Presidenza del vicepresidente Fleres
PRESIDENTE. Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del
Regolamento interno, che nel corso della seduta potrà procedersi
a votazioni mediante sistema elettronico.
ACIERNO segretario f.f., dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
Presidenza del vicepresidente Fleres
DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI
PRESIDENTE Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:
N. 109 "Iniziative per il corretto funzionamento del
Dipartimento della formazione professionale dell'Assessorato
regionale del lavoro, della previdenza sociale, della formazione
professionale e dell'emigrazione", degli onorevoli Fleres,
Catania Giuseppe, Beninati, Baldari, Garofalo;
N. 110 "Richiesta al Governo regionale di adottare le
iniziative necessarie affinchè la Madonna di Trapani sia eletta
Patrona della Sicilia, del Mediterraneo nonchè 'patrimonio
mondiale dell'umanità", degli onorevoli Croce, Maurici,
Moschetto, Confalone;
N. 111 "Iniziative per l'attuazione delle normative di
trasferimento alla Regione della potestà di concessione in
materia di invalidità civili", degli onorevoli Barbagallo,
Genovese, Gurrieri, Tumino, Vitrano, Zangara;
N. 112 "Richiesta al Governo regionale affinchè adotti le
iniziative necessarie al fine di ridefinire e tutelare il profilo
della figura degli infermieri generici", degli onorevoli Croce,
Fleres, Beninati, Mercadante, Leontini, Confalone, Leanza
Edoardo, Giambrone.
Dispongo che le predette mozioni vengano demandate alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perchè se ne
determini la data di discussione.
Presidenza del vicepresidente Fleres
SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA RUBRICA:
"LAVORO, PREVIDENZA SOCIALE, FORMAZIONE PROFESSIONALE,
EMIGRAZIONE".
PRESIDENTE Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
"Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
'Lavoro, previdenza sociale, formazione professionale ed
emigrazione'".
Si procede con lo svolgimento della interrogazione n. 146
'Avvio delle procedure per la stabilizzazione dei lavoratori
socialmente utili', degli onorevoli Papania e Spampinato.
Ne do lettura:
Al Presidente della Regione ed all'Assessore per il
lavoro, premesso che:
- al fine di facilitare la costituzione delle società
miste promosse dagli enti utilizzatori di lavoratori
socialmente utili con la società Italia lavoro s.p.a. o
altre società partecipate dallo Stato o dalla Regione,
la legge regionale n. 24 del 26 novembre 2000 all'art. 2
prevede la concessione di contributi a carico
dell'Assessorato per il lavoro per ogni lavoratore
assunto a tempo indeterminato;
- per l'attuazione del suddetto provvedimento,
l'Assessore per il lavoro, sentito il parere della
Conferenza Regioni-autonomie locali, doveva entro trenta
giorni dall'entrata in vigore della legge stabilire i
criteri attuativi;
per sapere:
- quale sia lo stato di attuazione dei procedimenti
relativi alla facilitazione della costituzione delle
società miste, concernenti la formulazione dei criteri
per la concessione dei contributi destinati agli
utilizzatori che procedono all'assunzione dei
lavoratori socialmente utili a tempo indeterminato;
- se non ritengano di dovere avviare urgentemente la
procedura necessaria ed idonea per la stabilizzazione
dei posti di lavoro dei soggetti aventi diritto come
specificato dall'art. 2 della legge regionale n. 24 del
2000". (146)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
all'interrogazione.
STANCANELLI assessore per il lavoro, la previdenza sociale,
la formazione professionale e l'emigrazione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, per quanto riguarda la prima interrogazione
scritta all'ordine del giorno e cioè la 146 dell'onorevole
Papania: "Avvio delle procedure per la stabilizzazione dei
lavoratori socialmente utili", per le finalità di cui
all'articolo 2, commi 1 e 3, della legge regionale 26 novembre
2000 n. 24, nell'esercizio finanziario 2001 sono stati stanziati
14 miliardi di lire sul capitolo 321301.
Nel corso del medesimo esercizio finanziario l'intera somma
stanziata è stata impegnata.
Nell'esercizio 2002 è stata stanziata la medesima somma
occorrente a finanziare la seconda annualità del contributo
concesso nell'anno 2001.
L'articolo 2, comma 4, della legge regionale 26 novembre
2000 n. 24, dispone che al fine di facilitare la costituzione
delle società miste, di cui al comma 3 del medesimo articolo,
agli enti locali che promuovono dette società possono essere
concessi dall'assessore regionale del lavoro, sulla base di
criteri approvati entro 30 giorni dall'entrata in vigore della
stessa legge sentito il parere della Conferenza Regione-Autonomie
locali.
Per le predette finalità nell'esercizio 2001 sul capitolo
321302 sono stati stanziati 5 miliardi di lire.
Nella considerazione che le uniche richieste di contributo
pervenute sono state quelle del Comune di Partinico e della
provincia regionale di Palermo, si è ritenuto di ripartire le
risorse disponibili ai predetti enti in misura proporzionale al
numero dei lavoratori da assumere nelle costituenti società
miste, come risultante dai rispettivi programmi di fuoruscita
approvati dalla CRI.
L'efficacia del provvedimento di impegno delle somme è stata
subordinata alla concertazione di cui al sopracitato articolo 2,
comma 4, della legge regionale 24/2000.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Papania per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
PAPANIA Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Assessore, intervengo per dichiararmi parzialmente soddisfatto
della risposta fornita, perché se nei dati e negli elementi
contabili la risposta è esauriente, non lo è altrettanto per la
parte riguardante lo stato di attuazione delle stabilizzazioni
attraverso società miste.
Ritengo che lo spirito della legge n. 24 del 2000 era
proprio quello di indurre diversi enti locali ad effettuare
operazioni di stabilizzazione con la messa in campo di alcune
società miste. Questo non è stato fatto per cui oggi accade che
le stabilizzazioni che sono state poste in itinere sono quasi
tutte a valere sui contratti di diritto privato e sulle
collaborazioni coordinate e continuative e perciò stesso sono
stabilizzazioni che comunque permangono negli anni a venire sul
bilancio della Regione siciliana.
Vorrei perciò esortare il Governo ad incentivare la politica
verso la stabilizzazione attraverso società miste.
Sulla risposta mi ritengo parzialmente soddisfatto.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'assessore Stancanelli per
una breve replica.
STANCANELLI assessore per il lavoro, la previdenza sociale,
la formazione professionale e l'emigrazione. Posso assicurare
l'onorevole Papania, siccome concordo con lui relativamente alla
scarsa attitudine di coloro i quali possono fruire di questa
norma e cioè degli enti locali ad utilizzarla, come Assessorato
ci stiamo attrezzando per propagandare, tra virgolette, se mi
passa il termine, questa misura che ritengo sia tra le migliori
tra quelle previste dalla legge n. 24 per la stabilizzazione,
perché darebbe un lavoro certo e totalmente a carico dell'ente
che poi assumerebbe il lavoratore socialmente utile.
Quindi prendo atto della soddisfazione dell'onorevole
Papania. Per quanto ci riguarda ci attrezzeremo anche per fare
questa opera di stimolo e di sollecitazione.
PRESIDENTE Si procede con lo svolgimento dell'interrogazione
n. 188 'Iniziative per impedire la chiusura dello stabilimento
INAM di Castelvetrano (TP), a firma dell'onorevole Oddo che,
essendo assente, la si considera trasformata in interrogazione
con risposta scritta.
Si procede con lo svolgimento dell'interrogazione n. 288
'Interventi in favore dei dipendenti operanti in Sicilia, della
Telecom s.r.l.', a firma degli onorevoli Panarello e Crisafulli.
Ne do lettura:
"Al Presidente della Regione, premesso che la Telecom
srl, azienda operante nel settore telefonico dichiarata
fallita dal Tribunale di Roma nel maggio del 2000, ha
licenziato i 573 dipendenti che operavano in Sicilia,
creando una situazione di gravissimo disagio sociale,
enfatizzata dal suicidio, avvenuto il 21 ottobre 2001 a
Patti, del lavoratore Conti Gallenti;
considerato che:
- il 16 giugno 2000, presso la sede del Ministero del
Lavoro, fra la curatela fallimentare ed i sindacati
di categoria si è pervenuti ad un accordo in ordine alla
concessione di CIGS, ai sensi dell'art. 3 della legge n.
223 del 1991, in favore dei dipendenti, con decorrenza
20 maggio 2000;
- il 29 settembre 2000 il Ministero del Lavoro ha
assunto l'impegno, d'intesa con la Regione Sicilia, di
costituire un gruppo organico di lavoro per ricercare,
con l'ausilio di altri organi centrali e periferici,
ogni possibilità occupazionale per i lavoratori in
questione, durante il periodo di vigenza del trattamento
di CIGS;
- il 7 novembre 2000, presso il Ministero del Lavoro
tra la CIET spa di Arezzo, azienda operante nel settore
telefonico, ed i sindacati di categoria, si è pervenuto
ad un accordo che prevedeva l'assunzione a tempo
indeterminato di 150 lavoratori ex Telecom srl tra il 15
dicembre ed il 30 giugno 2001, a fronte dell'impegno
assunto da Telecom spa in ordine al budget-lavori da
assegnare all'impresa medesima nell'ambito del
territorio siciliano;
- successivamente, la CIET spa ha avviato in Sicilia
due centri lavoro ubicati nelle città di Caltanissetta e
Ragusa, assumendo soltanto 75 unità in luogo delle 150
previste dal predetto accordo;
- il restante personale ex Telecom srl, scaduto il
trattamento di CIGS previsto dall'accordo del 16 giugno
2000, attende la definizione dell'ulteriore ed ultimo
provvedimento di proroga fino al 19 novembre 2001;
- al termine dell'utilizzo degli ammortizzatori
sociali, 70 lavoratori potranno andare in pensione,
mentre circa 300 resteranno privi di qualunque tutela
sociale;
- al fine di un rapido reinserimento produttivo dei
lavoratori ex Telecom srl, occorre verificare gli
investimenti previsti da Telecom spa e dagli altri
gestori telefonici e le possibilità offerte
dall'utilizzazione dei fondi di 'Agenda 2000';
per sapere:
- se non ritenga di intervenire immediatamente presso
il Ministero del Lavoro per sollecitare la definizione
della domanda di CIGS;
- se, al fine di individuare soluzioni adeguate, non
consideri necessario costituire con la massima urgenza
il gruppo di lavoro, dotato degli indispensabili
strumenti, previsto dai predetti accordi ministeriali;
- se non valuti utile prevedere interventi in favore
dei predetti lavoratori, con norme regionali che
consentano l'utilizzo di provvedimenti in via di
definizione a livello nazionale, per i dipendenti del
settore appalti telefonici". (288)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
all'interrogazione.
STANCANELLI assessore per il lavoro, la previdenza sociale,
la formazione professionale e l'emigrazione. Il decreto di cassa
integrazione è stato emanato già nel 2001 ed è stata sollecitata
l'attivazione del tavolo tecnico del settore telefonia che è
stato insediato presso il comitato nazionale dell'occupazione
presso il Consiglio dei Ministri.
Sono stato informato sullo stato dei lavori di detto tavolo
tecnico che recentemente ha individuato le linee operative per la
gestione degli esuberi del comparto installazioni telefoniche. In
particolare è stata sollecitata l'ulteriore proroga dei
trattamenti d'integrazione salariale sino al 31 dicembre 2002.
Inoltre sono state attivate da tutte le aziende interessate
azioni di rilevamento del fabbisogno formativo di operai e
maestranze affidando il compito ad Italia lavoro s.p.a. La
Regione siciliana ha assicurato per i lavoratori della Telecom
s.r.l. in liquidazione analogo trattamento. Inoltre ha coinvolto
l'agenzia nazionale SCO s.p.a. per la ricollocazione delle
maestranze che non acquisiranno nel frattempo i requisiti per il
prepensionamento.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Panarello per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
PANARELLO In premessa sollevo un tema, signor Presidente, che
riguarda la tempestività della discussione delle interrogazioni.
In questo caso non mi posso dichiarare del tutto soddisfatto
perché, in rapporto alle considerazioni che qui richiamava
l'Assessore, risulta che il rapporto tra Regione e Italia lavoro
non sia del tutto definito. E, quindi, per mandare avanti il
processo di formazione e ricollocazione del personale in esubero
della Telecom srl, azienda fallita, è necessario che sia definito
questo rapporto tra Regione e Italia lavoro e che la stessa sia
messa in condizione di procedere lungo le linee che qui anche
l'Assessore ha richiamato e che sono dentro il progetto nazionale
di ricollocazione di tutti i lavoratori in esubero del settore
appalti telefonici.
L'attenzione alla situazione di Telecom srl nasce dal fatto
che l'Azienda non c'è più e quindi c'è assoluta necessità di una
attenzione continua da parte della Regione.
Inoltre, voglio ricordare, al fine di rappresentare a
livello nazionale, per la parte che riguarda la Regione
siciliana, una sollecitazione: che la cassa integrazione
accordata fino al dicembre 2002, il decreto di cassa integrazione
non è stato ancora firmato.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per
una breve replica.
STANCANELLI assessore per il lavoro, la previdenza sociale,
la formazione professionale e l'emigrazione. Voglio ribadire
all'onorevole Panarello tutto l'interesse che la Regione ha a
far sì che l'intesa che è stata raggiunta per la proroga venga
decretata formalmente.
Per quanto riguarda poi i lavoratori non abbiamo nessuna
difficoltà alla formazione, ho visto che la sua insoddisfazione
derivava da questo, e siccome l'attivazione della formazione al
lavoro non è un aspetto di secondaria importanza, posso garantire
all'onorevole Panarello che in questo senso ci attiveremo per
vedere come meglio si possa realizzare, comunque, l'intesa che
già esiste.
PRESIDENTE Si procede con lo svolgimento della interrogazione
n. 291 'Soluzioni delle gravi carenze verificatesi presso il
CESIFOP di Siracusa' a firma dell'onorevole De Benedictis.
Assente il firmatario, l'interrogazione si intende
presentata con richiesta di risposta scritta.
Si procede con lo svolgimento della interrogazione n. 306
'Provvedimenti per garantire copertura finanziaria alla
formazione professionale, per il 2001/2002' a firma degli
onorevoli Villari, Speziale, De Benedictis,
Assenti i firmatari, l'interrogazione si intende presentata
con richiesta di risposta scritta.
Si procede con lo svolgimento dell'interrogazione n. 383
'Notizie circa la futura destinazione degli Uffici
dell'Assessorato regionale per il lavoro', a firma dell'onorevole
Dina.
Ne do lettura:
"Al Presidente della Regione, all'Assessore alla
Presidenza e all'Assessore per il lavoro, la previdenza
sociale, la formazione professionale e l'emigrazione,
premesso che l'Assessorato Lavoro della Regione
siciliana a causa di uno sfratto è stato costretto a
lasciare i locali, ed è intendimento
dell'Amministrazione regionale prendere in affitto dei
locali siti all'interno di un condominio privato in Via
Imperatore Federico n. 70;
considerato che:
- poiché i locali insistono all'interno di un
condominio, tale scelta appare assolutamente inadeguata
ed inopportuna visti i gravi problemi di sicurezza e
di ordine pubblico che si produrranno per gli oltre
cento condomini, per l'affluenza del pubblico e per i
frequenti fatti di guerriglia urbana;
- per la sola presenza degli Uffici di gabinetto
dell'on.le Assessore e dell'Agenzia per l'Impiego, siti
al numero civico 60 con ingresso secondario pure dal n.
70 di Via Imperatore Federico, i locali condominiali
sono stati ripetutamente oggetto di guerriglie urbane,
accompagnate da atti di vandalismo contro persone e cose
creando altissima tensione ai condomini ed arrecando
gravi danni alle strutture del condominio, regolarmente
denunciati al personale della Polizia di Stato e dei
Carabinieri;
- la presenza dell'Assessorato al Lavoro nei locali
lasciati liberi dall'Agenzia regionale delle Entrate
produrrà un quotidiano picchettaggio di facinorosi e
scioperanti;
per quanto sopra detto, a garanzia e tutela degli
interessi e dell'incolumità personale dei condomini
ritenendo inadeguata la scelta, si reputa necessario
evitare il crearsi d'ipotetiche ma concrete condizioni
di rischio per la sicurezza e l'incolumità dei
condomini;
per sapere quali provvedimenti si intendano adottare
per ridare serenità ed allontanare i timori e le
preoccupazioni dei condomini". (383)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
all'interrogazione.
STANCANELLI assessore per il lavoro, la previdenza sociale,
la formazione professionale e l'emigrazione. L'onorevole Dina
chiede notizie circa la futura destinazione degli Uffici
all'Assessorato regionale del lavoro.
In relazione a quanto richiesto con l'interrogazione de quo
si rappresenta che le preoccupazioni manifestate
dall'interrogante sono ampiamente superate dalle iniziative
assunte dall'Assessorato per venire incontro alle esigenze del
condominio. Al riguardo, infatti, si è provveduto a limitare al
massimo l'uso degli spazi condominiali da parte dei dipendenti
dell'Assessorato; gli stessi, infatti, accedono agli uffici
esclusivamente attraverso l'ingresso posto sul vialetto di
accesso.
