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Resoconto d'Aula della Seduta n. 68 di giovedì 11 luglio 2002
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   Presidenza del vicepresidente Fleres


     MAURICI,  segretario  f.f.,  dà  lettura  del processo verbale
  della  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.

              ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE

     PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  stati  presentati i seguenti
  disegni di legge:

      -   "Modifiche  all'articolo  88  della  legge  regionale  23
      dicembre  2000,  n.   32,  riguardante  aiuti  al   bed   and
      breakfast" (n. 447)
      - iniziativa parlamentare
      -  presentato  dagli  onorevoli  Fleres,   Catania  Giuseppe,
      Maurici in data 10 luglio 2002

      - "Norme per il sostegno per i tetraplegici, gli  affetti  da
      grave  insufficienza intellettiva e i soggetti  con  handicap
      gravissimi" (n. 448)
      - iniziativa parlamentare
      -  presentato  dagli  onorevoli  Baldari,   Maurici,  Catania
      Giuseppe in data 10 luglio 2002

      - "Modifiche alla legge regionale 29 ottobre 1985, n. 41 e 26
      agosto  1992,  n.  7  sul  conferimento  degli   incarichi  a
      consulenti ed esperti estranei alle pubbliche amministrazioni
      in Sicilia" (n. 449)
      - iniziativa parlamentare
      - presentato dall'onorevole Ferro in data 10 luglio 2002

     COMUNICAZIONE  DI  INVIO  DI  DISEGNI DI LEGGE E DI CONTESTUALE
     INVIO ALLE COMPETENTI COMMISSIONI LEGISLATIVE

     PRESIDENTE.  Comunico  che  i  seguenti  disegni di legge sono
  stati   presentati   dal   Governo  ed  inviati  alle  competenti
  Commissioni legislative:

                        AFFARI ISTITUZIONALI (I)

      -  "Rifinanziamento dell'articolo 18 della legge regionale 23
      gennaio  1998,   n.   3,   riguardante  norme  di  proroga  e
      finanziamento  degli  oneri  per il contingente dell'Arma dei
      carabinieri operante in Sicilia" (n. 438)
      - iniziativa governativa

                             BILANCIO (II)

      -  "Approvazione del rendiconto generale dell'Amministrazione
      della   Regione   e   dell'Azienda   foreste   demaniali  per
      l'esercizio finanziario 1999" (n. 436)
      - iniziativa governativa

                       ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

      -  "Interpretazione  autentica del comma 2, dell'articolo 170
      della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, riguardante il
      fermo biologico" (n. 437)
      - iniziativa governativa

      - "Norme  per  la costituzione del Business innovation center
      Sicilia (BIC  Sicilia)  e promozione dei Centri regionali per
      l'innovazione tecnologica (CRIT)" (n. 440)
      - iniziativa parlamentare

                    SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

      -  "Norme  per  la  realizzazione  del  sistema  del  sistema
      integrato di interventi e servizi sociali" (n. 439)
      - iniziativa parlamentare

                     INVIATI IN DATA  9 LUGLIO 2002

    COMUNICAZIONE  DI  ASSENZE  E  SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI DELLE
    COMMISSIONI LEGISLATIVE

     PRESIDENTE.  Comunico  le   assenze  e  le  sostituzioni  alle
  riunioni delle Commissioni  legislative e speciali per il periodo
  9-10 luglio 2002.

                        AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   Assenze
   Riunione del 9.07.02: BARBAGALLO-CRISAFULLI-FRANCHINA-LO MONTE
                         ORTISI-SANZERI-SCOMA

                             BILANCIO (II)

   Assenze
   Riunione del 10.07.02: CROCE-LEONTINI-FORMICA-GENOVESE-LIOTTA

   Sostituzioni
   Riunione del 10.07.02: D'ANTONI sostituito da LO MONTE

                      ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state presentate le seguenti
  interrogazioni:

