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Resoconto d'Aula della Seduta n. 66 di martedì 09 luglio 2002
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   Presidenza del presidente LO PORTO


     PAFFUMI,  segretario,  dà  lettura  del processo verbale della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni, si intende
  approvato.

                COMUNICAZIONE  DEL CALENDARIO DEI LAVORI

     PRESIDENTE.  Comunico  che  la  Conferenza  dei Presidenti dei
  gruppi  parlamentari,   riunitasi  il  9  luglio  2002  sotto  la
  Presidenza del  Presidente  dell'Assemblea  onorevole Lo Porto e,
  con  la  partecipazione  del  Vicepresidente  dell'ARS  onorevole
  Fleres,   del   Presidente   della   Regione  onorevole  Cuffaro,
  dell'Assessore per i lavori pubblici Scammacca della Bruca, e dei
  Presidenti delle Commissioni legislative permanenti ha deliberato
  all'unanimità che  i lavori d'Aula della corrente sessione estiva
  avranno il seguente svolgimento:

    - l'Aula terrà seduta:

    - dal pomeriggio di martedì 9 luglio a venerdì 12 luglio per il
    seguito    della    discussione    e   conclusione   dell'esame
    dell'articolato del disegno  di legge n.  294 ed altri/A (norme
    in materia di appalti);

    - nei pomeriggi  da  lunedì  15 luglio 2002 a venerdì 19 luglio
    2002 per la  discussione  dei  disegni di legge già esitati per
    l'Aula  (n.   287/A:   disciplina   attività   di  ottico;  nn.
    9-253-281/A:  istituzione  strade  e rotte del vino;  n.  298.3
    NS-I/A:   disposizioni   urgenti  in  materia  di  artigianato,
    commercio,  cooperazione  e  pesca.  Disciplina  attività guida
    ambientale escursionistica;  n.  367/A:  norme  in  materia  di
    autoservizi pubblici non di linea in servizio di piazza);

    - le Commissioni si riuniranno:

    - le mattine da  lunedì  15 luglio a venerdì 19 luglio 2002 per
    l'esame dei disegni  di  legge  in  materia  di  isole  minori;
    occupazione   abusiva   alloggi;  diritto  allo  studio;  buono
    scuola; riordino dell'assetto del Governo.

       E'  stato infine stabilito di convocare una nuova Conferenza
  dei  Capigruppo  al termine di questa prima tornata di lavori per
  individuare  ulteriori  ipotesi  di   prosecuzione  dell'attività
  parlamentare prima della chiusura estiva.

     CAPODICASA.  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

     CAPODICASA.  Signor Presidente, intervengo per un chiarimento,
  in  quanto il  calendario  dei  lavori  testè  letto  è  alquanto
  generico.  Si individua una serie di disegni di legge da trattare
  - se non vado errato  -  fino alla fine del mese e poi si prevede
  una nuova  riunione  della  Conferenza  dei Presidenti dei gruppi
  parlamentari per individuare ulteriori disegni di legge.

     PRESIDENTE.  Qualora le Commissioni esitino disegni di legge

     CAPODICASA.   La   Conferenza   dei   presidenti   dei  gruppi
  parlamentari avrebbe  avuto  la  facoltà, oltre che il dovere, di
  individuare   eventuali   disegni   di  legge  da  indicare  alle
  Commissioni perchè operino in quella direzione...

     PRESIDENTE.  Ma sono indicati  Forse le è sfuggito.

     CAPODICASA.  Sono  indicati  quelli che dovremo trattare entro
  la fine di luglio.

     PRESIDENTE.  No  Sono indicati anche gli altri.  Naturalmente,
  se si ci  arriva  perchè, in teoria, potrebbe accadere che non ci
  si arrivi

     CAPODICASA. Esatto.  Signor  Presidente,  volevo  capire  se è
  stata individuata una  data  certa  entro cui concludere i lavori
  della sessione estiva.

     PRESIDENTE.  Purtroppo  non  è possibile perchè vi sono ancora
  una serie di  disegni di legge da esaminare.  Potremo saperlo più
  precisamente nel periodo compreso tra questi lavori e la prossima
  riunione della Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari.

     CAPODICASA.  Questo  sarebbe  un piccolo strappo regolamentare
  perchè il Regolamento  prevede  che il calendario dei lavori deve
  essere fissato con due mesi di anticipo e con l'indicazione della
  conclusione dei lavori;  tanto  più  che molti colleghi avrebbero
  (oggi se ne  parlava  con  alcuni)  l'esigenza  di  sapere quando
  concluderemo i lavori  per  programmare  il periodo feriale con i
  propri familiari.  Se  questo  non  è possibile, pazienza  Credo,
  però, che sarebbe stato utile farlo.


   Presidenza del presidente LO PORTO


                                MISSIONE

     PRESIDENTE.  Comunico che  l'onorevole Manzullo è in missione,
  per ragioni del suo ufficio, dal 9 al 12 luglio 2002.

       L'Assemblea ne prende atto.

                  ANNUNZIO DI RISPOSTE SCRITTE AD INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE.  Comunico  che sono pervenute le seguenti risposte
  scritte ad interrogazioni:

    - da parte dell'Assessore per gli Enti Locali

    N.  104  -  Adeguamento alle norme vigenti dei locali dell'ASEC
    di Catania.  Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;

    N. 106  -  Interventi  al  fine  di  verificare  la presenza di
    materiale  radioattivo  presso  l'ASEC  di Catania.  Firmatari:
    Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;

    N. 154  - Ripristino di adeguate condizioni igieniche in favore
    dei   residenti  in  località  Poggio  Fanales  nel  Comune  di
    Caltagirone.  Firmatari: Fleres Salvatore;

    - da parte dell'Assessore per la Sanità

    N. 325 - Notizie circa la fornitura di presidi medici a persone
    handicappate   in  situazione  di  gravità.  Firmatari:  Fleres
    Salvatore;

    N. 360  - Interventi urgenti per la copertura dei posti vacanti
    nell'organico  dell'Ospedale  Santa  Marta  e  Santa  Venera di
    Acireale (CT).  Firmatari: Fleres Salvatore;

    - da parte dell'Assessore per il Turismo

    N. 5  -  Notizie circa il completamento della 'cittadella dello
    sport'   di  Nesima  (Catania).  Firmatari:  Fleres  Salvatore;
    Catania Giuseppe;

    N. 8  -  Interventi  per  una  riqualificazione  delle  zone di
    interesse  turistico  a  Catania.  Firmatari: Fleres Salvatore;
    Catania Giuseppe;

    N. 113  -  Notizie  circa  il  futuro delle Aziende autonome di
    soggiorno  e  turismo  regionali.  Firmatari: Fleres Salvatore;
    Catania Giuseppe;

    N.  120  -  Notizie in ordine al ripristino ed al potenziamento
    delle   stazioni   sciistiche   di   Nicolosi  e  Linguaglossa.
    Firmatari: Raiti Salvatore;

    N. 123  -  Provvedimenti per rendere decoroso ed accogliente il
    litorale di San Marco nel Comune di Calatabiano in provincia di
    Catania.  Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;

    N.   125   -   Interventi  per  far  fronte  alle  inefficienze
    organizzative   nel  lungomare  di  Mascali,  in  provincia  di
    Catania.  Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe.

       Avverto  che  le  stesse  saranno  pubblicate in allegato al
  resoconto stenografico della seduta odierna.

              ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE

     PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  stati  presentati i seguenti
  disegni di legge:

    -  "Approvazione  del  rendiconto generale dell'Amministra-
    zione  della  Regione  e  dell'Azienda  foreste  demaniali
    per l'esercizio finanziario 1999" (n. 436)
    - iniziativa governativa
    -  presentato  dal  Presidente  della  Regione (Cuffaro) su
    proposta  dell'Assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze
    (Pagano) in data 3 luglio 2002

    - "Interpretazione autentica del comma 2, dell'articolo 170
    della legge  regionale 23 dicembre 2000, n. 32, riguardante
    il fermo biologico" (n. 437)
    - iniziativa governativa
    -  presentato  dal  Presidente  della  Regione (Cuffaro) su
    proposta  dell'Assessore per la cooperazione, il commercio,
    l'artigianato e la pesca (Cimino) in data 3 luglio 2002

    -  "Rifinanziamento  dell'articolo  18 della legge regionale 23
    gennaio   1998,   n.   3,   riguardante   norme  di  proroga  e
    finanziamento  degli  oneri  per  il  contingente dell'Arma dei
    carabinieri operante in Sicilia" (n. 438)
    - iniziativa governativa
    - presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su proposta
    dell'Assessore   per  il  lavoro,  la  previdenza  sociale,  la
    formazione  professionale e l'emigrazione (Stancanelli) in data
    3 luglio 2002

    - "Norme  per  la  realizzazione  del  sistema  del sistema
    integrato di interventi e servizi sociali" (n. 439)
    - iniziativa parlamentare
    -  presentato  dagli  onorevoli  Leanza  Nicola,  Pistorio,
    Fratello,  Dina,  Savona,  Franchina, Fleres, Ardizzone, Lo
    Monte in data 3 luglio 2002

    - "Norme per la costituzione del Business innovation center
    Sicilia (BIC Sicilia) e promozione dei Centri regionali per
    l'innovazione tecnologica (CRIT)" (n. 440)
    - iniziativa parlamentare
    -   presentato   dagli   onorevoli   Barbagallo,  Genovese,
    Gurrieri, Tumino, Vitrano, Zangara in data 3 luglio 2002

    -  "Interventi  finanziari  per  l'assistenza  sanitaria ai
    siciliani emigrati in Argentina" (n. 441)
    - iniziativa parlamentare
    -  presentato  dagli  onorevoli  Fleres,  Catania Giuseppe,
    Maurici, Mercadante in data 4 luglio

    - "Modifiche all'articolo 12 della legge regionale 4 giugno
    1980,  n.  55 e successive modifiche, recante provvedimenti
    in favore  dei  lavoratori  emigrati e delle loro famiglie"
    (n.  442)
    - iniziativa parlamentare
    -  presentato  dagli  onorevoli  Fleres,  Catania Giuseppe,
    Mercadante, Maurici in data 4 luglio

    - "Interventi  per incrementare il sistema di controllo nel
    settore della riscossione dei tributi" (n. 443)
    - iniziativa parlamentare
    -  presentato  dagli  onorevoli Fleres, Catania Giuseppe in
    data 4 luglio

    -  "Proroga  dei  termini  previsti  dall'articolo 62 della
    legge  regionale  26  marzo  2002,  n.  2,  riguardante  la
    riammissione alle operazioni di cartolarizzazione" (n. 444)
    - iniziativa parlamentare
    -   presentato   dagli   onorevoli   Speziale,  Capodicasa,
    Cracolici,  Crisafulli,  De  Benedictis,  Giannopolo, Oddo,
    Panarello, Villari, Zago in data 4 luglio 2002

    - "Interventi  a  favore  delle famiglie degli alunni delle
    scuole statali e paritarie" (n. 445)
    - iniziativa parlamentare
    -  presentato  dagli  onorevoli  Leanza  Nicola,  Fratello,
    Pistorio, in data 5 luglio 2002

    COMUNICAZIONE  DI  INVIO  DI  DISEGNI  DI LEGGE ALLE COMPETENTI
    COMMISSIONI LEGISLATIVE

     PRESIDENTE.  Comunico  che  i  seguenti  disegni di legge sono
  stati inviati alle competenti Commissioni legislative:

                             AFFARI ISTITUZIONALI (I)

           -  "Norme  per  la  revisione del sistema pensionistico dei
           dipendenti della Regione siciliana" (n. 428)
           - iniziativa parlamentare

                            AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

           - "Interventi  a  favore  dei  collegamenti  con  le  Isole
           minori" (n. 429)
           - iniziativa parlamentare
           - presentato dall'onorevole Acierno in data 27 giugno 2002

           -   "Istituzione   della   figura  di  guida  naturalistica
           subacquea" (n. 430)
           - iniziativa parlamentare

           - "Provvedimenti urgenti per le Isole minori" (n. 434)
           - iniziativa parlamentare

           -  "Incentivi  finanziari  per le amministrazioni pubbliche
           che si dotano di automezzi non inquinanti" (n. 435)
           - iniziativa parlamentare

                          SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

           -   "Ulteriori   disposizioni   per   assunzioni   a  tempo
           indeterminato,  presso  aziende  e  istituti  sottoposti  a
           controllo    della   Regione,   di   personale   ausiliario
           specializzato" (n. 431)
           - iniziativa parlamentare

           - "Modifiche  alla  legge  regionale  9  maggio 1986, n. 22
           concernente norme in materia di affidamento dei minori" (n.
           432)
           - iniziativa parlamentare
           - PARERE I

           - "Norme in materia di sedi farmaceutiche" (n. 433)
           - iniziativa parlamentare
           - PARERE I

                          INVIATI IN DATA  3 LUGLIO 2002

             COMUNICAZIONE DI RICHIESTA DI RITIRO DI FIRMA
             DA DISEGNO DI LEGGE

     PRESIDENTE. Comunico che  in  data  3  luglio 2002 l'onorevole
  Liotta ha chiesto di ritirare  la  firma  dal disegno di legge n.
  419  "Provvedimenti per  la  promozione  e  l'organizzazione  dei
  Giochi  mondiali   militari   2003"  presentato  dagli  onorevoli
  Barbagallo ed altri, in data 6 giugno 2002.

          COMUNICAZIONE DI RICHIESTE DI APPOSIZIONE DI FIRME
          A DISEGNO DI LEGGE

     PRESIDENTE. Comunico che in  data  3 luglio 2002 gli onorevoli
  Sanzeri e Lo Curto hanno  chiesto  di apporre la firma al disegno
  di legge n.  434  "Provvedimenti  urgenti  per  le  Isole minori"
  presentato dagli  onorevoli  Croce,  Beninati,  Leanza  Vincenzo,
  Capodicasa in data 28 giugno 2002.

                 COMUNICAZIONE DI RICHIESTE DI PARERE

     PRESIDENTE.  Comunico  che  le  seguenti  richieste di parere,
  pervenute  dal  Governo,  sono  state  assegnate  alle competenti
  Commissioni legislative:

                             AFFARI ISTITUZIONALI (I)

           - "Stretto di Messina S.p.A.  - Designazione componente del
           consiglio di amministrazione" (n. 64)
           - pervenuta in data 3 luglio 2002
           - trasmessa in data 4 luglio 2002

           - "Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (IPAB)
           -  Nomina  componenti del consiglio di amministrazione" (n.
           65)
           - pervenuta in data 3 luglio 2002
           - trasmessa in data 4 luglio 2002

           -  "Azienda  speciale  per  lo  sviluppo  dei  porti  della
           provincia di Agrigento - Designazione componente in seno al
           consiglio di amministrazione" (n. 66)
           - pervenuta in data 3 luglio 2002
           - trasmessa in data 4 luglio 2002

                            AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

           - "Priolo  Gargallo  (SR) - Riserva alloggi popolari di cui
           al D.P.R. n. 1035/72, art. 10" (n. 62)
           - pervenuta in data 1 luglio 2002
           - trasmessa in data 3 luglio 2002

           - "Riserva  alloggi  popolari  di cui al D.P.R. n. 1035/72,
           art.  10" (n. 63)
           - pervenuta in data 3 luglio 2002
           - trasmessa in data 4 luglio 2002

    COMUNICAZIONE  DI  ASSENZE  E  SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI DELLE
    COMMISSIONI LEGISLATIVE

     PRESIDENTE.  Comunico  le   assenze  e  le  sostituzioni  alle
  riunioni delle Commissioni  legislative e speciali per il periodo
  1-4 luglio 2002.

                             AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   Assenze
   Riunione del 3.07.02: LEANZA EDOARDO-CRISAFULLI-LO MONTE-ORTISI

                            ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   Assenze
   Riunione del 2.07.02: INCARDONA

   Sostituzioni
   Riunione del 2.07.02: NICOTRA  sostituito da  SEGRETO
                         GAROFALO       "     "  MAURICI

                            AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   Assenze
   Riunione dell'1.07.02: GURRIERI-RAITI-SPAMPINATO-VICARI

   Sostituzioni
   Riunione dell'1.07.02: CONFALONE sostituito da MERCADANTE
                          INFURNA       "       " FORMICA
                          ZAGO          "       " GIANNOPOLO

      "     del  2.07.02: ZAGO  sostituito da GIANNOPOLO
                          INFURNA    "     "  FORMICA
                          VICARI     "     "  MOSCHETTO

                         CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   Riunione del 03.07.02: BALDARI-CATANIA FRANCO-INFURNA

                          SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   Assenze
   Riunione del 3.07.02: FORMICA-MORINELLO-ZANGARA
       "     "  4.07.02: MANZULLO

   Sostituzioni
   Riunione del 4.07.02: BASILE sostituito da LO MONTE
                         CRISTAUDO   "      " ANTINORO

         COMUNICAZIONE DI DELIBERAZIONI DELLA GIUNTA REGIONALE

     PRESIDENTE.  Comunico  che  il  Presidente  della  Regione  ha
  trasmesso  copia   delle   seguenti  deliberazioni  della  Giunta
  regionale:

    -  n.   194 del  17  giugno  2002  "Programma  regionale  delle
    infrastrutture  di   trasporto   -   Indirizzi   strategici  ed
    interventi infrastrutturali per  il  sistema  dei  trasporti in
    Sicilia"

    - n.  202 del  17 giugno 2002 "Relazione generale sull'attività
    istruttoria e di valutazione  dei  PIT - Conclusione della fase
    di   selezione    definitiva   -   Conseguenti   modifiche   al
    completamento di programmazione"

    - n.  204 del 17  giugno 2002 "POR Sicilia 2000/2006 - Modifica
    della misura 4.05 del Completamento di programmazione"

    - n.  205 del 17 giugno 2002 "POR Sicilia "2000/2006 - Modifica
    della sottomisura 1.01.a)  e  misura  1.07  del  Complemento di
    programmazione"

                            ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE. Comunica che  sono  state  presentate  le seguenti
  interrogazioni:

           - con richiesta di risposta orale

            N. 671 - Iniziative circa il recente  aumento  del  numero
          dei componenti della Giunta del Comune di Catania.
            - Presidente Regione
            - Assessore Enti Locali
            - Assessore Bilancio
          Firmatario: Raiti Salvatore;

            N. 674 - Verifica del possesso dei requisiti di  legge  da
          parte dei direttori sanitari recentemente nominati.
            - Presidente Regione
            - Assessore Sanità
          Firmatari:
          Miccichè      Calogero;  Ferro  Giovanni;  Raiti  Salvatore;
          Morinello Salvatore; Orlando Leoluca;

            N.        675  -  Iniziative  circa  l'annunciato  sfratto
          dell'Archivio di Stato di Trapani.
            - Assessore Beni Culturali
          Firmatario: Papania Antonino;

            N. 678 - Notizie sulla sospensione dei  finanziamenti  per
          la ristrutturazione del porto  di  Scoglitti  (RG),  e  loro
          ripristino.
            - Presidente Regione
            - Assessore Lavori Pubblici
            - Assessore Territorio
          Firmatario: Incardona Carmelo;

            N. 679 - Iniziative per bloccare lo sfratto  dell'Archivio
          di Stato di Trapani dalla sua sede.
            - Assessore Beni Culturali
          Firmatario: Oddo Camillo;

           - con richiesta di risposta scritta

            N. 669 - Notizie in merito all'esclusione  del  PIT  delle
          ACI dalla fase finale.
            - Presidente Regione
          Firmatario: Nicotra Raffaele;

            N.   670  -  Interventi  per  l'utilizzo  nelle  strutture
          sanitarie di  nuove  protesi  cardiache  (cosiddetti  'stent
          medicati').
            - Assessore Sanità
          Firmatario: Moschetto Angelo;

            N. 672 - Notizie sulla vendita  delle  aree  di  proprietà
          della Sitas di Sciacca (AG).
            - Presidente Regione
            - Assessore Industria
          Firmatario: Raiti Salvatore;

            N. 673 - Richiesta di  ispezione  presso  l'USL  n.  3  di
          Catania.
            - Presidente Regione
            - Assessore Sanità
          Firmatario: Barbagallo Giovanni;

            N. 676 - Iniziative  nei  confronti  dei  Comuni  che  non
          osservano     le  disposizioni  in  materia  di  sospensione
          dell'attività di controllo dei Coreco.
            - Presidente Regione
            - Assessore Enti Locali
          Firmatario: Ferro Giovanni;

            N. 677 - Interventi  per  garantire  la  prosecuzione  dei
          progetti volti  al  miglioramento  del  servizio  scolastico
          siciliano.
            - Presidente Regione
            - Assessore Beni Culturali
          Firmatario: Fratello Onofrio;

            N. 680 - Iniziative di  sostegno  agli  agricoltori  della
          provincia di Trapani.
            - Presidente Regione
            - Assessore Agricoltura
          Firmatario: Fratello Onofrio;

            N. 681 - Riqualificazione dell'area  destinata  a  mercato
          rionale nel quartiere di Picanello a Catania.
            - Assessore Enti Locali
          Firmatario: Fleres Salvatore;

            N. 682 -  Interventi  di  salvaguardia  del  Mausoleo  dei
          Caduti a San Giovanni Li Cuti, Catania.
            - Assessore Enti Locali
          Firmatario: Fleres Salvatore;

            N. 683 - Bonifica di via Gianni a Catania.
            - Assessore Enti Locali
          Firmatario: Fleres Salvatore;

            N. 684 - Interventi per garantire il corretto
          funzionamento dell'Ufficio Postale di Nicolosi in  provincia
          di Catania.
            - Assessore Enti Locali
          Firmatario: Fleres Salvatore;

            N. 685 - Garanzia di una regolare erogazione dell'acqua  a
          Picanello, popoloso quartiere di Catania.
            - Assessore Enti Locali
          Firmatario: Fleres Salvatore;

            N. 686 - Interventi urgenti di bonifica, a Catania, di via
          degli Ulivi e dell'area circostante.
            - Assessore Enti Locali
          Firmatario: Fleres Salvatore;

            N. 687 - Manutenzione delle  aiuole  spartitraffico  sulla
          circonvallazione di Catania.
            - Assessore Enti Locali
          Firmatario: Fleres Salvatore.

                             ANNUNZIO DI INTERPELLANZE

     PRESIDENTE. Comunico che  sono  state  presentate  le seguenti
  interpellanze:

     N. 47 - Iniziative per garantire la conclusione del  corso
   biennale per il conseguimento della qualifica di  'operatore
   sociale assistente handicappati'.
     - Assessore Lavoro
   Firmatari: Speziale Calogero; Villari Giovanni;

     N. 48  -  Provvedimenti  circa  il  blocco  dei  corsi  di
   formazione-selezione per accedere al 'prestito d'onore'.
     - Presidente Regione
     - Assessore Lavoro
   Firmatario: Papania Antonino.

                              ANNUNZIO DI MOZIONI

     PRESIDENTE. Comunico che  sono  state  presentate  le seguenti
  mozioni:

    N.   134  "Completamento  dei  programmi  di  realizzazione  di
    infrastrutture  sportive  nella  provincia  di  Ragusa",  degli
    onorevoli  Zago  Salvatore;  De  Benedictis  Roberto;  Speziale
    Calogero; Crisafulli Vladimiro;
    Presentata il 2/07/02

    N.   135 "Iniziative  tese  alla  salvaguardia  del  patrimonio
    agrumicolo e  dei  livelli  occupazionali dell'Azienda agricola
    Costantina",  degli   onorevoli   Fleres   Salvatore;   Villari
    Giovanni;  Barbagallo  Giovanni;  Raiti  Salvatore;  Spampinato
    Giuseppe; Liotta Santo Presentata il 2/07/02

       Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno
  della  seduta  successiva perché  se  ne  determini  la  data  di
  discussione.

    COMUNICAZIONE  DI  RICHIESTA   DI   APPOSIZIONE   DI  FIRMA  AD
    INTERROGAZIONE E MOZIONE

     PRESIDENTE.  Comunico  che,   con  nota  del  4  luglio  2002,
  l'onorevole Spampinato ha  chiesto  di  apporre  la propria firma
  all'interrogazione a risposta orale n.  549, dell'onorevole Raiti
  ed altri, "Interventi presso  il Governo centrale per impedire il
  trasferimento della sede  del Distretto interregionale di Polizia
  da Catania a Palermo"  ed  alla  mozione  n.  128 "Interventi per
  impedire  il   trasferimento   del  Distretto  interregionale  di
  Polizia, Sicilia-Calabria, da Catania a Palermo", dell' onorevole
  Fleres ed altri.
       L'Assemblea ne prende atto.

       Informo, ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento
  interno, che nel corso  della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.

    VOTAZIONE DI RICHIESTA DI PROCEDURA D'URGENZA PER L'ESAME DI UN
    DISEGNO DI LEGGE

     PRESIDENTE  Si  passa  al  punto  II  dell'ordine  del giorno:
  Richiesta  di procedura d'urgenza per il disegno di legge n.  434
  "Provvedimenti urgenti per le isole minori".
       La  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvata)


   Presidenza del presidente LO PORTO


        DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DI DISCUSSIONE DI MOZIONI

     PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  III dell'ordine del giorno:
  Lettura ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d),
  e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:

    N.  129  -  Interventi al fine di reperire i fondi necessari al
    pagamento  dei  progetti  di  autoimpiego  di Sviluppo Italia",
    degli onorevoli Fleres Salvatore;  Confalone Giancarlo;  Liotta
    Santo; Spampinato Giuseppe;
    Presentata il 25/06/02;

    N.  130 - Reperimento delle risorse necessarie al completamento
    della  dorsale  ferroviaria  Messina-Palermo",  degli onorevoli
    Leanza  Vincenzo;  Franchina Giuseppe;  Formica Santi;  Baldari
    Nicola   Renato;   Ardizzone   Giovanni;   Lo   Monte  Carmelo;
    Panarello  Filippo;  Beninati Antonino;  Genovese Francantonio;
    Paffumi Angelo;
    Presentata il 25/06/02;

    N.  131  "Iniziative  al  fine  di  prevenire  e  reprimere  il
    fenomeno   dei   combattimenti  clandestini  fra  cani",  degli
    onorevoli Fleres Salvatore;  Maurici Giuseppe;  Croce Antonino;
    Mercadante Giovanni;
    Presentata il 26/06/02;

    N.  132  "Iniziative per scongiurare lo smantellamento del polo
    chimico  siciliano",  degli  onorevoli  Speziale  Calogero;  De
    Benedictis   Roberto;   Panarello   Filippo;   Zago  Salvatore;
    Cracolici  Antonino;  Crisafulli Vladimiro;  Capodicasa Angelo;
    Giannopolo  Domenico;  Oddo Camillo;  Villari Giovanni;  Ortisi
    Egidio;  Barbagallo  Giovanni; Morinello Salvatore;
    Presentata il 27/06/02;

    N.  133  "Interventi  per  l'ottenimento  di  una  proroga  dei
    termini  per  il  versamento dei tributi da parte delle aziende
    danneggiate  dal  sisma  del 13 dicembre 1990", degli onorevoli
    Fleres Salvatore;  Mercadante Giovanni;  Scoma Francesco; Croce
    Antonino;
    Presentata il 1/07/02.

       Invito il deputato segretario a darne lettura.

