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Resoconto d'Aula della Seduta n. 51 di martedì 16 aprile 2002
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   Presidenza del presidente Lo Porto


     BURGARETTA APARO , segretario, dà lettura dei processi verbali
  delle sedute n. 49 del  26  marzo 2002 e n. 50 del 12 aprile 2002
  che, non sorgendo osservazioni, si intendono approvati.

                                    MISSIONI

     PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  in missione, per ragioni del
  loro ufficio, gli onorevoli Lo Giudice, dal 15 al 20 aprile 2002,
  e Orlando, dal 16 al 17 aprile 2002.

    COMUNICAZIONE RELATIVA A  COSTITUZIONE DI GRUPPO PARLAMENTARE

     PRESIDENTE.  Con nota del  2  aprile  2002,  pervenuta in pari
  data alla Segreteria  generale  dell'ARS,  gli onorevoli Giovanni
  Ferro,  Calogero Miccichè, Salvatore Morinello, Leoluca  Orlando,
  e   Salvatore  Raiti  hanno  comunicato  di avere costituito, ai
  sensi   dell'art.  23  del Regolamento interno, con decorrenza 1
  aprile   2002, il Gruppo parlamentare denominato 'Sicilia 2010',
  designando quale Presidente l'onorevole Ferro.
       Conseguentemente, a decorrere  dalla stessa data, i suddetti
  deputati regionali cessano di  far  parte del Gruppo parlamentare
  'Misto'.
       L'Assemblea ne prende atto.

   COMUNICAZIONE RELATIVA A DECRETO DI COSTITUZIONE DI GRUPPO
   PARLAMENTARE

     PRESIDENTE.  Comunico che  con  proprio  decreto  n.  46 del 3
  aprile 2002 il  Presidente ha autorizzato, ai sensi dell'articolo
  23, comma 3,  del Regolamento interno, la costituzione del Gruppo
  parlamentare denominato  "Nuovo  PSI",  composto  dagli onorevoli
  Raffaele Nicotra e Giuseppe Segreto.
       Pertanto, a  decorrere  dal  3  aprile  2002  gli  onorevoli
  Raffaele Nicotra e Giuseppe  Segreto  cessano  di  far  parte del
  Gruppo parlamentare 'Misto'.
       L'Assemblea ne prende atto.

       Ai sensi dell'art.  25  del  Regolamento  interno, invito il
  Gruppo parlamentare 'Sicilia 2010'  a procedere alla nomina di un
  segretario, e il Gruppo parlamentare 'Nuovo PSI' a procedere alla
  nomina  di  un  presidente  e   di   un   segretario  e  a  darne
  comunicazione alla Presidenza dell'Assemblea.

             ANNUNZIO DI RISPOSTE SCRITTE AD INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE. Comunico  che  sono pervenute le seguenti risposte
  scritte ad interrogazioni:

    - Da parte dell'Assessore per l' industria
                                                                        ***
            N. 193 - Notizie sul  procedimento  di  dismissione  delle
          partecipazioni regionali e dei beni demaniali e patrimoniali
          non utilizzati per fini istituzionali.
            ---
          Firmatari:Formica Santi; Incardona Carmelo; Acierno Alberto;
          Ioppolo   Giovanni;  Virzi'  Gioacchino;  Infurna  Giuseppe;
          Tricoli Marzio
            ---
            - Nel corso della  seduta  n.  33  del  19  febbraio  2002
          l'Assessore     per  il  bilancio  ha  eccepito  la  propria
          incompetenza.(v. resoconto stenografico  seduta  n.  33  del
          19.2.2002). - Nel corso della seduta  n.  48  del  25  marzo
          2002, per accordo tra le  parti,  è  rimasto  stabilito  che
          all'interrogazione venisse fornita risposta scritta.
                                ----------------
            N. 194 - Informazioni sullo stato della liquidazione degli
          Enti economici regionali soppressi.
            ---
          Firmatari:Formica Santi; Acierno Alberto; Ioppolo  Giovanni;
          Incardona  Carmelo;  Virzi'  Gioacchino;  Infurna  Giuseppe;
          Tricoli Marzio
            ---
            - Nel corso della  seduta  n.  33  del  19  febbraio  2002
          l'Assessore     per  il  bilancio  ha  eccepito  la  propria
          incompetenza.(v. resoconto stenografico  seduta  n.  33  del
          19.2.2002). - Nel corso della seduta  n.  48  del  25  marzo
          2002, per accordo tra le  parti,  è  rimasto  stabilito  che
          all'interrogazione venisse fornita risposta scritta.
                                ----------------
            N. 195 - Iniziative per il rilancio del settore  minerario
          siciliano.
            ---
          Firmatari:Formica Santi; Acierno Alberto; Ioppolo  Giovanni;
          Incardona  Carmelo;  Virzi'  Gioacchino;  Infurna  Giuseppe;
          Tricoli Marzio
            ---
            - Nel corso della seduta n. 48  del  25  marzo  2002,  per
          accordo tra le parti, è rimasto stabilito che
          all'interrogazione venisse fornita risposta scritta.
                                ----------------
            N. 343 - Interventi  urgenti  nei  confronti  del  Governo
          nazionale per il  decollo  in  Sicilia  degli  strumenti  di
                                                     * s e g u e *
      Risposte scritte ad interrogazioni                        Pag.    2
          programmazione concertata.
            ---
          Firmatari:Borzacchelli Antonio
            ---

    - Da parte dell'Assessore per la sanità

            N. 60 - Ristrutturazione della struttura poliambulatoriale
          di Via Paolo Vasta, nel Comune di Acireale, in provincia  di
          Catania.
            ---
          Firmatari:Fleres Salvatore; Catania Giuseppe
            ---
                                ----------------
            N. 178 - Interventi  per  sveltire  l'iter  burocratico  e
          mettere    a  disposizione  i  fondi  già  previsti  per  la
          realizzazione del  poliambulatorio  e  del  distretto  socio
          sanitario nel quartiere di San Giorgio (CT).
            ---
          Firmatari:Fleres Salvatore; Catania Giuseppe
            ---

       Avverto che le  stesse  saranno  pubblicate  in  allegato al
  resoconto stenografico della seduta odierna.

    ANNUNZIO DI  PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE E DI CONTESTUALE
    INVIO ALLE COMPETENTI COMMISSIONI LEGISLATIVE

     PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  stati  presentati ed inviati
  alle  competenti   Commissioni  legislative i seguenti disegni di
  legge:
                         AFFARI ISTITUZIONALI (I)

      - "Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 1 settembre
      1993,  n.  26,  concernente  norme in materia elettorale" (n.
      361)
      - iniziativa governativa
      -  presentato  dal  Presidente  della  Regione  (CUFFARO)  su
      proposta  dell'Assessore  per  gli  enti locali (D'AQUINO) in
      data 11 aprile
      - inviato in data 11 aprile 2002

                       ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

      -  "Istituzione del fondo per l'avviamento all'apprendistato"
      (n. 360)
      - iniziativa parlamentare
      - presentato dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe in data
      5 aprile 2002
      - inviato in data 9 aprile 2002

                     CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

      -  "Provvedimenti  urgenti  per  garantire  il  diritto  allo
      studio" (n. 357)
      - iniziativa parlamentare
      -   presentato   dagli    onorevoli   Capodicasa,   Speziale,
      Giannopolo, Villari, Cracolici,  Crisafulli,  De Benedicitis,
      Oddo, Panarello, Zago in data 26 marzo 2002
      - inviato in data 4 aprile 2002

      -  "Modifiche  ed  integrazioni alle leggi regionali 4 giugno
      1980, n. 55 e 5 giugno 1984, n. 38, concernenti provvedimenti
      in  favore  dei  lavoratori  emigrati  e delle loro famiglie.
      Interventi   per   favorire   lo  sviluppo  e  la  diffusione
      dell'identità   culturale   siciliana   tra   gli   emigrati.
      Provvedimenti per incentivare gli investimenti degli emigrati
      in Sicilia" (n. 358)
      - iniziativa parlamentare
      -   presentato   dagli    onorevoli   Capodicasa,   Speziale,
      Crisafulli,   Cracolici,  De  Benedictis,  Giannopolo,  Oddo,
      Panarello, Villari, Zago in data 26 marzo 2002
      - inviato in data 4 aprile 2002

      - "Istituzione della Fondazione 'Fulvio Frisone'" (n. 359)
      - iniziativa parlamentare
      - presentato dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe in data
      5 aprile 2002
      - inviato in data 9 aprile 2002

    COMUNICAZIONE DI  INVIO  DI  DISEGNI  DI  LEGGE ALLE COMPETENTI
    COMMISSIONI LEGISLATIVE

     PRESIDENTE.  Comunico  che  i  seguenti  disegni di legge sono
  stati invitati alle competenti Commissioni legislative:

                        AFFARI ISTITUZIONALI (I)

      -  "Integrazioni  e  modifiche  alla  legge regionale 6 marzo
      1986,  n.  9,  concernente  la costituzione di nuove province
      regionali" (n. 349)
      - iniziativa parlamentare
      -   presentato  dagli  onorevoli  Fleres,  Catania  Giuseppe,
      Garofalo, Maurici, Croce in data 12 febbraio 2002
      - inviato in data 27 marzo 2002

      -  "Modifiche  alla  legge  regionale  6  marzo  1986,  n. 9,
      riguardante  la costituzione di nuove province regionali" (n.
      356)
      - iniziativa parlamentare
      - presentato dall'onorevole Manzullo in data 22 marzo 2002
      - inviato in data 27 marzo 2002

                       ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

      -  "Istituzione  di  un  'Fondo  per  l'emergenza  BSE e blue
      tongue'  per  l'erogazione,  a titolo di compensazione, di un
      indennizzo   da   corrispondere  alle   aziende   zootecniche
      siciliane" (n. 350)
      - iniziativa parlamentare
      - presentato dagli onorevoli Oddo, Panarello, Zago, Speziale,
      Capodicasa, Cracolici, Crisafulli, De Benedictis, Giannopolo,
      Villari in data 18 marzo 2002
      - inviato in data 27 marzo 2002

      - "Istituzione di un fondo mutualistico per la  promozione  e
      lo sviluppo della cooperazione in Sicilia e  adeguamento  del
      sistema ispettivo nei confronti delle cooperative" (n. 352)
      - iniziativa parlamentare
      -  presentato  dagli  onorevoli  Oddo,  Panarello,  Speziale,
      Capodicasa, Cracolici, Crisafulli, De Benedictis, Giannopolo,
      Villari, Zago  in data 18 marzo 2002
      - inviato in data 27 marzo 2002

                        AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

      - "Interventi regionali straordinari a favore  delle  agenzie
      di viaggio siciliane" (n. 351)
      - iniziativa parlamentare
      - presentato dall'onorevole Croce in data 18 marzo 2002
      - inviato in data 27 marzo 2002

      -  "Disposizioni per la realizzazione di opere pubbliche" (n.
      353)
      - iniziativa parlamentare
      -  presentato  dagli  onorevoli Ferro, Raiti in data 20 marzo
      2002
      - inviato in data 27 marzo 2002

      - "Nuove norme in materia di approvazione di piani regolatori
      generali" (n. 355)
      - iniziativa parlamentare
      -  presentato  dagli  onorevoli  Tricoli, Formica, Incardona,
      Infurna, Ioppolo, Virzì in data 22 marzo 2002
      - inviato in data 27 marzo 2002

                     SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

      -  "Norme  modificative ed integrative alla legge regionale 9
      maggio 1986, n. 22, concernente 'Riordino dei servizi e delle
      attività socio-assistenziali in Sicilia'" (n. 354)
      - iniziativa parlamentare
      -  presentato  dagli onorevoli Barbagallo, Leanza Vincenzo in
      data 22 marzo 2002
      - inviato in data 27 marzo 2002

   COMUNICAZIONE CONTESTUALE DI RICHIESTE DI PARERE E DI PARERI RESI

     PRESIDENTE.  Comunico che le seguenti richieste di parere sono
  state assegnate  alle competenti Commissioni legislative e che le
  stesse hanno reso il relativo parere:

                        AFFARI ISTITUZIONALI (I)

      -   "Consorzio  regionale  per  la  ricerca  applicata  e  la
      sperimentazione  (CORERAS) - Designazione in seno al collegio
      dei revisori" (n. 42)
      - pervenuto in data 22 marzo 2002
      - trasmesso in data 26 marzo 2002

      - "Ente autonomo orchestra sinfonica siciliana - Collegio dei
      revisori" (n. 43)
      - pervenuto in data 26 marzo 2002
      - trasmesso in data 27 marzo 2002

      - "Azienda autonoma provinciale per l'incremento turistico di
      Enna - Ricostituzione consiglio di amministrazione" (n. 44)
      - pervenuto in data 28 marzo 2002
      - trasmesso in data  2 aprile 2002

      -  "Camere  di  commercio  isolane  - Designazione componente
      effettivo in seno al collegio dei revisori" (n. 45)
      - pervenuto in data 28 marzo 2002
      - trasmesso in data 2 aprile 2002

      - "Azienda speciale per lo sviluppo dei porti della provincia
      di  Agrigento  -  Designazione  componente  del  collegio dei
      revisori" (n. 46)
      - pervenuto in data 28 marzo 2002
      - trasmesso in data 2 aprile 2002

      - "Legge regionale 3 novembre 1993, n. 30 - art. 55, comma 5.
      Nomina direttori generali aziende ospedaliere" (n. 47)
      - pervenuto in data 3 aprile 2002
      - trasmesso in data 3 aprile

                        RESI IN DATA 4 APRILE 2002
                      INVIATI IN DATA 5 APRILE 2002

    COMUNICAZIONE  DI  ASSENZE  E  SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI DELLE
    COMMISSIONI PARLAMENTARI

     PRESIDENTE.   Comunico  le  assenze  e  le  sostituzioni  alle
  riunioni delle Commissioni nel periodo 27 marzo - 4 aprile 2002.