       - con richiesta di risposta orale

    N.   693   -   Notizie  sugli  impedimenti  che  ostacolano  lo
  svolgimento del concorso a Direttore generale dell'IRCAC.
    - Presidente Regione
    - Assessore Cooperazione
    ***
  Ferro Giovanni

                           ----------------

       - con richiesta di risposta scritta

    N. 692 - Notizie sull'accordo di programma per la realizzazione
  di  opere   di   prima  infrastrutturazione  -  misura  I.11  del
  complemento di programmazione al POR Sicilia 2000-2006.
    - Presidente Regione
    - Assessore Bilancio
    ***
  Spampinato Giuseppe; Raiti Salvatore

                           ----------------

    N. 694  -  Notizie  circa  l'esclusione  dal  finanziamento dei
  progetti dei  fondi  POR  per la scuola, (Misura 3.1.8-Promozione
  dell'istruzione  e della formazione permanente), delle scuole che
  hanno rivolto la formazione ai propri alunni.
    - Presidente Regione
    - Assessore Beni Culturali
    - Assessore Presidenza
    ***
  Gurrieri Sebastiano

                           ----------------

                         ANNUNZIO DI MOZIONI

     PRESIDENTE. Comunico che  sono  state  presentate  le seguenti
  mozioni:

    N.  139   -  Iniziative  per  la  riattivazione  dei  corsi  di
  formazione finalizzati alla concessione dei 'prestiti d'onore'.
    Spampinato  Giuseppe;  Ortisi  Egidio; Basile Giuseppe; Villari
  Giovanni;  Capodicasa  Angelo; Fleres Salvatore; Raiti Salvatore;
  Vitrano Gaspare

  Presentata il 9/07/02

                           ----------------

    N. 140 -  Interventi per superare la condizione di crisi in cui
  versa il comparto agricolo e zootecnico in Sicilia.
    Fleres   Salvatore;   Maurici   Giuseppe;   Catania   Giuseppe;
  Mercadante Giovanni

  Presentata il 10/07/02

                           ----------------
    N. 141  -  Tutela  dei  diritti dei lavoratori della Sicilvetro
  S.p.A. di Marsala, e suo rilancio.
    Oddo  Camillo;  Speziale Calogero; Capodicasa Angelo; Cracolici
  Antonino; Crisafulli Vladimiro; De Benedictis Roberto; Giannopolo
  Domenico; Panarello Filippo; Villari Giovanni; Zago salvatore

  Presentata il 10/07/02

       Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno
  della  seduta  successiva perché  se  ne  determini  la  data  di
  discussione.

       Informo, ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento
  interno, che nel corso  della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


          DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI

     PRESIDENTE.  Si  passa  al  II punto  all'ordine  del  giorno:
  Lettura, ai sensi e per gli effetti degli  articoli  83,  lettera
  d), e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:

    N. 136 -  Iniziative  al  fine  di garantire i collegamenti nei
    comuni   di   Piedimonte  Etneo,  Linguaglossa,  Castiglione  e
    Randazzo,  in  provincia  di  Catania,  degli onorevoli Fleres;
    Catania G.; Scoma; Mercadante;

    Presentata il 09/07/02.

    N. 137 - Interventi per garantire il corretto funzionamento
    dell'Ufficio Postale di Nicolosi in provincia di Catania, degli
    onorevoli Fleres; Garofalo; Moschetto; Catania G.;

    Presentata  il   09/07/02.

    N.   138   -   Interventi  per  la  realizzazione  del  Mercato
    agroalimentare  di  Catania,  degli onorevoli Fleres; Garofalo;
    Catania F.; Moschetto;

    Presentata il 09/07/02.

       Invito il deputato segretario a darne lettura.

