Presidenza del vicepresidente Fleres
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per consentire lo svolgimento
di una riunione della Commissione 'Bilancio' e per assicurare la
presenza in Aula del Presidente della Regione, sospendo la seduta
avvertendo che riprenderà alle ore 18.00.
(La seduta, sospesa alle ore 17.31, è ripresa alle ore 18.06)
La seduta è ripresa.
ACIERNO, segretario f.f., dà lettura dei processi verbali
delle sedute numero 57 e numero 58 del 29 maggio 2002 che, non
sorgendo osservazioni, si intendono approvati.
MISSIONI
PRESIDENTE. Comunico che, per ragioni del proprio ufficio, gli
onorevoli Oddo e Tricoli sono in missione per i giorni 3 e 4
giugno 2002, l'onorevole Lo Monte il 6 giugno 2002.
ANNUNZIO DI RISPOSTE SCRITTE AD INTERROGAZIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte
alle seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per il Bilancio
N. 172 - Riapertura dell'Ufficio di riscossione tributi
nel comune di Randazzo (CT).
Firmatari: Raiti Salvatore
- da parte dell'Assessore per la Sanità
N. 277 - Miglioramento del controllo sulle carni da
macello ed istituzione di un osservatorio per la lotta alle
zoomafie.
Firmatari: Raiti Salvatore; Morinello Salvatore
N. 378 - Notizie in merito all'applicazione della legge
regionale n. 15 del del 2000.
Firmatari: Fleres Salvatore.
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
- "Norme per il riconoscimento pre ruolo per tutto il
personale inquadrato a norma della legge regionale 25
ottobre 1985, n. 39" (n. 400)
- iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Croce in data 29 maggio 2002
- "Interventi a tutela e promozione della persona contro
l'abuso e lo sfruttamento sessuale delle donne e
dell'infanzia" (n. 401)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Barbagallo, Genovese,
Gurrieri, Tumino, Vitrano, Zangara in data 30 maggio 2002
- "Rifinanziamento dell'articolo 2 della legge regionale 10
ottobre 1994, n. 37, riguardante provvedimenti in favore
delle cooperative agricole" (n. 402)
- iniziativa governativa
- presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su
proposta dell'Assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca (Cimino) in data 30 maggio 2002
- "Modifica all'articolo 57 della legge regionale 25 marzo
2002, n. 2, riguardante agricoltura biologica e indennità
compensative" (n. 403)
- iniziativa governativa
- presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su
proposta dell'Assessore per l'agricoltura e le foreste
(Castiglione) in data 30 maggio 2002
- "Nuove disposizioni per l'accesso ai benefici da parte di
cooperative edilizie di cui alla legge regionale 20
dicembre 1975, n. 79" (n. 404)
- iniziativa governativa
- presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su
proposta dell'Assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca (Cimino) in data 30 maggio 2002
- "Modifiche ed integrazioni all'articolo 12 della legge
regionale 23 maggio 1991, n. 36, in materia di
cooperazione" (n. 405)
- iniziativa governativa
- presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su
proposta dell'Assessore per l'agricoltura e le foreste
(Castiglione) in data 30 maggio 2002
- "Istituzione azienda sanitaria per le isole minori" (n.
406)
- iniziativa governativa
- presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su
proposta dell'Assessore per la sanità (Cittadini) in data
30 maggio 2002
- "Interventi straordinari in favore della Sigma S.p.A."
(n. 407)
- iniziativa governativa
- presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) in data
30 maggio 2002
- "Norme per il trattamento di quiescenza ed assistenza del
personale dei soppressi enti ENPI ed OMNI" (n. 408)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Ferro, Galletti, Morinello,
Miccichè, Raiti in data 30 maggio 2002
- "Norme per l'elezione del Presidente della Regione e dei
deputati all'Assemblea regionale siciliana" (n. 409)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Ioppolo, Formica, Incardona,
Infurna, Virzì, Tricoli in data 31 maggio 2002
- "Norme per le aree metropolitane" (n. 410)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Ioppolo, Formica, Incardona,
Infurna, Virzì, Tricoli in data 31 maggio 2002
- "Provvedimenti in materia di lavoro" (n. 411)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Baldari, Leanza Nicola,
Giambrone, Fratello, Ardizzone, Maurici, Scoma in data 31
maggio 2002
- "Provvedimenti per le province che comprendono aree
metropolitane" (n. 412)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Giambrone, Moschetto,
Confalone, Mercadante in data 31 maggio 2002
- "Norme per la disciplina dell'attività degli operatori
del turismo subacqueo" (n. 413)
- iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Scoma in data 31 maggio 2002
- "Norme per la regolamentazione dell'attività del
terapista della riabilitazione - fisioterapista ed il
sostegno del settore riabilitativo" (n. 414)
- iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Scoma in data 3 giugno 2002
- "Norme per la valorizzazione professionale del personale
ausiliario delle aziende unità sanitarie locali e delle
aziende ospedaliere siciliane" (n. 415)
- iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Scoma in data 3 giugno 2002
- "Finanziamento per l'acquisto e la corresponsione
gratuita di integratori proteici a favore di malati di
sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS)" (n. 416)
- iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Scoma in data 3 giugno 2002
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE E CONTESTUALE
INVIO ALLE COMPETENTI COMMISSIONI LEGISLATIVE
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati ed inviati alle
competenti Commissioni legislative i seguenti disegni di legge:
AFFARI ISTITUZIONALI
- "Norme per il riordino della cooperazione sociale.
Disposizioni attuative della legge 8 novembre 1991, n. 381,
recepita con l'articolo 74 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32" (n. 399)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Forgione, Liotta in data 24
maggio 2002
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- "Provvedimenti urgenti nel settore dell'edilizia
popolare" (n. 393)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Croce e Beninati, in data 15
maggio 2002
- "Modifica all'articolo 49 della legge regionale 16 aprile
1996, n. 16, concernente misure riguardanti l'occupazione
forestale" (n. 398)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Lo Monte, Basile, D'Antoni,
Amendolia, Sanzeri in data 23 maggio 2002
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- "Contributo alla Fondazione 'Giovanni Guarino Amella'.
Istituzione di un archivio della Autonomia siciliana" (n.
395)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Manzullo, Segreto, Sanzeri, in
data 15 maggio 2002
- "Intervento straordinario in favore del Conservatorio di
musica 'V. Bellini' di Palermo" (n. 397)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Fleres, Catania G., Tricoli,
Maurici in data 22 maggio 2002
- inviato in data 30 maggio 2002
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- "Norme per le assunzioni a tempo indeterminato del
personale ausiliario specializzato presso le aziende e gli
istituti sottoposti a controllo della Regione" (n. 394)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Croce, Beninati, Fleres,
Leontini, Confalone, Leanza Edoardo, Giambrone, Baldari,
Moschetto, Mercadante, in data 17 maggio 2002
- "Riconoscimento dell'Oasi di Troina come ente di
interesse regionale" (n. 396)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Lo Monte, Amendolia, Basile,
D'Antoni, Sanzeri, in data 20 maggio 2002
INVIATI IN DATA 22 MAGGIO 2002.
COMUNICAZIONE DI INVIO DI DISEGNI DI LEGGE ALLE COMPETENTI
COMMISSIONI LEGISLATIVE
PRESIDENTE. Comunico che sono stati inviati alle competenti
Commissioni i seguenti disegni di legge:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- "Interventi per la promozione e lo sviluppo
dell'associazionismo nella Regione siciliana" (n. 390)
- iniziativa parlamentare
- "Disposizioni per il riconoscimento della funzione
sociale svolta dagli oratori parrocchiali e per la
valorizzazione del loro ruolo" (n. 391)
- iniziativa parlamentare
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- "Rifinanziamento dell'articolo 2 della legge regionale 10
ottobre 1994, n. 37, riguardante provvedimenti in favore
delle cooperative agricole" (n. 392)
- iniziativa parlamentare
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- "Provvedimenti urgenti a favore dei proprietari di
immobili danneggiati dagli eventi verificatisi nel periodo
novembre 1995-marzo 1996 nella provincia di Messina ed in
particolare nella località Tiffani nel territorio del
comune di Castelmola ed interventi per la sistemazione ed
il consolidamento del sito" (n. 389)
- iniziativa parlamentare
INVIATI IN DATA 22 MAGGIO 2002.
COMUNICAZIONE DI APPOSIZIONE DI FIRMA A DISEGNI DI LEGGE
PRESIDENTE. Comunico che in data 16 maggio 2002 gli onorevoli
Oddo e Lo Curto hanno chiesto di apporre la firma al disegno di
legge n. 392 "Rifinanziamento dell'articolo 2 della legge
regionale 10 ottobre 1994, n. 37 riguardante provvedimenti in
favore delle cooperative agricole" a firma degli onorevoli Croce
e Capodicasa e l'onorevole Spampinato ha chiesto di apporre la
propria firma al disegno di legge n. 357 "Provvedimenti urgenti
per garantire il diritto allo studio" a firma degli onorevoli
Capodicasa ed altri.
Comunica altresì che in pari data l'onorevole Scoma ha
chiesto di apporre la propria firma ai seguenti disegni di legge:
- n. 6 "Norme per la commercializzazione dei funghi epigei
freschi e conservati"; a firma degli onorevoli Fleres e
Catania Giuseppe;
- n. 7 " Norme per la denominazione di vendita delle
varietà agrumicole fresche, trasformate o spremute aventi
succo e polpa pigmentata rossa" a firma degli onorevoli
Fleres e Catania Giuseppe;
n. 8 "Istituzione in Sicilia dell'Istituto regionale
dell'olivo e dell'olio" a firma degli onorevoli Fleres e
Catania Giuseppe;
- n. 9 "Norme per la realizzazione e la gestione delle
'Strade del vino'" a firma degli onorevoli Fleres e Catania
Giuseppe;
- n. 10 "Interventi in favore dell'allevamento di rane e
dell'elicicoltura" a firma degli onorevoli Fleres e Catania
Giuseppe;
- n. 11 "Interventi per la realizzazione di parcheggi
commerciali nei centri storici dei comuni siciliani" a
firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 12 "Interventi a sostegno dell'editoria libraria
siciliana" a firma degli onorevoli Fleres e Catania
Giuseppe;
- n. 13 "Nuove norme per la vendita dei giornali in
Sicilia" a firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 16 "Interventi per la tutela della panificazione
artigianale" a firma degli onorevoli Fleres e Catania
Giuseppe;
- n. 17 "Modifiche alla legge regionale 6 ottobre 1999, n.
25, riguardante disposizioni sui materiali lapidei di
pregio" a firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 18 "Provvedimenti per il consolidamento dei debiti
delle imprese siciliane della pesca" a firma degli
onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 19 "Norme in tema di assetto dei consorzi per lo
sviluppo industriale" a firma degli onorevoli Fleres e
Catania Giuseppe;
- n. 20 "Norme per la semplificazione delle procedure
amministrative riguardanti l'attività dei consorzi delle
Aree di sviluppo industriale (ASI)" a firma degli onorevoli
Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 22 "Interventi per le cooperative edilizie e
l'assegnazione di alloggi del patrimonio di edilizia
residenziale pubblica" a firma degli onorevoli Fleres e
Catania Giuseppe;
- n. 23 "Nuove disposizioni relative alla vendita degli
alloggi regionali" a firma degli onorevoli Fleres e Catania
Giuseppe;
- n. 24 "Norme per l'accelerazione dell'attività ispettiva
nei confronti delle società cooperative e loro consorzi" a
firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 25 "Interventi per lo sviluppo delle attività
economiche e produttive nelle Isole minori della Sicilia" a
firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 28 "Interventi a favore delle imprese operanti nel
campo della scuola e della pubblica istruzione" a firma
degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 29 "Interventi urgenti a sostegno delle attività
produttive" a firma degli onorevoli Fleres e Catania
Giuseppe;
- n. 44 "Interventi finanziari per incentivare le
amministrazioni pubbliche a dotarsi di automezzi non
inquinanti" a firma degli onorevoli Fleres e Catania
Giuseppe;
- n. 49 "Norme per la raccolta del sangue" a firma degli
onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 50 "Interventi per agevolare l'informazione
sanitaria" a firma degli onorevoli Fleres e Catania
Giuseppe;
- n. 51 "Interventi per agevolare i lavoratori turnisti e
loro conviventi colpiti da invalidità grave" a firma degli
onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 52 "Norme a sostegno della prevenzione e della cura
delle allergopatie" a firma degli onorevoli Fleres e
Catania Giuseppe;
- n. 53 "Disciplina dell'attività di pranoterapeuta" a
firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 54 "Norme per l'autodeterminazione della scelta
sanitaria di base, modifiche alla legge regionale 6 gennaio
1981, n. 6 e successive modifiche ed integrazioni" a firma
degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 55 "Norme per la prevenzione dei problemi e delle
patologie alcool-correlate, per la cura e la
risocializzazione delle alcooldipendenze" a firma degli
onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 56 "Schema di disegno di legge da sottoporre al
Parlamento nazionale: 'Norme per il riconoscimento della
patologicità della condizione di tossicodipendente e per la
distribuzione sotto il controllo sanitario delle sostanze
stupefacenti e psicotrope presso dispensari pubblici e
farmaci" a firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 57 "Iniziative in favore di associazioni volte alla
tutela e promozione sociale dei soggetti portatori di
handicap" a firma degli onorevoli Fleres e Catania
Giuseppe;
- n. 58 "Norme a sostegno della prevenzione, diagnosi e
riabilitazione delle patologie della comunicazione verbale"
a firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 59 "Disciplina dell'attività di informatore
scientifico del farmaco ed istituzione dei relativi
registri provinciali" a firma degli onorevoli Fleres e
Catania Giuseppe;
- n. 60 "Norme per la prevenzione delle patologie congenite
e/o ereditarie" a firma degli onorevoli Fleres e Catania
Giuseppe;
- n. 61 "Norme per l'istituzione di strutture di
riferimento regionali per il potenziamento dei servizi
assistenziali a favore dei malati affetti da malattie
ereditarie ed errori congeniti del metabolismo" a firma
degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 63 "Interventi per la riabilitazione equestre
(ippoterapia)" a firma degli onorevoli Fleres e Catania
Giuseppe;
- n. 64 "Norme per la valorizzazione professionale del
personale ausiliario delle unità sanitarie locali e delle
aziende ospedaliere" a firma degli onorevoli Fleres e
Catania Giuseppe;
- n. 75 "Disposizioni sulle commissioni edilizie comunali"
a firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 76 "Interventi per agevolare la realizzazione di
parcheggi a servizio dei condomini e degli immobili
ricadenti nei centri urbani dei comuni siciliani" a firma
degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 88 "Norme per l'inserimento tutelato in nucleo
familiare di soggetti disabili psichici" a firma degli
onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 89 "Interventi in favore delle imprese che utilizzano
lavoratori detenuti in espiazione di pena anche alternativa
al carcere" a firma degli onorevoli Fleres e Catania
Giuseppe;
- n. 90 "Contributi al Comitato regionale della lega
italiana 'Federation international des droits de l'homme'
con sede in Catania ed al comitato regionale di 'Amnesty
international' con sede in Palermo" a firma degli onorevoli
Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 91 "Istituzione dell'Ufficio del difensore civico" a
firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 92 "Istituzione della Commissione per la tutela dei
diritti umani e civili" a firma degli onorevoli Fleres e
Catania Giuseppe;
- n. 93 "Integrazioni alla legge regionale 25 maggio 1994,
n. 7, contenente 'Norme per la tutela dei consumatori e
degli utenti'" a firma degli onorevoli Fleres e Catania
Giuseppe;
- n. 94 "Istituzione di una commissione d'indagine sulla
povertà e sulla emarginazione in Sicilia" a firma degli
onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 95 "Prescrizioni in materia di tutela degli anziani
non autosufficienti ospiti di strutture
socio-assistenziali" a firma degli onorevoli Fleres e
Catania Giuseppe;
- n. 96 "Contributo in favore della sede regionale
dell'Unione nazionale mutilati per servizio (U.N.M.S.)" a
firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 97 "Norme per la erogazione dei contributi per le
attività artistico-figurative e letterarie nella Regione
siciliana" a firma degli onorevoli Fleres e Catania
Giuseppe;
- n. 98 "Norme per la tutela e valorizzazione degli alberi
monumentali, di alto pregio naturalistico e storico, della
Sicilia" a firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 99 "Interventi in favore delle attività teatrali in
Sicilia con l'introduzione di criteri oggettivi nella
selezione dei diversi interventi" a firma degli onorevoli
Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 100 "Norme per l'istituzione della tassa d'ingresso
nei musei, gallerie, monumenti e zone o aree archeologiche"
a firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 101 "Norme per la disciplina degli asili nido in
Sicilia" a firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 102 "Interventi per la formazione di una cultura della
trasparenza e della informazione nella popolazione
studentesca, per il sostegno all'editoria giornalistica, il
mantenimento e lo sviluppo dei valori di giustizia, libertà
ed autonomia propri della Regione siciliana" a firma degli
onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 103 "Norme per la protezione della cultura e della
storia della Sicilia" a firma degli onorevoli Fleres e
Catania Giuseppe;
- n. 104 "Norme per l'adeguamento dei contributi per
l'acquisto di libri delle scuole medie inferiori" a firma
degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 105 "Norme per la promozione e lo sviluppo delle
università della terza età" a firma degli onorevoli Fleres
e Catania Giuseppe;
- n. 106 "Interventi per assicurare l'insegnamento della
lingua, della storia e della letteratura siciliana nelle
scuole elementari, medie inferiori e medie superiori" a
firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 107 "Interventi volti ad assicurare la parità di
trattamento agli studenti ed alle scuole non statali" a
firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 108 "Istituzione dell'Università mediterranea" a
firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 109 "Interventi a sostegno degli scambi socioculturali
giovanili di livello internazionale" a firma degli
onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 110 "Interventi in favore delle famiglie degli alunni
delle scuole statali e paritarie e istituzione dei buoni
scuola" a firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 111 "Norme per la tutela degli utenti di pubblici
servizi. Interventi per l'incentivazione del lavoro" a
firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 112 "Disciplina del lavoro interinale in Sicilia" a
firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 113 "Norme per la costituzione del comitato regionale
per l'occupazione e del comitato regionale per lo sviluppo"
a firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 114 "Norme in materia di trasparenza nel collocamento
dei lavoratori. Istituzione dell'albo telematico delle
chiamate al lavoro e delle graduatorie di collocamento in
Sicilia" a firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 115 "Interventi ulteriori per la copertura di corsi
d'acqua che attraversano centri abitati" a firma degli
onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 116 "Norme interpretative in materia di cave della
Regione siciliana" a firma degli onorevoli Fleres e Catania
Giuseppe;
- n. 117 "Norme per accelerare il rilascio di nulla osta e
visti per edificare in zone sottoposte a vincoli
paesaggistici, ambientali e sismici" a firma degli
onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 118 "Intervento a favore della raccolta differenziata
dei rifiuti solidi urbani" a firma degli onorevoli Fleres e
Catania Giuseppe;
- n. 119 "Norme sull'espropriazione per pubblica utilità" a
firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 120 "Norme per l'accelerazione delle procedure per la
realizzazione di opere pubbliche e per il rilascio delle
concessioni edilizie" a firma degli onorevoli Fleres e
Catania Giuseppe;
- n. 121 "Nuove norme in materia di abbattimento ed
eliminazione di barriere architettoniche" a firma degli
onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 122 "Disposizioni per la determinazione dei canoni
relativi a concessioni demaniali marittime" a firma degli
onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 123 "Norme per la definizione dei piani
particolareggiati di recupero estesi alle opere in
sanatoria entro 150 metri dalla battigia" a firma degli
onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 124 "Norme sulle procedure relative alle utenze di
acqua pubblica aventi ad oggetto piccole derivazioni ad uso
irriguo" a firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 125 "Disposizioni in materia di sicurezza delle
costruzioni e delle infrastrutture, istituzione del
fascicolo del fabbricato, del libretto infrastrutturale e
costituzione dell'Osservatorio permanente sulla sicurezza
delle costruzioni" a firma degli onorevoli Fleres e Catania
Giuseppe;
- n. 126 "Norme per l'apertura di sportelli bancari in
Sicilia" a firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 127 "Provvedimenti per la semplificazione delle
procedure amministrative e per l'acceleramento della spesa"
a firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 128 "Ordinamento della professione di maestro di sci
in Sicilia" a firma degli onorevoli Fleres e Catania
Giuseppe;
- n. 129 "Interventi a sostegno della pratica sportiva" a
firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 130 "Disciplina della professione di insegnante
tecnico sportivo" a firma degli onorevoli Fleres e Catania
Giuseppe;
- n. 131 "Istituzione della 'Borsa dello sport'" a firma
degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 132 "Norme per la promozione e lo sviluppo della
pratica sportiva per le persone disabili" a firma degli
onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 133 Norme in materia di divieti nell'uso di sostanze e
metodi dopanti" a firma degli onorevoli Fleres e Catania
Giuseppe;
- n. 134 "Norme per la costituzione e la gestione di
consorzi di garanzia fidi nel settore dello sport" a firma
degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 135 "Norme concernenti il ruolo delle guardie non
armate addette alla sicurezza personale" a firma degli
onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 136 "Norme per l'apertura di case da gioco nel
territorio della Regione siciliana" a firma degli onorevoli
Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 137 "Interventi per il potenziamento dell'aerostazione
di Catania" a firma degli onorevoli Fleres e Catania
Giuseppe;
- n. 138 "Norme per agevolazioni trasporti da e per la
Sicilia" a firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 139 "Istituzione del coordinamento regionale per la
portualità siciliana" a firma degli onorevoli Fleres e
Catania Giuseppe;
- n. 140 "Disciplina dell'attività di noleggio di autobus
con conducente. Interventi in favore dei consorzi di
noleggiatori e consorzi di autotrasportatori" a firma degli
onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 141 "Interventi per garantire il funzionamento dei
mezzi meccanici del porto di Catania" a firma degli
onorevoli Fleres e Catania Giuseppe
- n. 142 "Norme per l'istituzione dell'ordine regionale al
merito della Sicilia" a firma degli onorevoli Fleres e
Catania Giuseppe;
- n. 143 "Norme per l'istituzione del Registro degli
amministratori di condominio presso le Camere di commercio,
industria, artigianato e agricoltura della Regione" a firma
degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 144 "Agevolazioni per l'assunzione di portieri di
immobili" a firma degli onorevoli Fleres e Catania
Giuseppe;
- n. 145 "Contributo in favore delle organizzazioni
sindacali dei lavoratori di polizia" a firma degli
onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 146 "Norme per la disciplina dei pareri delle
Commissioni legislative permanenti dell'Assemblea regionale
siciliana sugli atti amministrativi del Governo" a firma
degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 147 "Norme per la semplificazione degli adempimenti
relativi alle utenze di acqua pubblica aventi ad oggetto
piccole derivazioni ad uso irriguo" a firma degli onorevoli
Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 148 "Istituzione di un fondo a favore dello studio
teologico 'San Paolo' di Catania" a firma degli onorevoli
Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 149 "Norme per la determinazione dei limiti massimi di
esposizione a campi elettromagnetici prodotti da
elettrodotti" a firma degli onorevoli Fleres e Catania
Giuseppe;
- n. 150 "Interventi per la costruzione, l'ampliamento, la
sistemazione, il completamento e la manutenzione
straordinaria di caserme per l'Arma dei carabinieri" a
firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n.151 "Interventi in favore delle aziende colpite dal
sisma del 13 dicembre 1990" a firma degli onorevoli Fleres
e Catania Giuseppe;
- n. 152 "Contributi agli operatori economici danneggiati
dall'eruzione dell'Etna del luglio 2001" a firma degli
onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 153 "Iniziative a sostegno dei familiari dei soggetti
portatori di handicap" a firma degli onorevoli Fleres e
Catania Giuseppe;
- n. 154 "Modifiche alle leggi regionali 11 maggio 1993, n.
