitario.
       Ho molti amici  che  esercitano  la professione di medico in
  questi ospedali e fanno  di tutto, ma a volte mi dicono di essere
  scoraggiati dallo stato in cui versano gli stessi, perché c'è una
  cultura ormai e questa  Regione ha fatto poco - anche nel periodo
  di governo  Centro-Sinistra,  questo  bisogna  ammetterlo  -,  ma
  principalmente con  il  "potere Berlusconi" la politica sanitaria
  ha  assunto un  aspetto  secondario,  tant'è  che  si  propongono
  l'aumento, appunto, dei  tickets sui servizi sanitari e di pronto
  soccorso.
       Capisco che l'esigenza di cassa c'è, però, se è vero che c'è
  questa esigenza  impellente,  questi  sessanta miliardi, previsti
  da questa tassa,  dovrebbero  servire  per  aprire  -  faccio  un
  esempio - l'ospedale di  Agrigento  che  da dieci anni aspetta la
  sua messa in  funzione,  oppure  per  istituire  nell'Ospedale di
  Licata  la "terapia  intensiva"  che  manca  anche  a  Canicattì.
  Quindi, come  dicevo,  dovrebbero  servire  per  attivare  questo
  servizio pubblico sanitario,  invece  servono  per sanare il buco
  finanziario della Regione.  Allora,  se  si  tratta di sanare "il
  buco", se servono  a  creare  meno  deficit, basta togliere delle
  spese  inutili.  Penso   al  CERISDI,  del  Prof.  Pintacuda,  il
  maggiore rappresentate, 414  mila euro, in sostanza, centinaia di
  milioni.
       Allora, se  noi vogliamo risparmiare incominciano a tagliare
  un pò di quà un  pò  di  là in modo da racimolare questi sessanta
  miliardi  che  si   vogliono   tagliare  a  carico  del  servizio
  sanitario.
       Onorevole Assessore, non  ci venga a dire che questa manovra
  riguarda solo i ricchi  siciliani che superano i 40-60 milioni di
  reddito annuale, perché  non  è così.  Noi sappiamo che se c'è un
  nucleo familiare che ha  un  reddito  di  sessanta  milioni non è
  certo ricco, basta  esaminare  questo  reddito;  ci sono famiglie
  che lo raggiungono ma sono  in  cinque o sei ad attingere da quel
  reddito  e  se   ci  sono  problemi  sanitari,  questi  poi  sono
  addirittura tagliati fuori  da  un  possibile rimborso dei famosi
  ""viaggi  della  speranza".  Molte  volte  famiglie  hanno  avuto
  bisogno di 50, 60  milioni  per  poter  fare curare i figli fuori
  dalla Sicilia.
       Perché  questa Terra non garantisce una cura specialistica e
  quindi si è costretti  ad andare fuori. Mi risulta, questo mi era
  sfuggito all'inizio del  mio  discorso,  che proprio nel bilancio
  sono state tagliate delle somme riguardanti dei contributi che si
  danno  alle  famiglie   che  fanno  i  cosiddetti  "viaggi  della
  speranza".  Quindi, il  taglio  sulla  sanità  non  riguarda solo
  questo aspetto, riguarda  anche  quello della contribuzione e poi
  tutti ci allarmiamo.....

     PRESIDENTE. Onorevole Miccichè, la invito a concludere, il suo
  tempo è scaduto.

     MICCICHE'.....  tutti   ci  allarmiamo  e  diciamo  che  siamo
  solidali con le  famiglie  bisognose  che hanno le disgrazie, che
  conosciamo  tutti. Come,  per  esempio,  quella  ragazza  che  ha
  contratto il  morbo cosiddetto "della mucca pazza". Probabilmente
  questa famiglia avrà  un  reddito  di  60  milioni.

     SEGRETO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SEGRETO. Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  solo pochi
  minuti per esprimere il  nostro  assenso  alle scelte del Governo
  nella  direzione  di   evitare   gli  sprechi  soprattutto  nella
  dispensazione   dei   farmaci,   sprechi   che   sono   aumentati
  notevolmente giusto con la  legge  Bindi,  quella  legge cioè che
  aveva abolito quel minimo ticket e che ha fatto invece aumentare,
  invece, la spesa sui  farmaci.  La  legge  prevede  anche  che si
  evitino i ricoveri inutili, spesso immotivatamente protratti.
       L'introduzione  dei  ticket  per  fasce  di  reddito  e  per
  patologia salvaguarda lo  stato  sociale  e  il  principio  della
  solidarietà  tutelando  le   categorie  più  deboli  e  riducendo
  sicuramente la spesa farmaceutica.
       In ambito ospedaliero riteniamo  che con il filtro presso il
  pronto soccorso, le porte  si  apriranno  soltanto  a  coloro che
  effettivamente hanno bisogno e  non  a  coloro  che  si recano al
  pronto soccorso magari per  avere  un  certificato  utile ai fini
  medici legali.
       Riteniamo comunque  che maggior spazio, onorevole assessore,
  dovrà essere dato  non  solo  al  day  hospital,  ma  soprattutto
  all'assistenza  domiciliare  integrata,  considerato  che  adesso
  molti reparti,  molte  divisioni  sono ritenuti inutili perchè la
  patologia può  essere  curata,  sicuramente,  a  domicilio  in un
  ambiente familiare, in un ambiente sicuramente più accogliente.
       Per cui facciamo  voti  affinchè  l'assessorato della sanità
  attivi  una  seria   analisi  del  territorio  per  una  maggiore
  razionalizzazione dei posti  letto  e  nella  distribuzione delle
  divisioni specialistiche  per  un  maggiore  funzionamento  delle
  stesse.
       Un invito  formuliamo all'Assessore perchè la riabilitazione
  finalmente abbia il giusto  spazio che occupa nel piano sanitario
  regionale, attualmente ancora in  vigore,  ma che non ha avuto in
  effetti   lo   sviluppo   che   merita,   cioè   parliamo   della
  riabilitazione non  della  fisioterapia, quindi la riabilitazione
  vera nei suoi diversi aspetti e tipologie.
       Dicevo che il ticket  sul  pronto  soccorso non mi preoccupa
  più di tanto, considerato  che  spesso  i pronto soccorsi vengono
  affollati da gente che  effettivamente non ha bisogno, a tal uopo
  è necessario, come diceva  qualcuno,  che venga integrato e venga
  intensificato e migliorato il servizio della guardia medica.
       Al di là comunque  di  ogni  considerazione e valutazione di
  ordine economico, è bene  che il Governo, l'assessorato si attivi
  perchè  nei presidi  sanitari  siciliani  gli  operatori  vengano
  valutati anche per il  modo  di  porgersi  rispetto  ai  pazienti
  perchè la medicina venga maggiormente umanizzata.
       A tal uopo sarebbe  opportuno,  ne parlavo qualche giorno fa
  con l'assessore, affinchè presso  ogni  ASL o presso ogni azienda
  ospedaliera  si  insedi   una  commissione  di  bioetica  per  la
  valutazione anche del comportamento degli operatori sanitari.
       Ritengo quindi che  le  scelte  fatte  dal Governo non siano
  così destabilizzanti come qualcuno vuole fare credere, come se lo
  stato sociale crollasse,  ma ritengo invece che lo stato sociale,
  per i limiti dati  al  reddito  e  per  le  patologie che vengono
  tutelate, siano indirizzate nella giusta direzione.

     BALDARI. Chiedo di parlare,

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BALDARI. Signor Presidente,  onorevoli colleghi, io non voglio
  ripetere cose già dette  dal  collega  onorevole  Segreto, il mio
  intervento è indirizzato a sfatare  cose  che sono state dette in
  quest'Aula e ad evitare allarmismi.
       Io credo che non è  nell'intenzione  del Governo e di questa
  maggioranza  di tassare chi sta  male  e  chi  necessita  di  una
  prestazione urgente di  pronto  soccorso.  La  partecipazione  al
  costo  da  parte   degli   assistiti,   secondo   la   previsione
  dell'articolo  3  al comma  7, prevede  che  il  ticket  andrebbe
  applicato <per prestazioni erogate  in  regime di pronto soccorso
  non  seguite  da  ricovero>   -   sto   leggendo  testualmente  -
  <effettuabili in regime  ambulatoriale  senza  pregiudizio per il
  paziente>. Si tratta - c'era  mi  pare prima il collega Cracolici
  che parlava di triage -  si  tratta  dei  codici bianchi, cioé di
  quei pazienti che impropriamente  vanno  al pronto soccorso e che
  invece dovrebbero andare nell'ambulatorio del medico di base, del
  proprio medico di famiglia.  Io voglio richiamare l'attenzione di
  tutti i colleghi su  quello che succederebbe, una volta applicato
  il ticket sulle visite  specialistiche,  nei  pronto soccorsi. Io
  penso che tanti utenti,  perché  di  utenti  dobbiamo parlare, si
  presenterebbero riferendo patologie acute  che invece non ci sono
  per cercare di ottenere  prestazioni che invece vanno erogate con
  un altro regime, con  altro  metodo.  Io  mi  permetto  suggerire
  all'assessore  e  all'onorevole   Presidente   della  Regione  la
  possibilità invece di indirizzare  i flussi economici, per quanto
  possono essere, non so se saranno sufficienti, ma anche quel poco
  che verrà dall'applicazione  di  questa  partecipazione  al costo
  delle prestazioni improprie di pronto soccorso che possono essere
  indirizzate  invece  ad   incrementare  ed  essere  spesi  quindi
  nell'area dell'emergenza che è  quella più costosa per il sistema
  socio-sanitario e soprattutto per  la  parte pubblica del sistema
  socio-sanitario.

     D'ANTONI . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     D'ANTONI .  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  siccome
  l'argomento  di cui stiamo  parlando  è  un  argomento  delicato,
  importante, è bene che  questa  Assemblea prima di esprimersi, di
  votare, sappia esattamente, almeno  per la mia parte, come stanno
  le cose, poi è chiaro che  ognuno può avere idee diverse e trarne
  conseguenze diverse.
       Stiamo parlando di applicare  in Sicilia o di riapplicare in
  Sicilia un decreto, il decreto  29  aprile  del 1998, decreto del
  Governo Prodi, il cui  Ministro  della Sanità è stato l'onorevole
  Bindi. Ora l'onorevole Bindi  è  conosciuta  in  questo Paese per
  essere, e probabilmente lo  è  in  maniera indiscutibile, un vero
  difensore  del sistema pubblico sanitario italiano, nel senso che
  si è battuta nei tanti anni in cui è stata ministro per difendere
  il sistema sanitario nazionale da tutti gli attacchi privatistici
  che ci sono  stati.  E,  non  a  caso, il decreto di cui parliamo
  aveva questa  impostazione,  nel  senso  che  il tentativo di far
  partecipare  i  cittadini ad alcune prestazioni sanitarie nasceva
  soprattutto,   e   nasce,   da   un'esigenza:,  l'esigenza  della
  deterrenza,  cioè  l'esigenza  di  evitare  che, attraverso forme
  particolari,  si  possa  attaccare la natura pubblica del sistema
  sanitario nazionale.
       Un uso  smodato  costringerebbe  a  rivedere un'impostazione
  che, per  quel  che mi riguarda e - penso - per quel che riguarda
  la  maggioranza  di  quest'Assemblea, difende.  Noi difendiamo il
  sistema  pubblico  sanitario  nazionale,  e poichè lo difendiamo,
  chiediamo  ai cittadini una partecipazione graduata attraverso il
  ticket, proprio per evitare che una spesa incontrollata possa far
  rivedere l'impostazione generale sul sistema sanitario nazionale.
       Erano queste le  considerazioni  che  portarono  il  Governo
  Prodi-Bindi, di cui  faceva  parte nella maggioranza Rifondazione
  comunista,  ma,  evidentemente, in quest'Aula tutti hanno memoria
  corta,  a  produrre  questo  decreto  che  noi ripristiniamo.  E'
  successo,  infatti,  che  alla  vigilia delle elezioni nazionali,
  nella  finanziaria  2000-2001  il Governo Amato ha sospeso questo
  decreto  ed ha fatto un'operazione furba, mettendo dei tetti alla
  spesa sanitaria alle regioni e costringendo queste ultime a farlo
  loro.
       Cioè, nella  sostanza,  ha fatto un'operazione politicamente
  elettoralistica e furba,  nel  senso che ha scaricato, attraverso
  il patto di stabilità, alle  regioni la messa in ordine dei conti
  sanitari, tant'è vero che  molte  regioni  si  sono  orientate  a
  ripristinare i ticket  e  molte regioni ne stanno discutendo, sia
  di  maggioranza di Casa  delle  Libertà  sia  di  maggioranza  di
  centrosinistra.
       Allora, la questione  è  diversa:  valutiamo  la  natura  di
  questo  intervento e valutiamo  il  suo  impatto  con  la  realtà
  siciliana  e  diamo   un   giudizio   coerente   con   la  natura
  dell'intervento e con l'impatto sulla realtà siciliana.
       La natura dell'intervento è ripristinare i ticket 'Bindi' in
  Sicilia   per   salvaguardare   il  sistema  sanitario  nazionale
  siciliano.   In   secondo  luogo,  preoccupati  delle  condizioni
  economiche  della  Regione  siciliana, in questo testo abbattiamo
  del   50   per  cento  il  ticket  previsto  allora  dal  Governo
  Prodi-Bindi e  lo riportiamo ad una misura più consona al reddito
  dei  siciliani,  tant'è vero che ci preoccupiamo di abbattere del
  50 per  cento  i massimali che erano previsti e che sono previsti
  nel decreto nazionale.
       Prevediamo l'esenzione per i veri malati, quindi, parlare di
  tassa di sofferenza non  esiste perchè i malati hanno l'esenzione
  totale, come hanno l'esenzione  totale tutti coloro che godono di
  un  reddito  inferiore  ai  36  milioni  annui,  cioè  la  grande
  maggioranza del popolo siciliano.
       Se  vogliamo fare  demagogia  in  quest'Aula,  io  vengo  da
  trent'anni di esperienza e a me  in  quanto a demagogia non mi ha
  mai fregato nessuno, per cui sono pronto per un torneo oratorio e
  demagogico che nessuno, vi garantisco, nessuno mi può battere. Se
  vogliamo parlare seriamente  come siciliani, dobbiamo dire che se
  vogliamo   salvaguardare   questo   sistema  sanitario  nazionale
  sicuramente  dobbiamo  fare  la  lotta  agli sprechi, sicuramente
  dobbiamo  impegnarci  per  evitare  che  avvengano malversazioni,
  tutto ciò  che  volete; del resto ci sono i magistrati e questo è
  giustissimo,  ma  dobbiamo,  salvaguardando  le fasce deboli ed i
  malati,  dare un segnale di partecipazione per garantire una vera
  effettiva tenuta del sistema sanitario nazionale siciliano.
       Con queste motivazioni darò il mio voto favorevole e ritengo
  che  la  maggioranza  difenda  questo testo proprio in nome della
  sanità pubblica siciliana.

                  (Applausi dai banchi della destra)

     CITTADINI, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CITTADINI,    assessore per la sanità.    Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi,  vorrei  fare  alcune  precisazioni.  Dall'8
  agosto,   quando   ho  ricevuto  la  delega  per  la  sanità,  ho
  partecipato almeno 22 volte - lo notavo poc'anzi sulla mia agenda
  -  alla Conferenza Stato-Regioni, la Conferenza degli assessori e
  devo dire  che due dati sono emersi.
       Il  primo  dato,  assolutamente  importante  e che voi tutti
  sapete, è  che  dal  1   gennaio non vi è più il ripiano da parte
  dello Stato  per  i debiti della sanità e, di conseguenza, quello
  che  noi  in questo momento andremmo a "succhiare" come autentici
  vampiri   -  come  ci  ha  definiti  l'onorevole  Forgione  -  ai
  cittadini,  in ogni caso verrebbe "succhiato" a fine anno quando,
  trovandoci un  buco  di  1.200  miliardi  (questo è il buco della
  farmaceutica,  in  Sicilia  anno  dopo  anno)  fatalmente  questo
  dovrebbe essere ripianato.
       Il  secondo  problema.  Domani  farò  omaggio  all'onorevole
  Cracolici  di  un  libro  molto  bello  che  abbiamo prodotto (ho
  frequentato  per  sette  anni  il Comitato nazionale di bioetica,
  quando  ero  ben  lontano  dall'idea  di diventare assessore alla
  sanità) il  più  bel  libro  evaso  e  pubblicato dal Comitato di
  bioetica è  stato  "Etica  e risorse in sanità".  E' veramente un
  libro  molto  importante. Alcuni punti sono ben spiegati: l'etica
  del limite, l'etica del diritto, quella del diritto alla salute e
  così via. Bisognerebbe riflettere un pò su questo.
       Innanzitutto  vorrei  dirvi  che  tutte  le decisioni, tutte
  quelle  che  sono  state  prese  finora,  quelle discusse oggi in
  questa sede,  sono  tutte  state studiate in quella che si chiama
  "la cabina  di  regia",  cioè  su un accordo nazionale che fino a
  questo  momento  nessuna  decisione  sui LEA, sulla farmaceutica,
  sull'abolizione  di  alcune prestazioni di fisiokinesiterapia, su
  tutte  le problematiche vengono prese a livello nazionale. Vorrei
  dire che  in  questo  livello nazionale le regioni che contano di
  più  e  che,  naturalmente,  hanno  maggior peso sono la Toscana,
  l'Emilia  Romagna, il Veneto, la Liguria, regioni che chiaramente
  non fanno parte dell'area politica di Forza Italia, ma questo non
  ha importanza, inutile fare ancora queste distinzioni sciocche.
       Noi abbiamo identificato come buco della sanità in Sicilia -
  come del  resto  nelle altre regioni - vi anticipo ad esempio che
  nel Lazio  il  buco  della  sanità  è di 9.200 miliardi di lire e
  4.000 miliardi soltanto è l'indebitamento del Policlinico Umberto
  I di  Roma.  Su  questi 1.200, 1.300 miliardi di lire circa 1.100
  sono  dovuti  alla  spesa farmaceutica.  L'onorevole Cracolici ha
  anticipato alcune cifre, alcune gliele avevo suggerite io stesso:
  siamo  la seconda regione d'Italia per spesa farmaceutica dopo il
  Lazio;  siamo  la  prima  d'Italia  come  spesa  pro-capite, ogni
  cittadino palermitano, per esempio, spende 368.000 lire per anno,
  80.000 lire più di quello che spende un cittadino veneto e 50.000
  lire  in  più  della  media  nazionale;  siamo  la  prima regione
  d'Italia  per  il  consumo  di antibiotici sofisticati, quelli da
  rianimazione, quelli  che  si usano per le malattie acute, per le
  malattie  gravi.  E'  difficile  comprendere  come  questo  possa
  avvenire in una regione come la Sicilia.
       L'onorevole Cracolici ha detto  che  noi  non  abbiamo preso
  delle  contromisure.  A  Tall  proposito,  intendo  fargli subito
  omaggio di  un decreto che è stato pubblicato due giorni fa nella
  Gazzetta  Ufficiale  della  Regione  siciliana dove sono elencati
  tredici provvedimenti, tutti attuati nella maggior parte come, ad
  esempio,   l'introduzione   dei  farmaci  generici,  dei  farmaci
  generici a  minor prezzo rispetto allo stesso farmaco e così via,
  l'idea  di  affidare  tutto  il  prelievo  dei  farmaci  in  ogni
  provincia alle  ASL provinciali che lo acquistano al 50 per cento
  e lo distribuiscono al 4 per cento ai grossisti e al 13 per cento
  ai  farmacisti,  i  problemi  del primo ciclo terapeutico dopo la
  dimissione   dall'ospedale   data   e  così  potremmo  continuare
  all'infinito.
       Malgrado ciò,  noi  siamo di fronte alla realtà del 2001, in
  cui abbiamo  speso  - informo anche il Presidente, in dettaglio -
  2.292  miliardi  per  la spesa farmaceutica su 7.840 miliardi 438
  mila lire  per la spesa generale di tutte le nove ASL  siciliane.
  Dunque, siamo  attorno  al  26,  27 per cento a fronte del 13 per
  cento  che  lo  Stato  imporrebbe  essere  il  tetto  della spesa
  farmaceutica.
       Abbiamo avuto  in Sicilia dal 1  gennaio al 31 dicembre 2001
  44 milioni  330  mila  688  ricette,  questa è la situazione.  E'
  chiaro che  a questo punto si debba incidere ed intervenire sulla
  spesa farmaceutica, in qualunque modo.
       L'onorevole  D'Antoni ha  chiarito  che  questo  ticket  era
  presente. Nel  grafico  che è a disposizione di tutti voi, perché
  ne ho  fatto  parecchie  copie, si vede ciò che è successo in una
  ASL  siciliana  dal 1999 quando è iniziato l'aumento dei farmaci,
  poi nel  2000  è  stato bloccato il ticket e siamo passati da 680
  miliardi a 600 miliardi di farmaci solo in una ASL siciliana come
  effetto  della rimozione del ticket; di conseguenza, io credo che
  francamente il ticket andasse messo.
       Devo dire che la proposizione dell'onorevole Pagano che vede
  le cose dal punto di vista del bilancio e di conseguenza è chiaro
  che la sua azione  voglia  essere  particolarmente  incisiva, era
  anche quella  di  aggiungere a quel prelievo delle 3.000 lire per
  ricetta decurtato del 50 per cento (anche se non era previsto noi
  lo abbiamo  fatto, che poi è 3.000 per la ricetta multipla, 6.000
  mila che  diventa  3.000  mila)  anche  un  prelievo  su tutte le
  ricette a prescindere dalle fasce di età, dalla fasce di reddito,
  dalle patologie per cui quel farmaco viene prescritto e questo mi
  pare che non ha incontrato la simpatia e il favore di alcuno ed è
  stato subito rimosso.
       Tutte     gli    altri    commi    che    riguardavano    la
  fisiokinesiterapia,  le  prestazioni  ambulatoriali,  sono  state
  tutte  eliminate;  ad  esempio  le  terapie  termali  sono  state
  totalmente escluse da i LEA, dunque è inutile discutere di ticket
  su una  cosa  che non viene rimborsata.  Lo stesso vale per molte
  prestazioni  di  fisiokinesiterapia  per  cui sarà riproposto più
  avanti un emendamento dopo l'introduzione dei LEA.
       Infine,  il   problema   del  pronto  soccorso.  L'onorevole
  Cracolici dice  che  io  passerò  alla storia non come medico, ma
  come colui che ha introdotto il ticket sul pronto soccorso.

     CRACOLICI. Era provocatorio.

     CITTADINI,  assessore per la sanità. Molti di coloro che hanno
  parlato  chiaramente  non  sono  mai stati in un pronto soccorso,
  dico non sono mai stati in un pronto soccorso, come medico.
       Io ho fatto pronto  soccorso  per  quarantadue anni, un buon
  periodo per giudicare i fatti.  Ho  i  dati  molto  precisi,  che
  abbiamo chiesto, perché lì  era  il  secondo  spreco,  i ricoveri
  impropri.  Lei  teme  che  l'immissione  del  ticket  sul  pronto
  soccorso  possa  fare  lievitare  i  ricoveri  impropri; dovrebbe
  essere esattamente il contrario e comunque tra gli obiettivi dati
  dai  direttori generali, dai direttori sanitari ed amministrativi
  è proprio  il  controllo  sui  ricoveri  impropri, ma i primi tre
  saggi  su  campioni  di  pronto soccorso che vengono dall'Azienda
  Civico  di  Palermo,  dall'Azienda Vittorio Emanuele di Catania e
  dall'Azienda di  Caltagirone  ci dicono che circa il 66 per cento
  di pronto  soccorso  sono impropri perché non hanno avuto né  una
  medicazione,  né  una riparazione di una frattura, né una sutura,
  né  un  ricovero  ospedaliero,  né  una  prestazione cardiologica
  seria, 66  per cento massimo, 58 per cento minimo, queste sono le
  cifre  veramente impressionanti che vengono da queste indicazioni
  e di conseguenza non penso che le cose stiano così.
       Questo ticket in  definitiva  che  sembra  così  penalizzare
  questi poveri cittadini, come  se  l'etica  fosse  il  patrimonio
  soltanto  di alcune persone e  non  di  altre.  Si  sostiene  per
  esempio che noi andiamo a penalizzare  -  io sono un medico e non
  voglio penalizzare alcuno   e  non  mi interesserebbe penalizzare
  alcuno  - io sono sicuro che il pronto soccorso è popolato giorno
  e notte di persone che  non  hanno  alcuna   necessità  di pronto
  soccorso, perchè  per  questo  ci sono le guardie mediche, c'é la
  continuità territoriale.
       Certo, ci sono delle  lacune  che  andiamo  a  colmare.  Noi
  sappiamo, per esempio, che  il  77  per  cento  dei  ricoveri  di
  pediatria sono dei ricoveri impropri e incidono tutti dal venerdì
  pomeriggio alla domenica notte, perché sono scoperti dai pediatri
  di famiglia. Ma allora  si  tratterà  di  allungare  l'orario dei
  pediatri di famiglia, il che costa poche decine di milioni, e non
  andare a favorire il 77 per cento di ricoveri impropri.
       Io credo che il ticket  sul pronto soccorso può darsi che mi
  faccia passare alla storia, ma in questo caso ne sarò orgoglioso.

     PRESIDENTE.   Si  passa   alla  fase  di  illustrazione  degli
  emendamenti.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA. Signor Presidente,  onorevoli  colleghi, non é per
  perdere tempo, ma la  discussione  che  si é svolta sull'articolo
  che abbiamo all'esame merita che i presentatori degli emendamenti
  adesso li confermino o li ritirino alla luce del dibattito.
       Comunico  subito  che  confermo  l'emendamento  soppressivo,
  perché gli argomenti che  sono  stati  addotti  in  sede politica
  dall'onorevole D'Antoni, in sede tecnica, adesso, dall'assessore,
  sono del tutto insufficienti  a  motivare una scelta che confermo
  per la mia parte politica  e  anche  per  il convincimento che mi
  sono   fatto,  e  cioè  che  rimane  un'odiosa  tassa  che  viene
  introdotta  senza che se ne tragga alcun beneficio o, addirittura
  - sostiene l'onorevole D'Antoni - senza che la sanità pubblica ne
  tragga  alcun  beneficio  né  dal  punto  di  vista dell'introito
  quantitativo, né  tanto meno per l'effetto della deterrenza.
       Onorevole  D'Antoni,  lei  poc'anzi  ha ricevuto applausi da
  alcuni   colleghi   della   maggioranza   a   seguito  delle  sue
  argomentazioni,   che   sono  rispettabilissime  ma  per  lo  più
  infondate,  e ora dirò perché. Io capisco il senso dell'applauso,
  perché  tanto  più  appare odioso, insopportabile e difficilmente
  giustificabile,  agli  occhi dei cittadini, da parte dei colleghi
  parlamentari,   un   ticket   sanitario  come  quello  che  viene
  introdotto,  tanto  più  una posizione giustificativa come quella
  dell'onorevole  D'Antoni  che,  in sostanza, ha teso a scaricare,
  secondo il suo punto di vista, alla controparte le responsabilità
  dell'introduzione  del  ticket,  appare come i farmaci salvavita;
  quello  dell'onorevole D'Antoni é un ragionamento salvavita per i
  deputati   del   centrodestra,  solo  che  manca  del  necessario
  ancoraggio.
       Noi   applichiamo  la  legge  Bindi,  e  meno  male  che  la
  applichiamo,   perché   la   legge  Bindi  non  é  la  legge  che
  istituisce  i  ticket  sanitari;  l'onorevole  D'Antoni omette un
  piccolo particolare,  perché  la legge 449 che é una legge delega
  al  ministro  della  sanità  per  ridefinire la compartecipazione
  della  spesa,  riguarda una modifica dei ticket introdotti con la
  legge 537/1993, il che non c'entra nulla con il centrosinistra in
  quanto si  é  in  pieno  periodo,  o  meglio,  nella  fase  della
  decadenza del governo della prima Repubblica.

     D'ANTONI . Amato introdusse i ticket e Amato li abolì

     CAPODICASA. E  ha fatto bene prima ad introdurli, forse, e poi
  ad abolirli,  perché  Amato é  stato colui il quale ha tentato di
  transitare dalla prima alla seconda Repubblica il nostro Paese e,
  soprattutto,  si  é  intestato  una  politica volta a risanare il
  bilancio dello  Stato e cercare di portare il Paese in Europa. E'
  stato il  primo  Governo che se ne fece carico e che, poi, con il
  Ministro   del  Tesoro,  Ciampi,  e  con  Prodi,  Presidente  del
  Consiglio, portò a buon esito. Però quei ticket iniziali contro i
  quali  noi  ci  battemmo perché  erano eccessivi, successivamente
  sono  stati  ridefiniti  e  rispalmati  sulla  parte  più alta di
  reddito    della   popolazione   con   il   decreto   legislativo
  dell'onorevole   Bindi.   Quindi,   non   é   che   li  introduce
  l'onorevole Bindi  -  e  mi  rivolgo  a  voi  colleghi  che avete
  applaudito e  vi  siete sentiti sollevati da questa notizia - no,
  quella é  una  legge  vecchia  del  Governo  e ancora prima di De
  Lorenzo,  ed  é  la  conseguenza esattamente dello sperpero che é
  stato  fatto  nella  sanità.  La  sanità pubblica, infatti, viene
  messa  in  discussione proprio dal grande deficit che le gestioni
  passate avevano  prodotto  e il risultato é che si é  arrivati ad
  un   certo  punto.
       Però   distinguiamo,   onorevole   Presidente   e  onorevole
  D'Antoni, il  punto  non  é  se  appartengono alla Bindi o no, il
  problema  é  che  questi  ticket  soppressi  dal Governo Amato il
  Governo   di  centrodestra  della  Regione  siciliana  adesso  li
  introduce  in  Sicilia.  Allora,  si  dice:  "ma perché  Amato ha
  fatto  un'operazione  furba?" No, Amato ha fatto un'operazione la
  quale   viene   ripresa,  confermata  ed  aggravata  dal  Governo
  Berlusconi.  Il  decreto  Berlusconi, infatti, e l'accordo con le
  Regioni é  di qualche mese fa, precisamente del 10 agosto scorso,
  secondo  cui  le  Regioni  non  possono pensare di spendere nella
  sanità come  vogliono e poi si presentano allo Stato per chiedere
  il  rimborso  a piè di lista.  Intanto, c'é  la compartecipazione
  della Regione  e  la  Sicilia  paga  già  il costo più alto: è la
  Regione  che  paga  la  percentuale più alta di compartecipazione
  delle Regioni al Fondo sanitario nazionale, credo che siamo al 42
  per   cento.   Dopodiché   bisogna   aggiungere  che  la  Regione
  siciliana   arriva   al   ticket   non   perché  l'ha  introdotto
  l'onorevole  Bindi  ma  perché  il  Governo precedente, onorevole
  D'Antoni, che  lei  ha  creato  in  questa  Regione, ha fatto uno
  sforamento  di  1.200  miliardi  in  un  solo  anno nella sanità.
  Perché  se  noi  qui  avessimo  i dati del 1999 dove, in tutto il
  decennio  precedente,  avevamo un deficit di appena 338 miliardi,
  non avremmo avuto bisogno di introdurre il ticket.

     CUFFARO, presidente della Regione. Si é sforato perché D'Alema
  ha tolto il ticket.

     CAPODICASA.  No,  si  é  sforato  perché c'è un decreto che le
  sfugge,  presidente  Cuffaro,  il  ticket  é  stato  tolto l'anno
  passato  da  Amato  e  non  da  D'Alema   Presidente  Cuffaro, mi
  incuriosisce visto  che  lei  é  anche medico e opera nel settore
  della  sanità oltre ad essere Presidente della Regione. Il ticket
  é  stato tolto da pochissimo e, quindi, non c'entra D'Alema.  C'è
  il decreto dell'onorevole Provenzano, assessore per la sanità del
  Governo Leanza,  secondo cui, in sede di ripartizione del fondo a
  tutte  le  Aziende unità sanitarie locali, per quanto riguarda la
  spesa farmaceutica  -  siccome le altre Regioni hanno un trend di
  crescita fino  al  35  per cento sul totale del Fondo sanitario é
  impossibile che  in  Sicilia  si  abbia un trend così basso - per
  evitare  che  vi  siano  previsioni  di  bilancio false in questo
  settore autorizza  a  sforare  fino  al  35 per cento della spesa
  farmaceutica, e  se  le  Aziende non hanno i soldi li prendono in
  prestito, sono autorizzate a ricorrere al mercato finanziario.
       Ecco  perché  emettiamo  i  ticket,  onorevole D'Antoni. Non
  c'entra   niente   l'onorevole  Bindi,  c'entrano  i  governi  di
  centrodestra che  hanno  portato  il deficit sanitario a 2 mila e
  cento miliardi. Questo é il punto.

     CUFFARO,   presidente  della  Regione.  Le  faccio  vedere  il
  prospetto di cui parlava poc'anzi l'assessore Cittadini: appena é
  stato levato il ticket, la spesa é saltata.

     CAPODICASA.  Sì, perché  corrisponde  esattamente  al  decreto
  Provenzano.  Vada  a  leggere  la  data  del  decreto.  Lei ha la
  pessima   abitudine  di  venire  in  Aula  solo  nelle  occasioni
  trionfali,  ma  le  assicuro  che  se fosse stato presente quando
  abbiamo  dibattuto  questo  argomento,  ci sarebbe stato molto da
  discutere.  Io  ho pochi minuti adesso, ma ne avremo l'occasione.
  Vi   faremo  una  bellissima  mozione  sull'argomento  e  potremo
  discuterne a lungo.
       Il punto  é che non siamo obbligati a mettere il ticket, non
  diciamo  fandonie.  Siamo  obbligati  nel momento in cui la spesa
  sanitaria ha  il buco che ha, quando sfora i duemila miliardi. Se
  noi  avessimo  avuto  una gestione accorta della spesa sanitaria,
  questo  ticket,  Bindi  o  non Bindi, non avremo avuto bisogno di
  introdurlo.  Ecco  perché  confermiamo,  onorevole Presidente, il
  nostro  emendamento,  sul  quale  chiederemo  l'appello nominale,
  l'abbiamo  preannunciato  da  tempo,  perché rimanga per iscritto
  come ciascuno ha votato.

     MANZULLO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MANZULLO.   Signor  presidente,  onorevoli  colleghi,  il  mio
  intervento  vuol  essere  anche  un  segnale, un messaggio ed una
  testimonianza di verità, fermo restando che la scelta del Governo
  di  recepire, eventualmente, somme utilizzando un settore come la
  sanità, diventa un aspetto semplicemente politico, che al massimo
  posso rispettare, ma non condividere.
       Avevo  anche  pensato  di  non  intervenire,  ma  ascoltando
  l'intervento  del  professore Cittadini, assessore per la sanità,
  un sussulto deontologico forte mi ha pervaso.
       Ho  ascoltato  con  piacere  che il professore, per quaranta
  anni,  ha fatto pronto soccorso. Io, professore, come medico, con
  le dovute proporzioni per il suo spessore culturale, ho fatto per
  vent'  anni  pronto soccorso e non in ospedali specialistici, non
  in   pronto   soccorsi  spesso  e  volentieri  con  diagnosi  già
  predeterminate  da  altri medici della periferia. Ho fatto pronto
  soccorso  in  ospedali  di frontiera, dove al pronto soccorso, in
  alcune  parti  della  Sicilia, arriva l'infartuato, arriva chi ha
  subìto  un  grave incidente, arriva, possibilmente, la gravidanza
  extra uterina, arriva il fatto acuto.
       Ma dal  risultato che lei diceva, emerge forte la figura del
  medico.  Medico  non  inteso soltanto nel senso della prestazione
  manuale  o della prescrizione, medico inteso anche come supporto,
  come punto  di  riferimento,  come porto per chi soffre. Le posso
  assicurare  che  quel dato che lei riferiva deve fare riflettere,
  ancora una  volta,  anche  con  un  pizzico di orgoglio la classe
  medica, sul  fatto  che  la  gente  va al pronto soccorso non per
  trovare soltanto la prescrizione, ma per trovare il conforto e la
  rassicurazione di  chi  con coscienza e scienza cerca di dare una
  risposta.
       Vi  posso  assicurare,  cari  colleghi,  che  per esperienze
  vissute,  all'interno  della  nostra Sicilia, in particolare, c'é
  tanta resistenza dei cittadini a farsi ricoverare. Difficilmente,
  la  gente  arriva  al  pronto soccorso con l'intenzione di essere
  ricoverata.   La  gente  chiede  al  medico  se  può  continuare,
  eventualmente, a  fare  la  terapia  o se é possibile ritornare a
  casa.   Perché  le  condizioni  all'interno  dell'ospedale  molto
  spesso, per quanto riguarda  la  sanità  pubblica  sono  molto da
  attenzionare.
       Allora il  problema  del  ticket del pronto poccorso diventa
  una stortura per  cercare di dare anche una risposta e se è vero,
  come  è vero, che noi medici in tutte le occasioni spesso diciamo
  che  "è  meglio  prevenire che curare", spesso e volentieri anche
  una  presenza  in  pronto  soccorso  può  essere  un  momento  di
  prevenzione.  Dunque,  al  di  là  delle  scelte, ritengo che noi
  abbiamo  il  dovere  di  dare  una  risposta  forte,  onesta che,
  all'interno   della  sanità,  all'interno  di  una  struttura  in
  particolare,   il  pronto  soccorso,  non  soltanto  deve  essere
  quantificata  sul  problema  di  una  malattia  che  possa essere
  ascritta;  tanti  sono, infatti, i casi di forme di neurodistonia
  in  cui  molti  pazienti, anche per un attacco di panico, possono
  rivolgersi ad una struttura pubblica.
       Pertanto, chiedo al Presidente della Regione, all'Assessore,
  di rivedere in particolar modo questa tassa che, a nostro avviso,
  è una tassa non soltanto penalizzante, ma anche preoccupante.
       Immaginare,  infatti,  di non avere, in determinanti momenti
  che  ciascuno di noi può attraversare nella vita, un supporto, un
  rapporto  col  medico,  il quale, ancora oggi, specie nei piccoli
  centri, rappresenta per il paziente un punto di riferimento, deve
  essere  considerato  non  soltanto  penalizzante  sotto l'aspetto
  finanziario, ma, sicuramente, penalizzante di una risorsa.
       E'  contro il nostro modo di pensare che nel terzo millennio
  la sanità in una Nazione possa essere usata anche quale strumento
  o mezzo per produrre reddito.
       Non c'è  metro, misura, parametro che una risposta, anche su
  un milionesimo, che possa essere risposta di salute, di conforto,
  non ci sono tickets che possano ricompensare.
       Dunque,  il  ticket sulle medicine è una scelta politica, lo
  è anche quella di andare a recuperare alcune somme, ma per quanto
  riguarda  il  pronto soccorso lasciamo che questa struttura possa
  continuare  a svolgere quel ruolo di cui molti di noi, in momenti
  particolari, abbiamo usufruito.

     MICCICHE'. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MICCICHE'.  Signnor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  voglio
  tranquillizzare  l'onorevole  D'Antoni:  non  voglio batterla per
  demagogia,  stia  tranquillo,  non è mio intendimento.  Io voglio
  battere  questo  Governo  per  concretezza, voglio battere questo
  Governo  con le controdeduzioni alla tesi dell'onorevole D'Antoni
  che l'Assessore alla Sanità ha svolto poc'anzi. Infatti, leggendo
  i parametri, le percentuali, ci rendiamo conto che l'Assessore ci
  ha fornito soltanto i numeri  delle  percentuali,  ma non quellii
  in assoluto.  Se andassimo a vedere qual  è la maggiore spesa che
  incide sulla sanità, che ha provocato  questo buco, come ha detto
  bene poc'anzi anche l'onorevole Capodicasa, vedremmo che è quella
  relativa  alla  diagnostica esterna, vedremmo  che  quel  buco  è
  stato provocato dall'inattività  delle  strumentazioni  sanitarie
  interne.
       Porto  un esempio: per quanti anni in alcuni ospedali non ha
  funzionato  la  TAC e si è fatto ricorso a prestazioni esterne in
  cliniche private?
       Quello  è  il  vero spreco  E' lì che l'Assessore ci ha dato
  indicazione  che  la  maggiore  spesa  deriva  proprio  da queste
  prestazioni  e non dalle prestazioni  del  pronto  soccorso,  che
  adesso si vogliono scoraggiare.
       Ma,  onorevoli colleghi, la gente non va nei pronto soccorsi
  per  piacere,  per  fare   una  passeggiata,  per  passare i fine
  settimana
       Onorevole  D'Antoni, con  questa norma che verrà sicuramente
  approvata  perché  avete  i  numeri per farlo, il cittadino dovrà
  camminare   munito   di   "101"   o   di   "730".
       Non dobbiamo burocratizzare la sanità, questo è un pericolo,
  è  scoraggiamento non deterrenza.  Ma  deterrenza  di  che  cosa?
  Cosa  comporterà  questa norma?  Che  un  povero  pensionato,  un
  anziano di un qualsiasi paese  sperduto  della  Sicilia, prima di
  farsi curare dovrà "curarsi" il reddito.  Poi, magari, troverà il
  medico non in camice bianco, ma in  camice blu che controllerà se
  ha le carte "burocratiche" a posto.
       Questo significa sclerotizzare la sanità   Questa deterrenza
  che si vuole instaurare è  di  carattere  culturale;  voi,  cioè,
  volete  scoraggiare  la  sanità  pubblica  e  incentivare  quella
  privata;  questo è l'obiettivo del Polo delle Libertà
       Dovete  dirlo  con  chiarezza,  senza giri di parole.  Lo ha
  detto  lo  stesso  assessore  leggendoci le percentuali e badando
  bene a non citare le cifre in assoluto.
       Lì  scopriamo  che  "il  re  è  nudo",  che  la situazione è
  completamente diversa da quella che appare: l'aumento del deficit
  nel  settore della sanità è  stato  determinato,  come  ho  detto
  poc'anzi, dagli sprechi e dall'aumento  delle indennità agli alti
  dirigenti sanitari.
       Una  della  prime  vostre azioni è stata, infatti, quella di
  aumentare  le  indennità agli alti dirigenti sanitari, non quella
  di  provare  a risolvere le questioni di fondo della sanità nella
  nostra regione.
       Pertanto, signor Presidente, onorevoli colleghi, preannunzio
  che il mio sarà un  voto  a  favore  dell'emendamento soppressivo
  dell'articolo in discussione.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.  Signor  Presidente,  io  mi  rivolgo  al  dirigente
  sindacale  e  gli  comunico che il reddito pro-capite in  Sicilia
  per un terzo della nostra popolazione  è al di sotto della soglia
  di povertà.  Mediamente in Sicilia il 20 per cento delle famiglie
   a  un  reddito  al  di  sotto  degli  otto  milioni  annui.
       Nel  presupposto  che  una  famiglia sia composta da quattro
  persone,  noi  abbiamo un reddito medio di trenta milioni l'anno,
  che  ridistribuite  nella  mensilità  ammontano  a  qualcosa come
  duemilioni e mezzo al mese.

     CUFFARO,  presidente della Regione. Questa fascia di cittadini
  è esente.

     SPEZIALE.  Non  è  esente,  è  lì l'errore che voi commettete.
  Noi  stiamo  parlando  di  una  famiglia media siciliana; oggi su
  questa  famiglia  non  grava  alcuna   spesa  per quanto riguarda
  l'assistenza  sanitaria, nel senso che avendo costruito in Italia
  un  sistema  sanitario  che  io  considero robusto, in gran parte
  legato  all'incrocio  tra  due culture, quella cattolica e quella
  socialista,  che  però  ha  sacche  di inefficienza, che utilizza
  appena il 5 per cento del prodotto interno lordo finalizzato alla
  sanità,  a  differenza di altri paesi dove si utilizza fino all'8
  per   cento  del  prodotto  interno  lordo.  Tuttavia,  onorevole
  D'Antoni, si è costruito un sistema sanitario  talmente  efficace
  che si dà il caso che io e lei campiamo mediamente cinque anni in
  più rispetto alla media dei paesi europei.
       Non lo si deve questo alla dieta mediterranea, gran parte lo
  si deve al  sistema  sanitario  che  abbiamo  costruito, che è un
  sistema sanitario  inclusivo,  di  tutela.
       Le  faccio  un  altro  esempio  visto  che  lei  ha fatto il
  dirigente sindacale: in Europa, con l'ingresso dell'immigrazione,
  noi  abbiamo  avuto  un  problema di contrasto delle patologie di
  importazione.
       Una buona parte  del  reddito  dei  paesi  europei  è  stato
  destinato a  contrastare  le  patologie  di introduzione da parte
  degli immigrati. In  Italia  questo fenomeno non lo abbiamo avuto
  perchè,  essendo  la  nostra  medicina inclusiva, costruita anche
  dalla  democrazia  cristiana, l'immigrato che viene qua, il quale
  sa  che non deve pagare, si rivolge al medico e noi azioniamo una
  politica di prevenzione perchè sa che non si deve pagare.
       Tutto questo ha permesso di avere un basso costo complessivo
  della sanità italiana rispetto al PIL e tutto ciò è stato gradito
  dalle famiglie italiane.
       Adesso voi  riproponete una odiosa reintroduzione del ticket
  che incide non solo sulla cultura della medicina inclusiva perchè
  tende  a poco a  poco, e  questo  dobbiamo  dirlo, a  portare  ad
  eliminare i tassi  di  sicurezza  e  di  tutela  per trasformarli
  sempre più gradualmente verso un settore di privatizzazione della
  sanità.
       In secondo  ordine  incidete  fortemente sulle condizioni di
  vita delle famiglie.
       Ammettiamo che ci  sia una famiglia che debba rivolgersi una
  volta al  mese  al medico, che ha bisogno di una volta al mese di
  una   cura   diagnostica   e   una   volta  l'anno  di  una  cura
  riabilitativa:  noi abbiamo per una sola confezione di medicinali
  che  viene  sottoscritta dal medico il pagamento di tremila lire,
  se  sono  più  confezioni seimila lire.  La prima domanda è:  non
  pensate  che  questo  aiuti?  Quando  uno  va dal medico e sa che
  dovendo pagare seimila lire per più confezioni e se ha bisogno di
  sole  due  confezioni  il  medico gliene scrive un po' di più.
       Ma, ovviamente, questo incentiva l'utilizzo dei farmaci, non
  contrasta e non mette sotto controllo la spesa sanitaria.
       In  più  noi   abbiamo   il  ticket  sul  day-hospital,  per
  accertamenti diagnostici centomila lire, poi abbiamo ticket sulle
  prestazioni termali nella  misura del 75 per cento per un massimo
  di lire  duecentomila  lire;  abbiamo ticket sulla riabilitazione
  nella  misura di lire ottantamila  (voglio dare dati precisi, non
  possiamo  parlare  in  modo astratto, dobbiamo sapere in che modo
  questo incide di fatto sulle famiglie), poi abbiamo il ticket sul
  pronto   soccorso  non  seguito  dal  ricovero  nella  misura  di
  centomila  lire,  questo  a  regime, per il momento si stabilisce
  nella  norma  che il 50 per cento è a carico degli assistiti.
       La  mia  domanda,  professore Cittadini è questa:  non pensa
  che  avere  introdotto  questi  balzelli  indebolisca  il sistema
  sanitario  inclusivo, l'idea della tutela del diritto alla salute
  come  elemento  inclusivo  di  sussidiarietà, che  non  è  frutto
  soltanto  del  nostro essere stati socialisti in questo Paese, ma
  appartiene  alla  cultura e alla tradizione cattolica.
       Tutto  ciò  non  solo  non  mette  sotto  controllo la spesa
  sanitaria,   così   come   prima  aveva  argomentato  l'onorevole
  Capodicasa,   ma,   anzi,   potrebbe   financo   incentivarla.  E
  quand'anche non mette sotto controllo la spesa sanitaria, tra una
  spesa e la salute, tra la spesa a carico della fiscalità generale
  e  il  diritto  alla  salute  non  possiamo avere dubbi: dobbiamo
  scegliere  il diritto alla salute.
       Ecco perché  l'emendamento nel testo proposto dal Governo ha
  un   carattere   odioso.   Ragione   per   cui  noi  invitiamo  i
  parlamentari a votare contro.

     CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRACOLICI.  Credo  che  questa  sera  la  novità rispetto alla
  proposta  iniziale  del  Governo  è  che la maggioranza approva i
  ticket  con  l'applauso  e credo che sia la notizia della serata.
  Presidente,   lei   non   c'era,  la  maggioranza  ha  applaudito
  l'onorevole  D'Antoni  per giustificare l'introduzione del ticket
  in  Sicilia.  Io  voglio ribadire un tema che è stato da me posto
  all'inizio   dell'intervento   e   che   devo  dire  le  risposte
  dell'assessore  Cittadini non convincono e non mi convincono. Lei
  sarà  orgoglioso del fatto che ha introdotto o nella sua gestione
  si  introducono  i  ticket sul pronto soccorso e si reintroducono
  quelli  sulla  sanità,  apprendo  questa  sera che ne avete tolti
  alcuni  all'ultimo  momento,  per  cui  vi  apprestate a togliere
  alcuni  dei  ticket  che  avevate  previsto,  ma  non  cambia  la
  sostanza.  Il  dato  vero  è  che  sulla base dei dati che lei ha
  comunicato  a  quest'Aula,  emerge  una  cosa  e un dato che deve
  preoccupare  e  dimostra l'esattezza delle nostre considerazioni.
  In  Sicilia,  che  è  la  seconda regione d'Italia e la prima per
  spesa  pro-capite,  esiste  anche  un  dato  differenziato  nelle
  singole   province.  A  fronte  di  una  spesa  di  330.000  lire
  pro-capite  per  i siciliani ci sono province dove questa spesa è
  molto  più  alta:  Messina,  Agrigento.  Chiedo e vi chiedo: cosa
  avete fatto per capire le cause? Perché vede, assessore, i ticket
  nel  2001  non  ci  sono  stati  né a Messina, né a Palermo, né a
  Trapani,  né  ad  Agrigento,  perché  c'è  una spesa farmaceutica
  differenziata   provincia   per   provincia  con  valori  che  si
  discostano  anche  di  circa  50-60.000  lire e forse più tra una
  provincia  e  l'altra.  Non c'è forse lì la ragione, il fatto che
  c'è una spesa farmaceutica incontrollata anche perché  non esiste
  un  regime  di  controlli, non operate e non create le condizioni
  perché  ci  sia  in  qualche  modo una prevenzione da parte delle
  istituzioni  politiche  che  consenta  di  avere  un  sistema  di
  controlli effettivo. Questi dati che lei ha comunicato dimostrano
  che  voi  avete  scelto  la  strada  più  semplice, quella che in
  qualche modo non vi fa toccare i fili del sistema affaristico che
  governa  la  sanità  in  Sicilia, del sistema che in qualche modo
  dove si annidano intrallazzi e interessi di caste e di privilegi.
  Questa  è  la  vera riforma di cui ha bisogno la Sicilia, mettere
  mano  al  sistema  sanitario,  al sistema complessivo del sistema
  sanitario,  sia  all'interno  del  pubblico, sia nel rapporto tra
  pubblico  e  privato senza nessun ideologismo, ma con la scelta e
  con  la  coerenza  che  quando  si  vuole  fare  una  politica di
  risanamento,  e  concludo,  la  si fa guardando a 360 gradi e non
  colpendo gli ultimi.

     SPAMPINATO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPAMPINATO.  Signor  presidente,  onorevole  Presidente  della
  Regione, onorevoli colleghi, se  oggi  fossi un vignettista di un
  quotidiano e avessi il  compito  di  semplificare il dibattito in
  quest'Aula  su  questa  finanziaria  mi  verrebbe  in  menta  una
  vignetta  disegnata all'incirca così:  vi immaginerei l'onorevole
  Presidente  del  Consiglio,  onorevole  Berlusconi, e l'onorevole
  Presidente   della   Regione,   onorevole   Cuffaro,  L'onorevole
  Presidente  del Consiglio che consegna, nelle mani del Presidente
  della  Regione,  uno  dei suoi volantini più riusciti "meno tasse
  per tutti" e l'onorevole Cuffaro che dice "no, grazie". Ecco come
  si potrebbe esemplificare il senso di questa manovra finanziaria.
       E credo che  proprio l'approvazione dell'articolo 9 ..... Io
  ho fatto la vignetta,  l'onorevole  Cracolici  già aveva fatto il
  titolo "in Sicilia si  approvano  i  tickets a suon di applausi".
  quindi, abbiamo già il titolo e la vignetta, abbiamo fatto tutto.
       E  credo   che   proprio   l'approvazione   dell'articolo  9
  esemplifica in maniera perfetta questo titolo e questa vignetta.
       Io ancora sono forse  un  po'  illuso,  uso il condizionale,
  spero di non dover  mai  disegnare  questa  vignetta  e, se fosse
  condizionata  ad   una   rivisitazione   dell'articolo  9,  sarei
  particolarmente contento.
       Onorevoli  colleghi,   se   oggi   facessimo   soltanto   un
  ragionamento politico noi deputati dell'opposizione avremmo tutto
  l'interesse che questo  articolo  venisse approvato, perchè senza
  demagogia noi, da  domani,  potremmo  svolgere la nostra funzione
  politica facendo  leva  sull'approvazione  innanzitutto di questo
  articolo che impone ...

