Presidenza del presidente LO PORTO
PAFFUMI, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, s'intende
approvato.
COMUNICAZIONE DI INVIO DI DISEGNI DI LEGGE
ALLE COMPETENTI COMMISSIONI LEGISLATIVE
PRESIDENTE. Comunico i seguenti disegni di legge, inviati alle
competenti Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- "Norme per l'istituzione, organizzazione e funzionamento
del Comitato regionale per le comunicazioni (CO.RE.COM)" (n.
345)
- iniziativa parlamentare
- "Iniziative in occasione del cinquantacinquesimo
anniversario della prima seduta dell'Assemblea regionale
siciliana" (n. 346)
- iniziativa parlamentare
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- "Norme di interpretazione autentica dell'articolo 6 della
legge regionale 9 dicembre 1996, n. 47, riguardante la vendita
del patrimonio di edilizia residenziale pubblica. Norme
integrative" (n. 347)
- iniziativa parlamentare
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- "Istituzione di borse di studio per i figli dei lavoratori
emigrati all'estero" (n. 348)
- iniziativa parlamentare
INVIATI IN DATA 13 MARZO 2002
Informo, ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
DISCUSSIONE DI DISEGNI DI LEGGE
Presidenza del presidente LO PORTO
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE CONGIUNTA DEL DISEGNO DI LEGGE NN.
297-299/A E DEL DISEGNO DI LEGGE N. 298 - II STRALCIO/A "LEGGE
FINANZIARIA 2002"
PRESIDENTE. Si procede con il seguito della discussione
congiunta del disegno di legge n. 297-299/A "Bilancio di
previsione della Regione siciliana per l'anno finanziario 2002 e
bilancio pluriennale per il triennio 2002-2004", e del disegno di
legge n. 298 - Stralcio II/A "Legge finanziaria 2002".
Si passa all'articolo 42. Ne do lettura:
Art. 42.
"Donazione beni aziende sanitarie
1. I beni mobili e le attrezzature delle Aziende sanitarie
e ospedaliere da dismettere per obsolescenza, purché ancora
idonei all'uso originario, possono essere donati alle Caritas
diocesane regionali, in base ad appositi accordi in tal senso
con le predette Aziende per la riutilizzazione di beni ed
attrezzature prioritariamente nell'ambito dei paesi in via di
sviluppo.
2. Le Aziende sanitarie e ospedaliere corrispondono alle
predette organizzazioni siciliane un contributo che grava sul
fondo sanitario regionale pari al 95 per cento delle spese
effettivamente sostenute per il trasporto dei beni e delle
attrezzature presso i luoghi di destinazione, ferma restando
l'esclusiva finalità umanitaria della ricollocazione.".
ACIERNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le chiederei
un attimo di attenzione. Da un'agenzia di stampa, l'Adn-Kronos,
risulta che tutti i killer accusati e condannati per la strage
Falcone sono tornati in libertà. Non solo sono tornati in
libertà, ma sono ritornati uomini liberi in terra di Sicilia
Ritengo che questo sia un fatto gravissimo e che il
Parlamento siciliano, attraverso la Presidenza, debba farsi
portavoce con il Governo nazionale affinchè vengano presi
immediatamente tutti i provvedimenti necessari al fine di
riportare in galera queste persone.
Credo che risulterebbe inutile continuare a finanziare
associazioni antimafia, imprenditori colpiti dalla mafia quando
la risposta che, poi, dà lo Stato alla Sicilia, ai siciliani e a
tutti coloro che hanno caduti per avere lottato in vita realmente
la mafia. La risposta dello Stato non può essere quella di
rimettere in libertà questi personaggi
Invito pertanto la Presidenza dell'Assemblea a farsi
portavoce presso il Governo nazionale e di manifestare a gran
voce tutto lo sdegno del Parlamento siciliano per questa vicenda
in rappresentanza del popolo siciliano.
FORGIONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non so se
sia il caso di aprire un dibattito sull'intervento dell'onorevole
Acierno; credo sarebbe più complicato pur condividendo molte
delle cose da lui dette. La tematica certamente meriterebbe un
approfondimento ma non mi pare possa essere il collegato al
bilancio il momento più opportuno per farlo.
Forse sarà bene avere un'altra occasione, l'occasione di una
mozione di sfiducia che, comunque, ci richiamerà ad un dibattito
su questi temi e lì sarà bene approfondirli al di là della nostra
indignazione perchè i killer di Falcone, e non solo di Falcone,
sono tornati in libertà.
Io, onorevole Presidente, vorrei intervenire sull'articolo
42.
Noi, onorevole Assessore, non condividiamo questo articolo.
Infatti abbiamo due tipi di emendamenti: un emendamento
soppressivo ed un emendamento sostitutivo, qualora l'Assemblea
decidesse, comunque, di mantenere in vita questo articolo.
I nostri emendamenti sono a firma dell'onorevole Liotta, ma
ne condivido altri presentati a questo stesso articolo.
Qui noi parliamo di donazione di beni delle aziende
sanitarie, beni ormai obsoleti, ma ancora in uso. Anche qui vedo
una contraddizione: se sono obsoleti non si capisce perchè
dovremmo disfarcene se non per motivi di ammodernamento o di
di rifacimento complessivo del patrimonio dei mezzi delle
strutture ospedaliere. Quello che più mi preoccupa, e per molti
aspetti mi inquieta, e lo dico da laico che ha grande rispetto
per la Chiesa e le strutture cattoliche, credo che la politica
debba mantenere una propria laicità.
E c'è modo e modo di fare le cose, signori del Governo. Noi
possiamo decidere di donare questi beni ad associazioni anche
cattoliche, ma non possiamo distinguere e distinguerle dalle
stesse associazioni che hanno le stesse finalità, non di lucro e
laiche, e anche tra le associazioni cattoliche non possiamo
sceglierne una.
Vedete, quando decidiamo di donare i beni mobili, le
attrezzature delle aziende ospedaliere alla Caritas diocesana
regionale, noi facciamo una scelta. Ed io vorrei ricordare che
nel terzo mondo e nei Paesi in via di sviluppo non opera solo la
Caritas diocesana regionale, ma operano altri gruppi di
volontariato, anch'essi cattolici, cattolici e laici, operano
altre organizzazioni governative, cattoliche e laiche, che hanno
le stesse finalità.
Io avrei gradito che anche il Presidente della Regione,
invece di stare nei banchi dell'opposizione forse per convincere
l'opposizione dei democratici di sinistra ad avere un
atteggiamento più benevolo verso il Governo, ascoltasse. Questo
articolo, a questo punto, credo che esponga il Governo, in quanto
esso sta compiendo una scelta in favore di una sola struttura.
Credo invece sarebbe buona norma della politica e di questo
Parlamento non rivolgere alcun favore particolare allorquando
legiferiamo in riferimento ad un settore, quello del volontariato
e delle associazioni non governative, che opera nei Paesi in via
di sviluppo, ed in quei territori dove in atto c'è la guerra.
Perchè dunque non aggiungere, per esempio, in questo
emendamento, che una parte delle strutture che noi dismettiamo...
Però, Presidente è inutile Io vorrei poter concludere il mio
intervento ed essere ascoltato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole Forgione sta
svolgendo il suo intervento. Ha più volte chiesto al Presidente
della Regione di essere ascoltato perché alcuni passaggi del suo
intervento riguardano proprio il comportamento del Presidente
della Regione e complessivamente del Governo. Vi sarei grato se
consentiste all'onorevole Forgione di completare il suo
intervento.
FORGIONE. Dicevo, onorevole Cuffaro, che non sto facendo un
emendamento ostruzionistico, ma sto proponendo una modifica,
secondo me, dettata dal buon senso e che renderebbe addirittura
più forte e meno esposto l'operato del Governo su questo
articolo.
Onorevole Presidente, se per un minuto ascolta me invece
dell'Assessore perchè non necessariamente le do cattivi consigli.
Come lei sa, caro Presidente, quando parliamo di un intervento a
favore di gruppi di associazioni del volontariato cattolico e
laico, in questo caso chi interviene con strutture sanitarie nei
paesi in via di sviluppo del terzo mondo, noi non possiamo
scegliere, non possiamo fare una scelta di favore, perché
parliamo di un mondo variegato sia all'interno del volontariato
laico sia all'interno del volontariato cattolico, sia all'interno
delle Organizzazioni non governative laiche che cattoliche.
Allora io non sto facendo un intervento contro la scelta che
questo articolo fa, Presidente, che è la Caritas diocesana. Dico
di inserire nell'articolo o di sostituire completamente le parole
"Caritas diocesana" con "le associazioni di volontariato e le
organizzazioni non governative laiche e cattoliche" operanti
prioritariamente, come dice l'articolo, nei paesi in via di
sviluppo, del terzo mondo. Ed io casserei anche il termine
"prioritariamente", al fine di dare un indirizzo preciso, che noi
questi beni li diamo laddove c'è bisogno; oppure aggiungerei alla
Caritas diocesana almeno le organizzazioni non governative laiche
e cattoliche.
Noi non possiamo decidere di dare tutti i beni, i mezzi e
gli strumenti che dismettiamo dalle aziende sanitarie locali alla
Caritas diocesana perché così non sceglieremmo solo tra
cattolici e laici ma, anche all'interno delle associazioni
cattoliche, ne sceglieremmo una.
Allora, le chiedo, signor Presidente, per un fatto di
trasparenza, per un fatto di neutralità, perché la politica ha il
dovere di mettere sullo stesso piano le organizzazioni laiche e
quelle cattoliche quando hanno le stesse finalità non di lucro.
Penso alla funzione che hanno tante associazioni cattoliche
in questo momento in Somalia e in Afghanistan, ma penso ad una
grande associazione laica come Emergency, alla funzione che sta
avendo nei luoghi di guerra.
Allora le chiedo, signor Presidente, se qui, con un po' di
ragionevolezza, fermo restando che rinunciamo al primo
emendamento, quello soppressivo, può accogliere il nostro, ma
anche altri che sono dello stesso tenore facendo una scelta
chiara: che noi favoriamo tutte le organizzazioni e le
associazioni non governative, senza fini di lucro che hanno
soltanto delle finalità sociali nel campo dell'intervento nei
paesi sottosviluppati, indipendentemente dal fatto che siano
laiche e cattoliche, e anche tra le cattoliche non ne scegliamo
una ma le mettiamo tutte alla pari.
Mi pare, questo, un intervento di buonsenso, altrimenti si
evidenzia una sorte di interesse a favorirne solo una e non mi
pare che questo, vista la finalità dell'articolo, sia
l'intendimento preciso del Governo.
MICCICHE'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in merito a
questo articolo io avrei poche cose da aggiungere. Sono
d'accordo con la proposta degli emendamenti presentati. Io non
sono dell'idea di escludere ma di aggiungere.
Questo consentirà un maggior utilizzo, un maggiore impegno
di più strutture, più soggetti interessati all'associazionismo
che lavorano in favore dei paesi poveri, che aiutano non solo i
paesi del terzo mondo, ma anche ad accogliere gli immigrati
provenienti dai paesi del terzo mondo, se così li possiamo ancora
chiamare.
So che la Caritas diocesana - non dico regionale, nazionale,
perché questo mi pare un po' particolareggiato - è in prima linea
nell'accogliere i clandestini per sfamarli, per farli vivere,
sopravvivere perché molti di quelli che escono dai centri,
cosiddetti di permanenza, vagano nelle nostre strade senza un
minimo sostegno alimentare e trovano ristoro spesso, appunto,
nelle associazioni cattoliche, tra cui la Caritas diocesana.
Ci sono altre strutture che non fanno parte
dell'associazione cattolica della Caritas diocesana, ma che sono
associazioni cattoliche che sono delle strutture parrocchiali ben
avviate in questo campo, con piena autonomia però, signor
Presidente, con scarse possibilità finanziarie.
Io in questo ultimo periodo ho frequentato, assieme ad
alcuni giovani del volontariato, cattolico e non, che sostengono
gli immigrati in cerca di un pezzo di pane e di un letto per
dormire e mi risulta che lei, signor Presidente, spesso ha
ricevuto rappresentanti di queste associazioni cattoliche e ha
promesso loro un sostegno economico per portare avanti questa
benemerita azione di carità cristiana.
Ora vedo che questo provvedimento legislativo, che si vuole
varare, ha una finalità quasi simile a queste associazioni cui
lei ha dato credito solo a parole.
Io mi augurerei che anche un gesto più concreto possa essere
riservato anche partendo da questa proposta legislativa, che è al
nostro esame. Cosa voglio dire con questo, signor Presidente?
Se lei mi dedica un po' di attenzione e di ascolto perchè
sto parlando con i deputati ma anche con lei, perchè è il
proponente. Lei attraverso i mezzi di informazione ha fatto
sapere, e ha precisato, che è una sua idea quella che stiamo
esaminando.
Vedo che, in questo momento, il Presidente della Regione è
affaccendato a sentire opinioni di colleghi deputati ma non ci
può essere un consulto separato. Il discorso è rivolto all'Aula
ma se poi ci si accorge che autorità del Governo hanno ben altri
impegni, non so a chi posso rivolgermi.
PRESIDENTE. Onorevole Micciché, come ho detto ieri
all'onorevole Acierno, è una prassi che prima o poi interessa
tutti, pertanto bisogna essere tolleranti da ambo le parti.
MICCICHE'. Questo lo capisco ma considerato che ho letto, in
varie occasioni, sui mezzi di informazione che questo articolo è
una emanazione personale del Presidente della Regione, di
conseguenza, se ha partorito questa idea io sto suggerendo non di
eliminarla e metterne un'altra, ma di affiancare qualcos'altro.
Negli emendamenti, infatti, sono suggerite alcune aggiunte di
carattere più specifico, quello per esempio delle associazioni
non governative, ma oltre a queste, visto che il Presidente si
rivolge a strutture di associazionismo cattolico - non c'è solo
la CARITAS ma ce ne stanno altre - si può anche generalizzare e
poi, nella fattispecie, avere la possibilità di donare queste
strutture ad altre associazioni per farne un uso più concreto.
PRESIDENTE. Onorevole Micciché, devo invitarla a concludere
il suo intervento perchè è già fuori tempo.
MICCICHE'. E' un suggerimento che non esclude l'uno a favore
dell'altro, ma è in aggiunta. Se questo non interessa la parte
politica che lo ha proposto significa che qui siamo tutti
illuminati dalla fede cristiana a senso unico, invece non è così.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 42.7 a firma
dell'onorevole Liotta. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?.
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 42.12, a firma degli onorevoli De
Benedictis e Capodicasa.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 42.8, a firma dell'onorevole
Liotta, al quale è stato presentato il subemendamento 42.8.1
degli onorevoli Forgione, Liotta, Panarello e Spampinato.
FORGIONE. Chiedo di parlare per illustrare il subemendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me
sembrava che ci fosse una disponibilità su questo punto anche da
parte del Presidente della Regione.
Onorevoli colleghi, faccio davvero appello a voi tutti: non
si capisce perché tra tutte le associazioni, i gruppi di
volontariato e le organizzazioni non governative che fanno
intervento sanitario nei paesi in via di sviluppo, e sono tante,
anche nel mondo cattoliche sono diverse e, in questo momento, in
teatri delicati di guerra - onorevole D'Antoni lei lo sa bene,
quando parliamo di Gino Strada parliamo di persone che lei
conosce meglio di me, voi del sindacato tutti, laico o cattolico,
conoscete meglio di me - non si capisce perché con una legge
dobbiamo dire esclusivamente la Caritas Diocesana, che va
benissimo, giù il cappello di fronte alla Caritas per quanto mi
riguarda. Se la Caritas è l'unica organizzazione che ha diritto
in Sicilia, se noi la mettiamo generica 'organizzazioni di
volontariato non governative' la Caritas sarà l'unica a poter
fare le convenzioni ma se ce n'è un'altra sola oltre alla
Caritas, cattolica o laica, noi gli dobbiamo dare la possibilità
di farle queste convenzioni.
Vista la chiusura dell'Assessore allora propongo, a questo
punto, di mettere un'altra associazione nominativa che è sotto
gli occhi di tutti in questo momento, che tutti voi conoscete, e
mi dovete dire a questo punto, con un atto di buon senso, se voi
a questa associazione dite che non può fare queste convenzioni
per prendere i beni in disuso delle nostre... E' l'associazione
Emergency che, in questo momento, ha gli ospedali in Afghanistan,
in Somalia e ovunque c'è una guerra.
PRESIDENTE. Onorevole Forgione, desideravo avere da lei un
chiarimento anche per il coordinamento del testo: lei ha
presentato un subemendamento agganciato all'emendamento 42.8, se
intende aggiungere le parole 'Associazione internazionale
Emergency' nel testo dell'emendamento, poiché si tratta
sicuramente di una ONG, anche se non è espressamente indicato...
FORGIONE. No, è un'associazione internazionale non è una ONG.
PRESIDENTE. Va bene.
FORGIONE. Quindi, io vi chiedo onorevoli colleghi, se questa
associazione che è l'unica ad avere gli ospedali in Afghanistan,
voi avete visto in televisione Gino Strada, non è un fatto
ideologico, Gino Strada è un cattolico che fa quello che fa, io
vi chiedo, a questo punto, un voto libero, se cioè almeno su
questo possiamo non dividerci e, ovviamente, se ci dovesse essere
il parere contrario del Governo chiederò il voto segreto.
D'ANTONI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ANTONI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
precisare com'è nata questa formulazione del testo che la
Commissione qui presenta.
Il testo iniziale prevedeva un riferimento a tutte le
associazioni di intervento caritatevole e a tutte le ONG. Nella
Commissione è nato un dibattito, su iniziativa dell'opposizione,
circa il fatto che era preferibile individuare una, associazione
in particolare perché poi sarebbe stata quella, eventualmente, a
coordinarsi con le altre per evitare che poi l'assessorato
dovesse fare una specie di censimento per arrivare a quella
conclusione.
Sull'onda di questa posizione espressa in Commissione
dall'opposizione, si convenne di indicare solo la Caritas, che è
universalmente riconosciuta come l'associazione per eccellenza
per interventi in questo campo, sia da parte cattolica che laica,
viene riconosciuto da tutti, perché poi l'assessorato, insieme
alla Caritas individuassero tutti quelli disponibili a fare
questo lavoro.
Allora delle due l'una: o si resta al testo della
Commissione cioé Caritas e poi è la Caritas ad individuare
perché tanto non è un privilegio, è una questione di
organizzazione, o si torna al testo precedente e si dice 'tutte
le organizzazioni di intervento volontario, comprese le ONG'.
Non si può fare una cattolica ed una laica, perché diventerebbe
una specie di lottizzazione dell'intervento umanitario che non
accetto.
Pertanto o si usa una formulazione o si usa l'altra; io
difendo quella della Commissione perché era nata sull'onda di
questi argomenti, dopodiché se si torna all'originaria non mi
sconvolgo, lo dico soltanto per una questione di chiarezza a
tutta l'Assemblea.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 42.8.1.
FORGIONE. Chiedo che la votazione dell 'emendamento avvenga
per scrutinio segreto.
VOTAZIONE PER SCRUTINIO SEGRETO DEL SUBEMENDAMENTO 42.8.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 42.8.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione.
Presenti e votanti.....65
Maggioranza............33
Favorevoli.............25
Contrari...............39
Astenuti................1
(L'Assemblea non approva)
FORGIONE. Avete votato contro Emergency, l'unica associazione
che ha gli ospedali in Afganistan
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 42.8.
CRISAFULLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISAFULLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire
che la passione con cui l'onorevole Forgione sostiene le cose
finisce col creare più problemi che soluzioni.
Sarebbe stata cosa gradevole per la Sicilia che il
Parlamento, su cose così particolari, non fosse stato chiamato a
votare in questo modo.
L'unica cosa che abbiamo fatto è che domani i giornali
diranno che il Parlamento sceglie la Caritas al posto di
Emergency, avendo dato uno spettacolo sicuramente non decoroso.
Forse era utile, ma lo dico a titolo di recriminazione; non
so se si possono dare soluzioni in altra parte del testo però
apparire, come Parlamento, coloro i quali hanno votato contro una
grande organizzazione umanitaria, credo che nessuno faccia una
bella figura.
Sarebbe stato meglio trovare una formula che ci avesse messo
in condizione di non fare opzioni in questa sede.
Invito il Presidente della Regione ed il Presidente della
Commissione a vedere se è possibile trovare una soluzione tecnica
lungo il corso del testo che ci consenta di riparare ad una
scelta che, debbo dire, è stata fatta troppo frettolosamente.
MANCUSO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che il
collega D'Antoni sia stato molto chiaro su quella che era stata
la proposta della Commissione ed il testo della Commissione e
ritengo che sia conosciuto da tutti, compreso al collega
Forgione, quello che la Caritas - oltre quello che riesce a fare
- la collaborazione con l'associazione che ha oggi presentato in
Aula.
Conosce bene che molti beni mobili e strumentali che sono
nei luoghi che lui ha citato sono di proprietà della Caritas, ma
in uso all'associazione meritevole di quello che sta facendo in
moltissimi luoghi del mondo. Quindi ritengo che il problema non
esiste.
Non c'è stato il voto contro nessuno. I beni strumentali sì
vengono convenzionati con la Caritas, ma poi la Caritas, come
tutti sanno, ne gestisce pochissimi ed in questo caso
l'associazione che citava poc'anzi il collega Forgione può avere
tutto quello che richiederà nei luoghi dove appunto vengono
richiesti.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 42.8. Il parere
del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
L'emendamento 42.11 è di eguale tenore dell'emendamento 42.3
e dell'emendamento 42.6.
Presidenza del presidente LO PORTO
SULL'ORDINE DEI LAVORI
TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, ho ascoltato l'intervento
dell'onorevole Crisafulli e poiché ciò potrebbe costituire
pregiudizio per la serenità dei lavori ed un precedente
particolarmente rilevante, vorrei capire quali sono le decisioni
assunte sul punto evidenziato dall'onorevole Crisafulli.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è stato
presentato il subemendamento 42.3.1 a firma degli onorevoli
Speziale e Raiti che punta ad aggiungere dopo la parola "Caritas"
"nonché all'associazione internazionale Emergency".
Quindi non elimina l'associazione Caritas, così come faceva
l'emendamento a firma dell'onorevole Liotta, per sostituirlo con
tutte le altre associazioni, ma aggiunge l'associazione Emergency
all'associazione Caritas, con ciò venendo incontro alle
associazioni formulate da diversi colleghi, in particolare
dall'onorevole Forgione.
Onorevoli colleghi, se il Governo è favorevole si potrebbe
anche non procedere con ulteriori interventi e votare
direttamente.
Mi sembra di capire che il Governo insiste sulla
formulazione originaria.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, poiché questo atto, così come da
taluni viene proposto, e personalmente dico che abbiamo sbagliato
a votare non inserendo anche l'associazione "Emergency" come è
stato richiesto dall'onorevole Forgione - costituisce un
precedente pericolosissimo per questo Parlamento -, chiedo di
capire qual é la volontà della Presidenza: abbiamo votato ed
abbiamo bocciato un emendamento. Se viene riproposto lo stesso
emendamento, nella stessa seduta, sulla stessa materia, abbiamo
finito di votare e stiamo soltanto giocando
PRESIDENTE. Onorevole Turano, non stiamo giocando e benché
meno sta giocando questa Presidenza. Ho precisato nel presentare
l'emendamento a firma degli onorevoli Speziale e Raiti che non si
tratta dello stesso emendamento ma della stessa materia.
TURANO. Signor Presidente, così possiamo votare cento volte
PRESIDENTE. Onorevole Turano, mi ascolti: l'emendamento
dell'onorevole Forgione e l'emendamento dell'onorevole Liotta
escludevano la CARITAS e quindi era molto distanti rispetto alla
formulazione del Governo. L'emendamento degli onorevoli Speziale
e Raiti invece include, aggiunge alla CARITAS, l'associazione
"Emergency".
RAITI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAITI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, brevemente vorrei illustrare il motivo
di questo subemendamento.
Mi è parso opportuno, per la questione che è nata in questa
Aula, di proporre questo subemendamento in maniera tale da
consentire di dare una indicazione chiara di pari opportunità e
disponibilità anche a quelle associazioni che operano al di fuori
del mondo cattolico e, lo dice uno che come me è cattolico. La
necessità per la quale ho ritenuto opportuno presentare il
subemendamento in questione scaturisce dal fatto di volere
indicare una strada di collaborazione, ancora una volta, tra le
forze di minoranza e la maggioranza del Governo.
Pertanto, ritengo assolutamente opportuno dare un segnale di
disponibilità, o comunque di equilibrio e di moderazione, in una
materia come questa nella quale non ci possono essere né
interessi di parte, né interessi precostituiti, né tanto meno
interessi che possono dire il mondo cattolico contro il mondo
laico, o questa associazione perché fa riferimento,
teoricamente, ad una area politica o quest'altra che fa
riferimento ad un'altra area politica.
PRESIDENTE. Onorevole Raiti, mi scusi se la interrompo. Forse
si è trovato un accordo, quindi possiamo procedere alla votazione
dell'emendamento.
RAITI. Sono felice che questo sia avvenuto
CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, noi siamo straordinariamente convinti che la
Caritas possa rappresentare tutti e credo che non ci sia nessun
dubbio, tra l'altro questo è il risultato del dibattito che è
emerso in Commissione, però la nostra è sempre stata una
partecipazione democratica, una scelta democratica e ci si
propone una struttura di prestigio, quale la Emergency, non
troviamo difficoltà ad aggiungerla assieme alla Caritas, convinti
come siamo, che comunque già tra Caritas ed Emergency c'è già un
grande rapporto, potremmo evitare di metterlo perché c'è già
questo rapporto. Se lo si vuole codificare perché questo può
diventare, in qualche modo, sensibilità del Parlamento, il
Governo non ha nulla in contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 42.2.3. Il
parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione gli emendamenti 42.11, 42.3, 42.6. Il
parere del Governo?.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore della
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione gli emendamenti 42.1, 42.5 e 42.10.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, voglio sottoporre
all'attenzione dell'Aula questo emendamento che credo sia un
emendamento banale, ma diventa sostanziale anche per quello che
abbiamo votato un minuto fa. Noi stiamo decidendo di dismettere
beni delle aziende sanitarie ancorché funzionanti per
allocarli in Paesi in via di sviluppo ed è una scelta nobile che
l'Aula ha condiviso.
Mantenere nella norma il concetto di 'prioritariamente'
rischia di smentire ciò che noi vogliamo fare, cioè noi non
possiamo che consentire la dismissione di questi beni perchè
vengano allocati nei paesi in via di sviluppo, non
'prioritariamente' . Non vorrei che con una finalità nobile
dismettiamo beni strumentali delle aziende magari per gestirli in
Sicilia da parte delle associazioni. Credo che questo sarebbe
sicuramente una beffa.
Quindi l'emendamento si limita a cassare l'espressione
'prioritariamente' che è contenuta nel testo della norma della
Finanziaria.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, le
motivazioni dell'onorevole Cracolici sono motivazioni che questo
Governo prende come raccomandazione, però che ci sia una
differenza di organizzazione, di impegno, di presenza tra la
Caritas ed Emergency credo che non abbia bisogno questo
Parlamento di codificarla. Quindi io credo che la scelta
'prioritariamente' nei confronti della Caritas sia assolutamente
...
CRACOLICI. Non c'entra
CUFFARO, presidente della Regione. Allora non ho capito
l'intervento.
PRESIDENTE. Signor Presidente, intendeva dire
'prioritariamente nei paesi in via di sviluppo', voleva togliere
'prioritariamente' in modo che si intenda unicamente nei paesi in
via di sviluppo.
Pongo in votazione gli emendamenti 42.1, 42.5 e 42.10.
Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(Sono approvati)
Pongo in votazione gli emendamenti 42.2 degli onorevoli Raiti
ed altri, 42.4 degli onorevoli Papania ed altri e 42.9 degli
onorevoli Speziale e Capodicasa. Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si
alzi.
(Non sono approvati)
Pongo in votazione l'articolo 42 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 43. Ne do lettura:
"Art. 43.
Contributo fondazione banco alimentare
1. Per il conseguimento delle finalità e l'utilizzazione
di parte delle risorse del Fondo nazionale per le politiche
sociali assegnato alla Regione ai sensi della legge 8
novembre 2000, n. 328, l'Assessorato regionale degli enti
locali è autorizzato a concedere un contributo annuo di 775
migliaia di euro in favore della Fondazione banco alimentare
Onlus per il sostegno all'attività da questa svolta nel
territorio della Regione, anche attraverso propri comitati,
sezioni, articolazioni e dipendenze, di somministrazione di
generi alimentari e di prima necessità in favore di enti ed
organizzazioni direttamente impegnate nell'assistenza verso
categorie sociali marginalizzate o verso altre forme di
povertà estrema."
TUMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TUMINO. Signor Presidente, per chiedere un chiarimento circa
questa Fondazione banco alimentare Onlus, che dovrebbe operare
nel territorio della Regione e a cui dovremmo dare circa un
miliardo e mezzo, quando, oggettivamente ci sono tante
associazioni che operano in termini pressoché analoghi, compresa,
per esempio, la Caritas di cui parlavamo prima, e comunque vorrei
capire meglio.
LEANZA NICOLA . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA . Signor Presidente, sono molto contento che ci
sia questo articolo perchè di fatto il banco alimentare ormai in
Sicilia è una istituzione, nel senso che fornisce una serie di
servizi che allo stato attuale nessun altro riesce a fare in
questi termini assolutamente gratuiti, assolutamente partecipati.
Serve tutte le province della Sicilia, quella di Catania fino ad
Agrigento, quella di Palermo fino a Trapani, sono moltissimi, più
di 600 gli enti convenzionati, hanno assistito circa 180 mila
persone fino adesso ed hanno fornito alimenti per oltre 3.000
tonnellate.
Quindi, quando parliamo di queste caratteristiche in cui non
ci sono solo cattolici, ma laici e cattolici, il movimento
volontario vero, puro, che scende in campo, io penso che sia un
articolo che non può dividerci, come del resto non ci ha diviso
quello precedente perché parliamo di interventi che interessano
tutti, di iniziative che non possono vedere colori politici ma
vedono in prima linea la solidarietà, la voglia di fare, la
voglia di dare, che è la cosa più importante.
PRESIDENTE. Pongo in votazione gli emendamenti 43.1 a firma
dell'onorevole Liotta e 43.2 a firma dell'onorevole Cracolici. Il
parere del Governo?
PAGANO, assessore per il Bilancio e le finanze. Contrario
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non sono approvati)
Pongo in votazione l'emendamento 43.3 a firma degli onorevoli
Speziale e Capodicasa. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il Bilancio e le finanze. Contrario
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Presidente, noi abbiamo presentato l'emendamento in
quanto, essendo stato recepito uno degli articoli della legge
numero 328 collegato a questo articolo, alla natura di questo
articolo, vorrei ribadire che a livello statale esiste un decreto
del Presidente del Consiglio cui facciamo riferimento, che è un
atto di indirizzo.
Mi viene fatto osservare che, dopo la modifica
costituzionale del Titolo V, noi non avremmo necessità del
recepimento di questo articolo - io sostengo completamente il
contrario, Presidente della Regione - in forza del fatto che non
viene applicato in Sicilia, noi dobbiamo recepirlo con norma.
Io suggerirei che, a completezza dell'articolo, venga
inserito l'emendamento da noi proposto che, in qualche modo,
determina un orientamento di indirizzo rispetto alle modalità di
esecuzione dell'articolo stesso.
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Presidente, vorrei fosse chiaro che con
l'emendamento in questione noi proponiamo il recepimento
degli articoli 1, 2 e 4 del decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri 15 dicembre 2000, attraverso il quale consentiamo
nella Regione siciliana di potere attivare anche ulteriori
risorse del fondo della legge numero 328 da parte degli enti
locali e delle organizzazioni di volontariato, degli organismi
non lucrativi di utilità sociale, delle IPAB e via di seguito,
che possono presentare progetti alla Regione entro il 30 giugno
di ciascun anno, concernenti la realizzazione, l'ampliamento,
l'innovazione di centri di servizi di pronta accoglienza e via di
seguito.
Quindi, con l'emendamento in questione noi non facciamo
altro che recepire anche la possibilità di utilizzare ulteriori
risorse per altre e diverse finalità, oltre quelle indicate nel
testo del disegno di legge.
RAITI. Dichiaro di voler apporre la mia firma all'emendamento
43.3.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 43.3.
Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti
seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 43 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 44. Ne do lettura:
"Art. 44.
Cofinanziamento interventi assistenza sanitaria
1. Per l'anno 2002 il fondo riservato alle attività a
destinazione vincolata, costituito ai sensi dell'articolo 54,
comma 9 della legge regionale 3 novembre 1993, n. 30 è
destinato in via prioritaria al finanziamento della quota di
parte regionale degli interventi per la riqualificazione
della assistenza sanitaria previsti ai sensi del comma
1, dell'articolo 71, della legge 23 dicembre 1998, n. 448.":
Non essendo stati presentati emendamenti, lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 45. Ne do lettura:
"Art. 45.
Assegno integrativo
1. Per l'erogazione dell'importo integrativo e le relative
coperture assicurative di cui all'articolo 8, commi 2, 3 e 9
del decreto legislativo 1 dicembre 1997, n. 468, è
autorizzata, per l'esercizio 2002, la spesa di un milione di
euro."
Non essendo stati presentati emendamenti, lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 46. Ne do lettura:
"Art. 46.
Riammissione alle operazioni di cartolarizzazione
1. Nei confronti delle imprese decadute dal diritto ai
contributi per mancata presentazione della dichiarazione di
conformità nel termine di cui all'articolo 29 della legge
regionale 3 maggio 2001, n. 6 che presentino la dichiarazione
di conformità prevista dallo stesso articolo entro e non
oltre trenta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, l'Assessore regionale per il lavoro, la
previdenza sociale, la formazione professionale e
l'emigrazione dopo avere espletato le procedure già in corso
e nei limiti delle disponibilità finanziarie di cui al citato
articolo 29 procede al riconoscimento del debito per gli
effetti stabiliti nello stesso articolo con le modalità e nei
limiti di cui al comma 4.
2. Le procedure di cui al presente articolo trovano
applicazione altresì nei confronti dei crediti vantati dalle
aziende cooperative per gli incentivi previsti in favore dei
propri soci lavoratori a cui trovano applicazione le
disposizioni contenute nella legge 3 aprile 2001, n. 142,
nell'ambito e nei limiti dei finanziamenti e delle
cartolarizzazioni già previste dall'articolo 29 della legge
regionale 3 maggio 2001, n. 6."
Non essendo stati presentati emendamenti, lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 47. Ne do lettura:
"Art. 47.
Organizzazione regionale delle associazioni cooperativistiche
1. Le organizzazioni regionali delle associazioni
cooperativistiche, riconosciute ai sensi dell'articolo 5 del
decreto legislativo Capo provvisorio dello Stato n. 1557 del
1947 e successive modifiche ed integrazioni possono
costituire un unico fondo mutualistico per la promozione e lo
sviluppo della cooperazione (d'ora in avanti fondo), previsto
dall'articolo 11 della legge 31 gennaio 1992, n. 59.
2. Il fondo è gestito senza scopo di lucro da una società
per azioni (d'ora in avanti società). L'Istituto regionale
per il credito alla cooperazione (IRCAC) partecipa, con fondi
propri alla società nel limite massimo stabilito dalla
vigente legislazione.
3. Le cooperative ed i loro consorzi anche non aderenti ad
una delle associazioni riconosciute ai sensi dell'articolo 5
del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato n.
1557 del 1947 e successive modifiche ed integrazioni
assolvono all'obbligo di cui ai commi 4 e 6 dell'articolo 11
della legge 31 gennaio 1992, n. 59 mediante versamento al
fondo di cui al presente comma del 3 per cento degli utili
annuali.
4. Lo statuto della costituenda società è inviato per il
parere, da rendersi nel termine perentorio di trenta giorni,
all'Assessorato regionale della cooperazione, del commercio,
dell'artigianato e della pesca. La società è sottoposta alla
vigilanza del suddetto Assessorato. Due dei tre componenti il
collegio sindacale sono nominati rispettivamente dal
Presidente della Regione e dall'Assessore.
5. Il bilancio della società è certificato da una società
di revisione. Per le finalità di cui all'articolo 2 del
decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato n. 1557
del 1947 e successive modifiche ed integrazioni, il
competente Assessorato è autorizzato a stipulare apposita
convenzione con le organizzazioni regionali delle
associazioni nazionali di assistenza e tutela del movimento
cooperativistico giuridicamente riconosciute anche per le
ispezioni ordinarie nei confronti di cooperative non aderenti
ad alcuna delle associazioni.".
TRICOLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRICOLI. Signor Presidente, ho preso la parola in questa
discussione soltanto per ricordare al Presidente dell'Assemblea
che, in fase di discussione generale, ho ricordato che c'erano
alcuni articoli che per l'iter parlamentare piuttosto anomalo, a
mio modestissimo parere, potevano essere considerati dal
Presidente di turno improponibili atteso che non erano stati
portati all'attenzione della Commissione.
Capisco che questo non cambia il destino dell'articolo, ma,
anche ai fini della prosecuzione dei lavori d'Aula e dell'esame
di successivi articoli, potrebbe essere importante.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Tricoli, ma credo che il
Governo, e anche la Presidenza dell'Assemblea avevano avvistato
questo problema.
Pongo in votazione l'emendamento soppressivo 47.3, a firma
degli onorevoli Fleres ed altri. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato l'ordine
del giorno n. 69 "Integrazione del canone di affitto per
famiglie bisognose", a firma degli onorevoli Cracolici ed altri.
Ne do lettura:
"L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
CONSIDERATO che è intendimento dell'amministrazione comunale
di Palermo di concedere il 40 per cento di quanto
spettante a seguito del bando l. n. 431/98 alle
famiglie inserite in graduatoria;
CONSIDERATO che sicuramente questo metodo penalizzerebbe
soprattutto le famiglie più povere la cui incidenza del
canone sul reddito in molti casi supera il 100 per
cento;
CONSIDERATO che con l'introduzione della legge n. 431 del 1998
migliaia di famiglie hanno regolarizzato i contratti
con notevoli introiti da parte dello Stato, che invece
ha trasferito alle regioni meno fondi di quanto
previsto;
CONSIDERATO che la legge prevede una compartecipazione della
Regione e dei comuni ai fondi previsti;
CONSIDERATO che l'integrazione all'affitto diventerà sempre di
più un mezzo per sostenere il reddito familiare delle
famiglie,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a mettere in atto tutte le iniziative possibili per
chiedere l'integrazione dei fondi al Governo nazionale e
impegnare somme proprie della Regione per sostenere le
difficoltà esistenti soprattutto nelle grandi aree
metropolitane siciliane."
(12.03 2002)
CRACOLICI-GIANNOPOLO-VILLARI-PANARELLO-SPEZIALE".
Onorevole Presidente della Regione, lo accetta come
raccomandazione o lo mettiamo ai voti?
CUFFARO, presidente della Regione. Lo accetto come
raccomandazione.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'articolo 48. Ne do lettura:
"Art. 48.
Polo universitario di Enna
1. Per le finalità di cui al comma 1 bis dell'articolo 15
della legge regionale 9 ottobre 1998, n. 26, è autorizzata
per ciascuno degli esercizi finanziari 2002 e 2003 la spesa
di 2000 migliaia di euro.".
CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo l'accantonamento
dell'articolo 48.
PRESIDENTE. L'articolo 48 è accantonato.
Si passa all'articolo 49. Ne do lettura:
"Art. 49.
Rifinanziamento consorzi di bonifica
1. Per le finalità di cui all'articolo 3 della legge
regionale 30 ottobre 1995, n. 76, è autorizzata la spesa di
2000 migliaia di euro per ciascuno degli esercizi finanziari
2002 e 2003."
Pongo in votazione gli emendamenti 49.4 del Governo, 49.1 a
firma dell'onorevole Crisafulli e 49.2 a firma degli onorevoli
Giannopolo e Speziale. Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(Sono approvati)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 49.3, a firma
dell'onorevole Turano.
TURANO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Intervengo più per un sollecito e per invitare il
Governo ad esprimere parere favorevole. Si tratta della legge
numero 45 del 1995. E' una legge che su un punto è poco chiara,
nel senso che sembrerebbe che gli utenti delle condotte
dovrebbero concorrere al costo della realizzazione della condotta
stessa, la principale. Invece, la finalità della legge non poteva
essere che fare pagare all'utente soltanto il costo della
bretella per l'allacciamento.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Turano. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa per due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.17 è ripresa alle ore 18.19)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Pongo in votazione l'emendamento 49.3, con il parere
favorevole del Governo e della Commissione.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 49 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato l'ordine
del giorno numero 70 "Interventi finanziari in favore
dell'Istituto Sperimentale Zootecnico", a firma degli onorevoli
Leontini ed altri. Ne do lettura:
"L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- con emendamento al disegno di legge finanziario sono
stati disposti ulteriori finanziamenti pari a 775.000
euro per l'esercizio finanziario 2002 in favore
dell'Istituto sperimentale zootecnico rispetto allo
stanziamento di bilancio originariamente previsto;
- tali somme aggiuntive sono, tra l'altro,
specificatamente destinati a razionalizzare la sezione
di apicultura, per potenziare la quale va impegnata una
somma non inferiore a 150.000 euro;
- a tal fine appare necessario che l'Assessore regionale
per l'agricoltura e le foreste vigili sulla corretta
utilizzazione dei finanziamenti in parola, verificando
quanto operato dagli organi di amministrazione
dell'Istituto,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
E, IN PARTICOLARE, L'ASSESSORE REGIONALE
PER L'AGRICOLTURA E LE FORESTE
- a vigilare sull'utilizzazione dei finanziamenti
concessi all'Istituto sperimentale zootecnico,
verificando che un'ammontare non inferiore a 150.000
euro venga destinato alla razionalizzazione ed al
potenziamento della sezione di apicultura."
(12 03 2002)
LEONTINI-CINTOLA-ROTELLA-FORMICA
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 50. Ne do lettura:
"Art. 50.
Servizi per l'impiego e sedi di coordinamento regionale
1. Nei limiti degli stanziamenti di bilancio del capitolo
317704, l'Assessore regionale per il lavoro, la previdenza
sociale, la formazione professionale e l'emigrazione è
autorizzato a finanziare i servizi per l'impiego di cui
all'articolo 12 della legge regionale 26 novembre 2000, n. 24
per 25.000 migliaia di euro e le sedi di coordinamento
regionale di cui all'articolo 48, comma 2, della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10 per 12.000 migliaia di euro."
PRESIDENTE. Comunico che l'emendamento 50.1 è ritirato. Pongo
in votazione l'emendamento 50.2 del Governo. Il parere della
Commissione?
CROCE, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.20, è ripresa alle ore 18.25)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Con il parere favorevole della Commissione pongo in
votazione l'emendamento 50.2. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 50 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 51. Ne do lettura.
"Art. 51.
Casa e premio Sicilia
1. E' istituita la Casa Sicilia (d'ora in avanti
denominata 'Casa').
2. La Casa ha il compito di promuovere fuori dall'Italia
la cultura, l'immagine ed i prodotti tipici e di qualità
siciliani.
3. Le Case sono affidate dal Presidente della Regione, a
titolo gratuito, a privati, singoli o associati in qualsiasi
forma giuridica, previa convenzione.
4. Il testo della convenzione prevede la durata e i casi
di decadenza, gli obblighi cui si sottopongono i gestori nei
confronti dell'Amministrazione regionale, compresa la
previsione di verifiche, almeno annuali, da parte
dell'Amministrazione regionale, i requisiti dei locali in cui
hanno sede le Case, le iniziative che annualmente sono
obbligatoriamente da condurre e le condizioni per le
iniziative liberamente adottate dal gestore.
5. Il testo della convenzione è approvato dalla Giunta
regionale, su proposta del Presidente della Regione di
concerto con gli Assessorati interessati, entro tre mesi
dalla data di entrata in vigore della presente legge.
6. Per le finalità del presente articolo, gli Assessorati
regionali, gli enti locali e quelli sottoposti a vigilanza e
tutela della Regione possono condurre iniziative in
collaborazione con le Case.
7. I gestori delle case hanno titolo a partecipare ai
programmi regionali di spesa.
8. E' istituito il premio Sicilia 'ARCHIMEDE', d'ora in
avanti 'premio'.
9. Il premio è assegnato a eminenti personalità che si
siano distinte nel campo della scienza, della cultura,
dell'arte dell'impegno sociale e dell'economia.
10. Il Presidente della Regione nomina con proprio
decreto una giuria composta da un massimo di nove componenti.
11. Il Presidente della Regione determina con proprio
decreto le modalità organizzative del premio che viene
assegnato il 15 maggio di ogni anno.
12. Per le finalità del presente articolo è autorizzata la
spesa annua 400 migliaia di euro."
INCARDONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INCARDONA. Signor Presidente, prendo la parola per illustrare
l'emendamento 51.5. E' un emendamento che non comporta alcuna
spesa ma che aggiunge dopo le parole "l'immagine" le
parole "l'opportunità di impresa".
Ritengo che sia importante un'iniziativa così significativa
per la Sicilia, quella che con l'articolo 51 si istituisce;
vengono anche illustrate, presentate le opportunità che ci sono
in Sicilia per fare impresa, anche per attirare investimenti nel
nostro territorio. Penso che sia un aiuto concreto alla Sicilia.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, come ricorderà, su questo
articolo c'è stata un'intensa discussione in Commissione
Bilancio. Noi abbiamo sollevato una obiezione di fondo al
Presidente della Regione, non tanto sulle finalità dell'articolo
ma sulle modalità, perchè non si capisce perchè bisogna ricorre
ad una norma così dettagliata e precisa per la possibilità di
promuovere l'immagine della Sicilia nel mondo.
Fra l'altro, in parte, abbiamo anche altre associazioni che
già lo fanno e che vengono, in parte, finanziate dalla Regione in
rapporto con l'emigrazione e, tuttavia, pur ritenendo importante
la finalità, io voglio ricordare al Presidente della Regione che
questa finalità è stata fatta durante il Governo Capodicasa
attraverso provvedimenti amministrativi.
Il Presidente della Regione ricorderà, per esempio, che è
stata istituita Casa Sicilia a Parigi, a Champs Elisées, durante
il Governo Capodicasa, ma attraverso il fatto che di volta in
volta il Governo assumeva provvedimenti amministrativi. Si
configura qui, invece, l'idea di una norma che, non solo permette
la formazione delle case, ma dà titolo alle case di potere
concorrere poi sulla spesa regionale.
Io, onorevole Presidente della Regione, capisco le finalità,
ma ovviamente debbo dirle che sono contrario al contenuto
dell'articolo. La inviterei a ritirarlo e a proseguire sulla
strada di provvedimenti amministrativi nel caso in cui bisogna
promuovere l'immagine della Sicilia nel mondo.
CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, ricordo
bene la manifestazione che si fece a Parigi, ma fu una
manifestazione della durata breve; quello che si vuole fare,
istituendo Casa Sicilia, è un punto di riferimento permanente che
avrà come progetto pilota Parigi, ma che ha l'aspirazione di
andare nelle altre grandi città d'Europa: Londra, Berlino,
certamente a Buenos Aires perchè il sindaco ci ha dato i locali
in comodato gratuito.
E' una cosa completamente diversa, che ha bisogno di un
respiro legislativo per potere prendere corpo, altrimenti
rischieremmo di non potere organizzare una struttura che, invece,
noi vogliamo sia la struttura di riferimento che possa
complessivamente rappresentare il prodotto Sicilia, sia esso
quello turistico, culturale, enogastronomico, di impresa.
Allora, io inviterei il presidente Speziale a rivedere il
suo voto contrario, perché capisco le ragioni del suo
intervento, quando parla di quello che si è fatto a Parigi, ma è
una cosa diversa. Poteva essere fatta con decreto
amministrativo, così come io da assessore per l'Agricoltura ne
feci altri, in altri posti del mondo, ma qui vuole essere un
impegno che questo Governo prende per aprire stabili, che siano
al servizio delle imprese, delle agenzie turistiche e di quanti,
in qualche modo, vogliono costruire un processo di sviluppo del
prodotto Sicilia.
ACIERNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Io vorrei un ulteriore chiarimento, dal Presidente
della Regione: nell'articolo 51 si configurano due momenti
diversi, uno la Casa Sicilia e l'altro il Premio Sicilia, che
però, per come è formulato l'articolo, non trovano alcuna
correlazione l'uno con l'altro, per cui forse era meglio
stabilire in due articoli diversi; questo per la chiarezza
legislativa.
Ora, però vorrei capire in merito allo stanziamento di 400
migliaia di euro, che riguarda complessivamente i due momenti,
sia la Casa Sicilia che il Premio Archimede: io credo,
probabilmente, che l'articolo andrebbe riformulato perchè,
scritto così, il Presidente della Regione non può stabilire a
quanto ammonta il premio Archimede o quanto può spendere per
aprire Casa Sicilia nel mondo, perchè ritengo che questa è la
finalità. Forse se lei sdoppiasse l'importo di 400 mila euro e
segnasse due importi, lo dico solo per un fatto di praticità,
perché rischieremmo di istituire, per esempio, il Premio
Archimede, ma, a fronte dell'apertura della Casa Sicilia nel
mondo, non restano più fondi per il Premio Archimede.
CAPODICASA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, c'è un emendamento soppressivo
dell'articolo, a firma degli onorevoli Speziale e Capodicasa, sul
quale vorrei - credo l'abbia già fatto l'onorevole Speziale -
aggiungere qualcosa.
L'emendamento a nostra firma non è contrario alla
istituzione di Casa Sicilia o del Premio Sicilia Archimede, così
come viene definito nell'articolo, quanto sollevare un problema
relativo alla strutturazione di questo articolo, la finalità che
si propone ed il modo di organizzarlo.
Va detto che Casa Sicilia, così come viene descritto qui
nell'articolo, è una forma di presenza della Regione fuori dal
territorio siciliano che dovrebbe promuovere la cultura,
l'immagine ed i prodotti tipici e di qualità siciliani.
Ma, al comma 3 si dice che "Le Case sono affidate dal
Presidente della Regione, a titolo gratuito, a privati, singoli o
associati in qualsiasi forma giuridica, previa convenzione.".
Cosa deduco da questi due commi? Ci sono poi richiamate
altre fattispecie: che noi stiamo non mettendo in piedi una rete,
o vorremmo mettere in piedi una rete di strutture che agiscano
sul territorio, fuori dal territorio dello Stato, dell'Italia e
della nostra Regione con alcune finalità che abbiano come
obiettivo quello di promuovere i prodotti siciliani, la sua
cultura, la sua immagine, quanto forme di carità che, adesso non
si capisce ancora bene dall'articolo, hanno come interlocutore
soggetti pubblici o privati ai quali viene affidata, non si
capisce bene sulla base di cosa, dal Presidente della Regione
Casa Sicilia.
Va detto subito che quando in Commissione Bilancio è
arrivato l'emendamento del Governo che proponeva l'istituzione di
Casa Sicilia, del premio, il Presidente scherzosamente, prima che
cominciasse la riunione, disse 'sto proponendo di finanziare Casa
Sicilia in omaggio a quello che avevi fatto tu da Presidente
della Regione'.
Ma io, onorevole Presidente, non riscontro in questa ipotesi
nulla di analogo a quello che avevamo già fatto perché Casa
Sicilia noi l'avevamo già istituita, tant'è che, non c'è stato
bisogno di un articolo di legge, di uno stanziamento dei fondi,
ma a valere sui fondi degli assessorati che hanno titolo ed hanno
un relativo finanziamento volto alla promozione dei nostri
prodotti nei vari paesi europei, ragione per la quale non vedo
nessun riscontro perchè la nostra ipotesi era del tutto diversa.
La nostra ipotesi, che avevamo già avviato in Terra di
Francia, esattamente a Parigi, stipulando una convenzione con la
Camera di Commercio italo-francese, diretta da un siciliano,
aveva un'altra logica e un'altra finalità: quelle di aprire
delle finestre nelle grandi capitali europee, inizialmente; poi,
avendone verificato l'efficacia, si poteva anche estendere ad
altri territori che promuovessero la cultura e i prodotti tipici
siciliani, quelli che illustrano l'operosità dei nostri
produttori dentro e fuori la Nazione.
Ciò significa, però, che la Regione deve promuovere ed
offrire delle opportunità che i nostri produttori devono saper
cogliere; l'ipotesi era aprire una sede, cedere non a titolo
gratuito - perchè le cose a titolo gratuito non portano alcun
beneficio e nessuna vitalità, mi spiace dirlo a un Presidente di
Regione che presiede un governo di centro-destra - che abbiano
soprattutto la vitalità necessaria per dare continuità ad
un'iniziativa ed a gravare poco finanziariamente sul bilancio
della Regione siciliana.
Qui stiamo mettendo in piedi una rete assistenziale: la
Regione paga, acquista o affitta degli immobili e li dà a
qualcuno che poi dovrebbe promuovere, non si capisce bene,
tramite convenzione e sempre dietro esborso da parte della
Regione siciliana, una qualche attività legata alla stessa
Regione.
Noi avevamo pensato ad un'altra cosa e cioè a degli spazi da
dare in gestione, previo pagamento, ad imprenditori siciliani.
Una parte di questi spazi rimanevano però a carico della Regione,
la quale doveva promuovere attività espositive, di carattere
culturale, teatrale e musicale legate alla nostra Regione e
quindi, per cosi dire, dare un 'anima a questi siti che come
finalità principale devono promuovere i prodotti della regione.
Qui, invece, troviamo un'altra cosa organizzata; troviamo
sempre nella logica di questo Governo - ne abbiamo parlato già in
altre occasioni - una promozione di iniziative sempre con
carattere di statalismo. Lo statalismo vi sta opprimendo, siamo
ancora nella logica della prima Repubblica: la Regione paga,
compra e dà ai privati.
Quali sono i costi di una rete di attività su un territorio
di altri stati, che - come si sa - quando interessano città
importanti hanno un costo abbastanza elevato, che la Regione può
arrivare a sopportare? Se dovesse svilupparsi un'iniziativa di
questo genere, a quanto si dovrebbe attestare l'esborso di
finanziamenti da parte della Regione per tenere in piedi dieci,
quindici "Case Sicilia" nelle dieci, quindici città principali
dell'Europa?
Credo che basta fare un minimo di riflessione e si capisce a
che cosa possiamo andare incontro, sempre nella logica
pansovietica di dare soldi tutti a carico dello Stato e della
Regione.
Sì, esattamente così. Si sono rovesciate le parti, signor
Presidente. Abbiamo fatto un salto all'indietro di non so quanti
anni.
La stessa cosa vale per il premio "Sicilia". Il premio
"Sicilia" lo avevamo già istituito con delibera di Giunta.
Esiste. Avevamo fissato anche la prima edizione: 15 maggio 2000.
Avevamo già individuato, come si dice, in sede di prima
applicazione - si dice tecnicamente nella sistematica
legislativa - anche i premiati, che erano Peres e Arafat tra le
autorità nel Mediterraneo, perché c'era un'articolazione...
E sì, eravamo antesignani
Saltò l'iniziativa perché proprio per quel giorno Peres
aveva dato la disponibilità, Arafat non poteva essere presente
per altri impegni.
E così via. Erano già individuati i premiati tra i nostri
connazionali o nostri corregionali che si sono distinti nella
politica, nelle arti, nella scienza fuori dal territorio
italiano.
Lo avevamo fatto senza attingere ad una lira dai fondi della
Regione. Lo avevamo fatto caricando il tutto sul bilancio già
consolidato, sul capitolo di cui dispone il Presidente della
Regione - che mi pare all'epoca ammontasse ad un miliardo e
mezzo - per manifestazioni direttamente promosse e organizzate
dalla Presidenza della Regione.
Quanto può costare?
Il Presidente della Regione ci ha risposto in Commissione
che vuole fare una cosa diversa, una specie di premio Nobel della
Sicilia.
Credo che dobbiamo ridimensionarci, se il premio deve
servire a dare alcune centinaia di milioni ad una personalità,
non so quale questa possa essere; l'organizzazione in sè della
manifestazione, infatti, non può costare gli 800 mila euro. Ora
ho visto che c'è un emendamento che incrementa ulteriormente di
un milione di euro, se non vado errato - ho visto circolare un
emendamento - che a mio parere rischia di diventare una specie di
prebenda con effetti che onestamente non so prevedere.
Allora, siamo nella logica dello "spendi e spandi". Non
siamo nella logica del fare cose serie e di valore, anche se
sobriamente organizzate, che abbiano un significato di promozione
dignitosa della nostra immagine fuori dalla Regione siciliana.
Il problema è qui che tutto ciò che tocchiamo - lo dicevo
oggi quando parlavamo dell'ufficio di Bruxelles - da cosa buona
la facciamo diventare subito una cosa cattiva, nel modo in cui la
strutturiamo o la immaginiamo e concretamente la vogliamo
attuare.
Siamo esattamente in questo caso.
Signor Presidente, sono perché si istituisca "Casa
Sicilia", possibilmente non in Argentina, come prevede il
Presidente della Regione, dove non abbiamo da promuovere niente a
nessuno, perché lì i nostri connazionali ed in genere l'economia
dell'Argentina è così disastrata che non potranno sicuramente
comprare i prodotti della nostra Regione, avendo questi un prezzo
mediamente discreto per le finanze e per il reddito medio degli
Argentini.
Dobbiamo promuoverla nelle grandi città, nelle grandi
capitali europee ed internazionali, dove invece la moneta
circola, dove sono in grado di fare contratti con i produttori
siciliani, perchè si tratta essenzialmente di questo.
Bene. Il Presidente dice no. Si vuole fare una "Casa
Sicilia" che non sia solo di promozione dei prodotti, ma anche di
solidarietà.
Non l'ho capito cosa significa fare una "Casa Sicilia" che
abbia la funzione anche di solidarietà.
Certo, dal momento che aveva annunciato Casa Sicilia a
Buenos Aires, in Argentina, la contestazione era troppo facile,
perché oltre tutto coincideva con i tumulti che vi sono in
questo momento, in quanto non hanno né da mangiare, né da bere.
E' stato detto che andiamo lì per solidarietà. Io non so cosa
significhi, Casa Sicilia che abbia una funzione di solidarietà.
Dobbiamo fare un circolo della briscola, un convegno di sala
da ballo per fare divertire i nostri connazionali anziani? non
ho capito tutto ciò Comunque non c'entra nulla con le finalità
che sono qui previste perché la solidarietà qui non c'è, come
possiamo vedere, il Presidente ha detto qualcosa che va al di là
ed oltre la lettera della legge.
E allora, siccome non ci convince tutta questa cosa, signor
Presidente, e dato che Casa Sicilia e il premio Sicilia possono
essere attivati senza attingere ulteriormente ai fondi di
bilancio - considerato che i fondi già vi sono presso i capitoli
a disposizione del Presidente, per altro incrementati con le
variazioni di bilancio dell'anno passato, quindi non si tratta
più del miliardo e mezzo di cui io disponevo all'epoca ma di
molto di più - comincio ad essere sospettoso su tutto ciò che
promuove oggi la Presidenza della Regione.
Ecco perché abbiamo proposto l'emendamento soppressivo.
PRESIDENTE. Come ha notato io avevo ragione quando pensavo le
lei stesse lavorando per la leadership del Centrosinistra, perché
il sospetto e l'essere sospettoso è un requisito, a quanto pare,
per questo incarico.
Si passa agli emendamenti 51.7 e 51.6 a firma dell'onorevole
Turano.
TURANO. Li ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa agli emendamenti 51.1 e 51.8 di identico
contenuto.
Li pongo congiuntamente in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non sono approvati)
Si passa all'emendamento 51.5 a firma dell'onorevole
Incardone.
Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E'approvato)
Si passa all'emendamento 51.2 a firma dell'onorevole Liotta.
Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 51.3.
Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione.Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E'approvato)
Si passa all'emendamento 51.9 a firma degli onorevoli
Cintola e Mancuso.
Onorevole Cintola lo ritira?
CINTOLA. Io non posso ritirarlo: è il secondo firmatario che
può farlo.
MANCUSO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCUSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiediamo di
aumentare quello che è lo stanziamento per Casa Sicilia, potrei
dire in due parole, per ragioni tutte diverse per come noi
vediamo la nascita di Casa Sicilia nel mondo rispetto a quello
che poco fa è stato detto dall' onorevole Capodicasa.
Noi riteniamo che Casa Sicilia sarà veramente una realtà di
cultura, di immagine, di qualità di quello che possono essere i
siciliani nel mondo, quelli che sono residente all'estero e
quelli che sono residenti qui da noi per rappresentare,
naturalmente, la Sicilia in quei luoghi.
E' importante stanziare diverse migliaia di euro in quanto
le sedi, sopratutto nelle città più importanti, partendo come
segnale di solidarietà dall'Argentina, a Buenos Aires, può essere
un segnale forte per i nostri emigrati.
Poi io mi rimetto alle decisioni del Governo
sull'emendamento perchè capisco anche quale possa essere la
situazione sotto il profilo finanziario, non è la fine del mondo
se per quest'anno restano 400 migliaia di euro, ma nel
pluriennale magari una previsione. Se il Governo prende questo
impegno, ritiriamo l'emendamento.
CUFFARO, presidente della Regione. chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, presidente della Regione. Il Governo ritiene di
mantenere l'impegno di spesa perchè Casa Sicilia parte con
l'articolato.
Vogliamo capire esattamente come si svilupperà, quindi non
riteniamo di gravare ulteriormente il bilancio con altre spese,
se ce ne dovesse essere bisogno, il Governo farà una valutazione
di aumento nel bilancio del prossimo anno.
MANCUSO. Ritiro l'emendamento 51.9.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 51.4 degli onorevoli Flere,
Catania Giuseppe e Formica.
Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 51 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
Si passa all'articolo 52. Ne do lettura:
"Art. 52.
Tirocini formativi e di orientamento
1. L'Agenzia regionale per l'impiego e la formazione
professionale è autorizzata a finanziarie, con le risorse
all'uopo destinate dallo Stato, le misure previste alla
lettera d), del comma 1, dell'articolo 17 della legge 24
giugno 1997, n. 196, conferendo priorità ai tirocini
formativi e di orientamento rivolti a lavoratori disoccupati
o inoccupati per i quali l'attività formativa è propedeutica
all'assunzione. Gli interventi di cui al presente comma sono
attivati esclusivamente presso datori di lavoro privati.
2. Con deliberazione della Commissione regionale per
l'impiego sono determinati i limiti numerici dei tirocinanti
che i datori di lavoro possono ospitare, anche in deroga alle
disposizioni di cui al comma 3, dell'articolo 1, del
regolamento recante norme di attuazione dei principi e dei
criteri di cui all'articolo 18 della legge 24 giugno 1997, n.
196, approvato con decreto 25 marzo 1998, n. 142.
3. In caso di mancata disponibilità di soggetti
destinatari delle disposizioni di cui all'articolo 4 della
legge regionale 26 novembre 2000, n. 24 e successive
modifiche ed integrazioni, gli incentivi erogati alle aziende
private possono essere destinati anche a disoccupati o
inoccupati di lunga durata, ferma restando la disciplina
sanzionatoria di cui all'articolo 9 del decreto legislativo
28 febbraio 2000, n. 81."
Si passa all'emendamento 52.1 dell'onorevole Liotta
Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 52 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(è approvato)
Si passa all'articolo 53. Ne do lettura:
Art. 53.
Gas naturale
1. Le disposizioni del decreto legislativo 23 maggio 2000,
n. 164 riguardante 'Attuazione della direttiva n. 98/30/CE
recante norme comuni per il mercato interno del gas naturale,
a norma dell'articolo 41 della legge regionale 17 maggio
1999, n. 144' si applicano all'ordinamento della Regione
siciliana con le seguenti modifiche ed integrazioni.
2. La distribuzione di gas naturale è attività di servizio
pubblico. Il servizio è affidato esclusivamente mediante
gara per periodi non superiori a venti anni.
3. Gli enti locali che affidano il servizio, anche in
forma associata, svolgono attività di indirizzo, di
vigilanza, di programmazione e di controllo sulle attività di
distribuzione, ed i loro rapporti con il gestore del servizio
sono regolati, da apposito contratto di servizio, sulla base
di un controllo tipo predisposto dall'Assessorato regionale
dell'industria entro sei mesi dall'entrata in vigore della
presente legge. Ai fini della presente legge, per enti
locali si intendono comuni ed unione di comuni.
4. Alle gare sono ammesse, senza limitazioni territoriali,
società per azioni o a responsabilità limitata, anche a
partecipazione pubblica, e società cooperative a
responsabilità limitata sulla base di diritti oggettivi,
proporzionati e non discriminatori. Alle gare sono ammessi
inoltre i gruppi europei di interesse economico.
5. Le concessioni in essere alla data di entrata in vigore
della presente legge devono essere mantenute fino alla data
di scadenza dell'affidamento del servizio fissata nelle
medesime convenzioni, senza possibilità di proroga.
6. A decorrere dal 1 gennaio 2003 nel territorio della
Regione siciliana le imprese di gas naturale che svolgono nel
settore del gas unicamente attività di distribuzione e
vendita, indipendentemente dal numero dei clienti finali,
separano societariamente le stesse attività di distribuzione
e di vendita. I clienti finali sono considerati clienti
idonei con la seguente gradualità:
a) dal 1 gennaio 2004, nei comuni con più di 10.000
clienti attivi;
b) dal 1 gennaio 2006, nei comuni con più di 5.000
clienti attivi;
c) dal 1 gennaio 2008, nei comuni con più di 3.000
clienti attivi;
d) dal 1 gennaio 2010, tutti quelli attivi in ogni
comune.".