15 e 7 marzo 1997, n. 6, in materia di canoni demaniali" a
firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 163 "Provvidenze in favore dei comuni della Regione
siciliana colpiti da calamità naturali e/o da eventi
sismici" a firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 177 "Istituzione della Commissione parlamentare per
la modifica dello Statuto della Regione siciliana e per le
riforme istituzionali" a firma degli onorevoli Fleres e
Catania Giuseppe;
- n. 223 "Interpretazione autentica dell'articolo 47 della
legge regionale 6 marzo 1986, n. 9 e dell'articolo 37
della legge regionale 18 maggio 1996, n. 33, riguardanti il
personale delle aziende autonome provinciali di incremento
turistico" a firma degli onorevoli Virzì ed altri;
- n. 256 "Incompatibilità e l,limiti agli incarichi.
Modifiche alla legge regionale 20 giugno 1997, n. 19" a
firma dell'onorevole Fleres;
- n. 257 "Istituzione della figura di guida ambientale
escursionistica" a firma degli onorevoli Fleres e Catania
Giuseppe;
- n. 258 "Modifiche alla legge regionale 23 dicembre 2000,
n. 32 concernente disposizioni per l'attuazione del POR
2000-2006" a firma dell'onorevole Fleres;
- n. 264 "Norme per l'applicazione in Sicilia del modello
job rotation quale misura di politica attiva del lavoro e
della formazione continua" a firma degli onorevoli Fleres
ed altri;
- n. 273 "Istituzione della figura del portavoce dei
sindaci e dell'ufficio stampa presso gli assessorati
regionali. Disposizioni sul trattamento contrattuale dei
giornalisti degli uffici stampa" a firma degli onorevoli
Fleres ed altri;
- n. 292 "Interpretazione autentica dell'articolo 1 della
legge regionale 28 marzo 1995, n. 22, concernente norme
sulla proroga degli organi amministrativi e sulle procedure
per le nomine di competenza regionale, che ha recepito le
disposizioni del decreto legge 16 maggio 1994, n. 293,
convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 1994, n.
444" a firma degli onorevoli Beninati ed altri;
- n. 293 "Norme per la semplificazione amministrativa" a
firma degli onorevoli Fleres ed altri;
- n. 303 "Modifiche alle leggi regionali 1 settembre 1997,
n. 33, 31agosto 1998, n. 15 e 8 maggio 2001, n. 7" a
firma degli onorevoli Fleres e Catania;
- n. 304 "Provvedimenti finalizzati alla ripresa delle
attività produttive danneggiate dall'eruzione dell'Etna" a
firma Fleres ed altri;
- n. 323 "Interventi in favore dei dipendenti degli enti
parco" a firma degli onorevoli Fleres ed altri;
- n. 324 "iniziative a sostegno della diffusione della
cultura d'impresa tra gli studenti delle scuole di base
della Regione siciliana" a firma degli onorevoli Fleres ed
altri;
- n. 325 "Interventi per favorire la realizzazione di
attività lavorative di natura economica" a firma degli
onorevoli Fleres ed altri;
- n. 326 "Norme per la stabilizzazione del personale
assunto ai sensi dell'articolo 23 quater , comma 3, della
legge regionale 31 marzo 1998, n. 61 proveniente dai
progetti di lavoro socialmente utili" a firma degli
onorevoli Fleres ed altri;
- n. 334 "Disposizioni in materia agricola per
l'orientamento e la modernizzazione del settore" a firma
degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
- n. 335 "Norme per la realizzazione di cimiteri per
animali di affezione" a firma degli onorevoli Fleres e
Catania Giuseppe;
- n. 336 "Interventi per tutelare e promuovere il parto a
domicilio" a firma degli onorevoli Fleres e Catania
Giuseppe;
- n. 345 "Norme per l'istituzione, organizzazione e
funzionamento del Comitato regionale perle comunicazioni
(CO.RE.COM)" a firma degli onorevoli Fleres ed altri;
- n. 349 "Integrazioni e modifiche alla legge regionale 6
marzo 1986, n. 9, concernente la costituzione di nuove
province regionali" a firma degli onorevoli Fleres ed
altri;
- n. 359 "Istituzione della Fondazione 'Fulvio Frisone'" a
firma degli onorevoli Fleres ed altri;
- n. 360 "Istituzione del fondo per l'avviamento
all'apprendistato" a firma degli onorevoli Fleres e Catania
Giuseppe;
- n. 364 "Norme per la concessione di un contributo
all'Unione nazionale mutilati per servizio" a firma degli
onorevoli Villari ed altri;
- n. 366 "Contributo in favore del Comitato per le
celebrazioni dei settecento anni della pace di
Caltabellotta" a firma degli onorevoli Fleres ed altri.
COMUNICAZIONE DI RICHIESTE DI PARERE
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute dal Governo ed
assegnate alle Commissioni legislative le seguenti richieste di
parere:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- "Azienda autonoma provinciale per l'incremento turistico
di Messina - Ricostituzione consiglio di amministrazione"
(n. 55)
- pervenuta in data 24 maggio 2002
- trasmessa in data 24 maggio 2002
- "Azienda autonoma delle Terme di Sciacca" (n. 56)
- pervenuta in data 24 maggio 2002
- trasmessa in data 24 maggio 2002
- "Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (IPAB)
- Nomina componenti dei consigli di amministrazione" (n.
57)
- pervenuta in data 28 maggio 2002
- trasmessa in data 28 maggio 2002
SANITA' (VI)
- "Formazione specialistica 2001-2002 - Borse di studio
aggiuntive' (n. 53)
- pervenuta in data 21 maggio 2002
- trasmessa in data 22 maggio 2002.
COMUNICAZIONE DI PARERI RESI
PRESIDENTE. Comunico i pareri pervenuti dal Governo, assegnati
alla Commissione legislativa "Sanità" (VI), sui quali la stessa
ha reso i relativi pareri:
- "A.O. 'Papardo' - Messina - U.O. di malattie infettive.
Proposta di rimodulazione dei posti letto in relazione alle
esigenze infettivologiche provinciali" (n. 54)
- pervenuta in data 21 maggio 2002
- trasmessa in data 22 maggio 2002
- reso in data 30 maggio 2002
- inviato in data 31 maggio 2002
- "L.r. 2/2002, art. 9 - Partecipazione al costo delle
prestazioni sanitarie - Applicazione ticket spesa
farmaceutica" (n. 58)
- pervenuta in data 29 maggio 2002
- trasmessa in data 29 maggio 2002
- reso in data 30 maggio 2002
- inviato in data 31 maggio 2002
COMUNICAZIONE DI ASSENZE E SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI DELLE
COMMISSIONI LEGISLATIVE
PRESIDENTE. Comunico le assenze e le sostituzioni alle
riunioni delle Commissioni del periodo 15 - 30 maggio 2002.
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Assenze
Riunione del 16.05.02 (ant.): CRISAFULLI
" " 29.05.02: CRISAFULLI-SANZERI
Sostituzioni
Riunione del 29.05.02: ORTISI sostituito da SPAMPINATO
BILANCIO (II)
Assenze
Riunione del 16.05.02 (ant.): LIOTTA
" " 16.05.02 (pom.): LIOTTA-MANCUSO-SPEZIALE
" " 29.05.02 (ant.): GENOVESE-LIOTTA-ROTELLA-SPEZIALE
" " 29.05.02 (pom.): CAPODICASA-D'ANTONI-FLERES-GENOVESE
LIOTTA-ROTELLA-SPEZIALE
Sostituzioni
Riunione del 16.05.02 (ant.): SPEZIALE sostituito da GIANNOPOLO
" " 16.05.02 (pom.): ROTELLA " " CRISTAUDO
" " 29.05.02 (ant.): D'ANTONI sostituito da LO MONTE
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
Assenze
Riunione del 28.05.02 (ant.): NICOTRA-BORZACCHELLI-GALLETTI-
MICCICHE'-TURANO
" " 28.05.02 (pom.): NICOTRA-CATANIA GIUSEPPE-GALLETTI-
GAROFALO-MICCICHE'-TURANO-BORZACCHELLI
" " 29.05.02: BORZACCHELLI-GAROFALO-INCARDONA-
LO CURTO-TURANO
Sostituzioni
Riunione del 28.05.02 (ant.): GAROFALO sostituito da CROCE
INCARDONA " " FORMICA
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
Assenze
Riunione del 29.05.02: DE BENEDICTIS-GURRIERI
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
Assenze
Riunione del 29.05.02: CATANIA FRANCO-SEGRETO
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
Assenze
Riunione del 15.05.02: MORINELLO-MOSCHETTO
" " 30.05.02: FORMICA-CRACOLICI
COMUNICAZIONI DA PARTE DEL GOVERNO
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione ha
trasmesso copia delle seguenti deliberazioni:
- n. 119 del 19 aprile 2002 "Ripartizione territoriale dei
fondi stanziati per le spese in conto capitale dello stato
di previsione della spesa del bilancio regionale e relativa
appendice per l'anno finanziario 2002 - Assessorato
regionale dell'agricoltura e delle foreste - Azienda delle
foreste demaniali";
- n. 147 del 17 maggio 2002 "Modifiche al complemento di
programmazione del POR Sicilia 2002/2002".
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni:
- con richiesta di risposta orale:
N. 578 - Notizie in merito al malfunzionamento degli
uffici postali di Pachino centro, Pachino uno e della
frazione di Marzamemi.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
Firmatari:
Morinello Salvatore; Ferro Giovanni; Raiti Salvatore;
Miccichè Calogero
N. 579 - Notizie in merito al malfunzionamento
dell'ufficio postale di Niscemi.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
Firmatari:
Raiti Salvatore; Ferro Giovanni; Morinello Salvatore;
Miccichè Calogero
N. 581 - Adeguata erogazione d'acqua in favore degli
agricoltori di Poggioreale e Salaparuta.
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
Firmatario: Oddo Camillo
N. 585 - Tutela dei lavoratori della BLU.
- Presidente Regione
Firmatario: Cracolici Antonino
N. 586 - Notizie circa il recente commissariamento del
Comune di Valderice (TP).
- Assessore Enti Locali
Firmatario: Oddo Camillo
N. 587 - Notizie circa il completamento della diga di
Blufi.
- Presidente Regione
Firmatario: Giannopolo Domenico
N. 589 - Notizie sul completamento della scuola media di
Cerda.
- Assessore Beni Culturali
Firmatario: Giannopolo Domenico
N. 590 - Ispezione presso l'AUSL 5 di Messina e
provvedimenti circa alcune recenti nomine di dirigenti di
unità sanitarie locali.
- Assessore Sanità
Firmatari: Cracolici Antonino; Panarello Filippo
N. 591 - Provvedimenti circa il mancato riconoscimento
della gratuità delle visite medico sportive presso le
AASSLL.
- Assessore Sanità
Firmatari:
Raiti Salvatore; Morinello Salvatore; Orlando Leoluca
N. 592 - Pagamento delle spettanze per l'assistenza
diretta ai farmacisti della provincia di Trapani.
- Assessore Sanità
Firmatario: Oddo Camillo
N. 593 - Adeguata manutenzione della rete idrica siciliana
ed in particolare di quella di Valderice (TP), da parte
dell'EAS.
- Assessore Lavori Pubblici
Firmatario: Oddo Camillo
N. 594 - Attivazione del servizio TAC presso l'ospedale
San Biagio di Marsala.
- Assessore Sanità
Firmatario: Oddo Camillo
N. 595 - Interventi presso l'EAS per la necessaria
manutenzione della rete idrica di Salaparuta (TP).
- Assessore Lavori Pubblici
Firmatario: Oddo Camillo
N. 597 - Notizie circa l'affidamento di incarichi di
progettazione alla Biosphera s.p.a.
- Presidente Regione
Firmatario: Giannopolo Domenico
N. 602 - Notizie sulla riserva orientata di Monte
Pellegrino.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
- Assessore Territorio
Firmatario: Virzi' Gioacchino
N. 604 - Provvedimenti per eliminare i disservizi che
sopportano gli studenti pendolari di Milena.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
Firmatario: Morinello Salvatore
N. 605 - Notizie in merito allo stato di abbandono della
riserva di Arcia.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Firmatari:
Morinello Salvatore; Raiti Salvatore; Ferro Giovanni
N. 606 - Provvedimenti circa il concorso a 97 posti di
operatore ambientale, bandito con la G.U.R.S. del 16 marzo
2001.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
Firmatario: Tricoli Marzio
- con richiesta di risposta scritta:
N. 577 - Interventi allo scopo di fare piena luce e
garantire la trasparenza sui criteri di individuazione,
gestione e trasferimento delle sedi farmaceutiche.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatari: Forgione Francesco; Liotta Santo
N. 580 - Iniziative per garantire la regolarità delle
prossime elezioni amministrative a Brolo (ME).
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
Firmatario: Beninati Antonino
N. 582 - Interventi urgenti per sbloccare i fondi statali
destinati al comparto dell'agrumicoltura.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Firmatario: Basile Giuseppe
N. 583 - Notizie in ordine ai finanziamenti di progetti
finalizzati alla prevenzione ed al recupero delle
tossicodipendenze.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatario: Lo Monte Carmelo
N. 584 - Chiarimenti circa le recenti affermazioni del
candidato sindaco di Caltagirone, Antonio Carullo.
- Presidente Regione
Firmatari:
Cracolici Antonino; Forgione Francesco; Barbagallo Giovanni;
Spampinato Giuseppe
N. 588 - Notizie sulle recenti dichiarazioni del
Presidente della Regione circa le prossime elezioni
amministrative a Castelbuono.
- Presidente Regione
Firmatario: Giannopolo Domenico
N. 596 - Applicazione nella provincia di Enna dei benefici
e delle disposizioni previste per le zone colpite dagli
eventi sismici del '90.
- Presidente Regione
- Assessore Presidenza
Firmatario: Tumino Carmelo
N. 598 - Iniziative urgenti per l'assegnazione dei
contributi a fondo perduto della legge n. 215 del 1992.
- Presidente Regione
- Assessore Industria
Firmatario: Lo Monte Carmelo
N. 599 - Notizie in ordine alla pubblicazione del bando
per attingere ai fondi statali per lo sfruttamento
dell'energia alternativa.
- Presidente Regione
- Assessore Industria
- Assessore Enti Locali
Firmatario: Basile Giuseppe
N. 600 - Accertamenti preso il Centro siciliano formazione
professionale, sede distaccata di Siracusa.
- Presidente Regione
- Assessore Lavoro
Firmatario: Basile Giuseppe
N. 601 - Notizie in ordine al risanamento ed al rilancio
del trasporto su rotaie in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
Firmatario: Lo Monte Carmelo
N. 603 - Opportune iniziative per una diversa gestione
dell'area marittima nel lido di Mondello.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
- Assessore Turismo
Firmatario: Forgione Francesco
ANNUNZIO DI INTERPELLANZE
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 36 - Rilancio della produzione di sali potassici.
- Presidente Regione
- Assessore Industria
Firmatari:
Virzi' Gioacchino; Formica Santi; Tricoli Marzio; Ioppolo
Giovanni; Infurna Giuseppe
N. 37 - Interventi per sbloccare i concorsi per personale
tecnico-scientifico dei beni culturali.
- Assessore Beni Culturali
Firmatario: Giannopolo Domenico
N. 38 - Notizie circa le cause dell'emergenza idrica
siciliana.
- Presidente Regione
Firmatari:
Capodicasa Angelo; Cracolici Antonino; Speziale Calogero;
Crisafulli Vladimiro; De Benedictis Roberto; Giannopolo
Domenico; Oddo Camillo; Panarello Filippo; Villari Giovanni;
Zago Salvatore.
ANNUNZIO DI MOZIONE
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata, in data 30 maggio
2002, la seguente mozione:
- n. 115 "Iniziative per fronteggiare le conseguenze per la
Sicilia della crisi FIAT", degli onorevoli Ortisi Egidio;
Papania Antonino; Spampinato Giuseppe; Manzullo Giovanni;
Galletti Giuseppe; Barbagallo Giovanni; Genovese
Francantonio; Zangara Andrea; Gurrieri Sebastiano; Tumino
Carmelo; Vitrano Gaspare.
Informo che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno
della seduta successiva perché se ne determini la data di
discussione.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
crisi idrica
Presidenza del vicepresidente Fleres
SEGUITO DEL DIBATTITO SULLE COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE
DELLA REGIONE SULLA CRISI IDRICA IN SICILIA E DISCUSSIONE
UNIFICATA DI MOZIONI, INTERPELLANZE ED INTERROGAZIONI
CONCERNENTI LA MATERIA
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Seguito del dibattito sulle comunicazioni del Presidente della
Regione sulla crisi idrica in Sicilia e discussione unificata di
mozioni, interpellanze ed interrogazioni concernenti la materia.
Onorevoli colleghi, il Presidente della Regione fa sapere
che sta per arrivare, tuttavia, essendo presente in Aula
l'Assessore Cascio, il dibattito può avere inizio.
Invito, pertanto, l'Assessore Cascio a prendere posto ai
banchi del Governo, per avviare il dibattito relativo alle
comunicazioni del Presidente della Regione riguardanti la crisi
idrica in Sicilia, dibattito abbinato alla discussione delle
mozioni e delle interpellanze aventi materia analoga.
CAPODICASA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, credo che l'onorevole Cuffaro
avesse fatto le proprie comunicazioni all'Aula non solo nella
qualità di Presidente della Regione ma anche di Commissario per
l'emergenza idrica, quindi forse sarebbe utile attenderlo. Non è
una normale materia di governo, ma c'è una responsabilità diretta
che viene conferita all'onorevole Cuffaro da un'ordinanza
ministeriale.
Chiedo alla Presidenza di valutare l'opportunità di
aspettare l'arrivo del Presidente della Regione, sospendendo la
seduta per dieci minuti o un quarto d'ora.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il Presidente della Regione
fa sapere che sarà presente fra quindici minuti, pertanto la
seduta è sospesa e riprenderà alle ore 18.40.
(La seduta, sospesa alle ore 18.25, è ripresa alle ore 18.58)
La seduta è ripresa.
Onorevole Presidente della Regione, vi sono alcuni
parlamentari iscritti a parlare in ordine al prosieguo del
dibattito sulle dichiarazioni da lei rese in materia di crisi
idrica in Sicilia, unitamente ai connessi atti politici e
ispettivi di analogo oggetto.
Il primo è l'onorevole Raiti, che ha facoltà di parlare.
RAITI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, riprendo da qui
l'intervento che feci la settimana scorsa, nel momento in cui
l'onorevole Presidente della Regione chiuse il suo intervento
relazionandoci sulla situazione dell'emergenza idrica in Sicilia.
Ritengo - ripartendo da quel punto - che non vi siano alcune
novità rispetto ai dati che noi conoscevamo nell'agosto dello
scorso anno.
Come lei ben sa, onorevole Presidente della Regione,
nell'agosto dello scorso anno in Commissione quarta 'Territorio e
ambiente' abbiamo approvato l'accordo di programma quadro in una
giornata.
Quell'accordo di programma quadro prevedeva una serie di
opere che ci avrebbero consentito di realizzare le infrastrutture
necessarie a risolvere nel breve e medio periodo alcune carenze
gravi delle strutture di servizio di raccolta e di distribuzione
dell'acqua in Sicilia.
Quell'accordo di programma quadro, onorevole Presidente - lo
ricorderà certamente - lei ci chiese di approvare nel più breve
tempo possibile perché era indispensabile per risolvere il
problema della crisi idrica che tutti sapevamo essere presente
già a quel tempo e che quindi non é una scoperta di oggi.
Quell'accordo fu approvato all'unanimità dalla Commissione.
In quell'occasione noi audimmo anche il generale Jucci che
fece una relazione, analitica della situazione, una relazione,
oserei dire, più dettagliata e analitica della relazione che lei,
onorevole Presidente della Regione, ha presentato in Aula la
settimana scorsa.
La permanenza dell'emergenza oggi, a quasi un anno da
quell'audizione, è assolutamente ingiustificata.
E' ingiustificata non soltanto per il fatto che nella
relazione che lei ha presentato in quest'Aula non vi é alcuna
soluzione alle problematiche che già erano presenti lo scorso
anno. La relazione anzi è piuttosto lacunosa: non dà, infatti,
alcuna specificazione concreta di quello che é stato fatto da
allora ad oggi, delle somme che sono state spese, degli
interventi che sono stati realizzati.
Da quella data ad oggi sono successe delle cose
assolutamente gravi che, tra l'altro, sono in contrasto netto
rispetto al programma elettorale che la Casa delle Libertà ha
presentato ai siciliani in occasione delle scorse elezioni. Il
primo punto, se non ricordo male, era quello di dare l'acqua ai
siciliani.
Oggi, invece, vediamo vanificata l'esperienza del generale
Jucci, un'esperienza acquisita nel corso di un anno e che,
come abbiamo avuto modo di constatare direttamente, è
assolutamente preziosa per la risoluzione dei problemi idrici in
Sicilia.
Il generale Jucci dal 31 dicembre 2001 non è più commissario
straordinario delle acque, ma nel periodo in cui lo era, quindi
nei sei mesi intercorsi dall'insediamento del Governo regionale
al 31 dicembre scorso, non mi risulta che al generale Jucci la
Regione abbia fornito mezzi, personale e risorse per affrontare
le problematiche che già lui conosceva e conosceva
analiticamente.
Dunque, l'impegno del governo, al di là dei proclami, é
stato assolutamente carente.
Ma veniamo alla situazione di emergenza idrica che stiamo
vivendo.
Lei, signor Presidente della Regione, nella relazione svolta
la scorsa settimana ci propone un'analisi dello stato di fatto
che già a priori è quantomeno lacunosa, per non dire errata.
Basti fare riferimento a ciò che lei dice a proposito del volume
di risorse idriche disponibili al mese di maggio 2002: 123
milioni di metri cubi d'acqua; secondo i dati elaborati dall'INEA
il volume disponibile è, invece, di 176,34 milioni di metri cubi.
Il problema, comunque, voglio affrontarlo a monte, perchè
sarebbe assolutamente riduttivo ragionare in questi termini.
