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Resoconto d'Aula della Seduta n. 59 di martedì 04 giugno 2002
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   Presidenza del vicepresidente Fleres


     PRESIDENTE. Onorevoli  colleghi, per consentire lo svolgimento
  di una riunione della  Commissione 'Bilancio' e per assicurare la
  presenza in Aula del Presidente della Regione, sospendo la seduta
  avvertendo che riprenderà alle ore 18.00.

    (La seduta, sospesa alle  ore 17.31, è ripresa alle ore 18.06)

       La seduta è ripresa.

     ACIERNO, segretario f.f.,  dà  lettura  dei  processi  verbali
  delle sedute numero 57 e numero  58  del  29 maggio 2002 che, non
  sorgendo osservazioni, si intendono approvati.

                               MISSIONI

     PRESIDENTE. Comunico che, per ragioni del proprio ufficio, gli
  onorevoli Oddo e Tricoli sono  in  missione  per  i  giorni 3 e 4
  giugno 2002, l'onorevole Lo Monte il 6 giugno 2002.

            ANNUNZIO DI RISPOSTE SCRITTE AD INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE. Comunico che  sono  pervenute  le risposte scritte
  alle seguenti interrogazioni:

           - da parte dell'Assessore per il Bilancio

            N. 172 - Riapertura dell'Ufficio  di  riscossione  tributi
          nel comune di Randazzo (CT).
          Firmatari: Raiti Salvatore

           - da parte dell'Assessore per la Sanità
            N. 277  -  Miglioramento  del  controllo  sulle  carni  da
          macello ed istituzione di un osservatorio per la lotta  alle
          zoomafie.
          Firmatari: Raiti Salvatore; Morinello Salvatore

            N. 378 - Notizie in merito  all'applicazione  della  legge
          regionale n. 15 del del 2000.
          Firmatari: Fleres Salvatore.

             ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE

     PRESIDENTE. Comunico che  sono  stati  presentati  i  seguenti
  disegni di legge:

           - "Norme per  il  riconoscimento  pre  ruolo  per  tutto il
           personale inquadrato  a  norma  della  legge  regionale  25
           ottobre 1985, n. 39" (n. 400)
           - iniziativa parlamentare
           - presentato dall'onorevole Croce in data 29 maggio 2002

           - "Interventi  a  tutela  e promozione della persona contro
           l'abuso  e   lo   sfruttamento   sessuale   delle  donne  e
           dell'infanzia" (n. 401)
           - iniziativa parlamentare
           -   presentato   dagli   onorevoli   Barbagallo,  Genovese,
           Gurrieri, Tumino, Vitrano, Zangara in data 30 maggio 2002

           - "Rifinanziamento dell'articolo 2 della legge regionale 10
           ottobre 1994,  n.  37,  riguardante provvedimenti in favore
           delle cooperative agricole" (n. 402)
           - iniziativa governativa
           - presentato  dal  Presidente  della  Regione  (Cuffaro) su
           proposta dell'Assessore  per la cooperazione, il commercio,
           l'artigianato e la pesca (Cimino) in data 30 maggio 2002

           - "Modifica  all'articolo 57 della legge regionale 25 marzo
           2002, n.  2,  riguardante agricoltura biologica e indennità
           compensative" (n. 403)
           - iniziativa governativa
           - presentato  dal  Presidente  della  Regione  (Cuffaro) su
           proposta dell'Assessore  per  l'agricoltura  e  le  foreste
           (Castiglione) in data 30 maggio 2002

           - "Nuove disposizioni per l'accesso ai benefici da parte di
           cooperative  edilizie   di  cui  alla  legge  regionale  20
           dicembre 1975, n. 79" (n. 404)
           - iniziativa governativa
           - presentato  dal  Presidente  della  Regione  (Cuffaro) su
           proposta dell'Assessore  per la cooperazione, il commercio,
           l'artigianato e la pesca (Cimino) in data 30 maggio 2002

           - "Modifiche  ed  integrazioni  all'articolo 12 della legge
           regionale  23   maggio   1991,   n.   36,   in  materia  di
           cooperazione" (n. 405)
           - iniziativa governativa
           - presentato  dal  Presidente  della  Regione  (Cuffaro) su
           proposta dell'Assessore  per  l'agricoltura  e  le  foreste
           (Castiglione) in data 30 maggio 2002

           - "Istituzione  azienda  sanitaria per le isole minori" (n.
           406)
           - iniziativa governativa
           - presentato  dal  Presidente  della  Regione  (Cuffaro) su
           proposta dell'Assessore  per  la sanità (Cittadini) in data
           30 maggio 2002

           - "Interventi  straordinari  in  favore della Sigma S.p.A."
           (n.  407)
           - iniziativa governativa
           - presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) in data
           30 maggio 2002

           - "Norme per il trattamento di quiescenza ed assistenza del
           personale dei soppressi enti ENPI ed OMNI" (n. 408)
           - iniziativa parlamentare
           - presentato  dagli  onorevoli  Ferro, Galletti, Morinello,
           Miccichè, Raiti in data 30 maggio 2002

           - "Norme per  l'elezione del Presidente della Regione e dei
           deputati all'Assemblea regionale siciliana" (n. 409)
           - iniziativa parlamentare
           - presentato  dagli  onorevoli Ioppolo, Formica, Incardona,
           Infurna, Virzì, Tricoli in data 31 maggio 2002

           - "Norme per le aree metropolitane" (n. 410)
           - iniziativa parlamentare
           - presentato  dagli  onorevoli Ioppolo, Formica, Incardona,
           Infurna, Virzì, Tricoli in data 31 maggio 2002

           - "Provvedimenti in materia di lavoro" (n. 411)
           - iniziativa parlamentare
           -  presentato   dagli  onorevoli  Baldari,  Leanza  Nicola,
           Giambrone, Fratello,  Ardizzone,  Maurici, Scoma in data 31
           maggio 2002

           - "Provvedimenti  per  le  province  che  comprendono  aree
           metropolitane" (n. 412)
           - iniziativa parlamentare
           -   presentato   dagli   onorevoli   Giambrone,  Moschetto,
           Confalone, Mercadante in data 31 maggio 2002

           - "Norme  per  la  disciplina dell'attività degli operatori
           del turismo subacqueo" (n. 413)
           - iniziativa parlamentare
           - presentato dall'onorevole Scoma in data 31 maggio 2002

           -  "Norme   per   la   regolamentazione  dell'attività  del
           terapista  della  riabilitazione  -  fisioterapista  ed  il
           sostegno del settore riabilitativo" (n. 414)
           - iniziativa parlamentare
           - presentato dall'onorevole Scoma in data 3 giugno 2002

           - "Norme  per la valorizzazione professionale del personale
           ausiliario delle  aziende  unità  sanitarie  locali e delle
           aziende ospedaliere siciliane" (n. 415)
           - iniziativa parlamentare
           - presentato dall'onorevole Scoma in data 3 giugno 2002

           -  "Finanziamento   per   l'acquisto  e  la  corresponsione
           gratuita di  integratori  proteici  a  favore  di malati di
           sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS)" (n. 416)
           - iniziativa parlamentare
           - presentato dall'onorevole Scoma in data 3 giugno 2002

    ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE  DI  DISEGNI  DI  LEGGE E CONTESTUALE
    INVIO ALLE COMPETENTI COMMISSIONI LEGISLATIVE

     PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati ed inviati alle
  competenti Commissioni legislative i seguenti disegni di legge:

                              AFFARI ISTITUZIONALI

           -  "Norme  per  il  riordino  della  cooperazione  sociale.
           Disposizioni attuative della legge 8 novembre 1991, n. 381,
           recepita  con   l'articolo  74  della  legge  regionale  23
           dicembre 2000, n. 32" (n. 399)
           - iniziativa parlamentare
           - presentato dagli  onorevoli  Forgione,  Liotta in data 24
           maggio 2002

                           AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

           -   "Provvedimenti   urgenti   nel   settore  dell'edilizia
           popolare" (n.  393)
           - iniziativa parlamentare
           - presentato dagli  onorevoli  Croce e Beninati, in data 15
           maggio 2002

           - "Modifica all'articolo 49 della legge regionale 16 aprile
           1996, n.  16,  concernente misure riguardanti l'occupazione
           forestale" (n. 398)
           - iniziativa parlamentare
           - presentato  dagli  onorevoli  Lo Monte, Basile, D'Antoni,
           Amendolia, Sanzeri in data 23 maggio 2002

                        CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

           - "Contributo  alla  Fondazione  'Giovanni Guarino Amella'.
           Istituzione di  un  archivio della Autonomia siciliana" (n.
           395)
           - iniziativa parlamentare
           - presentato dagli onorevoli Manzullo, Segreto, Sanzeri, in
           data 15 maggio 2002

           -  "Intervento straordinario in favore del Conservatorio di
           musica 'V. Bellini' di Palermo" (n. 397)
           - iniziativa parlamentare
           -  presentato  dagli onorevoli Fleres, Catania G., Tricoli,
           Maurici in data 22 maggio 2002
           - inviato in data 30 maggio 2002

                         SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

           -  "Norme per  le  assunzioni  a  tempo  indeterminato  del
           personale ausiliario  specializzato presso le aziende e gli
           istituti sottoposti a controllo della Regione" (n. 394)
           - iniziativa parlamentare
           -  presentato  dagli  onorevoli  Croce,  Beninati,  Fleres,
           Leontini,  Confalone,  Leanza  Edoardo, Giambrone, Baldari,
           Moschetto, Mercadante, in data 17 maggio 2002

           -  "Riconoscimento   dell'Oasi   di  Troina  come  ente  di
           interesse regionale" (n. 396)
           - iniziativa parlamentare
           - presentato  dagli  onorevoli Lo Monte, Amendolia, Basile,
           D'Antoni, Sanzeri, in data 20 maggio 2002

                      INVIATI IN DATA 22 MAGGIO 2002.

    COMUNICAZIONE DI INVIO  DI  DISEGNI  DI  LEGGE  ALLE COMPETENTI
    COMMISSIONI LEGISLATIVE

     PRESIDENTE. Comunico che  sono  stati  inviati alle competenti
  Commissioni i seguenti disegni di legge:

                             AFFARI ISTITUZIONALI (I)

           -   "Interventi   per   la   promozione   e   lo   sviluppo
           dell'associazionismo nella Regione siciliana" (n. 390)
           - iniziativa parlamentare

           -  "Disposizioni   per  il  riconoscimento  della  funzione
           sociale  svolta   dagli   oratori  parrocchiali  e  per  la
           valorizzazione del loro ruolo" (n. 391)
           - iniziativa parlamentare

                            ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

           - "Rifinanziamento dell'articolo 2 della legge regionale 10
           ottobre 1994,  n.  37,  riguardante provvedimenti in favore
           delle cooperative agricole" (n. 392)
           - iniziativa parlamentare

                            AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

           -  "Provvedimenti  urgenti  a  favore  dei  proprietari  di
           immobili danneggiati  dagli eventi verificatisi nel periodo
           novembre 1995-marzo 1996  nella  provincia di Messina ed in
           particolare  nella  località  Tiffani  nel  territorio  del
           comune di Castelmola  ed  interventi per la sistemazione ed
           il consolidamento del sito" (n. 389)
           - iniziativa parlamentare

                         INVIATI IN DATA 22 MAGGIO 2002.

        COMUNICAZIONE DI APPOSIZIONE DI FIRMA A DISEGNI DI LEGGE

     PRESIDENTE. Comunico che in  data 16 maggio 2002 gli onorevoli
  Oddo e Lo Curto hanno  chiesto  di apporre la firma al disegno di
  legge  n.   392  "Rifinanziamento  dell'articolo  2  della  legge
  regionale 10 ottobre  1994,  n.  37  riguardante provvedimenti in
  favore delle cooperative  agricole" a firma degli onorevoli Croce
  e Capodicasa e l'onorevole  Spampinato  ha  chiesto di apporre la
  propria firma al disegno  di legge n.  357 "Provvedimenti urgenti
  per garantire il diritto  allo  studio"  a  firma degli onorevoli
  Capodicasa ed altri.

       Comunica altresì che  in  pari  data  l'onorevole  Scoma  ha
  chiesto di apporre la propria firma ai seguenti disegni di legge:

           - n.  6 "Norme per la commercializzazione dei funghi epigei
           freschi e conservati";  a  firma  degli  onorevoli Fleres e
           Catania Giuseppe;
           - n. 7 "  Norme  per  la  denominazione  di  vendita  delle
           varietà agrumicole  fresche,  trasformate o spremute aventi
           succo e polpa  pigmentata  rossa"  a  firma degli onorevoli
           Fleres e Catania Giuseppe;
           n.  8   "Istituzione  in  Sicilia  dell'Istituto  regionale
           dell'olivo e dell'olio"  a  firma  degli onorevoli Fleres e
           Catania Giuseppe;
           - n. 9 "Norme  per  la  realizzazione  e  la gestione delle
           'Strade del vino'" a firma degli onorevoli Fleres e Catania
           Giuseppe;
           - n.  10  "Interventi  in favore dell'allevamento di rane e
           dell'elicicoltura" a firma degli onorevoli Fleres e Catania
           Giuseppe;
           - n.  11  "Interventi  per  la  realizzazione  di parcheggi
           commerciali nei  centri  storici  dei  comuni  siciliani" a
           firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           - n.  12  "Interventi  a  sostegno  dell'editoria  libraria
           siciliana"  a   firma  degli  onorevoli  Fleres  e  Catania
           Giuseppe;
           -  n. 13 "Nuove  norme  per  la  vendita  dei  giornali  in
           Sicilia" a firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           - n.  16  "Interventi  per  la  tutela  della panificazione
           artigianale" a  firma  degli  onorevoli  Fleres  e  Catania
           Giuseppe;
           - n. 17 "Modifiche  alla legge regionale 6 ottobre 1999, n.
           25,  riguardante  disposizioni  sui  materiali  lapidei  di
           pregio" a firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           - n.  18  "Provvedimenti  per  il consolidamento dei debiti
           delle  imprese   siciliane   della  pesca"  a  firma  degli
           onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           - n. 19 "Norme  in  tema  di  assetto  dei  consorzi per lo
           sviluppo industriale"  a  firma  degli  onorevoli  Fleres e
           Catania Giuseppe;
           - n.  20  "Norme  per  la  semplificazione  delle procedure
           amministrative  riguardanti  l'attività  dei consorzi delle
           Aree di sviluppo industriale (ASI)" a firma degli onorevoli
           Fleres e Catania Giuseppe;
           -  n.  22   "Interventi   per  le  cooperative  edilizie  e
           l'assegnazione  di   alloggi  del  patrimonio  di  edilizia
           residenziale pubblica"  a  firma  degli  onorevoli Fleres e
           Catania Giuseppe;
           - n.  23  "Nuove  disposizioni  relative alla vendita degli
           alloggi regionali" a firma degli onorevoli Fleres e Catania
           Giuseppe;
           - n.  24 "Norme per l'accelerazione dell'attività ispettiva
           nei confronti delle  società cooperative e loro consorzi" a
           firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           -  n.  25   "Interventi  per  lo  sviluppo  delle  attività
           economiche e produttive nelle Isole minori della Sicilia" a
           firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           - n. 28  "Interventi  a  favore  delle imprese operanti nel
           campo della scuola  e  della  pubblica  istruzione" a firma
           degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           - n.  29  "Interventi  urgenti  a  sostegno  delle attività
           produttive"  a  firma  degli  onorevoli  Fleres  e  Catania
           Giuseppe;
           -  n.   44   "Interventi   finanziari  per  incentivare  le
           amministrazioni  pubbliche   a  dotarsi  di  automezzi  non
           inquinanti"  a  firma  degli  onorevoli  Fleres  e  Catania
           Giuseppe;
           - n. 49 "Norme  per  la  raccolta del sangue" a firma degli
           onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           -  n.   50   "Interventi   per   agevolare   l'informazione
           sanitaria"  a   firma  degli  onorevoli  Fleres  e  Catania
           Giuseppe;
           - n. 51  "Interventi  per agevolare i lavoratori turnisti e
           loro conviventi colpiti  da invalidità grave" a firma degli
           onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           - n. 52 "Norme  a  sostegno  della prevenzione e della cura
           delle  allergopatie"  a  firma  degli  onorevoli  Fleres  e
           Catania Giuseppe;
           - n.  53  "Disciplina  dell'attività  di  pranoterapeuta" a
           firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           -  n.  54  "Norme  per  l'autodeterminazione  della  scelta
           sanitaria di base, modifiche alla legge regionale 6 gennaio
           1981, n. 6  e successive modifiche ed integrazioni" a firma
           degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           - n. 55 "Norme  per  la  prevenzione  dei  problemi e delle
           patologie   alcool-correlate,    per    la    cura   e   la
           risocializzazione  delle  alcooldipendenze"  a  firma degli
           onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           - n. 56 "Schema  di  disegno  di  legge  da  sottoporre  al
           Parlamento nazionale:  'Norme  per  il riconoscimento della
           patologicità della condizione di tossicodipendente e per la
           distribuzione sotto  il  controllo sanitario delle sostanze
           stupefacenti e  psicotrope  presso  dispensari  pubblici  e
           farmaci" a firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           - n. 57  "Iniziative  in  favore di associazioni volte alla
           tutela e  promozione  sociale  dei  soggetti  portatori  di
           handicap"  a   firma   degli  onorevoli  Fleres  e  Catania
           Giuseppe;
           - n.  58  "Norme  a  sostegno della prevenzione, diagnosi e
           riabilitazione delle patologie della comunicazione verbale"
           a firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           -  n.   59   "Disciplina   dell'attività   di   informatore
           scientifico  del   farmaco   ed  istituzione  dei  relativi
           registri provinciali"  a  firma  degli  onorevoli  Fleres e
           Catania Giuseppe;
           - n. 60 "Norme per la prevenzione delle patologie congenite
           e/o ereditarie" a  firma  degli  onorevoli Fleres e Catania
           Giuseppe;
           -  n.  61   "Norme   per   l'istituzione  di  strutture  di
           riferimento regionali  per  il  potenziamento  dei  servizi
           assistenziali a  favore  dei  malati  affetti  da  malattie
           ereditarie ed  errori  congeniti  del  metabolismo" a firma
           degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           -  n.   63   "Interventi  per  la  riabilitazione  equestre
           (ippoterapia)" a  firma  degli  onorevoli  Fleres e Catania
           Giuseppe;
           - n. 64  "Norme  per  la  valorizzazione  professionale del
           personale ausiliario  delle  unità sanitarie locali e delle
           aziende ospedaliere"  a  firma  degli  onorevoli  Fleres  e
           Catania Giuseppe;
           - n.  75 "Disposizioni sulle commissioni edilizie comunali"
           a firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           - n. 76  "Interventi  per  agevolare  la  realizzazione  di
           parcheggi  a   servizio  dei  condomini  e  degli  immobili
           ricadenti nei centri  urbani  dei comuni siciliani" a firma
           degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           -  n.  88  "Norme  per  l'inserimento  tutelato  in  nucleo
           familiare di  soggetti  disabili  psichici"  a  firma degli
           onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           - n. 89  "Interventi in favore delle imprese che utilizzano
           lavoratori detenuti in espiazione di pena anche alternativa
           al  carcere" a  firma  degli  onorevoli  Fleres  e  Catania
           Giuseppe;
           -  n. 90  "Contributi  al  Comitato  regionale  della  lega
           italiana 'Federation  international  des droits de l'homme'
           con sede in  Catania  ed  al comitato regionale di 'Amnesty
           international' con sede in Palermo" a firma degli onorevoli
           Fleres e Catania Giuseppe;
           - n. 91  "Istituzione  dell'Ufficio del difensore civico" a
           firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           - n. 92  "Istituzione  della  Commissione per la tutela dei
           diritti umani e  civili"  a  firma degli onorevoli Fleres e
           Catania Giuseppe;
           - n. 93  "Integrazioni alla legge regionale 25 maggio 1994,
           n. 7, contenente  'Norme  per  la  tutela dei consumatori e
           degli utenti'" a  firma  degli  onorevoli  Fleres e Catania
           Giuseppe;
           - n. 94  "Istituzione  di  una commissione d'indagine sulla
           povertà e sulla  emarginazione  in  Sicilia"  a firma degli
           onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           - n. 95  "Prescrizioni  in  materia di tutela degli anziani
           non      autosufficienti      ospiti      di      strutture
           socio-assistenziali"  a  firma  degli  onorevoli  Fleres  e
           Catania Giuseppe;
           -  n.  96   "Contributo  in  favore  della  sede  regionale
           dell'Unione nazionale  mutilati  per servizio (U.N.M.S.)" a
           firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           - n. 97 "Norme  per  la  erogazione  dei  contributi per le
           attività  artistico-figurative  e  letterarie nella Regione
           siciliana"  a   firma  degli  onorevoli  Fleres  e  Catania
           Giuseppe;
           - n. 98 "Norme  per la tutela e valorizzazione degli alberi
           monumentali, di  alto pregio naturalistico e storico, della
           Sicilia" a firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           - n. 99  "Interventi  in  favore delle attività teatrali in
           Sicilia  con  l'introduzione  di  criteri  oggettivi  nella
           selezione dei  diversi  interventi" a firma degli onorevoli
           Fleres e Catania Giuseppe;
           - n. 100  "Norme  per  l'istituzione della tassa d'ingresso
           nei musei, gallerie, monumenti e zone o aree archeologiche"
           a firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           - n. 101 "Norme  per  la  disciplina  degli  asili  nido in
           Sicilia" a firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           - n. 102 "Interventi per la formazione di una cultura della
           trasparenza   e   della   informazione   nella  popolazione
           studentesca, per il sostegno all'editoria giornalistica, il
           mantenimento e lo sviluppo dei valori di giustizia, libertà
           ed autonomia propri  della Regione siciliana" a firma degli
           onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           - n. 103 "Norme  per  la  protezione  della cultura e della
           storia della Sicilia"  a  firma  degli  onorevoli  Fleres e
           Catania Giuseppe;
           -  n. 104  "Norme  per  l'adeguamento  dei  contributi  per
           l'acquisto di libri  delle  scuole medie inferiori" a firma
           degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           - n. 105 "Norme  per  la  promozione  e  lo  sviluppo delle
           università della terza  età" a firma degli onorevoli Fleres
           e Catania Giuseppe;
           - n.  106  "Interventi  per assicurare l'insegnamento della
           lingua, della  storia  e  della letteratura siciliana nelle
           scuole elementari,  medie  inferiori  e  medie superiori" a
           firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           - n.  107  "Interventi  volti  ad  assicurare  la parità di
           trattamento agli studenti  ed  alle  scuole  non statali" a
           firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           -  n.  108  "Istituzione  dell'Università  mediterranea"  a
           firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           - n. 109 "Interventi a sostegno degli scambi socioculturali
           giovanili  di   livello   internazionale"   a  firma  degli
           onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           - n. 110  "Interventi in favore delle famiglie degli alunni
           delle scuole statali  e  paritarie  e istituzione dei buoni
           scuola" a firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           - n. 111 "Norme  per  la  tutela  degli  utenti di pubblici
           servizi.  Interventi  per  l'incentivazione  del  lavoro" a
           firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           - n. 112  "Disciplina  del  lavoro interinale in Sicilia" a
           firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           - n. 113  "Norme per la costituzione del comitato regionale
           per l'occupazione e del comitato regionale per lo sviluppo"
           a firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           - n. 114  "Norme in materia di trasparenza nel collocamento
           dei  lavoratori.  Istituzione  dell'albo  telematico  delle
           chiamate al lavoro  e  delle graduatorie di collocamento in
           Sicilia" a firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           - n. 115  "Interventi  ulteriori  per la copertura di corsi
           d'acqua che  attraversano  centri  abitati"  a  firma degli
           onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           - n. 116  "Norme  interpretative  in  materia di cave della
           Regione siciliana" a firma degli onorevoli Fleres e Catania
           Giuseppe;
           - n. 117 "Norme  per accelerare il rilascio di nulla osta e
           visti  per   edificare   in   zone   sottoposte  a  vincoli
           paesaggistici,  ambientali   e   sismici"   a  firma  degli
           onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           - n. 118  "Intervento a favore della raccolta differenziata
           dei rifiuti solidi urbani" a firma degli onorevoli Fleres e
           Catania Giuseppe;
           - n. 119 "Norme sull'espropriazione per pubblica utilità" a
           firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           - n. 120  "Norme per l'accelerazione delle procedure per la
           realizzazione di opere  pubbliche  e  per il rilascio delle
           concessioni edilizie"  a  firma  degli  onorevoli  Fleres e
           Catania Giuseppe;
           -  n. 121  "Nuove  norme  in  materia  di  abbattimento  ed
           eliminazione di  barriere  architettoniche"  a  firma degli
           onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           - n. 122  "Disposizioni  per  la  determinazione dei canoni
           relativi a  concessioni  demaniali marittime" a firma degli
           onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           -   n.  123   "Norme   per   la   definizione   dei   piani
           particolareggiati  di   recupero   estesi   alle  opere  in
           sanatoria entro 150  metri  dalla  battigia"  a firma degli
           onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           - n. 124  "Norme  sulle  procedure  relative alle utenze di
           acqua pubblica aventi ad oggetto piccole derivazioni ad uso
           irriguo" a firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           -  n. 125  "Disposizioni  in  materia  di  sicurezza  delle
           costruzioni   e   delle   infrastrutture,  istituzione  del
           fascicolo del  fabbricato,  del libretto infrastrutturale e
           costituzione  dell'Osservatorio  permanente sulla sicurezza
           delle costruzioni" a firma degli onorevoli Fleres e Catania
           Giuseppe;
           - n. 126  "Norme  per  l'apertura  di  sportelli bancari in
           Sicilia" a firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           -  n.  127  "Provvedimenti  per  la  semplificazione  delle
           procedure amministrative e per l'acceleramento della spesa"
           a firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           - n. 128  "Ordinamento  della professione di maestro di sci
           in  Sicilia" a  firma  degli  onorevoli  Fleres  e  Catania
           Giuseppe;
           - n. 129  "Interventi  a sostegno della pratica sportiva" a
           firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           -  n.  130  "Disciplina  della  professione  di  insegnante
           tecnico sportivo" a  firma degli onorevoli Fleres e Catania
           Giuseppe;
           - n. 131  "Istituzione  della  'Borsa dello sport'" a firma
           degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           - n. 132 "Norme  per  la  promozione  e  lo  sviluppo della
           pratica sportiva per  le  persone  disabili"  a firma degli
           onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           - n. 133 Norme in materia di divieti nell'uso di sostanze e
           metodi dopanti" a  firma  degli  onorevoli Fleres e Catania
           Giuseppe;
           - n. 134 "Norme  per  la  costituzione  e  la  gestione  di
           consorzi di garanzia  fidi nel settore dello sport" a firma
           degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           - n. 135  "Norme  concernenti  il  ruolo  delle guardie non
           armate addette  alla  sicurezza  personale"  a  firma degli
           onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           -  n. 136 "Norme  per  l'apertura  di  case  da  gioco  nel
           territorio della Regione siciliana" a firma degli onorevoli
           Fleres e Catania Giuseppe;
           - n. 137 "Interventi per il potenziamento dell'aerostazione
           di  Catania" a  firma  degli  onorevoli  Fleres  e  Catania
           Giuseppe;
           - n. 138 "Norme  per  agevolazioni  trasporti  da  e per la
           Sicilia" a firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           - n.  139  "Istituzione  del coordinamento regionale per la
           portualità siciliana"  a  firma  degli  onorevoli  Fleres e
           Catania Giuseppe;
           - n.  140  "Disciplina dell'attività di noleggio di autobus
           con  conducente.  Interventi  in  favore  dei  consorzi  di
           noleggiatori e consorzi di autotrasportatori" a firma degli
           onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           - n. 141  "Interventi  per  garantire  il funzionamento dei
           mezzi  meccanici  del  porto  di  Catania"  a  firma  degli
           onorevoli Fleres e Catania Giuseppe
           - n. 142  "Norme per l'istituzione dell'ordine regionale al
           merito della Sicilia"  a  firma  degli  onorevoli  Fleres e
           Catania Giuseppe;
           - n.  143  "Norme  per  l'istituzione  del  Registro  degli
           amministratori di condominio presso le Camere di commercio,
           industria, artigianato e agricoltura della Regione" a firma
           degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           - n. 144  "Agevolazioni  per  l'assunzione  di  portieri di
           immobili"  a   firma   degli  onorevoli  Fleres  e  Catania
           Giuseppe;
           -  n.   145  "Contributo  in  favore  delle  organizzazioni
           sindacali  dei   lavoratori   di  polizia"  a  firma  degli
           onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           -  n.  146  "Norme  per  la  disciplina  dei  pareri  delle
           Commissioni legislative permanenti dell'Assemblea regionale
           siciliana sugli  atti  amministrativi  del Governo" a firma
           degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           - n.  147  "Norme  per la semplificazione degli adempimenti
           relativi alle utenze  di  acqua  pubblica aventi ad oggetto
           piccole derivazioni ad uso irriguo" a firma degli onorevoli
           Fleres e Catania Giuseppe;
           - n.  148 "Istituzione  di  un  fondo a favore dello studio
           teologico 'San Paolo'  di  Catania" a firma degli onorevoli
           Fleres e Catania Giuseppe;
           - n. 149 "Norme per la determinazione dei limiti massimi di
           esposizione    a   campi   elettromagnetici   prodotti   da
           elettrodotti" a  firma  degli  onorevoli  Fleres  e Catania
           Giuseppe;
           - n. 150  "Interventi per la costruzione, l'ampliamento, la
           sistemazione,    il   completamento   e   la   manutenzione
           straordinaria di  caserme  per  l'Arma  dei  carabinieri" a
           firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           - n.151 "Interventi  in  favore  delle  aziende colpite dal
           sisma del 13  dicembre 1990" a firma degli onorevoli Fleres
           e Catania Giuseppe;
           - n.  152  "Contributi agli operatori economici danneggiati
           dall'eruzione dell'Etna  del  luglio  2001"  a  firma degli
           onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           - n. 153  "Iniziative a sostegno dei familiari dei soggetti
           portatori di handicap"  a  firma  degli  onorevoli Fleres e
           Catania Giuseppe;
           - n. 154 "Modifiche alle leggi regionali 11 maggio 1993, n.
           15 e 7 marzo 1997,  n. 6, in materia di canoni demaniali" a
           firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           - n.  163  "Provvidenze  in favore dei comuni della Regione
           siciliana  colpiti  da  calamità  naturali  e/o  da  eventi
           sismici" a firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           - n.  177  "Istituzione  della Commissione parlamentare per
           la modifica dello  Statuto della Regione siciliana e per le
           riforme istituzionali"  a  firma  degli  onorevoli Fleres e
           Catania Giuseppe;
           - n.  223 "Interpretazione autentica dell'articolo 47 della
           legge regionale 6  marzo  1986,  n.  9  e  dell'articolo 37
           della legge regionale 18 maggio 1996, n. 33, riguardanti il
           personale delle  aziende autonome provinciali di incremento
           turistico" a firma degli onorevoli Virzì ed altri;
           -  n.  256  "Incompatibilità  e  l,limiti  agli  incarichi.
           Modifiche alla legge  regionale  20  giugno 1997, n.  19" a
           firma dell'onorevole Fleres;
           - n.  257  "Istituzione  della  figura  di guida ambientale
           escursionistica" a  firma  degli onorevoli Fleres e Catania
           Giuseppe;
           - n. 258  "Modifiche alla legge regionale 23 dicembre 2000,
           n. 32  concernente  disposizioni  per  l'attuazione del POR
           2000-2006" a firma dell'onorevole Fleres;
           - n. 264  "Norme  per l'applicazione in Sicilia del modello
           job rotation quale  misura  di politica attiva del lavoro e
           della formazione  continua"  a firma degli onorevoli Fleres
           ed altri;
           -  n. 273  "Istituzione  della  figura  del  portavoce  dei
           sindaci  e   dell'ufficio  stampa  presso  gli  assessorati
           regionali.  Disposizioni  sul  trattamento contrattuale dei
           giornalisti degli  uffici  stampa"  a firma degli onorevoli
           Fleres ed altri;
           - n.  292  "Interpretazione autentica dell'articolo 1 della
           legge regionale 28  marzo  1995,  n.  22, concernente norme
           sulla proroga degli organi amministrativi e sulle procedure
           per le nomine  di  competenza regionale, che ha recepito le
           disposizioni del decreto  legge  16  maggio  1994, n.  293,
           convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 1994, n.
           444" a firma degli onorevoli Beninati ed altri;
           - n.  293  "Norme  per la semplificazione amministrativa" a
           firma degli onorevoli Fleres ed altri;
           - n.  303 "Modifiche alle leggi regionali 1 settembre 1997,
           n.  33, 31agosto 1998, n.  15  e  8  maggio  2001,  n. 7" a
           firma degli onorevoli Fleres e Catania;
           - n.  304  "Provvedimenti  finalizzati  alla  ripresa delle
           attività  produttive danneggiate dall'eruzione dell'Etna" a
           firma Fleres ed altri;
           - n. 323  "Interventi  in  favore dei dipendenti degli enti
           parco" a firma degli onorevoli Fleres ed altri;
           - n.  324  "iniziative  a  sostegno  della diffusione della
           cultura d'impresa tra  gli  studenti  delle  scuole di base
           della Regione siciliana"  a firma degli onorevoli Fleres ed
           altri;
           - n. 325  "Interventi  per  favorire  la  realizzazione  di
           attività lavorative  di  natura  economica"  a  firma degli
           onorevoli Fleres ed altri;
           -  n. 326  "Norme  per  la  stabilizzazione  del  personale
           assunto ai sensi  dell'articolo  23 quater , comma 3, della
           legge  regionale 31  marzo  1998,  n.  61  proveniente  dai
           progetti  di   lavoro  socialmente  utili"  a  firma  degli
           onorevoli Fleres ed altri;
           -  n.   334   "Disposizioni   in   materia   agricola   per
           l'orientamento e  la  modernizzazione  del settore" a firma
           degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe;
           - n. 335  "Norme  per  la  realizzazione  di  cimiteri  per
           animali di affezione"  a  firma  degli  onorevoli  Fleres e
           Catania Giuseppe;
           - n. 336 "Interventi  per  tutelare e promuovere il parto a
           domicilio"  a   firma  degli  onorevoli  Fleres  e  Catania
           Giuseppe;
           -  n.   345  "Norme  per  l'istituzione,  organizzazione  e
           funzionamento  del  Comitato  regionale perle comunicazioni
           (CO.RE.COM)" a firma degli onorevoli Fleres ed altri;
           - n. 349  "Integrazioni  e modifiche alla legge regionale 6
           marzo 1986, n.  9,  concernente  la  costituzione  di nuove
           province regionali"  a  firma  degli  onorevoli  Fleres  ed
           altri;
           - n. 359  "Istituzione della Fondazione 'Fulvio Frisone'" a
           firma degli onorevoli Fleres ed altri;
           -  n.   360   "Istituzione   del   fondo  per  l'avviamento
           all'apprendistato" a firma degli onorevoli Fleres e Catania
           Giuseppe;
           -  n. 364  "Norme  per  la  concessione  di  un  contributo
           all'Unione nazionale  mutilati  per servizio" a firma degli
           onorevoli Villari ed altri;
           -  n.  366  "Contributo  in  favore  del  Comitato  per  le
           celebrazioni   dei    settecento   anni   della   pace   di
           Caltabellotta" a firma degli onorevoli Fleres ed altri.