     CUFFARO,  presidente  della Regione. Per essere onesti, non ha
  portato alcun risultato.

     SPAMPINATO.  Le  auguriamo  migliore  fortuna.  Ma  ancora  ci
  illudiamo   perchè   abbiamo  in  mente  l'interesse  del  popolo
  siciliano  e  speriamo di non dover utilizzare, e sicuramente non
  strumentalizzare, questi argomenti.
       Non li vogliamo  utilizzare perchè anzitutto li riteniamo un
  balzello inutile ed impopolare. Impopolare perchè inutile.

     ACIERNO. Onorevole Spampinato, proponga una fonte di copertura
  diversa, avanzi una proposta.

     SPAMPINATO. Signor Presidente,  credo che siano tanti i metodi
  alternativi ai vari  tickets,  perchè  in  effetti  adesso stiamo
  parlando di tasse sulla  salute,  di  tasse sul dolore, di "tasse
  sulla paura", così come le definiva l'onorevole Raiti.
       Io mi illudo,  e  ancora sono particolarmente fiducioso, che
  comunque il Parlamento, con  buona  volontà  di tutti e con mille
  aggiustamenti  che  si  possono  fare,  possa  impedire  che  ciò
  avvenga.
       Ecco perchè dichiaro  il mio voto favorevole all'emendamento
  proposto da più deputati, anzi, se è possibile, dichiaro di voler
  aggiungere  la  mia firma  all'emendamento  9.7  e  vi  invito  a
  verificare chi è il firmatario di tale emendamento.

     PRESIDENTE. Pongo cvongiuntamente in votazione gli emendamenti
  9.1, 9.6 e 9.10 aventi identico contenuto.
       Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                          (Non sono approvati)

       Si passa all'emendamento 9.7.

     TURANO. Dichiaro di ritirarlo.

     PRESIDENTE.  L'assemblea  ne  prende  atto.

     SPAMPINATO.  Ai  sensi   dell'articolo   114  del  Regolamento
  interno, dichiaro di riprenderlo.

     PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento 9.7.  Il parere
  della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore.  Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze.  Contrario.

     SPAMPINATO.  Chiedo  che  la  votazione  avvenga per scrutinio
  nominale.

    (Alla richiesta  si  associano  gli onorevoli Giannopolo, Zago,
     Ferro, Ortisi, Liotta, Forgione, De Benedictis)

                       VOTAZIONE PER SCRUTINIO NOMINALE

     PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per  scrutinio  nominale
  dell'emendamento 9.7.
       Chiarisco il significato del  voto:  chi  vota  sì  preme il
  pulsante verde; chi vota no  preme  il  pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (seguono le operazioni di voto)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                      RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE. Proclano l'esito  della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

       Presenti e votanti ..... 77
       Maggioranza ............ 39
       Favorevoli .... ........ 24
       Contrari ...... ........ 53

                      (L'Assemblea non approva)

       Pongo in votazione  l'emendamento 9.2 a firma dell'onorevole
  Liotta.
       Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                          (Non è approvato)

       Pongo  in  votazione  l'emendamento  9.4.  Il  parere  della
  Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in votazione  l'emendamento 9.3 a firma dell'onorevole
  Liotta.
       Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                          (Non è approvato)

       Comunico  che  è  stato  presentato  all'emendamento  9.5 il
  subemendamento 9.5.1.
       Pongo  in votazione il subemendamento 9.5.1. Il parere della
  Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in votazione l'emendamento 9.5 come modificato.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in votazione l'articolo 9 nel testo risultante.

       (Gli  onorevoli  Giannopolo,  Zago,  Ferro,  Ortisi, Liotta,
  Forgione,  De  Benedictis,  Panarello  e  Villari chiedono che la
  votazione avvenga per scrutinio segreto)

                   VOTAZIONE PER SCRUTINIO NOMINALE

     PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio  segreto
  sull'articolo 9.
       Chiarisco il significato del  voto:  chi  vota  sì  preme il
  pulsante verde; chi vota no  preme  il  pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.

     CRACOLICI. Il popolo sarà contrario.

     PRESIDENTE. Questo  non  lo  sappiamo,  per  saperlo  dobbiamo
  attendere la prossima scadenza elettorale, onorevole Cracolici.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione:

        Presenti e votanti .......  80
        Maggioranza ..............  41
        Favorevoli ...............  48
        Contrari .................  31
        Astenuto..................   1

                          (L'Assemblea approva)

       Si passa  all'articolo 14 "Recupero fondi di dotazione" e ai
  relativi emnendamenti, precedentemente accantonati.
       Non   avendo   alcun  deputato  chiesto  di  parlare,  pongo
  congiuntamente in  votazione  gli  emendamenti  14.1  e  14.2  di
  identico contenuto.
       Il parere del  Governo?

     CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.

     PRESIDENTE.Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

     PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, ovviamente
  non vogliamo  riprendere il dibattito sulla questione che abbiamo
  già sollevato  nel corso della discussione generale sull'articolo
  14 nella giornata  di ieri, tuttavia - capisco che l'assessore al
  Bilancio è sempre  impegnato  al  telefono.

     PRESIDENTE. Il  telefono  allunga la vita, onorevole Speziale,
  lo dice anche la pubblicità.

     CUFFARO, presidente della  Regione.  L'ascolto io e poi glielo
  racconto.

     SPEZIALE.  Ieri  abbiamo  chiesto  più  volte  nel  corso  del
  dibattito di spiegare  qual  è  la ragione per cui mentre vengono
  intaccati tutti i  fondi  di  dotazione  dei vari enti, a partire
  dall'Irfis, non si  è  da  parte  del Governo inteso intaccare il
  fondo dell'Ircac, che  a  noi risulta essere complessivamente per
  500 miliardi di lire.
       Abbiamo chiesto al  Governo di dare una risposta e mi auguro
  che la essa venga.

     CUFFARO, presidente della Regione. Te la dico io privatamente.

     SPEZIALE. Di dare  una  risposta  non  a  me ma al Parlamento,
  perché...

     PRESIDENTE. Onorevoli  colleghi, vi prego di lasciare i banchi
  del Governo.

     SPEZIALE.    L'emendamento    da    noi    proposto   permette
  l'utilizzazione di  una  parte  delle  risorse che sono destinate
  all'Ircac,   che   a   noi,   dicevo   ieri,   risultano   essere
  complessivamente 500  miliardi, per una buona parte, per un terzo
  da destinare  al  bilancio della Regione. Noi pensiamo, onorevole
  Presidente della  Regione,  glielo ripetiamo qui, che è possibile
  introitare  nella  bilancio della Regione, utilizzando l'articolo
  14 e  prevedendo  di  utilizzare  i  fondi dell'IRCAC, almeno 250
  miliardi di lire, che renderebbero la manovra più in equilibrio e
  eviterebbero di  mettere  altri  balzelli  a carico dei siciliani
  (ticket, pagamento  di  varie tasse, tassa sul metano). Pertanto,
  abbiamo chiesto  e  non  abbiamo  avuto  risposta; attendiamo una
  risposta da parte del Governo.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Speziale,  mi  pare che il Governo non
  abbia nulla  da  aggiungere.  Pongo  in votazione gli emendamenti
  14.1 e e  14.2  con  il  parere  contrario  del  Governo  e della
  Commissione. Chi  é  contrario resti seduto; chi é  favorevole si
  alzi.

                          (Non é approvato)

       Pongo in votazione l'articolo 14.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA.  Signor  Presidente, preoccupa -  devo  dirlo  con
  sincerità - il silenzio del Governo alle  ripetute  richieste che
  ha   fatto   l'opposizione,  sia  nella  persona  del  Capogruppo
  onorevole Speziale  che mia, a proposito dei fondi IRCAC. Abbiamo
  dibattuto già, mi pare in tre tornate, sull'argomento; il Governo
  tace. Perché?  In  Commissione  finanze  si  era  impegnato  a un
  approfondimento  della  materia; voleva una maggiore informazione
  circa i  fondi  che sono inutilizzati presso l'IRCAC e, a seguito
  di  questa informazione, avrebbe poi fatto proprie dichiarazioni.
  Siamo ancora qui  in  attesa che il Governo ci dica qual é stato
  il risultato  dell'approfondimento  e  il  perché  ha detto no al
  nostro emendamento  che  -  a  nostro  giudizio,  ove accettato -
  avrebbe consentito  di  non  mettere  ticket sulla sanità, di non
  mettere la  tassa  sul  metano.  Quindi, avremmo  perfino, forse,
  indirettamente, fatto  un  favore  al Governo, perché  si sarebbe
  presentato con  una  manovra  senza  tasse;  mentre  invece, così
  facendo, si  presenta con un manovra carica di tasse. Ma vorremmo
  capire perché questa sordità al tema che noi abbiamo sollevato.

     PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'articolo  14  col  parere
  favorevole  del  Governo e della Commissione.  Chi  é  favorevole
  resti seduto; chi é contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 22. E' stato presentato  da  parte del
  Governo  l'emendamento  22  R,  allegato  al  presente  resoconto
  stenografico,    interamente    sostitutivo   dell'articolo   22.
  L'eventuale  approvazione  dell'emendamento  22  R  farà decadere
  tutti  gli  emendamenti  presentati  allo stesso articolo, tranne
  l'emendamento 22.10  che resta in vita e va votato separatamente.

     MICCICHE'. Signor  Presidente,  la  materia dell'articolo 22 é
  complessa e richiede un attimo di riflessione.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, accantoniamo momentaneamente
  l'articolo 22  anche  per  consentire di leggere l'emendamento di
  riscrittura.
       Si    ritorna,   pertanto,   all'articolo   21.   Si   passa
  all'emendamento 21.1.  Lo  pongo  in  votazione.  Il  parere  del
  Governo?

      SCAMMACCA DELLA  BRUCA,  assessore  per  i  lavori  pubblici.
  Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole resti
  seduto; chi é contrario si alzi.

                          (Non é approvato)

    Pongo in votazione l'articolo 21. Il parere del Governo?

      SCAMMACCA DELLA  BRUCA,  assessore  per  i  lavori  pubblici.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Parere della Commissione?

     CROCE,    presidente   della   Commissione   e   relatore   di
  maggioranza.. Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole resti
  seduto; chi é contrario si alzi.

                          (E' approvato)

       Onorevole Micciché ha completato la lettura dell'emendamento
  interamente sostitutivo?

     MICCICHE'. Non ancora.

     PRESIDENTE. Onorevole  Micciché,  il  Parlamento  deve  potere
  continuare
       Pongo  in  votazione  l'emendamento  22.10.  Il  parere  del
  Governo?

      SCAMMACCA DELLA  BRUCA,  assessore  per  i  lavori  pubblici.
  Favorevole.

        PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole resti
  seduto; chi é contrario si alzi.

                          (E' approvato)

       Pongo in votazione  l'emendamento 22.R del Governo che é una
  riscrittura del 22 con tutti gli emendamenti.
       Il parere della Commissione?.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA. Signor  Presidente,  io desidererei che il Governo
  quando presenta emendamenti  così  complessi  ...  Mi  sembra  un
  poema

     CUFFARO, presidente della Regione. E' frutto di un accordo con
  i deputati del DS.

     CAPODICASA. Appunto, però  qui  c'é  tutto. C'é la cessione in
  riscatto, la cessione  in riscatto, la determinazione del prezzo,
  gli abusivi ....

     CUFFARO, presidente  della  Regione. L'hanno studiato tutto il
  pomeriggio.

     CAPODICASA. Chi  l'ha  studiato? Io non l'ho studiato. Ammetto
  di non essere stato tra quelli che lo hanno studiato
       L'unico punto  che  peraltro ha suscitato anche un dibattito
  sugli organi di stampa é  la determinazione del prezzo. Su questo
  punto vorrei  che il Governo ci informasse di qual é la decisione
  finale dell'emendamento.  Signor  Presidente, mi chiedevo se é in
  grado di dirci  che  fine  farà  perché  se non cambia nulla noi,
  ovviamente, avremmo da ridire.

     PRESIDENTE.     Intanto     comunico     che     relativamente
  all'emendamento  22.6  anche  la  versione  scritta  dal  Governo
  manterrebbe in vita  la  prima  parte  dell'emendamento fino alla
  parola da "oltre 2 anni" che pertanto deve essere votata.

      SCAMMACCA DELLA  BRUCA,  assessore  per  i  lavori  pubblici.
  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

      SCAMMACCA DELLA  BRUCA,  assessore  per  i  lavori  pubblici.
  Il comma 1  prevede  la  possibilità  di  riscattare  gli alloggi
  utilizzando i  meccanismi  previsti  dalla  legge 26 del 1963; in
  particolare  il  meccanismo  prevede  la  valutazione  del valore
  venale di  mercato  con  una riduzione del 30 per cento aumentata
  dello 0,25  per  ogni anno di anzianità dell'alloggio.
       Al comma  2  viene  prevista,  invece,  la possibilità di un
  aumento del prezzo  così determinato come il comma 1 nel caso che
  vi  siano   stati   negli   ultimi   cinque  anni  operazioni  di
  manutenzione  straordinaria  a  carico  dell'ente gestore. Questo
  credo che  fosse  il  quesito.
       Il comma 3 prevede la possibilità che coniugi, i discendenti
  e   gli   ascendenti  conviventi  con  l'aspirante  assegnatario,
  successivamente  deceduto,  possano  succedere  nella  facoltà di
  acquistare l'alloggio.

     PRESIDENTE.    Onorevoli    colleghi,   pongo   in   votazione
  l'emendamento 22.6 fino alla parola "oltre due anni".
       Il parere della Commissione?

     CROCE,    presidente   della   commissione   e   relatore   di
  maggioranza.  Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
       Chi é favorevole resti seduto; chi é contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in  votazione  l'intero emendamento 22.R, così come, a
  sua volta, emendato.

     MICCICHE'. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MICCICHE'.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, adesso si
  sta  sfiorando  la  totale  incomprensione. Questo emendamento ci
  viene  consegnato  un minuto prima di dibatterlo. Si deve dare il
  tempo al deputato di leggere attentamente le norme che sono state
  inserite  in questo emendamento. Bisogna fare un raffronto con la
  normativa  perché  una  cosa erano le cose scritte nel disegno di
  legge  della  finanziaria,  un'altra  sono  le  cose scritte qua,
  completamente diverse.

     PRESIDENTE.  Purtroppo, non  é  prevista  una  sospensione dei
  lavori  parlamentari.  Io,  come lei sa, per venirle incontro, ho
  invertito  l'ordine  di votazione degli articoli, in modo tale da
  darle il tempo di leggerlo. Più di questo non posso fare.

     MICCICHE'.   In   Commissione  bilancio  ho  sollevato  alcune
  questioni  che collimavano con le cose dette dal Presidente della
  Commissione,  onorevole  Croce.  Poi  è  intervenuto in contrasto
  l'onorevole  D'Antoni.  E'  poi intervenuto il presidente Cuffaro
  che ha  detto  di  fare  un  emendamento  complessivo,  vista  la
  presenza   dell'onorevole   Micciché, che  ha  dimestichezza  con
  l'argomento perché  si  é  occupato  di  queste questioni. Alcune
  cose io le condivido, altre no.
       Siccome  sono  cose  che  poi  sono  in  contrasto,  dare la
  possibilità  di  potere limare, anche perché ci sono cose che non
  hanno  possibilità  di applicazione. Per ultimo c'é una perla che
  non era prevista nella discussione, quella del comma 11 col quale
  il sindaco  diventa  una  sorta  di  onnipotenza  assoluta. Ma vi
  rendete  conto?   Con  il  clima  di  diffidenza  che  c'é  nella
  popolazione, si  dà  ad  un funzionario di fiducia del sindaco la
  possibilità di stilare una graduatoria   Già adesso case popolari
  non se  ne  costruiscono  quasi più e si creano delle particolari
  condizioni  di   clientelismo    Il  rischio  é  questo.  Io  non
  intervengo nel merito, ma per chiedere di avere la possibilità di
  esaminare attentamente  la  materia.  Ci  sono  alcune  cose  che
  possono essere  limate,  signor Presidente.  Non mi pare corretto
  dare l'emendamento un minuto prima della votazione.

     PRESIDENTE.   Onorevole Micciché, in un  altro  momento  della
  nostra permanenza a Palermo, avrò modo, magari,  di darle qualche
  suggerimento  rispetto  all'attività   parlamentare,  soprattutto
  quando si svolge in Aula, in modo tale che lei possa essere messo
  nelle condizioni di poterla seguire meglio.  Pongo  in  votazione
  l'emendamento 22.R.

       Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.

       Chi é favorevole resti seduto; chi é contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     PRESIDENTE.  Onorevole  Ortisi,  l'emendamento è stato votato,
  tuttavia le dò la parola.

     ORTISI. Io non so perché lei vuole creare queste atmosfere che
  non hanno motivo di esistere.

     PRESIDENTE.  No,  onorevole  Ortisi,  assolutamente, non avevo
  visto  che  lei  aveva  chiesto di parlare. L'emendamento è stato
  votato,  se  lei  chiede  di  intervenire  ne  ha  facoltà, ma le
  garantisco che non l'avevo vista.
       Si passa all'articolo 23.

     ORTISI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ORTISI.  Signor  Presidente,  io  non sarei intervenuto se lei
  non avesse  deciso  di  dare  una  lezione  al collega neofita in
  ordine  all'applicazione  del Regolamento. Mi consenta di parlare
  per venti secondi.
       Qualsiasi  Regolamento  di qualsiasi Parlamento non solo del
  nostro,  intanto  difende il diritto del parlamentare a ragionare
  con la sua testa e decidere, anche l'ultimo parlamentare che sono
  io;   per   cui  un  emendamento  discusso  in  fase  preliminare
  probabilmente  da  alcuni colleghi di maggioranza ed opposizione,
  ancorchè accettato  dai  Gruppi,  deve  consentire  a chiunque di
  leggerlo, di rifletterci e di votarlo....

     PRESIDENTE.  Onorevole  Ortisi, io la devo interrompere perché
  forse lei non ha seguito, forse lei

     ORTISI.  Questa  è  una sua opinione, onorevole Presidente, mi
  consenta di...

     PRESIDENTE.  ...onorevole Ortisi, forse lei non ha sentito che
  la  Presidenza  per  agevolare l'onorevole Miccichè ha sospeso la
  trattazione  dell'articolo  22, è tornata all'articolo 21, gli ha
  dato  un quarto d'ora di tempo.  Purtroppo, i lavori parlamentari
  devono continuare, onorevole Ortisi, quindi io non le consento di
  dire le cose che sta dicendo, perché sono inesatte.
       La  Presidenza, compatibilmente con le esigenze di procedura
  e  di  velocità dei lavori parlamentari, ha consentito nei limiti
  del possibile, all'onorevole Miccichè e a quanti altri ritenevano
  di doverlo fare, di approfondire l'emendamento.
       Tuttavia,  non   è   possibile,   come  lei  sa,  rallentare
  ulteriormente  i  lavori  parlamentari anche perché la Conferenza
  dei  Capigruppo si è data una scadenza, è necessario procedere, è
  necessario  andare al voto e, pertanto, più di quello che è stato
  fatto non può essere fatto.
       Questo  senza violare il diritto di nessuno a intervenire, a
  parlare, o ad esprimere la propria opinione.

     ORTISI. Mi permette adesso di completare il concetto?

     PRESIDENTE. Certamente.

     ORTISI.  Siccome  lei  ha  espresso  anche  una  opinione,  la
  pregherei di  non  interrompermi anche se è il Presidente. Questo
  emendamento è  stato distribuito a me nello stesso momento in cui
  veniva   distribuito  anche  al  collega  Miccichè  e  agli altri
  colleghi.
       Lei dice che  ha fatto trascorrere un quarto d'ora - e non è
  vero ed  un  quarto d'ora è comunque poco per approfondire questo
  emendamento, per  quelli  duri  ed analfabeti come me, per quelli
  molto   intelligenti   come   lei,  sicuramente,  in  un  secondo
  l'approfondirà.
       Io  chiedo  il  rispetto del diritto di ogni parlamentare di
  decidere con la  propria  testa  e  con contezza di quello su cui
  decide. In quanto  al merito - su cui lei non mi ha consentito di
  intervenire - vorrei  soltanto rassegnare la constatazione che da
  qualche anno,  signor  Presidente,  - lo dico anche al Presidente
  Cuffaro che ha firmato l'emendamento del Governo - cioè dal 1995,
  non sono i  sindaci  a nominare i funzionari adepti a questo tipo
  di funzione,  ma  sono  i  capi  della gestione, cioè i segretari
  comunali, dal 1995 in poi.

     PRESIDENTE.  Se  il  Governo  lo  riterrà  opportuno  si potrà
  correggere se ci sono degli errori di impostazione.
       Si   riprende   l'esame   dell'articolo  23,  in  precedenza
  accantonato.
       Dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare.
       E' iscritto a parlare l'onorevole Speziale, ne ha facoltà.

     SPEZIALE. Questo articolo ci è stato presentato in Commissione
  Bilancio da  parte  dell'Assessore al ramo come un altro articolo
  che   dovrebbe   agire   sul  controllo  della  spesa  sanitaria.
  Argomento di  grande rispetto, che andrebbe valutato e, tuttavia,
  noi abbiamo  sostenuto  e sosteniamo anche in questa sede che, al
  di là  del  carattere  pedagogico,  come  ama dire degli articoli
  l'assessore al ramo, questo articolo è assolutamente pleonastico.
  Il provvedimento  di  esecuzione della normativa 405, che prevede
  la riduzione  dei posti letto a quattro posti per mille abitanti,
  è una  applicazione  che  va  fatta  in  via amministrativa.  Tra
  l'altro, così  come  è  stato presentato l'emendamento, ed avendo
  introdotto criteri rigidi di applicazione, rischia di determinare
  un  conflitto  diffuso  nella  nostra Regione. Infatti l'articolo
  introduce un criterio  -  che è un criterio valido, nel senso che
  nella  valutazione   generale   è  un  criterio  che  può  essere
  applicato -   che    è    quello    dell'indice    occupazionale,
  predeterminando già  -  se  lo applichiamo con legge - quali sono
  gli ospedali  che  andranno chiusi in Sicilia.  Noi, questa sera,
  involontariamente,  e  lo  dico  a  molti  colleghi,  stiamo  già
  stabilendo quali sono le strutture ospedaliere che saranno chiuse
  nella    nostra    Regione.   Stabilendo   per   legge   l'indice
  occupazionale e  dovendo  questa  norma  essere poi esecutiva, si
  applica, in  modo  particolare,  a  tutti  i  piccoli ospedali e,
  soprattutto, a  quelle realtà - le realtà montane - dove sappiamo
  già che l'indice  di  occupazione dei posti letto è di gran lunga
  inferiore rispetto alle realtà metropolitane.
       Personalmente,   onorevole   Presidente   della   Regione  e
  onorevole  Assessore,  poiché  questo  articolo non incide, avevo
  suggerito  che  l'articolo venisse ritirato, che il provvedimento
  venisse assunto  in  via amministrativa così che, incidendo sulla
  rete ospedaliera  ed  individuando caso per caso, per esempio una
  comunità   montana   dove   si  dovrà  intervenire  per  chiudere
  l'ospedale,  si  potranno  fare  tanti  strumenti  alternativi di
  tutela nei  confronti di quella comunità, in modo tale che mentre
  si  incide  sulla  chiusura  dell'ospedale, contemporaneamente si
  assicuri  una   tutela,   una   garanzia   alla  comunità  che  è
  sovraesposta. Per  cui  ribadisco  la  mia posizione ed invito il
  Governo a  ritirare  l'emendamento.  Non si deve agire per legge.
  La 405 si applica in tutto il territorio nazionale, si intervenga
  con provvedimenti  amministrativi, si parli con i sindaci, con le
  Unità sanitarie  locali,  si veda come il governo della sanità in
  una fase di razionalizzazione della spesa, possa essere portato a
  compimento.   Non   attraverso  un  intervento  legislativo  che,
  invece, definisce sin  da  ora  la  sorte  di  decine e decine di
  ospedali, che creerà conflitti inutili, conflitti sociali che poi
  devono essere governati dai sindaci, da noi che saremo coinvolti,
  dai sindacati.  Per  cui,  signor Presidente, l'invito lo rivolgo
  in particolare  al  Presidente  della Regione, che penso convenga
  col   senso  del  mio  ragionamento,  chiedo  espressamente,  non
  incidendo così come è formulato sulla manovra finanziaria e sulla
  manovra di  bilancio,  che  l'articolo  venga  ritirato  e che si
  affronti l'argomento con un provvedimento amministrativo.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole Turano. Ne ha
  facoltà.

     TURANO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo
  nella  discussione  generale  e  non  interverrò  nella  fase  di
  illustrazione  degli  emendamenti  perché  è mia volontà ritirare
  l'emendamento  che  ho  proposto  al presente articolo. Da più di
  cinque anni  mi  occupo  di  problemi  di  sanità,  sin dal 1996,
  allorquando fu approvato lo stralcio della rete ospedaliera, e mi
  sono trovato  a  cozzare  con  decisioni  che talvolta lasciavano
  perplessi gli  operatori  del settore.

               PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CRISAFULLI

  Allora vorrei  pregare il governo di seguire la dichiarazione che
  voglio fare e che voglio leggere proprio per il tecnicismo su cui
  si basa  perchè credo che sia importante fare chiarezza su alcuni
  aspetti  che  possono  essere molto importanti per l'approvazione
  dell'articolo e per le scelte che il Governo andrà a fare.
       Con  decreto  del  Presidente della regione siciliana n. 413
  del 30.12.96  è  stato  approvato  il  piano  stralcio della rete
  ospedaliera,   previo   parere   della   commissione  legislativa
  competente dell'Assemblea regionale siciliana.
       Nella  bozza datata 29.10.1998 del piano sanitario regionale
  1998/2000,  approvato con decreto dell'11 marzo 2000, l'Assessore
  per la  sanità  sottolineava  che il decreto del Presidente della
  Regione siciliana n. 413 ha individuato i presidi ospedalieri con
  indici  standards  compatibili  con  il mantenimento degli stessi
  quali presidi per acuti.
       Standard,  indici  di  funzionalità,  indicatori di utilizzo
  sono il risultato del diritto insopprimibile di libera scelta del
  medico e  del  presidio  di  cura da parte dell'ammalato (decreto
  legislativo del 1992, n. 502, articolo 14, n. 6).
       Si  è voluto garantire che il volano della riforma sanitaria
  fosse  l'ammalato  con  le sue libere scelte, pure in presenza di
  possibile  anomalia  a  cui  purtroppo  facevo riferimento che ho
  vissuto.
       Dicevo  sono  le libere scelte dell'ammalato che determinano
  il  successo  o  meno  delle  strutture  ospedaliere,  allo stato
  legittimate  anche  dai  meccanismi  dell'articolo  4 del decreto
  legislativo 502 ivi compresi quelli di cui al comma 9.
       In  buona  sostanza sono stati rinnegati i principi liberali
  di natura  dirigistica e si è voluto che attraverso le scelte del
  paziente   fosse  lo  stesso  mercato  a  selezionare  i  presidi
  ospedalieri  meritevoli  di  continuare a vivere perchè dotati di
  equilibri  di  bilancio  compatibili  e  resistenti  alle analisi
  comparative con le altre strutture.
       Anche  la  legislazione  regionale  di settore si uniforma a
  detti   apprezzabili  principi  fondamentali.  Per  tutte  vedasi
  l'articolo della  legge  regionale  del  1993 n. 30 che impone di
  considerare  anche  gli  effetti  indotti  dei  servizi sanitari,
  laddove,  ovviamente,  costituiscono  anche una risorsa economica
  insopprimibile.
       Così il  piano  stralcio  della  rete ospedaliera n. 413 del
  1996,  varato  sotto  la  direzione dell'assessore Pagano, allora
  assessore  per la sanità, al capitolo riorganizzazione della rete
  ospedaliera   recita:   "I  direttori  generali,  nel  modificare
  l'assegnazione dei  posti  letto  delle  discipline  di base e di
  media  assistenza,  devono  tenere  presente  che le modifiche in
  aumento  possono  essere  effettuate  qualora  l'unità  operativa
  presenti un trend in aumento, le modifiche in diminuzione qualora
  l'unità operativa presenti un trend in diminuzione o un disavanzo
  economico superiore a quello medio.
       Resta ferma  la  facoltà  di  mantenere le attività di unità
  lavorativa con disavanzo economico qualora questa sia di supporto
  all'attività del presidio e quindi contribuisca al raggiungimento
  dell'equilibrio dello stesso.
       Anche  il  piano  sanitario regionale, approvato con decreto
  del Presidente  della  Regione  siciliana del maggio del 2000, al
  paragrafo  spesa  ospedaliera  contenimento  e  riqualificazione,
  valorizza  il  principio  fondamentale  cardine  delle  norme  di
  riforma  economico-finanziaria  e cioè che le differenti modalità
  di  organizzazione  dell'offerta  ospedaliera  vanno privilegiate
  oltre a  quelle  strategiche  anche  quelle  ubicate in zone meno
  avvantaggiate,  strutturalmente  deboli i cui gruppi sociali sono
  esposti ad un maggiore rischio di morte od a subire disabilità ed
  ammalarsi.
       Ciò anche  in  linea  con  i  principi del buon senso, dello
  stato di  diritto  e  con  i  principi fondamentali degli atti di
  indirizzo sanitario nazionale.
       Si è  giustamente voluto mettere al bando il dirigismo, si è
  voluto  negare  quello  delle  solite  commissioni di esperti che
  dall'alto  pretendono  di  decidere  senza  stare presso le cose,
  senza  sentire  il  dibattito,  il  respiro e l'espirazione della
  gente,  senza  valutare  gli  effetti  indotti  di  una struttura
  ospedaliera di area, dove per esempio altro riproduttivo non c'è.
       Si è in presenza della necessità di ridurre posti letto e si
  deve  ristrutturare  la  rete  ospedaliera. e' facile verificare,
  onorevole  Pagano,  dove  la gestione degli ospedali presenti una
  situazione di  gravi  disavanzi  e  dove  siano  stati  violati i
  principi di buon andamento ed imparzialità dell'amministrazione.
       E'  in  questa  direzione  che secondo me bisogna effettuare
  tagli.  Sarebbe   paradossale   aggredire   strutture  che  hanno
  coefficienti  a  regime  o  quasi,  i  cui  bilanci  hanno  anche
  registrato equilibri positivi  e  comunque  migliori  rispetto ad
  altre  strutture dell'interland  o  che  siano  ubicate  in  aree
  deboli.   Per  queste  ragioni  ritiro  l'emendamento  che  avevo
  presentato.

     RAITI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     RAITI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   chiedo
  all'onorevole Cuffaro di ritirare questo articolo, perché ritengo
  sia assolutamente pleonastico,  in  quanto  prevede e riporta una
  norma che già è  prevista  dalla  legge  nazionale  405.
       Quindi, ritenuto che già  quel  processo  è in atto e quindi
  può  essere  concluso   dall'assessore  alla  sanità  secondo  il
  procedimento previsto dalla  legge  405  che tra l'altro consente
  all'assessore   alla  sanità   e   poi   alla   commissione   VI
  dell'Assemblea   regionale    di    valutare    caso   per   caso
  nell'eventualità  che  ce   ne  fosse  necessità  soprattutto  in
  riferimento  ai  comuni   montani   che   hanno   delle  esigenze
  particolari e quindi  poterlo  adattare in quelle circostanze per
  non farne un uso  indiscriminato,  ritengo  che  il Governo possa
  procedere al ritiro di  questo articolo, così facendo non farebbe
  altro che non allarmare più  di  quanto  non  lo  sono le piccole
  comunità montane.

     ROTELLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ROTELLA.  Onorevole Presidente e onorevoli colleghi, onorevole
  Presidente  della  Regione  le chiedo scusa ma siccome non voglio
  fare  un  intervento  polemico, però  desidero  dare  un  modesto
  contributo, vorrei anche richiamare  l'attenzione del Governo, in
  particolare in positivo sulla opportunità  o  meno  di riscrivere
  questo articolo, tenendo conto che noi  abbiamo  due esigenze. La
  prima esigenza è quella di recepire  una  normativa nazionale che
  viene impartita e che deve essere  tradotta, e  su  questo vorrei
  sottolineare che la Regione siciliana è  quella che forse paga il
  minore prezzo da questa riduzione,  perché  rispetto  alle  altre
  regioni è quella che deve ridurre  di meno.
       Dall'altra parte però  c'è  un  problema  di  opportunità  e
  qualche volta anche un  problema  sociale di cui bisogna prendere
  atto e rispetto alla  questione  che poneva poco fa correttamente
  l'onorevole Raiti e,  per  esempio,  per  alcune  questioni,  per
  alcuni comuni che per esempio hanno una forte vocazione turistica
  e che in alcuni  periodi dell'anno, per esempio, hanno bisogno di
  aver una adeguata attenzione  dal  punto  di  vista  anche  delle
  strutture sanitarie e ci  sono  per esempio alcune aree che hanno
  bisogno socialmente che deve  andare in deroga a questo principio
  e a questo concetto.  Allora  per evitare che anche esteticamente
  si dia la sensazione che da  un  lato si chiede un certo rigore e
  dall'altro  lato si  tolgono  alcuni  servizi,  io  chiederei  al
  Governo  se  fosse   possibile   di  riscrivere  questo  articolo
  recependo la normativa  nazionale e non utilizzando invece alcune
  palettature  così   come  viene  indicato  nell'articolo  stesso,
  onorevole Presidente della  Regione,  quando  dice <minore indice
  occupazionale,  capacità   reddituale   e  impatto  sociale>.
       Io suggerirei al  Governo  di utilizzare invece una dicitura
  più larga, che tenendo  conto  di  una normativa nazionale che va
  recepita, poi, lascia spazio alla VI  commissione, competente tra
  l'altro ad affrontare il  problema  e a lasciare un margine ampio
  attraverso il quale  poi  è  possibile,  con  grande  attenzione,
  rivolgersi al territorio per  evitare  poi  di  apporre tagli che
  potrebbero  poi  essere  drammatici  anche  dal  punto  di  vista
  dell'eventuale dissenso legittimo  che  si potrebbe manifestare e
  che noi avremmo difficoltà eventualmente a sostenere.

     CRACOLICI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che il
  furore  che  ha   pervaso   il  Governo  nel  predisporre  questa
  finanziaria gli abbia  fatto anche smarrire il senso della misura
  e delle cose.
       L'avere introdotto questa norma in finanziaria non è dato da
  una scelta di  applicazione  di una norma nazionale, tutto questo
  non c'entra nulla.  E'  aver  voluto  mandare  un  messaggio,  un
  segnale, un modo per  dire  "tutto  è  in discussione". E sono in
  discussione, sostanzialmente,  i piccoli ospedali, la possibilità
  anche di aprire  un  mercato,  una  trattativa  sulla prospettiva
  del mantenimento delle  strutture  ospedaliere  in  giro  per  la
  Sicilia.
       E sapete perchè? La  verità  è  che voi non avete bisogno di
  questa norma per  ristrutturare  la  rete  ospedaliera, perchè in
  Sicilia  il numero  di  posti  letto  in  rapporto  ai  cittadini
  siciliani è di 4,11. Ci  sono  circa 17 mila posti letto a fronte
  di una popolazione di oltre 5 milioni di Siciliani.
       Quindi, non c'era  bisogno  di  questa  norma per arrivare a
  quegli obiettivi che già sono, di fatto, governabili e governati.
       Eppure, malgrado ciò,  si  inserisce  questa norma, si vuole
  mandare un segnale, si vuole dire che.....
       Dire che cosa?  Che  la  struttura  ospedaliera  in  Sicilia
  rimane una struttura a perdere. Perchè questo articolo fa il paio
  con l'altro obiettivo  che  è  contenuto  dalle  risorse previste
  dall'articolo 20 che dovranno essere utilizzate in Sicilia per la
  ristrutturazione  vera,   effettiva,  per  gli  adeguamenti,  per
  consentire agli ospedali siciliani di avere quegli standard anche
  ai fini dell'accreditamento  delle  norme che, prima o poi, anche
  in Sicilia dovranno essere varate.
       E, quindi, quei 2.400 miliardi previsti dall'articolo 20, in
  Sicilia in qualche modo si dice alle strutture ospedaliere "non è
  detto e non è certo che saranno quelle risorse utilizzate per gli
  ospedali siciliani". perchè  già è partita la contrapposizione di
  fatta  tra   la   struttura   ospedaliera  territoriale,  il  suo
  ammodernamento, i suoi completamenti, i suoi miglioramenti con il
  fatto che l'assessore  per  la  sanità, recependo una volontà del
  ministro della sanità, ha espresso l'intenzione di concentrare la
  gran parte di quelle  risorse,  che  non è detto poi che arrivino
  tutte alle Sicilia, dell'articolo 20 per realizzazione i tre poli
  di eccellenza  nelle  tre  grandi  aree  metropolitane:  Palermo,
  Catania e Messina.
       Quindi, questa norma la si è voluta inserire non per effetti
  monetari immediati, nulla a che vedere con scelte da finanziaria.
       Noi abbiamo  predisposto  un  emendamento  per  chiedere  la
  soppressione   ma    non   perchè   la   soppressione   determini
  miglioramenti o  peggioramenti  economici  perchè  riteniamo  sia
  ininfluente. Vorrei  ribadire  al Signor Presidente della Regione
  ed  al  Governo  che  voi  con  questa  norma  siete  chiamati  a
  predisporre ed a  rivisitare  il piano sanitario regionale, piano
  sanitario  regionale   che   anche  attraverso  questa  norma  vi
  obbligherà a discutere  ed  a  ridiscutere  del sistema sanitario
  pubblico ma anche  di  quello privato, delle cliniche, delle case
  di cura.
       Avete commesso  un'ingenuità  nell'inserire questa norma nel
  disegno  di  legge   finanziaria,   figlia  di  una  visione  non
  governata, dove non  avete  chiari  gli obiettivi da raggiungere;
  sapete i messaggi che volete dare: un pò di ideologismo, un pò di
  liberismo "alla  siciliana"  per  indicare  -  diceva l'assessore
  Pagano ieri, a proposito  di  altre norme, che questa è una norma
  pedagogica - che  ha  solo  questo  spirito  (pedagogico)  per  i
  siciliani e soprattutto per le strutture ospedaliere e, credo per
  mantenere  ed aprire  quella  trattativa  con  gli  ospedali  che
  dovranno continuare ad  esistere  e quelli che invece si vorranno
  chiudere perchè, in Sicilia, anche il mantenimento di un ospedale
  deve essere oggetto di  un favore; tutto deve entrare nel mercato
  della politica.
       Forse la vera ragione  per cui avete inserito questa norma è
  quella di fare pedagogia della trattativa - i direttori generali,
  assessore Castiglione -.
       Mai come in  questo  caso i direttori generali rappresentano
  in maniera quasi  militare  la  composizione  politica  di questo
  Governo. Avete fatto le  nomine  e  un minuto prima che le nomine
  fossero  presentate   ai  giornalisti  già,  per  ogni  direttore
  generale che avete nominato, c'era la bandierina.
       Se  c'era un  rischio  di  confusione  avete  persino  fatto
  confusione a mettere le bandierine.
       Quindi, assessore  Castiglione,  non  mi parli dei direttori
  generali. Non è il caso in questo momento.
       Credo quindi che...
       L'onorevole Lo  Giudice  credo  che  le  condivida  avendole
  dichiarate. Onorevole Presidente, questi miei giudizi non sono da
  me dichiarati, ma  lo sono stati dall'assessore alla sanità, come
  lei sa.
       Ribadisco il principio che questa è la finanziaria che ha un
  obiettivo: trasformare la salute dei cittadini, di trasformare un
  diritto in un grande mercato  - anche il posto letto fa parte del
  grande mercato siciliano;  vi assumete la responsabilità in linea
  con i tickets e  con  altre  norme  che  sono  inserite in questa
  finanziaria ed in linea  con una filosofia che, credo, vi porterà
  a sbattere.

     SANZERI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SANZERI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   sono
  favorevole al mantenimento  di  questo  articolo, non fosse altro
  che per il fatto che  decadrebbe  il mio emendamento - e ne sarei
  molto dispiaciuto -, ma credo  però che da norme di questo tipo -
  che possono essere anche obbligatorie per il recepimento di norme
  nazionali - possano essere  utilizzate  per  far sì che la sanità
  siciliana  possa cercare  di  migliorare  la  qualità  delle  sue
  prestazioni. Nell'articolo forse qualcosa bisognava non metterla;
  il Presidente  è  stato  troppo  accondiscendente  in Commissione
  Bilancio   quando   ha  messo  quest'ultima  parola  dell'impatto
  sociale.
       Io non credo che  la sanità obbedisca ad impatti sociali. La
  qualità delle prestazioni sanitarie e la qualità degli interventi
  in sanità, le nuove  tecnologie,  le alte tecnologie che vogliono
  oggi gli ospedali non possono essere sottoposte ad un criterio di
  impatto sociale. Cosa significa  poi  impatto  sociale. Se c'è un
  sindaco grande, forte, in  grado di organizzare truppe, se c'è un
  deputato forte, in  grado  di organizzare truppe, cosa significa;
  significa   che  questo   impatto   sociale   regge   ed   allora
  quell'ospedale lo difendiamo e quell'altro non lo difendiamo.
       Io credo che in questo  senso  se  c'è  una  parola che deve
  essere tolta è proprio quella dell'impatto sociale.
       Ecco, io però oggi  volevo  anche  prendere  la  parola  per
  illustrare, per motivare meglio  due  righe di emendamento che ho
  fatto a questo  articolo,  perché  paradossalmente noi viviamo in
  Sicilia un momento in  cui le nostre strutture sanitarie non sono
  sicuramente al passo con  quelle  del  resto  della Nazione e noi
  viviamo un momento in cui  non siamo in grado di dare le risposte
  adeguate ai bisogni  sanitari del popolo siciliano proprio perché
  non riusciamo a mettere  su  strutture idonee e compatibili con i
  tempi moderni.
       Per quanto riguarda la  lunga  degenza e quello è appunto il
  motivo per cui io oggi  prendo  la  parola, noi non abbiamo l'uno
  per mille, il due per  mille  dei  posti  letto, noi abbiamo meno
  dell'uno per mille dei  posti letto in Sicilia. Noi abbiamo nella
  provincia  di  Agrigento,   nella  provincia  di  Trapani,  nella
  provincia  di  Enna,   di   Ragusa,   io   credo,   Caltanissetta
  sicuramente, Palermo, noi abbiamo  0,1, 0,2 di posti letto per la
  lunga degenza e per la riabilitazione.
       Il mio emendamento, e  per  questo ho preso la parola, vuole
  fissare e dare un obbligo ai direttori generali di attivare entro
  il 31 dicembre 2002 questo  uno  per  mille  dei  posti  letto di
  riabilitazione, perché oggi i direttori generali non hanno questo
  obiettivo  nel  loro   contratto  fatto  qualche  giorno  fa  con
  l'assessore alla sanità e hanno soltanto un piano sanitario che è
  solo un atto amministrativo  che  non  li costringe a niente, per
  cui  io chiedo al  Governo  di  dare  parere  positivo  a  questo
  emendamento per ancorarlo ad  una data ed ancorarlo ad un impegno
  dei direttori generali  affinché  la  riabilitazione  e  la lunga
  degenza in Sicilia possa  decollare  e  quanto  meno  iniziare  a
  lavorare.

     PRESIDENTE. Pongo  congiuntamente in votazione gli emendamento
  23.3, 23.5 e 23.7.

       Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                         (Non sono approvati)

       Si passa all'emendamento 23.4.
       Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                          (Non è approvato)

       Comunico che l'emendamento 23.6 è ritirato.
       Si passa all'emendamento 23.1.
       Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                          (Non è approvato)

       Si passa all'emendamento aggiuntivo 23.2.
       Il parere del Governo?

     CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                             (E' approvato)

       Pongo in votazione l'articolo 23, nel testo risultante.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

    PAGANO, assessore per il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    PAGANO,    assessore per il  bilancio  e  le  finanze.   Signor
  Presidente,  soltanto  per   mantenere  un  impegno  verbale  nei
  confronti  dell'onorevole  Turano  che  ha  fatto  un  intervento
  condivisibile. Devo però fare  presente  che  lo  spirito del suo
  intervento é stato pari pari  -  da qui l'apprezzamento anche per
  avere  ritirato l'emendamento - é  pari  a  quello  che  é  stata
  l'impostazione tecnica, non  solo  politica,  data con l'articolo
  23. Quando si parla di impatto sociale si fa riferimento alla sua
  relazione; quando si parla  di  indice  occupazionale  maggiore e
  capacità  reddituale  si   fa   presente   quella  capacità,  che
  certamente  abbiamo  avuto modo  di  apprezzare  ai  tempi  della
  passata  legislatura,   circa   l'orientamento   delle  strutture
  ospedaliere della zona di Trapani,  che  mi  pare  sia  quella di
  maggiore  interesse.  Certamente  il  Governo  vigilerà  affinché
  questo orientamento sia mantenuto anche nel piano sanitario.

     PRESIDENTE.   Si   passa   all'articolo   26   in   precedenza
  accantonato. Medicina riabilitativa.

     CRACOLICI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRACOLICI. Signor Presidente,  io  ribadisco una questione che
  già ho posto in diverse  occasioni  in  queste  due  giornate. In
  particolare questa norma, che nulla  ha a che vedere con ricaduta
  finanziaria, con maggiori costi  o  minori entrate, nulla. E' una
  norma tipica che stava nel  collegato,  e  che  doveva  stare nel
  collegato, come norma di settore.
       Che  ragione  c'é  e  che  bisogno  c'era  di  inserirla  in
  finanziaria.  Oltretutto,  ricordo,  che  questa  norma  é  stata
  inserita in Commissione bilancio  con un emendamento del Governo,
  senza che sia stata -  ed  é, credo, clamoroso, non avendo alcuna
  ricaduta, oltretutto, di natura  finanziaria  - senza che sia mai
  passata dalla commissione di merito.
       Queste cose costituiscono  quel  precedente che rischiano di
  far saltare la vita  democratica  di  un  organismo parlamentare,
  perché la medicina riabilitativa  non é materia che doveva essere
  affrontata, in sede di merito, in commissione? Ripeto, oltretutto
  non supportata da nessuna urgenza finanziaria.
       Mi si spieghi che  c'é un'urgenza, che perdiamo risorse; non
  lo  so.  Che  cosa   succederà   con   l'avere  questa  norma  in
  finanziaria. Perché  poi nessuno spiega nulla.  Il Governo é muto
  sulle  norme  che ha  proposto  con  la  finanziaria.  Quindi  io
  ribadisco questa richiesta e invito, in questo caso, il Governo a
  fare un atto, come dire, non sto entrando nel merito della norma,
  ma  un atto di gentilezza  e  di  attenzione  nei  confronti  del
  Parlamento,  ritirando  in   questa   fase   questa  norma  dalla
  finanziaria.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA. Signor Presidente,  io  vorrei aggiungere a quanto
  detto dall'onorevole Cracolici che  non  c'é  solo una questione,
  per  così  dire,  di   sistematica  legislativa,  quindi  di  una
  incongruenza di questa norma  con  il  contesto della materia che
  affronta la finanziaria. Si può dire che a iniziativa, per lo più
  del Governo, materia estranea  ne  é  stata introdotta, anche se,
  onestamente, dobbiamo dire, fino  a  questo  momento, siamo entro
  limiti fisiologici.
       Però io che sono  un  estraneo  alla materia sanitaria avrei
  bisogno, approfittando anche del fatto che é presente l'assessore
  alla  sanità  al  banco  del  Governo,  di  capire gli effetti di
  quest'articolo  perché  lo leggo da profano della materia e leggo
  che l'articolo impegna, entro 180 giorni dalla data di entrata in
  vigore  della  presente  legge,  all'emanazione  di  un  apposito
  decreto  dell'assessore  regionale, in applicazione di un decreto
  del Presidente del Consiglio dei Ministri del 29 novembre 2001 in
  cui   si   fissano   i  livelli  delle  prestazioni  di  medicina
  fisico-riabilitativa  e  si  dice  che  queste prestazioni devono
  rimanere a carico del servizio sanitario.
       Esiste,  allora,  un primo problema sollevato dall'onorevole
  Cracolici e  non  intendo ritornarci.  Esiste un secondo problema
  che vuole  dire  cosa  stiamo  facendo con questa norma perché il
  settore, onorevole Presidente, credo che sia uno dei più visitati
  con  provvedimenti  amministrativi da parte degli assessori degli
  ultimi anni.  C'é  tornato anche il piano sanitario regionale per
  dare  una  regolamentazione  ed  il  fatto  che  il  settore  sia
  multivisitato o  plurivisitato  mi  dice  che in questo ambito vi
  sono interessi  ancora  non  composti o, comunque, non assestati;
  e,   allora,   non   vorrei   che   questo   diventi   l'ennesimo
  rimaneggiamento che  tende a favorire questa o l'altra parte.
       Se  ben  capisco, onorevole assessore, lei vorrebbe riaprire
  gli accrediti?  Qualcuno ce lo spieghi così, magari, al di là del
  fatto  di  metodologia,  di  metodica  legislativa,  cerchiamo di
  comprendere la sostanza del problema e pronunciarci in proposito.

     CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CUFFARO,   presidente   della   Regione.   Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi, cercherò di spiegarlo riprendendo le ragioni
  dei vostri interventi sui ticket.
       Ho ascoltato  con interesse le ragioni con cui avete tentato
  di spiegare  a  questo  Parlamento,  ma  anche  ai  siciliani sui
  giornali, quanto fosse importante che la sanità non fosse gravata
  dai ticket,  non  fosse gravata da problemi economici collegati o
  omessi    nei    confronti    degli    utenti.
       L'articolo  26  fondamentalmente  riprende  le ragioni delle
  questioni che voi avete portato avanti.  I LEA hanno praticamente
  escluso gran parte delle prestazioni che si erogavano dei servizi
  sanitari dal punto di vista fisiatrico e fisioterapico, per cui a
  partire dalla  data  del  23  febbraio  le prestazioni ammesse in
  regime  di  convenzionamento  o  di  accreditamento  sono rimaste
  soltanto 4, tutte  le  altre  non  sono  più ammesse in regime di
  accreditamento.
       Questo articolo, che non introduce subito quelle che possono
  essere le  altre  voci  che  devono  essere  riaccreditate, vuole
  essere   di   norma   programmatoria   per  dare  la  possibilità
  all'assessore,  entro  180  giorni,  verificate  le  motivazioni,
  verificati quelli  che sono i bisogni, verificati quelli che sono
  i bisogni  nel  territorio,  la possibilità di reintrodurre tutta
  una  serie   di   voci   che   sono  state  escluse,  chiamiamolo
  volgarmente, dal  tariffario  nazionale,  con  i  LEA  perché  in
  Sicilia   possano   essere   riaccreditate  tutta  una  serie  di
  prestazioni che  i  LEA  invece hanno escluso.
       E' esattamente  la  motivazione, la ragione che avete difeso
  fino a  qualche  minuto  fa  quando  si  parlava  dei ticket. Noi
  abbiamo ritenuto  di introdurre il ticket perché c'é  un problema
  di spesa  sanitaria  impazzita - non stiamo qui a ripercorrere le
  questioni  -.   Qui,  invece,  stiamo  dando  la  possibilità  di
  rioffrire agli  utenti  che  ne  hanno  bisogno quelli stessi che
  vanno dal  medico  perché  hanno  bisogno  delle prestazione che,
  invece, se  non  rimettiamo  con questo articolo, dovranno pagare
  per intero  le prestazioni senza potere utilizzare la possibilità
  del riaccreditamento.
       L'articolo fondamentalmente vuole dire questo.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA.  Signor  presidente,  onorevoli  colleghi,  io non
  capisco  la necessità di una norma per dare mandato all'assessore
  alla  sanità  di  emettere  un  decreto. Non penso sia necessario
  farlo.   Qui   stiamo   dicendo:   poichè    esiste   un  decreto
  ministeriale,  fermo  restando  il  livello  assistenziale  che é
  contenuto   nel   decreto   stesso,   adesso   entro  180  giorni
  l'assessore...

