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Resoconto d'Aula della Seduta n. 56 di giovedì 16 maggio 2002
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   Presidenza del vicepresidente Fleres


    PRESIDENTE.  Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9 del
  Regolamento  interno, che nel corso della seduta potrà procedersi
  a votazioni mediante sistema elettronico.

     ACIERNO   segretario  f.f.,  dà  lettura  del processo verbale
  della  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


         DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI

     PRESIDENTE  Si  passa  al  punto  II  dell'ordine  del giorno:
  Lettura, ai sensi  e  per  gli effetti degli articoli 83, lettera
  d), e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:

       N.   109  "Iniziative  per  il  corretto  funzionamento  del
  Dipartimento   della  formazione  professionale  dell'Assessorato
  regionale del  lavoro, della previdenza sociale, della formazione
  professionale   e   dell'emigrazione",  degli  onorevoli  Fleres,
  Catania Giuseppe, Beninati, Baldari, Garofalo;

       N.  110  "Richiesta  al  Governo  regionale  di  adottare le
  iniziative necessarie  affinchè  la Madonna di Trapani sia eletta
  Patrona   della  Sicilia,  del  Mediterraneo  nonchè  'patrimonio
  mondiale   dell'umanità",   degli   onorevoli   Croce,   Maurici,
  Moschetto, Confalone;

       N.  111  "Iniziative  per  l'attuazione  delle  normative di
  trasferimento  alla  Regione  della  potestà  di  concessione  in
  materia   di  invalidità  civili",  degli  onorevoli  Barbagallo,
  Genovese, Gurrieri, Tumino, Vitrano, Zangara;

       N.  112  "Richiesta  al Governo regionale affinchè adotti le
  iniziative necessarie al fine di ridefinire e tutelare il profilo
  della figura  degli  infermieri generici", degli onorevoli Croce,
  Fleres,   Beninati,   Mercadante,   Leontini,  Confalone,  Leanza
  Edoardo, Giambrone.

       Dispongo che  le  predette  mozioni  vengano  demandate alla
  Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari perchè se ne
  determini la data di discussione.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    SVOLGIMENTO DI  INTERROGAZIONI  ED INTERPELLANZE DELLA RUBRICA:
    "LAVORO,    PREVIDENZA   SOCIALE,   FORMAZIONE   PROFESSIONALE,
    EMIGRAZIONE".

     PRESIDENTE   Si  passa  al punto  III  dell'ordine del giorno:
  "Svolgimento  di  interrogazioni  ed  interpellanze della rubrica
  'Lavoro,   previdenza   sociale,  formazione   professionale   ed
  emigrazione'".
       Si procede con lo svolgimento della  interrogazione  n.  146
  'Avvio  delle  procedure per la  stabilizzazione  dei  lavoratori
  socialmente utili', degli onorevoli Papania e Spampinato.
       Ne do lettura:

             Al Presidente  della  Regione ed all'Assessore per il
          lavoro, premesso che:

             - al fine di facilitare la costituzione delle società
          miste  promosse  dagli  enti  utilizzatori di lavoratori
          socialmente utili  con la società Italia lavoro s.p.a. o
          altre società  partecipate  dallo Stato o dalla Regione,
          la legge regionale n. 24 del 26 novembre 2000 all'art. 2
          prevede   la   concessione   di   contributi   a  carico
          dell'Assessorato   per  il  lavoro  per  ogni lavoratore
          assunto a tempo indeterminato;

             -   per   l'attuazione  del  suddetto  provvedimento,
          l'Assessore per  il  lavoro,  sentito  il  parere  della
          Conferenza Regioni-autonomie locali, doveva entro trenta
          giorni dall'entrata  in  vigore  della legge stabilire i
          criteri attuativi;

             per sapere:

             - quale  sia  lo stato di attuazione dei procedimenti
          relativi  alla  facilitazione  della  costituzione delle
          società  miste,  concernenti la formulazione dei criteri
          per   la  concessione  dei  contributi  destinati  agli
          utilizzatori     che    procedono   all'assunzione   dei
          lavoratori socialmente utili a tempo indeterminato;

             - se  non ritengano di dovere avviare urgentemente la
          procedura  necessaria  ed  idonea per la stabilizzazione
          dei posti  di  lavoro  dei  soggetti aventi diritto come
          specificato dall'art.  2 della legge regionale n. 24 del
          2000". (146)

       Ha facoltà  di  parlare l'onorevole Assessore per rispondere
  all'interrogazione.

     STANCANELLI   assessore  per il lavoro, la previdenza sociale,
  la  formazione professionale e l'emigrazione.  Signor Presidente,
  onorevoli  colleghi,  per quanto riguarda la prima interrogazione
  scritta  all'ordine  del  giorno  e  cioè  la  146 dell'onorevole
  Papania:  "Avvio  delle  procedure  per  la  stabilizzazione  dei
  lavoratori   socialmente   utili",   per   le   finalità  di  cui
  all'articolo  2,  commi  1 e 3, della legge regionale 26 novembre
  2000  n. 24, nell'esercizio finanziario 2001 sono stati stanziati
  14 miliardi di lire sul capitolo 321301.
       Nel corso  del medesimo esercizio finanziario l'intera somma
  stanziata  è   stata   impegnata.
       Nell'esercizio 2002  è  stata  stanziata  la  medesima somma
  occorrente a  finanziare  la  seconda  annualità  del  contributo
  concesso nell'anno 2001.
       L'articolo 2, comma  4,  della  legge  regionale 26 novembre
  2000 n. 24, dispone  che  al  fine  di facilitare la costituzione
  delle società miste, di  cui  al  comma  3 del medesimo articolo,
  agli enti locali  che  promuovono  dette  società  possono essere
  concessi  dall'assessore  regionale  del  lavoro, sulla  base  di
  criteri approvati entro  30  giorni  dall'entrata in vigore della
  stessa legge sentito il parere della Conferenza Regione-Autonomie
  locali.
       Per le  predette  finalità  nell'esercizio 2001 sul capitolo
  321302 sono stati stanziati 5 miliardi di lire.
       Nella considerazione  che  le uniche richieste di contributo
  pervenute sono state  quelle  del  Comune  di  Partinico  e della
  provincia regionale di  Palermo,  si  è  ritenuto di ripartire le
  risorse disponibili ai  predetti  enti in misura proporzionale al
  numero dei  lavoratori  da  assumere  nelle  costituenti  società
  miste, come  risultante  dai  rispettivi  programmi di fuoruscita
  approvati dalla CRI.
       L'efficacia del provvedimento di impegno delle somme è stata
  subordinata alla concertazione  di cui al sopracitato articolo 2,
  comma 4, della legge regionale 24/2000.

     PRESIDENTE   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole Papania per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

     PAPANIA   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  onorevole
  Assessore,  intervengo  per  dichiararmi parzialmente soddisfatto
  della risposta fornita,  perché  se  nei  dati  e  negli elementi
  contabili la risposta è  esauriente,  non lo è altrettanto per la
  parte riguardante lo stato di  attuazione  delle  stabilizzazioni
  attraverso società miste.
       Ritengo che lo spirito  della  legge  n.  24  del  2000  era
  proprio quello di  indurre  diversi  enti  locali  ad  effettuare
  operazioni di stabilizzazione con  la  messa  in  campo di alcune
  società miste. Questo non è  stato  fatto per cui oggi accade che
  le stabilizzazioni che sono  state  poste  in  itinere sono quasi
  tutte  a  valere  sui   contratti  di  diritto  privato  e  sulle
  collaborazioni coordinate e  continuative  e  perciò  stesso sono
  stabilizzazioni che comunque  permangono  negli anni a venire sul
  bilancio della Regione siciliana.
       Vorrei perciò esortare il Governo ad incentivare la politica
  verso la stabilizzazione attraverso società miste.
       Sulla risposta mi ritengo parzialmente soddisfatto.

     PRESIDENTE  Ha facoltà  di parlare l'assessore Stancanelli per
  una breve replica.

     STANCANELLI  assessore per  il  lavoro, la previdenza sociale,
  la formazione  professionale  e  l'emigrazione.  Posso assicurare
  l'onorevole Papania, siccome  concordo con lui relativamente alla
  scarsa attitudine di coloro  i  quali  possono  fruire  di questa
  norma e cioè degli  enti  locali ad utilizzarla, come Assessorato
  ci stiamo attrezzando  per  propagandare,  tra  virgolette, se mi
  passa il termine, questa  misura  che ritengo sia tra le migliori
  tra quelle previste dalla  legge  n.  24  per la stabilizzazione,
  perché darebbe un lavoro  certo  e  totalmente a carico dell'ente
  che poi assumerebbe il lavoratore socialmente utile.
       Quindi  prendo   atto   della  soddisfazione  dell'onorevole
  Papania. Per quanto ci  riguarda  ci  attrezzeremo anche per fare
  questa opera di stimolo e di sollecitazione.

     PRESIDENTE  Si  procede con lo svolgimento dell'interrogazione
  n. 188 'Iniziative  per  impedire  la chiusura dello stabilimento
  INAM di Castelvetrano  (TP), a  firma  dell'onorevole  Oddo  che,
  essendo assente, la  si  considera  trasformata in interrogazione
  con risposta scritta.
       Si procede con  lo  svolgimento  dell'interrogazione  n. 288
  'Interventi in favore  dei  dipendenti operanti in Sicilia, della
  Telecom s.r.l.', a firma degli onorevoli Panarello e Crisafulli.
       Ne do lettura:

            "Al Presidente  della Regione, premesso che la Telecom
          srl,  azienda operante nel settore telefonico dichiarata
          fallita dal  Tribunale  di  Roma nel maggio del 2000, ha
          licenziato i  573  dipendenti  che operavano in Sicilia,
          creando  una  situazione  di gravissimo disagio sociale,
          enfatizzata dal  suicidio, avvenuto il 21 ottobre 2001 a
          Patti, del lavoratore  Conti Gallenti;

             considerato che:

             - il 16 giugno 2000, presso la sede del Ministero del
          Lavoro, fra  la  curatela  fallimentare  ed i  sindacati
          di categoria si è pervenuti ad un accordo in ordine alla
          concessione di CIGS, ai sensi dell'art. 3 della legge n.
          223 del 1991,  in  favore dei dipendenti, con decorrenza
          20 maggio 2000;

             - il 29 settembre  2000  il  Ministero  del Lavoro ha
          assunto l'impegno, d'intesa  con  la Regione Sicilia, di
          costituire un gruppo  organico  di lavoro per ricercare,
          con l'ausilio di  altri  organi  centrali  e periferici,
          ogni  possibilità  occupazionale  per  i  lavoratori  in
          questione, durante il periodo di vigenza del trattamento
          di CIGS;

             - il  7 novembre 2000, presso il Ministero del Lavoro
          tra la CIET  spa di Arezzo, azienda operante nel settore
          telefonico, ed i  sindacati di categoria, si è pervenuto
          ad  un  accordo   che  prevedeva  l'assunzione  a  tempo
          indeterminato di 150 lavoratori ex Telecom srl tra il 15
          dicembre ed il  30  giugno  2001,  a fronte dell'impegno
          assunto da Telecom  spa  in  ordine  al budget-lavori da
          assegnare    all'impresa    medesima   nell'ambito   del
          territorio siciliano;

             - successivamente, la  CIET spa ha avviato in Sicilia
          due centri lavoro ubicati nelle città di Caltanissetta e
          Ragusa, assumendo soltanto  75  unità in luogo delle 150
          previste dal predetto accordo;

             - il restante  personale  ex  Telecom srl, scaduto il
          trattamento di CIGS  previsto dall'accordo del 16 giugno
          2000, attende  la  definizione  dell'ulteriore ed ultimo
          provvedimento di proroga fino al 19 novembre 2001;

             -  al   termine  dell'utilizzo  degli  ammortizzatori
          sociali, 70  lavoratori  potranno  andare  in  pensione,
          mentre circa 300  resteranno  privi  di qualunque tutela
          sociale;

             - al  fine  di un rapido reinserimento produttivo dei
          lavoratori   ex  Telecom  srl,  occorre  verificare  gli
          investimenti previsti  da  Telecom  spa  e  dagli  altri
          gestori    telefonici    e    le   possibilità   offerte
          dall'utilizzazione dei fondi di 'Agenda 2000';

             per sapere:

             - se non ritenga di intervenire immediatamente presso
          il Ministero  del  Lavoro per sollecitare la definizione
          della domanda di CIGS;

             - se,  al fine di individuare soluzioni adeguate, non
          consideri  necessario  costituire con la massima urgenza
          il   gruppo   di  lavoro,  dotato  degli  indispensabili
          strumenti, previsto dai predetti accordi ministeriali;

             - se  non valuti utile prevedere interventi in favore
          dei   predetti   lavoratori,  con  norme  regionali  che
          consentano  l'utilizzo   di   provvedimenti  in  via  di
          definizione a livello  nazionale,  per  i dipendenti del
          settore appalti telefonici". (288)

       Ha facoltà di  parlare  l'onorevole Assessore per rispondere
  all'interrogazione.

     STANCANELLI  assessore per  il  lavoro, la previdenza sociale,
  la formazione professionale e l'emigrazione.  Il decreto di cassa
  integrazione è stato emanato  già nel 2001 ed è stata sollecitata
  l'attivazione del tavolo  tecnico  del  settore  telefonia  che è
  stato insediato  presso  il  comitato  nazionale dell'occupazione
  presso il Consiglio dei Ministri.
       Sono stato informato sullo  stato dei lavori di detto tavolo
  tecnico che recentemente ha individuato le linee operative per la
  gestione degli esuberi del comparto installazioni telefoniche. In
  particolare  è   stata   sollecitata   l'ulteriore   proroga  dei
  trattamenti d'integrazione salariale  sino  al  31 dicembre 2002.
  Inoltre sono state  attivate  da  tutte  le  aziende  interessate
  azioni  di rilevamento  del  fabbisogno  formativo  di  operai  e
  maestranze  affidando il  compito  ad  Italia  lavoro  s.p.a.  La
  Regione siciliana ha  assicurato  per  i lavoratori della Telecom
  s.r.l. in liquidazione  analogo trattamento. Inoltre ha coinvolto
  l'agenzia  nazionale  SCO  s.p.a.  per  la  ricollocazione  delle
  maestranze che non acquisiranno  nel frattempo i requisiti per il
  prepensionamento.

     PRESIDENTE  Ha facoltà  di  parlare  l'onorevole Panarello per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

     PANARELLO  In premessa sollevo un tema, signor Presidente, che
  riguarda la tempestività della discussione delle interrogazioni.
       In questo caso non mi posso dichiarare del tutto soddisfatto
  perché,  in  rapporto  alle  considerazioni  che  qui  richiamava
  l'Assessore, risulta che il  rapporto tra Regione e Italia lavoro
  non sia del tutto  definito.  E,  quindi,  per  mandare avanti il
  processo di formazione  e ricollocazione del personale in esubero
  della Telecom srl, azienda fallita, è necessario che sia definito
  questo rapporto tra Regione e  Italia  lavoro e che la stessa sia
  messa in condizione di  procedere  lungo  le  linee che qui anche
  l'Assessore ha richiamato e che sono dentro il progetto nazionale
  di ricollocazione di tutti  i  lavoratori  in esubero del settore
  appalti telefonici.
       L'attenzione alla  situazione di Telecom srl nasce dal fatto
  che l'Azienda non  c'è più e quindi c'è assoluta necessità di una
  attenzione continua da parte della Regione.
       Inoltre,  voglio  ricordare,  al  fine  di  rappresentare  a
  livello   nazionale,   per  la  parte  che  riguarda  la  Regione
  siciliana,   una   sollecitazione:   che  la  cassa  integrazione
  accordata fino al dicembre 2002, il decreto di cassa integrazione
  non è stato ancora firmato.

     PRESIDENTE   Ha  facoltà  di parlare l'onorevole Assessore per
  una breve replica.

     STANCANELLI   assessore  per il lavoro, la previdenza sociale,
  la  formazione  professionale  e  l'emigrazione.  Voglio ribadire
  all'onorevole  Panarello   tutto  l'interesse che la Regione ha a
  far sì  che  l'intesa  che è stata raggiunta per la proroga venga
  decretata formalmente.
       Per  quanto  riguarda  poi  i lavoratori non abbiamo nessuna
  difficoltà  alla  formazione, ho visto che la sua insoddisfazione
  derivava  da  questo, e siccome l'attivazione della formazione al
  lavoro non è un aspetto di secondaria importanza, posso garantire
  all'onorevole Panarello che  in  questo  senso  ci attiveremo per
  vedere come meglio  si  possa  realizzare, comunque, l'intesa che
  già esiste.

     PRESIDENTE  Si procede con lo svolgimento della interrogazione
  n.  291  'Soluzioni  delle  gravi  carenze verificatesi presso il
  CESIFOP  di  Siracusa'   a  firma  dell'onorevole  De Benedictis.
       Assente   il   firmatario,   l'interrogazione   si   intende
  presentata con richiesta di risposta scritta.
       Si  procede  con  lo svolgimento della interrogazione n. 306
  'Provvedimenti   per   garantire   copertura   finanziaria   alla
  formazione   professionale,  per  il  2001/2002'  a  firma  degli
  onorevoli  Villari, Speziale, De Benedictis,
       Assenti i firmatari, l'interrogazione  si intende presentata
  con richiesta di risposta scritta.
       Si  procede  con  lo  svolgimento dell'interrogazione n. 383
  'Notizie    circa    la    futura   destinazione   degli   Uffici
  dell'Assessorato regionale per il lavoro', a firma dell'onorevole
  Dina.
       Ne do lettura:

            "Al  Presidente   della  Regione,  all'Assessore  alla
          Presidenza e all'Assessore  per il lavoro, la previdenza
          sociale, la  formazione  professionale  e l'emigrazione,
          premesso  che   l'Assessorato   Lavoro   della   Regione
          siciliana a causa di  uno  sfratto  è  stato costretto a
          lasciare     i     locali,     ed     è     intendimento
          dell'Amministrazione regionale  prendere  in affitto dei
          locali siti all'interno di  un condominio privato in Via
          Imperatore Federico n. 70;

             considerato che:

             -  poiché  i  locali   insistono  all'interno  di  un
          condominio, tale  scelta appare assolutamente inadeguata
          ed inopportuna visti i  gravi  problemi  di  sicurezza e
          di ordine pubblico che  si  produrranno  per  gli  oltre
          cento condomini, per l'affluenza  del  pubblico  e per i
          frequenti fatti di guerriglia urbana;

             - per la sola  presenza  degli  Uffici  di  gabinetto
          dell'on.le Assessore e  dell'Agenzia per l'Impiego, siti
          al numero civico 60  con ingresso secondario pure dal n.
          70 di Via  Imperatore  Federico,  i  locali condominiali
          sono stati ripetutamente  oggetto  di guerriglie urbane,
          accompagnate da atti di vandalismo contro persone e cose
          creando altissima tensione  ai  condomini  ed  arrecando
          gravi danni alle  strutture del condominio, regolarmente
          denunciati al personale della  Polizia  di  Stato  e dei
          Carabinieri;

             - la presenza  dell'Assessorato  al Lavoro nei locali
          lasciati liberi  dall'Agenzia  regionale  delle  Entrate
          produrrà un quotidiano  picchettaggio  di  facinorosi  e
          scioperanti;

             per quanto sopra detto, a  garanzia  e  tutela  degli
          interessi  e  dell'incolumità  personale  dei  condomini
          ritenendo inadeguata la  scelta,  si  reputa  necessario
          evitare il crearsi  d'ipotetiche  ma concrete condizioni
          di  rischio  per  la   sicurezza   e   l'incolumità  dei
          condomini;

             per sapere quali  provvedimenti si intendano adottare
          per  ridare  serenità  ed  allontanare  i  timori  e  le
          preoccupazioni dei condomini". (383)

       Ha facoltà  di  parlare l'onorevole Assessore per rispondere
  all'interrogazione.

