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Resoconto d'Aula della Seduta n. 47 di giovedì 14 marzo 2002
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   Presidenza del vicepresidente FLERES


     SCOMA,  segretario,  dà  lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  s'intende
  approvato.

     PRESIDENTE. Informo, ai sensi dell'articolo  127,  comma 9 del
  Regolamento interno, che nel corso  della seduta potrà procedersi
  a votazioni mediante sistema elettronico.

    SEGUITO DELLA DISCUSSIONE CONGIUNTA DEL  DISEGNO  DI  LEGGE NN.
    297-299/A "BILANCIO DI PREVISIONE DELLA  REGIONE  SICILIANA PER
    L'ANNO FINANZIARIO 2002 E BILANCIO  PLURIENNALE PER IL TRIENNIO
    2002-2004",  E  DEL DISEGNO DI LEGGE N.  298  -  STRALCIO  II/A
    "LEGGE FINANZIARIA 2002"

     PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto   dell'ordine   del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
       Si procede con il seguito  della  discussione  congiunta del
  disegno  di legge n.  297-299/A  "Bilancio  di  previsione  della
  Regione  siciliana  per  l'anno  finanziario   2002   e  bilancio
  pluriennale per il triennio 2002-2004", e del disegno di legge n.
  298 - Stralcio II/A "Legge finanziaria 2002".
       Invito i componenti la seconda  Commissione,  'Bilancio',  a
  prendere posto nel relativo banco.
       Comunico che è stato presentato  dal  Governo  l'emendamento
  7.421 che si compone di due  parti  concernenti  gli  emendamenti
  77.420.16 e 77.420.6.
       Onorevoli  colleghi,  è  stato già distribuito l'emendamento
  7.421 presentato dal Governo.

     GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO. Signor Presidente,  io  intervengo  perchè  noi ci
  siamo lasciati in  un  modo, ci ritroviamo in un altro modo; come
  dire, fanno sempre bene le novità.
       Noi ci siamo lasciati  stamattina  con  il  maxi emendamento
  presentato dal Governo, che aveva fatto, rispetto alla precedente
  ipotesi,  una  scrematura  tutto  sommato  presentabile.  Adesso,
  invece, alla  ripresa  dei  lavori, ci si ripresenta non solo una
  differenza tra  la  versione  iniziale  e la versione ridotta, ma
  addirittura  una versione ulteriormente ampliata di norme, quali,
  per esempio,  quella  sui lavori pubblici o quella che io, quando
  abbiamo parlato  della  'tassa  del tubo', avevo paventato, che è
  quella  appunto  dell'autorizzazione  all'ENEL alla palificazione
  per via aerea  e  agli  elettrodotti  per  via aerea nei parchi e
  nelle riserve.
       Quindi, caro Presidente, così non si può andare avanti  Così
  non si può  procedere   Perché  tanto  vale,  allora - lo dico al
  Presidente  dell'Assemblea  -  acclarare  due  principi: uno, che
  tutto è  proponibile;  due,  che  si  esaminano singolarmente gli
  emendamenti del fascicolo.

     LO MONTE . Onorevole Giannopolo, questo è già stato acclarato.

        GIANNOPOLO.  Mi  fa piacere.  Perché  sento, invece, dire e
  circolare voci  secondo  le quali ci sono cose proponibili e cose
  improponibili.  Sarebbe  davvero singolare che in questo percorso
  della legge  finanziaria  arrivassimo  ad  un  punto  in  cui c'è
  qualcuno, in  quest'Aula, che possa proporre l'improponibilità di
  qualche  cosa.   Sarebbe   davvero  singolare  ed  un  po'  anche
  farsesco e del tutto evidente.
       Quindi io propongo al Governo di ritirare questo emendamento
  e di  riproporre  invece  l'esame, da parte dell'Aula, di tutti i
  tre blocchi  degli  emendamenti,  quello  grosso di non so quante
  centinaia, poi c'è  quello  del Governo di non so quante decine e
  poi ci sono gli emendamenti alle Tabelle.
       Quindi, Presidente, io  formalmente La invito a procedere in
  questo modo.

     CAPODICASA,  relatore  di  minoranza.  Chiedo  di  parlare per
  dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

     CAPODICASA, relatore di minoranza. Signor Presidente, credo ci
  sia veramente  bisogno  di trovare una sede, perché ormai dispero
  che possa essere  l'Aula  la  sede  in cui si metta a verifica il
  procedimento legislativo di Commissione e d'Aula, considerato che
  non esiste più  alcuna  autorità  in grado di porre un freno alle
  continue violazioni, non solo regolamentari ma di legge.
       Io   vorrei  capire  qual è  il  senso  dell'intervento  del
  Presidente  dell'Assemblea sul testo della Finanziaria presentata
  dal  Governo  a  norma  dell'articolo  73  ter  del  Regolamento,
  considerato che  prima  in Commissione, ma in modo più contenuto,
  perché  forse  serviva  per  potere  fare  uscire  il testo dalla
  Commissione e arrivare in Aula, dove, in modo molto più massiccio
  e - diciamolo  pure - in modo del tutto scomposto e con procedure
  tali da  non  consentire  un  esame  accurato da parte dell'Aula,
  arrivano  emendamenti,  che,  direbbe qualcuno, riguardano 'varia
  umanità'.
       Adesso,  dopo  quelli di questa mattina, abbiamo emendamenti
  che riguardano la  legge  numero 10 del 1993, la legge sui lavori
  pubblici; si  inserisce  un  emendamento  che  in  area  di parco
  consente di  realizzare  reti elettriche anche per via aerea; c'è
  un  emendamento  sul  sistema  di  qualificazione  delle  imprese
  esecutrici di  lavori  pubblici  per  importo superiore a 150.000
  euro; ci  sono  emendamenti  che  riguardano modifiche alla legge
  numero  21  del  1985;  emendamenti  che  riguardano  materie  di
  assistenza, c'è  un  po'  di  tutto.
       Ma questo  non  arriva come emendamento finale a chiusura di
  un  percorso.  E'  l'ennesimo  emendamento,  maxi-emendamento del
  Governo
       Vi  ricordate, c'era una trasmissione televisiva condotta da
  Renzo  Arbore,  nell'ambito  della quale operava una orchestrina,
  messa insieme  alla  bell'e  meglio,  a  cui Arbore diede un nome
  improvvisato per la trasmissione, si chiamava 'I senza vergogna';
  questo è  il Governo dei 'senza vergogna', come quell'orchestrina
  messa in piedi per la trasmissione 'Quelli della notte'.
       Io  vorrei capire che senso ha fare una legge, stabilire dei
  percorsi? Posso capire che ci possa essere l'emendamento urgente,
  si concorda  e,  siccome  sappiamo  che  la  prassi  parlamentare
  fissava  anche   dei   comportamenti   ove  non  ci  fosse  stata
  un'obiezione   di  nessun  parlamentare,  perché  si  condivideva
  l'esigenza,  l'urgenza di qualche provvedimento, si andava avanti
  anche in deroga  al  Regolamento. Ma qui non c'è più la deroga al
  Regolamento, è  il  Regolamento  che  deroga  ad  una  prassi, al
  contrario.
       La  prassi  è  che si infila tutto, norme di spesa, norme di
  lavori pubblici, norme in materia ambientale, norme urbanistiche,
  di tutti  i generi. E' perfino difficile orientarsi nella cascata
  di emendamenti, di  norme,  vi rendete conto, questo è un modo di
  legiferare? Credo che siamo andati ben oltre la decenza.
       Poi non  parliamo  della Presidenza, la quale ormai ha fatto
  diventare l'Assemblea  regionale  una  specie  di  forno dove può
  entrare di  tutto.  Non  esiste  l'autorità  della Presidenza che
  attiene alle leggi.
       Signor  Presidente,  lei  se  ne  può andare da lì. A che ci
  serve?  A  dare  la  parola?  A  questo ci possiamo pensare noi a
  turno.  Lei è messo lì perché deve dire: questa cosa può e questa
  non   può.
       Ha  ragione  l'onorevole  Giannopolo.  Tutto  è ammissibile?
  Allora il  Presidente dell'Assemblea per quale motivo ha fatto un
  intervento  preventivo?  Perché  ha  voluto  penalizzare  sia  le
  commissioni di merito che la Commissione Finanza e bilancio?

     PRESIDENTE. Onorevole Capodicasa, devo invitarla a concludere.

     CAPODICASA,  relatore  di  minoranza.  Si è disturbato, signor
  Presidente?

     PRESIDENTE.  No,  onorevole  Capodicasa,  ma  devo invitarla a
  concludere. La Presidenza sa quello che deve fare.

     CAPODICASA,   relatore   di   minoranza.  La  Presidenza  deve
  rispettare i  regolamenti,  no che sa quello che deve fare    Lei
  compie abusi  ogni  minuto,  Presidente  e  le  assicuro  che non
  rimarrà senza conseguenze questo suo comportamento  Vergogna

     PRESIDENTE.  La  Presidenza sa quello che deve fare e rispetta
  il Regolamento,  onorevole  Capodicasa,  La prego di calmarsi. La
  Presidenza non  compie  abusi.  Cerchi di tenere un comportamento
  più parlamentare.

     CAPODICASA, relatore  di  minoranza.  Lei si deve dimettere da
  quella carica, perché non è degno di ricoprirla

     PRESIDENTE.  Onorevole  Capodicasa,  stia  calmo

     CAPODICASA,   relatore   di   minoranza.  Si calmi Lei

     PRESIDENTE. Stia  calmo,  che dobbiamo stare insieme per altri
  quattro anni

     CAPODICASA, relatore di minoranza.  Si mette in discussione un
  emendamento che la riguarda personalmente

     PRESIDENTE. La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 19,14, è ripresa alle ore 19,35)

                PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CRISAFULLI

     PRESIDENTE. Comunico  che  è stata convocata la Conferenza dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari, in Sala Rossa, e pertanto i
  lavori d'Aula sono sospesi per un'ora.

     (La seduta, sospesa alle ore 19,36, è ripresa alle ore 23,20)

     PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
       Onorevoli   colleghi,   sospendo  ulteriormente  la  seduta,
  avvertendo che riprenderà fra 20 minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 23,21, è ripresa alle ore 23,59)

    La seduta è ripresa.

     PRESIDENTE.  Si  passa  all'emendamento 77.420.6. Lo pongo in
  votazione.

     LEANZA VINCENZO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LEANZA  VINCENZO.  Signor  Presidente, aderendo alla richiesta
  del capogruppo del mio partito ritiro tutti gli emendamenti a mia
  firma ad eccezione dell'emendamento numero 77.80, credo ma potrei
  anche sbagliarmi  e  quindi  indico  l'oggetto.  Si  tratta della
  possibilità di avere  un  terzo  mandato per i sindaci dei comuni
  con  popolazione   inferiore   a  10.000  abitanti.  In  sede  di
  discussione  dell'emendamento  ne  illustrerò le ragioni ma credo
  che il  tema sia di notevole importanza che merita considerazione
  e che può  trovare  ingresso anche in questo disegno di legge che
  abbiamo  discusso   in   questi   giorni   e   la  portata  e  le
  caratteristiche che questo  disegno di legge ha assunto per cui a
  mio avviso e  ad  avviso  di  altri  non  vi  è  pregiudizio  per
  l'ammissibilità dello stesso.

     PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  77.420.6  e
  preciso che  è soltanto la prima parte, quella dattiloscritta che
  è messa in  votazione  perché  la  seconda  parte è contenuta nel
  secondo maxi  emendamento. Quindi si vota soltanto la prima parte
  che comincia con  la  parola "Il sistema" e finisce con le parole
  "registro prefettizio".

     GIANNOPOLO. Qual'è l'attinenza onorevole Presidente?

     PRESIDENTE.   Onorevole   Giannopolo  sembrerebbe  che  questo
  emendamento sblocchi risorse e quindi è da considerarsi ...

     GIANNOPOLO.   Non   sblocca   assolutamente  niente  onorevole
  Presidente.

    SULL'ORDINE DEI LAVORI

     TURANO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TURANO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,  vorrei
  gentilmente   che   fossero  distribuiti  tutti  gli  emendamenti
  aggiuntivi presentati dal Governo. Signor Presidente, io ho nelle
  mani  gli  emendamenti 77.420.6, 77.421, 77.4.22 e 77.4.23; oltre
  questi emendamenti ce ne sono altri?

     PRESIDENTE.  Onorevole  Turano,  ci  sono  questi emendamenti,
  intanto,   presentati  dal  Governo,  poi  c'è  il  blocco  degli
  emendamenti aggiuntivi che ancora dobbiamo affrontare.

     TURANO.  Signor  Presidente,  ho  capito la risposta, ma oltre
  questi  presentati  dal  Governo,  alla Presidenza dell'Assemblea
  sono arrivati altri emendamenti?

     PRESIDENTE.  No,  onorevole  Turano,  non  sono arrivati altri
  emendamenti.
       Il  Presidente  della  Regione  precisa   che  l'emendamento
  77.4.22  è sostituito dall'emendamento 77.4.22 bis che  metto  in
  distribuzione.
       Intanto,  si passa all'emendamento 77.420.6.
       Il parere del Governo?

     CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

     GIANNOPOLO. Ma di quale emendamento stiamo parlando.

     PRESIDENTE. Onorevole Giannopolo, l'ho  annunziato all'inizio,
  si tratta dell'emendamento 77.420.6

     GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   a  me
  dispiace iniziare con questo emendamento e non entro  neanche nel
  merito della bontà di questo emendamento, che anzi  condivido nel
  contenuto, ma vorrei capire che cosa ha a che fare tutto  ciò con
  la legge finanziaria di cui stiamo parlando; qual  è  l'attinenza
  che ha questa materia con la legge finanziaria.
       Onorevole  assessore  Pagano, non faccia segni  strani,  qui
  siamo deputati e parlamentari liberi, innanzitutto.
       Non è  assolutamente  vero che la non approvazione di questo
  emendamento  comporta  il  blocco  della spesa, perché  una legge
  esiste ed è attualmente in vigore e quella si applica.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     CUFFARO, Presidente della Regione. favorevole.

     PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo  in  votazione  l'emendamento 77.420.16 e prima il sub
  emendamento  77.420.16/1,  che  è  soppressivo  del  primo  comma
  dell'emendamento 77.420.16.
       Pongo in votazione l'emendamento 77.420.16/1.

       Il parere della Commissione?

     CROCE, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     CUFFARO, Presidente della Regione. favorevole.

     PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo   in  votazione  l'emendamento  77.420.16,  così  come
  emendato.

       Il parere della Commissione?

     CROCE, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     CUFFARO, Presidente della Regione. favorevole.

     PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'emendamento 7.421, a firma del Governo.

     CUFFARO, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

     CUFFARO,  Presidente  della  Regione. Da questo emendamento il
  governo  aveva  chiesto  di cassare nella seconda pagina le prima
  quattro righe e le ultime quattro righe.

     PRESIDENTE.  Pongo in votazione il sub emendamento soppressivo
  del comma 9 e del comma 13 dell'emendamento 7.4.21.

       Il parere della Commissione?

     CROCE, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     CUFFARO, Presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in votazione l'emendamento 7.421, così come emendato.

       Il parere della Commissione?

     CROCE, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     CUFFARO, Presidente della Regione. favorevole.

     PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà

     SPEZIALE.  Signor  Presidente,  volevo capire perchè sul piano
  informale  mi  era  stato  comunicato  che  alcuni commi previsti
  dall'emendamento  7.4.21, essendo palesemente in contrasto con la
  materia  che  stiamo trattando devono essere cassati direttamente
  dal  governo  con  sub  emendamenti.  Vedo  invece che l'impianto
  dell'emendamento  rimane inalterato a differenza di quello che ci
  era stato comunicato.
       Siccome  stamattina  lei  ha  fatto  un  richiamo  ad  avere
  rapporti corretti,  io  spero  che  anche  sul piano informale si
  mantengano, dopodiché  il  governo  può fare quello che vuole, ma
  deve sapere  sulla  base  del fatto che il governo decide di fare
  entrare materia  del  tutto  estranea,  anche  di  fronte a delle
  osservazioni  che  vengono  sollevate  dall'Aula,  ci troviamo di
  fronte  a  violazione  regolamentare  che  non possiamo oltremodo
  tollerare.
       Stamattina, io  non  lo  so quali, oggi nella conferenza dei
  capigruppo  fu  annunciato  che all'emendamento 7.4.21 il governo
  avrebbe  presentato  un sub emendamento col quale cassava materia
  che  è  completamente  estranea  rispetto alla materia che stiamo
  trattando.
       Desidero sapere  se  c'è questo sub emendamento da parte del
  Governo.

     CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CUFFARO,   presidente   della   Regione.   Signor  Presidente,
  onorevoli colleghi, gli altri tre emendamenti li abbiamo cassati;
  so   che   l'assessore   Cascio   ha  presentato  un  emendamento
  soppressivo su quello che riguarda ...

     PRESIDENTE.  Onorevole  Presidente, questo emendamento è stato
  già votato.

     CUFFARO, presidente della Regione.  Allora l'unico emendamento
  che  rimane  forse  è  il secondo. Se il tema è questo il Governo
  presenta ...

     SPEZIALE.  Il  tema  è  stato  dibattuto  nella Conferenza dei
  Presidenti dei Capigruppo; rispetto a questo emendamento, anziché
  esaminarlo comma  per  comma,  in  subordinata,  si  è  scelto di
  esaminarlo togliendo quattro commi della prima pagina.

     CUFFARO,  presidente della Regione.  Onorevole Speziale, lungi
  da  me volere fare .. Lei ha ragione ma in una seconda fase, alla
  fine,  era  stato  chiesto se poteva rimanere il secondo e ci era
  stato  detto  di si. Comunque, il Governo presenta un emendamento
  soppressivo.

     CROCE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

     CROCE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io tutti questi
  accordi  che  si  succedono  non  li  capisco in quanto alla fine
  mettono in difficoltà le persone.
       Questo  emendamento,  oltretutto, era stato già votato e poi
  ripreso; qui si va a spizzichi e bocconi.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Croce  non era stato già votato; erano
  stati  votati  i  sub  emendamenti che sopprimevano nella seconda
  pagina le prime quattro  e le ultime quattro righe.

     CROCE.  Signor  Presidente, non capisco chi fa e chi disfà gli
  accordi  in  quest'Aula e fuori da quest'Aula.
       Che  cosa  significa  eliminare  il  secondo comma di questo
  emendamento?  Vorrei che me lo spiegaste, dopodiché interverrò di
  nuovo.

     PRESIDENTE.   Onorevole  Presidente  c'è  il  sub  emendamento
  soppressivo?

     CUFFARO,   presidente   della   Regione.   La  Conferenza  dei
  Presidenti  dei Capigruppo, in un primo momento, si era decisa di
  sopprimerlo  poi  si era tornati su questa valutazione. Se, però,
  c'è  l'eccezione  al  fatto  che non può starci, che era la prima
  valutazione,  il  Governo lo presenta; se si ritiene che, invece,
  possa rimanerci perché è materia pertinente il Governo lo lascia.
       Ho   capito   dall'intervento  dell'onorevole  Speziale  che
  eccepisce  la  questione. Quindi, se l'onorevole Speziale insiste
  il Governo presenta l'emendamento soppressivo.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, siccome non
  voglio   trasformarmi   involontariamente  in  uno  che  tende  a
  paralizzare    emendamenti    presentati    da   altri   colleghi
  parlamentari,  nella Conferenza dei Presidenti dei Capigruppo non
  ho  posto  un problema per questo o l'altro emendamento, ho posto
  una  questione  di  carattere  generale  e  cioè  che dopo il max
  emendamento   di   stamattina   si  procedesse   all'esame  della
  finanziaria  attraverso  l'esame di singoli emendamenti, evitando
  di  riassumere,  come  è stato fatto in questo caso con il 7.421,
  una  serie  di  emendamenti  e  riassumerli in un unico testo per
  permettere   all'Aula   di   potere   esaminare  emendamento  per
  emendamento.
       Per  cui  io,  signor Presidente, essendo questi emendamenti
  già  presenti  nella  finanziaria,  affinché  si  ripristini  una
  regolarità del corso dei lavori chiedo che si proceda emendamento
  per   emendamento   e,   nel  frattempo,  la  Presidenza  anziché
  ammettere tutti gli emendamenti li valuti in modo compatibile con
  il  testo  della  finanziaria  in  modo  tale  da dare una scelta
  rigorosa ai nostri lavori.
       Allora,  tutto  quello  che è compatibile con il testo della
  finanziaria,   questo   ho  sollevato  io  nella  Conferenza  dei
  Capigruppo, tutto  quello  che  è  compatibile con il testo della
  finanziaria  emendamento, per emendamento viene posto all'esame e
  al voto dell'Aula, tutto quello che è materia estranea al testo e
  alla   materia   che   stiamo  discutendo,  invece,  deve  essere
  dichiarato inammissibile da parte della Presidenza per cui adesso
  Le  chiedo  formalmente  di  ripristinare  una regola che stavamo
  violando e  cioé  l'emendamento 7.421 va disarticolato da punto a
  punto e di volta in volta la Presidenza dichiari la compatibilità
  dell'emendamento  con   il  testo  che  è  in  esame  in  materia
  finanziaria.

     PRESIDENTE.  Ha  presentato un sub emendamento soppressivo del
  secondo  comma,  lo  pongo  in  votazione,  onorevole Speziale il
  problema  non  si  pone perché c'è un emendamento soppressivo del
  Governo. pongo in votazione

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza,
  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Presidente io non intendo difendere a tutti i costi questo comma,
  ma  non  capisco  perchè  l'attenzione  del Governo, il Governo è
  orientato  a  fare sul serio e quindi a sopprimere il comma? Sono
  cose gravi?

     CUFFARO.  Presidente  della regione. Guardando gli emendamenti
  il  Governo  ritiene  di  doverne  fare  a  meno  per metterli in
  un'altra norma dove ci sia più compatibilità. Il Governo la prega
  di non insistere.

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Ci sarà un voto d'Aula, l'Aula deciderà se sopprimerlo.

     PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento 77.421.1.  Il
  parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza,
  Favorevole a maggioranza.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

     PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento 7.421 così come
  emendato 1.  Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Favorevole a maggioranza.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

     PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento 77.4.22 bis che
  è sostitutivo del 77.4.22. Il parere della Commissione?

     TURANO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TURANO.  Presidente io la pregherei di procedere con la stessa
  unità  di  misura,  io  non  capisco  il  significato  di  questo
  emendamento, non capisco l'attinenza di questo emendamento con la
  materia  che  stiamo trattando, si Presidente della Regione è una
  finanziaria    come  tante  altre  cose  sono finanziarie e tante
  altre  ancora non lo sono e purtroppo siccome questi parlamentari
  che sono  qua che hanno lavorato, che l'anno difesa, che vogliono
  fare un'azione  di governo e che la vogliono fare fino alla fine,
  perché   capiscono   l'importanza   di   un  documento  contabile
  così...bene  Lo leggo: 'L'Assistenza sanitaria in forma indiretta
  continua  ad  essere  erogata  in  conformità  delle disposizioni
  regionali  in  materia  fino  all'emanazione  dei  nuovi  criteri
  previsti   per   l'accreditamento  delle  strutture  sanitarie  e
  comunque  non  oltre  il  30  giugno  2002,  nel  rispetto  delle
  previsioni del DPCM.
       Signor Presidente, gradirei intanto questa spiegazione.

     PRESIDENTE.  Ha  concluso  il  suo intervento? Concluda il suo
  intervento e poi do la parola al Governo.

     TURANO.   Signor  Presidente,  cercavo  di  capire  quale  era
  l'unità di  misura  che veniva seguita. E chiedevo al Governo, se
  ci    sono    parlamentari   che   vogliono   capire   il   senso
  dell'emendamento,  le  ragioni e l'importanza dell'emendamento. E
  se  esso,  per  esempio,  è  stato  apprezzato  dalla Commissione
  sanità,  atteso che tante violazioni sono state commesse.
       E,  però, poco fa, per quanto ha detto l'onorevole Speziale,
  mi sembra  di  avere  capito  che è stata investita la Presidenza
  dell'Assemblea  sull'ammissibilità  di alcuni emendamenti e sulla
  procedura  e l'iter che gli stessi emendamenti dovrebbero seguire
  in  materie  tanto  importanti, essendoci collegati già all'esame
  della   Commissione   e  non  essendovi  stato  il  parere  della
  Commissione di merito.

     CUFFARO,  Presidente  della  Regione. Stante che l'emendamento
  sia norma  finanziaria  è  fuori discussione, tanto è vero che la
  stessa norma  è stata fatta già nella finanziaria dello Stato che
  ha provveduto a regolare le prestazioni dell'"indiretta".
       Questa  norma  serve  perché  l'assessorato  regionale  alla
  sanità  sta  provvedendo,  avendo  in  qualche  modo  elaborato i
  requisiti minimi di accreditamento, a preparare il decreto perché
  si possano accreditare le strutture sanitarie.
       Se  non  dovessimo  approvare questa norma, che è certamente
  finanziaria, lo dicevo perché è già stata messa nella finanziaria
  dello Stato, a partire già da qualche giorno, potrebbe esserci un
  blocco  delle  prestazioni  di  dialisi,  perché la gran parte di
  strutture  di  dialisi  in Sicilia opera in regime di convenzione
  indiretta.
       Quindi,  questa  norma  si  reputa necessaria sino a giugno,
  sino  a  quando  l'assessorato  avrà  provveduto  con i requisiti
  minimi  ad accreditare le strutture che in questo momento operano
  in regime di indiretta.

     PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento.
       Il parere della Commissione?

     CROCE, Presidente della Commissione. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.
                            (E' approvato)

       Pongo in votazione l'emendamento 77.4.23.
       Il parere del Governo?

     CUFFARO,  Presidente  della  Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Il parere della Commissione?

     CROCE, Presidente della Commissione. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.
                            (E' approvato)

       Si passa all'elenco degli emendamenti aggiuntivi. Vorrei che
  i  colleghi si munissero dell'apposito blocco, altrimenti avranno
  difficoltà  a seguire l'andamento dei lavori. Invito il personale
  a  distribuire i blocchi degli emendamenti aggiuntivi nel caso in
  cui i deputati ne fossero sprovvisti.

       La seduta sospesa alle ore 12.29, riprende alle ore 12.31.

       Comunico che gli emendamenti 77.1 e 77.9 sono superati.

     TURANO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TURANO.  Signor  Presidente, l'emendamento 77.1 quando si dice
  superato cosa  intende  dire  la  Presidenza dell'Assemblea che è
  stato ritirato, che è stato posto in votazione, con l'esito della
  votazione, approvato o bocciato?

     PRESIDENTE.   Onorevole  Turano,  quando  la  Presidenza  dice
  superato intende  dire  superato nel senso che la questione è già
  trattata in altra parte del testo o comunque non è più attinente.

     TURANO. Signor  Presidente,  volevo  solo  capire se era stato
  votato magari per un mero errore.

     PRESIDENTE. E'  stato  già  approvato  con  l'articolo  5  che
  riguarda la stessa materia.

       Comunico  che  sono  superati  i seguenti emendamenti: 77.9,
  77.3, 77.5.
       Comunico  che  sono  stati  ritirati i seguenti emendamenti:
  77.6, 77.7. 77.8, 77.9, 77.10, 77.11, 77.12, 77.13, 77.14, 77.15,
  77.16, 77.17,  77.18,  77.19,  77.20,  77.21, 77.22, il 77.23 è a
  firma dell'onorevole De Benedictis

     SPEZIALE. Lo faccio mio.

     PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     CUFFARO, Presidente della Regione. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, Presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

     PRESIDENTE. Chi  è favorevole resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                          (Non è approvato)

       L'emendamento 77.24 è  ritirato,  il  77.101  è ritirato, il
  77.25 è assorbito, il 77.26 è assorbito, il 77.27 è assorbito, il
  77.28 è assorbito, il 77.29 è assorbito, il 77.30 degli onorevoli
  Manzullo, Papania, Genovese,  Gurrieri  è  ritirato,  il  77.31 è
  ritirato, il 77.32 è  a  firma  degli  onorevoli  Villari, Zago e
  Oddo.

     ODDO. Lo ritiro.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       L'emendamento 77.33  è a firma degli onorevoli Oddo, Villari
  e Panarello.

     ODDO. Lo ritiro.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       L'emendamento 77.34  è  ritirato,  il  77.35  è ritirato, il
  77.36 è ritirato,  il  77.37  è ritirato, il 77.38 è ritirato, il
  77.39 è ritirato,  il  77.40  è ritirato, il 77.41 è ritirato, il
  77.42 è a firma dell'onorevole Micciché.