Al fine di garantire la sicurezza e la tranquillità dei
condomini è stato, altresì inibito l'uso dell'accesso posto sul
vialetto laterale, nonchè l'uso dei locali cantinati, che sono
stati destinati esclusivamente al ricovero delle auto di servizio
dell'Amministrazione.
Inoltre occorre sottolineare che gli Uffici del Dipartimento
Lavoro hanno disciplinato l'orario di ricevimento del pubblico,
articolato in tre giorni settimanali, al fine di arrecare il
minore disagio possibile al condominio.
Sarà comunque cura dell'Assessorato adottare, in futuro,
ogni iniziativa che dovesse rendersi necessaria per venire
incontro ad ulteriori esigenze dei condomini.
PRESIDENTE Si procede con lo svolgimento dell'interrogazione
n 395 "Attivazione degli strumenti contrattuali necessari
all'impiego degli LSU", degli onorevoli Villari, Giannopolo,
Cracolici e Zago.
Ne do lettura:
"Al Presidente della Regione, all'Assessore alla
Presidenza e all'Assessore per il lavoro, la previdenza
sociale, la formazione professionale e l'emigrazione,
premesso che la Regione siciliana, in seguito ad
orientamenti e decisioni assunte nel corso di tutti
questi anni da parte dei diversi Governi che si sono
succeduti, ha predisposto vari provvedimenti sia
legislativi che amministrativi in ordine ai piani di
fuoriuscita ed utilizzo dei soggetti LSU, attraverso
l'attivazione dei progetti di utilità collettiva e
l'attuazione di appositi contratti previsti dalla
legislazione regionale;
visto che ognuno di questi atti è stato finalizzato
all'attivazione di uno degli strumenti più importanti
previsti dagli articoli 11 e 12 della legge regionale n.
85 del 1995 e cioè ai contratti di diritto privato di
durata annuale, prorogabili fino a tre;
considerato che questo strumento riguarda circa
diecimila articolisti e per questo molti Comuni hanno
già avviato i piani di utilizzo del personale
interessato;
valutato che:
- a fronte di questo processo, già in fase avanzata
nella pubblica amministrazione periferica, la pubblica
amministrazione regionale sta ingiustificatamente e
contraddittoriamente ritardando l'avviamento dei 1.020
soggetti impegnati nelle sue strutture, sia centrali che
periferiche;
- la Regione sarebbe nelle condizioni di attivare i
contratti con tutti i soggetti interessati, poiché non
risultano esserci problemi né contenziosi che possano
giustificarne la mancata attivazione;
considerato che, infine che:
- questa situazione di inspiegabile stasi sta creando
giustificate tensioni tra i soggetti e preoccupazioni
sul loro futuro, anche da parte delle organizzazioni
sindacali impegnate per una complessiva soluzione dei
problemi legati al cosiddetto precariato;
- tale situazione è aggravata anche dal fatto che
altri enti regionali sottoposti al controllo e/o alla
vigilanza della Regione, che in un primo momento avevano
presentato progetti utili alla collettività per circa
120 unità a Palermo, hanno successivamente ritirato i
progetti a seguito dei gravi ritardi e della scarsa
chiarezza nelle scelte e nei comportamenti
dell'Amministrazione regionale;
per sapere se non ritenga di intervenire urgentemente
per dare immediato corso alla firma dei succitati
contratti di diritto privato, così come avvenuto negli
uffici della pubblica amministrazione periferica
(Comuni, Province, etc.), al fine di evitare il crescere
di tensioni tra i soggetti interessati e dare invece le
attese risposte non essendovi, per quanto risulta, alcun
impedimento che possa giustificare ulteriori ritardi".(395)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
all' interrogazione.
STANCANELLI assessore per il lavoro, la previdenza sociale,
la formazione professionale e l'emigrazione. L'interrogazione
riguarda l'attivazione degli strumenti contrattuali necessari
all'impiego degli LSU. In ordine al contenuto dell'interrogazione
si rappresenta che la Giunta regionale di Governo, con
deliberazione n. 22 del 19 febbraio 2002, ha incaricato, per la
stipula dei contratti di diritto privato cui fa riferimento
l'onorevole interrogante, l'Assessore regionale alla Presidenza,
in base all'effettivo fabbisogno di personale da destinare alle
categorie A e B.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Giannopolo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
GIANNOPOLO Onorevole Presidente, io intervengo per dichiarare
la mia totale insoddisfazione, perchè l'Assessore, a mio avviso,
non ha adeguatamente risposto. Con questa interrogazione si
poneva un tema, un problema. Ci è stato detto da due anni a
questa parte che i contratti di diritto privato della Regione,
1.025 contratti, non potevano essere stipulati perché era stato
presentato ricorso al TAR da parte di alcuni dipendenti regionali
e si è andati avanti con questa motivazione per alcuni mesi, per
alcuni anni, salvo poi scoprire che non c'era nessun ricorso
avverso i contratti di diritto privato che la Regione siciliana
doveva stipulare.
Il ricorso riguardava altra materia, non riguardava gli ex
articolisti, riguardava altre fattispecie di lavoratori
socialmente utili o di precari. Dopodiché siamo al punto in cui
la Regione ha diffidato gli enti a stipulare contratti di diritto
privato mentre essa stessa - che avrebbe dovuto dare l'esempio -
invece, a tutt' oggi, a seguito anche di una delibera di Giunta
di Governo approvata a fine febbraio, primi di marzo, ancora oggi
non ha stipulato i contratti di diritto privato.
Dei 10 mila contratti di diritto privato tutti sono stati
stipulati tranne quelli della Regione Penso che ci sia qualche
elemento patologico che andrebbe adeguatamente affrontato e
rimosso. Farebbero bene il Governo, l'Assessore a riferire al
Parlamento - se non è in grado di farlo ora, in una prossima
seduta - come si intende procedere sul piano della
stabilizzazione del precariato atteso che noi abbiamo fatto
questa finta stabilizzazione, allo stato attuale, di circa 10
mila ex articolisti.
In fondo il tema che pongono in buona parte tutte le
interrogazioni di oggi, ma tante altre ve ne sono a cui bisogna
dare risposta, è come il Governo intende procedere sulla strada
della stabilizzazione nell'anno 2002, in che percentuale, per
quali soggetti e per il 2003 come intende completare il percorso
di stabilizzazione, atteso che siamo obbligati, secondo le norme
nazionali, a procedere entro il prossimo anno al completamento,
appunto, del processo di stabilizzazione.
Colgo, quindi, l'occasione per stigmatizzare, ancora una
volta, i ritardi della Regione su tanti aspetti che riguardano le
politiche attive del lavoro, compresa questa della
stabilizzazione attraverso la stipula di propri contratti di
diritto privato; dopodiché, ripeto, - e questo è grave -, é
stato detto all'opinione pubblica e a tutti che quei contratti
non si potevano fare perché c'era un ricorso pendente innanzi al
TAR. Questo è risultato essere falso, e ne portano per intero le
responsabilità coloro i quali l'hanno propinato nel passato. Non
è un problema che, evidentemente, riguarda l'attuale assessore.
Invito dunque l'assessore e tutto il Governo a riferire su come
intendano procedere sulla vera stabilizzazione del precariato in
Sicilia.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per
una breve replica.
STANCANELLI assessore per il lavoro, la previdenza sociale,
la formazione professionale e l'emigrazione. Ringrazio
l'onorevole Giannopolo perché mi dà l'occasione - riservandomi
comunque più ampiamente e nel dettaglio di specificare quali sono
le misure che il Governo intende adottare anche per far fronte al
patto di stabilità con lo Stato, in relazione alla necessaria
buonuscita di alta percentuale di lavoratori socialmente utili -
per quanto riguarda la parte dell'interrogazione relativa ai
1.045 cui lui si riferisce, di ribadire che in effetti il ricorso
di cui si parlava, ovviamente stiamo parlando di gestione
precedente, è stato ampiamente superato dalla presa di coscienza
e di conoscenza da parte dell'Amministrazione che, anche per i
1.045 regionali si poteva procedere alla stipula dei contratti di
diritto privato.
Sono perfettamente d'accordo, però l'onorevole Giannopolo
che notoriamente è sempre ben informato sui fatti che riguardano
anche la rubrica "Lavoro", sa che questo assessorato, già sin dal
mese di gennaio, dopo tanti tira e molla sulla possibilità o meno
di farli, ha attivato, per l'esattezza con nota del 31 gennaio,
la giunta di Governo, facendo riferimento alla indispensabilità
di procedere anche alla stipula di queste 1.045 contratti e la
giunta di Governo ha preso atto di questa esposizione e volontà
dell'Assessore al lavoro e ha deliberato di procedere alla
stipula dei contratti, dando all'assessorato alla Presidenza il
mandato di procedere alla stipula concreta dei 1.045 contratti.
Posso fermarmi qui perché tutta l'attività che dovevamo
svolgere come assessorato in relazione alla fuoriuscita l'abbiamo
svolta; si tratta, a questo punto, di capire quali difficoltà ci
sono, non di ordine giuridico in relazione agli LSU ma di ordine
pratico, perché l'assessorato alla Presidenza faccia partire
questi contratti.
Per quanto riguarda, invece, l'aspetto più ampio, voglio
rassicurare l'onorevole Giannopolo perché per gli altri 9.200
contratti circa di diritto privato che sono stati stipulati a
decorrere dal mese di maggio del 2001 e che man mano vanno a
scadenza, ho già proceduto ad emanare la circolare la scorsa
settimana per la seconda annualità per i contratti di diritto
privato, quindi man mano che scadranno saranno regolarmente
rinnovati.
Devo dire che, grazie anche al contributo di tutte le forze
parlamentari, in Finanziaria abbiamo dato la copertura
finanziaria a tutte le misure di fuoriuscita fino al 31 dicembre
di quest'anno e debbo dire, siccome la copertura è anche per un
anno solare a partire dalle scadenze, siamo coperti anche per le
scadenze dell'anno prossimo.
PRESIDENTE Si passa all'interrogazione numero 451, a firma
dell'onorevole Oddo.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
ACIERNO segretario f.f.:
N. 451 - Garanzie per il funzionamento degli sportelli formativi
multifunzionali.
All'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale,
la formazione professionale e l'emigrazione, premesso
che con decreto n. 526 del 20 dicembre 2001 sono stati
finanziati i progetti di corsualità relativi agli Enti
di formazione professionale, così come indicato e
definito dalla legge regionale n. 24 del 1976;
considerato che tra le attività degli Enti di
formazione professionale si inserisce anche quella degli
sportelli formativi multifunzionali, che rappresentano
un punto di riferimento per chi intende avere notizie
sulle dinamiche del lavoro e soprattutto sulla
necessaria formazione;
osservato che il decreto di finanziamento relativo al
funzionamento degli sportelli formativi multifunzionali
e al pagamento delle retribuzioni al personale che vi
opera, non è stato ancora emanato;
ritenuto che tale situazione non può che creare un
disagio sia per i lavoratori, che per la funzionalità
degli stessi sportelli;
visto che gli Enti di formazione si troverebbero in
grave difficoltà per quanto concerne il regolare
pagamento delle retribuzioni ai dipendenti degli
sportelli formativi;
per sapere quali iniziative intenda prendere per
arrivare ad una rapida emanazione del decreto al fine di
garantire:
- il pagamento delle retribuzioni ai dipendenti degli
sportelli formativi multifunzionali;
- certezze lavorative ai dipendenti degli sportelli
formativi multifunzionali;
- la funzionalità degli sportelli medesimi.
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
(20 febbraio 2002)
ODDO
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per
rispondere all'interrogazione.
STANCANELLI assessore per il lavoro, la previdenza sociale,
la formazione professionale e l'emigrazione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, ritengo che questa interrogazione sia
superata dalla norma che abbiamo approvato in Finanziaria che ha
previsto un capitolo apposito per gli sportelli multifunzionali
che viene gestito dall'Agenzia per l'impiego; nel capitolo
abbiamo messo somme pari a circa cinquantuno miliardi che coprono
perfettamente il fabbisogno finanziario relativo agli sportelli
multifunzionali, quindi ritengo che l'interrogazione possa
considerarsi in questo senso superata.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Oddo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'assessore dice
bene quando dice che in Finanziaria, evidentemente, si è
affrontata la questione e sono state previste somme necessarie
per quanto concerne anche il funzionamento degli sportelli
multifunzionali.
Approfitto nel dichiararmi, da questo punto di vista, per la
verità parzialmente soddisfatto, nel senso che quello che io
volevo segnalare non è tanto il fatto che poi in Finanziaria si è
trovato evidentemente la disponibilità per vedere di assicurare
il funzionamento.
Volevo segnalare, come ho avuto modo anche di dire
verbalmente all'assessore in quel periodo, le difficoltà a cui
sono andati incontro gli operatori degli sportelli e gli
sportelli stessi, nel senso che evidentemente i ritardi, per
quanto concerne anche i decreti che andavano a movimentare le
somme, hanno messo in difficoltà, perché l'assessore sa che sono
due modi di contabilizzare, di rendicontare le somme relative al
funzionamento per quanto concerne tutto ciò che si muove attorno
alla legge numero 24 rispetto, invece, al funzionamento in sé e
per sé degli sportelli multifunzionali: sono due
rendicontazioni, quindi quando viene a mancare la copertura
finanziaria per l'una, la difficoltà reale dell'ente è quella di
vedere come fare a pagare quel personale con le somme che,
invece, deve rendicontare nella legge numero 24.
Segnalavo, quindi, la difficoltà che in quel momento si
doveva cercare di superare: non si sapeva bene, e non lo sapevano
nemmeno gli enti di formazione (sto parlando della legge numero
24), come assicurare il funzionamento degli sportelli.
Ciò significa, onorevole assessore, che dovremmo sforzarci
di avere una visione un po' più strategica, più lungimirante, più
organica per quanto riguarda questi sportelli, perché i risultati
che stanno dando - e credo che, evidentemente, lei abbia dati più
esaurienti dei miei - sono discreti, buoni, dove, tutto sommato,
anche la multifunzionalità, cioè in cui gli sportelli stessi
stanno facendo un buon lavoro, credo che da parte nostra debba
esigere una maggiore attenzione e tempestività per quanto
concerne il regolare funzionamento, anzi, direi di più, il
potenziamento degli sportelli stessi.
Ecco perché, ancora una volta, mi dichiaro parzialmente
soddisfatto.
LEANZA NICOLA . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA . Signor Presidente, onorevoli colleghi,
anch'io sono soddisfatto della risposta dell'Assessore, ma volevo
aggiungere quello che ha detto alla fine l'onorevole Oddo: gli
sportelli polifunzionali, di fatto, stanno dando dei grossi
risultati. La mia paura è che l'Assessorato non stia valutando
attentamente le potenzialità di questi sportelli.
Quindi, vorrei raccomandare all'Assessore di fare un po' il
punto della situazione, perché è una vera sperimentazione di
quello che può essere il collocamento privato o la nuova fase del
collocamento in Sicilia; chiedo, pertanto, un'attenzione vera
verso un'attività che certamente porterà frutti alla nostra
Regione e può diventare anche una politica di informazione vera
rispetto agli uffici di collocamento.
STANCANELLI assessore per il lavoro,la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
STANCANELLI assessore per il lavoro, la previdenza sociale,
la formazione professionale e l'emigrazione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, ringrazio sia l'onorevole Oddo che
l'onorevole Nicola Leanza per quello che hanno detto in relazione
alla bontà dell'istituto sportelli multifunzionali.
In effetti, questo strumento, che è innovativo e i cui
risultati sono quelli che chiaramente sono stati indicati dai
parlamentari intervenuti nel dibattito, ha fatto porre
l'attenzione all'Assessorato di attivarli ancora di più e meglio.
Tanto è vero che la scelta strategica in Finanziaria di aprire un
capitolo ad hoc che evitasse quelle difficoltà cui giustamente
faceva riferimento l'onorevole Oddo, ci ha permesso di superare
alcune difficoltà.
Mi rendo conto, comunque, che la materia è molto più vasta e
abbisogna di approfondimento, tanto è vero che ho avuto modo di
dire in quinta Commissione "Cultura, formazione e lavoro", che
rientrerà nel disegno di legge organico che l'Assessorato sta
predisponendo e che presenterà quanto prima al Parlamento, in
relazione al collocamento. Chiaramente, gli sportelli
multifunzionali ci possono dare un grande aiuto in relazione
all'attività di collocamento e di orientamento e, quindi, ritengo
che questo rientrerà anche nella riforma sulla formazione che,
onorevole Oddo, le posso garantire, è necessaria, anche se non
siamo soddisfatti di come vadano le cose.
Abbiamo messo in atto degli strumenti che ci avviano verso
un percorso di normalizzazione positiva della formazione
derivante dalla legge numero 24, ma neanche l'Assessore è
soddisfatto di come vanno le cose.
Sono certo, e spero, che anche con l'aiuto delle forze
parlamentari, possiamo procedere alla riforma sia della
formazione che del collocamento - e in questo quindi si inserisce
anche l'aspetto degli sportelli multifunzionali - perché la
Sicilia - lo abbiamo detto nel programma di Governo e l'ho
ripetuto tante volte - ha bisogno di una formazione che formi
effettivamente per cui le energie finanziarie che investiamo e
che quest'anno ammontano a 300 miliardi per quanto riguarda il
bilancio della Regione ma anche ad altri 131 miliardi che
recuperiamo tra "obbligo formativo" e "fondo sociale europeo",
diano risultati positivi e non risultati che poi possano trovare
l'insoddisfazione dei colleghi e degli utenti.