     PAFFUMI, segretario:

                   " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

            - la formula dell'autoimpiego ha coinvolto e coinvolge
              soprattutto  i   giovani  disoccupati  che  mediante
              questo   mezzo   possono,   previa   autorizzazione,
              intraprendere    un'attività   imprenditoriale   col
              supporto del  Ministero  dell'Economia,  tramite  la
              società Sviluppo Italia;

            - tali   misure    agevolative   sono   concesse,   in
              particolare,  nei  comuni  del  centro  sud  dove  è
              presente  uno  squilibrio  tra domanda ed offerta di
              lavoro, al fine di incentivare l'occupazione;

            - questo   tipo    di   intervento   si   è   rivelato
              particolarmente idoneo e tuttavia molti progetti già
              avviati, poichè  autorizzati,  sono  stati  di fatto
              bloccati in quanto  il  previsto finanziamento non è
              mai arrivato,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              - ad intervenire  presso le sedi competenti affinchè
              i    fondi    stanziati per  l'autoimpiego   vengano
              rapidamente stornati  alla  società Sviluppo Italia,
              onde consentire  la  prosecuzione  dei  progetti già
              avviati e  prevederne di nuovi, nella considerazione
              che tale  strumento  favorisce  un concreto sviluppo
              della     piccola     imprenditoria     e     dunque
              dell'occupazione." (129)

                   " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

            - il  completamento  del  raddoppio  ferroviario della
              dorsale   tirrenica   (Messina-Palermo)  è  un'opera
              indispensabile per  dotare  la Sicilia di un sistema
              infrastrutturale   efficiente   e   per   consentire
              sviluppo economico ed occupazione;

     CONSIDERATO che:

            - i lavori per il predetto raddoppio sono iniziati nel
              1986;

            - la tratta  S.  Filippo-Terme  Vigliatore  è  già  in
              esercizio;

            - sono  stati  ultimati  i lavori riguardanti il nuovo
              traforo   dei  Peloritani  (Km.  12,8)  che  collega
              Messina con il versante tirrenico;

            - è   in   via   di   ultimazione   la   tratta  Terme
              Vigliatore-Patti;

            - sono  in  corso  i  lavori  della tratta Villafranca
              Tirrena- S. Filippo del Mela;

            - sono   stati   appaltati   i   lavori  della  tratta
              Fiumetorto-Cefalù;

            - è  stata  finanziata  la  costruzione  della  tratta
              Cefalù-Castelbuono;

            - è stato  approvato e pubblicato il bando di gara per
              l'appalto della stazione ferroviaria di Patti;

            - al completamento dell'opera mancano circa 80 Km. (da
              Patti a Castelbuono) in un totale di 240 Km.;

            - le  somme spese o impegnate finora ammontano a circa
              2.600 miliardi di lire;

            - nell'Accordo  di  programma  quadro, riguardante gli
              investimenti   infrastutturali   per   la   Sicilia,
              sottoscritto nell'ottobre 2001 dal Ministro  Lunardi
              e dal  Presidente  della   Regione,   on.  Salvatore
              Cuffaro, pur  essendo  stata  richiamata la priorità
              del    completamento   della   dorsale   ferroviaria
              tirrenica,  non  è  stata  prevista  alcuna  risorsa
              finanziaria   per   la  realizzazione  della  tratta
              Patti-Castelbuono;

            - il Presidente delle Ferrovie dello Stato s.p.a., tra
              i programmi di investimento fino al 2005, per quanto
              attiene alla  Sicilia,  ha  indicato  opere  diverse
              dalle priorità previste nel predetto A.P.Q.;

            - la   mancanza   di   finanziamenti   per  la  tratta
              Patti-Castelbuono  e  le  indicazioni delle Ferrovie
              dello    Stato    s.p.a.    hanno   determinato   un
              giustificato  allarme tra le popolazioni interessate
              e le forze sociali, di cui si sono fatti interpreti,
              con numerose  iniziative  e  prese  di posizione, il
              coordinamento dei  Sindaci  della zona tirrenica del
              messinese ed  il Consiglio della Provincia regionale
              di Messina;

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

            - a  riconfermare  le  priorità  definite nell'attuale
              A.P.Q. ed a promuovere, con la massima tempestività,
              tutti  gli   atti   idonei  a  reperire  le  risorse
              necessarie  al  completamento, in tempi ragionevoli,
              della dorsale ferroviaria Messina-Palermo." (130)

                   " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

            - il fenomeno  dei  combattimenti clandestini fra cani
              investe ormai l'intera Sicilia;

            - l'esistenza di tale piaga è ulteriormente confermata
              dalla presenza, presso diversi canili municipali, di
              pit-bull con evidenti segni di combattimenti;

            - da  riscontri   effettuati  pare  che  tali  barbari
              rituali avvengano  prevalentemente  nelle  borgate a
              'rischio' delle  grandi  città e, soprattutto, nelle
              zone di campagna perché  meno popolate e dunque meno
              controllate,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

            - a porre in  essere  tutte  le  iniziative utili alla
              risoluzione del  problema,  prevedendo  un  maggiore
              controllo  di   quanto   avviene   presso  i  canili
              municipali;

            - ad instaurare rapporti con i competenti uffici della
              Questura e gli  altri  ritenuti necessari al fine di
              porre in essere i dovuti provvedimenti per reprimere
              e prevenire la piaga dei combattimenti clandestini." (131)

                    " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

  PREMESSO che già da tempo il  gruppo  dirigente  dell'ENI  porta
          avanti un disegno di riduzione del campo d'azione  della
          società, attraverso  la  dismissione  e  la  vendita  di
          impianti e settori d'attività considerati maturi;

  OSSERVATO che:

             - la scelta dell'ENI  di  concentrarsi  soltanto  nel
          settore   dell'estrazione-commercializzazione  del   gas
          riducendo l'attività di raffinazione, appare  imprudente
          perché contraddice il principio  della  diversificazione
          produttiva che consentirebbe, come  è  già  accaduto  in
          passato, di far fronte a crisi difficili;

             -  tale  principio   è,   invece,   tra   le   scelte
          fondamentali  delle  altre  grandi  multinazionali   del
          settore (che, fra l'altro, scelgono  strategicamente  di
          investire  nella  ricerca  e  nel  miglioramento   della
          chimica);

  RILEVATO che, così operando, l'Eni riduce  in  modo  corposo  la
          massa critica societaria, non  riuscendo  a  reggere  il
          peso  della   concorrenza   internazionale,   provocando
          l'azzeramento di un sistema industriale avanzato  in  un
          settore dove l'Italia è importatrice e  consentendo  una
          perdita  di  competitività   del   sistema   industriale
          nazionale,  a  fronte  dell'inevitabile  dilagare  delle
          multinazionali straniere  (Bayer,  Basf,  Shell,  Exxon,
          Mobil, Atofina, ecc.)

  RITENUTO che tale operazione prelude alla svendita di un  grande
          patrimonio in cambio  di qualche effimero guadagno ed ad
          un corposo spostamento  dell'asse  economico  del  Paese
          dall'industria alla finanza, con conseguenti  incertezze
          sui livelli occupazionali, specie in Sicilia;

  CONSIDERATO che i costi conseguenti agli impegni presi  dall'ENI
          per  il  risanamento  ambientale  e  il  rispetto  delle
          normative nazionali ed  europee,  a  seguito  di  queste
          dismissioni rischiano di essere scaricati in quota parte
          sia sugli acquirenti degli impianti che sulle  pubbliche
          amministrazioni;

  PRESO NOTA, tuttavia, del fatto che il gruppo dirigente dell'Eni
          non  sembra   in   grado   di   garantire   neanche   la
          realizzazione di questo stesso progetto,  tanto  da  non
          avere concretizzato l'accordo con la Sabic;

  VISTO che il fallimento della trattativa  tra  Eni  e  Sabic  ha
          indotto il gruppo dirigente ENI  a  riaffermare  la  sua
          volontà di  scorporo  delle  proprie  attività  chimiche
          attraverso la cessione in modo  frammentato  di  singoli
          stabilimenti o parti di business;

  OSSERVATO che tale decisione non fa che peggiorare ulteriormente
          un  quadro  in  cui  la  frammentazione  condanna   alla
          dismissione le attività meno appetibili sul mercato e fa
          perdere alle altre il vantaggio competitivo  che  deriva
          loro  dall'appartenenza  a  un   sistema   integrato   e
          sinergico;

  RILEVATO che si tratta  di  una  prospettiva  drammatica  per  i
          lavoratori e per l'industria chimica italiana, già  resa
          critica dalla cronica mancanza di  volontà  dell'Eni  di
          investire in ricerca, in innovazione tecnologica e nello
          sviluppo di nuovi prodotti e processi produttivi;

  EVIDENZIATO che in  questo  modo  si  prospetta  una  situazione
          altamente drammatica per le regioni meridionali in cui è
          maggiore l'insediamento della chimica (Puglia,Sardegna e
          Sicilia) e nell'Isola (principalmente  per  le  aree  di
          Siracusa, Ragusa  e  Gela),  per  le  quali  la  chimica
          rappresenta da tempo il principale se non unico presidio
          industriale di rilievo;

  CONSTATATO che a tutt'oggi l'Eni non ha presentato un  credibile
          piano  industriale,  così  da  salvaguardare l'integrità
          delle produzioni chimiche che  attualmente gestisce;

  PRESO ATTO,  altresì,  del  fatto  che  alle  dichiarazioni  del
          Governo  regionale,  tramite  il   suo   Assessore   per
          l'Industria, a difesa  e  a  sostegno  della  produzione
          chimica in Sicilia, non sono seguite azioni  concrete  e
          decisive,

                       IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

             -  a  sviluppare  una  concreta,  coordinata  e   non
          episodica azione presso il Governo  nazionale  e  l'Eni,
          perché  siano  ripensate  le  scelte  di  politica   del
          settore;

             - a vigilare perché non vengano elusi gli accordi per
          il   risanamento   ambientale   delle   aree   ad   alto
          insediamento chimico;

             - a definire un tavolo di confronto  con  il  Governo
          nazionale e le parti  sulle prospettive  industriali  di
          Enichem/Polimeri Europa e più in generale della chimica;

             - a prevedere strumenti per  impedire  operazioni  di
          pura  acquisizione  di  mercati,  prive  di  prospettive
          industriali;

             - a garantire, attraverso un nuovo Piano industriale,
          le risorse necessarie  a  interrompere  il  processo  di
          dequalificazione  dell'apparato  industriale  esistente,
          ricercando   soluzioni   alternative   alle   annunciate
          chiusure d'impianti produttivi ed evitando comunque  una
          vendita frammentata di attività;

             - a mettere in moto  risorse  aggiuntive  a  sostegno
          della ricerca e dell'innovazione tecnologica del settore
          chimico,   nonché   per   la   riqualificazione   e   il
          reinsediamento   industriale   delle    aree    chimiche
          attraverso l'attivazione degli accordi di programma;

             -   a   salvaguardare   gli   impegni   relativi   al
          mantenimento delle attività produttive e dei livelli  di
          occupazione nelle aziende già cedute (Ibla spa, ecc.);

             - a  fare  seguire  i  fatti  alle  dichiarazioni  di
          solidarietà   e    di    buona    volontà,    attraverso
          l'elaborazione di una  proposta  regionale  di  politica
          industriale nel settore (con particolare attenzione alla
          tutela ambientale e alla ricerca) e il reinvestimento in
          attività di potenziamento e di sviluppo produttivo delle
          risorse  finanziarie  ricavate  dalla   cessione   delle
          aziende a partecipazione regionale." (132)

                   " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

            - il  sisma   del   13   dicembre   1990  (comunemente
              conosciuto  come   il   sisma  di  Santa  Lucia)  ha
              seriamente   danneggiato   le   strutture  di  molte
              aziende     ubicate    nell'area   interessata   dal
              terremoto;

            - i   titolari   delle   aziende   danneggiate   hanno
              beneficiato  della  sospensione  del  pagamento  dei
              tributi e  dei  contributi previdenziali dal 1990 al
              1992 e dopo  una  serie  di proroghe è stato chiesto
              loro  di  regolarizzare  le  posizioni  contributive
              entro il 30 giugno 2002;

            - il quadro  economico  generale  non  offre  elementi
              apprezzabili di  rilancio,  tali  da permettere alle
              aziende interessate di versare in unica soluzione le
              somme dovute senza arrecare grave danno alle proprie
              attività,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              a porre in  essere  ogni iniziativa utile al fine di
              prevedere  un'ulteriore  proroga  dei termini per il
              versamento dei  tributi dovuti, o in alternativa una
              loro significativa rateizzazione." (133)

     PRESIDENTE.   Dispongo   che   le   predette  mozioni  vengano
  demandate  alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
  perchè se ne determini la data di discussione.


   Presidenza del presidente LO PORTO


             RICHIESTA DI INVERSIONE DELL'ORDINE DEL GIORNO

     ACIERNO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ACIERNO.    Signor   Presidente,   propongo   una   inversione
  dell'ordine  del  giorno  per passare subito alla trattazione del
  punto  V  "Discussione  del disegno di legge 'Norme in materia di
  opere pubbliche.  Disciplina degli appalti di lavori pubblici, di
  fornitura,    di    servizi   e   nei   settori   esclusi'   (nn.
  294-119-268-290-306-313-339-353-369- 388/A).

     CAPODICASA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi abbiamo
  un  problema in Assemblea: quello dell'attività ispettiva che non
  viene  mai  svolta.  L'Assessore è presente; si tratta di 29 atti
  ispettivi,  ritengo  che  nell'ambito  degli stessi ve ne possano
  essere  alcuni  che  riguardano  la  materia  più scottante della
  sanità.
       Ogni  giorno  sui  giornali è un fuoco di dichiarazioni e di
  notizie;  mi  parrebbe veramente strano che si soprassedesse alla
  trattazione  di  un  punto  dell'ordine  del giorno inerente tale
  importante  materia.  Non  dico  di  svolgere  tutti  i  29  atti
  ispettivi,  ma  almeno  4 o 5 riguardanti, ad esempio, la materia
  dei   ticket,   l'assistenza   sanitaria   indiretta,  visto  che
  l'assessore  ha  dichiarato  sui  giornali  che  c'è  un problema
  relativo  al  deficit galoppante nella sanità nel corso di questi
  primi mesi dell'anno.

     PRESIDENTE.   Anche  su  segnalazione  dell'Assessore  per  la
  sanità,   il  punto  IV  dell'ordine  del  giorno  è  rinviato  a
  conclusione  della  presente  seduta per lo svolgimento di alcuni
  atti ispettivi.


   Presidenza del presidente LO PORTO


    SEGUITO  DELLA  DISCUSSIONE  DEL  DISEGNO  DI  LEGGE  "NORME IN
    MATERIA  DI OPERE PUBBLICHE. DISCIPLINA DEGLI APPALTI DI LAVORI
    PUBBLICI, DI FORNITURA, DI SERVIZI E NEI SETTORI ESCLUSI." (NN.
    294-119-268-290-306-313-339-353-369-388/A).

     PRESIDENTE.  Si  passa,  pertanto,  al punto V dell'ordine del
  giorno:  Seguito  della discussione del disegno di legge:  "Norme
  in  materia  di  opere  pubbliche.  Disciplina  degli  appalti di
  lavori pubblici, di fornitura, di servizi e nei settori esclusi."
  (nn.  294-119-268-290-306-316-313-339-353-369-388/A).
       Invito   i   componenti   la   IV  Commissione  "Ambiente  e
  Territorio" a prendere posto al banco delle Commissioni.
       Ricordo che nella seduta n. 62 dell 18 giugno 2002 era stata
  chiusa la discussione generale e votato ed approvato il passaggio
  all'esame degli articoli.
       Si  passa  all'esame  dell'articolo  1.  Invito  il deputato
  segretario a darne lettura.

     PAFFUMI, segretario:

                                  Titolo I

         Disciplina  degli  appalti  di  lavori  pubblici  e  norme
                               acceleratorie

                                   Capo I
                         Appalti di lavori pubblici

                                  Art. 1.
                      Applicazione normativa nazionale

          1. La legge 11 febbraio 1994, n. 109 recante 'Legge quadro
       in materia di lavori pubblici' nel testo vigente alla data di
       approvazione della  presente legge, di seguito indicata legge
       n. 109 del  1994, si applica nel territorio della Regione, ad
       eccezione del  comma 16 bis dell'articolo 4, dell'articolo 5,
       dell'articolo 6,  del comma 15 dell'articolo 7, dell'articolo
       15,  dell'articolo   27,   del   comma  3  dell'articolo  34,
       dell'articolo   38,   con   le   sostituzioni,  modifiche  ed
       integrazioni di cui alla presente legge.

          2. Gli articoli  da  37 bis a 37 nonies della legge n. 109
       del 1994,  si  applicano  nel  territorio  della Regione come
       introdotti dall'articolo  9 della legge regionale 23 dicembre
       2000, n. 32.

          3. Si  applicano  nel  territorio della Regione, nel testo
       vigente alla  data  di approvazione della presente legge, con
       le  sostituzioni,  modifiche  ed  integrazioni  di  cui  alla
       presente legge:

          a) il decreto  del Presidente della Repubblica 21 dicembre
       1999, n.  554, recante 'Regolamento di attuazione della legge
       quadro in materia di  lavori  pubblici  11  febbraio 1994, n.
       109, e  successive modificazioni', ad eccezione dell'articolo
       134;

          b)  il  decreto   ministeriale  19  aprile  2000,  n.  145
       'Regolamento  recante  il  capitolo  generale  d'appalto  dei
       lavori pubblici, ai  sensi  dell'articolo  3,  comma 5, della
       legge  11 febbraio 1994,  n.  109';

          c) il decreto  del  Presidente della Repubblica 25 gennaio
       2000, n.  34  'Regolamento recante istituzione del sistema di
       qualificazione per gli esecutori di lavori pubblici, ai sensi
       dell'articolo 8 della legge 11 febbraio 1994, n. 109';

          d)  il  decreto   ministeriale  3  agosto  2000,  n.  294,
       'Regolamento concernente  la  individuazione dei requisiti di
       qualificazione dei soggetti  esecutori dei lavori di restauro
       e manutenzione dei beni  mobili e delle superfici decorate di
       beni architettonici' come modificato con decreto ministeriale
       24 ottobre 2001, n.  420;

          e)  il decreto  ministeriale  2  dicembre  2000,  n.  398,
       'Regolamento  recante le  norme  di  procedura  del  giudizio
       arbitrale, ai sensi  dell'articolo 32 della legge 11 febbraio
       1994, n.  109 e successive modificazioni'.

          4. Nei casi in  cui  la  legge  di  cui  al  comma  1 ed i
       regolamenti di  cui  al  comma  3  effettuino  riferimento  a
       normativa statale,  si applica, ove compatibile, la vigente e
       corrispondente    normativa    regionale;   quando   facciano
       riferimento  al  'Bollettino  ufficiale  della  Regione' deve
       intendersi  'Gazzetta  ufficiale  della  Regione  siciliana';
       quando facciano  riferimento ad organi ed istituzioni statali
       deve   farsi   riferimento   ai   corrispondenti   organi  ed
       istituzioni   regionali;  quando  facciano  riferimento  alla
       parola 'ecu' la stessa deve intendersi 'euro', equivalente in
       'euro di  diritti  speciali di prelievo', secondo il rapporto
       di cambio corrente.

          5. Le  eventuali  modifiche ed integrazioni ai regolamenti
       di cui al comma 3, successive all'approvazione della presente
       legge, sono  adottate nella Regione con regolamento approvato
       con  decreto   del   Presidente  della  Regione  su  proposta
       dell'Assessore regionale  per  i lavori pubblici di concerto,
       per ciò che concerne  il  regolamento  di  cui  al  comma  3,
       lettera d), con l'Assessore regionale per i beni culturali ed
       ambientali e per  la pubblica istruzione, previo parere della
       Commissione  legislativa  competente  in  materia  di  lavori
       pubblici dell'Assemblea  regionale  siciliana, che si esprime
       entro 30 giorni dalla ricezione dello schema'.

     BENINATI,  presidente  della commissione e relatore. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BENINATI,  presidente  della  commissione  e  relatore. Signor
  Presidente,   onorevoli   colleghi,  l'articolo  1,  in  effetti,
  rappresenta un po' tutto l'impalcato della legge.
       Approfittando   dell'occasione,  desidero  in  pochi  minuti
  fornire una informazione - dal momento che l'articolo 1 racchiude
  un po'  tutta la legge - circa i passaggi che in questi giorni ci
  hanno  visti  impegnati  in  Commissione in un percorso che credo
  possa essere d'aiuto nello svolgimento dei lavori d'Aula.
       Devo  fare una premessa: il percorso che ha portato al testo
  esitato  per  l'Aula, pur  nella  consapevolezza  che  lo  stesso
  necessitava di ulteriori accorgimenti,  non era e non sarebbe mai
  stato  preclusivo di un  confronto  aperto  sui  temi  di  natura
  generale.  Anzi, il lavoro  della  Commissione  di  questi ultimi
  giorni ha dato prova  che,  effettivamente,  l'impalcatura  che è
  stata proposta dalla sottocommissione è  stata un testo su cui si
  è potuto lavorare in  questi  giorni, ferme restando le posizioni
  politiche, ma certamente si è lavorato con grande spirito - tengo
  a rimarcarlo - di totale  collaborazione,  nel  senso  che  si  è
  pervenuti a delle formulazioni su alcuni emendamenti che ci hanno
  trovato d'accordo.
       Considerata   la  natura  e  la  portata  degli  emendamenti
  presentati  in  Aula, oltre quelli predisposti dalla Commissione,
  il  sottoscritto,  quale  presidente della IV Commissione, non si
  sarebbe -  e  questo  è  un  punto  che  tengo  a precisare - mai
  sottratto  ad un riesame nella stessa Commissione, considerata la
  delicatezza  e  l'attenzione  che  impone  la  nuova  legge sugli
  appalti, sui lavori pubblici nella nostra Regione.
       L'iniziativa  sua,  Presidente Lo Porto, che ha voluto ed ha
  creato  un  clima  di  distensione  in Assemblea, è personalmente
  condivisa  dal  sottoscritto  che  nel  suo piccolo ruolo avrebbe
  sicuramente  voluto  e  cercato  in ogni modo che si pervenisse a
  tale risultato. Quindi, da parte di questa Presidenza mai, e dico
  mai,  si  sarebbe  arrivati ad  un  disegno  di  legge  chiuso  e
  blindato.
       Il   disegno   di  legge,  nella  riformulazione  di  alcuni
  emendamenti  e  nell'apprezzamento,  è  stato  la  prova che si è
  voluto  aprire  questo  disegno di legge e mai chiuderlo a riccio
  come forse era stato frainteso.
       Devo  dire  che  le  riunioni della sottocommissione e anche
  della  Commissione per la elaborazione di questo disegno di legge
  sono  state  intense,  cari  colleghi,  impegnando più giornate a
  tutti coloro che vi hanno preso parte.
       Dico  semplicemente  che  ci  sono state innumerevoli sedute
  della  sottocommissione  dal  20  marzo  fino  al  29 maggio, più
  esattamente  circa  tredici  sedute;  in più ci sono state alcune
  sedute, come voi tutti sapete, che hanno permesso in quel momento
  anche di esitare il disegno di legge per l'Aula. Ad oggi, infine,
  con l'ulteriore approfondimento degli emendamenti, si sono tenute
  dal  18  giugno  e  quindi  dal  25 giugno fino al 2 luglio altre
  sedute di Commissione che, credetemi, hanno significato per tutti
  i  componenti  un intenso lavoro per cercare di arrivare a questo
  testo,  ma, più  che  al  testo, agli  emendamenti che sono stati
  valutati  con un senso di grande responsabilità da parte di tutti
  i colleghi.
       Colgo l'occasione per  ringraziare  tutti i componenti della
  Commissione   e  quanti,  non  firmatari  e  molti  firmatari  di
  emendamenti,  hanno collaborato, a prescindere dai ruoli politici
  ma  certamente  a  prescindere  anche  della loro parte politica;
  costoro  hanno dato tutti un contributo fattivo nell'interesse di
  approvare una legge il  più  trasparente  e  il  più  applicabile
  possibile in questa Regione.
       Questo mi correva l'obbligo  di precisare perché mai si dica
  che questo testo sia di qualcuno  o di qualche altro. Questo è il
  testo  che  la  Commissione  ha  rivisto,  utilizzando  i  giusti
  suggerimenti  sia  della   maggioranza  che  dell'opposizione,  e
  arrivando,  credo, a questo che  è  il  testo  base  che  oggi  è
  all'esame dell'Aula con alcuni  emendamenti  che di sicuro - dico
  questo perché  ne sono  convinto  -  possono  accelerare  l'esame
  dell'articolato.
       E'  ovvio  che possono essere lasciati e sono stati lasciati
  alcuni  temi,  ma  certamente  questo  per dare anche all'Aula la
  possibilità  di  valutare  la portata di alcuni punti che possono
  essere  ancora  oggetto  di  valutazione.  Fermo restando, signor
  Presidente,  che  nella  stragrande maggioranza degli emendamenti
  che  la  Commissione  ha esaminato, devo dire c'è stata una quasi
  totale  condivisione di pareri.  E' ovvio che in alcuni casi sono
  stati  dati  alcuni  pareri  per  i quali alcuni colleghi si sono
  impegnati  al  ritiro  degli  stessi  in  Aula.  Anche  questo  a
  vantaggio  dell'accelerazione  della procedura per l'approvazione
  della legge.
       Proprio l'impalcato  dell'articolo  1, in  effetti, si muove
  nell'ottica della legge di recepimento, e - se dobbiamo ragionare
  in percentuali  -  è  ampiamente condiviso: parlo del recepimento
  della legge Merloni ter.  Questo passaggio era già previsto anche
  nel testo della sottocommissione:  voi tutti sapete che quando si
  parla di recepimento  di  una legge si recepisce sia il buono sia
  anche il meno buono.  Questo era già previsto nel testo.
       A  seguito  di  accordi intervenuti, si è deciso di togliere
  alcune parti dal recepimento.  Questo è stato fatto; anzi, questo
  era necessario fare.
       Cari  colleghi,  più  volte in questi giorni, subito dopo la
  fine  di  giugno,  ho  sentito  dire  a  diversi colleghi (e sono
  convinto, in buona fede) che la legge non era, effettivamente, il
  recepimento  della "Merloni".  Ebbene, questo, non è  vero perché
  questo  disegno  di  legge  ha  proprio  come  punto  cardine  il
  recepimento della "Merloni".  E' ovvio che se si deve derogare da
  alcuni principi della "Merloni" questi vanno scritti.  E, questo,
  in  effetti  si  è  fatto nel testo della sottocommissione e devo
  dire  che  si  è  fatto  anche  in  questi  ultimi giorni, quando
  abbiamo  riaffrontato alcuni temi da recepire, già previsti dalla
  "Merloni":  in effetti si è  ritenuto,  ed era condiviso da tutte
  le forze politiche, di togliere, anzi se vogliamo, di restringere
  il campo di azione  della  "Merloni"  nella  Regione Sicilia.  Mi
  riferisco  in  principal   modo   alla  licitazione  privata;  mi
  riferisco  ai metodi o  al  meccanismo  di  aggiudicazione  degli
  appalti. Ciò è  stato richiesto,  ma  già  era  nella bozza della
  sottocommissione   dove    è    stata   prevista   l'eliminazione
  dell'offerta a prezzi unitari  e  tutti siamo stati d'accordo nel
  non condividerla in quanto  è  un  particolare  procedimento che,
  ahimé, allunga le procedure  di  gara.  Quest'ultimo, pertanto, è
  un procedimento che con  la  metodologia  in  atto  presso questa
  Regione, porta a dei ribassi  non  più  naturali  rispetto  ad un
  appalto di un'opera pubblica e, questo, è  stato pure fatto.
       Quindi,    queste   modifiche   erano   necessarie   perché,
  altrimenti,  nel recepire la "Merloni" tout court questi principi
  sarebbero  rimasti.  Detto questo, poi per il resto devo dire che
  parte  dell'impalcatura,  parte  di questi aggiustamenti sono già
  nell'articolo 1.  Infatti, proprio l'articolo 23, che riguarda la
  licitazione  privata  e  la  licitazione  privata semplificata, è
  stato  inserito  fra  quegli  articoli  che  in  Sicilia  non  si
  applicano.  Quindi, questo è  un segnale di una sicura attenzione
  a  questo tema che è  stato condiviso da tutti e che, pertanto, è
  il  primo  punto che, effettivamente, si discosta dalla "Merloni"
  in Sicilia.
       Non starò qui,  a questo punto, a dire articolo per articolo
  cosa abbiamo  fatto  perché  sarebbe  ripetitivo. Desidero, però,
  fare un passaggio importantissimo su cui richiamo l'attenzione di
  tutti i colleghi:  in questi giorni, in questi mesi, si è parlato
  tanto se recepire o  non  recepire  la "Merloni"; qualunque legge
  sugli appalti non avrebbe potuto -  e  lo  ricordo  a tutti - non
  prevedere  il recepimento della  "Merloni"  come  legge  base  ed
  impalcatura base;  non poteva non essere fatto perché  ci saremmo
  trovati nella Regione  siciliana  con  circa  quattro regolamenti
  sugli appalti di tutta Italia condivisi da tutte le Regioni e che
  noi non avremmo potuto  applicare  in quanto non avevamo recepito
  la "Merloni".  Ed ecco perché  è  stato,  ed è  una grande svolta
  questa signor Presidente: lo  dico a titolo personale, perché  su
  questo tema e su questo  argomento  -  scusatemi  la forma ma non
  vuole  essere offensivo verso  nessuno  -  molte  volte  è  forse
  opportuno, prima di esprimersi, di  sapere di cosa si parla.  Noi
  non  potevamo non recepire  i  regolamenti  e,  pertanto,  signor
  Presidente, questo è  un  passaggio  fondamentale.  Oltretutto il
  Governo sa benissimo l'attenzione  che bisogna porre nel recepire
  i regolamenti, l'attenzione che bisogna avere nelle modifiche che
  poi occorrerà apportare in funzione della portata della legge.
       Signor   Presidente,  concludo   rinviando  qualunque  altra
  discussione  che,  in effetti, l'articolato ci darà l'opportunità
  di  fare  in  questi giorni, o in questo breve giorno, mi auguro,
  invitando  comunque  tutti  i colleghi a dare, in Aula, laddove è
  possibile, il giusto contributo, ma anche a non ritardare molto.
       Aggiungo,  e  lo  dico  con  spirito  veramente propositivo,
  che  laddove  abbiamo  operato  in  questi giorni, tutte le forze
  politiche  sono  state  invitate  ed hanno partecipato, e abbiamo
  cercato di sfoltire tantissimo gli emendamenti, e siamo riusciti,
  mi  auguro, a fare qualcosa che è positivo. Pertanto, laddove non
  necessita  tanto dilungarsi, vi invito a non farlo, anche perché,
  il   sottoscritto,   in  qualità  di  presidente,  avrebbe  delle
  difficoltà  se  in Aula si ritornasse a cambiare totalmente tante
  cose;   noi   abbiamo   fatto  questo  lavoro  nella  Commissione
  lasciando  certamente  la  libertà  all'Aula  di  apprezzarlo, di
  condividerlo o meno, però, ecco, stiamo attenti perché  qualunque
  principio   che   va   totalmente   sconvolto   rispetto   ad  un
  apprezzamento  che  la Commissione ha fatto, può creare poi delle
  grosse problematiche all'applicazione della legge.
       Ecco, questo è il mio invito, che vuole essere semplicemente
  costruttivo,  per  cui  questa  Presidenza,  insieme  a  tutti  i
  colleghi  che hanno lavorato, veramente, con  grande  spirito  di
  sacrificio,  vorrebbero  che  questi  giorni,  queste ore fossero
  propedeutici  di  un risultato e, quindi, vediamo di aiutarci per
  portare a compimento il testo nel più breve tempo possibile.

     ACIERNO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ACIERNO. Signor  Presidente,  condivido  in pieno l'intervento
  del Presidente Beninati nonché relatore di  questa  legge, ma per
  l'economia   dei  nostri  lavori,  e   non   volendo   rinunciare
  minimamente a potere intervenire successivamente sull'articolo 1,
  che  è  destinato  ad  essere  modificato  rispetto  a quelle che
  saranno  le  votazioni degli articoli a venire, chiedo e propongo
  al relatore l'accantonamento dell'articolo 1, perché  affrontarlo
  adesso, sapendo già fin da ora che non potremo votarlo, significa
  soltanto   impegnare  inutilmente  l'Aula,  quindi,  io  propongo
  l'accantonamento dell'articolo 1 ed il passaggio all'articolo 2.

     PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Forgione. Ne ha
  facoltà.