     MAURICI, segretario f.f.:

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

            - i  servizi  di  trasporto  pubblico  nei  comuni  di
              Piedimonte   Etneo,   Linguaglossa,   Castiglione  e
              Randazzo  sono seriamente  carenti  sia  verso  nord
              (direzione  Messina)   che   verso   sud  (direzione
              Catania);

            - alla carenza di  collegamento verso le grandi città,
              si aggiunge quella  nei  collegamenti  tra  i comuni
              interessati;

            - le autolinee che  hanno la concessione del servizio,
              la Zappalà & Torrisi e la BUDA SAG, si contendono il
              territorio che è stato  ripartito tra le due aziende
              senza tenere conto del fatto che spesso la tratta da
              percorrere è unica;

            - risultato di tale situazione  è  che per un percorso
              di pochi chilometri  i  cittadini  devono pagare due
              diversi biglietti o,  peggio ancora, alcune zone non
              sono servite da alcuna autolinea,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                                   E PER ESSO
                  L'ASSESSORE PER IL TURISMO, LE COMUNICAZIONI
                                  E I TRASPORTI

              a porre in essere  tutte  le  iniziative  utili alla
              risoluzione del problema, non ultima la modifica dei
              territori in concessione alle esistenti autolinee.
              (136).

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

            - a  Nicolosi,  piccolo comune montano in provincia di
              Catania,   così  come  in  tutti  i  piccoli  centri
              dell'Isola,  l'Ufficio  postale ed i servizi offerti
              dalle   Poste   Italiane   rivestono   un'importanza
              strategica e sono un punto di riferimento importante
              per i residenti, per lo più anziani che, altrimenti,
              avrebbero  grandi   difficoltà   per  pagare  tasse,
              abbonamenti, canoni, ritirare la pensione, etc.,

            - l'Ufficio  postale   di  Nicolosi,  ubicato  in  via
              Catania, sia  per l'ampliamento dei servizi offerti,
              sia  per  la   carenza   di   personale,   sia   per
              l'inadeguatezza dei  locali,  insufficienti  per  il
              flusso quotidiano  di  utenti,  non  garantisce  una
              regolare erogazione  dei  servizi;

            - gli utenti sono quindi  costretti a fare lunghe file
              anche fuori dai  locali,  senza riuscire ad ottenere
              sempre celermente quanto  richiesto,  a causa di non
              meglio specificate disfunzioni,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                                E IN PARTICOLARE
                         L'ASSESSORE PER GLI ENTI LOCALI

            - a  porre   in   essere   provvedimenti  urgenti  per
              garantire  una   corretta   erogazione  dei  servizi
              postali presso l'Ufficio  di  Nicolosi, in provincia
              di Catania;

            - ad intervenire  presso  la  direzione  provinciale e
              nazionale    dell'Ente   poste,   affinché   potenzi
              l'ufficio in questione. (137)

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

            - la   realizzazione  del  Mercato  agroalimentare  di
              Catania ha subito una battuta d'arresto, a causa del
              rifiuto   della   società  che  si  era  aggiudicata
              l'appalto   dell'opera  a  procedere  all'avvio  dei
              lavori;

            - tale  situazione  rappresenta  l'ennesimo colpo alla
              costruzione di tale  opera,  che già aveva subito le
              ben note vicissitudini di natura giudiziaria;

            - finalmente, a  distanza  di anni, sono entrati nella
              compagine societaria, oltre alla Regione che è socio
              di maggioranza,  anche  il  Comune e la provincia di
              Catania;

            - tale presenza  rafforza  la  consistenza ed il ruolo
              del  Mercato  nel  territorio  etneo, consentendogli
              anche     una    proiezione    extraprovinciale    e
              subregionale;

            - è però urgente rivedere il tipo di realizzazione, la
              sua dimensione e le dotazioni infrastrutturali anche
              alla luce dell'utenza interessata;

            - una tale rideterminazione dell'opera necessita di un
              confronto  tra   le   parti  (soci  ed  utenti),  ma
              soprattutto  di  una  proroga  del  finanziamento da
              parte  del  Ministero  delle  attività  produttive e
              degli altri  enti  che  intervengono nell'operazione
              finanziaria in questione;

            - sarebbe  opportuno convocare una conferenza pubblica
              alla presenza  degli  enti soci, dell'utenza e della
              deputazione regionale e nazionale della provincia di
              Catania;

            - a   promuovere   tale   incontro   potrebbe   essere
              l'Assessore   regionale   per  la  cooperazione,  il
              commercio, l'artigianato  e  la pesca, in qualità di
              socio di maggioranza.