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, credo che la materia meriti alcuni
approfondimenti sia per ciò che concerne l'aspetto contenuto
nell'articolo 53, sia per la possibilità di legiferare sulla
materia in maniera più organica.
Vorrei fare presente all'Aula che la Terza Commissione ha
iniziato in merito una discussione specifica per quanto concerne
la materia ed ha anche indicato un possibile percorso sia per
quanto concerne il gas naturale, sia per la distribuzione dei
carburanti.
Sarebbe opportuno quindi, al di fuori del fatto di scendere
o meno nella sostanza, nel contenuto dell'articolo che stiamo
discutendo, valutare da parte del Governo, non un ritiro perchè
non si vuole iniziare una discussione, ma un ritiro per fare uno
sforzo comune possibile, anche veloce, con l'impegno da parte
nostra, a intervenire in maniera tale da rispondere meglio a
quelle che sono le esigenze per l'utilizzo del gas naturale in
Sicilia e tutto ciò che è connesso in forma di struttura.
La prego quindi, Presidente della Regione, di valutare la
possibilità di dare un segnale ulteriore all'Aula, per fornire
su un argomento del genere osservazioni, proposte e anche
ragionevoli considerazioni,già svolte in sede di audizione in
terza Commissione. Potrebbe ancora fare un lavoro che meriti -
perchè no ? - anche apprezzamenti.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l' emendamenti 53.1 a firma
degli onorevoli Oddo e Panarello.
Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 53.2 a firma del sottoscritto ed
altri.
Dichiaro, anche a nome degli altri firmatari, di ritirarlo.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 53 nel testo risultante.
TRICOLI. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRICOLI. Signor Presidente, poc'anzi ero intervenuto
sull'articolo 47 e credo che, in questo caso, si ponga un'analoga
questione estremamente importante per gli articoli 53 e seguenti:
quella dell' opportunità, che bisogna dare in occasioni così
delicate, alla Commissione di merito di approfondire la materia.
Devo dire che, fra le altre cose, la Commissione di merito
proprio su questa materia, avendo ascoltato le categorie
interessate, ha potuto rilevare - direi all'unanimità - che tutta
una serie di richieste di queste categorie non erano state prese
in considerazione e non erano state accolte.
Devo aggiungere che su questa materia l'Assessore per
l'industria aveva ritirato gli articoli e, quindi, la materia era
stata stralciata ed era stata posta all'attenzione della
Commissione per la seduta riguardante, appunto, il disegno di
legge stralcio.
Credo, pertanto, che sia opportuno - quantomeno -
innanzitutto accantonare la materia e, invero, credo sia anche
opportuno che questi articoli vengano stralciati al disegno di
legge finanziaria.
Aggiungo che, in subordine, dovrò votare contro questo
articolo perché non si può pensare che il Presidente di una
Commissione parlamentare convochi le categorie, le ascolti,
accolga suggerimenti, prometta che nel momento in cui ci sarà la
discussione su questo argomento vengano interessate e vengano
prese in considerazione eventuali modifiche, e poi ritrovare -
non si sa, non si capisce come e con quale competenza - la
Commissione Bilancio che reinserisce all'interno del disegno di
legge finanziaria una materia che era stata stralciata.
Vorrei anche ricordare - posso anche sbagliare, ma non credo
- che questa non fosse una materia che originariamente era nel
disegno di legge che il Governo ha trasmesso alla Commissione
Bilancio; per cui non c'è neppure l'autorità da parte della
Commissione Bilancio di far arrivare in Aula un disegno di legge
con questi articoli.
Sotto il profilo procedurale e regolamentare è palese la
violazione alla quale incorriamo approvando questa norma, perché
non soltanto non era opportuno che la Commissione Bilancio si
pronunciasse su questa materia, ma non ne era neppure stata
investita.
Io penso, allora, che intanto andrebbe accantonata e
successivamente, se le cose che dico sono esatte - e per carità
la memoria potrebbe anche tradirmi - avere una valutazione da
parte del Presidente dell'Assemblea che sia in linea con questo
ragionamento che ho fatto.
Sul merito, poi, comunque sono contrario a questo articolo,
così come è formulato, che non prende in considerazione i
suggerimenti delle categorie produttive, cioè dei titolari delle
imprese di coloro i quali svolgono questo tipo di attività
produttiva.
PRESIDENTE. Gli articoli 53, 54 e 55 sono accantonati.
Si passa all'articolo 56. Ne do lettura:
"Art. 56.
Cofinanziamento programmi energia alternativa
1. A valere sullo stanziamento dell'U.P.B. 5.2.2.7.99,
capitolo 643902 del bilancio della Regione per l'esercizio
finanziario 2002, l'Assessorato regionale dell'industria è
autorizzato a cofinanziare per l'anno 2002 il 'Programma
solare termico' del Ministero dell'ambiente e della tutela
del territorio, con l'importo di 1.000 migliaia di euro.".
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
A
Si passa all'articolo 57. Ne do lettura:
"Art. 57.
Valorizzazione beni culturali
1. L'Assessorato regionale dei beni culturali ambientali e
della pubblica istruzione ai fini della valorizzazione dei
beni culturali ed ambientali nonché per la realizzazione di
antiquaria, di musei locali e di servizi aggiuntivi può:
stipulare accordi con amministrazioni pubbliche o con
soggetti privati; costituire o partecipare ad associazioni
fondazioni o società secondo modalità e criteri già definiti
per il Ministero per i beni e le attività culturali ai sensi
dell'articolo 10 del decreto legislativo n. 368 del 1998;
affidare all'esterno i servizi per la fruizione pubblica dei
beni culturali con le modalità di cui all'articolo 33 della
legge n. 448 del 2001 e successive norma attuative.
2. L'Assessore presenta annualmente all'Assemblea
regionale siciliana una relazione sulle iniziative adottate
ai sensi del presente comma. Gli enti locali interessati alla
realizzazione di antiquaria, di musei locali e di servizi
aggiuntivi provvedono direttamente o anche attraverso
interventi di finanza di progetto, affidando in concessione a
soggetti privati, in forma singola o associata, la
costruzione, la gestione e l'esercizio degli antiquaria e dei
musei.
3. Con decreto dell'Assessore regionale per i beni
culturali ed ambientali e la pubblica istruzione da emanarsi
entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge,
sono fissati i criteri per l'attribuzione delle risorse e la
ripartizione degli introiti, la durata delle eventuali
concessioni a privati dei servizi museali, obbligando gli
enti locali o i concessionari al reclutamento di lavoratori
socialmente utili, in misura non inferiore al 50 per cento
del personale utilizzato.
4. Per l'espletamento dei servizi di cui al comma 3 della
legge regionale 4 aprile 1995, n. 26 di custodia,
conservazione e fruizione dei beni culturali e di custodia,
manutenzione, tutela e fruizione dei beni ambientali come
integrati dall'articolo 6, comma 2, della legge regionale 31
marzo 2000, n. 2 è autorizzata per ciascuno degli esercizi
2002, 2003 e 2004 la spesa di 20.659 migliaia di euro.".
Comunico che all'articolo 57 è stato presentato
l'emendamento 57.1, a firma del Governo.
Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 57 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 58. Ne do lettura:
A
"Art. 58.
Fondi comunitari
1. Gli interventi comunitari relativi al periodo di
programmazione 2000-2006 non compresi nel Programma Operativo
Regionale della Sicilia sono finanziati per la parte
regionale con le disponibilità dell'U.P.B. 4.2.2.8.3,
capitolo 613919.".
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 59. Ne do lettura:
"Art. 59.
Interventi POP 1990-1993. Proroga termini
1. Il termine per il completamento degli interventi del
programma operativo plurifondo 1990-1993 di cui all'articolo
1, comma 21, della legge regionale 9 ottobre 1998, n. 27, è
prorogato al 31 dicembre 2002."
CAPODICASA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, prendo la parola per chiedere
dei lumi al Governo, che ha proposto questo articolo
per la proroga dei termini del POP 1990-1993. Cosa significa? Il
POP 1990-94 in realtà è chiuso da tempo. Si è chiuso con tutti i
rendiconti; quindi, la proroga dei termini di una cosa chiusa e
già rendicontata presso l'Unione europea...Vorrei capire quali
termini stiamo prorogando, se c'è il Presidente, che è titolare
della delega in materia di Programmazione.
Noi proroghiamo, con l'articolo 59, signor Presidente,
termini relativi al POP 1990-93. Non mi risulta che ci sia un POP
1990-94. Questo POP è già defunto.
Vorrei capire che termini stiamo prorogando. I termini di
che cosa? Di una cosa già chiusa, rendicontata, arichiviata da
una vita. Questo è due piani operativi fa. Parliamo di qualcosa
che dovrebbe essere abbondantemente esaurita.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Si tratta,
onorevole Capodicasa, di opere che sono rimaste in sospeso con
riferimento al POP 1990-93. Abbiamo a disposizione delle somme
che sono state accantonate nel nostro bilancio, che risalgono a
quel periodo. Adesso viene data la possibilità della proroga,
senza onere alcuno. Viene data la proroga sino al 31 dicembre
2002, onde consentire la possibilità di utilizzare queste risorse
e completare ciò che era, in termini di programmazione, avvenuto
negli anni precedenti. Semplicissimo. Abbiamo questa
opportunità . Allora, le possibilità comunitarie esistevano. Non
è scaduto. Abbiamo la possibilità unilaterale di poterlo
ampliare. Perchè perdere queste somme e, soprattutto, queste
opportunità anche in termini di investimento?
CAPODICASA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Lei sta dicendo che noi riceviamo ancora fondi
dall'Unione europea sul POP 1990-93?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Somme
accantonate, che risalgono ad allora.
CAPODICASA. Somme di chi? Della Regione ? Vorrei che a questo
proposito il Presidente della Regione ci desse qualche
ragguaglio.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Sono somme
nostre materialmente accantonate e adesso le stiamo recuperando e
rimettendo in giro.
CAPODICASA. Dimenticate? Ma devono fare parte di un piano.
Il piano è esaurito o no? Siamo quasi nel 2003, onorevole
Assessore, cioè 10 anni dopo dalla data di scadenza, noi stiamo
prorogando i termini. A me sembra una cosa inaudita, onestamente,
perché considerato che il POP 94/99 si chiudeva con
rendicontazione finale nel dicembre del 2001, mi pare logico che
la rendicontazione avvenisse due anni dopo la chiusura del POP.
Ma qui siamo 10 anni dopo la chiusura del POP 90/93. Non si
capisce quali termini dobbiamo prorogare. Se i soldi ci sono e
non ci sono scadenze, che si spendano Ma diversamente non si
capisce di che proroga si tratta. Ripeto, assessore, ci dia
qualche ragguaglio, per capire almeno cosa si sta votando in
Aula.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, avevamo difficoltà, perdevamo tempo perché gli
Uffici materialmente cercando il supporto legislativo. E' venuto
a supporto l'onorevole Ardizzone che è stato preciso e puntuale.
La norma di riferimento è il comma 1 dell'articolo 21 della
legge n. 27 del 1998 che, fra l'altro, nell'ottimo documento
normativo che viene fornito in Assemblea viene citato.
In questo caso nel corso degli anni sono state date le varie
proroghe. L'ultima appunto è stata disciplinata esattamente dalla
legge 27/98. Da quella scadenza, ultima di fatto, le somme
restarono inutilizzate ed adesso stiamo cercando di recuperarle e
stiamo completando il programma organizzativo e quindi
strutturale.
CAPODICASA. I termini sono fissati da noi o dall'Unione
europea?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. I termini sono
fissati, ripeto, dalla legge 27 del 1998. Posso leggere
testualmente. L'articolo 1, comma 21, recita "Il completamento
degli interventi inseriti nel programma operativo plurifondo in
Sicilia 1990/1993, approvato con decisione della Commissione
Europea le cui obbligazioni giuridicamente vincolanti sono state
assunte interiormente alla chiusura dello stesso dicembre 1995
per i quali i lavori sono stati avviati entro il 31 dicembre 1997
sono autorizzati negli esercizi 1998/1999 le seguenti spese
distinte così come segue".
Stiamo riprendendo questa scadenza e la stiamo aggiornando
fino al 31/12/2002.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 59.
Art. 59.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 60. Ne do lettura.
Art. 60.
Modifiche all'articolo 39 della legge regionale
17 marzo 2000, n. 8
1. All'articolo 39 della legge regionale 17 marzo 2000, n.
8 e successive modifiche ed integrazioni sono apportate le
seguenti modifiche:
a) al comma 9 sono aggiunte le parole 'e statali';
b) è aggiunto il seguente comma '11. Per la misura 7.01
'assistenza tecnica', al fine di migliorare e semplificare le
procedure di spesa, pur restando unitaria sotto il profilo
organizzativo e funzionale la programmazione delle relative
attività nella competenza del dipartimento della
programmazione, le risorse finanziarie assegnate alla misura,
in ragione delle specifiche esigenze dei responsabili di
misura, vengono iscritte, con le procedure di cui ai commi
precedenti, in capitoli di previsione della spesa nelle
rubriche di pertinenza delle amministrazioni regionali
capofila dei singoli fondi strutturali che attuano le singole
attività.'.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 61. Ne do lettura.
Art. 61.
Destinazione risorse
1. In corrispondenza dei versamenti affluiti in entrata
del bilancio della Regione per l'esercizio finanziario 2000
(capitolo 4181), è iscritta, all'U.P.B. 8.2.2.6.5 (capitolo
742802) del bilancio della Regione per l'esercizio
finanziario 2002, la somma di 197 migliaia di euro, in
attuazione dell'articolo 7 della legge regionale 30 aprile
1991, n. 9.
2. In corrispondenza dei versamenti affluiti in entrata
del bilancio della Regione fino al 31 dicembre 2001 (capitolo
1941), è iscritta, all'U.P.B. 11.2.2.6.2 (capitolo 842003)
del bilancio della Regione per l'esercizio finanziario 2002,
la somma di 922 migliaia di euro, in attuazione dell'articolo
2 della legge regionale 15 maggio 1991, n. 24.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 62. Ne do lettura.
Art. 62.
Obbligazioni pregresse
1. Per soddisfare le obbligazioni relative agli interventi
di cui all'articolo 3 della legge regionale 6 aprile 1996, n.
23, è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2002, la spesa
di 194 migliaia di euro.
2. Per permettere il calcolo degli oneri a carico dei
mutuatari rideterminato ai sensi dell'articolo 137 della
legge regionale 1 settembre 1993, n. 25 e successive
modifiche ed integrazioni è autorizzato, per l'esercizio
finanziario 2002, l'ulteriore limite di impegno per 13 anni
di 310 migliaia di euro.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. IL parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 63. Ne do lettura.
Art. 63.
Garanzie creditizie
1. Previa autorizzazione dell'Assessorato regionale
competente, d'intesa con l'Assessorato regionale del bilancio
e delle finanze, le perdite definitivamente accertate, dovute
ad insolvenza del debitore principale e di eventuali
coobbligati, conseguenti a finanziamenti accordati da enti,
istituti ed aziende di credito in applicazione di leggi
regionali mediante utilizzo di fondi assegnati agli stessi
dalla Regione gravano sui fondi medesimi nei limiti degli
importi corrispondenti alle rate o parte di rate rimaste
impagate e alle spese effettivamente sostenute dal soggetto
che gestisce il fondo per l'esperimento delle procedure
esecutive, senza ulteriori oneri per l'amministrazione
regionale.
2. A decorrere dall'entrata in vigore della presente legge
non sono più concesse garanzie creditizie sulle operazioni
finanziarie poste in essere da enti, istituti ed aziende di
credito in applicazione delle vigenti leggi regionali,
mediante utilizzo di fondi assegnati agli stessi dalla
Regione e cessano di avere efficacia le garanzie
precedentemente concesse a valere sui fondi regionali
medesimi.
3. E' abrogato il comma 3 dell'articolo 12 della legge
regionale 30 marzo 1998, n. 5.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento 63.1
degli onorevoli Vicari e Leontini.
VICARI. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VICARI. Onorevoli colleghi, intervengo per illustrare
l'emendamento e spiegare in cosa consista il comma 1 di questo
articolo.
Non so se sia stato letto con attenzione sia da parte del
Governo che da parte dell'Assessore per il bilancio e le finanze.
Credo che ci siano delle inesattezze implicite nella
stesura. In che senso? Questa disposizione tende a scaricare sui
fondi destinati alle imprese gli eventuali oneri conseguenziali
all'insolvenza delle aziende beneficiarie degli aiuti.
Chiarisco meglio. La Regione, attraverso delle selezioni
pubbliche, individua delle agenzie di credito, quindi delle
banche, per elargire o distribuire gli aiuti alle imprese, in
forza del suo complemento di programmazione e del POR Sicilia.
La banca, evidentemente, che vince questo tipo di selezione,
corre un suo rischio di impresa.
In questo modo, invece, la Regione, così come stilato nel
comma 1, la Regione si sostituisce ad un'eventuale insolvenza per
quelle imprese che falliscono.
Quindi, non credo sia una manovra di entrata o di sana
amministrazione, la Regione già paga gli interessi per questi
aiuti destinati alle imprese.
Per esempio, sto parlando del Banco di Sicilia, può
succedere che nel medio periodo, dopo che la banca ha selezionato
un soggetto a cui deve elargire gli aiuti sui quali cofinanzia la
Regione le spese, gli interessi, questo soggetto a medio termine
fallisce, la Regione si sostituisce nuovamente alla banca e
quindi va a sanare eventuali rate che dalle imprese non possono
essere più pagate.
Il rischio di impresa, da parte della banca, non c'è più
perché o tutto va bene e quindi le rate vengono ad essere pagate
dalle imprese o l'impresa fallisce ed interviene mamma Regione
che paga le eventuali rate rimaste insolute dell'impresa fallita.
In questo modo credo vi sia anche un'ampia discrezionalità e
superficialità.
Si può verificare infatti da parte delle banche che in
questo modo non esercitano un'effettiva verifica preventiva nei
confronti dei soggetti a cui affidare l'aiuto di Stato, e possono
anche inceppare in questo tipo di percorsi soggetti non
certamente credibili e che, comunque, già a monte possono
manifestare dei pericoli di fallimento per la propria attività,
determinando, di fatto, un guadagno da parte della banca, un
guadagno da parte dell'impresa che comunque recepisce per un
determinato periodo il suo aiuto. Ciò determina ancora oggi
un'immagine della Regione che continua a pagare anche nei casi in
cui siano gli altri soggetti che sbagliano, annullando, ripeto,
un rischio di impresa della banca.
Credo che ciascuno di noi potrebbe concorrere a gestire
questi aiuti, senza correre alcun rischio in violazione però
degli articoli 87 e 88 del Trattato Cee che, invece, dispongono
che le disponibilità finanziarie agli aiuti per i settori
produttivi debbono essere coerenti con le finalità regionali.
Le finalità regionali, ripeto, vengono individuate dal
complemento di programmazione e dal programma operativo regionale
e quindi questi tipi di destinazione di somme, individuate già in
un programma fatto nella Regione, non possono essere destinate ad
altro.
Ciò significa che nel suo complemento di programmazione
determinate misure che prevedono l'attivazione di aiuti alle
imprese possono essere spese esclusivamente per aiuti alle
imprese.
In questo modo, oltre a violare tutto ciò che ho detto in
precedenza, viene violato quanto stabilito nel complemento di
programmazione e nel POR Sicilia perché queste somme non vengono
più date alle imprese, quelle che rimangono, ma vengono destinate
a ricoprire eventuali rate di imprese scelte dall'azienda di
credito e fallite come può essere che ciò accada.
Tutto questo credo debba rimanere nel rischio di impresa
dell'azienda di credito, che esercita la sua attività. E la
regione non può né distrarre le sue somme, questo non lo può fare
a livello comunitario, né può certamente sostituirsi a chi
incorre in un fallimento e di fatto generare un guadagno,
comunque e sicuro, da parte delle banche che operano in Sicilia
per conto della regione.
Invito pertanto a valutare attentamente questo comma e, se
del caso, appunto, a sopprimerlo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 63.1. Il parere
del governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 63. Il parere del
governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 64. Ne do lettura.
ART. 64.
Cartolarizzazione sanità
1. I limiti di impegno di cui al comma 6 dell'articolo 30
della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6 sono incrementati,
a decorrere dall'anno 2002, di 12.912 migliaia di euro
ciascuno al fine di consentire la copertura degli oneri di
dilazionamento dei crediti di cui al comma 1 del predetto
articolo.
lo pongo in votazione. Il parere del governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 65. Ne do lettura.
ART. 65.
Assegnazioni agli enti locali
1. L'Assessore regionale per gli enti locali, di concerto
con l'Assessore regionale per il bilancio e le finanze,
sentita la conferenza Regione-autonomie locali, determina i
criteri ed i parametri per la ripartizione delle risorse
attribuite agli enti locali ai sensi del comma 1
dell'articolo 13 della legge regionale 17 marzo 2000, n. 8 e
successive modifiche ed integrazioni salvaguardando la
funzionalità dei comuni con popolazione inferiore ai 10.000
abitanti.
2. L'Assessore regionale per gli enti locali, sentita la
Conferenza Regione-autonomie locali, con proprio
provvedimento antecedente alla ripartizione delle risorse di
cui al comma 1, da emanarsi di concerto con l'Assessore
regionale per il bilancio e le finanze, determina una
variazione percentuale, in aumento o in diminuzione, delle
assegnazioni medesime, in relazione ad indicatori che
facciano riferimento ed incentivino lo sforzo tariffario e
fiscale, la capacità di riscossione e la propensione agli
investimenti dimostrati dagli stessi enti locali nell'anno
precedente, tenuto conto del rapporto tra il numero dei
dipendenti degli enti locali stessi e l'ammontare delle spese
correnti.
3. I criteri di cui al comma 2 devono essere in linea con
quanto stabilito dall'articolo 24 della legge 28 dicembre
2001, n. 448, in tema di patto di stabilità. Le informazioni
previste dal citato articolo devono essere parimenti inviate
all'Assessorato regionale degli enti locali.
4. Una quota pari al 5 per cento delle risorse di cui al
comma 1 riservate ai comuni rimane nella disponibilità
dell'Assessore regionale per gli enti locali per essere
attribuita sotto forma di contributi straordinari
finalizzati, in aggiunta ai benefici concessi dallo Stato,
alla promozione ed alla realizzazione di forme associative e
di cooperazione tra enti locali nonchè per concedere
contributi straordinari ai comuni con popolazione non
superiore ai 10.000 abitanti colpiti da eventi calamitosi per
i quali sono state emanate ordinanze previste dall'articolo 5
della legge 24 febbraio 1992, n. 225 e successive modifiche
ed integrazioni. Un'ulteriore somma pari a 15.494 migliaia
di euro resta nella disponibilità dell'Assessore regionale
per gli enti locali e viene dallo stesso gestita, quanto al
50 per cento per i rapporti, anche in convenzione, con le
comunità alloggio per minori sottoposti a provvedimenti
dell'autorità giudiziaria minorile nell'ambito della
competenza civile ed amministrativa, e quanto al restante 50
per cento per i rapporti anche in convenzione per i ricoveri
nelle comunità alloggio e case famiglie dei pazienti dimessi
dagli ex ospedali psichiatrici.
5. Con apposito decreto dell'Assessore regionale per gli
enti locali da emanarsi entro quaranta giorni dall'entrata in
vigore della presente legge sono stabilite la misura, la
durata e le modalità di erogazione dei contributi previsti al
comma 4, tenendo conto del numero degli enti locali
associati, dei servizi gestiti in comune e della durata
dell'organismo costituito, in modo tale da erogare il massimo
dei contributi nelle ipotesi di massima integrazione.
6. A decorrere dal 1 gennaio 2002 le attribuzioni
relative all'assegnazione dei fondi di cui all'articolo 45,
comma 5, della legge regionale 6 marzo 1986, n. 9 sono
trasferite all'Assessorato regionale degli enti Locali.
7. Ai contratti stipulati dagli enti locali in attuazione
di programmi di fuoriuscita predisposti ai sensi
dell'articolo 5 della legge regionale 26 novembre 2000, n.
24, finanziati con i fondi regionali di cui al presente
articolo, non si applicano i limiti relativi alle spese
correnti previsti dall'articolo 24 della legge 28 dicembre
2001, n. 448.
8. Sono abrogati i commi 2, 3, 4, 6 e 8 dell'articolo 13,
e l'articolo 15 della legge regionale 17 marzo 2000, n. 8.
PRESIDENTE. Poiché all'articolo 65 sono stati presentati
numerosi emendamenti viene accantonato.
Si passa all'articolo 66. Ne do lettura.
ART. 66.
Disposizioni in materia di residui attivi
1. Le entrate del bilancio della Regione accertate
contabilmente fino all'esercizio 2000 a fronte delle quali,
alla chiusura dell'esercizio 2001, non corrispondono crediti
da riscuotere nei confronti di debitori certi, sono eliminate
dalle scritture contabili e i relativi importi contribuiscono
alla determinazione del risultato finanziario di gestione
dell'esercizio 2001 medesimo.
2. Con decreti del dirigente generale del dipartimento
regionale bilancio e tesoro, sentite le competenti
amministrazioni, si procede all'individuazione delle somme da
eliminare ai sensi del comma 1; copia di detti decreti è
allegata al rendiconto generale consuntivo della Regione per
l'esercizio finanziario 2001.
3. Qualora a fronte delle somme eliminate a norma del
presente articolo sussistano eventuali crediti, si provvede
al loro accertamento all'atto della riscossione con
imputazione al conto della competenza dei pertinenti capitoli
di entrata.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 67. Ne do lettura.
ART. 67.
Disposizioni in materia di residui passivi e di
residui perenti
1. Le somme eliminate per perenzione amministrativa fino
all'esercizio 1993 non reiscritte in bilancio entro la data
di entrata in vigore della presente legge sono eliminate dal
conto generale del patrimonio della Regione per l'esercizio
2001. All'eventuale pagamento delle spese relative a somme
eliminate si provvede, nei casi in cui sussista l'obbligo
della Regione e sia documentata l'interruzione dei termini di
prescrizione, con le disponibilità dei capitoli aventi
finalità analoghe a quelli su cui gravavano originariamente
le spese o, in mancanza di disponibilità, mediante iscrizione
in bilancio delle relative somme da effettuarsi con decreti
del dirigente generale del dipartimento bilancio e tesoro ai
sensi degli articoli 7 e 8 della legge 5 agosto 1978, n. 468
e successive modifiche ed integrazioni e dell'articolo 47
della legge regionale 7 agosto 1997, n. 30.
2. Con decreti del dirigente generale del Dipartimento
regionale bilancio e tesoro si procede all'individuazione
delle somme da eliminare ai sensi del comma 1; copia di
detti decreti è allegata al rendiconto generale consuntivo
della Regione per l'esercizio 2001.
3. Gli impegni di parte corrente assunti a carico del
bilancio della Regione fino all'esercizio 2000 e quelli di
conto capitale assunti fino all'esercizio 1999, ad eccezione
degli interventi disposti dalla legge regionale 11 aprile
1981, n. 61 e successive modifiche ed integrazioni, o,
qualora trattasi di investimenti diretti in opere e lavori
pubblici, fino all'esercizio 1996, cui alla chiusura
dell'esercizio 2001 non corrispondono obbligazioni da pagare,
sono eliminati dalle scritture contabili e i relativi importi
contribuiscono al miglioramento del risultato di gestione
dell'esercizio 2001 medesimo.
4. Le disposizioni di cui al comma 2 non si applicano
qualora, alla data di entrata in vigore della presente legge,
il progetto dell'opera finanziata sia esecutivo, così come
definito dall'articolo 20, comma 3, della legge regionale 12
gennaio 1993, n. 10 e gli enti appaltanti abbiano già
adottato le deliberazioni che indicono la gara, stabilendo le
modalità di appalto, ovvero vi siano comunque obbligazioni
giuridicamente vincolanti alla stessa data.
5. Con decreti del dirigente generale del dipartimento
regionale bilancio e tesoro, su proposta delle competenti
amministrazioni, si procede all'individuazione delle somme da
eliminare ai sensi del comma 3; copia di detti decreti è
allegata al rendiconto generale consuntivo della Regione per
l'esercizio 2001.
6. Le disposizioni del presente articolo si applicano
anche all'Azienda delle foreste demaniali della Regione
Siciliana.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento 67.1
a firma dell'onorevole Turano.
TURANO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei fare un
appello al Governo affinché possa considerare come completamento
della Valle del Belice i comuni già identificati dalla legge
1/86, e cioè limitatamente ad una porzione molto piccola della
provincia di Trapani e della provincia di Agrigento.
Ho chiesto al Governo di presentare un subemendamento che
preveda il recupero dei centri storici per gli stessi; non vi è
nessun aggravio per il bilancio della regione. I finanziamenti si
riescono ad attivare seguendo la procedura dell'articolo 9 che
prevede, tra l'altro, una conferenza di servizio. Tale conferenza
di servizio bypassa tutti i passaggi, nel senso che per questi
comuni, l'articolo 5 della legge ha predisposto per la prima
volta che allo stesso tavolo possano confrontarsi i
rappresentanti di tutti gli organismi che devono, poi, deliberare
e far approvare i singoli progetti.
PRESIDENTE. E' stato predisposto in questo senso l'emendamento
67.2 del Governo: "I fondi destinati alla realizzazione di
alloggi a carattere popolare e per interventi di edilizia
agevolata e convenzionata, a richiesta dei comuni, a parziale
trasferimento degli abitati indicati nella legge regionale 1/86,
possono essere anche utilizzati per le procedure ed i meccanismi
di cui all'articolo 9 della citata legge."
TURANO. Dichiaro di ritirare l'emendamento 67.1 a mia firma.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere della
Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 67 nel testo
risultante. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi
(E' approvato)
Si passa all'articolo 68. Ne do lettura.
Art. 68.
Adempimenti funzionari delegati
1. Il quarto comma dell'articolo 13 della legge regionale
8 luglio 1977, n. 47, come modificato dal comma 1,
dell'articolo 52 della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6, è
così sostituito:
'Ogni successivo ordine di accreditamento può essere
disposto previa dichiarazione del funzionario delegato che
attesti l'avvenuta utilizzazione dell'accreditamento.'
2. L'ottavo ed il nono comma, dell'articolo 13 della legge
regionale 8 luglio 1977, n. 47, come modificato dal comma 1,
dell'articolo 52 della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6,
sono così sostituiti:
'Entro sessanta giorni dalla chiusura dell'esercizio
finanziario, i funzionari delegati devono presentare alla
competente amministrazione una certificazione, su apposito
modulo, in cui attestino l'entità dei pagamenti effettuati
sull'ordine di accreditamento disposto in loro favore e
dichiarino altresì che la documentazione relativa è in loro
possesso.
Nei confronti dei funzionari delegati che non presentino
la dichiarazione nei termini di cui al comma precedente o che
non forniscano, entro sessanta giorni, esaurienti chiarimenti
ai rilievi degli uffici incaricati della revisione,
l'amministrazione competente è tenuta ad applicare la
sanzione pecuniaria di cui all'articolo 337 del regio decreto
23 maggio 1924, n. 827 e successive modificazioni.'
3. All'articolo 13 della legge regionale 8 luglio 1977, n.
47, come modificato dal comma 1, dell'articolo 52 della legge
regionale 3 maggio 2001, n. 6, è aggiunto il seguente comma:
'L'Assessore regionale per il bilancio e le finanze, con
decreto motivato, può determinare programmi di spesa o
capitoli di bilancio in ordine ai quali esercitare a campione
il controllo delle competenti ragionerie sui rendiconti
amministrativi dei funzionari delegati, secondo criteri
determinati dal decreto stesso.'
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 69. Ne do lettura.
Art. 69.
Corresponsione somme
1. La somma iscritta al capitolo 109301 del bilancio
della Regione siciliana per l'anno 2002 ed ai corrispondenti
capitoli per i successivi esercizi finanziari deve essere
corrisposta in tre quote quadrimestrali anticipate, di cui la
prima entro 15 giorni dall'approvazione del bilancio stesso.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 70. Ne do lettura.
Art . 70.
Programma attività promozionali
1. All'articolo 55 della legge regionale 9 dicembre 1980,
n. 127, così come modificato dall'articolo 58 della legge
regionale 6 maggio 1981, n. 96 è aggiunto il seguente comma:
'In deroga alle vigenti disposizioni in materia di
contabilità regionale, con lo stesso provvedimento con cui è
approvato il programma annuale di cui al presente articolo
viene assunto l'impegno a copertura dell'intera spesa
prevista nel programma medesimo.'
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 71. Ne do lettura.
Titolo VI
Norme finali
Art. 71.
Abrogazione e modifiche di norme
1. L'articolo 7 della legge regionale 30 aprile 1991, n.
9 è sostituito dal seguente:
'I versamenti di cui alla presente legge affluiscono in
entrata al bilancio della Regione siciliana.'
2. L'articolo 13 della legge regionale 30 dicembre 1986,
n. 36 è abrogato.
3. Al comma 1, dell'articolo 47 della legge regionale 3
maggio 2001, n. 6, le parole 'Associazione culturale per la
promozione degli studi e delle ricerche teologiche e sociali
in Sicilia' sono sostituite dalle parole 'Pontificia facoltà
teologica di Sicilia'; il comma 2 è abrogato.
4. L'articolo 260 della legge regionale 15 marzo 1963, n.
16 'Ordinamento amministrativo degli enti locali nella
Regione siciliana' è abrogato.
5. L'articolo 22 della legge regionale 6 giugno 1968, n.
14 e successive modifiche ed integrazioni è abrogato.
6. Il secondo periodo, del comma 4, dell'articolo 97 della
legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 è soppresso.
7. Al comma 1, dell'articolo 93 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32, le parole 'l'Amministrazione regionale
può' sono sostituite dalle parole 'gli assessorati regionali
competenti possono'. L'ultimo periodo è sostituito dal
seguente 'Ai fini di cui al presente comma ciascun
assessorato competente adotta una convenzione tipo.'
8. Sono abrogati l'articolo 15 della legge regionale 18
giugno 1977, n. 39 e l'articolo 30 della legge regionale 12
gennaio 1993, n. 10.
9. Il comma 5, dell'articolo 2 della legge regionale 10
ottobre 1994, n. 37 e successive modifiche ed integrazioni è
abrogato.
10. Al comma 1, dell'articolo 6 della legge regionale 7
agosto 1990, n. 23, dopo le parole 'ambiente naturale' sono
aggiunte le parole 'nonchè di fornire ogni servizio di
supporto a ciò necessario'.
11. Al comma 3, dell'articolo 6 della legge regionale 7
agosto 1990, n. 23, sono aggiunte le seguente parole 'anche
al fine di offrire servizi innovativi in grado di aumentare
la potenzialità e la competitività del settore agricolo e di
assicurare le azioni di assistenza tecnica e di integrazione
dei risultati della ricerca nell'ambito dei servizi allo
sviluppo.'
12. All'articolo 17 della legge regionale 27 maggio 1987,
n. 26, sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 2, sostituire le parole 'dieci anni' con le
parole 'cinque anni';
b) al comma 5 è aggiunto il seguente inciso 'La decadenza
dal beneficio comporta la restituzione di una parte
dell'importo riscosso calcolata pro-rata temporis per il
periodo vincolato residuo';
c) dopo il comma 6 è aggiunto il seguente comma '6 bis. Le
previsioni di cui ai commi 1, 2 e 5 si applicano, anche, ai
casi per i quali la procedura di recupero del contributo non
sia ancora completata.'
13. Sono abrogati l'articolo 5 della legge regionale 18
aprile 1981, n. 68; l'articolo 4 della legge regionale 28
marzo 1986, n. 16; il comma 18 ter, dell'articolo 55 della
legge regionale 3 novembre 1993, n. 30; l'articolo 24 della
legge regionale 3 novembre 1993, n. 30; l'articolo 20 della
legge regionale 6 gennaio 1981, n. 6; è soppresso il
Consiglio regionale di sanità istituito con la legge
regionale 1 agosto 1990, n. 19 i cui compiti vengono svolti
dall'Assessorato regionale della sanità, che può avvalersi,
ove necessario, delle aziende unità sanitaria locale.
14. L'ultimo comma, dell'articolo 14 della legge regionale
15 maggio 1978, n. 8, è sostituito dal seguente:
'Alla liquidazione del contributo si provvede a
conclusione dell'attività in funzione della quale il
contributo stesso è assegnato, previa attestazione da parte
del soggetto beneficiario dell'avvenuto svolgimento
dell'attività, con la specifica analitica delle spese
sostenute. La documentazione relativa alle dette spese deve
essere conservata per dieci anni a cura del soggetto
beneficiario del contributo al fine di consentire la verifica
da parte dell'Amministrazione regionale.'
15. Il comma 5, dell'articolo 20 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 30, è sostituito dal seguente:
'5. A decorrere dall'entrata in vigore della presente
legge, gli oneri per i permessi retribuiti dei lavoratori
dipendenti da privati o da enti pubblici economici sono a
carico dell'ente presso il quale gli stessi lavoratori
esercitano le funzioni pubbliche di cui ai commi precedenti.'
16. Al comma 1, dell'articolo 16 della legge regionale 7
agosto 1990, n. 23, dopo le parole 'ambiente naturale' sono
aggiunte le parole 'nonchè di fornire ogni servizio di
supporto a ciò necessario' ed al comma 3 sono aggiunte le
parole 'anche al fine di offrire servizi innovativi in grado
di aumentare la potenzialità e la competitività del settore
agricolo e di assicurare le azioni di assistenza tecnica e di
integrazione dei risultati della ricerca nell'ambito dei
servizi allo sviluppo.'
17. Al comma 1, dell'articolo 83 della legge regionale 3
maggio 2001, n. 6, sono apportate le seguenti modifiche:
a) dopo le parole 'organi collegiali' aggiungere le parole
'di cui all'articolo 1 della legge regionale 11 maggio 1993,
n. 15,';
b) le parole 'nell'articolo 1 della legge regionale 11
maggio 1993, n. 15' sono sostituite con le parole 'con
decreto del Presidente della Regione previa delibera della
Giunta regionale,';
c) alla fine aggiungere 'e decorrono dalla data di
emanazione del predetto decreto.'
18. I commi 3 e 4, dell'articolo 64 della legge regionale
7 marzo 1997, n. 6 e successive modifiche ed integrazioni
sono soppressi.
19. Al terzo comma, dell'articolo 12 della legge regionale
8 luglio 1977, n. 47, sostituire le parole 'all'esecuzione di
opere' con le parole 'agli investimenti fissi lordi ed
acquisti di terreni.'
Onorevole Presidente, ci sono molti emendamenti che sono
ulteriormente abrogativi.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento 71.5
del Governo. Lo pongo in votazione.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore . Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento
71.1. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore . Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento
71.3, a firma degli onorevoli Panarello ed altri. Lo pongo in
votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento
71.2. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'emendamento
71.6, a firma del Governo.
GIANNOPOLO. Possiamo capire di cosa si sta parlando?
PRESIDENTE. Dell'emendamento 71.6, onorevole Giannopolo. Sono
ulteriori soppressioni di norma.
GIANNOPOLO. Chiedo l'accantonamento per capire di cosa si
tratta.
PRESIDENTE. Onorevole se vuole le faccio avere i riferimenti
normativi. Intanto sospendiamo la trattazione dell'emendamento
71.6.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 71.4, degli
onorevoli Fleres ed altri. Lo pongo in votazione.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 19.25, è ripresa alle ore 19.47)
La seduta è ripresa.
Comunico che sono stati presentati i seguenti
subemendamenti:
- dal Governo: subemendamento 71.6.1;
- dall'onorevole Forgione: subemendamento 71.6.2.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, ci siamo resi conto, facendo una verifica ex post
dell'articolo 63, a seguito anche dell'intervento fatto
dall'onorevole Vicari, che effettivamente ci potrebbero essere
delle incompatibilità o per lo meno delle incongruenze con
riferimento alle normative comunitarie.
Mi appello, quindi, sin da adesso al dispositivo
regolamentare e precisamente all'articolo 117 per una
rimodulazione che non cambi nulla nella sostanza ma che renda,
certamente, più compatibile e più leggibile l'articolato stesso
con riferimento a quanto ho appena detto.
PRESIDENTE. Invito, pertanto, il Governo - per far sì che
l'Assemblea possa prendere atto di questa dichiarazione - a
presentare l'emendamento ai sensi dell'articolo 117 e a
rettificare le parti devono essere rettificate.
Si passa al subemendamento 71.6.1, a firma del Governo. Lo
pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa al subemendamento 71.6.2, a firma dell'onorevole
Forgione. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 71.6, come modificato.
Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 71.
ODDO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
l'argomento non sia stato né attenzionato bene e, forse, per la
verità, nemmeno illustrato bene, nel senso che non c'è stata la
possibilità di illustrarlo.
Prendendo atto di ciò, io tenterò ora, evidentemente, di
cogliere sicuramente la sensibilità del Governo su un punto: noi
stiamo attraversando un confronto abbastanza complesso,
difficile, anche fra di noi, fra opposizione e maggioranza, su
punti che abbiamo già ampiamente illustrato, e che non voglio
riprendere, tranne una questione, che è tutta la questione che
riguarda la materia delle categorie produttive e, in special
modo, degli artigiani.
L'emendamento 71.1 tendeva a fare una operazione di questo
tipo, onorevole Presidente della Regione e onorevole Assessore,
che era quello di estendere, abrogando l'articolo 49 della legge
numero 32 del 2000, l'artigianato e i servizi per quanto concerne
le cosiddette "opportunità" legate al POR Sicilia. Tendeva a
fare questo, non tendeva a fare altro né metteva in moto
meccanismi infernali per quanto concerne poi compensazioni di
spesa e così via. Tendeva solo a recuperare un limite della legge
numero 32, che è quello di non comprendere per quanto concerne
tutto ciò che riguarda anche il POR Sicilia, l'artigianato dei
servizi.
Mi pare opportuno che quanto riguarda l'aspetto relativo
anche al contenuto dell'emendamento sia recuperato, perché è
inspiegabile che, da questo punto di vista, noi non diamo un
segnale agli artigiani siciliani.
Voi sapete che l'artigianato dei servizi in Sicilia è molto
diffuso, quindi, è ovvio, non si capisce perché non possa
accedere un artigiano, un parrucchiere o altro - voi capite non
vado a fare l'elencazione perché sarebbe evidentemente
assolutamente superflua - a quanto previsto in tutta la logica
del POR. Mi pare che sia un limite vero.
Quindi, al di fuori di questioni che riguardano gli
artigiani, su cui ancora sono sicuro si discuterà e su cui ci
vogliono 'soldini', mi pare però che su questo argomento , signor
Presidente, potremmo recuperare e dare un primo segnale che,
tutto sommato, non mi pare che "costi".
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, io non voterò l'articolo 71,
anche perché nella confusione dell'abrogazione, a volte, si
rischia di compiere degli errori madornali. Ad esempio, noi
abbiamo abrogato l'articolo 5 della legge numero 181 del 1981 che
individua e istituisce il comitato regionale 'tutela e ambiente'.
Io non discuto sulla soppressione del Comitato regionale
'tutela e ambiente' e tuttavia siccome l'articolo in questione
recitava quali erano le attività che bisognava sottoporre al
preventivo nulla osta, avendo soppresso l'articolo 5 viene
soppresso anche il comma che dice che l'Assessore individua quali
sono le attività che bisogna sottoporre a preventivo nulla osta.
Comunque, visto che è stata istituita l'"Arpa", poteva
benissimo scriversi, che quelle funzioni venivano ad essere
esercitata da essa.
Che ci sia una "sburocratizzazione" lo posso anche
comprendere e capire, ma che su alcuni tipi di attività non ci
sia un parere da parte della Regione e in ordine alla
compatibilità ambientale di sistemi produttivi nocivi, questo non
lo condivido per niente.
Ecco perché mi lascia molto perplesso ed io volevo cogliere
l'occasione della dichiarazione di voto per segnalare questa
grave incongruenza che si è venuta a determinare a cui invito il
Governo a porre riparo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 71, nel testo
risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 72. Ne do lettura:
Art. 72.
Adesione circuito nazionale acquisti
1. Nel primo periodo, del comma 1, dell'articolo 8 della
legge regionale 10 dicembre 2001, n. 20, dopo le parole
'della Regione' sono aggiunte le parole 'e le restanti
pubbliche amministrazioni.'
2. Il secondo periodo, del comma 1, dell'articolo 8 della
legge regionale 10 dicembre 2001, n. 20, è soppresso.
3. All'articolo 8 della legge regionale 10 dicembre 2001,
n. 20, è aggiunto il seguente comma:
'3. Alle aziende unità sanitarie locali ed ospedaliere le
disposizioni del presente articolo si applicano in conformità
a quanto stabilito dall'articolo 2 del decreto legge 18
settembre 2001, n. 347 convertito con modificazioni nella
legge 16 novembre 2001, n. 405 e successive modifiche ed
integrazioni.'
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 73. Ne do lettura:
Art. 73.
Istituto regionale per la ricerca educativa della Sicilia
1. Al fine di adeguare la normativa statale, recepita con
la legge regionale 24 febbraio 2000, n. 6, alle peculiari
competenze attribuite alla Regione, con decreto del
Presidente della Regione, adottato su proposta dell'Assessore
regionale per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione, entro 60 giorni dall'entrata in vigore
della presente legge, sono determinate le disposizioni
concernenti l'organizzazione dell'Istituto regionale per la
ricerca educativa della Sicilia e, in particolare, la nomina
e la composizione del consiglio d'amministrazione, il
conferimento dell'incarico di direttore, la composizione e la
nomina del collegio dei revisori dei conti e l'utilizzo delle
risorse finanziarie.
2. Alle nomine degli organi dell'IRRE Sicilia non si
applicano le disposizioni di cui alle leggi regionali
20 aprile 1976, n. 35, 11 maggio 1993, n. 22, 20 giugno
1997, n. 19, nonché l'articolo 67 della legge regionale
27 aprile 1999, n. 10.
3. Gli organi dell'istituzione restano in carica fino
all'insediamento dei nuovi.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Liotta: emendamento 73.1;
- dall'onorevole Turano: emendamento 73.2;
- dal Governo: emendamento 73.3.
Si passa all'emendamento 73.1. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il Bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 73.2, a firma dell'onorevole
Turano.
TURANO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 73.3. Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 73, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 74. Ne do lettura:
Art. 74.
Proroga programmi enti locali
1. In deroga al comma 4, dell'articolo 24 della legge
regionale 4 gennaio 2000, n. 4 le risorse finanziarie
accreditate agli enti locali per le finalità di cui
all'articolo 4 della legge regionale 23 gennaio 1998, n. 3
relative agli esercizi finanziari 1998 e 1999 possono essere
utilizzate per i programmi che trovino attuazione entro il
2002.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 75. Ne do lettura.
Art. 75
Contributi alle associazioni antimafia
1. Nelle more dell'attuazione della legge regionale 13
settembre 1999, n. 20, sono prorogati per l'anno 2002, i
contributi previsti dalla legge regionale 16 novembre 1984,
n. 91; dall'articolo 10 della legge regionale 7 agosto 1990,
n. 21; dall'articolo 15 della legge regionale 24 agosto 1993,
n. 19; dall'articolo 11 della legge regionale 6 aprile 1996,
n. 19.
2. Gli oneri di cui al comma 1 gravano sul capitolo 183725
del bilancio della Regione, Rubrica enti locali, per
l'esercizio finanziario 2002.
3. I contributi previsti dal comma 1 e concessi per gli
anni 2000 e 2001 possono essere utilizzati nell'anno
successivo a quello di riferimento fermo restando le finalità
di cui alle vigenti disposizioni di legge.
4. In caso di parziale e/o mancata rendicontazione dei
contributi, l'Ufficio speciale può effettuare la
compensazione con l'eventuale contributo da erogare. In caso
di inammissibilità al beneficio, l'Ufficio speciale attiva le
procedure per il recupero delle somme non rendicontate.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Acierno: emendamento 75.1;
- dal Governo: emendamento 75.2.
ACIERNO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 75
recita come titolo "Contributi alle associazioni antimafia".
Ad apertura dei lavori di questa seduta, sono intervenuto
chiedendo alla Presidenza dell'Assemblea di farsi promotrice
presso il Governo nazionale rispetto ad una vicenda inquietante e
cioè la messa in libertà dei killer del giudice Falcone e degli
uomini della sua scorta che da oggi sono tornati a piede libero.
Ora io mi chiedo: quando uno Stato di diritto manda in
libertà gli autori dell'efferata strage che ha visto morire
Giovanni Falcone, sua moglie e gli uomini della scorta, quali
contributi, quale attività antimafia è possibile fare in questo
Paese?
Cosa dobbiamo dire agli italiani e ai cittadini del mondo
rispetto ad uno Stato che ha una legge che consente a queste
persone, a questa feccia umana, di tornare in libertà?
Abbiamo già fallito. Allora, se questo Parlamento
siciliano, che rappresenta il popolo siciliano, vuole dare un
segnale chiaro e forte al Governo nazionale rispetto alle sue
gravissime inadempienze, perché non è consentito che gente che si
è macchiata di un delitto così feroce possa godere di un solo
momento di libertà. Non è consentito
Vogliamo fare la vera antimafia? Vogliamo farla? Diamo dei
segnali veri. Cominciamo a fare noi i 'girotondi' attorno a
Palazzo Chigi, ma subito. Chiediamo che il Consiglio dei Ministri
si riunisca in seduta straordinaria e legiferi immediatamente,
una volta, sì, per il bene della Sicilia, perché noi ci facciamo
inquinare le coste, noi dobbiamo subire il costo del denaro
superiore, perché le percentuali della disoccupazione giovanile
in Sicilia sono degni di un paese del terzo mondo e perché i
mafiosi, ancorché ammettendo i loro delitti, vengono messi in
libertà.
Allora io mi rifiuto di distrarre risorse dal bilancio della
Regione da destinare ad un'attività di antimafia che lo Stato non
riconosce, non guarda con interesse; anzi fa di tutto per mandare
segnali negativi.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Acierno. Forse su questo tema
sarebbe opportuno, nel caso in cui lei volesse farlo, presentare
un ordine del giorno perché l'Assemblea si possa esprimere.
ACIERNO. Io avevo lanciato questo segnale oggi pomeriggio. Mi
aspetto da tutti i presidenti dei Gruppi dell'Assemblea che ci
sia la formulazione di un unico ordine del giorno votato dal
Parlamento, cioé dal popolo siciliano. Io mi aspetto questo
PRESIDENTE. Si, onorevole Acierno, però se nessuno lo presenta
questo ordine del giorno non può essere messo in discussione;
sarebbe opportuno che qualcuno si attivasse per scriverlo,
altrimenti diventa soltanto una petizione di intenti fine a se
stessa.
MICCICHE'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Avevo apprezzato le prime parole di indignazione da
parte dell'oratore che mi ha preceduto, l'onorevole Acierno, ma
la conclusione non l'ho capita.
A seguito di questo fatto, che d'altronde si inquadra nel
contesto del garantismo peloso di cui il Polo in questo ultimo
periodo si è fatto garante, noi non dobbiamo scambiare lucciole
per lanterne, nel senso che quello che ha deciso la magistratura
a seguito delle norme legislative in materia di pentiti, i
cosiddetti collaboratori di giustizia, non può avere una
refluenza sul fatto che riguarda un altro tipo di antimafia.
Le associazioni antimafia, di cui la norma che stiamo
discutendo tende a dare un contributo anche di carattere
finanziario per il loro sostentamento, per la loro attività,
serve per far crescere nell'opinione pubblica la cultura
antimafiosa, non la cultura fine a se stessa, la cultura
parolaia.
Tanto per cominciare mi occorre qui ribadire quello che si è
verificato nell'ultimo periodo, quando si parlava della mancata
assegnazione del contributo all'associazione 'Libera', che è
un'associazione antimafia di fatto e non solo a parole.
Io spero che questa norma possa dare anche il contributo a
questi tipi di associazione che fanno veramente antimafia e
quindi non riesco a comprendere la conclusione dell'intervento
dell'onorevole Acierno.
Signor Presidente, il mio intervento credo che serva, non a
controbattere in polemica le cose dette dall'onorevole Acierno,
ma per capire. La sua indignazione non deve tramutare in
negazione a una concessione di contributi ad associazioni mafiose
che tendono a far crescere la cultura antimafiosa nella nostra
Sicilia.
Il rischio è che per curare il malato, anziché curare lo si
lasci in balia della malattia, non mi pare che sia una buona
soluzione. Io, infatti, vorrei capire che tipo di ordine del
giorno si stia preparando, perchè non vorrei che esso sia
l'anticamera per abolire con legge le associazioni che,
nell'ultimo periodo, hanno fatto crescere la cultura antimafiosa.
In contrasto con questo, io posso dire che non ci sono solo
associazioni mafiose del tipo di volontariato antimafioso, perchè
l'antimafia vero è che non si fa solo con le associazioni
culturali, l'antimafia si fa nel proprio posto di lavoro, la si
fa anche mantenendo diritta la barra del garantismo e della
trasparenza amministrativa. Però, non credo nella proposta
dell'onorevole Acierno, che credo sia di mettere in discussione
la contribuzione ad associazioni antimafiose. Non deve essere
l'Assemblea a stabilire quale sia l'associazione antimafiosa in
Sicilia, sarebbe un fatto grave, questo lo stabiliscono le stesse
associazioni che hanno, in quest'ultimo periodo, dimostrato la
propria attività di controinformazione, e ce ne sono diverse.
Di associazione culturale controinformazione antimafiosa si
può fare l'esempio del centro di documentazione 'Peppino
Impastato'. E' stata la prima, in Sicilia, a denunciare che
Peppino Impastato fu ucciso per mano della cosca di Badalamenti,
mentre tutti, ricordo, dicevano ben altre cose.
Questo per dimostrare che in Sicilia ci sono forze che hanno
avuto questo coraggio, esposte a rischi paurosi, conoscendo i
soggetti che hanno goduto della copertura anche politica in
questa terra.
Concludo dicendo che, poiché ancora non so la formulazione
dell'ordine del giorno che sta preparando l'onorevole Acierno,
vorremmo che questo tipo di proposta, prima di portarla a
votazione, venisse dibattuta e non presa sotto gamba.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Micciché, perché affronta temi
particolarmente importanti usando il plurale majestatis.
FORGIONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
nel merito dell'articolo. Stiamo sviluppando - lo abbiamo fatto
in questi giorni, ma anche oggi - una discussione di merito ed
una opposizione di merito e non parolaia, parlo per il mio
partito, per le opposizioni, quindi vorrei intervenire nel merito
dell'articolo 75.
Questo articolo, in questa forma, come lei sa, ritorna da
qualche mese e da qualche mese io espongo perplessità e dubbi
sulla gestione non di questi finanziamenti alle associazioni ed
alle fondazioni antimafia, ma dubbi e perplessità sulla gestione
della legge, del Testo unico antimafia della nostra Regione, che
ha delegificato e "rilegificato". Abbiamo delegificato tutte
quelle norme e quelle leggi che prevedevano finanziamenti
specifici e nominativi ad alcune associazioni: Falcone, Pio La
Torre, Costa e tante altre. Abbiamo unificato il testo di tutte
le norme che erano sparpagliate, tra l'altro in diversi
capitolati, in diversi assessorati nella gestione, abbiamo fatto
un Testo unico da assegnare alla Presidenza ed abbiamo modificato
il sistema di finanziamento di queste associazioni.
Il Presidente della Regione ci ha preannunciato, in colloqui
informali, che, praticamente, è predisposto il Regolamento che
modifica il sistema di finanziamento e, quindi, la vita stessa di
queste associazioni, che non vengono più finanziate per il titolo
che portano, 'Fondazione Falcone', 'Associazione Pio La Torre',
'Associazione Costa', eccetera, ma vengono finanziate attraverso
l'istituzione di un albo che le riconosca per la loro attività,
per i programmi di attività che presentano alla Regione ed il
rendiconto di questi programmi di attività.
Credo che questo sia un fatto importante perché, per
esempio, alcune associazioni che svolgono una funzione da anni,
da anni non hanno mai ricevuto una lira dalla Regione, soltanto
perché nessuno si è preoccupato di fare una legge istitutiva di
queste associazioni. Per citare due associazioni diverse,penso
alla 'Associazione Borsellino' ed al 'Centro di Documentazione
Peppino Impastato', ma penso anche alla 'Associazione Tre pi',
quella di Padre Puglisi, o ad alcune associazioni esistenti a
Catania, che pure svolgono un'attività sul territorio. Così
potrebbero avere il finanziamento della Regione, non perché così
finanziamo tutte le associazioni che nascono, basta che abbiano
il nome di una vittima della mafia, ma associazioni che vengono
riconosciute attraverso un albo delle associazioni - ed anche
questo abbiamo istituito nel Testo unico antimafia - vengono
finanziate per la loro attività.
Vorrei ricordare al Presidente che questo fu esaltato come
un nuovo modo di vivere la stessa gestione delle associazioni
antimafia. Ed allora, caro Presidente, chiedo un impegno formale
al Governo, e su questo esigo una risposta pubblica, qui, in
Aula. Possiamo decidere questa sera, a tre anni dall'approvazione
del Testo unico antimafia della Regione, che questa è l'ultima
proroga che si da per il finanziamento di queste associazioni ed
il Governo si impegna, da subito, a portare prima in Commissione
Antimafia, come previsto dalla legge, e poi nella prima
Commissione 'Affari Istituzionali' il Regolamento che attua
quella legge e quindi modifica il sistema di finanziamento?
Questa è la cosa che chiedo e chiedo un pronunciamento
formale al Governo per sapere se ci dobbiamo trovare alle
prossime variazioni di bilancio, a giugno - perchè voi colleghi
della maggioranza sapete che con questo bilancio da
"pinocchietto" a giugno dovrete fare delle variazioni di bilancio
- con una nuova proroga.
Non so, deciderà lei se aprire un dibattito sull'ordine del
giorno che sta preparando l'onorevole Acierno, ma la mia
indignazione per la scarcerazione dei boss che hanno operato la
strage di Capaci è totale. Questo Parlamento deve elevare questo
sentimento di indignazione.
Però, quando noi diciamo ciò, dobbiamo discutere di un'altra
questione, di come cambiare la legislazione sui collaboratori di
giustizia. E dovremmo interrogarci, cari amici del Polo, perchè
quelle modifiche sono ferme da anni e dalla passata legislatura
nella Commissione Giustizia del Senato.
Non vorrei aprire qui un dibattito, ma se lo facciamo, lo
dobbiamo fare rigoroso su questi temi. Non serve un ordine del
giorno, esprimiamo l'indignazione e ci fermiamo; perchè questa è
materia delicata e allora dovremmo discutere del perchè nella
Commissione Giustizia della Camera e del Senato è fermo il
progetto di modifica della legislazione sui cosiddetti pentiti e
sui testimoni di giustizia non si è voluto fare una legge quando
esistevano già proposte di legge di sponde diverse.
Cito soltanto due nomi: Mantovano di Alleanza Nazionale e
Pisapia di Rifondazione comunista, per dire quanto diverse
fossero le posizioni; perchè nell'ambito del giusto processo si è
istituita solo una norma che modificava la legge sui pentiti,
cioè che entro sei mesi i collaboratori di giustizia per accedere
al programma di protezione dovevano fare tutte le dichiarazioni e
basta, ma non si è modificato il sistema di protezione.
Sul perchè non si è voluto fare il modello americano,
acquisire quello dei cosiddetti "marshall" della gestione dei
pentiti, cioè la separazione netta nella gestione dei
collaboratori di giustizia tra la magistratura inquirente e chi
gestisce il collaboratore, in modo che non ci sia una commissione
nella gestione delle indagini. Insomma, questa è materia troppo
delicata, cari colleghi, perchè la affrontiamo qui noi.
Ritengo che tutta la nostra indignazione per queste
scarcerazioni non ci deve portare però a buttare l'acqua sporca
con il bambino. Non vorrei che noi buttassimo a mare una
legislazione; partissimo da questa indignazione per dire che non
serve quella legislazione e quell'istituto dei collaboratori di
giustizia, senza il quale, ricordo a tutti i colleghi, oggi noi
non sapremmo neanche che la mafia in Sicilia si chiama "Cosa
Nostra" e senza il quale non sapremmo neanche chi sono gli autori
di quelle stragi e dei principali delitti.
Insomma, è materia delicata. Esprimiamo l'indignazione e
fermiamoci qui e cominciamo a dire che anche un collaboratore di
giustizia che si è macchiato di reati gravi, di stragi, di
omicidio, di partecipazione ad associazioni mafiose comunque deve
essere assicurato per un periodo non breve, di almeno venti anni,
alla giustizia - questa è altra cosa - e deve essere ristretto in
carcere per almeno vent'anni. Questa è altra cosa
Altra cosa è dire che non serve più quell'istituto e magari
che ormai non serve più una strumentazione premiale nell'azione
di contrasto dello Stato contro i poteri criminali.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PRESIDENTE. Onorevole Turano, ha chiesto di intervenire?
TURANO. Signor Presidente, volevo soltanto evitare che si
parlasse su un ordine del giorno ancora non presentato.
PRESIDENTE. No, onorevole Turano, hanno chiesto di parlare
sull'articolo 85.
CRACOLICI. Onorevole Turano, non vorrei che lei abbia capacità
tali da poter leggere nel pensiero di chi chiede la parola.
TURANO. Lo avevo chiesto mezzora fa, quando era intervenuto
l'onorevole Micciché.
PRESIDENTE. L'onorevole Turano voleva dire che non era
opportuno parlare di un ordine del giorno prima di averlo letto.
Mi sembra anche giusto.
CRACOLICI. Non so se c'è un ordine del giorno.
PRESIDENTE. Al momento non c'è. Si suppone che verrà
presentato un ordine del giorno su questa vicenda di cui hanno
parlato l'onorevole Acierno e l'onorevole Forgione.
CRACOLICI. Volevo semplicemente qui dire la mia, in
riferimento al testo contenuto nella bozza di Finanziaria
all'esame dell'Aula ed al testo di modifica predisposto da parte
del Governo con un emendamento.
Vorrei far notare che, ancora una volta, una difficoltà a
dare attuazione a una strumentazione legislativa approvata dal
Parlamento regionale si scarica sui soggetti che poi sono in
qualche modo gli utenti finali della legge che si è fatta nel
'99, ma così come in precedenza erano state varate norme a
sostegno di alcune associazioni cosiddette antimafia.
Allora, il tema è questo: dobbiamo sapere che a seguito
della norma varata nel '99 si è creata una condizione di
incertezza, per cui anche delle associazioni che avevano svolto
fino a quel tempo attività emerite sul fronte delle iniziative
culturali, sociali di contrasto al fenomeno criminale hanno avuto
una difficoltà poi nella realizzazione, nella continuità per le
innovazioni contenute in quella legge.
Con la norma che qui era stata predisposta si consentiva a
quelle associazioni previste dalla legislazione preesistente di
potere utilizzare i contributi previsti per l'anno 2000 e 2001
anche nell'esercizio 2002. Con l'emendamento che fa il Governo al
testo proposto dalla Commissione si elimina la possibilità di
utilizzare l'anno 2000 e si lascia solo il 2001 come anno di
recupero.
Credo che sia un fatto grave. Credo che sia un errore. Credo
che, in qualche modo, così diamo un colpo all'attività che nel
tempo si è definita, si è realizzata o in alcuni casi a causa
dell'incertezza legislativa non si è attuata e che ora in qualche
modo la norma puntava a dare certezza sulle modalità di spesa.
Ecco perché invito il Governo a ritirare l'emendamento che
ha proposto al testo e consentire, così com'è previsto nel testo,
di utilizzare non soltanto il 2001, ma anche il 2000 come tempo
di recupero per i finanziamenti concessi e non rendicontati.
Dico questo, quindi, nel merito del testo e non per
avventurarmi su una discussione, vedremo se ci sarà l'ordine del
giorno e ne discuteremo, però vorrei fare un appello a tutti noi:
siamo un Parlamento, certo siamo qui anche nella qualità di
cittadini, abbiamo una testa e un cuore, anche noi proviamo
sentimenti, però vorrei che evitassimo di lasciarci suggestionare
esclusivamente da stati d'animo e non affrontare invece, come è
compito di una istituzione, qual è un'assise parlamentare, temi
assai complessi con una capacità di avere iniziative che portino
uno sbocco positivo e non limitare ad esternare i sentimenti di
indignazione.
In un Parlamento non si fanno i 'girotondi', in un
Parlamento si discute, si avanzano proposte, si definiscono
percorsi possibili per migliorare la legislazione di propria
competenza rispetto al passato o proporre una legislazione nuova
che migliori quella preesistente, anche se non di competenza di
questo Parlamento.
Lo dico - e finisco, signor Presidente - perché anch'io mi
associo ad uno stato d'animo e ad un sentimento di indignazione
per quello che sta avvenendo o per quello che era in qualche modo
scritto. Guai a noi a sostenere nei fatti un principio che alla
fine, in qualche modo, è stato un tema, anche di scontro
culturale e politico nel nostro Paese, sull'uso dei pentiti e se
i pentiti servono o non servono.
E' inutile che facciamo gli ipocriti. Il pentitismo non è
una vocazione. E' una scelta che si fa in base a rapporti di
convenienza. Anche questo ha consentito di individuare i killer
di Falcone e di Borsellino, anche grazie a quei pentiti che
magari oggi sono fuori. Per cui, attenzione a non fare gli
ipocriti su questioni che poi attengono alla possibilità vera di
contrastare il fenomeno mafioso non solo con le parole ma con gli
strumenti legislativi che consentano di debellarlo dal di dentro,
oltre che fuori il sistema criminale.