Per quanto mi riguarda, la questione deve essere affrontata
in maniera assolutamente ampia e in modo che abbia un risvolto
politico ben preciso.
La risorsa acqua è una risorsa infungibile, è una risorsa
che non può essere cambiata con altro tipo di risorsa. Possiamo
sostituire la benzina con il gas nei mezzi ad autotrazione, ma la
risorsa acqua è una risorsa assolutamente necessaria per la vita
di ciascuno di noi e per la vita delle specie animali e vegetali.
Affrontare l'emergenza significa, onorevole Presidente,
affrontare nell'immediato i problemi che la carenza di questa
risorsa crea. Nell'immediato significa oggi, domani. Emergenza
idrica significa questo
Porre il problema e posticiparne la soluzione nel tempo,
limitandosi ad alcune enunciazioni di principio che altro non
sono che la possibilità di prevedere spese ingenti per il futuro,
milioni di euro destinati a realizzare gli indotti o comunque gli
invasi, così come tra l'altro previsto nell'accordo di
programma quadro, nulla ha a che vedere con i poteri di gestione
commissariale che lei, onorevole Presidente, ha.
I poteri di gestione commissariale, io ritengo, sono poteri
che le consentono di incidere immediatamente per alleviare e
risolvere i problemi dei cittadini siciliani. Poi, sarà la
programmazione, così come prevista dall'accordo di
programma quadro e così come tra l'altro lei indica, a risolvere
i problemi di medio e di lungo periodo.
Purtroppo, nella relazione che lei ha esposto in questa
Aula, provvedimenti e modi di procedere sull'emergenza idrica,
quindi per risolvere immediatamente i problemi dei siciliani, non
ne ho visto nemmeno uno, nè oggi lei ne ha adottato alcuno; si è
limitato, infatti, ad insediare alcune unità di crisi, a
prospettare alcune soluzioni come quella delle navi, ma di fatto
non ha affrontato il problema reale delle risorse idriche in
Sicilia.
Il problema reale e immediato è di facile soluzione, basti
vedere la situazione attuale: soltanto nella provincia di
Palermo ci sono 1469 pozzi gestiti da privati. Esistono 284
gestioni comunali, 400 consorzi di utenti, 3 enti di gestione
regionale, 3 aziende municipalizzate, 2 società miste, 19 società
private. Vi è una miriade di enti che gestisce le risorse.
Io ritengo che i poteri di gestione commissariale che lei ha
le consentano di togliere le castagne dal fuoco agli enti
territoriali, le consentano di procedere immediatamente alla
requisizione dei pozzi gestiti dai privati; affrontare
l'emergenza idrica significa attingere in questo momento a tutte
le risorse che ci sono in Sicilia e sono innumerevoli.
Se soltanto nella provincia di Palermo abbiamo 1469 pozzi,
io non so effettivamente se in tutta la Regione superiamo i
5.000.
Onorevole Presidente, la potestà che lei ha in questo
momento non è assolutamente utilizzata. Abbiamo una
concentrazione di poteri che non serve ad altro che a dire ai
siciliani ancora una volta "provvederemo a risolvere il problema
delle risorse idriche".
Questa è una cosa assolutamente scorretta dal punto di vista
politico, perchè non affrontiamo il problema del reperimento
delle risorse, il problema della gestione concreta delle reti
idriche nelle nostre città. Il generale Jucci ha detto, e ha
fatto in modo che i furti delle acque diminuissero notevolmente,
che si istallassero i contatori, che si istallassero le
saracinesche, cioè tutti i provvedimenti diretti e immediati
che con una serie di azioni concrete (basta assumere i
fontanieri o dei soggetti che conoscono la rete idrica) possano
alleviare la crisi idrica e dare la speranza ai siciliani.
Tutto questo non soltanto non è stato affrontato, ma non è
stato nemmeno preso in considerazione nella relazione che lei ha
svolto. Inoltre, non si prevede un piano di gestione delle
risorse idriche dal punto di vista di razionalizzazione e di
realizzazione delle reti idriche urbane. Un'altra necessità - a
mio avviso - impellente è quella di affrontare la questione in
modo uniforme in tutto il territorio regionale. E' necessario,
io ritengo, come soluzione politica, arrivare immediatamente alla
adozione di un'Autorità unica o di un Assessorato per le risorse
idriche, perché soltanto una gestione razionale di tutte le
risorse a livello regionale può consentire di superare la
dispersione e di affrontare i problemi che sono grandi ma che
comunque sono superabili e immediatamente affrontabili se ci sono
la volontà, la forza e il coraggio di affrontarli.
Bisogna superare una gestione che è assolutamente iniqua e
il limite che, a volte, la vera crisi e i sacrifici imposti ai
siciliani non scaturiscono dalla mancanza della risorsa, ma da
una gestione che sfocia nella gestione mafiosa della risorsa
idrica o, comunque, nella gestione di coloro i quali vogliono
sottoporre i cittadini ad una necessità obbligata per poi
ottenere il consenso.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Miccichè. Ne ha
facoltà.
MICCICHE'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, innanzitutto ringrazio tutti coloro che
hanno espresso preoccupazione per la mia salute qualche
settimana fa. Ringrazio il Presidente della Regione per avermi
fatto visita in ospedale durante il mio ricovero.
Voi sapete che la responsabilità di quel ricovero è
imputabile a me stesso, ma è una responsabilità voluta per
ragioni politiche, per attirare l'attenzione su un problema che
brevemente cercherò di illustrare in questo mio intervento.
Signor Presidente della Regione, non volevo procurarle il
disturbo della visita ...
CUFFARO, presidente della Regione. Per me è un dovere
cristiano visitare gli ammalati.
MICCICHE'. Signor Presidente, speravo, con quella mia azione,
di portare a termine ciò che mi ero prefissato nel programma che
lei conosce, per sottoporre alla sua attenzione una proposta
risolutiva che sì riguarda una sola città, un capoluogo di
provincia, ma che potrebbe essere estesa ad altre città, ad altre
realtà che hanno simili problemi, che vivono queste situazioni di
assoluta disorganizzazione della distribuzione idrica.
Prima di affrontare questo, vorrei dire, signor Presidente,
che l'acqua è un bene comune. Non è accettabile il tentativo di
questo Governo e anche di quelli passati di cercare di
privatizzare il sistema di distribuzione dell'acqua attraverso
una serie di norme, di leggi che, a mio avviso, sono
incompatibili con il principio del bene comune, in considerazione
del fatto che a subire un'eventuale modifica del sistema di
distribuzione e del regime di distribuzione da pubblico a privato
saranno le fasce più deboli della popolazione, quelle fasce
deboli che già ora patiscono tutta una serie di difficoltà.
Il sistema di distribuzione non può essere privatizzato.
L'acqua è come l'aria. Se privatizziamo il sistema di
distribuzione dell'acqua ci sarà ulteriore discriminazione fra le
varie classi sociali e a patire sarà sempre la gente meno
protetta, la gente povera che non ha possibilità e mezzi per
poter sopperire all'approvigionamento idrico.
Signor Presidente, questo è un principio universale. Il
problema dell'acqua da qui ai prossimi decenni sarà il punto
cruciale dello sviluppo e del progresso dell'intera umanità. Se
noi, a partire dalla nostra realtà di sviluppo industriale, dove
è possibile risolvere quei problemi che esistono altrove, in
altre parti, nei paesi del Terzo Mondo, se noi cominciamo da qui
a privatizzare, figuriamoci quello che succederà nei paesi del
Terzo Mondo, dove ancora sconoscono il sistema di distribuzione
dell'acqua. Più di due terzi dell'intera umanità patisce la
sete. Noi, nel nostro mondo industrializzato, ci stiamo
incamminando verso questo sistema dove ad avere maggiori
privilegi, maggiori possibilità di attingere l'acqua saranno le
classi più abbienti. Le città si stanno impoverendo. Quello che
sta succedendo a Palermo in questi giorni ne è una testimonianza.
Le metropoli sono le prime avvisaglie di una disorganizzazione
del sistema di distribuzione dell'acqua; noi, anziché
migliorare, pubblicizzare il sistema della distribuzione
dell'acqua, lo privatizziamo: le metropoli e le parti più povere
di queste metropoli soffriranno la sete. Guarda caso, oggi a
Palermo, sono proprio quei quartieri popolari a soffrire questa
carenza idrica e non ci sono responsabilità ...
CUFFARO, presidente della Regione. Veramente oggi è il
centro della città.
MICCICHE'. Il centro della città e, guarda caso, il centro
della città più povera, anche se centro storico. Abito a Palermo
per tre giorni alla settimana e conosco i problemi del sistema di
distribuzione dell'acqua. La rete idrica che è stata realizzata
da diversi mesi ancora non viene messa in funzione. Signor
Presidente, proprio lei queste cose dovrebbe saperle, visto che
si trova qui a Palermo.
Ma vorrei spostare l'asse del discorso dove è nato, cioé
nelle province periferiche, Agrigento, Caltanissetta, dove
maggiore è il problema; guarda caso, Agrigento, punto terminale
del sistema di fornitura, è la città che viene definita la
"capitale della sete".
Io, nella qualità di deputato di quella provincia, di
deputato della città di Agrigento, mi sono sentito in dovere di
fare quell'azione, di fare quella marcia per porre alla sua
attenzione, onorevole Presidente della Regione, una soluzione che
è completamente priva di strumentalizzazione. Mi sono
meravigliato che lei nel suo intervento della scorsa settimana
abbia fatto riferimento a possibili strumentalizzazioni. Di
quali strumentalizzazioni si dovrebbe parlare, signor Presidente?
Rivendicare il diritto all'acqua mi sembra una cosa ovvia, non ci
dovrebbero essere differenziazioni di colore politico, perché
l'acqua è come l'aria.
Il suo dovere è quello di sentire tutte le campane;
l'azione della marcia, quel gesto aveva lo scopo principale di
attirare l'attenzione su un problema su cui lei nella relazione
ha completamente sorvolato. Addirittura, sia in quella relazione
che in altre occasioni lei ha detto che nella città di Agrigento
c'è un sistema di approvvigionamento idrico superiore a Berlino,
Vienna e Zurigo. E' scritto qua, l'ha scritto lei nella
relazione ...
CUFFARO, presidente della Regione. Io non l'ho mai detto;
queste sono parole del Generale Jucci.
MICCICHE'. Non sto contestando il discorso della quantità.
Oltre alla relazione lei ha fatto un intervento, che è riportato
in quelle pagine che ci hanno distribuito, e lo ha fatto proprio
nella qualità di Commissario straordinario. Lei - a parte il
riferimento alle capitali europee, non è questo il problema al
quale si deve appigliare - deve cercare di capire una cosa: se
lei ha qualcosa da dire ai suoi amici di schieramento, dica
chiaramente, dica ai suoi amici di Agrigento che lei ha
polemizzato sul sistema e sulla quantità. Io sono convinto che
non è il momento di fare polemiche partitiche su questo
argomento, però se lei, nella qualità di Commissario, vuole
intervenire nella città di Agrigento, lo può fare.
Ho avanzato una proposta con un'interrogazione su cui voglio
risposta, signor Presidente, non desidero, voglio risposta,
perché non la chiedo io, la chiedono gli agrigentini assetati.
Non è assolutamente vero che ad Agrigento ci sono quartieri che
ricevono l'acqua ventiquattro ore su ventiquattro, non sanno cosa
significhi avere l'acqua ogni giorno; non è vero che soltanto il
35 per cento della popolazione di Agrigento patisce la sete e ha
l'acqua ogni quindici giorni; si tratta invece di più della metà
della popolazione ...
PRESIDENTE. Onorevole Micciché, la invito a concludere.
MICCICHE'. Ho concluso, signor Presidente. E' inutile che
illustri qui, perché il tempo non me lo consente, la proposta per
risolvere il problema della città di Agrigento; è contenuta
nell'interrogazione a mia firma: speravo che lei l'avesse letta
avendogliela data brevi manu in ospedale, speravo che nel suo
intervento vi facesse riferimento perché il miracolo si può
fare. Il miracolo ad Agrigento è stato fatto dieci anni fa da un
funzionario della Regione, il dottor Nicola Scialabba, il quale
fu nominato Commissario straordinario della città di Agrigento
per risolvere i problemi idrici di quella città. Ebbene, con la
sua presenza in pochi mesi portò il turno di distribuzione
dell'acqua da 15 a due/tre giorni; per gli agrigentini fu un
miracolo. Sapete qual è stato il miracolo attuato dal Commissario
Scialabba? Ha fatto funzionare le braccia dei lavoratori che
erano preposti ad aprire e chiudere le saracinesche; quelle
saracinesche non si possono aprire più, perché non si aprono più
da 10 anni, perché la rete idrica non è stata modificata del
tutto. Quando faccio la proposta di modificare il sistema di
distribuzione, di prendere questi accorgimenti tecnici, non
voglio sostituirmi ai tecnici da lei nominati. Faccia valutare
dai suoi tecnici la mia proposta; una proposta che da anni vado
sostenendo nella qualità di consigliere comunale e di cittadino
di Agrigento. Ma poiché ad Agrigento i sindaci, quello attuale e
il precedente, hanno fatto orecchie da mercante su questa
proposta, mi rivolgo a lei, onorevole Cuffaro, nella qualità di
commissario straordinario; lei ha i poteri per farlo, ha il
potere di intervenire su quella città. E non per nominare un
amico di Tizio, di Filano per andare a chiudere ed aprire la
saracinesca principale, non è questo il problema. Il problema è
attuare il programma che ho presentato.
Da lei desidero una risposta; la mia proposta non è il
Vangelo, non deve essere attuata al cento per cento, ma mi dia
una risposta, onorevole Presidente. La mia proposta non è
sostenuta soltanto dal sottoscritto, verrà sostenuta da un'intera
popolazione, quindi la invito vivamente a prenderla in
considerazione. Non desidero altro, desidero soltanto che venga
valutata positivamente o negativamente, ma che venga valutata.
Questo è l'accorato appello che volevo rivolgere con la mia
marcia da Agrigento a Palermo; non mi rimaneva altro che
quest'azione per attirare l'attenzione. Il mio è stato un gesto,
un sacrificio per manifestare l'inadeguatezza della funzione di
deputato; non mi rimane altro che questa azione, quella di
attirare l'attenzione dell'opinione pubblica e della signoria
vostra.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Capodicasa. Ne ha
facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in
occasioni come questa io sono critico con me stesso per essere
stato concorde nel modificare il Regolamento laddove riduce i
tempi di discussione intorno ad argomenti che hanno una certa
rilevanza. Va bene fare dibattiti stringati su materie ordinarie,
quando però si tratta di materia così complessa, come è già
avvenuto qualche volta anche in questa legislatura - mi riferisco
al dibattito sul Banco di Sicilia e adesso alla questione in
discussione - tanto più quando si interviene non soltanto sulle
mozioni o sulle interpellanze, ma quando si interviene intorno a
comunicazioni fatte dal Presidente della Regione, credo che la
Presidenza dell'Assemblea farebbe bene ad essere più elastica nei
tempi.
PRESIDENTE. Onorevole Capodicasa, limitatamente a quelli che
sono le procedure e anche il numero degli iscritti a parlare.
CAPODICASA. Sollevavo il caso in rapporto al fatto che
trattiamo mozioni ed interpellanze ma anche dibattiamo su una
comunicazione resa dal Presidente della Regione molto corposa,
sia quella resa a braccio sia la relazione depositata, quindi è
veramente difficile fare una scelta degli argomenti su cui
intervenire. Io ci proverò correndo, tralasciando tantissime
cose.
Dico subito, onorevole Presidente, che tralascio tutta la
parte relativa all'approvazione e sottoscrizione dell'accordo di
programma quadro sul quale abbiamo già pronta una mozione; non so
se è il caso a questo punto di presentarla in Aula o di chiedere
alla Commissione che la discussione avvenga in quella sede dove
si può dibattere più ampiamente. Quindi, su quella parte non
interverrò in quanto non si può condensare in pochi minuti tutta
la materia che è stata trattata nella sua introduzione ed anche
nella relazione consegnataci.
Dunque, andrò rapidamente per punti, sperando di essere
chiaro e di non tralasciare nulla, anche se già in premessa dico
che molte cose non le tratterò.
Per ciò che riguarda la parte politica, il Presidente
invitava l'Assemblea, e quindi anche le forze politiche, a non
strumentalizzare l'argomento "emergenza idrica"; e io concordo
con lui in quanto si tratta di una materia delicatissima che ha
una sua complessità e che non deve servire a sollevare un
contenzioso politico improprio. Sottolineo contenzioso politico
improprio perchè se poi ci sarà una legittima polemica intorno a
responsabilità da individuare, quella io credo che vada fatta:
non si tratta di strumentalizzazione. La strumentalizzazione si
ha quando si usano argomenti impropri rispetto alla materia
trattata o che perfino sono argomenti infondati e si cerca di
istigare, di fomentare manifestazioni ed altro che, invece, mi
pare, si siano svolte, anche quelle di questa mattina, in modo
del tutto autonomo. Ciò significa che l'emergenza c'è, che il
problema esiste, che ha una certa rilevanza, che fa soffrire le
famiglie di alcune città, che comporta danni per l'agricoltura e
comporta danni per l'economia. Quindi, tutto questo è un problema
e le forze politiche devono discuterne e laddove trovano un
accordo devono dichiararlo, laddove trovano dissenso devono
dichiararlo.
Ad esempio, io ho molto dissentito sulla dichiarazione del
Presidente del Consiglio Berlusconi quando, nella famosa
conferenza stampa tenutasi a Roma, la prima cosa che ha fatto (è
nel suo stile, anche se credo che, intanto, al Presidente del
Consiglio spetti abbassare i toni) è stata quella di dichiarare
che la colpa della carenza d'acqua, se carenza c'è, è di chi
c'era prima, detto così genericamente. Io credo che questo
costituisca un vero e proprio infortunio per il Presidente, tanto
più che parlava accanto ad un Presidente della Regione, il quale
prima c'era e c'era nelle vesti di uomo di Governo condividendo
atti che sono stati compiuti in un senso e nell'altro, atti che,
a mio avviso, erano e rimangono positivi, fondanti ai fini della
risoluzione del problema e atti che, invece, andavano in senso
contrario.
Nella nostra interpellanza, onorevole Presidente, abbiamo
voluto fare una ricostruzione quasi puntigliosa; eravamo stati
tanto puntigliosi da mettere tra parentesi, nel richiamare i vari
atti compiuti dai Governi nazionali e regionali, anche i nomi dei
presidenti del Consiglio o della Regione siciliana perchè fosse
chiaro quale era il percorso che nel corso dei mesi era avvenuto.
Abbiamo stabilito con evidenza che la prima ordinanza,
quella cui tutti facciamo riferimento, è del Governo Dini e che
l'ordinanza non è stata rinnovata perchè il Presidente della
Regione dell'epoca, tra parentesi l'onorevole Provenzano di Forza
Italia, dichiarò che non voleva rinnovata l'ordinanza rimandando
indietro ben 318 miliardi previsti per la Sicilia perchè sostenne
che l'emergenza idrica non c'era. Inoltre, all'epoca del Governo
di centro-sinistra in Sicilia, di cui lei fece parte, fummo noi a
dichiarare che l'emergenza c'era e a chiedere l'intervento della
protezione civile; e fu l'allora Presidente del Consiglio,
onorevole D'Alema, a dichiarare lo stato di emergenza ed a
emettere l'ordinanza 31 marzo 2000 che, successivamente, all'atto
del suo rinnovo, quando si doveva incaricare il Generale Jucci,
l'onorevole Miccichè, oggi sottosegretario alle infrastrutture,
dichiarò: "Perchè incaricare il Generale Jucci? L'emergenza in
Sicilia non c'è ".
Risulta da tutti i giornali di chi è la responsabilità su
come sono andate le cose. Adesso che l'emergenza è talmente
conclamata da non potere essere discussa, la colpa era di coloro
che c'erano prima Chi sono coloro che c'erano prima Non si sa
Il problema si divide in due parti: c'è una parte
strutturale, definiamola strategica (e sarebbe bene che,
onorevole Presidente, la spiegasse all'onorevole Berlusconi) che
è stata impostata da coloro che c'erano prima, o meglio da una
parte di coloro che c'erano prima; c'è un'ordinanza dove sono
previste e finanziate le opere che sono state dichiarate
fondamentali e abbiamo diviso in tre o quattro fasce - adesso non
ricordo - l'ordine di priorità delle opere da realizzare; le
prime fasce sono state inserite in ordinanza e protezione civile.
Abbiamo varato l'accordo di programma-quadro; tale accordo, poi,
dal suo governo, con un lavoro preliminare svolto dal governo
Leanza, è stato manomesso e vedremo in seguito in che modo (ne
discuteremo quando sarà affrontato questo argomento, non intendo
trattarlo in questa sede); dopodiché, è stato fissato l'accordo
di programma-quadro.
Come lei stesso ha dichiarato nella sua relazione a braccio,
quelle opere sono opere che ci trasciniamo dietro da diversi anni
perchè sono quelle individuate da chi studia la materia (ragion
per cui non si possono inventare da un giorno all'altro) quindi,
procediamo lungo una strategia che si è consolidata nel corso
degli anni. Si tratta di accelerarle.
Lei, onorevole Presidente, ha giustamente dato atto alle
forze politiche dell'impegno per la riapertura dei cantieri della
diga Blufi che, come sa, è stata finanziata dai governi nazionali
di centrosinistra, è stato seguito dalle forze parlamentari
comprese quelle attuali. Si tratta, quindi, di un lavoro che si è
svolto e che attualmente continua e di cui lei, giustamente, ha
dato atto.
La parte che noi consideriamo strutturale, strategica fino a
questo momento, si tratta soltanto di accelerarla per le parti
fondamentali. Delle fasce successive a quelle A e B ne parleremo
in sede di discussione dell'APQ.
C'è un secondo punto che riguarda l'emergenza: l'acqua che è
possibile invasare. Oggi, sappiamo qual è, perchè l'acqua in
Sicilia esiste e lo dicono tutti gli studi. Abbiamo
precipitazioni medie annue che oscillano tra i dieci miliardi di
metri cubi e i diciotto miliardi di metri cubi secondo le annate.
Quest'acqua, afferma la SOGESID nello studio che le avevamo
commissionato, è sufficiente a risolvere il problema oggi, domani
e dopodomani con una proiezione anche ventennale per quanto
riguarda il fabbisogno idropotabile, irriguo e per quello
industriale.
Il problema consiste nel fatto che si devono fare le opere
di connessione e siamo dentro le scelte strategiche. Ma noi
stiamo discutendo non perchè oggi sta tornando d'attualità o
meglio sta tornando come problema impellente quello delle opere
strategiche, ma perchè c'è il problema dell'emergenza estiva dei
prossimi mesi.
Credo che la sua relazione pecchi sotto questo profilo,
perchè si è soffermata ampiamente, come era doveroso che facesse,
sulla parte strategica, quella relativa alle infrastrutture del
settore idrico, ma ha detto pochissimo sulla parte relativa
all'emergenza.
Comprendo perchè lei dice poco sull'emergenza, perchè ci
sarebbe da discutere di responsabilità in omissione. Secondo il
codice penale si dice culpa in vigilando, cioè non si è vigilato.