     MICCICHE'. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MICCICHE'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, si tratta di
  due emendamenti che hanno  la stessa finalità. Uno fa riferimento
  ad una compensazione della  tabella  A e l'altro della tabella H.
  Questo per vedere poi  se  ci  sono  le  possibilità  dell'uno  o
  dell'altro per poter attingere  questi  fondi.  Si  tratta  di un
  evento calamitoso verificatosi  nel  comune di Menfi.  Mi risulta
  che la Giunta  ha  già  adottato  dei  provvedimenti  riguardanti
  compensazioni,  contributi  ai  Comuni  che  hanno  subito  danni
  derivati  da  eventi   atmosferici   e   calamitosi  ed  è  stato
  riconosciuto il Comune  di  Menfi,  Comune disastrato dall'evento
  calamitoso del novembre scorso ma l'Amministrazione regionale non
  ha posto in  essere  nessun provvedimento contributivo perché  si
  sono  verificati danni  alle  strutture  artigianali,  opifici  e
  abitazioni private (veramente direi delle baracche).

     PRESIDENTE. Onorevole  Micciché,  mi è sfuggita una sua frase.
  Ha detto che intende ritirarlo.

     MICCICHE'. No.  Io  vorrei  sapere  se  la  Giunta  su  questo
  argomento ha già  pensato  di  dare  un  contributo  al Comune di
  Menfi, perché ho  visto  che la Giunta, Signor Presidente, ha già
  dato contributi a comuni che hanno avuto nello stesso periodo dei
  danni da  eventi  atmosferici  e  non  capisco perché l'Assessore
  Cimino, che ha visitato queste zone disastrate, non abbia pensato
  nella sua Giunta  a  dare  il  suo  storno,  non  è  stato  fatto
  assolutamente niente.  Già  mi  sono  accertato Assessore. Vorrei
  capire se è  vostra intenzione di dare un contributo al Comune di
  Menfi per risarcire  questi  danni.  Se  non  ci sono io mantengo
  l'emendamento e si pone in votazione.

     CASTIGLIONE, Assessore  per l'agricoltura e le foreste. Chiedo
  di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CASTIGLIONE, Assessore  per  l'agricoltura  e le foreste.  Già
  per quanto riguarda l'argomento sollevato dall'onorevole Miccichè
  ho ricevuto anche una  delegazione  del Comune di Menfi e abbiamo
  attivato urgentemente le misure previste dalla legge 185 del 1992
  che riguardano le  avversità  atmosferiche.  Quindi  ci  sono una
  serie di provvidenze a  favore  delle aziende agricole e poi oggi
  nella finanziaria abbiamo una serie di interventi di soccorso per
  le  aziende che  riguardano  il  credito  agrario,  le  indennità
  compensative, il biologico.
       Quindi, ritengo che  ci  sarà nei prossimi giorni un ristoro
  per le aziende danneggiate.

     MICCICHE'. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MICCICHE'.   Signor  Presidente,  trasformo  l'emendamento  in
  ordine del giorno per impegnare il governo affinché vengano poste
  in essere dei provvedimenti risarcitori per il comune di Menfi.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Miccichè,  poiché  l'emendamento 77.43
  riguarda la stessa  materia,  lo  ritira e lo trasforma in ordine
  del giorno?

     MICCICHE'. L'emendamento 77.43  e pure il 77.42 in questo caso
  trasformo in ordine del giorno.

     PRESIDENTE. Ho capito, trasforma in ordine del giorno anche il
  77.43, tutti e due.

     MICCICHE'. Sì, trasformo tutti e due gli emendamenti in ordine
  del giorno.

     PRESIDENTE. Allora  farà  pervenire alla Presidenza gli ordini
  del giorno relativi  perché  vengano posti in votazione alla fine
  della trattazione degli emendamenti aggiuntivi. Sono ritirati gli
  emendamenti nn.  77.42  e  77.43,  insieme  agli  emendamenti nn.
  77.44, 77.45, 77.46,  77.47,  77.48, 77.49, 77.08, 77.50, 77.51 è
  precluso, 77.52.
       Pongo  in   votazione  l'emendamento  77.53  a  firma  degli
  onorevoli Spampinato ed altri.
       Parere della Commissione?

     CROCE, Presidente della Commissione. Contrario.

       Parere del Governo?

     CUFFARO, Presidente della Regione. Contrario.

       Pongo in  votazione  l'emendamento  77.53.  Chi  è contrario
  resti seduto, chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

       Si passa  all'emendamento  77.54 che è ritirato insieme agli
  emendamenti nn. 77.55, 77.56, 77.57, 77.58.

     SPEZIALE. L'emendamento 77.58 non è ritirato.

       Chiedo scusa onorevole Speziale, mi avevano riferito che era
  stato ritirato, se non è ritirato lo metto in votazione.
       Parere della Commissione?

     CROCE, Presidente della Commissione. Contrario.

       Parere del Governo?

     CUFFARO, Presidente della Regione. Contrario.

       Pongo in  votazione  l'emendamento  77.58.  Chi  è contrario
  resti seduto, chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

       Si passa all'emendamento 77.59 che è ritirato.
       Si passa all'emendamento 77.60 a firma dell'onorevole Oddo.
       Parere della Commissione?

     CROCE, Presidente della Commissione. Contrario.

       Parere del Governo?

     CUFFARO, Presidente della Regione. Contrario.

       Pongo in  votazione  l'emendamento  77.60.  Chi  è contrario
  resti seduto, chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

       Si passa all'emendamento 77.61 che è ritirato.
       Si passa  all'emendamento  n.  77.62  a firma dell'onorevole
  Miccichè.

     MICCICHE'. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MICCICHE'.  Signor  Presidente,  questo  emendamento  è  stato
  approvato in  Commissione  affari  istituzionali e fa riferimento
  alla U.p.b. 32.261, quest'anno l'amministrazione regionale non ha
  provveduto a  caricare  nessuna  somma per quanto riguarda questa
  finalità.

       Ogni  anno  lo  Stato  dà  alla  Regione  un  contributo  da
  assegnare   ai   Comuni   per   la   rimozione   delle   barriere
  architettoniche.
       Ogni  anno  i  Comuni  fanno  il  bando  di  gara  per  dare
  contributo a quelle  famiglie  che  chiedono il contributo per la
  rimozione delle barriere architettoniche.
       Sarebbe veramente un fatto allucinante, assurdo che i Comuni
  fanno i bandi  per  dare contributo alle famiglie di portatori di
  handicap e poi la Regione non ha neanche una lira in bilancio per
  dare ai Comuni per questo servizio.
       Allora in Commissione  l'ho  spiegato e la Commissione lo ha
  approvato   all'unanimità,   in   commissione  bilancio  è  stata
  bocciata, ho cercato di spiegarlo, ma non ci sono riuscito, spero
  che, non ha bisogno di commenti, cari colleghi, non penso che sia
  una cosa  clientelare  perché  d'altronde  è un provvedimento che
  ogni anno viene adottato, non si capisce perché  è stata abrogata
  questa  somma.  Nel  capitolo  UPB  32261  troverete  ancora  una
  competenza di cassa di circa  700  mila  euro vale a dire qualche
  miliardo e mezzo che  ancora  la Regione deve chiedere ai comuni.
  Quindi se non accetterete  questa  proposta non mi pare si faccia
  una buona azione a  favore  dei  portatori  di  handicap,  non ci
  farete una buona figura.

     PRESIDENTE. Pongo in  votazione l'emendamento 76.62, il parere
  della Commissione.

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere del governo.

    CUFFARO. Presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE. Lo pongo  in  votazione,  chi  è  favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi,

                          (Non è approvato)

    Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per due minuti.

      (La seduta, sospesa alle ore 0.47, è ripresa alle ore 0.49)

    La seduta è ripresa.

       Onorevoli colleghi,  sono  ritirati  i seguenti emendamenti:
  nn.  77.405, 77.406,  77.407,  77.408,  77.409,  77.410,  77.411,
  77.412, 77.413, 77.414,  77.415,  77.63; si passa all'emendamento
  77.64 è precluso; si  passa all'emendamento 77.65 che è superato;
  l'emendamento 77.77 è precluso, l'emendamento 77.70. e ritirato.
       Si passa all'emendamento 77.71 dell'onorevole Giannopolo, lo
  ritira onorevole Giannopolo.

     PRESIDENTE. Pongo  in  votazione  l'emendamento  77.71, parere
  della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo.

     CUFFARO. Presidente della Regione. Contrario.

     PRESIDENTE. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è  contrario  resti
  seduto, chi è favorevole si alzi,

                          (Non è approvato)

    Si  passa  all'emendamento   77.72   è   ritirato;   si   passa
  all'emendamento  77.73,  dell'onorevole  Speziale,  lo  pongo  in
  votazione, parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

     PRESIDENTE. Parere del Governo?

     CUFFARO.Presidente della Regione. Contrario.

     PRESIDENTE. Lo pongo  in  votazione,  chi  è  contrario  resti
  seduto, chi è favorevole si alzi,

                          (Non è approvato)

    Sono ritirati i  seguenti emendamenti: nn. 77.74, 77.75, 77.76,
  77.77, 77.78, 77.66, 77.68.

     BARBAGALLO. Signor Presidente  essendo  di analogo contenuto a
  quello della Commissione sarà discusso successivamente.

     PRESIDENTE. I  seguenti emendamenti sono improponibili: 77.66,
  il 77,68, 77.69, 77,82, 77.81, 77.81.1, 77.80 per due ragioni. La
  prima  ragione è perché  è  già  stato  avviato  il  procedimento
  elettorale  con  una delibera  della  giunta  di  governo  del  4
  febbraio 2002 che indice  la  data  delle  elezioni.  Il  secondo
  motivo  è  perché  la   materia   non   è  attinente  alla  legge
  finanziaria.

     LO MONTE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LO MONTE. Io volevo  evitare  Presidente  di  dire le cose che
  adesso dirò. Oggi  in  quest'Aula  purtroppo  abbiamo assistito a
  degli strappi regolamentari e  le riprove le abbiamo negli stessi
  interventi  che  da   ultimo   l'onorevole   Speziale  con  molta
  intelligenza  ha voluto rassegnare a quest'Aula. Perché quando si
  è trattato di emendamenti  che in qualche modo andavano bene alla
  sua  parte  politica   non   ha   reclamato   l'applicazione  del
  Regolamento, e non si è rivolto a lei per chiedere l'ammissione o
  la proponibilità. Io debbo  dare  atto  che  lei  è  stato  molto
  estensivo  nell'applicazione   del  Regolamento  perché  ha  reso
  emendamenti che veramente non hanno  nulla  a che fare e niente a
  che vedere con la  legge  finanziaria  e  con  il  bilancio.  Lei
  qualche minuto fa addirittura  ha  messo  in  votazione niente di
  meno,   altro   che   riforma   elettorale,   ma   una   modifica
  dell'ordinamento degli enti  locali.  Ci  ha  fatto  votare sulla
  possibilità  di  modificare   le   province   regionali.  La  sua
  attenzione,  Presidente,  su  questo  emendamento  obiettivamente
  avvalora  le cose che  in  questi  giorni  si  sono  sentite  nei
  corridoi. Avrebbe forse  fatto  meglio,  Signor  Presidente,  sto
  parlando della sua  conduzione, ad astenersi su questo argomento.
  Lei si era già  espresso  in  maniera  inequivocabile,  così come
  avrebbe fatto bene  ad  astenersi  anche  su  altri  emendamenti.
  Stamattina questo Parlamento ha approvato degli articoli di legge
  senza  nessuna  consapevolezza.   Lei   ha   fatto  votare  degli
  emendamenti senza che i  deputati abbiano avuto la possibilità di
  rendersi nemmeno conto di che  cosa  si  votasse. Che poi oggi in
  questo  momento per  questo  argomento,  per  questa  materia  si
  eccepisce  che non c'è  connessione  e  che  quindi  non  c'è  la
  proponibilità  mi sembra  veramente  un  discorso  di  parte,  un
  discorso   egoistico    e    la   conduzione   della   presidenza
  dell'Assemblea    non    può    permettersi    comportamenti    o
  interpretazioni di parte.  Io  voglio  augurarmi  che  lei  possa
  ritornare su questa  interpretazione  e  quindi  riconsiderare la
  possibilità di far votare,  di  far  esprimere  l'Aula  su questi
  emendamenti perché altrimenti  credo  che  un  brutto  precedente
  consegniamo alla storia  di  questa  Assemblea che certamente non
  merita quello che oggi  invece  purtroppo abbiamo dovuto subire e
  patire in tanti. Io  non  sono intervenuto sui tanti emendamenti.
  Difendo questa finanziaria, nella sua struttura complessiva credo
  che  renda  un  servizio   ai   siciliani  e  però  sulla  grande
  disponibilità della Presidenza della Regione si sono inseriti gli
  egoismi ed è divenuta  probabilmente  una  legge omnibus, per cui
  anche per questa  motivazione  non capisco la sua interpretazione
  arbitraria;  arbitraria perché per argomenti di questo genere, di
  questo tipo, ella ha avuto interpretazioni diverse.
       Io la invito - lei sa  la stima che nutro nei suoi confronti
  e  verso  l'istituzione  che   ella   rappresenta   -   a   voler
  riconsiderare la proponibilità  o  meno  di  questi  emendamenti,
  altrimenti significa che le  prossime  volte che lei presiederà -
  perché  sicuramente presiederà  ancora  altre sedute - per quanto
  mi  riguarda,  pretenderò  l'applicazione  del  Regolamento  alla
  lettera,  e  alla   lettera   significa,  signor  Presidente,  un
  comportamento da parte sua  molto  diverso  da  quello che invece
  oggi ci ha riservato e ci ha consegnato.

     LEONTINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LEONTINI. Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  ho  appena
  ascoltato l'intervento dell'onorevole  Lo  Monte  che  mi  sembra
  essere assolutamente ingeneroso  nei  confronti  della conduzione
  dei lavori d'Aula da parte del Presidente dell'Assemblea.
       Proprio negli ultimi  giorni,  il lavoro condotto dall'Aula,
  sul  bilancio  prima  e   sulla   finanziaria  dopo,  ha  trovato
  nell'equilibrata,  nell'efficiente   conduzione   e   guida   del
  Presidente  dell'Assemblea  una   garanzia   di   mantenimento  e
  svolgimento dei lavori nel  modo  più  intenso  e  funzionale.
       Se questa sera riusciremo  a  portare a compimento il lavoro
  d'Aula sul bilancio e  sulla  finanziaria  lo si deve all'impulso
  veloce e celere ed alla  capacità  di  condurre  con equilibrio i
  lavori d'Aula che ha  dimostrato  il  Presidente Fleres.
       Questo è chiaro e mi dispiace  che una nota del genere venga
  per motivazioni che non è necessario qui spiegare minuziosamente,
  perché   anche se  a  telecamere  spente,  probabilmente  qualche
  esigenza  di  promozione  all'esterno   è   forse  sentita  ed  è
  necessario  assumere  toni,   atteggiamenti   e  comportamenti  e
  perorare cause che debbono essere  spese  in  altre  sedi;  lo si
  faccia, ma lo si faccia con metodi contenuti ed atteggiamenti che
  siano  conducibili  ed   assimilabili  al  comportamento  di  chi
  all'interno di una maggioranza deve riconoscere che il lavoro dei
  presidenti dei gruppi  parlamentari,  il lavoro dei parlamentari,
  il   lavoro  della   Conferenza   dei   presidenti   dei   gruppi
  parlamentari,  l'interlocuzione  con   il   Governo  e  la  guida
  dell'Assemblea  hanno  retto   in   una   direzione   lineare  ed
  equilibrata.
       Questo era necessario sottolineare,  se  poi  ci  sono altre
  motivazioni  per  le   quali   è   necessario   illustrare  degli
  emendamenti  in un certo  modo,  questo  dovrebbe  riguardare  la
  capacità di ciascuno di noi di  non gestire i comportamenti e gli
  interventi in modo tale da  ledere  i rapporti tra parlamentari e
  soprattutto    nei    confronti    dell'istituzione    Presidenza
  dell'Assemblea.
       Torno a ripetere, lo sottolineo per l'ultima volta, dobbiamo
  riconoscere  e di questo  dobbiamo  essere  grati  al  Presidente
  dell'Assemblea, che con  equilibrio,  rispettando le indicazioni,
  le decisioni che di volta  in  volta  sono  state  assunte  nella
  Conferenza  dei  presidenti  dei  gruppi  parlamentari,  in  sede
  politica, nei rapporti tra maggioranza ed opposizione, in tutti i
  momenti il Presidente dell'Assemblea  Fleres  si  è attenuto - il
  Vicepresidente, Presidente delle  sedute  -  con metodo costante,
  con  rigore  e   sicuramente  assicurando  a  quest'Assemblea  la
  possibilità e la capacità  di  pervenire questa sera al risultato
  che  tutti  auspichiamo.
       Speriamo di non inficiarlo per motivazioni che non attengono
  ai contenuti di questa  nostra  riflessione,  ma che attengono ad
  altre situazioni che bisogna spendere in altre sedi, per le quali
  ci si può gestire diversamente.

     LEANZA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LEANZA. Signor Presidente,  onorevoli  colleghi, io non voglio
  ricorrere ad argomenti che sono  fuori  da una linea di reciproca
  comprensione,  di  valutazione  attenta  dei  percorsi  di questa
  Assemblea  non  solo  su questa finanziaria ma nella sua storia e
  nel suo divenire.
       Questa Assemblea  è  stata spesso in grado di valutare anche
  le proprie  regole  interne  con  quella  elasticità,  con quella
  duttilità che  ha consentito di cogliere anche fuori dagli schemi
  stretti  del  Regolamento  problemi  della  società  siciliana  e
  incanalarli in  soluzioni  che  spesso  sono  state tempestive ed
  adeguate mentre, diversamente, sarebbero state fuori dalla logica
  e, comunque, inefficaci.
       Io sono stato  tra  coloro  i  quali,  quando  si parlava di
  rigidità della  finanziaria,  di  regole della legge 10, di norme
  che stringevano  il  percorso entro limiti per cui la finanziaria
  poteva essere  soltanto di pochi articoli, non hanno mai parlato,
  perchè la mia  esperienza  mi  dice che poi, alla fine, quando ci
  sono i problemi e quando c'è la volontà politica di risolverli si
  trovano le soluzioni anche regolamentari.
       Questo, per  farla  breve,  è  stato  il  percorso di questa
  Assemblea sulla legge  finanziaria, come lo è stato in passato su
  altre leggi finanziarie o su altre leggi di settore che non hanno
  guardato  né   steccati    né  limiti   né  rigidità  alle  volte
  incomprensibili.
       Certo,   ciò   che  stupisce,  signor  Presidente  onorevoli
  colleghi - e  lo  voglio  dire  con molta franchezza, senza farne
  carico a  nessuno, perchè  se è avvenuto, probabilmente, ne siamo
  tutti responsabili  ovvero  ne sono responsabile io perchè non ho
  fatto tutto quello  che  avrei  potuto fare, stante che gli altri
  guarderanno personalmente  le  loro  responsabilità  -  è che noi
  abbiamo tenuto  alcuni  giorni  di  percorso  su  questa  legge e
  abbiamo tenuto con un certo ritmo, con grande sacrificio da parte
  dei  colleghi deputati, da parte della Presidenza dell'Assemblea,
  da parte  dell'onorevole Fleres, il quale ha presieduto spesso in
  condizioni difficili  con  grande  capacità e grande saggezza, ma
  sul finale,  nella  coda, su alcuni argomenti questa Assemblea si
  è chiusa.
       Si può  dire   questo  argomento  non  lo approviamo, non lo
  vogliamo, non  lo  valutiamo  positivamente,  non  riteniamo  che
  queste  norme debbano introdursi perchè la pensiamo diversamente,
  per carità.  Ho  sempre avuto grande rispetto dell'opinione degli
  altri, soprattutto dei  colleghi  perchè  li conosco e so che per
  essere   in   questa   Assemblea   certamente   alla  spalle  c'è
  un'esperienza  sul  territorio   ricca  di  contenuti,  capace di
  cogliere   tutte  le  contraddizioni  che  il  territorio  spesso
  esprime. E se alcune tesi vengono in questa Assemblea non vengono
  certo nè per amore di di apparenza, di tribuna, ma vengono perchè
  sono sentite.
       Il problema  che  ho  posto  col mio emendamento, ho firmato
  pochissimi emendamenti, e  che pongo è un problema che sento, che
  sento  giusto,  che sento nell'interesse della funzionalità degli
  enti locali, nell'interesse della capacità e della possibilità di
  offrire   all'elettorato   una   più   ampia   gamma   di  scelte
  nell'elettorato passivo.
       Perchè nei  piccoli  comuni   propongo  che si vada al terzo
  mandato? Perchè  nei  piccoli  comuni è più difficile selezionare
  la classe dirigente, perchè nei piccoli comuni restano le persone
  che hanno  deciso tenacemente di stare attaccate alla loro terra;
  perché  ci  sono  le  persone  che  vogliono  stare  nel  proprio
  retroterra  familiare,  nel  proprio  territorio,  con le proprie
  attività e  non  vanno  altrove  a cercare soluzioni, magari, più
  comode, più facili, più remunerative.
       Certo, la  questione  degli  enti locali, dei comuni, non ha
  soltanto   questo   aspetto,   ha   tante   altre  sfaccettature;
  probabilmente   va  ripensata,  va  ristudiata  anche  alla  luce
  dell'esperienza di  questi  anni.  Tuttavia, un dato è certo:  ci
  sono le  elezioni  amministrative che incombono.  Non lo possiamo
  togliere,  a  mio avviso, all'elettorato, soprattutto dei piccoli
  comuni, dei  comuni con popolazione inferiore a 10 mila abitanti.
  Con il mio  emendamento  ho  proposto la possibilità di avere una
  scelta e di  poterla  esercitare  anche  nei  confronti di chi ha
  maturato esperienza, dimestichezza, è stato in trincea a servire,
  spesso in  condizioni  proibitive, a rischio personale, a rischio
  delle proprie attività,  a servire come si era proposto e come la
  gente lo aveva chiamato a quell'impegno.
       E' questo il tema che  noi  poniamo stasera. Vederlo escluso
  per   una   preclusione   regolamentare,  di  cui  quest'Aula  ha
  resipiscenza sul finale  di un lungo e tormentato percorso che ha
  riguardato la legge finanziaria, la quale contiene norme di tutti
  i tipi e  di  tutte  le  qualità,  per  carità,  tutte  giuste  e
  legittime, tutte  che  pongono  problemi  apprezzabili ma che non
  hanno confini,  non  hanno connotati, non hanno peculiarità, sono
  di valenza generale,  le  più svariate, le più sfaccettate le più
  diverse, a me sembra ingiusto.
       Se noi poniamo questo tema, onorevole Lo Monte, sul merito i
  colleghi possono anche dissentire,  anzi  credo  che  questo  sia
  assolutamente   normale,   ma   privarsi   della  possibilità  di
  verificare se  in  questa  Assemblea  c'è  spazio,  ci può essere
  consenso per  aprire  una porta più larga alla scelta democratica
  dei cittadini di  alcuni  comuni  che vanno a votare nel prossimo
  maggio a  me  sembra  una  cosa  ingiusta,  impropria  che questa
  Assemblea non dovrebbe consumare.
       Mi rendo conto delle  esigenze  della Presidenza ma, proprio
  per questo  e per le ragioni  che  mi sono permesso brevemente di
  esporre,   signor  Presidente  voglio  anch'io  invitarla  non  a
  ripensare, ma  a  rivalutare, alla luce di queste considerazioni,
  la proposta che  insieme  ad  altri colleghi o ciascuno per conto
  nostro abbiamo avanzato, sapendo  che è un tema che ha inizio con
  questo piccolo  codicillo, ma  un tema sul quale questa Assemblea
  più in  generale  dovrà  tornare  se vuole ridisegnare un sistema
  delle autonomie  locali  che  sia  consono alla nuova regione, ai
  nuovi compiti del  comune  e  che  dia  alla  gente  le più ampie
  possibilità   di  scelta,  anche  in  relazione  alle  esperienze
  maturate e al  lavoro,  come  dicevo  prima, in trincea che tanti
  amici  sindaci,  amministratori  comunali comunali hanno fatto in
  questi anni.

     FORMICA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  non  è facile
  molto spesso assumere il ruolo di Presidente  di  un'Assemblea e,
  certamente,  ogni  singolo parlamentare nella  pienezza  del  suo
  diritto cerca, giustamente, e comprensibilmente di portare avanti
  le  cose  in  cui crede e io non  mi  meraviglio  che  autorevoli
  colleghi come l'onorevole Lo Monte e come  il  presidente  Leanza
  legittimamente e autorevolmente cercano di affermare dei principi
  o  delle  proposte  in  cui  credono.  E  ciò  non  attiene  solo
  all'onorevole Lo Monte o al presidente Leanza, ma attiene a tutti
  noi  e,  per  esempio, nella finanziaria che con molto sacrificio
  stiamo esaminando ricordo a tutti i colleghi che io stesso a nome
  del  mio  Gruppo  di  Alleanza  Nazionale in disaccordo su alcuni
  temi, uno fondamentale, di questa finanziaria e cioé la tassa sul
  metano avevo chiesto al Governo di accantonare quel provvedimento
  eppure  il  Governo,  proponendo  altri  provvedimenti,  non l'ha
  voluto  fare  e  io responsabilmente ho rinunciato perchè bisogna
  anche saper  rinunciare.  Ciò  non  vuol dire che ne ho fatto una
  guerra di  religione, ma è ben altra cosa se io avessi accusato a
  causa di ciò il Governo o la Presidenza di chi sa quale misfatto,
  perché   questa   mia   tesi  non  era  stata  accolta  e  quindi
  riallacciandomi  a  quanto  avevo  detto  all'inizio  è difficile
  spesso  fare presiedere un'Assemblea composta da tanti autorevoli
  singoli  deputati  ognuno con una propria personalità, ognuno con
  le  proprie  convinzioni,  ognuno  con le proprie idee da portare
  avanti e  da  cercare  di fare approvare. Però non v'è dubbio che
  non  è  solo  questa  o quell'altra proposta che la Presidenza ha
  dichiarato   inammissibile,   sono   molte  le  proposta  che  la
  Presidenza  ha  dichiarato  inammissibile  quindi  io inviterei i
  colleghi  a  prendere  atto  di  una decisione che il regolamento
  consegna  nelle  mani della Presidenza e quindi di non contestare
  la   Presidenza   quando   assume  determinate  decisioni  perché
  altrimenti, veramente, noi faremmo scemare, decadere, fare andare
  in  basso il prestigio stesso di questo Parlamento perché in ogni
  occasione, in ogni circostanza, ci sarà sempre qualcosa che sta a
  cuore ad  ognuno  di noi e se non la vediamo realizzata cerchiamo
  il capro espiatorio a volte nella Presidenza a volte nel Governo,
  a volte  in  colui  diverso da noi che ci impedisce di realizzare
  quello a  cui  tenevamo.  Quindi, io anche in virtù del fatto che
  con  molto sacrificio stiamo portando avanti questa finanziaria e
  che  oggi  siamo  agli  sgoccioli e dobbiamo dare ai siciliani lo
  strumento  finanziario  io  inviterei  tutti i colleghi a fare un
  passo  avanti,  ci sarà occasione di riesaminare una materia che,
  fra  l'altro,  essendo materia elettorale mal si presta ad essere
  accolta in uno strumento finanziario.

