Presidenza del vicepresidente Fleres
MAURICI, segretario f.f., dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
- "Modifiche all'articolo 88 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32, riguardante aiuti al bed and
breakfast" (n. 447)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe,
Maurici in data 10 luglio 2002
- "Norme per il sostegno per i tetraplegici, gli affetti da
grave insufficienza intellettiva e i soggetti con handicap
gravissimi" (n. 448)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Baldari, Maurici, Catania
Giuseppe in data 10 luglio 2002
- "Modifiche alla legge regionale 29 ottobre 1985, n. 41 e 26
agosto 1992, n. 7 sul conferimento degli incarichi a
consulenti ed esperti estranei alle pubbliche amministrazioni
in Sicilia" (n. 449)
- iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Ferro in data 10 luglio 2002
COMUNICAZIONE DI INVIO DI DISEGNI DI LEGGE E DI CONTESTUALE
INVIO ALLE COMPETENTI COMMISSIONI LEGISLATIVE
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono
stati presentati dal Governo ed inviati alle competenti
Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- "Rifinanziamento dell'articolo 18 della legge regionale 23
gennaio 1998, n. 3, riguardante norme di proroga e
finanziamento degli oneri per il contingente dell'Arma dei
carabinieri operante in Sicilia" (n. 438)
- iniziativa governativa
BILANCIO (II)
- "Approvazione del rendiconto generale dell'Amministrazione
della Regione e dell'Azienda foreste demaniali per
l'esercizio finanziario 1999" (n. 436)
- iniziativa governativa
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- "Interpretazione autentica del comma 2, dell'articolo 170
della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, riguardante il
fermo biologico" (n. 437)
- iniziativa governativa
- "Norme per la costituzione del Business innovation center
Sicilia (BIC Sicilia) e promozione dei Centri regionali per
l'innovazione tecnologica (CRIT)" (n. 440)
- iniziativa parlamentare
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- "Norme per la realizzazione del sistema del sistema
integrato di interventi e servizi sociali" (n. 439)
- iniziativa parlamentare
INVIATI IN DATA 9 LUGLIO 2002
COMUNICAZIONE DI ASSENZE E SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI DELLE
COMMISSIONI LEGISLATIVE
PRESIDENTE. Comunico le assenze e le sostituzioni alle
riunioni delle Commissioni legislative e speciali per il periodo
9-10 luglio 2002.
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Assenze
Riunione del 9.07.02: BARBAGALLO-CRISAFULLI-FRANCHINA-LO MONTE
ORTISI-SANZERI-SCOMA
BILANCIO (II)
Assenze
Riunione del 10.07.02: CROCE-LEONTINI-FORMICA-GENOVESE-LIOTTA
Sostituzioni
Riunione del 10.07.02: D'ANTONI sostituito da LO MONTE
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni:
- con richiesta di risposta orale
N. 693 - Notizie sugli impedimenti che ostacolano lo
svolgimento del concorso a Direttore generale dell'IRCAC.
- Presidente Regione
- Assessore Cooperazione
***
Ferro Giovanni
----------------
- con richiesta di risposta scritta
N. 692 - Notizie sull'accordo di programma per la realizzazione
di opere di prima infrastrutturazione - misura I.11 del
complemento di programmazione al POR Sicilia 2000-2006.
- Presidente Regione
- Assessore Bilancio
***
Spampinato Giuseppe; Raiti Salvatore
----------------
N. 694 - Notizie circa l'esclusione dal finanziamento dei
progetti dei fondi POR per la scuola, (Misura 3.1.8-Promozione
dell'istruzione e della formazione permanente), delle scuole che
hanno rivolto la formazione ai propri alunni.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali
- Assessore Presidenza
***
Gurrieri Sebastiano
----------------
ANNUNZIO DI MOZIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
N. 139 - Iniziative per la riattivazione dei corsi di
formazione finalizzati alla concessione dei 'prestiti d'onore'.
Spampinato Giuseppe; Ortisi Egidio; Basile Giuseppe; Villari
Giovanni; Capodicasa Angelo; Fleres Salvatore; Raiti Salvatore;
Vitrano Gaspare
Presentata il 9/07/02
----------------
N. 140 - Interventi per superare la condizione di crisi in cui
versa il comparto agricolo e zootecnico in Sicilia.
Fleres Salvatore; Maurici Giuseppe; Catania Giuseppe;
Mercadante Giovanni
Presentata il 10/07/02
----------------
N. 141 - Tutela dei diritti dei lavoratori della Sicilvetro
S.p.A. di Marsala, e suo rilancio.
Oddo Camillo; Speziale Calogero; Capodicasa Angelo; Cracolici
Antonino; Crisafulli Vladimiro; De Benedictis Roberto; Giannopolo
Domenico; Panarello Filippo; Villari Giovanni; Zago salvatore
Presentata il 10/07/02
Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno
della seduta successiva perché se ne determini la data di
discussione.
Informo, ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del vicepresidente Fleres
DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:
N. 136 - Iniziative al fine di garantire i collegamenti nei
comuni di Piedimonte Etneo, Linguaglossa, Castiglione e
Randazzo, in provincia di Catania, degli onorevoli Fleres;
Catania G.; Scoma; Mercadante;
Presentata il 09/07/02.
N. 137 - Interventi per garantire il corretto funzionamento
dell'Ufficio Postale di Nicolosi in provincia di Catania, degli
onorevoli Fleres; Garofalo; Moschetto; Catania G.;
Presentata il 09/07/02.
N. 138 - Interventi per la realizzazione del Mercato
agroalimentare di Catania, degli onorevoli Fleres; Garofalo;
Catania F.; Moschetto;
Presentata il 09/07/02.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
MAURICI, segretario f.f.:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- i servizi di trasporto pubblico nei comuni di
Piedimonte Etneo, Linguaglossa, Castiglione e
Randazzo sono seriamente carenti sia verso nord
(direzione Messina) che verso sud (direzione
Catania);
- alla carenza di collegamento verso le grandi città,
si aggiunge quella nei collegamenti tra i comuni
interessati;
- le autolinee che hanno la concessione del servizio,
la Zappalà & Torrisi e la BUDA SAG, si contendono il
territorio che è stato ripartito tra le due aziende
senza tenere conto del fatto che spesso la tratta da
percorrere è unica;
- risultato di tale situazione è che per un percorso
di pochi chilometri i cittadini devono pagare due
diversi biglietti o, peggio ancora, alcune zone non
sono servite da alcuna autolinea,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
E PER ESSO
L'ASSESSORE PER IL TURISMO, LE COMUNICAZIONI
E I TRASPORTI
a porre in essere tutte le iniziative utili alla
risoluzione del problema, non ultima la modifica dei
territori in concessione alle esistenti autolinee.
(136).
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- a Nicolosi, piccolo comune montano in provincia di
Catania, così come in tutti i piccoli centri
dell'Isola, l'Ufficio postale ed i servizi offerti
dalle Poste Italiane rivestono un'importanza
strategica e sono un punto di riferimento importante
per i residenti, per lo più anziani che, altrimenti,
avrebbero grandi difficoltà per pagare tasse,
abbonamenti, canoni, ritirare la pensione, etc.,
- l'Ufficio postale di Nicolosi, ubicato in via
Catania, sia per l'ampliamento dei servizi offerti,
sia per la carenza di personale, sia per
l'inadeguatezza dei locali, insufficienti per il
flusso quotidiano di utenti, non garantisce una
regolare erogazione dei servizi;
- gli utenti sono quindi costretti a fare lunghe file
anche fuori dai locali, senza riuscire ad ottenere
sempre celermente quanto richiesto, a causa di non
meglio specificate disfunzioni,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
E IN PARTICOLARE
L'ASSESSORE PER GLI ENTI LOCALI
- a porre in essere provvedimenti urgenti per
garantire una corretta erogazione dei servizi
postali presso l'Ufficio di Nicolosi, in provincia
di Catania;
- ad intervenire presso la direzione provinciale e
nazionale dell'Ente poste, affinché potenzi
l'ufficio in questione. (137)
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- la realizzazione del Mercato agroalimentare di
Catania ha subito una battuta d'arresto, a causa del
rifiuto della società che si era aggiudicata
l'appalto dell'opera a procedere all'avvio dei
lavori;
- tale situazione rappresenta l'ennesimo colpo alla
costruzione di tale opera, che già aveva subito le
ben note vicissitudini di natura giudiziaria;
- finalmente, a distanza di anni, sono entrati nella
compagine societaria, oltre alla Regione che è socio
di maggioranza, anche il Comune e la provincia di
Catania;
- tale presenza rafforza la consistenza ed il ruolo
del Mercato nel territorio etneo, consentendogli
anche una proiezione extraprovinciale e
subregionale;
- è però urgente rivedere il tipo di realizzazione, la
sua dimensione e le dotazioni infrastrutturali anche
alla luce dell'utenza interessata;
- una tale rideterminazione dell'opera necessita di un
confronto tra le parti (soci ed utenti), ma
soprattutto di una proroga del finanziamento da
parte del Ministero delle attività produttive e
degli altri enti che intervengono nell'operazione
finanziaria in questione;
- sarebbe opportuno convocare una conferenza pubblica
alla presenza degli enti soci, dell'utenza e della
deputazione regionale e nazionale della provincia di
Catania;
- a promuovere tale incontro potrebbe essere
l'Assessore regionale per la cooperazione, il
commercio, l'artigianato e la pesca, in qualità di
socio di maggioranza.
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
E PER ESSO
L'ASSESSORE PER LA COOPERAZIONE, IL COMMERCIO,
L'ARTIGIANATO E LA PESCA
- a convocare entro il 20 luglio prossimo una
conferenza pubblica sul destino del Mercato
agroalimentare di Catania, sul tipo di realizzazione
da ipotizzare e sui tempi entro i quali l'opera
dovrà essere completata, anche previa modifica
dell'attuale progetto;
- a chiedere che a detta conferenza intervengano gli
enti soci, i rappresentanti degli utenti del Mercato
e la deputazione regionale e nazionale della
provincia di Catania;
- a chiedere al Ministro per le attività produttive ed
agli altri enti finanziatori una congrua proroga nei
tempi necessari per ripensare e realizzare l'opera.
(138)
PRESIDENTE. Avverto che le mozioni testè lette saranno
demandate alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentare
perchè se ne determini la data di discussione.
Presidenza del vicepresidente Fleres
SULL'ORDINE DEI LAVORI
ACIERNO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facolà.
ACIERNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
segnalare alla Presidenza, con il massimo rispetto, che ad inizio
legislatura quest'Aula ha ritenuto di dover apportare alcune
modifiche al nostro Regolamento. Tali modifiche sono state da me
condivise, essendo stato anche relatore, e riguardavano in
particolare la composizione del Consiglio di Presidenza di questo
Parlamento. Questo perché ritengo che tutti i gruppi
parlamentari, regolarmente costituiti ai sensi del nostro
Regolamento, debbano avere il diritto di avere una rappresentanza
in seno all'Ufficio di Presidenza.
E' stato un dibattito acceso perché si è voluta dare anche
una interpretazione perversa a questa modifica regolamentare in
quanto sembrava che l'organismo fosse soltanto un fatto
clientelare, cosa che in realtà sappiamo bene non essere.
Però, il dato di cronaca che io voglio sottolineare alla
Presidenza, sempre col massimo rispetto, è che il sottoscritto ed
alcuni altri colleghi, troppo spesso ci troviamo a dovere
esercitare le funzioni di segretario d'Aula facente funzioni per
la "latitanza" dei segretari d'Aula.
Ritengo un fatto grave che i segretari regolarmente eletti
non siano presenti durante le sedute d'Aula. Per me è sempre
stato un onore essere chiamato dal Presidente di turno a svolgere
le funzioni di segretario, però, per il rispetto che ho per il
nostro Regolamento e per l'istituzione del Parlamento siciliano,
invito la Presidenza ad attivare i meccanismi necessari a far sì
che i segretari regolarmente eletti adempiano ai propri doveri e,
ove non vi siano giustificati motivi per l'assenza degli stessi,
ad assumere quei provvedimenti necessari per la loro
sostituzione.
Credo che il rispetto che, da parte di tutti, è dovuto nei
confronti della Presidenza dell'Assemblea, ancor di più, un po'
di più è dovuto dai componenti dell'Ufficio di Presidenza. La
latitanza di queste persone mi porta a considerare l'assenza come
una mancanza di rispetto, come se il ruolo a loro concesso con un
voto d'Aula, diventi semplicemente una formalità per godere di
alcuni privilegi senza ottemperare, invece, ai loro obblighi.
PRESIDENTE. Onorevole Acierno, rassegnerò le sue
considerazioni al Presidente dell'Assemblea perché provveda a
risolvere la questione che è stata sollevata.
Presidenza del vicepresidente Fleres
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "NORME IN
MATERIA DI OPERE PUBBLICHE. DISCIPLINA DEGLI APPALTI DI LAVORI
PUBBLICI, DI FORNITURA, DI SERVIZI E NEI SETTORI ESCLUSI." (nn.
294-119-268-290-306-313-339-353-369-388/A)
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Seguito della discussione del disegno di legge nn.
294-119-268-290-306-313-339-353-369-388/A "Norme in materia di
opere pubbliche. Disciplina degli appalti di lavori pubblici, di
fornitura, di servizi e nei settori esclusi".
Onorevoli colleghi, il Governo fa sapere che sta elaborando
e coordinando gli emendamenti per sottoporre all'Aula un testo
che tenga conto del lavoro svolto in Commissione e, pertanto,
ritiene di potere completare questo lavoro per le ore 12.00.
Non sorgendo osservazioni, la seduta è sospesa e riprenderà
alle ore 12.00.
(La seduta sospesa alle ore 11.03, è ripresa alle ore 12.03)
La seduta è ripresa.
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici.
Signor Presidente, come lei ha premesso, il Governo ha
predisposto la riscrittura dell'articolo 14 e degli emendamenti
ad esso presentati, il cui esame era stato sospeso nella seduta
di ieri sera, e dell'articolo 12 in precedenza accantonato. La
riscrittura comprende tutti gli emendamenti positivamente
apprezzati in sede di Commissione.
Chiederei, quindi, di riprendere il dibattito dall'articolo
14 e, successivamente, di tornare all'articolo 12, prevedendo
magari la pausa pranzo, visto che è già mezzogiorno e si tratta
di due articoli, soprattutto il 12, abbastanza corposi e
importanti.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Si riprende l'esame dell'articolo 14 e dei relativi
emendamenti, sospeso nella seduta di ieri.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento
14.23R di riscrittura dell'articolo 14 e degli emendamenti che
sono stati apprezzati positivamente dalla IV Commissione.
L'emendamento è in fase di stampa e sarà pronto per la
distribuzione fra qualche minuto.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 12.08, è ripresa alle ore 12.15)
La seduta è ripresa.
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento 14.23R
sostituisce interamente l'articolo 14 ed i seguenti emendamenti
approvati nella seduta di ieri: 14.22, 14.7, 14.25, 14.9b e 14.18
e 14.17; assorbe, altresì, i seguenti emendamenti: 14.23 (con
modifiche), 14.21 (commi 2 e seguenti), 14.13a e 14.13b.
Questi sono emendamenti che erano stati apprezzati
favorevolmente dalla Commissione e che sono stati recepiti in
questa riscrittura.
Desidero precisare, altresì, che al comma 5 dell'emendamento
in discussione, al terzo rigo, dopo la parola "mediante" va
aggiunta la parola "eventuale".
PRESIDENTE. Assessore, formalizzi l'emendamento.
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici.
Certamente, lo dicevo per comodità di lettura.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento di riscrittura
14.23R del Governo.
Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli uffici prendano nota che l'emendamento testé approvato
si intende a sua volta subemendato con l'inserimento della parola
"eventuale", così come precisato dall'assessore Scammacca.
Dichiaro preclusi gli altri emendamenti presentati
all'articolo 14.
Si riprende l'esame dell'articolo 12 accantonato nella
precedente seduta.
Comunico che sono stati presentati gli allegati emendamenti:
- dal Governo: emendamenti 12.46, 12.46.1, 12.47, 12.48,
12.49, 12.50, 12.51, 12.52 e 12.53;
- dagli onorevoli Formica e Incardona: emendamenti 12.6 e
12.7;
- dagli onorevoli De Benedictis e Oddo: emendamenti 12.27,
12.34, 12.35 e 12.32;
- dall'onorevole Forgione: emendamenti 12.1, 12.2, 12.3, 12.5
e 12.4;
- dagli onorevoli Cracolici e Oddo: emendamento 12.28;
- dagli onorevoli Giannopolo, De Benedictis e Oddo:
emendamenti 12.29, 12.37, 12.33, 12.30 e 12.55;
- dagli onorevoli Savarino, Borzacchelli e Savona: emendamenti
12.15 e 12.38;
- dagli onorevoli Ardizzone, Sbona e Paffumi: emendamenti
12.13 e 12.14;
- dall'onorevole Cintola: emendamenti 12.16, 12.17, 12.18,
12.25, 12.24, 12.23, 12.26, 12.19, 12.20 e 12.21;
- dall'onorevole Lo Giudice: emendamenti 12.39, 12.40;
- dall'onorevole Crisafulli: emendamento 12.41;
- dagli onorevoli Giannopolo e Oddo: emendamento 12.36;
- dall'onorevole Acierno: emendamenti 12.10, 12.12 e 12.11;
- dagli onorevoli Spampinato e Ortisi: emendamenti 12.9 e
12.8;
- dall'onorevole Beninati: emendamenti 12.53 e 12.54;
- dagli onorevoli Raiti e Morinello: emendamenti 12.45, 12.46
e 12.44;
- dall'onorevole Gurrieri: emendamenti 12.43, 12.42 e 12.47;
- dagli onorevoli Segreto, Amendolia e Nicotra: emendamento
12.49 a;
- dall'onorevole Tricoli: emendamento 12.48 a;
- dagli onorevoli Zago e Oddo: emendamento 12.52;
- dall'onorevole Mercadante: emendamento 12.51;
- dall'onorevole Vicari: emendamento 12.50;
- dalla Commissione: emendamento 12.54.C.
Comunico altresì che è stato presentato dal Governo
l'emendamento di riscrittura 12.46R.
ACIERNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo una
breve sospensione della seduta per dare modo a tutti noi di
prendere visione del testo presentato dal Governo.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, la seduta è sospesa
per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 12.20, è ripresa alle ore 12.30)
La seduta è ripresa.
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici.
Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici.
Signor Presidente, preliminarmente, volevo rispondere ad una
giusta sollecitazione che mi è stata fatta dall'onorevole Ortisi
in merito alla allocuzione 'stazioni appaltanti' che spesso
ricorre sia in questo testo che lungo tutto il testo del disegno
di legge. Stiamo predisponendo un emendamento, che andrà
all'articolo 1 o, comunque, in sede di coordinamento, e sarà
dovunque inteso 'ente appaltante', ciò al fine di evitare
confusioni con eventuali stazioni uniche appaltanti e
quant'altro.
Fatta questa premessa, l'articolo recepisce i seguenti
emendamenti: 12.46, 12.46.1, 12.27, 12.47, 12.48, 12.49, 12.50,
12.51, 12.52, 12.53 e 12.54. Si tratta di emendamenti che sono
stati apprezzati favorevolmente in sede di Commissione e,
inoltre, sono stati, ovviamente, inseriti i subemendamenti che
ieri erano stati presentati dal Governo e che contenevano
l'errore dei 250 mila euro, nonché l'abolizione della dizione
'soglia comunitaria' perché, come si è detto ieri in sede di
discussione dell'articolo, si tratta di una allocuzione poco
chiara in materia di incarichi e, quindi, è stato aggiornato il
testo.
DE BENEDICTS . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, onorevole Assessore,
ricordo che in sede di Commissione, a proposito della gara per
l'affidamento degli incarichi di progettazione fra 100 e 200 mila
euro, si convenne su un emendamento che prevedeva la definizione
di bandi-tipo che, però, non vedo in questo testo riscritto. Ciò
può essere utile perché il problema di tali bandi nella
Merloni ter è proprio la loro genericità ed arbitrarietà che poi
fa decadere l'efficacia della norma stessa.