                        AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   Assenze
   Riunione del 04.04.02: MICCICHE'-MOSCHETTO-IOPPOLO-ORTISI-
                          SAVARINO

                       TERRITORIO E AMBIENTE (IV)

   Assenze
   Riunione del 27.03.02: ZAGO-DE BENEDICTIS-INFURNA-RAITI-SPAMPINATO-
                          VICARI

       "     "  03.04.02: ZAGO-INFURNA-LO CURTO-VICARI

   Sostituzioni
   Riunione del 27.03.02: CONFALONE sostituito da CROCE
                          LO CURTO       "      " ANTINORO
                          MAURICI        "      " MERCADANTE

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   Assenze
   Riunione del 03.04.02: BASILE-MANZULLO-MORINELLO-MOSCHETTO-
                          PISTORIO-ZANGARA

     COMMISSIONE SPECIALE PER LA REVISIONE DELLO STATUTO REGIONALE

   Assenze
   Riunione del 27.03.02: CRISTAUDO-FLERES-FORGIONE-FORMICA-LEONTINI

   Sostituzioni
   Riunione del 27.03.02: D'ANTONI sostituito da LO MONTE

     COMUNICAZIONE DI DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE

     PRESIDENTE.  Comunico  che  il  Presidente  della  Regione  ha
  trasmesso  copia  delle  deliberazioni  n.  88  del 26 marzo 2002
  "Autorizzazione  al Presidente della Regione a proporre conflitto
  di  attribuzione  innanzi  alla  Corte  costituzionale avverso le
  risoluzioni  n.  29/E  del  30.01.2002  e  n. 31/E del 31.01.2002
  dell'Agenzia  delle entrate, Direzione centrale gestione tributi"
  e  n.  108  del 5 aprile 2002 "Autorizzazione al Presidente della
  Regione  a  proporre conflitto di attribuzione innanzi alla Corte
  Costituzionale  avverso  il  provvedimento  19  febbraio 2002 del
  direttore dell'Agenzia delle entrate e la risoluzione n. 60/E del
  27  febbraio 2002 dell'Agenzia delle entrate - Direzione centrale
  gestione tributi".

                      ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE. Comunico  che  sono  state  presentate le seguenti
  interrogazioni:

      -  con richiesta di risposta orale                                1

            N. 505 - Chiarimenti circa la mobilità  del  personale  ex
          legge regionale n. 26 del 1986 (sanatoria edilizia).
            - Assessore Enti Locali
            ***
          Capodicasa Angelo

                                ----------------

            N. 510 - Provvedimenti in  materia  di  certificazione  di
          idoneità alla pratica sportiva.
            - Presidente Regione
            - Assessore Sanità
            ***
          Panarello Filippo

                                ----------------

            N. 518 - Interventi per la stabilizzazione dei  lavoratori
          precari del Consorzio per le autostrade siciliane.
            - Presidente Regione
            - Assessore Lavoro
            ***
          Panarello Filippo;  Villari  Giovanni;  Cracolici  Antonino;
          Giannopolo Domenico; Speziale Calogero;  Capodicasa  Angelo;
          Crisafulli Vladimiro; De Benedictis Roberto;  Oddo  Camillo;
          Zago Salvatore

                                ----------------

            N. 522  -  Provvedimenti  sulla  gestione  del  Comune  di
          Palagonia.
            - Assessore Enti Locali
            ***
          Cracolici Antonino;  Villari  Giovanni;  Speziale  Calogero;
          Capodicasa   Angelo;  Crisafulli  Vladimiro;  De  Benedictis
          Roberto;    Giannopolo  Domenico;  Oddo  Camillo;  Panarello
          Filippo; Zago Salvatore

                                ----------------

            N. 527 - Interventi per lo sviluppo  del  teatro  Vittorio
          Emanuele di Messina.
            - Presidente Regione
            - Assessore Beni Culturali
            ***
          Panarello Filippo

      -  con richiesta di risposta scritta                              1

            N. 503 - Interventi  per  l'inserimento  nei  ruoli  degli
          operai forestali a tempo indeterminato.
            - Presidente Regione
            - Assessore Agricoltura
            ***
          Fleres Salvatore

                                ----------------

            N. 504 - Richiesta di indagine presso il Comune di Mascali
          (CT).
            - Presidente Regione
            - Assessore Enti Locali
            ***
          Basile Giuseppe

                                ----------------

            N. 506 - Iniziative in merito alla dismissione dell'ISMIG.
            - Assessore Enti Locali
            ***
          Giannopolo Domenico

                                ----------------

            N. 507 - Risanamento del ponte  sul  torrente  Petrolo  di
          Graniti (ME).
            - Presidente Regione
            - Assessore Lavori Pubblici
            ***
          Lo Monte Carmelo

                                ----------------

            N. 508 - Interventi riguardanti le aree  a  suscettibilità
          ambientale.
            - Presidente Regione
            - Assessore Territorio
            - Assessore Enti Locali
            - Assessore Industria
            ***
          Lo Monte Carmelo

                                ----------------

            N. 509 - Notizie sulle procedure  di  assunzione  adottate
          presso i consorzi di bonifica di Lentini (SR) e  Caltagirone
          (CT).
            - Presidente Regione
            - Assessore Agricoltura
            ***
          Liotta Santo

                                ----------------

            N. 511 - Provvedimenti circa l'attività dei Coreco.
            - Presidente Regione
            - Assessore Enti Locali
            ***
          Liotta Santo

                                ----------------

            N. 512 - Iniziative per  la  valorizzazione  dell'olio  di
          oliva siciliano.
            - Presidente Regione
            - Assessore Agricoltura
            ***
          Gurrieri        Sebastiano;  Barbagallo  Giovanni;  Genovese
          Francantonio;   Tumino  Carmelo;  Vitrano  Gaspare;  Zangara
          Andrea

                                ----------------

            N. 513 - Notizie  sulla  corretta  esecuzione  dei  lavori
          riguardanti il Porto turistico di Riposto.
            - Presidente Regione
            - Assessore Territorio
            ***
          Barbagallo Giovanni

                                ----------------

            N. 514 - Provvedimenti per  assicurare  l'espletamento  di
          attività obbligatorie conferite  ai  CO.RE.CO.  al  fine  di
          garantire il rispetto del principio di legalità.
            - Presidente Regione
            - Assessore Enti Locali
            ***
          Fleres Salvatore

                                ----------------

            N. 515 - Indagine amministrativa per verificare  eventuali
          irregolarità nell'espletamento del concorso per
          l'assegnazione di 53 sedi farmaceutiche.
            - Presidente Regione
            - Assessore Sanità
            ***
          Barbagallo Giovanni; Leanza Nicola; Villari Giovanni; Liotta
          Santo; Spampinato Giuseppe; Raiti Salvatore

                                ----------------

            N. 516 - Ispezione presso  il  Comune  di  Francavilla  di
          Sicilia circa l'installazione di una stazione radio base per
          telefonia cellulare.

            - Presidente Regione
            - Assessore Enti Locali
            - Assessore Territorio
            ***
          Ardizzone Giovanni

                                ----------------

            N. 517 - Proroga dei termini per  la  realizzazione  delle
          opere  di  ristrutturazione  e  riconversione  dei  vigneti,
          ammesse a contributo.
            - Presidente Regione
            - Assessore Agricoltura
            ***
          Fratello Onofrio

                                ----------------

            N. 519 - Chiarimenti circa la vicenda riguardante la 'Ibla
          S.p.A.'.
            - Presidente Regione
            - Assessore Industria
            ***
          Incardona Carmelo

                                ----------------

            N. 520 - Notizie  sulla  gestione  dell'Azienda  siciliana
          trasporti.
            - Presidente Regione
            - Assessore Turismo
            ***
          Barbagallo Giovanni

                                ----------------

            N. 521 - Notizie sull'attività conseguente
          all'approvazione da parte dell'Assemblea regionale siciliana
          dell'ordine del giorno riguardante il personale A.T.A..
            - Presidente Regione
            - Assessore Beni Culturali
            ***
          Raiti      Salvatore;  Ferro  Giovanni;  Miccichè  Calogero;
          Morinello Salvatore; Orlando Leoluca; Spampinato Giuseppe

                                ----------------

            N. 523  -  Realizzazione  di  una  rotatoria  tra  le  vie
          Sgroppillo, Piave e Simeto del Comune di San Gregorio.
            - Assessore Enti Locali
            ***
          Fleres Salvatore

                                ----------------

            N. 524 - Bonifica  di  un'area  abbandonata  sita  in  via
          Matteo Ricci a Catania.
            - Assessore Enti Locali
            ***
          Fleres Salvatore

                                ----------------

            N. 525 - Miglioramento  della  qualità  dell'illuminazione
          pubblica di alcune  zone  del  centro  storico  di  Acireale
          (CT).
            - Assessore Enti Locali
            ***
          Fleres Salvatore

                                ----------------

            N. 526 - Completamento dei lavori  della  circonvallazione
          Scordia-Militello e Militello-Vizzini (CT).
            - Assessore Enti Locali
            ***
          Fleres Salvatore

                                ----------------

                      ANNUNZIO DI INTERPELLANZE

     PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state presentate le seguenti
  interpellanze:

            N. 32 - Rimedi alla situazione di abbandono in cui versano
          i fondi agricoli ricadenti all'interno del Parco dell'Etna.
            - Presidente Regione
            - Assessore Agricoltura
            - Assessore Territorio
            ***
          Raiti Salvatore; Orlando Leoluca; Ferro Giovanni;  Morinello
          Salvatore; Miccichè Calogero

                                ----------------

            N. 33 - Iniziative per  la  nomina  dei  difensori  civici
          negli enti locali siciliani.
            - Presidente Regione
            - Assessore Enti Locali
            ***
          Raiti Salvatore; Ferro Giovanni; Orlando  Leoluca;  Miccichè
          Calogero; Spampinato Giuseppe; Morinello Salvatore

                                ----------------

            N. 34 - Notizie sulla  riserva  naturale  di  Pizzo  Cane,
          Pizzo Trigna e Grotta Mazzamuto.
            - Presidente Regione
            - Assessore Territorio
            ***
          Tricoli Marzio

                                ----------------

    Trascorsi  tre  giorni  dall'odierno  annunzio,  senza  che  il
  Governo  abbia  dichiarato  che respinge le interpellanze o abbia
  fatto   conoscere   il   giorno  in  cui  intende  trattarle,  le
  interpellanze  stesse  saranno iscritte all'ordine del giorno per
  essere svolte al loro turno.

                         ANNUNZIO DI MOZIONI

     PRESIDENTE. Comunico  che  sono  state  presentate le seguenti
  mozioni:

            N. 100 - Verifica della  legittimità  delle  procedure  di
          convocazione   dei  Consigli  circoscrizionali  recentemente
          eletti.
            Ferro Giovanni; Morinello  Salvatore;  Miccichè  Calogero;
          Raiti Salvatore

          Presentata il 27/03/02

                                ----------------

            N.     101  -  Iniziative  per  consentire  all'ISMETT  di
          effettuare trapianti anche su pazienti sieropositivi.
            Raiti  Salvatore;  Ferro  Giovanni;  Morinello  Salvatore;
          Orlando Leoluca; Spampinato Giuseppe; Miccichè Calogero

          Presentata il 27/03/02

                                ----------------

            N. 102 -  Interventi  urgenti  a  sostegno  dei  pescatori
          siciliani.
            Fleres  Salvatore;  Catania  Giuseppe;  Maurici  Giuseppe;
          Mercadante Giovanni

          Presentata il 27/03/02

                                ----------------

            N. 103 - Iniziative per  la  valorizzazione  dell'olio  di
          oliva siciliano.
            Gurrieri      Sebastiano;  Barbagallo  Giovanni;  Genovese
          Francantonio;   Tumino  Carmelo;  Vitrano  Gaspare;  Zangara
          Andrea

          Presentata il  3/04/02

       Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno
  della  seduta successiva  perchè  se  ne  determini  la  data  di
  discussione.