     ACIERNO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà

     ACIERNO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  io  non  ho
  nessun  pudore a dire che se questo emendamento fosse stato messo
  in  discussione  e  si  fosse  votato  avrei espresso il mio voto
  favorevole,   avrei   anche,  probabilmente,  emendato  il  testo
  dell'emendamento, perché,  forse, nei piccoli comuni il limite di
  uno, di due, di  tre o di quattro, forse è un limite inutile.  Io
  credo che nelle  piccole  comunità,  ci  sono storie, in terra di
  Sicilia, ma anche  in  altre parti d'Italia, di sindaci che hanno
  governato per decenni ed in maniera egregia i piccoli comuni.
       Però, io ho  grande,  grande  rispetto delle decisioni della
  Presidenza, anche  quando  queste decisioni potrebbero rivolgersi
  contro i miei  intendimenti  di  attività parlamentare.
       E,  voglio cogliere  l'occasione  di  questo  dibattito  per
  complimentarmi con il  Presidente Fleres che ha dimostrato grandi
  capacità nel condurre un'Aula difficilissima.  Difficilissima non
  soltanto sotto il profilo  dello  scontro politico che è naturale
  quando si discute la legge finanziaria,  ma difficilissima perché
  ancora oggi questa Assemblea  ha  un  Regolamento  che  non tiene
  conto delle mutate condizioni del Parlamento siciliano.
       Noi abbiamo un  Regolamento che prevede ancora, per esempio,
  la possibilità, da parte  del  Presidente della Regione, di porre
  la  fiducia  su  una   legge.  Ma  sappiamo  tutti  bene  che  il
  Presidente Cuffaro non  può  più  esercitare  questo  diritto  in
  questa Aula, perché il  Presidente  Cuffaro ed il suo Governo non
  sono  più eletti da  questa  Aula.  Per  cui, quale  fiducia  può
  chiedere ad una Aula  che  lo  riceve  direttamente  dal consenso
  popolare?
       Allora, il vero tema  che  vorrei  che con grande serietà si
  affrontasse subito dopo  la  sessione  di bilancio, Presidente io
  sto  facendo  una   proposta  di  lavoro,  dico  che  l'Assemblea
  regionale siciliana, chiusa  la  sessione  di  bilancio,  deve in
  tempi brevissimi aprire la sessione delle riforme.
       Noi abbiamo già istituito sia la Commissione Regolamento che
  la Commissione Statuto.
       Ci sono dei temi  importantissimi e tutti i problemi, o gran
  parte  di essi, che  hanno  tenuto  impegnata  l'Aula  di  questo
  Palazzo per ore, ore  ed  ore,  derivano  fondamentalmente  da un
  Regolamento che va immediatamente modificato.
       Allora, questo è l'augurio che  io faccio a me stesso per la
  mia attività, ma mi rivolgo  a  tutti  i  colleghi,  non  si  può
  lavorare,  andare allo  scontro  solo perché,  purtroppo,  questo
  Regolamento non tiene più conto  di  quella che è la nuova realtà
  del Parlamento siciliano.

     GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO.  Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   io
  intervengo per esprimermi sul  fatto  che  la decisione di questa
  Presidenza  sul  piano  astratto,  sul  piano  della  valutazione
  astratta, e riferita comunque a questo emendamento, è formalmente
  ineccepibile.
       E,  tuttavia, io  mi  permetto,  capisco  di  esprimermi  in
  termini gravi anche, di  dire  che  è  gravemente  eccepibile  il
  comportamento della Presidenza dell'Assemblea, nel momento in cui
  questa decisione non  si  iscrive  in  un atteggiamento equanime,
  ispirato alla applicazione  ed al richiamo all'applicazione ed al
  rispetto rigoroso del Regolamento  e  del  modo  di legiferare di
  questa  Assemblea.
       Sono invece decine  e  decine  i casi di violazione che sono
  stati fatti  in  ordine  alla proponibilità di norme che andavano
  collocate in  questo contenitore che si chiamo legge finanziaria,
  sono decine e  decine  le norme che non potevano essere giudicate
  proponibili ed invece sono state giudicate proponibili.
       Ora  se  invece  fosse  prevalso  un  rispetto  rigoroso dei
  contenuti  e delle finalità del Regolamento di questa Assemblea e
  se  si fosse stati credibili sotto questo profilo fin dall'inizio
  oggi  non  saremmo  qui  a  commentare  questa  vicenda perchè io
  voglio,  a  questo  punto,  capire  la Presidenza dell'Assemblea,
  quando  è  stato notificato al Parlamento il testo del disegno di
  legge  della  finanziaria  composta  da  circa 150 articoli, si è
  messa  subito  in movimento e ha preso subito posizione in ordine
  al  fatto  che  quel  disegno di legge in quei termini non poteva
  essere   presentato   e   quindi  doveva  essere  ricondotto  più
  propriamente  al  contenuto della legge finanziaria. E per alcuni
  giorni,  alcune  settimane si è andati avanti così, la Conferenza
  dei Capigrupppo ha condiviso questo tipo di percorso, questo tipo
  di  atteggiamento  della  Presidenza  dell'Assemblea. giunti alla
  tappa  finale invece, quell'atteggiamento rigoroso di improvviso,
  d'emblée   viene   abbandonato  per  fare  spazio  invece  ad  un
  atteggiamento molto più permissivo ed elastico, e allora mi viene
  in  mente  di  pensare  due cose: una, che probabilmente c'era un
  retro-pensiero nell'atteggiamento della Presidenza dell'Assemblea
  che  era  quello di spostare su di sè il livello della mediazione
  politica  e se questo è accaduto, e se questo è nelle intenzioni,
  è stato caso mai nelle intenzioni della presidenza dell'Assemblea
  non  è  accettabile  perchè non appartiene, in questi termini, al
  profilo della Presidenza dell'Assemblea.
       Oppure,   che   via   via   si   è  venuto  determinando  un
  atteggiamento  di  interpretazione  ad  usum  del fine e comunque
  secondo    gli   equilibri   e   le   convenienze   del   momento
  l'interpretazione  del  Regolamento.  Ecco  perchè non c'è alcuna
  autorità   ed   alcuna   autorevolezza   nella  dichiarazione  di
  improponibilità  di  questo  emendamento  che possa credibilmente
  farci  ritenere  consenzienti  rispetto a questa dichiarazione di
  improponibilità.
       Mi  permetto  di  dire  al  Presidente  dell'Assemblea, alla
  Presidenza  attuale  dell'Assemblea  che coincide, in questa fase
  con l'onorevole Fleres, che non vale l'argomento secondo il quale
  questo   emendamento   è  improponibile  perchè  sono  stati  già
  convocati  i comizi elettorali, non vale sul piano formale perchè
  le  liste si presentano dal 30  al 25  giorno antecedente la data
  del voto e non la data di convocazione dei comizi non lo vale sul
  piano  dei  comportamenti  politici, consolidati nel tempo perchè
  proprio   questo  argomento  è  stato  violato  e  c'è  un  grave
  precedente  e  fu  esattamente  quel  grave  precedente  che  noi
  denunciammo  in  questo  Parlamento e risale al mese di settembre
  del  1997  quando  a fase dei comizi elettorali già convocati, fu
  imposto  dal  governo  di  allora,  il  cambio  dell'intera legge
  elettorale  e  anche,  quindi,  il  cambio dell'intero sistema di
  apprestamento della tecnica elettorale anche sul piano logistico.
       E allora, per giustificare quella legge, quando già i comizi
  elettorali erano  stati convocati, si dovette spostare la tornata
  elettorale dimostrando  di  avere  in  questo  modo  vulnerato il
  principio delle  regole  cui tutti dobbiamo attenerci.
       Non  vale, onorevole Fleres, quel richiamo alla convocazione
  dei comizi  elettorali,  anzi  non andrebbe agitato visto proprio
  questi precedenti. Io  non  voglio  entrare  nel  merito e non lo
  faccio perché non  ci è stata data la possibilità.  Però io credo
  che da questa discussione debba scaturire invece un'indicazione e
  l'indicazione che a questo Parlamento, visto che è stato posta in
  termini   così   insistenti   la  questione,  venga  data  questa
  possibilità magari  dichiarando  qui che prima di Pasqua si possa
  aprire una  finestra  legislativa  che affronti il tema anche con
  alcune   correzioni,  alcuni  arricchimenti  che  possono  essere
  possibili avendo  qualche giorno in più a disposizione per potere
  legiferare in materia.
       Mi dispiace solo  una  cosa,  che  su questo tema si sarebbe
  potuto   esercitare   un   potere   di   rappresentanze   ed  una
  rappresentatività  maggiore anche dei Comuni siciliani attraverso
  l'ANCI, soprattutto  alla  luce del fatto che a livello nazionale
  il tema  è abbondantemente avviato anche a soluzione grazie anche
  ad un  confronto  proficuo,  fecondo  che  c'è  stato  tra l'ANCI
  nazionale ed i  Governi  che  nel  corso dell'ultimo anno si sono
  succeduti a livello nazionale. Quindi, voglio dire non si farebbe
  cosa strana se  in Sicilia si affrontasse il tema. Quindi io dico
  che allora c'è  una riparazione che bisogna fare al problema e in
  questo   senso   invito   i   Capigruppo,  invito  la  Presidenza
  dell'Assemblea  ad  adoperarsi  perché  entro Pasqua possa essere
  varato un provvedimento che affronti il problema per risolverlo.

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, ritengo che
  al Presidente Fleres, che sta conducendo assieme a noi in maniera
  defatigante questo  lavoro, questa sera va resa una constatazione
  reale.   Nel   momento   in   cui  emendamento  viene  dichiarato
  inammissibile  dal  Presidente  dell'Assemblea non avrebbe potuto
  dare la parola  a  nessuno.  Io  credo  che  sia  stato in questo
  istante bravo  nel  senso  che  ha dichiarato inammissibile ma ha
  dato la facoltà  non solo ai firmatari ma anche ai Capigruppo e a
  coloro i  quali  sono  intervenuti  di  aprire un dibattito anche
  minimo, ma lo  sta  dando ed in un momento difficile anche perché
  veniamo da  tre,  quattro  giorni defatiganti di lavoro in questa
  Assemblea.  Questa  è  una  sottolineatura  positiva  che  faccio
  tenendo conto che  in questa tornata il Regolamento è stato nella
  eccezionalità di  un  momento così tanto delicato per l'Assemblea
  tenuto nella considerazione che era più importante per la Regione
  Sicilia approvare  un  bilancio  ed una finanziaria piuttosto che
  avere di mira  e  di  vista  solo  ed  esclusivamente  la  rigida
  assoluta forma  di  un  dibattito  regolamentare.  Ecco perché io
  dico che di  fronte  a  due  colleghi, quali l'onorevole Leanza e
  l'onorevole Lo  Monte, che hanno espresso la loro posizione molto
  convinta anche se  in  un  momento che non può essere considerato
  giusto, a  elezione  indette,  a  partita  già  iniziata, noi non
  possiamo rispondere con un no, sic et simpliciter.
       Ed io, che  ho un gruppo per il quale mi spendo e accanto al
  quale trovo  collocazione forte, unanime ed ideale, devo dire che
  pur   nella   differenziazione  delle  posizioni,  che  in  larga
  maggioranza  sarebbero  state  contrarie  e  continuano ad essere
  contrarie   a   questo  tipo  di  indirizzo,  tranne  l'onorevole
  Borzachelli,  che   mi  ha  detto  di  nominarlo  in  questo  mio
  intervento,   e  l'onorevole  Turano,  che  sarebbero  stati  più
  proclivi  a  dare  una  soluzione  favorevole a questa iniziativa
  dell'onorevole  Lo  Monte  e  dell'onorevole  Leanza,  pure nella
  certezza che il resto del gruppo sarebbe stato contrario a questo
  tipo di impostazione.
       Io dico  che  è necessario, e mi rivolgo al Presidente della
  prima commissione, che possa mettere mano presto ad una revisione
  seria, aperta  al  dibattito  di  una  minoranza, che  pur  nella
  contrarietà  di alcune posizioni sta dimostrando ancora una volta
  di tenere  fortemente  in  vita  il  ruolo,  la dignità di questo
  consenso.
       Io dico  che  qui, amico Ardizzone, tu hai la necessità e lo
  spunto forte  perché possa mettere a fuoco non solo gli argomenti
  trattati, ma  tanti  altri  che  accanto  a  questo debbono poter
  portare la Sicilia, che per prima ha inventato l'elezione diretta
  del  Sindaco,  ad  onore di questo nostro Parlamento autonomista,
  possa e  debba portare per primo delle correzioni forti che diano
  ai consigli  comunali,  alle  assemblee elettive un ruolo che nel
  tempo si  è  perduto  e  che  ha  fatto diventare molto debole il
  potere,  la  presenza  di  rappresentanti  eletti  dal popolo che
  spesso vengono  da sindaci che per troppo tempo si siedono a fare
  a volte  i  podestà,  a  volte  il  commissario  del  popolo,  ad
  esprimere concettualità, una concettualità che spetta, invece, ai
  consiglieri  comunali,  ai  consiglieri  provinciali  per  essere
  anch'essi eletti direttamente dal popolo.
       Ecco perché,  e concludo, io ritengo che il dibattito ci sia
  stato,  che  l'iniziativa  forte  perché possa essere ripreso con
  atti legislativi  è  quello che auspichiamo e che dobbiamo fare e
  dobbiamo  rendere atto positivamente di una conduzione difficile,
  contrastata,  da  parte dell'onorevole Fleres quale Presidente di
  questa Assemblea  di  tener  conto che poi il risultato finale di
  questa sera,  e  ci  auguriamo venga il più presto possibile, sia
  quello di  un atto eroico, forte e leale di questo Parlamento che
  dia  non  al  governo  soltanto,  non  alla  maggioranza  e  alla
  minoranza, ma alla Sicilia e ai siciliani lo strumento per essere
  dignitosamente  e fortemente amministrati da un Presidente che si
  sta spendendo fino in fondo per una Sicilia migliore e diversa.

     BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BARBAGALLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, non entro
  nel  merito  se  non brevissimamente delle ragione che potrebbero
  sollecitare   questa   Assemblea   a   valutare  con  serenità  e
  positivamente   la  possibilità  che  i  Sindaci  possano  essere
  rieletti anche dopo due mandati.
       Innanzitutto perché si incide sulle regole della democrazia,
  perché  gli  arbitri  di  qualsiasi  carica  istituzionale devono
  essere  in  primo  luogo  i  cittadini, soprattutto nelle piccole
  comunità si  crea  un  rapporto  di  identificazione  forte con i
  Sindaci che  hanno il diritto anche di sottoporsi al giudizio dei
  loro elettori.
       Ci sono  poi  ragioni  che  attengono  ad  una  disparità di
  trattamento  con altri livelli di governo; voi sapete che non c'é
  nessun limite per i parlamentari nè per altri incarichi. Questo è
  un argomento che l'Assemblea deve  affrontare con grande serenità
  e con impegno, ed io credo che il Presidente possa valutare anche
  la possibilità di rivedere la  sua  posizione proprio perché  c'è
  una  sensibilità  diffusa  che   intende  intervenire  su  questo
  argomento, ovviamente qualora  l'emendamento  venisse  dichiarato
  improponibile io sono d'accordo con l'onorevole Giannopolo che ha
  posto  l'esigenza  di  una  riforma  che  poi  può  essere  anche
  affrontata contestualmente con la  legge  di  riforma  elettorale
  regionale  che  non  deve   essere   fatta   all'ultimo   momento
  caricandola  anche di significati e  di  tensioni  improprie.  Io
  spero che il Presidente riveda  la  propria  posizione  perché mi
  pare giusto che i cittadini  riacquistano  il  proprio  potere di
  decisione democratica.