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                                   E PER ESSO
                 L'ASSESSORE PER LA COOPERAZIONE, IL COMMERCIO,
                            L'ARTIGIANATO E LA PESCA

            - a  convocare   entro   il  20  luglio  prossimo  una
              conferenza   pubblica   sul   destino   del  Mercato
              agroalimentare di Catania, sul tipo di realizzazione
              da ipotizzare e  sui  tempi  entro  i  quali l'opera
              dovrà   essere  completata,  anche  previa  modifica
              dell'attuale progetto;

            - a chiedere  che  a detta conferenza intervengano gli
              enti soci, i rappresentanti degli utenti del Mercato
              e  la   deputazione   regionale  e  nazionale  della
              provincia di Catania;

            - a chiedere al Ministro per le attività produttive ed
              agli altri enti finanziatori una congrua proroga nei
              tempi necessari per ripensare e realizzare l'opera.
              (138)

     PRESIDENTE.   Avverto  che  le  mozioni  testè  lette  saranno
  demandate  alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentare
  perchè se ne determini la data di discussione.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                      SULL'ORDINE DEI LAVORI

     ACIERNO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facolà.

     ACIERNO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  desidero
  segnalare alla Presidenza, con il massimo rispetto, che ad inizio
  legislatura quest'Aula  ha  ritenuto  di  dover  apportare alcune
  modifiche al  nostro Regolamento. Tali modifiche sono state da me
  condivise,  essendo  stato  anche  relatore,  e  riguardavano  in
  particolare la composizione del Consiglio di Presidenza di questo
  Parlamento.   Questo   perché   ritengo   che   tutti   i  gruppi
  parlamentari,   regolarmente   costituiti  ai  sensi  del  nostro
  Regolamento, debbano avere il diritto di avere una rappresentanza
  in seno all'Ufficio di Presidenza.
       E'  stato un dibattito acceso perché  si è voluta dare anche
  una interpretazione  perversa  a questa modifica regolamentare in
  quanto  sembrava   che   l'organismo   fosse  soltanto  un  fatto
  clientelare, cosa che in realtà sappiamo bene non essere.
       Però, il  dato  di  cronaca  che io voglio sottolineare alla
  Presidenza, sempre col massimo rispetto, è che il sottoscritto ed
  alcuni  altri  colleghi,  troppo  spesso  ci  troviamo  a  dovere
  esercitare  le funzioni di segretario d'Aula facente funzioni per
  la "latitanza" dei segretari d'Aula.
       Ritengo un fatto  grave  che i segretari regolarmente eletti
  non siano presenti durante  le  sedute  d'Aula.  Per  me è sempre
  stato un onore essere chiamato dal Presidente di turno a svolgere
  le funzioni di segretario,  però, per  il  rispetto che ho per il
  nostro Regolamento  e per l'istituzione del Parlamento siciliano,
  invito la Presidenza ad  attivare i meccanismi necessari a far sì
  che i segretari regolarmente eletti adempiano ai propri doveri e,
  ove non  vi siano giustificati motivi per l'assenza degli stessi,
  ad   assumere   quei   provvedimenti   necessari   per   la  loro
  sostituzione.
       Credo che il rispetto  che,  da parte di tutti, è dovuto nei
  confronti della Presidenza  dell'Assemblea,  ancor di più, un po'
  di più è  dovuto  dai  componenti dell'Ufficio di Presidenza.  La
  latitanza di queste persone mi porta a considerare l'assenza come
  una mancanza di rispetto, come se il ruolo a loro concesso con un
  voto  d'Aula,  diventi  semplicemente una formalità per godere di
  alcuni privilegi senza ottemperare, invece, ai loro obblighi.

