Presidenza del presidente LO PORTO
PAFFUMI, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
COMUNICAZIONE DEL CALENDARIO DEI LAVORI
PRESIDENTE. Comunico che la Conferenza dei Presidenti dei
gruppi parlamentari, riunitasi il 9 luglio 2002 sotto la
Presidenza del Presidente dell'Assemblea onorevole Lo Porto e,
con la partecipazione del Vicepresidente dell'ARS onorevole
Fleres, del Presidente della Regione onorevole Cuffaro,
dell'Assessore per i lavori pubblici Scammacca della Bruca, e dei
Presidenti delle Commissioni legislative permanenti ha deliberato
all'unanimità che i lavori d'Aula della corrente sessione estiva
avranno il seguente svolgimento:
- l'Aula terrà seduta:
- dal pomeriggio di martedì 9 luglio a venerdì 12 luglio per il
seguito della discussione e conclusione dell'esame
dell'articolato del disegno di legge n. 294 ed altri/A (norme
in materia di appalti);
- nei pomeriggi da lunedì 15 luglio 2002 a venerdì 19 luglio
2002 per la discussione dei disegni di legge già esitati per
l'Aula (n. 287/A: disciplina attività di ottico; nn.
9-253-281/A: istituzione strade e rotte del vino; n. 298.3
NS-I/A: disposizioni urgenti in materia di artigianato,
commercio, cooperazione e pesca. Disciplina attività guida
ambientale escursionistica; n. 367/A: norme in materia di
autoservizi pubblici non di linea in servizio di piazza);
- le Commissioni si riuniranno:
- le mattine da lunedì 15 luglio a venerdì 19 luglio 2002 per
l'esame dei disegni di legge in materia di isole minori;
occupazione abusiva alloggi; diritto allo studio; buono
scuola; riordino dell'assetto del Governo.
E' stato infine stabilito di convocare una nuova Conferenza
dei Capigruppo al termine di questa prima tornata di lavori per
individuare ulteriori ipotesi di prosecuzione dell'attività
parlamentare prima della chiusura estiva.
CAPODICASA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, intervengo per un chiarimento,
in quanto il calendario dei lavori testè letto è alquanto
generico. Si individua una serie di disegni di legge da trattare
- se non vado errato - fino alla fine del mese e poi si prevede
una nuova riunione della Conferenza dei Presidenti dei gruppi
parlamentari per individuare ulteriori disegni di legge.
PRESIDENTE. Qualora le Commissioni esitino disegni di legge
CAPODICASA. La Conferenza dei presidenti dei gruppi
parlamentari avrebbe avuto la facoltà, oltre che il dovere, di
individuare eventuali disegni di legge da indicare alle
Commissioni perchè operino in quella direzione...
PRESIDENTE. Ma sono indicati Forse le è sfuggito.
CAPODICASA. Sono indicati quelli che dovremo trattare entro
la fine di luglio.
PRESIDENTE. No Sono indicati anche gli altri. Naturalmente,
se si ci arriva perchè, in teoria, potrebbe accadere che non ci
si arrivi
CAPODICASA. Esatto. Signor Presidente, volevo capire se è
stata individuata una data certa entro cui concludere i lavori
della sessione estiva.
PRESIDENTE. Purtroppo non è possibile perchè vi sono ancora
una serie di disegni di legge da esaminare. Potremo saperlo più
precisamente nel periodo compreso tra questi lavori e la prossima
riunione della Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari.
CAPODICASA. Questo sarebbe un piccolo strappo regolamentare
perchè il Regolamento prevede che il calendario dei lavori deve
essere fissato con due mesi di anticipo e con l'indicazione della
conclusione dei lavori; tanto più che molti colleghi avrebbero
(oggi se ne parlava con alcuni) l'esigenza di sapere quando
concluderemo i lavori per programmare il periodo feriale con i
propri familiari. Se questo non è possibile, pazienza Credo,
però, che sarebbe stato utile farlo.
Presidenza del presidente LO PORTO
MISSIONE
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Manzullo è in missione,
per ragioni del suo ufficio, dal 9 al 12 luglio 2002.
L'Assemblea ne prende atto.
ANNUNZIO DI RISPOSTE SCRITTE AD INTERROGAZIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le seguenti risposte
scritte ad interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per gli Enti Locali
N. 104 - Adeguamento alle norme vigenti dei locali dell'ASEC
di Catania. Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
N. 106 - Interventi al fine di verificare la presenza di
materiale radioattivo presso l'ASEC di Catania. Firmatari:
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
N. 154 - Ripristino di adeguate condizioni igieniche in favore
dei residenti in località Poggio Fanales nel Comune di
Caltagirone. Firmatari: Fleres Salvatore;
- da parte dell'Assessore per la Sanità
N. 325 - Notizie circa la fornitura di presidi medici a persone
handicappate in situazione di gravità. Firmatari: Fleres
Salvatore;
N. 360 - Interventi urgenti per la copertura dei posti vacanti
nell'organico dell'Ospedale Santa Marta e Santa Venera di
Acireale (CT). Firmatari: Fleres Salvatore;
- da parte dell'Assessore per il Turismo
N. 5 - Notizie circa il completamento della 'cittadella dello
sport' di Nesima (Catania). Firmatari: Fleres Salvatore;
Catania Giuseppe;
N. 8 - Interventi per una riqualificazione delle zone di
interesse turistico a Catania. Firmatari: Fleres Salvatore;
Catania Giuseppe;
N. 113 - Notizie circa il futuro delle Aziende autonome di
soggiorno e turismo regionali. Firmatari: Fleres Salvatore;
Catania Giuseppe;
N. 120 - Notizie in ordine al ripristino ed al potenziamento
delle stazioni sciistiche di Nicolosi e Linguaglossa.
Firmatari: Raiti Salvatore;
N. 123 - Provvedimenti per rendere decoroso ed accogliente il
litorale di San Marco nel Comune di Calatabiano in provincia di
Catania. Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
N. 125 - Interventi per far fronte alle inefficienze
organizzative nel lungomare di Mascali, in provincia di
Catania. Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al
resoconto stenografico della seduta odierna.
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
- "Approvazione del rendiconto generale dell'Amministra-
zione della Regione e dell'Azienda foreste demaniali
per l'esercizio finanziario 1999" (n. 436)
- iniziativa governativa
- presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su
proposta dell'Assessore per il bilancio e le finanze
(Pagano) in data 3 luglio 2002
- "Interpretazione autentica del comma 2, dell'articolo 170
della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, riguardante
il fermo biologico" (n. 437)
- iniziativa governativa
- presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su
proposta dell'Assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca (Cimino) in data 3 luglio 2002
- "Rifinanziamento dell'articolo 18 della legge regionale 23
gennaio 1998, n. 3, riguardante norme di proroga e
finanziamento degli oneri per il contingente dell'Arma dei
carabinieri operante in Sicilia" (n. 438)
- iniziativa governativa
- presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su proposta
dell'Assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione (Stancanelli) in data
3 luglio 2002
- "Norme per la realizzazione del sistema del sistema
integrato di interventi e servizi sociali" (n. 439)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Leanza Nicola, Pistorio,
Fratello, Dina, Savona, Franchina, Fleres, Ardizzone, Lo
Monte in data 3 luglio 2002
- "Norme per la costituzione del Business innovation center
Sicilia (BIC Sicilia) e promozione dei Centri regionali per
l'innovazione tecnologica (CRIT)" (n. 440)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Barbagallo, Genovese,
Gurrieri, Tumino, Vitrano, Zangara in data 3 luglio 2002
- "Interventi finanziari per l'assistenza sanitaria ai
siciliani emigrati in Argentina" (n. 441)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe,
Maurici, Mercadante in data 4 luglio
- "Modifiche all'articolo 12 della legge regionale 4 giugno
1980, n. 55 e successive modifiche, recante provvedimenti
in favore dei lavoratori emigrati e delle loro famiglie"
(n. 442)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe,
Mercadante, Maurici in data 4 luglio
- "Interventi per incrementare il sistema di controllo nel
settore della riscossione dei tributi" (n. 443)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe in
data 4 luglio
- "Proroga dei termini previsti dall'articolo 62 della
legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, riguardante la
riammissione alle operazioni di cartolarizzazione" (n. 444)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Speziale, Capodicasa,
Cracolici, Crisafulli, De Benedictis, Giannopolo, Oddo,
Panarello, Villari, Zago in data 4 luglio 2002
- "Interventi a favore delle famiglie degli alunni delle
scuole statali e paritarie" (n. 445)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Leanza Nicola, Fratello,
Pistorio, in data 5 luglio 2002
COMUNICAZIONE DI INVIO DI DISEGNI DI LEGGE ALLE COMPETENTI
COMMISSIONI LEGISLATIVE
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono
stati inviati alle competenti Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- "Norme per la revisione del sistema pensionistico dei
dipendenti della Regione siciliana" (n. 428)
- iniziativa parlamentare
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- "Interventi a favore dei collegamenti con le Isole
minori" (n. 429)
- iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Acierno in data 27 giugno 2002
- "Istituzione della figura di guida naturalistica
subacquea" (n. 430)
- iniziativa parlamentare
- "Provvedimenti urgenti per le Isole minori" (n. 434)
- iniziativa parlamentare
- "Incentivi finanziari per le amministrazioni pubbliche
che si dotano di automezzi non inquinanti" (n. 435)
- iniziativa parlamentare
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- "Ulteriori disposizioni per assunzioni a tempo
indeterminato, presso aziende e istituti sottoposti a
controllo della Regione, di personale ausiliario
specializzato" (n. 431)
- iniziativa parlamentare
- "Modifiche alla legge regionale 9 maggio 1986, n. 22
concernente norme in materia di affidamento dei minori" (n.
432)
- iniziativa parlamentare
- PARERE I
- "Norme in materia di sedi farmaceutiche" (n. 433)
- iniziativa parlamentare
- PARERE I
INVIATI IN DATA 3 LUGLIO 2002
COMUNICAZIONE DI RICHIESTA DI RITIRO DI FIRMA
DA DISEGNO DI LEGGE
PRESIDENTE. Comunico che in data 3 luglio 2002 l'onorevole
Liotta ha chiesto di ritirare la firma dal disegno di legge n.
419 "Provvedimenti per la promozione e l'organizzazione dei
Giochi mondiali militari 2003" presentato dagli onorevoli
Barbagallo ed altri, in data 6 giugno 2002.
COMUNICAZIONE DI RICHIESTE DI APPOSIZIONE DI FIRME
A DISEGNO DI LEGGE
PRESIDENTE. Comunico che in data 3 luglio 2002 gli onorevoli
Sanzeri e Lo Curto hanno chiesto di apporre la firma al disegno
di legge n. 434 "Provvedimenti urgenti per le Isole minori"
presentato dagli onorevoli Croce, Beninati, Leanza Vincenzo,
Capodicasa in data 28 giugno 2002.
COMUNICAZIONE DI RICHIESTE DI PARERE
PRESIDENTE. Comunico che le seguenti richieste di parere,
pervenute dal Governo, sono state assegnate alle competenti
Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- "Stretto di Messina S.p.A. - Designazione componente del
consiglio di amministrazione" (n. 64)
- pervenuta in data 3 luglio 2002
- trasmessa in data 4 luglio 2002
- "Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (IPAB)
- Nomina componenti del consiglio di amministrazione" (n.
65)
- pervenuta in data 3 luglio 2002
- trasmessa in data 4 luglio 2002
- "Azienda speciale per lo sviluppo dei porti della
provincia di Agrigento - Designazione componente in seno al
consiglio di amministrazione" (n. 66)
- pervenuta in data 3 luglio 2002
- trasmessa in data 4 luglio 2002
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- "Priolo Gargallo (SR) - Riserva alloggi popolari di cui
al D.P.R. n. 1035/72, art. 10" (n. 62)
- pervenuta in data 1 luglio 2002
- trasmessa in data 3 luglio 2002
- "Riserva alloggi popolari di cui al D.P.R. n. 1035/72,
art. 10" (n. 63)
- pervenuta in data 3 luglio 2002
- trasmessa in data 4 luglio 2002
COMUNICAZIONE DI ASSENZE E SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI DELLE
COMMISSIONI LEGISLATIVE
PRESIDENTE. Comunico le assenze e le sostituzioni alle
riunioni delle Commissioni legislative e speciali per il periodo
1-4 luglio 2002.
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Assenze
Riunione del 3.07.02: LEANZA EDOARDO-CRISAFULLI-LO MONTE-ORTISI
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
Assenze
Riunione del 2.07.02: INCARDONA
Sostituzioni
Riunione del 2.07.02: NICOTRA sostituito da SEGRETO
GAROFALO " " MAURICI
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
Assenze
Riunione dell'1.07.02: GURRIERI-RAITI-SPAMPINATO-VICARI
Sostituzioni
Riunione dell'1.07.02: CONFALONE sostituito da MERCADANTE
INFURNA " " FORMICA
ZAGO " " GIANNOPOLO
" del 2.07.02: ZAGO sostituito da GIANNOPOLO
INFURNA " " FORMICA
VICARI " " MOSCHETTO
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
Riunione del 03.07.02: BALDARI-CATANIA FRANCO-INFURNA
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
Assenze
Riunione del 3.07.02: FORMICA-MORINELLO-ZANGARA
" " 4.07.02: MANZULLO
Sostituzioni
Riunione del 4.07.02: BASILE sostituito da LO MONTE
CRISTAUDO " " ANTINORO
COMUNICAZIONE DI DELIBERAZIONI DELLA GIUNTA REGIONALE
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione ha
trasmesso copia delle seguenti deliberazioni della Giunta
regionale:
- n. 194 del 17 giugno 2002 "Programma regionale delle
infrastrutture di trasporto - Indirizzi strategici ed
interventi infrastrutturali per il sistema dei trasporti in
Sicilia"
- n. 202 del 17 giugno 2002 "Relazione generale sull'attività
istruttoria e di valutazione dei PIT - Conclusione della fase
di selezione definitiva - Conseguenti modifiche al
completamento di programmazione"
- n. 204 del 17 giugno 2002 "POR Sicilia 2000/2006 - Modifica
della misura 4.05 del Completamento di programmazione"
- n. 205 del 17 giugno 2002 "POR Sicilia "2000/2006 - Modifica
della sottomisura 1.01.a) e misura 1.07 del Complemento di
programmazione"
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
PRESIDENTE. Comunica che sono state presentate le seguenti
interrogazioni:
- con richiesta di risposta orale
N. 671 - Iniziative circa il recente aumento del numero
dei componenti della Giunta del Comune di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
- Assessore Bilancio
Firmatario: Raiti Salvatore;
N. 674 - Verifica del possesso dei requisiti di legge da
parte dei direttori sanitari recentemente nominati.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatari:
Miccichè Calogero; Ferro Giovanni; Raiti Salvatore;
Morinello Salvatore; Orlando Leoluca;
N. 675 - Iniziative circa l'annunciato sfratto
dell'Archivio di Stato di Trapani.
- Assessore Beni Culturali
Firmatario: Papania Antonino;
N. 678 - Notizie sulla sospensione dei finanziamenti per
la ristrutturazione del porto di Scoglitti (RG), e loro
ripristino.
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
- Assessore Territorio
Firmatario: Incardona Carmelo;
N. 679 - Iniziative per bloccare lo sfratto dell'Archivio
di Stato di Trapani dalla sua sede.
- Assessore Beni Culturali
Firmatario: Oddo Camillo;
- con richiesta di risposta scritta
N. 669 - Notizie in merito all'esclusione del PIT delle
ACI dalla fase finale.
- Presidente Regione
Firmatario: Nicotra Raffaele;
N. 670 - Interventi per l'utilizzo nelle strutture
sanitarie di nuove protesi cardiache (cosiddetti 'stent
medicati').
- Assessore Sanità
Firmatario: Moschetto Angelo;
N. 672 - Notizie sulla vendita delle aree di proprietà
della Sitas di Sciacca (AG).
- Presidente Regione
- Assessore Industria
Firmatario: Raiti Salvatore;
N. 673 - Richiesta di ispezione presso l'USL n. 3 di
Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatario: Barbagallo Giovanni;
N. 676 - Iniziative nei confronti dei Comuni che non
osservano le disposizioni in materia di sospensione
dell'attività di controllo dei Coreco.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
Firmatario: Ferro Giovanni;
N. 677 - Interventi per garantire la prosecuzione dei
progetti volti al miglioramento del servizio scolastico
siciliano.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali
Firmatario: Fratello Onofrio;
N. 680 - Iniziative di sostegno agli agricoltori della
provincia di Trapani.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Firmatario: Fratello Onofrio;
N. 681 - Riqualificazione dell'area destinata a mercato
rionale nel quartiere di Picanello a Catania.
- Assessore Enti Locali
Firmatario: Fleres Salvatore;
N. 682 - Interventi di salvaguardia del Mausoleo dei
Caduti a San Giovanni Li Cuti, Catania.
- Assessore Enti Locali
Firmatario: Fleres Salvatore;
N. 683 - Bonifica di via Gianni a Catania.
- Assessore Enti Locali
Firmatario: Fleres Salvatore;
N. 684 - Interventi per garantire il corretto
funzionamento dell'Ufficio Postale di Nicolosi in provincia
di Catania.
- Assessore Enti Locali
Firmatario: Fleres Salvatore;
N. 685 - Garanzia di una regolare erogazione dell'acqua a
Picanello, popoloso quartiere di Catania.
- Assessore Enti Locali
Firmatario: Fleres Salvatore;
N. 686 - Interventi urgenti di bonifica, a Catania, di via
degli Ulivi e dell'area circostante.
- Assessore Enti Locali
Firmatario: Fleres Salvatore;
N. 687 - Manutenzione delle aiuole spartitraffico sulla
circonvallazione di Catania.
- Assessore Enti Locali
Firmatario: Fleres Salvatore.
ANNUNZIO DI INTERPELLANZE
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 47 - Iniziative per garantire la conclusione del corso
biennale per il conseguimento della qualifica di 'operatore
sociale assistente handicappati'.
- Assessore Lavoro
Firmatari: Speziale Calogero; Villari Giovanni;
N. 48 - Provvedimenti circa il blocco dei corsi di
formazione-selezione per accedere al 'prestito d'onore'.
- Presidente Regione
- Assessore Lavoro
Firmatario: Papania Antonino.
ANNUNZIO DI MOZIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
N. 134 "Completamento dei programmi di realizzazione di
infrastrutture sportive nella provincia di Ragusa", degli
onorevoli Zago Salvatore; De Benedictis Roberto; Speziale
Calogero; Crisafulli Vladimiro;
Presentata il 2/07/02
N. 135 "Iniziative tese alla salvaguardia del patrimonio
agrumicolo e dei livelli occupazionali dell'Azienda agricola
Costantina", degli onorevoli Fleres Salvatore; Villari
Giovanni; Barbagallo Giovanni; Raiti Salvatore; Spampinato
Giuseppe; Liotta Santo Presentata il 2/07/02
Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno
della seduta successiva perché se ne determini la data di
discussione.
COMUNICAZIONE DI RICHIESTA DI APPOSIZIONE DI FIRMA AD
INTERROGAZIONE E MOZIONE
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 4 luglio 2002,
l'onorevole Spampinato ha chiesto di apporre la propria firma
all'interrogazione a risposta orale n. 549, dell'onorevole Raiti
ed altri, "Interventi presso il Governo centrale per impedire il
trasferimento della sede del Distretto interregionale di Polizia
da Catania a Palermo" ed alla mozione n. 128 "Interventi per
impedire il trasferimento del Distretto interregionale di
Polizia, Sicilia-Calabria, da Catania a Palermo", dell' onorevole
Fleres ed altri.
L'Assemblea ne prende atto.
Informo, ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
VOTAZIONE DI RICHIESTA DI PROCEDURA D'URGENZA PER L'ESAME DI UN
DISEGNO DI LEGGE
PRESIDENTE Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Richiesta di procedura d'urgenza per il disegno di legge n. 434
"Provvedimenti urgenti per le isole minori".
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Presidenza del presidente LO PORTO
DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DI DISCUSSIONE DI MOZIONI
PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
Lettura ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d),
e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:
N. 129 - Interventi al fine di reperire i fondi necessari al
pagamento dei progetti di autoimpiego di Sviluppo Italia",
degli onorevoli Fleres Salvatore; Confalone Giancarlo; Liotta
Santo; Spampinato Giuseppe;
Presentata il 25/06/02;
N. 130 - Reperimento delle risorse necessarie al completamento
della dorsale ferroviaria Messina-Palermo", degli onorevoli
Leanza Vincenzo; Franchina Giuseppe; Formica Santi; Baldari
Nicola Renato; Ardizzone Giovanni; Lo Monte Carmelo;
Panarello Filippo; Beninati Antonino; Genovese Francantonio;
Paffumi Angelo;
Presentata il 25/06/02;
N. 131 "Iniziative al fine di prevenire e reprimere il
fenomeno dei combattimenti clandestini fra cani", degli
onorevoli Fleres Salvatore; Maurici Giuseppe; Croce Antonino;
Mercadante Giovanni;
Presentata il 26/06/02;
N. 132 "Iniziative per scongiurare lo smantellamento del polo
chimico siciliano", degli onorevoli Speziale Calogero; De
Benedictis Roberto; Panarello Filippo; Zago Salvatore;
Cracolici Antonino; Crisafulli Vladimiro; Capodicasa Angelo;
Giannopolo Domenico; Oddo Camillo; Villari Giovanni; Ortisi
Egidio; Barbagallo Giovanni; Morinello Salvatore;
Presentata il 27/06/02;
N. 133 "Interventi per l'ottenimento di una proroga dei
termini per il versamento dei tributi da parte delle aziende
danneggiate dal sisma del 13 dicembre 1990", degli onorevoli
Fleres Salvatore; Mercadante Giovanni; Scoma Francesco; Croce
Antonino;
Presentata il 1/07/02.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
PAFFUMI, segretario:
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- la formula dell'autoimpiego ha coinvolto e coinvolge
soprattutto i giovani disoccupati che mediante
questo mezzo possono, previa autorizzazione,
intraprendere un'attività imprenditoriale col
supporto del Ministero dell'Economia, tramite la
società Sviluppo Italia;
- tali misure agevolative sono concesse, in
particolare, nei comuni del centro sud dove è
presente uno squilibrio tra domanda ed offerta di
lavoro, al fine di incentivare l'occupazione;
- questo tipo di intervento si è rivelato
particolarmente idoneo e tuttavia molti progetti già
avviati, poichè autorizzati, sono stati di fatto
bloccati in quanto il previsto finanziamento non è
mai arrivato,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad intervenire presso le sedi competenti affinchè
i fondi stanziati per l'autoimpiego vengano
rapidamente stornati alla società Sviluppo Italia,
onde consentire la prosecuzione dei progetti già
avviati e prevederne di nuovi, nella considerazione
che tale strumento favorisce un concreto sviluppo
della piccola imprenditoria e dunque
dell'occupazione." (129)
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- il completamento del raddoppio ferroviario della
dorsale tirrenica (Messina-Palermo) è un'opera
indispensabile per dotare la Sicilia di un sistema
infrastrutturale efficiente e per consentire
sviluppo economico ed occupazione;
CONSIDERATO che:
- i lavori per il predetto raddoppio sono iniziati nel
1986;
- la tratta S. Filippo-Terme Vigliatore è già in
esercizio;
- sono stati ultimati i lavori riguardanti il nuovo
traforo dei Peloritani (Km. 12,8) che collega
Messina con il versante tirrenico;
- è in via di ultimazione la tratta Terme
Vigliatore-Patti;
- sono in corso i lavori della tratta Villafranca
Tirrena- S. Filippo del Mela;
- sono stati appaltati i lavori della tratta
Fiumetorto-Cefalù;
- è stata finanziata la costruzione della tratta
Cefalù-Castelbuono;
- è stato approvato e pubblicato il bando di gara per
l'appalto della stazione ferroviaria di Patti;
- al completamento dell'opera mancano circa 80 Km. (da
Patti a Castelbuono) in un totale di 240 Km.;
- le somme spese o impegnate finora ammontano a circa
2.600 miliardi di lire;
- nell'Accordo di programma quadro, riguardante gli
investimenti infrastutturali per la Sicilia,
sottoscritto nell'ottobre 2001 dal Ministro Lunardi
e dal Presidente della Regione, on. Salvatore
Cuffaro, pur essendo stata richiamata la priorità
del completamento della dorsale ferroviaria
tirrenica, non è stata prevista alcuna risorsa
finanziaria per la realizzazione della tratta
Patti-Castelbuono;
- il Presidente delle Ferrovie dello Stato s.p.a., tra
i programmi di investimento fino al 2005, per quanto
attiene alla Sicilia, ha indicato opere diverse
dalle priorità previste nel predetto A.P.Q.;
- la mancanza di finanziamenti per la tratta
Patti-Castelbuono e le indicazioni delle Ferrovie
dello Stato s.p.a. hanno determinato un
giustificato allarme tra le popolazioni interessate
e le forze sociali, di cui si sono fatti interpreti,
con numerose iniziative e prese di posizione, il
coordinamento dei Sindaci della zona tirrenica del
messinese ed il Consiglio della Provincia regionale
di Messina;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a riconfermare le priorità definite nell'attuale
A.P.Q. ed a promuovere, con la massima tempestività,
tutti gli atti idonei a reperire le risorse
necessarie al completamento, in tempi ragionevoli,
della dorsale ferroviaria Messina-Palermo." (130)
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- il fenomeno dei combattimenti clandestini fra cani
investe ormai l'intera Sicilia;
- l'esistenza di tale piaga è ulteriormente confermata
dalla presenza, presso diversi canili municipali, di
pit-bull con evidenti segni di combattimenti;
- da riscontri effettuati pare che tali barbari
rituali avvengano prevalentemente nelle borgate a
'rischio' delle grandi città e, soprattutto, nelle
zone di campagna perché meno popolate e dunque meno
controllate,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a porre in essere tutte le iniziative utili alla
risoluzione del problema, prevedendo un maggiore
controllo di quanto avviene presso i canili
municipali;
- ad instaurare rapporti con i competenti uffici della
Questura e gli altri ritenuti necessari al fine di
porre in essere i dovuti provvedimenti per reprimere
e prevenire la piaga dei combattimenti clandestini." (131)
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che già da tempo il gruppo dirigente dell'ENI porta
avanti un disegno di riduzione del campo d'azione della
società, attraverso la dismissione e la vendita di
impianti e settori d'attività considerati maturi;
OSSERVATO che:
- la scelta dell'ENI di concentrarsi soltanto nel
settore dell'estrazione-commercializzazione del gas
riducendo l'attività di raffinazione, appare imprudente
perché contraddice il principio della diversificazione
produttiva che consentirebbe, come è già accaduto in
passato, di far fronte a crisi difficili;
- tale principio è, invece, tra le scelte
fondamentali delle altre grandi multinazionali del
settore (che, fra l'altro, scelgono strategicamente di
investire nella ricerca e nel miglioramento della
chimica);
RILEVATO che, così operando, l'Eni riduce in modo corposo la
massa critica societaria, non riuscendo a reggere il
peso della concorrenza internazionale, provocando
l'azzeramento di un sistema industriale avanzato in un
settore dove l'Italia è importatrice e consentendo una
perdita di competitività del sistema industriale
nazionale, a fronte dell'inevitabile dilagare delle
multinazionali straniere (Bayer, Basf, Shell, Exxon,
Mobil, Atofina, ecc.)