     STANCANELLI   assessore per il lavoro,  la previdenza sociale,
  la  formazione  professionale  e l'emigrazione.  L'onorevole Dina
  chiede   notizie   circa  la  futura  destinazione  degli  Uffici
  all'Assessorato regionale del lavoro.
       In relazione a quanto richiesto con l'interrogazione  de quo
  si     rappresenta     che    le    preoccupazioni    manifestate
  dall'interrogante   sono  ampiamente  superate  dalle  iniziative
  assunte  dall'Assessorato  per  venire incontro alle esigenze del
  condominio. Al riguardo, infatti,  si  è provveduto a limitare al
  massimo l'uso degli  spazi  condominiali  da parte dei dipendenti
  dell'Assessorato;  gli  stessi,  infatti,  accedono  agli  uffici
  esclusivamente  attraverso   l'ingresso  posto  sul  vialetto  di
  accesso.
       Al fine  di  garantire  la  sicurezza  e la tranquillità dei
  condomini  è  stato, altresì inibito l'uso dell'accesso posto sul
  vialetto  laterale, nonchè l'uso dei locali cantinati,  che  sono
  stati destinati esclusivamente al ricovero delle auto di servizio
  dell'Amministrazione.
       Inoltre occorre sottolineare che gli Uffici del Dipartimento
  Lavoro  hanno  disciplinato l'orario di ricevimento del pubblico,
  articolato in  tre  giorni  settimanali,  al  fine di arrecare il
  minore disagio possibile al condominio.
       Sarà  comunque  cura  dell'Assessorato  adottare, in futuro,
  ogni  iniziativa  che  dovesse  rendersi  necessaria  per  venire
  incontro ad ulteriori esigenze dei condomini.

     PRESIDENTE   Si procede con lo svolgimento dell'interrogazione
  n   395   "Attivazione  degli  strumenti  contrattuali  necessari
  all'impiego  degli  LSU",  degli  onorevoli  Villari, Giannopolo,
  Cracolici e Zago.

    Ne do lettura:

            "Al   Presidente  della  Regione,  all'Assessore  alla
          Presidenza  e all'Assessore per il lavoro, la previdenza
          sociale,  la  formazione  professionale e l'emigrazione,
          premesso   che  la  Regione  siciliana,  in  seguito  ad
          orientamenti  e  decisioni  assunte  nel  corso di tutti
          questi anni  da  parte  dei  diversi Governi che si sono
          succeduti,   ha   predisposto   vari  provvedimenti  sia
          legislativi  che  amministrativi  in  ordine ai piani di
          fuoriuscita  ed  utilizzo  dei  soggetti LSU, attraverso
          l'attivazione  dei  progetti  di  utilità  collettiva  e
          l'attuazione   di   appositi  contratti  previsti  dalla
          legislazione regionale;

             visto che  ognuno  di questi atti è stato finalizzato
          all'attivazione  di  uno  degli strumenti più importanti
          previsti dagli articoli 11 e 12 della legge regionale n.
          85 del  1995  e  cioè ai contratti di diritto privato di
          durata annuale, prorogabili fino a tre;

             considerato   che  questo  strumento  riguarda  circa
          diecimila  articolisti  e  per questo molti Comuni hanno
          già   avviato   i   piani   di  utilizzo  del  personale
          interessato;

             valutato che:

             - a  fronte  di questo processo, già in fase avanzata
          nella  pubblica  amministrazione periferica, la pubblica
          amministrazione   regionale  sta  ingiustificatamente  e
          contraddittoriamente  ritardando  l'avviamento dei 1.020
          soggetti impegnati nelle sue strutture, sia centrali che
          periferiche;

             - la  Regione  sarebbe nelle condizioni di attivare i
          contratti  con  tutti i soggetti interessati, poiché non
          risultano  esserci  problemi  né contenziosi che possano
          giustificarne la mancata attivazione;

             considerato che, infine che:

             - questa situazione di inspiegabile stasi sta creando
          giustificate  tensioni  tra  i soggetti e preoccupazioni
          sul  loro  futuro,  anche  da parte delle organizzazioni
          sindacali  impegnate  per  una complessiva soluzione dei
          problemi legati al cosiddetto precariato;

             - tale  situazione  è  aggravata  anche dal fatto che
          altri  enti  regionali  sottoposti al controllo e/o alla
          vigilanza della Regione, che in un primo momento avevano
          presentato  progetti  utili  alla collettività per circa
          120  unità  a  Palermo, hanno successivamente ritirato i
          progetti a  seguito  dei  gravi  ritardi  e della scarsa
          chiarezza    nelle    scelte    e    nei   comportamenti
          dell'Amministrazione regionale;

             per sapere se non ritenga di intervenire urgentemente
          per  dare  immediato  corso  alla  firma  dei  succitati
          contratti  di  diritto privato, così come avvenuto negli
          uffici   della   pubblica   amministrazione   periferica
          (Comuni, Province, etc.), al fine di evitare il crescere
          di tensioni  tra i soggetti interessati e dare invece le
          attese risposte non essendovi, per quanto risulta, alcun
          impedimento che possa giustificare ulteriori ritardi".(395)

       Ha  facoltà  di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
  all' interrogazione.

     STANCANELLI   assessore per il lavoro,  la previdenza sociale,
  la  formazione  professionale  e l'emigrazione.  L'interrogazione
  riguarda  l'attivazione  degli  strumenti  contrattuali necessari
  all'impiego degli LSU. In ordine al contenuto dell'interrogazione
  si   rappresenta   che   la  Giunta  regionale  di  Governo,  con
  deliberazione n.  22 del  19 febbraio 2002, ha incaricato, per la
  stipula dei contratti  di  diritto  privato  cui  fa  riferimento
  l'onorevole interrogante,  l'Assessore regionale alla Presidenza,
  in base all'effettivo  fabbisogno  di personale da destinare alle
  categorie A e B.

     PRESIDENTE   Ha  facoltà di parlare l'onorevole Giannopolo per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

     GIANNOPOLO  Onorevole Presidente, io intervengo per dichiarare
  la mia totale  insoddisfazione, perchè l'Assessore, a mio avviso,
  non  ha adeguatamente  risposto.  Con  questa  interrogazione  si
  poneva un tema, un problema.  Ci  è  stato  detto  da  due anni a
  questa parte che i  contratti  di  diritto privato della Regione,
  1.025 contratti, non  potevano essere stipulati perché  era stato
  presentato ricorso al TAR da parte di alcuni dipendenti regionali
  e si è andati avanti  con questa motivazione per alcuni mesi, per
  alcuni anni, salvo poi  scoprire  che  non  c'era  nessun ricorso
  avverso i contratti di  diritto  privato che la Regione siciliana
  doveva stipulare.
       Il ricorso  riguardava  altra materia, non riguardava gli ex
  articolisti,   riguardava   altre   fattispecie   di   lavoratori
  socialmente utili o di precari.  Dopodiché  siamo al punto in cui
  la Regione ha diffidato gli enti a stipulare contratti di diritto
  privato mentre essa stessa  - che avrebbe dovuto dare l'esempio -
  invece, a tutt' oggi, a  seguito  anche di una delibera di Giunta
  di Governo approvata a fine febbraio, primi di marzo, ancora oggi
  non ha stipulato i contratti di diritto privato.
       Dei 10 mila  contratti  di  diritto privato tutti sono stati
  stipulati tranne quelli  della  Regione  Penso che ci sia qualche
  elemento  patologico  che  andrebbe  adeguatamente  affrontato  e
  rimosso.  Farebbero  bene  il  Governo, l'Assessore a riferire al
  Parlamento - se non è in  grado  di  farlo  ora,  in una prossima
  seduta   -  come   si   intende   procedere   sul   piano   della
  stabilizzazione  del precariato  atteso  che  noi  abbiamo  fatto
  questa finta stabilizzazione,  allo  stato  attuale,  di circa 10
  mila ex articolisti.
       In  fondo il tema  che  pongono  in  buona  parte  tutte  le
  interrogazioni di oggi, ma tante  altre  ve ne sono a cui bisogna
  dare risposta, è come  il  Governo intende procedere sulla strada
  della stabilizzazione nell'anno  2002,  in  che  percentuale, per
  quali soggetti e per  il 2003 come intende completare il percorso
  di stabilizzazione, atteso  che siamo obbligati, secondo le norme
  nazionali, a procedere  entro  il prossimo anno al completamento,
  appunto, del processo di stabilizzazione.
       Colgo,  quindi,  l'occasione  per  stigmatizzare, ancora una
  volta, i ritardi della Regione su tanti aspetti che riguardano le
  politiche    attive    del    lavoro,   compresa   questa   della
  stabilizzazione attraverso la  stipula  di  propri  contratti  di
  diritto privato;  dopodiché, ripeto,  -  e  questo  è  grave -, é
  stato detto all'opinione pubblica  e  a  tutti che quei contratti
  non si potevano fare perché  c'era un ricorso pendente innanzi al
  TAR. Questo è risultato essere  falso, e ne portano per intero le
  responsabilità coloro i quali l'hanno propinato nel passato.  Non
  è un problema  che,  evidentemente, riguarda l'attuale assessore.
  Invito dunque l'assessore e  tutto  il Governo a riferire su come
  intendano procedere sulla  vera stabilizzazione del precariato in
  Sicilia.

     PRESIDENTE  Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole Assessore per
  una breve replica.

     STANCANELLI   assessore  per il lavoro, la previdenza sociale,
  la    formazione   professionale   e   l'emigrazione.   Ringrazio
  l'onorevole  Giannopolo  perché  mi dà l'occasione - riservandomi
  comunque più ampiamente e nel dettaglio di specificare quali sono
  le misure che il Governo intende adottare anche per far fronte al
  patto  di  stabilità  con  lo Stato, in relazione alla necessaria
  buonuscita  di alta percentuale di lavoratori socialmente utili -
  per  quanto  riguarda  la  parte  dell'interrogazione relativa ai
  1.045 cui lui si riferisce, di ribadire che in effetti il ricorso
  di  cui  si  parlava,  ovviamente  stiamo  parlando  di  gestione
  precedente, è stato  ampiamente superato dalla presa di coscienza
  e di conoscenza da  parte  dell'Amministrazione  che, anche per i
  1.045 regionali si poteva procedere alla stipula dei contratti di
  diritto privato.
       Sono  perfettamente  d'accordo,  però l'onorevole Giannopolo
  che notoriamente è  sempre ben informato sui fatti che riguardano
  anche la rubrica "Lavoro", sa che questo assessorato, già sin dal
  mese di gennaio, dopo tanti tira e molla sulla possibilità o meno
  di farli, ha attivato,  per  l'esattezza con nota del 31 gennaio,
  la giunta di  Governo,  facendo riferimento alla indispensabilità
  di procedere anche alla  stipula  di  queste 1.045 contratti e la
  giunta di Governo ha  preso  atto di questa esposizione e volontà
  dell'Assessore  al lavoro  e  ha  deliberato  di  procedere  alla
  stipula dei contratti,  dando  all'assessorato alla Presidenza il
  mandato di procedere alla stipula concreta dei 1.045 contratti.
       Posso fermarmi qui  perché  tutta  l'attività  che  dovevamo
  svolgere come assessorato in relazione alla fuoriuscita l'abbiamo
  svolta; si tratta, a  questo punto, di capire quali difficoltà ci
  sono, non di ordine giuridico  in relazione agli LSU ma di ordine
  pratico, perché  l'assessorato  alla  Presidenza  faccia  partire
  questi contratti.
       Per quanto riguarda,  invece,  l'aspetto  più  ampio, voglio
  rassicurare l'onorevole Giannopolo  perché  per  gli  altri 9.200
  contratti circa di diritto  privato  che  sono  stati stipulati a
  decorrere dal mese di maggio  del  2001  e  che  man mano vanno a
  scadenza, ho già proceduto  ad  emanare  la  circolare  la scorsa
  settimana per la seconda  annualità  per  i  contratti di diritto
  privato,  quindi man  mano  che  scadranno  saranno  regolarmente
  rinnovati.
       Devo dire che, grazie  anche al contributo di tutte le forze
  parlamentari,  in   Finanziaria   abbiamo   dato   la   copertura
  finanziaria a tutte le  misure di fuoriuscita fino al 31 dicembre
  di quest'anno e debbo dire,  siccome  la copertura è anche per un
  anno solare a partire  dalle scadenze, siamo coperti anche per le
  scadenze dell'anno prossimo.

     PRESIDENTE   Si  passa  all'interrogazione numero 451, a firma
  dell'onorevole Oddo.
       Invito il deputato segretario a darne lettura.

     ACIERNO  segretario f.f.:

  N. 451 - Garanzie per il funzionamento degli sportelli formativi
           multifunzionali.

             All'Assessore per il  lavoro,  la previdenza sociale,
          la formazione professionale  e  l'emigrazione,  premesso
          che  con  decreto n. 526 del 20 dicembre 2001 sono stati
          finanziati  i  progetti di corsualità relativi agli Enti
          di   formazione  professionale,  così  come  indicato  e
          definito dalla legge regionale n.  24 del 1976;

             considerato  che  tra  le   attività  degli  Enti  di
          formazione professionale si inserisce anche quella degli
          sportelli  formativi  multifunzionali, che rappresentano
          un  punto  di  riferimento per chi intende avere notizie
          sulle   dinamiche   del   lavoro   e  soprattutto  sulla
          necessaria formazione;

             osservato che il decreto di finanziamento relativo al
          funzionamento degli  sportelli formativi multifunzionali
          e al pagamento delle retribuzioni  al  personale  che vi
          opera, non è stato ancora emanato;

             ritenuto che tale situazione non  può  che  creare un
          disagio sia per i lavoratori,  che  per  la funzionalità
          degli stessi sportelli;

             visto che gli Enti di  formazione  si troverebbero in
          grave difficoltà  per  quanto   concerne   il   regolare
          pagamento  delle  retribuzioni   ai   dipendenti   degli
          sportelli formativi;

             per  sapere  quali iniziative  intenda  prendere  per
          arrivare ad una rapida emanazione del decreto al fine di
          garantire:

             - il pagamento delle retribuzioni ai dipendenti degli
          sportelli formativi multifunzionali;

             - certezze lavorative ai  dipendenti  degli sportelli
          formativi multifunzionali;

             - la funzionalità degli sportelli medesimi.

             (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

             (20 febbraio 2002)
                                                   ODDO

     PRESIDENTE  Ha facoltà  di  parlare  l'onorevole Assessore per
  rispondere all'interrogazione.

     STANCANELLI  assessore per  il  lavoro, la previdenza sociale,
  la formazione  professionale  e l'emigrazione. Signor Presidente,
  onorevoli  colleghi,   ritengo   che  questa  interrogazione  sia
  superata dalla norma che  abbiamo approvato in Finanziaria che ha
  previsto un capitolo  apposito  per gli sportelli multifunzionali
  che  viene  gestito  dall'Agenzia  per  l'impiego;  nel  capitolo
  abbiamo messo somme pari a circa cinquantuno miliardi che coprono
  perfettamente il  fabbisogno  finanziario relativo agli sportelli
  multifunzionali,  quindi   ritengo   che  l'interrogazione  possa
  considerarsi in questo senso superata.

     PRESIDENTE   Ha  facoltà   di  parlare  l'onorevole  Oddo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

     ODDO  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, l'assessore dice
  bene  quando  dice   che  in  Finanziaria,  evidentemente,  si  è
  affrontata la questione  e  sono  state previste somme necessarie
  per  quanto  concerne  anche  il  funzionamento  degli  sportelli
  multifunzionali.
       Approfitto nel dichiararmi, da questo punto di vista, per la
  verità parzialmente soddisfatto,  nel  senso  che  quello  che io
  volevo segnalare non è tanto il fatto che poi in Finanziaria si è
  trovato evidentemente la  disponibilità  per vedere di assicurare
  il funzionamento.
       Volevo  segnalare,  come   ho   avuto  modo  anche  di  dire
  verbalmente all'assessore in quel  periodo,  le  difficoltà a cui
  sono  andati  incontro  gli   operatori  degli  sportelli  e  gli
  sportelli stessi, nel senso  che  evidentemente  i  ritardi,  per
  quanto concerne anche i  decreti  che  andavano  a movimentare le
  somme, hanno messo in  difficoltà, perché l'assessore sa che sono
  due modi di contabilizzare,  di rendicontare le somme relative al
  funzionamento per quanto concerne  tutto ciò che si muove attorno
  alla legge numero 24 rispetto,  invece,  al funzionamento in sé e
  per   sé    degli    sportelli    multifunzionali:    sono    due
  rendicontazioni,  quindi quando  viene  a  mancare  la  copertura
  finanziaria per l'una, la  difficoltà reale dell'ente è quella di
  vedere  come fare a pagare  quel  personale  con  le  somme  che,
  invece, deve rendicontare nella legge numero 24.
       Segnalavo, quindi, la  difficoltà  che  in  quel  momento si
  doveva cercare di superare: non si sapeva bene, e non lo sapevano
  nemmeno gli enti di  formazione  (sto parlando della legge numero
  24), come assicurare il funzionamento degli sportelli.
       Ciò significa,  onorevole  assessore, che dovremmo sforzarci
  di avere una visione un po' più strategica, più lungimirante, più
  organica per quanto riguarda questi sportelli, perché i risultati
  che stanno dando - e credo che, evidentemente, lei abbia dati più
  esaurienti dei miei -  sono discreti, buoni, dove, tutto sommato,
  anche la multifunzionalità,  cioè  in  cui  gli  sportelli stessi
  stanno facendo un buon  lavoro,  credo  che da parte nostra debba
  esigere  una  maggiore   attenzione  e  tempestività  per  quanto
  concerne  il regolare  funzionamento,  anzi,  direi  di  più,  il
  potenziamento degli sportelli stessi.
       Ecco  perché,  ancora una volta,  mi  dichiaro  parzialmente
  soddisfatto.

     LEANZA NICOLA . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne  ha facoltà.

     LEANZA  NICOLA .   Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,
  anch'io sono soddisfatto della risposta dell'Assessore, ma volevo
  aggiungere quello che ha  detto  alla  fine l'onorevole Oddo: gli
  sportelli  polifunzionali, di  fatto,  stanno  dando  dei  grossi
  risultati.  La mia paura  è  che l'Assessorato non stia valutando
  attentamente le potenzialità di questi sportelli.
       Quindi, vorrei  raccomandare all'Assessore di fare un po' il
  punto della situazione,  perché  è  una  vera  sperimentazione di
  quello che può essere il collocamento privato o la nuova fase del
  collocamento in  Sicilia;  chiedo,  pertanto,  un'attenzione vera
  verso  un'attività che  certamente  porterà  frutti  alla  nostra
  Regione e può diventare  anche  una politica di informazione vera
  rispetto agli uffici di collocamento.

     STANCANELLI  assessore per il lavoro,la previdenza sociale, la
  formazione professionale e l'emigrazione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     STANCANELLI  assessore per  il  lavoro, la previdenza sociale,
  la formazione  professionale e l'emigrazione.  Signor Presidente,
  onorevoli   colleghi,   ringrazio   sia   l'onorevole   Oddo  che
  l'onorevole Nicola Leanza per quello che hanno detto in relazione
  alla  bontà  dell'istituto sportelli multifunzionali.
       In  effetti, questo  strumento, che  è  innovativo  e  i cui
  risultati  sono  quelli  che  chiaramente sono stati indicati dai
  parlamentari   intervenuti   nel   dibattito,   ha   fatto  porre
  l'attenzione all'Assessorato di attivarli ancora di più e meglio.
  Tanto è vero che la scelta strategica in Finanziaria di aprire un
  capitolo  ad  hoc  che evitasse quelle difficoltà cui giustamente
  faceva  riferimento  l'onorevole Oddo, ci ha permesso di superare
  alcune difficoltà.
       Mi rendo conto, comunque, che la materia è molto più vasta e
  abbisogna di approfondimento, tanto è vero che ho  avuto  modo di
  dire  in  quinta  Commissione "Cultura, formazione e lavoro", che
  rientrerà  nel  disegno  di  legge organico che l'Assessorato sta
  predisponendo  e  che  presenterà  quanto prima al Parlamento, in
  relazione    al    collocamento.   Chiaramente,   gli   sportelli
  multifunzionali  ci  possono  dare  un  grande aiuto in relazione
  all'attività di collocamento e di orientamento e, quindi, ritengo
  che  questo  rientrerà  anche nella riforma sulla formazione che,
  onorevole  Oddo,  le  posso garantire, è necessaria, anche se non
  siamo  soddisfatti di come vadano le cose.
       Abbiamo  messo  in atto degli strumenti che ci avviano verso
  un   percorso   di   normalizzazione  positiva  della  formazione
  derivante  dalla  legge  numero  24,  ma  neanche  l'Assessore  è
  soddisfatto di come vanno le cose.
       Sono  certo,  e  spero,  che  anche  con l'aiuto delle forze
  parlamentari,   possiamo   procedere   alla   riforma  sia  della
  formazione che del collocamento - e in questo quindi si inserisce
  anche  l'aspetto  degli  sportelli  multifunzionali  -  perché la
  Sicilia  -  lo  abbiamo  detto  nel  programma  di Governo e l'ho
  ripetuto  tante  volte  -  ha bisogno di una formazione che formi
  effettivamente  per  cui  le energie finanziarie che investiamo e
  che  quest'anno  ammontano  a 300 miliardi per quanto riguarda il
  bilancio  della  Regione  ma  anche  ad  altri  131  miliardi che
  recuperiamo  tra  "obbligo  formativo" e "fondo sociale europeo",
  diano  risultati positivi e non risultati che poi possano trovare
  l'insoddisfazione dei colleghi e degli utenti.
       Ringrazio   tutti   gli  intervenuti  nel  dibattito  e  gli
  interroganti perché ritengo che con questo rapporto tra Governo e
  Parlamento si possano avere non soltanto le critiche ma anche gli
  stimoli necessari per potere andare avanti.