E' per questa ragione che invito l'Assemblea, qualora
decidesse di predisporre un testo che coniughi sentimento con
proposta politica, di avere il senso della misura, il senso delle
istituzioni e sopratutto il senso di dare alla battaglia contro
la mafia una possibilità di successo e non solo di testimonianza.
E la battaglia contro la mafia può avere successo se siamo in
grado di migliorare, di aggiornare, di rendere più effettiva la
pena, ma allo stesso tempo di consentire comunque che un sistema
di contrasto che colpisce dentro il cuore di "Cosa nostra", la
stessa "Cosa nostra", non venga meno perché altrimenti torneremmo
all'epoca in cui soltanto con l'attività investigativa, in
realtà, poi si è scoperto molto poco nel passato di quello che
era concretamente il fenomeno criminale.
CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, per
amore di chiarezza: il Governo ha presentato alcuni emendamenti
che fanno in qualche modo chiarezza e risolvono tutta una serie
di problematiche legate alla rendicontazione di cui adesso
l'onorevole Cracolici potrà prendere visione. Il mio intervento
soltanto per dire che sei mesi fa abbiamo inviato Regolamento
attuativo di questa legge prima all'ufficio legale, così come
prevede la norma, e poi al Consiglio di Giustizia amministrativa,
il quale ci ha risposto chiedendoci dei chiarimenti su alcune
parti del Regolamento; questi chiarimenti sono stati dati e
rimandati al Consiglio di giustizia amministrativa.
L'iter di approvazione speriamo che sia alla fine - ci si
dice che dovrebbero comunicarcelo, dovrebbero ritornarcelo fra
quale giorno - dopo di ciò il regolamento sarà pronto per essere
in fase attuativa.
INCARDONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INCARDONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per dire che questo articolo, con gli emendamenti presentati dal
governo, finalmente, nelle more di attuazione della legge 20,
consente alle associazioni che ci sono nel territorio di
percepire quei contributi che servono a creare quella cultura
antimafia di cui il nostro territorio e la nostra Sicilia ha
bisogno.
Nel frattempo si cerca di dare attuazione alla legge 20 e
quindi, nel momento in cui ci saranno le dovute rendicontazioni,
il regime, previsto dalla legge 20 varata nella scorsa
legislatura su iniziativa della precedente commissione presieduta
dall'onorevole Fabio Granata, troverà piena applicazione.
Per cui ritengo che l'iniziativa del Governo vada sostenuta
appunto perché si tratta di un'iniziativa che dà un senso e cerca
di razionalizzare quella che è la situazione passata.
Si tratta di una norma che potremmo definire transitoria,
perché consente di dare attuazione a quella che è stata tutta
l'iniziativa legislativa e di governo di questa Regione nella
lotta alla criminalità.
Ecco perché esprimo parere favorevole al voto e annunzio
all'Aula, relativamente ai fatti che oggi sono accaduti, che ho
scritto una lettere aperta al Presidente della Commissione
Nazionale antimafia, nella quale chiedo un incontro tra la
Commissione nazionale e quella regionale per dibattere sui temi
che sono stati già affrontati in questa Aula e che oggi hanno
sconvolto l'opinione pubblica, non solo siciliana ma io penso
mondiale.
Nel momento in cui i killer delle stragi sono tornati oggi
in libertà, è chiaro che non si può che esprimere sdegno.Si pone
dunque il problema di rivedere la legislazione in materia, si
pone il problema di rivedere quale debba essere il ruolo dei
collaboratori di giustizia, si pone il problema di capire dove si
è sbagliato, da questo punto di vista, e quindi rivedere tutta la
normativa in materia al fine di assicurare che queste persone,
questi animali - scusate, perché li ho definiti male poco fa -
vengano assicurati alla giustizia.
D'AQUINO, assessore per gli enti locali. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'AQUINO. assessore per gli enti locali. Intervengo
brevissimamente a chiarimento del sub emendamento che il Governo
ha presentato.
Con questo sub emendamento che potrebbe intendersi per il
1999 e il 2000 che la rendicontazione può essere effettuata,
quindi mettendo magari le annualità precedenti, si intende sanare
le situazioni per quelle associazioni che non sapendo che era
stata fatta la legge non avevano provveduto alla rendicontazione.
CINTOLA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Sarò brevissimo, lascio la valutazione al Governo,
perché capisco per il 1999, in quanto la legge è stata fatta nel
1999 e quindi una sanatoria per il 1999. Capisco molto meno, anzi
mi diventa incomprensibile, quando parliamo del 2000, dove il
rendiconto può essere perfettamente presentato con le spese fatte
e non con un atto notorio per recepire somme per le quali le
pezze giustificative per il 2000 sono necessarie, a mio avviso.
Metto ciò a verbale e poi se il Governo non rifletterà, voterò a
favore.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l' emendamenti 75.2 a firma del
Governo.
Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si prenda nota dell'astensione dell'onorevole Forgione.
Si passa all'emendamento 75.3 a firma del Governo.
Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Si precisi che nel termine c'è un'inversione, la
data è all'inizio e non alla fine.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 75.1 a firma dell'onorevole
Acierno.
ACIERNO. E' ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 75 nel testo
risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si riprende l'esame degli emendamenti
accantonati, in quanto gli articoli 75 e 76 si tratteranno solo
quando si chiuderà l'intera manovra finanziaria.
Si procede con l'articolo 1.
Pongo congiuntamente in votazione gli 'emendamenti 1.1 e 1.2
a firma Raiti ed altri. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.3 a firma Speziale e Capodicasa.
CAPODICASA. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Siccome abbiamo accantonato l'articolo, su
richiesta del Governo, per trattare più approfonditamente questo
argomento - vorrei che l'Assessore ed il Presidente della Regione
mi prestassero attenzione - ed anche i contenuti del nostro
emendamento che, io immagino, da un esame superficiale ritenevano
condivisibile o comunque meritevole di approfondimento.
Ribadisco che l'emendamento tende a dare alla manovra
finanziaria e alle eventuali entrate,che dovessero esserci al di
là di quelle previste dal bilancio della Regione, che dovessero
andare a finanziare il saldo netto o a ridurre il limite massimo.
Questo ci sembrerebbe in linea con una sana operazione di
risanamento, comunque, dentro un contesto di norme e di
previsioni che mirano a questo obiettivo.
Vorremmo sapere, pertanto, prima di andare alla votazione -
in questo clima di distrazione - se il Governo ha fatto la
riflessione e quale ne sia l'esito.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Presidente, lo
stimolo offerto dall'onorevole Capodicasa meriterebbe un
approfondimento maggiore.
Verrebbe facile, in un momento come questo, dire che
l'ipotesi di lavoro prevista da questo emendamento possa essere
accettata nella sua interezza, nel senso che è ovvio che le
maggiori entrate derivanti dall'anno in corso, che sono superiori
rispetto a quelle che erano state immaginate e programmate
all'inizio dell'anno, fossero, in linea di principio, destinate -
almeno questo mi pare che sia il senso del suo emendamento - al
conseguimento di una copertura delle perdite e, quindi, ad un
pagamento o meglio ad una copertura dei debiti finanziari.
Mi sembra di avere capito bene in questo senso. E stavo
dicendo, da un punto di vista proprio dell'assessore per il
bilancio in quanto tale, potrebbe essere una manovra di un certo
interesse. Ma noi non dobbiamo dimenticare che non esiste
soltanto l'esigenza prioritaria e fondamentale, così come è
espressa nel documento di programmazione economico-finanziaria,
del risanamento del bilancio, perchè, se l'operazione fosse solo
in questi termini, la immagineremmo solo ed esclusivamente in
termini contabili, in termini ragionieristici, e sarebbe forse
un'operazione fin troppo banale.
Compito del Governo, invece, è quello di risanare
prioritariamente - lo abbiamo detto in tutte le lingue e in tutte
le salse - ma nello stesso tempo abbiamo l'esigenza anche di
andare incontro a quelle che sono le problematiche di carattere
sociale, di carattere economico in senso lato e che,
evidentemente, derivano da un rapporto che è in itinere, che è in
progress, con tutto quello che è il contesto che si muove.
Stamattina abbiamo avuto pressioni - lo dico però senza
nessuna enfasi particolare - da parte di alcune categorie
sociali. Sarebbe facile da parte di un Governo irresponsabile
dire che c'è una disattenzione perchè bisogna colmare il buco di
bilancio. Però dobbiamo tenere conto di tutte queste esigenze e,
soprattutto, ritengo, colleghi, dobbiamo tenere conto di quello
che è stato il nostro programma iniziale, detto a chiare lettere
dal nostro Presidente, e poi confermato in ogni documento
ufficiale e, cioè, che noi intendiamo risanare questo pauroso
buco di bilancio in una manovra finanziaria che si deve
articolare in almeno quattro esercizi.
Cioè, noi speriamo in un risanamento in quattro esercizi e,
comunque, non più di cinque.
Su queste basi ci vogliamo misurare ed è chiaro quindi che
l'intendimento dell'onorevole Capodicasa, per quanto eccellente
nella sua formulazione, purtroppo non può che essere disatteso.
Ma soltanto perchè è stato immaginato una manovra di più ampio
respiro e, consentitemi, di alto valore sociale.
CAPODICASA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Io in un minuto intervengo, onorevole Presidente,
perchè rimanga agli atti il mio ringraziamento per averci
spiegato qual è il compito di un Governo. Non l'avevamo chiaro e
ce l'ha chiarito.
Il secondo punto riguarda, invece, una notizia che non
avevamo fino a questo momento a disposizione ed è che il
risanamento questo Governo lo immagina non entro il 2004, ma nei
prossimo quattro o, addirittura, cinque esercizi.
"Campa cavallo ...". E' chiaro. Le cose che lei ha affermato
sono in linea con il fatto che non accetta l'emendamento, che
invece va esattamente ...
Caro assessore, lei non potrà fare nessuna attività di
promozione nel campo economico-sociale fino a quando ha un
bilancio sfasciato come quello ... La priorità del risanamento
non è un fatto ragionieristico, è un fatto politico.
Se ne renda conto. Io capisco che non rientra ... però poi
alla fine, quando, andate a parlare con i giornalisti, affermate
che il rigore e il risanamento sono le priorità. Quando poi
dovete compiere gli atti, invece, si fa spesa larga, senza
neanche un minimo di filtro e, poi, quando si vuole mettere
qualche paletto di carattere normativo, ai fini del conseguimento
dell'obiettivo, allora si dice di no perchè ci sono altre
finalità ed altre esigenze. Prego, accomodatevi
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Onorevole
Capodicasa, un bilancio che ha avuto tagli per 950 miliardi (vado
in vecchie lire) non è un bilancio certamente di festa; è un
bilancio di rigore. Mi consenta di dire che andare oltre
potrebbe essere ...
CAPODICASA. La festa l'avete fatta prima
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. La festa
l'hanno fatta altri. Guardi, la festa l'hanno fatta altri,
onorevole Capodicasa. Quindi, per favore, non insistiamo su
questa tesi.
CAPODICASA. State pagando i conti della festa e li state
facendo pagare ai siciliani.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. La stiamo
pagando? Ma se lei stesso ha detto che vuole una manovra più
radicale. Noi stiamo facendo un risanamento oculato ed
equilibrato.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.3 a firma
degli onorevoli Speziale e Capodicasa.
Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
croce, Presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame degli emendamenti articoli aggiuntivi
dopo l'articolo 7: 7.11 degli onorevoli Giannopolo e Speziale e
7.11.1 del Governo.
Onorevoli colleghi, la Presidenza dalle verifiche
effettuate, sembrerebbero escludere la possibilità di intervenire
nel senso formulato nell'emendamento 7.11 perché l'articolo 16
del Decreto Legislativo 15/12/97 n. 446 così recita: "A
decorrere dal terzo anno successivo a quello di emanazione del
presente decreto le Regioni hanno facoltà di variare l'aliquota
di cui al comma 1 fino a un massimo di un punto percentuale. La
variazione può essere differenziata per settori di attività e per
categorie di soggetti passivi".
Pertanto, onorevoli colleghi, in questa formulazione
l'emendamento dovrebbe essere dichiarato improponibile. Potrebbe
essere riformulato prevedendo una riduzione della misura massima
che la legge consente.
CAPODICASA. E' un emendamento del Governo?
PRESIDENTE. Si, onorevole Capodicasa. Non sarebbe
proponibile in questa versione, così come lo stesso problema,
onorevole Assessore Pagano, si pone per il comma 4 dell'articolo
7 e pertanto il Governo è pregato di predisporre un emendamento
correttivo da votare con l'articolo 117, altrimenti lo stesso
diventerebbe incostituzionale.
Pertanto, onorevoli colleghi, se il Governo lo ritiene, si
potrebbe sospendere la seduta per cinque minuti, riformulare
l'emendamento nel senso consentito dalla legge, quindi con una
applicazione di una misura il più basso possibile rispetto ai
vincoli e ai limiti imposti dalla legge, ma certamente non nella
formulazione attuale.
Invito quindi il Governo a volere modificare l'emendamento
7.11.1 con l'applicazione dell'aliquota più bassa che la legge
consente.
La seduta è sospesa per due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 20.50 è ripresa alle ore 20.58)
PRESIDENTE. la seduta è ripresa.
Comunico che il Governo ha presentato il seguente
emendamento 7.11.1 bis, sostitutivo del 7.11.1, che così recita:
""Alle aziende i cui titolari abbiano sporto denunzia
circostanziata nei confronti di atti estorsivi compiuti ai loro
danni, come definito dalla legislazione nazionale e regionale
vigente è applicata per il pagamento dell'IRAP, per tre anni
consecutivi dalla data di effettuazione della denunzia,
l'aliquota del 3,25 per cento".
Da un approfondimento relativo all'articolo 7, comma 4,
invece, si è accertato che, poichè le cooperative sociali sono
ONLUS ai sensi della legge nazionale, non è necessario ricorrere
all'articolo 117 per correggerne la formulazione.
Pongo in votazione l'emendamento articolo aggiuntivo 7.11.1
bis sostitutivo dell'emendamento 7.11.1 del Governo.
Il parere della Commissione?
CAPODICASA, relatore di minoranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 9.
E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, credo che questo articolo faccia
parte di quella idea del falso rigore con cui si propone questa
finanziaria. Dico falso rigore perchè il tema del risanamento
finanziario, a partire dalla spesa sanitaria, è un tema che ci
sta a cuore e che riguarda la prospettiva ed il futuro stesso di
questa Regione a fare fronte, anche nei prossimi anni, ad una
condizione difficile, molto difficile, che si è generata nel
tempo e che si è consolidata via via.
Ma arrivare ad un tema: come fare il risanamento? A spese
di chi? A favore di chi? Contro chi?
Il Governo ha scelto una strada, forse la più semplice, la
più sbrigativa, credo quella che gli farà pagare qualche prezzo
di immagine, certamente, però, farà pagare un prezzo a migliaia
di cittadini siciliani che vengono in qualche modo tartassati
dall'introduzione di balzelli, alcuni dei quali erano stati
eliminati, altri non erano mai stati sperimentati, cioè non c'era
mai stato il coraggio di introdurli nel sistema sanitario
siciliano e nazionale.
Credo che questa sia una scelta di campo che io considero
sbagliata, odiosa; ma la considero sbagliata anche perchè, in
realtà, non si sta facendo nulla per incidere su quelli che sono
i disastri veri che determinano una spesa impazzita, a partire
dalla spesa sui farmaci, ma più complessivamente sulla spesa
sanitaria siciliana, perchè, ad esempio, ci siamo chiesti perchè
in Sicilia i cittadini siciliani il costo farmaceutico per i
cittadini siciliani è tra i più alti d'Italia?
Perchè un cittadino in Sicilia spende pro capite ottantamila
lire in più rispetto al cittadino del Veneto? Perchè?
Perchè in Sicilia forse siamo più malati? Perchè in Sicilia
abbiamo bisogno e consumiamo medicine perchè ci mancano altri
alimenti? O forse perchè non esiste un sistema vero di controllo,
non è governato il sistema della spesa farmacologica in Sicilia e
forse si annidano nel sistema della spesa elementi poco chiari
che forse non meritano soltanto l'attenzione e la giusta
iniziativa della politica, ma che forse chiedono e impongono
anche altri soggetti istituzionali che possano in qualche modo
esaminare, capire, comprendere quali interessi, cosa si muove
dentro il sistema sanitario.
Di tutto questo non si fa nulla, non c'è un'idea, non c'è la
voglia di sporcarsi le mani, non c'è la voglia di toccare i fili.
E invece si sceglie di colpire chi? I soliti noti.
Tra l'altro mi ha colpito il fatto che questo Governo ha
annunciato i ticket in questi giorni, in queste settimane, forse
senza neanche sapere realmente quali fossero i ticket che stava
introducendo. Uno per tutti: noi non stiamo mettendo i ticket
soltanto per i farmaci di tipo B, noi stiamo introducendo il
ticket sulla ricetta che prevede che tutti i cittadini che si
recheranno in farmacia per avere un farmaco considerato della
fascia A, quel cittadino dovrà pagare 3.000 lire e se i farmaci
sono due o più di due dovrà pagare 6.000 lire. Con questo ticket
voi reintroducete il ticket non solo sul farmaco di tipo B, che
comporta un costo del cittadino fino al massimo del 50 per cento
del farmaco, ma introducete il ticket sulla ricetta. A questo si
aggiunge che introducete, per la prima volta, in un sistema che
non è organizzato, il ticket sul pronto soccorso. Anche qui,
usciamo dalla metafora del ticket. Voi state prevedendo che il
cittadino che si reca al pronto soccorso (che probabilmente
richiederà del tempo per essere organizzato col sistema triage,
che consentirà in qualche modo di individuare i colori ai quali
il cittadino sarà indirizzato nell'attività di emergenza) debba
pagare il ticket, voi state prevedendo una cosa che io ritengo
costerà di più alla Regione. La prima: state prevedendo che un
cittadino dovrà pagare al pronto soccorso 100.000 lire, nelle
more che si farà il decreto da parte dell'assessore questo costo
sarà dimezzato a 50.000 lire, ma parliamo di 50.000 lire per
recarsi al pronto soccorso, 25 euro circa, anzi un po' di più.
Allo stesso tempo dobbiamo sapere, ed è una delle preoccupazioni
che mi pongo e sottopongo al Governo, che anche in
un'organizzazione che prevede l'esenzione dal ticket, qualora
comunque l'arrivo al pronto soccorso si concluda con il ricovero
da parte del paziente, bene, sarà esonerato. Io credo che con
questo ticket voi, di fatto, favorirete e aumenterete il numero
di ricoveri impropri nella struttura ospedaliera siciliana.
Pertanto, voi avete scelto una via monetarista per affrontare un
problema senza valutare le conseguenze del problema che voi
determinerete e dei costi ulteriori che si determineranno nella
spesa sanitaria siciliana. A questo voglio aggiungere,
ritornando sui farmaci, che non c'è dubbio che la scelta di
individuare il cittadino, e lì di non dimezzarlo, anche lì
attenzione leggiamo le norme. Non c'è la fase di dimezzamento del
costo del ticket sul farmaco, non ci sarà, ci sarà invece un
sistema nel quale la compartecipazione del cittadino non
servirà minimamente a ridurre la quantità di farmaci che si
consumano in Sicilia, perchè il vero problema è che non si fa
nulla a monte per capire le ragioni vere che determinano il fatto
che oggi, su 8 mila miliardi che le aziende sanitarie siciliane
spendono per la propria attività sanitaria, due mila e trecento
miliardi riguardano soltanto la spesa farmaceutica.
Introducete altri tickets, come quello sulla riabilitazione;
riproponete quello sulle prestazioni di laboratorio e di
diagnosi. Insomma, volete risolvere il problema della sanità con
l'illusione di avere meno utenti o meno clienti nella sanità
pubblica.
Non si fa nulla - sempre tornando al tema del risanamento e
del rigore a cui faceva riferimento l'assessore Pagano, e
concludo - sull'altra parte della spesa sanitaria, la spesa in
convenzione, la spesa gestita dalla gestione privatistica della
sanità. Ci torneremo a proposito del nuovo coefficiente che
regola il rapporto tra cittadini e posti letto in Sicilia.
Infine, ho voluto porre le suddette questioni perchè non c'è
dubbio che, con questa scelta, voi non avete individuato le cause
che hanno determinato e determinano il buco della sanità in
Sicilia. Avete scelto di mantenere il sistema che conoscete,
fatto di sprechi e, probabilmente, di malaffare. Avete soltanto
saputo individuare il responsabile di tutto questo che è il
malato, che è colui che utilizza la sanità nella condizione di
maggiore debolezza.
E' una scelta grave quella che ha fatto questo Governo. Io
spero che sia una scelta che pagherete nel rapporto con
l'opinione pubblica siciliana.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, visto che siamo giunti alle
ore 21.15 circa, la Presidenza invita i colleghi che vogliono
prendere la parola ad iscriversi adesso in modo da consentire ai
colleghi che non intendono farlo di potersi allontanare per
rientrare successivamente. Tutto ciò per garantire un
comportamento regolare in Aula e disciplinare meglio i propri
lavori.
Invito, inoltre, i deputati che intendono parlare ad
iscriversi entro la fine del prossimo intervento.
E' iscritto a parlare l'onorevole Raiti. Ne ha facoltà.
RAITI. Signor Presidente, onorevole assessore, onorevoli
colleghi, entriamo nel nocciolo della finanziaria. Ieri abbiamo
affrontato con particolare attenzione un articolo che voglio
richiamare in questo contesto e che riguarda il tributo
ambientale o la tassa sul gas, o la "tassa del tubo" come la
chiamo io.
Quella era una scelta politica sciagurata che, comunque, il
Governo ha deciso di portare avanti a tutti i costi. Oggi, con
l'articolo 9 che stiamo discutendo, a quella scelta politica se
ne aggiunge un'altra di una gravità inaudita per il popolo
siciliano.
Ritengo che quella di tassare l'uso indiscriminato dei
medicinali sia una scelta di principio condivisibile, accettabile
entro certi punti di vista perchè ha lo scopo di fare in modo che
non vi sia uno spreco di risorse per medicine che non servono o
che possono essere evitate; ma da lì ad arrivare ad una normativa
generale, come quella che l'articolo 9 ci propone, ce ne corre
Se avessimo chiesto, infatti, di applicare un ticket su alcuni
farmaci, per alcune fasce di reddito - e solamente per quelle -
quasi certamente avreste avuto anche il mio consenso. Ma
applicare e chiedere una partecipazione al costo delle
prestazioni sanitarie - così come la chiede il Governo con
l'articolo 9 - certamente non è ammissibile: è un fatto
politicamente rilevante e di una gravità inaudita, perchè, nella
sostanza - è bene che i cittadini lo sappiano - applicando, nel
caso specifico l'articolo 9, così come previsto dal Governo,
stiamo reintroducendo i ticket con le esenzioni totali o parziali
previste per i meno abbienti.
Nella sostanza, significa precipuamente:
- ticket sulle ricette L. 3.000 a confezione o L. 6.000 per
più confezioni;
- ticket sul day ospital per accertamenti diagnostici L.
150.000 o L. 75.000 con esenzione parziale;
- ticket sulle prestazioni termali fino a L. 200.000;
- ticket su assistenza o riabilitativa extraospedaliera L.
80.000 a settimana.
Inoltre, vi è il ticket sul "pronto soccorso". Si tratta di
un ticket che può essere definito - come più volte è stato detto
da altri colleghi in questa sede - "ticket sulla paura", nel
senso che chiunque possa andare o possa temere di stare male,
soprattutto per i meno abbienti, e si rechi al pronto soccorso
deve temere ciò perchè deve valutare direttamente se i sintomi
possono portare ad un ictus o ad una encefalopatia. E' davvero
una cosa inconcepibile
E ciò per colpire un fenomeno che è giusto colpire, cioè
impedire che i più furbi - così come spesso accade nei nostri
pronto soccorsi - vadano al presidio di pronto soccorso per
sottoporsi ad esami costosi gratuitamente.
L'obiettivo è giusto e mirato, ma certamente per colpire non
basta un ticket indiscriminato, così come il Governo fare
introducendo l'articolo 9. Si tratta di una misura assolutamente
sbagliata, che non va in quella direzione ed io vorrei dare il
mio contributo affinchè si possa trovare una soluzione a questa
finalità perchè capisco ed apprezzo lo scopo, cioè evitare che i
furbi possano utilizzare le strumentazioni e sottoporsi ad esami
costosi attraverso un pronto soccorso, ledendo ed aumentando così
eccessivamente le spese sanitarie.
L'obiettivo è giusto ma, in questo modo, non lo perseguiamo.
Se volessimo farlo sappiamo che esiste una possibilità seria e
concreta che mi permetto di suggerire al Governo e soprattutto
all'assessore alla Sanità, che è un esperto nella materia.
Sappiamo che vi sono le continuità assistenziali nelle ore
diurne, cioè vi sono il sabato e la domenica; quindi, il sabato e
la domenica i medici generici sono a riposo, ma il cittadino -
quando ha dei problemi di salute - può recarsi nei presidi che
assicurano la continuità assistenziale, in maniera tale che i
presidi nel cui ambito lavorano dei medici possano intervenire
per accertare e per fare delle prescrizioni mediche, per
stabilire il ricovero o meno.
Potremmo estendere - ritengo - la continuità assistenziale a
tutti gli altri giorni, dal lunedì al venerdì, così da istituire
una sorta di "filtro" al pronto soccorso. Così facendo daremmo
lavoro a quei medici che sono impegnati nella continuità
assistenziale il sabato e la domenica per un numero di ore
limitato, potremmo estenderlo in maniera tale da stabilizzare i
loro rapporti di lavoro e, quindi, faremmo un'opera di
stabilizzazione di rapporti di lavoro che è certamente
auspicabile, ma nello stesso tempo creeremmo un presidio che con
costi minimi ci permette di fare un filtro al pronto soccorso,
perché quando il cittadino andrà al presidio di continuità
assistenziale, quel presidio potrà stabilire se è necessario un
pronto soccorso e, quindi, accedere ai benefici del pronto
soccorso con tutto quello che comporta nel risparmio dei costi di
analisi o di accertamenti vari o potrà decidere che quella
particolare patologia riscontrata in quel momento merita
solamente una prescrizione o uno spostamento ad uno specialista.
Così facendo potremmo raggiungere l'obiettivo che è quello che si
vuole prefiggere la norma del ticket sul pronto soccorso, avremmo
raggiunto l'obiettivo di non mettere la tassa sulla paura e di
abbassare i costi della spesa sanitaria regionale a quelli
necessari.
E' un suggerimento che mi sono permesso di dare al Governo
e, ripeto, all'Assessore alla Sanità. E' un suggerimento che
ritengo che questo Parlamento deve in ogni caso fare proprio,
perché non è possibile applicare una tassa sul pronto soccorso
che è una tassa sulla paura, una tassa indiscriminata nei
confronti di tutti i cittadini, ma soprattutto una tassa nei
confronti dei cittadini meno abbienti. Se andiamo avanti di
questo passo non faremmo altro che riversare il problema dei
buchi della gestione, forse un po' dissennata, degli ultimi anni
su fasce sociali che non possono sostenere questi costi, non
abbiamo fatto altro che riversarli sulla tassa sul metano e
quindi sull'energia pulita: stiamo facendo pertanto delle scelte
politiche che certamente non sono ammissibili né condivisibili.
Dal punto di vista tecnico, poi faccio riferimento a quanto
previsto dal comma 3 dello stesso articolo 9. Anche questo
contiene una disposizione che non rispetta le prerogative
previste dalla legge statale, in quanto - lo dice lo stesso
riferimento al ticket del pronto soccorso della legge nazionale -
che lo stesso ticket deve essere graduato in rapporto alla
tipologia di intervento sanitario. E in esso, invece, non vi è un
riferimento a questo tipo di rapporto: indiscriminatamente si
dice che viene determinato nella misura del 50 per cento del
limite massimo. Quindi, la norma in sé contiene delle scelte
politiche assolutamente non condivisibili, delle scelte tecniche
dal punto di vista normativo e legislativo illegittime che non
possono essere accettate e votate da questo Parlamento.
Io invito il Governo a prendere atto di questo, a fare un
ulteriore esame di riflessione e, per concludere, ad accettare
quella proposta che ho fatto prima, nel mio intervento riguardo
la possibilità di eliminare il ticket del pronto soccorso
estendendo la continuità assistenziale nelle ore diurne dal
lunedì al venerdì, così prenderemmo certamente 'due piccioni con
una fava' e non accetteremmo di fare una scelta legislativa che è
dannosissima per le fasce meno abbienti, che è iniqua, ingiusta e
che non è accettabile, ritengo, né dalla mia forza politica, né
deve essere accettata dalle altre forze politiche di questo
Parlamento.
PRESIDENTE. Dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare.
E' iscritto a parlare l'onorevole Forgione. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi pare che
ci troviamo di fronte ad una scelta che mette a nudo la natura
vera di questo Governo, un Governo - vorrei dirlo all'onorevole
Leanza e all'onorevole D'Antoni - che con questa scelta si
caratterizza più come un governo liberista, non a caso ha un
assessore al bilancio oltranzista, un assessore che é un
miscuglio, una miscela pericolosissima di gestione neo
clientelare della spesa e di liberismo selvaggio. Cioè del
peggio di quello che fu il vecchio sistema democristiano e del
peggio di quella che é la nuova politica liberista.
La cosa che più preoccupa é che quei parlamentari che
vengono da storie di solidarismo cattolico e da una tradizione
politica legata al solidarismo cattolico, oggi devono prendere
atto che con questa misura vanno a colpire le fasce più deboli
della popolazione.
E per rispondere all'onorevole D'Antoni, altro che misura di
Bertinotti L'onorevole D'Antoni - che é stato un grande
dirigente sindacale e continua ad esserlo pur ricoprendo un ruolo
politico - sa bene che l'abolizione dei ticket fu dovuta proprio
ad una battaglia parlamentare del Partito della Rifondazione
Comunista. E l'abolizione dei ticket, così come la riforma Bindi
che riqualificava la sanità pubblica, fu ottenuta grazie alla
battaglia di Rifondazione Comunista e al ruolo che Rifondazione
Comunista ebbe in quella fase di governi di centrosinistra.
Ma non dovete innervosirvi, colleghi della maggioranza;
dovete - e apprezzo la calma storica dell'onorevole Vincenzino
Leanza - dovete solo trovare gli argomenti per difendere questa
scelta. Non c'é altro da fare, non vi dovete innervosire
Voi - e penso al partito dell'onorevole Pagano - non siete
di quel partito che ha imbrattato tutti i muri dell'Italia con lo
slogan "meno tasse per tutti"? Beh, trovate ora gli argomenti
per dire: "più tasse per tutti". E anzi la più ignobile delle
tasse, la tassa sulla salute, la tassa sulla sofferenza delle
donne e degli uomini, la tassa sull'incertezza e la precarietà
che ogni uomo e ogni donna vive nel momento in cui é colpito da
una malattia: "cosa sarà domani di me". Voi state tassando
questa sofferenza
E, vedete, non é chiaro ancora che tipo di reddito si tassa;
si tassa un reddito familiare? E si tassa un reddito familiare
con la tassa piena superiore a 36 milioni? Sapete cos'é un
reddito familiare superiore a 36 milioni? Meno di un reddito di
un operaio metalmeccanico e di un'insegnante di una scuola
statale. Voi state tassando queste fasce di popolazione. E
sapete perché é grave? Perché chi guadagna 100 milioni, chi
guadagna 80 milioni all'anno, chi ha redditi medio alti, non ha
il problema delle 100 mila lire del pronto soccorso.
Il problema nella farmacia, il problema nel pronto soccorso,
il problema nel day hospital ce l'ha chi guadagna poco; e voi lì
state andando a colpire, facendo una doppia operazione: quella di
alimentare la sanità privata, di alimentare la specialistica
privata, di alimentare i laboratori privati e quella di lasciare
la sanità pubblica nel degrado e, in più, quella di tassare quel
degrado; e la tassa colpisce chi non ha altro strumento che
rivolgersi alla sanità pubblica. E lì che voi scegliete di
colpire
E mentre al comma 3 si dice che si può tassare fino al 30
per cento della tassa prevista dalla legislazione nazionale,
prima si afferma, però, che l'assessore emana un decreto
autonomamente, di concerto con l'assessore al bilancio e
l'assessore alla sanità, e quindi questo vincolo non esiste più.
Perché poi non sappiamo cosa determinerà l'assessore una volta
che emanerà il decreto, non avrà più il vincolo del 50 per cento
della tassa nazionale.
Voi mettete un ticket sulla ricetta, oltre che sui farmaci;
questa tassa la dovrete davvero spiegare. Con questa tassa non
si colpiscono gli sprechi. Pensate che una persona quando soffre
perché sta male va al pronto soccorso per il gusto di creare uno
spreco nella gestione pubblica delle risorse sanitarie?
Credete che andare in un pronto soccorso nel mese di luglio
sia per il gusto di farlo e con questa tassa voi disincentivate
il pronto soccorso? No, voi colpite la sofferenza. Facendo
questo in effetti voi avete un disegno strategico, complessivo
cioé disincentivare l'uso della sanità pubblica - penso alla
tassa sul pronto soccorso - perché, comunque, volete spingere
fasce di popolazione alla sanità privata. E' un meccanismo
classico: si lascia nel degrado la sanità pubblica perché poi
uno, comunque, colpito dalla sofferenza, dall'incertezza per la
propria vita, é disposto anche a pagare in una struttura privata
pur di avere una risposta immediata a quella sofferenza. E' vero
o no che quando uno si rivolge ad un ospedale per un esame, per
un'analisi del sangue, per un'analisi di laboratorio c'é da
aspettare due mesi, tre mesi e, magari, in quello stesso ospedale
tu trovi subito una persona che ti dice che fuori c'é un
laboratorio privato magari in un sistema d'affari concordato con
quei pezzi di sanità pubblica dove la risposta te la danno in un
mese e tu, colpito da quella sofferenza, vai in quel laboratorio
privato, paghi e paghi due volte perché quel laboratorio privato
prende i soldi pubblici in convenzione e prende i tuoi soldi che,
colpito dal bisogno, ti rivolgi lì per avere una risposta
immediata a quel tuo bisogno, a quella tua incertezza. Voi state
facendo questa operazione Signori del Governo. E' un'operazione
nazionale però la dovete spiegare. Io, davvero, mi vorrei
rivolgere ai tanti parlamentari della maggioranza che hanno
ispirato tutto il loro impegno politico ad un legame tra la
cultura solidaristica del cattolicesimo democratico e l'impegno
politico. Spiegatele queste cose. Una cosa d'ora in poi non
potrete fare, amici e signori del Governo e amici deputati della
Casa delle Libertà: continuare ad affiggere manifesti
proponendovi come quelli di meno tasse per tutti. No, meno tasse
per tutti no. Meno tasse per le fasce più altre della
popolazione, tasse per le fasce più deboli e, qui, io l'ho detto
oltre a un Governo "Pinocchietto" perché é quello stesso Governo
che ha preso i voti usando questi slogan "Meno tasse per tutti"
ora abbiamo un Governo "Vampiro" perché una tassa sulla
sofferenza della gente, una tassa sulla salute, una tassa sulla
malattia la può mettere solo un Governo che mercifica il diritto
alla vita delle donne e degli uomini. Per voi tutto é merce, per
voi tutto é profitto.
Del resto guardate alla gestione della Cosa pubblica come ad
un'impresa ma quello ha poco a che fare con il bisogno di
solidarietà, con la tutela delle fasce più deboli e anche con la
tutela di un bisogno di trasparenza nella gestione della spesa
sanitaria della quale voi non vi fate carico. Lasciate la sanità
pubblica in questo stato perché tanto poi alla fine ci sarà
sempre una sanità privata da alimentare e da alimentare
attraverso un sistema d'interessi che voi in questo Governo
rappresentate.
ORTISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORTISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a costo di
ricevere una censura dal gruppo di appartenenza io voglio
spezzare una lancia a favore del provvedimento e mi voglio
congratulare in particolare non con il prof. Cittadini ma con gli
onorevoli Granata e Cascio i quali dopo avere creato
meritoriamente l'itinerario ambientalistico, l'itinerario
museale, l'itinerario eno-gastronomico hanno inventato un altro
itinerario di turismo interno quello nosocomico con molta
attenzione alla seconda parte dell'espressione nosocomico.
Infatti, hanno ipotizzato che i siciliani vivano un desiderio
pervasivo di smettere, di notte in particolare, i comodi pigiama
dentro i quali nuotano e di recarsi accompagnati dalle famiglie
di appartenenza con l'abito di festa, possibilmente, per
presentarsi ai pronto soccorsi, per il solo gusto di incrementare
le dissestate entrate del bilancio regionale.
Non sarà più necessario essere Sgarbi, per farsi aprire i
musei, basterà pagare un modesto ticket per visitare i locali
museali dei nostri pronto soccorsi. Prima conseguenza: i
probabili contrasti tra le valutazioni dei medici di base o di
guardia medica e i colleghi dei pronto soccorsi. Seconda
conseguenza più grave, per la quale prego di colleghi di stare
attenti per non più di trenta secondi: la cosa di cui ho più
paura é la modifica della percezione di sé che ogni cittadino
elaborerà nella paura, non solo economica, ma soprattutto
etico-comportamentale, di essere bocciato come superficiale, come
perditempo, come "cacasotto"; con il rischio di sottovalutazione
dei sintomi soggettivi e soprattutto con la certezza che da oggi
a qualche decennio, i comportamenti derivanti dalla dimensione
dell'autopercezione si saranno modificati a tal punto, che ci
vorranno davvero decenni per recuperare un equilibrato rapporto
del cittadino con la propria psicosomaticità, per non parlare
delle vittime che resteranno sparse per le vie di un
provvedimento assolutamente non conducente, nei confronti del
risanamento auspicato del bilancio regionale.
Sarebbe opportuno indirizzare gli sforzi verso altri lidi e
con altri provvedimenti, almeno per il ticket sul pronto
soccorso, con molta serenità. In particolare chiedo a lei,
professore Cittadini e al Governo, alla maggioranza ed ai
colleghi di avviare un'ulteriore pausa di riflessione.
MICCICHE'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho un
pensiero malevolo e cioè che meno si ascoltano le ragioni degli
altri, meno si pensa. Capisco che i deputati abbiano esigenze
fisiologiche, dato che dovremo fare probabilmente mattinata, ma
stiamo affrontando la questione che non é secondaria. E'
l'essenza della solidarietà. Rivolgo un appello all'onorevole
D'Antoni che nella sua lunga carriera sindacale ha difeso il
diritto dei più deboli.
Le memorabili battaglie della CISL, in questo campo le ho
viste tutte.
Io spero che, su questo argomento, il suo peso politico,
onorevole D'Antoni, possa anche riversarsi su questo versante
perché capisco che l'esigenza di tagliare dell'Assessore Pagano,
a volte, non per sua volontà, ma per esigenze di cassa e di
bilancio, lo hanno portato ad incrementare le tasse, e
quant'altro.
Come diceva poc'anzi l'onorevole Forgione, abbiamo ancora
nella nostra mente, le pubblicità gigantesche del Polo delle
Libertà con l'effigie dell'attuale Presidente del Consiglio
Berlusconi con su scritto "Meno tasse per tutti "
Meno tasse per i ricchi e più tasse per i poveri
Se avrebbe scritto una frase del genere sarebbe stata la
verità. E' quello che si sta verificando proprio da noi in
Sicilia, la Terra più povera d'Italia, in termini di reddito
pro-capite - basti dare un'occhiata alle nostre province
Agrigento, Enna, Caltanissetta, le più povere d'Italia in
assoluto - come si fa a formulare una proposta come quella di
tassare il servizio di Pronto soccorso?
Voi in questo modo, state scoraggiando la sanità pubblica
perché volete che nella mente dei Siciliani si radichi l'idea che
curarsi è un privilegio, perché, alla fine, questo è il problema
"curarsi è un privilegio".
Io non so se l'Assessore Cittadini, della cui capacità
professionale, peraltro, ho sempre sentito parlare bene, abbia
mai fatto un giro nei nostri ospedali, se è passato, per caso,
dall'ospedale di Agrigento.
I problemi che possono sorgere in questi ospedali sono
inimmaginabili, quanti e quanti problemi, anche sulle cose più
insignificanti e non bastano i sacrifici del personale sanitario
e parasanitario.
Ho molti amici che esercitano la professione di medico in
questi ospedali e fanno di tutto, ma a volte mi dicono di essere
scoraggiati dallo stato in cui versano gli stessi, perché c'è una
cultura ormai e questa Regione ha fatto poco - anche nel periodo
di governo Centro-Sinistra, questo bisogna ammetterlo -, ma
principalmente con il "potere Berlusconi" la politica sanitaria
ha assunto un aspetto secondario, tant'è che si propongono
l'aumento, appunto, dei tickets sui servizi sanitari e di pronto
soccorso.
Capisco che l'esigenza di cassa c'è, però, se è vero che c'è
questa esigenza impellente, questi sessanta miliardi, previsti
da questa tassa, dovrebbero servire per aprire - faccio un
esempio - l'ospedale di Agrigento che da dieci anni aspetta la
sua messa in funzione, oppure per istituire nell'Ospedale di
Licata la "terapia intensiva" che manca anche a Canicattì.
Quindi, come dicevo, dovrebbero servire per attivare questo
servizio pubblico sanitario, invece servono per sanare il buco
finanziario della Regione. Allora, se si tratta di sanare "il
buco", se servono a creare meno deficit, basta togliere delle
spese inutili. Penso al CERISDI, del Prof. Pintacuda, il
maggiore rappresentate, 414 mila euro, in sostanza, centinaia di
milioni.
Allora, se noi vogliamo risparmiare incominciano a tagliare
un pò di quà un pò di là in modo da racimolare questi sessanta
miliardi che si vogliono tagliare a carico del servizio
sanitario.
Onorevole Assessore, non ci venga a dire che questa manovra
riguarda solo i ricchi siciliani che superano i 40-60 milioni di
reddito annuale, perché non è così. Noi sappiamo che se c'è un
nucleo familiare che ha un reddito di sessanta milioni non è
certo ricco, basta esaminare questo reddito; ci sono famiglie
che lo raggiungono ma sono in cinque o sei ad attingere da quel
reddito e se ci sono problemi sanitari, questi poi sono
addirittura tagliati fuori da un possibile rimborso dei famosi
""viaggi della speranza". Molte volte famiglie hanno avuto
bisogno di 50, 60 milioni per poter fare curare i figli fuori
dalla Sicilia.
Perché questa Terra non garantisce una cura specialistica e
quindi si è costretti ad andare fuori. Mi risulta, questo mi era
sfuggito all'inizio del mio discorso, che proprio nel bilancio
sono state tagliate delle somme riguardanti dei contributi che si
danno alle famiglie che fanno i cosiddetti "viaggi della
speranza". Quindi, il taglio sulla sanità non riguarda solo
questo aspetto, riguarda anche quello della contribuzione e poi
tutti ci allarmiamo.....
PRESIDENTE. Onorevole Miccichè, la invito a concludere, il suo
tempo è scaduto.
MICCICHE'..... tutti ci allarmiamo e diciamo che siamo
solidali con le famiglie bisognose che hanno le disgrazie, che
conosciamo tutti. Come, per esempio, quella ragazza che ha
contratto il morbo cosiddetto "della mucca pazza". Probabilmente
questa famiglia avrà un reddito di 60 milioni.
SEGRETO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SEGRETO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo pochi
minuti per esprimere il nostro assenso alle scelte del Governo
nella direzione di evitare gli sprechi soprattutto nella
dispensazione dei farmaci, sprechi che sono aumentati
notevolmente giusto con la legge Bindi, quella legge cioè che
aveva abolito quel minimo ticket e che ha fatto invece aumentare,
invece, la spesa sui farmaci. La legge prevede anche che si
evitino i ricoveri inutili, spesso immotivatamente protratti.
L'introduzione dei ticket per fasce di reddito e per
patologia salvaguarda lo stato sociale e il principio della
solidarietà tutelando le categorie più deboli e riducendo
sicuramente la spesa farmaceutica.
In ambito ospedaliero riteniamo che con il filtro presso il
pronto soccorso, le porte si apriranno soltanto a coloro che
effettivamente hanno bisogno e non a coloro che si recano al
pronto soccorso magari per avere un certificato utile ai fini
medici legali.
Riteniamo comunque che maggior spazio, onorevole assessore,
dovrà essere dato non solo al day hospital, ma soprattutto
all'assistenza domiciliare integrata, considerato che adesso
molti reparti, molte divisioni sono ritenuti inutili perchè la
patologia può essere curata, sicuramente, a domicilio in un
ambiente familiare, in un ambiente sicuramente più accogliente.
Per cui facciamo voti affinchè l'assessorato della sanità
attivi una seria analisi del territorio per una maggiore
razionalizzazione dei posti letto e nella distribuzione delle
divisioni specialistiche per un maggiore funzionamento delle
stesse.
Un invito formuliamo all'Assessore perchè la riabilitazione
finalmente abbia il giusto spazio che occupa nel piano sanitario
regionale, attualmente ancora in vigore, ma che non ha avuto in
effetti lo sviluppo che merita, cioè parliamo della
riabilitazione non della fisioterapia, quindi la riabilitazione
vera nei suoi diversi aspetti e tipologie.
Dicevo che il ticket sul pronto soccorso non mi preoccupa
più di tanto, considerato che spesso i pronto soccorsi vengono
affollati da gente che effettivamente non ha bisogno, a tal uopo
è necessario, come diceva qualcuno, che venga integrato e venga
intensificato e migliorato il servizio della guardia medica.
Al di là comunque di ogni considerazione e valutazione di
ordine economico, è bene che il Governo, l'assessorato si attivi
perchè nei presidi sanitari siciliani gli operatori vengano
valutati anche per il modo di porgersi rispetto ai pazienti
perchè la medicina venga maggiormente umanizzata.
A tal uopo sarebbe opportuno, ne parlavo qualche giorno fa
con l'assessore, affinchè presso ogni ASL o presso ogni azienda
ospedaliera si insedi una commissione di bioetica per la
valutazione anche del comportamento degli operatori sanitari.
Ritengo quindi che le scelte fatte dal Governo non siano
così destabilizzanti come qualcuno vuole fare credere, come se lo
stato sociale crollasse, ma ritengo invece che lo stato sociale,
per i limiti dati al reddito e per le patologie che vengono
tutelate, siano indirizzate nella giusta direzione.
BALDARI. Chiedo di parlare,
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BALDARI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non voglio
ripetere cose già dette dal collega onorevole Segreto, il mio
intervento è indirizzato a sfatare cose che sono state dette in
quest'Aula e ad evitare allarmismi.
Io credo che non è nell'intenzione del Governo e di questa
maggioranza di tassare chi sta male e chi necessita di una
prestazione urgente di pronto soccorso. La partecipazione al
costo da parte degli assistiti, secondo la previsione
dell'articolo 3 al comma 7, prevede che il ticket andrebbe
applicato <per prestazioni erogate in regime di pronto soccorso
non seguite da ricovero> - sto leggendo testualmente -
<effettuabili in regime ambulatoriale senza pregiudizio per il
paziente>. Si tratta - c'era mi pare prima il collega Cracolici
che parlava di triage - si tratta dei codici bianchi, cioé di
quei pazienti che impropriamente vanno al pronto soccorso e che
invece dovrebbero andare nell'ambulatorio del medico di base, del
proprio medico di famiglia. Io voglio richiamare l'attenzione di
tutti i colleghi su quello che succederebbe, una volta applicato
il ticket sulle visite specialistiche, nei pronto soccorsi. Io
penso che tanti utenti, perché di utenti dobbiamo parlare, si
presenterebbero riferendo patologie acute che invece non ci sono
per cercare di ottenere prestazioni che invece vanno erogate con
un altro regime, con altro metodo. Io mi permetto suggerire
all'assessore e all'onorevole Presidente della Regione la
possibilità invece di indirizzare i flussi economici, per quanto
possono essere, non so se saranno sufficienti, ma anche quel poco
che verrà dall'applicazione di questa partecipazione al costo
delle prestazioni improprie di pronto soccorso che possono essere
indirizzate invece ad incrementare ed essere spesi quindi
nell'area dell'emergenza che è quella più costosa per il sistema
socio-sanitario e soprattutto per la parte pubblica del sistema
socio-sanitario.
D'ANTONI . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ANTONI . Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome
l'argomento di cui stiamo parlando è un argomento delicato,
importante, è bene che questa Assemblea prima di esprimersi, di
votare, sappia esattamente, almeno per la mia parte, come stanno
le cose, poi è chiaro che ognuno può avere idee diverse e trarne
conseguenze diverse.
Stiamo parlando di applicare in Sicilia o di riapplicare in
Sicilia un decreto, il decreto 29 aprile del 1998, decreto del
Governo Prodi, il cui Ministro della Sanità è stato l'onorevole
Bindi. Ora l'onorevole Bindi è conosciuta in questo Paese per
essere, e probabilmente lo è in maniera indiscutibile, un vero
difensore del sistema pubblico sanitario italiano, nel senso che
si è battuta nei tanti anni in cui è stata ministro per difendere
il sistema sanitario nazionale da tutti gli attacchi privatistici
che ci sono stati. E, non a caso, il decreto di cui parliamo
aveva questa impostazione, nel senso che il tentativo di far
partecipare i cittadini ad alcune prestazioni sanitarie nasceva
soprattutto, e nasce, da un'esigenza:, l'esigenza della
deterrenza, cioè l'esigenza di evitare che, attraverso forme
particolari, si possa attaccare la natura pubblica del sistema
sanitario nazionale.
Un uso smodato costringerebbe a rivedere un'impostazione
che, per quel che mi riguarda e - penso - per quel che riguarda
la maggioranza di quest'Assemblea, difende. Noi difendiamo il
sistema pubblico sanitario nazionale, e poichè lo difendiamo,
chiediamo ai cittadini una partecipazione graduata attraverso il
ticket, proprio per evitare che una spesa incontrollata possa far
rivedere l'impostazione generale sul sistema sanitario nazionale.
Erano queste le considerazioni che portarono il Governo
Prodi-Bindi, di cui faceva parte nella maggioranza Rifondazione
comunista, ma, evidentemente, in quest'Aula tutti hanno memoria
corta, a produrre questo decreto che noi ripristiniamo. E'
successo, infatti, che alla vigilia delle elezioni nazionali,
nella finanziaria 2000-2001 il Governo Amato ha sospeso questo
decreto ed ha fatto un'operazione furba, mettendo dei tetti alla
spesa sanitaria alle regioni e costringendo queste ultime a farlo
loro.
Cioè, nella sostanza, ha fatto un'operazione politicamente
elettoralistica e furba, nel senso che ha scaricato, attraverso
il patto di stabilità, alle regioni la messa in ordine dei conti
sanitari, tant'è vero che molte regioni si sono orientate a
ripristinare i ticket e molte regioni ne stanno discutendo, sia
di maggioranza di Casa delle Libertà sia di maggioranza di
centrosinistra.
Allora, la questione è diversa: valutiamo la natura di
questo intervento e valutiamo il suo impatto con la realtà
siciliana e diamo un giudizio coerente con la natura
dell'intervento e con l'impatto sulla realtà siciliana.
La natura dell'intervento è ripristinare i ticket 'Bindi' in
Sicilia per salvaguardare il sistema sanitario nazionale
siciliano. In secondo luogo, preoccupati delle condizioni
economiche della Regione siciliana, in questo testo abbattiamo
del 50 per cento il ticket previsto allora dal Governo
Prodi-Bindi e lo riportiamo ad una misura più consona al reddito
dei siciliani, tant'è vero che ci preoccupiamo di abbattere del
50 per cento i massimali che erano previsti e che sono previsti
nel decreto nazionale.
Prevediamo l'esenzione per i veri malati, quindi, parlare di
tassa di sofferenza non esiste perchè i malati hanno l'esenzione
totale, come hanno l'esenzione totale tutti coloro che godono di
un reddito inferiore ai 36 milioni annui, cioè la grande
maggioranza del popolo siciliano.
Se vogliamo fare demagogia in quest'Aula, io vengo da
trent'anni di esperienza e a me in quanto a demagogia non mi ha
mai fregato nessuno, per cui sono pronto per un torneo oratorio e
demagogico che nessuno, vi garantisco, nessuno mi può battere. Se
vogliamo parlare seriamente come siciliani, dobbiamo dire che se
vogliamo salvaguardare questo sistema sanitario nazionale
sicuramente dobbiamo fare la lotta agli sprechi, sicuramente
dobbiamo impegnarci per evitare che avvengano malversazioni,
tutto ciò che volete; del resto ci sono i magistrati e questo è
giustissimo, ma dobbiamo, salvaguardando le fasce deboli ed i
malati, dare un segnale di partecipazione per garantire una vera
effettiva tenuta del sistema sanitario nazionale siciliano.
Con queste motivazioni darò il mio voto favorevole e ritengo
che la maggioranza difenda questo testo proprio in nome della
sanità pubblica siciliana.
(Applausi dai banchi della destra)
CITTADINI, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CITTADINI, assessore per la sanità. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, vorrei fare alcune precisazioni. Dall'8
agosto, quando ho ricevuto la delega per la sanità, ho
partecipato almeno 22 volte - lo notavo poc'anzi sulla mia agenda
- alla Conferenza Stato-Regioni, la Conferenza degli assessori e
devo dire che due dati sono emersi.
Il primo dato, assolutamente importante e che voi tutti
sapete, è che dal 1 gennaio non vi è più il ripiano da parte
dello Stato per i debiti della sanità e, di conseguenza, quello
che noi in questo momento andremmo a "succhiare" come autentici
vampiri - come ci ha definiti l'onorevole Forgione - ai
cittadini, in ogni caso verrebbe "succhiato" a fine anno quando,
trovandoci un buco di 1.200 miliardi (questo è il buco della
farmaceutica, in Sicilia anno dopo anno) fatalmente questo
dovrebbe essere ripianato.
Il secondo problema. Domani farò omaggio all'onorevole
Cracolici di un libro molto bello che abbiamo prodotto (ho
frequentato per sette anni il Comitato nazionale di bioetica,
quando ero ben lontano dall'idea di diventare assessore alla
sanità) il più bel libro evaso e pubblicato dal Comitato di
bioetica è stato "Etica e risorse in sanità". E' veramente un
libro molto importante. Alcuni punti sono ben spiegati: l'etica
del limite, l'etica del diritto, quella del diritto alla salute e
così via. Bisognerebbe riflettere un pò su questo.
Innanzitutto vorrei dirvi che tutte le decisioni, tutte
quelle che sono state prese finora, quelle discusse oggi in
questa sede, sono tutte state studiate in quella che si chiama
"la cabina di regia", cioè su un accordo nazionale che fino a
questo momento nessuna decisione sui LEA, sulla farmaceutica,
sull'abolizione di alcune prestazioni di fisiokinesiterapia, su
tutte le problematiche vengono prese a livello nazionale. Vorrei
dire che in questo livello nazionale le regioni che contano di
più e che, naturalmente, hanno maggior peso sono la Toscana,
l'Emilia Romagna, il Veneto, la Liguria, regioni che chiaramente
non fanno parte dell'area politica di Forza Italia, ma questo non
ha importanza, inutile fare ancora queste distinzioni sciocche.
Noi abbiamo identificato come buco della sanità in Sicilia -
come del resto nelle altre regioni - vi anticipo ad esempio che
nel Lazio il buco della sanità è di 9.200 miliardi di lire e
4.000 miliardi soltanto è l'indebitamento del Policlinico Umberto
I di Roma. Su questi 1.200, 1.300 miliardi di lire circa 1.100
sono dovuti alla spesa farmaceutica. L'onorevole Cracolici ha
anticipato alcune cifre, alcune gliele avevo suggerite io stesso:
siamo la seconda regione d'Italia per spesa farmaceutica dopo il
Lazio; siamo la prima d'Italia come spesa pro-capite, ogni
cittadino palermitano, per esempio, spende 368.000 lire per anno,
80.000 lire più di quello che spende un cittadino veneto e 50.000
lire in più della media nazionale; siamo la prima regione
d'Italia per il consumo di antibiotici sofisticati, quelli da
rianimazione, quelli che si usano per le malattie acute, per le
malattie gravi. E' difficile comprendere come questo possa
avvenire in una regione come la Sicilia.
L'onorevole Cracolici ha detto che noi non abbiamo preso
delle contromisure. A Tall proposito, intendo fargli subito
omaggio di un decreto che è stato pubblicato due giorni fa nella
Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana dove sono elencati
tredici provvedimenti, tutti attuati nella maggior parte come, ad
esempio, l'introduzione dei farmaci generici, dei farmaci
generici a minor prezzo rispetto allo stesso farmaco e così via,
l'idea di affidare tutto il prelievo dei farmaci in ogni
provincia alle ASL provinciali che lo acquistano al 50 per cento
e lo distribuiscono al 4 per cento ai grossisti e al 13 per cento
ai farmacisti, i problemi del primo ciclo terapeutico dopo la
dimissione dall'ospedale data e così potremmo continuare
all'infinito.
Malgrado ciò, noi siamo di fronte alla realtà del 2001, in
cui abbiamo speso - informo anche il Presidente, in dettaglio -
2.292 miliardi per la spesa farmaceutica su 7.840 miliardi 438
mila lire per la spesa generale di tutte le nove ASL siciliane.
Dunque, siamo attorno al 26, 27 per cento a fronte del 13 per
cento che lo Stato imporrebbe essere il tetto della spesa
farmaceutica.
Abbiamo avuto in Sicilia dal 1 gennaio al 31 dicembre 2001
44 milioni 330 mila 688 ricette, questa è la situazione. E'
chiaro che a questo punto si debba incidere ed intervenire sulla
spesa farmaceutica, in qualunque modo.
L'onorevole D'Antoni ha chiarito che questo ticket era
presente. Nel grafico che è a disposizione di tutti voi, perché
ne ho fatto parecchie copie, si vede ciò che è successo in una
ASL siciliana dal 1999 quando è iniziato l'aumento dei farmaci,
poi nel 2000 è stato bloccato il ticket e siamo passati da 680
miliardi a 600 miliardi di farmaci solo in una ASL siciliana come
effetto della rimozione del ticket; di conseguenza, io credo che
francamente il ticket andasse messo.
Devo dire che la proposizione dell'onorevole Pagano che vede
le cose dal punto di vista del bilancio e di conseguenza è chiaro
che la sua azione voglia essere particolarmente incisiva, era
anche quella di aggiungere a quel prelievo delle 3.000 lire per
ricetta decurtato del 50 per cento (anche se non era previsto noi
lo abbiamo fatto, che poi è 3.000 per la ricetta multipla, 6.000
mila che diventa 3.000 mila) anche un prelievo su tutte le
ricette a prescindere dalle fasce di età, dalla fasce di reddito,
dalle patologie per cui quel farmaco viene prescritto e questo mi
pare che non ha incontrato la simpatia e il favore di alcuno ed è
stato subito rimosso.
Tutte gli altri commi che riguardavano la
fisiokinesiterapia, le prestazioni ambulatoriali, sono state
tutte eliminate; ad esempio le terapie termali sono state
totalmente escluse da i LEA, dunque è inutile discutere di ticket
su una cosa che non viene rimborsata. Lo stesso vale per molte
prestazioni di fisiokinesiterapia per cui sarà riproposto più
avanti un emendamento dopo l'introduzione dei LEA.
Infine, il problema del pronto soccorso. L'onorevole
Cracolici dice che io passerò alla storia non come medico, ma
come colui che ha introdotto il ticket sul pronto soccorso.
CRACOLICI. Era provocatorio.
CITTADINI, assessore per la sanità. Molti di coloro che hanno
parlato chiaramente non sono mai stati in un pronto soccorso,
dico non sono mai stati in un pronto soccorso, come medico.
Io ho fatto pronto soccorso per quarantadue anni, un buon
periodo per giudicare i fatti. Ho i dati molto precisi, che
abbiamo chiesto, perché lì era il secondo spreco, i ricoveri
impropri. Lei teme che l'immissione del ticket sul pronto
soccorso possa fare lievitare i ricoveri impropri; dovrebbe
essere esattamente il contrario e comunque tra gli obiettivi dati
dai direttori generali, dai direttori sanitari ed amministrativi
è proprio il controllo sui ricoveri impropri, ma i primi tre
saggi su campioni di pronto soccorso che vengono dall'Azienda
Civico di Palermo, dall'Azienda Vittorio Emanuele di Catania e
dall'Azienda di Caltagirone ci dicono che circa il 66 per cento
di pronto soccorso sono impropri perché non hanno avuto né una
medicazione, né una riparazione di una frattura, né una sutura,
né un ricovero ospedaliero, né una prestazione cardiologica
seria, 66 per cento massimo, 58 per cento minimo, queste sono le
cifre veramente impressionanti che vengono da queste indicazioni
e di conseguenza non penso che le cose stiano così.
Questo ticket in definitiva che sembra così penalizzare
questi poveri cittadini, come se l'etica fosse il patrimonio
soltanto di alcune persone e non di altre. Si sostiene per
esempio che noi andiamo a penalizzare - io sono un medico e non
voglio penalizzare alcuno e non mi interesserebbe penalizzare
alcuno - io sono sicuro che il pronto soccorso è popolato giorno
e notte di persone che non hanno alcuna necessità di pronto
soccorso, perchè per questo ci sono le guardie mediche, c'é la
continuità territoriale.
Certo, ci sono delle lacune che andiamo a colmare. Noi
sappiamo, per esempio, che il 77 per cento dei ricoveri di
pediatria sono dei ricoveri impropri e incidono tutti dal venerdì
pomeriggio alla domenica notte, perché sono scoperti dai pediatri
di famiglia. Ma allora si tratterà di allungare l'orario dei
pediatri di famiglia, il che costa poche decine di milioni, e non
andare a favorire il 77 per cento di ricoveri impropri.
Io credo che il ticket sul pronto soccorso può darsi che mi
faccia passare alla storia, ma in questo caso ne sarò orgoglioso.
PRESIDENTE. Si passa alla fase di illustrazione degli
emendamenti.
CAPODICASA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non é per
perdere tempo, ma la discussione che si é svolta sull'articolo
che abbiamo all'esame merita che i presentatori degli emendamenti
adesso li confermino o li ritirino alla luce del dibattito.
Comunico subito che confermo l'emendamento soppressivo,
perché gli argomenti che sono stati addotti in sede politica
dall'onorevole D'Antoni, in sede tecnica, adesso, dall'assessore,
sono del tutto insufficienti a motivare una scelta che confermo
per la mia parte politica e anche per il convincimento che mi
sono fatto, e cioè che rimane un'odiosa tassa che viene
introdotta senza che se ne tragga alcun beneficio o, addirittura
- sostiene l'onorevole D'Antoni - senza che la sanità pubblica ne
tragga alcun beneficio né dal punto di vista dell'introito
quantitativo, né tanto meno per l'effetto della deterrenza.
Onorevole D'Antoni, lei poc'anzi ha ricevuto applausi da
alcuni colleghi della maggioranza a seguito delle sue
argomentazioni, che sono rispettabilissime ma per lo più
infondate, e ora dirò perché. Io capisco il senso dell'applauso,
perché tanto più appare odioso, insopportabile e difficilmente
giustificabile, agli occhi dei cittadini, da parte dei colleghi
parlamentari, un ticket sanitario come quello che viene
introdotto, tanto più una posizione giustificativa come quella
dell'onorevole D'Antoni che, in sostanza, ha teso a scaricare,
secondo il suo punto di vista, alla controparte le responsabilità
dell'introduzione del ticket, appare come i farmaci salvavita;
quello dell'onorevole D'Antoni é un ragionamento salvavita per i
deputati del centrodestra, solo che manca del necessario
ancoraggio.
Noi applichiamo la legge Bindi, e meno male che la
applichiamo, perché la legge Bindi non é la legge che
istituisce i ticket sanitari; l'onorevole D'Antoni omette un
piccolo particolare, perché la legge 449 che é una legge delega
al ministro della sanità per ridefinire la compartecipazione
della spesa, riguarda una modifica dei ticket introdotti con la
legge 537/1993, il che non c'entra nulla con il centrosinistra in
quanto si é in pieno periodo, o meglio, nella fase della
decadenza del governo della prima Repubblica.
D'ANTONI . Amato introdusse i ticket e Amato li abolì
CAPODICASA. E ha fatto bene prima ad introdurli, forse, e poi
ad abolirli, perché Amato é stato colui il quale ha tentato di
transitare dalla prima alla seconda Repubblica il nostro Paese e,
soprattutto, si é intestato una politica volta a risanare il
bilancio dello Stato e cercare di portare il Paese in Europa. E'
stato il primo Governo che se ne fece carico e che, poi, con il
Ministro del Tesoro, Ciampi, e con Prodi, Presidente del
Consiglio, portò a buon esito. Però quei ticket iniziali contro i
quali noi ci battemmo perché erano eccessivi, successivamente
sono stati ridefiniti e rispalmati sulla parte più alta di
reddito della popolazione con il decreto legislativo
dell'onorevole Bindi. Quindi, non é che li introduce
l'onorevole Bindi - e mi rivolgo a voi colleghi che avete
applaudito e vi siete sentiti sollevati da questa notizia - no,
quella é una legge vecchia del Governo e ancora prima di De
Lorenzo, ed é la conseguenza esattamente dello sperpero che é
stato fatto nella sanità. La sanità pubblica, infatti, viene
messa in discussione proprio dal grande deficit che le gestioni
passate avevano prodotto e il risultato é che si é arrivati ad
un certo punto.