Ringrazio tutti gli intervenuti nel dibattito e gli
interroganti perché ritengo che con questo rapporto tra Governo e
Parlamento si possano avere non soltanto le critiche ma anche gli
stimoli necessari per potere andare avanti.
PRESIDENTE Si passa all'interrogazione numero 410, a firma
degli onorevoli Speziale, Capodicasa, Cracolici, Crisafulli, De
Benedictis, Giannopolo, Oddo, Panarello, Villari e Zago.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
ACIERNO segretario f.f.:
N. 410 - Pubblicazione degli elenchi delle imprese che hanno
diritto a contributi per le assunzioni a tempo
indeterminato.
all'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale,
la formazione professionale e l'emigrazione, premesso
che da almeno cinque anni 10.500 aziende siciliane
aspettano che la Regione eroghi i contributi (circa
387.342.675 Euro) in favore delle imprese che hanno
assunto lavoratori a tempo indeterminato, ai sensi
dell'art. 9 della legge regionale n. 27 del 1991);
considerato che detti crediti saranno pagati dalla
Regione siciliana alle imprese aventi diritto in sette
anni, e che l'iter di pagamento non può iniziare se non
viene pubblicato sulla GURS l'elenco delle imprese
aventi diritto;
considerato che l'art. 29 della legge n. 6 del 2001
concede all'Assessorato regionale lavoro un termine di
120 giorni dalla pubblicazione del decreto dello stesso
Assessorato del 28.5.2001 sulla GURS dell'8.6.2001,
contenente le modalità di richiesta di certificazione
del credito (luglio 2001), per la pubblicazione sulla
GURS degli elenchi delle imprese aventi diritto;
per sapere:
- quali siano i motivi per i quali non si è
provveduto alla tempestiva pubblicazione di detti
elenchi delle imprese aventi diritto al credito;
- se non intenda disporre la pubblicazione immediata
di tali elenchi, al fine di bloccare eventuali
operazioni speculative sulle spalle delle imprese,
garantendo percorsi trasparenti a tutta l'operazione e
consentendo una rapida erogazione delle somme dovute
dalla Regione siciliana alle imprese aventi diritto.
(4 febbraio 2002)
SPEZIALE - CAPODICASA - CRACOLICI -
CRISAFULLI - DE BENEDICTIS -
GIANNOPOLO - ODDO - PANARELLO -
VILLARI - ZAGO
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per
rispondere all'interrogazione.
STANCANELLI assessore per il lavoro,la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, l'interrogazione numero 410 risulta ormai
superata. Infatti, sulla Gazzetta ufficiale della Regione
siciliana numero 16 del 5 aprile 2002, è stato pubblicato il
decreto 25 marzo 2002 con l'allegato elenco delle ditte ammesse
ai benefici previsti dall'articolo 9 della legge regionale 15
maggio 1991, numero 27 e successive modifiche ed integrazioni.
La tempestiva erogazione del suddetto decreto si ritiene
possa superare le perplessità manifestate dall'interrogante,
anche in considerazione del fatto che gli uffici dell'Assessorato
stanno già ponendo in essere ogni utile iniziativa per rendere il
più spedito possibile l'iter di erogazione delle somme spettanti
alle ditte ammesse.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Presidenza del presidente Lo Porto
COMUNICAZIONE DI APPOSIZIONE DI FIRMA A DISEGNO DI LEGGE
PRESIDENTE Informo che l'onorevole Oddo ha comunicato di
avere apposto la propria firma al disegno di legge numero 392:
"Rifinanziamento dell'articolo 2 della legge regionale 10 ottobre
1994, numero 37 riguardante provvedimenti in favore delle
cooperative agricole", degli onorevoli Croce e Capodicasa.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 13.10, è ripresa alle ore 13.20)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LO PORTO
PRESIDENTE La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Lo Porto
DISCUSSIONE DELLA PROPOSTA DI MODIFICA DEL REGOLAMENTO INTERNO
DEL REGOLAMENTO DELL'ASSEMBLEA (DOC. III)
PRESIDENTE Si passa al punto IV dell'ordine del giorno:
"Discussione della proposta di modifica del Regolamento interno
dell'Assemblea (Doc. III)".
Onorevoli colleghi, è inutile sottolineare i preliminari
della riunione della Commissione per il Regolamento che si è
impegnata nell'adottare le misure più urgenti per risolvere
determinati problemi di efficienza dell'Assemblea regionale
siciliana.
Come sapete, il Regolamento è sottoposto ad una proposta di
modifica molto radicale, c'è una bozza che giace presso i gruppi
ormai da parecchi mesi; abbiamo ritenuto di riprendere la
discussione su tutti i temi affrontati nella bozza ma abbiamo
dovuto stralciare, nell'ambito della bozza stessa, quel
provvedimento o quei provvedimenti che si rendono assolutamente
necessari in ordine alle recenti attuali polemiche sulla
improduttività dell'Assemblea regionale siciliana.
Lo stralcio che oggi abbiamo di fronte, da discutere ed
approvare, riguarda la materia dell'articolo 68 bis.
La modifica al Regolamento che oggi si propone alla vostra
attenzione vuole rappresentare un primo concreto sforzo in
direzione di una maggiore certezza dei tempi e degli obiettivi
individuati con la programmazione legislativa.
Si prevede, infatti, che qualora le commissioni di merito
non abbiano esitato per l'Aula nei tempi programmati i disegni di
legge ricompresi nel calendario dei lavori, il Presidente
dell'Assemblea ne informi la Conferenza dei capigruppo. Il
Presidente poi, a seguito di deliberazione adottata dalla
Conferenza con la maggioranza dei tre quarti dei suoi componenti,
iscrive all'ordine del giorno dell'Assemblea i disegni di legge
in questione che sono discussi anche senza relazione nel testo
del proponente, previo parere, ove occorra, della Commissione
bilancio che lo esprime nel termine perentorio di dieci giorni.
Come vedete, si tratta di una misura che, almeno in linea
teorica, permetterebbe di accelerare i tempi, perché
consentirebbe all'Assemblea e al suo Presidente il prelievo di
provvedimenti che giacciono presso le commissioni senza che esse
stesse ne promuovano la definizione.
In un campo che è, naturalmente, tutto da fondare dal punto
di vista dei risultati, perché sono novità che stiamo apportando
insieme a tutto un progetto di riforma organica che avrete -
coloro che lo hanno fatto - verificato nella lettura della bozza
di modifica del Regolamento stesso, io ho ritenuto di introdurre
con una mia breve relazione questo progetto stralcio di modifica
dell'articolo 68 bis e vi ringrazio dell'attenzione che avete
destinato a questa materia.
Dichiaro aperta la discussione generale.
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi abbiamo
dato un voto favorevole a questo stralcio, che possiamo
considerare introduttivo delle modifiche regolamentari che la
Commissione per il Regolamento ha al suo esame e che, come il
Presidente ha annunciato, al più presto cercherà di esaurire in
un testo da portare poi all'attenzione dell'Aula.
Si è reso necessario questo passo per dare una risposta sia
pure insufficiente - dirò ora perché la considero insufficiente -
ai problemi sollevati sulla stampa, ma anche da parte di colleghi
e di gruppi parlamentari, in riferimento alla inattività o
improduttività delle commissioni e dell'Aula in questo scorcio di
avvio di legislatura.
Signor Presidente, in Commissione, come ella sa, noi abbiamo
obiettato che la crisi di produttività è, innanzitutto, una crisi
di politica che riguarda il Governo e la maggioranza. Io ritengo
che questo vada ribadito nel momento in cui dichiariamo l'accordo
alle modifiche regolamentari perché vorremmo che non ci fossero
alibi per nessuno, tanto più alibi che fanno riferimento a
pretesi impedimenti contenuti nelle norme del Regolamento che, a
nostro giudizio, in passato, anche con il vecchio Regolamento,
non solo con quello già modificato nella precedente legislatura
che ha contribuito moltissimo a snellire i lavori d' Aula e delle
Commissioni, ma anche con il vecchio Regolamento che era stato
approvato ad inizio della legislatura nel 1986, l'Assemblea ha
prodotto, ha lavorato, così come si può benissimo evincere
dall'esame dell'attività di questo Parlamento e delle
Commissioni.
Ognuno di noi può fare riferimento alla propria esperienza
diretta ed il divario di produzione legislativa - io dico anche
di qualità della legislazione - è sotto gli occhi di tutti.
Ribadisco che il problema è di carattere politico: il
Presidente sa, perché gli è pervenuta una lettera del Gruppo
parlamentare dei DS, inoltrata ieri, che c'è una richiesta
affinché nella seduta di oggi il Presidente della Regione
riferisca in Aula sulla emergenza idrica che attanaglia la
Sicilia, che ci ha portato sulle prime pagine di tutta la stampa
nazionale e come prima o seconda notizia addirittura dei
telegiornali nazionali.
Questa mattina il Presidente della Regione si è recato a
Roma per tenere una conferenza stampa, in una saletta di
Montecitorio, sul tema della emergenza idrica considerando
l'Assemblea regionale siciliana meno importante di quanto non sia
un suo incontro con la stampa in quel di Montecitorio.
E possiamo fare riferimento ad altri analoghi casi:
stamattina la Commissione Bilancio, signor Presidente, aveva
all'ordine del giorno la copertura finanziaria di due disegni di
legge che avrebbero dovuto essere discussi oggi pomeriggio in
Aula. La Commissione, convocata per le ore 9.30, non aveva ancora
iniziato i propri lavori alle ore 10.30 e quando il Presidente di
turno dell'Assemblea ha sospeso i lavori dell'Aula per consentire
alla Commissione di tornare a riunirsi, la stessa alle ore 12.00
non si è potuta ancora tenere perché mancava il Governo.
Quindi, ad essere assenteista è il Governo, non la
Commissione che era invece a ranghi completi, pronta ad esaminare
i disegni di legge.
Possiamo fare riferimento anche alla mozione sulla legge
Tremonti. Come possiamo dimenticare, signor Presidente, che su un
provvedimento di tale portata per la Sicilia, quale è quella del
pronunciamento sulla legge Tremonti, la mozione messa per più di
quindici giorni all'ordine del giorno dell'Assemblea, non si è
potuta discutere neanche oggi? La mozione decisa dalla
Conferenza dei capigruppo e messa all'ordine del giorno per un
lungo periodo, non si è potuta discutere perché il Presidente
della Regione non è venuto in Aula per trattare la materia.
E potremmo continuare con le sedute d'Aula come quella della
settimana scorsa che è saltata perché mancava il Governo.
E' uno stillicidio di disinteresse del Governo per l'Aula.
L'Aula non viene valorizzata e, come si sa, quando sono il
Governo ed il suo Presidente a non valorizzarne i lavori, ognuno
dei novanta qui presenti si chiede perchè il compito, il dovere
di fare funzionare questa Istituzione debba ricadere unicamente
su di essi.
Nessuna giustificazione, si capisce, ma bisogna anche andare
alla radice dei fenomeni di disinteresse che si producono, così
come li abbiamo registrati
E, allora, ben venga la modifica regolamentare. E' una
modifica che, come il Presidente sa, va in parallelo con una
norma già esistente del Regolamento, all'articolo 68, che la
Commissione per il Regolamento non ha voluto sopprimere ma a cui
ha voluto affiancare questo ulteriore articolo - che credo
sarà il 68 bis -, il quale si differenzia dal predetto articolo
68 non solo per i tempi, che sono molto accorciati, ma anche e
soprattutto perchè affronta la speditezza delle procedure per i
disegni di legge che vengono individuati come prioritari dalla
Conferenza dei presidenti dei Gruppi parlamentari.
Quindi, mentre l'articolo 68 affronta in generale tutta la
materia dei disegni di legge, quali che siano, noi abbiamo voluto
finalizzare questo atto, che comporta un'accelerazione dei tempi
solo per i disegni di legge individuati come prioritari dalla
Conferenza dei presidenti dei Gruppi parlamentari. Perchè questa
norma non diventi un modo per commissariare le commissioni
parlamentari, perchè non diventi percorso ordinario - il che
potrebbe configurare perfino un'ipotesi di ostruzionismo della
maggioranza - la Commissione si è trovata concorde nello
stabilire che questa procedura può essere attivata solo con la
maggioranza dei tre quarti dei Presidenti di Gruppo, quindi
contemplando anche un parere favorevole da parte delle
opposizioni o di una parte dei Capigruppo di opposizione.
Però, nonostante le precauzioni che sono state adottate,
vorrei dire che il ricorso a questa norma - lo raccomando ai
colleghi della maggioranza ed anche al Presidente dell'Assemblea
- deve essere eccezionale; non può essere ordinario, non può
diventare il modo per saltare le commissioni, perchè, in via
ordinaria, il Parlamento agisce ed opera attraverso le sue
commissioni.
Si sa che una cosa sono i disegni di legge trattati in
commissione e altra cosa sono i disegni di legge trattati
direttamente in Aula, dove non c'è il necessario approfondimento,
dove ci si scambiano opinioni dal "palchetto" e non, come avviene
in commissione, in modo diretto, a volte anche informale, con
l'ausilio dei tecnici, degli uffici, con la possibilità di
approfondire seduta stante tutti gli aspetti di carattere
normativo a cui il disegno di legge fa riferimento.
Quindi deve essere una norma che, più che una strada a cui
si ricorre spesso, deve diventare solo un deterrente nei riguardi
di quelle commissioni che siano inefficienti o che per varie
ragioni ostacolano l'attività del Parlamento.
Io, onorevole Presidente, ritengo che questa norma, se
intesa in questa accezione, può servire, anche se noi riteniamo
che non è con le norme regolamentari che possiamo "ammanettare"
il Parlamento. Ogni deputato porta la responsabilità degli atti
che compie, prima ancora che al cospetto del Presidente
dell'Assemblea, della maggioranza, del Governo, al cospetto dei
suoi elettori e deve avere il senso di responsabilità di
concorrere al funzionamento delle istituzioni parlamentari,
perché, come si sa, quando l'Istituzione parlamentare non
funziona, non solo non produce, ma alla fine l'opinione pubblica
coinvolge tutti in un medesimo giudizio, anche se in realtà le
responsabilità, come si sa, sono ben differenti tra chi ha una
maggioranza di sessantasette deputati su novanta e chi ha invece
una presenza soltanto di ventitré deputati. Sono differenze per
le quali il Regolamento, così com'è, garantisce ogni possibile
scelta che la maggioranza adotta; è un Regolamento che non è
volto ad impedire, è volto al fare e quindi a sostenere la
volontà di una maggioranza di parlamentari, garantendo anche le
prerogative dell'opposizione. Però bisogna anche dire che, se
non c'è un supporto politico, se una maggioranza non ha un'anima
interna che la spinge a realizzare punti programmatici, scelte
sulle quali ci si è impegnati al cospetto degli elettori, non ci
sarà nessun bastone o nessuna carota che le potrà fare superare
questo limite.
Per cui, con queste - chiamiamole - avvertenze, anche con
questi 'distinguo', se si vuole, da parte nostra, noi confermiamo
il nostro voto favorevole a questa norma perché, a nostro
giudizio, serve a dare un segnale, a dare una qualche risposta,
pur essendo convinti che non sarà sufficiente se non interverrà
un mutamento di attenzione da parte del Governo ed un mutamento
di clima all'interno della maggioranza.
PRESIDENTE E' iscritta a parlare l'onorevole Lo Curto. Ne ha
facoltà.
LO CURTO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel
preannunciare la mia positiva deliberazione a favore di questo
documento che oggi ci viene offerto, non posso tuttavia non far
sentire il profondo stato di disagio con il quale, da neo
deputato di quest'Assemblea, avverto come di fatto sia la spinta
dei giornali e l'attenzione, non certo positiva, su questo
Parlamento, espressa dai giornali che sollecita questo Parlamento
a doversi esprimere su vicende che invece lo riguardano in
assoluto sul piano delle priorità. E sono convinta, tra l'altro,
anche per avere scambiato qualche parola, anzi più di poche
parole, con i colleghi deputati presenti e anche con quelli
assenti, che questa mia mortificazione profonda sia condivisa e
diffusa.
Allora, io sono certamente perché si lavori, ma sono anche
perché si dica - e non dirlo appesantirebbe il clima all'interno
di questa Assemblea - che occorre una più chiara regia politica,
che occorre concordare in maniera coerente le azioni di questo
Parlamento con quelle del Governo, che noi abbiamo votato
recentemente una finanziaria piuttosto rigida, che non ha
lasciato spazi e manovre, ma che certamente, sul piano di quello
che sarà nel futuro, ci potrà consegnare un ruolo, che non deve
essere il ruolo che, penso, non interessi la maggior parte di
noi, se non tutti noi, quello di fare clientela nei nostri
territori, ma è quello d'individuare le priorità rispetto alle
quali questo Governo deve confrontarsi con la maggioranza e con
l'intero Parlamento.