     PRESIDENTE   Si  passa  all'interrogazione numero 410, a firma
  degli  onorevoli  Speziale, Capodicasa, Cracolici, Crisafulli, De
  Benedictis, Giannopolo, Oddo, Panarello, Villari e Zago.
       Invito il deputato segretario a darne lettura.

     ACIERNO  segretario f.f.:

  N. 410 - Pubblicazione  degli  elenchi  delle  imprese che hanno
           diritto   a  contributi   per  le  assunzioni  a  tempo
           indeterminato.

             all'Assessore  per  il lavoro, la previdenza sociale,
          la  formazione  professionale  e l'emigrazione, premesso
          che  da  almeno  cinque  anni  10.500  aziende siciliane
          aspettano  che  la  Regione  eroghi  i contributi (circa
          387.342.675  Euro)  in  favore  delle  imprese che hanno
          assunto  lavoratori  a  tempo  indeterminato,  ai  sensi
          dell'art. 9 della legge regionale n. 27 del 1991);

             considerato  che  detti  crediti saranno pagati dalla
          Regione  siciliana  alle imprese aventi diritto in sette
          anni,  e che l'iter di pagamento non può iniziare se non
          viene  pubblicato  sulla  GURS  l'elenco  delle  imprese
          aventi diritto;

             considerato  che  l'art. 29 della legge n. 6 del 2001
          concede  all'Assessorato  regionale lavoro un termine di
          120  giorni dalla pubblicazione del decreto dello stesso
          Assessorato  del  28.5.2001  sulla  GURS  dell'8.6.2001,
          contenente  le  modalità  di richiesta di certificazione
          del  credito  (luglio  2001), per la pubblicazione sulla
          GURS degli elenchi delle imprese aventi diritto;

             per sapere:

             -  quali  siano  i  motivi  per  i  quali  non  si  è
          provveduto   alla   tempestiva  pubblicazione  di  detti
          elenchi delle imprese aventi diritto al credito;

             -  se non intenda disporre la pubblicazione immediata
          di   tali   elenchi,   al  fine  di  bloccare  eventuali
          operazioni   speculative  sulle  spalle  delle  imprese,
          garantendo percorsi trasparenti  a  tutta l'operazione e
          consentendo una rapida  erogazione  delle  somme  dovute
          dalla Regione siciliana alle imprese aventi diritto.

             (4 febbraio 2002)

                                 SPEZIALE - CAPODICASA - CRACOLICI -
                                 CRISAFULLI - DE BENEDICTIS -
                                 GIANNOPOLO - ODDO - PANARELLO -
                                 VILLARI - ZAGO

     PRESIDENTE   Ha  facoltà  di parlare l'onorevole Assessore per
  rispondere all'interrogazione.

     STANCANELLI  assessore per il lavoro,la previdenza sociale, la
  formazione  professionale  e  l'emigrazione.  Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi,  l'interrogazione  numero  410 risulta ormai
  superata.   Infatti,   sulla  Gazzetta  ufficiale  della  Regione
  siciliana  numero  16  del  5  aprile 2002, è stato pubblicato il
  decreto  25  marzo 2002 con l'allegato elenco delle ditte ammesse
  ai  benefici  previsti  dall'articolo  9 della legge regionale 15
  maggio 1991, numero 27 e successive modifiche ed integrazioni.
       La  tempestiva  erogazione  del  suddetto decreto si ritiene
  possa  superare  le  perplessità  manifestate  dall'interrogante,
  anche in considerazione del fatto che gli uffici dell'Assessorato
  stanno già ponendo in essere ogni utile iniziativa per rendere il
  più  spedito possibile l'iter di erogazione delle somme spettanti
  alle ditte ammesse.


   Presidenza del vicepresidente Fleres

   Presidenza del presidente Lo Porto


        COMUNICAZIONE DI APPOSIZIONE DI FIRMA A DISEGNO DI LEGGE

     PRESIDENTE   Informo  che  l'onorevole  Oddo  ha comunicato di
  avere  apposto  la  propria firma al disegno di legge numero 392:
  "Rifinanziamento dell'articolo 2 della legge regionale 10 ottobre
  1994,   numero  37  riguardante  provvedimenti  in  favore  delle
  cooperative agricole", degli onorevoli Croce e Capodicasa.
       La seduta è sospesa.

  (La seduta, sospesa alle  ore  13.10,  è  ripresa  alle  ore 13.20)

                        PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LO PORTO

     PRESIDENTE   La  seduta  è  ripresa.


   Presidenza del presidente Lo Porto


    DISCUSSIONE DELLA PROPOSTA  DI MODIFICA DEL REGOLAMENTO INTERNO
    DEL REGOLAMENTO DELL'ASSEMBLEA (DOC. III)

        PRESIDENTE  Si passa al  punto  IV  dell'ordine del giorno:
  "Discussione della proposta  di  modifica del Regolamento interno
  dell'Assemblea (Doc. III)".
       Onorevoli colleghi, è  inutile  sottolineare  i  preliminari
  della riunione della Commissione  per  il  Regolamento  che  si è
  impegnata  nell'adottare le  misure  più  urgenti  per  risolvere
  determinati  problemi   di  efficienza  dell'Assemblea  regionale
  siciliana.
       Come sapete, il Regolamento  è sottoposto ad una proposta di
  modifica molto radicale, c'è una  bozza che giace presso i gruppi
  ormai  da  parecchi  mesi;  abbiamo  ritenuto  di  riprendere  la
  discussione su tutti i  temi  affrontati  nella  bozza ma abbiamo
  dovuto   stralciare,  nell'ambito   della   bozza   stessa,  quel
  provvedimento o quei  provvedimenti  che si rendono assolutamente
  necessari  in  ordine   alle   recenti  attuali  polemiche  sulla
  improduttività dell'Assemblea regionale siciliana.
       Lo stralcio che oggi  abbiamo  di  fronte,  da  discutere ed
  approvare, riguarda la materia dell'articolo 68 bis.
       La modifica al Regolamento  che  oggi si propone alla vostra
  attenzione  vuole  rappresentare  un  primo  concreto  sforzo  in
  direzione di una maggiore  certezza  dei  tempi e degli obiettivi
  individuati con la programmazione legislativa.
       Si  prevede,  infatti,  che qualora le commissioni di merito
  non abbiano esitato per l'Aula nei tempi programmati i disegni di
  legge   ricompresi  nel  calendario  dei  lavori,  il  Presidente
  dell'Assemblea  ne  informi  la  Conferenza  dei  capigruppo.  Il
  Presidente   poi,  a  seguito  di  deliberazione  adottata  dalla
  Conferenza con la maggioranza dei tre quarti dei suoi componenti,
  iscrive  all'ordine  del giorno dell'Assemblea i disegni di legge
  in  questione  che  sono discussi anche senza relazione nel testo
  del  proponente, previo  parere,  ove  occorra, della Commissione
  bilancio che lo esprime nel termine perentorio di dieci giorni.
       Come vedete, si tratta di  una  misura  che, almeno in linea
  teorica,   permetterebbe   di    accelerare   i   tempi,   perché
  consentirebbe all'Assemblea e al  suo  Presidente  il prelievo di
  provvedimenti che giacciono presso  le commissioni senza che esse
  stesse ne promuovano la definizione.
       In un campo che è,  naturalmente, tutto da fondare dal punto
  di vista dei risultati, perché  sono novità che stiamo apportando
  insieme a tutto un progetto  di  riforma  organica  che  avrete -
  coloro che lo hanno fatto  - verificato nella lettura della bozza
  di modifica del Regolamento  stesso, io ho ritenuto di introdurre
  con una mia breve  relazione questo progetto stralcio di modifica
  dell'articolo 68 bis e  vi  ringrazio  dell'attenzione  che avete
  destinato a questa materia.
       Dichiaro aperta la discussione generale.

     CAPODICASA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CAPODICASA  Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi abbiamo
  dato   un   voto  favorevole  a  questo  stralcio,  che  possiamo
  considerare  introduttivo  delle  modifiche  regolamentari che la
  Commissione per il Regolamento ha al  suo  esame  e  che, come il
  Presidente  ha  annunciato, al più presto cercherà di esaurire in
  un testo da portare poi all'attenzione dell'Aula.
       Si è  reso necessario questo passo per dare una risposta sia
  pure insufficiente - dirò ora perché la considero insufficiente -
  ai problemi sollevati sulla stampa, ma anche da parte di colleghi
  e  di  gruppi parlamentari,  in  riferimento  alla  inattività  o
  improduttività delle commissioni e dell'Aula in questo scorcio di
  avvio di legislatura.
       Signor Presidente, in Commissione, come ella sa, noi abbiamo
  obiettato che la crisi di produttività è, innanzitutto, una crisi
  di politica che riguarda il  Governo e la maggioranza. Io ritengo
  che questo vada ribadito nel momento in cui dichiariamo l'accordo
  alle  modifiche regolamentari perché  vorremmo che non ci fossero
  alibi  per  nessuno,  tanto  più  alibi  che  fanno riferimento a
  pretesi  impedimenti contenuti nelle norme del Regolamento che, a
  nostro  giudizio,  in  passato, anche con il vecchio Regolamento,
  non  solo  con quello già modificato nella precedente legislatura
  che ha contribuito moltissimo a snellire i lavori d' Aula e delle
  Commissioni, ma anche  con  il  vecchio Regolamento che era stato
  approvato ad inizio  della  legislatura  nel 1986, l'Assemblea ha
  prodotto,  ha lavorato,  così  come  si  può  benissimo  evincere
  dall'esame   dell'attività   di   questo   Parlamento   e   delle
  Commissioni.
       Ognuno di  noi  può fare riferimento alla propria esperienza
  diretta ed  il  divario di produzione legislativa - io dico anche
  di qualità della legislazione - è sotto gli occhi di tutti.
       Ribadisco  che il  problema  è  di  carattere  politico:  il
  Presidente sa, perché  gli  è  pervenuta  una  lettera del Gruppo
  parlamentare  dei DS,  inoltrata  ieri,  che  c'è  una  richiesta
  affinché   nella seduta  di  oggi  il  Presidente  della  Regione
  riferisca  in Aula  sulla  emergenza  idrica  che  attanaglia  la
  Sicilia, che ci ha  portato sulle prime pagine di tutta la stampa
  nazionale  e  come   prima  o  seconda  notizia  addirittura  dei
  telegiornali nazionali.
       Questa mattina  il  Presidente  della  Regione si è recato a
  Roma  per  tenere  una  conferenza  stampa,  in  una  saletta  di
  Montecitorio,   sul  tema  della  emergenza  idrica  considerando
  l'Assemblea regionale siciliana meno importante di quanto non sia
  un suo incontro con la stampa in quel di Montecitorio.
       E  possiamo  fare   riferimento   ad  altri  analoghi  casi:
  stamattina  la Commissione  Bilancio,  signor  Presidente,  aveva
  all'ordine del giorno la  copertura finanziaria di due disegni di
  legge che avrebbero dovuto  essere  discussi  oggi  pomeriggio in
  Aula. La Commissione, convocata per le ore 9.30, non aveva ancora
  iniziato i propri lavori alle ore 10.30 e quando il Presidente di
  turno dell'Assemblea ha sospeso i lavori dell'Aula per consentire
  alla Commissione di tornare a  riunirsi, la stessa alle ore 12.00
  non si è potuta ancora tenere perché mancava il Governo.
       Quindi,  ad  essere  assenteista   è   il  Governo,  non  la
  Commissione che era invece a ranghi completi, pronta ad esaminare
  i disegni di legge.
       Possiamo fare riferimento  anche  alla  mozione  sulla legge
  Tremonti. Come possiamo dimenticare, signor Presidente, che su un
  provvedimento di tale portata  per la Sicilia, quale è quella del
  pronunciamento sulla legge  Tremonti, la mozione messa per più di
  quindici giorni all'ordine  del  giorno  dell'Assemblea, non si è
  potuta  discutere   neanche   oggi?   La   mozione  decisa  dalla
  Conferenza dei capigruppo  e  messa  all'ordine del giorno per un
  lungo periodo, non  si  è  potuta  discutere perché il Presidente
  della Regione non è venuto in Aula per trattare la materia.
       E potremmo continuare con le sedute d'Aula come quella della
  settimana scorsa che è saltata  perché mancava il Governo.
       E' uno  stillicidio  di disinteresse del Governo per l'Aula.
  L'Aula  non  viene  valorizzata  e, come si sa,  quando  sono  il
  Governo ed il suo Presidente a non valorizzarne  i lavori, ognuno
  dei novanta qui presenti si chiede perchè il  compito,  il dovere
  di fare  funzionare  questa Istituzione debba ricadere unicamente
  su di essi.
       Nessuna giustificazione, si capisce, ma bisogna anche andare
  alla radice dei  fenomeni  di disinteresse che si producono, così
  come li abbiamo registrati
       E, allora,  ben  venga  la  modifica  regolamentare.  E' una
  modifica che, come  il  Presidente  sa,  va  in parallelo con una
  norma già  esistente  del  Regolamento,  all'articolo  68, che la
  Commissione per il  Regolamento non ha voluto sopprimere ma a cui
  ha  voluto  affiancare  questo  ulteriore articolo  -  che  credo
  sarà il 68 bis  -,  il quale si differenzia dal predetto articolo
  68 non solo per i  tempi,  che  sono molto accorciati, ma anche e
  soprattutto perchè affronta  la  speditezza delle procedure per i
  disegni di legge  che  vengono  individuati come prioritari dalla
  Conferenza dei presidenti dei Gruppi parlamentari.
       Quindi, mentre  l'articolo  68 affronta in generale tutta la
  materia dei disegni di legge, quali che siano, noi abbiamo voluto
  finalizzare questo atto, che comporta  un'accelerazione dei tempi
  solo per i  disegni  di  legge  individuati come prioritari dalla
  Conferenza dei  presidenti dei Gruppi parlamentari. Perchè questa
  norma  non diventi  un  modo  per  commissariare  le  commissioni
  parlamentari, perchè  non  diventi  percorso  ordinario - il  che
  potrebbe configurare  perfino  un'ipotesi  di ostruzionismo della
  maggioranza  -  la   Commissione  si  è  trovata  concorde  nello
  stabilire che questa  procedura  può  essere attivata solo con la
  maggioranza dei tre  quarti  dei  Presidenti  di  Gruppo,  quindi
  contemplando  anche   un   parere   favorevole   da  parte  delle
  opposizioni o di una parte dei Capigruppo di opposizione.
       Però, nonostante  le  precauzioni  che  sono state adottate,
  vorrei dire che il  ricorso  a  questa  norma  - lo raccomando ai
  colleghi della  maggioranza ed anche al Presidente dell'Assemblea
  - deve essere  eccezionale;  non  può  essere  ordinario, non può
  diventare il modo  per  saltare  le  commissioni,  perchè, in via
  ordinaria,  il Parlamento  agisce  ed  opera  attraverso  le  sue
  commissioni.
       Si sa che  una  cosa  sono  i  disegni  di legge trattati in
  commissione e  altra  cosa  sono  i  disegni  di  legge  trattati
  direttamente in Aula, dove non c'è il necessario approfondimento,
  dove ci si scambiano opinioni dal "palchetto" e non, come avviene
  in commissione, in  modo  diretto,  a  volte anche informale, con
  l'ausilio dei  tecnici,  degli  uffici,  con  la  possibilità  di
  approfondire  seduta   stante  tutti  gli  aspetti  di  carattere
  normativo a cui il disegno di legge fa riferimento.
       Quindi deve essere una norma che, più che  una  strada a cui
  si ricorre spesso, deve diventare solo un deterrente nei riguardi
  di  quelle  commissioni che siano inefficienti o  che  per  varie
  ragioni ostacolano l'attività del Parlamento.
       Io, onorevole  Presidente,  ritengo  che  questa  norma,  se
  intesa in  questa  accezione, può servire, anche se noi riteniamo
  che non è con le norme regolamentari  che  possiamo "ammanettare"
  il Parlamento.  Ogni deputato porta la  responsabilità degli atti
  che  compie,  prima  ancora  che  al   cospetto   del  Presidente
  dell'Assemblea, della  maggioranza,  del Governo, al cospetto dei
  suoi  elettori  e  deve  avere  il  senso  di  responsabilità  di
  concorrere   al  funzionamento  delle  istituzioni  parlamentari,
  perché,  come   si  sa,  quando  l'Istituzione  parlamentare  non
  funziona, non solo  non produce, ma alla fine l'opinione pubblica
  coinvolge tutti in un  medesimo  giudizio,  anche se in realtà le
  responsabilità, come si sa,  sono  ben  differenti tra chi ha una
  maggioranza di sessantasette  deputati su novanta e chi ha invece
  una presenza soltanto di ventitré  deputati.  Sono differenze per
  le quali il  Regolamento,  così  com'è, garantisce ogni possibile
  scelta che la maggioranza  adotta;  è  un  Regolamento  che non è
  volto ad impedire, è  volto  al  fare  e  quindi  a  sostenere la
  volontà di una  maggioranza  di parlamentari, garantendo anche le
  prerogative dell'opposizione.  Però  bisogna  anche  dire che, se
  non c'è un supporto  politico, se una maggioranza non ha un'anima
  interna che la  spinge  a  realizzare punti programmatici, scelte
  sulle quali ci si  è impegnati al cospetto degli elettori, non ci
  sarà nessun bastone o  nessuna carota che le  potrà fare superare
  questo limite.
       Per cui, con queste - chiamiamole -  avvertenze,  anche  con
  questi 'distinguo', se si vuole, da parte nostra, noi confermiamo
  il  nostro  voto  favorevole  a  questa norma  perché,  a  nostro
  giudizio, serve a dare un segnale, a dare  una  qualche risposta,
  pur essendo convinti che non sarà sufficiente  se  non interverrà
  un mutamento di attenzione da parte del Governo  ed  un mutamento
  di clima all'interno della maggioranza.

     PRESIDENTE  E' iscritta  a parlare l'onorevole Lo Curto. Ne ha
  facoltà.