Però distinguiamo, onorevole Presidente e onorevole
D'Antoni, il punto non é se appartengono alla Bindi o no, il
problema é che questi ticket soppressi dal Governo Amato il
Governo di centrodestra della Regione siciliana adesso li
introduce in Sicilia. Allora, si dice: "ma perché Amato ha
fatto un'operazione furba?" No, Amato ha fatto un'operazione la
quale viene ripresa, confermata ed aggravata dal Governo
Berlusconi. Il decreto Berlusconi, infatti, e l'accordo con le
Regioni é di qualche mese fa, precisamente del 10 agosto scorso,
secondo cui le Regioni non possono pensare di spendere nella
sanità come vogliono e poi si presentano allo Stato per chiedere
il rimborso a piè di lista. Intanto, c'é la compartecipazione
della Regione e la Sicilia paga già il costo più alto: è la
Regione che paga la percentuale più alta di compartecipazione
delle Regioni al Fondo sanitario nazionale, credo che siamo al 42
per cento. Dopodiché bisogna aggiungere che la Regione
siciliana arriva al ticket non perché l'ha introdotto
l'onorevole Bindi ma perché il Governo precedente, onorevole
D'Antoni, che lei ha creato in questa Regione, ha fatto uno
sforamento di 1.200 miliardi in un solo anno nella sanità.
Perché se noi qui avessimo i dati del 1999 dove, in tutto il
decennio precedente, avevamo un deficit di appena 338 miliardi,
non avremmo avuto bisogno di introdurre il ticket.
CUFFARO, presidente della Regione. Si é sforato perché D'Alema
ha tolto il ticket.
CAPODICASA. No, si é sforato perché c'è un decreto che le
sfugge, presidente Cuffaro, il ticket é stato tolto l'anno
passato da Amato e non da D'Alema Presidente Cuffaro, mi
incuriosisce visto che lei é anche medico e opera nel settore
della sanità oltre ad essere Presidente della Regione. Il ticket
é stato tolto da pochissimo e, quindi, non c'entra D'Alema. C'è
il decreto dell'onorevole Provenzano, assessore per la sanità del
Governo Leanza, secondo cui, in sede di ripartizione del fondo a
tutte le Aziende unità sanitarie locali, per quanto riguarda la
spesa farmaceutica - siccome le altre Regioni hanno un trend di
crescita fino al 35 per cento sul totale del Fondo sanitario é
impossibile che in Sicilia si abbia un trend così basso - per
evitare che vi siano previsioni di bilancio false in questo
settore autorizza a sforare fino al 35 per cento della spesa
farmaceutica, e se le Aziende non hanno i soldi li prendono in
prestito, sono autorizzate a ricorrere al mercato finanziario.
Ecco perché emettiamo i ticket, onorevole D'Antoni. Non
c'entra niente l'onorevole Bindi, c'entrano i governi di
centrodestra che hanno portato il deficit sanitario a 2 mila e
cento miliardi. Questo é il punto.
CUFFARO, presidente della Regione. Le faccio vedere il
prospetto di cui parlava poc'anzi l'assessore Cittadini: appena é
stato levato il ticket, la spesa é saltata.
CAPODICASA. Sì, perché corrisponde esattamente al decreto
Provenzano. Vada a leggere la data del decreto. Lei ha la
pessima abitudine di venire in Aula solo nelle occasioni
trionfali, ma le assicuro che se fosse stato presente quando
abbiamo dibattuto questo argomento, ci sarebbe stato molto da
discutere. Io ho pochi minuti adesso, ma ne avremo l'occasione.
Vi faremo una bellissima mozione sull'argomento e potremo
discuterne a lungo.
Il punto é che non siamo obbligati a mettere il ticket, non
diciamo fandonie. Siamo obbligati nel momento in cui la spesa
sanitaria ha il buco che ha, quando sfora i duemila miliardi. Se
noi avessimo avuto una gestione accorta della spesa sanitaria,
questo ticket, Bindi o non Bindi, non avremo avuto bisogno di
introdurlo. Ecco perché confermiamo, onorevole Presidente, il
nostro emendamento, sul quale chiederemo l'appello nominale,
l'abbiamo preannunciato da tempo, perché rimanga per iscritto
come ciascuno ha votato.
MANZULLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANZULLO. Signor presidente, onorevoli colleghi, il mio
intervento vuol essere anche un segnale, un messaggio ed una
testimonianza di verità, fermo restando che la scelta del Governo
di recepire, eventualmente, somme utilizzando un settore come la
sanità, diventa un aspetto semplicemente politico, che al massimo
posso rispettare, ma non condividere.
Avevo anche pensato di non intervenire, ma ascoltando
l'intervento del professore Cittadini, assessore per la sanità,
un sussulto deontologico forte mi ha pervaso.
Ho ascoltato con piacere che il professore, per quaranta
anni, ha fatto pronto soccorso. Io, professore, come medico, con
le dovute proporzioni per il suo spessore culturale, ho fatto per
vent' anni pronto soccorso e non in ospedali specialistici, non
in pronto soccorsi spesso e volentieri con diagnosi già
predeterminate da altri medici della periferia. Ho fatto pronto
soccorso in ospedali di frontiera, dove al pronto soccorso, in
alcune parti della Sicilia, arriva l'infartuato, arriva chi ha
subìto un grave incidente, arriva, possibilmente, la gravidanza
extra uterina, arriva il fatto acuto.
Ma dal risultato che lei diceva, emerge forte la figura del
medico. Medico non inteso soltanto nel senso della prestazione
manuale o della prescrizione, medico inteso anche come supporto,
come punto di riferimento, come porto per chi soffre. Le posso
assicurare che quel dato che lei riferiva deve fare riflettere,
ancora una volta, anche con un pizzico di orgoglio la classe
medica, sul fatto che la gente va al pronto soccorso non per
trovare soltanto la prescrizione, ma per trovare il conforto e la
rassicurazione di chi con coscienza e scienza cerca di dare una
risposta.
Vi posso assicurare, cari colleghi, che per esperienze
vissute, all'interno della nostra Sicilia, in particolare, c'é
tanta resistenza dei cittadini a farsi ricoverare. Difficilmente,
la gente arriva al pronto soccorso con l'intenzione di essere
ricoverata. La gente chiede al medico se può continuare,
eventualmente, a fare la terapia o se é possibile ritornare a
casa. Perché le condizioni all'interno dell'ospedale molto
spesso, per quanto riguarda la sanità pubblica sono molto da
attenzionare.
Allora il problema del ticket del pronto poccorso diventa
una stortura per cercare di dare anche una risposta e se è vero,
come è vero, che noi medici in tutte le occasioni spesso diciamo
che "è meglio prevenire che curare", spesso e volentieri anche
una presenza in pronto soccorso può essere un momento di
prevenzione. Dunque, al di là delle scelte, ritengo che noi
abbiamo il dovere di dare una risposta forte, onesta che,
all'interno della sanità, all'interno di una struttura in
particolare, il pronto soccorso, non soltanto deve essere
quantificata sul problema di una malattia che possa essere
ascritta; tanti sono, infatti, i casi di forme di neurodistonia
in cui molti pazienti, anche per un attacco di panico, possono
rivolgersi ad una struttura pubblica.
Pertanto, chiedo al Presidente della Regione, all'Assessore,
di rivedere in particolar modo questa tassa che, a nostro avviso,
è una tassa non soltanto penalizzante, ma anche preoccupante.
Immaginare, infatti, di non avere, in determinanti momenti
che ciascuno di noi può attraversare nella vita, un supporto, un
rapporto col medico, il quale, ancora oggi, specie nei piccoli
centri, rappresenta per il paziente un punto di riferimento, deve
essere considerato non soltanto penalizzante sotto l'aspetto
finanziario, ma, sicuramente, penalizzante di una risorsa.
E' contro il nostro modo di pensare che nel terzo millennio
la sanità in una Nazione possa essere usata anche quale strumento
o mezzo per produrre reddito.
Non c'è metro, misura, parametro che una risposta, anche su
un milionesimo, che possa essere risposta di salute, di conforto,
non ci sono tickets che possano ricompensare.
Dunque, il ticket sulle medicine è una scelta politica, lo
è anche quella di andare a recuperare alcune somme, ma per quanto
riguarda il pronto soccorso lasciamo che questa struttura possa
continuare a svolgere quel ruolo di cui molti di noi, in momenti
particolari, abbiamo usufruito.
MICCICHE'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Signnor Presidente, onorevoli colleghi, voglio
tranquillizzare l'onorevole D'Antoni: non voglio batterla per
demagogia, stia tranquillo, non è mio intendimento. Io voglio
battere questo Governo per concretezza, voglio battere questo
Governo con le controdeduzioni alla tesi dell'onorevole D'Antoni
che l'Assessore alla Sanità ha svolto poc'anzi. Infatti, leggendo
i parametri, le percentuali, ci rendiamo conto che l'Assessore ci
ha fornito soltanto i numeri delle percentuali, ma non quellii
in assoluto. Se andassimo a vedere qual è la maggiore spesa che
incide sulla sanità, che ha provocato questo buco, come ha detto
bene poc'anzi anche l'onorevole Capodicasa, vedremmo che è quella
relativa alla diagnostica esterna, vedremmo che quel buco è
stato provocato dall'inattività delle strumentazioni sanitarie
interne.
Porto un esempio: per quanti anni in alcuni ospedali non ha
funzionato la TAC e si è fatto ricorso a prestazioni esterne in
cliniche private?
Quello è il vero spreco E' lì che l'Assessore ci ha dato
indicazione che la maggiore spesa deriva proprio da queste
prestazioni e non dalle prestazioni del pronto soccorso, che
adesso si vogliono scoraggiare.
Ma, onorevoli colleghi, la gente non va nei pronto soccorsi
per piacere, per fare una passeggiata, per passare i fine
settimana
Onorevole D'Antoni, con questa norma che verrà sicuramente
approvata perché avete i numeri per farlo, il cittadino dovrà
camminare munito di "101" o di "730".
Non dobbiamo burocratizzare la sanità, questo è un pericolo,
è scoraggiamento non deterrenza. Ma deterrenza di che cosa?
Cosa comporterà questa norma? Che un povero pensionato, un
anziano di un qualsiasi paese sperduto della Sicilia, prima di
farsi curare dovrà "curarsi" il reddito. Poi, magari, troverà il
medico non in camice bianco, ma in camice blu che controllerà se
ha le carte "burocratiche" a posto.
Questo significa sclerotizzare la sanità Questa deterrenza
che si vuole instaurare è di carattere culturale; voi, cioè,
volete scoraggiare la sanità pubblica e incentivare quella
privata; questo è l'obiettivo del Polo delle Libertà
Dovete dirlo con chiarezza, senza giri di parole. Lo ha
detto lo stesso assessore leggendoci le percentuali e badando
bene a non citare le cifre in assoluto.
Lì scopriamo che "il re è nudo", che la situazione è
completamente diversa da quella che appare: l'aumento del deficit
nel settore della sanità è stato determinato, come ho detto
poc'anzi, dagli sprechi e dall'aumento delle indennità agli alti
dirigenti sanitari.
Una della prime vostre azioni è stata, infatti, quella di
aumentare le indennità agli alti dirigenti sanitari, non quella
di provare a risolvere le questioni di fondo della sanità nella
nostra regione.
Pertanto, signor Presidente, onorevoli colleghi, preannunzio
che il mio sarà un voto a favore dell'emendamento soppressivo
dell'articolo in discussione.
SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, io mi rivolgo al dirigente
sindacale e gli comunico che il reddito pro-capite in Sicilia
per un terzo della nostra popolazione è al di sotto della soglia
di povertà. Mediamente in Sicilia il 20 per cento delle famiglie
a un reddito al di sotto degli otto milioni annui.
Nel presupposto che una famiglia sia composta da quattro
persone, noi abbiamo un reddito medio di trenta milioni l'anno,
che ridistribuite nella mensilità ammontano a qualcosa come
duemilioni e mezzo al mese.
CUFFARO, presidente della Regione. Questa fascia di cittadini
è esente.
SPEZIALE. Non è esente, è lì l'errore che voi commettete.
Noi stiamo parlando di una famiglia media siciliana; oggi su
questa famiglia non grava alcuna spesa per quanto riguarda
l'assistenza sanitaria, nel senso che avendo costruito in Italia
un sistema sanitario che io considero robusto, in gran parte
legato all'incrocio tra due culture, quella cattolica e quella
socialista, che però ha sacche di inefficienza, che utilizza
appena il 5 per cento del prodotto interno lordo finalizzato alla
sanità, a differenza di altri paesi dove si utilizza fino all'8
per cento del prodotto interno lordo. Tuttavia, onorevole
D'Antoni, si è costruito un sistema sanitario talmente efficace
che si dà il caso che io e lei campiamo mediamente cinque anni in
più rispetto alla media dei paesi europei.
Non lo si deve questo alla dieta mediterranea, gran parte lo
si deve al sistema sanitario che abbiamo costruito, che è un
sistema sanitario inclusivo, di tutela.
Le faccio un altro esempio visto che lei ha fatto il
dirigente sindacale: in Europa, con l'ingresso dell'immigrazione,
noi abbiamo avuto un problema di contrasto delle patologie di
importazione.
Una buona parte del reddito dei paesi europei è stato
destinato a contrastare le patologie di introduzione da parte
degli immigrati. In Italia questo fenomeno non lo abbiamo avuto
perchè, essendo la nostra medicina inclusiva, costruita anche
dalla democrazia cristiana, l'immigrato che viene qua, il quale
sa che non deve pagare, si rivolge al medico e noi azioniamo una
politica di prevenzione perchè sa che non si deve pagare.
Tutto questo ha permesso di avere un basso costo complessivo
della sanità italiana rispetto al PIL e tutto ciò è stato gradito
dalle famiglie italiane.
Adesso voi riproponete una odiosa reintroduzione del ticket
che incide non solo sulla cultura della medicina inclusiva perchè
tende a poco a poco, e questo dobbiamo dirlo, a portare ad
eliminare i tassi di sicurezza e di tutela per trasformarli
sempre più gradualmente verso un settore di privatizzazione della
sanità.
In secondo ordine incidete fortemente sulle condizioni di
vita delle famiglie.
Ammettiamo che ci sia una famiglia che debba rivolgersi una
volta al mese al medico, che ha bisogno di una volta al mese di
una cura diagnostica e una volta l'anno di una cura
riabilitativa: noi abbiamo per una sola confezione di medicinali
che viene sottoscritta dal medico il pagamento di tremila lire,
se sono più confezioni seimila lire. La prima domanda è: non
pensate che questo aiuti? Quando uno va dal medico e sa che
dovendo pagare seimila lire per più confezioni e se ha bisogno di
sole due confezioni il medico gliene scrive un po' di più.
Ma, ovviamente, questo incentiva l'utilizzo dei farmaci, non
contrasta e non mette sotto controllo la spesa sanitaria.
In più noi abbiamo il ticket sul day-hospital, per
accertamenti diagnostici centomila lire, poi abbiamo ticket sulle
prestazioni termali nella misura del 75 per cento per un massimo
di lire duecentomila lire; abbiamo ticket sulla riabilitazione
nella misura di lire ottantamila (voglio dare dati precisi, non
possiamo parlare in modo astratto, dobbiamo sapere in che modo
questo incide di fatto sulle famiglie), poi abbiamo il ticket sul
pronto soccorso non seguito dal ricovero nella misura di
centomila lire, questo a regime, per il momento si stabilisce
nella norma che il 50 per cento è a carico degli assistiti.
La mia domanda, professore Cittadini è questa: non pensa
che avere introdotto questi balzelli indebolisca il sistema
sanitario inclusivo, l'idea della tutela del diritto alla salute
come elemento inclusivo di sussidiarietà, che non è frutto
soltanto del nostro essere stati socialisti in questo Paese, ma
appartiene alla cultura e alla tradizione cattolica.
Tutto ciò non solo non mette sotto controllo la spesa
sanitaria, così come prima aveva argomentato l'onorevole
Capodicasa, ma, anzi, potrebbe financo incentivarla. E
quand'anche non mette sotto controllo la spesa sanitaria, tra una
spesa e la salute, tra la spesa a carico della fiscalità generale
e il diritto alla salute non possiamo avere dubbi: dobbiamo
scegliere il diritto alla salute.
Ecco perché l'emendamento nel testo proposto dal Governo ha
un carattere odioso. Ragione per cui noi invitiamo i
parlamentari a votare contro.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Credo che questa sera la novità rispetto alla
proposta iniziale del Governo è che la maggioranza approva i
ticket con l'applauso e credo che sia la notizia della serata.
Presidente, lei non c'era, la maggioranza ha applaudito
l'onorevole D'Antoni per giustificare l'introduzione del ticket
in Sicilia. Io voglio ribadire un tema che è stato da me posto
all'inizio dell'intervento e che devo dire le risposte
dell'assessore Cittadini non convincono e non mi convincono. Lei
sarà orgoglioso del fatto che ha introdotto o nella sua gestione
si introducono i ticket sul pronto soccorso e si reintroducono
quelli sulla sanità, apprendo questa sera che ne avete tolti
alcuni all'ultimo momento, per cui vi apprestate a togliere
alcuni dei ticket che avevate previsto, ma non cambia la
sostanza. Il dato vero è che sulla base dei dati che lei ha
comunicato a quest'Aula, emerge una cosa e un dato che deve
preoccupare e dimostra l'esattezza delle nostre considerazioni.
In Sicilia, che è la seconda regione d'Italia e la prima per
spesa pro-capite, esiste anche un dato differenziato nelle
singole province. A fronte di una spesa di 330.000 lire
pro-capite per i siciliani ci sono province dove questa spesa è
molto più alta: Messina, Agrigento. Chiedo e vi chiedo: cosa
avete fatto per capire le cause? Perché vede, assessore, i ticket
nel 2001 non ci sono stati né a Messina, né a Palermo, né a
Trapani, né ad Agrigento, perché c'è una spesa farmaceutica
differenziata provincia per provincia con valori che si
discostano anche di circa 50-60.000 lire e forse più tra una
provincia e l'altra. Non c'è forse lì la ragione, il fatto che
c'è una spesa farmaceutica incontrollata anche perché non esiste
un regime di controlli, non operate e non create le condizioni
perché ci sia in qualche modo una prevenzione da parte delle
istituzioni politiche che consenta di avere un sistema di
controlli effettivo. Questi dati che lei ha comunicato dimostrano
che voi avete scelto la strada più semplice, quella che in
qualche modo non vi fa toccare i fili del sistema affaristico che
governa la sanità in Sicilia, del sistema che in qualche modo
dove si annidano intrallazzi e interessi di caste e di privilegi.
Questa è la vera riforma di cui ha bisogno la Sicilia, mettere
mano al sistema sanitario, al sistema complessivo del sistema
sanitario, sia all'interno del pubblico, sia nel rapporto tra
pubblico e privato senza nessun ideologismo, ma con la scelta e
con la coerenza che quando si vuole fare una politica di
risanamento, e concludo, la si fa guardando a 360 gradi e non
colpendo gli ultimi.
SPAMPINATO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPAMPINATO. Signor presidente, onorevole Presidente della
Regione, onorevoli colleghi, se oggi fossi un vignettista di un
quotidiano e avessi il compito di semplificare il dibattito in
quest'Aula su questa finanziaria mi verrebbe in menta una
vignetta disegnata all'incirca così: vi immaginerei l'onorevole
Presidente del Consiglio, onorevole Berlusconi, e l'onorevole
Presidente della Regione, onorevole Cuffaro, L'onorevole
Presidente del Consiglio che consegna, nelle mani del Presidente
della Regione, uno dei suoi volantini più riusciti "meno tasse
per tutti" e l'onorevole Cuffaro che dice "no, grazie". Ecco come
si potrebbe esemplificare il senso di questa manovra finanziaria.
E credo che proprio l'approvazione dell'articolo 9 ..... Io
ho fatto la vignetta, l'onorevole Cracolici già aveva fatto il
titolo "in Sicilia si approvano i tickets a suon di applausi".
quindi, abbiamo già il titolo e la vignetta, abbiamo fatto tutto.
E credo che proprio l'approvazione dell'articolo 9
esemplifica in maniera perfetta questo titolo e questa vignetta.
Io ancora sono forse un po' illuso, uso il condizionale,
spero di non dover mai disegnare questa vignetta e, se fosse
condizionata ad una rivisitazione dell'articolo 9, sarei
particolarmente contento.
Onorevoli colleghi, se oggi facessimo soltanto un
ragionamento politico noi deputati dell'opposizione avremmo tutto
l'interesse che questo articolo venisse approvato, perchè senza
demagogia noi, da domani, potremmo svolgere la nostra funzione
politica facendo leva sull'approvazione innanzitutto di questo
articolo che impone ...
CUFFARO, presidente della Regione. Per essere onesti, non ha
portato alcun risultato.
SPAMPINATO. Le auguriamo migliore fortuna. Ma ancora ci
illudiamo perchè abbiamo in mente l'interesse del popolo
siciliano e speriamo di non dover utilizzare, e sicuramente non
strumentalizzare, questi argomenti.
Non li vogliamo utilizzare perchè anzitutto li riteniamo un
balzello inutile ed impopolare. Impopolare perchè inutile.
ACIERNO. Onorevole Spampinato, proponga una fonte di copertura
diversa, avanzi una proposta.
SPAMPINATO. Signor Presidente, credo che siano tanti i metodi
alternativi ai vari tickets, perchè in effetti adesso stiamo
parlando di tasse sulla salute, di tasse sul dolore, di "tasse
sulla paura", così come le definiva l'onorevole Raiti.
Io mi illudo, e ancora sono particolarmente fiducioso, che
comunque il Parlamento, con buona volontà di tutti e con mille
aggiustamenti che si possono fare, possa impedire che ciò
avvenga.
Ecco perchè dichiaro il mio voto favorevole all'emendamento
proposto da più deputati, anzi, se è possibile, dichiaro di voler
aggiungere la mia firma all'emendamento 9.7 e vi invito a
verificare chi è il firmatario di tale emendamento.
PRESIDENTE. Pongo cvongiuntamente in votazione gli emendamenti
9.1, 9.6 e 9.10 aventi identico contenuto.
Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non sono approvati)
Si passa all'emendamento 9.7.
TURANO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'assemblea ne prende atto.
SPAMPINATO. Ai sensi dell'articolo 114 del Regolamento
interno, dichiaro di riprenderlo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 9.7. Il parere
della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
SPAMPINATO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Giannopolo, Zago,
Ferro, Ortisi, Liotta, Forgione, De Benedictis)
VOTAZIONE PER SCRUTINIO NOMINALE
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 9.7.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(seguono le operazioni di voto)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclano l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti ..... 77
Maggioranza ............ 39
Favorevoli .... ........ 24
Contrari ...... ........ 53
(L'Assemblea non approva)
Pongo in votazione l'emendamento 9.2 a firma dell'onorevole
Liotta.
Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 9.4. Il parere della
Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 9.3 a firma dell'onorevole
Liotta.
Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato all'emendamento 9.5 il
subemendamento 9.5.1.
Pongo in votazione il subemendamento 9.5.1. Il parere della
Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 9.5 come modificato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 9 nel testo risultante.
(Gli onorevoli Giannopolo, Zago, Ferro, Ortisi, Liotta,
Forgione, De Benedictis, Panarello e Villari chiedono che la
votazione avvenga per scrutinio segreto)
VOTAZIONE PER SCRUTINIO NOMINALE
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
sull'articolo 9.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
CRACOLICI. Il popolo sarà contrario.
PRESIDENTE. Questo non lo sappiamo, per saperlo dobbiamo
attendere la prossima scadenza elettorale, onorevole Cracolici.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:
Presenti e votanti ....... 80
Maggioranza .............. 41
Favorevoli ............... 48
Contrari ................. 31
Astenuto.................. 1
(L'Assemblea approva)
Si passa all'articolo 14 "Recupero fondi di dotazione" e ai
relativi emnendamenti, precedentemente accantonati.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, pongo
congiuntamente in votazione gli emendamenti 14.1 e 14.2 di
identico contenuto.
Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE.Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ovviamente
non vogliamo riprendere il dibattito sulla questione che abbiamo
già sollevato nel corso della discussione generale sull'articolo
14 nella giornata di ieri, tuttavia - capisco che l'assessore al
Bilancio è sempre impegnato al telefono.
PRESIDENTE. Il telefono allunga la vita, onorevole Speziale,
lo dice anche la pubblicità.
CUFFARO, presidente della Regione. L'ascolto io e poi glielo
racconto.
SPEZIALE. Ieri abbiamo chiesto più volte nel corso del
dibattito di spiegare qual è la ragione per cui mentre vengono
intaccati tutti i fondi di dotazione dei vari enti, a partire
dall'Irfis, non si è da parte del Governo inteso intaccare il
fondo dell'Ircac, che a noi risulta essere complessivamente per
500 miliardi di lire.
Abbiamo chiesto al Governo di dare una risposta e mi auguro
che la essa venga.
CUFFARO, presidente della Regione. Te la dico io privatamente.
SPEZIALE. Di dare una risposta non a me ma al Parlamento,
perché...
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego di lasciare i banchi
del Governo.
SPEZIALE. L'emendamento da noi proposto permette
l'utilizzazione di una parte delle risorse che sono destinate
all'Ircac, che a noi, dicevo ieri, risultano essere
complessivamente 500 miliardi, per una buona parte, per un terzo
da destinare al bilancio della Regione. Noi pensiamo, onorevole
Presidente della Regione, glielo ripetiamo qui, che è possibile
introitare nella bilancio della Regione, utilizzando l'articolo
14 e prevedendo di utilizzare i fondi dell'IRCAC, almeno 250
miliardi di lire, che renderebbero la manovra più in equilibrio e
eviterebbero di mettere altri balzelli a carico dei siciliani
(ticket, pagamento di varie tasse, tassa sul metano). Pertanto,
abbiamo chiesto e non abbiamo avuto risposta; attendiamo una
risposta da parte del Governo.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, mi pare che il Governo non
abbia nulla da aggiungere. Pongo in votazione gli emendamenti
14.1 e e 14.2 con il parere contrario del Governo e della
Commissione. Chi é contrario resti seduto; chi é favorevole si
alzi.
(Non é approvato)
Pongo in votazione l'articolo 14.
CAPODICASA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, preoccupa - devo dirlo con
sincerità - il silenzio del Governo alle ripetute richieste che
ha fatto l'opposizione, sia nella persona del Capogruppo
onorevole Speziale che mia, a proposito dei fondi IRCAC. Abbiamo
dibattuto già, mi pare in tre tornate, sull'argomento; il Governo
tace. Perché? In Commissione finanze si era impegnato a un
approfondimento della materia; voleva una maggiore informazione
circa i fondi che sono inutilizzati presso l'IRCAC e, a seguito
di questa informazione, avrebbe poi fatto proprie dichiarazioni.
Siamo ancora qui in attesa che il Governo ci dica qual é stato
il risultato dell'approfondimento e il perché ha detto no al
nostro emendamento che - a nostro giudizio, ove accettato -
avrebbe consentito di non mettere ticket sulla sanità, di non
mettere la tassa sul metano. Quindi, avremmo perfino, forse,
indirettamente, fatto un favore al Governo, perché si sarebbe
presentato con una manovra senza tasse; mentre invece, così
facendo, si presenta con un manovra carica di tasse. Ma vorremmo
capire perché questa sordità al tema che noi abbiamo sollevato.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 14 col parere
favorevole del Governo e della Commissione. Chi é favorevole
resti seduto; chi é contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 22. E' stato presentato da parte del
Governo l'emendamento 22 R, allegato al presente resoconto
stenografico, interamente sostitutivo dell'articolo 22.
L'eventuale approvazione dell'emendamento 22 R farà decadere
tutti gli emendamenti presentati allo stesso articolo, tranne
l'emendamento 22.10 che resta in vita e va votato separatamente.
MICCICHE'. Signor Presidente, la materia dell'articolo 22 é
complessa e richiede un attimo di riflessione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, accantoniamo momentaneamente
l'articolo 22 anche per consentire di leggere l'emendamento di
riscrittura.
Si ritorna, pertanto, all'articolo 21. Si passa
all'emendamento 21.1. Lo pongo in votazione. Il parere del
Governo?
SCAMMACCA DELLA BRUCA, assessore per i lavori pubblici.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi é contrario si alzi.
(Non é approvato)
Pongo in votazione l'articolo 21. Il parere del Governo?
SCAMMACCA DELLA BRUCA, assessore per i lavori pubblici.
Favorevole.
PRESIDENTE. Parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore di
maggioranza.. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi é contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevole Micciché ha completato la lettura dell'emendamento
interamente sostitutivo?
MICCICHE'. Non ancora.
PRESIDENTE. Onorevole Micciché, il Parlamento deve potere
continuare
Pongo in votazione l'emendamento 22.10. Il parere del
Governo?
SCAMMACCA DELLA BRUCA, assessore per i lavori pubblici.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi é contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 22.R del Governo che é una
riscrittura del 22 con tutti gli emendamenti.
Il parere della Commissione?.
CAPODICASA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, io desidererei che il Governo
quando presenta emendamenti così complessi ... Mi sembra un
poema
CUFFARO, presidente della Regione. E' frutto di un accordo con
i deputati del DS.
CAPODICASA. Appunto, però qui c'é tutto. C'é la cessione in
riscatto, la cessione in riscatto, la determinazione del prezzo,
gli abusivi ....
CUFFARO, presidente della Regione. L'hanno studiato tutto il
pomeriggio.
CAPODICASA. Chi l'ha studiato? Io non l'ho studiato. Ammetto
di non essere stato tra quelli che lo hanno studiato
L'unico punto che peraltro ha suscitato anche un dibattito
sugli organi di stampa é la determinazione del prezzo. Su questo
punto vorrei che il Governo ci informasse di qual é la decisione
finale dell'emendamento. Signor Presidente, mi chiedevo se é in
grado di dirci che fine farà perché se non cambia nulla noi,
ovviamente, avremmo da ridire.
PRESIDENTE. Intanto comunico che relativamente
all'emendamento 22.6 anche la versione scritta dal Governo
manterrebbe in vita la prima parte dell'emendamento fino alla
parola da "oltre 2 anni" che pertanto deve essere votata.
SCAMMACCA DELLA BRUCA, assessore per i lavori pubblici.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCAMMACCA DELLA BRUCA, assessore per i lavori pubblici.
Il comma 1 prevede la possibilità di riscattare gli alloggi
utilizzando i meccanismi previsti dalla legge 26 del 1963; in
particolare il meccanismo prevede la valutazione del valore
venale di mercato con una riduzione del 30 per cento aumentata
dello 0,25 per ogni anno di anzianità dell'alloggio.
Al comma 2 viene prevista, invece, la possibilità di un
aumento del prezzo così determinato come il comma 1 nel caso che
vi siano stati negli ultimi cinque anni operazioni di
manutenzione straordinaria a carico dell'ente gestore. Questo
credo che fosse il quesito.
Il comma 3 prevede la possibilità che coniugi, i discendenti
e gli ascendenti conviventi con l'aspirante assegnatario,
successivamente deceduto, possano succedere nella facoltà di
acquistare l'alloggio.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione
l'emendamento 22.6 fino alla parola "oltre due anni".
Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi é favorevole resti seduto; chi é contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'intero emendamento 22.R, così come, a
sua volta, emendato.
MICCICHE'. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, adesso si
sta sfiorando la totale incomprensione. Questo emendamento ci
viene consegnato un minuto prima di dibatterlo. Si deve dare il
tempo al deputato di leggere attentamente le norme che sono state
inserite in questo emendamento. Bisogna fare un raffronto con la
normativa perché una cosa erano le cose scritte nel disegno di
legge della finanziaria, un'altra sono le cose scritte qua,
completamente diverse.
PRESIDENTE. Purtroppo, non é prevista una sospensione dei
lavori parlamentari. Io, come lei sa, per venirle incontro, ho
invertito l'ordine di votazione degli articoli, in modo tale da
darle il tempo di leggerlo. Più di questo non posso fare.
MICCICHE'. In Commissione bilancio ho sollevato alcune
questioni che collimavano con le cose dette dal Presidente della
Commissione, onorevole Croce. Poi è intervenuto in contrasto
l'onorevole D'Antoni. E' poi intervenuto il presidente Cuffaro
che ha detto di fare un emendamento complessivo, vista la
presenza dell'onorevole Micciché, che ha dimestichezza con
l'argomento perché si é occupato di queste questioni. Alcune
cose io le condivido, altre no.
Siccome sono cose che poi sono in contrasto, dare la
possibilità di potere limare, anche perché ci sono cose che non
hanno possibilità di applicazione. Per ultimo c'é una perla che
non era prevista nella discussione, quella del comma 11 col quale
il sindaco diventa una sorta di onnipotenza assoluta. Ma vi
rendete conto? Con il clima di diffidenza che c'é nella
popolazione, si dà ad un funzionario di fiducia del sindaco la
possibilità di stilare una graduatoria Già adesso case popolari
non se ne costruiscono quasi più e si creano delle particolari
condizioni di clientelismo Il rischio é questo. Io non
intervengo nel merito, ma per chiedere di avere la possibilità di
esaminare attentamente la materia. Ci sono alcune cose che
possono essere limate, signor Presidente. Non mi pare corretto
dare l'emendamento un minuto prima della votazione.
PRESIDENTE. Onorevole Micciché, in un altro momento della
nostra permanenza a Palermo, avrò modo, magari, di darle qualche
suggerimento rispetto all'attività parlamentare, soprattutto
quando si svolge in Aula, in modo tale che lei possa essere messo
nelle condizioni di poterla seguire meglio. Pongo in votazione
l'emendamento 22.R.
Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi é favorevole resti seduto; chi é contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Onorevole Ortisi, l'emendamento è stato votato,
tuttavia le dò la parola.
ORTISI. Io non so perché lei vuole creare queste atmosfere che
non hanno motivo di esistere.
PRESIDENTE. No, onorevole Ortisi, assolutamente, non avevo
visto che lei aveva chiesto di parlare. L'emendamento è stato
votato, se lei chiede di intervenire ne ha facoltà, ma le
garantisco che non l'avevo vista.
Si passa all'articolo 23.
ORTISI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORTISI. Signor Presidente, io non sarei intervenuto se lei
non avesse deciso di dare una lezione al collega neofita in
ordine all'applicazione del Regolamento. Mi consenta di parlare
per venti secondi.
Qualsiasi Regolamento di qualsiasi Parlamento non solo del
nostro, intanto difende il diritto del parlamentare a ragionare
con la sua testa e decidere, anche l'ultimo parlamentare che sono
io; per cui un emendamento discusso in fase preliminare
probabilmente da alcuni colleghi di maggioranza ed opposizione,
ancorchè accettato dai Gruppi, deve consentire a chiunque di
leggerlo, di rifletterci e di votarlo....
PRESIDENTE. Onorevole Ortisi, io la devo interrompere perché
forse lei non ha seguito, forse lei
ORTISI. Questa è una sua opinione, onorevole Presidente, mi
consenta di...
PRESIDENTE. ...onorevole Ortisi, forse lei non ha sentito che
la Presidenza per agevolare l'onorevole Miccichè ha sospeso la
trattazione dell'articolo 22, è tornata all'articolo 21, gli ha
dato un quarto d'ora di tempo. Purtroppo, i lavori parlamentari
devono continuare, onorevole Ortisi, quindi io non le consento di
dire le cose che sta dicendo, perché sono inesatte.
La Presidenza, compatibilmente con le esigenze di procedura
e di velocità dei lavori parlamentari, ha consentito nei limiti
del possibile, all'onorevole Miccichè e a quanti altri ritenevano
di doverlo fare, di approfondire l'emendamento.
Tuttavia, non è possibile, come lei sa, rallentare
ulteriormente i lavori parlamentari anche perché la Conferenza
dei Capigruppo si è data una scadenza, è necessario procedere, è
necessario andare al voto e, pertanto, più di quello che è stato
fatto non può essere fatto.
Questo senza violare il diritto di nessuno a intervenire, a
parlare, o ad esprimere la propria opinione.
ORTISI. Mi permette adesso di completare il concetto?
PRESIDENTE. Certamente.
ORTISI. Siccome lei ha espresso anche una opinione, la
pregherei di non interrompermi anche se è il Presidente. Questo
emendamento è stato distribuito a me nello stesso momento in cui
veniva distribuito anche al collega Miccichè e agli altri
colleghi.
Lei dice che ha fatto trascorrere un quarto d'ora - e non è
vero ed un quarto d'ora è comunque poco per approfondire questo
emendamento, per quelli duri ed analfabeti come me, per quelli
molto intelligenti come lei, sicuramente, in un secondo
l'approfondirà.
Io chiedo il rispetto del diritto di ogni parlamentare di
decidere con la propria testa e con contezza di quello su cui
decide. In quanto al merito - su cui lei non mi ha consentito di
intervenire - vorrei soltanto rassegnare la constatazione che da
qualche anno, signor Presidente, - lo dico anche al Presidente
Cuffaro che ha firmato l'emendamento del Governo - cioè dal 1995,
non sono i sindaci a nominare i funzionari adepti a questo tipo
di funzione, ma sono i capi della gestione, cioè i segretari
comunali, dal 1995 in poi.
PRESIDENTE. Se il Governo lo riterrà opportuno si potrà
correggere se ci sono degli errori di impostazione.
Si riprende l'esame dell'articolo 23, in precedenza
accantonato.
Dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare.
E' iscritto a parlare l'onorevole Speziale, ne ha facoltà.
SPEZIALE. Questo articolo ci è stato presentato in Commissione
Bilancio da parte dell'Assessore al ramo come un altro articolo
che dovrebbe agire sul controllo della spesa sanitaria.
Argomento di grande rispetto, che andrebbe valutato e, tuttavia,
noi abbiamo sostenuto e sosteniamo anche in questa sede che, al
di là del carattere pedagogico, come ama dire degli articoli
l'assessore al ramo, questo articolo è assolutamente pleonastico.
Il provvedimento di esecuzione della normativa 405, che prevede
la riduzione dei posti letto a quattro posti per mille abitanti,
è una applicazione che va fatta in via amministrativa. Tra
l'altro, così come è stato presentato l'emendamento, ed avendo
introdotto criteri rigidi di applicazione, rischia di determinare
un conflitto diffuso nella nostra Regione. Infatti l'articolo
introduce un criterio - che è un criterio valido, nel senso che
nella valutazione generale è un criterio che può essere
applicato - che è quello dell'indice occupazionale,
predeterminando già - se lo applichiamo con legge - quali sono
gli ospedali che andranno chiusi in Sicilia. Noi, questa sera,
involontariamente, e lo dico a molti colleghi, stiamo già
stabilendo quali sono le strutture ospedaliere che saranno chiuse
nella nostra Regione. Stabilendo per legge l'indice
occupazionale e dovendo questa norma essere poi esecutiva, si
applica, in modo particolare, a tutti i piccoli ospedali e,
soprattutto, a quelle realtà - le realtà montane - dove sappiamo
già che l'indice di occupazione dei posti letto è di gran lunga
inferiore rispetto alle realtà metropolitane.
Personalmente, onorevole Presidente della Regione e
onorevole Assessore, poiché questo articolo non incide, avevo
suggerito che l'articolo venisse ritirato, che il provvedimento
venisse assunto in via amministrativa così che, incidendo sulla
rete ospedaliera ed individuando caso per caso, per esempio una
comunità montana dove si dovrà intervenire per chiudere
l'ospedale, si potranno fare tanti strumenti alternativi di
tutela nei confronti di quella comunità, in modo tale che mentre
si incide sulla chiusura dell'ospedale, contemporaneamente si
assicuri una tutela, una garanzia alla comunità che è
sovraesposta. Per cui ribadisco la mia posizione ed invito il
Governo a ritirare l'emendamento. Non si deve agire per legge.
La 405 si applica in tutto il territorio nazionale, si intervenga
con provvedimenti amministrativi, si parli con i sindaci, con le
Unità sanitarie locali, si veda come il governo della sanità in
una fase di razionalizzazione della spesa, possa essere portato a
compimento. Non attraverso un intervento legislativo che,
invece, definisce sin da ora la sorte di decine e decine di
ospedali, che creerà conflitti inutili, conflitti sociali che poi
devono essere governati dai sindaci, da noi che saremo coinvolti,
dai sindacati. Per cui, signor Presidente, l'invito lo rivolgo
in particolare al Presidente della Regione, che penso convenga
col senso del mio ragionamento, chiedo espressamente, non
incidendo così come è formulato sulla manovra finanziaria e sulla
manovra di bilancio, che l'articolo venga ritirato e che si
affronti l'argomento con un provvedimento amministrativo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Turano. Ne ha
facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo
nella discussione generale e non interverrò nella fase di
illustrazione degli emendamenti perché è mia volontà ritirare
l'emendamento che ho proposto al presente articolo. Da più di
cinque anni mi occupo di problemi di sanità, sin dal 1996,
allorquando fu approvato lo stralcio della rete ospedaliera, e mi
sono trovato a cozzare con decisioni che talvolta lasciavano
perplessi gli operatori del settore.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CRISAFULLI
Allora vorrei pregare il governo di seguire la dichiarazione che
voglio fare e che voglio leggere proprio per il tecnicismo su cui
si basa perchè credo che sia importante fare chiarezza su alcuni
aspetti che possono essere molto importanti per l'approvazione
dell'articolo e per le scelte che il Governo andrà a fare.
Con decreto del Presidente della regione siciliana n. 413
del 30.12.96 è stato approvato il piano stralcio della rete
ospedaliera, previo parere della commissione legislativa
competente dell'Assemblea regionale siciliana.
Nella bozza datata 29.10.1998 del piano sanitario regionale
1998/2000, approvato con decreto dell'11 marzo 2000, l'Assessore
per la sanità sottolineava che il decreto del Presidente della
Regione siciliana n. 413 ha individuato i presidi ospedalieri con
indici standards compatibili con il mantenimento degli stessi
quali presidi per acuti.
Standard, indici di funzionalità, indicatori di utilizzo
sono il risultato del diritto insopprimibile di libera scelta del
medico e del presidio di cura da parte dell'ammalato (decreto
legislativo del 1992, n. 502, articolo 14, n. 6).
Si è voluto garantire che il volano della riforma sanitaria
fosse l'ammalato con le sue libere scelte, pure in presenza di
possibile anomalia a cui purtroppo facevo riferimento che ho
vissuto.
Dicevo sono le libere scelte dell'ammalato che determinano
il successo o meno delle strutture ospedaliere, allo stato
legittimate anche dai meccanismi dell'articolo 4 del decreto
legislativo 502 ivi compresi quelli di cui al comma 9.
In buona sostanza sono stati rinnegati i principi liberali
di natura dirigistica e si è voluto che attraverso le scelte del
paziente fosse lo stesso mercato a selezionare i presidi
ospedalieri meritevoli di continuare a vivere perchè dotati di
equilibri di bilancio compatibili e resistenti alle analisi
comparative con le altre strutture.
Anche la legislazione regionale di settore si uniforma a
detti apprezzabili principi fondamentali. Per tutte vedasi
l'articolo della legge regionale del 1993 n. 30 che impone di
considerare anche gli effetti indotti dei servizi sanitari,
laddove, ovviamente, costituiscono anche una risorsa economica
insopprimibile.
Così il piano stralcio della rete ospedaliera n. 413 del
1996, varato sotto la direzione dell'assessore Pagano, allora
assessore per la sanità, al capitolo riorganizzazione della rete
ospedaliera recita: "I direttori generali, nel modificare
l'assegnazione dei posti letto delle discipline di base e di
media assistenza, devono tenere presente che le modifiche in
aumento possono essere effettuate qualora l'unità operativa
presenti un trend in aumento, le modifiche in diminuzione qualora
l'unità operativa presenti un trend in diminuzione o un disavanzo
economico superiore a quello medio.
Resta ferma la facoltà di mantenere le attività di unità
lavorativa con disavanzo economico qualora questa sia di supporto
all'attività del presidio e quindi contribuisca al raggiungimento
dell'equilibrio dello stesso.
Anche il piano sanitario regionale, approvato con decreto
del Presidente della Regione siciliana del maggio del 2000, al
paragrafo spesa ospedaliera contenimento e riqualificazione,
valorizza il principio fondamentale cardine delle norme di
riforma economico-finanziaria e cioè che le differenti modalità
di organizzazione dell'offerta ospedaliera vanno privilegiate
oltre a quelle strategiche anche quelle ubicate in zone meno
avvantaggiate, strutturalmente deboli i cui gruppi sociali sono
esposti ad un maggiore rischio di morte od a subire disabilità ed
ammalarsi.
Ciò anche in linea con i principi del buon senso, dello
stato di diritto e con i principi fondamentali degli atti di
indirizzo sanitario nazionale.
Si è giustamente voluto mettere al bando il dirigismo, si è
voluto negare quello delle solite commissioni di esperti che
dall'alto pretendono di decidere senza stare presso le cose,
senza sentire il dibattito, il respiro e l'espirazione della
gente, senza valutare gli effetti indotti di una struttura
ospedaliera di area, dove per esempio altro riproduttivo non c'è.
Si è in presenza della necessità di ridurre posti letto e si
deve ristrutturare la rete ospedaliera. e' facile verificare,
onorevole Pagano, dove la gestione degli ospedali presenti una
situazione di gravi disavanzi e dove siano stati violati i
principi di buon andamento ed imparzialità dell'amministrazione.
E' in questa direzione che secondo me bisogna effettuare
tagli. Sarebbe paradossale aggredire strutture che hanno
coefficienti a regime o quasi, i cui bilanci hanno anche
registrato equilibri positivi e comunque migliori rispetto ad
altre strutture dell'interland o che siano ubicate in aree
deboli. Per queste ragioni ritiro l'emendamento che avevo
presentato.
RAITI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAITI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo
all'onorevole Cuffaro di ritirare questo articolo, perché ritengo
sia assolutamente pleonastico, in quanto prevede e riporta una
norma che già è prevista dalla legge nazionale 405.
Quindi, ritenuto che già quel processo è in atto e quindi
può essere concluso dall'assessore alla sanità secondo il
procedimento previsto dalla legge 405 che tra l'altro consente
all'assessore alla sanità e poi alla commissione VI
dell'Assemblea regionale di valutare caso per caso
nell'eventualità che ce ne fosse necessità soprattutto in
riferimento ai comuni montani che hanno delle esigenze
particolari e quindi poterlo adattare in quelle circostanze per
non farne un uso indiscriminato, ritengo che il Governo possa
procedere al ritiro di questo articolo, così facendo non farebbe
altro che non allarmare più di quanto non lo sono le piccole
comunità montane.
ROTELLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROTELLA. Onorevole Presidente e onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione le chiedo scusa ma siccome non voglio
fare un intervento polemico, però desidero dare un modesto
contributo, vorrei anche richiamare l'attenzione del Governo, in
particolare in positivo sulla opportunità o meno di riscrivere
questo articolo, tenendo conto che noi abbiamo due esigenze. La
prima esigenza è quella di recepire una normativa nazionale che
viene impartita e che deve essere tradotta, e su questo vorrei
sottolineare che la Regione siciliana è quella che forse paga il
minore prezzo da questa riduzione, perché rispetto alle altre
regioni è quella che deve ridurre di meno.
Dall'altra parte però c'è un problema di opportunità e
qualche volta anche un problema sociale di cui bisogna prendere
atto e rispetto alla questione che poneva poco fa correttamente
l'onorevole Raiti e, per esempio, per alcune questioni, per
alcuni comuni che per esempio hanno una forte vocazione turistica
e che in alcuni periodi dell'anno, per esempio, hanno bisogno di
aver una adeguata attenzione dal punto di vista anche delle
strutture sanitarie e ci sono per esempio alcune aree che hanno
bisogno socialmente che deve andare in deroga a questo principio
e a questo concetto. Allora per evitare che anche esteticamente
si dia la sensazione che da un lato si chiede un certo rigore e
dall'altro lato si tolgono alcuni servizi, io chiederei al
Governo se fosse possibile di riscrivere questo articolo
recependo la normativa nazionale e non utilizzando invece alcune
palettature così come viene indicato nell'articolo stesso,
onorevole Presidente della Regione, quando dice <minore indice
occupazionale, capacità reddituale e impatto sociale>.
Io suggerirei al Governo di utilizzare invece una dicitura
più larga, che tenendo conto di una normativa nazionale che va
recepita, poi, lascia spazio alla VI commissione, competente tra
l'altro ad affrontare il problema e a lasciare un margine ampio
attraverso il quale poi è possibile, con grande attenzione,
rivolgersi al territorio per evitare poi di apporre tagli che
potrebbero poi essere drammatici anche dal punto di vista
dell'eventuale dissenso legittimo che si potrebbe manifestare e
che noi avremmo difficoltà eventualmente a sostenere.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che il
furore che ha pervaso il Governo nel predisporre questa
finanziaria gli abbia fatto anche smarrire il senso della misura
e delle cose.
L'avere introdotto questa norma in finanziaria non è dato da
una scelta di applicazione di una norma nazionale, tutto questo
non c'entra nulla. E' aver voluto mandare un messaggio, un
segnale, un modo per dire "tutto è in discussione". E sono in
discussione, sostanzialmente, i piccoli ospedali, la possibilità
anche di aprire un mercato, una trattativa sulla prospettiva
del mantenimento delle strutture ospedaliere in giro per la
Sicilia.
E sapete perchè? La verità è che voi non avete bisogno di
questa norma per ristrutturare la rete ospedaliera, perchè in
Sicilia il numero di posti letto in rapporto ai cittadini
siciliani è di 4,11. Ci sono circa 17 mila posti letto a fronte
di una popolazione di oltre 5 milioni di Siciliani.
Quindi, non c'era bisogno di questa norma per arrivare a
quegli obiettivi che già sono, di fatto, governabili e governati.
Eppure, malgrado ciò, si inserisce questa norma, si vuole
mandare un segnale, si vuole dire che.....
Dire che cosa? Che la struttura ospedaliera in Sicilia
rimane una struttura a perdere. Perchè questo articolo fa il paio
con l'altro obiettivo che è contenuto dalle risorse previste
dall'articolo 20 che dovranno essere utilizzate in Sicilia per la
ristrutturazione vera, effettiva, per gli adeguamenti, per
consentire agli ospedali siciliani di avere quegli standard anche
ai fini dell'accreditamento delle norme che, prima o poi, anche
in Sicilia dovranno essere varate.
E, quindi, quei 2.400 miliardi previsti dall'articolo 20, in
Sicilia in qualche modo si dice alle strutture ospedaliere "non è
detto e non è certo che saranno quelle risorse utilizzate per gli
ospedali siciliani". perchè già è partita la contrapposizione di
fatta tra la struttura ospedaliera territoriale, il suo
ammodernamento, i suoi completamenti, i suoi miglioramenti con il
fatto che l'assessore per la sanità, recependo una volontà del
ministro della sanità, ha espresso l'intenzione di concentrare la
gran parte di quelle risorse, che non è detto poi che arrivino
tutte alle Sicilia, dell'articolo 20 per realizzazione i tre poli
di eccellenza nelle tre grandi aree metropolitane: Palermo,
Catania e Messina.
Quindi, questa norma la si è voluta inserire non per effetti
monetari immediati, nulla a che vedere con scelte da finanziaria.
Noi abbiamo predisposto un emendamento per chiedere la
soppressione ma non perchè la soppressione determini
miglioramenti o peggioramenti economici perchè riteniamo sia
ininfluente. Vorrei ribadire al Signor Presidente della Regione
ed al Governo che voi con questa norma siete chiamati a
predisporre ed a rivisitare il piano sanitario regionale, piano
sanitario regionale che anche attraverso questa norma vi
obbligherà a discutere ed a ridiscutere del sistema sanitario
pubblico ma anche di quello privato, delle cliniche, delle case
di cura.
Avete commesso un'ingenuità nell'inserire questa norma nel
disegno di legge finanziaria, figlia di una visione non
governata, dove non avete chiari gli obiettivi da raggiungere;
sapete i messaggi che volete dare: un pò di ideologismo, un pò di
liberismo "alla siciliana" per indicare - diceva l'assessore
Pagano ieri, a proposito di altre norme, che questa è una norma
pedagogica - che ha solo questo spirito (pedagogico) per i
siciliani e soprattutto per le strutture ospedaliere e, credo per
mantenere ed aprire quella trattativa con gli ospedali che
dovranno continuare ad esistere e quelli che invece si vorranno
chiudere perchè, in Sicilia, anche il mantenimento di un ospedale
deve essere oggetto di un favore; tutto deve entrare nel mercato
della politica.
Forse la vera ragione per cui avete inserito questa norma è
quella di fare pedagogia della trattativa - i direttori generali,
assessore Castiglione -.
Mai come in questo caso i direttori generali rappresentano
in maniera quasi militare la composizione politica di questo
Governo. Avete fatto le nomine e un minuto prima che le nomine
fossero presentate ai giornalisti già, per ogni direttore
generale che avete nominato, c'era la bandierina.
Se c'era un rischio di confusione avete persino fatto
confusione a mettere le bandierine.
Quindi, assessore Castiglione, non mi parli dei direttori
generali. Non è il caso in questo momento.
Credo quindi che...
L'onorevole Lo Giudice credo che le condivida avendole
dichiarate. Onorevole Presidente, questi miei giudizi non sono da
me dichiarati, ma lo sono stati dall'assessore alla sanità, come
lei sa.
Ribadisco il principio che questa è la finanziaria che ha un
obiettivo: trasformare la salute dei cittadini, di trasformare un
diritto in un grande mercato - anche il posto letto fa parte del
grande mercato siciliano; vi assumete la responsabilità in linea
con i tickets e con altre norme che sono inserite in questa
finanziaria ed in linea con una filosofia che, credo, vi porterà
a sbattere.
SANZERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SANZERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono
favorevole al mantenimento di questo articolo, non fosse altro
che per il fatto che decadrebbe il mio emendamento - e ne sarei
molto dispiaciuto -, ma credo però che da norme di questo tipo -
che possono essere anche obbligatorie per il recepimento di norme
nazionali - possano essere utilizzate per far sì che la sanità
siciliana possa cercare di migliorare la qualità delle sue
prestazioni. Nell'articolo forse qualcosa bisognava non metterla;
il Presidente è stato troppo accondiscendente in Commissione
Bilancio quando ha messo quest'ultima parola dell'impatto
sociale.
Io non credo che la sanità obbedisca ad impatti sociali. La
qualità delle prestazioni sanitarie e la qualità degli interventi
in sanità, le nuove tecnologie, le alte tecnologie che vogliono
oggi gli ospedali non possono essere sottoposte ad un criterio di
impatto sociale. Cosa significa poi impatto sociale. Se c'è un
sindaco grande, forte, in grado di organizzare truppe, se c'è un
deputato forte, in grado di organizzare truppe, cosa significa;
significa che questo impatto sociale regge ed allora
quell'ospedale lo difendiamo e quell'altro non lo difendiamo.
Io credo che in questo senso se c'è una parola che deve
essere tolta è proprio quella dell'impatto sociale.
Ecco, io però oggi volevo anche prendere la parola per
illustrare, per motivare meglio due righe di emendamento che ho
fatto a questo articolo, perché paradossalmente noi viviamo in
Sicilia un momento in cui le nostre strutture sanitarie non sono
sicuramente al passo con quelle del resto della Nazione e noi
viviamo un momento in cui non siamo in grado di dare le risposte
adeguate ai bisogni sanitari del popolo siciliano proprio perché
non riusciamo a mettere su strutture idonee e compatibili con i
tempi moderni.
Per quanto riguarda la lunga degenza e quello è appunto il
motivo per cui io oggi prendo la parola, noi non abbiamo l'uno
per mille, il due per mille dei posti letto, noi abbiamo meno
dell'uno per mille dei posti letto in Sicilia. Noi abbiamo nella
provincia di Agrigento, nella provincia di Trapani, nella
provincia di Enna, di Ragusa, io credo, Caltanissetta
sicuramente, Palermo, noi abbiamo 0,1, 0,2 di posti letto per la
lunga degenza e per la riabilitazione.
Il mio emendamento, e per questo ho preso la parola, vuole
fissare e dare un obbligo ai direttori generali di attivare entro
il 31 dicembre 2002 questo uno per mille dei posti letto di
riabilitazione, perché oggi i direttori generali non hanno questo
obiettivo nel loro contratto fatto qualche giorno fa con
l'assessore alla sanità e hanno soltanto un piano sanitario che è
solo un atto amministrativo che non li costringe a niente, per
cui io chiedo al Governo di dare parere positivo a questo
emendamento per ancorarlo ad una data ed ancorarlo ad un impegno
dei direttori generali affinché la riabilitazione e la lunga
degenza in Sicilia possa decollare e quanto meno iniziare a
lavorare.
PRESIDENTE. Pongo congiuntamente in votazione gli emendamento
23.3, 23.5 e 23.7.
Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non sono approvati)
Si passa all'emendamento 23.4.
Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Comunico che l'emendamento 23.6 è ritirato.
Si passa all'emendamento 23.1.
Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento aggiuntivo 23.2.
Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 23, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, soltanto per mantenere un impegno verbale nei
confronti dell'onorevole Turano che ha fatto un intervento
condivisibile. Devo però fare presente che lo spirito del suo
intervento é stato pari pari - da qui l'apprezzamento anche per
avere ritirato l'emendamento - é pari a quello che é stata
l'impostazione tecnica, non solo politica, data con l'articolo
23. Quando si parla di impatto sociale si fa riferimento alla sua
relazione; quando si parla di indice occupazionale maggiore e
capacità reddituale si fa presente quella capacità, che
certamente abbiamo avuto modo di apprezzare ai tempi della
passata legislatura, circa l'orientamento delle strutture
ospedaliere della zona di Trapani, che mi pare sia quella di
maggiore interesse. Certamente il Governo vigilerà affinché
questo orientamento sia mantenuto anche nel piano sanitario.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 26 in precedenza
accantonato. Medicina riabilitativa.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, io ribadisco una questione che
già ho posto in diverse occasioni in queste due giornate. In
particolare questa norma, che nulla ha a che vedere con ricaduta
finanziaria, con maggiori costi o minori entrate, nulla. E' una
norma tipica che stava nel collegato, e che doveva stare nel
collegato, come norma di settore.
Che ragione c'é e che bisogno c'era di inserirla in
finanziaria. Oltretutto, ricordo, che questa norma é stata
inserita in Commissione bilancio con un emendamento del Governo,
senza che sia stata - ed é, credo, clamoroso, non avendo alcuna
ricaduta, oltretutto, di natura finanziaria - senza che sia mai
passata dalla commissione di merito.
Queste cose costituiscono quel precedente che rischiano di
far saltare la vita democratica di un organismo parlamentare,
perché la medicina riabilitativa non é materia che doveva essere
affrontata, in sede di merito, in commissione? Ripeto, oltretutto
non supportata da nessuna urgenza finanziaria.
Mi si spieghi che c'é un'urgenza, che perdiamo risorse; non
lo so. Che cosa succederà con l'avere questa norma in
finanziaria. Perché poi nessuno spiega nulla. Il Governo é muto
sulle norme che ha proposto con la finanziaria. Quindi io
ribadisco questa richiesta e invito, in questo caso, il Governo a
fare un atto, come dire, non sto entrando nel merito della norma,
ma un atto di gentilezza e di attenzione nei confronti del
Parlamento, ritirando in questa fase questa norma dalla
finanziaria.
CAPODICASA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, io vorrei aggiungere a quanto
detto dall'onorevole Cracolici che non c'é solo una questione,
per così dire, di sistematica legislativa, quindi di una
incongruenza di questa norma con il contesto della materia che
affronta la finanziaria. Si può dire che a iniziativa, per lo più
del Governo, materia estranea ne é stata introdotta, anche se,
onestamente, dobbiamo dire, fino a questo momento, siamo entro
limiti fisiologici.
Però io che sono un estraneo alla materia sanitaria avrei
bisogno, approfittando anche del fatto che é presente l'assessore
alla sanità al banco del Governo, di capire gli effetti di
quest'articolo perché lo leggo da profano della materia e leggo
che l'articolo impegna, entro 180 giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, all'emanazione di un apposito
decreto dell'assessore regionale, in applicazione di un decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri del 29 novembre 2001 in
cui si fissano i livelli delle prestazioni di medicina
fisico-riabilitativa e si dice che queste prestazioni devono
rimanere a carico del servizio sanitario.
Esiste, allora, un primo problema sollevato dall'onorevole
Cracolici e non intendo ritornarci. Esiste un secondo problema
che vuole dire cosa stiamo facendo con questa norma perché il
settore, onorevole Presidente, credo che sia uno dei più visitati
con provvedimenti amministrativi da parte degli assessori degli
ultimi anni. C'é tornato anche il piano sanitario regionale per
dare una regolamentazione ed il fatto che il settore sia
multivisitato o plurivisitato mi dice che in questo ambito vi
sono interessi ancora non composti o, comunque, non assestati;
e, allora, non vorrei che questo diventi l'ennesimo
rimaneggiamento che tende a favorire questa o l'altra parte.
Se ben capisco, onorevole assessore, lei vorrebbe riaprire
gli accrediti? Qualcuno ce lo spieghi così, magari, al di là del
fatto di metodologia, di metodica legislativa, cerchiamo di
comprendere la sostanza del problema e pronunciarci in proposito.
CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, cercherò di spiegarlo riprendendo le ragioni
dei vostri interventi sui ticket.
Ho ascoltato con interesse le ragioni con cui avete tentato
di spiegare a questo Parlamento, ma anche ai siciliani sui
giornali, quanto fosse importante che la sanità non fosse gravata
dai ticket, non fosse gravata da problemi economici collegati o
omessi nei confronti degli utenti.
L'articolo 26 fondamentalmente riprende le ragioni delle
questioni che voi avete portato avanti. I LEA hanno praticamente
escluso gran parte delle prestazioni che si erogavano dei servizi
sanitari dal punto di vista fisiatrico e fisioterapico, per cui a
partire dalla data del 23 febbraio le prestazioni ammesse in
regime di convenzionamento o di accreditamento sono rimaste
soltanto 4, tutte le altre non sono più ammesse in regime di
accreditamento.
Questo articolo, che non introduce subito quelle che possono
essere le altre voci che devono essere riaccreditate, vuole
essere di norma programmatoria per dare la possibilità
all'assessore, entro 180 giorni, verificate le motivazioni,
verificati quelli che sono i bisogni, verificati quelli che sono
i bisogni nel territorio, la possibilità di reintrodurre tutta
una serie di voci che sono state escluse, chiamiamolo
volgarmente, dal tariffario nazionale, con i LEA perché in
Sicilia possano essere riaccreditate tutta una serie di
prestazioni che i LEA invece hanno escluso.
E' esattamente la motivazione, la ragione che avete difeso
fino a qualche minuto fa quando si parlava dei ticket. Noi
abbiamo ritenuto di introdurre il ticket perché c'é un problema
di spesa sanitaria impazzita - non stiamo qui a ripercorrere le
questioni -. Qui, invece, stiamo dando la possibilità di
rioffrire agli utenti che ne hanno bisogno quelli stessi che
vanno dal medico perché hanno bisogno delle prestazione che,
invece, se non rimettiamo con questo articolo, dovranno pagare
per intero le prestazioni senza potere utilizzare la possibilità
del riaccreditamento.
L'articolo fondamentalmente vuole dire questo.
CAPODICASA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor presidente, onorevoli colleghi, io non
capisco la necessità di una norma per dare mandato all'assessore
alla sanità di emettere un decreto. Non penso sia necessario
farlo. Qui stiamo dicendo: poichè esiste un decreto
ministeriale, fermo restando il livello assistenziale che é
contenuto nel decreto stesso, adesso entro 180 giorni
l'assessore...
CUFFARO, presidente della Regione. Le prestazioni fuori dal
tariffario nazionale non sono più previste, in Sicilia noi le
reintroduciamo e, per far questo, abbiamo bisogno di una legge.
CAPODICASA. Non mi pare che sia detto con questa chiarezza.
CUFFARO, presidente della Regione. Questa legge dà mandato
all'assessore di potere decretare.
CAPODICASA. Signor presidente, qui c'é una contraddizione in
cui cade il Governo. Mettete i ticket - lei ha voluto ribaltare
sulla opposizione la contraddizione che é del governo - perché
volete introdurre un deterrente all'eccesso di ricorso al
servizio sanitario per patologie, allo stesso tempo allargate in
una branca che é quella fisioterapica, sfondando alcuni parametri
che sono contenuti nella normativa nazionale.
Io non so quale sia la ragione dell'esclusione su scala
nazionale, di queste prestazioni. Probabilmente queste
prestazioni possono essere ben disimpegnate dalla struttura
pubblica e si dice all'utente di andare nella struttura pubblica
anzichè in quella privata, considerato che, forse, al servizio
sanitario costa...
CUFFARO, presidente della Regione. Dalla struttura pubblica
nazionale possono essere espletate, da quella regionale che non
esiste, perché la fisioterapia e la fisiatria non ci sono e,
quindi, non possono essere espletate.
CAPODICASA. A me risulta che qualche servizio di fisioterapia
ci sia in giro.
CUFFARO. Poche.
CAPODICASA. Signor presidente, qui mi pare che ci sia, da
parte del governo, a volte poco e a volte molto, così si agisce.