   Presidenza del presidente Lo Porto


          DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONE

     PRESIDENTE.  Si  passa  al  II  punto  dell'ordine del giorno:
  "Lettura, ai sensi  e  per gli effetti degli articoli 83, lettera
  d)  e   153   del   Regolamento  interno,  della  mozione  n.  99
  "Reperimento   delle   risorse  finanziarie  necessarie  per  gli
  interventi  degli Ispettorati dipartimentali dell'amministrazione
  forestale",   a   firma  degli  onorevoli  Giannopolo,  Speziale,
  Cracolici, Capodicasa.
       Invito il deputato segretario a darne lettura:

     BURGARETTA APARO , segretario:

                   " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che il settore  della  forestazione  e della tutela
              del   bosco   costituisce   in  Sicilia  un  settore
              rilevante dell'economia locale, che coinvolge decine
              di migliaia di addetti;

      TENUTO CONTO  che  gli  interventi  che  ogni  anno  vengono
              effettuati nel settore forestale in attuazione della
              legge  regionale n. 16 del 1996 sono a totale carico
              del bilancio regionale, per un ammontare complessivo
              di circa 350 miliardi di lire;

      RILEVATO che sono stati attivati progetti di forestazione ad
              iniziativa   dei    privati,    di   enti   pubblici
              territoriali e della Amministrazione forestale con i
              fondi del  Piano  operativo  plurifondo  94-99,  che
              hanno comportato solo  in  minima parte l'impiego di
              manodopera - che  comunque  risulta  collocata al di
              fuori delle fasce di garanzia occupazionale previste
              dalla legge regionale  n.  16  del  1996 - lasciando
              quindi  immutato  il  fabbisogno  finanziario  della
              suddetta legge che  continua  a gravare sul bilancio
              proprio della Regione;

      CONSIDERATO che:

              -  con  il  bilancio  di  previsione  dell'esercizio
              finanziario  2002 della Regione, sono state previste
              somme  in  diminuzione  per il settore forestale per
              circa 90 miliardi;

              - laddove  queste  somme dovessero essere recuperate
              per essere spese alla  fine dell'anno al di fuori di
              ogni quadro  di  programmazione degli interventi, ci
              sarebbe  un   utilizzo   non   produttivo  e  quindi
              meramente  assistenziale  delle  risorse,  come  del
              resto è puntualmente accaduto nel corso degli ultimi
              anni;

      RITENUTO pertanto   che   si  impone  una  diversa  politica
              forestale  allo  scopo  di  rendere  più  efficaci e
              produttivi    gli    interventi    sul   bosco   per
              l'ampliamento della stessa superficie boscata;

      TENUTO CONTO che:

              -  il Piano operativo regionale attraverso le misure
              1.2.3  (Mantenimento dell'originario uso del suolo),
              1.3.1  (Sistemi ad alta naturalità), 4.2.5 (Sostegno
              e  tutela  di  attività forestali) destina circa 350
              miliardi di lire al settore forestale nel periodo di
              attuazione del piano 2000-2006;

              -  il  POR,  nelle  suddette  misure, individua come
              beneficiari    i    privati,   gli   enti   pubblici
              territoriali  e la stessa Amministrazione forestale,
              che   a   loro  volta  dovranno  eseguire  i  lavori
              attraverso  procedure  di  appalto  a ditte esterne,
              secondo  la  normativa  vigente sui lavori pubblici,
              senza  possibilità di esecuzione dei lavori in forma
              diretta;

      RILEVATO altresì  che  l'esecuzione  dei  lavori  in appalto
              priva  l'Amministrazione  forestale e gli altri enti
              pubblici,  della   possibilità   di  potere avviare,
              prioritariamente  i lavoratori forestali di cui alla
              legge  regionale  n. 16 del 1996 utilizzando così le
              risorse del P.O.R.,

                      IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE

              -  a  reperire  in  tempi  rapidi,  anche attraverso
              apposita   variazione   di   bilancio,   le  risorse
              finanziarie    per   consentire   l'attuazione   del
              programma    di    interventi    degli   Ispettorati
              dipartimentali  foreste,  secondo  le  diverse  fasi
              colturali  naturali e al tempo stesso per consentire
              l'avvio dei lavoratori forestali secondo le esigenze
              programmate;

              -  a proporre nelle sedi competenti la rimodulazione
              del  Complemento di programmazione di attuazione del
              P.O.R.,   prevedendo  anche  la  forma  di  gestione
              diretta   nell'esecuzione  dei  lavori  nel  settore
              forestale,  allo  scopo  di  consentire  l'avvio dei
              lavoratori  della  legge  regionale n. 16 del 1996 e
              dei  braccianti  agricoli  iscritti  presso le SCICA
              della Sicilia" (99).

                               GIANNOPOLO - SPEZIALE - CRACOLICI -
                               CAPODICASA

     PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, dispongo che la mozione
  testè letta venga demandata alla Conferenza  dei  Presidenti  dei
  Gruppi   parlamentari  perchè  se  ne  determini   la   data   di
  discussione.

       Avverto,  ai  sensi  dell'articolo   127,   comma   9,   del
  Regolamento interno, che nel  corso della seduta potrà procedersi
  a votazioni mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                             SULL'ORDINE DEI LAVORI

     SPEZIALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, intervengo
  soltanto  per  ricordare  ai  colleghi parlamentari ed anche alla
  Presidenza  che stamattina, in occasione dello sciopero generale,
  oltre  cento dipendenti dell'Assemblea Regionale Siciliana, hanno
  aderito allo sciopero generale, ma pur di permettere il prosieguo
  dei  lavori  del Parlamento, hanno deciso di aderire formalmente,
  tuttavia,  sono  qui  a  lavorare  consentendoci  di proseguire i
  lavori  d'Aula, avendo deciso di devolvere la propria giornata di
  lavoro a delle associazioni umanitarie.
       Se mi si permette, a loro va il ringraziamento mio personale
  e quello del Gruppo che rappresento.
       Spero,  che  il  mio  pensiero  sia  condiviso   anche   dal
  Presidente  dell'Assemblea,  per  la  sensibilità  dimostrata  da
  lavoratori  che,  avendo  deciso  di  aderire   idealmente   allo
  sciopero, stanno permettendo, comunque, il prosieguo  dei  lavori
  del Parlamento siciliano.

     PRESIDENTE.   Onorevole   Speziale,   mi   associo   alle  sue
  considerazioni   ed   esprimo  anche  io  il  plauso  per  questa
  iniziativa dei dipendenti dell'Assemblea Regionale  Siciliana.


   Presidenza del presidente Lo Porto


    DISCUSSIONE   DEL   DISEGNO   DI    LEGGE    "INTERVENTI    PER
    L'ACCELERAZIONE  ED  IL  COMPLETAMENTO  DEL  RISANAMENTO  DELLA
    CITTA'  DI  MESSINA.  MODIFICA ALLA LEGGE  REGIONALE  6  LUGLIO
    1990, n.  10" (nn.  238-236-245 - norme stralciate/A)

     PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto dell'ordine del giorno:
  Discussione  del disegno di legge "Interventi per l'accelerazione
  ed il  completamento  del  risanamento  della  città  di Messina.
  Modifiche alla  legge  regionale  6  luglio  1990,  n.  10"  (nn.
  238-236-245 -  norme  stralciate/A).
       Invito i  componenti la IV Commissione legislativa 'Ambiente
  e Territorio',  a prendere posto nell'apposito banco.
       Ha facoltà  di  parlare  l'onorevole  Beninati  relatore del
  disegno di legge.

     BENINATI,  Presidente  della  Commissione  e  relatore. Signor
  Presidente, onorevoli  colleghi, il presente disegno di legge può
  con semplici norme  che integrano ed in alcuni casi sostituiscono
  alcuni  articoli  della  legge  90,  risolvere  il  problema  del
  risanamento di Messina.
       Voi tutti sapete  che  questa legge era nata perchè c'era un
  problema che ormai  da  anni,  dopo  il  terremoto  del  1908, ha
  lasciato tantissime zone  della  città  in  abbandono  e  con  il
  proliferarsi di baracche.
       Tutto  ciò ha comportato una situazione difficile da gestire
  in quanto la maggior  parte  di queste aree, era in prossimità di
  terreni  difficilmente  edificabili, pertanto, con una situazione
  di precarietà, ad alto rischio dal punto di vista idrogeologico.
       Pertanto, con questo disegno di legge si mira principalmente
  a realizzare celerità negli interventi che hanno fatto registrare
  alcune difficoltà nel portare avanti il risanamento.
       Oltretutto è  una  beffa  perché, essendo stati dati anche i
  fondi non si riesce,  per problemi legati proprio alle procedure,
  a sbloccare un insieme di situazioni.
       Pertanto,  il  risanamento  della  città  che costituisce un
  problema  provocato  dal   sisma,   in  quasi  cento  anni  dalla
  distruzione della città non è stato in atto risolto.
       Infatti,   tuttora,   in   numerose  zone  della  città,  in
  particolare  ai  margini   delle  varie  fiumare  che  dai  monti
  Peloritani scendono  al  mare,  resistono  agglomerati  derivanti
  dalle baraccopoli sorte  all'indomani  del  terremoto  che, negli
  anni,  hanno  conosciuto  diverse  vicissitudini  che  ne  hanno,
  talvolta, dilatato la consistenza.
       Dal censimento  del  1990-91,  dai dati disponibili, risulta
  l'esistenza di circa 3.900 baracche.
       Una prima legge  regionale  del  1979  ha  consentito che il
  comune di Messina procedesse ad alcuni interventi di eliminazione
  delle baracche. Con  la  successiva  legge  n.  10  del  1990, la
  Regione, per  consentire  il  completo risanamento della città ha
  affidato al comune il compito di individuare le aree da risanare,
  nonché di delimitare  gli ambiti dei piani particolareggiati e di
  definire gli obiettivi e le strategie.
       Purtroppo,  non  essendo  stati  attribuiti  adeguati poteri
  decisionali  ai  soggetti  cui spettava l'attuazione della legge,
  gli  obiettivi  sono stati raggiunti solo parzialmente. E' stato,
  pertanto, predisposto  un  testo  che tiene conto di tutti quegli
  impedimenti che nei fatti hanno ostacolato il recupero delle aree
  degradate della città di Messina.
       Il  presente  disegno di legge attribuisce, quindi, maggiore
  autorità ai soggetti cui spetta l'attuazione della legge rendendo
  la   normativa  più  elastica,  semplificando  numerosi  passaggi
  burocratici  ed  imponendo  tempi  definiti per lo svolgimento di
  qualsiasi attività.
       Infine,  la  previsione  di  Commissario  ad  acta  volta  a
  determinare nei soggetti l'esecuzione degli atti dovuti.
       Concludo dicendo che questo articolato, così come presentato
  in Aula, viene fuori dall'accorpamento di altri disegni di legge:
  è giusto  citarlo,  perchè c'è stata una condivisione da parte di
  buona   parte   della   deputazione  messinese,  nell'individuare
  obiettivi  comuni.  Ebbene,  sono  stati,  infatti,  accorpati il
  disegno di  legge n. 236 dell'onorevole Panarello ed altri, il n.
  238 del sottoscritto e degli onorevoli Formica ed Ardizzone il n.
  245 degli onorevoli Leanza Vincenzo e Baldari.

     FRANCHINA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FRANCHINA. Signor Presidente, chiedo di poter apporre la firma
  al disegno  di  legge n.  238 per l'importanza che riveste per la
  città di Messina.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

     PANARELLO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PANARELLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  come ha
  ricordato  il Presidente Beninati l'iniziativa legislativa che si
  propone qui  alla  discussione  e  poi  al  voto dell'Assemblea è
  frutto di  proposte  di  legge presentate anche dal gruppo DS che
  vuole   affrontare   in   maniera  possibilmente  definitiva  una
  questione molto  annosa  e  molto rilevante per la comunità della
  città di  Messina.
       Si tratta, come  ha ricordato il relatore, di aree di grande
  pregio, collocate  all'interno del centro della città di Messina,
  che, in  ragione  delle  vicissitudini  storiche  che la città di
  Messina  ha   avuto  a  partire  dal  terremoto  del  1908,  sono
  fortemente degradate.
       Quindi, con  questa normativa che viene proposta si tenta di
  dare finalmente  una risposta in termini di civiltà agli abitanti
  di queste  zone  e  per  altro  verso  di  recuperare  alla piena
  fruizione  e  riqualificazione urbanistica aree di grande pregio.
  L'obiettivo con il  quale il gruppo dei DS ha collaborato con gli
  altri  gruppi  dell'Assemblea  all'interno  della  Commissione di
  merito, è  quello  di semplificare le procedure, di accelerare la
  possibilità di  intervento per evitare di fornire ulteriori alibi
  anche a coloro  che  nel  corso  di  questi anni, avendo avuto la
  possibilità  di   gestire   la   legge,   non   sono  riusciti  a
  concretizzare, in  termini  di  realizzazione e di risanamento, i
  fondi che  la  Regione  siciliana  a  suo  tempo destinò a questo
  scopo.
       L'auspicio e  l'impegno  che  pensiamo possa venir fuori con
  l'approvazione di  questa  normativa  è  quello  di  chiudere una
  pagina negativa per la città di Messina ed, invece, di rispondere
  positivamente alla possibilità di risolvere una questione sociale
  di  un  certo  rilievo  e,  soprattutto, di rendere più moderna e
  civile la terza e più importante città della Sicilia.

     ARDIZZONE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ARDIZZONE.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   la
  relazione,  abbastanza   compiuta,  del   Presidente   della   IV
  Commissione,   onorevole  Beninati,  ha  evidenziato  come  si  è
  pervenuti, finalmente, dopo un esame attento  proprio all'interno
  della  IV  Commissione,  ad  un  disegno  di  legge  che possiamo
  definire veramente speciale.
       La  legge  del  1990,  che  stanziava 500 miliardi in favore
  della  città  di  Messina per risolvere l'endemico problema delle
  baracche  a distanza di quasi cento anni dal luttuoso evento, era
  una  legge finanziaria perché  poteva trovare attuazione soltanto
  attraverso   procedimenti   speciali    ed   era  inimmaginabile,
  inconcepibile,  sappiamo quali sono le difficoltà burocratiche in
  cui  si  trovano  ad  operare  tutti gli enti: gli enti locali in
  generale,   gli   istituti   autonomi  delle  case  popolari,  in
  particolar  modo  l'Istituto  autonomo  case popolari di Messina.
  C'erano tutta una serie di normative tra loro contrastanti ed, in
  particolar  modo,  l'evoluzione  legislativa non consentiva a chi
  doveva  attuare  la  legge,  in questo caso il Comune di Messina,
  l'Istituto  autonomo  case popolari, a dare celerità e speditezza
  all'intento che il legislatore nel 1990 aveva posto in essere.
       Per questo ci  siamo   ritrovati  a  distanza  di 12 anni da
  quella legge del 1990 con l'aver speso solo il 20 per cento delle
  risorse disponibili;  certamente è questo un fatto che denota una
  incapacità a  risolvere  i  problemi  che  non  sempre può essere
  attribuita agli enti che hanno l'obbligo di attuare la normativa.
       E' stato  fatto  un  grosso sforzo, bisogna riconoscerlo, da
  parte della IV  Commissione  che,  peraltro, ha messo in evidenza
  quali possono essere  le soluzioni, non solamente per risolvere i
  problemi  della città di Messina, ma per risolvere i problemi - a
  mio avviso - della nostra legislazione.
       E' stato  dato l'avvio stabilendo alcuni principi, onorevole
  Beninati,  per  questo va il mio personale apprezzamento ma anche
  del   Gruppo  cui  appartengo,  per  quello  che  può  essere  la
  discussione  sul  disegno di legge in materia di lavori pubblici.
  C'è,  dunque,  l'esigenza di accelerare le procedure;  sono stati
  stabiliti tempi certi, termini perentori; sono stati previsti, in
  caso  di inadempienza, quali sono gli organi che si sostituiscono
  agli organi inadempienti.
       Peraltro, c'è   la   massima   vigilanza,   perché  si  sono
  contemperate   le   opposte   esigenze,  con  la  possibilità  di
  intervento anche per il Consiglio comunale nella sua interezza.
       Quindi  il  mio intervento è volto ad evidenziare certamente
  l'apprezzamento per il disegno di legge al nostro esame che spero
  venga  approvato  nel  più  breve  tempo  possibile, ma anche per
  sottolineare  che  sono contenuti una serie di principi in ordine
  alla  celerità,  alla  speditezza  che  occorre  nell'avviare  le
  procedure  di  appalto,  di  definizione degli appalti stessi, di
  definizione  delle  opere che possono essere punto di riferimento
  nel  momento  in  cui  quest'Aula  sarà chiamata a decidere sulla
  legge  in materia di lavori pubblici.
       Dichiaro, pertanto, il mio voto favorevole ed esprimo il mio
  apprezzamento   personale   per   il   lavoro   svolto  dalla  IV
  Commissione.