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici.
Signor Presidente, credo si tratti, obiettivamente, di una
svista. Al comma 8, dove si prevede che le gare a evidenza
pubblica vengano disciplinate con regolamento, eccetera, va
ripreso il concetto di bando-tipo. Il comma 8 e il comma 14 in
una precedente stesura apparivano in contrasto tra loro.
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, chiedo una breve sospensione della seduta.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, la seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 12.37, è ripresa alle ore 12.48)
La seduta è ripresa.
Comunico che è stato presentato dal Governo il seguente
subemendamento 12.46R.1 all'emendamento 12.46R: "all'ottavo
capoverso sostituire le parole 'emanato da' con le parole 'da
emanarsi entro 60 giorni da parte del'. Alla fine aggiungere le
seguenti parole: 'sulla base del predetto regolamento,
l'Assessore per i lavori pubblici emana il bando-tipo che deve
essere adottato per l'espletamento delle gare'".
RAITI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAITI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
evidenziare un problema relativo al punto 20 dell'emendamento
12.46R. Il punto 20 dell'emendamento di riscrittura così recita:
"In tutti gli affidamenti di cui al presente articolo
l'affidatario non può avvalersi del subappalto, fatta eccezione
per le attività relative alle indagini geologiche, geotecniche e
sismiche, a sondaggi, a rilievi, a misurazioni e picchettazioni,
alla predisposizione di elaborati specialistici e di dettaglio,
con l'esclusione delle relazioni geologiche, nonché per la sola
redazione grafica degli elaborati progettuali. Resta comunque
impregiudicata la responsabilità del progettista".
Ritengo che vada specificato che dette relazioni geologiche
devono essere oggetto di specifico incarico, con le modalità
previste nei commi precedenti, a professionista geologo
incaricato e regolarmente iscritto all'Albo. Credo sia opportuno
inserirlo.
Tra l'altro, mi sorge un'altra perplessità che scaturisce
dal fatto che se le relazioni geologiche, nonché le redazioni
grafiche, debbono essere eseguite da professionista geologo
incaricato, si potrebbero creare, anzi certamente si creeranno
delle incongruenze tra la relazione geologica fatta dal geologo
incaricato e quella eventualmente che può essere data in
subappalto dall'affidatario. Quindi, ritengo si crei una
potenziale incomprensione, nonché contrasto, tra chi deve
eseguire le indagine geologiche, quindi la relazione, e chi poi
di fatto - alla luce di queste prerogativa che noi diamo
all'affidatario e che io non condivido - potrebbe eseguire in
subappalto le relative indagini.
Ritengo, pertanto, che il professionista incaricato della
relazione geologica - e che, in ogni caso, potrebbe dare
l'incarico in subappalto - dovrebbe farlo personalmente perché
altrimenti si creerebbero una serie di problemi che non
risolverebbero la questione con facilità.
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, vorrei chiarire, anche perché
questo articolo è stato oggetto di grande attenzione, di
riscrittura e certamente anche di attenzione durante il percorso
in Commissione e in sottocommissione. In effetti, non abbiamo
fatto altro, per buona parte, tanto più questi ultimi articoli,
che copiare la "Merloni", tanto è vero che il comma 20, di cui
stiamo parlando, è identico al 14 quinquies della "Merloni".
La perplessità manifestata dall'onorevole Raiti, che è
legittima, certamente è una previsione prevista nella "Merloni",
si applica già da più di due anni in tutta Italia, pertanto
sarebbe paradossale che intervenissimo in un tema che,
oltretutto, non esclude che l'incarico progettuale possa essere
dato al progettista e al geologo; ma il progettista e il geologo
(in particolare, l'articolo parla di questo) non possono
avvalersi del subappalto, fatta eccezione per le attività
relative ad indagini geologiche e quant'altro, fermo restando che
l'Amministrazione ha la facoltà di incaricare il geologo, può
fare in autonomia tutto; questo, però, è già previsto già nella
"Merloni". Quindi, Signor Presidente, non interverrei di più
perché comporterebbe un'ulteriore problema al regolamento.
RAITI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAITI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il fatto che il
punto 20 ricalchi pedissequamente le disposizioni della legge 109
non giustifica il fatto che noi non possiamo intervenire per
migliorarlo se lo riteniamo opportuno, lo abbiamo fatto in tanti
articoli non capisco perché non lo si possa fare proprio in
questo.
Tra l'altro, ritengo che la preoccupazione da me evidenziata
è una preoccupazione oggettiva, in quanto se noi approvassimo
questo comma così come è scritto, di fatto potremmo avere un
contenzioso, perché la relazione geologica sarà redatta
teoricamente da un professionista incaricato dall'Amministrazione
che svolgerà una relazione con tutti i requisiti previsti.
Mentre poi le indagini geotecniche e sismiche che sono di
competenza dello stesso geologo possono essere fatte da un altro
soggetto incaricato dal professionista che può andare in
contrapposizione con chi ha fatto la relazione geologica che è il
cardine delle indagini. E' questa una cosa assolutamente
controproducente e che può creare solo problemi.
Non si capisce perchè chi fa le indagini ed ha i requisiti
per farle, che è la base progettuale dal punto di vista tecnico,
non debba poi eseguire materialmente o, comunque, sovrintendere
all'esecuzione del compito specifico che sono le indagini
sismiche o i sondaggi e quant'altro.
Mi pare che la mia sia una preoccupazione assolutamente
oggettiva e le motivazioni che adduce il Presidente possono
essere condivisibili da un certo punto di vista, ma ritengo che
nel ragionamento complessivo le ragioni che io sottopongo
all'Assemblea ed al Governo siano superiori, perchè soltanto così
potremo evitare un contenzioso ed una contrapposizione tra
progettisti che devono eseguire lo stesso lavoro in assoluta
sinergia e non in contrapposizione.
PRESIDENTE. Onorevole Raiti, purtroppo l'Assemblea non può
deliberare su un'opinione. Se c'è un suo emendamento o di un
numero adeguato di deputati dal punto di vista regolamentare
questo ragionamento potrebbe trovare accesso. L'emendamento può
essere presentato dalla Commissione, dal Governo, da quattro
deputati o da un Capogruppo.
SPAMPINATO. Come si procede: votiamo successivamente gli
emendamenti?
PRESIDENTE. No, si pone in votazione il subemendamento
12.46R.1 che assorbe tutti gli emendamenti esitati favorevolmente
dalla Commissione. Verificheremo poi se ce ne sono altri che
possono essere dichiarati decaduti come io ritengo. A tal
proposito, preciso che qualora fosse approvato l'emendamento
12.46 R tutti i residui emendamenti sarebbero assorbiti oppure
decadrebbero.
SPAMPINATO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPAMPINATO. Signor Presidente, vorrei chiedere al Governo,
visto che non si passerà alla valutazione dei singoli emendamenti
e considerato che ha citato alcuni emendamenti che sono da
ritenersi inseriti nell'emendamento 12.46R, le sue considerazioni
rispetto all'emendamento 12.8 e 12.9.
ACIERNO. Abbiamo un subemendamento in discussione, non
possiamo parlare di altra materia
SPAMPINATO. Signor Presidente, credo, e le vicende
riguardanti l'articolo 14 lo testimoniano, che quando questa
Assemblea può esercitare le sue funzioni e quindi un dibattito
sereno al di fuori dei pregiudizi, si può arrivare a produrre
risultati sicuramente positivi, così come è stato per l'articolo
14.
Ieri sera, forse un po' per stanchezza, questa Assemblea
stava approvando qualcosa che era, probabilmente, poco opportuna
che invece è stata modificata in maniera perfetta, e ne diamo
atto al Governo e alla Commissione, con l'emendamento presentato
questa mattina. Le stesse considerazioni le vorrei fare anche
rispetto all'articolo 12.
Innanzitutto, per quanto riguarda l'emendamento 12.9,
signor Presidente e onorevole Assessore, credo che la Commissione
avesse valutato positivamente questo articolo, con la modifica
delle ultime parole.
ACIERNO. Non è così
SPAMPINATO. Ricorda male; chiedo anche al Presidente della
Commissione di darmi contezza.
PRESIDENTE. Onorevole Spampinato, relativamente
all'osservazione che formulava poc'anzi, dall'elenco trasmesso
dalla Commissione non risulta che l'emendamento 12.9 sia stato
apprezzato favorevolmente. Completi il suo intervento, prego.
SPAMPINATO. Anche perché ritengo che poi sia inserito,
sostanzialmente nell'emendamento governativo, al comma 13, con la
modifica, già prevista in Commissione, di sostituire "il
responsabile del settori ai lavori pubblici" al "legale
rappresentante dell'ente".
La stessa cosa per quanto riguarda l'emendamento 12.8 perché
ritengo che nella sostanza, al comma 9 dell'emendamento del
Governo, il principio per cui i lavori sotto soglia vengono
affidati soltanto a due categorie previste dal comma 1, alle
lettere d) ed e), anche questo sia stato recepito.
Se così fosse, potrei già dichiararmi favorevole a votare
l'emendamento governativo.
SCAMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCAMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici. Signor
Presidente, volevo ringraziare l'onorevole Spampinato e scusarmi
perché nella lettura degli emendamenti recepiti avevo
effettivamente omesso che sostanzialmente, come da accordo preso
in Commissione, per quanto riguarda gli incarichi sotto la soglia
di 100 mila euro, per evitare eventuali possibili problematiche
con la Comunità circa l'esclusione delle società di ingegneria,
si è scelto di usare la formula "procedere all'affidamento a
professionisti singoli o associati di loro fiducia",
sostanzialmente recependo il contenuto dell'emendamento 12.8.
Così come al comma 13 è stato recepito, come da accordo in
Commissione, l'emendamento 12.9.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi l'emendamento 12.46R presenta
un problema di natura finanziaria: esattamente al comma 24 è
prevista una copertura finanziaria. Questa parte è stata
trasferita alla Commissione Bilancio perché esprimesse il
relativo parere. Peraltro il comma 24 fa riferimento
all'articolo 43 della legge n. 2 del 2002 che aveva una copertura
finanziaria inferiore.
Onorevoli colleghi, l'ipotesi potrebbe essere la
seguente: o noi votiamo l'emendamento ad esclusione dei commi
22, 23 e 24 e invitiamo la Commissione Bilancio a riunirsi
celermente per dare copertura finanziaria a questi commi, ovvero
possiamo riformulare questa parte agganciandola all'articolo 43
della legge n. 2 del 2002, modificando però il comma 1 che
stabilisce le finalità dell'articolo stesso.
Per consentire una valutazione da parte del Governo,
sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 13.05, è ripresa alle ore 13.15)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa. onorevoli colleghi,
gradireri un attimo di attenzione, soprattutto dai Presidenti dei
Gruppi parlamentari, anche perchè poi ci potrebbero essere dei
fraintendimenti, come purtroppo è spesso accaduto in questi
giorni.
Potremmo mettere in votazione l'emendamento 12.46R con i
subemendamenti presentati dal Governo e dall'onorevole Raiti ed
altri, ad eccezione dei commi 23 e 24, perché è necessario un
passaggio alla Commissione Bilancio.
A proposito preciso che nell'emendamento del Governo 12.46R,
il riferimento al comma 22 va inteso al comma 24.
Poiché però ci siamo impegnati a procedere celermente, si
potrebbe convocare la Commissione Bilancio per le ore 16.00 e
l'Aula per le ore 17.00, con l'impegno però da parte di tutti di
fare in modo che la Commissione Bilancio si possa riunire,
altrimenti questo articolo resterebbe bloccato per le parti di
natura finanziaria e rischierebbe quindi di non poter essere
applicato, dato che si sta parlando del fondo di rotazione per le
progettazioni.
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Di tutto
l'articolo o dei due commi?
PRESIDENTE. Di fatto tutto l'articolo, si parla di modalità
ma poi non si prevede la dotazione finanziaria. Di fatto diventa
inefficace. Votiamo per parti separate; votiamo i commi fino al
22, non votiamo i commi 23 e 24 e poi votiamo dal 25 fino alla
fine.
FERRO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FERRO. Signor Presidente, capisco che si tratta di un aspetto
formale, ma francamente nei giorni scorsi abbiamo accantonato
altri articoli, per cui si potrebbe accantonare questo, dando la
possibilità di andare avanti con gli altri ed alla Commissione
Bilancio di riunirsi, come si è detto, nel pomeriggio, ed
approvare subito, alla riapertura dei lavori, l'articolo con la
relativa copertura finanziaria.
Mi pare più sensato.
ACIERNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Signor Presidente, proporrei al Governo di
stralciare i commi dal 23 al 26 e presentare un relativo
emendamento come articolo aggiuntivo. D'altronde il titolo
dell'articolo 12 tratta 'Attività di studio, progettazione,
direzione dei lavori ed accessorie'. Tutta la parte che riguarda
invece il fondo di rotazione diventerebbe così un articolo
aggiuntivo alla legge; per cui potremmo intanto votare
l'articolo 12 e procedere nei nostri lavori.
PRESIDENTE. Mi pare una proposta saggia. Se il Governo è
d'accordo e non sorgendo osservazioni, potremmo votare
l'emendamento 12.46R fino al comma 22, in modo tale che i commi
23, 24, 25 e 26 diventino sostanzialmente un emendamento
aggiuntivo, con la relativa copertura finanziaria.
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Raiti,
Ferro, Crisafulli, Pistorio, Spampinato e De Benedictis
l'allegato subemendamento 12.46R.2 all'emendamento 12.46R.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 12.46R.1 del Governo.
Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 12.46R, così come emendato,
fino al comma 22.
ACIERNO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Nell'esprimere il mio voto favorevole, volevo però
segnalare all'Assessore che nella ristesura, al comma 12,
al primo capoverso 'in ogni caso, l'ammontare complessivo degli
incarichi fiduciari' sono saltate le parole 'per le
progettazioni' perché, senza tali parole, l'ammontare di 200 mila
euro, IVA esclusa, comprenderebbe anche le direzioni lavori e
andremmo a complicare il quadro normativo che abbiamo previsto.
E' proprio un errore formale. Bisogna aggiungere le parole 'per
le progettazioni'.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la Commissione propone di
aggiungere una precisazione. Onorevole Beninati la invito a
formalizzare l'emendamento.
RAITI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAITI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
parlare per esprimere il mio voto contrario all'articolo,
motivato dal fatto che quanto previsto dal comma 20
dell'emendamento 12.46R, che è stato oggetto del subemendamento
da me e da altri presentato per la soppressione, stravolge uno
dei cardini principali dei ragionamenti che fino ad oggi abbiamo
fatto.
Nella sostanza, noi, stabilendo al comma 20 che
l'affidatario - nella prevalenza dei casi ingegnere o società di
ingegneria ed altro - può dare in subappalto ad altri soggetti
che hanno competenze specifiche in altre materie (come le
indagini geologiche, geognostiche e così via) stiamo facendo una
specie di doppio binario, cioè ci prevedono professionisti di
serie A e professionisti di serie B.
Questo non è possibile, non è consentito dal punto di vista
deontologico, non è consentito dal punto di vista professionale,
e, tra l'altro, andrebbe incontro alla violazione del principio
di cumulabilità che poco fa abbiamo approvato.
Nella sostanza faremmo in modo che alcuni professionisti
possano gestire incarichi superando la soglia dei 100 mila euro
perché, facendo dei sub-appalti per indagini di altre categorie
specialistiche, di fatto gestirebbero altre categorie, superando
il limite di invalicabilità che è stato posto.
Non solo Ma poi si scontra con norme di carattere tecnico
perché le indagini, i sondaggi, i rilievi, le misurazioni, che
sono di cantiere, per legge devono essere seguiti solo dai
professionisti che hanno i requisiti per fare le relazioni e per
sovrintendere ai cantieri. Per essere specifico, le indagini di
cantiere geosismiche, i sondaggi, i rilievi li possono fare i
geologi non li può fare né un ingegnere, né un elettrotecnico,
né quant'altro.
Quindi, noi come possiamo approvare una norma di questo
genere che di fatto cozza con il buon senso, con le normative
esistenti e con quello che già abbiamo votato in precedenza?
Dal mio punto di vista è una cosa gravissima, tant'è che mi
convince a votare no all'intero articolo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è stato
presentato dal Governo il subemendamento 12.46R.3, nel senso
indicato dall'onorevole Acierno poc'anzi: al capoverso 12, al
primo rigo, dopo la parola 'fiduciari' sono inserite le parole
'per le progettazioni'.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che il
subemendamento presentato dal Governo non sia di precisazione
tecnica, ma che diventi di sostanza, dato che in qualche modo
restringe la platea dei soggetti ad incarico fiduciario, ma
soprattutto amplia la possibilità di derogare alle cifre che sono
previste dalla stessa legge.
Voglio ricordare che ci sono una serie di incarichi che non
attengono in maniera stretta alla progettazione, ma che
riguardano la direzione lavori, eccetera. Però la legge prevede
un limite massimo entro il quale si può definire l'incarico
fiduciario.
Credo quindi che questo subemendamento, ripeto, ha l'effetto
di derogare ai limiti finanziari previsti dalla norma, per cui
chiedo all'assessore e al Governo di ritirarlo e di mantenere il
testo dell'emendamento così come è stato presentato dallo stesso
Governo.
PRESIDENTE. Onorevole assessore, ritiene di dovere accedere
alla richiesta dell'onorevole Cracolici?
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici.
Contrario. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici.
Signor Presidente, chiedo un minuto di sospensione.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, sospendo la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 13.27, è ripresa alle ore 13.30)
La seduta è ripresa.
ACIERNO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Scusate, secondo me c'è un po' di confusione. In
questo testo, dopo un ampio dibattito in Commissione, si è
addivenuti, da parte dei gruppi di maggioranza e dei gruppi di
opposizione, al tentativo di evitare le lobbies - nella migliore
accezione del termine - dei professionisti. Come abbiamo operato?
Mettendo un tetto che è equivalente a 200 mila euro su base
regionale, quindi la sommatoria di tutti gli incarichi che
vengono dati su base regionale al singolo professionista, ed
abbiamo anche stabilito che questa soglia diventa una sorta di
credito aperto, per cui ogni incarico che viene consegnato
all'ente può essere reintegrato.
PRESIDENTE. Mi sembra di capire che questo si chiami
centralismo democratico, non liberismo o liberalismo. E' come se
noi limitassimo la possibilità per un chirurgo di intervenire e
quindi quelli che ci arrivano ci arrivano, e gli altri invece no.
ACIERNO. Non è così, Presidente.
PRESIDENTE. Non è così? Peggio di così.
ACIERNO. Ora, l'aggiunta proposta al Governo dalla
Commissione perché è necessaria? Perché la direzione lavori non
dipende dalla volontà del professionista ma, spesso e volentieri,
dalla volontà dell'impresa, che si può fermare, può avere
centomila problemi.
In questa maniera, se noi non specifichiamo che questo
importo è relativo, è limitato a quelli che sono i compiti propri
del professionista e che non dipendono da volontà di terzi, noi
mettiamo i professionisti nelle condizioni di avere il tetto
massimo degli incarichi e di non potere procedere ad avere
ulteriori incarichi, perché l'espletamento della funzione non
viene svolto per causa di terzi.
Ancor di più, al comma 16, è ampiamente specificato: "Nel
caso di affidamento di incarichi di progettazione ai sensi del
comma 4, l'attività di direzione dei lavori è affidata con
priorità rispetto ad altri professionisti esterni al progettista
incaricato. In tal caso il conteggio effettuato per stabilire
l'importo stimato ai fini dell'affidamento dell'incarico di
progettazione deve comprendere l'importo della direzione dei
lavori."
Allora, siccome è già scritto, credo che l'intervento
dell'onorevole Cracolici sia da non prendere in considerazione.
