Presidenza del presidente Lo Porto
BURGARETTA APARO , segretario, dà lettura dei processi verbali
delle sedute n. 49 del 26 marzo 2002 e n. 50 del 12 aprile 2002
che, non sorgendo osservazioni, si intendono approvati.
MISSIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono in missione, per ragioni del
loro ufficio, gli onorevoli Lo Giudice, dal 15 al 20 aprile 2002,
e Orlando, dal 16 al 17 aprile 2002.
COMUNICAZIONE RELATIVA A COSTITUZIONE DI GRUPPO PARLAMENTARE
PRESIDENTE. Con nota del 2 aprile 2002, pervenuta in pari
data alla Segreteria generale dell'ARS, gli onorevoli Giovanni
Ferro, Calogero Miccichè, Salvatore Morinello, Leoluca Orlando,
e Salvatore Raiti hanno comunicato di avere costituito, ai
sensi dell'art. 23 del Regolamento interno, con decorrenza 1
aprile 2002, il Gruppo parlamentare denominato 'Sicilia 2010',
designando quale Presidente l'onorevole Ferro.
Conseguentemente, a decorrere dalla stessa data, i suddetti
deputati regionali cessano di far parte del Gruppo parlamentare
'Misto'.
L'Assemblea ne prende atto.
COMUNICAZIONE RELATIVA A DECRETO DI COSTITUZIONE DI GRUPPO
PARLAMENTARE
PRESIDENTE. Comunico che con proprio decreto n. 46 del 3
aprile 2002 il Presidente ha autorizzato, ai sensi dell'articolo
23, comma 3, del Regolamento interno, la costituzione del Gruppo
parlamentare denominato "Nuovo PSI", composto dagli onorevoli
Raffaele Nicotra e Giuseppe Segreto.
Pertanto, a decorrere dal 3 aprile 2002 gli onorevoli
Raffaele Nicotra e Giuseppe Segreto cessano di far parte del
Gruppo parlamentare 'Misto'.
L'Assemblea ne prende atto.
Ai sensi dell'art. 25 del Regolamento interno, invito il
Gruppo parlamentare 'Sicilia 2010' a procedere alla nomina di un
segretario, e il Gruppo parlamentare 'Nuovo PSI' a procedere alla
nomina di un presidente e di un segretario e a darne
comunicazione alla Presidenza dell'Assemblea.
ANNUNZIO DI RISPOSTE SCRITTE AD INTERROGAZIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le seguenti risposte
scritte ad interrogazioni:
- Da parte dell'Assessore per l' industria
***
N. 193 - Notizie sul procedimento di dismissione delle
partecipazioni regionali e dei beni demaniali e patrimoniali
non utilizzati per fini istituzionali.
---
Firmatari:Formica Santi; Incardona Carmelo; Acierno Alberto;
Ioppolo Giovanni; Virzi' Gioacchino; Infurna Giuseppe;
Tricoli Marzio
---
- Nel corso della seduta n. 33 del 19 febbraio 2002
l'Assessore per il bilancio ha eccepito la propria
incompetenza.(v. resoconto stenografico seduta n. 33 del
19.2.2002). - Nel corso della seduta n. 48 del 25 marzo
2002, per accordo tra le parti, è rimasto stabilito che
all'interrogazione venisse fornita risposta scritta.
----------------
N. 194 - Informazioni sullo stato della liquidazione degli
Enti economici regionali soppressi.
---
Firmatari:Formica Santi; Acierno Alberto; Ioppolo Giovanni;
Incardona Carmelo; Virzi' Gioacchino; Infurna Giuseppe;
Tricoli Marzio
---
- Nel corso della seduta n. 33 del 19 febbraio 2002
l'Assessore per il bilancio ha eccepito la propria
incompetenza.(v. resoconto stenografico seduta n. 33 del
19.2.2002). - Nel corso della seduta n. 48 del 25 marzo
2002, per accordo tra le parti, è rimasto stabilito che
all'interrogazione venisse fornita risposta scritta.
----------------
N. 195 - Iniziative per il rilancio del settore minerario
siciliano.
---
Firmatari:Formica Santi; Acierno Alberto; Ioppolo Giovanni;
Incardona Carmelo; Virzi' Gioacchino; Infurna Giuseppe;
Tricoli Marzio
---
- Nel corso della seduta n. 48 del 25 marzo 2002, per
accordo tra le parti, è rimasto stabilito che
all'interrogazione venisse fornita risposta scritta.
----------------
N. 343 - Interventi urgenti nei confronti del Governo
nazionale per il decollo in Sicilia degli strumenti di
* s e g u e *
Risposte scritte ad interrogazioni Pag. 2
programmazione concertata.
---
Firmatari:Borzacchelli Antonio
---
- Da parte dell'Assessore per la sanità
N. 60 - Ristrutturazione della struttura poliambulatoriale
di Via Paolo Vasta, nel Comune di Acireale, in provincia di
Catania.
---
Firmatari:Fleres Salvatore; Catania Giuseppe
---
----------------
N. 178 - Interventi per sveltire l'iter burocratico e
mettere a disposizione i fondi già previsti per la
realizzazione del poliambulatorio e del distretto socio
sanitario nel quartiere di San Giorgio (CT).
---
Firmatari:Fleres Salvatore; Catania Giuseppe
---
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al
resoconto stenografico della seduta odierna.
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE E DI CONTESTUALE
INVIO ALLE COMPETENTI COMMISSIONI LEGISLATIVE
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati ed inviati
alle competenti Commissioni legislative i seguenti disegni di
legge:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- "Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 1 settembre
1993, n. 26, concernente norme in materia elettorale" (n.
361)
- iniziativa governativa
- presentato dal Presidente della Regione (CUFFARO) su
proposta dell'Assessore per gli enti locali (D'AQUINO) in
data 11 aprile
- inviato in data 11 aprile 2002
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- "Istituzione del fondo per l'avviamento all'apprendistato"
(n. 360)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe in data
5 aprile 2002
- inviato in data 9 aprile 2002
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- "Provvedimenti urgenti per garantire il diritto allo
studio" (n. 357)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Capodicasa, Speziale,
Giannopolo, Villari, Cracolici, Crisafulli, De Benedicitis,
Oddo, Panarello, Zago in data 26 marzo 2002
- inviato in data 4 aprile 2002
- "Modifiche ed integrazioni alle leggi regionali 4 giugno
1980, n. 55 e 5 giugno 1984, n. 38, concernenti provvedimenti
in favore dei lavoratori emigrati e delle loro famiglie.
Interventi per favorire lo sviluppo e la diffusione
dell'identità culturale siciliana tra gli emigrati.
Provvedimenti per incentivare gli investimenti degli emigrati
in Sicilia" (n. 358)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Capodicasa, Speziale,
Crisafulli, Cracolici, De Benedictis, Giannopolo, Oddo,
Panarello, Villari, Zago in data 26 marzo 2002
- inviato in data 4 aprile 2002
- "Istituzione della Fondazione 'Fulvio Frisone'" (n. 359)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe in data
5 aprile 2002
- inviato in data 9 aprile 2002
COMUNICAZIONE DI INVIO DI DISEGNI DI LEGGE ALLE COMPETENTI
COMMISSIONI LEGISLATIVE
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono
stati invitati alle competenti Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- "Integrazioni e modifiche alla legge regionale 6 marzo
1986, n. 9, concernente la costituzione di nuove province
regionali" (n. 349)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe,
Garofalo, Maurici, Croce in data 12 febbraio 2002
- inviato in data 27 marzo 2002
- "Modifiche alla legge regionale 6 marzo 1986, n. 9,
riguardante la costituzione di nuove province regionali" (n.
356)
- iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Manzullo in data 22 marzo 2002
- inviato in data 27 marzo 2002
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- "Istituzione di un 'Fondo per l'emergenza BSE e blue
tongue' per l'erogazione, a titolo di compensazione, di un
indennizzo da corrispondere alle aziende zootecniche
siciliane" (n. 350)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Oddo, Panarello, Zago, Speziale,
Capodicasa, Cracolici, Crisafulli, De Benedictis, Giannopolo,
Villari in data 18 marzo 2002
- inviato in data 27 marzo 2002
- "Istituzione di un fondo mutualistico per la promozione e
lo sviluppo della cooperazione in Sicilia e adeguamento del
sistema ispettivo nei confronti delle cooperative" (n. 352)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Oddo, Panarello, Speziale,
Capodicasa, Cracolici, Crisafulli, De Benedictis, Giannopolo,
Villari, Zago in data 18 marzo 2002
- inviato in data 27 marzo 2002
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- "Interventi regionali straordinari a favore delle agenzie
di viaggio siciliane" (n. 351)
- iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Croce in data 18 marzo 2002
- inviato in data 27 marzo 2002
- "Disposizioni per la realizzazione di opere pubbliche" (n.
353)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Ferro, Raiti in data 20 marzo
2002
- inviato in data 27 marzo 2002
- "Nuove norme in materia di approvazione di piani regolatori
generali" (n. 355)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Tricoli, Formica, Incardona,
Infurna, Ioppolo, Virzì in data 22 marzo 2002
- inviato in data 27 marzo 2002
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- "Norme modificative ed integrative alla legge regionale 9
maggio 1986, n. 22, concernente 'Riordino dei servizi e delle
attività socio-assistenziali in Sicilia'" (n. 354)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Barbagallo, Leanza Vincenzo in
data 22 marzo 2002
- inviato in data 27 marzo 2002
COMUNICAZIONE CONTESTUALE DI RICHIESTE DI PARERE E DI PARERI RESI
PRESIDENTE. Comunico che le seguenti richieste di parere sono
state assegnate alle competenti Commissioni legislative e che le
stesse hanno reso il relativo parere:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- "Consorzio regionale per la ricerca applicata e la
sperimentazione (CORERAS) - Designazione in seno al collegio
dei revisori" (n. 42)
- pervenuto in data 22 marzo 2002
- trasmesso in data 26 marzo 2002
- "Ente autonomo orchestra sinfonica siciliana - Collegio dei
revisori" (n. 43)
- pervenuto in data 26 marzo 2002
- trasmesso in data 27 marzo 2002
- "Azienda autonoma provinciale per l'incremento turistico di
Enna - Ricostituzione consiglio di amministrazione" (n. 44)
- pervenuto in data 28 marzo 2002
- trasmesso in data 2 aprile 2002
- "Camere di commercio isolane - Designazione componente
effettivo in seno al collegio dei revisori" (n. 45)
- pervenuto in data 28 marzo 2002
- trasmesso in data 2 aprile 2002
- "Azienda speciale per lo sviluppo dei porti della provincia
di Agrigento - Designazione componente del collegio dei
revisori" (n. 46)
- pervenuto in data 28 marzo 2002
- trasmesso in data 2 aprile 2002
- "Legge regionale 3 novembre 1993, n. 30 - art. 55, comma 5.
Nomina direttori generali aziende ospedaliere" (n. 47)
- pervenuto in data 3 aprile 2002
- trasmesso in data 3 aprile
RESI IN DATA 4 APRILE 2002
INVIATI IN DATA 5 APRILE 2002
COMUNICAZIONE DI ASSENZE E SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI DELLE
COMMISSIONI PARLAMENTARI
PRESIDENTE. Comunico le assenze e le sostituzioni alle
riunioni delle Commissioni nel periodo 27 marzo - 4 aprile 2002.