Lei, onorevole Presidente, forse rispondendo implicitamente a
questa accusa che noi abbiamo mosso, ha dichiarato che il
generale Jucci ha delle responsabilità. Nell'interpellanza noi
abbiamo chiesto, per il periodo che va dal dal 31 dicembre al 6
aprile, quando lei è stato nominato commissario, di chi fosse la
responsabilità della gestione dell'emergenza idrica. Lei ci ha
risposto che è del generale Jucci.
Poichè le responsabilità devono discendere da un qualche
atto, non possono essere morali e teoriche. Ho letto l'ordinanza
del 22 marzo 2002 che incarica il presidente della Regione come
commissario; il riferimento al commissario precedente è soltanto
all'articolo 8 in cui si dice che "il commissario delegato, di
cui all'articolo 1 dell'ordinanza n. 3108 del 24 febbraio 2001,
esaurite le attività amministrative e contabili, di cui
all'articolo 1 dell'ordinanza, trasferisce i fondi di cui
all'articolo 7".
Il Generale Jucci, quindi, aveva il solo compito di fare le
consegne da un punto di vista contabile e amministrativo, non di
gestire l'emergenza. Quell'intervallo, che come lei sa, é stato
un intervallo troppo lungo per le ragioni a tutti note, perché si
é letto sui giornali di contrasti in ordine ai poteri da
attribuire al commissario, se istituire o non un sub-commissario,
se bisognava farlo indicando il nome e il cognome nell'ordinanza
o no - sono tutte cose che si conoscono - quel tempo perduto,
quale che sia la ragione, é un tempo decisivo. Il generale
Jucci, se dobbiamo prestare fede alla sua relazione, afferma che
al 31 dicembre ha lasciato negli invasi dieci milioni di metri
cubi d'acqua in più rispetto a quello che c'era alla stessa data
dell'anno precedente, e aggiunge, inoltre, senza considerare i
45 milioni di metri cubi in più - all'epoca erano 45 milioni,
oggi sono 85 - della diga Rosamarina. Quindi, sono circa
95 milioni di metri cubi d'acqua in più.
CUFFARO, presidente della Regione. La relazione non dice
questo.
CAPODICASA. E' la relazione, onorevole Presidente. Lei in
qualità di commissario che ha rilevato i poteri del commissario
precedente, dovrebbe conoscerla. Il generale Jucci, nella sua
relazione, dice che al 31 dicembre ha lasciato l'incarico ...
CUFFARO, presidente della Regione. Pensavo si riferisse alla
mia relazione.
CAPODICASA. La sua relazione, quella scritta, dice esattamente
il contrario: non in quella fatta a braccio, ma nell'altra lei,
o chi ha scritto per lei quella relazione, dice che l'acqua se
l'é 'bevuta' Jucci, quindi, se manca l'acqua rivolgetevi a
Jucci
LO GIUDICE . In Sicilia piove ogni tre anni
CAPODICASA. No, non é esattamente così, onorevole Lo Giudice,
nella relazione c'é un ragionamento che si fonda su alcuni dati e
io, ovviamente, non li posso riportare. La relazione del
presidente-commissario dice, sostanzialmente, che l'acqua é
stata sprecata ed è a causa di ciò che oggi ci troviamo in uno
stato di emergenza.
Il generale Jucci sostiene, invece, che con quell'acqua,
accompagnando l'azione del commissario con alcune misure (e
indica quali sono), noi siamo in grado di garantire, per il
periodo necessario, l'acqua alla città. Io ritengo che se fossero
stati adottati ed eseguiti, con gli opportuni coordinamenti, i
lavori che sono previsti, oggi non saremmo qui, o meglio, saremmo
qui a discuterne in maniera meno impellente di quanto, invece,
non stiamo facendo.
Rispetto a questo, la stessa riunione del Consiglio dei
Ministri, non ci dice nulla, perché l'unica soluzione di
emergenza che in quella sede é stata individuata, quella
relativa all'intervento del Genio militare, lei stesso, onorevole
Presidente, ha detto che non servirà a dare un litro d'acqua in
più a Palermo dalla diga Rosamarina - il Ministro Lunardi lo ha
dichiarato - non può essere fatto entro la prossima estate.
Il Ministro Lunardi ha, sostanzialmente, vanificato l'idea
della task-force perché in effetti è così. La task-force, lo
dice la parola stessa, è una squadra di pronto intervento.
Quando il pronto intervento lo si ipotizza per opere il cui
collaudo prevede tempi da tre a quattro anni, non ha più senso, è
soltanto un modo per buttare fumo negli occhi. Non ha più senso
prevedere la task-force perché la task-force è qualcosa che deve
intervenire nell'arco delle ore, dei giorni. Come lo stesso
Ministro Lunardi ha detto - come noi del resto avevamo anche
anticipato ai giornali e come lei stesso ha ripreso nel suo
intervento - collaudare una diga non significa soltanto fare le
prove di carico; significa svuotarla, significa riempirla e io
non so quando noi avremo l'acqua sufficiente per riempire le
dighe, che ci servono invece per bere e per irrigare, e poi di
nuovo risvuotarle.
Credo che se fino ad oggi i collaudi non sono stati fatti,
c'è anche una ragione. Come si possono fare i collaudi?
Individuando una diga alla volta, secondo il mio punto di vista
modesto da non competente; ma per potere fare questa operazione
passeranno degli anni
La stessa cosa vale per quanto concerne la questione
relativa alle navi. L'unica misura di pronto intervento è quella
relativa alle navi-dissalatore dove però, alla fine, si dice che
verranno utilizzate solo quando l'emergenza sarà effettiva. Ma
perché, oggi l'emergenza non è effettiva? Noi abbiamo aree della
nostra regione - e lei le conosce bene perché vi è stato presente
fisicamente - che rischiano non solo (credo che noi siamo già
dentro questa fase drammatica dell'emergenza) il prodotto, ma
addirittura la distruzione degli impianti e parliamo soprattutto
del settore agrumicolo.
Allora, se la situazione è questa, perché non cominciare ad
ipotizzare (non posso farlo in questa sede perché il tempo mi
insegue) alcune misure? E' costoso, ma se si è ipotizzato da
parte del Consiglio dei Ministri, vuol dire che qualcosa si può
fare. Io, poi, ho i miei dubbi di carattere tecnico: con quali
mezzi l'acqua delle navi-dissalatore viene avviata dai porti ai
serbatoi? Non ci sono le condotte; ma sono aspetti che il
commissario ha i mezzi per potere approfondire e risolvere.
Ma noi dobbiamo dichiarare, onorevole Presidente, che
l'emergenza già c'è oggi, perché se lei continua a dire - come ha
detto in una sua relazione - "l'acqua ci sarà, l'acqua c'è,
l'acqua c'è per bere, l'acqua c'è per il turismo, l'acqua c'è per
tutto il resto", qualcuno può alzare il ditino e dire " Dov'è il
carattere d'emergenza?"
Nell'emergenza noi ci siamo dentro, mani e piedi,
considerato il fatto che noi siamo ai primi di giugno e ci sono
quartieri della città che hanno già turni di venti-ventuno
giorni. E non basta dire che l'acqua alla città di Agrigento
viene data.
Assume notevole valenza il manifesto, che ho condiviso,
fatto affiggere dal mio partito nella città di Agrigento, dove è
scritto che il sindaco dichiara che l'acqua il Presidente Cuffaro
non gliela manda e dichiara che sono 140 litri di acqua al
secondo; il Presidente Cuffaro sostiene, invece, che l'acqua la
manda. Qualcuno non dice la verità, bisogna vedere chi, perché
intanto i cittadini l'acqua non ce l'hanno.
La verità è che con i grandi numeri il problema non si
risolve perché ad Agrigento c'è il problema dell'abusivismo
degli allacci, gente che si allaccia abusivamente; c'è
l'abusivismo edilizio che ha dilatato in modo abnorme la città e
non si sa questa rete che strade ha preso; c'è il problema della
rete idrica che risale ancora agli anni '50 e che non prevede gli
accorgimenti di natura tecnica che consentono il risparmio
idrico, le portate di carico. Ci sono i problemi legati
all'incremento turistico, non solo quello degli alberghi, ma
anche quello delle villette.
C'é, dunque, un problema complesso. Sostenere che
continuiamo ad assicurare alla città i duecento litri di acqua
pro-capite, non al secondo, che é cosa diversa, significa dire
qualcosa che non corrisponde alla verità dei fatti. Perché con
la rete colabrodo che c'è in quella città, in partenza dai
serbatoi saranno duecento litri pro-capite, ma l'acqua che
arriva, tutto considerato, oggi é poco più della metà. E allora,
poichè la gente non beve numeri ma beve acqua, se noi continuiamo
a rispondere con i numeri, il problema non lo abbiamo risolto.
L'emergenza c'é, onorevole Presidente, ed é bene che la
dichiariamo se vogliamo trovare un modo per superarla.
PRESIDENTE. Onorevole Capodicasa, la invito a concludere il
suo intervento.
CAPODICASA. A questo punto ritengo che se fuori dall'Aula, in
una sede idonea, quale può essere la Commissione, vogliamo
continuare ad approfondire l'argomento, dove noi, se lei ritiene,
visto che ci ha invitato a farlo, possiamo portare anche delle
proposte che abbiamo in parte formulato, noi siamo ben pronti a
farlo. Mi dispiace solamente che non si possa approfondire
l'argomento che, nella sua complessità, meriterebbe ben altro
tipo di discussione e molto più tempo a disposizione; mi auguro
che al più presto si ripresenti l'occasione per poterlo fare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Giannopolo. Ne
ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non credo
che l'Aula si possa ritenere soddisfatta delle comunicazioni
reseci dal Presidente della Regione in ordine a tutto ciò che si
sta facendo o che si intende fare per fronteggiare l'emergenza
idrica.
A me non é parso di capire, dalle comunicazioni del
Presidente, quali sono le misure che non dopodomani e nemmeno
domani, ma oggi, si intendono adottare per dare l'acqua a quei
quartieri della città di Palermo che quotidianamente, a turni,
protestano e sbarrano le strade per denunciare la cronica carenza
d'acqua. E badate bene che ai cittadini di Palermo non viene
detto che non piove: ai cittadini di Palermo viene detto che si
sta mettendo in funzione la rete idrica nuova, e quindi non c'é
un problema di calamità naturale per cui tutto é imponderabile,
ma c'é ben altro.
Non ci si dice, quindi, in che modo si intende affrontare
oggi il problema dell'acqua nelle case innanzitutto delle
famiglie, e poi anche delle aziende produttive, che siano le
aziende agricole, che siano le aziende turistiche, che siano le
aziende artigianali o industriali. A me tutto questo non é parso
di averlo colto.
Non mi é parso di avere colto dalle comunicazioni del
Presidente neanche il discorso di medio periodo: come lo si
intende affrontare in ordine ad alcune scelte, chiare, nette, che
qui devono essere fatte. Debbo dire che su alcune cose, per
esempio sulla materia dei dissalatori, ho visto che il Presidente
della Regione, commissario delegato, prima é partito in quarta
con un programma fitto di dissalatori in tutta la Sicilia, adesso
pare che questo programma, almeno dalle cose che ci viene detto,
qui anche nella relazione scritta, sia in qualche modo più
rimaneggiato.
Ma da questo punto di vista credo che bisognerebbe dire
parole definitive e più chiare, in quanto emeriti professori,
scienziati, emeriti specialisti della materia, ci hanno spiegato
che il problema in Sicilia non é tanto quello delle piogge, ma è
quello legato soprattutto alla capacità che la nostra regione ha
di invasare quei seimila e trecento milioni di metri cubi di
acqua...
CUFFARO, presidente della Regione. Ed il fatto che i foraggi
non sono cresciuti, da cosa è dipeso allora?
GIANNOPOLO. Adesso ci arrivo, onorevole Presidente, perché
quando l'acqua delle dighe che non viene addotta, deve servire
prevalentemente alle esigenze civili, è chiaro che non c'è
l'acqua per l'agricoltura Bisogna fare delle scelte. E questo
vale per il Poma, vale per il Garcia e vale per tante altre dighe
del catanese, dell'ennese, etc.
E' troppo facile, onorevole Presidente - questo ragionamento
lo fa lei ma lo hanno fatto anche altri - scaricare sulla
maledizione divina i problemi della nostra terra e della nostra
regione, riproponendoci una visione fatalistica nella politica
che fa il paio esattamente con il processo di irresponsabilità
storica delle classi dirigenti siciliane.
Non c'è stato detto, ad esempio, in che modo si intende
affrontare nel medio periodo il problema dei completamenti dei
grandi invasi e inn che modo si intende affrontare
preventivamente il tema della collaudabilità delle dighe perchè
lo scandalo di questa Regione, di questa Sicilia è che noi
dobbiamo svuotare le dighe perchè non sono sicure, perchè nessuno
si sente di collaudarle.
Allora, come facciamo per far sì che ciò che andiamo a
costruire sia costruito con efficacia, con oculatezza, per far
sì che le opere siano collaudabili; per fare in modo che le dighe
quando sono ultimate, il giorno dopo, siano collaudabili e il
giorno dopo possano dare acqua? Questo è un tema che non è stato
mai affrontato con la dovuta serietà, con la dovuta concretezza.
L'altra questione è come si intende avviare un processo di
modernizzazione di tutto il sistema della gestione del servizio
idrico.
Noi siamo in presenza di una ipotesi di ambiti territoriali
ottimali che vengono fatti coincidere in Sicilia tout-court con
le nove province. Quindi, il criterio che qui in Sicilia si sta
adoperando è quello amministrativo che è uno dei criteri più
residuali della legge Galli perchè a monte dei criteri per la
costruzione e costituzione degli ambiti territoriali ottimali c'è
il bacino idrografico, c'è la consistenza dei punti di emergenza
idrica...
CAPODICASA. C'è il problema del bilancio idrico.
GIANNOPOLO. C'è il problema del bilancio idrico dalle falde a
quelle superficiali, a quelle sotterranee perchè sono quelle a
cui noi dobbiamo attingere in periodo di magra, al sistema di
depurazione e di scarico poi sui fiumi o a mare di tutto ciò che
depuriamo.
C'è ben altro che deve essere messo in campo per garantire
un ambito territoriale ottimale che il semplice criterio
istituzionale-amministrativo perchè la natura non è circoscritta
da un ambito provinciale. L'ambito provinciale è un ambito
storico-politico. La legge Galli ed una gestione oculata delle
risorse idriche fa riferimento, invece, ai fatti naturali e i
fatti naturali si stanno stracciando nella costruzione degli ATO.
Questa cosa, Presidente, noi la pagheremo; alla lunga la
pagherà la Sicilia, perchè alla lunga noi avremo scompensi enormi
tra ATO piccoli e ATO grandi, tra determinate realtà territoriali
ed altre determinate realtà territoriali. Noi avremo popolazioni
che non pagheranno l'acqua ed altre che, invece, la pagheranno
come se dovessero comprare l'acqua minerale
Allora, questo è un tema che bisogna affrontare con grande
coraggio. Come pure, parlando dell'emergenza, avremmo preferito
che ci si spiegasse in che modo si intendono affrontare alcune
questioni: innanzitutto chi specula sull'emergenza idrica, chi
gestisce i pozzi privati, ma anche come - ed era ciò che aveva
fatto bene il generale Jucci - come controllare il sistema delle
adduzioni, quelle principali e quelle secondarie.
Infatti, è stato dichiarato, ci sono stati fatti di cronaca,
ed è sotto gli occhi di tutti il fatto che molto spesso c'è un
sistema di perdite che non viene adeguatamente controllato e
recuperato; c'è un problema di perdite, anche di reti idriche
interne, che non viene adeguatamente affrontato. C'è, inoltre, un
sistema di furti d'acqua che non è adeguatamente represso.
Tutto questo, dalle comunicazioni del Presidente della
Regione, a mio avviso, non è apparso chiaro in modo adeguato.
Come anche, e questo forse il Presidente della Regione non ce lo
poteva dire, non è stato detto quale è stato il tipo di
discussione, di dibattito e le motivazioni per le quali si è
voluto porre fine all'esperienza del Generale Jucci, che pure
aveva cominciato a dare risultati con poche risorse finanziarie e
con pochi mezzi.
Si è posto fine a quella esperienza soprattutto per
iniziativa del Governo nazionale, ma anche per la forte
concertazione con le forze locali.
Altra questione, Presidente, a cui la invito a dare
risposte, e chiudo su questo, riguarda la diga di Blufi.
Ho presentato una interrogazione - avrei preferito che
alcune cose fossero state dette in modo chiaro - nella quale
chiedo di sapere se attorno alla diga di Blufi sono state attuate
le undici prescrizioni del Ministero dell'ambiente. Sono
prescrizioni che potrei leggere, esse comportano elaborazioni
progettuali, comportano modifiche molto rilevanti e consistenti,
alla fine della cui realizzazione la diga sarà collaudata e potrà
dare acqua. Pertanto, desidero sapere se quelle undici
prescrizioni sono state attuate.
Desidero sapere, inoltre, se a fronte di modifiche, i
progetti delle quali hanno subito il taglio di alcune opere che
pure erano state previste nell'appalto originario, venute meno
quelle opere, l'importo originario è rimasto uguale, o - se è
lievitato - a causa di che cosa.
E, ancora, desidero sapere come è stata chiusa la
transazione con il Consorzio di imprese. Infine, chiedo
sostanzialmente che si possa fare, ma non solo attorno alla diga
di Blufi ma anche attorno alle altre grandi e piccole opere, un
protocollo di legalità. Non solo e non tanto, Presidente, come
lei ha dichiarato, sull'esigenza di mettere i carabinieri a fare
la guardia notturna ai cantieri (i protocolli di legalità
comportano anche questo), ma anche per controllare chi fa i
movimenti terra, come viene assunta la manodopera, come vengono
noleggiati i mezzi e a chi si noleggiano, come vengono fatte le
forniture e da chi vengono fatte: i protocolli di legalità si
fanno anche per questo.
Inoltre, c'è il problema della vigilanza e del controllo e
tutte queste cose comportano la redazione dei protocolli di
legalità, che sono ben altra cosa che un semplice servizio di
guardiania, che, mi si consenta di dire, è cosa abbastanza
residuale in un sistema di controllo e di prevenzione del
condizionamento mafioso delle opere pubbliche in fase di appalto,
ma soprattutto in fase di esecuzione d'opera, come si è
dimostrato.
Personalmente non ho visto tutte queste cose esposte
adeguatamente nelle comunicazioni del Presidente della Regione,
il quale ha anche detto che affiderà la progettazione delle opere
alla SOGESIT. E mi permetto di dire che la SOGESIT è una Spa e
in quanto tale è un soggetto di diritto privato e se un ente
pubblico deve affidare una progettazione a soggetti di diritto
privato lo deve fare attraverso procedure di evidenza pubblica.
Lo dice, Presidente, la stessa ordinanza della Protezione civile.
Le dice di esperire una trattativa privata. Non fate come avete
fatto con la BIOSFERA per i parchi, perché i comuni, le
province, tutti non possono essere assoggettati alle procedure di
evidenza pubblica. Presidente, non lo può fare, come non poteva
affidare alla società Biosphera la progettazione dentro le aree
protette. Signor Presidente, lei non lo può fare
CUFFARO, presidente della Regione. Onorevole Capodicasa,
l'onorevole Giannopolo sta dicendo che non si può fare. Mettetevi
d'accordo
CAPODICASA. Si possono fare.
GIANNOPOLO. Nell'ordinanza c'è scritto, glielo posso anche
leggere, nell'ordinanza c'è scritto: "Esperimento di trattativa
privata per l'affidamento delle progettazioni". La prego di
adeguarsi all'ordinanza e preferirei che il Presidente della
Regione o, chi per lui, ci riferisse periodicamente in
Parlamento, nelle sedi opportune, su come viene gestita tutta
questa emergenza.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cintola. Ne ha
facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il problema
che oggi vede l'Assemblea riunita é un problema che sta a cuore
alla totalità dei siciliani. Su di esso c'é una forte richiesta
di intervento.
Al Presidente della Regione, in linea prioritaria, devo
riconoscere che, finalmente, ha affrontato e sta affrontando il
problema guardando oltre, guardando alla programmazione fattiva
per uscire dall'atavica situazione nella quale ci dibattiamo da
almeno un ventennio. Debbo riconoscere, e non per piaggeria, la
convinzione, la forza, il coraggio con il quale sta affrontando
un problema che è alla base del vivere civile in Sicilia.
Noi, onorevoli colleghi, abbiamo un altro compito, a mio
avviso, ed é il compito di non scontrarci su un problema così
tanto delicato. Abbiamo il compito di non buttare l'acqua sporca
e anche il bambino nell'immondizia. Abbiamo la necessità di
ricorrere ai ripari.
PRESIDENTE. Di buttare acqua dovremmo cercare di evitarlo il
più possibile.
CINTOLA. Certamente, considerata la penuria d'acqua. Abbiamo
la possibilità e il dovere di incontrarci e di comprendere fino
in fondo come si possa collaborare attivamente perché non c'é
una maggioranza ed una opposizione di fronte ad un bene
essenziale qual'é l'acqua ed alla necessità di dare risultati
oggettivamente positivi. E, se da un lato, devo dire, questo
problema investe totalmente l'economia siciliana, con le marce,
lunghe o brevi che facciamo, possiamo andare anche sui giornali
individualmente, ma attiriamo l'attenzione del turista contro la
Sicilia, e attiriamo il concetto di terzomondismo che ci si vuole
appioppare a tutti i costi.
Il male c'é L'esigenza c'é, la gente sciopera, grida, ha
bisogno di essere aiutata, vuole l'acqua che non c'é E noi siamo
costretti a subire giornalmente, ormai, il perito che applaude
mentre le forze di polizia lo caricano.
Ero presente a Bellolampo quando c'è stata la carica della
polizia contro le massaie che scioperavano; ho visto come i
caricati battevano le mani alle forze della polizia comprendendo
che loro stavano facendo il loro dovere e loro, i cittadini,
stavano difendendo un sacrosanto diritto: quello di avere
l'acqua nella propria casa.
Ora, di fronte a fatti di questo genere, che non sono sul
tappeto oggi per la prima volta, ma da venti anni si ripetono,
quasi ciclicamente, la necessità non é quella di farsi
ricoverare correndo per le strade della Sicilia Per parlare con
il Presidente della Regione ritengo che un deputato, un'
Assemblea intera può farlo chiedendo e senza chiedere di essere
ricevuto per sottolineare problemi importanti come questo, senza
con questo volere offendere le marce lunghe o brevi che siano.
Perché allora dovrei rifarmi, caro Presidente della Regione, a
quanto avvenuto in tante altre stagioni, le stagioni in cui c'era
la "primavera" di Palermo a governare questa città, in cui c'era
Orlando sindaco di Palermo, quando Orlando aveva promesso - per
due legislature consecutive - che avrebbe dato 24 ore di acqua
alla città ottenendo così il consenso, il voto ma avendo gabbato
la città di Palermo che non ha avuto l'acqua. E se oggi c'é
penuria di acqua, se oggi c'é quello che stiamo vivendo,
certamente non succede da sei mesi, viene da dieci anni e venti
anni di malcostume e di malgoverno palermitani.
