Presidenza del vicepresidente FLERES
SCOMA, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, s'intende
approvato.
PRESIDENTE. Informo, ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del
Regolamento interno, che nel corso della seduta potrà procedersi
a votazioni mediante sistema elettronico.
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE CONGIUNTA DEL DISEGNO DI LEGGE NN.
297-299/A "BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE SICILIANA PER
L'ANNO FINANZIARIO 2002 E BILANCIO PLURIENNALE PER IL TRIENNIO
2002-2004", E DEL DISEGNO DI LEGGE N. 298 - STRALCIO II/A
"LEGGE FINANZIARIA 2002"
PRESIDENTE. Si passa al punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione congiunta del
disegno di legge n. 297-299/A "Bilancio di previsione della
Regione siciliana per l'anno finanziario 2002 e bilancio
pluriennale per il triennio 2002-2004", e del disegno di legge n.
298 - Stralcio II/A "Legge finanziaria 2002".
Invito i componenti la seconda Commissione, 'Bilancio', a
prendere posto nel relativo banco.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento
7.421 che si compone di due parti concernenti gli emendamenti
77.420.16 e 77.420.6.
Onorevoli colleghi, è stato già distribuito l'emendamento
7.421 presentato dal Governo.
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, io intervengo perchè noi ci
siamo lasciati in un modo, ci ritroviamo in un altro modo; come
dire, fanno sempre bene le novità.
Noi ci siamo lasciati stamattina con il maxi emendamento
presentato dal Governo, che aveva fatto, rispetto alla precedente
ipotesi, una scrematura tutto sommato presentabile. Adesso,
invece, alla ripresa dei lavori, ci si ripresenta non solo una
differenza tra la versione iniziale e la versione ridotta, ma
addirittura una versione ulteriormente ampliata di norme, quali,
per esempio, quella sui lavori pubblici o quella che io, quando
abbiamo parlato della 'tassa del tubo', avevo paventato, che è
quella appunto dell'autorizzazione all'ENEL alla palificazione
per via aerea e agli elettrodotti per via aerea nei parchi e
nelle riserve.
Quindi, caro Presidente, così non si può andare avanti Così
non si può procedere Perché tanto vale, allora - lo dico al
Presidente dell'Assemblea - acclarare due principi: uno, che
tutto è proponibile; due, che si esaminano singolarmente gli
emendamenti del fascicolo.
LO MONTE . Onorevole Giannopolo, questo è già stato acclarato.
GIANNOPOLO. Mi fa piacere. Perché sento, invece, dire e
circolare voci secondo le quali ci sono cose proponibili e cose
improponibili. Sarebbe davvero singolare che in questo percorso
della legge finanziaria arrivassimo ad un punto in cui c'è
qualcuno, in quest'Aula, che possa proporre l'improponibilità di
qualche cosa. Sarebbe davvero singolare ed un po' anche
farsesco e del tutto evidente.
Quindi io propongo al Governo di ritirare questo emendamento
e di riproporre invece l'esame, da parte dell'Aula, di tutti i
tre blocchi degli emendamenti, quello grosso di non so quante
centinaia, poi c'è quello del Governo di non so quante decine e
poi ci sono gli emendamenti alle Tabelle.
Quindi, Presidente, io formalmente La invito a procedere in
questo modo.
CAPODICASA, relatore di minoranza. Chiedo di parlare per
dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA, relatore di minoranza. Signor Presidente, credo ci
sia veramente bisogno di trovare una sede, perché ormai dispero
che possa essere l'Aula la sede in cui si metta a verifica il
procedimento legislativo di Commissione e d'Aula, considerato che
non esiste più alcuna autorità in grado di porre un freno alle
continue violazioni, non solo regolamentari ma di legge.
Io vorrei capire qual è il senso dell'intervento del
Presidente dell'Assemblea sul testo della Finanziaria presentata
dal Governo a norma dell'articolo 73 ter del Regolamento,
considerato che prima in Commissione, ma in modo più contenuto,
perché forse serviva per potere fare uscire il testo dalla
Commissione e arrivare in Aula, dove, in modo molto più massiccio
e - diciamolo pure - in modo del tutto scomposto e con procedure
tali da non consentire un esame accurato da parte dell'Aula,
arrivano emendamenti, che, direbbe qualcuno, riguardano 'varia
umanità'.
Adesso, dopo quelli di questa mattina, abbiamo emendamenti
che riguardano la legge numero 10 del 1993, la legge sui lavori
pubblici; si inserisce un emendamento che in area di parco
consente di realizzare reti elettriche anche per via aerea; c'è
un emendamento sul sistema di qualificazione delle imprese
esecutrici di lavori pubblici per importo superiore a 150.000
euro; ci sono emendamenti che riguardano modifiche alla legge
numero 21 del 1985; emendamenti che riguardano materie di
assistenza, c'è un po' di tutto.
Ma questo non arriva come emendamento finale a chiusura di
un percorso. E' l'ennesimo emendamento, maxi-emendamento del
Governo
Vi ricordate, c'era una trasmissione televisiva condotta da
Renzo Arbore, nell'ambito della quale operava una orchestrina,
messa insieme alla bell'e meglio, a cui Arbore diede un nome
improvvisato per la trasmissione, si chiamava 'I senza vergogna';
questo è il Governo dei 'senza vergogna', come quell'orchestrina
messa in piedi per la trasmissione 'Quelli della notte'.
Io vorrei capire che senso ha fare una legge, stabilire dei
percorsi? Posso capire che ci possa essere l'emendamento urgente,
si concorda e, siccome sappiamo che la prassi parlamentare
fissava anche dei comportamenti ove non ci fosse stata
un'obiezione di nessun parlamentare, perché si condivideva
l'esigenza, l'urgenza di qualche provvedimento, si andava avanti
anche in deroga al Regolamento. Ma qui non c'è più la deroga al
Regolamento, è il Regolamento che deroga ad una prassi, al
contrario.
La prassi è che si infila tutto, norme di spesa, norme di
lavori pubblici, norme in materia ambientale, norme urbanistiche,
di tutti i generi. E' perfino difficile orientarsi nella cascata
di emendamenti, di norme, vi rendete conto, questo è un modo di
legiferare? Credo che siamo andati ben oltre la decenza.
Poi non parliamo della Presidenza, la quale ormai ha fatto
diventare l'Assemblea regionale una specie di forno dove può
entrare di tutto. Non esiste l'autorità della Presidenza che
attiene alle leggi.
Signor Presidente, lei se ne può andare da lì. A che ci
serve? A dare la parola? A questo ci possiamo pensare noi a
turno. Lei è messo lì perché deve dire: questa cosa può e questa
non può.
Ha ragione l'onorevole Giannopolo. Tutto è ammissibile?
Allora il Presidente dell'Assemblea per quale motivo ha fatto un
intervento preventivo? Perché ha voluto penalizzare sia le
commissioni di merito che la Commissione Finanza e bilancio?
PRESIDENTE. Onorevole Capodicasa, devo invitarla a concludere.
CAPODICASA, relatore di minoranza. Si è disturbato, signor
Presidente?
PRESIDENTE. No, onorevole Capodicasa, ma devo invitarla a
concludere. La Presidenza sa quello che deve fare.
CAPODICASA, relatore di minoranza. La Presidenza deve
rispettare i regolamenti, no che sa quello che deve fare Lei
compie abusi ogni minuto, Presidente e le assicuro che non
rimarrà senza conseguenze questo suo comportamento Vergogna
PRESIDENTE. La Presidenza sa quello che deve fare e rispetta
il Regolamento, onorevole Capodicasa, La prego di calmarsi. La
Presidenza non compie abusi. Cerchi di tenere un comportamento
più parlamentare.
CAPODICASA, relatore di minoranza. Lei si deve dimettere da
quella carica, perché non è degno di ricoprirla
PRESIDENTE. Onorevole Capodicasa, stia calmo
CAPODICASA, relatore di minoranza. Si calmi Lei
PRESIDENTE. Stia calmo, che dobbiamo stare insieme per altri
quattro anni
CAPODICASA, relatore di minoranza. Si mette in discussione un
emendamento che la riguarda personalmente
PRESIDENTE. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 19,14, è ripresa alle ore 19,35)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CRISAFULLI
PRESIDENTE. Comunico che è stata convocata la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, in Sala Rossa, e pertanto i
lavori d'Aula sono sospesi per un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 19,36, è ripresa alle ore 23,20)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, sospendo ulteriormente la seduta,
avvertendo che riprenderà fra 20 minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 23,21, è ripresa alle ore 23,59)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 77.420.6. Lo pongo in
votazione.
LEANZA VINCENZO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA VINCENZO. Signor Presidente, aderendo alla richiesta
del capogruppo del mio partito ritiro tutti gli emendamenti a mia
firma ad eccezione dell'emendamento numero 77.80, credo ma potrei
anche sbagliarmi e quindi indico l'oggetto. Si tratta della
possibilità di avere un terzo mandato per i sindaci dei comuni
con popolazione inferiore a 10.000 abitanti. In sede di
discussione dell'emendamento ne illustrerò le ragioni ma credo
che il tema sia di notevole importanza che merita considerazione
e che può trovare ingresso anche in questo disegno di legge che
abbiamo discusso in questi giorni e la portata e le
caratteristiche che questo disegno di legge ha assunto per cui a
mio avviso e ad avviso di altri non vi è pregiudizio per
l'ammissibilità dello stesso.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 77.420.6 e
preciso che è soltanto la prima parte, quella dattiloscritta che
è messa in votazione perché la seconda parte è contenuta nel
secondo maxi emendamento. Quindi si vota soltanto la prima parte
che comincia con la parola "Il sistema" e finisce con le parole
"registro prefettizio".
GIANNOPOLO. Qual'è l'attinenza onorevole Presidente?
PRESIDENTE. Onorevole Giannopolo sembrerebbe che questo
emendamento sblocchi risorse e quindi è da considerarsi ...
GIANNOPOLO. Non sblocca assolutamente niente onorevole
Presidente.
SULL'ORDINE DEI LAVORI
TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
gentilmente che fossero distribuiti tutti gli emendamenti
aggiuntivi presentati dal Governo. Signor Presidente, io ho nelle
mani gli emendamenti 77.420.6, 77.421, 77.4.22 e 77.4.23; oltre
questi emendamenti ce ne sono altri?
PRESIDENTE. Onorevole Turano, ci sono questi emendamenti,
intanto, presentati dal Governo, poi c'è il blocco degli
emendamenti aggiuntivi che ancora dobbiamo affrontare.
TURANO. Signor Presidente, ho capito la risposta, ma oltre
questi presentati dal Governo, alla Presidenza dell'Assemblea
sono arrivati altri emendamenti?
PRESIDENTE. No, onorevole Turano, non sono arrivati altri
emendamenti.
Il Presidente della Regione precisa che l'emendamento
77.4.22 è sostituito dall'emendamento 77.4.22 bis che metto in
distribuzione.
Intanto, si passa all'emendamento 77.420.6.
Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
GIANNOPOLO. Ma di quale emendamento stiamo parlando.
PRESIDENTE. Onorevole Giannopolo, l'ho annunziato all'inizio,
si tratta dell'emendamento 77.420.6
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me
dispiace iniziare con questo emendamento e non entro neanche nel
merito della bontà di questo emendamento, che anzi condivido nel
contenuto, ma vorrei capire che cosa ha a che fare tutto ciò con
la legge finanziaria di cui stiamo parlando; qual è l'attinenza
che ha questa materia con la legge finanziaria.
Onorevole assessore Pagano, non faccia segni strani, qui
siamo deputati e parlamentari liberi, innanzitutto.
Non è assolutamente vero che la non approvazione di questo
emendamento comporta il blocco della spesa, perché una legge
esiste ed è attualmente in vigore e quella si applica.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CUFFARO, Presidente della Regione. favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 77.420.16 e prima il sub
emendamento 77.420.16/1, che è soppressivo del primo comma
dell'emendamento 77.420.16.
Pongo in votazione l'emendamento 77.420.16/1.
Il parere della Commissione?