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, con un attimo di attenzione dell'Aula, ritengo che se
ognuno è convinto delle proprie idee non può ascoltare e cercare
di cambiarle. Effettivamente, nonostante la perplessità che
insorge in qualche intervento, l'aver aggiunto - cosa che,
secondo me, è un fatto veramente tecnico - la formalizzazione di
progettazione non altera il fatto se c'era o non c'era la
progettazione: è una terminologia per individuare l'incarico
fiduciario; principalmente per che cosa viene dato? Per la
progettazione. Qualcuno ora ha detto: lascio libera la direzione
lavori; ma di che cosa stiamo parlando? Proprio con
quell'emendamento che limita il cumulo di più di 200 mila euro è
ovvio che, superando tale limite, non potrò mai avere incarico
fiduciario né per progettazione, nè per direzione lavori.
CRISAFULLI. Quello che mi preoccupa è questo
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Non potrà
mai averne di più, perché è fiduciario, è questo il contenuto
dell'articolo.
Noi abbiamo previsto 200 mila euro proprio perché è
l'importo della soglia comunitaria ed è sotto quel cumulo, perché
altrimenti si poteva verificare una cosa peggiore, cioè che, con
il limite di 100 mila euro per comune o per ente appaltante, un
professionista, in tutta la Regione, si prendeva 50 incarichi da
100.000 euro. Abbiamo previsto il limite proprio per questo. Ed a
questo punto, quando esiste tale limite, che è sul cumulo dei
fiduciari in generale, la direzione lavori, se volesse o se
dovesse essere data come fiduciaria, deve essere inclusa sempre
nel limite, quindi è una scelta del professionista ...
CRISAFULLI. Se ci scrivi 'la progettazione' non è più così
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Ho ribadito
- e concludo - che, secondo il mio punto di vista - non sono
stato chiaro -, se c'è o non c'è è la stessa cosa: ecco, tanto
per essere chiari. E' la stessa cosa precisa.
CRISAFULLI. E allora non lo mettiamo
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Benissimo,
ma non cambia totalmente nulla.
CRISAFULLI. Secondo me, non è così
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Onorevole
Crisafulli, mi segua, la prego. E' una facoltà sempre demandata a
colui che ha l'incarico di valutare, poi, di avere la
progettazione (due o tre), e una direzione lavori, quindi la
direzione lavori rientra nell'incarico fiduciario, per cui non
cambia totalmente nulla; rientra per principio, rientra sia la
progettazione che la direzione lavori. E' una scelta, poi, del
singolo professionista che desidera fare tutti i progetti o tutte
direzioni lavori fiduciarie. E' ovvio, abbiamo chiuso.
CRISAFULLI. Allora siamo rimasti che per lei va bene il testo
così com'è?
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Secondo me,
questa precisazione non fa altro che chiarire che l'incarico
fiduciario è per la progettazione, ma che comunque non preclude
l'incarico fiduciario per la direzione lavori.
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i Lavori pubblici.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i Lavori pubblici.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che, se leggessimo
con un minuto di maggiore serenità e obiettività, pur trattandosi
di norme abbastanza tecniche, il comma 9, che precede, non senza
un motivo di logica, il discusso comma 12, vedremmo che si parla
di affidamenti fiduciari rispetto a tutti gli incarichi previsti
al comma 1, per cui mi parrebbe indubbio - e non me ne vogliano i
colleghi della Commissione e tutti gli amici, gli onorevoli
deputati che possono essere favorevoli all'emendamento
precedentemente da me proposto - che l'ammontare degli incarichi
fiduciari, di cui si parla al comma 12, non può che essere
riferito al precedente comma 9, per cui io ritengo di dovere
sostituire le parole "per le progettazioni" con le parole "di cui
al comma 9".
PRESIDENTE. Significa, onorevole Assessore, che ritira il
subemendamento?
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i Lavori pubblici. Forse
non sono stato sufficientemente chiaro e me ne scuso: ritiro
l'emendamento che aggiungeva le parole "per le progettazioni" e
formalizzerei un nuovo subemendamento che inserisce allo stesso
posto le parole "di cui al comma 9".
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati dal Governo gli
allegati subemendamenti 12.46R.4 e 12.46R.5.
Intanto volevo comunicare all'Aula che nel testo, e non solo
in questo ma nel testo di diversi emendamenti, i richiami ai
commi precedenti o successivi non sono sempre esatti. E allora,
piuttosto che, di volta in volta, presentare degli emendamenti di
mera correzione formale, daremo incarico agli Uffici, in sede di
coordinamento, di provvedere alla rettifica degli errori di
natura formale che riguardano i richiami contenuti nei singoli
emendamenti o nei singoli articoli o nei singoli commi.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
CRISAFULLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISAFULLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
il testo abbia bisogno, specie rispetto alla questione del comma
20, di un approfondimento, perché, avendo mantenuto questo genere
di specificazione, noi corriamo il rischio di indicare, alle
amministrazioni e agli enti, che gli incarichi per indagini
geologiche appartengono esclusivamente a conferimenti
subappaltati.
Se lo sforzo del Governo è quello di ritenere che, qualora
sono necessari, così come detto, incarichi di indagini geologiche
più specifiche e il tecnico geologo può avvalersi in via diretta
di conferire altri incarichi, per picchettazione o per ulteriori
indagini geologiche, io questo lo capisco; ma se questo non è
specificato, noi corriamo il rischio di creare un paletto che
vale solo per gli incarichi di carattere geologico. Credo che
creeremmo una disparità nel conferimento dell'incarico.
Non penso tanto all'incarico fiduciario, quanto all'incarico
ottenuto in virtù di una gara di selezione. Se la possibilità di
concorrere come geologi non è prevista dal bando specifico, il
rischio che si corre è che tutta la parte riguardante la materia
geologica venga conferita direttamente dal tecnico che ha avuto
assegnato i lavori.
Pertanto, avendo colto che la volontà della Commissione e
del Governo non era quella di penalizzare la categoria dei
geologi, ma quella di utilizzare questo meccanismo per facilitare
l'applicazione del tipo di indagine, io credo che, se non è
specificato - lo dico all'Assessore e alla Commissione - noi
corriamo il rischio che la legge, una volta emanata - perché non
appartiene a noi, nè la interpretiamo noi, ma la pubblica
amministrazione - venga interpretata per come si legge, quindi o
è specificato questo aspetto o altrimenti corriamo il rischio di
avere creato una diversità di trattamento tra i tecnici e,
all'interno dei tecnici, fra gli ingegneri e i geologi, che hanno
altrettanta utilità nella formazione del loro lavoro.
Tenete conto che noi siamo in una Regione che, secondo gli
studi ministeriali, secondo le indagini regionali e secondo i
piani previsti e predisposti, viene considerata area a rischio
sismico; un'area a rischio sismico che impone nella costruzione
di edifici perizie geologiche diffuse. Se noi non specifichiamo
che per questo genere di attività è obbligatorio il conferimento
dell'incarico al professionista, corriamo il rischio che venga
assimilato in uno con l'incarico al tecnico progettista.
Pertanto, siccome mi era parso di cogliere che l'Assessore
non volesse fare questo genere di differenziazione, o è
specificata o il rischio che si corre nell'interpretazione è
questo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, volevo precisare che
l'emendamento presentato dal Governo, oltre a quello soppressivo
del precedente emendamento, che non presenta alcuna difficoltà,
leggendo congiuntamente il comma 9 e il comma 1, forse qualche
perplessità interpretativa la pone. Adesso ascoltiamo
l'onorevole Beninati che cosa ha da dirci dopo di che è il caso
di sospendere la seduta per qualche minuto per scrivere in
maniera più corretta l'emendamento.
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Su questi
argomenti sembra che ci sia qualche voglia di fare qualcosa in
più rispetto ad altri. Premesso che questo comma è ripreso dalla
"Merloni", vorrei chiarire che le preoccupazioni dell'onorevole
Crisafulli, se non ho capito male, sono che - lo esprimo in
maniera molto semplice - venga data all'incaricato tecnico,
ingegnere o architetto, una agevolazione in più nel conferire
direttamente lui incarichi ad altri per altre cose.
Qui ci dobbiamo capire: ho sentito dire che la figura
professionale del geologo è preclusa in questi incarichi; non si
è letto bene quello di cui stiamo parlando. Perchè, intanto
stiamo parlando solo di lavori, perchè le indagini geognostiche
sono dei lavori: si perfora si fanno queste opere, è un lavoro,
non è una professione che si svolge, ma un lavoro. E lo stesso
vale per le indagini geologiche, geognostiche e sismiche; sono
tutti lavori: sondaggi, rilievi, misurazioni e picchettazioni.
In ogni caso è scritto chiaro "con l'esclusione della
relazione geologica", per cui la competenza professionale del
geologo non viene minimamente intaccata, è esclusa, quindi è un
incarico che continuerà a conferire sempre l'amministrazione,
perchè è tra le figure che sono previste che possono avere
l'incarico. Così come lo può avere l'ingegnere per il progetto;
per la relazione geologica è sempre il geologo che deve avere
l'incarico; solo per i lavori.
Oltretutto, ricordo ad alcuni che, in effetti, nelle
relazioni geologiche molte volte i geologi avevano loro questo
incarico di chiamarsi la ditta e poi fare la relazione, perchè è
un lavoro pertinente, camminano assieme. Geologo e indagini sono
la stessa cosa. Quindi l'incarico professionale non è leso
minimamente, perchè è scritto. L'unica cosa che è scritta è che
per fare questi lavori, indagini geognostiche, che sono fatte con
mezzi, con apparecchiature, il professionista incaricato al
progetto può chiamarsi le figure competenti.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso
che la soluzione che proponiamo al Governo può essere la
seguente: nel capoverso 20, se questo è l'intendimento comune
dell'Assemblea, che non vuole dare possibilità di subappalto alle
prestazioni professionali del geologo, bensì alle indagini e alle
attività di impresa connesse al sottosuolo, noi possiamo
precisare "con l'esclusione", anziché delle relazioni, "delle
prestazioni professionali geologiche". E' questo che vogliamo
ottenere? Il non subappalto delle prestazioni professionali?
Scriviamo: "delle prestazioni professionali".
PISTORIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PISTORIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la questione
sulla quale ovviamente si è determinata una qualche confusione è
legata alla valutazione, da parte di alcuni deputati, su un
problema che ha già dei precedenti. La lettura dell'articolo, per
come oggi è definita, indurrebbe a pensare che il titolare
dell'affidamento di progettazione, come ha dichiarato fino a poco
fa l'onorevole Beninati, "governa la procedura di eventuale
subappalto, di eventuali affidamenti per quanto riguarda una
serie di indagini tecniche connesse". Allora il problema è
definire il discrimine di queste indagini. Perché, per ragioni di
naturale competenza, connesse anche all'apporto fiduciario che
l'amministrazione intrattiene con il professionista geologo, è
naturale che, se questo subappalto deve avvenire in un ambito
riferibile alle indagini geologiche e a tutto quello che vi è
connesso, questo subappalto sia governato dal professionista
geologo che è affidatario di un incarico da parte
dell'amministrazione di eguale prestigio e di eguale caratura
amministrativa come quello dell'ingegnere.
Il punto è questo: se utilizziamo l'ipotesi del subappalto,
l'area geologica deve essere connessa, affidata al geologo e non
all'ingegnere. Perché lì sì che possono esservi delle
interferenze, anche di tipo fiduciario. Se questa è la scelta
del Governo, dobbiamo soltanto scrivere meglio la norma, con un
inciso che può essere in qualche modo definito velocemente.
Se, invece, la scelta è un'altra, signor Presidente, è
quella che in qualche modo vi è una responsabilità prioritaria e
sovraordinata del progettista anche in capo a queste indagini,
con la scelta fiduciaria di ditte ed altro, che sia chiaro, che
l'Aula lo comprenda. Non possiamo nasconderci dietro ad una
incomprensione letterale. L'area geologica è affidata al geologo
anche per la parte organizzativa delle attività di impresa
connesse oppure al progettista incaricato?
SCAMACCA DELLA BRUCA , assessore per i Lavori pubblici. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCAMACCA DELLA BRUCA , assessore per i Lavori pubblici. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, credo che la proposta
dell'onorevole De Benedictis di sostituire le parole "relazioni"
- geologiche, naturalmente - con le parole "prestazioni
professionali" chiarisce che comunque le prestazioni
professionali dei geologi sono assolutamente rispettate, mentre
l'affidatario potrà avvalersi del subappalto per le attività
relative alle indagini, che sono cosa diversa dalle prestazioni
professionali.
Una cosa è salvaguardare le caratteristiche, le priorità di
ciascuna professione, ma quando si parla di indagini geologiche,
geotecniche e sismiche, sondaggi, rilievi, misurazioni e
picchettazioni possiamo anche definirli meglio, ma chiaramente è
esclusa ogni attività di carattere professionale. Quello che dico
è rafforzato dal fatto che successivamente si dice "con
l'esclusione delle prestazioni professionali", in questa
proposta. Perché indagine geologica, geotecnica, sismica,
sondaggi, rilievi, misurazioni sono attività sia pure connesse
alle attività geologiche ma con caratteristiche diverse da quelle
professionali - mi permetto dire -, sono più vicine alle
caratteristiche di una attività di impresa, sia pure geologica.
PRESIDENTE. Onorevole colleghi, credo che ci sia l'esigenza di
una breve sospensione per chiarire questi aspetti.
Pertanto la seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 13.55, è ripresa alle ore 13.58)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, avevamo sospeso i lavori per vedere se
era individuabile un percorso risolutorio del problema che è
stato posto. Se è così, invito l'onorevole assessore o
l'onorevole presidente della Commissione a formulare una
proposta.
Onorevoli colleghi, poichè non è stata formalizzata alcuna
proposta con un emendamento, la seduta è sospesa e riprenderà
alle ore 17,00.
Autorizzo la Commissione Bilancio a riunirsi alle ore 16,00.
(La seduta, sospesa alle ore 14.00, è ripresa alle ore 19.53)
Presidenza del presidente Lo Porto
Presidenza del vicepresidente Fleres
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LO PORTO
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è ripresa.
Comunico che sono stati presentati gli allegati
subemendamenti:
- dal Governo subemendamenti 12.46R.6 e 12.46R.7;
- dalla Commissione subemendamenti 12.46R.8, 12.46R.9 e
12.46R.10.
Il testo di riscrittura dell'articolo 12, predisposto dal
Governo, renderebbe più spedito il lavoro, superando quindi il
dibattito sui numerosissimi emendamenti presentati all'articolo
12. Del resto, poichè nello stesso testo di riscrittura la
Commissione e il Governo hanno proposto dei subemendamenti,
chiedo al Presidente della Commissione di volerci illustrare
questi passaggi in modo da poter immediatamente porre in
votazione i subemendamenti al testo di riscrittura dell'articolo
12.
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo sospeso la seduta sulla
riformulazione del comma 20, che effettivamente, come osservato
da alcuni colleghi, era poco chiaro.
Quindi, la Commissione, su iniziativa dell'onorevole Raiti,
componente della Commissione, ha riformulato il comma 20, nel
testo che abbiamo presentato.
Poi sono stati presentati altri due emendamenti che
effettivamente sono di natura squisitamente tecnica in quanto
viene soppresso un capoverso, il secondo periodo al comma 15,
perchè al comma 16 poi si ripete la stessa cosa.
Per il resto, è stato aggiunto alla fine del comma 13 un
chiarimento: il motivo per cui i comuni trasmettono agli ordini
professionali gli incarichi fiduciari, cioè li devono trasmettere
"ai fini della verifica di quanto previsto ai superiori commi 11
e 12". Un emendamento quindi anche questo chiarificatore che
esplicita con maggiore chiarezza il motivo per cui vengono
trasmesse tali documentazioni.
Detto questo, Presidente, ritengo che l'articolo sarebbe
pronto, con il voto preliminare di questi subemendamenti, per il
voto complessivo.
ACIERNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per quanto
riguarda il subemendamento presentato 12.46.R9, io mi permetto di
contestarlo, rispetto alla formulazione presentata dal Governo.
In questo subemendamento si dice che "In tutti gli
affidamenti di cui al presente articolo l'affidatario può
avvalersi del subappalto, per la propria area di competenza ...".
Vorrei capire, intanto, che cosa significa l'area di competenza
dell'affidatario; l'affidatario è affidatario, quindi l'area di
competenza di che cosa?. Se, per ipotesi, è un architetto che si
aggiudica una progettazione, la propria competenza è quella
dell'architetto o quella della figura dell'affidatario? Siccome
è affidatario, scrivere "la propria area di competenza" secondo
me è un errore.
Ma, in più, alla fine di questo comma si dice: "con
l'esclusione delle prestazioni professionali". Così scritto, noi
faremo sì che non affideremo più progettazioni a nessuno. Voglio
fare un esempio pratico: nella stesura precedente si diceva che
l'affidatario poteva dare in subappalto le indagini geologiche,
geotecniche e sismiche, i sondaggi, i rilievi, le misurazioni e
picchettazioni, la predisposizione di elaborati specialistici e
di dettaglio ed escludevamo volutamente, senza nessun ingegno,
perchè era preso interamente dalla "Merloni ter", le relazioni
geologiche.
Perchè escludevamo ed escluderemmo, vorrei che si
escludessero le relazioni geologiche? Perchè il responsabile
rimane l'affidatario; la relazione geologica è parte integrante
del progetto; a seguito della relazione geologica si fanno i
calcoli statici e tutta un'altra serie di misure progettuali
indispensabili. Non è pensabile che ci sia un responsabile di
progetto che non si assuma la responsabilità della relazione
geologica e che questa sia affidata ad un altro, tant'è che nel
nuovo emendamento presentato, improvvisamente sparisce la frase
magica: "resta comunque impregiudicata la responsabilità del
progettista". Vorrei capire: chi diventa il responsabile? Chi
è il responsabile adesso? Perchè il progettista che riceve
l'incarico non è più responsabile del progetto con questa
formulazione? E, ancora peggio, il progettista che si voleva
avvalere della consulenza di un tecnico, con questa formulazione
non si potrà più avvalere di nessuna consulenza perchè non può
dare in subappalto nessuna consulenza.
Allora, se dobbiamo legiferare tanto per accontentare
singole istanze di singole persone, io prendo atto e posso anche
dedicare il mio tempo ad altro; se noi dobbiamo tentare di fare
una legge sugli appalti, che non crei problemi nel momento in cui
viene attuata, allora è bene ripensare le cose e dimostrare di
avere un poco più di saggezza e meno clientelismo.
RAITI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAITI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non posso che
dissentire dal ragionamento testè fatto dal collega Acierno,
perchè, tra l'altro, mi pare che il subemendamento così come
presentato raccoglie le perplessità che io avevo manifestato nel
corso della mattinata, che poi sono state oggetto di dibattito e,
tra l'altro, a seguito di un ragionamento complessivo che abbiamo
fatto con il Governo e con il Presidente della Commissione,
abbiamo ritenuto opportuno redigere il subemendamento così fatto.
Il subemendamento così fatto, a differenza di quanto
sostiene l'onorevole Acierno, invece, credo che faccia assoluta
chiarezza nell'ambito degli affidamenti, perchè nella sostanza
distingue le aree di competenza professionale di coloro i quali
sono chiamati a redigere e ad espletare le proprie attività
nell'elaborazione progettuale: le aree di competenza tecniche,
ingegneristiche e architettonica, le aree di competenza
geologiche, le aree di competenza dei dottori agronomi e di
quelle dei dottori forestali, così come previsto dalle normative
europee e dal regolamento europeo, che disciplina e dà a ciascuna
di queste professionalità singole competenze nel campo specifico.
L'articolo va nella direzione di dire che il soggetto
affidatario, l'architetto e l'ingegnere per i compiti di propria
competenza, il geologo per le proprie competenze, l'agronomo e
l'agrotecnico, nell'ambito dell'affidamento che ha ricevuto da
parte dell'ente appaltante, può avvalersi di prestazioni di mera
esecuzione, perchè la responsabilità già per legge viene data a
questo soggetto professionale e, quindi, nel momento in cui si
avvale di quelle prestazioni tecniche per l'esecuzione di
indagini, o per copiare un progetto o per fare delle
picchettazioni o delle misurazioni, è lui che ne risponde.