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Assenze
Riunione del 04.04.02: MICCICHE'-MOSCHETTO-IOPPOLO-ORTISI-
SAVARINO
TERRITORIO E AMBIENTE (IV)
Assenze
Riunione del 27.03.02: ZAGO-DE BENEDICTIS-INFURNA-RAITI-SPAMPINATO-
VICARI
" " 03.04.02: ZAGO-INFURNA-LO CURTO-VICARI
Sostituzioni
Riunione del 27.03.02: CONFALONE sostituito da CROCE
LO CURTO " " ANTINORO
MAURICI " " MERCADANTE
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
Assenze
Riunione del 03.04.02: BASILE-MANZULLO-MORINELLO-MOSCHETTO-
PISTORIO-ZANGARA
COMMISSIONE SPECIALE PER LA REVISIONE DELLO STATUTO REGIONALE
Assenze
Riunione del 27.03.02: CRISTAUDO-FLERES-FORGIONE-FORMICA-LEONTINI
Sostituzioni
Riunione del 27.03.02: D'ANTONI sostituito da LO MONTE
COMUNICAZIONE DI DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione ha
trasmesso copia delle deliberazioni n. 88 del 26 marzo 2002
"Autorizzazione al Presidente della Regione a proporre conflitto
di attribuzione innanzi alla Corte costituzionale avverso le
risoluzioni n. 29/E del 30.01.2002 e n. 31/E del 31.01.2002
dell'Agenzia delle entrate, Direzione centrale gestione tributi"
e n. 108 del 5 aprile 2002 "Autorizzazione al Presidente della
Regione a proporre conflitto di attribuzione innanzi alla Corte
Costituzionale avverso il provvedimento 19 febbraio 2002 del
direttore dell'Agenzia delle entrate e la risoluzione n. 60/E del
27 febbraio 2002 dell'Agenzia delle entrate - Direzione centrale
gestione tributi".
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni:
- con richiesta di risposta orale 1
N. 505 - Chiarimenti circa la mobilità del personale ex
legge regionale n. 26 del 1986 (sanatoria edilizia).
- Assessore Enti Locali
***
Capodicasa Angelo
----------------
N. 510 - Provvedimenti in materia di certificazione di
idoneità alla pratica sportiva.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
***
Panarello Filippo
----------------
N. 518 - Interventi per la stabilizzazione dei lavoratori
precari del Consorzio per le autostrade siciliane.
- Presidente Regione
- Assessore Lavoro
***
Panarello Filippo; Villari Giovanni; Cracolici Antonino;
Giannopolo Domenico; Speziale Calogero; Capodicasa Angelo;
Crisafulli Vladimiro; De Benedictis Roberto; Oddo Camillo;
Zago Salvatore
----------------
N. 522 - Provvedimenti sulla gestione del Comune di
Palagonia.
- Assessore Enti Locali
***
Cracolici Antonino; Villari Giovanni; Speziale Calogero;
Capodicasa Angelo; Crisafulli Vladimiro; De Benedictis
Roberto; Giannopolo Domenico; Oddo Camillo; Panarello
Filippo; Zago Salvatore
----------------
N. 527 - Interventi per lo sviluppo del teatro Vittorio
Emanuele di Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali
***
Panarello Filippo
- con richiesta di risposta scritta 1
N. 503 - Interventi per l'inserimento nei ruoli degli
operai forestali a tempo indeterminato.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 504 - Richiesta di indagine presso il Comune di Mascali
(CT).
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
***
Basile Giuseppe
----------------
N. 506 - Iniziative in merito alla dismissione dell'ISMIG.
- Assessore Enti Locali
***
Giannopolo Domenico
----------------
N. 507 - Risanamento del ponte sul torrente Petrolo di
Graniti (ME).
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
***
Lo Monte Carmelo
----------------
N. 508 - Interventi riguardanti le aree a suscettibilità
ambientale.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
- Assessore Enti Locali
- Assessore Industria
***
Lo Monte Carmelo
----------------
N. 509 - Notizie sulle procedure di assunzione adottate
presso i consorzi di bonifica di Lentini (SR) e Caltagirone
(CT).
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
***
Liotta Santo
----------------
N. 511 - Provvedimenti circa l'attività dei Coreco.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
***
Liotta Santo
----------------
N. 512 - Iniziative per la valorizzazione dell'olio di
oliva siciliano.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
***
Gurrieri Sebastiano; Barbagallo Giovanni; Genovese
Francantonio; Tumino Carmelo; Vitrano Gaspare; Zangara
Andrea
----------------
N. 513 - Notizie sulla corretta esecuzione dei lavori
riguardanti il Porto turistico di Riposto.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
***
Barbagallo Giovanni
----------------
N. 514 - Provvedimenti per assicurare l'espletamento di
attività obbligatorie conferite ai CO.RE.CO. al fine di
garantire il rispetto del principio di legalità.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 515 - Indagine amministrativa per verificare eventuali
irregolarità nell'espletamento del concorso per
l'assegnazione di 53 sedi farmaceutiche.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
***
Barbagallo Giovanni; Leanza Nicola; Villari Giovanni; Liotta
Santo; Spampinato Giuseppe; Raiti Salvatore
----------------
N. 516 - Ispezione presso il Comune di Francavilla di
Sicilia circa l'installazione di una stazione radio base per
telefonia cellulare.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
- Assessore Territorio
***
Ardizzone Giovanni
----------------
N. 517 - Proroga dei termini per la realizzazione delle
opere di ristrutturazione e riconversione dei vigneti,
ammesse a contributo.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
***
Fratello Onofrio
----------------
N. 519 - Chiarimenti circa la vicenda riguardante la 'Ibla
S.p.A.'.
- Presidente Regione
- Assessore Industria
***
Incardona Carmelo
----------------
N. 520 - Notizie sulla gestione dell'Azienda siciliana
trasporti.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
***
Barbagallo Giovanni
----------------
N. 521 - Notizie sull'attività conseguente
all'approvazione da parte dell'Assemblea regionale siciliana
dell'ordine del giorno riguardante il personale A.T.A..
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali
***
Raiti Salvatore; Ferro Giovanni; Miccichè Calogero;
Morinello Salvatore; Orlando Leoluca; Spampinato Giuseppe
----------------
N. 523 - Realizzazione di una rotatoria tra le vie
Sgroppillo, Piave e Simeto del Comune di San Gregorio.
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 524 - Bonifica di un'area abbandonata sita in via
Matteo Ricci a Catania.
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 525 - Miglioramento della qualità dell'illuminazione
pubblica di alcune zone del centro storico di Acireale
(CT).
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
----------------
N. 526 - Completamento dei lavori della circonvallazione
Scordia-Militello e Militello-Vizzini (CT).
- Assessore Enti Locali
***
Fleres Salvatore
----------------
ANNUNZIO DI INTERPELLANZE
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 32 - Rimedi alla situazione di abbandono in cui versano
i fondi agricoli ricadenti all'interno del Parco dell'Etna.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
- Assessore Territorio
***
Raiti Salvatore; Orlando Leoluca; Ferro Giovanni; Morinello
Salvatore; Miccichè Calogero
----------------
N. 33 - Iniziative per la nomina dei difensori civici
negli enti locali siciliani.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
***
Raiti Salvatore; Ferro Giovanni; Orlando Leoluca; Miccichè
Calogero; Spampinato Giuseppe; Morinello Salvatore
----------------
N. 34 - Notizie sulla riserva naturale di Pizzo Cane,
Pizzo Trigna e Grotta Mazzamuto.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
***
Tricoli Marzio
----------------
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio, senza che il
Governo abbia dichiarato che respinge le interpellanze o abbia
fatto conoscere il giorno in cui intende trattarle, le
interpellanze stesse saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
ANNUNZIO DI MOZIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
N. 100 - Verifica della legittimità delle procedure di
convocazione dei Consigli circoscrizionali recentemente
eletti.
Ferro Giovanni; Morinello Salvatore; Miccichè Calogero;
Raiti Salvatore
Presentata il 27/03/02
----------------
N. 101 - Iniziative per consentire all'ISMETT di
effettuare trapianti anche su pazienti sieropositivi.
Raiti Salvatore; Ferro Giovanni; Morinello Salvatore;
Orlando Leoluca; Spampinato Giuseppe; Miccichè Calogero
Presentata il 27/03/02
----------------
N. 102 - Interventi urgenti a sostegno dei pescatori
siciliani.
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe;
Mercadante Giovanni
Presentata il 27/03/02
----------------
N. 103 - Iniziative per la valorizzazione dell'olio di
oliva siciliano.
Gurrieri Sebastiano; Barbagallo Giovanni; Genovese
Francantonio; Tumino Carmelo; Vitrano Gaspare; Zangara
Andrea
Presentata il 3/04/02
Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno
della seduta successiva perchè se ne determini la data di
discussione.
Presidenza del presidente Lo Porto
DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONE
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
"Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d) e 153 del Regolamento interno, della mozione n. 99
"Reperimento delle risorse finanziarie necessarie per gli
interventi degli Ispettorati dipartimentali dell'amministrazione
forestale", a firma degli onorevoli Giannopolo, Speziale,
Cracolici, Capodicasa.
Invito il deputato segretario a darne lettura:
BURGARETTA APARO , segretario:
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che il settore della forestazione e della tutela
del bosco costituisce in Sicilia un settore
rilevante dell'economia locale, che coinvolge decine
di migliaia di addetti;
TENUTO CONTO che gli interventi che ogni anno vengono
effettuati nel settore forestale in attuazione della
legge regionale n. 16 del 1996 sono a totale carico
del bilancio regionale, per un ammontare complessivo
di circa 350 miliardi di lire;
RILEVATO che sono stati attivati progetti di forestazione ad
iniziativa dei privati, di enti pubblici
territoriali e della Amministrazione forestale con i
fondi del Piano operativo plurifondo 94-99, che
hanno comportato solo in minima parte l'impiego di
manodopera - che comunque risulta collocata al di
fuori delle fasce di garanzia occupazionale previste
dalla legge regionale n. 16 del 1996 - lasciando
quindi immutato il fabbisogno finanziario della
suddetta legge che continua a gravare sul bilancio
proprio della Regione;
CONSIDERATO che:
- con il bilancio di previsione dell'esercizio
finanziario 2002 della Regione, sono state previste
somme in diminuzione per il settore forestale per
circa 90 miliardi;
- laddove queste somme dovessero essere recuperate
per essere spese alla fine dell'anno al di fuori di
ogni quadro di programmazione degli interventi, ci
sarebbe un utilizzo non produttivo e quindi
meramente assistenziale delle risorse, come del
resto è puntualmente accaduto nel corso degli ultimi
anni;
RITENUTO pertanto che si impone una diversa politica
forestale allo scopo di rendere più efficaci e
produttivi gli interventi sul bosco per
l'ampliamento della stessa superficie boscata;
TENUTO CONTO che:
- il Piano operativo regionale attraverso le misure
1.2.3 (Mantenimento dell'originario uso del suolo),
1.3.1 (Sistemi ad alta naturalità), 4.2.5 (Sostegno
e tutela di attività forestali) destina circa 350
miliardi di lire al settore forestale nel periodo di
attuazione del piano 2000-2006;
- il POR, nelle suddette misure, individua come
beneficiari i privati, gli enti pubblici
territoriali e la stessa Amministrazione forestale,
che a loro volta dovranno eseguire i lavori
attraverso procedure di appalto a ditte esterne,
secondo la normativa vigente sui lavori pubblici,
senza possibilità di esecuzione dei lavori in forma
diretta;
RILEVATO altresì che l'esecuzione dei lavori in appalto
priva l'Amministrazione forestale e gli altri enti
pubblici, della possibilità di potere avviare,
prioritariamente i lavoratori forestali di cui alla
legge regionale n. 16 del 1996 utilizzando così le
risorse del P.O.R.,
IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE
- a reperire in tempi rapidi, anche attraverso
apposita variazione di bilancio, le risorse
finanziarie per consentire l'attuazione del
programma di interventi degli Ispettorati
dipartimentali foreste, secondo le diverse fasi
colturali naturali e al tempo stesso per consentire
l'avvio dei lavoratori forestali secondo le esigenze
programmate;
- a proporre nelle sedi competenti la rimodulazione
del Complemento di programmazione di attuazione del
P.O.R., prevedendo anche la forma di gestione
diretta nell'esecuzione dei lavori nel settore
forestale, allo scopo di consentire l'avvio dei
lavoratori della legge regionale n. 16 del 1996 e
dei braccianti agricoli iscritti presso le SCICA
della Sicilia" (99).