La politica di questo governo é di disincentivare il ricorso alla
struttura pubblica, e questi sono i ticket, ed incentivare il
ricorso alla strutture private perché non abbiamo adeguato la
struttura pubblica. Io ritengo che, mi riservo un ulteriore
approfondimento, ciò non ci farà adeguare la struttura pubblica
per il futuro.
Nei nostri interventi abbiamo detto una cosa che qui,
incidentalmente, viene confermata e cioè che voi per contenere la
spesa sanitaria non andate a toccare quella parte della spesa che
è legata al convenzionamento esterno che è il vero buco nero
assieme alla farmaceutica nella nostra Regione ed io ribadisco
quanto affermato: lì ci sono anche i grandi affari nella sanità
di questa Regione.
Allora, senza volere colpevolizzare in modo indiscriminato,
io affermo, senza tema di smentita, che se si va a mettere le
mani si troverà il modo per risparmiare quei soldi che invece voi
volete risparmiare facendoli pagare alle persone, ai cittadini,
agli utenti.
Questo è uno di quei casi. Prendiamo solo atto, io non so se
l'onorevole Cracolici vuole ulteriormente insistere sulla parte
relativa al parere della Commissione di merito che deve essere
data, ma per quanto mi riguarda mi sono già fatta una idea chiara
e, ovviamente, voterò contro.
CITTADINI, Assessore per la Sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CITTADINI, Assessore per la Sanità. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, in sede di Conferenza Stato-Regioni degli
Assessori, si è stabilito un po' dappertutto che le prestazioni
di fisiokinesiterapia utili erano quelle che si potevano fare
negli ospedali pubblici e che il resto era abbastanza inutile o
addirittura di natura più estetica che non curativa.
In base a questo accordo si sono salvate soltanto quattro
prestazioni: l'ultrasuonoterapia, la laserterapia antalgica, la
mesoterapia e l'atletoterapia antalgica...
CAPODICASA. Noi lo diamo solo per questi quattro; allora
vogliono allargare...
CITTADINI, Assessore per la Sanità. No, non sto dicendo
questo. Molte regioni che hanno una grossa struttura di
riabilitazione, grossissima. Pensi, soltanto all'Emilia Romagna
dove, per esempio, nell'ambito del Rizzoli, di Budrio, ci sono
grandissime strutture di riabilitazione, la questione non si
pone.
Da noi siamo dentro la norma per i posti letto per acuti,
abbiamo 20 mila e 200 posti per acuti che sono il 4 per mille,
comprese le cliniche private, ed abbiamo soltanto 50 posti letto,
50 a fronte dei 5.000 che dovremmo avere per riabilitazione e
lungodegenza. 50 posti sono sistemati al Caltagirone-San Pietro,
adesso ha aperto Linguaglossa, presto ci sarà Mistretta, ma allo
stato attuale noi abbiamo 50 posti a fronte dei 2.500-5.000 che
dovremmo averne per riabilitazione.
A questo punto l'intervento della fisiokinesiterapia privata
era quasi indispensabile. Si è pensato, allora, di agire, non
attraverso la reimmissione di nuove terapie, ma attraverso
l'esame di protocolli terapeutici che portano a valutare se una
certa patologia può essere utile, a coronamento dell'uso delle
prestazioni ammesse, anche prestazioni accessorie.
CAPODICASA. Quanti sono attualmente gli studi convenzionati?
CITTADINI, Assessore per la Sanità. Molti; lei ricorderà che
nel 1986 fu il primo promotore di una legge "Provvidenze a carico
dell'Istituto materno infantile", lei fece passare una legge alle
ore 3 del mattino in una circostanza simile a questa in
quest'Aula assieme a Colombo e a tanti altri.
CAPODICASA. Quella colpa me la porto dietro da tanti anni.
CITTADINI, Assessore per la Sanità. La mia opzione è sempre
stata quella per il pubblico, però bisogna rendersi conto di
tante realtà.
Oggi come oggi tutta la specialistica convenzionata che
comprende: fisiokinesiterapia, diagnostica di laboratorio,
e tante altre, costa alla Regione 250 miliardi di lire. Mi creda
se le dico che se in una valutazione obiettiva passassimo tutto
questo al pubblico costerebbe almeno il doppio o il triplo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, io avevo espresso un giudizio
senza entrare nel merito di una norma che non conoscevo perché
non ho avuto la possibilità di conoscerla essendo membro della
Commissione Sanità e il Governo non mi ha consentito di
esercitare la mia funzione di parlamentare nella attività di
componente della Commissione.
Ho ascoltato e quindi ho già posto un tema generale di
opportunità, in questa fase, di inserire questa norma, tanto più
che questa norma non fa altro che dare mandato all'assessore di
fare, entro 180 giorni, un decreto per estendere le attività
rispetto alle quali si può operare in regime di sistema sanitario
regionale.
Questo dimostra che non c'era alcuna urgenza di fare la
norma in finanziaria se non attraverso anche una norma di
settore, che consentiva e poteva - invece di dare 180 giorni
all'Assessore fra un mese - dargliene fra un mese 150. Il
risultato era sempre lo stesso, cioè dare il tempo per definire
questa estensione di terapie per questo tipo di attività.
Ascoltando, però, nel merito le cose dette dall'Assessore
Cittadini, pongo alla Presidenza il tema che questa materia venga
trattata, così come prevede il Regolamento, dalla Commissione di
merito e la commissione di merito eventualmente potrà decidere,
invece di dare 180 giorni all'Assessore, di dargliene 90, di fare
prima, di consentire prima di avere l'estensione di questa
attività.
Quindi, io ribadisco il concetto: è una materia di merito,
delicata, che va valutata, anche perché di fatto, qui non stiamo
decidendo di dare una maggiore offerta del sistema sanitario
pubblico, ma di utilizzare la medicina riabilitativa per
aumentare i livelli di accreditamento delle strutture private.
Non voglio entrare nel merito, però, ritengo che questa sia
materia propria che deve valutare in via preliminare la
Commissione sanità.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Presidenza ha ritenuto di
dovere sottoporre alla valutazione dell'Aula il testo, per cui ha
ritenuto ammissibile l'argomento posto alla vostra valutazione.
CAPODICASA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, capisco che il turn over alla
Presidenza dell'Assemblea impedisca alla stessa di avere un filo
di ragionamento unitario. Perché sotto la Presidenza
dell'onorevole Lo Porto abbiamo avuto assicurazione che nel
momento in cui si sarebbero presentati i casi che noi avevamo
segnalato di incongruenza tra le norme ed il testo, si sarebbero
affrontate con un pronunciamento della Presidenza. Del resto, il
Presidente, anche sulla stampa, aveva più volte fatto di queste
affermazioni.
Successivamente, ad inizio di seduta, sotto la Presidenza
dell'onorevole Fleres, avevamo fatto la stessa richiesta ed era
stata data la stessa assicurazione. Se volete siamo in grado di
produrre i resoconti stenografici della risposta. Adesso, sotto
la Presidenza dell'onorevole Crisafulli si ripropone lo stesso
argomento e ci viene data una risposta che non è in linea con le
altre.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, se questa è materia
opinabile, non nel senso che si può discutere più o meno la
validità della scelta del Presidente, ma è l'insindacabilità del
giudizio della Presidenza, che è contenuta nel Regolamento ed è a
tutela del Parlamento, non è a discrezione delle presidenze le
quali stabiliscono cosa ammettere e cosa non ammettere senza dare
spiegazione del perchè.
Questo è il punto, perchè noi riteniamo che questa materia
debba essere messa in discussione ove non vi siano obiezioni
dell'Aula, ma se vi sono obiezioni dell'Aula il Regolamento è
chiaro, la legge 9 è chiara, non vediamo perchè la Presidenza
dica che si può mettere in discussione. La Presidenza non è il
Padreterno: la Presidenza è Presidenza, cioè tutore, garante del
Regolamento. La Presidenza è piena di contraddizioni e siamo ad
inizio di legislatura. Poichè, signor Presidente, l'ultima cosa
che vorrei fare in questi prossimi quattro anni e mezzo è aprire
un conflitto con la Presidenza dell'Assemblea, cosa che purtroppo
ho già fatto nella precedente legislatura, non vorrei arrivare a
quei livelli di contestazione, perchè le assicuro, a lei come a
tutti gli altri presidenti, che siamo in grado di farlo ed
allora, forse, qui dentro sarà difficile lavorare se la
Presidenza non si assume il compito di regolare bene i lavori.
PRESIDENTE. La Presidenza prende atto delle dichiarazioni
dell'onorevole Capodicasa e rispetto ai problemi che saranno
posti all'attenzione ed alla valutazione della Presidenza
sull'ammissibilità dei testi sarebbe bene che fossero sollevati
fin dall'inizio delle discussioni.
Pongo in votazione l'emendamento 26.2 a firma dell'onorevole
Cracolici. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
FORMICA. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 26.1 a firma dell'onorevole
Sanzeri.
SANZERI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 26. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 27 e dei relativi
emendamenti precedentemente accantonati.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FLERES
PAGANO, Assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANO, Assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, con l'articolo 27 vogliamo evidenziare che il Governo
ha di fatto modificato, in maniera sostanziale, l'impalcatura
originaria. Per cui, vorrei sottoporre alla sua attenzione ed a
quella dell'Aula l'emendamento 27.18 che è costituito da due
parti e che di fatto modifica l'emendamento stesso, relativamente
all'emendamento 27.18 secondo comma, in maniera tale da
articolare tutti i ragionamenti e tutte le discussioni degli
emendamenti successivi in funzione anche di questi primi.
ZAGO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAGO. Signor Presidente, nell'emendamento 27.18 è scritto "Al
comma 1 aggiungere le parole...". Ma questo emendamento
sostituisce il 27.18 che si trova nella pagina successiva?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Non so per
quale motivo ci sono due 27.18, evidentemente nel collage che è
stato fatto è stata data una numerazione identica. L'emendamento
27.18 è sostanzialmente composto da due parti. Il Governo ha
deciso di fare questa precisazione proprio perché ci si è resi
conto che poteva scombussolare i lavori dell'Aula e infatti così
è stato. Esiste un emendamento 27.18 presentato al comma 1 che va
ad integrare, ad aggiungere quanto già identificato nel comma 1 e
aggiunge qualcosa di sostanziale che penso potrà tornare utile
nell'economia del ragionamento del discorso. Esiste, inoltre, un
ulteriore emendamento 27.18 che modifica radicalmente
l'impalcatura del secondo comma.
PRESIDENTE. Forse è opportuno che sospendiamo per due minuti,
in modo tale che il Governo possa approfondire la questione. Ci
sono due aspetti. Ci sono due emendamenti 27.18 e quindi
consideriamo il primo 27.18 e il secondo 27.18.1, questo intanto
per caratterizzarli e differenziarli. Seconda questione,
onorevole Pagano, l'emendamento 27.18.1 non sembra connesso in
maniera stretta con l'articolo originario della legge.
CUFFARO, presidente della Regione. L'articolo 27, il primo
comma, poi subito dopo c'è un numero 3 che parrebbe essere un
altro comma, invece non lo è, il comma arriva sino al quinto,
sesto rigo quindi vanno aggiunti dopo la parola 'industriali'.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa.
(La seduta sospesa alle ore 00.28 di giovedì 14 marzo 2002 è ripresa
alle ore 00.44)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, il Governo ha ripresentato l'emendamento
che sostituisce il precedente 27.18 e riscritto nel suo insieme.
Allora, cominciamo a votare gli emendamenti nell'ordine.
FERRO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FERRO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, pur non avendo
letto la formale correzione che ha fatto l'assessore Pagano,
parto dalla comunicazione che lui ci faceva poco fa quando ci
diceva che l'emendamento che il Governo aveva presentato cambiava
sostanzialmente la natura dell'articolo. E siccome credo di aver
capito a quale testo di emendamento si riferisse l'assessore
Pagano, io credo che in realtà non abbia cambiato particolarmente
natura all'articolo.
Quello che, in sostanza, questo articolo dice, a partire dal
comma 1, é che, di fatto, in assenza di qualsiasi pianificazione
urbanistica, nelle aree di verde agricolo si possono realizzare o
recuperare manufatti per attività imprenditoriali.
Io vorrei far riflettere sul fatto che mentre tutto questo
potrebbe essere comprensibile se parliamo di aree, di zone, di
territori, di città che hanno un'incidenza di popolazione non
numerosa, mentre potrei comprendere - e il problema si pone e si
può porre nei piccoli e nei medi centri - francamente ho grande
preoccupazione che tutto questo possa accadere, possa avvenire a
partire dalle grandi città.
E vorrei fare un riferimento che é un dato di fatto. Con
decreto dell'8 agosto 2001 dell'assessorato ai lavori pubblici
sono state autorizzate alcune imprese - non entro nel merito, c'é
su questo un'interrogazione apposita e attendo una risposta da
parte del Governo - a costruire 1502 alloggi nel comune di
Palermo anche in verde agricolo, lì dove non ci fossero aree
disponibili.
Tutti voi sapete bene che lì dove il comune di Palermo - nel
caso specifico - dovesse dire che non ci sono aree disponibili,
il Governo commissaria il comune, il comune individua le aree e
autorizza le imprese a realizzare gli alloggi.
E quindi noi aggrediamo quella poca parte restante di verde
agricolo del comune di Palermo attraverso la costruzione di 1502
alloggi, dopo di che autorizziamo anche a prendere, se
eventualmente rimane qualcosa, l'uno o il due per cento di verde
agricolo a questo punto, diamo la possibilità a chiunque, privato
chiunque esso sia, si presenta, realizza la sua opera, ovviamente
in verde agricolo, non essendoci più porzione di territorio del
comune di Palermo che possa essere utilizzata per realizzare
nuova edilizia.
Allora se questo é - e non credo di aver capito male - é
evidente che non solo l'articolo e l'emendamento non é
accettabile, ed é per questo che io assieme ad altri colleghi
abbiamo presentato un emendamento soppressivo, ma, visto che
poc'anzi mi pare l'onorevole Spampinato aveva coniato una
vignetta in dono al Presidente Cuffaro, io ne ho fatto due,
perché ancora l'articolo sulla sdemanializzazione é accantonato,
ma se andiamo avanti di questo passo abbiamo avuto l'assenza di
finanziamento per il Parco della Valle dei Templi - su cui ancora
stendiamo l'emendamento - e il Presidente della Regione, in
quell'occasione ci ha spiegato che non si erano messe le cifre a
disposizione per il funzionamento del Parco della Valle dei
Templi perché desiderava che l'Aula parlasse della Valle dei
Templi in modo che poi potevano essere inserite le risorse
necessarie dando la possibilità a tutti di conoscere cosa era la
preziosità della Valle dei Templi.
Non vorrei che oggi ci si venisse a dire che si é fatto
questo articolo per far scoprire all'Aula che esiste un
territorio in una città, qualunque essa sia, che si chiama verde
agricolo che é da proteggere e quindi a questo punto ritiriamo
l'articolo perché dobbiamo conservare il verde agricolo.
Questa storiella non può funzionare e siccome parlavo di
vignette io direi che in questa finanziaria potremmo anche farne
due, sostanzialmente: mare per tutti, no grazie; verde per tutti,
no grazie; cemento per tutti, sÌ grazie.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESEDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel
leggere questo articolo la cosa che ci viene da chiederci é
qual'é la razio, qual'é il motivo per cui il Governo lo propone.
Adesso, confrontando il testo che oggi ci viene sottoposto con
quanto invece la legislazione già consente, viene da dire che se
lo scopo é quello di favorire, agevolare e accelerare gli
interventi supportati da quelle norme di finanziamento, dai
contratti d'area e dagli altri strumenti di programmazione
negoziata, che sono pure citati, già quello che la norma prevede
é esaustivo e consente la realizzazione di questi interventi. A
leggere bene l'articolo 27, in realtà, sembra che l'unica
aggiunta significativa sia l'ampliamento di questa platea di
possibili soggetti che accedono a questa norma anche alle
iniziative imprenditoriali private tout-court. Credo che, da
questo punto di vista, si possono fare più osservazioni di natura
diversa. Una per esempio nel merito. E' poco chiaro per quale
motivo una norma che nasce per agevolare una spesa pubblica possa
in realtà trasformarsi in una norma che ha l'unico effetto di
cancellare il criterio di pianificazione. Questo, da solo,
dovrebbe già indirizzare l'Assemblea a chiedere che su questo
articolo sia la specifica Commissione di merito a pronunciarsi
perché questa norma non aggiunge effetti di natura finanziaria ma
certamente di natura urbanistica sì. E, qui, non vogliamo magari
dettagliatamente esaminare ma tanto vale per dire che, comunque,
dovrebbe essere la Commissione di merito, nell'ambito delle sue
prerogative, a potersene occupare cosa che, invece, non é potuta
accadere. A me sembra, inoltre, di dovere dire che delegificare,
in maniera generalizzata, la possibilità di una pianificazione
urbanistica e consentire che le aree a verde agricolo siano,
comunque, una riserva per tutti gli interventi qui previsti
certamente é questione molto delicata che non mi sento di
censurare in assoluto ma che certamente pone problemi molto
severi in ordine, non già alla tutela ambientale che é citata e,
da un certo punto di vista, anche preservata in questo articolo,
ma proprio alla razio stessa della pianificazione urbanistica
che, in questo caso, viene superata da una norma di deroga.
Questo, per quanto riguarda il comma 1 che, di fatto, sottrae
alla logica della organizzazione sul territorio un investimento
che diventa generalizzato e che sfugge, ripeto, a quelle
motivazioni che, se sono di finanziare, di agevolare e accelerare
interventi coperti da finanziamenti pubblici o ancorati in
strumenti di programmazione negoziata sono già tutte quante
assicurate dalla legislazione vigente. Per quanto riguarda,
invece, il secondo comma, fondamentalmente non eccepiamo sulla
possibilità che edifici esistenti, anche con destinazione vigente
di natura abitativa, possono essere destinati ad attività
turistico ricettiva né che stagionalmente vi si possa esercitare
l'attività di ristorazione. Ci sembra, comunque, ancora una
volta, di potere esprimere queste due osservazioni. La prima é
che tutto questo dovrebbe potere essere deciso dai Comuni
nell'ambito della propria pianificazione e non sottratto per
legge alla propria decisione tale che i Comuni si dovessero
trovare a dovere autorizzare richieste di questo genere e in
secondo luogo la materia assai meglio si presta ad un esame da
parte della quarta commissione ed é per questo che mi sembra
opportuno sollecitare il governo a trasferirlo nella sede
competente.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor presidente, onorevoli colleghi, io
ripropongo il tema che ho già posto per altre questioni e per
altre norme. Potrei capire cosa c'entra questa norma con la
finanziaria? Oltretutto, si tratta di una norma contenuta nella
finanziaria madre. Il presidente Lo Porto aveva escluso questa
norma...
CINTOLA. Era scritta in un altro modo.
CRACOLICI. ... adesso torna in Aula con un emendamento in
commissione. Ribadisco: ma cosa c'entra? Qual é l'urgenza? Qual é
la ragione? Anche perché, signor presidente dell'assemblea e
signor presidente della Regione, se questa norma ha come
obiettivo quello di intervenire per sbloccare progetti
relativamente a leggi attraverso le quali sono stati finanziati
impianti produttivi, gradirei un po' di attenzione. Finanziamenti
di provvedimenti, patti territoriali 488 o altri strumenti
legislativi; posso ricordare che la norma già esiste, appunto
l'articolo 35 e l'articolo 36 della legge 30.
Questa norma, almeno il primo comma, ha l'obiettivo di
estendere quello che é previsto con l'articolo 35 della legge 30,
anche a chi non ha finanziamenti da parte di nessuno.
Allora l'articolo 35 nacque sulla necessità di dare
immediatezza e di sbloccare, anche perché c'era il rischio di
perdere dei finanziamenti, la possibilità di autorizzare in
deroga agli strumenti urbanistici, gli insediamenti produttivi in
verde agricolo. Adesso perché si fa questo? Qual é la ragione?
Potrei capire, anche se non condividere, se si fosse
utilizzato il primo comma applicando le modalità dell'articolo 36
della legge 30 che, comunque, prevede una variante urbanistica se
pur con procedure accelerate.
Qui, però, si prevede l'articolo 35 che é un'autorizzazione
in deroga che un funzionario fa in un comune a prescindere dalle
previsioni urbanistiche.
Io considero questa una norma inaccettabile, signor
presidente, per ragioni regolamentari, ma anche per ragioni
sostanziali, almeno il primo comma.
Invito il governo a valutare che questa norma possa avere un
esame di dettaglio con una legge di settore che consenta di
ordinare l'intera questione e l'intera materia e non affrontarla
a "foglia di carciofo", dove ogni foglia affronta un pezzettino
di questione. Perché così, onorevoli colleghi, decidiamo che i
piani regolatori non servono, che le amministrazioni e i consigli
comunali non servono, insomma, diamo a un funzionario di un
comune la possibilità di autorizzare in deroga e cioè con un
provvedimento amministrativo, una variante urbanistica.
Credo non ci sia precedente in nessuna legge regionale
italiana.
RAITI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAITI. Signor presidente dell'assemblea, signor presidente
Cuffaro e onorevoli colleghi, prima di entrare nel merito
dell'articolato, se mi consentite, vorrei rilevare, innanzitutto
che sono componente della Commissione IV "Territorio e Ambiente".
Io ritengo che quella Commissione che deve valutare caso per caso
e, ove sia necessario, tra l'altro, nel rispetto del programma
presentato dal Presidente Cuffaro agli elettori siciliani e con
il quale programma ha ottenuto la fiducia dei Siciliani e nel
quale si diceva che si sarebbe provveduto a fare delle
norme-quadro: si sarebbe affrontato il problema di riordino delle
coste, si sarebbero affrontati una serie di problemi di riordino
urbanistico regionale.
Ed allora, riallacciandomi anche al discorso che ha fatto
l'onorevole Cracolici prima di me, che senso ha oggi affrontare,
in una norma finanziaria che deve contenere solo ed
esclusivamente alcuni oggetti indicati che sono quelli indicati
dalla normativa presupposto - se non ricordo male, la legge 6 del
2001 - che senso ha oggi affrontare questo articolo nel contesto
delle norme finanziarie.
Non ha senso per alcuni ordini di motivi: uno, questa
materia non attiene assolutamente alla materia finanziaria, non
prevede tra l'altro nessuna entrata alla Regione, perché se ci
saranno delle autorizzazioni edilizie sul verde agricolo, queste
eventualmente oneri di urbanizzazione o costi di costruzione,
andranno ai Comuni, quindi la Regione non trarrà nessun utile.
Come si può ammettere alla discussione un articolo di questo
genere quando la Commissione Territorio ed Ambiente dovrà
affrontare immediatamente dopo la chiusura delle votazioni sulla
legge finanziaria, sulla legge del bilancio il disegno di legge
presentato dal Governo sul riordino delle coste e sul riordino
urbanistico della Regione Sicilia.
Qui si sta facendo, ancora una volta, un "vulnus" grave
all'attività del Parlamento e all'attività delle Commissioni.
Questo articolo non può essere tratto in questo contesto,
deve essere stralciato, ritirato e, caso mai, inserito nel
disegno di legge che giace in Commissione Territorio e Ambiente,
perché se noi procedessimo oggi ad approvare questo articolo,
avremmo leso le prerogative della IV Commissione, avremmo leso le
prerogative, avremmo fatto una violazione in quanto stiamo
inserendo una norma che non ha nulla a che vedere con la legge
finanziaria.
Nonostante questo e nel merito, non in subordine a quello
che ho detto prima che ritengo sono delle condizioni di
procedibilità assolute che non ci possono fare trattare questa
materia, mi permetto di dire che se l'esigenza o, comunque, lo
scopo del Governo è quello di consentire una possibilità ai
privati di concorrere, al di là dei Regolamenti pattizzi, o,
comunque, dei piani territoriali o comunque della legge 488 per
fare degli insediamenti produttivi in verde agricolo, certamente
non è questo il modo ed il metodo che ci consente di raggiungere
l'obiettivo.
Qui apriamo una maglia grave nelle leggi urbanistiche
regionali che non sappiamo dove andrà a parare. Qui stiamo
creando una lacerazione della normativa urbanistica regionale che
potrebbe portarci ad un uso indiscriminato del cemento nelle zone
a verde della Sicilia ed anche nelle zone a verde sottoposte a
norme di tutela ambientale.
A parte il fatto che, affrontare un argomento di questo
genere con un quadro di articoli, di emendamenti, e sub
emendamenti che, ancora una volta si propongono alla nostra
attenzione, con superficialità all'ultimo minuto, certamente
anche per me che ho una conoscenza diretta ed abbastanza precipua
della materia, mi mette in assoluta difficoltà perché inserendo
un ragionamento di questo genere all'interno della legge 78/71 e
della legge 30/97, così come lo stiamo facendo "ex abrupto",
certamente non mi fa rendere conto di quelli che saranno gli
effetti della norma che andremo a fare.
Ed allora, per tutti i motivi che ho qui elencato, senza poi
andare nel merito sostanziale di una norma di questo genere,
ritengo che il Governo ed il Presidente dell'Assemblea debbano
ritirare questo emendamento e mandarlo al collegato. Oltre tutto
il collegato e il disegno di legge giacente in Commissione sarà
affrontato da qui a qualche decina di giorni. Non capisco il
motivo per fare una forzatura per inserirlo nel disegno di legge
"finanziaria". Questo potrebbe solo aumentare il sospetto che
dietro questa normativa, che apparentemente vuole perseguire un
obiettivo, probabilmente legittimo, ma fatto in questo modo, con
una forzatura di questo genere e nella prospettiva di poter
ragionare sulla materia fra una decina di giorni in maniera
compiuta, complessiva, analitica, ci fa pensare male. Pertanto,
se si andrà avanti, il nostro voto sarà contrario e non escludo
atti ostruzionistici.
D'ANTONI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ANTONI. Signor Presidente, io credo che data l'economia dei
nostri lavori e data la qualità della materia sia più serio
rimandarla al riordino complessivo della materia urbanistica.
Quindi, chiedo al Governo di ritirarlo per poter andare avanti
speditamente sui lavori di questa Commissione.
PRESIDENTE. Onorevole D'Antoni l'articolo non può essere
ritirato, può essere soppresso. Bisognerebbe votare uno degli
emendamenti da 27.1 a 27.17. Non è un emendamento, onorevole
D'Antoni, è un articolo contenuto nel testo esitato dalla
Commissione Finanze. La soppressione non significa che non possa
essere inserito in altro testo. Poiché non verrebbe bocciato.
D'ANTONI. Signor Presidente, sono daccordo. Chiedo di
sopprimerlo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cintola. Ne ha
facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ritengo che
la proposta dell'onorevole D'Antoni sia una proposta alla quale
si può pervenire, ma gradirei, se possibile, accantonarlo.
Chiedo, quindi alla Presidenza, sulla scia della richiesta fatta
dall'onorevole D'Antoni, che, come dicevo, mi pare praticabile,
di accantonarlo e rivedere l'articolo quando avremo la
possibilità di approfondirlo un poco. Così sarà possibile stabile
se deve essere annullato, approvato o modificato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, accantoniamo l'art. 27. E'
iscritto a parlare l'onorevole Miccichè. Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Signor Presidente, considerato che lei mi vuole
insegnare a fare il parlamentare, lo ha detto poco fa, mi deve
spiegare se è corretto il metodo di saltare l'ordine degli
iscritti a parlare. Se questo fa parte del suo insegnamento io ne
faccio tesoro. E' per precisare e per essere corretto,
considerato che lei è stato così solerte a dire ciò che ha detto
nei miei confronti. Questo per precisare.
PRESIDENTE. E lei precisi onorevole Miccichè. Io la ascolto.
MICCICHE'. Signor Presidente, faccio tesoro del fatto che lei
ha detto che mi vuole insegnare a fare il parlamentare.
MICCICHE'. E' scritto nel verbale.
PRESIDENTE. Io le ho detto che sarei stato felice di darle
elementi per aiutarla, per facilitarle la possibilità di seguire
i lavori d'Aula.
Onorevole Miccichè su che cosa intende intervenire?
MICCICHE'. Su tutto quello che è giusto parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Miccichè, qual è il motivo per cui ha
chiesto la parola?
MICCICHE'. L'articolo in discussione.
PRESIDENTE. E' accantonato, onorevole Miccichè.
MICCICHE'. Non può essere accantonato perchè io avevo chiesto
di parlare.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa.
La seduta sospesa alle ore 01.11 è ripresa alle ore 01.12.
PRESIDENTE. La seduta riprende.
Si riprende l'articolo 31, precedentemente accantonato.
Si passa all'emendamento 31.7 a firma del Governo.
Il parere della Commissione?
CROCE, Presidente della commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 31. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 32. Ci sono due emendamenti il 32.2 a
firma degli onorevoli Vicari e Leontini e il 32.3 a firma del
Governo.
VICARI. Ritirato.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 32.3.
Il parere della Commissione?
CROCE, Presidente della commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 32 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 33.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. In quest'articolo c'è stata la discussione fatta in
commissione soprattutto su un punto che ha riguardato e vedo che
viene riproposto da parte di un emendamento a firma del collega
Leontini.
LEONTINI. E' già stato ritirato in commissione.
SPEZIALE. Prendo atto che l'emendamento è stato ritirato e
tuttavia nel corso dei lavori in commissione si è sostituito il
termine commissario straordinario con il commissario ad acta.
Questo è in contrasto con la legislazione vigente, perché come io
preciso con un mio emendamento, onorevole presidente della
regione, noi non dobbiamo nominare alcun commissario ad acta, la
normativa nazionale prevede che debbono essere gli stessi enti e
gli organi degli enti a potere trasformare gli enti stessi, lo
prevede l'articolo 5 del decreto legislativo 29 giugno 1996, n.
367, pertanto, io faccio la proposta emendativa con questo
emendamento in modo tale che venga sostituito e non venga dato
potere di nomina di commissari ad acta per la trasformazione
degli enti e invece la trasformazione degli enti venga assicurata
in conformità a quanto è previsto dalla legislazione nazionale da
quelli che oggi sono competenti, cioè da chi dirige gli enti
stessi. La legge nazionale lo dice.
Presidenza del presidente LO PORTO
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati alcuni ordini
del giorno:
- N. 71 - Interventi per la modifica della legislazione in
materia di collaboratori di giustizia.
ORDINE DEL GIORNO
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
-nell'apprendere della messa in libertà dei Killer del
giudice Falcone, della dott.ssa Morvillo e degli uomini
della scorta, ritenendo tale fatto di inaudita gravità e
preoccupante per la pericolosità sociale degli stessi
che nello stato di libertà potrebbero reiterare (cosa
peraltro già avvenuta in passato) gravi delitti nei
confronti dei cittadini e degli uomini dello Stato
impegnati sul territorio nella lotta della mafia,
IMPEGNA
IL PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
E IL PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIANA
- a promuovere ogni iniziativa presso la Presidenza del
Consiglio dei Ministri volta a modificare la normativa
vigente per i collaboratori di giustizia, affinché fatti
del genere non abbiano più a verificarsi.
ACIERNO - FLERES - IOPPOLO -
LO CURTO - MENDOLIA - NICOTRA -
BORZACCHELLI - D'ANTONI - MANCUSO -
CINTOLA - SAVONA - MAURICI -
CATANIA G.- LEANZA V. - FORMICA -
VICARI - BALDARI - INFURNA -
LEONTINI - SCOMA - GENOESE -
MERCADANTE - TUMINO - BENINATI -
LO MONTE - SEGRETO
- N. 72 - Eventi sportivi internazionali con preminente valenza
promozionale per la Regione siciliana e Prix Italia..
ORDINE DEL GIORNO
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- nell'anno 2002 saranno organizzati nella Regione
siciliana manifestazioni sportive internazionali di
rilevante valenza promozionale quali:
a) Campionati internazionali maschili di Sicilia di
tennis organizzati a Palermo;
b) Internazionali femminili di tennis di Palermo;
c) I Campionato mondiale universitario di baseball
organizzato a Messina;
d) Internazionali giovanili di tennis "Coppa Stagno
d'Alcontres", organizzati a Messina;
e) Targa Florio;
f) Coppa degli Assi di equitazione organizzata a
Palermo;
g) Windsurf World Festival, Mondello (PA);
h) I Trofeo internazionale di Basket 'Coppa Nino
Alberti';
i) PRIX ITALIA.
CONSIDERATA l'estrema importanza e la valenza dei predetti
eventi per la promozione dell'immagine della Regione
siciliana;
RITENUTO che è possibile attingere dal capitolo 472514 del
bilancio della Regione siciliana per l'anno finanziario
2002,concernente la propaganda turistica, per erogare
contributi per la promozione, organizzazione e comunque
per lo svolgimento delle sopra indicate manifestazioni
a carattere internazionale,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
E, IN PARTICOLARE, L'ASSESSORE REGIONALE
PER IL TURISMO,LE COMUNICAZIONI E I TRASPORTI
- ad erogare nell'anno 2002 agli organizzatori delle
sottoelencate manifestazioni i seguenti contributi
promozionali, utilizzando parte della disponibilità del
capitolo 472514 del bilancio della Regione siciliana:
a) Campionati internazionali maschili di Sicilia di
tennis organizzati a Palermo - E 150.000;
b) Internazionali femminili di tennis di Palermo - E.
150.000;
c) I Campionato mondiale universitario di baseball
organizzato a Messina - E. 350.000;
d) Internazionali giovanili di tennis "Coppa Stagno
d'Alcontres", organizzati a Messina - E. 25.000;
e) Targa Florio - E. 100.000;
f) Coppa degli Assi di equitazione organizzata a
Palermo - E. 75.000;
g) Windsurf World Festival - E. 150.000;
h) I Trofeo internazionale di Basket - E. 100.000;
i) Prix Italia - E. 1.250.000.
(13.03.2002)
BENINATI
ACIERNO
LEONTINI
FORMICA
CINTOLA
MANCUSO
- N. 73 Modifica del P.O.R. nella parte relativa
all'artigianato dei servizi.
ORDINE DEL GIORNO
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
CONSIDERATO che:
- nel P.O.R. Sicilia e segnatamente nella misura
relativa all'artigianato, vengono di fatto penalizzate
le imprese che svolgono attività di servizi rispetto a
quelle che svolgono attività produttive;
- l'indicazione del P.O.R. si sofferma solo verso
l'artigianato di produzione;
VISTO che tale scelta, così come è stata fatta dal Governo
della Regione, penalizza migliaia di artigiani che
operano nel campo dei servizi,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a porre in essere ogni opportuna iniziativa al fine di
modificare, includendo nella misura specifica adeguate
risorse, il P.O.R. nella parte relativa agli interventi
a favore dell'artigianato dei servizi.
(13 marzo 2002)
SPEZIALE - PANARELLO - VILLARI -
ODDO - ZAGO - DE BENEDECTIS
- N. 74 - Pubblicazione del bando relativo alla misura
4.01.b (laboratori artigiani).
ORDINE DEL GIORNO
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
CONSIDERATO che il bando relativo alla misura 4.01.B.
(laboratori artigiani), risulta bloccato per un dubbio
relativo alla legittimità dell'affidamento,d ella
gestione-attuazione della misura, alla C.R.I.A.S.;
VISTO che l'ammontare della cifra (circa 180 milioni di Euro -
pari a Lire 350 miliardi) rappresenta una seria
opportunità di crescita dell'intero settore
dell'artigianato siciliano;
TENUTO CONTO che su un caso analogo si è espressa, nel 1998,
la Corte di Giustizia Europea, escludendo il
configurarsi di ipotesi di illegittimità,
IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE
a porre in essere tutte le iniziative onde addivenire ad
una immediata pubblicazione del bando di che trattasi.
(13 marzo 2002)
ODDO - PANARELLO - DE BENEDICTIS -
ZAGO - VILLARI - SPEZIALE
Li metteremo in votazione prima del voto finale o quando
tratteremo argomenti nell'articolato connessi con gli argomenti
degli ordini del giorno.
Comunico intanto che l'emendamento 33.6 è stato ritirato.
FERRO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FERRO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo
sostanzialmente sullo stesso punto che ha sollevato l'onorevole
Speziale, perché mi pare evidente che ci sia una norma
assolutamente chiara che l'articolo 5 del decreto legge 367 che
stabilisce che la trasformazione in fondazione avvenga dagli
organi che sono in quel momento istituiti, credo che sarebbe
stato forse più utile potere prevedere l'eventuale
commissariamento ove ci fosse stata un'inadempienza da parte
degli organi regolarmente eletti e quindi se fosse questo il
senso, che non è come è scritto, si poteva capire, non vorrei
viceversa invece che il senso fosse altro, ma siccome credo che
sia giusto prima di sospettare ascoltare e visto che l'assessore
Granata ha chiesto la parola su questo secondo aspetto mi fermo
per sentire anche la posizione del Governo.
GRANATA,assessore per i beni culturali e la pubblica
istruzione. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, il Governo
attraverso l'articolo 33 si propone di trasformare gli enti
lirici sinfonici in fondazioni in linea con una tendenza per
altro ampiamente condivisa, ritengo anche dalle forze
parlamentari, di creare fondazioni, strutture più adeguate e
moderne per gestire gli enti stessi.
Attraverso, quindi, la fondazione partecipano anche soggetti
che portano nuova linfa anche da un punto di vista economico, ma
soltanto dal punto di vista economico, agli enti lirici e
sinfonici.
Il senso della presenza del commissario ad acta, che pure è
legato a normativa nazionale - è un orario proibitivo per me per
controbattere l'onorevole Speziale con dati di fatti, ma sono
disponibile a portarli - perchè è previsto dalla normativa
nazionale è anche nella ratio logica della normativa stessa.
Il consiglio di amministrazione di un ente sa che,
trasformandosi in fondazione, decade e non è certamente un
soggetto propenso ad accelerare la trasformazione in fondazione.
Siccome la trasformazione in fondazione noi riteniamo che
sia un atto da porre in essere in maniera molto rapida il senso
della nomina del commissario ad acta, che abbiamo individuato
ragionando insieme all'assessore Cascio, ma presente pure nella
trasformazione agli enti lirici nazionali, va esattamente in
questa direzione.
Il consiglio di amministrazione regolarmente formato, lì
dove è formato - in questo caso lo è negli enti nostri, sia
sinfonici che lirici - procede alla gestione dell'ente stesso
nelle more della trasformazione in fondazione. Il commissario ad
acta pone in essere tutti quegli atti per trasformare in
fondazione l'ente.
Sono due organi che procedono parallelamente, ma - ripeto -
il commissario ad acta serve, in maniera oggettiva direi, a
velocizzare questa trasformazione perchè altrimenti dovremmo
attendere che un consiglio di amministrazione - abbiamo anche
esperienze in questo caso dei commissario che non fanno le
trasformazioni, ma non voglio soffermarmi su questo - ....
L'intenzione del Governo, invece, è quella di accelerare il
più possibile la trasformazione in fondazione e riteniamo che lo
strumento utile sia proprio quello della nomina di un commissario
che, come dire, svolga monotematicamente questo ruolo.
Quindi, è un ruolo di grande trasparenza, di grande velocità
ed anche consono al fine che il Governo vuole raggiungere, cioè
quello di arrivare prima possibile alla modifica.
Altra questione è, poi, ma questo è un dibattito aperto, se
è opportuno trasformare in fondazione gli enti lirici e
sinfonici. Ovviamente, per quanto riguarda gli enti lirici e
sinfonici, c'è una grandissima maggioranza di operatori del
settore, di operatori culturali, di forze politiche e culturali
che ritengono che questa trasformazione sia propedeutica a
modernizzare il sistema e a renderlo adeguato a sopperire,
invece, a dinamiche un po' da carrozzone che questi enti tendono
ad assumere se non hanno questa linfa nuova che portano i
privati.
Quindi, questo è il senso della presenza del commissario ad
acta, peraltro, onorevole Speziale, le ripeto, e la conforterò
con dati documentali, ampiamente prevista da tutte le normative
nazionali del settore.
FERRO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FERRO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io comprendo e
condivido le esigenze poste dall'assessore Granata. Credo, però,
che le ragioni che hanno spinto il Governo in questa direzione
non siano solo quelle sostanziali che l'assessore ci riportava,
non perchè non siano le sue - evidentemente parlo del Governo nel
suo complesso - e, quindi, credo che siamo ancora in tempo ad
immaginare che si possa dire che gli organi che sono titolati a
fare, secondo la norma nazionale, la trasformazione in fondazione
possono rimanere. Il Governo stabilisca il tempo entro il quale
deve avvenire la trasformazione.....
CASCIO. Abbiamo già esperienza in questo senso.
FERRO. ..ho capito, ma siccome nessuno vive da un'altra parte
e, quindi, sappiamo di cosa parliamo. Se volete possiamo anche
entrare nel dettaglio. io non voglio farlo perchè qui non voglio
porre questioni nè personali nè di enti specifici.
Credo che sia più normale suggerire un'ipotesi che dica
"ferme restando le ragioni sottolineate dall'assessore Granata si
dia un tempo perchè gli organismi attualmente vigenti facciano le
trasformazioni". A quel momento. Io non sto ponendo il tema; il
tempo lo deciderà il Governo - anche subito - dopodichè, superato
quel tempo, ovviamente, gli enti possono essere commissariati.
PRESIDENTE. Il Governo accoglie la proposta dell'onorevole
Ferro?
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e la
pubblica istruzione. No.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per aiutare
l'onorevole Granata, vi cito il decreto che cercava, cioè il
decreto legislativo del 29 giugno 1996 n. 367. Ad un certo punto,
il testo del decreto, Signor Presidente della Regione, cita
"disposizioni per la trasformazione degli enti che operano nel
settore musicale in fondazioni di diritto privato" - stessa
materia oggetto della nostra discussione - all'articolo 5
definisce le modalità di trasformazione; affida la competenza per
la trasformazione agli stessi consigli di amministrazione - in
atto preesistenti negli enti - e stabilisce un termine che può
essere - così com'è nel decreto legislativo nazionale - di tre
anni. Possiamo stabilire sei mesi, un anno. Nel mio emendamento
propongo tre anni, ma la materia deve essere comunque conforme a
quella nazionale, perchè mandare un Commissario ad acta ha senso
soltanto quando c'è un potere sostitutivo rispetto ad una
inadempienza dell'ente; ma se il compito è affidato all'ente,
stabiliamo un tempo entro il quale lo stesso può trasformarsi in
fondazione di diritto privato. Se, entro quel tempo, l'ente non
ha operato interviene con i poteri sostitutivi l'assessore
regionale, ed alla regione il Presidente della Regione, quindi
non mi pare che noi per legge ... per cui la invito, le inoltro
la documentazione, il decreto legislativo, la invito a fare in
modo che la nostra legislazione sia conforme a quella nazionale.
L'idea che si aveva del Commissario straordinario prima e del
Commissario ad acta fa pensare ad un carattere punitivo di
intervento. Perchè non deve essere demandato direttamente ai
Consigli di amministrazione dell'ente, così come prevede la
legislazione in atto.
Onorevole Granata, la invito dunque a rivedere la sua
posizione. Fra l'altro ho visto che lo stesso emendamento a mia
firma, di fatto e nella sostanza, è firmato anche dai colleghi
Savona, Borzacchelli e Leanza che con modalità diverse, comunque,
riaffermano lo stesso principio.
PRESIDENTE. Il Governo accoglie la proposta dell'onorevole
Speziale?
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e la
pubblica istruzione. No.
MICCICHE'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, naturalmente
il voto è contrario a questa proposta perchè anche questa norma
che si vuole introdurre la dice tutta sulla filosofia, sulla
cultura che questo Governo ha nei confronti della cultura
pubblica, non della cultura dello Stato, nel senso
nazionalpopolare, come a volte si pensa che sia.
Si vuole privatizzare tutto, ogni forma di attività
culturale alla quale ogni cittadino ha la possibilità di
partecipare come alla formazione, alla crescita culturale. La
privatizzazione di queste strutture culturali sostanzialmente
mettono in secondo piano la funzione pedagogica della crescita
della nostra società. Si vuole creare una società - anche da
questo punto di vista - sganciata dai presupposti sulla crescita
complessiva della cultura nazionale ed internazionale.
Questa è un'operazione che sostanzialmente sembra
economicistica, efficiente, ma, nello stesso tempo, ha un altro
obiettivo. L'obiettivo principale è quello di accrescere il
proprio potere attraverso le cosiddette "fondazioni di diritto
privato" che sappiamo che cosa sono ed abbiamo già l'esperienza
in alcuni settori che sono stati già avviati nell'ultimo periodo
nella tappa forzata della privatizzazione dell'apparato dello
Stato, cioè a dire da un lato si privatizza una struttura
pubblica come la sanità, la scuola e pure la cultura, e nello
stesso tempo poi si danno contributi a queste associaizoni, che
poi la dicono tutta, se queste associazioni, queste fondazioni
fanno parte di un ambito politico ben preciso, ben determinato,
allora possono avere contributi, se è una fondazione di un ente
lirico, per esempio di un qualsiasi comune, non collima con
l'interesse della politica del Governo, quella fondazione non
potrà mai avere nessun contributo.
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Questo lo dice lei; è una sua fantasia.
MICCICHE'. Non è una fantasia, caro assessore. Non è così,
questo si verifica nella richiesta anche delle associazioni che
fanno cultura, caro assessore. Se andiamo a vedere quante
richieste di associazioni culturali che fanno teatro, che fanno
cultura, che chiedono contributi non vengono neanche prese in
considerazione, tranne se fanno i viaggi, i pellegrinaggi negli
assessorati a chiedere promettendo in cambio magari dei voti e
quant'altro.
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Lei parla di questioni che non conosce.
MICCICHE'. Non conosco le questioni Allora, caro assessore,
lei mi vuole rappresentare il fatto che questo Governo è un
governo imparziale, che non conosce il colore politico del
soggetto che viene da lei a chiedere il contributo. Non so, se
questo magari non lo fa lei, probabilmente altri suoi colleghi lo
fanno, non mi dica cose che non sono. Avremmo modo di potere
riscontrare, caro assessore. Innanzitutto lei deve rispondere
alle interrogazioni su determinate cose ben precise e
circostanziate; avrò modo di fare capire e di fare vedere che non
è come dice lei.
Comunque è una minaccia nello svolgimento delle mie
funzioni.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, lasciamo completare
l'onorevole Miccichè.
MICCICHE'. Onorevoli colleghi, voi vista la tarda ora avete
voglia magari di scherzarci sopra, e lo posso capire; spezzare un
po' l'atmosfera pesante che si può creare è giusto ed a volte può
anche fare bene. Però dovete consentire di dissentire da questa
vostra azione. E' un'azione molto discutibile e gli effetti
negativi si vedranno, non ci vorrà molto tempo per potere
dimostrare che sarà negativo.
PRESIDENTE. Non ci sono altri iscritti a parlare. Onorevoli
colleghi si passa all'emendamento 33.7 a firma del Governo. Il
Governo lo ha presentato. Il parere della Commissione?
CUFFARO, presidente della Regione. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa agli emendamenti 33.1 e 33.5.
SPEZIALE. Li ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 33.4.
SPEZIALE. Chiedo la votazione a scrutinio segreto
sull'emendamento 33.4.
VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO SULL'EMENDAMENTO 33.4
(Gli onorevoli Cracolici, Ferro, Giannopolo, Villari, Forgione,
Zago, Panarello, Ortisi e Tumino si associano alla richiesta di
votazione per scrutinio segreto).
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto e ne
proclamo l'esito:
Presenti 78
Votanti 78
Maggioranza 40
Favorevoli 31
Contrari 46
Astenuti 1
(Non é approvato)
Si passa all'emendamento 33.2 a firma dell'onorevole Savona.
SAVONA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 33.3. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione. Favorevole
PRESIDENTE. Chi é favorevole resti seduto; chi é contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 33 nel testo risultante. Chi é
favorevole resti seduto; chi é contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 34 precedentemente accantonato.
Si passa all'emendamento 34.1 a firma dell'onorevole Liotta.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario..
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi é contrario resti seduto; chi é favorevole si
alzi.
(Non é approvato)
Si passa all'emendamento 34.13 a firma del Governo. Lo pongo
in votazione.
CUFFARO, presidente della Regione. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 34.2 a firma dell'onorevole Liotta.
LIOTTA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LIOTTA. Signor Presidente, tutto questo articolo prevede una
procedura per l'individuazione di quegli enti che devono essere
soppressi e per l'individuazione del programma di accorpamento e
di messa in liquidazione di altri enti, che non presuppone nessun
passaggio d'Aula e nessun passaggio per le commissioni di merito.
Tutti gli emendamenti a mia firma in qualche modo vogliono
riportare tutta questa procedura all'interno di un iter corretto
sul piano parlamentare. A me sembra assolutamente fuori da ogni
logica il fatto l'assessore o il Governo possa con provvedimento
autonomo, con provvedimento esecutivo smplicemente comunicando
alla Commissione competente possa dismettere degli enti, possa
prevederne la privatizzazione e quant'altro. Io credo che se
quest'Assemblea si vuole riappropriare di un proprio ruolo debba
essere previsto che il Governo semmai fa un programma di
dismissione di privatizzazione e dopodiché come minimo si passa
dalla Commissione di merito e, poi, su questa partita si
pronuncia l'Aula conuna propria norma. Si tratta di programmi
che possono prevedere privatizzazioni anche corpose. Io faccio
notare che, per quanto sia stato annunciato dal Governo il ritiro
dell'emendamento 34.13, questo emendamento conteneva 62 enti
passibili di fare parte di un programma di accorpamenti,
dismissioni e liquidazione.
Fra questi vi sono Enti Parco, vi sono Enti Parco
archeologici, l'Ente Parco dei Nebrodi, il Parco delle Madonie,
il Parco dell'Etna e quant'altro. E' stato ritirato ma la dice
lunga questo emendamento sulla volontà del Governo e sulla
filosofia di tutto quest'articolo. Dico che se questo Parlamento
vuole mettere mano seriamente al problema della privatizzazione -
noi siamo, com'é ben risaputo contrari a tutta questa partita e
tuttavia riteniamo che il Parlamento non può lasciare, non può
delegare al Governo tutta questa materia ma deve riservarsi il
compito di avere l'ultima parola su tutta questa partita.
Ecco il senso di tutti gli emendamenti per cyi quando
affrontiamo quest'emendamento, signor Presidente, per cui si dice
prevedendone o comunicndo il programma alla competente
Commissione legislativa quest'emendamento fa il palio con gli
altri. Probabilmente andrebbero visto nella loro interezza questi
emendamenti.
PRESIDENTE. Onorevole Liotta, lei si riferisce agli
l'emendamenti 34.2 e al 34.3?
LIOTTA. Sì, certamente perché vi é una proposizione, non una
trasmissione.
PRESIDENTE. Signor Presidente della Regione, io credo che
l'emendamento 34.2 non presenti elementi stravolgenti rispetto al
testo perché sostanzialmente norma la proposta alla Commissione
piuttosto che la semplice trasmissione.
Pongo in votazione l'emendamento 34.2.
Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE. presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi é favorevole resti seduto; chi é contrario si
alzi.
(E' Approvato)
Si passa all'emendamento 34.3.
Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE. presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi é favorevole resti seduto; chi é contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 34.11 a firma dell'onorevole
Giannopolo e dell'onorevole Speziale.
Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE. presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi é favorevole resti seduto; chi é contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 34.9.
GIANNOPOLO. Lo ritiro.
(L'Assemblea ne prende atto)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 34.8 degli onorevoli
Vicari e Liotta.
VICARI. Lo ritiro.
(L'Assemblea ne prende atto)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 34.4 a firma
dell'onorevole Liotta.
Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE. presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi é favorevole resti seduto; chi é contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 34.5.
Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE. presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi é favorevole resti seduto; chi é contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 34.12 a firma dell'onorevole
Turano. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della commissione?
CROCE, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi é favorevole resti seduto; chi é contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 34.6 a firma dell'onorevole Liotta.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della commissione?
CROCE, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi é contrario resti seduto; chi é favorevole
si alzi.
(Non é approvato)
L'emendamento 34.13 é ritirato perché fa riferimento alla
tabella. Si passa all'emendamento 34.7. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della commissione?
CROCE, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
(Non é approvato)
Si passa all'emendamento 34.10 a firma degli onorevoli
Giannopoli, Speziale, Capodicasa.
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor presidente, onorevoli colleghi, questo
emendamento cerca di introdurre nel processo di trasformazione
degli enti di cui al comma 1, una clausola sociale che lega il
subentrante alla redazione di una sorta di piano industriale da
un lato, di utilizzo della manodopera ed anche il tipo di modello
organizzativo, di lavoro e di concertazione con le organizzazioni
sindacali maggiormente rappresentative.
Credo che questo sia salutare affermarlo in questa sede,
dargli la dignità di legge, perché non vorrei che nei processi di
privatizzazione, così come é stato anche stabilito a livello
nazionale, con la legge finanziaria, ad esempio, non si é tenuto
conto di queste clausole sociali, sicché una privatizzazione può
anche prescindere dalla redazione di un piano industriale e dalla
redazione, soprattutto, del modello organizzativo, di lavoro e di
concertazione con le organizzazioni sindacali.
Io ribadisco, pertanto, l'importanza e la validità di questo
emendamento.
FORGIONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor presidente, onorevoli colleghi, vorrei
sottoscrivere anch'io questo emendamento e se i colleghi
parlamentari e l'onorevole Cuffaro che ha avuto tanto a cuore,
negli anni passati, la vicenda della Vini Corvo, non lo sa,
vorrei portarlo all'attenzione dell'Aula proprio io.
Stamattina l'azienda che ha comprato la Vini Corvo ha
disdetto tutti gli accordi assunti in materia di contratto, di
personale, di piano industriale al momento dell'acquisto. Quindi,
é venuta meno, formalmente, a tutti gli accordi con il sindacato
e a tutti gli impegni assunti, tra l'altro, in una faticosa
trattativa presso la sede della confindustria, al momento della
vendita della Vini Corvo alla stessa ILVA.
Questo emendamento ripropone la questione. I colleghi
deputati, forse, non si stanno rendendo conto, guardate, si può
sostenere un governo con autonomia, onorevoli colleghi, ora
stiamo parlando della privatizzazione di enti economici, di
settori nuovi rispetto a quelli che erano stati definiti
precedentemente e noi stiamo approvando una norma che autorizza
il governo regionale a privatizzare e a gestire le
privatizzazioni senza alcun ruolo del Parlamento.
E'un problema vostro, non è solo un problema delle
opposizioni è un problema del ruolo del Parlamento. Voi state
approvando una norma che concede al Governo il potere esclusivo
di gestire tutte le privatizzazione e questo Parlamento viene
spogliato di ogni suo ruolo e tutti gli Enti economici, le
strutture pubbliche di questa Regione non sono state fatte da
nessun Governo.
Poi possiamo discutere se erano giuste, se erano sbagliate,
se la Sicilia è l'ultimo avanzo del socialismo reale, ma non le
ha fatte nessun Governo, da solo, le ha fatte questo Parlamento
con una politica condivisa in un'altra fase storica della
politica industriale di questa Regione e dell'Italia.
Voi vi state negando ogni ruolo nella gestione delle
privatizzazioni di questa Regione; addirittura avete approvato
emendamenti dove si dice che nemmeno deve essere informata la
Commissione "Attività produttive" dell'ARS, ma tutto questo vale
il sostegno ad un Governo? Ma si può sostenere anche con
autonomia un Governo, cari colleghi?
Parlo al Parlamento, non parlo al Governo, noi dovremmo
andare a definire il rapporto tra il Governo ed il Parlamento, la
Commissione per lo Statuto, prima o poi dovremo operare in questa
direzione.
Noi dovremo definire i rapporti tra il Parlamento ed il
Governo, che sono materia delicata, dovremo definire l'equilibrio
dei poteri, però, in attesa che la Commissione su questo
legiferi, in attesa che questo Parlamento si doti di uno
strumento di riequilibrio delle funzioni, dopo l'elezione diretta
del Presidente della Regione.
E' possibile che noi affermiamo così con voti di
maggioranza, pezzi di riforma del rapporto tra le
Istituzioni.
Allora vi chiedo se, almeno su questo emendamento, possiamo
ritrovare tutti uno scatto di orgoglio per il ruolo del
Parlamento.
Io non credo sia interesse, onorevole Cuffaro, nemmeno del
suo Governo negare un ruolo dell'Assemblea Regionale. Lei ora lo
sta facendo sull'ultimo emendamento, però io vorrei - e questo
vale, onorevole Fleres, anche come dichiarazione di voto
complessiva ovviamente contraria a questo articolo - io vorrei
che i parlamentari ragionassero su quello che abbiamo votato e su
quello che abbiamo deciso, cioè l'esclusione di qualunque
funzione, si qualunque ruolo del Parlamento nel processo di
privatizzazione.
E questo, io credo, che sia un atto grave che inibisce le
funzioni della stessa Assemblea Regionale Sicilia.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 34.10 col parere
contrario del Governo e della Commissione.
Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 34 con il parere favorevole
del Governo e della Commissione.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 35 in precedenza accantonato.
Si passa agli emendamenti.
CAPODICASA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, siamo ad un punto delicato.
Credo che questo artiolo che riguarda la trasformazione dell'EAS
abbia un doppio contenuto e sollevi alcune problematiche. I
contenuti sono da un lato quello relativo all'applicazione
dell'articolo 23 contenuto nella legge 10 del '99, che prevede la
trasformazione dell'EAS in società per azioni a totale
partecipazione pubblica.
Quindi, si indica una procedura di trasformazione che, in
poche parole, stravolge il dettato dell'art. 23 della legge 10.
Più coerentemente l'articolo in questione non dovrà essere più
intitolato trasformazione dell'EAS in S.p.A., ma, non so
esattamente come, perché l'emendamento del Governo, ed
esattamente il n. 35.8, che riscrive praticamente l'articolo,
indica una procedura di intervento nella materia dell'Ente
acquedotto siciliano che non è più la trasformazione dell'Ente
acquedotto in società per azioni. Ma, individua un percorso che
prevede il mantenimento dell'EAS come ente pubblico che non
svolgerà più le funzioni che svolge oggi, ma manterrà - se ho
capito bene - la proprietà, il patrimonio attualmente in suo
possesso e attraverso la costituzione di società miste dare in
affitto i servizi che sono oggi espletati dall'EAS. Il dissenso
è, qui, innanzitutto di merito.
Una trasformazione dell'EAS in S.p.A. quindi in società che
agisce con procedure di diritto privato, non è la stessa cosa di
ciò che si sta mettendo in piedi. Io immagino che ci sia una
ragione per cui il Governo sta adottando questa procedura, e
suppongo, onorevole Assessore ai Lavori pubblici che sia quella
che in sede di audizione in IV Commissione c'è stata spiegata. E
cioè, che per i ritardi che si sono accumulati nella
trasformazione in S.p.A. dell'EAS dopo l'approvazione della
legge 10, oggi, non siamo in grado di fare la trasformazione nei
tempi che l'utilizzo dei fondi di Agenda 2000 in materia idrica
richiederebbero. Si sa che una procedura di trasformazione in
S.p.A. comporta dei tempi lunghi. Il precedente a cui facciamo
riferimento è l'acquedotto pugliese, che per la sua
trasformazione in società per azioni ha avuto bisogno di circa un
triennio.
E' chiaro che quando poi si ritarda, l'EAS viene trattata
dai governi solamente in occasione di nomina di commissari, non
si spinge per la sua trasformazione, gli anni passano, arriva il
momento in cui abbiamo bisogno dell'ente già trasformato, non
siamo in grado di averlo e quindi ci inventiamo un'altra
procedura ed è la procedura che qui viene introdotta, o si
propone di introdurre, modificando il dettato della legge 10.
Non sono innamorato della legge 10, diciamo così
feticisticamente. Credo che quella procedura, e siamo legati a
quella procedura solamente per questa ragione, era quella che
consentiva alla regione siciliana di potere chiedere, così come
ha fatto la Puglia allo Stato, al Governo nazionale, i fondi
derivanti dalla trasformazione in S.p.A., cosa che l'acquedotto
pugliese ha fatto, ricavando come regione...
CUFFARO, presidente della Regione. Di che cosa sta parlando?
La Puglia non ha preparato neanche il bando
CAPODICASA. Non ha fatto il bando di cosa?
CUFFARO, presidente della Regione. Della trasformazione.
CAPODICASA. Onorevole Cuffaro, il suo direttore del settore,
nonché il suo assessore, queste cose sono venute a dirle in IV
Commissione.
CUFFARO, presidente della Regione. Mi hanno chiamato questa
mattina per sapere che tipo di bando sto preparando per farlo
uguale.
CAPODICASA. Onorevole Cuffaro, le ripeto che il direttore
Busalacchi con il suo Assessore in Commissione ci hanno detto:
'non possiamo fare, seguire le procedure della legge n. 10 per il
semplice motivo che non abbiamo fatto in tempo l'avvio del
percorso perché così come è successo in Puglia, dove la
procedura...
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici. Non
l'ho detto io, questo è poco ma sicuro.
CAPODICASA. Onorevole Assessore, l'ha detto il suo direttore
che non è sicuramente l'ultimo arrivato. Saremo in grado di
verificare, onorevole Presidente.
CUFFARO, presidente della Regione. Mi creda, il bando la
Puglia non l'ha ancora predisposto.
CAPODICASA. L'acquedotto pugliese rientra in una legge dello
Stato che risale a quattro anni fa. Allora il punto qual è? Che
abbiamo i fondi di agenda 2000 da utilizzare e se non abbiamo
l'ente trasformato non possiamo utilizzarli.
SCAMMACCA DELLA BRUCA, assessore per i lavori pubblici. Non
abbiamo bisogno dell'ente trasformato, abbiamo bisogno di un
partner, che è cosa diversa.
CAPODICASA. Dal momento che noi nel 1999 avevamo individuato
nell'EAS il soggetto che avrebbe dovuto, trasformato in SpA,
assolvere a questo compito, non avendolo trasformato in questi
tre anni adesso non siamo in tempo per farlo.
Inventiamo un'altra cosa. E noi non potremo richiedere allo
Stato i fondi derivanti dalla trasformazione in SpA perché noi
stiamo facendo un'altra cosa, facciamo, manteniamo in vita l'Ente
acquedotto siciliano il quale po non costituirà una società mista
con privati ai quali cederà...
CUFFARO, presidente della Regione. Stiamo facendo questo
perché, siccome il patrimonio è in capo all'EAS, l'EAS rimane
perché è proprietaria del patrimonio e la società che
costituiamo avrà soltanto la gestione delle acque. Perché non
possiamo dare alla nuova società il patrimonio che invece è
dell'EAS. E' assolutamente diverso dalle cose che sta dicendo.
CAPODICASA. No, sto dicendo un'altra cosa, perché lei è ferma
alla procedura che lei ha immaginato.
Le sto dicendo invece che parto dalla legge 10 che
prevvederà un altro percorso che voi non avete fatto perché con
quel percorso non c'era bisogno di tenere in vita l'EAS come
società che gestisce il patrimonio. Mi pare chiaro che se l'EAS
fosse stata trasformata in SpA nei tempi...
PRESIDENTE. Onorevole Capodicasa, deve invitarla a concludere.
CAPODICASA. Signor Presidente, però è una materia complessa,
lei mi deve... forse dovrà intervenire a pezzettini. Poi
utilizzerò le dichiarazione di voto, non lo so... Non mi basta
la sua autorizzazione, onorevole Presidente della Regione, mi
serve quella del Presidente dell'Assemblea, dell'altro
Presidente. Il punto qual è?
PRESIDENTE. Onorevole Capodicasa, se lei in pochi minuti
riesce a completare l'argomentazione anche per guadagnare
tempo... Prego.
CAPODICASA. Non sono il tipo che sfora volutamente, quindi
starò entro i tempi sperando di potere concludere subito ma
rendendo egualmente il senso del ragionamento.
Questa operazione che viene ipotizzata con l'emendamento del
Governo è chiaro, da parte nostra non è condivisa perché è il
frutto di un ritardo che si è mantenuto nel corso degli anni e
oggi non ci consente di incamerare risorse che diversamente
avremmo potuto incamerare, e questo è il primo aspetto di merito.
Il secondo aspetto è di carattere finanziario; il motivo per
cui questa norma è contenuta in finanziaria è perché poi nella
tabella noi dobbiamo appostare un'entrata di 350 miliardi che
dovrebbe essere a detta del Governo, il ricavato della cessione
alla società mista delle utenze e comunque delle funzioni che
risulterebbero dalla concessione che avrebbe dall'EAS, noi
abbiamo già contestato questo punto.
Sono somme che non entreranno perché l'operazione non è
pensabile che venga completata entro il 31/12 di quest'anno, ma
ancora di più perché come ci ha detto l'assessore in commissione
in sede di audizione non smentito dall'assessore al ramo in
Commissione finanze, al bilancio intendo dire, questi 350
miliardi sono il calcolo dell'affitto delle infrastrutture e
delle utenze che l'EAS ricaverà nel corso dei 9 anni, che credo
sia il termine minimo di concessione di queste infrastrutture e
quindi è sicuro che proprio perché si tratta di un canone
spalmato su 9 anni non entrerà nell'esercizio finanziario 2002.
Quindi, queste somme non sono somme che noi possiamo
iscrivere in entrata se non per 1/9 essendo l'esercizio
finanziario 2002 1/9 dei nove anni del contratto che verrà poi a
stipularsi, questo nell'eventualità in cui tutta l'operazione si
concluda entro il 2002, cosa che io sfido chiunque qui a
dichiarare, il Governo lo dichiarerà, ma noi sappiamo già che lo
fa solo per non dovere smentire sé stesso, che entro il 2002 si
farà tutta l'operazione e io credo che neanche il nonno che ci
spetterebbe sui nove anni del canone noi potremmo mettere perché
entro il 2002 tutta questa operazione non sarà possibile portarla
in porto e questo glielo diciamo, onorevole assessore, tempi e
codici alla mano e se lei vuole o se voi volete possiamo
discuterne attorno ad un tavolo.