CROCE, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CUFFARO, Presidente della Regione. favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 77.420.16, così come
emendato.
Il parere della Commissione?
CROCE, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CUFFARO, Presidente della Regione. favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 7.421, a firma del Governo.
CUFFARO, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, Presidente della Regione. Da questo emendamento il
governo aveva chiesto di cassare nella seconda pagina le prima
quattro righe e le ultime quattro righe.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il sub emendamento soppressivo
del comma 9 e del comma 13 dell'emendamento 7.4.21.
Il parere della Commissione?
CROCE, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CUFFARO, Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 7.421, così come emendato.
Il parere della Commissione?
CROCE, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CUFFARO, Presidente della Regione. favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
SPEZIALE. Signor Presidente, volevo capire perchè sul piano
informale mi era stato comunicato che alcuni commi previsti
dall'emendamento 7.4.21, essendo palesemente in contrasto con la
materia che stiamo trattando devono essere cassati direttamente
dal governo con sub emendamenti. Vedo invece che l'impianto
dell'emendamento rimane inalterato a differenza di quello che ci
era stato comunicato.
Siccome stamattina lei ha fatto un richiamo ad avere
rapporti corretti, io spero che anche sul piano informale si
mantengano, dopodiché il governo può fare quello che vuole, ma
deve sapere sulla base del fatto che il governo decide di fare
entrare materia del tutto estranea, anche di fronte a delle
osservazioni che vengono sollevate dall'Aula, ci troviamo di
fronte a violazione regolamentare che non possiamo oltremodo
tollerare.
Stamattina, io non lo so quali, oggi nella conferenza dei
capigruppo fu annunciato che all'emendamento 7.4.21 il governo
avrebbe presentato un sub emendamento col quale cassava materia
che è completamente estranea rispetto alla materia che stiamo
trattando.
Desidero sapere se c'è questo sub emendamento da parte del
Governo.
CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, gli altri tre emendamenti li abbiamo cassati;
so che l'assessore Cascio ha presentato un emendamento
soppressivo su quello che riguarda ...
PRESIDENTE. Onorevole Presidente, questo emendamento è stato
già votato.
CUFFARO, presidente della Regione. Allora l'unico emendamento
che rimane forse è il secondo. Se il tema è questo il Governo
presenta ...
SPEZIALE. Il tema è stato dibattuto nella Conferenza dei
Presidenti dei Capigruppo; rispetto a questo emendamento, anziché
esaminarlo comma per comma, in subordinata, si è scelto di
esaminarlo togliendo quattro commi della prima pagina.
CUFFARO, presidente della Regione. Onorevole Speziale, lungi
da me volere fare .. Lei ha ragione ma in una seconda fase, alla
fine, era stato chiesto se poteva rimanere il secondo e ci era
stato detto di si. Comunque, il Governo presenta un emendamento
soppressivo.
CROCE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io tutti questi
accordi che si succedono non li capisco in quanto alla fine
mettono in difficoltà le persone.
Questo emendamento, oltretutto, era stato già votato e poi
ripreso; qui si va a spizzichi e bocconi.
PRESIDENTE. Onorevole Croce non era stato già votato; erano
stati votati i sub emendamenti che sopprimevano nella seconda
pagina le prime quattro e le ultime quattro righe.
CROCE. Signor Presidente, non capisco chi fa e chi disfà gli
accordi in quest'Aula e fuori da quest'Aula.
Che cosa significa eliminare il secondo comma di questo
emendamento? Vorrei che me lo spiegaste, dopodiché interverrò di
nuovo.
PRESIDENTE. Onorevole Presidente c'è il sub emendamento
soppressivo?
CUFFARO, presidente della Regione. La Conferenza dei
Presidenti dei Capigruppo, in un primo momento, si era decisa di
sopprimerlo poi si era tornati su questa valutazione. Se, però,
c'è l'eccezione al fatto che non può starci, che era la prima
valutazione, il Governo lo presenta; se si ritiene che, invece,
possa rimanerci perché è materia pertinente il Governo lo lascia.
Ho capito dall'intervento dell'onorevole Speziale che
eccepisce la questione. Quindi, se l'onorevole Speziale insiste
il Governo presenta l'emendamento soppressivo.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome non
voglio trasformarmi involontariamente in uno che tende a
paralizzare emendamenti presentati da altri colleghi
parlamentari, nella Conferenza dei Presidenti dei Capigruppo non
ho posto un problema per questo o l'altro emendamento, ho posto
una questione di carattere generale e cioè che dopo il max
emendamento di stamattina si procedesse all'esame della
finanziaria attraverso l'esame di singoli emendamenti, evitando
di riassumere, come è stato fatto in questo caso con il 7.421,
una serie di emendamenti e riassumerli in un unico testo per
permettere all'Aula di potere esaminare emendamento per
emendamento.
Per cui io, signor Presidente, essendo questi emendamenti
già presenti nella finanziaria, affinché si ripristini una
regolarità del corso dei lavori chiedo che si proceda emendamento
per emendamento e, nel frattempo, la Presidenza anziché
ammettere tutti gli emendamenti li valuti in modo compatibile con
il testo della finanziaria in modo tale da dare una scelta
rigorosa ai nostri lavori.
Allora, tutto quello che è compatibile con il testo della
finanziaria, questo ho sollevato io nella Conferenza dei
Capigruppo, tutto quello che è compatibile con il testo della
finanziaria emendamento, per emendamento viene posto all'esame e
al voto dell'Aula, tutto quello che è materia estranea al testo e
alla materia che stiamo discutendo, invece, deve essere
dichiarato inammissibile da parte della Presidenza per cui adesso
Le chiedo formalmente di ripristinare una regola che stavamo
violando e cioé l'emendamento 7.421 va disarticolato da punto a
punto e di volta in volta la Presidenza dichiari la compatibilità
dell'emendamento con il testo che è in esame in materia
finanziaria.
PRESIDENTE. Ha presentato un sub emendamento soppressivo del
secondo comma, lo pongo in votazione, onorevole Speziale il
problema non si pone perché c'è un emendamento soppressivo del
Governo. pongo in votazione
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza,
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Presidente io non intendo difendere a tutti i costi questo comma,
ma non capisco perchè l'attenzione del Governo, il Governo è
orientato a fare sul serio e quindi a sopprimere il comma? Sono
cose gravi?
CUFFARO. Presidente della regione. Guardando gli emendamenti
il Governo ritiene di doverne fare a meno per metterli in
un'altra norma dove ci sia più compatibilità. Il Governo la prega
di non insistere.
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Ci sarà un voto d'Aula, l'Aula deciderà se sopprimerlo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 77.421.1. Il
parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza,
Favorevole a maggioranza.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 7.421 così come
emendato 1. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Favorevole a maggioranza.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 77.4.22 bis che
è sostitutivo del 77.4.22. Il parere della Commissione?
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Presidente io la pregherei di procedere con la stessa
unità di misura, io non capisco il significato di questo
emendamento, non capisco l'attinenza di questo emendamento con la
materia che stiamo trattando, si Presidente della Regione è una
finanziaria come tante altre cose sono finanziarie e tante
altre ancora non lo sono e purtroppo siccome questi parlamentari
che sono qua che hanno lavorato, che l'anno difesa, che vogliono
fare un'azione di governo e che la vogliono fare fino alla fine,
perché capiscono l'importanza di un documento contabile
così...bene Lo leggo: 'L'Assistenza sanitaria in forma indiretta
continua ad essere erogata in conformità delle disposizioni
regionali in materia fino all'emanazione dei nuovi criteri
previsti per l'accreditamento delle strutture sanitarie e
comunque non oltre il 30 giugno 2002, nel rispetto delle
previsioni del DPCM.
Signor Presidente, gradirei intanto questa spiegazione.
PRESIDENTE. Ha concluso il suo intervento? Concluda il suo
intervento e poi do la parola al Governo.
TURANO. Signor Presidente, cercavo di capire quale era
l'unità di misura che veniva seguita. E chiedevo al Governo, se
ci sono parlamentari che vogliono capire il senso
dell'emendamento, le ragioni e l'importanza dell'emendamento. E
se esso, per esempio, è stato apprezzato dalla Commissione
sanità, atteso che tante violazioni sono state commesse.
E, però, poco fa, per quanto ha detto l'onorevole Speziale,
mi sembra di avere capito che è stata investita la Presidenza
dell'Assemblea sull'ammissibilità di alcuni emendamenti e sulla
procedura e l'iter che gli stessi emendamenti dovrebbero seguire
in materie tanto importanti, essendoci collegati già all'esame
della Commissione e non essendovi stato il parere della
Commissione di merito.
CUFFARO, Presidente della Regione. Stante che l'emendamento
sia norma finanziaria è fuori discussione, tanto è vero che la
stessa norma è stata fatta già nella finanziaria dello Stato che
ha provveduto a regolare le prestazioni dell'"indiretta".
Questa norma serve perché l'assessorato regionale alla
sanità sta provvedendo, avendo in qualche modo elaborato i
requisiti minimi di accreditamento, a preparare il decreto perché
si possano accreditare le strutture sanitarie.
Se non dovessimo approvare questa norma, che è certamente
finanziaria, lo dicevo perché è già stata messa nella finanziaria
dello Stato, a partire già da qualche giorno, potrebbe esserci un
blocco delle prestazioni di dialisi, perché la gran parte di
strutture di dialisi in Sicilia opera in regime di convenzione
indiretta.
Quindi, questa norma si reputa necessaria sino a giugno,
sino a quando l'assessorato avrà provveduto con i requisiti
minimi ad accreditare le strutture che in questo momento operano
in regime di indiretta.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento.
Il parere della Commissione?
CROCE, Presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 77.4.23.
Il parere del Governo?
CUFFARO, Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, Presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'elenco degli emendamenti aggiuntivi. Vorrei che
i colleghi si munissero dell'apposito blocco, altrimenti avranno
difficoltà a seguire l'andamento dei lavori. Invito il personale
a distribuire i blocchi degli emendamenti aggiuntivi nel caso in
cui i deputati ne fossero sprovvisti.
La seduta sospesa alle ore 12.29, riprende alle ore 12.31.
Comunico che gli emendamenti 77.1 e 77.9 sono superati.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, l'emendamento 77.1 quando si dice
superato cosa intende dire la Presidenza dell'Assemblea che è
stato ritirato, che è stato posto in votazione, con l'esito della
votazione, approvato o bocciato?
PRESIDENTE. Onorevole Turano, quando la Presidenza dice
superato intende dire superato nel senso che la questione è già
trattata in altra parte del testo o comunque non è più attinente.
TURANO. Signor Presidente, volevo solo capire se era stato
votato magari per un mero errore.
PRESIDENTE. E' stato già approvato con l'articolo 5 che
riguarda la stessa materia.
Comunico che sono superati i seguenti emendamenti: 77.9,
77.3, 77.5.
Comunico che sono stati ritirati i seguenti emendamenti:
77.6, 77.7. 77.8, 77.9, 77.10, 77.11, 77.12, 77.13, 77.14, 77.15,
77.16, 77.17, 77.18, 77.19, 77.20, 77.21, 77.22, il 77.23 è a
firma dell'onorevole De Benedictis
SPEZIALE. Lo faccio mio.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO, Presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
L'emendamento 77.24 è ritirato, il 77.101 è ritirato, il
77.25 è assorbito, il 77.26 è assorbito, il 77.27 è assorbito, il
77.28 è assorbito, il 77.29 è assorbito, il 77.30 degli onorevoli
Manzullo, Papania, Genovese, Gurrieri è ritirato, il 77.31 è
ritirato, il 77.32 è a firma degli onorevoli Villari, Zago e
Oddo.
ODDO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 77.33 è a firma degli onorevoli Oddo, Villari
e Panarello.
ODDO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 77.34 è ritirato, il 77.35 è ritirato, il
77.36 è ritirato, il 77.37 è ritirato, il 77.38 è ritirato, il
77.39 è ritirato, il 77.40 è ritirato, il 77.41 è ritirato, il
77.42 è a firma dell'onorevole Micciché.