     FORGIONE.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, interverrò
  nella  discussione generale di questo articolo perché mi pare che
  lo stesso intervento del Presidente della Commissione ha dato una
  valutazione  politica del lavoro svolto dalla Commissione. Ma ben
  al  di là della Commissione, anche in rapporto ai Capigruppo, per
  quei  Gruppi  parlamentari  che  non  erano presenti nella stessa
  Commissione,  una  valutazione di un lavoro che ci ha consentito,
  io credo - ovviamente, "il budino si assaggia sempre alla fine",
  quindi  la  valutazione complessiva si dà alla fine - però questo
  lavoro ci ha consentito di giungere in Aula con un notevole passo
  avanti rispetto a questo disegno di legge.
       Io credo, onorevole Presidente Lo Porto, che lei abbia fatto
  bene  a  fotografare la  situazione  di  difficoltà  che  si  era
  determinata nella Commissione, in  Aula, nei rapporti politici su
  questo disegno di legge e  a  rimettere  "la palla al centro" nei
  rapporti istituzionali tra maggioranza e opposizione per giungere
  ad una legge positiva per la Sicilia.
       Non  so  se questo  suo  atteggiamento  è  un  atteggiamento
  notarile; se è un atteggiamento notarile, ben venga  Infatti, non
  sempre i muscoli sono sostitutivi dell'intelletto e della ragione
  e spesso la ragione è l'unica condizione perchè nella politica si
  affermi,   oltre   che  il   buon   senso,   anche   la   pratica
  dell'obiettivo,  come direbbero  le  femministe,  e  noi  abbiamo
  svolto  un  lavoro   politico   che   ha  praticato  l'obiettivo:
  l'obiettivo è quello di dotare  questa regione di una buona legge
  sugli appalti.
       Credo che l'iniziativa  dell'opposizione  sia  stata  utile.
  Così come riconosco al  Governo, al presidente della Commissione,
  una capacità di ascolto,  vorrei che fosse riconosciuto il valore
  politico dell'iniziativa delle opposizioni.
       E  forse  sarebbe  utile,  qui  sì,  per una coerenza tra le
  dichiarazioni  in  pompa magna e i comportamenti concreti e anche
  il  rispetto verso quest'Aula, che doterà la Sicilia di una nuova
  legge  sugli  appalti  e doterà il Governo, questo Governo, di un
  nuovo  strumento  di governo degli appalti e della cosa pubblica,
  che   il  Presidente  Cuffaro  fosse  stato  presente  in  questa
  discussione.
       L'assenza del Presidente Cuffaro  non  è  una buona cosa (se
  sta arrivando lo saluteremo), perchè  io  leggo  ancora oggi, per
  esempio,  a  proposito  di  appalti,  dichiarazioni  di  un  noto
  esponente di Forza Italia,  l'onorevole Vizzini, che dice che già
  nell'emergenza  idrica  è  in  affari  diretti la mafia. E vorrei
  segnalare  che l'emergenza  idrica  è  di  esclusiva  competenza,
  ormai,  di  un  commissario   che  corrisponde  alla  figura  del
  Presidente della Regione e che  lì, in virtù di quella emergenza,
  ci sono una serie di  deroghe  alla  normativa  sugli  appalti ed
  anche  sulla  trasparenza   per   accelerare   le  procedure  che
  conferiscono al Presidente della  Regione  e  al  Governo immensi
  poteri.
       Oggi un esponente di Forza  Italia, non so come dire, se per
  parlare in codice  dice  che  nell'emergenza idrica siciliana c'è
  già la mafia che sta  gestendo il sistema dell'emergenza e subito
  il Presidente della  Regione risponde chiedendo il coinvolgimento
  dei prefetti.
       Quando parliamo di appalti, onorevole Presidente e onorevoli
  colleghi,  in  Sicilia  parliamo  dello  snodo  fondamentale  del
  rapporto tra il sistema delle  imprese,  la  politica e la mafia.
  Insisto su questo punto.
       E se noi  abbiamo  fatto un'opposizione netta all'originario
  disegno di legge, è perchè  quel disegno di legge del Governo era
  sovraesposto  a  questa   penetrazione:  quel  sistema  di  legge
  favoriva un nuovo patto tra  le  imprese  e  la  mafia. E  quando
  parliamo  del  sistema   delle   imprese,   vorrei   dirlo  anche
  all'associazione dei costruttori  e  degli  imprenditori,  che ci
  stanno bombardando di  telegrammi  per  contestare  il disegno di
  legge,  più  o  meno nell'ultima stesura, ripeto, quando parliamo
  del  sistema  delle imprese in Sicilia parliamo di un sistema che
  ancora  non  ha  fatto una sola autocritica sui suoi rapporti con
  "cosa nostra" e noi sappiamo, lo sappiamo bene, che il sistema di
  imprese in Sicilia è uno degli snodi fondamentali.
       Vuol dire che le imprese  sono mafiose? No. Ma vuol dire che
  attraverso  le imprese  passa  una  parte  grande  del  controllo
  economico e del territorio di  cosa  nostra.
       E'   per  questo  che  abbiamo  insistito  su  alcune  cose,
  onorevole  Presidente.  E  vorrei  sapere  anche  cosa  pensa  il
  Presidente  della  Commissione  regionale antimafia, visto che il
  partito   di  Alleanza  Nazionale  è  stato  attraversato  da  un
  dibattito  animato;  il Presidente della Commissione nazionale ha
  dichiarato   che   lo   strumento   centrale  per  combattere  la
  penetrazione  mafiosa  era  la  stazione  unica  appaltante  e il
  Presidente  della Commissione regionale ha fatto scene isteriche,
  financo in Commissione, contro la stazione unica appaltante.
       Vorrei  che  almeno si unificassero le culture antimafia, se
  non  ce la facciamo nella politica almeno nel partito di Alleanza
  Nazionale,   onorevole  Presidente,  ma  questo  fa  parte  della
  politica.   La  stazione unica  appaltante  aveva  ed  ha  quella
  funzione; per questo abbiamo insistito tanto, onorevoli colleghi,
  ed oggi rivendichiamo - sì,  rivendichiamo  - il merito di questa
  battaglia politica e culturale  di  avere  una  legge  diversa da
  quella che era stata proposta, in una dialettica democratica.
       Lei  vedrà, onorevole Presidente, mi rivolgo a lei perché il
  Governo non c'è e quello che c'è pensa ad altro....

     ACIERNO. Il Governo è qua.

     FORGIONE .... distratto  anche  da  Rifondazione  comunista  e
  pensa ad altro. Onorevole Acierno, quando lei smetterà di fare il
  guardiano del Governo si  sentirà  più  libero.  Non  l'ho  fatto
  neanche io con l'onorevole Capodicasa ....

     ACIERNO. Io faccio il guardiano del faro, non del Governo.

     FORGIONE.  E' merito  della  dialettica  democratica  giungere
  oggi con una legge diversa da  quella che era stata esitata in un
  prima  momento,  in un  primo  lavoro  della  Commissione  lavori
  pubblici.  Lei vedrà che gran parte dei miei emendamenti verranno
  superati da alcuni emendamenti  proposti dal Governo. Noi avevamo
  proposto  un pacchetto di  emendamenti  che  riportava  il  testo
  originario della legge Merloni ter.  Oggi  è  il  Governo  che ha
  accettato quella impostazione e  sono gli emendamenti del Governo
  che  fanno  decadere   tutti   gli  emendamenti  di  Rifondazione
  comunista  che  riportano  il   testo   alla   Merloni  ter.  Noi
  rivendichiamo, assieme alle  altre  forze  di opposizione, questo
  risultato  politico  e  vigileremo   anche   qui,   in   Aula,  e
  continueremo a contribuire in una dialettica democratica anche in
  questa Aula perché si migliori la legge.
       Noi non abbiamo solo il problema dei grandi appalti, sto per
  concludere  signor  Presidente,  ma abbiamo anche il problema dei
  piccoli  appalti, quelli di cinquanta, settanta, cento milioni, e
  sono  quelli  gli  appalti attraverso i quali nei comuni passa il
  controllo  della  mafia  del territorio, il controllo del piccolo
  lavoro  artigiano, il controllo del movimento terra, il controllo
  del  calcestruzzo.
       Noi  sappiano  che  la  mafia in Sicilia vive del blocco del
  cemento e per questa ragione  ci adiriamo quando si propongono le
  sanatorie indiscriminate, perché  quella  è  l'altra  parte di un
  sistema di interessi che alimenta  quel  blocco del cemento che è
  parte grande del sistema di interessi mafiosi.
       Ci siamo battuti perché  i principi della legge 10 sui punti
  della  stazione  unica appaltante fossero mantenuti, ora dobbiamo
  costruire qui una volontà politica su questo, e sappiamo bene che
  c'è  un  problema  che riguarda la trasparenza in Sicilia, c'è un
  problema  che  riguarda  i  tempi delle gare, c'è un problema che
  riguarda  la  pubblicità  -  lo  dico  io  che  sono,  come dire,
  radicalmente  e  testardamente  comunista  -, c'è un problema che
  riguarda la  libertà  di  mercato  - e se lo dico io potete stare
  tranquilli  -,  che riguarda la libertà di mercato in una Regione
  ed  in  un  territorio  dove il mercato è fortemente condizionato
  dalle organizzazioni criminali e dalle imprese mafiose.
       Ci  sono  degli  emendamenti  che  riguardano quello che noi
  chiamiamo  il  VIO,  cioè il vincolo di impatto occupazionale, sì
  perché  noi  colleghiamo gli appalti e la normativa sugli appalti
  al  modello  di  sviluppo,  alla  qualità  del lavoro. E sappiamo
  invece  che con la politica dei ribassi si è alimentato il lavoro
  nero;  infatti  alcuni  appalti  che vengono vinti con ribassi da
  fame  si possono poi realizzare solo se c'è sfruttamento e lavoro
  nero.  E  noi  dobbiamo  innescare un meccanismo anche attraverso
  questa   legge  che  disincentivi  il  lavoro  nero  e, a  questi
  costruttori    che   soprattutto   nell'edilizia   praticano   lo
  sfruttamento  selvaggio  dei  lavoratori,  noi chiediamo anche su
  questo   una   autocritica.   Troverete   alcuni  emendamenti  di
  Rifondazione  comunista proprio su questo, sul vincolo di impatto
  occupazionale  e  sui  diritti  contrattuali  e  sindacali  nelle
  imprese che vincono gli appalti.
       Non bisogna piangere lacrime di coccodrillo quando esplodono
  le   grandi  vicende,  che  vanno  sulla  stampa  nazionale,  che
  raccontano  dei bambini e delle bambine sfruttati nelle imprese e
  nelle  aziende  siciliane.  Bisogna  prevenirle   Una legge serve
  anche  a questo.
       E  anche per questo, signor Presidente, noi ci siamo battuti
  per  modificare  profondamente  questa  legge.  Crediamo  di aver
  contribuito  anche  attraverso  la disponibilità e la capacità di
  ascolto  del Governo, a portare in Aula, assieme alle altre forze
  di opposizione, un disegno di legge diverso;  e questo disegno di
  legge  diverso  ha bisogno di un ulteriore lavoro, qui, in questa
  Aula  parlamentare.  Dovremo  ragionare  su  tutte  queste  altre
  questioni,   quelle   connesse  ai  problemi  del  lavoro, quelle
  connesse alle quote degli appalti - non basta dire stazione unica
  e limitarsi a questo -  noi  dovremo lavorare affinché, alla fine
  di questo percorso a  normativa  ormai  oleata, tutti gli appalti
  passino attraverso le stazioni uniche.
       Vedete, noi stiamo  facendo  una legge e per questo ci siamo
  battuti  anche  in uno scontro aspro con il Governo, in una prima
  fase,  perchè  noi  non  condividiamo  e non condivideremo mai le
  parole di un ministro come Lunardi che dice che in questa Regione
  bisogna  convivere  con  la  mafia.  No,  in  questa Regione e in
  Italia  non  si può convivere con la mafia   Noi abbiamo lavorato
  perché  questa  legge sugli appalti non fosse lo strumento di una
  nuova  convivenza  e  di  un  nuovo  patto,  ma  fosse  invece lo
  strumento per dare al Governo e alla gestione della cosa pubblica
  in questa Regione vincoli di trasparenza e di legalità.
       Con questo  spirito  lavoreremo in questi giorni per esitare
  questo disegno di legge.

     PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Spampinato.  Ne
  ha facoltà.

     SPAMPINATO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto la
  ringrazio per  non aver dato seguito alla proposta dell'onorevole
  Acierno di  accantonare  l'articolo  1, ma  di  continuare  nella
  discussione dello stesso   perchè,  così come concordato, serva -
  in considerazione dei  noti  fatti  non è potuto accadere prima -
  ad  introdurre il disegno di legge nella discussione generale che
  credo  sia  necessaria  per  poter  procedere nell'iter di questo
  disegno di legge.
       Devo dire che l'iter di formazione della legge sugli appalti
  può essere preso come esempio per quello che noi non vogliamo che
  avvenga  in  questa  Assemblea   regionale;  ma  devo  dire,  con
  altrettanta sincerità, lo possiamo prendere ad esempio in maniera
  positiva per poter procedere  in  futuro  nei  lavori  di  questa
  Assemblea.
       Devo necessariamente  ricordare  come  l'iter  formativo  di
  questo disegno di  legge  sia iniziato - premesso l'ottimo lavoro
  fatto  in  sottocommissione  - nel peggiore dei modi. E' indubbio
  che  ciò che è accaduto in quarta Commissione abbia rappresentato
  un  momento  scuro  di questa Assemblea e come, nel disprezzo non
  tanto  delle  regole formali quanto nel disprezzo delle regole di
  deontologia     politico-istituzionale,     si    sia    arrivati
  all'approvazione  in  Commissione di questo importante disegno di
  legge, fondamentale per la Sicilia, in soltanto quindici minuti.
       Credo che  siano  state  più che giustificate le rimostranze
  presentate  dalle  opposizioni. E  anche  qua devo ringraziare la
  Presidenza  della  Regione  che  si  è  fatta  promotrice  di  un
  ripristino delle regole,  ed è da qua, devo dirlo, che è iniziata
  la  stagione  felice  dell'iter  formativo  del  disegno di legge
  perchè   in  maniera  serena  si  è  instaurato  innanzitutto  un
  dibattito  franco  tra il Governo e l'Assemblea, cosa che non era
  accaduto, e tra maggioranza e minoranza.
       Credo di poter  dire  che  le  minoranze  sia  con  le  loro
  presenze  ma   anche   con   l'apporto  tecnico, hanno   dato  un
  contributo,  così   come  tutta  la  Commissione,  per  procedere
  all'approvazione di una buona legge.
       Ricordo di essere  stato  il  primo  ad indignarmi in questa
  Aula e a  riproporre  la  mia  indignazione  in  Commissione fino
  ad  arrivare a chiedere le dimissioni del presidente della quarta
  Commissione.
       Con la stessa sincerità devo ringraziare il presidente della
  quarta Commissione, il Governo e l'assessore per il lavoro svolto
  e per aver  dato  la  possibilità alla Commissione di svolgere la
  propria funzione istituzionale.
       Chiaramente ritiro le mie dimissioni, ma credo che i momenti
  erano diversi e diverse  sono state le valutazioni nel merito del
  comportamento istituzionale da voi tenuto.
       Credo sia questo il procedimento da adottare non soltanto in
  questa occasione, ma in Assemblea, smentendo le voci che giravano
  nei corridoi di questo  Palazzo secondo le quali le minoranze non
  avrebbero mai voluto una legge sugli appalti.
       Noi abbiamo dimostrato con la nostra presenza, a volte credo
  determinante, ma anche con l'apporto tecnico degli emendamenti di
  tanti  colleghi  della  Commissione,  che  c'era  la  volontà  di
  arrivare all'approvazione della migliore legge possibile.
       Credo che già un  buon lavoro sia stato fatto; è presente in
  quest'Aula una base  di  partenza  che  chiaramente è soggetta ad
  ulteriori  miglioramenti   da   parte   di   tutti   i   colleghi
  dell'Assemblea.
       Siamo arrivati al  dibattito  in  Aula  e  ci siamo arrivati
  anche,  ed  entro   nella  valutazione  di  merito  della  legge,
  attraverso un percorso  lineare;  un  percorso  che  ha  visto le
  opposizioni presentare  delle  proposte  che sono state ascoltate
  dal Governo ed in  gran  parte recepite.  Ecco perché mi dichiaro
  soddisfatto oltre che del  metodo  anche del merito dei lavori di
  questa Commissione.
       Mi auguro - sono sicuro che il testo non verrà stravolto nei
  principi dall'Aula - che  si  possa  arrivare  anche  ad  un voto
  unanime del Parlamento siciliano su questa legge.
       Se  verranno  rispettate,   e  non  ho  motivo  di  ritenere
  diversamente,  queste   premesse,   credo   che  questa  sarà  la
  conclusione naturale.
       Le opposizioni, sempre  nel  tentativo  di migliorare il più
  possibile il testo e dare il proprio contributo, avevano posto il
  problema  dell'abrogazione,  rispetto  alla  "Merloni  ter",  che
  abbiamo adottato  come  testo  base,  della  licitazione privata.
  Abbiamo richiesto ed ottenuto sostanzialmente per quanto riguarda
  l'appalto integrato  che  da obbligatorio diventasse facoltativo;
  abbiamo  chiesto   alcune   norme  a  proposito  degli  incarichi
  professionali, per  quanto  riguardava  il cumulo degli incarichi
  che vengono assegnati ed anche la pubblicità che deve essere data
  a questi incarichi; e sono norme che hanno trovato luce in questo
  disegno di legge;  abbiamo posto un principio per quanto riguarda
  le stazioni appaltanti.
       Ancora  formalmente   non  abbiamo  letto  la  proposta  del
  Governo, ma credo  che il Governo abbia recepito il principio che
  tende a coniugare  le  due  esigenze  fondamentali:  da una parte
  quella di monitorare,  di  tenere  sotto controllo un determinato
  numero di appalti, e  dall'altra,  quella di rimettere in moto la
  macchina della produttività in Sicilia.
       Credo che  alcuni  interventi debbano ancora essere previsti
  in questa sessione  per  apportare  delle  migliorie  a proposito
  della sicurezza dei  lavoratori; probabilmente, però, questo è un
  tema generale che va  anche al di là del problema della sicurezza
  nei cantieri, è  un problema complessivo, così come complessivo è
  il problema della  emersione  del  lavoro nero che comunque potrà
  trovare luce in questo disegno di legge.
       Ritengo, dunque -  e  concludo  - che se verranno rispettate
  queste premesse, e -  ripeto  -  non  ho  dubbi  che  lo saranno,
  potremo approvare un'ottima legge per la nostra regione. Grazie.

     PRESIDENTE. E' iscritto  a parlare l'onorevole Speziale. Ne ha
  facoltà.

     SPEZIALE. Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, si sarebbe
  potuto fare bene anche  prima  se  da  parte della maggioranza ci
  fosse  stato   un  atteggiamento  più  disponibile  al  confronto
  parlamentare, se nella  fase  di  approvazione del testo da parte
  della Giunta e  poi  della  Commissione  non si fossero frapposte
  questioni  di   carattere  ideologico  rispetto  ad  una  normale
  dialettica parlamentare che  poteva portare e ha contribuito poi,
  alla fine, a migliorare  il  testo,  se  non  ci  fosse  stato il
  preconcetto  da   parte  della  maggioranza  di  scaricare  sulla
  opposizione  la  volontà  di  non  dovere  legiferare  in  questa
  materia. Un errore  di  valutazione  politica fatto dal Governo e
  dalla maggioranza.
       Noi, infatti,  fin  dall'inizio  abbiamo  sempre  detto  che
  avremmo voluto una  legge  sugli  appalti  e avremmo lavorato per
  avere un buon testo; fin dall'inizio abbiamo sempre affermato che
  secondo noi il testo  cardine  dal quale bisognava partire era la
  Merloni ter, la legge nazionale.
       Il  Governo  ha approvato un testo in Giunta che stravolgeva
  il testo nazionale;  non  c'era  alcuna  uniformità  tra il testo
  regionale e il testo  nazionale  ed  è  la  ragione  per  cui noi
  abbiamo mosso una critica  aspra.  E'  la  ragione  per  cui noi,
  rispetto al testo  del  Governo,  abbiamo sollevato dubbi e mosso
  critiche di fronte alla opinione pubblica.
       In che modo  abbiamo inteso modificare il testo proposto dal
  Governo?
       Noi abbiamo chiesto  la  modifica  di  quattro  punti  e nel
  confronto (poi  riapertosi  tra  maggioranza  ed opposizione, tra
  maggioranza e minoranza)  i quattro punti che noi abbiamo chiesto
  venissero  introdotti   nel   testo  sono  stati  sostanzialmente
  accolti.
       La  prima questione che abbiamo posto  era  la  eliminazione
  della licitazione privata.
       La licitazione privata,  che pure è una norma prevista nella
  Merloni ter, in Sicilia era già presente nella legge 21 del 1985.
  Chi  come  me   è   stato   presente  ai  dibattiti  parlamentari
  allorquando si modificò la legge  21  con la legge 10 del 1993 sa
  che gran parte  della  critica mossa era rivolta alla licitazione
  privata prevista da quella normativa.
       Quella norma permetteva un  condizionamento  della  pubblica
  amministrazione,  una penetrazione della  mafia  negli  interessi
  dell'attività  amministrativa,  perché consentiva  di  avere  una
  conoscenza aprioristica delle ditte che  venivano  invitate, anzi
  il  loro nome  veniva  pubblicato  nell'albo  pretorio  e  lì  si
  esercitava il condizionamento forte della mafia.
       Fu  la  ragione  primaria  per  cui   nel  1993  l'Assemblea
  regionale  siciliana modificò quella legge.  Volerla reintrodurre
  e  farla  passare  come  un  elemento  di novità sarebbe stato un
  gravissimo  errore  perché  avrebbe  riaperto  una pratica che io
  penso  tutti  noi ci auguriamo essere definitivamente alle nostre
  spalle.
       Avrebbe  sovraesposto  la  pubblica   amministrazione   e  i
  pubblici   amministratori   alla   pressione  malavitosa  e  alla
  penetrazione della  mafia  nella pubblica amministrazione e negli
  appalti pubblici.
       Ecco  la  ragione  primaria  per cui noi  abbiamo  detto  di
  stralciare  la licitazione privata dal contesto  della  legge  di
  recepimento della Merloni ter.
       Il Governo aveva prima cincischiato in proposito. Debbo dire
  che è stato positivo l'atteggiamento assunto dal Presidente della
  Commissione,  il   quale,  su  questa  materia,  ha  accolto  gli
  emendamenti presentati  dalla  opposizione.  Di  ciò  facciamo un
  punto    di   conquista   dell'opposizione;   ragionevolmente   e
  dialetticamente si  mette  a  confronto  una  posizione  che  noi
  abbiamo  espresso  e  rispetto alla quale la maggioranza, che non
  aveva  più argomenti da contrapporre, ha dovuto prendere atto che
  la   licitazione   privata   in  Sicilia  avrebbe  riaperto  alla
  sovraesposizione  la  pubblica  amministrazione  ed  ai rischi di
  condizionamento mafioso.
       Ecco perché  salutiamo  positivamente il fatto che nel testo
  che adesso è all'esame del Parlamento non ci sia più traccia, per
  fortuna, della licitazione privata.
       La  seconda   questione  che  abbiamo  posto  riguardava  la
  vicenda,  sulla  quale  i  costruttori  hanno  polemizzato  sulla
  stampa, del mantenimento delle modalità di svolgimento della gara
  attraverso però il  pagamento  di una cauzione o la presentazione
  di fidejussioni bancarie.
       Ho  letto  che  da  parte  dei costruttori siciliani è stata
  mossa una critica nei confronti di questo provvedimento contenuto
  nel disegno di  legge.
       Cerco di  raccogliere  il  senso  della  critica  mossa  dai
  costruttori,  ma,  come  ho  già  detto  in  Commissione,  faccio
  riferimento ad un fatto specifico che si è verificato in Sicilia.
  Nella fase in cui gli appalti in Sicilia venivano aggiudicati con
  percentuale tra lo 0 e l'1 per cento, c'è stato un Comune che nel
  bando di gara  ha  previsto  il  pagamento  di  una  fidejussione
  bancaria nella misura  del 2 per cento.  Hanno partecipato sedici
  imprese e si è  avuto un ribasso del 9,85 per cento;  quel lavoro
  è stato aggiudicato con  un ribasso del 9,85 per cento ed è stato
  portato regolarmente a termine.
       Voglio qui dire: nessuna chiusura rispetto alle critiche che
  sono mosse  dalle  associazioni,  tuttavia noi dobbiamo coniugare
  l'interesse   dell'impresa   con   l'interesse   della   pubblica
  amministrazione, che è quello di fare i lavori al minor costo, di
  farli bene e soprattutto portarli a compimento.
       Il   dovere  del  legislatore  è  quello  di  coniugare  gli
  interessi presenti  nella società, ma soprattutto quello di saper
  difendere gli interessi della pubblica amministrazione. Penso che
  la  norma  che è stata introdotta, concorde tutta la Commissione,
  relativamente  alla  cauzione,  è  una  norma  che  aiuta  questo
  processo.
       La terza questione che abbiamo posto riguarda l'eliminazione
  della trattativa privata.  Essa  era  prevista  per 300 mila euro
  nella Merloni ter,  qui abbiamo fatto una previsione di riduzione
  a 150 mila  euro.  Si  poteva  valutare  se questo andava fatto a
  seconda delle  dimensioni  delle  stazioni appaltanti, perché  il
  ricorso alla trattativa privata  per un comune di 3 mila o per un
  comune di  un  milione  di  abitanti,  ci  rendiamo perfettamente
  conto, non è  la  stessa cosa. Abbiamo detto al Governo di essere
  disponibili a prevedere  una griglia di intervento per il ricorso
  a  questo  strumento,  e  siamo  ancora  pronti  eventualmente  a
  discuterne.
       L'ultima questione,  quella  che  per  certi aspetti è stata
  quella più  combattuta, riguardava le stazioni uniche appaltanti.
  E qui mi  permetto di sollevare una critica.  Si sono considerati
  il favore o  la  contrarietà alle stazioni uniche appaltanti come
  discriminanti  antimafiose.  Chi  era  a  favore  delle  stazioni
  appaltanti  veniva a  volte  accusato  di  favorire  la  mafia  e
  viceversa.
       Voglio  asetticamente  valutare  lo strumento in sé e voglio
  sapere se esso  è  utile  a  corrispondere  a due condizioni.  La
  prima: la  possibilità  di  avere  un monitoraggio costante degli
  appalti in Sicilia;  la  seconda, la possibilità di accelerare le
  procedure di appalto per mettere in moto la spesa in Sicilia.
       Questa  è  la  ragione  che  innanzitutto  deve  muovere  il
  legislatore ed è la  ragione  per cui nel 1993 si diede vita alle
  stazioni uniche  appaltanti.
       Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  a  differenza  di
  quello che si  è  affermato  nel  corso  di questi mesi, cioè che
  nessun governo aveva  mai voluto applicare in Sicilia il Titolo I
  della legge 10,  voglio qui smentire (e lo dico anche alla stampa
  che è stata  disattenta  su  questo  argomento)  e  richiamare la
  presentazione durante  il  governo  Capodicasa  di  un disegno di
  legge che  trasformava  i  CORECO  provinciali in stazioni uniche
  appaltanti. Quel disegno di legge non andò in porto perché  da lì
  a qualche giorno il governo Capodicasa entrò in crisi.  Dopo, con
  i governi di  centrodestra  non  si  è più riaperta la questione.
  Adesso è  ritornata  nel  dibattito politico regionale perché noi
  con forza l'abbiamo voluto riaprire.
       Voglio  dire  qui  all'amico  Fabio  Granata che non c'è una
  maggioranza  trasversale   in   Aula.   Non  so  a  cosa  facesse
  riferimento l'Assessore  Granata durante un dibattito a Canale 5,
  ma qui non  c'è una maggioranza trasversale
       Io voglio scandire i tempi politici.
       La legge n.  10  del  1993  venne  approvata  quando  il mio
  partito era al governo della Regione; la previsione di introdurre
  nella normativa  regionale le stazioni uniche appaltanti fu fatta
  nel 1993; il mio  partito  da allora non fu più al governo. Tornò
  alla guida della Regione con il Governo Capodicasa e, come ho già
  ricordato, durante  quel  Governo  fu  predisposta  una norma che
  trasformava i  CORECO  in  stazioni  uniche  appaltanti.  Noi non
  apparteniamo a  quella  trasversalità cui lei, assessore Granata,
  faceva  riferimento;  eventualmente  se  c'è stata un'opposizione
  rispetto alle stazioni uniche appaltanti di carattere culturale e
  politico il  riferimento  è dentro la coalizione di centrodestra.
  Guardi bene in  casa  sua,  onorevole Granata, non guardi in casa
  degli altri  Noi  su  questa  materia  abbiamo  sempre  avuto una
  posizione rigorosa che abbiamo sempre reso pubblica e che abbiamo
  voluto mantenere anche in questa occasione.
       Se si riapre la vicenda delle stazioni uniche appaltanti, la
  si riapre perché noi abbiamo mosso una critica aspra al testo del
  Governo  così come  è  stato  presentato:  la  si  riapre  perché
  tenacemente  ci   siamo   mossi   in   Commissione,   in  Aula  e
  pubblicamente  affinché venissero reintrodotte le stazioni uniche
  appaltanti.  C'è stata una discussione estenuante, una mediazione
  costante,  l'Assessore   regionale per i  lavori  pubblici  si  è
  incaricato di svolgere questo compito.  Adesso ci è stato fornito
  un  testo  sul quale non intendo anticipare alcun giudizio perché
  l'ho   letto   in   modo  molto  approssimativo  essendoci  stato
  consegnato  qualche  minuto  prima  del mio intervento. Tuttavia,
  apprezzo  che  in  linea di principio il Governo abbia modificato
  profondamente  il proprio orientamento. Infatti, mentre prima era
  attestato  su  una  posizione  di  abrogazione del Titolo I della
  legge n.  10, adesso è disposto a fare le stazioni appaltanti più
  la stazione regionale.
       Il Governo aveva  presentato,  per  la  verità, un testo che
  prevedeva una stazione  unica  appaltante soltanto per le gare di
  importo superiore a  36  miliardi  di lire.  Ho fatto rilevare in
  quella occasione  che  non  sarebbe  stata  una  riduzione  delle
  stazioni appaltanti ma  sarebbe  stato  un  aumento, cioè oltre a
  quelle che c'erano ce ne sarebbe stata un'altra che avrebbe fatto
  soltanto appalti per importi superiori a 36 miliardi di lire.
       Adesso c'è un  testo,  lo  valuteremo;  e da parte nostra ci
  sarà un atteggiamento di disponibilità al confronto, visto che il
  Governo ha mutato le proprie posizioni.  In sostanza, si può fare
  un buon lavoro e può uscire un buon testo.
       Qual è  la  lezione che bisogna trarre, Assessore Scammacca?
  La prima è  che sbagliate quando a testa bassa vi lanciate contro
  l'opposizione, perché poi vi rendete conto che commettete errori;
  la seconda è, che  quando si apre il confronto e ci si libera dei
  pregiudizi ideologici si  può addivenire ad un buon testo e porsi
  al servizio degli  interessi  della Sicilia, che è il compito che
  dobbiamo assolvere.
       Mi auguro che  nel  corso  dei  prossimi giorni da parte del
  Governo si mantenga  questo  atteggiamento  e  da parte nostra si
  mantenga l'atteggiamento  di  chi  vuole  lavorare per cercare di
  migliorare il più  possibile il testo, certo, dal nostro punto di
  vista, non sempre  coincidente  con  il  punto  di vista di altri
  parlamentari, pur  tuttavia sempre da posizioni ragionevoli. Ed è
  questa la ragione  per cui penso che questa volta potremo rendere
  un buon servizio alla Sicilia.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole Raiti. Ne ha
  facoltà.