     LO  CURTO .   Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,  nel
  preannunciare la mia  positiva  deliberazione  a favore di questo
  documento che oggi ci  viene  offerto, non posso tuttavia non far
  sentire  il profondo stato  di  disagio  con  il  quale,  da  neo
  deputato di quest'Assemblea,  avverto come di fatto sia la spinta
  dei  giornali e  l'attenzione,  non  certo  positiva,  su  questo
  Parlamento, espressa dai giornali che sollecita questo Parlamento
  a doversi esprimere  su  vicende  che  invece  lo  riguardano  in
  assoluto sul piano delle priorità.  E sono convinta, tra l'altro,
  anche  per  avere  scambiato qualche parola, anzi  più  di  poche
  parole,  con  i  colleghi deputati presenti e  anche  con  quelli
  assenti, che questa mia mortificazione profonda  sia  condivisa e
  diffusa.
       Allora, io sono certamente perché  si lavori,  ma sono anche
  perché si dica - e non dirlo appesantirebbe  il clima all'interno
  di questa Assemblea - che occorre una più  chiara regia politica,
  che occorre concordare in maniera coerente le  azioni  di  questo
  Parlamento  con  quelle  del  Governo,  che  noi  abbiamo  votato
  recentemente  una  finanziaria  piuttosto  rigida,   che  non  ha
  lasciato spazi e manovre, ma che certamente, sul  piano di quello
  che sarà nel futuro, ci potrà consegnare un  ruolo,  che non deve
  essere  il ruolo che, penso, non interessi la  maggior  parte  di
  noi,  se  non  tutti  noi, quello di fare  clientela  nei  nostri
  territori, ma è quello d'individuare le  priorità  rispetto  alle
  quali questo Governo deve confrontarsi con la  maggioranza  e con
  l'intero Parlamento.
       Allora, nella  preoccupazione  profonda   che noi si finisca
  per  scadere, rispetto a  un  ruolo  che  i  cittadini  ci  hanno
  consegnato e anche  rispetto  ad alcune affermazioni di multare i
  colleghi  che  non vengono  e  che  sono  assenti,  in  linea  di
  principio  io   mi   dichiaro   assolutamente   contraria, perchè
  sembrerebbe  un gioco al massacro contro il  Parlamento,  di  cui
  pure  io  faccio parte, di cui pure Lei,  signor  Presidente,  fa
  parte.
       Il  Parlamento   probabilmente  è  manchevole,  ma  c'è  una
  disattenzione che nasce  anche  da  una non chiara programmazione
  delle scelte e da  una  non  chiara  individuazione del ruolo che
  all'interno  di  questo  Parlamento ciascuno di  noi  deve  poter
  condurre e portare avanti.
       Quindi,  non   serve   un'azione   repressiva   contro   gli
  assenteisti, bisogna piuttosto  capire  perchè, se ci si assenta,
  qual  è  la  ragione  e  individuare  le   giuste  operazioni  di
  correzione di comportamenti che non fanno bene a nessuno.
       Quindi, anche tra coloro che  all'interno  della maggioranza
  si sono scagliati contro i colleghi assenti, io  vorrei  dire che
  non serve a nessuno scagliarsi contro chi è  assente,  perchè  la
  responsabilità è di tutti, colleghi  deputati,  nessuno  escluso,
  maggioranza ed opposizione, certamente più  della maggioranza che
  dell'opposizione  perchè, avendo più numeri  a  disposizione  per
  governare i processi, non ha fino ad  oggi  gestito adeguatamente
  questo suo ruolo.
       Quindi, io affermo  la  mia  volontà di votare positivamente
  questa modifica del  Regolamento, ma  sul  piano del principio ho
  delle profonde riserve, perchè sono, da parlamentare e da persona
  che non vuole assentarsi, ma che ha invocato  ed  invoca  che  la
  politica torni all'interno di questo Parlamento,  che la politica
  faccia la sua parte, che la politica consegni  alla  Sicilia quel
  ruolo strategico che deve avere in Europa e  nel mediterraneo, io
  mi  attendo  che  insieme,  tutti  quanti,  Parlamento  intero  ,
  maggioranza ed opposizione, con un'azione concertata del Governo,
  si possa far fare alla Sicilia questo salto  di  qualità che essa
  attende da troppo tempo.

     PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole  Cintola.  Ne ha
  facoltà.

     CINTOLA    Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   se  la
  Conferenza  dei  presidenti  dei  Gruppi   parlamentari,   se  il
  Presidente dell'Assemblea che ha esposto alcuni  principi forti e
  fondamentali,  anche  parlando  ai  giornalisti,  se  quest'Aula,
  ancora oggi, non ha disegni di legge su cui doversi cimentare, se
  le assenze sono state non solo fatte, ma  anche pubblicizzate, se
  poi "l'Economist" dice che siamo Paese da  terzo  mondo, dobbiamo
  una domanda ce la dobbiamo fare e dobbiamo tentare di comprendere
  dove sono le responsabilità, dov'è il tipo di  azione  che ognuno
  di noi ha il dovere di compiere.
       Siamo stati eletti  con  un  consenso  popolare, siamo stati
  eletti con delle  regole,  con  dei principi, con dei regolamenti
  che sono alla base della nostra presenza, della nostra volontà di
  essere, della nostra  volontà  di partecipare anche ai Governi se
  siamo in una  maggioranza o di essere opposizione come Capodicasa
  ha  dimostrato  di essere opposizione oggi  nel  suo  intervento,
  dicendo con chiarezza che su questa norma,  della quale parliamo,
  anche l'opposizione vota, ritenendola una norma  non punitiva, ma
  una norma che possa allinearsi con il nuovo  sistema che c'è. C'è
  un  sistema elettorale che ha dato al  Presidente  della  Regione
  alcuni poteri che prima non aveva, eletto direttamente dal popolo
  ha una sua funzione di potere anche diversa da quella che è stata
  per il passato e c'é, dall'altro verso, un'Assemblea che quasi si
  mortifica,   si  automortifica,  quasi  con   un   complesso   di
  inferiorità, guardando a quelli che sono  i poteri dell'esecutivo
  e non guardando a quelli che sono i suoi  compiti, i suoi diritti
  e i suoi doveri, che sono quelli di  legiferare,  che sono quelli
  di tentare di dare le risposte serie e concrete  che  la gente si
  aspetta da questo Parlamento, da  quest'Assemblea, da quest'Aula.
       E se, onorevoli colleghi, senza volere dare patenti né  alla
  maggioranza  né  all'opposizione, se i novanta  deputati  non  si
  rendono  conto  fino  in  fondo  che il loro  compito  non  é  la
  protesta attraverso l'assenso - la collega Lo Curto  ha  fatto il
  suo intervento e ha compreso che il suo  compito  era  andarsene,
  poi,   perché  risolve i suoi problemi avendo  detto  quello  che
  pensava,  liberamente,  io lo comprendo -, se  le  ragioni  della
  politica che invochiamo a supporto di un malessere  che  porta il
  Governo ad essere presente con tre, quattro,  cinque assessori su
  dodici - sbagliando, perché  dovrebbero essere presenti dodici su
  dodici in Aula, perché per me é un errore che non si sia qui, per
  dare  lustro, per dare presenza, per dare  contezza  del  proprio
  operato, della propria programmazione - se, poi,  l'Aula  però ha
  da dovere dire che manca la politica, manca  il  raccordo  con il
  Governo,  io  partecipo  al  Governo da maggioranza  con  i  miei
  assessori e poi, però, mi sento delegittimato perché manca questo
  contatto tra l'Aula e il Governo, e l'unica  arma  che  ho  nelle
  mani é  quella di assentarmi dall'Aula o  dalle commissioni, come
  sta avvenendo in maniera forte e assurda anche,  -  37 assenze su
  50, o 15 su 18, o 14 su 21 -, se questa  é  diventata la reazione
  anche contro il Governo che può non essere - o é o  non é -, dico
  che  noi ci siamo immiseriti in termini ridicoli  e  assurdi  per
  l'opinione  pubblica che ci sta guardando.
       Non  é   il  giornale,  collega  Lo  Curto,   che  ha  posto
  condizioni da terzo mondo all'interno di quest'Aula,  non  é  chi
  ha fotografato la realtà, è come volere dire che  se  io  dico al
  ladro che é  un ladro, io sto sbagliando  e  sto  depauperando le
  risorse o l'onorabilità del cittadino che sta rubando, ma il tema
  è  non rubare, non dire che se io dico al ladro  a  chi  é  ladro
  divento  io  colpevole,  di ché?
       Dico, allora, che questo é  un momento delicato  e serio per
  quest'Assemblea.  Questa é  un'Assemblea che é  stata  capace  di
  fare una lodevolissima, forte legge finanziaria e di bilancio. E'
  un'Aula  che ha saputo rinunciare al  particolarismo,  ha  saputo
  rinunciare alle piccole cose e ha saputo, in  tre lunghe giornate
  e notti di lavoro, dare lustro,  forza e dignità  al bilancio e a
  tutto quanto c'era nella finanziaria,  otto, dieci leggi che sono
  di importanza vitale per la Regione siciliana.  Questo merito noi
  ce lo abbiamo e lo abbiamo fino in fondo come Assemblea nella sua
  totalità,  maggioranza  e  opposizione,   perché  neppure  alcune
  sollecitazioni che sono state fatte dall'opposizione  e  che sono
  state accolte avevano il senso della settorialità, ma  é stato un
  tutt'uno che ha portato il Commissario dello Stato a dire che era
  una  finanziaria forte e rigorosa, a dare  un  giudizio  positivo
  sull'Aula e su tutte le componenti di quest'Aula.  Ma  questo non
  basta
       Ed  il  fatto  che, a seguire, sono  rimaste  poche  risorse
  disponibili  e  tanti,  tantissimi disegni di  legge  che  sembra
  debbano percorrere la strada della velocità, cioè  di chi  arriva
  prima,  senza comprendere che appena uno arriva prima, se  non  é
  arrivato  prima, con  un  discorso globale  di  programmazione  é
  arrivato, forse, l'ultimo dei meno importanti disegni di legge in
  Aula, che chiudono, perché non c'é  più denaro, non c'é  più come
  fare  leggi ulteriori e manca quindi una  programmazione  che  va
  affidata non solo al Governo ma alla  commissione  Bilancio,  che
  significa l'Aula.
       Allora,  se  non  c'è  programmazione  a  monte   e  se  non
  stabiliamo  quali  sono  i  reali  interessi  su  cui  andare  ad
  appostare gli ultimi soldi che sono rimasti e  che siamo riusciti
  a salvare con la stessa finanziaria e con  lo  stesso  bilancio e
  con  il  sacrificio  totale  dei  novanta deputati  che  si  sono
  cimentati in quella finanziaria, noi avremo potuto fare le corse,
  avremo potuto dare qualche disegno di legge in  più  in  Aula, ma
  non avremo fatto il nostro dovere fino in fondo.
       Io l'avevo detto, nella riunione dei  Capigruppo,  che  oggi
  difficilmente sarebbe stata una  giornata  fortemente produttiva,
  l'ho temuto perché ritenevo che la legge  sugli  appalti,  quella
  che stiamo invocando da tutti i lati, maggioranza ed opposizione,
  arrivasse in Aula oggi, questo era il disegno  ed il pensiero per
  dare la spallata che dovevamo dare al servizio  della  Sicilia  e
  dei  siciliani. Non ci siamo riusciti, ma non  per  mancanza  del
  presidente  della  Commissione e della  Commissione  stessa,  che
  hanno  lodevolmente  lavorato  e che  continuano  lodevolmente  a
  lavorare;  io  so che presto avremo questo disegno  di  legge  in
  Aula.
       Oggi siamo chiamati - e mi avvio a concludere  -  a dare una
  risposta  positiva  al fatto che  il  presidente  dell'Assemblea,
  sentiti in maniera favorevole i "tre quarti" e  non  è  stata una
  proposta  dell'opposizione,  è  stata  una   proposta  fatta  dai
  Capigruppo della maggioranza, che hanno  scritto ufficialmente in
  questo senso al Presidente dell'Assemblea,  perché  non  volevamo
  che diventasse una norma per la maggioranza, le  norme  sono  per
  l'Assemblea,  maggioranza ed opposizione, e,  nello  stabilire  i
  "tre  quarti",  abbiamo voluto coinvolgere  fortemente  il  ruolo
  delle minoranze. Allora, se questo disegno di legge - chiamiamolo
  così  -, questo articolo aggiuntivo 68 bis ottiene,  come  io  mi
  auguro e come sono certo che otterrà il voto favorevole di questa
  Assemblea,  significa che abbiamo fatto un  altro  passo  avanti,
  dando  anche  a  questo  nostro  Presidente un  potere  quasi  da
  riequilibrio al potere dell'esecutivo, di  un  Presidente  eletto
  dal popolo e che ha poteri forti rispetto  a  quelli del passato,
  dando  anche  al  Presidente  dell'Assemblea  la  possibilità  di
  proporre ai tre quarti dei presidenti dei  Gruppi parlamentari il
  prelievo  di un disegno di legge che stagni  oltre  i  60  giorni
  dentro le commissioni.
       Non  è  punitivo,  sono  certo  che  non  arriveremo  mai  a
  prelevarlo se avremo  assunto  la  responsabile  valutazione  che
  essere deputati qui, in quest'Aula, non significa esserci, con le
  nostre assenze in contrasto, con il nostro silenzio in contrasto,
  parliamo,  abbiamo  il  dovere  di parlare,  di  comprendere,  di
  capire,  di  trovare  il  punto  di  accordo e  di  incontro  per
  l'Assemblea  perché  il Governo capisca e  senta.
       L'assenza  del  Governo  questa   mattina   in   commissione
  Bilancio, che non ci ha consentito di guardare ai  due disegni di
  legge, è una assenza che non merita assoluzioni  e  mi auguro che
  il Presidente della Regione, che ha già  espresso  sul  giornale,
  con una sua dichiarazione, che non appena avrà  un  assessore che
  per due volte consecutivamente e senza ragione  alcuna si assenta
  dalle  commissioni viene espulso dal Governo,  possa  portarlo  a
  termine con forza e con coraggio. Ma, per  dire questo, onorevole
  Lo  Curto,  debbo  dire  pure  che se ci  sono  deputati  che  si
  assentano  dall'Aula o si assentano dalle  commissioni  hanno  il
  diritto-dovere di essere penalizzati, come lo è alla Camera ed al
  Senato, qualsivoglia altro deputato.
       Ed ecco perché  ho presentato da solo,  signor  Presidente -
  perché  è  una  battaglia che conduco da cinque  anni  su  questo
  argomento - un ordine del giorno con il  quale  La invito, signor
  Presidente,  ad andare alla penalizzazione, sia in  Aula  che  in
  commissione, con gli accertamenti dovuti e  con l'equiparazione a
  quello che succede alla Camera ed al Senato,  ma  in tempi brevi,
  stabiliti, non con le sottocommissioni  che  potrebbero  portarci
  alle "calende greche" e far restare tutto così  per com'è.
       Perchè è vero, signor Presidente, che ognuno deve sentire il
  bisogno interiore di fare il proprio dovere fino in fondo accanto
  ad un corrispettivo che noi prendiamo e per  il quale poi andiamo
  sulla  stampa,  come  se  fossimo  pagati  molto e  come  se  non
  lavorassimo affatto, accanto alle persone però che  qua dentro ci
  sono,   e  possono  anche  essere   considerati   la   stragrande
  maggioranza, che qui si passano giorni, ore, e sa fare il proprio
  dovere fino in fondo e che invece viene accomunato in un giudizio
  che non spetta all'intera Assemblea. Noi non possiamo chiedere al
  giornale di tacere se noi non facciamo il  nostro  dovere fino in
  fondo
       Ecco,  signor  Presidente -  e  chiudo - perchè  io  ritengo
  indispensabile,  assolutamente   indispensabile   non  punire  ma
  tentare di far capire a chi non capisce. Ci sono colleghi che qui
  non vengono mai.
       Io sono stato un  poco interpretato male quando sul giornale
  mi si è fatto dire che  i  deputati  che  vengono da lontano sono
  assenteisti; non ho mai detto  una cosa del genere.  Ho detto una
  cosa leggermente diversa, ho detto che, se  può essere consentito
  a chi sta lontano da Palermo e viene  dalle province più lontane,
  ad avere qualche assenza, questo non può essere consentito a chi,
  stando a Palermo - e ce ne sono parecchi -  non  vengono in Aula,
  non vengono in Commissione e accumulano una serie  di assenze che
  noi vogliamo giustificare e dare ad esse il  tono della politica,
  delle ragioni della politica, del rapporto tra  la maggioranza ed
  il Governo, tra l'Assemblea e il Governo,  tra l'organo esecutivo
  e  l'organo legislativo; questa è una mancanza  di  rispetto  nei
  confronti  degli elettori e della Sicilia,  questo  è  un  dovere
  mancato di fronte ai compiti che abbiamo,  questo è un momento in
  cui  bisogna  riprendere,  se  lo  vogliamo   davvero,  il  ruolo
  dell'autonomia  siciliana,  della Regione  siciliana,  di  questa
  Assemblea, altrimenti noi saremo coinvolti in un giudizio che non
  ci compete, signor Presidente.
       Ecco perchè io temo che il suo decreto, che era già pronto e
  che ha presentato in commissione "Regolamento" e che  oggi non va
  più avanti, io temo che per cercare il  meglio  e  l'ottimo  alla
  fine si riduca a non farlo più.  E invece  bisogna  farlo  Non lo
  teme chi ha interesse a dare risposte concrete  alla Sicilia, non
  lo teme chi ha rispetto per i propri elettori,  non  lo  teme chi
  non vuole che "l'Economist" parli male di noi, non lo teme chi fa
  il proprio dovere fino in fondo.
       Ecco perchè la invito, signor Presidente,  con il mio ordine
  del giorno, senza con questo volere accusare nessuno  e niente, a
  dare corpo al fatto che, se siamo pagati per  stare  qui  con uno
  stipendio che è lauto e che è forte, noi  abbiamo  il  dovere  di
  corrispondere e corrispondere fortemente con la nostra presenza e
  con   il   nostro  parlare,  con  il   nostro   interloquire   al
  diritto-dovere che abbiamo di dare risposte serie e concrete.
       E' da cinque  anni  che faccio questa battaglia isolatamente
  in questa Assemblea  e spesso  ho  avuto, anche da parte di tanti
  colleghi, affermazioni di buona volontà ad essermi  accanto  ed a
  portare  avanti  questa  battaglia. Alla fine,  mi  sono  trovato
  sempre con coloro i quali hanno preferito  lasciar  perdere,  non
  dare  ammende  e  poi  consentirsi  però  di  abbassare  il  tono
  dell'autonomia e del valore di quest'Aula.
       E' un momento delicato,  è   un  momento  in cui alcune cose
  marciano  e  marciano  con  molta farraginosità, ma  è  anche  il
  momento di prendere responsabile valutazione  del  proprio ruolo,
  della propria dignità, del proprio onore, della propria immagine,
  da  non consacrare ignominiosamente contro  chi  vuole  denigrare
  tutto e tutti in maniera qualunquistica e assurda.
       Io la ringrazio, signor  Presidente, e la invito a definirlo
  questo processo che lei  ha  voluto  lodevolmente  iniziare  e  a
  determinarlo in tempi brevi  e  tali  che  diano  lustro non solo
  all'impegno che lei  personalmente  ha  assunto  con  la Sicilia,
  attraverso i giornali, ma  che  io  credo  sia  ormai  un  dovere
  irrinunziabile da parte dell'Assemblea di autocastigarsi nel caso
  in  cui le parole più  non  bastano  e  c'è  bisogno  di  qualche
  bastonata in più.

     PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole  Sanzeri.  Ne ha
  facoltà.