RITENUTO che tale operazione prelude alla svendita di un grande
patrimonio in cambio di qualche effimero guadagno ed ad
un corposo spostamento dell'asse economico del Paese
dall'industria alla finanza, con conseguenti incertezze
sui livelli occupazionali, specie in Sicilia;
CONSIDERATO che i costi conseguenti agli impegni presi dall'ENI
per il risanamento ambientale e il rispetto delle
normative nazionali ed europee, a seguito di queste
dismissioni rischiano di essere scaricati in quota parte
sia sugli acquirenti degli impianti che sulle pubbliche
amministrazioni;
PRESO NOTA, tuttavia, del fatto che il gruppo dirigente dell'Eni
non sembra in grado di garantire neanche la
realizzazione di questo stesso progetto, tanto da non
avere concretizzato l'accordo con la Sabic;
VISTO che il fallimento della trattativa tra Eni e Sabic ha
indotto il gruppo dirigente ENI a riaffermare la sua
volontà di scorporo delle proprie attività chimiche
attraverso la cessione in modo frammentato di singoli
stabilimenti o parti di business;
OSSERVATO che tale decisione non fa che peggiorare ulteriormente
un quadro in cui la frammentazione condanna alla
dismissione le attività meno appetibili sul mercato e fa
perdere alle altre il vantaggio competitivo che deriva
loro dall'appartenenza a un sistema integrato e
sinergico;
RILEVATO che si tratta di una prospettiva drammatica per i
lavoratori e per l'industria chimica italiana, già resa
critica dalla cronica mancanza di volontà dell'Eni di
investire in ricerca, in innovazione tecnologica e nello
sviluppo di nuovi prodotti e processi produttivi;
EVIDENZIATO che in questo modo si prospetta una situazione
altamente drammatica per le regioni meridionali in cui è
maggiore l'insediamento della chimica (Puglia,Sardegna e
Sicilia) e nell'Isola (principalmente per le aree di
Siracusa, Ragusa e Gela), per le quali la chimica
rappresenta da tempo il principale se non unico presidio
industriale di rilievo;
CONSTATATO che a tutt'oggi l'Eni non ha presentato un credibile
piano industriale, così da salvaguardare l'integrità
delle produzioni chimiche che attualmente gestisce;
PRESO ATTO, altresì, del fatto che alle dichiarazioni del
Governo regionale, tramite il suo Assessore per
l'Industria, a difesa e a sostegno della produzione
chimica in Sicilia, non sono seguite azioni concrete e
decisive,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a sviluppare una concreta, coordinata e non
episodica azione presso il Governo nazionale e l'Eni,
perché siano ripensate le scelte di politica del
settore;
- a vigilare perché non vengano elusi gli accordi per
il risanamento ambientale delle aree ad alto
insediamento chimico;
- a definire un tavolo di confronto con il Governo
nazionale e le parti sulle prospettive industriali di
Enichem/Polimeri Europa e più in generale della chimica;
- a prevedere strumenti per impedire operazioni di
pura acquisizione di mercati, prive di prospettive
industriali;
- a garantire, attraverso un nuovo Piano industriale,
le risorse necessarie a interrompere il processo di
dequalificazione dell'apparato industriale esistente,
ricercando soluzioni alternative alle annunciate
chiusure d'impianti produttivi ed evitando comunque una
vendita frammentata di attività;
- a mettere in moto risorse aggiuntive a sostegno
della ricerca e dell'innovazione tecnologica del settore
chimico, nonché per la riqualificazione e il
reinsediamento industriale delle aree chimiche
attraverso l'attivazione degli accordi di programma;
- a salvaguardare gli impegni relativi al
mantenimento delle attività produttive e dei livelli di
occupazione nelle aziende già cedute (Ibla spa, ecc.);
- a fare seguire i fatti alle dichiarazioni di
solidarietà e di buona volontà, attraverso
l'elaborazione di una proposta regionale di politica
industriale nel settore (con particolare attenzione alla
tutela ambientale e alla ricerca) e il reinvestimento in
attività di potenziamento e di sviluppo produttivo delle
risorse finanziarie ricavate dalla cessione delle
aziende a partecipazione regionale." (132)
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- il sisma del 13 dicembre 1990 (comunemente
conosciuto come il sisma di Santa Lucia) ha
seriamente danneggiato le strutture di molte
aziende ubicate nell'area interessata dal
terremoto;
- i titolari delle aziende danneggiate hanno
beneficiato della sospensione del pagamento dei
tributi e dei contributi previdenziali dal 1990 al
1992 e dopo una serie di proroghe è stato chiesto
loro di regolarizzare le posizioni contributive
entro il 30 giugno 2002;
- il quadro economico generale non offre elementi
apprezzabili di rilancio, tali da permettere alle
aziende interessate di versare in unica soluzione le
somme dovute senza arrecare grave danno alle proprie
attività,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a porre in essere ogni iniziativa utile al fine di
prevedere un'ulteriore proroga dei termini per il
versamento dei tributi dovuti, o in alternativa una
loro significativa rateizzazione." (133)
PRESIDENTE. Dispongo che le predette mozioni vengano
demandate alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
perchè se ne determini la data di discussione.
Presidenza del presidente LO PORTO
RICHIESTA DI INVERSIONE DELL'ORDINE DEL GIORNO
ACIERNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Signor Presidente, propongo una inversione
dell'ordine del giorno per passare subito alla trattazione del
punto V "Discussione del disegno di legge 'Norme in materia di
opere pubbliche. Disciplina degli appalti di lavori pubblici, di
fornitura, di servizi e nei settori esclusi' (nn.
294-119-268-290-306-313-339-353-369- 388/A).
CAPODICASA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi abbiamo
un problema in Assemblea: quello dell'attività ispettiva che non
viene mai svolta. L'Assessore è presente; si tratta di 29 atti
ispettivi, ritengo che nell'ambito degli stessi ve ne possano
essere alcuni che riguardano la materia più scottante della
sanità.
Ogni giorno sui giornali è un fuoco di dichiarazioni e di
notizie; mi parrebbe veramente strano che si soprassedesse alla
trattazione di un punto dell'ordine del giorno inerente tale
importante materia. Non dico di svolgere tutti i 29 atti
ispettivi, ma almeno 4 o 5 riguardanti, ad esempio, la materia
dei ticket, l'assistenza sanitaria indiretta, visto che
l'assessore ha dichiarato sui giornali che c'è un problema
relativo al deficit galoppante nella sanità nel corso di questi
primi mesi dell'anno.
PRESIDENTE. Anche su segnalazione dell'Assessore per la
sanità, il punto IV dell'ordine del giorno è rinviato a
conclusione della presente seduta per lo svolgimento di alcuni
atti ispettivi.
Presidenza del presidente LO PORTO
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "NORME IN
MATERIA DI OPERE PUBBLICHE. DISCIPLINA DEGLI APPALTI DI LAVORI
PUBBLICI, DI FORNITURA, DI SERVIZI E NEI SETTORI ESCLUSI." (NN.
294-119-268-290-306-313-339-353-369-388/A).
PRESIDENTE. Si passa, pertanto, al punto V dell'ordine del
giorno: Seguito della discussione del disegno di legge: "Norme
in materia di opere pubbliche. Disciplina degli appalti di
lavori pubblici, di fornitura, di servizi e nei settori esclusi."
(nn. 294-119-268-290-306-316-313-339-353-369-388/A).
Invito i componenti la IV Commissione "Ambiente e
Territorio" a prendere posto al banco delle Commissioni.
Ricordo che nella seduta n. 62 dell 18 giugno 2002 era stata
chiusa la discussione generale e votato ed approvato il passaggio
all'esame degli articoli.
Si passa all'esame dell'articolo 1. Invito il deputato
segretario a darne lettura.
PAFFUMI, segretario:
Titolo I
Disciplina degli appalti di lavori pubblici e norme
acceleratorie
Capo I
Appalti di lavori pubblici
Art. 1.
Applicazione normativa nazionale
1. La legge 11 febbraio 1994, n. 109 recante 'Legge quadro
in materia di lavori pubblici' nel testo vigente alla data di
approvazione della presente legge, di seguito indicata legge
n. 109 del 1994, si applica nel territorio della Regione, ad
eccezione del comma 16 bis dell'articolo 4, dell'articolo 5,
dell'articolo 6, del comma 15 dell'articolo 7, dell'articolo
15, dell'articolo 27, del comma 3 dell'articolo 34,
dell'articolo 38, con le sostituzioni, modifiche ed
integrazioni di cui alla presente legge.
2. Gli articoli da 37 bis a 37 nonies della legge n. 109
del 1994, si applicano nel territorio della Regione come
introdotti dall'articolo 9 della legge regionale 23 dicembre
2000, n. 32.
3. Si applicano nel territorio della Regione, nel testo
vigente alla data di approvazione della presente legge, con
le sostituzioni, modifiche ed integrazioni di cui alla
presente legge:
a) il decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre
1999, n. 554, recante 'Regolamento di attuazione della legge
quadro in materia di lavori pubblici 11 febbraio 1994, n.
109, e successive modificazioni', ad eccezione dell'articolo
134;
b) il decreto ministeriale 19 aprile 2000, n. 145
'Regolamento recante il capitolo generale d'appalto dei
lavori pubblici, ai sensi dell'articolo 3, comma 5, della
legge 11 febbraio 1994, n. 109';
c) il decreto del Presidente della Repubblica 25 gennaio
2000, n. 34 'Regolamento recante istituzione del sistema di
qualificazione per gli esecutori di lavori pubblici, ai sensi
dell'articolo 8 della legge 11 febbraio 1994, n. 109';
d) il decreto ministeriale 3 agosto 2000, n. 294,
'Regolamento concernente la individuazione dei requisiti di
qualificazione dei soggetti esecutori dei lavori di restauro
e manutenzione dei beni mobili e delle superfici decorate di
beni architettonici' come modificato con decreto ministeriale
24 ottobre 2001, n. 420;
e) il decreto ministeriale 2 dicembre 2000, n. 398,
'Regolamento recante le norme di procedura del giudizio
arbitrale, ai sensi dell'articolo 32 della legge 11 febbraio
1994, n. 109 e successive modificazioni'.
4. Nei casi in cui la legge di cui al comma 1 ed i
regolamenti di cui al comma 3 effettuino riferimento a
normativa statale, si applica, ove compatibile, la vigente e
corrispondente normativa regionale; quando facciano
riferimento al 'Bollettino ufficiale della Regione' deve
intendersi 'Gazzetta ufficiale della Regione siciliana';
quando facciano riferimento ad organi ed istituzioni statali
deve farsi riferimento ai corrispondenti organi ed
istituzioni regionali; quando facciano riferimento alla
parola 'ecu' la stessa deve intendersi 'euro', equivalente in
'euro di diritti speciali di prelievo', secondo il rapporto
di cambio corrente.
5. Le eventuali modifiche ed integrazioni ai regolamenti
di cui al comma 3, successive all'approvazione della presente
legge, sono adottate nella Regione con regolamento approvato
con decreto del Presidente della Regione su proposta
dell'Assessore regionale per i lavori pubblici di concerto,
per ciò che concerne il regolamento di cui al comma 3,
lettera d), con l'Assessore regionale per i beni culturali ed
ambientali e per la pubblica istruzione, previo parere della
Commissione legislativa competente in materia di lavori
pubblici dell'Assemblea regionale siciliana, che si esprime
entro 30 giorni dalla ricezione dello schema'.
BENINATI, presidente della commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI, presidente della commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 1, in effetti,
rappresenta un po' tutto l'impalcato della legge.
Approfittando dell'occasione, desidero in pochi minuti
fornire una informazione - dal momento che l'articolo 1 racchiude
un po' tutta la legge - circa i passaggi che in questi giorni ci
hanno visti impegnati in Commissione in un percorso che credo
possa essere d'aiuto nello svolgimento dei lavori d'Aula.
Devo fare una premessa: il percorso che ha portato al testo
esitato per l'Aula, pur nella consapevolezza che lo stesso
necessitava di ulteriori accorgimenti, non era e non sarebbe mai
stato preclusivo di un confronto aperto sui temi di natura
generale. Anzi, il lavoro della Commissione di questi ultimi
giorni ha dato prova che, effettivamente, l'impalcatura che è
stata proposta dalla sottocommissione è stata un testo su cui si
è potuto lavorare in questi giorni, ferme restando le posizioni
politiche, ma certamente si è lavorato con grande spirito - tengo
a rimarcarlo - di totale collaborazione, nel senso che si è
pervenuti a delle formulazioni su alcuni emendamenti che ci hanno
trovato d'accordo.
Considerata la natura e la portata degli emendamenti
presentati in Aula, oltre quelli predisposti dalla Commissione,
il sottoscritto, quale presidente della IV Commissione, non si
sarebbe - e questo è un punto che tengo a precisare - mai
sottratto ad un riesame nella stessa Commissione, considerata la
delicatezza e l'attenzione che impone la nuova legge sugli
appalti, sui lavori pubblici nella nostra Regione.
L'iniziativa sua, Presidente Lo Porto, che ha voluto ed ha
creato un clima di distensione in Assemblea, è personalmente
condivisa dal sottoscritto che nel suo piccolo ruolo avrebbe
sicuramente voluto e cercato in ogni modo che si pervenisse a
tale risultato. Quindi, da parte di questa Presidenza mai, e dico
mai, si sarebbe arrivati ad un disegno di legge chiuso e
blindato.
Il disegno di legge, nella riformulazione di alcuni
emendamenti e nell'apprezzamento, è stato la prova che si è
voluto aprire questo disegno di legge e mai chiuderlo a riccio
come forse era stato frainteso.
Devo dire che le riunioni della sottocommissione e anche
della Commissione per la elaborazione di questo disegno di legge
sono state intense, cari colleghi, impegnando più giornate a
tutti coloro che vi hanno preso parte.
Dico semplicemente che ci sono state innumerevoli sedute
della sottocommissione dal 20 marzo fino al 29 maggio, più
esattamente circa tredici sedute; in più ci sono state alcune
sedute, come voi tutti sapete, che hanno permesso in quel momento
anche di esitare il disegno di legge per l'Aula. Ad oggi, infine,
con l'ulteriore approfondimento degli emendamenti, si sono tenute
dal 18 giugno e quindi dal 25 giugno fino al 2 luglio altre
sedute di Commissione che, credetemi, hanno significato per tutti
i componenti un intenso lavoro per cercare di arrivare a questo
testo, ma, più che al testo, agli emendamenti che sono stati
valutati con un senso di grande responsabilità da parte di tutti
i colleghi.
Colgo l'occasione per ringraziare tutti i componenti della
Commissione e quanti, non firmatari e molti firmatari di
emendamenti, hanno collaborato, a prescindere dai ruoli politici
ma certamente a prescindere anche della loro parte politica;
costoro hanno dato tutti un contributo fattivo nell'interesse di
approvare una legge il più trasparente e il più applicabile
possibile in questa Regione.
Questo mi correva l'obbligo di precisare perché mai si dica
che questo testo sia di qualcuno o di qualche altro. Questo è il
testo che la Commissione ha rivisto, utilizzando i giusti
suggerimenti sia della maggioranza che dell'opposizione, e
arrivando, credo, a questo che è il testo base che oggi è
all'esame dell'Aula con alcuni emendamenti che di sicuro - dico
questo perché ne sono convinto - possono accelerare l'esame
dell'articolato.
E' ovvio che possono essere lasciati e sono stati lasciati
alcuni temi, ma certamente questo per dare anche all'Aula la
possibilità di valutare la portata di alcuni punti che possono
essere ancora oggetto di valutazione. Fermo restando, signor
Presidente, che nella stragrande maggioranza degli emendamenti
che la Commissione ha esaminato, devo dire c'è stata una quasi
totale condivisione di pareri. E' ovvio che in alcuni casi sono
stati dati alcuni pareri per i quali alcuni colleghi si sono
impegnati al ritiro degli stessi in Aula. Anche questo a
vantaggio dell'accelerazione della procedura per l'approvazione
della legge.
Proprio l'impalcato dell'articolo 1, in effetti, si muove
nell'ottica della legge di recepimento, e - se dobbiamo ragionare
in percentuali - è ampiamente condiviso: parlo del recepimento
della legge Merloni ter. Questo passaggio era già previsto anche
nel testo della sottocommissione: voi tutti sapete che quando si
parla di recepimento di una legge si recepisce sia il buono sia
anche il meno buono. Questo era già previsto nel testo.
A seguito di accordi intervenuti, si è deciso di togliere
alcune parti dal recepimento. Questo è stato fatto; anzi, questo
era necessario fare.
Cari colleghi, più volte in questi giorni, subito dopo la
fine di giugno, ho sentito dire a diversi colleghi (e sono
convinto, in buona fede) che la legge non era, effettivamente, il
recepimento della "Merloni". Ebbene, questo, non è vero perché
questo disegno di legge ha proprio come punto cardine il
recepimento della "Merloni". E' ovvio che se si deve derogare da
alcuni principi della "Merloni" questi vanno scritti. E, questo,
in effetti si è fatto nel testo della sottocommissione e devo
dire che si è fatto anche in questi ultimi giorni, quando
abbiamo riaffrontato alcuni temi da recepire, già previsti dalla
"Merloni": in effetti si è ritenuto, ed era condiviso da tutte
le forze politiche, di togliere, anzi se vogliamo, di restringere
il campo di azione della "Merloni" nella Regione Sicilia. Mi
riferisco in principal modo alla licitazione privata; mi
riferisco ai metodi o al meccanismo di aggiudicazione degli
appalti. Ciò è stato richiesto, ma già era nella bozza della
sottocommissione dove è stata prevista l'eliminazione
dell'offerta a prezzi unitari e tutti siamo stati d'accordo nel
non condividerla in quanto è un particolare procedimento che,
ahimé, allunga le procedure di gara. Quest'ultimo, pertanto, è
un procedimento che con la metodologia in atto presso questa
Regione, porta a dei ribassi non più naturali rispetto ad un
appalto di un'opera pubblica e, questo, è stato pure fatto.
Quindi, queste modifiche erano necessarie perché,
altrimenti, nel recepire la "Merloni" tout court questi principi
sarebbero rimasti. Detto questo, poi per il resto devo dire che
parte dell'impalcatura, parte di questi aggiustamenti sono già
nell'articolo 1. Infatti, proprio l'articolo 23, che riguarda la
licitazione privata e la licitazione privata semplificata, è
stato inserito fra quegli articoli che in Sicilia non si
applicano. Quindi, questo è un segnale di una sicura attenzione
a questo tema che è stato condiviso da tutti e che, pertanto, è
il primo punto che, effettivamente, si discosta dalla "Merloni"
in Sicilia.
Non starò qui, a questo punto, a dire articolo per articolo
cosa abbiamo fatto perché sarebbe ripetitivo. Desidero, però,
fare un passaggio importantissimo su cui richiamo l'attenzione di
tutti i colleghi: in questi giorni, in questi mesi, si è parlato
tanto se recepire o non recepire la "Merloni"; qualunque legge
sugli appalti non avrebbe potuto - e lo ricordo a tutti - non
prevedere il recepimento della "Merloni" come legge base ed
impalcatura base; non poteva non essere fatto perché ci saremmo
trovati nella Regione siciliana con circa quattro regolamenti
sugli appalti di tutta Italia condivisi da tutte le Regioni e che
noi non avremmo potuto applicare in quanto non avevamo recepito
la "Merloni". Ed ecco perché è stato, ed è una grande svolta
questa signor Presidente: lo dico a titolo personale, perché su
questo tema e su questo argomento - scusatemi la forma ma non
vuole essere offensivo verso nessuno - molte volte è forse
opportuno, prima di esprimersi, di sapere di cosa si parla. Noi
non potevamo non recepire i regolamenti e, pertanto, signor
Presidente, questo è un passaggio fondamentale. Oltretutto il
Governo sa benissimo l'attenzione che bisogna porre nel recepire
i regolamenti, l'attenzione che bisogna avere nelle modifiche che
poi occorrerà apportare in funzione della portata della legge.
Signor Presidente, concludo rinviando qualunque altra
discussione che, in effetti, l'articolato ci darà l'opportunità
di fare in questi giorni, o in questo breve giorno, mi auguro,
invitando comunque tutti i colleghi a dare, in Aula, laddove è
possibile, il giusto contributo, ma anche a non ritardare molto.
Aggiungo, e lo dico con spirito veramente propositivo,
che laddove abbiamo operato in questi giorni, tutte le forze
politiche sono state invitate ed hanno partecipato, e abbiamo
cercato di sfoltire tantissimo gli emendamenti, e siamo riusciti,
mi auguro, a fare qualcosa che è positivo. Pertanto, laddove non
necessita tanto dilungarsi, vi invito a non farlo, anche perché,
il sottoscritto, in qualità di presidente, avrebbe delle
difficoltà se in Aula si ritornasse a cambiare totalmente tante
cose; noi abbiamo fatto questo lavoro nella Commissione
lasciando certamente la libertà all'Aula di apprezzarlo, di
condividerlo o meno, però, ecco, stiamo attenti perché qualunque
principio che va totalmente sconvolto rispetto ad un
apprezzamento che la Commissione ha fatto, può creare poi delle
grosse problematiche all'applicazione della legge.
Ecco, questo è il mio invito, che vuole essere semplicemente
costruttivo, per cui questa Presidenza, insieme a tutti i
colleghi che hanno lavorato, veramente, con grande spirito di
sacrificio, vorrebbero che questi giorni, queste ore fossero
propedeutici di un risultato e, quindi, vediamo di aiutarci per
portare a compimento il testo nel più breve tempo possibile.
ACIERNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Signor Presidente, condivido in pieno l'intervento
del Presidente Beninati nonché relatore di questa legge, ma per
l'economia dei nostri lavori, e non volendo rinunciare
minimamente a potere intervenire successivamente sull'articolo 1,
che è destinato ad essere modificato rispetto a quelle che
saranno le votazioni degli articoli a venire, chiedo e propongo
al relatore l'accantonamento dell'articolo 1, perché affrontarlo
adesso, sapendo già fin da ora che non potremo votarlo, significa
soltanto impegnare inutilmente l'Aula, quindi, io propongo
l'accantonamento dell'articolo 1 ed il passaggio all'articolo 2.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Forgione. Ne ha
facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, interverrò
nella discussione generale di questo articolo perché mi pare che
lo stesso intervento del Presidente della Commissione ha dato una
valutazione politica del lavoro svolto dalla Commissione. Ma ben
al di là della Commissione, anche in rapporto ai Capigruppo, per
quei Gruppi parlamentari che non erano presenti nella stessa
Commissione, una valutazione di un lavoro che ci ha consentito,
io credo - ovviamente, "il budino si assaggia sempre alla fine",
quindi la valutazione complessiva si dà alla fine - però questo
lavoro ci ha consentito di giungere in Aula con un notevole passo
avanti rispetto a questo disegno di legge.
Io credo, onorevole Presidente Lo Porto, che lei abbia fatto
bene a fotografare la situazione di difficoltà che si era
determinata nella Commissione, in Aula, nei rapporti politici su
questo disegno di legge e a rimettere "la palla al centro" nei
rapporti istituzionali tra maggioranza e opposizione per giungere
ad una legge positiva per la Sicilia.