GIANNOPOLO - SPEZIALE - CRACOLICI -
CAPODICASA
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, dispongo che la mozione
testè letta venga demandata alla Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari perchè se ne determini la data di
discussione.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del
Regolamento interno, che nel corso della seduta potrà procedersi
a votazioni mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Lo Porto
SULL'ORDINE DEI LAVORI
SPEZIALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
soltanto per ricordare ai colleghi parlamentari ed anche alla
Presidenza che stamattina, in occasione dello sciopero generale,
oltre cento dipendenti dell'Assemblea Regionale Siciliana, hanno
aderito allo sciopero generale, ma pur di permettere il prosieguo
dei lavori del Parlamento, hanno deciso di aderire formalmente,
tuttavia, sono qui a lavorare consentendoci di proseguire i
lavori d'Aula, avendo deciso di devolvere la propria giornata di
lavoro a delle associazioni umanitarie.
Se mi si permette, a loro va il ringraziamento mio personale
e quello del Gruppo che rappresento.
Spero, che il mio pensiero sia condiviso anche dal
Presidente dell'Assemblea, per la sensibilità dimostrata da
lavoratori che, avendo deciso di aderire idealmente allo
sciopero, stanno permettendo, comunque, il prosieguo dei lavori
del Parlamento siciliano.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, mi associo alle sue
considerazioni ed esprimo anche io il plauso per questa
iniziativa dei dipendenti dell'Assemblea Regionale Siciliana.
Presidenza del presidente Lo Porto
DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "INTERVENTI PER
L'ACCELERAZIONE ED IL COMPLETAMENTO DEL RISANAMENTO DELLA
CITTA' DI MESSINA. MODIFICA ALLA LEGGE REGIONALE 6 LUGLIO
1990, n. 10" (nn. 238-236-245 - norme stralciate/A)
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Discussione del disegno di legge "Interventi per l'accelerazione
ed il completamento del risanamento della città di Messina.
Modifiche alla legge regionale 6 luglio 1990, n. 10" (nn.
238-236-245 - norme stralciate/A).
Invito i componenti la IV Commissione legislativa 'Ambiente
e Territorio', a prendere posto nell'apposito banco.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Beninati relatore del
disegno di legge.
BENINATI, Presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, il presente disegno di legge può
con semplici norme che integrano ed in alcuni casi sostituiscono
alcuni articoli della legge 90, risolvere il problema del
risanamento di Messina.
Voi tutti sapete che questa legge era nata perchè c'era un
problema che ormai da anni, dopo il terremoto del 1908, ha
lasciato tantissime zone della città in abbandono e con il
proliferarsi di baracche.
Tutto ciò ha comportato una situazione difficile da gestire
in quanto la maggior parte di queste aree, era in prossimità di
terreni difficilmente edificabili, pertanto, con una situazione
di precarietà, ad alto rischio dal punto di vista idrogeologico.
Pertanto, con questo disegno di legge si mira principalmente
a realizzare celerità negli interventi che hanno fatto registrare
alcune difficoltà nel portare avanti il risanamento.
Oltretutto è una beffa perché, essendo stati dati anche i
fondi non si riesce, per problemi legati proprio alle procedure,
a sbloccare un insieme di situazioni.
Pertanto, il risanamento della città che costituisce un
problema provocato dal sisma, in quasi cento anni dalla
distruzione della città non è stato in atto risolto.
Infatti, tuttora, in numerose zone della città, in
particolare ai margini delle varie fiumare che dai monti
Peloritani scendono al mare, resistono agglomerati derivanti
dalle baraccopoli sorte all'indomani del terremoto che, negli
anni, hanno conosciuto diverse vicissitudini che ne hanno,
talvolta, dilatato la consistenza.
Dal censimento del 1990-91, dai dati disponibili, risulta
l'esistenza di circa 3.900 baracche.
Una prima legge regionale del 1979 ha consentito che il
comune di Messina procedesse ad alcuni interventi di eliminazione
delle baracche. Con la successiva legge n. 10 del 1990, la
Regione, per consentire il completo risanamento della città ha
affidato al comune il compito di individuare le aree da risanare,
nonché di delimitare gli ambiti dei piani particolareggiati e di
definire gli obiettivi e le strategie.
Purtroppo, non essendo stati attribuiti adeguati poteri
decisionali ai soggetti cui spettava l'attuazione della legge,
gli obiettivi sono stati raggiunti solo parzialmente. E' stato,
pertanto, predisposto un testo che tiene conto di tutti quegli
impedimenti che nei fatti hanno ostacolato il recupero delle aree
degradate della città di Messina.
Il presente disegno di legge attribuisce, quindi, maggiore
autorità ai soggetti cui spetta l'attuazione della legge rendendo
la normativa più elastica, semplificando numerosi passaggi
burocratici ed imponendo tempi definiti per lo svolgimento di
qualsiasi attività.
Infine, la previsione di Commissario ad acta volta a
determinare nei soggetti l'esecuzione degli atti dovuti.
Concludo dicendo che questo articolato, così come presentato
in Aula, viene fuori dall'accorpamento di altri disegni di legge:
è giusto citarlo, perchè c'è stata una condivisione da parte di
buona parte della deputazione messinese, nell'individuare
obiettivi comuni. Ebbene, sono stati, infatti, accorpati il
disegno di legge n. 236 dell'onorevole Panarello ed altri, il n.
238 del sottoscritto e degli onorevoli Formica ed Ardizzone il n.
245 degli onorevoli Leanza Vincenzo e Baldari.
FRANCHINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FRANCHINA. Signor Presidente, chiedo di poter apporre la firma
al disegno di legge n. 238 per l'importanza che riveste per la
città di Messina.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come ha
ricordato il Presidente Beninati l'iniziativa legislativa che si
propone qui alla discussione e poi al voto dell'Assemblea è
frutto di proposte di legge presentate anche dal gruppo DS che
vuole affrontare in maniera possibilmente definitiva una
questione molto annosa e molto rilevante per la comunità della
città di Messina.
Si tratta, come ha ricordato il relatore, di aree di grande
pregio, collocate all'interno del centro della città di Messina,
che, in ragione delle vicissitudini storiche che la città di
Messina ha avuto a partire dal terremoto del 1908, sono
fortemente degradate.
Quindi, con questa normativa che viene proposta si tenta di
dare finalmente una risposta in termini di civiltà agli abitanti
di queste zone e per altro verso di recuperare alla piena
fruizione e riqualificazione urbanistica aree di grande pregio.
L'obiettivo con il quale il gruppo dei DS ha collaborato con gli
altri gruppi dell'Assemblea all'interno della Commissione di
merito, è quello di semplificare le procedure, di accelerare la
possibilità di intervento per evitare di fornire ulteriori alibi
anche a coloro che nel corso di questi anni, avendo avuto la
possibilità di gestire la legge, non sono riusciti a
concretizzare, in termini di realizzazione e di risanamento, i
fondi che la Regione siciliana a suo tempo destinò a questo
scopo.
L'auspicio e l'impegno che pensiamo possa venir fuori con
l'approvazione di questa normativa è quello di chiudere una
pagina negativa per la città di Messina ed, invece, di rispondere
positivamente alla possibilità di risolvere una questione sociale
di un certo rilievo e, soprattutto, di rendere più moderna e
civile la terza e più importante città della Sicilia.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la
relazione, abbastanza compiuta, del Presidente della IV
Commissione, onorevole Beninati, ha evidenziato come si è
pervenuti, finalmente, dopo un esame attento proprio all'interno
della IV Commissione, ad un disegno di legge che possiamo
definire veramente speciale.
La legge del 1990, che stanziava 500 miliardi in favore
della città di Messina per risolvere l'endemico problema delle
baracche a distanza di quasi cento anni dal luttuoso evento, era
una legge finanziaria perché poteva trovare attuazione soltanto
attraverso procedimenti speciali ed era inimmaginabile,
inconcepibile, sappiamo quali sono le difficoltà burocratiche in
cui si trovano ad operare tutti gli enti: gli enti locali in
generale, gli istituti autonomi delle case popolari, in
particolar modo l'Istituto autonomo case popolari di Messina.
C'erano tutta una serie di normative tra loro contrastanti ed, in
particolar modo, l'evoluzione legislativa non consentiva a chi
doveva attuare la legge, in questo caso il Comune di Messina,
l'Istituto autonomo case popolari, a dare celerità e speditezza
all'intento che il legislatore nel 1990 aveva posto in essere.
Per questo ci siamo ritrovati a distanza di 12 anni da
quella legge del 1990 con l'aver speso solo il 20 per cento delle
risorse disponibili; certamente è questo un fatto che denota una
incapacità a risolvere i problemi che non sempre può essere
attribuita agli enti che hanno l'obbligo di attuare la normativa.
E' stato fatto un grosso sforzo, bisogna riconoscerlo, da
parte della IV Commissione che, peraltro, ha messo in evidenza
quali possono essere le soluzioni, non solamente per risolvere i
problemi della città di Messina, ma per risolvere i problemi - a
mio avviso - della nostra legislazione.
E' stato dato l'avvio stabilendo alcuni principi, onorevole
Beninati, per questo va il mio personale apprezzamento ma anche
del Gruppo cui appartengo, per quello che può essere la
discussione sul disegno di legge in materia di lavori pubblici.
C'è, dunque, l'esigenza di accelerare le procedure; sono stati
stabiliti tempi certi, termini perentori; sono stati previsti, in
caso di inadempienza, quali sono gli organi che si sostituiscono
agli organi inadempienti.
Peraltro, c'è la massima vigilanza, perché si sono
contemperate le opposte esigenze, con la possibilità di
intervento anche per il Consiglio comunale nella sua interezza.
Quindi il mio intervento è volto ad evidenziare certamente
l'apprezzamento per il disegno di legge al nostro esame che spero
venga approvato nel più breve tempo possibile, ma anche per
sottolineare che sono contenuti una serie di principi in ordine
alla celerità, alla speditezza che occorre nell'avviare le
procedure di appalto, di definizione degli appalti stessi, di
definizione delle opere che possono essere punto di riferimento
nel momento in cui quest'Aula sarà chiamata a decidere sulla
legge in materia di lavori pubblici.
Dichiaro, pertanto, il mio voto favorevole ed esprimo il mio
apprezzamento personale per il lavoro svolto dalla IV
Commissione.