Ma noi stiamo facendo una specificazione che mette tutte le
categorie professionali sullo stesso livello, senza creare alcuna
discriminazione, dando a ciascuno il proprio, tra l'altro come
previsto - ripeto - dalla normativa CEE, facendo giustizia di
alcune interpretazioni che sono state fatte nel passato, in virtù
dell'applicazione di questo articolo, che hanno visto alcune
categorie prevalere su altre, di fatto allargando la propria
sfera di competenza e mettendo altre categorie professionali in
una condizione di subordinazione.
Così mettiamo tutti sullo stesso piano, così ciascuno, il
quale ha affidato una progettazione, si avvale delle competenze
che ritiene opportuno avvalersi, dal punto di vista tecnico e di
esecuzione, e se ne assume automaticamente la responsabilità,
così com'è previsto dagli ordini di appartenenza e com'è previsto
dalle leggi quadro di riferimento di ciascuna categoria.
Per tale motivo non posso che apprezzare questo emendamento
ed esprimere, già da ora, il mio voto favorevole.
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, comunico il ritiro del
subemendamento 12.46.R.10, che è stato presentato erroneamente,
per una svista.
PRESIDENTE. Ne abbiamo già preso atto, onorevole Presidente.
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Gli altri
due rimangono in vita.
Per quanto riguarda l'appunto testé fatto dall'onorevole
Acierno, devo dire, signor Presidente, che questa mattina abbiamo
chiarito molte cose, c'è stata una discussione molto approfondita
ed effettivamente si è arrivati alla determinazione di questa
formulazione, che è in buona parte quella del comma 20, non è
diversa, effettivamente l'ultimo capoverso resta comunque
impregiudicato alla responsabilità del progettista; devo dire che
deve essere aggiunto. Per il resto, l'emendamento così com'è
scritto chiarisce semplicemente le competenze di chi ha un
incarico, ingegnere o architetto, per la progettazione - perché
ingegnere ed architetto non possono avere altri incarichi che per
la progettazione - Il geologo, che è anch'esso un professionista
che va incaricato dall'amministrazione, viene incaricato per
legge in qualunque progetto, per la sua competenza e quindi è il
geologo che farà la sua relazione.
Si verifica che, effettivamente, a supporto di questi due
incarichi esistono dei lavori spesso da eseguirsi e,
principalmente, per la parte geologica sono le indagini e quanto
scritto, i sondaggi geognostici e sismici. Quindi queste sono di
competenza esclusivamente del geologo; sono dei lavori che cura
il geologo. Per la parte progettuale possono esservi delle
competenze di altri tipi di lavori - tipo rilievi, misurazioni e
picchettazioni - che sono di competenza del progettista,
l'ingegnere o l'architetto.
Quindi, com'era formulato qui poteva essere poco chiaro. La
riscrittura è certamente più chiara, perché cosa dice, con questa
premessa? "In tutti gli affidamenti di cui al presente articolo
1, l'affidatario ...", che sono il progettista, il geologo,
perché l'articolo 1 prevede chi può avere gli incarichi,
l'affidatario, uno dei due se esiste, l'ingegnere per le sue
competenze, il geologo per le sue competenze - "... può avvalersi
del subappalto, per la propria area di competenza ...". Ecco cosa
stiamo chiarendo, che il geologo può avvalersi di quella parte di
lavori, nel senso che può subappaltare, e chiedere questi lavori,
per la parte geologica, geognostica e via dicendo. L'ingegnere,
che è il progettista, si può avvalere delle altre: dei rilievi,
delle picchettazioni e via di seguito.
Quindi abbiamo chiarito semplicemente questo, signor
Presidente, che l'articolato poteva anche dare questo risultato,
però non era chiaro.
Quindi, con la premessa che effettivamente va aggiunto
l'ultimo capoverso, che era previsto nell'articolo 20, penso che
non ci sia alcun dubbio che questo emendamento funzioni, per cui
lo formalizzerò subito.
PRESIDENTE. Comunico che gli emendamenti 12.46R.3, 12.46R.4,
12.46R.5 e 12.46R.6, a firma del Governo, sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato il subemendamento 12.46R.9
bis, dalla Commissione.
ACIERNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il parziale
accoglimento del mio suggerimento credo che non risolva il
problema di fondo. Qual è la differenza tra affidatario e
progettista? All'inizio del comma noi parliamo di affidatario ed
alla fine dello stesso diciamo che l'affidatario - anche se in
questo testo si chiamerà progettista una volta ed affidatario
un'altra, ma il soggetto rimane lo stesso -, o il progettista che
dir si voglia, rimane il responsabile del progetto.
Faccio un esempio pratico: un ingegnere o un architetto che
si aggiudica un progetto, in esso devono fare una relazione
geologica per dimostrare perché hanno previsto dei pali a 30
metri di profondità piuttosto che a 15 metri; per come stiamo
legiferando, quell'ingegnere o quell'architetto, non potendosi
più avvalere di prestazioni professionali di terzi, non potranno
espletare il loro incarico, a meno che quella gara non venga
scissa in due parti: una parte del progetto, che non riguarderà
le indagini geologiche, le relazioni geologiche, viene affidata
ad un ingegnere o ad un progettista e la parte dello stesso
progetto, per quanto concerne la relazione geologica, dovrà
essere assegnata ad un geologo. Chi è, alla fine, il
responsabile? Qual è il progettista responsabile? E' quello che
redige il progetto o quello che redige la relazione geologica?
Questo è il quesito
Ribadisco: se noi dobbiamo scrivere una norma che deve
risolvere problemi di singole persone, l'Aula se ne assume la
responsabilità, ma domani, appena questa legge diventa operativa,
non ci sarà più un ingegnere o un architetto che si prenderanno
in carico un progetto.
PISTORIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PISTORIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se
l'onorevole Acierno ha come obiettivo quello di confondere le
idee e indurre tutti in un falso problema, c'è riuscito, ma credo
che abbia confuso le sue idee, perché ha detto delle cose
vagamente incerte, mentre invece l'intervento del Presidente
Beninati è stato assolutamente puntuale e ha completato, al
meglio, il ragionamento fatto dal presentatore dell'emendamento,
onorevole Raiti.
La questione è molto semplice, non riguarda singole persone,
onorevole Acierno, riguarda categorie professionali, visto che
lei vagamente allude. Onorevole Acierno, visto che parla di
singole persone, parliamo di categorie professionali, della
dignità di comparti professionali.
Il problema è questo: il concetto di affidatario è
chiarissimo al primo comma: sono affidatari coloro i quali hanno
un incarico di studio, progettazione, direzione lavori. Si dice
che, rispetto all'affidamento di questo incarico, gli stessi sono
responsabili, per le aree di competenza, delle indagini connesse,
pertinenti all'oggetto dell'indagine. L'incongruità è nella
possibilità - perché ad oggi è una possibilità rispetto a quella
formulazione del testo originario - che soggetti di competenza
diversa, quali gli ingegneri - categoria molto forte
professionalmente, anche politicamente molto ben collegata, visto
che parliamo di questo - in qualche modo definiscono, individuano
fiduciariamente, attraverso il subappalto, i soggetti tecnici che
realizzano attività pertinenti alla loro materia.
Ci pare più corretto che, invece, si distingua nella dignità
professionale e sulla base di una competenza affidata attraverso
incarico fiduciario, che le attività connesse tecnicamente
all'incarico di progettazione sono di responsabilità del
progettista ingegnere, quelle per le quali assume responsabilità
penale, civile, giuridica, amministrativa il geologo e quindi la
sua sfera organizzativa sia di competenza.
La formula finale resta impregiudicata, la responsabilità
del progettista è ovviamente tautologica, se serve a confortarci
la rimettiamo, ma è una tautologia, perché il progettista è
comunque responsabile del progetto, ma non certamente della parte
relativa alla relazione geologica, che è di esclusiva competenza
e responsabilità del geologo.
MICCICHE'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
MICCICHE'. Mi è sorto un dubbio: poco fa è stato presentato un
emendamento, che poi è stato ritirato, che faceva riferimento
all'emendamento di cui ai commi 11 e 12. Rileggendo questi due
commi, che già sono stati discussi, mi è sorto un dubbio, dice:
ciascun ente non può conferire ....
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Miccichè, se è stato ritirato non
ne può parlare
MICCICHE'. No, leggendo ho capito che c'è qualcosa che non
quadra.
PRESIDENTE. Leggendo cosa, l'emendamento ritirato?
MICCICHE'. Leggendo i due commi che si volevano modificare, in
effetti c'è qualcosa che non quadra. "Ciascun ente non può
conferire allo stesso professionista incarichi fiduciari che
cumulativamente superano la soglia di 100 mila euro, IVA
esclusa".
In questa parte, come anche nell'articolo 12, non dice in
quale arco di tempo è escluso, se un anno, due anni, dieci anni;
bisogna porre un termine, perchè non si capisce ...
PRESIDENTE. Onorevole, cortesemente ci indichi di quale
emendamento parla?
MICCICHE'. Dell'emendamento che è stato ritirato.
PRESIDENTE. No, lei non può parlare di un emendamento
ritirato. Lei può parlare dell'emendamento 12.46.R.8 che è quello
che sto ponendo in votazione.
MICCICHE'. Su quello che è stato proposto inizialmente dal
collega onorevole Raiti, mi trova d'accordo. Poiché ho visto
questo emendamento ritirato, che fa riferimento ai punti 11 e 12,
probabilmente qualcosa l'avevano intuito.
PRESIDENTE. Onorevole Miccichè, neanche l'emendamento
dell'onorevole Raiti stiamo trattando, lei segua meglio i lavori.
Stiamo trattando il subemendamento 12.46R.8, che è un'altra cosa.
Pongo in votazione il subemendamento 12.46R.8
all'emendamento 12.46R. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i Lavori pubblici.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il subemendamento 12.46R.9. Il parere
della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole
a maggioranza.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i Lavori pubblici.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento di natura finanziaria, che
ci è stato trasmesso oggi pomeriggio dalla competente
Commissione, 12.46R.7. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, che è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa alla votazione dell'emendamento 12.46R di
riscrittura dell'articolo 12, nel testo risultante.
LO GIUDICE . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE . Signor Presidente, onorevoli colleghi, c'è
qualcosa che non capisco, che vorrei spiegato: votando questo
subemendamento sostitutivo 12.46.R, che è stato posto in
votazione, dice l'Assessore che comprende gli emendamenti 12.46,
12.46/1, 12.27, 12.47, 12.48, 12.49, 12.50, 12.51, 12.52, 12.53 e
12.54. Quindi esclude, e restano da discutere gli altri
emendamenti che non sono compresi in questi venti. Ho capito
bene?
Onorevole assessore, siccome restano, per quanto mi
riguarda, alcuni emendamenti interessanti, il 12.39, il 12.40 ed
altri, li mettiamo dopo in discussione o, approvando questo
emendamento, li escludiamo? Vorrei capirlo.
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, fermo restando che l'emendamento che ha riformulato
il Governo, obiettivamente ...
PRESIDENTE. Chiedo scusa se mi permetto di eccepire, sia a lei
che all'onorevole Lo Giudice, che non si tratta tecnicamente di
un emendamento o di un subemendamento ma di una riscrittura
dell'articolo; in teoria, con un articolo riscritto, tutti gli
emendamenti allo stesso articolo riscritto fatalmente decadono.
Il problema è un altro, onorevole Lo Giudice, che chi ha diritto
ad emendare il testo riscritto lo ha garantito dalla Presidenza,
sicché sia chiaro che approvato il testo riscritto lo ha
garantito dalla Presidenza. Pertanto, sia chiaro che, approvato
il testo riscritto, io devo fissare i termini per la
presentazione di eventuali nuovi emendamenti, anche se
brevissimi; ma non c'è dubbio che il rilievo dell'onorevole Lo
Giudice è più che pertinente.
Approvato l'articolo 12, come riscritto, decadono gli
emendamenti al vecchio testo ma, naturalmente, per qualche minuto
bisognerà dare tempo per eventuali altri emendamenti al nuovo
testo.
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, questa sua perfetta interpretazione pone un semplice
problema che il Governo ha voluto fare, come ieri dal banco della
Presidenza c'era stato detto, una riscrittura di tutti gli
emendamenti apprezzati in Commissione, onde dare all'Aula
l'opportunità di visionare meglio il testo coordinato.
Questo testo è stato anche presentato come subemendamento,
pertanto i colleghi che non si ritengono soddisfatti dalla
riscrittura degli emendamenti apprezzati possono decidere di
mantenerli; in effetti alcuni, buona parte, sono assorbiti, altri
hanno parere negativo della Commissione, non ci sono emendamenti
rimasti fuori: quelli che non sono inclusi hanno avuto parere
negativo dalla Commissione mentre quelli che sono stati assorbiti
si trovano nell'articolo presentato dal Governo.
Pertanto, se i colleghi ritengono di intervenire, in quanto
non soddisfatti, mantenendo il loro emendamento che è stato già
respinto, lo metteremo ai voti e lo respingeremo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la risposta del Presidente
della Commissione e relatore è precisa. Si tratta di un testo
che avrebbe assorbito gran parte degli emendamenti dell'articolo
12; quelli non assorbiti, che quindi mantengono una loro
autonomia rispetto al nuovo testo, rimangono vivi per la loro
approvazione o disapprovazione, naturalmente con il diritto della
Commissione e del Governo di esprimere il parere che è già stato
anticipato come parere contrario.
Quindi, onorevole Lo Giudice, dobbiamo seguire questo
percorso, che mi sembra ineccepibile, e si discute solamente del
12.46R se c'è qualche deputato iscritto a parlare.
LO GIUDICE . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE . Signor Presidente, per quanto mi riguarda io sono
disponibile a ritirare due emendamenti: il 12.39 e il 12.40.
L'emendamento 12.40 si riferisce alla copertura finanziaria
quando si danno incarichi di progettazione.
Siccome non ho avuto il tempo di leggere con attenzione il
nuovo testo dell'articolo 12, se questo è inserito io lo ritiro,
diversamente faremmo una cosa grave se continuassimo a dare la
possibilità alle varie amministrazioni di dare incarichi senza la
copertura finanziaria perché continueremmo con i contenziosi.
Se il Governo e la Commissione mi assicurano che è inserito
nel nuovo testo, io lo ritiro.
BENINATI, presidente della commissione e relatore. E'
inserito.
LO GIUDICE . Per potere dare gli incarichi di progettazione,
sia definitivi che esecutivi o incarichi di fattibilità o
direzione lavori o responsabile del procedimento, é necessaria
la copertura finanziaria.
Un'altra cosa riguarda, invece, la possibilità di dare
incarichi di progettazione seguendo una certa logica; il vostro
testo propone che la stazione appaltante o l'ente appaltante può
darli in modo insindacabile o all'ufficio tecnico della stazione
appaltante o agli uffici consortili o agli organismi oppure a
liberi professionisti.
Per quanto mi riguarda io sarei dell'avviso di darli in
ordine prioritario, se siete d'accordo, e mi riferisco
all'Assemblea. Questa legge l'abbiamo fatta sull'altare della
trasparenza assoluta; e, allora é motivo di trasparenza se noi
stabiliamo che i comuni che si trovano in situazione quasi
fallimentare, stabiliscano di utilizzare i propri uffici tecnici
prima, se hanno le professionalità; in un secondo momento
utilizzare gli uffici consortili per arrivare, alla fine, ai
liberi professionisti.
Questo é l'emendamento 12.39 che pregherei di apprezzare.
SCAMMACCA DELLA BRUCA, assessore per i lavori pubblici. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCAMMACCA DELLA BRUCA, assessore per i lavori pubblici. Signor
presidente, onorevoli colleghi, volevo subito tranquillizzare
l'onorevole Lo Giudice riguardo all'emendamento 12.40, perché
esso è, sia pure disarticolatamente, assorbito, nel senso che al
comma 10 dell'emendamento 12.46R é prevista la regola che gli
enti appaltanti non possano subordinare la corresponsione dei
compensi all'ottenimento del finanziamento dell'opera.
In altro emendamento, nel secondo periodo, nella convenzione
stipulata - e precisamente al punto 15 e al successivo punto 16 -
é chiarito che nel conteggio effettuato bisogna ricomprendere
l'eventuale direzione dei lavori e quant'altro. Quindi, ritengo
che sull'emendamento 12.40 si possa dire che è sostanzialmente
assorbito, perché le previsioni di esso sono mantenute nel
12.46R.
Sull'altra questione, onorevole Lo Giudice, mentre la
ringrazio per la sua disponibilità a ritirare l'emendamento, devo
significarle che era intendimento del Governo e della Commissione
- devo dire con una sostanziale convergenza quasi unanime, mi
pare di ricordare - di volere liberalizzare e non subordinare né
a ordini di priorità, né alle previsioni precedenti della
dimostrazione della inesistenza delle risorse umane necessarie
all'interno, nella presunzione che i vertici dell'amministrazione
abbiano di per sé la capacità di comprendere in quali casi è
opportuno ovvero si possa avvalere di professionalità interne e
in quali altre no. Questa è la motivazione che è emersa nel
corso del dibattito in commissione. Pertanto, spero che la
risposta possa essere sufficientemente esauriente per consentirle
il ritiro.
BENINATI, presidente della commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI, presidente della commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, vi è un aggiustamento tecnico al
comma 4 e comma 1.
ACIERNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
soltanto per tentare un'ultima sollecitazione al Governo che
nella riscrittura dell'articolo 12 forse ha dimenticato
l'emendamento 12.10 che è un emendamento che fa reale formazione
professionale senza costo perché si prevedeva di dare una quota
del venti per cento da parte delle associazioni professionisti o
delle società di ingegneria che acquisiscono appalti in Sicilia,
ai giovani professionisti iscritti negli albi provinciali della
Regione siciliana.
Voglio dire al Governo che, per esempio, l'Assessore per il
turismo, nel bando di 'Agenda 2000', ha previsto un punteggio
aggiuntivo alle imprese che si impegnano ad assumere lavoratori
dalle liste del precariato. Questa è una norma che incide solo
sulla qualificazione dei tecnici siciliani, non costa nulla,
anzi, probabilmente ci fa risparmiare tanti soldi che, in maniera
più o meno corretta, attualmente spendiamo sulla formazione
professionale che in realtà poco riesce a formare.
Forse il Governo potrebbe ripensare e, con un
subemendamento, accogliere l'emendamento 12.10 prima che il nuovo
testo dell'articolo 12 vada in votazione.
SCAMMACCA DELLA BRUCA, assessore per i lavori pubblici. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCAMMACCA DELLA BRUCA, assessore per i lavori pubblici.
Onorevole Acierno, in linea di principio il Governo certamente
non è alieno dall'accogliere sollecitazioni che possano comunque
indurre agevolazioni al lavoro in questa Regione e, soprattutto,
a quello che riguarda i giovani professionisti.
Devo però precisare che potrebbe sussistere qualche aspetto
di perplessità rispetto a normative europee. Pertanto, potremmo
accogliere l'emendamento delegando agli uffici il suo inserimento
alla fine dell'articolato del 12.46 di modo che una eventuale
futura problematica non infici il contenuto dell'articolo.
Quindi, signor Presidente, questa sarebbe la proposta del
Governo.
MICCICHE'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
finalmente arrivare alla discussione centrale.
A pagina 70 del fascicolo degli emendamenti che ho ricevuto
vi sono sette emendamenti: in alcuni di essi i firmatari sono
componenti della minoranza, ma per la maggior parte i firmatari
sono componenti della maggioranza.
Vi è un emendamento in relazione all'attività di studio e di
progettazione - all'articolo 53, primo comma del DPR 554 del 1999
- che non è stato preso in considerazione neanche nella fase di
revisione dell'articolo 12, nell'ultimo emendamento presentato
dal Governo che stiamo discutendo in questo momento.
Credevo e speravo che in questo emendamento del Governo
potesse essere inserito interamente quanto stabilito
dall'articolo 53 del DPR 554 del 1999. Credo che questo articolo
faccia veramente chiarezza ed elimini tutta una serie di
discriminazioni e ambiguità della precedente legge.