Non so se questo suo atteggiamento è un atteggiamento
notarile; se è un atteggiamento notarile, ben venga Infatti, non
sempre i muscoli sono sostitutivi dell'intelletto e della ragione
e spesso la ragione è l'unica condizione perchè nella politica si
affermi, oltre che il buon senso, anche la pratica
dell'obiettivo, come direbbero le femministe, e noi abbiamo
svolto un lavoro politico che ha praticato l'obiettivo:
l'obiettivo è quello di dotare questa regione di una buona legge
sugli appalti.
Credo che l'iniziativa dell'opposizione sia stata utile.
Così come riconosco al Governo, al presidente della Commissione,
una capacità di ascolto, vorrei che fosse riconosciuto il valore
politico dell'iniziativa delle opposizioni.
E forse sarebbe utile, qui sì, per una coerenza tra le
dichiarazioni in pompa magna e i comportamenti concreti e anche
il rispetto verso quest'Aula, che doterà la Sicilia di una nuova
legge sugli appalti e doterà il Governo, questo Governo, di un
nuovo strumento di governo degli appalti e della cosa pubblica,
che il Presidente Cuffaro fosse stato presente in questa
discussione.
L'assenza del Presidente Cuffaro non è una buona cosa (se
sta arrivando lo saluteremo), perchè io leggo ancora oggi, per
esempio, a proposito di appalti, dichiarazioni di un noto
esponente di Forza Italia, l'onorevole Vizzini, che dice che già
nell'emergenza idrica è in affari diretti la mafia. E vorrei
segnalare che l'emergenza idrica è di esclusiva competenza,
ormai, di un commissario che corrisponde alla figura del
Presidente della Regione e che lì, in virtù di quella emergenza,
ci sono una serie di deroghe alla normativa sugli appalti ed
anche sulla trasparenza per accelerare le procedure che
conferiscono al Presidente della Regione e al Governo immensi
poteri.
Oggi un esponente di Forza Italia, non so come dire, se per
parlare in codice dice che nell'emergenza idrica siciliana c'è
già la mafia che sta gestendo il sistema dell'emergenza e subito
il Presidente della Regione risponde chiedendo il coinvolgimento
dei prefetti.
Quando parliamo di appalti, onorevole Presidente e onorevoli
colleghi, in Sicilia parliamo dello snodo fondamentale del
rapporto tra il sistema delle imprese, la politica e la mafia.
Insisto su questo punto.
E se noi abbiamo fatto un'opposizione netta all'originario
disegno di legge, è perchè quel disegno di legge del Governo era
sovraesposto a questa penetrazione: quel sistema di legge
favoriva un nuovo patto tra le imprese e la mafia. E quando
parliamo del sistema delle imprese, vorrei dirlo anche
all'associazione dei costruttori e degli imprenditori, che ci
stanno bombardando di telegrammi per contestare il disegno di
legge, più o meno nell'ultima stesura, ripeto, quando parliamo
del sistema delle imprese in Sicilia parliamo di un sistema che
ancora non ha fatto una sola autocritica sui suoi rapporti con
"cosa nostra" e noi sappiamo, lo sappiamo bene, che il sistema di
imprese in Sicilia è uno degli snodi fondamentali.
Vuol dire che le imprese sono mafiose? No. Ma vuol dire che
attraverso le imprese passa una parte grande del controllo
economico e del territorio di cosa nostra.
E' per questo che abbiamo insistito su alcune cose,
onorevole Presidente. E vorrei sapere anche cosa pensa il
Presidente della Commissione regionale antimafia, visto che il
partito di Alleanza Nazionale è stato attraversato da un
dibattito animato; il Presidente della Commissione nazionale ha
dichiarato che lo strumento centrale per combattere la
penetrazione mafiosa era la stazione unica appaltante e il
Presidente della Commissione regionale ha fatto scene isteriche,
financo in Commissione, contro la stazione unica appaltante.
Vorrei che almeno si unificassero le culture antimafia, se
non ce la facciamo nella politica almeno nel partito di Alleanza
Nazionale, onorevole Presidente, ma questo fa parte della
politica. La stazione unica appaltante aveva ed ha quella
funzione; per questo abbiamo insistito tanto, onorevoli colleghi,
ed oggi rivendichiamo - sì, rivendichiamo - il merito di questa
battaglia politica e culturale di avere una legge diversa da
quella che era stata proposta, in una dialettica democratica.
Lei vedrà, onorevole Presidente, mi rivolgo a lei perché il
Governo non c'è e quello che c'è pensa ad altro....
ACIERNO. Il Governo è qua.
FORGIONE .... distratto anche da Rifondazione comunista e
pensa ad altro. Onorevole Acierno, quando lei smetterà di fare il
guardiano del Governo si sentirà più libero. Non l'ho fatto
neanche io con l'onorevole Capodicasa ....
ACIERNO. Io faccio il guardiano del faro, non del Governo.
FORGIONE. E' merito della dialettica democratica giungere
oggi con una legge diversa da quella che era stata esitata in un
prima momento, in un primo lavoro della Commissione lavori
pubblici. Lei vedrà che gran parte dei miei emendamenti verranno
superati da alcuni emendamenti proposti dal Governo. Noi avevamo
proposto un pacchetto di emendamenti che riportava il testo
originario della legge Merloni ter. Oggi è il Governo che ha
accettato quella impostazione e sono gli emendamenti del Governo
che fanno decadere tutti gli emendamenti di Rifondazione
comunista che riportano il testo alla Merloni ter. Noi
rivendichiamo, assieme alle altre forze di opposizione, questo
risultato politico e vigileremo anche qui, in Aula, e
continueremo a contribuire in una dialettica democratica anche in
questa Aula perché si migliori la legge.
Noi non abbiamo solo il problema dei grandi appalti, sto per
concludere signor Presidente, ma abbiamo anche il problema dei
piccoli appalti, quelli di cinquanta, settanta, cento milioni, e
sono quelli gli appalti attraverso i quali nei comuni passa il
controllo della mafia del territorio, il controllo del piccolo
lavoro artigiano, il controllo del movimento terra, il controllo
del calcestruzzo.
Noi sappiano che la mafia in Sicilia vive del blocco del
cemento e per questa ragione ci adiriamo quando si propongono le
sanatorie indiscriminate, perché quella è l'altra parte di un
sistema di interessi che alimenta quel blocco del cemento che è
parte grande del sistema di interessi mafiosi.
Ci siamo battuti perché i principi della legge 10 sui punti
della stazione unica appaltante fossero mantenuti, ora dobbiamo
costruire qui una volontà politica su questo, e sappiamo bene che
c'è un problema che riguarda la trasparenza in Sicilia, c'è un
problema che riguarda i tempi delle gare, c'è un problema che
riguarda la pubblicità - lo dico io che sono, come dire,
radicalmente e testardamente comunista -, c'è un problema che
riguarda la libertà di mercato - e se lo dico io potete stare
tranquilli -, che riguarda la libertà di mercato in una Regione
ed in un territorio dove il mercato è fortemente condizionato
dalle organizzazioni criminali e dalle imprese mafiose.
Ci sono degli emendamenti che riguardano quello che noi
chiamiamo il VIO, cioè il vincolo di impatto occupazionale, sì
perché noi colleghiamo gli appalti e la normativa sugli appalti
al modello di sviluppo, alla qualità del lavoro. E sappiamo
invece che con la politica dei ribassi si è alimentato il lavoro
nero; infatti alcuni appalti che vengono vinti con ribassi da
fame si possono poi realizzare solo se c'è sfruttamento e lavoro
nero. E noi dobbiamo innescare un meccanismo anche attraverso
questa legge che disincentivi il lavoro nero e, a questi
costruttori che soprattutto nell'edilizia praticano lo
sfruttamento selvaggio dei lavoratori, noi chiediamo anche su
questo una autocritica. Troverete alcuni emendamenti di
Rifondazione comunista proprio su questo, sul vincolo di impatto
occupazionale e sui diritti contrattuali e sindacali nelle
imprese che vincono gli appalti.
Non bisogna piangere lacrime di coccodrillo quando esplodono
le grandi vicende, che vanno sulla stampa nazionale, che
raccontano dei bambini e delle bambine sfruttati nelle imprese e
nelle aziende siciliane. Bisogna prevenirle Una legge serve
anche a questo.
E anche per questo, signor Presidente, noi ci siamo battuti
per modificare profondamente questa legge. Crediamo di aver
contribuito anche attraverso la disponibilità e la capacità di
ascolto del Governo, a portare in Aula, assieme alle altre forze
di opposizione, un disegno di legge diverso; e questo disegno di
legge diverso ha bisogno di un ulteriore lavoro, qui, in questa
Aula parlamentare. Dovremo ragionare su tutte queste altre
questioni, quelle connesse ai problemi del lavoro, quelle
connesse alle quote degli appalti - non basta dire stazione unica
e limitarsi a questo - noi dovremo lavorare affinché, alla fine
di questo percorso a normativa ormai oleata, tutti gli appalti
passino attraverso le stazioni uniche.
Vedete, noi stiamo facendo una legge e per questo ci siamo
battuti anche in uno scontro aspro con il Governo, in una prima
fase, perchè noi non condividiamo e non condivideremo mai le
parole di un ministro come Lunardi che dice che in questa Regione
bisogna convivere con la mafia. No, in questa Regione e in
Italia non si può convivere con la mafia Noi abbiamo lavorato
perché questa legge sugli appalti non fosse lo strumento di una
nuova convivenza e di un nuovo patto, ma fosse invece lo
strumento per dare al Governo e alla gestione della cosa pubblica
in questa Regione vincoli di trasparenza e di legalità.
Con questo spirito lavoreremo in questi giorni per esitare
questo disegno di legge.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Spampinato. Ne
ha facoltà.
SPAMPINATO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto la
ringrazio per non aver dato seguito alla proposta dell'onorevole
Acierno di accantonare l'articolo 1, ma di continuare nella
discussione dello stesso perchè, così come concordato, serva -
in considerazione dei noti fatti non è potuto accadere prima -
ad introdurre il disegno di legge nella discussione generale che
credo sia necessaria per poter procedere nell'iter di questo
disegno di legge.
Devo dire che l'iter di formazione della legge sugli appalti
può essere preso come esempio per quello che noi non vogliamo che
avvenga in questa Assemblea regionale; ma devo dire, con
altrettanta sincerità, lo possiamo prendere ad esempio in maniera
positiva per poter procedere in futuro nei lavori di questa
Assemblea.
Devo necessariamente ricordare come l'iter formativo di
questo disegno di legge sia iniziato - premesso l'ottimo lavoro
fatto in sottocommissione - nel peggiore dei modi. E' indubbio
che ciò che è accaduto in quarta Commissione abbia rappresentato
un momento scuro di questa Assemblea e come, nel disprezzo non
tanto delle regole formali quanto nel disprezzo delle regole di
deontologia politico-istituzionale, si sia arrivati
all'approvazione in Commissione di questo importante disegno di
legge, fondamentale per la Sicilia, in soltanto quindici minuti.
Credo che siano state più che giustificate le rimostranze
presentate dalle opposizioni. E anche qua devo ringraziare la
Presidenza della Regione che si è fatta promotrice di un
ripristino delle regole, ed è da qua, devo dirlo, che è iniziata
la stagione felice dell'iter formativo del disegno di legge
perchè in maniera serena si è instaurato innanzitutto un
dibattito franco tra il Governo e l'Assemblea, cosa che non era
accaduto, e tra maggioranza e minoranza.
Credo di poter dire che le minoranze sia con le loro
presenze ma anche con l'apporto tecnico, hanno dato un
contributo, così come tutta la Commissione, per procedere
all'approvazione di una buona legge.
Ricordo di essere stato il primo ad indignarmi in questa
Aula e a riproporre la mia indignazione in Commissione fino
ad arrivare a chiedere le dimissioni del presidente della quarta
Commissione.
Con la stessa sincerità devo ringraziare il presidente della
quarta Commissione, il Governo e l'assessore per il lavoro svolto
e per aver dato la possibilità alla Commissione di svolgere la
propria funzione istituzionale.
Chiaramente ritiro le mie dimissioni, ma credo che i momenti
erano diversi e diverse sono state le valutazioni nel merito del
comportamento istituzionale da voi tenuto.
Credo sia questo il procedimento da adottare non soltanto in
questa occasione, ma in Assemblea, smentendo le voci che giravano
nei corridoi di questo Palazzo secondo le quali le minoranze non
avrebbero mai voluto una legge sugli appalti.
Noi abbiamo dimostrato con la nostra presenza, a volte credo
determinante, ma anche con l'apporto tecnico degli emendamenti di
tanti colleghi della Commissione, che c'era la volontà di
arrivare all'approvazione della migliore legge possibile.
Credo che già un buon lavoro sia stato fatto; è presente in
quest'Aula una base di partenza che chiaramente è soggetta ad
ulteriori miglioramenti da parte di tutti i colleghi
dell'Assemblea.
Siamo arrivati al dibattito in Aula e ci siamo arrivati
anche, ed entro nella valutazione di merito della legge,
attraverso un percorso lineare; un percorso che ha visto le
opposizioni presentare delle proposte che sono state ascoltate
dal Governo ed in gran parte recepite. Ecco perché mi dichiaro
soddisfatto oltre che del metodo anche del merito dei lavori di
questa Commissione.
Mi auguro - sono sicuro che il testo non verrà stravolto nei
principi dall'Aula - che si possa arrivare anche ad un voto
unanime del Parlamento siciliano su questa legge.
Se verranno rispettate, e non ho motivo di ritenere
diversamente, queste premesse, credo che questa sarà la
conclusione naturale.
Le opposizioni, sempre nel tentativo di migliorare il più
possibile il testo e dare il proprio contributo, avevano posto il
problema dell'abrogazione, rispetto alla "Merloni ter", che
abbiamo adottato come testo base, della licitazione privata.
Abbiamo richiesto ed ottenuto sostanzialmente per quanto riguarda
l'appalto integrato che da obbligatorio diventasse facoltativo;
abbiamo chiesto alcune norme a proposito degli incarichi
professionali, per quanto riguardava il cumulo degli incarichi
che vengono assegnati ed anche la pubblicità che deve essere data
a questi incarichi; e sono norme che hanno trovato luce in questo
disegno di legge; abbiamo posto un principio per quanto riguarda
le stazioni appaltanti.
Ancora formalmente non abbiamo letto la proposta del
Governo, ma credo che il Governo abbia recepito il principio che
tende a coniugare le due esigenze fondamentali: da una parte
quella di monitorare, di tenere sotto controllo un determinato
numero di appalti, e dall'altra, quella di rimettere in moto la
macchina della produttività in Sicilia.
Credo che alcuni interventi debbano ancora essere previsti
in questa sessione per apportare delle migliorie a proposito
della sicurezza dei lavoratori; probabilmente, però, questo è un
tema generale che va anche al di là del problema della sicurezza
nei cantieri, è un problema complessivo, così come complessivo è
il problema della emersione del lavoro nero che comunque potrà
trovare luce in questo disegno di legge.
Ritengo, dunque - e concludo - che se verranno rispettate
queste premesse, e - ripeto - non ho dubbi che lo saranno,
potremo approvare un'ottima legge per la nostra regione. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Speziale. Ne ha
facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, si sarebbe
potuto fare bene anche prima se da parte della maggioranza ci
fosse stato un atteggiamento più disponibile al confronto
parlamentare, se nella fase di approvazione del testo da parte
della Giunta e poi della Commissione non si fossero frapposte
questioni di carattere ideologico rispetto ad una normale
dialettica parlamentare che poteva portare e ha contribuito poi,
alla fine, a migliorare il testo, se non ci fosse stato il
preconcetto da parte della maggioranza di scaricare sulla
opposizione la volontà di non dovere legiferare in questa
materia. Un errore di valutazione politica fatto dal Governo e
dalla maggioranza.
Noi, infatti, fin dall'inizio abbiamo sempre detto che
avremmo voluto una legge sugli appalti e avremmo lavorato per
avere un buon testo; fin dall'inizio abbiamo sempre affermato che
secondo noi il testo cardine dal quale bisognava partire era la
Merloni ter, la legge nazionale.
Il Governo ha approvato un testo in Giunta che stravolgeva
il testo nazionale; non c'era alcuna uniformità tra il testo
regionale e il testo nazionale ed è la ragione per cui noi
abbiamo mosso una critica aspra. E' la ragione per cui noi,
rispetto al testo del Governo, abbiamo sollevato dubbi e mosso
critiche di fronte alla opinione pubblica.
In che modo abbiamo inteso modificare il testo proposto dal
Governo?
Noi abbiamo chiesto la modifica di quattro punti e nel
confronto (poi riapertosi tra maggioranza ed opposizione, tra
maggioranza e minoranza) i quattro punti che noi abbiamo chiesto
venissero introdotti nel testo sono stati sostanzialmente
accolti.
La prima questione che abbiamo posto era la eliminazione
della licitazione privata.
La licitazione privata, che pure è una norma prevista nella
Merloni ter, in Sicilia era già presente nella legge 21 del 1985.
Chi come me è stato presente ai dibattiti parlamentari
allorquando si modificò la legge 21 con la legge 10 del 1993 sa
che gran parte della critica mossa era rivolta alla licitazione
privata prevista da quella normativa.
Quella norma permetteva un condizionamento della pubblica
amministrazione, una penetrazione della mafia negli interessi
dell'attività amministrativa, perché consentiva di avere una
conoscenza aprioristica delle ditte che venivano invitate, anzi
il loro nome veniva pubblicato nell'albo pretorio e lì si
esercitava il condizionamento forte della mafia.
Fu la ragione primaria per cui nel 1993 l'Assemblea
regionale siciliana modificò quella legge. Volerla reintrodurre
e farla passare come un elemento di novità sarebbe stato un
gravissimo errore perché avrebbe riaperto una pratica che io
penso tutti noi ci auguriamo essere definitivamente alle nostre
spalle.
Avrebbe sovraesposto la pubblica amministrazione e i
pubblici amministratori alla pressione malavitosa e alla
penetrazione della mafia nella pubblica amministrazione e negli
appalti pubblici.
Ecco la ragione primaria per cui noi abbiamo detto di
stralciare la licitazione privata dal contesto della legge di
recepimento della Merloni ter.
Il Governo aveva prima cincischiato in proposito. Debbo dire
che è stato positivo l'atteggiamento assunto dal Presidente della
Commissione, il quale, su questa materia, ha accolto gli
emendamenti presentati dalla opposizione. Di ciò facciamo un
punto di conquista dell'opposizione; ragionevolmente e
dialetticamente si mette a confronto una posizione che noi
abbiamo espresso e rispetto alla quale la maggioranza, che non
aveva più argomenti da contrapporre, ha dovuto prendere atto che
la licitazione privata in Sicilia avrebbe riaperto alla
sovraesposizione la pubblica amministrazione ed ai rischi di
condizionamento mafioso.
Ecco perché salutiamo positivamente il fatto che nel testo
che adesso è all'esame del Parlamento non ci sia più traccia, per
fortuna, della licitazione privata.
La seconda questione che abbiamo posto riguardava la
vicenda, sulla quale i costruttori hanno polemizzato sulla
stampa, del mantenimento delle modalità di svolgimento della gara
attraverso però il pagamento di una cauzione o la presentazione
di fidejussioni bancarie.
Ho letto che da parte dei costruttori siciliani è stata
mossa una critica nei confronti di questo provvedimento contenuto
nel disegno di legge.
Cerco di raccogliere il senso della critica mossa dai
costruttori, ma, come ho già detto in Commissione, faccio
riferimento ad un fatto specifico che si è verificato in Sicilia.
Nella fase in cui gli appalti in Sicilia venivano aggiudicati con
percentuale tra lo 0 e l'1 per cento, c'è stato un Comune che nel
bando di gara ha previsto il pagamento di una fidejussione
bancaria nella misura del 2 per cento. Hanno partecipato sedici
imprese e si è avuto un ribasso del 9,85 per cento; quel lavoro
è stato aggiudicato con un ribasso del 9,85 per cento ed è stato
portato regolarmente a termine.
Voglio qui dire: nessuna chiusura rispetto alle critiche che
sono mosse dalle associazioni, tuttavia noi dobbiamo coniugare
l'interesse dell'impresa con l'interesse della pubblica
amministrazione, che è quello di fare i lavori al minor costo, di
farli bene e soprattutto portarli a compimento.
Il dovere del legislatore è quello di coniugare gli
interessi presenti nella società, ma soprattutto quello di saper
difendere gli interessi della pubblica amministrazione. Penso che
la norma che è stata introdotta, concorde tutta la Commissione,
relativamente alla cauzione, è una norma che aiuta questo
processo.
La terza questione che abbiamo posto riguarda l'eliminazione
della trattativa privata. Essa era prevista per 300 mila euro
nella Merloni ter, qui abbiamo fatto una previsione di riduzione
a 150 mila euro. Si poteva valutare se questo andava fatto a
seconda delle dimensioni delle stazioni appaltanti, perché il
ricorso alla trattativa privata per un comune di 3 mila o per un
comune di un milione di abitanti, ci rendiamo perfettamente
conto, non è la stessa cosa. Abbiamo detto al Governo di essere
disponibili a prevedere una griglia di intervento per il ricorso
a questo strumento, e siamo ancora pronti eventualmente a
discuterne.
L'ultima questione, quella che per certi aspetti è stata
quella più combattuta, riguardava le stazioni uniche appaltanti.
E qui mi permetto di sollevare una critica. Si sono considerati
il favore o la contrarietà alle stazioni uniche appaltanti come
discriminanti antimafiose. Chi era a favore delle stazioni
appaltanti veniva a volte accusato di favorire la mafia e
viceversa.
Voglio asetticamente valutare lo strumento in sé e voglio
sapere se esso è utile a corrispondere a due condizioni. La
prima: la possibilità di avere un monitoraggio costante degli
appalti in Sicilia; la seconda, la possibilità di accelerare le
procedure di appalto per mettere in moto la spesa in Sicilia.
Questa è la ragione che innanzitutto deve muovere il
legislatore ed è la ragione per cui nel 1993 si diede vita alle
stazioni uniche appaltanti.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, a differenza di
quello che si è affermato nel corso di questi mesi, cioè che
nessun governo aveva mai voluto applicare in Sicilia il Titolo I
della legge 10, voglio qui smentire (e lo dico anche alla stampa
che è stata disattenta su questo argomento) e richiamare la
presentazione durante il governo Capodicasa di un disegno di
legge che trasformava i CORECO provinciali in stazioni uniche
appaltanti. Quel disegno di legge non andò in porto perché da lì
a qualche giorno il governo Capodicasa entrò in crisi. Dopo, con
i governi di centrodestra non si è più riaperta la questione.
Adesso è ritornata nel dibattito politico regionale perché noi
con forza l'abbiamo voluto riaprire.
Voglio dire qui all'amico Fabio Granata che non c'è una
maggioranza trasversale in Aula. Non so a cosa facesse
riferimento l'Assessore Granata durante un dibattito a Canale 5,
ma qui non c'è una maggioranza trasversale
Io voglio scandire i tempi politici.
La legge n. 10 del 1993 venne approvata quando il mio
partito era al governo della Regione; la previsione di introdurre
nella normativa regionale le stazioni uniche appaltanti fu fatta
nel 1993; il mio partito da allora non fu più al governo. Tornò
alla guida della Regione con il Governo Capodicasa e, come ho già
ricordato, durante quel Governo fu predisposta una norma che
trasformava i CORECO in stazioni uniche appaltanti. Noi non
apparteniamo a quella trasversalità cui lei, assessore Granata,
faceva riferimento; eventualmente se c'è stata un'opposizione
rispetto alle stazioni uniche appaltanti di carattere culturale e
politico il riferimento è dentro la coalizione di centrodestra.
Guardi bene in casa sua, onorevole Granata, non guardi in casa
degli altri Noi su questa materia abbiamo sempre avuto una
posizione rigorosa che abbiamo sempre reso pubblica e che abbiamo
voluto mantenere anche in questa occasione.
Se si riapre la vicenda delle stazioni uniche appaltanti, la
si riapre perché noi abbiamo mosso una critica aspra al testo del
Governo così come è stato presentato: la si riapre perché
tenacemente ci siamo mossi in Commissione, in Aula e
pubblicamente affinché venissero reintrodotte le stazioni uniche
appaltanti. C'è stata una discussione estenuante, una mediazione
costante, l'Assessore regionale per i lavori pubblici si è
incaricato di svolgere questo compito. Adesso ci è stato fornito
un testo sul quale non intendo anticipare alcun giudizio perché
l'ho letto in modo molto approssimativo essendoci stato
consegnato qualche minuto prima del mio intervento. Tuttavia,
apprezzo che in linea di principio il Governo abbia modificato
profondamente il proprio orientamento. Infatti, mentre prima era
attestato su una posizione di abrogazione del Titolo I della
legge n. 10, adesso è disposto a fare le stazioni appaltanti più
la stazione regionale.
Il Governo aveva presentato, per la verità, un testo che
prevedeva una stazione unica appaltante soltanto per le gare di
importo superiore a 36 miliardi di lire. Ho fatto rilevare in
quella occasione che non sarebbe stata una riduzione delle
stazioni appaltanti ma sarebbe stato un aumento, cioè oltre a
quelle che c'erano ce ne sarebbe stata un'altra che avrebbe fatto
soltanto appalti per importi superiori a 36 miliardi di lire.