    CUFFARO,  presidente  della  Regione.  Le prestazioni fuori dal
  tariffario nazionale  non  sono  più  previste, in Sicilia noi le
  reintroduciamo e, per far questo, abbiamo bisogno di una legge.

     CAPODICASA. Non mi pare che sia detto con questa chiarezza.

     CUFFARO,  presidente  della  Regione.  Questa legge dà mandato
  all'assessore di potere decretare.

     CAPODICASA.  Signor  presidente, qui c'é una contraddizione in
  cui cade il  Governo.  Mettete i ticket - lei ha voluto ribaltare
  sulla opposizione  la  contraddizione che é  del governo - perché
  volete   introdurre  un  deterrente  all'eccesso  di  ricorso  al
  servizio sanitario  per patologie, allo stesso tempo allargate in
  una branca che é quella fisioterapica, sfondando alcuni parametri
  che sono contenuti nella normativa nazionale.
       Io  non  so  quale  sia  la ragione dell'esclusione su scala
  nazionale,    di   queste   prestazioni.   Probabilmente   queste
  prestazioni  possono  essere  ben  disimpegnate  dalla  struttura
  pubblica e  si dice all'utente di andare nella struttura pubblica
  anzichè in  quella  privata,  considerato che, forse, al servizio
  sanitario costa...

     CUFFARO,  presidente  della  Regione. Dalla struttura pubblica
  nazionale possono  essere  espletate, da quella regionale che non
  esiste, perché  la  fisioterapia  e  la  fisiatria non ci sono e,
  quindi, non possono essere espletate.

     CAPODICASA.  A me risulta che qualche servizio di fisioterapia
  ci sia in giro.

     CUFFARO. Poche.

     CAPODICASA.  Signor  presidente,  qui  mi  pare che ci sia, da
  parte del governo,  a volte poco e a volte molto, così si agisce.
  La politica di questo governo é di disincentivare il ricorso alla
  struttura pubblica,  e  questi  sono  i ticket, ed incentivare il
  ricorso alla  strutture  private  perché  non abbiamo adeguato la
  struttura pubblica.  Io  ritengo  che,  mi  riservo  un ulteriore
  approfondimento, ciò  non  ci farà adeguare la struttura pubblica
  per il futuro.
       Nei  nostri  interventi  abbiamo  detto  una  cosa  che qui,
  incidentalmente, viene confermata e cioè che voi per contenere la
  spesa sanitaria non andate a toccare quella parte della spesa che
  è legata  al  convenzionamento  esterno  che  è il vero buco nero
  assieme alla  farmaceutica  nella  nostra Regione ed io ribadisco
  quanto affermato: lì   ci sono anche i grandi affari nella sanità
  di questa Regione.
       Allora, senza volere  colpevolizzare in modo indiscriminato,
  io affermo, senza  tema  di  smentita,  che se si va a mettere le
  mani si troverà il modo per risparmiare quei soldi che invece voi
  volete  risparmiare  facendoli pagare alle persone, ai cittadini,
  agli utenti.
       Questo è uno di quei casi. Prendiamo solo atto, io non so se
  l'onorevole  Cracolici vuole  ulteriormente insistere sulla parte
  relativa al parere della Commissione  di  merito  che deve essere
  data, ma per quanto mi riguarda mi sono già fatta una idea chiara
  e, ovviamente, voterò contro.

     CITTADINI, Assessore per la Sanità.  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CITTADINI,   Assessore   per  la  Sanità.  Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi,  in  sede  di Conferenza Stato-Regioni degli
  Assessori, si  è  stabilito un po' dappertutto che le prestazioni
  di fisiokinesiterapia  utili  erano  quelle  che si potevano fare
  negli ospedali  pubblici  e che il resto era abbastanza inutile o
  addirittura di natura più estetica che non curativa.
       In base a questo accordo  si  sono  salvate soltanto quattro
  prestazioni:  l'ultrasuonoterapia,  la laserterapia antalgica, la
  mesoterapia e l'atletoterapia antalgica...

     CAPODICASA. Noi  lo  diamo  solo  per  questi  quattro; allora
  vogliono allargare...

     CITTADINI, Assessore  per  la  Sanità.  No,  non  sto  dicendo
  questo.   Molte   regioni  che  hanno  una  grossa  struttura  di
  riabilitazione,  grossissima.  Pensi, soltanto all'Emilia Romagna
  dove, per  esempio,  nell'ambito  del Rizzoli, di Budrio, ci sono
  grandissime  strutture  di  riabilitazione,  la  questione non si
  pone.
       Da noi siamo dentro la norma  per  i  posti letto per acuti,
  abbiamo 20 mila e 200 posti per  acuti  che  sono il 4 per mille,
  comprese le cliniche private, ed abbiamo soltanto 50 posti letto,
  50 a  fronte  dei  5.000  che dovremmo avere per riabilitazione e
  lungodegenza.  50 posti sono sistemati al Caltagirone-San Pietro,
  adesso ha  aperto Linguaglossa, presto ci sarà Mistretta, ma allo
  stato attuale  noi  abbiamo 50 posti a fronte dei 2.500-5.000 che
  dovremmo averne per riabilitazione.
       A questo punto l'intervento della fisiokinesiterapia privata
  era quasi indispensabile. Si è  pensato,  allora,  di  agire, non
  attraverso  la  reimmissione  di  nuove  terapie,  ma  attraverso
  l'esame di protocolli terapeutici che  portano  a valutare se una
  certa patologia può essere  utile,  a  coronamento dell'uso delle
  prestazioni ammesse, anche prestazioni accessorie.

     CAPODICASA. Quanti sono attualmente gli studi convenzionati?

     CITTADINI, Assessore  per la Sanità.  Molti; lei ricorderà che
  nel 1986 fu il primo promotore di una legge "Provvidenze a carico
  dell'Istituto materno infantile", lei fece passare una legge alle
  ore  3  del  mattino  in  una  circostanza  simile  a  questa  in
  quest'Aula assieme a Colombo e a tanti altri.

     CAPODICASA. Quella colpa me la porto dietro da tanti anni.

     CITTADINI, Assessore  per  la Sanità.  La mia opzione è sempre
  stata quella  per  il  pubblico,  però  bisogna rendersi conto di
  tante realtà.
       Oggi come oggi  tutta  la  specialistica  convenzionata  che
  comprende:   fisiokinesiterapia,   diagnostica   di  laboratorio,
  e tante altre,  costa alla Regione 250 miliardi di lire. Mi creda
  se le  dico che se in una valutazione obiettiva  passassimo tutto
  questo al pubblico costerebbe almeno il doppio o il triplo.

     CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRACOLICI. Signor Presidente,  io  avevo  espresso un giudizio
  senza entrare nel merito di  una  norma  che non conoscevo perché
  non ho avuto la possibilità  di  conoscerla  essendo membro della
  Commissione  Sanità   e  il  Governo  non  mi  ha  consentito  di
  esercitare la  mia  funzione  di  parlamentare  nella attività di
  componente della  Commissione.
       Ho ascoltato  e  quindi  ho  già  posto  un tema generale di
  opportunità, in  questa fase, di inserire questa norma, tanto più
  che questa  norma  non fa altro che dare mandato all'assessore di
  fare, entro  180  giorni, un  decreto  per  estendere le attività
  rispetto alle quali si può operare in regime di sistema sanitario
  regionale.
       Questo dimostra  che  non  c'era  alcuna  urgenza di fare la
  norma in  finanziaria  se  non  attraverso  anche  una  norma  di
  settore, che  consentiva  e  poteva  -  invece di dare 180 giorni
  all'Assessore fra  un  mese  -  dargliene  fra  un  mese  150. Il
  risultato era  sempre  lo stesso, cioè dare il tempo per definire
  questa  estensione  di  terapie  per  questo  tipo  di  attività.
       Ascoltando,  però,  nel  merito le cose dette dall'Assessore
  Cittadini, pongo alla Presidenza il tema che questa materia venga
  trattata, così  come prevede il Regolamento, dalla Commissione di
  merito e  la  commissione di merito eventualmente potrà decidere,
  invece di dare 180 giorni all'Assessore, di dargliene 90, di fare
  prima, di  consentire  prima  di  avere  l'estensione  di  questa
  attività.
       Quindi, io ribadisco il concetto: è   una materia di merito,
  delicata, che  va valutata, anche perché di fatto, qui non stiamo
  decidendo di  dare  una  maggiore  offerta  del sistema sanitario
  pubblico,   ma   di  utilizzare  la  medicina  riabilitativa  per
  aumentare  i  livelli  di accreditamento delle strutture private.
  Non voglio  entrare  nel  merito,  però,  ritengo  che questa sia
  materia  propria   che   deve  valutare  in  via  preliminare  la
  Commissione sanità.

     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi,  la  Presidenza ha ritenuto di
  dovere sottoporre alla valutazione dell'Aula il testo, per cui ha
  ritenuto ammissibile  l'argomento  posto alla vostra valutazione.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA. Signor Presidente, capisco  che  il turn over alla
  Presidenza dell'Assemblea  impedisca alla stessa di avere un filo
  di    ragionamento   unitario.   Perché   sotto   la   Presidenza
  dell'onorevole  Lo  Porto  abbiamo  avuto  assicurazione  che nel
  momento in  cui  si  sarebbero  presentati i casi che noi avevamo
  segnalato di  incongruenza tra le norme ed il testo, si sarebbero
  affrontate con  un pronunciamento della Presidenza. Del resto, il
  Presidente, anche  sulla  stampa, aveva più volte fatto di queste
  affermazioni.
       Successivamente,  ad  inizio  di seduta, sotto la Presidenza
  dell'onorevole Fleres,  avevamo  fatto la stessa richiesta ed era
  stata data  la  stessa assicurazione. Se volete siamo in grado di
  produrre  i resoconti stenografici della risposta.  Adesso, sotto
  la  Presidenza  dell'onorevole  Crisafulli si ripropone lo stesso
  argomento e ci viene  data una risposta che non è in linea con le
  altre.
       Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, se questa è materia
  opinabile,  non  nel  senso  che  si  può discutere più o meno la
  validità  della scelta del Presidente, ma è l'insindacabilità del
  giudizio della Presidenza, che è contenuta nel Regolamento ed è a
  tutela  del  Parlamento,  non è a discrezione delle presidenze le
  quali stabiliscono cosa ammettere e cosa non ammettere senza dare
  spiegazione del perchè.
       Questo  è  il punto, perchè noi riteniamo che questa materia
  debba  essere  messa  in  discussione  ove non vi siano obiezioni
  dell'Aula,  ma  se  vi  sono obiezioni dell'Aula il Regolamento è
  chiaro,  la  legge  9  è chiara, non vediamo perchè la Presidenza
  dica che si  può  mettere  in discussione. La Presidenza non è il
  Padreterno: la  Presidenza è Presidenza, cioè tutore, garante del
  Regolamento.  La  Presidenza è piena di contraddizioni e siamo ad
  inizio  di  legislatura. Poichè, signor Presidente, l'ultima cosa
  che vorrei fare  in questi prossimi quattro anni e mezzo è aprire
  un conflitto con la Presidenza dell'Assemblea, cosa che purtroppo
  ho già  fatto nella precedente legislatura, non vorrei arrivare a
  quei livelli  di  contestazione, perchè le assicuro, a lei come a
  tutti gli  altri  presidenti,  che  siamo  in  grado  di farlo ed
  allora,  forse,   qui   dentro  sarà  difficile  lavorare  se  la
  Presidenza non si assume il compito di regolare bene i lavori.

     PRESIDENTE.  La  Presidenza  prende  atto  delle dichiarazioni
  dell'onorevole  Capodicasa  e  rispetto  ai  problemi che saranno
  posti   all'attenzione   ed  alla  valutazione  della  Presidenza
  sull'ammissibilità  dei  testi sarebbe bene che fossero sollevati
  fin dall'inizio delle discussioni.
       Pongo in votazione l'emendamento 26.2 a firma dell'onorevole
  Cracolici. Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     FORMICA. Contrario.

     PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi, chi è contrario resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

       Si   passa   all'emendamento  26.1  a  firma  dell'onorevole
  Sanzeri.

     SANZERI. Dichiaro di ritirarlo.

     PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne  prende atto.
       Pongo in  votazione  l'articolo  26.  Chi è favorevole resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si   riprende   l'esame  dell'articolo  27  e  dei  relativi
  emendamenti precedentemente accantonati.

                  PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FLERES

     PAGANO,  Assessore  per  il  bilancio  e le finanze. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PAGANO,  Assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, con l'articolo 27 vogliamo evidenziare che il Governo
  ha  di  fatto  modificato,  in maniera sostanziale, l'impalcatura
  originaria. Per  cui, vorrei  sottoporre alla sua attenzione ed a
  quella dell'Aula  l'emendamento  27.18  che  è  costituito da due
  parti e che di fatto modifica l'emendamento stesso, relativamente
  all'emendamento   27.18   secondo   comma,  in  maniera  tale  da
  articolare tutti  i  ragionamenti  e  tutte  le discussioni degli
  emendamenti successivi in funzione anche di questi primi.

     ZAGO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ZAGO.  Signor Presidente, nell'emendamento 27.18 è scritto "Al
  comma   1   aggiungere   le  parole...".  Ma  questo  emendamento
  sostituisce il 27.18 che si trova nella pagina successiva?

     PAGANO, assessore per  il  bilancio  e  le  finanze. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PAGANO, assessore per  il  bilancio  e  le finanze. Non so per
  quale motivo ci  sono  due 27.18, evidentemente nel collage che è
  stato fatto  è stata data una numerazione identica. L'emendamento
  27.18 è  sostanzialmente  composto  da  due  parti. Il Governo ha
  deciso di  fare  questa  precisazione proprio perché ci si è resi
  conto che  poteva scombussolare i lavori dell'Aula e infatti così
  è stato. Esiste un emendamento 27.18 presentato al comma 1 che va
  ad integrare, ad aggiungere quanto già identificato nel comma 1 e
  aggiunge qualcosa  di  sostanziale  che penso potrà tornare utile
  nell'economia del ragionamento del discorso.  Esiste, inoltre, un
  ulteriore    emendamento    27.18   che   modifica   radicalmente
  l'impalcatura   del   secondo   comma.

     PRESIDENTE. Forse  è opportuno che sospendiamo per due minuti,
  in modo tale  che  il Governo possa approfondire la questione. Ci
  sono  due  aspetti.  Ci  sono  due  emendamenti  27.18  e  quindi
  consideriamo il primo  27.18 e il secondo 27.18.1, questo intanto
  per   caratterizzarli   e   differenziarli.   Seconda  questione,
  onorevole Pagano,  l'emendamento  27.18.1  non sembra connesso in
  maniera stretta con l'articolo originario della legge.

     CUFFARO, presidente  della  Regione.  L'articolo  27, il primo
  comma, poi subito dopo  c'è  un  numero  3 che parrebbe essere un
  altro comma, invece non  lo  è,  il  comma arriva sino al quinto,
  sesto rigo  quindi  vanno  aggiunti dopo la parola 'industriali'.

     PRESIDENTE.  La seduta è sospesa.

 (La seduta sospesa alle ore 00.28 di giovedì 14 marzo 2002 è ripresa
  alle ore 00.44)

    La seduta è ripresa.

     PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
       Onorevoli colleghi, il Governo ha ripresentato l'emendamento
  che sostituisce il  precedente 27.18 e riscritto nel suo insieme.
  Allora, cominciamo a votare gli emendamenti nell'ordine.

     FERRO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FERRO. Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, pur non avendo
  letto la formale  correzione  che  ha  fatto  l'assessore Pagano,
  parto dalla comunicazione  che  lui  ci faceva poco fa  quando ci
  diceva che l'emendamento che il Governo aveva presentato cambiava
  sostanzialmente la natura dell'articolo.  E siccome credo di aver
  capito a  quale  testo  di  emendamento  si riferisse l'assessore
  Pagano, io credo che in realtà non abbia cambiato particolarmente
  natura all'articolo.
       Quello che, in sostanza, questo articolo dice, a partire dal
  comma  1, é che, di fatto, in assenza di qualsiasi pianificazione
  urbanistica, nelle aree di verde agricolo si possono realizzare o
  recuperare manufatti per attività imprenditoriali.
       Io  vorrei  far riflettere sul fatto che mentre tutto questo
  potrebbe  essere  comprensibile  se parliamo di aree, di zone, di
  territori,  di  città  che  hanno un'incidenza di popolazione non
  numerosa,  mentre potrei comprendere - e il problema si pone e si
  può  porre  nei piccoli e nei medi centri - francamente ho grande
  preoccupazione  che tutto questo possa accadere, possa avvenire a
  partire dalle grandi città.
       E  vorrei  fare  un  riferimento che é un dato di fatto. Con
  decreto  dell'8  agosto  2001 dell'assessorato ai lavori pubblici
  sono state autorizzate alcune imprese - non entro nel merito, c'é
  su  questo  un'interrogazione  apposita e attendo una risposta da
  parte  del  Governo  -  a  costruire  1502  alloggi nel comune di
  Palermo  anche  in  verde  agricolo,  lì dove non ci fossero aree
  disponibili.
       Tutti voi sapete bene che lì dove il comune di Palermo - nel
  caso  specifico  - dovesse dire che non ci sono aree disponibili,
  il  Governo  commissaria il comune, il comune individua le aree e
  autorizza le imprese a realizzare gli alloggi.
       E  quindi noi aggrediamo quella poca parte restante di verde
  agricolo  del comune di Palermo attraverso la costruzione di 1502
  alloggi,   dopo   di   che  autorizziamo  anche  a  prendere,  se
  eventualmente  rimane qualcosa, l'uno o il due per cento di verde
  agricolo a questo punto, diamo la possibilità a chiunque, privato
  chiunque esso sia, si presenta, realizza la sua opera, ovviamente
  in  verde  agricolo, non essendoci più porzione di territorio del
  comune  di  Palermo  che  possa  essere utilizzata per realizzare
  nuova edilizia.
       Allora se  questo  é  -  e non credo di aver capito male - é
  evidente   che   non   solo  l'articolo  e  l'emendamento  non  é
  accettabile,  ed  é  per  questo che io assieme ad altri colleghi
  abbiamo  presentato  un  emendamento  soppressivo,  ma, visto che
  poc'anzi   mi  pare  l'onorevole  Spampinato  aveva  coniato  una
  vignetta  in  dono  al  Presidente  Cuffaro,  io ne ho fatto due,
  perché  ancora l'articolo sulla sdemanializzazione é accantonato,
  ma  se  andiamo avanti di questo passo abbiamo avuto l'assenza di
  finanziamento per il Parco della Valle dei Templi - su cui ancora
  stendiamo  l'emendamento  -  e  il  Presidente  della Regione, in
  quell'occasione  ci ha spiegato che non si erano messe le cifre a
  disposizione  per  il  funzionamento  del  Parco  della Valle dei
  Templi  perché  desiderava  che  l'Aula  parlasse della Valle dei
  Templi  in  modo  che  poi  potevano  essere  inserite le risorse
  necessarie  dando la possibilità a tutti di conoscere cosa era la
  preziosità della Valle dei Templi.
       Non vorrei  che  oggi  ci  si  venisse a dire che si é fatto
  questo   articolo   per  far  scoprire  all'Aula  che  esiste  un
  territorio  in una città, qualunque essa sia, che si chiama verde
  agricolo  che  é  da proteggere e quindi a questo punto ritiriamo
  l'articolo perché dobbiamo conservare il verde agricolo.
       Questa  storiella  non  può  funzionare e siccome parlavo di
  vignette  io direi che in questa finanziaria potremmo anche farne
  due, sostanzialmente: mare per tutti, no grazie; verde per tutti,
  no grazie; cemento per tutti, sÌ grazie.

      DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

     PRESEDENTE. Ne ha facoltà.

      DE BENEDICTIS.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, nel
  leggere questo articolo la  cosa  che  ci  viene  da  chiederci é
  qual'é la razio, qual'é il  motivo per cui il Governo lo propone.
  Adesso, confrontando il testo  che  oggi  ci viene sottoposto con
  quanto invece la legislazione  già consente, viene da dire che se
  lo  scopo  é quello  di  favorire,  agevolare  e  accelerare  gli
  interventi  supportati da  quelle  norme  di  finanziamento,  dai
  contratti  d'area  e  dagli  altri  strumenti  di  programmazione
  negoziata, che sono pure  citati, già quello che la norma prevede
  é  esaustivo e consente  la realizzazione di questi interventi. A
  leggere  bene  l'articolo  27,  in  realtà,  sembra  che  l'unica
  aggiunta significativa sia  l'ampliamento  di  questa  platea  di
  possibili  soggetti  che  accedono  a  questa  norma  anche  alle
  iniziative imprenditoriali  private  tout-court.  Credo  che,  da
  questo punto di vista, si possono fare più osservazioni di natura
  diversa. Una per esempio  nel  merito.  E'  poco chiaro per quale
  motivo una norma che nasce per agevolare una spesa pubblica possa
  in realtà trasformarsi in  una  norma  che  ha l'unico effetto di
  cancellare  il  criterio  di  pianificazione.  Questo,  da  solo,
  dovrebbe già indirizzare  l'Assemblea  a  chiedere  che su questo
  articolo sia la  specifica  Commissione  di merito a pronunciarsi
  perché questa norma non aggiunge effetti di natura finanziaria ma
  certamente di natura urbanistica  sì. E, qui, non vogliamo magari
  dettagliatamente esaminare ma  tanto vale per dire che, comunque,
  dovrebbe essere la  Commissione  di merito, nell'ambito delle sue
  prerogative, a potersene occupare  cosa che, invece, non é potuta
  accadere. A me sembra,  inoltre, di dovere dire che delegificare,
  in maniera generalizzata,  la  possibilità  di una pianificazione
  urbanistica e consentire che  le  aree  a  verde  agricolo siano,
  comunque, una riserva  per  tutti  gli  interventi  qui  previsti
  certamente  é  questione molto  delicata  che  non  mi  sento  di
  censurare in assoluto  ma  che  certamente  pone  problemi  molto
  severi in ordine, non già  alla tutela ambientale che é citata e,
  da un certo punto  di vista, anche preservata in questo articolo,
  ma proprio alla  razio  stessa  della  pianificazione urbanistica
  che, in questo caso,  viene  superata  da  una  norma  di deroga.
  Questo, per quanto riguarda  il  comma  1  che, di fatto, sottrae
  alla logica della  organizzazione  sul territorio un investimento
  che  diventa  generalizzato   e  che  sfugge,  ripeto,  a  quelle
  motivazioni che, se sono di finanziare, di agevolare e accelerare
  interventi  coperti  da  finanziamenti  pubblici  o  ancorati  in
  strumenti  di programmazione  negoziata  sono  già  tutte  quante
  assicurate  dalla  legislazione  vigente.  Per  quanto  riguarda,
  invece, il secondo  comma,  fondamentalmente  non eccepiamo sulla
  possibilità che edifici esistenti, anche con destinazione vigente
  di  natura  abitativa,   possono  essere  destinati  ad  attività
  turistico ricettiva né  che stagionalmente vi si possa esercitare
  l'attività  di ristorazione.  Ci  sembra,  comunque,  ancora  una
  volta, di potere esprimere  queste  due osservazioni.  La prima é
  che  tutto  questo  dovrebbe  potere  essere  deciso  dai  Comuni
  nell'ambito della propria  pianificazione  e  non  sottratto  per
  legge alla propria decisione  tale  che  i  Comuni  si  dovessero
  trovare a dovere autorizzare  richieste  di  questo  genere  e in
  secondo luogo la materia assai meglio si presta ad un esame da
  parte della quarta  commissione  ed  é  per  questo che mi sembra
  opportuno   sollecitare  il  governo  a  trasferirlo  nella  sede
  competente.

     CRACOLICI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRACOLICI.   Signor   presidente,   onorevoli   colleghi,   io
  ripropongo il tema che ho  già  posto  per  altre questioni e per
  altre norme. Potrei capire  cosa  c'entra  questa  norma  con  la
  finanziaria? Oltretutto, si tratta  di  una norma contenuta nella
  finanziaria madre. Il presidente  Lo  Porto  aveva escluso questa
  norma...

     CINTOLA. Era scritta in un altro modo.

     CRACOLICI. ... adesso torna  in  Aula  con  un  emendamento in
  commissione. Ribadisco: ma cosa c'entra? Qual é l'urgenza? Qual é
  la ragione? Anche  perché,  signor  presidente  dell'assemblea  e
  signor  presidente  della  Regione,   se  questa  norma  ha  come
  obiettivo   quello  di   intervenire   per   sbloccare   progetti
  relativamente a leggi attraverso  le  quali sono stati finanziati
  impianti produttivi, gradirei un po' di attenzione. Finanziamenti
  di  provvedimenti,  patti  territoriali  488  o  altri  strumenti
  legislativi; posso ricordare che  la  norma  già  esiste, appunto
  l'articolo 35 e l'articolo 36 della legge 30.
       Questa  norma, almeno il  primo  comma,  ha  l'obiettivo  di
  estendere quello che é previsto con l'articolo 35 della legge 30,
  anche a chi non ha finanziamenti da parte di nessuno.
       Allora  l'articolo  35   nacque   sulla  necessità  di  dare
  immediatezza e di sbloccare,  anche  perché  c'era  il rischio di
  perdere  dei finanziamenti,  la  possibilità  di  autorizzare  in
  deroga agli strumenti urbanistici, gli insediamenti produttivi in
  verde agricolo. Adesso perché si fa questo? Qual é la ragione?
       Potrei  capire,  anche  se  non  condividere,  se  si  fosse
  utilizzato il primo comma applicando le modalità dell'articolo 36
  della legge 30 che, comunque, prevede una variante urbanistica se
  pur con procedure accelerate.
       Qui, però, si prevede  l'articolo 35 che é un'autorizzazione
  in deroga che un funzionario  fa in un comune a prescindere dalle
  previsioni urbanistiche.
       Io  considero  questa   una   norma   inaccettabile,  signor
  presidente,  per ragioni  regolamentari,  ma  anche  per  ragioni
  sostanziali, almeno il primo comma.
       Invito il governo a valutare che questa norma possa avere un
  esame di dettaglio con una  legge  di  settore  che  consenta  di
  ordinare l'intera questione e  l'intera materia e non affrontarla
  a "foglia di carciofo",  dove  ogni foglia affronta un pezzettino
  di questione. Perché così,  onorevoli  colleghi,  decidiamo che i
  piani regolatori non servono, che le amministrazioni e i consigli
  comunali non servono, insomma,  diamo  a  un  funzionario  di  un
  comune la possibilità di autorizzare  in  deroga  e  cioè  con un
  provvedimento amministrativo, una variante urbanistica.
       Credo  non ci sia  precedente  in  nessuna  legge  regionale
  italiana.

     RAITI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     RAITI. Signor  presidente  dell'assemblea,  signor  presidente
  Cuffaro  e  onorevoli  colleghi,  prima  di  entrare  nel  merito
  dell'articolato,  se mi consentite, vorrei rilevare, innanzitutto
  che sono componente della Commissione IV "Territorio e Ambiente".
  Io ritengo che quella Commissione che deve valutare caso per caso
  e, ove  sia  necessario,  tra l'altro, nel rispetto del programma
  presentato dal  Presidente  Cuffaro agli elettori siciliani e con
  il quale programma  ha  ottenuto  la  fiducia dei Siciliani e nel
  quale  si   diceva   che  si  sarebbe  provveduto  a  fare  delle
  norme-quadro: si sarebbe affrontato il problema di riordino delle
  coste, si  sarebbero affrontati una serie di problemi di riordino
  urbanistico regionale.
       Ed allora,  riallacciandomi  anche  al discorso che ha fatto
  l'onorevole Cracolici prima  di me, che senso ha oggi affrontare,
  in  una   norma   finanziaria   che   deve   contenere   solo  ed
  esclusivamente alcuni  oggetti  indicati che sono quelli indicati
  dalla normativa presupposto - se non ricordo male, la legge 6 del
  2001 - che  senso ha oggi affrontare questo articolo nel contesto
  delle norme finanziarie.
       Non ha senso  per  alcuni  ordini  di  motivi:  uno,  questa
  materia non  attiene  assolutamente alla materia finanziaria, non
  prevede tra l'altro  nessuna  entrata  alla Regione, perché se ci
  saranno delle  autorizzazioni edilizie sul verde agricolo, queste
  eventualmente oneri  di  urbanizzazione  o  costi di costruzione,
  andranno ai Comuni, quindi la Regione non trarrà nessun utile.
       Come si può ammettere alla discussione un articolo di questo
  genere  quando   la  Commissione  Territorio  ed  Ambiente  dovrà
  affrontare immediatamente  dopo la chiusura delle votazioni sulla
  legge finanziaria, sulla  legge  del bilancio il disegno di legge
  presentato dal Governo  sul  riordino  delle coste e sul riordino
  urbanistico della Regione Sicilia.
       Qui si sta  facendo,  ancora  una  volta,  un "vulnus" grave
  all'attività del Parlamento e all'attività delle Commissioni.
       Questo articolo  non  può  essere tratto in questo contesto,
  deve essere  stralciato,  ritirato  e,  caso  mai,  inserito  nel
  disegno di legge  che giace in Commissione Territorio e Ambiente,
  perché se  noi  procedessimo  oggi  ad approvare questo articolo,
  avremmo leso le prerogative della IV Commissione, avremmo leso le
  prerogative,  avremmo  fatto  una  violazione  in  quanto  stiamo
  inserendo una norma che  non  ha  nulla a che vedere con la legge
  finanziaria.
       Nonostante questo e  nel  merito,  non in subordine a quello
  che  ho  detto   prima  che  ritengo  sono  delle  condizioni  di
  procedibilità assolute  che  non  ci possono fare trattare questa
  materia, mi permetto  di  dire  che se l'esigenza o, comunque, lo
  scopo del Governo  è  quello  di  consentire  una  possibilità ai
  privati di concorrere,  al  di  là  dei  Regolamenti pattizzi, o,
  comunque, dei piani  territoriali  o comunque della legge 488 per
  fare degli  insediamenti produttivi in verde agricolo, certamente
  non è questo il  modo ed il metodo che ci consente di raggiungere
  l'obiettivo.
       Qui  apriamo  una  maglia  grave  nelle  leggi  urbanistiche
  regionali che non  sappiamo  dove  andrà  a  parare.  Qui  stiamo
  creando una lacerazione della normativa urbanistica regionale che
  potrebbe portarci ad un uso indiscriminato del cemento nelle zone
  a verde della Sicilia  ed  anche  nelle zone a verde sottoposte a
  norme di tutela ambientale.
       A parte il  fatto  che,  affrontare  un  argomento di questo
  genere  con  un   quadro  di  articoli,  di  emendamenti,  e  sub
  emendamenti che,  ancora  una  volta  si  propongono  alla nostra
  attenzione,  con  superficialità  all'ultimo  minuto,  certamente
  anche per me che ho una conoscenza diretta ed abbastanza precipua
  della materia,  mi  mette in assoluta difficoltà perché inserendo
  un ragionamento di  questo genere all'interno della legge 78/71 e
  della legge 30/97,  così  come  lo  stiamo  facendo "ex abrupto",
  certamente non mi  fa  rendere  conto  di  quelli che saranno gli
  effetti della norma che andremo a fare.
       Ed allora, per tutti i motivi che ho qui elencato, senza poi
  andare nel merito  sostanziale  di  una  norma  di questo genere,
  ritengo che  il  Governo  ed il Presidente dell'Assemblea debbano
  ritirare questo emendamento e mandarlo al collegato.  Oltre tutto
  il collegato e  il  disegno di legge giacente in Commissione sarà
  affrontato da qui  a  qualche  decina  di giorni.  Non capisco il
  motivo per fare  una forzatura per inserirlo nel disegno di legge
  "finanziaria". Questo  potrebbe  solo  aumentare  il sospetto che
  dietro questa  normativa,  che apparentemente vuole perseguire un
  obiettivo, probabilmente  legittimo, ma fatto in questo modo, con
  una forzatura di  questo  genere  e  nella  prospettiva  di poter
  ragionare sulla materia  fra  una  decina  di  giorni  in maniera
  compiuta, complessiva,  analitica, ci fa pensare male.  Pertanto,
  se si andrà avanti,  il  nostro voto sarà contrario e non escludo
  atti ostruzionistici.

     D'ANTONI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     D'ANTONI. Signor  Presidente, io credo che data l'economia dei
  nostri lavori e  data  la  qualità  della  materia  sia più serio
  rimandarla  al  riordino  complessivo  della materia urbanistica.
  Quindi, chiedo al  Governo  di  ritirarlo per poter andare avanti
  speditamente sui lavori di questa Commissione.

     PRESIDENTE.  Onorevole  D'Antoni  l'articolo  non  può  essere
  ritirato, può  essere  soppresso.  Bisognerebbe  votare uno degli
  emendamenti da 27.1  a  27.17.  Non  è  un emendamento, onorevole
  D'Antoni,  è  un  articolo  contenuto  nel  testo  esitato  dalla
  Commissione Finanze.  La soppressione non significa che non possa
  essere inserito in altro testo. Poiché non verrebbe bocciato.

     D'ANTONI.   Signor   Presidente,   sono  daccordo.  Chiedo  di
  sopprimerlo.

     PRESIDENTE. E'  iscritto a parlare l'onorevole Cintola.  Ne ha
  facoltà.

     CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ritengo che
  la proposta  dell'onorevole  D'Antoni sia una proposta alla quale
  si  può  pervenire,  ma  gradirei,  se  possibile,  accantonarlo.
  Chiedo, quindi  alla Presidenza, sulla scia della richiesta fatta
  dall'onorevole D'Antoni,  che,  come dicevo, mi pare praticabile,
  di  accantonarlo   e   rivedere   l'articolo   quando  avremo  la
  possibilità di approfondirlo un poco. Così sarà possibile stabile
  se deve essere annullato, approvato o modificato.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  accantoniamo  l'art. 27. E'
  iscritto a parlare l'onorevole Miccichè. Ne ha facoltà.

     MICCICHE'. Signor  Presidente,  considerato  che  lei mi vuole
  insegnare a fare  il  parlamentare,  lo ha detto poco fa, mi deve
  spiegare se è  corretto  il  metodo  di  saltare  l'ordine  degli
  iscritti a parlare. Se questo fa parte del suo insegnamento io ne
  faccio  tesoro.   E'   per   precisare  e  per  essere  corretto,
  considerato che lei è  stato così solerte a dire ciò che ha detto
  nei miei confronti. Questo per precisare.

     PRESIDENTE.  E lei precisi onorevole Miccichè. Io la ascolto.

     MICCICHE'. Signor  Presidente, faccio tesoro del fatto che lei
  ha detto che mi vuole insegnare a fare il parlamentare.

     MICCICHE'. E' scritto nel verbale.

     PRESIDENTE.  Io  le  ho  detto che sarei stato felice di darle
  elementi  per aiutarla, per facilitarle la possibilità di seguire
  i lavori d'Aula.
       Onorevole Miccichè su che cosa intende intervenire?

     MICCICHE'. Su tutto quello che è giusto parlare.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Miccichè,  qual è il motivo per cui ha
  chiesto la parola?

     MICCICHE'. L'articolo in discussione.

     PRESIDENTE. E' accantonato, onorevole Miccichè.

     MICCICHE'.  Non può essere accantonato perchè io avevo chiesto
  di parlare.

     PRESIDENTE. La seduta è sospesa.

    La seduta sospesa alle ore 01.11 è ripresa alle ore 01.12.

     PRESIDENTE. La seduta riprende.
       Si riprende l'articolo 31, precedentemente accantonato.
       Si passa all'emendamento 31.7 a firma del Governo.
       Il parere della Commissione?

     CROCE, Presidente della commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo  in  votazione  l'articolo  31. Chi è favorevole resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)
       Si  passa all'articolo 32. Ci sono due emendamenti il 32.2 a
  firma  degli  onorevoli  Vicari  e Leontini e il 32.3 a firma del
  Governo.

     VICARI. Ritirato.

     PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 32.3.
       Il parere della Commissione?

     CROCE, Presidente della commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in votazione l'articolo 32 nel testo risultante. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 33.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE. In  quest'articolo c'è stata la discussione fatta in
  commissione soprattutto su  un punto che ha riguardato e vedo che
  viene riproposto da  parte  di un emendamento a firma del collega
  Leontini.

     LEONTINI. E' già stato ritirato in commissione.

     SPEZIALE. Prendo  atto  che  l'emendamento  è stato ritirato e
  tuttavia nel corso  dei  lavori in commissione si è sostituito il
  termine commissario  straordinario  con  il  commissario ad acta.
  Questo è in contrasto con la legislazione vigente, perché come io
  preciso  con  un  mio  emendamento,  onorevole  presidente  della
  regione, noi non  dobbiamo nominare alcun commissario ad acta, la
  normativa nazionale prevede  che debbono essere gli stessi enti e
  gli organi degli  enti  a  potere trasformare gli enti stessi, lo
  prevede l'articolo 5  del  decreto legislativo 29 giugno 1996, n.
  367, pertanto,  io  faccio  la  proposta  emendativa  con  questo
  emendamento in modo  tale  che  venga sostituito e non venga dato
  potere di nomina  di  commissari  ad  acta  per la trasformazione
  degli enti e invece la trasformazione degli enti venga assicurata
  in conformità a quanto è previsto dalla legislazione nazionale da
  quelli che oggi  sono  competenti,  cioè  da  chi dirige gli enti
  stessi. La legge nazionale lo dice.


   Presidenza del presidente LO PORTO


     PRESIDENTE. Comunico  che  sono stati presentati alcuni ordini
  del giorno:

    - N. 71 - Interventi  per  la  modifica  della legislazione in
           materia di collaboratori di giustizia.

                            ORDINE DEL GIORNO

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

    PREMESSO che:

          -nell'apprendere della messa in libertà  dei  Killer del
          giudice Falcone, della dott.ssa Morvillo  e degli uomini
          della scorta, ritenendo tale fatto di inaudita gravità e
          preoccupante per la pericolosità  sociale  degli  stessi
          che nello stato di libertà  potrebbero  reiterare  (cosa
          peraltro  già  avvenuta in passato)  gravi  delitti  nei
          confronti  dei  cittadini  e degli  uomini  dello  Stato
          impegnati sul territorio nella lotta della mafia,

                                 IMPEGNA
             IL PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
                 E IL PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIANA

          - a promuovere ogni iniziativa presso  la Presidenza del
          Consiglio dei Ministri volta a  modificare  la normativa
          vigente per i collaboratori di giustizia, affinché fatti
          del genere non abbiano più a verificarsi.

                                ACIERNO - FLERES - IOPPOLO -
                                LO CURTO - MENDOLIA - NICOTRA -
                                BORZACCHELLI - D'ANTONI - MANCUSO -
                                CINTOLA - SAVONA - MAURICI -
                                CATANIA G.- LEANZA V. - FORMICA -
                                VICARI - BALDARI - INFURNA -
                                LEONTINI - SCOMA - GENOESE -
                                MERCADANTE - TUMINO - BENINATI -
                                LO MONTE - SEGRETO

  - N. 72 - Eventi  sportivi internazionali con preminente valenza
           promozionale per la Regione siciliana e Prix Italia..

                            ORDINE DEL GIORNO

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

    PREMESSO che:

          -  nell'anno  2002  saranno  organizzati  nella  Regione
          siciliana   manifestazioni  sportive  internazionali  di
          rilevante valenza promozionale quali:

          a)  Campionati  internazionali  maschili  di  Sicilia di
          tennis organizzati a Palermo;

          b) Internazionali femminili di tennis di Palermo;

          c)  I  Campionato  mondiale  universitario  di  baseball
          organizzato a Messina;

          d)  Internazionali  giovanili  di  tennis  "Coppa Stagno
          d'Alcontres", organizzati a Messina;

          e) Targa Florio;

          f)   Coppa  degli  Assi  di  equitazione  organizzata  a
          Palermo;

          g) Windsurf World Festival, Mondello (PA);

          h)  I   Trofeo  internazionale  di  Basket  'Coppa  Nino
          Alberti';

          i) PRIX ITALIA.

    CONSIDERATA  l'estrema  importanza  e  la valenza dei predetti
           eventi  per  la  promozione dell'immagine della Regione
           siciliana;

    RITENUTO  che  è  possibile  attingere dal capitolo 472514 del
           bilancio della Regione siciliana per l'anno finanziario
           2002,concernente  la  propaganda turistica, per erogare
           contributi per la promozione, organizzazione e comunque
           per  lo svolgimento delle sopra indicate manifestazioni
           a carattere internazionale,

                                 IMPEGNA
                         IL GOVERNO DELLA REGIONE
                 E, IN PARTICOLARE, L'ASSESSORE REGIONALE
                PER IL TURISMO,LE COMUNICAZIONI E I TRASPORTI

          -  ad  erogare  nell'anno  2002 agli organizzatori delle
          sottoelencate  manifestazioni   i   seguenti  contributi
          promozionali, utilizzando  parte della disponibilità del
          capitolo 472514 del bilancio della Regione siciliana:

          a)  Campionati  internazionali  maschili  di  Sicilia di
          tennis organizzati a Palermo - E 150.000;

          b)  Internazionali  femminili  di tennis di Palermo - E.
          150.000;

          c)  I  Campionato  mondiale  universitario  di  baseball
          organizzato a Messina - E. 350.000;

          d)  Internazionali  giovanili  di  tennis  "Coppa Stagno
          d'Alcontres", organizzati a Messina - E. 25.000;

          e) Targa Florio - E. 100.000;

          f)   Coppa  degli  Assi  di  equitazione  organizzata  a
          Palermo - E. 75.000;

          g) Windsurf World Festival - E. 150.000;

          h) I  Trofeo internazionale di Basket - E. 100.000;

          i) Prix Italia - E. 1.250.000.

          (13.03.2002)

                             BENINATI

                             ACIERNO

                             LEONTINI

                             FORMICA

                             CINTOLA

                             MANCUSO

       -  N.   73   Modifica   del   P.O.R.  nella  parte  relativa
  all'artigianato dei servizi.

                            ORDINE DEL GIORNO

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

    CONSIDERATO che:

          -  nel  P.O.R.   Sicilia  e  segnatamente  nella  misura
          relativa all'artigianato,  vengono  di fatto penalizzate
          le imprese che svolgono  attività  di servizi rispetto a
          quelle che svolgono attività produttive;

          -  l'indicazione  del  P.O.R.  si  sofferma  solo  verso
          l'artigianato di produzione;

    VISTO che tale scelta, così  come  è  stata  fatta dal Governo
           della Regione,  penalizza  migliaia  di  artigiani  che
           operano nel campo dei servizi,

                       IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

          a porre in essere  ogni  opportuna iniziativa al fine di
          modificare, includendo  nella  misura specifica adeguate
          risorse, il P.O.R.  nella parte relativa agli interventi
          a favore dell'artigianato dei servizi.

          (13 marzo 2002)

                                SPEZIALE - PANARELLO - VILLARI -
                                ODDO - ZAGO - DE BENEDECTIS

       - N. 74  -  Pubblicazione  del  bando  relativo  alla misura
  4.01.b (laboratori artigiani).

                            ORDINE DEL GIORNO

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

    CONSIDERATO   che   il  bando  relativo  alla  misura  4.01.B.
           (laboratori  artigiani), risulta bloccato per un dubbio
           relativo   alla   legittimità  dell'affidamento,d  ella
           gestione-attuazione della misura, alla C.R.I.A.S.;

    VISTO che l'ammontare della cifra (circa 180 milioni di Euro -
           pari   a  Lire  350  miliardi)  rappresenta  una  seria
           opportunità    di    crescita    dell'intero    settore
           dell'artigianato siciliano;

    TENUTO CONTO che su  un  caso analogo si è espressa, nel 1998,
           la   Corte   di   Giustizia   Europea,   escludendo  il
           configurarsi di ipotesi di illegittimità,

                   IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE

          a porre in essere tutte le iniziative onde addivenire ad
          una immediata pubblicazione del bando di che trattasi.

          (13 marzo 2002)

                             ODDO - PANARELLO - DE BENEDICTIS -
                             ZAGO - VILLARI - SPEZIALE

       Li metteremo in  votazione  prima  del  voto finale o quando
  tratteremo argomenti  nell'articolato  connessi con gli argomenti
  degli ordini del giorno.
       Comunico intanto che l'emendamento 33.6 è stato ritirato.

     FERRO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FERRO. Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, io intervengo
  sostanzialmente sullo  stesso  punto che ha sollevato l'onorevole
  Speziale,  perché   mi   pare  evidente  che  ci  sia  una  norma
  assolutamente chiara che  l'articolo  5 del decreto legge 367 che
  stabilisce che  la  trasformazione  in  fondazione  avvenga dagli
  organi che sono  in  quel  momento  istituiti,  credo che sarebbe
  stato   forse    più    utile    potere   prevedere   l'eventuale
  commissariamento ove  ci  fosse  stata  un'inadempienza  da parte
  degli organi regolarmente  eletti  e  quindi  se  fosse questo il
  senso, che non è  come  è  scritto,  si poteva capire, non vorrei
  viceversa invece che  il  senso fosse altro, ma siccome credo che
  sia giusto prima  di sospettare ascoltare e visto che l'assessore
  Granata ha chiesto  la  parola su questo secondo aspetto mi fermo
  per sentire anche la posizione del Governo.

     GRANATA,assessore  per   i   beni   culturali  e  la  pubblica
  istruzione. Onorevole  Presidente, onorevoli colleghi, il Governo
  attraverso l'articolo  33  si  propone  di  trasformare  gli enti
  lirici sinfonici in  fondazioni  in  linea  con  una tendenza per
  altro   ampiamente   condivisa,   ritengo   anche   dalle   forze
  parlamentari, di  creare  fondazioni,  strutture  più  adeguate e
  moderne per gestire gli enti stessi.
       Attraverso, quindi, la fondazione partecipano anche soggetti
  che  portano nuova linfa anche da un punto di vista economico, ma
  soltanto  dal  punto  di  vista  economico,  agli  enti  lirici e
  sinfonici.
       Il  senso della presenza del commissario ad acta, che pure è
  legato  a normativa nazionale - è un orario proibitivo per me per
  controbattere  l'onorevole  Speziale  con  dati di fatti, ma sono
  disponibile  a  portarli  -  perchè  è  previsto  dalla normativa
  nazionale è anche nella ratio logica della normativa stessa.
       Il   consiglio   di  amministrazione  di  un  ente  sa  che,
  trasformandosi  in  fondazione,  decade  e  non  è  certamente un
  soggetto propenso ad accelerare la trasformazione in fondazione.
       Siccome  la  trasformazione  in fondazione noi riteniamo che
  sia  un  atto da porre in essere in maniera molto rapida il senso
  della  nomina  del  commissario  ad acta, che abbiamo individuato
  ragionando  insieme  all'assessore Cascio, ma presente pure nella
  trasformazione  agli  enti  lirici  nazionali,  va esattamente in
  questa direzione.
       Il  consiglio  di  amministrazione  regolarmente formato, lì
  dove  è  formato  -  in  questo  caso lo è negli enti nostri, sia
  sinfonici  che  lirici  -  procede alla gestione dell'ente stesso
  nelle  more della trasformazione in fondazione. Il commissario ad
  acta  pone  in  essere  tutti  quegli  atti  per  trasformare  in
  fondazione l'ente.
       Sono  due organi che procedono parallelamente, ma - ripeto -
  il  commissario  ad  acta  serve,  in  maniera oggettiva direi, a
  velocizzare  questa  trasformazione  perchè  altrimenti  dovremmo
  attendere  che  un  consiglio  di amministrazione - abbiamo anche
  esperienze  in  questo  caso  dei  commissario  che  non fanno le
  trasformazioni, ma non voglio soffermarmi su questo - ....
       L'intenzione  del Governo, invece, è quella di accelerare il
  più  possibile la trasformazione in fondazione e riteniamo che lo
  strumento utile sia proprio quello della nomina di un commissario
  che, come dire, svolga monotematicamente questo ruolo.
       Quindi, è un ruolo di grande trasparenza, di grande velocità
  ed  anche  consono al fine che il Governo vuole raggiungere, cioè
  quello di arrivare prima possibile alla modifica.
       Altra  questione è, poi, ma questo è un dibattito aperto, se
  è   opportuno   trasformare  in  fondazione  gli  enti  lirici  e
  sinfonici.  Ovviamente,  per  quanto  riguarda  gli enti lirici e
  sinfonici,  c'è  una  grandissima  maggioranza  di  operatori del
  settore,  di  operatori culturali, di forze politiche e culturali
  che  ritengono  che  questa  trasformazione  sia  propedeutica  a
  modernizzare  il  sistema  e  a  renderlo  adeguato  a sopperire,
  invece,  a dinamiche un po' da carrozzone che questi enti tendono
  ad  assumere  se  non  hanno  questa  linfa  nuova  che portano i
  privati.
       Quindi,  questo è il senso della presenza del commissario ad
  acta,  peraltro,  onorevole  Speziale, le ripeto, e la conforterò
  con  dati  documentali, ampiamente prevista da tutte le normative
  nazionali del settore.

     FERRO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FERRO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, io comprendo e
  condivido  le esigenze poste dall'assessore Granata. Credo, però,
  che  le  ragioni  che hanno spinto il Governo in questa direzione
  non  siano  solo quelle sostanziali che l'assessore ci riportava,
  non perchè non siano le sue - evidentemente parlo del Governo nel
  suo  complesso  -  e,  quindi, credo che siamo ancora in tempo ad
  immaginare  che  si possa dire che gli organi che sono titolati a
  fare, secondo la norma nazionale, la trasformazione in fondazione
  possono  rimanere.  Il Governo stabilisca il tempo entro il quale
  deve avvenire la trasformazione.....

     CASCIO. Abbiamo già esperienza in questo senso.

     FERRO.  ..ho capito, ma siccome nessuno vive da un'altra parte
  e,  quindi,  sappiamo  di cosa parliamo. Se volete possiamo anche
  entrare  nel dettaglio. io non voglio farlo perchè qui non voglio
  porre questioni nè personali nè di enti specifici.
       Credo  che  sia  più  normale  suggerire un'ipotesi che dica
  "ferme restando le ragioni sottolineate dall'assessore Granata si
  dia un tempo perchè gli organismi attualmente vigenti facciano le
  trasformazioni". A quel  momento.  Io non sto ponendo il tema; il
  tempo lo deciderà il Governo - anche subito - dopodichè, superato
  quel tempo, ovviamente, gli enti possono essere commissariati.

     PRESIDENTE.  Il  Governo  accoglie  la proposta dell'onorevole
  Ferro?

     GRANATA,  assessore  per  i  beni  culturali,  ambientali e la
  pubblica istruzione. No.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  per aiutare
  l'onorevole  Granata, vi cito il decreto  che  cercava,  cioè  il
  decreto legislativo del 29 giugno 1996 n. 367. Ad un certo punto,
  il  testo  del decreto, Signor  Presidente  della  Regione,  cita
  "disposizioni per la trasformazione degli  enti  che  operano nel
  settore  musicale  in fondazioni di  diritto  privato"  -  stessa
  materia  oggetto  della  nostra   discussione  -  all'articolo  5
  definisce le modalità di trasformazione; affida la competenza per
  la trasformazione agli stessi consigli  di  amministrazione  - in
  atto preesistenti negli enti - e stabilisce  un  termine  che può
  essere - così com'è nel decreto legislativo  nazionale  -  di tre
  anni. Possiamo stabilire sei mesi, un  anno.  Nel mio emendamento
  propongo tre anni, ma la materia deve  essere comunque conforme a
  quella nazionale, perchè mandare un Commissario  ad acta ha senso
  soltanto  quando  c'è  un  potere  sostitutivo  rispetto  ad  una
  inadempienza dell'ente; ma se il  compito  è  affidato  all'ente,
  stabiliamo un tempo entro il quale lo  stesso può trasformarsi in
  fondazione di diritto privato. Se, entro  quel  tempo, l'ente non
  ha  operato  interviene  con  i  poteri  sostitutivi  l'assessore
  regionale, ed alla regione il  Presidente  della  Regione, quindi
  non mi pare che noi per legge ... per  cui  la invito, le inoltro
  la documentazione, il decreto legislativo, la  invito  a  fare in
  modo che la nostra legislazione sia  conforme a quella nazionale.
  L'idea che si aveva del Commissario  straordinario  prima  e  del
  Commissario  ad  acta  fa pensare ad  un  carattere  punitivo  di
  intervento.  Perchè non deve  essere  demandato  direttamente  ai
  Consigli  di  amministrazione dell'ente,  così  come  prevede  la
  legislazione in atto.