     MICCICHE'. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MICCICHE'.  Signor  Presidente, nella relazione del disegno di
  legge è scritto che negli anni 1990/1991 sono state censite circa
  3900  baracche.  Vorrei  sapere alla data odierna quante baracche
  ci   sono   ancora.  Ho  posto  questa  domanda  perché  lei  sa,
  onorevole  Presidente  della Commissione, che io ho presentato un
  disegno  di  legge  riguardante  la città di Agrigento. A 35 anni
  dall'evento  franoso che ha colpito la città di Agrigento ci sono
  ancora centinaia di famiglie che devono avere un risarcimento dei
  danni arrecati, appunto, dalla frana del '66.  Non mi meraviglio,
  visto  che  qui  si  parla  di risanare una città dopo cento anni
  dall'evento del terremoto dell'inizio del secolo...

     CAPODICASA.  Bisogna  seguire l'ordine cronologico: cominciamo
  dall'inizio del secolo sino al 1966

     PRESIDENTE.   Non  avendo  alcun  altro  deputato  chiesto  di
  parlare,  dichiaro  chiusa  la  discussione  generale  e pongo in
  votazione   il   passaggio  all'  esame  degli  articoli.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Essendo stati presentati emendamenti, ai sensi dell'articolo
  112,  comma  5,  del  Regolamento interno, l'esame del disegno di
  legge  è rinviato alla seduta di domani.

          RINVIO DEI PUNTI DAL IV AL XX DELL'ORDINE DEL GIORNO

     PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   i   punti  dal IV  al XX
  dell'ordine  del  giorno  sono  rinviati ad altra seduta, essendo
  ancora in corso riunioni politiche al riguardo.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                   DISCUSSIONE DELLA MOZIONE N. 91

     PRESIDENTE.  Si  passa  al  XXI  punto dell'ordine del giorno:
  Discussione  della  mozione  n. 91 "Richiesta al Presidente della
  Regione di revoca della nomina dell'Assessore per il territorio e
  l'ambiente,   Bartolo   Pellegrino",  degli  onorevoli  Forgione,
  Miccichè,  Liotta,  Raiti, Ferro, Orlando, Giannopolo, Morinello,
  Ortisi, Spampinato.
       Invito il deputato segretario a darne lettura.

     BURGARETTA APARO ,  segretario:

                   " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              -  l'Assessore per il territorio e ambiente, Bartolo
              Pellegrino, secondo quanto riportato sulla stampa, è
              stato  convocato  in  Procura come persona informata
              sui  fatti in merito alle intercettazioni ambientali
              e  telefoniche  che  registrano un suo colloquio con
              gli uomini arrestati nell'operazione dei Carabinieri
              che  ha  colpito  la  cosca del  latitante  Monreale
              Giuseppe Balsano;

              -  l'indagine  dei  Carabinieri, che  portato  a  11
              arresti e a 28  avvisi  di  garanzia,  ha  investito
              anche gli appalti per il  controllo  della  raccolta
              dei rifiuti nel Comune di Monreale;

              -   l'Assessore,   secondo   queste  intercettazioni
              rilevate in casa di uno degli arrestati (l'impiegato
              postale  Antonio  Sciortino), avrebbe consigliato al
              geometra Giuseppe Leto, presidente della cooperativa
              '21  marzo',   di   tenere  fuori  dalla  stessa  il
              pregiudicato   Isidoro   Buongusto,  allo  scopo  di
              aggiudicarsi    l'affidamento    di   un   capannone
              confiscato al boss latitante di Monreale;

              - l'impossibilità di far figurare Isidoro Buongusto,
              meccanico e personaggio di spicco della cooperativa,
              è  motivata dall'Assessore regionale con la seguente
              affermazione:  'c'è  il  rischio che qualcuno faccia
              l'infame  con  gli  sbirri',  lasciando intendere la
              possibilità  che qualcuno denunciasse la presenza di
              Buongusto nell'affare del capannone;

              -   Giuseppe   Leto,   sempre   sulla   base   delle
              intercettazioni,   il   12   luglio   2000,   giorno
              dell'elezione  dell'on. Vincenzo Leanza a Presidente
              della  Regione, era a Palazzo dei Normanni e avrebbe
              raccontato   e  rassicurato  dell'avvenuta  elezione
              Isidoro  Buongusto,  mentre  il  20 luglio, in altro
              colloquio  con Antonio Sciortino, avrebbe raccontato
              di  una  cooperativa  di Marsala da rilevare e sulla
              quale  si  intuisce  l'interessamento dell'Assessore
              Pellegrino;

              - questa vicenda ripropone  drammaticamente,  ancora
              una  volta, la questione dell'intreccio  tra  mafia,
              settori  dell'impresa  e  politica,   piegata   alla
              funzione di garante di un sistema di interessi  e di
              affari illeciti;

              -   l'Assessore   Pellegrino  è  stato  delegato  al
              Territorio  ed  Ambiente,  e  la  sua  credibilità e
              legittimità  istituzionale è fortemente pregiudicata
              da questa vicenda;

              -  i  Sindaci, gli amministratori, i cittadini e gli
              imprenditori  che  hanno nel suddetto Assessorato un
              riferimento   fondamentale  per  la  gestione  delle
              politiche   del  territorio,  a  partire  dai  piani
              regolatori,  non  ricevono  certo  dai comportamenti
              dell'Assessore,     emersi     dall'indagine     dei
              Carabinieri, esempio di trasparenza e legalità,

                                 ESPRIME CENSURA

              nei  confronti  dell'Assessore per il  Territorio  e
              l'Ambiente;

                     IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE

              a  revocare  l'Assessore   per   il   Territorio   e
              l'Ambiente, Bartolo Pellegrino." (91)


   Presidenza del presidente Lo Porto


        PER PORRE LA QUESTIONE PREGIUDIZIALE SULLA MOZIONE N. 91

     LO MONTE . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LO  MONTE .  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, ribadisco
  quanto  già  sostenuto  in  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi
  parlamentari   circa   la  inammissibilità,  la  irritualità,  la
  illegittimità  della  ammissione  a  discussione in questa seduta
  della  mozione in questione. Intanto, perché  questa Assemblea si
  è  già occupata del problema;  lo ha fatto con la sua Commissione
  antimafia, che  ha avuto la possibilità di procedere ad audizioni
  e di svolgere un ampio ed approfondito dibattito sulla questione.
  Inoltre,  insisto  sull'irritualità ed illegittimità in quanto la
  mozione vorrebbe  concludere  con  un  impegno  per il Presidente
  della Regione a rimuovere l'Assessore Pellegrino.
       Ribadisco  che ciò è illegittimo in quanto - come sappiamo -
  la  riforma  costituzionale  che  tutti  abbiamo  voluto ha tolto
  tali   poteri  all'Assemblea  regionale,  anzi  ritengo  doveroso
  ribadire,  prendendo  spunto  da  questa  discussione, che presto
  dobbiamo  mettere mano alle riforme che riequilibrano in un certo
  senso i poteri dell'Assemblea con i poteri del Governo;  in virtù
  di  questa  vacatio non c'è nel nostro Regolamento la possibilità
  di  impegnare  il  Presidente  della Regione a rimuovere con voto
  dell'Assemblea  un  Assessore.
       Pertanto,  ai  sensi dell'art.  101 del Regolamento interno,
  pongo  la  questione  pregiudiziale  perché  non  si  discuta  la
  mozione,  considerando fra l'altro che un dibattito c'è già stato
  in questa  Assemblea  - ripeto - dinanzi la Commissione antimafia
  competente  e  che,  fra  l'altro,  non  c'è  la  possibilità  di
  assicurare   un   dibattito   in   quest'Aula   con  la  presenza
  dell'interessato,   motivo  questo  a  mio  avviso  di  rilevante
  importanza.   Pertanto,  signor  Presidente  la  prego  di  voler
  sottoporre   all'Aula   la   questione   pregiudiziale   prevista
  dall'articolo 101 del Regolamento interno, perché  non si proceda
  ad alcuna  discussione,  ad  alcun  dibattito  e quindi ad alcuna
  votazione.

     PRESIDENTE.  Prendo atto della questione pregiudiziale posta e
  ricordo  che a in proposito il Regolamento così recita:  "Non può
  procedersi  oltre nella discussione o deliberazione se la domanda
  non  venga  respinta  dall'Assemblea  con  votazione per alzata e
  seduta dopo che abbiano parlato non più di due oratori a favore e
  due  contro".  Poiché  questa  è  una  parte  del Regolamento cui
  intendo  attenermi,  desidero sapere chi intende parlare contro e
  chi  a  favore.


   Presidenza del presidente Lo Porto


    PER   RICHIAMO  AL  REGOLAMENTO  CIRCA  L'AMMISSIBILITA'  DELLA
    QUESTIONE PREGIUDIZIALE.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.   Signor   Presidente,   ho   chiesto   di   parlare
  sull'ammissibilità  della  pregiudiziale  ancor  prima  che sulla
  pregiudiziale...

                    (Proteste dai banchi di destra)

     SPEZIALE.  Intanto,  ci  vuole  un  po' di tolleranza perché i
  lavori vengono regolamentati dal Presidente dell'Assemblea

     ACIERNO. Signor Presidente, non si può dare la parola...

     SPEZIALE.  Chiederei ai colleghi di avere un comportamento che
  permetta  una  discussione serena.  Onorevole Acierno, l'ho detto
  l'altro  giorno:  il  fascio  non  c'è più  C'è un Parlamento che
  discute   di   regole,   che   cerca  di  affermare  principi  di
  democrazia...

     ACIERNO. Le regole vanno  rispettate da parte di tutti, perché
  non c'è il fascio, ma  non c'è nemmeno il comunismo

     CRACOLICI.  Signor   Presidente,   lei   deve  richiamare  chi
  interrompe, non l'oratore

     PRESIDENTE. Onorevole Speziale, attenda che i suoi colleghi di
  Gruppo le permettano di parlare