Quindi, è una operazione tutta sballata; dopo di che poi,
questi sono i due aspetti di merito, rimane tutto il problema del
personale che io non so il Governo come intende risolverlo.
Dovrebbe essere stato presentato in Commissione un
emendamento a tale proposito della III commissione se non ricordo
male o della IV, adesso non ricordo esattamente, dove veniva
disciplinata tutta la materia relativa al personale e in quella
occasion e in Commissione finanze la maggioranza tranquillamente
lo ha bocciato senza dare conto di come si gestisce la questione
relativa al personale perché il personale, a norma della legge
10 e della Galli avrebbe diritto a vedersi confermati i livelli
contrattuali fino ai primi 5 anni dell'esistenza in vita della
società mista, dopo dovrebbe essere regolato attraverso il
contratto di categoria.
E' chiaro che per questi lavoratori significherebbe un passo
indietro rispetto ai livelli attuali. Una soluzione io credo che
dobbiamo trovarla considerato che non è mari successo nella
storia della Regione siciliana che dei lavoratori dipendenti
della Regione o di enti sottoposti a controllo o a vigilanza
della Regione abbiano mai subito danni da una dismissione, da una
privatizzazione o quant'altro.
Signor Presidente, concludo, chiedendo scusa dello
sforamento che mi è capitato ma per ragioni ovvie non potevo
restringere essendo complessa la materia in pochissimi minuti,
quindi cercherò di recuperare successivamente.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io
voglio porre alcune questioni che sono poi oggetto della norma in
questione e della ricaduta finanziaria.
La prima questione è questa. Viene iscritta nelle entrate
della Regione, attualizzando il canone di concessione che la
nuova Eas o non so come si chiamerà, pagherà all'Eas per la
gestione delle reti e delle infrastrutture una posta di 350
miliardi.
Fermo restando le cose che ha già detto l'onorevole
Capodicasa, cioè sul trucco di attualizzare un canone che invece
è scadenzato in diversi anni, rimane un tema. Come fa la Regione
a iscrivere nel proprio bilancio una entrata che, comunque,
qualora si dovesse realizzare, così come prevede entro il 31
dicembre 2002, comunque, è un canone che riscuoterà l'Eas, non lo
riscuoterà certo la Regione.
E non mi risulta che l'Eas abbia una condizione finanziaria
così solida e florida da potersi consentire di avere eventuali
utili di gestione da trasferire alla Regione, perchè l'Eas di suo
ha una situazione debitoria che probabilmente la Regione dovrà
fare fronte.
Lì, la norma a cui faceva riferimento l'onorevole Capodicasa
a proposito della vicenda ente acquedotto pugliese sulla
possibilità di utilizzare quella legge che avrebbe, forse,
ripianato una parte delle passività dell'acquedotto siciliano.
E, quindi, io pongo questo tema che non è un interrogativo.
Per me è una certezza. E mi pare del tutto evidente che noi siamo
in presenza di un falso contabile nell'iscrizione al bilancio,
perchè delle due l'una, o scrivete che l'Eas non ci sarà più e
quindi la Regione subentra nelle attività e nelle passività, o se
rimane l'Eas non si capisce come fa la regione a iscrivere le
attività dell'Eas e non le passività.
La seconda questione altrettanto importante. Io ho letto
qualche giorno fa una dichiarazione in una delle interviste che
ha dato il Presidente della regione a proposito del fatto che il
Presidente della Regione ammetteva, con una battuta del tutto
sommaria in un contesto generale di un'intervista, che i tempi
previsti entro il 31 dicembre 2002, obiettivamente e
oggettivamente non sono tempi che potranno essere raggiunti,
questa è una dichiarazione da lei fatta, signor Presidente.
CUFFARO, presidente della Regione. Non è proprio così.
Potrebbe essere.
CRACOLICI. Diceva che comunque c'è un problema con i tempi, il
"potrebbe" l'ha messo in questo istante.
CUFFARO. presidente della Regione. Siamo attrezzati a fare più
veloci.
CRACOLICI. E devo dire che anche alla luce di quella
dichiarazione delle conseguenze che dava il Presidente della
Regione a quella dichiarazione, ritenevo che il bilancio
arrivando in Aula avrebbe avuto quelle correzioni frutto di
quella affermazione, cioè che l'iscrizione finanziaria è
impossibile, non solo per le ragioni che ho detto prima ma in più
anche per l'ammissione dello stesso governo sulla difficoltà
temporale di raggiungere che qui si persegue.
La terza questione. Io vorrei che fosse chiaro. Questo è un
governo che ha scelto, a proposito delle trasformazioni o
privatizzazioni al di là degli ideologismi e delle cose che poi
si scrivono, che ha scelto di lasciare sostanzialmente immutato
il blocco, perché mettere nel titolo di questo articolo 35
"Trasformazione EAS" e poi scrivere come dispositivo
dell'articolo 35 che non ci sarà la trasformazione perché rimane
l'EAS ma l'EAS a sua volta dà vita ad una nuova società che in
realtà è una società di scopo che farà insieme a terzi ma non c'è
nessuna trasformazione. E' un fatto psicologico.
Ecco, vedo che avete ormai acquisito come dottrina
l'affermazione dell'onorevole assessore Pagano che le norme più
che disporre hanno un approccio pedagogico, cercano in qualche
modo di stabilire un metodo, uno stile.
E lo stile determina anche una condizione di incertezze, il
metodo è una condizione di incertezza, perché voi state
scrivendo oggi una cosa non riuscirete a fare e non solo ma
determinerete un'altra conseguenza che non saranno le minori
entrate soltanto per il bilancio della Regione di 350 miliardi ma
sarà il fatto che voi perderete le risorse di Agenda 2000.
Questo perché con i vostri ritardi non avrete più le
condizioni per attuare ciò che la legge e le norme impongono e
cioè di utilizzare uno strumento privato assieme a un soggetto
terzo privato per attuare le risorse e dare esecuzione ai
progetti previsti sul piano delle risorse idriche.
MICCICHE'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ricordo che
nelle pochissime riunioni che si sono tenute nella III
Commissione, l'Assessore è saltato dalla sedia quando ho detto
che privatizzare il servizio della fornitura dell'acqua è un
crimine contro l'umanità.
Forse ho sbagliato e sono andato contro il popolo siciliano.
Ma il popolo siciliano è un pezzo di umanità, ci sta tutta.
Privatizzare il servizio dell'acqua è come privatizzare l'aria
che respiriamo.
L'altra volta ho avuto la risposta pronta da parte del
presidente Cuffaro il quale ha detto che si trattava di un
provvedimento che ha voluto il centrosinistra.
Ma questo non significa assolutamente niente, tutti possono
sbagliare anche se sbagliare non è un merito ma un demerito
perché uno può anche rivedere le proprie posizioni.
Questo non mi tocca né tocca il partito che mi ha dato la
possibilità di arrivare in questa istituzione.
Rifondazione era contro la privatizzazione in tutti i sensi,
anche perché il problema dell'acqua è ormai un problema globale
e credo che la soluzione dei problemi di carattere della crisi
idrica mondiale non lo si risolve come si sta cercando di fare
qui nella nostra Isola. Ci vuole ben altro, tant'é che le
soluzioni anche tecniche sugli ambiti, sui sopra ambiti, sui
sotto ambiti e via discorrendo non hanno dato nessuna assoluzione
in merito.
Questo sicuramente lo peggiorerà perché i costi di questa
privatizzazione saranno esclusivamente a carico degli utenti, i
quali avranno aumentato il canone di servizio: se oggi un metro
cubo di acqua viene fatto pagare ai comuni intorno ai 1500-1750
lire, con questo sistema di privatizzazione probabilmente questo
prezzo si raddoppierà, non lo sappiamo ma si prevede un aumento.
Già c'è l'aumento per la scarsezza della fornitura e
dell'approvvigionamento, ma, con la privatizzazione, questo
aumenterà di certo perchè, è chiaro, io non ho mai visto un
privato benefattore; chi si assumerà l'onere di questo servizio
sicuramente non farà delle opere di beneficenza, nè a favore
degli utenti, nè a favore dell'ente che deve versare il
contributo annuale.
Poi c'è un'altra questione che avevo pure intuito. Io
ricordo che l'Assessore saltò dalla sedia quando gli dissi: veda
che con questa formula ci sarà un buco finanziario. Non l'ho
detto nei termini precisi come l'ha riferito poc'anzi l'onorevole
Capodicasa, ma avevo intuito che c'era qualcosa che non andava,
perché avevo capito che c'era qualcosa, sotto il profilo della
contabilità, che non quadrava.
Poi ci sono i problemi del personale e ricordo che
l'Assessore si presentò con un emendamento che è riportato in
questo testo, a fianco all'emendamento numero 35.8, e ora qui, a
pochi minuti dalla votazione di questo articolo, vengono aggiunte
ulteriori modifiche e, a quanto ho potuto capire "a naso", senza
andare in profondità, sono convinto che questi emendamenti non
sono migliorativi, cioè a favore del personale, sono
peggiorativi, a danno del personale, perchè quando si toglie la
parola "prioritariamente" dal testo così formulato: "le società
di gestione del servizio idrico anche integrato dovranno
prioritariamente utilizzare personale dell'E.A.S.".
Venendo tolta la parola "prioritariamente" significa che non
deve essere il personale dell'E.A.S ad essere utilizzato
prioritariamente e quindi l'attuale personale dell'E.A.S. non è
inserito fra le cose prioritarie. Il senso poi, alla fine, è
questo e non mi pare che ciò vada a favore degli attuali
dipendenti dell'E.A.S.
Onorevole Assessore, se le parole hanno un senso...
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici. Non è
così. Poi le rispondo.
MICCICHE'. Io mi auguro di sbagliare purchè sia una cosa a
favore del personale. Un'altra cosa che viene tolta sono le
parole "a qualunque titolo", cioè, voi avevate fatto un accordo
sindacale perchè questo l'avete fatto assieme ai sindacati e,
ora, senza la parte interessata, state cercando di eliminare
tutto quello che è a favore del personale.
Certamente se oggi qui ci fossero stati i dipendenti
dell'E.A.S, questo emendamento voi, probabilmente, non avreste
avuto il coraggio di presentarlo. Alle tre di notte,
probabilmente, in totale assenza del personale interessato, vi
siete permessi di fare questo tipo di provvedimento: avete tolto
le parole "a qualunque titolo".
Se c'è personale che non ha la qualifica di dipendente al
cento per cento, è colpa vostra...
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici. In
italiano "dipendente" non ha percentuale.
MICCICHE'. No, caro Assessore, avete tolto le parole "a
qualunque titolo".
PRESIDENTE. Onorevole Miccichè, la invito a concludere il suo
intervento.
MICCICHE', Onorevole Presidente, gli emendamenti sono tre e
dico che questi emendamenti sono contro gli interessi dei
lavoratori dipendenti dell'E.A.S a qualunque titolo.
Questo è tutto il succo del mio intervento dato che non mi
date la possibilità di esprimermi a compimento.
PRESIDENTE. Pongo in votazione gli emendamenti 35.4 ed il
35.6.
Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPODICASA, relatore di minoranza. Contrario. Ma signor
Presidente, su una materia così importante il Governo non ritiene
di doversi esprimere? Abbiamo il Presidente della Regione,
l'assessore al ramo, l'assessore per la sanità, ma nessuno parla
su un argomento del genere
PRESIDENTE. Onorevole Capodicasa, io posso interpretare il
dissenso del Governo non le ulteriori opinioni, riesco a fermarmi
lì. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 35.7.
LO MONTE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 35.8.1 a firma Cracolici
ed altri.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'emendamento 35.8.1 è relativo al tema del personale dipendente
o a qualunque titolo operante presso l'EAS. La "o" è messa nel
senso di dare una prospettiva che non vuol dire la prospettiva di
stabilizzazione, perché si afferma il principio "o a qualunque
titolo". Non è personale dipendente. Nel processo di
esternalizzazione del personale dall'EAS alla nuova società in
qualche modo si vuole prevedere con questa "o" la possibilità di
dare una prospettiva anche al personale LSU che da otto anni
viene utilizzato dall'EAS e che sono gli ex articolisti. Quindi,
una "o" non si nega a nessuno.
CAPODICASA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'onorevole Cracolici ha fatto presente per la parte di sua
conoscenza quella aggiunta della "o" a che cosa faccia
riferimento.
Lui parla dei lavoratori degli LSU. Io invece so benissimo
perché in quest'Aula ce ne siamo occupati parecchi anni fa che
c'é un altro tipo di personale che non è dipendente dell'EAS ma
che lavora da diversi anni all'EAS e che è il personale che le
imprese che avevano realizzato acquedotti per conto dell'EAS e
che l'avevano poi in virtù del contratto gestiti per anni hanno
utilizzato del personale per la gestione.
Quando hanno poi trasferito le condotte all'EAS,
quest'ultimo non aveva il personale suo per poterle gestire ed ha
utilizzato questo personale che già utilizzavano le imprese.
Ragione per cui noi, con una norma introdotta alcuni anni
fa, parecchi anni fa, sette-otto anni fa, lo ricordo adesso a
memoria, abbiamo trasformato questo personale in personale a
tempo indeterminato che continua a svolgere quelle mansioni
perché aveva - credo - le professionalità idonee.
Non sono dipendenti dell'EAS ma lavoratori a tempo
determinato che con norma apposita l'Assemblea regionale aveva...
Quindi, proprio per fare in modo che in questa operazione di
transito non rimangano giuridicamente scoperti questi lavoratori,
io credo che la "o" che viene inserita con l'emendamento
dell'onorevole Cracolici, Crisafulli ed altri.
CUFFARO, presidente della Regione. Onorevole Capodicasa, il
personale di cui sta parlando Lei è già inserito nell'emendamento
del Governo, leggiamolo assieme, se lo ritiene.
CAPODICASA, relatore di minoranza. L'emendamento dice "L'EAS
manterrà le attività progressivamente residuate dal processo di
trasformazione di cui al comma 2 nonchè il personale dipendente a
qualunque titolo ...", non significa quello che dice Lei, il
personale dipendente è personale dipendente, questi hanno un
contratto a termine, non è dipendente dall'EAS perchè non sono
assunti, da tempo chiedono....
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, c'è un subemendamento del
Governo, il 35.8.2.
SCAMMACCA DELLA BRUCA, assessore per i lavori pubblici. E'
ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Quindi resta in vita
l'emendamento 35.8.1, a firma degli onorevoli Capodicasa,
Crisafulli ed altri.
SCAMMACCA DELLA BRUCA, assessore per i lavori pubblici. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCAMMACCA DELLA BRUCA, assessore per i lavori pubblici.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo dare qualche
risposta ai quesiti che erano stati posti, anche se in gran
parte, anzi nella totalità, sono argomenti che abbiamo già
discusso in Commissione. Peraltro, per gli onorevoli deputati non
facenti parte della IV Commissione mi sembra doveroso che io
risponda alle osservazioni fin qui avanzate e precisamente:
cominciamo dal problema dei tempi, da cui deriva gran parte delle
problematiche che sono state esposte. Noi abbiamo una tempistica
che è stata studiata dal nostro Advisor, Sogesi, che prevede
dieci mesi, massimo, di tempo dalla pubblicazione del decreto del
Presidente della Regione, che avvierà il processo di
trasformazione una volta che il Parlamento avrà approvato questo
articolo e saremmo al gennaio 2003. E' una tempistica di
massima, perchè nel decreto del Presidente della Regione si
prevederanno novanta giorni per la pubblicazione del bando con il
quale cercheremo il partner per la società mista a cui dovremo
dare vita, ma non vi è alcuna ragione, essendo praticamente
pronto, per non pubblicarlo all'inizio di questi novanta giorni.
E io credo che noi saremo in grado di risparmiarne più di trenta
di questi novanta giorni rientrando quindi nella possibilità
teorica, ma concreta di completare serenamente il percorso di
costituzione della società mista entro il 31 dicembre, ovviamente
lavorandoci con la dovuta attenzione e con la dovuta fermezza.
Poi volevo spiegare anche alcune problematiche tecniche in
base alle quali era assolutamente impossibile trasformare l'EAS
in società per azioni ed è per questo che è stato scelto il
percorso delle società di gestione, che, tra l'altro, alla luce
anche del dettato dell'articolo 35 della finanziaria, si è
rivelata una scelta fortunata perchè dà all'EAS altre possibilità
rispetto a ciò che avverrà a partire dal 2003.
E le problematiche erano queste: il percorso di
trasformazione in società per azioni prevede necessariamente un
momento più o meno breve, più o meno lungo in cui c'è un solo
socio e nelle leggi italiane e comunitarie ciò è consentito per
le società a responsabilità limitata, ma non esplicitamente per
le società per azioni; il che avrebbe comportato il rischio,
quanto mai concreto, che i numerosi creditori dell'EAS avrebbero
aggredito la Regione in quanto socio illimitatamente responsabile
e abbiamo ritenuto quindi di evitare questo rischio, che è
stimabile in 400 miliardi in questo momento.
Vi è un'altra problematica, il patrimonio dell'EAS non è
dell'EAS e quindi c'era poco che trasformare in S.p.A., una
società che è vuota dal punto di vista patrimoniale ma ha
soltanto dei diritti e i diritti sono fondamentalmente quelli che
questo Parlamento ha dato all'EAS con l'articolo 21 della legge
numero 21 del 2001, quando ha sancito che l'EAS è l'unico ente
attualmente in questa Regione che ha il diritto di utilizzare e
di interessarsi delle opere di grande captazione ed adduzione su
scala sovra ambito.
Da queste premesse discende la logica con cui si è mosso
questo Governo, che è quella di avere uno strumento agile,
facilmente percorribile, di facile realizzazione per portare
sostanzialmente in porto l'operazione di trasformazione dell'EAS.
Ed è per questo che proprio all'inizio dell'emendamento del
Governo sono previste delle modifiche al comma 2 dell'articolo 23
della legge Piro, che suonerà "per la trasformazione dell'EAS in
S.p.A. anche mediante la creazione di società di gestione ..."
CAPODICASA, relatore di minoranza. Lo avete stravolto
SCAMMACCA DELLA BRUCA, assessore per i lavori pubblici. No,
non l'abbiamo stravolto, lo abbiamo reso possibile, visto che la
legge del 99 prevedeva sei mesi per quel Governo che non ha messo
in atto, entro i termini previsti, le procedure per la
trasformazione, semplicemente perchè era impossibile.
CAPODICASA, relatore di minoranza. Lo doveva fare il
commissario.
SCAMMACCA DELLA BRUCA, assessore per i lavori pubblici. Che lo
facesse, comunque non è stato fatto. Questa è la realtà cui ci
siamo trovati dinnanzi e alla quale abbiamo dovuto tentare di
porre rimedio nell'esclusivo interesse della Regione, che è
esattamente quello esposto dall'onorevole Cracolici, cioè evitare
che un percorso più complesso e più difficile, di difficilissima
soluzione, perchè la stima del patrimonio da fare, anche piccolo,
anche quasi inesistente, da fare per la trasformazione in S.p.A.
crea tempistiche lunghissime in sede di conferimenti.
Conseguentemente, il rischio di perdere i 1.170 miliardi
riservati all'idrico da 'Agenda 2000' diventava quasi una
certezza. Oggi è una possibilità remota, aggiungo.
Sarebbe folle e falso dire che noi siamo certissimi di
farcela, ma è altamente probabile che ce la faremo. Credo che sia
una cosa ben diversa dalla situazione di assoluta certezza di non
farcela in cui ci trovavamo fino a pochissimi mesi fa, direi tre.
CAPODICASA, relatore di minoranza. Grazie al Governo che lei
sosteneva nella passata legislatura
SCAMMACCA DELLA BRUCA, assessore per i lavori pubblici. Volevo
anche dire semplicemente il motivo per cui si è scelta questa
formula di gestione del personale, perchè con questo sistema noi
potremo trasferire alle società che andremo creando le
professionalità dell'EAS, pur mantenendo i dipendenti dell'EAS e
garantendo loro la conservazione dei diritti acquisiti con
l'equiparazione al contratto regionale. Per questo abbiamo
previsto la possibilità della stipula di contratti di fornitura
di servizi tra l'EAS e le società che gestiranno i servizi
idrici.
Queste sono le cose che avevo da chiarire rispetto alle cose
che sono state dette e vi ringrazio.
LIOTTA. Le entrate
SCAMMACCA DELLA BRUCA, assessore per i lavori pubblici. Le
entrate, certamente: il problema è che non abbiamo un canone di
nove anni. Io non ho mai detto questo. I canoni di operazione
di questo genere, i contratti di questo genere hanno durata
pluridecennale e nessuno impedisce di porre come condizione il
versamento di annualità anticipate all'inizio e la spalmatura dei
rimanenti, dai 30 ai 40; sono normali condizioni contrattuali che
in sede privatistica possiamo benissimo fare.
MICCICHE'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Signor presidente, prima di iniziare il mio
intervento, vorrei capire di sciogliere l'enigma o il giallo,
perchè poco fa io cercavo di commentare l'emendamento 35.8.2 e
poi sono intervenuto per l'emendamento Capodicasa ed altri. Mi
pare di avere sentito che il Presidente ha ritirato
l'emendamento. Questo è un passo avanti, ne debbo dare atto. Ma
il mio intervento era per questo, perchè in questo caso si
chiarisce ancora di più, ancora ha ragione di esistere
l'emendamento Capodicasa ed altri, perchè in questo caso rafforza
il concetto della parola "a favore dei dipendenti", fermo
restando che sono contrario alle privatizzazioni e a quanto altro
questo Governo sta mettendo in cantiere.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 35.8.1 degli
onorevoli Capodicasa, Crisafulli, Giannopolo, Oddo, con il parere
favorevole del Governo e della Commissione.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 35.8 a firma del Governo.
La Commissione è favorevole. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa agli emendamenti 35.1 a firma degli onorevoli Raiti
ed altri e 35.2 a firma degli onorevoli Papania ed altri. Li
pongo in votazione col parere contrario del Governo e della
Commissione. Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si
alzi.
(Non sono approvati)
Si passa all'emendamento 35.5 a firma degli onorevoli
Speziale e Capodicasa. Li pongo in votazione col parere
contrario del Governo e della Commissione. Chi è contrario si
alzi, chi è favorevole resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 35.3 a firma degli onorevoli
Sanze
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'intero articolo 35
nel testo risultante, col parere favorevole del Governo e della
Commissione. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 38 che era stato
accantonato. C'è un solo emendamento. E' aperta la discussione
generale sull'articolo 38.
CAPODICASA, relatore di minoranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA, relatore di minoranza. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, ogni volta che accantoniamo un articolo, o
meglio, non ogni volta ma parecchie volte in cui si accantona un
articolo molto spesso c'è una ragione legata a una esigenza del
Governo di chiarire, di approfondire.
Questo è uno di quegli articoli dove è stato deciso
l'accantonamento perchè il Governo avrebbe dovuto fare una
ricerca e sottoporre poi all'Assemblea una stima del mancato
introito legato alle agevolazioni fiscali che l'articolo
contiene.
Io vorrei capire se, nel frattempo, questa ricerca è stata
fatta per il passato e per il futuro, tenuto conto che in una
misura del POR, onorevole Assessore, sono previste misure per la
ricomposizione fondiaria per un ammontate totale di circa 1.000
miliardi, ovviamente spalmati nei sette anni, quindi vorremmo
capire cosa ci costa l'esenzione fiscale.
CUFFARO, presidente della Regione. Sei miliardi.
CAPODICASA, relatore di minoranza. Allora dovremmo scriverlo
in uscita o no onorevole Assessore? Sono mancate entrate, minori
entrate, ci sono le tabelle sulle minori entrate. Quando facciamo
il calcolo finale, Lei le minori entrate le deve mettere, sono
entrate prevedibili e adesso si adotta un provvedimento che le
riduce, quindi si deve prevedere una riduzione delle entrate.
Ad ogni modo, la quantificazione a sei miliardi ci dà un
parametro, io non so se sono in grado di calcolare la veridicità
di questo dato, ovviamente è l'Assessore che se ne assume la
responsabilità, gli uffici dell'Assessore - ma per me è
l'Assessore, gli uffici sono a supporto dell'Assessore - per me
la dichiarazione la fa l'Assessore. Se c'è qualche operazione da
fare credo che vada fatta adesso.
PRESIDENTE. Se il Governo ha bisogno di qualche minuto per
rispondere all'osservazione dell'onorevole Capodicasa, possiamo
mettere in votazione gli ordini del giorno numeri 73 e 74 degli
onorevoli Oddo, Panarello, Villari e altri. Pongo in votazione
l'ordine del giorno numero 73. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il Bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 74. Il
parere del Governo?
PAGANO, assessore per il Bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevole Pagano è nelle condizioni di fornire chiarimenti
all'onorevole Capodicasa?
PAGANO, assessore per il Bilancio e le finanze. Come tutte le
forme di agevolazioni fiscali, questo è visto in una logica di
incremento del PIL. Certamente abbiamo sei miliardi di entrate in
meno, però in quanto ad agevolazioni siamo convinti che si
produrranno degli effetti non facilmente quantificabili, ma che
certamente produrranno un effetto positivo.
CUFFARO. presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, presidente della Regione. Al di là degli effetti sul
bilancio della Regione, non staremmo qui a disquisire su quali
sono i problemi dell'agricoltura siciliana, ma certamente ce ne
sono due: uno è quello dell'eccessiva senilizzazione di quelli
che conducono le aziende agricole siciliane; un'altra è quella
dell'eccessiva parcellizzazione dell'agricoltura siciliana come
proprietà. Noi stiamo ancora assegnando, addirittura, i terreni -
l'onorevole Liotta ne sa bene qualche cosa - della riforma
agraria.
L'Azienda agricola oggi media siciliana non supera un ettaro
come quantità di terreno, con le aziende agricole di siffatta
grandezza l'agricoltura siciliana non è certamente una di quelle
che può scegliere di competere sul mercato globale che c'è oggi.
E allora, una delle scelte che ha fatto questo Governo, che ha
fatto l'Assessore per l'agricoltura è una ipotesi di lavoro di
ricomposizione fondiaria. Questa norma è una di quelle che
agevola la ricomposizione fondiaria perché è chiaro che non
faremo pagare la tassa a chi compra e questo aiuterà, certamente,
a fare la ricomposizione fondiaria. E' questa la filosofia della
norma dentro un contesto di agevolazione fiscale.
PRESIDENTE. Speriamo che la ricomposizione avvenga nell'ambito
di cittadini siciliani e nell'ambito di proprietari siciliani.
Pongo in votazione l'emendamento 38.1 a firma del Governo. Il
parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
MICCICHE'. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mia è
solo una precisazione. L'onorevole Presidente Cuffaro viene da
una terra, quella di Raffadali, che era un territorio baronale,
dei Montaperto. La mia preoccupazione è che ...
CUFFARO, presidente della Regione. Prima di Cesare Sessa,
onorevole Micciché. Da Cesare Sessa in poi il territorio di
Raffadali, che è stato principe della riforma agraria, è
diventato un territorio parcellizzato. Ricordi almeno un
comunista che ha fatto grandi cose.
MICCICHE'. Appunto questo sto ricordando. Lei è figlio di una
terra dove le occupazioni delle terre e l'eliminazione della
proprietà fondiaria è stata la madre di tutte le battaglie che ha
condotto quel paese ad una grande modernizzazione. Perché,
sappiamo bene, Raffadali era un paese quasi non dico medievale,
ma aveva radici baronali molto forti. E' stata la liberazione di
quella lotta contadina. Ora, sentendo un ragionamento che ho
visto poc'anzi, mi è venuto in mente: ma quando lei parla di
ottimizzazione, cosa intende? Vorrei capire se c'era un
tentativo di fare tornare indietro l'orologio del tempo. Non ci
saranno più baroni, ma vorrei capire che cosa significa la
formula da lei pronunciata, magari per capire, anche per
conoscere l'intendimento del suo Governo.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, solo
per dare una spiegazione tecnica all'onorevole Miccichè che ha
fatto una così ampia disquisizione sulla storia socio-economica
del mio paese. Ha fatto qualche errore ma non glielo spiegherò
qui. Certamente l'onorevole Capodicasa conosce la storia di
Raffadali perché poi è la stessa, perché viene da un comune che
allora non era comune e quindi la conosce. Nel 'Trattato di
Cork', che è stato fatto in Irlanda, i Paesi comunitari hanno
determinato che l'azienda agricola media, per poter stare sul
mercato - perché oggi chi sceglie le condizioni per produrre
sviluppo nel mercato - caro onorevole Micciché, capisco che lei
non è d'accordo però così è, purtroppo - hanno stabilito che non
ci possono essere aziende agricole che possono stare sul mercato
con una capacità ed estensione di terreno che sia meno di 38
ettari. Stiamo parlando di aziende agricole con una produzione
agricola non intensiva. Noi siamo soltanto a meno di un ettaro,
quindi capisce bene che prima che costituiremo in Sicilia un
apparato agricolo che sia in condizione di stare dentro le regole
che hanno stabilito, ci vorrà qualche tempo. Ci stiamo tentando,
speriamo che troviamo un po' più di comprensione anche nelle sue
possibilità di darci una mano di aiuto.
CAPODICASA, relatore di minoranza. Chiedo di parlare per
dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA, relatore di minoranza. Noi siamo per la
ricomposizione fondiaria, il che non significa ricostituire il
feudo, onorevole Micciché, significa creare una dimensione
ottimale all'azienda agricola, che le possa consentire di stare
sul mercato. Ovviamente dubito molto che questa norma agevoli la
ricomposizione fondiaria. Su un ammontare di settecento miliardi
di lire - che quella si che agevola la ricomposizione fondiaria -
l'intervento dell'Unione europea agevola, perché sono settecento
miliardi di lire che intervengono nel processo. Ma un'operazione
che su settecento miliardi di lire vale 6 miliardi, spalmata sui
tanti titoli, mi pare che sia una cosa irrisoria. Francamente...
CUFFARO, presidente della Regione. Quando troviamo quaranta
agricoltori che si mettono insieme per prendere una coltura di
quattrocento ettari, se a questi quaranta agricoltori che già
fanno un grande sforzo per prenderla non gli facciamo pagare
alcune tasse, non è una cosa malvagia.
CAPODICASA, relatore di minoranza. Parliamo di imposte di
bollo catastale. Parliamo di imposta di registro.
CUFFARO, presidente della Regione. No parliamo di un'imposta
che incide per il 4 per cento.
CAPODICASA, relatore di minoranza. Ma lei che pensa che se io
debbo acquistare 37 ettari di terreno mi possono fermare la tasse
del bollo, del registro? Come dice Mughini: 'ma per piacere '.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 38 così come risulta
emendato, col parere favorevole del Governo e della Commissione.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Poichè nessuno chiede di parlare, pongo in votazione gli
emendamenti 39.1 a firma degli onorevoli Raiti ed altri, 39.4 a
firma degli onorevoli Papania ed altri e 39.9 a firma degli
onorevoli Speziale e Capodicasa, col parere contrario del Governo
e della Commissione.
Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 39.5 a firma dell'onorevole
Cracolici, col parere contrario del Governo e della Commissione.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 39.7 a firma degli
onorevoli Giannopolo e Speziale, col parere contrario del Governo
e della Commissione.
GIANNOPOLO. Il governo dichiari il suo parere contrario Con
l'assessore c'eravamo lasciati con un'opinione diversa.
PRESIDENTE. Onorevole Giannopolo, il Governo ha fatto sapere
che, salvo diversa indicazione, il parere è contrario.
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE.Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'assessore
all'agricoltura, quando si è svolto il dibattito non era
presente, capisco che gestire alcune risorse gli fa comodo perchè
guai a a farsi sottrarre risorse perchè significa togliere le
mani dalla marmellata, è come se dovessero cadere il mondo senza
capire che invece la legge nazionale, non mi riferisco a lei in
quanto persona assessore, ma è la visione che avete quella di
accentrare tutto nelle mani di questa Regione non capendo e non
sapendo che vi sta scoppiando in mano questa Regione e lo si vede
con questo bilancio e con questa finanziaria e ancora continuate
perchè ci sono le piccole beghe di sotto-governo che volete
gestirvi con 30-40 miliardi di fondi della montagna quando invece
c'è un grande principio che è in discussione che è il sistema
delle autonomie locali, del decentramento.
Ma come, da un lato a Roma dite "il decentramento" e
sbandierate che invece il centro-sinistra aveva fatto un falso
decentramento, voi invece siete tutti lancia il resto verso il
vero decentramento, si arriva a Palermo e sottraete poteri,
competenze, funzioni dal territori o per portarli nei vostri
assessorati, nei vostri uffici di gabinetto. Questa è la visione.
Questa visione vi sta scoppiando nelle mani e ancora
continuate a livello nazionale la legge stabilisce che i
destinatari sono i comuni montani attraverso le comunità montane,
qui non ci sono perchè nel 1986 le abbiamo disciolte e e
trasferite alle province, le province li esercitano, noi
stabiliamo con questa legge che le province son quelle che
esercitano le funzioni attraverso le assemblee dei comuni montani
queste funzioni che la legge nazionale, che è un'ottima legge fra
l'altro,..
CAPODICASA, relatore di minoranza. Ci vuole una provincia che
impugni il provvedimento.
GIANNOPOLO. ... dopo di che la questione è questa, che la
competenza delle province, l'assessore fa un piano di
ripartizione sulla base di alcuni criteri, dopo di che si va
avanti; non che debba decidere l'assessore, qualunque sia
l'assessore, per carità.
CASTIGLIONE, Assessore per l'agricoltura e foreste. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASTIGLIONE, Assessore per l'agricoltura e foreste. La legge
istitutiva della disposizione per le zone montane, il Fondo
nazionale, è del 1994 ed era un fondo che mai era stato
attivato.
Oggi questo Governo regionale si è fatto promotore presso il
Governo nazionale di attivare questi fondi e all'uopo bisogna,
con legge, stabilire i criteri per la utilizzazione di queste
risorse, oggi stiamo facendo questo ma la legge è altrettanto
chiara perchè chiaramente dice "la Regione disciplina con propria
legge i criteri relativi all'impiego delle risorse di cui al
comma 3".
Quindi, noi stiamo oggi varando la legge, poi,
successivamente, la Regione, sentita la conferenza delle regioni,
procederà al riparto assieme alle altre regioni.
Dal 1994 a oggi questi fondo non sono mai stati attivati e
oggi ci stiamo facendo carico di attivarli.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intanto
plaudo alla iniziativa del Governo che è riuscito a recuperare
questi fondi, 35 miliardi, e questo è un dato di fatto a cui
bisogna dare atto a questo Governo.
Però, non v'è dubbio che da diversi anni si va verso il
decentramento.
Non v'è dubbio che le autonomie locali, Comuni e Province,
hanno assunto nel nostro ordinamento una importanza sempre
maggiore.
Per cui io inviterei questo governo a rispettare l'indirizzo
che da alcuni anni già si è messo in atto e che prevede, appunto,
di privilegiare le autonomie locali.
Del resto, l'accentramento delle funzioni in capo alla
Regione andrebbe in senso contrario.
Va poi rilevato che le province già spendono i fondi
assegnati alle ex comunità montane e utilizzano questi fondi con
molto criterio, essendo, appunto, gli enti territoriali più
vicini al territorio ed essendo quindi in grado di cogliere
meglio quelle che sono le esigenze del territorio.
Invito, pertanto, il Governo ad accogliere questo
emendamento perchè nel senso e nella direzione voluta dalla legge
e va a privilegiare l'autonomia degli enti locali in Sicilia.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 39.7.
Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione. Contrario.
VOTAZIONE PER SCRUTINIO SEGRETO DELL'EMENDAMENTO 39.7
PRESIDENTE. Gli onorevoli Cracolici, Ferro, Giannopolo,
Villari, Forgione, Zago, Panarello, Ortisi e Tumino chiedono che
la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Essendo la richiesta appoggiata a termini di Regolamento,
indìco la votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 39.7,
a firma degli onorevoli Giannopolo e Speziale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(seguono le operazioni di voto)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti ....... 72
Maggioranza .............. 37
Favorevoli ............... 27
Contrari ................. 45
Astenuti ................. 0
(L'Assemblea non approva)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 39.10, a firma
degli onorevoli Speziale e Capodicasa.
Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti
39.2 e 39.3, a firma degli onorevoli Raiti, Morinello, Papnia e
Spampinato, di identico contenuto.
Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 39.8, a firma
dell'onorevole Turano.
Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 39.6, a firma
degli onorevoli Giannopolo e Speziale.
Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi non essendoci altri
emendamenti pongo in votazione l'articolo 39 nel testo
risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'articolo 48 in precedenza
accantonato.
Ne dò lettura:
"Art. 48.
Polo universitario di Enna
1. Per le finalità di cui al comma 1 bis dell'articolo 15
della legge regionale 9 ottobre 1998, n. 26, è autorizzata
per ciascuno degli esercizi finanziari 2002 e 2003 la spesa
di 2000 migliaia di euro."
Con l'articolo 48 era stato accantonato l'emendamento 48.1,
a firma degli onorevoli Oddo, Panarello, Villari e Zago.
Onorevoli colleghi, vi erano degli emendamenti collocati per
errore su altri articoli.
Comunico che è stato presentato:
- dall'onorevole Formica l'allegato subemendamento 46.1.1,
all'emendamento 46.1. (allegato);
- dal Governo l'emendamento 48.2 (allegato).
Infine dal blocco degli emendamenti bisogna recuperare
l'emendamento 77.229 dell'onorevole Formica.
GRANATA, assessore per i beni culturali e ambientali e per la
pubblica istruzione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRANATA, assessore per i beni culturali e ambientali e per la
pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho
chiesto di parlare perché, probabilmente, attraverso il ritiro
degli emendamenti possiamo semplificare questo passaggio.
Con l'emendamento a firma del Presidente della Regione,
numero 48.2, di fatto abbiamo sostanzialmente rifinanziato il
decentramento universitario in Sicilia.
Attraverso il funzionamento dei consorzi abbiamo ottenuto
dei risultati importanti, per quanto riguarda la presenza
universitaria nelle sei province che non sono direttamente sede
di facoltà universitarie; sostanzialmente l'emendamento 48.2
comprende la normativa così come è stata fino ad oggi
organizzata, con riferimento anche ad un importante intervento
nei confronti dei professori ...
SPEZIALE. E' sostitutivo questo?
GRANATA, assessore per i beni culturali e ambientali e per la
pbblica istruzione. E' sostitutivo perchè comprende tutta la
normativa, quindi, se i colleghi ritirassero gli emendamenti,
basterebbe il 48.2 del Governo per arrivare ad una definizione in
direzione del decentramento universitario.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, già abbiamo chiarito con gli
uffici che, per errore, nel dire "la competente Commissione", per
quanto riguarda la legge sulla montagna, non è certamente la
terza, trattandosi di argomenti che riguardano le foreste.
Pertanto, la competente Commissione è la quarta e non la
Commissione "Attività produttive".
PRESIDENTE. Onorevole Beninati, l'Assemblea prende atto di
questa precisazione e, quindi, verrà corretto nel senso che la
competente Commissione, nel caso della montagna, non è la
Commissione "Attività produttive", ma la Commissione "territorio
e ambiente".
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, io intervengo sull'ipotesi di
emendamento presentato dal Governo per dire che noi questo tipo
di impostazione avevamo avuto modo di apprezzarla in quinta
Commissione e, per la verità, però, avevamo raggiunto un'intesa
su un testo un tantino diverso, risolveva il problema dei diversi
consorzi universitari già esistenti in via di potenziamento e in
via di formazione e, però, considerava anche le realtà
provinciali che, ancorchè le sede di atenei universitari,
tuttavia realizzavano la presenza di consorzi universitari che
gestivano corsi di laurea non presenti nelle sedi di ateneo già
presenti.
Vedo che, invece, questa ipotesi è scomparsa e io credo,
invece, che vada riformulata ricomprendendo anche questa
fattispecie.
La questione ha anche un riferimento preciso, riguarda il
tentativo che si sta facendo, con mille difficoltà e con mille
sacrifici da parte anche degli enti territoriali, dell'Università
sulle Madonie, che realizza corsi universitari attualmente non
presenti in sede di ateneo, anche affrontano problematiche
esistenziali e problematiche organizzative di grande rilievo che
vanno risolte al pari di altri consorzi universitari.
Qui non si sta chiedendo di decentrare in sede provinciale
una facoltà di architettura o un corso di laurea in
giurisprudenza, ma si sta parlando di corsi di laurea che non
sono presenti in sede di ateneo e che, quindi, hanno, al pari
degli altri consorzi universitari, diritto uguale di partecipare
ai finanziamenti.
PRESIDENTE. L'Onorevole Oddo ritira l'emendamento 48.1.
L' Assemblea ne prende atto.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Presidente intervengo per un chiarimento e non sul
punto che stiamo trattando ma sulla precisazione fatta
dall'onorevole Beninati. Io sono convinto che il tutto viene
demandato alla legge che deve essere fatta e comunque ad ogni
buon conto il programma che l'Assessore svolgerà può essere
finalizzato a tanti tipi di investimento e con diverse finalità.
PRESIDENTE. Ma di che cosa sta parlando.
TURANO. Presidente poco fa è stato approvato un emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Turano, la prego, per stiamo parlando
dell'articolo 48.
TURANO. Signor Presidente lei ha fatto una precisazione
opportuna ma non completa.
PRESIDENTE. La precisazione la facciamo prima di passare al
successivo articolo.
GRANATA. Assessore per i beni culturali e ambientali e per la
pubblica istruzione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRANATA. Assessore per i beni culturali e ambientali e per la
pubblica istruzione. Anche in quinta Commissione l'onorevole
Giannopolo lo ha sottolineato, avevamo affrontato un problema
meritevole di attenzione. Questo problema è dovuto ad una
percezione precisa che ha il Governo e che ha il Parlamento della
delicatezza di qualsiasi normativa che ridisegna
un'organizzazione del decentramento universitario, che non può
essere una normativa se introduce eventi nuovi e complessi come
ad esempio la presenza per altro anche legittima come richiesta e
come ipotesi di più consorzi o di consorzi all'interno di una
provincia che è già sede di ateneo come la provincia di Palermo e
la provincia di Messina, allora abbiamo ritenuto d'accordo col
Governo e con il Presidente della Regione innanzitutto di salvare
la preziosissima acquisizione del decentramento universitario
fotografato in ciò che già esiste a livelli di consorzi che
funzionano e che hanno assicurato attraverso il meccanismo del
decentramento la presenza dell'università nelle sei province non
servite dalle sedi universitarie stabili.
Dopodiché la materia di cui pregevolmente,
intelligentemente i colleghi vogliono occuparsi sarà nella sede
del disegno di legge sul diritto allo studio universitario ed
attraverso un opportuno ma necessario approfondimento anche
attraverso l'interlocuzione con i rettori perché è impensabile
che il Parlamento intervenga su una materia così delicata senza
prima sentire i rettori cosa pensano di questa nostra volontà
legislativa, si passerà a questa relativa fase. Per il momento
riterrei saggio accontentarci, se così possiamo dire, di
salvaguardare il decentramento così come fino ad oggi è stato ed
ha funzionato per poi passare ad una fase legislativa più
completa nella fase successiva c'è già il disegno di legge pronto
approvato dalla giunta è già in quinta commissione ed è quello
del diritto allo studio universitario. Quindi proporrei di
ritirare l'emendamento, di riscriverlo in termini minimali, cioè
salvaguardando l'esistente e augurandomi che i parlamentari
percepiscano qual'è lo spirito del governo in questa proposta.
PRESIDENTE. Onorevole Granata se dobbiamo seguire questa
procedura dovremmo accantonare ulteriormente l'articolo 48 per
consentire...
CUFFARO. presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO. presidente della Regione. Presidente io voterei
l'articolo 48 ed il Governo si riserva di riscrivere
l'emendamento per metterlo tra gli aggiuntivi.
PRESIDENTE. Se non vi sono osservazioni così resta stabilito.
Onorevoli colleghi restano in vita gli emendamenti 46.1.1 ed il
46.1 che sono complementari alla materia, non sono trattati né
nell'emendamento 48.2 né nell'emendamento dell'onorevole Formica.
FORMICA. Ritiro l'emendamento 46.1.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi pongo in votazione l'articolo 48.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Restano salvi l'emendamento 46.1 e l'emendamento 46.1.1 e
l'emendamento 48.2 che deve essere riscritto.
Si riprende l'articolo 53. Ne dò lettura:
"Art. 53.
Gas naturale
1. Le disposizioni del decreto legislativo 23 maggio 2000,
n. 164 riguardante 'Attuazione della direttiva n. 98/30/CE
recante norme comuni per il mercato interno del gas naturale,
a norma dell'articolo 41 della legge regionale 17 maggio
1999, n. 144' si applicano all'ordinamento della Regione
siciliana con le seguenti modifiche ed integrazioni.
2. La distribuzione di gas naturale è attività di servizio
pubblico. Il servizio è affidato esclusivamente mediante
gara per periodi non superiori a venti anni.
3. Gli enti locali che affidano il servizio, anche in
forma associata, svolgono attività di indirizzo, di
vigilanza, di programmazione e di controllo sulle attività di
distribuzione, ed i loro rapporti con il gestore del servizio
sono regolati, da apposito contratto di servizio, sulla base
di un controllo tipo predisposto dall'Assessorato regionale
dell'industria entro sei mesi dall'entrata in vigore della
presente legge. Ai fini della presente legge, per enti
locali si intendono comuni ed unione di comuni.
4. Alle gare sono ammesse, senza limitazioni territoriali,
società per azioni o a responsabilità limitata, anche a
partecipazione pubblica, e società cooperative a
responsabilità limitata sulla base di diritti oggettivi,
proporzionati e non discriminatori. Alle gare sono ammessi
inoltre i gruppi europei di interesse economico.
5. Le concessioni in essere alla data di entrata in vigore
della presente legge devono essere mantenute fino alla data
di scadenza dell'affidamento del servizio fissata nelle
medesime convenzioni, senza possibilità di proroga.
6. A decorrere dal 1 gennaio 2003 nel territorio della
Regione siciliana le imprese di gas naturale che svolgono nel
settore del gas unicamente attività di distribuzione e
vendita, indipendentemente dal numero dei clienti finali,
separano societariamente le stesse attività di distribuzione
e di vendita. I clienti finali sono considerati clienti
idonei con la seguente gradualità:
a) dal 1 gennaio 2004, nei comuni con più di 10.000
clienti attivi;
b) dal 1 gennaio 2006, nei comuni con più di 5.000
clienti attivi;
c) dal 1 gennaio 2008, nei comuni con più di 3.000
clienti attivi;
d) dal 1 gennaio 2010, tutti quelli attivi in ogni
comune."
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 54. Ne dà lettura:
"Art. 54.
Impianti di distribuzione carburanti
1. A modifica dell'articolo 8 della legge regionale 5
agosto 1982, n. 97 il numero delle apparecchiature per
l'erogazione di carburanti con il sistema self-service a
prepagamento non è soggetto ad alcuna limitazione. In ogni
caso il sistema self-service può essere consentito solo
presso impianti che dispongono di sufficiente spazio di
rifornimento, tale da permettere l'ordinato svolgimento delle
operazioni senza pregiudizio per il traffico e la pubblica
incolumità, ferma restando l'insussistenza di ipotesi
ostative di cui all'articolo 6 della legge regionale 5 agosto
1982, n. 97.
2. A modifica degli articoli 9 e 10 della legge regionale
5 agosto 1982, n. 97 le concessioni per l'installazione e
l'esercizio di impianti per la distribuzione del gas di
petrolio liquefatto, di metano per autotrazione possono
essere rilasciate senza alcun limite percentuale rispetto
all'intera rete di carburanti esistente. Le autorizzazioni
per il potenziamento degli impianti esistenti di aggiunte di
G.P.L. o metano per autotrazione possono essere rilasciate
previa rinuncia ad altra concessione di impianto attivo e
funzionante o in sospensiva autorizzata nel territorio
regionale. I provvedimenti del presente comma possono essere
emessi nel rispetto dei prescritti limiti di distanza dal più
vicino impianto G.P.L. o metano preesistente fissate dalle
disposizioni del piano di razionalizzazione e
ristrutturazione della rete di distribuzione dei carburanti
per autotrazione.
3. Fino all'approvazione del prossimo piano, i limiti di
distanza stabiliti per gli impianti di distribuzione di
G.P.L. si applicano anche per il rilascio dei provvedimenti
relativi agli impianti di distribuzione di metano per
autotrazione."
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo
54, come ha già ricordato l'onorevole Tricoli, è apparso
improvvisamente nel testo della finanziaria nonostante nella
Commissione di merito fosse stato discusso come articolo da
inserire nel collegato ala finanziaria.
Quindi, intanto c'è una questione di metodo che la
Presidenza ancora non ha sciolto in maniera definitiva,
Presidente Fleres, e cioè del rapporto che c'è tra i testi che
vengono inviati nelle commissioni, il testo che viene trasmesso
alla finanziaria e il testo che viene discusso in Aula; questione
che una volta per tutte dovrebbe essere in qualche maniera
affrontata.
Nel merito è uno di quegli articoli che ha avuto una
obiezione da parte delle categorie interessate non sulla base di
una obiezione di tipo corporativo ma in rapporto ad una
discussione avviata con intanto il Governo e, segnatamente con
l'Assessorato all'industria, ribadita nella Commissione Attività
produttive che punta - questo vale per l'articolo 54, ma in parte
anche per l'articolo 55 - ad avere in questa materia un disegno
organico che riguardi i processi di liberalizzazione, i processi
di estensione delle nuove tecnologie in un contesto che non
penalizzi l'occupazione e non penalizzi questo tipo di
imprenditoria.
Non capisco per quale ragione il Governo insista su questo
tipo di proposta e, voglio dire, siccome è stato chiesto
ripetutamente una motivazione, io insisterei, Presidente Cuffaro,
per capire se è pregiudiziale ai fini della finanziaria questo
articolo o se invece non si può aspettare il confronto con le
categorie interessate già avviato dall'Assessorato Industria,
oltre che dalla commissione di merito, per quello che pesa e per
quello che conta, per avere un intervento organico in questo in
questo campo che determini gli elementi di novità che pure
impongono le normative nazionali, però rapportate al contesto
della nostra realtà siciliana.
PRESIDENTE. Onorevole Presidente della Regione, l'onorevole
Panarello pone un problema di opportunità, in effetti, come tutti
i colleghi sanno, in questi giorni sono pervenute decine e decine
di telegrammi, fax, lettere di protesta rispetto a questa
impostazione, se non ci sono particolari esigenze forse è
opportuno accogliere la richiesta dell'onorevole Tricoli che
quella dell'onorevole Panarello di sopprimere per ora questo
articolo per trattarlo in un momento diverso, magari con una
riforma specifica di settore.
Si passa all'articolo 55, che viene accantonato.
Si passa all'articolo 65. Ne do lettura:
"Art. 65.
Assegnazioni agli enti locali
1. L'Assessore regionale per gli enti locali, di concerto
con l'Assessore regionale per il bilancio e le finanze,
sentita la conferenza Regione-autonomie locali, determina i
criteri ed i parametri per la ripartizione delle risorse
attribuite agli enti locali ai sensi del comma 1
dell'articolo 13 della legge regionale 17 marzo 2000, n. 8 e
successive modifiche ed integrazioni salvaguardando la
funzionalità dei comuni con popolazione inferiore ai 10.000
abitanti.
2. L'Assessore regionale per gli enti locali, sentita la
Conferenza Regione-autonomie locali, con proprio
provvedimento antecedente alla ripartizione delle risorse di
cui al comma 1, da emanarsi di concerto con l'Assessore
regionale per il bilancio e le finanze, determina una
variazione percentuale, in aumento o in diminuzione, delle
assegnazioni medesime, in relazione ad indicatori che
facciano riferimento ed incentivino lo sforzo tariffario e
fiscale, la capacità di riscossione e la propensione agli
investimenti dimostrati dagli stessi enti locali nell'anno
precedente, tenuto conto del rapporto tra il numero dei
dipendenti degli enti locali stessi e l'ammontare delle spese
correnti.
3. I criteri di cui al comma 2 devono essere in linea con
quanto stabilito dall'articolo 24 della legge 28 dicembre
2001, n. 448, in tema di patto di stabilità. Le informazioni
previste dal citato articolo devono essere parimenti inviate
all'Assessorato regionale degli enti locali.
4. Una quota pari al 5 per cento delle risorse di cui al
comma 1 riservate ai comuni rimane nella disponibilità
dell'Assessore regionale per gli enti locali per essere
attribuita sotto forma di contributi straordinari
finalizzati, in aggiunta ai benefici concessi dallo Stato,
alla promozione ed alla realizzazione di forme associative e
di cooperazione tra enti locali nonchè per concedere
contributi straordinari ai comuni con popolazione non
superiore ai 10.000 abitanti colpiti da eventi calamitosi per
i quali sono state emanate ordinanze previste dall'articolo 5
della legge 24 febbraio 1992, n. 225 e successive modifiche
ed integrazioni. Un'ulteriore somma pari a 15.494 migliaia
di euro resta nella disponibilità dell'Assessore regionale
per gli enti locali e viene dallo stesso gestita, quanto al
50 per cento per i rapporti, anche in convenzione, con le
comunità alloggio per minori sottoposti a provvedimenti
dell'autorità giudiziaria minorile nell'ambito della
competenza civile ed amministrativa, e quanto al restante 50
per cento per i rapporti anche in convenzione per i ricoveri
nelle comunità alloggio e case famiglie dei pazienti dimessi
dagli ex ospedali psichiatrici.
5. Con apposito decreto dell'Assessore regionale per gli
enti locali da emanarsi entro quaranta giorni dall'entrata in
vigore della presente legge sono stabilite la misura, la
durata e le modalità di erogazione dei contributi previsti al
comma 4, tenendo conto del numero degli enti locali
associati, dei servizi gestiti in comune e della durata
dell'organismo costituito, in modo tale da erogare il massimo
dei contributi nelle ipotesi di massima integrazione.
6. A decorrere dal 1 gennaio 2002 le attribuzioni
relative all'assegnazione dei fondi di cui all'articolo 45,
comma 5, della legge regionale 6 marzo 1986, n. 9 sono
trasferite all'Assessorato regionale degli enti Locali.
7. Ai contratti stipulati dagli enti locali in attuazione
di programmi di fuoriuscita predisposti ai sensi
dell'articolo 5 della legge regionale 26 novembre 2000, n.
24, finanziati con i fondi regionali di cui al presente
articolo, non si applicano i limiti relativi alle spese
correnti previsti dall'articolo 24 della legge 28 dicembre
2001, n. 448.
8. Sono abrogati i commi 2, 3, 4, 6 e 8 dell'articolo 13,
e l'articolo 15 della legge regionale 17 marzo 2000, n. 8."
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io parlo,
decide lei se per gli emendamenti o la discussione generale, non
è importante. Arrivati a questo punto Però sarebbe importante
invece conoscere... intervengo per reiterare, riproporre
all'attenzione del Governo le tematiche che sono state agitate in
questa discussione perchè possa chiarirci, possa fugare
perplessità, riserve, dubbi, preoccupazioni che abbiamo in ordine
al funzionamento dei comuni e delle province nella nostra Regione
a seguito di una possibile approvazione di questo articolo di
legge che, in buona sostanza, fa fare molti passi indietro
rispetto a un qualche avanzamento che avevamo determinato negli
anni scorsi nel rapporto tra la Regione e il sistema delle
autonomie locali, ripeto, in ordine ad una riaffermata condizione
di maggiore autonomia.
I problemi sono, innanzitutto l'ammontare delle risorse
finanziarie. Io ho sollevato il problema dell'aggancio che fu
stabilito con la legge 10 del 99 dei trasferimenti agli enti
locali che dovevano essere rapportati alle entrate tributarie
proprie della Regione accertate secondo il rendiconto del
penultimo esercizio finanziario. Noi stiamo iscrivendo nel
bilancio della Regione entrate proprie per 17 mila miliardi,
ritengo che non tutte queste entrate si realizzeranno.
Certamente rispetto alla ipotetica percentuale di incidenza che
nel corso degli anni si è attestata attorno al 17, 18% con i
trasferimento che voi state ipotizzando noi siamo al di sotto del
10% di queste entrate tributarie, quindi c'è un passo
all'indietro in ordine a quello avviato nel corso degli anni si è
attestata attorno al 17, 18% con i trasferimenti che voi state
ipotizzando noi siamo al di sotto del 10% di queste entrate
tributarie. Quindi c'è un passo all'indietro in ordine a quello
avviato processo di federalismo interno, punto primo.
Punto secondo. C'è questa impostazione che viene qui
ulteriormente ribadita in ordine al fatto che viene riservata una
quota nella mani dell'Assessore per essere riassegnata secondo
criteri che mentre, a differenza delle leggi precedenti venivano
stabiliti per legge quali dovevano essere, qui sono scomparsi i
criteri di attribuzione di questa che l'Assessore si riserva.
Altra questione voi state togliendo i commi 7 e 8
dell'articolo 13 della legge, mi pare che sia la legge 8 del
2000, commi attraverso i quali si stabiliva che la Regione
riconosceva quelle somme che avrebbe dovuto trasferire e che non
ha trasferito per errori suoi ai comuni agli enti locali somme
dovute in forza della legge 26, legge di sanatoria della legge
37, della legge 285.
Parliamo della legge nazionale 285 e la legge regionale 37
in ordine all'occupazione giovanile.
Sono tutte risorse che dovevano essere trasferite negli anni
immediatamente precedenti il 1997 e che non furono trasferite per
errore e che costituiscono un credito che gli enti locali vantano
verso la Regione.
Questi soldi la Regione li deve pagare perchè altrimenti
rischia di pagarli con gli interessi, perchè sono somme dovute.
Poi non c'è risposta sul problema che abbiamo posto in
ordine all'IRPEF, questo 4,5% di minori trasferimenti dello Stato
ai comuni a valere sull'esercizio finanziario 2002 che i comuni
devono rivalersi sull'IRPEF e siccome l'IRPEF in Sicilia
diversamente dalle altre regioni viene incassata direttamente
dalla Regione occorre inserire una norma qui secondo la quale le
devoluzioni, le contribuzioni devono ricomprendere anche questo
4,5% come somma aggiuntiva.
Altra questione che è la questione principale che voi non
volete risolvere è quella dei 270 miliardi ai comuni e dei 90
miliardi alle province che mancano, perchè voi state dicendo che
mancano 360 miliardi che sono quelli che iscrivete come
accantonamento positivo derivante da una accantonamento negativo
in ordine alla rivendicazione dei fondi cosiddetta legge Goria.
Io condivido e ripropongo qui la proposta che ha fatto
l'onorevole Vicari in ordine al fatto che l'accantonamento
negativo valga per altri appostamenti, per altri meandri del
bilancio della Regione ma non valga per gli enti locali.
Ora rispetto a tutto questo il Governo non può fare
spallucce. Il Governo non può limitarsi a dire poi vedremo. Non
può il governo, presidente della Regione, glielo dico con il
cuore in mano, trattare i comuni e le province come i lavoratori
forestali o come i precari o come quelli della formazione, poi
vedremo.
Qui stiamo parlando del sistema istituzionale che voi state
mettendo a serio rischio. I comuni e le province non sono
clientes di questa regione, tanto per essere chiari.
I comuni e le province sono uno dei pilastri dell'istituto
regionale, dell'istituto autonomistico.
GURRIERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GURRIERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi io ieri ho
avuto Modo di richiamare l'attenzione dell'Assessore agli enti
locaLi per dare un segnale ai sindaci a tutti gli amministratori
della Sicilia per tutta una serie di comportamenti che vanno
nella direzione di penalizzare le comunità locali.
C'era stata quella famosa lettera provocatoria da parte
dell'Assessore agli enti locali inviata ai comuni proprio il 21
di febbraio intimando gli stessi a rispettare i termini del 28
febbraio pena il commissariamento e poi il giorno prima della
scadenza la sempre famosa lettera della proroga di trenta giorni,
con tutti i Consigli comunali convocati e quindi gli uffici
allertati per determinare indicazioni e scelte definitive.
Quindi, la cosa più mortificante è il dato della riduzione
delle cifre costringendo i comuni a determinare scelte
finanziarie false, perché non si può indicare un'indicazione
finanziaria in un periodo che va dal mese di marzo-aprile e poi
determinare altri segnali e indicazioni inquietanti.
Si sottovaluta il dato delle anticipazioni fatte dal
Governo, dall'Assessore in particolare, anticipazioni di
dodicesimi per i primi mesi dell'anno e però i mandati sono
giacenti all'interno dell'Assessorato, sono firmati dai dirigenti
dell'Assessorato stesso, non sono esigibili questi provvedimenti
perché il Governo con un atto di superbia ha voluto mantenere
bloccato il bilancio e non ha voluto nemmeno determinare il
secondo esercizio provvisorio, perché per il Governo diventava
un fatto mortificante quello di dire ... ma la responsabilità dei
ritardi del Governo regionale sull'approvazione della finanziaria
è una responsabilità che appartiene a tutta l'Assemblea? O è una
responsabilità esclusiva del Governo?
Se è vero come è vero che sono stati presentati quasi
trecento emendamenti della maggioranza significa, tutto questo,
che gli onorevoli della maggioranza, che gli Assessori non hanno
avuto fiducia a questa finanziaria e la mancata firma
dell'Assessore al bilancio alcune settimane fa la dice lunga su
questo e allora noi registriamo un comportamento irresponsabile
del Governo e poi si pretende dai Comuni anche un comportamento
eccessivamente responsabile.
Qui stasera sono presenti alcuni sindaci, alcuni Assessori,
alcuni amministratori, solo una rappresentanza, perché i sindaci
sono anche in una situazione di difficoltà nel vedersi
rappresentati da un'ANCI dove il Presidente è espressione di
questa maggioranza e anche questo la dice lunga anche se l'ANCI
viene gestita da un grande vecchio della politica regionale che
pratica la politica del compromesso con i governi di turno e non
dà dignità istituzionale alle comunità locali.
Oggi, infatti, non c'è stata una presa di posizione
ufficiale da parte dell'ANCI e quindi molti sindaci, come me, non
si riconoscono più in questa associazione e di certo da domani
mattina intraprenderemo rapporti diversi e ci organizzeremo in un
modo sicuramente diverso.
TURANO. Parli a nome di quanti sindaci?
GURRIERI. Onorevole Turano, lei come Assessore non ha brillato
tanto assomiglia molto a questo Assessore attuale. E quindi sarei
portato a dire che a volte voi la testa l'avete usata solo per
consumare lo shampoo.
E quindi caro onorevole Turano, parlo a nome di alcuni
sindaci, e concludo chiedendo al Governo tutto, al Presidente
della Regione un sussulto di dignità. Nel senso di rivedere le
scelte che sono state fatte, perché sono convinto che con la
riduzione dei trasferimenti si determinerà una ferita profonda
nei rapporti fra Comuni e Regione e quindi si istituzionalizzerà
il concetto che per la Regione siciliana i Comuni non sono pezzi
dello Stato nel territorio ma controparte.
MICCICHE'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Signor Presidente, spero che dopo il mio intervento
intervenga anche il Presidente della Commissione Affari
istituzionali per ricordare ai componenti del Governo quanto
hanno riferito, stigmatizzato i componenti degli Enti locali,
cioè le Associazioni degli Enti locali ANCI ed altre sigle di cui
in questo momento non ricordo il nome, comunque diverse sigle
dell'unione delle provincie, per contestare questo articolo.
Non voglio dire altro perchè non voglio offendere i colleghi
che sono qui presenti. Quando ci hanno riferito questo i
rappresentanti degli Enti locali, abbiamo fatto 3-4 riunioni,
abbiamo perso giornate intere, ce le hanno dette e ce le hanno
cantate in tutti i modi che la norma che in questo momento stiamo
discutendo penalizza gli Enti locali. E gli interventi che mi
hanno preceduto ne sono la dimostrazione e così anche l'ultimo
intervento del collega Gurrieri, in qualità di amministratore di
un comune.
Ed in effetti hanno ragione questi miei colleghi che mi
hanno preceduto perchè questa norma vìola, in maniera palese,
l'articolo 5 della Costituzione che dice: "La Repubblica, una e
indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali, attua nei
servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento
amministrativo, adegua i principi ed i metodi della sua
legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento".
L'articolo 65 vìola questo principio, lo Statuto siciliano
non è in contrasto con la Costituzione, noi non siamo una
repubblica a parte ma facciamo parte della Repubblica italiana,
la Costituzione è una poi c'è lo Statuto, ne è parte integrante
ma noi non possiamo in questo caso modificare il principio
fondamentale che poi con la 142 e con la legge regionale n. 44
del '48 lo abbiamo recepito integralmente quindi mi risulta che
gli enti locali, non appena sarà pubblicata questa finanziaria
faranno ricorso. Poichè sarà una figura molta magra da parte del
Governo farsi bocciare da un eventuale ricorso da parte degli
enti locali, significa aprire un conflitto da parte dei comuni
dell'Isola, a me non sembra assolutamente opportuno.
D'altronde, io avevo addirittura suggerito nella discussione
in commissione che è stato addirittura approvata, io qua non la
trovo, una piccola modifica che serviva anche per evitare
un'interpretazione che qui non si riesce a capire quando al II
comma dice: "Gli investimenti dimostrati dagli stessi enti locali
nell'anno precedente".