    Onorevole  Granata,  la  invito  dunque   a   rivedere  la  sua
  posizione. Fra l'altro ho visto che lo  stesso  emendamento a mia
  firma, di fatto e nella sostanza, è  firmato  anche  dai colleghi
  Savona, Borzacchelli e Leanza che con modalità diverse, comunque,
  riaffermano lo stesso principio.

     PRESIDENTE.  Il Governo accoglie  la  proposta  dell'onorevole
  Speziale?

     GRANATA,  assessore  per  i  beni  culturali,  ambientali e la
  pubblica istruzione. No.

     MICCICHE'. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MICCICHE'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, naturalmente
  il voto è contrario a questa proposta  perchè  anche questa norma
  che  si vuole introdurre la dice  tutta  sulla  filosofia,  sulla
  cultura  che  questo  Governo  ha  nei  confronti  della  cultura
  pubblica,   non   della   cultura    dello   Stato,   nel   senso
  nazionalpopolare, come a volte si pensa che sia.
       Si  vuole  privatizzare  tutto,   ogni   forma  di  attività
  culturale  alla  quale  ogni  cittadino   ha  la  possibilità  di
  partecipare come alla formazione,  alla  crescita  culturale.  La
  privatizzazione  di queste  strutture  culturali  sostanzialmente
  mettono in secondo piano la  funzione  pedagogica  della crescita
  della  nostra società. Si vuole creare una  società  -  anche  da
  questo punto di vista - sganciata  dai presupposti sulla crescita
  complessiva della cultura nazionale  ed  internazionale.
       Questa   è   un'operazione    che   sostanzialmente   sembra
  economicistica, efficiente, ma, nello stesso  tempo,  ha un altro
  obiettivo.  L'obiettivo  principale è  quello  di  accrescere  il
  proprio potere attraverso le  cosiddette  "fondazioni  di diritto
  privato" che sappiamo che  cosa  sono ed abbiamo già l'esperienza
  in alcuni settori che  sono stati già avviati nell'ultimo periodo
  nella tappa  forzata  della  privatizzazione  dell'apparato dello
  Stato,  cioè a dire  da  un  lato  si  privatizza  una  struttura
  pubblica come la sanità, la  scuola  e  pure  la cultura, e nello
  stesso tempo poi si  danno  contributi a queste associaizoni, che
  poi la dicono  tutta,  se  queste associazioni, queste fondazioni
  fanno parte di un  ambito  politico ben preciso, ben determinato,
  allora possono avere contributi,  se  è una fondazione di un ente
  lirico, per esempio di  un  qualsiasi  comune,  non  collima  con
  l'interesse della politica  del  Governo,  quella  fondazione non
  potrà mai avere nessun contributo.

     GRANATA, assessore  per  i beni culturali, ambientali e per la
  pubblica istruzione. Questo lo dice lei; è una sua fantasia.

     MICCICHE'. Non  è  una  fantasia,  caro assessore. Non è così,
  questo  si  verifica nella richiesta anche delle associazioni che
  fanno  cultura,  caro  assessore.  Se  andiamo  a  vedere  quante
  richieste  di  associazioni culturali che fanno teatro, che fanno
  cultura,  che  chiedono  contributi  non vengono neanche prese in
  considerazione,  tranne  se fanno i viaggi, i pellegrinaggi negli
  assessorati a  chiedere  promettendo  in cambio magari dei voti e
  quant'altro.

     GRANATA, assessore  per  i beni culturali, ambientali e per la
  pubblica istruzione. Lei parla di questioni che non conosce.

     MICCICHE'.  Non  conosco le questioni  Allora, caro assessore,
  lei mi  vuole  rappresentare  il  fatto  che  questo Governo è un
  governo  imparziale,  che  non  conosce  il  colore  politico del
  soggetto che  viene  da  lei a chiedere il contributo. Non so, se
  questo magari non lo fa lei, probabilmente altri suoi colleghi lo
  fanno, non  mi  dica  cose  che  non sono. Avremmo modo di potere
  riscontrare,  caro  assessore.  Innanzitutto  lei deve rispondere
  alle   interrogazioni   su   determinate   cose   ben  precise  e
  circostanziate; avrò modo di fare capire e di fare vedere che non
  è come dice lei.
       Comunque   è   una  minaccia  nello  svolgimento  delle  mie
  funzioni.

     PRESIDENTE.    Onorevoli    colleghi,    lasciamo   completare
  l'onorevole Miccichè.

     MICCICHE'.  Onorevoli  colleghi,  voi vista la tarda ora avete
  voglia magari di scherzarci sopra, e lo posso capire; spezzare un
  po' l'atmosfera pesante che si può creare è giusto ed a volte può
  anche fare  bene.  Però dovete consentire di dissentire da questa
  vostra  azione.  E'  un'azione  molto  discutibile  e gli effetti
  negativi si  vedranno,  non  ci  vorrà  molto  tempo  per  potere
  dimostrare che sarà negativo.

     PRESIDENTE.  Non  ci  sono altri iscritti a parlare. Onorevoli
  colleghi si  passa  all'emendamento  33.7 a firma del Governo. Il
  Governo lo ha presentato. Il parere della Commissione?

     CUFFARO, presidente della Regione. Lo ritiro.

     PRESIDENTE.   L'Assemblea   ne  prende  atto.
       Si passa agli emendamenti 33.1 e 33.5.

     SPEZIALE. Li ritiro.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si passa all'emendamento 33.4.

     SPEZIALE.    Chiedo   la   votazione   a   scrutinio   segreto
  sull'emendamento 33.4.

         VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO SULL'EMENDAMENTO 33.4

    (Gli onorevoli Cracolici, Ferro, Giannopolo, Villari, Forgione,
    Zago, Panarello, Ortisi e Tumino si associano alla richiesta di
    votazione per scrutinio segreto).

        PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta appoggiata a termini di
  Regolamento,  indìco  la  votazione  per  scrutinio  segreto e ne
  proclamo l'esito:

               Presenti          78
               Votanti           78
               Maggioranza       40
               Favorevoli        31
               Contrari          46
               Astenuti           1

                          (Non é approvato)

    Si passa all'emendamento 33.2 a firma dell'onorevole Savona.

     SAVONA. Dichiaro di ritirarlo.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si passa  all'emendamento  33.3.  Lo  pongo in votazione. Il
  parere del Governo?

     CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione. Favorevole

     PRESIDENTE. Chi é  favorevole resti seduto; chi é contrario si
  alzi.
                            (E' approvato)

       Pongo in votazione l'articolo 33 nel testo risultante. Chi é
  favorevole resti seduto; chi é contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 34 precedentemente accantonato.
       Si passa all'emendamento 34.1 a firma dell'onorevole Liotta.
  Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     CUFFARO, presidente della Regione. Contrario..

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi  é contrario resti seduto; chi é favorevole si
  alzi.

                          (Non é approvato)

       Si passa all'emendamento 34.13 a firma del Governo. Lo pongo
  in votazione.

     CUFFARO, presidente della Regione. Dichiaro di ritirarlo.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si passa all'emendamento 34.2 a firma dell'onorevole Liotta.

     LIOTTA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LIOTTA. Signor  Presidente,  tutto questo articolo prevede una
  procedura per  l'individuazione  di quegli enti che devono essere
  soppressi e  per l'individuazione del programma di accorpamento e
  di messa in liquidazione di altri enti, che non presuppone nessun
  passaggio d'Aula e nessun passaggio per le commissioni di merito.
  Tutti gli  emendamenti  a  mia  firma  in  qualche  modo vogliono
  riportare tutta  questa procedura all'interno di un iter corretto
  sul piano  parlamentare.  A me sembra assolutamente fuori da ogni
  logica il fatto l'assessore  o il Governo possa con provvedimento
  autonomo, con  provvedimento  esecutivo  smplicemente comunicando
  alla Commissione competente  possa  dismettere  degli enti, possa
  prevederne la privatizzazione e  quant'altro.  Io  credo  che  se
  quest'Assemblea si vuole riappropriare  di un proprio ruolo debba
  essere  previsto  che  il  Governo  semmai  fa  un  programma  di
  dismissione di privatizzazione e  dopodiché  come minimo si passa
  dalla  Commissione  di  merito  e,  poi,  su  questa  partita  si
  pronuncia l'Aula conuna propria  norma.  Si  tratta  di programmi
  che possono prevedere  privatizzazioni  anche corpose.  Io faccio
  notare che, per quanto sia stato annunciato dal Governo il ritiro
  dell'emendamento  34.13, questo  emendamento  conteneva  62  enti
  passibili  di  fare  parte   di  un  programma  di  accorpamenti,
  dismissioni e liquidazione.
       Fra  questi  vi  sono   Enti   Parco,  vi  sono  Enti  Parco
  archeologici, l'Ente Parco dei  Nebrodi,  il Parco delle Madonie,
  il Parco dell'Etna e quant'altro.  E'  stato  ritirato ma la dice
  lunga  questo  emendamento sulla  volontà  del  Governo  e  sulla
  filosofia di tutto quest'articolo.  Dico che se questo Parlamento
  vuole mettere mano seriamente al problema della privatizzazione -
  noi siamo, com'é ben risaputo  contrari  a tutta questa partita e
  tuttavia riteniamo che il  Parlamento  non  può lasciare, non può
  delegare al Governo tutta  questa  materia  ma deve riservarsi il
  compito di avere l'ultima parola su tutta questa partita.
       Ecco  il senso di  tutti  gli  emendamenti  per  cyi  quando
  affrontiamo quest'emendamento, signor Presidente, per cui si dice
  prevedendone   o  comunicndo   il   programma   alla   competente
  Commissione legislativa quest'emendamento  fa  il  palio  con gli
  altri. Probabilmente andrebbero visto nella loro interezza questi
  emendamenti.

     PRESIDENTE.   Onorevole   Liotta,   lei   si   riferisce  agli
  l'emendamenti 34.2 e al 34.3?

     LIOTTA. Sì, certamente  perché  vi é una proposizione, non una
  trasmissione.

     PRESIDENTE. Signor  Presidente  della  Regione,  io  credo che
  l'emendamento 34.2 non presenti elementi stravolgenti rispetto al
  testo perché  sostanzialmente  norma la proposta alla Commissione
  piuttosto  che  la  semplice  trasmissione.
       Pongo in votazione l'emendamento 34.2.
       Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE. presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi é  favorevole resti seduto; chi é contrario si
  alzi.

                            (E' Approvato)

    Si passa all'emendamento 34.3.
       Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE. presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

     PRESIDENTE. Lo  pongo  in  votazione.
       Chi é  favorevole resti seduto; chi é contrario si alzi.

                          (Non è approvato)

       Si  passa   all'emendamento  34.11  a  firma  dell'onorevole
  Giannopolo e dell'onorevole Speziale.
       Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE. presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

     PRESIDENTE. Lo  pongo  in  votazione.
       Chi é  favorevole resti seduto; chi é contrario si alzi.

                          (Non è approvato)

     Si passa all'emendamento 34.9.

     GIANNOPOLO. Lo ritiro.

                     (L'Assemblea ne prende atto)

     PRESIDENTE. Si  passa  all'emendamento  34.8  degli  onorevoli
  Vicari e Liotta.

     VICARI. Lo ritiro.

                     (L'Assemblea ne prende atto)

     PRESIDENTE.   Si    passa   all'emendamento   34.4   a   firma
  dell'onorevole Liotta.

       Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE. presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

     PRESIDENTE. Lo  pongo  in  votazione.
       Chi é  favorevole resti seduto; chi é contrario si alzi.

                          (Non è approvato)

       Si passa all'emendamento 34.5.
       Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE. presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

     PRESIDENTE. Lo  pongo  in  votazione.
       Chi é  favorevole resti seduto; chi é contrario si alzi.

                          (Non è approvato)

       Si  passa   all'emendamento  34.12  a  firma  dell'onorevole
  Turano. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della commissione?

     CROCE, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi é  favorevole resti seduto; chi é contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'emendamento 34.6 a firma dell'onorevole Liotta.
  Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della commissione?

     CROCE, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

        PRESIDENTE. Chi é  contrario resti seduto; chi é favorevole
  si alzi.

                          (Non é approvato)

       L'emendamento 34.13  é  ritirato  perché fa riferimento alla
  tabella. Si passa all'emendamento 34.7. Lo pongo in votazione. Il
  parere del Governo?

     CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della commissione?

     CROCE, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

                          (Non é approvato)

       Si passa  all'emendamento  34.10  a  firma  degli  onorevoli
  Giannopoli, Speziale, Capodicasa.

     GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO.  Signor  presidente,  onorevoli  colleghi,  questo
  emendamento cerca  di  introdurre  nel processo di trasformazione
  degli enti di cui al  comma  1,  una clausola sociale che lega il
  subentrante alla redazione  di  una sorta di piano industriale da
  un lato, di utilizzo della manodopera ed anche il tipo di modello
  organizzativo, di lavoro e di concertazione con le organizzazioni
  sindacali maggiormente rappresentative.
       Credo che questo  sia  salutare  affermarlo  in questa sede,
  dargli la dignità di legge, perché non vorrei che nei processi di
  privatizzazione, così come  é  stato  anche  stabilito  a livello
  nazionale, con la legge  finanziaria, ad esempio, non si é tenuto
  conto di queste  clausole sociali, sicché una privatizzazione può
  anche prescindere dalla redazione di un piano industriale e dalla
  redazione, soprattutto, del modello organizzativo, di lavoro e di
  concertazione con le organizzazioni sindacali.
       Io ribadisco, pertanto, l'importanza e la validità di questo
  emendamento.

     FORGIONE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE.   Signor   presidente,  onorevoli  colleghi,  vorrei
  sottoscrivere  anch'io   questo   emendamento  e  se  i  colleghi
  parlamentari e l'onorevole  Cuffaro  che  ha avuto tanto a cuore,
  negli anni passati, la  vicenda  della  Vini  Corvo,  non  lo sa,
  vorrei portarlo all'attenzione dell'Aula proprio io.
       Stamattina  l'azienda che  ha  comprato  la  Vini  Corvo  ha
  disdetto tutti gli  accordi  assunti  in materia di contratto, di
  personale, di piano industriale al momento dell'acquisto. Quindi,
  é venuta meno, formalmente,  a tutti gli accordi con il sindacato
  e a tutti gli  impegni  assunti,  tra  l'altro,  in  una faticosa
  trattativa presso la  sede  della confindustria, al momento della
  vendita della Vini Corvo alla stessa ILVA.
       Questo  emendamento   ripropone  la  questione.  I  colleghi
  deputati, forse, non  si  stanno rendendo conto, guardate, si può
  sostenere un  governo  con  autonomia,  onorevoli  colleghi,  ora
  stiamo parlando  della  privatizzazione  di  enti  economici,  di
  settori  nuovi  rispetto   a  quelli  che  erano  stati  definiti
  precedentemente e noi  stiamo  approvando una norma che autorizza
  il   governo  regionale   a   privatizzare   e   a   gestire   le
  privatizzazioni senza alcun ruolo del Parlamento.
       E'un  problema  vostro,   non   è  solo  un  problema  delle
  opposizioni è un problema  del  ruolo  del  Parlamento. Voi state
  approvando una norma che  concede  al Governo il potere esclusivo
  di gestire tutte  le  privatizzazione  e  questo Parlamento viene
  spogliato  di ogni suo ruolo  e  tutti  gli  Enti  economici,  le
  strutture pubbliche di questa  Regione  non  sono  state fatte da
  nessun Governo.
       Poi possiamo discutere  se erano giuste, se erano sbagliate,
  se la Sicilia è l'ultimo  avanzo  del socialismo reale, ma non le
  ha fatte nessun Governo, da  solo,  le ha fatte questo Parlamento
  con  una  politica  condivisa  in  un'altra  fase  storica  della
  politica industriale di questa Regione e dell'Italia.
       Voi  vi  state  negando  ogni  ruolo  nella  gestione  delle
  privatizzazioni di  questa  Regione;  addirittura avete approvato
  emendamenti dove si dice  che  nemmeno  deve  essere informata la
  Commissione "Attività produttive"  dell'ARS, ma tutto questo vale
  il  sostegno  ad  un Governo?  Ma  si  può  sostenere  anche  con
  autonomia un Governo, cari colleghi?
       Parlo al Parlamento,  non  parlo  al  Governo,  noi dovremmo
  andare a definire il rapporto tra il Governo ed il Parlamento, la
  Commissione per lo Statuto, prima o poi dovremo operare in questa
  direzione.
       Noi dovremo definire i  rapporti  tra  il  Parlamento  ed il
  Governo, che sono materia delicata, dovremo definire l'equilibrio
  dei  poteri,  però,  in  attesa  che  la  Commissione  su  questo
  legiferi,  in  attesa  che  questo  Parlamento  si  doti  di  uno
  strumento di riequilibrio delle funzioni, dopo l'elezione diretta
  del Presidente della Regione.
       E'  possibile  che   noi   affermiamo   così   con  voti  di
  maggioranza,   pezzi   di    riforma    del   rapporto   tra   le
  Istituzioni.
       Allora vi chiedo se,  almeno su questo emendamento, possiamo
  ritrovare  tutti  uno  scatto   di  orgoglio  per  il  ruolo  del
  Parlamento.
       Io non credo  sia  interesse, onorevole Cuffaro, nemmeno del
  suo  Governo negare un ruolo dell'Assemblea Regionale. Lei ora lo
  sta  facendo  sull'ultimo  emendamento, però io vorrei - e questo
  vale,  onorevole  Fleres,  anche  come   dichiarazione   di  voto
  complessiva ovviamente contraria a questo articolo  -  io  vorrei
  che i parlamentari ragionassero su quello che abbiamo votato e su
  quello  che  abbiamo  deciso,  cioè   l'esclusione  di  qualunque
  funzione,  si  qualunque  ruolo del Parlamento  nel  processo  di
  privatizzazione.
       E questo, io credo, che  sia  un  atto grave che inibisce le
  funzioni della stessa Assemblea Regionale Sicilia.

     PRESIDENTE. Pongo in  votazione l'emendamento 34.10 col parere
  contrario del Governo e della Commissione.
       Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

       Pongo in votazione l'articolo 34 con  il  parere  favorevole
  del Governo e della Commissione.
       Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                          (E' approvato)

       Si passa all'articolo 35 in precedenza accantonato.
       Si passa agli emendamenti.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA. Signor Presidente,  siamo  ad  un  punto delicato.
  Credo che questo artiolo  che riguarda la trasformazione dell'EAS
  abbia  un doppio contenuto  e  sollevi  alcune  problematiche.  I
  contenuti  sono  da  un  lato  quello  relativo  all'applicazione
  dell'articolo 23 contenuto nella legge 10 del '99, che prevede la
  trasformazione  dell'EAS  in   società   per   azioni   a  totale
  partecipazione pubblica.
       Quindi, si indica una  procedura  di  trasformazione che, in
  poche parole, stravolge il  dettato dell'art.  23 della legge 10.
  Più coerentemente l'articolo in  questione  non  dovrà essere più
  intitolato  trasformazione  dell'EAS   in   S.p.A.,  ma,  non  so
  esattamente   come,  perché   l'emendamento   del   Governo,   ed
  esattamente il n.  35.8,  che  riscrive  praticamente l'articolo,
  indica  una  procedura  di  intervento  nella  materia  dell'Ente
  acquedotto siciliano che non  è  più  la trasformazione dell'Ente
  acquedotto in società per  azioni.  Ma, individua un percorso che
  prevede  il mantenimento dell'EAS  come  ente  pubblico  che  non
  svolgerà più le funzioni che svolge  oggi,  ma  manterrà  - se ho
  capito bene - la  proprietà,  il  patrimonio  attualmente  in suo
  possesso e attraverso la  costituzione  di  società miste dare in
  affitto i servizi che  sono oggi espletati dall'EAS.  Il dissenso
  è, qui, innanzitutto di  merito.
       Una  trasformazione dell'EAS in S.p.A. quindi in società che
  agisce  con procedure di diritto privato, non è la stessa cosa di
  ciò che  si  sta  mettendo  in  piedi. Io immagino che ci sia una
  ragione  per  cui  il  Governo  sta adottando questa procedura, e
  suppongo,  onorevole  Assessore ai Lavori pubblici che sia quella
  che  in sede di audizione in IV Commissione c'è stata spiegata. E
  cioè,   che   per   i   ritardi  che  si  sono  accumulati  nella
  trasformazione  in  S.p.A.  dell'EAS  dopo  l'approvazione  della
  legge  10, oggi, non siamo in grado di fare la trasformazione nei
  tempi  che  l'utilizzo dei fondi di Agenda 2000 in materia idrica
  richiederebbero.  Si  sa  che  una procedura di trasformazione in
  S.p.A.  comporta  dei tempi lunghi.  Il precedente a cui facciamo
  riferimento   è   l'acquedotto   pugliese,   che   per   la   sua
  trasformazione in società per azioni ha avuto bisogno di circa un
  triennio.
       E'  chiaro  che  quando poi si ritarda, l'EAS viene trattata
  dai  governi  solamente in occasione di nomina di commissari, non
  si  spinge per la sua trasformazione, gli anni passano, arriva il
  momento  in  cui  abbiamo  bisogno dell'ente già trasformato, non
  siamo  in  grado  di  averlo  e  quindi  ci  inventiamo  un'altra
  procedura  ed  è  la  procedura  che  qui  viene introdotta, o si
  propone  di  introdurre,  modificando  il dettato della legge 10.
  Non    sono    innamorato    della   legge   10,   diciamo   così
  feticisticamente.  Credo  che  quella procedura, e siamo legati a
  quella  procedura  solamente  per  questa ragione, era quella che
  consentiva  alla  regione siciliana di potere chiedere, così come
  ha  fatto  la  Puglia  allo  Stato, al Governo nazionale, i fondi
  derivanti  dalla  trasformazione in S.p.A., cosa che l'acquedotto
  pugliese ha fatto, ricavando come regione...

     CUFFARO, presidente della  Regione.  Di che cosa sta parlando?
  La Puglia non ha preparato neanche il bando

     CAPODICASA. Non ha fatto il bando di cosa?

     CUFFARO, presidente della Regione. Della trasformazione.

     CAPODICASA. Onorevole  Cuffaro,  il suo direttore del settore,
  nonché il suo assessore,  queste  cose  sono venute a dirle in IV
  Commissione.

     CUFFARO,  presidente  della Regione.  Mi hanno chiamato questa
  mattina  per  sapere  che  tipo di bando sto preparando per farlo
  uguale.

     CAPODICASA. Onorevole  Cuffaro,  le  ripeto  che  il direttore
  Busalacchi con il  suo  Assessore  in Commissione ci hanno detto:
  'non possiamo fare, seguire le procedure della legge n. 10 per il
  semplice motivo che  non  abbiamo  fatto  in  tempo  l'avvio  del
  percorso  perché  così   come  è  successo  in  Puglia,  dove  la
  procedura...

     SCAMMACCA  DELLA  BRUCA , assessore per i lavori pubblici. Non
  l'ho detto io, questo è poco ma sicuro.

     CAPODICASA.  Onorevole  Assessore, l'ha detto il suo direttore
  che  non  è  sicuramente  l'ultimo  arrivato.  Saremo in grado di
  verificare, onorevole Presidente.

     CUFFARO,  presidente  della  Regione.  Mi  creda,  il bando la
  Puglia non l'ha ancora predisposto.

     CAPODICASA.  L'acquedotto  pugliese rientra in una legge dello
  Stato  che  risale a quattro anni fa. Allora il punto qual è? Che
  abbiamo  i  fondi  di  agenda 2000 da utilizzare e se non abbiamo
  l'ente trasformato non possiamo utilizzarli.

    SCAMMACCA DELLA  BRUCA,  assessore  per  i lavori pubblici. Non
  abbiamo bisogno  dell'ente  trasformato,  abbiamo  bisogno  di un
  partner, che è cosa diversa.

     CAPODICASA.  Dal  momento che noi nel 1999 avevamo individuato
  nell'EAS  il  soggetto  che  avrebbe  dovuto, trasformato in SpA,
  assolvere  a  questo  compito, non avendolo trasformato in questi
  tre anni adesso non siamo in tempo per farlo.
       Inventiamo un'altra cosa.  E noi non potremo richiedere allo
  Stato  i  fondi  derivanti dalla trasformazione in SpA perché noi
  stiamo facendo un'altra cosa, facciamo, manteniamo in vita l'Ente
  acquedotto siciliano il quale po non costituirà una società mista
  con privati ai quali cederà...

     CUFFARO,  presidente  della  Regione.  Stiamo  facendo  questo
  perché, siccome il  patrimonio  è  in  capo all'EAS, l'EAS rimane
  perché   è   proprietaria   del   patrimonio  e  la  società  che
  costituiamo  avrà  soltanto  la  gestione delle acque. Perché non
  possiamo dare alla  nuova  società  il  patrimonio  che  invece è
  dell'EAS. E' assolutamente diverso dalle cose che sta dicendo.

     CAPODICASA.  No, sto dicendo un'altra cosa, perché lei è ferma
  alla  procedura  che lei ha immaginato.
       Le   sto  dicendo  invece  che  parto  dalla  legge  10  che
  prevvederà  un  altro percorso che voi non avete fatto perché con
  quel  percorso  non  c'era  bisogno  di tenere in vita l'EAS come
  società  che gestisce il patrimonio.  Mi pare chiaro che se l'EAS
  fosse stata trasformata in SpA nei tempi...

     PRESIDENTE. Onorevole Capodicasa, deve invitarla a concludere.

     CAPODICASA.  Signor  Presidente, però è una materia complessa,
  lei  mi   deve...  forse  dovrà  intervenire  a  pezzettini.  Poi
  utilizzerò le dichiarazione  di  voto, non lo so...  Non mi basta
  la sua  autorizzazione, onorevole  Presidente  della  Regione, mi
  serve    quella   del   Presidente   dell'Assemblea,   dell'altro
  Presidente. Il punto qual è?

     PRESIDENTE.  Onorevole  Capodicasa,  se  lei  in  pochi minuti
  riesce   a   completare  l'argomentazione  anche  per  guadagnare
  tempo... Prego.

     CAPODICASA. Non  sono  il  tipo  che sfora volutamente, quindi
  starò entro i  tempi  sperando  di  potere  concludere  subito ma
  rendendo egualmente il senso del ragionamento.
       Questa operazione che viene ipotizzata con l'emendamento del
  Governo è chiaro, da  parte  nostra  non  è condivisa perché è il
  frutto di un ritardo  che  si  è mantenuto nel corso degli anni e
  oggi non  ci  consente  di  incamerare  risorse  che diversamente
  avremmo potuto incamerare, e questo è il primo aspetto di merito.
       Il secondo aspetto è di carattere finanziario; il motivo per
  cui questa norma  è  contenuta  in finanziaria è perché poi nella
  tabella noi  dobbiamo  appostare  un'entrata  di 350 miliardi che
  dovrebbe essere a  detta  del Governo, il ricavato della cessione
  alla società mista  delle  utenze  e  comunque delle funzioni che
  risulterebbero   dalla  concessione  che  avrebbe  dall'EAS,  noi
  abbiamo  già   contestato   questo  punto.
       Sono  somme  che  non  entreranno perché  l'operazione non è
  pensabile  che  venga completata entro il 31/12 di quest'anno, ma
  ancora di più perché  come ci ha detto l'assessore in commissione
  in  sede  di  audizione  non  smentito  dall'assessore al ramo in
  Commissione   finanze,  al  bilancio  intendo  dire,  questi  350
  miliardi  sono  il  calcolo  dell'affitto  delle infrastrutture e
  delle  utenze  che l'EAS ricaverà nel corso dei 9 anni, che credo
  sia  il  termine minimo di concessione di queste infrastrutture e
  quindi  è  sicuro  che  proprio  perché  si  tratta  di un canone
  spalmato su 9 anni non entrerà nell'esercizio finanziario 2002.
       Quindi, queste   somme  non  sono  somme  che  noi  possiamo
  iscrivere  in   entrata   se  non  per  1/9  essendo  l'esercizio
  finanziario 2002 1/9 dei  nove anni del contratto che verrà poi a
  stipularsi, questo  nell'eventualità in cui tutta l'operazione si
  concluda  entro il  2002,  cosa  che  io  sfido  chiunque  qui  a
  dichiarare, il Governo  lo dichiarerà, ma noi sappiamo già che lo
  fa solo per non  dovere  smentire sé stesso, che entro il 2002 si
  farà tutta l'operazione e  io  credo  che neanche il nonno che ci
  spetterebbe sui nove  anni del canone noi potremmo mettere perché
  entro il 2002 tutta questa operazione non sarà possibile portarla
  in porto e  questo  glielo  diciamo, onorevole assessore, tempi e
  codici  alla mano e  se  lei  vuole  o  se  voi  volete  possiamo
  discuterne attorno ad  un  tavolo.
       Quindi, è una  operazione  tutta sballata;  dopo di che poi,
  questi sono i due aspetti di merito, rimane tutto il problema del
  personale  che  io  non  so  il  Governo come intende risolverlo.
       Dovrebbe   essere   stato   presentato   in  Commissione  un
  emendamento a tale proposito della III commissione se non ricordo
  male  o  della  IV,  adesso  non ricordo esattamente, dove veniva
  disciplinata  tutta  la materia relativa al personale e in quella
  occasion  e in Commissione finanze la maggioranza tranquillamente
  lo  ha bocciato senza dare conto di come si gestisce la questione
  relativa  al  personale perché  il personale, a norma della legge
  10  e  della Galli avrebbe diritto a vedersi confermati i livelli
  contrattuali  fino  ai  primi 5 anni dell'esistenza in vita della
  società  mista,  dopo  dovrebbe  essere  regolato  attraverso  il
  contratto di categoria.
       E' chiaro che per questi lavoratori significherebbe un passo
  indietro rispetto ai livelli attuali.  Una soluzione io credo che
  dobbiamo trovarla  considerato  che  non  è  mari  successo nella
  storia della  Regione  siciliana  che  dei  lavoratori dipendenti
  della Regione o  di  enti  sottoposti  a  controllo o a vigilanza
  della Regione abbiano mai subito danni da una dismissione, da una
  privatizzazione o quant'altro.
       Signor   Presidente,   concludo,   chiedendo   scusa   dello
  sforamento che mi  è  capitato  ma  per  ragioni ovvie non potevo
  restringere essendo  complessa  la  materia in pochissimi minuti,
  quindi cercherò di recuperare successivamente.

     CRACOLICI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  anch'io
  voglio porre alcune questioni che sono poi oggetto della norma in
  questione e della ricaduta finanziaria.
       La prima  questione  è  questa. Viene iscritta nelle entrate
  della Regione,  attualizzando  il  canone  di  concessione che la
  nuova Eas o non  so  come  si  chiamerà,  pagherà  all'Eas per la
  gestione delle reti  e  delle  infrastrutture  una  posta  di 350
  miliardi.
       Fermo  restando   le  cose  che  ha  già  detto  l'onorevole
  Capodicasa, cioè sul  trucco di attualizzare un canone che invece
  è scadenzato in diversi anni, rimane un tema.  Come fa la Regione
  a iscrivere  nel  proprio  bilancio  una  entrata  che, comunque,
  qualora si dovesse  realizzare,  così  come  prevede  entro il 31
  dicembre 2002, comunque, è un canone che riscuoterà l'Eas, non lo
  riscuoterà certo la Regione.
       E non mi risulta che  l'Eas abbia una condizione finanziaria
  così solida e florida da  potersi  consentire  di avere eventuali
  utili di gestione da trasferire alla Regione, perchè l'Eas di suo
  ha una situazione debitoria  che  probabilmente  la Regione dovrà
  fare fronte.
       Lì, la norma a cui faceva riferimento l'onorevole Capodicasa
  a  proposito  della   vicenda   ente  acquedotto  pugliese  sulla
  possibilità  di  utilizzare  quella  legge  che  avrebbe,  forse,
  ripianato una parte delle passività dell'acquedotto siciliano.
       E, quindi, io pongo questo  tema che non è un interrogativo.
  Per me è una certezza. E mi pare del tutto evidente che noi siamo
  in presenza di un  falso  contabile  nell'iscrizione al bilancio,
  perchè delle due l'una, o scrivete  che  l'Eas  non ci sarà più e
  quindi la Regione subentra nelle attività e nelle passività, o se
  rimane l'Eas non si capisce come  fa  la  regione  a iscrivere le
  attività dell'Eas e non le passività.
       La seconda questione  altrettanto  importante.  Io  ho letto
  qualche giorno fa una dichiarazione  in  una delle interviste che
  ha dato il Presidente della regione  a proposito del fatto che il
  Presidente della Regione ammetteva,  con  una  battuta  del tutto
  sommaria in un contesto generale  di  un'intervista,  che i tempi
  previsti   entro  il   31   dicembre   2002,   obiettivamente   e
  oggettivamente non sono  tempi  che  potranno  essere  raggiunti,
  questa è una dichiarazione da lei fatta, signor Presidente.

     CUFFARO,  presidente   della  Regione.  Non  è  proprio  così.
  Potrebbe essere.

     CRACOLICI. Diceva che comunque c'è un problema con i tempi, il
  "potrebbe" l'ha messo in questo istante.

     CUFFARO. presidente della Regione. Siamo attrezzati a fare più
  veloci.

     CRACOLICI.  E  devo  dire  che   anche  alla  luce  di  quella
  dichiarazione delle conseguenze  che  dava  il  Presidente  della
  Regione  a  quella   dichiarazione,   ritenevo  che  il  bilancio
  arrivando  in Aula avrebbe  avuto  quelle  correzioni  frutto  di
  quella  affermazione,  cioè   che   l'iscrizione   finanziaria  è
  impossibile, non solo per le ragioni che ho detto prima ma in più
  anche per l'ammissione  dello  stesso  governo  sulla  difficoltà
  temporale di raggiungere che qui si persegue.
       La terza questione. Io vorrei  che fosse chiaro. Questo è un
  governo  che  ha  scelto,  a  proposito  delle  trasformazioni  o
  privatizzazioni al di là degli  ideologismi  e delle cose che poi
  si scrivono, che ha  scelto  di lasciare sostanzialmente immutato
  il  blocco,  perché  mettere  nel  titolo  di  questo articolo 35
  "Trasformazione    EAS"   e   poi   scrivere   come   dispositivo
  dell'articolo 35 che non ci sarà la trasformazione perché  rimane
  l'EAS ma  l'EAS  a  sua volta dà vita ad una nuova società che in
  realtà è una società di scopo che farà insieme a terzi ma non c'è
  nessuna trasformazione. E' un fatto psicologico.
       Ecco,   vedo   che   avete  ormai  acquisito  come  dottrina
  l'affermazione  dell'onorevole  assessore Pagano che le norme più
  che  disporre  hanno  un approccio pedagogico, cercano in qualche
  modo  di  stabilire  un  metodo,  uno stile.
       E  lo stile determina anche una condizione di incertezze, il
  metodo   è   una  condizione  di  incertezza,  perché  voi  state
  scrivendo  oggi  una  cosa  non  riuscirete  a fare e non solo ma
  determinerete  un'altra  conseguenza  che  non  saranno le minori
  entrate soltanto per il bilancio della Regione di 350 miliardi ma
  sarà il fatto che voi perderete le risorse di Agenda 2000.
       Questo  perché  con  i  vostri  ritardi  non  avrete  più le
  condizioni  per  attuare  ciò che la legge e le norme impongono e
  cioè  di  utilizzare  uno strumento privato assieme a un soggetto
  terzo  privato  per  attuare  le  risorse  e  dare  esecuzione ai
  progetti previsti sul piano delle risorse idriche.

     MICCICHE'. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MICCICHE'.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ricordo che
  nelle   pochissime   riunioni   che  si  sono  tenute  nella  III
  Commissione,  l'Assessore  è  saltato dalla sedia quando ho detto
  che  privatizzare  il  servizio  della  fornitura dell'acqua è un
  crimine contro l'umanità.
       Forse ho sbagliato e sono andato contro il popolo siciliano.
  Ma  il  popolo  siciliano  è  un  pezzo di umanità, ci sta tutta.
  Privatizzare  il  servizio  dell'acqua è come privatizzare l'aria
  che  respiriamo.
       L'altra  volta  ho  avuto  la  risposta  pronta da parte del
  presidente  Cuffaro  il  quale  ha  detto  che  si trattava di un
  provvedimento  che  ha  voluto  il centrosinistra.
       Ma  questo non significa assolutamente niente, tutti possono
  sbagliare  anche  se  sbagliare  non  è  un merito ma un demerito
  perché uno può anche rivedere le proprie posizioni.
       Questo  non mi  tocca  né tocca il partito che mi ha dato la
  possibilità  di  arrivare in questa istituzione.
       Rifondazione era contro la privatizzazione in tutti i sensi,
  anche  perché  il problema dell'acqua è ormai un problema globale
  e  credo  che  la soluzione dei problemi di carattere della crisi
  idrica  mondiale  non  lo si risolve come si sta cercando di fare
  qui  nella  nostra  Isola.  Ci  vuole  ben  altro, tant'é  che le
  soluzioni  anche  tecniche  sugli  ambiti,  sui sopra ambiti, sui
  sotto ambiti e via discorrendo non hanno dato nessuna assoluzione
  in merito.
       Questo  sicuramente  lo  peggiorerà perché i costi di questa
  privatizzazione  saranno  esclusivamente a carico degli utenti, i
  quali  avranno  aumentato il canone di servizio: se oggi un metro
  cubo  di  acqua viene fatto pagare ai comuni intorno ai 1500-1750
  lire,  con questo sistema di privatizzazione probabilmente questo
  prezzo  si raddoppierà, non lo sappiamo ma si prevede un aumento.
  Già   c'è   l'aumento   per   la   scarsezza  della  fornitura  e
  dell'approvvigionamento,   ma,  con  la  privatizzazione,  questo
  aumenterà di  certo  perchè,  è  chiaro,  io  non ho mai visto un
  privato  benefattore;  chi si assumerà l'onere di questo servizio
  sicuramente  non  farà  delle  opere  di beneficenza, nè a favore
  degli   utenti,  nè  a  favore  dell'ente  che  deve  versare  il
  contributo annuale.
       Poi  c'è  un'altra  questione  che  avevo  pure  intuito. Io
  ricordo  che l'Assessore saltò dalla sedia quando gli dissi: veda
  che  con  questa  formula  ci  sarà un buco finanziario. Non l'ho
  detto nei termini precisi come l'ha riferito poc'anzi l'onorevole
  Capodicasa,  ma  avevo intuito che c'era qualcosa che non andava,
  perché  avevo  capito  che c'era qualcosa, sotto il profilo della
  contabilità, che non quadrava.
       Poi   ci  sono  i  problemi  del  personale  e  ricordo  che
  l'Assessore  si  presentò  con  un emendamento che è riportato in
  questo  testo, a fianco all'emendamento numero 35.8, e ora qui, a
  pochi minuti dalla votazione di questo articolo, vengono aggiunte
  ulteriori  modifiche e, a quanto ho potuto capire "a naso", senza
  andare  in  profondità,  sono convinto che questi emendamenti non
  sono   migliorativi,   cioè   a   favore   del   personale,  sono
  peggiorativi,  a  danno del personale, perchè quando si toglie la
  parola  "prioritariamente" dal testo così formulato:  "le società
  di   gestione   del  servizio  idrico  anche  integrato  dovranno
  prioritariamente utilizzare personale dell'E.A.S.".
       Venendo tolta la parola "prioritariamente" significa che non
  deve   essere   il  personale  dell'E.A.S  ad  essere  utilizzato
  prioritariamente  e  quindi l'attuale personale dell'E.A.S. non è
  inserito  fra  le  cose  prioritarie.  Il senso poi, alla fine, è
  questo  e  non  mi  pare  che  ciò  vada  a  favore degli attuali
  dipendenti dell'E.A.S.
       Onorevole Assessore, se le parole hanno un senso...

     SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici. Non è
  così. Poi le rispondo.

     MICCICHE'.  Io  mi  auguro  di sbagliare purchè sia una cosa a
  favore  del  personale.  Un'altra  cosa  che  viene tolta sono le
  parole  "a  qualunque titolo", cioè, voi avevate fatto un accordo
  sindacale  perchè  questo  l'avete  fatto assieme ai sindacati e,
  ora,  senza  la  parte  interessata,  state cercando di eliminare
  tutto quello che è a favore del personale.
       Certamente  se  oggi  qui  ci  fossero  stati  i  dipendenti
  dell'E.A.S,  questo  emendamento  voi, probabilmente, non avreste
  avuto   il   coraggio   di   presentarlo.   Alle  tre  di  notte,
  probabilmente,  in  totale  assenza del personale interessato, vi
  siete permessi di fare questo tipo di provvedimento:  avete tolto
  le parole "a qualunque titolo".
       Se  c'è  personale  che non ha la qualifica di dipendente al
  cento per cento, è colpa vostra...

     SCAMMACCA  DELLA  BRUCA ,  assessore per i lavori pubblici. In
  italiano "dipendente" non ha percentuale.

     MICCICHE'.  No, caro  Assessore,  avete  tolto  le  parole  "a
  qualunque titolo".

     PRESIDENTE.  Onorevole Miccichè, la invito a concludere il suo
  intervento.

     MICCICHE',  Onorevole  Presidente,  gli emendamenti sono tre e
  dico  che  questi  emendamenti  sono  contro  gli  interessi  dei
  lavoratori dipendenti dell'E.A.S a qualunque titolo.
       Questo è  tutto  il succo del mio intervento dato che non mi
  date la possibilità di esprimermi a compimento.

     PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  gli  emendamenti 35.4 ed il
  35.6.
       Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CAPODICASA,   relatore  di  minoranza.  Contrario.  Ma  signor
  Presidente, su una materia così importante il Governo non ritiene
  di  doversi  esprimere?  Abbiamo  il  Presidente  della  Regione,
  l'assessore  al ramo, l'assessore per la sanità, ma nessuno parla
  su un argomento del genere

     PRESIDENTE.  Onorevole  Capodicasa,  io  posso interpretare il
  dissenso del Governo non le ulteriori opinioni, riesco a fermarmi
  lì. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

    Si passa all'emendamento 35.7.

     LO MONTE.  Lo ritiro.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

     PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 35.8.1 a firma Cracolici
  ed altri.

     CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRACOLICI.     Signor    Presidente,    onorevoli    colleghi,
  l'emendamento  35.8.1 è relativo al tema del personale dipendente
  o a  qualunque  titolo operante presso l'EAS.  La "o" è messa nel
  senso di dare una prospettiva che non vuol dire la prospettiva di
  stabilizzazione,  perché  si  afferma il principio "o a qualunque
  titolo".   Non   è   personale   dipendente.   Nel   processo  di
  esternalizzazione  del  personale  dall'EAS alla nuova società in
  qualche  modo si vuole prevedere con questa "o" la possibilità di
  dare  una  prospettiva  anche  al  personale LSU che da otto anni
  viene  utilizzato dall'EAS e che sono gli ex articolisti. Quindi,
  una "o" non si nega a nessuno.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA.    Signor    Presidente,    onorevoli    colleghi,
  l'onorevole  Cracolici  ha  fatto  presente  per  la parte di sua
  conoscenza   quella   aggiunta   della  "o"  a  che  cosa  faccia
  riferimento.
       Lui  parla  dei lavoratori degli LSU. Io invece so benissimo
  perché  in  quest'Aula  ce ne siamo occupati parecchi anni fa che
  c'é un  altro  tipo di personale che non è dipendente dell'EAS ma
  che lavora  da  diversi  anni all'EAS e che è il personale che le
  imprese  che  avevano  realizzato acquedotti per conto dell'EAS e
  che  l'avevano  poi in virtù del contratto gestiti per anni hanno
  utilizzato  del  personale  per  la  gestione.
       Quando   hanno   poi   trasferito   le   condotte   all'EAS,
  quest'ultimo non aveva il personale suo per poterle gestire ed ha
  utilizzato  questo  personale  che  già  utilizzavano le imprese.
       Ragione  per  cui  noi, con una norma introdotta alcuni anni
  fa,  parecchi  anni  fa,  sette-otto anni fa, lo ricordo adesso a
  memoria,  abbiamo  trasformato  questo  personale  in personale a
  tempo  indeterminato  che  continua  a  svolgere  quelle mansioni
  perché  aveva  -  credo  -  le  professionalità idonee.
       Non   sono   dipendenti   dell'EAS  ma  lavoratori  a  tempo
  determinato che con norma apposita l'Assemblea regionale aveva...
  Quindi,  proprio  per  fare  in  modo che in questa operazione di
  transito non rimangano giuridicamente scoperti questi lavoratori,
  io  credo  che  la  "o"  che  viene  inserita  con  l'emendamento
  dell'onorevole Cracolici, Crisafulli ed altri.

     CUFFARO,  presidente  della  Regione. Onorevole Capodicasa, il
  personale di cui sta parlando Lei è già inserito nell'emendamento
  del Governo, leggiamolo assieme, se lo ritiene.

     CAPODICASA,  relatore di minoranza.  L'emendamento dice "L'EAS
  manterrà  le  attività progressivamente residuate dal processo di
  trasformazione di cui al comma 2 nonchè il personale dipendente a
  qualunque  titolo  ...",  non  significa  quello che dice Lei, il
  personale  dipendente  è  personale  dipendente,  questi hanno un
  contratto  a  termine,  non è dipendente dall'EAS perchè non sono
  assunti, da tempo chiedono....

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  c'è  un  subemendamento del
  Governo, il 35.8.2.

     SCAMMACCA  DELLA  BRUCA,  assessore  per i lavori pubblici. E'
  ritirato.

     PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne prende atto. Quindi resta in vita
  l'emendamento   35.8.1,   a  firma  degli  onorevoli  Capodicasa,
  Crisafulli ed altri.

     SCAMMACCA DELLA BRUCA, assessore per i lavori pubblici. Chiedo
  di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SCAMMACCA  DELLA  BRUCA,  assessore  per  i  lavori  pubblici.
  Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  volevo  dare  qualche
  risposta  ai  quesiti  che  erano  stati  posti, anche se in gran
  parte,  anzi  nella  totalità,  sono  argomenti  che  abbiamo già
  discusso in Commissione. Peraltro, per gli onorevoli deputati non
  facenti  parte  della  IV  Commissione  mi sembra doveroso che io
  risponda  alle  osservazioni  fin  qui  avanzate  e precisamente:
  cominciamo dal problema dei tempi, da cui deriva gran parte delle
  problematiche  che sono state esposte. Noi abbiamo una tempistica
  che  è  stata  studiata  dal  nostro Advisor, Sogesi, che prevede
  dieci mesi, massimo, di tempo dalla pubblicazione del decreto del
  Presidente   della   Regione,   che   avvierà   il   processo  di
  trasformazione  una volta che il Parlamento avrà approvato questo
  articolo  e  saremmo  al  gennaio  2003.  E'  una  tempistica  di
  massima,  perchè  nel  decreto  del  Presidente  della Regione si
  prevederanno novanta giorni per la pubblicazione del bando con il
  quale  cercheremo  il  partner per la società mista a cui dovremo
  dare  vita,  ma  non  vi  è  alcuna ragione, essendo praticamente
  pronto,  per non pubblicarlo all'inizio di questi novanta giorni.
  E io  credo che noi saremo in grado di risparmiarne più di trenta
  di  questi  novanta  giorni  rientrando  quindi nella possibilità
  teorica,  ma  concreta  di  completare serenamente il percorso di
  costituzione della società mista entro il 31 dicembre, ovviamente
  lavorandoci con la dovuta attenzione e con la dovuta fermezza.
       Poi  volevo  spiegare anche alcune problematiche tecniche in
  base  alle  quali era assolutamente impossibile trasformare l'EAS
  in società  per  azioni  ed  è  per  questo che è stato scelto il
  percorso  delle  società di gestione, che, tra l'altro, alla luce
  anche  del  dettato  dell'articolo  35  della  finanziaria,  si è
  rivelata una scelta fortunata perchè dà all'EAS altre possibilità
  rispetto a ciò che avverrà a partire dal 2003.
       E   le   problematiche   erano   queste:   il   percorso  di
  trasformazione  in  società per azioni prevede necessariamente un
  momento più o  meno  breve,  più  o meno lungo in cui c'è un solo
  socio e  nelle  leggi italiane e comunitarie ciò è consentito per
  le  società  a responsabilità limitata, ma non esplicitamente per
  le  società  per  azioni;  il  che avrebbe comportato il rischio,
  quanto  mai concreto, che i numerosi creditori dell'EAS avrebbero
  aggredito la Regione in quanto socio illimitatamente responsabile
  e  abbiamo  ritenuto  quindi  di  evitare  questo  rischio, che è
  stimabile in 400 miliardi in questo momento.
       Vi è  un'altra  problematica,  il  patrimonio dell'EAS non è
  dell'EAS  e  quindi  c'era  poco  che  trasformare in S.p.A., una
  società  che  è  vuota  dal  punto  di  vista  patrimoniale ma ha
  soltanto dei diritti e i diritti sono fondamentalmente quelli che
  questo  Parlamento  ha dato all'EAS con l'articolo 21 della legge
  numero 21  del  2001,  quando ha sancito che l'EAS è l'unico ente
  attualmente  in  questa Regione che ha il diritto di utilizzare e
  di  interessarsi delle opere di grande captazione ed adduzione su
  scala sovra ambito.
       Da queste premesse  discende  la  logica  con cui si è mosso
  questo Governo, che  è  quella  di  avere  uno  strumento  agile,
  facilmente  percorribile,  di  facile  realizzazione  per portare
  sostanzialmente in porto l'operazione di trasformazione dell'EAS.
  Ed  è  per  questo  che  proprio  all'inizio dell'emendamento del
  Governo sono previste delle modifiche al comma 2 dell'articolo 23
  della  legge Piro, che suonerà "per la trasformazione dell'EAS in
  S.p.A. anche mediante la creazione di società di gestione ..."

     CAPODICASA, relatore di minoranza.  Lo avete stravolto

     SCAMMACCA DELLA  BRUCA,  assessore per i lavori pubblici.  No,
  non  l'abbiamo stravolto, lo abbiamo reso possibile, visto che la
  legge del 99 prevedeva sei mesi per quel Governo che non ha messo
  in   atto,   entro  i  termini  previsti,  le  procedure  per  la
  trasformazione, semplicemente perchè era impossibile.

     CAPODICASA,   relatore   di   minoranza.  Lo  doveva  fare  il
  commissario.

     SCAMMACCA DELLA BRUCA, assessore per i lavori pubblici. Che lo
  facesse, comunque  non  è stato fatto.  Questa è la realtà cui ci
  siamo  trovati  dinnanzi  e  alla quale abbiamo dovuto tentare di
  porre  rimedio  nell'esclusivo  interesse  della  Regione,  che è
  esattamente quello esposto dall'onorevole Cracolici, cioè evitare
  che  un percorso più complesso e più difficile, di difficilissima
  soluzione, perchè la stima del patrimonio da fare, anche piccolo,
  anche  quasi inesistente, da fare per la trasformazione in S.p.A.
  crea   tempistiche   lunghissime   in   sede   di   conferimenti.
  Conseguentemente,   il   rischio  di  perdere  i  1.170  miliardi
  riservati   all'idrico  da  'Agenda  2000'  diventava  quasi  una
  certezza.  Oggi  è  una  possibilità  remota,  aggiungo.
       Sarebbe  folle  e  falso  dire  che  noi siamo certissimi di
  farcela, ma è altamente probabile che ce la faremo. Credo che sia
  una cosa ben diversa dalla situazione di assoluta certezza di non
  farcela in cui ci trovavamo fino a pochissimi mesi fa, direi tre.

     CAPODICASA,  relatore di minoranza.  Grazie al Governo che lei
  sosteneva nella passata legislatura

     SCAMMACCA DELLA BRUCA, assessore per i lavori pubblici. Volevo
  anche dire semplicemente  il  motivo  per  cui si è scelta questa
  formula di  gestione del personale, perchè con questo sistema noi
  potremo  trasferire   alle   società   che   andremo  creando  le
  professionalità dell'EAS,  pur mantenendo i dipendenti dell'EAS e
  garantendo  loro  la  conservazione  dei  diritti  acquisiti  con
  l'equiparazione   al  contratto  regionale.  Per  questo  abbiamo
  previsto la  possibilità  della stipula di contratti di fornitura
  di servizi tra  l'EAS  e  le  società  che  gestiranno  i servizi
  idrici.
       Queste sono le cose che avevo da chiarire rispetto alle cose
  che sono state dette e vi ringrazio.