                 COMUNICAZIONE DI RICHIESTE DI PARERE

     PRESIDENTE.  Comunico  che   sono  pervenute  dal  Governo  ed
  assegnate alle Commissioni  legislative  le seguenti richieste di
  parere:

                             AFFARI ISTITUZIONALI (I)

           -  "Azienda autonoma provinciale per l'incremento turistico
           di  Messina  - Ricostituzione consiglio di amministrazione"
           (n.  55)
           - pervenuta in data 24 maggio 2002
           - trasmessa in data 24 maggio 2002

           - "Azienda autonoma delle Terme di Sciacca" (n. 56)
           - pervenuta in data 24 maggio 2002
           - trasmessa in data 24 maggio 2002

           - "Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (IPAB)
           -  Nomina  componenti  dei consigli di amministrazione" (n.
           57)
           - pervenuta in data 28 maggio 2002
           - trasmessa in data 28 maggio 2002

                                   SANITA' (VI)

           -  "Formazione  specialistica  2001-2002  - Borse di studio
           aggiuntive' (n. 53)
           - pervenuta in data 21 maggio 2002
           - trasmessa in data 22 maggio 2002.

                          COMUNICAZIONE DI PARERI RESI

     PRESIDENTE. Comunico i pareri pervenuti dal Governo, assegnati
  alla Commissione legislativa  "Sanità"  (VI), sui quali la stessa
  ha reso i relativi pareri:

           - "A.O. 'Papardo'  - Messina - U.O.  di malattie infettive.
           Proposta di rimodulazione dei posti letto in relazione alle
           esigenze infettivologiche provinciali" (n. 54)
           - pervenuta in data 21 maggio 2002
           - trasmessa in data 22 maggio 2002
           - reso in data 30 maggio 2002
           - inviato in data 31 maggio 2002

           - "L.r.  2/2002,  art.  9  -  Partecipazione al costo delle
           prestazioni   sanitarie   -   Applicazione   ticket   spesa
           farmaceutica" (n. 58)
           - pervenuta in data 29 maggio 2002
           - trasmessa in data 29 maggio 2002
           - reso in data 30 maggio 2002
           - inviato in data 31 maggio 2002

    COMUNICAZIONE DI ASSENZE  E  SOSTITUZIONI  ALLE  RIUNIONI DELLE
    COMMISSIONI LEGISLATIVE

     PRESIDENTE.  Comunico  le   assenze  e  le  sostituzioni  alle
  riunioni delle Commissioni del periodo 15 - 30 maggio 2002.

                        AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   Assenze
   Riunione del 16.05.02 (ant.): CRISAFULLI
       "     "  29.05.02: CRISAFULLI-SANZERI

   Sostituzioni
   Riunione del 29.05.02: ORTISI sostituito da SPAMPINATO

                              BILANCIO (II)

   Assenze
   Riunione del 16.05.02 (ant.): LIOTTA
      "      "  16.05.02 (pom.): LIOTTA-MANCUSO-SPEZIALE
      "      "  29.05.02 (ant.): GENOVESE-LIOTTA-ROTELLA-SPEZIALE
      "      "  29.05.02 (pom.): CAPODICASA-D'ANTONI-FLERES-GENOVESE
                                 LIOTTA-ROTELLA-SPEZIALE

   Sostituzioni
   Riunione del 16.05.02 (ant.): SPEZIALE sostituito da GIANNOPOLO
      "      "  16.05.02 (pom.): ROTELLA        "    "  CRISTAUDO
      "      "  29.05.02 (ant.): D'ANTONI sostituito da LO MONTE

                       ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   Assenze
   Riunione del 28.05.02 (ant.): NICOTRA-BORZACCHELLI-GALLETTI-
                                 MICCICHE'-TURANO
       "     "  28.05.02 (pom.): NICOTRA-CATANIA GIUSEPPE-GALLETTI-
                                 GAROFALO-MICCICHE'-TURANO-BORZACCHELLI
       "     "  29.05.02:        BORZACCHELLI-GAROFALO-INCARDONA-
                                 LO CURTO-TURANO

   Sostituzioni
   Riunione del 28.05.02 (ant.): GAROFALO sostituito da CROCE
                                 INCARDONA      "    "  FORMICA

                       AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   Assenze
   Riunione del 29.05.02: DE BENEDICTIS-GURRIERI

                    CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   Assenze
   Riunione del 29.05.02: CATANIA FRANCO-SEGRETO
                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   Assenze
   Riunione del 15.05.02: MORINELLO-MOSCHETTO
       "     "  30.05.02: FORMICA-CRACOLICI

                  COMUNICAZIONI DA PARTE DEL GOVERNO

     PRESIDENTE.  Comunico  che  il  Presidente  della  Regione  ha
  trasmesso copia delle seguenti deliberazioni:

           - n.  119 del 19 aprile 2002 "Ripartizione territoriale dei
           fondi stanziati per  le spese in conto capitale dello stato
           di previsione della spesa del bilancio regionale e relativa
           appendice  per   l'anno   finanziario  2002  -  Assessorato
           regionale dell'agricoltura  e delle foreste - Azienda delle
           foreste demaniali";
           - n.  147 del  17  maggio 2002 "Modifiche al complemento di
           programmazione del POR Sicilia 2002/2002".

                      ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE. Comunico che  sono  state  presentate  le seguenti
  interrogazioni:

               - con richiesta di risposta orale:

            N. 578 -  Notizie  in  merito  al  malfunzionamento  degli
          uffici postali  di  Pachino  centro,  Pachino  uno  e  della
          frazione di Marzamemi.
          - Presidente Regione
          - Assessore Enti Locali
          Firmatari:
          Morinello    Salvatore;  Ferro  Giovanni;  Raiti  Salvatore;
          Miccichè Calogero

            N.       579  -  Notizie  in  merito  al  malfunzionamento
          dell'ufficio postale di Niscemi.
          - Presidente Regione
          - Assessore Enti Locali
          Firmatari:
          Raiti    Salvatore;  Ferro  Giovanni;  Morinello  Salvatore;
          Miccichè Calogero

            N. 581 -  Adeguata  erogazione  d'acqua  in  favore  degli
          agricoltori di Poggioreale e Salaparuta.
          - Presidente Regione
          - Assessore Lavori Pubblici
          Firmatario: Oddo Camillo

            N. 585 - Tutela dei lavoratori della BLU.
            - Presidente Regione
            Firmatario: Cracolici Antonino

            N. 586 - Notizie circa  il  recente  commissariamento  del
          Comune di Valderice (TP).
          - Assessore Enti Locali
          Firmatario: Oddo Camillo

            N. 587 - Notizie circa  il  completamento  della  diga  di
          Blufi.
          - Presidente Regione
          Firmatario: Giannopolo Domenico

            N. 589 - Notizie sul completamento della scuola  media  di
          Cerda.
          - Assessore Beni Culturali
          Firmatario: Giannopolo Domenico

            N.   590  -  Ispezione  presso  l'AUSL  5  di  Messina  e
          provvedimenti circa alcune recenti nomine  di  dirigenti  di
          unità sanitarie locali.
          - Assessore Sanità
          Firmatari: Cracolici Antonino; Panarello Filippo

            N. 591 - Provvedimenti  circa  il  mancato  riconoscimento
          della  gratuità  delle  visite  medico  sportive  presso  le
          AASSLL.
          - Assessore Sanità
          Firmatari:
          Raiti Salvatore; Morinello Salvatore; Orlando Leoluca

            N.  592  -  Pagamento  delle  spettanze  per  l'assistenza
          diretta ai farmacisti della provincia di Trapani.
          - Assessore Sanità
          Firmatario: Oddo Camillo

            N. 593 - Adeguata manutenzione della rete idrica siciliana
          ed in particolare di quella  di  Valderice  (TP),  da  parte
          dell'EAS.
          - Assessore Lavori Pubblici
          Firmatario: Oddo Camillo

            N. 594 - Attivazione del servizio  TAC  presso  l'ospedale
          San Biagio di Marsala.
          - Assessore Sanità
          Firmatario: Oddo Camillo

            N.  595  -  Interventi  presso  l'EAS  per  la  necessaria
          manutenzione della rete idrica di Salaparuta (TP).
          - Assessore Lavori Pubblici
          Firmatario: Oddo Camillo

            N. 597 -  Notizie  circa  l'affidamento  di  incarichi  di
          progettazione alla Biosphera s.p.a.
          - Presidente Regione
          Firmatario: Giannopolo Domenico

            N.   602  -  Notizie  sulla  riserva  orientata  di  Monte
          Pellegrino.
            - Presidente Regione
            - Assessore Agricoltura
            - Assessore Territorio
          Firmatario: Virzi' Gioacchino

            N. 604 - Provvedimenti  per  eliminare  i  disservizi  che
          sopportano gli studenti pendolari di Milena.
            - Presidente Regione
            - Assessore Turismo
          Firmatario: Morinello Salvatore

            N. 605 - Notizie in merito allo stato di  abbandono  della
          riserva di Arcia.
            - Presidente Regione
            - Assessore Agricoltura
            Firmatari:
          Morinello Salvatore; Raiti Salvatore; Ferro Giovanni

            N. 606 - Provvedimenti circa il concorso  a  97  posti  di
          operatore ambientale, bandito con la G.U.R.S. del  16  marzo
          2001.
            - Presidente Regione
            - Assessore Territorio
          Firmatario: Tricoli Marzio

               - con richiesta di risposta scritta:

            N. 577 - Interventi  allo  scopo  di  fare  piena  luce  e
          garantire la  trasparenza  sui  criteri  di  individuazione,
          gestione e trasferimento delle sedi farmaceutiche.
          - Presidente Regione
          - Assessore Sanità
          Firmatari: Forgione Francesco; Liotta Santo

            N. 580 - Iniziative  per  garantire  la  regolarità  delle
          prossime elezioni amministrative a Brolo (ME).
          - Presidente Regione
          - Assessore Enti Locali
          Firmatario: Beninati Antonino

            N. 582 - Interventi urgenti per sbloccare i fondi  statali
          destinati al comparto dell'agrumicoltura.
          - Presidente Regione
          - Assessore Agricoltura
          Firmatario: Basile Giuseppe

            N. 583 - Notizie in ordine ai  finanziamenti  di  progetti
          finalizzati       alla  prevenzione  ed  al  recupero  delle
          tossicodipendenze.
          - Presidente Regione
          - Assessore Sanità
          Firmatario: Lo Monte Carmelo

            N. 584 - Chiarimenti circa  le  recenti  affermazioni  del
          candidato sindaco di Caltagirone, Antonio Carullo.
          - Presidente Regione
          Firmatari:
          Cracolici Antonino; Forgione Francesco; Barbagallo Giovanni;
          Spampinato Giuseppe

            N.   588  -  Notizie   sulle   recenti  dichiarazioni  del
          Presidente     della  Regione  circa  le  prossime  elezioni
          amministrative a Castelbuono.
           - Presidente Regione
           Firmatario: Giannopolo Domenico

            N. 596 - Applicazione nella provincia di Enna dei benefici
          e delle disposizioni previste  per  le  zone  colpite  dagli
          eventi sismici del '90.
          - Presidente Regione
          - Assessore Presidenza
          Firmatario: Tumino Carmelo

            N.   598  -  Iniziative  urgenti  per  l'assegnazione  dei
          contributi a fondo perduto della legge n. 215 del 1992.
            - Presidente Regione
            - Assessore Industria
          Firmatario: Lo Monte Carmelo

            N. 599 - Notizie in ordine alla  pubblicazione  del  bando
          per     attingere  ai  fondi  statali  per  lo  sfruttamento
          dell'energia alternativa.
            - Presidente Regione
            - Assessore Industria
            - Assessore Enti Locali
          Firmatario: Basile Giuseppe

            N. 600 - Accertamenti preso il Centro siciliano formazione
          professionale, sede distaccata di Siracusa.
            - Presidente Regione
            - Assessore Lavoro
          Firmatario: Basile Giuseppe

            N. 601 - Notizie in ordine al risanamento ed  al  rilancio
          del trasporto su rotaie in Sicilia.
            - Presidente Regione
            - Assessore Turismo
          Firmatario: Lo Monte Carmelo

            N. 603 - Opportune iniziative  per  una  diversa  gestione
          dell'area marittima nel lido di Mondello.
            - Presidente Regione
            - Assessore Territorio
            - Assessore Turismo
          Firmatario: Forgione Francesco

                      ANNUNZIO DI INTERPELLANZE

     PRESIDENTE. Comunico che  sono  state  presentate  le seguenti
  interpellanze:

            N. 36 - Rilancio della produzione di sali potassici.
            - Presidente Regione
            - Assessore Industria
          Firmatari:
          Virzi' Gioacchino; Formica Santi;  Tricoli  Marzio;  Ioppolo
          Giovanni; Infurna Giuseppe

            N. 37 - Interventi per sbloccare i concorsi per  personale
          tecnico-scientifico dei beni culturali.
          - Assessore Beni Culturali
          Firmatario: Giannopolo Domenico

            N. 38 -  Notizie  circa  le  cause  dell'emergenza  idrica
          siciliana.
          - Presidente Regione
          Firmatari:
          Capodicasa Angelo; Cracolici  Antonino;  Speziale  Calogero;
          Crisafulli  Vladimiro;  De  Benedictis  Roberto;  Giannopolo
          Domenico; Oddo Camillo; Panarello Filippo; Villari Giovanni;
          Zago Salvatore.

                         ANNUNZIO DI MOZIONE

     PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata, in data 30 maggio
  2002, la seguente mozione:

    - n. 115 "Iniziative  per  fronteggiare  le  conseguenze per la
    Sicilia  della crisi  FIAT",  degli  onorevoli  Ortisi  Egidio;
    Papania  Antonino;   Spampinato  Giuseppe;  Manzullo  Giovanni;
    Galletti     Giuseppe;     Barbagallo     Giovanni;    Genovese
    Francantonio;  Zangara   Andrea;  Gurrieri  Sebastiano;  Tumino
    Carmelo; Vitrano Gaspare.

       Informo che la  stessa  sarà  iscritta all'ordine del giorno
  della  seduta  successiva perché  se  ne  determini  la  data  di
  discussione.

       Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento
  interno, che nel corso  della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.

   crisi idrica
   Presidenza del vicepresidente Fleres


        SEGUITO DEL DIBATTITO SULLE COMUNICAZIONI DEL  PRESIDENTE
        DELLA REGIONE SULLA CRISI IDRICA IN SICILIA E DISCUSSIONE
        UNIFICATA  DI  MOZIONI, INTERPELLANZE  ED  INTERROGAZIONI
        CONCERNENTI LA MATERIA

     PRESIDENTE. Si  passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
  Seguito  del  dibattito  sulle comunicazioni del Presidente della
  Regione sulla  crisi idrica in Sicilia e discussione unificata di
  mozioni, interpellanze ed interrogazioni concernenti la materia.
       Onorevoli  colleghi,  il  Presidente della Regione fa sapere
  che  sta   per  arrivare,  tuttavia,  essendo  presente  in  Aula
  l'Assessore   Cascio,  il  dibattito  può  avere  inizio.
       Invito,  pertanto,  l'Assessore  Cascio  a prendere posto ai
  banchi del  Governo,  per  avviare  il  dibattito  relativo  alle
  comunicazioni  del  Presidente della Regione riguardanti la crisi
  idrica  in  Sicilia,  dibattito  abbinato  alla discussione delle
  mozioni e delle interpellanze aventi materia analoga.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA.  Signor  Presidente, credo che l'onorevole Cuffaro
  avesse fatto  le  proprie  comunicazioni  all'Aula non solo nella
  qualità di  Presidente  della Regione ma anche di Commissario per
  l'emergenza idrica,  quindi forse sarebbe utile attenderlo. Non è
  una normale materia di governo, ma c'è una responsabilità diretta
  che   viene   conferita  all'onorevole  Cuffaro  da  un'ordinanza
  ministeriale.
       Chiedo   alla   Presidenza   di  valutare  l'opportunità  di
  aspettare  l'arrivo  del Presidente della Regione, sospendendo la
  seduta per dieci minuti o un quarto d'ora.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  il Presidente della Regione
  fa sapere  che  sarà  presente  fra  quindici minuti, pertanto la
  seduta è sospesa e riprenderà alle ore 18.40.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.25, è ripresa alle ore 18.58)

    La seduta è ripresa.
       Onorevole   Presidente   della   Regione,   vi  sono  alcuni
  parlamentari  iscritti  a  parlare  in  ordine  al  prosieguo del
  dibattito  sulle  dichiarazioni  da  lei rese in materia di crisi
  idrica   in  Sicilia, unitamente  ai  connessi  atti  politici  e
  ispettivi di analogo oggetto.
       Il primo è l'onorevole Raiti, che ha facoltà di parlare.