MICCICHE'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, si tratta di
due emendamenti che hanno la stessa finalità. Uno fa riferimento
ad una compensazione della tabella A e l'altro della tabella H.
Questo per vedere poi se ci sono le possibilità dell'uno o
dell'altro per poter attingere questi fondi. Si tratta di un
evento calamitoso verificatosi nel comune di Menfi. Mi risulta
che la Giunta ha già adottato dei provvedimenti riguardanti
compensazioni, contributi ai Comuni che hanno subito danni
derivati da eventi atmosferici e calamitosi ed è stato
riconosciuto il Comune di Menfi, Comune disastrato dall'evento
calamitoso del novembre scorso ma l'Amministrazione regionale non
ha posto in essere nessun provvedimento contributivo perché si
sono verificati danni alle strutture artigianali, opifici e
abitazioni private (veramente direi delle baracche).
PRESIDENTE. Onorevole Micciché, mi è sfuggita una sua frase.
Ha detto che intende ritirarlo.
MICCICHE'. No. Io vorrei sapere se la Giunta su questo
argomento ha già pensato di dare un contributo al Comune di
Menfi, perché ho visto che la Giunta, Signor Presidente, ha già
dato contributi a comuni che hanno avuto nello stesso periodo dei
danni da eventi atmosferici e non capisco perché l'Assessore
Cimino, che ha visitato queste zone disastrate, non abbia pensato
nella sua Giunta a dare il suo storno, non è stato fatto
assolutamente niente. Già mi sono accertato Assessore. Vorrei
capire se è vostra intenzione di dare un contributo al Comune di
Menfi per risarcire questi danni. Se non ci sono io mantengo
l'emendamento e si pone in votazione.
CASTIGLIONE, Assessore per l'agricoltura e le foreste. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASTIGLIONE, Assessore per l'agricoltura e le foreste. Già
per quanto riguarda l'argomento sollevato dall'onorevole Miccichè
ho ricevuto anche una delegazione del Comune di Menfi e abbiamo
attivato urgentemente le misure previste dalla legge 185 del 1992
che riguardano le avversità atmosferiche. Quindi ci sono una
serie di provvidenze a favore delle aziende agricole e poi oggi
nella finanziaria abbiamo una serie di interventi di soccorso per
le aziende che riguardano il credito agrario, le indennità
compensative, il biologico.
Quindi, ritengo che ci sarà nei prossimi giorni un ristoro
per le aziende danneggiate.
MICCICHE'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Signor Presidente, trasformo l'emendamento in
ordine del giorno per impegnare il governo affinché vengano poste
in essere dei provvedimenti risarcitori per il comune di Menfi.
PRESIDENTE. Onorevole Miccichè, poiché l'emendamento 77.43
riguarda la stessa materia, lo ritira e lo trasforma in ordine
del giorno?
MICCICHE'. L'emendamento 77.43 e pure il 77.42 in questo caso
trasformo in ordine del giorno.
PRESIDENTE. Ho capito, trasforma in ordine del giorno anche il
77.43, tutti e due.
MICCICHE'. Sì, trasformo tutti e due gli emendamenti in ordine
del giorno.
PRESIDENTE. Allora farà pervenire alla Presidenza gli ordini
del giorno relativi perché vengano posti in votazione alla fine
della trattazione degli emendamenti aggiuntivi. Sono ritirati gli
emendamenti nn. 77.42 e 77.43, insieme agli emendamenti nn.
77.44, 77.45, 77.46, 77.47, 77.48, 77.49, 77.08, 77.50, 77.51 è
precluso, 77.52.
Pongo in votazione l'emendamento 77.53 a firma degli
onorevoli Spampinato ed altri.
Parere della Commissione?
CROCE, Presidente della Commissione. Contrario.
Parere del Governo?
CUFFARO, Presidente della Regione. Contrario.
Pongo in votazione l'emendamento 77.53. Chi è contrario
resti seduto, chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 77.54 che è ritirato insieme agli
emendamenti nn. 77.55, 77.56, 77.57, 77.58.
SPEZIALE. L'emendamento 77.58 non è ritirato.
Chiedo scusa onorevole Speziale, mi avevano riferito che era
stato ritirato, se non è ritirato lo metto in votazione.
Parere della Commissione?
CROCE, Presidente della Commissione. Contrario.
Parere del Governo?
CUFFARO, Presidente della Regione. Contrario.
Pongo in votazione l'emendamento 77.58. Chi è contrario
resti seduto, chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 77.59 che è ritirato.
Si passa all'emendamento 77.60 a firma dell'onorevole Oddo.
Parere della Commissione?
CROCE, Presidente della Commissione. Contrario.
Parere del Governo?
CUFFARO, Presidente della Regione. Contrario.
Pongo in votazione l'emendamento 77.60. Chi è contrario
resti seduto, chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 77.61 che è ritirato.
Si passa all'emendamento n. 77.62 a firma dell'onorevole
Miccichè.
MICCICHE'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Signor Presidente, questo emendamento è stato
approvato in Commissione affari istituzionali e fa riferimento
alla U.p.b. 32.261, quest'anno l'amministrazione regionale non ha
provveduto a caricare nessuna somma per quanto riguarda questa
finalità.
Ogni anno lo Stato dà alla Regione un contributo da
assegnare ai Comuni per la rimozione delle barriere
architettoniche.
Ogni anno i Comuni fanno il bando di gara per dare
contributo a quelle famiglie che chiedono il contributo per la
rimozione delle barriere architettoniche.
Sarebbe veramente un fatto allucinante, assurdo che i Comuni
fanno i bandi per dare contributo alle famiglie di portatori di
handicap e poi la Regione non ha neanche una lira in bilancio per
dare ai Comuni per questo servizio.
Allora in Commissione l'ho spiegato e la Commissione lo ha
approvato all'unanimità, in commissione bilancio è stata
bocciata, ho cercato di spiegarlo, ma non ci sono riuscito, spero
che, non ha bisogno di commenti, cari colleghi, non penso che sia
una cosa clientelare perché d'altronde è un provvedimento che
ogni anno viene adottato, non si capisce perché è stata abrogata
questa somma. Nel capitolo UPB 32261 troverete ancora una
competenza di cassa di circa 700 mila euro vale a dire qualche
miliardo e mezzo che ancora la Regione deve chiedere ai comuni.
Quindi se non accetterete questa proposta non mi pare si faccia
una buona azione a favore dei portatori di handicap, non ci
farete una buona figura.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 76.62, il parere
della Commissione.
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del governo.
CUFFARO. Presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione, chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi,
(Non è approvato)
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 0.47, è ripresa alle ore 0.49)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, sono ritirati i seguenti emendamenti:
nn. 77.405, 77.406, 77.407, 77.408, 77.409, 77.410, 77.411,
77.412, 77.413, 77.414, 77.415, 77.63; si passa all'emendamento
77.64 è precluso; si passa all'emendamento 77.65 che è superato;
l'emendamento 77.77 è precluso, l'emendamento 77.70. e ritirato.
Si passa all'emendamento 77.71 dell'onorevole Giannopolo, lo
ritira onorevole Giannopolo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 77.71, parere
della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo.
CUFFARO. Presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti
seduto, chi è favorevole si alzi,
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 77.72 è ritirato; si passa
all'emendamento 77.73, dell'onorevole Speziale, lo pongo in
votazione, parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE. Parere del Governo?
CUFFARO.Presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione, chi è contrario resti
seduto, chi è favorevole si alzi,
(Non è approvato)
Sono ritirati i seguenti emendamenti: nn. 77.74, 77.75, 77.76,
77.77, 77.78, 77.66, 77.68.
BARBAGALLO. Signor Presidente essendo di analogo contenuto a
quello della Commissione sarà discusso successivamente.
PRESIDENTE. I seguenti emendamenti sono improponibili: 77.66,
il 77,68, 77.69, 77,82, 77.81, 77.81.1, 77.80 per due ragioni. La
prima ragione è perché è già stato avviato il procedimento
elettorale con una delibera della giunta di governo del 4
febbraio 2002 che indice la data delle elezioni. Il secondo
motivo è perché la materia non è attinente alla legge
finanziaria.
LO MONTE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO MONTE. Io volevo evitare Presidente di dire le cose che
adesso dirò. Oggi in quest'Aula purtroppo abbiamo assistito a
degli strappi regolamentari e le riprove le abbiamo negli stessi
interventi che da ultimo l'onorevole Speziale con molta
intelligenza ha voluto rassegnare a quest'Aula. Perché quando si
è trattato di emendamenti che in qualche modo andavano bene alla
sua parte politica non ha reclamato l'applicazione del
Regolamento, e non si è rivolto a lei per chiedere l'ammissione o
la proponibilità. Io debbo dare atto che lei è stato molto
estensivo nell'applicazione del Regolamento perché ha reso
emendamenti che veramente non hanno nulla a che fare e niente a
che vedere con la legge finanziaria e con il bilancio. Lei
qualche minuto fa addirittura ha messo in votazione niente di
meno, altro che riforma elettorale, ma una modifica
dell'ordinamento degli enti locali. Ci ha fatto votare sulla
possibilità di modificare le province regionali. La sua
attenzione, Presidente, su questo emendamento obiettivamente
avvalora le cose che in questi giorni si sono sentite nei
corridoi. Avrebbe forse fatto meglio, Signor Presidente, sto
parlando della sua conduzione, ad astenersi su questo argomento.
Lei si era già espresso in maniera inequivocabile, così come
avrebbe fatto bene ad astenersi anche su altri emendamenti.
Stamattina questo Parlamento ha approvato degli articoli di legge
senza nessuna consapevolezza. Lei ha fatto votare degli
emendamenti senza che i deputati abbiano avuto la possibilità di
rendersi nemmeno conto di che cosa si votasse. Che poi oggi in
questo momento per questo argomento, per questa materia si
eccepisce che non c'è connessione e che quindi non c'è la
proponibilità mi sembra veramente un discorso di parte, un
discorso egoistico e la conduzione della presidenza
dell'Assemblea non può permettersi comportamenti o
interpretazioni di parte. Io voglio augurarmi che lei possa
ritornare su questa interpretazione e quindi riconsiderare la
possibilità di far votare, di far esprimere l'Aula su questi
emendamenti perché altrimenti credo che un brutto precedente
consegniamo alla storia di questa Assemblea che certamente non
merita quello che oggi invece purtroppo abbiamo dovuto subire e
patire in tanti. Io non sono intervenuto sui tanti emendamenti.
Difendo questa finanziaria, nella sua struttura complessiva credo
che renda un servizio ai siciliani e però sulla grande
disponibilità della Presidenza della Regione si sono inseriti gli
egoismi ed è divenuta probabilmente una legge omnibus, per cui
anche per questa motivazione non capisco la sua interpretazione
arbitraria; arbitraria perché per argomenti di questo genere, di
questo tipo, ella ha avuto interpretazioni diverse.
Io la invito - lei sa la stima che nutro nei suoi confronti
e verso l'istituzione che ella rappresenta - a voler
riconsiderare la proponibilità o meno di questi emendamenti,
altrimenti significa che le prossime volte che lei presiederà -
perché sicuramente presiederà ancora altre sedute - per quanto
mi riguarda, pretenderò l'applicazione del Regolamento alla
lettera, e alla lettera significa, signor Presidente, un
comportamento da parte sua molto diverso da quello che invece
oggi ci ha riservato e ci ha consegnato.
LEONTINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho appena
ascoltato l'intervento dell'onorevole Lo Monte che mi sembra
essere assolutamente ingeneroso nei confronti della conduzione
dei lavori d'Aula da parte del Presidente dell'Assemblea.
Proprio negli ultimi giorni, il lavoro condotto dall'Aula,
sul bilancio prima e sulla finanziaria dopo, ha trovato
nell'equilibrata, nell'efficiente conduzione e guida del
Presidente dell'Assemblea una garanzia di mantenimento e
svolgimento dei lavori nel modo più intenso e funzionale.