     RAITI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non  voglio
  parlare  di  quello  che  è  accaduto  che,  tra l'altro, è stato
  sottolineato  dai  colleghi che mi hanno preceduto, però dico che
  certamente arrivare oggi in Aula e discutere di questo testo è un
  notevole  passo  avanti.  Si sarebbe potuti arrivare a discuterne
  qualche settimana prima, ma va bene così.
       Ci rendiamo  conto  che  è  assolutamente importante fare in
  modo che la  Sicilia  abbia  questa  legge  perché  occorre  dare
  chiarezza, dare trasparenza,  occorre fare in modo che la Regione
  risparmi perché  il  sistema di aggiudicazione degli appalti, che
  oggi è  in  vigore,  certamente  produce notevole danno erariale,
  visto che i ribassi d'asta sono assolutamente minimali.
       Sulla   base   di   questa   considerazione  ho  assunto  in
  Commissione  un  atteggiamento assolutamente costruttivo che, tra
  l'altro,  è  stato  evidenziato  stasera dal presidente Beninati.
  Altrettanto   devo   riconoscere   alla   maggioranza;   a  parte
  quell'episodio  spiacevole che rischiava di segnare negativamente
  tutto  il percorso, devo riconoscere alla maggioranza questo tipo
  di atteggiamento.
       Un   particolare   ringraziamento   mi   sento   di  porgere
  all'Assessore   Scammacca,   il   quale   con  notevole  impegno,
  disponibilità ed  equilibrio  ha  caratterizzato la propria opera
  durante i lavori della Commissione.
       Ritengo che  la  base del testo sia una base positiva perché
  tra   l'altro,   come  evidenziato  dai  colleghi  che  mi  hanno
  preceduto, accoglie molte  delle istanze delle opposizioni e va a
  stabilire una piattaforma  che  nella maggior parte dei casi è al
  di sopra  delle  opportunità  politiche  di  questa o quell'altra
  parte.
       Tuttavia, mi  sento  di  sottolineare,  sempre nello spirito
  costruttivo  che vuole caratterizzare l'attività parlamentare del
  mio  partito  politico  e  del  gruppo di cui faccio parte, che è
  possibile   apportare  dei  miglioramenti  su  un  aspetto  degli
  appalti.
       Abbiamo prestato  notevole  attenzione  a  ciò  che concerne
  l'aspetto procedimentale  che  è  a monte dell'aggiudicazione dei
  lavori:  l'eliminazione della licitazione privata; la possibilità
  di procedere ai  bandi-concorso;  tutta  una  serie  di norme che
  disciplinano la qualificazione delle imprese che partecipano agli
  appalti;  la   possibilità   di  rendere  finalmente  un  sistema
  concorrenziale  all'interno  della normativa dell'aggiudicazione,
  cioè a dire  il  ribasso  come migliore offerta.  Tutte norme che
  sono senz'altro  positive,  che  hanno  visto attenzionare sia da
  parte  della   maggioranza   che   da   parte  delle  opposizioni
  quell'aspetto che è fondamentale nell'aggiudicazione dei lavori.
       Ritengo, però, che sia necessario fare qualche cosa di più e
  da questo punto  di  vista  sollecito  la maggioranza ed i gruppi
  parlamentari soprattutto  per quello che riguarda l'aspetto che è
  a valle dell'esecuzione dei lavori.
       Così   come   deve   accadere  in  una  società  liberale  e
  democratica e  così  come  accade  per  ciascuno  di noi che va a
  chiedere ad una ditta appaltatrice l'esecuzione di un'opera nella
  propria  abitazione, nella propria villetta, quello che interessa
  è  innanzitutto  la  scelta  del  contraente;  vorremmo  avere il
  contraente  più  serio  e affidabile possibile nel momento in cui
  gli  diamo  l'esecuzione  dell'appalto,  ma  la  cosa  ancora più
  importante  è  che l'opera sia effettivamente realizzata e che lo
  sia a regola d'arte, nei tempi previsti, con le modalità previste
  e  nel  modo  migliore  possibile  in  relazione  alle conoscenze
  tecniche del momento.
       Ecco,   l'aspetto   a   valle   ritengo   sia  assolutamente
  fondamentale, a volte anche più dell'aspetto a monte, cioè a dire
  l'aggiudicazione dell'esecuzione dei lavori.
       Ritengo  che  in  proposito  sia  necessario  porre maggiore
  attenzione e suggerisco alcune cose.
       Noi abbiamo  alcune necessità: innanzitutto fare in modo che
  non ci siano  dei cartelli di imprese, e questo è possibile farlo
  con  i bandi  tipo  e  con  l'asta  pubblica;  seconda  necessità
  assolutamente importante, e qui occorre una maggiore attenzione e
  invito il  Governo  a predisporre un qualche accorgimento tecnico
  che lo  consenta:  fare  in  modo  che  l'impresa  effettivamente
  aggiudicataria dei lavori esegua poi di fatto i lavori.
       Questa  è  una  problematica  importante, che deve alzare la
  soglia   di   attenzione,  perché  spesso  accade  che  dopo  una
  procedura  macchinosa l'impresa che si aggiudica i lavori, che ha
  i requisiti previsti, poi, di fatto, non realizza le opere perché
  nel  territorio ci sono pressioni di un certo tipo, infiltrazioni
  che  fanno  sì  che  altri soggetti esterni realizzino di fatto i
  lavori e, quindi, si aggiudichino la commessa.
       Credo   che   su   queste  cose  sia  necessario  porre  una
  particolare  attenzione. Così come particolare attenzione bisogna
  porre,  come  ho  già  detto  in  precedenza, sull'esecuzione dei
  lavori  nei  tempi stabiliti e secondo le prescrizioni del bando.
  Avevo  dato  alcuni  suggerimenti con un mio emendamento riguardo
  all'articolo  3,  che  prevede l'autorità sugli appalti, ma lì il
  testo non è, per quanto mi riguarda, sufficientemente concreto.
       Ho studiato  la  normativa che disciplina l'esecuzione delle
  opere pubbliche in  base  alle  direttive  comunitarie e mi rendo
  conto che sarebbe  possibile, forse  opportuno, fare  in modo che
  l'Ufficio speciale per  i  controlli di secondo livello che è  un
  ufficio già  istituito,  già  operante,  che  controlla  tutta la
  gestione  degli  appalti, degli strumenti finanziari cofinanziati
  dall'Unione Europea, un ufficio che ha sede a Palermo, che ha già
  i funzionari incaricati che hanno le competenze per poterlo fare,
  estenda l'attività  di  controllo anche agli appalti che verranno
  posti in essere.
       Badate  bene,  io  non  sono  innamorato  come  molti  delle
  stazioni   uniche   appaltanti,  perché  ritengo  che  potrebbero
  rappresentare un  meccanismo  troppo macchinoso, che di fatto non
  realizza l'obiettivo che ci poniamo che è  un obiettivo concreto.
  Se, invece, la  soglia la spostiamo dopo, a valle, con un ufficio
  di controllo che  può  applicare,  così come tra l'altro previsto
  per gli strumenti  cofinanziati,  il Regolamento CEE n.  4253 del
  1988, che è  il  Regolamento  CEE  che viene, appunto, monitorato
  dall'Ufficio speciale per  i controlli di secondo livello, se noi
  riuscissimo ad applicare  e  a  dare  potestà  a  questo  ufficio
  applicando il  Regolamento  CEE  che  sopra menzionavo certamente
  avremmo   fatto   un'opera  meritoria;  infatti  è  assolutamente
  importante avere la  certezza  che  le  opere  siano eseguite nei
  tempi previsti e  con  le  modalità  previste  e che nello stesso
  tempo  vi  sia  un  organo  di  controllo  che svolga un'attività
  amministrativa   che   certifichi  che  le  opere  sono  eseguite
  effettivamente  dalle imprese che sono aggiudicatarie dei lavori.
  Ritengo   che   questo  ufficio  possa  svolgere  questo  compito
  assolutamente importante.
       Altro  punto  che  voglio sottolineare, signor Presidente, è
  quello della trattativa privata.
       Noi abbiamo previsto un regime di trattativa privata che può
  creare confusione,  può aprire maglie a problematiche che abbiamo
  già evidenziato.  Credo  che  si  potrebbe eliminare il problema.
  Basterebbe recepire la normativa prevista dalla Direttiva europea
  sulle trattative  private  che  si  svolgono  in  tutta  l'Unione
  Europea, la Direttiva europea 93/37. Se noi recepissimo l'Ufficio
  speciale, la  direttiva  93/37,  certamente  avremmo  fatto  quei
  controlli a monte  e  a  valle  che  vanno  nell'indicazione  che
  dicevo.
       Spero che il testo così come è  stato approvato e con questa
  indicazione che mi  sono  permesso di dare possa essere approvato
  sperando che non  ci  siano  colpi di mano e stravolgimenti della
  realtà.
       Valuteremo alla  fine  del  percorso se sarà possibile, come
  noi  speriamo,  dare   il   nostro  voto  positivo  al  testo  in
  discussione e auguro a tutti noi buon lavoro.

     PRESIDENTE. E'  iscritto  a parlare l'onorevole Cintola. Ne ha
  facoltà.

     CINTOLA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi  credo  che
  questo disegno di legge con gli interventi che mi hanno preceduto
  dia il senso  del  brillante lavoro svolto dalla Commissione, dal
  suo  Presidente,  da  ogni  componente,  dal  Governo  nella  sua
  interezza  e,  specificatamente,  dall'assessore  Scammacca della
  Bruca,  e  faccia vivere all'Assemblea un momento particolare. Un
  momento  che  non  voglio  considerare  di  eroismo, ma di grande
  responsabilità nei confronti della Sicilia e dei siciliani.
       Mi rendo conto che  al  di  là delle parole ci sono i fatti,
  ecco, e questo Governo, questa maggioranza, quest'Aula, nella sua
  interezza,  sta  per  porre  in  essere  un  atto  significativo,
  importante e forte.  Forse  da solo basta a riqualificare, se nei
  tempi previsti  riusciremo  a portare a termine questo disegno di
  legge, l'onore e la dignità del Parlamento siciliano.
       Mi accorgo che gli  sforzi  fatti,  le mediazioni volute, la
  volontà di realizzare una legge di  questo tipo per la Sicilia dà
  ragione a chi ha voluto  fortemente  portare a termine un compito
  che sembrava arduo e che, alla  fine,  io credo possa trovare una
  corsia preferenziale che veda sia la minoranza che la maggioranza
  nelle condizioni di poter dire  che  insieme  hanno fatto un buon
  disegno di legge, anzi un ottimo disegno di legge.
       E  ritengo  che,  in questo, se qualcuno  vuole  tentare  di
  rivendicare una paternità maggiore fa un errore, un errore grave;
  lo fa la minoranza se crede di avere imposto alcune soluzioni, lo
  fa  la  maggioranza  se   crede   di   avere  elargito  posizioni
  contrattualmente all'opposizione.
       Ritengo che ci siamo incontrati su un terreno di discussione
  e di logica, abbiamo  posto  in  soffitta l'ideologia, esperienza
  che dovrebbe essere spesso  ripetuta,  ed  abbiamo  lavorato  nel
  tentativo di emanare una legge  seria,  onesta,  che possa dare a
  tutti la cognizione e la  forza  di  poter  agire sull'appalto in
  maniera unica, togliendo alle  stazioni  appaltanti  la  cosa più
  importante, la differenziazione: il  bando che vale per il comune
  di "Roccacannuccia" varrà ugualmente  per la città di Palermo. E'
  questo il dato forte che ha  unificato  il  contendere.  E  lì io
  credo che forse uno sforzo maggiore  debba essere fatto, al di là
  delle parole e guardando ai fatti: la stazione unica appaltante.
       Sì,  era importante quando c'era la  possibilità,  per  ogni
  comune, di farsi il proprio appalto; oggi con questa legge non lo
  potrà più fare  C'è un bando unico che vale  per  tutti.  C'è una
  realizzazione forte a monte: evitare  chi  invitare e chi no, chi
  privilegiare e chi no. E  su  questo  ci siamo trovati d'accordo,
  fortemente impegnati su quel  disegno  di  legge, che dal Governo
  uscì, per quanto riguarda  l'appalto  vero e proprio, in ossequio
  alla legge Merloni, ugualmente  come  la Merloni italiana e sulla
  quale non ci sono state modifiche supplementari.
       Perché   è vero, onorevole Speziale,  abbiamo  eliminato  la
  licitazione privata per gli appalti, e questo  è  nella  Merloni,
  l'abbiamo eliminata per la Sicilia, solo per gli appalti, non per
  mezzi e consumi.
       E' vero  che  abbiamo modificato, su vostra impostazione, la
  licitazione privata, è vero che vogliamo dare un impulso maggiore
  e forte all'abbassamento della quota per gli incarichi fiduciari,
  ma  erano  emendamenti  presentati  anche  dal   Governo   e  dal
  sottoscritto, se volete, in maniera molto modesta  ed  umile,  in
  quanto  ero stato anche  presidente  di  quella  Commissione,  la
  quarta, che nella  precedente  legislatura  aveva proposto questo
  disegno di legge - dico questo  disegno  di  legge - in Aula.  Le
  differenze  tra questo disegno  di  legge  e  quello  andatele  a
  guardare: non ve ne sono
       Avremmo  potuto  già da un anno e due mesi  avere  la  legge
  sugli   appalti;   le  elezioni   imminenti   non   consigliarono
  all'Assemblea  di  dare  un  fiore all'occhiello  al  Governo  di
  centro-destra  del  momento  e  preferirono   rinviare   a  dopo,
  lasciando per quattordici mesi gli appalti allo 0,0001 per cento.
       E' importante, quindi, - e mi avvio alla  conclusione  - che
  con la minoranza abbiamo  raggiunto  un  accordo,  alla  luce del
  sole, senza le "pattiate"  e  i "babbii", di sapore "orlandiano",
  ormai superate, perchè non si può  stare  in  Aula  mezz'ora e in
  missione per tutta la  durata  della seduta:  è una irriguardosa,
  insignificante azione politica e  di presenza, che io ritengo sia
  delittuosa e contraria agli  interessi della Sicilia. Ritengo che
  qui, in quest'Aula e nelle  commissioni si lavori per la Sicilia,
  per modificare i "babbii" e  le  "pattiate" laddove ci sono.  Noi
  non abbiamo "pattiato"  nulla:  abbiamo  lavorato  dignitosamente
  alla luce del sole, con forza e con coraggio, perchè questa legge
  diventi la legge per la Sicilia e per i siciliani.
       E io dico che, con  questo, senza diventare nè arroganti, nè
  presuntuosi, credo di  dovere  riconoscere all'intera Assemblea e
  al Gruppo parlamentare al quale appartengo la dignità, il diritto
  e l'onore di dire che  stiamo facendo finalmente il nostro dovere
  fino in fondo.

     PRESIDENTE. E'  iscritto  a parlare l'onorevole Giannopolo. Ne
  ha facoltà.

     GIANNOPOLO. Signor Presidente,  onorevoli  colleghi, penso che
  si possa dire che fino ad  ora  è  stato  recuperato  un percorso
  parlamentare produttivo ed  efficace, perchè basato sul confronto
  aperto, serrato tra la maggioranza e la minoranza, tra il Governo
  e il Parlamento e le espressioni del Parlamento almeno nella sede
  della Commissione.
       Noi     oggi,    tuttavia,    facciamo    una    discussione
  sull'articolato, una discussione generale su un  testo di disegno
  di legge che era frutto del maldestro tentativo  di licenziare un
  testo  per  l'Aula  che  non  fosse il frutto,  appunto  di  quel
  confronto di cui dicevo prima. Questo lo  voglio precisare perchè
  la discussione deve servire qui a fare in modo  di assumere anche
  un impegno costruttivo a che il percorso d'Aula della legge possa
  essere pienamente conforme agli elementi più positivi che ci sono
  stati  dentro la Commissione e che, quindi,  si  possa  procedere
  all'approvazione di tutte quelle parti su cui si è realizzata una
  significativa convergenza all'interno della Commissione.
       Dico anche che noi dobbiamo, qui, ribadire la consapevolezza
  che c'è la necessità, ma non oggi, c'era la necessità di cambiare
  la legislazione vigente in Sicilia, che  sostanzialmente è quella
  che si riconduce alla legge  regionale  numero  21 del 1998, che,
  nel corso di questi tre anni e mezzo di applicazione, ha prodotto
  guasti profondi nel tessuto imprenditoriale della nostra Regione,
  ha  prodotto  guasti   profondi   nel   rapporto   tra   pubblica
  amministrazione, sistema  imprenditoriale  e  sistema  economico,
  incentrato sull'industria  dell'edilizia  pubblica.  Ha  prodotto
  guasti profondi sulle casse  della  Regione,  ha  prodotto guasti
  profondi anche sulle casse degli  enti locali, poichè non ci sono
  stati  ribassi,  poichè   l'equilibrio  complessivo  della  spesa
  pubblica  nel  sistema  dei   lavori   pubblici  si  è  spostato,
  inopinatamente,  quasi per  intero  sulle  esigenze  del  sistema
  imprenditoriale  e  non   anche,  invece,  sulle  esigenze  della
  pubblica  collettività,   della   pubblica  amministrazione,  del
  pubblico interesse.
       In  questi  tre anni e mezzo in Sicilia si  è  prodotto  uno
  spostamento di risorse finanziarie non dovute, non preventivabili
  e non preventivate sul sistema imprenditoriale,  che  è  servito,
  forse sì, a risanare anche i bilanci delle  aziende  nel  settore
  dell'edilizia pubblica, per cui mi risuona davvero strano la nota
  dei costruttori siciliani, che alla vigilia  di  questo dibattito
  parlamentare  ci  preannunciano che  il  sistema  imprenditoriale
  siciliano è sull'orlo del collasso.  Vorrei  qui  dire che in tre
  anni e mezzo sono  stati  regalati,  alle  imprese  siciliane che
  operano nel settore degli appalti, circa settecento miliardi solo
  per mancati ribassi, più gli altri introiti.
       Quindi di quali aziende collassate stiamo  parlando?  A meno
  che, com'è verosimile, com'è probabile che  sia  accaduto, questo
  spostamento di risorse finanziarie  non abbia alimentato un altro
  circuito, che è il  circuito dell'economia cosiddetta cattiva, il
  circuito dell'economia mafiosa.  Ed  è  evidente che il potere di
  'Cosa Nostra' in questi anni  si  è rafforzato proprio attorno al
  sistema  degli appalti ed  è  altrettanto  evidente  che,  avendo
  sperimentato tutto ciò, il sistema dell'economia mafiosa cerca di
  condizionare e di mettere  una  forte ipoteca sulla prospettiva e
  sul futuro, fino ad  individuare  nuovamente  nel  sistema  degli
  appalti il nuovo affare strategico  di questo inizio di secolo da
  parte della mafia.
       Quindi,  c'era  bisogno  di  cambiare la  legge,  c'è  stata
  insipienza, c'è stato un ritardo colpevole, c'è  stato un ritardo
  consapevole; io non so giudicare, ma ho l'impressione che tutte e
  tre le cose siano forse accadute e, tuttavia, oggi noi abbiamo il
  dovere di assumere una  grande  consapevolezza  di  tutto ciò per
  introdurre una svolta rispetto  a questo passato che abbiamo alle
  spalle.
       Questo è in sostanza quello che  noi  rivendicavamo,  quello
  che noi ci aspettavamo dalla discussione attorno  a questa legge:
  la   consapevolezza   di   introdurre   non   piccoli   e   lievi
  aggiustamenti, ma di introdurre una svolta radicale  che desse il
  senso, da parte di questa Regione, di voler  cambiare  pagina, di
  voler  modernizzare  anche il sistema dei  lavori  pubblici,  che
  desse anche il senso che in questa Regione  si  vuole raccogliere
  la  sfida  che i poteri di 'Cosa Nostra' e  del  malaffare  hanno
  lanciato attorno alla questione dei lavori pubblici.  Ecco perché
  c'è parso grave ed irresponsabile ciò che  accadde in Commissione
  qualche settimana fa.
       Ora,  qual  è  l'elemento  che ha guidato  anche  la  nostra
  proposta  che abbiamo portato al confronto e  che  abbiamo  visto
  avere registrato anche  molta  attenzione?  Innanzitutto il fatto
  che  la  legge sui  lavori  pubblici  ha  anche  una  specificità
  siciliana, perché  c'è una  specificità  siciliana  non  solo  di
  normative  precedenti  e  di  un  sistema  precedente  che  si  è
  assestato nel corso  di  questi  quarant'anni,  cinquant'anni, ma
  soprattutto vorrei dire nel  corso degli ultimi vent'anni, ma c'è
  quella specificità che dicevo  prima.  La nostra legislazione, la
  nostra  legge  non solo  deve  recuperare  questa  specificità  e
  discutere dei recepimenti non  come  fatto ideologico, questo sì,
  ma come fatto per cercare di stabilire quali sono quelle regole e
  quelle  convenienze che anche  in  Sicilia,  rispetto  al  quadro
  nazionale ed europeo, possono rendere compatibile un percorso più
  efficace della nostra legislazione.
       Noi abbiamo bisogno di recuperare la centralità del progetto
  e  quindi  di  valorizzare  il  mondo   delle   professioni,   di
  valorizzare,  attraverso la centralità  del  progetto  dell'opera
  pubblica,  anche  il  valore  della   pianificazione  dei  lavori
  pubblici, sia quella che viene dal basso, sia  quella  che  viene
  dall'alto. Abbiamo bisogno di una legislazione che sia ispirata a
  sistemi  di gara aperti e, quindi, non sistemi  di  gara  chiusi,
  anzi  estremamente  chiusi,  quale la licitazione  privata  o  la
  trattativa privata, perchè sappiamo benissimo che, nei sistemi di
  gara  chiusi,  più  chiuso è il sistema più  c'è  possibilità  di
  controllo da parte di chi detiene un potere forte.  E un potere è
  più  forte  tanto  più quando porta in sé anche  il  germe  della
  violenza come sistema di persuasione. Abbiamo bisogno di maggiori
  controlli nell'esecuzione dei lavori,  abbiamo  bisogno  anche di
  selezionare un sistema imprenditoriale più serio.
       Non accetto lezioni dai costruttori, dall'associazione ANCE,
  non accetto nessuna lezione.  In passato  l'ANCE  ha  interferito
  pesantemente anche sull'attività di questo Parlamento: mi ricordo
  la  nota  quasi  intimidatoria  che è stata  recapitata  ad  ogni
  parlamentare nella passata legislatura  a proposito dell'articolo
  21 della legge numero 20 del 1999. Non accetto nessuna lezione da
  parte di una associazione,  quale  quella  dei  costruttori,  fin
  quando non mi dimostrerà  di  essere  capace di rappresentare gli
  interessi, fino in fondo,  di un'imprenditoria sana, che si vuole
  liberare dal malaffare e dal condizionamento affaristico-mafioso.
       Abbiamo quindi - e concludo - l'esigenza di  fare  una legge
  che  ancora  in alcune parti necessita  di  approfondimenti,  per
  esempio  sulla  questione  della stazione unica -  e  qui  vorrei
  precisare:   non  c'è  un  valore ideologico, ma  c'è  un  valore
  funzionale ed il valore funzionale della stazione  unica  sta nel
  fatto che chi pensa di sfuggire ad un controllo  di  legalità, ad
  un  controllo  che presuppone innanzitutto  il  monitoraggio,  ha
  fatto  male  i  conti.  La  stazione  unica  serve  a  consentire
  controlli  e monitoraggi più  veloci  e  più  istantanei,  perchè
  questo possa consentire anche  di  avere gare meno caratterizzate
  dalla presenza di cordate o gare meno condizionate.
       Ecco, una discussione che sta al merito delle cose credo che
  possa far bene a  questo  Parlamento  per raggiungere l'obiettivo
  principale,  che è quello  di  fare  una  legge  che  restituisca
  funzione  al  sistema   imprenditoriale   sano  in  Sicilia,  che
  restituisca funzione all'idea  dell'interesse  pubblico in questa
  nostra Regione, che restituisca  anche  funzione al fatto che dal
  sistema dei lavori pubblici bisogna far partire un nuovo percorso
  di legalità e di contrasto  a  'Cosa  Nostra'.  Se  riusciremo  a
  tenere assieme tutti questi  elementi  credo che avremo fatto una
  cosa buona.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole Oddo.  Ne ha
  facoltà.