MICCICHE'. Orlando ha fatto la rete idrica.
CINTOLA. La rete idrica non l'ha fatta Orlando. Poi glielo
dirò chi l'ha fatta. L'ha soltanto subita Orlando
E io mi riferisco fortemente a quell'anno. Al 1989, durante
la "primavera" di Palermo, a quando l'acquedotto di Palermo
progettò soltanto con i propri architetti ed ingegneri il
dissalatore a Isola delle Femmine per 500 litri di acqua al
secondo. Allora Orlando chiese alla Cassa depositi e prestiti,
nella primavera di Palermo, 100 miliardi perché si attuasse
quell'opera.
Li chiese, facemmo il progetto esecutivo, andammo con il
Consiglio di amministrazione in quella Giunta, presieduta da
Orlando, e al posto del finanziamento e dell'invio del progetto
alla Cassa depositi e prestiti nell'anno 1989, cioé ben dodici
anni fa, incontrammo con Orlando l'Assessore dei Verdi, Letizia
Battaglia che, con un ragionamento assurdo ed infelice, dimostrò
che non c'era bisogno di fare un dissalatore (i cittadini di
Palermo devono sapere queste cose e pure quest'Assemblea deve
saperle). Letizia Battaglia dichiarò che non c'era bisogno di
fare il dissalatore a Isola delle Femmine, il Comune di Palermo -
diceva la Battaglia - doveva soltanto intervenire su ogni casa di
cittadini di Palermo, togliendo il flussometro nei gabinetti e
sostituendolo con la catenella con la quale si sarebbero
risparmiati 450 litri di acqua al secondo nella sola città di
Palermo.
Il Sindaco Orlando accettò questa imposizione folle. Non
chiese più alla Cassa depositi e prestiti i soldi; Palermo
perse per quell'anno i 100 miliardi per opere che furono affidati
ad altri Comuni che avevano presentato progetti. Il dissalatore
non fu fatto e la Regione in quel tempo riuscì a fare una cosa
ben peggiore di questa: per soddisfare le esigenze dei cittadini
di Palermo raddoppiò il dissalatore a Trapani, da 200 litri lo
portò a 400 litri ad opera iniziata. L'impresa che stava
lavorando raddoppiò il dissalatore per portare l'acqua da Trapani
a Palermo.
Ignobile a dirsi, perché quell'acqua non arrivò mai a
Palermo, perché si è fermata, giustamente, ad Alcamo, si è
fermata nel trapanese e a Palermo acqua non ne è mai arrivata.
Vogliamo arrivare alle responsabilità del passato? O
vogliamo invece dire al Presidente Cuffaro che sta lavorando bene
per il medio e lungo periodo, ma per il periodo urgente Palermo
deve fare la propria parte con il proprio Consiglio di
amministrazione dell'acquedotto?
Faccia la sua parte che non fa Prenda i silos come fu fatto
nel 1989 e li dislochi nei punti nodali della città dove c'è
mancanza di acqua per distruggere da un lato le autobotti dei
privati e dare un sollievo, anche minino, ai cittadini nei vari
quartieri.
Nel 1989 il Presidente Liguori, dell'acquedotto di Palermo,
lo fece e quei silos diedero sollievo alla città, cosa che oggi
non si fa, inspiegabilmente, pur avendolo già richiesto al
dottore Dario Allegra dell'acquedotto di Palermo.
Perché non si sono requisiti in tempo i pozzi del
palermitano, che possono ancora essere requisiti ed aumentare la
loro potenzialità? Perché non si prendono provvedimenti seri?
Perchè, quando si va in un pozzo di Palermo per aumentarne la
portata di venti litri, succede che si sbaglia la manovra e si
cala una pompa che rimane a mezz'aria e si perdono trenta litri,
piuttosto che recuperarne ventri di più? Perché non c'è
un'intervento, onorevole Presidente, anche sull'acquedotto
affinchè possano fare interamente il loro dovere? Perché,
infine, nel 1989 con 1800 litri di acqua al secondo non ci sono
state le barricate e ora, con 2100 litri al secondo, ci sono?
Le barricate ci sono, onorevole presidente della Regione,
onorevoli colleghi, perché i funzionari di allora sono andati in
pensione e, vuole Dio, non possono essere richiamati anche solo
per tre mesi per dare un sollievo assieme agli altri tecnici
della nuova condotta e così alleviare sofferenze e dare linearità
di intervento.
Le stesse condutture, vecchie, dismesse o quasi non hanno
avuto un tappo di chiusura, si chiama tappo a morte, per cui si
perdono, con grande responsabilità di chi governa ancora
l'acquedotto di Palermo, cento litri al secondo nel sottosuolo.
C'è gente che non ha un litro d'acqua e altre persone che in
certe zone hanno ventiquattro ore di acqua al giorno, mentre in
altre zone non riescono ad avere un litro d'acqua.
Onorevole Presidente io ritengo che fra un anno, un anno e
mezzo, la sua opera e l'intervento che sta facendo darà un
contributo anche in materia di acqua. Nei quattro anni che ci
separano ormai dalla fine della legislatura, quel programma che
lei ambiziosamente ha esposto all'Assemblea potrà alleviare le
sofferenze e dare la certezza che il bene acqua sarà un
patrimonio della Sicilia. Ma debbo dire che c'è necessità di un
intervento forte su Palermo, perché in città si possa vivere un
tantino meglio e di più e che interventi anche a "pannicelli
caldi", come si suol dire, interventi immediati, possono essere
fatti senza spese forti,ma con una attenzione più proficua e
diligente. Ritengo, signor Presidente, di doverle suggerire che
l'acquedotto di Palermo necessita di consulenti come il
presidente del tempo, professore Liquori, richiami anche alcuni
funzionari, tra i quali Leo Biagio dell'acquedotto, e io ritengo
che nel giro di quindici giorni la penuria su Palermo sarebbe
sicuramente diminuita. E diminuirà perché è un intervento
strutturale e di intelligenza, di lavoro e non di crescita del
quantitativo d'acqua da dare a Palermo, altrimenti continueremo a
parlare bene qua dentro, però la gente che ci ascolta continuerà
ancora a non avere un litro d'acqua nella propria casa.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Segreto. Ne ha
facoltà.
SEGRETO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della regione, poche considerazioni e qualche
interrogativo che io mi sono posto e voglio porre all'Assemblea
che voglio leggere a lucro di tempo e di chiarezza.
Quella della mancanza d'acqua in Sicilia è una questione
antica, un problema che si pone ciclicamente quasi a ricordare
la celebre teoria dell'eterno ritorno delle stesse cose di
Nietzsche; per altro, se proprio la devo dire tutta, piuttosto
che il pensiero del grande filosofo tedesco, a me la sete
siciliana fa venire in mente un altro genere di filosofia, un
genere di pensiero meno nobile, ancorchè molto gettonato in
Sicilia: la filosofia della disorganizzazione organizzata.
Per carità, non voglio attizzare polemiche, soprattutto
polemiche che si esauriscono in se stesse e sono per definizioni
sterili, voglio invece contribuire ad avviare una riflessione su
un problema che ci trasciniamo da decenni. Io sono un deputato di
prima legislatura, ma il mio oggi vuole essere in questa Aula un
contributo possibilmente di chiarezza su un problema annoso. Più
che certezze vorrei porre l'accento su alcuni dubbi e, se
possibile, indicare qualche soluzione; perché porre solo problemi
senza indicare possibili soluzioni è pratica poco conducente in
politica come nella vita. La prima domanda che mi pongo e che
pongo è: in Sicilia l'acqua c'è o non c'è?
Può sembrare questo un interrogativo banale; ragionandoci
sopra però scopriamo che non è affatto banale. Intanto ricordo
che quest'anno non è stato un anno di siccità estrema, la Sicilia
è ormai da decenni una regione a clima subtropicale arido, ma
clima subtropicale arido non significa assenza totale di acqua,
per esempio in California in proporzione hanno meno acqua che in
Sicilia ma non mi sembra che lì patiscano la sete, anzi, per quel
che ne so, l'agricoltura californiana è all'avanguardia nel mondo
e l'acqua nelle abitazioni certamente non manca; e allora? E
allora come ho detto all'inizio, c'è un problema di
organizzazione, in California sono organizzati, noi in Sicilia
forse lo siamo meno.
Quest'anno, lo ripeto, le piogge non sono state tante ma ci
sono state, ad aprile e maggio, tanto per citare due esempi, di
acqua dal cielo ne è caduta; non possiamo certamente negare
l'evidenza. Mi piace ricordare a quest'Aula che in Sicilia si
contano oggi più di 30 dighe artificiali, alcune di queste dighe
sono veramente grandi invasi artificiali in grado di raccogliere,
in alcuni casi, più di 100 milioni di metri cubi di acqua in un
anno, penso alla diga di Rosamarina, alla diga Garcia, citando
soltanto due, le più grandi ma potrei citare anche il Biviere di
Lentini, il Biviere di Cesarò, la diga Sturzo e via continuando.
Mi piace ricordare che la realizzazione di questo sistema di
dighe è costata tanto alla Sicilia, tanta fatica e soprattutto
tante, tantissime risorse finanziarie; mi piace ricordare, anche
se non sono un tecnico di idraulica visto che nella vita faccio
il medico, che questi grandi invasi artificiali sono stati
realizzati non soltanto per essere riempiti con acqua piovana, ma
anche con l'acqua dei fiumi, anzi per realizzare molte di queste
dighe sono stati sbarrati quasi tutti i più importanti fiumi
della Sicilia, con grave nocumento delle spiagge della nostra
Regione (sappiamo tutti che le spiagge vengono alimentate
dai detriti portati a valle dai fiumi).
Negli anni passati, insomma, pur di cercare di risolvere il
problema della mancanza d'acqua abbiamo accettato questo rischio,
il rischio dell'erosione delle spiagge che poi si è concretizzato
in realtà. Dico ciò perchè, per realizzare tutte queste dighe
artificiali, noi siciliani abbiamo pagato un prezzo molto alto.
Ebbene, a quanto pare lo sforzo fatto è servito a poco se oggi
leggo sui giornali che più della metà di queste dighe, a distanza
di 15-20 anni dalla loro realizzazione, non è stata ancora
collaudata, e siccome molte di queste dighe non sono state ancora
collaudate ecco che non possono essere riempite, anzi si verifica
una situazione paradossale: spesso l'acqua raccolta in questi
invasi viene scaricata in mare su indicazione del Servizio
nazionale dighe, per motivi di sicurezza, ci dicono, il tutto
mentre, come è avvenuto quest'anno, una parte della Sicilia è
senza acqua.
Ora mi chiedo e chiedo: possibile che dopo 15-20 anni non
si collaudino queste benedette dighe? Possibile che la mancata
risoluzione di cause civili, talvolta anche banali, blocchi per
tutti questi anni il collaudo di opere importantissime impedendo
a città, paesi e campagne della nostra Regione di usufruire di un
bene essenziale come l'acqua? Cosa si sta facendo per procedere
alla definizione di tali contenziosi giuridici, spesso di sapore
bizantino?
Ecco, io credo che su questo punto - il collaudo di tutte le
dighe realizzate in Sicilia negli ultimi 15-20 anni e la loro
utilizzazione - noi parlamentari siciliani dovremmo avviare una
riflessione.
Un altro aspetto che vorrei trattare, che riguarda pur
sempre le dighe, è quello legato alle cosiddette interconnessioni
idriche, cioè i collegamenti tra una diga e l'altra. Sono opere
realizzate tra la fine degli anni '80 e i primi degli anni '90;
anche queste opere, al pari delle stesse dighe, sono costate
sacrifici e soldi, tanti soldi pubblici che nella stragrande
maggioranza dei casi, se non ricordo male, sono stati tirati
fuori dall'ex Agensud. Ebbene mi chiedo e chiedo: queste
interconnessioni idriche funzionano o non funzionano?
La domanda mi sembra legittima perchè, stando a quanto ho
letto sui giornale, stando anche ad informazioni che ho raccolto
interpellando esperti, l'acqua nella parte orientale dell'isola
non manca.
Il parco dei Nebrodi, questo lo si può leggere in tutte le
guide, è piuttosto ricco di acqua; è così difficile far
funzionare i collegamenti? E cioè le interconnessioni tra la
Sicilia occidentale e la Sicilia orientale?
E poichè siamo in tema di riserve d'acqua poco utilizzate,
mi piace ricordare in questa sede che sotto l'Etna di acqua ne
scorre tanta. Come dimenticare i ghiacciai dell'Etna, dei
Nebrodi e dei Peloritani? Non è acqua anche quella?
Anche in questo caso pongo una domanda: non si potrebbe
convogliare una parte di quell'acqua nella parte orientale
dell'isola per dirottarla nelle province isolane dove la sete si
fa sentire, cioè a Caltanissetta, Enna, Agrigento e Palermo?
Non so perchè in questa nostra terra tutto diventi così
difficile In fondo l'idraulica, questa scienza ingegneristica
con la quale tutti i siciliani ormai si confrontano, dovrebbe
essere utilizzata anche per spostare l'acqua da una parte
all'altra dell'isola.
Il trasporto dell'acqua non mi sembra così impossibile
Eppure, qui in Sicilia, ogni volta che si pone una questione
idraulica con riferimento alla crisi idrica, il caso non so
perchè diventa subito un difficilissimo problema di filosofia
teoretica.
Vorrei aggiungere qualcosa sui pozzi, anche perchè qualcuno
ne ha fatto menzione.
Giusto, giustissimo cercare i pozzi e, se le condizioni lo
consentono, utilizzarli nell'interesse pubblico. Ma, a proposito
di pozzi e di riserve idriche nascoste, mi piace ricordare che i
tecnici dell'Eni sono in Sicilia da quasi 50 anni e, a quanto mi
risulta, essi hanno battuto a lungo e in largo il sottosuolo
siciliano alla ricerca di petrolio e di gas naturale.
Nessuno meglio di loro conosce il mondo ipogeo dell'isola
Io credo che nella loro costante attività di ricerca di
idrocarburi, i tecnici dell'Eni, che sono per altro bravissimi,
si saranno imbattuti in vene d'acqua. Quindi, chiedo e mi chiedo:
i tecnici dell'Eni che per lunghi anni hanno lavorato in Sicilia
e che continuano a lavorare in Sicilia sono stati interpellati?
E' stato chiesto loro se e dove hanno trovato riserve
d'acqua che potrebbero essere utilizzate per le città e le
campagne?
Un passaggio del mio discorso lo vorrei dedicare ai
dissalatori. Sono agrigentino, e da agrigentino debbo ammettere
che negli ultimi dodici anni molti dei comuni della mia
provincia, soprattutto nella parte orientale di essa, ricevono
l'acqua con turni umani.
Ebbene, questo non lo dobbiamo al sistema delle dighe ma al
dissalatore di Gela. Questo, credo sia ormai un fatto acclamato.
E quanto ho letto sui giornali sempre nella provincia di Trapani
molti problemi idrici sono stati risolti non dal sistema delle
dighe ma dal dissalatore.
Tuttavia dobbiamo porci un problema di prospettiva, non
possiamo pensare di proseguire in eterno con l'acqua dissalata
Insomma, non possiamo continuare a non utilizzare appieno il
sistema delle dighe che è costato un sacco di soldi e pensare di
proseguire con l'acqua dissalata che costa tanto
Per questo motivo quando sento parlare di potenziamento del
sistema dei dissalatori - come direbbe Woody Allen "mi vengono in
mente opinioni che non condivido".
Dico che i dissalatori hanno senso nelle isole minori, dove
è difficile e piuttosto costoso fare arrivare l'acqua solo con le
navi.
I dissalatori possono, anzi, devono servire per fronteggiare
un'emergenza, ma non possono diventare un metodo ordinario per
fornire alla popolazione l'acqua. Ciò, lo ripeto, sarebbe una
scelta irrazionale.
Vorrei concludere con tre interrogativi e tre auspici. Non
possiamo, signor Presidente, dare ragione all'economista che dice
che la Sicilia è terra di terzo mondo. Non possiamo richiedere
l'ausilio dei generali perchè la Sicilia ha delle risorse umane e
in primis, signor Presidente, che possono porre rimedio a questo
grave problema.
Infine, non possiamo dare adito alle speculazioni e alla
demagogia che possano venire da certe parti politiche.
Oggi mi trovavo in via Sammartino dove c'era un sit-in di
lavoratori socialmente utili che, sicuramente, saranno stati
sollecitati da qualcuno a sollevare questo problema.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assistiamo,
nostro malgrado, ad un dibattito che, pur interessando una
materia essenziale per le sorti della nostra Regioni e per le
condizioni di vita dei cittadini, dell'economia e dell'intera
Sicilia, però, ha il sapore di stantìo, di qualcosa di vecchio e
che stancamente si trascina da decenni per trovare, poi, l'onore
delle cronache ogni qualvolta si aggrava momentaneamente la
condizione di disagio per la siccità o per altri eventi.
Si tratta di un dibattito stantìo e che non interessa molto,
se non per dare la possibilità a ciascuno, quando ve ne sia
l'occasione, di richiamare all'attenzione la gravità del
problema. Vorrei invitare tutti i parlamentari della maggioranza
e dell'opposizione e lo stesso Governo, e visto che si tratta di
un problema così importante, a mettere da parte le speculazioni
politiche che, di volta in volta, giocoforza richiamano
l'attenzione del dibattito in Aula e fuori dall'Aula.
Se parliamo di speculazioni politiche su un problema così
grave, dovremmo cominciare a dire che quest'Aula si è occupata di
crisi idrica da decenni.
Io personalmente, ricordo che il dibattito in Aula del 23 o
24 dicembre del 1997 sulle dichiarazioni del presidente
Provenzano; in quella sede ricordo il tenore e ciò che diceva il
presidente della Regione di allora, laddove indicava i motivi,
oserei dire, atavici della crisi della Sicilia, per quanto
riguarda le risorse idriche, ne indicava i mali e ne prospettava
le possibili soluzioni.
E' inutile che oggi si venga a dire, da questa o quella
parte politica, che ci sono le colpe e vengono individuate in
questo o quell'altro comportamento del singolo parlamentare o
assessore.
Il problema delle risorse idriche in Sicilia é legato,
intanto, alla mancanza di adeguate risorse finanziare o al
cattivo utilizzo di adeguate risorse finanziare che, nel corso
dei decenni, pur essendoci abbondanti provviste finanziare
dedicate a questo problema, non lo hanno risolto.
Non vi è chi non vede che si sono susseguiti nel corso dei
decenni diversi e tantissimi governi e, purtroppo, è inutile che
oggi per speculazione politica spicciola, si venga a dire a
questo Governo e a questo presidente: tu in sei o sette mesi non
hai risolto il problema dell'acqua. Quello stesso problema che
per quarant'anni nessun governo e nessun presidente riuscirà a
risolvere. Allora, mettiamoci d'accordo una buona volta tutti.
Oggi che ne abbiamo la possibilità, oggi che ci sono a
disposizione le risorse di Agenda 2000, per evitare di perdere
queste risorse e soprattutto di ritrovarci qui, tra quattro anni,
a piangere di nuovo sul fatto, per colpa di questo o di
quell'altro, ma comunque con le conseguenze che ricadono sui
siciliani che continueranno a soffrire la sete e sull'economia
dell'Isola che continuerà a soffrire della cronica mancanza di un
bene essenziale come l'acqua, che non è solo indispensabile per
il cittadino, che è ovvio, ma che è il motore dell'economia di
una regione, soprattutto di una regione come la Sicilia che basa
o vuole basare o vorrebbe basare il suo ulteriore sviluppo su due
poli trainanti che sono l'agricoltura e il turismo.
Ma come vogliamo fare il turismo se non abbiamo acqua da
fornire, magari negli alberghi, nei posti letto che dobbiamo
creare? Ma come vogliamo incentivare l'agricoltura, soprattutto
quella intensiva che si pratica in Sicilia, quella sottoserra e
comunque questo tipo di agricoltura che richiede l'impiego di
molte risorse idriche?
I mali sono tanti, i rimedi sono: la buona volontà di tutti
per cercare di non perdere questa ulteriore occasione e magari di
evitare altri disastri. Molti hanno parlato degli invasi e delle
dighe.
Io vorrei lanciare un altro input. Per esempio: mi si dice
che nella piana di Vittoria, fino a qualche decennio fa, la falda
acquifera era a sette-dieci metri di profondità. In seguito agli
insediamenti industriali - vedi Enichem ed altri poli
industriali, il Petrolchimico - e quindi allo sfruttamento
intensivo delle falde acquifere oggi, in quell'area, la falda
acquifera è precipitata e sprofondata a duecento metri, ci sono
pozzi trivellati a duecentosettanta metri ed esce acqua
salmastra.
Quindi, nell'affrontare il problema, vediamo di convogliare
tutte le risorse possibili per fare le opere che sono
indispensabili; poco importa se ci vorrà un anno, due o tre anni,
purché alla fine di questi tre anni non ci si ritrovi di nuovo ad
affrontare un dibattito, lasciatemelo dire, asfittico, inutile,
come quello che stiamo affrontando, perché è l'ennesimo dibattito
e soprattutto vegliamo acché scempi operati, come quello di cui
testé parlavo, sulle falde acquifere non ci siano più. Dopo di
che, se tutti mettiamo la buona volontà e tutti mettiamo da parte
l'interesse politico di parte - scusate il bisticcio di parole -
sono sicuro che oggi siamo nella condizione, grazie ad Agenda
2000, di risolvere il problema.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ognuno di
noi partecipa per quota-parte. Io sono una quota-parte. Io credo,
signor Presidente, che il dibattito di questa sera è una sorta di
"tressette col morto", nel senso che, dalla sua relazione, lei
continua a sfuggire rispetto ad un nodo che è politico, ma che è
innanzitutto gestionale. Lei, secondo una prassi che diventa
anche una sorta di farsa, recita un copione per cui tutto quello
che avviene in Sicilia, come in Italia o a Palermo nel caso
specifico, è colpa di chi c'era prima. Ieri c'era Jucci, anche il
Presidente Cuffaro, poi c'è il sindaco Cammarata che è un
campione di questa teatralità. Ieri c'era Jucci e quindi la
responsabilità era di Jucci, salvo poi scoprire che, non solo lei
continua ad omettere il nodo, ma attribuisce responsabilità a
persone che obiettivamente non ce le hanno e non le avevano per
la stessa norma-ordinanza che definiva i poteri e le
responsabilità di ciascuno dei soggetti in questione.
Insomma, oggi abbiamo meno acqua perché sarebbe stata
dissipata l'acqua che c'era. Questo è uno dei leit-motiv della
comunicazione. Onorevole Presidente, lei, quando il generale
Jucci ha lasciato la Sicilia, ha lasciato il suo incarico...
CUFFARO, presidente della Regione. Non completamente.