     SPEZIALE.  Già il  clima surriscaldato dÀ l'idea che si voglia
  impedire  a  tutti  i  costi una discussione serena sulla vicenda
  che, a mio avviso,     ha   destato   non  solo  l'attenzione  ma
  un'inquietitudine  nei  confronti  dell'opinione  pubblica,  e mi
  meraviglia non poco che colleghi parlamentari attenti e sensibili
  non capiscano che in terra di Sicilia una questione così delicata
  debba essere affrontata serenamente dal Parlamento regionale.
       Mi  meraviglia  davvero  molto  perchè  con un atteggiamento
  prevaricatorio  si  intende  limitare  la  discussione  libera  e
  democratica  del  Parlamento  e,  addirittura,  che il Parlamento
  possa esprimere un voto
       Detto  questo,  signor  Presidente, la discussione, come lei
  ricorderà,  l'abbiamo già svolta in Conferenza dei Presidenti dei
  Gruppi  parlamentari,  nel corso della quale l'onorevole Lo Monte
  ha  riproposto  le  stesse argomentazioni che ha stasera espresso
  qui  in  Aula,  che  io  tento  di  riassumere  e,  cioè,  che la
  questione,   essendo   stata  già  affrontata  dalla  Commissione
  regionale antimafia, non doveva essere affrontata dal Parlamento.
       Voglio   ricordare   ai   colleghi   della   maggioranza   e
  dell'opposizione,  in  particolare voglio ricordare all'onorevole
  Lo  Monte e voglio qui richiamare il Presidente della Commissione
  antimafia  a  testimoniare,  che  nel  corso della discussione in
  Commissione  lo  stesso  onorevole  Pellegrino  ha sollecitato la
  Commissione  antimafia a sviluppare un dibattito in Aula. Quindi,
  il  tentativo  di  evitare  la discussione non solo è un diniego,
  rispetto   alla   mozione,  ma  anche  un  rifiuto  all'onorevole
  Pellegrino,  eventualmente, a poter ribadire in Aula ciò che egli
  aveva  già  dichiarato nel corso della discussione in Commissione
  antimafia.
       Tuttavia, Signor Presidente,  essendo  stata  posta  qui una
  questione    che     riguarda    la    procedura    regolamentare
  sull'ammissibilità  della  mozione,  voglio  ricordarle  che  gli
  articoli  che  presiedono  alla presentazione di mozioni sono gli
  articoli 153 e seguenti.
       L'articolo  153  stabilisce  che quando viene presentata una
  mozione,  la  mozione  viene  letta  e,  nella seduta successiva,
  l'Aula  ne  determina  la  data  di discussione.  Nel caso in cui
  l'Aula,  come  spesso  avviene  per  prassi  consolidata,  non ne
  determini  la  data,  la  mozione è demandata alla Conferenza dei
  capigruppo  perchè  se  ne  determini  la  data di discussione e,
  prevedono  gli articoli 153 e seguenti, la mozione non può essere
  ritirata.
       Perchè il Regolamento  prevede  questo?  Per  permettere che
  qualunque  deputato  non  possa  essere  limitato  nella  propria
  funzione  e  nelle  proprie  prerogative  e  per  permettere che,
  attorno  ad  una  questione  più  o  meno  importante, secondo il
  deputato,  possa esserci qualsiasi altro deputato che possa avere
  un   atteggiamento   ostativo,  impedendone  la  discussione  nel
  Parlamento.
       Per     cui,    Signor    Presidente,    sono    intervenuto
  sull'ammissibilità   della   pregiudiziale   perchè   se  dovesse
  consolidarsi  questa  prassi, e cioè che ogni volta che un gruppo
  di  parlamentari, in forza di prerogative proprie, di maggioranza
  o di opposizione, predispone un testo su una mozione e poi c'è un
  parlamentare  che,  in  forza  di  un  principio  di maggioranza,
  solleva   una   questione   pregiudiziale,  viene  soppressa  una
  prerogativa statutaria del diritto del parlamentare.
       Qui  c'è  un problema che riguarda specificamente la qualità
  della  democrazia;  per cui, signor Presidente, ritengo che sulla
  vicenda   lei   non   debba   rendere  ammissibile  la  questione
  pregiudiziale:  che  si  sviluppi  la  discussione sulla mozione,
  perchè,  lo  dico ai colleghi parlamentari, non c'è il tentativo,
  da parte nostra, di volere "crocifiggere" nessuno;c'è, invece, il
  tentativo  di  svolgere una discussione serena che possa condurci
  ad un voto, che noi ci auguriamo, per rafforzare eventualmente la
  posizione  dell'onorevole  Pellegrino, possa anche essere un voto
  segreto:  Non  capisco quale possa essere la preoccupazione della
  maggioranza:   se   è  convinta  della  bontà  dell'atteggiamento
  dell'onorevole Pellegrino, che si esprima un voto
       Signor   Presidente,   ritengo   legittimo  che  un  singolo
  parlamentare  possa  porre  una questione pregiudiziale;  ritengo
  doveroso,  da  parte  del Presidente dell'Assemblea, garantire le
  prerogative  statutarie  del  singolo  parlamentare,  ma  ritengo
  altrettanto  doveroso  garantire che, sulla base del Regolamento,
  io  e  qualsiasi  altro  parlamentare  possiamo, in ogni momento,
  presentare  una  mozione  avendo la certezza che la mozione possa
  essere dibattuta e discussa dal Parlamento, senza che, sulla base
  di  un  principio  di  maggioranza  -  ripeto  -  ci possa essere
  qualcuno   che   limiti   la   funzione   e  le  prerogative  del
  parlamentare.
       Per  cui, signor Presidente, la questione è rimessa alla sua
  responsabilità,   non   al  voto  dell'Aula.  Ritorna  nella  sua
  responsabilità,     nella     responsabilità    del    Presidente
  dell'Assemblea che deve garantire le prerogative dei parlamentari
  e  la  possibilità  che  essi  possano  esercitare liberamente la
  propria funzione e il proprio ruolo in questo Parlamento.
       Pertanto, io  la   invito   formalmente   a   rigettare   la
  pregiudiziale  posta  dall'onorevole  Lo  Monte  in  questa  sede
  permettendo  che  il  Parlamento  discuta  serenamente la mozione
  cosicchè   dopo  due  mesi,  con  ritardi  successivi,  si  possa
  finalmente  affrontare tale questione dinanzi ai parlamentari con
  il  voto  che  avrà  le  conseguenze  che  poi  noi tutti potremo
  valutare.   Ciascuno   si  comporterà  liberamente  attorno  alle
  questioni  che  attengono  al  merito della vicenda, però bisogna
  arrivare al merito e bisogna permettere che il Parlamento discuta
  nel merito delle questioni poste.

     PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  la  parte  relativa  alla
  questione  pregiudiziale non é disciplinata nel dettaglio, esiste
  soltanto l'articolo 101.
       L'ammissibilità o meno della questione pregiudiziale non può
  essere   affidata   al   criterio   unilaterale   del  Presidente
  dell'Assemblea,   per   tante   considerazioni:  intanto,  perché
  l'articolo 101 del Regolamento la prevede. Secondo argomento é il
  comma  4  dell'articolo 101 che - voglio ricordarlo a me stesso e
  all'onorevole  Speziale- sia pure indirettamente, dà una risposta
  chiara alla sua richiesta e cioè che io dichiari inammissibile la
  questione  pregiudiziale.  Il comma 4, appunto, così recita:  "La
  questione  pregiudiziale  o quella sospensiva non sono ammesse" -
  ecco  l'unica  ipotesi  di  ammissibilità  o meno delle questioni
  pregiudiziali  -  "in  occasione  della  discussione di uno o più
  emendamenti".
       Se fosse come dice  lei,  onorevole Speziale, avrebbe dovuto
  estendere l'ammissibilità o  meno  della  questione pregiudiziale
  anche  alle  mozioni. Poiché così  non  é, io  ho  il  dovere  di
  applicare l'articolo 101 con  il  pieno diritto dell'Assemblea di
  entrare  anche nel merito della questione che equivale, di fatto,
  ad  un  giudizio  anche  sulla  mozione.  Non  si sta defraudando
  l'Assemblea  di  alcun  diritto.  Poiché  l'articolo  101  non fa
  distinzione  sui  disegni  di  legge, sulle interrogazioni, sulle
  mozioni,  sugli ordini del giorno, e la questione pregiudiziale é
  un  istituto  previsto  dal  Regolamento  di  questo  Parlamento,
  dichiararla ammissibile o meno deve stabilirlo il Regolamento, il
  quale lo prevede unicamente al comma 4 dell'articolo 101, che non
  prevede  l'inammissibilità  della  questione  pregiudiziale sulle
  mozioni.
       Pertanto, applicando l'articolo 101, chiedo che intervengano
  due oratori a favore e due contro.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                     SULLA QUESTIONE PREGIUDIZIALE

     CINTOLA.   Chiedo  di   parlare   a   favore  della  questione
  pregiudiziale.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, in sede di
  Conferenza  dei  capigruppo ho esternato alcune perplessità forti
  su   questo  dibattito  che  oggi  l'Aula  poteva  e  può  ancora
  affrontare  e mi rivolgevo esclusivamente - e lo confermo - ad un
  dato   di   fatto:  il  Presidente  della  Regione  viene  eletto
  direttamente  dal  popolo.  Tra  i  suoi  poteri  c'è  quello  di
  nominare  gli  assessori della sua giunta e l'Assemblea non ha il
  potere  nè  di  nomina e neppure di revoca, neppure di imporre al
  Presidente  della Regione un atteggiamento che è limitativo di un
  suo  potere  che  gli  deriva  direttamente  dalla  legge,  dalla
  Costituzione e dal popolo che lo ha eletto.
       A questo aggiungo un'altra considerazione che ritengo ancora
  più  forte  di  quella  che  in sede di Conferenza dei capigruppo
  abbiamo discusso. L'onorevole Pellegrino in Commissione Antimafia
  chiese  il  dibattito  in  Aula,  nella  convinzione   anche  che
  potesse  partecipare  a  quel  dibattito,  che potesse parlare in
  quest'Aula, cosa che non è possibile per Regolamento. L'onorevole
  Pellegrino,   infatti,   non   è  deputato  dell'Assemblea  e  il
  Regolamento  gli  vieta  di  entrare  in  Aula per partecipare al
  dibattito  e per esplicitare una posizione che lui conosce più di
  tutti.  E  però  voglio  aggiungere  che  in quest'Aula, che deve
  affrontare  problemi  che  servono  allo sviluppo, al lavoro alla
  coerenza   per   la   Sicilia,   ai   programmi,  noi  diventiamo
  giustizialisti  in  modo  assolutamente  assurdo  e  negativo nei
  confronti  di  una  persona  che non è neppure stata raggiunta da
  avviso  di  garanzia, che è stata solo teste in quella vicenda di
  cui  stiamo  parlando,  che  non  ha alcun procedimento penale in
  corso. Ma noi possiamo benissimo con qualsivoglia mozione, se non
  c'è  l'istituto  serio  e  corretto  che  l'onorevole Lo Monte ha
  sollevato  in quest'Aula e che io condivido pienamente, innescare
  un  giustizialismo  tale  da dover dire che basta che un giornale
  scriva  una  virgola  che  l'Assemblea  venga  chiamata a dare un
  giudizio.
       Nel   leggere   la  mozione,  signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi, mi sono accorto di puntualizzazioni precise, di verbali
  estrapolati dalla Procura, dichiarazioni prese da intercettazione
  telefoniche;  mi  sembra  di  essere  non più in Aula, neanche in
  tribunale,  ma  nei segreti reconditi dell'azione giudiziaria nei
  confronti di qualsivoglia persona. Cioè, mi turba fino in fondo e
  fino  al  punto  tale  che  io  ritengo,  proprio  in  virtù  che
  l'interessato  non  abbia  diritto  di  parole  e  di  accesso in
  quest'Aula,  che  questo  dibattito sarebbe un dibattito assurdo,
  inconcepibile  fuori  da  qualsiasi  legge  e solo sorretto da un
  giustizialismo bieco che non può far parte di un'Aula che è stata
  determinata  dal  voto  popolare  a  esprimere rappresentanti del
  popolo  non  in  giudizi di ordine e di natura giudiziaria, ma di
  ordine  e di natura amministrativa e legislativa. Ecco perchè non
  sono  in contrapposizione, io non sono perchè le cose non vengano
  dette,  non  sono  perchè le cose non vengano profferite, io sono
  per  dire  però  che  in quest'Aula è impossibile un dialogo e un
  colloquio  in  assenza del diretto interessato che non può essere
  ammesso in quest'Aula a discutere e interloquire.
       Ecco perchè la pregiudiziale ha  tutti  i suoi criteri, ecco
  perchè  al di là del fatto  che  io  ribadisco  che  non  si  può
  impegnare  il  Presidente della Regione a revocare una delega che
  ha  dato nel pieno dei suoi poteri che gli provengono dal popolo,
  non da questa Assemblea.
       Noi abbiamo il dovere di  modificare  il Regolamento nel più
  breve  tempo possibile perchè non succedano fatti e misfatti come
  quelli  di  cui  stiamo  discutendo  e  l'impegno  dell'Aula  sia
  devoluto alle cose importanti cui essa deve adempiere.
       L'attuale questione è risibile. Non ha, sicuramente, dignità
  di entrata in  Aula  ed  io  ritengo  che, ciascun   deputato, in
  coscienza, sapendo  che  dovrebbe  parlare  di fatti sui quali il
  diretto interessato  non  ha  diritto  di  parola,  farebbe  bene
  deontologicamente,  moralmente,  a sostenere che bisogna ritirare
  la mozione e  che  non  di deve portare a compimento, proprio per
  assenza   del   diretto   interessato,   ancorché   innocente   e
  sicuramente fuori dalle diatribe che si vogliono additare.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA.  Signor  Presidente,  io  sono dello stesso avviso
  dell'onorevole  Speziale.  Il  richiamo  che  ella  ha  fatto,  a
  proposito del  comma  4  dell'articolo  101,  detta  la specifica
  situazione in  cui  non  è  ammissibile  la  proposizione  di una
  pregiudiziale,   quindi,   non   rimette   alla  valutazione  del
  Presidente, ma  dispone  quando  la  pregiudiziale non può essere
  posta.
       Ma sulla fondatezza di una pregiudiziale, signor Presidente,
  a mio avviso, vi è l'ammissibilità.  Io concordo sul fatto che, a
  norma di  Regolamento,  le pregiudiziali possano essere poste, ma
  se non ci  fosse  un  potere  del  Presidente  di  ammettere,  di
  considerare fondata  o  meno  una pregiudiziale,   la conclusione
  ovvia è che  non  ci  sono  regole  che  garantiscano  il singolo
  parlamentare o  le  opposizioni  in un Parlamento, che lo possano
  garantire sulla percorribilità di un argomento.
       Su  ogni  punto  la  maggioranza può porre una pregiudiziale
  fondata o infondata che sia ma, se dovessimo seguire la procedura
  che lei oggi  ci  propone,  con  i  numeri  che la maggioranza si
  ritrova, questa  può  impedire  qualunque  discussione  in  Aula.
       Credo, pertanto,  che  il  massimo  tutore  del  diritto del
  Parlamento e  del  diritto  del  parlamentare,  sia il Presidente
  dell'Assemblea; così come in tanti altri casi, signor Presidente,
  in cui  anche  i  regolamenti  e le leggi espressamente vietavano
  l'ammissibilità di  emendamenti,  la Presidenza, in violazione di
  quelle norme  regolamentari  e di quelle leggi, li ha considerati
  ammissibili, io  credo  che, proprio in questo caso, dove nessuna
  norma lo vieta,  il Presidente debba ergersi a tutore dei diritti
  del Parlamento e del parlamentare.
       Dopodiché   c'è   il   merito   della   pregiudiziale  posta
  dall'onorevole Lo Monte.
       Io  sorvolo, signor Presidente, sulle argomentazioni portate
  a   sostegno  dall'onorevole  Cintola,  il  quale  usa  argomenti
  politici. Lo  può  fare, è nel suo diritto. Ma non sono argomenti
  che   possono,   sicuramente,  condizionare  interpretazioni  del
  Regolamento,  se  si  tratti  di  giustizialismo,  se è questione
  risibile o meno, non è incidente sulle procedure regolamentari.
       E'   un'opinione   dell'onorevole   Cintola.  Risponde  alla
  opinione  pubblica,   al   Parlamento,   di   questa  sua  scarsa
  sensibilità in  una  materia  delicatissima.  Qui nessuno propone
  l'arresto  dell'onorevole  Pellegrino, la mozione propone censura
  per  un   comportamento.   Quindi   non   c'entra   nulla  l'atto
  giudiziario, non  si turbi onorevole Cintola, perchè si tratta di
  un giudizio che  viene  espresso attraverso una mozione e che non
  ha nulla a  che  vedere  con  la  condizione  di libero cittadino
  dell'onorevole  Pellegrino,  riguarda  solamente  la sua funzione
  istituzionale e  di  Governo,  e  qui  arrivo  al  punto,  signor
  Presidente.
       La questione  di  censura in passato è stata utilizzata solo
  in alcuni casi,  si  possono contare sulle dita di una mano nella
  storia dell'Assemblea, ed io reputo che l'impedire la discussione
  di una  mozione  di  censura indica che ovviamente la maggioranza
  ha  dei   timori.  Perchè,  vedete,  se  foste  tranquilli  circa
  l'orientamento della  maggioranza  stessa,  avete  i  numeri  per
  bocciare  la  mozione  di  censura,  penso  che  nessuno  di  voi
  avanzerebbe obiezione al fatto che la maggioranza ha i titoli, ha
  i numeri, ha la facoltà di bocciarla.
       Voi  non  volete  neanche  che  si  discuta,  perchè  temete
  possibilmente l'esito del voto, io non lo so quanto a ragione o a
  torto,  perchè   l'argomento  usato  dall'onorevole  Cintola  che
  l'onorevole Pellegrino non può prendere la parola in quest'Aula è
  veramente, quello sì, risibile, onorevole Cintola, da quale parte
  del Regolamento lei desume ...