     ODDO.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,  intervengo
  brevemente, perchè credo che le cose più  importanti  siano state
  dette.   Ci  sono  alcuni  aspetti  che  invece   vale   la  pena
  sottolineare  in  questa  discussione,  che   ho   notato  essere
  abbastanza sentita, appassionata direi.
       La  prima  considerazione la vorrei fare  in  maniera  molto
  lineare, stigmatizzando l'aspetto che riguarda un  po'  la storia
  non del tutto recente della nostra realtà isolana ed è una storia
  evidentemente intrisa non solo di presenza mafiosa  - mi permetto
  di specificare - ma è anche intrisa di una  abitudine vecchia che
  si poteva, tutto sommato, individuare  sia  nell'atteggiamento di
  alcuni politici nella veste di amministratori, sia nella veste di
  tanti imprenditori. E' uno dei punti, secondo  me,  dolenti della
  nostra  Sicilia.  Spesso va sottaciuto, perché  potrebbe,  in  un
  certo qual senso, configurare una forma di impopolarità.
       Credo  che, invece, sempre  più  aumenta  in  noi  tutti  la
  consapevolezza che bisogna  metabolizzare  bene  questo  aspetto.
  Abbiamo avuto nel corso di questi anni un'imprenditoria siciliana
  spesso segnata da logiche non  solo  di  cordate,  ma  da logiche
  spartitorie;   abbiamo avuto  un'imprenditoria  che  ha,  invece,
  cercato di uscire da  questa  situazione  abbastanza  difficile e
  complessa, dove se non si riusciva evidentemente ad entrare in un
  determinato giro vizioso non si lavorava;  dall'altro lato ancora
  un'imprenditoria giovane, che ha fatto fatica, che non è riuscita
  ad affermarsi e che,  ancora  oggi,  evidentemente incontra serie
  difficoltà.
       Poi c'è l'aspetto sociale che citavano colleghi che mi hanno
  preceduto e  che io non riprendo, che è ovvio, sull'utilità delle
  opere che  si  realizzano,  sulla  loro  importanza  e sulla loro
  rilevanza  sociale   e   che   è   evidentemente  un  altro  dato
  assolutamente  serio che riguarda il mercato complessivamente dei
  lavori pubblici.
       Poi,  un  altro aspetto che tanto ha fatto  discutere  e  mi
  riferisco   soprattutto   alla   maggioranza,    che   garantisce
  l'esistenza  di questo Governo al di  fuori  anche  dell'elezione
  diretta  del  Presidente  della   Regione:   non   vado   ora   a
  sottolineare  se  c'è  o   meno  una  primogenitura  rispetto  al
  traguardo che abbiamo  raggiunto  da  parte  dell'opposizione, da
  parte della maggioranza, credo  che  su  questi argomenti vale la
  pena seriamente confrontarsi anche  in  maniera  - perché  no?  -
  aspra, per arrivare a decidere  insieme  un  percorso  di cui c'è
  tanto bisogno.
       Vedete, credo che il  lavoro  che  hanno  svolto  i colleghi
  in Commissione di merito  sia un lavoro indubbiamente importante,
  senza assolutamente fare  l'errore  di  assumere atteggiamenti di
  primi  della classe, credo  però  che  un  ulteriore  lavoro  per
  migliorare l'impianto complessivo del testo vada fatto in Aula.
       Ecco perché  non darei per scontato che tutto già è risolto,
  dando   ormai   solo    importanza    ai   tempi   per   arrivare
  all'approvazione finale del  disegno di legge.  Specifico meglio:
  se è chiaro che abbiamo dinanzi  a noi una strada, tutto sommato,
  non  più  in salita, è pur  chiaro  però  che  le  questioni  che
  riguardano la modalità di gara, e su come strutturare le stazioni
  uniche  appaltanti  ancora   oggi   rappresentano   un  argomento
  abbastanza serio, un  argomento che può contribuire indubbiamente
  a fare anche della materia  dei  lavori  pubblici una materia più
  trasparente e meno permeabile a  quelli che sono gli interessi di
  "Cosa Nostra", per quanto  concerne non solo l'aspetto storico ma
  anche l'aspetto attuale, perché  ancora  oggi  la  mafia  incide,
  eccome, per quanto concerne  i  lavori pubblici, anzi, ancora una
  volta,  ancora  oggi,  decide   spesso   a  chi  deve  andare  un
  determinato lavoro.
       Sulle modalità di gara, vedete, sarà da parte  mia anche una
  fissazione, credo che dobbiamo discutere in quest'Aula in maniera
  molto ma molto leale e schietta. Anche l'asta pubblica è stata un
  fallimento  e  dobbiamo  dircelo. Capisco  che  evidentemente  il
  livello  di  attenzione  è  assolutamente  basso,  però  tengo  a
  precisare  che  i  risultati che oggi  possiamo,  tutto  sommato,
  indicare  di un'asta pubblica sperimentata in  questi  anni  sono
  risultati  assolutamente  magri, risultati  che  non  soddisfano,
  risultati che non colgono anche l'ansia di vedere  un mercato dei
  lavori    pubblici   effettivamente   libero,    trasparente    e
  impermeabile,  se  così si può definire, a  interessi  di  natura
  mafiosa.
       Sappiamo, evidentemente,  come le autorità di gara spesso si
  sono dimostrate non del tutto oneste per il modo stesso in cui si
  svolge la gara, le sospensioni, le manipolazioni. Abbiamo casi in
  Sicilia di autorità di gara, di presidenti a tutti gli effetti di
  gare pubbliche che vengono  fermati  dalle  forze dell'ordine con
  numerose buste in macchina, evidentemente pronti per manipolarle,
  per sostituirle. Abbiamo casi  in cui sono stati appaltati lavori
  a ditte inesistenti. Si è scoperto, per esempio, che, in una gara
  svolta all'Istituto autonomo  case  popolari  della  provincia di
  Trapani, una ditta a cui era stata aggiudicata una gara di Milano
  era, come tante altre,  inesistente, quindi ancora oggi la logica
  delle cordate, che evidentemente si va a sommare all'altra logica
  della busta in sé e per  sé  che  viene  utilizzata dalla cordata
  stessa.
       Ora, vedete, non so se tutto  ciò  non  è  materiale  di una
  degna,  alta e,  come  dicevo  prima,  appassionata  discussione,
  perché penso, invece, che in  quest'Aula  dovremmo fare di più un
  ragionamento che si riconduca  ad esempi concreti.  Non so quanti
  imprenditori  colleghi  siano   soddisfatti   del  modo  come  in
  quest'ultimo quinquennio, soprattutto,  si  è  andati  avanti per
  quanto  concerne  i  lavori  pubblici.  Non  so  quanti  colleghi
  conoscono tanti imprenditori che hanno rinunciato, addirittura, a
  partecipare  alle  aste, alle  gare  svolte  nella  maniera  come
  sappiamo.  Non so  quanti  colleghi  conoscono  imprenditori  che
  hanno  denunciato, anche  pubblicamente,  che  le  aste  venivano
  assolutamente truccate, che la  turbativa  era,  quindi, un fatto
  consolidato.
       Se tutto ciò è vero, è inutile dividerci  sulla questione se
  la  nostra  Isola e un'Isola dove candidamente  potevamo  o  meno
  recepire  la  Merloni  ed  applicarla   tout-court.   E'  inutile
  dividerci, non è così.
       Ha  fatto   bene   l'opposizione  ad  elevare  il  tono  del
  confronto, ha fatto  bene,  mi permetto di dire, la maggioranza a
  recepire le questioni anche dal punto di vista  non solo tecnico,
  ma dal punto di vista soprattutto politico. Perchè è ovvio che il
  segnale che noi inviamo, anche iniziando  questa  discussione,  è
  assolutamente importante, non solo per l'imprenditoria  ma  per i
  cittadini  siciliani  -  perchè ormai anche mia  figlia,  che  ha
  sedici anni, lo sa che qualcosa non va -  che  intendono sentire,
  da parte nostra, che stiamo svolgendo un lavoro per migliorare le
  condizioni complessive del mercato dei lavori pubblici e renderlo
  realmente, come più volte  ho detto, trasparente ed assolutamente
  impermeabile ad eventuali ulteriori interessi mafiosi che si sono
  registrati e che spesso si registrano.
       Ecco, vedete,  saranno  anche  estrapolati, saranno due, tre
  concetti, ma io  credo  che  sono  due,  tre concetti che debbono
  stare, necessariamente,  alla  base  di  una  discussione  che si
  svolgerà in questi  giorni,  in queste ore e che sicuramente sarà
  una discussione che ci vedrà ancora operare  un  confronto  serio
  nell'interesse di questa nostra benedetta Isola.

     PRESIDENTE. E'  iscritto a parlare l'onorevole Micciché. Ne ha
  facoltà.

     MICCICHE'.  Parlando  della  legge sugli  appalti,  in  queste
  ultime  settimane, mi è sembrato di assistere  ad  una  commedia,
  dove pubblicamente, nei  mezzi  di  informazione  si  è parlato a
  sproposito,  si  sono  accentuati  i  toni  e  i  confronti  solo
  attraverso i mass  media.  Dobbiamo  ringraziare  i  giornali, le
  televisioni, tutti i  mezzi  di informazione che hanno dato ampio
  risalto a questo tema.  Invece,  da  un  punto  di vista politico
  strettamente parlamentare, ho visto una timidezza nell'affrontare
  questi temi.
       Negli  ultimi  mesi,   quest'argomento  è  stato  affrontato
  esclusivamente all'interno della Commissione competente. Sembrava
  di  assistere  ad  una  sorta  di convegno particolareggiato, una
  specie  di  conclave ristretto ad una cerchia di deputati.  Certo
  il   regolamento   impone  questa  competenza,  ma  pubblicamente
  nell'aspetto politico-parlamentare, mi è sembrato di assistere ad
  una commedia. E' come quelli che non vogliono parlare della corda
  nella  casa  dell'impiccato. Cosa intendo?  Intendo quello che ho
  percepito.  I governanti in genere sanno che questa è una materia
  molto   spinosa  che  negli  ultimi  anni  ha  visto  la  cronaca
  giudiziaria   interessarsi   principalmente   di  questi  aspetti
  contorti  e  complessi della corruzione amministrativa negli enti
  locali e nei pubblici istituti: case popolari, Anas ecc.
       Si è parlato sotto tono, tutto  è  venuto  a galla grazie ai
  mezzi di informazione. Se  non  ci fossero state, appunto, queste
  strutture informative probabilmente ancora saremmo all'anno zero.
  Questo non per togliere merito  al  Governo di aver presentato un
  disegno di legge, ma era il  minimo che poteva fare perché doveva
  recepire una normativa nazionale  cioè  la  legge nazionale sugli
  appalti.
       Nonostante questo è sembrato  di  assistere ad una commedia.
  Ognuno cercava di tirarsi fuori.  Meno se ne parlava, meglio era.
  Oggi questo non è possibile  e  dobbiamo  dare  atto  che  alcuni
  esponenti  della  maggioranza  a  livello  nazionale hanno un po'
  corretto il tiro.
       Ricordo di avere  letto sui giornali posizioni completamente
  opposte a quelle che oggi stiamo discutendo ma nello stesso tempo
  guardando  un  po' gli  emendamenti  presentati  da  parte  della
  maggioranza vedo che ci  sono  delle  contraddizioni.  Siccome  i
  tempi sono molto brevi  per potere intervenire, non posso entrare
  nel merito di tutti  gli  emendamenti.  Quando  poi andremo nello
  specifico, affronteremo la  questione  e probabilmente scopriremo
  che  'il re è nudo'. E  qui  c'è  un  brutto  vizio  di  infilare
  all'interno della discussione  degli  articolati, emendamenti che
  stravolgono l'impianto reale che è stato portato in Aula.
       Spero   che   questi   tentativi  vengano  impediti,  signor
  Presidente, perché ho visto troppa enfasi in questi ultimi giorni
  su questo accordo raggiunto.
       Non  so  di  che  accordo  si  tratta,  ho  fiducia nei miei
  colleghi di Gruppo  che  fanno  parte  della commissione, i quali
  hanno lavorato su questo testo in modo critico, in modo aspro, in
  certi momenti. Spero che non venga stravolto il testo originario,
  che non ci siano  stravolgimenti,  colpi  di mano; questa legge è
  una legge molto importante per la Sicilia per non essere additati
  come coloro che  creano  leggi  'pasticcio'.  Spero che non venga
  portato ancora a compimento quel detto popolare: 'fatta la legge,
  trovato l'inganno'.  Non  vorrei  che  questa  legge possa essere
  ancora una volta usata per compiere degli illeciti amministrativi
  all'interno delle Pubbliche amministrazioni.
       Certo non esiste una legge blindata,  una legge inviolabile,
  so che è impossibile, ma bisogna fare di  tutto  per  evitare che
  questo  possa  avvenire,  che  possa   avvenire  una  distorsione
  nell'interpretazione   della  legge.
       Per concludere,  signor Presidente, debbo apporre la firma a
  due  emendamenti,  all'articolo  12,  l'emendamento 12.47 a firma
  dell'onorevole Gurrieri  riguardante una aggiunta al comma di cui
  all'articolo 53,  comma  1, della legge n. 554 del 1999. Riguarda
  solo una  parte,  aggiungere il termine: 'geologo' come se questa
  categoria  fosse  esclusa  dai rapporti nella realizzazione della
  progettazione di  un'opera.  La stessa cosa vale anche per quanto
  riguarda un'altra aggiunta all'articolo 22;  emendamento Gurrieri
  22.5, aggiunta  all'articolo 188, comma 2, decreto del Presidente
  554 del 1999.  Riguarda i collaudi.  Anche qui sono stati esclusi
  i geologi.  Dobbiamo  tenere  presente  che qualsiasi opera viene
  costruita sul  suolo i maggiori conoscitori del territorio sono i
  geologi e non possono essere altri.

     PRESIDENTE. E' iscritto a parlare  l'onorevole  Barbagallo. Ne
  ha facoltà.

     BARBAGALLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, accolgo
  l'invito ad essere breve sia perché  mi pare inutile ripercorrere
  tutta la trafila  e  le procedure che hanno prodotto il testo che
  si  sta   discutendo  in  Aula,  sia  perché  si  tratta  di  una
  discussione sull'articolo 1 e i tempi sono ben definiti.
       Anche in  questa occasione pur avendo fatto dei passi avanti
  notevoli,  grazie  anche alla mediazione dell'Assessore Scammacca
  della Bruca,  all'inizio  non  si  è  riusciti  a  stabilire  una
  dialettica normale  e  un  confronto  positivo  sui contenuti del
  disegno  di  legge  sugli  appalti.  Dopo  qualche incomprensione
  notevole  si  sono  realizzati  risultati significativi, non solo
  accogliendo  alcune  proposte  delle  opposizioni  ma soprattutto
  attraverso una ricerca paziente da parte del Governo di una serie
  di sollecitazioni  e  normative  che  possono  essere  utili  per
  definire un testo chiaro e trasparente.
       Credo  che  la  legge  sugli  appalti  vada  approvata senza
  ulteriori  indugi.  Nessuno  di  noi  ha interesse a ritardare un
  provvedimento   che  ci  viene  richiesto  dal  mondo  economico,
  dall'opinione pubblica e quindi tutti dobbiamo lavorare perché il
  testo venga varato in tempi brevi. Qualche giorno in più però non
  costituirebbe  un  ostacolo  insormontabile  perché  la materia è
  molto  complessa:  sono  state  richiamate normative comunitarie,
  nazionali e regionali che devono essere rese compatibili. Ci sono
  alcuni  nodi  da  sciogliere  in  maniera  veloce  per  avere  la
  possibilità  anche  di decidere nel merito qual è l'atteggiamento
  che ciascun gruppo deve assumere.
       Il  giudizio  finale non può essere dato ora. Non può essere
  dato  ora  malgrado l'impegno dell'Assessore Scammacca perché non
  sono  state  definite questioni fondamentali. Non è una questione
  di  poco  rilievo  quella  di non aver definito le funzioni delle
  nove stazioni appaltanti, perché alle nove stazioni appaltanti si
  possono   attribuire   compiti  notarili,  ma  si  possono  anche
  attribuire compiti di maggiore rilievo.
       Non  è di poco rilievo il fatto che non abbiamo stabilito la
  soglia che è una discriminante chiara rispetto alla qualità anche
  della  risposta  di  governo che noi vogliamo dare. La soglia non
  può  essere  definita  dopo l'esame dell'intero articolato perché
  non  è  una  pregiudiziale  ma è un punto fondamentale. Perché le
  stazioni  appaltanti  possono essere vanificate se noi stabiliamo
  una  soglia troppo alta, possono diventare invece incisive se noi
  stabiliamo  una  soglia  ragionevole che in Commissione era stata
  individuata attorno ai 1.000 euro.
       Si  tratta quindi di questioni importanti. La stessa materia
  che  riguarda  i regolamenti va definita prima della chiusura dei
  regolamenti,  perché  va  bene  sul  piano  procedurale di andare
  avanti con gli articoli e poi rinviare il voto finale sull'intera
  legge, ma è anche vero  poi  che  non  si  può lasciare aperta la
  questione per trenta giorni, per centoventi giorni, bisogna avere
  un termine ragionevole  di chiusura dell'intera materia e rendere
  compatibili i regolamenti con la legge non è facile perché  tante
  volte questa Regione  ha  fatto  leggi  importanti che sono state
  definite anche  significative  a  livello  nazionale,  perché  la
  legge n. 21 del 1985  o  la  legge n. 10 hanno precorso sul piano
  della  procedura   della   trasparenza   alcuni  indirizzi  sulla
  normativa nazionale, ma poi si sono rivelate nel tempo inadeguate
  perché  le infiltrazioni  e  gli accordi tra i soggetti economici
  intervengono  a   prescindere   dalla   qualità   della  risposta
  legislativa.
       Credo  che  il Governo abbia la necessità e l'esigenza anche
  per se stesso di produrre nei prossimi giorni un testo definitivo
  dell'articolo 1, perché accantonare l'articolo 1 può essere anche
  utile  sul  piano  dei  normali lavori d'Aula però prima o poi il
  Governo  deve  definire  la propria proposta e su quella proposta
  noi ci dobbiamo esprimere per trovare una convergenza importante.
       Questa  legge è una delle leggi più importanti che si stanno
  realizzando  in questa legislatura però può segnare l'avvio di un
  confronto positivo tra maggioranza e opposizione.
       Mi  auguro  che  lo  stile  che  ha  intrapreso  l'Assessore
  Scammacca  venga  seguito anche dai suoi colleghi, che il Governo
  assuma  questa logica del confronto, della dialettica normale con
  l'opposizione  come uno stile anche come un modo di stare insieme
  diverso all'interno dell'Assemblea perché  le buone leggi nascono
  da questo confronto.
       Se   qualcuno  pensa  di  prevaricare,  di  mortificare,  di
  escludere o di emarginare le opposizioni credo che non fa un buon
  servizio alla democrazia, non fa un buon servizio alla cultura di
  governo che tutti dobbiamo avere presente.
       Spero  che  entro  questa  settimana  si  chiuda la legge in
  maniera  positiva, tenendo  conto che il Governo deve dare ancora
  delle risposte importanti.

     PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Curto, ne ha
  facoltà.

     LO  CURTO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io non
  mi   dilungherò,   semplicemente   alcune   osservazioni,  alcune
  riflessioni.
       Sono state ripercorse,  in  qualche  maniera,  le strade che
  oggi ci trovano  presenti  e  tutti  solleciti  nel  sostenere la
  volontà di approvare  questo disegno di legge.  Sono state fatte,
  però, delle affermazioni  sulle quali voglio, in qualche maniera,
  riflettere. Perchè? Perché chi ha sostenuto che la Commissione ha
  esitato un disegno  di  legge che non era sufficientemente vicino
  alla Merloni, o non ha  letto  la  Merloni, o non ha letto quella
  proposta e quel disegno di legge perché  quel disegno di legge si
  basava  essenzialmente  sulla  Merloni.
       Sostengo che talune  altre  affermazioni circa il dubbio, il
  sospetto per le  modalità  attraverso  le quali la IV Commissione
  aveva esitato quel disegno di legge sono sicuramente affermazioni
  che, in qualche modo, non agevolano nel senso che nessun dubbio -
  personalmente ho anche criticato la procedura attraverso la quale
  la IV Commissione ha  esitato  in modo frettoloso quel disegno di
  legge - e, forse,  ha  ragione  l'onorevole  Speziale  che  si  é
  trattato  di  un   pregiudizio   ideologico  che  ha  mosso  quel
  convincimento ma probabilmente  dico  che oggi non saremmo qui se
  la IV Commissione,  onorevole  Speziale,  non  avesse  agito  per
  quella strada e non  avesse osato quella che definisco una vera e
  propria    provocazione    proprio   perché   attraverso   quella
  provocazione oggi noi  siamo  tutti qui a condividere la medesima
  volontà di arrivare con  un testo che ci vede uniti e soprattutto
  solidali nei confronti di  una  terra,  la  Sicilia,  che non può
  aspettare  oltre  per   fare   le   scelte   che  deve  fare  per
  intraprendere la  strada  dello  sviluppo economico.
       Mi   consenta,   però,   signor   Presidente,   che   non  é
  condivisibile  l'atteggiamento  eccessivamente  "parolaio"  e  mi
  perdoni  quest'Assemblea  se utilizzo questo termine infelice per
  definire  l'eccessiva  verbosità  di quanti parlano di mafia e di
  necessità  che  attraverso  questo  disegno  di  legge  si storpi
  l'infiltrazione  della  mafia negli appalti perché  una cosa deve
  essere certa  e,  qui,  non  ci  devono  essere dubbi e non ce ne
  possono  essere.  Abbiamo  un'esigenza  che  é  di  tutti  e  non
  soltanto delle  opposizioni che parlano in un certo modo o di chi
  in questo momento sta prendendo la parola.  L'esigenza é  che noi
  non  dobbiamo  parlare  soltanto  contro  la  mafia  ma  dobbiamo
  soprattutto  agire e agire significa essere veloci nell'approvare
  questo disegno  di  legge  e non ci deve essere alcun sospetto da
  alcuno  perché  quest'ombra del sospetto ingigantisce il fenomeno
  mafioso  perché  su  alcune questioni poste dalle opposizioni, su
  alcune  problematiche  che si ravvisano in questioni di principio
  come  la  licitazione privata, come la stazione unica appaltante.
  Ebbene la  Merloni  ter  si basa su questi principi che invece la
  sinistra - dico giustamente - vorrebbe non confermare e su cui si
  é  confrontata  anche correttamente la maggioranza. Il problema é
  che noi non dobbiamo parlare della mafia ma dobbiamo agire contro
  la  mafia  e  dobbiamo,  soprattutto,  evitare  di demonizzare il
  fenomeno  mafioso  perché  in  tutta  Italia  una  legge  che noi
  approveremo in maniera diversa sicuramente consente probabilmente
  l'infiltrazione   dell'attività  criminale  delle  organizzazioni
  criminali ma solo da noi si parla di mafia perché solo in Sicilia
  c'é questa parola che definisce ciò che, altrove, pure esiste. Il
  rischio  é,  signor  Presidente,  che  noi parlando così tanto di
  mafia  facciamo  un  doppio  danno alla Sicilia.  Il primo perché
  purtroppo  c'é  e s'infiltra e riesce a governare alcuni processi
  impedendo  lo  sviluppo  economico della nostra terra. Il secondo
  danno  che  noi  facciamo  é  che  demonizzando  questo  fenomeno
  rischiamo  di  apparire  come il popolo dei mafiosi come la terra
  della mafia e così non é perché qui dentro noi che rappresentiamo
  la  Sicilia  onesta,  la Sicilia che lavora, la Sicilia che vuole
  farsi  avanti nella vita e nel mondo, abbiamo anche l'esigenza di
  dire  che  la mafia deve essere ricondotta, combattuta attraverso
  il  buon  senso  e  anche  il  coraggioso  esempio  di  quanti si
  impegnano per lottare contro.
       Signor Presidente, che sia questa la volta giusta ma che sia
  anche  la volta giusta per dirci le cose in assoluta franchezza e
  senza che la smania di protagonismo che si agita in talune forze,
  che  sono  dell'opposizione, ma sono anche dentro la maggioranza,
  paralizzino o impediscano il dialogo democratico.
       E qui, dissento,  da quanti hanno affermato che hanno lodato
  la capacità di ascolto dell'assessore Scammacca.
       Io  non lodo l'assessore Scammacca per quello che ritengo un
  dovere,  che  attiene  alla  normalità  dei  rapporti  che devono
  configurare gli equilibri tra chi governa e questa Assemblea.
       L'onorevole  Scammacca  ha  semplicemente  dimostrato che un
  impegno  del  Governo: la legge sugli appalti, è un impegno della
  maggioranza  di  portare  a compimento questa legge con la dovuta
  competenza  da  parte  sua, con l'assiduità di un lavoro che oggi
  trova qui, forse, il felice momento di avvio.
       Mi  associo  a  quanti  hanno  valutato positivamente questa
  giornata,  ma  dico che, in maniera molto moderata, ho apprezzato
  le  affermazioni  dell'onorevole  Spampinato  che  ha saputo fare
  anche   un   passo  indietro  rispetto  ad  una  posizione  prima
  intrapresa  nel  valutare  positivamente l'operato del Presidente
  della  Commissione,  l'operato  della  Commissione  tutta  che ha
  lavorato  insieme  all'assessore  Scammacca per dare alla Sicilia
  una legge importante, ma una legge che noi, certamente, esiteremo
  col favore di tutti.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Formica, ne ha
  facpltà.

     FORMICA.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, finalmente
  Finalmente arriva  in Aula, in questa vecchia Aula, un disegno di
  legge  fondamentale,  una norma che può avere riflessi importanti
  non solo  sull'oggi,  ed  è  già tanto, ma anche sul domani e sul
  nostro futuro, sia  come cittadini sia come amministratori e come
  possibilità di sviluppo per la nostra terra.
       Dico finalmente perché  è una norma che la Sicilia aspettava
  da almeno nove anni, perché si è capito subito che la legge n. 10
  non poteva essere applicata.  E  si  è  capito  subito che la non
  applicazione di quella norma ha causato guasti enormi alla nostra
  Regione, guasti che  si  sono tradotti nella impossibilità per la
  regione Sicilia di poter utilizzare i fondi del POP 94/99, cioè i
  fondi della Comunità economica europea.
       Lascio immaginare a tutti voi ciò che ha significato, per la
  Sicilia e per  lo sviluppo di questa terra, non potere utilizzare
  un flusso finanziario  che  invece ha consentito ad altre regioni
  d'Italia e d'Europa,  come  l'Irlanda, il Portogallo e la Spagna,
  di uscire da  una  situazione  di  sofferenza,  di  povertà, e ha
  consentito a quelle  Regioni  di mettersi al passo con le regioni
  più sviluppate d'Europa.
       Quindi,   ognuno  di  voi,  ognuno  di  noi  comprende  bene
  l'importanza  che  ha  questa  legge  sugli  appalti  e quindi il
  "finalmente" con cui ho iniziato.
       Ma  il "finalmente" ha  anche  un altro grande significato e
  questo si  ricollega  un  po'  ai  temi  che  da  sempre Alleanza
  nazionale ha portato avanti, non solo in Sicilia, ma in Italia, e
  cioè i temi della legalità, della trasparenza e dell'efficienza.
       E non per  fare  della  pura  retorica,  perché  anch'io  mi
  associo alla collega di Nuova Sicilia che ha parlato prima, non è
  con la pura retorica  che  si va a sconfiggere la mafia piuttosto
  che il malaffare. Ma  è vero che ci sono alcuni principi che sono
  imprescindibili e a cui  ci  si  deve  attenere  e  dai quali non
  bisogna derogare.
       Quindi, finalmente anche per questo, perché grazie al lavoro
  che ha svolto  la  Commissione  con  il suo Presidente, onorevole
  Beninati,  grazie,  quindi,  a questo lavoro certosino, grazie al
  contributo  fattivo  che è stato dato dalle forze di opposizione,
  che  sui  temi  come questo, che interessavano l'intera Sicilia e
  che  erano  richiesti  un  po'  da  tutte le categorie sociali ed
  economiche   della  nostra  regione,  hanno  dato  un  contributo
  schietto;  a volte ci siamo anche scontrati, abbiamo discusso, ma
  hanno dato un grande contributo alla stesura di questo disegno di
  legge  che,  badate bene, a volte la rivendicazione di un piccolo
  orgoglio non fa male.
       Noi ci  sentiamo oggi di dire che abbiamo esitato un disegno
  di legge  che, partendo dalla falsariga della "Merloni ter", cioè
  della  legge  nazionale,  la  migliora  sotto  molti  aspetti, la
  completa sotto  molti  aspetti e consente alla regione Sicilia ed
  al Parlamento  siciliano  di  potere, in tempi brevi, esitare una
  norma che  può  portare  con  orgoglio la nostra regione di nuovo
  all'avanguardia nel panorama nazionale.
       Quindi,  io   mi  rallegro  che  ci  sia  questo  clima  nel
  Parlamento oggi,  che  inizia la discussione di questo disegno di
  legge, spero  che  ci sia una rapida approvazione in maniera tale
  che non si  dica  mai  più che la Sicilia deve perdere i fondi di
  Agenda 2000,  che la Sicilia deve rinunciare allo sviluppo o deve
  rinunciare alle infrastrutture per farli avere agli altri.
       Lo sappiamo tutti: quando noi non utilizziamo i fondi, altri
  si rallegrano,  perchè  altri  li utilizzano e si fanno belli, si
  fanno forti e avanzano con i soldi che erano destinati a noi.
       Quindi   il   mio  rallegramento  e  il  mio  sentimento  di
  contentezza è  oggi  per  questa  norma che è arriva in Aula dopo
  tanti anni  e  perchè, finalmente, non si dica più che perdiamo i
  fondi.
       Vorrei  fare pure un'altra riflessione. C'è stata una grande
  polemica, spesso  a  ragione  ma,  a  volte,  anche a torto sulla
  stampa  sulla  inefficienza  di  questo Parlamento, sul fatto che
  questo   Parlamento  non  lavora  abbastanza  e  non  ha  esitato
  abbastanza leggi.
       Ma l'attività  di  un parlamento si misura dalla quantità di
  leggi, spesso inutili, spesso dannose, che ci fanno gridare che è
  tempo   di   delegificare   o,   meglio,  si  misura  la  qualità
  dell'attività  legislativa  di  un  parlamento  dalla consistenza
  delle leggi  che si portano avanti, dalla qualità delle leggi che
  si portano avanti?
       Se  questo  Parlamento riesce ad approvare questa norma, che
  per ben otto  o  nove anni non si è riusciti ad esitare per i più
  svariati motivi,  ha fatto più di metà del proprio dovere, perchè
  io non  ritengo che nella legislatura precedente si sia fatta una
  norma di tale portata.
       Quindi, un ringraziamento, per quanto mi riguarda, a tutti i
  componenti  di  questo  Parlamento  che hanno dimostrato tutto il
  loro  buonsenso  nel  collaborare  a migliorare questo disegno di
  legge.

     PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione sull'articolo 1.

     BENINATI,  Presidente  della Commissione e relatore. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BENINATI,  Presidente  della  Commissione  e  relatore. Signor
  Presidente,   le   chiedo   formalmente,  data  anche  la  natura
  dell'articolo,  che  certamente ha aperto un dibattito attento su
  tutto   ciò   che   riguarderà   il   procedimento  della  legge,
  l'accantonamento  in quanto, Signor Presidente, questo articolo è
  opportuno  trattarlo  alla  fine  perchè,  sull'evoluzione  degli
  articoli  che  si  esiteranno nel corso dell'esame del disegno di
  legge,  sarà  possibile  anche rivedere l'abrogazione, o meno, di
  qualche norma.
       Pertanto,  per  queste  motivazioni, credo che sia opportuno
  l'accantonamento dell'articolo 1.

     PRESIDENTE.  Non sorgendo osservazioni, così rimane stabilito.
  Comunico che l'articolo 2 verrà posto in discussione nella seduta
  di domani mattina.


   Presidenza del presidente LO PORTO


    SVOLGIMENTO DI  INTERROGAZIONI  E  INTERPELLANZE  DELLA RUBRICA
    "SANITA'"

     PRESIDENTE.   Si   passa  punto  IV  dell'ordine  del  giorno:
  Svolgimento  di  interrogazioni  e  interpellanze  della  Rubrica
  "Sanità".

     CRACOLICI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRACOLICI.  Signor  Presidente, credo che, alla luce del fatto
  che  le  ventinove  interrogazioni  risalgono anche a tempi assai
  lontani  dal  momento  in  cui  ne  discutiamo,  una  parte delle
  interrogazioni obiettivamente sono già superate o dalla soluzione
  del  problema  posto  o  da  altre  ragioni che, in qualche modo,
  l'assessore  in  un  minuto  potrebbe  definire  la  quantità  di
  interrogazioni  che sono superate dal tempo. Per le altre io sono
  convinto  -  l'avevamo un po' abbozzato come idea all'assessore -
  che quattro-cinque interrogazioni, anche per il rilievo generale,
  al  di  là  del  quesito specifico, possono essere oggetto di una
  discussione  d'Aula  e  informazione anche sulle iniziative e sui
  provvedimenti  che  sono  in  corso  d'opera da parte del Governo
  rispetto alle questioni poste.