     ARDIZZONE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ARDIZZONE.   Onorevole   Presidente,  onorevoli  colleghi,  io
  intervengo  per   dare   forze,  qualora  ce  ne  fosse  bisogno,
  certamente non  c'è  ne  bisogno  perché  bisogna  dare  atto  al
  Presidente  dell'Assemblea, al Vicepresidente onorevole Fleres di
  avviare un dibattito per cui ci ha dato la possibilità di entrare
  nel merito, un  merito  sul quale ci sarebbe a lungo da discutere
  certamente  l'intervento  dell'onorevole  Leanza  potrebbe essere
  convincente  per  alcuni  aspetti potrebbe non essere convincente
  per altri ma questo da il senso che noi a due mesi dalle elezione
  certamente  non  possiamo  pensare  di  modificare  alcune norme.
  L'onorevole Fleres, ed è un fatto che vorrei puntualizzare, sulla
  base di  quello  che  ha  detto  l'onorevole  Giannopolo ha fatto
  riferimento  all'avvio  del  procedimento  elettorale,  onorevole
  Giannopolo  a   differenza  degli  anni  scorsi  in  cui  si  era
  intervenuti  con  delle norme a procedimento elettorale avvenuto,
  che cosa  significa,  noi siamo disciplinati e regolati dal Testo
  Unico dell'ordinamento degli enti locali del 20 agosto 1960 n. 3,
  il quale  testualmente  dice:  "La  data delle elezioni è fissata
  previa  deliberazione della Giunta Regione" io leggo testualmente
  il   titolo  "procedimento  elettorale  preparatorio"  questo  in
  diritto  significa  atto  endoprocedimentale significa che se noi
  paradossalmente  dovessimo  domani stanotte esitare una norma che
  modificasse il comma  3 dell'articolo 3 della legge 7 del 1992 il
  commissario  dello  stato  sarebbe  legittimato  ad  impugnarla e
  certamente noi  non avremmo certezza di candidabilità dei sindaci
  che già hanno raggiunti i due mandati. Per onestà e per dovere di
  cronaca  onorevole Giannopolo le debbo peraltro rappresentare che
  la  Commissione  Affari  Costituzionali  della  Camera  la  prima
  Commissione degli  affari  Costituzionali della Camera ha per una
  prima volta  sentito  l'esigenza  dell'ANCI cioè l'anno scorso ha
  rigettato la richiesto  di  estendere  oltre  i due mandati per i
  sindaci eletti  direttamente  dal  popolo;  il  problema  è stato
  riproposto nuovamente quest'anno si è discusso l'anno scorso e lo
  ha  discusso  la  Commissione  Affari Costituzionali della Camera
  sulla base di  un disegno di legge di carattere popolare, è stato
  presentato  adesso,una  spinta  proprio dell'ANCI è stata chiesta
  l'audizione  e  la Commissione Affari Costituzionali della Camera
  quasi all'unanimità  ha  deciso  in  questa  sede di soprassedere
  proprio  nell'imminenza  delle  elezioni  del  26  maggio  questo
  dobbiamo avere  il  coraggio e direi io l'onestà intellettuale di
  dirlo e di dirlo forte a chiara voce anche a rischio, mi consenta
  onorevole Giannopolo, di rischiare l'impopolarità considerato che
  nella mia provincia si vota in 48 comuni, però abbiamo un dovere:
  di dare certezze,  di  dare  norme chiare, di dare sicurezze, noi
  non possiamo ingolfare  il nostro ordinamento con norme su norme,
  con norme contraddittorie  tra  di loro per cui bisogna dare atto
  all'onorevole    Fleres   che   l'improponibilità,   per   carità
  inappellabile per cui  è come se fossimo entrati nel merito della
  discussione, per altro una discussione è stata consentita, non fa
  altro che fare  chiarezza.  E'  certo  una  differenza fra queste
  norme che noi  dovremmo trattare, per altro già dal dibattito che
  c'è stato questa sera stessa si vede qual'è l'attenzione e c'è la
  necessità come diceva l'onorevole Cintola, di un disegno di legge
  organico.   Su   questo   la   prima   commissione  è  fortemente
  interessata, ha già sentito in sede di audizione i rappresentanti
  dei comuni, l'ANCI,  per  altro  anche  l'URPS  perché occorre un
  discorso   di    carattere    generale    e    di   rivisitazione
  dell'ordinamento degli  enti  locali  complessivo,  per  cui  ben
  disponibile a rivedere  questa  normativa però io ho il dovere di
  dire, l'onestà intellettuale  di  dire  che  per  la  data del 26
  maggio essendo  stato  già  avviato il procedimento elettorale le
  norme sono quelle  che sono indicate nella delibera di giunta del
  2 gennaio 2002.

     MICCICHE'. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MICCICHE'.  Io   non   volevo  intervenire  tranne  che  sugli
  emendamenti, quei pochi emendamenti che sono rimasti da discutere
  e  da   votare.   Ma  gli  interventi  dell'onorevole  Cintola  e
  dell'onorevole Ardizzone  mi  hanno  indotto ad intervenire anche
  perché  quanto   hanno   detto,  sia  l'onorevole  Lo  Monte  che
  l'onorevole  Giannopolo, mi pare che  sia  già  sufficiente.  Per
  carità, per amor di patria, non mettiamoci  a  dare  patenti  e a
  dire ciò che è giusto e ciò che  è sbagliato, ciò che è legittimo
  e  che non è legittimo, ciò che è  normativo  e  ciò  che  non  è
  normativo, ciò che è compatibile e ciò che non è compatibile, ciò
  che è proponibile e ciò che non  è  proponibile  Si possono usare
  centomila  aggettivi  proprio perché quello  che  è  successo  in
  quest'ultimo periodo, in quest'ultima  sessione  di  bilancio  ci
  dimostra  che  è  tutto  opinabile   quello   che  si  fa, signor
  Presidente.
       Voglio  evitare   di   personalizzare   l'intervento   e  di
  polemizzare  a   livello   personale,  ma  quello  che  ha  detto
  l'onorevole Cintola in effetti mi ha fatto sobbalzare, nonostante
  la stanchezza ci stia  prendendo totalmente.  L'onorevole Cintola
  ha detto che l'onorevole Fleres ha fatto uno strappo alla regola,
  alla  norma.   Ha  dato  la   parola  nonostante  ha  deciso  che
  l'emendamento Lo Monte non fosse  proponibile.  Grande  senso  di
  democrazia e di tolleranza, lei ha detto.  Meno male.  Ogni tanto
  un po' di tolleranza serve.  Ma  io  spero  che questa tolleranza
  sia  a  360  gradi  e  sia  esteso  anche  ad  altri.  Quanto  al
  sottoscritto  gli  è  stato  più   volte  negata  la  facoltà  di
  intervenire,  gli  è  stato  detto  di  no,  perchè  a  norma  di
  Regolamento non poteva intervenire perché  l'argomento era chiuso
  o non era legittimo una mia insistenza ad intervenire.
       Con questo che  voglio  dire?  Riprendo  il ragionamento che
  faceva appunto l'onorevole  Fleres, quando mi diceva che  bisogna
  dare un po' di  lezione  ai  deputati che non conoscono la norma,
  perché in un momento così complesso bisogna insegnare ai deputati
  delle norme.
       Io voglio  capire  quali  norme  dobbiamo  imparare,  quelle
  proprie, allora  ognuno  diventa autoreferente rispetto ad altri.
  No, cari colleghi, non ci stiamo
       Io credo che bisogna  essere  coerenti su tutto e che questo
  possa servire nel prosieguo  del  suo  mandato  -  visto  che lei
  sostituisce regolarmente il  Presidente  Lo Porto - e posso anche
  capire che questa sessione di bilancio è stancante, come ha detto
  lei, difficile, certo, perché lei ha un compito difficile, perché
  probabilmente, l'onorevole Lo  Porto  non  è  nelle condizioni di
  portarla a termine, come qualcuno ha detto.
       Io  non  credo,   penso,  che  l'onorevole  Lo  Porto  abbia
  dimostrato in  alcuni  casi  massima apertura, elasticità, perché
  sostituire il Presidente  non  significa  essere elastico solo in
  alcuni casi ed in altri no e su questo, signor Presidente Fleres,
  la invito vivamente,  per  le  prossime volte, ad essere elastico
  come lei è stato  elastico  nel  dare  la parola all'onorevole Lo
  Monte quando la sua richiesta non è stata accettata, perché resta
  improponibile; che sia  un  esempio,  un  precedente per le altre
  situazioni,  tanto  è  scritto  lì,  è  registrato,  lo  possiamo
  prendere in qualsiasi momento.
       E concludo, signor Presidente, chiedendo che sulla questione
  di  merito,  proposta  dall'emendamento  Lo  Monte,  qualcuno  ha
  parlato di una  finestra;  possiamo  aprire non solo finestre, ma
  addirittura balconi.
       Io  faccio  parte   della  Commissione,  come  ne  fa  parte
  l'onorevole Ardizzone,  si  può  incominciare  benissimo lunedì o
  martedì a discutere su questo argomento per cercare di trovare la
  soluzione, senza pregiudizi, però  vi posso dire che ho visto che
  alcuni partiti della  maggioranza  non  sono  d'accordo  per  una
  questione di principio,  non perché vogliono rispettare le norme,
  perché nel settembre del 1997, come diceva all'inizio l'onorevole
  Giannopolo, sono state  modificate  le regole mentre già si stava
  andando a votare, perché  è  vero  che  non  venivano cambiate le
  norme - il fatto  che  i  sindaci  dovevano  presentarsi due, tre
  volte - non era questo, anche perché  nel 1997 non c'erano queste
  condizioni, ma la verità è che cambiando sistema elettorale delle
  schede si  sono modificati sostanzialmente i risultati elettorali
  e noi sappiamo  benissimo  che  significa  una  sola  scheda:  la
  vittoria totale del Polo  della  Libertà  in quasi tutti i comuni
  dell'Isola.

     PRESIDENTE. Onorevoli  colleghi,  la  Presidenza  ha ascoltato
  tutti gli interventi e naturalmente ribadisce la dichiarazione di
  improponibilità per gli emendamenti già indicati.
       Io mi auguro  che  il  Parlamento apprezzi come la posizione
  della Presidenza non sia estemporanea, ma sia stata ripetutamente
  ribadita con atti  pubblici  ed  anche in conversazioni private e
  quindi conferma la opinione  rispetto  alla improponibilità degli
  emendamenti.
       La  Presidenza  non ha altro da aggiungere rispetto a questo
  tema;  qualcosa  avrebbe da  aggiungere  l'onorevole  Fleres,  ma
  questo non può accadere in  questo  momento,  credo  che  accadrà
  molto  presto  in  una  fase  successiva  dei  lavori  di  questo
  Parlamento.  Il rispetto della funzione  che  in  questo  momento
  esercito mi impedisce di compiere  valutazioni  che  esulano  dal
  compito che sto esercitando.

                               CONGEDI

     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole Cintola ha chiesto
  di porre in congedo l'onorevole  Vincenzo Lo Giudice, l'onorevole
  Fabio  Mancuso.

       L'onorevole  Leontini  ha  chiesto   di   porre  in  congedo
  l'onorevole Confalone. L'onorevole Formica ha chiesto di porre in
  congedo l'onorevole Virzì e l'onorevole Granata.

                     (L'Assemblea ne prende atto)

       Si passa all'emendamento 77.79, che è ritirato.
       L'emendamento 77.84, è ritirato.
       L'emendamento 77.84, è ritirato.
       L'emendamento77.85,a  firma degli onorevoli Ferro, Vitrano e
       altri..

       Onorevole  Miccichè,  la  Presidenza non ha compiuto nessuna
  deroga  e  nessuna  forzatura,  ha dato la parola sull'ordine dei
  lavori così come è previsto dal Regolamento.

     ACIERNO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ACIERNO.  Io  volevo  fare  una  proposta  alla  Presidenza  e
  all'Aula sulla conduzione dei lavori vista l'ora tarda.

       Ci  sono  ancora  tanti emendamenti però mi pare che la gran
  parte  di questi o sono ritirati o sono inammissibili.  Allora io
  personalmente  chiedo  alla  Presidenza  di  mettere in votazione
  l'emendamento 77.368.

    Invito  i  colleghi  che hanno interesse a mettere in votazione
  qualche  emendamento  di  segnalarlo  alla  Presidenza in modo di
  accelerare i tempi di questo dibattito.

     PRESIDENTE. Onorevole Acierno, se lei ritiene che questa possa
  essere una procedura che vale per tutti, ha senso. Se non dovesse
  valere  per  tutti non avrebbe alcun senso e quindi la Presidenza
  scorrerebbe,  così  come  ha  fatto  in  questo  momento, diversi
  emendamenti.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.  Visto che il governo non intende accogliere nessuno
  degli  emendamenti  da noi presentati che sono migliorativi della
  sgangherata  proposta  che  è  stata  portata  avanti  in  questa
  finanziaria  da  parte  del  governo  e  in ragione del fatto che
  questo impedisce una attenta valutazione, per quanto ci riguarda,
  noi  acconsentiamo  alla  proposta fatta dall'onorevole Acierno e
  gli emendamenti a firma dei deputati del centro sinistra possiamo
  considerarli ritirati.

     LO CURTO . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LO  CURTO .  Signor Presidente, semplicemente per dire che qui
  dentro  questa sera, questa mattina abbiamo anche perduto i ritmi
  naturali  e normali e fisiologici che scandiscono le ore e con le
  ore  anche  tutto  il  resto  delle  cose che normalmente ci sono
  dentro una giornata.

       Qui  dentro  si è fatto appello alla tolleranza. Io dico che
  veramente  vorrei  essere  un  po' meno tollerante di quanto sono
  stata  fino  ad  oggi,  fino  a  questo  momento giacché ho visto
  abusare del Regolamento oltre ogni limite e ogni tolleranza.
       E  questo,  forse,  perchè  c'era un pubblico qui dentro che
  doveva  in  qualche maniera sentire dire certe cose a ciascuno di
  noi.  E  se qualcuno non l'ha fatto il proprio talk show non l'ha
  fatto anche pensando che costa fatica.
  fatto anche pensando che il tempo costa, costa fatica.
       Qui dentro c'è chi non  ha dormito neanche 5 minuti, cioé la
  maggior  parte  di  noi.
       E allora invito i miei  colleghi  ad  attenersi al limite di
  tolleranza, dopodiché  ritengo che  non  dobbiamo né prenderci in
  giro, né prendere in giro alcuno  di  noi e quelli che sono al di
  fuori di noi.
       Abbiate rispetto e abbiamo  più  rispetto  di  noi  e  degli
  altri.