     RAITI. Signor  Presidente, onorevoli colleghi, riprendo da qui
  l'intervento che feci  la  settimana  scorsa,  nel momento in cui
  l'onorevole Presidente  della  Regione  chiuse  il suo intervento
  relazionandoci sulla situazione dell'emergenza idrica in Sicilia.
  Ritengo - ripartendo da quel punto -  che  non  vi  siano  alcune
  novità rispetto ai dati che  noi  conoscevamo  nell'agosto  dello
  scorso anno.
       Come  lei  ben   sa,  onorevole  Presidente  della  Regione,
  nell'agosto dello scorso anno in Commissione quarta 'Territorio e
  ambiente' abbiamo approvato  l'accordo di programma quadro in una
  giornata.
       Quell'accordo di  programma  quadro  prevedeva  una serie di
  opere che ci avrebbero consentito di realizzare le infrastrutture
  necessarie a risolvere nel  breve  e medio periodo alcune carenze
  gravi delle strutture di  servizio di raccolta e di distribuzione
  dell'acqua in Sicilia.
       Quell'accordo di programma quadro, onorevole Presidente - lo
  ricorderà certamente - lei  ci  chiese di approvare nel più breve
  tempo  possibile  perché  era  indispensabile  per  risolvere  il
  problema della crisi  idrica  che  tutti sapevamo essere presente
  già a quel tempo e che quindi non é una scoperta di oggi.
       Quell'accordo  fu approvato all'unanimità dalla Commissione.
       In quell'occasione  noi  audimmo anche il generale Jucci che
  fece una relazione,  analitica  della  situazione, una relazione,
  oserei dire, più dettagliata e analitica della relazione che lei,
  onorevole Presidente della  Regione,  ha  presentato  in  Aula la
  settimana scorsa.
       La  permanenza dell'emergenza  oggi,  a  quasi  un  anno  da
  quell'audizione,     è     assolutamente    ingiustificata.
       E'  ingiustificata non  soltanto  per  il  fatto  che  nella
  relazione che lei ha  presentato  in  quest'Aula non vi é  alcuna
  soluzione alle problematiche  che  già  erano  presenti lo scorso
  anno.  La relazione anzi è  piuttosto lacunosa:  non dà, infatti,
  alcuna specificazione concreta di  quello  che  é  stato fatto da
  allora  ad  oggi,  delle   somme  che  sono  state  spese,  degli
  interventi che sono stati realizzati.
       Da  quella  data   ad   oggi   sono   successe   delle  cose
  assolutamente gravi che,  tra  l'altro,  sono  in contrasto netto
  rispetto al programma elettorale  che  la  Casa  delle Libertà ha
  presentato ai siciliani  in  occasione  delle scorse elezioni. Il
  primo punto, se non ricordo  male,  era quello di dare l'acqua ai
  siciliani.
       Oggi, invece,  vediamo  vanificata l'esperienza del generale
  Jucci,  un'esperienza acquisita nel  corso  di  un  anno  e  che,
  come  abbiamo  avuto   modo   di   constatare   direttamente,   è
  assolutamente preziosa per  la risoluzione dei problemi idrici in
  Sicilia.
       Il generale Jucci dal 31 dicembre 2001 non è più commissario
  straordinario delle acque, ma  nel  periodo in cui lo era, quindi
  nei sei mesi  intercorsi  dall'insediamento del Governo regionale
  al  31  dicembre  scorso, non mi risulta che al generale Jucci la
  Regione  abbia  fornito mezzi, personale e risorse per affrontare
  le    problematiche   che   già   lui   conosceva   e   conosceva
  analiticamente.
       Dunque, l'impegno del governo,  al  di  là  dei  proclami, é
  stato assolutamente carente.
       Ma veniamo alla  situazione  di  emergenza idrica che stiamo
  vivendo.
       Lei, signor Presidente della Regione, nella relazione svolta
  la scorsa settimana ci  propone  un'analisi  dello stato di fatto
  che già a priori  è  quantomeno  lacunosa,  per  non dire errata.
  Basti fare riferimento a ciò  che lei dice a proposito del volume
  di  risorse  idriche  disponibili  al  mese  di maggio 2002:  123
  milioni di metri cubi d'acqua; secondo i dati elaborati dall'INEA
  il volume disponibile è, invece, di 176,34 milioni di metri cubi.
       Il problema, comunque,  voglio  affrontarlo a  monte, perchè
  sarebbe assolutamente riduttivo ragionare in questi termini.
       Per quanto mi riguarda, la  questione deve essere affrontata
  in maniera assolutamente ampia e  in  modo  che abbia un risvolto
  politico ben preciso.
       La risorsa acqua è una  risorsa  infungibile,  è una risorsa
  che non può essere  cambiata  con altro tipo di risorsa. Possiamo
  sostituire la benzina con il gas nei mezzi ad autotrazione, ma la
  risorsa acqua è una  risorsa assolutamente necessaria per la vita
  di ciascuno di noi e per la vita delle specie animali e vegetali.
       Affrontare  l'emergenza   significa,  onorevole  Presidente,
  affrontare nell'immediato i problemi  che  la  carenza  di questa
  risorsa crea.  Nell'immediato  significa oggi, domani.  Emergenza
  idrica significa questo
       Porre il problema  e  posticiparne  la  soluzione nel tempo,
  limitandosi ad alcune  enunciazioni  di  principio  che altro non
  sono che la possibilità di prevedere spese ingenti per il futuro,
  milioni di euro destinati a realizzare gli indotti o comunque gli
  invasi,  così  come   tra   l'altro   previsto   nell'accordo  di
  programma quadro, nulla ha a  che vedere con i poteri di gestione
  commissariale che lei, onorevole Presidente, ha.
       I poteri di gestione  commissariale, io ritengo, sono poteri
  che le consentono  di  incidere  immediatamente  per  alleviare e
  risolvere  i  problemi  dei  cittadini  siciliani.  Poi, sarà  la
  programmazione,    così    come    prevista    dall'accordo    di
  programma quadro e così come  tra l'altro lei indica, a risolvere
  i problemi di medio e di lungo periodo.
       Purtroppo, nella relazione  che  lei  ha  esposto  in questa
  Aula, provvedimenti e  modi  di  procedere sull'emergenza idrica,
  quindi per risolvere immediatamente i problemi dei siciliani, non
  ne ho visto  nemmeno uno, nè oggi lei ne ha adottato alcuno; si è
  limitato,   infatti,  ad  insediare  alcune  unità  di  crisi,  a
  prospettare alcune  soluzioni come quella delle navi, ma di fatto
  non ha  affrontato  il  problema  reale  delle risorse idriche in
  Sicilia.
       Il problema reale e immediato  è di facile soluzione,  basti
  vedere  la  situazione   attuale:  soltanto  nella  provincia  di
  Palermo ci sono 1469  pozzi  gestiti  da  privati.  Esistono  284
  gestioni comunali, 400 consorzi  di  utenti,  3  enti di gestione
  regionale, 3 aziende municipalizzate, 2 società miste, 19 società
  private.  Vi è una miriade di enti che gestisce le risorse.
       Io ritengo che i poteri di gestione commissariale che lei ha
  le consentano  di  togliere  le  castagne  dal  fuoco  agli  enti
  territoriali,  le  consentano  di  procedere  immediatamente alla
  requisizione   dei   pozzi   gestiti   dai   privati;  affrontare
  l'emergenza  idrica significa attingere in questo momento a tutte
  le risorse che ci sono in Sicilia e sono innumerevoli.
       Se  soltanto  nella provincia di Palermo abbiamo 1469 pozzi,
  io non  so  effettivamente  se  in  tutta  la Regione superiamo i
  5.000.
       Onorevole Presidente,  la  potestà  che  lei  ha  in  questo
  momento    non    è   assolutamente   utilizzata.   Abbiamo   una
  concentrazione di poteri  che  non  serve  ad altro che a dire ai
  siciliani ancora  una volta "provvederemo a risolvere il problema
  delle risorse idriche".
       Questa è una cosa assolutamente scorretta dal punto di vista
  politico, perchè  non  affrontiamo  il  problema  del reperimento
  delle risorse,  il  problema  della  gestione concreta delle reti
  idriche nelle nostre città.  Il  generale  Jucci  ha  detto, e ha
  fatto in modo  che i furti delle acque diminuissero notevolmente,
  che  si  istallassero   i   contatori,  che  si  istallassero  le
  saracinesche,  cioè  tutti  i  provvedimenti  diretti e immediati
  che  con  una   serie   di  azioni  concrete  (basta  assumere  i
  fontanieri o dei  soggetti  che conoscono la rete idrica) possano
  alleviare la crisi idrica e dare la speranza ai siciliani.
       Tutto questo non soltanto  non  è stato affrontato, ma non è
  stato nemmeno preso  in considerazione nella relazione che lei ha
  svolto. Inoltre, non  si  prevede  un  piano  di  gestione  delle
  risorse idriche dal  punto  di  vista  di  razionalizzazione e di
  realizzazione delle reti  idriche urbane.  Un'altra necessità - a
  mio avviso - impellente  è  quella  di affrontare la questione in
  modo uniforme in  tutto  il territorio regionale.  E' necessario,
  io ritengo, come soluzione politica, arrivare immediatamente alla
  adozione di un'Autorità unica  o di un Assessorato per le risorse
  idriche, perché  soltanto  una  gestione  razionale  di  tutte le
  risorse  a  livello  regionale  può  consentire  di  superare  la
  dispersione e di affrontare  i  problemi  che  sono grandi ma che
  comunque sono superabili e immediatamente affrontabili se ci sono
  la volontà, la forza e il coraggio di affrontarli.
       Bisogna  superare  una gestione che è assolutamente iniqua e
  il  limite  che,  a volte, la vera crisi e i sacrifici imposti ai
  siciliani non scaturiscono  dalla  mancanza  della risorsa, ma da
  una gestione che  sfocia  nella  gestione  mafiosa  della risorsa
  idrica o, comunque,  nella  gestione  di  coloro i quali vogliono
  sottoporre  i  cittadini  ad  una  necessità  obbligata  per  poi
  ottenere il consenso.

     PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Miccichè. Ne ha
  facoltà.

     MICCICHE'.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, onorevole
  Presidente della Regione, innanzitutto ringrazio tutti coloro che
  hanno  espresso   preoccupazione   per  la  mia  salute   qualche
  settimana fa. Ringrazio il Presidente  della  Regione  per avermi
  fatto visita in ospedale durante il mio ricovero.
       Voi  sapete  che   la  responsabilità  di  quel  ricovero  è
  imputabile a me  stesso,  ma  è  una  responsabilità  voluta  per
  ragioni politiche, per  attirare  l'attenzione su un problema che
  brevemente cercherò di illustrare in questo mio intervento.
       Signor  Presidente  della  Regione, non volevo procurarle il
  disturbo della visita ...

     CUFFARO,   presidente  della  Regione.  Per  me  è  un  dovere
  cristiano visitare gli ammalati.

     MICCICHE'.  Signor Presidente, speravo, con quella mia azione,
  di portare a  termine ciò che mi ero prefissato nel programma che
  lei conosce,  per  sottoporre  alla  sua  attenzione una proposta
  risolutiva che sì  riguarda  una  sola  città,  un  capoluogo  di
  provincia, ma che potrebbe essere estesa ad altre città, ad altre
  realtà che hanno simili problemi, che vivono queste situazioni di
  assoluta disorganizzazione della distribuzione idrica.
       Prima di  affrontare questo, vorrei dire, signor Presidente,
  che l'acqua è  un bene comune.  Non è accettabile il tentativo di
  questo  Governo  e   anche   di  quelli  passati  di  cercare  di
  privatizzare  il  sistema  di distribuzione dell'acqua attraverso
  una  serie  di   norme,   di   leggi  che,  a  mio  avviso,  sono
  incompatibili con il principio del bene comune, in considerazione
  del fatto che  a  subire  un'eventuale  modifica  del  sistema di
  distribuzione e del regime di distribuzione da pubblico a privato
  saranno le  fasce  più  deboli  della  popolazione,  quelle fasce
  deboli che già ora patiscono tutta una serie di difficoltà.
       Il  sistema  di  distribuzione  non può essere privatizzato.
  L'acqua   è   come   l'aria.   Se  privatizziamo  il  sistema  di
  distribuzione dell'acqua ci sarà ulteriore discriminazione fra le
  varie  classi  sociali  e  a  patire  sarà  sempre  la gente meno
  protetta, la gente  povera  che  non  ha  possibilità e mezzi per
  poter sopperire all'approvigionamento idrico.
       Signor Presidente,  questo  è  un  principio universale.  Il
  problema dell'acqua da  qui  ai  prossimi  decenni  sarà il punto
  cruciale dello sviluppo  e  del progresso dell'intera umanità. Se
  noi, a partire  dalla nostra realtà di sviluppo industriale, dove
  è possibile  risolvere  quei  problemi  che  esistono altrove, in
  altre parti, nei  paesi del Terzo Mondo, se noi cominciamo da qui
  a privatizzare,  figuriamoci  quello  che succederà nei paesi del
  Terzo Mondo,  dove  ancora sconoscono il sistema di distribuzione
  dell'acqua.  Più  di  due  terzi  dell'intera  umanità patisce la
  sete.   Noi,   nel   nostro  mondo  industrializzato,  ci  stiamo
  incamminando  verso   questo   sistema  dove  ad  avere  maggiori
  privilegi, maggiori  possibilità  di attingere l'acqua saranno le
  classi più abbienti.  Le città si stanno impoverendo.  Quello che
  sta succedendo a Palermo in questi giorni ne è una testimonianza.
  Le metropoli  sono  le  prime avvisaglie di una disorganizzazione
  del   sistema   di   distribuzione   dell'acqua;   noi,   anziché
  migliorare,   pubblicizzare   il   sistema   della  distribuzione
  dell'acqua, lo privatizziamo:  le metropoli e le parti più povere
  di queste metropoli  soffriranno  la  sete.  Guarda  caso, oggi a
  Palermo, sono  proprio  quei quartieri popolari a soffrire questa
  carenza idrica e non ci sono responsabilità ...

     CUFFARO,  presidente  della  Regione.  Veramente   oggi  è  il
  centro della città.

     MICCICHE'.  Il  centro  della  città e, guarda caso, il centro
  della città più povera, anche se  centro storico. Abito a Palermo
  per tre giorni alla settimana e conosco i problemi del sistema di
  distribuzione dell'acqua.  La rete idrica che è  stata realizzata
  da diversi mesi  ancora  non  viene  messa  in  funzione.  Signor
  Presidente, proprio  lei  queste cose dovrebbe saperle, visto che
  si trova qui a Palermo.
       Ma vorrei spostare l'asse del  discorso  dove  è  nato, cioé
  nelle   province   periferiche,   Agrigento,  Caltanissetta, dove
  maggiore è  il problema;  guarda caso, Agrigento, punto terminale
  del sistema di  fornitura,  è  la  città  che  viene  definita la
  "capitale della sete".
       Io,  nella  qualità  di deputato  di  quella  provincia,  di
  deputato della città  di  Agrigento, mi sono sentito in dovere di
  fare quell'azione, di  fare  quella  marcia  per  porre  alla sua
  attenzione, onorevole Presidente della Regione, una soluzione che
  è   completamente   priva   di   strumentalizzazione.   Mi   sono
  meravigliato che  lei  nel  suo intervento della scorsa settimana
  abbia  fatto  riferimento  a  possibili  strumentalizzazioni.  Di
  quali strumentalizzazioni si dovrebbe parlare, signor Presidente?
  Rivendicare il diritto all'acqua mi sembra una cosa ovvia, non ci
  dovrebbero  essere  differenziazioni  di  colore politico, perché
  l'acqua è come l'aria.
       Il  suo  dovere  è  quello  di  sentire  tutte  le  campane;
  l'azione della marcia, quel gesto  aveva  lo  scopo principale di
  attirare l'attenzione su un problema  su  cui lei nella relazione
  ha completamente sorvolato.  Addirittura, sia in quella relazione
  che in altre occasioni lei ha detto  che nella città di Agrigento
  c'è un sistema di approvvigionamento  idrico superiore a Berlino,
  Vienna  e  Zurigo.   E'  scritto  qua,  l'ha  scritto  lei  nella
  relazione  ...

     CUFFARO,  presidente  della  Regione.  Io  non l'ho mai detto;
  queste sono parole del Generale Jucci.

     MICCICHE'. Non sto contestando  il  discorso  della  quantità.
  Oltre alla relazione lei ha fatto  un intervento, che è riportato
  in quelle pagine che ci hanno distribuito,  e lo ha fatto proprio
  nella qualità di Commissario straordinario.  Lei  -  a  parte  il
  riferimento alle capitali europee, non  è  questo  il problema al
  quale si deve appigliare - deve cercare  di  capire una cosa:  se
  lei  ha qualcosa da dire ai  suoi  amici  di  schieramento,  dica
  chiaramente,  dica  ai  suoi  amici   di  Agrigento  che  lei  ha
  polemizzato sul sistema e sulla  quantità.  Io  sono convinto che
  non  è  il  momento  di   fare  polemiche  partitiche  su  questo
  argomento,  però  se  lei, nella  qualità  di  Commissario, vuole
  intervenire nella città di Agrigento, lo può fare.
       Ho avanzato una proposta con un'interrogazione su cui voglio
  risposta,  signor  Presidente,  non  desidero,  voglio  risposta,
  perché  non la chiedo io,  la  chiedono gli agrigentini assetati.
  Non è assolutamente vero che ad  Agrigento  ci sono quartieri che
  ricevono l'acqua ventiquattro ore su ventiquattro, non sanno cosa
  significhi avere l'acqua ogni giorno;  non è vero che soltanto il
  35 per cento  della popolazione di Agrigento patisce la sete e ha
  l'acqua ogni quindici  giorni; si tratta invece di più della metà
  della popolazione ...

     PRESIDENTE. Onorevole Micciché, la invito  a concludere.

     MICCICHE'.  Ho concluso, signor  Presidente.  E'  inutile  che
  illustri qui, perché il tempo non me lo consente, la proposta per
  risolvere  il  problema della città  di  Agrigento;  è  contenuta
  nell'interrogazione a  mia firma:  speravo che lei l'avesse letta
  avendogliela data brevi  manu  in  ospedale,  speravo che nel suo
  intervento vi  facesse  riferimento  perché  il  miracolo  si può
  fare. Il miracolo ad  Agrigento è stato fatto dieci anni fa da un
  funzionario della  Regione,  il dottor Nicola Scialabba, il quale
  fu nominato  Commissario  straordinario  della città di Agrigento
  per risolvere i  problemi  idrici di quella città. Ebbene, con la
  sua presenza in  pochi  mesi  portò  il  turno  di  distribuzione
  dell'acqua da 15  a  due/tre  giorni;  per  gli agrigentini fu un
  miracolo. Sapete qual è stato il miracolo attuato dal Commissario
  Scialabba?  Ha  fatto  funzionare  le  braccia dei lavoratori che
  erano preposti  ad  aprire  e  chiudere  le saracinesche;  quelle
  saracinesche non si possono aprire più, perché  non si aprono più
  da 10 anni,  perché  la  rete  idrica  non è stata modificata del
  tutto.  Quando faccio  la  proposta  di  modificare il sistema di
  distribuzione,  di  prendere  questi  accorgimenti  tecnici,  non
  voglio sostituirmi  ai  tecnici da lei nominati.  Faccia valutare
  dai suoi tecnici  la  mia proposta; una proposta che da anni vado
  sostenendo nella  qualità  di consigliere comunale e di cittadino
  di Agrigento. Ma poiché  ad Agrigento i sindaci, quello attuale e
  il  precedente,  hanno  fatto  orecchie  da  mercante  su  questa
  proposta, mi rivolgo  a  lei, onorevole Cuffaro, nella qualità di
  commissario straordinario;  lei  ha  i  poteri  per  farlo, ha il
  potere di intervenire  su  quella  città.  E  non per nominare un
  amico di Tizio,  di  Filano  per  andare  a chiudere ed aprire la
  saracinesca principale, non  è  questo il problema. Il problema è
  attuare il programma  che  ho  presentato.
       Da lei desidero  una  risposta;  la  mia  proposta  non è il
  Vangelo, non deve  essere  attuata  al cento per cento, ma mi dia
  una  risposta,  onorevole  Presidente.  La  mia  proposta  non  è
  sostenuta soltanto dal sottoscritto, verrà sostenuta da un'intera
  popolazione,  quindi   la   invito   vivamente   a  prenderla  in
  considerazione.  Non  desidero altro, desidero soltanto che venga
  valutata positivamente o negativamente, ma che venga valutata.
       Questo è l'accorato appello che  volevo rivolgere con la mia
  marcia  da  Agrigento  a  Palermo;  non  mi  rimaneva  altro  che
  quest'azione per attirare l'attenzione. Il  mio è stato un gesto,
  un sacrificio  per  manifestare l'inadeguatezza della funzione di
  deputato;   non mi rimane altro  che  questa  azione,  quella  di
  attirare l'attenzione dell'opinione  pubblica  e  della  signoria
  vostra.

     PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Capodicasa. Ne ha
  facoltà.

     CAPODICASA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,  in
  occasioni come questa io sono critico  con  me  stesso per essere
  stato concorde nel modificare il  Regolamento  laddove  riduce  i
  tempi di discussione intorno ad  argomenti  che  hanno  una certa
  rilevanza. Va bene fare dibattiti stringati su materie ordinarie,
  quando  però si tratta di materia  così  complessa,  come  è  già
  avvenuto qualche volta anche in questa legislatura - mi riferisco
  al dibattito sul  Banco  di  Sicilia  e  adesso alla questione in
  discussione - tanto  più  quando si interviene non soltanto sulle
  mozioni o sulle  interpellanze, ma quando si interviene intorno a
  comunicazioni fatte  dal  Presidente  della Regione, credo che la
  Presidenza dell'Assemblea farebbe bene ad essere più elastica nei
  tempi.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Capodicasa, limitatamente a quelli che
  sono le procedure e anche il numero degli iscritti a parlare.

     CAPODICASA.   Sollevavo  il  caso in  rapporto  al  fatto  che
  trattiamo mozioni ed interpellanze ma  anche  dibattiamo  su  una
  comunicazione resa dal Presidente  della  Regione  molto corposa,
  sia quella resa a braccio sia  la relazione depositata, quindi  è
  veramente  difficile  fare  una scelta  degli  argomenti  su  cui
  intervenire.  Io ci  proverò  correndo,  tralasciando  tantissime
  cose.
       Dico subito, onorevole Presidente, che  tralascio  tutta  la
  parte relativa all'approvazione  e sottoscrizione dell'accordo di
  programma quadro sul quale abbiamo già pronta una mozione; non so
  se è il caso a questo punto di  presentarla in Aula o di chiedere
  alla  Commissione  che la discussione avvenga in quella sede dove
  si  può  dibattere  più  ampiamente.  Quindi, su quella parte non
  interverrò  in quanto non si può condensare in pochi minuti tutta
  la  materia  che è stata trattata nella sua introduzione ed anche
  nella relazione consegnataci.
       Dunque,  andrò  rapidamente per punti,  sperando  di  essere
  chiaro e di non tralasciare nulla, anche se  già in premessa dico
  che molte cose non le tratterò.
       Per  ciò  che  riguarda  la parte  politica,  il  Presidente
  invitava l'Assemblea, e quindi anche le forze  politiche,  a  non
  strumentalizzare l'argomento "emergenza idrica";  e  io  concordo
  con lui in quanto si tratta di una  materia  delicatissima che ha
  una  sua  complessità  e  che non deve  servire  a  sollevare  un
  contenzioso politico improprio.  Sottolineo  contenzioso politico
  improprio perchè se poi ci sarà una  legittima polemica intorno a
  responsabilità da individuare, quella io credo  che  vada  fatta:
  non si tratta di strumentalizzazione.  La  strumentalizzazione si
  ha  quando  si  usano argomenti impropri  rispetto  alla  materia
  trattata o che perfino sono argomenti infondati  e  si  cerca  di
  istigare,  di  fomentare manifestazioni ed altro  che, invece, mi
  pare, si siano svolte, anche quelle di  questa  mattina,  in modo
  del  tutto autonomo. Ciò significa che l'emergenza  c'è,  che  il
  problema esiste, che ha una certa rilevanza,  che  fa soffrire le
  famiglie di alcune città, che comporta danni  per l'agricoltura e
  comporta danni per l'economia. Quindi, tutto questo è un problema
  e  le  forze  politiche devono discuterne e  laddove  trovano  un
  accordo  devono  dichiararlo,  laddove  trovano  dissenso  devono
  dichiararlo.
       Ad esempio, io ho molto dissentito  sulla  dichiarazione del
  Presidente  del  Consiglio  Berlusconi   quando,   nella   famosa
  conferenza stampa tenutasi a Roma, la prima cosa  che ha fatto (è
  nel suo stile, anche se credo che,  intanto,  al  Presidente  del
  Consiglio spetti abbassare i toni) è stata  quella  di dichiarare
  che  la colpa della carenza d'acqua, se carenza  c'è,  è  di  chi
  c'era  prima,  detto così  genericamente.  Io  credo  che  questo
  costituisca un vero e proprio infortunio per il Presidente, tanto
  più che parlava accanto ad  un Presidente della Regione, il quale
  prima c'era e c'era nelle  vesti  di uomo di Governo condividendo
  atti che sono stati compiuti  in un senso e nell'altro, atti che,
  a mio avviso, erano e  rimangono positivi, fondanti ai fini della
  risoluzione del problema e  atti  che,  invece, andavano in senso
  contrario.
       Nella nostra interpellanza,  onorevole  Presidente,  abbiamo
  voluto fare una ricostruzione quasi  puntigliosa;  eravamo  stati
  tanto puntigliosi da mettere tra parentesi, nel richiamare i vari
  atti compiuti dai Governi nazionali e regionali, anche i nomi dei
  presidenti del Consiglio o della Regione  siciliana  perchè fosse
  chiaro quale era il percorso che nel corso dei mesi era avvenuto.
       Abbiamo  stabilito  con  evidenza che  la  prima  ordinanza,
  quella cui tutti facciamo riferimento, è del  Governo  Dini e che
  l'ordinanza  non  è stata rinnovata perchè  il  Presidente  della
  Regione dell'epoca, tra parentesi l'onorevole Provenzano di Forza
  Italia, dichiarò che  non voleva rinnovata l'ordinanza rimandando
  indietro ben 318 miliardi previsti per la Sicilia perchè sostenne
  che l'emergenza idrica non c'era.  Inoltre, all'epoca del Governo
  di centro-sinistra in Sicilia, di cui lei fece parte, fummo noi a
  dichiarare che l'emergenza c'era  e a chiedere l'intervento della
  protezione  civile;  e  fu  l'allora  Presidente  del  Consiglio,
  onorevole  D'Alema, a dichiarare  lo  stato  di  emergenza  ed  a
  emettere l'ordinanza 31 marzo 2000 che, successivamente, all'atto
  del suo rinnovo, quando  si  doveva incaricare il Generale Jucci,
  l'onorevole Miccichè,  oggi  sottosegretario alle infrastrutture,
  dichiarò:  "Perchè incaricare  il Generale Jucci?  L'emergenza in
  Sicilia non c'è ".
       Risulta da tutti  i  giornali  di chi è la responsabilità su
  come sono andate  le  cose.  Adesso  che  l'emergenza  è talmente
  conclamata da non potere essere discussa, la  colpa era di coloro
  che c'erano prima  Chi sono coloro che c'erano prima  Non si sa
       Il  problema  si   divide   in  due  parti:  c'è  una  parte
  strutturale,  definiamola  strategica  (e   sarebbe   bene   che,
  onorevole Presidente, la spiegasse  all'onorevole Berlusconi) che
  è stata impostata da coloro che c'erano prima,  o  meglio  da una
  parte  di coloro che c'erano prima; c'è  un'ordinanza  dove  sono
  previste  e  finanziate  le  opere  che   sono  state  dichiarate
  fondamentali e abbiamo diviso in tre o quattro fasce - adesso non
  ricordo  -  l'ordine di priorità delle opere  da  realizzare;  le
  prime fasce sono state inserite in ordinanza e protezione civile.
  Abbiamo varato l'accordo di programma-quadro;  tale accordo, poi,
  dal  suo governo, con un lavoro preliminare  svolto  dal  governo
  Leanza, è stato manomesso e vedremo in seguito  in  che  modo (ne
  discuteremo quando sarà affrontato questo  argomento, non intendo
  trattarlo in questa sede);  dopodiché, è  stato fissato l'accordo
  di  programma-quadro.
       Come lei stesso ha dichiarato nella sua relazione a braccio,
  quelle opere sono opere che ci trasciniamo dietro da diversi anni
  perchè sono quelle individuate da chi studia  la  materia (ragion
  per cui non si possono inventare da  un giorno all'altro) quindi,
  procediamo  lungo una strategia che si è  consolidata  nel  corso
  degli anni.  Si tratta di accelerarle.
       Lei,  onorevole Presidente, ha giustamente  dato  atto  alle
  forze politiche dell'impegno per la riapertura dei cantieri della
  diga Blufi che, come sa, è stata finanziata dai governi nazionali
  di  centrosinistra, è  stato  seguito  dalle  forze  parlamentari
  comprese quelle attuali. Si tratta, quindi, di un lavoro che si è
  svolto e che attualmente continua  e  di cui lei, giustamente, ha
  dato atto.
       La parte che noi consideriamo strutturale, strategica fino a
  questo momento, si tratta  soltanto  di  accelerarla per le parti
  fondamentali. Delle fasce successive a  quelle A e B ne parleremo
  in sede di discussione dell'APQ.
       C'è un secondo punto che riguarda l'emergenza: l'acqua che è
  possibile  invasare.  Oggi, sappiamo qual è,  perchè  l'acqua  in
  Sicilia   esiste   e   lo  dicono  tutti   gli   studi.   Abbiamo
  precipitazioni medie annue che oscillano tra i  dieci miliardi di
  metri cubi e i diciotto miliardi di metri cubi secondo le annate.
  Quest'acqua,  afferma  la  SOGESID nello studio  che  le  avevamo
  commissionato, è sufficiente a risolvere il problema oggi, domani
  e  dopodomani  con  una proiezione anche  ventennale  per  quanto
  riguarda  il  fabbisogno  idropotabile,  irriguo   e  per  quello
  industriale.
       Il problema consiste  nel  fatto che si devono fare le opere
  di connessione e  siamo  dentro  le  scelte  strategiche.  Ma noi
  stiamo discutendo  non  perchè  oggi  sta  tornando d'attualità o
  meglio sta  tornando  come problema impellente quello delle opere
  strategiche, ma perchè c'è il problema  dell'emergenza estiva dei
  prossimi mesi.
       Credo  che  la sua relazione pecchi  sotto  questo  profilo,
  perchè si è soffermata ampiamente, come era doveroso che facesse,
  sulla  parte  strategica, quella relativa alle infrastrutture del
  settore  idrico,  ma  ha  detto  pochissimo  sulla parte relativa
  all'emergenza.
       Comprendo  perchè lei dice poco  sull'emergenza,  perchè  ci
  sarebbe da discutere di responsabilità in  omissione.  Secondo il
  codice penale si dice culpa in vigilando, cioè non si è vigilato.
  Lei,  onorevole  Presidente,  forse  rispondendo implicitamente a
  questa  accusa  che  noi  abbiamo  mosso,  ha  dichiarato  che il
  generale  Jucci  ha delle responsabilità.  Nell'interpellanza noi
  abbiamo chiesto, per  il  periodo che va dal dal 31 dicembre al 6
  aprile, quando  lei è stato nominato commissario, di chi fosse la
  responsabilità  della  gestione dell'emergenza idrica.  Lei ci ha
  risposto che è del generale Jucci.
       Poichè  le responsabilità devono discendere  da  un  qualche
  atto, non possono essere morali e teoriche.  Ho letto l'ordinanza
  del 22 marzo 2002 che incarica il  presidente  della Regione come
  commissario; il riferimento al commissario  precedente è soltanto
  all'articolo 8  in  cui  si dice che "il commissario delegato, di
  cui  all'articolo 1 dell'ordinanza n.  3108 del 24 febbraio 2001,
  esaurite   le   attività   amministrative  e  contabili,  di  cui
  all'articolo   1  dell'ordinanza,  trasferisce  i  fondi  di  cui
  all'articolo 7".
       Il Generale Jucci, quindi, aveva il solo  compito di fare le
  consegne da un punto di vista contabile  e amministrativo, non di
  gestire l'emergenza.  Quell'intervallo, che come lei sa, é  stato
  un intervallo troppo lungo per le ragioni a tutti note, perché si
  é  letto  sui  giornali  di  contrasti in  ordine  ai  poteri  da
  attribuire al commissario, se istituire o non un sub-commissario,
  se bisognava farlo indicando il nome e  il cognome nell'ordinanza
  o no - sono tutte cose che si conoscono  -  quel  tempo  perduto,
  quale  che  sia la ragione, é  un  tempo  decisivo.  Il  generale
  Jucci, se dobbiamo prestare fede alla sua  relazione, afferma che
  al 31 dicembre ha lasciato negli invasi  dieci  milioni  di metri
  cubi d'acqua in più rispetto a quello che  c'era alla stessa data
  dell'anno precedente, e aggiunge, inoltre,  senza  considerare  i
  45 milioni  di  metri  cubi  in più - all'epoca erano 45 milioni,
  oggi  sono  85  -  della  diga  Rosamarina.  Quindi,  sono  circa
  95 milioni di metri cubi d'acqua in più.