Allora, nella preoccupazione profonda che noi si finisca
per scadere, rispetto a un ruolo che i cittadini ci hanno
consegnato e anche rispetto ad alcune affermazioni di multare i
colleghi che non vengono e che sono assenti, in linea di
principio io mi dichiaro assolutamente contraria, perchè
sembrerebbe un gioco al massacro contro il Parlamento, di cui
pure io faccio parte, di cui pure Lei, signor Presidente, fa
parte.
Il Parlamento probabilmente è manchevole, ma c'è una
disattenzione che nasce anche da una non chiara programmazione
delle scelte e da una non chiara individuazione del ruolo che
all'interno di questo Parlamento ciascuno di noi deve poter
condurre e portare avanti.
Quindi, non serve un'azione repressiva contro gli
assenteisti, bisogna piuttosto capire perchè, se ci si assenta,
qual è la ragione e individuare le giuste operazioni di
correzione di comportamenti che non fanno bene a nessuno.
Quindi, anche tra coloro che all'interno della maggioranza
si sono scagliati contro i colleghi assenti, io vorrei dire che
non serve a nessuno scagliarsi contro chi è assente, perchè la
responsabilità è di tutti, colleghi deputati, nessuno escluso,
maggioranza ed opposizione, certamente più della maggioranza che
dell'opposizione perchè, avendo più numeri a disposizione per
governare i processi, non ha fino ad oggi gestito adeguatamente
questo suo ruolo.
Quindi, io affermo la mia volontà di votare positivamente
questa modifica del Regolamento, ma sul piano del principio ho
delle profonde riserve, perchè sono, da parlamentare e da persona
che non vuole assentarsi, ma che ha invocato ed invoca che la
politica torni all'interno di questo Parlamento, che la politica
faccia la sua parte, che la politica consegni alla Sicilia quel
ruolo strategico che deve avere in Europa e nel mediterraneo, io
mi attendo che insieme, tutti quanti, Parlamento intero ,
maggioranza ed opposizione, con un'azione concertata del Governo,
si possa far fare alla Sicilia questo salto di qualità che essa
attende da troppo tempo.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Cintola. Ne ha
facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, se la
Conferenza dei presidenti dei Gruppi parlamentari, se il
Presidente dell'Assemblea che ha esposto alcuni principi forti e
fondamentali, anche parlando ai giornalisti, se quest'Aula,
ancora oggi, non ha disegni di legge su cui doversi cimentare, se
le assenze sono state non solo fatte, ma anche pubblicizzate, se
poi "l'Economist" dice che siamo Paese da terzo mondo, dobbiamo
una domanda ce la dobbiamo fare e dobbiamo tentare di comprendere
dove sono le responsabilità, dov'è il tipo di azione che ognuno
di noi ha il dovere di compiere.
Siamo stati eletti con un consenso popolare, siamo stati
eletti con delle regole, con dei principi, con dei regolamenti
che sono alla base della nostra presenza, della nostra volontà di
essere, della nostra volontà di partecipare anche ai Governi se
siamo in una maggioranza o di essere opposizione come Capodicasa
ha dimostrato di essere opposizione oggi nel suo intervento,
dicendo con chiarezza che su questa norma, della quale parliamo,
anche l'opposizione vota, ritenendola una norma non punitiva, ma
una norma che possa allinearsi con il nuovo sistema che c'è. C'è
un sistema elettorale che ha dato al Presidente della Regione
alcuni poteri che prima non aveva, eletto direttamente dal popolo
ha una sua funzione di potere anche diversa da quella che è stata
per il passato e c'é, dall'altro verso, un'Assemblea che quasi si
mortifica, si automortifica, quasi con un complesso di
inferiorità, guardando a quelli che sono i poteri dell'esecutivo
e non guardando a quelli che sono i suoi compiti, i suoi diritti
e i suoi doveri, che sono quelli di legiferare, che sono quelli
di tentare di dare le risposte serie e concrete che la gente si
aspetta da questo Parlamento, da quest'Assemblea, da quest'Aula.
E se, onorevoli colleghi, senza volere dare patenti né alla
maggioranza né all'opposizione, se i novanta deputati non si
rendono conto fino in fondo che il loro compito non é la
protesta attraverso l'assenso - la collega Lo Curto ha fatto il
suo intervento e ha compreso che il suo compito era andarsene,
poi, perché risolve i suoi problemi avendo detto quello che
pensava, liberamente, io lo comprendo -, se le ragioni della
politica che invochiamo a supporto di un malessere che porta il
Governo ad essere presente con tre, quattro, cinque assessori su
dodici - sbagliando, perché dovrebbero essere presenti dodici su
dodici in Aula, perché per me é un errore che non si sia qui, per
dare lustro, per dare presenza, per dare contezza del proprio
operato, della propria programmazione - se, poi, l'Aula però ha
da dovere dire che manca la politica, manca il raccordo con il
Governo, io partecipo al Governo da maggioranza con i miei
assessori e poi, però, mi sento delegittimato perché manca questo
contatto tra l'Aula e il Governo, e l'unica arma che ho nelle
mani é quella di assentarmi dall'Aula o dalle commissioni, come
sta avvenendo in maniera forte e assurda anche, - 37 assenze su
50, o 15 su 18, o 14 su 21 -, se questa é diventata la reazione
anche contro il Governo che può non essere - o é o non é -, dico
che noi ci siamo immiseriti in termini ridicoli e assurdi per
l'opinione pubblica che ci sta guardando.
Non é il giornale, collega Lo Curto, che ha posto
condizioni da terzo mondo all'interno di quest'Aula, non é chi
ha fotografato la realtà, è come volere dire che se io dico al
ladro che é un ladro, io sto sbagliando e sto depauperando le
risorse o l'onorabilità del cittadino che sta rubando, ma il tema
è non rubare, non dire che se io dico al ladro a chi é ladro
divento io colpevole, di ché?
Dico, allora, che questo é un momento delicato e serio per
quest'Assemblea. Questa é un'Assemblea che é stata capace di
fare una lodevolissima, forte legge finanziaria e di bilancio. E'
un'Aula che ha saputo rinunciare al particolarismo, ha saputo
rinunciare alle piccole cose e ha saputo, in tre lunghe giornate
e notti di lavoro, dare lustro, forza e dignità al bilancio e a
tutto quanto c'era nella finanziaria, otto, dieci leggi che sono
di importanza vitale per la Regione siciliana. Questo merito noi
ce lo abbiamo e lo abbiamo fino in fondo come Assemblea nella sua
totalità, maggioranza e opposizione, perché neppure alcune
sollecitazioni che sono state fatte dall'opposizione e che sono
state accolte avevano il senso della settorialità, ma é stato un
tutt'uno che ha portato il Commissario dello Stato a dire che era
una finanziaria forte e rigorosa, a dare un giudizio positivo
sull'Aula e su tutte le componenti di quest'Aula. Ma questo non
basta
Ed il fatto che, a seguire, sono rimaste poche risorse
disponibili e tanti, tantissimi disegni di legge che sembra
debbano percorrere la strada della velocità, cioè di chi arriva
prima, senza comprendere che appena uno arriva prima, se non é
arrivato prima, con un discorso globale di programmazione é
arrivato, forse, l'ultimo dei meno importanti disegni di legge in
Aula, che chiudono, perché non c'é più denaro, non c'é più come
fare leggi ulteriori e manca quindi una programmazione che va
affidata non solo al Governo ma alla commissione Bilancio, che
significa l'Aula.
Allora, se non c'è programmazione a monte e se non
stabiliamo quali sono i reali interessi su cui andare ad
appostare gli ultimi soldi che sono rimasti e che siamo riusciti
a salvare con la stessa finanziaria e con lo stesso bilancio e
con il sacrificio totale dei novanta deputati che si sono
cimentati in quella finanziaria, noi avremo potuto fare le corse,
avremo potuto dare qualche disegno di legge in più in Aula, ma
non avremo fatto il nostro dovere fino in fondo.
Io l'avevo detto, nella riunione dei Capigruppo, che oggi
difficilmente sarebbe stata una giornata fortemente produttiva,
l'ho temuto perché ritenevo che la legge sugli appalti, quella
che stiamo invocando da tutti i lati, maggioranza ed opposizione,
arrivasse in Aula oggi, questo era il disegno ed il pensiero per
dare la spallata che dovevamo dare al servizio della Sicilia e
dei siciliani. Non ci siamo riusciti, ma non per mancanza del
presidente della Commissione e della Commissione stessa, che
hanno lodevolmente lavorato e che continuano lodevolmente a
lavorare; io so che presto avremo questo disegno di legge in
Aula.
Oggi siamo chiamati - e mi avvio a concludere - a dare una
risposta positiva al fatto che il presidente dell'Assemblea,
sentiti in maniera favorevole i "tre quarti" e non è stata una
proposta dell'opposizione, è stata una proposta fatta dai
Capigruppo della maggioranza, che hanno scritto ufficialmente in
questo senso al Presidente dell'Assemblea, perché non volevamo
che diventasse una norma per la maggioranza, le norme sono per
l'Assemblea, maggioranza ed opposizione, e, nello stabilire i
"tre quarti", abbiamo voluto coinvolgere fortemente il ruolo
delle minoranze. Allora, se questo disegno di legge - chiamiamolo
così -, questo articolo aggiuntivo 68 bis ottiene, come io mi
auguro e come sono certo che otterrà il voto favorevole di questa
Assemblea, significa che abbiamo fatto un altro passo avanti,
dando anche a questo nostro Presidente un potere quasi da
riequilibrio al potere dell'esecutivo, di un Presidente eletto
dal popolo e che ha poteri forti rispetto a quelli del passato,
dando anche al Presidente dell'Assemblea la possibilità di
proporre ai tre quarti dei presidenti dei Gruppi parlamentari il
prelievo di un disegno di legge che stagni oltre i 60 giorni
dentro le commissioni.
Non è punitivo, sono certo che non arriveremo mai a
prelevarlo se avremo assunto la responsabile valutazione che
essere deputati qui, in quest'Aula, non significa esserci, con le
nostre assenze in contrasto, con il nostro silenzio in contrasto,
parliamo, abbiamo il dovere di parlare, di comprendere, di
capire, di trovare il punto di accordo e di incontro per
l'Assemblea perché il Governo capisca e senta.
L'assenza del Governo questa mattina in commissione
Bilancio, che non ci ha consentito di guardare ai due disegni di
legge, è una assenza che non merita assoluzioni e mi auguro che
il Presidente della Regione, che ha già espresso sul giornale,
con una sua dichiarazione, che non appena avrà un assessore che
per due volte consecutivamente e senza ragione alcuna si assenta
dalle commissioni viene espulso dal Governo, possa portarlo a
termine con forza e con coraggio. Ma, per dire questo, onorevole
Lo Curto, debbo dire pure che se ci sono deputati che si
assentano dall'Aula o si assentano dalle commissioni hanno il
diritto-dovere di essere penalizzati, come lo è alla Camera ed al
Senato, qualsivoglia altro deputato.
Ed ecco perché ho presentato da solo, signor Presidente -
perché è una battaglia che conduco da cinque anni su questo
argomento - un ordine del giorno con il quale La invito, signor
Presidente, ad andare alla penalizzazione, sia in Aula che in
commissione, con gli accertamenti dovuti e con l'equiparazione a
quello che succede alla Camera ed al Senato, ma in tempi brevi,
stabiliti, non con le sottocommissioni che potrebbero portarci
alle "calende greche" e far restare tutto così per com'è.
Perchè è vero, signor Presidente, che ognuno deve sentire il
bisogno interiore di fare il proprio dovere fino in fondo accanto
ad un corrispettivo che noi prendiamo e per il quale poi andiamo
sulla stampa, come se fossimo pagati molto e come se non
lavorassimo affatto, accanto alle persone però che qua dentro ci
sono, e possono anche essere considerati la stragrande
maggioranza, che qui si passano giorni, ore, e sa fare il proprio
dovere fino in fondo e che invece viene accomunato in un giudizio
che non spetta all'intera Assemblea. Noi non possiamo chiedere al
giornale di tacere se noi non facciamo il nostro dovere fino in
fondo
Ecco, signor Presidente - e chiudo - perchè io ritengo
indispensabile, assolutamente indispensabile non punire ma
tentare di far capire a chi non capisce. Ci sono colleghi che qui
non vengono mai.
Io sono stato un poco interpretato male quando sul giornale
mi si è fatto dire che i deputati che vengono da lontano sono
assenteisti; non ho mai detto una cosa del genere. Ho detto una
cosa leggermente diversa, ho detto che, se può essere consentito
a chi sta lontano da Palermo e viene dalle province più lontane,
ad avere qualche assenza, questo non può essere consentito a chi,
stando a Palermo - e ce ne sono parecchi - non vengono in Aula,
non vengono in Commissione e accumulano una serie di assenze che
noi vogliamo giustificare e dare ad esse il tono della politica,
delle ragioni della politica, del rapporto tra la maggioranza ed
il Governo, tra l'Assemblea e il Governo, tra l'organo esecutivo
e l'organo legislativo; questa è una mancanza di rispetto nei
confronti degli elettori e della Sicilia, questo è un dovere
mancato di fronte ai compiti che abbiamo, questo è un momento in
cui bisogna riprendere, se lo vogliamo davvero, il ruolo
dell'autonomia siciliana, della Regione siciliana, di questa
Assemblea, altrimenti noi saremo coinvolti in un giudizio che non
ci compete, signor Presidente.
Ecco perchè io temo che il suo decreto, che era già pronto e
che ha presentato in commissione "Regolamento" e che oggi non va
più avanti, io temo che per cercare il meglio e l'ottimo alla
fine si riduca a non farlo più. E invece bisogna farlo Non lo
teme chi ha interesse a dare risposte concrete alla Sicilia, non
lo teme chi ha rispetto per i propri elettori, non lo teme chi
non vuole che "l'Economist" parli male di noi, non lo teme chi fa
il proprio dovere fino in fondo.
Ecco perchè la invito, signor Presidente, con il mio ordine
del giorno, senza con questo volere accusare nessuno e niente, a
dare corpo al fatto che, se siamo pagati per stare qui con uno
stipendio che è lauto e che è forte, noi abbiamo il dovere di
corrispondere e corrispondere fortemente con la nostra presenza e
con il nostro parlare, con il nostro interloquire al
diritto-dovere che abbiamo di dare risposte serie e concrete.
E' da cinque anni che faccio questa battaglia isolatamente
in questa Assemblea e spesso ho avuto, anche da parte di tanti
colleghi, affermazioni di buona volontà ad essermi accanto ed a
portare avanti questa battaglia. Alla fine, mi sono trovato
sempre con coloro i quali hanno preferito lasciar perdere, non
dare ammende e poi consentirsi però di abbassare il tono
dell'autonomia e del valore di quest'Aula.
E' un momento delicato, è un momento in cui alcune cose
marciano e marciano con molta farraginosità, ma è anche il
momento di prendere responsabile valutazione del proprio ruolo,
della propria dignità, del proprio onore, della propria immagine,
da non consacrare ignominiosamente contro chi vuole denigrare
tutto e tutti in maniera qualunquistica e assurda.
Io la ringrazio, signor Presidente, e la invito a definirlo
questo processo che lei ha voluto lodevolmente iniziare e a
determinarlo in tempi brevi e tali che diano lustro non solo
all'impegno che lei personalmente ha assunto con la Sicilia,
attraverso i giornali, ma che io credo sia ormai un dovere
irrinunziabile da parte dell'Assemblea di autocastigarsi nel caso
in cui le parole più non bastano e c'è bisogno di qualche
bastonata in più.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Sanzeri. Ne ha
facoltà.
SANZERI Signor Presidente, onorevoli colleghi, non è facile
prendere la parola dopo un intervento così accorato e così
diretto al cuore dell'Assemblea da parte dell'onorevole Cintola.
Devo dire anche che però - e lo rammento a me stesso - che
l'onorevole Cintola è il Presidente del secondo gruppo della
maggioranza e che, quindi, credo si adopererà all'interno del
gruppo e della maggioranza per recuperare politicamente, un
ruolo, che, secondo me, è assolutamente necessario debba essere
degno del posto in cui ci troviamo.
Devo dire, e forse sarò il solo a pensarla così, che giudico
assolutamente insufficiente il provvedimento approntato dalla
Commissione Regolamento che oggi giunge all'esame dell'Aula.
Lo giudico insufficiente perché, dal punto da cui siamo
partiti, dalle polemiche sui giornali, dagli articoli di denunzia
di una nostra inefficienza, di un nostro assenteismo, dalle
dichiarazioni rilasciate da importanti uomini politici,
capigruppo di questa Assemblea, in questi giorni, sui giornali e
negli interventi pubblici, a me pare che la montagna abbia
partorito il topolino.
Secondo me, altre risposta andavano date non a questa
Assemblea ma soprattutto all'opinione pubblica siciliana e
italiana purtroppo.
Questa è la mia prima esperienza, pensavo che la dovessi
vivere in maniera diversa. Subire le battute degli amici al bar
sul fatto che siamo sempre assenti, che prendiamo tanti soldi e
non produciamo niente, guardate che non fa piacere.