MICCICHE'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Signor Presidente, nella relazione del disegno di
legge è scritto che negli anni 1990/1991 sono state censite circa
3900 baracche. Vorrei sapere alla data odierna quante baracche
ci sono ancora. Ho posto questa domanda perché lei sa,
onorevole Presidente della Commissione, che io ho presentato un
disegno di legge riguardante la città di Agrigento. A 35 anni
dall'evento franoso che ha colpito la città di Agrigento ci sono
ancora centinaia di famiglie che devono avere un risarcimento dei
danni arrecati, appunto, dalla frana del '66. Non mi meraviglio,
visto che qui si parla di risanare una città dopo cento anni
dall'evento del terremoto dell'inizio del secolo...
CAPODICASA. Bisogna seguire l'ordine cronologico: cominciamo
dall'inizio del secolo sino al 1966
PRESIDENTE. Non avendo alcun altro deputato chiesto di
parlare, dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in
votazione il passaggio all' esame degli articoli. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Essendo stati presentati emendamenti, ai sensi dell'articolo
112, comma 5, del Regolamento interno, l'esame del disegno di
legge è rinviato alla seduta di domani.
RINVIO DEI PUNTI DAL IV AL XX DELL'ORDINE DEL GIORNO
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, i punti dal IV al XX
dell'ordine del giorno sono rinviati ad altra seduta, essendo
ancora in corso riunioni politiche al riguardo.
Presidenza del presidente Lo Porto
DISCUSSIONE DELLA MOZIONE N. 91
PRESIDENTE. Si passa al XXI punto dell'ordine del giorno:
Discussione della mozione n. 91 "Richiesta al Presidente della
Regione di revoca della nomina dell'Assessore per il territorio e
l'ambiente, Bartolo Pellegrino", degli onorevoli Forgione,
Miccichè, Liotta, Raiti, Ferro, Orlando, Giannopolo, Morinello,
Ortisi, Spampinato.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
BURGARETTA APARO , segretario:
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- l'Assessore per il territorio e ambiente, Bartolo
Pellegrino, secondo quanto riportato sulla stampa, è
stato convocato in Procura come persona informata
sui fatti in merito alle intercettazioni ambientali
e telefoniche che registrano un suo colloquio con
gli uomini arrestati nell'operazione dei Carabinieri
che ha colpito la cosca del latitante Monreale
Giuseppe Balsano;
- l'indagine dei Carabinieri, che portato a 11
arresti e a 28 avvisi di garanzia, ha investito
anche gli appalti per il controllo della raccolta
dei rifiuti nel Comune di Monreale;
- l'Assessore, secondo queste intercettazioni
rilevate in casa di uno degli arrestati (l'impiegato
postale Antonio Sciortino), avrebbe consigliato al
geometra Giuseppe Leto, presidente della cooperativa
'21 marzo', di tenere fuori dalla stessa il
pregiudicato Isidoro Buongusto, allo scopo di
aggiudicarsi l'affidamento di un capannone
confiscato al boss latitante di Monreale;
- l'impossibilità di far figurare Isidoro Buongusto,
meccanico e personaggio di spicco della cooperativa,
è motivata dall'Assessore regionale con la seguente
affermazione: 'c'è il rischio che qualcuno faccia
l'infame con gli sbirri', lasciando intendere la
possibilità che qualcuno denunciasse la presenza di
Buongusto nell'affare del capannone;
- Giuseppe Leto, sempre sulla base delle
intercettazioni, il 12 luglio 2000, giorno
dell'elezione dell'on. Vincenzo Leanza a Presidente
della Regione, era a Palazzo dei Normanni e avrebbe
raccontato e rassicurato dell'avvenuta elezione
Isidoro Buongusto, mentre il 20 luglio, in altro
colloquio con Antonio Sciortino, avrebbe raccontato
di una cooperativa di Marsala da rilevare e sulla
quale si intuisce l'interessamento dell'Assessore
Pellegrino;
- questa vicenda ripropone drammaticamente, ancora
una volta, la questione dell'intreccio tra mafia,
settori dell'impresa e politica, piegata alla
funzione di garante di un sistema di interessi e di
affari illeciti;
- l'Assessore Pellegrino è stato delegato al
Territorio ed Ambiente, e la sua credibilità e
legittimità istituzionale è fortemente pregiudicata
da questa vicenda;
- i Sindaci, gli amministratori, i cittadini e gli
imprenditori che hanno nel suddetto Assessorato un
riferimento fondamentale per la gestione delle
politiche del territorio, a partire dai piani
regolatori, non ricevono certo dai comportamenti
dell'Assessore, emersi dall'indagine dei
Carabinieri, esempio di trasparenza e legalità,
ESPRIME CENSURA
nei confronti dell'Assessore per il Territorio e
l'Ambiente;
IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE
a revocare l'Assessore per il Territorio e
l'Ambiente, Bartolo Pellegrino." (91)
Presidenza del presidente Lo Porto
PER PORRE LA QUESTIONE PREGIUDIZIALE SULLA MOZIONE N. 91
LO MONTE . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO MONTE . Signor Presidente, onorevoli colleghi, ribadisco
quanto già sostenuto in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari circa la inammissibilità, la irritualità, la
illegittimità della ammissione a discussione in questa seduta
della mozione in questione. Intanto, perché questa Assemblea si
è già occupata del problema; lo ha fatto con la sua Commissione
antimafia, che ha avuto la possibilità di procedere ad audizioni
e di svolgere un ampio ed approfondito dibattito sulla questione.
Inoltre, insisto sull'irritualità ed illegittimità in quanto la
mozione vorrebbe concludere con un impegno per il Presidente
della Regione a rimuovere l'Assessore Pellegrino.
Ribadisco che ciò è illegittimo in quanto - come sappiamo -
la riforma costituzionale che tutti abbiamo voluto ha tolto
tali poteri all'Assemblea regionale, anzi ritengo doveroso
ribadire, prendendo spunto da questa discussione, che presto
dobbiamo mettere mano alle riforme che riequilibrano in un certo
senso i poteri dell'Assemblea con i poteri del Governo; in virtù
di questa vacatio non c'è nel nostro Regolamento la possibilità
di impegnare il Presidente della Regione a rimuovere con voto
dell'Assemblea un Assessore.
Pertanto, ai sensi dell'art. 101 del Regolamento interno,
pongo la questione pregiudiziale perché non si discuta la
mozione, considerando fra l'altro che un dibattito c'è già stato
in questa Assemblea - ripeto - dinanzi la Commissione antimafia
competente e che, fra l'altro, non c'è la possibilità di
assicurare un dibattito in quest'Aula con la presenza
dell'interessato, motivo questo a mio avviso di rilevante
importanza. Pertanto, signor Presidente la prego di voler
sottoporre all'Aula la questione pregiudiziale prevista
dall'articolo 101 del Regolamento interno, perché non si proceda
ad alcuna discussione, ad alcun dibattito e quindi ad alcuna
votazione.
PRESIDENTE. Prendo atto della questione pregiudiziale posta e
ricordo che a in proposito il Regolamento così recita: "Non può
procedersi oltre nella discussione o deliberazione se la domanda
non venga respinta dall'Assemblea con votazione per alzata e
seduta dopo che abbiano parlato non più di due oratori a favore e
due contro". Poiché questa è una parte del Regolamento cui
intendo attenermi, desidero sapere chi intende parlare contro e
chi a favore.
Presidenza del presidente Lo Porto
PER RICHIAMO AL REGOLAMENTO CIRCA L'AMMISSIBILITA' DELLA
QUESTIONE PREGIUDIZIALE.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, ho chiesto di parlare
sull'ammissibilità della pregiudiziale ancor prima che sulla
pregiudiziale...
(Proteste dai banchi di destra)
SPEZIALE. Intanto, ci vuole un po' di tolleranza perché i
lavori vengono regolamentati dal Presidente dell'Assemblea
ACIERNO. Signor Presidente, non si può dare la parola...
SPEZIALE. Chiederei ai colleghi di avere un comportamento che
permetta una discussione serena. Onorevole Acierno, l'ho detto
l'altro giorno: il fascio non c'è più C'è un Parlamento che
discute di regole, che cerca di affermare principi di
democrazia...
ACIERNO. Le regole vanno rispettate da parte di tutti, perché
non c'è il fascio, ma non c'è nemmeno il comunismo
CRACOLICI. Signor Presidente, lei deve richiamare chi
interrompe, non l'oratore
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, attenda che i suoi colleghi di
Gruppo le permettano di parlare
SPEZIALE. Già il clima surriscaldato dÀ l'idea che si voglia
impedire a tutti i costi una discussione serena sulla vicenda
che, a mio avviso, ha destato non solo l'attenzione ma
un'inquietitudine nei confronti dell'opinione pubblica, e mi
meraviglia non poco che colleghi parlamentari attenti e sensibili
non capiscano che in terra di Sicilia una questione così delicata
debba essere affrontata serenamente dal Parlamento regionale.
Mi meraviglia davvero molto perchè con un atteggiamento
prevaricatorio si intende limitare la discussione libera e
democratica del Parlamento e, addirittura, che il Parlamento
possa esprimere un voto
Detto questo, signor Presidente, la discussione, come lei
ricorderà, l'abbiamo già svolta in Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, nel corso della quale l'onorevole Lo Monte
ha riproposto le stesse argomentazioni che ha stasera espresso
qui in Aula, che io tento di riassumere e, cioè, che la
questione, essendo stata già affrontata dalla Commissione
regionale antimafia, non doveva essere affrontata dal Parlamento.
Voglio ricordare ai colleghi della maggioranza e
dell'opposizione, in particolare voglio ricordare all'onorevole
Lo Monte e voglio qui richiamare il Presidente della Commissione
antimafia a testimoniare, che nel corso della discussione in
Commissione lo stesso onorevole Pellegrino ha sollecitato la
Commissione antimafia a sviluppare un dibattito in Aula. Quindi,
il tentativo di evitare la discussione non solo è un diniego,
rispetto alla mozione, ma anche un rifiuto all'onorevole
Pellegrino, eventualmente, a poter ribadire in Aula ciò che egli
aveva già dichiarato nel corso della discussione in Commissione
antimafia.
Tuttavia, Signor Presidente, essendo stata posta qui una
questione che riguarda la procedura regolamentare
sull'ammissibilità della mozione, voglio ricordarle che gli
articoli che presiedono alla presentazione di mozioni sono gli
articoli 153 e seguenti.
L'articolo 153 stabilisce che quando viene presentata una
mozione, la mozione viene letta e, nella seduta successiva,
l'Aula ne determina la data di discussione. Nel caso in cui
l'Aula, come spesso avviene per prassi consolidata, non ne
determini la data, la mozione è demandata alla Conferenza dei
capigruppo perchè se ne determini la data di discussione e,
prevedono gli articoli 153 e seguenti, la mozione non può essere
ritirata.
Perchè il Regolamento prevede questo? Per permettere che
qualunque deputato non possa essere limitato nella propria
funzione e nelle proprie prerogative e per permettere che,
attorno ad una questione più o meno importante, secondo il
deputato, possa esserci qualsiasi altro deputato che possa avere
un atteggiamento ostativo, impedendone la discussione nel
Parlamento.
Per cui, Signor Presidente, sono intervenuto
sull'ammissibilità della pregiudiziale perchè se dovesse
consolidarsi questa prassi, e cioè che ogni volta che un gruppo
di parlamentari, in forza di prerogative proprie, di maggioranza
o di opposizione, predispone un testo su una mozione e poi c'è un
parlamentare che, in forza di un principio di maggioranza,
solleva una questione pregiudiziale, viene soppressa una
prerogativa statutaria del diritto del parlamentare.