Adesso c'è un testo, lo valuteremo; e da parte nostra ci
sarà un atteggiamento di disponibilità al confronto, visto che il
Governo ha mutato le proprie posizioni. In sostanza, si può fare
un buon lavoro e può uscire un buon testo.
Qual è la lezione che bisogna trarre, Assessore Scammacca?
La prima è che sbagliate quando a testa bassa vi lanciate contro
l'opposizione, perché poi vi rendete conto che commettete errori;
la seconda è, che quando si apre il confronto e ci si libera dei
pregiudizi ideologici si può addivenire ad un buon testo e porsi
al servizio degli interessi della Sicilia, che è il compito che
dobbiamo assolvere.
Mi auguro che nel corso dei prossimi giorni da parte del
Governo si mantenga questo atteggiamento e da parte nostra si
mantenga l'atteggiamento di chi vuole lavorare per cercare di
migliorare il più possibile il testo, certo, dal nostro punto di
vista, non sempre coincidente con il punto di vista di altri
parlamentari, pur tuttavia sempre da posizioni ragionevoli. Ed è
questa la ragione per cui penso che questa volta potremo rendere
un buon servizio alla Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Raiti. Ne ha
facoltà.
RAITI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non voglio
parlare di quello che è accaduto che, tra l'altro, è stato
sottolineato dai colleghi che mi hanno preceduto, però dico che
certamente arrivare oggi in Aula e discutere di questo testo è un
notevole passo avanti. Si sarebbe potuti arrivare a discuterne
qualche settimana prima, ma va bene così.
Ci rendiamo conto che è assolutamente importante fare in
modo che la Sicilia abbia questa legge perché occorre dare
chiarezza, dare trasparenza, occorre fare in modo che la Regione
risparmi perché il sistema di aggiudicazione degli appalti, che
oggi è in vigore, certamente produce notevole danno erariale,
visto che i ribassi d'asta sono assolutamente minimali.
Sulla base di questa considerazione ho assunto in
Commissione un atteggiamento assolutamente costruttivo che, tra
l'altro, è stato evidenziato stasera dal presidente Beninati.
Altrettanto devo riconoscere alla maggioranza; a parte
quell'episodio spiacevole che rischiava di segnare negativamente
tutto il percorso, devo riconoscere alla maggioranza questo tipo
di atteggiamento.
Un particolare ringraziamento mi sento di porgere
all'Assessore Scammacca, il quale con notevole impegno,
disponibilità ed equilibrio ha caratterizzato la propria opera
durante i lavori della Commissione.
Ritengo che la base del testo sia una base positiva perché
tra l'altro, come evidenziato dai colleghi che mi hanno
preceduto, accoglie molte delle istanze delle opposizioni e va a
stabilire una piattaforma che nella maggior parte dei casi è al
di sopra delle opportunità politiche di questa o quell'altra
parte.
Tuttavia, mi sento di sottolineare, sempre nello spirito
costruttivo che vuole caratterizzare l'attività parlamentare del
mio partito politico e del gruppo di cui faccio parte, che è
possibile apportare dei miglioramenti su un aspetto degli
appalti.
Abbiamo prestato notevole attenzione a ciò che concerne
l'aspetto procedimentale che è a monte dell'aggiudicazione dei
lavori: l'eliminazione della licitazione privata; la possibilità
di procedere ai bandi-concorso; tutta una serie di norme che
disciplinano la qualificazione delle imprese che partecipano agli
appalti; la possibilità di rendere finalmente un sistema
concorrenziale all'interno della normativa dell'aggiudicazione,
cioè a dire il ribasso come migliore offerta. Tutte norme che
sono senz'altro positive, che hanno visto attenzionare sia da
parte della maggioranza che da parte delle opposizioni
quell'aspetto che è fondamentale nell'aggiudicazione dei lavori.
Ritengo, però, che sia necessario fare qualche cosa di più e
da questo punto di vista sollecito la maggioranza ed i gruppi
parlamentari soprattutto per quello che riguarda l'aspetto che è
a valle dell'esecuzione dei lavori.
Così come deve accadere in una società liberale e
democratica e così come accade per ciascuno di noi che va a
chiedere ad una ditta appaltatrice l'esecuzione di un'opera nella
propria abitazione, nella propria villetta, quello che interessa
è innanzitutto la scelta del contraente; vorremmo avere il
contraente più serio e affidabile possibile nel momento in cui
gli diamo l'esecuzione dell'appalto, ma la cosa ancora più
importante è che l'opera sia effettivamente realizzata e che lo
sia a regola d'arte, nei tempi previsti, con le modalità previste
e nel modo migliore possibile in relazione alle conoscenze
tecniche del momento.
Ecco, l'aspetto a valle ritengo sia assolutamente
fondamentale, a volte anche più dell'aspetto a monte, cioè a dire
l'aggiudicazione dell'esecuzione dei lavori.
Ritengo che in proposito sia necessario porre maggiore
attenzione e suggerisco alcune cose.
Noi abbiamo alcune necessità: innanzitutto fare in modo che
non ci siano dei cartelli di imprese, e questo è possibile farlo
con i bandi tipo e con l'asta pubblica; seconda necessità
assolutamente importante, e qui occorre una maggiore attenzione e
invito il Governo a predisporre un qualche accorgimento tecnico
che lo consenta: fare in modo che l'impresa effettivamente
aggiudicataria dei lavori esegua poi di fatto i lavori.
Questa è una problematica importante, che deve alzare la
soglia di attenzione, perché spesso accade che dopo una
procedura macchinosa l'impresa che si aggiudica i lavori, che ha
i requisiti previsti, poi, di fatto, non realizza le opere perché
nel territorio ci sono pressioni di un certo tipo, infiltrazioni
che fanno sì che altri soggetti esterni realizzino di fatto i
lavori e, quindi, si aggiudichino la commessa.
Credo che su queste cose sia necessario porre una
particolare attenzione. Così come particolare attenzione bisogna
porre, come ho già detto in precedenza, sull'esecuzione dei
lavori nei tempi stabiliti e secondo le prescrizioni del bando.
Avevo dato alcuni suggerimenti con un mio emendamento riguardo
all'articolo 3, che prevede l'autorità sugli appalti, ma lì il
testo non è, per quanto mi riguarda, sufficientemente concreto.
Ho studiato la normativa che disciplina l'esecuzione delle
opere pubbliche in base alle direttive comunitarie e mi rendo
conto che sarebbe possibile, forse opportuno, fare in modo che
l'Ufficio speciale per i controlli di secondo livello che è un
ufficio già istituito, già operante, che controlla tutta la
gestione degli appalti, degli strumenti finanziari cofinanziati
dall'Unione Europea, un ufficio che ha sede a Palermo, che ha già
i funzionari incaricati che hanno le competenze per poterlo fare,
estenda l'attività di controllo anche agli appalti che verranno
posti in essere.
Badate bene, io non sono innamorato come molti delle
stazioni uniche appaltanti, perché ritengo che potrebbero
rappresentare un meccanismo troppo macchinoso, che di fatto non
realizza l'obiettivo che ci poniamo che è un obiettivo concreto.
Se, invece, la soglia la spostiamo dopo, a valle, con un ufficio
di controllo che può applicare, così come tra l'altro previsto
per gli strumenti cofinanziati, il Regolamento CEE n. 4253 del
1988, che è il Regolamento CEE che viene, appunto, monitorato
dall'Ufficio speciale per i controlli di secondo livello, se noi
riuscissimo ad applicare e a dare potestà a questo ufficio
applicando il Regolamento CEE che sopra menzionavo certamente
avremmo fatto un'opera meritoria; infatti è assolutamente
importante avere la certezza che le opere siano eseguite nei
tempi previsti e con le modalità previste e che nello stesso
tempo vi sia un organo di controllo che svolga un'attività
amministrativa che certifichi che le opere sono eseguite
effettivamente dalle imprese che sono aggiudicatarie dei lavori.
Ritengo che questo ufficio possa svolgere questo compito
assolutamente importante.
Altro punto che voglio sottolineare, signor Presidente, è
quello della trattativa privata.
Noi abbiamo previsto un regime di trattativa privata che può
creare confusione, può aprire maglie a problematiche che abbiamo
già evidenziato. Credo che si potrebbe eliminare il problema.
Basterebbe recepire la normativa prevista dalla Direttiva europea
sulle trattative private che si svolgono in tutta l'Unione
Europea, la Direttiva europea 93/37. Se noi recepissimo l'Ufficio
speciale, la direttiva 93/37, certamente avremmo fatto quei
controlli a monte e a valle che vanno nell'indicazione che
dicevo.
Spero che il testo così come è stato approvato e con questa
indicazione che mi sono permesso di dare possa essere approvato
sperando che non ci siano colpi di mano e stravolgimenti della
realtà.
Valuteremo alla fine del percorso se sarà possibile, come
noi speriamo, dare il nostro voto positivo al testo in
discussione e auguro a tutti noi buon lavoro.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cintola. Ne ha
facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi credo che
questo disegno di legge con gli interventi che mi hanno preceduto
dia il senso del brillante lavoro svolto dalla Commissione, dal
suo Presidente, da ogni componente, dal Governo nella sua
interezza e, specificatamente, dall'assessore Scammacca della
Bruca, e faccia vivere all'Assemblea un momento particolare. Un
momento che non voglio considerare di eroismo, ma di grande
responsabilità nei confronti della Sicilia e dei siciliani.
Mi rendo conto che al di là delle parole ci sono i fatti,
ecco, e questo Governo, questa maggioranza, quest'Aula, nella sua
interezza, sta per porre in essere un atto significativo,
importante e forte. Forse da solo basta a riqualificare, se nei
tempi previsti riusciremo a portare a termine questo disegno di
legge, l'onore e la dignità del Parlamento siciliano.
Mi accorgo che gli sforzi fatti, le mediazioni volute, la
volontà di realizzare una legge di questo tipo per la Sicilia dà
ragione a chi ha voluto fortemente portare a termine un compito
che sembrava arduo e che, alla fine, io credo possa trovare una
corsia preferenziale che veda sia la minoranza che la maggioranza
nelle condizioni di poter dire che insieme hanno fatto un buon
disegno di legge, anzi un ottimo disegno di legge.
E ritengo che, in questo, se qualcuno vuole tentare di
rivendicare una paternità maggiore fa un errore, un errore grave;
lo fa la minoranza se crede di avere imposto alcune soluzioni, lo
fa la maggioranza se crede di avere elargito posizioni
contrattualmente all'opposizione.
Ritengo che ci siamo incontrati su un terreno di discussione
e di logica, abbiamo posto in soffitta l'ideologia, esperienza
che dovrebbe essere spesso ripetuta, ed abbiamo lavorato nel
tentativo di emanare una legge seria, onesta, che possa dare a
tutti la cognizione e la forza di poter agire sull'appalto in
maniera unica, togliendo alle stazioni appaltanti la cosa più
importante, la differenziazione: il bando che vale per il comune
di "Roccacannuccia" varrà ugualmente per la città di Palermo. E'
questo il dato forte che ha unificato il contendere. E lì io
credo che forse uno sforzo maggiore debba essere fatto, al di là
delle parole e guardando ai fatti: la stazione unica appaltante.
Sì, era importante quando c'era la possibilità, per ogni
comune, di farsi il proprio appalto; oggi con questa legge non lo
potrà più fare C'è un bando unico che vale per tutti. C'è una
realizzazione forte a monte: evitare chi invitare e chi no, chi
privilegiare e chi no. E su questo ci siamo trovati d'accordo,
fortemente impegnati su quel disegno di legge, che dal Governo
uscì, per quanto riguarda l'appalto vero e proprio, in ossequio
alla legge Merloni, ugualmente come la Merloni italiana e sulla
quale non ci sono state modifiche supplementari.
Perché è vero, onorevole Speziale, abbiamo eliminato la
licitazione privata per gli appalti, e questo è nella Merloni,
l'abbiamo eliminata per la Sicilia, solo per gli appalti, non per
mezzi e consumi.
E' vero che abbiamo modificato, su vostra impostazione, la
licitazione privata, è vero che vogliamo dare un impulso maggiore
e forte all'abbassamento della quota per gli incarichi fiduciari,
ma erano emendamenti presentati anche dal Governo e dal
sottoscritto, se volete, in maniera molto modesta ed umile, in
quanto ero stato anche presidente di quella Commissione, la
quarta, che nella precedente legislatura aveva proposto questo
disegno di legge - dico questo disegno di legge - in Aula. Le
differenze tra questo disegno di legge e quello andatele a
guardare: non ve ne sono
Avremmo potuto già da un anno e due mesi avere la legge
sugli appalti; le elezioni imminenti non consigliarono
all'Assemblea di dare un fiore all'occhiello al Governo di
centro-destra del momento e preferirono rinviare a dopo,
lasciando per quattordici mesi gli appalti allo 0,0001 per cento.
E' importante, quindi, - e mi avvio alla conclusione - che
con la minoranza abbiamo raggiunto un accordo, alla luce del
sole, senza le "pattiate" e i "babbii", di sapore "orlandiano",
ormai superate, perchè non si può stare in Aula mezz'ora e in
missione per tutta la durata della seduta: è una irriguardosa,
insignificante azione politica e di presenza, che io ritengo sia
delittuosa e contraria agli interessi della Sicilia. Ritengo che
qui, in quest'Aula e nelle commissioni si lavori per la Sicilia,
per modificare i "babbii" e le "pattiate" laddove ci sono. Noi
non abbiamo "pattiato" nulla: abbiamo lavorato dignitosamente
alla luce del sole, con forza e con coraggio, perchè questa legge
diventi la legge per la Sicilia e per i siciliani.
E io dico che, con questo, senza diventare nè arroganti, nè
presuntuosi, credo di dovere riconoscere all'intera Assemblea e
al Gruppo parlamentare al quale appartengo la dignità, il diritto
e l'onore di dire che stiamo facendo finalmente il nostro dovere
fino in fondo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Giannopolo. Ne
ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che
si possa dire che fino ad ora è stato recuperato un percorso
parlamentare produttivo ed efficace, perchè basato sul confronto
aperto, serrato tra la maggioranza e la minoranza, tra il Governo
e il Parlamento e le espressioni del Parlamento almeno nella sede
della Commissione.
Noi oggi, tuttavia, facciamo una discussione
sull'articolato, una discussione generale su un testo di disegno
di legge che era frutto del maldestro tentativo di licenziare un
testo per l'Aula che non fosse il frutto, appunto di quel
confronto di cui dicevo prima. Questo lo voglio precisare perchè
la discussione deve servire qui a fare in modo di assumere anche
un impegno costruttivo a che il percorso d'Aula della legge possa
essere pienamente conforme agli elementi più positivi che ci sono
stati dentro la Commissione e che, quindi, si possa procedere
all'approvazione di tutte quelle parti su cui si è realizzata una
significativa convergenza all'interno della Commissione.
Dico anche che noi dobbiamo, qui, ribadire la consapevolezza
che c'è la necessità, ma non oggi, c'era la necessità di cambiare
la legislazione vigente in Sicilia, che sostanzialmente è quella
che si riconduce alla legge regionale numero 21 del 1998, che,
nel corso di questi tre anni e mezzo di applicazione, ha prodotto
guasti profondi nel tessuto imprenditoriale della nostra Regione,
ha prodotto guasti profondi nel rapporto tra pubblica
amministrazione, sistema imprenditoriale e sistema economico,
incentrato sull'industria dell'edilizia pubblica. Ha prodotto
guasti profondi sulle casse della Regione, ha prodotto guasti
profondi anche sulle casse degli enti locali, poichè non ci sono
stati ribassi, poichè l'equilibrio complessivo della spesa
pubblica nel sistema dei lavori pubblici si è spostato,
inopinatamente, quasi per intero sulle esigenze del sistema
imprenditoriale e non anche, invece, sulle esigenze della
pubblica collettività, della pubblica amministrazione, del
pubblico interesse.
In questi tre anni e mezzo in Sicilia si è prodotto uno
spostamento di risorse finanziarie non dovute, non preventivabili
e non preventivate sul sistema imprenditoriale, che è servito,
forse sì, a risanare anche i bilanci delle aziende nel settore
dell'edilizia pubblica, per cui mi risuona davvero strano la nota
dei costruttori siciliani, che alla vigilia di questo dibattito
parlamentare ci preannunciano che il sistema imprenditoriale
siciliano è sull'orlo del collasso. Vorrei qui dire che in tre
anni e mezzo sono stati regalati, alle imprese siciliane che
operano nel settore degli appalti, circa settecento miliardi solo
per mancati ribassi, più gli altri introiti.
Quindi di quali aziende collassate stiamo parlando? A meno
che, com'è verosimile, com'è probabile che sia accaduto, questo
spostamento di risorse finanziarie non abbia alimentato un altro
circuito, che è il circuito dell'economia cosiddetta cattiva, il
circuito dell'economia mafiosa. Ed è evidente che il potere di
'Cosa Nostra' in questi anni si è rafforzato proprio attorno al
sistema degli appalti ed è altrettanto evidente che, avendo
sperimentato tutto ciò, il sistema dell'economia mafiosa cerca di
condizionare e di mettere una forte ipoteca sulla prospettiva e
sul futuro, fino ad individuare nuovamente nel sistema degli
appalti il nuovo affare strategico di questo inizio di secolo da
parte della mafia.
Quindi, c'era bisogno di cambiare la legge, c'è stata
insipienza, c'è stato un ritardo colpevole, c'è stato un ritardo
consapevole; io non so giudicare, ma ho l'impressione che tutte e
tre le cose siano forse accadute e, tuttavia, oggi noi abbiamo il
dovere di assumere una grande consapevolezza di tutto ciò per
introdurre una svolta rispetto a questo passato che abbiamo alle
spalle.
Questo è in sostanza quello che noi rivendicavamo, quello
che noi ci aspettavamo dalla discussione attorno a questa legge:
la consapevolezza di introdurre non piccoli e lievi
aggiustamenti, ma di introdurre una svolta radicale che desse il
senso, da parte di questa Regione, di voler cambiare pagina, di
voler modernizzare anche il sistema dei lavori pubblici, che
desse anche il senso che in questa Regione si vuole raccogliere
la sfida che i poteri di 'Cosa Nostra' e del malaffare hanno
lanciato attorno alla questione dei lavori pubblici. Ecco perché
c'è parso grave ed irresponsabile ciò che accadde in Commissione
qualche settimana fa.
Ora, qual è l'elemento che ha guidato anche la nostra
proposta che abbiamo portato al confronto e che abbiamo visto
avere registrato anche molta attenzione? Innanzitutto il fatto
che la legge sui lavori pubblici ha anche una specificità
siciliana, perché c'è una specificità siciliana non solo di
normative precedenti e di un sistema precedente che si è
assestato nel corso di questi quarant'anni, cinquant'anni, ma
soprattutto vorrei dire nel corso degli ultimi vent'anni, ma c'è
quella specificità che dicevo prima. La nostra legislazione, la
nostra legge non solo deve recuperare questa specificità e
discutere dei recepimenti non come fatto ideologico, questo sì,
ma come fatto per cercare di stabilire quali sono quelle regole e
quelle convenienze che anche in Sicilia, rispetto al quadro
nazionale ed europeo, possono rendere compatibile un percorso più
efficace della nostra legislazione.
Noi abbiamo bisogno di recuperare la centralità del progetto
e quindi di valorizzare il mondo delle professioni, di
valorizzare, attraverso la centralità del progetto dell'opera
pubblica, anche il valore della pianificazione dei lavori
pubblici, sia quella che viene dal basso, sia quella che viene
dall'alto. Abbiamo bisogno di una legislazione che sia ispirata a
sistemi di gara aperti e, quindi, non sistemi di gara chiusi,
anzi estremamente chiusi, quale la licitazione privata o la
trattativa privata, perchè sappiamo benissimo che, nei sistemi di
gara chiusi, più chiuso è il sistema più c'è possibilità di
controllo da parte di chi detiene un potere forte. E un potere è
più forte tanto più quando porta in sé anche il germe della
violenza come sistema di persuasione. Abbiamo bisogno di maggiori
controlli nell'esecuzione dei lavori, abbiamo bisogno anche di
selezionare un sistema imprenditoriale più serio.
Non accetto lezioni dai costruttori, dall'associazione ANCE,
non accetto nessuna lezione. In passato l'ANCE ha interferito
pesantemente anche sull'attività di questo Parlamento: mi ricordo
la nota quasi intimidatoria che è stata recapitata ad ogni
parlamentare nella passata legislatura a proposito dell'articolo
21 della legge numero 20 del 1999. Non accetto nessuna lezione da
parte di una associazione, quale quella dei costruttori, fin
quando non mi dimostrerà di essere capace di rappresentare gli
interessi, fino in fondo, di un'imprenditoria sana, che si vuole
liberare dal malaffare e dal condizionamento affaristico-mafioso.
Abbiamo quindi - e concludo - l'esigenza di fare una legge
che ancora in alcune parti necessita di approfondimenti, per
esempio sulla questione della stazione unica - e qui vorrei
precisare: non c'è un valore ideologico, ma c'è un valore
funzionale ed il valore funzionale della stazione unica sta nel
fatto che chi pensa di sfuggire ad un controllo di legalità, ad
un controllo che presuppone innanzitutto il monitoraggio, ha
fatto male i conti. La stazione unica serve a consentire
controlli e monitoraggi più veloci e più istantanei, perchè
questo possa consentire anche di avere gare meno caratterizzate
dalla presenza di cordate o gare meno condizionate.
Ecco, una discussione che sta al merito delle cose credo che
possa far bene a questo Parlamento per raggiungere l'obiettivo
principale, che è quello di fare una legge che restituisca
funzione al sistema imprenditoriale sano in Sicilia, che
restituisca funzione all'idea dell'interesse pubblico in questa
nostra Regione, che restituisca anche funzione al fatto che dal
sistema dei lavori pubblici bisogna far partire un nuovo percorso
di legalità e di contrasto a 'Cosa Nostra'. Se riusciremo a
tenere assieme tutti questi elementi credo che avremo fatto una
cosa buona.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo. Ne ha
facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
brevemente, perchè credo che le cose più importanti siano state
dette. Ci sono alcuni aspetti che invece vale la pena
sottolineare in questa discussione, che ho notato essere
abbastanza sentita, appassionata direi.
La prima considerazione la vorrei fare in maniera molto
lineare, stigmatizzando l'aspetto che riguarda un po' la storia
non del tutto recente della nostra realtà isolana ed è una storia
evidentemente intrisa non solo di presenza mafiosa - mi permetto
di specificare - ma è anche intrisa di una abitudine vecchia che
si poteva, tutto sommato, individuare sia nell'atteggiamento di
alcuni politici nella veste di amministratori, sia nella veste di
tanti imprenditori. E' uno dei punti, secondo me, dolenti della
nostra Sicilia. Spesso va sottaciuto, perché potrebbe, in un
certo qual senso, configurare una forma di impopolarità.
Credo che, invece, sempre più aumenta in noi tutti la
consapevolezza che bisogna metabolizzare bene questo aspetto.
Abbiamo avuto nel corso di questi anni un'imprenditoria siciliana
spesso segnata da logiche non solo di cordate, ma da logiche
spartitorie; abbiamo avuto un'imprenditoria che ha, invece,
cercato di uscire da questa situazione abbastanza difficile e
complessa, dove se non si riusciva evidentemente ad entrare in un
determinato giro vizioso non si lavorava; dall'altro lato ancora
un'imprenditoria giovane, che ha fatto fatica, che non è riuscita
ad affermarsi e che, ancora oggi, evidentemente incontra serie
difficoltà.
Poi c'è l'aspetto sociale che citavano colleghi che mi hanno
preceduto e che io non riprendo, che è ovvio, sull'utilità delle
opere che si realizzano, sulla loro importanza e sulla loro
rilevanza sociale e che è evidentemente un altro dato
assolutamente serio che riguarda il mercato complessivamente dei
lavori pubblici.
Poi, un altro aspetto che tanto ha fatto discutere e mi
riferisco soprattutto alla maggioranza, che garantisce
l'esistenza di questo Governo al di fuori anche dell'elezione
diretta del Presidente della Regione: non vado ora a
sottolineare se c'è o meno una primogenitura rispetto al
traguardo che abbiamo raggiunto da parte dell'opposizione, da
parte della maggioranza, credo che su questi argomenti vale la
pena seriamente confrontarsi anche in maniera - perché no? -
aspra, per arrivare a decidere insieme un percorso di cui c'è
tanto bisogno.
Vedete, credo che il lavoro che hanno svolto i colleghi
in Commissione di merito sia un lavoro indubbiamente importante,
senza assolutamente fare l'errore di assumere atteggiamenti di
primi della classe, credo però che un ulteriore lavoro per
migliorare l'impianto complessivo del testo vada fatto in Aula.