     SANZERI  Signor Presidente,  onorevoli  colleghi, non è facile
  prendere  la parola dopo  un  intervento  così  accorato  e  così
  diretto al cuore  dell'Assemblea da parte dell'onorevole Cintola.
  Devo  dire  anche  che però - e lo rammento a  me  stesso  -  che
  l'onorevole Cintola  è  il  Presidente  del  secondo gruppo della
  maggioranza e  che,  quindi,  credo  si adopererà all'interno del
  gruppo  e  della  maggioranza  per  recuperare  politicamente, un
  ruolo, che,  secondo  me, è assolutamente necessario debba essere
  degno del posto in cui ci troviamo.
       Devo dire, e forse sarò il solo a pensarla così, che giudico
  assolutamente insufficiente  il  provvedimento  approntato  dalla
  Commissione Regolamento che oggi giunge all'esame dell'Aula.
       Lo giudico insufficiente  perché,  dal  punto  da  cui siamo
  partiti, dalle polemiche sui giornali, dagli articoli di denunzia
  di una nostra  inefficienza,  di  un  nostro  assenteismo,  dalle
  dichiarazioni   rilasciate   da   importanti   uomini   politici,
  capigruppo di questa Assemblea,  in questi giorni, sui giornali e
  negli  interventi pubblici, a  me  pare  che  la  montagna  abbia
  partorito il topolino.
       Secondo me,  altre  risposta  andavano  date  non  a  questa
  Assemblea   ma  soprattutto  all'opinione  pubblica  siciliana  e
  italiana purtroppo.
       Questa è  la  mia  prima  esperienza, pensavo che la dovessi
  vivere in  maniera  diversa. Subire le battute degli amici al bar
  sul fatto  che  siamo sempre assenti, che prendiamo tanti soldi e
  non produciamo niente, guardate che non fa piacere.
       Io credo che  la  terapia che oggi è stata introdotta con la
  proposta    della   Commissione   Regolamento sia   assolutamente
  insufficiente perché è  come se noi dicessimo che la colpa è solo
  e semplicemente delle  Commissioni.  Se  usiamo o utilizziamo uno
  strumento per cui le Commissioni possono essere bypassate, allora
  l'inefficienza scomparirà e tutto andrà per il suo verso.
       Io non credo che sia questa la soluzione al problema. Se c'è
  una deficienza, questa  viene  dalla  Conferenza  dei capigruppo,
  nell'assenza di programmazione, nell'assenza di automatismi anche
  di riunioni.
       Ci si  stanca a prenotare gli alberghi e poi disdirli perché
  abbiamo chiuso i lavori anticipatamente.
       Credo, quindi,  che  noi  dobbiamo fare un salto qualitativo
  non indifferente.  Questa  è  una  proposta  che  non  basta. Noi
  dobbiamo,  invece,  ristabilire meglio i compiti dell'Assemblea e
  del Governo  alla  luce  della  nuova  legge  elettorale.
       Il fatto che  il  Governo  non  dipenda  più  dall'Assemblea
  potrebbe  essere un'occasione  storica,  che  il  Presidente  non
  dipenda  più   dall'Assemblea potrebbe liberare   l'Assemblea  da
  quell'angoscia, che aveva  nel  passato,  di attendere ogni volta
  per fare rimpasti  per fare sostituzioni.
       L'Assemblea potrebbe, in  questo  caso, assolvere al compito
  importante, che le è  proprio,  di  legiferare, di non permettere
  che il rapporto tra  la  Commissione  Bilancio  ed  il Governo si
  fermi e duri soltanto  la  stagione della Finanziaria, con grande
  danno per il ruolo di questa Assemblea.
       Allora,  bisognerebbe  fare  una riflessione sul ruolo delle
  Commissioni,  dell'Assemblea,  sulla  programmazione delle sedute
  che deve  avere  almeno  un respiro mensile, nel senso che ognuno
  sarà e  deve  essere in grado di programmarsi la propria attività
  dentro e fuori dall'Assemblea.
       Per  cui  credo   che   possiamo,   in  sede  di  Assemblea,
  incominciare a riflettere e  a valutare proposte che vadano anche
  nel  senso  delle cose  che  dico,  che  non  si  penalizzino  le
  commissioni, ma che invece si introducano elementi di riforma che
  facciano lavorare meglio  le  commissioni,  meglio  l'Assemblea a
  vantaggio del Governo e certamente del popolo siciliano. Grazie.

     FLERES  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     FLERES  .   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Filippo
  Turati,  uomo   di  cultura  socialista,  e,  quindi,  certamente
  distante dalle mie  posizioni  politiche,  diceva che le ferrovie
  non servono per i  ferrovieri,  servono per i passeggeri, con ciò
  intendendo dire che  le  regole,  le  disposizioni che vengono di
  volta in volta  adottate devono essere funzionali ad un risultato
  di carattere generale,  non  funzionali  a  chi  determina quelle
  stesse condizioni per trarne un beneficio.
       Sono convinto che le modifiche  al  Regolamento  che  stiamo
  introducendo  oggi, anche se  certamente  non  sono  sufficienti,
  rappresentano sicuramente un passo in avanti perché consentono di
  eliminare  alcuni  passaggi   che   certamente   determinano  una
  utilizzazione  spesso  non   propria  del  tempo  che  abbiamo  a
  disposizione.
       Ma  né   questa  disposizione,   né   questa   modifica   di
  regolamento,  né  altre   modifiche   di  regolamento,  onorevoli
  colleghi, possono sostituirsi  all' assenza della politica, che è
  il vero male oscuro,  non  soltanto  di  questo Parlamento, ma di
  diverse istituzioni politiche  che operano nel nostro territorio.
  Non credo che i consigli  di quartiere o i consigli comunali o il
  Parlamento nazionale vivano  una  condizione  di  minore  disagio
  rispetto al nostro.
       Allora  il  problema  non  è  di  natura  regolamentare,  il
  regolamento è uno strumento che viene adottato per raggiungere un
  obiettivo, ma viene adottato in  funzione della individuazione di
  quell'obiettivo,  se  l'obiettivo  è   quello  di  accelerare  la
  procedura legislativa, lo  strumento  è quello di semplificarne i
  percorsi per determinare una  decisione,  ma  se la decisione non
  vuole essere assunta  qualsiasi regolamento può essere inadeguato
  e noi non siamo qui  solo  per  decidere, siamo qui anche per non
  decidere o per decidere il contrario di quello che qualcuno vuole
  che si decida.
       L'azione politica non ha un'unica  direzione  di  marcia, ha
  tante direzione di  marcia;  ciascuna direzione è interpretata da
  ciascun  parlamentare o  da  ciascun  gruppo  parlamentare  o  da
  ciascun partito. E allora  chi  è  che stabilisce la direzione di
  marcia?  E'solo dopo che è stata stabilita la direzione di marcia
  che si può stabilire, a  sua  volta, se la stessa viene seguita o
  non viene seguita,  se  esiste  un'  omogeneità, un'armonicità di
  comportamenti da parte dei singoli deputati o dei gruppi rispetto
  al raggiungimento  dell'obiettivo,  al  raggiungimento della meta
  che è stata  intrapresa, avviando  quell'azione  di  cui  abbiamo
  parlato, orientandosi verso quella direzione di marcia.
       Qui non manca, e non solo  qui,  la  disposizione secondo la
  quale  determinare  il percorso, qui  manca  il  percorso,  manca
  l'itinerario, c'è la macchina,  ci  sono  una  serie di piloti di
  questa  macchina,  ma  non  c'è  l'itinerario  e, in  assenza  di
  itinerario, anche Schumacher  rischia  di  perdere  il  suo  Gran
  Premio e anche la  Ferrari  rischia  di non vincere il campionato
  mondiale marche.
       Allora dobbiamo chiederci:  perché  manca  la  direzione  di
  marcia?  Certamente  non  perché  in  commissione  non  si  possa
  decidere con cinque deputati  presenti  e  ce  ne  vogliano sette
  oppure perché  abbiamo  introdotto  o non introdotto una sanzione
  di un' aliquota o  di  un'altra  aliquota, la direzione di marcia
  non c'è perché non c'è la politica.
       Se  noi  ricostruissimo  un   percorso   secondo   il  quale
  attraverso gli strumenti della politica potessimo recuperare   il
  consenso,  il  rapporto  con  l'opinione  pubblica, la armonicità
  nella  vita di ciascun gruppo parlamentare, di ciascun partito e,
  solo dopo averla  recuperata,  la sottoponessimo al confronto con
  gli altri gruppi parlamentari  e  con  gli  altri  partiti e, una
  volta individuato l'obiettivo  finale, la sintesi di tutti questi
  ragionamenti, non  riuscissimo  a raggiungere l'obiettivo, allora
  sì che il problema sarebbe di natura regolamentare.
       Ma  oggi non è questa la situazione nella quale ci troviamo;
  noi  oggi  operiamo  in assenza assoluta di direzione di marcia e
  pretendiamo  di montare su una macchina che affidiamo ad una casa
  produttrice  eccellente  e  dopo  che  ci  siamo saliti sopra non
  sappiamo  in quale direzione è il traguardo della gara alla quale
  stiamo partecipando.
       Allora, onorevoli colleghi, dobbiamo avere la consapevolezza
  che tutto quello che  possiamo fare, sul piano regolamentare, sul
  piano dell'accelerazione  delle  procedure, della semplificazione
  delle procedure, è certamente ben fatto. Ma se noi non risolviamo
  a monte il problema  del ritorno della politica in quest'Aula, il
  problema  della  corretta   gestione   della   vita   dei  gruppi
  parlamentare,  il  problema   del   corretto   rapporto  tra  chi
  rappresenta momenti istituzionali  e  i  rispettivi  partiti, noi
  potremmo fare il regolamento  più  bello  del  mondo  o  non aver
  affatto alcuno regolamento e andare  in  Aula; e  vince  chi fa a
  pugni meglio degli altri  ma  il  risultato sarebbe identico, non
  raggiungeremmo quello che è il nostro obiettivo.
       Allora  l'appello  che  io  mi sento di formulare, onorevoli
  colleghi,  non  è  quello  di assecondare o non assecondare certi
  populismi  verso i quali mostriamo forse un' eccessiva indulgenza
  ma è quello di compiere, ciascuno di noi, un' autocritica che non
  è sanzionabile una  volta  stabilita la responsabilità, perchè le
  responsabilità morali non sono sanzionabili, sono sanzionabili le
  responsabilità che vanno a  violare  il codice penale o il codice
  civile o un codice qualunque.
       Ma  la  responsabilità  morale  e  dunque  la responsabilità
  politica, che è parte della responsabilità morale, non può essere
  sanzionabile perchè nessuno può sanzionare un deputato che decide
  di non votare una legge  o  decide  di non partecipare al voto di
  una legge perchè la ritiene ingiusta, inopportuna, inadeguata.
       Nessuno può stabilire di vincolare il mandato parlamentare o
  di vincolare il  comportamento  politico e parlamentare, tentando
  immoralmente di  introdurre  meccanismi  che  vincolerebbero,  se
  introdotti, la libertà  di  comportamento  del  Parlamento.
       Certo stiamo parlando di  un  Parlamento  che  non  è facile
  difendere, ma non è  facile  difenderlo  non  perchè riesca o non
  riesca a produrre leggi; e chi lo ha detto che produrre più leggi
  è meglio che produrne di  meno?  E  dove  è  scritto che le leggi
  prodotte non siano tante  e tali da essere sufficienti rispetto a
  quelle che sono le esigenze della Regione?
       Ovvero chi dice  il contrario?  Chi stabilisce stabilisce la
  discriminante secondo la quale  una  cosa deve essere fatta o non
  deve essere fatta?
       Lo stabilisce la politica. E  dunque, se non c'è un recupero
  dell'azione politica non  può  esserci  certamente  una soluzione
  surrettizia come quella  di  cui  abbiamo letto, sentito, parlato
  anche questa mattina.
       Voglio fare un  esempio, spinto  dal  ragionamento  che  sto
  compiendo:  ammettiamo   che  noi  riteniamo  responsabili  della
  inefficacia dell'azione parlamentare  le  commissioni di merito e
  dunque lo diciamo, come  stiamo  dicendo  con questa modifica del
  Regolamento, che, preciso  subito  che condivido comunque, perchè
  qualsiasi cosa acceleri i  processi  decisionali  va  bene se poi
  segue la decisione; se la  decisione non c'è allora vuol dire che
  è inadeguata la soluzione che abbiamo intrapreso.
       Nella scorsa legislatura ed  in  questa,  fino  ad  oggi,  i
  regolamenti  applicati erano  gli  stessi.  Allora  perchè  nella
  scorsa legislatura si  legiferava  e  in questa no? Probabilmente
  perchè nella scorsa legislatura esisteva un indirizzo di marcia e
  forse in questa non esiste.  Dunque  il  problema  vero  non è il
  regolamento.
       Torniamo  al  discorso  di prima, era l'azione politica ed è
  l'azione    politica,   allora   voglio   spingermi   su   questo
  ragionamento.
       Poniamo il caso  che  la responsabilità dell'immobilismo sia
  delle  commissioni  ed   quindi   riteniamo   di   sanzionare  le
  commissioni  di  merito   o   di   sanzionare  le  assenze  delle
  commissioni di merito o  di  trovare  un meccanismo attraverso il
  quale le stesse possano lavorare.
       Ma siamo sicuri di avere risolto il problema? Ammettiamo che
  nelle  commissioni  di  merito,  in  virtù  di  queste  modifiche
  regolamentari o in virtù  di  una ritrovata etica della politica,
  si riescano a produrre i disegni di legge che riteniamo di dovere
  produrre,  dopodichè,  le  leggi  esitate  dalle  commissioni  di
  merito, la gran parte  delle  leggi  esitate dalle commissioni di
  merito, vada a finire  in  Commissione  Bilancio.  Ebbene,  se in
  Commissione Bilancio non  si  trova  la copertura finanziaria per
  quelle leggi, la colpa  eventuale della non legiferazione è delle
  commissioni di merito o è della Commissione Bilancio? E, se non è
  della commissione di  merito  ed  è  della  Commissione Bilancio,
  siamo sicuri che è  della  Commissione  Bilancio  o è del Governo
  che, nel frattempo, non  è  riuscita  ad  adottare misure tali da
  determinare una maggiore  entrata  finanziaria  per  la Regione e
  dunque una maggiore capacità di spesa?
       Ed  allora,  mettiamo  il  caso  che  noi  introduciamo  una
  sanzione  particolare  secondo  la  quale, se  il  Governo  entro
  sessanta giorni non riesce a dare la copertura finanziaria, se la
  dà automaticamente la  Commissione Bilancio e, pertanto, mandiamo
  i disegni di  legge  della  Commissione Bilancio  senza l'attuale
  disciplina che impone al Governo la relativa copertura  in Aula.
       Questo  è  il  caso in cui la colpa, fra virgolette, è della
  Commissione  Bilancio   o   del  Governo  che  non  dà  copertura
  finanziaria.  E mettiamo  che  anche la Commissione Bilancio, con
  l'uno o con l'altro  sistema,  con  la  copertura  del  Governo o
  senza,  recuperando  quell'   etica  della  politica  cui  facevo
  riferimento prima, esita questo fantomatico, ipotetico disegno di
  legge e lo manda in Aula, ed in Aula non si forma una maggioranza
  attorno alla quale esprimere una posizione o un'altra rispetto al
  risultato da ottenere.
       A  quel punto, la responsabilità di chi è? Della commissione
  di merito, della Commissione  Bilancio,  del  Governo  che non ha
  trovato i soldi o dell'Aula che non ha legiferato?
       Perché ho voluto fare questo ragionamento della cui retorica
  mi rendo conto? Perchè   deve  portarci a riflettere sui passaggi
  che compiamo, in  quanto intendo ulteriormente ribadire, anche in
  virtù di questo esempio  che ho formulato, che l'azione politica,
  la politica non è  surrogabile  con  la  modifica del Regolamento
  sulle Commissioni di  merito,  nè  su  quello  che  eventualmente
  dovesse  riguardare  la   Commissione Bilancio,  nè  persino  sul
  comportamento del Governo. La politica non è surrogabile
       O, dunque, compiamo  tutti  uno  sforzo  attraverso il quale
  riportare la politica in questo Parlamento, riportare la politica
  per ciascuno di noi  all'interno dei nostri gruppi parlamentari e
  dei nostri partiti, o  ogni sforzo che possiamo compiere sarà uno
  sforzo metodologico,  sicuramente  da condividere, sicuramente da
  rispettare, o da premiare  addirittura,  ma  non  avrà risolto il
  problema di fondo che è l'assenza della politica.
       Onorevoli colleghi, nel  ribadire  il  mio  voto  favorevole
  all'emendamento   al    Regolamento,  proposto   dal   Presidente
  dell'Assemblea, e credo ce  ne siano altri proposti dai deputati,
  che,  personalmente,  condivido   -  lo  ripeto,  tutto  ciò  che
  introduce elementi di semplificazione io lo condivido - ribadisco
  il concetto di fondo:  o  torna la politica in questo Parlamento,
  o torna la politica in  questa  Regione,  e  mi  permetto di dire
  anche in questo Paese, o  difficilmente i cittadini saranno messi
  nelle condizioni di vedere risolti  i  problemi  - e sono tanti -
  che  giorno dopo  giorno  ci  vengono  posti  silenziosamente  da
  alcuni, clamorosamente da  altri,  ma  con il medesimo risultato:
  quello di non  ottenere  risposte  oggettivamente e correttamente
  adottate da chi le deve adottare.
       Oggi,  per  quanto  ci riguarda, il Parlamento siciliano; in
  altro momento, in altra sede, i Consigli comunali o il Parlamento
  nazionale.

     PRESIDENTE  E' iscritto  a  parlare l'onorevole Giannopolo, ne
  ha facoltà.

     GIANNOPOLO Signor  Presidente,  intervengo  per  una questione
  specifica sulla formulazione  dell'articolo 68, ma anche per fare
  due considerazioni di carattere più generale.
       Non so se lei, signor Presidente, ha avuto modo di percepire
  il guasto enorme che si  è  venuto  a creare in questi giorni nel
  rapporto  tra  il   nostro   Parlamento   e  l'opinione  pubblica
  siciliana, ne accennava l'onorevole Sanzeri.
       Io credo  che  noi  ci  troviamo,  forse come non mai, in un
  momento in cui questa Assemblea ha raggiunto il minimo storico di
  credibilità   e  di  autorevolezza  nei  confronti  dell'opinione
  pubblica  siciliana  e  non  solo  quella  più  avvertita  e  più
  avveduta, ma io dico  l'opinione pubblica più diffusa, quella che
  sta nei luoghi di lavoro,  quella  che sta nelle case, quella che
  sta nelle strade e via di seguito.
       Cioè  il Parlamento regionale raggiunge il minimo storico di
  credibilità nel  momento  in  cui la Regione siciliana, ed è tema
  anche di  una  grande enfasi che ieri il Presidente della Regione
  ha  messo  nel festeggiare il cinquantaseisimo anniversario dello
  Statuto,  nel  momento  in  cui  nella Regione siciliana, invece,
  viene  raggiunto l'obiettivo sulla stabilità politica, attraverso
  l'elezione diretta del Presidente della Regione.
       Credo  che ci sia  l'esigenza  di  assumere,  da  parte  del
  Parlamento,   fino   in    fondo,    la   dimensione   di   crisi
  politico-istituzionale strutturale  che  stiamo vivendo adesso, e
  cercare di porre dei rimedi e dare delle risposte a questa crisi,
  a questo corto circuito.
       Prima questione che  abbiamo  davanti. Mi  permetto di dire,
  preliminarmente,  che  il tema  non  è  quello  di  affrontare  a
  "spizzichi e bocconi"  la  modifica  regolamentare,  così come ci
  viene proposta, anche con l'articolo oggi in esame, l'articolo 68
  bis,  che pure è  meritevole  di  attenzione;  o  quello  che  ci
  proponeva ora l'onorevole Cintola,  in  modo accalorato, e che ci
  ha proposto, è vero,  nella passata legislatura, su cui è tornato
  anche insistentemente in  questi  giorni  anche presso la stampa,
  cioè quello della sanzione pecuniaria.
       Io credo che il  problema  che  abbiamo  davanti  vada molto
  oltre  questi   aspetti,   seppur   meritevoli   di   attenzione,
  evidentemente anche di  migliore  definizione.  Il problema è più
  strutturale, il problema è  più di fondo, riguarda la politica ma
  riguarda anche le istituzioni.
       La questione  politica  è  chiaro  che va, in questo preciso
  momento,  tenuta  in  debita  considerazione nell'interesse anche
  della politica,  perchè  se  sono  vere  le  cose  che  ha  detto
  l'onorevole Fleres un minuto fa, circa l'assenza di una direttiva
  di marcia, immagino  che  intendesse  riferirsi  innanzitutto  al
  Governo, innanzitutto alla maggioranza ...

     FLERES  Anche all'opposizione.