Io credo che la terapia che oggi è stata introdotta con la
proposta della Commissione Regolamento sia assolutamente
insufficiente perché è come se noi dicessimo che la colpa è solo
e semplicemente delle Commissioni. Se usiamo o utilizziamo uno
strumento per cui le Commissioni possono essere bypassate, allora
l'inefficienza scomparirà e tutto andrà per il suo verso.
Io non credo che sia questa la soluzione al problema. Se c'è
una deficienza, questa viene dalla Conferenza dei capigruppo,
nell'assenza di programmazione, nell'assenza di automatismi anche
di riunioni.
Ci si stanca a prenotare gli alberghi e poi disdirli perché
abbiamo chiuso i lavori anticipatamente.
Credo, quindi, che noi dobbiamo fare un salto qualitativo
non indifferente. Questa è una proposta che non basta. Noi
dobbiamo, invece, ristabilire meglio i compiti dell'Assemblea e
del Governo alla luce della nuova legge elettorale.
Il fatto che il Governo non dipenda più dall'Assemblea
potrebbe essere un'occasione storica, che il Presidente non
dipenda più dall'Assemblea potrebbe liberare l'Assemblea da
quell'angoscia, che aveva nel passato, di attendere ogni volta
per fare rimpasti per fare sostituzioni.
L'Assemblea potrebbe, in questo caso, assolvere al compito
importante, che le è proprio, di legiferare, di non permettere
che il rapporto tra la Commissione Bilancio ed il Governo si
fermi e duri soltanto la stagione della Finanziaria, con grande
danno per il ruolo di questa Assemblea.
Allora, bisognerebbe fare una riflessione sul ruolo delle
Commissioni, dell'Assemblea, sulla programmazione delle sedute
che deve avere almeno un respiro mensile, nel senso che ognuno
sarà e deve essere in grado di programmarsi la propria attività
dentro e fuori dall'Assemblea.
Per cui credo che possiamo, in sede di Assemblea,
incominciare a riflettere e a valutare proposte che vadano anche
nel senso delle cose che dico, che non si penalizzino le
commissioni, ma che invece si introducano elementi di riforma che
facciano lavorare meglio le commissioni, meglio l'Assemblea a
vantaggio del Governo e certamente del popolo siciliano. Grazie.
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES . Signor Presidente, onorevoli colleghi, Filippo
Turati, uomo di cultura socialista, e, quindi, certamente
distante dalle mie posizioni politiche, diceva che le ferrovie
non servono per i ferrovieri, servono per i passeggeri, con ciò
intendendo dire che le regole, le disposizioni che vengono di
volta in volta adottate devono essere funzionali ad un risultato
di carattere generale, non funzionali a chi determina quelle
stesse condizioni per trarne un beneficio.
Sono convinto che le modifiche al Regolamento che stiamo
introducendo oggi, anche se certamente non sono sufficienti,
rappresentano sicuramente un passo in avanti perché consentono di
eliminare alcuni passaggi che certamente determinano una
utilizzazione spesso non propria del tempo che abbiamo a
disposizione.
Ma né questa disposizione, né questa modifica di
regolamento, né altre modifiche di regolamento, onorevoli
colleghi, possono sostituirsi all' assenza della politica, che è
il vero male oscuro, non soltanto di questo Parlamento, ma di
diverse istituzioni politiche che operano nel nostro territorio.
Non credo che i consigli di quartiere o i consigli comunali o il
Parlamento nazionale vivano una condizione di minore disagio
rispetto al nostro.
Allora il problema non è di natura regolamentare, il
regolamento è uno strumento che viene adottato per raggiungere un
obiettivo, ma viene adottato in funzione della individuazione di
quell'obiettivo, se l'obiettivo è quello di accelerare la
procedura legislativa, lo strumento è quello di semplificarne i
percorsi per determinare una decisione, ma se la decisione non
vuole essere assunta qualsiasi regolamento può essere inadeguato
e noi non siamo qui solo per decidere, siamo qui anche per non
decidere o per decidere il contrario di quello che qualcuno vuole
che si decida.
L'azione politica non ha un'unica direzione di marcia, ha
tante direzione di marcia; ciascuna direzione è interpretata da
ciascun parlamentare o da ciascun gruppo parlamentare o da
ciascun partito. E allora chi è che stabilisce la direzione di
marcia? E'solo dopo che è stata stabilita la direzione di marcia
che si può stabilire, a sua volta, se la stessa viene seguita o
non viene seguita, se esiste un' omogeneità, un'armonicità di
comportamenti da parte dei singoli deputati o dei gruppi rispetto
al raggiungimento dell'obiettivo, al raggiungimento della meta
che è stata intrapresa, avviando quell'azione di cui abbiamo
parlato, orientandosi verso quella direzione di marcia.
Qui non manca, e non solo qui, la disposizione secondo la
quale determinare il percorso, qui manca il percorso, manca
l'itinerario, c'è la macchina, ci sono una serie di piloti di
questa macchina, ma non c'è l'itinerario e, in assenza di
itinerario, anche Schumacher rischia di perdere il suo Gran
Premio e anche la Ferrari rischia di non vincere il campionato
mondiale marche.
Allora dobbiamo chiederci: perché manca la direzione di
marcia? Certamente non perché in commissione non si possa
decidere con cinque deputati presenti e ce ne vogliano sette
oppure perché abbiamo introdotto o non introdotto una sanzione
di un' aliquota o di un'altra aliquota, la direzione di marcia
non c'è perché non c'è la politica.
Se noi ricostruissimo un percorso secondo il quale
attraverso gli strumenti della politica potessimo recuperare il
consenso, il rapporto con l'opinione pubblica, la armonicità
nella vita di ciascun gruppo parlamentare, di ciascun partito e,
solo dopo averla recuperata, la sottoponessimo al confronto con
gli altri gruppi parlamentari e con gli altri partiti e, una
volta individuato l'obiettivo finale, la sintesi di tutti questi
ragionamenti, non riuscissimo a raggiungere l'obiettivo, allora
sì che il problema sarebbe di natura regolamentare.
Ma oggi non è questa la situazione nella quale ci troviamo;
noi oggi operiamo in assenza assoluta di direzione di marcia e
pretendiamo di montare su una macchina che affidiamo ad una casa
produttrice eccellente e dopo che ci siamo saliti sopra non
sappiamo in quale direzione è il traguardo della gara alla quale
stiamo partecipando.
Allora, onorevoli colleghi, dobbiamo avere la consapevolezza
che tutto quello che possiamo fare, sul piano regolamentare, sul
piano dell'accelerazione delle procedure, della semplificazione
delle procedure, è certamente ben fatto. Ma se noi non risolviamo
a monte il problema del ritorno della politica in quest'Aula, il
problema della corretta gestione della vita dei gruppi
parlamentare, il problema del corretto rapporto tra chi
rappresenta momenti istituzionali e i rispettivi partiti, noi
potremmo fare il regolamento più bello del mondo o non aver
affatto alcuno regolamento e andare in Aula; e vince chi fa a
pugni meglio degli altri ma il risultato sarebbe identico, non
raggiungeremmo quello che è il nostro obiettivo.
Allora l'appello che io mi sento di formulare, onorevoli
colleghi, non è quello di assecondare o non assecondare certi
populismi verso i quali mostriamo forse un' eccessiva indulgenza
ma è quello di compiere, ciascuno di noi, un' autocritica che non
è sanzionabile una volta stabilita la responsabilità, perchè le
responsabilità morali non sono sanzionabili, sono sanzionabili le
responsabilità che vanno a violare il codice penale o il codice
civile o un codice qualunque.
Ma la responsabilità morale e dunque la responsabilità
politica, che è parte della responsabilità morale, non può essere
sanzionabile perchè nessuno può sanzionare un deputato che decide
di non votare una legge o decide di non partecipare al voto di
una legge perchè la ritiene ingiusta, inopportuna, inadeguata.
Nessuno può stabilire di vincolare il mandato parlamentare o
di vincolare il comportamento politico e parlamentare, tentando
immoralmente di introdurre meccanismi che vincolerebbero, se
introdotti, la libertà di comportamento del Parlamento.
Certo stiamo parlando di un Parlamento che non è facile
difendere, ma non è facile difenderlo non perchè riesca o non
riesca a produrre leggi; e chi lo ha detto che produrre più leggi
è meglio che produrne di meno? E dove è scritto che le leggi
prodotte non siano tante e tali da essere sufficienti rispetto a
quelle che sono le esigenze della Regione?
Ovvero chi dice il contrario? Chi stabilisce stabilisce la
discriminante secondo la quale una cosa deve essere fatta o non
deve essere fatta?
Lo stabilisce la politica. E dunque, se non c'è un recupero
dell'azione politica non può esserci certamente una soluzione
surrettizia come quella di cui abbiamo letto, sentito, parlato
anche questa mattina.
Voglio fare un esempio, spinto dal ragionamento che sto
compiendo: ammettiamo che noi riteniamo responsabili della
inefficacia dell'azione parlamentare le commissioni di merito e
dunque lo diciamo, come stiamo dicendo con questa modifica del
Regolamento, che, preciso subito che condivido comunque, perchè
qualsiasi cosa acceleri i processi decisionali va bene se poi
segue la decisione; se la decisione non c'è allora vuol dire che
è inadeguata la soluzione che abbiamo intrapreso.
Nella scorsa legislatura ed in questa, fino ad oggi, i
regolamenti applicati erano gli stessi. Allora perchè nella
scorsa legislatura si legiferava e in questa no? Probabilmente
perchè nella scorsa legislatura esisteva un indirizzo di marcia e
forse in questa non esiste. Dunque il problema vero non è il
regolamento.
Torniamo al discorso di prima, era l'azione politica ed è
l'azione politica, allora voglio spingermi su questo
ragionamento.
Poniamo il caso che la responsabilità dell'immobilismo sia
delle commissioni ed quindi riteniamo di sanzionare le
commissioni di merito o di sanzionare le assenze delle
commissioni di merito o di trovare un meccanismo attraverso il
quale le stesse possano lavorare.
Ma siamo sicuri di avere risolto il problema? Ammettiamo che
nelle commissioni di merito, in virtù di queste modifiche
regolamentari o in virtù di una ritrovata etica della politica,
si riescano a produrre i disegni di legge che riteniamo di dovere
produrre, dopodichè, le leggi esitate dalle commissioni di
merito, la gran parte delle leggi esitate dalle commissioni di
merito, vada a finire in Commissione Bilancio. Ebbene, se in
Commissione Bilancio non si trova la copertura finanziaria per
quelle leggi, la colpa eventuale della non legiferazione è delle
commissioni di merito o è della Commissione Bilancio? E, se non è
della commissione di merito ed è della Commissione Bilancio,
siamo sicuri che è della Commissione Bilancio o è del Governo
che, nel frattempo, non è riuscita ad adottare misure tali da
determinare una maggiore entrata finanziaria per la Regione e
dunque una maggiore capacità di spesa?
Ed allora, mettiamo il caso che noi introduciamo una
sanzione particolare secondo la quale, se il Governo entro
sessanta giorni non riesce a dare la copertura finanziaria, se la
dà automaticamente la Commissione Bilancio e, pertanto, mandiamo
i disegni di legge della Commissione Bilancio senza l'attuale
disciplina che impone al Governo la relativa copertura in Aula.
Questo è il caso in cui la colpa, fra virgolette, è della
Commissione Bilancio o del Governo che non dà copertura
finanziaria. E mettiamo che anche la Commissione Bilancio, con
l'uno o con l'altro sistema, con la copertura del Governo o
senza, recuperando quell' etica della politica cui facevo
riferimento prima, esita questo fantomatico, ipotetico disegno di
legge e lo manda in Aula, ed in Aula non si forma una maggioranza
attorno alla quale esprimere una posizione o un'altra rispetto al
risultato da ottenere.
A quel punto, la responsabilità di chi è? Della commissione
di merito, della Commissione Bilancio, del Governo che non ha
trovato i soldi o dell'Aula che non ha legiferato?
Perché ho voluto fare questo ragionamento della cui retorica
mi rendo conto? Perchè deve portarci a riflettere sui passaggi
che compiamo, in quanto intendo ulteriormente ribadire, anche in
virtù di questo esempio che ho formulato, che l'azione politica,
la politica non è surrogabile con la modifica del Regolamento
sulle Commissioni di merito, nè su quello che eventualmente
dovesse riguardare la Commissione Bilancio, nè persino sul
comportamento del Governo. La politica non è surrogabile
O, dunque, compiamo tutti uno sforzo attraverso il quale
riportare la politica in questo Parlamento, riportare la politica
per ciascuno di noi all'interno dei nostri gruppi parlamentari e
dei nostri partiti, o ogni sforzo che possiamo compiere sarà uno
sforzo metodologico, sicuramente da condividere, sicuramente da
rispettare, o da premiare addirittura, ma non avrà risolto il
problema di fondo che è l'assenza della politica.
Onorevoli colleghi, nel ribadire il mio voto favorevole
all'emendamento al Regolamento, proposto dal Presidente
dell'Assemblea, e credo ce ne siano altri proposti dai deputati,
che, personalmente, condivido - lo ripeto, tutto ciò che
introduce elementi di semplificazione io lo condivido - ribadisco
il concetto di fondo: o torna la politica in questo Parlamento,
o torna la politica in questa Regione, e mi permetto di dire
anche in questo Paese, o difficilmente i cittadini saranno messi
nelle condizioni di vedere risolti i problemi - e sono tanti -
che giorno dopo giorno ci vengono posti silenziosamente da
alcuni, clamorosamente da altri, ma con il medesimo risultato:
quello di non ottenere risposte oggettivamente e correttamente
adottate da chi le deve adottare.
Oggi, per quanto ci riguarda, il Parlamento siciliano; in
altro momento, in altra sede, i Consigli comunali o il Parlamento
nazionale.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Giannopolo, ne
ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, intervengo per una questione
specifica sulla formulazione dell'articolo 68, ma anche per fare
due considerazioni di carattere più generale.
Non so se lei, signor Presidente, ha avuto modo di percepire
il guasto enorme che si è venuto a creare in questi giorni nel
rapporto tra il nostro Parlamento e l'opinione pubblica
siciliana, ne accennava l'onorevole Sanzeri.
Io credo che noi ci troviamo, forse come non mai, in un
momento in cui questa Assemblea ha raggiunto il minimo storico di
credibilità e di autorevolezza nei confronti dell'opinione
pubblica siciliana e non solo quella più avvertita e più
avveduta, ma io dico l'opinione pubblica più diffusa, quella che
sta nei luoghi di lavoro, quella che sta nelle case, quella che
sta nelle strade e via di seguito.
Cioè il Parlamento regionale raggiunge il minimo storico di
credibilità nel momento in cui la Regione siciliana, ed è tema
anche di una grande enfasi che ieri il Presidente della Regione
ha messo nel festeggiare il cinquantaseisimo anniversario dello
Statuto, nel momento in cui nella Regione siciliana, invece,
viene raggiunto l'obiettivo sulla stabilità politica, attraverso
l'elezione diretta del Presidente della Regione.
Credo che ci sia l'esigenza di assumere, da parte del
Parlamento, fino in fondo, la dimensione di crisi
politico-istituzionale strutturale che stiamo vivendo adesso, e
cercare di porre dei rimedi e dare delle risposte a questa crisi,
a questo corto circuito.
Prima questione che abbiamo davanti. Mi permetto di dire,
preliminarmente, che il tema non è quello di affrontare a
"spizzichi e bocconi" la modifica regolamentare, così come ci
viene proposta, anche con l'articolo oggi in esame, l'articolo 68
bis, che pure è meritevole di attenzione; o quello che ci
proponeva ora l'onorevole Cintola, in modo accalorato, e che ci
ha proposto, è vero, nella passata legislatura, su cui è tornato
anche insistentemente in questi giorni anche presso la stampa,
cioè quello della sanzione pecuniaria.
Io credo che il problema che abbiamo davanti vada molto
oltre questi aspetti, seppur meritevoli di attenzione,
evidentemente anche di migliore definizione. Il problema è più
strutturale, il problema è più di fondo, riguarda la politica ma
riguarda anche le istituzioni.
La questione politica è chiaro che va, in questo preciso
momento, tenuta in debita considerazione nell'interesse anche
della politica, perchè se sono vere le cose che ha detto
l'onorevole Fleres un minuto fa, circa l'assenza di una direttiva
di marcia, immagino che intendesse riferirsi innanzitutto al
Governo, innanzitutto alla maggioranza ...
FLERES Anche all'opposizione.
GIANNOPOLO Perchè la direttiva di marcia, se sono vere le
cose che l'onorevole Fleres ha sviluppato, non può che essere
messa in capo, innanzitutto, a questo Presidente della Regione,
eletto direttamente, che diserta questo Parlamento, diserta le
Commissioni; non può che essere data al Governo della Regione,
non può che essere data anche alla maggioranza parlamentare, che
non riesce a proporre a questo Parlamento un disegno, appunto,
una direttiva di marcia.
La sola responsabilità che l'opposizione può avere ed ha
forse in questa fase, in un sistema maggioritario, è quella di
non evidenziare, con la necessaria e dovuta forza, la
responsabilità di chi non riesce a dare una direttiva di marcia,
non solo a questo Parlamento, ma anche alla società siciliana,
alla Regione siciliana.