     CINTOLA. Lo hanno già definito gli Uffici e la Presidenza.

     CAPODICASA. Non so  cosa  hanno  definito  gli  Uffici,  non è
  deputato, ma è membro del Governo...

     CINTOLA.  ... solo per gli atti a cui è delegato...

     CAPODICASA. Ma in  questo  caso  si  sta  discutendo della sua
  attività di componente  del  Governo,  quindi  rappresenta in una
  qualche  misura   anche  questo  Parlamento,  avendo  incarico  e
  funzioni di Governo.
       Poichè  siamo  in  una  fattispecie  nuova, perchè non è mai
  successo che  esistessero  Assessori non parlamentari, allora qui
  non vale l'interpretazione degli Uffici, perchè l'interpretazione
  degli uffici vale  esattamente quanto la sua e la mia, anzi forse
  un po' di meno...
       Il Presidente precisa  che  non  c'è neanche una valutazione
  degli Uffici, qui si parla di un componente del Governo, il quale
  ha il diritto  di  intervenire,  di  esprimersi,  trattandosi  di
  materia che lo riguarda personalmente.
       Questo argomento,  quindi,  è assolutamente infondato, tanto
  più che  proprio l'Assessore Pellegrino - e poi anche l'onorevole
  Rotella - più  volte,  hanno  preso la parola da questo podio per
  sollecitare la trattazione della mozione al fine di sgomberare il
  terreno da questa materia.
       Nel  momento  in  cui  ora  si   arriva   alla   trattazione
  dell'argomento,    la   maggioranza   chiede,    attraverso    la
  pregiudiziale, che non venga esaminato.
       Arrivo,   dunque,   signor   Presidente,  al   punto   della
  motivazione   a  sostegno  della  improcedibilitàdella  questione
  pregiudiziale posta dall'onorevole Lo Monte.
       Credo  che  nè  l'onorevole  Lo  Monte,   nè   alcun   altro
  parlamentare  possa usare il termine di 'illegittimo' rispetto ad
  un  atto parlamentare che è molto legittimo;   la  legittimità  e
  l'illegittimità,  onorevole  Lo  Monte, da che  cosa  si  desume?
  Si  può  discutere  circa  l'opportunità,  lei   ha  avanzato  la
  pregiudiziale,  ma  qual è la motivazione?  Poichè    la  mozione
  conclude  impegnando il Presidente della Regione  a  revocare  la
  delega all'Assessore Pellegrino e non essendo  stata  l'Assemblea
  l'organo che ha conferito quell'incarico, ecco  che  non possiamo
  prevaricare un altro organo.
       Onorevole  Lo  Monte,  la  mozione  di  censura è mozione di
  censura  e  non  di  sfiducia.  Noi  non  possiamo  sfiduciare un
  componente del  Governo  -  solo  il Presidente della Regione può
  farlo -  perché  non  ha  avuto  la fiducia di questo Parlamento;
  però, la  mozione  di  censura  non comporta, non costituisce una
  sfiducia.
       Censura,  lo  dice l'italiano: è critica; come possiamo dire
  onorevoli  colleghi  che  siete  docenti  di  lingua italiana? La
  censura  in  qualche modo sancisce un comportamento che non viene
  considerato  consono. Cosa volete dire? Che la mozione di censura
  sugli  assessori  non  potremo  presentarla  mai,  in  ogni caso,
  qualunque cosa facciano?
       Signor Presidente, sarebbe un' interpretazione,  questa  sì,
  illegittima,   perché    l'assimilazione   che    la   Presidenza
  dell'Assemblea, in altri casi ha fatto tra mozione  di  censura e
  mozione di sfiducia l' ha fatta solo ai fini procedurali, non per
  quanto riguarda il contenuto; la mozione di  censura, infatti, di
  per sé, non comporta le dimissioni, non  succedeva  neanche nella
  precedente   legislatura   quando   l'assessore   veniva   eletto
  dall'Assemblea, figuriamoci oggi
       Io  vorrei  ricordare  che  le  opposizioni  di  allora,  di
  centro-destra presentarono una mozione di censura nei riguardi di
  un  componente  del  Governo  da  me  presieduto,  dell'onorevole
  Morinello; il Presidente della Regione, in quel caso, ha posto la
  questione   di   fiducia   sulla   mozione   di   censura  perché
  evidentemente  non  consideravamo,  come del resto era ampiamente
  confortato   dalla   Presidenza  dell'Assemblea,  la  mozione  di
  censura, di per sé, mozione di sfiducia.
       Quindi, se veniva censurato un Assessore del  Governo  da me
  presieduto,   io   sostenevo   che,   poiché    l'atto   compiuto
  dall'assessore  per  il  quale si chiede la censura, era un  atto
  collegiale  della  Giunta,  nel  momento  in   cui  si  censurava
  l'assessore,  si  censurava   la Giunta ed  il  Presidente  della
  Regione. Ponevo, quindi, la questione di fiducia,  ma solo perché
  si trattava di un atto collegiale, in  quanto  l'assessore  aveva
  assunto quell'atto come conseguenza di una delibera  di Giunta e,
  conseguentemente, di un atto collegiale del Governo.
       Non c'entra nulla l'illegittimità  Il presidente, di fronte,
  ad  una  mozione di censura, può aderirvi o meno, ha un assessore
  censurato. Siccome poi c'è l'impegno del Presidente della Regione
  a revocare la delega, il Presidente della Regione non è obbligato
  a ritirare la delega.
       Cosa   devo  ricordare?  Che  il  Presidente  Provenzano  ha
  disatteso  una mozione su una materia rilevantissima quale quella
  della  chiusura  della Sicilcassa, la sua fusione con il Banco di
  Sicilia?
       L'Assemblea  votò  a  maggioranza  e  con  voto  segreto una
  mozione  contraria,  il Presidente della Regione ha proseguito lo
  stesso  nella  sua  condotta  sostenendo  che  "in  quel caso non
  riteneva di doversi adeguare ad un orientamento dell'Aula".
       Quindi, anche in questo caso, l'impegno del Presidente della
  Regione  non  significa  "obbliga  il  Presidente della Regione",
  significa  che l'Assemblea esprime un indirizzo, un orientamento,
  una  propria  valutazione  alla  quale  poi  il  Presidente della
  Regione può adeguarsi o meno.
       Non  c'entra  nulla pertanto l'illegittimità,  onorevole  Lo
  Monte. Onorevoli colleghi, se voi non volete  votare,  non volete
  discutere  perché   temete  che  vi  sia   qualche   frana  nella
  maggioranza,  come  nei  corridoi  andate  sostenendo,  questa  è
  un'altra  questione,  non  c'entra  nulla con  la  procedibilità,
  signor Presidente, ed io - proprio  perché  considero  infondata,
  alla luce di questo ragionamento, portato  avanti sempre peraltro
  dalla  Presidenza  dell'Assemblea, non me lo  sto  inventando  in
  questo  caso - io credo che il  Presidente  dell'Assemblea  possa
  dichiarare inammissibile quella pregiudiziale,  perchè  significa
  che  non  si  vuole  consentire  a quest'Aula  di  affrontare  un
  argomento   delicatissimo.
       Non c'entra nulla la vicenda giudiziaria, non  c'è  un  atto
  giudiziario che coinvolge l'Assemblea. Ma l'Assemblea  non tratta
  materia giudiziaria  L'Assemblea tratta materia  politica, etica,
  parlamentare,  regolamentare, quindi non c'entra nulla  il  fatto
  giudiziario, si tratta di una valutazione.
       Non crediate - vi illudete - che se,  con i  numeri e magari
  con il consenso della Presidenza dell'Assembla,  impedite  che si
  discuta oggi l'argomento, questo sia chiuso, perchè sin da domani
  mattina  e   per  i  mesi  che  verranno  da  qui  alla  chiusura
  dell'Assemblea presenteremo sempre questa mozione e ne tratteremo
  per i prossimi cinquanta mesi....

     LO CURTO . Abbiamo molto da fare.

     CAPODICASA.  Onorevole  Lo  Curto,  abbiamo molto da fare e mi
  dispiace  che  una  come  lei  non  capisca  la delicatezza della
  situazione,  avete intenzione di chiudere l'argomento? Affrontate
  la   materia   e  bocciate  la  mozione,  altrimenti  noi  ve  la
  ripresenteremo e la prossima volta l'onorevole Lo Monte non potrà
  fare  il ragionamento che ha fatto oggi, perchè a quel punto vuol
  dire  che c'è un' impraticabilità di carattere politico e tecnico
  dei lavori d'Aula. Vi presenteremo un ordine del giorno, dove non
  si  esprimerà più censura all'assessore, ma si  si  rivolgerà  un
  invito al Presidente della Regione.
       Il Presidente sa che ci sono due emendamenti  del gruppo dei
  DS  dove  noi  trasformiamo    'l'impegna  del  Presidente  della
  Regione'  in  'invita  il  Presidente della  Regione'  eliminando
  addirittura la censura, onorevole Lo Monte, le va bene?
       Allora,   se  voi  siete  d'accordo,  siccome,  col   nostro
  emendamento,  eliminiamo  la  censura  ed   abbiamo   trasformato
  l'impegno  in  invito, non  c'è  alcun    problema  di  carattere
  regolamentare,  per  cui l'impostazione dell'onorevole  lo  Monte
  crolla,  mette  a  nudo,  se intendete andare  avanti,  la  reale
  volontà che sta dietro alla pregiudiziale:  quella  di  non  fare
  discutere e pronunciare quest'Aula su un argomento che voi potete
  anche pensare  sia  risibile,  perché  ci  sono i grandi problemi
  della Regione   Ma non vi siete accorti dei grandi problemi della
  Regione in un  anno  di vita di questa Assemblea, ve ne accorgete
  nella mezz'ora  in  cui  dobbiamo  discutere  una mozione che per
  altro è all'ordine  del giorno da circa una paio di mesi e non si
  riesce mai a discuterla?
       Io,  signor  Presidente,  che sono dell'opposizione, invoco,
  dunque,   il   diritto  dell'onorevole  Pellegrino  a  venire  in
  quest'Aula  ed  intervenire  sulla  materia;  chiedo  che  questo
  avvenga, dopo  di  che lei, onorevole Cintola, deve conferire con
  me e l'Assemblea deve potere trattare l'argomento.