     LIOTTA.  Le entrate

     SCAMMACCA DELLA  BRUCA,  assessore  per  i lavori pubblici. Le
  entrate, certamente: il  problema  è che non abbiamo un canone di
  nove anni.  Io  non  ho mai detto questo.  I canoni di operazione
  di questo  genere,  i  contratti  di  questo  genere hanno durata
  pluridecennale e  nessuno  impedisce  di porre come condizione il
  versamento di annualità anticipate all'inizio e la spalmatura dei
  rimanenti, dai 30 ai 40; sono normali condizioni contrattuali che
  in sede privatistica possiamo benissimo fare.

     MICCICHE'. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MICCICHE'. Signor  presidente,  prima  di  iniziare  il  mio
  intervento,  vorrei  capire  di  sciogliere l'enigma o il giallo,
  perchè  poco  fa  io cercavo di commentare l'emendamento 35.8.2 e
  poi  sono  intervenuto  per l'emendamento Capodicasa ed altri. Mi
  pare   di   avere   sentito   che   il   Presidente  ha  ritirato
  l'emendamento.  Questo  è un passo avanti, ne debbo dare atto. Ma
  il  mio  intervento  era  per  questo,  perchè  in questo caso si
  chiarisce   ancora   di   più,  ancora  ha  ragione  di  esistere
  l'emendamento Capodicasa ed altri, perchè in questo caso rafforza
  il  concetto  della  parola  "a  favore  dei  dipendenti",  fermo
  restando che sono contrario alle privatizzazioni e a quanto altro
  questo Governo sta mettendo in cantiere.

     PRESIDENTE.  Pongo in votazione il subemendamento 35.8.1 degli
  onorevoli Capodicasa, Crisafulli, Giannopolo, Oddo, con il parere
  favorevole del Governo e della Commissione.
       Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo  in  votazione l'emendamento 35.8 a firma del Governo.
  La Commissione è favorevole. Chi è favorevole resti seduto, chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa agli emendamenti 35.1 a firma degli onorevoli Raiti
  ed altri  e  35.2  a  firma degli onorevoli Papania ed altri.  Li
  pongo  in  votazione  col  parere  contrario  del Governo e della
  Commissione.  Chi  è  contrario resti seduto, chi è favorevole si
  alzi.

                         (Non sono approvati)

       Si  passa  all'emendamento  35.5  a  firma  degli  onorevoli
  Speziale   e   Capodicasa.  Li  pongo  in  votazione  col  parere
  contrario  del  Governo  e della Commissione.  Chi è contrario si
  alzi, chi è favorevole resti seduto.

                         (Non è  approvato)

       Si  passa  all'emendamento  35.3  a  firma  degli  onorevoli
  Sanze
       L'Assemblea   ne   prende   atto.
       Onorevoli  colleghi, pongo in votazione l'intero articolo 35
  nel  testo  risultante, col parere favorevole del Governo e della
  Commissione.  Chi  è  favorevole resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

     PRESIDENTE.   Si   passa   all'articolo   38   che  era  stato
  accantonato.  C'è  un  solo emendamento. E' aperta la discussione
  generale sull'articolo 38.

     CAPODICASA, relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA,   relatore   di   minoranza.   Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi,  ogni  volta che accantoniamo un articolo, o
  meglio, non  ogni volta ma parecchie volte in cui si accantona un
  articolo  molto  spesso c'è una ragione legata a una esigenza del
  Governo di chiarire, di approfondire.
       Questo  è  uno  di  quegli  articoli  dove  è  stato  deciso
  l'accantonamento  perchè  il  Governo  avrebbe  dovuto  fare  una
  ricerca  e  sottoporre  poi  all'Assemblea  una stima del mancato
  introito   legato   alle   agevolazioni  fiscali  che  l'articolo
  contiene.
       Io  vorrei  capire se, nel frattempo, questa ricerca è stata
  fatta per  il  passato  e  per il futuro, tenuto conto che in una
  misura  del POR, onorevole Assessore, sono previste misure per la
  ricomposizione  fondiaria  per un ammontate totale di circa 1.000
  miliardi,  ovviamente  spalmati  nei  sette anni, quindi vorremmo
  capire cosa ci costa l'esenzione fiscale.

     CUFFARO, presidente della Regione. Sei miliardi.

     CAPODICASA,  relatore  di minoranza. Allora dovremmo scriverlo
  in uscita o no onorevole Assessore?  Sono mancate entrate, minori
  entrate, ci sono le tabelle sulle minori entrate. Quando facciamo
  il  calcolo  finale,  Lei le minori entrate le deve mettere, sono
  entrate  prevedibili  e  adesso si adotta un provvedimento che le
  riduce, quindi si deve prevedere una riduzione delle entrate.
       Ad  ogni  modo, la  quantificazione  a sei miliardi ci dà un
  parametro, io  non so se sono in grado di calcolare la veridicità
  di  questo  dato,  ovviamente  è  l'Assessore che se ne assume la
  responsabilità,   gli   uffici  dell'Assessore  -  ma  per  me  è
  l'Assessore,  gli  uffici sono a supporto dell'Assessore - per me
  la dichiarazione la fa l'Assessore.  Se c'è qualche operazione da
  fare credo che vada fatta adesso.

     PRESIDENTE. Se il  Governo  ha  bisogno  di qualche minuto per
  rispondere  all'osservazione  dell'onorevole Capodicasa, possiamo
  mettere in votazione gli  ordini  del giorno numeri 73 e 74 degli
  onorevoli Oddo, Panarello, Villari e altri.  Pongo  in  votazione
  l'ordine del giorno numero 73.  Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il Bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è  favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.
                            (E' approvato)

     PRESIDENTE. Pongo in  votazione l'ordine del giorno n. 74.  Il
  parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il Bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è  favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.
                            (E' approvato)

       Onorevole Pagano  è  nelle condizioni di fornire chiarimenti
  all'onorevole Capodicasa?

     PAGANO, assessore per il Bilancio e le finanze.  Come tutte le
  forme  di  agevolazioni  fiscali, questo è visto in una logica di
  incremento del PIL. Certamente abbiamo sei miliardi di entrate in
  meno,  però  in  quanto  ad  agevolazioni  siamo  convinti che si
  produrranno  degli  effetti non facilmente quantificabili, ma che
  certamente produrranno un effetto positivo.

     CUFFARO. presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CUFFARO, presidente della  Regione. Al di là degli effetti sul
  bilancio della Regione, non  staremmo  qui  a disquisire su quali
  sono  i  problemi dell'agricoltura siciliana, ma certamente ce ne
  sono  due:  uno  è quello dell'eccessiva senilizzazione di quelli
  che  conducono  le aziende agricole siciliane;  un'altra è quella
  dell'eccessiva  parcellizzazione  dell'agricoltura siciliana come
  proprietà. Noi stiamo ancora assegnando, addirittura, i terreni -
  l'onorevole  Liotta  ne  sa  bene  qualche  cosa  - della riforma
  agraria.
       L'Azienda agricola oggi media siciliana non supera un ettaro
  come  quantità  di  terreno,  con le aziende agricole di siffatta
  grandezza  l'agricoltura siciliana non è certamente una di quelle
  che  può scegliere di competere sul mercato globale che c'è oggi.
  E allora,  una  delle  scelte che ha fatto questo Governo, che ha
  fatto  l'Assessore  per  l'agricoltura è una ipotesi di lavoro di
  ricomposizione  fondiaria.  Questa  norma  è  una  di  quelle che
  agevola  la  ricomposizione  fondiaria  perché  è  chiaro che non
  faremo pagare la tassa a chi compra e questo aiuterà, certamente,
  a  fare la ricomposizione fondiaria. E' questa la filosofia della
  norma dentro un contesto di agevolazione fiscale.

     PRESIDENTE. Speriamo che la ricomposizione avvenga nell'ambito
  di cittadini siciliani e nell'ambito  di  proprietari  siciliani.
  Pongo  in votazione l'emendamento 38.1 a firma  del  Governo.  Il
  parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è  favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.
                            (E' approvato)

     MICCICHE'. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MICCICHE'. Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  la mia è
  solo  una  precisazione.  L'onorevole Presidente Cuffaro viene da
  una  terra,  quella di Raffadali, che era un territorio baronale,
  dei Montaperto. La mia preoccupazione è che ...

     CUFFARO,  presidente  della  Regione.  Prima  di Cesare Sessa,
  onorevole  Micciché.  Da  Cesare  Sessa  in  poi il territorio di
  Raffadali,   che  è  stato  principe  della  riforma  agraria,  è
  diventato   un   territorio   parcellizzato.  Ricordi  almeno  un
  comunista che ha fatto grandi cose.

    MICCICHE'. Appunto questo sto  ricordando.  Lei è figlio di una
  terra dove le  occupazioni  delle  terre  e  l'eliminazione della
  proprietà fondiaria è stata la madre di tutte le battaglie che ha
  condotto  quel  paese  ad  una  grande  modernizzazione.  Perché,
  sappiamo  bene,  Raffadali era un paese quasi non dico medievale,
  ma aveva radici baronali molto forti.  E' stata la liberazione di
  quella  lotta  contadina.  Ora,  sentendo  un ragionamento che ho
  visto poc'anzi,  mi  è  venuto  in mente:  ma quando lei parla di
  ottimizzazione,   cosa   intende?   Vorrei  capire  se  c'era  un
  tentativo  di  fare tornare indietro l'orologio del tempo. Non ci
  saranno  più  baroni,  ma  vorrei  capire  che  cosa significa la
  formula   da  lei  pronunciata,  magari  per  capire,  anche  per
  conoscere l'intendimento del suo Governo.

     CUFFARO, presidente  della  Regione.  Signor  Presidente, solo
  per dare una  spiegazione  tecnica  all'onorevole Miccichè che ha
  fatto una così  ampia  disquisizione sulla storia socio-economica
  del mio paese. Ha fatto  qualche  errore  ma non glielo spiegherò
  qui.  Certamente  l'onorevole  Capodicasa  conosce  la  storia di
  Raffadali perché  poi  è la stessa, perché viene da un comune che
  allora  non  era  comune  e  quindi  la conosce. Nel 'Trattato di
  Cork',  che  è  stato  fatto in Irlanda, i Paesi comunitari hanno
  determinato  che  l'azienda  agricola  media, per poter stare sul
  mercato  -  perché  oggi  chi  sceglie le condizioni per produrre
  sviluppo  nel  mercato - caro onorevole Micciché, capisco che lei
  non è  d'accordo però così è, purtroppo - hanno stabilito che non
  ci  possono essere aziende agricole che possono stare sul mercato
  con una  capacità  ed  estensione  di  terreno che sia meno di 38
  ettari.  Stiamo  parlando  di aziende agricole con una produzione
  agricola  non intensiva.  Noi siamo soltanto a meno di un ettaro,
  quindi  capisce  bene  che  prima  che costituiremo in Sicilia un
  apparato agricolo che sia in condizione di stare dentro le regole
  che hanno stabilito, ci vorrà qualche tempo.  Ci stiamo tentando,
  speriamo  che troviamo un po' più di comprensione anche nelle sue
  possibilità di darci una mano di aiuto.

     CAPODICASA,  relatore  di  minoranza.  Chiedo  di  parlare per
  dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA,   relatore   di   minoranza.   Noi  siamo  per  la
  ricomposizione  fondiaria,  il  che non significa ricostituire il
  feudo,   onorevole  Micciché,  significa  creare  una  dimensione
  ottimale  all'azienda  agricola, che le possa consentire di stare
  sul  mercato. Ovviamente dubito molto che questa norma agevoli la
  ricomposizione fondiaria.  Su un ammontare di settecento miliardi
  di lire - che quella si che agevola la ricomposizione fondiaria -
  l'intervento dell'Unione europea agevola, perché  sono settecento
  miliardi di lire che intervengono nel processo.  Ma un'operazione
  che  su settecento miliardi di lire vale 6 miliardi, spalmata sui
  tanti titoli, mi pare che sia una cosa irrisoria.  Francamente...

     CUFFARO,  presidente  della Regione.  Quando troviamo quaranta
  agricoltori  che  si  mettono insieme per prendere una coltura di
  quattrocento  ettari,  se  a  questi quaranta agricoltori che già
  fanno  un  grande  sforzo  per  prenderla non gli facciamo pagare
  alcune tasse, non è una cosa malvagia.

     CAPODICASA,  relatore  di  minoranza.  Parliamo  di imposte di
  bollo catastale. Parliamo di imposta di registro.

     CUFFARO, presidente della  Regione.  No parliamo di un'imposta
  che incide per il 4 per cento.

     CAPODICASA,  relatore di minoranza. Ma lei che pensa che se io
  debbo acquistare 37 ettari di terreno mi possono fermare la tasse
  del bollo, del registro?  Come dice Mughini: 'ma per piacere '.

     PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 38 così come risulta
  emendato,  col parere favorevole del Governo e della Commissione.
  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Poichè  nessuno  chiede  di  parlare, pongo in votazione gli
  emendamenti  39.1  a firma degli onorevoli Raiti ed altri, 39.4 a
  firma  degli  onorevoli  Papania  ed  altri  e 39.9 a firma degli
  onorevoli Speziale e Capodicasa, col parere contrario del Governo
  e della Commissione.
       Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

       Pongo in votazione l'emendamento 39.5 a firma dell'onorevole
  Cracolici,  col parere contrario del Governo e della Commissione.
  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                          (Non è approvato)

       Pongo  in  votazione   l'emendamento   39.7  a  firma  degli
  onorevoli Giannopolo e Speziale, col parere contrario del Governo
  e della Commissione.

     GIANNOPOLO. Il governo dichiari  il  suo parere contrario  Con
  l'assessore c'eravamo lasciati con un'opinione diversa.

     PRESIDENTE. Onorevole Giannopolo,  il  Governo ha fatto sapere
  che, salvo diversa indicazione, il parere è contrario.

     GIANNOPOLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE.Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'assessore
  all'agricoltura,  quando  si  è   svolto  il  dibattito  non  era
  presente, capisco che gestire alcune risorse gli fa comodo perchè
  guai a a farsi  sottrarre  risorse  perchè  significa togliere le
  mani dalla marmellata, è come  se dovessero cadere il mondo senza
  capire che invece la legge  nazionale,  non mi riferisco a lei in
  quanto persona assessore, ma è  la  visione  che  avete quella di
  accentrare tutto nelle mani di  questa  Regione non capendo e non
  sapendo che vi sta scoppiando in mano questa Regione e lo si vede
  con questo bilancio e  con questa finanziaria e ancora continuate
  perchè ci sono le  piccole  beghe  di  sotto-governo  che  volete
  gestirvi con 30-40 miliardi di fondi della montagna quando invece
  c'è un grande principio che  è  in  discussione  che è il sistema
  delle autonomie locali, del decentramento.
       Ma  come,  da  un  lato  a  Roma  dite  "il decentramento" e
  sbandierate  che  invece  il centro-sinistra aveva fatto un falso
  decentramento,  voi  invece  siete tutti lancia il resto verso il
  vero  decentramento,  si  arriva  a  Palermo  e sottraete poteri,
  competenze,  funzioni  dal  territori  o  per portarli nei vostri
  assessorati, nei vostri uffici di gabinetto. Questa è la visione.
       Questa  visione  vi  sta  scoppiando  nelle  mani  e  ancora
  continuate   a  livello  nazionale  la  legge  stabilisce  che  i
  destinatari sono i comuni montani attraverso le comunità montane,
  qui  non  ci  sono  perchè  nel  1986  le  abbiamo  disciolte e e
  trasferite   alle   province,  le  province  li  esercitano,  noi
  stabiliamo  con  questa  legge  che  le  province  son quelle che
  esercitano le funzioni attraverso le assemblee dei comuni montani
  queste funzioni che la legge nazionale, che è un'ottima legge fra
  l'altro,..

     CAPODICASA, relatore di minoranza.  Ci vuole una provincia che
  impugni il provvedimento.

     GIANNOPOLO.  ...  dopo  di  che  la questione è questa, che la
  competenza   delle   province,   l'assessore   fa   un  piano  di
  ripartizione  sulla  base  di  alcuni  criteri, dopo di che si va
  avanti;   non  che  debba  decidere  l'assessore,  qualunque  sia
  l'assessore, per carità.

     CASTIGLIONE, Assessore  per l'agricoltura e foreste. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CASTIGLIONE, Assessore  per  l'agricoltura e foreste. La legge
  istitutiva della  disposizione  per  le  zone  montane,  il Fondo
  nazionale,  è del  1994  ed  era  un  fondo  che  mai  era  stato
  attivato.
       Oggi questo Governo regionale si è fatto promotore presso il
  Governo nazionale  di  attivare  questi fondi e all'uopo bisogna,
  con legge,  stabilire  i  criteri  per la utilizzazione di queste
  risorse, oggi  stiamo  facendo  questo  ma la legge è altrettanto
  chiara perchè chiaramente dice "la Regione disciplina con propria
  legge i  criteri  relativi  all'impiego  delle  risorse di cui al
  comma 3".

       Quindi,   noi   stiamo   oggi   varando   la   legge,   poi,
  successivamente, la Regione, sentita la conferenza delle regioni,
  procederà al riparto assieme alle altre regioni.
       Dal 1994 a  oggi  questi fondo non sono mai stati attivati e
  oggi ci stiamo facendo carico di attivarli.

     FORMICA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORMICA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  io intanto
  plaudo alla  iniziativa  del  Governo che è riuscito a recuperare
  questi fondi, 35 miliardi,  e  questo  è  un  dato di fatto a cui
  bisogna dare atto a questo Governo.
       Però, non v'è  dubbio  che  da  diversi  anni si va verso il
  decentramento.
       Non v'è  dubbio  che le autonomie locali, Comuni e Province,
  hanno  assunto  nel  nostro  ordinamento  una  importanza  sempre
  maggiore.
       Per cui io inviterei questo governo a rispettare l'indirizzo
  che da alcuni anni già si è messo in atto e che prevede, appunto,
  di privilegiare le autonomie locali.
       Del resto,  l'accentramento  delle  funzioni  in  capo  alla
  Regione andrebbe in senso contrario.
       Va poi  rilevato  che  le  province  già  spendono  i  fondi
  assegnati alle  ex comunità montane e utilizzano questi fondi con
  molto criterio,  essendo,  appunto,  gli  enti  territoriali  più
  vicini al  territorio  ed  essendo  quindi  in  grado di cogliere
  meglio quelle che sono le esigenze del territorio.
       Invito,   pertanto,   il   Governo   ad   accogliere  questo
  emendamento perchè nel senso e nella direzione voluta dalla legge
  e va a privilegiare l'autonomia degli enti locali in Sicilia.

     PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 39.7.
       Il parere del Governo?

     CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione. Contrario.

             VOTAZIONE PER SCRUTINIO SEGRETO DELL'EMENDAMENTO 39.7

     PRESIDENTE.   Gli   onorevoli  Cracolici,  Ferro,  Giannopolo,
  Villari, Forgione,  Zago, Panarello, Ortisi e Tumino chiedono che
  la votazione avvenga per scrutinio segreto.
       Essendo  la  richiesta  appoggiata a termini di Regolamento,
  indìco  la votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 39.7,
  a firma degli onorevoli Giannopolo e Speziale.
       Chiarisco il significato del voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante verde;  chi vota no preme  il  pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
       Dichiaro aperta la votazione.

                    (seguono le operazioni di voto)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                      RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione per scrutinio
  segreto:

      Presenti e votanti .......  72
      Maggioranza ..............  37
      Favorevoli ...............  27
      Contrari .................  45
      Astenuti .................   0

                      (L'Assemblea non approva)

     PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione l'emendamento 39.10, a firma
  degli onorevoli Speziale e Capodicasa.
       Il parere del Governo?

     CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole  si alzi;  chi è contrario resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

     PRESIDENTE.  Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti
  39.2 e  39.3,  a firma degli onorevoli Raiti, Morinello, Papnia e
  Spampinato, di identico contenuto.
       Il parere del Governo?

     CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole  si alzi;  chi è contrario resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

     PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento 39.8, a firma
  dell'onorevole Turano.
       Il parere del Governo?

     CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi è contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

     PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento 39.6, a firma
  degli onorevoli Giannopolo e Speziale.
       Il parere del Governo?

     CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole  si alzi;  chi è contrario resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

     PRESIDENTE.    Onorevoli    colleghi   non   essendoci   altri
  emendamenti   pongo   in   votazione   l'articolo  39  nel  testo
  risultante.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     PRESIDENTE.  Si passa all'esame dell'articolo 48 in precedenza
  accantonato.
       Ne dò lettura:
                                 "Art. 48.
                         Polo universitario di Enna

          1. Per le  finalità di cui al comma 1 bis dell'articolo 15
       della legge  regionale  9  ottobre 1998, n. 26, è autorizzata
       per ciascuno  degli  esercizi finanziari 2002 e 2003 la spesa
       di 2000 migliaia di euro."

       Con  l'articolo 48 era stato accantonato l'emendamento 48.1,
  a firma degli onorevoli Oddo, Panarello, Villari e Zago.
       Onorevoli colleghi, vi erano degli emendamenti collocati per
  errore  su  altri articoli.
       Comunico  che  è  stato  presentato:

    -  dall'onorevole  Formica  l'allegato  subemendamento  46.1.1,
    all'emendamento 46.1. (allegato);

    - dal Governo l'emendamento 48.2 (allegato).

       Infine  dal  blocco  degli  emendamenti  bisogna  recuperare
  l'emendamento 77.229 dell'onorevole Formica.

     GRANATA, assessore  per i beni culturali e ambientali e per la
  pubblica istruzione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GRANATA, assessore  per i beni culturali e ambientali e per la
  pubblica  istruzione.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, ho
  chiesto  di  parlare  perché, probabilmente, attraverso il ritiro
  degli  emendamenti  possiamo  semplificare  questo passaggio.
       Con  l'emendamento  a  firma  del  Presidente della Regione,
  numero  48.2,  di  fatto  abbiamo sostanzialmente rifinanziato il
  decentramento universitario in Sicilia.
       Attraverso il  funzionamento  dei  consorzi abbiamo ottenuto
  dei  risultati  importanti,   per  quanto  riguarda  la  presenza
  universitaria nelle sei province  che  non sono direttamente sede
  di  facoltà  universitarie;  sostanzialmente  l'emendamento  48.2
  comprende  la  normativa  così   come   è   stata  fino  ad  oggi
  organizzata, con riferimento  anche  ad  un importante intervento
  nei confronti dei professori ...

     SPEZIALE. E' sostitutivo questo?

     GRANATA, assessore  per i beni culturali e ambientali e per la
  pbblica  istruzione.  E'   sostitutivo  perchè comprende tutta la
  normativa,  quindi,  se  i  colleghi ritirassero gli emendamenti,
  basterebbe il 48.2 del Governo per arrivare ad una definizione in
  direzione del decentramento universitario.

     BENINATI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BENINATI. Signor Presidente,  già  abbiamo  chiarito  con  gli
  uffici che, per errore, nel dire "la competente Commissione", per
  quanto riguarda la legge  sulla  montagna,  non  è  certamente la
  terza,  trattandosi  di  argomenti  che  riguardano  le  foreste.
  Pertanto,  la  competente  Commissione  è  la  quarta  e  non  la
  Commissione "Attività produttive".

     PRESIDENTE. Onorevole  Beninati,  l'Assemblea  prende  atto di
  questa precisazione e, quindi,  verrà  corretto  nel senso che la
  competente  Commissione,  nel  caso  della  montagna,  non  è  la
  Commissione "Attività  produttive", ma la Commissione "territorio
  e ambiente".

     GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO. Signor  Presidente,  io intervengo sull'ipotesi di
  emendamento presentato dal Governo  per  dire che noi questo tipo
  di  impostazione avevamo avuto  modo  di  apprezzarla  in  quinta
  Commissione e, per la  verità,  però, avevamo raggiunto un'intesa
  su un testo un tantino diverso, risolveva il problema dei diversi
  consorzi universitari già esistenti  in via di potenziamento e in
  via  di  formazione  e,   però,   considerava   anche  le  realtà
  provinciali  che,  ancorchè   le  sede  di  atenei  universitari,
  tuttavia realizzavano la  presenza  di  consorzi universitari che
  gestivano corsi di laurea non  presenti  nelle sedi di ateneo già
  presenti.
       Vedo che, invece, questa  ipotesi  è  scomparsa  e io credo,
  invece,  che   vada   riformulata   ricomprendendo  anche  questa
  fattispecie.
       La questione ha anche  un  riferimento  preciso, riguarda il
  tentativo che si sta facendo,  con  mille  difficoltà e con mille
  sacrifici da parte anche degli enti territoriali, dell'Università
  sulle Madonie, che  realizza  corsi  universitari attualmente non
  presenti  in  sede  di  ateneo,  anche  affrontano  problematiche
  esistenziali e problematiche  organizzative di grande rilievo che
  vanno risolte al pari di altri consorzi universitari.
       Qui non si sta  chiedendo  di decentrare in sede provinciale
  una  facoltà  di  architettura   o   un   corso   di   laurea  in
  giurisprudenza, ma si sta parlando  di  corsi  di  laurea che non
  sono presenti in sede di  ateneo  e  che,  quindi, hanno, al pari
  degli altri consorzi  universitari, diritto uguale di partecipare
  ai finanziamenti.

     PRESIDENTE. L'Onorevole Oddo ritira l'emendamento 48.1.
       L' Assemblea ne prende atto.

     TURANO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

        TURANO.  Presidente intervengo per un chiarimento e non sul
  punto   che   stiamo   trattando   ma  sulla  precisazione  fatta
  dall'onorevole  Beninati.  Io  sono  convinto  che il tutto viene
  demandato  alla  legge  che  deve essere fatta e comunque ad ogni
  buon  conto  il  programma  che  l'Assessore  svolgerà può essere
  finalizzato a tanti tipi di investimento e con diverse finalità.

     PRESIDENTE. Ma di che cosa sta parlando.

     TURANO. Presidente poco fa è stato approvato un emendamento.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Turano,  la prego, per stiamo parlando
  dell'articolo 48.

     TURANO.  Signor  Presidente  lei  ha  fatto  una  precisazione
  opportuna ma non completa.

     PRESIDENTE.  La  precisazione  la facciamo prima di passare al
  successivo articolo.

    GRANATA.  Assessore  per i beni culturali e ambientali e per la
  pubblica istruzione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GRANATA.  Assessore per i beni culturali e ambientali e per la
  pubblica  istruzione.  Anche  in  quinta  Commissione l'onorevole
  Giannopolo  lo  ha  sottolineato,  avevamo affrontato un problema
  meritevole  di  attenzione.  Questo  problema  è  dovuto  ad  una
  percezione precisa che ha il Governo e che ha il Parlamento della
  delicatezza     di     qualsiasi    normativa    che    ridisegna
  un'organizzazione  del  decentramento  universitario, che non può
  essere  una  normativa se introduce eventi nuovi e complessi come
  ad esempio la presenza per altro anche legittima come richiesta e
  come  ipotesi  di  più  consorzi o di consorzi all'interno di una
  provincia che è già sede di ateneo come la provincia di Palermo e
  la  provincia  di  Messina, allora abbiamo ritenuto d'accordo col
  Governo e con il Presidente della Regione innanzitutto di salvare
  la  preziosissima  acquisizione  del  decentramento universitario
  fotografato  in  ciò  che  già  esiste  a livelli di consorzi che
  funzionano  e  che  hanno assicurato attraverso il meccanismo del
  decentramento  la presenza dell'università nelle sei province non
  servite dalle sedi universitarie stabili.
       Dopodiché     la     materia     di    cui    pregevolmente,
  intelligentemente  i  colleghi vogliono occuparsi sarà nella sede
  del disegno  di  legge  sul  diritto allo studio universitario ed
  attraverso  un  opportuno  ma  necessario  approfondimento  anche
  attraverso  l'interlocuzione  con i rettori perché  è impensabile
  che il  Parlamento  intervenga su una materia così delicata senza
  prima sentire  i  rettori  cosa  pensano di questa nostra volontà
  legislativa, si  passerà  a questa relativa fase.  Per il momento
  riterrei   saggio   accontentarci,  se  così  possiamo  dire,  di
  salvaguardare il  decentramento così come fino ad oggi è stato ed
  ha funzionato  per  poi  passare  ad  una  fase  legislativa  più
  completa nella fase successiva c'è già il disegno di legge pronto
  approvato dalla  giunta  è  già in quinta commissione ed è quello
  del  diritto  allo  studio  universitario.  Quindi  proporrei  di
  ritirare  l'emendamento, di riscriverlo in termini minimali, cioè
  salvaguardando  l'esistente  e  augurandomi  che  i  parlamentari
  percepiscano qual'è lo spirito del governo in questa proposta.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Granata  se  dobbiamo   seguire questa
  procedura  dovremmo  accantonare  ulteriormente l'articolo 48 per
  consentire...

     CUFFARO. presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CUFFARO.  presidente  della  Regione.  Presidente  io  voterei
  l'articolo   48   ed   il   Governo   si  riserva  di  riscrivere
  l'emendamento per metterlo tra gli aggiuntivi.

     PRESIDENTE.  Se non vi sono osservazioni così resta stabilito.
  Onorevoli  colleghi  restano in vita gli emendamenti 46.1.1 ed il
  46.1  che  sono  complementari alla materia, non sono trattati né
  nell'emendamento 48.2 né nell'emendamento dell'onorevole Formica.

     FORMICA. Ritiro l'emendamento 46.1.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Onorevoli  colleghi  pongo  in  votazione l'articolo 48.
       Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Restano  salvi  l'emendamento  46.1 e l'emendamento 46.1.1 e
  l'emendamento 48.2 che deve essere riscritto.
       Si riprende l'articolo 53. Ne dò lettura:

                                 "Art. 53.
                                Gas naturale

          1. Le disposizioni del decreto legislativo 23 maggio 2000,
       n.  164 riguardante 'Attuazione della  direttiva n.  98/30/CE
       recante norme comuni per il mercato interno del gas naturale,
       a  norma  dell'articolo 41 della legge  regionale  17  maggio
       1999,  n.  144' si applicano  all'ordinamento  della  Regione
       siciliana  con  le  seguenti   modifiche   ed   integrazioni.

          2. La distribuzione di gas naturale è attività di servizio
       pubblico.  Il  servizio  è  affidato  esclusivamente mediante
       gara per periodi non superiori a venti anni.

          3. Gli enti  locali  che  affidano  il  servizio, anche in
       forma  associata,   svolgono   attività   di   indirizzo,  di
       vigilanza, di programmazione e di controllo sulle attività di
       distribuzione, ed i loro rapporti con il gestore del servizio
       sono regolati, da  apposito contratto di servizio, sulla base
       di un  controllo  tipo predisposto dall'Assessorato regionale
       dell'industria entro  sei  mesi  dall'entrata in vigore della
       presente legge.  Ai  fini  della  presente  legge,  per  enti
       locali si intendono  comuni  ed  unione di comuni.

          4. Alle gare sono ammesse, senza limitazioni territoriali,
       società per azioni  o  a  responsabilità  limitata,  anche  a
       partecipazione    pubblica,   e    società    cooperative   a
       responsabilità limitata  sulla  base  di  diritti  oggettivi,
       proporzionati e  non  discriminatori.  Alle gare sono ammessi
       inoltre  i   gruppi   europei   di  interesse  economico.

          5. Le concessioni in essere alla data di entrata in vigore
       della presente legge  devono  essere mantenute fino alla data
       di  scadenza  dell'affidamento  del  servizio  fissata  nelle
       medesime convenzioni, senza possibilità di proroga.

          6. A decorrere  dal  1   gennaio 2003 nel territorio della
       Regione siciliana le imprese di gas naturale che svolgono nel
       settore  del  gas  unicamente  attività  di  distribuzione  e
       vendita, indipendentemente  dal  numero  dei  clienti finali,
       separano societariamente  le stesse attività di distribuzione
       e di vendita.  I  clienti  finali  sono  considerati  clienti
       idonei con la seguente gradualità:

          a)  dal  1   gennaio 2004, nei comuni con  più  di  10.000
       clienti attivi;

          b)  dal  1   gennaio  2006, nei comuni con  più  di  5.000
       clienti attivi;

          c) dal 1  gennaio  2008,  nei  comuni  con  più   di 3.000
       clienti attivi;

          d)  dal  1   gennaio 2010, tutti  quelli  attivi  in  ogni
       comune."

       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 54. Ne dà lettura:

                                 "Art. 54.
                    Impianti di distribuzione carburanti

          1.  A  modifica dell'articolo 8 della  legge  regionale  5
       agosto  1982,  n.   97 il numero  delle  apparecchiature  per
       l'erogazione  di  carburanti con il  sistema  self-service  a
       prepagamento non è soggetto ad alcuna  limitazione.  In  ogni
       caso  il sistema self-service  può   essere  consentito  solo
       presso  impianti  che dispongono  di  sufficiente  spazio  di
       rifornimento, tale da permettere l'ordinato svolgimento delle
       operazioni senza pregiudizio per il  traffico  e  la pubblica
       incolumità,  ferma  restando   l'insussistenza   di   ipotesi
       ostative di cui all'articolo 6 della legge regionale 5 agosto
       1982, n.  97.

          2. A modifica degli  articoli 9 e 10 della legge regionale
       5 agosto 1982,  n.  97  le  concessioni per l'installazione e
       l'esercizio di impianti  per  la  distribuzione  del  gas  di
       petrolio  liquefatto,  di  metano  per  autotrazione  possono
       essere rilasciate  senza  alcun  limite  percentuale rispetto
       all'intera rete  di  carburanti esistente.  Le autorizzazioni
       per il potenziamento  degli impianti esistenti di aggiunte di
       G.P.L.  o  metano  per autotrazione possono essere rilasciate
       previa rinuncia ad  altra  concessione  di  impianto attivo e
       funzionante  o   in  sospensiva  autorizzata  nel  territorio
       regionale.  I provvedimenti del presente comma possono essere
       emessi nel rispetto dei prescritti limiti di distanza dal più
       vicino impianto  G.P.L.  o  metano preesistente fissate dalle
       disposizioni     del    piano    di    razionalizzazione    e
       ristrutturazione della  rete  di distribuzione dei carburanti
       per autotrazione.

          3. Fino all'approvazione  del  prossimo piano, i limiti di
       distanza stabiliti  per  gli  impianti  di  distribuzione  di
       G.P.L.  si applicano  anche per il rilascio dei provvedimenti
       relativi  agli   impianti  di  distribuzione  di  metano  per
       autotrazione."

     PANARELLO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PANARELLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo
  54,  come   ha  già  ricordato  l'onorevole  Tricoli,  è  apparso
  improvvisamente  nel  testo  della  finanziaria  nonostante nella
  Commissione di  merito  fosse  stato  discusso  come  articolo da
  inserire nel collegato ala finanziaria.
       Quindi,  intanto   c'è   una  questione  di  metodo  che  la
  Presidenza  ancora   non   ha   sciolto  in  maniera  definitiva,
  Presidente Fleres, e  cioè  del  rapporto che c'è tra i testi che
  vengono inviati  nelle  commissioni, il testo che viene trasmesso
  alla finanziaria e il testo che viene discusso in Aula; questione
  che una volta  per  tutte  dovrebbe  essere  in  qualche  maniera
  affrontata.
       Nel merito è  uno  di  quegli  articoli  che  ha  avuto  una
  obiezione da parte  delle categorie interessate non sulla base di
  una  obiezione  di   tipo  corporativo  ma  in  rapporto  ad  una
  discussione avviata  con  intanto  il Governo e, segnatamente con
  l'Assessorato  all'industria, ribadita nella Commissione Attività
  produttive che punta - questo vale per l'articolo 54, ma in parte
  anche per l'articolo  55  - ad avere in questa materia un disegno
  organico che  riguardi i processi di liberalizzazione, i processi
  di estensione delle  nuove  tecnologie  in  un  contesto  che non
  penalizzi  l'occupazione   e   non   penalizzi   questo  tipo  di
  imprenditoria.
       Non capisco per  quale  ragione il Governo insista su questo
  tipo  di  proposta  e,  voglio  dire,  siccome  è  stato  chiesto
  ripetutamente una motivazione, io insisterei, Presidente Cuffaro,
  per capire se  è  pregiudiziale  ai fini della finanziaria questo
  articolo o se  invece  non  si  può aspettare il confronto con le
  categorie  interessate  già  avviato  dall'Assessorato Industria,
  oltre che dalla  commissione di merito, per quello che pesa e per
  quello che conta,  per  avere un intervento organico in questo in
  questo campo che  determini  gli  elementi  di  novità  che  pure
  impongono le  normative  nazionali,  però rapportate  al contesto
  della nostra realtà siciliana.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Presidente  della Regione, l'onorevole
  Panarello pone un problema di opportunità, in effetti, come tutti
  i colleghi sanno, in questi giorni sono pervenute decine e decine
  di  telegrammi,  fax,  lettere  di  protesta  rispetto  a  questa
  impostazione,  se  non  ci  sono  particolari  esigenze  forse  è
  opportuno  accogliere  la  richiesta  dell'onorevole  Tricoli che
  quella  dell'onorevole  Panarello di  sopprimere  per  ora questo
  articolo per  trattarlo  in  un  momento  diverso, magari con una
  riforma specifica di settore.
       Si passa all'articolo 55, che viene accantonato.
       Si passa all'articolo 65. Ne do lettura:

                                 "Art. 65.
                       Assegnazioni agli enti locali

          1.  L'Assessore regionale per gli enti locali, di concerto
       con l'Assessore regionale  per  il  bilancio  e  le  finanze,
       sentita la conferenza  Regione-autonomie  locali, determina i
       criteri ed i parametri  per  la  ripartizione  delle  risorse
       attribuite  agli  enti  locali   ai   sensi   del   comma   1
       dell'articolo 13 della legge regionale 17 marzo 2000, n.  8 e
       successive  modifiche   ed   integrazioni  salvaguardando  la
       funzionalità dei comuni con  popolazione  inferiore ai 10.000
       abitanti.

          2.  L'Assessore regionale  per gli enti locali, sentita la
       Conferenza    Regione-autonomie     locali,    con    proprio
       provvedimento antecedente alla  ripartizione delle risorse di
       cui  al comma 1, da  emanarsi  di  concerto  con  l'Assessore
       regionale  per  il  bilancio  e  le  finanze,  determina  una
       variazione percentuale, in aumento  o  in  diminuzione, delle
       assegnazioni  medesime,  in   relazione   ad  indicatori  che
       facciano riferimento ed incentivino  lo  sforzo  tariffario e
       fiscale, la capacità di  riscossione  e  la  propensione agli
       investimenti dimostrati dagli  stessi  enti  locali nell'anno
       precedente,  tenuto conto del  rapporto  tra  il  numero  dei
       dipendenti degli enti locali stessi e l'ammontare delle spese
       correnti.

          3. I criteri di cui al comma  2 devono essere in linea con
       quanto stabilito dall'articolo 24  della  legge  28  dicembre
       2001, n. 448, in tema di  patto di stabilità. Le informazioni
       previste dal citato articolo  devono essere parimenti inviate
       all'Assessorato regionale degli enti locali.

          4.  Una quota pari  al 5 per cento delle risorse di cui al
       comma  1  riservate  ai  comuni  rimane  nella  disponibilità
       dell'Assessore  regionale  per gli  enti  locali  per  essere
       attribuita   sotto    forma    di   contributi   straordinari
       finalizzati, in aggiunta ai  benefici  concessi  dallo Stato,
       alla promozione ed alla  realizzazione di forme associative e
       di  cooperazione  tra  enti   locali   nonchè  per  concedere
       contributi  straordinari  ai   comuni   con  popolazione  non
       superiore ai 10.000 abitanti colpiti da eventi calamitosi per
       i quali sono state emanate ordinanze previste dall'articolo 5
       della legge 24 febbraio 1992,  n.  225 e successive modifiche
       ed integrazioni.  Un'ulteriore  somma  pari a 15.494 migliaia
       di euro  resta  nella  disponibilità dell'Assessore regionale
       per gli enti locali  e  viene dallo stesso gestita, quanto al
       50 per cento per  i  rapporti,  anche  in convenzione, con le
       comunità  alloggio  per  minori  sottoposti  a  provvedimenti
       dell'autorità    giudiziaria   minorile   nell'ambito   della
       competenza civile ed  amministrativa, e quanto al restante 50
       per cento per i  rapporti anche in convenzione per i ricoveri
       nelle comunità alloggio  e case famiglie dei pazienti dimessi
       dagli ex ospedali psichiatrici.

          5.  Con apposito decreto  dell'Assessore regionale per gli
       enti locali da emanarsi entro quaranta giorni dall'entrata in
       vigore della presente legge  sono  stabilite  la  misura,  la
       durata e le modalità di erogazione dei contributi previsti al
       comma  4,  tenendo  conto   del   numero  degli  enti  locali
       associati,  dei servizi gestiti  in  comune  e  della  durata
       dell'organismo costituito, in modo tale da erogare il massimo
       dei contributi nelle ipotesi di massima integrazione.

          6.   A  decorrere dal  1   gennaio  2002  le  attribuzioni
       relative all'assegnazione dei fondi  di  cui all'articolo 45,
       comma  5,  della legge regionale 6  marzo  1986,  n.  9  sono
       trasferite all'Assessorato regionale degli enti Locali.

          7. Ai contratti  stipulati dagli enti locali in attuazione
       di   programmi    di   fuoriuscita   predisposti   ai   sensi
       dell'articolo 5 della  legge  regionale  26 novembre 2000, n.
       24, finanziati con i  fondi  regionali  di  cui  al  presente
       articolo, non si  applicano  i  limiti  relativi  alle  spese
       correnti previsti dall'articolo  24  della  legge 28 dicembre
       2001, n. 448.

          8. Sono abrogati i commi 2, 3,  4, 6 e 8 dell'articolo 13,
       e l'articolo 15 della legge regionale 17 marzo 2000, n. 8."

     GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, io parlo,
  decide  lei se per gli emendamenti o la discussione generale, non
  è  importante.  Arrivati  a questo punto  Però sarebbe importante
  invece   conoscere...   intervengo   per   reiterare,  riproporre
  all'attenzione del Governo le tematiche che sono state agitate in
  questa   discussione   perchè   possa   chiarirci,  possa  fugare
  perplessità, riserve, dubbi, preoccupazioni che abbiamo in ordine
  al funzionamento dei comuni e delle province nella nostra Regione
  a  seguito  di  una  possibile approvazione di questo articolo di
  legge  che,  in  buona  sostanza,  fa  fare  molti passi indietro
  rispetto  a  un qualche avanzamento che avevamo determinato negli
  anni  scorsi  nel  rapporto  tra  la  Regione  e il sistema delle
  autonomie locali, ripeto, in ordine ad una riaffermata condizione
  di maggiore autonomia.
       I  problemi  sono,  innanzitutto  l'ammontare  delle risorse
  finanziarie.  Io  ho  sollevato  il problema dell'aggancio che fu
  stabilito  con  la  legge  10  del 99 dei trasferimenti agli enti
  locali  che  dovevano  essere  rapportati alle entrate tributarie
  proprie   della  Regione  accertate  secondo  il  rendiconto  del
  penultimo   esercizio  finanziario.  Noi  stiamo  iscrivendo  nel
  bilancio  della  Regione  entrate  proprie  per 17 mila miliardi,
  ritengo   che   non   tutte   queste  entrate  si  realizzeranno.
  Certamente  rispetto  alla ipotetica percentuale di incidenza che
  nel corso  degli  anni  si  è  attestata attorno al 17, 18% con i
  trasferimento che voi state ipotizzando noi siamo al di sotto del
  10%   di   queste   entrate   tributarie,  quindi  c'è  un  passo
  all'indietro in ordine a quello avviato nel corso degli anni si è
  attestata attorno  al  17,  18% con i trasferimenti che voi state
  ipotizzando noi  siamo  al  di  sotto  del  10% di queste entrate
  tributarie.  Quindi  c'è un passo all'indietro in ordine a quello
  avviato processo di federalismo interno, punto primo.
       Punto  secondo.   C'è  questa  impostazione  che  viene  qui
  ulteriormente ribadita in ordine al fatto che viene riservata una
  quota nella  mani  dell'Assessore  per essere riassegnata secondo
  criteri che mentre,  a differenza delle leggi precedenti venivano
  stabiliti per legge  quali  dovevano essere, qui sono scomparsi i
  criteri di attribuzione di questa che l'Assessore si riserva.
       Altra  questione   voi   state  togliendo  i  commi  7  e  8
  dell'articolo 13 della  legge,  mi  pare  che  sia la legge 8 del
  2000, commi attraverso  i  quali  si  stabiliva  che  la  Regione
  riconosceva quelle somme  che avrebbe dovuto trasferire e che non
  ha trasferito per errori  suoi  ai  comuni agli enti locali somme
  dovute in forza della  legge  26,  legge di sanatoria della legge
  37, della legge 285.
       Parliamo della  legge  nazionale 285 e la legge regionale 37
  in ordine all'occupazione giovanile.
       Sono tutte risorse che dovevano essere trasferite negli anni
  immediatamente precedenti il 1997 e che non furono trasferite per
  errore e che costituiscono un credito che gli enti locali vantano
  verso la Regione.
       Questi soldi  la  Regione  li  deve pagare perchè altrimenti
  rischia di pagarli con gli interessi, perchè sono somme dovute.
       Poi non  c'è  risposta  sul  problema  che  abbiamo posto in
  ordine all'IRPEF, questo 4,5% di minori trasferimenti dello Stato
  ai comuni  a  valere sull'esercizio finanziario 2002 che i comuni
  devono   rivalersi   sull'IRPEF  e  siccome  l'IRPEF  in  Sicilia
  diversamente  dalle  altre  regioni  viene incassata direttamente
  dalla Regione  occorre inserire una norma qui secondo la quale le
  devoluzioni,  le  contribuzioni devono ricomprendere anche questo
  4,5% come somma aggiuntiva.
       Altra questione  che  è  la questione principale che voi non
  volete risolvere è  quella  dei  270  miliardi ai comuni e dei 90
  miliardi alle  province che mancano, perchè voi state dicendo che
  mancano  360   miliardi   che  sono  quelli  che  iscrivete  come
  accantonamento  positivo derivante da una accantonamento negativo
  in ordine alla rivendicazione dei fondi cosiddetta legge Goria.
       Io condivido e  ripropongo  qui  la  proposta  che  ha fatto
  l'onorevole  Vicari  in  ordine  al  fatto  che  l'accantonamento
  negativo valga per  altri  appostamenti,  per  altri  meandri del
  bilancio della Regione ma non valga per gli enti locali.
       Ora  rispetto  a  tutto  questo  il  Governo  non  può  fare
  spallucce. Il  Governo  non può limitarsi a dire poi vedremo. Non
  può il  governo,  presidente  della  Regione,  glielo dico con il
  cuore in mano,  trattare i comuni e le province come i lavoratori
  forestali o  come  i  precari o come quelli della formazione, poi
  vedremo.
       Qui stiamo parlando  del sistema istituzionale che voi state
  mettendo a  serio  rischio.  I  comuni  e  le  province  non sono
  clientes di questa regione, tanto per essere chiari.
       I comuni e  le  province sono uno dei pilastri dell'istituto
  regionale, dell'istituto autonomistico.

     GURRIERI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GURRIERI.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi io ieri ho
  avuto  Modo  di  richiamare l'attenzione dell'Assessore agli enti
  locaLi per  dare un segnale ai sindaci a tutti gli amministratori
  della Sicilia  per  tutta  una  serie  di comportamenti che vanno
  nella direzione di penalizzare le comunità locali.
       C'era  stata  quella  famosa  lettera  provocatoria da parte
  dell'Assessore agli  enti  locali inviata ai comuni proprio il 21
  di febbraio  intimando  gli  stessi a rispettare i termini del 28
  febbraio pena  il  commissariamento  e  poi il giorno prima della
  scadenza la sempre famosa lettera della proroga di trenta giorni,
  con tutti  i  Consigli  comunali  convocati  e  quindi gli uffici
  allertati per determinare indicazioni e scelte definitive.
       Quindi, la  cosa  più mortificante è il dato della riduzione
  delle   cifre   costringendo   i   comuni  a  determinare  scelte
  finanziarie  false,  perché  non  si  può indicare un'indicazione
  finanziaria in un  periodo  che va dal mese di marzo-aprile e poi
  determinare   altri   segnali   e   indicazioni  inquietanti.
       Si   sottovaluta  il  dato  delle  anticipazioni  fatte  dal
  Governo,   dall'Assessore   in   particolare,   anticipazioni  di
  dodicesimi per  i  primi  mesi  dell'anno  e  però i mandati sono
  giacenti all'interno dell'Assessorato, sono firmati dai dirigenti
  dell'Assessorato  stesso, non sono esigibili questi provvedimenti
  perché il  Governo  con  un  atto di superbia ha voluto mantenere
  bloccato il  bilancio  e  non  ha  voluto  nemmeno determinare il
  secondo  esercizio  provvisorio, perché  per il Governo diventava
  un fatto mortificante quello di dire ... ma la responsabilità dei
  ritardi del Governo regionale sull'approvazione della finanziaria
  è una responsabilità che appartiene a tutta l'Assemblea?  O è una
  responsabilità esclusiva  del Governo?
       Se è  vero  come  è  vero  che  sono  stati presentati quasi
  trecento  emendamenti  della maggioranza significa, tutto questo,
  che gli  onorevoli della maggioranza, che gli Assessori non hanno
  avuto  fiducia   a   questa   finanziaria   e  la  mancata  firma
  dell'Assessore al  bilancio  alcune settimane fa la dice lunga su
  questo  e  allora noi registriamo un comportamento irresponsabile
  del Governo  e  poi si pretende dai Comuni anche un comportamento
  eccessivamente  responsabile.
       Qui  stasera sono presenti alcuni sindaci, alcuni Assessori,
  alcuni amministratori, solo una rappresentanza, perché  i sindaci
  sono  anche   in   una   situazione  di  difficoltà  nel  vedersi
  rappresentati da  un'ANCI  dove  il  Presidente  è espressione di
  questa maggioranza  e  anche questo la dice lunga anche se l'ANCI
  viene gestita  da  un grande vecchio della politica regionale che
  pratica la politica  del compromesso con i governi di turno e non
  dà dignità  istituzionale  alle  comunità locali.
       Oggi,  infatti,   non  c'è  stata  una  presa  di  posizione
  ufficiale da parte dell'ANCI e quindi molti sindaci, come me, non
  si riconoscono  più  in  questa associazione e di certo da domani
  mattina intraprenderemo rapporti diversi e ci organizzeremo in un
  modo sicuramente diverso.

     TURANO. Parli a nome di quanti sindaci?

     GURRIERI. Onorevole Turano, lei come Assessore non ha brillato
  tanto assomiglia molto a questo Assessore attuale. E quindi sarei
  portato a dire  che  a  volte voi la testa l'avete usata solo per
  consumare lo  shampoo.
       E quindi  caro  onorevole  Turano,  parlo  a  nome di alcuni
  sindaci, e  concludo  chiedendo  al  Governo tutto, al Presidente
  della Regione  un  sussulto  di dignità. Nel senso di rivedere le
  scelte che  sono  state  fatte,  perché  sono convinto che con la
  riduzione  dei  trasferimenti  si determinerà una ferita profonda
  nei rapporti  fra Comuni e Regione e quindi si istituzionalizzerà
  il concetto che  per la Regione siciliana i Comuni non sono pezzi
  dello Stato nel territorio ma controparte.