     PRESIDENTE. Si  procede  con lo svolgimento dell'interpellanza
  numero  31   "Iniziative   in   merito  all'assistenza  sanitaria
  indiretta", degli onorevoli Cracolici e Capodicasa:

             All'Assessore per la sanità, premesso che:

             -  il  Servizio  sanitario  nazionale  garantisce  la
           tutela della salute ai  cittadini con proprie strutture
           o attraverso presidii esterni convenzionati, ex art. 48
           della legge 883 del 1978;

             -  tali  strutture, nel sottoscrivere le convenzioni,
           si sono sottoposte a limitazioni, tra cui una riduzione
           delle  tariffe  rispetto a quelle stabilite dall'ordine
           professionale,  il  rispetto  di  standards  e un tetto
           massimo di prestazioni;

             - in atto i rapporti  convenzionali sono regolati dai
           DD.PP.RR. 119 e 120 del 23  marzo  1988,  in  regime di
           'prorogatio';

             -  solo  per alcune patologie  gravi,  ed  in  luoghi
           sprovvisti di specifici presidii pubblici o privati, la
           Regione siciliana, con legge n.  88  del 1980 integrata
           dalla legge n. 40 del  1984, ha consentito l'assistenza
           sanitaria  indiretta  e   per  prestazioni  che  'siano
           giudicate indispensabili e  insostituibili  alla tutela
           della salute del cittadino';

             - per tali prestazioni è  stato  disposto il rimborso
           diretto  all'interessato senza possibilità di delega se
           non vidimata con atto notarile;

             - nella provincia di Agrigento  e  in  altre province
           operano  da  tempo  centri  (e  di altri si preannuncia
           l'apertura)  che si avvalgono dell'assistenza indiretta
           erogando     prestazioni     fuori     dal     traffico
           libero-professionale   dell'Ordine  dei  Medici,  senza
           rispettare budget, tetti di spesa, mancati rimborsi per
           sforamenti  e  utilizzano  per  i rimborsi, deleghe non
           redatte con l'assistenza del notaio;

             - tale selvaggia proliferazione comporta un danno per
           le  strutture  pubbliche  e convenzionate, determinando
           un'illegittima  concorrenza  e  un'abnorme lievitazione
           della spesa oltre ogni tetto e controllo;

             -  ciò  è stato  dichiarato  dal  Direttore  Generale
           dell'ASL di Agrigento che ha denunciato che nel giro di
           pochi mesi, nella sola ASL  di  Agrigento,  la  spesa è
           lievitata  da  1.500 milioni di  lire  a  oltre  17.000
           milioni di lire;

             - tutto ciò  comporta un'illegittima concorrenza alle
           strutture pubbliche o  convenzionate e un inaccettabile
           aggravio della spesa, e  peraltro  non  garantisce  una
           migliore qualità nell'erogazione delle prestazioni agli
           utenti;

             -    tale    situazione     è     stata    denunciata
           dall'Associazione nazionale delle istituzioni sanitarie
           ambulatoriali private senza  ottenere  alcun efficace e
           risolutivo intervento;

             - con la finanziaria 2002 è stata approvata una norma
           che proroga il regime della  convenzionata  sino  al 30
           giugno 2002;

             per conoscere:

             -   se  la  situazione  descritta  sia  a  conoscenza
           dell'Assessore regionale per la sanità;

             - se non ritenga di  dovere disporre un'ispezione per
           verificare    l'esistenza    di    tali   anomalie   e,
           eventualmente, interessare le autorità competenti;

             - se comunque non ritenga  di  dovere intervenire per
           riportare a normalità la situazione esistente.

             (25 marzo 2002)

                                         CRACOLICI - CAPODICASA

       Ha facoltà di  parlare  l'onorevole Assessore per rispondere
  all'interrogazione.

     CITTADINI, assessore per  la  sanità.  Signor  Presidente,  in
  merito   all'assistenza   indiretta,   voi   sapete   tutti   che
  l'assistenza indiretta era  stata  sospesa  con legge nazionale a
  decorrere dal 31 dicembre del  2000, poi è stata prorogata per un
  anno ancora fino al  2001  e  nel  2001  è  stata definitivamente
  soppressa.  Per motivi  di  operatività  nella nostra Regione era
  stata prorogata fino a  febbraio  quando poi la legge finanziaria
  l'ha abolita con il termine ultimo del 30 giugno.
       Vi  è  stata molta preoccupazione nei confronti dell'impatto
  economico dell'assunzione indiretta sull'assistenza pubblica, sui
  fondi  sanitari.  In realtà, devo dire che, fortunatamente, non è
  stato così per tanti motivi.
       Due  forme di assistenza indiretta, cioè quella che riguarda
  la dialisi, quella più corposa dal punto di vista dell'assistenza
  indiretta, era già pagata al 100%, cioè non c'era la decurtazione
  del 50%  che  si  è  sempre  operata sulla indiretta, e lo stesso
  riguardava  la  radioterapia.  Di conseguenza, questi fondi erano
  stati già impegnati e spesi dalle rispettive AUSL.
       Per  tutte  le altre forme che riguardavano la radiologia, i
  laboratori,  la  lettera  C abolita e così via, si è deciso, dopo
  un'attenta disanima a livello di tutte le AUSL provinciali che ci
  hanno  fornito  il  numero  preciso delle aziende, si è deciso di
  consolidare  il  bilancio  del  2001  che  per loro è una perdita
  perché  finora  il 50% veniva pagato dal cittadino mentre l'altro
  50% dalla AUSL.
       A  questo  punto noi pagheremo soltanto il 50% dell'AUSL, il
  che  vuol  dire  in  termine  pratico  che le aziende che attuano
  l'assistenza  sanitaria  indiretta  devono  erogare la metà delle
  prestazioni.  Le  prestazioni  devono  essere  erogate secondo il
  tariffario che era previsto e che non tutti hanno rispettato - ma
  questo è imposto - e a questo punto consideriamo che il risparmio
  del  50%  sulle  aziende  con  bilanci consolidati del 2001 possa
  andare  a  compensare  le  nuove  società  che  sono  immesse  in
  indiretta a decorrere da gennaio.
       Quando  si  è  sparsa  la  voce  che  sarebbe  stata abolita
  definitivamente,  molte piccole aziende di fisiokinesiterapia, di
  terapia,  di  laboratorio  hanno  fatto  le domande di immissione
  nella  indiretta,  sono  state budgettate e, di conseguenza, sono
  entrate nel sistema.
       A  conti  fatti  in tutte le AUSL siciliane avevamo 51 nuove
  unità  di  richiesta di immissione per la fisiokinesiterapia e 49
  per tutte le altre branche messe assieme.
       Tutte  queste  sono  state immesse negli ultimi mesi con una
  procedura  discutibile dal momento che vi era un blocco, comunque
  era stato fatto.
       Abbiamo  valutato  questi  bilanci  consolidati   nel  primo
  quadrimestre  proiettandoli  sui  dodici mesi, li  abbiamo  posti
  naturalmente  anche questi al 50% e con questo riteniamo  che  il
  sistema possa tenere.
       Vi  erano  anche sei case di cura soltanto (erano sette case
  di  cura  che  avevano  chiesto  di  passare dalla indiretta alla
  diretta, due  a  Siracusa,  una  a  Ragusa,  una a Messina, una a
  Catania,  una  a  Marsala,  una a Palermo che ha rinunziato), che
  hanno  di conseguenza immesso circa 500 posti in più nel sistema,
  il che  ha  messo  un  po'  in crisi la rimodulazione della rete.
  Però, questo era un passo assolutamente inevitabile perché queste
  erano già autorizzate avendo fatto la domando e, secondo le nuove
  norme sull'accreditamento, dovevano essere immesse.
       Stiamo rimodulando la rete.  Voi sapete che c'è in  atto una
  commissione che lavora ormai da un mese alacremente.  Martedì, 21
  presenteremo  i  risultati  di  questa  rimodulazione   in  sesta
  commissione  per  discuterli e, se poi sarà  approvata,  speriamo
  entro  il  mese,  entro  la  prima  decade  di  agosto  di  avere
  completato   questa  rete  ospedaliera  che  ci   consentirà   di
  fronteggiare i  ricorsi,  che già sono in corso, di nuove Case di
  cura  in  costruzione che chiedono già autorizzazione preliminare
  ed eventualmente chiederebbero l'accreditamento.
       Credo che  non  vi sia altro da dire, sono a disposizione di
  chiunque volesse porre domande sull'accreditamento.

     PRESIDENTE. Ha facoltà  di  parlare  l'onorevole Cracolici per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

     CRACOLICI. Mi dichiaro insoddisfatto.

     PRESIDENTE.  L'interpellanza  numero  6  "Completamento  della
  prevista rete dei  consultori  familiari in Sicilia ed iniziative
  per il loro potenziamento", degli onorevoli Barbagallo, Genovese,
  Gurrieri, Tumino e Zangara, decade.
       L'interrogazione  numero   184   "Accertamenti  relativi  ai
  ritardi nella realizzazione  della Centrale operativa della Croce
  Rossa per la  gestione  delle  urgenze nel territorio siciliano",
  degli  onorevoli Savona,  Borzacchelli  e  Fratello,  si  intende
  trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
       Si procede con lo svolgimento dell'interrogazione numero 216
  "Interventi in materia di  gestione  del  servizio di emergenza e
  del 118", degli onorevoli Giannopolo e Speziale:

             Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore per la
          sanità, premesso che:

             - ai  commi  1,  2,  3,  4  dell'art.  11 della legge
          regionale  30.12.2000, n. 36, vengono definiti i criteri
          per la  proroga  del termine per la gestione del sistema
          di emergenza e del numero 118;

             -  al  punto 1 dell'art. 2 della convenzione medesima
          viene  indicato  che,  per  lo  svolgimento del suddetto
          servizio,  la  Croce  rossa  italiana può costituire una
          società  mista,  la   costituzione   della  quale  viene
          definita dal punto n. 2 del sopracitato articolo;

             -  all'art.  3  della  convenzione  viene indicata la
          dislocazione dei mezzi e la loro tipologia;

             -   agli   articoli   4  (modalità  di  servizio),  5
          (registrazione  degli  interventi)  e  6  (controlli  di
          qualità)  vengono  ben  disciplinati  i requisiti per lo
          svolgimento  del  servizio  ed i controlli sull'utilizzo
          dei mezzi e del personale;

             per sapere:

             -  se  quanto  previsto dall'art. 11 della già citata
          legge  regionale  30.12.2000,  n.  36  e descritto nella
          nuova  convenzione, sia  stato  oggetto  di una verifica
          circa   lo   stato   di  attuazione  e  attivazione,  in
          osservanza  a  quanto  disposto  al comma 4 dell'art. 11
          della  legge  regionale 30.12.2000, n. 36 e disciplinato
          all'art. 17 della nuova convenzione;

             -  se  non  ritenga  opportuno  proporre una modifica
          della  convenzione  eliminando  l'ipotesi  della società
          mista e valutando altri strumenti quali il consorzio.

             (Gli   interroganti   chiedono   lo  svolgimento  con
          urgenza)

             (1 ottobre 2001)
                                       GIANNOPOLO - SPEZIALE

       Ha facoltà di  parlare  l'onorevole Assessore per rispondere
  all'interrogazione.

     CITTADINI, assessore per la Sanità.  Signor Presidente, questa
  è  certamente  l'interrogazione  più  complessa.  Abbiamo provato
  anche  a  dare una risposta in sesta Commissione e francamente la
  situazione è molto complessa e confusa.
       Voi  sapete  che  l'Assessorato  aveva  recepito  una  Legge
  regionale  del  30  dicembre  del  2000 poi approvata il 31 marzo
  2001, su parere conforme reso dalla sesta Commissione legislativa
  e  venne stipulata questa convenzione con la Croce Rossa Italiana
  - Comitato  per  la  Sicilia  -  e  questa convenzione con la CRI
  prevedeva  all'articolo  2  la  possibilità  che  la  Croce Rossa
  Nazionale  stabilisse  di  propria iniziativa se agire attraverso
  una società mista o in prima persona in questa convenzione.
       La  Croce  Rossa  Nazionale  fece sapere che non aveva alcun
  interesse  ad  agire   attraverso  la società mista e che avrebbe
  gestito il servizio in proprio.
       La  convenzione  prevedeva  innanzitutto l'ampliamento delle
  postazioni di '118' da 125 a 147, cioè 22 ambulanze in più di cui
  circa  20  attrezzate  ed equipaggiate per la rianimazione, unità
  mobili  di  rianimazione;  prevedeva, altresì, che tutte le altre
  ambulanze,   altre   127   circa,   venissero   dotate   di   una
  strumentazione  di base indispensabile, quale per esempio sistemi
  rianimatori,  tutto  l'apporto  dei  gas  indispensabili  per  la
  rianimazione e così via.
       Il  primo passo avrebbe dovuto essere quello del recepimento
  del personale.
       Posto  che  ogni ambulanza, con la nuova legge, ospita dieci
  operatori,   si   trattava   di  assumere   1.470   persone.   La
  raccomandazione  da parte dell'Assessorato  regionale  era  stata
  quella di rispettare al massimo le  professionalità  che a titolo
  di volontariato avevano lavorato per  anni  all'interno di questo
  sistema.
       Data la difficoltà di  gestire un concorso per 1.470 persone
  a livello di Assessorato, venne danno l'incarico dalla Presidenza
  della Regione, dal Governo, all'Agenzia  regionale  del lavoro di
  procedere alle assunzioni. L'Agenzia a sua  volta  si è collegata
  con il CIAPI che ha impiegato un  tempo  enormemente lungo perché
  lì vi era una diatriba sulle caratteristiche di base che dovevano
  possedere, per esempio essere in possesso  del  patentino, di una
  patente di una certa tipologia, non avere  condanne penali e così
  via.
       La cernita di questo personale è iniziata almeno a settembre
  dell'anno scorso ed è stata completata soltanto pochi giorni fa.
       Adesso è stato selezionato chi ha diritto ad essere assunto.
  Adesso inizieranno i quiz, gli esami in parole povere, e vi è una
  garanzia  completa  da  parte  della  Croce  Rossa  di  garantire
  l'assunzione di queste 1.470  persone  entro il 1  novembre 2002,
  completando l'immissione in ruolo.
       La mancanza del personale  è  stato  uno  dei  motivi che ha
  impedito  l'acquisto delle nuove ambulanze,  perché  si  era,  in
  pratica, identificata la necessità di  valutare  se  le ambulanze
  attualmente in dotazione alla Croce Rossa  o  alle  società miste
  che partecipavano erano adeguate ancora al trasporto di malati.
       L'ambulanza non deve avere  più  di cinque anni di vita, non
  deve avere più di 150 mila chilometri. Alla  luce  di questi dati
  si  era visto che almeno il 70 per  cento  del  parco  automobili
  della Croce Rossa avrebbe dovuto essere rinnovato.
       Però, la Croce Rossa sostiene che non  può  agire al rinnovo
  di queste attrezzature se non dopo avere  prima avuto gli autisti
  in grado di guidare queste macchine,  o gli autisti soccorritori;
  in  secondo  luogo,  avere attivato  la  nuova  convenzione  che,
  naturalmente,  è  molto  più onerosa  per  il  Sistema  sanitario
  nazionale rispetto alla vecchia convenzione.
       Questi  sono  stati  i  motivi  dei  ritardi  clamorosamente
  lunghi.
       Poi, la difficoltà per  la Croce Rossa Italiana di immettere
  nei  suoi  ranghi   delle   persone   che   non   avessero  certe
  caratteristiche, che per loro  sono fondamentali, ha fatto sì che
  la Croce Rossa escogitasse il sistema di creare una società mista
  all'1% in modo che, all'interno di questa piccola rappresentativa
  società, si potesse introdurre del personale.
       Questo è lo stato attuale della faccenda.
       Deve essere chiara una cosa: nel  frattempo  è stato chiesto
  in  sesta  Commissione,  ma  poi  non c'è  stato  tempo  per  una
  discussione  in cui avremmo potuto anche  portare  il  fatto  che
  esiste  già una mappa molto precisa  di  collocazione  delle  147
  unità nei vari punti nevralgici, una mappa che è stata creata, ne
  abbiamo discusso in sesta Commissione  con  l'onorevole Cracolici
  in particolare, per fare in modo che  nello  stesso  paese, nello
  stesso centro, non vi fosse, per esempio,  il pronto soccorso, il
  PTE, il 118 e magari anche l'elicottero e  poi  il  paese vicino,
  invece, ne fosse totalmente sguarnito.
       Questa mappa è stata ridisegnata completamente. Io penso che
  quello che più  interesserebbe la Commissione legislativa sarebbe
  di verificare la bontà  di questa mappa, anche confrontata con le
  embricature rispetto alle altre.
       Noi abbiamo chiesto  ai  PTE,  cioè  Punti  territoriali  di
  emergenza, che hanno  assorbito  personale dalle guardie mediche,
  di fare in modo che  nello  stesso  centro  non  vi siano guardie
  mediche, PTE e 118.
       Per fare questo le guardie mediche obiettano  che lo statuto
  del medico di guardia medica  è  diverso da quello del medico del
  PTE. Per esempio la  guardia medica può prescrivere farmaci i PTE
  non li possono prescrivere.
       Abbiamo  proposto  alla  Federazione  dei   medici  di  fare
  un'indennità  integrativa,  in  modo  che  possano  eventualmente
  assolvere a questo piccolo compito con  un grande risparmio.
       Devo dire che, ancora una  volta,  regioni confrontabili con
  la nostra come il Veneto, l'Emilia Romagna hanno  da  110  a  140
  guardie  mediche,  mentre  noi  ne  abbiamo  460  attualmente  in
  servizio,  quattro volte in più di  qualunque  altra  regione.
       I costi sono diventati insopportabili.  Per esempio, oggi un
  posto di PTE, cioè di emergenza territoriale, costa un miliardo e
  200 milioni di lire e di conseguenza la provincia di Catania, per
  esempio, che si è trovata nello statuto dei  PTE 21 centri di PTE
  ha fatto sapere che ne vuole attivare tre  perché  ha  le risorse
  soltanto per tre o non ne per 21.  Lo  stesso  Messina  che ne ha
  16,  Palermo ne ha 4 e probabilmente ha  bisogno  di  un  piccolo
  aumento.
       Tutto questo per dire  che  stiamo cercando di elaborare una
  rete  complessiva  di area di  soccorso,  di  emergenza.  Abbiamo
  implementato anche di una unità  l'Elisoccorso che è fondamentale
  per la zona di Messina, ponendo un elicottero sulla elisuperficie
  dell'ospedale  Piemonte e spostandolo nei  quattro  mesi  estivi,
  come da richieste pressanti, sulle isole Eolie.  Dal 1  giugno al
  30  settembre  ,  l'elicottero  è   posato   sulla  elisuperficie
  dell'ospedale  di  Lipari  e negli altri otto  mesi  è  sempre  a
  Messina ma sempre nell'interesse di questa zona.
       Stiamo  valutando la  possibilità  di  acquistare  un  sesto
  elicottero  perché,  per  esempio,  nelle   isole   Pelagie  o  a
  Pantelleria hanno un unico elicottero e quando l'elicottero parte
  per un viaggio di tre ore da Lampedusa  a  Palermo,  in attesa di
  poterlo attivare ad Agrigento, molto spesso se parte la richiesta
  da  Pantelleria  o da Lampedusa stessa,  ci  sono  condizioni  di
  grandi difficoltà perché l'elicottero deve partire da Catania con
  tempi lunghi di percorso.
       E'  stato  ampiamente  detto  in   sesta   Commissione   che
  attualmente  agiamo  secondo  la  convenzione   che   è   scaduta
  ampiamente  nel luglio del 2001,  l'ultima  scadenza  perché  era
  stata  firmata  a marzo, doveva essere  attivata  a  giugno,  poi
  luglio, poi c'è stata una proroga a  settembre.  E' stata persino
  ventilata  la  possibilità  di bloccare  questa  convenzione,  di
  pensarla  in  maniera  diversa  e  questo   è   anche   il  senso
  dell'interrogazione.
       Pragmaticamente si è detto che  questo  è  un  anno che si è
  perduto, è un anno che comunque si è impiegato per delle manovre:
  assunzione del personale, acquisto delle macchine, acquisto delle
  attrezzature  che  andavano  fatte  e   se  ricominciamo  daccapo
  francamente siamo di fronte all'eventualità  di  perdere un altro
  anno.
       Ci  rendiamo  conto  che   nessuno   di   questi  ritardi  è
  comprensibile  pienamente  in   una   logica   di  contratto,  di
  convenzioni, però, è avvenuto ed  io  non  credo  che  in  questo
  momento convenga ribaltare la situazione.

     PRESIDENTE. Ha facoltà  di  parlare l'onorevole Giannopolo per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

     GIANNOPOLO. Signor  Presidente, onorevole assessore, onorevoli
  colleghi, io non posso dichiararmi  soddisfatto  per  due motivi:
  innanzitutto  perché   c'era  un problema  di  acustica,  non  ho
  sentito bene l'intero intervento dell'assessore e quindi non sono
  in  grado  di  apprezzare. Ma quelle poche  che  ho  sentito  non
  vengono incontro alle questioni che  con  l'interrogazione  erano
  state poste. Se erano state fatte delle verifiche sull'attuazione
  della convenzione è così come previsto dalla legge e dalla stessa
  convenzione,  in  ordine al numero  di  postazioni  attivate,  ai
  requisiti dell'ambulanza, in ordine ai  requisiti del personale e
  tante altre questioni che sono richiamate dai  vari  commi  e dai
  vari articoli della convenzione.
       Non  mi  pare che questi controlli  siano  stati  fatti.  In
  secondo  luogo,  la  questione  era   che  veniva  stipulata  una
  convenzione con la Croce Rossa, la quale  non aveva attivato alla
  data in  cui fu stabilito che dovesse essere attivato il servizio
  di 118, così come previsto dalla medesima convenzione, e la legge
  disponeva che, a far data dal primo aprile 2001, qualora la Croce
  Rossa non  attivava  il  servizio  secondo il dettato della legge
  della convenzione, il servizio veniva disimpegnato dalle AUSL.
       Altra questione vera, comunque, che noi poniamo è che il 118
  non  può  essere  privatizzato e privatizzato male, perché fino a
  quando  è   privatizzato   e   funziona,  va  bene   Ma  è  stato
  privatizzato  e  privatizzato  nelle  mani sbagliate, con pesanti
  risultati e riflessi negativi sulla utenza.
       Il tema  vero che noi proponiamo è questo e, quindi, se alla
  luce dell'esperienza  fin  qui  fatta non sia il caso di chiudere
  questa   esperienza   e  di  valutare  altre  possibilità,  altri
  strumenti.  Quindi,  io  rimango  insoddisfatto,  perché  il tema
  vero che  noi abbiamo posto, lo sfascio del 118, la scelleratezza
  del 118  in  Sicilia  se  deve  ancora continuare in questo modo,
  oppure se  ci  dobbiamo  mettere  un  punto  per  determinare una
  svolta, rispetto  a tali questioni non mi pare che vi siano state
  risposte.

     PRESIDENTE. Le interrogazioni n. 234 "Interventi presso l'AUSL
  n.  4 di Enna  riguardo  la  gara  bandita  per l'affidamento del
  servizio di brokeraggio assicurativo", dell'onorevole Crisafulli;
  n.  241 "Notizie in  merito  allo  stato dei lavori d'ampliamento
  dell'ospedale 'Muscatello' di  Augusta  e  di  completamento  del
  nuovo ospedale di  Lentini",  degli  onorevoli Sbona e Burgaretta
  Aparo;   n.   268   "Completamento   dei  lavori  di  ampliamento
  dell'ospedale 'Dei  Bianchi'  di  Corleone  (PA)", dell'onorevole
  Antinoro;  e n.  319  "Garanzie  di  un  accettabile  livello  di
  prestazioni sanitarie  in  provincia di Siracusa", dell'onorevole
  De Benedictis, si  intendono  trasformate  in  interrogazioni con
  richiesta di risposta scritta.
       Le interpellanze n.  10 "Notizie circa l'ipotizzata chiusura
  dell'ospedale di San  Cataldo (CL)", dell'onorevole Galletti e n.
  11 "Ripristino  del servizio territoriale recentemente interrotto
  presso  l'AUSL  n.   4   di   Enna",  dell'onorevole  Crisafulli,
  decadono.
       Si procede con  lo  svolgimento delle interrogazioni n.  329
  "Notizie sulla creazione  di  un'ulteriore divisione di chirurgia
  epatobiliare presso l'ospedale Civico di Palermo", dell'onorevole
  Cracolici e n.  330 "Razionalizzazione dell'attività di trapianto
  svolta presso l'ospedale  Civico  di  Palermo",  degli  onorevoli
  Cracolici e Capodicasa:

             Al Presidente della  Regione  e  all'Assessore per la
          sanità, premesso che:

             - il quotidiano  la  Repubblica, edizione di Palermo,
          il giorno 14 novembre  ha  pubblicato la notizia secondo
          cui il direttore  generale  della  A.R.N.A.S., Civico di
          Palermo, avv. Carmelo Piazza, ha creato una divisione di
          chirurgia epatobiliare, pur non essendo essa prevista né
          dal piano sanitario regionale  né dalla legge di riforma
          sanitaria n. 229 del 19 giugno 1999;

             -  secondo  lo  stesso articolo, la direzione di tale
          divisione è stata  affidata al dott. Pierenrico Marchesa
          (che, secondo l'articolo, sarebbe parente dell'onorevole
          Marzio Tricoli);

             - il dott. Marchesa aveva partecipato al concorso per
          la  direzione  della  divisione  di  chirurgia d'urgenza
          dell'Ospedale  Civico ma, benché considerato idoneo, non
          si  era  aggiudicato  il  posto:  per  questi motivi, il
          direttore  generale  ed  il  direttore  sanitario  hanno
          ritenuto 'necessario' creargli un primariato ad hoc;

             -  al  Civico esistono già due strutture chirurgiche,
          altamente  qualificate,  che  si  occupano  di patologie
          epato-biliari,  quella  di  chirurgia oncologica diretta
          dal  dott.  Nicola  Mezzatesta e l'Istituto Mediterraneo
          per i trapianti;

             -  la  direzione generale non fa nulla per permettere
          al dott.  Carmelo Marini,  vincitore del concorso per la
          chirurgia  d'urgenza,   di   entrare  effettivamente  in
          servizio e di poter  operare  secondo quegli standard di
          qualità  necessari  a   rispondere   alle  esigenze  dei
          pazienti, oltre che a  quelle  del professionista che si
          trasferirà dagli Stati  Uniti,  dove lavora attualmente,
          solo a precise condizioni;

             -  la  Procura della Repubblica ha aperto un'indagine
          per far luce sulla vicenda;

             per sapere:

             -  secondo  quale  logica  si  è  ritenuto  di  dover
          attivare    un'ulteriore    divisione    di    chirurgia
          epato-biliare presso l'Ospedale  Civico, dal momento che
          esistono  già due  servizi,  attivi  ed  efficienti, che
          coprono le necessità dei pazienti con queste patologie;

             -  con  quali  risorse  economiche, in termini sia di
          mezzi che  di  risorse  umane,  si  pensi di attivare la
          suddetta  divisione  chirurgica,  dal  momento che non è
          stata  prevista  in  alcun  documento  di programmazione
          sanitaria regionale, mentre rilevanti risorse sono state
          recentemente   investite  per  la  ristrutturazione  del
          complesso chirurgico dell'ospedale Oncologico;

             -  che  cosa intenda fare l'Assessore alla sanità per
          verificare  che  il  dott.  Marini  possa entrare al più
          presto  in  servizio  alla  direzione della divisione di
          chirurgia  d'urgenza,  con  la garanzia di poter operare
          seguendo  gli  standard  di  assistenza  ritenuti da lui
          necessari;

             -  quali  provvedimenti  intenda adottare l'Assessore
          alla  sanità  per  assicurare che non vi siano influenze
          esterne   nella   nomina  dei  dirigenti  delle  aziende
          ospedaliere, dal momento  che  la  scelta  deve  basarsi
          sulla professionalità e non su appoggi politici;

             -  quali  provvedimenti  intenda adottare l'Assessore
          alla sanità nei confronti della direzione generale della
          A.R.N.A.S.   Civico, che  ha  contribuito  a  creare  la
          programmazione dell'azienda"; (329)

             Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore per la
          sanità, premesso che:

             -  la  direzione  generale  dell'ospedale  Civico  ha
          richiesto al Ministero della Salute l'autorizzazione per
          eseguire  il trapianto di polmone presso la divisione di
          chirurgia toracica diretta dal dott. Giuseppe Muscolino,
          ignorando la presenza, all'interno della stessa azienda,
          dell'ISMETT,  struttura  creata  dalla Regione siciliana
          per   organizzare   in   Sicilia   un  centro  trapianti
          multi-organo  di eccellenza e di professionalità esperte
          nel settore, come il prof. Renato Ruggiero;

             - secondo il quotidiano La Repubblica, in un articolo
          pubblicato il giorno 17 novembre, il direttore generale,
          Carmelo   Piazza,   avrebbe   espresso  l'intenzione  di
          richiedere  una  seconda autorizzazione per il trapianto
          di fegato,  anche  se  esiste  già,  presso l'ISMETT, un
          programma avviato  da  più  di  due  anni  e  che ha già
          consentito   a   40   pazienti   siciliani   di   essere
          trapiantati;

             -  il direttore generale dell'ospedale Civico ricopre
          anche    l'incarico    di    Presidente    dell'Istituto
          Mediterraneo  per  i  trapianti,  i  quanto l'A.R.N.A.S.
          Civico è il partner pubblico di maggioranza dell'ISMETT;

             per sapere:

             - quale  programmazione sanitaria possa ammettere che
          esistano nella stessa  città  e all'interno dello stesso
          presidio  ospedaliero,  due  reparti  dove  si  eseguono
          trapianti di fegato;

             - per quale motivo, nella richiesta di autorizzazione
          per  il  trapianto di  polmone,  non  è  stato  inserito
          l'ISMETT e in particolare  il prof. Renato Ruggiero, che
          ha al suo attivo  36 interventi di trapianto di polmone,
          a fronte dell'assoluta  mancanza di esperienza del dott.
          Muscolino;

             -   in  che  maniera  il  Presidente  della  Regione,
          l'Assessore  alla  sanità  e  l'intero Governo regionale
          intendano  chiarire  la posizione dell'avvocato Piazza e
          risolvere il  suo  doppio  ruolo,  che, per quanto sopra
          descritto,  fa  emergere  un  conseguente  ed  esplicito
          conflitto d'interessi;

             -  come intenda l'Assessore fare rispettare i criteri
          di  efficienza  e  di  ottimizzazione  delle risorse, se
          l'attività  di  trapianto, invece che essere concentrata
          come   lo  stesso  Assessore  alla  sanità  ha  indicato
          recentemente,   sarà   suddivisa   e   parcellizzata  in
          differenti reparti all'interno dello stesso ospedale".(330)

       Ha facoltà di  parlare  l'onorevole Assessore per rispondere
  alle interrogazioni numero 329 e 330.