Con l'articolo 12 creiamo un'ulteriore ambiguità e non
utilizziamo l'articolo di legge nazionale che potrebbe essere
inserito benissimo. Se questo emendamento fosse stato solo
proposto dalla minoranza allora potrei capire che ci possa essere
da parte della minoranza un interesse a fare un po' di polemica.
Onorevole Assessore, poiché questo emendamento non è stato
presentato solo dalla minoranza ma anche dai componenti del suo
partito, dalla sua maggioranza, non si capisce per quale motivo
non sia stato inserito.
Nella qualità di deputato, ieri ho chiesto di apporre la mia
firma all'emendamento 12.47 dell'onorevole Gurrieri, ed ho dato
la mia adesione a questo emendamento. Devo ringraziare
l'onorevole Lo Giudice che, prima di votare, ha posto un quesito
che effettivamente avevo mentalmente già messo in discussione e
lo ringrazio di avermi anticipato.
Signor Presidente, non rinuncio alla discussione del mio
emendamento ed alla sua votazione perché non mi riconosco
assolutamente nel complesso dell'articolo 12, anche se ci sono
state delle migliorie grazie alle insistenze del collega Raiti.
Ci sono emendamenti firmati dalla minoranza tra cui alcuni a
firma De Benedictis, Zago, Oddo, ma altri sono firmati dagli
onorevoli Vicari, Mercadante, Tricoli che sono firmatari di
uguali e simili emendamenti e che decadono se i firmatari non
sono presenti.
Signor Presidente, questo lo posso capire ma io sono
presente e chiedo che venga messo in discussione e in votazione
l'emendamento di cui io sono anche firmatario.
PRESIDENTE. Il tempo a sua disposizione è scaduto Se, però,
deve continuare ancora per qualche minuto, lo faccia pure.
MICCICHE'. No, entrerò nel merito dell'emendamento quando si
discuterà, però è chiaro che il mio ragionamento serve per
mettere le mani in avanti e condividere interamente l'intervento
dell'onorevole Lo Giudice.
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, intendo fare una valutazione
positiva dell'emendamento sostitutivo ed apprezzare anche
l'emendamento dell'onorevole Lo Giudice, però è un emendamento
che ci riporta ad una condizione addirittura che va oltre la
stessa legge numero 10 che pure aveva introdotto il principio
secondo cui prima di dare incarichi a professionisti esterni
bisognava rivolgersi alla Pubblica amministrazione, perché questo
comporterebbe comunque il venir meno di un mercato della libera
professione che pure noi vogliamo determinare ancorché con regole
più certe e trasparenti.
Ma nel fare questo ragionamento - e mi dispiace che non sia
presente il Presidente della Regione, perché apprezzo
positivamente l'emendamento sostitutivo - volevo chiedere al
Governo come si sta comportando, anche con riferimento al fondo
di rotazione che abbiamo istituito per certe tipologie di opere,
in ordine all'applicazione dell'articolo 43 della legge
finanziaria che dispone l'istituzione del fondo di rotazione per
le progettazioni esecutive delle opere inserite nei PIT e negli
altri strumenti di programmazione negoziata.
Sta accadendo una cosa estremamente incresciosa. Io prego
l'assessore Scammacca di farsi portatore presso il Presidente
della Regione di questa situazione molto critica e cioè del fatto
che la Presidenza ha notificato a tutti i rappresentanti dei PIT
l'elenco delle opere e i PIT che sono stati ammessi con l'obbligo
di produrre la progettazione esecutiva entro il 31 agosto. Dopo
di che questi Enti non si capisce in base a quale risorsa
finanziaria debbono dare l'incarico per la traduzione dei
progetti in progetti esecutivi e se poi è possibile in trenta
giorni del mese di agosto avere progetti esecutivi cantierabili
all'interno dei PIT.
Giudico questa una cosa incresciosa e non so dove si voglia
andare a parare. Quindi, invito intanto il Governo a dare
attuazione all'articolo 43 della legge finanziaria; invito a
ridiscutere e a discutere con il Parlamento tutta questa vicenda
dei PIT compresa questa norma capestro che mi sembra quasi 'ad
usum delphini' dell'obbligo della progettazione entro il 31
agosto.
Invito l'assessore, che è persona di grande tolleranza e di
grande ascolto, a farsi portatore di questa esigenza di
chiarificazione prima che si chiuda la discussione sulla legge
sugli appalti.
DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, onorevoli colleghi,
desideravo intervenire in ordine all'emendamento 12.10.
Se l'intento che l'Assemblea vuole prefiggersi è quello di
agevolare la formazione professionale e anche l'affidamento degli
incarichi, pertanto a giovani professionisti, non c'è dubbio che
questo è stato già oggetto di due interventi legislativi dal
momento che è stata abrogata la norma che condizionava
l'affidamento degli incarichi all'esterno ad una verifica delle
indisponibilità dei professionisti interni. Inoltre, ha eliminato
il criterio secondo cui l'affidamento fiduciario doveva essere
motivato dalla competenza e dalla professionalità dell'incaricato
poiché si ravvedeva che in ciò i più penalizzati sarebbero stati
i giovani professionisti avendo avuto meno possibilità di
maturare esperienza e competenza.
Queste sono due norme sicuramente efficaci, discutibili ma
che comunque vanno nella direzione che il Parlamento ha voluto
affermare.
Credo, invece, che l'emendamento 12.10, seppure è
condivisibile e l'Assemblea ha dimostrato in queste due occasioni
qual è il suo intento, in realtà colpisca in maniera
assolutamente sbagliata. Innanzitutto perché impone alle società
di ingegneria e alle loro associazioni qualche cosa che entra nel
merito della loro composizione stessa e credo, quindi, che sia
una violazione del diritto interno che regola questi organismi.
Inoltre, impone che associ professionalità locali e credo
che questa sia una violazione del diritto di libera concorrenza
sul territorio.
Inoltre, c'è un fatto abbastanza equivoco che si può
prestare a demagogie: quando noi diciamo professionisti giovani e
tentiamo anche di definirli attraverso un limite di anzianità di
iscrizione all'albo professionale, questo è un criterio
che sembra oggettivo, ma, in realtà, è equivoco, perché ci sono
molti professionisti che terminano di svolgere la loro attività
nelle Pubbliche Amministrazioni senza essere mai stati iscritti
all'albo professionale e si possono iscrivere tardivamente.
Quindi, ci può essere un professionista che ha l'età di
cinquant'anni iscritto da tre anni.
Allora, da questo punto di vista - questo è solo un
commento, ma se ne possono fare anche altri - individuare la
giovane professionalità è un alibi, non si raggiunge certamente
con questa norma, che io credo sia illegittima, come dicevo
prima, sul piano del diritto e, ripeto, sicuramente, invece,
l'Assemblea, votando gli altri due emendamenti e recependoli
all'unanimità, ha sicuramente spianato la strada nella direzione
certa del raggiungimento degli obiettivi che vuole prefiggersi.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rendo conto
che avevo avuto, in questi giorni, la sensazione che questo
Parlamento si volesse riscattare per dare velocità e contezza di
una legge che ci eravamo impegnati a fare ed a fare bene, con la
discussione in Commissione e con una evidente mortificazione
dell'Aula, però, che oramai è continua, per emendamenti che
arrivano in Aula, per altri emendamenti che non sono stati
apprezzati e non sono stati discussi nella competente
Commissione.
Questa giornata di lavoro ci ha visti presenti nel
Parlamento e si conclude con l'approvazione di un articolo e, per
l'altro articolo, con una miriade di ulteriori precisazioni non
sempre importanti ma per ognuno di noi che li presenta possono
essere essenziali, ed è giusto e legittimo. Questo significa che
i lavori che ci eravamo prefissati, in tempi che dovevano essere
relativamente brevi, si allungano a dismisura e non si comprende
più quando finiremo stasera, se cominceremo ancora domani
mattina, se continueremo ancora nella giornata di domani, se
intendiamo darci una regolata.
Io mi rendo conto che c'è chi è innamorato dei geologi, c'è
chi è innamorato degli architetti, chi dei geometri, ma stiamo
parlando di una legge che deve servire a ridare un impulso
diverso, serio e corretto, agli appalti in Sicilia; stiamo
parlando di una legge che già in Italia è stata per anni
applicata, e bene, stiamo parlando, e tutti abbiamo parlato del
fatto che vogliamo la "Merloni ter".
Io ho sentito l'intervento del collega De Benedictis e non
posso non comprendere come non ci si affidi subito ad una
valutazione che mi sembra che sia seria, onesta, concettualmente
corretta; andiamo ad imporre soluzioni a società private,
richiediamo la parola tre volte sullo stesso argomento, chiediamo
di parlare di argomenti già superati.
Io capisco il libero sfogo del libero pensatore, ma concludo
con una proposta concreta, che è quella di sospendere i lavori
d'Aula, fare una Conferenza dei capigruppo per potere stabilire
quanto e come dovremo andare avanti ancora stasera stessa e
stabilire un ulteriore calendario dei lavori, considerato che
oramai io do per scontato che entro la giornata di domani la
legge non possa essere portata a compimento.
Allora, io ritengo che, considerate le molte assenze in
Aula, considerate le ulteriori e gravi assenze del Governo, non
si comprende più se stiamo facendo la legge che deve interessare
l'intero Parlamento, con le intere presenze, o se stiamo facendo
una specie di staffetta: uno viene e l'altro esce, qualcuno dà un
emendamento, qualcun altro ne aggiunge un altro.
Io non credo che, in questo modo, riusciremo, anche dal
punto di vista lessicale, a fare una legge che sia quella voluta,
quella che abbiamo sbandierato, quella sulla quale abbiamo
appoggiato fortemente le nostre intenzionalità.
Ecco perché chiedo al Presidente dell'Assemblea, al Governo
e all'Assemblea cinque, dieci minuti di sospensione perché si
possa ristabilire l'ordine dei lavori e sapere con certezza:
l'orario in cui intendiamo chiudere questa sera, quando
intenderemo riprendere i lavori e quindi dare un certo ordine.
Non sto entrando nel merito, non voglio fare accuse a nessuno,
perché tutti siamo liberamente e democraticamente impegnati a
presentare pure mille emendamenti e a voler che l'Aula li
apprezzi, perché può essere pure che si migliori la legge, però
ritengo che ognuno di noi sappia se deve stare prima in
Commissione bilancio dalla 16.00 alle 17.30 per aspettare che si
inizi la riunione, dalle 17.30 alle 19.15 per apprezzare un
emendamento di spesa, alle 20.15 per aspettare ulteriori
aggiustamenti dell'ultimo momento.
Vogliamo comprendere come dobbiamo andare avanti nei lavori.
Mi permetto di chiedere sommessamente, umilmente e chiedendo
scusa se qualcuno si sente offeso da questo mio intervento,
ritengo sia giusto che ognuno di noi si dia una regolata e ci sia
un minimo di consultazione tra i Capigruppo e il Governo per
comprendere dove vogliamo andare e quale ritmo di lavoro vogliamo
seguire. Ritengo che non sia giusto non solo abusare di noi
stessi, ma degli uffici, dei commessi, di tutti coloro i quali
ascoltano e spesso non comprendono fino in fondo quali sono i
grandi problemi che ci attanagliano nel difendere questa o quella
posizione, nel tentativo di trovare il cavillo o il capello da
spezzare in due.
PRESIDENTE. Onorevole Cintola, è una proposta che in piena
fase di votazione è molto difficile da accogliere. In pratica poi
non ho capito bene cosa lei proponga: se si tratta di sospendere
per una riunione di Capigruppo come lei ha espressamente detto, o
se si tratta come successivamente ha aggiunto di una sospensione
di cinque, dieci minuti per vedere di concludere l'iter.
Una cosa è la sospensione brevissima che non ho difficoltà
ad accettare, altra cosa sarebbe una sospensione che preveda la
riunione dei Capigruppo. Cosa che non posso fare in sede di
svolgimento di votazioni.
CINTOLA. Anche in Aula però a microfoni spenti. Ecco questo è
quello che volevo chiederle. Anche dieci minuti in Aula,
informalmente.
PRESIDENTE. Formalmente devo sospendere. Il problema è
semplice. Credo che ragionevolmente un percorso si possa trovare.
E' opportuna una pausa per concordare e vedere, ma sull'articolo
12, se mi consentite, c'è meno divisione e meno contrasti di
quanto appaia. Io direi di procedere alla votazione del testo
riscritto e verificare via via gli emendamenti assorbiti e quelli
ritirati. Devo infatti formulare un invito al ritiro degli
emendamenti, se come dite il clima è costruttivo, produttivo e
tutto sommato collaborativo. Vedremo quali emendamenti
sopravvivono - e questo lo potremmo fare in serata. A questo
punto l'opportunità di una sospensione la valuteremo dopo.
Allora, poiché penso che su questo ci possa essere una
comprensione reciproca pongo in votazione l'emendamento 12.46 R
nel testo modificato.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Il relatore ed il Governo, a questo punto, cortesemente ci
possono indicare quali sono gli emendamenti assorbiti?
BENINATI, Presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente cercherò di riuscire a fare questo sforzo. Il
Presidente della Commissione, onorevole Beninati, precisa che a
seguito dell'approvazione dell'emendamento 12.46 R risulterebbero
assorbiti gli emendamenti: 12.46, 12.46.1, 12.50, 12.51, 12.27,
12.1, 12.29, 12.48, 12.17, 12.18, 12.3, 12.19, 12.49, 12.20,
12.21, 12.4, 12.8, 12.32, 12.45, 12.46, 12.23, 12.33, 12.26,
12.53, 12.40, 12.9,12.5, 12.34, 12.54, 12.52.G, 12.24, 12.25,
12.54, 12.54C e 12.7.
Per quanto attiene all'emendamento dell'onorevole Lo
Giudice, lo invito al ritiro.
LO GIUDICE . Volevo fare una precisazione che si tratta di un
argomento già previsto nella normativa complessiva. Volevo
chiedere al Presidente della Commissione, se era possibile
togliere la parola "priorità" ed aggiungere, la parola
"fattibilità", altrimenti ...
BENINATI, Presidente della commissione e relatore. Onorevole
Lo Giudice la tranquillizzo di una cosa. Lo studio è previsto nel
Regolamento ed è normato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, gli emendamenti 12.28, 12.15,
12.31, 12.38, 12.13, 12.30, 12.44, 12.14, 12.35, 12.37, 12.55
sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Dopo avere sentito quali sono gli emendamenti assorbiti e
quali sono gli inviti al ritiro, procedo alla votazione dei
singoli emendamenti non assorbiti e probabilmente non ritirati.
L'emendamento 12.2 decade per asssenza del firmatario.
Pongo in votazione l'emendamento 12.39 a firma
dell'onorevole Lo Giudice.
LO GIUDICE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 12.6 a firma dell'onorevole
Formica.
FORMICA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 12.14 a firma
dell'onorevole Ardizzone.
ARDIZZONE. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 12.11 a firma
dell'onorevole Acierno.
ACIERNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi il senso di
questo emendamento contraddice quanto detto dall'aiuto relatore,
onorevole De Benedictis, in merito alle giovani professionalità
siciliane. Che cosa dice il mio emendamento? Fa riferimento al
comma 8, mi permetto e non voglio assolutamente mancare di
rispetto al relatore del disegno di legge, che lo ha dichiarato
non decaduto, non superato, ma in realtà il comma 8 dell'articolo
12 non esiste più nella nuova formulazione, quello che esiste
però sono le parole 'affidamento a professionisti singoli o
associati'. L'emendamento tende alla eliminazione delle lettere
f) e g) che fanno riferimento alle associazioni ed alle società
di ingegneria, lasciando solo i professionisti.
Signor Presidente, il mio emendamento è stato dichiarato
ancora ammissibile, ma non lo è, pertanto lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 12.43 a firma dell'onorevole Gurrieri decade
per assenza dall'aula dell'onorevole proponente.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 12.12 a firma
dell'onorevole Acierno.
ACIERNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Questo invece è sostanzialmente diverso perché qua
parliamo degli incarichi fiduciari. Io prevedo che non si possano
dare incarichi fiduciari né alle associazioni né alle società di
ingegneria. E questo perché? Perchè l'incarico fiduciario è un
rapporto tra persone fisiche, non può essere mai un rapporto tra
persona fisica e persona giuridica, ma siccome anche questo nella
nuova formulazione era stato ampiamente superato non andava messo
in discussione, per cui lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 12.41 a firma dell'onorevole
Crisafulli che viene dichiarato decaduto per assenza del
presentatore.
Si passa all'emendamento 12.36 a firma dell'onorevole
Giannopolo.
GIANNOPOLO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'assemblea ne prende atto. Si passa
all'emendamento 12.10 a firma dell'onorevole Acierno.
ACIERNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Questo emendamento Presidente deve essere posto in
votazione perché è un comma aggiuntivo rispetto sia al testo
precedente che al nuovo. Non sto a ribadire il senso del mio
emendamento perché è stato già ampiamente illustrato.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, Presidente della Commissione e relatore. Contrario a
maggioranza.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore regionale per i lavori
pubblici. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 12.10 a firma
dell'onorevole Acierno. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa agli emendamenti 12.47, 12.49a, e 12.52.
MICCICHE'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Signor Presidente, ieri ho dichiarato in Aula di
volere apporre la mia firma all'emendamento 12.47 - risulta dal
verbale - a norma dell'articolo 114 del Regolamento interno.
L'emendamento 12.47 non è solo della minoranza, di analogo
contenuto sono gli emendamenti 12.49a a firma degli onorevoli
Segreto, Amendolia e Nicotra; 12.52 a firma degli onorevoli Zago
e Oddo; 12.51 a firma dell'onorevole Mercadante; 12.50 a firma
dell'onorevole Vicari; 12.48.A a firma dell'onorevole Tricoli.
Hanno tutti la stessa identica formulazione.
Io ho apposto la firma perché è veramente singolare che un
emendamento tendente al recepimento dell'articolo 53 del DPR
numero 554 del 1999; emendamento che dovrebbe essere inserito
come emendamento aggiuntivo all'articolo 12.
Io spero che questo emendamento che veramente è di
un'enorme chiarezza, faccia pulizia delle discriminazioni sugli
studi di progettazione in cui all'origine venivano esclusi i
geologi. Con il DPR numero 554 del 1999 finisce la
discriminazione nei confronti dei geologi.
Qualcuno potrebbe dire che nell'articolo 12 è inserito, ma
non è così chiaro come può essere l'articolo 53 del DPR numero
554.
E allora non capisco la ragione per cui i componenti della
maggioranza abbiano fatto propria la richiesta dell'ordine dei
geologi di chiudere definitivamente una discriminazione che
viaggiava da molto tempo a questa parte, e che una legge come
quella che stiamo noi qui approvando, potrebbe essere l'occasione
che anche qui in Sicilia recepissimo questa normativa che fa
pulizia e chiarezza sulla discriminazione odiosa che veniva nei
confronti di un ordine professionale.
Dico questo perché io sono di una terra come quella di
Agrigento, dove il problema delle frane, delle zone sismiche é
sentito; ma non penso che ciò sia sentito solo ad Agrigento, ma è
sentito in tutta la Sicilia.
E non capisco come mai questo problema di privilegiare un
ordine professionale dove con maggior attenzione tutelano
l'incolumità di noi esseri viventi su questo triangolo di terra
che si chiama Sicilia, cioè noi a parole diciamo di difendere
l'ambiente, a parole diciamo che dobbiamo porre l'attenzione alle
problematiche del territorio sotto il profilo della sicurezza dei
suoli, e invece - qui non si tratta solo, come diceva l'onorevole
Acierno, di fare dei privilegi - ma i geologi sono quelli che ci
danno la sicurezza su dove piantare i piedi, dove piantare i
pilastri, dove noi abitiamo, caro egregio onorevole Acierno.
Il mio intervento non ha bisogno di maggiori delucidazioni
al riguardo, perché non è un emendamento che è venuto dalla mia
mente, ma è venuto da un ordine che ha sollecitato molti deputati
e che è stato appunto formalizzato con un emendamento. E non
capisco per quale motivo oggi se ne chiede il ritiro. Io chiedo
di porlo in votazione ma prima - e ho concluso - desidererei
sapere dall'assessore qual è la ragione per cui non è stato
inserito nell'articolo 12.