Ecco perché non darei per scontato che tutto già è risolto,
dando ormai solo importanza ai tempi per arrivare
all'approvazione finale del disegno di legge. Specifico meglio:
se è chiaro che abbiamo dinanzi a noi una strada, tutto sommato,
non più in salita, è pur chiaro però che le questioni che
riguardano la modalità di gara, e su come strutturare le stazioni
uniche appaltanti ancora oggi rappresentano un argomento
abbastanza serio, un argomento che può contribuire indubbiamente
a fare anche della materia dei lavori pubblici una materia più
trasparente e meno permeabile a quelli che sono gli interessi di
"Cosa Nostra", per quanto concerne non solo l'aspetto storico ma
anche l'aspetto attuale, perché ancora oggi la mafia incide,
eccome, per quanto concerne i lavori pubblici, anzi, ancora una
volta, ancora oggi, decide spesso a chi deve andare un
determinato lavoro.
Sulle modalità di gara, vedete, sarà da parte mia anche una
fissazione, credo che dobbiamo discutere in quest'Aula in maniera
molto ma molto leale e schietta. Anche l'asta pubblica è stata un
fallimento e dobbiamo dircelo. Capisco che evidentemente il
livello di attenzione è assolutamente basso, però tengo a
precisare che i risultati che oggi possiamo, tutto sommato,
indicare di un'asta pubblica sperimentata in questi anni sono
risultati assolutamente magri, risultati che non soddisfano,
risultati che non colgono anche l'ansia di vedere un mercato dei
lavori pubblici effettivamente libero, trasparente e
impermeabile, se così si può definire, a interessi di natura
mafiosa.
Sappiamo, evidentemente, come le autorità di gara spesso si
sono dimostrate non del tutto oneste per il modo stesso in cui si
svolge la gara, le sospensioni, le manipolazioni. Abbiamo casi in
Sicilia di autorità di gara, di presidenti a tutti gli effetti di
gare pubbliche che vengono fermati dalle forze dell'ordine con
numerose buste in macchina, evidentemente pronti per manipolarle,
per sostituirle. Abbiamo casi in cui sono stati appaltati lavori
a ditte inesistenti. Si è scoperto, per esempio, che, in una gara
svolta all'Istituto autonomo case popolari della provincia di
Trapani, una ditta a cui era stata aggiudicata una gara di Milano
era, come tante altre, inesistente, quindi ancora oggi la logica
delle cordate, che evidentemente si va a sommare all'altra logica
della busta in sé e per sé che viene utilizzata dalla cordata
stessa.
Ora, vedete, non so se tutto ciò non è materiale di una
degna, alta e, come dicevo prima, appassionata discussione,
perché penso, invece, che in quest'Aula dovremmo fare di più un
ragionamento che si riconduca ad esempi concreti. Non so quanti
imprenditori colleghi siano soddisfatti del modo come in
quest'ultimo quinquennio, soprattutto, si è andati avanti per
quanto concerne i lavori pubblici. Non so quanti colleghi
conoscono tanti imprenditori che hanno rinunciato, addirittura, a
partecipare alle aste, alle gare svolte nella maniera come
sappiamo. Non so quanti colleghi conoscono imprenditori che
hanno denunciato, anche pubblicamente, che le aste venivano
assolutamente truccate, che la turbativa era, quindi, un fatto
consolidato.
Se tutto ciò è vero, è inutile dividerci sulla questione se
la nostra Isola e un'Isola dove candidamente potevamo o meno
recepire la Merloni ed applicarla tout-court. E' inutile
dividerci, non è così.
Ha fatto bene l'opposizione ad elevare il tono del
confronto, ha fatto bene, mi permetto di dire, la maggioranza a
recepire le questioni anche dal punto di vista non solo tecnico,
ma dal punto di vista soprattutto politico. Perchè è ovvio che il
segnale che noi inviamo, anche iniziando questa discussione, è
assolutamente importante, non solo per l'imprenditoria ma per i
cittadini siciliani - perchè ormai anche mia figlia, che ha
sedici anni, lo sa che qualcosa non va - che intendono sentire,
da parte nostra, che stiamo svolgendo un lavoro per migliorare le
condizioni complessive del mercato dei lavori pubblici e renderlo
realmente, come più volte ho detto, trasparente ed assolutamente
impermeabile ad eventuali ulteriori interessi mafiosi che si sono
registrati e che spesso si registrano.
Ecco, vedete, saranno anche estrapolati, saranno due, tre
concetti, ma io credo che sono due, tre concetti che debbono
stare, necessariamente, alla base di una discussione che si
svolgerà in questi giorni, in queste ore e che sicuramente sarà
una discussione che ci vedrà ancora operare un confronto serio
nell'interesse di questa nostra benedetta Isola.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Micciché. Ne ha
facoltà.
MICCICHE'. Parlando della legge sugli appalti, in queste
ultime settimane, mi è sembrato di assistere ad una commedia,
dove pubblicamente, nei mezzi di informazione si è parlato a
sproposito, si sono accentuati i toni e i confronti solo
attraverso i mass media. Dobbiamo ringraziare i giornali, le
televisioni, tutti i mezzi di informazione che hanno dato ampio
risalto a questo tema. Invece, da un punto di vista politico
strettamente parlamentare, ho visto una timidezza nell'affrontare
questi temi.
Negli ultimi mesi, quest'argomento è stato affrontato
esclusivamente all'interno della Commissione competente. Sembrava
di assistere ad una sorta di convegno particolareggiato, una
specie di conclave ristretto ad una cerchia di deputati. Certo
il regolamento impone questa competenza, ma pubblicamente
nell'aspetto politico-parlamentare, mi è sembrato di assistere ad
una commedia. E' come quelli che non vogliono parlare della corda
nella casa dell'impiccato. Cosa intendo? Intendo quello che ho
percepito. I governanti in genere sanno che questa è una materia
molto spinosa che negli ultimi anni ha visto la cronaca
giudiziaria interessarsi principalmente di questi aspetti
contorti e complessi della corruzione amministrativa negli enti
locali e nei pubblici istituti: case popolari, Anas ecc.
Si è parlato sotto tono, tutto è venuto a galla grazie ai
mezzi di informazione. Se non ci fossero state, appunto, queste
strutture informative probabilmente ancora saremmo all'anno zero.
Questo non per togliere merito al Governo di aver presentato un
disegno di legge, ma era il minimo che poteva fare perché doveva
recepire una normativa nazionale cioè la legge nazionale sugli
appalti.
Nonostante questo è sembrato di assistere ad una commedia.
Ognuno cercava di tirarsi fuori. Meno se ne parlava, meglio era.
Oggi questo non è possibile e dobbiamo dare atto che alcuni
esponenti della maggioranza a livello nazionale hanno un po'
corretto il tiro.
Ricordo di avere letto sui giornali posizioni completamente
opposte a quelle che oggi stiamo discutendo ma nello stesso tempo
guardando un po' gli emendamenti presentati da parte della
maggioranza vedo che ci sono delle contraddizioni. Siccome i
tempi sono molto brevi per potere intervenire, non posso entrare
nel merito di tutti gli emendamenti. Quando poi andremo nello
specifico, affronteremo la questione e probabilmente scopriremo
che 'il re è nudo'. E qui c'è un brutto vizio di infilare
all'interno della discussione degli articolati, emendamenti che
stravolgono l'impianto reale che è stato portato in Aula.
Spero che questi tentativi vengano impediti, signor
Presidente, perché ho visto troppa enfasi in questi ultimi giorni
su questo accordo raggiunto.
Non so di che accordo si tratta, ho fiducia nei miei
colleghi di Gruppo che fanno parte della commissione, i quali
hanno lavorato su questo testo in modo critico, in modo aspro, in
certi momenti. Spero che non venga stravolto il testo originario,
che non ci siano stravolgimenti, colpi di mano; questa legge è
una legge molto importante per la Sicilia per non essere additati
come coloro che creano leggi 'pasticcio'. Spero che non venga
portato ancora a compimento quel detto popolare: 'fatta la legge,
trovato l'inganno'. Non vorrei che questa legge possa essere
ancora una volta usata per compiere degli illeciti amministrativi
all'interno delle Pubbliche amministrazioni.
Certo non esiste una legge blindata, una legge inviolabile,
so che è impossibile, ma bisogna fare di tutto per evitare che
questo possa avvenire, che possa avvenire una distorsione
nell'interpretazione della legge.
Per concludere, signor Presidente, debbo apporre la firma a
due emendamenti, all'articolo 12, l'emendamento 12.47 a firma
dell'onorevole Gurrieri riguardante una aggiunta al comma di cui
all'articolo 53, comma 1, della legge n. 554 del 1999. Riguarda
solo una parte, aggiungere il termine: 'geologo' come se questa
categoria fosse esclusa dai rapporti nella realizzazione della
progettazione di un'opera. La stessa cosa vale anche per quanto
riguarda un'altra aggiunta all'articolo 22; emendamento Gurrieri
22.5, aggiunta all'articolo 188, comma 2, decreto del Presidente
554 del 1999. Riguarda i collaudi. Anche qui sono stati esclusi
i geologi. Dobbiamo tenere presente che qualsiasi opera viene
costruita sul suolo i maggiori conoscitori del territorio sono i
geologi e non possono essere altri.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne
ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, accolgo
l'invito ad essere breve sia perché mi pare inutile ripercorrere
tutta la trafila e le procedure che hanno prodotto il testo che
si sta discutendo in Aula, sia perché si tratta di una
discussione sull'articolo 1 e i tempi sono ben definiti.
Anche in questa occasione pur avendo fatto dei passi avanti
notevoli, grazie anche alla mediazione dell'Assessore Scammacca
della Bruca, all'inizio non si è riusciti a stabilire una
dialettica normale e un confronto positivo sui contenuti del
disegno di legge sugli appalti. Dopo qualche incomprensione
notevole si sono realizzati risultati significativi, non solo
accogliendo alcune proposte delle opposizioni ma soprattutto
attraverso una ricerca paziente da parte del Governo di una serie
di sollecitazioni e normative che possono essere utili per
definire un testo chiaro e trasparente.
Credo che la legge sugli appalti vada approvata senza
ulteriori indugi. Nessuno di noi ha interesse a ritardare un
provvedimento che ci viene richiesto dal mondo economico,
dall'opinione pubblica e quindi tutti dobbiamo lavorare perché il
testo venga varato in tempi brevi. Qualche giorno in più però non
costituirebbe un ostacolo insormontabile perché la materia è
molto complessa: sono state richiamate normative comunitarie,
nazionali e regionali che devono essere rese compatibili. Ci sono
alcuni nodi da sciogliere in maniera veloce per avere la
possibilità anche di decidere nel merito qual è l'atteggiamento
che ciascun gruppo deve assumere.
Il giudizio finale non può essere dato ora. Non può essere
dato ora malgrado l'impegno dell'Assessore Scammacca perché non
sono state definite questioni fondamentali. Non è una questione
di poco rilievo quella di non aver definito le funzioni delle
nove stazioni appaltanti, perché alle nove stazioni appaltanti si
possono attribuire compiti notarili, ma si possono anche
attribuire compiti di maggiore rilievo.
Non è di poco rilievo il fatto che non abbiamo stabilito la
soglia che è una discriminante chiara rispetto alla qualità anche
della risposta di governo che noi vogliamo dare. La soglia non
può essere definita dopo l'esame dell'intero articolato perché
non è una pregiudiziale ma è un punto fondamentale. Perché le
stazioni appaltanti possono essere vanificate se noi stabiliamo
una soglia troppo alta, possono diventare invece incisive se noi
stabiliamo una soglia ragionevole che in Commissione era stata
individuata attorno ai 1.000 euro.
Si tratta quindi di questioni importanti. La stessa materia
che riguarda i regolamenti va definita prima della chiusura dei
regolamenti, perché va bene sul piano procedurale di andare
avanti con gli articoli e poi rinviare il voto finale sull'intera
legge, ma è anche vero poi che non si può lasciare aperta la
questione per trenta giorni, per centoventi giorni, bisogna avere
un termine ragionevole di chiusura dell'intera materia e rendere
compatibili i regolamenti con la legge non è facile perché tante
volte questa Regione ha fatto leggi importanti che sono state
definite anche significative a livello nazionale, perché la
legge n. 21 del 1985 o la legge n. 10 hanno precorso sul piano
della procedura della trasparenza alcuni indirizzi sulla
normativa nazionale, ma poi si sono rivelate nel tempo inadeguate
perché le infiltrazioni e gli accordi tra i soggetti economici
intervengono a prescindere dalla qualità della risposta
legislativa.
Credo che il Governo abbia la necessità e l'esigenza anche
per se stesso di produrre nei prossimi giorni un testo definitivo
dell'articolo 1, perché accantonare l'articolo 1 può essere anche
utile sul piano dei normali lavori d'Aula però prima o poi il
Governo deve definire la propria proposta e su quella proposta
noi ci dobbiamo esprimere per trovare una convergenza importante.
Questa legge è una delle leggi più importanti che si stanno
realizzando in questa legislatura però può segnare l'avvio di un
confronto positivo tra maggioranza e opposizione.
Mi auguro che lo stile che ha intrapreso l'Assessore
Scammacca venga seguito anche dai suoi colleghi, che il Governo
assuma questa logica del confronto, della dialettica normale con
l'opposizione come uno stile anche come un modo di stare insieme
diverso all'interno dell'Assemblea perché le buone leggi nascono
da questo confronto.
Se qualcuno pensa di prevaricare, di mortificare, di
escludere o di emarginare le opposizioni credo che non fa un buon
servizio alla democrazia, non fa un buon servizio alla cultura di
governo che tutti dobbiamo avere presente.
Spero che entro questa settimana si chiuda la legge in
maniera positiva, tenendo conto che il Governo deve dare ancora
delle risposte importanti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Curto, ne ha
facoltà.
LO CURTO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io non
mi dilungherò, semplicemente alcune osservazioni, alcune
riflessioni.
Sono state ripercorse, in qualche maniera, le strade che
oggi ci trovano presenti e tutti solleciti nel sostenere la
volontà di approvare questo disegno di legge. Sono state fatte,
però, delle affermazioni sulle quali voglio, in qualche maniera,
riflettere. Perchè? Perché chi ha sostenuto che la Commissione ha
esitato un disegno di legge che non era sufficientemente vicino
alla Merloni, o non ha letto la Merloni, o non ha letto quella
proposta e quel disegno di legge perché quel disegno di legge si
basava essenzialmente sulla Merloni.
Sostengo che talune altre affermazioni circa il dubbio, il
sospetto per le modalità attraverso le quali la IV Commissione
aveva esitato quel disegno di legge sono sicuramente affermazioni
che, in qualche modo, non agevolano nel senso che nessun dubbio -
personalmente ho anche criticato la procedura attraverso la quale
la IV Commissione ha esitato in modo frettoloso quel disegno di
legge - e, forse, ha ragione l'onorevole Speziale che si é
trattato di un pregiudizio ideologico che ha mosso quel
convincimento ma probabilmente dico che oggi non saremmo qui se
la IV Commissione, onorevole Speziale, non avesse agito per
quella strada e non avesse osato quella che definisco una vera e
propria provocazione proprio perché attraverso quella
provocazione oggi noi siamo tutti qui a condividere la medesima
volontà di arrivare con un testo che ci vede uniti e soprattutto
solidali nei confronti di una terra, la Sicilia, che non può
aspettare oltre per fare le scelte che deve fare per
intraprendere la strada dello sviluppo economico.
Mi consenta, però, signor Presidente, che non é
condivisibile l'atteggiamento eccessivamente "parolaio" e mi
perdoni quest'Assemblea se utilizzo questo termine infelice per
definire l'eccessiva verbosità di quanti parlano di mafia e di
necessità che attraverso questo disegno di legge si storpi
l'infiltrazione della mafia negli appalti perché una cosa deve
essere certa e, qui, non ci devono essere dubbi e non ce ne
possono essere. Abbiamo un'esigenza che é di tutti e non
soltanto delle opposizioni che parlano in un certo modo o di chi
in questo momento sta prendendo la parola. L'esigenza é che noi
non dobbiamo parlare soltanto contro la mafia ma dobbiamo
soprattutto agire e agire significa essere veloci nell'approvare
questo disegno di legge e non ci deve essere alcun sospetto da
alcuno perché quest'ombra del sospetto ingigantisce il fenomeno
mafioso perché su alcune questioni poste dalle opposizioni, su
alcune problematiche che si ravvisano in questioni di principio
come la licitazione privata, come la stazione unica appaltante.
Ebbene la Merloni ter si basa su questi principi che invece la
sinistra - dico giustamente - vorrebbe non confermare e su cui si
é confrontata anche correttamente la maggioranza. Il problema é
che noi non dobbiamo parlare della mafia ma dobbiamo agire contro
la mafia e dobbiamo, soprattutto, evitare di demonizzare il
fenomeno mafioso perché in tutta Italia una legge che noi
approveremo in maniera diversa sicuramente consente probabilmente
l'infiltrazione dell'attività criminale delle organizzazioni
criminali ma solo da noi si parla di mafia perché solo in Sicilia
c'é questa parola che definisce ciò che, altrove, pure esiste. Il
rischio é, signor Presidente, che noi parlando così tanto di
mafia facciamo un doppio danno alla Sicilia. Il primo perché
purtroppo c'é e s'infiltra e riesce a governare alcuni processi
impedendo lo sviluppo economico della nostra terra. Il secondo
danno che noi facciamo é che demonizzando questo fenomeno
rischiamo di apparire come il popolo dei mafiosi come la terra
della mafia e così non é perché qui dentro noi che rappresentiamo
la Sicilia onesta, la Sicilia che lavora, la Sicilia che vuole
farsi avanti nella vita e nel mondo, abbiamo anche l'esigenza di
dire che la mafia deve essere ricondotta, combattuta attraverso
il buon senso e anche il coraggioso esempio di quanti si
impegnano per lottare contro.
Signor Presidente, che sia questa la volta giusta ma che sia
anche la volta giusta per dirci le cose in assoluta franchezza e
senza che la smania di protagonismo che si agita in talune forze,
che sono dell'opposizione, ma sono anche dentro la maggioranza,
paralizzino o impediscano il dialogo democratico.
E qui, dissento, da quanti hanno affermato che hanno lodato
la capacità di ascolto dell'assessore Scammacca.
Io non lodo l'assessore Scammacca per quello che ritengo un
dovere, che attiene alla normalità dei rapporti che devono
configurare gli equilibri tra chi governa e questa Assemblea.
L'onorevole Scammacca ha semplicemente dimostrato che un
impegno del Governo: la legge sugli appalti, è un impegno della
maggioranza di portare a compimento questa legge con la dovuta
competenza da parte sua, con l'assiduità di un lavoro che oggi
trova qui, forse, il felice momento di avvio.
Mi associo a quanti hanno valutato positivamente questa
giornata, ma dico che, in maniera molto moderata, ho apprezzato
le affermazioni dell'onorevole Spampinato che ha saputo fare
anche un passo indietro rispetto ad una posizione prima
intrapresa nel valutare positivamente l'operato del Presidente
della Commissione, l'operato della Commissione tutta che ha
lavorato insieme all'assessore Scammacca per dare alla Sicilia
una legge importante, ma una legge che noi, certamente, esiteremo
col favore di tutti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica, ne ha
facpltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, finalmente
Finalmente arriva in Aula, in questa vecchia Aula, un disegno di
legge fondamentale, una norma che può avere riflessi importanti
non solo sull'oggi, ed è già tanto, ma anche sul domani e sul
nostro futuro, sia come cittadini sia come amministratori e come
possibilità di sviluppo per la nostra terra.
Dico finalmente perché è una norma che la Sicilia aspettava
da almeno nove anni, perché si è capito subito che la legge n. 10
non poteva essere applicata. E si è capito subito che la non
applicazione di quella norma ha causato guasti enormi alla nostra
Regione, guasti che si sono tradotti nella impossibilità per la
regione Sicilia di poter utilizzare i fondi del POP 94/99, cioè i
fondi della Comunità economica europea.
Lascio immaginare a tutti voi ciò che ha significato, per la
Sicilia e per lo sviluppo di questa terra, non potere utilizzare
un flusso finanziario che invece ha consentito ad altre regioni
d'Italia e d'Europa, come l'Irlanda, il Portogallo e la Spagna,
di uscire da una situazione di sofferenza, di povertà, e ha
consentito a quelle Regioni di mettersi al passo con le regioni
più sviluppate d'Europa.
Quindi, ognuno di voi, ognuno di noi comprende bene
l'importanza che ha questa legge sugli appalti e quindi il
"finalmente" con cui ho iniziato.
Ma il "finalmente" ha anche un altro grande significato e
questo si ricollega un po' ai temi che da sempre Alleanza
nazionale ha portato avanti, non solo in Sicilia, ma in Italia, e
cioè i temi della legalità, della trasparenza e dell'efficienza.
E non per fare della pura retorica, perché anch'io mi
associo alla collega di Nuova Sicilia che ha parlato prima, non è
con la pura retorica che si va a sconfiggere la mafia piuttosto
che il malaffare. Ma è vero che ci sono alcuni principi che sono
imprescindibili e a cui ci si deve attenere e dai quali non
bisogna derogare.
Quindi, finalmente anche per questo, perché grazie al lavoro
che ha svolto la Commissione con il suo Presidente, onorevole
Beninati, grazie, quindi, a questo lavoro certosino, grazie al
contributo fattivo che è stato dato dalle forze di opposizione,
che sui temi come questo, che interessavano l'intera Sicilia e
che erano richiesti un po' da tutte le categorie sociali ed
economiche della nostra regione, hanno dato un contributo
schietto; a volte ci siamo anche scontrati, abbiamo discusso, ma
hanno dato un grande contributo alla stesura di questo disegno di
legge che, badate bene, a volte la rivendicazione di un piccolo
orgoglio non fa male.
Noi ci sentiamo oggi di dire che abbiamo esitato un disegno
di legge che, partendo dalla falsariga della "Merloni ter", cioè
della legge nazionale, la migliora sotto molti aspetti, la
completa sotto molti aspetti e consente alla regione Sicilia ed
al Parlamento siciliano di potere, in tempi brevi, esitare una
norma che può portare con orgoglio la nostra regione di nuovo
all'avanguardia nel panorama nazionale.
Quindi, io mi rallegro che ci sia questo clima nel
Parlamento oggi, che inizia la discussione di questo disegno di
legge, spero che ci sia una rapida approvazione in maniera tale
che non si dica mai più che la Sicilia deve perdere i fondi di
Agenda 2000, che la Sicilia deve rinunciare allo sviluppo o deve
rinunciare alle infrastrutture per farli avere agli altri.
Lo sappiamo tutti: quando noi non utilizziamo i fondi, altri
si rallegrano, perchè altri li utilizzano e si fanno belli, si
fanno forti e avanzano con i soldi che erano destinati a noi.
Quindi il mio rallegramento e il mio sentimento di
contentezza è oggi per questa norma che è arriva in Aula dopo
tanti anni e perchè, finalmente, non si dica più che perdiamo i
fondi.
Vorrei fare pure un'altra riflessione. C'è stata una grande
polemica, spesso a ragione ma, a volte, anche a torto sulla
stampa sulla inefficienza di questo Parlamento, sul fatto che
questo Parlamento non lavora abbastanza e non ha esitato
abbastanza leggi.
Ma l'attività di un parlamento si misura dalla quantità di
leggi, spesso inutili, spesso dannose, che ci fanno gridare che è
tempo di delegificare o, meglio, si misura la qualità
dell'attività legislativa di un parlamento dalla consistenza
delle leggi che si portano avanti, dalla qualità delle leggi che
si portano avanti?
Se questo Parlamento riesce ad approvare questa norma, che
per ben otto o nove anni non si è riusciti ad esitare per i più
svariati motivi, ha fatto più di metà del proprio dovere, perchè
io non ritengo che nella legislatura precedente si sia fatta una
norma di tale portata.
Quindi, un ringraziamento, per quanto mi riguarda, a tutti i
componenti di questo Parlamento che hanno dimostrato tutto il
loro buonsenso nel collaborare a migliorare questo disegno di
legge.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione sull'articolo 1.
BENINATI, Presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI, Presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, le chiedo formalmente, data anche la natura
dell'articolo, che certamente ha aperto un dibattito attento su
tutto ciò che riguarderà il procedimento della legge,
l'accantonamento in quanto, Signor Presidente, questo articolo è
opportuno trattarlo alla fine perchè, sull'evoluzione degli
articoli che si esiteranno nel corso dell'esame del disegno di
legge, sarà possibile anche rivedere l'abrogazione, o meno, di
qualche norma.
Pertanto, per queste motivazioni, credo che sia opportuno
l'accantonamento dell'articolo 1.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, così rimane stabilito.
Comunico che l'articolo 2 verrà posto in discussione nella seduta
di domani mattina.
Presidenza del presidente LO PORTO
SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI E INTERPELLANZE DELLA RUBRICA
"SANITA'"
PRESIDENTE. Si passa punto IV dell'ordine del giorno:
Svolgimento di interrogazioni e interpellanze della Rubrica
"Sanità".
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, credo che, alla luce del fatto
che le ventinove interrogazioni risalgono anche a tempi assai
lontani dal momento in cui ne discutiamo, una parte delle
interrogazioni obiettivamente sono già superate o dalla soluzione
del problema posto o da altre ragioni che, in qualche modo,
l'assessore in un minuto potrebbe definire la quantità di
interrogazioni che sono superate dal tempo. Per le altre io sono
convinto - l'avevamo un po' abbozzato come idea all'assessore -
che quattro-cinque interrogazioni, anche per il rilievo generale,
al di là del quesito specifico, possono essere oggetto di una
discussione d'Aula e informazione anche sulle iniziative e sui
provvedimenti che sono in corso d'opera da parte del Governo
rispetto alle questioni poste.