     CITTADINI,   assessore   per  la  sanità.  Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi, l'interrogazione  riguarda  il  concorso  al
  Pronto  soccorso  dell'Ospedale  Civico  di Palermo che era stato
  vinto  dal professore Marini che proveniva dall'Università di New
  York e  poi  nello stesso concorso era stato inserito, viceversa,
  un secondo  elemento  nella  graduatoria  del concorso che era il
  professore  Marchesa,  che  proviene dall'Università di Torino, è
  l'aiuto  del centro di trapiantologia del professore Salizzoni di
  Torino e,  in realtà, il Marini non è venuto mai perché  chiedeva
  determinate  garanzie  di  tipo  Nord-americano, sia a livello di
  retribuzione, sia  a  livello  di  autonomia  di  servizio  che a
  livello di  tante  altre faccende, ed allora il dottor Piazza che
  allora era il Presidente, il direttore generale dell'Ospedale, ha
  nominato  Pierluigi  Marchesa  come responsabile, però, in realtà
  facendolo  subito transitare verso la chirurgia epatobiliare, che
  era  una  branca  chirurgica ampiamente rappresentata in Ospedale
  dai   chirurghi   generali,  cioè  dal  professore  Mezzatesta  e
  soprattutto dagli operatori dell'Istituto Mediterraneo Trapianti.
       Questo  ha  creato  una grossissima conflittualità. Poi, nel
  frattempo, di  recente,  Marini  ha rinunziato definitivamente al
  primariato di  chirurgia  d'urgenza  e  questo primariato è stato
  assegnato al prof.  Pier  Luigi  Marchesa  che attualmente si sta
  occupando  della  ristrutturazione  e  dell'apertura  del  Pronto
  Soccorso.
       In  realtà, noi  sappiamo   che   Marchesa   è   un   ottimo
  trapiantologo e probabilmente era  stato  invitato  a Palermo con
  l'idea  di  creare all'interno  dell'Ospedale  Civico  un  centro
  alternativo a  quello dell'ISMETT, che è pur sempre una società a
  responsabilità  limitata,  con  capitale  totalmente  privato,  e
  collegato all'unità  di  Pittsburgh. Vi sono stati, tuttavia, dei
  contrasti  che   si  sono  evidenziati  subito  anche  per  altre
  discipline. Con  ciò,  ho  fornito la risposta alla sua ulteriore
  interrogazione sulla chirurgia toracica.
       Sulla chirurgia  toracica devo dirle, in particolare, che il
  regolamento   dice  che  l'autorizzazione  ai  trapianti  la  può
  chiedere soltanto  un  ospedale  pubblico  e di conseguenza anche
  l'autorizzazione ai  trapianti  di  cuore,  così  come quella dei
  trapianti di  polmone  è stata chiesta all'Ospedale Civico; ed in
  ogni caso  avrebbe  dovuto  chiederla  anche se avesse poi avesse
  voluto   cedere   le   competenze  all'ISMETT.  In  realtà,  tali
  competenze non  avrebbe voluto cederle.  Ed infatti c'è stata una
  grande  conflittualità nella fase terminale dell'ultima direzione
  tra le due strutture. Tuttavia, era normale che la chiedesse.
       Adesso si sta cercando di  ristabilire  una grande armonia e
  collaborazione  tra  i  reparti  dell'Ospedale  Civico  e  quelli
  dell'ISMETT, anche  perché  quest'ultimo  va  a completare la sua
  struttura entro  4-5 mesi massimo, avrà 64 posti letti e gestirli
  al di  fuori  di  una  collaborazione  intensa con l'Ospedale non
  sarebbe certamente possibile.
       Questa è la vertenza. Ormai è  stata  chiusa  e speriamo che
  non si riapra più.

     CITTADINI,  assessore  per  la  sanità.  La  mia  risposta  si
  intendeva riferita alle interrogazioni numeri 329 e 330.

     CRACOLICI. L'interrogazione n. 317 è superata.

     PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 392.

     CRACOLICI. Mi dichiaro insoddisfatto della risposta.

     PRESIDENTE.  Si  passa  all'interrogazione  n.  590 'Ispezione
  presso l'AUSL  5  di Messina e provvedimenti circa alcune recenti
  nomine di  dirigenti  di unità sanitarie locali', degli onorevoli
  Cracolici e Panarello.
       Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore.

        CITTADINI, assessore per la sanità. Questa interrogazione è
  l'unica di cui  non  ho risposta né orale, né  scritta, in quanto
  la materia è talmente complessa che abbiamo mandato un'ispezione.
  Se da un  lato  si  critica  l'operato del dr. Poli, a Messina la
  risposta su  Catania  non  è mancata.  Devo dire tuttavia che c'é
  una certa  discrepanza.  Il  dr.  Stancanelli infatti si é recato
  alla Ausl 3 ed ha potuto acquisire la documentazione dell'operato
  del dr. Poli; viceversa, il dr.  Poli non è andato alla Ausl 5 e,
  di  conseguenza,  ha  difficoltà  a  reperire  la documentazione.
  Credo che,  tuttavia, ci sono, sull'uno e sull'altro, dossier che
  non finiscono mai,  ma  che  la  Regione  non  ha  né dell'uno nè
  dell'altro.  Siccome,  comunque,  la  materia  è  veramente molto
  delicata -  e  della questione come lei sa è investita l'Autorità
  giudiziaria - e  a tutti i livelli sia in una che nell'altra ASL,
  forse è  meglio  aspettare una ventina di giorni e potrò fornirle
  una risposta molto dettagliata.

     PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di parlare l'onorevole Cracolici per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

     CRACOLICI.    Signor    Presidente,    per   quanto   riguarda
  l'assistenza indiretta a  cui  già  lei  ha  dato la risposta per
  primo,  credo  che   la   questione   con  cui  lei  ha  risposto
  all'interrogazione ci  informa  in  realtà  sui provvedimenti che
  sono stati varati  in  applicazione  della  norma che fa superare
  l'assistenza indiretta.
       Lei ha  però  giustamente fatto riferimento a un consolidato
  di bilancio  relativo all'anno 2001. E la mia interrogazione, pur
  se riferita  ad una singola azienda che è l'azienda di Agrigento,
  faceva riferimento proprio a un dato macroscopico, e cioè che tra
  il 2000 e il  2001  l'indiretta è passata da 1 miliardo e mezzo a
  17 miliardi. Quindi, voi avete consolidato i 17 miliardi.
       Allora, il  punto  è  come sia stato possibile che, malgrado
  fosse stato denunciato da più parti il buco nel sistema sanitario
  pubblico regionale, l'indiretta - oltretutto la questione è stata
  denunciata proprio  in  questa interrogazione - veniva gestita in
  dispregio alla  norma  che  prevede  che  il  rimborso vada fatto
  direttamente all'assistito  e non invece, come avveniva alla Ausl
  di Agrigento,  e  forse non solo, che il singolo imprenditore che
  opera, dicevamo,  in  regime  di  indiretta  si faccia rimborsare
  direttamente  dall'azienda.
       Questa è  violazione  del rapporto di convenzione. Credo che
  dalla sua risposta - e ne prendo atto - si evinca la necessità di
  attivare un'ispezione  presso  le  Ausl  di  Messina e Catania in
  riferimento alla vicenda Stancanelli-Poli.
       In  relazione  alla mia interrogazione, onorevole assessore,
  credo che  il  suo  assessorato avrebbe fatto bene, rispetto alle
  cose   documentate   che  sono  oggetto  dell'interrogazione,  di
  predisporre  un  accesso,  di  verificare  se  sono  state  fatte
  violazioni di  norma,  probabilmente  qualche reato, anche da chi
  doveva esercitare un  potere  di  controllo  e non lo ha fatto. E
  alla luce  di  ciò, verificare i provvedimenti conseguenti.  A me
  non basta  che lei mi dica che oggi l'indiretta viene consolidata
  al 50 per  cento  perché  stiamo consolidando al 50 per cento ciò
  che è aumentato  del  2000 per cento nell'arco di un anno  Tra il
  2000 e il  2001 in una singola azienda l'indiretta è aumentata di
  oltre il  1.200  per cento  Stiamo, quindi, parlando di un grande
  buco che si consoliderà nel breve-medio periodo.
       Per  quanto  attiene  alla vicenda  epatobiliare  anche  qui
  conosco, come lei ha riferito, la questione relativa all'ospedale
  Civico.  Quello  che  considero,  mi  permetto  di  dire,  signor
  Presidente, uno  degli  attori,  diciamo,che oggi non c'è più per
  ragioni legate al  suo  incarico,  vale a dire il dr.  Piazza, il
  quale adesso  non è più direttore generale dell'azienda Civico. E
  però c'è un  punto:  non  sto  a  discutere un concorso; la legge
  affida ai  direttori  generali  la  potestà  e  la possibilità di
  scegliere il  primario  che  ritiene  più  utile.  Non discuto la
  professionalità   del   dottore   Marchesa,   che  mi  sembra  un
  professionista   di   valore;   ciò   che   ho  voluto  rimarcare
  nell'interrogazione, è il ruolo dell'assessorato.
       Come è  possibile  che  un dirigente d'azienda non riesca ad
  assegnare l'incarico  di  primariato  ad  un  medico  di  valore,
  rispetto al  concorso  che  ha  fatto, e si inventa una divisione
  fuori dal  piano  concordato  con l'assessorato alla sanità?  Noi
  stabiliamo in Sicilia che oltre a gestire le aziende, i direttori
  possono fare la sanità che vogliono?
       A  me  pare  un  punto  assai  delicato  del rapporto tra la
  Regione, l'assessorato  alla  sanità  e le aziende. Credo che ciò
  non sia possibile né accettabile.
       Andavano   assunti   provvedimenti  che  -  in  questo  caso
  certamente non è stata questa la ragione della non riconferma del
  dottore Piazza  -  occorrevano per chiunque operi al di fuori del
  sistema concordato.  Perché  è  anche  questo  il  motivo  che fa
  schizzare la gestione delle spese nella sanità
       Io  sottolineo   nuovamente   che   oggi  il  problema  -  e
  l'interrogazione  prende  a  pretesto  dei  fatti  -,  il  grande
  interrogativo  che   ci   si   pone   davanti   è   la   funzione
  dell'assessorato alla  sanità in Sicilia. Tale funzione non viene
  esercitata, o se viene esercitata si opera quando "il morto è già
  scappato"  E quindi non c'è nulla da discutere. Questo è il punto
  assessore  Io  credo che il suo assessorato debba svolgere invece
  il compito istituzionale cui è demandato.
       Ad oggi, questo  non è stato fatto, in quanto sia la vicenda
  "Civico" che  quella  dell"Azienda di Agrigento", è un insieme di
  vicende - e lei poc'anzi citava la vicenda "Croce Rossa" - che ci
  dimostra che in  Sicilia  vale  il detto: "Chi afferra un turco è
  suo"

     PRESIDENTE.  Si procede con lo svolgimento della interpellanza
  n. 12 "Notizie in merito alla procedura di vaccinazione contro la
      Blue Tongue e la Brucellosi", dell'onorevole Raiti.
       Ne do lettura:

           " Al Presidente della  Regione  e  all'Assessore per la
           sanità, premesso che:

             - nella Regione  siciliana  non vengono effettuate le
           vaccinazioni degli  animali  (ovini  e  bovini) colpiti
           dalla 'blue tongue' e  dalla  brucellosi, se non in via
           esclusivamente sperimentale in qualche provincia;

             - nel caso  vengano scoperti focolai l'unico rimedio,
           allo stato  attuale,  risiede  nella  restrizione  alla
           movimentazione degli animali;

             - recentemente nella  zona dei Nebrodi, a seguito del
           focolaio  scoperto a  Torrenova,  è  stata  imposta  la
           restrizione della  movimentazione  degli animali per un
           raggio di 20 km;

             constatato che:

             - la restrizione  al  movimento delle greggi comporta
           gravi problemi alla transumanza;

             - molte di queste  aziende si trovano infatti a quote
           comprese tra 800 e  1.500 m. sul livello del mare e, in
           caso  di   nevicate   o  di  forte  abbassamento  della
           temperatura, in  dette  località  non esistono ricoveri
           per gli animali, che verrebbero decimati dal freddo;

             - nella zona  dei Nebrodi il 50 % delle famiglie vive
           di  allevamento,   settore   comunque   importante  per
           l'intera economia isolana, e le restrizioni solitamente
           applicate rischiano di mettere in ginocchio l'economia;

             -  in  altre   regioni   d'Italia  ed  all'estero  si
           effettuano le vaccinazioni  per  i  focolai  della blue
           tongue e della brucellosi;

             ritenuto che:

             - esiste, anche,  un  pericolo per l'ordine pubblico,
           nel caso  in  cui  gli  armentisti non dovessero potere
           spostarsi nei luoghi abituali di transumanza;

             - in ogni caso,  il Governo deve provvedere a trovare
           le soluzioni per porre rimedio a tali malattie;

             per conoscere  come  intendano  procedere  per  porre
           rimedio ai disagi descritti e per evitare l'acutizzarsi
           dei problemi". (12)

     PRESIDENTE. Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole Assessore per
  rispondere all'interpellanza.

     CITTADINI,  assessore  per  la sanità. Signor Presidente, devo
  dire  che  le riunioni per la manifestazione che avete visto oggi
  davanti il  Palazzo  Reale  erano, per l'appunto, per un problema
  del genere.  E domani mattina, alle ore 10.00, tutto il personale
  dell'Ispettorato veterinario della sanità, insieme all'assessore,
  al  ministro,  al  direttore  dell'Istituto  zooprofilattico,  al
  direttore  nazionale di controllo veterinario, questi ultime due,
  nelle persone  del  professor Caporale e del professor Maravelli,
  sono riuniti per studiare alcuni problemi molto importanti.
       Innanzitutto,  c'è quello di consentire l'esportazione, cioè
  la possibilità  che  i  nostri  animali  escano dalla Sicilia. In
  questo momento  anche  soltanto per essere nutriti, in quanto qui
  abbiamo  carenza  di  foraggio,  problemi  di  approvvigionamento
  idrico. E  tantissimi  altri  problemi  che rendono molto fragile
  tale settore.
       E soprattutto per valutare alcune domande,alcune delle quali
  veramente   irrazionali,  come,  per  esempio,  nel  corso  della
  riunione tenutasi  tre  giorni  fa  a  Sant'Agata  di  Militello,
  allorquando  chiedevano  la reintroduzione nell'intero territorio
  dei Nebrodi la vaccinazione contro la brucellosi.
       Esiste  un solo vaccino che non è registrato in alcuna parte
  dell'Europa, per  il  solo fatto che è ritenuto pericoloso, e che
  però sarebbe  stato usato da allevatori soprattutto del ragusano,
  e con  buoni  successi,  dicono  loro.  E  si  chiede  al governo
  regionale di acquistare un vaccino che non è registrato, e dunque
  non è  utilizzabile  in Italia, il quale viene prodotto in Spagna
  solo nell'interesse degli Stati Uniti.
       Di  conseguenza, i problemi sono veramente tanti. Poi c'è il
  problema  della  transumanza,  problemi  soprattutto del rimborso
  degli animali abbattuti.
       Oggi    la    polemica    è   anche   contro   l'assessorato
  dell'agricoltura che  non  avrebbe  corrisposto  le  cifre che la
  Comunità   europea   aveva   stabilito  negli  anni  passati  per
  l'abbattimento.  Si  chiede  di adeguare l'abbattimento prima che
  attualmente venga  pagato  il  capo in base al peso dell'animale,
  cioè 2000  lire  per  chilogrammo,  con tutti i provvedimenti che
  saranno discussi  ed  esitati. Spero, in questo senso, con grande
  piacere, di poter riferire in Aula.

     PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Raiti  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

     RAITI.  Mi  dichiaro insoddisfatto e aspetto l'esito di questa
  riunione per poi essere relazionato sul problema.

     PRESIDENTE.  Si procede con lo svolgimento dell'interrogazione
  numero  591  "Provvedimenti circa il mancato riconoscimento della
  gratuità  delle  visite  medico  sportive nelle AA.SS.LL.", degli
  onorevoli Raiti, Morinello ed Orlando.

             All'Assessore per la sanità, premesso che:

             -  in  seguito  a  un  decreto  del  presidente   del
          Consiglio, le visite mediche degli atleti,  obbligatorie
          per legge, sono state escluse dai livelli essenziali  di
          assistenza;

             - il mancato inserimento di tali visite tra i livelli
          essenziali di assistenza  ha  determinato  che,  dal  25
          febbraio, le  visite  medico-sportive  non  vengono  più
          svolte gratuitamente  nelle  strutture  pubbliche  delle
          Aziende sanitarie locali;

             considerato che:

             - le associazioni sportive  già  sopportano  notevoli
          disagi poiché tali visite  si  svolgono  in  più  tempi,
          causando turni che, in  genere,  vanno  anche  oltre  la
          stessa stagione agonistica;

             - tali visite svolte a pagamento causano un  aggravio
          considerevole delle spese, sia per gli atleti che per le
          stesse società sportive dilettantistiche, in  particolar
          modo per quelle che si occupano di sport giovanile;

             - le tariffe  richieste  dagli  ambulatori  risultano
          diverse da provincia a provincia;

             - gli ambulatori Asl di Medicina  dello  sport,  dopo
          l'emissione del decreto del  Presidente  del  Consiglio,
          sono sottoutilizzati rispetto alle effettive capacità di
          ricezione;

             per sapere quali provvedimenti intenda  prendere  per
          stabilire innanzitutto tariffe uniformi  nelle  province
          siciliane e ripristinare al più presto la gratuità delle
          visite mediche sportive, per evitare ulteriori  e  gravi
          disagi ai siciliani". (591)

       Ha  facoltà  di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
  all'interrogazione.

     CITTADINI,  assessore  per  la sanità. Ancora una volta questo
  rientra  nella  problematica dei LEA. I LEA sono stati introdotti
  con  dei  vincoli  nazionali.  Noi  abbiamo  molto  insistito, ne
  abbiamo  discusso in tante occasioni, perchè vi sia una specie di
  cabina  di  regia  centrale  che  consenta  una  certa equità nei
  provvedimenti restrittivi in tutta Italia, uguali da Nord a Sud.
       Purtroppo, è  più  una  chimera  che  una  realtà; tuttavia,
  stiamo  facendo  il  massimo.  Allora,  i  LEA  escludono  queste
  prestazioni. Noi  abbiamo chiesto al Ministro di fare una deroga,
  per esempio, fino ad una certa fascia di età, ma siamo disposti a
  pagare le visite  sportive dei giovani al di sotto dei 16 anni. E
  questo è quello che è scritto nei LEA.
       Tutto  ciò  ha  un  impatto  economico  differente,  perchè,
  naturalmente, rientra nelle categorie, e di ciò ce ne siamo fatti
  carico, e  il  tutto  è  stato già concordato con le associazioni
  sportive. In  particolare con Vittorio Fagone, che è il portavoce
  di queste  associazioni.  Quindi,  è stato fatto un piccolo passo
  avanti. Speriamo di poter fare qualcosa di più in futuro.

     PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Raiti  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

     RAITI.  Mi dichiaro soddisfatto.

     PRESIDENTE.   Non   essendo   presente   in  Aula  l'onorevole
  interrogante,  l'interrogazione  numero 350 "Ristrutturazione del
  reparto  di diabetologia dell'ospedale Civico di Partinico (PA)",
  a   firma  dell'onorevole  Tricoli,  si  intende  trasformata  in
  interrogazione con richiesta di risposta scritta.
       Non  essendo  presente  in  Aula  l'onorevole  interrogante,
  l'interrogazione numero 358 "Notizie sullo stato di funzionamento
  del   servizio   consultoriale   di   Carini   (PA)",   a   firma
  dell'onorevole Forgione, si intende trasformata in interrogazione
  con richiesta di risposta scritta.
       Non  essendo  presente  in  Aula  l'onorevole  interrogante,
  l'interrogazione  numero 375 "Provvedimenti in merito alle visite
  per il  riconoscimento  della qualifica di invalido civile presso
  il distretto n. 2 dell'AUSL 3 di Catania", a firma dell'onorevole
  Spampinato,  si  intende  trasformata  con  richiesta di risposta
  scritta.
       Con       l'assenso       dell'onorevole       interrogante,
  all'interrogazione  numero   411:   "Indagine  sui  rapporti  tra
  l'attività industriale e l'elevata incidenza di malattie tumorali
  dell'area  Augusta-   Priolo   e   suo   risanamento",   a  firma
  dell'onorevole De Benedictis, verrà data risposta scritta.

    Si  procede  con  lo  svolgimento dell'interpellanza numero 28:
  "Ripristino  del  servizio  Adi  della Asl di Agrigento", a firma
  dell'onorevole   Sanzeri.

           " Al  Presidente  della  Regione e All'Assessore per la
           sanità,  premesso  che  l'Asl di Agrigento ha attivato,
           nel  1999,  il servizio di Assistenza domiciliare (ADI)
           integrato a favore di tutti i pazienti di età superiore
           a  75  anni  affetti  da  qualsiasi patologia acuta, in
           alternativa al ricovero ospedaliero;

             Considerato che:

             -  il  servizio  -  espletato  da tutti gli operatori
           coinvolti   (medici  di  famiglia,  infermieri,  medici
           specialisti,  assistenti  sociali, ecc.) - ha raggiunto
           un  livello  di  qualità  notevole,  testimoniato dalla
           continua   richiesta   del  servizio  stesso  da  parte
           dei familiari degli assistiti;

             -  il  servizio  di assistenza domiciliare integrato,
           proprio   perchè   diretto  alla  popolazione  anziana,
           colpita  più  frequentemente  da  patologie  tipo ictus
           cerebrale  e  piaghe  da  decubito,  e  perchè evita il
           ricovero  in  ospedale,  ha consentito un significativo
           risparmio economico all'azienda sanitaria;

             - la pubblicazione del servizio ha indotto un aumento
           della  domanda  e una notevole aspettativa da parte dei
           cittadini  in  quanto  l'ADI  può  ritardare la perdita
           dell'autosufficienza        ed        evitare        le
           istituzionalizzazioni e le ospedalizzazioni;

             - esiste  già  una lista di pazienti colpiti da ictus
           cerebrale   e   da   altre  patologie  che  affliggono,
           prevalentemente, gli anziani;

             -   gli   operatori    utilizzati,    dipendenti    e
           convenzionati, hanno fino a ora espletato  il  servizio
           con competenza, professionalità e umanità;

             - gli stessi operatori non hanno percepito per intero
           gli emolumenti per il lavoro prestato nell'anno 2001;

             -  il Piano sanitario regionale prevede espressamente
           di   privilegiare   il   più  possibile  i  trattamenti
           terapeutici  e  riabilitativi  dei  pazienti anziani al
           proprio  domicilio, quando le condizioni della malattia
           lo permettano, evitando il ricovero ospedaliero;

             per  conoscere  se  s'intenda  intervenire  perchè il
           servizio   Adi   venga   ripristinato  a  pieno  ed  il
           personale   che   ha,   finora,  espletato  in  maniera
           encomiabile il servizio, venga retribuito regolarmente"(28

       Ha  facoltà  di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
  all'interrogazione.

     CITTADINI,  assessore per la sanità. La Adi di Agrigento, come
  lei  ricorda esattamente, è stata la prima in Sicilia ad attivare
  questo sistema di assistenza domiciliare e assistenza domiciliare
  integrata. Tuttavia, è stata anche la prima a sospenderla perchè,
  purtroppo,   tutto   il   denaro  delle  AA.SS.LL.  destinate  al
  territorio  finora  è  stato  assorbito  in maniera preponderante
  dagli ospedali  provinciali  e in primo luogo, soprattutto, dalla
  spesa farmaceutica.
       Una  delle azioni di contenimento della spesa farmaceutica è
  mirata  a  recuperare queste risorse. Comunque le devo comunicare
  che   già  l'assistenza  domiciliare  integrata  sta  per  essere
  riattivata a Catania, Messina e spero prestissimo abbiano parlato
  già con il  dottore Milioto che è il nuovo direttore della COSAP?
  perchè si  faccia  portavoce  della  necessità di riattivare, lui
  stesso mi  ha  detto  che aveva riunito il consiglio di direzione
  con il dottore Iacolino, il conduttore con il direttore sanitario
  per  riattivare  immediatamente  l'assistenza  d'urgenza anche se
  avrebbe quantificato il costo di questa integrazione.

     PRESIDENTE.  Ha facoltà di  parlare  l'onorevole  Sanzeri  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

     SANZERI. Mi ritengo  parzialmente  soddisfatto  della risposta
  data dall'Assessore sull'Adi. L'Adi  è un importante strumento di
  assistenza sanitaria nel territorio,  io  credo  che ha raggiunto
  importanti risultati ad Agrigento,  in  particolare  è  stata  la
  prima, come lei ha detto,  ed  è  quella  che se è opportunamente
  sviluppata potrebbe benissimo dare una risposta al territorio che
  potrebbe essere alternativa alle risposte dell'ospedale per certo
  tipo   di  assistenza.  Però  credo  che  l'interpellanza  mirava
  proprio non  solo  a ripristinare questo servizio ad Agrigento ma
  anche a dare  i  giusti emolumenti di un anno di fila a personale
  che ha  lavorato  incessantemente, medico e paramedico, su questo
  tipo di assistenza.
       Signor Presidente, sono  anche parzialmente insoddisfatto di
  questo  tipo  di   conduzione   sulle   interpellanze   e   sulle
  interrogazioni   perché  credo  che  queste  abbiano  una  grande
  importanza dal  punto  di  vista del dibattito. E se partiamo dal
  presupposto che  essi  costituiscono  i  soli  momenti in cui sia
  possibile denunciare  un  fatto,  osservare  un fenomeno, il solo
  momento o uno  dei  più  importanti  in  cui  il  Governo viene a
  confrontarsi con  l'Aula e con i parlamentari sulla politica, sui
  bisogni, sulle determinazioni che il Governo vorrà fare.
       Per cui,  non  mi  sento soddisfatto di questo andamento dei
  lavori d'aula  che prelevano le interpellanze e le interrogazioni
  come se  fossero soltanto un momento per occupare un'ora, due ore
  di  tempo e  non  dare  invece  il  giusto  risalto  a  tutte  le
  problematiche   che   esse   hanno   come   istituto  nei  lavori
  parlamentari e nella politica.