Se questa sera riusciremo a portare a compimento il lavoro
d'Aula sul bilancio e sulla finanziaria lo si deve all'impulso
veloce e celere ed alla capacità di condurre con equilibrio i
lavori d'Aula che ha dimostrato il Presidente Fleres.
Questo è chiaro e mi dispiace che una nota del genere venga
per motivazioni che non è necessario qui spiegare minuziosamente,
perché anche se a telecamere spente, probabilmente qualche
esigenza di promozione all'esterno è forse sentita ed è
necessario assumere toni, atteggiamenti e comportamenti e
perorare cause che debbono essere spese in altre sedi; lo si
faccia, ma lo si faccia con metodi contenuti ed atteggiamenti che
siano conducibili ed assimilabili al comportamento di chi
all'interno di una maggioranza deve riconoscere che il lavoro dei
presidenti dei gruppi parlamentari, il lavoro dei parlamentari,
il lavoro della Conferenza dei presidenti dei gruppi
parlamentari, l'interlocuzione con il Governo e la guida
dell'Assemblea hanno retto in una direzione lineare ed
equilibrata.
Questo era necessario sottolineare, se poi ci sono altre
motivazioni per le quali è necessario illustrare degli
emendamenti in un certo modo, questo dovrebbe riguardare la
capacità di ciascuno di noi di non gestire i comportamenti e gli
interventi in modo tale da ledere i rapporti tra parlamentari e
soprattutto nei confronti dell'istituzione Presidenza
dell'Assemblea.
Torno a ripetere, lo sottolineo per l'ultima volta, dobbiamo
riconoscere e di questo dobbiamo essere grati al Presidente
dell'Assemblea, che con equilibrio, rispettando le indicazioni,
le decisioni che di volta in volta sono state assunte nella
Conferenza dei presidenti dei gruppi parlamentari, in sede
politica, nei rapporti tra maggioranza ed opposizione, in tutti i
momenti il Presidente dell'Assemblea Fleres si è attenuto - il
Vicepresidente, Presidente delle sedute - con metodo costante,
con rigore e sicuramente assicurando a quest'Assemblea la
possibilità e la capacità di pervenire questa sera al risultato
che tutti auspichiamo.
Speriamo di non inficiarlo per motivazioni che non attengono
ai contenuti di questa nostra riflessione, ma che attengono ad
altre situazioni che bisogna spendere in altre sedi, per le quali
ci si può gestire diversamente.
LEANZA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEANZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non voglio
ricorrere ad argomenti che sono fuori da una linea di reciproca
comprensione, di valutazione attenta dei percorsi di questa
Assemblea non solo su questa finanziaria ma nella sua storia e
nel suo divenire.
Questa Assemblea è stata spesso in grado di valutare anche
le proprie regole interne con quella elasticità, con quella
duttilità che ha consentito di cogliere anche fuori dagli schemi
stretti del Regolamento problemi della società siciliana e
incanalarli in soluzioni che spesso sono state tempestive ed
adeguate mentre, diversamente, sarebbero state fuori dalla logica
e, comunque, inefficaci.
Io sono stato tra coloro i quali, quando si parlava di
rigidità della finanziaria, di regole della legge 10, di norme
che stringevano il percorso entro limiti per cui la finanziaria
poteva essere soltanto di pochi articoli, non hanno mai parlato,
perchè la mia esperienza mi dice che poi, alla fine, quando ci
sono i problemi e quando c'è la volontà politica di risolverli si
trovano le soluzioni anche regolamentari.
Questo, per farla breve, è stato il percorso di questa
Assemblea sulla legge finanziaria, come lo è stato in passato su
altre leggi finanziarie o su altre leggi di settore che non hanno
guardato né steccati né limiti né rigidità alle volte
incomprensibili.
Certo, ciò che stupisce, signor Presidente onorevoli
colleghi - e lo voglio dire con molta franchezza, senza farne
carico a nessuno, perchè se è avvenuto, probabilmente, ne siamo
tutti responsabili ovvero ne sono responsabile io perchè non ho
fatto tutto quello che avrei potuto fare, stante che gli altri
guarderanno personalmente le loro responsabilità - è che noi
abbiamo tenuto alcuni giorni di percorso su questa legge e
abbiamo tenuto con un certo ritmo, con grande sacrificio da parte
dei colleghi deputati, da parte della Presidenza dell'Assemblea,
da parte dell'onorevole Fleres, il quale ha presieduto spesso in
condizioni difficili con grande capacità e grande saggezza, ma
sul finale, nella coda, su alcuni argomenti questa Assemblea si
è chiusa.
Si può dire questo argomento non lo approviamo, non lo
vogliamo, non lo valutiamo positivamente, non riteniamo che
queste norme debbano introdursi perchè la pensiamo diversamente,
per carità. Ho sempre avuto grande rispetto dell'opinione degli
altri, soprattutto dei colleghi perchè li conosco e so che per
essere in questa Assemblea certamente alla spalle c'è
un'esperienza sul territorio ricca di contenuti, capace di
cogliere tutte le contraddizioni che il territorio spesso
esprime. E se alcune tesi vengono in questa Assemblea non vengono
certo nè per amore di di apparenza, di tribuna, ma vengono perchè
sono sentite.
Il problema che ho posto col mio emendamento, ho firmato
pochissimi emendamenti, e che pongo è un problema che sento, che
sento giusto, che sento nell'interesse della funzionalità degli
enti locali, nell'interesse della capacità e della possibilità di
offrire all'elettorato una più ampia gamma di scelte
nell'elettorato passivo.
Perchè nei piccoli comuni propongo che si vada al terzo
mandato? Perchè nei piccoli comuni è più difficile selezionare
la classe dirigente, perchè nei piccoli comuni restano le persone
che hanno deciso tenacemente di stare attaccate alla loro terra;
perché ci sono le persone che vogliono stare nel proprio
retroterra familiare, nel proprio territorio, con le proprie
attività e non vanno altrove a cercare soluzioni, magari, più
comode, più facili, più remunerative.
Certo, la questione degli enti locali, dei comuni, non ha
soltanto questo aspetto, ha tante altre sfaccettature;
probabilmente va ripensata, va ristudiata anche alla luce
dell'esperienza di questi anni. Tuttavia, un dato è certo: ci
sono le elezioni amministrative che incombono. Non lo possiamo
togliere, a mio avviso, all'elettorato, soprattutto dei piccoli
comuni, dei comuni con popolazione inferiore a 10 mila abitanti.
Con il mio emendamento ho proposto la possibilità di avere una
scelta e di poterla esercitare anche nei confronti di chi ha
maturato esperienza, dimestichezza, è stato in trincea a servire,
spesso in condizioni proibitive, a rischio personale, a rischio
delle proprie attività, a servire come si era proposto e come la
gente lo aveva chiamato a quell'impegno.
E' questo il tema che noi poniamo stasera. Vederlo escluso
per una preclusione regolamentare, di cui quest'Aula ha
resipiscenza sul finale di un lungo e tormentato percorso che ha
riguardato la legge finanziaria, la quale contiene norme di tutti
i tipi e di tutte le qualità, per carità, tutte giuste e
legittime, tutte che pongono problemi apprezzabili ma che non
hanno confini, non hanno connotati, non hanno peculiarità, sono
di valenza generale, le più svariate, le più sfaccettate le più
diverse, a me sembra ingiusto.
Se noi poniamo questo tema, onorevole Lo Monte, sul merito i
colleghi possono anche dissentire, anzi credo che questo sia
assolutamente normale, ma privarsi della possibilità di
verificare se in questa Assemblea c'è spazio, ci può essere
consenso per aprire una porta più larga alla scelta democratica
dei cittadini di alcuni comuni che vanno a votare nel prossimo
maggio a me sembra una cosa ingiusta, impropria che questa
Assemblea non dovrebbe consumare.
Mi rendo conto delle esigenze della Presidenza ma, proprio
per questo e per le ragioni che mi sono permesso brevemente di
esporre, signor Presidente voglio anch'io invitarla non a
ripensare, ma a rivalutare, alla luce di queste considerazioni,
la proposta che insieme ad altri colleghi o ciascuno per conto
nostro abbiamo avanzato, sapendo che è un tema che ha inizio con
questo piccolo codicillo, ma un tema sul quale questa Assemblea
più in generale dovrà tornare se vuole ridisegnare un sistema
delle autonomie locali che sia consono alla nuova regione, ai
nuovi compiti del comune e che dia alla gente le più ampie
possibilità di scelta, anche in relazione alle esperienze
maturate e al lavoro, come dicevo prima, in trincea che tanti
amici sindaci, amministratori comunali comunali hanno fatto in
questi anni.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non è facile
molto spesso assumere il ruolo di Presidente di un'Assemblea e,
certamente, ogni singolo parlamentare nella pienezza del suo
diritto cerca, giustamente, e comprensibilmente di portare avanti
le cose in cui crede e io non mi meraviglio che autorevoli
colleghi come l'onorevole Lo Monte e come il presidente Leanza
legittimamente e autorevolmente cercano di affermare dei principi
o delle proposte in cui credono. E ciò non attiene solo
all'onorevole Lo Monte o al presidente Leanza, ma attiene a tutti
noi e, per esempio, nella finanziaria che con molto sacrificio
stiamo esaminando ricordo a tutti i colleghi che io stesso a nome
del mio Gruppo di Alleanza Nazionale in disaccordo su alcuni
temi, uno fondamentale, di questa finanziaria e cioé la tassa sul
metano avevo chiesto al Governo di accantonare quel provvedimento
eppure il Governo, proponendo altri provvedimenti, non l'ha
voluto fare e io responsabilmente ho rinunciato perchè bisogna
anche saper rinunciare. Ciò non vuol dire che ne ho fatto una
guerra di religione, ma è ben altra cosa se io avessi accusato a
causa di ciò il Governo o la Presidenza di chi sa quale misfatto,
perché questa mia tesi non era stata accolta e quindi
riallacciandomi a quanto avevo detto all'inizio è difficile
spesso fare presiedere un'Assemblea composta da tanti autorevoli
singoli deputati ognuno con una propria personalità, ognuno con
le proprie convinzioni, ognuno con le proprie idee da portare
avanti e da cercare di fare approvare. Però non v'è dubbio che
non è solo questa o quell'altra proposta che la Presidenza ha
dichiarato inammissibile, sono molte le proposta che la
Presidenza ha dichiarato inammissibile quindi io inviterei i
colleghi a prendere atto di una decisione che il regolamento
consegna nelle mani della Presidenza e quindi di non contestare
la Presidenza quando assume determinate decisioni perché
altrimenti, veramente, noi faremmo scemare, decadere, fare andare
in basso il prestigio stesso di questo Parlamento perché in ogni
occasione, in ogni circostanza, ci sarà sempre qualcosa che sta a
cuore ad ognuno di noi e se non la vediamo realizzata cerchiamo
il capro espiatorio a volte nella Presidenza a volte nel Governo,
a volte in colui diverso da noi che ci impedisce di realizzare
quello a cui tenevamo. Quindi, io anche in virtù del fatto che
con molto sacrificio stiamo portando avanti questa finanziaria e
che oggi siamo agli sgoccioli e dobbiamo dare ai siciliani lo
strumento finanziario io inviterei tutti i colleghi a fare un
passo avanti, ci sarà occasione di riesaminare una materia che,
fra l'altro, essendo materia elettorale mal si presta ad essere
accolta in uno strumento finanziario.
ACIERNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
ACIERNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non ho
nessun pudore a dire che se questo emendamento fosse stato messo
in discussione e si fosse votato avrei espresso il mio voto
favorevole, avrei anche, probabilmente, emendato il testo
dell'emendamento, perché, forse, nei piccoli comuni il limite di
uno, di due, di tre o di quattro, forse è un limite inutile. Io
credo che nelle piccole comunità, ci sono storie, in terra di
Sicilia, ma anche in altre parti d'Italia, di sindaci che hanno
governato per decenni ed in maniera egregia i piccoli comuni.
Però, io ho grande, grande rispetto delle decisioni della
Presidenza, anche quando queste decisioni potrebbero rivolgersi
contro i miei intendimenti di attività parlamentare.