    MICCICHE'. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    MICCICHE'. Signor Presidente,  spero che dopo il mio intervento
  intervenga  anche   il   Presidente   della   Commissione  Affari
  istituzionali per  ricordare  ai  componenti  del  Governo quanto
  hanno riferito,  stigmatizzato  i  componenti  degli Enti locali,
  cioè le Associazioni degli Enti locali ANCI ed altre sigle di cui
  in questo momento  non  ricordo  il  nome, comunque diverse sigle
  dell'unione delle  provincie,  per  contestare  questo  articolo.
       Non voglio dire altro perchè non voglio offendere i colleghi
  che  sono  qui  presenti.  Quando  ci  hanno  riferito  questo  i
  rappresentanti  degli  Enti  locali,  abbiamo fatto 3-4 riunioni,
  abbiamo perso giornate  intere,  ce  le hanno dette e ce le hanno
  cantate in tutti i modi che la norma che in questo momento stiamo
  discutendo penalizza  gli  Enti  locali.  E gli interventi che mi
  hanno preceduto  ne  sono  la dimostrazione e così anche l'ultimo
  intervento del  collega Gurrieri, in qualità di amministratore di
  un comune.
       Ed in  effetti  hanno  ragione  questi  miei colleghi che mi
  hanno preceduto  perchè  questa  norma  vìola, in maniera palese,
  l'articolo 5  della Costituzione che dice:  "La Repubblica, una e
  indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali, attua nei
  servizi che  dipendono  dallo  Stato  il  più ampio decentramento
  amministrativo,  adegua   i   principi  ed  i  metodi  della  sua
  legislazione  alle  esigenze dell'autonomia e del decentramento".
       L'articolo  65  vìola questo principio, lo Statuto siciliano
  non è  in  contrasto  con  la  Costituzione,  noi  non  siamo una
  repubblica a  parte  ma facciamo parte della Repubblica italiana,
  la Costituzione è  una  poi c'è lo Statuto, ne è parte integrante
  ma noi  non  possiamo  in  questo  caso  modificare  il principio
  fondamentale che poi  con  la 142 e con la legge regionale n.  44
  del '48  lo  abbiamo recepito integralmente quindi mi risulta che
  gli enti  locali,  non  appena sarà pubblicata questa finanziaria
  faranno ricorso.  Poichè sarà una figura molta magra da parte del
  Governo farsi  bocciare  da  un  eventuale ricorso da parte degli
  enti locali,  significa  aprire  un conflitto da parte dei comuni
  dell'Isola, a me non sembra assolutamente opportuno.
       D'altronde, io avevo addirittura suggerito nella discussione
  in commissione  che  è stato addirittura approvata, io qua non la
  trovo,  una  piccola  modifica  che  serviva  anche  per  evitare
  un'interpretazione che  qui  non  si riesce a capire quando al II
  comma dice: "Gli investimenti dimostrati dagli stessi enti locali
  nell'anno precedente".
       Ho cercato  di  spiegare più volte che l'anno precedente non
  significa  assolutamente  niente,  bisognava  specificare in base
  all'ultimo conto  consuntivo,  l'anno precedente non esiste non è
  che i comuni  hanno  i consuntivi i dati certi da potere ricavare
  per dimostrare  gli  investimenti,  la  capacità di riscossione e
  quant'altro  concerne  l'attività  amministrativa  locale  sono i
  conti consuntivi,  questo  l'ho spiegato più volte, i colleghi in
  commissione l'hanno  capito, è stato approvato un emendamento che
  purtroppo non  vedo qui presente fermo restando che son contrario
  all'impostazione  dell'articolo  65  perchè viola la Costituzione
  italiana.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, io stavo
  dando  una  scorsa  all'articolo,  anche  qui  vorrei,  se  fosse
  possibile il  governo  desse una qualche spiegazione o, comunque,
  manifestasse la  propria  intenzione  su  come  gestire una parte
  dell'articolo 65 e in particolare il comma 2.
       E'  un  tema che abbiamo già sollevato, anche i colleghi che
  mi  hanno  preceduto ne hanno parlato. Noi aggiungiamo con questo
  comma  due  o  più  parametri relativamente alla ripartizione dei
  fondi da trasferire ai comuni.
       Io  so quanto sia convinto l'assessore della bontà di queste
  scelte,  però  penserei  che  sia  necessario  fare  un'ulteriore
  riflessione, e ciò vale anche per il Presidente della regione.
       Noi  mettiamo  come criteri per la ripartizione oltre quelli
  che  sono  noti, criteri territoriali e di popolazione, lo sforzo
  tariffario e fiscale, la capacità di riscossione e la propensione
  agli investimenti.
       Io vorrei  che  tenessimo un minuto conto di cosa significhi
  per un comune partecipare a questa sorta di quota premiale per il
  trasferimento dei fondi dalla regione.
       Lo sforzo tariffario e fiscale. Io non avrei nessun problema
  ad  accedere  anche  a  questo criterio, però ad una condizione e
  sarebbe che noi precisassimo e differenziassimo questo criterio.
       Ho  fatto  un  esempio  in  commissione  Finanza  e  torno a
  rifarlo.  Non  è  la  stessa cosa aumentare l'Ici a Palermo o nel
  comune , ho  citato  il  comune di S. Angelo Muxaro per citare un
  comune  piccolo  con  determinate caratteristiche sociale.
       Allora   noi  possiamo  mettere  sullo  stesso  piano  nella
  ripartizione dei  fondi  e nella definizione dei criteri relativi
  un comune ricco  con  un  comune  che  ha  una popolazione con un
  reddito medio-basso?
       Non è il caso, invece, di prevedere che il cosiddetto sforzo
  tariffario  e  fiscale  venga  previsto per i comuni che hanno un
  certo  reddito,  io  adesso non so se è possibile avere di questi
  indicatori  e  attraverso  quali  forme,  ma  penso  che  se  noi
  differenziassimo,  io  sono  in  genere  contrario  al  comma, ma
  l'ipotesi a me non sembra da scartare; cioè quella di individuare
  un discrimine tra i comuni che lo possono fare e i comuni che non
  lo possono fare per ragioni di carattere economico e sociale.
       Così  anche per la cosiddetta propensione agli investimenti.
  La propensione agli investimenti per un comune che non ha finanza
  propria   ma   vive   di   finanza   derivata,  nella  stragrande
  maggioranza, e  per  una percentuale sul totale delle entrate che
  si aggira intorno al 90 per cento e forse più.
       Considerare   questo  criterio  come  un  criterio  assoluto
  significa  incentivare  i comuni all'indebitamento. Infatti se io
  voglio realizzare  un investimento, un'opera, posso farlo solo se
  vado alla Cassa Depositi e Prestiti chiedo il prestito e realizzo
  l'opera. Quindi, è  un modo per spingere i comuni a uno sforzo di
  indebitamento  improprio,  perché  non è scelto autonomamente dai
  comuni ma  è  imposto  dalla  necessità di potere concorrere alla
  quota premiale che la Regione propone.
       A me sembra un  elemento  distorsivo veramente grave. Io non
  so se avete fatto  una  riflessione  oppure  vi lasciate prendere
  dalle idee  in assoluto, magari corrette, ma che poi calate nella
  concreta realtà di ogni giorno della nostra Regione ci inducono a
  compiere errori veramente madornali.
       Io sono affinché si faccia una riflessione. Adesso non so se
  il  Governo  ci  ha  pensato,   se   è  in  grado  di  immaginare
  immediatamente un sistema  per  potere intervenire, ove condivida
  queste riflessioni, altrimenti  è  molto  probabile che l'effetto
  che si produrrà a  seguito  dell'induzione  di  queste norme sarà
  destabilizzante  della  finanza   comunale   e   non  un  effetto
  tonificante come immagino il  Governo  si proponga, anche se alla
  fine è molto difficile che raggiunga questo obiettivo.

     ZAGO. Chiedo  di  parlare  per illustrare l'emendamento 65.3 a
  mia firma.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ZAGO. Signor Presidente,  onorevoli  colleghi, l'emendamento è
  molto  semplice  ed  è  anche  molto  chiaro.  E'  una  sorta  di
  emendamento di garanzia confermativa, che ha lo scopo di non fare
  caducare quanto previsto dall'articolo 15 della legge 26 del 2000
  e per confermare  le  misure  previste  da  quella legge che, fra
  l'altro, le  prevedeva  per  il  triennio  2000-2002 e che quindi
  adesso  no   perché  siamo  nell'esercizio  2002  ma  che  l'anno
  prossimo  per  il  triennio  2003-2005 dovranno essere prorogate.
  Adesso ha lo scopo di confermare la somma per l'anno in corso che
  è appunto il 2002.

     PAGANO, assessore per il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PAGANO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, io ho molto apprezzato lo spirito
  con cui l'onorevole Capodicasa  ha  mosso questa critica pacata e
  costruttiva e che, certamente,  va  in una direzione analoga alla
  nostra  cioè cercare di aggiustare  un  po'  i  conti  di  questa
  squinternata Regione - come mi pare una volta l'ha chiamata lei -
  ma  non solo questo anche  la  gestione  degli  enti  locali  che
  spesso, essendo affidata agli  uomini,  come  tutti gli uomini ci
  sono  coloro  che  sono  illuminati,  coloro  che  lo  sono  meno
  e, spesso,  proprio  per  questo  motivo  le  gestioni  non  sono
  ottimali.
       E, allora, noi abbiamo immaginato dei percorsi virtuosi e la
  premessa che sto per fare serve, intanto, a far capire che non ci
  possono  essere  margini  a  nessun  tipo  di  soggettività e che
  certamente positivo sarà l'intervento del Governo.
       Provo  a  ricordare  a tutta l'Aula che il comma prevede che
  l'intervento  sia  a  carico  dell'Assessore agli enti locali che
  deve,  però,  preventivamente  sentire  la  Conferenza  Regione e
  autonomie  locali,  deve coordinare con l'Assessore al bilancio e
  le  finanze il percorso di natura finanziaria e, dulcis in fundo,
  deve  enunciare  questi  principi  prima della ripartizione delle
  risorsi,  in  maniera  tale  che non sia fatto ex post e, quindi,
  utilizzata  questa modalità per colpire qualche comune, piuttosto
  che un altro.
       Quindi,  la  natura  dell'emendamento è senz'altro quella di
  portare  questi  comuni  ad  uscire  fuori  dalle  "secche" della
  cattiva gestione.
       E,  allora,  quali  sono  gli  indicatori che queste quattro
  entità  porteranno avanti? Intanto una variazione percentuale, in
  aumento  o  in  diminuzione,  che  tenta  conto, come diceva lei,
  dello  sforzo  tariffario  e  fiscale,  però questo non significa
  creare  le  condizioni  per  un  aumento  delle  imposte,  semmai
  esattamente  il  contrario,  sappiamo  che ci sono enti che hanno
  completamente trascurato questa gestione.
       Ci  sono comuni, e sono non meno di un centinaio, mi risulta
  da   statistiche  informali,  che  hanno  creato  dei  disagi  ai
  contribuenti  in  materia  di  I.C.I.  soltanto  per essere stati
  trascurati  nella gestione dei loro archivi;  spesso i dipendenti
  peggiori  sono  stati indirizzati verso gli uffici tributari, che
  sono  diventati  una  specie  di Lacayenne e, quindi, proprio per
  questo  i  comuni  non  erano  interessati  alla  gestione e alla
  riscossione  dei  tributi  perchè  era evidente che tutta la loro
  forza finanziaria derivava soltanto dall'impatto e dalla capacità
  che la Regione aveva nel sapere trasferire risorse derivate.
       E, allora, noi, con questa norma vogliamo dire cose diverse,
  vogliamo  dire  che la capacità di riscossione sarà premiata, che
  certamente saranno aiutati gli enti che hanno un'alta propensione
  agli  investimenti,  cioè  indebitarsi  con  la  Cassa depositi e
  prestiti  per  poi fare investimenti strutturali sarà considerato
  un  fatto positivo, come sarà considerato fatto positivo avere un
  ideale  rapporto  dipendenti-entrate,  in una considerazione che,
  adesso,  avere  questa quantità enorme di dipendenti non serve e,
  invece, bisogna produrre un'efficienza complessiva che certamente
  attiene  ai livelli sperati da questi enti locali o, per lo meno,
  che noi speriamo che raggiungano questi enti locali.
       E,  allora,  onorevole  Capodicasa, penso che l'intendimento
  del  Governo  sia  estremamente  positivo  e  certamente dobbiamo
  curarci  che i quattro enti preposti sappiano svolgere il compito
  di  ben  indirizzare  le  norme  di  attuazione  affinchè  la sua
  preoccupazione venga ad essere dissipata.

     LEONTINI.    Onorevole   Presidente,   desideravo   rispondere
  all'onorevole Zago per indurlo a ritirare l'emendamento.

     PRESIDENTE. La seduta è sospesa.

      (La seduta sospesa alle ore 04.04, è ripresa alle ore 04.09)

       La seduta è ripresa.

     PAGANO,   assessore  per il  bilancio  e  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PAGANO,   assessore   per   il   bilancio  e  finanze.  Signor
  Presidente, l'emendamento Zago che fa riferimento all'articolo 15
  della legge  regionale  18  dicembre 2000 numero 26 penso che non
  possa   che  essere  accettato  verbalmente  giacché  facendo  un
  approfondimento così  come intuivo la norma che l'aveva istituito
  risulta ad oggi perfettamente in vigore. La cito testualmente "Le
  disposizioni  di   cui  all'articolo  45  comma  15  della  legge
  regionale  7   marzo  1997,  n.  6, prorogata  per  gli  esercizi
  finanziari 1998,  1999  dell'articolo  11,  comma  12 della legge
  regionale 1998, numero 5... Va interpretata nel senso che per gli
  anni 198 e  1999  e per il triennio 2000/2002 la maggiorazione di
  cui alla  legge  regionale 11 aprile 1981, numero 61 e successive
  modifiche  e  integrazioni  è  pari  all'importo  determinato per
  l'anno 1996, cioè pari a otto miliardi 236 milioni. E' chiaro che
  questa norma è  in  vigore,  è  chiaro che il Governo non può che
  prendere atto  di  questo,  che  rafforzare l'intendimento in tal
  senso.

     ZAGO. Prendo atto della  precisazione  dell'Assessore e ritiro
  l'emendamento 65.3.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Pongo congiuntamente  in  votazione  gli  emendamenti  65.8.
  65.11 e 65.12 di identico contenuto.
       Con il parere contrario del Governo e della Commissione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                          (Sono approvati)

       Si passa all'emendamento  65.5  al  comma  1.  Lo  pongo  in
  votazione  con  il   parere   contrario   del   Governo  e  della
  Commissione.
       Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

       Si passa all'emendamento 65.7 al comma 1.

     TURANO. Lo ritiro.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si passa agli emendamenti 65.1 e 65.9 al comma 2 di identico
  contenuto. Li pongo  congiuntamente  in  votazione  con il parere
  contrario del Governo e della Commissione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

       Si passa all'emendamento 65.5 al comma 2.

     GIANNOPOLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  chiedo di
  parlare per rimarcare la  non  approvazione dell'emendamento 65,5
  significa che la Regione sta rapinando  i  comuni  dell'IRAP  che
  spetta agli stessi in quanto  sostitutiva  dell'ICIAP  quando  fu
  istituita, il che significa che la Regione  sta rubando ai comuni
  quello che gli spettava in forza di una legge nazionale.
       Io questo voglio che si sappia,  che si sappia concretamente
  perchè ogni anno questa parte dell'IRAP  viene  ridata  agli enti
  locali sulla base di una entrata che viene così stabilita.
       Io inviterei il Governo a valutare, a  consultarsi  di più e
  meglio  con i propri uffici circa  che  cosa  significa  ciascuno
  degli emendamenti, poi può anche decidere di  approvarli e di non
  approvarli, ma che sappia però di che cosa stiamo parlando.

     PRESIDENTE.   Pongo in votazione  l'emendamento  65.5  con  il
  parere contrario del Governo e della Commissione.
       Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

    Si passa agli emendamenti  65.2  e  65.9 al comma 3 di identico
  contenuto. Li pongo congiuntamente in votazione.
       Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

    Si passa all'emendamento  65.5  sostitutivo del comma 3.
       Lo pongo in votazione  con il parere contrario del Governo e
  della Commissione.
       Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

    Pongo in votazione  l'emendamento  65.5 sostitutivo del comma 4
  con il parere contrario del Governo e della Commissione.
       Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

    Pongo in votazione  l'emendamento  65.4 con il parere contrario
  del Governo e della Commissione.
       Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

    Pongo  in  votazione  l'emendamento  65.10,     con  il  parere
  contrario del Governo e della Commissione.
       Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'emendamento 65.6 a firma dell'onorevole Turano.

     TURANO. Lo ritiro.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si passa all'emendamento 65.7 sostitutivo del comma 4.

     TURANO.  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TURANO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, ci sono dei
  malati  mentali  che sono ricoverati nelle case famiglie che sono
  già  convenzionate  con  il  servizio  sanitario  regionale e che
  potrebbero,    teoricamente,    chiedere   di   nuovo   i   soldi
  all'assessorato  agli  enti  locali  che,  invece, sono destinati
  esclusivamente a quelli che ospitano nelle case famiglie soggetti
  che hanno questo tipo di patologia.

     PRESIDENTE.  Preciso che l'emendamento 65.10 è stato votato.

     TURANO.  Dichiaro di ritirare  l'emendamento  65.7 sostitutivo
  del comma 4.

     PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto.
       Si  passa all'emendamento 65.5 degli onorevoli Giannopolo ed
  altri.

     GIANNOPOLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO.   Signor  Presidente,  vorrei  che  anche  qui  si
  capisse  di  che  cosa  stiamo parlando.  Il comma 7 e il comma 8
  dell'articolo 13 della legge 8/2000 dice testualmente, il comma 7
  "una  ulteriore  quota  del  fondo  pari  al  costo del trasporto
  interurbano  degli  alunni  delle  scuole  medie superiori rimane
  nella  disponibilità dell'assessorato per essere assegnato a quei
  comuni  che  documentano  la spesa sostenuta". Quindi, il comma 7
  serve  a  riconoscere  quella spesa che hanno sopratutto i comuni
  piccoli,  perchè  i  comuni  grandi  non  hanno  grandi  spese di
  trasporto scolastico.
       Penso   a  tanti  comuni  del  messinese,  dell'ennese,  del
  palermitano,  del catanese che per anni si sono battuti per avere
  riconosciuta  questa  cosa  dopodichè  di  punto  in bianco viene
  cancellata.
       Il  comma  8  invece  dice  testualmente  così:  "in sede di
  riparto  delle  somme  corrispondenti  all'aliquota del 7,5% ..."
  quando   dicevo   poco   fa  che  l'aliquota  riservata  era  già
  parimetrata e non era discrezionale, l'assessore agli enti locali
  attribuisce  una quota aggiuntiva agli enti locali che dimostra i
  mancati  trasferimenti  per  la copertura finanziaria degli oneri
  per  il personale di cui alla legge 1 giugno '77, 285, la legge 8
  dell'81,  la  legge  37  dell'85  e  la 26 dell'86 e la 6 del 97.
  Erano  leggi  che  finanziavano al 100% il personale e che per un
  errore,  ripeto per un errore degli uffici, dell'assessorato alla
  presidenza,  dell'assessorato al territorio non furono trasferiti
  all'assessorato  agli  enti  locali  quando  nel 97 si unificò il
  fondo.  Sono  somme  dovute.  I  comuni  le  hanno  già  iscritti
  abbondantemente,  come  residui  attivi  che  non  possono essere
  cancellati perchè se il comune li cancella ne dovrebbe rispondere
  personalmente   dopodichè   il  comune,  se  ne  deve  rispondere
  personalmente,  ne risponderà personalmente l'assessore agli enti
  locali- se lo si vuole capire o no

     PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento  65.5. Il parere
  del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE.  Il parere della Commissione?

     CAPODICASA, relatore di minoranza.  Contrario.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                          (Non è approvato)

       Si   passa  all'emendamento  65.13  a  firma  dell'onorevole
  Papania.

     PAPANIA. Dichiaro di ritirarlo.

     PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto.
       Si passa all'emendamento del Governo, 65.14.
       Il parere della Commissione?

     CAPODICASA, relatore di minoranza.  Favorevole.

     PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                          (E' approvato)

    Onorevoli  colleghi,  intanto  annuncio che  è  stato  ritirato
  l'emendamento 65.15 ed è stato  invece  presentato  l'emendamento
  65.14.1. L'emendamento 65.14.1 estende alla polizia locale quanto
  già stabilito nell'emendamento 65.14. In  sede  di  coordinamento
  gli uffici provvederanno a rendere meglio il significato.

     (La seduta sospesa alle ore 04.24, è ripresa alle ore 04.26)

       La seduta è ripresa.
       Onorevole Presidente della Regione il subemendamento 65.14.1
  è confermato o è ritirato?  Riguarda la polizia provinciale.

     CUFFARO, presidente della Regione. E' ritirato.

     PRESIDENTE.   L'Assemblea  ne   prende   atto.
       L'emendamento   riguardante   l'esclusione    dei   soggetti
  ricoverati presso le CTA in quanto convenzionati  con il servizio
  sanitario è confermato o ritirato?

     CUFFARO, presidente della Regione. E' confermato.

     PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento 65.16 a firma
  del Governo. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi:

                            (E' approvato)

       Pongo in votazione l'articolo 65  nel testo risultate.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Onorevole   Capodicasa  avevamo  accantonato  dal  bilancio
  e trasferiti alla finanziaria tre emendamenti il 2.24,  il 2.25 e
  il 2.26 riguardanti l'incremento delle risorse  da  destinare  ai
  Comuni,  miranti  ad  incrementare  la   dotazione  del  capitolo
  destinato  alla  finanza, anzi dell'unità  previsionale  di  base
  destinati alla finanza locale, erano più 250 milioni  di euro più
  150 milioni di euro più 188 e 488 milioni di euro.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA, relatore di minoranza.  Signor Presidente, c'è una
  novità. Poc'anzi  l'ineffabile  Assessore  per  il bilancio ci ha
  fatto  approvare   un   emendamento   a   proposito   del   fondo
  miglioramento servizi per  i  vigili  urbani che, a differenza di
  quanto era stato  detto  in  Commissione  finanze, è caricato sul
  fondo...

     LIOTTA. A differenza di quanto è stato detto in quest'Aula

     CAPODICASA, relatore di  minoranza.  Anche  in  quest'Aula, mi
  corregge  l'onorevole   Liotta.   Praticamente   viene  caricato,
  trasferito ai comuni. Allora  ai  comuni trasferiamo meno soldi e
  per giunta carichiamo  anche  il  fondo miglioramento servizi che
  deve andare per i vigili  urbani.  L'Assessore poi dice che con i
  fondi globali ristornerà questi ventuno miliardi; niente di tutto
  questo.  Ormai siamo  abituati  a  questi  giochi  di  prestigio,
  quindi non ci incantano.  Insistiamo  perché  c'è  un problema di
  capienza del fondo e poi,  a maggior ragione, dopo che ci è stato
  fatto  votare,  dopo   che   la   maggioranza  ha  votato  questo
  emendamento del Governo.

     PRESIDENTE.  Allora, onorevole  assessore  per  il  Bilancio e
  onorevole Presidente della Regione,  immagino che il parere suo e
  della Commissione sia  contrario  su  questi  tre emendamenti.
       La seduta è sospesa per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 4.30, è ripresa alle ore 4.35)

    La  seduta  è  ripresa.
       Onorevole Capodicasa,  ritira i tre emendamenti?  Altrimenti
  sono costretto a  dichiararli  improponibili  per  incapienza dei
  fondi di riserva rispetto alle cifre che sono individuate.

     GIANNOPOLO. Lei non può dire che sono incapienti.

     PRESIDENTE. Il  Governo mi dice che sono incapienti rispetto a
  questa cifra.

     GIANNOPOLO. O il  Governo  dice il falso ora o lo ha detto tre
  giorni fà. Ha detto che ci sono trecento miliardi.

     PRESIDENTE. Col parere  contrario  del  Governo  e  col parere
  contrario  della  Commissione,  lo  pongo  in  votazione.  Chi  è
  contrario resti seduto, chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

       Pongo in votazione  l'emendamento 2.25, col parere contrario
  del Governo e della  Commissione.  Chi  è contrario resti seduto,
  chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

       Pongo in votazione  l'emendamento 2.26, col parere contrario
  del Governo e della  Commissione.  Chi  è contrario resti seduto,
  chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

       Onorevole    assessore,   doveva   fare   una   precisazione
  relativamente al fondo della Polizia municipale.

     PAGANO,  assessore  per  il  Bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi,  la  lettura  dell'emendamento  è
  sufficientemente chiara:  "A  partire  dall'esercizio finanziario
  2002  il  fondo per  il  miglioramento  dei  servizi  di  polizia
  municipale istituito ..."  eccetera,  eccetera, "... è finanziato
  dai comuni nell'ambito  delle  somme  attribuite  per il sostegno
  delle autonomie locali".  Di conseguenza, provvederemo, alla luce
  anche di quanto è  testualmente  scritto,  ad  incrementare di 21
  miliardi in tabella  A  l'importo  che  già  originariamente  era
  fissato  nella cifra  precedente.  Poi  vedremo  cosa  diranno  i
  comuni alla fine dell'anno,  se  aveva  ragione lei ci verranno a
  cercare, se abbiamo ragione noi vuol dire che lei dovrà ammettere
  pubblicamente che ha torto perchè non è così.

     PRESIDENTE.Si   passa  all'articolo  13  "Sdemanializzazione".
  Comunico che il  Governo ha presentato un emendamento soppressivo
  dell'articolo 13. Lo pongo in votazione, con il parere favorevole
  della Commissione. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 27.

     SPAMPINATO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPAMPINATO.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, prima di
  entrare nel  merito  della  trattazione  di questo articolo, così
  come   avrei   fatto   per   l'articolo   13,   volevo   proporre
  un'eccezione  preliminare  in  considerazione  che  anche  questo
  articolo, così come tanti  altri,  non  sono  stati  mai trattati
  dalla competente Commissione di merito.
       In verità, tutti gli articoli riguardanti la IV Commissione,
  la  Commissione  Territorio  e  ambiente,  hanno  avuto  un  iter
  particolarmente complesso  in  questa  Finanziaria;  io chiederei
  anche il parere del Presidente della Regione, se fosse possibile,
  in   effetti   è   materia   di   competenza   della   Presidenza
  dell'Assemblea a cui chiedo di considerarlo improponibile.
       L'intera materia  territorio  e  ambiente  ha  avuto un iter
  particolarmente complesso, perchè  da  una parte gli articoli che
  erano contenuti nel disegno  di legge della legge Finanziaria non
  è stato possibile  trattarli perchè l'assessore per il Territorio
  e per l'ambiente non ci  ha  dato  il piacere di potere insieme a
  lui trattare gli argomenti in questione.
       Questa  lagnanza  è  stata  evidenziata  da  me  nell'ultima
  assemblea  tenuta  prima  della  sessione  di  bilancio  e  aveva
  provocato una lettera al Presidente della Regione e all'assessore
  per il territorio e  per  l'ambiente,  nel  quale  il  Presidente
  dell'Assemblea  chiedeva  sostanzialmente  all'assessore  per  il
  Territorio e per l'ambiente che tutto ciò non si verificasse più.
       L'assessore - mi dispiace che non nemmeno oggi sia in Aula -
  ha risposto dando ragione  a  quelle  che  erano  state l'oggetto
  delle mie lagnanze, in  quanto affermava di essere stato presente
  in una delle riunioni della Commissione Territorio e ambiente che
  non si è riunita per  mancanza  di  numero legale e, nelle altre,
  per impegni istituzionali  non  ha  potuto  partecipare  ma aveva
  mandato i suoi funzionari.
       Credo che questa  sia  una  ammissione di responsabilità, di
  una palese violazione  del  Regolamento, che impone al Presidente
  della   Regione    o    all'assessore    competente   di   essere
  necessariamente presente  nella  trattazione, in Commissione, dei
  disegni di legge.  E questo da una parte.
       Dall'altra  parte,  abbiamo  potuto  verificare  che  alcuni
  articoli, aventi oggetto  materie sicuramente di competenza della
  quarta Commissione,  sono  arrivati  direttamente  in Commissione
  Bilancio senza transitare per la quarta Commissione.
       Ecco perchè - e  di  questo  si  tratta  per quanto riguarda
  l'articolo 27 -  preliminarmente chiedo che venga ritirato questo
  articolo, in maniera tale  che  venga  trattato, anche in maniera
  organica,  all'interno  di   un   autonomo   disegno   di  legge,
  preliminarmente dalla competente Commissione.
       Torno a ripetere: se  no  continuo  a  non capire qual  è la
  funzione delle Commissioni legislative.
       Ulteriormente, ritengo  che  questo  articolo, in ogni caso,
  violi  la  disposizione   di   legge  che  prevede  il  contenuto
  necessario ed esclusivo  della legge finanziaria e, quindi, anche
  da questo punto di  vista  c'è  una  eccezione di legittimità per
  quanto riguarda la  procedura  legislativa che verrebbe, anche da
  questo punto di vista, violata.

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA. Signor  Presidente, ho da richiedere l'accantonamento
  di questo articolo ancora per una ulteriore riflessione.

     SPAMPINATO. E' stato  accantonato  3  volte. E' necessaria una
  decisione.

     CINTOLA.  Se   questo  accantonamento  può  essere  fatto,  io
  suggerirei un proseguo  ancora.  Passare  all'articolo 28, perchè
  credo che ci sia solo un emendamento, e sospendere il 27, il 54 e
  il 55 e dare un quarto d'ora, mezz'ora di sospensione ai lavori.

     PRESIDENTE. Il Governo  è  d'accordo. Così resta stabilito. E'
  accantonato.
       Si  passa  all'articolo  48.  Comunico  che  il  Governo  ha
  presentato l'emendamento sostitutivo 48.2.R.

       Onorevoli  colleghi,   intanto   annunzio  il  ritiro  degli
  emendamento 48.2.,  46.1  e del sub emendamento 46.1.1.  Comunico
  che è stato  presentato  l'emendamento numero 77.418, a firma del
  Governo, riguardante il  Banco  di  Sicilia, che è esattamente il
  testo dell'ordine  del giorno già votato dall'Assemblea regionale
  siciliana.

     RAITI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     RAITI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi  e  onorevole
  Presidente della Regione,  io  già  mi  ero  espresso con il voto
  contrario  nella  seduta  d'Aula  nella  quale  abbiamo  trattato
  l'ordine del giorno  in  oggetto  e  devo  ribadire  il  mio voto
  contrario adesso  che viene inserito nella legge finanziaria come
  articolo aggiuntivo.
       Le motivazioni che  avevo espresso in quella sede a supporto
  del mio no  a  quell'ordine  del  giorno sono state suffragate da
  ulteriori accertamenti che  ho  fatto  insieme  ai tecnici di mia
  fiducia in questi  giorni.  Non  vi è dubbio che l'operazione che
  questo Parlamento ha votato è uno scandalo nazionale.  Noi stiamo
  svendendo un patrimonio  della  Regione  siciliana per due fave e
  credo che non  ce  lo possiamo permettere.  Ho chiesto al Governo
  ed a tutto il  Parlamento  di fare in modo che venisse rispettato
  il contratto di vendita  che stabiliva che fino al 31 dicembre di
  quest'anno le  condizioni previste in quel sinalagma contrattuale
  non siano  modificate.  Invece  noi  abbiamo  accettato  che  ciò
  accadesse.
       Qui non  parliamo  di  qualche  questione  di  principio, ma
  parliamo  di   una   cosa  essenziale,  fondamentale: noi  stiamo
  svendendo  le  partecipazioni  nazionali  del  Banco  di  Sicilia
  accettando una quota, sia se sommiamo quella del Banco di Sicilia
  sia della  Fondazione, inferiore  al  10  per  cento.  Accertiamo
  questo in un momento  in cui non siamo nelle condizioni di essere
  contraenti forti nei confronti del Banco di Roma. Nella sostanza,
  che significa?  Noi  col dieci per cento nella futura società non
  avremo nessun  titolo per intervenire nei bilanci, per esercitare
  le  azioni   giudiziarie   eventuali   che  sono  riservate  agli
  azionisti.
       Ma non solo  questo.  E'  di  questi giorni accertato che il
  Banco di Sicilia nel  2001  ha chiuso con un utile netto di 158,3
  milioni di euro  aumentando  del  139,5  per  cento  il risultato
  dell'anno precedente. Ora questi 158,3 milioni di euro, a seguito
  dell'operazione che il Parlamento sta avallando non andranno così
  come dovrebbe essere ai  soci  del Banco di Sicilia e quindi alla
  Regione ed ai soci  privati,  ma così come già è stato sostenuto,
  dal  rappresentante   del  Banco  di  Sicilia  all'interno  della
  Fondazione Carlo  Dominici noi in questo momento avallando questa
  operazione significa che  ci  sono  ben  65  milioni  di euro che
  rappresentano  il   residuo   dell'utile   destinato   a  riserva
  straordinaria che  vanno  ad essere accantonati. Significa che se
  noi ripartissimo adesso questi fondi di bilancio sulla base delle
  partecipazioni azionarie  oggi  della Regione, il 18,95 per cento
  avremmo anziché  i  3,16  milioni  di  euro  che  adesso  saranno
  ripartiti  agli   azionisti   in   base   alle   nuove  quote  di
  partecipazione alla holding,  quindi  noi  con  le nuove quote di
  partecipazione alla  holding saranno distribuiti ai soci e quindi
  alla Regione Sicilia  13,16  milioni di euro.
       Se noi non  facciamo  questa  operazione  e la rinviamo così
  come possibile in  base  a contratto di vendita successivamente e
  quindi distribuiremo  questo  capitale  sulla  base delle odierne
  partecipazioni azionarie, la Regione prenderebbe 12,31 milioni di
  euro. Vi è una differenza di quasi 9 milioni di euro. E questo il
  Governo  lo  sa.  Tanto  è  che  Carlo  Dominici  che  certamente
  rappresenta il CDA  in  quota Fondazione ha posto questo problema
  nella riunione del Consiglio di amministrazione del Banco di Roma
  e questo problema,  con l'avallo del Presidente della Regione, il
  Consiglio di amministrazione lo ha sottaciuto e non ha accettato.
       Se  autorizziamo  che  l'operazione  si porti a conclusione,
  così  come  stabilito  dall'ordine del giorno, sappiamo tutti che
  oltre  al danno che è scaturito e che scaturirà da quello che già
  ho detto precedentemente nel mio intervento d'Aula quando abbiamo
  votato l'ordine del giorno, noi avremmo un ulteriore danno di 8,8
  milioni  di  euro  che  saranno  sottratti  alle  casse di questa
  Regione e comunque agli azionisti di oggi.
       Per  tale  motivo, oltre ad esprimere il mio voto contrario,
  invito   ciascuno   dei  parlamentari,  quando  voteranno  questo
  articolo  di  legge,  a  rifletterci un pò perchè si assume delle
  responsabilità che vanno ben oltre.

     MICCICHE'. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MICCICHE'.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  quanto
  esposto  dal  collega Raiti  mi  convince  totalmente  perchè  le
  perplessità esposte dall'onorevole  Raiti furono quasi anticipate
  in una discussione che ci fu  la  volta  scorsa  nella stanza del
  Vicepresidente Crisafulli, dove c'era un rappresentante designato
  dal   Governo,   un   giovane  nostro  conterraneo,  si  chiamava
  Massimelli, nella cui esposizione, nel cui ragionamento ho notato
  un  pessimismo  positivo,  ma  pessimismo però, pessimismo perchè
  aveva  poca  fiducia.
       Diceva  "Si,  ci  sono  queste  contraddizioni,  però se noi
  attuiamo la malleva probabilmente tutte queste questioni verranno
  superate".
       Quasi  quasi  mi  aveva  convinto  tanto  è che poi io votai
  favorevolmente all'emendamento proposto anche dalla minoranza che
  votò quel documento.
       Oggi,  le esposizioni del collega Raiti mi convincono perchè
  questo  rappresentante  del Governo che deve, a quanto pare, o ha
  fatto dei conti, esprimeva appunto questo senso contraddittorio e
  oggi  vengono  rappresentati  dai  dati sottoposti all'attenzione
  dell'onorevole Raiti.
       D'altronde quando poi disse "Ma,  Geronzi  o  è  parente o è
  amico del Governatore della  Banca  d'Italia",  allora  ho capito
  tutto, abbiamo capito di tutto e di  tutti.
       Infatti, se  un Governatore della Banca d'Italia viene qui a
  Palermo  a fare delle affermazioni quasi come a dire "Fidatevi di
  Geronzi", io  diffido  del  Governatore  della  Banca  d'Italia e
  soprattutto  di  questo rappresentante Geronzi che praticamente è
  un  eminente  rappresentante  della  finanza  nazionale, uno che,
  secondo  me, bisogna  prendere con le pinze perchè, nel mondo c'è
  una  categoria di cui bisogna sempre diffidare: bisogna diffidare
  soprattutto dei rappresentanti dell'alta finanza che, se vogliamo
  prenderli  sul  serio,  possiamo definirli i più grossi criminali
  dell'umanità, perchè  sono  coloro  che  mantengono  uno stato di
  povertà della stragrande maggioranza degli esseri umani su questa
  terra

     CUFFARO,  presidente   della   Regione.   Marx   non   sarebbe
  d'accordo.

     MICCHICHE'.  Io invece dico  di  si.  Se andiamo a raffrontare
  quanto è proposto dalla "Tobin tax"...

     PRESIDENTE.  Concluda rapidamente, onorevole Miccichè

     MICCHICHE'. Siamo quasi  alla  conclusione  della prima parte,
  poi c'è la seconda parte...

     PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  77.418  del
  Governo.
       Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione. Favorevole

     GIANNOPOLO.  Dichiaro di essere contrario all'emendamento.

     PRESIDENTE. Con  il  voto contrario dell'onorevole Giannopolo,
  pongo in votazione l'emendamento 77.418.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

        PRESIDENTE. Onorevoli  colleghi,  sono stati presentati due
  ordini del giorno:

           - n. 71  "Interventi  per la modifica della legislazione in
           materia  di  collaboratori  di  giustizia"  degli onorevoli
           Acierno,   Fleres,   D'Antoni,   Savona,  Leanza  Vincenzo,
           Formica, Leontini  Gurrieri,  Tumino, Lo Monte, Ioppolo, Lo
           Curto,  Amendolia, Mancuso, Borzacchelli, Catania, Maurici,
           Baldari,  Infurna, Mercadante, Beninati, Segreto, Leontini,
           Cintola, Catania Giuseppe, Scoma e Nicotra;

           - n.  72  "Eventi  sportivi  internazionali  con preminente
           valenza promozionale per la Regione siciliana Prix Italia",
           degli   onorevoli  Beninati,  Acierno,  Leontini,  Formica,
           Cintola,  Mancuso,  Vicari,  Leanza  Vincenzo,  D'Antoni  e
           Baldari.
       Ne dò lettura:

                   " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

    PREMESSO che:

          -nell'apprendere della messa in libertà  dei  Killer del
          giudice Falcone, della dott.ssa Morvillo  e degli uomini
          della scorta, ritenendo tale fatto di inaudita gravità e
          preoccupante per la pericolosità  sociale  degli  stessi
          che nello stato di libertà  potrebbero  reiterare  (cosa
          peraltro  già  avvenuta in passato)  gravi  delitti  nei
          confronti  dei  cittadini  e degli  uomini  dello  Stato
          impegnati sul territorio nella lotta della mafia,

                                 IMPEGNA
             IL PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
                 E IL PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIANA

          - a promuovere ogni iniziativa presso  la Presidenza del
          Consiglio dei Ministri volta a  modificare  la normativa
          vigente per i collaboratori di giustizia, affinché fatti
          del genere non abbiano più a verificarsi.

                                ACIERNO - FLERES - IOPPOLO -
                                LO CURTO - MENDOLIA - NICOTRA -
                                BORZACCHELLI - D'ANTONI - MANCUSO -
                                CINTOLA - SAVONA - MAURICI -
                                CATANIA G.- LEANZA V. - FORMICA -
                                VICARI - BALDARI - INFURNA -
                                LEONTINI - SCOMA - GENOESE -
                                MERCADANTE - TUMINO - BENINATI -
                                LO MONTE - SEGRETO" (71)

                         L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

    PREMESSO che:

          -  nell'anno  2002  saranno  organizzati  nella  Regione
          siciliana   manifestazioni  sportive  internazionali  di
          rilevante valenza promozionale quali:

          a)  Campionati  internazionali  maschili  di  Sicilia di
          tennis organizzati a Palermo;

          b) Internazionali femminili di tennis di Palermo;

          c)  I  Campionato  mondiale  universitario  di  baseball
          organizzato a Messina;

          d)  Internazionali  giovanili  di  tennis  "Coppa Stagno
          d'Alcontres", organizzati a Messina;

          e) Targa Florio;

          f)   Coppa  degli  Assi  di  equitazione  organizzata  a
          Palermo;

          g) Windsurf World Festival, Mondello (PA);

          h)  I   Trofeo  internazionale  di  Basket  'Coppa  Nino
          Alberti';

          i) PRIX ITALIA.

    CONSIDERATA  l'estrema  importanza  e  la valenza dei predetti
           eventi  per  la  promozione dell'immagine della Regione
           siciliana;

    RITENUTO  che  è  possibile  attingere dal capitolo 472514 del
           bilancio della Regione siciliana per l'anno finanziario
           2002,concernente  la  propaganda turistica, per erogare
           contributi per la promozione, organizzazione e comunque
           per  lo svolgimento delle sopra indicate manifestazioni
           a carattere internazionale,

                                 IMPEGNA
                         IL GOVERNO DELLA REGIONE
                 E, IN PARTICOLARE, L'ASSESSORE REGIONALE
                PER IL TURISMO,LE COMUNICAZIONI E I TRASPORTI

          -  ad  erogare  nell'anno  2002 agli organizzatori delle
          sottoelencate  manifestazioni   i   seguenti  contributi
          promozionali, utilizzando  parte della disponibilità del
          capitolo 472514 del bilancio della Regione siciliana:

          a)  Campionati  internazionali  maschili  di  Sicilia di
          tennis organizzati a Palermo - E 150.000;

          b)  Internazionali  femminili  di tennis di Palermo - E.
          150.000;

          c)  I  Campionato  mondiale  universitario  di  baseball
          organizzato a Messina - E. 350.000;

          d)  Internazionali  giovanili  di  tennis  "Coppa Stagno
          d'Alcontres", organizzati a Messina - E. 25.000;

          e) Targa Florio - E. 100.000;

          f)   Coppa  degli  Assi  di  equitazione  organizzata  a
          Palermo - E. 75.000;

          g) Windsurf World Festival - E. 150.000;

          h) I  Trofeo internazionale di Basket - E. 100.000;

          i) Prix Italia - E. 1.250.000." (72).

       Pongo in votazione l'ordine  del giorno n. 71, con il parere
  favorevole  del  Governo  e  con il voto contrario dell'onorevole
  Ferro.
       Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo  in  votazione  l'ordine  del  giorno  n.  72.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Onorevoli  colleghi,  sospendo  la seduta per trenta minuti,
  avvertando che riprenderà alle ore 5.45.

       (La seduta,  sospesa alle ore 5.10, è ripresa alle ore 09.30)

    La seduta è ripresa.
       Onorevoli  colleghi,  si  procede con l'esame degli articoli
  27,   54   e   55  e  dei  relativi  emendamenti,  in  precedenza
  accantonati.

     MICCICHE'. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MICCICHE'.  Signor Presidente, considerato che lei, durante il
  corso della  seduta, ha  fatto spesso richiamo all'osservanza del
  Regolamento, desidero  rilevare che la seduta, da lei sospesa per
  circa trenta minuti alle ore 5.10, sta riprendendo alle 9.30.  E'
  da quattro  ore  che,  almeno  per  quanto  mi  riguarda, aspetto
  notizie del Governo.
       Ho  voluto  fare  questo  richiamo  per  rammentare  che  ho
  sfiorato in certi casi qualche secondo al massimo qualche minuto.
  Però, le rammento che  lei  si  è  presentato in Aula dopo 4 ore;
  questo  lo   rammenti   per   l'andamento   del  prosieguo  degli
  interventi.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Miccichè,  questo mi dispiace, ma come
  lei   sa  la  Presidenza,  l'attività  della  Presidenza,  non  è
  sganciata  dall'attività  del resto del Parlamento e del Governo.
  Io  avrei   potuto   pure   aprire  l'Aula  30  minuti  dopo  per
  risospenderla trenta secondi dopo non  avendo  a  disposizione la
  documentazione necessaria per potere proseguire.

     MICCICHE'. Lei sia più tollerante con chi sfiora il secondo

     PRESIDENTE. Onorevole Miccichè,  come  lei  imparerà nell'arco
  dei prossimi quattro anni di legislatura, questi eventi purtroppo
  si ripetono e sono parte  integrante dell'attività parlamentare.
  Mi auguro che alla fine lei non  si  stupirà  più;  sono fenomeni
  spiacevoli  ma  che tuttavia fanno parte  della  vita  di  questo
  Parlamento e di tutti i Parlamenti del  mondo.  Altra  cosa  è il
  Regolamento che come lei vede io cerco di fare rispettare in ogni
  circostanza, certe volte mi riesce, certe  volte  non  mi riesce,
  tenterò di essere ancora più rigoroso.

    SI RIPRENDE L'ESAME DEL DISEGNO DI LEGGE 298-STRALCIO II/A

     PRESIDENTE.    Onorevoli   colleghi,   si   riprende   l'esame
  dell'articolo 27.

     SPAMPINATO.   L'articolo   non  è  compatibile  con  la  legge
  finanziaria.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Spampinato, più volte la Presidenza ha
  ricordato   che   in  questa  circostanza  e  per  omogeneità  di
  trattamento  ha  tenuto  lo stesso  comportamento  su  tutti  gli
  articoli e ha considerato ammissibili tutti gli articoli che sono
  stati esitati dalla Commissione Finanza.  Questa  la linea che ci
  si è dati, mi sembra con l'accordo  di  tutti, anche  perché  già
  rispetto a temi analoghi di compatibilità o di ammissibilità si è
  superata la questione con questo impegno.
       Pongo in votazione gli emendamenti 27.1, 27.4, 27.7, 27.15 a
  firma  dei  deputati  Raiti,  Morinello,  Ferro, Papania, Liotta,
  Speziale, Capodicasa ed altri;
       Il parere del Governo?

     CUFFARO, presidente della regione. Contrario.

    Il parere della Commissione?

     CROCE,    presidente   della   Commissione   e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

     Ferro. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FERRO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che se
  ci fosse  in questa Aula un pò di ragionevolezza probabilmente le
  questioni  verrebbero  affrontate  in  modo diverso. Intendo dire
  che,  nel  merito  della  questione  posta  dall'articolo, non mi
  riferisco tanto  al  I  comma  su  cui ribadisco quanto detto già
  nell'intervento di stanotte, vi possono essere elementi come dire
  di  ragionevolezza  che  forse  portati  in  sede  di Commissione
  avrebbero  potuto  far  sì  che  l'Assemblea  fosse  messa  nelle
  condizioni  di  votare  un  disegno  di  legge che effettivamente
  parlava al  mondo economico, alle forze imprenditive e non solo o
  esclusivamente alle forze del cemento.
       Io   credo  che  questa   scelta,  oltre   che   contribuire
  ulteriormente, semmai  c'è ne fosse di  bisogno, a  sfregiare  il
  territorio siciliano, è una scelta miope dal punto di vista anche
  del messaggio che noi diamo sul  nostro  territorio,  ma non solo
  sul  nostro territorio. Pertanto, credo che  la  scelta  che  qui
  viene fatta è quella di  andare avanti ulteriormente contribuendo
  a depauperare il verde dalle nostre  città, non tenendo conto che
  soprattutto le zone metropolitane sono fortemente già compromesse
  nel proprio ambiente.

     CRACOLICI.  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRACOLICI.  Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, mi sarei
  aspettato che dopo la lunga pausa e la lunga sospensione almeno i
  colleghi proponenti la  ragione  della sospensione, comunicassero
  all'Aula  se  si  era  determinato un  nuovo  intendimento  o  si
  confermava l'intendimento relativamente a  questo articolo o alle
  parti di questo articolo.
       E'  del  tutto  ovvio che  questo  articolo  disciplina  due
  fattispecie.
       Oltre a considerare la norma in  questione, norma che poco o
  nulla ha a che vedere con  la  manovra  finanziaria,  noi  stiamo
  prevedendo  qualcosa  di  liberticida   in   quanto   non  stiamo
  verificando la possibilità di  insediare  attività  produttive  a
  seguito  di finanziamenti a rischio, che  si  possono  perdere  e
  quindi  con  una  serie  di   urgenze  che  possano  giustificare
  eventuali  deroghe  agli   strumenti   urbanistici,   ma   stiamo
  disciplinando a regime che  qualunque  attività  produttiva,  sia
  essa finanziata attraverso leggi  di  vantaggio,  sia  finanziata
  attraverso iniziative proprie  dei  singoli  imprenditori,  viene
  stabilito  il  principio che nelle  città  siciliane  per  questi
  insediamenti  non  ci  saranno   più  strumenti  urbanistici  che
  tengono, ma un semplice funzionario  potrà autorizzare in deroga,
  quindi  senza neanche le  procedure  della  variante  urbanistica
  seppure   accelerata,  autorizzare   in   deroga   l'insediamento
  produttivo.   E'  una cosa gravissima   Non  aiuta  lo  sviluppo,
  renderà più complesso il rapporto fra  le città, gli organi delle
  città, la pianificazione urbanistica,  le  scelte, la possibilità
  di avere uno sviluppo ordinato e  affida  alla singola domanda la
  localizzazione degli insediamenti.
       Io non riesco  a capire seriamente e sinceramente la ragione
  di questo emendamento,  la  ragione  di  questo articolo, non c'è
  nessuna ragione che  lo  giustifichi:  è  una cosa grave. Ci sono
  diversi emendamenti,  intanto  chiedo  all'Aula  di  esprimere la
  possibilità di  votare  l'emendamento che prevede la soppressione
  dell'interno  articolo,   fermo   restando   che  ci  sono  altri
  emendamenti   che   almeno    intervengono   per   alcune   parti
  dell'articolo in questione.

     DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DE BENEDICTIS .  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, per
  confermare e ribadire  il  voto  favorevole a questo emendamento,
  soprattutto invocando quello che  è  già  stato  da me e da altri
  espresso precedentemente:  la  possibilità  che  questo  articolo
  possa essere discusso  più  organicamente  in  seno  alla  quarta
  commissione, laddove in  ogni  caso  la maggioranza, i numeri per
  potere ugualmente e  forse  anche meglio approvare, se lo ritiene
  ancora conducente questo articolo, e francamente esprimendo anche
  la mia meraviglia  rispetto  al  silenzio  del  presidente  della
  quarta  commissione  che   in   questo  caso  rinuncia  a  potere
  esercitare, a nome  suo  e della stessa commissione, il ruolo che
  gli è proprio.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA. Signor  Presidente,  avevamo  inteso  che ripetuti
  accantonamenti di  questo  articolo avessero come finalità quella
  di favorire una  riflessione  della maggioranza e del Governo per
  fare un qualche intervento modificativo. L'articolo si compone di
  due  commi: il secondo comma non credo  che  sia  un  comma  così
  scandaloso; esso comporta la modifica della destinazione d'uso in
  area a verde agricolo per finalità  turistiche  o di ristorazione
  per adibirle a strutture di ristorazione od altro.
       Si può discutere, ma certamente   è  un  emendamento che non
  comporta una fattispecie, che  non  prevede nuova volumetria, non
  prevede  un intervento  scarsamente  regolamentato  dell'attività
  turistico-alberghiera.
       Il  primo  comma comporta, invece,  un  problema  serio.  In
  sostanza, l'attività che si era volta a disciplinare con le leggi
  precedenti che riguardavano la  possibilità  di  insediamento  in
  area a verde agricolo di  attività imprenditoriali finanziate con
  interventi da parte dello Stato all'Unione  europea  con le leggi
  di incentivazione, aveva una sua ratio originaria. La ratio è che
  trattandosi  di  insediamenti che  fondavano  la  possibilità  di
  realizzazione sull'intervento pubblico ed  essendo legate a patti
  territoriali, contratti d'area o legge  "488"  o anche interventi
  europei, avevano dei tempi entro cui dovevano essere realizzate e
  ovviamente, in caso di esaurimento delle  aree  destinate  ad uso
  industriale,  per evitare che si  perdessero  i  finanziamenti  e
  quindi anche delle occasioni di sviluppo e di lavoro, si favoriva
  il loro insediamento anche in zona a verde.
       Il problema è  che  il  passaggio  da  questa  fattispecie a
  quella che il primo  comma  propone, e cioè la possibilità che la
  stessa facoltà  venga concessa anche a interventi autofinanziati,
  quindi non legati  a  interventi  finanziari di sostegno da parte
  dello  Stato,  della  Regione  o  dell'Unione  europea,  modifica
  sostanzialmente la  ratio  della  norma.  Diventa  un'altra cosa.
  Diventa la possibilità  di  insediare  in  aree  non previste per
  queste finalità dei piani regolatori, quali sono le aree a verde,
  insediamenti produttivi  che  possono benissimo essere realizzati
  con i tempo normali di svolgimento delle modifiche urbanistiche e
  quindi consentire così  che  il  territorio  venga  usato in modo
  programmato.
       Ed ora il punto  è  questo.  Sul  secondo comma credo che si
  potesse arrivare ad una  qualche  forma  di accordo. E' sul primo
  che  c'è  un  contrasto  ed  è   un   contrasto,  a  mio  avviso,
  giustificato.
       Il Governo intende  arrivare  ad  una forma di componimento,
  evitare che  in modo indiscriminato, senza alcuna programmazione,
  in violazione ai piani urbanistici si facciano interventi in zone
  a verde con la possibilità di  aprire  a  speculazioni  di  vario
  genere  l'uso  di  queste  aree.   E'  qui  l'interrogativo:  Noi
  riteniamo di sì. Chiediamo che il Governo apporti questa modifica
  e si consenta, se non si  vuole arrivare alla soppressione totale
  dell'articolo,  per  lo  meno  che   venga   cassato   il   primo
  comma. Quindi, se il Governo ci  desse  una  risposta  in  questo
  senso forse aiuterebbe anche l'Aula a procedere più speditamente.