     CUFFARO,  presidente  della  Regione. La  relazione  non  dice
  questo.

     CAPODICASA.  E'  la relazione, onorevole  Presidente.  Lei  in
  qualità di commissario che ha rilevato i  poteri  del commissario
  precedente, dovrebbe conoscerla.  Il generale  Jucci,  nella  sua
  relazione, dice che al 31 dicembre ha lasciato l'incarico ...

     CUFFARO, presidente della Regione. Pensavo  si  riferisse alla
  mia relazione.

     CAPODICASA. La sua relazione, quella scritta, dice esattamente
  il contrario:  non  in quella fatta a braccio, ma nell'altra lei,
  o chi  ha  scritto  per lei quella relazione, dice che l'acqua se
  l'é  'bevuta'  Jucci,  quindi,  se  manca  l'acqua  rivolgetevi a
  Jucci

     LO GIUDICE . In Sicilia piove ogni tre anni

     CAPODICASA. No, non é  esattamente così, onorevole Lo Giudice,
  nella relazione c'é un ragionamento che si fonda su alcuni dati e
  io,  ovviamente,  non  li  posso  riportare.   La  relazione  del
  presidente-commissario  dice,  sostanzialmente,   che  l'acqua  é
  stata sprecata ed è a causa di ciò che oggi  ci  troviamo  in uno
  stato di emergenza.
       Il  generale Jucci sostiene, invece,  che  con  quell'acqua,
  accompagnando  l'azione  del  commissario con  alcune  misure  (e
  indica  quali  sono), noi siamo in grado  di  garantire,  per  il
  periodo necessario, l'acqua alla città. Io ritengo che se fossero
  stati adottati ed eseguiti, con gli  opportuni  coordinamenti,  i
  lavori che sono previsti, oggi non saremmo qui, o meglio, saremmo
  qui a discuterne in maniera meno impellente  di  quanto,  invece,
  non stiamo facendo.
       Rispetto  a  questo, la stessa riunione  del  Consiglio  dei
  Ministri,  non  ci  dice  nulla,  perché   l'unica  soluzione  di
  emergenza  che  in  quella  sede  é   stata  individuata,  quella
  relativa all'intervento del Genio militare, lei stesso, onorevole
  Presidente, ha detto che non servirà a dare  un  litro d'acqua in
  più a  Palermo  dalla diga Rosamarina - il Ministro Lunardi lo ha
  dichiarato - non può essere fatto entro la prossima estate.
       Il Ministro Lunardi ha,  sostanzialmente,  vanificato l'idea
  della  task-force perché  in effetti è così.  La  task-force,  lo
  dice  la  parola  stessa,  è una squadra  di  pronto  intervento.
  Quando  il  pronto intervento lo si ipotizza  per  opere  il  cui
  collaudo prevede tempi da tre a quattro anni, non ha più senso, è
  soltanto un modo per buttare fumo negli occhi.  Non  ha più senso
  prevedere la task-force perché  la task-force è qualcosa che deve
  intervenire  nell'arco  delle  ore, dei giorni.  Come  lo  stesso
  Ministro  Lunardi ha detto - come noi  del  resto  avevamo  anche
  anticipato  ai  giornali e come lei stesso  ha  ripreso  nel  suo
  intervento - collaudare una diga non significa  soltanto  fare le
  prove di carico; significa svuotarla, significa  riempirla  e  io
  non  so  quando noi avremo l'acqua sufficiente  per  riempire  le
  dighe, che ci servono invece per bere e per  irrigare,  e  poi di
  nuovo risvuotarle.
       Credo  che  se fino ad oggi i collaudi non sono stati fatti,
  c'è   anche  una  ragione.  Come  si  possono  fare  i  collaudi?
  Individuando una diga alla volta, secondo il  mio  punto di vista
  modesto da non competente;  ma per potere  fare questa operazione
  passeranno degli anni
       La  stessa  cosa  vale  per  quanto  concerne  la  questione
  relativa  alle navi. L'unica misura di pronto intervento è quella
  relativa  alle navi-dissalatore dove però, alla fine, si dice che
  verranno  utilizzate  solo  quando l'emergenza sarà effettiva. Ma
  perché,  oggi l'emergenza non è effettiva? Noi abbiamo aree della
  nostra regione - e lei le conosce bene perché vi è stato presente
  fisicamente  -  che  rischiano  non solo (credo che noi siamo già
  dentro  questa fase drammatica dell'emergenza)  il  prodotto,  ma
  addirittura la distruzione degli impianti  e parliamo soprattutto
  del settore agrumicolo.
       Allora,  se la situazione è questa, perché non cominciare ad
  ipotizzare (non posso farlo in questa sede  perché  il  tempo  mi
  insegue) alcune misure?  E' costoso, ma se  si  è  ipotizzato  da
  parte del  Consiglio  dei Ministri, vuol dire che qualcosa si può
  fare. Io,  poi,  ho i miei dubbi di carattere tecnico:  con quali
  mezzi  l'acqua  delle navi-dissalatore viene avviata dai porti ai
  serbatoi?  Non  ci  sono  le  condotte;  ma  sono  aspetti che il
  commissario ha i mezzi per potere approfondire e risolvere.
       Ma   noi   dobbiamo   dichiarare, onorevole Presidente,  che
  l'emergenza già c'è oggi, perché se lei continua a dire - come ha
  detto  in  una  sua  relazione  - "l'acqua  ci sarà, l'acqua c'è,
  l'acqua c'è per bere, l'acqua c'è per il turismo, l'acqua c'è per
  tutto il resto", qualcuno può alzare il ditino e  dire " Dov'è il
  carattere d'emergenza?"
       Nell'emergenza   noi   ci   siamo   dentro,  mani  e  piedi,
  considerato  il  fatto che noi siamo ai primi di giugno e ci sono
  quartieri  della  città  che  hanno già  turni  di  venti-ventuno
  giorni.  E non basta dire che l'acqua  alla  città  di  Agrigento
  viene  data.
       Assume  notevole  valenza  il  manifesto,  che ho condiviso,
  fatto affiggere  dal mio partito nella città di Agrigento, dove è
  scritto che il sindaco dichiara che l'acqua il Presidente Cuffaro
  non gliela  manda  e  dichiara  che  sono  140  litri di acqua al
  secondo;  il  Presidente Cuffaro sostiene, invece, che l'acqua la
  manda.  Qualcuno  non  dice la verità, bisogna vedere chi, perché
  intanto i cittadini l'acqua non ce l'hanno.
       La verità è che  con i grandi numeri   il  problema  non  si
  risolve  perché   ad Agrigento c'è  il  problema  dell'abusivismo
  degli   allacci,   gente   che   si  allaccia  abusivamente;  c'è
  l'abusivismo edilizio  che ha dilatato in modo abnorme la città e
  non si sa questa rete che strade ha preso;  c'è il problema della
  rete idrica che risale ancora agli anni '50 e che non prevede gli
  accorgimenti  di  natura  tecnica  che  consentono  il  risparmio
  idrico,   le  portate  di  carico.  Ci  sono  i  problemi  legati
  all'incremento  turistico,  non  solo  quello  degli alberghi, ma
  anche quello delle villette.
       C'é,   dunque,   un  problema   complesso.   Sostenere   che
  continuiamo ad assicurare alla città i duecento  litri  di  acqua
  pro-capite, non al secondo, che é cosa  diversa,  significa  dire
  qualcosa che non corrisponde alla verità dei  fatti.  Perché  con
  la  rete  colabrodo  che c'è in quella  città,  in  partenza  dai
  serbatoi  saranno  duecento  litri  pro-capite,  ma  l'acqua  che
  arriva, tutto considerato, oggi é poco più della metà.  E allora,
  poichè la gente non beve numeri ma beve acqua, se noi continuiamo
  a rispondere  con  i  numeri, il problema non lo abbiamo risolto.
  L'emergenza   c'é,   onorevole  Presidente,  ed  é  bene  che  la
  dichiariamo se vogliamo trovare un modo per superarla.

     PRESIDENTE. Onorevole Capodicasa,  la  invito  a concludere il
  suo intervento.

     CAPODICASA. A questo punto ritengo  che se fuori dall'Aula, in
  una  sede  idonea,  quale  può essere  la  Commissione,  vogliamo
  continuare ad approfondire l'argomento, dove noi, se lei ritiene,
  visto che ci ha invitato a farlo,  possiamo  portare  anche delle
  proposte che abbiamo in parte formulato, noi  siamo  ben pronti a
  farlo.  Mi  dispiace  solamente  che non  si  possa  approfondire
  l'argomento  che, nella sua complessità,  meriterebbe  ben  altro
  tipo di discussione e molto più tempo  a  disposizione; mi auguro
  che al più presto si ripresenti l'occasione per poterlo fare.

     PRESIDENTE. E' iscritto  a  parlare l'onorevole Giannopolo. Ne
  ha facoltà.

     GIANNOPOLO.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi, non credo
  che  l'Aula  si possa ritenere  soddisfatta  delle  comunicazioni
  reseci dal Presidente della Regione in ordine a  tutto ciò che si
  sta facendo o che si intende fare  per  fronteggiare  l'emergenza
  idrica.
       A  me  non  é  parso   di  capire, dalle  comunicazioni  del
  Presidente, quali sono le misure  che  non  dopodomani  e nemmeno
  domani, ma oggi, si intendono  adottare  per  dare l'acqua a quei
  quartieri della città di  Palermo  che  quotidianamente, a turni,
  protestano e sbarrano le strade per denunciare la cronica carenza
  d'acqua. E badate bene che  ai  cittadini  di  Palermo  non viene
  detto che non piove: ai cittadini  di  Palermo viene detto che si
  sta mettendo in funzione la rete  idrica  nuova, e quindi non c'é
  un problema di calamità naturale per cui  tutto é  imponderabile,
  ma  c'é  ben  altro.
       Non ci si dice, quindi, in che  modo  si  intende affrontare
  oggi  il  problema  dell'acqua  nelle   case  innanzitutto  delle
  famiglie,  e  poi anche delle aziende produttive,  che  siano  le
  aziende agricole, che siano le aziende turistiche,  che  siano le
  aziende artigianali o industriali. A me tutto questo non é  parso
  di averlo colto.
       Non  mi  é parso di  avere  colto  dalle  comunicazioni  del
  Presidente  neanche  il  discorso di medio periodo:  come  lo  si
  intende affrontare in ordine ad alcune scelte, chiare, nette, che
  qui  devono  essere fatte. Debbo dire che  su  alcune  cose,  per
  esempio sulla materia dei dissalatori, ho visto che il Presidente
  della Regione, commissario delegato, prima é  partito  in  quarta
  con un programma fitto di dissalatori in tutta la Sicilia, adesso
  pare che questo programma, almeno dalle cose  che ci viene detto,
  qui  anche  nella  relazione  scritta, sia in  qualche  modo  più
  rimaneggiato.
       Ma  da  questo punto di vista credo  che  bisognerebbe  dire
  parole  definitive e più chiare, in  quanto  emeriti  professori,
  scienziati, emeriti specialisti della materia,  ci hanno spiegato
  che il problema in Sicilia non é  tanto quello delle piogge, ma è
  quello legato soprattutto alla capacità che la  nostra regione ha
  di  invasare quei seimila e trecento milioni  di  metri  cubi  di
  acqua...

     CUFFARO, presidente della Regione. Ed il fatto  che  i foraggi
  non sono cresciuti, da cosa è dipeso allora?

     GIANNOPOLO.  Adesso ci arrivo,  onorevole  Presidente,  perché
  quando l'acqua delle dighe che non viene  addotta,  deve  servire
  prevalentemente  alle  esigenze  civili,  è chiaro  che  non  c'è
  l'acqua per l'agricoltura  Bisogna fare delle  scelte.  E  questo
  vale per il Poma, vale per il Garcia e vale per tante altre dighe
  del catanese, dell'ennese, etc.
       E' troppo facile, onorevole Presidente - questo ragionamento
  lo  fa  lei  ma  lo hanno fatto anche  altri  -  scaricare  sulla
  maledizione divina i problemi della nostra terra  e  della nostra
  regione, riproponendoci una visione  fatalistica  nella  politica
  che fa il paio esattamente con il  processo  di  irresponsabilità
  storica delle classi dirigenti siciliane.
       Non  c'è stato detto, ad esempio, in  che  modo  si  intende
  affrontare nel medio periodo il problema  dei  completamenti  dei
  grandi   invasi   e   inn   che  modo   si   intende   affrontare
  preventivamente il tema della collaudabilità  delle  dighe perchè
  lo  scandalo  di  questa Regione, di questa  Sicilia  è  che  noi
  dobbiamo svuotare le dighe perchè non sono sicure, perchè nessuno
  si sente di collaudarle.
       Allora, come facciamo per  far  sì  che  ciò  che  andiamo a
  costruire sia costruito  con  efficacia, con oculatezza,  per far
  sì che le opere siano collaudabili; per fare in modo che le dighe
  quando sono ultimate, il  giorno  dopo,  siano  collaudabili e il
  giorno dopo possano dare acqua?  Questo è un tema che non è stato
  mai affrontato con la dovuta serietà, con la dovuta concretezza.
       L'altra questione è come  si  intende avviare un processo di
  modernizzazione di tutto  il  sistema della gestione del servizio
  idrico.
       Noi siamo in presenza  di una ipotesi di ambiti territoriali
  ottimali che vengono  fatti  coincidere in Sicilia tout-court con
  le nove province.  Quindi, il  criterio che qui in Sicilia si sta
  adoperando è quello amministrativo  che  è  uno  dei  criteri più
  residuali della legge Galli  perchè  a  monte  dei criteri per la
  costruzione e costituzione degli ambiti territoriali ottimali c'è
  il bacino idrografico, c'è  la consistenza dei punti di emergenza
  idrica...

     CAPODICASA.  C'è il problema del bilancio idrico.

     GIANNOPOLO.  C'è il problema del bilancio idrico dalle falde a
  quelle superficiali, a  quelle  sotterranee  perchè sono quelle a
  cui noi dobbiamo attingere  in  periodo  di  magra, al sistema di
  depurazione e di scarico poi sui  fiumi o a mare di tutto ciò che
  depuriamo.
       C'è ben altro che  deve  essere messo in campo per garantire
  un  ambito  territoriale   ottimale   che  il  semplice  criterio
  istituzionale-amministrativo perchè  la natura non è circoscritta
  da  un ambito  provinciale.  L'ambito  provinciale  è  un  ambito
  storico-politico.  La legge  Galli  ed una gestione oculata delle
  risorse  idriche fa riferimento, invece, ai fatti  naturali  e  i
  fatti naturali si stanno stracciando nella costruzione degli ATO.
       Questa cosa, Presidente,  noi  la  pagheremo;  alla lunga la
  pagherà la Sicilia, perchè alla lunga noi avremo scompensi enormi
  tra ATO piccoli e ATO grandi, tra determinate realtà territoriali
  ed altre determinate realtà territoriali.  Noi avremo popolazioni
  che non pagheranno l'acqua ed altre che,  invece,  la  pagheranno
  come se dovessero comprare l'acqua minerale
       Allora, questo è un tema che bisogna  affrontare  con grande
  coraggio. Come pure, parlando  dell'emergenza,  avremmo preferito
  che ci si spiegasse in che modo  si  intendono  affrontare alcune
  questioni: innanzitutto chi specula  sull'emergenza  idrica,  chi
  gestisce i pozzi privati, ma anche come - ed  era  ciò  che aveva
  fatto bene il generale Jucci - come  controllare il sistema delle
  adduzioni, quelle principali e quelle secondarie.
       Infatti, è stato dichiarato, ci sono stati fatti di cronaca,
  ed è sotto gli  occhi  di  tutti il fatto che molto spesso c'è un
  sistema di  perdite  che  non  viene  adeguatamente controllato e
  recuperato;  c'è  un  problema  di perdite, anche di reti idriche
  interne, che non viene adeguatamente affrontato. C'è, inoltre, un
  sistema di furti d'acqua che non è adeguatamente represso.
       Tutto  questo,  dalle  comunicazioni  del  Presidente  della
  Regione, a mio  avviso,  non  è  apparso chiaro in modo adeguato.
  Come anche, e  questo forse il Presidente della Regione non ce lo
  poteva  dire, non  è  stato  detto  quale  è  stato  il  tipo  di
  discussione, di dibattito  e  le  motivazioni  per  le quali si è
  voluto porre  fine  all'esperienza  del  Generale Jucci, che pure
  aveva cominciato a dare risultati con poche risorse finanziarie e
  con pochi mezzi.
       Si  è  posto  fine  a  quella  esperienza   soprattutto  per
  iniziativa  del   Governo   nazionale,   ma   anche  per la forte
  concertazione con le forze locali.
       Altra  questione,   Presidente,  a  cui  la  invito  a  dare
  risposte, e chiudo su questo, riguarda la diga di Blufi.
       Ho presentato  una  interrogazione  -  avrei  preferito  che
  alcune cose fossero  state  dette  in  modo  chiaro - nella quale
  chiedo di sapere se attorno alla diga di Blufi sono state attuate
  le   undici   prescrizioni   del  Ministero  dell'ambiente.  Sono
  prescrizioni  che  potrei  leggere,  esse comportano elaborazioni
  progettuali,  comportano modifiche molto rilevanti e consistenti,
  alla fine della cui realizzazione la diga sarà collaudata e potrà
  dare  acqua.   Pertanto,   desidero   sapere   se  quelle  undici
  prescrizioni sono state attuate.
       Desidero sapere,  inoltre,  se  a  fronte  di  modifiche,  i
  progetti delle quali  hanno  subito il taglio di alcune opere che
  pure erano  state  previste  nell'appalto originario, venute meno
  quelle opere, l'importo  originario  è  rimasto  uguale, o - se è
  lievitato - a causa di che cosa.
       E,  ancora,   desidero   sapere   come  è  stata  chiusa  la
  transazione  con   il   Consorzio   di  imprese.  Infine,  chiedo
  sostanzialmente che si  possa fare, ma non solo attorno alla diga
  di Blufi ma  anche  attorno alle altre grandi e piccole opere, un
  protocollo di  legalità.  Non  solo e non tanto, Presidente, come
  lei ha  dichiarato, sull'esigenza di mettere i carabinieri a fare
  la  guardia  notturna  ai  cantieri  (i  protocolli  di  legalità
  comportano anche  questo),  ma  anche  per  controllare  chi fa i
  movimenti terra,  come  viene assunta la manodopera, come vengono
  noleggiati i mezzi  e  a chi si noleggiano, come vengono fatte le
  forniture e da  chi  vengono  fatte:  i protocolli di legalità si
  fanno anche per  questo.
       Inoltre, c'è  il  problema della vigilanza e del controllo e
  tutte queste  cose  comportano  la  redazione  dei  protocolli di
  legalità, che sono  ben  altra  cosa  che un semplice servizio di
  guardiania,  che, mi  si  consenta  di  dire, è  cosa  abbastanza
  residuale in  un  sistema  di  controllo  e  di  prevenzione  del
  condizionamento mafioso delle opere pubbliche in fase di appalto,
  ma  soprattutto   in  fase  di  esecuzione  d'opera,  come  si  è
  dimostrato.
       Personalmente  non   ho  visto  tutte  queste  cose  esposte
  adeguatamente  nelle  comunicazioni del Presidente della Regione,
  il quale ha anche detto che affiderà la progettazione delle opere
  alla SOGESIT. E  mi  permetto  di dire che la SOGESIT è una Spa e
  in quanto tale  è  un  soggetto  di  diritto privato e se un ente
  pubblico deve  affidare  una  progettazione a soggetti di diritto
  privato lo  deve  fare attraverso procedure di evidenza pubblica.
  Lo dice, Presidente, la stessa ordinanza della Protezione civile.
  Le dice di  esperire  una trattativa privata. Non fate come avete
  fatto  con  la  BIOSFERA  per  i  parchi,  perché  i  comuni,  le
  province, tutti non possono essere assoggettati alle procedure di
  evidenza pubblica.  Presidente,  non lo può fare, come non poteva
  affidare alla  società  Biosphera la progettazione dentro le aree
  protette.  Signor Presidente, lei non lo può fare

     CUFFARO,   presidente  della  Regione.  Onorevole  Capodicasa,
  l'onorevole Giannopolo sta dicendo che non si può fare. Mettetevi
  d'accordo

     CAPODICASA. Si possono fare.

     GIANNOPOLO.  Nell'ordinanza  c'è  scritto,  glielo posso anche
  leggere,  nell'ordinanza  c'è scritto: "Esperimento di trattativa
  privata  per  l'affidamento  delle  progettazioni".  La  prego di
  adeguarsi  all'ordinanza  e  preferirei  che  il Presidente della
  Regione   o,   chi   per  lui,  ci  riferisse  periodicamente  in
  Parlamento,  nelle  sedi  opportune, su  come viene gestita tutta
  questa emergenza.

     PRESIDENTE. E'  iscritto  a parlare l'onorevole Cintola. Ne ha
  facoltà.

     CINTOLA.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, il problema
  che oggi vede  l'Assemblea  riunita é un problema che sta a cuore
  alla totalità dei siciliani.  Su di esso c'é  una forte richiesta
  di  intervento.
       Al Presidente  della  Regione,  in  linea  prioritaria, devo
  riconoscere che,  finalmente,  ha affrontato e sta affrontando il
  problema  guardando  oltre, guardando alla programmazione fattiva
  per uscire  dall'atavica  situazione nella quale ci dibattiamo da
  almeno un  ventennio.  Debbo riconoscere, e non per piaggeria, la
  convinzione, la  forza,  il coraggio con il quale sta affrontando
  un problema che  è  alla base del vivere civile in Sicilia.
       Noi, onorevoli  colleghi,  abbiamo  un  altro compito, a mio
  avviso, ed é  il  compito  di  non scontrarci su un problema così
  tanto delicato.  Abbiamo il compito di non buttare l'acqua sporca
  e anche  il  bambino  nell'immondizia.  Abbiamo  la  necessità di
  ricorrere ai ripari.

     PRESIDENTE.  Di  buttare acqua dovremmo cercare di evitarlo il
  più possibile.