Qui c'è un problema che riguarda specificamente la qualità
della democrazia; per cui, signor Presidente, ritengo che sulla
vicenda lei non debba rendere ammissibile la questione
pregiudiziale: che si sviluppi la discussione sulla mozione,
perchè, lo dico ai colleghi parlamentari, non c'è il tentativo,
da parte nostra, di volere "crocifiggere" nessuno;c'è, invece, il
tentativo di svolgere una discussione serena che possa condurci
ad un voto, che noi ci auguriamo, per rafforzare eventualmente la
posizione dell'onorevole Pellegrino, possa anche essere un voto
segreto: Non capisco quale possa essere la preoccupazione della
maggioranza: se è convinta della bontà dell'atteggiamento
dell'onorevole Pellegrino, che si esprima un voto
Signor Presidente, ritengo legittimo che un singolo
parlamentare possa porre una questione pregiudiziale; ritengo
doveroso, da parte del Presidente dell'Assemblea, garantire le
prerogative statutarie del singolo parlamentare, ma ritengo
altrettanto doveroso garantire che, sulla base del Regolamento,
io e qualsiasi altro parlamentare possiamo, in ogni momento,
presentare una mozione avendo la certezza che la mozione possa
essere dibattuta e discussa dal Parlamento, senza che, sulla base
di un principio di maggioranza - ripeto - ci possa essere
qualcuno che limiti la funzione e le prerogative del
parlamentare.
Per cui, signor Presidente, la questione è rimessa alla sua
responsabilità, non al voto dell'Aula. Ritorna nella sua
responsabilità, nella responsabilità del Presidente
dell'Assemblea che deve garantire le prerogative dei parlamentari
e la possibilità che essi possano esercitare liberamente la
propria funzione e il proprio ruolo in questo Parlamento.
Pertanto, io la invito formalmente a rigettare la
pregiudiziale posta dall'onorevole Lo Monte in questa sede
permettendo che il Parlamento discuta serenamente la mozione
cosicchè dopo due mesi, con ritardi successivi, si possa
finalmente affrontare tale questione dinanzi ai parlamentari con
il voto che avrà le conseguenze che poi noi tutti potremo
valutare. Ciascuno si comporterà liberamente attorno alle
questioni che attengono al merito della vicenda, però bisogna
arrivare al merito e bisogna permettere che il Parlamento discuta
nel merito delle questioni poste.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la parte relativa alla
questione pregiudiziale non é disciplinata nel dettaglio, esiste
soltanto l'articolo 101.
L'ammissibilità o meno della questione pregiudiziale non può
essere affidata al criterio unilaterale del Presidente
dell'Assemblea, per tante considerazioni: intanto, perché
l'articolo 101 del Regolamento la prevede. Secondo argomento é il
comma 4 dell'articolo 101 che - voglio ricordarlo a me stesso e
all'onorevole Speziale- sia pure indirettamente, dà una risposta
chiara alla sua richiesta e cioè che io dichiari inammissibile la
questione pregiudiziale. Il comma 4, appunto, così recita: "La
questione pregiudiziale o quella sospensiva non sono ammesse" -
ecco l'unica ipotesi di ammissibilità o meno delle questioni
pregiudiziali - "in occasione della discussione di uno o più
emendamenti".
Se fosse come dice lei, onorevole Speziale, avrebbe dovuto
estendere l'ammissibilità o meno della questione pregiudiziale
anche alle mozioni. Poiché così non é, io ho il dovere di
applicare l'articolo 101 con il pieno diritto dell'Assemblea di
entrare anche nel merito della questione che equivale, di fatto,
ad un giudizio anche sulla mozione. Non si sta defraudando
l'Assemblea di alcun diritto. Poiché l'articolo 101 non fa
distinzione sui disegni di legge, sulle interrogazioni, sulle
mozioni, sugli ordini del giorno, e la questione pregiudiziale é
un istituto previsto dal Regolamento di questo Parlamento,
dichiararla ammissibile o meno deve stabilirlo il Regolamento, il
quale lo prevede unicamente al comma 4 dell'articolo 101, che non
prevede l'inammissibilità della questione pregiudiziale sulle
mozioni.
Pertanto, applicando l'articolo 101, chiedo che intervengano
due oratori a favore e due contro.
Presidenza del presidente Lo Porto
SULLA QUESTIONE PREGIUDIZIALE
CINTOLA. Chiedo di parlare a favore della questione
pregiudiziale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in sede di
Conferenza dei capigruppo ho esternato alcune perplessità forti
su questo dibattito che oggi l'Aula poteva e può ancora
affrontare e mi rivolgevo esclusivamente - e lo confermo - ad un
dato di fatto: il Presidente della Regione viene eletto
direttamente dal popolo. Tra i suoi poteri c'è quello di
nominare gli assessori della sua giunta e l'Assemblea non ha il
potere nè di nomina e neppure di revoca, neppure di imporre al
Presidente della Regione un atteggiamento che è limitativo di un
suo potere che gli deriva direttamente dalla legge, dalla
Costituzione e dal popolo che lo ha eletto.
A questo aggiungo un'altra considerazione che ritengo ancora
più forte di quella che in sede di Conferenza dei capigruppo
abbiamo discusso. L'onorevole Pellegrino in Commissione Antimafia
chiese il dibattito in Aula, nella convinzione anche che
potesse partecipare a quel dibattito, che potesse parlare in
quest'Aula, cosa che non è possibile per Regolamento. L'onorevole
Pellegrino, infatti, non è deputato dell'Assemblea e il
Regolamento gli vieta di entrare in Aula per partecipare al
dibattito e per esplicitare una posizione che lui conosce più di
tutti. E però voglio aggiungere che in quest'Aula, che deve
affrontare problemi che servono allo sviluppo, al lavoro alla
coerenza per la Sicilia, ai programmi, noi diventiamo
giustizialisti in modo assolutamente assurdo e negativo nei
confronti di una persona che non è neppure stata raggiunta da
avviso di garanzia, che è stata solo teste in quella vicenda di
cui stiamo parlando, che non ha alcun procedimento penale in
corso. Ma noi possiamo benissimo con qualsivoglia mozione, se non
c'è l'istituto serio e corretto che l'onorevole Lo Monte ha
sollevato in quest'Aula e che io condivido pienamente, innescare
un giustizialismo tale da dover dire che basta che un giornale
scriva una virgola che l'Assemblea venga chiamata a dare un
giudizio.
Nel leggere la mozione, signor Presidente, onorevoli
colleghi, mi sono accorto di puntualizzazioni precise, di verbali
estrapolati dalla Procura, dichiarazioni prese da intercettazione
telefoniche; mi sembra di essere non più in Aula, neanche in
tribunale, ma nei segreti reconditi dell'azione giudiziaria nei
confronti di qualsivoglia persona. Cioè, mi turba fino in fondo e
fino al punto tale che io ritengo, proprio in virtù che
l'interessato non abbia diritto di parole e di accesso in
quest'Aula, che questo dibattito sarebbe un dibattito assurdo,
inconcepibile fuori da qualsiasi legge e solo sorretto da un
giustizialismo bieco che non può far parte di un'Aula che è stata
determinata dal voto popolare a esprimere rappresentanti del
popolo non in giudizi di ordine e di natura giudiziaria, ma di
ordine e di natura amministrativa e legislativa. Ecco perchè non
sono in contrapposizione, io non sono perchè le cose non vengano
dette, non sono perchè le cose non vengano profferite, io sono
per dire però che in quest'Aula è impossibile un dialogo e un
colloquio in assenza del diretto interessato che non può essere
ammesso in quest'Aula a discutere e interloquire.
Ecco perchè la pregiudiziale ha tutti i suoi criteri, ecco
perchè al di là del fatto che io ribadisco che non si può
impegnare il Presidente della Regione a revocare una delega che
ha dato nel pieno dei suoi poteri che gli provengono dal popolo,
non da questa Assemblea.
Noi abbiamo il dovere di modificare il Regolamento nel più
breve tempo possibile perchè non succedano fatti e misfatti come
quelli di cui stiamo discutendo e l'impegno dell'Aula sia
devoluto alle cose importanti cui essa deve adempiere.
L'attuale questione è risibile. Non ha, sicuramente, dignità
di entrata in Aula ed io ritengo che, ciascun deputato, in
coscienza, sapendo che dovrebbe parlare di fatti sui quali il
diretto interessato non ha diritto di parola, farebbe bene
deontologicamente, moralmente, a sostenere che bisogna ritirare
la mozione e che non di deve portare a compimento, proprio per
assenza del diretto interessato, ancorché innocente e
sicuramente fuori dalle diatribe che si vogliono additare.
CAPODICASA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, io sono dello stesso avviso
dell'onorevole Speziale. Il richiamo che ella ha fatto, a
proposito del comma 4 dell'articolo 101, detta la specifica
situazione in cui non è ammissibile la proposizione di una
pregiudiziale, quindi, non rimette alla valutazione del
Presidente, ma dispone quando la pregiudiziale non può essere
posta.
Ma sulla fondatezza di una pregiudiziale, signor Presidente,
a mio avviso, vi è l'ammissibilità. Io concordo sul fatto che, a
norma di Regolamento, le pregiudiziali possano essere poste, ma
se non ci fosse un potere del Presidente di ammettere, di
considerare fondata o meno una pregiudiziale, la conclusione
ovvia è che non ci sono regole che garantiscano il singolo
parlamentare o le opposizioni in un Parlamento, che lo possano
garantire sulla percorribilità di un argomento.
Su ogni punto la maggioranza può porre una pregiudiziale
fondata o infondata che sia ma, se dovessimo seguire la procedura
che lei oggi ci propone, con i numeri che la maggioranza si
ritrova, questa può impedire qualunque discussione in Aula.
Credo, pertanto, che il massimo tutore del diritto del
Parlamento e del diritto del parlamentare, sia il Presidente
dell'Assemblea; così come in tanti altri casi, signor Presidente,
in cui anche i regolamenti e le leggi espressamente vietavano
l'ammissibilità di emendamenti, la Presidenza, in violazione di
quelle norme regolamentari e di quelle leggi, li ha considerati
ammissibili, io credo che, proprio in questo caso, dove nessuna
norma lo vieta, il Presidente debba ergersi a tutore dei diritti
del Parlamento e del parlamentare.
Dopodiché c'è il merito della pregiudiziale posta
dall'onorevole Lo Monte.
Io sorvolo, signor Presidente, sulle argomentazioni portate
a sostegno dall'onorevole Cintola, il quale usa argomenti
politici. Lo può fare, è nel suo diritto. Ma non sono argomenti
che possono, sicuramente, condizionare interpretazioni del
Regolamento, se si tratti di giustizialismo, se è questione
risibile o meno, non è incidente sulle procedure regolamentari.
E' un'opinione dell'onorevole Cintola. Risponde alla
opinione pubblica, al Parlamento, di questa sua scarsa
sensibilità in una materia delicatissima. Qui nessuno propone
l'arresto dell'onorevole Pellegrino, la mozione propone censura
per un comportamento. Quindi non c'entra nulla l'atto
giudiziario, non si turbi onorevole Cintola, perchè si tratta di
un giudizio che viene espresso attraverso una mozione e che non
ha nulla a che vedere con la condizione di libero cittadino
dell'onorevole Pellegrino, riguarda solamente la sua funzione
istituzionale e di Governo, e qui arrivo al punto, signor
Presidente.