     PRESIDENTE. Onorevole Capodicasa, mi sembra che il Governo non
  intenda accedere a questa ipotesi.

     SPAMPINATO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPAMPINATO. Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, chiedo di
  parlare per dichiarare  il mio voto favorevole all'emendamento di
  soppressione proposto, perché ritengo che l'unica possibilità che
  abbia  quest'Aula   sia   quella  di  sopprimere  l'articolo  27.
  Diversamente, approveremo una norma  illegittima.  Non  entro nel
  merito, pur essendo contrario, sia per  quanto riguarda il 1  che
  il 2  comma, perché ritengo che  le  valutazioni  di merito siano
  assorbite  dalle  evidenti   violazioni   di   legittimità  nella
  procedura che stiamo adottando.
       Un articolo  che  sarebbe illegittimo, perché contrario alla
  legge regionale n. 10  del  1999, in quanto è evidente che questa
  norma non rientra  nella  fattispecie  prevista da tale legge che
  regola e delimita il perimetro della legge finanziaria.
       Un articolo illegittimo  perché viola in maniera evidente il
  processo formativo  delle disposizioni di legge regionali, l'iter
  formativo della legge.  Basti  pensare che su questo articolo, il
  Governo, l'assessore al  ramo,  mai  nessuno  ha  resocontato, né
  l'Aula, né le  Commissioni, e quindi, ritengo che sia palesemente
  violato il normale iter formativo delle disposizioni di legge.
       E,  poi,   in  conclusione, ritengo  che  attraverso  questo
  articolo si  evidenzi  una  contraddizione  palese  e grossolana.
  Basti pensare  alla  nota  della  Presidenza  dell'Assemblea  che
  chiedeva ai Presidenti di commissione, quindi alle Commissioni di
  merito, di attenersi  esclusivamente al testo della finanziaria e
  di considerare autonomi disegni di  legge  quelli  contenuti  nei
  cosiddetti "collegati".
       Questa  norma   era   contenuta   nel   collegato  n.  2984.
  Giustamente,  le  Commissioni  di  merito  non  le  ha  prese  in
  considerazione. La contraddizione sta nel fatto che invece adesso
  la stessa Presidenza dell'Assemblea la porta in votazione.
       Credo  che  questa  sia  una  contraddizione  evidente,  che
  impedisca anche le valutazioni di merito della stessa norma, che,
  quindi, in premessa già  la considera  illegittima.

     ODDO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ODDO. Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, è assolutamente
  incomprensibile il 1  comma,  in  special modo, per due ordini di
  motivi.
       Il primo, perché,  per  quanto  concerne  la  materia che il
  primo comma vorrebbe disciplinare, siamo nelle condizioni di dire
  che la Regione  siciliana  dispone di strumenti, anche abbastanza
  agili,  e  sicuramente,  dunque,  efficaci, per  quanto  riguarda
  l'insediamento in verde agricolo. A che cosa mi riferisco?
       Signor Presidente, le volevo rassegnare una mia impressione:
  che  l'argomento in sé  e  per  sé,  anche  per  quanto  concerne
  l'attenzione del Governo,  in  termini  anche  di  conoscenza,  è
  assolutamente nullo. Perché? Perché sono convintissimo che questo
  articolo 27 è  stato concepito, più dalla mente, ovviamente, come
  spesso accade, di un tecnico, di un urbanista  che  da un uomo di
  governo, perché la circolare n. 4 del  2000,  per esattezza del 6
  novembre 2000 che si richiama ad una delibera  di Giunta che è la
  n.   185  del  2000  disciplina   l'intera   materia  in  maniera
  assolutamente   intelligente  e  -  mi   permetto   di   dire   -
  interessante. E le prime fasi legate anche all'utilizzo di queste
  procedure  hanno  portato  a  risultati  apprezzabilissimi.  Cioè
  l'insediamento  anche  in verde  agricolo  con  quanto  stabilito
  evidentemente sia dalla circolare e sia dalla richiamata delibera
  di Giunta n. 185 sono state  veloci, hanno comunque assicurato un
  minimo di compatibilità per  quanto  concerne  la  pianificazione
  urbanistica complessiva, hanno dato alle persone che erano o meno
  beneficiarie di contributi di varia  natura,  lasciamo  stare  se
  legati a strumenti di programmazione negoziata di 488, hanno dato
  certezza, si sono dunque verificati sul campo le assolute ragioni
  per cui è possibile dire che  già  disponiamo di strumenti ancora
  più sicuri di quello che mettiamo in atto  con il comma 1. Perché
  qui i colleghi stanno comprendendo che non sto parlando dei tempi
  di redazione di un PIP che  sono,  attenzione,  anch'essi  brevi,
  perché  in sessanta giorni si può  addirittura  avere  già  esito
  finale da parte dell'assessorato del territorio e dell'ambiente e
  un PIP può essere operativo.
       Quindi, intanto, lo strumento del PIP che si presenta con le
  modifiche  che  sono  state  apportate   è   abbastanza  agile  e
  abbastanza  veloce. Secondo, la circolare n.  4  del  6  novembre
  2000 fino ad arrivare alla delibera  n.  185  che  permettono che
  dalla Conferenza di servizio, quindi  presenti  le parti compreso
  l'ARPA, compreso l'assessorato  del  territorio  e dell'ambiente,
  fino al momento in cui si attiva  lo  Sportello  unico e l'ultimo
  passaggio legato al consiglio, è calcolato  per  esperienza  - ho
  voluto  fare  delle  verifiche in questi  minuti  -  che  si  può
  chiudere  nell'arco  di  cinquanta   giorni,  meno  ancora  della
  redazione e dell'approvazione da parte dell'Assessorato, del PIP,
  perché voi sapete che con la circolare  n.  4,  c'è  l'obbligo di
  comunicazione,  ma  evidentemente,   l'Assessorato,  la  Regione,
  partecipando alla Conferenza di servizio, già  di per sé, esprime
  in quel momento il parere e quel parere permette tutto ciò che in
  quel momento è il progetto complessivo di andare avanti.
       Un'altra cosa importante perché  dico  che  -  secondo  me -
  stiamo facendo una  forzatura,  state  facendo  una  forzatura, è
  quella  legata al fatto che, quando  si  è  in  presenza  di  più
  insediamenti, di più richieste  di  insediamenti, legati o meno a
  questioni, come dicevo poco  fa,  di  finanza pubblica o comunque
  anche di finanza  privata, si  deve  necessariamente ricorrere al
  cosiddetto 'quadro d'insieme'  che significa mettere su carta, se
  evidentemente si tratta del  territorio  di un singolo comune, se
  invece si tratta di  più  comuni,  il  quadro d'insieme deve dare
  comunque una precisa  indicazione  su  cosa  potrebbe significare
  domani un'alterazione dei livelli di pianificazione urbanistica.
       Quindi, non ci si può avventurare in un argomento del genere
  con  questa  estrema  facilità  e  sottovalutando  anche  aspetti
  assolutamente importanti che riguardano il nostro territorio e su
  cui noi non siamo contrari.
       Il problema non è di assumere atteggiamenti pregiudizievoli.
  Il problema è capire quello che si fa.
       A me sembra ed  ecco  perché  volevo  esprimere  il mio voto
  favorevole per  quanto  concerne  l'emendamento  soppressivo  che
  quest'articolo  non  concorre a facilitare  già  quanto  è  stato
  facilitato  e  semplificato  con   norme  e  provvedimenti  anche
  amministrativi ancor più precisi di quello che noi pensiamo.

     ORTISI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ORTISI. Signor Presidente, sul primo comma di questo articolo,
  molti colleghi lo hanno già espresso dai banchi dell'opposizione,
  siamo  assolutamente contrari.  Io  faccio  l'amministratore,  mi
  consenta di aggiungere una  motivazione particolare ai motivi per
  cui siamo contrari. Perchè  esso  incoraggia le amministrazioni a
  non  pensare  e  a   non   agire  organicamente  in  ordine  alla
  pianificazione  del  proprio   territorio.   Perchè  si  dovrebbe
  pianificare dal momento che  per interventi singoli si può sempre
  raggiungere uno scopo immediato, contingente che  poi non crea un
  puzzle, un  mosaico organico, di qualsiasi  indirizzo che  non fa
  fare nessun passo avanti: si va  da  una  parte e poi  dall'altra
  parte.
       Sul secondo comma non siamo pregiudizialmente contrari, anzi
  personalmente, per l'esperienza che  ho di amministratore, oserei
  arrivare al convincimento che sono d'accordo  con la filosofia di
  fondo,  però  mi  chiedo  come gli  altri  cosa  c'entri  con  la
  finanziaria.   Si  introduce  un istituto  nuovo:  il  cambio  di
  destinazione d'uso stagionale.  Attenti,  il  collega  Spampinato
  parlava di illegittimità anche per  questo   Che significa cambio
  di  destinazione  d'uso  stagionale?  Bisognerebbe  studiarlo  in
  maniera diversa, in maniera tale  da  raggiungere  obiettivi  che
  altre   Regioni   hanno  raggiunto,   obiettivi   con   i   quali
  personalmente mi trovo d'accordo.  Però vorrei anche suggerire al
  Governo, magari solo ad uno degli  Assessori,  che  nella stesura
  del 27.18 come emendamento, nella parte  finale  scrivete che non
  si è in contrasto con interessi ambientali e sanitari.  Interessi
  ambientali, intanto, è generico; capisco che interessi ambientali
  e sanitari si possa leggere come espressione sinonimica di quanto
  è detto prima, lì dove è  scritto  "le compatibilità ambientali e
  tutte le prescrizioni igienico-sanitarie".  Se  così  è,  sarebbe
  meglio  ripetere  piuttosto   che   ricorrere  ad  un'improbabile
  espressione  sinonimica,  soprattutto  lì  dove  dite  "interessi
  sanitari".   Mi spiegate in  italiano  che  significa  "interessi
  sanitari"?   Non  è   meglio   scrivere  "disposizioni  sanitarie
  vigenti"?  Che cosa è un interesse  sanitario  sia  dal  punto di
  vista giuridico che da quello letterale  italiano?  Non esiste un
  interesse sanitario, è quasi un ossimoro.

     PRESIDENTE. Grazie onorevole Ortisi,  forse è opportuno che il
  Governo  presenti  un   emendamento   precisando  "con  interessi
  ambientali   e    disposizioni   sanitarie"   differenziando   la
  definizione. L'onorevole Ortisi pone  un  problema  di  forma, ma
  anche  di  sostanza.  Le ultime  due  parole  sono  rette  da  un
  sostantivo  "interessi  ambientali".  "Interessi  ambientali"  va
  bene, ma "interessi sanitari" non è propriamente legislativo come
  linguaggio. Si potrebbe dire "interessi ambientali e disposizioni
  sanitarie".

     ACIERNO.  Comunico  di  ritirare  tutti  gli emendamenti a mia
  firma.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

       Comunico  che  è  stato  presentato  l'emendamento 27.18 del
  Governo. Il parere della Commissione?

     CROCE, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

     PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                          (E' approvato)

       Comunico  che  è  stato presentato dal Governo l'emendamento
  27.18.R1.
       Lo pongo  in votazione. Chi è favorevole resti seduto; Chi è
  contrario si alzi.

                          (E' approvato)

       Pongo  in votazione gli emendamenti 27.2, 27.5, 27.9 e 27.16
  a  firma  degli  onorevoli  Raiti,  Morinello,  Papania,  LIotta,
  Speziale ed altri. Il parere del Governo?

     PAGANO, Assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
    Contrario.

     PRESIDENTE.  Lo  pongo  in votazione. Chi è contrario si resti
  seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

       Comunico  che  è  stato presentato dal Governo l'emendamento
  27.18.R   che   riscrive   tutto   il  comma  due  dell'articolo,
  comprensivo  della modifica che avevamo fatto con l'emendamento a
  firma dell'onorevole Ortisi. Il parere della Commissione?

     CROCE, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

     PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                          (E' approvato)

       Comunico  che è stato presentato l'emendamento 27.11 a firma
  dell'onorevole Liotta. Lo pongo in votazione.

     GIANNOPOLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDNTE. Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO.   Signor   Presidente,  io  vorrei  ricordare  che
  l'articolo  35  nella  sua  originaria stesura, nella sua vigenza
  prima dell'articolo 89 prevedeva che le deroghe, comunque, non si
  applicavano  nelle  aree  di  parchi  e  riserve, ora siccome con
  quella norma, noi abbiamo vietato nei parchi e nelle riserve, non
  capisco  perchè adesso dovremmo reintrodurre la deroga nei parchi
  e nelle  riserve,  semmai  io  considero che il secondo comma può
  essere  compatibile  con  le  aree  di  parchi  e riserve, poichè
  rientra  nelle  finalità istituzionali anche degli enti parco, ma
  il   comma   uno   noi   non   possiamo  mai  accettarlo,  nessun
  parlamentare,  nessun  dirigente  di buon senso può mai accettare
  che la deroghi si applichi anche nei parchi e nelle riserve.
       Quindi  io  invito  il  Presidente ad accettare con modifica
  l'emendamento.

     SPAMPINATO. Chiedo che  la  votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

                    VOTAZIONE PER SCRUTINIO SEGRETO

     PRESIDENTE. (Si associano  alla richiesta gli onorevoli Ferro,
  De Benedictis,  Ortisi,  Spampinato,  Capodicasa,  Liotta, Raiti,
  Zago, Oddo).

                       RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE.  Proclamo   il   risultato   della  votazione  per
  scrutinio segreto.

    Presenti 62

    Votanti 62

    Maggioranza 32

    Favorevoli 21

    Contrari 41

    Astenuti 0

                           (Non é approvato)

     PRESIDENTE.  Passiamo  agli  emendamenti  27.3,  27.6,  27.8 e
  27.17.

     SPAMPINATO. Chiedo che  la  votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

                    VOTAZIONE PER SCRUTINIO SEGRETO

     PRESIDENTE. (Si associano  alla richiesta gli onorevoli Ferro,
  De Benedictis,  Ortisi,  Spampinato,  Capodicasa,  Liotta, Raiti,
  Zago, Oddo).

                       RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE.  Proclamo   il   risultato   della  votazione  per
  scrutinio segreto.

    Presenti 66

    Votanti 66

    Maggioranza 34

    Favorevoli 22

    Contrari 44

    Astenuti 0

                           (Non é approvato)

       Si   passa  all'emendamento  27.13  a  firma  dell'onorevole
  Cracolici  con   il   parere   contrario   del  Governo  e  della
  Commissione. Lo  pongo in votazione chi é  contrario resti seduto
  chi é favorevole si astiene.

                          (Non é approvato)

       Si  passa  all'emendamento  27.14  a  firma  degli onorevoli
  Giannopolo e Speziale con il parere contrario del Governo e della
  Commissione.  Lo pongo in votazione chi é  contrario resti seduto
  chi é favorevole si alzi.

                          (Non é approvato)

     ACIERNO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà

     ACIERNO.  Comunico  di  ritirare  tutti  gli emendamenti a mia
  firma.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

       Comunico  che  è  stato  presentato  l'emendamento 27.18 del
  Governo. Il parere della Commissione?

     CROCE, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

     PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                          (E' approvato)

       Comunico  che  è  stato presentato dal Governo l'emendamento
  27.18.R1.
       Lo pongo  in votazione. Chi è favorevole resti seduto; Chi è
  contrario si alzi.

                          (E' approvato)

       Pongo  in votazione gli emendamenti 27.2, 27.5, 27.9 e 27.16
  a  firma  degli  onorevoli  Raiti,  Morinello,  Papania,  LIotta,
  Speziale ed altri. Il parere del Governo?

     PAGANO, Assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
    Contrario.

     PRESIDENTE.  Lo  pongo  in votazione. Chi è contrario si resti
  seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

       Comunico  che  è  stato presentato dal Governo l'emendamento
  27.18.R   che   riscrive   tutto   il  comma  due  dell'articolo,
  comprensivo  della modifica che avevamo fatto con l'emendamento a
  firma dell'onorevole Ortisi. Il parere della Commissione?

     CROCE, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

     PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                          (E' approvato)

       Comunico  che è stato presentato l'emendamento 27.11 a firma
  dell'onorevole Liotta. Lo pongo in votazione.

     GIANNOPOLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDNTE. Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO.   Signor   Presidente,  io  vorrei  ricordare  che
  l'articolo  35  nella  sua  originaria stesura, nella sua vigenza
  prima dell'articolo 89 prevedeva che le deroghe, comunque, non si
  applicavano  nelle  aree  di  parchi  e  riserve, ora siccome con
  quella norma, noi abbiamo vietato nei parchi e nelle riserve, non
  capisco  perchè adesso dovremmo reintrodurre la deroga nei parchi
  e nelle  riserve,  semmai  io  considero che il secondo comma può
  essere  compatibile  con  le  aree  di  parchi  e riserve, poichè
  rientra  nelle  finalità istituzionali anche degli enti parco, ma
  il   comma   uno   noi   non   possiamo  mai  accettarlo,  nessun
  parlamentare,  nessun  dirigente  di buon senso può mai accettare
  che la deroghi si applichi anche nei parchi e nelle riserve.
       Quindi  io  invito  il  Presidente ad accettare con modifica
  l'emendamento.

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA. Chiediamo di dovere confermare che questo emendamento
  va  approvato  e, quindi, invitiamo  il  Gruppo, l'Assemblea e il
  Governo a dare  un  segno  in  questo  senso  perchè  si  approvi
  l'emendamento presentato.
       Comunico,  altresì,  che il Gruppo del C.D. ritira tutti gli
  emendamenti al testo.

     PRESIDENTE.

                    (L'Assemblea ne prende atto)

     ROTELLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ROTELLA.   Signor   Presidente,  mi   associo  alla  richiesta
  dell'onorevole Cintola  e  chiedo  anch'io  di ritirare tutti gli
  emendamenti che sono  a  mia  firma  per favorire e velocizzare i
  lavori dell'Assemblea.

     PRESIDENTE.

                    (L'Assemblea ne prende atto)

     LIOTTA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LIOTTA.   Signor  Presidente  io  ho  formulato  l'emendamento
  riferendolo sia al comma  1 che al comma 2. Perchè? Perchè il mio
  emendamento era in  subordine  al  fatto che avevo presentato due
  emendamenti soppressivi, sia del  comma  1 che del comma 2, e poi
  anche modificativo del comma  2.
       In  realtà   una   volta   che  passa  l'impostazione  della
  trasformazione della  destinazione  d'uso, da civile abitazione a
  struttura ricettiva alberghiera, in verde agricolo, probabilmente
  questa cosa ha  un  senso  anche nelle zone agricole zonizzate di
  parchi e riserve.  Certamente  ciò  che  non  ha  senso  sono gli
  insediamenti previsti dal comma 1. Allora per quanto mi riguarda,
  se  è possibile  tecnicamente  signor  Presidente  non  so  se  è
  possibile, con  un  sub-emendamento  si  potrebbe trasformare 'Le
  disposizioni di cui ai commi 1 e 2' in 'Le disposizioni di cui al
  comma 1 del presente articolo'.

     PRESIDENTE.   L'Assemblea   prende   atto   del  ritiro  degli
  emendamenti a firma dei  deputati  di  Forza Italia e a firma dei
  deputati di Alleanza  Nazionale. Tutti gli emendamenti al testo e
  gli aggiuntivi.  Onorevole  Cintola gli altri hanno dichiarato al
  testo, agli aggiuntivi  e  alle  tabelle.  Tutti  i  deputati  in
  rappresentanza dei  rispettivi  gruppi  che hanno già manifestato
  questa intenzione  dichiarano  di  ritirare  gli  emendamenti  al
  testo, gli emendamenti aggiuntivi e gli emendamenti alle tabelle.

                     (L'Assemblea ne prende atto)

       Comunico che  il  Governo  ha  presentato un sub-emendamento
  all'emendamento   dell'onorevole  Liotta  27.11:  'Sostituire  le
  parole 'di cui ai commi 1 e 2' con le parole' di cui al comma 1'.

       PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 27.11 così come
  emendato.  Il parere dell Governo?

    PAGANO, Assessore al bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

    CROCE.  Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

    PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

    (L'Assemblea approva).

    Pongo in votazione l'intero articolo 27 nel testo risultante.

    E' approvato.

       Si passa agli articoli 54 e 55 in precedenza accantonati.

    TRICOLI. Faccio proprio l'emendamento 54.1.

    PRESIDENTE.   L'onorevole   Cracolici  ed  altri  colleghi  che
  precedentemente  lo  avevano chiesto, anche sull'emendamento 54.1
  chiedono il voto segreto.

    VOTAZIONE PER SCRUTINIO SEGRETO DELL'EMENDAMENTO 54.1

    PRESIDENTE.  Esplicito  il significato del voto: chi vota verde
  vota  a  favore dell'emendamento, chi vota rosso vota contro, chi
  si  astiene  vota  bianco  con  il parere contrario del Governo e
  contrario  della  Commissione.

       Indico  la  votazione per scrutinio segreto dell'emendamento
  54.1 e ne proclamo l'esito:

       presenti 69

       votanti 68

       maggioranza 35

       favorevoli 30

       contrari 38

       astenuti nessuno

    (L'Assemblea non approva)

     PRESIDENTE.   Indico   la   votazione  per  scrutinio  segreto
  dell'emendamento 54.2 e ne proclamo l'esito.

                Presenti ...... 61
                Votanti ....... 60
                Maggioranza ... 31
                Favorevoli .... 33
                Contrari ...... 26
                Astenuti ......  1

                            (E' approvato)

    Pongo  in votazione l'articolo 54, nel testo risultante; con il
  parere favorevole del Governo e della Commissione.

    Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 55 precedentemente accantonato.
       Pongo in votazione gli emendamenti 55.1 e il 55.2.

    Il parere del Governo?

     PAGANO. Assessore per il bilancio e le finanze. Contrario

    Il parere della Commissione?

     CROCE. Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

    Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

    Pongo in votazione l'emendamento 55.2.

    Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

    Pongo in votazione l'articolo 55.

    Il parere del Governo?

     PAGANO. Assessore per il bilancio e le finanze. Contrario

    Il parere della Commissione?

     CROCE. Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

    Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                            (E' approvato)

    Comunico  che  è  stato  presentato  dal  Governo l'emendamento
  77.420.

    Il   Governo   comunica   di  ritirare  tutti  gli  emendamenti
  aggiuntivi a sua firma.

    L'Assemblea ne prende atto.

     CRACOLICI.  Presidente,  abbiamo bisogno di un po di tempo per
  esaminarlo.

     CUFFARO. Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CUFFARO.  Presidente  della  Regione,  signor  presidente  gli
  emendamenti   che   sono  contenuti  nel  testo  dell'emendamento
  presentato  dal  Governo  sono  tutti  inseriti  nel blocco degli
  emendamenti;  i  parlamentari  li hanno già avuti e quindi da tre
  giorni  hanno  avuto  modo di visionarli; quindi non è necessario
  che si interrompe la seduta.


   Presidenza del presidente LO PORTO


                        SULL'ORDINE DEL LAVORI

     RAITI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     RAITI.  Signor Presidente, non posso fare a meno di sottoporre
  alla sua  attenzione  un  elemento  di  una  gravità inaudita che
  adesso il Governo  ha  messo  in  piedi,  alle  10.35 dopo 24 ore
  continuate ed  interrotte  di lavoro, di Aula parlamentare, avere
  presentato alle 10.35,  dopo  24 ore di lavoro, dopo una notte in
  bianco, un emendamento che contenga nella sostanza 40 articoli di
  legge è una cosa a dir poco indecorosa.
       Se noi riflettiamo che fino ad oggi, dopo tre mesi di lavoro
  nelle commissioni  di  merito e poi nella commissione bilancio, e
  dopo varie  sedute d'Aula abbiamo approvato, se non ricordo male,
  66  articoli,   abbiamo   finito   poco  fa,  dopo  un  dibattito
  costruttivo, serio  e in molti aspetti di collaborazione da parte
  dell'opposizione con  la maggioranza; arrivare ora, dopo 24 ore a
  proporre  un'altra  norma finanziaria, un'altra legge finanziaria
  violando qualsiasi  regola,  non  dico di diritto, ma comunque di
  buonsenso è una  cosa che lascia quanto meno perplessi e che deve
  far    prendere    posizione    all'Assemblea,    al   Presidente
  dell'Assemblea.   Ciò  per  tutelare  le  prerogative  di  questo
  Parlamento.
       Noi ci troviamo ad affrontare adesso circa 40 articoli senza
  avere avuto  l'opportunità  né  di  esaminarli,  né  di  valutare
  l'incidenza che  queste  norme  possono avere nelle norme che poi
  andranno ad  abrogare,  a  modificare  o a quant'altro, senza che
  queste   norme   siano   passate   al   vaglio  della  Presidenza
  dell'Assemblea, così  come prevede il Regolamento che dice che la
  norma  finanziaria  deve essere portata a conoscenza innanzitutto
  al Presidente  dell'Assemblea che possa valutare se la normativa,
  il disegno  di  legge  sia  corrispondente  alle  norme  di legge
  finanziaria, in  particolare  alla legge 6/2001, senza che queste
  norme non  siano  state sottoposte al vaglio della Presidenza, né
  al vaglio  delle  commissioni  di  merito,  né  al  vaglio  della
  commissione bilancio.  E  poi  vengono  ad  essere portate in una
  condizione nella  quale,  dopo  aver  chiesto una sospensione che
  ritengo, non  solo legittima, ma umanamente naturale perché non è
  possibile chiedere a noi parlamentari, dopo 24 ore che siamo qui,
  senza  aver   dormito   nemmeno  un  minuto,  la  possibilità  di
  sospendere, anzi  di  finire  la  seduta  d'Aula  per riprenderla
  quanto meno  al  pomeriggio,  per  permetterci  di  riposare,  di
  ragionare e  di  poter  valutare  nel  merito  questi articoli di
  legge. Tra  l'altro,  ritengo  e  sottopongo alla sua attenzione,
  quanto stabilito  dall'articolo  98 bis del regolamento, il quale
  dice che  in  caso  della  sospensione  della seduta, così come è
  avvenuto dalle  5.20  alle  9.30,  il Presidente alla ripresa dei
  lavori, apprezzate le circostanze, può aggiornarla.
       Se noi  oggi,  in  questo modo, permettiamo di calpestare la
  dignità di  ciascuno  di  noi,  andremmo  già  subito,  in questo
  momento, a  porre  in essere una condizione di totale rottura dei
  rapporti  parlamentari,  perché  così  facendo  si  dimostra  una
  arroganza che devo  dire non è nello stile di questo Governo fino
  ad oggi,  non è nello stile di qualsiasi governo democratico, una
  arroganza che vuole stare a significare:   noi stiamo al di sopra
  delle regole;  noi  siamo al di sopra del Regolamento;  noi siamo
  al  di   sopra   di  qualsiasi  rapporto  di  normale  dialettica
  democratica; noi abbiamo i numeri e facciamo ciò che vogliamo.
       Se questo è  quello  che  il Governo - e io non credo - e se
  questo  è  quello  che  la  Presidenza dell'Assemblea consente di
  fare, vuol  dire  che ora, oggi, in questo momento, noi metteremo
  una pietra  tombale  su  quella  che  è  la prerogativa di questo
  Parlamento;   se  potremo  più,  già  da  adesso,  chiamarlo  più
  Parlamento; su  quelle  che  sono  le  dignità  che devono essere
  consentite a  ciascuno  dei  deputati  su  quello che è uno degli
  elementi  fondamentali  della democrazia in un Paese democratico.
  Se volete consentire tutto questo, accomodatevi pure. Ma sappiate
  che da  qui  parte  un'azione  forte,  di protesta che non finirà
  certamente in  quest'Aula,  ma  che  si  protrarrà, per quanto mi
  riguarda, anche nelle piazze.

     ORTISI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi,  la  Presidenza è orientata a
  sospendere i lavori dell'Aula  per  consentire a tutti i colleghi
  della maggioranza e  dell'opposizione  di  prendere coscienza del
  contenuto del maxiemendamento.

     MICCICHE'.  Chiedo  di  parlare  anch'io.  Nel maxiemendamento
  mancano i riferimenti normativi.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Miccichè,  ho detto proprio questo. Ho
  l'impressione che  lei  non  comprenda le cose che dico. Ho detto
  che mi  accingo a sospendere la seduta per consentire ai deputati
  di verificare quello che c'è scritto nel maxiemendamento.
       Onorevole Ortisi, ha facoltà di parlare.

     ORTISI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, a me dispiace
  che  l'onorevole  Cuffaro,  che  è  persona  a  modo,  intervenga
  preconizzando  la  continuazione dei lavori, adducendo come causa
  che  conoscevamo  già  l'argomento e quindi, in diretta, potevamo
   continuare, ciò   non pi  pare  conducente.  Apprezzo lo sforzo
  del  Presidente  dell'Assemblea,   invece   di   sospendere   per
  consentire un po' a  tutti  serenamente  di leggere, di valutare,
  nei limiti minimi consentiti.
       Però,  signor  Presidente,  io vorrei aggiungere anche che a
  fronte di tanto utilizzato, non sprecato, utilizzato per giungere
  alla conclusione di questa  sessione,  questo voler tirare, anche
  sul piano fisico, non dico di  salute,  la  seduta  così  da  non
  consentire neanche il ristoro fisiologico di qualche ora perchè è
  spinto da una parte  dell'Assemblea,  alla quale vorrei ricordare
  che il "falco non è l'aquila";  è  falco,  non  porta  da nessuna
  parte: prende la preda e  basta;  non  mi  pare  sia  conducente.
  Anzi, signor Presidente, personalmente - mi dispiace usare questo
  tono, siccome penso di avere il diritto di esprimere le mie idee,
  i miei convincimenti, anche le mie opinioni, in quanto eletto dal
  popolo  - la invito  a  considerare  la  proposta  di  sospendere
  seriamente la seduta, approfittando del fatto che qui lei in ogni
  caso per un'ora almeno la sospende per consentirci di valutare il
  maxiemendamento, di approfittare  per  sospendere  per più tempo,
  per andare poi rapidamente  alla conclusione per consentire a chi
  di noi o non ha riposato  o  sta  male,  di  potere  esprimere la
  propria possibilità e al meglio le proprie capacità.
       Mi  dispiace,  ripeto,  usare  questo  tono,  ma  la ritengo
  penalmente responsabile se durante i lavori di questa seduta a me
  personalmente succedesse  qualcosa. Mi dispiace. Lei lo sa, io in
  sei anno non mi sono mai  permesso di esprimermi in questo modo -
  il  collega  Cintola  lo sa -  però  ognuno  di  noi  ha  le  sue
  resistenze e anche i suoi momenti.  C'è  chi in certi momenti sta
  benissimo...

     PRESIDENTE.  Onorevole  Ortisi, mi permetta di sdrammatizzare,
  se fosse  stato  qualche  altro  collega di altra legislatura, mi
  sarei comportato in maniera diversa ed avrei nascosto le mani. Ho
  già detto che è orientamento della Presidenza  di sospendere. Non
  posso sospendere  per  un  periodo  lungo, lo anticipo, onorevole
  Ortisi, perché ...

        ORTISI. Io la invito Presidente, a recepire il suggerimento
  del  buon senso  e  non  di  chi  vuole  andare:  "finiamo  e  ci
  liberiamo". Perché,  colleghi,  "finiamo  e ci liberiamo", per un
  momento ci  libera,  ma  poi ci opprime individualmente in ordine
  alla nostra dignità di persone oltre che di parlamentari.
       E' un errore colleghi  E' un errore

     BARBAGALLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BARBAGALLO. Signor  Presidente,  io  non so per quanti minuti,
  per  quante   ore,  lei  voglia  sospendere.  So  che,  in  altre
  occasioni, pure si  sono avute delle sedute lunghe, ma è la prima
  volta  che  mi  trovo  davanti  ad  un  atteggiamento  di  questo
  tipo da parte del Governo.
       Lei   sa   che  oltre  all'emendamento  "maxi",  come  viene
  definito, che  poi  discuteremo nel merito, c'è da discutere quel
  libro giallo. E,  per quanto ci riguarda, volevo annunciare che i
  deputati della  Margherita hanno diritto a vedere esaminati tutti
  i loro emendamenti.
       Quindi, io  chiedo  che  la  sospensione sia più congrua. Se
  l'Assemblea  non ritiene di sospendere andremo avanti discutendo,
  secondo  quanto  previsto  dal  Regolamento, perché le violazioni
  continue del  Regolamento e della legge meritano un atteggiamento
  diverso.
       Il  Governo   non  ha  mai  cercato  la  collaborazione  del
  Parlamento. Il  Governo  vuole  andare avanti sulla base dei loro
  rapporti di  forza,  lascia  libere  le  persone  di  atteggiarsi
  politicamente come meglio credono.

     CUFFARO, Presidente della Regione.  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CUFFARO,  Presidente  della  Regione.  Signor  Presidente,  la
  politica è fatta  anche  di  rapporti  e poi i rapporti quando ci
  sono vanno mantenuti.  E  per  quel  che  mi  riguarda, ho sempre
  ritenuto di rispettare i  patti.  E  questo,  il Presidente della
  Regione ed il suo Governo, stava facendo.
       Io sono rimasto  seduto al tavolo e sto ancora aspettando di
  capire, per quale motivo, l'accordo che mi era stato proposto non
  è stato rispettato. Allora il Governo procede.  Non c'è motivo di
  sospendere l'Assemblea.
       Abbiamo il dovere  di  dare  il bilancio e la finanziaria ai
  siciliani che  stanno aspettando, perché questo Governo ha scelto
  di non fare l'esercizio provvisorio.
       C'era l'accordo  che  si  andasse avanti per approvare tutto
  già ieri sera, e siamo con oltre 36 ore di ritardo.
       Io,   quindi,   chiedo   al   Presidente  dell'Assemblea  di
  continuare i lavori  perché c'è una priorità che sono i siciliani
  che stanno aspettando il bilancio e la finanziaria.

     ACIERNO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ACIERNO. Signor Presidente, io accolgo l'invito del Presidente
  della Regione a continuare i  lavori  di  quest'Aula e ricordo ai
  colleghi dell'opposizione che  hanno  giustamente  esercitato  il
  diritto che gli deriva dal  Regolamento, ed hanno impegnato con i
  loro autorevolissimi interventi i lavori di questa Aula, e hanno,
  e possono e debbono  continuare  ad esercitare questo diritto, ma
  sospensioni pretestuose non servono  né  ai  siciliani  che  loro
  intendono difendere né alla  Sicilia.
       Per  cui,  io accolgo  la  richiesta  del  Presidente  della
  Regione ed invito la Presidenza a continuare con i lavori.

     MICCICHE'. Avevo chiesto di parlare.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Miccichè  lei aveva chiesto di parlare
  sull'ordine dei lavori, ma lo aveva già fatto.

     PRESIDENTE.   Poiché   c'è  una  proposta  del  Governo  e  la
  Presidenza si  deve  formare  un'opinione,  darò  la parola a due
  deputati a favore  della  sospensione  e a due deputati contro la
  sospensione, dopodiché l'Assemblea si pronuncerà.

     ROTELLA.  Chiedo   di  parlare  a  favore  della  proposta  di
  sospensione.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ROTELLA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  durante i
  lavori di  questa  finanziaria  e  soprattutto  nell'ultima parte
  abbiamo fatto un tour de force incredibile e lo abbiamo fatto con
  quello spirito di sacrificio e di servizio che ci viene richiesto
  per i tempi che  sono  necessarie e ci serve di accelerare il più
  possibile i lavori di quest'Assemblea.
       Abbiamo anche ritirato tutti gli emendamenti per favorire la
  velocizzazione dei  lavori,  rinunciando  anche  ad iniziative di
  carattere politico e di carattere organizzativo.
       La prego,  signor Presidente, di continuare, visto che siamo
  nella parte  conclusiva perché abbiamo bisogno di chiudere questa
  partita, di  essere credibili nei confronti dei nostri cittadini,
  dei nostri elettori e di tutto il popolo siciliano.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Interviene  a favore  o  contro  la  proposta  di
  sospensione?

     CAPODICASA. Parlo contro e anche contro di lei

     PRESIDENTE. Mi dispiace  molto,  ma  di fronte ad opinioni e a
  posizioni così  diverse, onorevole Capodicasa, la Presidenza deve
  prendere una decisione, e  pertanto  la  scelta  più  corretta  è
  quella di richiedere  il  pronunziamento  dell'Aula rispetto alla
  proposta del Governo. La  prego  di rispettare la decisione della
  Presidenza che è il massimo  della democrazia, da questo punto di
  vista. Ha facoltà di parlare, onorevole Capodicasa.

     CAPODICASA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, credo che
  sia venuto il momento  di  fare  un po' di chiarezza perché penso
  che non sia  consentito a nessuno, tanto meno al Presidente della
  Regione e  figuriamoci  all'onorevole Acierno di fare il discorso
  che qui hanno fatto.
       L'opposizione ha  fatto  il suo dovere senza pretestuosità e
  senza interferire nei  lavori d'Aula più di quanto non sia lecito
  secondo i propri diritti  e  senza  ricorrere mai a mezzi che non
  fossero contemplati dal Regolamento.
       Ciò che invece  è  venuto  meno  in  tutta  questa  vicenda,
  onorevole Presidente, è un ruolo della Presidenza dell'Assemblea,
  quella di turno e  quella  che non è di turno, oltre che il ruolo
  del Governo su cui ora tornerò.
       Onorevole Presidente,  non  si può invocare quando fa comodo
  la  decisione   della   Conferenza   dei  presidenti  dei  gruppi
  parlamentari che ha deciso che si doveva chiudere entro una certa
  data, ora più, ora  meno  e  dimenticare il fatto che, proprio in
  quell'occasione, oltre che  sui  giornali come ormai è d'uso fare
  questo Governo,  la  finanziaria  avrebbe  avuto un contenuto ben
  delimitato,  rigido,  che  gli  emendamenti,  si  era  deciso  in
  Conferenza dei presidenti dei gruppi parlamentari, oltre al di là
  degli articoli di  merito,  avrebbe  contenuto  sì  o no quattro,
  cinque  articoli  condivisi  per l'urgenza anche dall'opposizione
  che avrebbero trovato  ingresso  in  Commissione  e  poi anche in
  Aula.
       L'onorevole Cintola che di solito è abbastanza pronto a fare
  l'autocritica agli altri  non  deve  dimenticare che egli, a nome
  della maggioranza, e  l'onorevole D'Antoni che non vedo in questa
  lunga nottata,  avevano  affermato in Commissione l'intenzione di
  fare un accordo  con  l'opposizione di andare avanti. Secondo una
  logica di buon  senso,  la  maggioranza  non  solo non presenterà
  nuovi emendamenti, ma  qualora il Governo dovesse andare al di là
  di  quanto   pattuito,   la  maggioranza  avrebbe  presentato  in
  Commissione quattro,  cinque emendamenti di stretta necessità. Ne
  avete presentati a decine.
       Li  avete  poi  approvati  in  un  unico  maxi  emendamento,
  onorevole Cintola, qui  fesso non c'è nessuno. Non è perché siano
  contenuti in un unico maxiemendamento, gli articoli sono di meno,
  sono  sempre  quelli.
       Non solo, ma poi  ora  in Commissione, onorevole Presidente,
  ma chi ha aspettato?  Noi  le  abbiamo  detto  che  era possibile
  arrivare all'ipotesi di un  maxiemendamento solamente nel caso in
  cui  si  trattasse  di   cose  oggettive,  generali  che  fossero
  l'artigianato, l'agricoltura, il  Parco  archeologico della Valle
  dei Templi, cinque o sei cose che avevano un'urgenza ed un valore
  di   carattere   sociale   generale.   Vi   presentate   con   un
  maxiemendamento di ben 12 cartelle dattiloscritte, che è un'altra
  finanziaria,  dopo  che  noi   via  abbiamo  detto  no  ne  avete
  ripresentato un altro da cui  avete  estratto solamente due o tre
  cartelle, tutto il resto è  lì,  e  il  Presidente  della Regione
  pretende di dare lezione di coerenza  a chi invece è qui piantato
  da circa 26 ore senza  neanche  dormire  un'ora  e  senza neanche
  andare a mangiare
       Allora, la Presidenza  dell'Assemblea  che  si  era  assunta
  l'onere,  attraverso  l'utilizzo   dell'articolo   73   ter   del
  Regolamento, di cassare tutti  gli emendamenti ed alcuni articoli
  della finanziaria che ora vengono riproposti, vogliamo sapere con
  quale  coerenza  li ammette.  E  il  Presidente  di  turno,  egli
  afferma che non è vero, ma  ha  sfondato  in  mille  occasioni il
  Regolamento, favorendo la  maggioranza  e  dando  così all'inizio
  della Legislatura un esempio  di  incoerenza  che  mi  auguro non
  continui perchè questo altererà  di  sicuro  i  rapporti  tra  il
  Parlamento e la  Presidenza  dell'Assemblea.  Questo  deve essere
  chiaro,  perchè non possiamo  tollerare  oltre  che  si  continui
  violando  costantemente  il   Regolamento,   perchè   violare  il
  Regolamento  significa violentare  i  diritti  del  parlamentare
       Come ci si può  chiedere  "andiamo  avanti  ad oltranza"? Io
  sono qui da 26 ore e sono 26 ore che sono costretto a prendere la
  parola  ogni  5  minuti  perchè   devo  fare  il  mio  dovere  di
  parlamentare.  Ora mi chiedete  di  andare  avanti, andare avanti
  non  significa  approvare   solo  il  maxiemendamento,  significa
  esaminare questo malloppo qua, poi  si  deve riunire la Giunta di
  Governo, dopo bisogna andare in Commissione Bilancio, tornare poi
  nuovamente  in Aula. Ma  quanto  pensate  che  dobbiamo  lavorare
  ancora?   Questo  è un modo  per  non  dare  al  parlamentare  la
  possibilità di assolvere alla  sua  funzione   Non  cambia nulla,
  onorevole Presidente,  se anzichè riunirci fra un'ora ci riuniamo
  tra 5  ore,  dando  la  possibilità  di  riposare  qualche ora ai
  parlamentari che  sono  stati qui tutta la notte senza mangiare e
  dormire. E'  stato  detto:  "I siciliani aspettano"; ai siciliani
  farà schifo questa finanziaria che avete presentato
       Per quanto mi riguarda,  se  i lavori continuano abbandonerò
  la seduta per protesta perchè non  mi è consentito di fare il mio
  dovere  di parlamentare,  sia  chiaro   Questa  è  responsabilità
  della Presidenza dell'Assemblea, lei  non  se  ne  lava  le  mani
  rimettendosi al voto dell'Aula   Lei  ha  il dovere di proteggere
  anche la salute dei  parlamentari.  Fate  stare l'Assemblea ferma
  per 8 mesi e poi pretendete di farla lavorare 36 ore di continuo
  Vergogna

                 (Applausi dai banchi della sinistra)

     PRESIDENTE. Per  porre  in  la proposta di sospensione bisogna
  che ci siano  due parlamentari che parlino a favore e due contro.
  La Presidenza ha assunto l'unica decisione che poteva assumere di
  fronte a  posizioni  così diverse e quindi non intende violentare
  il  diritto  del  parlamentare,  ma  esaltarlo  consegnandogli la
  decisione di andare avanti o fermarsi.

     PANARELLO.  Lei  tutela  la  maggioranza  e  non  rispetta  la
  minoranza

     PRESIDENTE. No, onorevole Panarello, io tutelo il Parlamento e
  le sue prerogative. Come lei sa era orientamento della Presidenza
  procedere  alla  sospensione,   il  Governo  ha  chiesto  di  non
  procedere alla sospensione,  allora  ho  rimesso al Parlamento la
  decisione.

     ORTISI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ORTISI. Signor Presidente,  io  invito  tutti, me per primo, a
  rasserenarci  e   mi  meraviglio  ancora  una  volta,  Presidente
  Cuffaro, del suo  atteggiamento.  Io  la conosco come persona che
  ragiona, che mille volte  in  questo  Parlamento in sei anni si è
  fatto anche promotore,  pur  facendo  parte  di  maggioranza,  di
  atteggiamenti concilianti, tanto  più che non è conducente questo
  scontro neppure in  ordine  all'obiettivo  che  lei,  per  carità
  legittimamente, vuole  raggiungere,  cioè quello di completare in
  tempo  minore possibile.
       Pensi per un attimo se ognuno dei colleghi dell'opposizione,
  ma anche credo qualcuno  della  maggioranza,  adesso decidesse di
  intervenire rigo per rigo,  l'obiettivo che lei vuole raggiungere
  non  lo  raggiunge: cioé   perdiamo  ancora  più  tempo.
       Allora, nessuno pensi che tornare indietro, Sciascia diceva:
  "Solo gli stupidi non cambiano".  Ognuno  di  noi  assume a volte
  posizioni rigide dovute anche  alla  stanchezza,  dovute  anche a
  tanti fattori contingenti e  ritornare  un  po'  indietro  per un
  compromesso possibile credo che  sia espressione non di debolezza
  ma di intelligenza e soprattutto espressione conducente.
       Presidente, queste vicende  che  attengono anche alla salute
  dei deputati non vanno  lette e realizzate attraverso maggioranze
  e minoranze perché - come diceva  il poeta - "chi pensa di essere
  immune é solo perché la  notizia non l'ha ancora ricevuta".  Cioé
  il fatto investe ognuno di noi e ad ognuno di noi può capitare in
  cinque lunghissimi anni di essere poi vittima di un atteggiamento
  che fa bene per il  momento  di soddisfazione forte, che lasciamo
  ai bambini, che ognuno di noi  ha  dentro  ma  che pensiamo nella
  maturità di avere parzialmente rimosso,  ma  che non fa bene alla
  dimensione matura di ognuno di  noi,  allora,  da  una  parte, da
  parte nostra ma anche  dalla  parte  della maggioranza, ritornare
  sui propri passi e trovare  una  soluzione che consenta almeno di
  leggere gli emendamenti oltre che  di riposare anche a turno.
       Ma a chi serve che  i  parlamentari diano solo il contributo
  di  alzare  ed abbassare  la  mano?  Serve,  credo,  anche  nella
  maggioranza che i  parlamentari  come  é  avvenuto meritoriamente
  anche durante questa seduta  di  maggioranza  e  di  opposizione,
  diano dei contributi  razionali,  lucidi,  sereni soprattutto per
  migliorare il testo.
       Non mi costringete a regalarvi  uno  dei testi più belli che
  A.  Glucksmann ha scritto, che  però non é  stato ancora tradotto
  in italiano, dal titolo  "La  Betisse",  che  spesso  governa gli
  atteggiamenti di massa anche  quando  tali atteggiamenti di massa
  si   esplicitano   nei    parlamenti    e   che,   é   dimostrato
  scientificamente, storicamente, non  ha  mai  portato  da  alcuna
  parte. La invito a riflettere  Signor  President,  e  e  a tenere
  anche conto della sua  stanchezza  della  quale anche noi teniamo
  conto perché  almeno raggiunga,  lei  che ci rappresenta tutti in
  questo senso, il suo obiettivo  che  é  stato  legittimato  da un
  voto popolare, quello cioè di  dare  il bilancio e la finanziaria
  che la sua maggioranza ed il  suo  Governo  hanno deciso di dare,
  che noi criticheremo dovunque ma  che  abbia  un  senso.  Non  le
  consentiamo  di  dire  che  per  i  siciliani  dobbiamo  chiudere
  nell'immediato, perché  se il  suo Governo ha presentato lungo il
  corso dell'esame più di 400 emendamenti a se stesso, ma lei pensa
  che adesso risolviamo perché  chiudiamo  un'ora  prima,  che  poi
  chiuderemo dieci ore dopo?
       Onorevoli colleghi, invito anche  voi,  per  quello  che può
  fare con i colleghi di maggioranza di governo, di cercare una via
  di uscita alle giornate e alle nottate.

     ACIERNO. La via di uscita é andare avanti.

     ORTISI.   Onorevole  Acierno, io  conosco  solo  le  sue  idee
  politiche;   che  lei  dica   andare   avanti,  le  appartiene, é
  legittimo,  per  carità

     LEONTINI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LEONTINI.   Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,  senza
  esasperare gli  animi  io  credo  che  dopo  tante  ore di lavoro
  iniziate con  un  impegno  comune  che era quello di pervenire al
  risultato di  approvare  la finanziaria e il bilancio, sebbene da
  diverse posizioni  e  da  diverse convinzioni e con contenuti che
  potevano  essere  sicuramente oggetto di divergenze, interrompere
  il lavoro  d'Aula  e  rinviare  sarebbe  sicuramente  un  atto di
  incoerenza e contraddittorio...

     MICCICHE'. Lei è mancato  da  quest'Aula  per  quattro ore

     LEONTINI.  Comunque, io ritengo  che  il  lavoro  debba essere
  completato  perchè  la  Sicilia   e   i  siciliani  attendono  la
  finanziaria  e  il   bilancio;   interrompere  il  lavoro  d'Aula
  significherebbe pregiudicare il prosieguo dei lavori.
       La maggioranza ha sicuramente  una  sua  necessità interna e
  una  sua  necessità nei  confronti  dei  lavori  parlamentari  di
  rapporti anche con la  minoranza,  ma  sicuramente deve portare a
  compimento il suo lavoro.
       Quindi, ritengo  che  la posizione assunta dal Governo e dai
  colleghi che  mi  hanno  preceduto  favorevole  al  prosieguo dei
  lavori sia da sostenere e che la Presidenza debba determinarsi in
  tal senso.

     PRESIDENTE. Avendo parlato due deputati a favore e due contro,
  pongo in votazione la proposta dell'onorevole Cuffaro.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

       Pertanto, i lavori proseguono.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA.  Visto  che  la  maggioranza  è  così  baldanzosa,
  comunico di fare miei tutti gli emendamenti ritirati dai colleghi
  della maggioranza.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne  prende atto.  Tutti i parlamentari
  all'opposizione  presenti  dichiarano  di  voler apporre la firma
  agli emendamenti della maggioranza che sono stati ritirati.

     ORTISI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ORTISI.  Onorevole  colleghi,  l'ordine  dei  lavori  è  stato
  disciplinato dalla storia  dei parlamenti democratici. Cominciamo
  dalla  prima  tappa  per  capire  dove  siamo  arrivati  ad  oggi
  'Parlamento siciliano'.
       La prima tappa è legata  ai  tempi  in  cui nasce il termine
  democrazia, che nasce,  signor  Presidente,  concretamente  e non
  astrattamente, attraverso la  definizione  della  mano del popolo
  che si alza e che decide in  un  senso o nell'altro senso lungo i
  dibattiti che si svolgono  nella democrazia di pertinenza e nasce
  ad Atene 'la mano del popolo che comanda'.
       Voi sapete che questo è legato anche al mito greco del quale
  siamo figli, non  solo a Siracusa, ma anche qui a Palermo, con le
  commistioni di altre civiltà, di altre culture, di altri miti che
  si sono poi aggiunti.
       Chiunque abbia letto  -  proprio  in  questi  giorni è stato
  edito -  'Critica  della retorica democratica' di Luciano Canfora
  si  sarà  reso  conto  dei   motivi   di  fondo  che  portano  ad
  atteggiamenti quali quelli che  stamattina  si stanno tendendo in
  quest'Aula.
       Sempre Demostenes ricorda che ad Atene, che era assediata da
  Filippo II, e che se ne fregava, come quest'Aula, dei problemi di
  Atene medesima, salì una  volta  sul  palco  e  parlò  dell'ombra
  dell'asino.
       Raccontò che una volta  due  ateniesi  litigarono  in ordine
  alla compravendita di un  asino, perchè, messisi in marcia quando
  c'era  il sole cocente,  entrambi  pensavano  di  riposare  sotto
  l'ombra dell'asino, l'uno adducendo come causa che aveva comprato
  l'asino con l'ombra e  l'altro dicendo che aveva venduto l'asino,
  ma non l'ombra.
       Dopodiché se ne  andò   e  tutti  gli ateniesi, cioè tutti i
  colleghi parlamentari di  oggi, gli chiesero: poi com'è finita? E
  lui rispose: 'Cari colleghi, voi vi volete interessare dell'ombra
  dell'asino  e   perdete   di   vista  i  fatti  fondamentali  che
  interessano la nostra Atene", oggi la nostra Sicilia.
       Questo avveniva perchè  non  c'era  consapevolezza del ruolo
  che ogni cittadino  allora, ogni parlamentare oggi, svolge, tanto
  più in quanto eletto dalla gente.
       Colleghi, sicuramente, quello  che  sta succedendo ha grandi
  radici nella  cosiddetta democrazia parlamentare, perchè, citando
  nuovamente il Canfora  nelle  pagine  centrali  del  suo  saggio,
  scopriamo che secondo la sua  dotta - quella sì dotta - opinione,
  la democrazia parlamentare, sostiene,  non  è mai esistita. E per
  quello  che sta succedendo  oggi,  è  probabile  che  lui  tragga
  conferma  di questo  convincimento  perchè  dice  che  sia  nelle
  cosiddette democrazie  parlamentari  sia  nei  regimi stalinisti,
  seconda fase, per esempio,  non  c'è  dubbio  che a gestire siano
  delle oligarchie e  che  cioè  i cosiddetti parlamentarismi siano
  dei falsi.
       Se torniamo alla  prima delle tappe che percorreremo durante
  questa giornata, fino a  costringervi a porre la fiducia - perchè
  questo farete, sicuramente, ve lo preconizzo io, tanto basta fare
  alzare il dito ai  colleghi  che mi auguro abbiano resipiscenza e
  consapevolezza del proprio  ruolo  -  avvenne parecchie volte che
  anche personaggi come  Socrate  fossero  vittime  del  cosiddetto
  parlamentarismo. Infatti, egli  non  fu  mai  accusato davvero di
  quello di cui lo si voleva veramente accusare, fu portato davvero
  ad essere indicato come riferimento, "eidolon polemikon", come il
  collega  Miccichè, e fu  condannato  sulla  scena  prima  che  in
  tribunale.