     CINTOLA.  Certamente, considerata la penuria d'acqua.  Abbiamo
  la possibilità e  il  dovere di incontrarci e di comprendere fino
  in fondo  come  si  possa  collaborare attivamente perché non c'é
  una  maggioranza   ed  una  opposizione  di  fronte  ad  un  bene
  essenziale qual'é  l'acqua  ed  alla  necessità di dare risultati
  oggettivamente positivi.  E,  se  da  un  lato, devo dire, questo
  problema investe  totalmente  l'economia siciliana, con le marce,
  lunghe o  brevi  che facciamo, possiamo andare anche sui giornali
  individualmente, ma  attiriamo l'attenzione del turista contro la
  Sicilia, e attiriamo il concetto di terzomondismo che ci si vuole
  appioppare a tutti  i  costi.
       Il male  c'é   L'esigenza  c'é, la gente sciopera, grida, ha
  bisogno di essere aiutata, vuole l'acqua che non c'é  E noi siamo
  costretti a  subire  giornalmente,  ormai, il perito che applaude
  mentre le  forze  di  polizia lo caricano.
       Ero presente a  Bellolampo quando c'è stata  la carica della
  polizia contro  le  massaie  che  scioperavano;  ho  visto come i
  caricati battevano  le mani alle forze della polizia comprendendo
  che loro stavano  facendo  il  loro  dovere  e loro, i cittadini,
  stavano  difendendo   un  sacrosanto  diritto:  quello  di  avere
  l'acqua nella propria  casa.
       Ora, di fronte  a  fatti  di questo genere, che non sono sul
  tappeto oggi per  la  prima  volta, ma da venti anni si ripetono,
  quasi  ciclicamente,   la   necessità   non  é  quella  di  farsi
  ricoverare correndo  per le strade della Sicilia  Per parlare con
  il  Presidente   della  Regione  ritengo  che  un  deputato,  un'
  Assemblea intera  può farlo chiedendo e senza chiedere di  essere
  ricevuto per  sottolineare problemi importanti come questo, senza
  con questo volere  offendere  le  marce lunghe o brevi che siano.
  Perché allora  dovrei  rifarmi,  caro Presidente della Regione, a
  quanto avvenuto in tante altre stagioni, le stagioni in cui c'era
  la "primavera" di  Palermo a governare questa città, in cui c'era
  Orlando sindaco  di  Palermo, quando Orlando aveva promesso - per
  due legislature consecutive   -  che avrebbe dato 24 ore di acqua
  alla città ottenendo  così il consenso, il voto ma avendo gabbato
  la città di Palermo  che  non  ha  avuto  l'acqua.  E se oggi c'é
  penuria  di  acqua,  se  oggi  c'é  quello  che  stiamo  vivendo,
  certamente non succede  da  sei mesi, viene da dieci anni e venti
  anni di malcostume e di malgoverno palermitani.

     MICCICHE'. Orlando ha fatto la rete idrica.

     CINTOLA.  La  rete  idrica  non l'ha fatta Orlando. Poi glielo
  dirò chi l'ha  fatta.  L'ha  soltanto  subita  Orlando
       E io mi riferisco fortemente a quell'anno.  Al 1989, durante
  la "primavera"  di  Palermo, a  quando  l'acquedotto  di  Palermo
  progettò  soltanto  con  i  propri  architetti  ed  ingegneri  il
  dissalatore a Isola  delle  Femmine  per  500  litri  di acqua al
  secondo. Allora  Orlando  chiese  alla Cassa depositi e prestiti,
  nella primavera  di  Palermo,  100  miliardi  perché  si attuasse
  quell'opera.
       Li chiese,  facemmo  il  progetto  esecutivo, andammo con il
  Consiglio di  amministrazione  in  quella  Giunta,  presieduta da
  Orlando, e  al  posto del finanziamento e dell'invio del progetto
  alla Cassa  depositi  e  prestiti nell'anno 1989, cioé ben dodici
  anni fa,  incontrammo  con Orlando l'Assessore dei Verdi, Letizia
  Battaglia che,  con un ragionamento assurdo ed infelice, dimostrò
  che non c'era  bisogno  di  fare  un  dissalatore (i cittadini di
  Palermo devono  sapere  queste  cose  e pure quest'Assemblea deve
  saperle). Letizia  Battaglia  dichiarò  che  non c'era bisogno di
  fare il dissalatore a Isola delle Femmine, il Comune di Palermo -
  diceva la Battaglia - doveva soltanto intervenire su ogni casa di
  cittadini di  Palermo,  togliendo  il flussometro nei gabinetti e
  sostituendolo  con   la  catenella  con  la  quale  si  sarebbero
  risparmiati 450 litri  di  acqua  al  secondo nella sola città di
  Palermo.
       Il Sindaco  Orlando  accettò  questa imposizione folle.  Non
  chiese più  alla  Cassa  depositi  e  prestiti  i soldi;  Palermo
  perse per quell'anno i 100 miliardi per opere che furono affidati
  ad altri  Comuni che avevano presentato progetti.  Il dissalatore
  non fu fatto e  la  Regione  in quel tempo riuscì a fare una cosa
  ben peggiore  di questa: per soddisfare le esigenze dei cittadini
  di Palermo raddoppiò  il  dissalatore  a Trapani, da 200 litri lo
  portò  a  400  litri  ad  opera  iniziata.  L'impresa  che  stava
  lavorando raddoppiò il dissalatore per portare l'acqua da Trapani
  a Palermo.
       Ignobile  a  dirsi,  perché  quell'acqua  non  arrivò  mai a
  Palermo,  perché  si  è  fermata,  giustamente,  ad  Alcamo, si è
  fermata nel trapanese e a Palermo acqua non ne è mai arrivata.
       Vogliamo   arrivare   alle  responsabilità  del  passato?  O
  vogliamo invece dire al Presidente Cuffaro che sta lavorando bene
  per il medio  e  lungo periodo, ma per il periodo urgente Palermo
  deve  fare   la   propria  parte  con  il  proprio  Consiglio  di
  amministrazione dell'acquedotto?
       Faccia la sua parte che non fa  Prenda i silos come fu fatto
  nel 1989 e  li  dislochi  nei  punti  nodali della città dove c'è
  mancanza di acqua  per  distruggere  da  un lato le autobotti dei
  privati e dare  un  sollievo, anche minino, ai cittadini nei vari
  quartieri.
       Nel 1989  il Presidente Liguori, dell'acquedotto di Palermo,
  lo fece e  quei  silos diedero sollievo alla città, cosa che oggi
  non si  fa,  inspiegabilmente,  pur  avendolo  già  richiesto  al
  dottore Dario Allegra dell'acquedotto di Palermo.
       Perché   non   si  sono  requisiti  in  tempo  i  pozzi  del
  palermitano, che  possono ancora essere requisiti ed aumentare la
  loro potenzialità?  Perché  non  si  prendono provvedimenti seri?
  Perchè, quando si  va  in  un  pozzo di Palermo per aumentarne la
  portata di venti  litri,  succede  che si sbaglia la manovra e si
  cala una pompa  che rimane a mezz'aria e si perdono trenta litri,
  piuttosto  che   recuperarne   ventri  di  più?  Perché  non  c'è
  un'intervento,   onorevole   Presidente,   anche  sull'acquedotto
  affinchè  possano   fare  interamente  il  loro  dovere?  Perché,
  infine, nel 1989 con  1800  litri di acqua al secondo non ci sono
  state le barricate e ora, con 2100 litri al secondo, ci sono?
       Le barricate  ci  sono, onorevole  presidente della Regione,
  onorevoli colleghi, perché  i funzionari di allora sono andati in
  pensione e,  vuole  Dio, non possono essere richiamati anche solo
  per tre mesi  per  dare  un  sollievo  assieme agli altri tecnici
  della nuova condotta e così alleviare sofferenze e dare linearità
  di intervento.
       Le  stesse  condutture, vecchie, dismesse  o quasi non hanno
  avuto un  tappo  di chiusura, si chiama tappo a morte, per cui si
  perdono, con   grande   responsabilità   di  chi  governa  ancora
  l'acquedotto di  Palermo,  cento litri al secondo nel sottosuolo.
  C'è gente che non  ha  un  litro  d'acqua  e altre persone che in
  certe zone hanno  ventiquattro  ore di acqua al giorno, mentre in
  altre zone  non  riescono  ad  avere un litro d'acqua.
       Onorevole Presidente io  ritengo  che fra un anno, un anno e
  mezzo, la sua  opera  e  l'intervento  che  sta  facendo  darà un
  contributo anche in  materia  di  acqua.  Nei quattro anni che ci
  separano ormai dalla  fine  della legislatura, quel programma che
  lei ambiziosamente  ha  esposto  all'Assemblea potrà alleviare le
  sofferenze  e  dare  la  certezza  che  il  bene  acqua  sarà  un
  patrimonio della Sicilia.  Ma  debbo dire che c'è necessità di un
  intervento forte su  Palermo, perché  in città si possa vivere un
  tantino meglio e  di  più  e  che  interventi anche a "pannicelli
  caldi", come  si  suol dire, interventi immediati, possono essere
  fatti senza  spese  forti,ma  con  una  attenzione più proficua e
  diligente. Ritengo, signor  Presidente, di  doverle suggerire che
  l'acquedotto  di   Palermo   necessita  di  consulenti  come   il
  presidente del  tempo, professore  Liquori, richiami anche alcuni
  funzionari, tra  i quali Leo Biagio dell'acquedotto, e io ritengo
  che nel giro  di  quindici  giorni  la penuria su Palermo sarebbe
  sicuramente  diminuita.   E  diminuirà  perché  è  un  intervento
  strutturale e di  intelligenza, di  lavoro  e non di crescita del
  quantitativo d'acqua da dare a Palermo, altrimenti continueremo a
  parlare bene qua  dentro, però la gente che ci ascolta continuerà
  ancora a non avere un litro d'acqua nella propria casa.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Segreto. Ne ha
  facoltà.

     SEGRETO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  onorevole
  Presidente   della   regione,   poche  considerazioni  e  qualche
  interrogativo che  io  mi sono posto e voglio porre all'Assemblea
  che voglio leggere a lucro di tempo e di chiarezza.
       Quella  della  mancanza  d'acqua  in Sicilia è una questione
  antica,  un  problema  che si pone ciclicamente quasi a ricordare
  la celebre  teoria  dell'eterno  ritorno  delle  stesse  cose  di
  Nietzsche; per  altro,  se  proprio la devo dire tutta, piuttosto
  che  il pensiero  del  grande  filosofo  tedesco, a  me  la  sete
  siciliana fa venire  in  mente  un  altro genere di filosofia, un
  genere di  pensiero  meno  nobile,  ancorchè  molto  gettonato in
  Sicilia:  la  filosofia della disorganizzazione organizzata.
       Per  carità,  non  voglio  attizzare  polemiche, soprattutto
  polemiche che si  esauriscono in se stesse e sono per definizioni
  sterili, voglio  invece contribuire ad avviare una riflessione su
  un problema che ci trasciniamo da decenni. Io sono un deputato di
  prima legislatura, ma il  mio oggi vuole essere in questa Aula un
  contributo possibilmente  di chiarezza su un problema annoso. Più
  che  certezze  vorrei  porre  l'accento  su  alcuni  dubbi  e, se
  possibile, indicare qualche soluzione; perché porre solo problemi
  senza indicare  possibili  soluzioni è pratica poco conducente in
  politica come nella  vita.  La  prima  domanda che mi pongo e che
  pongo è: in Sicilia l'acqua c'è o non c'è?
       Può  sembrare  questo  un interrogativo banale; ragionandoci
  sopra però  scopriamo  che  non è affatto banale. Intanto ricordo
  che quest'anno non è stato un anno di siccità estrema, la Sicilia
  è ormai  da  decenni  una  regione a clima subtropicale arido, ma
  clima subtropicale arido  non  significa assenza totale di acqua,
  per esempio in  California in proporzione hanno meno acqua che in
  Sicilia ma non mi sembra che lì patiscano la sete, anzi, per quel
  che ne so, l'agricoltura californiana è all'avanguardia nel mondo
  e l'acqua  nelle  abitazioni  certamente  non  manca; e allora? E
  allora  come   ho   detto   all'inizio,   c'è   un   problema  di
  organizzazione, in  California  sono  organizzati, noi in Sicilia
  forse lo siamo meno.
       Quest'anno, lo  ripeto, le piogge non sono state tante ma ci
  sono state,  ad  aprile e maggio, tanto per citare due esempi, di
  acqua  dal  cielo  ne  è  caduta; non  possiamo certamente negare
  l'evidenza.  Mi  piace  ricordare  a quest'Aula che in Sicilia si
  contano oggi  più di 30 dighe artificiali, alcune di queste dighe
  sono veramente grandi invasi artificiali in grado di raccogliere,
  in alcuni casi, più  di  100 milioni di metri cubi di acqua in un
  anno, penso  alla  diga  di Rosamarina, alla diga Garcia, citando
  soltanto due, le più  grandi ma potrei citare anche il Biviere di
  Lentini, il Biviere  di Cesarò, la diga Sturzo e via continuando.
  Mi piace  ricordare  che  la  realizzazione  di questo sistema di
  dighe è  costata  tanto  alla Sicilia, tanta fatica e soprattutto
  tante, tantissime  risorse finanziarie; mi piace ricordare, anche
  se non sono  un  tecnico di idraulica visto che nella vita faccio
  il medico,  che  questi  grandi  invasi  artificiali  sono  stati
  realizzati non soltanto per essere riempiti con acqua piovana, ma
  anche con l'acqua  dei fiumi, anzi per realizzare molte di queste
  dighe sono  stati  sbarrati  quasi  tutti  i più importanti fiumi
  della Sicilia, con  grave  nocumento  delle  spiagge della nostra
  Regione   (sappiamo  tutti  che  le  spiagge  vengono  alimentate
  dai detriti portati a valle dai fiumi).
       Negli  anni passati, insomma, pur di cercare di risolvere il
  problema della mancanza d'acqua abbiamo accettato questo rischio,
  il rischio dell'erosione delle spiagge che poi si è concretizzato
  in realtà.  Dico  ciò  perchè, per  realizzare tutte queste dighe
  artificiali, noi siciliani  abbiamo  pagato un prezzo molto alto.
  Ebbene, a quanto pare  lo  sforzo  fatto è servito a poco se oggi
  leggo sui giornali che più della metà di queste dighe, a distanza
  di 15-20  anni  dalla  loro  realizzazione, non  è  stata  ancora
  collaudata, e siccome molte di queste dighe non sono state ancora
  collaudate ecco che non possono essere riempite, anzi si verifica
  una situazione  paradossale:  spesso  l'acqua  raccolta in questi
  invasi viene  scaricata  in  mare  su  indicazione  del  Servizio
  nazionale dighe,  per  motivi  di  sicurezza, ci dicono, il tutto
  mentre, come  è  avvenuto  quest'anno, una  parte della Sicilia è
  senza acqua.
       Ora mi chiedo  e  chiedo:  possibile che dopo 15-20 anni non
  si collaudino  queste  benedette dighe?  Possibile che la mancata
  risoluzione di  cause  civili, talvolta anche banali, blocchi per
  tutti questi  anni il collaudo di opere importantissime impedendo
  a città, paesi e campagne della nostra Regione di usufruire di un
  bene essenziale  come  l'acqua? Cosa si sta facendo per procedere
  alla definizione  di tali contenziosi giuridici, spesso di sapore
  bizantino?
       Ecco, io credo che su questo punto - il collaudo di tutte le
  dighe realizzate in  Sicilia  negli  ultimi  15-20 anni e la loro
  utilizzazione - noi  parlamentari  siciliani dovremmo avviare una
  riflessione.
       Un altro  aspetto  che  vorrei  trattare,  che  riguarda pur
  sempre le dighe, è quello legato alle cosiddette interconnessioni
  idriche, cioè i  collegamenti  tra una diga e l'altra. Sono opere
  realizzate tra la fine  degli  anni '80 e i primi degli anni '90;
  anche queste  opere, al  pari  delle  stesse  dighe, sono costate
  sacrifici e  soldi, tanti  soldi  pubblici  che  nella stragrande
  maggioranza dei  casi,  se  non  ricordo  male, sono stati tirati
  fuori  dall'ex   Agensud.  Ebbene  mi  chiedo  e  chiedo:  queste
  interconnessioni idriche funzionano o non funzionano?
       La domanda  mi  sembra  legittima perchè, stando a quanto ho
  letto sui  giornale, stando anche ad informazioni che ho raccolto
  interpellando  esperti,  l'acqua nella parte orientale dell'isola
  non manca.
       Il parco dei  Nebrodi,  questo lo si può leggere in tutte le
  guide,  è   piuttosto  ricco  di  acqua;  è  così  difficile  far
  funzionare i  collegamenti?  E  cioè  le  interconnessioni tra la
  Sicilia occidentale e la Sicilia orientale?
       E poichè  siamo  in tema di riserve d'acqua poco utilizzate,
  mi piace ricordare  in  questa  sede che sotto l'Etna di acqua ne
  scorre  tanta.   Come  dimenticare  i  ghiacciai  dell'Etna,  dei
  Nebrodi e dei Peloritani? Non è acqua anche quella?
       Anche in  questo  caso  pongo  una  domanda: non si potrebbe
  convogliare  una  parte  di  quell'acqua  nella  parte  orientale
  dell'isola per  dirottarla nelle province isolane dove la sete si
  fa sentire, cioè a Caltanissetta, Enna, Agrigento e Palermo?
       Non so  perchè  in  questa  nostra  terra tutto diventi così
  difficile   In  fondo  l'idraulica, questa scienza ingegneristica
  con la  quale  tutti  i  siciliani ormai si confrontano, dovrebbe
  essere  utilizzata  anche  per  spostare  l'acqua  da  una  parte
  all'altra dell'isola.
       Il  trasporto  dell'acqua  non  mi  sembra così impossibile
  Eppure, qui  in  Sicilia,  ogni  volta  che si pone una questione
  idraulica con  riferimento  alla  crisi  idrica,  il  caso non so
  perchè  diventa  subito  un  difficilissimo problema di filosofia
  teoretica.
       Vorrei aggiungere  qualcosa sui pozzi, anche perchè qualcuno
  ne ha fatto menzione.
       Giusto, giustissimo  cercare  i pozzi e, se le condizioni lo
  consentono, utilizzarli  nell'interesse pubblico. Ma, a proposito
  di pozzi e  di riserve idriche nascoste, mi piace ricordare che i
  tecnici dell'Eni sono in  Sicilia da quasi 50 anni e, a quanto mi
  risulta, essi hanno  battuto  a  lungo  e  in largo il sottosuolo
  siciliano alla ricerca di petrolio e di gas naturale.
       Nessuno meglio  di  loro conosce il mondo ipogeo dell'isola
  Io  credo   che  nella  loro  costante  attività  di  ricerca  di
  idrocarburi, i  tecnici  dell'Eni, che sono per altro bravissimi,
  si saranno imbattuti in vene d'acqua. Quindi, chiedo e mi chiedo:
  i tecnici  dell'Eni che per lunghi anni hanno lavorato in Sicilia
  e che continuano a lavorare in Sicilia sono stati interpellati?
       E' stato  chiesto  loro  se  e  dove  hanno  trovato riserve
  d'acqua che  potrebbero  essere  utilizzate  per  le  città  e le
  campagne?
       Un  passaggio   del  mio  discorso  lo  vorrei  dedicare  ai
  dissalatori.  Sono  agrigentino, e da agrigentino debbo ammettere
  che  negli   ultimi  dodici  anni  molti  dei  comuni  della  mia
  provincia,  soprattutto  nella  parte orientale di essa, ricevono
  l'acqua con turni umani.
       Ebbene, questo  non lo dobbiamo al sistema delle dighe ma al
  dissalatore di  Gela. Questo, credo sia ormai un fatto acclamato.
  E quanto  ho letto sui giornali sempre nella provincia di Trapani
  molti problemi  idrici  sono  stati risolti non dal sistema delle
  dighe ma dal dissalatore.
       Tuttavia  dobbiamo  porci  un  problema  di prospettiva, non
  possiamo pensare  di  proseguire in eterno con l'acqua dissalata
  Insomma, non  possiamo  continuare  a  non  utilizzare appieno il
  sistema delle dighe  che è costato un sacco di soldi e pensare di
  proseguire con l'acqua dissalata che costa tanto
       Per questo  motivo quando sento parlare di potenziamento del
  sistema dei dissalatori - come direbbe Woody Allen "mi vengono in
  mente opinioni che non condivido".
       Dico che  i dissalatori hanno senso nelle isole minori, dove
  è difficile e piuttosto costoso fare arrivare l'acqua solo con le
  navi.
       I dissalatori possono, anzi, devono servire per fronteggiare
  un'emergenza, ma  non  possono  diventare un metodo ordinario per
  fornire  alla  popolazione  l'acqua.  Ciò, lo ripeto, sarebbe una
  scelta irrazionale.
       Vorrei concludere  con  tre interrogativi e tre auspici. Non
  possiamo, signor Presidente, dare ragione all'economista che dice
  che la  Sicilia  è  terra di terzo mondo. Non possiamo richiedere
  l'ausilio dei generali perchè la Sicilia ha delle risorse umane e
  in primis, signor  Presidente, che possono porre rimedio a questo
  grave problema.
       Infine, non  possiamo  dare  adito  alle speculazioni e alla
  demagogia che possano venire da certe parti politiche.
       Oggi mi  trovavo  in  via Sammartino dove c'era un sit-in di
  lavoratori  socialmente  utili  che,  sicuramente,  saranno stati
  sollecitati da qualcuno a sollevare questo problema.

     FORMICA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORMICA.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, assistiamo,
  nostro malgrado,  ad  un  dibattito  che,  pur  interessando  una
  materia essenziale per  le  sorti  della  nostra Regioni e per le
  condizioni di  vita  dei  cittadini,  dell'economia e dell'intera
  Sicilia,  però, ha il sapore di stantìo, di qualcosa di vecchio e
  che  stancamente si trascina da decenni per trovare, poi, l'onore
  delle  cronache  ogni  qualvolta  si  aggrava  momentaneamente la
  condizione di disagio per la siccità o per altri eventi.
       Si tratta di un dibattito stantìo e che non interessa molto,
  se  non  per  dare  la  possibilità  a ciascuno, quando ve ne sia
  l'occasione,   di   richiamare   all'attenzione  la  gravità  del
  problema.  Vorrei invitare tutti i parlamentari della maggioranza
  e  dell'opposizione e lo stesso Governo, e visto che si tratta di
  un  problema  così importante, a mettere da parte le speculazioni
  politiche   che,   di   volta  in  volta,  giocoforza  richiamano
  l'attenzione del dibattito in Aula e fuori dall'Aula.
       Se parliamo  di  speculazioni  politiche su un problema così
  grave, dovremmo cominciare a dire che quest'Aula si è occupata di
  crisi idrica da decenni.
       Io personalmente, ricordo che il  dibattito in Aula del 23 o
  24  dicembre   del   1997   sulle  dichiarazioni  del  presidente
  Provenzano; in quella  sede ricordo il tenore e ciò che diceva il
  presidente della  Regione  di  allora, laddove indicava i motivi,
  oserei dire,  atavici  della  crisi  della  Sicilia,  per  quanto
  riguarda le risorse  idriche, ne indicava i mali e ne prospettava
  le possibili soluzioni.
       E' inutile che  oggi  si  venga  a  dire, da questa o quella
  parte politica, che  ci  sono  le  colpe e vengono individuate in
  questo o  quell'altro  comportamento  del  singolo parlamentare o
  assessore.
       Il  problema  delle  risorse  idriche  in  Sicilia é legato,
  intanto,  alla  mancanza  di  adeguate  risorse  finanziare  o al
  cattivo  utilizzo  di  adeguate risorse finanziare che, nel corso
  dei   decenni,  pur  essendoci  abbondanti  provviste  finanziare
  dedicate a questo problema, non lo hanno risolto.
       Non vi è chi  non  vede che si sono susseguiti nel corso dei
  decenni diversi e  tantissimi governi e, purtroppo, è inutile che
  oggi per speculazione  politica  spicciola,  si  venga  a  dire a
  questo Governo e a  questo presidente: tu in sei o sette mesi non
  hai risolto  il  problema  dell'acqua. Quello stesso problema che
  per  quarant'anni  nessun  governo e nessun presidente riuscirà a
  risolvere.  Allora,  mettiamoci  d'accordo una buona volta tutti.
       Oggi  che  ne  abbiamo  la  possibilità,  oggi che ci sono a
  disposizione  le  risorse  di Agenda 2000, per evitare di perdere
  queste risorse e soprattutto di ritrovarci qui, tra quattro anni,
  a  piangere  di  nuovo  sul  fatto,  per  colpa  di  questo  o di
  quell'altro,  ma  comunque  con  le  conseguenze che ricadono sui
  siciliani  che  continueranno  a soffrire la sete e sull'economia
  dell'Isola che continuerà a soffrire della cronica mancanza di un
  bene  essenziale  come l'acqua, che non è solo indispensabile per
  il  cittadino,  che  è ovvio, ma che è il motore dell'economia di
  una  regione, soprattutto di una regione come la Sicilia che basa
  o vuole basare o vorrebbe basare il suo ulteriore sviluppo su due
  poli trainanti che sono l'agricoltura e il turismo.
       Ma come vogliamo fare  il  turismo  se  non abbiamo acqua da
  fornire, magari negli  alberghi,  nei  posti  letto  che dobbiamo
  creare? Ma  come  vogliamo incentivare l'agricoltura, soprattutto
  quella intensiva che si  pratica  in Sicilia, quella sottoserra e
  comunque questo tipo  di  agricoltura  che  richiede l'impiego di
  molte risorse idriche?
       I  mali sono tanti, i rimedi sono: la buona volontà di tutti
  per cercare di non perdere questa ulteriore occasione e magari di
  evitare  altri disastri. Molti hanno parlato degli invasi e delle
  dighe.
       Io  vorrei  lanciare un altro input. Per esempio: mi si dice
  che nella piana di Vittoria, fino a qualche decennio fa, la falda
  acquifera  era a sette-dieci metri di profondità. In seguito agli
  insediamenti   industriali   -   vedi   Enichem   ed  altri  poli
  industriali,  il  Petrolchimico  -  e  quindi  allo  sfruttamento
  intensivo  delle  falde  acquifere  oggi, in quell'area, la falda
  acquifera  è  precipitata e sprofondata a duecento metri, ci sono
  pozzi   trivellati   a   duecentosettanta  metri  ed  esce  acqua
  salmastra.
       Quindi, nell'affrontare  il problema, vediamo di convogliare
  tutte  le  risorse  possibili   per   fare   le  opere  che  sono
  indispensabili; poco importa se ci vorrà un anno, due o tre anni,
  purché alla fine di questi tre anni non ci si ritrovi di nuovo ad
  affrontare un  dibattito,  lasciatemelo dire, asfittico, inutile,
  come quello che stiamo affrontando, perché è l'ennesimo dibattito
  e soprattutto vegliamo acché  scempi  operati, come quello di cui
  testé parlavo, sulle falde  acquifere  non  ci siano più. Dopo di
  che, se tutti mettiamo la buona volontà e tutti mettiamo da parte
  l'interesse  politico di parte - scusate il bisticcio di parole -
  sono  sicuro  che  oggi  siamo nella condizione, grazie ad Agenda
  2000, di risolvere il problema.

     CRACOLICI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRACOLICI. Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, ognuno di
  noi partecipa per quota-parte. Io sono una quota-parte. Io credo,
  signor Presidente, che il dibattito di questa sera è una sorta di
  "tressette  col  morto",  nel senso che, dalla sua relazione, lei
  continua  a sfuggire rispetto ad un nodo che è politico, ma che è
  innanzitutto  gestionale.  Lei,  secondo  una  prassi che diventa
  anche  una sorta di farsa, recita un copione per cui tutto quello
  che  avviene  in  Sicilia,  come  in  Italia o a Palermo nel caso
  specifico, è colpa di chi c'era prima. Ieri c'era Jucci, anche il
  Presidente  Cuffaro,  poi  c'è  il  sindaco  Cammarata  che  è un
  campione  di  questa  teatralità.  Ieri  c'era  Jucci e quindi la
  responsabilità era di Jucci, salvo poi scoprire che, non solo lei
  continua  ad  omettere  il  nodo, ma attribuisce responsabilità a
  persone  che  obiettivamente non ce le hanno e non le avevano per
  la   stessa   norma-ordinanza   che   definiva   i  poteri  e  le
  responsabilità di ciascuno dei soggetti in questione.
       Insomma,  oggi  abbiamo  meno  acqua  perché  sarebbe  stata
  dissipata l'acqua che c'era.  Questo  è  uno dei leit-motiv della
  comunicazione.  Onorevole  Presidente,  lei,  quando  il generale
  Jucci  ha lasciato la Sicilia, ha lasciato il suo incarico...