SCAMMACCA DELLA BRUCA, assessore per i lavori pubblici. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCAMMACCA DELLA BRUCA, assessore per i lavori pubblici. Signor
Presidente, è molto semplice, premetto che ho alcune perplessità
circa la possibilità che all'articolo 12 si possa fare delle
modifiche al DPR numero 554. Purtuttavia, credo che non sia stato
bene letto dagli estensori di questi emendamenti l'articolo 53
del D.P.R. numero 554. Esso recita esattamente così:
"Requisiti delle società di ingegneria. Ai fini dell'affidamento
dei servizi disciplinati dal presente titolo 'Affidamento dei
servizi attinenti all'architettura e all'ingegneria' le società
di ingegneria sono tenute a disporre di almeno un direttore
tecnico con funzioni di collaborazione alla definizione degli
indirizzi strategici della società e di collaborazione e
controllo sulle prestazioni svolte dai tecnici incaricati delle
progettazioni, che sia ingegnere o architetto o laureato in una
disciplina tecnica" tra cui sono certamente compresi agronomi e
geologi "attinente all'attività prevalente svolta dalla società,
abilitato all'esercizio della professione dal almeno dieci anni
nonchè iscritto al momento dell'assunzione dell'incarico al
relativo albo professionale, eccetera".
Al direttore tecnico, così definito, o ad altro ingegnere o
architetto da lui dipendente abilitato all'esercizio della
professioni e iscritto al relativo albo, la società delega il
compito di approvare e controfirmare gli elaborati tecnici.
Ci sono varie considerazioni da fare nelle formulazioni.
Intanto, è inutile allargare ad alte professionalità poichè
sono tutte ricomprese nella dizione "laureato in una disciplina
tecnica attinente all'attività prevalente" e pur tuttavia , con
tutto il rispetto per gli ordini professionali dei geometri e dei
periti industriali sarebbe quanto meno singolare avere
subordinati ad essi dei laureati e quindi questa norma che -
ripeto - riguarda le società di ingegneria come regolamentate da
norme europee è già sufficientemente ampia e noi riteniamo che
questi emendamenti siano semplicemente restrittivi e non
comportino alcun utile vantaggio per le professionalità ivi
indicati.
Per questo, in Commissione, esattamente per gli stessi
motivi, ho dato parere assolutamente negativo raccogliendo la
disponibilità dei sottoscrittori di maggioranza al ritiro degli
emendamenti.
PRESIDENTE. Si passa agli emendamenti numero 12.47
dell'onorevole Miccichè, 12.49a e 12.52.
Il parere del Governo?
SCAMMACCA DELLA BRUCA, assessore per i lavori pubblici.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Li pongo congiuntamente in votazione.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(Non sono approvati)
PRESIDENTE.L'emendamento 12.48 decade per assenza del
firmatario.
L'emendamento 12.55 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 12.46R così come
modificato.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
( E' approvato)
Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 21.35, è ripresa alle ore 21.58)
Presidenza del vicepresidente Fleres
Presidenza del vicepresidente Fleres
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FLERES
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi si passa all'articolo 15, ne do lettura:
Art. 15.
Procedure di scelta del contraente
1. Al comma 2, dell'articolo 20, della legge n. 109 del
1994 dopo le parole 'ponendo a base di gara un progetto'
inserire le seguenti: 'almeno di livello'.
2. Il comma 4, dell'articolo 20, della legge n. 109 del
1994, è sostituito dal seguente:
'4. L'affidamento di appalti mediante appalto concorso è
consentito ai soggetti appaltanti in seguito a propria
motivata decisione, previo parere della 'Conferenza speciale
dei servizi per i lavori pubblici' di cui all'articolo 7 bis,
per i lavori di importo pari o superiore a 25 milioni di
euro, per speciali lavori o per la realizzazione di opere
complesse o ad elevata componente tecnologica, la cui
progettazione richieda il possesso di competenze particolari
o la scelta tra soluzioni tecniche differenziate. Lo
svolgimento della gara è effettuato sulla base di un progetto
preliminare, redatto ai sensi dell'articolo 16, nonché di un
capitolato prestazionale corredato dell'indicazione delle
prescrizioni, delle condizioni e dei requisiti tecnici
inderogabili. L'offerta ha ad oggetto il progetto esecutivo
ed il prezzo.'
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dal Governo: emendamenti 15.7 e 15.8;
- dall'onorevole Lo Giudice: emendamento 15.2;
- dagli onorevoli Cracolici e Oddo: emendamento 15.1;
- dall'onorevole Beninati: emendamento 15.5 e 15.6;
- dagli onorevoli De Benedictis e Oddo: emendamento 15.4.
Comunico che sono stati presentati dal Governo i seguenti
subemendamenti 15.7.1, 15.8.1 e 15.8.2.
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 22.00, è ripresa alle ore 22.02)
La seduta è ripresa.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'allegato
emendamento 15R di riscrittura dell'articolo 15, che assorbe
altresì gli emendamenti 15.7, 15.8, 15.5.1, 15.8.2, 15.7.1 e
15.6.
SCAMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
SCAMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici. Signor
Presidente, volevo ricordare, per comodità di lettura dei testi
degli emendamenti, che il comma 1 dell'articolo 20 della legge
109 così recita: "gli appalti di cui all'articolo 19 sono
affidati mediante pubblico incanto o licitazione privata". Il
termine "licitazione privata" è stato eliminato con un articolo
previsto - come ricorderà l'onorevole Giannopolo - per tutta la
legge.
Gli emendamenti, quindi, che erano finalizzati soltanto a
cassare dal recepimento la locuzione "licitazione privata" sono,
di fatto, assorbiti da questo emendamento già apprezzato
dall'Aula.
PRESIDENTE. L'onorevole Assessore precisa che il termine
"licitazione privata" contenuto nell'emendamento 15R è da
considerarsi non scritto, perchè l'articolo 1 lo elimina a monte.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, comprendo
quanto detto dall'Assessore e prendo atto dell'intendimento
confermato da parte del Governo di abrogare la licitazione
privata. Non è ancora abrogata, onorevole assessore, non ricordo
di avere votato un testo degli articoli che fino ad ora abbiamo
votato relativo all'abrogazione della licitazione privata.
Aggiungo, però, che se l'articolo 15 del testo al nostro
esame riguarda le procedure di scelta del contraente, va
affermato che - qualora fosse una ripetizione, mi dispiace - la
procedura di scelta del contraente avviene attraverso pubblico
incanto. E' una norma di principio come procedura di scelta, poi
l'abrogazione di licitazione privata che fate successivamente e
non ora...
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore ai lavori pubblici.
L'articolo 1.
CRACOLICI. Può darsi che mi sbagli io, ma poichè l'articolo 1
è stato accantonato...
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici.
Onorevole Cracolici, mi scusi se la interrompo, l'articolo 1 è
accantonato ma dal Governo è stato presentato l'emendamento 1.17.
Vorrei ricordare che l'articolo 1 definisce esattamente il
recepimento, i suoi limiti, le sue modalità. L'emendamento 1.17
ex c.1.3 così recita: "I riferimenti alle licitazioni private
contenute nella legge 109/1994 e successive modificazioni e nei
regolamenti di attuazione della stessa non si applicano
nell'ambito della Regione ad eccezione di quelli relativi alla
licitazione privata per la concessione di costruzione e gestione
e di quelli di cui al titolo II della presente legge che sono
forniture e servizi". E' pur vero, però, che l'articolo 1 è
stato accantonato.
CRACOLICI. Fino ad ora non lo abbiamo affrontato
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici.
Correva l'obbligo di dire perchè alcuni emendamenti che volevano
soltanto cassare la parola "licitazione privata" ...
CRACOLICI. In ogni caso, mi permetto di insistere nel dire
che, poichè l'articolo 15 riguarda le procedure di scelta del
contraente, affermare che le procedure di scelta avvengono
attraverso pubblico incanto non vuol dire aggiungere o ridire una
cosa già detta all'articolo 1 perchè attiene alla procedura di
scelta, visto che questo articolo ha un titolo definito su come
si sceglie il contraente in materia di appalti in Sicilia.
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici. Forse
c'è un equivoco, è' bene chiarirlo. L'articolo 15 modifica
marginalmente l'articolo 20 della legge 109 che così recita: "Gli
appalti di cui all'articolo 19 della legge "Merloni" sono
affidati mediante pubblico incanto o licitazione privata".
Quindi, quello che ella desiderava è perfettamente recepito
nella legislazione siciliana, con la particolarità che le parole
"o licitazione privata" non hanno valore ex emendamento 1.17
all'articolo 1, che è l'articolo generale che regolamenta tutta
la lettura della norma. Pur tuttavia, si può sempre inserire uno
specifico emendamento all'articolo 15.
PRESIDENTE. Onorevole Assessore, l'onorevole Cracolici afferma
che poichè l'articolo 1 non è stato ancora votato e pertanto non
è stato votato l'emendamento, considera la sua affermazione
soltanto una intenzione del Governo della quale l'Aula prende
atto ed è una valutazione di natura politica. Per cui bisogna
intendersi sul tipo di impegno che si assume: se l'impegno è
quello di mantenere l'emendamento 1.17 e dunque di eliminare la
licitazione privata, credo che si possa andare avanti senza
ulteriore indugio.
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a mio
avviso l'emendamento dell'onorevole Cracolici va approvato perché
interviene sul comma 1 dell'articolo 20 della "Merloni". Il testo
del Governo, invece, interviene sul comma 2.
Il comma 1 dell'articolo 20 della "Merloni" recita: "Gli
appalti di cui all'articolo 19 sono affidati mediante pubblico
incanto o licitazione privata", quindi, in ogni caso noi dobbiamo
modificare il comma 1 dell'articolo 20. Pertanto, ritengo che
l'emendamento dell'onorevole Cracolici va in ogni caso approvato
perché è coerente oggi, per ieri e per domani. Quindi, invito il
Governo ad apprezzarlo.
LO GIUDICE . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE . Signor Presidente, onorevoli colleghi,
praticamente sosteniamo tutti la stessa tesi, si vogliono, però,
creare le cose ingarbugliate. L'emendamento 15.2 a mia firma (e
ve ne è un altro dell'onorevole Cracolici) così recita: "Prima
del comma i è inserito il seguente comma: '1. Il comma 1
dell'articolo 20 è così sostituito '1. gli appalti di cui
all'articolo 19 della legge 109 del 1994 sono affidati mediante
pubblico incanto'".
PRESIDENTE. Onorevole Lo Giudice, il Governo accede alla sua
ipotesi e a quella dell'onorevole Cracolici. Pertanto, pongo
congiuntamente in votazione gli emendamenti 15.2 e 15.1 aventi
identico contenuto. Il parere del Governo?
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Sono approvati)
Si passa all'emendamento 15.4 degli onorevoli De Benedictis
e Oddo.
ODDO. Anche a nome dell'onorevole De Benedictis, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 15.5 della Commissione.
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 15R così come modificato.
LO GIUDICE . Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE . Signor Presidente, il comma 5 dell'emendamento di
riscrittura 15R così recita: "Con decreto dell'Assessore
regionale per i lavori pubblici, entro novanta giorni dalla data
di entrata in vigore della presente legge, ..." bisogna stare
attenti a questa data perché è importante, perché poi non
possiamo dire i bandi entro novanta giorni e la legge entra in
vigore dopo trenta giorni "... e sentito il parere della
competente Commissione legislativa dell'Assemblea regionale
siciliana, sono emanati bandi tipo che dovranno essere adottati
ed applicati conformemente...".
Non so se mi sbaglio, ma il bando può essere o bando tipo o
bando tipo uniforme; se è un bando tipo c'è la possibilità che
nell'ambito di questo bando tipo ci sia la possibilità di
derogare o di interpretare in un certo modo, se invece è un bando
tipo uniforme, che vuol dire che è uguale per tutti, c'è qualcosa
di diverso.
Allora, se è bando tipo non ci può essere dichiarazione di
conformità perché non esiste il bando tipo. Vi faccio un
esempio: se si stabilisce la cifra di affari e resta la
discrezione, la cifra di affari può essere uguale, il doppio o la
metà del progetto che va in gara; se invece si stabilisce che
deve essere uguale al progetto che va in gara, allora il bando è
a tipo uniforme, quindi uguale per tutti.
Dobbiamo chiarire, dunque, se intendete bando tipo o bando a
tipo uniforme, altrimenti la dichiarazione di conformità nessun
responsabile del provvedimento la potrà apporre.
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, io credo che quando abbiamo
discusso di questa questione in Commissione ci si intendeva
riferire al fatto che i bandi dovevano essere uniformi, cioè che
non ci doveva essere possibilità di variazione, nè sostanziali nè
marginali, tranne le variazioni di rito, il luogo, l'importo o
le categorie che comportano una determinata opera. E, del resto,
la certificazione di conformità viene richiesta perchè si
presuppone che il bando che viene adottato debba essere uguale
perchè altrimenti nessuno potrà mai dichiarare la conformità.
Quindi, forse, nell'emendamento dell'Assessore, bisogna
scrivere, più che "conformemente", "uniformemente". Ci si
intendeva riferire al bando uniforme, perchè la certificazione
del responsabile del procedimento non può che fondarsi sulla
uniformità dei comportamenti, altrimenti diventa un giudizio più
che una certificazione da parte del responsabile del
procedimento.
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCAMMACCA DELLA BRUCA , Assessore per i lavori pubblici. Signor
Presidente, obbiettivamente io ho preso atto e ringrazio del
suggerimento fornito. Chiedo l'accantonamento dell'articolo
perchè debbo approfondire. Non ho motivo di mettere in dubbio i
suggerimenti e i contenuti, pur tuttavia credo che stiamo
discutendo su una terminologia che non conosco tanto a fondo da
potere rispondere. Quindi, confesso il mio profondo imbarazzo e
chiedo l'accantonamento dell'articolo.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, larticolo 15 con i
relativi emendamenti è accantonato.
Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:
" Art. 16.
Criteri di aggiudicazione e commissioni giudicatrici
1. Al comma 1, dell'articolo 21, della legge n. 109 del
1994 sono apportate le seguenti modifiche: alla lettera a)
sono soppresse le parole 'ovvero mediante offerta a prezzi
unitari' ; alla lettera b) sono soppresse le parole 'ovvero
mediante le predetta offerta a prezzi unitari'; alla lettera
c) è soppresso l'inciso 'la predetta'.
2. Al comma 1 bis, dell'articolo 21, della legge n. 109
del 1994 è soppresso il secondo periodo; dopo il terzo
periodo sono inseriti i seguenti: 'Il bando o la lettera di
invito possono precisare le modalità di presentazione delle
giustificazioni, nonché indicare quelle eventualmente
necessarie per l'ammissibilità delle offerte. Ove l'esame
delle giustificazioni richieste e prodotte non sia
sufficiente ad escludere l'incongruità della offerta, il
concorrente è chiamato ad integrare i documenti
giustificativi ed all'esclusione potrà provvedersi solo
all'esito della ulteriore verifica, in contraddittorio'.
3. Dopo il comma 1 bis, dell'articolo 21, della legge n.
109 del 1994, è inserito il seguente comma:
'1 ter. L'aggiudicazione degli appalti mediante pubblico
incanto o licitazione privata può essere effettuata con il
criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa,
determinata in base agli elementi di cui alla lettera a), del
comma 2, nel caso di appalti di importo superiore alla soglia
comunitaria in cui, per la prevalenza della componente
tecnologica o per la particolare rilevanza tecnica delle
possibili soluzioni progettuali, si ritiene possibile che la
progettazione possa essere utilmente migliorata con
integrazioni tecniche proposte dall'appaltatore.'"
Comunico che sono stati presentati gli allegati emendamenti:
- dal Governo: emendamento 16.17;
- dall'onorevole Lo Giudice: emendamento 16.6;
- dagli onorevoli Maurici, Fleres e Catania Giuseppe:
emendamento 16.4;
- dall'onorevole Forgione ed altri: emendamenti 16.1a e 16.1b;
- dagli onorevoli Giannopolo, De Benedictis e Oddo:
emendamento 16.12;
- dall'onorevole Leontini: emendamento 16.15;
- dagli onorevoli Giannopolo e Oddo: emendamenti 16.7, 16.8,
16.13 e 16.16;
- dagli onorevoli Raiti e Morinello: emendamento 16.14;
- dagli onorevoli Cracolici e Oddo: emendamenti 16.9 e 16.10;
- dall'onorevole Cintola: emendamento 16.5;
- dagli onorevoli Ardizzone, Sbona e Paffumi: emendamenti 16.2
e 16.3;
- dalla Commissione: emendamento 16.2.1.
Comunico che sono stati presentati dal Governo gli allegati
subemendamenti 16.2.1 bis, 16.2.2 e 16.17.1.
Comunica altresì che è stato presentato dal Governo
l'allegato emendamento 16 R di riscrittura dell'articolo 16, la
cui approvazione assorbirebbe gli emendamenti del Governo 16.2.1
bis, 16.2.2 e 16.17.1.
Si passa all'emendamento di riscrittura 16R.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, intervengo - mi rivolgo al
Governo - perchè, come tutti sanno, c'è stata una fase di
elaborazione e di confronto tra l 'opposizione ed il Governo
nella formazione della legge, e uno dei punti cardini sul quale
si è discusso ha riguardato i criteri di aggiudicazione; ed era
uno dei punti sul quale si era pervenuti ad un accordo.
Noi avevamo vincolato la nostra adesione a questa ipotesi,
tant'è che i colleghi potranno vedere che ci sono diversi
emendamenti presentati. La nostra posizione iniziale era quella
che ci eravamo attestati sul massimo ribasso; poi abbiamo
presentato emendamenti che riguardavano i criteri di
aggiudicazione che prevedevano il ricorso al bussolotto, per
rendere imprevedibile l'aggiudicazione. E, quindi, abbiamo fatto
passi indietro rispetto alla nostra impostazione per raggiungere
un accordo con la maggioranza.
Nell'ambito di questo accordo era prevista l'approvazione di
questo criterio di aggiudicazione, che è analogo a quanto
previsto dalla Merloni ter, sottosoglia, e contemporaneamente,
però, perchè si combinano i due elementi, la previsione,
contenuta nella legge, di ricorrere alla cauzione o, in
subordine, alla fidejussione bancaria.
Io, onorevole Assessore, le chiedo che venga confermato
davanti all'Aula il tenore dell'accordo raggiunto e che ci sia un
impegno, stasera, dichiarato del Governo di mantenere la cauzione
o la fidejussione bancaria, perchè per noi questi due elementi
sono due elementi che si combinano, che costituiscono un elemento
di selezione per la partecipazione alla gara.
Le chiedo, pertanto, che dinanzi all'Aula venga assunto e
venga mantenuto l'impegno che, in altre sedi, lei, che è stato il
tessitore di una - noi riteniamo - positiva mediazione, possa
mantenersi in modo tale da potere andare avanti con i lavori
d'Aula.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono
dell'avviso che l'argomentazione che è stata testè portata avanti
dall'onorevole Speziale è congrua e seria.
E, poichè abbiamo detto, però, che stasera vogliamo
approvare gli articoli che non hanno diversificazioni di sorta,
noi manteniamo il principio dell'incontro fatto e degli impegni
assunti, che vogliamo realizzare insieme alla minoranza che con
noi ha portato avanti questo disegno di legge.
Però diciamo, altresì, che un approfondimento è giusto, e
quindi chiediamo un accantonamento dell'articolo 16, che ha la
sua refluenza con quanto l'onorevole Speziale ha detto. E,
quindi, saremmo per chiedere all'Aula di esaminare gli articoli a
seguire, quelli che non hanno emendamenti 'pesanti'. Dopodichè la
discussione la trasferiamo a martedì, anche perchè saremmo più
completi, saremmo meno stanchi di quanto non siamo questa sera.
A me pare che questa sera sia da salvaguardare innanzitutto
il principio che ci ha consentito di proseguire i lavori, signor
Presidente, cioè, di un accordo che è un accordo che si sta
rivelando, alla luce del sole, pacifico, per fare la legge
migliore possibile.