     ACIERNO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ACIERNO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo
  a favore della richiesta di questione pregiudiziale, innanzitutto
  rifacendomi  all'intervento  dell'onorevole   Capodicasa,  perchè
  ritengo che, in quest'Aula  e ancor di più  fuori  da quest'Aula,
  il rispetto delle norme e delle  regole,  deve contraddistinguere
  sempre l'azione di noi deputati o dei rappresentanti del Governo.
       La  mozione  per  come è presentata è in  contrasto  con  le
  nostre  attuali  norme,  ma  dirò  di   più,  signor   Presidente
  dell'Assemblea, c'è un contrasto tra le nostre  attuali norme che
  questa Assemblea ancora oggi non ha provveduto a sanare.
       Io  credo che il dibattito più importante  che  si  dovrebbe
  sollevare in quest'Aula oggi, partendo da questa  mozione, sia il
  conflitto  che  ancora  oggi esiste all'interno  del  Regolamento
  dell'Assemblea  regionale  e,  ancor  di  più, all'interno  dello
  Statuto della Regione siciliana.
       Farò   riferimento,   signor   Presidente,  fondamentalmente
  all'articolo  9 dello Statuto della Regione siciliana che recita:
  "Il  Presidente  della  Regione è eletto a suffragio universale e
  diretto contestualmente all'elezione dell'Assemblea regionale."
       Comma  due: "Il Presidente della Regione nomina e revoca gli
  Assessori,  tra  cui un Vicepresidente che lo sostituisce in caso
  di assenza o di impedimento".
       L'articolo  10  dello Statuto recita: "L'Assemblea regionale
  può  approvare  a  maggioranza  assoluta  dei suoi componenti una
  mozione  di  sfiducia  nei confronti del Presidente della Regione
  presentata  da almeno un quinto dei  suoi  componenti",  eccetera
       L'articolo 20 del nostro Statuto al comma due fa riferimento
  al  Presidente dell'Assemblea e agli Assessori regionali dicendo:
  "essi sono responsabili di tutte le vere funzioni rispettivamente
  di fronte all'Assemblea regionale e al Governo dello Stato".
       Signor  Presidente,  io  credo che mai, in quest'Aula, ci si
  debba  o  ci  si  possa  o ci si  potrà  sostituire  all'Autorità
  giudiziaria competente. Ma in quest'Aula si legifera, e noi siamo
  inadempienti  rispetto  alla  prima  attività legislativa  che  è
  quella che regolamenta la Carta costituzionale  della  Regione  e
  ancor di più il Regolamento interno dell'Assemblea
       Allora mi rendo conto che c'è una parte politica, che, a mio
  avviso,  in  questo  suo metodo non fa altro  che  accrescere  il
  consenso   nei   confronti  del  centrodestra, con   questo   suo
  giustizialismo a  buon mercato. Non lo dico io che rappresento il
  fascio, ma quel  fascio che, per esempio, ha dato a questo Paese,
  onorevole Speziale,  lo  Statuto dei lavoratori, a voi oggi tanto
  caro, per cui  avete  scioperato in difesa di quella norma che il
  fascio ha  dato  a  questo  Paese,  ma  faccio  riferimento  alle
  dichiarazioni di  Boselli, neo segretario nazionale dello SVI, il
  quale  chiede  a  gran  voce  che  la  smettiate  con  il  vostro
  giustizialismo a buon mercato.
       Se qualcuno  di voi pensa di ottenere da questa seduta, come
  si faceva ai tempi di scuola, la lavagna con i buoni o i cattivi,
  la lavagna  con  i mafiosi e gli antimafiosi, si levi dalla testa
  tutto questo,  perché  la storia si scrive giorno dopo giorno, la
  storia non la potete cancellare, la storia è - per fortuna c'è un
  tempo per ogni cosa - da sempre giustizia.
       Allora,   vedete,   sono  sereno,  nel  mio   rapporto   con
  l'Assessore  Pellegrino,  perché   se  avrà da  rendere  conto  e
  ragione  alla giustizia, io ho sempre dato  grande  fiducia  alla
  Magistratura    inquirente,    anzi   oggi   è    una    giornata
  importantissima, abbiamo arrestato un altro latitante,  di quelli
  pesanti. Queste sono le cose importanti, mentre c'è  una parte di
  questa Assemblea che ritiene di potersi  sostituire  all'Autorità
  inquirente, utilizzando articoli di giornale
       Noi  facciamo  processi politici e penali basandoci su prove
  che sono  articoli  di giornali, io credo che i segnali vi stanno
  arrivando,  dai  professori  che  si riuniscono in Assemblea; non
  fanno altro  che  dirvi smettetela, fate una politica che sia più
  consona rispetto  alle esigenze della base che vi ha votato e che
  non vi  vota più, cambiate registro, perché così la vostra strada
  è una strada buia che non ha nessuna uscita
       Signor Presidente, non si può pensare, come  è accaduto fino
  ad  oggi  pomeriggio,  che l'onorevole Pellegrino  debba  e  deve
  rispettare  le regole, ma l'onorevole Speziale  può  arrivare  in
  questo   scranno  e  chiedere  la  parola   in   violazione   del
  Regolamento.
       Se si devono rispettare le regole, questo vale per tutti, in
  ogni  momento  della  propria  vita.   Esprimo,   quindi,  parere
  favorevole alla questione pregiudiziale presentata sulla mozione,
  ma invito ai sensi dell'articolo 101 del  Regolamento interno, il
  Presidente dell'Assemblea  a  non  dare  parola più a nessuno e a
  procedere al voto visto che ci sono stati due interventi a favore
  della   questione   pregiudiziale   e   due   interventi  contro,
  considerando che  l'onorevole Speziale non aveva titolo a parlare
  in base a nessuna norma del Regolamento.

     FORGIONE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.   Onorevoli colleghi, l'onorevole  Speziale  aveva
  parlato  per  richiamo  al  Regolamento.   Voglio   sperare   che
  l'Assemblea non voglia cogliere al volo  l'occasione  per  aprire
  una questione di richiamo al Regolamento perché  a  questo  punto
  cambierebbe tutto l'aspetto del problema.  Onorevole  Forgione ha
  facoltà di parlare.

     FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, più  volte in
  quest'Aula ho detto che essendo noi tutti, per  le nostre storie,
  nani sulle spalle dei giganti, al massimo  possiamo  scrivere  un
  po' di cronaca;  quindi non mi cimenterò  con revisioni storiche,
  richiami  alla storia, come ha fatto l'onorevole che  mi  ha  qui
  preceduto, il quale evidenzia una cultura  preoccupante  per  lui
  stesso,   non   per   noi.  Una  cultura  che  nega  la  funzione
  democratica  a  questo  Parlamento.   Per  fortuna   c'è   lei  a
  presiedere, onorevole Lo Porto, se no qui  qualunque  deputato di
  opinioni  diverse  da  quelle  dell'onorevole   Acierno  verrebbe
  sottoposto, prima di chiedere la parola, esso stesso a mozione di
  censura.
       Non  credo, signor Presidente, che noi  stiamo scrivendo una
  bella pagina di questa Assemblea regionale:  noi  stiamo  facendo
  passare, onorevole Lo Porto, un' idea della  funzione  di  questo
  Parlamento - e lo stiamo facendo alla  vigilia  della riscrittura
  del  nuovo  Statuto  che deve riconsiderare  l'equilibrio  tra  i
  poteri  ed il rapporto tra il Parlamento ed  il  Governo - stiamo
  facendo passare l'idea che non il Presidente  della  Regione,  ma
  che  qualunque  assessore  non è sottoposto ad  un  principio  di
  responsabilità   nei  confronti  di  questo   Parlamento.
       Altra questione è se poi si considera legittima  o meno, con
  un  voto  di maggioranza, la mozione da me e  da  altri  deputati
  proposta.   Ma  noi stiamo affermando qui un  principio  che  non
  vorrei  che  diventasse  poi  base della  riscrittura  del  nuovo
  Statuto e cioè che ogni comportamento dei  componenti del Governo
  non  è  valutabile  da questo Parlamento e  da  questa  Assemblea
  regionale siciliana.  Affermeremmo un principio  gravissimo   Qui
  non  c'entra  l'onorevole  Pellegrino,  ma   sarebbe   gravissimo
  affermare che questo Parlamento, maggioranza, opposizione, non si
  può pronunciare su qualunque atto del Governo
       Vorrei dirlo all'onorevole Lo Monte.  Stiamo  affermando  un
  principio   gravissimo   ed  io  vorrei  capire   anche,   signor
  Presidente, cosa è cambiato in questi mesi e qual è  il potere di
  ricatto  dell'onorevole  Pellegrino? La dico così.
       Perché  siamo passati in due mesi  dalla  richiesta avanzata
  in  questa  Aula dall'onorevole Rotella, capogruppo  del  partito
  dell'onorevole  Pellegrino,  di  discutere  questa   mozione   di
  sfiducia,  perché   siamo  passati in due  mesi  dalla  richiesta
  avanzata   dall'onorevole   Pellegrino  stesso   in   Commissione
  Antimafia di discutere in Parlamento al veto  a  discutere questa
  mozione  ed  al fatto che addirittura temete un  voto  su  questa
  mozione?
       Ma  guardateli  i  numeri,  onorevoli colleghi,  guardate  i
  numeri di quest'Aula, guardate anche le presenze sui banchi delle
  opposizioni  Potete respingere tutte le mozioni che volete se non
  vi vergognate di respingerla questa mozione e se  non  temete  il
  voto segreto.  Ed  invece  accettate  un ricatto che vi mortifica
  nella libera  funzione di parlamentari.  Questa è la questione. E
  non si venga  a  dire qui, con argomenti fasulli, che si parla di
  articoli giornalistici.  Ora  vi faccio vedere anche gli articoli
  giornalistici
       Voi  state  impedendo  con una pregiudiziale di discutere in
  Sicilia,  nel  giorno  dell'arresto  di  Giuffré, considerato uno
  degli  uomini  di Cosa Nostra più legati alle imprese siciliane e
  al  sistema  di  appalti  di  Bernardo Provenzano, uomo del quale
  abbiamo  discusso  in  quest'Aula  -  i  neofiti non ci sono - al
  momento  dell'omicidio  di Caccamo di un consigliere provinciale,
  uno  degli  uomini  più  legati  al sistema degli appalti di Cosa
  Nostra, voi  state  impedendo  con una pregiudiziale di discutere
  dei rapporti  tra mafia e politica.  Altra questione è la vicenda
  dell'onorevole Pellegrino.

     ACIERNO. E' un'altra questione? Ma che sta dicendo?

     FORGIONE.  Onorevole  Acierno  io  non l'ho interrotta. Quella
  mozione  richiama  in  causa questo.  E la vicenda dell'onorevole
  Pellegrino, cari colleghi, richiama in causa questo. E non è vero
  che  l'onorevole  Pellegrino non avrebbe potuto difendersi qui da
  Assessore,  perché  noi  lo  chiamiamo a rispondere proprio nella
  sua funzione di Assessore, e cioè la questione che poniamo...

     LO CURTO . Abbiamo perduto il senso della realtà

     FORGIONE.  La  questione che poniamo è se una persona, che non
  è  un semplice cittadino, che ha - e viene documentato - rapporti
  con una  cosca  che  si  trova  tutta  in galera, e non lo dicono
  articoli   giornalistici...   Sono   sobrio   e   non   sono   un
  giustizialista, per formazione politica, perché veniamo da quella
  cultura  degli  anni  '70  che  ha  rifiutato  l'emergenza,  cari
  colleghi e cari onorevoli deputati, e che ha pagato sulla propria
  pelle  la  cultura dell'emergenza che allora univa tutte le parti
  politiche.
       Altro   che   giustizialismo   Noi  rifiutiamo  un'idea  del
  garantismo   fatto  su  misura  dei  potenti.  Allora  mi  dovete
  spiegare se ha a che fare o no con i rapporti istituzionali e con
  i  rapporti  e la trasparenza della politica una vicenda dove non
  un  articolo  di Repubblica, ma un atto pubblico del Tribunale di
  Palermo   su  rapporti  dei  carabinieri  e  non  intercettazioni
  telefoniche  ma  ambientali,  sulla  base  di un incontro tra una
  persona  che  ricopre  l'incarico  di  gestire  il  territorio in
  Sicilia,  cioè  lo  snodo  fondamentale degli interessi di questa
  regione e alcuni boss che attualmente sono in galera, non lo dice
  Forgione,  e  non  lo dice il centrosinistra, ma lo dice un'altra
  istituzione   che   tutti   diciamo   di  rispettare,  dice:  "la
  familiarità  tra  l'onorevole  Pellegrino  e i suoi interlocutori
  (tutti  in  galera  nel  mandato  di arresto) viene ulteriormente
  confermata  dal  fatto  che lo stesso nel raccomandare la massima
  riservatezza  sul  nome del Buongusto afferma: 'qualcuno ha fatto
  l'infame'.  Si  tratta  di  un linguaggio poco usuale per un alto
  esponente delle istituzioni politiche e sicuramente indicativo di
  un  particolare  livello  di  confidenza  con  gli interlocutori,
  atteso  che  dalle  parole  usate  dal  Pellegrino  traspare  una
  condivisione   del  modo  di  relazionarsi  che  caratterizza  la
  subcultura della cosca dei Buongusto e dei suoi soci".
       Questo  non  è  un  articolo  di  Repubblica, cari colleghi,
  questo è il Giudice per le indagini preliminari e sono i rapporti
  dei carabinieri.  Quindi, quando si dice:  "Voi state processando
  qualcuno  sulla  base  degli articoli di Repubblica", rispondiamo
  che noi non processiamo nessuno.  Sarà la magistratura a decidere
  il  livello delle responsabilità, ma noi, come politica, dobbiamo
  riappropriarci del nostro primato.  Noi politica dobbiamo dire se
  una persona che viene considerata tale dall'arma dei carabinieri,
  che  tanto  voi e noi rispettiamo, da quella stessa arma che oggi
  ha  arrestato  Giuffré,  una  persona  di  questa  levatura quale
  messaggio  può  mandare?
       Signor Presidente, quale messaggio può mandare ad un sindaco
  che va all'assessorato...

     ACIERNO.  Ma  la  magistratura  che sta facendo? Perché non ha
  mandato un avviso di garanzia?

     FORGIONE.  Signor  Presidente,  non  sono  un magistrato e non
  emetto avvisi di  garanzia.  Pongo  una  questione politica  e la
  questione politica  è quella, in Sicilia, che le istituzioni e la
  politica non devono delegare alla magistratura;  noi non dobbiamo
  più  delegare  alla  magistratura  il  compito  di  riformare  la
  politica e  di  rinnovare  la  politica,  dobbiamo trovare noi, i
  partiti tutti  -  e questo è interesse del centrodestra, come del
  centrosinistra -  la  forza di autoriformare noi stessi, i nostri
  comportamenti, renderli trasparenti.
       Ma  sapete i  consigli  che  dava  questa  persona,  che  fa
  l'assessore,  nelle  intercettazioni dei carabinieri? Consigliava
  ai mafiosi di  Monreale  come fare una cooperativa per gestire un
  capannone che era  stato  confiscato  alla cosca che se ne voleva
  riappropriare, e noi dovremmo essere garantiti nella gestione del
  territorio da chi assume questi comportamenti?
       E allora, vedete,  io  mi  scuso se sono entrato nel merito,
  perché stiamo  discutendo  di  una questione pregiudiziale, ma la
  pregiudiziale nega  questo  tipo di discussione, la pregiudiziale
  vuole negare  all'Aula  di  discutere  di  queste  cose  e quando
  qualche deputato che  mi  ha  preceduto  dice che qui si parla su
  illazioni e su articoli di giornali, io solo per questo ho tirato
  fuori gli  atti  che  avevo  chiesto, nella stessa riunione della
  Commissione  parlamentare antimafia, venissero acquisiti a questo
  Parlamento e  alla  Commissione antimafia stessa, come è nei suoi
  poteri.
       Io non sto  facendo  niente di più, cari onorevoli colleghi,
  che svolgere la funzione di un commissario parlamentare antimafia
  di questa regione...