E, voglio cogliere l'occasione di questo dibattito per
complimentarmi con il Presidente Fleres che ha dimostrato grandi
capacità nel condurre un'Aula difficilissima. Difficilissima non
soltanto sotto il profilo dello scontro politico che è naturale
quando si discute la legge finanziaria, ma difficilissima perché
ancora oggi questa Assemblea ha un Regolamento che non tiene
conto delle mutate condizioni del Parlamento siciliano.
Noi abbiamo un Regolamento che prevede ancora, per esempio,
la possibilità, da parte del Presidente della Regione, di porre
la fiducia su una legge. Ma sappiamo tutti bene che il
Presidente Cuffaro non può più esercitare questo diritto in
questa Aula, perché il Presidente Cuffaro ed il suo Governo non
sono più eletti da questa Aula. Per cui, quale fiducia può
chiedere ad una Aula che lo riceve direttamente dal consenso
popolare?
Allora, il vero tema che vorrei che con grande serietà si
affrontasse subito dopo la sessione di bilancio, Presidente io
sto facendo una proposta di lavoro, dico che l'Assemblea
regionale siciliana, chiusa la sessione di bilancio, deve in
tempi brevissimi aprire la sessione delle riforme.
Noi abbiamo già istituito sia la Commissione Regolamento che
la Commissione Statuto.
Ci sono dei temi importantissimi e tutti i problemi, o gran
parte di essi, che hanno tenuto impegnata l'Aula di questo
Palazzo per ore, ore ed ore, derivano fondamentalmente da un
Regolamento che va immediatamente modificato.
Allora, questo è l'augurio che io faccio a me stesso per la
mia attività, ma mi rivolgo a tutti i colleghi, non si può
lavorare, andare allo scontro solo perché, purtroppo, questo
Regolamento non tiene più conto di quella che è la nuova realtà
del Parlamento siciliano.
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io
intervengo per esprimermi sul fatto che la decisione di questa
Presidenza sul piano astratto, sul piano della valutazione
astratta, e riferita comunque a questo emendamento, è formalmente
ineccepibile.
E, tuttavia, io mi permetto, capisco di esprimermi in
termini gravi anche, di dire che è gravemente eccepibile il
comportamento della Presidenza dell'Assemblea, nel momento in cui
questa decisione non si iscrive in un atteggiamento equanime,
ispirato alla applicazione ed al richiamo all'applicazione ed al
rispetto rigoroso del Regolamento e del modo di legiferare di
questa Assemblea.
Sono invece decine e decine i casi di violazione che sono
stati fatti in ordine alla proponibilità di norme che andavano
collocate in questo contenitore che si chiamo legge finanziaria,
sono decine e decine le norme che non potevano essere giudicate
proponibili ed invece sono state giudicate proponibili.
Ora se invece fosse prevalso un rispetto rigoroso dei
contenuti e delle finalità del Regolamento di questa Assemblea e
se si fosse stati credibili sotto questo profilo fin dall'inizio
oggi non saremmo qui a commentare questa vicenda perchè io
voglio, a questo punto, capire la Presidenza dell'Assemblea,
quando è stato notificato al Parlamento il testo del disegno di
legge della finanziaria composta da circa 150 articoli, si è
messa subito in movimento e ha preso subito posizione in ordine
al fatto che quel disegno di legge in quei termini non poteva
essere presentato e quindi doveva essere ricondotto più
propriamente al contenuto della legge finanziaria. E per alcuni
giorni, alcune settimane si è andati avanti così, la Conferenza
dei Capigrupppo ha condiviso questo tipo di percorso, questo tipo
di atteggiamento della Presidenza dell'Assemblea. giunti alla
tappa finale invece, quell'atteggiamento rigoroso di improvviso,
d'emblée viene abbandonato per fare spazio invece ad un
atteggiamento molto più permissivo ed elastico, e allora mi viene
in mente di pensare due cose: una, che probabilmente c'era un
retro-pensiero nell'atteggiamento della Presidenza dell'Assemblea
che era quello di spostare su di sè il livello della mediazione
politica e se questo è accaduto, e se questo è nelle intenzioni,
è stato caso mai nelle intenzioni della presidenza dell'Assemblea
non è accettabile perchè non appartiene, in questi termini, al
profilo della Presidenza dell'Assemblea.
Oppure, che via via si è venuto determinando un
atteggiamento di interpretazione ad usum del fine e comunque
secondo gli equilibri e le convenienze del momento
l'interpretazione del Regolamento. Ecco perchè non c'è alcuna
autorità ed alcuna autorevolezza nella dichiarazione di
improponibilità di questo emendamento che possa credibilmente
farci ritenere consenzienti rispetto a questa dichiarazione di
improponibilità.
Mi permetto di dire al Presidente dell'Assemblea, alla
Presidenza attuale dell'Assemblea che coincide, in questa fase
con l'onorevole Fleres, che non vale l'argomento secondo il quale
questo emendamento è improponibile perchè sono stati già
convocati i comizi elettorali, non vale sul piano formale perchè
le liste si presentano dal 30 al 25 giorno antecedente la data
del voto e non la data di convocazione dei comizi non lo vale sul
piano dei comportamenti politici, consolidati nel tempo perchè
proprio questo argomento è stato violato e c'è un grave
precedente e fu esattamente quel grave precedente che noi
denunciammo in questo Parlamento e risale al mese di settembre
del 1997 quando a fase dei comizi elettorali già convocati, fu
imposto dal governo di allora, il cambio dell'intera legge
elettorale e anche, quindi, il cambio dell'intero sistema di
apprestamento della tecnica elettorale anche sul piano logistico.
E allora, per giustificare quella legge, quando già i comizi
elettorali erano stati convocati, si dovette spostare la tornata
elettorale dimostrando di avere in questo modo vulnerato il
principio delle regole cui tutti dobbiamo attenerci.
Non vale, onorevole Fleres, quel richiamo alla convocazione
dei comizi elettorali, anzi non andrebbe agitato visto proprio
questi precedenti. Io non voglio entrare nel merito e non lo
faccio perché non ci è stata data la possibilità. Però io credo
che da questa discussione debba scaturire invece un'indicazione e
l'indicazione che a questo Parlamento, visto che è stato posta in
termini così insistenti la questione, venga data questa
possibilità magari dichiarando qui che prima di Pasqua si possa
aprire una finestra legislativa che affronti il tema anche con
alcune correzioni, alcuni arricchimenti che possono essere
possibili avendo qualche giorno in più a disposizione per potere
legiferare in materia.
Mi dispiace solo una cosa, che su questo tema si sarebbe
potuto esercitare un potere di rappresentanze ed una
rappresentatività maggiore anche dei Comuni siciliani attraverso
l'ANCI, soprattutto alla luce del fatto che a livello nazionale
il tema è abbondantemente avviato anche a soluzione grazie anche
ad un confronto proficuo, fecondo che c'è stato tra l'ANCI
nazionale ed i Governi che nel corso dell'ultimo anno si sono
succeduti a livello nazionale. Quindi, voglio dire non si farebbe
cosa strana se in Sicilia si affrontasse il tema. Quindi io dico
che allora c'è una riparazione che bisogna fare al problema e in
questo senso invito i Capigruppo, invito la Presidenza
dell'Assemblea ad adoperarsi perché entro Pasqua possa essere
varato un provvedimento che affronti il problema per risolverlo.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
al Presidente Fleres, che sta conducendo assieme a noi in maniera
defatigante questo lavoro, questa sera va resa una constatazione
reale. Nel momento in cui emendamento viene dichiarato
inammissibile dal Presidente dell'Assemblea non avrebbe potuto
dare la parola a nessuno. Io credo che sia stato in questo
istante bravo nel senso che ha dichiarato inammissibile ma ha
dato la facoltà non solo ai firmatari ma anche ai Capigruppo e a
coloro i quali sono intervenuti di aprire un dibattito anche
minimo, ma lo sta dando ed in un momento difficile anche perché
veniamo da tre, quattro giorni defatiganti di lavoro in questa
Assemblea. Questa è una sottolineatura positiva che faccio
tenendo conto che in questa tornata il Regolamento è stato nella
eccezionalità di un momento così tanto delicato per l'Assemblea
tenuto nella considerazione che era più importante per la Regione
Sicilia approvare un bilancio ed una finanziaria piuttosto che
avere di mira e di vista solo ed esclusivamente la rigida
assoluta forma di un dibattito regolamentare. Ecco perché io
dico che di fronte a due colleghi, quali l'onorevole Leanza e
l'onorevole Lo Monte, che hanno espresso la loro posizione molto
convinta anche se in un momento che non può essere considerato
giusto, a elezione indette, a partita già iniziata, noi non
possiamo rispondere con un no, sic et simpliciter.
Ed io, che ho un gruppo per il quale mi spendo e accanto al
quale trovo collocazione forte, unanime ed ideale, devo dire che
pur nella differenziazione delle posizioni, che in larga
maggioranza sarebbero state contrarie e continuano ad essere
contrarie a questo tipo di indirizzo, tranne l'onorevole
Borzachelli, che mi ha detto di nominarlo in questo mio
intervento, e l'onorevole Turano, che sarebbero stati più
proclivi a dare una soluzione favorevole a questa iniziativa
dell'onorevole Lo Monte e dell'onorevole Leanza, pure nella
certezza che il resto del gruppo sarebbe stato contrario a questo
tipo di impostazione.
Io dico che è necessario, e mi rivolgo al Presidente della
prima commissione, che possa mettere mano presto ad una revisione
seria, aperta al dibattito di una minoranza, che pur nella
contrarietà di alcune posizioni sta dimostrando ancora una volta
di tenere fortemente in vita il ruolo, la dignità di questo
consenso.
Io dico che qui, amico Ardizzone, tu hai la necessità e lo
spunto forte perché possa mettere a fuoco non solo gli argomenti
trattati, ma tanti altri che accanto a questo debbono poter
portare la Sicilia, che per prima ha inventato l'elezione diretta
del Sindaco, ad onore di questo nostro Parlamento autonomista,
possa e debba portare per primo delle correzioni forti che diano
ai consigli comunali, alle assemblee elettive un ruolo che nel
tempo si è perduto e che ha fatto diventare molto debole il
potere, la presenza di rappresentanti eletti dal popolo che
spesso vengono da sindaci che per troppo tempo si siedono a fare
a volte i podestà, a volte il commissario del popolo, ad
esprimere concettualità, una concettualità che spetta, invece, ai
consiglieri comunali, ai consiglieri provinciali per essere
anch'essi eletti direttamente dal popolo.
Ecco perché, e concludo, io ritengo che il dibattito ci sia
stato, che l'iniziativa forte perché possa essere ripreso con
atti legislativi è quello che auspichiamo e che dobbiamo fare e
dobbiamo rendere atto positivamente di una conduzione difficile,
contrastata, da parte dell'onorevole Fleres quale Presidente di
questa Assemblea di tener conto che poi il risultato finale di
questa sera, e ci auguriamo venga il più presto possibile, sia
quello di un atto eroico, forte e leale di questo Parlamento che
dia non al governo soltanto, non alla maggioranza e alla
minoranza, ma alla Sicilia e ai siciliani lo strumento per essere
dignitosamente e fortemente amministrati da un Presidente che si
sta spendendo fino in fondo per una Sicilia migliore e diversa.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non entro
nel merito se non brevissimamente delle ragione che potrebbero
sollecitare questa Assemblea a valutare con serenità e
positivamente la possibilità che i Sindaci possano essere
rieletti anche dopo due mandati.
Innanzitutto perché si incide sulle regole della democrazia,
perché gli arbitri di qualsiasi carica istituzionale devono
essere in primo luogo i cittadini, soprattutto nelle piccole
comunità si crea un rapporto di identificazione forte con i
Sindaci che hanno il diritto anche di sottoporsi al giudizio dei
loro elettori.