     PRESIDENTE. Pongo in  votazione  l'emendamento 77.368, a firma
  dell'onorevole Acierno.
       Il parere del Governo?

     CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione.  Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi è contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

     PRESIDENTE.  Comunico che  è  stato  presentato  l'ordine  del
  giorno n. 75. Ne dò lettura:

    N. 75 - Interventi  per  la trasmissione televisiva dei lavori
           parlamentari in tutta la Regione

                            ORDINE DEL GIORNO

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

                   IMPEGNA IL PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA

          ad  avviare le procedure per trasmettere, attraverso una
          emittente  televisiva  che  copra  interamente  tutta la
          Regione, al fine  di  consentire  a tutti i siciliani di
          poter assistere ai lavori parlamentari.

          (14.03.2002)
                          ROTELLA-PAFFUMI-BASILE-LO CURTO-ARDIZZONE-
                          VILLARI-BARBAGALLO-INCARDONA-ACIERNO-PAPANIA-
                          IOPPOLO-NICOTRA-GURRIERI-BALDARI-MOSCHETTO

       Pongo   in   votazione   l'emendamento   77.111,   a   firma
  dell'onorevole Giannopolo.
       Il parere del Governo?

     CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione.  Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi è contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

       Onorevoli colleghi,  l'emendamento che abbiamo appena votato
  costa 30 miliardi.

     PAGANO, assessore per il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo di
  parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PAGANO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, devo fare notare  a  tutta  l'Assemblea che in questo
  momento i fondi globali  non sono sufficienti a coprire l'importo
  che è stato appena dichiarato.
       Di  conseguenza,  inviterei   di  nuovo  alla  rivisitazione
  dell'articolo e, se è il caso, anche ad un maggiore chiarimento e
  ad una maggiore presentazione.
       Quindi, signor Presidente, inviterei di nuovo a rimettere in
  discussione l'ordine del giorno.

     PRESIDENTE. Onorevole Pagano, come  lei sa, l'Assemblea ha già
  votato.
       C'era  un  altro   emendamento  che  doveva  essere  votato.
       Onorevole Pistorio  è  sfuggito  un  particolare e cioé  che
  l'onorevole Speziale ha detto che sono ritirati tutti tranne due.
       Il Gruppo  DS  propone  di  discutere l'emendamento 77.383 a
  firma degli onorevoli Oddo, Panarelo, Giannopolo, Zago.

     CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CUFFARO,  presidente   della   Regione.   Intervengo   per  un
  chiarimento. L'emendamento che  abbiamo appena votato non prevede
  trenta miliardi di spesa perché è su fondi dello Stato e poi è un
  fondo di rotazione. L'emendamento 77.383, invece, è un disegno di
  legge che la Giunta  di  Governo  ha  interamente  presentato che
  abbiamo mandato a questo  Parlamento  e  non  possiamo che essere
  d'accordo perché la Giunta  di  Governo si è già pronunciata. Tra
  l'altro prevede la possibilità  di  fare gli eliporti nelle isole
  minori che è una scelta che abbiamo già fatto da parecchio tempo.
  Quindi esprimiamo parere favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Pongo in  votazione  l'emendamento  77.383.  Chi è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Passiamo al testo  base  della finanziaria, disegno di legge
  n. 298 - stralcio II/A. Il Governo dovrebbe presentare le tabelle
  di cui all'articolo 76,  a  seguito dell'articolato. Il Governo è
  nelle condizioni di presentarle?

     CUFFARO, presidente della Regione.  Sì.

        PRESIDENTE. L'Assemblea prende  atto  che  per un errore di
  battuta l'esercizio  finanziario  di riferimento nell'emendamento
  77.383 non è il 2001, bensì il 2002.
       Onorevoli colleghi, dopo  la  votazione  dell'articolo  76 e
  delle relative tabelle e  dopo la votazione finale del disegno di
  legge, l'Aula verrà sospesa per consentire alla Giunta di Governo
  di varare le variazioni di  bilancio e poi tornare in Aula per la
  definitiva votazione di bilancio che tenga conto delle variazioni
  approvate dalla Giunta.
       Siamo in dirittura  d'arrivo, ma non abbiamo ancora concluso
  i lavori. Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 2.05, è ripresa alle ore 2.27)

    La seduta è ripresa.

    Onorevoli colleghi,  si  passa  all'esame delle tabelle, di cui
  all'articolo 76.
       Si  passa alla  tabella  A),  di  cui  alla  pagina  2,  del
  fascicolo   delle   tabelle.   Si   comincia   con  l'emendamento
  modificativo della tabella  A),  a  firma degli onorevoli Ferro e
  Tumino.

     FERRO. Lo ritiro.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

     PRESIDENTE. Si passa all'emendamento della tabella A), a firma
  dell'onorevole  Cracolici.   Si   tratta   di   una  modifica  di
  denominazione, anziché  'buono  scuola',  in  'legge diritto allo
  studio'.
       Il parere del Governo?

     CUFFARO,  Presidente  della  Regione.  Signor Presidente, sono
  contrario perché è  uno dei punti del programma del contratto con
  gli elettori.

     GIANNOPOLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, io credo
  che nel programma  del  Governo ci sia anche la legge sul diritto
  allo studio, stando alle cose che lei ha detto in quest'Aula.
       In ogni caso,  vorrei  dire  alla  Giunta di Governo, che ha
  esitato anche  un  disegno  di  legge  sul  diritto  allo studio,
  perchè nella  tabella mettiamo solo le risorse finanziarie per la
  legge sul buono-scuola  e non anche per la legge sul diritto allo
  studio  universitario,  che avete esitato quasi in contemporanea?
  La legge sul diritto allo studio includeva anche il buono-scuola.

     PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE. presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE.  Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
  alzi.

                          (Non è approvato)

       Si passa alla tabella A alla quale sono stati presentati gli
  emendamenti A2, A3, A4,  che,  posti  separatamente  in votazione
  non  sono approvati.
       L'emendamento   A1   è    ritirato;   l'emendamento   A5   è
  improponibile.
       Gli emendamenti C1, C 23, C6,  C2, C19, C17, C3, C4, C5, C7,
  C8, C9, C10, C13 e C14 sono superati.
       L'emendamento C16 è ritirato.
       L'Assemblea ne prende atto.
       L'emendamento C11 e C15 sono dichiarati improponibili.
       Gli  emendamenti  C18, C21,  C22  e  l'emendamento  a  firma
  dell'onorevole Speziale sono superati.
       La Tabella C, posta in votazione, è approvata.
  approvate.
       Si passa alla Tabella F.
       Gli emendamenti F1 ed F2 sono superati.
       L'emendamento F3, posto in votazione, non è approvato.
       L'emendamento F4 è improponibile.
       La Tabella F, posta in votazione, è approvata.
       Si passa alla Tabella G.
       Gli emendamenti G.1, G.2 e G.3 sono superati.
       La Tabella G, posta in votazione, è approvata.
       Si passa alla Tabella H.
       Gli emendamenti H1 e H2 sono ritirati .
       l'Assemblea ne prende atto.
       Gli emendamenti H3 , H4,  H5  e  H6,  posti separatamente in
  votazione, non sono approvati.
       La Tabella H, posta in votazione, è approvata.
       Si passa alla Tabella I.
       Gli  emendamenti  I.7.1,  I.7,   I.32.1,  I.32  e  I.8  sono
  improponibili.
       Gli emendamenti I.22, I.5.1,  I.19,  I.35,  I.3,  I.10  sono
  superati.
       Gli emendamenti I.5, I.37,  I.36, I.4, I.33, I.9, I.18, I.29
  sono improponibili.
       Gli emendamenti I.4.1, I.2, I.16, I.38 sono superati.
       L'emendamento I.25 è ritirato.
       L'Assemblea ne prende atto.
       Si passa all'emendamento I.1  che, posto in votazione, non è
  approvato.
       Gli emendamenti I.23 e I.24 sono ritirati.
       L'Assemblea ne prende atto.
       Gli emendamenti I.34, I.6 e I.27 sono improponibili.
       Si passa all'emendamento I.15 che, posto in votazione, non è
  approvato.
       L'emendamento I.26 è superato.
       Gli emendamenti I.31, I.13,  I.17,  I.30,  I.11  e I.28 sono
  improponibili.
       Gli emendamenti I.21, I.12, I.14 sono superati.
       L'emendamento I.20 è ritirato.
       L'Assemblea ne prende atto.
       La Tabella I, posta in votazione, è approvata.

       Pongo separatamente in votazione le  Tabelle A e B.
       Sono approvate.
       Informo  che le  Tabelle  testè  approvate  vanno  integrate
  dall'importo di cui all'emendamento 77.421.
       Si passa all'articolo 76. Ne do lettura:

                                  Art. 76.
                          Fondi globali e tabelle

          1. Gli importi  da  iscrivere  nei  fondi  globali  di cui
       all'articolo 10 della  legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e
       successive modifiche  ed  integrazioni,  per il finanziamento
       dei  provvedimenti   legislativi  che  si  perfezionino  dopo
       l'approvazione del bilancio, restano determinati per ciascuno
       degli anni 2002,  2003  e  2004  nelle  misure indicate nelle
       tabelle A e  B, allegate alla presente legge, rispettivamente
       per il fondo  globale  destinato alle spese correnti e per il
       fondo globale destinato alle  spese in conto capitale.

          2. Ai sensi dell'articolo  3,  comma  2,  lettera c) della
       legge regionale 27 aprile  1999,  n. 10, così come sostituito
       dall'articolo 52, comma 14,  della  legge  regionale 3 maggio
       2001, n. 6, le dotazioni  da  iscrivere  in  bilancio  per il
       rifinanziamento  di  leggi  di  spesa  sono  stabilite  negli
       importi indicati, per l'anno  2002,  nella tabella C allegata
       alla presente legge.

          3.  Ai sensi dell'articolo  3,  comma  2, lettera d) della
       legge regionale 27 aprile  1999,  n. 10, le autorizzazioni di
       spesa recate dalle leggi  indicate  nella  tabella D allegata
       alla presente legge sono ridotte degli importi stabiliti, per
       ciascuno  degli  anni  2002,   2003  e  2004,  nella  tabella
       medesima.

          4.  Ai sensi dell'articolo  3,  comma  2, lettera e) della
       legge regionale 27 aprile  1999, n.  10, così come modificato
       dall'articolo 56, comma 1, della  legge  regionale  3  maggio
       2001, n.  6, le autorizzazioni  di spesa recate dalle leggi a
       carattere pluriennale indicate  nella tabella E allegata alla
       presente legge sono  rimodulate  degli importi stabiliti, per
       ciascuno  degli anni finanziari  2002,  2003  e  2004,  nella
       tabella medesima.

          5.  Ai sensi dell'articolo  3,  comma  2, lettera f) della
       legge regionale 27 aprile 1999,  n.  10,  le  leggi  di spesa
       indicate nella tabella F  allegata  alla  presente legge sono
       abrogate.

          6.   Gli   stanziamenti   autorizzati   in   relazione   a
       disposizione di legge la cui quantificazione è demandata alla
       legge finanziaria  sono  determinati nella tabella G allegata
       alla presente legge.

          7. Per l'esercizio  finanziario  2002  i  contributi e gli
       altri trasferimenti  in  favore  di associazioni, fondazioni,
       centri studio  ed altri organismi comunque denominati, nonchè
       le altre spese  continuative  annue,  di  cui  alla tabella H
       allegata alla presente legge, sono iscritti in bilancio nella
       misura ivi prevista.

          8. I destinatari dei  contributi di cui al comma 7 che non
       abbiano fatto pervenire alla  data del 15 luglio di ogni anno
       il conto  consuntivo  dell'anno  precedente  sono esclusi dal
       finanziamento per l'anno successivo.

          9.  Ai sensi  dell'articolo  200,  comma  1,  della  legge
       regionale 23 dicembre  2000,  n.  32,  le  spese  autorizzate
       relative  agli   interventi  della  citata  legge  che  hanno
       ottenuto  l'autorizzazione  comunitaria  sono quelle indicate
       nella tabella I allegata alla presente legge.

       Lo pongo in  votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo  77. Ne do lettura.

                                  Art. 77.
               Effetti della manovra e copertura finanziaria

          1. Gli  effetti  della  manovra  finanziaria e la relativa
       copertura   derivanti  dalla  presente  legge  sono  indicati
       nell'allegato prospetto.

          2.  Le  disposizioni della presente legge si applicano con
       decorrenza dall'1 gennaio 2002.

       Lo pongo in  votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo  78. Ne do lettura.

                                  Art. 78.

          1.   La presente  legge  sarà  pubblicata  nella  Gazzetta
       ufficiale della Regione siciliana.

          2. E' fatto obbligo a  chiunque  spetti di osservarla e di
       farla osservare come legge della Regione.
       Pongo in  votazione  la   delega   alla  Presidenza  per  il
  coordinamento formale del disegno di legge.