Se una responsabilità l'opposizione ha, che appartiene anche
al suo dovere politico-democratico, è quella di non evidenziare
adeguatamente e con forza questa responsabilità che sta nella
maggioranza a cui l'onorevole Fleres si richiamava.
Il tema è quindi la responsabilità del Governo. Il tema è,
signor Presidente, come noi riusciamo, non con una discussione
parziale, a percorrere una strada, dentro la quale c'è un
approfondimento serio di tutte le forze parlamentari su come
modificare, reimpostare questo Regolamento a legislazione
costituzionale e quindi a statuto invariato, come ridiscutere
l'impianto stesso del Regolamento che era riferito ad un'altra
stagione politico-istituzionale, come rendere questo Regolamento
compatibile con l'incipiente, e non consumata fino in fondo,
nuova stagione politico-istituzionale, derivante dalla modifica
del titolo I dello Statuto sull'elezione diretta del Presidente
della Regione.
Come, cioè, riuscire a chiamare le forze parlamentari, a
chiamare anche il mondo delle professioni, della cultura ad
adeguare lo strumento regolamentare di questo Parlamento, che ha
grande forza e grande efficacia ai fini della produttività dello
stesso Parlamento, ai fini anche delle nuove regole, come
adeguare questo Regolamento e riavviare un percorso che è
necessario, assolutamente indispensabile, percorso che non può
essere vissuto con la logica della sovrapposizione di maggioranze
precostituite.
La modifica regolamentare deve essere il frutto di una
riflessione, di un confronto elevato in questa Regione, in questo
Parlamento. Deve essere il frutto di un dibattito
politico-istituzionale, molto serio.
A questo penso si debba lavorare.
La seconda questione particolare, per finire, è questa,
signor Presidente: l'articolo 68 bis, così come formulato,
ancorché coordinato con il capo 1 bis del titolo III o con
l'articolo 68 o con l'articolo 35 del Regolamento, non risolve un
problema, a mio avviso. Cioè nel caso di più disegni di legge
presentati sullo stesso argomento, per esempio la riforma degli
appalti, come si procede all'esame dei disegni di legge? Qual è
il disegno di legge che si pone all'ordine del giorno?
Si mettono all'ordine del giorno tutti i disegni di legge?
Si pone all'ordine del giorno il disegno di legge presentato
cronologicamente per primo?
Questo è un tema che dobbiamo, a mio avviso, specificare
meglio.
Dobbiamo specificare meglio anche, in assenza del
pronunciamento della Commissione Bilancio, cosa succede trascorsi
i dieci giorni assegnati alla Commissione medesima. Significa che
la copertura finanziaria viene data direttamente in Aula e da
chi?
CAPODICASA Non si può dare.
GIANNOPOLO Ove occorre, la Commissione Bilancio deve
esprimersi nel termine perentorio di dieci giorni.
Pongo il tema: passati i dieci giorni cosa succede? Vale la
proposta di copertura finanziaria che viene ipotizzata.
signor Presidente, io pongo soltanto due questioni: quale
disegno di legge mettere all'ordine del giorno e cosa succede
dopo i dieci giorni. Avere maggiore chiarezza credo sia
nell'interesse di tutti.
PRESIDENTE Onorevole Giannopolo, in sede di Commissione per
il Regolamento abbiamo valutato l'opportunità di accorpare tutti
i disegni di legge affini, cioè di uguale materia, e di procedere
con un testo unico in cui il disegno di legge del Governo
avrebbe, come giusto che sia, la priorità; qualora non dovesse
esserci quello del Governo avrebbe la priorità quello che in
ordine di tempo e per materia assorbe gli altri.
E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi viviamo un
momento molto particolare; anche dagli interventi dei colleghi si
intuisce il disagio forte che questo Parlamento sta vivendo. Io,
però, non sono d'accordo con quanti vogliono gridare più forte
per essere sicuri di essere i più bravi; ma i più bravi in che
cosa? I più bravi nell'autoflagellamento? I più bravi nella
distruzione di ciò che resta in piedi? I più bravi nel dire "Ci
sono anch'io a dare la spallata"?
E' una situazione che chiaramente ci dovrebbe far riflettere
molto perchè questo Parlamento, che ha tradizioni così antiche,
che ha avuto spesso la capacità di anticipare anche il Governo
nazionale in molte norme mettendosi all'avanguardia molte volte
in passato, soffre oggi di una pluralità di ostacoli che spesso
non sono da addebitare al Parlamento stesso; ostacoli che vanno
da alcune questioni che ha sollevato l'onorevole Fleres nel suo
intervento, ostacoli che hanno bisogno di un' analisi vera,
reale, perchè certamente per decreto non si può obbligare un
deputato, che è stato eletto con un mandato per portare avanti le
istanze che i cittadini hanno voluto affidargli con quel mandato
ed ha il diritto di esercitare quel mandato e può esercitarlo in
tanti modi, e poi non vi è a chi non sfugga l'argomento di fondo
che da più tempo e in più occasioni abbiamo sottolineato.
E' inutile nasconderci: viviamo un passaggio epocale di
differenziazione forte dell'assetto costituzionale e parlamentare
stesso della forma di Governo che negli ultimi sette, otto anni
ha prodotto una interruzione forte con ciò che era prima la forma
di Governo e sostanzialmente ha creato una specie di vuoto, una
specie di non raccordo tra il Governo da un lato, il Parlamento
dall'altro, e ciò in vigenza di uno Statuto che, appunto, era
stato previsto per altra forma di Governo, per altro sistema dei
rapporti istituzionali tra il Parlamento e il Governo stesso.
Fatte queste considerazioni, non sono neppure d'accordo - e
qualcuno lo ha sottolineato - con coloro che misurano la capacità
di legiferare di un Parlamento dal numero delle leggi che questo
Parlamento esita, perchè allora siamo in presenza di un cane che
si morde la coda: da un lato diciamo che dobbiamo assolutamente
e in maniera imprescindibile delegiferare ed eliminare tutta una
serie di norme sostituendole con leggi-quadro per far sì che il
cittadino non sia piombato sempre in un marasma di leggi e
leggine e non ci si raccapezza mai qual é la norma che va
applicata in quel momento e che, spesso, sono un vero freno allo
sviluppo dell'economia, e dall'altro lato si vuole misurare
l'attività del Parlamento dal numero di leggi.
L'attività del Parlamento si deve misurare dalla
consistenza, dalle efficacia dei provvedimenti di legge che si
mettono in campo. Se, poi, mettiamo nel novero della discussione
anche la drammatica crisi economica che questa regione vive, e
non da poco tempo ma ormai da molti anni, fa sì che, per esempio,
il Governo non si presenti in Commissione per dare la copertura
finanziaria perché, magari, non sa dove andare a reperire le
somme.
In questo contesto noi siamo favorevole a che ci siano
norme come quella proposta. Anzi, dal mio punto di vista, ne
voglio lanciare un'altra che, ritengo, possa essere apprezzata
dai colleghi deputati, anche dalla Presidenza: cioé quella di
adeguare i lavori delle Commissioni agli stessi principi che
regolano i lavori d'Aula e, quindi, fare un ulteriore passo in
avanti, inserire un ulteriore tassello sulla obbligatorietà della
presenza minima dei deputati nelle Commissioni per evitare che la
quest'ultime possano impantanarsi e non lavorare.
Quindi, sulle riforme che possano accelerare l'iter
legislativo nelle Commissioni e poi in Aula siamo tutti
d'accordo; ma non possiamo negare l'evidenza: e cioè che é tempo
che tutti insieme poniamo mano alle riforme vere che debbono
ristabilire quali sono i rapporti tra il Parlamento e il Governo
e, quindi, la modifica di questo glorioso Statuto in quelle
parti in cui risultasse obsoleto, per i cambiamenti intervenuti
nell'assetto istituzionale, in maniera tale da ridare a
quest'Aula quella spinta propulsiva a proporre, legiferare e dare
l'indirizzo rispetto a dove si vuole andare - come sosteneva
l'onorevole Fleres -, dopodiché nell'ambito anche delle urgenze,
delle priorità che quest'Aula o, comunque, che la maggioranza
ritiene di dare perché anche questo bisogna dire: é obbligo
anche della maggioranza oltre che del Governo fare sì che ci sia
un indirizzo certo rispetto al programma con cui questa
maggioranza e questo Presidente si sono presentati agli elettori.
Pertanto, ribadisco il mio voto favorevole al provvedimento
proposto e ritengo, anzi, che si possa fare di più e si debba
fare di più per consentire all'Aula di lavorare meglio.
PRESIDENTE Dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare.
E' iscritto a parlare l'onorevole Virzì. Ne ha facoltà.
VIRZI' Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che,
sostanzialmente, col medesimo stato d'animo, siamo tutti attorno
al capezzale dello stesso autorevole malato.
Ho riflettuto molto su ciò che ha detto l'onorevole Fleres
e, considerato che parliamo sempre di maggioranza, di tre quarti,
per i tre quarti del suo ragionamento condivido pienamente.
Credo sia un problema atavico, di tutte le situazioni
parlamentari quello dei disagi che vengono vissuti da coloro che,
in qualche modo, rappresentano, dentro o fuori la maggioranza
formale, la minoranza sostanziale. C'é sicuramente il problema
del destino del classico disegno di legge d'iniziativa
parlamentare che, in qualche modo, subisce una serie di filtri
collegati alla priorità dei disegni di legge che provengono dal
Governo, al parere prevalente del Presidente del Gruppo
parlamentare che si raccorda con gli altri Presidenti di Gruppi
parlamentari per cui, credo che nell'altra legislatura siano
rimasti nei cassetti delle Commissioni, non è mai stata avviata
la discussione, 600, 700 disegni di legge.
CAPODICASA 1500
VIRZI' 1.500 disegni di legge Volevo essere pietoso.
Credo che questo sia, in qualche modo, il problema dei
problemi, Per cui è vero che c'è il problema della politica, dei
rapporti dialogici interni nel singolo gruppo parlamentare, dei
rapporti dialettici all'interno della maggioranza e perfino
dentro la minoranza, dei rapporti istituzionali fra il Governo e
la sua maggioranza, meccanismi che non sempre sono perfettamente
oliati o inventati adeguatamente dato che è vero che ci troviamo
dinanzi ad una situazione istituzionale nuova, con un Presidente
della Regione che può chiamare su basi fiduciarie gli assessori e
li può cambiare, un potere che fino all'altro ieri non esisteva e
che poneva una Giunta di Governo nelle condizioni di procedere ad
una surroga di un membro della Giunta stessa, addirittura, con la
dignità di un atto di legge, veniva votata in Aula.
Le cose ora sono enormemente cambiate. E' vero che urgono le
ragioni della politica, mi permetto di dire che secondo me c'è un
principio bipolare che non è riuscito a fare breccia nella realtà
siciliana, nella sensibilità politica siciliana. Inoltre
aggiungo, visto che si è parlato di politica, che ci sono dei
nodi, anche questi atavicamente non sciolti, se è vero, come è
vero, che a certi alti livelli ha sempre incontrato notevolissimi
resistenze il passaggio di un emendamento che dichiarasse
l'incompatibilità assoluta fra la carica di deputato regionale,
ad esempio, e quella di sindaco, tentativi fatti a tante riprese.
Qui parliamo ad una Assemblea in cui sicuramente tutti
abbiamo presente il livello qualitativo e quantitativo degli
oneri che ricadono sul primo cittadino, anche del più piccolo dei
comuni. Io credo che molti dei nostri colleghi siano stati e
siano distratti anche da questi ulteriori incarichi di natura
amministrativa.
Ha parlato poc'anzi l'onorevole Giannopolo, credo che
rappresenti la rara eccezione del sindaco appassionato dal suo
paese, che riusciva contestualmente a fare bene, dal suo punto di
vista, il deputato regionale, sempre presente.
E' verissimo quello che deduce l'onorevole Fleres quando ci
dice che la presenza o l'assenza di un deputato è comunque
politica, ma non si può sfuggire, secondo me, al fatto essenziale
dell'aspetto sanzionatorio nel momento in cui la politica è
assunzione di responsabilità, la politica si paga
So che il Governo di centrodestra, la maggioranza nel Paese
di centrodestra contro il Governo di Prodi praticò pagando
quattrocentomila lire a gettone per ogni assenza la sua politica
di ostruzionismo contro il Governo Prodi, però parliamo di cose
che hanno la dignità della politica e della contrapposizione di
due fronti, non parliamo di irresponsabilità, di pigrizia, di
scarso senso del dovere e delle istituzione. Credo che al di là
dei difetti individuali che ciascuno di noi possiede, noi
dobbiamo guardare in alto quando legiferiamo.
Al di là dei vincoli che ci possiamo trovare sul cammino, al
di là delle difficoltà politiche, certo, anche il fatto di uscire
quando si vota una certa legge è un atto politico, è un segnale
politico. Ma il problema è che ci sono sequele intere di legge
che non vengono votate dal singolo parlamentare perché
semplicemente non c'è; ma questa non è una manifestazione di
dissenso, allora si può votare contro, ci si può astenere, ci
sono le votazioni a scrutinio segreto, abbiamo mille strumenti
per manifestare una infinita gradualità di pozione politica che
non si riassumano in una posizione che, amplificata in un momento
difficile di passaggio, diventa oggettiva mortificazione delle
istituzioni.
Sono sostanzialmente d'accordo con questo provvedimento, ma
credo sia equiparabile ad una erogazione di 'Novalgina', stiamo
dando della 'Novalgina' Mi permetto anche di dire che da un
certo punto di vista concentra ulteriormente poteri, nella
Conferenza dei capigruppo inserisce un ulteriore filtro e disarma
il singolo parlamentare che seguiva una certa zona, un certo
problema, che assisteva una certa categoria, che aveva il pallino
- diciamocele certe cose - della sua vita e molto stesso la sua
stessa ragione di rappresentanza istituzionale qui perchè
difendeva una certa causa.
Abbiamo affrontato una parte del problema. Mi permetto anche
di sottolineare che la maggioranza di tre quarti è inaudita: pone
nelle mani di pochi personaggi un sostanziale diritto di veto. Mi
permetto di ricordare che le maggioranze per le variazioni
costituzionali sono dei due terzi, due terzi Nella proposta di
modifica abbiamo introdotto i tre quarti; potevamo mettere il
'sette ottavi', così il singolo capogruppo con questo bel
'cappottone' lungo sino ai piedi poteva dire: "Io non ci sto " e
fermava questo prelievo. Io non credo sia la soluzione del nostro
problema; io credo che ci sia un problema di natura politica e un
problema di natura morale.
Questo è un primo passaggio tecnico. Però, mi permetto di
dire che non possiamo, nel nome di un relativismo assoluto,
sostenere che poichè tutto è politica, tutto è diritto; tutto è
non soggetto al giudizio e non è soggetto a regolamentazione.
Non hanno i deputati il diritto di scioperare come gli ultimi dei
lavoratori? Certamente; ma gli ultimi degli lavoratori quando
scioperano hanno la trattenuta sulla busta paga Certo, è un atto
politico di coraggio che si può porre in essere per manifestare
un malessere continuo; ma si assuma la responsabilità di farne
un atto politico conclamato e visibile, altrimenti è
semplicemente mancanza di rispetto nei confronti dei colleghi e
delle istituzioni.
Io credo, inoltre, che si dovrebbero studiare nuovi e
diversi sistemi di liberalizzazione complessiva di questo
Regolamento perchè, affidato ad una volontà politica perversa,
proprio per il fatto di essere fin troppo garantista, permette
nella buona sostanza anche ad un manipolo di persone decise a non
far funzionare nulla.
Dire che occorre la maggioranza dei tre quarti e lasciare
aperto il problema non secondario della copertura finanziaria,
è rischioso. Vorrei essere molto chiaro, perchè non è che stiamo
parlando in una confraternita: io credo che a questo Parlamento
restino da spendere quaranta, cinquanta miliardi.
E' un problema di velocità nella presentazione dei disegni
di legge, per cui prima di pensare ai cristiani e ai cittadini di
questa Sicilia noi facciamo una legge, ad esempio, per i gatti
randagi e senza padrone? C'è un problema di priorità politica
nell'individuazione degli argomenti che o la maggioranza da sola
se ha i voti o maggioranza e minoranza insieme riconoscono come
fatto prioritario della politica, senza il tecnicismo della corsa
temporale alla prenotazione dell'ultima manciata di spiccioli da
spendere?
Credo, signor Presidente, che molto presto, anche a mio
avviso per gli esiti immediatamente visibili e poco praticabili
di questo primo gradino, pure apprezzabile noi avremo modo di
riscontrare, noi dovremo tornare molto presto sull'argomento
ricominciando sì, come ha detto l'onorevole Fleres, a
rivalorizzare la politica incentrando il nostro confronto sulle
priorità che come Assemblea ci diamo, ma nel frattempo ponendo in
essere tutto ciò che dal nostro punto di vista non è più politica
perchè non è espressione evidente di un indirizzo di natura
diversa.
Sul piano parlamentare esiste un'infinita gradazione di modi
per manifestare il dissenso e per filtrarlo nei dovuti modi a
partire dai propri Gruppi parlamentari, che non conducono ad un
assenteismo di massa che, onestamente, ci dequalifica come
istituzione di fronte a tutti i siciliani.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Spampinato. Ne
ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, non
rinuncio all'intervento, rinuncio alla dichiarazione di voto che
farò contestualmente all'intervento sulla discussione generale.