Ci sono poi ragioni che attengono ad una disparità di
trattamento con altri livelli di governo; voi sapete che non c'é
nessun limite per i parlamentari nè per altri incarichi. Questo è
un argomento che l'Assemblea deve affrontare con grande serenità
e con impegno, ed io credo che il Presidente possa valutare anche
la possibilità di rivedere la sua posizione proprio perché c'è
una sensibilità diffusa che intende intervenire su questo
argomento, ovviamente qualora l'emendamento venisse dichiarato
improponibile io sono d'accordo con l'onorevole Giannopolo che ha
posto l'esigenza di una riforma che poi può essere anche
affrontata contestualmente con la legge di riforma elettorale
regionale che non deve essere fatta all'ultimo momento
caricandola anche di significati e di tensioni improprie. Io
spero che il Presidente riveda la propria posizione perché mi
pare giusto che i cittadini riacquistano il proprio potere di
decisione democratica.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, io
intervengo per dare forze, qualora ce ne fosse bisogno,
certamente non c'è ne bisogno perché bisogna dare atto al
Presidente dell'Assemblea, al Vicepresidente onorevole Fleres di
avviare un dibattito per cui ci ha dato la possibilità di entrare
nel merito, un merito sul quale ci sarebbe a lungo da discutere
certamente l'intervento dell'onorevole Leanza potrebbe essere
convincente per alcuni aspetti potrebbe non essere convincente
per altri ma questo da il senso che noi a due mesi dalle elezione
certamente non possiamo pensare di modificare alcune norme.
L'onorevole Fleres, ed è un fatto che vorrei puntualizzare, sulla
base di quello che ha detto l'onorevole Giannopolo ha fatto
riferimento all'avvio del procedimento elettorale, onorevole
Giannopolo a differenza degli anni scorsi in cui si era
intervenuti con delle norme a procedimento elettorale avvenuto,
che cosa significa, noi siamo disciplinati e regolati dal Testo
Unico dell'ordinamento degli enti locali del 20 agosto 1960 n. 3,
il quale testualmente dice: "La data delle elezioni è fissata
previa deliberazione della Giunta Regione" io leggo testualmente
il titolo "procedimento elettorale preparatorio" questo in
diritto significa atto endoprocedimentale significa che se noi
paradossalmente dovessimo domani stanotte esitare una norma che
modificasse il comma 3 dell'articolo 3 della legge 7 del 1992 il
commissario dello stato sarebbe legittimato ad impugnarla e
certamente noi non avremmo certezza di candidabilità dei sindaci
che già hanno raggiunti i due mandati. Per onestà e per dovere di
cronaca onorevole Giannopolo le debbo peraltro rappresentare che
la Commissione Affari Costituzionali della Camera la prima
Commissione degli affari Costituzionali della Camera ha per una
prima volta sentito l'esigenza dell'ANCI cioè l'anno scorso ha
rigettato la richiesto di estendere oltre i due mandati per i
sindaci eletti direttamente dal popolo; il problema è stato
riproposto nuovamente quest'anno si è discusso l'anno scorso e lo
ha discusso la Commissione Affari Costituzionali della Camera
sulla base di un disegno di legge di carattere popolare, è stato
presentato adesso,una spinta proprio dell'ANCI è stata chiesta
l'audizione e la Commissione Affari Costituzionali della Camera
quasi all'unanimità ha deciso in questa sede di soprassedere
proprio nell'imminenza delle elezioni del 26 maggio questo
dobbiamo avere il coraggio e direi io l'onestà intellettuale di
dirlo e di dirlo forte a chiara voce anche a rischio, mi consenta
onorevole Giannopolo, di rischiare l'impopolarità considerato che
nella mia provincia si vota in 48 comuni, però abbiamo un dovere:
di dare certezze, di dare norme chiare, di dare sicurezze, noi
non possiamo ingolfare il nostro ordinamento con norme su norme,
con norme contraddittorie tra di loro per cui bisogna dare atto
all'onorevole Fleres che l'improponibilità, per carità
inappellabile per cui è come se fossimo entrati nel merito della
discussione, per altro una discussione è stata consentita, non fa
altro che fare chiarezza. E' certo una differenza fra queste
norme che noi dovremmo trattare, per altro già dal dibattito che
c'è stato questa sera stessa si vede qual'è l'attenzione e c'è la
necessità come diceva l'onorevole Cintola, di un disegno di legge
organico. Su questo la prima commissione è fortemente
interessata, ha già sentito in sede di audizione i rappresentanti
dei comuni, l'ANCI, per altro anche l'URPS perché occorre un
discorso di carattere generale e di rivisitazione
dell'ordinamento degli enti locali complessivo, per cui ben
disponibile a rivedere questa normativa però io ho il dovere di
dire, l'onestà intellettuale di dire che per la data del 26
maggio essendo stato già avviato il procedimento elettorale le
norme sono quelle che sono indicate nella delibera di giunta del
2 gennaio 2002.
MICCICHE'. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Io non volevo intervenire tranne che sugli
emendamenti, quei pochi emendamenti che sono rimasti da discutere
e da votare. Ma gli interventi dell'onorevole Cintola e
dell'onorevole Ardizzone mi hanno indotto ad intervenire anche
perché quanto hanno detto, sia l'onorevole Lo Monte che
l'onorevole Giannopolo, mi pare che sia già sufficiente. Per
carità, per amor di patria, non mettiamoci a dare patenti e a
dire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, ciò che è legittimo
e che non è legittimo, ciò che è normativo e ciò che non è
normativo, ciò che è compatibile e ciò che non è compatibile, ciò
che è proponibile e ciò che non è proponibile Si possono usare
centomila aggettivi proprio perché quello che è successo in
quest'ultimo periodo, in quest'ultima sessione di bilancio ci
dimostra che è tutto opinabile quello che si fa, signor
Presidente.
Voglio evitare di personalizzare l'intervento e di
polemizzare a livello personale, ma quello che ha detto
l'onorevole Cintola in effetti mi ha fatto sobbalzare, nonostante
la stanchezza ci stia prendendo totalmente. L'onorevole Cintola
ha detto che l'onorevole Fleres ha fatto uno strappo alla regola,
alla norma. Ha dato la parola nonostante ha deciso che
l'emendamento Lo Monte non fosse proponibile. Grande senso di
democrazia e di tolleranza, lei ha detto. Meno male. Ogni tanto
un po' di tolleranza serve. Ma io spero che questa tolleranza
sia a 360 gradi e sia esteso anche ad altri. Quanto al
sottoscritto gli è stato più volte negata la facoltà di
intervenire, gli è stato detto di no, perchè a norma di
Regolamento non poteva intervenire perché l'argomento era chiuso
o non era legittimo una mia insistenza ad intervenire.
Con questo che voglio dire? Riprendo il ragionamento che
faceva appunto l'onorevole Fleres, quando mi diceva che bisogna
dare un po' di lezione ai deputati che non conoscono la norma,
perché in un momento così complesso bisogna insegnare ai deputati
delle norme.
Io voglio capire quali norme dobbiamo imparare, quelle
proprie, allora ognuno diventa autoreferente rispetto ad altri.
No, cari colleghi, non ci stiamo
Io credo che bisogna essere coerenti su tutto e che questo
possa servire nel prosieguo del suo mandato - visto che lei
sostituisce regolarmente il Presidente Lo Porto - e posso anche
capire che questa sessione di bilancio è stancante, come ha detto
lei, difficile, certo, perché lei ha un compito difficile, perché
probabilmente, l'onorevole Lo Porto non è nelle condizioni di
portarla a termine, come qualcuno ha detto.
Io non credo, penso, che l'onorevole Lo Porto abbia
dimostrato in alcuni casi massima apertura, elasticità, perché
sostituire il Presidente non significa essere elastico solo in
alcuni casi ed in altri no e su questo, signor Presidente Fleres,
la invito vivamente, per le prossime volte, ad essere elastico
come lei è stato elastico nel dare la parola all'onorevole Lo
Monte quando la sua richiesta non è stata accettata, perché resta
improponibile; che sia un esempio, un precedente per le altre
situazioni, tanto è scritto lì, è registrato, lo possiamo
prendere in qualsiasi momento.
E concludo, signor Presidente, chiedendo che sulla questione
di merito, proposta dall'emendamento Lo Monte, qualcuno ha
parlato di una finestra; possiamo aprire non solo finestre, ma
addirittura balconi.
Io faccio parte della Commissione, come ne fa parte
l'onorevole Ardizzone, si può incominciare benissimo lunedì o
martedì a discutere su questo argomento per cercare di trovare la
soluzione, senza pregiudizi, però vi posso dire che ho visto che
alcuni partiti della maggioranza non sono d'accordo per una
questione di principio, non perché vogliono rispettare le norme,
perché nel settembre del 1997, come diceva all'inizio l'onorevole
Giannopolo, sono state modificate le regole mentre già si stava
andando a votare, perché è vero che non venivano cambiate le
norme - il fatto che i sindaci dovevano presentarsi due, tre
volte - non era questo, anche perché nel 1997 non c'erano queste
condizioni, ma la verità è che cambiando sistema elettorale delle
schede si sono modificati sostanzialmente i risultati elettorali
e noi sappiamo benissimo che significa una sola scheda: la
vittoria totale del Polo della Libertà in quasi tutti i comuni
dell'Isola.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Presidenza ha ascoltato
tutti gli interventi e naturalmente ribadisce la dichiarazione di
improponibilità per gli emendamenti già indicati.
Io mi auguro che il Parlamento apprezzi come la posizione
della Presidenza non sia estemporanea, ma sia stata ripetutamente
ribadita con atti pubblici ed anche in conversazioni private e
quindi conferma la opinione rispetto alla improponibilità degli
emendamenti.
La Presidenza non ha altro da aggiungere rispetto a questo
tema; qualcosa avrebbe da aggiungere l'onorevole Fleres, ma
questo non può accadere in questo momento, credo che accadrà
molto presto in una fase successiva dei lavori di questo
Parlamento. Il rispetto della funzione che in questo momento
esercito mi impedisce di compiere valutazioni che esulano dal
compito che sto esercitando.
CONGEDI
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole Cintola ha chiesto
di porre in congedo l'onorevole Vincenzo Lo Giudice, l'onorevole
Fabio Mancuso.
L'onorevole Leontini ha chiesto di porre in congedo
l'onorevole Confalone. L'onorevole Formica ha chiesto di porre in
congedo l'onorevole Virzì e l'onorevole Granata.
(L'Assemblea ne prende atto)
Si passa all'emendamento 77.79, che è ritirato.
L'emendamento 77.84, è ritirato.
L'emendamento 77.84, è ritirato.
L'emendamento77.85,a firma degli onorevoli Ferro, Vitrano e
altri..
Onorevole Miccichè, la Presidenza non ha compiuto nessuna
deroga e nessuna forzatura, ha dato la parola sull'ordine dei
lavori così come è previsto dal Regolamento.
ACIERNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Io volevo fare una proposta alla Presidenza e
all'Aula sulla conduzione dei lavori vista l'ora tarda.
Ci sono ancora tanti emendamenti però mi pare che la gran
parte di questi o sono ritirati o sono inammissibili. Allora io
personalmente chiedo alla Presidenza di mettere in votazione
l'emendamento 77.368.
Invito i colleghi che hanno interesse a mettere in votazione
qualche emendamento di segnalarlo alla Presidenza in modo di
accelerare i tempi di questo dibattito.
PRESIDENTE. Onorevole Acierno, se lei ritiene che questa possa
essere una procedura che vale per tutti, ha senso. Se non dovesse
valere per tutti non avrebbe alcun senso e quindi la Presidenza
scorrerebbe, così come ha fatto in questo momento, diversi
emendamenti.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Visto che il governo non intende accogliere nessuno
degli emendamenti da noi presentati che sono migliorativi della
sgangherata proposta che è stata portata avanti in questa
finanziaria da parte del governo e in ragione del fatto che
questo impedisce una attenta valutazione, per quanto ci riguarda,
noi acconsentiamo alla proposta fatta dall'onorevole Acierno e
gli emendamenti a firma dei deputati del centro sinistra possiamo
considerarli ritirati.