     ACIERNO. Bravo

     FORGIONE. Onorevole  Acierno, la prego. E' il compito al quale
  è   preposto   un   deputato   che  fa  parte  della  Commissione
  parlamentare   antimafia,   e   la  prego  di  rispettare  quella
  istituzione, onorevole Acierno, può piacerle o può non piacerle.

     ACIERNO. Noi siamo in Aula.

     FORGIONE. Siamo in Aula perché in quella Commissione lo stesso
  onorevole Pellegrino  ha chiesto di discutere qui, in quest'Aula,
  di  quella  vicenda;  voi  oggi,  invece,  volete  negare  questa
  discussione.
       Per questo,  signor Presidente, mi appello a lei, perché noi
  rischiamo di  creare  un  precedente  dannoso,  che  a  "colpi di
  maggioranza"  si  neghino  le  prerogative  dei parlamentari.
       Signor Presidente  Lo  Porto,  lei  viene  da  una storia di
  opposizione  e  di  minoranza dura nel Parlamento nazionale, dove
  addirittura   c'erano  pregiudiziali  anche  ideologiche  che  si
  sommavano  al  carattere  minoritario  della  sua  parte politica
  nell'impedimento  anche  a  svolgere una funzione parlamentare di
  maggioranza e  lei  sa bene cosa vuol dire garantire per tutti le
  regole del giuoco, maggioranza ed opposizione.
       Noi stiamo  creando  un  precedente  gravissimo e davvero ci
  dispiace che sia  lei  a ratificare questa spinta che viene dalla
  maggioranza.
       Vedete, onorevoli  colleghi della maggioranza, se voi aveste
  avuto la serenità  nel  respingere  questa  mozione, tutti, con i
  numeri che avete, non  avreste  avuto  alcun  timore  a  fare  la
  discussione ed a respingere la nostra mozione; voi sapete che c'è
  una parte che su  questa  vicenda  la pensa come la pensiamo noi,
  che abbiamo depositato questa mozione: voi temete il voto segreto
  perché avete  paura  che  con il voto segreto il vostro assessore
  Pellegrino  venga  censurato  e  non  servono  gli  atteggiamenti
  isterici di  nessuno  in quest'Aula. Voi temete, per voi stessi e
  per la  vostra  coscienza, di votare in modo trasparente a favore
  dell'onorevole Pellegrino.
       Nessuno impediva  al Governo di porre la fiducia.  Perché il
  Presidente Cuffaro  non  l'ha  fatto?  Forse  per  un timore e un
  "impaccio" anche  suo,  forse  per  un  "impaccio" del Presidente
  della Commissione parlamentare antimafia, forse per un "impaccio"
  di tanti  componenti del Governo che sono qui, forse perché tutti
  sanno che  non  è  una  vicenda giornalistica, forse perché tutti
  pensano che è  vero  che  la  Sicilia  non  è  solo  mafia, e noi
  contrastiamo   questa   immagine,  anche  giornalistica,  che  si
  "appioppa" sempre  alla Sicilia, ma tutti sappiamo che la Sicilia
  è anche  mafia  e  che  le  istituzioni  non  sempre  sono  state
  impermeabili?
       Voi oggi,  con  questa  pregiudiziale,  non state facendo un
  favore  all'onorevole Pellegrino ed all'assessore Pellegrino, voi
  lo  state   esponendo   ulteriormente,   lui  avrà  potuto  anche
  condizionarvi, ma  voi  lo  esponete,  perché  rifiutate di farlo
  parlare  in   quest'Aula,   di   farlo   controbattere  a  queste
  osservazioni; voi lo  esponete  al  fatto  che da domani si potrà
  dire "hanno avuto paura persino di discutere e di votare".
       E' di questa  paura  che  voi  oggi vi state facendo carico.
  Noi, signor Presidente - lo diceva l'onorevole Capodicasa - su un
  punto delicato che  ha  a  che fare con i rapporti di trasparenza
  tra la  politica,  le  istituzioni e le organizzazioni criminali,
  non rinunceremo né  ora né  mai a riproporre la questione.
       Non vi va  bene  la  mozione  in  questa  forma, l'onorevole
  Capodicasa ha  già  presentato degli emendamenti modificativi che
  io come primo  firmatario  di  quella  mozione  accolgo;  non  vi
  andranno bene quegli emendamenti, faremo un ordine del giorno, ma
  sarebbe  grave per  voi  tutti  vietare  a  questa  Assemblea  di
  discutere dei rapporti tra mafia e politica in Sicilia.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  desidero,  a conclusione di
  questo dibattito,  dare  delle  risposte  che  giudico opportune,
  essendo    stato   apertamente   officiato   di   un   intervento
  istituzionale.
       Le prerogative  del  Parlamento valgono per la maggioranza e
  per l'opposizione.  L'articolo  101 che io ho invocato all'inizio
  è una norma  che,  a  seconda  le  circostanze  che  la  politica
  propone, può essere  utile alla maggioranza come può essere utile
  all'opposizione.
       Se  la   Presidenza  si  ammanta  del  diritto  di  ritenere
  ammissibile o  non  ammissibile una questione pregiudiziale, oggi
  può essere comodo  per  la  minoranza, domani potrà essere comodo
  per la maggioranza,  perché  non  è  un  caso  che  le  questioni
  pregiudiziali il più  delle  volte  le pone la minoranza e non la
  maggioranza.
       Peraltro, nel  caso  specifico,  naturalmente, l'ha posta la
  maggioranza.  Ma io non posso adottare una decisione che riguarda
  soltanto un  caso,  senza  adeguarmi, qualora  in  futuro dovesse
  accadere il contrario.  E  poiché  l'articolo  101 è  presente, è
  in vigore ed  io  lo  devo applicare, per quanto lo abbia letto e
  riletto nel corso  di questa seduta, non esiste un solo punto, se
  non ostativo,  che  mi  permetta di decidere sull'ammissibilità o
  meno della  questione pregiudiziale: io credo di avere fatto cosa
  giusta nell'aprire  un confronto anche sul Regolamento e di avere
  applicato  il  Regolamento  stesso  nel  proporre una discussione
  nella quale sono intervenuti due deputati a favore e due contro.
       Ciò  premesso  chiedo  all'Aula  di  pronunciarsi.


   Presidenza del presidente Lo Porto


    VOTAZIONE DELLA QUESTIONE PREGIUDIZIALE SULLA TRATTAZIONE DELLA
    MOZIONE

     PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  la questione pregiudiziale.
  Chi è  favorevole resti seduto; chi é contrario si alzi.

                            (E' approvata)

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.  Signor  Presidente,  siccome  lei  sa  che  è stato
  presentato  un  ordine  del  giorno  a  mia firma, riguardante la
  materia  che  abbiamo  testé trattato, io la invito a leggere e a
  porre in votazione l'ordine del giorno, in forza del Regolamento.
  Ho presentato un  ordine  del  giorno  che  non  ha  carattere di
  censura, che ripropone la questione, in forza del Regolamento.
       Pertanto,  chiedo al Presidente dell'Assemblea, nel rispetto
  delle prerogative  di ogni singolo parlamentare e del Parlamento,
  di sottoporre al  voto  del  Parlamento l'ordine del giorno da me
  presentato.

     CINTOLA. Se  riguarda  la  stessa materia, abbiamo già votato,
  non possiamo ripeterci

     PRESIDENTE. Non è altra materia.

     SPEZIALE.  Io la invito, signor Presidente, perché capisco che
  lei  ha  citato  il quarto comma dell'articolo 101 avvalendosi di
  una prerogativa del Presidente, cioè quella di avere rispetto del
  Regolamento.  Io la  invito  ad  avere  lo  stesso  rispetto  del
  Regolamento.
       L'ordine del  giorno  da  me sottoscritto riguarda la stessa
  materia  ma,  comunque,  non  ha  carattere  di  mozione;  è  uno
  strumento  diverso,  non  parla  di  impegno  nei  confronti  del
  Presidente  della  Regione,  non  parla  di  censura,  ha  natura
  diversa. Siccome ci  sono  tanti precedenti che hanno permesso al
  Parlamento di valutare  gli  ordini  del  giorno,  in rapporto al
  Regolamento e  ai  precedenti  io la invito espressamente, signor
  Presidente, a sottoporre al voto d'Aula l'ordine del giorno da me
  presentato.

     PRESIDENTE. Onorevole Speziale, io  mi  rendo  conto  che è un
  problema essenziale  sia  dal  punto  di  vista regolamentare che
  politico, ma poiché  un  ordine del giorno deve agganciarsi ad un
  documento e certe volte le leggi, certe volte una mozione: poiché
  fatalmente questo ordine  del  giorno si aggancia alla mozione, e
  non potrebbe non  agganciarsi perché l'ordine del giorno, per sua
  natura, ha  questo  bisogno  fisiologico,  io  chiedo  di poterlo
  valutare  attentamente   e  proporlo  per  la  seduta  di  domani
  pomeriggio.

     SPEZIALE. Sono d'accordo.

     SPAMPINATO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPAMPINATO.  Signor  Presidente,  volevo  chiederle,  anche in
  considerazione di ciò  che è accaduto questa sera in Aula, perché
  è   accaduta   una   cosa   grave,   condizionata  probabilmente,
  sicuramente molto  dalla  soggettività  del  caso che trattavamo,
  però è una questione  di principio, se sancita, e io spero che si
  sancisca in  maniera  soltanto  episodica  ovvero  quello  che il
  Parlamento siciliano  non  può valutare l'operato di un assessore
  di questo Governo  della  Regione  siciliana.
       Chiedo come componente della Commissione per il Regolamento,
  come  deputato   di  questa  Assemblea,  a  lei  come  Presidente
  dell'Assemblea,  come  Presidente  della Commissione Regolamento,
  che la Commissione, considerato che è ben quattro mesi che non si
  riunisce, considerato che questi temi non possono non trovare una
  risoluzione  immediata,  soprattutto quelli che legano i rapporti
  tra il  Governo  e  il  Parlamento,  si riunisca per discutere in
  tempi brevi questi stessi argomenti.

     PRESIDENTE. Onorevole  Spampinato, accolgo sinceramente la sua
  richiesta. Circa i  quattro mesi di ritardo io condivido il fatto
  che è passato  troppo  tempo  da  quando  abbiamo  costituito  la
  Commissione  Regolamento  avendola  convocata soltanto due volte,
  una prima volta  per  una  riunione  di saluto, una seconda volta
  nella  speranza  di   poter  discutere  sul  bozzone  che  io  ho
  sottoposto a tutti i capigruppo.
       Poiché questo è un  tema che mi coinvolge molto seriamente e
  direttamente, accolgo la sua richiesta, ma devo fare un appello a
  tutti i gruppi  perché la bozza di discussione di una riforma del
  Regolamento quale  io  l'ho sottoposta ai gruppi, venga studiata,
  esaminata perché  le  successive  riunioni  non  siano  puramente
  occasionali o platoniche,  ma  siano  vere  e proprie riunioni di
  lavoro.
       La  seduta  è  rinviata  a domani, mercoledì 17 aprile 2002,
  alle ore 17.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


      I - COMUNICAZIONI

     II - LETTURA  AI  SENSI E PER GLI  EFFETTI  DEGLI  ARTICOLI  83,
          LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO DELLE MOZIONI:

      N. 100  -  Verifica   della   legittimità  delle  procedure  di
          convocazione  dei  consigli  circoscrizionali  recentemente
          eletti.

          (27 marzo 2002)

                                    FERRO-MORINELLO-MICCICHE'-RAITI

      N. 101 - Iniziative  per  consentire  all'ISMETT  di effettuare
          trapianti anche su pazienti sieropositivi.

          (27 marzo 2002)
                                    RAITI-FERRO-MORINELLO-ORLANDO-
                                    SPAMPINATO-MICCICHE'

      N. 102 - Interventi urgenti a sostegno dei pescatori siciliani.

         (27 marzo 2002)
                                   FLERES-CATANIA GIUSEPPE-MAURICI-
                                   MERCADANTE

      N. 103 - Iniziative  per  la  valorizzazione dell'olio di oliva
          siciliano.

         (3 aprile 2002)
                                  GURRIERI-BARBAGALLO-GENOVESE-TUMINO-
                                  VITRANO-ZANGARA

    III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) - "Interventi per  l'accelerazione  ed il completamento del
          risanamento della città  di  Messina.  Modifiche alla legge
          regionale 6 luglio 1990,  n.  10"  (nn. 238-236-245 - norme
          stralciate/A) (seguito)

          Relatore:  on.le Beninati

       2) - "Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 1 settem-
          bre 1993, n.  26,  concernente norme in materia elettorale"
          (n.  361)

          Relatore: on.le Ardizzone

       3) - "Disciplina  dell'esercizio  dell'attività di ottico" (n.
          287/A)

          Relatore: on.le Tricoli

       La seduta è tolta alle ore 19.50

    (Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 22.30)