La questione di censura in passato è stata utilizzata solo
in alcuni casi, si possono contare sulle dita di una mano nella
storia dell'Assemblea, ed io reputo che l'impedire la discussione
di una mozione di censura indica che ovviamente la maggioranza
ha dei timori. Perchè, vedete, se foste tranquilli circa
l'orientamento della maggioranza stessa, avete i numeri per
bocciare la mozione di censura, penso che nessuno di voi
avanzerebbe obiezione al fatto che la maggioranza ha i titoli, ha
i numeri, ha la facoltà di bocciarla.
Voi non volete neanche che si discuta, perchè temete
possibilmente l'esito del voto, io non lo so quanto a ragione o a
torto, perchè l'argomento usato dall'onorevole Cintola che
l'onorevole Pellegrino non può prendere la parola in quest'Aula è
veramente, quello sì, risibile, onorevole Cintola, da quale parte
del Regolamento lei desume ...
CINTOLA. Lo hanno già definito gli Uffici e la Presidenza.
CAPODICASA. Non so cosa hanno definito gli Uffici, non è
deputato, ma è membro del Governo...
CINTOLA. ... solo per gli atti a cui è delegato...
CAPODICASA. Ma in questo caso si sta discutendo della sua
attività di componente del Governo, quindi rappresenta in una
qualche misura anche questo Parlamento, avendo incarico e
funzioni di Governo.
Poichè siamo in una fattispecie nuova, perchè non è mai
successo che esistessero Assessori non parlamentari, allora qui
non vale l'interpretazione degli Uffici, perchè l'interpretazione
degli uffici vale esattamente quanto la sua e la mia, anzi forse
un po' di meno...
Il Presidente precisa che non c'è neanche una valutazione
degli Uffici, qui si parla di un componente del Governo, il quale
ha il diritto di intervenire, di esprimersi, trattandosi di
materia che lo riguarda personalmente.
Questo argomento, quindi, è assolutamente infondato, tanto
più che proprio l'Assessore Pellegrino - e poi anche l'onorevole
Rotella - più volte, hanno preso la parola da questo podio per
sollecitare la trattazione della mozione al fine di sgomberare il
terreno da questa materia.
Nel momento in cui ora si arriva alla trattazione
dell'argomento, la maggioranza chiede, attraverso la
pregiudiziale, che non venga esaminato.
Arrivo, dunque, signor Presidente, al punto della
motivazione a sostegno della improcedibilitàdella questione
pregiudiziale posta dall'onorevole Lo Monte.
Credo che nè l'onorevole Lo Monte, nè alcun altro
parlamentare possa usare il termine di 'illegittimo' rispetto ad
un atto parlamentare che è molto legittimo; la legittimità e
l'illegittimità, onorevole Lo Monte, da che cosa si desume?
Si può discutere circa l'opportunità, lei ha avanzato la
pregiudiziale, ma qual è la motivazione? Poichè la mozione
conclude impegnando il Presidente della Regione a revocare la
delega all'Assessore Pellegrino e non essendo stata l'Assemblea
l'organo che ha conferito quell'incarico, ecco che non possiamo
prevaricare un altro organo.
Onorevole Lo Monte, la mozione di censura è mozione di
censura e non di sfiducia. Noi non possiamo sfiduciare un
componente del Governo - solo il Presidente della Regione può
farlo - perché non ha avuto la fiducia di questo Parlamento;
però, la mozione di censura non comporta, non costituisce una
sfiducia.
Censura, lo dice l'italiano: è critica; come possiamo dire
onorevoli colleghi che siete docenti di lingua italiana? La
censura in qualche modo sancisce un comportamento che non viene
considerato consono. Cosa volete dire? Che la mozione di censura
sugli assessori non potremo presentarla mai, in ogni caso,
qualunque cosa facciano?
Signor Presidente, sarebbe un' interpretazione, questa sì,
illegittima, perché l'assimilazione che la Presidenza
dell'Assemblea, in altri casi ha fatto tra mozione di censura e
mozione di sfiducia l' ha fatta solo ai fini procedurali, non per
quanto riguarda il contenuto; la mozione di censura, infatti, di
per sé, non comporta le dimissioni, non succedeva neanche nella
precedente legislatura quando l'assessore veniva eletto
dall'Assemblea, figuriamoci oggi
Io vorrei ricordare che le opposizioni di allora, di
centro-destra presentarono una mozione di censura nei riguardi di
un componente del Governo da me presieduto, dell'onorevole
Morinello; il Presidente della Regione, in quel caso, ha posto la
questione di fiducia sulla mozione di censura perché
evidentemente non consideravamo, come del resto era ampiamente
confortato dalla Presidenza dell'Assemblea, la mozione di
censura, di per sé, mozione di sfiducia.
Quindi, se veniva censurato un Assessore del Governo da me
presieduto, io sostenevo che, poiché l'atto compiuto
dall'assessore per il quale si chiede la censura, era un atto
collegiale della Giunta, nel momento in cui si censurava
l'assessore, si censurava la Giunta ed il Presidente della
Regione. Ponevo, quindi, la questione di fiducia, ma solo perché
si trattava di un atto collegiale, in quanto l'assessore aveva
assunto quell'atto come conseguenza di una delibera di Giunta e,
conseguentemente, di un atto collegiale del Governo.
Non c'entra nulla l'illegittimità Il presidente, di fronte,
ad una mozione di censura, può aderirvi o meno, ha un assessore
censurato. Siccome poi c'è l'impegno del Presidente della Regione
a revocare la delega, il Presidente della Regione non è obbligato
a ritirare la delega.
Cosa devo ricordare? Che il Presidente Provenzano ha
disatteso una mozione su una materia rilevantissima quale quella
della chiusura della Sicilcassa, la sua fusione con il Banco di
Sicilia?
L'Assemblea votò a maggioranza e con voto segreto una
mozione contraria, il Presidente della Regione ha proseguito lo
stesso nella sua condotta sostenendo che "in quel caso non
riteneva di doversi adeguare ad un orientamento dell'Aula".
Quindi, anche in questo caso, l'impegno del Presidente della
Regione non significa "obbliga il Presidente della Regione",
significa che l'Assemblea esprime un indirizzo, un orientamento,
una propria valutazione alla quale poi il Presidente della
Regione può adeguarsi o meno.
Non c'entra nulla pertanto l'illegittimità, onorevole Lo
Monte. Onorevoli colleghi, se voi non volete votare, non volete
discutere perché temete che vi sia qualche frana nella
maggioranza, come nei corridoi andate sostenendo, questa è
un'altra questione, non c'entra nulla con la procedibilità,
signor Presidente, ed io - proprio perché considero infondata,
alla luce di questo ragionamento, portato avanti sempre peraltro
dalla Presidenza dell'Assemblea, non me lo sto inventando in
questo caso - io credo che il Presidente dell'Assemblea possa
dichiarare inammissibile quella pregiudiziale, perchè significa
che non si vuole consentire a quest'Aula di affrontare un
argomento delicatissimo.
Non c'entra nulla la vicenda giudiziaria, non c'è un atto
giudiziario che coinvolge l'Assemblea. Ma l'Assemblea non tratta
materia giudiziaria L'Assemblea tratta materia politica, etica,
parlamentare, regolamentare, quindi non c'entra nulla il fatto
giudiziario, si tratta di una valutazione.
Non crediate - vi illudete - che se, con i numeri e magari
con il consenso della Presidenza dell'Assembla, impedite che si
discuta oggi l'argomento, questo sia chiuso, perchè sin da domani
mattina e per i mesi che verranno da qui alla chiusura
dell'Assemblea presenteremo sempre questa mozione e ne tratteremo
per i prossimi cinquanta mesi....
LO CURTO . Abbiamo molto da fare.
CAPODICASA. Onorevole Lo Curto, abbiamo molto da fare e mi
dispiace che una come lei non capisca la delicatezza della
situazione, avete intenzione di chiudere l'argomento? Affrontate
la materia e bocciate la mozione, altrimenti noi ve la
ripresenteremo e la prossima volta l'onorevole Lo Monte non potrà
fare il ragionamento che ha fatto oggi, perchè a quel punto vuol
dire che c'è un' impraticabilità di carattere politico e tecnico
dei lavori d'Aula. Vi presenteremo un ordine del giorno, dove non
si esprimerà più censura all'assessore, ma si si rivolgerà un
invito al Presidente della Regione.
Il Presidente sa che ci sono due emendamenti del gruppo dei
DS dove noi trasformiamo 'l'impegna del Presidente della
Regione' in 'invita il Presidente della Regione' eliminando
addirittura la censura, onorevole Lo Monte, le va bene?
Allora, se voi siete d'accordo, siccome, col nostro
emendamento, eliminiamo la censura ed abbiamo trasformato
l'impegno in invito, non c'è alcun problema di carattere
regolamentare, per cui l'impostazione dell'onorevole lo Monte
crolla, mette a nudo, se intendete andare avanti, la reale
volontà che sta dietro alla pregiudiziale: quella di non fare
discutere e pronunciare quest'Aula su un argomento che voi potete
anche pensare sia risibile, perché ci sono i grandi problemi
della Regione Ma non vi siete accorti dei grandi problemi della
Regione in un anno di vita di questa Assemblea, ve ne accorgete
nella mezz'ora in cui dobbiamo discutere una mozione che per
altro è all'ordine del giorno da circa una paio di mesi e non si
riesce mai a discuterla?
Io, signor Presidente, che sono dell'opposizione, invoco,
dunque, il diritto dell'onorevole Pellegrino a venire in
quest'Aula ed intervenire sulla materia; chiedo che questo
avvenga, dopo di che lei, onorevole Cintola, deve conferire con
me e l'Assemblea deve potere trattare l'argomento.
ACIERNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io intervengo
a favore della richiesta di questione pregiudiziale, innanzitutto
rifacendomi all'intervento dell'onorevole Capodicasa, perchè
ritengo che, in quest'Aula e ancor di più fuori da quest'Aula,
il rispetto delle norme e delle regole, deve contraddistinguere
sempre l'azione di noi deputati o dei rappresentanti del Governo.
La mozione per come è presentata è in contrasto con le
nostre attuali norme, ma dirò di più, signor Presidente
dell'Assemblea, c'è un contrasto tra le nostre attuali norme che
questa Assemblea ancora oggi non ha provveduto a sanare.
Io credo che il dibattito più importante che si dovrebbe
sollevare in quest'Aula oggi, partendo da questa mozione, sia il
conflitto che ancora oggi esiste all'interno del Regolamento
dell'Assemblea regionale e, ancor di più, all'interno dello
Statuto della Regione siciliana.
Farò riferimento, signor Presidente, fondamentalmente
all'articolo 9 dello Statuto della Regione siciliana che recita:
"Il Presidente della Regione è eletto a suffragio universale e
diretto contestualmente all'elezione dell'Assemblea regionale."
Comma due: "Il Presidente della Regione nomina e revoca gli
Assessori, tra cui un Vicepresidente che lo sostituisce in caso
di assenza o di impedimento".
L'articolo 10 dello Statuto recita: "L'Assemblea regionale
può approvare a maggioranza assoluta dei suoi componenti una
mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Regione
presentata da almeno un quinto dei suoi componenti", eccetera
L'articolo 20 del nostro Statuto al comma due fa riferimento
al Presidente dell'Assemblea e agli Assessori regionali dicendo:
"essi sono responsabili di tutte le vere funzioni rispettivamente
di fronte all'Assemblea regionale e al Governo dello Stato".