PRESIDENTE. Si procede con lo svolgimento dell'interpellanza
numero 31 "Iniziative in merito all'assistenza sanitaria
indiretta", degli onorevoli Cracolici e Capodicasa:
All'Assessore per la sanità, premesso che:
- il Servizio sanitario nazionale garantisce la
tutela della salute ai cittadini con proprie strutture
o attraverso presidii esterni convenzionati, ex art. 48
della legge 883 del 1978;
- tali strutture, nel sottoscrivere le convenzioni,
si sono sottoposte a limitazioni, tra cui una riduzione
delle tariffe rispetto a quelle stabilite dall'ordine
professionale, il rispetto di standards e un tetto
massimo di prestazioni;
- in atto i rapporti convenzionali sono regolati dai
DD.PP.RR. 119 e 120 del 23 marzo 1988, in regime di
'prorogatio';
- solo per alcune patologie gravi, ed in luoghi
sprovvisti di specifici presidii pubblici o privati, la
Regione siciliana, con legge n. 88 del 1980 integrata
dalla legge n. 40 del 1984, ha consentito l'assistenza
sanitaria indiretta e per prestazioni che 'siano
giudicate indispensabili e insostituibili alla tutela
della salute del cittadino';
- per tali prestazioni è stato disposto il rimborso
diretto all'interessato senza possibilità di delega se
non vidimata con atto notarile;
- nella provincia di Agrigento e in altre province
operano da tempo centri (e di altri si preannuncia
l'apertura) che si avvalgono dell'assistenza indiretta
erogando prestazioni fuori dal traffico
libero-professionale dell'Ordine dei Medici, senza
rispettare budget, tetti di spesa, mancati rimborsi per
sforamenti e utilizzano per i rimborsi, deleghe non
redatte con l'assistenza del notaio;
- tale selvaggia proliferazione comporta un danno per
le strutture pubbliche e convenzionate, determinando
un'illegittima concorrenza e un'abnorme lievitazione
della spesa oltre ogni tetto e controllo;
- ciò è stato dichiarato dal Direttore Generale
dell'ASL di Agrigento che ha denunciato che nel giro di
pochi mesi, nella sola ASL di Agrigento, la spesa è
lievitata da 1.500 milioni di lire a oltre 17.000
milioni di lire;
- tutto ciò comporta un'illegittima concorrenza alle
strutture pubbliche o convenzionate e un inaccettabile
aggravio della spesa, e peraltro non garantisce una
migliore qualità nell'erogazione delle prestazioni agli
utenti;
- tale situazione è stata denunciata
dall'Associazione nazionale delle istituzioni sanitarie
ambulatoriali private senza ottenere alcun efficace e
risolutivo intervento;
- con la finanziaria 2002 è stata approvata una norma
che proroga il regime della convenzionata sino al 30
giugno 2002;
per conoscere:
- se la situazione descritta sia a conoscenza
dell'Assessore regionale per la sanità;
- se non ritenga di dovere disporre un'ispezione per
verificare l'esistenza di tali anomalie e,
eventualmente, interessare le autorità competenti;
- se comunque non ritenga di dovere intervenire per
riportare a normalità la situazione esistente.
(25 marzo 2002)
CRACOLICI - CAPODICASA
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
all'interrogazione.
CITTADINI, assessore per la sanità. Signor Presidente, in
merito all'assistenza indiretta, voi sapete tutti che
l'assistenza indiretta era stata sospesa con legge nazionale a
decorrere dal 31 dicembre del 2000, poi è stata prorogata per un
anno ancora fino al 2001 e nel 2001 è stata definitivamente
soppressa. Per motivi di operatività nella nostra Regione era
stata prorogata fino a febbraio quando poi la legge finanziaria
l'ha abolita con il termine ultimo del 30 giugno.
Vi è stata molta preoccupazione nei confronti dell'impatto
economico dell'assunzione indiretta sull'assistenza pubblica, sui
fondi sanitari. In realtà, devo dire che, fortunatamente, non è
stato così per tanti motivi.
Due forme di assistenza indiretta, cioè quella che riguarda
la dialisi, quella più corposa dal punto di vista dell'assistenza
indiretta, era già pagata al 100%, cioè non c'era la decurtazione
del 50% che si è sempre operata sulla indiretta, e lo stesso
riguardava la radioterapia. Di conseguenza, questi fondi erano
stati già impegnati e spesi dalle rispettive AUSL.
Per tutte le altre forme che riguardavano la radiologia, i
laboratori, la lettera C abolita e così via, si è deciso, dopo
un'attenta disanima a livello di tutte le AUSL provinciali che ci
hanno fornito il numero preciso delle aziende, si è deciso di
consolidare il bilancio del 2001 che per loro è una perdita
perché finora il 50% veniva pagato dal cittadino mentre l'altro
50% dalla AUSL.
A questo punto noi pagheremo soltanto il 50% dell'AUSL, il
che vuol dire in termine pratico che le aziende che attuano
l'assistenza sanitaria indiretta devono erogare la metà delle
prestazioni. Le prestazioni devono essere erogate secondo il
tariffario che era previsto e che non tutti hanno rispettato - ma
questo è imposto - e a questo punto consideriamo che il risparmio
del 50% sulle aziende con bilanci consolidati del 2001 possa
andare a compensare le nuove società che sono immesse in
indiretta a decorrere da gennaio.
Quando si è sparsa la voce che sarebbe stata abolita
definitivamente, molte piccole aziende di fisiokinesiterapia, di
terapia, di laboratorio hanno fatto le domande di immissione
nella indiretta, sono state budgettate e, di conseguenza, sono
entrate nel sistema.
A conti fatti in tutte le AUSL siciliane avevamo 51 nuove
unità di richiesta di immissione per la fisiokinesiterapia e 49
per tutte le altre branche messe assieme.
Tutte queste sono state immesse negli ultimi mesi con una
procedura discutibile dal momento che vi era un blocco, comunque
era stato fatto.
Abbiamo valutato questi bilanci consolidati nel primo
quadrimestre proiettandoli sui dodici mesi, li abbiamo posti
naturalmente anche questi al 50% e con questo riteniamo che il
sistema possa tenere.
Vi erano anche sei case di cura soltanto (erano sette case
di cura che avevano chiesto di passare dalla indiretta alla
diretta, due a Siracusa, una a Ragusa, una a Messina, una a
Catania, una a Marsala, una a Palermo che ha rinunziato), che
hanno di conseguenza immesso circa 500 posti in più nel sistema,
il che ha messo un po' in crisi la rimodulazione della rete.
Però, questo era un passo assolutamente inevitabile perché queste
erano già autorizzate avendo fatto la domando e, secondo le nuove
norme sull'accreditamento, dovevano essere immesse.
Stiamo rimodulando la rete. Voi sapete che c'è in atto una
commissione che lavora ormai da un mese alacremente. Martedì, 21
presenteremo i risultati di questa rimodulazione in sesta
commissione per discuterli e, se poi sarà approvata, speriamo
entro il mese, entro la prima decade di agosto di avere
completato questa rete ospedaliera che ci consentirà di
fronteggiare i ricorsi, che già sono in corso, di nuove Case di
cura in costruzione che chiedono già autorizzazione preliminare
ed eventualmente chiederebbero l'accreditamento.
Credo che non vi sia altro da dire, sono a disposizione di
chiunque volesse porre domande sull'accreditamento.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cracolici per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
CRACOLICI. Mi dichiaro insoddisfatto.
PRESIDENTE. L'interpellanza numero 6 "Completamento della
prevista rete dei consultori familiari in Sicilia ed iniziative
per il loro potenziamento", degli onorevoli Barbagallo, Genovese,
Gurrieri, Tumino e Zangara, decade.
L'interrogazione numero 184 "Accertamenti relativi ai
ritardi nella realizzazione della Centrale operativa della Croce
Rossa per la gestione delle urgenze nel territorio siciliano",
degli onorevoli Savona, Borzacchelli e Fratello, si intende
trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
Si procede con lo svolgimento dell'interrogazione numero 216
"Interventi in materia di gestione del servizio di emergenza e
del 118", degli onorevoli Giannopolo e Speziale:
Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che:
- ai commi 1, 2, 3, 4 dell'art. 11 della legge
regionale 30.12.2000, n. 36, vengono definiti i criteri
per la proroga del termine per la gestione del sistema
di emergenza e del numero 118;
- al punto 1 dell'art. 2 della convenzione medesima
viene indicato che, per lo svolgimento del suddetto
servizio, la Croce rossa italiana può costituire una
società mista, la costituzione della quale viene
definita dal punto n. 2 del sopracitato articolo;
- all'art. 3 della convenzione viene indicata la
dislocazione dei mezzi e la loro tipologia;
- agli articoli 4 (modalità di servizio), 5
(registrazione degli interventi) e 6 (controlli di
qualità) vengono ben disciplinati i requisiti per lo
svolgimento del servizio ed i controlli sull'utilizzo
dei mezzi e del personale;
per sapere:
- se quanto previsto dall'art. 11 della già citata
legge regionale 30.12.2000, n. 36 e descritto nella
nuova convenzione, sia stato oggetto di una verifica
circa lo stato di attuazione e attivazione, in
osservanza a quanto disposto al comma 4 dell'art. 11
della legge regionale 30.12.2000, n. 36 e disciplinato
all'art. 17 della nuova convenzione;
- se non ritenga opportuno proporre una modifica
della convenzione eliminando l'ipotesi della società
mista e valutando altri strumenti quali il consorzio.
(Gli interroganti chiedono lo svolgimento con
urgenza)
(1 ottobre 2001)
GIANNOPOLO - SPEZIALE
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
all'interrogazione.
CITTADINI, assessore per la Sanità. Signor Presidente, questa
è certamente l'interrogazione più complessa. Abbiamo provato
anche a dare una risposta in sesta Commissione e francamente la
situazione è molto complessa e confusa.
Voi sapete che l'Assessorato aveva recepito una Legge
regionale del 30 dicembre del 2000 poi approvata il 31 marzo
2001, su parere conforme reso dalla sesta Commissione legislativa
e venne stipulata questa convenzione con la Croce Rossa Italiana
- Comitato per la Sicilia - e questa convenzione con la CRI
prevedeva all'articolo 2 la possibilità che la Croce Rossa
Nazionale stabilisse di propria iniziativa se agire attraverso
una società mista o in prima persona in questa convenzione.
La Croce Rossa Nazionale fece sapere che non aveva alcun
interesse ad agire attraverso la società mista e che avrebbe
gestito il servizio in proprio.
La convenzione prevedeva innanzitutto l'ampliamento delle
postazioni di '118' da 125 a 147, cioè 22 ambulanze in più di cui
circa 20 attrezzate ed equipaggiate per la rianimazione, unità
mobili di rianimazione; prevedeva, altresì, che tutte le altre
ambulanze, altre 127 circa, venissero dotate di una
strumentazione di base indispensabile, quale per esempio sistemi
rianimatori, tutto l'apporto dei gas indispensabili per la
rianimazione e così via.
Il primo passo avrebbe dovuto essere quello del recepimento
del personale.
Posto che ogni ambulanza, con la nuova legge, ospita dieci
operatori, si trattava di assumere 1.470 persone. La
raccomandazione da parte dell'Assessorato regionale era stata
quella di rispettare al massimo le professionalità che a titolo
di volontariato avevano lavorato per anni all'interno di questo
sistema.
Data la difficoltà di gestire un concorso per 1.470 persone
a livello di Assessorato, venne danno l'incarico dalla Presidenza
della Regione, dal Governo, all'Agenzia regionale del lavoro di
procedere alle assunzioni. L'Agenzia a sua volta si è collegata
con il CIAPI che ha impiegato un tempo enormemente lungo perché
lì vi era una diatriba sulle caratteristiche di base che dovevano
possedere, per esempio essere in possesso del patentino, di una
patente di una certa tipologia, non avere condanne penali e così
via.
La cernita di questo personale è iniziata almeno a settembre
dell'anno scorso ed è stata completata soltanto pochi giorni fa.
Adesso è stato selezionato chi ha diritto ad essere assunto.
Adesso inizieranno i quiz, gli esami in parole povere, e vi è una
garanzia completa da parte della Croce Rossa di garantire
l'assunzione di queste 1.470 persone entro il 1 novembre 2002,
completando l'immissione in ruolo.
La mancanza del personale è stato uno dei motivi che ha
impedito l'acquisto delle nuove ambulanze, perché si era, in
pratica, identificata la necessità di valutare se le ambulanze
attualmente in dotazione alla Croce Rossa o alle società miste
che partecipavano erano adeguate ancora al trasporto di malati.
L'ambulanza non deve avere più di cinque anni di vita, non
deve avere più di 150 mila chilometri. Alla luce di questi dati
si era visto che almeno il 70 per cento del parco automobili
della Croce Rossa avrebbe dovuto essere rinnovato.
Però, la Croce Rossa sostiene che non può agire al rinnovo
di queste attrezzature se non dopo avere prima avuto gli autisti
in grado di guidare queste macchine, o gli autisti soccorritori;
in secondo luogo, avere attivato la nuova convenzione che,
naturalmente, è molto più onerosa per il Sistema sanitario
nazionale rispetto alla vecchia convenzione.
Questi sono stati i motivi dei ritardi clamorosamente
lunghi.
Poi, la difficoltà per la Croce Rossa Italiana di immettere
nei suoi ranghi delle persone che non avessero certe
caratteristiche, che per loro sono fondamentali, ha fatto sì che
la Croce Rossa escogitasse il sistema di creare una società mista
all'1% in modo che, all'interno di questa piccola rappresentativa
società, si potesse introdurre del personale.
Questo è lo stato attuale della faccenda.
Deve essere chiara una cosa: nel frattempo è stato chiesto
in sesta Commissione, ma poi non c'è stato tempo per una
discussione in cui avremmo potuto anche portare il fatto che
esiste già una mappa molto precisa di collocazione delle 147
unità nei vari punti nevralgici, una mappa che è stata creata, ne
abbiamo discusso in sesta Commissione con l'onorevole Cracolici
in particolare, per fare in modo che nello stesso paese, nello
stesso centro, non vi fosse, per esempio, il pronto soccorso, il
PTE, il 118 e magari anche l'elicottero e poi il paese vicino,
invece, ne fosse totalmente sguarnito.
Questa mappa è stata ridisegnata completamente. Io penso che
quello che più interesserebbe la Commissione legislativa sarebbe
di verificare la bontà di questa mappa, anche confrontata con le
embricature rispetto alle altre.
Noi abbiamo chiesto ai PTE, cioè Punti territoriali di
emergenza, che hanno assorbito personale dalle guardie mediche,
di fare in modo che nello stesso centro non vi siano guardie
mediche, PTE e 118.
Per fare questo le guardie mediche obiettano che lo statuto
del medico di guardia medica è diverso da quello del medico del
PTE. Per esempio la guardia medica può prescrivere farmaci i PTE
non li possono prescrivere.
Abbiamo proposto alla Federazione dei medici di fare
un'indennità integrativa, in modo che possano eventualmente
assolvere a questo piccolo compito con un grande risparmio.
Devo dire che, ancora una volta, regioni confrontabili con
la nostra come il Veneto, l'Emilia Romagna hanno da 110 a 140
guardie mediche, mentre noi ne abbiamo 460 attualmente in
servizio, quattro volte in più di qualunque altra regione.
I costi sono diventati insopportabili. Per esempio, oggi un
posto di PTE, cioè di emergenza territoriale, costa un miliardo e
200 milioni di lire e di conseguenza la provincia di Catania, per
esempio, che si è trovata nello statuto dei PTE 21 centri di PTE
ha fatto sapere che ne vuole attivare tre perché ha le risorse
soltanto per tre o non ne per 21. Lo stesso Messina che ne ha
16, Palermo ne ha 4 e probabilmente ha bisogno di un piccolo
aumento.
Tutto questo per dire che stiamo cercando di elaborare una
rete complessiva di area di soccorso, di emergenza. Abbiamo
implementato anche di una unità l'Elisoccorso che è fondamentale
per la zona di Messina, ponendo un elicottero sulla elisuperficie
dell'ospedale Piemonte e spostandolo nei quattro mesi estivi,
come da richieste pressanti, sulle isole Eolie. Dal 1 giugno al
30 settembre , l'elicottero è posato sulla elisuperficie
dell'ospedale di Lipari e negli altri otto mesi è sempre a
Messina ma sempre nell'interesse di questa zona.
Stiamo valutando la possibilità di acquistare un sesto
elicottero perché, per esempio, nelle isole Pelagie o a
Pantelleria hanno un unico elicottero e quando l'elicottero parte
per un viaggio di tre ore da Lampedusa a Palermo, in attesa di
poterlo attivare ad Agrigento, molto spesso se parte la richiesta
da Pantelleria o da Lampedusa stessa, ci sono condizioni di
grandi difficoltà perché l'elicottero deve partire da Catania con
tempi lunghi di percorso.
E' stato ampiamente detto in sesta Commissione che
attualmente agiamo secondo la convenzione che è scaduta
ampiamente nel luglio del 2001, l'ultima scadenza perché era
stata firmata a marzo, doveva essere attivata a giugno, poi
luglio, poi c'è stata una proroga a settembre. E' stata persino
ventilata la possibilità di bloccare questa convenzione, di
pensarla in maniera diversa e questo è anche il senso
dell'interrogazione.
Pragmaticamente si è detto che questo è un anno che si è
perduto, è un anno che comunque si è impiegato per delle manovre:
assunzione del personale, acquisto delle macchine, acquisto delle
attrezzature che andavano fatte e se ricominciamo daccapo
francamente siamo di fronte all'eventualità di perdere un altro
anno.
Ci rendiamo conto che nessuno di questi ritardi è
comprensibile pienamente in una logica di contratto, di
convenzioni, però, è avvenuto ed io non credo che in questo
momento convenga ribaltare la situazione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Giannopolo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, onorevole assessore, onorevoli
colleghi, io non posso dichiararmi soddisfatto per due motivi:
innanzitutto perché c'era un problema di acustica, non ho
sentito bene l'intero intervento dell'assessore e quindi non sono
in grado di apprezzare. Ma quelle poche che ho sentito non
vengono incontro alle questioni che con l'interrogazione erano
state poste. Se erano state fatte delle verifiche sull'attuazione
della convenzione è così come previsto dalla legge e dalla stessa
convenzione, in ordine al numero di postazioni attivate, ai
requisiti dell'ambulanza, in ordine ai requisiti del personale e
tante altre questioni che sono richiamate dai vari commi e dai
vari articoli della convenzione.
Non mi pare che questi controlli siano stati fatti. In
secondo luogo, la questione era che veniva stipulata una
convenzione con la Croce Rossa, la quale non aveva attivato alla
data in cui fu stabilito che dovesse essere attivato il servizio
di 118, così come previsto dalla medesima convenzione, e la legge
disponeva che, a far data dal primo aprile 2001, qualora la Croce
Rossa non attivava il servizio secondo il dettato della legge
della convenzione, il servizio veniva disimpegnato dalle AUSL.
Altra questione vera, comunque, che noi poniamo è che il 118
non può essere privatizzato e privatizzato male, perché fino a
quando è privatizzato e funziona, va bene Ma è stato
privatizzato e privatizzato nelle mani sbagliate, con pesanti
risultati e riflessi negativi sulla utenza.
Il tema vero che noi proponiamo è questo e, quindi, se alla
luce dell'esperienza fin qui fatta non sia il caso di chiudere
questa esperienza e di valutare altre possibilità, altri
strumenti. Quindi, io rimango insoddisfatto, perché il tema
vero che noi abbiamo posto, lo sfascio del 118, la scelleratezza
del 118 in Sicilia se deve ancora continuare in questo modo,
oppure se ci dobbiamo mettere un punto per determinare una
svolta, rispetto a tali questioni non mi pare che vi siano state
risposte.
PRESIDENTE. Le interrogazioni n. 234 "Interventi presso l'AUSL
n. 4 di Enna riguardo la gara bandita per l'affidamento del
servizio di brokeraggio assicurativo", dell'onorevole Crisafulli;
n. 241 "Notizie in merito allo stato dei lavori d'ampliamento
dell'ospedale 'Muscatello' di Augusta e di completamento del
nuovo ospedale di Lentini", degli onorevoli Sbona e Burgaretta
Aparo; n. 268 "Completamento dei lavori di ampliamento
dell'ospedale 'Dei Bianchi' di Corleone (PA)", dell'onorevole
Antinoro; e n. 319 "Garanzie di un accettabile livello di
prestazioni sanitarie in provincia di Siracusa", dell'onorevole
De Benedictis, si intendono trasformate in interrogazioni con
richiesta di risposta scritta.
Le interpellanze n. 10 "Notizie circa l'ipotizzata chiusura
dell'ospedale di San Cataldo (CL)", dell'onorevole Galletti e n.
11 "Ripristino del servizio territoriale recentemente interrotto
presso l'AUSL n. 4 di Enna", dell'onorevole Crisafulli,
decadono.
Si procede con lo svolgimento delle interrogazioni n. 329
"Notizie sulla creazione di un'ulteriore divisione di chirurgia
epatobiliare presso l'ospedale Civico di Palermo", dell'onorevole
Cracolici e n. 330 "Razionalizzazione dell'attività di trapianto
svolta presso l'ospedale Civico di Palermo", degli onorevoli
Cracolici e Capodicasa:
Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che:
- il quotidiano la Repubblica, edizione di Palermo,
il giorno 14 novembre ha pubblicato la notizia secondo
cui il direttore generale della A.R.N.A.S., Civico di
Palermo, avv. Carmelo Piazza, ha creato una divisione di
chirurgia epatobiliare, pur non essendo essa prevista né
dal piano sanitario regionale né dalla legge di riforma
sanitaria n. 229 del 19 giugno 1999;
- secondo lo stesso articolo, la direzione di tale
divisione è stata affidata al dott. Pierenrico Marchesa
(che, secondo l'articolo, sarebbe parente dell'onorevole
Marzio Tricoli);
- il dott. Marchesa aveva partecipato al concorso per
la direzione della divisione di chirurgia d'urgenza
dell'Ospedale Civico ma, benché considerato idoneo, non
si era aggiudicato il posto: per questi motivi, il
direttore generale ed il direttore sanitario hanno
ritenuto 'necessario' creargli un primariato ad hoc;
- al Civico esistono già due strutture chirurgiche,
altamente qualificate, che si occupano di patologie
epato-biliari, quella di chirurgia oncologica diretta
dal dott. Nicola Mezzatesta e l'Istituto Mediterraneo
per i trapianti;
- la direzione generale non fa nulla per permettere
al dott. Carmelo Marini, vincitore del concorso per la
chirurgia d'urgenza, di entrare effettivamente in
servizio e di poter operare secondo quegli standard di
qualità necessari a rispondere alle esigenze dei
pazienti, oltre che a quelle del professionista che si
trasferirà dagli Stati Uniti, dove lavora attualmente,
solo a precise condizioni;
- la Procura della Repubblica ha aperto un'indagine
per far luce sulla vicenda;
per sapere:
- secondo quale logica si è ritenuto di dover
attivare un'ulteriore divisione di chirurgia
epato-biliare presso l'Ospedale Civico, dal momento che
esistono già due servizi, attivi ed efficienti, che
coprono le necessità dei pazienti con queste patologie;
- con quali risorse economiche, in termini sia di
mezzi che di risorse umane, si pensi di attivare la
suddetta divisione chirurgica, dal momento che non è
stata prevista in alcun documento di programmazione
sanitaria regionale, mentre rilevanti risorse sono state
recentemente investite per la ristrutturazione del
complesso chirurgico dell'ospedale Oncologico;
- che cosa intenda fare l'Assessore alla sanità per
verificare che il dott. Marini possa entrare al più
presto in servizio alla direzione della divisione di
chirurgia d'urgenza, con la garanzia di poter operare
seguendo gli standard di assistenza ritenuti da lui
necessari;
- quali provvedimenti intenda adottare l'Assessore
alla sanità per assicurare che non vi siano influenze
esterne nella nomina dei dirigenti delle aziende
ospedaliere, dal momento che la scelta deve basarsi
sulla professionalità e non su appoggi politici;
- quali provvedimenti intenda adottare l'Assessore
alla sanità nei confronti della direzione generale della
A.R.N.A.S. Civico, che ha contribuito a creare la
programmazione dell'azienda"; (329)
Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che:
- la direzione generale dell'ospedale Civico ha
richiesto al Ministero della Salute l'autorizzazione per
eseguire il trapianto di polmone presso la divisione di
chirurgia toracica diretta dal dott. Giuseppe Muscolino,
ignorando la presenza, all'interno della stessa azienda,
dell'ISMETT, struttura creata dalla Regione siciliana
per organizzare in Sicilia un centro trapianti
multi-organo di eccellenza e di professionalità esperte
nel settore, come il prof. Renato Ruggiero;
- secondo il quotidiano La Repubblica, in un articolo
pubblicato il giorno 17 novembre, il direttore generale,
Carmelo Piazza, avrebbe espresso l'intenzione di
richiedere una seconda autorizzazione per il trapianto
di fegato, anche se esiste già, presso l'ISMETT, un
programma avviato da più di due anni e che ha già
consentito a 40 pazienti siciliani di essere
trapiantati;
- il direttore generale dell'ospedale Civico ricopre
anche l'incarico di Presidente dell'Istituto
Mediterraneo per i trapianti, i quanto l'A.R.N.A.S.