     CUFFARO, presidente della Regione. Non completamente.

     CRACOLICI.  Lei  continua a giocare su questo, lei sa bene che
  il  generale  Jucci  ha  avuto  affidato  nella  sua  ordinanza i
  compiti,  come dire, di rendicontazione amministrativa degli atti
  che aveva prodotto, rendicontazione amministrativa, non di scelte
  nella qualità di commissario. Quando il generale Jucci, lo diceva
  l'onorevole  Capodicasa,  è  andato  via, al primo dicembre 2001,
  negli invasi siciliani c'erano dieci milioni di metri cubi in più
  rispetto  al 2000;  lei oggi ci dice che le giacenze negli invasi
  siciliani  sono meno della metà rispetto a quelle che c'erano nel
  maggio del 2001.
       Ma tra il dicembre 2001  e  il maggio 2002 ci sono stati ben
  sei mesi; in questi sei mesi lei aveva tutto il tempo e tutti gli
  strumenti per sapere che  già col primo gennaio 2002 avevamo meno
  acqua, che col primo  febbraio avevamo ancora meno acqua, che col
  primo marzo avevamo ancora meno acqua, per finire il primo aprile
  quando avevamo meno della minore acqua che avevamo prima.
       Ma  cosa  ha  fatto  in  quei  cento  giorni? Lei continua a
  giocare su questo grande buco che attiene alla sua responsabilità
  innanzitutto  nella  qualità  di Presidente della Regione, ancora
  più  dopo  come  commissario  nominato  il  6  aprile dal governo
  Berlusconi.
       Nella qualità di  Presidente  della  Regione  lei  aveva gli
  strumenti per comprendere che  l'emergenza  di cui si parla non è
  soltanto  l'emergenza   che   consente   di  avere  procedure  di
  accelerazione per  fare  i  grandi interventi infrastrutturali al
  fine di eliminare  le  ragioni  dell'emergenza.  Ma  nel 2002 noi
  siamo dentro una  emergenza  nella emergenza;  e questa emergenza
  nella  emergenza  è   data   dal  fatto  che  questa  regione,  e
  soprattutto le aree  di  crisi  più esposte al fabbisogno idrico,
  tutta una serie  di  iniziative,  compresa  anche  una  eventuale
  riduzione, nel mese di  gennaio,  non  nel  mese di aprile, della
  quantità  acqua  pro capite che doveva essere assegnata al comune
  di  Palermo  o  al comune di Agrigento o a qualunque altro comune
  che in qualche modo si preparava ad un'estate drammatica.
       Noi stiamo  affrontando  questo  dibattito,  come dicevo col
  tressette col morto, e lo stiamo facendo in una situazione in cui
  c'è l'emergenza ma ancora non è esplosa, se non le avvisaglie che
  abbiamo in questi  ultimi  giorni  di  ulteriori blocchi stradali
  nella città di  Palermo,  per  poi assistere alle barzellette del
  sindaco di Palermo che  oggi, non essendo più credibile sul fatto
  che la responsabilità era di chi c'era prima, ed apparendo chiaro
  che c'è  una  responsabilità  nella  distribuzione  dell'acqua  a
  Palermo, sente il dovere di tirare le orecchie al presidente e ai
  responsabili dell'azienda acquedotto di Palermo.
       Ma insomma, tutti assistiamo  a una sorta di farsa in cui la
  colpa è sempre di  qualcun  altro.  Lei  è andato a Roma; abbiamo
  assistito anche lì ad uno spettacolo, l'ennesimo spettacolo della
  propaganda,   che  ha  lasciato  credere  che  attraverso  quella
  spettacolarità,  anche  quel  modo  di  banalizzare,  persino  di
  ridicolizzare figure istituzionali quali ad esempio il Presidente
  della  Regione, da parte del Presidente del Consiglio, insomma da
  quell'evento  avremmo  risolto  i problemi dell'emergenza idrica,
  salvo poi scoprire che non solo quei provvedimenti non porteranno
  neanche un litro di acqua in più in nessuna delle città siciliana
  ma,  aggiungo  a  questo,  rispetto  all'entità  dei  danni, alla
  dimensione dei danni  che si presenta con caratteristiche inedite
  per  la  nostra  Regione,  per  l'economia  della nostra Regione,
  insomma,  anche  lì  "la  montagna  ha partorito un topolino": 70
  miliardi di aiuti all'agricoltura.  Ma qui parliamo di centinaia,
  se  non  di  migliaia  di  miliardi  per  sua  stessa ammissione,
  onorevole Presidente della Regione...

     CAPODICASA.  Oltre 1.500 miliardi di lire

     CRACOLICI.  Oltre 1.500 miliardi di lire di danni all'economia
  siciliana  saranno  la  conseguenza  di  questa  grave  emergenza
  idrica.
       Cosa si fa per  tutto questo? Quali strumenti il suo Governo
  e  nella  sua qualità  di  commissario  lei  sta  prendendo?  Sta
  mettendo in cantiere per far  fronte a quella che rischia di dare
  un  colpo  serio,   mortale   a  pezzi  importanti  dell'economia
  sopratutto agricola, ma non solo, della nostra Regione.
       Voglio sottolineare poi un  aspetto che ha riguardato la sua
  relazione ed in particolare  non solo tutte le iniziative che lei
  ha  annunciato, che il suo Governo, la sua gestione commissariale
  sta  mettendo  in piedi, salvo poi leggermi - Presidente, siccome
  sappiamo  tutti  leggere  -  la  relazione  del commissario Jucci
  consegnata  alla stampa il 22 dicembre del 2001 e scoprire che in
  quella  relazione  erano  già definiti i provvedimenti ad esempio
  sull'ANCIPA,  i  provvedimenti sulla diga di Blufi, l'esigenza di
  connettere  la  diga  Rosamarina  e  anche le iniziative relative
  all'intervento di soggetti istituzionali straordinari, anche come
  il   genio   militare.   Insomma,  lei  la  volta  scorsa  ci  ha
  resocontato su una attività che in verità in minima parte dipende
  dalla sua gestione commissariale.
       Ci ha parlato poi  di altro. Ci ha parlato dell'esigenza, ad
  esempio,  di  cominciare  a  ripensare  la  capacità  e  il  come
  approvvigioniamo l'acqua  nella  nostra  Regione. L'acqua piovana
  non basta, è stato detto.  Dobbiamo inventarci qualcosa, dobbiamo
  studiare,  dobbiamo  approfondire  nuovi  strumenti  che  possano
  consentirci  di  uscire  da  una endemica crisi anche rispetto ai
  processi di desertificazione che riguardano il Mezzogiorno.
       Vorrei ricordarle,  onorevole  Presidente,  dai dati forniti
  dai suoi uffici che  su  690  milioni  di  metri cubi attualmente
  utilizzati per gli usi  civili  e  potabili nella nostra Regione,
  ben  550  milioni di  metri  cubi,  quasi  l'80%  del  fabbisogno
  potabile e civile noi  lo  preleviamo  dai pozzi e dalle sorgenti
  e poco più del 12-13% dal punto di vista...

     CUFFARO,  presidente della Regione.  Comunque sono dati un po'
  diversi

     CRACOLICI.  Onorevole Presidente,  le  assicuro  che sono dati
  forniti  dai suoi uffici,  e poco meno del 12-13% l'acqua per usi
  potabili e civili che utilizziamo dagli invasi.
       Insomma, lei ha  proposto  un  ulteriore approfondimento del
  sottosuolo,  studi  che   consentano   di  prelevare  ancora  dal
  sottosuolo siciliano.  Attenzione, onorevole Presidente  Questa è
  una  strada che rischia di mettere per davvero in crisi qualunque
  prospettiva  della  nostra Regione.  Se continuiamo a pensare che
  il  sottosuolo è l'unica fonte, perché così è oggi - l'unica vera
  fonte di approvvigionamento per il nostro fabbisogno idrico.
       Io  ho  voluto  porre  anche  questo  tema  che riguarda gli
  scenari   futuri,  perché  una  cosa  vorrei  che  fosse  chiara:
  l'emergenza idrica deve essere affrontata con l'obiettivo di dare
  l'acqua  e  di  risolvere  il  problema  drammatico che in questo
  momento vivono intere comunità.
       Ma  nessuno  si  illuda  di  pensare  o  di  immaginare  che
  l'emergenza  idrica  serva  a  realizzare  grandi  opere e grandi
  affari che  potranno  servire,  a  qualcuno  o a qualcosa in nome
  dell'emergenza.
       Noi  abbiamo  bisogno  di  connettere  ciò  che  abbiamo, di
  ricollocarlo, di ammodernarlo, di rifare le reti, insomma abbiamo
  bisogno di  una  grande attività di gestione e di manutenzione di
  ciò  che  c'è,  innanzitutto,  per  affrontare  con  serietà, con
  competenza  ciò  che  è il problema della Sicilia:  l'acqua c'è e
  gran parte di quest'acqua noi la disperdiamo.

     LO CURTO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

     LO CURTO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, il dibattito
  odierno  sulla  emergenza  siccità  impone una grande riflessione
  perché uscire da questa emergenza è una scommessa per la Sicilia.
  Non si  può,  infatti,  parlare  di sviluppo in Sicilia se non si
  risolve questo  grave  problema.  Ma è anche una scommessa per la
  classe  politica   che   oggi   governa   la  Sicilia,  onorevole
  Presidente,  è  una  scommessa  soprattutto  per  lei  che  è  il
  governatore della Sicilia.
       Io  sono,  come  partito  di  Nuova  Sicilia,  assolutamente
  convinta che le soluzioni e le strategie che lei ha individuato e
  che ci  ha  anche  comunicato  nel  suo documento, a noi diffuso,
  potranno  portare  a  quelle  scelte che sono determinanti. Ma io
  ritengo,  onorevoli colleghi, che oggi vada fatta una riflessione
  sulle cause  che fanno sì che in Sicilia l'acqua che c'è si perda
  e bisogna capire che cosa è che non funziona.
       In  realtà,  onorevole  Presidente,  lei  sa  bene  come  la
  frammentazione e  la  parcellizzazione,  oggi  esistente, tra più
  interventi rende  difficile  una  gestione  unica  delle risorse.
  Questa gestione  unica  delle  risorse  è  indispensabile  se non
  vogliamo che  continui  quella  sovrapposizione di interventi, ma
  anche  quella  dispersione  degli interventi, polverizzazione che
  non serve a  niente altro se non a disperdere le risorse idriche.
  Tra l'altro,  gli acquedotti per usi potabili, purtroppo in molti
  casi,  lei   sa   bene, Presidente,  obbediscono  ad  una  logica
  campanilistica perché  ogni  città,  ogni  comune  vuole  il  suo
  acquedotto da gestire autonomamente.
       Questo,  ovviamente,  deriva  dalla  non  applicazione della
  cosiddetta legge Galli,  la  legge numero 36 del 1994, che invece
  tenderebbe ad  unificare  le  gestioni per una economia di scala.
  Inoltre, l'uso  nel  campo  idropotabile e in campo agricolo, che
  c'è attualmente,  è  un  uso  spesso conflittuale. Il Piano delle
  acque che lo  Stato ha voluto, e che peraltro risale al 1968, già
  presentava  delle  macroscopiche  insufficienze  di  valutazioni.
  Addirittura, già  a  quel  tempo,  alcune  delle  risorse idriche
  ritenute ancora esistenti già non esistevano più.
       E  allora,  la  capacità  di  immagazzinamento,  che  oggi è
  legata soltanto  alle  condizioni  di  piovosità, è assolutamente
  insufficiente.   Tra   l'altro,  assistiamo  a  ricorrenti  crisi
  metereologiche che  impongono,  oggi, una riflessione seria sulla
  necessità di  una  programmazione  pluriennale delle risorse e di
  una  manutenzione  programmata  delle  infrastrutture  idriche in
  linea, naturalmente, con la legge numero 36 del 1994.
       Quello che  è  drammatico,  onorevoli  colleghi,  è  che  si
  assista ad una  vera e propria "guerra fra poveri" e i poveri, in
  merito alla distribuzione idrica, sono le città e le campagne. E'
  ovvio che piove meno  ma  non è una cosa che noi sappiamo da ora.
  Basta guardare a  quel fenomeno che è  il riscaldamento globale a
  cui la Terra  va incontro per capire che il sud, molto presto, se
  non  s'interviene   con   una  capacità  di  incidere  a  livello
  strategico, diventerà  sempre  più  un deserto e, addirittura, le
  piogge violente -  e ne abbiamo avuto un esempio in questi mesi -
  non faranno  che  irrompere  ancor  di  più nell'equilibrio della
  natura con  ulteriore danno sia all'agricoltura sia alla capacità
  di immagazzinamento  delle  acque.
       Allora, noi  vediamo  che  si  assiste, effettivamente, a un
  rituale, signor Presidente,  a un rituale che si verifica con una
  drammaticità, direi  ripetitiva:  Agrigento  a secco, le campagne
  di Ribera  senz'acqua,  il  razionamento  delle  risorse in varie
  città.
       Oggi ritengo  che  non possiamo più accontentarci di pensare
  all'emergenza. L'emergenza  è  un  dato che va affrontato, è  una
  realtà sulla  quale  bisogna  intervenire  con tempestività e noi
  abbiamo un  nostro  modesto  contributo in questo senso che viene
  anche da uno  studio  che  è  stato  redatto  da  ingegneri della
  protezione civile ai quali ci siamo rivolti.  In Sicilia nel 2002
  manca il 37  per  cento  dell'acqua rispetto al 2001 e, questo, é
  un dato  drammatico.
       Tuttavia,   questo   viene   aggravato   da  una  situazione
  infrastrutturale inadeguata, con gravi problemi nel funzionamento
  delle  reti  idriche  sia  interne  alle  città  che  nei  grandi
  adduttori esterni,  sia nel funzionamento delle dighe, alcune non
  ultimate,   altre  purtroppo  drammaticamente  non  collaudate  e
  persino in stato  di  grave  abbandono.
       Emerge una  cosa  e  dico,  onorevole Presidente, che non mi
  trovo d'accordo  su  chi  lancia  il  "j'accuse"  contro  chi  ha
  governato prima,  siano  essi  stati Governi di centrodestra o di
  centrosinistra, una  cosa  emerge  e  cioè  che abbiamo purtroppo
  sempre sottovalutato  questo  problema  delle  risorse idriche in
  Sicilia.  Se una responsabilità ce l'ha la politica nel passato è
  quella di  non  avere  individuato  nell'acqua  una delle risorse
  strategiche su cui  puntare  e  un  bene  sul  quale ripensare la
  politica, anche in Sicilia, la politica dello sviluppo, se è vero
  com'è vero che  la  zootecnia e l'agricoltura muoiono.  Ma è vera
  anche un'altra  cosa,  che  dovremmo  oggi  intervenire  con mano
  decisa, onorevole  Presidente,  ed  è  giusto che lei questa mano
  decisa, giacché  ha  il  potere  di  agire,  la utilizzi e questo
  significa anche compiere scelte drastiche.
       Uno  dei   problemi,   per   esempio,  è  l'acqua  usata  in
  agricoltura dove  serve  e  dove non serve, onorevole Presidente,
  perché viene  utilizzata,  per esempio, nell'agricoltura acqua di
  buona qualità  destinata  agli  usi  civili.  Noi,  non  possiamo
  consentire che  venga  utilizzata  l'acqua  da  bere  per gli usi
  civili  nell'agricoltura  mentre dovrebbe essere utilizzata acqua
  depurata che  proviene  dal riuso delle acque reflue.
       Questo noi abbiamo  il  dovere  di pensarlo e so che ci sono
  anche, presso  gli  assessorati  competenti,  dei progetti che le
  Pubbliche Amministrazioni,  i  vari Comuni, gli Enti locali hanno
  prodotto.  Allora  che venga lì una risposta immediata per quanto
  riguarda  l'emergenza  perché,  ovviamente, riutilizzare le acque
  reflue significa  dare  un grande ristoro, una grande mitigazione
  al bisogno di  acqua  che  oggi  c'é,  bisogno impellente.  E' un
  altro spreco,  signor Presidente, onorevoli colleghi, vi prego di
  non sottovalutarlo,  che  sempre in agricoltura assorbe il 50 per
  cento dell'acqua  raccolta  negli  invasi  o  nei  pozzi  con  il
  risultato  che,  ovviamente,  s'impoveriscono  le  falde  idriche
  mentre  noi   sappiamo   che,   molto  spesso,  viene  utilizzata
  quest'acqua per  produrre  prodotti  che non hanno mercato o che,
  addirittura, vengono distrutti perché  in eccesso.  Anche questo,
  ovviamente, impone  una  logica  di  ripensamento  dell'uso delle
  risorse idriche  in  agricoltura pensando che la programmazione e
  la pianificazione servono proprio per dare ristoro ed evitare che
  ci si trovi sempre di fronte ad una emergenza.
       Oggi le  emergenze sono tante, ma l'emergenza idrica, tra le
  priorità, deve assumere il primo posto.
       Noi abbiamo  individuato una serie di risposte, abbiamo dato
  un   modesto  contributo,  ma  sicuramente  siamo  contrari  alla
  privatizzazione  delle risorse idriche, perché  questo significa,
  signor   Presidente,   non  individuare  bene  il  problema,  non
  affrontarlo con la dovuta incisività.
       Infatti, non  si  interviene, o finora non si è intervenuto,
  per evitare  l'inquinamento dei corpi idrici sia superficiali sia
  sotterranei; non si è attuato alcun intervento per la riforma dei
  sistemi  di  irrigazione  nell'agricoltura e nell'uso delle acque
  reflue depurate  per  l'industria;  non  si  applicano sistemi di
  risparmio  delle   risorse   idriche   e,   poi,  si  pensa  alla
  privatizzazione come se questo possa essere il vero problema o la
  risoluzione del problema.
       Noi abbiamo bisogno  di dare attuazione alla legge n. 36 del
  1994 per  mitigare  l'emergenza  e  soprattutto per pianificare e
  programmare  le  risorse  idriche.
       Ciò significa approntare un piano per la distribuzione anche
  facendo uso  di quel programma previsto nella relazione Jucci del
  dicembre  2001  proprio  in  merito  alle  attuali disponibilità;
  significa,   anche,   un   controllo   delle   infrastrutture  di
  captazione,  regolazione  e  adduzione  delle  risorse; significa
  predisporre tavoli  di controllo delle risorse con le Prefetture;
  significa attivare squadre di pronto-intervento per risolvere nei
  punti critici il problema.
       Ovviamente,     questo     richiede     anche     interventi
  infrastrutturali.  E   io  mi  chiedo  (ne  parlavamo  prima  con
  l'Assessore per i  lavori  pubblici): perché non dare la regia di
  tutti questi  interventi all'Assessore per i lavori pubblici che,
  per competenza,  dovrebbe  essere  quello  titolato  a trovare le
  soluzioni?
       Ci  sono  progetti  urgenti da realizzare e questo significa
  porsi degli  obiettivi.  Proporre  una  analisi dello stato delle
  infrastrutture,   fare   una  radiografia  degli  schemi  idrici,
  adeguare le  dighe  alla  normativa  vigente, ponendo fine - come
  qualcuno diceva  -  allo scandalo delle dighe non collaudate, non
  realizzate.
       Abbiamo bisogno di fare una serie di interventi  ma anche di
  attivare  alcuni  strumenti organizzativi  come  potrebbe  essere
  quello di  individuare dei tavoli tecnici per il coordinamento di
  settore, la  costituzione  di  gruppi  di  lavoro  con  obiettivi
  precisi.
       Tutto  questo, signor Presidente, serve   Serve  perché  non
  avremo altre scommesse da potere vincere se  non  vinciamo questa
  priorità che,  voglio  ripetere  in  modo  anche  non  certamente
  rituale, che  è  tra  le  priorità  quella più importante, quella
  determinante, altrimenti  non  si  capisce  di  quale sviluppo si
  possa parlare in Sicilia.
       Signor  Presidente,  concludo affermando il pieno contributo
  di solidarietà agli  sforzi che lei sta mettendo in campo tenendo
  presente che  sulle  emergenze  storiche,  come  queste,  non  ci
  possono essere divisioni; almeno all'interno di questo Parlamento
  non ci  dovrebbero  essere  divisioni.
       La politica  esige  l'unità  degli sforzi, la coerenza della
  visione   strategica   attorno   agli   obiettivi   importanti  e
  soprattutto la  condivisione  delle  scelte  quando esse vanno in
  direzione della  risoluzione  dei  veri problemi.
       Ribadisco quindi piena solidarietà per le strategie poste in
  essere dal  suo  Governo,  e  come  Gruppo  che  sostiene  questa
  maggioranza certamente non farà mancare il proprio appoggio.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole Ardizzone. Ne
  ha facoltà.

     ARDIZZONE.  Signor  presidente,  onorevoli colleghi, onorevole
  Presidente della Regione, io francamente mi sentivo rappresentato
  dall'intervento e mi  sento rappresentato dall'intervento del mio
  capogruppo onorevole Cintola.  Ho ascoltato con grande attenzione
  gli interventi degli onorevoli  colleghi che mi hanno preceduto e
  ho l'impressione come se ciascuno di noi recitasse in questa Aula
  un  ruolo:   c'è  chi   recita   il  ruolo  di  componente  della
  maggioranza,   c'è   chi    recita   il   ruolo   di   componente
  dell'opposizione, cioè, come  se  nessuno di noi avesse ascoltato
  le parole del Presidente  della  Regione,  come se nessuno di noi
  avesse letto la sua relazione.
       Perché faccio questa considerazione? Perché dagli interventi
  dei colleghi dell'opposizione si evince probabilmente un panorama
  del tutto diverso  da  quello  che ha rappresentato il Presidente
  della   Regione.  E  mi  riferisco  alla  descrizione  certamente
  drammatica della  situazione idrica nel nostro territorio sia che
  riguardi la  Sicilia  occidentale  sia  che  riguardi in parte la
  Sicilia orientale.  Ma  nel  rappresentare proprio la crudezza di
  questa situazione, non ho colto, rileggendo quanto dichiarato dal
  Presidente della Regione, l'intenzione  di  attaccare  chi  lo ha
  preceduto nella gestione;  non ho visto attribuire responsabilità
  a destra e a sinistra.
       Penso che  lo  spirito  del suo intervento fosse tutt'altro;
  credo che  fosse  uno  spirito  di  costruzione,  uno  spirito di
  adesione ad un  programma  che  non  è  solo del Presidente della
  Regione ma che deve diventare un programma dell'intera Assemblea,
  di tutti i  90  deputati.
       Se noi leggiamo  con  attenzione la relazione che ci è stata
  fornita   o   riascoltiamo  la  registrazione  delle  parole  del
  Presidente della  Regione, nessuno di noi non può non condividere
  quello che è stato detto in questa Aula. Perché  evidenzio questo
  dunque?  E qui faccio un po' di autocritica e non per recitare il
  ruolo  di  componente  della  maggioranza.
       Il  Presidente della Regione innanzitutto ha evidenziato con
  crudezza alcuni dati:  c'è stata una diminuzione di acque per 184
  metri  cubi  rispetto  al  2001.  Noi  quindi dobbiamo partire da
  questo dato fondamentale.  Egli ha rappresentato con drammaticità
  qual  è la situazione dei tre invasi principali: cioè dell'invaso
  Blufi, dell'Ancipa, dell'invaso di Pietrarossa. Allora, la novità
  che  dobbiamo  cogliere  da  questo Governo è che si tratta di un
  governo  diverso  da quelli precedenti, se non altro perché  è un
  governo eletto direttamente dal popolo e perché  è un governo che
  ha  sottoscritto un contratto con gli elettori, ed al primo punto
  ha posto proprio la risoluzione del problema idrico.
       Potremmo  dire giuridicamente quindi che nell'intervento del
  presidente  della  regione,  sollecitato  proprio  dall'onorevole
  Cintola, ci  sono  state delle clausole aggiuntive. Il presidente
  della regione,  infatti,  nel  sottoscrivere  il  contratto con i
  siciliani ha posto, ripeto, il problema idrico al primo punto, ma
  nel suo intervento  ha  specificato - e adesso se mi è consentito
  lo rileggo -  che  i  lavori  della  diga  Blufi sono iniziati la
  scorsa settimana,  il primo settembre ripartiranno i lavori della
  diga Ancipa;  quelli  per  Pietrarossa  saranno avviati tra dieci
  giorni mettendo  in  evidenza,  dunque,  quali potevano essere le
  difficoltà. Difficoltà che non possono essere compresi dal comune
  cittadino, ma per chi  vive  e fa politica e sta tra la gente, si
  rende conto e  capisce quanto sia difficile spesso proprio per le
  difficoltà  burocratiche  andare  a  risolvere quelli che possono
  essere gli  interessi  per  la  salvaguardia  di  beni quali, per
  esempio, la  struttura  di Pietrarossa e quali possono essere gli
  interessi maggiori in questo caso per avere l'acqua.
       Il Presidente  della  Regione ci ha riferito che partono con
  immediatezza questi  lavori  e  queste strutture; è stata avviata
  una conferenza di  servizi.  Sono  questi dunque i dati sui quali
  bisogna riflettere.
       Per  quanto  concerne i tempi di completamento degli invasi,
  ribadisce il Presidente  della  Regione,  sono 4 anni per la diga
  Blufi  per  l'espletamento  della  gara,  anche se l'associazione
  temporanea di impresa  ha  detto  che  lo farà prima; per la diga
  Ancipa credo che  anche  questa abbia bisogno di almeno due o tre
  anni; per la  diga di Pietrarossa, per la verità, si è quasi alla
  fine però è chiaro che i lavori dureranno almeno un anno e mezzo,
  due.
       E allora la  novità in cosa consiste? Consiste nel fatto che
  c'è un Governo eletto direttamente dal popolo, che sarà in carica
  per almeno 5  anni  -  e  qui sta la novità -, avere programmato,
  avere dato delle  date  certe e non scaricare eventualmente su se
  stesso  le responsabilità della mancata realizzazione. Abbiamo il
  dovere come  Aula  e  come  maggioranza,  ma  ritengo  anche come
  opposizione, che  sulla  base  di  queste  che  rappresentano  le
  clausole  aggiuntive  rispetto  al  contratto  sottoscritto con i
  siciliani di  dare massimo appoggio, diceva l'onorevole Lo Curto,
  massima  solidarietà  ed  io  ritengo  massimo  appoggio, massimo
  stimolo   certamente  con  l'attenzione  che  spetta  proprio  ad
  un'Assemblea parlamentare di sollecitare, di controllare di volta
  in volta  ma  senza dietrologie. E quando dico senza dietrologie,
  me lo  consenta  l'onorevole  Giannopolo,  che  nel corso del suo
  intervento  ha   fatto   riferimento   non  so  a  quale  mistero
  nell'affidamento a  trattativa  privata,  anche su questo c'è una
  grande  confusione  onorevole  Giannopolo. Facendo riferimento ad
  una società che è  sì  società per azioni ma è una società la cui
  quota maggioritaria è detenuta dal Ministero del Tesoro...