Per cui, mi permetto di chiedere l'accantonamento
dell'articolo 16 per le cose giuste e corrette che l'onorevole
Speziale ha detto, e procedere con i tre, quattro articoli, a
seguire, che non portano come conseguenzialità emendamenti
'pesanti' e che ci possono fare chiudere la serata, anche data la
stanchezza e data anche la necessità che non c'è l'autorità
necessaria per potere definire e dare i giudizi positivi che su
quell'accordo, finora, hanno basato il lavoro e che su
quell'accordo intendiamo portare avanti entro i limiti corretti
di interpretazione e di fattibilità.
BENINATI, Presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI, Presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, visto il clima, vorrei avanzare una proposta, quale
Presidente della Commissione e conoscendo gli articoli
successivi. Onorevoli colleghi, l'articolo 17 è un articolo che
verrà soppresso, l'articolo 18 viene accantonato, l'articolo 19
lo accantoniamo pure ..
(Interruzione dell'onorevole Giannopolo)
BENINATI, Presidente della Commissione e relatore. Mi scusi,
onorevole Giannopolo, la proposta riguarda quegli articoli che
saranno soppressi.
PRESIDENTE. Mi sembra una proposta molto ragionevole,
onorevole Beninati. Se non sorgono osservazioni ...
SPEZIALE. Ho chiesto al Governo di pronunziarsi.
PRESIDENTE. Stiamo parlando, onorevole Speziale, non di
articoli di merito, ma di articoli da abrogare.
SPEZIALE. Ho posto una domanda al Governo; il Governo risponda
se si mantengono gli accordi sul testo che abbiamo concordato.
Risponda in Aula e noi andremo avanti. Peraltro, un autorevole
esponente della maggioranza, l'onorevole Cintola, ha detto di
essere d'accordo
PRESIDENTE. Onorevole Assessore, l'onorevole Speziale,
capogruppo dei Democratici di sinistra, desidera conoscere
l'opinione del Governo relativamente alle garanzie da fornire in
sede di presentazione di offerta.
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici.
Signor Presidente, c'era un accordo di principio, mi pare che lo
spirito dell'intervento dell'onorevole Cintola fosse quello di
andare avanti mantenendolo e, pur tuttavia, tenendo fuori dalla
discussione di questa sera quegli articoli che, in ogni qual
modo, potessero avere refluenza su tali aspetti o essere da essi
influenzati. Per cui, sostanzialmente, ciò che ha detto
l'onorevole Beninati, mi pare il 18, 19 ed eventualmente anche il
22 sui collaudi, non credo che vi sia differenza di opinioni.
PRESIDENTE.L'articolo 16, con i relativi emendamenti, è
accantonato.
Onorevole Speziale, l'onorevole Assessore mi sembra che
abbia detto che non c'è una inversione di tendenza, probabilmente
c'è la necessità di un approfondimento, ma intanto mi sembra che
voglia accogliere la proposta dell'onorevole Beninati di
procedere alla votazione, che peraltro è quasi una formalità,
degli articoli che devono essere soppressi. Ci sono osservazioni?
La proposta dei DS è quella di aggiornarci, sostanzialmente,
a martedì. C'era già stato un accordo fra i capigruppo sul rinvio
della seduta a martedì
CAPODICASA. Non è la proposta dei DS
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per due
minuti.
La seduta sospesa alle ore 22.30 è ripresa alle ore 22.31
PRESIDENTE. La seduta è ripresa. Poichè siamo ad uno snodo
delicato del disegno di legge e poichè non c'è una uniformità di
vedute rispetto al modo di procedere, se andare avanti stasera,
se andare avanti domani, se andare avanti e aggiornare la seduta
a martedì, la proposta della Presidenza è che rispetto
all'aggiornamento che era stato notificato alla Presidenza, cioè
quello relativo a martedì mattina alle ore 11 con sospensione
dell'Aula alle 12 per consentire l'audizione del Presidente della
Regione in commissione Statuto e ripresa dei lavori
immediatamente dopo, rispetto a questa proposta che sembrava
essere quella su cui c'era una convergenza, (ma così non pi pare)
la Presidenza intende dare la parola ad un deputato a favore e ad
uno contro per poter poi assumere una decisione.
SPEZIALE. Il calendario dei lavori può essere modificato
soltanto dalla Conferenza dei Capigruppo.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, lei sa che l'Aula da questo
punto di vista è sovrana. Ci sono delle novità, onorevole
Speziale; la Conferenza dei Capigruppo non può prevedere tutto,
può stabilire un percorso, ma, per esempio, non aveva stabilito
che giorno 15 è la festa di Santa Rosalia. La Conferenza dei
Capigruppo non l'aveva previsto.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Signor Presidente, intervengo per ricordarle che
la Conferenza dei Capigruppo aveva stabilito un calendario dei
lavori in cui era previsto che nella giornata di domani si
continuassero i lavori d'Aula.
Questo anche nel quadro di un accordo raggiunto sul testo
del disegno di legge che aveva ipotizzato la possibilità che si
chiudesse addirittura nella giornata di domani; cosa sulla quale
come si vede nel corso dei lavori d'Aula da parte nostra c'è
stato il massimo di spirito di collaborazione per cercare di
tirare fuori un testo che noi riteniamo di averlo in qualche modo
migliorato.
Dopodiché nasce una questione che è tutta politica ancor
prima che regolamentare.
Abbiamo detto se gli accordi che non sono stati sottoscritti
ma che comunque sono noti a tutti se il Governo intende
mantenerli.
C'è stato un esponente della maggioranza che è l'onorevole
Cintola che ha detto che gli accordi saranno mantenuti.
Abbiamo chiesto al Governo che il governo confermasse
all'Aula. Se il Governo conferma che che gli accordi vengono
mantenuti noi siamo perchè si possa andare avanti anche stasera
anche domani. Non C'è nessuna difficoltà. Non c'è una ostilità
dell'opposizione.
Se invece da parte del governo dovessimo registrare che c'è
un orientamento diverso rispetto agli accordi fatti e c'è un
ritorno indietro evidentemente questa è una valutazione di
carattere politico e non una valutazione di carattere
regolamentare.
In questo caso in ogni caso noi chiediamo che si prosegua
nei lavori stabiliti dalla Conferenza dei Capigruppo e che lei
Presidente se vuole modificare il calendario dei lavori
riconvochi una nuova conferenza dei capigruppo così come
stabilito dal Regolamento.
Noi non dobbiamo votare niente. Nessuna proposta che lei fa
all'Aula, lei eventualmente se vuole modificare il calendario dei
lavori riconvochi la conferenza dei capigruppo e in quella sede
si fa una proposta di modifica del calendario dei lavori e si
porta all'Aula.
Questo prevede il Regolamento e lei autorizzato ad andare
oltre il Regolamento.
Pertanto io mi auguro che ci sia un atteggiamento
responsabile da parte del governo perchè noi dobbiamo fare la
legge, abbiamo detto dobbiamo fare la legge presto, dobbiamo
dotare la Sicilia di una legge sugli appalti, io mi auguro che da
parte del Governo che è stato tra l'altro il mediatore rispetto a
questo accordo su delega della maggioranza venga confermato che
l'accordo nei suoi contenuti viene mantenuto e noi siamo disposti
ad andare avanti.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi abbiamo
affrontato, come sosteneva l'onorevole Speziale questa legge con
grande spirito di collaborazione perché credo che ognuno di noi
sia animato dal proposito di fare un'ottima legge, una buona
legge per la Sicilia. Non credo che ci siano qui dentro dei
deputati, dei colleghi che vogliano fare una cattiva legge per la
Sicilia.
L'introdurre in questo dibattito delle condizioni che
suonano come diktat non possono non essere viste come un ostacolo
che si vuole frapporre rispetto ad un percorso che invece ha
visto la condivisione.
Quando l'onorevole Speziale chiama in causa il governo è un
politico troppo avveduto, l'onorevole Speziale, per non rendersi
conto che le leggi le fa il Parlamento per cui questa richiesta
da parte dell'onorevole Speziale, casomai, dovrebbe essere
rivolta alla maggioranza più che al governo, perché si potrebbe
pure verificare il caso, non si è verificato,
SPEZIALE. La mediazione l'abbiamo fatta col governo.
FORMICA. Benissimo, ma siccome la deve discutere il Parlamento
e poi alla fine la dobbiamo votare noi qui dentro, mi sembra più
logico e più giusto che, laddove c'è da discutere, laddove c'è da
approfondire, lo si faccia nei luoghi preposti per farlo e cioé
il Parlamento perché si potrebbe verificare, non accadrà, che il
governo dia un'assicurazione, per parte sua, su un intendimento e
che poi la maggioranza che si forma in Parlamento sia d'avviso
contrario.
Ora io non credo che i DS vogliano portare la loro posizione
fino ad estremizzarla, a mettersi di traverso, cioé ad impedire
la legge su un argomento sul quale siamo disposti a discutere,
anche ad accogliere le proposte dei DS. Ma è inaccettabile che,
nel momento in cui si dice, e lo si è fatto e lo hanno dimostrato
le opposizioni tutte, DS compreso, che hanno la voglia di fare,
di collaborare per fare questa legge, si arriva in dirittura
finale, quando c'è l'accordo su tutto, a porre, a frapporre un
ostacolo di merito su una questione che possiamo discutere e che
siamo disposti a discutere, ma non possiamo accettare un diktat
in quest'Aula che chiama in causa un accordo fatto col governo su
un argomento del quale si è parlato in Commissione a lungo, sul
quale siamo disposti a parlare e a discutere, ma non possiamo
accettare il diktat e soprattutto non possiamo accettare che ci
si proponga di voler fare la legge ma di fatto, poi, si cerchi
con un'atteggiamento che, per quel che abbiamo visto finora, non
è giustificato perché i DS, come tutto il Parlamento, hanno
collaborato lealmente a fare la legge.
Quindi, non è giustificata questa presa di posizione o
almeno così ci appare.
Per cui io inviterei i colleghi parlamentari
dell'opposizione a continuare sulla strada sulla quale abbiamo
lavorato assieme finora e che ha dato ottimi frutti per la legge,
ma non porre diktat.
PRESIDENTE. Vorrei invitare i colleghi a consentire alla
Presidenza di formarsi un orientamento rispetto all'andamento dei
lavori.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, sarò brevissimo. Io ritengo di
dovere riportare a quello che è stato il tentativo, nel momento
in cui abbiamo su un articolo trovato difficoltà, e che era
l'articolo 16.
Sull'articolo 16 abbiamo avuto difficoltà.
Abbiamo detto di andare avanti per quegli articoli che non
hanno emendamenti accanto e fino a questo momento io non capisco
cosa sia nato e sorto che possa fare incrinare un rapporto e un
impegno che è stato assunto solennemente dalla maggioranza nel
momento in cui si è incontrata con l'opposizione alla presenza
del Governo.
Io non capisco perché si dica che vogliamo continuare
domani, quando ci è stato chiesto informalmente di evitare domani
per arrivare a martedì, e lo abbiamo detto insieme, nessuno prima
e nessuno dopo. E allora con calma eravamo del principio di
continuare come maggioranza anche domani e abbiamo accolto,
giustamente e dignitosamente, nel rapporto che si è instaurato in
cui l'opposizione ha fatto vedere di essere disposta a portare
avanti una legge, a migliorarla, a darne tutti i contenuti e così
abbiamo fatto anche noi come maggioranza. 62 è più di 28 e ci
siamo comportati esattamente con la pari dignità che spettava ad
ogni singolo emendamento che abbiamo apprezzato, votato senza
considerare se veniva dalla maggioranza o dall'opposizione.
Ad oggi cosa è avvenuto poi? E' avvenuto l'accantonamento di
un articolo, il 16, e abbiamo detto "andiamo avanti con il 17,
18, 19, 20" quelli che erano, con quelli sui quali non ci sono
contrasti e potere chiudere stasera dicendo "abbiamo fatto il 50
per cento del nostro lavoro".
Io non comprendo perché c'è stata una richiesta di
riconferma di un accordo che nessuno ha smentito; io non
comprendo, essendo il presidente di un Gruppo parlamentare nel
quale è anche iscritto il Presidente della Regione e sono 16
deputati, perché ancora gli amici della minoranza hanno bisogno
di una riconferma di un atto che abbiamo statuito e sul quale
intendiamo discutere e definirlo nei tempi che siano quelli
normali e sui quali noi non abbiamo detto una parola in meno fino
al momento in cui sto parlando.
Io sono autorizzato ancora, fino a questo momento, a portare
avanti un accordo che se c'è qualcuno che deve rompere non sarò
io a romperlo, non sarà l'Aula a romperlo; se c'è qualcuno che
avrà intenzione di romperlo darà la propria paternità alla
rottura.
Noi vogliamo la legge e vogliamo la legge per la Sicilia,
vogliamo la legge italiana in Sicilia. Ecco, su questo io
invito non l'Assessore a pronunziarsi, perché chissà cosa deve
dire l'Assessore, io debbo dire che è l'Aula e l'Assemblea che ha
preso gli impegni ed è l'Assemblea che li mantiene portandoli
avanti. La rottura oggi, nessuno ha parlato di rottura; non
comprendo perché ci sia bisogno di una riconferma che ad oggi
nessuno ha modificato.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 17. Ne do lettura.
"Art. 17.
Licitazione privata e licitazione privata semplificata
1. Al comma 1 ter, dell'articolo 23, della legge n. 109
del 1994 il quarto periodo è sostituito dai seguenti: 'Ogni
domanda deve indicare gli eventuali altri soggetti a cui sono
state inviate le domande e deve essere corredata da una
autocertificazione, ai sensi della vigente normativa in
materia, con la quale il richiedente attesta il possesso
delle qualifiche e dei requisiti previsti dal decreto del
Presidente della Repubblica 25 gennaio 2000, n. 34, di non
trovarsi in nessuna delle cause di esclusione dalle gare
d'appalto e di non aver presentato domanda in numero
superiore a quanto previsto al secondo periodo del presente
comma. Le stazioni appaltanti procedono a verifiche a
campione sui soggetti concorrenti e comunque sui soggetti
aggiudicatari.'."
Comunico che all'articolo 17 sono stati presentati i
seguenti emendamenti:
- dal Governo: emendamento 17.7;
- dagli onorevoli Zago e Oddo: emendamento 17.2;
- dall'onorevole Giannopolo: emendamento 17.3;
- dall'onorevole Crisafulli: emendamento 17.5;
- dall'onorevole Gurrieri: emendamento 17.6;
- dall'onorevole Lo Giudice: emendamento 17.1;
- dagli onorevoli De Benedictis e Oddo: emendamento 17.4.
Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti 17.7, 17.2
e 17.3 interamente soppressivi dell'articolo. Il parere della
Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Sono approvati)
Gli emendamenti 17.5, 17.6, 17.1 e 17.4 sono preclusi.
L'articolo 18, con i relativi emendamenti, è accantonato.
Si passa all'articolo 19. Ne do lettura.
"Art. 19.
Varianti in corso d'opera
1. Il comma 3, dell'articolo 25, della legge n. 109 del
1994 è sostituito dal seguente:
'3. Non sono considerati varianti ai sensi del comma 1
gli interventi disposti dal direttore dei lavori per
risolvere aspetti di dettaglio, che siano contenuti entro un
importo non superiore al 20 per cento dell'importo
contrattuale per i lavori di recupero, ristrutturazione,
manutenzione e restauro e al 10 per cento per tutti gli altri
lavori delle categorie di lavoro dell'appalto e che non
comportino un aumento dell'importo del contratto stipulato
per la realizzazione dell'opera. Sono inoltre ammesse,
nell'esclusivo interesse dell'amministrazione, le varianti,
in aumento o in diminuzione, finalizzate al miglioramento
dell'opera e alla sua funzionalità, sempreché non comportino
modifiche sostanziali e siano motivate da obiettive esigenze
derivanti da circostanze sopravvenute e imprevedibili al
momento della stipula del contratto. L'importo in aumento
relativo a tali varianti non può superare il 10 per cento
dell'importo originario del contratto e deve trovare
copertura nella somma stanziata per l'esecuzione dell'opera
tra le somme a disposizione dell'amministrazione alla voce
imprevisti.
2. Dopo il comma 3, dell'articolo 25, della legge n. 109
del 1994 sono inseriti i seguenti commi:
'3 bis. Il cumulo dell'importo aggiuntivo per opere o
lavori oggetto delle perizie suppletive, disposto
direttamente dal direttore dei lavori non può eccedere il 20
per cento dell'importo contrattuale.
3 ter. Le perizie di variante e/o suppletive che non
eccedono il 10 per cento dell'importo contrattuale sono
redatte dal direttore dei lavori e trasmesse al responsabile
del procedimento per presa d'atto.
3 quater. Le perizie di variante e/o suppletive comprese
tra il 10 per cento e il 20 per cento dell'importo
contrattuale sono redatte dal direttore dei lavori e
approvate dal responsabile del procedimento senza ulteriori
pareri. Per la copertura finanziaria ed al relativo
giustificativo ci si avvale delle risorse previste per il
finanziamento delle perizie dal comma 12, dell'articolo 14
bis.'
3. Al comma 5 bis, dell'articolo 25, della legge n. 109
del 1994 sono soppresse le parole 'l'inadeguata valutazione
dello stato di fatto'; alla fine è inserito il seguente
periodo: 'In caso di appalto integrato di cui alla lettera
b), comma 2, dell'articolo 19 si considera, altresì, errore
od omissione di progettazione l'inadeguata valutazione dello
stato di fatto.'"
Comunico che all'articolo 19 sono stati presentati i
seguenti emendamenti:
- dal Governo: emendamento 19.1;
- dall'onorevole Cintola: emendamento 19.4;
- dagli onorevoli Zago e Oddo: emendamento 19.5;
- dall'onorevole De Benedictis: emendamento 19.7.
Onorevoli colleghi, l'emendamento 19.1 è da intendersi
interamente sostitutivo dell'articolo 19.
L'articolo 19, con i relativi emendamenti, è accantonato.
Si passa all'articolo 20. Ne do lettura.
"Art. 20.
Variazioni ed addizioni al progetto approvato
1. Dopo l'articolo 25, della legge n. 109 del 1994, è
inserito il seguente articolo:
'Articolo 25 bis
Variazioni ed addizioni al progetto approvato
1. Nessuna variazione o addizione al progetto approvato
può essere introdotta dall'appaltatore se non è disposta dal
direttore dei lavori nel rispetto delle condizioni e dei
limiti indicati all'articolo 25.
2. Il mancato rispetto di tale disposizione non dà titolo
al pagamento dei lavori non autorizzati e comporta la rimessa
in pristino, a carico dall'appaltatore, dei lavori e delle
opere nella situazione originaria secondo le disposizioni del
direttore dei lavori.
3. Qualora per uno dei casi previsti dall'articolo 25,
sia necessario introdurre nel corso dell'esecuzione
variazioni o addizioni non previste nel contratto, il
direttore dei lavori, sentiti il responsabile del
procedimento ed il progettista, promuove la redazione di una
perizia suppletiva o di variante, indicandone i motivi
nell'apposita relazione da inviare alla stazione appaltante.
4. L'appaltatore ha l'obbligo di eseguire tutte le
variazioni ritenute opportune dalla stazione appaltante e che
il direttore lavori gli abbia ordinato purché non mutino
sostanzialmente la natura dei lavori compresi nell'appalto.
5. Gli ordini di variazione fanno espresso riferimento
all'intervenuta approvazione, salvo il caso di cui al comma
3, dell'articolo 25.
6. Le variazioni sono valutate ai prezzi di contratto, ma
se comportano categorie di lavorazioni non previste o si
debbano impiegare materiali per i quali non risulta fissato
il prezzo contrattuale si provvede alla formazione di nuovi
prezzi a norma dell'articolo 136, del decreto del Presidente
della Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554.
7. L'accertamento delle cause, delle condizioni e dei
presupposti che a norma del comma 1, dell'articolo 25
consentono di disporre varianti in corso d'opera è demandato
al responsabile del procedimento, che vi provvede con
apposita relazione a seguito di approfondita istruttoria e di
motivato esame dei fatti.