LO CURTO . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO . Signor Presidente, semplicemente per dire che qui
dentro questa sera, questa mattina abbiamo anche perduto i ritmi
naturali e normali e fisiologici che scandiscono le ore e con le
ore anche tutto il resto delle cose che normalmente ci sono
dentro una giornata.
Qui dentro si è fatto appello alla tolleranza. Io dico che
veramente vorrei essere un po' meno tollerante di quanto sono
stata fino ad oggi, fino a questo momento giacché ho visto
abusare del Regolamento oltre ogni limite e ogni tolleranza.
E questo, forse, perchè c'era un pubblico qui dentro che
doveva in qualche maniera sentire dire certe cose a ciascuno di
noi. E se qualcuno non l'ha fatto il proprio talk show non l'ha
fatto anche pensando che costa fatica.
fatto anche pensando che il tempo costa, costa fatica.
Qui dentro c'è chi non ha dormito neanche 5 minuti, cioé la
maggior parte di noi.
E allora invito i miei colleghi ad attenersi al limite di
tolleranza, dopodiché ritengo che non dobbiamo né prenderci in
giro, né prendere in giro alcuno di noi e quelli che sono al di
fuori di noi.
Abbiate rispetto e abbiamo più rispetto di noi e degli
altri.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 77.368, a firma
dell'onorevole Acierno.
Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato l'ordine del
giorno n. 75. Ne dò lettura:
N. 75 - Interventi per la trasmissione televisiva dei lavori
parlamentari in tutta la Regione
ORDINE DEL GIORNO
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
IMPEGNA IL PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA
ad avviare le procedure per trasmettere, attraverso una
emittente televisiva che copra interamente tutta la
Regione, al fine di consentire a tutti i siciliani di
poter assistere ai lavori parlamentari.
(14.03.2002)
ROTELLA-PAFFUMI-BASILE-LO CURTO-ARDIZZONE-
VILLARI-BARBAGALLO-INCARDONA-ACIERNO-PAPANIA-
IOPPOLO-NICOTRA-GURRIERI-BALDARI-MOSCHETTO
Pongo in votazione l'emendamento 77.111, a firma
dell'onorevole Giannopolo.
Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, l'emendamento che abbiamo appena votato
costa 30 miliardi.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, devo fare notare a tutta l'Assemblea che in questo
momento i fondi globali non sono sufficienti a coprire l'importo
che è stato appena dichiarato.
Di conseguenza, inviterei di nuovo alla rivisitazione
dell'articolo e, se è il caso, anche ad un maggiore chiarimento e
ad una maggiore presentazione.
Quindi, signor Presidente, inviterei di nuovo a rimettere in
discussione l'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Onorevole Pagano, come lei sa, l'Assemblea ha già
votato.
C'era un altro emendamento che doveva essere votato.
Onorevole Pistorio è sfuggito un particolare e cioé che
l'onorevole Speziale ha detto che sono ritirati tutti tranne due.
Il Gruppo DS propone di discutere l'emendamento 77.383 a
firma degli onorevoli Oddo, Panarelo, Giannopolo, Zago.
CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, presidente della Regione. Intervengo per un
chiarimento. L'emendamento che abbiamo appena votato non prevede
trenta miliardi di spesa perché è su fondi dello Stato e poi è un
fondo di rotazione. L'emendamento 77.383, invece, è un disegno di
legge che la Giunta di Governo ha interamente presentato che
abbiamo mandato a questo Parlamento e non possiamo che essere
d'accordo perché la Giunta di Governo si è già pronunciata. Tra
l'altro prevede la possibilità di fare gli eliporti nelle isole
minori che è una scelta che abbiamo già fatto da parecchio tempo.
Quindi esprimiamo parere favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 77.383. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Passiamo al testo base della finanziaria, disegno di legge
n. 298 - stralcio II/A. Il Governo dovrebbe presentare le tabelle
di cui all'articolo 76, a seguito dell'articolato. Il Governo è
nelle condizioni di presentarle?
CUFFARO, presidente della Regione. Sì.
PRESIDENTE. L'Assemblea prende atto che per un errore di
battuta l'esercizio finanziario di riferimento nell'emendamento
77.383 non è il 2001, bensì il 2002.
Onorevoli colleghi, dopo la votazione dell'articolo 76 e
delle relative tabelle e dopo la votazione finale del disegno di
legge, l'Aula verrà sospesa per consentire alla Giunta di Governo
di varare le variazioni di bilancio e poi tornare in Aula per la
definitiva votazione di bilancio che tenga conto delle variazioni
approvate dalla Giunta.
Siamo in dirittura d'arrivo, ma non abbiamo ancora concluso
i lavori. Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 2.05, è ripresa alle ore 2.27)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, si passa all'esame delle tabelle, di cui
all'articolo 76.
Si passa alla tabella A), di cui alla pagina 2, del
fascicolo delle tabelle. Si comincia con l'emendamento
modificativo della tabella A), a firma degli onorevoli Ferro e
Tumino.
FERRO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento della tabella A), a firma
dell'onorevole Cracolici. Si tratta di una modifica di
denominazione, anziché 'buono scuola', in 'legge diritto allo
studio'.
Il parere del Governo?
CUFFARO, Presidente della Regione. Signor Presidente, sono
contrario perché è uno dei punti del programma del contratto con
gli elettori.
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo
che nel programma del Governo ci sia anche la legge sul diritto
allo studio, stando alle cose che lei ha detto in quest'Aula.
In ogni caso, vorrei dire alla Giunta di Governo, che ha
esitato anche un disegno di legge sul diritto allo studio,
perchè nella tabella mettiamo solo le risorse finanziarie per la
legge sul buono-scuola e non anche per la legge sul diritto allo
studio universitario, che avete esitato quasi in contemporanea?
La legge sul diritto allo studio includeva anche il buono-scuola.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE. presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa alla tabella A alla quale sono stati presentati gli
emendamenti A2, A3, A4, che, posti separatamente in votazione
non sono approvati.
L'emendamento A1 è ritirato; l'emendamento A5 è
improponibile.
Gli emendamenti C1, C 23, C6, C2, C19, C17, C3, C4, C5, C7,
C8, C9, C10, C13 e C14 sono superati.
L'emendamento C16 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento C11 e C15 sono dichiarati improponibili.
Gli emendamenti C18, C21, C22 e l'emendamento a firma
dell'onorevole Speziale sono superati.
La Tabella C, posta in votazione, è approvata.
approvate.
Si passa alla Tabella F.
Gli emendamenti F1 ed F2 sono superati.
L'emendamento F3, posto in votazione, non è approvato.
L'emendamento F4 è improponibile.
La Tabella F, posta in votazione, è approvata.
Si passa alla Tabella G.
Gli emendamenti G.1, G.2 e G.3 sono superati.
La Tabella G, posta in votazione, è approvata.
Si passa alla Tabella H.
Gli emendamenti H1 e H2 sono ritirati .
l'Assemblea ne prende atto.
Gli emendamenti H3 , H4, H5 e H6, posti separatamente in
votazione, non sono approvati.
La Tabella H, posta in votazione, è approvata.
Si passa alla Tabella I.
Gli emendamenti I.7.1, I.7, I.32.1, I.32 e I.8 sono
improponibili.
Gli emendamenti I.22, I.5.1, I.19, I.35, I.3, I.10 sono
superati.
Gli emendamenti I.5, I.37, I.36, I.4, I.33, I.9, I.18, I.29
sono improponibili.
Gli emendamenti I.4.1, I.2, I.16, I.38 sono superati.
L'emendamento I.25 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento I.1 che, posto in votazione, non è
approvato.
Gli emendamenti I.23 e I.24 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Gli emendamenti I.34, I.6 e I.27 sono improponibili.
Si passa all'emendamento I.15 che, posto in votazione, non è
approvato.
L'emendamento I.26 è superato.
Gli emendamenti I.31, I.13, I.17, I.30, I.11 e I.28 sono
improponibili.
Gli emendamenti I.21, I.12, I.14 sono superati.
L'emendamento I.20 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
La Tabella I, posta in votazione, è approvata.
Pongo separatamente in votazione le Tabelle A e B.
Sono approvate.
Informo che le Tabelle testè approvate vanno integrate
dall'importo di cui all'emendamento 77.421.
Si passa all'articolo 76. Ne do lettura:
Art. 76.
Fondi globali e tabelle
1. Gli importi da iscrivere nei fondi globali di cui
all'articolo 10 della legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e
successive modifiche ed integrazioni, per il finanziamento
dei provvedimenti legislativi che si perfezionino dopo
l'approvazione del bilancio, restano determinati per ciascuno
degli anni 2002, 2003 e 2004 nelle misure indicate nelle
tabelle A e B, allegate alla presente legge, rispettivamente
per il fondo globale destinato alle spese correnti e per il
fondo globale destinato alle spese in conto capitale.
2. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera c) della
legge regionale 27 aprile 1999, n. 10, così come sostituito
dall'articolo 52, comma 14, della legge regionale 3 maggio
2001, n. 6, le dotazioni da iscrivere in bilancio per il
rifinanziamento di leggi di spesa sono stabilite negli
importi indicati, per l'anno 2002, nella tabella C allegata
alla presente legge.
3. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera d) della
legge regionale 27 aprile 1999, n. 10, le autorizzazioni di
spesa recate dalle leggi indicate nella tabella D allegata
alla presente legge sono ridotte degli importi stabiliti, per
ciascuno degli anni 2002, 2003 e 2004, nella tabella
medesima.
4. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera e) della
legge regionale 27 aprile 1999, n. 10, così come modificato
dall'articolo 56, comma 1, della legge regionale 3 maggio
2001, n. 6, le autorizzazioni di spesa recate dalle leggi a
carattere pluriennale indicate nella tabella E allegata alla
presente legge sono rimodulate degli importi stabiliti, per
ciascuno degli anni finanziari 2002, 2003 e 2004, nella
tabella medesima.
5. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera f) della
legge regionale 27 aprile 1999, n. 10, le leggi di spesa
indicate nella tabella F allegata alla presente legge sono
abrogate.
6. Gli stanziamenti autorizzati in relazione a
disposizione di legge la cui quantificazione è demandata alla
legge finanziaria sono determinati nella tabella G allegata
alla presente legge.
7. Per l'esercizio finanziario 2002 i contributi e gli
altri trasferimenti in favore di associazioni, fondazioni,
centri studio ed altri organismi comunque denominati, nonchè
le altre spese continuative annue, di cui alla tabella H
allegata alla presente legge, sono iscritti in bilancio nella
misura ivi prevista.
8. I destinatari dei contributi di cui al comma 7 che non
abbiano fatto pervenire alla data del 15 luglio di ogni anno
il conto consuntivo dell'anno precedente sono esclusi dal
finanziamento per l'anno successivo.
9. Ai sensi dell'articolo 200, comma 1, della legge
regionale 23 dicembre 2000, n. 32, le spese autorizzate
relative agli interventi della citata legge che hanno
ottenuto l'autorizzazione comunitaria sono quelle indicate
nella tabella I allegata alla presente legge.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 77. Ne do lettura.
Art. 77.
Effetti della manovra e copertura finanziaria
1. Gli effetti della manovra finanziaria e la relativa
copertura derivanti dalla presente legge sono indicati
nell'allegato prospetto.
2. Le disposizioni della presente legge si applicano con
decorrenza dall'1 gennaio 2002.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 78. Ne do lettura.
Art. 78.
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
farla osservare come legge della Regione.
Pongo in votazione la delega alla Presidenza per il
coordinamento formale del disegno di legge.
(E' approvata)
Presidenza del vicepresidente FLERES
VOTAZIONE FINALE DEL DISEGNO DI LEGGE N. 298 - STRALCIO II/A
"LEGGE FINANZIARIA 2002"
MICCICHE'. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per esprimere il voto contrario al disegno di legge finanziaria.
Abbiamo cercato di migliorarla, in alcuni casi ci siamo
riusciti, ma nella gran parte no, a causa di un atteggiamento di
chiusura da parte della maggioranza.
Dire che questo bilancio è un bilancio che toglie ai poveri
e dà ai ricchi, l'abbiamo già detto, non è una novità, ma
è necessario ribadirlo.