Civico è il partner pubblico di maggioranza dell'ISMETT;
per sapere:
- quale programmazione sanitaria possa ammettere che
esistano nella stessa città e all'interno dello stesso
presidio ospedaliero, due reparti dove si eseguono
trapianti di fegato;
- per quale motivo, nella richiesta di autorizzazione
per il trapianto di polmone, non è stato inserito
l'ISMETT e in particolare il prof. Renato Ruggiero, che
ha al suo attivo 36 interventi di trapianto di polmone,
a fronte dell'assoluta mancanza di esperienza del dott.
Muscolino;
- in che maniera il Presidente della Regione,
l'Assessore alla sanità e l'intero Governo regionale
intendano chiarire la posizione dell'avvocato Piazza e
risolvere il suo doppio ruolo, che, per quanto sopra
descritto, fa emergere un conseguente ed esplicito
conflitto d'interessi;
- come intenda l'Assessore fare rispettare i criteri
di efficienza e di ottimizzazione delle risorse, se
l'attività di trapianto, invece che essere concentrata
come lo stesso Assessore alla sanità ha indicato
recentemente, sarà suddivisa e parcellizzata in
differenti reparti all'interno dello stesso ospedale".(330)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
alle interrogazioni numero 329 e 330.
CITTADINI, assessore per la sanità. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, l'interrogazione riguarda il concorso al
Pronto soccorso dell'Ospedale Civico di Palermo che era stato
vinto dal professore Marini che proveniva dall'Università di New
York e poi nello stesso concorso era stato inserito, viceversa,
un secondo elemento nella graduatoria del concorso che era il
professore Marchesa, che proviene dall'Università di Torino, è
l'aiuto del centro di trapiantologia del professore Salizzoni di
Torino e, in realtà, il Marini non è venuto mai perché chiedeva
determinate garanzie di tipo Nord-americano, sia a livello di
retribuzione, sia a livello di autonomia di servizio che a
livello di tante altre faccende, ed allora il dottor Piazza che
allora era il Presidente, il direttore generale dell'Ospedale, ha
nominato Pierluigi Marchesa come responsabile, però, in realtà
facendolo subito transitare verso la chirurgia epatobiliare, che
era una branca chirurgica ampiamente rappresentata in Ospedale
dai chirurghi generali, cioè dal professore Mezzatesta e
soprattutto dagli operatori dell'Istituto Mediterraneo Trapianti.
Questo ha creato una grossissima conflittualità. Poi, nel
frattempo, di recente, Marini ha rinunziato definitivamente al
primariato di chirurgia d'urgenza e questo primariato è stato
assegnato al prof. Pier Luigi Marchesa che attualmente si sta
occupando della ristrutturazione e dell'apertura del Pronto
Soccorso.
In realtà, noi sappiamo che Marchesa è un ottimo
trapiantologo e probabilmente era stato invitato a Palermo con
l'idea di creare all'interno dell'Ospedale Civico un centro
alternativo a quello dell'ISMETT, che è pur sempre una società a
responsabilità limitata, con capitale totalmente privato, e
collegato all'unità di Pittsburgh. Vi sono stati, tuttavia, dei
contrasti che si sono evidenziati subito anche per altre
discipline. Con ciò, ho fornito la risposta alla sua ulteriore
interrogazione sulla chirurgia toracica.
Sulla chirurgia toracica devo dirle, in particolare, che il
regolamento dice che l'autorizzazione ai trapianti la può
chiedere soltanto un ospedale pubblico e di conseguenza anche
l'autorizzazione ai trapianti di cuore, così come quella dei
trapianti di polmone è stata chiesta all'Ospedale Civico; ed in
ogni caso avrebbe dovuto chiederla anche se avesse poi avesse
voluto cedere le competenze all'ISMETT. In realtà, tali
competenze non avrebbe voluto cederle. Ed infatti c'è stata una
grande conflittualità nella fase terminale dell'ultima direzione
tra le due strutture. Tuttavia, era normale che la chiedesse.
Adesso si sta cercando di ristabilire una grande armonia e
collaborazione tra i reparti dell'Ospedale Civico e quelli
dell'ISMETT, anche perché quest'ultimo va a completare la sua
struttura entro 4-5 mesi massimo, avrà 64 posti letti e gestirli
al di fuori di una collaborazione intensa con l'Ospedale non
sarebbe certamente possibile.
Questa è la vertenza. Ormai è stata chiusa e speriamo che
non si riapra più.
CITTADINI, assessore per la sanità. La mia risposta si
intendeva riferita alle interrogazioni numeri 329 e 330.
CRACOLICI. L'interrogazione n. 317 è superata.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 392.
CRACOLICI. Mi dichiaro insoddisfatto della risposta.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 590 'Ispezione
presso l'AUSL 5 di Messina e provvedimenti circa alcune recenti
nomine di dirigenti di unità sanitarie locali', degli onorevoli
Cracolici e Panarello.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore.
CITTADINI, assessore per la sanità. Questa interrogazione è
l'unica di cui non ho risposta né orale, né scritta, in quanto
la materia è talmente complessa che abbiamo mandato un'ispezione.
Se da un lato si critica l'operato del dr. Poli, a Messina la
risposta su Catania non è mancata. Devo dire tuttavia che c'é
una certa discrepanza. Il dr. Stancanelli infatti si é recato
alla Ausl 3 ed ha potuto acquisire la documentazione dell'operato
del dr. Poli; viceversa, il dr. Poli non è andato alla Ausl 5 e,
di conseguenza, ha difficoltà a reperire la documentazione.
Credo che, tuttavia, ci sono, sull'uno e sull'altro, dossier che
non finiscono mai, ma che la Regione non ha né dell'uno nè
dell'altro. Siccome, comunque, la materia è veramente molto
delicata - e della questione come lei sa è investita l'Autorità
giudiziaria - e a tutti i livelli sia in una che nell'altra ASL,
forse è meglio aspettare una ventina di giorni e potrò fornirle
una risposta molto dettagliata.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cracolici per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
CRACOLICI. Signor Presidente, per quanto riguarda
l'assistenza indiretta a cui già lei ha dato la risposta per
primo, credo che la questione con cui lei ha risposto
all'interrogazione ci informa in realtà sui provvedimenti che
sono stati varati in applicazione della norma che fa superare
l'assistenza indiretta.
Lei ha però giustamente fatto riferimento a un consolidato
di bilancio relativo all'anno 2001. E la mia interrogazione, pur
se riferita ad una singola azienda che è l'azienda di Agrigento,
faceva riferimento proprio a un dato macroscopico, e cioè che tra
il 2000 e il 2001 l'indiretta è passata da 1 miliardo e mezzo a
17 miliardi. Quindi, voi avete consolidato i 17 miliardi.
Allora, il punto è come sia stato possibile che, malgrado
fosse stato denunciato da più parti il buco nel sistema sanitario
pubblico regionale, l'indiretta - oltretutto la questione è stata
denunciata proprio in questa interrogazione - veniva gestita in
dispregio alla norma che prevede che il rimborso vada fatto
direttamente all'assistito e non invece, come avveniva alla Ausl
di Agrigento, e forse non solo, che il singolo imprenditore che
opera, dicevamo, in regime di indiretta si faccia rimborsare
direttamente dall'azienda.
Questa è violazione del rapporto di convenzione. Credo che
dalla sua risposta - e ne prendo atto - si evinca la necessità di
attivare un'ispezione presso le Ausl di Messina e Catania in
riferimento alla vicenda Stancanelli-Poli.
In relazione alla mia interrogazione, onorevole assessore,
credo che il suo assessorato avrebbe fatto bene, rispetto alle
cose documentate che sono oggetto dell'interrogazione, di
predisporre un accesso, di verificare se sono state fatte
violazioni di norma, probabilmente qualche reato, anche da chi
doveva esercitare un potere di controllo e non lo ha fatto. E
alla luce di ciò, verificare i provvedimenti conseguenti. A me
non basta che lei mi dica che oggi l'indiretta viene consolidata
al 50 per cento perché stiamo consolidando al 50 per cento ciò
che è aumentato del 2000 per cento nell'arco di un anno Tra il
2000 e il 2001 in una singola azienda l'indiretta è aumentata di
oltre il 1.200 per cento Stiamo, quindi, parlando di un grande
buco che si consoliderà nel breve-medio periodo.
Per quanto attiene alla vicenda epatobiliare anche qui
conosco, come lei ha riferito, la questione relativa all'ospedale
Civico. Quello che considero, mi permetto di dire, signor
Presidente, uno degli attori, diciamo,che oggi non c'è più per
ragioni legate al suo incarico, vale a dire il dr. Piazza, il
quale adesso non è più direttore generale dell'azienda Civico. E
però c'è un punto: non sto a discutere un concorso; la legge
affida ai direttori generali la potestà e la possibilità di
scegliere il primario che ritiene più utile. Non discuto la
professionalità del dottore Marchesa, che mi sembra un
professionista di valore; ciò che ho voluto rimarcare
nell'interrogazione, è il ruolo dell'assessorato.
Come è possibile che un dirigente d'azienda non riesca ad
assegnare l'incarico di primariato ad un medico di valore,
rispetto al concorso che ha fatto, e si inventa una divisione
fuori dal piano concordato con l'assessorato alla sanità? Noi
stabiliamo in Sicilia che oltre a gestire le aziende, i direttori
possono fare la sanità che vogliono?
A me pare un punto assai delicato del rapporto tra la
Regione, l'assessorato alla sanità e le aziende. Credo che ciò
non sia possibile né accettabile.
Andavano assunti provvedimenti che - in questo caso
certamente non è stata questa la ragione della non riconferma del
dottore Piazza - occorrevano per chiunque operi al di fuori del
sistema concordato. Perché è anche questo il motivo che fa
schizzare la gestione delle spese nella sanità
Io sottolineo nuovamente che oggi il problema - e
l'interrogazione prende a pretesto dei fatti -, il grande
interrogativo che ci si pone davanti è la funzione
dell'assessorato alla sanità in Sicilia. Tale funzione non viene
esercitata, o se viene esercitata si opera quando "il morto è già
scappato" E quindi non c'è nulla da discutere. Questo è il punto
assessore Io credo che il suo assessorato debba svolgere invece
il compito istituzionale cui è demandato.
Ad oggi, questo non è stato fatto, in quanto sia la vicenda
"Civico" che quella dell"Azienda di Agrigento", è un insieme di
vicende - e lei poc'anzi citava la vicenda "Croce Rossa" - che ci
dimostra che in Sicilia vale il detto: "Chi afferra un turco è
suo"
PRESIDENTE. Si procede con lo svolgimento della interpellanza
n. 12 "Notizie in merito alla procedura di vaccinazione contro la
Blue Tongue e la Brucellosi", dell'onorevole Raiti.
Ne do lettura:
" Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che:
- nella Regione siciliana non vengono effettuate le
vaccinazioni degli animali (ovini e bovini) colpiti
dalla 'blue tongue' e dalla brucellosi, se non in via
esclusivamente sperimentale in qualche provincia;
- nel caso vengano scoperti focolai l'unico rimedio,
allo stato attuale, risiede nella restrizione alla
movimentazione degli animali;
- recentemente nella zona dei Nebrodi, a seguito del
focolaio scoperto a Torrenova, è stata imposta la
restrizione della movimentazione degli animali per un
raggio di 20 km;
constatato che:
- la restrizione al movimento delle greggi comporta
gravi problemi alla transumanza;
- molte di queste aziende si trovano infatti a quote
comprese tra 800 e 1.500 m. sul livello del mare e, in
caso di nevicate o di forte abbassamento della
temperatura, in dette località non esistono ricoveri
per gli animali, che verrebbero decimati dal freddo;
- nella zona dei Nebrodi il 50 % delle famiglie vive
di allevamento, settore comunque importante per
l'intera economia isolana, e le restrizioni solitamente
applicate rischiano di mettere in ginocchio l'economia;
- in altre regioni d'Italia ed all'estero si
effettuano le vaccinazioni per i focolai della blue
tongue e della brucellosi;
ritenuto che:
- esiste, anche, un pericolo per l'ordine pubblico,
nel caso in cui gli armentisti non dovessero potere
spostarsi nei luoghi abituali di transumanza;
- in ogni caso, il Governo deve provvedere a trovare
le soluzioni per porre rimedio a tali malattie;
per conoscere come intendano procedere per porre
rimedio ai disagi descritti e per evitare l'acutizzarsi
dei problemi". (12)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per
rispondere all'interpellanza.
CITTADINI, assessore per la sanità. Signor Presidente, devo
dire che le riunioni per la manifestazione che avete visto oggi
davanti il Palazzo Reale erano, per l'appunto, per un problema
del genere. E domani mattina, alle ore 10.00, tutto il personale
dell'Ispettorato veterinario della sanità, insieme all'assessore,
al ministro, al direttore dell'Istituto zooprofilattico, al
direttore nazionale di controllo veterinario, questi ultime due,
nelle persone del professor Caporale e del professor Maravelli,
sono riuniti per studiare alcuni problemi molto importanti.
Innanzitutto, c'è quello di consentire l'esportazione, cioè
la possibilità che i nostri animali escano dalla Sicilia. In
questo momento anche soltanto per essere nutriti, in quanto qui
abbiamo carenza di foraggio, problemi di approvvigionamento
idrico. E tantissimi altri problemi che rendono molto fragile
tale settore.
E soprattutto per valutare alcune domande,alcune delle quali
veramente irrazionali, come, per esempio, nel corso della
riunione tenutasi tre giorni fa a Sant'Agata di Militello,
allorquando chiedevano la reintroduzione nell'intero territorio
dei Nebrodi la vaccinazione contro la brucellosi.
Esiste un solo vaccino che non è registrato in alcuna parte
dell'Europa, per il solo fatto che è ritenuto pericoloso, e che
però sarebbe stato usato da allevatori soprattutto del ragusano,
e con buoni successi, dicono loro. E si chiede al governo
regionale di acquistare un vaccino che non è registrato, e dunque
non è utilizzabile in Italia, il quale viene prodotto in Spagna
solo nell'interesse degli Stati Uniti.
Di conseguenza, i problemi sono veramente tanti. Poi c'è il
problema della transumanza, problemi soprattutto del rimborso
degli animali abbattuti.
Oggi la polemica è anche contro l'assessorato
dell'agricoltura che non avrebbe corrisposto le cifre che la
Comunità europea aveva stabilito negli anni passati per
l'abbattimento. Si chiede di adeguare l'abbattimento prima che
attualmente venga pagato il capo in base al peso dell'animale,
cioè 2000 lire per chilogrammo, con tutti i provvedimenti che
saranno discussi ed esitati. Spero, in questo senso, con grande
piacere, di poter riferire in Aula.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Raiti per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
RAITI. Mi dichiaro insoddisfatto e aspetto l'esito di questa
riunione per poi essere relazionato sul problema.
PRESIDENTE. Si procede con lo svolgimento dell'interrogazione
numero 591 "Provvedimenti circa il mancato riconoscimento della
gratuità delle visite medico sportive nelle AA.SS.LL.", degli
onorevoli Raiti, Morinello ed Orlando.
All'Assessore per la sanità, premesso che:
- in seguito a un decreto del presidente del
Consiglio, le visite mediche degli atleti, obbligatorie
per legge, sono state escluse dai livelli essenziali di
assistenza;
- il mancato inserimento di tali visite tra i livelli
essenziali di assistenza ha determinato che, dal 25
febbraio, le visite medico-sportive non vengono più
svolte gratuitamente nelle strutture pubbliche delle
Aziende sanitarie locali;
considerato che:
- le associazioni sportive già sopportano notevoli
disagi poiché tali visite si svolgono in più tempi,
causando turni che, in genere, vanno anche oltre la
stessa stagione agonistica;
- tali visite svolte a pagamento causano un aggravio
considerevole delle spese, sia per gli atleti che per le
stesse società sportive dilettantistiche, in particolar
modo per quelle che si occupano di sport giovanile;
- le tariffe richieste dagli ambulatori risultano
diverse da provincia a provincia;
- gli ambulatori Asl di Medicina dello sport, dopo
l'emissione del decreto del Presidente del Consiglio,
sono sottoutilizzati rispetto alle effettive capacità di
ricezione;
per sapere quali provvedimenti intenda prendere per
stabilire innanzitutto tariffe uniformi nelle province
siciliane e ripristinare al più presto la gratuità delle
visite mediche sportive, per evitare ulteriori e gravi
disagi ai siciliani". (591)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
all'interrogazione.
CITTADINI, assessore per la sanità. Ancora una volta questo
rientra nella problematica dei LEA. I LEA sono stati introdotti
con dei vincoli nazionali. Noi abbiamo molto insistito, ne
abbiamo discusso in tante occasioni, perchè vi sia una specie di
cabina di regia centrale che consenta una certa equità nei
provvedimenti restrittivi in tutta Italia, uguali da Nord a Sud.
Purtroppo, è più una chimera che una realtà; tuttavia,
stiamo facendo il massimo. Allora, i LEA escludono queste
prestazioni. Noi abbiamo chiesto al Ministro di fare una deroga,
per esempio, fino ad una certa fascia di età, ma siamo disposti a
pagare le visite sportive dei giovani al di sotto dei 16 anni. E
questo è quello che è scritto nei LEA.
Tutto ciò ha un impatto economico differente, perchè,
naturalmente, rientra nelle categorie, e di ciò ce ne siamo fatti
carico, e il tutto è stato già concordato con le associazioni
sportive. In particolare con Vittorio Fagone, che è il portavoce
di queste associazioni. Quindi, è stato fatto un piccolo passo
avanti. Speriamo di poter fare qualcosa di più in futuro.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Raiti per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
RAITI. Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE. Non essendo presente in Aula l'onorevole
interrogante, l'interrogazione numero 350 "Ristrutturazione del
reparto di diabetologia dell'ospedale Civico di Partinico (PA)",
a firma dell'onorevole Tricoli, si intende trasformata in
interrogazione con richiesta di risposta scritta.
Non essendo presente in Aula l'onorevole interrogante,
l'interrogazione numero 358 "Notizie sullo stato di funzionamento
del servizio consultoriale di Carini (PA)", a firma
dell'onorevole Forgione, si intende trasformata in interrogazione
con richiesta di risposta scritta.
Non essendo presente in Aula l'onorevole interrogante,
l'interrogazione numero 375 "Provvedimenti in merito alle visite
per il riconoscimento della qualifica di invalido civile presso
il distretto n. 2 dell'AUSL 3 di Catania", a firma dell'onorevole
Spampinato, si intende trasformata con richiesta di risposta
scritta.
Con l'assenso dell'onorevole interrogante,
all'interrogazione numero 411: "Indagine sui rapporti tra
l'attività industriale e l'elevata incidenza di malattie tumorali
dell'area Augusta- Priolo e suo risanamento", a firma
dell'onorevole De Benedictis, verrà data risposta scritta.
Si procede con lo svolgimento dell'interpellanza numero 28:
"Ripristino del servizio Adi della Asl di Agrigento", a firma
dell'onorevole Sanzeri.
" Al Presidente della Regione e All'Assessore per la
sanità, premesso che l'Asl di Agrigento ha attivato,
nel 1999, il servizio di Assistenza domiciliare (ADI)
integrato a favore di tutti i pazienti di età superiore
a 75 anni affetti da qualsiasi patologia acuta, in
alternativa al ricovero ospedaliero;
Considerato che:
- il servizio - espletato da tutti gli operatori
coinvolti (medici di famiglia, infermieri, medici
specialisti, assistenti sociali, ecc.) - ha raggiunto
un livello di qualità notevole, testimoniato dalla
continua richiesta del servizio stesso da parte
dei familiari degli assistiti;
- il servizio di assistenza domiciliare integrato,
proprio perchè diretto alla popolazione anziana,
colpita più frequentemente da patologie tipo ictus
cerebrale e piaghe da decubito, e perchè evita il
ricovero in ospedale, ha consentito un significativo
risparmio economico all'azienda sanitaria;
- la pubblicazione del servizio ha indotto un aumento
della domanda e una notevole aspettativa da parte dei
cittadini in quanto l'ADI può ritardare la perdita
dell'autosufficienza ed evitare le
istituzionalizzazioni e le ospedalizzazioni;
- esiste già una lista di pazienti colpiti da ictus
cerebrale e da altre patologie che affliggono,
prevalentemente, gli anziani;
- gli operatori utilizzati, dipendenti e
convenzionati, hanno fino a ora espletato il servizio
con competenza, professionalità e umanità;
- gli stessi operatori non hanno percepito per intero
gli emolumenti per il lavoro prestato nell'anno 2001;
- il Piano sanitario regionale prevede espressamente
di privilegiare il più possibile i trattamenti
terapeutici e riabilitativi dei pazienti anziani al
proprio domicilio, quando le condizioni della malattia
lo permettano, evitando il ricovero ospedaliero;
per conoscere se s'intenda intervenire perchè il
servizio Adi venga ripristinato a pieno ed il
personale che ha, finora, espletato in maniera
encomiabile il servizio, venga retribuito regolarmente"(28
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per rispondere
all'interrogazione.
CITTADINI, assessore per la sanità. La Adi di Agrigento, come
lei ricorda esattamente, è stata la prima in Sicilia ad attivare
questo sistema di assistenza domiciliare e assistenza domiciliare
integrata. Tuttavia, è stata anche la prima a sospenderla perchè,
purtroppo, tutto il denaro delle AA.SS.LL. destinate al
territorio finora è stato assorbito in maniera preponderante
dagli ospedali provinciali e in primo luogo, soprattutto, dalla
spesa farmaceutica.
Una delle azioni di contenimento della spesa farmaceutica è
mirata a recuperare queste risorse. Comunque le devo comunicare
che già l'assistenza domiciliare integrata sta per essere
riattivata a Catania, Messina e spero prestissimo abbiano parlato
già con il dottore Milioto che è il nuovo direttore della COSAP?
perchè si faccia portavoce della necessità di riattivare, lui
stesso mi ha detto che aveva riunito il consiglio di direzione
con il dottore Iacolino, il conduttore con il direttore sanitario
per riattivare immediatamente l'assistenza d'urgenza anche se
avrebbe quantificato il costo di questa integrazione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Sanzeri per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
SANZERI. Mi ritengo parzialmente soddisfatto della risposta
data dall'Assessore sull'Adi. L'Adi è un importante strumento di
assistenza sanitaria nel territorio, io credo che ha raggiunto
importanti risultati ad Agrigento, in particolare è stata la
prima, come lei ha detto, ed è quella che se è opportunamente
sviluppata potrebbe benissimo dare una risposta al territorio che
potrebbe essere alternativa alle risposte dell'ospedale per certo
tipo di assistenza. Però credo che l'interpellanza mirava
proprio non solo a ripristinare questo servizio ad Agrigento ma
anche a dare i giusti emolumenti di un anno di fila a personale
che ha lavorato incessantemente, medico e paramedico, su questo
tipo di assistenza.
Signor Presidente, sono anche parzialmente insoddisfatto di
questo tipo di conduzione sulle interpellanze e sulle
interrogazioni perché credo che queste abbiano una grande
importanza dal punto di vista del dibattito. E se partiamo dal
presupposto che essi costituiscono i soli momenti in cui sia
possibile denunciare un fatto, osservare un fenomeno, il solo
momento o uno dei più importanti in cui il Governo viene a
confrontarsi con l'Aula e con i parlamentari sulla politica, sui
bisogni, sulle determinazioni che il Governo vorrà fare.
Per cui, non mi sento soddisfatto di questo andamento dei
lavori d'aula che prelevano le interpellanze e le interrogazioni
come se fossero soltanto un momento per occupare un'ora, due ore
di tempo e non dare invece il giusto risalto a tutte le
problematiche che esse hanno come istituto nei lavori
parlamentari e nella politica.
(Interruzione dell'assessore Cittadini)
PRESIDENTE. E' vero onorevole assessore, la ringrazio.
Infatti, pur non essendo previste repliche prendo atto di questa
sua disponibilità e vorrei rispondere all'onorevole Sanzeri che
ha lamentato l'equità o la aleatorietà di questo dibattito che
non è così, stiamo dedicando più di quanto mi era stato promesso
all'inizio di dedicarvi. Tutto nasce da una necessità di economia
assembleare. Per cui, quando si propone di fare slittare a fine
seduta il dibattito sulle interrogazioni, molto opportunamente,
perché vi era la priorità di una legge sicuramente più attesa e
più importante di quanto non sia un dibattito sulle
interrogazioni, si era stabilito di accelerarlo con una selezione
che si è dimostrata impossibile da realizzare. Ne prende atto
pure lei, onorevole Sanzeri, perché come vede ci stiamo
sforzando di affrontare i problemi. E del resto dal punto di
vista sostanziale non è stato tolto niente, né al suo diritto di
essere destinatario di una risposta, né al diritto
dell'assessore di parlare. Se mai tutto è nato con un equivoco
iniziale che mi sto sforzando di assorbire e superare.
Siamo quasi alla conclusione, abbiano tre interrogazioni e
una interpellanza, perché capisco che quelle dell'onorevole Oddo
sono altrettanto importanti come le altre, però la prego di
permettere all'assessore di dare una risposta complessiva e la
sua una unica replica sulla dichiarazione di soddisfazione o
meno.