    PRESIDENTE.    Onorevole    Acierno,    rassegnerò    le    sue
  considerazioni al  Presidente  dell'Assemblea  perché  provveda a
  risolvere la questione  che è stata sollevata.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    SEGUITO  DELLA  DISCUSSIONE  DEL  DISEGNO  DI  LEGGE  "NORME IN
    MATERIA DI OPERE PUBBLICHE. DISCIPLINA DEGLI APPALTI DI  LAVORI
    PUBBLICI, DI FORNITURA, DI SERVIZI E NEI SETTORI ESCLUSI." (nn.
    294-119-268-290-306-313-339-353-369-388/A)

     PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto dell'ordine del giorno:
  Seguito    della   discussione   del   disegno   di   legge   nn.
  294-119-268-290-306-313-339-353-369-388/A  "Norme  in  materia di
  opere pubbliche.  Disciplina degli appalti di lavori pubblici, di
  fornitura, di servizi e nei settori esclusi".
       Onorevoli  colleghi, il Governo fa sapere che sta elaborando
  e  coordinando  gli  emendamenti per sottoporre all'Aula un testo
  che tenga  conto  del  lavoro  svolto in Commissione e, pertanto,
  ritiene di  potere  completare questo lavoro per le ore 12.00.
       Non  sorgendo osservazioni, la seduta è sospesa e riprenderà
  alle ore 12.00.

     (La seduta sospesa alle ore 11.03, è ripresa alle ore 12.03)

       La seduta è ripresa.

     SCAMMACCA  DELLA  BRUCA ,  assessore  per  i  lavori pubblici.
  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SCAMMACCA  DELLA  BRUCA ,  assessore  per  i  lavori pubblici.
  Signor  Presidente,   come   lei   ha  premesso,  il  Governo  ha
  predisposto la  riscrittura  dell'articolo 14 e degli emendamenti
  ad esso presentati,  il  cui esame era stato sospeso nella seduta
  di ieri sera,  e  dell'articolo 12 in precedenza accantonato.  La
  riscrittura   comprende   tutti   gli  emendamenti  positivamente
  apprezzati in sede di Commissione.
       Chiederei,  quindi, di riprendere il dibattito dall'articolo
  14  e,  successivamente,  di  tornare all'articolo 12, prevedendo
  magari la pausa  pranzo,  visto che è già mezzogiorno e si tratta
  di  due   articoli,  soprattutto  il  12,  abbastanza  corposi  e
  importanti.

     PRESIDENTE.  Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
       Si   riprende   l'esame  dell'articolo  14  e  dei  relativi
  emendamenti, sospeso nella seduta di ieri.
       Comunico  che  è  stato presentato dal Governo l'emendamento
  14.23R di riscrittura  dell'articolo  14  e degli emendamenti che
  sono stati apprezzati positivamente dalla IV Commissione.
       L'emendamento è  in  fase  di  stampa  e  sarà pronto per la
  distribuzione fra qualche minuto.
       La seduta è sospesa.

    (La seduta, sospesa alle ore 12.08, è ripresa alle ore 12.15)

       La seduta è ripresa.

     SCAMMACCA  DELLA  BRUCA ,  assessore  per  i  lavori pubblici.
  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SCAMMACCA  DELLA  BRUCA ,  assessore  per  i  lavori pubblici.
  Signor  Presidente,   onorevoli  colleghi,  l'emendamento  14.23R
  sostituisce interamente l'articolo  14  ed i seguenti emendamenti
  approvati nella seduta di ieri: 14.22, 14.7, 14.25, 14.9b e 14.18
  e 14.17;  assorbe,  altresì,  i seguenti emendamenti:  14.23 (con
  modifiche), 14.21 (commi 2 e seguenti), 14.13a e 14.13b.
       Questi   sono   emendamenti   che   erano  stati  apprezzati
  favorevolmente dalla  Commissione  e  che  sono stati recepiti in
  questa riscrittura.
       Desidero precisare, altresì, che al comma 5 dell'emendamento
  in discussione,  al  terzo  rigo,  dopo  la  parola "mediante" va
  aggiunta la parola "eventuale".