Probabilmente, ha ragione l'onorevole Capodicasa, si possono
fare pochi commenti su questo bilancio, perché le vicende di
questi ultimi tre mesi sono sotto gli occhi di tutti.
Abbiamo tentato di migliorarlo - come dicevo poco fa - ma
non ci siamo riusciti per la chiusura di questo Governo, ma anche
per la mancanza di una sovrastruttura che accogliesse nel suo
iter tutti i passaggi necessari per poter dare un maggiore
contributo.
Ritengo che molti dei provvedimenti inseriti in bilancio
siano provvedimenti virtuali che servono a gettare fumo negli
occhi.
Invito questo Governo a essere meno trionfalista. Mi ha dato
l'impressione che questo bilancio, questa finanziaria sia uno
strumento finanziario che anticipi qualche evento elettorale. Ho
percepito un'atmosfera quasi prossima alle elezioni. Infatti in
alcuni comuni a breve si svolgeranno le elezioni, ma non
interessano i rappresentanti di questo Parlamento.
Questo mi ha impressionato.
Probabilmente già si è aperta la campagna elettorale, caro
Presidente, perché da parte sua ho visto un interesse quasi
spasmodico a trovare l'appiglio, il bilancino.
Ho definito l'assessore Pagano l'assessore 'taglia e cuci'.
Non è un modo dispregiativo.
Sto cercando di concludere. Il mio intervento non è fatto
tanto per intervenire ma per ribadire il mio dissenso a questa
manovra.
L'abbiamo detto in tutte le salse però mi preme sottolineare
una cosa e concludo. Ci sono state alcune richieste di
emendamenti che sono state respinte senza alcuna motivazione. Per
esempio, l'emendamento che avevo fatto a superamento delle
barriere architettoniche; il contributo ai comuni per questo
problema, non è stato accettato.
Questa chiusura la dice tutta su come questo Governo intende
risolvere i problemi dei siciliani lo interessano probabilmente
solo alcune cose.
Spero che nel prosieguo della mia attività parlamentare
possa dimostrare che le denunzie su ritardi, inadempienze di
questo Governo è la fine di un dialogo e questo mi ha
profondamente turbato. Spero che ci sia occasione in determinati
momenti legislativi che possa prevalere il buon senso.
Concludo dicendo abbiate un po' di compassione per questa
Sicilia, che è veramente povera e disgraziata
BARBAGALLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Sarò brevissimo, considero l'orario estremamente
impegnativo, non vorrei utilizzare termini eccessivamente
critici, non posso tuttavia non rilevare che la manovra
finanziaria è assolutamente carente non indica un programma di
risanamento serio gli sforzi compiuti alla fine sono stati in
gran parte vanificati soprattutto perché manca una strategia di
programmazione, quindi di rientro parziale del pesante
indebitamento della Regione. Le entrate come sono state più volte
sottolineate dai vari colleghi, sono frutti di calcoli
difficilmente realizzabili, in gran parte virtuali, sicuramente
non danno certezza; le risorse finanziarie per nuovi interventi
legislative sono ridotti al minimo i fondi accantonati nei fondi
globali sono molti esigui, questo significa che non è facile fare
nuovi interventi legislativi soprattutto in direzione di una
crescita e di uno sviluppo produttivo della nostra Regione.
Sono stati penalizzati alcuni settori fondamentali, basti
pensare come è stato più volte detto agli Enti Locali, e alle
politiche sociali, sono stati introdotte molte tasse, effettuati
tanti tagli e introdotto il doppio ticket, potremmo definire
questa finanziaria, la finanziaria delle tre "T", Tasse, Tagli e
Ticket; l'opposizione ha tentato di migliorarla, in qualche caso
c'è riuscita, speravamo che i deputati della maggioranza
potessero fornire un contributo maggiore sui contenuti della
finanziaria e prevalsa la logica dello schieramento,
dell'appartenenza del rapporto di forza, mi auguro che nel futuro
si possa avere un confronto più proficuo sulle cose da fare e sui
problemi da risolvere. L'unico dato positivo che si può
registrare e quello che la legge contiene emendamenti di spesa
interiori rispetto alle ultime finanziarie, questo è vero c'è
stato un impegno dell'assessore e del presidente che ha limitato
gli interventi di spesa al di la delle leggi di rifinanziamento e
questo è un dato positivo; d'altra parte era difficile fare
peggio delle ultime due finanziarie che hanno visto un
indebitamento eccessivo per le nostre casse, basti pensare il
ricorso ai mutui dell'assessore Nicolosi, pari a 2.397 miliardi e
l'altro contratto nei mesi passati dall'assessore Pagano di 1.000
miliardi.
Tuttavia, è un fatto positivo che la nostra Regione ha
finalmente un bilancio, si dà una risposta ai cittadini; noi
abbiamo dato il nostro contributo senza atteggiamenti
pregiudizialmente contrari. Mi auguro che si inauguri una
stagione di confronto positivo, una cultura e una dialettica
nuova nei rapporti tra maggioranza ed opposizione. Sono stato tra
i sostenitori di chi ritiene che una opposizione debole non serve
nemmeno alla maggioranza e sono convinto che l'opposizione non
debba dire soltanto dei "no", l'opposizione si deve confrontare
sui programmi, deve fare le sue scelte, deve rischiare, deve
quasi proporre un programma alternativo. Siamo appena all'inizio
della legislatura, mi auguro che questo discorso possa essere
sviluppato ed approfondito in futuro.
SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, intervengo brevemente. Ci
troviamo di fronte ad un bilancio con entrate incerte,
l'onorevole Assessore - se fa bene i conti - vedrà che c'è un
incremento delle spese correnti, una riduzione per le spese in
conto capitale e per investimenti, tagli per i settori
produttivi, dal commercio all'artigianato, tagli per i contributi
all'occupazione sostegno all'impresa, manovra complessiva priva
di respiro, indebolimento complessivo delle condizioni di
bilancio, difficoltà a confrontarsi con i mercati finanziari
nazionali ed internazionali. Ci troviamo di fronte ad una manovra
complessiva il cui tratto distintivo è quello di far pagare un
prezzo altissimo alla Sicilia. Tassa sul metano, tasse sui ticket
sanitari, senza elementi correttivi di intervento strutturale
della spesa storica della Regione. E' un Governo che trascina con
se contraddizioni, che non è in grado di fare questi interventi
strutturali e che rischia, lo diciamo adesso, nel corso di questa
finanziaria, di non chiudere il bilancio dell'anno prossimo.
Onorevoli colleghi, l'anno prossimo, se dovessero perdurare
le condizioni di bilancio della nostra Regione così come sono,
con il fatto che si è stati impacciati a fare interventi
strutturali, noi - l'anno prossimo - non chiuderemo il bilancio
della Regione. Questo comporterà il dissesto di intere
amministrazioni comunali, la perdita di prestigio e di
credibilità nostra e il fatto che la Sicilia rischia di essere
tagliata fuori da processi globali e indebolire i livelli delle
proprie decisioni.
Noi riteniamo che questo sia frutto di due condizioni la
difficoltà a leggere la crisi strutturale del nostro bilancio ed
una classe dirigente che, malgrado abbia avuto un consenso ampio
da parte dei siciliani, è inadeguata al riuscire a tagliare dove
c'è da tagliare. E i tagli non si fanno perché è una classe
dirigente che si autoalimenta con le spese correnti. C'è la
classe dirigente della Sicilia che vive soltanto soltanto di
gestione della spesa e che non è in grado di assicurare sviluppo
alla nostra Regione. Sono queste le motivazioni che ci hanno
indotto a fare una battaglia, qualche volta ci siamo riusciti
come nel settore degli artigiani, altre volte non ci siamo
riusciti, abbiamo cercato di incidere profondamente soprattutto
negli interventi strutturali, ma abbiamo trovato un atteggiamento
sordo da parte del Governo. Non vogliamo assumerci nessuna
responsabilità rispetto alla finanziaria e al bilancio, ed è per
questo che noi esprimiamo il nostro dissenso ed il nostro voto
contrario.
CINTOLA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio fare
delle osservazioni, molto velocemente. Intanto, perché non dire
che questa Assemblea, stasera assurge a un tono che le compete,
al di là delle assenze, di quello che i giornali hanno espresso,
e dovremmo essere più cauti, questo è invece un momento in
positivo molto forte. E' necessario, signor Presidente,
delegiferare, avere testi unici, sburocratizzare perchè è
impossibile che si continui con una burocrazia che ha migliaia di
passaggi ed è un imperativo assolvere al precariato per guardare
a chi un posto di lavoro non l'ha mai avuto in Sicilia. Questa
maggioranza e questa Assemblea può rendere un servizio reale a
questa nostra Regione. C'è necessità che ci sia meno riottosità,
più convergenza e più unitarietà di valori, di interventi e di
interessi che non possono essere guardati in senso settoriale. E'
necessario che la Giunta riesca ad avere assieme al Presidente
della Regione una maggiore coesione e direi di parlare
dialetticamente all'interno molto di più e di esprimere
all'esterno molto meno le cose che si raggiungono in senso
unitario.
Confidiamo che questo bilancio, in Agricoltura con i 100
miliardi - che ha visto il sacrificio enorme di un'intera
maggioranza che ha sacrificato anche interessi più piccoli o
forti per assolvere ad un compito che era quello che interessava
al programma con il quale questa maggioranza è stata creata dalla
Sicilia - abbia in questo momento un inizio ed una continuità che
possa assolvere ai compiti che gli sono stati affidati da un
intero popolo. A lei, Presidente della Regione, non c'è da
assicurare e da fare auguri, c'è da considerare che lo vogliamo
più sereno, meno addormentato, più sano e più salutare.
PRESIDENTE. Indìco la votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge n. 298 /A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti ....... 54
Maggioranza .............. 28
Favorevoli ............... 45
Contrari ................. 9
(L'Assemblea approva)
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per consentire alla
Commissione Finanze di riunirsi dopo che la Giunta avrà esitato
a nota di variazione.
Dopo la conclusione dei lavori della Giunta e della
Commissione Finanze, la seduta riprenderà com la votazione della
nota di variazione e il voto conclusivo sul bilancio.
(La seduta, sospesa alle ore 3.10, è ripresa alle ore 3.15)
La seduta è ripresa.
Comunico che sono stati presentati dal Governo, ai sensi
dell'articolo 117 del Regolamento interno, i seguenti
emendamenti: 31.7, 77.420.9, 7.1 al comma 13, all'articolo 35,
all'articolo 63, all'articolo 71 comma 13, all'emendamento 39.8
all'articolo 9 commi 1 e 3.
All'articolo 9 del comma 1, sopprimere le parole 4, 5, e 6.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 31.7, dopo le parole "articolo 3,
comma 11" sopprimere le parole "e dodici".
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 77.429.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 71, comma 13 e comma 4, anziché titolo
24.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al comma 2 sexies, all'articolo 35 invece di
"applicano", si "applicheranno".
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
. Al comma 1 e al comma 2 sostituire le parole "fondi
assegnati" con le parole "fondi di rotazione assegnati.."
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al comma 13 dell'articolo 71.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 39.8, sostituire le parole
"attività produttive" con "competente".
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, il Governo ha approvato la nota di
variazione al disegno di legge del bilancio di previsione
dell'esercizio finanziario 2002. La Commissione l'ha già
esaminato e dunque è pronto per l'Aula. Pongo in votazione la
nota di variazione che ha avuto parere favorevole della
Commissione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 11 del bilancio.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO PALESE NOMINALE DEL DISEGNO DI
LEGGE. "297-299/A.
PRESIDENTE. Indìco la votazione per scrutinio palese nominale
del disegno di legge:"297-299/A".
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
palese nominale:
Presenti e votanti 48
Maggioranza 25
Favorevoli 41
Contrari 7
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a lunedì 25 marzo
2002 alle ore 17.00 con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente FLERES
I - COMUNICAZIONI
II - SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA: INDUSTRIA
La seduta è tolta alle ore 03.20 di venerdì 15 marzo 2002
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 5.00.