     CUFFARO, presidente della Regione. Totale non maggioritaria.

     ARDIZZONE...e  se  noi  rileggiamo  le  carte  o risentiamo la
  registrazione  dell'intervento  del  Presidente  della Regione ci
  renderemo  conto  che  probabilmente  l'intervento dell'onorevole
  Giannopolo,  ma ritengo che non ci sia stato probabilmente e se è
  stato  fatto  in  buona  fede, non c'era spero alcuna dietrologia
  perché   il    Presidente   ebbe   a   dire,   parlando   proprio
  dell'alternativa di far ricorso alle navi-dissalatori che proprio
  il Ministero  delle  finanze  avrebbe  affidato  alla SOGESID, la
  quale è una  società  del  Ministero del tesoro la possibilità di
  andare a recuperare queste navi di pronto intervento.
       In questo sta la novità, noi dobbiamo avere da parlamentari,
  da rappresentanti  eletti direttamente dal popolo ma che svolgono
  un ruolo diverso  rispetto  al  Governo  è  in  questo che sta la
  novità e noi dobbiamo esercitare fino in fondo questo ruolo ma lo
  dobbiamo esercitare  sgombro da ogni dietrologia, sgombro da ogni
  preconcetto, questo è  il nostro dovere e lo dovremo portare fino
  in fondo.
       Poi,  credetemi  onorevole  Capodicasa,  io  non  vedo e non
  vorrei  banalizzare il discorso della task-force che certamente è
  un  pronto  intervento  ma  dire  che  viene  affidato proprio al
  ministro  Lunardi  di  guidare  una task-force, cioè un'azione di
  pronto  intervento tra due perchè si parlava proprio del problema
  di  collaudare le dighe, proprio a questo proposito si parlava di
  task-force,  io non vedo alcuna difficoltà, nessuna necessità di
  banalizzare proprio anche  il  termine stesso perchè ci si è resi
  conto, come spesso  sono proprio i lacci e laccioli burocratici a
  legare proprio  la  celerità  della  spesa  a  degli  interventi.
  Quindi, il massimo  sostegno che spero non solo sia mio personale
  ma di tutti i 90 deputati rispetto ad un programma del Presidente
  della Regione  corredato,  ripeto, con le clausole aggiuntive che
  nel suo  autorevole intervento proprio perchè si scommette la sua
  credibilità e  ritengo la credibilità di tutta una maggioranza. E
  per questo ritengo di dover dare il mio modesto contributo. Tutti
  noi  ci dobbiamo scommettere affinché quelle clausole aggiuntive,
  quei tempi vengano rispettati anzi accelerati.

     PRESIDENTE.  Ha facoltà di parlare il presidente della regione
  per la replica.

     CUFFARO,   presidente   della   regione.   Signor  presidente,
  onorevole  colleghi, vorrei ringraziare il Parlamento per l'utile
  ed interessante dibattito che questo pomeriggio abbiamo svolto.
       Dibattito  dal  quale  ritengo questo governo, il presidente
  della  regione,  debba  avere  capacità,  oltre  che  certamente,
  possibilità di prendere quanto  di  costruttivo  è emerso.  E c'è
  certamente parecchio in  molti  interventi,  anche  se  sento  il
  dovere di fare alcune  puntualizzazioni  non  perchè  mi senta in
  qualche modo sotto accusa,  ma  perchè  credo che sia giusto fare
  delle puntualizzazioni a  chiarimento  di  alcune  cose  che  dal
  dibattito sono emerse, fermo restando che c'è la ferma volontà di
  questo governo di prendere  atto  di  tutta una serie di proposte
  che sono venute fuori  e  che  saranno,  certamente, non soltanto
  valutate  ma   propositivamente   accolte  nell'interesse  di  un
  progetto di risoluzione che sta certamente a cuore di tutti.
       Nel  mio  intervento  che  ho  svolto l'altra  volta,  nella
  relazione  che  ho  voluto  consegnare  ai  parlamentari, vengono
  trasmessi  dei dati che oggi i nostri servizi, i nostri uffici ci
  danno  e che non credo possano essere messi in discussione perchè
  si  tratta  di  dati  obiettivi  alla  data  in  cui  li  abbiamo
  presentati.
       Non  so  chi riferisca i dati all'onorevole Raiti. Non metto
  in  discussione  che l'INEA abbia quei dati, metto in discussione
  il fatto che siano quelli esatti.
       Comunque  sono, in qualsiasi momento, pronto assieme ai miei
  uffici  ad  avere  computati  questi dati che non possono essere,
  certamente,  messi  in discussione solo perchè ci sia una società
  che ritenga siano sbagliati.
       Non  è  certamente  questo il problema  La verità è che oggi
  abbiamo   una   dotazione  di  acqua  nei  nostri  invasi  che  è
  assolutamente  inferiore a quella che c'era già l'anno scorso per
  questa data.
       Mi sono limitato a  fornire  i  dati,  quelli  che  c'erano,
  quelli che ci sono e  che  testimoniano  di  per  sé  l'acqua che
  manca.
       Non  voglio  fare  nessuna polemica. Che poi l'acqua non sia
  stata certamente bevuta da  qualcuno  ma sia stata distribuita ai
  cittadini della Sicilia questo è fuori discussione
       E'  chiaro, però, che in una programmazione la distribuzione
  dell'acqua deve essere razionalizzata. In questo momento potrebbe
  non  esserci  nessun  problema  di  acqua  né  ad Agrigento, né a
  Palermo;  basterebbe  triplicare la dotazione che c'è e questo ci
  comporterebbe  che  da  qui  a  tre mesi non avere più neanche il
  minimo indispensabile.
       Ognuno  fa,  quindi,  un ragionamento di programmazione. Per
  quel  che  mi  riguarda  la  programmazione  che ho portato non è
  frutto  della  mia  fantasia  e  neanche di farneticazione - come
  qualcuno  ha  voluto  sottolineare  -  è  frutto di uno studio di
  esperti  che  conoscono il sistema idrico siciliano, che in molti
  casi hanno contribuito a costruirlo.
       Sono   docenti   universitari   certamente  e  risaputamente
  conosciuti,  che  non  hanno  colorazione partitico-politico e lo
  voglio   sottolineare;   anzi,   se  dovessimo  dargliela  non  è
  certamente  quella di appartenenza alla mia coalizione, sono solo
  persone  che  conoscono  e  che stanno facendo i conti per sapere
  come  si  deve  superare  un  momento  difficile, drammatico e di
  emergenza.
       L'emergenza  esiste,  onorevole Giannopolo. Chi dice che non
  c'è  emergenza?  Stiamo  parlando  di  un'emergenza che, ormai, è
  consolidata;  mi  meraviglio  che lei pensi che qualcuno sostenga
  che non c'è emergenza
       Dico  che  in questo momento la distribuzione dell'acqua che
  arriva  nelle due città  più  in  crisi,  che  sono  Agrigento  e
  Palermo, è una dotazione  di acqua che consente la possibilità di
  una  vita civile, ma  che  potrebbe  essere  di  più,  anzi,  che
  potrebbe essere maggiore e  avremmo meno problemi: questo è fuori
  discussione.
       Però  stiamo  distribuendo  l'acqua  in  maniera tale che si
  possano superare momenti più difficili per arrivare, speriamo, ad
  una posizione,  di  qui  a qualche mese, dove torni ad esserci la
  fonte principale di approvvigionamento idrico che è la pioggia.
       Questo non  vuol  dire  che  siccome  ci  sono  le piogge si
  riempiono   gli   invasi   e   che   questi   sono  la  fonte  di
  approvvigionamento  primario  per  gli  usi civili. No, le piogge
  servono,    comunque,    ad   alimentare   qualsiasi   forma   di
  approvvigionamento  idrico  che,  in questo momento, utilizziamo,
  siano essi  gli  invasi,  siano  essi le sorgenti o i pozzi. Sono
  tutte fonti che vengono alimentate dalle piogge.
       E' chiaro che se  non  piove  per  due  anni consecutivi, il
  problema si aggrava.  Perché  non sono farneticazioni le proteste
  che fanno i nostri  agricoltori  che  non  hanno  potuto seminare
  foraggio, onorevole Giannopolo   Qui,  non  è piovuto quest'anno,
  non si sono potuti seminare  i  foraggi,  nel  senso che non sono
  cresciuti e, quindi, c'é un problema.
       Da due  anni  piove  poco  in  Sicilia, talmente poco che si
  stanno  cominciando  ad  esaurire  le  risorse degli invasi e che
  cominciano  a  diminuire, notevolmente, le risorse dei pozzi, che
  continuano  ad  essere  una  fonte  importante  dell'utilizzo del
  sistema idrico civile, comprese le nostre sorgenti.
       Per dirne  una:  il problema che abbiamo in questo momento a
  Palermo città è totalmente  collegato  al  fatto che una sorgente
  che dava sino ad una  settimana fa 150 litri di acqua al secondo,
  da una settimana non dà più un litro di acqua.
       Questo vuol  dire  che  un  intero quartiere o quasi, che si
  approvvigionava da quella fonte  da  dove riempiva le cisterne, è
  rimasto purtroppo senz'acqua.
       Lì c'é  stato un tentativo di rimediare che sta causando dei
  guasti in questo momento a Palermo città.
       Questo è  il tema: non possiamo dire che non c'è un problema
  delle  piogge,  perché  il  problema  delle piogge c'è, onorevole
  Capodicasa. E non solo  c'è  in  questi  due  anni:  purtroppo il
  nostro  servizio  idrografico  che  lei  sa  essere  un  servizio
  efficiente,  ci  dice   che  negli  ultimi  25  anni  l'andamento
  pluviometrico in Sicilia  è  diminuito  costantemente  ogni anno.
  Questo impone una riflessione.
       Io  non  sono  innamorato  di  fonti  alternative  a  quelle
  piovane.  Se  ci  fossero  le  piogge,  quello sarebbe il sistema
  primario che continua a rimanere.
       Io mi  pongo un interrogativo che è giusto che il Parlamento
  si ponga: ma se non dovesse piovere per un altro anno o per altri
  due anni  consecutivi,  cosa  faremo  fra due anni? Ci porremo il
  problema di cosa avremmo potuto fare oggi?
       Io  me  lo  pongo  oggi  il problema, onorevole Cracolici, e
  ponendomi  il problema devo cominciare a pensare a possibilità di
  fonti   di  approvvigionamento  idrico  diversificate  da  quelle
  piovane.  Fermo  restando  che  quelle rimangono le principali e,
  comunque,  rimarranno  principali  anche  quando troveremo rimedi
  alternativi.  Però  il  problema ce lo dobbiamo porre, altrimenti
  aspetteremmo  sì,  allora,  di  affidarci  soltanto  alla  divina
  provvidenza.
       Queste  fonti  di  approvvigionamento idrico non sono per me
  quelle primarie,  io  non  sono innamorato e non ho mai detto che
  faremo cinquanta dissalatori in Sicilia; sfido chiunque a trovare
  da qualsiasi parte una mia intervista in tal senso
       Dico  che  in alcuni posti diventano indispensabili, dico di
  più:  diventa  necessario sostituire quelli che ci sono in questo
  minuto che  stanno dando acqua in alcune province, vedi quello di
  Trapani che, gestito dalla  Regione  costa  il  triplo  di quanto
  costerebbe un privato che fornisca l'acqua alla Regione. Questo è
  certo.
       Cominciamo  a ragionare su questo, perché un'amministrazione
  che si  vuole  dare  delle  regole  deve  cominciare a farlo e io
  immagino che se oggi...

     CAPODICASA. Lei ha votato una delibera di giunta che prevedeva
  l'approvazione  dell'accordo  di  programma-quadro  in  cui  era
  previsto il dissalatore di Agrigento.

     CUFFARO,  presidente  della  Regione. Ci stiamo lavorando. Non
  c'entra  l'accordo  di  programma-quadro,  onorevole  Capodicasa,
  l'accordo di programma-quadro prevede le grandi infrastrutture, i
  dissalatori  dovremo  farli.  Sui  dissalatori  bisogna  fare  un
  ragionamento  e  dobbiamo  farlo  serenamente,  perché  il "dagli
  all'untore" di cui parla  l'onorevole Cracolici, non è un modo di
  risolvere i problemi. Non possiamo continuare a gridare "al lupo,
  al lupo " e a non  fare  le  cose perché se si facessero qualcuno
  potrebbe dire:  e se  poi  la  criminalità...
       Noi dobbiamo fare tutto quello che serve, perché  questo non
  succeda,  ma  non   possiamo  immaginare  di  fermare  il  nostro
  programma solo perché  qualcosa può succedere.
       Io sono d'accordo a fare protocolli d'intesa che abbiamo già
  fatto con la  Guardia di Finanza, che stiamo definendo in Sicilia
  con Carabinieri e  Polizia,  e  non è il Carabiniere che guarda i
  cantieri,   onorevole  Giannopolo.  Lei  non  era  presente  quel
  giorno, quindi  probabilmente  si sarà distratto e qualcuno le ha
  riferito cose  diverse. Il nostro protocollo prevede cose ben più
  importanti. La inviterò,  se vuole, a leggerlo e si renderà conto
  che stiamo parlando  di  cose  diverse;  le  stesse  cose che lei
  immaginava si  dovessero  fare,  noi  le  stiamo già facendo.
       Il  protocollo   vero   è  questo.  Ma  la  prego, onorevole
  Giannopolo, lei ha  elencato  una  serie di cose che il legittimo
  dubbio a noi  sovviene.  Forse lei pensa che siccome tutte queste
  cose sono difficili  da  fare,  noi non dovevamo riaprire la diga
  Blufi. Questa politica  non  mi  appartiene onorevole Giannopolo.
  Blufi andava riaperta  perché  è  un'opera  importante, e bisogna
  farlo  nel  rispetto  della  legalità,  ma  andava  riaperta.  Il
  sospetto dal suo ragionamento  che  non  dovessimo far niente per
  evitare di poter far male, a me è venuto, è una mia supposizione;
  lei ne ha dette tante, ne faccia dire qualcuna...

     GIANNOPOLO... undici prescrizioni...

     CUFFARO,  presidente  della  Regione....certo  che  lo abbiamo
  fatto. Lei pensa  che  non  ci  siamo  attenuti a questo, però sa
  quando uno dice  sette volte 'avete fatto' prima di fare, a me il
  sospetto che forse  questo  qualcuno  non  vuole che si faccia mi
  viene. Mi lasci sospettare ogni tanto, credo che sia giusto.
       Mi dispiace che  lei, da attento parlamentare di quest'Aula,
  non si sia accorto che  noi abbiamo approvato una norma che tende
  a scongiurare proprio la  possibilità  che ci siano degli Ato che
  abbiano più acqua e degli  Ato  che  ne abbiano meno e che quindi
  qualcuno sia costretto a  pagarla  di  più. Noi abbiamo fatto una
  norma  dove   abbiamo   costituito   il   sovrambito,   onorevole
  Giannopolo, ed è stato  fatto  proprio  per  la  scelta  che  nel
  sovrambito ci possa  essere  una  equa distribuzione delle acque.
  Che poi da questa scaturisca  un equo prezzo delle acque in tutti
  gli Ato...
       Questa sua perplessità, che  non  si  debba fare niente, che
  non si debbano  attivare  processi  di  privatizzazione..., io ho
  l'impressione  che  qui invece  ci  si  voglia  in  qualche  modo
  accusare di quello che stiamo  facendo.  C'è  una legge, che è la
  legge Galli, alla quale noi ci stiamo attenendo, e forse anche in
  ritardo. Tuttavia, per questo non vado a ricercare responsabilità
  che non mi interessano.  Noi  stiamo portando avanti lo strumento
  degli Ato e stiamo portando avanti un processo di privatizzazione
  dell'EAS che lei conosce e  che  è  stato  anche votato da questo
  Parlamento.  E che io  sto  portando  avanti perché  è giusto che
  sia fatto.
       Il prezzo  dell'acqua,  proprio  in  virtù  di  questo, sarà
  controllato e  potrà  essere meglio controllato proprio perché ci
  sarà un  sovrambito  che distribuirà l'acqua. Sulla SOGESID credo
  abbia preso una  grande  cantonata.  Ma  non  è  che ha preso una
  cantonata perché alla  SOGESID  Bassolino  ha  dato l'incarico di
  stanziare quattrocento miliardi  per  la  progettazione.  Bene ha
  fatto Bassolino nel fare  questo.  Ma Bassolino l'ha fatto perché
  invece di spendere i  soldi  della  Regione  siciliana  per  dare
  l'incarico agli esterni,  ha  utilizzato  una  società  a  totale
  partecipazione del Ministero del Tesoro, una S.p.A. 'in house' si
  chiama, i tecnici così la chiamano, prevista dal regolamento CE e
  che con propri soldi, cioè  con  i  soldi della società, darà gli
  incarichi di progettazione che non costeranno niente a Bassolino,
  come non costeranno niente a me che sto facendo allo stesso modo.
  Se poi in questo lei  ritiene  di vederci anche altre cose, io le
  sto dicendo soltanto cos'è  la  SOGESID;  poi le scelte le faccia
  lei, a me non appartengono.  E' giusto che alcune precisazioni si
  facciano.
       Credo che questo  dibattito  parecchie  cose  importanti  le
  abbia dette; io le ho  recepite  per intero, come devo dire avevo
  letto  anche il  documento  che  l'onorevole  Miccichè  mi  aveva
  consegnato  quando   sono   cristianamente   andato   a  trovarlo
  all'ospedale.
       Ho letto il suo documento, onorevole Miccichè, che trovo sia
  scritto bene. Stiamo  verificando  cosa  si  può realizzare delle
  cose  da  lei  scritte  nel  documento.  Noi  non  abbiamo  alcun
  interesse a non  fare  arrivare  acqua  ai cittadini agrigentini
  Abbiamo interesse, dato che sosteniamo che in questo minuto hanno
  meno di quello che  dovrebbero  avere,  che  l'acqua  che sta per
  arrivare, giunga in  modo  sufficiente a dare risposte esaustive,
  al minimo ma  esaustive,  attraverso  una distribuzione concreta,
  senza creare problemi.
       Io non  voglio  tornare  su  quello  che stiamo facendo come
  programmazione;  in  proposito condivido le  cose  che  ha  detto
  l'onorevole Capodicasa, le strutture che  serviranno  a  cambiare
  quello che é  in questo momento il  problema  idrico  in  Sicilia
  sono quelle, non ce ne possono essere altre, le conosciamo tutti,
  si sanno già da quindici  anni quali sono;  il problema é  che in
  quindici anni non le  ha  fatte  nessuno   E non voglio ricercare
  responsabilità.

     CAPODICASA.  Noi abbiamo fatto subito  le  cose  che  dovevamo
  fare

     CUFFARO,   presidente   della   Regione.    Anche    le    mie
  responsabilità, onorevole Capodicasa, di tutti,  non é  questo il
  problema.  Io opere che sono partite  negli  ultimi quindici anni
  non ne ho viste; ho visto opere che si  sono  fermate  e non dico
  chi le ha fermate (Blufi, Pietrarossa, eccetera), non è questo il
  problema.  Noi  le  abbiamo sbloccate  e  abbiamo  dimostrato  di
  volerle sbloccare e  l'abbiamo fatto, abbiamo sbloccato l'Ancipa,
  abbiamo sbloccato Blufi,  e  nella  prossima  riunione  di Giunta
  sbloccheremo anche Pietrarossa, assumendoci responsabilità.  Però
  in quindici anni non si sono fatte; io le ho cominciate a fare.
       Ho fatto la Gela-Aragona, abbiamo fatto la Favara di Burgio,
  abbiamo dato incarico di fare gli altri  e saranno pronti. Vorrei
  ricordare a questo Parlamento, nel caso in  cui  qualcuno  non lo
  sapesse,  siccome leggo anche in  un'interrogazione  che  bisogna
  fermare  il  processo  di privatizzazione, io  ho  il  dovere  di
  ricordare a questo Parlamento che  sugli  interventi  sul sistema
  idrico di uso civile e potabile la Regione,  il  pubblico non può
  fare un intervento che sia superiore al 70  per cento; se non c'é
  il privato che ci mette il 30 per cento,  noi queste opere non le
  potremo fare. E allora  é  necessario  fare  l'Ato, perché  é  la
  condizione indispensabile per l'utilizzo dei fondi; è  importante
  per noi fare anche la privatizzazione dell'EAS perché  sarà l'EAS
  privatizzata che dovrà mettere  il 30 per cento per realizzare le
  opere: lo dico perché questo Parlamento lo sappia.  A parte che é
  nostra convinzione che privatizzare  l'EAS  e  dare ai privati la
  possibilità di gestire  un  ente  che,  così  riorganizzato, sarà
  certamente più funzionale. Questo é il mio parere personale.
       Per concludere, a questo Parlamento dico  che  tornerò, e mi
  convince anche la proposta dell'onorevole Capodicasa di aprire un
  dibattito anche nella sede della  Commissione, dove probabilmente
  avremo più opportunità di capire le cose  che  possiamo  fare. Io
  voglio cogliere quanto di positivo e quanto di  più  utile c'é da
  parte di tutti quelli che vorranno dare  un  contributo perché si
  risolva  un  problema  che é  di tutti, che  non  può  essere  un
  problema  che riguarda soltanto il  commissario  per  l'emergenza
  idrica. Certo, apparire nel telegiornale  più  seguito  d'Italia,
  tra  il  primo  ed  il  secondo tempo  della  partita  di  calcio
  dell'Italia, dove si vedono le barricate  dentro  Palermo  di chi
  protesta perché non c'é l'acqua non é certamente una cosa che può
  fare  piacere a nessuno, a nessuno  dei  siciliani  di  qualsiasi
  partito e di qualsiasi colore politico. Io credo che noi dobbiamo
  lavorare perché questo non abbia più  a succedere, accogliendo da
  parte di tutti le esperienze, i consigli,  anche  tutta una serie
  di  problematicità che ci mettano  in  condizione  di  rivalutare
  anche le nostre scelte. Perché nessun qui  é  perfetto: può darsi
  che  noi  ci  convinciamo di una tesi, come  quella  di  cui  era
  convinto l'onorevole Raiti, che può essere rimessa in discussione
  e poi essere rivista.
       Quindi io  prendo  di  questo dibattito in assoluto tutte le
  proposte e vorrei  dire  anche  i  consigli che sono venuti e che
  farò  miei e  accetto  di  buon  grado  l'invito, che  da  alcuni
  parlamentari  é  stato  fatto,  di  riprendere  non  soltanto  la
  discussione dell'APQ che,  per  quel  che  mi  riguarda  possiamo
  riprendere insieme, ma  anche scegliere insieme nuove possibilità
  di programmazione di  fonti  idriche  alternative.
       E'  una scelta  che  questo  Parlamento,  secondo  me,  deve
  intestarsi nella sua  complessità, perchè è una scelta importante
  che guarda a quello che  è  il  futuro  di  questo problema per i
  siciliani.
       Io non me la sento  di  dire  che deve essere una scelta che
  devono fare soltanto il  Commissario  per l'emergenza idrica e il
  Governo;  se c'è un  Parlamento,  se  c'è  una commissione che ci
  aiuti a riflettere, a  fare  questo,  ben  venga.  Troviamo  però
  insieme, senza strumentalizzazione, senza demagogia, le utilità e
  le possibilità che  ci  aiutino  a  portare  avanti concretamente
  questo problema.
       E' di questa sensibilità che io vorrei farmi carico ed è con
  questo auspicio che raccolgo  le indicazioni che il Parlamento mi
  ha dato, dichiarando la  mia disponibilità ad altri incontri, sia
  in Commissione sia  nuovamente  in  Parlamento,  perchè su questo
  problema il Parlamento e la Commissione possono contribuire a ciò
  che di più utile serve in questo momento alla nostra terra.

     PRESIDENTE.   Grazie,   onorevole  Presidente  della  Regione.
  Essendosi esaurito  il  dibattito  con  la replica del Presidente
  della Regione, si passa alla votazione delle mozioni numero 114 e
  numero 21, la cui  discussione è stata unificata con il dibattito
  sulle comunicazioni del  Presidente  della Regione, relative alla
  crisi idrica.

     CAPODICASA.  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

     CAPODICASA.  Signor Presidente, lei non ha annunciato all'Aula
  che c'è un emendamento alla mozione numero 114 che sopprime nella
  parte impegnativa l'alinea riguardante -  ma  forse  anche  nella
  parte motiva - la trasformazione in società per azioni dell'EAS e
  la  creazione  comunque  di un soggetto  di  diritto  privato  di
  gestione delle risorse idriche.
       Se  i  colleghi  presentatori  della  mozione  concorrono  a
  sopprimere questa alinea, noi siamo propensi  a votare la mozione
  che  poi,  per  il resto, formula  delle  proposte,  secondo  noi
  condivisibili ancorché generiche.
       Ove questa mozione non dovesse  essere  corretta  attraverso
  questo  emendamento,  considerato  che per noi  è  un  punto  non
  secondario la creazione del soggetto di diritto privato che, come
  si sa, è stato introdotto con una  norma  della legge finanziaria
  numero 10 del 1999, che oggi arriva al  suo  compimento, anche se
  non  abbiamo  condiviso  le   modifiche  introdotte  dall'attuale
  maggioranza,   che,   anziché    adottare    le    procedure   di
  trasformazione in società per azioni  dell'EAS,  ha  proceduto al
  mantenimento  dell'EAS e alla creazione  di  una  società  mista,
  ancorché non condividiamo queste procedure, ma il processo, che è
  quello della creazione del soggetto di  diritto  privato,  noi lo
  abbiamo, non condiviso, lo abbiamo creato noi con la legge numero
  10 del 1999. Quindi ne siamo pienamente convinti, non solo per le
  ragioni che qui ha portato adesso  il  Presidente  della  Regione
  relativamente  all'esigenza  inderogabile   di  istituire  questo
  soggetto  per  potere utilizzare i  fondi  comunitari,  ma  anche
  perchè, secondo il nostro punto di vista,  la  strada  da seguire
  anche  nel settore delle acque è questa, anche  da  un  punto  di
  vista, se si vuole, di principio.
       Approfitto di avere la parola per dichiarare che la proposta
  che ho avanzato, che mi sembra sia  stata raccolta dal Presidente
  della Regione, di trovare una sede che  non sia quella dell'Aula,
  perché  giustamente  il Presidente dell'Assemblea  ci  fissa  dei
  limiti, a meno che la Presidenza dell'Assemblea, come altre volte
  si è fatto, non decida di dare un  tempo  più  congruo,  però  la
  Commissione  mi pare che sia la sede più  idonea,  anche  per  un
  confronto ravvicinato sui temi, sia  quello  dell'APQ, sia quello
  dell'emergenza - chiamiamola così -  estiva,  dove  anche  alcuni
  aspetti  di carattere normativo, che  l'onorevole  Giannopolo  ha
  sollevato,  di interpretazione giuridica, su  cui  è  tornato  il
  Presidente, possano essere discusse con  un  altro  spirito, cioè
  con lo spirito della discussione specifica,  tecnica, cosa che in
  Aula ovviamente non può essere fatta.
       Ovviamente, in quella occasione noi  ribadiremo  i  punti di
  dissenso che permangono con le dichiarazioni del Presidente della
  Regione,  compresa  la  ricostruzione di  tutta  la  vicenda.  Il
  Presidente continua a dire: le opere  sono  quelle,  in  quindici
  anni non si sono realizzate, non si sa per responsabilità di chi,
  oggi  noi  le  riprendiamo.  Il   Presidente  oggi  non  potrebbe
  riprendere nulla se nel 1999 il  Governo  della Regione siciliana
  non avesse deciso di inserire, tra i  progetti  da finanziare con
  le risorse delle aree depresse, trasferite  dallo  Stato, la diga
  di Blufi, quindi è lì la scelta. Dopo di  che è chiaro, arriva il
  Presidente  e procede in quella  direzione.  Oggi  il  Presidente
  della  Regione  trova la tavola imbandita e  mi  fa  piacere  che
  intenda proseguire, ma sia chiaro che a imbandirla sono stati gli
  altri,  ancorché   altri  ancora,  prima,  avevano  provveduto  a
  sparecchiare, questo per usare una metafora.