     LEANZA EDOARDO . Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LEANZA  EDOARDO .   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,
  apprezzo,   nell'atteggiamento   dei  colleghi  dell'opposizione,
  certamente l'onestà intellettuale  che  non  viene loro negata da
  nessuno, però, devo  invitarli ad una ragionevole considerazione.
  Nonostante la stanchezza di  tutti,  in questi emendamenti che il
  Governo ha presentato a  margine  di questi lunghi lavori ci sono
  importanti soluzioni economiche  per  categorie  che,  in  questo
  momento,  si  trovano   in  disagio  enorme.  Mi  riferisco  agli
  allevatori e agli  imprenditori  agricoli  in  generale.
       Si parla della  tanto  agognata  indennità  compensativa che
  aspettano  da  anni;   si   parla  di  incentivi  all'agricoltura
  biologica,  e,  soprattutto -  e  parlo,  non  solo  per  la  mia
  provincia, ma credo di  poter parlare per tutte le province della
  regione   siciliana    -   tanti   vostri   sindacalisti,   tanti
  rappresentanti  di   categoria   che   appartengono   ai   vostri
  schieramenti politici hanno  portato  in  questi  giorni molti di
  questi allevatori, molti  di  questi  imprenditori agricoli sulle
  piazze per rivendicare questi diritti che ora, se facciamo ancora
  uno sforzo di pochi minuti, riusciremo, certamente, a garantire a
  questa gente.
       Vi prego, pertanto, di riconsiderare la vostra posizione, di
  restare qui, insieme a noi per concludere l'esame di questa legge
  finanziaria nell'interesse della collettività.

     PRESIDENTE.    Onorevoli    colleghi,    poichè   l'intervento
  sull'ordine  dei  lavori   deve   formulare  una  proposta  e  un
  orientamento,   io  vorrei   invitare   i   colleghi   a   farlo;
  diversamente,  la  Presidenza   si   vedrebbe   costretta  a  non
  considerare l'intervento sull'ordine dei lavori ed a interrompere
  l'oratore per dare la parola ad altro oratore.

     PANARELLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PANARELLO. Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  prima di
  fare  la  proposta,   mi   sembra   giusto   dare   una  risposta
  all'intervento  garbato ed  accorato  che  ha  fatto  il  collega
  Leanza,   il   quale,   sicuramente   in   maniera   pacata,   ha
  sostanzialmente  riproposto  un   argomento   che   è  del  tutto
  infondato.
       Mi  perdoni  il collega  Leanza  e  mi  perdoni  il  collega
  Cuffaro: qui si rischia di cambiare la causa con l'effetto.
       Dire  che oggi c'è  un  estremo  bisogno  di  una  legge  di
  bilancio e di una  legge  finanziaria, perché ci sono le esigenze
  dei siciliani, delle categorie,  e  via dicendo, non può bastare,
  anzi, rischia di essere  un discorso elusivo.
       Si dimentica, infatti, che il Governo ha violato i tempi che
  regolano la discussione  e la votazione dei documenti finanziari.
  Dal DPEF prima, al bilancio, alla finanziaria.  Se siamo qui alle
  idi di marzo per discutere  se  approvare  e  come  la  legge  di
  bilancio  e  la  finanziaria,  è  perchè  questi  documenti,  che
  dovevano  essere  approvati  entro il  31  dicembre,  sono  stati
  depositati in Assemblea e in Commissione  proprio il 31 dicembre.
  Quindi, tutti questi ritardi che si  denunciano  come ritardi che
  danneggiano i siciliani e la Sicilia  hanno  un'origine precisa e
  sono  addebitabili  alla esclusiva  responsabilità  del  Governo.
       Ecco perchè, signor Presidente, consideriamo del tutto fuori
  luogo  questa improvvisa forzatura che da  parte  del  Governo  e
  della maggioranza che lo sostiene si è voluta  fare  sui tempi di
  discussione della finanziaria.
       Il dibattito nel corso di questi giorni  si  è sviluppato in
  maniera civile e serena, senza  atteggiamenti  ostruzionistici  e
  chiedendo, sulla base degli argomenti del  Governo  e  sulla base
  anche  della  forza  che  ha  la   maggioranza,  di  avere  tempi
  accelerati per documenti che sono complessi,  che,  per  fare gli
  interessi dei siciliani, devono essere approfonditi bene, al fine
  di evitare di fare leggi sbagliate, come  è capitato tante volte.
  Dicevo, che hanno bisogno di una  discussione,  di  un confronto,
  perché   dal  confronto  e  non  solo   dai   rapporti  di  forza
  all'interno  del Parlamento vengono buone  leggi  per  la  nostra
  regione.
       Ecco  perché se  ancora  c'è, come  io  penso  che  ci  sia,
  all'interno di  questa  Assemblea  e  soprattutto  da  parte  del
  Governo e  del presidente Cuffaro una considerazione obiettiva di
  quello che è successo dal 31 dicembre ad oggi nelle Commissioni e
  in  Aula,  allora  bisognerebbe  ragionare  seriamente  sul  modo
  migliore  di   riportare  la  dialettica  all'interno  di  questo
  Parlamento  su  un  binario  di   serenità   e  di  tranquillità,
  rispettando anzitutto i diritti della  minoranza,  la  quale,  se
  discute, se dibatte, se approfondisce,  così  come  abbiamo fatto
  nel  corso  di tutte queste ore, non lo  fa  certo  per  fare  un
  dispetto al Governo e, meno che meno,  un  dispetto ai siciliani,
  ma,  al  contrario, perché pensa che  i  suoi  argomenti  possano
  essere  utili  nel confronto con  quelli  della  maggioranza  per
  produrre  effetti  migliori  dal  punto   di  vista  legislativo,
  maggiormente adeguati a quelli che sono  i bisogni dei siciliani.
  Di questo oggi stiamo discutendo e penso  che  sia  interesse del
  Governo, della maggioranza,  dell'Assemblea  regionale  siciliana
  affrontare in questi termini la discussione su momenti fondamenti
  della  vita  dell'Assemblea e della  Regione  siciliana.  Peserà,
  certamente,  su  di  me  anche  il  fatto   che   sono  di  prima
  legislatura, ma mi sembra del  tutto irragionevole immaginare che
  dopo 24 ore ed oltre continuative di presenza  in  Aula  ci possa
  essere  da  parte  di  ciascuno  di noi  un  apporto  serio  alla
  discussione di argomenti così impegnativi.  Penso,  al contrario,
  che la pausa che era stata richiesta  è  una periodizzazione, pur
  in tempi rapidi, di questo scorcio di discussione in Aula.
       Non dimentichiamo che questo ulteriore lasso di tempo che ci
  separa dalla discussione sulla finanziaria  interviene  a partire
  da un maxi-emendamento, che come è stato ricordato dall'onorevole
  Capodicasa in particolare, contiene numerosi articoli, interviene
  su un numero rilevante di materie, alcune  delle  quali non hanno
  avuto alcun vaglio all'interno delle commissioni  di  merito e, a
  maggior  ragione, sono sconosciuti a  tutti  quanti  noi,  tranne
  forse, ovviamente a chi li ha proposti e a chi li ha scritti.
       E' del tutto evidente che  appare  una  forzatura immaginare
  che nell'arco di pochi minuti si possa approvare un provvedimento
  di quel genere e appare del tutto incomprensibile  che non si sia
  ceduto proprio perché  penso che si voglia e i siciliani vogliono
  da noi una discussione e una  approvazione consapevole degli atti
  che l'Assemblea è chiamata a discutere ed  ad  approvare,  che si
  voglia da parte nostra una  approvazione  consapevole  di  questi
  atti.  Per  tutte  queste ragioni  ritorno  a  considerare  utile
  l'appello che qui faceva il collega che ha parlato prima di me, e
  cioè di riconsiderare la possibilità  di  affrontare  in  termini
  ragionevoli questo passaggio, sapendo peraltro  -  il  Governo lo
  sa,   la   Presidenza   dell'Assemblea    ovviamente,    lo    sa
  abbondantemente - di non eludere la possibilità di una conduzione
  ragionevole,  compreso  il tempo necessario  per  il  riposo,  di
  questo  scorcio  di discussione, probabilmente  fa  perdere  meno
  tempo di una discussione che abbia spierito ostruzionistico.

     CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CUFFARO,  presidente  della  Regione. Signor Presidente, credo
  che  un  corretto  prosieguo  dei  lavori d'Aula sia interesse di
  tutti, della politica soprattutto. E quando parlo della politica,
  parlo della maggioranza e dell'opposizione  messe  insieme. Credo
  che in questi giorni, purtroppo, l'impressione  che  si  è avuta,
  fuori  da  questo Parlamento è stata  che  questo  Parlamento  si
  attardasse a fare altre cose piuttosto  che lavorare.  Credo che,
  invece,  in  questi  giorni,  il   Parlamento   regionale   abbia
  dimostrato di volere lavorare, abbia dimostrato  di  volere  e di
  sapere  produrre.
       Do atto a tutti i parlamentari  sia  della  maggioranza  che
  della minoranza, che in queste ore,  nonostante la stanchezza, si
  è  proceduto  in  una  corretta   dialettica   per  approvare  la
  finanziaria,  a  nostro  giudizio,  buona,   rigorosa.  Ognuno  è
  certamente  libero  di esprimere le  sue  considerazioni,  non  è
  questo  il  problema  che  voglio  porre, ma  credo  che  per  la
  democrazia il prestigio di questo  Parlamento  sia indispensabile
  che ci possa essere un corretto  prosieguo  dei  lavori,  seppure
  nella dialettica.
       Purtroppo, nonostante i nostri sforzi, così non è stato, per
  responsabilità  di  tutti e forse anche, in prima persona, di chi
  vi parla.
       Abbiamo fatto un buon lavoro, non credo  che ciò che abbiamo
  fatto possa essere in qualche modo  da  considerare  sprecato. Io
  credo  che  abbiamo lavorato. Ci  sono  stati  probabilmente  dei
  fraintendimenti;  se così è, e se posso  avere  in  qualche  modo
  urtato la sensibilità dei parlamentari  delle opposizioni, faccio
  ammenda,  non  era nelle mie intenzioni. Come e  non  è  nel  mio
  carattere  non  volere  aprire  un   dialogo  di  collaborazione,
  soprattutto con coloro i quali si è accesa di più la diatriba, ma
  non era certamente nelle mie intenzioni.
       L'intenzione  di  questo Governo era quella di presentare un
  emendamento   unico   che   mettesse  dentro  gli  interessi  dei
  siciliani,  quelli  preminenti, quelli più importanti, quelli che
  tutti   riteniamo   abbiano   bisogno   di   risposte  immediate.
       L'emendamento  che  si era preparato considerava i mutui, la
  rinegoziazione dei mutui, l'indennità compensativa, il biologico,
  la CRIAS,  la  possibilità  di utilizzare i residui passivi della
  Cassa per il Mezzogiorno. Erano tutte norme di interesse generale
  e comunque in linea con quella che era stata, in qualche modo, la
  filosofia che  avevamo  voluto  dare a questa finanziaria, con le
  responsabilità,  anche  impopolari,  che  ci  eravamo  voluti, in
  qualche modo, assumere.
       Se è  successo  un  disguido,  credo sia compito del Governo
  innanzitutto, ma anche dell'intero Parlamento, porvi rimedio.
       Per   quel   che   mi  riguarda,  voglio  dirlo  con  grande
  franchezza,   ma  soprattutto  con  grande  umiltà,  che  c'è  un
  emendamento che il Governo ha presentato che può riconsiderato  o
  comunque  migliorato  con  quelle  che  possono  essere  le altre
  istanze  che provengono da tutti quei parlamentari che riterranno
  di  voler  dare  ulteriori  possibilità  a  questo emendamento di
  rappresentare fasce di interessi complessivi.
       Potremmo,  se  il  Parlamento lo decidesse, costruire adesso
  un'ipotesi   complessiva   tutti   insieme;  se,  invece,  questo
  Parlamento ritenesse di dover riconsiderare la sua posizione, per
  capire  meglio quali sono gli emendamenti presentati, la proposta
  che questo Governo si sente di avanzare è quella di andare avanti
  sull'emendamento  e  di  rinviare,  per  la opportuna valutazione
  tutto il  resto  degli  emendamenti, al pomeriggio tutto il resto
  degli emendamenti.
       Io  credo  che  questa  sia  una  scelta che tende a mettere
  insieme le esigenze di un Governo che ha già costruito un'ipotesi
  di  emendamento, che,  ripeto,  è  aperto  a  miglioramenti, e la
  possibilità  di  una  valutazione  più  complessiva   da parte di
  tutti  della rimanente parte degli emendamenti,
       Il  mio  modesto  parere  è che se si riuscisse a dare delle
  risposte  subito,  ne  guadagnerebbe  l'immagine  complessiva  di
  questo  Parlamento.  C'è,  infatti, un'attenzione particolare dei
  mass media  su  quello  che  sta succedendo in questo Parlamento,
  anche  nella  possibilità  di  approvare  questa  finanziaria.
       Se servirà qualche altra ora, non sarà certamente questo che
  ci  fermerà  davanti  una  scelta definitiva di approvazione.
       Io credo  che però, avendo questo Governo fatto la scelta di
  non andare all'esercizio provvisorio e avendola fatta in sintonia
  con   la  Conferenza  dei  Presidenti  dei  gruppi  parlamentari,
  (si era  deciso  che avremmo approvato bilancio e finanziaria già
  36 ore  fax)  quella  scelta  aveva un senso perché, approvato il
  tutto, si poteva proseguire nell'iter normale delle procedure.
       Ma noi non possiamo, a questo punto, immaginare di ritardare
  ulteriormente,  oltre  il  pomeriggio, l'approvazione definitiva,
  perché  questo  pregiudicherebbe la possibilità che i Siciliani e
  quanti aspettano  bilancio e finanziaria non abbiano a subire dei
  contraccolpi  per  responsabilità che, certamente, questo Governo
  non si può assumere.
       Credo di  potere  dire che la proposta possa mettere insieme
  gli   interessi   di  tutti.  Lascio  alla  valutazione  ed  alla
  sensibilità  delle  opposizioni  e  delle minoranze la volontà di
  contribuire ad  uscire  da  un  equivoco  che  si  è  creato  per
  responsabilità  di  tutti  e, forse, anche per una responsabilità
  maggiore di chi vi parla.

     SPAMPINATO.  Chiedo  di  parlare sulla proposta del Presidente
  della Regione.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPAMPINATO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   è
  chiaramente cambiato  il  tono del mio intervento dopo quello del
  Presidente  della  Regione.
       Io devo  confessare, con estrema onestà che, prima di questo
  intervento, mi sembrava di essere tornato in consiglio comunale.
       Io ho  fatto un'esperienza breve in un consiglio comunale di
  una piccola cittadina in provincia di Catania nel 1990, quando il
  sindaco,   quindi,  il   Presidente   dell'Esecutivo   era  anche
  Presidente del  consiglio. Mi è sembrato di tornare a quei tempi.
       Una decisione  così importante che non teneva in alcun conto
  le   legittime  considerazioni  che  erano  state  esposte  dagli
  onorevoli Ortisi  e  Capodicasa  a nome di tutti i deputati della
  minoranza mi aveva disorientato.
       Dopo  l'intervento  dell'onorevole Presidente della Regione,
  finalmente,  mi  sembra  di tornare all'interno di un Parlamento,
  del  Parlamento  siciliano,  dove  una proposta oggettivamente da
  prendere   in  considerazione,  ma  per  quanto  mi  riguarda  da
  approvare, delinea,  disegna un percorso che dopo oltre 24 ore di
  lavori  potrà  dare  concretizzazione  alla  manovra finanziaria,
  affinché,   così   come   diceva  l'onorevole  Ortisi,  si  torni
  all'interno di una logica di democrazia parlamentare.
       Noi abbiamo  svolto  il  nostro  ruolo ma nella logica della
  democrazia parlamentare.
       L'intervento  del  Presidente  e, diciamolo pure, Presidente
  dell'Assemblea,  il  suo  imbarazzo  nel mettere in votazione una
  decisione  che  già  aveva  preso,  sapendo  perfettamente che la
  maggioranza di  questo Parlamento non poteva andare contro il suo
  Presidente, aveva in qualche modo determinato uno strappo.
       Parlo  a  titolo  personale,  però  ritengo  che il percorso
  disegnato dal Presidente della Regione possa essere seguito.

     SPEZIALE. Chiedo  di  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.  Signor  Presidente,  intervengo  dopo il Presidente
  della Regione  perché  convengo sul fatto che, anche se il taglio
  della  finanziaria  per  me  è  esattamente  l'opposto rispetto a
  quello  dichiarato  dal  Presidente  della Regione, tuttavia, c'è
  stata un'intensa attività lavorativa.
       I   continui  interventi  dell'opposizione  nel  merito  dei
  provvedimenti,   come   c'è   stato   riconosciuto  dallo  stesso
  Presidente della Regione, non avevano il significato di ritardare
  l'approvazione  della finanziaria, ma erano il tentativo posto in
  essere  da parte delle forze dell'opposizione per modificare, per
  correggere   il   testo   presentato  dal  Governo  con  elementi
  migliorativi, dal nostro punto di vista.
       Si   è  sviluppata  quella  che  viene  chiamata  un'intensa
  attività  parlamentare nella dialettica delle posizioni:  c'è una
  maggioranza,  c'è  un'opposizione, ci si confronta nel merito dei
  provvedimenti.
       Tuttavia,  questo,  signor  Presidente,  deve  essere  fatto
  dentro una cornice ben definita.
       La cornice  ben  definita  sono le regole. Noi abbiamo avuto
  l'impressione che ad  un  certo  punto si è tentato di piegare le
  regola ad  un'esigenza di parte del Parlamento, cioè quella della
  maggioranza.
       La  ragione  che  ha  spinto  il  Presidente  della  Regione
  Cuffaro a sollecitare il presidente di turno, onorevole Fleres, a
  seguire un percorso che era quello di permettere al Parlamento di
  discutere  gli  emendamenti  dei  parlamentari,  per garantire le
  prerogative   proprie  dei  parlamentari  e  che  non  si  poteva
  comprimere  il  dibattito  e neanche il diritto della discussione
  dei singoli emendamenti.
       La  posizione,  adesso, del Governo in qualche modo accoglie
  la   richiesta  avanzata  dall'onorevole  Capodicasa  e  cioè  il
  Governo,  sostanzialmente,  ci  dice  che  è disposto a discutere
  sugli  emendamenti  presentati  dalle  opposizioni;  tuttavia  in
  questo  momento  c'è  un nostro maxiemendamento, essendo Governo,
  noi  diamo  carattere  di  priorità al nostro maxiemendamento, si
  discute il  maxiemendamento  e  dopo si sospende in modo anche da
  riprendere un po' di energie, colleghi parlamentari.  Questa cosa
  che si  vuole  accelerare  non mi sembra opportuno. Alle 17.00 si
  riprende la discussione sugli emendamenti dei parlamentari.
       Penso  che questo percorso di riconoscimento reciproco della
  funzione del  Governo, ma anche della funzione del parlamentare e
  dell'opposizione è  il  binario  su  cui  si  deve  intavolare un
  corretto rapporto tra l'opposizione e il Governo.
       L'indicazione  suggerita in questo caso dal Presidente della
  Regione aiuta  a  stemperare  il clima, ad accelerare il percorso
  per cui la condividiamo.
       Penso  che  la Presidenza dell'Assemblea possa convenire con
  noi che questo è il percorso più lineare perché vengano garantite
  le prerogative dei singoli parlamentari.

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, a me sembra
  che il  buon  senso  e  la  considerazione di un momento politico
  delicato ed  importante  quale può essere quello di un bilancio e
  della finanziaria alla fine prevalgono.
       Prevalgono senza  vincitori  e vinti perché non ci serve, né
  vedere   vincere,  né  vedere  perdere.  Però  in  questo  volevo
  puntualizzare e sollecitare, accanto a questa serena valutazione
  la possibilità  di  tenere un'ulteriore riunione con un rinvio di
  poche  ore  -  stabilendo anche quante devono essere queste poche
  ore,  non  dico  in  una  Conferenza  dei  presidenti  dei gruppi
  parlamentari, ma in un incontro informale dei capigruppo - perché
  si possano  stabilire  un  paio  di  regole almeno per tentare di
  chiudere  questa  vicenda  e chiuderla tenendo conto del ruolo di
  quest'Assemblea  elettiva e tenendo conto che i nostri nemici non
  sono qui in quest'Aula.
       Qui  vedo avversari politici, ma i nemici stanno fuori, sono
  tra coloro i quali vogliono a tutti i costi relegare questa terra
  come   terra   di  mafia,  d'incapacità,  di  perdita  di  ruolo,
  d'incapacità ad  esserci  e  di  fare  il  proprio dovere fino in
  fondo.
       Vivaddio   C'è  un Parlamento che ancora oggi, dopo diciotto
  ore, sta  discutendo.  Ma  è lo stesso Parlamento che si era dato
  una data,  quella  di martedì sera per chiudere i lavori, martedì
  notte o  martedì  mattina e da parte di Governo e maggioranza non
  ci sono state barricate quando si è sforato e si andati all'altro
  giorno, quello  di  oggi e non c'è neppure la barricata quando il
  Presidente  della  Regione  dice:  incontriamoci  presto. Ma è un
  auspicio che ha un inizio e una fine, nel quale stabiliamo quando
  iniziare e  quando chiudere. E' un presto che non ci consenta più
  di   dare  lo  sfogo  alla  contrapposizione.  Si  deve  dare  la
  sensazione  del  ruolo  che vogliamo svolgere e la competenza che
  abbiamo ideale di arrivare a dire di iniziare a  quest'ora, entro
  quest'ora avremo  chiuso i lavori e avremo fatto il nostro dovere
  nei confronti  di quella Sicilia e di quei siciliani.
       Ecco  perchè invito il Presidente dell'Assemblea anche ad un
  accordo  informale  qui,  senza  fare  una  riunione altrove, che
  diventa mastodontica e ci fa perdere tempo, e stabilire un orario
  di inizio  che  sia decente per il riposo e la considerazione, ma
  ugualmente  importante perchè possa essere vicina a tal punto che
  non  ci faccia nel riposo addormentare e svegliare domani mattina
  per quanto  già  il  lavoro  è  stato  fatto.
       E  se  riusciamo  a  stabilire l'inizio e anche il possibile
  contingentamento,  non  è una mancanza di democrazia o di libertà
  democratica;    alla   Camera   e   al   senato   lo   fanno   il
  contingentamento  dei  lavori:  facciamolo  pure  noi sapendo che
  iniziamo  ad  un'ora  che  i  capigruppo  assieme  al  presidente
  stabiliranno, avendo la presumibile ultimazione dei nostri lavori
  in un'ora  che  sia  decente  e  tale da farci dire che il nostro
  dovere, non  nei confronti di una maggioranza e di un Governo, ma
  nei  confronti  della  Sicilia e dei siciliani l'avremo portato a
  termine  nella  contrapposizione,  non  da nemici ma da avversari
  politici  (i  nemici sono coloro i quali stanno infangando giorno
  per  giorno questo ruolo, questa presenza, questo lavoro e questa
  massiccia volontà di andare avanti).  Su questo faccio un appello
  accorato  e rammaricato, non solo alla maggioranza, ma anche alla
  minoranza, perchè anche in queste ore di duro scontro, quando c'è
  stato credo  non  si  siano  mai superati i limiti della dignità,
  della democrazia e del civile confronto.

     ACIERNO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ACIERNO.  Signor Presidente dell'Assemblea e signor Presidente
  della Regione,  quello  che  sta  emergendo  da  questo dibattito
  equivale  quasi   ad   ammettere  che  non  c'è  una  maggioranza
  qualificata in  quest'Aula,  e  questo non è così. La maggioranza
  non solo c'è,  ma  ha  dimostrato di esserci e nel momento in cui
  c'è stato il  suo appello a continuare i lavori sulla finanziaria
  lei ha avuto immediatamente un consenso unanime da tutti i gruppi
  della maggioranza. Più volte in questi giorni abbiamo assistito a
  questa sceneggiata da parte dell'opposizione che chiedeva momenti
  di riflessione garantendo un termine per l'esito dei lavori della
  finanziaria;  e  questo termine non è stato rispettato. Credo che
  la  maggioranza  abbia  un  unico  obiettivo,  quello  di dare la
  finanziaria entro i termini previsti. L'opposizione, giustamente,
  ne ha  un  altro, quello di dimostrare che si andrà all'esercizio
  provvisorio.  Prendo  atto  dell'ulteriore buona volontà da parte
  sua nei confronti dell'opposizione, ma sono già sicuro che quando
  noi riprenderemo i lavori dell'Aula, ripiomberemo in quello che è
  già successo  nelle  ultime  48 ore e, alla fine, probabilmente e
  drammaticamente,  il Governo sarà costretto a chiedere la proroga
  dell'esercizio  provvisorio.  Questa  sarà  la  vittoria  di  una
  minoranza in presenza di una degnissima e qualificata maggioranza
  parlamentare.

     FERRO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FERRO.  Chiedo  solo  pochissimi  minuti  per stigmatizzare le
  parole che ho appena ascoltato.
       Io  credo  che  qui  non siamo in un teatro e mi pare che da
  quanto  si  apprende  dalla  storia  del teatro le sceneggiate si
  svolgevano in altro sito che non era certo questo.

     PRESIDENTE.  Onorevole Ferro, per la verità in qualche momento
  lo abbiamo temuto.

     FERRO.  Credo  che  nessun  parlamentare  sia  in qualche modo
  autorizzato  a  spingere qualche altro a fare delle sceneggiate e
  sicuramente  non  l'ho  fatto  io e non lo hanno fatto i deputati
  della minoranza e molti altri deputati del Parlamento siciliano.

     PRESIDENTE. E' certamente vero.

     FERRO.  Credo  che ci siamo confrontati come é normale che sia
  in un Parlamento nel merito di questioni; ogni tanto sarebbe bene
  che  l'onorevole  Acierno entrasse nel merito delle questioni, le
  sue questioni le ho sentite molto poco. Grazie.

     PRESIDENTE.  Nel frattempo vorrei ricapitolare la proposta del
  Presidente  della  Regione, che  é  quella  di discutere e votare
  l'emendamento  77.420 per poi sospendere la seduta ed aggiornarla
  al pomeriggio per discutere gli emendamenti aggiuntivi.

     ORTISI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ORTISI.   Onorevole   Presidente,   soltanto  per  rasserenare
  ulteriormente  gli  animi.  Noi, proprio a nome del nostro Gruppo
  facciamo  dichiarazione esplicita che come non é stata, onorevole
  Acierno,  convinzione  nostra  quella  di  ostruire  il percorso,
  l'abbiamo  dimostrato credo, c'é  stato - no, no, non voglio fare
  nessuna  polemica, lei mi conosce - non é stato per niente mai il
  nostro  Gruppo  intenzionato  ad  ostruire  i  lavori.  Certo  un
  dibattito  parlamentare che a volte trova aculei che si esprimono
  da  una  parte  con  atteggiamenti,  come il suo, oltranzista, ma
  anche  dall'altra  parte, da parte nostra capita perché  questo é
  un    dibattito   parlamentare   nella   storia   dei   dibattiti
  parlamentari.  Voglio  dire  che noi dichiariamo ufficialmente su
  questo   argomento,  onorevole  Acierno,  perché  ci  atteggeremo
  perché  si finisca e presto, magari senza il contingentamento dei
  tempi  per  non  creare  precedenti, ma intervenendo come abbiamo
  fatto  nelle  altre  giornate  anche e nel merito essenzialmente,
  dando  ad  ognuno  di noi anche la possibilità di dissentire e di
  votare  contro, naturalmente, per carità, ma lei si metta proprio
  sereno  e  rilassato  che  non  é di questa minoranza in generale
  intanto,  ma del mio Gruppo in particolare, a nome del quale sono
  autorizzato  a  parlare,  é  intenzione di diluire i tempi perché
  questo significherebbe soltanto stancarci in più, dal momento che
  una maggioranza che é  maggioranza forte numericamente, io non dò
  giudizi  come fa lei, che é  sicuramente maggioranza  forte, alla
  fine  finirebbe per approvarseli, però quello che abbiamo chiesto
  era   solo   rispetto   umano  dei  diritti  del  parlamentare  e
  possibilità  di  entrare nel merito per migliorare quella che era
  una finanziaria di una maggioranza e di un governo e che lungo la
  via  é  diventata  zigzagando  altra  cosa.  I  giudizi  politici
  ognuno  di  noi  li  darà  in  altra  sede;  quindi si rassereni.
  Apprezziamo  il ritorno dell'onorevole Cuffaro alle sue abitudini
  che sono buone come noi riconosciamo.

     SI RIPRENDE L'ESAME DEL DDL 298-STRALCIO II/A

     PRESIDENTE.   Si   passa   all'emendamento  77.420.
       Onorevole   Speziale,   ho   già  detto  poc'anzi - forse la
  stanchezza   fa   brutti   scherzi   -   ho  già  detto  poc'anzi
  ricapitolando  e  riassumendo  la proposta dell'onorevole Cuffaro
  che  avremmo  discusso  e votato l'emendamento 77.420,  dopodiché
  ci  saremmo  aggiornati  al pomeriggio e quindi ho confermato che
  questo    é   l'orientamento.   Allora   pongo   in   discussione
  l'emendamento 77.420 a firma del Governo.

     TUMINO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TUMINO.   Questo   maxiemendamento  é  sicuramente  molto  più
  funzionale e più snello di quello che stamattina era venuto fuori
  e  di  questo dò atto al Governo, pur tuttavia ci sono delle cose
  che  propongo  vengano  eliminate, dal documento; in particolare,
  propongo  che venga eliminata la parte di pagina due, dove recita
  così:  "con  decreti dell'Assessore al bilancio" fino ad arrivare
  alla parola "euro", ci sono due righe di euro, io mi riferisco ad
  entrambi, all'uno e poi all'altro comma, quindi sono due cose che
  io propongo che vengano eliminate.
       Considero  opportuno  che, laddove  si  parla  del  Comitato
  regionale   per   le  comunicazioni,  in  questo  emendamento  si
  considera  che  esso  è  composto  da  cinque  membri  di cui due
  designati  dal  Presidente  della  Regione,  due  dal  Presidente
  dell'Assemblea  e  uno  dall'Assessore  regionale.  Tale Comitato
  precedentemente  a questo comma, cioè allo stato attuale, prevede
  la  composizione  del  suo organismo, fatto da cinque membri però
  individuati  dall'Assemblea  regionale.  Io propongo che i cinque
  membri continuino ad essere individuati dall'Assemblea regionale,
  ovviamente con voto rispettoso delle minoranze.

     PRESIDENTE.   Onorevole   Tumino,  lei  dovrebbe  formalizzare
  l'emendamento.

     ORTISI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ORTISI. Onorevole Presidente,  mi  vedo  costretto,  e  lei mi
  perdonerà,  ad intervenire per stralci, perchè man mano che leggo
  intervengo. Quindi lei mi consentirà di intervenire, magari su un
  complessivo di tempo limitato, però ...

     PRESIDENTE. Onorevole Ortisi,  come  lei sa, io devo attenermi
  al Regolamento, che prevede che possa illustrare l'emendamento il
  presentatore per dieci  minuti, dopo di che possono intervenire i
  deputati per dichiarazione di voto per cinque minuti.

     ORTISI. Io non  ho  avuto  ancora  occasione  di  leggerlo con
  attenzione, ma se troviamo, così informalmente, la possibilità di
  intervenire per migliorare,  allora mi riferisco al secondo comma
  dell'emendamento.
       In  sede  di  Prima  Commissione,  quando  abbiamo audito  i
  responsabili dell'ANCI,  dell'URPS,  ma  anche quelli dell'ASACEL
  e  la  lega   delle   autonomie,   si   era   preso   un  impegno
  all'unanimità  dei  componenti  perchè, in  misura proporzionale,
  tutte  queste sigle fossero rappresentate nell'Istituto che si va
  a  votare,  in  sede  di  Conferenza di Regione-Autonomie locali.
  Adesso mi ritrovo una scrittura che non tiene assolutamente conto
  di  quanto concordato, considerato che la stragrande maggioranza,
  compreso  il  Presidente  della Commissione, onorevole Ardizzone,
  era  d'accordo su quanto pattuito, era appartenente, onorevole Lo
  Monte,  alla  maggioranza  che  sostiene  il Governo Cuffaro.  Mi
  stranizzo,  vorrei che qualcuno magari mi spiegasse perchè non si
  sta  tenendo  conto  di  qualcosa  che si è deciso tutti insieme,
  all'unanimità, in Commissione.

     ODDO. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ODDO. Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  volevo subito
  chiarire un aspetto che, credo, tutto sommato, sia giusto che noi
  rassegniamo, con maggiore chiarezza,  non  solo  a noi stessi, ma
  anche a coloro che ci seguono, cioè ai cittadini di questa nostra
  Isola.
       Io ho apprezzato il  modo  come  il Presidente della Regione
  sia intervenuto in un momento delicato dei lavori di questa Aula,
  soprattutto per quanto concerne il confronto tra la maggioranza e
  l'opposizione.
       Lo ha già detto il  mio  Capogruppo  quindi non ho niente da
  aggiungere. Vorrei solo chiarire  che nel momento in cui si parla
  di accordi è ovvio  che dobbiamo specificare, fino in fondo, qual
  è,  e quali sono,  le  questioni  che  possono  essere  la  parte
  essenziale degli accordi.
       Noi abbiamo posto  tre  questioni fondamentali. La prima, il
  recuperare, per quanto concerne  le  mancate  risposte che non si
  sono potute dare, questa  è  la tesi del Governo, agli artigiani.
       Lo  abbiamo  posto   con   estrema  determinazione  e  siamo
  evidentemente  non del tutto  soddisfatti  di  quella  che  è  la
  risposta che il Governo può  dare  rispetto  al  modo come si era
  impostato e si  è  impostato.  Non  trovo, però, nell'emendamento
  77.420,  i  due  commi  relativi  alla  Crias.  Credo,  per  come
  evidentemente  ho capito bene, che la Presidenza o l'Assessore al
  ramo  li  depositeranno;  nondimeno  noi  abbiamo  presentato dei
  sub-emendamenti  per  fare in modo di recuperare il recuperabile,
  perchè  è ovvio che sono assolutamente insufficienti le somme che
  noi stiamo allocando per fare fronte alle richieste, a mio avviso
  assolutamente  condivisibili,  degli  artigiani siciliani. Per la
  verità non pensavo che potesse esserci un Governo che poteva dare
  subito la disponibilità ad allocare risorse per 240 miliardi, per
  esempio,  per  fare  fronte  a  tutto il pregresso che riguarda i
  contributi  in  conto  capitale.  No   No  Non sono assolutamente
  disponibile  a sfiorare alcun livello di demagogia.  Pensavo però
  che  su  questi  argomenti ci fosse stata la possibilità, dato il
  lavoro svolto anche nella III Commissione, e su questo debbo dire
  che  mi trovo d'accordo con il Presidente Tricoli, dato che c'era
  stato  questo lavoro uno sforzo maggiore per vedere di ritagliare
  altre  risorse  da  mettere  a  disposizione di questo importante
  settore  della  economia  siciliana  ci  sembrava,  e  ci sembra,
  assolutamente  centrale.  Certo, assieme  ad  altre questioni che
  indubbiamente  assumono il significato di questioni assolutamente
  centrali.
       Siamo riusciti ad  ipotizzare un impiego, una allocazione di
  somme, pari a 6.000 migliaia  di  Euro,  circa 12 miliardi se non
  erro, anche meno,  da destinare soprattutto all'articolo 48 della
  legge  n.  32.  Cioè, presso  la  Crias,  come voi sapete, si può
  incrementare  per  l'esercizio  finanziario  2002,  la  parte che
  destinata ai contributi in  conto  capitale,  per quanto concerne
  sempre gli artigiani, articolo 48, e la parte che riguarda invece
  i  contributi in conto  interesse  e  in  conto  canoni.  Sempre,
  naturalmente dell'articolo 48/32.
       Vi rendete conto, cari  colleghi,  Presidente, lei di questa
  materia è un cultore, che è ben  poca cosa?
       E  noi  non  siamo  qui per fare passare  inosservata questa
  evidente  non  possibilità  di  dare  risposte  adeguate a questo
  settore   Noi  siamo  qui  a  dire che deve esserci, da parte del
  Governo  -  non  ci basta quello che è stato posto in essere - un
  impegno,  non  solo  a verificare in che modo si possa utilizzare
  "Agenda  2000",  ma  deve esserci un'altra cosa che è stata posta
  con ordine del giorno e che vorrei ricordare:  deve esserci tutto
  l'interesse,  Presidente,  onorevole  Cuffaro,  di  sbloccare, in
  tempi brevissimi, il bando relativo alla misura 41.b che riguarda
  le  botteghe  artigiane,  che  è  un  bando  che,  peraltro,  può
  permettere  una  spesa  pari  a  350  miliardi  di  lire  e  che,
  indubbiamente, può  dare  risposte  assolutamente  importanti per
  quanto  concerne  le  richieste,  tantissime.
       Quel bando risulta bloccato per dubbi per quanto concerne la
  legittimità  dell'affidamento  della  fase  di  attuazione  e  di
  gestione  della  spesa da parte della CRIAS. C'è, in merito, e lo
  abbiamo   detto,   anche   se   in   maniera   molto  veloce,  un
  pronunciamento  della  Corte  di  giustizia  europea che nel 1998
  effettivamente  trattò  questa  materia,  anche  se  per  un caso
  analogo,  che  mette  al sicuro questioni che possono configurare
  dubbi di questa natura.
       Quindi, l'invito è, non  solo  di approvare quell'ordine del
  giorno che è stato anche  approvato,  ma  sappiamo  bene che fine
  fanno gli ordini del  giorno approvati; io direi che quell'ordine
  del giorno dovrebbe  significare,  caro Presidente della Regione,
  un intervento immediato per fare  in  modo  che  si  sopperisca a
  quanto non abbiamo potuto fare, a quando il Governo non ha voluto
  o non ha potuto fare per quanto concerne gli artigiani.
       La seconda questione è  quella  relativa  ad  un  intervento
  specifico per quanto  concerne l'estensione dell'articolo 6 della
  legge 29/2000, comma 1,  anche agli impianti di marinocultura. E'
  una cosa così semplice che spesso  e  volentieri, dato che si può
  configurare l'uovo di Colombo, noi non lo  pensiamo.  Lei sa bene
  che  vi  sono  previsti,  in   quel   comma,  in  quell'articolo,
  contributi    del    75    per    cento:   estenderlo   mi   pare
  ragionevolissimo;  nel  senso  che  lo strumento di lavoro per un
  marinaio è la sua barca; ma lo strumento per chi fa marinocultura
  è l'impianto.
       E' così assimilabile e  ragionevole, che è evidente che noi,
  questo tipo di operazione, la dobbiamo fare.
       So pure, assessore Cimino,  che i suoi uffici caldeggiano da
  mesi questa soluzione e, tutto  sommato, credo che qui daremo una
  risposta; dato che poco  abbiamo  potuto  dare,  mi  si permetta,
  anche ai pescatori.

    MICCICHE'. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    MICCICHE'.  Evidentemente, per il  tempo  così  esiguo  che  mi
  rimane, non posso affrontare, anche perchè non mi è stata data la
  possibilità di avere riscontro  normativo,  perchè  ci sono punti
  che non riesco a collegare  bene  e  non  conosco  esattamente la
  finalità perchè  sono numeri e riferimenti legislativi che non mi
  dicono niente,  sono  solo  numeri  e  non c'è una norma cui fare
  riferimento.
       Su alcune  cose  sono  d'accordo  perché  erano, come ha già
  detto   il   Presidente,  emendamenti  di  altri  deputati  della
  maggioranza che  andavano  in una certa direzione positiva, ma ho
  capito che  ha  fatto  un  collage  un po' approssimativo, un po'
  azzardato.
       Altri  sono  provvedimenti  che  la minoranza, l'opposizione
  aveva caldeggiato come, per esempio, il finanziamento che abbiamo
  chiesto, per  la  verità  avevamo chiesto qualcosa in più, per il
  Parco archeologico della Valle dei templi.
       Signor Presidente, lei lo ha inserito in questo contesto per
  un  calcolo  politico,  in  considerazione che, probabilmente, un
  maxiemendamento come  questo  la  minoranza non può votarlo, l'ha
  inserito in  questo  contesto  proprio  per  poi  poter  dire 'ai
  quattro venti'  che la minoranza non ha votato il provvedimento a
  favore per il  Parco archeologico della Valle dei templi. Lo so è
  una tattica,  non so quanto possa pagare, è una piccola rivincita
  che lei si  è  voluto  prendere. Ma ci sono alcune cose, anzi poi
  c'è quello  relativo  ai  collegamenti  con le isole, questo è un
  fatto positivo  anche  se  tardivo,  non  capisco perché  non sia
  stata prevista  in  Finanziaria  una cosa richiesta dagli isolani
  delle Pelagie e  delle  Eolie.
       Vi  sono   alcune  cose  che  non  mi  convincono,  ne  cito
  pochissime  e  brevemente,  quello  che  aumenta  l'importo della
  trattativa privata  che  lo raggiunge fino a 290 milioni.
       Signor  Presidente  questo  ce  lo poteva risparmiare perché
  capisco   che   cosa  vuole  raggiungere  con  questo  obiettivo:
  completare i  suoi  locali,  le  sue  stanze,  il suo palazzo, lo
  capisco ma non lo condivido assolutamente.
       L'altra cosa riguarda  l'assessore  per  i  beni  culturali,
  ambientali e la  pubblica  istruzione  che  mi dovrebbe spiegare,
  anche  perché   è  già  pronta  un'interrogazione  circostanziata
  onorevole  Granata.
       Lei   nell'inserire   l'emendamento   che   fu   stralciato,
  accantonato nella Finanziaria, lei inserisce, per quanto riguarda
  la questione  relativa  ai consorzi universitari, che al collegio
  dei  revisori  dei  consorzi  universitari  vengono  aggiunti  ed
  integrati  due  membri,  designati rispettivamente dall'assessore
  per il  bilancio e finanze e dall'assessore per i beni culturali,
  ambientali e  la  pubblica  istruzione.  Non  capisco  quale  sia
  l'esigenza.

     GRANATA, assessore per  i  beni  culturali,  ambientali  e  la
  pubblica istruzione.  Effettuare  il controllo, visto che diamo i
  soldi.

     MICCICHE'... Ma i tre rappresentanti del collegio dei revisori
  che poi sono nominati in parte dall'organo o dai comuni a secondo
  con chi  sono  consorziati,  sono organi di revisori che hanno un
  rispetto   professionale   serio,   non   capisco  quindi  questa
  integrazione. Capisco  che lei abbia bisogno di fare delle nomine
  clientelari ...  No,  assessore  le  sto  facendo questo richiamo
  perché   lei   dovrà   aspettarsi  fra  qualche  giorno  una  mia
  interrogazione relativamente alle nomine che giacciono da diversi
  mesi, se non  da anni, dei collegi dei revisori scolastici.
       Lo so  che  c'è  un  problema  burocratico  però mi dovrebbe
  spiegare in  base  a  quali criteri dovrebbe scegliere. Su questo
  farò  una   battaglia   di   trasparenza   perché   non   ha   il
  diritto-dovere   con   discrezionalità   di   scegliere   da  una
  graduatoria i  nominativi  per  andare  a  fare  questo servizio,
  perché  i  soggetti che hanno presentato la domanda l'hanno fatto
  non per essere  scelti  da  lei, perché lei non ha alcuna qualità
  specifica perché  lei  non  ha  nessun  metro per dire se "tizio,
  filano e martino"  devono fare la nomina, perchè una cosa sono le
  nomine e  gli  incarichi presso enti che fanno la loro direzione,
  una cosa  è quella di scegliere, egregio assessore Cittadini, che
  hanno fatto  la  richiesta  per  essere  inseriti  nei  distretti
  scolastici.
       Questo è un esempio che  lei  sposa questa filosofia, questa
  cultura della discussionalità che non ha niente a che vedere...
       Si aspetti  una  battaglia di trasparenza di grande spessore
  signore assessore

     PRESIDENTE. Pongo in votazione  prima gli emendamenti al testo
  dell'emendamento del Governo. Il  primo emendamento è il 77.420.5
  aggiuntivo  dell'onorevole  Ortisi al comma due.  Dopo "categorie
  di  enti"  aggiungere:  "fanno  parte  altresì  il rappresentante
  della lega delle autonomie dell'Asacel e Asael"
       Il parere della governo?

     CUFFARO, presidente del governo. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della commissione?

     CROCE, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole resti  seduto, chi è contrario si
  alzi.
                            (E' approvato)

     GIANNOPOLO. Non esiste in Italia  una  legge  fatta cosi  Voto
  contro.

     PRESIDENTE.   Pongo   in   votazione   l'emendamento   77.420,
  presentato  dal  governo,  così  come emendato dal subemendamento
  approvato poc'anzi.
       Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in votazione gli emendamenti aggiuntivi: il 77.420.1 a
  firma dell'onorevole Speziale, Oddo e Giannopolo.
       Il parere della governo?

     CUFFARO, presidente del governo. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole resti  seduto, chi è contrario si
  alzi.
                            (E' approvato)

       Pongo   in  votazione   l'emendamento   77.420.4   a   firma
  dell'onorevole Acierno.

     MICCICHE'. Non l'ho capito. Ci  deve  fornire  la  copia degli
  emendamenti. La normativa di questa norma non la conosciamo.

     PRESIDENTE. La seduta è sospesa per due minuti.

           (La seduta, sospesa alle  ore 12.10, è ripresa alle ore
           12.16.

     PRESIDENTE.  Si  passa  all'emendamento 77.420.2 a firma degli
  onorevoli Speziale, Oddo ed altri.
       Il parere del Governo?

     CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

     CROCE, presidente della Commissione. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.
                            (E' approvato)

       Pongo  in  votazione  congiunta  gli  emendamenti 77.420.4 e
  77.420.5  rispettivamente  a  firma  del Governo e dell'onorevole
  Acerno.
       Il parere del Governo?

     CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

     CROCE, presidente della Commissione. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.
                            (E' approvato)

       Pongo  in  votazione  congiunta  gli  emendamenti 77.420.3 e
  77.420.3bis  a firma rispettivamente dell'onorevole Acierno e del
  Governo.

     CINTOLA. Io lo voglio avere, onorevole Presidente.

     PRESIDENTE. Non è stato distribuito.

     MICCICHE'. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MICCICHE'.   Signor   Presidente,   mi   è   stato  detto  che
  l'emendamento  a  firma dell'onorevole Acierno è stato approvato.
  Io ancora non l'ho avuto.

     PRESIDENTE.  Prego  gli  uffici  di  essere  più  celeri nella
  distribuzione  degli  emendamenti. Ha ragione onorevole Miccichè,
  ma io non posso saperlo. Non è colpa mia.

     PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  stati  presentati i seguenti
  emendamenti: 77.420.10 a firma del Governo.

       Il parere della Commissione?

     CROCE, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'emendamento 77.420.11 a firma del Governo.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.   Signor   Presidente,   a   me  era  sembrato  dopo
  l'intervento del Presidente della Regione che il Governo si fosse
  attestato  sul  maxi  emendamento  e  che  eventualmente  avrebbe
  proposto  qualche  mini  correttivo  al  maxi emendamento. Stanno
  arrivando  qui  una  barca di emendamenti ed in modo surrettizio,
  forse,  gran  parte  di  questi  tendono  a  riportare  nel  maxi
  emendamento  emendamenti  che  erano  presenti, ci sono norme che
  riguardano i lavori pubblici, incarichi di collaudo ecc.
       Signor  Presidente  io  la  inviterei, nel momento in cui si
  regolamentano  i  lavori  ad evitare che vengano reintrodotti nel
  testo  della  finanziaria  del maxi emendamento che il Governo ha
  portato  all'Aula  emendamenti  aggiuntivi. Rimanga il testo così
  come è stato presentato, sul quale poi mi riservo di formulare un
  mio giudizio.

     PRESIDENTE. Sono soltanto sei e due sono insieme.

     PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  stati  presentati i seguenti
  emendamenti: 77.420.10 a firma del Governo.

       Il parere della Commissione?

     CROCE, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'emendamento 77.420.11 a firma del Governo.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.   Signor   Presidente,   a   me  era  sembrato  dopo
  l'intervento del Presidente della Regione che il Governo si fosse
  attestato  sul  maxi  emendamento  e  che  eventualmente  avrebbe
  proposto  qualche  mini  correttivo  al  maxi emendamento. Stanno
  arrivando  qui  una  barca di emendamenti ed in modo surrettizio,
  forse,  gran  parte  di  questi  tendono  a  riportare  nel  maxi
  emendamento  emendamenti  che  erano  presenti, ci sono norme che
  riguardano i lavori pubblici, incarichi di collaudo ecc.
       Signor  Presidente  io  la  inviterei, nel momento in cui si
  regolamentano  i  lavori  ad evitare che vengano reintrodotti nel
  testo  della  finanziaria  del maxi emendamento che il Governo ha
  portato  all'Aula  emendamenti  aggiuntivi. Rimanga il testo così
  come è stato presentato, sul quale poi mi riservo di formulare un
  mio giudizio.

     PRESIDENTE.  Sono soltanto sei e  due  sono  insieme.  E'  una
  proroga di termini, onorevole Speziale. Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo  in  votazione  l'emendamento 77.420.14 e 77.420.15, a
  firma del Governo, che sono collegati.  Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

     PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati gli emendamenti
  77.420.14  e   77.420.15  che  sono  collegati.   Il  parere  del
  Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

     PRESIDENTE. Comunico che sono stato presentati gli emendamenti
  77.420.14 e 77.420.15 che sono collegati.

       Il parere della Commissione?

     CROCE, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

     PRESIDENTE. Comunico che  gli emendamenti 77.420.12, 77.420.13
  e 77.420.16 sono ritirati. L'Assemblea ne prende atto.

    PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la  seduta  è rinviiata ad oggi
  pomeriggio, giovedì 14 marzo 2002, alle ore 17.00 con il seguente
  ordine del giorno:


   Presidenza del presidente LO PORTO


      - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) "Bilancio di  previsione della Regione siciliana per l'anno
          finanziario 2002  e  bilancio  pluriennale  per il triennio
          2002-2004." (NN. 297-299/A) (Seguito)

          Relatore di maggioranza:  on.le Antonino Croce
          Relatore di minoranza: on.le Angelo Capodicasa

       2) "Legge finanziaria 2002" (N. 298 - Stralcio II/A) (Seguito)

          Relatore di maggioranza: on.le Antonino Croce
          Relatore di minoranza: on.le Angelo Capodicasa

    La seduta è tolta alle ore 12.30.

    (Licenziato dal Servizio resoconti alle ore 14.30)