Credo sia necessario fare alcune precisazioni, signor
Presidente, rispetto all'argomento in discussione oggi in Aula:
la modifica di un articolo del Regolamento, l'integrazione di
questo articolo che va inquadrato all'interno di un dibattito più
generale - così come diceva lei nella sua premessa - che è stato
oggetto dei lavori della Commissione Regolamento, un dibattito
più generale che ha riguardato nel suo primo stralcio di lavori
la programmazione dei lavori d'Aula, il raccordo del Parlamento
con il Governo.
Su questo primo argomento si è trovata l'intesa, su questo
primo argomento noi oggi deliberiamo e apportiamo questa modifica
che io ed il Gruppo che rappresento voteremo chiaramente
favorevolmente. Difendiamo nella sua interezza, anche per quanto
riguarda la maggioranza che è stata prevista per la modifica di
questo articolo.
Dobbiamo ricordare che si tratta di un'ipotesi eccezionale,
di un'ipotesi che si può verificare e che, quindi, richiede una
condivisione della maggioranza del Parlamento per poter ed
applicare questa norma.
La modifica del Regolamento nella sua interezza, su cui
chiaramente lavoreremo, non sarà la soluzione di tanti problemi
che stanno all'interno di questa Assemblea regionale e che
riguardano il Governo della Regione.
Non è accettabile - la invito anche in tal caso, signor
Presidente, a prendere i dovuti provvedimenti - le accuse che ci
provengono dalla Presidenza della Regione. Perché l'assenteismo
dell'Assemblea regionale non può tappare quelle che sono le vere
pecche esistenti in questo inizio di legislatura.
Se c'è un responsabile per la mancata produzione
legislativa, questi va individuato nella Presidenza della
Regione, nel Governo della Regione e nella maggioranza che
lo sostiene.
E' inaccettabile che il Presidente della Regione voglia
spostare dal banco degli imputati il Governo e voglia mettere sul
banco degli imputati l'Assemblea regionale. Questo è
inaccettabile
Modestamente, vorrei dare un consiglio al Presidente della
Regione, il quale ieri durante la celebrazione del
cinquantaseisimo anniversario del nostro Statuto, rispondendo ad
un giovane alunno che gli chiedeva come si diventa Presidente
della Regione, ha detto: "Dando quanti più baci possibili". E
leggevo, altresì, che il suo staff ha conteggiato un milione e
mezzo di baci dati durante la campagna elettorale: uno ad ogni
voto
Ritengo che per essere rieletto Presidente della Regione,
l'onorevole Cuffaro debba modificare la sua strategia o quanto
meno debba integrarla: oltre ai baci dovrà cercare di realizzare
alcuni dei punti del suo programma; dovrà realizzare parte di
quel contratto che ha stipulato con gli elettori siciliani.
Noi non vorremmo, come deputati, come cittadini siciliani,
ricorrere a dei mezzi posti in essere da alcuni cittadini della
città di Modica che hanno citato in giudizio il Presidente del
Consiglio per grave inadempimento contrattuale.
Noi vorremmo verificare - l'ho già detto in Commissione e lo
ribadisco anche in questa sede - che il Presidente della Regione
abbia oppure no realizzato il proprio programma e lo vorremmo
realizzare dopo che lo stesso Presidente venga in Aula e quindi
non snobbi, così come ha fatto stamattina lui e il suo Governo,
l'Assemblea regionale, le Commissioni, ma tenti di rivalutare,
anche lui, nel suo interesse, le funzioni di questa Assemblea.
Ecco perché noi ci dichiariamo favorevoli a questa
modifica e ci dichiariamo, altresì, pronti a continuare il lavoro
sulla modifica del Regolamento.
Devo citare due deputati della maggioranza, l'onorevole Lo
Curto e l'onorevole Fleres; essi, infatti, parlavano di mancanza
di chiara regia politica, di indirizzo di marcia, è quello che
noi non vogliamo. Noi vogliamo che ci sia, per quanto riguarda il
Governo, un chiaro indirizzo politico in maniera tale che noi
dell'opposizione possiamo valutare qualcosa che concretamente sia
stato realizzato, il modo in cui sia stato realizzato.
Se manca la politica all'interno di questo Parlamento
qualsiasi modifica istituzionale, regolamentare, statutaria non
potrà dare la possibilità al Parlamento stesso, alla maggioranza
e all'opposizione di svolgere il loro ruolo.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne
ha facoltà.
BARBAGALLO Ringrazio il Presidente, il quale mi ha dato la
parola malgrado avesse già chiuso le iscrizioni a parlare.
Intanto, mi pare che questo primo passo sia significativo non
tanto in sé, quanto perché accelera un processo che va in
direzione di una modifica più complessiva del Regolamento e
soprattutto di un'accelerazione dei lavori della Commissione per
la riforma dello Statuto.
Noi ci siamo sempre dichiarati favorevoli all'adeguamento
delle regole perché senza il miglioramento delle strutture
istituzionali non migliora la qualità della politica. Rispetto
però ai discorsi che ci sono stati in ordine anche ai tanti
articoli di stampa che hanno interessato l'Assemblea regionale,
credo che alcuni interventi hanno colto in maniera più puntuale
le carenze di questa Assemblea che, probabilmente, ancora non è
abituata ai meccanismi di un bipolarismo maturo.
Certamente, un'assemblea funziona se cambiano le regole, se
vengono adeguati gli strumenti tecnici, ma funziona se c'è una
politica, se c'è una strategia, se c'è un nucleo di valori
condivisi, perché senza una motivazione forte nessun organismo
può andare avanti.
In questo credo che il Governo sia stato carente: il
Governo, cioè, non solo non ha indicato un modello di sviluppo,
ma non ha nemmeno indicato un'idea di Regione, non sappiamo
attorno a quali soggetti istituzionali e sociali vuole costruire
un patto che sia veramente adeguato alle sfide presenti nella
realtà isolana.
Spero che il Presidente Cuffaro venga in Aula a fare il capo
vero della maggioranza e a coordinare un lavoro che è un lavoro
sostanzialmente politico, perché se è vero che le opposizioni in
qualche modo sono assente anche tatticamente da alcune
Commissioni, le assenze della maggioranza dimostrano che
probabilmente non c'è una maturazione collegiale delle decisioni
e questo incide sul ruolo guida, sullo stile anche del Governo,
incide su una attività che deve essere largamente discussa,
condivisa, elaborata e poi portata anche al confronto
in Aula con le opposizioni.
Quindi, credo che c'è da recuperare un deficit di politica e
di iniziativa da parte del Governo, in primo luogo, ma anche da
parte della maggioranza. Ritengo che l'opposizione in Sicilia
non si possa permettere di essere un'opposizione totalmente
antagonista, su alcuni problemi ha anche il dovere di dare un
contributo di proposta, deve essere un'opposizione programmatica
non pregiudizionalmente ostruzionistica; ma ci vuole un terreno
di confronto sui contenuti e il terreno di confronto principale è
quello che viene proposto dal Governo e che si esercita nelle
sedi istituzionali e, in primo luogo, in Aula.
Mi auguro che questo provvedimento, al quale daremo il
nostro voto favorevole, segni una svolta anche sul piano della
qualità dei rapporti tra maggioranza e opposizione in modo da
aumentare veramente la produttività di questa Assemblea.
CIMINO assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CIMINO assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
ritengo che il dibattito di quest'oggi sia stato un dibattito
importante, ma allo stesso tempo merita alcune puntualizzazioni.
Lo Statuto della nostra Regione sta vivendo un momento di
grande valorizzazione e allo stesso tempo di grande
responsabilizzazione. Di valorizzazione perchè abbiamo
l'elezione diretta del Presidente della Regione; di
responsabilizzazione perchè proprio con la modifica del titolo V
della Costituzione abbiamo avuto e hanno avuto ragione i padri
della nostra Autonomia a credere nell'autonomia della Regione
siciliana e quindi chi ha lavorato per le riforme e per la
costituzione della nostra Regione come Alessi, Restivo e come La
Loggia, ancora oggi ricevono attenzione per il lavoro fatto.
Alle critiche che vengono riproposte dall'onorevole
Capodicasa e da alcuni colleghi rispondo dicendo che il Governo
ha già varato diversi disegni di legge importanti e che determina
un indirizzo del governo.
Questi disegni di legge sono nelle Commissioni parlamentari
responsabili per materia, ma allo stesso tempo a chi ha accusato
il Governo di assenza rispondo che il Governo è stato presente
nei lavori parlamentari sempre. Se il Presidente della Regione
altre volte come oggi è assente è perchè convocato, insieme
all'Assessore per il bilancio Pagano, presso il Consiglio dei
Ministri per provare a risolvere il problema dell'emergenza
idrica.
Allora chiedo a voi colleghi: era meglio ascoltare o
delegare di ascoltare e nel frattempo essere partecipi al
consiglio di Ministri a Roma per definire la problematica idrica
in Sicilia?
Ma allo stesso tempo voglio richiamare come ritengo che la
Sicilia viva un momento di accerchiamento rispetto alla stampa
che vuole per invidia delle ragioni del proprio statuto, delle
proprie prerogative.
Ricordiamo come la Liguria, signor Presidente, ha provato a
darsi alcuni connotati parlamentari tipici della Regione
siciliana e ha visto bocciare le proprie prerogative.
Cose che invece la Sicilia ha già conquistato e altri
tentano di screditare nell'immagine nazionale.
Io penso che il disegno di legge presentato dal Presidente
dell'Assemblea sia un disegno di legge importante e valido
soprattutto per richiamare la nostra attenzione e la nostra
riflessione sulle attività che svolgiamo, perchè so e ne sono
certo che se il parlamentare è assente a Palermo sicuramente
lavora nel proprio collegio nello studio dei disegni di legge da
esaminare.
Non è il caso oggi così come domani cercare di giocare a
scaricabarile. Di fatto l'onorevole Spampinato che è cultore di
diritto costituzionale sa che la fase legislativa non compete al
governo, ma compete all'Assemblea, e il governo è presente e
costantemente vuole realizzare le leggi necessarie per lo
sviluppo della nostra Terra.
PRESIDENTE Comunico che, in riferimento al documento in
esame, è stato presentato dall'onorevole Cintola l'ordine del
giorno n. 92 "Iniziative per l'adozione di sanzioni a carico dei
deputati che si assentano dalle Commissioni e/o dall'Aula":
"L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
CONSIDERATO CHE con nota del 9 maggio 2002 i Capigruppo della
maggioranza hanno manifestato al Presidente
dell'Assemblea l'improrogabile necessità di introdurre
modifiche regolamentari e provvedimenti in grado di
scongiurare il deprecabile fenomeno dell'assenteismo dei
deputati dalle sedute e dalle commissioni;
RITENUTA ormai improcrastinabile l'adozione di misure, anche di
carattere sanzionatorio, idonee ad assicurare la piena
funzionalità degli organi assembleari;
RAVVISATA in particolare la necessità ai suddetti fini di
riaffermare l'obbligo da parte dei deputati di attestare
la loro presenza in commissione con l'apposizione della
loro firma sui fogli appositamente predisposti,
sanzionando le eventuali assenze determinanti ai fini
del raggiungimento del numero legale determinante per
qualsiasi decisione e votazione e votazione;
IMPEGNA LA PRESIDENZA DELL'ASSEMBLEA
ad adottare, prima della convocazione della prossima
seduta dell'ARS, immediati idonei provvedimenti di
carattere disciplinare che sanzionino le eventuali
assenze dei deputati dalle sedute di aula e/o di
commissione secondo modalità di accertamento ritenute
più efficaci al fine di agevolare il ripristino di una
piena funzionalità assembleare" (92).
Comunico, altresì, che, sempre in rifermento al documento in
esame, sono stati presentati dall'onorevole Acierno gli
emendamenti 1.1 e 1.2.
Onorevoli colleghi, anch'io sicuramente, sia pure molto
succintamente, in qualità di relatore della proposta oggetto di
questa discussione generale desidero replicare alle osservazioni
che condivido quasi interamente da parte di tutti i colleghi che
sono intervenuti. Da una parte l'opposizione che rimprovera alla
maggioranza e al Governo le responsabilità di questo stato di
cose, dall'altra anche gli esponenti di maggioranza che hanno
ritenuto, alcuni almeno, di individuare nella carenza dell'azione
politica, se non addirittura della passione politica responsabile
anch'essa di disfunzioni e di infertilità di questo Parlamento.
Il compito di un Parlamento non è quello di alimentare la
passione politica o l'azione politica, essa compete ai gruppi, ai
partiti, ai singoli.
Questo fenomeno è reale, lo avete detto tutti, lo avete
detto da tutti i settori, nessuno escluso, che qualcosa non
funziona nei rapporti tra Parlamento e Governo o al contrario fra
Governo e Parlamento. Condivido pienamente, non riesco a
cogliere però il nesso che c'è fra questo stato di cose e
l'esigenza ed il dovere del Parlamento stesso di tentare di
allestire quegli strumenti tecnici che contribuiscono a
migliorare il quadro o quanto meno a fronteggiare questo tipo di
emergenza, o a contrastare questo fenomeno di carenza della
politica.
Noi siamo qui soltanto per questo né per agevolare la
carenza di passione o di azione politica né per contrastarla
perché non è nostro compito. Il nostro compito è soltanto quello
di adempiere attraverso tutte le misure che non diano al quadro
complessivo ben due responsabilità, quello della etica politica
di cui parlava l'onorevole Fleres, e quella della carenza di
regole capaci di accelerare e di migliorare il quadro
complessivo. Teniamocene una, se mai esiste, e tentiamo di
eliminare l'altra che è di nostra esclusiva competenza in quanto
Commissione Regolamento e quindi in quanto Parlamento nel suo
complesso.
Il Regolamento sta attraversando una fase di dibattito
notevole, ci stiamo studiando, abbiamo elaborato i testi, non è
tema facile da affrontare perché su di esso gravano una
molteplicità di fattori culturali storici e soprattutto politici.
Però ho il piacere di comunicare che finalmente la Commissione si
è data un termine. La Commissione del Regolamento ha stabilito
che entro il 30 giugno produrrà tutta l'istruttoria necessaria
per arrivare in Aula con un testo organico complessivo e
definitivo di tutti gli assetti che riguardino la produttività
del potere legislativo ma anche tutti i campi nei quali la
riforma della legge voto insieme alla riforma del titolo quinto
della Costituzione portano come fatto necessario di adeguamento e
di aggiornamento. Per quanto riguarda i testi che mi sono
pervenuti uno sotto forma di ordine del giorno dell'onorevole
Cintola e due sotto forma di emendamenti dell'onorevole Acierno,
io devo invitare entrambi a non costringermi a pormi il problema
della loro ricevibilità perché sussistono elementi che potrebbero
suggerirmi la tesi della irricevibilità ma non li voglio usare
perché capisco che entrambi i documenti presentano elementi di
attualità e di seria presa di responsabilità. Io credo che li
conosciate perché penso che gli uffici abbiano predisposto la
distribuzione relativa dei testi e che conosciate sia l'ordine
del giorno dell'onorevole Cintola sia gli emendamenti
dell'onorevole Acierno, uno riguarda una materia assolutamente
estranea alle competenze della Commissione Regolamento e
all'argomento di riforma del Regolamento perché le sanzioni
possono soltanto essere prese a livello di Consiglio di
Presidenza.
Devo dire che anche sotto questo aspetto ci presentiamo con
un minimo di carte in regola perché proprio ieri il Consiglio di
Presidenza, a seguito di un importante dibattito e di una lunga
riunione, ha deciso quanto sto per leggervi attraverso il
processo verbale numero 9 del Consiglio di Presidenza stesso:
"Delibera di mantenere le sanzioni pecuniarie in atto previste
riguardanti la presenza dei deputati alle riunioni
dell'Assemblea, reintroducendo apposite sanzioni con riferimento
alla partecipazioni dei deputati alle riunioni delle Commissioni
parlamentari". Quindi c'è una presa di coscienza del problema e
soprattutto un accoglimento dell'istanza presente nell'ordine del
giorno.
Naturalmente se qualcuno si è allarmato del rinvio ad un
comitato composto da chi vi parla, dai due vice presidenti, dal
deputato Questore, onorevole Zangara, che sarebbe incaricato di
studiare le modalità tecniche ed operative, rispondo che è
logico, è giusto, è opportuno che un organo si preoccupi di
elaborare tecnicamente la misura così delicata che ci apprestiamo
ad adottare anche in considerazione del fatto, come tutti voi
avrete notato leggendo i giornali di ieri, che al Senato è in via
di realizzazione, in queste ore, una misura adeguata per colpire
lo stesso fenomeno che noi tentiamo di colpire.
E' un adeguamento al Senato che poi è il punto di
riferimento costante dei nostri provvedimenti interni: così come
ci adeguiamo agli aspetti vantaggiosi, credo che sia doveroso
adeguarci anche agli aspetti teoricamente meno vantaggiosi.