                            (E' approvata)


   Presidenza del vicepresidente FLERES


    VOTAZIONE FINALE DEL  DISEGNO  DI LEGGE N.  298 - STRALCIO II/A
    "LEGGE FINANZIARIA 2002"

     MICCICHE'. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MICCICHE'. Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, intervengo
  per esprimere il voto contrario al disegno di legge finanziaria.
       Abbiamo cercato di  migliorarla,  in  alcuni  casi  ci siamo
  riusciti, ma nella gran parte  no, a causa di un atteggiamento di
  chiusura da parte della maggioranza.
       Dire che questo bilancio  è un bilancio che toglie ai poveri
  e  dà ai ricchi, l'abbiamo  già  detto,  non  è  una  novità,  ma
  è necessario   ribadirlo.
       Probabilmente, ha ragione l'onorevole Capodicasa, si possono
  fare pochi  commenti  su  questo  bilancio, perché  le vicende di
  questi ultimi tre  mesi  sono  sotto gli occhi di tutti.
       Abbiamo tentato di  migliorarlo  -  come dicevo poco fa - ma
  non ci siamo riusciti per la chiusura di questo Governo, ma anche
  per la  mancanza  di  una  sovrastruttura che accogliesse nel suo
  iter tutti  i  passaggi  necessari  per  poter  dare  un maggiore
  contributo.
       Ritengo che molti  dei  provvedimenti  inseriti  in bilancio
  siano provvedimenti  virtuali  che  servono  a gettare fumo negli
  occhi.
       Invito questo Governo a essere meno trionfalista. Mi ha dato
  l'impressione che questo  bilancio,  questa  finanziaria  sia uno
  strumento finanziario che  anticipi qualche evento elettorale. Ho
  percepito un'atmosfera quasi  prossima  alle elezioni. Infatti in
  alcuni  comuni  a  breve  si  svolgeranno  le  elezioni,  ma  non
  interessano i rappresentanti di questo Parlamento.
       Questo mi ha impressionato.
       Probabilmente già  si  è aperta la campagna elettorale, caro
  Presidente, perché  da  parte  sua  ho  visto  un interesse quasi
  spasmodico  a  trovare  l'appiglio,  il  bilancino.
       Ho  definito l'assessore Pagano l'assessore 'taglia e cuci'.
  Non è un  modo dispregiativo.
       Sto cercando  di  concludere.  Il mio intervento non è fatto
  tanto per intervenire  ma  per  ribadire il mio dissenso a questa
  manovra.
       L'abbiamo detto in tutte le salse però mi preme sottolineare
  una  cosa  e  concludo.   Ci   sono  state  alcune  richieste  di
  emendamenti che sono state respinte senza alcuna motivazione. Per
  esempio, l'emendamento  che   avevo  fatto  a  superamento  delle
  barriere  architettoniche;  il  contributo  ai  comuni per questo
  problema, non è stato accettato.
       Questa chiusura la dice tutta su come questo Governo intende
  risolvere  i  problemi dei siciliani lo interessano probabilmente
  solo alcune  cose.
       Spero  che  nel  prosieguo  della  mia attività parlamentare
  possa dimostrare  che  le  denunzie  su  ritardi, inadempienze di
  questo  Governo  è   la  fine  di  un  dialogo  e  questo  mi  ha
  profondamente turbato.  Spero che ci sia occasione in determinati
  momenti legislativi  che possa prevalere il buon senso.
       Concludo dicendo  abbiate  un  po' di compassione per questa
  Sicilia, che è veramente povera e disgraziata

     BARBAGALLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BARBAGALLO. Sarò  brevissimo,  considero l'orario estremamente
  impegnativo,  non   vorrei   utilizzare   termini  eccessivamente
  critici,  non  posso  tuttavia   non   rilevare  che  la  manovra
  finanziaria è assolutamente carente  non  indica  un programma di
  risanamento serio gli sforzi  compiuti  alla  fine  sono stati in
  gran parte vanificati soprattutto  perché  manca una strategia di
  programmazione,   quindi  di   rientro   parziale   del   pesante
  indebitamento della Regione. Le entrate come sono state più volte
  sottolineate  dai  vari   colleghi,   sono   frutti   di  calcoli
  difficilmente realizzabili, in  gran  parte virtuali, sicuramente
  non danno certezza; le  risorse  finanziarie per nuovi interventi
  legislative sono ridotti al  minimo i fondi accantonati nei fondi
  globali sono molti esigui, questo significa che non è facile fare
  nuovi interventi legislativi  soprattutto  in  direzione  di  una
  crescita e di uno sviluppo produttivo della nostra Regione.
       Sono stati penalizzati  alcuni  settori  fondamentali, basti
  pensare come è stato più  volte  detto  agli  Enti Locali, e alle
  politiche sociali, sono  stati introdotte molte tasse, effettuati
  tanti tagli e introdotto  il  doppio  ticket,  potremmo  definire
  questa finanziaria, la finanziaria  delle tre "T", Tasse, Tagli e
  Ticket; l'opposizione ha tentato  di migliorarla, in qualche caso
  c'è  riuscita,  speravamo   che   i  deputati  della  maggioranza
  potessero fornire un  contributo  maggiore  sui  contenuti  della
  finanziaria   e   prevalsa    la   logica   dello   schieramento,
  dell'appartenenza del rapporto di forza, mi auguro che nel futuro
  si possa avere un confronto più proficuo sulle cose da fare e sui
  problemi  da  risolvere.   L'unico   dato  positivo  che  si  può
  registrare e quello che  la  legge  contiene emendamenti di spesa
  interiori rispetto alle ultime  finanziarie,  questo  è  vero c'è
  stato un impegno dell'assessore  e del presidente che ha limitato
  gli interventi di spesa al di la delle leggi di rifinanziamento e
  questo è un dato  positivo;  d'altra  parte  era  difficile  fare
  peggio  delle  ultime  due   finanziarie   che   hanno  visto  un
  indebitamento eccessivo per le  nostre  casse,  basti  pensare il
  ricorso ai mutui dell'assessore Nicolosi, pari a 2.397 miliardi e
  l'altro contratto nei mesi passati dall'assessore Pagano di 1.000
  miliardi.
       Tuttavia,  è  un  fatto  positivo  che  la nostra Regione ha
  finalmente  un  bilancio,  si  dà  una risposta ai cittadini; noi
  abbiamo   dato   il   nostro   contributo   senza   atteggiamenti
  pregiudizialmente   contrari.  Mi  auguro  che  si  inauguri  una
  stagione  di  confronto  positivo,  una  cultura e una dialettica
  nuova nei rapporti tra maggioranza ed opposizione. Sono stato tra
  i sostenitori di chi ritiene che una opposizione debole non serve
  nemmeno  alla  maggioranza  e sono convinto che l'opposizione non
  debba  dire  soltanto dei "no", l'opposizione si deve confrontare
  sui  programmi,  deve  fare  le  sue scelte, deve rischiare, deve
  quasi  proporre un programma alternativo. Siamo appena all'inizio
  della  legislatura,  mi  auguro  che questo discorso possa essere
  sviluppato ed approfondito in futuro.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.   Signor   Presidente,   intervengo  brevemente.  Ci
  troviamo  di   fronte   ad   un  bilancio  con  entrate  incerte,
  l'onorevole Assessore - se  fa  bene  i  conti - vedrà che c'è un
  incremento delle spese  correnti,  una  riduzione per le spese in
  conto  capitale   e   per   investimenti,  tagli  per  i  settori
  produttivi, dal commercio all'artigianato, tagli per i contributi
  all'occupazione  sostegno  all'impresa, manovra complessiva priva
  di   respiro,   indebolimento  complessivo  delle  condizioni  di
  bilancio, difficoltà  a  confrontarsi  con  i  mercati finanziari
  nazionali ed internazionali. Ci troviamo di fronte ad una manovra
  complessiva il cui  tratto  distintivo  è quello di far pagare un
  prezzo altissimo alla Sicilia. Tassa sul metano, tasse sui ticket
  sanitari,  senza  elementi  correttivi  di intervento strutturale
  della spesa storica della Regione. E' un Governo che trascina con
  se contraddizioni, che  non  è in grado di fare questi interventi
  strutturali e che rischia, lo diciamo adesso, nel corso di questa
  finanziaria, di non chiudere il bilancio dell'anno prossimo.
       Onorevoli  colleghi, l'anno prossimo, se dovessero perdurare
  le condizioni di  bilancio  della  nostra Regione così come sono,
  con  il fatto  che  si  è  stati  impacciati  a  fare  interventi
  strutturali, noi -  l'anno  prossimo - non chiuderemo il bilancio
  della  Regione.   Questo   comporterà   il   dissesto  di  intere
  amministrazioni  comunali,   la   perdita   di   prestigio  e  di
  credibilità nostra e  il  fatto  che la Sicilia rischia di essere
  tagliata fuori da  processi  globali e indebolire i livelli delle
  proprie decisioni.
       Noi riteniamo che  questo  sia  frutto  di due condizioni la
  difficoltà a leggere  la crisi strutturale del nostro bilancio ed
  una classe dirigente  che, malgrado abbia avuto un consenso ampio
  da parte dei  siciliani, è inadeguata al riuscire a tagliare dove
  c'è da tagliare. E  i  tagli  non  si  fanno  perché è una classe
  dirigente che si  autoalimenta  con  le  spese  correnti.  C'è la
  classe dirigente  della  Sicilia  che  vive  soltanto soltanto di
  gestione della spesa  e che non è in grado di assicurare sviluppo
  alla nostra Regione.  Sono  queste  le  motivazioni  che ci hanno
  indotto a fare  una  battaglia,  qualche  volta ci siamo riusciti
  come nel settore  degli  artigiani,  altre  volte  non  ci  siamo
  riusciti,  abbiamo  cercato di incidere profondamente soprattutto
  negli interventi strutturali, ma abbiamo trovato un atteggiamento
  sordo da  parte  del  Governo.  Non  vogliamo  assumerci  nessuna
  responsabilità rispetto alla  finanziaria e al bilancio, ed è per
  questo che noi  esprimiamo  il  nostro dissenso ed il nostro voto
  contrario.

     CINTOLA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, voglio fare
  delle osservazioni,  molto  velocemente. Intanto, perché non dire
  che  questa  Assemblea, stasera assurge a un tono che le compete,
  al di  là delle assenze, di quello che i giornali hanno espresso,
  e  dovremmo  essere  più  cauti,  questo  è  invece un momento in
  positivo   molto   forte.   E'   necessario,  signor  Presidente,
  delegiferare,   avere   testi  unici,  sburocratizzare  perchè  è
  impossibile che si continui con una burocrazia che ha migliaia di
  passaggi  ed è un imperativo assolvere al precariato per guardare
  a chi  un  posto  di lavoro non l'ha mai avuto in Sicilia. Questa
  maggioranza  e  questa  Assemblea può rendere un servizio reale a
  questa nostra Regione.  C'è necessità che ci sia meno riottosità,
  più  convergenza  e  più unitarietà di valori, di interventi e di
  interessi che non possono essere guardati in senso settoriale. E'
  necessario  che  la  Giunta riesca ad avere assieme al Presidente
  della   Regione   una   maggiore  coesione  e  direi  di  parlare
  dialetticamente   all'interno   molto   di  più  e  di  esprimere
  all'esterno  molto  meno  le  cose  che  si  raggiungono in senso
  unitario.
       Confidiamo che questo bilancio, in  Agricoltura  con  i  100
  miliardi  -  che  ha  visto il  sacrificio  enorme  di  un'intera
  maggioranza  che ha sacrificato anche  interessi  più  piccoli  o
  forti per assolvere ad un compito  che era quello che interessava
  al programma con il quale questa maggioranza è stata creata dalla
  Sicilia - abbia in questo momento un inizio ed una continuità che
  possa assolvere ai compiti che gli  sono  stati  affidati  da  un
  intero  popolo.  A  lei, Presidente della  Regione,  non  c'è  da
  assicurare e da fare auguri, c'è  da  considerare che lo vogliamo
  più sereno, meno addormentato, più sano e più salutare.

     PRESIDENTE. Indìco la  votazione finale per scrutinio nominale
  del disegno di legge n. 298 /A).
       Chiarisco il significato del voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante verde;  chi vota no preme  il  pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione per scrutinio
  nominale:

        Presenti e votanti .......  54
        Maggioranza ..............  28
        Favorevoli ...............  45
        Contrari .................   9

                          (L'Assemblea approva)

     PRESIDENTE.   Sospendo   la   seduta   per   consentire   alla
  Commissione  Finanze  di riunirsi dopo che la Giunta avrà esitato
   a  nota  di  variazione.
       Dopo   la  conclusione  dei  lavori  della  Giunta  e  della
  Commissione  Finanze, la seduta riprenderà com la votazione della
  nota di variazione e il voto conclusivo sul bilancio.

    (La seduta, sospesa alle ore 3.10, è ripresa alle ore 3.15)

    La seduta è ripresa.

       Comunico  che  sono  stati  presentati dal Governo, ai sensi
  dell'articolo   117   del   Regolamento   interno,   i   seguenti
  emendamenti:  31.7,  77.420.9,  7.1 al comma 13, all'articolo 35,
  all'articolo 63, all'articolo 71 comma 13, all'emendamento  39.8
  all'articolo 9 commi 1 e 3.

       All'articolo 9 del comma 1, sopprimere le parole 4, 5, e 6.

       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa  all'emendamento  31.7, dopo le parole "articolo 3,
  comma 11" sopprimere le parole "e dodici".

     PRESIDENTE. Chi  è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

        PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 77.429.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 71, comma 13 e comma 4, anziché titolo
  24.

       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa  al  comma  2  sexies,  all'articolo  35  invece di
  "applicano", si "applicheranno".

       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       .  Al comma  1  e  al  comma  2  sostituire le parole "fondi
  assegnati" con le parole "fondi di rotazione assegnati.."
       Lo pongo in  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa al comma 13 dell'articolo 71.
       Lo pongo in  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si   passa   all'emendamento   39.8,  sostituire  le  parole
  "attività produttive" con "competente".

       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Onorevoli colleghi,  il  Governo  ha  approvato  la  nota di
  variazione  al  disegno  di  legge  del  bilancio  di  previsione
  dell'esercizio   finanziario   2002.   La  Commissione  l'ha  già
  esaminato e dunque  è  pronto  per  l'Aula. Pongo in votazione la
  nota  di   variazione   che  ha  avuto  parere  favorevole  della
  Commissione.

       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo  in  votazione  l'articolo  11     del  bilancio.

       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    VOTAZIONE  FINALE  PER SCRUTINIO PALESE NOMINALE DEL DISEGNO DI
    LEGGE. "297-299/A.

     PRESIDENTE.  Indìco la votazione per scrutinio palese nominale
  del disegno di legge:"297-299/A".
       Chiarisco il  significato  del  voto:  chi  vota sì preme il
  pulsante verde;  chi  vota  no  preme  il  pulsante rosso; chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
       Dichiaro aperta la votazione.

    (si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                       RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione per scrutinio
  palese nominale:

       Presenti e votanti         48
       Maggioranza                25
       Favorevoli                 41
       Contrari                    7
       Astenuti                    0

                        (L'Assemblea approva)

       Onorevoli colleghi,  la  seduta è rinviata a lunedì 25 marzo
  2002 alle ore 17.00 con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente FLERES


      I - COMUNICAZIONI

      II - SVOLGIMENTO   DI  INTERROGAZIONI  ED  INTERPELLANZE  DELLA
          RUBRICA: INDUSTRIA

      La seduta è tolta alle ore 03.20 di venerdì 15 marzo 2002

      Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 5.00.