     PRESIDENTE. Onorevole  Capodicasa,  prima che concluda, lei ha
  fatto una proposta ai firmatari della mozione e cioè di emendarla
  nel penultimo alinea  della  parte motiva, laddove fa riferimento
  alla trasformazione dell'EAS in Spa e  nel  terzo  alinea,  nella
  parte degli impegni laddove fa  riferimento alla privatizzazione.
  Non sono stati, però, formalizzati gli emendamenti.

     CAPODICASA.   Presidente,   se    questa    condizione   viene
  soddisfatta, ovviamente noi votiamo favorevolmente.

     RAITI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     RAITI. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  a  seguito  del
  dibattito e di un ragionamento che abbiamo  fatto con il Governo,
  abbiamo deciso e trovato una soluzione  comune  che prevede nella
  mozione originaria la soppressione....

     (L'onorevole Cintola parla con il Presidente della Regione)

     PRESIDENTE.  Mi   scusi  onorevole  Raiti  se  la  interrompo.
  Onorevole Cintola,  l'onorevole Raiti sta sottoponendo al Governo
  un testo emendato della  mozione  a  firma sua e di altri. Questo
  testo, emendato, se accolto dal  Governo,  determinerebbe un voto
  unanime rispetto alla mozione stessa, quindi  è  opportuno che il
  Governo  ascolti le modifiche che  sta  introducendo  l'onorevole
  Raiti.

     RAITI. Dicevo, nel  testo originario, nella parte motiva, dopo
  'ritenuto  che'  il  primo  capoverso  viene  soppresso,  da  'la
  trasformazione'  fino  a  'l'acqua'.  Poi,  successivamente  alle
  parole 'Impegna il Governo della  Regione  a garantire attraverso
  misure adeguate ed urgenti l'accesso  all'acqua  nelle quantità e
  qualità  necessarie  al fabbisogno dei  cittadini  siciliani'  si
  aggiunge:    ',ricorrendo  ove   necessario   alla   requisizione
  temporanea di pozzi privati;'.  Nel successivo capoverso, dopo le
  parole 'a procedere con i necessari  strumenti'  si  aggiunge  la
  parola 'normativi' proseguendo con le  parole 'all'istituzione di
  una Autorità unica delle acque'; tutto  il resto viene soppresso.
  Il  successivo  capoverso,  che  comincia   con   le   parole  'a
  riconsiderare   il  processo',  viene   soppresso   per   intero.
  Nell'ultimo capoverso si aggiungono le  parole 'ad adoperarsi per
  evitare',  si  sopprimono  le  parole  'a  ridurre  i'  e  quindi
  rimangono le parole 'ad adoperarsi per evitare prelievi eccessivi
  e sconsiderati imposti dalla realtà' e  continua  così  come  nel
  testo era previsto.

     PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stato presentato dall'onorevole
  Raiti il seguente emendamento alla mozione n. 114:

    - nella parte motiva,  dopo le parole "ritenuto che" sopprimere
    il primo alinea da "- la trasformazione" fino a "l'acqua";

    - nella parte impegnativa:

    -  al  primo   alinea  dopo  le  parole  "cittadini  siciliani"
    aggiungere  le  seguenti:  "ricorrendo,  ove  necessario,  alla
    requisizione temporanea di pozzi privati;";

    - al secondo alinea, dopo le parole "delle acque" sopprimere le
    rimanenti fino a "collettività";

    - sopprimere il terzo alinea;

    - al quarto alinea sopprimere le parole "con urgenza";

    - all'ottavo alinea sostituire  le  parole  "a  ridurre" con le
    seguenti "ad adoperarsi per evitare".
       Signor  Presidente   della  Regione,  il  Governo  condivide
  l'emendamento presentato dall'onorevole Raiti?

     CUFFARO, presidente della Regione. Sono favorevole.

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA. Annuncio, a nome del Gruppo, di volere apporre la mia
  firma  su questa mozione, intendendo dire,  con  questo,  che  il
  Gruppo dell'UDC interamente vota la mozione che viene accolta dal
  Presidente della Regione e, quindi, intendo  apporre la mia firma
  quale Presidente del Gruppo parlamentare UDC.

     PRESIDENTE.  Anche gli  onorevoli  Formica,  Leontini e chi vi
  parla  hanno chiesto di  apporre  la  loro  firma  alla  mozione.
  L'Assemblea ne prende atto.

     GIANNOPOLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO. Signor Presidente,  noi  abbiamo in discussione le
  mozioni, un'interpellanza e alcune interrogazioni.

     PRESIDENTE. Onorevole Giannopolo, la prego. Stavamo votando le
  mozioni. La stessa osservazione l'ha  fatta l'onorevole Micciché.
  Prima votiamo le mozioni poi  votiamo  l'altra mozione. Dopodiché
  si apre la fase delle interpellanze e delle interrogazioni che si
  svilupperà in questo modo: poiché  il  dibattito  era  unificato,
  ciascuno potrà dichiararsi soddisfatto o  meno, in relazione alle
  risposte ottenute.

     GIANNOPOLO. Signor  Presidente, voglio semplicemente dirle che
  i temi in discussione non sono esauriti  solo  e semplicemente da
  questa  mozione, com'é  del tutto evidente  se  é  stato  seguito
  attentamente il dibattito. La mozione affronta, su iniziativa dei
  firmatari,  dei promotori, alcuni aspetti  su  cui  noi  possiamo
  ritrovarci; rimangono aperti altri aspetti,  altre questioni, che
  non sono contenute in questa mozione.

     PRESIDENTE. Mi pare ovvio.

     GIANNOPOLO. Nel dichiarare quindi il  voto favorevole a questa
  mozione così come emendata dall'onorevole Raiti, mi permettevo di
  sottolineare, rispetto anche alle cose dette e per evitare che le
  cose  non contenute in questa  mozione  possano  rimanere  aperte
  senza  che trovino una soluzione,  mi  permetto  di  sottolineare
  alcune questioni. Intanto, signor Presidente, non ho condiviso il
  suo tono un po' nervoso che ha avuto  nella  replica,  non  c'era
  bisogno di avere questo tono.  Prendo atto  che  lei  risolve  la
  questione giuridica della SOGESID, comunicandoci  che  la  stessa
  farà progettazioni gratuite.  Prendo atto che lei sta dicendo che
  la SOGESID progetterà gratuitamente.

     CUFFARO, presidente della Regione.  Nel  senso che non li paga
  la Regione, che ha i fondi del Ministero.

     GIANNOPOLO. Signor  Presidente, nell'ordinanza c'é scritta una
  cosa  ben  diversa, Lei  deve  chiedere  la  modifica  di  quella
  ordinanza. Prendo atto, signor Presidente.....

     CAPODICASA. E  Bassolino avrà un'altra ordinanza ...

     GIANNOPOLO.  Onorevole Capodicasa, è evidente che c'è un'altra
  ordinanza, perché quella è l'ordinanza per  la  Campania, che non
  ha il problema di Blufi, dello Scansano, del Poma, del Garcia, si
  chiameranno in un altro modo lì.
       Presidente, prendo atto che lei ha  fatto  la riconsegna dei
  lavori  della  diga  di  Blufi  sapendo   che   tutte  le  undici
  prescrizioni del Ministero per l'Ambiente  sono  state osservate;
  se lei dice che quelle prescrizioni sono  state osservate, lei ha
  fatto  cosa  buona  a consegnare i lavori  Se  lei  dice  che  il
  protocollo di legalità è stato sottoscritto  e  sarà  attuato  in
  quel modo, lei ha fatto cosa buona  Lei  non  avrebbe  fatto cosa
  buona se avesse consegnato i lavori  senza l'attuazione di quelle
  prescrizioni,   senza   preoccuparsi    adeguatamente   di   quel
  protocollo. Però io non vorrei che gli  atti parlamentari, da sei
  anni a questa parte, che riguardano Blufi,  non  vengano  mai  in
  quest'Aula  discussi,  come  è  successo a me  e  a  tanti  altri
  colleghi della passata e di questa legislatura,  per  cui non c'è
  stato  verso  di  discutere  in   quest'Aula   di  interrogazioni
  importanti che riguardavano Blufi. Io non vorrei, Presidente, che
  lei  passasse  anche in questo  'Guinness  dei  primati'.  Allora
  discutiamo nel merito, dopodiché io voglio sapere  se  lei  è  in
  grado di fugare i miei dubbi - non sospetti -  o  la mia ansia di
  conoscenza, lei ha fatto cosa buona, diversamente le dico che non
  ha fatto cosa buona.
       Inoltre, a proposito dello  Ato  - questo per la chiarezza -
  Presidente,  lei  ha  detto   che   ci   sarà  un  sovrambito  di
  redistribuzione delle acque in  base alle esigenze, ma questo non
  c'entra niente con ciò di  cui abbiamo discusso noi e con ciò con
  cui erroneamente si sta  facendo  in  Sicilia,  che  è  quello di
  identificare l'Ato con  le  province.  La  scala  sovrambito  per
  distribuire l'acqua è un altro ragionamento.
       Presidente, lei che era Assessore  del  Governo sa benissimo
  che la convenzione del Governo Capodicasa con la SOGESID produsse
  uno  studio  di  applicazione  delle   legge   numero  36/94  che
  individuava  cinque ambiti e quei  cinque  ambiti  in  quest'Aula
  furono ribaltati e poi portati a nove ambiti.

     PRESIDENTE. Pongo in votazione la  mozione  numero  114, degli
  onorevoli  Forgione  ed  altri,  con   le   modifiche  illustrate
  dall'onorevole Raiti. Il parere del Governo?

     CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo  in  votazione la mozione numero  21,  a  firma  degli
  onorevoli  Fleres,  Catania, Leontini, Beninati.  Il  parere  del
  Governo?

     CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

     PRESIDENTE. Comunico che è stato Il  Presidente comunica che è
  stato presentato l'ordine del giorno n.  93  "Iniziative  per  il
  superamento della crisi idrica", degli onorevoli Fleres, Ioppolo,
  Barbagallo, Oddo, Villari e Spampinato. Ne do lettura:

                  <L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

    PREMESSO   che   la  Regione  siciliana  soffre  una  grave  e
           irrisolta emergenza idrica da molti anni, causata anche
           dalla   scarsità  d'acqua  presente  negli  invasi  con
           evidenti e disastrose conseguenze per l'agricoltura;

    CONSTATATO    la   particolare   e   difficoltosa   situazione
           evidenziatasi  per  la  Piana di Catania, come messo in
           risalto   di  recente  da  incontri  e  dibattiti  alla
           presenza  delle associazioni sindacali di categoria dei
           lavoratori  e  dei  datori di lavoro con le istituzioni
           regionali, dove peraltro è stato richiesto anche per la
           Sicilia   orientale   un   provvedimento   del  governo
           nazionale   per   il   riconoscimento  dello  stato  di
           emergenza  idrica,  così  come  richiesto  dal  governo
           regionale,   che   peraltro  dovrebbe  capitalizzare  a
           proprie spese tutte le opere di mantenimento e collaudo
           degli impianti idrici;

    RITENUTO   che   siano  intanto  necessarie alcune  iniziative
           immediate  quali,  dopo  il  monitoraggio  di  tutte le
           risorse  disponibili  comprese quelle dei pozzi privati
           con  il coinvolgimento del Genio Civile, gli interventi
           per  travasare  3  milioni  di  metri  cubi  dalla diga
           Nicoletti  alla diga Ogliastro, per attivare il sistema
           di  adduzione  del  Biviere  di Lentini, per attivare a
           pieno   regime  il  collegamento  Ancipa-Pozzillo,  per
           utilizzare le acque reflue depurate;

    RITENUTO ancora che sia necessaria l'emanazione in tempi brevi
           della  delibera  di  Giunta  (peraltro  già  annunciata
           dall'assessore  Castiglione)  necessaria a sbloccare il
           finanziamento   per   il   completamento   della   diga
           Pietrarossa,  opera fondamentale per il settore irriguo
           nei comprensori di Caltagirone, Catania e Siracusa;

    CONSIDERATO  comunque  che  occorre  avviare  una  politica di
           programmazione  per  accumulare  e  distribuire risorse
           idriche,   che   abbia   in   risalto   alcune  opzioni
           fondamentali  quali  il  collaudo  di  tutte  le  dighe
           siciliane,     l'ammodernamento     della    rete    di
           distribuzione,  la  messa  in  rete di tutto il sistema
           irriguo;

                     IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

          a mettere in  esecuzione le iniziative sopra evidenziate
          affinché  si cominci a superare lo stato di crisi idrica
          attuale.>

          Villari; Spampinato; Ioppolo; Fleres; Oddo; Barbagallo;
          Zago; Speziale.

       Preciso che l'ordine del giorno  nella parte impegnativa, va
  inteso  come riferito al Governo regionale  e  non  alla  persona
  dell'assessore regionale per l'agricoltura.
       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Onorevoli colleghi, restano gli  interventi  riguardanti  la
  condivisione   delle   risposte   alle   interpellanze   e   alle
  interrogazioni che sono state discusse.

     MICCICHE'. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MICCICHE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, evidentemente
  non  mi  ritengo  soddisfatto  dall'esposizione,sia  nella  parte
  espositiva  iniziale  che  nella replica,  del  Presidente  della
  Regione, nonché Commissario straordinario per l'emergenza idrica,
  perché  vedo  nel  suo  intervento,   signor  Presidente,  palesi
  contraddizioni,  contraddizioni  che   dovevano   essere   meglio
  discusse in quest'Aula e, visto il tempo  molto  stretto,  non ho
  avuto possibilità di evidenziarle in modo più preciso.
       Signor Presidente, lei ha fatto  una  serie  di  discussioni
  abbastanza  pesanti, ha detto che le  azioni  dei  deputati  sono
  azioni di strumentalizzazione politica.

     CUFFARO, presidente della Regione.  Onorevole Miccichè, non mi
  può far dire cose che non ho detto  Non lo posso accettare

     MICCICHE.  Lei ha detto che non può  accettare  che  si  possa
  strumentalizzare il problema dell'acqua.
        CUFFARO,  presidente  della  Regione.  Ma   questa  è  cosa
  diversa

     MICCICHE'. Se mi da la  possibilità,  signor Presidente, leggo
  quello che ha detto nella seduta precedente.

     PRESIDENTE. Onorevole Miccichè,  lei  ha  avuto  la parola per
  dichiararsi  soddisfatto   o   no   relativamente  alle  risposte
  ottenute.

     MICCICHE. Io volevo precisare altre  cose,  signor Presidente.
  Lei deve chiarire ai suoi amici di coalizione di questo Governo e
  degli enti locali se vuole continuare a  fare un ragionamento più
  chiaro  o  meno  chiaro, ci deve dire se  lei  è  intenzionato  a
  costruire dissalatori.  Nel suo intervento  precedente  ha detto:
  'la  politica  nuova dei dissalatori  introduce  nuovi  elementi,
  intanto  che  la  Regione  non  si   occupi   più   di  costruire
  dissalatori',  questo  lo  ha detto  lei,  signor  Presidente,  è
  scritto a verbale.

     CUFFARO. presidente della Regione. Questo è vero.

     MICCIHE. Quindi deve dire ai suoi amici di Giunta, cominciando
  dall'assessore Cimino, di non dire in tutte le salse, nelle varie
  realtà comunali che l'Amministrazione regionale  si sta prestando
  a costruire dissalatori. Questo lo  deve  dire  chiaramente,  per
  evitare  di  strumentalizzare  e  di   creare   illusioni   nelle
  popolazioni  agrigentine. Questa era la  prima  cosa  che  volevo
  precisare.
       Signor Presidente, parlando di dighe lei si è dimenticato di
  parlare della diga di Villarosa, dove ci sono 10 milioni di metri
  cubi d'acqua che non viene utilizzata e  non  si  capisce  perché
  non è inserita nella sua relazione;  si  è dimenticato di parlare
  della diga Gibesi, che esiste tra la provincia  di Agrigento e la
  provincia di Caltanissetta, anche lì ci sono  altri 20 milioni di
  metri  cubi  d'acqua da utilizzare e non  è  inserita  in  questo
  contesto. Ci sono altre dighe e altri invasi  di  cui  lei non ha
  parlato e non si capisce perchè non sono stati considerati questi
  nuovi invasi che ho citato. Ma come si può dimenticare una diga o
  un invaso dove ci sono 10 milioni di  metri  cubi d'acqua, con la
  necessità che c'è in questo momento?
       Comunque, signor Presidente, visto l'esiguo  tempo  che ho a
  disposizione,  non ritenendomi soddisfatto  della  sua  risposta,
  perché   io  non  ho  fatto  una marcia  per  sentirmi  dire  dal
  presidente della Regione: vedremo, perché  è  interesse  di tutti
  risolvere  i  problemi,  lei  doveva  dare  risposte  ancora  più
  precise. La mia azione tendeva a sollecitare una soluzione, anche
  tecnica, nella qualità di commissario straordinario delle acque e
  poiché    non   mi  reputo  soddisfatto   del   suo   intervento,
  l'interrogazione  numero 576,  signor  Presidente  dell'Assemblea
  chiedo   di  trasformarla,  ai  sensi   dell'articolo   151   del
  Regolamento, in mozione.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Micciche,   l'interrogazione  non  può
  essere  trasformato  in  mozione,   l'interpellanza   può  essere
  trasformata in mozione.

     MICCICHE. Vuole verificare, signor Presidente?.

     PRESIDENTE.  Ho   verificato,  onorevole   Micciche,  lei  può
  trasformare in mozione una  interpellanza,  non l'interrogazione.
  Questo  non  toglie  che  lei   può   ripresentare  il  contenuto
  dell'interrogazione sotto forma di mozione.

     MICCICHE'.  Volevo  accorciare  i tempi, evitando   lungaggini
  burocratiche.  Tuttavia  riproporrò  a  giorni  la  problematica,
  presentando  una  nuova  mozione;  spero comunque che la Signoria
  Vostra  possa  leggerla  attentamente  e dare una risposta.
       Sono  infatti  migliaia  gli  agrigentini,  e  come  loro  i
  cittadini  di altri comuni della Sicilia, che hanno problematiche
  simili.  La  prego,  pertanto,  onorevole Presidente, di prestare
  loro maggiore attenzione.
       Per  questo  non  mi ritengo soddisfatto della sua risposta;
  non  per  una  questione politica, di schieramento, ma perchè gli
  agrigentini  hanno  creduto  alla  mia  azione  di protesta e non
  bisogna  abusare  troppo  della  loro pazienza, del fatto che non
  scendono in piazza per protestare, come succede spesso a Palermo,
  perchè  gli  agrigentini  sono  stanchi di ricevere promesse, non
  credono più a nessuno
       Concludo,   rendendomi   partecipe   a   questo   senso   di
  frustrazione  di  un'intera popolazione, che, a prescindere dalla
  collocazione  politica,  dallo  schieramento,  oggi  è  veramente
  stanca.
       In   questi   giorni  ho  ricevuto  una  telefonata  di  Sua
  Eccellenza il Vescovo di Agrigento, il quale mi ha detto di avere
  letto   la   mia  proposta  e  di  condividerla  perchè  in  essa
  riscontrava  i  veri  problemi  della  città  di Agrigento, della
  povera gente che, trovandosi in enormi difficoltà economiche, non
  ha  la  possibilità  di  comprare  vasche  di accumulo e acqua, e
  soffre quindi più di tutti la sete.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA.   Signor   presidente,   onorevoli  colleghi,  noi
  ovviamente dichiariamo la  nostra insoddisfazione per la risposta
  del  Presidente   e   perché  deliberatamente  avevamo  concepito
  un'interpellanza molto concentrata  sull'  emergenza estiva e non
  sulle grandi opere.
       Il   Presidente   ha   dato  risposta  sulle  questioni  che
  riguardano le grandi opere, sulle quali, in una certa misura, non
  concordiamo   e   ne   discuteremo  in  sede  di  approfondimento
  dell'accordo  di  programma-quadro,  ma  per  quanto  riguarda lo
  specifico   della   nostra   interpellanza   il   Presidente   ha
  praticamente  glissato  su  tutto,  tranne un punto sui sette che
  avevamo  sottoposto a interrogazione.
       Uno  era relativo alle cause dei ritardi nell'attuazione del
  piano  di interventi previsti nelle varie ordinanze di protezione
  civile. Il Presidente ha preferito dire che non vuole entrare nel
  merito delle cause dei ritardi e delle responsabilità.
        Un altro: per quale ragione nel periodo invernale non siano
  state  attivate  le  misure  individuate  nella relazione di fine
  incarico  del  generale Jucci.  Anche su questo il Presidente non
  ha voluto fornire alcuna spiegazione.
       Abbiamo  chiesto di chi fosse la competenza  nella  gestione
  del  settore idrico nel periodo intercorrente tra  la  cessazione
  dell'incarico  al  generale  Jucci  e  l'emanazione  della  nuova
  ordinanza di protezione civile. Il Presidente anche su questo non
  ha dato una esauriente risposta: Jucci non era  più  commissario,
  il  Presidente  della  Regione non era ancora  commissario,  sono
  quattro  mesi  di buco dove - a nostro giudizio - il responsabile
  era  il  Presidente  della  Regione  in  quanto  Presidente della
  Regione  non  in  quanto  commissario,  tra  l'altro  non  ancora
  nominato.
       Sui   motivi   del  ritardo  nell'emanazione   della   nuova
  ordinanza,  anche su questo silenzio.
       Poi abbiamo chiesto quali fossero le misure per fronteggiare
  l'emergenza estiva, al di là di quelle esposte, propagandate dopo
  il   Consiglio   dei   Ministri  che,  come  abbiamo  cercato  di
  dimostrare,    non   hanno   alcuna   possibilità   di   incidere
  sull'emergenza estiva.
       Quale sia la quantificazione dei danni prodotti,  su  questo
  il  Presidente  della  Regione  ha  detto 1.500  miliardi  circa.
       Inoltre abbiamo chiesto se non ritenga di dovere proporre la
  modifica  dell'accordo  di  programma-quadro  idrico per inserire
  opere  necessarie  alla definitiva soluzione del problema, tra le
  quali  la  realizzazione  di un dissalatore a Porto Empedocle del
  quale,  peraltro,  esistono  già  studi e progetti finanziati dal
  Ministero del Tesoro.

     CUFFARO, presidente della Regione. Ma quello è un  progetto di
  finanza onorevole Capodicasa. Ma non serve se lo facciamo APQ.

     CAPODICASA.  Ma  anche  con  l'APQ si può intervenire  con  un
  progetto di finanza.
       L'APQ,  per  una  definizione di legge è un contenitore dove
  vengono inserite tutte le opere riguardanti un dato settore.

    CUFFARO,  Presidente  della  Regione.  Quello  è un progetto di
  finanza.  Ma non serve, se lo facciamo APQ, perchè il Ministro ci
  impone di mettere le cose che intendiamo realizzare.

    CAPODICASA.  Infatti,  nella  parte  relativa  alle risorse, va
  scritto  che  devono essere affidate con progetto di finanza, poi
  ne  parliamo. E, in ogni caso, Presidente, una risposta su questo
  punto  va  data,  perchè  il  sindaco  di  Agrigento  continua  a
  sostenere che va......
       Manifestiamo dunque la nostra insoddisfazione, nonostante il
  punto  finale.  Noi  abbiamo  fatto una richiesta su sette punti.
  Aspettiamo  quindi  il  Governo  per un ulteriore appuntamento in
  sede   di   Commissione  dove,  speriamo,  questi  punti  vengano
  ulteriormente chiariti.

        PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  la  seduta  è rinviata a
  mercoledì  12 giugno 2002, alle ore 10.30, con il seguente ordine
  del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Fleres


      I - COMUNICAZIONI

     II - LETTURA   AI  SENSI  E  PER  GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
          LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:

       N. 115  -  Iniziative  per  fronteggiare le conseguenze per la
          Sicilia della crisi Fiat.

          Ortisi; Papania;  Spampinato; Manzullo; Galletti; Barbagal-
          lo; Genovese;  Zangara; Gurrieri; Tumino; Vitrano.

          Presentata il 30.05.2002.

    III - SVOLGIMENTO  DI   INTERROGAZIONI   ED  INTERPELLANZE  DELLA
          RUBRICA: "Lavori pubblici".

     IV - ELEZIONE  DI QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
          PER  LA  GESTIONE  DEL  FONDO DI ROTAZIONE PER IL COMMERCIO
          ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART. 9 DELLA LEGGE REGIONALE
          4 AGOSTO 1978, N. 26.

      V - ELEZIONE  DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
          LA  GESTIONE  DEI  FONDI  ISTITUITI  PRESSO  L'IRFIS PER LE
          PICCOLE  E  MEDIE IMPRESE, PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6
          MAGGIO 1981, N. 96.

     VI - ELEZIONE  DI   NOVE  COMPONENTI  DELLA  CONSULTA  REGIONALE
          DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.

    VII - ELEZIONE DI UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
          TUTELA DELL'AMBIENTE.

   VIII - ELEZIONE  DI  NOVE COMPONENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
          BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.

     IX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
          SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.

      X - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO REGIONALE  PER  L'INVENTARIO,  LA CATALOGAZIONE E LA
          DOCUMENTAZIONE   GRAFICA,   FOTOGRAFICA,   AEROFOTOGRAFICA,
          AUDIOVISIVA.

     XI - ELEZIONE DI  SEI  COMPONENTI ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE
          PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.

    XII - ELEZIONE  DI TRE  MEMBRI  DEL  COMITATO  REGIONALE  PER  LA
          PROGRAMMAZIONE  SPORTIVA   SCELTI   TRA  I  COMPONENTI  DEI
          CONSIGLI PROVINCIALI SCOLASTICI.

   XIII - ELEZIONE DI  CINQUE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE PER
          LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.

    XIV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI PALERMO.

     XV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI CATANIA.

    XVI - ELEZIONE  DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.

   XVII - ELEZIONE  DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI CATANIA.

  XVIII - ELEZIONE  DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI MESSINA.

    XIX - ELEZIONE   DI   UN   COMPONENTE   DEL   COMITATO  DIRETTIVO
          DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.

     XX - ELEZIONE   DI   TRE   COMPONENTI  DEL  CONSIGLIO  DIRETTIVO
          DELL'ISTITUTO   REGIONALE  DI  RICERCA,  SPERIMENTAZIONE  E
          AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.

 La seduta è tolta alle ore 22.07.

       (Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 01.00 di mercoledì
        5 giugno 2002)