Signor Presidente, io credo che mai, in quest'Aula, ci si
debba o ci si possa o ci si potrà sostituire all'Autorità
giudiziaria competente. Ma in quest'Aula si legifera, e noi siamo
inadempienti rispetto alla prima attività legislativa che è
quella che regolamenta la Carta costituzionale della Regione e
ancor di più il Regolamento interno dell'Assemblea
Allora mi rendo conto che c'è una parte politica, che, a mio
avviso, in questo suo metodo non fa altro che accrescere il
consenso nei confronti del centrodestra, con questo suo
giustizialismo a buon mercato. Non lo dico io che rappresento il
fascio, ma quel fascio che, per esempio, ha dato a questo Paese,
onorevole Speziale, lo Statuto dei lavoratori, a voi oggi tanto
caro, per cui avete scioperato in difesa di quella norma che il
fascio ha dato a questo Paese, ma faccio riferimento alle
dichiarazioni di Boselli, neo segretario nazionale dello SVI, il
quale chiede a gran voce che la smettiate con il vostro
giustizialismo a buon mercato.
Se qualcuno di voi pensa di ottenere da questa seduta, come
si faceva ai tempi di scuola, la lavagna con i buoni o i cattivi,
la lavagna con i mafiosi e gli antimafiosi, si levi dalla testa
tutto questo, perché la storia si scrive giorno dopo giorno, la
storia non la potete cancellare, la storia è - per fortuna c'è un
tempo per ogni cosa - da sempre giustizia.
Allora, vedete, sono sereno, nel mio rapporto con
l'Assessore Pellegrino, perché se avrà da rendere conto e
ragione alla giustizia, io ho sempre dato grande fiducia alla
Magistratura inquirente, anzi oggi è una giornata
importantissima, abbiamo arrestato un altro latitante, di quelli
pesanti. Queste sono le cose importanti, mentre c'è una parte di
questa Assemblea che ritiene di potersi sostituire all'Autorità
inquirente, utilizzando articoli di giornale
Noi facciamo processi politici e penali basandoci su prove
che sono articoli di giornali, io credo che i segnali vi stanno
arrivando, dai professori che si riuniscono in Assemblea; non
fanno altro che dirvi smettetela, fate una politica che sia più
consona rispetto alle esigenze della base che vi ha votato e che
non vi vota più, cambiate registro, perché così la vostra strada
è una strada buia che non ha nessuna uscita
Signor Presidente, non si può pensare, come è accaduto fino
ad oggi pomeriggio, che l'onorevole Pellegrino debba e deve
rispettare le regole, ma l'onorevole Speziale può arrivare in
questo scranno e chiedere la parola in violazione del
Regolamento.
Se si devono rispettare le regole, questo vale per tutti, in
ogni momento della propria vita. Esprimo, quindi, parere
favorevole alla questione pregiudiziale presentata sulla mozione,
ma invito ai sensi dell'articolo 101 del Regolamento interno, il
Presidente dell'Assemblea a non dare parola più a nessuno e a
procedere al voto visto che ci sono stati due interventi a favore
della questione pregiudiziale e due interventi contro,
considerando che l'onorevole Speziale non aveva titolo a parlare
in base a nessuna norma del Regolamento.
FORGIONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole Speziale aveva
parlato per richiamo al Regolamento. Voglio sperare che
l'Assemblea non voglia cogliere al volo l'occasione per aprire
una questione di richiamo al Regolamento perché a questo punto
cambierebbe tutto l'aspetto del problema. Onorevole Forgione ha
facoltà di parlare.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, più volte in
quest'Aula ho detto che essendo noi tutti, per le nostre storie,
nani sulle spalle dei giganti, al massimo possiamo scrivere un
po' di cronaca; quindi non mi cimenterò con revisioni storiche,
richiami alla storia, come ha fatto l'onorevole che mi ha qui
preceduto, il quale evidenzia una cultura preoccupante per lui
stesso, non per noi. Una cultura che nega la funzione
democratica a questo Parlamento. Per fortuna c'è lei a
presiedere, onorevole Lo Porto, se no qui qualunque deputato di
opinioni diverse da quelle dell'onorevole Acierno verrebbe
sottoposto, prima di chiedere la parola, esso stesso a mozione di
censura.
Non credo, signor Presidente, che noi stiamo scrivendo una
bella pagina di questa Assemblea regionale: noi stiamo facendo
passare, onorevole Lo Porto, un' idea della funzione di questo
Parlamento - e lo stiamo facendo alla vigilia della riscrittura
del nuovo Statuto che deve riconsiderare l'equilibrio tra i
poteri ed il rapporto tra il Parlamento ed il Governo - stiamo
facendo passare l'idea che non il Presidente della Regione, ma
che qualunque assessore non è sottoposto ad un principio di
responsabilità nei confronti di questo Parlamento.
Altra questione è se poi si considera legittima o meno, con
un voto di maggioranza, la mozione da me e da altri deputati
proposta. Ma noi stiamo affermando qui un principio che non
vorrei che diventasse poi base della riscrittura del nuovo
Statuto e cioè che ogni comportamento dei componenti del Governo
non è valutabile da questo Parlamento e da questa Assemblea
regionale siciliana. Affermeremmo un principio gravissimo Qui
non c'entra l'onorevole Pellegrino, ma sarebbe gravissimo
affermare che questo Parlamento, maggioranza, opposizione, non si
può pronunciare su qualunque atto del Governo
Vorrei dirlo all'onorevole Lo Monte. Stiamo affermando un
principio gravissimo ed io vorrei capire anche, signor
Presidente, cosa è cambiato in questi mesi e qual è il potere di
ricatto dell'onorevole Pellegrino? La dico così.
Perché siamo passati in due mesi dalla richiesta avanzata
in questa Aula dall'onorevole Rotella, capogruppo del partito
dell'onorevole Pellegrino, di discutere questa mozione di
sfiducia, perché siamo passati in due mesi dalla richiesta
avanzata dall'onorevole Pellegrino stesso in Commissione
Antimafia di discutere in Parlamento al veto a discutere questa
mozione ed al fatto che addirittura temete un voto su questa
mozione?
Ma guardateli i numeri, onorevoli colleghi, guardate i
numeri di quest'Aula, guardate anche le presenze sui banchi delle
opposizioni Potete respingere tutte le mozioni che volete se non
vi vergognate di respingerla questa mozione e se non temete il
voto segreto. Ed invece accettate un ricatto che vi mortifica
nella libera funzione di parlamentari. Questa è la questione. E
non si venga a dire qui, con argomenti fasulli, che si parla di
articoli giornalistici. Ora vi faccio vedere anche gli articoli
giornalistici
Voi state impedendo con una pregiudiziale di discutere in
Sicilia, nel giorno dell'arresto di Giuffré, considerato uno
degli uomini di Cosa Nostra più legati alle imprese siciliane e
al sistema di appalti di Bernardo Provenzano, uomo del quale
abbiamo discusso in quest'Aula - i neofiti non ci sono - al
momento dell'omicidio di Caccamo di un consigliere provinciale,
uno degli uomini più legati al sistema degli appalti di Cosa
Nostra, voi state impedendo con una pregiudiziale di discutere
dei rapporti tra mafia e politica. Altra questione è la vicenda
dell'onorevole Pellegrino.
ACIERNO. E' un'altra questione? Ma che sta dicendo?
FORGIONE. Onorevole Acierno io non l'ho interrotta. Quella
mozione richiama in causa questo. E la vicenda dell'onorevole
Pellegrino, cari colleghi, richiama in causa questo. E non è vero
che l'onorevole Pellegrino non avrebbe potuto difendersi qui da
Assessore, perché noi lo chiamiamo a rispondere proprio nella
sua funzione di Assessore, e cioè la questione che poniamo...
LO CURTO . Abbiamo perduto il senso della realtà
FORGIONE. La questione che poniamo è se una persona, che non
è un semplice cittadino, che ha - e viene documentato - rapporti
con una cosca che si trova tutta in galera, e non lo dicono
articoli giornalistici... Sono sobrio e non sono un
giustizialista, per formazione politica, perché veniamo da quella
cultura degli anni '70 che ha rifiutato l'emergenza, cari
colleghi e cari onorevoli deputati, e che ha pagato sulla propria
pelle la cultura dell'emergenza che allora univa tutte le parti
politiche.
Altro che giustizialismo Noi rifiutiamo un'idea del
garantismo fatto su misura dei potenti. Allora mi dovete
spiegare se ha a che fare o no con i rapporti istituzionali e con
i rapporti e la trasparenza della politica una vicenda dove non
un articolo di Repubblica, ma un atto pubblico del Tribunale di
Palermo su rapporti dei carabinieri e non intercettazioni
telefoniche ma ambientali, sulla base di un incontro tra una
persona che ricopre l'incarico di gestire il territorio in
Sicilia, cioè lo snodo fondamentale degli interessi di questa
regione e alcuni boss che attualmente sono in galera, non lo dice
Forgione, e non lo dice il centrosinistra, ma lo dice un'altra
istituzione che tutti diciamo di rispettare, dice: "la
familiarità tra l'onorevole Pellegrino e i suoi interlocutori
(tutti in galera nel mandato di arresto) viene ulteriormente
confermata dal fatto che lo stesso nel raccomandare la massima
riservatezza sul nome del Buongusto afferma: 'qualcuno ha fatto
l'infame'. Si tratta di un linguaggio poco usuale per un alto
esponente delle istituzioni politiche e sicuramente indicativo di
un particolare livello di confidenza con gli interlocutori,
atteso che dalle parole usate dal Pellegrino traspare una
condivisione del modo di relazionarsi che caratterizza la
subcultura della cosca dei Buongusto e dei suoi soci".
Questo non è un articolo di Repubblica, cari colleghi,
questo è il Giudice per le indagini preliminari e sono i rapporti
dei carabinieri. Quindi, quando si dice: "Voi state processando
qualcuno sulla base degli articoli di Repubblica", rispondiamo
che noi non processiamo nessuno. Sarà la magistratura a decidere
il livello delle responsabilità, ma noi, come politica, dobbiamo
riappropriarci del nostro primato. Noi politica dobbiamo dire se
una persona che viene considerata tale dall'arma dei carabinieri,
che tanto voi e noi rispettiamo, da quella stessa arma che oggi
ha arrestato Giuffré, una persona di questa levatura quale
messaggio può mandare?
Signor Presidente, quale messaggio può mandare ad un sindaco
che va all'assessorato...
ACIERNO. Ma la magistratura che sta facendo? Perché non ha
mandato un avviso di garanzia?
FORGIONE. Signor Presidente, non sono un magistrato e non
emetto avvisi di garanzia. Pongo una questione politica e la
questione politica è quella, in Sicilia, che le istituzioni e la
politica non devono delegare alla magistratura; noi non dobbiamo
più delegare alla magistratura il compito di riformare la
politica e di rinnovare la politica, dobbiamo trovare noi, i
partiti tutti - e questo è interesse del centrodestra, come del
centrosinistra - la forza di autoriformare noi stessi, i nostri
comportamenti, renderli trasparenti.
Ma sapete i consigli che dava questa persona, che fa
l'assessore, nelle intercettazioni dei carabinieri? Consigliava
ai mafiosi di Monreale come fare una cooperativa per gestire un
capannone che era stato confiscato alla cosca che se ne voleva
riappropriare, e noi dovremmo essere garantiti nella gestione del
territorio da chi assume questi comportamenti?