Per quanto riguarda i due emendamenti dell'onorevole
Acierno, ritengo che essi attengano a materia diversa da quella
prevista nell'articolo 68 bis, perché vertono su un campo
delicato, molto impegnativo, molto suscettibile di dividere
anziché unire. Per tali motivi invito al ritiro degli stessi
emendamento in questa fase, anche in considerazione del fatto che
ci impegniamo a portare entro il 30 giugno p.v. in quest'Aula,
il complesso di riforme in materia di Regolamento. In quella
sede, onorevole Acierno, verrà non solo considerata ma da me
personalmente favorevolmente considerata la proposta di modifica
da lei avanzata.
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato
un ordine del giorno del quale abbiamo parlato e che è stato per
altro verso già sottoscritto dai capigruppo della maggioranza
perché non faccio altro che ripetere la volontà espressa e a lei
consegnata.
Nel momento stesso in cui lei ritiene, signor Presidente,
sono ligio al mio dovere di adeguarmi alle sue indicazioni quale
Presidente dell'Assemblea, perché se non le porto rispetto io
non posso chiedere rispetto degli altri nei suoi confronti, nel
momento lei potesse renderlo irricevibile in quanto estraneo alla
materia all'ordine del giorno, pur avendo qualche riserva e non
indifferente, perché ne ho visti passare di ordini del giorno qui
in quest'Aula che non hanno nulla a che vedere e che sono stati a
iosa lanciati dentro. Siccome so però che lei su questo
argomento della cosiddetta tassazione degli assenti
ingiustificati, perché li ritengo ingiustificati, in ogni caso,
non c'è ragione politica che tenga, in aperto contrasto con
quello che l'onorevole Fleres vuole sbandierare qua dentro, come
fatto di ordine politico che invece sono convinto che interessi
più a fatti di ordine personale che politico. Perché l'assenza
non è una protesta. Voglio dirle che se lei lo accetta come
raccomandazione specifica, precisa e puntuale, non ho motivo di
ritirarlo e lei ha motivo di accoglierlo come raccomandazione
perché lei possa, anche sulla base di un modesto deputato, quale
sono io qui a svolgere il mio dovere/diritto di essere presente
possa darne anche a quegli assenti che dovrebbero diventare
quella sottocommissione che deve pensare a badare a penalizzare
gli assenti. Quantomeno gli arriva anche questo messaggio, di un
deputato singolo che vuole portare avanti e concludere una sua
battaglia che conduce da tempo e che sono convinto grazia alla
sua intermediazione, signor Presidente, se non prima della
prossima Assemblea che lei riunirà anche in tempi brevi, perché
se cerchiamo di collegarci a Roma aspetteremo pure qualche anno.
Facciamo il fattibile e poi se si modifica Roma ci adeguiamo pure
noi. Questa autonomia ce la richiediamo spesso poi invece ci
colleghiamo, poi no perché c'è un'attesa, è la Merloni ter che
non è mai arrivata qui perché stiamo aspettando che lo Stato
nazionale la modifichi. E allora io da questo punto di vista la
ringrazio, non le dico di metterlo all'ordine del giorno, accetto
se lei lo dirà e apertamente, come raccomandazione che resti agli
atti come una raccomandazione che io ho fatto nei suoi confronti.
PRESIDENTE L'ordine del giorno numero 92 è accettato come
raccomandazione.
L'Assemblea ne prende atto.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ho voluto
intervenire nella discussione generale perchè ritengo che avere
impegnato i lavori della nostra Assemblea per dare risposta ad
una campagna denigratoria nei confronti di questa Istituzione non
sia stato un passaggio felice. Ancor di più nella misura in cui
l'Assemblea oggi non riuscirà a deliberare delle importanti
novità che diano risposte, ma non agli attacchi di Ciancimino,
che su "La Sicilia" di Catania scopre improvvisamente oggi e
quantifica gli emolumenti dei deputati regionali come se in
questa Legislatura fossero state apportate modifiche agli
emolumenti che sono questi oramai da tanti anni: mi sono sorpreso
quando un giornalista parlamentare come Ciancimino ha scoperto
una novità che invece novità non è.
Mi ha sorpreso ancor di più l'attacco del Cardinale - io
sono un cattolico praticante e ho sempre avuto grandissimo
rispetto del Cardinale De Giorgi -dicevo che mi ha sorpreso
leggere le parole del Cardinale circa i tempi e i lavori di
questa Assemblea. Io non ho nessun timore a dire al Cardinale
che un sacerdote non è sacerdote solo quando celebra la Messa, ma
è sacerdote durante l'arco di tutta la giornata per tutto quello
che fa. Credo che ugualmente i politici, sicuramente i politici
che fanno la politica con sentimento e sincerità, fanno i
politici 24 ore al giorno, hanno i momenti ed i passaggi
istituzionali, ma questo non significa che quando non sono in
questo Palazzo non continuino a svolgere quel ruolo che gli
elettori affidano loro con il consenso elettorale.
Ma noi abbiamo un problema vero. Presidente, Lei lo sa, io
sono uno estremamente sincero, non credo che stiamo oggi facendo
un grande passo avanti: il nostro problema non è in quest'Aula la
mancanza della politica, perchè la politica non si fa nelle Aule
legislative, la politica si fa nelle sedi di partito e viene
trasferita nell'ambito delle Assemblee legislative, ma non sono
le Assemblee legislative che si occupano della politica. Le
Assemblee legislative si occupano di legiferare rispetto a ciò
che la politica indica.
Io dissento da chi ha sostenuto da questo stesso scranno che
c'è un Governo latitante nella sua azione politica perchè una
dimostrazione vera, concreta e reale, non di ideologia ma di
fatti, sta nei due disegni di legge di iniziativa del Governo,
parte integrante del contratto con gli elettori stipulato dal
Presidente della Regione Cuffaro e che riguarda la riforma degli
appalti e il riordino delle coste. Disegni di legge che sono
stati assegnati alle competenti Commissioni legislative già nel
2001.
Allora il quesito è un altro: perchè questi disegni di legge
sono ancora in Commissione? Io accetto l'invito al ritiro degli
emendamenti perchè le ho sentito dire, nella doppia qualità di
Presidente dell'Assemblea e di Presidente della Commissione
Regolamento, che farà suoi questi miei emendamenti in seno alla
Commissione Regolamento. Però ritengo opportuno dire brevemente
cosa essi significavan: il primo, che è per me fondante rispetto
a quello che Ciancimino ed altri dicono nei nostri confronti,
aggiunge all'articolo 1 del Regolamento dell'Assemblea regionale
un comma due. L'articolo 1 che tutti conoscete regola i nostri
diritti e le nostre prerogative, ma non sancisce doveri.
Io, con l'aggiunta del comma due che vi leggo: "I deputati
hanno l'obbligo di partecipare alle sedute dell'Assemblea e ai
lavori delle Commissioni", sancivo, per la prima volta, i doveri
dei deputati regionali. E lo sappiamo tutti: ci sono gli
assenteisti ma grazie alle carenze regolamentari qui c'è un vero,
solo, unico assenteista, però legalizzato, che è l'onorevole
Orlando, che ha esercitato il suo diritto di non essere assegnato
ad alcuna commissione. Per cui non risulterà mai assente ma non
svolgerà mai quello che è il suo precipuo dovere di deputato.
Il secondo emendamento riguardava l'abolizione del comma uno
degli articoli 32 e 69 del nostro Regolamento che prevedono tutti
e due - anche questa è una cosa anomala che in un Regolamento
venga ripetuta due volte la stessa norma - che le Commissioni
legislative per potere lavorare (non per potere deliberare perché
quello è sancito dal comma due), per potere aprire i lavori della
commissione devono avere un numero minimo di deputati. Questo non
esiste neanche nelle Assemblee del Parlamento nazionale dove i
parlamentari non sono 90 ma sono 630 alla Camera e 315 al Senato.
Invece, guarda caso, l'Assemblea regionale ferma di fatto, con il
suo Regolamento, le commissioni legislative applicando una norma
perversa.
PRESIDENTE Onorevole Acierno la invito al rispetto dei tempi.
ACIERNO Allora il senso dei miei emendamenti è servito
solo a snellire le procedure legislative. Io accetto l'invito al
ritiro e riproporrò questi emendamenti alla Commissione per il
Regolamento.
RAITI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà. La invito al rispetto dei tempi.
RAITI Signor Presidente, onorevoli colleghi, io voto a
favore di questa modifica del Regolamento così come esprimo il
mio consenso alla richiesta dell'onorevole Cintola, capogruppo
dell'U.D.C., sul problema della sanzione a chi non è presente in
Aula.
Non v'è dubbio che mi pare una cosa assolutamente legittima,
ma il problema che oggi è emerso in questa Aula va ben oltre,
queste sono due piccole "pezze o toppe" per dare uno specchietto
per le allodole ai mezzi di informazione e ai nostri
concittadini.
Ritengo che invece oggi è successo qualcosa di serio in
questa Aula, qualcosa di importante politicamente. Non è vero che
non si è fatta politica o non si fa politica o siamo nelle
condizioni nelle quali questo Parlamento non riesce a legiferare
perché non vi è politica.
Qui oggi è emerso il fatto che vi è una frattura politica
definitiva e insanabile all'interno della maggioranza di Governo.
Ci sono stati esponenti di spicco e di rilievo dei maggiori
partiti della coalizione che hanno assunto posizioni politiche
ben precise, differenti e contrastanti tra loro. Cioè a dire
quelle che erano e che sono le differenze generali della politica
della Casa delle Libertà adesso finalmente stanno venendo fuori.
E il problema che questo Parlamento è impantanato scaturisce
proprio da questo.
Perché quando ci si pone davanti agli elettori con un
contratto di tre o quattro punti generali o generici che tutti
sono pronti a sottoscrivere è una cosa; quando bisogna ragionare
giorno dopo giorno sulle linee guida da seguire, una cosa è la
cultura liberale, radicale, un'altra cosa è la cultura cattolica;
una cosa è la cultura sociale che dovrebbe portare avanti un
soggetto politico che ha fortemente ancoraggio e espressione in
un movimento sindacale, un'altra cosa è la cultura e la linea
politica che deve portare avanti una forza assolutamente
liberista.
Ritengo che nel governo, finalmente, queste cose stiano
venendo fuori ed il fatto che non si riesca a prendere una linea
guida, che - come dice l'onorevole Fleres - c'è una macchina
forte ma non vi è un itinerario, è la causa dell'impantanamento
dell'Assemblea.
I capigruppo decidono dei percorsi che poi, purtroppo, non
si possono sostanziare, quantificare e definire nei disegni di
legge. Credo che oggi sia venuta fuori la crisi definitiva della
maggioranza e del governo: vi sono linee politiche differenti, vi
sono dissensi che si manifestano, come dice un esponente di Nuova
Sicilia, con il fatto che deputati della maggioranza non
partecipano alle sedute di commissione e d'Aula; vi sono
condizioni che inducono il governo della Regione a ritenere ed a
prendere atto che così non si può andare avanti.
Certamente si deve porre freno a questa situazione
scegliendo, definitivamente, una linea politica da portare avanti
e quindi assumerne tutte le conseguenze e le responsabilità.
Tutto il resto è solo 'aria fritta' che noi stiamo tentando di
dare ai cittadini per mettere una toppa ad un problema che è
molto più grande e reale.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, premetto
che non volevo intervenire perché il dibattito mi è sembrato
scontato, e preciso che riguardo alla proposta che sta per essere
votata esprimo il mio voto favorevole proprio per evitare
strumentalizzazioni. Tuttavia ho deciso di intervenire perché
sono un garantista, anche se a volte uno può dissentire. Non
voglio fare l'avvocato difensore di nessuno: credo che ognuno di
noi si sappia difendere bene; però quando un deputato è assente e
viene chiamato in causa, non può intervenire e non mi pare giusto
fare affermazioni come quelle che ho sentito poco fa, né nei
confronti di deputati assenti né nei confronti di persone
estranee all'Assemblea, quali i giornalisti ecc.
Qualcuno potrebbe dirmi che spesso quando intervengo anch'io
faccio riferimento al Governo che è latitante, inadempiente;
vorrei dire che una cosa è parlare in generale del Governo, delle
istituzioni, altra cosa è parlare di persone in particolare; o
meglio: se la persona è presente, va bene; ma se è assente non
mi pare sia giusto parlarne.
Ricordo che all'inizio della legislatura, quando l'onorevole
Orlando faceva parte della Commissione Bilancio, si era dimesso
dalla stessa per fare spazio ad un altro componente della
minoranza, e precisamente del Partito di Rifondazione Comunista,
e con ciò dare la possibilità di far parte di quella Commissione
ad un componente di un partito di opposizione, che aveva
appoggiato la sua candidatura a presidente della Regione.
Inoltre l'onorevole Orlando aveva dimostrato la sua
propensione affinché venisse portato avanti il progetto del
portavoce della opposizione. In quel caso era un doppione: non
poteva essere eventualmente presente in Commissione Bilancio e
rappresentante di tutta l'opposizione. Quindi, non si può
accusare di assenteismo l'onorevole Orlando; piuttosto sarebbe
opportuno prevedere nel Regolamento la figura del rappresentante
dell'opposizione.
Aspettiamo che venga completata questa fase e poi
l'onorevole Orlando, sicuramente, non potrà più essere tacciato
di assenteismo - com' è avvenuto - perchè la sua assenza nelle
Commissioni non è stata una scelta personale, ma una scelta
politica per dare spazio ad altri componenti dell'opposizione.
La stessa cosa vale anche per quanto riguarda i giornalisti.
I giornalisti possono scrivere tutto quello che vogliono, hanno
tutto il diritto di farlo. Qui non possono difendersi, ma non
dobbiamo lamentarci se poi nei nostri confronti usano certi
linguaggi, certe frasi.
PRESIDENTE Pongo in votazione il passaggio all'esame
del Documento III.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Lo Porto
Autorizzo la Commissione Bilancio e le Commissioni di merito
a riunirsi rispettivamente per rendere i pareri di propria
competenza, e per la presa d'atto degli stessi.
Sospendo la seduta, avvertendo che riprenderà alle ore
18.00 con la votazione finale del Documento III di modifica del
Regolamento interno per la quale occorre una maggioranza
qualificata.
(La seduta, sospesa alle ore 15.32, è ripresa alle ore 18.20)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Lo Porto
VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO NOMINALE DELLA MODIFICA DEL
REGOLAMENTO INTERNO (DOC. III)
PRESIDENTE Indìco la votazione finale per scrutinio nominale
della modifica della Sezione V del Capo V del Titolo II, che
aggiunge, dopo l'articolo 68, l'articolo 68 bis.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
La pongo in votazione.
Dichiaro aperta la votazione.
(Seguono le operazioni di voto)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione:
Presenti e votanti 48
Maggioranza 46
Favorevoli 48
(E' approvata)
Onorevoli colleghi, l'ordine del giorno prevede l'esame di
alcuni disegni di legge che, però, non sono ancora stati esitati
dalle Commissioni.
Tutti voi siete stati partecipi delle vicende di questa
giornata che è stata molto ricca di sorprese: questa mattina la
Commissione Bilancio non ha potuto operare per l'indisponibilità
dell'Assessore e oggi pomeriggio, quando sembrava che il Governo
avesse sbloccato la situazione con l'assegnazione della delega al
vicepresidente, onorevole Castiglione, sono emerse difficoltà a
proposito della copertura finanziaria dei disegni di legge.
Pertanto, onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a
mercoledì 29 maggio 2002, alle ore 17.00, con il seguente ordine
del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- "Provvedimenti a favore degli operatori economici e dei
proprietari di immobili danneggiati dall'eruzione dell'Etna
del 2001" (nn. 152-163-260-304).
III - ELEZIONE DI QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
PER LA GESTIONE DEL FONDO DI ROTAZIONE PER IL COMMERCIO
ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART. 9 DELLA LEGGE REGIONALE
4 AGOSTO 1978, N. 26.
IV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
LA GESTIONE DEI FONDI ISTITUITI PRESSO L'IRFIS PER LE
PICCOLE E MEDIE IMPRESE, PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6
MAGGIO 1981, N. 96.
V - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE
DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.
VI - ELEZIONE DI UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
TUTELA DELL'AMBIENTE.
VII - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.
VIII - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE
DEL CENTRO REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E
PER LE SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.
IX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER L'INVENTARIO, LA CATALOGAZIONE E LA
DOCUMENTAZIONE GRAFICA, FOTOGRAFICA, AEROFOTOGRAFICA,
AUDIOVISIVA.
X - ELEZIONE DI SEI COMPONENTI ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE
PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.
XI - ELEZIONE DI TRE MEMBRI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI
CONSIGLI PROVINCIALI SCOLASTICI.
XII - ELEZIONE DI CINQUE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE PER
LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.
XIII - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI
AMMINISTRAZIONE DELLO IACP DI PALERMO.
XIV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI CATANIA.
XV - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL' OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.
XVI - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL' OPERA UNIVERSITARIA DI CATANIA.
XVII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DELL' OPERA UNIVERSITARIA
DI MESSINA.
XVIII - ELEZIONE DI UN COMPONENTE DEL COMITATO DIRETTIVO
DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.
XIX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
DELL'ISTITUTO REGIONALE DI RICERCA, SPERIMENTAZIONE E
AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.
La seduta è tolta alle ore 18.24
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 19.45