Si procede con lo svolgimento della interpellanza n. 30 e
delle interrogazioni nn. 473, 592 e 594:
N. 30 - Iniziative per l'attuazione della legge regionale n. 15
del 2000 in materia di tutela degli animali:
" Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che la legge regionale 3 luglio 2000,
n. 15 recante 'Istituzione dell'anagrafe canina e norme
per la tutela degli animali d'affezione e la
prevenzione del randagismo', è stata approvata con
quasi dieci anni di ritardo rispetto alla legge quadro
nazionale;
rilevato che questa legge non è di fatto attuata;
considerato che, per renderla attuabile, sono
necessari alcuni adempimenti da parte dell'Assessore
per la sanità ed in particolare, tra quelli più urgenti
ed importanti, ricordiamo:
- l'istituzione, presso l'Assessorato Sanità,
dell'Albo delle associazioni per la protezione degli
animali, cui sono iscritte le associazioni, costituite
con atto pubblico, che ne facciano richiesta e che
perseguano, senza fini di lucro, obiettivi di tutela,
cura e protezione degli animali (art. 19 legge
regionale n. 15 del 2000);
- l'istituzione, con Decreto del Presidente della
Regione, della Commissione per i diritti degli animali,
con compiti consultivi sullo stato di attuazione e
sulle materie inerenti la legge, commissione composta,
tra gli altri, da tre rappresentanti delle predette
associazioni protezionistiche o animaliste, scelti a
rotazione tra quelli designati dalle stesse
associazioni iscritte all'Albo regionale (art. 10 legge
regionale n. 15 del 2000);
- l'emanazione con Decreto del Presidente della
Regione, su proposta dell'Assessore per la sanità,
sentita la Commissione per i diritti degli animali, del
regolamento di esecuzione della predetta legge (art. 4,
legge regionale n. 15);
rilevato che tali adempimenti sono collegati e
consequenziali tra loro;
osservato che il regolamento di emanazione, tra
l'altro, individua il modello di scheda anagrafica
necessaria per l'avvio dell'anagrafe canina; lo schema
tipo di convenzione con le associazioni animaliste per
l'eventuale disbrigo, da parte di queste, dei servizi
di cattura e custodia dei randagi in convenzione coi
Comuni, i requisiti igienico-strutturali e funzionali
dei canili, rifugi sanitari e ambulatori veterinari ove
effettuare le sterilizzazioni;
rilevato che i termini perentori stabiliti dalla
stessa legge regionale n. 15 del 2000, per l'adozione
dei necessari provvedimenti di cui agli articoli 4, 10
e 19, sono abbondantemente scaduti;
tenuto conto che il fenomeno del randagismo nella
nostra regione ha raggiunto livelli inaccettabili anche
a causa dei non infrequenti episodi di abbandono degli
animali d'affezione, agevolato dalla mancata
istituzione dell'anagrafe canina;
viste le difficoltà dei Comuni nella gestione, in
proprio, dei servizi di cattura degli animali randagi
da avviare a successiva sterilizzazione;
rilevate le non infrequenti denunce da parte di
associazioni animaliste, sulla gestione spesso
scandalosa ed incivile dei canili pubblici e privati,
favorita dall'assenza delle norme regolamentari sui
loro requisiti;
per conoscere cosa intendano fare in concreto per
rendere finalmente applicabile ed operativa la legge
regionale n. 15 del 2000, ovviando alle segnalate
problematiche";(30)
N. 473 - Ispezione presso l'ospedale Nagar di Pantelleria
(TP):
" Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che nell'Isola di Pantelleria il
diritto alla salute è in parte negato da oggettive
situazioni di disfunzione della struttura ospedaliera e
di scarsa organizzazione, che comportano ad un danno
concreto per i cittadini e per i residenti, come nel
caso recente del trasporto di un cadavere per il
necessario esame autoptico;
considerato che nella suddetta circostanza il
diniego, motivato con la mancanza di fondi per la
missione, trascura il fatto che il trasporto del morto
per gli esami previsti dalle leggi vigenti non è certo a
costo zero;
considerato che non è umanamente ammissibile che i
morti vengano trattati come oggetti da imballare e
trasportare, senza alcun rispetto per il dolore dei
parenti e degli amici;
rilevato che sono numerose le lamentele dei pazienti
dell'Ospedale Nagar, anche dopo la sua ristrutturazione,
e che vengono denunciati casi di promiscuità e
sovraffollamento nell'unico reparto utilizzato, mentre
l'altra metà dell'ospedale rimane ancora chiusa;
osservata la presenza saltuaria dei medici
specialisti, come ad esempio li radiologo o
l'anestesista, operativo soltanto una volta alla
settimana;
visto che di recente l'intera Giunta regionale si è
recata sull'Isola ed ha approntato una nuova piattaforma
programmatica per superare tutti i problemi legati
all'insularità ed ai ritardi di carattere
amministrativo, burocratico e politico;
per sapere:
- quali iniziative intenda adottare per verificare i
motivi relativi al verificarsi dei fatti citati in
precedenza, che indicano una ulteriore fase di
incertezza e di incapacità gestionale delle risorse
umane e finanziarie, per assicurare il diritto alla
salute nell'isola di Pantelleria;
- se non ritenga opportuno ed indispensabile disporre
una ispezione all'ospedale Nagar di Pantelleria";(590)
N. 592 - Pagamento delle spettanze per l'assistenza diretta ai
farmacisti della provincia di Trapani:
" All'Assessore per la sanità,
premesso che:
- la Federfarma della Provincia di Trapani ha denunciato
lo stato di difficoltà che stanno incontrando i
farmacisti per il mancato pagamento delle spettanze da
parte dell'Azienda sanitaria locale n. 9, riguardanti
l'assistenza diretta per i medicinali;
- lo scorso 26 febbraio l'assemblea della Federfarma ha
approvato all'unanimità dei presenti il passaggio
dall'assistenza diretta a quella indiretta che
porterebbe i cittadini a dover pagare i farmaci;
- le recenti riunioni ed incontri istituzionali hanno
individuato un percorso da seguire per sbloccare i
pagamenti, arretrati di mesi, con il rischio
occupazionale per le farmacie che si ritrovano senza i
fondi necessari per portare avanti le loro attività;
- il Governo regionale è intervenuto, dando la
possibilità alle Aziende sanitarie locali di utilizzare
gli Istituti di credito per reperire le risorse e ha
indicato la soluzione del factoring pro soluto;
per sapere se non ritenga utile intervenire per ribadire
l'utilità della soluzione individuata del factoring pro
soluto, al fine di sollecitare il pagamento delle
spettanze da parte dell'Azienda sanitaria locale n. 9,
visto anche che in altre province della Sicilia il
problema è stato superato e risolto"(592).
N. 594 - Attivazione del servizio TAC presso l'ospedale San
Biagio di Marsala.
" All'Assessore per la sanità,
premesso che:
- il Comune di Marsala ha previsto nel bilancio di
previsione del 2002 la somma di 258 mila
euro, necessaria per l'acquisto, in cofinanziamento
con l'ASL n. 9, di uno strumento per effettuare la
tomografia assiale computerizzata presso l'Ospedale San
Biagio;
- in una nota del Sindaco della città, inviata al
Prefetto, al Direttore generale dell'ASL ed al
Direttore sanitario della struttura ospedaliera, è
stata ribadita la necessità di avviare tutte le
procedure per rendere operativo il funzionamento della
TAC medesima;
- l'Amministrazione comunale ha chiesto ufficialmente
all'Azienda sanitaria locale n. 9 di impegnarsi
nell'individuazione dei locali e del relativo personale
medico e paramedico, per rendere funzionale ed efficace
l'utilizzo della TAC;
- le istituzioni competenti ed interessate al problema
hanno concordato la definizione di una rapida procedura
burocratica ed amministrativa per dotare l'Ospedale S.
Biagio del servizio TAC;
per sapere quali iniziative intenda intraprendere per
sollecitare l'Azienda sanitaria locale n. 9, a
concretizzare le dichiarazioni d'intenti ed i
protocolli d'intesa che hanno portato alla scelta di
dotare l'Ospedale San Biagio di Marsala di uno
strumento indispensabile per il diritto alla salute di
un bacino di utenza che supera i 100 mila abitanti".(594)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per
rispondere alle interrogazioni.
CITTADINI, assessore per la sanità. Credo che l'ospedale
Benito Nagar di Pantelleria sia uno di quei problemi che possano
essere considerati superati perchè noi siamo stati due volte a
Pantelleria, molto di recente. Era stata completata l'ala nuova
dell'ospedale, l'ultima è da completare; c'erano state difficoltà
nei collaudi delle attrezzature e soprattutto della impiantistica
in quanto le ditte non si ritenevano sufficientemente cautelate
dalla ditta che le aveva subappaltate. Però, questo è stato
risolto non più di un mese e mezzo fa e già è in atto l'acquisto
di una Tac per Pantelleria che sarà teleguidata direttamente dal
San Raffaele di Milano per un motivo un po' strano che è dovuto
al fatto che il radiologo che comanda tutta la unità di
radiologia è di Pantelleria. E di conseguenza questo problema
sarà risolto. Io penso che si possa essere abbastanza
soddisfatti.
Vi è un problema particolare di Pantelleria che è quello che
molti primari vengono assunti da Pantelleria poi stanno altrove,
per esempio, il primario di chirurgia invece di stare a
Pantelleria sta a Salemi.
Su questo c'è una protesta abbastanza importante,
soprattutto sulla impossibilità. Noi cerchiamo di ovviare a
questa problematica con la legge sulle Isole minori, sulla
creazione di una ASL delle Isole minori che impedirebbe questa
mobilità verso le ASL di riferimento, fatto che danneggia molto
queste strutture di periferia, soprattutto isolane.
La stessa cosa succede a Lipari, tutti i primari - a Lipari
non c'è un solo primario che risieda nell'isola - risiedono o a
Barcellona o a Milazzo in condominio; stanno per esempio tre
giorni a Barcellona e tre giorni a Milazzo, tre a Lipari o
Barcellona o Milazzo. Ora, rivendico di avere dei primari
autonomi. E questo può essere fatto soltanto con la realizzazione
di una ASL nelle Isole minori per le quali c'è un impegno del
Ministro in persona a farlo partire come sperimentazione
gestionale che vuol dire senza aggravio di spesa per la Regione.
Avete sul tavolo la legge. Se domani in sesta commissione
la valutate positivamente penso che risolveremo questi problemi.
Sui fenomeni del randagismo non sono in grado di fornire una
risposta perchè era una delle ultimissime interpellanze e non
abbiamo avuto il tempo di approfondirla.
PRESIDENTE. Onorevole Oddo, è disponibile a trasformarla in
risposta scritta visto che l'assessore non è in grado di darle
una risposta?
ODDO. Posso anche ritirarla.
PRESIDENTE. Come preferisce. Naturalmente sarebbe più logico
trasformarla in risposta scritta visto che l'assessorato è in
grado di fornirle la risposta. Lo stesso discorso della Tac
riguarda Marsala.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per
rispondere alla interrogazione n. 594.
CITTADINI, assessore per la sanità. Marsala, come avete letto
sui giornali l'altro ieri, è stata la prima azienda siciliana a
godere del beneficio dell'articolo 20 che è stato approvato il 30
aprile. Sono stati fatti i decreti ed il primo - primo in senso
assoluto firmato - è stato quello per Marsala, il secondo per
Lentini, che è stato firmato pure, ed infine quello per Militello
Val di Catania. Di conseguenza, all'interno dei 53 miliardi che
erano stati stanziati per il San Biagio di Marsala vi era anche
l'acquisto di una Tac per un miliardo circa. Dunque anche questo
problema da tre giorni almeno è stato superato.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 592 "Pagamento
delle spettanze per l'assistenza diretta ai farmacisti della
provincia di Trapanii", a firma dell'onorevole Oddo.
Ne do lettura:
" All'Assessore per la sanità,
premesso che:
- la Federfarma della Provincia di Trapani ha denunciato
lo stato di difficoltà che stanno incontrando i
farmacisti per il mancato pagamento delle spettanze da
parte dell'Azienda sanitaria locale n. 9, riguardanti
l'assistenza diretta per i medicinali;
- lo scorso 26 febbraio l'assemblea della Federfarma ha
approvato all'unanimità dei presenti il passaggio
dall'assistenza diretta a quella indiretta che
porterebbe i cittadini a dover pagare i farmaci;
- le recenti riunioni ed incontri istituzionali hanno
individuato un percorso da seguire per sbloccare i
pagamenti, arretrati di mesi, con il rischio
occupazionale per le farmacie che si ritrovano senza i
fondi necessari per portare avanti le loro attività;
- il Governo regionale è intervenuto, dando la
possibilità alle Aziende sanitarie locali di utilizzare
gli Istituti di credito per reperire le risorse e ha
indicato la soluzione del factoring pro soluto;
per sapere se non ritenga utile intervenire per ribadire
l'utilità della soluzione individuata del factoring pro
soluto, al fine di sollecitare il pagamento delle
spettanze da parte dell'Azienda sanitaria locale n. 9,
visto anche che in altre province della Sicilia il
problema è stato superato e risolto"(592).
CITTADINI, assessore per la sanità. Il pagamento delle
farmacie, lei sa, è un problema sofferto in tutte le aziende
provinciali. Molte aziende provinciali hanno risolto il problema
attraverso una prassi che non è del tutto accettabile che è il
"factoring pro soluto". La legge dice che il factoring pro
soluto può essere attivato soltanto con un interesse massimo del
3,99% mentre le banche chiedono il 4.99 - 5%. Altre strutture
hanno accettato di pagare loro questo 1%, vedi per esempio tutta
l'ospedalità privata siciliana. Le farmacie non hanno mai
accettato questo factoring pro soluto all'1 % a loro carico. Si
sono così caricati una montagna di crediti che erano stati evasi
e poi, finalmente, hanno aderito tutti al factoring pro soluto.
L'ultima ad aderire in senso assoluto è stata Trapani che in
passato ha sofferto più delle altre.
Inoltre, come come lei ben sa, onorevole Oddo, è stata
attivata la cartolarizzazione. Sono già in pagamento le aliquote
della cartolarizzazione che riguardano il 1999 e il 2000 e ciò
porterà una grossa boccata d'ossigeno alle aziende e speriamo che
le utilizzino al meglio per la farmacia che è il comparto che più
ha sofferto di questi ritardi.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Oddo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
ODDO. Signor Presidente, innanzitutto le rivolgo un
complimento perché la sperimentazione delle procedure di
accorpamento che lei stasera ha fatto credo sia estremamente
interessante e permette anche di velocizzare i lavori d'Aula. Se
poi alle interpellanze diamo le risposte scritte, sperimentiamo
un sistema che può, evidentemente, venire incontro alle esigenze
di questa tredicesima legislatura che si presenta abbastanza
interessante.
Volevo, invece, nel dichiararmi soddisfatto o meno,
manifestare la mia, non insoddisfazione, ma la mia perplessità
che si può anche definire insoddisfazione, e spiego il perché.
Io non sono fra coloro i quali credono che un'interrogazione
sia il sale della terra, però è un atto ispettivo che in un
momento particolare coglie una difficoltà seria e, quindi, viene
segnalata al Governo. Non ha senso trattare un'interrogazione
dopo 3 o 4 mesi.
Quando ho scritto l'interrogazione, onorevole Assessore, a
Pantelleria si è verificato un fatto gravissimo: per sottoporre
ad un esame autoptico un cadavere (capita anche di morire nella
nostra terra) non è stato possibile trasportarlo o, comunque, non
è stato possibile mandare lì il medico addetto a fare l'esame
autoptico perché c'erano problemi di soldi e, quindi, abbiamo
visto il cadavere partire da Pantelleria, imbarcarsi, poi
ritornare, con ciò che evidentemente questo provoca nei
familiari. A volte anche l'atto ispettivo (certo, ogni tanto se
ne abusa) coglie un disagio vero di chi il diritto alla salute lo
vive in maniera diversa da come dovremmo viverlo, speriamo sempre
più in maniera ottimale, tutti.
Allora, il problema era proprio nel capire, ecco perché
c'era la richiesta d'ispezione, cosa accade e perché possono
accadere fatti di questo tipo; quindi, andare proprio alla
ricerca del motivo ed intervenire per evitare che capiti un'altra
volta. E poi vedere perché quella struttura, che effettivamente
ha subito interventi di ristrutturazione, si presenta ancora
invece con limiti abbastanza seri dal punto di vista del
funzionamento.
Erano queste le finalità, ecco perché da questo punto di
vista c'è una mia perplessità e quindi un'insoddisfazione.
Poi c'è il problema che riguarda il randagismo. Io apprezzo
la schiettezza nel dire "non mi pare opportuno". Si tratta di una
legge totalmente inattuata. Sono trascorsi ormai anni; c'è un
anno e mezzo e forse più dietro di noi, rispetto a quanto la
legge in merito ha disposto non ci sono regolamenti, non c'è
nulla e, quindi, mi riservo di apprezzare il contenuto della
risposta scritta.
C'è poi la questione delle farmacie. Io non so se è la
provincia di Trapani, l'Assessore dice "sono anche altre
province". Io le fornisco ulteriori dati: l'ASL n. 9 deve
ricevere dalla Regione per quanto concerne le rimesse mensili,
quindi i soldi che ordinariamente si danno alle aziende, marzo,
aprile, maggio e giugno per un ammontare di 120 miliardi; deve
poi, per quanto concerne la specifica Stato, avere 208 miliardi e
ci sono dall'altro lato i farmacisti che devono essere pagati dal
settembre del 2001.
Ciò significa che abbiamo (ottobre, novembre, dicembre,
gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno, luglio) 10 mesi
di arretrati rispetto al pagamento normale per l'assistenza
diretta, quindi, per quanto concerne l'assicurazione che i
farmaci i cittadini non li vadano a comprare.
A me sembra un dato assolutamente serio e preoccupante, nel
senso che non mi pare che ci troviamo dinanzi ad una situazione
da considerare pari alle altre, può darsi che mi sbagli io, non
possiedo i dati davanti riguardanti le altre provincie.
Tanto che l'altro giorno, pressato anche da richieste
specifiche che faceva l'Associazione dei Farmacisti, la
Federfarma, per capire mi sono recato all'ASL e ho visto molte
preoccupazioni anche da parte dei dirigenti perché gli manca la
parte vitale, per quanto concerne anche le rimesse mensili,
quindi il factoring pro soluto 3,9 o 4,9 che sia rispetto alla
questione bancaria non mi sembra molto attuabile, ho visto delle
perplessità, comprensibili per quanto concerne anche la gestione
della spesa che riguarda i farmacisti.
Quindi, io la prego, invece, al di fuori della formalità,
della insoddisfazione, della soddisfazione, di mettere mano ad
una materia che mi pare abbastanza esplosiva. Io ho visto non
solo le perplessità di chi dirige l'ASL, ma ho visto anche da
parte dei farmacisti un certo nervosismo perché dieci mesi sono
troppi per quanto concerne anche l'indebitamento legato agli
interessi.
Per quanto concerne l'ospedale San Biagio di Marsala,
onorevole Assessore, mi permetto di specificare che l'ASL ha
concordato con il comune di comprare insieme una TAC. Se lei mi
dice stasera che invece avete deliberato l'acquisto della TAC
direttamente voi, è un fatto positivo.
CITTADINI, assessore per la sanità. Per il nuovo ospedale.
ODDO. Onorevole Assessore, mi permetto di dirle che il nuovo
ospedale non se ne parla di aprirlo perché ancora deve essere
completato, forse c'è un po' di confusione. L'ospedale San Biagio
di Marsala ha bisogno di un servizio TAC, c'è un bacino di utenza
di 100 mila abitanti fra Marsala e Petrosino. Il Comune,
considerato che non si e riusciti a dotare del servizio TAC
l'ospedale San Biagio, ha detto "la metà la metto io". Ha fatto
un accordo con l'ASL e adesso si dovrebbe procedere all'acquisto:
una metà della spesa è a carico del Comune e l'altra a carico
dell'ASL.
Con l'interrogazione a mia firma si chiede di fare in modo
che anche questa soluzione, che tutto sommato è una soluzione che
dimostra da parte del Comune una certa sensibilità, venga
realizzata nei tempi più veloci possibili perché continuiamo ad
avere 100 mila abitanti senza possibilità di usufruire di un
servizio di quel tipo.
Quindi, Signor Presidente, la mia insoddisfazione è legata
alla mia forte perplessità, e comunque complimenti ancora per la
procedura di accorpamento.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 510
"Provvedimenti in materia di certificazione di idoneità alla
pratica sportiva", dell'onorevole Panarello.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
PAFFUMI, segretario:
"Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che con il decreto legislativo del
29.11.2001 il Governo nazionale ha sancito l'esclusione
dai livelli essenziali di assistenza (LEA), della spesa
per il rilascio dei certificati di idoneità alla
pratica sportiva, precedentemente posta a carico del
Servizio sanitario nazionale;
considerato che:
- la predetta decisione ha suscitato allarme tra le
associazioni e gli operatori del settore, in
particolare per gli oneri che comporta per i giovani
che vogliono intraprendere un'attività sportiva;
- il provvedimento appare contraddittorio con la
conclamata volontà di promuovere l'attività sportiva e
motoria, che, come indicano i piani sanitari dei paesi
industrializzati, è utile per agevolare la
socializzazione dei giovani e per migliorare i livelli
di salute e di benessere della popolazione;
- in Sicilia, essendo cresciuta la pratica sportiva e
motoria, è molto ampia la fascia di popolazione
interessata;
- diverse Regioni, utilizzando le proprie prerogative,
sono già intervenute per correggere gli effetti
negativi determinati dal predetto decreto;
per sapere:
- se non ritengano di intervenire tempestivamente per
evitare una contrazione dell'attività sportiva in
Sicilia o una penalizzazione dei soggetti che la
praticano;
- se non valutino opportuno deliberare, in analogia con
quanto fatto da altre Regioni, l'esenzione totale
del pagamento della certificazione per i giovani fino a
diciotto anni che intraprendano la pratica sportiva, e
agevolazioni per gli adulti." (510)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per
rispondere all'interrogazione.
CITTADINI, assessore per la sanità. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, anche questa rientra nelle previsioni dei
LEA, Livelli Essenziali di Assistenza, ma per le certificazioni
siamo in grado di assicurare che saranno a carico della Regione.
Nei LEA, rispetto alle attività sportive abbiamo introdotto il
limite di 16 anni al di sopra dei quali non paghiamo, ma al di
sotto dei quali le certificazioni sanitarie saranno gratuite.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Panarello per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
PANARELLO. Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 573 "Erogazione
del T.F.R. per gli anni 1982/1986, ai lavoratori ex corsisti
assegnati alle Aziende unità sanitarie locali", dell'onorevole
Villari.
Assente il firmatario, l'interrogazione si intende
trasformata in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì
10 luglio 2002, alle ore 10.00 con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente LO PORTO
I - COMUNICAZIONI.
II - LETTURA AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:
N. 134 - Completamento dei programmi di realizzazione di
infrastrutture sportive nella provincia di Ragusa.
(2 luglio 2002)
ZAGO - DE BENEDICTIS
SPEZIALE - CRISAFULLI
N. 135 - Iniziative tese alla salvaguardia del patrimonio
agrumicolo e dei livelli occupazionali dell'Azienda
agricola Costantina.
(2 luglio 2002)
FLERES - VILLARI - BARBAGALLO -
RAITI - SPAMPINATO - LIOTTA
III- DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- "Norme in materia di opere pubbliche. Disciplina degli appalti
di lavori pubblici, di fornitura, di servizi e nei settori
esclusi." (nn. 294-119-268-290-306-313-339-353-369-388/A).
(Seguito)
Relatore: on. Beninati
IV - ELEZIONE DI QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
PER LA GESTIONE DEL FONDO DI ROTAZIONE PER IL COMMERCIO
ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART. 9 DELLA LEGGE REGIONALE
4 AGOSTO 1978, N. 26.
V - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER LA
GESTIONE DEI FONDI ISTITUITI PRESSO L'IRFIS PER LE PICCOLE
E MEDIE IMPRESE, PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6 MAGGIO
1981, N. 96.
VI - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE
DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.
VII - ELEZIONE DI UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
TUTELA DELL'AMBIENTE.
VIII- ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.
IX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.
X - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER L'INVENTARIO, LA CATALOGAZIONE E LA
DOCUMENTAZIONE GRAFICA, FOTOGRAFICA, AEROFOTOGRAFICA,
AUDIOVISIVA.
XI - ELEZIONE DI SEI COMPONENTI ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE
PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.
XII - ELEZIONE DI TRE MEMBRI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI
CONSIGLI PROVINCIALI SCOLASTICI.
XIII - ELEZIONE DI CINQUE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE PER
LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.
XIV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI PALERMO.
XV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI CATANIA.
XVI - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.
XVII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI
CATANIA.
XVIII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI
MESSINA.
XIX - ELEZIONE DI UN COMPONENTE DEL COMITATO DIRETTIVO
DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.
XX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
DELL'ISTITUTO REGIONALE DI RICERCA, SPERIMENTAZIONE E
AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.
La seduta è tolta alle ore 21.40
(Licenziato dal Servizio Resoconto alle ore 00.40 di mercoledì
10 luglio 2002)