E allora, vedete, io mi scuso se sono entrato nel merito,
perché stiamo discutendo di una questione pregiudiziale, ma la
pregiudiziale nega questo tipo di discussione, la pregiudiziale
vuole negare all'Aula di discutere di queste cose e quando
qualche deputato che mi ha preceduto dice che qui si parla su
illazioni e su articoli di giornali, io solo per questo ho tirato
fuori gli atti che avevo chiesto, nella stessa riunione della
Commissione parlamentare antimafia, venissero acquisiti a questo
Parlamento e alla Commissione antimafia stessa, come è nei suoi
poteri.
Io non sto facendo niente di più, cari onorevoli colleghi,
che svolgere la funzione di un commissario parlamentare antimafia
di questa regione...
ACIERNO. Bravo
FORGIONE. Onorevole Acierno, la prego. E' il compito al quale
è preposto un deputato che fa parte della Commissione
parlamentare antimafia, e la prego di rispettare quella
istituzione, onorevole Acierno, può piacerle o può non piacerle.
ACIERNO. Noi siamo in Aula.
FORGIONE. Siamo in Aula perché in quella Commissione lo stesso
onorevole Pellegrino ha chiesto di discutere qui, in quest'Aula,
di quella vicenda; voi oggi, invece, volete negare questa
discussione.
Per questo, signor Presidente, mi appello a lei, perché noi
rischiamo di creare un precedente dannoso, che a "colpi di
maggioranza" si neghino le prerogative dei parlamentari.
Signor Presidente Lo Porto, lei viene da una storia di
opposizione e di minoranza dura nel Parlamento nazionale, dove
addirittura c'erano pregiudiziali anche ideologiche che si
sommavano al carattere minoritario della sua parte politica
nell'impedimento anche a svolgere una funzione parlamentare di
maggioranza e lei sa bene cosa vuol dire garantire per tutti le
regole del giuoco, maggioranza ed opposizione.
Noi stiamo creando un precedente gravissimo e davvero ci
dispiace che sia lei a ratificare questa spinta che viene dalla
maggioranza.
Vedete, onorevoli colleghi della maggioranza, se voi aveste
avuto la serenità nel respingere questa mozione, tutti, con i
numeri che avete, non avreste avuto alcun timore a fare la
discussione ed a respingere la nostra mozione; voi sapete che c'è
una parte che su questa vicenda la pensa come la pensiamo noi,
che abbiamo depositato questa mozione: voi temete il voto segreto
perché avete paura che con il voto segreto il vostro assessore
Pellegrino venga censurato e non servono gli atteggiamenti
isterici di nessuno in quest'Aula. Voi temete, per voi stessi e
per la vostra coscienza, di votare in modo trasparente a favore
dell'onorevole Pellegrino.
Nessuno impediva al Governo di porre la fiducia. Perché il
Presidente Cuffaro non l'ha fatto? Forse per un timore e un
"impaccio" anche suo, forse per un "impaccio" del Presidente
della Commissione parlamentare antimafia, forse per un "impaccio"
di tanti componenti del Governo che sono qui, forse perché tutti
sanno che non è una vicenda giornalistica, forse perché tutti
pensano che è vero che la Sicilia non è solo mafia, e noi
contrastiamo questa immagine, anche giornalistica, che si
"appioppa" sempre alla Sicilia, ma tutti sappiamo che la Sicilia
è anche mafia e che le istituzioni non sempre sono state
impermeabili?
Voi oggi, con questa pregiudiziale, non state facendo un
favore all'onorevole Pellegrino ed all'assessore Pellegrino, voi
lo state esponendo ulteriormente, lui avrà potuto anche
condizionarvi, ma voi lo esponete, perché rifiutate di farlo
parlare in quest'Aula, di farlo controbattere a queste
osservazioni; voi lo esponete al fatto che da domani si potrà
dire "hanno avuto paura persino di discutere e di votare".
E' di questa paura che voi oggi vi state facendo carico.
Noi, signor Presidente - lo diceva l'onorevole Capodicasa - su un
punto delicato che ha a che fare con i rapporti di trasparenza
tra la politica, le istituzioni e le organizzazioni criminali,
non rinunceremo né ora né mai a riproporre la questione.
Non vi va bene la mozione in questa forma, l'onorevole
Capodicasa ha già presentato degli emendamenti modificativi che
io come primo firmatario di quella mozione accolgo; non vi
andranno bene quegli emendamenti, faremo un ordine del giorno, ma
sarebbe grave per voi tutti vietare a questa Assemblea di
discutere dei rapporti tra mafia e politica in Sicilia.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, desidero, a conclusione di
questo dibattito, dare delle risposte che giudico opportune,
essendo stato apertamente officiato di un intervento
istituzionale.
Le prerogative del Parlamento valgono per la maggioranza e
per l'opposizione. L'articolo 101 che io ho invocato all'inizio
è una norma che, a seconda le circostanze che la politica
propone, può essere utile alla maggioranza come può essere utile
all'opposizione.
Se la Presidenza si ammanta del diritto di ritenere
ammissibile o non ammissibile una questione pregiudiziale, oggi
può essere comodo per la minoranza, domani potrà essere comodo
per la maggioranza, perché non è un caso che le questioni
pregiudiziali il più delle volte le pone la minoranza e non la
maggioranza.
Peraltro, nel caso specifico, naturalmente, l'ha posta la
maggioranza. Ma io non posso adottare una decisione che riguarda
soltanto un caso, senza adeguarmi, qualora in futuro dovesse
accadere il contrario. E poiché l'articolo 101 è presente, è
in vigore ed io lo devo applicare, per quanto lo abbia letto e
riletto nel corso di questa seduta, non esiste un solo punto, se
non ostativo, che mi permetta di decidere sull'ammissibilità o
meno della questione pregiudiziale: io credo di avere fatto cosa
giusta nell'aprire un confronto anche sul Regolamento e di avere
applicato il Regolamento stesso nel proporre una discussione
nella quale sono intervenuti due deputati a favore e due contro.
Ciò premesso chiedo all'Aula di pronunciarsi.
Presidenza del presidente Lo Porto
VOTAZIONE DELLA QUESTIONE PREGIUDIZIALE SULLA TRATTAZIONE DELLA
MOZIONE
PRESIDENTE. Pongo in votazione la questione pregiudiziale.
Chi è favorevole resti seduto; chi é contrario si alzi.
(E' approvata)
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, siccome lei sa che è stato
presentato un ordine del giorno a mia firma, riguardante la
materia che abbiamo testé trattato, io la invito a leggere e a
porre in votazione l'ordine del giorno, in forza del Regolamento.
Ho presentato un ordine del giorno che non ha carattere di
censura, che ripropone la questione, in forza del Regolamento.
Pertanto, chiedo al Presidente dell'Assemblea, nel rispetto
delle prerogative di ogni singolo parlamentare e del Parlamento,
di sottoporre al voto del Parlamento l'ordine del giorno da me
presentato.
CINTOLA. Se riguarda la stessa materia, abbiamo già votato,
non possiamo ripeterci
PRESIDENTE. Non è altra materia.
SPEZIALE. Io la invito, signor Presidente, perché capisco che
lei ha citato il quarto comma dell'articolo 101 avvalendosi di
una prerogativa del Presidente, cioè quella di avere rispetto del
Regolamento. Io la invito ad avere lo stesso rispetto del
Regolamento.
L'ordine del giorno da me sottoscritto riguarda la stessa
materia ma, comunque, non ha carattere di mozione; è uno
strumento diverso, non parla di impegno nei confronti del
Presidente della Regione, non parla di censura, ha natura
diversa. Siccome ci sono tanti precedenti che hanno permesso al
Parlamento di valutare gli ordini del giorno, in rapporto al
Regolamento e ai precedenti io la invito espressamente, signor
Presidente, a sottoporre al voto d'Aula l'ordine del giorno da me
presentato.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, io mi rendo conto che è un
problema essenziale sia dal punto di vista regolamentare che
politico, ma poiché un ordine del giorno deve agganciarsi ad un
documento e certe volte le leggi, certe volte una mozione: poiché
fatalmente questo ordine del giorno si aggancia alla mozione, e
non potrebbe non agganciarsi perché l'ordine del giorno, per sua
natura, ha questo bisogno fisiologico, io chiedo di poterlo
valutare attentamente e proporlo per la seduta di domani
pomeriggio.
SPEZIALE. Sono d'accordo.
SPAMPINATO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPAMPINATO. Signor Presidente, volevo chiederle, anche in
considerazione di ciò che è accaduto questa sera in Aula, perché
è accaduta una cosa grave, condizionata probabilmente,
sicuramente molto dalla soggettività del caso che trattavamo,
però è una questione di principio, se sancita, e io spero che si
sancisca in maniera soltanto episodica ovvero quello che il
Parlamento siciliano non può valutare l'operato di un assessore
di questo Governo della Regione siciliana.
Chiedo come componente della Commissione per il Regolamento,
come deputato di questa Assemblea, a lei come Presidente
dell'Assemblea, come Presidente della Commissione Regolamento,
che la Commissione, considerato che è ben quattro mesi che non si
riunisce, considerato che questi temi non possono non trovare una
risoluzione immediata, soprattutto quelli che legano i rapporti
tra il Governo e il Parlamento, si riunisca per discutere in
tempi brevi questi stessi argomenti.
PRESIDENTE. Onorevole Spampinato, accolgo sinceramente la sua
richiesta. Circa i quattro mesi di ritardo io condivido il fatto
che è passato troppo tempo da quando abbiamo costituito la
Commissione Regolamento avendola convocata soltanto due volte,
una prima volta per una riunione di saluto, una seconda volta
nella speranza di poter discutere sul bozzone che io ho
sottoposto a tutti i capigruppo.
Poiché questo è un tema che mi coinvolge molto seriamente e
direttamente, accolgo la sua richiesta, ma devo fare un appello a
tutti i gruppi perché la bozza di discussione di una riforma del
Regolamento quale io l'ho sottoposta ai gruppi, venga studiata,
esaminata perché le successive riunioni non siano puramente
occasionali o platoniche, ma siano vere e proprie riunioni di
lavoro.
La seduta è rinviata a domani, mercoledì 17 aprile 2002,
alle ore 17.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO DELLE MOZIONI:
N. 100 - Verifica della legittimità delle procedure di
convocazione dei consigli circoscrizionali recentemente
eletti.
(27 marzo 2002)
FERRO-MORINELLO-MICCICHE'-RAITI
N. 101 - Iniziative per consentire all'ISMETT di effettuare
trapianti anche su pazienti sieropositivi.
(27 marzo 2002)
RAITI-FERRO-MORINELLO-ORLANDO-
SPAMPINATO-MICCICHE'
N. 102 - Interventi urgenti a sostegno dei pescatori siciliani.
(27 marzo 2002)
FLERES-CATANIA GIUSEPPE-MAURICI-
MERCADANTE
N. 103 - Iniziative per la valorizzazione dell'olio di oliva
siciliano.
(3 aprile 2002)
GURRIERI-BARBAGALLO-GENOVESE-TUMINO-
VITRANO-ZANGARA
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - "Interventi per l'accelerazione ed il completamento del
risanamento della città di Messina. Modifiche alla legge
regionale 6 luglio 1990, n. 10" (nn. 238-236-245 - norme
stralciate/A) (seguito)
Relatore: on.le Beninati
2) - "Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 1 settem-
bre 1993, n. 26, concernente norme in materia elettorale"
(n. 361)
Relatore: on.le Ardizzone
3) - "Disciplina dell'esercizio dell'attività di ottico" (n.
287/A)
Relatore: on.le Tricoli
La seduta è tolta alle ore 19.50
(Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 22.30)