     GIANNOPOLO  Perchè  la  direttiva  di  marcia, se sono vere le
  cose che  l'onorevole  Fleres  ha  sviluppato, non può che essere
  messa  in  capo, innanzitutto, a questo Presidente della Regione,
  eletto  direttamente,  che  diserta questo Parlamento, diserta le
  Commissioni; non  può  che  essere data al Governo della Regione,
  non può  che essere data anche alla maggioranza parlamentare, che
  non riesce  a  proporre  a questo Parlamento un disegno, appunto,
  una direttiva di marcia.
       La sola responsabilità che  l'opposizione  può  avere  ed ha
  forse in questa fase,  in  un  sistema maggioritario, è quella di
  non  evidenziare, con   la   necessaria   e   dovuta   forza,  la
  responsabilità di chi non  riesce a dare una direttiva di marcia,
  non solo a questo  Parlamento,  ma  anche alla società siciliana,
  alla Regione siciliana.
       Se una responsabilità l'opposizione ha, che appartiene anche
  al suo dovere  politico-democratico, è  quella di non evidenziare
  adeguatamente e con  forza  questa  responsabilità  che sta nella
  maggioranza a cui l'onorevole Fleres si richiamava.
       Il tema è quindi  la  responsabilità del Governo. Il tema è,
  signor Presidente, come  noi  riusciamo,  non con una discussione
  parziale,  a  percorrere  una  strada, dentro  la  quale  c'è  un
  approfondimento serio di  tutte  le  forze  parlamentari  su come
  modificare,  reimpostare   questo   Regolamento   a  legislazione
  costituzionale e quindi  a  statuto  invariato,  come ridiscutere
  l'impianto stesso del  Regolamento  che  era riferito ad un'altra
  stagione politico-istituzionale,  come rendere questo Regolamento
  compatibile con l'incipiente,  e  non  consumata  fino  in fondo,
  nuova stagione  politico-istituzionale, derivante  dalla modifica
  del titolo I  dello  Statuto sull'elezione diretta del Presidente
  della  Regione.
       Come, cioè, riuscire  a  chiamare  le  forze parlamentari, a
  chiamare anche il  mondo  delle  professioni,  della  cultura  ad
  adeguare lo strumento  regolamentare di questo Parlamento, che ha
  grande forza e grande  efficacia ai fini della produttività dello
  stesso  Parlamento,  ai  fini  anche  delle  nuove  regole,  come
  adeguare  questo  Regolamento  e  riavviare  un  percorso  che  è
  necessario, assolutamente  indispensabile,  percorso  che non può
  essere vissuto con la logica della sovrapposizione di maggioranze
  precostituite.
       La modifica regolamentare  deve  essere  il  frutto  di  una
  riflessione, di un confronto elevato in questa Regione, in questo
  Parlamento.    Deve   essere    il   frutto   di   un   dibattito
  politico-istituzionale, molto serio.
       A questo penso si debba lavorare.
       La  seconda  questione  particolare,  per  finire, è questa,
  signor   Presidente:  l'articolo  68  bis, così  come  formulato,
  ancorché coordinato con il capo  1  bis  del  titolo  III  o  con
  l'articolo 68 o con l'articolo 35 del Regolamento, non risolve un
  problema, a mio avviso.  Cioè  nel  caso  di più disegni di legge
  presentati sullo stesso  argomento,  per esempio la riforma degli
  appalti, come si procede  all'esame  dei disegni di legge? Qual è
  il disegno di legge che si pone all'ordine del giorno?
       Si mettono  all'ordine  del giorno tutti i disegni di legge?
  Si pone  all'ordine  del  giorno  il  disegno di legge presentato
  cronologicamente per primo?
       Questo è  un  tema  che  dobbiamo, a mio avviso, specificare
  meglio.
       Dobbiamo  specificare   meglio   anche,   in   assenza   del
  pronunciamento della Commissione Bilancio, cosa succede trascorsi
  i dieci giorni assegnati alla Commissione medesima. Significa che
  la copertura finanziaria viene  data  direttamente  in  Aula e da
  chi?

     CAPODICASA  Non si può dare.

     GIANNOPOLO    Ove   occorre,  la   Commissione  Bilancio  deve
  esprimersi nel termine perentorio di dieci giorni.
       Pongo il tema:  passati i dieci giorni cosa succede? Vale la
  proposta di copertura finanziaria che viene ipotizzata.
       signor Presidente, io  pongo  soltanto due questioni:  quale
  disegno di legge mettere  all'ordine  del  giorno  e cosa succede
  dopo  i  dieci   giorni.   Avere  maggiore  chiarezza  credo  sia
  nell'interesse di tutti.

     PRESIDENTE  Onorevole Giannopolo,  in  sede di Commissione per
  il Regolamento abbiamo  valutato l'opportunità di accorpare tutti
  i disegni di legge affini, cioè di uguale materia, e di procedere
  con  un testo unico in  cui  il  disegno  di  legge  del  Governo
  avrebbe, come giusto che  sia,  la  priorità; qualora non dovesse
  esserci quello del Governo  avrebbe  la  priorità  quello  che in
  ordine di tempo e per materia assorbe gli altri.
       E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha facoltà.

     FORMICA  Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi viviamo un
  momento molto particolare; anche dagli interventi dei colleghi si
  intuisce il disagio forte  che questo Parlamento sta vivendo. Io,
  però, non sono d'accordo  con  quanti  vogliono gridare più forte
  per essere sicuri di essere i  più  bravi;  ma i più bravi in che
  cosa? I più bravi  nell'autoflagellamento?    I  più  bravi nella
  distruzione di ciò che resta in  piedi?  I più bravi nel dire "Ci
  sono anch'io a dare la spallata"?
       E' una situazione che chiaramente ci dovrebbe far riflettere
  molto perchè questo  Parlamento, che  ha tradizioni così antiche,
  che ha avuto spesso  la  capacità  di anticipare anche il Governo
  nazionale in  molte norme mettendosi all'avanguardia molte  volte
  in passato, soffre oggi  di  una pluralità di ostacoli che spesso
  non sono da  addebitare  al Parlamento stesso; ostacoli che vanno
  da alcune questioni che  ha  sollevato l'onorevole Fleres nel suo
  intervento, ostacoli che  hanno  bisogno  di  un'  analisi  vera,
  reale, perchè certamente per  decreto  non  si  può  obbligare un
  deputato, che è stato eletto con un mandato per portare avanti le
  istanze che i cittadini  hanno voluto affidargli con quel mandato
  ed ha il diritto di  esercitare quel mandato e può esercitarlo in
  tanti modi, e poi non vi  è a chi non sfugga l'argomento di fondo
  che da più tempo e in più occasioni abbiamo sottolineato.
       E' inutile nasconderci:  viviamo  un  passaggio  epocale  di
  differenziazione forte dell'assetto costituzionale e parlamentare
  stesso della forma di  Governo  che negli ultimi sette, otto anni
  ha prodotto una interruzione forte con ciò che era prima la forma
  di Governo e sostanzialmente  ha  creato una specie di vuoto, una
  specie di non raccordo tra  il  Governo da un lato, il Parlamento
  dall'altro, e ciò in  vigenza  di  uno  Statuto che, appunto, era
  stato previsto per altra  forma di Governo, per altro sistema dei
  rapporti istituzionali tra il Parlamento e il Governo stesso.
       Fatte queste considerazioni,  non sono neppure d'accordo - e
  qualcuno lo ha sottolineato - con coloro che misurano la capacità
  di legiferare di un  Parlamento dal numero delle leggi che questo
  Parlamento esita, perchè allora  siamo in presenza di un cane che
  si morde la coda:  da  un lato diciamo che dobbiamo assolutamente
  e in maniera  imprescindibile delegiferare ed eliminare tutta una
  serie di norme sostituendole  con  leggi-quadro per far sì che il
  cittadino non sia piombato  sempre  in  un  marasma  di  leggi  e
  leggine  e non ci si raccapezza  mai  qual  é  la  norma  che  va
  applicata in quel momento e  che, spesso, sono un vero freno allo
  sviluppo  dell'economia, e  dall'altro  lato  si  vuole  misurare
  l'attività del Parlamento dal numero di leggi.
       L'attività   del   Parlamento   si   deve   misurare   dalla
  consistenza, dalle efficacia  dei  provvedimenti  di legge che si
  mettono in campo.  Se, poi, mettiamo nel novero della discussione
  anche la drammatica crisi  economica  che  questa regione vive, e
  non da poco tempo ma ormai da molti anni, fa sì che, per esempio,
  il Governo non si  presenti  in Commissione per dare la copertura
  finanziaria perché, magari, non  sa  dove  andare  a  reperire le
  somme.
       In questo contesto noi  siamo  favorevole  a  che  ci  siano
  norme come quella proposta.  Anzi,  dal  mio  punto  di vista, ne
  voglio lanciare un'altra  che,  ritengo,  possa essere apprezzata
  dai colleghi deputati,  anche  dalla  Presidenza:  cioé quella di
  adeguare i lavori  delle  Commissioni  agli  stessi  principi che
  regolano i lavori d'Aula  e,  quindi,  fare un ulteriore passo in
  avanti, inserire un ulteriore tassello sulla obbligatorietà della
  presenza minima dei deputati nelle Commissioni per evitare che la
  quest'ultime possano impantanarsi e non lavorare.
       Quindi,  sulle   riforme   che   possano  accelerare  l'iter
  legislativo  nelle  Commissioni   e  poi  in  Aula   siamo  tutti
  d'accordo; ma non possiamo negare l'evidenza: e cioè che é  tempo
  che tutti insieme poniamo  mano  alle  riforme  vere  che debbono
  ristabilire quali sono i  rapporti tra il Parlamento e il Governo
  e, quindi, la modifica  di  questo  glorioso  Statuto   in quelle
  parti in cui  risultasse  obsoleto, per i cambiamenti intervenuti
  nell'assetto  istituzionale,  in   maniera   tale   da  ridare  a
  quest'Aula quella spinta propulsiva a proporre, legiferare e dare
  l'indirizzo rispetto a dove  si  vuole  andare  -  come sosteneva
  l'onorevole Fleres -, dopodiché  nell'ambito anche delle urgenze,
  delle priorità che  quest'Aula  o,  comunque,  che la maggioranza
  ritiene di dare perché  anche  questo  bisogna  dire:  é  obbligo
  anche della maggioranza oltre che  del Governo fare sì che ci sia
  un  indirizzo  certo   rispetto   al  programma  con  cui  questa
  maggioranza e questo Presidente si sono presentati agli elettori.
  Pertanto, ribadisco  il  mio  voto  favorevole  al  provvedimento
  proposto e ritengo, anzi, che si  possa  fare  di  più e si debba
  fare di più per consentire all'Aula di lavorare meglio.

     PRESIDENTE   Dichiaro  chiuse  le  iscrizioni  a  parlare.
       E' iscritto a parlare l'onorevole Virzì. Ne ha facoltà.

     VIRZI'  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo  che,
  sostanzialmente, col medesimo  stato d'animo, siamo tutti attorno
  al capezzale dello stesso autorevole malato.
       Ho riflettuto molto su  ciò  che ha detto l'onorevole Fleres
  e, considerato che parliamo sempre di maggioranza, di tre quarti,
  per i tre  quarti  del  suo  ragionamento  condivido  pienamente.
  Credo  sia  un   problema   atavico,   di   tutte  le  situazioni
  parlamentari quello dei disagi che vengono vissuti da coloro che,
  in qualche modo,  rappresentano,  dentro  o  fuori la maggioranza
  formale, la minoranza  sostanziale.  C'é  sicuramente il problema
  del  destino  del   classico   disegno   di   legge  d'iniziativa
  parlamentare che, in qualche  modo,  subisce  una serie di filtri
  collegati alla priorità dei  disegni  di legge che provengono dal
  Governo,  al  parere   prevalente   del   Presidente  del  Gruppo
  parlamentare che si raccorda  con  gli altri Presidenti di Gruppi
  parlamentari per cui,  credo  che  nell'altra  legislatura  siano
  rimasti nei cassetti delle  Commissioni,  non è mai stata avviata
  la discussione, 600, 700 disegni di legge.

     CAPODICASA  1500

     VIRZI'  1.500 disegni di legge  Volevo essere pietoso.
       Credo  che  questo sia, in  qualche  modo, il  problema  dei
  problemi, Per cui è vero  che c'è il problema della politica, dei
  rapporti dialogici interni  nel  singolo gruppo parlamentare, dei
  rapporti  dialettici  all'interno  della  maggioranza  e  perfino
  dentro la minoranza, dei  rapporti istituzionali fra il Governo e
  la sua maggioranza,  meccanismi che non sempre sono perfettamente
  oliati o inventati adeguatamente  dato che è vero che ci troviamo
  dinanzi ad una  situazione istituzionale nuova, con un Presidente
  della Regione che può chiamare su basi fiduciarie gli assessori e
  li può cambiare, un potere che fino all'altro ieri non esisteva e
  che poneva una Giunta di Governo nelle condizioni di procedere ad
  una surroga di un membro della Giunta stessa, addirittura, con la
  dignità di un atto di legge, veniva votata in Aula.
       Le cose ora sono enormemente cambiate. E' vero che urgono le
  ragioni della politica, mi permetto di dire che secondo me c'è un
  principio bipolare che non è riuscito a fare breccia nella realtà
  siciliana,  nella   sensibilità   politica   siciliana.   Inoltre
  aggiungo, visto che si è  parlato  di  politica,  che ci sono dei
  nodi, anche questi atavicamente  non  sciolti,  se è vero, come è
  vero, che a certi alti livelli ha sempre incontrato notevolissimi
  resistenze  il  passaggio   di  un  emendamento  che  dichiarasse
  l'incompatibilità assoluta fra  la  carica di deputato regionale,
  ad esempio, e quella di sindaco, tentativi fatti a tante riprese.
       Qui parliamo ad  una  Assemblea  in  cui  sicuramente  tutti
  abbiamo presente  il  livello  qualitativo  e  quantitativo degli
  oneri che ricadono sul primo cittadino, anche del più piccolo dei
  comuni. Io credo che  molti  dei  nostri  colleghi  siano stati e
  siano distratti anche  da  questi  ulteriori  incarichi di natura
  amministrativa.
       Ha  parlato   poc'anzi  l'onorevole  Giannopolo,  credo  che
  rappresenti la rara  eccezione  del  sindaco appassionato dal suo
  paese, che riusciva contestualmente a fare bene, dal suo punto di
  vista, il  deputato  regionale,  sempre  presente.
       E' verissimo quello  che deduce l'onorevole Fleres quando ci
  dice che la presenza  o  l'assenza  di  un  deputato  è  comunque
  politica, ma non si può sfuggire, secondo me, al fatto essenziale
  dell'aspetto sanzionatorio nel  momento  in  cui  la  politica  è
  assunzione di responsabilità, la politica si paga
       So che il Governo  di centrodestra, la maggioranza nel Paese
  di  centrodestra contro  il  Governo  di  Prodi  praticò  pagando
  quattrocentomila lire a gettone  per ogni assenza la sua politica
  di ostruzionismo contro il  Governo  Prodi, però parliamo di cose
  che hanno la dignità  della  politica e della contrapposizione di
  due fronti, non  parliamo  di  irresponsabilità,  di pigrizia, di
  scarso senso del dovere e  delle  istituzione. Credo che al di là
  dei  difetti  individuali  che  ciascuno  di  noi  possiede,  noi
  dobbiamo guardare in alto quando legiferiamo.
       Al di là dei vincoli che ci possiamo trovare sul cammino, al
  di là delle difficoltà politiche, certo, anche il fatto di uscire
  quando si vota una certa  legge  è un atto politico, è un segnale
  politico. Ma il problema  è  che  ci sono sequele intere di legge
  che  non   vengono   votate   dal   singolo  parlamentare  perché
  semplicemente non c'è;  ma  questa  non  è  una manifestazione di
  dissenso, allora si può  votare  contro,  ci  si può astenere, ci
  sono le votazioni  a  scrutinio  segreto, abbiamo mille strumenti
  per manifestare una  infinita  gradualità di pozione politica che
  non si riassumano in una posizione che, amplificata in un momento
  difficile di  passaggio,  diventa  oggettiva mortificazione delle
  istituzioni.
       Sono sostanzialmente  d'accordo con questo provvedimento, ma
  credo sia equiparabile  ad  una erogazione di 'Novalgina', stiamo
  dando della 'Novalgina'  Mi  permetto  anche  di  dire  che da un
  certo  punto  di  vista  concentra  ulteriormente  poteri,  nella
  Conferenza dei capigruppo inserisce un ulteriore filtro e disarma
  il singolo parlamentare che  seguiva  una  certa  zona,  un certo
  problema, che assisteva una certa categoria, che aveva il pallino
  - diciamocele certe cose - della  sua  vita e molto stesso la sua
  stessa  ragione   di   rappresentanza  istituzionale  qui  perchè
  difendeva una certa causa.
       Abbiamo affrontato una parte del problema. Mi permetto anche
  di sottolineare che la maggioranza di tre quarti è inaudita: pone
  nelle mani di pochi personaggi un sostanziale diritto di veto. Mi
  permetto  di ricordare  che  le  maggioranze  per  le  variazioni
  costituzionali sono dei due  terzi,  due terzi  Nella proposta di
  modifica abbiamo introdotto  i  tre  quarti;  potevamo mettere il
  'sette  ottavi',  così  il  singolo  capogruppo  con  questo  bel
  'cappottone' lungo sino ai piedi poteva dire:  "Io non ci sto " e
  fermava questo prelievo. Io non credo sia la soluzione del nostro
  problema; io credo che ci sia un problema di natura politica e un
  problema di natura morale.
       Questo è un primo  passaggio  tecnico.  Però, mi permetto di
  dire che non possiamo,  nel  nome  di  un  relativismo  assoluto,
  sostenere che poichè tutto  è politica, tutto è diritto;  tutto è
  non soggetto al giudizio  e  non  è  soggetto a regolamentazione.
  Non hanno i deputati il diritto di scioperare come gli ultimi dei
  lavoratori?  Certamente; ma  gli  ultimi  degli lavoratori quando
  scioperano hanno la trattenuta sulla busta paga  Certo, è un atto
  politico di coraggio che  si  può porre in essere per manifestare
  un malessere continuo;  ma  si  assuma la responsabilità di farne
  un   atto  politico   conclamato   e   visibile,   altrimenti   è
  semplicemente mancanza di  rispetto  nei confronti dei colleghi e
  delle istituzioni.
       Io  credo, inoltre,  che  si  dovrebbero  studiare  nuovi  e
  diversi  sistemi   di   liberalizzazione  complessiva  di  questo
  Regolamento perchè, affidato  ad  una  volontà politica perversa,
  proprio per il fatto  di  essere  fin troppo garantista, permette
  nella buona sostanza anche ad un manipolo di persone decise a non
  far funzionare nulla.
       Dire che occorre la  maggioranza  dei  tre quarti e lasciare
  aperto il problema  non  secondario  della copertura finanziaria,
  è rischioso.  Vorrei essere molto chiaro, perchè non è che stiamo
  parlando in una confraternita:  io  credo che a questo Parlamento
  restino da spendere quaranta, cinquanta miliardi.
       E' un problema  di  velocità nella presentazione dei disegni
  di legge, per cui prima di pensare ai cristiani e ai cittadini di
  questa Sicilia noi facciamo  una  legge,  ad esempio, per i gatti
  randagi e senza padrone?  C'è  un  problema  di priorità politica
  nell'individuazione degli argomenti  che o la maggioranza da sola
  se ha i voti  o  maggioranza e minoranza insieme riconoscono come
  fatto prioritario della politica, senza il tecnicismo della corsa
  temporale alla prenotazione  dell'ultima manciata di spiccioli da
  spendere?
       Credo, signor Presidente,  che  molto  presto,  anche  a mio
  avviso per gli  esiti  immediatamente visibili e poco praticabili
  di questo primo gradino,  pure  apprezzabile  noi  avremo modo di
  riscontrare, noi  dovremo  tornare  molto  presto  sull'argomento
  ricominciando  sì,  come   ha   detto   l'onorevole   Fleres,   a
  rivalorizzare la politica  incentrando  il nostro confronto sulle
  priorità che come Assemblea ci diamo, ma nel frattempo ponendo in
  essere tutto ciò che dal nostro punto di vista non è più politica
  perchè non è espressione  evidente  di  un  indirizzo  di  natura
  diversa.
       Sul piano parlamentare esiste un'infinita gradazione di modi
  per manifestare il dissenso  e  per  filtrarlo  nei dovuti modi a
  partire dai propri Gruppi  parlamentari,  che non conducono ad un
  assenteismo  di  massa  che,  onestamente,  ci  dequalifica  come
  istituzione di fronte a tutti i siciliani.

     PRESIDENTE  E' iscritto  a  parlare l'onorevole Spampinato. Ne
  ha facoltà.