Ho cercato di spiegare più volte che l'anno precedente non
significa assolutamente niente, bisognava specificare in base
all'ultimo conto consuntivo, l'anno precedente non esiste non è
che i comuni hanno i consuntivi i dati certi da potere ricavare
per dimostrare gli investimenti, la capacità di riscossione e
quant'altro concerne l'attività amministrativa locale sono i
conti consuntivi, questo l'ho spiegato più volte, i colleghi in
commissione l'hanno capito, è stato approvato un emendamento che
purtroppo non vedo qui presente fermo restando che son contrario
all'impostazione dell'articolo 65 perchè viola la Costituzione
italiana.
CAPODICASA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io stavo
dando una scorsa all'articolo, anche qui vorrei, se fosse
possibile il governo desse una qualche spiegazione o, comunque,
manifestasse la propria intenzione su come gestire una parte
dell'articolo 65 e in particolare il comma 2.
E' un tema che abbiamo già sollevato, anche i colleghi che
mi hanno preceduto ne hanno parlato. Noi aggiungiamo con questo
comma due o più parametri relativamente alla ripartizione dei
fondi da trasferire ai comuni.
Io so quanto sia convinto l'assessore della bontà di queste
scelte, però penserei che sia necessario fare un'ulteriore
riflessione, e ciò vale anche per il Presidente della regione.
Noi mettiamo come criteri per la ripartizione oltre quelli
che sono noti, criteri territoriali e di popolazione, lo sforzo
tariffario e fiscale, la capacità di riscossione e la propensione
agli investimenti.
Io vorrei che tenessimo un minuto conto di cosa significhi
per un comune partecipare a questa sorta di quota premiale per il
trasferimento dei fondi dalla regione.
Lo sforzo tariffario e fiscale. Io non avrei nessun problema
ad accedere anche a questo criterio, però ad una condizione e
sarebbe che noi precisassimo e differenziassimo questo criterio.
Ho fatto un esempio in commissione Finanza e torno a
rifarlo. Non è la stessa cosa aumentare l'Ici a Palermo o nel
comune , ho citato il comune di S. Angelo Muxaro per citare un
comune piccolo con determinate caratteristiche sociale.
Allora noi possiamo mettere sullo stesso piano nella
ripartizione dei fondi e nella definizione dei criteri relativi
un comune ricco con un comune che ha una popolazione con un
reddito medio-basso?
Non è il caso, invece, di prevedere che il cosiddetto sforzo
tariffario e fiscale venga previsto per i comuni che hanno un
certo reddito, io adesso non so se è possibile avere di questi
indicatori e attraverso quali forme, ma penso che se noi
differenziassimo, io sono in genere contrario al comma, ma
l'ipotesi a me non sembra da scartare; cioè quella di individuare
un discrimine tra i comuni che lo possono fare e i comuni che non
lo possono fare per ragioni di carattere economico e sociale.
Così anche per la cosiddetta propensione agli investimenti.
La propensione agli investimenti per un comune che non ha finanza
propria ma vive di finanza derivata, nella stragrande
maggioranza, e per una percentuale sul totale delle entrate che
si aggira intorno al 90 per cento e forse più.
Considerare questo criterio come un criterio assoluto
significa incentivare i comuni all'indebitamento. Infatti se io
voglio realizzare un investimento, un'opera, posso farlo solo se
vado alla Cassa Depositi e Prestiti chiedo il prestito e realizzo
l'opera. Quindi, è un modo per spingere i comuni a uno sforzo di
indebitamento improprio, perché non è scelto autonomamente dai
comuni ma è imposto dalla necessità di potere concorrere alla
quota premiale che la Regione propone.
A me sembra un elemento distorsivo veramente grave. Io non
so se avete fatto una riflessione oppure vi lasciate prendere
dalle idee in assoluto, magari corrette, ma che poi calate nella
concreta realtà di ogni giorno della nostra Regione ci inducono a
compiere errori veramente madornali.
Io sono affinché si faccia una riflessione. Adesso non so se
il Governo ci ha pensato, se è in grado di immaginare
immediatamente un sistema per potere intervenire, ove condivida
queste riflessioni, altrimenti è molto probabile che l'effetto
che si produrrà a seguito dell'induzione di queste norme sarà
destabilizzante della finanza comunale e non un effetto
tonificante come immagino il Governo si proponga, anche se alla
fine è molto difficile che raggiunga questo obiettivo.
ZAGO. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento 65.3 a
mia firma.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAGO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento è
molto semplice ed è anche molto chiaro. E' una sorta di
emendamento di garanzia confermativa, che ha lo scopo di non fare
caducare quanto previsto dall'articolo 15 della legge 26 del 2000
e per confermare le misure previste da quella legge che, fra
l'altro, le prevedeva per il triennio 2000-2002 e che quindi
adesso no perché siamo nell'esercizio 2002 ma che l'anno
prossimo per il triennio 2003-2005 dovranno essere prorogate.
Adesso ha lo scopo di confermare la somma per l'anno in corso che
è appunto il 2002.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, io ho molto apprezzato lo spirito
con cui l'onorevole Capodicasa ha mosso questa critica pacata e
costruttiva e che, certamente, va in una direzione analoga alla
nostra cioè cercare di aggiustare un po' i conti di questa
squinternata Regione - come mi pare una volta l'ha chiamata lei -
ma non solo questo anche la gestione degli enti locali che
spesso, essendo affidata agli uomini, come tutti gli uomini ci
sono coloro che sono illuminati, coloro che lo sono meno
e, spesso, proprio per questo motivo le gestioni non sono
ottimali.
E, allora, noi abbiamo immaginato dei percorsi virtuosi e la
premessa che sto per fare serve, intanto, a far capire che non ci
possono essere margini a nessun tipo di soggettività e che
certamente positivo sarà l'intervento del Governo.
Provo a ricordare a tutta l'Aula che il comma prevede che
l'intervento sia a carico dell'Assessore agli enti locali che
deve, però, preventivamente sentire la Conferenza Regione e
autonomie locali, deve coordinare con l'Assessore al bilancio e
le finanze il percorso di natura finanziaria e, dulcis in fundo,
deve enunciare questi principi prima della ripartizione delle
risorsi, in maniera tale che non sia fatto ex post e, quindi,
utilizzata questa modalità per colpire qualche comune, piuttosto
che un altro.
Quindi, la natura dell'emendamento è senz'altro quella di
portare questi comuni ad uscire fuori dalle "secche" della
cattiva gestione.
E, allora, quali sono gli indicatori che queste quattro
entità porteranno avanti? Intanto una variazione percentuale, in
aumento o in diminuzione, che tenta conto, come diceva lei,
dello sforzo tariffario e fiscale, però questo non significa
creare le condizioni per un aumento delle imposte, semmai
esattamente il contrario, sappiamo che ci sono enti che hanno
completamente trascurato questa gestione.
Ci sono comuni, e sono non meno di un centinaio, mi risulta
da statistiche informali, che hanno creato dei disagi ai
contribuenti in materia di I.C.I. soltanto per essere stati
trascurati nella gestione dei loro archivi; spesso i dipendenti
peggiori sono stati indirizzati verso gli uffici tributari, che
sono diventati una specie di Lacayenne e, quindi, proprio per
questo i comuni non erano interessati alla gestione e alla
riscossione dei tributi perchè era evidente che tutta la loro
forza finanziaria derivava soltanto dall'impatto e dalla capacità
che la Regione aveva nel sapere trasferire risorse derivate.
E, allora, noi, con questa norma vogliamo dire cose diverse,
vogliamo dire che la capacità di riscossione sarà premiata, che
certamente saranno aiutati gli enti che hanno un'alta propensione
agli investimenti, cioè indebitarsi con la Cassa depositi e
prestiti per poi fare investimenti strutturali sarà considerato
un fatto positivo, come sarà considerato fatto positivo avere un
ideale rapporto dipendenti-entrate, in una considerazione che,
adesso, avere questa quantità enorme di dipendenti non serve e,
invece, bisogna produrre un'efficienza complessiva che certamente
attiene ai livelli sperati da questi enti locali o, per lo meno,
che noi speriamo che raggiungano questi enti locali.
E, allora, onorevole Capodicasa, penso che l'intendimento
del Governo sia estremamente positivo e certamente dobbiamo
curarci che i quattro enti preposti sappiano svolgere il compito
di ben indirizzare le norme di attuazione affinchè la sua
preoccupazione venga ad essere dissipata.
LEONTINI. Onorevole Presidente, desideravo rispondere
all'onorevole Zago per indurlo a ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa.
(La seduta sospesa alle ore 04.04, è ripresa alle ore 04.09)
La seduta è ripresa.
PAGANO, assessore per il bilancio e finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANO, assessore per il bilancio e finanze. Signor
Presidente, l'emendamento Zago che fa riferimento all'articolo 15
della legge regionale 18 dicembre 2000 numero 26 penso che non
possa che essere accettato verbalmente giacché facendo un
approfondimento così come intuivo la norma che l'aveva istituito
risulta ad oggi perfettamente in vigore. La cito testualmente "Le
disposizioni di cui all'articolo 45 comma 15 della legge
regionale 7 marzo 1997, n. 6, prorogata per gli esercizi
finanziari 1998, 1999 dell'articolo 11, comma 12 della legge
regionale 1998, numero 5... Va interpretata nel senso che per gli
anni 198 e 1999 e per il triennio 2000/2002 la maggiorazione di
cui alla legge regionale 11 aprile 1981, numero 61 e successive
modifiche e integrazioni è pari all'importo determinato per
l'anno 1996, cioè pari a otto miliardi 236 milioni. E' chiaro che
questa norma è in vigore, è chiaro che il Governo non può che
prendere atto di questo, che rafforzare l'intendimento in tal
senso.
ZAGO. Prendo atto della precisazione dell'Assessore e ritiro
l'emendamento 65.3.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti 65.8.
65.11 e 65.12 di identico contenuto.
Con il parere contrario del Governo e della Commissione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvati)
Si passa all'emendamento 65.5 al comma 1. Lo pongo in
votazione con il parere contrario del Governo e della
Commissione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 65.7 al comma 1.
TURANO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa agli emendamenti 65.1 e 65.9 al comma 2 di identico
contenuto. Li pongo congiuntamente in votazione con il parere
contrario del Governo e della Commissione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 65.5 al comma 2.
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo di
parlare per rimarcare la non approvazione dell'emendamento 65,5
significa che la Regione sta rapinando i comuni dell'IRAP che
spetta agli stessi in quanto sostitutiva dell'ICIAP quando fu
istituita, il che significa che la Regione sta rubando ai comuni
quello che gli spettava in forza di una legge nazionale.
Io questo voglio che si sappia, che si sappia concretamente
perchè ogni anno questa parte dell'IRAP viene ridata agli enti
locali sulla base di una entrata che viene così stabilita.
Io inviterei il Governo a valutare, a consultarsi di più e
meglio con i propri uffici circa che cosa significa ciascuno
degli emendamenti, poi può anche decidere di approvarli e di non
approvarli, ma che sappia però di che cosa stiamo parlando.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 65.5 con il
parere contrario del Governo e della Commissione.
Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa agli emendamenti 65.2 e 65.9 al comma 3 di identico
contenuto. Li pongo congiuntamente in votazione.
Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 65.5 sostitutivo del comma 3.
Lo pongo in votazione con il parere contrario del Governo e
della Commissione.
Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 65.5 sostitutivo del comma 4
con il parere contrario del Governo e della Commissione.
Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 65.4 con il parere contrario
del Governo e della Commissione.
Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 65.10, con il parere
contrario del Governo e della Commissione.
Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 65.6 a firma dell'onorevole Turano.
TURANO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 65.7 sostitutivo del comma 4.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci sono dei
malati mentali che sono ricoverati nelle case famiglie che sono
già convenzionate con il servizio sanitario regionale e che
potrebbero, teoricamente, chiedere di nuovo i soldi
all'assessorato agli enti locali che, invece, sono destinati
esclusivamente a quelli che ospitano nelle case famiglie soggetti
che hanno questo tipo di patologia.
PRESIDENTE. Preciso che l'emendamento 65.10 è stato votato.
TURANO. Dichiaro di ritirare l'emendamento 65.7 sostitutivo
del comma 4.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 65.5 degli onorevoli Giannopolo ed
altri.
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, vorrei che anche qui si
capisse di che cosa stiamo parlando. Il comma 7 e il comma 8
dell'articolo 13 della legge 8/2000 dice testualmente, il comma 7
"una ulteriore quota del fondo pari al costo del trasporto
interurbano degli alunni delle scuole medie superiori rimane
nella disponibilità dell'assessorato per essere assegnato a quei
comuni che documentano la spesa sostenuta". Quindi, il comma 7
serve a riconoscere quella spesa che hanno sopratutto i comuni
piccoli, perchè i comuni grandi non hanno grandi spese di
trasporto scolastico.
Penso a tanti comuni del messinese, dell'ennese, del
palermitano, del catanese che per anni si sono battuti per avere
riconosciuta questa cosa dopodichè di punto in bianco viene
cancellata.
Il comma 8 invece dice testualmente così: "in sede di
riparto delle somme corrispondenti all'aliquota del 7,5% ..."
quando dicevo poco fa che l'aliquota riservata era già
parimetrata e non era discrezionale, l'assessore agli enti locali
attribuisce una quota aggiuntiva agli enti locali che dimostra i
mancati trasferimenti per la copertura finanziaria degli oneri
per il personale di cui alla legge 1 giugno '77, 285, la legge 8
dell'81, la legge 37 dell'85 e la 26 dell'86 e la 6 del 97.
Erano leggi che finanziavano al 100% il personale e che per un
errore, ripeto per un errore degli uffici, dell'assessorato alla
presidenza, dell'assessorato al territorio non furono trasferiti
all'assessorato agli enti locali quando nel 97 si unificò il
fondo. Sono somme dovute. I comuni le hanno già iscritti
abbondantemente, come residui attivi che non possono essere
cancellati perchè se il comune li cancella ne dovrebbe rispondere
personalmente dopodichè il comune, se ne deve rispondere
personalmente, ne risponderà personalmente l'assessore agli enti
locali- se lo si vuole capire o no
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 65.5. Il parere
del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CAPODICASA, relatore di minoranza. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 65.13 a firma dell'onorevole
Papania.
PAPANIA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento del Governo, 65.14.
Il parere della Commissione?
CAPODICASA, relatore di minoranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, intanto annuncio che è stato ritirato
l'emendamento 65.15 ed è stato invece presentato l'emendamento
65.14.1. L'emendamento 65.14.1 estende alla polizia locale quanto
già stabilito nell'emendamento 65.14. In sede di coordinamento
gli uffici provvederanno a rendere meglio il significato.
(La seduta sospesa alle ore 04.24, è ripresa alle ore 04.26)
La seduta è ripresa.
Onorevole Presidente della Regione il subemendamento 65.14.1
è confermato o è ritirato? Riguarda la polizia provinciale.
CUFFARO, presidente della Regione. E' ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento riguardante l'esclusione dei soggetti
ricoverati presso le CTA in quanto convenzionati con il servizio
sanitario è confermato o ritirato?
CUFFARO, presidente della Regione. E' confermato.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 65.16 a firma
del Governo. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi:
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 65 nel testo risultate.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevole Capodicasa avevamo accantonato dal bilancio
e trasferiti alla finanziaria tre emendamenti il 2.24, il 2.25 e
il 2.26 riguardanti l'incremento delle risorse da destinare ai
Comuni, miranti ad incrementare la dotazione del capitolo
destinato alla finanza, anzi dell'unità previsionale di base
destinati alla finanza locale, erano più 250 milioni di euro più
150 milioni di euro più 188 e 488 milioni di euro.
CAPODICASA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA, relatore di minoranza. Signor Presidente, c'è una
novità. Poc'anzi l'ineffabile Assessore per il bilancio ci ha
fatto approvare un emendamento a proposito del fondo
miglioramento servizi per i vigili urbani che, a differenza di
quanto era stato detto in Commissione finanze, è caricato sul
fondo...
LIOTTA. A differenza di quanto è stato detto in quest'Aula
CAPODICASA, relatore di minoranza. Anche in quest'Aula, mi
corregge l'onorevole Liotta. Praticamente viene caricato,
trasferito ai comuni. Allora ai comuni trasferiamo meno soldi e
per giunta carichiamo anche il fondo miglioramento servizi che
deve andare per i vigili urbani. L'Assessore poi dice che con i
fondi globali ristornerà questi ventuno miliardi; niente di tutto
questo. Ormai siamo abituati a questi giochi di prestigio,
quindi non ci incantano. Insistiamo perché c'è un problema di
capienza del fondo e poi, a maggior ragione, dopo che ci è stato
fatto votare, dopo che la maggioranza ha votato questo
emendamento del Governo.
PRESIDENTE. Allora, onorevole assessore per il Bilancio e
onorevole Presidente della Regione, immagino che il parere suo e
della Commissione sia contrario su questi tre emendamenti.
La seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 4.30, è ripresa alle ore 4.35)
La seduta è ripresa.
Onorevole Capodicasa, ritira i tre emendamenti? Altrimenti
sono costretto a dichiararli improponibili per incapienza dei
fondi di riserva rispetto alle cifre che sono individuate.
GIANNOPOLO. Lei non può dire che sono incapienti.
PRESIDENTE. Il Governo mi dice che sono incapienti rispetto a
questa cifra.
GIANNOPOLO. O il Governo dice il falso ora o lo ha detto tre
giorni fà. Ha detto che ci sono trecento miliardi.
PRESIDENTE. Col parere contrario del Governo e col parere
contrario della Commissione, lo pongo in votazione. Chi è
contrario resti seduto, chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 2.25, col parere contrario
del Governo e della Commissione. Chi è contrario resti seduto,
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 2.26, col parere contrario
del Governo e della Commissione. Chi è contrario resti seduto,
chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Onorevole assessore, doveva fare una precisazione
relativamente al fondo della Polizia municipale.
PAGANO, assessore per il Bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, la lettura dell'emendamento è
sufficientemente chiara: "A partire dall'esercizio finanziario
2002 il fondo per il miglioramento dei servizi di polizia
municipale istituito ..." eccetera, eccetera, "... è finanziato
dai comuni nell'ambito delle somme attribuite per il sostegno
delle autonomie locali". Di conseguenza, provvederemo, alla luce
anche di quanto è testualmente scritto, ad incrementare di 21
miliardi in tabella A l'importo che già originariamente era
fissato nella cifra precedente. Poi vedremo cosa diranno i
comuni alla fine dell'anno, se aveva ragione lei ci verranno a
cercare, se abbiamo ragione noi vuol dire che lei dovrà ammettere
pubblicamente che ha torto perchè non è così.
PRESIDENTE.Si passa all'articolo 13 "Sdemanializzazione".
Comunico che il Governo ha presentato un emendamento soppressivo
dell'articolo 13. Lo pongo in votazione, con il parere favorevole
della Commissione. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 27.
SPAMPINATO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPAMPINATO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima di
entrare nel merito della trattazione di questo articolo, così
come avrei fatto per l'articolo 13, volevo proporre
un'eccezione preliminare in considerazione che anche questo
articolo, così come tanti altri, non sono stati mai trattati
dalla competente Commissione di merito.
In verità, tutti gli articoli riguardanti la IV Commissione,
la Commissione Territorio e ambiente, hanno avuto un iter
particolarmente complesso in questa Finanziaria; io chiederei
anche il parere del Presidente della Regione, se fosse possibile,
in effetti è materia di competenza della Presidenza
dell'Assemblea a cui chiedo di considerarlo improponibile.
L'intera materia territorio e ambiente ha avuto un iter
particolarmente complesso, perchè da una parte gli articoli che
erano contenuti nel disegno di legge della legge Finanziaria non
è stato possibile trattarli perchè l'assessore per il Territorio
e per l'ambiente non ci ha dato il piacere di potere insieme a
lui trattare gli argomenti in questione.
Questa lagnanza è stata evidenziata da me nell'ultima
assemblea tenuta prima della sessione di bilancio e aveva
provocato una lettera al Presidente della Regione e all'assessore
per il territorio e per l'ambiente, nel quale il Presidente
dell'Assemblea chiedeva sostanzialmente all'assessore per il
Territorio e per l'ambiente che tutto ciò non si verificasse più.
L'assessore - mi dispiace che non nemmeno oggi sia in Aula -
ha risposto dando ragione a quelle che erano state l'oggetto
delle mie lagnanze, in quanto affermava di essere stato presente
in una delle riunioni della Commissione Territorio e ambiente che
non si è riunita per mancanza di numero legale e, nelle altre,
per impegni istituzionali non ha potuto partecipare ma aveva
mandato i suoi funzionari.
Credo che questa sia una ammissione di responsabilità, di
una palese violazione del Regolamento, che impone al Presidente
della Regione o all'assessore competente di essere
necessariamente presente nella trattazione, in Commissione, dei
disegni di legge. E questo da una parte.
Dall'altra parte, abbiamo potuto verificare che alcuni
articoli, aventi oggetto materie sicuramente di competenza della
quarta Commissione, sono arrivati direttamente in Commissione
Bilancio senza transitare per la quarta Commissione.
Ecco perchè - e di questo si tratta per quanto riguarda
l'articolo 27 - preliminarmente chiedo che venga ritirato questo
articolo, in maniera tale che venga trattato, anche in maniera
organica, all'interno di un autonomo disegno di legge,
preliminarmente dalla competente Commissione.
Torno a ripetere: se no continuo a non capire qual è la
funzione delle Commissioni legislative.
Ulteriormente, ritengo che questo articolo, in ogni caso,
violi la disposizione di legge che prevede il contenuto
necessario ed esclusivo della legge finanziaria e, quindi, anche
da questo punto di vista c'è una eccezione di legittimità per
quanto riguarda la procedura legislativa che verrebbe, anche da
questo punto di vista, violata.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, ho da richiedere l'accantonamento
di questo articolo ancora per una ulteriore riflessione.
SPAMPINATO. E' stato accantonato 3 volte. E' necessaria una
decisione.
CINTOLA. Se questo accantonamento può essere fatto, io
suggerirei un proseguo ancora. Passare all'articolo 28, perchè
credo che ci sia solo un emendamento, e sospendere il 27, il 54 e
il 55 e dare un quarto d'ora, mezz'ora di sospensione ai lavori.
PRESIDENTE. Il Governo è d'accordo. Così resta stabilito. E'
accantonato.
Si passa all'articolo 48. Comunico che il Governo ha
presentato l'emendamento sostitutivo 48.2.R.
Onorevoli colleghi, intanto annunzio il ritiro degli
emendamento 48.2., 46.1 e del sub emendamento 46.1.1. Comunico
che è stato presentato l'emendamento numero 77.418, a firma del
Governo, riguardante il Banco di Sicilia, che è esattamente il
testo dell'ordine del giorno già votato dall'Assemblea regionale
siciliana.
RAITI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAITI. Signor Presidente, onorevoli colleghi e onorevole
Presidente della Regione, io già mi ero espresso con il voto
contrario nella seduta d'Aula nella quale abbiamo trattato
l'ordine del giorno in oggetto e devo ribadire il mio voto
contrario adesso che viene inserito nella legge finanziaria come
articolo aggiuntivo.
Le motivazioni che avevo espresso in quella sede a supporto
del mio no a quell'ordine del giorno sono state suffragate da
ulteriori accertamenti che ho fatto insieme ai tecnici di mia
fiducia in questi giorni. Non vi è dubbio che l'operazione che
questo Parlamento ha votato è uno scandalo nazionale. Noi stiamo
svendendo un patrimonio della Regione siciliana per due fave e
credo che non ce lo possiamo permettere. Ho chiesto al Governo
ed a tutto il Parlamento di fare in modo che venisse rispettato
il contratto di vendita che stabiliva che fino al 31 dicembre di
quest'anno le condizioni previste in quel sinalagma contrattuale
non siano modificate. Invece noi abbiamo accettato che ciò
accadesse.
Qui non parliamo di qualche questione di principio, ma
parliamo di una cosa essenziale, fondamentale: noi stiamo
svendendo le partecipazioni nazionali del Banco di Sicilia
accettando una quota, sia se sommiamo quella del Banco di Sicilia
sia della Fondazione, inferiore al 10 per cento. Accertiamo
questo in un momento in cui non siamo nelle condizioni di essere
contraenti forti nei confronti del Banco di Roma. Nella sostanza,
che significa? Noi col dieci per cento nella futura società non
avremo nessun titolo per intervenire nei bilanci, per esercitare
le azioni giudiziarie eventuali che sono riservate agli
azionisti.
Ma non solo questo. E' di questi giorni accertato che il
Banco di Sicilia nel 2001 ha chiuso con un utile netto di 158,3
milioni di euro aumentando del 139,5 per cento il risultato
dell'anno precedente. Ora questi 158,3 milioni di euro, a seguito
dell'operazione che il Parlamento sta avallando non andranno così
come dovrebbe essere ai soci del Banco di Sicilia e quindi alla
Regione ed ai soci privati, ma così come già è stato sostenuto,
dal rappresentante del Banco di Sicilia all'interno della
Fondazione Carlo Dominici noi in questo momento avallando questa
operazione significa che ci sono ben 65 milioni di euro che
rappresentano il residuo dell'utile destinato a riserva
straordinaria che vanno ad essere accantonati. Significa che se
noi ripartissimo adesso questi fondi di bilancio sulla base delle
partecipazioni azionarie oggi della Regione, il 18,95 per cento
avremmo anziché i 3,16 milioni di euro che adesso saranno
ripartiti agli azionisti in base alle nuove quote di
partecipazione alla holding, quindi noi con le nuove quote di
partecipazione alla holding saranno distribuiti ai soci e quindi
alla Regione Sicilia 13,16 milioni di euro.
Se noi non facciamo questa operazione e la rinviamo così
come possibile in base a contratto di vendita successivamente e
quindi distribuiremo questo capitale sulla base delle odierne
partecipazioni azionarie, la Regione prenderebbe 12,31 milioni di
euro. Vi è una differenza di quasi 9 milioni di euro. E questo il
Governo lo sa. Tanto è che Carlo Dominici che certamente
rappresenta il CDA in quota Fondazione ha posto questo problema
nella riunione del Consiglio di amministrazione del Banco di Roma
e questo problema, con l'avallo del Presidente della Regione, il
Consiglio di amministrazione lo ha sottaciuto e non ha accettato.
Se autorizziamo che l'operazione si porti a conclusione,
così come stabilito dall'ordine del giorno, sappiamo tutti che
oltre al danno che è scaturito e che scaturirà da quello che già
ho detto precedentemente nel mio intervento d'Aula quando abbiamo
votato l'ordine del giorno, noi avremmo un ulteriore danno di 8,8
milioni di euro che saranno sottratti alle casse di questa
Regione e comunque agli azionisti di oggi.
Per tale motivo, oltre ad esprimere il mio voto contrario,
invito ciascuno dei parlamentari, quando voteranno questo
articolo di legge, a rifletterci un pò perchè si assume delle
responsabilità che vanno ben oltre.
MICCICHE'. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, quanto
esposto dal collega Raiti mi convince totalmente perchè le
perplessità esposte dall'onorevole Raiti furono quasi anticipate
in una discussione che ci fu la volta scorsa nella stanza del
Vicepresidente Crisafulli, dove c'era un rappresentante designato
dal Governo, un giovane nostro conterraneo, si chiamava
Massimelli, nella cui esposizione, nel cui ragionamento ho notato
un pessimismo positivo, ma pessimismo però, pessimismo perchè
aveva poca fiducia.
Diceva "Si, ci sono queste contraddizioni, però se noi
attuiamo la malleva probabilmente tutte queste questioni verranno
superate".
Quasi quasi mi aveva convinto tanto è che poi io votai
favorevolmente all'emendamento proposto anche dalla minoranza che
votò quel documento.
Oggi, le esposizioni del collega Raiti mi convincono perchè
questo rappresentante del Governo che deve, a quanto pare, o ha
fatto dei conti, esprimeva appunto questo senso contraddittorio e
oggi vengono rappresentati dai dati sottoposti all'attenzione
dell'onorevole Raiti.
D'altronde quando poi disse "Ma, Geronzi o è parente o è
amico del Governatore della Banca d'Italia", allora ho capito
tutto, abbiamo capito di tutto e di tutti.
Infatti, se un Governatore della Banca d'Italia viene qui a
Palermo a fare delle affermazioni quasi come a dire "Fidatevi di
Geronzi", io diffido del Governatore della Banca d'Italia e
soprattutto di questo rappresentante Geronzi che praticamente è
un eminente rappresentante della finanza nazionale, uno che,
secondo me, bisogna prendere con le pinze perchè, nel mondo c'è
una categoria di cui bisogna sempre diffidare: bisogna diffidare
soprattutto dei rappresentanti dell'alta finanza che, se vogliamo
prenderli sul serio, possiamo definirli i più grossi criminali
dell'umanità, perchè sono coloro che mantengono uno stato di
povertà della stragrande maggioranza degli esseri umani su questa
terra
CUFFARO, presidente della Regione. Marx non sarebbe
d'accordo.
MICCHICHE'. Io invece dico di si. Se andiamo a raffrontare
quanto è proposto dalla "Tobin tax"...
PRESIDENTE. Concluda rapidamente, onorevole Miccichè
MICCHICHE'. Siamo quasi alla conclusione della prima parte,
poi c'è la seconda parte...
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 77.418 del
Governo.
Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione. Favorevole
GIANNOPOLO. Dichiaro di essere contrario all'emendamento.
PRESIDENTE. Con il voto contrario dell'onorevole Giannopolo,
pongo in votazione l'emendamento 77.418.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono stati presentati due
ordini del giorno:
- n. 71 "Interventi per la modifica della legislazione in
materia di collaboratori di giustizia" degli onorevoli
Acierno, Fleres, D'Antoni, Savona, Leanza Vincenzo,
Formica, Leontini Gurrieri, Tumino, Lo Monte, Ioppolo, Lo
Curto, Amendolia, Mancuso, Borzacchelli, Catania, Maurici,
Baldari, Infurna, Mercadante, Beninati, Segreto, Leontini,
Cintola, Catania Giuseppe, Scoma e Nicotra;
- n. 72 "Eventi sportivi internazionali con preminente
valenza promozionale per la Regione siciliana Prix Italia",
degli onorevoli Beninati, Acierno, Leontini, Formica,
Cintola, Mancuso, Vicari, Leanza Vincenzo, D'Antoni e
Baldari.
Ne dò lettura:
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
-nell'apprendere della messa in libertà dei Killer del
giudice Falcone, della dott.ssa Morvillo e degli uomini
della scorta, ritenendo tale fatto di inaudita gravità e
preoccupante per la pericolosità sociale degli stessi
che nello stato di libertà potrebbero reiterare (cosa
peraltro già avvenuta in passato) gravi delitti nei
confronti dei cittadini e degli uomini dello Stato
impegnati sul territorio nella lotta della mafia,
IMPEGNA
IL PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
E IL PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIANA
- a promuovere ogni iniziativa presso la Presidenza del
Consiglio dei Ministri volta a modificare la normativa
vigente per i collaboratori di giustizia, affinché fatti
del genere non abbiano più a verificarsi.
ACIERNO - FLERES - IOPPOLO -
LO CURTO - MENDOLIA - NICOTRA -
BORZACCHELLI - D'ANTONI - MANCUSO -
CINTOLA - SAVONA - MAURICI -
CATANIA G.- LEANZA V. - FORMICA -
VICARI - BALDARI - INFURNA -
LEONTINI - SCOMA - GENOESE -
MERCADANTE - TUMINO - BENINATI -
LO MONTE - SEGRETO" (71)
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- nell'anno 2002 saranno organizzati nella Regione
siciliana manifestazioni sportive internazionali di
rilevante valenza promozionale quali:
a) Campionati internazionali maschili di Sicilia di
tennis organizzati a Palermo;
b) Internazionali femminili di tennis di Palermo;
c) I Campionato mondiale universitario di baseball
organizzato a Messina;
d) Internazionali giovanili di tennis "Coppa Stagno
d'Alcontres", organizzati a Messina;
e) Targa Florio;
f) Coppa degli Assi di equitazione organizzata a
Palermo;
g) Windsurf World Festival, Mondello (PA);
h) I Trofeo internazionale di Basket 'Coppa Nino
Alberti';
i) PRIX ITALIA.
CONSIDERATA l'estrema importanza e la valenza dei predetti
eventi per la promozione dell'immagine della Regione
siciliana;
RITENUTO che è possibile attingere dal capitolo 472514 del
bilancio della Regione siciliana per l'anno finanziario
2002,concernente la propaganda turistica, per erogare
contributi per la promozione, organizzazione e comunque
per lo svolgimento delle sopra indicate manifestazioni
a carattere internazionale,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
E, IN PARTICOLARE, L'ASSESSORE REGIONALE
PER IL TURISMO,LE COMUNICAZIONI E I TRASPORTI
- ad erogare nell'anno 2002 agli organizzatori delle
sottoelencate manifestazioni i seguenti contributi
promozionali, utilizzando parte della disponibilità del
capitolo 472514 del bilancio della Regione siciliana:
a) Campionati internazionali maschili di Sicilia di
tennis organizzati a Palermo - E 150.000;
b) Internazionali femminili di tennis di Palermo - E.
150.000;
c) I Campionato mondiale universitario di baseball
organizzato a Messina - E. 350.000;
d) Internazionali giovanili di tennis "Coppa Stagno
d'Alcontres", organizzati a Messina - E. 25.000;
e) Targa Florio - E. 100.000;
f) Coppa degli Assi di equitazione organizzata a
Palermo - E. 75.000;
g) Windsurf World Festival - E. 150.000;
h) I Trofeo internazionale di Basket - E. 100.000;
i) Prix Italia - E. 1.250.000." (72).
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 71, con il parere
favorevole del Governo e con il voto contrario dell'onorevole
Ferro.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 72.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per trenta minuti,
avvertando che riprenderà alle ore 5.45.
(La seduta, sospesa alle ore 5.10, è ripresa alle ore 09.30)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, si procede con l'esame degli articoli
27, 54 e 55 e dei relativi emendamenti, in precedenza
accantonati.
MICCICHE'. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Signor Presidente, considerato che lei, durante il
corso della seduta, ha fatto spesso richiamo all'osservanza del
Regolamento, desidero rilevare che la seduta, da lei sospesa per
circa trenta minuti alle ore 5.10, sta riprendendo alle 9.30. E'
da quattro ore che, almeno per quanto mi riguarda, aspetto
notizie del Governo.
Ho voluto fare questo richiamo per rammentare che ho
sfiorato in certi casi qualche secondo al massimo qualche minuto.
Però, le rammento che lei si è presentato in Aula dopo 4 ore;
questo lo rammenti per l'andamento del prosieguo degli
interventi.
PRESIDENTE. Onorevole Miccichè, questo mi dispiace, ma come
lei sa la Presidenza, l'attività della Presidenza, non è
sganciata dall'attività del resto del Parlamento e del Governo.
Io avrei potuto pure aprire l'Aula 30 minuti dopo per
risospenderla trenta secondi dopo non avendo a disposizione la
documentazione necessaria per potere proseguire.
MICCICHE'. Lei sia più tollerante con chi sfiora il secondo
PRESIDENTE. Onorevole Miccichè, come lei imparerà nell'arco
dei prossimi quattro anni di legislatura, questi eventi purtroppo
si ripetono e sono parte integrante dell'attività parlamentare.
Mi auguro che alla fine lei non si stupirà più; sono fenomeni
spiacevoli ma che tuttavia fanno parte della vita di questo
Parlamento e di tutti i Parlamenti del mondo. Altra cosa è il
Regolamento che come lei vede io cerco di fare rispettare in ogni
circostanza, certe volte mi riesce, certe volte non mi riesce,
tenterò di essere ancora più rigoroso.
SI RIPRENDE L'ESAME DEL DISEGNO DI LEGGE 298-STRALCIO II/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si riprende l'esame
dell'articolo 27.
SPAMPINATO. L'articolo non è compatibile con la legge
finanziaria.
PRESIDENTE. Onorevole Spampinato, più volte la Presidenza ha
ricordato che in questa circostanza e per omogeneità di
trattamento ha tenuto lo stesso comportamento su tutti gli
articoli e ha considerato ammissibili tutti gli articoli che sono
stati esitati dalla Commissione Finanza. Questa la linea che ci
si è dati, mi sembra con l'accordo di tutti, anche perché già
rispetto a temi analoghi di compatibilità o di ammissibilità si è
superata la questione con questo impegno.
Pongo in votazione gli emendamenti 27.1, 27.4, 27.7, 27.15 a
firma dei deputati Raiti, Morinello, Ferro, Papania, Liotta,
Speziale, Capodicasa ed altri;
Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della regione. Contrario.
Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
Ferro. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FERRO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che se
ci fosse in questa Aula un pò di ragionevolezza probabilmente le
questioni verrebbero affrontate in modo diverso. Intendo dire
che, nel merito della questione posta dall'articolo, non mi
riferisco tanto al I comma su cui ribadisco quanto detto già
nell'intervento di stanotte, vi possono essere elementi come dire
di ragionevolezza che forse portati in sede di Commissione
avrebbero potuto far sì che l'Assemblea fosse messa nelle
condizioni di votare un disegno di legge che effettivamente
parlava al mondo economico, alle forze imprenditive e non solo o
esclusivamente alle forze del cemento.
Io credo che questa scelta, oltre che contribuire
ulteriormente, semmai c'è ne fosse di bisogno, a sfregiare il
territorio siciliano, è una scelta miope dal punto di vista anche
del messaggio che noi diamo sul nostro territorio, ma non solo
sul nostro territorio. Pertanto, credo che la scelta che qui
viene fatta è quella di andare avanti ulteriormente contribuendo
a depauperare il verde dalle nostre città, non tenendo conto che
soprattutto le zone metropolitane sono fortemente già compromesse
nel proprio ambiente.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, mi sarei
aspettato che dopo la lunga pausa e la lunga sospensione almeno i
colleghi proponenti la ragione della sospensione, comunicassero
all'Aula se si era determinato un nuovo intendimento o si
confermava l'intendimento relativamente a questo articolo o alle
parti di questo articolo.
E' del tutto ovvio che questo articolo disciplina due
fattispecie.
Oltre a considerare la norma in questione, norma che poco o
nulla ha a che vedere con la manovra finanziaria, noi stiamo
prevedendo qualcosa di liberticida in quanto non stiamo
verificando la possibilità di insediare attività produttive a
seguito di finanziamenti a rischio, che si possono perdere e
quindi con una serie di urgenze che possano giustificare
eventuali deroghe agli strumenti urbanistici, ma stiamo
disciplinando a regime che qualunque attività produttiva, sia
essa finanziata attraverso leggi di vantaggio, sia finanziata
attraverso iniziative proprie dei singoli imprenditori, viene
stabilito il principio che nelle città siciliane per questi
insediamenti non ci saranno più strumenti urbanistici che
tengono, ma un semplice funzionario potrà autorizzare in deroga,
quindi senza neanche le procedure della variante urbanistica
seppure accelerata, autorizzare in deroga l'insediamento
produttivo. E' una cosa gravissima Non aiuta lo sviluppo,
renderà più complesso il rapporto fra le città, gli organi delle
città, la pianificazione urbanistica, le scelte, la possibilità
di avere uno sviluppo ordinato e affida alla singola domanda la
localizzazione degli insediamenti.
Io non riesco a capire seriamente e sinceramente la ragione
di questo emendamento, la ragione di questo articolo, non c'è
nessuna ragione che lo giustifichi: è una cosa grave. Ci sono
diversi emendamenti, intanto chiedo all'Aula di esprimere la
possibilità di votare l'emendamento che prevede la soppressione
dell'interno articolo, fermo restando che ci sono altri
emendamenti che almeno intervengono per alcune parti
dell'articolo in questione.
DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, onorevoli colleghi, per
confermare e ribadire il voto favorevole a questo emendamento,
soprattutto invocando quello che è già stato da me e da altri
espresso precedentemente: la possibilità che questo articolo
possa essere discusso più organicamente in seno alla quarta
commissione, laddove in ogni caso la maggioranza, i numeri per
potere ugualmente e forse anche meglio approvare, se lo ritiene
ancora conducente questo articolo, e francamente esprimendo anche
la mia meraviglia rispetto al silenzio del presidente della
quarta commissione che in questo caso rinuncia a potere
esercitare, a nome suo e della stessa commissione, il ruolo che
gli è proprio.
CAPODICASA. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, avevamo inteso che ripetuti
accantonamenti di questo articolo avessero come finalità quella
di favorire una riflessione della maggioranza e del Governo per
fare un qualche intervento modificativo. L'articolo si compone di
due commi: il secondo comma non credo che sia un comma così
scandaloso; esso comporta la modifica della destinazione d'uso in
area a verde agricolo per finalità turistiche o di ristorazione
per adibirle a strutture di ristorazione od altro.
Si può discutere, ma certamente è un emendamento che non
comporta una fattispecie, che non prevede nuova volumetria, non
prevede un intervento scarsamente regolamentato dell'attività
turistico-alberghiera.
Il primo comma comporta, invece, un problema serio. In
sostanza, l'attività che si era volta a disciplinare con le leggi
precedenti che riguardavano la possibilità di insediamento in
area a verde agricolo di attività imprenditoriali finanziate con
interventi da parte dello Stato all'Unione europea con le leggi
di incentivazione, aveva una sua ratio originaria. La ratio è che
trattandosi di insediamenti che fondavano la possibilità di
realizzazione sull'intervento pubblico ed essendo legate a patti
territoriali, contratti d'area o legge "488" o anche interventi
europei, avevano dei tempi entro cui dovevano essere realizzate e
ovviamente, in caso di esaurimento delle aree destinate ad uso
industriale, per evitare che si perdessero i finanziamenti e
quindi anche delle occasioni di sviluppo e di lavoro, si favoriva
il loro insediamento anche in zona a verde.
Il problema è che il passaggio da questa fattispecie a
quella che il primo comma propone, e cioè la possibilità che la
stessa facoltà venga concessa anche a interventi autofinanziati,
quindi non legati a interventi finanziari di sostegno da parte
dello Stato, della Regione o dell'Unione europea, modifica
sostanzialmente la ratio della norma. Diventa un'altra cosa.
Diventa la possibilità di insediare in aree non previste per
queste finalità dei piani regolatori, quali sono le aree a verde,
insediamenti produttivi che possono benissimo essere realizzati
con i tempo normali di svolgimento delle modifiche urbanistiche e
quindi consentire così che il territorio venga usato in modo
programmato.
Ed ora il punto è questo. Sul secondo comma credo che si
potesse arrivare ad una qualche forma di accordo. E' sul primo
che c'è un contrasto ed è un contrasto, a mio avviso,
giustificato.
Il Governo intende arrivare ad una forma di componimento,
evitare che in modo indiscriminato, senza alcuna programmazione,
in violazione ai piani urbanistici si facciano interventi in zone
a verde con la possibilità di aprire a speculazioni di vario
genere l'uso di queste aree. E' qui l'interrogativo: Noi
riteniamo di sì. Chiediamo che il Governo apporti questa modifica
e si consenta, se non si vuole arrivare alla soppressione totale
dell'articolo, per lo meno che venga cassato il primo
comma. Quindi, se il Governo ci desse una risposta in questo
senso forse aiuterebbe anche l'Aula a procedere più speditamente.
PRESIDENTE. Onorevole Capodicasa, mi sembra che il Governo non
intenda accedere a questa ipotesi.
SPAMPINATO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPAMPINATO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo di
parlare per dichiarare il mio voto favorevole all'emendamento di
soppressione proposto, perché ritengo che l'unica possibilità che
abbia quest'Aula sia quella di sopprimere l'articolo 27.
Diversamente, approveremo una norma illegittima. Non entro nel
merito, pur essendo contrario, sia per quanto riguarda il 1 che
il 2 comma, perché ritengo che le valutazioni di merito siano
assorbite dalle evidenti violazioni di legittimità nella
procedura che stiamo adottando.
Un articolo che sarebbe illegittimo, perché contrario alla
legge regionale n. 10 del 1999, in quanto è evidente che questa
norma non rientra nella fattispecie prevista da tale legge che
regola e delimita il perimetro della legge finanziaria.
Un articolo illegittimo perché viola in maniera evidente il
processo formativo delle disposizioni di legge regionali, l'iter
formativo della legge. Basti pensare che su questo articolo, il
Governo, l'assessore al ramo, mai nessuno ha resocontato, né
l'Aula, né le Commissioni, e quindi, ritengo che sia palesemente
violato il normale iter formativo delle disposizioni di legge.
E, poi, in conclusione, ritengo che attraverso questo
articolo si evidenzi una contraddizione palese e grossolana.
Basti pensare alla nota della Presidenza dell'Assemblea che
chiedeva ai Presidenti di commissione, quindi alle Commissioni di
merito, di attenersi esclusivamente al testo della finanziaria e
di considerare autonomi disegni di legge quelli contenuti nei
cosiddetti "collegati".
Questa norma era contenuta nel collegato n. 2984.
Giustamente, le Commissioni di merito non le ha prese in
considerazione. La contraddizione sta nel fatto che invece adesso
la stessa Presidenza dell'Assemblea la porta in votazione.
Credo che questa sia una contraddizione evidente, che
impedisca anche le valutazioni di merito della stessa norma, che,
quindi, in premessa già la considera illegittima.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è assolutamente
incomprensibile il 1 comma, in special modo, per due ordini di
motivi.
Il primo, perché, per quanto concerne la materia che il
primo comma vorrebbe disciplinare, siamo nelle condizioni di dire
che la Regione siciliana dispone di strumenti, anche abbastanza
agili, e sicuramente, dunque, efficaci, per quanto riguarda
l'insediamento in verde agricolo. A che cosa mi riferisco?
Signor Presidente, le volevo rassegnare una mia impressione:
che l'argomento in sé e per sé, anche per quanto concerne
l'attenzione del Governo, in termini anche di conoscenza, è
assolutamente nullo. Perché? Perché sono convintissimo che questo
articolo 27 è stato concepito, più dalla mente, ovviamente, come
spesso accade, di un tecnico, di un urbanista che da un uomo di
governo, perché la circolare n. 4 del 2000, per esattezza del 6
novembre 2000 che si richiama ad una delibera di Giunta che è la
n. 185 del 2000 disciplina l'intera materia in maniera
assolutamente intelligente e - mi permetto di dire -
interessante. E le prime fasi legate anche all'utilizzo di queste
procedure hanno portato a risultati apprezzabilissimi. Cioè
l'insediamento anche in verde agricolo con quanto stabilito
evidentemente sia dalla circolare e sia dalla richiamata delibera
di Giunta n. 185 sono state veloci, hanno comunque assicurato un
minimo di compatibilità per quanto concerne la pianificazione
urbanistica complessiva, hanno dato alle persone che erano o meno
beneficiarie di contributi di varia natura, lasciamo stare se
legati a strumenti di programmazione negoziata di 488, hanno dato
certezza, si sono dunque verificati sul campo le assolute ragioni
per cui è possibile dire che già disponiamo di strumenti ancora
più sicuri di quello che mettiamo in atto con il comma 1. Perché
qui i colleghi stanno comprendendo che non sto parlando dei tempi
di redazione di un PIP che sono, attenzione, anch'essi brevi,
perché in sessanta giorni si può addirittura avere già esito
finale da parte dell'assessorato del territorio e dell'ambiente e
un PIP può essere operativo.
Quindi, intanto, lo strumento del PIP che si presenta con le
modifiche che sono state apportate è abbastanza agile e
abbastanza veloce. Secondo, la circolare n. 4 del 6 novembre
2000 fino ad arrivare alla delibera n. 185 che permettono che
dalla Conferenza di servizio, quindi presenti le parti compreso
l'ARPA, compreso l'assessorato del territorio e dell'ambiente,
fino al momento in cui si attiva lo Sportello unico e l'ultimo
passaggio legato al consiglio, è calcolato per esperienza - ho
voluto fare delle verifiche in questi minuti - che si può
chiudere nell'arco di cinquanta giorni, meno ancora della
redazione e dell'approvazione da parte dell'Assessorato, del PIP,
perché voi sapete che con la circolare n. 4, c'è l'obbligo di
comunicazione, ma evidentemente, l'Assessorato, la Regione,
partecipando alla Conferenza di servizio, già di per sé, esprime
in quel momento il parere e quel parere permette tutto ciò che in
quel momento è il progetto complessivo di andare avanti.
Un'altra cosa importante perché dico che - secondo me -
stiamo facendo una forzatura, state facendo una forzatura, è
quella legata al fatto che, quando si è in presenza di più
insediamenti, di più richieste di insediamenti, legati o meno a
questioni, come dicevo poco fa, di finanza pubblica o comunque
anche di finanza privata, si deve necessariamente ricorrere al
cosiddetto 'quadro d'insieme' che significa mettere su carta, se
evidentemente si tratta del territorio di un singolo comune, se
invece si tratta di più comuni, il quadro d'insieme deve dare
comunque una precisa indicazione su cosa potrebbe significare
domani un'alterazione dei livelli di pianificazione urbanistica.
Quindi, non ci si può avventurare in un argomento del genere
con questa estrema facilità e sottovalutando anche aspetti
assolutamente importanti che riguardano il nostro territorio e su
cui noi non siamo contrari.
Il problema non è di assumere atteggiamenti pregiudizievoli.
Il problema è capire quello che si fa.
A me sembra ed ecco perché volevo esprimere il mio voto
favorevole per quanto concerne l'emendamento soppressivo che
quest'articolo non concorre a facilitare già quanto è stato
facilitato e semplificato con norme e provvedimenti anche
amministrativi ancor più precisi di quello che noi pensiamo.
ORTISI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORTISI. Signor Presidente, sul primo comma di questo articolo,
molti colleghi lo hanno già espresso dai banchi dell'opposizione,
siamo assolutamente contrari. Io faccio l'amministratore, mi
consenta di aggiungere una motivazione particolare ai motivi per
cui siamo contrari. Perchè esso incoraggia le amministrazioni a
non pensare e a non agire organicamente in ordine alla
pianificazione del proprio territorio. Perchè si dovrebbe
pianificare dal momento che per interventi singoli si può sempre
raggiungere uno scopo immediato, contingente che poi non crea un
puzzle, un mosaico organico, di qualsiasi indirizzo che non fa
fare nessun passo avanti: si va da una parte e poi dall'altra
parte.
Sul secondo comma non siamo pregiudizialmente contrari, anzi
personalmente, per l'esperienza che ho di amministratore, oserei
arrivare al convincimento che sono d'accordo con la filosofia di
fondo, però mi chiedo come gli altri cosa c'entri con la
finanziaria. Si introduce un istituto nuovo: il cambio di
destinazione d'uso stagionale. Attenti, il collega Spampinato
parlava di illegittimità anche per questo Che significa cambio
di destinazione d'uso stagionale? Bisognerebbe studiarlo in
maniera diversa, in maniera tale da raggiungere obiettivi che
altre Regioni hanno raggiunto, obiettivi con i quali
personalmente mi trovo d'accordo. Però vorrei anche suggerire al
Governo, magari solo ad uno degli Assessori, che nella stesura
del 27.18 come emendamento, nella parte finale scrivete che non
si è in contrasto con interessi ambientali e sanitari. Interessi
ambientali, intanto, è generico; capisco che interessi ambientali
e sanitari si possa leggere come espressione sinonimica di quanto
è detto prima, lì dove è scritto "le compatibilità ambientali e
tutte le prescrizioni igienico-sanitarie". Se così è, sarebbe
meglio ripetere piuttosto che ricorrere ad un'improbabile
espressione sinonimica, soprattutto lì dove dite "interessi
sanitari". Mi spiegate in italiano che significa "interessi
sanitari"? Non è meglio scrivere "disposizioni sanitarie
vigenti"? Che cosa è un interesse sanitario sia dal punto di
vista giuridico che da quello letterale italiano? Non esiste un
interesse sanitario, è quasi un ossimoro.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Ortisi, forse è opportuno che il
Governo presenti un emendamento precisando "con interessi
ambientali e disposizioni sanitarie" differenziando la
definizione. L'onorevole Ortisi pone un problema di forma, ma
anche di sostanza. Le ultime due parole sono rette da un
sostantivo "interessi ambientali". "Interessi ambientali" va
bene, ma "interessi sanitari" non è propriamente legislativo come
linguaggio. Si potrebbe dire "interessi ambientali e disposizioni
sanitarie".
ACIERNO. Comunico di ritirare tutti gli emendamenti a mia
firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 27.18 del
Governo. Il parere della Commissione?
CROCE, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento
27.18.R1.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; Chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione gli emendamenti 27.2, 27.5, 27.9 e 27.16
a firma degli onorevoli Raiti, Morinello, Papania, LIotta,
Speziale ed altri. Il parere del Governo?
PAGANO, Assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è contrario si resti
seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento
27.18.R che riscrive tutto il comma due dell'articolo,
comprensivo della modifica che avevamo fatto con l'emendamento a
firma dell'onorevole Ortisi. Il parere della Commissione?
CROCE, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato l'emendamento 27.11 a firma
dell'onorevole Liotta. Lo pongo in votazione.
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDNTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, io vorrei ricordare che
l'articolo 35 nella sua originaria stesura, nella sua vigenza
prima dell'articolo 89 prevedeva che le deroghe, comunque, non si
applicavano nelle aree di parchi e riserve, ora siccome con
quella norma, noi abbiamo vietato nei parchi e nelle riserve, non
capisco perchè adesso dovremmo reintrodurre la deroga nei parchi
e nelle riserve, semmai io considero che il secondo comma può
essere compatibile con le aree di parchi e riserve, poichè
rientra nelle finalità istituzionali anche degli enti parco, ma
il comma uno noi non possiamo mai accettarlo, nessun
parlamentare, nessun dirigente di buon senso può mai accettare
che la deroghi si applichi anche nei parchi e nelle riserve.
Quindi io invito il Presidente ad accettare con modifica
l'emendamento.
SPAMPINATO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
VOTAZIONE PER SCRUTINIO SEGRETO
PRESIDENTE. (Si associano alla richiesta gli onorevoli Ferro,
De Benedictis, Ortisi, Spampinato, Capodicasa, Liotta, Raiti,
Zago, Oddo).
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione per
scrutinio segreto.
Presenti 62
Votanti 62
Maggioranza 32
Favorevoli 21
Contrari 41
Astenuti 0
(Non é approvato)
PRESIDENTE. Passiamo agli emendamenti 27.3, 27.6, 27.8 e
27.17.
SPAMPINATO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
VOTAZIONE PER SCRUTINIO SEGRETO
PRESIDENTE. (Si associano alla richiesta gli onorevoli Ferro,
De Benedictis, Ortisi, Spampinato, Capodicasa, Liotta, Raiti,
Zago, Oddo).
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione per
scrutinio segreto.
Presenti 66
Votanti 66
Maggioranza 34
Favorevoli 22
Contrari 44
Astenuti 0
(Non é approvato)
Si passa all'emendamento 27.13 a firma dell'onorevole
Cracolici con il parere contrario del Governo e della
Commissione. Lo pongo in votazione chi é contrario resti seduto
chi é favorevole si astiene.
(Non é approvato)
Si passa all'emendamento 27.14 a firma degli onorevoli
Giannopolo e Speziale con il parere contrario del Governo e della
Commissione. Lo pongo in votazione chi é contrario resti seduto
chi é favorevole si alzi.
(Non é approvato)
ACIERNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
ACIERNO. Comunico di ritirare tutti gli emendamenti a mia
firma.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 27.18 del
Governo. Il parere della Commissione?
CROCE, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento
27.18.R1.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; Chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione gli emendamenti 27.2, 27.5, 27.9 e 27.16
a firma degli onorevoli Raiti, Morinello, Papania, LIotta,
Speziale ed altri. Il parere del Governo?
PAGANO, Assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è contrario si resti
seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento
27.18.R che riscrive tutto il comma due dell'articolo,
comprensivo della modifica che avevamo fatto con l'emendamento a
firma dell'onorevole Ortisi. Il parere della Commissione?
CROCE, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato l'emendamento 27.11 a firma
dell'onorevole Liotta. Lo pongo in votazione.
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDNTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, io vorrei ricordare che
l'articolo 35 nella sua originaria stesura, nella sua vigenza
prima dell'articolo 89 prevedeva che le deroghe, comunque, non si
applicavano nelle aree di parchi e riserve, ora siccome con
quella norma, noi abbiamo vietato nei parchi e nelle riserve, non
capisco perchè adesso dovremmo reintrodurre la deroga nei parchi
e nelle riserve, semmai io considero che il secondo comma può
essere compatibile con le aree di parchi e riserve, poichè
rientra nelle finalità istituzionali anche degli enti parco, ma
il comma uno noi non possiamo mai accettarlo, nessun
parlamentare, nessun dirigente di buon senso può mai accettare
che la deroghi si applichi anche nei parchi e nelle riserve.
Quindi io invito il Presidente ad accettare con modifica
l'emendamento.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Chiediamo di dovere confermare che questo emendamento
va approvato e, quindi, invitiamo il Gruppo, l'Assemblea e il
Governo a dare un segno in questo senso perchè si approvi
l'emendamento presentato.
Comunico, altresì, che il Gruppo del C.D. ritira tutti gli
emendamenti al testo.
PRESIDENTE.
(L'Assemblea ne prende atto)
ROTELLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROTELLA. Signor Presidente, mi associo alla richiesta
dell'onorevole Cintola e chiedo anch'io di ritirare tutti gli
emendamenti che sono a mia firma per favorire e velocizzare i
lavori dell'Assemblea.
PRESIDENTE.
(L'Assemblea ne prende atto)
LIOTTA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LIOTTA. Signor Presidente io ho formulato l'emendamento
riferendolo sia al comma 1 che al comma 2. Perchè? Perchè il mio
emendamento era in subordine al fatto che avevo presentato due
emendamenti soppressivi, sia del comma 1 che del comma 2, e poi
anche modificativo del comma 2.
In realtà una volta che passa l'impostazione della
trasformazione della destinazione d'uso, da civile abitazione a
struttura ricettiva alberghiera, in verde agricolo, probabilmente
questa cosa ha un senso anche nelle zone agricole zonizzate di
parchi e riserve. Certamente ciò che non ha senso sono gli
insediamenti previsti dal comma 1. Allora per quanto mi riguarda,
se è possibile tecnicamente signor Presidente non so se è
possibile, con un sub-emendamento si potrebbe trasformare 'Le
disposizioni di cui ai commi 1 e 2' in 'Le disposizioni di cui al
comma 1 del presente articolo'.
PRESIDENTE. L'Assemblea prende atto del ritiro degli
emendamenti a firma dei deputati di Forza Italia e a firma dei
deputati di Alleanza Nazionale. Tutti gli emendamenti al testo e
gli aggiuntivi. Onorevole Cintola gli altri hanno dichiarato al
testo, agli aggiuntivi e alle tabelle. Tutti i deputati in
rappresentanza dei rispettivi gruppi che hanno già manifestato
questa intenzione dichiarano di ritirare gli emendamenti al
testo, gli emendamenti aggiuntivi e gli emendamenti alle tabelle.
(L'Assemblea ne prende atto)
Comunico che il Governo ha presentato un sub-emendamento
all'emendamento dell'onorevole Liotta 27.11: 'Sostituire le
parole 'di cui ai commi 1 e 2' con le parole' di cui al comma 1'.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 27.11 così come
emendato. Il parere dell Governo?
PAGANO, Assessore al bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE. Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(L'Assemblea approva).
Pongo in votazione l'intero articolo 27 nel testo risultante.
E' approvato.
Si passa agli articoli 54 e 55 in precedenza accantonati.
TRICOLI. Faccio proprio l'emendamento 54.1.
PRESIDENTE. L'onorevole Cracolici ed altri colleghi che
precedentemente lo avevano chiesto, anche sull'emendamento 54.1
chiedono il voto segreto.
VOTAZIONE PER SCRUTINIO SEGRETO DELL'EMENDAMENTO 54.1
PRESIDENTE. Esplicito il significato del voto: chi vota verde
vota a favore dell'emendamento, chi vota rosso vota contro, chi
si astiene vota bianco con il parere contrario del Governo e
contrario della Commissione.
Indico la votazione per scrutinio segreto dell'emendamento
54.1 e ne proclamo l'esito:
presenti 69
votanti 68
maggioranza 35
favorevoli 30
contrari 38
astenuti nessuno
(L'Assemblea non approva)
PRESIDENTE. Indico la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 54.2 e ne proclamo l'esito.
Presenti ...... 61
Votanti ....... 60
Maggioranza ... 31
Favorevoli .... 33
Contrari ...... 26
Astenuti ...... 1
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 54, nel testo risultante; con il
parere favorevole del Governo e della Commissione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 55 precedentemente accantonato.
Pongo in votazione gli emendamenti 55.1 e il 55.2.
Il parere del Governo?
PAGANO. Assessore per il bilancio e le finanze. Contrario
Il parere della Commissione?
CROCE. Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 55.2.
Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 55.
Il parere del Governo?
PAGANO. Assessore per il bilancio e le finanze. Contrario
Il parere della Commissione?
CROCE. Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento
77.420.
Il Governo comunica di ritirare tutti gli emendamenti
aggiuntivi a sua firma.
L'Assemblea ne prende atto.
CRACOLICI. Presidente, abbiamo bisogno di un po di tempo per
esaminarlo.
CUFFARO. Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO. Presidente della Regione, signor presidente gli
emendamenti che sono contenuti nel testo dell'emendamento
presentato dal Governo sono tutti inseriti nel blocco degli
emendamenti; i parlamentari li hanno già avuti e quindi da tre
giorni hanno avuto modo di visionarli; quindi non è necessario
che si interrompe la seduta.
Presidenza del presidente LO PORTO
SULL'ORDINE DEL LAVORI
RAITI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAITI. Signor Presidente, non posso fare a meno di sottoporre
alla sua attenzione un elemento di una gravità inaudita che
adesso il Governo ha messo in piedi, alle 10.35 dopo 24 ore
continuate ed interrotte di lavoro, di Aula parlamentare, avere
presentato alle 10.35, dopo 24 ore di lavoro, dopo una notte in
bianco, un emendamento che contenga nella sostanza 40 articoli di
legge è una cosa a dir poco indecorosa.
Se noi riflettiamo che fino ad oggi, dopo tre mesi di lavoro
nelle commissioni di merito e poi nella commissione bilancio, e
dopo varie sedute d'Aula abbiamo approvato, se non ricordo male,
66 articoli, abbiamo finito poco fa, dopo un dibattito
costruttivo, serio e in molti aspetti di collaborazione da parte
dell'opposizione con la maggioranza; arrivare ora, dopo 24 ore a
proporre un'altra norma finanziaria, un'altra legge finanziaria
violando qualsiasi regola, non dico di diritto, ma comunque di
buonsenso è una cosa che lascia quanto meno perplessi e che deve
far prendere posizione all'Assemblea, al Presidente
dell'Assemblea. Ciò per tutelare le prerogative di questo
Parlamento.
Noi ci troviamo ad affrontare adesso circa 40 articoli senza
avere avuto l'opportunità né di esaminarli, né di valutare
l'incidenza che queste norme possono avere nelle norme che poi
andranno ad abrogare, a modificare o a quant'altro, senza che
queste norme siano passate al vaglio della Presidenza
dell'Assemblea, così come prevede il Regolamento che dice che la
norma finanziaria deve essere portata a conoscenza innanzitutto
al Presidente dell'Assemblea che possa valutare se la normativa,
il disegno di legge sia corrispondente alle norme di legge
finanziaria, in particolare alla legge 6/2001, senza che queste
norme non siano state sottoposte al vaglio della Presidenza, né
al vaglio delle commissioni di merito, né al vaglio della
commissione bilancio. E poi vengono ad essere portate in una
condizione nella quale, dopo aver chiesto una sospensione che
ritengo, non solo legittima, ma umanamente naturale perché non è
possibile chiedere a noi parlamentari, dopo 24 ore che siamo qui,
senza aver dormito nemmeno un minuto, la possibilità di
sospendere, anzi di finire la seduta d'Aula per riprenderla
quanto meno al pomeriggio, per permetterci di riposare, di
ragionare e di poter valutare nel merito questi articoli di
legge. Tra l'altro, ritengo e sottopongo alla sua attenzione,
quanto stabilito dall'articolo 98 bis del regolamento, il quale
dice che in caso della sospensione della seduta, così come è
avvenuto dalle 5.20 alle 9.30, il Presidente alla ripresa dei
lavori, apprezzate le circostanze, può aggiornarla.
Se noi oggi, in questo modo, permettiamo di calpestare la
dignità di ciascuno di noi, andremmo già subito, in questo
momento, a porre in essere una condizione di totale rottura dei
rapporti parlamentari, perché così facendo si dimostra una
arroganza che devo dire non è nello stile di questo Governo fino
ad oggi, non è nello stile di qualsiasi governo democratico, una
arroganza che vuole stare a significare: noi stiamo al di sopra
delle regole; noi siamo al di sopra del Regolamento; noi siamo
al di sopra di qualsiasi rapporto di normale dialettica
democratica; noi abbiamo i numeri e facciamo ciò che vogliamo.
Se questo è quello che il Governo - e io non credo - e se
questo è quello che la Presidenza dell'Assemblea consente di
fare, vuol dire che ora, oggi, in questo momento, noi metteremo
una pietra tombale su quella che è la prerogativa di questo
Parlamento; se potremo più, già da adesso, chiamarlo più
Parlamento; su quelle che sono le dignità che devono essere
consentite a ciascuno dei deputati su quello che è uno degli
elementi fondamentali della democrazia in un Paese democratico.