               (Interruzione dell'assessore Cittadini)

     PRESIDENTE.   E'   vero  onorevole  assessore,  la  ringrazio.
  Infatti, pur  non essendo previste repliche prendo atto di questa
  sua  disponibilità  e vorrei rispondere all'onorevole Sanzeri che
  ha lamentato  l'equità  o  la aleatorietà di questo dibattito che
  non è così,  stiamo dedicando più di quanto mi era stato promesso
  all'inizio di dedicarvi. Tutto nasce da una necessità di economia
  assembleare. Per  cui,  quando si propone di fare slittare a fine
  seduta  il  dibattito sulle interrogazioni, molto opportunamente,
  perché  vi era  la priorità di una legge sicuramente più attesa e
  più  importante   di   quanto   non   sia   un   dibattito  sulle
  interrogazioni, si era stabilito di accelerarlo con una selezione
  che si  è  dimostrata  impossibile da realizzare.  Ne prende atto
  pure  lei,   onorevole   Sanzeri,  perché  come  vede  ci  stiamo
  sforzando di  affrontare  i  problemi.  E  del resto dal punto di
  vista sostanziale non è stato tolto niente, né  al suo diritto di
  essere    destinatario   di   una   risposta,   né   al   diritto
  dell'assessore di  parlare.  Se  mai tutto è nato con un equivoco
  iniziale che mi sto sforzando di assorbire e superare.
       Siamo quasi alla  conclusione,  abbiano tre interrogazioni e
  una interpellanza, perché  capisco che quelle dell'onorevole Oddo
  sono altrettanto importanti come  le  altre,  però  la  prego  di
  permettere all'assessore di dare  una  risposta  complessiva e la
  sua una unica replica  sulla  dichiarazione  di  soddisfazione  o
  meno.
       Si procede con lo svolgimento  della  interpellanza  n. 30 e
  delle interrogazioni nn. 473, 592 e 594:

  N. 30 - Iniziative per l'attuazione  della legge regionale n. 15
          del 2000 in materia di tutela degli animali:

           " Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore per la
           sanità, premesso che  la legge regionale 3 luglio 2000,
           n. 15 recante 'Istituzione dell'anagrafe canina e norme
           per  la   tutela   degli   animali   d'affezione  e  la
           prevenzione del  randagismo',  è  stata  approvata  con
           quasi dieci  anni di ritardo rispetto alla legge quadro
           nazionale;

             rilevato che questa legge non è di fatto attuata;

             considerato   che,   per   renderla  attuabile,  sono
           necessari  alcuni  adempimenti  da parte dell'Assessore
           per la sanità ed in particolare, tra quelli più urgenti
           ed importanti, ricordiamo:

             -   l'istituzione,   presso   l'Assessorato   Sanità,
           dell'Albo delle  associazioni  per  la protezione degli
           animali, cui  sono iscritte le associazioni, costituite
           con atto pubblico,  che  ne  facciano  richiesta  e che
           perseguano, senza  fini  di lucro, obiettivi di tutela,
           cura  e   protezione   degli  animali  (art.  19  legge
           regionale n. 15 del 2000);

             - l'istituzione,  con  Decreto  del  Presidente della
           Regione, della Commissione per i diritti degli animali,
           con compiti  consultivi  sullo  stato  di  attuazione e
           sulle materie  inerenti la legge, commissione composta,
           tra gli  altri,  da  tre  rappresentanti delle predette
           associazioni  protezionistiche  o  animaliste, scelti a
           rotazione    tra    quelli   designati   dalle   stesse
           associazioni iscritte all'Albo regionale (art. 10 legge
           regionale n. 15 del 2000);

             -  l'emanazione  con  Decreto  del  Presidente  della
           Regione,  su proposta  dell'Assessore  per  la  sanità,
           sentita la Commissione per i diritti degli animali, del
           regolamento di esecuzione della predetta legge (art. 4,
           legge regionale n. 15);

             rilevato   che  tali  adempimenti  sono  collegati  e
           consequenziali tra loro;

             osservato   che  il  regolamento  di  emanazione, tra
           l'altro,  individua  il  modello  di  scheda anagrafica
           necessaria per l'avvio dell'anagrafe canina;  lo schema
           tipo  di convenzione con le associazioni animaliste per
           l'eventuale  disbrigo,  da parte di queste, dei servizi
           di  cattura  e  custodia dei randagi in convenzione coi
           Comuni,  i  requisiti igienico-strutturali e funzionali
           dei canili, rifugi sanitari e ambulatori veterinari ove
           effettuare le sterilizzazioni;

             rilevato  che  i  termini  perentori  stabiliti dalla
           stessa  legge  regionale n. 15 del 2000, per l'adozione
           dei  necessari provvedimenti di cui agli articoli 4, 10
           e 19, sono abbondantemente scaduti;

             tenuto  conto  che  il  fenomeno del randagismo nella
           nostra regione ha raggiunto livelli inaccettabili anche
           a causa dei non infrequenti  episodi di abbandono degli
           animali    d'affezione,    agevolato    dalla   mancata
           istituzione dell'anagrafe canina;

             viste le difficoltà  dei  Comuni  nella  gestione, in
           proprio, dei servizi  di  cattura degli animali randagi
           da avviare a successiva sterilizzazione;

             rilevate  le non  infrequenti  denunce  da  parte  di
           associazioni    animaliste,   sulla   gestione   spesso
           scandalosa ed incivile  dei  canili pubblici e privati,
           favorita dall'assenza  delle  norme  regolamentari  sui
           loro requisiti;

             per conoscere cosa  intendano  fare  in  concreto per
           rendere finalmente applicabile  ed  operativa  la legge
           regionale  n.  15  del  2000,  ovviando  alle segnalate
           problematiche";(30)

  N. 473 - Ispezione  presso  l'ospedale   Nagar   di  Pantelleria
           (TP):

           " Al Presidente  della  Regione  e all'Assessore per la
          sanità,  premesso   che  nell'Isola  di  Pantelleria  il
          diritto alla salute  è  in  parte  negato  da  oggettive
          situazioni di  disfunzione della struttura ospedaliera e
          di scarsa organizzazione,  che  comportano  ad  un danno
          concreto per i cittadini  e  per  i  residenti, come nel
          caso  recente  del  trasporto  di  un  cadavere  per  il
          necessario esame autoptico;

             considerato   che   nella   suddetta  circostanza  il
          diniego,  motivato  con  la  mancanza  di  fondi  per la
          missione,  trascura  il fatto che il trasporto del morto
          per gli esami previsti dalle leggi vigenti non è certo a
          costo zero;

             considerato  che  non  è umanamente ammissibile che i
          morti  vengano  trattati  come  oggetti  da  imballare e
          trasportare,  senza  alcun  rispetto  per  il dolore dei
          parenti e degli amici;

             rilevato  che sono numerose le lamentele dei pazienti
          dell'Ospedale Nagar, anche dopo la sua ristrutturazione,
          e   che   vengono   denunciati  casi  di  promiscuità  e
          sovraffollamento  nell'unico  reparto utilizzato, mentre
          l'altra metà dell'ospedale rimane ancora chiusa;

             osservata    la   presenza   saltuaria   dei   medici
          specialisti,    come   ad   esempio   li   radiologo   o
          l'anestesista,   operativo   soltanto   una  volta  alla
          settimana;

             visto  che  di recente l'intera Giunta regionale si è
          recata sull'Isola ed ha approntato una nuova piattaforma
          programmatica  per  superare  tutti  i  problemi  legati
          all'insularità    ed    ai    ritardi    di    carattere
          amministrativo, burocratico e politico;

             per sapere:

             - quali  iniziative intenda adottare per verificare i
          motivi relativi  al verificarsi    dei  fatti  citati in
          precedenza,  che   indicano   una   ulteriore   fase  di
          incertezza e  di  incapacità  gestionale  delle  risorse
          umane e finanziarie,  per  assicurare  il  diritto  alla
          salute nell'isola di Pantelleria;

             - se non ritenga opportuno ed indispensabile disporre
          una ispezione all'ospedale Nagar di Pantelleria";(590)

  N. 592 - Pagamento  delle  spettanze per l'assistenza diretta ai
           farmacisti della provincia di Trapani:

         " All'Assessore per la sanità,

      premesso che:

         - la  Federfarma della Provincia di Trapani ha denunciato
           lo   stato  di  difficoltà  che  stanno  incontrando  i
           farmacisti  per il mancato pagamento delle spettanze da
           parte  dell'Azienda  sanitaria locale n. 9, riguardanti
           l'assistenza diretta per i medicinali;

         - lo  scorso  26 febbraio l'assemblea della Federfarma ha
           approvato   all'unanimità  dei  presenti  il  passaggio
           dall'assistenza   diretta   a   quella   indiretta  che
           porterebbe i cittadini a dover pagare i farmaci;

         - le  recenti  riunioni  ed  incontri istituzionali hanno
           individuato  un  percorso  da  seguire  per sbloccare i
           pagamenti,   arretrati   di   mesi,   con   il  rischio
           occupazionale  per le farmacie che si ritrovano senza i
           fondi necessari per portare avanti le loro attività;

         - il   Governo   regionale   è   intervenuto,   dando  la
           possibilità alle Aziende sanitarie locali di utilizzare
           gli  Istituti  di  credito per reperire le risorse e ha
           indicato la soluzione del factoring pro soluto;

      per sapere  se  non  ritenga  utile intervenire per ribadire
           l'utilità della soluzione individuata del factoring pro
           soluto,  al  fine  di  sollecitare  il  pagamento delle
           spettanze  da parte dell'Azienda sanitaria locale n. 9,
           visto  anche  che  in  altre  province della Sicilia il
           problema è stato superato e risolto"(592).

  N. 594 - Attivazione  del  servizio  TAC  presso  l'ospedale San
           Biagio di Marsala.

         " All'Assessore per  la sanità,

      premesso che:

         - il Comune  di  Marsala  ha  previsto  nel  bilancio  di
           previsione   del    2002   la   somma   di   258   mila
           euro,  necessaria per l'acquisto,  in   cofinanziamento
           con  l'ASL  n.  9, di uno strumento per  effettuare  la
           tomografia assiale computerizzata presso l'Ospedale San
           Biagio;

         - in  una  nota  del  Sindaco  della  città,  inviata  al
           Prefetto,   al   Direttore   generale  dell'ASL  ed  al
           Direttore  sanitario  della  struttura  ospedaliera,  è
           stata  ribadita   la  necessità  di  avviare  tutte  le
           procedure  per rendere operativo il funzionamento della
           TAC medesima;

         - l'Amministrazione  comunale  ha  chiesto  ufficialmente
           all'Azienda   sanitaria   locale  n.  9  di  impegnarsi
           nell'individuazione dei locali e del relativo personale
           medico e paramedico, per rendere funzionale ed efficace
           l'utilizzo della TAC;

         - le  istituzioni  competenti  ed interessate al problema
           hanno concordato la definizione di una rapida procedura
           burocratica ed amministrativa per dotare l'Ospedale  S.
           Biagio del servizio TAC;

      per sapere   quali   iniziative  intenda  intraprendere  per
           sollecitare  l'Azienda   sanitaria   locale   n.  9,  a
           concretizzare   le   dichiarazioni   d'intenti   ed   i
           protocolli d'intesa  che  hanno  portato alla scelta di
           dotare  l'Ospedale   San   Biagio  di  Marsala  di  uno
           strumento indispensabile  per il diritto alla salute di
           un bacino di utenza che supera i 100 mila abitanti".(594)

     PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di parlare l'onorevole Assessore per
  rispondere alle interrogazioni.

     CITTADINI,  assessore  per  la  sanità.  Credo  che l'ospedale
  Benito Nagar  di Pantelleria sia uno di quei problemi che possano
  essere considerati  superati  perchè  noi siamo stati due volte a
  Pantelleria, molto  di recente.  Era stata completata l'ala nuova
  dell'ospedale, l'ultima è da completare; c'erano state difficoltà
  nei collaudi delle attrezzature e soprattutto della impiantistica
  in quanto  le  ditte non si ritenevano sufficientemente cautelate
  dalla ditta  che  le  aveva  subappaltate.  Però,  questo è stato
  risolto non più di  un mese e mezzo fa e già è in atto l'acquisto
  di una  Tac per Pantelleria che sarà teleguidata direttamente dal
  San Raffaele di  Milano  per un motivo un po' strano che è dovuto
  al  fatto  che  il  radiologo  che  comanda  tutta  la  unità  di
  radiologia è  di  Pantelleria.  E  di conseguenza questo problema
  sarà  risolto.   Io   penso   che   si  possa  essere  abbastanza
  soddisfatti.
       Vi è un problema particolare di Pantelleria che è quello che
  molti  primari vengono assunti da Pantelleria poi stanno altrove,
  per  esempio,  il   primario  di  chirurgia  invece  di  stare  a
  Pantelleria sta  a  Salemi.
       Su   questo   c'è   una   protesta   abbastanza  importante,
  soprattutto  sulla  impossibilità.  Noi  cerchiamo  di  ovviare a
  questa problematica  con  la  legge  sulle  Isole  minori,  sulla
  creazione di  una  ASL  delle Isole minori che impedirebbe questa
  mobilità verso  le  ASL di riferimento, fatto che danneggia molto
  queste  strutture  di  periferia, soprattutto isolane.
       La stessa cosa  succede a Lipari, tutti i primari - a Lipari
  non c'è un  solo  primario che risieda nell'isola - risiedono o a
  Barcellona o  a  Milazzo  in  condominio;  stanno per esempio tre
  giorni a Barcellona  e  tre  giorni  a  Milazzo,  tre  a Lipari o
  Barcellona  o  Milazzo.  Ora,  rivendico  di  avere  dei  primari
  autonomi. E questo può essere fatto soltanto con la realizzazione
  di una ASL  nelle  Isole  minori  per le quali c'è un impegno del
  Ministro   in   persona  a  farlo  partire  come  sperimentazione
  gestionale che vuol dire senza aggravio di spesa per la Regione.
       Avete sul  tavolo  la legge.  Se domani in sesta commissione
  la valutate positivamente penso che risolveremo questi problemi.
       Sui fenomeni del randagismo non sono in grado di fornire una
  risposta  perchè  era  una  delle ultimissime interpellanze e non
  abbiamo avuto il tempo di approfondirla.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Oddo,  è disponibile a trasformarla in
  risposta scritta  visto  che  l'assessore non è in grado di darle
  una risposta?

     ODDO.  Posso anche ritirarla.

     PRESIDENTE.  Come preferisce.  Naturalmente sarebbe più logico
  trasformarla in  risposta  scritta  visto  che l'assessorato è in
  grado di  fornirle  la  risposta.  Lo  stesso  discorso della Tac
  riguarda Marsala.

     PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di parlare l'onorevole Assessore per
  rispondere alla interrogazione n. 594.

     CITTADINI, assessore per la sanità.  Marsala, come avete letto
  sui giornali  l'altro  ieri, è stata la prima azienda siciliana a
  godere del beneficio dell'articolo 20 che è stato approvato il 30
  aprile.  Sono stati  fatti i decreti ed il primo - primo in senso
  assoluto firmato  -  è  stato  quello per Marsala, il secondo per
  Lentini, che è stato firmato pure, ed infine quello per Militello
  Val di  Catania.  Di conseguenza, all'interno dei 53 miliardi che
  erano stati stanziati  per  il San Biagio di Marsala vi era anche
  l'acquisto di una Tac per un miliardo circa.  Dunque anche questo
  problema da tre giorni almeno è stato superato.

     PRESIDENTE.  Si  passa  all'interrogazione  n.  592 "Pagamento
  delle  spettanze  per  l'assistenza  diretta  ai farmacisti della
  provincia di Trapanii", a firma dell'onorevole Oddo.

    Ne do lettura:

         " All'Assessore per la sanità,

      premesso che:

         - la  Federfarma della Provincia di Trapani ha denunciato
           lo   stato  di  difficoltà  che  stanno  incontrando  i
           farmacisti  per il mancato pagamento delle spettanze da
           parte  dell'Azienda  sanitaria locale n. 9, riguardanti
           l'assistenza diretta per i medicinali;

         - lo  scorso  26 febbraio l'assemblea della Federfarma ha
           approvato   all'unanimità  dei  presenti  il  passaggio
           dall'assistenza   diretta   a   quella   indiretta  che
           porterebbe i cittadini a dover pagare i farmaci;

         - le  recenti  riunioni  ed  incontri istituzionali hanno
           individuato  un  percorso  da  seguire  per sbloccare i
           pagamenti,   arretrati   di   mesi,   con   il  rischio
           occupazionale  per le farmacie che si ritrovano senza i
           fondi necessari per portare avanti le loro attività;

         - il   Governo   regionale   è   intervenuto,   dando  la
           possibilità alle Aziende sanitarie locali di utilizzare
           gli  Istituti  di  credito per reperire le risorse e ha
           indicato la soluzione del factoring pro soluto;

      per sapere  se  non  ritenga  utile intervenire per ribadire
           l'utilità della soluzione individuata del factoring pro
           soluto,  al  fine  di  sollecitare  il  pagamento delle
           spettanze  da parte dell'Azienda sanitaria locale n. 9,
           visto  anche  che  in  altre  province della Sicilia il
           problema è stato superato e risolto"(592).

     CITTADINI,   assessore  per  la  sanità.  Il  pagamento  delle
  farmacie, lei  sa,  è  un  problema  sofferto in tutte le aziende
  provinciali.  Molte aziende provinciali hanno risolto il problema
  attraverso una prassi  che  non  è del tutto accettabile che è il
  "factoring pro  soluto".  La  legge  dice  che  il  factoring pro
  soluto può  essere attivato soltanto con un interesse massimo del
  3,99% mentre  le  banche  chiedono il 4.99 - 5%.  Altre strutture
  hanno accettato  di pagare loro questo 1%, vedi per esempio tutta
  l'ospedalità   privata  siciliana.  Le  farmacie  non  hanno  mai
  accettato questo  factoring pro soluto all'1 % a loro carico.  Si
  sono così caricati  una montagna di crediti che erano stati evasi
  e poi, finalmente,  hanno  aderito tutti al factoring pro soluto.
  L'ultima ad aderire  in  senso  assoluto  è  stata Trapani che in
  passato ha sofferto più delle altre.
       Inoltre, come come  lei  ben  sa,  onorevole  Oddo,  è stata
  attivata la cartolarizzazione.  Sono già in pagamento le aliquote
  della cartolarizzazione che riguardano  il  1999  e il 2000 e ciò
  porterà una grossa boccata d'ossigeno alle aziende e speriamo che
  le utilizzino al meglio per la farmacia che è il comparto che più
  ha sofferto di questi ritardi.

     PRESIDENTE.  Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole  Oddo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

     ODDO.   Signor   Presidente,   innanzitutto   le   rivolgo  un
  complimento  perché   la   sperimentazione   delle  procedure  di
  accorpamento che lei  stasera  ha  fatto  credo  sia estremamente
  interessante e permette  anche di velocizzare i lavori d'Aula. Se
  poi alle  interpellanze  diamo le risposte scritte, sperimentiamo
  un sistema che  può, evidentemente, venire incontro alle esigenze
  di questa  tredicesima  legislatura  che  si  presenta abbastanza
  interessante.
       Volevo,  invece,   nel   dichiararmi   soddisfatto  o  meno,
  manifestare la mia,  non  insoddisfazione,  ma la mia perplessità
  che si può anche definire insoddisfazione, e spiego il perché.
       Io non sono fra coloro i quali credono che un'interrogazione
  sia il sale della  terra,  però  è  un  atto  ispettivo che in un
  momento particolare coglie  una difficoltà seria e, quindi, viene
  segnalata al  Governo.  Non  ha  senso trattare un'interrogazione
  dopo 3 o  4  mesi.
       Quando ho  scritto  l'interrogazione, onorevole Assessore, a
  Pantelleria si è  verificato  un fatto gravissimo: per sottoporre
  ad un esame autoptico  un  cadavere (capita anche di morire nella
  nostra terra) non è stato possibile trasportarlo o, comunque, non
  è stato possibile mandare  lì  il  medico  addetto a fare l'esame
  autoptico perché  c'erano  problemi  di  soldi e, quindi, abbiamo
  visto  il   cadavere  partire  da  Pantelleria,  imbarcarsi,  poi
  ritornare,  con   ciò   che   evidentemente  questo  provoca  nei
  familiari.  A volte  anche l'atto ispettivo (certo, ogni tanto se
  ne abusa) coglie un disagio vero di chi il diritto alla salute lo
  vive in maniera diversa da come dovremmo viverlo, speriamo sempre
  più in maniera ottimale, tutti.
       Allora, il problema  era  proprio  nel  capire,  ecco perché
  c'era la richiesta  d'ispezione,  cosa  accade  e perché  possono
  accadere  fatti di  questo  tipo;  quindi,  andare  proprio  alla
  ricerca del motivo ed intervenire per evitare che capiti un'altra
  volta.  E poi vedere perché  quella struttura, che effettivamente
  ha subito  interventi  di  ristrutturazione,  si  presenta ancora
  invece  con  limiti  abbastanza  seri  dal  punto  di  vista  del
  funzionamento.
       Erano queste le  finalità,  ecco  perché  da questo punto di
  vista c'è una mia perplessità e quindi un'insoddisfazione.
       Poi c'è il problema  che riguarda il randagismo. Io apprezzo
  la schiettezza nel dire "non mi pare opportuno". Si tratta di una
  legge totalmente inattuata.  Sono  trascorsi  ormai anni;  c'è un
  anno e mezzo e  forse  più  dietro  di  noi, rispetto a quanto la
  legge in merito ha  disposto  non  ci  sono  regolamenti, non c'è
  nulla e, quindi,  mi  riservo  di  apprezzare  il contenuto della
  risposta scritta.
       C'è poi la questione  delle  farmacie.  Io  non  so  se è la
  provincia  di   Trapani,   l'Assessore  dice  "sono  anche  altre
  province".  Io le  fornisco  ulteriori  dati:  l'ASL  n.  9  deve
  ricevere dalla Regione  per  quanto  concerne le rimesse mensili,
  quindi i soldi  che  ordinariamente si danno alle aziende, marzo,
  aprile, maggio e giugno  per  un  ammontare di 120 miliardi; deve
  poi, per quanto concerne la specifica Stato, avere 208 miliardi e
  ci sono dall'altro lato i farmacisti che devono essere pagati dal
  settembre del 2001.
       Ciò  significa  che  abbiamo (ottobre,  novembre,  dicembre,
  gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno, luglio) 10 mesi
  di arretrati  rispetto  al  pagamento  normale  per  l'assistenza
  diretta,  quindi,  per  quanto  concerne  l'assicurazione  che  i
  farmaci i cittadini non li vadano a comprare.
       A me sembra  un dato assolutamente serio e preoccupante, nel
  senso che non mi  pare  che ci troviamo dinanzi ad una situazione
  da considerare pari alle  altre, può darsi che mi sbagli  io, non
  possiedo  i dati davanti riguardanti le altre provincie.
       Tanto  che  l'altro  giorno,  pressato  anche  da  richieste
  specifiche   che   faceva   l'Associazione   dei  Farmacisti,  la
  Federfarma, per capire mi  sono  recato all'ASL e ho visto  molte
  preoccupazioni anche da  parte  dei dirigenti perché gli manca la
  parte vitale, per  quanto  concerne  anche  le  rimesse  mensili,
  quindi il factoring pro  soluto  3,9  o 4,9 che sia rispetto alla
  questione bancaria non  mi sembra molto attuabile, ho visto delle
  perplessità, comprensibili  per quanto concerne anche la gestione
  della spesa che riguarda i farmacisti.
       Quindi, io la  prego, invece,  al  di fuori della formalità,
  della insoddisfazione,  della  soddisfazione,  di mettere mano ad
  una materia che  mi  pare  abbastanza  esplosiva. Io ho visto non
  solo le perplessità di  chi  dirige  l'ASL,  ma ho visto anche da
  parte dei farmacisti  un  certo nervosismo perché dieci mesi sono
  troppi per  quanto  concerne  anche  l'indebitamento  legato agli
  interessi.
       Per  quanto  concerne  l'ospedale  San  Biagio  di  Marsala,
  onorevole Assessore, mi  permetto  di  specificare  che  l'ASL ha
  concordato con il comune  di comprare insieme una TAC.  Se lei mi
  dice stasera che  invece  avete  deliberato  l'acquisto della TAC
  direttamente voi, è un fatto positivo.

     CITTADINI, assessore per la sanità.  Per il nuovo ospedale.

     ODDO. Onorevole Assessore,  mi  permetto di dirle che il nuovo
  ospedale non se ne  parla  di  aprirlo  perché ancora deve essere
  completato, forse c'è un po' di confusione. L'ospedale San Biagio
  di Marsala ha bisogno di un servizio TAC, c'è un bacino di utenza
  di  100  mila  abitanti  fra  Marsala  e  Petrosino.  Il  Comune,
  considerato che non si  e  riusciti  a  dotare  del  servizio TAC
  l'ospedale San Biagio, ha  detto  "la metà la metto io". Ha fatto
  un accordo con l'ASL e adesso si dovrebbe procedere all'acquisto:
  una metà della spesa  è  a  carico  del Comune e l'altra a carico
  dell'ASL.
       Con l'interrogazione a mia  firma  si chiede di fare in modo
  che anche questa soluzione, che tutto sommato è una soluzione che
  dimostra  da  parte  del  Comune  una  certa  sensibilità,  venga
  realizzata nei tempi  più veloci possibili perché  continuiamo ad
  avere 100 mila  abitanti  senza  possibilità  di  usufruire di un
  servizio di quel tipo.
       Quindi, Signor  Presidente,  la mia insoddisfazione è legata
  alla mia forte  perplessità, e comunque complimenti ancora per la
  procedura di accorpamento.

     PRESIDENTE.     Si    passa    all'interrogazione    n.    510
  "Provvedimenti  in  materia  di  certificazione  di idoneità alla
  pratica sportiva", dell'onorevole Panarello.
       Invito il deputato segretario a darne lettura.

     PAFFUMI, segretario:

          "Al Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per la
           sanità, premesso  che  con  il  decreto legislativo del
           29.11.2001 il Governo nazionale ha sancito l'esclusione
           dai livelli essenziali di assistenza (LEA), della spesa
           per  il  rilascio  dei  certificati  di  idoneità  alla
           pratica sportiva,  precedentemente  posta  a carico del
           Servizio sanitario nazionale;

         considerato che:

         - la predetta  decisione  ha  suscitato  allarme  tra  le
           associazioni  e   gli   operatori   del   settore,   in
           particolare per gli  oneri  che  comporta per i giovani
           che vogliono intraprendere un'attività sportiva;

         - il   provvedimento   appare   contraddittorio   con  la
           conclamata volontà  di promuovere l'attività sportiva e
           motoria, che, come  indicano i piani sanitari dei paesi
           industrializzati,    è    utile    per   agevolare   la
           socializzazione dei  giovani e per migliorare i livelli
           di salute e di benessere della popolazione;

         - in Sicilia,  essendo  cresciuta  la  pratica sportiva e
           motoria,  è   molto  ampia  la  fascia  di  popolazione
           interessata;

         - diverse  Regioni,  utilizzando  le proprie prerogative,
           sono   già   intervenute  per  correggere  gli  effetti
           negativi determinati dal predetto decreto;

         per sapere:

         - se non  ritengano  di  intervenire  tempestivamente per
           evitare   una  contrazione  dell'attività  sportiva  in
           Sicilia  o  una  penalizzazione  dei  soggetti  che  la
           praticano;

         - se non  valutino  opportuno deliberare, in analogia con
           quanto  fatto  da  altre  Regioni,  l'esenzione  totale
           del pagamento della certificazione per i giovani fino a
           diciotto  anni che intraprendano la pratica sportiva, e
           agevolazioni per gli adulti." (510)

     PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare l'onorevole Assessore  per
  rispondere all'interrogazione.

     CITTADINI,   assessore per  la  sanità.   Signor  Presidente,
  onorevoli colleghi,  anche  questa  rientra  nelle previsioni dei
  LEA, Livelli Essenziali  di  Assistenza, ma per le certificazioni
  siamo in grado di  assicurare che saranno a carico della Regione.
  Nei LEA, rispetto  alle  attività  sportive abbiamo introdotto il
  limite di 16 anni al  di  sopra  dei quali non paghiamo, ma al di
  sotto dei quali le certificazioni sanitarie saranno gratuite.

     PRESIDENTE. Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole Panarello per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

     PANARELLO. Mi dichiaro soddisfatto.

     PRESIDENTE.  Si  passa  all'interrogazione n.  573 "Erogazione
  del T.F.R.  per  gli  anni  1982/1986,  ai lavoratori ex corsisti
  assegnati alle  Aziende  unità  sanitarie locali", dell'onorevole
  Villari.
       Assente   il   firmatario,   l'interrogazione   si   intende
  trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
       Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì
  10 luglio 2002, alle ore 10.00 con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente LO PORTO


    I - COMUNICAZIONI.

    II - LETTURA  AI SENSI E  PER  GLI  EFFETTI  DEGLI  ARTICOLI  83,
          LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:

  N.  134  -  Completamento  dei  programmi  di  realizzazione  di
          infrastrutture sportive nella provincia di Ragusa.

             (2 luglio 2002)

                                        ZAGO - DE BENEDICTIS
                                        SPEZIALE - CRISAFULLI

     N. 135 - Iniziative tese  alla  salvaguardia  del  patrimonio
              agrumicolo e  dei livelli occupazionali dell'Azienda
              agricola Costantina.

            (2 luglio 2002)
                                   FLERES - VILLARI - BARBAGALLO -
                                   RAITI - SPAMPINATO - LIOTTA

    III- DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

    - "Norme  in materia di opere pubbliche. Disciplina degli appalti
          di lavori pubblici, di fornitura, di servizi e  nei settori
          esclusi." (nn.  294-119-268-290-306-313-339-353-369-388/A).
          (Seguito)

          Relatore: on. Beninati

    IV - ELEZIONE  DI  QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
          PER LA GESTIONE  DEL  FONDO  DI  ROTAZIONE PER IL COMMERCIO
          ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART. 9 DELLA LEGGE REGIONALE
          4 AGOSTO 1978, N. 26.

    V - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER LA
          GESTIONE DEI  FONDI ISTITUITI PRESSO L'IRFIS PER LE PICCOLE
          E MEDIE  IMPRESE,  PREVISTO  DALLA LEGGE REGIONALE 6 MAGGIO
          1981, N. 96.

    VI - ELEZIONE   DI   NOVE  COMPONENTI  DELLA  CONSULTA  REGIONALE
          DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.

    VII - ELEZIONE DI UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
          TUTELA DELL'AMBIENTE.

    VIII- ELEZIONE DI  NOVE  COMPONENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
          BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.

    IX - ELEZIONE DI TRE  COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
          SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.

    X   - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO REGIONALE PER L'INVENTARIO,  LA  CATALOGAZIONE  E LA
          DOCUMENTAZIONE   GRAFICA,   FOTOGRAFICA,   AEROFOTOGRAFICA,
          AUDIOVISIVA.

    XI - ELEZIONE DI  SEI  COMPONENTI  ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE
          PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.

    XII  - ELEZIONE DI TRE  MEMBRI  DEL  COMITATO  REGIONALE  PER  LA
          PROGRAMMAZIONE  SPORTIVA   SCELTI   TRA  I  COMPONENTI  DEI
          CONSIGLI PROVINCIALI SCOLASTICI.

    XIII - ELEZIONE DI CINQUE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE PER
          LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.

    XIV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI PALERMO.

    XV - ELEZIONE DI  TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI CATANIA.

    XVI - ELEZIONE DI  TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.

    XVII  -  ELEZIONE  DI   TRE   RAPPRESENTANTI  DELLA  REGIONE  NEL
          CONSIGLIO DI  AMMINISTRAZIONE  DELL'OPERA  UNIVERSITARIA DI
          CATANIA.

    XVIII -  ELEZIONE   DI   TRE  RAPPRESENTANTI  DELLA  REGIONE  NEL
          CONSIGLIO  DI  AMMINISTRAZIONE  DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI
          MESSINA.

    XIX - ELEZIONE   DI  UN   COMPONENTE   DEL   COMITATO   DIRETTIVO
          DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.

    XX - ELEZIONE   DI   TRE   COMPONENTI   DEL  CONSIGLIO  DIRETTIVO
          DELL'ISTITUTO   REGIONALE  DI  RICERCA,  SPERIMENTAZIONE  E
          AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.

      La seduta è tolta alle ore 21.40

     (Licenziato dal Servizio Resoconto alle ore 00.40 di mercoledì
      10 luglio 2002)