     SPAMPINATO   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,  non
  rinuncio all'intervento, rinuncio  alla dichiarazione di voto che
  farò contestualmente all'intervento sulla discussione generale.
       Credo  sia   necessario  fare  alcune  precisazioni,  signor
  Presidente, rispetto all'argomento  in  discussione oggi in Aula:
  la modifica di  un  articolo  del  Regolamento, l'integrazione di
  questo articolo che va inquadrato all'interno di un dibattito più
  generale - così come diceva lei  nella sua premessa - che è stato
  oggetto dei lavori  della  Commissione  Regolamento, un dibattito
  più generale che ha  riguardato  nel suo primo stralcio di lavori
  la programmazione dei  lavori  d'Aula, il raccordo del Parlamento
  con il Governo.
       Su questo primo argomento  si  è trovata l'intesa, su questo
  primo argomento noi oggi deliberiamo e apportiamo questa modifica
  che  io  ed   il  Gruppo  che  rappresento  voteremo  chiaramente
  favorevolmente. Difendiamo nella  sua interezza, anche per quanto
  riguarda la maggioranza che  è  stata prevista per la modifica di
  questo articolo.
       Dobbiamo ricordare che  si tratta di un'ipotesi eccezionale,
  di un'ipotesi che si  può  verificare e che, quindi, richiede una
  condivisione  della  maggioranza  del  Parlamento  per  poter  ed
  applicare questa norma.
       La modifica del Regolamento  nella  sua  interezza,  su  cui
  chiaramente lavoreremo, non  sarà  la soluzione di tanti problemi
  che  stanno all'interno  di  questa  Assemblea  regionale  e  che
  riguardano il Governo della Regione.
       Non è accettabile -  la  invito  anche  in  tal caso, signor
  Presidente, a prendere i  dovuti provvedimenti - le accuse che ci
  provengono dalla  Presidenza  della Regione. Perché l'assenteismo
  dell'Assemblea regionale non può  tappare quelle che sono le vere
  pecche esistenti in questo inizio di legislatura.
       Se  c'è  un   responsabile   per   la   mancata   produzione
  legislativa,  questi   va   individuato  nella  Presidenza  della
  Regione,  nel Governo  della  Regione  e  nella  maggioranza  che
  lo sostiene.
       E' inaccettabile che  il  Presidente  della  Regione  voglia
  spostare dal banco degli imputati il Governo e voglia mettere sul
  banco   degli   imputati    l'Assemblea   regionale.   Questo   è
  inaccettabile
       Modestamente, vorrei dare  un  consiglio al Presidente della
  Regione,   il   quale   ieri    durante   la    celebrazione  del
  cinquantaseisimo  anniversario del nostro Statuto, rispondendo ad
  un  giovane  alunno  che  gli chiedeva come si diventa Presidente
  della  Regione,  ha  detto: "Dando quanti più baci possibili".  E
  leggevo,  altresì,  che  il suo staff ha conteggiato un milione e
  mezzo  di  baci  dati durante la campagna elettorale: uno ad ogni
  voto
       Ritengo che per  essere  rieletto  Presidente della Regione,
  l'onorevole Cuffaro debba  modificare  la  sua strategia o quanto
  meno debba integrarla: oltre  ai baci dovrà cercare di realizzare
  alcuni dei punti del  suo  programma;  dovrà  realizzare parte di
  quel contratto che ha stipulato con gli elettori siciliani.
       Noi non vorremmo,  come  deputati, come cittadini siciliani,
  ricorrere a dei mezzi  posti  in essere da alcuni cittadini della
  città di Modica che  hanno  citato  in giudizio il Presidente del
  Consiglio per grave inadempimento contrattuale.
       Noi vorremmo verificare - l'ho già detto in Commissione e lo
  ribadisco anche in questa  sede - che il Presidente della Regione
  abbia oppure no realizzato  il  proprio  programma  e lo vorremmo
  realizzare dopo che lo  stesso  Presidente venga in Aula e quindi
  non snobbi, così come ha  fatto  stamattina lui e il suo Governo,
  l'Assemblea regionale, le  Commissioni,  ma  tenti di rivalutare,
  anche lui, nel suo interesse, le funzioni di questa Assemblea.
       Ecco  perché   noi   ci   dichiariamo  favorevoli  a  questa
  modifica e ci dichiariamo, altresì, pronti a continuare il lavoro
  sulla modifica del Regolamento.
       Devo citare due  deputati  della maggioranza, l'onorevole Lo
  Curto e l'onorevole Fleres;  essi, infatti, parlavano di mancanza
  di chiara regia politica,  di  indirizzo  di marcia, è quello che
  noi non vogliamo. Noi vogliamo che ci sia, per quanto riguarda il
  Governo, un chiaro indirizzo  politico  in  maniera  tale che noi
  dell'opposizione possiamo valutare qualcosa che concretamente sia
  stato realizzato, il modo in cui sia stato realizzato.
       Se  manca  la  politica  all'interno  di  questo  Parlamento
  qualsiasi modifica  istituzionale,  regolamentare, statutaria non
  potrà dare la  possibilità al Parlamento stesso, alla maggioranza
  e all'opposizione di svolgere il loro ruolo.

     PRESIDENTE  E' iscritto  a  parlare l'onorevole Barbagallo. Ne
  ha facoltà.

     BARBAGALLO   Ringrazio  il  Presidente, il quale mi ha dato la
  parola  malgrado  avesse  già  chiuso  le  iscrizioni  a parlare.
  Intanto,  mi  pare  che  questo primo passo sia significativo non
  tanto in  sé,  quanto  perché  accelera  un  processo  che  va in
  direzione  di  una  modifica  più  complessiva  del Regolamento e
  soprattutto  di un'accelerazione dei lavori della Commissione per
  la riforma dello Statuto.
       Noi ci  siamo  sempre  dichiarati favorevoli all'adeguamento
  delle  regole  perché  senza  il  miglioramento  delle  strutture
  istituzionali non migliora  la  qualità  della politica. Rispetto
  però ai discorsi che ci  sono  stati  in  ordine  anche  ai tanti
  articoli di stampa  che  hanno interessato l'Assemblea regionale,
  credo che alcuni interventi  hanno  colto in maniera più puntuale
  le carenze di questa  Assemblea  che, probabilmente, ancora non è
  abituata ai meccanismi di un bipolarismo maturo.
       Certamente, un'assemblea funziona  se cambiano le regole, se
  vengono adeguati gli strumenti  tecnici,  ma  funziona se c'è una
  politica, se c'è una  strategia,  se  c'è  un  nucleo  di  valori
  condivisi, perché senza  una  motivazione  forte nessun organismo
  può andare avanti.
       In  questo  credo che  il  Governo  sia  stato  carente:  il
  Governo, cioè, non solo  non  ha indicato un modello di sviluppo,
  ma non ha nemmeno  indicato  un'idea  di  Regione,  non  sappiamo
  attorno a quali  soggetti istituzionali e sociali vuole costruire
  un patto che sia  veramente  adeguato  alle  sfide presenti nella
  realtà isolana.
       Spero che il Presidente Cuffaro venga in Aula a fare il capo
  vero della maggioranza e a  coordinare  un lavoro che è un lavoro
  sostanzialmente politico, perché se  è vero che le opposizioni in
  qualche  modo  sono   assente   anche   tatticamente   da  alcune
  Commissioni, le   assenze   della   maggioranza   dimostrano  che
  probabilmente non c'è  una maturazione collegiale delle decisioni
  e questo incide sul  ruolo  guida, sullo stile anche del Governo,
  incide su una  attività  che  deve  essere  largamente  discussa,
  condivisa,  elaborata  e   poi   portata   anche   al   confronto
  in Aula  con le opposizioni.
       Quindi, credo che c'è da recuperare un deficit di politica e
  di iniziativa da parte del  Governo,  in primo luogo, ma anche da
  parte della maggioranza.  Ritengo  che  l'opposizione  in Sicilia
  non  si possa  permettere  di  essere  un'opposizione  totalmente
  antagonista, su alcuni problemi  ha  anche  il  dovere di dare un
  contributo di  proposta, deve essere un'opposizione programmatica
  non pregiudizionalmente ostruzionistica;  ma  ci vuole un terreno
  di confronto sui contenuti e il terreno di confronto principale è
  quello che viene proposto  dal  Governo  e  che si esercita nelle
  sedi istituzionali e, in primo luogo, in Aula.
       Mi auguro che  questo  provvedimento,  al  quale  daremo  il
  nostro voto favorevole, segni  una  svolta  anche sul piano della
  qualità dei rapporti tra  maggioranza  e  opposizione  in modo da
  aumentare veramente la produttività di questa Assemblea.

     CIMINO    assessore  per  la   cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca.  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CIMINO    assessore  per  la   cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Signor  Presidente, onorevoli colleghi,
  ritengo  che il dibattito di quest'oggi sia  stato  un  dibattito
  importante, ma allo stesso tempo merita alcune puntualizzazioni.
       Lo Statuto della nostra  Regione  sta  vivendo un momento di
  grande   valorizzazione   e   allo   stesso   tempo   di   grande
  responsabilizzazione.    Di    valorizzazione    perchè   abbiamo
  l'elezione    diretta    del   Presidente   della   Regione;   di
  responsabilizzazione perchè  proprio con la modifica del titolo V
  della Costituzione  abbiamo  avuto  e hanno avuto ragione i padri
  della  nostra  Autonomia  a  credere nell'autonomia della Regione
  siciliana e quindi  chi  ha  lavorato  per  le  riforme  e per la
  costituzione della  nostra Regione come Alessi, Restivo e come La
  Loggia, ancora oggi ricevono attenzione per il lavoro fatto.
       Alle   critiche   che   vengono   riproposte  dall'onorevole
  Capodicasa  e  da alcuni colleghi rispondo dicendo che il Governo
  ha già varato diversi disegni di legge importanti e che determina
  un indirizzo del governo.
       Questi disegni di legge sono  nelle Commissioni parlamentari
  responsabili per materia, ma allo stesso tempo a  chi ha accusato
  il Governo di assenza rispondo che il Governo  è  stato  presente
  nei lavori parlamentari sempre.  Se il  Presidente  della Regione
  altre  volte  come  oggi  è  assente è perchè  convocato, insieme
  all'Assessore  per  il  bilancio  Pagano, presso il Consiglio dei
  Ministri  per  provare  a  risolvere  il  problema dell'emergenza
  idrica.
       Allora  chiedo  a  voi  colleghi:  era  meglio  ascoltare  o
  delegare  di  ascoltare  e  nel  frattempo  essere  partecipi  al
  consiglio  di Ministri a Roma per definire la problematica idrica
  in Sicilia?
       Ma allo stesso tempo voglio richiamare come  ritengo  che la
  Sicilia  viva  un  momento di accerchiamento rispetto alla stampa
  che  vuole  per  invidia delle ragioni del proprio statuto, delle
  proprie prerogative.
       Ricordiamo come  la Liguria, signor Presidente, ha provato a
  darsi   alcuni   connotati   parlamentari  tipici  della  Regione
  siciliana e ha visto bocciare le proprie prerogative.
       Cose  che  invece  la  Sicilia  ha  già  conquistato e altri
  tentano di screditare nell'immagine nazionale.
       Io penso che il disegno di legge  presentato  dal Presidente
  dell'Assemblea  sia  un  disegno  di legge  importante  e  valido
  soprattutto  per  richiamare  la  nostra  attenzione  e la nostra
  riflessione  sulle  attività  che  svolgiamo, perchè so e ne sono
  certo  che  se  il  parlamentare  è assente a Palermo sicuramente
  lavora  nel proprio collegio nello studio dei disegni di legge da
  esaminare.
       Non  è il caso oggi così come domani cercare  di  giocare  a
  scaricabarile.  Di  fatto l'onorevole Spampinato che è cultore di
  diritto  costituzionale sa che la fase legislativa non compete al
  governo,  ma  compete  all'Assemblea,  e  il governo è presente e
  costantemente   vuole  realizzare  le  leggi  necessarie  per  lo
  sviluppo della nostra Terra.

     PRESIDENTE   Comunico  che,  in  riferimento  al  documento in
  esame,  è  stato  presentato  dall'onorevole Cintola l'ordine del
  giorno n.  92 "Iniziative per l'adozione di sanzioni a carico dei
  deputati che si assentano dalle Commissioni e/o dall'Aula":

                        "L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

  CONSIDERATO CHE con nota  del  9  maggio 2002 i Capigruppo della
          maggioranza     hanno    manifestato    al    Presidente
          dell'Assemblea  l'improrogabile  necessità di introdurre
          modifiche regolamentari  e  provvedimenti  in  grado  di
          scongiurare il deprecabile fenomeno dell'assenteismo dei
          deputati dalle sedute e dalle commissioni;

  RITENUTA ormai improcrastinabile l'adozione  di misure, anche di
          carattere sanzionatorio,  idonee  ad assicurare la piena
          funzionalità degli organi assembleari;

  RAVVISATA  in particolare  la  necessità  ai  suddetti  fini  di
          riaffermare l'obbligo da parte dei deputati di attestare
          la loro presenza  in commissione con l'apposizione della
          loro   firma   sui   fogli   appositamente  predisposti,
          sanzionando  le  eventuali  assenze determinanti ai fini
          del  raggiungimento  del  numero legale determinante per
          qualsiasi decisione e votazione e votazione;

                 IMPEGNA LA PRESIDENZA DELL'ASSEMBLEA

          ad adottare, prima  della  convocazione  della  prossima
          seduta  dell'ARS,   immediati  idonei  provvedimenti  di
          carattere  disciplinare   che  sanzionino  le  eventuali
          assenze  dei  deputati  dalle  sedute  di  aula  e/o  di
          commissione secondo  modalità  di  accertamento ritenute
          più efficaci al fine  di  agevolare il ripristino di una
          piena funzionalità assembleare" (92).

       Comunico, altresì, che, sempre in rifermento al documento in
  esame,   sono   stati   presentati   dall'onorevole  Acierno  gli
  emendamenti 1.1 e 1.2.
       Onorevoli  colleghi,  anch'io  sicuramente,  sia  pure molto
  succintamente, in  qualità  di relatore della proposta oggetto di
  questa  discussione generale desidero replicare alle osservazioni
  che condivido quasi  interamente da parte di tutti i colleghi che
  sono intervenuti.  Da una parte l'opposizione che rimprovera alla
  maggioranza e al  Governo  le  responsabilità  di questo stato di
  cose, dall'altra  anche  gli  esponenti  di maggioranza che hanno
  ritenuto, alcuni almeno, di individuare nella carenza dell'azione
  politica, se non addirittura della passione politica responsabile
  anch'essa di disfunzioni e di infertilità di questo Parlamento.
       Il  compito  di  un Parlamento non è quello di alimentare la
  passione politica o l'azione politica, essa compete ai gruppi, ai
  partiti, ai singoli.
       Questo fenomeno è  reale,  lo  avete  detto  tutti, lo avete
  detto da tutti  i  settori,  nessuno  escluso,  che  qualcosa non
  funziona nei rapporti tra Parlamento e Governo o al contrario fra
  Governo  e   Parlamento.   Condivido  pienamente,  non  riesco  a
  cogliere però il  nesso  che  c'è  fra  questo  stato  di  cose e
  l'esigenza ed il  dovere  del  Parlamento  stesso  di  tentare di
  allestire   quegli   strumenti   tecnici   che  contribuiscono  a
  migliorare il quadro  o quanto meno a fronteggiare questo tipo di
  emergenza, o  a  contrastare  questo  fenomeno  di  carenza della
  politica.
       Noi  siamo  qui  soltanto  per  questo  né  per agevolare la
  carenza  di  passione  o  di  azione politica né per contrastarla
  perché  non è nostro compito. Il nostro compito è soltanto quello
  di  adempiere  attraverso tutte le misure che non diano al quadro
  complessivo  ben  due responsabilità, quello della etica politica
  di  cui  parlava  l'onorevole  Fleres,  e quella della carenza di
  regole   capaci   di   accelerare   e  di  migliorare  il  quadro
  complessivo.  Teniamocene  una,  se  mai  esiste,  e  tentiamo di
  eliminare  l'altra che è di nostra esclusiva competenza in quanto
  Commissione  Regolamento  e  quindi  in quanto Parlamento nel suo
  complesso.
       Il  Regolamento  sta  attraversando  una  fase  di dibattito
  notevole,  ci  stiamo studiando, abbiamo elaborato i testi, non è
  tema   facile  da  affrontare  perché  su  di  esso  gravano  una
  molteplicità di fattori culturali storici e soprattutto politici.
  Però ho il piacere di comunicare che finalmente la Commissione si
  è  data  un  termine. La Commissione del Regolamento ha stabilito
  che  entro  il  30 giugno produrrà tutta l'istruttoria necessaria
  per  arrivare  in  Aula  con  un  testo  organico  complessivo  e
  definitivo  di  tutti  gli assetti che riguardino la produttività
  del  potere  legislativo  ma  anche  tutti  i  campi nei quali la
  riforma  della  legge voto insieme alla riforma del titolo quinto
  della Costituzione portano come fatto necessario di adeguamento e
  di  aggiornamento.  Per  quanto  riguarda  i  testi  che  mi sono
  pervenuti  uno  sotto  forma  di ordine del giorno dell'onorevole
  Cintola  e due sotto forma di emendamenti dell'onorevole Acierno,
  io  devo invitare entrambi a non costringermi a pormi il problema
  della loro ricevibilità perché sussistono elementi che potrebbero
  suggerirmi  la  tesi  della irricevibilità ma non li voglio usare
  perché  capisco  che  entrambi i documenti presentano elementi di
  attualità  e  di  seria  presa di responsabilità. Io credo che li
  conosciate  perché  penso  che  gli uffici abbiano predisposto la
  distribuzione  relativa  dei  testi e che conosciate sia l'ordine
  del   giorno   dell'onorevole   Cintola   sia   gli   emendamenti
  dell'onorevole  Acierno,  uno  riguarda una materia assolutamente
  estranea   alle   competenze   della  Commissione  Regolamento  e
  all'argomento  di  riforma  del  Regolamento  perché  le sanzioni
  possono   soltanto   essere  prese  a  livello  di  Consiglio  di
  Presidenza.
       Devo  dire che anche sotto questo aspetto ci presentiamo con
  un minimo  di carte in regola perché proprio ieri il Consiglio di
  Presidenza, a  seguito  di un importante dibattito e di una lunga
  riunione,  ha  deciso  quanto  sto  per  leggervi  attraverso  il
  processo  verbale  numero  9  del Consiglio di Presidenza stesso:
  "Delibera  di  mantenere  le sanzioni pecuniarie in atto previste
  riguardanti    la    presenza    dei   deputati   alle   riunioni
  dell'Assemblea,  reintroducendo apposite sanzioni con riferimento
  alla  partecipazioni dei deputati alle riunioni delle Commissioni
  parlamentari".  Quindi  c'è una presa di coscienza del problema e
  soprattutto un accoglimento dell'istanza presente nell'ordine del
  giorno.
       Naturalmente se qualcuno  si  è  allarmato  del rinvio ad un
  comitato composto  da  chi vi parla, dai due vice presidenti, dal
  deputato  Questore,  onorevole Zangara, che sarebbe incaricato di
  studiare  le  modalità  tecniche  ed  operative,  rispondo  che è
  logico, è  giusto,  è  opportuno  che  un  organo si preoccupi di
  elaborare tecnicamente la misura così delicata che ci apprestiamo
  ad  adottare  anche  in  considerazione del fatto, come tutti voi
  avrete notato leggendo i giornali di ieri, che al Senato è in via
  di  realizzazione, in queste ore, una misura adeguata per colpire
  lo stesso fenomeno che noi tentiamo di colpire.
       E'  un   adeguamento  al  Senato  che  poi  è  il  punto  di
  riferimento  costante dei nostri provvedimenti interni: così come
  ci  adeguiamo  agli  aspetti  vantaggiosi, credo che sia doveroso
  adeguarci  anche  agli  aspetti teoricamente meno vantaggiosi.
       Per   quanto   riguarda  i  due  emendamenti  dell'onorevole
  Acierno,  ritengo  che essi attengano a materia diversa da quella
  prevista  nell'articolo  68  bis,  perché  vertono  su  un  campo
  delicato,  molto  impegnativo,  molto  suscettibile  di  dividere
  anziché  unire.  Per  tali  motivi  invito al ritiro degli stessi
  emendamento in questa fase, anche in considerazione del fatto che
  ci impegniamo  a  portare entro il 30 giugno p.v.  in quest'Aula,
  il  complesso  di  riforme  in  materia di Regolamento. In quella
  sede,  onorevole  Acierno,  verrà  non  solo considerata ma da me
  personalmente  favorevolmente considerata la proposta di modifica
  da lei avanzata.