Se volete consentire tutto questo, accomodatevi pure. Ma sappiate
che da qui parte un'azione forte, di protesta che non finirà
certamente in quest'Aula, ma che si protrarrà, per quanto mi
riguarda, anche nelle piazze.
ORTISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Presidenza è orientata a
sospendere i lavori dell'Aula per consentire a tutti i colleghi
della maggioranza e dell'opposizione di prendere coscienza del
contenuto del maxiemendamento.
MICCICHE'. Chiedo di parlare anch'io. Nel maxiemendamento
mancano i riferimenti normativi.
PRESIDENTE. Onorevole Miccichè, ho detto proprio questo. Ho
l'impressione che lei non comprenda le cose che dico. Ho detto
che mi accingo a sospendere la seduta per consentire ai deputati
di verificare quello che c'è scritto nel maxiemendamento.
Onorevole Ortisi, ha facoltà di parlare.
ORTISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me dispiace
che l'onorevole Cuffaro, che è persona a modo, intervenga
preconizzando la continuazione dei lavori, adducendo come causa
che conoscevamo già l'argomento e quindi, in diretta, potevamo
continuare, ciò non pi pare conducente. Apprezzo lo sforzo
del Presidente dell'Assemblea, invece di sospendere per
consentire un po' a tutti serenamente di leggere, di valutare,
nei limiti minimi consentiti.
Però, signor Presidente, io vorrei aggiungere anche che a
fronte di tanto utilizzato, non sprecato, utilizzato per giungere
alla conclusione di questa sessione, questo voler tirare, anche
sul piano fisico, non dico di salute, la seduta così da non
consentire neanche il ristoro fisiologico di qualche ora perchè è
spinto da una parte dell'Assemblea, alla quale vorrei ricordare
che il "falco non è l'aquila"; è falco, non porta da nessuna
parte: prende la preda e basta; non mi pare sia conducente.
Anzi, signor Presidente, personalmente - mi dispiace usare questo
tono, siccome penso di avere il diritto di esprimere le mie idee,
i miei convincimenti, anche le mie opinioni, in quanto eletto dal
popolo - la invito a considerare la proposta di sospendere
seriamente la seduta, approfittando del fatto che qui lei in ogni
caso per un'ora almeno la sospende per consentirci di valutare il
maxiemendamento, di approfittare per sospendere per più tempo,
per andare poi rapidamente alla conclusione per consentire a chi
di noi o non ha riposato o sta male, di potere esprimere la
propria possibilità e al meglio le proprie capacità.
Mi dispiace, ripeto, usare questo tono, ma la ritengo
penalmente responsabile se durante i lavori di questa seduta a me
personalmente succedesse qualcosa. Mi dispiace. Lei lo sa, io in
sei anno non mi sono mai permesso di esprimermi in questo modo -
il collega Cintola lo sa - però ognuno di noi ha le sue
resistenze e anche i suoi momenti. C'è chi in certi momenti sta
benissimo...
PRESIDENTE. Onorevole Ortisi, mi permetta di sdrammatizzare,
se fosse stato qualche altro collega di altra legislatura, mi
sarei comportato in maniera diversa ed avrei nascosto le mani. Ho
già detto che è orientamento della Presidenza di sospendere. Non
posso sospendere per un periodo lungo, lo anticipo, onorevole
Ortisi, perché ...
ORTISI. Io la invito Presidente, a recepire il suggerimento
del buon senso e non di chi vuole andare: "finiamo e ci
liberiamo". Perché, colleghi, "finiamo e ci liberiamo", per un
momento ci libera, ma poi ci opprime individualmente in ordine
alla nostra dignità di persone oltre che di parlamentari.
E' un errore colleghi E' un errore
BARBAGALLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, io non so per quanti minuti,
per quante ore, lei voglia sospendere. So che, in altre
occasioni, pure si sono avute delle sedute lunghe, ma è la prima
volta che mi trovo davanti ad un atteggiamento di questo
tipo da parte del Governo.
Lei sa che oltre all'emendamento "maxi", come viene
definito, che poi discuteremo nel merito, c'è da discutere quel
libro giallo. E, per quanto ci riguarda, volevo annunciare che i
deputati della Margherita hanno diritto a vedere esaminati tutti
i loro emendamenti.
Quindi, io chiedo che la sospensione sia più congrua. Se
l'Assemblea non ritiene di sospendere andremo avanti discutendo,
secondo quanto previsto dal Regolamento, perché le violazioni
continue del Regolamento e della legge meritano un atteggiamento
diverso.
Il Governo non ha mai cercato la collaborazione del
Parlamento. Il Governo vuole andare avanti sulla base dei loro
rapporti di forza, lascia libere le persone di atteggiarsi
politicamente come meglio credono.
CUFFARO, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, Presidente della Regione. Signor Presidente, la
politica è fatta anche di rapporti e poi i rapporti quando ci
sono vanno mantenuti. E per quel che mi riguarda, ho sempre
ritenuto di rispettare i patti. E questo, il Presidente della
Regione ed il suo Governo, stava facendo.
Io sono rimasto seduto al tavolo e sto ancora aspettando di
capire, per quale motivo, l'accordo che mi era stato proposto non
è stato rispettato. Allora il Governo procede. Non c'è motivo di
sospendere l'Assemblea.
Abbiamo il dovere di dare il bilancio e la finanziaria ai
siciliani che stanno aspettando, perché questo Governo ha scelto
di non fare l'esercizio provvisorio.
C'era l'accordo che si andasse avanti per approvare tutto
già ieri sera, e siamo con oltre 36 ore di ritardo.
Io, quindi, chiedo al Presidente dell'Assemblea di
continuare i lavori perché c'è una priorità che sono i siciliani
che stanno aspettando il bilancio e la finanziaria.
ACIERNO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Signor Presidente, io accolgo l'invito del Presidente
della Regione a continuare i lavori di quest'Aula e ricordo ai
colleghi dell'opposizione che hanno giustamente esercitato il
diritto che gli deriva dal Regolamento, ed hanno impegnato con i
loro autorevolissimi interventi i lavori di questa Aula, e hanno,
e possono e debbono continuare ad esercitare questo diritto, ma
sospensioni pretestuose non servono né ai siciliani che loro
intendono difendere né alla Sicilia.
Per cui, io accolgo la richiesta del Presidente della
Regione ed invito la Presidenza a continuare con i lavori.
MICCICHE'. Avevo chiesto di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Miccichè lei aveva chiesto di parlare
sull'ordine dei lavori, ma lo aveva già fatto.
PRESIDENTE. Poiché c'è una proposta del Governo e la
Presidenza si deve formare un'opinione, darò la parola a due
deputati a favore della sospensione e a due deputati contro la
sospensione, dopodiché l'Assemblea si pronuncerà.
ROTELLA. Chiedo di parlare a favore della proposta di
sospensione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROTELLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, durante i
lavori di questa finanziaria e soprattutto nell'ultima parte
abbiamo fatto un tour de force incredibile e lo abbiamo fatto con
quello spirito di sacrificio e di servizio che ci viene richiesto
per i tempi che sono necessarie e ci serve di accelerare il più
possibile i lavori di quest'Assemblea.
Abbiamo anche ritirato tutti gli emendamenti per favorire la
velocizzazione dei lavori, rinunciando anche ad iniziative di
carattere politico e di carattere organizzativo.
La prego, signor Presidente, di continuare, visto che siamo
nella parte conclusiva perché abbiamo bisogno di chiudere questa
partita, di essere credibili nei confronti dei nostri cittadini,
dei nostri elettori e di tutto il popolo siciliano.
CAPODICASA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Interviene a favore o contro la proposta di
sospensione?
CAPODICASA. Parlo contro e anche contro di lei
PRESIDENTE. Mi dispiace molto, ma di fronte ad opinioni e a
posizioni così diverse, onorevole Capodicasa, la Presidenza deve
prendere una decisione, e pertanto la scelta più corretta è
quella di richiedere il pronunziamento dell'Aula rispetto alla
proposta del Governo. La prego di rispettare la decisione della
Presidenza che è il massimo della democrazia, da questo punto di
vista. Ha facoltà di parlare, onorevole Capodicasa.
CAPODICASA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
sia venuto il momento di fare un po' di chiarezza perché penso
che non sia consentito a nessuno, tanto meno al Presidente della
Regione e figuriamoci all'onorevole Acierno di fare il discorso
che qui hanno fatto.
L'opposizione ha fatto il suo dovere senza pretestuosità e
senza interferire nei lavori d'Aula più di quanto non sia lecito
secondo i propri diritti e senza ricorrere mai a mezzi che non
fossero contemplati dal Regolamento.
Ciò che invece è venuto meno in tutta questa vicenda,
onorevole Presidente, è un ruolo della Presidenza dell'Assemblea,
quella di turno e quella che non è di turno, oltre che il ruolo
del Governo su cui ora tornerò.
Onorevole Presidente, non si può invocare quando fa comodo
la decisione della Conferenza dei presidenti dei gruppi
parlamentari che ha deciso che si doveva chiudere entro una certa
data, ora più, ora meno e dimenticare il fatto che, proprio in
quell'occasione, oltre che sui giornali come ormai è d'uso fare
questo Governo, la finanziaria avrebbe avuto un contenuto ben
delimitato, rigido, che gli emendamenti, si era deciso in
Conferenza dei presidenti dei gruppi parlamentari, oltre al di là
degli articoli di merito, avrebbe contenuto sì o no quattro,
cinque articoli condivisi per l'urgenza anche dall'opposizione
che avrebbero trovato ingresso in Commissione e poi anche in
Aula.
L'onorevole Cintola che di solito è abbastanza pronto a fare
l'autocritica agli altri non deve dimenticare che egli, a nome
della maggioranza, e l'onorevole D'Antoni che non vedo in questa
lunga nottata, avevano affermato in Commissione l'intenzione di
fare un accordo con l'opposizione di andare avanti. Secondo una
logica di buon senso, la maggioranza non solo non presenterà
nuovi emendamenti, ma qualora il Governo dovesse andare al di là
di quanto pattuito, la maggioranza avrebbe presentato in
Commissione quattro, cinque emendamenti di stretta necessità. Ne
avete presentati a decine.
Li avete poi approvati in un unico maxi emendamento,
onorevole Cintola, qui fesso non c'è nessuno. Non è perché siano
contenuti in un unico maxiemendamento, gli articoli sono di meno,
sono sempre quelli.
Non solo, ma poi ora in Commissione, onorevole Presidente,
ma chi ha aspettato? Noi le abbiamo detto che era possibile
arrivare all'ipotesi di un maxiemendamento solamente nel caso in
cui si trattasse di cose oggettive, generali che fossero
l'artigianato, l'agricoltura, il Parco archeologico della Valle
dei Templi, cinque o sei cose che avevano un'urgenza ed un valore
di carattere sociale generale. Vi presentate con un
maxiemendamento di ben 12 cartelle dattiloscritte, che è un'altra
finanziaria, dopo che noi via abbiamo detto no ne avete
ripresentato un altro da cui avete estratto solamente due o tre
cartelle, tutto il resto è lì, e il Presidente della Regione
pretende di dare lezione di coerenza a chi invece è qui piantato
da circa 26 ore senza neanche dormire un'ora e senza neanche
andare a mangiare
Allora, la Presidenza dell'Assemblea che si era assunta
l'onere, attraverso l'utilizzo dell'articolo 73 ter del
Regolamento, di cassare tutti gli emendamenti ed alcuni articoli
della finanziaria che ora vengono riproposti, vogliamo sapere con
quale coerenza li ammette. E il Presidente di turno, egli
afferma che non è vero, ma ha sfondato in mille occasioni il
Regolamento, favorendo la maggioranza e dando così all'inizio
della Legislatura un esempio di incoerenza che mi auguro non
continui perchè questo altererà di sicuro i rapporti tra il
Parlamento e la Presidenza dell'Assemblea. Questo deve essere
chiaro, perchè non possiamo tollerare oltre che si continui
violando costantemente il Regolamento, perchè violare il
Regolamento significa violentare i diritti del parlamentare
Come ci si può chiedere "andiamo avanti ad oltranza"? Io
sono qui da 26 ore e sono 26 ore che sono costretto a prendere la
parola ogni 5 minuti perchè devo fare il mio dovere di
parlamentare. Ora mi chiedete di andare avanti, andare avanti
non significa approvare solo il maxiemendamento, significa
esaminare questo malloppo qua, poi si deve riunire la Giunta di
Governo, dopo bisogna andare in Commissione Bilancio, tornare poi
nuovamente in Aula. Ma quanto pensate che dobbiamo lavorare
ancora? Questo è un modo per non dare al parlamentare la
possibilità di assolvere alla sua funzione Non cambia nulla,
onorevole Presidente, se anzichè riunirci fra un'ora ci riuniamo
tra 5 ore, dando la possibilità di riposare qualche ora ai
parlamentari che sono stati qui tutta la notte senza mangiare e
dormire. E' stato detto: "I siciliani aspettano"; ai siciliani
farà schifo questa finanziaria che avete presentato
Per quanto mi riguarda, se i lavori continuano abbandonerò
la seduta per protesta perchè non mi è consentito di fare il mio
dovere di parlamentare, sia chiaro Questa è responsabilità
della Presidenza dell'Assemblea, lei non se ne lava le mani
rimettendosi al voto dell'Aula Lei ha il dovere di proteggere
anche la salute dei parlamentari. Fate stare l'Assemblea ferma
per 8 mesi e poi pretendete di farla lavorare 36 ore di continuo
Vergogna
(Applausi dai banchi della sinistra)
PRESIDENTE. Per porre in la proposta di sospensione bisogna
che ci siano due parlamentari che parlino a favore e due contro.
La Presidenza ha assunto l'unica decisione che poteva assumere di
fronte a posizioni così diverse e quindi non intende violentare
il diritto del parlamentare, ma esaltarlo consegnandogli la
decisione di andare avanti o fermarsi.
PANARELLO. Lei tutela la maggioranza e non rispetta la
minoranza
PRESIDENTE. No, onorevole Panarello, io tutelo il Parlamento e
le sue prerogative. Come lei sa era orientamento della Presidenza
procedere alla sospensione, il Governo ha chiesto di non
procedere alla sospensione, allora ho rimesso al Parlamento la
decisione.
ORTISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORTISI. Signor Presidente, io invito tutti, me per primo, a
rasserenarci e mi meraviglio ancora una volta, Presidente
Cuffaro, del suo atteggiamento. Io la conosco come persona che
ragiona, che mille volte in questo Parlamento in sei anni si è
fatto anche promotore, pur facendo parte di maggioranza, di
atteggiamenti concilianti, tanto più che non è conducente questo
scontro neppure in ordine all'obiettivo che lei, per carità
legittimamente, vuole raggiungere, cioè quello di completare in
tempo minore possibile.
Pensi per un attimo se ognuno dei colleghi dell'opposizione,
ma anche credo qualcuno della maggioranza, adesso decidesse di
intervenire rigo per rigo, l'obiettivo che lei vuole raggiungere
non lo raggiunge: cioé perdiamo ancora più tempo.
Allora, nessuno pensi che tornare indietro, Sciascia diceva:
"Solo gli stupidi non cambiano". Ognuno di noi assume a volte
posizioni rigide dovute anche alla stanchezza, dovute anche a
tanti fattori contingenti e ritornare un po' indietro per un
compromesso possibile credo che sia espressione non di debolezza
ma di intelligenza e soprattutto espressione conducente.
Presidente, queste vicende che attengono anche alla salute
dei deputati non vanno lette e realizzate attraverso maggioranze
e minoranze perché - come diceva il poeta - "chi pensa di essere
immune é solo perché la notizia non l'ha ancora ricevuta". Cioé
il fatto investe ognuno di noi e ad ognuno di noi può capitare in
cinque lunghissimi anni di essere poi vittima di un atteggiamento
che fa bene per il momento di soddisfazione forte, che lasciamo
ai bambini, che ognuno di noi ha dentro ma che pensiamo nella
maturità di avere parzialmente rimosso, ma che non fa bene alla
dimensione matura di ognuno di noi, allora, da una parte, da
parte nostra ma anche dalla parte della maggioranza, ritornare
sui propri passi e trovare una soluzione che consenta almeno di
leggere gli emendamenti oltre che di riposare anche a turno.
Ma a chi serve che i parlamentari diano solo il contributo
di alzare ed abbassare la mano? Serve, credo, anche nella
maggioranza che i parlamentari come é avvenuto meritoriamente
anche durante questa seduta di maggioranza e di opposizione,
diano dei contributi razionali, lucidi, sereni soprattutto per
migliorare il testo.
Non mi costringete a regalarvi uno dei testi più belli che
A. Glucksmann ha scritto, che però non é stato ancora tradotto
in italiano, dal titolo "La Betisse", che spesso governa gli
atteggiamenti di massa anche quando tali atteggiamenti di massa
si esplicitano nei parlamenti e che, é dimostrato
scientificamente, storicamente, non ha mai portato da alcuna
parte. La invito a riflettere Signor President, e e a tenere
anche conto della sua stanchezza della quale anche noi teniamo
conto perché almeno raggiunga, lei che ci rappresenta tutti in
questo senso, il suo obiettivo che é stato legittimato da un
voto popolare, quello cioè di dare il bilancio e la finanziaria
che la sua maggioranza ed il suo Governo hanno deciso di dare,
che noi criticheremo dovunque ma che abbia un senso. Non le
consentiamo di dire che per i siciliani dobbiamo chiudere
nell'immediato, perché se il suo Governo ha presentato lungo il
corso dell'esame più di 400 emendamenti a se stesso, ma lei pensa
che adesso risolviamo perché chiudiamo un'ora prima, che poi
chiuderemo dieci ore dopo?
Onorevoli colleghi, invito anche voi, per quello che può
fare con i colleghi di maggioranza di governo, di cercare una via
di uscita alle giornate e alle nottate.
ACIERNO. La via di uscita é andare avanti.
ORTISI. Onorevole Acierno, io conosco solo le sue idee
politiche; che lei dica andare avanti, le appartiene, é
legittimo, per carità
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, senza
esasperare gli animi io credo che dopo tante ore di lavoro
iniziate con un impegno comune che era quello di pervenire al
risultato di approvare la finanziaria e il bilancio, sebbene da
diverse posizioni e da diverse convinzioni e con contenuti che
potevano essere sicuramente oggetto di divergenze, interrompere
il lavoro d'Aula e rinviare sarebbe sicuramente un atto di
incoerenza e contraddittorio...
MICCICHE'. Lei è mancato da quest'Aula per quattro ore
LEONTINI. Comunque, io ritengo che il lavoro debba essere
completato perchè la Sicilia e i siciliani attendono la
finanziaria e il bilancio; interrompere il lavoro d'Aula
significherebbe pregiudicare il prosieguo dei lavori.
La maggioranza ha sicuramente una sua necessità interna e
una sua necessità nei confronti dei lavori parlamentari di
rapporti anche con la minoranza, ma sicuramente deve portare a
compimento il suo lavoro.
Quindi, ritengo che la posizione assunta dal Governo e dai
colleghi che mi hanno preceduto favorevole al prosieguo dei
lavori sia da sostenere e che la Presidenza debba determinarsi in
tal senso.
PRESIDENTE. Avendo parlato due deputati a favore e due contro,
pongo in votazione la proposta dell'onorevole Cuffaro.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pertanto, i lavori proseguono.
CAPODICASA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Visto che la maggioranza è così baldanzosa,
comunico di fare miei tutti gli emendamenti ritirati dai colleghi
della maggioranza.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Tutti i parlamentari
all'opposizione presenti dichiarano di voler apporre la firma
agli emendamenti della maggioranza che sono stati ritirati.
ORTISI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORTISI. Onorevole colleghi, l'ordine dei lavori è stato
disciplinato dalla storia dei parlamenti democratici. Cominciamo
dalla prima tappa per capire dove siamo arrivati ad oggi
'Parlamento siciliano'.
La prima tappa è legata ai tempi in cui nasce il termine
democrazia, che nasce, signor Presidente, concretamente e non
astrattamente, attraverso la definizione della mano del popolo
che si alza e che decide in un senso o nell'altro senso lungo i
dibattiti che si svolgono nella democrazia di pertinenza e nasce
ad Atene 'la mano del popolo che comanda'.
Voi sapete che questo è legato anche al mito greco del quale
siamo figli, non solo a Siracusa, ma anche qui a Palermo, con le
commistioni di altre civiltà, di altre culture, di altri miti che
si sono poi aggiunti.
Chiunque abbia letto - proprio in questi giorni è stato
edito - 'Critica della retorica democratica' di Luciano Canfora
si sarà reso conto dei motivi di fondo che portano ad
atteggiamenti quali quelli che stamattina si stanno tendendo in
quest'Aula.
Sempre Demostenes ricorda che ad Atene, che era assediata da
Filippo II, e che se ne fregava, come quest'Aula, dei problemi di
Atene medesima, salì una volta sul palco e parlò dell'ombra
dell'asino.
Raccontò che una volta due ateniesi litigarono in ordine
alla compravendita di un asino, perchè, messisi in marcia quando
c'era il sole cocente, entrambi pensavano di riposare sotto
l'ombra dell'asino, l'uno adducendo come causa che aveva comprato
l'asino con l'ombra e l'altro dicendo che aveva venduto l'asino,
ma non l'ombra.
Dopodiché se ne andò e tutti gli ateniesi, cioè tutti i
colleghi parlamentari di oggi, gli chiesero: poi com'è finita? E
lui rispose: 'Cari colleghi, voi vi volete interessare dell'ombra
dell'asino e perdete di vista i fatti fondamentali che
interessano la nostra Atene", oggi la nostra Sicilia.
Questo avveniva perchè non c'era consapevolezza del ruolo
che ogni cittadino allora, ogni parlamentare oggi, svolge, tanto
più in quanto eletto dalla gente.
Colleghi, sicuramente, quello che sta succedendo ha grandi
radici nella cosiddetta democrazia parlamentare, perchè, citando
nuovamente il Canfora nelle pagine centrali del suo saggio,
scopriamo che secondo la sua dotta - quella sì dotta - opinione,
la democrazia parlamentare, sostiene, non è mai esistita. E per
quello che sta succedendo oggi, è probabile che lui tragga
conferma di questo convincimento perchè dice che sia nelle
cosiddette democrazie parlamentari sia nei regimi stalinisti,
seconda fase, per esempio, non c'è dubbio che a gestire siano
delle oligarchie e che cioè i cosiddetti parlamentarismi siano
dei falsi.
Se torniamo alla prima delle tappe che percorreremo durante
questa giornata, fino a costringervi a porre la fiducia - perchè
questo farete, sicuramente, ve lo preconizzo io, tanto basta fare
alzare il dito ai colleghi che mi auguro abbiano resipiscenza e
consapevolezza del proprio ruolo - avvenne parecchie volte che
anche personaggi come Socrate fossero vittime del cosiddetto
parlamentarismo. Infatti, egli non fu mai accusato davvero di
quello di cui lo si voleva veramente accusare, fu portato davvero
ad essere indicato come riferimento, "eidolon polemikon", come il
collega Miccichè, e fu condannato sulla scena prima che in
tribunale.
LEANZA EDOARDO . Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA EDOARDO . Signor Presidente, onorevoli colleghi,
apprezzo, nell'atteggiamento dei colleghi dell'opposizione,
certamente l'onestà intellettuale che non viene loro negata da
nessuno, però, devo invitarli ad una ragionevole considerazione.
Nonostante la stanchezza di tutti, in questi emendamenti che il
Governo ha presentato a margine di questi lunghi lavori ci sono
importanti soluzioni economiche per categorie che, in questo
momento, si trovano in disagio enorme. Mi riferisco agli
allevatori e agli imprenditori agricoli in generale.
Si parla della tanto agognata indennità compensativa che
aspettano da anni; si parla di incentivi all'agricoltura
biologica, e, soprattutto - e parlo, non solo per la mia
provincia, ma credo di poter parlare per tutte le province della
regione siciliana - tanti vostri sindacalisti, tanti
rappresentanti di categoria che appartengono ai vostri
schieramenti politici hanno portato in questi giorni molti di
questi allevatori, molti di questi imprenditori agricoli sulle
piazze per rivendicare questi diritti che ora, se facciamo ancora
uno sforzo di pochi minuti, riusciremo, certamente, a garantire a
questa gente.
Vi prego, pertanto, di riconsiderare la vostra posizione, di
restare qui, insieme a noi per concludere l'esame di questa legge
finanziaria nell'interesse della collettività.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, poichè l'intervento
sull'ordine dei lavori deve formulare una proposta e un
orientamento, io vorrei invitare i colleghi a farlo;
diversamente, la Presidenza si vedrebbe costretta a non
considerare l'intervento sull'ordine dei lavori ed a interrompere
l'oratore per dare la parola ad altro oratore.
PANARELLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima di
fare la proposta, mi sembra giusto dare una risposta
all'intervento garbato ed accorato che ha fatto il collega
Leanza, il quale, sicuramente in maniera pacata, ha
sostanzialmente riproposto un argomento che è del tutto
infondato.
Mi perdoni il collega Leanza e mi perdoni il collega
Cuffaro: qui si rischia di cambiare la causa con l'effetto.
Dire che oggi c'è un estremo bisogno di una legge di
bilancio e di una legge finanziaria, perché ci sono le esigenze
dei siciliani, delle categorie, e via dicendo, non può bastare,
anzi, rischia di essere un discorso elusivo.
Si dimentica, infatti, che il Governo ha violato i tempi che
regolano la discussione e la votazione dei documenti finanziari.
Dal DPEF prima, al bilancio, alla finanziaria. Se siamo qui alle
idi di marzo per discutere se approvare e come la legge di
bilancio e la finanziaria, è perchè questi documenti, che
dovevano essere approvati entro il 31 dicembre, sono stati
depositati in Assemblea e in Commissione proprio il 31 dicembre.
Quindi, tutti questi ritardi che si denunciano come ritardi che
danneggiano i siciliani e la Sicilia hanno un'origine precisa e
sono addebitabili alla esclusiva responsabilità del Governo.
Ecco perchè, signor Presidente, consideriamo del tutto fuori
luogo questa improvvisa forzatura che da parte del Governo e
della maggioranza che lo sostiene si è voluta fare sui tempi di
discussione della finanziaria.
Il dibattito nel corso di questi giorni si è sviluppato in
maniera civile e serena, senza atteggiamenti ostruzionistici e
chiedendo, sulla base degli argomenti del Governo e sulla base
anche della forza che ha la maggioranza, di avere tempi
accelerati per documenti che sono complessi, che, per fare gli
interessi dei siciliani, devono essere approfonditi bene, al fine
di evitare di fare leggi sbagliate, come è capitato tante volte.
Dicevo, che hanno bisogno di una discussione, di un confronto,
perché dal confronto e non solo dai rapporti di forza
all'interno del Parlamento vengono buone leggi per la nostra
regione.
Ecco perché se ancora c'è, come io penso che ci sia,
all'interno di questa Assemblea e soprattutto da parte del
Governo e del presidente Cuffaro una considerazione obiettiva di
quello che è successo dal 31 dicembre ad oggi nelle Commissioni e
in Aula, allora bisognerebbe ragionare seriamente sul modo
migliore di riportare la dialettica all'interno di questo
Parlamento su un binario di serenità e di tranquillità,
rispettando anzitutto i diritti della minoranza, la quale, se
discute, se dibatte, se approfondisce, così come abbiamo fatto
nel corso di tutte queste ore, non lo fa certo per fare un
dispetto al Governo e, meno che meno, un dispetto ai siciliani,
ma, al contrario, perché pensa che i suoi argomenti possano
essere utili nel confronto con quelli della maggioranza per
produrre effetti migliori dal punto di vista legislativo,
maggiormente adeguati a quelli che sono i bisogni dei siciliani.
Di questo oggi stiamo discutendo e penso che sia interesse del
Governo, della maggioranza, dell'Assemblea regionale siciliana
affrontare in questi termini la discussione su momenti fondamenti
della vita dell'Assemblea e della Regione siciliana. Peserà,
certamente, su di me anche il fatto che sono di prima
legislatura, ma mi sembra del tutto irragionevole immaginare che
dopo 24 ore ed oltre continuative di presenza in Aula ci possa
essere da parte di ciascuno di noi un apporto serio alla
discussione di argomenti così impegnativi. Penso, al contrario,
che la pausa che era stata richiesta è una periodizzazione, pur
in tempi rapidi, di questo scorcio di discussione in Aula.
Non dimentichiamo che questo ulteriore lasso di tempo che ci
separa dalla discussione sulla finanziaria interviene a partire
da un maxi-emendamento, che come è stato ricordato dall'onorevole
Capodicasa in particolare, contiene numerosi articoli, interviene
su un numero rilevante di materie, alcune delle quali non hanno
avuto alcun vaglio all'interno delle commissioni di merito e, a
maggior ragione, sono sconosciuti a tutti quanti noi, tranne
forse, ovviamente a chi li ha proposti e a chi li ha scritti.
E' del tutto evidente che appare una forzatura immaginare
che nell'arco di pochi minuti si possa approvare un provvedimento
di quel genere e appare del tutto incomprensibile che non si sia
ceduto proprio perché penso che si voglia e i siciliani vogliono
da noi una discussione e una approvazione consapevole degli atti
che l'Assemblea è chiamata a discutere ed ad approvare, che si
voglia da parte nostra una approvazione consapevole di questi
atti. Per tutte queste ragioni ritorno a considerare utile
l'appello che qui faceva il collega che ha parlato prima di me, e
cioè di riconsiderare la possibilità di affrontare in termini
ragionevoli questo passaggio, sapendo peraltro - il Governo lo
sa, la Presidenza dell'Assemblea ovviamente, lo sa
abbondantemente - di non eludere la possibilità di una conduzione
ragionevole, compreso il tempo necessario per il riposo, di
questo scorcio di discussione, probabilmente fa perdere meno
tempo di una discussione che abbia spierito ostruzionistico.
CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, credo
che un corretto prosieguo dei lavori d'Aula sia interesse di
tutti, della politica soprattutto. E quando parlo della politica,
parlo della maggioranza e dell'opposizione messe insieme. Credo
che in questi giorni, purtroppo, l'impressione che si è avuta,
fuori da questo Parlamento è stata che questo Parlamento si
attardasse a fare altre cose piuttosto che lavorare. Credo che,
invece, in questi giorni, il Parlamento regionale abbia
dimostrato di volere lavorare, abbia dimostrato di volere e di
sapere produrre.
Do atto a tutti i parlamentari sia della maggioranza che
della minoranza, che in queste ore, nonostante la stanchezza, si
è proceduto in una corretta dialettica per approvare la
finanziaria, a nostro giudizio, buona, rigorosa. Ognuno è
certamente libero di esprimere le sue considerazioni, non è
questo il problema che voglio porre, ma credo che per la
democrazia il prestigio di questo Parlamento sia indispensabile
che ci possa essere un corretto prosieguo dei lavori, seppure
nella dialettica.
Purtroppo, nonostante i nostri sforzi, così non è stato, per
responsabilità di tutti e forse anche, in prima persona, di chi
vi parla.
Abbiamo fatto un buon lavoro, non credo che ciò che abbiamo
fatto possa essere in qualche modo da considerare sprecato. Io
credo che abbiamo lavorato. Ci sono stati probabilmente dei
fraintendimenti; se così è, e se posso avere in qualche modo
urtato la sensibilità dei parlamentari delle opposizioni, faccio
ammenda, non era nelle mie intenzioni. Come e non è nel mio
carattere non volere aprire un dialogo di collaborazione,
soprattutto con coloro i quali si è accesa di più la diatriba, ma
non era certamente nelle mie intenzioni.
L'intenzione di questo Governo era quella di presentare un
emendamento unico che mettesse dentro gli interessi dei
siciliani, quelli preminenti, quelli più importanti, quelli che
tutti riteniamo abbiano bisogno di risposte immediate.
L'emendamento che si era preparato considerava i mutui, la
rinegoziazione dei mutui, l'indennità compensativa, il biologico,
la CRIAS, la possibilità di utilizzare i residui passivi della
Cassa per il Mezzogiorno. Erano tutte norme di interesse generale
e comunque in linea con quella che era stata, in qualche modo, la
filosofia che avevamo voluto dare a questa finanziaria, con le
responsabilità, anche impopolari, che ci eravamo voluti, in
qualche modo, assumere.
Se è successo un disguido, credo sia compito del Governo
innanzitutto, ma anche dell'intero Parlamento, porvi rimedio.
Per quel che mi riguarda, voglio dirlo con grande
franchezza, ma soprattutto con grande umiltà, che c'è un
emendamento che il Governo ha presentato che può riconsiderato o
comunque migliorato con quelle che possono essere le altre
istanze che provengono da tutti quei parlamentari che riterranno
di voler dare ulteriori possibilità a questo emendamento di
rappresentare fasce di interessi complessivi.
Potremmo, se il Parlamento lo decidesse, costruire adesso
un'ipotesi complessiva tutti insieme; se, invece, questo
Parlamento ritenesse di dover riconsiderare la sua posizione, per
capire meglio quali sono gli emendamenti presentati, la proposta
che questo Governo si sente di avanzare è quella di andare avanti
sull'emendamento e di rinviare, per la opportuna valutazione
tutto il resto degli emendamenti, al pomeriggio tutto il resto
degli emendamenti.
Io credo che questa sia una scelta che tende a mettere
insieme le esigenze di un Governo che ha già costruito un'ipotesi
di emendamento, che, ripeto, è aperto a miglioramenti, e la
possibilità di una valutazione più complessiva da parte di
tutti della rimanente parte degli emendamenti,
Il mio modesto parere è che se si riuscisse a dare delle
risposte subito, ne guadagnerebbe l'immagine complessiva di
questo Parlamento. C'è, infatti, un'attenzione particolare dei
mass media su quello che sta succedendo in questo Parlamento,
anche nella possibilità di approvare questa finanziaria.
Se servirà qualche altra ora, non sarà certamente questo che
ci fermerà davanti una scelta definitiva di approvazione.
Io credo che però, avendo questo Governo fatto la scelta di
non andare all'esercizio provvisorio e avendola fatta in sintonia
con la Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari,
(si era deciso che avremmo approvato bilancio e finanziaria già
36 ore fax) quella scelta aveva un senso perché, approvato il
tutto, si poteva proseguire nell'iter normale delle procedure.
Ma noi non possiamo, a questo punto, immaginare di ritardare
ulteriormente, oltre il pomeriggio, l'approvazione definitiva,
perché questo pregiudicherebbe la possibilità che i Siciliani e
quanti aspettano bilancio e finanziaria non abbiano a subire dei
contraccolpi per responsabilità che, certamente, questo Governo
non si può assumere.
Credo di potere dire che la proposta possa mettere insieme
gli interessi di tutti. Lascio alla valutazione ed alla
sensibilità delle opposizioni e delle minoranze la volontà di
contribuire ad uscire da un equivoco che si è creato per
responsabilità di tutti e, forse, anche per una responsabilità
maggiore di chi vi parla.
SPAMPINATO. Chiedo di parlare sulla proposta del Presidente
della Regione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPAMPINATO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è
chiaramente cambiato il tono del mio intervento dopo quello del
Presidente della Regione.
Io devo confessare, con estrema onestà che, prima di questo
intervento, mi sembrava di essere tornato in consiglio comunale.
Io ho fatto un'esperienza breve in un consiglio comunale di
una piccola cittadina in provincia di Catania nel 1990, quando il
sindaco, quindi, il Presidente dell'Esecutivo era anche
Presidente del consiglio. Mi è sembrato di tornare a quei tempi.
Una decisione così importante che non teneva in alcun conto
le legittime considerazioni che erano state esposte dagli
onorevoli Ortisi e Capodicasa a nome di tutti i deputati della
minoranza mi aveva disorientato.
Dopo l'intervento dell'onorevole Presidente della Regione,
finalmente, mi sembra di tornare all'interno di un Parlamento,
del Parlamento siciliano, dove una proposta oggettivamente da
prendere in considerazione, ma per quanto mi riguarda da
approvare, delinea, disegna un percorso che dopo oltre 24 ore di
lavori potrà dare concretizzazione alla manovra finanziaria,
affinché, così come diceva l'onorevole Ortisi, si torni
all'interno di una logica di democrazia parlamentare.
Noi abbiamo svolto il nostro ruolo ma nella logica della
democrazia parlamentare.
L'intervento del Presidente e, diciamolo pure, Presidente
dell'Assemblea, il suo imbarazzo nel mettere in votazione una
decisione che già aveva preso, sapendo perfettamente che la
maggioranza di questo Parlamento non poteva andare contro il suo
Presidente, aveva in qualche modo determinato uno strappo.
Parlo a titolo personale, però ritengo che il percorso
disegnato dal Presidente della Regione possa essere seguito.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, intervengo dopo il Presidente
della Regione perché convengo sul fatto che, anche se il taglio
della finanziaria per me è esattamente l'opposto rispetto a
quello dichiarato dal Presidente della Regione, tuttavia, c'è
stata un'intensa attività lavorativa.
I continui interventi dell'opposizione nel merito dei
provvedimenti, come c'è stato riconosciuto dallo stesso
Presidente della Regione, non avevano il significato di ritardare
l'approvazione della finanziaria, ma erano il tentativo posto in
essere da parte delle forze dell'opposizione per modificare, per
correggere il testo presentato dal Governo con elementi
migliorativi, dal nostro punto di vista.
Si è sviluppata quella che viene chiamata un'intensa
attività parlamentare nella dialettica delle posizioni: c'è una
maggioranza, c'è un'opposizione, ci si confronta nel merito dei
provvedimenti.
Tuttavia, questo, signor Presidente, deve essere fatto
dentro una cornice ben definita.
La cornice ben definita sono le regole. Noi abbiamo avuto
l'impressione che ad un certo punto si è tentato di piegare le
regola ad un'esigenza di parte del Parlamento, cioè quella della
maggioranza.
La ragione che ha spinto il Presidente della Regione
Cuffaro a sollecitare il presidente di turno, onorevole Fleres, a
seguire un percorso che era quello di permettere al Parlamento di
discutere gli emendamenti dei parlamentari, per garantire le
prerogative proprie dei parlamentari e che non si poteva
comprimere il dibattito e neanche il diritto della discussione
dei singoli emendamenti.
La posizione, adesso, del Governo in qualche modo accoglie
la richiesta avanzata dall'onorevole Capodicasa e cioè il
Governo, sostanzialmente, ci dice che è disposto a discutere
sugli emendamenti presentati dalle opposizioni; tuttavia in
questo momento c'è un nostro maxiemendamento, essendo Governo,
noi diamo carattere di priorità al nostro maxiemendamento, si
discute il maxiemendamento e dopo si sospende in modo anche da
riprendere un po' di energie, colleghi parlamentari. Questa cosa
che si vuole accelerare non mi sembra opportuno. Alle 17.00 si
riprende la discussione sugli emendamenti dei parlamentari.
Penso che questo percorso di riconoscimento reciproco della
funzione del Governo, ma anche della funzione del parlamentare e
dell'opposizione è il binario su cui si deve intavolare un
corretto rapporto tra l'opposizione e il Governo.
L'indicazione suggerita in questo caso dal Presidente della
Regione aiuta a stemperare il clima, ad accelerare il percorso
per cui la condividiamo.
Penso che la Presidenza dell'Assemblea possa convenire con
noi che questo è il percorso più lineare perché vengano garantite
le prerogative dei singoli parlamentari.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me sembra
che il buon senso e la considerazione di un momento politico
delicato ed importante quale può essere quello di un bilancio e
della finanziaria alla fine prevalgono.
Prevalgono senza vincitori e vinti perché non ci serve, né
vedere vincere, né vedere perdere. Però in questo volevo
puntualizzare e sollecitare, accanto a questa serena valutazione
la possibilità di tenere un'ulteriore riunione con un rinvio di
poche ore - stabilendo anche quante devono essere queste poche
ore, non dico in una Conferenza dei presidenti dei gruppi
parlamentari, ma in un incontro informale dei capigruppo - perché
si possano stabilire un paio di regole almeno per tentare di
chiudere questa vicenda e chiuderla tenendo conto del ruolo di
quest'Assemblea elettiva e tenendo conto che i nostri nemici non
sono qui in quest'Aula.
Qui vedo avversari politici, ma i nemici stanno fuori, sono
tra coloro i quali vogliono a tutti i costi relegare questa terra
come terra di mafia, d'incapacità, di perdita di ruolo,
d'incapacità ad esserci e di fare il proprio dovere fino in
fondo.
Vivaddio C'è un Parlamento che ancora oggi, dopo diciotto
ore, sta discutendo. Ma è lo stesso Parlamento che si era dato
una data, quella di martedì sera per chiudere i lavori, martedì
notte o martedì mattina e da parte di Governo e maggioranza non
ci sono state barricate quando si è sforato e si andati all'altro
giorno, quello di oggi e non c'è neppure la barricata quando il
Presidente della Regione dice: incontriamoci presto. Ma è un
auspicio che ha un inizio e una fine, nel quale stabiliamo quando
iniziare e quando chiudere. E' un presto che non ci consenta più
di dare lo sfogo alla contrapposizione. Si deve dare la
sensazione del ruolo che vogliamo svolgere e la competenza che
abbiamo ideale di arrivare a dire di iniziare a quest'ora, entro
quest'ora avremo chiuso i lavori e avremo fatto il nostro dovere
nei confronti di quella Sicilia e di quei siciliani.
Ecco perchè invito il Presidente dell'Assemblea anche ad un
accordo informale qui, senza fare una riunione altrove, che
diventa mastodontica e ci fa perdere tempo, e stabilire un orario
di inizio che sia decente per il riposo e la considerazione, ma
ugualmente importante perchè possa essere vicina a tal punto che
non ci faccia nel riposo addormentare e svegliare domani mattina
per quanto già il lavoro è stato fatto.
E se riusciamo a stabilire l'inizio e anche il possibile
contingentamento, non è una mancanza di democrazia o di libertà
democratica; alla Camera e al senato lo fanno il
contingentamento dei lavori: facciamolo pure noi sapendo che
iniziamo ad un'ora che i capigruppo assieme al presidente
stabiliranno, avendo la presumibile ultimazione dei nostri lavori
in un'ora che sia decente e tale da farci dire che il nostro
dovere, non nei confronti di una maggioranza e di un Governo, ma
nei confronti della Sicilia e dei siciliani l'avremo portato a
termine nella contrapposizione, non da nemici ma da avversari
politici (i nemici sono coloro i quali stanno infangando giorno
per giorno questo ruolo, questa presenza, questo lavoro e questa
massiccia volontà di andare avanti). Su questo faccio un appello
accorato e rammaricato, non solo alla maggioranza, ma anche alla
minoranza, perchè anche in queste ore di duro scontro, quando c'è
stato credo non si siano mai superati i limiti della dignità,
della democrazia e del civile confronto.
ACIERNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Signor Presidente dell'Assemblea e signor Presidente
della Regione, quello che sta emergendo da questo dibattito
equivale quasi ad ammettere che non c'è una maggioranza
qualificata in quest'Aula, e questo non è così. La maggioranza
non solo c'è, ma ha dimostrato di esserci e nel momento in cui
c'è stato il suo appello a continuare i lavori sulla finanziaria
lei ha avuto immediatamente un consenso unanime da tutti i gruppi
della maggioranza. Più volte in questi giorni abbiamo assistito a
questa sceneggiata da parte dell'opposizione che chiedeva momenti
di riflessione garantendo un termine per l'esito dei lavori della
finanziaria; e questo termine non è stato rispettato. Credo che
la maggioranza abbia un unico obiettivo, quello di dare la
finanziaria entro i termini previsti. L'opposizione, giustamente,
ne ha un altro, quello di dimostrare che si andrà all'esercizio
provvisorio. Prendo atto dell'ulteriore buona volontà da parte
sua nei confronti dell'opposizione, ma sono già sicuro che quando
noi riprenderemo i lavori dell'Aula, ripiomberemo in quello che è
già successo nelle ultime 48 ore e, alla fine, probabilmente e
drammaticamente, il Governo sarà costretto a chiedere la proroga
dell'esercizio provvisorio. Questa sarà la vittoria di una
minoranza in presenza di una degnissima e qualificata maggioranza
parlamentare.
FERRO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FERRO. Chiedo solo pochissimi minuti per stigmatizzare le
parole che ho appena ascoltato.
Io credo che qui non siamo in un teatro e mi pare che da
quanto si apprende dalla storia del teatro le sceneggiate si
svolgevano in altro sito che non era certo questo.
PRESIDENTE. Onorevole Ferro, per la verità in qualche momento
lo abbiamo temuto.
FERRO. Credo che nessun parlamentare sia in qualche modo
autorizzato a spingere qualche altro a fare delle sceneggiate e
sicuramente non l'ho fatto io e non lo hanno fatto i deputati
della minoranza e molti altri deputati del Parlamento siciliano.
PRESIDENTE. E' certamente vero.
FERRO. Credo che ci siamo confrontati come é normale che sia
in un Parlamento nel merito di questioni; ogni tanto sarebbe bene
che l'onorevole Acierno entrasse nel merito delle questioni, le
sue questioni le ho sentite molto poco. Grazie.
PRESIDENTE. Nel frattempo vorrei ricapitolare la proposta del
Presidente della Regione, che é quella di discutere e votare
l'emendamento 77.420 per poi sospendere la seduta ed aggiornarla
al pomeriggio per discutere gli emendamenti aggiuntivi.
ORTISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORTISI. Onorevole Presidente, soltanto per rasserenare
ulteriormente gli animi. Noi, proprio a nome del nostro Gruppo
facciamo dichiarazione esplicita che come non é stata, onorevole
Acierno, convinzione nostra quella di ostruire il percorso,
l'abbiamo dimostrato credo, c'é stato - no, no, non voglio fare
nessuna polemica, lei mi conosce - non é stato per niente mai il
nostro Gruppo intenzionato ad ostruire i lavori. Certo un
dibattito parlamentare che a volte trova aculei che si esprimono
da una parte con atteggiamenti, come il suo, oltranzista, ma
anche dall'altra parte, da parte nostra capita perché questo é
un dibattito parlamentare nella storia dei dibattiti
parlamentari. Voglio dire che noi dichiariamo ufficialmente su
questo argomento, onorevole Acierno, perché ci atteggeremo
perché si finisca e presto, magari senza il contingentamento dei
tempi per non creare precedenti, ma intervenendo come abbiamo
fatto nelle altre giornate anche e nel merito essenzialmente,
dando ad ognuno di noi anche la possibilità di dissentire e di
votare contro, naturalmente, per carità, ma lei si metta proprio
sereno e rilassato che non é di questa minoranza in generale
intanto, ma del mio Gruppo in particolare, a nome del quale sono
autorizzato a parlare, é intenzione di diluire i tempi perché
questo significherebbe soltanto stancarci in più, dal momento che
una maggioranza che é maggioranza forte numericamente, io non dò
giudizi come fa lei, che é sicuramente maggioranza forte, alla
fine finirebbe per approvarseli, però quello che abbiamo chiesto
era solo rispetto umano dei diritti del parlamentare e
possibilità di entrare nel merito per migliorare quella che era
una finanziaria di una maggioranza e di un governo e che lungo la
via é diventata zigzagando altra cosa. I giudizi politici
ognuno di noi li darà in altra sede; quindi si rassereni.
Apprezziamo il ritorno dell'onorevole Cuffaro alle sue abitudini
che sono buone come noi riconosciamo.
SI RIPRENDE L'ESAME DEL DDL 298-STRALCIO II/A
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 77.420.
Onorevole Speziale, ho già detto poc'anzi - forse la
stanchezza fa brutti scherzi - ho già detto poc'anzi
ricapitolando e riassumendo la proposta dell'onorevole Cuffaro
che avremmo discusso e votato l'emendamento 77.420, dopodiché
ci saremmo aggiornati al pomeriggio e quindi ho confermato che
questo é l'orientamento. Allora pongo in discussione
l'emendamento 77.420 a firma del Governo.
TUMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TUMINO. Questo maxiemendamento é sicuramente molto più
funzionale e più snello di quello che stamattina era venuto fuori
e di questo dò atto al Governo, pur tuttavia ci sono delle cose
che propongo vengano eliminate, dal documento; in particolare,
propongo che venga eliminata la parte di pagina due, dove recita
così: "con decreti dell'Assessore al bilancio" fino ad arrivare
alla parola "euro", ci sono due righe di euro, io mi riferisco ad
entrambi, all'uno e poi all'altro comma, quindi sono due cose che
io propongo che vengano eliminate.
Considero opportuno che, laddove si parla del Comitato
regionale per le comunicazioni, in questo emendamento si
considera che esso è composto da cinque membri di cui due
designati dal Presidente della Regione, due dal Presidente
dell'Assemblea e uno dall'Assessore regionale. Tale Comitato
precedentemente a questo comma, cioè allo stato attuale, prevede
la composizione del suo organismo, fatto da cinque membri però
individuati dall'Assemblea regionale. Io propongo che i cinque
membri continuino ad essere individuati dall'Assemblea regionale,
ovviamente con voto rispettoso delle minoranze.
PRESIDENTE. Onorevole Tumino, lei dovrebbe formalizzare
l'emendamento.
ORTISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORTISI. Onorevole Presidente, mi vedo costretto, e lei mi
perdonerà, ad intervenire per stralci, perchè man mano che leggo
intervengo. Quindi lei mi consentirà di intervenire, magari su un
complessivo di tempo limitato, però ...
PRESIDENTE. Onorevole Ortisi, come lei sa, io devo attenermi
al Regolamento, che prevede che possa illustrare l'emendamento il
presentatore per dieci minuti, dopo di che possono intervenire i
deputati per dichiarazione di voto per cinque minuti.
ORTISI. Io non ho avuto ancora occasione di leggerlo con
attenzione, ma se troviamo, così informalmente, la possibilità di
intervenire per migliorare, allora mi riferisco al secondo comma
dell'emendamento.
In sede di Prima Commissione, quando abbiamo audito i
responsabili dell'ANCI, dell'URPS, ma anche quelli dell'ASACEL
e la lega delle autonomie, si era preso un impegno
all'unanimità dei componenti perchè, in misura proporzionale,
tutte queste sigle fossero rappresentate nell'Istituto che si va
a votare, in sede di Conferenza di Regione-Autonomie locali.
Adesso mi ritrovo una scrittura che non tiene assolutamente conto
di quanto concordato, considerato che la stragrande maggioranza,
compreso il Presidente della Commissione, onorevole Ardizzone,
era d'accordo su quanto pattuito, era appartenente, onorevole Lo
Monte, alla maggioranza che sostiene il Governo Cuffaro. Mi
stranizzo, vorrei che qualcuno magari mi spiegasse perchè non si
sta tenendo conto di qualcosa che si è deciso tutti insieme,
all'unanimità, in Commissione.
ODDO. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo subito
chiarire un aspetto che, credo, tutto sommato, sia giusto che noi
rassegniamo, con maggiore chiarezza, non solo a noi stessi, ma
anche a coloro che ci seguono, cioè ai cittadini di questa nostra
Isola.
Io ho apprezzato il modo come il Presidente della Regione
sia intervenuto in un momento delicato dei lavori di questa Aula,
soprattutto per quanto concerne il confronto tra la maggioranza e
l'opposizione.
Lo ha già detto il mio Capogruppo quindi non ho niente da
aggiungere. Vorrei solo chiarire che nel momento in cui si parla
di accordi è ovvio che dobbiamo specificare, fino in fondo, qual
è, e quali sono, le questioni che possono essere la parte
essenziale degli accordi.
Noi abbiamo posto tre questioni fondamentali. La prima, il
recuperare, per quanto concerne le mancate risposte che non si
sono potute dare, questa è la tesi del Governo, agli artigiani.
Lo abbiamo posto con estrema determinazione e siamo
evidentemente non del tutto soddisfatti di quella che è la
risposta che il Governo può dare rispetto al modo come si era
impostato e si è impostato. Non trovo, però, nell'emendamento
77.420, i due commi relativi alla Crias. Credo, per come
evidentemente ho capito bene, che la Presidenza o l'Assessore al
ramo li depositeranno; nondimeno noi abbiamo presentato dei
sub-emendamenti per fare in modo di recuperare il recuperabile,
perchè è ovvio che sono assolutamente insufficienti le somme che
noi stiamo allocando per fare fronte alle richieste, a mio avviso
assolutamente condivisibili, degli artigiani siciliani. Per la
verità non pensavo che potesse esserci un Governo che poteva dare
subito la disponibilità ad allocare risorse per 240 miliardi, per
esempio, per fare fronte a tutto il pregresso che riguarda i
contributi in conto capitale. No No Non sono assolutamente
disponibile a sfiorare alcun livello di demagogia. Pensavo però
che su questi argomenti ci fosse stata la possibilità, dato il
lavoro svolto anche nella III Commissione, e su questo debbo dire
che mi trovo d'accordo con il Presidente Tricoli, dato che c'era
stato questo lavoro uno sforzo maggiore per vedere di ritagliare
altre risorse da mettere a disposizione di questo importante
settore della economia siciliana ci sembrava, e ci sembra,
assolutamente centrale. Certo, assieme ad altre questioni che
indubbiamente assumono il significato di questioni assolutamente
centrali.
Siamo riusciti ad ipotizzare un impiego, una allocazione di
somme, pari a 6.000 migliaia di Euro, circa 12 miliardi se non
erro, anche meno, da destinare soprattutto all'articolo 48 della
legge n. 32. Cioè, presso la Crias, come voi sapete, si può
incrementare per l'esercizio finanziario 2002, la parte che
destinata ai contributi in conto capitale, per quanto concerne
sempre gli artigiani, articolo 48, e la parte che riguarda invece
i contributi in conto interesse e in conto canoni. Sempre,
naturalmente dell'articolo 48/32.
Vi rendete conto, cari colleghi, Presidente, lei di questa
materia è un cultore, che è ben poca cosa?
E noi non siamo qui per fare passare inosservata questa
evidente non possibilità di dare risposte adeguate a questo
settore Noi siamo qui a dire che deve esserci, da parte del
Governo - non ci basta quello che è stato posto in essere - un
impegno, non solo a verificare in che modo si possa utilizzare
"Agenda 2000", ma deve esserci un'altra cosa che è stata posta
con ordine del giorno e che vorrei ricordare: deve esserci tutto
l'interesse, Presidente, onorevole Cuffaro, di sbloccare, in
tempi brevissimi, il bando relativo alla misura 41.b che riguarda
le botteghe artigiane, che è un bando che, peraltro, può
permettere una spesa pari a 350 miliardi di lire e che,
indubbiamente, può dare risposte assolutamente importanti per
quanto concerne le richieste, tantissime.
Quel bando risulta bloccato per dubbi per quanto concerne la
legittimità dell'affidamento della fase di attuazione e di
gestione della spesa da parte della CRIAS. C'è, in merito, e lo
abbiamo detto, anche se in maniera molto veloce, un
pronunciamento della Corte di giustizia europea che nel 1998
effettivamente trattò questa materia, anche se per un caso
analogo, che mette al sicuro questioni che possono configurare
dubbi di questa natura.
Quindi, l'invito è, non solo di approvare quell'ordine del
giorno che è stato anche approvato, ma sappiamo bene che fine
fanno gli ordini del giorno approvati; io direi che quell'ordine
del giorno dovrebbe significare, caro Presidente della Regione,
un intervento immediato per fare in modo che si sopperisca a
quanto non abbiamo potuto fare, a quando il Governo non ha voluto
o non ha potuto fare per quanto concerne gli artigiani.
La seconda questione è quella relativa ad un intervento
specifico per quanto concerne l'estensione dell'articolo 6 della
legge 29/2000, comma 1, anche agli impianti di marinocultura. E'
una cosa così semplice che spesso e volentieri, dato che si può
configurare l'uovo di Colombo, noi non lo pensiamo. Lei sa bene
che vi sono previsti, in quel comma, in quell'articolo,
contributi del 75 per cento: estenderlo mi pare
ragionevolissimo; nel senso che lo strumento di lavoro per un
marinaio è la sua barca; ma lo strumento per chi fa marinocultura
è l'impianto.
E' così assimilabile e ragionevole, che è evidente che noi,
questo tipo di operazione, la dobbiamo fare.
So pure, assessore Cimino, che i suoi uffici caldeggiano da
mesi questa soluzione e, tutto sommato, credo che qui daremo una
risposta; dato che poco abbiamo potuto dare, mi si permetta,
anche ai pescatori.
MICCICHE'. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Evidentemente, per il tempo così esiguo che mi
rimane, non posso affrontare, anche perchè non mi è stata data la
possibilità di avere riscontro normativo, perchè ci sono punti
che non riesco a collegare bene e non conosco esattamente la
finalità perchè sono numeri e riferimenti legislativi che non mi
dicono niente, sono solo numeri e non c'è una norma cui fare
riferimento.
Su alcune cose sono d'accordo perché erano, come ha già
detto il Presidente, emendamenti di altri deputati della
maggioranza che andavano in una certa direzione positiva, ma ho
capito che ha fatto un collage un po' approssimativo, un po'
azzardato.
Altri sono provvedimenti che la minoranza, l'opposizione
aveva caldeggiato come, per esempio, il finanziamento che abbiamo
chiesto, per la verità avevamo chiesto qualcosa in più, per il
Parco archeologico della Valle dei templi.
Signor Presidente, lei lo ha inserito in questo contesto per
un calcolo politico, in considerazione che, probabilmente, un
maxiemendamento come questo la minoranza non può votarlo, l'ha
inserito in questo contesto proprio per poi poter dire 'ai
quattro venti' che la minoranza non ha votato il provvedimento a
favore per il Parco archeologico della Valle dei templi. Lo so è
una tattica, non so quanto possa pagare, è una piccola rivincita
che lei si è voluto prendere. Ma ci sono alcune cose, anzi poi
c'è quello relativo ai collegamenti con le isole, questo è un
fatto positivo anche se tardivo, non capisco perché non sia
stata prevista in Finanziaria una cosa richiesta dagli isolani
delle Pelagie e delle Eolie.
Vi sono alcune cose che non mi convincono, ne cito
pochissime e brevemente, quello che aumenta l'importo della
trattativa privata che lo raggiunge fino a 290 milioni.
Signor Presidente questo ce lo poteva risparmiare perché
capisco che cosa vuole raggiungere con questo obiettivo:
completare i suoi locali, le sue stanze, il suo palazzo, lo
capisco ma non lo condivido assolutamente.
L'altra cosa riguarda l'assessore per i beni culturali,
ambientali e la pubblica istruzione che mi dovrebbe spiegare,
anche perché è già pronta un'interrogazione circostanziata
onorevole Granata.
Lei nell'inserire l'emendamento che fu stralciato,
accantonato nella Finanziaria, lei inserisce, per quanto riguarda
la questione relativa ai consorzi universitari, che al collegio
dei revisori dei consorzi universitari vengono aggiunti ed
integrati due membri, designati rispettivamente dall'assessore
per il bilancio e finanze e dall'assessore per i beni culturali,
ambientali e la pubblica istruzione. Non capisco quale sia
l'esigenza.
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e la
pubblica istruzione. Effettuare il controllo, visto che diamo i
soldi.
MICCICHE'... Ma i tre rappresentanti del collegio dei revisori
che poi sono nominati in parte dall'organo o dai comuni a secondo
con chi sono consorziati, sono organi di revisori che hanno un
rispetto professionale serio, non capisco quindi questa
integrazione. Capisco che lei abbia bisogno di fare delle nomine
clientelari ... No, assessore le sto facendo questo richiamo
perché lei dovrà aspettarsi fra qualche giorno una mia
interrogazione relativamente alle nomine che giacciono da diversi
mesi, se non da anni, dei collegi dei revisori scolastici.
Lo so che c'è un problema burocratico però mi dovrebbe
spiegare in base a quali criteri dovrebbe scegliere. Su questo
farò una battaglia di trasparenza perché non ha il
diritto-dovere con discrezionalità di scegliere da una
graduatoria i nominativi per andare a fare questo servizio,
perché i soggetti che hanno presentato la domanda l'hanno fatto
non per essere scelti da lei, perché lei non ha alcuna qualità
specifica perché lei non ha nessun metro per dire se "tizio,
filano e martino" devono fare la nomina, perchè una cosa sono le
nomine e gli incarichi presso enti che fanno la loro direzione,
una cosa è quella di scegliere, egregio assessore Cittadini, che
hanno fatto la richiesta per essere inseriti nei distretti
scolastici.
Questo è un esempio che lei sposa questa filosofia, questa
cultura della discussionalità che non ha niente a che vedere...
Si aspetti una battaglia di trasparenza di grande spessore
signore assessore
PRESIDENTE. Pongo in votazione prima gli emendamenti al testo
dell'emendamento del Governo. Il primo emendamento è il 77.420.5
aggiuntivo dell'onorevole Ortisi al comma due. Dopo "categorie
di enti" aggiungere: "fanno parte altresì il rappresentante
della lega delle autonomie dell'Asacel e Asael"
Il parere della governo?
CUFFARO, presidente del governo. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della commissione?
CROCE, presidente della commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
GIANNOPOLO. Non esiste in Italia una legge fatta cosi Voto
contro.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 77.420,
presentato dal governo, così come emendato dal subemendamento
approvato poc'anzi.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione gli emendamenti aggiuntivi: il 77.420.1 a
firma dell'onorevole Speziale, Oddo e Giannopolo.
Il parere della governo?
CUFFARO, presidente del governo. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 77.420.4 a firma
dell'onorevole Acierno.
MICCICHE'. Non l'ho capito. Ci deve fornire la copia degli
emendamenti. La normativa di questa norma non la conosciamo.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa per due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 12.10, è ripresa alle ore
12.16.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 77.420.2 a firma degli
onorevoli Speziale, Oddo ed altri.
Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
CROCE, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione congiunta gli emendamenti 77.420.4 e
77.420.5 rispettivamente a firma del Governo e dell'onorevole
Acerno.
Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
CROCE, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione congiunta gli emendamenti 77.420.3 e
77.420.3bis a firma rispettivamente dell'onorevole Acierno e del
Governo.
CINTOLA. Io lo voglio avere, onorevole Presidente.
PRESIDENTE. Non è stato distribuito.
MICCICHE'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Signor Presidente, mi è stato detto che
l'emendamento a firma dell'onorevole Acierno è stato approvato.
Io ancora non l'ho avuto.
PRESIDENTE. Prego gli uffici di essere più celeri nella
distribuzione degli emendamenti. Ha ragione onorevole Miccichè,
ma io non posso saperlo. Non è colpa mia.
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti: 77.420.10 a firma del Governo.
Il parere della Commissione?
CROCE, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 77.420.11 a firma del Governo.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, a me era sembrato dopo
l'intervento del Presidente della Regione che il Governo si fosse
attestato sul maxi emendamento e che eventualmente avrebbe
proposto qualche mini correttivo al maxi emendamento. Stanno
arrivando qui una barca di emendamenti ed in modo surrettizio,
forse, gran parte di questi tendono a riportare nel maxi
emendamento emendamenti che erano presenti, ci sono norme che
riguardano i lavori pubblici, incarichi di collaudo ecc.
Signor Presidente io la inviterei, nel momento in cui si
regolamentano i lavori ad evitare che vengano reintrodotti nel
testo della finanziaria del maxi emendamento che il Governo ha
portato all'Aula emendamenti aggiuntivi. Rimanga il testo così
come è stato presentato, sul quale poi mi riservo di formulare un
mio giudizio.
PRESIDENTE. Sono soltanto sei e due sono insieme.
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti: 77.420.10 a firma del Governo.
Il parere della Commissione?
CROCE, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 77.420.11 a firma del Governo.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, a me era sembrato dopo
l'intervento del Presidente della Regione che il Governo si fosse
attestato sul maxi emendamento e che eventualmente avrebbe
proposto qualche mini correttivo al maxi emendamento. Stanno
arrivando qui una barca di emendamenti ed in modo surrettizio,
forse, gran parte di questi tendono a riportare nel maxi
emendamento emendamenti che erano presenti, ci sono norme che
riguardano i lavori pubblici, incarichi di collaudo ecc.
Signor Presidente io la inviterei, nel momento in cui si
regolamentano i lavori ad evitare che vengano reintrodotti nel
testo della finanziaria del maxi emendamento che il Governo ha
portato all'Aula emendamenti aggiuntivi. Rimanga il testo così
come è stato presentato, sul quale poi mi riservo di formulare un
mio giudizio.
PRESIDENTE. Sono soltanto sei e due sono insieme. E' una
proroga di termini, onorevole Speziale. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 77.420.14 e 77.420.15, a
firma del Governo, che sono collegati. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati gli emendamenti
77.420.14 e 77.420.15 che sono collegati. Il parere del
Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Comunico che sono stato presentati gli emendamenti
77.420.14 e 77.420.15 che sono collegati.
Il parere della Commissione?
CROCE, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Comunico che gli emendamenti 77.420.12, 77.420.13
e 77.420.16 sono ritirati. L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviiata ad oggi
pomeriggio, giovedì 14 marzo 2002, alle ore 17.00 con il seguente
ordine del giorno:
Presidenza del presidente LO PORTO
- DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2002 e bilancio pluriennale per il triennio
2002-2004." (NN. 297-299/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on.le Antonino Croce
Relatore di minoranza: on.le Angelo Capodicasa
2) "Legge finanziaria 2002" (N. 298 - Stralcio II/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on.le Antonino Croce
Relatore di minoranza: on.le Angelo Capodicasa
La seduta è tolta alle ore 12.30.
(Licenziato dal Servizio resoconti alle ore 14.30)