     PRESIDENTE. Assessore, formalizzi l'emendamento.

     SCAMMACCA  DELLA  BRUCA ,    assessore per i lavori  pubblici.
  Certamente, lo dicevo per comodità di lettura.

     PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione l'emendamento di riscrittura
  14.23R del Governo.
       Il parere della Commissione?

     BENINATI, presidente della commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi  è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Gli  uffici  prendano nota che l'emendamento testé approvato
  si intende a sua volta subemendato con l'inserimento della parola
  "eventuale", così come precisato dall'assessore Scammacca.
       Dichiaro    preclusi   gli   altri   emendamenti  presentati
  all'articolo 14.
       Si  riprende  l'esame  dell'articolo  12  accantonato  nella
  precedente seduta.
       Comunico che sono stati presentati gli allegati emendamenti:

    -  dal  Governo:  emendamenti  12.46,  12.46.1,  12.47,  12.48,
    12.49, 12.50, 12.51, 12.52 e 12.53;

    - dagli onorevoli  Formica  e  Incardona:  emendamenti  12.6  e
    12.7;

    - dagli onorevoli  De  Benedictis  e  Oddo:  emendamenti 12.27,
    12.34, 12.35 e 12.32;

    - dall'onorevole Forgione:  emendamenti  12.1, 12.2, 12.3, 12.5
    e 12.4;

    - dagli onorevoli Cracolici e Oddo:  emendamento 12.28;

    -  dagli  onorevoli   Giannopolo,   De   Benedictis   e   Oddo:
    emendamenti 12.29, 12.37, 12.33, 12.30 e 12.55;

    - dagli onorevoli Savarino, Borzacchelli e Savona:  emendamenti
    12.15 e 12.38;

    -  dagli onorevoli  Ardizzone,  Sbona  e  Paffumi:  emendamenti
    12.13 e 12.14;

    - dall'onorevole  Cintola:  emendamenti  12.16,  12.17,  12.18,
    12.25, 12.24, 12.23, 12.26, 12.19, 12.20 e 12.21;

    - dall'onorevole Lo Giudice:  emendamenti 12.39, 12.40;

    - dall'onorevole Crisafulli: emendamento 12.41;

    - dagli onorevoli Giannopolo e Oddo:  emendamento 12.36;

    - dall'onorevole Acierno:  emendamenti 12.10, 12.12 e 12.11;

    - dagli onorevoli  Spampinato  e  Ortisi:  emendamenti  12.9  e
    12.8;

    - dall'onorevole Beninati: emendamenti 12.53 e 12.54;

    - dagli onorevoli  Raiti e Morinello:  emendamenti 12.45, 12.46
    e 12.44;

    - dall'onorevole Gurrieri:  emendamenti 12.43, 12.42 e 12.47;

    - dagli onorevoli  Segreto,  Amendolia  e  Nicotra: emendamento
    12.49 a;

    - dall'onorevole Tricoli: emendamento 12.48 a;

    - dagli onorevoli Zago e Oddo: emendamento 12.52;

    - dall'onorevole Mercadante: emendamento 12.51;

    - dall'onorevole Vicari: emendamento 12.50;

    - dalla Commissione: emendamento 12.54.C.

       Comunico   altresì   che  è  stato  presentato  dal  Governo
  l'emendamento di riscrittura 12.46R.

     ACIERNO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ACIERNO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, chiedo una
  breve sospensione  della  seduta  per  dare  modo  a tutti noi di
  prendere visione del testo presentato dal Governo.

     PRESIDENTE.  Non  sorgendo  osservazioni,  la seduta è sospesa
  per cinque minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 12.20, è ripresa alle ore 12.30)

       La seduta è ripresa.