8. Nel caso di cui alla lettera b), del comma 1,
dell'articolo 25 il responsabile del procedimento, su
proposta del direttore dei lavori, descrive la situazione di
fatto, accerta la sua non imputabilità alla stazione
appaltante, motiva circa la sua non prevedibilità al momento
della redazione del progetto o della consegna dei lavori e
descrive le ragioni per cui si renda necessaria la
variazione. Qualora i lavori non possano eseguirsi secondo le
originarie previsioni di progetto a causa di atti o
provvedimenti della pubblica amministrazione o di altra
autorità, il responsabile del procedimento riferisce alla
stazione appaltante. Nel caso previsto dalla lettera b bis),
del comma 1, dell'articolo 25 la descrizione del responsabile
del procedimento ha ad oggetto la verifica delle
caratteristiche dell'evento in relazione alla specificità del
bene, o della prevedibilità o meno del rinvenimento.
9. I componenti dell'ufficio della direzione lavori sono
responsabili, nei limiti delle rispettive attribuzioni dei
danni derivanti alla stazione appaltante dalla inosservanza
del presente articolo. Essi sono altresì responsabili delle
conseguenze derivate dall'aver ordinato o lasciato eseguire
variazioni o addizioni al progetto, senza averne ottenuta
regolare autorizzazione, sempre che non derivino da
interventi volti ad evitare danni a beni soggetti alla
vigente legislazione in materia di beni culturali e
ambientali.'"
Comunico che all'articolo 20 sono stati presentati i
seguenti emendamenti:
- dal Governo: emendamento 20.3;
- dall'onorevole Cintola: emendamento 20.1;
- dagli onorevoli Zago e Oddo: emendamento 20.2.
Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti 20.3, 20.2
e 20.1 interamente soppressivi dell'articolo. Il parere della
Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Sono approvati)
Si passa all'articolo 21. Ne do lettura.
"Art. 21.
Disciplina economica dell'esecuzione dei lavori pubblici
1. Al comma 1, dell'articolo 26, della legge n. 109 del
1994, è premesso il seguente:
'01. Le amministrazioni aggiudicatrici concedono ed
erogano all'appaltatore, entro quindici giorni dalla data di
effettivo inizio dei lavori, accertata dal responsabile del
procedimento, un'anticipazione sull'importo contrattuale, per
un valore pari al 10 per cento dell'importo stesso, che è
gradualmente recuperata in corso d'opera. Sul relativo
importo, in caso di mancata erogazione, decorrono gli
interessi di mora previsti dal capitolato generale. Con le
medesime modalità tale anticipazione è parzialmente erogata
dall'appaltatore al subappaltatore, nel limite massimo del 10
per cento dell'importo dei lavori subappaltati. L'erogazione
dell'anticipazione è subordinata alla costituzione di una
apposita garanzia fidejussoria bancaria, con le modalità
stabilite dall'articolo 102 del decreto del Presidente della
Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554'.
2. Al comma 4, dell'articolo 26, della legge n. 109 del
1994, dopo le parole: 'inflazione reale' sono inserite le
seguenti: 'accertato su base nazionale con riferimento alla
specifica categoria di lavoro da eseguire'; dopo le parole:
'nell'anno precedente' sono inserite le seguenti: 'a quello
di presentazione dell'offerta'.
3. Alla fine dell'articolo 26, della legge n. 109 del
1994, è aggiunto il seguente comma:
'7. Nei capitolati può essere previsto un premio di
incentivazione da corrispondere all'impresa in caso di
anticipata ultimazione dei lavori rispetto ai termini del 6
per cento dell'importo globale a base d'asta, da
corrispondersi nella misura dell'1 per cento per ogni mese di
anticipazione o frazione di mese superiore a quindici giorni,
all'erogazione dei premi di incentivazione si provvede con
l'utilizzazione delle somme destinate dall'amministrazione
per la revisione dei prezzi.'"
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Cintola: emendamento 21.1;
- dall'onorevole Beninati: emendamento 21.8;
- dagli onorevoli Giannopolo e Oddo: emendamenti 21.4,
21.5, 21.3 e 21.6;
- dagli onorevoli Raiti e Morinello: emendamenti 21.7;
- dall'onorevole Giannopolo: emendamento 21.2.
Pongo in votazione l'emendamento 21.1 interamente
soppressivo dell'articolo. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli altri emendamenti sono preclusi.
Si riprende l'esame dell'articolo 19.
Comunico che è stato presentato dal Governo l' emendamento
19.1.1.
BENINATI. presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, all'articolo 19 c'è un
emendamento del Governo che lo sostituisce dicendo semplicemente
che le varianti in corso d'opera restano quelle della Merloni
solamente con una aggiunta che sarà illustrata dal Governo.
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, sostanzialmente l'articolo
19 viene soppresso ma tramite l'emendamento 19.1 viene sostituito
con un altro articolo che prevede una piccola modifica, un comma
della Merloni, modifica concordata in sede di Commissione che
specifica che l'importo in aumento relativo a determinate
varianti non è solo il 5% ma può essere il 10% per i lavori di
recupero, ristrutturazione, manutenzione e restauro, è solo una
modifica assolutamente marginale per favorire una migliore
applicabilità del comma 3 dell'articolo 25 della legge 109.
DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
chiedere all'assessore come mai in questa riscrittura sono
saltate le ultime parole "tra le somme a disposizione
dell'Amministrazione alla voce imprevisti"?
LO GIUDICE . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE . Signor Presidente, io sono d'accordo con
l'assessore però secondo me questo emendamento è inapplicabile se
non viene modificato e migliorato. Praticamente questo 10%-5% in
più non può essere tra le somme a disposizione
dell'Amministrazione altrimenti tutti i progetti, tutti i decreti
dovrebbero prevedere, ci sarà o non ci sarà la variante, un
incremento del finanziamento del 5%. Secondo me la copertura può
essere inserita o tra le somme oppure aggiungendo anche
"utilizzando i ribassi d'asta"; altrimenti è improponibile questa
cosa. Dovete aggiungere, se volete, "utilizzando anche i ribassi
d'asta" perchè per il tipo di modalità che stiamo realizzando con
questa legge, considerato che modificheremo il tipo di asta
pubblica modificando anche le percentuali per il ribasso, con
quello che stiamo prevedendo non ci possono essere ribassi
secondo me al di sotto del 15%. Quindi se noi inseriamo in questo
emendamento "utilizzando oltre che le somme a disposizione un
emendamento aggiuntivo anche i ribassi d'asta diventa proponibile
e diventa concreto.
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, penso che siamo stanchi pertanto vorrei chiarire che
questo articolo che ha proposto il governo non è nient'altro che
la Merloni. La Merloni chiarisce che il 5% è nelle somme degli
imprevisti, perchè sono quelle varianti o quelle opere in più
previste già dalla Merloni del 58%.
Si è, semplicemente, detto in questo articolo che per tutti
i progetti è la Merloni il 5, per i progetti così chiamati di
restauro e di ristrutturazione il 5 può diventare il 10%.
Solo questo e nient'altro, perchè nell'impalcato della
Merloni è scritto che per le ristrutturazioni si può andare
all'interno delle varianti fino al 20%, mentre per gli altri
progetti al 10%.
Quindi, si è equiparato le varianti interne che possono
arrivare al 20%, mentre per le varianti in più negli imprevisti
si può arrivare al 10%.
C'è scritto, semplicemente, questo; non c'è scritto
nient'altro, per cui non confondiamo ribassi d'asta perchè non
c'entrano totalmente nulla.
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore ai lavori pubblici. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore ai lavori pubblici. In
risposta all'onorevole De Benedictis: alla fine del 19.1 è stata
omessa dopo le parole "per l'esecuzione dell'opera" la frase "tra
le somme a disposizione dell'amministrazione alla voce
imprevisti". Questo era il testo concordato in commissione e che
era saltato nella trasposizione del testo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole assessore intende
rettificare l'emendamento 19.1 aggiungendo alla fine dello stesso
le parole "tra le somme a disposizione dell'amministrazione" alla
voce imprevisti. Con ciò mi sembra di accogliere le osservazioni
che erano state formulate da diversi colleghi.
Pongo in votazione l'emendamento 19.1.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Scusi assessore Scammacca, so che siamo un po'
tutti insofferenti; probabilmente per la stanchezza ma non riesco
a comprendere, obiettivamente, il senso dell'emendamento, avrei
accolto quello dell'onorevole Cintola.
Penso che l'intendimento della commissione, del governo di
chi l'ha presentato era probabilmente quello di coordinare il
primo periodo del comma 3 con l'ultimo periodo.
Attenzione, però, leggiamolo bene. Probabilmente è opportuno
accantonarlo. Nel primo periodo si dice che non sono considerati
varianti ai sensi del comma 1 gli interventi disposti dal
direttore dei lavori entro l'importo non superiore al 10% per i
lavori di recupero, ristrutturazione e restauro e al 5% di tutti
gli altri i lavori.
Noi, adesso, nell'ultimo periodo diciamo che sono variate e
vengono compresi dagli imprevisti.
Probabilmente, se ritorniamo all'emendamento proposto
dall'onorevole Cintola e prevediamo la soppressione di tutto
l'articolo 19, si fa un po' più di chiarezza o forse è opportuno
accantonarlo perchè si genererebbe solamente confusione, se
leggiamo attentamente il testo dell'articolo perchè nel primo
periodo di questo comma è scritto espressamente che non sono
considerati varianti gli interventi compresi nell'ambito del 10%
dei lavori di recupero ..
PRESIDENTE. Onorevole Ardizzone l'emendamento 19.1 è
interamente sostitutivo dell'articolo 19 e pertanto non deve
considerare la prima parte.
ARDIZZONE. Sì, ma il 19 recita "l'ultimo periodo del comma 3",
e questo non è coordinato con il primo periodo del comma 3.
Leggiamolo attentamente.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 22.55, è ripresa alle ore 22.57)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Pongo in votazione il subemendamento 19.1.1. Il parere della
Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 19.1 così come modificato.
Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 19.5, 19.6 e 19.7 sono assorbiti e il 19.4 è
ritirato.
Si riprende l'esame dell'articolo 15.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento di
riscrittura 15.R.1 interamente sostitutivo dell'articolo 15, il
quale assorbe gli emendamenti 15.7, 15.6, 15.8 e tiene conto
degli emendamenti 15.2 e 15.1 già approvati.
L'emendamento 15.5 a firma dell'onorevole Beninati è
ritirato, così come l'emendamento 15.4 a firma dell'onorevole De
Benedictis.
LO GIUDICE . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE . Signor Presidente, onorevole Assessore, secondo
me all'emendamento 15.R.1 serve aggiungere un aggettivo
qualificativo dopo l'espressione 'bandi tipo'; dobbiamo scrivere
'bando tipo uniforme' altrimenti non abbiamo concluso niente
perché il bando tipo è una cosa e uniformemente è un'altra cosa.
Il bando tipo è una cornice su cui muoversi, non è uniforme.
Se il bando è uguale per tutti, allora, uniformemente, altrimenti
come si può essere uniformi se il bando è una cornice con diverse
possibilità.
Allora, il bando deve essere come i contratti praticamente.
Esistono i contratti tipo e quelli a tipo uniforme, uguali per
tutti.
Allora, se il bando è tipo non ci può essere uniformità. Ci
può essere il comune di Roccacannuccia che fa un bando
diverso nell'ambito della cornice e allora, o è a tipo uniforme o
è tipo, decidiamolo onorevole Assessore; la differenza è un
fatto giuridico, non politico. La divisa o è uguale per tutti o
non lo è.
PRESIDENTE. Onorevole Assessore, mi sembra che la questione
non sia di natura linguistica ma di natura giuridica.
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici.
Ringrazio l'onorevole Lo Giudice per il suggerimento e le
spiegazioni che accolgo senz'altro. Scriveremo quindi: 'sono
emanati bandi tipo uniforme'.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'emendamento si intende così
riformulato, suona così, eventualmente poi lo correggiamo in sede
di coordinamento: "Sono emanati bandi tipo uniformi che dovranno
essere adottati ed applicati per l'espletamento delle gare,
eccetera, eccetera".
Pongo in votazione l'emendamento 15.R.1.
Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento è approvato con la precisazione, in sede di
coordinamento formale, che dopo le parole "bandi tipo" va
inserita la parola "uniformi".
Si passa all'articolo 18. Ne do lettura.
"Art. 18.
Trattativa privata
1. Alla lettera a), del comma 1, dell'articolo 24, della
legge n. 109 del 1994 è premessa la seguente: '0a) lavori di
importo complessivo non superiore a 100.000 euro'; le
parole: 'non superiore a 300.000 ECU' sono sostituite dalle
seguenti: 'compreso tra oltre 100.000 euro e 300.000 euro'.
2. Al comma 5, dell'articolo 24, della legge n. 109 del
1994 le parole: 'lettera b)' sono sostituite dalle seguenti:
'lettere 0a) e b)'; la parola 'quindici' è sostituita con
'dieci'.
3. Alla fine dell'articolo 24, della legge n. 109 del 1994
è inserito il seguente comma:
'8. Gli enti e organismi di cui alla lettera a), del comma
2, dell'articolo 2 non possono, nel corso di uno stesso anno
solare, affidare a trattativa privata ad una stessa impresa
lavori per importo complessivo superiore a 300.000 euro.'"
Comunico che sono stati presentati gli allegati emendamenti:
- dal Governo: emendamento 18.13;
- dagli onorevoli Cracolici e Oddo: emendamento 18.3;
- dall'onorevole Gurrieri: emendamenti 18.2, 18.7a, 18.7.b,
18.6;
- dagli onorevoli Cracolici, Giannopolo e Oddo: emendamento
18.4;
- dagli onorevoli Forgione e altri: emendamenti 18.1a e 18.1b;
- dagli onorevoli Raiti e Morinello: emendamenti 18.8, 18.9 e
18.10;
- dall'onorevole Leontini: emendamenti 18.11 e 18.12;
- dagli onorevoli Zago e Oddo: emendamento 18.5.
Comunica altresì che è stato presentato dal Governo
l'allegato emendamento 18.R di riscrittura dell'articolo 18.
che riassume e modifica l'articolo 18 relativo alla trattativa
privata.
Comunico inoltre che il Governo ha presentato l'emendamento
18.R.1 che modifica il predetto emendamento 18.R.
L'emendamento 18.R.1 allegato si differenzia dal precedente
perchè ha una parte manoscritta.
Il 18.R si intende pertanto superato.
Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
MICCICHE'. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Signor Presidente, al comma 3, il punto 9 recita
'Il ricorso alla trattativa privata è di competenza del legale
rappresentante dell'ente, il quale adotta la relativa
determinazione previo parere degli uffici competenti'.
A mio avviso questo aspetto è stato già superato dalla legge
n. 142 e successive modifiche, perchè il responsabile del
procedimento non può essere mai il sindaco, cioè qui torniamo
indietro di oltre dieci anni, per il semplice fatto che sono gli
uffici che attivano il procedimento.
Se è una questione di linguaggio, di termini, si può
rettificare. Certo il sindaco è quello che fa la determinazione,
ma qui sembra come se fosse il sindaco ad attivare il
procedimento della trattativa privata ..
PRESIDENTE. Onorevole Miccichè, mi permetta, il senso è
esattamente diverso: è proprio quello che dice lei, quello che
c'è scritto è proprio quello che dice lei, cioè il ricorso, la
decisione di fare una trattativa privata spetta al sindaco; poi
l'esecuzione della trattativa privata, come dice lei, è affidata
agli uffici. Quindi è scritto esattamente nel senso che lei
desidera.
MICCICHE'. Però a mio avviso si interpreta come se la
competenza fosse del sindaco.
PRESIDENTE. No, onorevole Miccichè, le posso garantire che in
lingua italiana quello che c'è scritto è quello che dice lei.
MICCICHE'. Io do questa interpretazione, perchè è ormai
assodato che è il sindaco che fa il procedimento da un punto di
vista formale nell'atto deliberativo, il sindaco adotta un
provvedimento ..
PRESIDENTE. Onorevole Miccichè, si lasci consigliare, quello
che c'è scritto è esattamente quello che lei desidera. Significa
che la decisione di procedere alla trattativa privata la
stabilisce il legale rappresentante dell'ente, l'esecuzione della
trattativa privata è stabilita, come lei dice, da altra
disposizione di legge. Va bene così. E' questo il senso
dell'emendamento. Grazie, onorevole Miccichè.
Pongo in votazione l'emendamento 18.R.1 del Governo.
Il parere della Commissione?
BENINATI, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, di conseguenza:
- gli emendamenti 18.1, 18.11 e 18.12 sono assorbiti.
- gli emendamenti 18.3 e 18.4 si intendono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Gli emendamenti 18.7a, 18.1a, 18.2, 17.7b, 18.1b, 18.5 e
18.6 decadono.
Onorevoli colleghi mi pare che abbiamo svolto un lavoro
proficuo; speriamo di poterlo proseguire con altrettanta celerità
nei prossimi giorni.
Preciso che la seduta di martedì prossimo, fissata per le
ore 11.00, alle ore 12.00 verrà sospesa per consentire alla
Commissione speciale per la revisione dello Statuto regionale di
ascoltare il Presidente della Regione.
La seduta è rinviata a martedì 16 luglio, alle ore 11.00,
con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Fleres
I - COMUNICAZIONI.
II - LETTURA AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:
N. 139 - Iniziative per la riattivazione dei corsi di
formazione finalizzati alla concessione dei
'prestiti d'onore'.
(9 luglio 2002)
SPAMPINATO - ORTISI - BASILE -
VILLARI - CAPODICASA - FLERES -
RAITI - VITRANO
N. 140 - Interventi per superare la condizione di crisi in
cui versa il comparto agricolo e zootecnico in
Sicilia.
(10 luglio 2002)
FLERES - MAURICI - CATANIA G.-
MERCADANTE
N. 141 - Tutela dei diritti dei lavoratori della Sicilvetro
S.p.A. di Marsala, e suo rilancio.
(10 luglio 2002)
ODDO - SPEZIALE - CAPODICASA -
CRACOLICI - CRISAFULLI -
DE BENEDICTIS - GIANNOPOLO -
PANARELLO - VILLARI - ZAGO
III - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- "Norme in materia di opere pubbliche. Disciplina degli
appalti di lavori pubblici, di fornitura, di servizi e nei
settori esclusi." (nn. 294-119-268-290-306-313-339-353-369-
338/A). (Seguito)
Relatore: on. Beninati
IV - ELEZIONE DI QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
PER LA GESTIONE DEL FONDO DI ROTAZIONE PER IL COMMERCIO
ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART. 9 DELLA LEGGE REGIONALE
4 AGOSTO 1978, N. 26.
V - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
LA GESTIONE DEI FONDI ISTITUITI PRESSO L'IRFIS PER LE
PICCOLE E MEDIE IMPRESE, PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6
MAGGIO 1981, N. 96.
VI - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE
DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.
VII - ELEZIONE DI UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
TUTELA DELL'AMBIENTE.
VIII - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.
IX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.
X - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER L'INVENTARIO, LA CATALOGAZIONE E LA
DOCUMENTAZIONE GRAFICA, FOTOGRAFICA, AEROFOTOGRAFICA,
AUDIOVISIVA.
XI - ELEZIONE DI SEI COMPONENTI ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE
PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.
XII - ELEZIONE DI TRE MEMBRI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI
CONSIGLI PROVINCIALI SCOLASTICI.
XIII - ELEZIONE DI CINQUE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE PER
LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.
XIV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI PALERMO.
XV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI CATANIA.
XVI - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.
XVII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI CATANIA.
XVIII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI MESSINA.
XIX - ELEZIONE DI UN COMPONENTE DEL COMITATO DIRETTIVO
DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.
XX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
DELL'ISTITUTO REGIONALE DI RICERCA, SPERIMENTAZIONE E
AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.
La seduta è tolta alle ore 23.20.
(Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 2.00 di venerdì 12
luglio 2002)