CRACOLICI. Lei continua a giocare su questo, lei sa bene che
il generale Jucci ha avuto affidato nella sua ordinanza i
compiti, come dire, di rendicontazione amministrativa degli atti
che aveva prodotto, rendicontazione amministrativa, non di scelte
nella qualità di commissario. Quando il generale Jucci, lo diceva
l'onorevole Capodicasa, è andato via, al primo dicembre 2001,
negli invasi siciliani c'erano dieci milioni di metri cubi in più
rispetto al 2000; lei oggi ci dice che le giacenze negli invasi
siciliani sono meno della metà rispetto a quelle che c'erano nel
maggio del 2001.
Ma tra il dicembre 2001 e il maggio 2002 ci sono stati ben
sei mesi; in questi sei mesi lei aveva tutto il tempo e tutti gli
strumenti per sapere che già col primo gennaio 2002 avevamo meno
acqua, che col primo febbraio avevamo ancora meno acqua, che col
primo marzo avevamo ancora meno acqua, per finire il primo aprile
quando avevamo meno della minore acqua che avevamo prima.
Ma cosa ha fatto in quei cento giorni? Lei continua a
giocare su questo grande buco che attiene alla sua responsabilità
innanzitutto nella qualità di Presidente della Regione, ancora
più dopo come commissario nominato il 6 aprile dal governo
Berlusconi.
Nella qualità di Presidente della Regione lei aveva gli
strumenti per comprendere che l'emergenza di cui si parla non è
soltanto l'emergenza che consente di avere procedure di
accelerazione per fare i grandi interventi infrastrutturali al
fine di eliminare le ragioni dell'emergenza. Ma nel 2002 noi
siamo dentro una emergenza nella emergenza; e questa emergenza
nella emergenza è data dal fatto che questa regione, e
soprattutto le aree di crisi più esposte al fabbisogno idrico,
tutta una serie di iniziative, compresa anche una eventuale
riduzione, nel mese di gennaio, non nel mese di aprile, della
quantità acqua pro capite che doveva essere assegnata al comune
di Palermo o al comune di Agrigento o a qualunque altro comune
che in qualche modo si preparava ad un'estate drammatica.
Noi stiamo affrontando questo dibattito, come dicevo col
tressette col morto, e lo stiamo facendo in una situazione in cui
c'è l'emergenza ma ancora non è esplosa, se non le avvisaglie che
abbiamo in questi ultimi giorni di ulteriori blocchi stradali
nella città di Palermo, per poi assistere alle barzellette del
sindaco di Palermo che oggi, non essendo più credibile sul fatto
che la responsabilità era di chi c'era prima, ed apparendo chiaro
che c'è una responsabilità nella distribuzione dell'acqua a
Palermo, sente il dovere di tirare le orecchie al presidente e ai
responsabili dell'azienda acquedotto di Palermo.
Ma insomma, tutti assistiamo a una sorta di farsa in cui la
colpa è sempre di qualcun altro. Lei è andato a Roma; abbiamo
assistito anche lì ad uno spettacolo, l'ennesimo spettacolo della
propaganda, che ha lasciato credere che attraverso quella
spettacolarità, anche quel modo di banalizzare, persino di
ridicolizzare figure istituzionali quali ad esempio il Presidente
della Regione, da parte del Presidente del Consiglio, insomma da
quell'evento avremmo risolto i problemi dell'emergenza idrica,
salvo poi scoprire che non solo quei provvedimenti non porteranno
neanche un litro di acqua in più in nessuna delle città siciliana
ma, aggiungo a questo, rispetto all'entità dei danni, alla
dimensione dei danni che si presenta con caratteristiche inedite
per la nostra Regione, per l'economia della nostra Regione,
insomma, anche lì "la montagna ha partorito un topolino": 70
miliardi di aiuti all'agricoltura. Ma qui parliamo di centinaia,
se non di migliaia di miliardi per sua stessa ammissione,
onorevole Presidente della Regione...
CAPODICASA. Oltre 1.500 miliardi di lire
CRACOLICI. Oltre 1.500 miliardi di lire di danni all'economia
siciliana saranno la conseguenza di questa grave emergenza
idrica.
Cosa si fa per tutto questo? Quali strumenti il suo Governo
e nella sua qualità di commissario lei sta prendendo? Sta
mettendo in cantiere per far fronte a quella che rischia di dare
un colpo serio, mortale a pezzi importanti dell'economia
sopratutto agricola, ma non solo, della nostra Regione.
Voglio sottolineare poi un aspetto che ha riguardato la sua
relazione ed in particolare non solo tutte le iniziative che lei
ha annunciato, che il suo Governo, la sua gestione commissariale
sta mettendo in piedi, salvo poi leggermi - Presidente, siccome
sappiamo tutti leggere - la relazione del commissario Jucci
consegnata alla stampa il 22 dicembre del 2001 e scoprire che in
quella relazione erano già definiti i provvedimenti ad esempio
sull'ANCIPA, i provvedimenti sulla diga di Blufi, l'esigenza di
connettere la diga Rosamarina e anche le iniziative relative
all'intervento di soggetti istituzionali straordinari, anche come
il genio militare. Insomma, lei la volta scorsa ci ha
resocontato su una attività che in verità in minima parte dipende
dalla sua gestione commissariale.
Ci ha parlato poi di altro. Ci ha parlato dell'esigenza, ad
esempio, di cominciare a ripensare la capacità e il come
approvvigioniamo l'acqua nella nostra Regione. L'acqua piovana
non basta, è stato detto. Dobbiamo inventarci qualcosa, dobbiamo
studiare, dobbiamo approfondire nuovi strumenti che possano
consentirci di uscire da una endemica crisi anche rispetto ai
processi di desertificazione che riguardano il Mezzogiorno.
Vorrei ricordarle, onorevole Presidente, dai dati forniti
dai suoi uffici che su 690 milioni di metri cubi attualmente
utilizzati per gli usi civili e potabili nella nostra Regione,
ben 550 milioni di metri cubi, quasi l'80% del fabbisogno
potabile e civile noi lo preleviamo dai pozzi e dalle sorgenti
e poco più del 12-13% dal punto di vista...
CUFFARO, presidente della Regione. Comunque sono dati un po'
diversi
CRACOLICI. Onorevole Presidente, le assicuro che sono dati
forniti dai suoi uffici, e poco meno del 12-13% l'acqua per usi
potabili e civili che utilizziamo dagli invasi.
Insomma, lei ha proposto un ulteriore approfondimento del
sottosuolo, studi che consentano di prelevare ancora dal
sottosuolo siciliano. Attenzione, onorevole Presidente Questa è
una strada che rischia di mettere per davvero in crisi qualunque
prospettiva della nostra Regione. Se continuiamo a pensare che
il sottosuolo è l'unica fonte, perché così è oggi - l'unica vera
fonte di approvvigionamento per il nostro fabbisogno idrico.
Io ho voluto porre anche questo tema che riguarda gli
scenari futuri, perché una cosa vorrei che fosse chiara:
l'emergenza idrica deve essere affrontata con l'obiettivo di dare
l'acqua e di risolvere il problema drammatico che in questo
momento vivono intere comunità.
Ma nessuno si illuda di pensare o di immaginare che
l'emergenza idrica serva a realizzare grandi opere e grandi
affari che potranno servire, a qualcuno o a qualcosa in nome
dell'emergenza.
Noi abbiamo bisogno di connettere ciò che abbiamo, di
ricollocarlo, di ammodernarlo, di rifare le reti, insomma abbiamo
bisogno di una grande attività di gestione e di manutenzione di
ciò che c'è, innanzitutto, per affrontare con serietà, con
competenza ciò che è il problema della Sicilia: l'acqua c'è e
gran parte di quest'acqua noi la disperdiamo.
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il dibattito
odierno sulla emergenza siccità impone una grande riflessione
perché uscire da questa emergenza è una scommessa per la Sicilia.
Non si può, infatti, parlare di sviluppo in Sicilia se non si
risolve questo grave problema. Ma è anche una scommessa per la
classe politica che oggi governa la Sicilia, onorevole
Presidente, è una scommessa soprattutto per lei che è il
governatore della Sicilia.
Io sono, come partito di Nuova Sicilia, assolutamente
convinta che le soluzioni e le strategie che lei ha individuato e
che ci ha anche comunicato nel suo documento, a noi diffuso,
potranno portare a quelle scelte che sono determinanti. Ma io
ritengo, onorevoli colleghi, che oggi vada fatta una riflessione
sulle cause che fanno sì che in Sicilia l'acqua che c'è si perda
e bisogna capire che cosa è che non funziona.
In realtà, onorevole Presidente, lei sa bene come la
frammentazione e la parcellizzazione, oggi esistente, tra più
interventi rende difficile una gestione unica delle risorse.
Questa gestione unica delle risorse è indispensabile se non
vogliamo che continui quella sovrapposizione di interventi, ma
anche quella dispersione degli interventi, polverizzazione che
non serve a niente altro se non a disperdere le risorse idriche.
Tra l'altro, gli acquedotti per usi potabili, purtroppo in molti
casi, lei sa bene, Presidente, obbediscono ad una logica
campanilistica perché ogni città, ogni comune vuole il suo
acquedotto da gestire autonomamente.
Questo, ovviamente, deriva dalla non applicazione della
cosiddetta legge Galli, la legge numero 36 del 1994, che invece
tenderebbe ad unificare le gestioni per una economia di scala.
Inoltre, l'uso nel campo idropotabile e in campo agricolo, che
c'è attualmente, è un uso spesso conflittuale. Il Piano delle
acque che lo Stato ha voluto, e che peraltro risale al 1968, già
presentava delle macroscopiche insufficienze di valutazioni.
Addirittura, già a quel tempo, alcune delle risorse idriche
ritenute ancora esistenti già non esistevano più.
E allora, la capacità di immagazzinamento, che oggi è
legata soltanto alle condizioni di piovosità, è assolutamente
insufficiente. Tra l'altro, assistiamo a ricorrenti crisi
metereologiche che impongono, oggi, una riflessione seria sulla
necessità di una programmazione pluriennale delle risorse e di
una manutenzione programmata delle infrastrutture idriche in
linea, naturalmente, con la legge numero 36 del 1994.
Quello che è drammatico, onorevoli colleghi, è che si
assista ad una vera e propria "guerra fra poveri" e i poveri, in
merito alla distribuzione idrica, sono le città e le campagne. E'
ovvio che piove meno ma non è una cosa che noi sappiamo da ora.
Basta guardare a quel fenomeno che è il riscaldamento globale a
cui la Terra va incontro per capire che il sud, molto presto, se
non s'interviene con una capacità di incidere a livello
strategico, diventerà sempre più un deserto e, addirittura, le
piogge violente - e ne abbiamo avuto un esempio in questi mesi -
non faranno che irrompere ancor di più nell'equilibrio della
natura con ulteriore danno sia all'agricoltura sia alla capacità
di immagazzinamento delle acque.
Allora, noi vediamo che si assiste, effettivamente, a un
rituale, signor Presidente, a un rituale che si verifica con una
drammaticità, direi ripetitiva: Agrigento a secco, le campagne
di Ribera senz'acqua, il razionamento delle risorse in varie
città.
Oggi ritengo che non possiamo più accontentarci di pensare
all'emergenza. L'emergenza è un dato che va affrontato, è una
realtà sulla quale bisogna intervenire con tempestività e noi
abbiamo un nostro modesto contributo in questo senso che viene
anche da uno studio che è stato redatto da ingegneri della
protezione civile ai quali ci siamo rivolti. In Sicilia nel 2002
manca il 37 per cento dell'acqua rispetto al 2001 e, questo, é
un dato drammatico.
Tuttavia, questo viene aggravato da una situazione
infrastrutturale inadeguata, con gravi problemi nel funzionamento
delle reti idriche sia interne alle città che nei grandi
adduttori esterni, sia nel funzionamento delle dighe, alcune non
ultimate, altre purtroppo drammaticamente non collaudate e
persino in stato di grave abbandono.
Emerge una cosa e dico, onorevole Presidente, che non mi
trovo d'accordo su chi lancia il "j'accuse" contro chi ha
governato prima, siano essi stati Governi di centrodestra o di
centrosinistra, una cosa emerge e cioè che abbiamo purtroppo
sempre sottovalutato questo problema delle risorse idriche in
Sicilia. Se una responsabilità ce l'ha la politica nel passato è
quella di non avere individuato nell'acqua una delle risorse
strategiche su cui puntare e un bene sul quale ripensare la
politica, anche in Sicilia, la politica dello sviluppo, se è vero
com'è vero che la zootecnia e l'agricoltura muoiono. Ma è vera
anche un'altra cosa, che dovremmo oggi intervenire con mano
decisa, onorevole Presidente, ed è giusto che lei questa mano
decisa, giacché ha il potere di agire, la utilizzi e questo
significa anche compiere scelte drastiche.
Uno dei problemi, per esempio, è l'acqua usata in
agricoltura dove serve e dove non serve, onorevole Presidente,
perché viene utilizzata, per esempio, nell'agricoltura acqua di
buona qualità destinata agli usi civili. Noi, non possiamo
consentire che venga utilizzata l'acqua da bere per gli usi
civili nell'agricoltura mentre dovrebbe essere utilizzata acqua
depurata che proviene dal riuso delle acque reflue.
Questo noi abbiamo il dovere di pensarlo e so che ci sono
anche, presso gli assessorati competenti, dei progetti che le
Pubbliche Amministrazioni, i vari Comuni, gli Enti locali hanno
prodotto. Allora che venga lì una risposta immediata per quanto
riguarda l'emergenza perché, ovviamente, riutilizzare le acque
reflue significa dare un grande ristoro, una grande mitigazione
al bisogno di acqua che oggi c'é, bisogno impellente. E' un
altro spreco, signor Presidente, onorevoli colleghi, vi prego di
non sottovalutarlo, che sempre in agricoltura assorbe il 50 per
cento dell'acqua raccolta negli invasi o nei pozzi con il
risultato che, ovviamente, s'impoveriscono le falde idriche
mentre noi sappiamo che, molto spesso, viene utilizzata
quest'acqua per produrre prodotti che non hanno mercato o che,
addirittura, vengono distrutti perché in eccesso. Anche questo,
ovviamente, impone una logica di ripensamento dell'uso delle
risorse idriche in agricoltura pensando che la programmazione e
la pianificazione servono proprio per dare ristoro ed evitare che
ci si trovi sempre di fronte ad una emergenza.
Oggi le emergenze sono tante, ma l'emergenza idrica, tra le
priorità, deve assumere il primo posto.
Noi abbiamo individuato una serie di risposte, abbiamo dato
un modesto contributo, ma sicuramente siamo contrari alla
privatizzazione delle risorse idriche, perché questo significa,
signor Presidente, non individuare bene il problema, non
affrontarlo con la dovuta incisività.
Infatti, non si interviene, o finora non si è intervenuto,
per evitare l'inquinamento dei corpi idrici sia superficiali sia
sotterranei; non si è attuato alcun intervento per la riforma dei
sistemi di irrigazione nell'agricoltura e nell'uso delle acque
reflue depurate per l'industria; non si applicano sistemi di
risparmio delle risorse idriche e, poi, si pensa alla
privatizzazione come se questo possa essere il vero problema o la
risoluzione del problema.
Noi abbiamo bisogno di dare attuazione alla legge n. 36 del
1994 per mitigare l'emergenza e soprattutto per pianificare e
programmare le risorse idriche.
Ciò significa approntare un piano per la distribuzione anche
facendo uso di quel programma previsto nella relazione Jucci del
dicembre 2001 proprio in merito alle attuali disponibilità;
significa, anche, un controllo delle infrastrutture di
captazione, regolazione e adduzione delle risorse; significa
predisporre tavoli di controllo delle risorse con le Prefetture;
significa attivare squadre di pronto-intervento per risolvere nei
punti critici il problema.
Ovviamente, questo richiede anche interventi
infrastrutturali. E io mi chiedo (ne parlavamo prima con
l'Assessore per i lavori pubblici): perché non dare la regia di
tutti questi interventi all'Assessore per i lavori pubblici che,
per competenza, dovrebbe essere quello titolato a trovare le
soluzioni?
Ci sono progetti urgenti da realizzare e questo significa
porsi degli obiettivi. Proporre una analisi dello stato delle
infrastrutture, fare una radiografia degli schemi idrici,
adeguare le dighe alla normativa vigente, ponendo fine - come
qualcuno diceva - allo scandalo delle dighe non collaudate, non
realizzate.
Abbiamo bisogno di fare una serie di interventi ma anche di
attivare alcuni strumenti organizzativi come potrebbe essere
quello di individuare dei tavoli tecnici per il coordinamento di
settore, la costituzione di gruppi di lavoro con obiettivi
precisi.
Tutto questo, signor Presidente, serve Serve perché non
avremo altre scommesse da potere vincere se non vinciamo questa
priorità che, voglio ripetere in modo anche non certamente
rituale, che è tra le priorità quella più importante, quella
determinante, altrimenti non si capisce di quale sviluppo si
possa parlare in Sicilia.
Signor Presidente, concludo affermando il pieno contributo
di solidarietà agli sforzi che lei sta mettendo in campo tenendo
presente che sulle emergenze storiche, come queste, non ci
possono essere divisioni; almeno all'interno di questo Parlamento
non ci dovrebbero essere divisioni.
La politica esige l'unità degli sforzi, la coerenza della
visione strategica attorno agli obiettivi importanti e
soprattutto la condivisione delle scelte quando esse vanno in
direzione della risoluzione dei veri problemi.
Ribadisco quindi piena solidarietà per le strategie poste in
essere dal suo Governo, e come Gruppo che sostiene questa
maggioranza certamente non farà mancare il proprio appoggio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ardizzone. Ne
ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, io francamente mi sentivo rappresentato
dall'intervento e mi sento rappresentato dall'intervento del mio
capogruppo onorevole Cintola. Ho ascoltato con grande attenzione
gli interventi degli onorevoli colleghi che mi hanno preceduto e
ho l'impressione come se ciascuno di noi recitasse in questa Aula
un ruolo: c'è chi recita il ruolo di componente della
maggioranza, c'è chi recita il ruolo di componente
dell'opposizione, cioè, come se nessuno di noi avesse ascoltato
le parole del Presidente della Regione, come se nessuno di noi
avesse letto la sua relazione.
Perché faccio questa considerazione? Perché dagli interventi
dei colleghi dell'opposizione si evince probabilmente un panorama
del tutto diverso da quello che ha rappresentato il Presidente
della Regione. E mi riferisco alla descrizione certamente
drammatica della situazione idrica nel nostro territorio sia che
riguardi la Sicilia occidentale sia che riguardi in parte la
Sicilia orientale. Ma nel rappresentare proprio la crudezza di
questa situazione, non ho colto, rileggendo quanto dichiarato dal
Presidente della Regione, l'intenzione di attaccare chi lo ha
preceduto nella gestione; non ho visto attribuire responsabilità
a destra e a sinistra.
Penso che lo spirito del suo intervento fosse tutt'altro;
credo che fosse uno spirito di costruzione, uno spirito di
adesione ad un programma che non è solo del Presidente della
Regione ma che deve diventare un programma dell'intera Assemblea,
di tutti i 90 deputati.
Se noi leggiamo con attenzione la relazione che ci è stata
fornita o riascoltiamo la registrazione delle parole del
Presidente della Regione, nessuno di noi non può non condividere
quello che è stato detto in questa Aula. Perché evidenzio questo
dunque? E qui faccio un po' di autocritica e non per recitare il
ruolo di componente della maggioranza.
Il Presidente della Regione innanzitutto ha evidenziato con
crudezza alcuni dati: c'è stata una diminuzione di acque per 184
metri cubi rispetto al 2001. Noi quindi dobbiamo partire da
questo dato fondamentale. Egli ha rappresentato con drammaticità
qual è la situazione dei tre invasi principali: cioè dell'invaso
Blufi, dell'Ancipa, dell'invaso di Pietrarossa. Allora, la novità
che dobbiamo cogliere da questo Governo è che si tratta di un
governo diverso da quelli precedenti, se non altro perché è un
governo eletto direttamente dal popolo e perché è un governo che
ha sottoscritto un contratto con gli elettori, ed al primo punto
ha posto proprio la risoluzione del problema idrico.
Potremmo dire giuridicamente quindi che nell'intervento del
presidente della regione, sollecitato proprio dall'onorevole
Cintola, ci sono state delle clausole aggiuntive. Il presidente
della regione, infatti, nel sottoscrivere il contratto con i
siciliani ha posto, ripeto, il problema idrico al primo punto, ma
nel suo intervento ha specificato - e adesso se mi è consentito
lo rileggo - che i lavori della diga Blufi sono iniziati la
scorsa settimana, il primo settembre ripartiranno i lavori della
diga Ancipa; quelli per Pietrarossa saranno avviati tra dieci
giorni mettendo in evidenza, dunque, quali potevano essere le
difficoltà. Difficoltà che non possono essere compresi dal comune
cittadino, ma per chi vive e fa politica e sta tra la gente, si
rende conto e capisce quanto sia difficile spesso proprio per le
difficoltà burocratiche andare a risolvere quelli che possono
essere gli interessi per la salvaguardia di beni quali, per
esempio, la struttura di Pietrarossa e quali possono essere gli
interessi maggiori in questo caso per avere l'acqua.
Il Presidente della Regione ci ha riferito che partono con
immediatezza questi lavori e queste strutture; è stata avviata
una conferenza di servizi. Sono questi dunque i dati sui quali
bisogna riflettere.
Per quanto concerne i tempi di completamento degli invasi,
ribadisce il Presidente della Regione, sono 4 anni per la diga
Blufi per l'espletamento della gara, anche se l'associazione
temporanea di impresa ha detto che lo farà prima; per la diga
Ancipa credo che anche questa abbia bisogno di almeno due o tre
anni; per la diga di Pietrarossa, per la verità, si è quasi alla
fine però è chiaro che i lavori dureranno almeno un anno e mezzo,
due.
E allora la novità in cosa consiste? Consiste nel fatto che
c'è un Governo eletto direttamente dal popolo, che sarà in carica
per almeno 5 anni - e qui sta la novità -, avere programmato,
avere dato delle date certe e non scaricare eventualmente su se
stesso le responsabilità della mancata realizzazione. Abbiamo il
dovere come Aula e come maggioranza, ma ritengo anche come
opposizione, che sulla base di queste che rappresentano le
clausole aggiuntive rispetto al contratto sottoscritto con i
siciliani di dare massimo appoggio, diceva l'onorevole Lo Curto,
massima solidarietà ed io ritengo massimo appoggio, massimo
stimolo certamente con l'attenzione che spetta proprio ad
un'Assemblea parlamentare di sollecitare, di controllare di volta
in volta ma senza dietrologie. E quando dico senza dietrologie,
me lo consenta l'onorevole Giannopolo, che nel corso del suo
intervento ha fatto riferimento non so a quale mistero
nell'affidamento a trattativa privata, anche su questo c'è una
grande confusione onorevole Giannopolo. Facendo riferimento ad
una società che è sì società per azioni ma è una società la cui
quota maggioritaria è detenuta dal Ministero del Tesoro...
CUFFARO, presidente della Regione. Totale non maggioritaria.