     CINTOLA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CINTOLA   Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato
  un ordine del giorno  del quale abbiamo parlato e che è stato per
  altro verso  già  sottoscritto  dai  capigruppo della maggioranza
  perché  non faccio altro che ripetere la volontà espressa e a lei
  consegnata.
       Nel momento  stesso  in  cui lei ritiene, signor Presidente,
  sono ligio al  mio dovere di adeguarmi alle sue indicazioni quale
  Presidente dell'Assemblea,  perché  se  non  le porto rispetto io
  non posso chiedere  rispetto  degli altri nei suoi confronti, nel
  momento lei potesse renderlo irricevibile in quanto estraneo alla
  materia all'ordine del  giorno,  pur avendo qualche riserva e non
  indifferente, perché ne ho visti passare di ordini del giorno qui
  in quest'Aula che non hanno nulla a che vedere e che sono stati a
  iosa  lanciati  dentro.   Siccome  so  però  che  lei  su  questo
  argomento    della    cosiddetta    tassazione    degli   assenti
  ingiustificati, perché  li  ritengo ingiustificati, in ogni caso,
  non c'è ragione  politica  che  tenga,  in  aperto  contrasto con
  quello che  l'onorevole Fleres vuole sbandierare qua dentro, come
  fatto di ordine  politico  che invece sono convinto che interessi
  più a fatti  di ordine personale che politico.  Perché  l'assenza
  non è una  protesta.  Voglio  dirle  che  se  lei lo accetta come
  raccomandazione specifica,  precisa  e puntuale, non ho motivo di
  ritirarlo e  lei  ha  motivo  di accoglierlo come raccomandazione
  perché  lei possa, anche sulla base di un modesto deputato, quale
  sono io qui  a  svolgere il mio dovere/diritto di essere presente
  possa darne  anche  a  quegli  assenti  che  dovrebbero diventare
  quella sottocommissione  che  deve pensare a badare a penalizzare
  gli assenti. Quantomeno  gli arriva anche questo messaggio, di un
  deputato singolo che  vuole  portare  avanti e concludere una sua
  battaglia che conduce  da  tempo  e che sono convinto grazia alla
  sua  intermediazione,  signor  Presidente,  se  non  prima  della
  prossima Assemblea che  lei  riunirà anche in tempi brevi, perché
  se cerchiamo di  collegarci a Roma aspetteremo pure qualche anno.
  Facciamo il fattibile e poi se si modifica Roma ci adeguiamo pure
  noi.  Questa autonomia  ce  la  richiediamo  spesso poi invece ci
  colleghiamo, poi no  perché  c'è  un'attesa, è la Merloni ter che
  non è mai  arrivata  qui  perché  stiamo  aspettando che lo Stato
  nazionale la modifichi.  E  allora io da questo punto di vista la
  ringrazio, non le dico di metterlo all'ordine del giorno, accetto
  se lei lo dirà e apertamente, come raccomandazione che resti agli
  atti come una raccomandazione che io ho fatto nei suoi confronti.

     PRESIDENTE   L'ordine  del  giorno  numero 92 è accettato come
  raccomandazione.

    L'Assemblea ne prende atto.

     ACIERNO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ACIERNO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ho voluto
  intervenire nella  discussione  generale perchè ritengo che avere
  impegnato i lavori  della  nostra  Assemblea per dare risposta ad
  una campagna denigratoria nei confronti di questa Istituzione non
  sia stato un passaggio felice.  Ancor  di più nella misura in cui
  l'Assemblea  oggi non  riuscirà  a  deliberare  delle  importanti
  novità che diano risposte,  ma  non  agli attacchi di Ciancimino,
  che su "La Sicilia"  di  Catania  scopre  improvvisamente  oggi e
  quantifica gli emolumenti  dei  deputati  regionali  come  se  in
  questa  Legislatura   fossero   state  apportate  modifiche  agli
  emolumenti che sono questi oramai da tanti anni: mi sono sorpreso
  quando un giornalista  parlamentare  come  Ciancimino ha scoperto
  una novità che invece novità  non è.
       Mi ha sorpreso ancor  di  più  l'attacco  del Cardinale - io
  sono  un cattolico  praticante  e  ho  sempre  avuto  grandissimo
  rispetto del Cardinale De  Giorgi  -dicevo  che  mi  ha  sorpreso
  leggere le parole del Cardinale  circa  i  tempi  e  i  lavori di
  questa Assemblea.  Io non  ho  nessun  timore a dire al Cardinale
  che un sacerdote non è sacerdote solo quando celebra la Messa, ma
  è sacerdote durante l'arco  di tutta la giornata per tutto quello
  che fa.  Credo che  ugualmente i politici, sicuramente i politici
  che  fanno  la politica  con  sentimento  e  sincerità,  fanno  i
  politici  24  ore al  giorno,  hanno  i  momenti  ed  i  passaggi
  istituzionali, ma questo non  significa  che  quando  non sono in
  questo Palazzo non continuino  a  svolgere  quel  ruolo  che  gli
  elettori  affidano  loro  con  il  consenso  elettorale.
       Ma noi abbiamo un  problema vero.  Presidente, Lei lo sa, io
  sono uno estremamente sincero,  non credo che stiamo oggi facendo
  un grande passo avanti: il nostro problema non è in quest'Aula la
  mancanza della politica, perchè  la politica non si fa nelle Aule
  legislative, la politica si  fa  nelle  sedi  di  partito e viene
  trasferita nell'ambito delle  Assemblee  legislative, ma non sono
  le Assemblee legislative  che  si  occupano  della  politica.  Le
  Assemblee legislative si  occupano  di  legiferare rispetto a ciò
  che la politica indica.
       Io dissento da chi ha sostenuto da questo stesso scranno che
  c'è un Governo  latitante  nella  sua  azione politica perchè una
  dimostrazione vera, concreta  e  reale,  non  di  ideologia ma di
  fatti, sta nei  due  disegni  di legge di iniziativa del Governo,
  parte integrante  del  contratto  con  gli elettori stipulato dal
  Presidente della Regione  Cuffaro e che riguarda la riforma degli
  appalti e il  riordino  delle  coste.  Disegni  di legge che sono
  stati assegnati  alle  competenti Commissioni legislative già nel
  2001.
       Allora il quesito è un altro: perchè questi disegni di legge
  sono ancora in Commissione?  Io  accetto l'invito al ritiro degli
  emendamenti perchè le ho  sentito  dire, nella  doppia qualità di
  Presidente  dell'Assemblea  e  di  Presidente  della  Commissione
  Regolamento, che farà suoi  questi  miei emendamenti in seno alla
  Commissione Regolamento.  Però  ritengo opportuno dire brevemente
  cosa essi significavan: il  primo, che è per me fondante rispetto
  a quello che Ciancimino  ed  altri  dicono  nei nostri confronti,
  aggiunge all'articolo  1 del Regolamento dell'Assemblea regionale
  un comma due.  L'articolo  1  che tutti conoscete regola i nostri
  diritti e le nostre prerogative, ma non sancisce doveri.
       Io, con l'aggiunta  del  comma due che vi leggo: "I deputati
  hanno l'obbligo  di  partecipare  alle sedute dell'Assemblea e ai
  lavori delle Commissioni", sancivo,  per la prima volta, i doveri
  dei  deputati  regionali.  E  lo  sappiamo  tutti:  ci  sono  gli
  assenteisti ma grazie alle carenze regolamentari qui c'è un vero,
  solo,  unico assenteista, però  legalizzato,  che  è  l'onorevole
  Orlando, che ha esercitato il suo diritto di non essere assegnato
  ad alcuna commissione.  Per  cui non risulterà mai assente ma non
  svolgerà mai quello che è il suo precipuo dovere di deputato.
       Il secondo emendamento riguardava l'abolizione del comma uno
  degli articoli 32 e 69 del nostro Regolamento che prevedono tutti
  e due - anche questa  è  una  cosa  anomala che in un Regolamento
  venga ripetuta due volte  la  stessa  norma  - che le Commissioni
  legislative per potere lavorare (non per potere deliberare perché
  quello è sancito dal comma due), per potere aprire i lavori della
  commissione devono avere un numero minimo di deputati. Questo non
  esiste neanche nelle  Assemblee  del  Parlamento nazionale dove i
  parlamentari non sono 90 ma sono 630 alla Camera e 315 al Senato.
  Invece, guarda caso, l'Assemblea regionale ferma di fatto, con il
  suo Regolamento, le  commissioni legislative applicando una norma
  perversa.

     PRESIDENTE  Onorevole Acierno la invito al rispetto dei tempi.

        ACIERNO   Allora  il  senso  dei miei emendamenti è servito
  solo a snellire le procedure legislative.  Io accetto l'invito al
  ritiro e riproporrò  questi  emendamenti  alla Commissione per il
  Regolamento.

     RAITI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà. La invito al rispetto dei tempi.

     RAITI   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  voto  a
  favore  di  questa  modifica del Regolamento così come esprimo il
  mio consenso  alla  richiesta  dell'onorevole Cintola, capogruppo
  dell'U.D.C., sul problema della  sanzione a chi non è presente in
  Aula.
       Non v'è dubbio che mi pare una cosa assolutamente legittima,
  ma il  problema  che  oggi  è emerso in questa Aula va ben oltre,
  queste sono due piccole  "pezze o toppe" per dare uno specchietto
  per  le  allodole  ai   mezzi   di   informazione   e  ai  nostri
  concittadini.
       Ritengo che invece oggi  è  successo  qualcosa  di  serio in
  questa Aula, qualcosa di importante politicamente. Non è vero che
  non si è fatta politica  o  non  si  fa  politica  o  siamo nelle
  condizioni nelle quali  questo Parlamento non riesce a legiferare
  perché non vi è politica.
       Qui oggi  è  emerso  il fatto che vi è una frattura politica
  definitiva e insanabile all'interno della maggioranza di Governo.
  Ci sono  stati  esponenti  di  spicco  e  di rilievo dei maggiori
  partiti  della  coalizione  che hanno assunto posizioni politiche
  ben  precise,  differenti  e  contrastanti  tra loro. Cioè a dire
  quelle che erano e che sono le differenze generali della politica
  della  Casa delle Libertà adesso finalmente stanno venendo fuori.
       E il problema che questo Parlamento è impantanato scaturisce
  proprio da questo.
       Perché  quando  ci  si  pone  davanti  agli  elettori con un
  contratto di  tre  o  quattro punti generali o generici che tutti
  sono  pronti a sottoscrivere è una cosa; quando bisogna ragionare
  giorno dopo  giorno  sulle  linee guida da seguire, una cosa è la
  cultura liberale, radicale, un'altra cosa è la cultura cattolica;
  una cosa  è  la  cultura  sociale  che dovrebbe portare avanti un
  soggetto  politico  che ha fortemente ancoraggio e espressione in
  un movimento  sindacale,  un'altra  cosa  è la cultura e la linea
  politica   che   deve  portare  avanti  una  forza  assolutamente
  liberista.
       Ritengo che nel  governo,  finalmente,  queste  cose  stiano
  venendo fuori ed il fatto  che non si riesca a prendere una linea
  guida, che - come  dice  l'onorevole  Fleres  -  c'è una macchina
  forte ma non vi  è  un itinerario, è la causa dell'impantanamento
  dell'Assemblea.
       I capigruppo decidono  dei  percorsi che poi, purtroppo, non
  si possono sostanziare,  quantificare  e  definire nei disegni di
  legge.  Credo che oggi sia venuta fuori la crisi definitiva della
  maggioranza e del governo: vi sono linee politiche differenti, vi
  sono dissensi che si manifestano, come dice un esponente di Nuova
  Sicilia,  con  il   fatto  che  deputati  della  maggioranza  non
  partecipano  alle  sedute   di  commissione  e  d'Aula;  vi  sono
  condizioni che inducono il  governo della Regione a ritenere ed a
  prendere atto che così  non  si  può andare avanti.
       Certamente  si  deve   porre   freno   a  questa  situazione
  scegliendo, definitivamente, una linea politica da portare avanti
  e quindi assumerne  tutte  le  conseguenze  e  le responsabilità.
  Tutto il resto è solo  'aria  fritta'  che noi stiamo tentando di
  dare ai cittadini per mettere  una  toppa  ad  un  problema che è
  molto più grande e reale.

     MICCICHE'  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     MICCICHE'   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, premetto
  che non volevo intervenire  perché  il  dibattito  mi  è sembrato
  scontato, e preciso che riguardo alla proposta che sta per essere
  votata  esprimo  il  mio  voto  favorevole  proprio  per  evitare
  strumentalizzazioni. Tuttavia  ho  deciso  di  intervenire perché
  sono un garantista, anche  se  a  volte  uno può dissentire.  Non
  voglio fare l'avvocato difensore  di nessuno: credo che ognuno di
  noi si sappia difendere bene; però quando un deputato è assente e
  viene chiamato in causa, non può intervenire e non mi pare giusto
  fare affermazioni come quelle  che  ho  sentito  poco fa, né  nei
  confronti  di  deputati  assenti  né  nei  confronti  di  persone
  estranee all'Assemblea, quali i giornalisti ecc.
       Qualcuno potrebbe dirmi che spesso quando intervengo anch'io
  faccio  riferimento  al  Governo  che  è latitante, inadempiente;
  vorrei dire che una cosa è parlare in generale del Governo, delle
  istituzioni,  altra  cosa  è parlare di persone in particolare; o
  meglio:  se la persona è  presente,  va bene; ma se è assente non
  mi pare sia giusto parlarne.
       Ricordo che all'inizio della legislatura, quando l'onorevole
  Orlando faceva parte  della  Commissione Bilancio, si era dimesso
  dalla  stessa  per fare  spazio  ad  un  altro  componente  della
  minoranza, e precisamente  del Partito di Rifondazione Comunista,
  e con ciò dare la  possibilità di far parte di quella Commissione
  ad  un  componente  di  un  partito  di  opposizione,  che  aveva
  appoggiato la sua  candidatura a presidente della Regione.
       Inoltre  l'onorevole   Orlando   aveva   dimostrato  la  sua
  propensione affinché  venisse  portato  avanti  il  progetto  del
  portavoce della opposizione.  In  quel  caso era un doppione: non
  poteva essere eventualmente  presente  in  Commissione Bilancio e
  rappresentante  di  tutta   l'opposizione.  Quindi,  non  si  può
  accusare di  assenteismo  l'onorevole  Orlando; piuttosto sarebbe
  opportuno prevedere nel  Regolamento la figura del rappresentante
  dell'opposizione.
       Aspettiamo  che   venga   completata   questa  fase  e  poi
  l'onorevole Orlando,  sicuramente,  non potrà più essere tacciato
  di assenteismo -  com' è  avvenuto  - perchè la sua assenza nelle
  Commissioni non  è  stata  una  scelta  personale,  ma una scelta
  politica per dare spazio ad altri componenti dell'opposizione.
       La stessa cosa vale anche per quanto riguarda i giornalisti.
  I giornalisti  possono  scrivere tutto quello che vogliono, hanno
  tutto il diritto di  farlo.  Qui  non  possono difendersi, ma non
  dobbiamo  lamentarci  se  poi  nei  nostri  confronti usano certi
  linguaggi, certe frasi.

     PRESIDENTE    Pongo   in   votazione  il  passaggio  all'esame
  del Documento III.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Lo Porto


       Autorizzo la Commissione Bilancio e le Commissioni di merito
  a  riunirsi rispettivamente  per  rendere  i  pareri  di  propria
  competenza, e per la presa d'atto degli stessi.
       Sospendo  la seduta,  avvertendo  che  riprenderà  alle  ore
  18.00 con la votazione  finale  del Documento III di modifica del
  Regolamento  interno  per   la   quale  occorre  una  maggioranza
  qualificata.

     (La seduta, sospesa alle ore 15.32, è ripresa alle ore 18.20)

       La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Lo Porto


      VOTAZIONE  FINALE  PER  SCRUTINIO NOMINALE DELLA MODIFICA DEL
      REGOLAMENTO INTERNO (DOC. III)

     PRESIDENTE  Indìco la  votazione finale per scrutinio nominale
  della modifica della Sezione V  del  Capo  V  del  Titolo II, che
  aggiunge, dopo l'articolo 68, l'articolo 68 bis.
       Chiarisco il significato del voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante verde;  chi vota no preme  il  pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
       La pongo in votazione.
       Dichiaro aperta la votazione.

                   (Seguono le operazioni di voto)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                       RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione:

       Presenti e votanti    48
       Maggioranza           46
       Favorevoli            48

                             (E' approvata)

       Onorevoli  colleghi, l'ordine  del giorno prevede l'esame di
  alcuni  disegni di legge che, però, non sono ancora stati esitati
  dalle Commissioni.
       Tutti  voi  siete  stati  partecipi  delle vicende di questa
  giornata  che  è stata molto ricca di sorprese: questa mattina la
  Commissione  Bilancio non ha potuto operare per l'indisponibilità
  dell'Assessore  e oggi pomeriggio, quando sembrava che il Governo
  avesse sbloccato la situazione con l'assegnazione della delega al
  vicepresidente,  onorevole  Castiglione, sono emerse difficoltà a
  proposito  della copertura finanziaria dei disegni di legge.
       Pertanto,   onorevoli  colleghi,  la  seduta  è  rinviata  a
  mercoledì  29 maggio 2002, alle ore 17.00, con il seguente ordine
  del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


     I - COMUNICAZIONI

    II - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

      - "Provvedimenti  a  favore  degli  operatori  economici  e dei
          proprietari di immobili danneggiati dall'eruzione dell'Etna
          del 2001" (nn. 152-163-260-304).

   III - ELEZIONE  DI  QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
          PER  LA  GESTIONE  DEL  FONDO DI ROTAZIONE PER IL COMMERCIO
          ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART. 9 DELLA LEGGE REGIONALE
          4 AGOSTO 1978, N. 26.

    IV - ELEZIONE  DI  TRE COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
          LA  GESTIONE  DEI  FONDI  ISTITUITI  PRESSO  L'IRFIS PER LE
          PICCOLE  E  MEDIE IMPRESE, PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6
          MAGGIO 1981, N. 96.

     V - ELEZIONE   DI   NOVE  COMPONENTI  DELLA  CONSULTA  REGIONALE
          DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.

    VI - ELEZIONE DI UNDICI  COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
          TUTELA DELL'AMBIENTE.

   VII - ELEZIONE DI NOVE  COMPONENTI  DEL  CONSIGLIO REGIONALE PER I
          BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.

  VIII - ELEZIONE DI TRE  COMPONENTI  DEL COMITATO PER LA GESTIONE
          DEL CENTRO REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E
          PER LE SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.

    IX - ELEZIONE DI TRE  COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO REGIONALE  PER  L'INVENTARIO,  LA CATALOGAZIONE E LA
          DOCUMENTAZIONE   GRAFICA,   FOTOGRAFICA,   AEROFOTOGRAFICA,
          AUDIOVISIVA.

     X - ELEZIONE  DI  SEI  COMPONENTI ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE
          PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.

    XI - ELEZIONE  DI  TRE  MEMBRI  DEL  COMITATO  REGIONALE  PER  LA
          PROGRAMMAZIONE  SPORTIVA   SCELTI   TRA  I  COMPONENTI  DEI
          CONSIGLI PROVINCIALI SCOLASTICI.

   XII - ELEZIONE DI  CINQUE  COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE PER
          LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.

  XIII - ELEZIONE   DI    TRE    COMPONENTI   DEL   CONSIGLIO   DI
          AMMINISTRAZIONE DELLO IACP DI PALERMO.

   XIV - ELEZIONE DI  TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI CATANIA.

    XV - ELEZIONE DI  TRE  RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL' OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.

   XVI - ELEZIONE DI  TRE  RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL' OPERA UNIVERSITARIA DI CATANIA.

  XVII - ELEZIONE  DI   TRE   RAPPRESENTANTI   DELLA  REGIONE  NEL
          CONSIGLIO  DI  AMMINISTRAZIONE DELL' OPERA UNIVERSITARIA
          DI MESSINA.

 XVIII - ELEZIONE  DI   UN   COMPONENTE   DEL  COMITATO  DIRETTIVO
          DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.

   XIX - ELEZIONE  DI   TRE   COMPONENTI   DEL   CONSIGLIO  DIRETTIVO
          DELL'ISTITUTO   REGIONALE  DI  RICERCA,  SPERIMENTAZIONE  E
          AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.

       La seduta è tolta alle ore 18.24

       Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 19.45