ARDIZZONE...e se noi rileggiamo le carte o risentiamo la
registrazione dell'intervento del Presidente della Regione ci
renderemo conto che probabilmente l'intervento dell'onorevole
Giannopolo, ma ritengo che non ci sia stato probabilmente e se è
stato fatto in buona fede, non c'era spero alcuna dietrologia
perché il Presidente ebbe a dire, parlando proprio
dell'alternativa di far ricorso alle navi-dissalatori che proprio
il Ministero delle finanze avrebbe affidato alla SOGESID, la
quale è una società del Ministero del tesoro la possibilità di
andare a recuperare queste navi di pronto intervento.
In questo sta la novità, noi dobbiamo avere da parlamentari,
da rappresentanti eletti direttamente dal popolo ma che svolgono
un ruolo diverso rispetto al Governo è in questo che sta la
novità e noi dobbiamo esercitare fino in fondo questo ruolo ma lo
dobbiamo esercitare sgombro da ogni dietrologia, sgombro da ogni
preconcetto, questo è il nostro dovere e lo dovremo portare fino
in fondo.
Poi, credetemi onorevole Capodicasa, io non vedo e non
vorrei banalizzare il discorso della task-force che certamente è
un pronto intervento ma dire che viene affidato proprio al
ministro Lunardi di guidare una task-force, cioè un'azione di
pronto intervento tra due perchè si parlava proprio del problema
di collaudare le dighe, proprio a questo proposito si parlava di
task-force, io non vedo alcuna difficoltà, nessuna necessità di
banalizzare proprio anche il termine stesso perchè ci si è resi
conto, come spesso sono proprio i lacci e laccioli burocratici a
legare proprio la celerità della spesa a degli interventi.
Quindi, il massimo sostegno che spero non solo sia mio personale
ma di tutti i 90 deputati rispetto ad un programma del Presidente
della Regione corredato, ripeto, con le clausole aggiuntive che
nel suo autorevole intervento proprio perchè si scommette la sua
credibilità e ritengo la credibilità di tutta una maggioranza. E
per questo ritengo di dover dare il mio modesto contributo. Tutti
noi ci dobbiamo scommettere affinché quelle clausole aggiuntive,
quei tempi vengano rispettati anzi accelerati.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il presidente della regione
per la replica.
CUFFARO, presidente della regione. Signor presidente,
onorevole colleghi, vorrei ringraziare il Parlamento per l'utile
ed interessante dibattito che questo pomeriggio abbiamo svolto.
Dibattito dal quale ritengo questo governo, il presidente
della regione, debba avere capacità, oltre che certamente,
possibilità di prendere quanto di costruttivo è emerso. E c'è
certamente parecchio in molti interventi, anche se sento il
dovere di fare alcune puntualizzazioni non perchè mi senta in
qualche modo sotto accusa, ma perchè credo che sia giusto fare
delle puntualizzazioni a chiarimento di alcune cose che dal
dibattito sono emerse, fermo restando che c'è la ferma volontà di
questo governo di prendere atto di tutta una serie di proposte
che sono venute fuori e che saranno, certamente, non soltanto
valutate ma propositivamente accolte nell'interesse di un
progetto di risoluzione che sta certamente a cuore di tutti.
Nel mio intervento che ho svolto l'altra volta, nella
relazione che ho voluto consegnare ai parlamentari, vengono
trasmessi dei dati che oggi i nostri servizi, i nostri uffici ci
danno e che non credo possano essere messi in discussione perchè
si tratta di dati obiettivi alla data in cui li abbiamo
presentati.
Non so chi riferisca i dati all'onorevole Raiti. Non metto
in discussione che l'INEA abbia quei dati, metto in discussione
il fatto che siano quelli esatti.
Comunque sono, in qualsiasi momento, pronto assieme ai miei
uffici ad avere computati questi dati che non possono essere,
certamente, messi in discussione solo perchè ci sia una società
che ritenga siano sbagliati.
Non è certamente questo il problema La verità è che oggi
abbiamo una dotazione di acqua nei nostri invasi che è
assolutamente inferiore a quella che c'era già l'anno scorso per
questa data.
Mi sono limitato a fornire i dati, quelli che c'erano,
quelli che ci sono e che testimoniano di per sé l'acqua che
manca.
Non voglio fare nessuna polemica. Che poi l'acqua non sia
stata certamente bevuta da qualcuno ma sia stata distribuita ai
cittadini della Sicilia questo è fuori discussione
E' chiaro, però, che in una programmazione la distribuzione
dell'acqua deve essere razionalizzata. In questo momento potrebbe
non esserci nessun problema di acqua né ad Agrigento, né a
Palermo; basterebbe triplicare la dotazione che c'è e questo ci
comporterebbe che da qui a tre mesi non avere più neanche il
minimo indispensabile.
Ognuno fa, quindi, un ragionamento di programmazione. Per
quel che mi riguarda la programmazione che ho portato non è
frutto della mia fantasia e neanche di farneticazione - come
qualcuno ha voluto sottolineare - è frutto di uno studio di
esperti che conoscono il sistema idrico siciliano, che in molti
casi hanno contribuito a costruirlo.
Sono docenti universitari certamente e risaputamente
conosciuti, che non hanno colorazione partitico-politico e lo
voglio sottolineare; anzi, se dovessimo dargliela non è
certamente quella di appartenenza alla mia coalizione, sono solo
persone che conoscono e che stanno facendo i conti per sapere
come si deve superare un momento difficile, drammatico e di
emergenza.
L'emergenza esiste, onorevole Giannopolo. Chi dice che non
c'è emergenza? Stiamo parlando di un'emergenza che, ormai, è
consolidata; mi meraviglio che lei pensi che qualcuno sostenga
che non c'è emergenza
Dico che in questo momento la distribuzione dell'acqua che
arriva nelle due città più in crisi, che sono Agrigento e
Palermo, è una dotazione di acqua che consente la possibilità di
una vita civile, ma che potrebbe essere di più, anzi, che
potrebbe essere maggiore e avremmo meno problemi: questo è fuori
discussione.
Però stiamo distribuendo l'acqua in maniera tale che si
possano superare momenti più difficili per arrivare, speriamo, ad
una posizione, di qui a qualche mese, dove torni ad esserci la
fonte principale di approvvigionamento idrico che è la pioggia.
Questo non vuol dire che siccome ci sono le piogge si
riempiono gli invasi e che questi sono la fonte di
approvvigionamento primario per gli usi civili. No, le piogge
servono, comunque, ad alimentare qualsiasi forma di
approvvigionamento idrico che, in questo momento, utilizziamo,
siano essi gli invasi, siano essi le sorgenti o i pozzi. Sono
tutte fonti che vengono alimentate dalle piogge.
E' chiaro che se non piove per due anni consecutivi, il
problema si aggrava. Perché non sono farneticazioni le proteste
che fanno i nostri agricoltori che non hanno potuto seminare
foraggio, onorevole Giannopolo Qui, non è piovuto quest'anno,
non si sono potuti seminare i foraggi, nel senso che non sono
cresciuti e, quindi, c'é un problema.
Da due anni piove poco in Sicilia, talmente poco che si
stanno cominciando ad esaurire le risorse degli invasi e che
cominciano a diminuire, notevolmente, le risorse dei pozzi, che
continuano ad essere una fonte importante dell'utilizzo del
sistema idrico civile, comprese le nostre sorgenti.
Per dirne una: il problema che abbiamo in questo momento a
Palermo città è totalmente collegato al fatto che una sorgente
che dava sino ad una settimana fa 150 litri di acqua al secondo,
da una settimana non dà più un litro di acqua.
Questo vuol dire che un intero quartiere o quasi, che si
approvvigionava da quella fonte da dove riempiva le cisterne, è
rimasto purtroppo senz'acqua.
Lì c'é stato un tentativo di rimediare che sta causando dei
guasti in questo momento a Palermo città.
Questo è il tema: non possiamo dire che non c'è un problema
delle piogge, perché il problema delle piogge c'è, onorevole
Capodicasa. E non solo c'è in questi due anni: purtroppo il
nostro servizio idrografico che lei sa essere un servizio
efficiente, ci dice che negli ultimi 25 anni l'andamento
pluviometrico in Sicilia è diminuito costantemente ogni anno.
Questo impone una riflessione.
Io non sono innamorato di fonti alternative a quelle
piovane. Se ci fossero le piogge, quello sarebbe il sistema
primario che continua a rimanere.
Io mi pongo un interrogativo che è giusto che il Parlamento
si ponga: ma se non dovesse piovere per un altro anno o per altri
due anni consecutivi, cosa faremo fra due anni? Ci porremo il
problema di cosa avremmo potuto fare oggi?
Io me lo pongo oggi il problema, onorevole Cracolici, e
ponendomi il problema devo cominciare a pensare a possibilità di
fonti di approvvigionamento idrico diversificate da quelle
piovane. Fermo restando che quelle rimangono le principali e,
comunque, rimarranno principali anche quando troveremo rimedi
alternativi. Però il problema ce lo dobbiamo porre, altrimenti
aspetteremmo sì, allora, di affidarci soltanto alla divina
provvidenza.
Queste fonti di approvvigionamento idrico non sono per me
quelle primarie, io non sono innamorato e non ho mai detto che
faremo cinquanta dissalatori in Sicilia; sfido chiunque a trovare
da qualsiasi parte una mia intervista in tal senso
Dico che in alcuni posti diventano indispensabili, dico di
più: diventa necessario sostituire quelli che ci sono in questo
minuto che stanno dando acqua in alcune province, vedi quello di
Trapani che, gestito dalla Regione costa il triplo di quanto
costerebbe un privato che fornisca l'acqua alla Regione. Questo è
certo.
Cominciamo a ragionare su questo, perché un'amministrazione
che si vuole dare delle regole deve cominciare a farlo e io
immagino che se oggi...
CAPODICASA. Lei ha votato una delibera di giunta che prevedeva
l'approvazione dell'accordo di programma-quadro in cui era
previsto il dissalatore di Agrigento.
CUFFARO, presidente della Regione. Ci stiamo lavorando. Non
c'entra l'accordo di programma-quadro, onorevole Capodicasa,
l'accordo di programma-quadro prevede le grandi infrastrutture, i
dissalatori dovremo farli. Sui dissalatori bisogna fare un
ragionamento e dobbiamo farlo serenamente, perché il "dagli
all'untore" di cui parla l'onorevole Cracolici, non è un modo di
risolvere i problemi. Non possiamo continuare a gridare "al lupo,
al lupo " e a non fare le cose perché se si facessero qualcuno
potrebbe dire: e se poi la criminalità...
Noi dobbiamo fare tutto quello che serve, perché questo non
succeda, ma non possiamo immaginare di fermare il nostro
programma solo perché qualcosa può succedere.
Io sono d'accordo a fare protocolli d'intesa che abbiamo già
fatto con la Guardia di Finanza, che stiamo definendo in Sicilia
con Carabinieri e Polizia, e non è il Carabiniere che guarda i
cantieri, onorevole Giannopolo. Lei non era presente quel
giorno, quindi probabilmente si sarà distratto e qualcuno le ha
riferito cose diverse. Il nostro protocollo prevede cose ben più
importanti. La inviterò, se vuole, a leggerlo e si renderà conto
che stiamo parlando di cose diverse; le stesse cose che lei
immaginava si dovessero fare, noi le stiamo già facendo.
Il protocollo vero è questo. Ma la prego, onorevole
Giannopolo, lei ha elencato una serie di cose che il legittimo
dubbio a noi sovviene. Forse lei pensa che siccome tutte queste
cose sono difficili da fare, noi non dovevamo riaprire la diga
Blufi. Questa politica non mi appartiene onorevole Giannopolo.
Blufi andava riaperta perché è un'opera importante, e bisogna
farlo nel rispetto della legalità, ma andava riaperta. Il
sospetto dal suo ragionamento che non dovessimo far niente per
evitare di poter far male, a me è venuto, è una mia supposizione;
lei ne ha dette tante, ne faccia dire qualcuna...
GIANNOPOLO... undici prescrizioni...
CUFFARO, presidente della Regione....certo che lo abbiamo
fatto. Lei pensa che non ci siamo attenuti a questo, però sa
quando uno dice sette volte 'avete fatto' prima di fare, a me il
sospetto che forse questo qualcuno non vuole che si faccia mi
viene. Mi lasci sospettare ogni tanto, credo che sia giusto.
Mi dispiace che lei, da attento parlamentare di quest'Aula,
non si sia accorto che noi abbiamo approvato una norma che tende
a scongiurare proprio la possibilità che ci siano degli Ato che
abbiano più acqua e degli Ato che ne abbiano meno e che quindi
qualcuno sia costretto a pagarla di più. Noi abbiamo fatto una
norma dove abbiamo costituito il sovrambito, onorevole
Giannopolo, ed è stato fatto proprio per la scelta che nel
sovrambito ci possa essere una equa distribuzione delle acque.
Che poi da questa scaturisca un equo prezzo delle acque in tutti
gli Ato...
Questa sua perplessità, che non si debba fare niente, che
non si debbano attivare processi di privatizzazione..., io ho
l'impressione che qui invece ci si voglia in qualche modo
accusare di quello che stiamo facendo. C'è una legge, che è la
legge Galli, alla quale noi ci stiamo attenendo, e forse anche in
ritardo. Tuttavia, per questo non vado a ricercare responsabilità
che non mi interessano. Noi stiamo portando avanti lo strumento
degli Ato e stiamo portando avanti un processo di privatizzazione
dell'EAS che lei conosce e che è stato anche votato da questo
Parlamento. E che io sto portando avanti perché è giusto che
sia fatto.
Il prezzo dell'acqua, proprio in virtù di questo, sarà
controllato e potrà essere meglio controllato proprio perché ci
sarà un sovrambito che distribuirà l'acqua. Sulla SOGESID credo
abbia preso una grande cantonata. Ma non è che ha preso una
cantonata perché alla SOGESID Bassolino ha dato l'incarico di
stanziare quattrocento miliardi per la progettazione. Bene ha
fatto Bassolino nel fare questo. Ma Bassolino l'ha fatto perché
invece di spendere i soldi della Regione siciliana per dare
l'incarico agli esterni, ha utilizzato una società a totale
partecipazione del Ministero del Tesoro, una S.p.A. 'in house' si
chiama, i tecnici così la chiamano, prevista dal regolamento CE e
che con propri soldi, cioè con i soldi della società, darà gli
incarichi di progettazione che non costeranno niente a Bassolino,
come non costeranno niente a me che sto facendo allo stesso modo.
Se poi in questo lei ritiene di vederci anche altre cose, io le
sto dicendo soltanto cos'è la SOGESID; poi le scelte le faccia
lei, a me non appartengono. E' giusto che alcune precisazioni si
facciano.
Credo che questo dibattito parecchie cose importanti le
abbia dette; io le ho recepite per intero, come devo dire avevo
letto anche il documento che l'onorevole Miccichè mi aveva
consegnato quando sono cristianamente andato a trovarlo
all'ospedale.
Ho letto il suo documento, onorevole Miccichè, che trovo sia
scritto bene. Stiamo verificando cosa si può realizzare delle
cose da lei scritte nel documento. Noi non abbiamo alcun
interesse a non fare arrivare acqua ai cittadini agrigentini
Abbiamo interesse, dato che sosteniamo che in questo minuto hanno
meno di quello che dovrebbero avere, che l'acqua che sta per
arrivare, giunga in modo sufficiente a dare risposte esaustive,
al minimo ma esaustive, attraverso una distribuzione concreta,
senza creare problemi.
Io non voglio tornare su quello che stiamo facendo come
programmazione; in proposito condivido le cose che ha detto
l'onorevole Capodicasa, le strutture che serviranno a cambiare
quello che é in questo momento il problema idrico in Sicilia
sono quelle, non ce ne possono essere altre, le conosciamo tutti,
si sanno già da quindici anni quali sono; il problema é che in
quindici anni non le ha fatte nessuno E non voglio ricercare
responsabilità.
CAPODICASA. Noi abbiamo fatto subito le cose che dovevamo
fare
CUFFARO, presidente della Regione. Anche le mie
responsabilità, onorevole Capodicasa, di tutti, non é questo il
problema. Io opere che sono partite negli ultimi quindici anni
non ne ho viste; ho visto opere che si sono fermate e non dico
chi le ha fermate (Blufi, Pietrarossa, eccetera), non è questo il
problema. Noi le abbiamo sbloccate e abbiamo dimostrato di
volerle sbloccare e l'abbiamo fatto, abbiamo sbloccato l'Ancipa,
abbiamo sbloccato Blufi, e nella prossima riunione di Giunta
sbloccheremo anche Pietrarossa, assumendoci responsabilità. Però
in quindici anni non si sono fatte; io le ho cominciate a fare.
Ho fatto la Gela-Aragona, abbiamo fatto la Favara di Burgio,
abbiamo dato incarico di fare gli altri e saranno pronti. Vorrei
ricordare a questo Parlamento, nel caso in cui qualcuno non lo
sapesse, siccome leggo anche in un'interrogazione che bisogna
fermare il processo di privatizzazione, io ho il dovere di
ricordare a questo Parlamento che sugli interventi sul sistema
idrico di uso civile e potabile la Regione, il pubblico non può
fare un intervento che sia superiore al 70 per cento; se non c'é
il privato che ci mette il 30 per cento, noi queste opere non le
potremo fare. E allora é necessario fare l'Ato, perché é la
condizione indispensabile per l'utilizzo dei fondi; è importante
per noi fare anche la privatizzazione dell'EAS perché sarà l'EAS
privatizzata che dovrà mettere il 30 per cento per realizzare le
opere: lo dico perché questo Parlamento lo sappia. A parte che é
nostra convinzione che privatizzare l'EAS e dare ai privati la
possibilità di gestire un ente che, così riorganizzato, sarà
certamente più funzionale. Questo é il mio parere personale.
Per concludere, a questo Parlamento dico che tornerò, e mi
convince anche la proposta dell'onorevole Capodicasa di aprire un
dibattito anche nella sede della Commissione, dove probabilmente
avremo più opportunità di capire le cose che possiamo fare. Io
voglio cogliere quanto di positivo e quanto di più utile c'é da
parte di tutti quelli che vorranno dare un contributo perché si
risolva un problema che é di tutti, che non può essere un
problema che riguarda soltanto il commissario per l'emergenza
idrica. Certo, apparire nel telegiornale più seguito d'Italia,
tra il primo ed il secondo tempo della partita di calcio
dell'Italia, dove si vedono le barricate dentro Palermo di chi
protesta perché non c'é l'acqua non é certamente una cosa che può
fare piacere a nessuno, a nessuno dei siciliani di qualsiasi
partito e di qualsiasi colore politico. Io credo che noi dobbiamo
lavorare perché questo non abbia più a succedere, accogliendo da
parte di tutti le esperienze, i consigli, anche tutta una serie
di problematicità che ci mettano in condizione di rivalutare
anche le nostre scelte. Perché nessun qui é perfetto: può darsi
che noi ci convinciamo di una tesi, come quella di cui era
convinto l'onorevole Raiti, che può essere rimessa in discussione
e poi essere rivista.
Quindi io prendo di questo dibattito in assoluto tutte le
proposte e vorrei dire anche i consigli che sono venuti e che
farò miei e accetto di buon grado l'invito, che da alcuni
parlamentari é stato fatto, di riprendere non soltanto la
discussione dell'APQ che, per quel che mi riguarda possiamo
riprendere insieme, ma anche scegliere insieme nuove possibilità
di programmazione di fonti idriche alternative.
E' una scelta che questo Parlamento, secondo me, deve
intestarsi nella sua complessità, perchè è una scelta importante
che guarda a quello che è il futuro di questo problema per i
siciliani.
Io non me la sento di dire che deve essere una scelta che
devono fare soltanto il Commissario per l'emergenza idrica e il
Governo; se c'è un Parlamento, se c'è una commissione che ci
aiuti a riflettere, a fare questo, ben venga. Troviamo però
insieme, senza strumentalizzazione, senza demagogia, le utilità e
le possibilità che ci aiutino a portare avanti concretamente
questo problema.
E' di questa sensibilità che io vorrei farmi carico ed è con
questo auspicio che raccolgo le indicazioni che il Parlamento mi
ha dato, dichiarando la mia disponibilità ad altri incontri, sia
in Commissione sia nuovamente in Parlamento, perchè su questo
problema il Parlamento e la Commissione possono contribuire a ciò
che di più utile serve in questo momento alla nostra terra.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Presidente della Regione.
Essendosi esaurito il dibattito con la replica del Presidente
della Regione, si passa alla votazione delle mozioni numero 114 e
numero 21, la cui discussione è stata unificata con il dibattito
sulle comunicazioni del Presidente della Regione, relative alla
crisi idrica.
CAPODICASA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, lei non ha annunciato all'Aula
che c'è un emendamento alla mozione numero 114 che sopprime nella
parte impegnativa l'alinea riguardante - ma forse anche nella
parte motiva - la trasformazione in società per azioni dell'EAS e
la creazione comunque di un soggetto di diritto privato di
gestione delle risorse idriche.
Se i colleghi presentatori della mozione concorrono a
sopprimere questa alinea, noi siamo propensi a votare la mozione
che poi, per il resto, formula delle proposte, secondo noi
condivisibili ancorché generiche.
Ove questa mozione non dovesse essere corretta attraverso
questo emendamento, considerato che per noi è un punto non
secondario la creazione del soggetto di diritto privato che, come
si sa, è stato introdotto con una norma della legge finanziaria
numero 10 del 1999, che oggi arriva al suo compimento, anche se
non abbiamo condiviso le modifiche introdotte dall'attuale
maggioranza, che, anziché adottare le procedure di
trasformazione in società per azioni dell'EAS, ha proceduto al
mantenimento dell'EAS e alla creazione di una società mista,
ancorché non condividiamo queste procedure, ma il processo, che è
quello della creazione del soggetto di diritto privato, noi lo
abbiamo, non condiviso, lo abbiamo creato noi con la legge numero
10 del 1999. Quindi ne siamo pienamente convinti, non solo per le
ragioni che qui ha portato adesso il Presidente della Regione
relativamente all'esigenza inderogabile di istituire questo
soggetto per potere utilizzare i fondi comunitari, ma anche
perchè, secondo il nostro punto di vista, la strada da seguire
anche nel settore delle acque è questa, anche da un punto di
vista, se si vuole, di principio.
Approfitto di avere la parola per dichiarare che la proposta
che ho avanzato, che mi sembra sia stata raccolta dal Presidente
della Regione, di trovare una sede che non sia quella dell'Aula,
perché giustamente il Presidente dell'Assemblea ci fissa dei
limiti, a meno che la Presidenza dell'Assemblea, come altre volte
si è fatto, non decida di dare un tempo più congruo, però la
Commissione mi pare che sia la sede più idonea, anche per un
confronto ravvicinato sui temi, sia quello dell'APQ, sia quello
dell'emergenza - chiamiamola così - estiva, dove anche alcuni
aspetti di carattere normativo, che l'onorevole Giannopolo ha
sollevato, di interpretazione giuridica, su cui è tornato il
Presidente, possano essere discusse con un altro spirito, cioè
con lo spirito della discussione specifica, tecnica, cosa che in
Aula ovviamente non può essere fatta.
Ovviamente, in quella occasione noi ribadiremo i punti di
dissenso che permangono con le dichiarazioni del Presidente della
Regione, compresa la ricostruzione di tutta la vicenda. Il
Presidente continua a dire: le opere sono quelle, in quindici
anni non si sono realizzate, non si sa per responsabilità di chi,
oggi noi le riprendiamo. Il Presidente oggi non potrebbe
riprendere nulla se nel 1999 il Governo della Regione siciliana
non avesse deciso di inserire, tra i progetti da finanziare con
le risorse delle aree depresse, trasferite dallo Stato, la diga
di Blufi, quindi è lì la scelta. Dopo di che è chiaro, arriva il
Presidente e procede in quella direzione. Oggi il Presidente
della Regione trova la tavola imbandita e mi fa piacere che
intenda proseguire, ma sia chiaro che a imbandirla sono stati gli
altri, ancorché altri ancora, prima, avevano provveduto a
sparecchiare, questo per usare una metafora.
PRESIDENTE. Onorevole Capodicasa, prima che concluda, lei ha
fatto una proposta ai firmatari della mozione e cioè di emendarla
nel penultimo alinea della parte motiva, laddove fa riferimento
alla trasformazione dell'EAS in Spa e nel terzo alinea, nella
parte degli impegni laddove fa riferimento alla privatizzazione.
Non sono stati, però, formalizzati gli emendamenti.
CAPODICASA. Presidente, se questa condizione viene
soddisfatta, ovviamente noi votiamo favorevolmente.
RAITI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAITI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a seguito del
dibattito e di un ragionamento che abbiamo fatto con il Governo,
abbiamo deciso e trovato una soluzione comune che prevede nella
mozione originaria la soppressione....
(L'onorevole Cintola parla con il Presidente della Regione)
PRESIDENTE. Mi scusi onorevole Raiti se la interrompo.
Onorevole Cintola, l'onorevole Raiti sta sottoponendo al Governo
un testo emendato della mozione a firma sua e di altri. Questo
testo, emendato, se accolto dal Governo, determinerebbe un voto
unanime rispetto alla mozione stessa, quindi è opportuno che il
Governo ascolti le modifiche che sta introducendo l'onorevole
Raiti.
RAITI. Dicevo, nel testo originario, nella parte motiva, dopo
'ritenuto che' il primo capoverso viene soppresso, da 'la
trasformazione' fino a 'l'acqua'. Poi, successivamente alle
parole 'Impegna il Governo della Regione a garantire attraverso
misure adeguate ed urgenti l'accesso all'acqua nelle quantità e
qualità necessarie al fabbisogno dei cittadini siciliani' si
aggiunge: ',ricorrendo ove necessario alla requisizione
temporanea di pozzi privati;'. Nel successivo capoverso, dopo le
parole 'a procedere con i necessari strumenti' si aggiunge la
parola 'normativi' proseguendo con le parole 'all'istituzione di
una Autorità unica delle acque'; tutto il resto viene soppresso.
Il successivo capoverso, che comincia con le parole 'a
riconsiderare il processo', viene soppresso per intero.
Nell'ultimo capoverso si aggiungono le parole 'ad adoperarsi per
evitare', si sopprimono le parole 'a ridurre i' e quindi
rimangono le parole 'ad adoperarsi per evitare prelievi eccessivi
e sconsiderati imposti dalla realtà' e continua così come nel
testo era previsto.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dall'onorevole
Raiti il seguente emendamento alla mozione n. 114:
- nella parte motiva, dopo le parole "ritenuto che" sopprimere
il primo alinea da "- la trasformazione" fino a "l'acqua";
- nella parte impegnativa:
- al primo alinea dopo le parole "cittadini siciliani"
aggiungere le seguenti: "ricorrendo, ove necessario, alla
requisizione temporanea di pozzi privati;";
- al secondo alinea, dopo le parole "delle acque" sopprimere le
rimanenti fino a "collettività";
- sopprimere il terzo alinea;
- al quarto alinea sopprimere le parole "con urgenza";
- all'ottavo alinea sostituire le parole "a ridurre" con le
seguenti "ad adoperarsi per evitare".
Signor Presidente della Regione, il Governo condivide
l'emendamento presentato dall'onorevole Raiti?
CUFFARO, presidente della Regione. Sono favorevole.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Annuncio, a nome del Gruppo, di volere apporre la mia
firma su questa mozione, intendendo dire, con questo, che il
Gruppo dell'UDC interamente vota la mozione che viene accolta dal
Presidente della Regione e, quindi, intendo apporre la mia firma
quale Presidente del Gruppo parlamentare UDC.
PRESIDENTE. Anche gli onorevoli Formica, Leontini e chi vi
parla hanno chiesto di apporre la loro firma alla mozione.
L'Assemblea ne prende atto.
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, noi abbiamo in discussione le
mozioni, un'interpellanza e alcune interrogazioni.
PRESIDENTE. Onorevole Giannopolo, la prego. Stavamo votando le
mozioni. La stessa osservazione l'ha fatta l'onorevole Micciché.
Prima votiamo le mozioni poi votiamo l'altra mozione. Dopodiché
si apre la fase delle interpellanze e delle interrogazioni che si
svilupperà in questo modo: poiché il dibattito era unificato,
ciascuno potrà dichiararsi soddisfatto o meno, in relazione alle
risposte ottenute.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, voglio semplicemente dirle che
i temi in discussione non sono esauriti solo e semplicemente da
questa mozione, com'é del tutto evidente se é stato seguito
attentamente il dibattito. La mozione affronta, su iniziativa dei
firmatari, dei promotori, alcuni aspetti su cui noi possiamo
ritrovarci; rimangono aperti altri aspetti, altre questioni, che
non sono contenute in questa mozione.
PRESIDENTE. Mi pare ovvio.
GIANNOPOLO. Nel dichiarare quindi il voto favorevole a questa
mozione così come emendata dall'onorevole Raiti, mi permettevo di
sottolineare, rispetto anche alle cose dette e per evitare che le
cose non contenute in questa mozione possano rimanere aperte
senza che trovino una soluzione, mi permetto di sottolineare
alcune questioni. Intanto, signor Presidente, non ho condiviso il
suo tono un po' nervoso che ha avuto nella replica, non c'era
bisogno di avere questo tono. Prendo atto che lei risolve la
questione giuridica della SOGESID, comunicandoci che la stessa
farà progettazioni gratuite. Prendo atto che lei sta dicendo che
la SOGESID progetterà gratuitamente.
CUFFARO, presidente della Regione. Nel senso che non li paga
la Regione, che ha i fondi del Ministero.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, nell'ordinanza c'é scritta una
cosa ben diversa, Lei deve chiedere la modifica di quella
ordinanza. Prendo atto, signor Presidente.....
CAPODICASA. E Bassolino avrà un'altra ordinanza ...
GIANNOPOLO. Onorevole Capodicasa, è evidente che c'è un'altra
ordinanza, perché quella è l'ordinanza per la Campania, che non
ha il problema di Blufi, dello Scansano, del Poma, del Garcia, si
chiameranno in un altro modo lì.
Presidente, prendo atto che lei ha fatto la riconsegna dei
lavori della diga di Blufi sapendo che tutte le undici
prescrizioni del Ministero per l'Ambiente sono state osservate;
se lei dice che quelle prescrizioni sono state osservate, lei ha
fatto cosa buona a consegnare i lavori Se lei dice che il
protocollo di legalità è stato sottoscritto e sarà attuato in
quel modo, lei ha fatto cosa buona Lei non avrebbe fatto cosa
buona se avesse consegnato i lavori senza l'attuazione di quelle
prescrizioni, senza preoccuparsi adeguatamente di quel
protocollo. Però io non vorrei che gli atti parlamentari, da sei
anni a questa parte, che riguardano Blufi, non vengano mai in
quest'Aula discussi, come è successo a me e a tanti altri
colleghi della passata e di questa legislatura, per cui non c'è
stato verso di discutere in quest'Aula di interrogazioni
importanti che riguardavano Blufi. Io non vorrei, Presidente, che
lei passasse anche in questo 'Guinness dei primati'. Allora
discutiamo nel merito, dopodiché io voglio sapere se lei è in
grado di fugare i miei dubbi - non sospetti - o la mia ansia di
conoscenza, lei ha fatto cosa buona, diversamente le dico che non
ha fatto cosa buona.
Inoltre, a proposito dello Ato - questo per la chiarezza -
Presidente, lei ha detto che ci sarà un sovrambito di
redistribuzione delle acque in base alle esigenze, ma questo non
c'entra niente con ciò di cui abbiamo discusso noi e con ciò con
cui erroneamente si sta facendo in Sicilia, che è quello di
identificare l'Ato con le province. La scala sovrambito per
distribuire l'acqua è un altro ragionamento.
Presidente, lei che era Assessore del Governo sa benissimo
che la convenzione del Governo Capodicasa con la SOGESID produsse
uno studio di applicazione delle legge numero 36/94 che
individuava cinque ambiti e quei cinque ambiti in quest'Aula
furono ribaltati e poi portati a nove ambiti.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione numero 114, degli
onorevoli Forgione ed altri, con le modifiche illustrate
dall'onorevole Raiti. Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione la mozione numero 21, a firma degli
onorevoli Fleres, Catania, Leontini, Beninati. Il parere del
Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Comunico che è stato Il Presidente comunica che è
stato presentato l'ordine del giorno n. 93 "Iniziative per il
superamento della crisi idrica", degli onorevoli Fleres, Ioppolo,
Barbagallo, Oddo, Villari e Spampinato. Ne do lettura:
<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che la Regione siciliana soffre una grave e
irrisolta emergenza idrica da molti anni, causata anche
dalla scarsità d'acqua presente negli invasi con
evidenti e disastrose conseguenze per l'agricoltura;
CONSTATATO la particolare e difficoltosa situazione
evidenziatasi per la Piana di Catania, come messo in
risalto di recente da incontri e dibattiti alla
presenza delle associazioni sindacali di categoria dei
lavoratori e dei datori di lavoro con le istituzioni
regionali, dove peraltro è stato richiesto anche per la
Sicilia orientale un provvedimento del governo
nazionale per il riconoscimento dello stato di
emergenza idrica, così come richiesto dal governo
regionale, che peraltro dovrebbe capitalizzare a
proprie spese tutte le opere di mantenimento e collaudo
degli impianti idrici;
RITENUTO che siano intanto necessarie alcune iniziative
immediate quali, dopo il monitoraggio di tutte le
risorse disponibili comprese quelle dei pozzi privati
con il coinvolgimento del Genio Civile, gli interventi
per travasare 3 milioni di metri cubi dalla diga
Nicoletti alla diga Ogliastro, per attivare il sistema
di adduzione del Biviere di Lentini, per attivare a
pieno regime il collegamento Ancipa-Pozzillo, per
utilizzare le acque reflue depurate;
RITENUTO ancora che sia necessaria l'emanazione in tempi brevi
della delibera di Giunta (peraltro già annunciata
dall'assessore Castiglione) necessaria a sbloccare il
finanziamento per il completamento della diga
Pietrarossa, opera fondamentale per il settore irriguo
nei comprensori di Caltagirone, Catania e Siracusa;
CONSIDERATO comunque che occorre avviare una politica di
programmazione per accumulare e distribuire risorse
idriche, che abbia in risalto alcune opzioni
fondamentali quali il collaudo di tutte le dighe
siciliane, l'ammodernamento della rete di
distribuzione, la messa in rete di tutto il sistema
irriguo;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a mettere in esecuzione le iniziative sopra evidenziate
affinché si cominci a superare lo stato di crisi idrica
attuale.>
Villari; Spampinato; Ioppolo; Fleres; Oddo; Barbagallo;
Zago; Speziale.
Preciso che l'ordine del giorno nella parte impegnativa, va
inteso come riferito al Governo regionale e non alla persona
dell'assessore regionale per l'agricoltura.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, restano gli interventi riguardanti la
condivisione delle risposte alle interpellanze e alle
interrogazioni che sono state discusse.
MICCICHE'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, evidentemente
non mi ritengo soddisfatto dall'esposizione,sia nella parte
espositiva iniziale che nella replica, del Presidente della
Regione, nonché Commissario straordinario per l'emergenza idrica,
perché vedo nel suo intervento, signor Presidente, palesi
contraddizioni, contraddizioni che dovevano essere meglio
discusse in quest'Aula e, visto il tempo molto stretto, non ho
avuto possibilità di evidenziarle in modo più preciso.
Signor Presidente, lei ha fatto una serie di discussioni
abbastanza pesanti, ha detto che le azioni dei deputati sono
azioni di strumentalizzazione politica.
CUFFARO, presidente della Regione. Onorevole Miccichè, non mi
può far dire cose che non ho detto Non lo posso accettare
MICCICHE. Lei ha detto che non può accettare che si possa
strumentalizzare il problema dell'acqua.
CUFFARO, presidente della Regione. Ma questa è cosa
diversa
MICCICHE'. Se mi da la possibilità, signor Presidente, leggo
quello che ha detto nella seduta precedente.
PRESIDENTE. Onorevole Miccichè, lei ha avuto la parola per
dichiararsi soddisfatto o no relativamente alle risposte
ottenute.
MICCICHE. Io volevo precisare altre cose, signor Presidente.
Lei deve chiarire ai suoi amici di coalizione di questo Governo e
degli enti locali se vuole continuare a fare un ragionamento più
chiaro o meno chiaro, ci deve dire se lei è intenzionato a
costruire dissalatori. Nel suo intervento precedente ha detto:
'la politica nuova dei dissalatori introduce nuovi elementi,
intanto che la Regione non si occupi più di costruire
dissalatori', questo lo ha detto lei, signor Presidente, è
scritto a verbale.
CUFFARO. presidente della Regione. Questo è vero.
MICCIHE. Quindi deve dire ai suoi amici di Giunta, cominciando
dall'assessore Cimino, di non dire in tutte le salse, nelle varie
realtà comunali che l'Amministrazione regionale si sta prestando
a costruire dissalatori. Questo lo deve dire chiaramente, per
evitare di strumentalizzare e di creare illusioni nelle
popolazioni agrigentine. Questa era la prima cosa che volevo
precisare.
Signor Presidente, parlando di dighe lei si è dimenticato di
parlare della diga di Villarosa, dove ci sono 10 milioni di metri
cubi d'acqua che non viene utilizzata e non si capisce perché
non è inserita nella sua relazione; si è dimenticato di parlare
della diga Gibesi, che esiste tra la provincia di Agrigento e la
provincia di Caltanissetta, anche lì ci sono altri 20 milioni di
metri cubi d'acqua da utilizzare e non è inserita in questo
contesto. Ci sono altre dighe e altri invasi di cui lei non ha
parlato e non si capisce perchè non sono stati considerati questi
nuovi invasi che ho citato. Ma come si può dimenticare una diga o
un invaso dove ci sono 10 milioni di metri cubi d'acqua, con la
necessità che c'è in questo momento?
Comunque, signor Presidente, visto l'esiguo tempo che ho a
disposizione, non ritenendomi soddisfatto della sua risposta,
perché io non ho fatto una marcia per sentirmi dire dal
presidente della Regione: vedremo, perché è interesse di tutti
risolvere i problemi, lei doveva dare risposte ancora più
precise. La mia azione tendeva a sollecitare una soluzione, anche
tecnica, nella qualità di commissario straordinario delle acque e
poiché non mi reputo soddisfatto del suo intervento,
l'interrogazione numero 576, signor Presidente dell'Assemblea
chiedo di trasformarla, ai sensi dell'articolo 151 del
Regolamento, in mozione.
PRESIDENTE. Onorevole Micciche, l'interrogazione non può
essere trasformato in mozione, l'interpellanza può essere
trasformata in mozione.
MICCICHE. Vuole verificare, signor Presidente?.
PRESIDENTE. Ho verificato, onorevole Micciche, lei può
trasformare in mozione una interpellanza, non l'interrogazione.
Questo non toglie che lei può ripresentare il contenuto
dell'interrogazione sotto forma di mozione.
MICCICHE'. Volevo accorciare i tempi, evitando lungaggini
burocratiche. Tuttavia riproporrò a giorni la problematica,
presentando una nuova mozione; spero comunque che la Signoria
Vostra possa leggerla attentamente e dare una risposta.
Sono infatti migliaia gli agrigentini, e come loro i
cittadini di altri comuni della Sicilia, che hanno problematiche
simili. La prego, pertanto, onorevole Presidente, di prestare
loro maggiore attenzione.
Per questo non mi ritengo soddisfatto della sua risposta;
non per una questione politica, di schieramento, ma perchè gli
agrigentini hanno creduto alla mia azione di protesta e non
bisogna abusare troppo della loro pazienza, del fatto che non
scendono in piazza per protestare, come succede spesso a Palermo,
perchè gli agrigentini sono stanchi di ricevere promesse, non
credono più a nessuno
Concludo, rendendomi partecipe a questo senso di
frustrazione di un'intera popolazione, che, a prescindere dalla
collocazione politica, dallo schieramento, oggi è veramente
stanca.
In questi giorni ho ricevuto una telefonata di Sua
Eccellenza il Vescovo di Agrigento, il quale mi ha detto di avere
letto la mia proposta e di condividerla perchè in essa
riscontrava i veri problemi della città di Agrigento, della
povera gente che, trovandosi in enormi difficoltà economiche, non
ha la possibilità di comprare vasche di accumulo e acqua, e
soffre quindi più di tutti la sete.
CAPODICASA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor presidente, onorevoli colleghi, noi
ovviamente dichiariamo la nostra insoddisfazione per la risposta
del Presidente e perché deliberatamente avevamo concepito
un'interpellanza molto concentrata sull' emergenza estiva e non
sulle grandi opere.
Il Presidente ha dato risposta sulle questioni che
riguardano le grandi opere, sulle quali, in una certa misura, non
concordiamo e ne discuteremo in sede di approfondimento
dell'accordo di programma-quadro, ma per quanto riguarda lo
specifico della nostra interpellanza il Presidente ha
praticamente glissato su tutto, tranne un punto sui sette che
avevamo sottoposto a interrogazione.
Uno era relativo alle cause dei ritardi nell'attuazione del
piano di interventi previsti nelle varie ordinanze di protezione
civile. Il Presidente ha preferito dire che non vuole entrare nel
merito delle cause dei ritardi e delle responsabilità.
Un altro: per quale ragione nel periodo invernale non siano
state attivate le misure individuate nella relazione di fine
incarico del generale Jucci. Anche su questo il Presidente non
ha voluto fornire alcuna spiegazione.
Abbiamo chiesto di chi fosse la competenza nella gestione
del settore idrico nel periodo intercorrente tra la cessazione
dell'incarico al generale Jucci e l'emanazione della nuova
ordinanza di protezione civile. Il Presidente anche su questo non
ha dato una esauriente risposta: Jucci non era più commissario,
il Presidente della Regione non era ancora commissario, sono
quattro mesi di buco dove - a nostro giudizio - il responsabile
era il Presidente della Regione in quanto Presidente della
Regione non in quanto commissario, tra l'altro non ancora
nominato.
Sui motivi del ritardo nell'emanazione della nuova
ordinanza, anche su questo silenzio.
Poi abbiamo chiesto quali fossero le misure per fronteggiare
l'emergenza estiva, al di là di quelle esposte, propagandate dopo
il Consiglio dei Ministri che, come abbiamo cercato di
dimostrare, non hanno alcuna possibilità di incidere
sull'emergenza estiva.
Quale sia la quantificazione dei danni prodotti, su questo
il Presidente della Regione ha detto 1.500 miliardi circa.
Inoltre abbiamo chiesto se non ritenga di dovere proporre la
modifica dell'accordo di programma-quadro idrico per inserire
opere necessarie alla definitiva soluzione del problema, tra le
quali la realizzazione di un dissalatore a Porto Empedocle del
quale, peraltro, esistono già studi e progetti finanziati dal
Ministero del Tesoro.
CUFFARO, presidente della Regione. Ma quello è un progetto di
finanza onorevole Capodicasa. Ma non serve se lo facciamo APQ.
CAPODICASA. Ma anche con l'APQ si può intervenire con un
progetto di finanza.
L'APQ, per una definizione di legge è un contenitore dove
vengono inserite tutte le opere riguardanti un dato settore.
CUFFARO, Presidente della Regione. Quello è un progetto di
finanza. Ma non serve, se lo facciamo APQ, perchè il Ministro ci
impone di mettere le cose che intendiamo realizzare.
CAPODICASA. Infatti, nella parte relativa alle risorse, va
scritto che devono essere affidate con progetto di finanza, poi
ne parliamo. E, in ogni caso, Presidente, una risposta su questo
punto va data, perchè il sindaco di Agrigento continua a
sostenere che va......
Manifestiamo dunque la nostra insoddisfazione, nonostante il
punto finale. Noi abbiamo fatto una richiesta su sette punti.
Aspettiamo quindi il Governo per un ulteriore appuntamento in
sede di Commissione dove, speriamo, questi punti vengano
ulteriormente chiariti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a
mercoledì 12 giugno 2002, alle ore 10.30, con il seguente ordine
del giorno:
Presidenza del vicepresidente Fleres
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:
N. 115 - Iniziative per fronteggiare le conseguenze per la
Sicilia della crisi Fiat.
Ortisi; Papania; Spampinato; Manzullo; Galletti; Barbagal-
lo; Genovese; Zangara; Gurrieri; Tumino; Vitrano.
Presentata il 30.05.2002.
III - SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA: "Lavori pubblici".
IV - ELEZIONE DI QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
PER LA GESTIONE DEL FONDO DI ROTAZIONE PER IL COMMERCIO
ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART. 9 DELLA LEGGE REGIONALE
4 AGOSTO 1978, N. 26.
V - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
LA GESTIONE DEI FONDI ISTITUITI PRESSO L'IRFIS PER LE
PICCOLE E MEDIE IMPRESE, PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6
MAGGIO 1981, N. 96.
VI - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE
DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.
VII - ELEZIONE DI UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
TUTELA DELL'AMBIENTE.
VIII - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.
IX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.
X - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER L'INVENTARIO, LA CATALOGAZIONE E LA
DOCUMENTAZIONE GRAFICA, FOTOGRAFICA, AEROFOTOGRAFICA,
AUDIOVISIVA.
XI - ELEZIONE DI SEI COMPONENTI ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE
PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.
XII - ELEZIONE DI TRE MEMBRI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI
CONSIGLI PROVINCIALI SCOLASTICI.
XIII - ELEZIONE DI CINQUE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE PER
LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.
XIV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI PALERMO.
XV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI CATANIA.
XVI - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.
XVII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI CATANIA.
XVIII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI MESSINA.
XIX - ELEZIONE DI UN COMPONENTE DEL COMITATO DIRETTIVO
DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.
XX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
DELL'ISTITUTO REGIONALE DI RICERCA, SPERIMENTAZIONE E
AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.
La seduta è tolta alle ore 22.07.
(Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 01.00 di mercoledì
5 giugno 2002)