     SCAMMACCA  DELLA  BRUCA ,  assessore  per  i  lavori pubblici.
  Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SCAMMACCA  DELLA BRUCA ,  assessore  per  i  lavori  pubblici.
  Signor Presidente,  preliminarmente,  volevo  rispondere  ad  una
  giusta sollecitazione che  mi è stata fatta dall'onorevole Ortisi
  in  merito alla  allocuzione  'stazioni  appaltanti'  che  spesso
  ricorre sia  in questo testo che lungo tutto il testo del disegno
  di   legge.   Stiamo  predisponendo  un  emendamento,  che  andrà
  all'articolo 1  o,  comunque,  in  sede  di coordinamento, e sarà
  dovunque  inteso  'ente  appaltante',  ciò  al  fine  di  evitare
  confusioni   con   eventuali   stazioni   uniche   appaltanti   e
  quant'altro.
       Fatta  questa  premessa,  l'articolo  recepisce  i  seguenti
  emendamenti:  12.46, 12.46.1,  12.27, 12.47, 12.48, 12.49, 12.50,
  12.51, 12.52, 12.53 e  12.54.  Si  tratta di emendamenti che sono
  stati  apprezzati  favorevolmente   in  sede  di  Commissione  e,
  inoltre, sono stati,  ovviamente,  inseriti  i subemendamenti che
  ieri  erano  stati  presentati  dal  Governo  e  che  contenevano
  l'errore dei 250  mila  euro,  nonché  l'abolizione della dizione
  'soglia comunitaria' perché, come  si  è  detto  ieri  in sede di
  discussione dell'articolo, si  tratta  di  una  allocuzione  poco
  chiara in materia di  incarichi  e, quindi, è stato aggiornato il
  testo.

     DE BENEDICTS . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DE   BENEDICTIS .   Signor  Presidente,  onorevole  Assessore,
  ricordo che in sede  di  Commissione,  a proposito della gara per
  l'affidamento degli incarichi di progettazione fra 100 e 200 mila
  euro, si convenne  su un emendamento che prevedeva la definizione
  di bandi-tipo che, però,  non vedo in questo testo riscritto. Ciò
  può  essere  utile   perché  il  problema  di  tali  bandi  nella
  Merloni ter è proprio  la loro genericità ed arbitrarietà che poi
  fa decadere l'efficacia della norma stessa.

     SCAMMACCA  DELLA  BRUCA ,  assessore  per  i  lavori pubblici.
  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SCAMMACCA  DELLA BRUCA ,  assessore  per  i  lavori  pubblici.
  Signor  Presidente,  credo  si  tratti,  obiettivamente,  di  una
  svista. Al comma 8, dove  si  prevede  che  le  gare  a  evidenza
  pubblica  vengano  disciplinate  con  regolamento,  eccetera,  va
  ripreso il concetto di bando-tipo. Il  comma  8  e il comma 14 in
  una precedente stesura apparivano in contrasto tra loro.

     BENINATI, presidente  della  Commissione e relatore. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BENINATI,   presidente  della  Commissione e relatore.  Signor
  Presidente, chiedo una breve sospensione della seduta.

     PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, la seduta è sospesa.

    (La seduta, sospesa alle ore 12.37, è ripresa alle ore 12.48)

       La seduta è ripresa.
       Comunico  che  è  stato  presentato dal Governo  il seguente
  subemendamento   12.46R.1   all'emendamento  12.46R:  "all'ottavo
  capoverso sostituire le parole  'emanato  da'  con  le parole 'da
  emanarsi entro 60 giorni  da  parte del'. Alla fine aggiungere le
  seguenti  parole:   'sulla   base   del   predetto   regolamento,
  l'Assessore per i lavori  pubblici  emana  il bando-tipo che deve
  essere adottato per l'espletamento delle gare'".

     RAITI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     RAITI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   vorrei
  evidenziare  un  problema  relativo  al punto 20 dell'emendamento
  12.46R.  Il punto 20 dell'emendamento di riscrittura così recita:
  "In  tutti  gli   affidamenti   di   cui   al  presente  articolo
  l'affidatario non può  avvalersi  del subappalto, fatta eccezione
  per le attività  relative alle indagini geologiche, geotecniche e
  sismiche, a sondaggi,  a rilievi, a misurazioni e picchettazioni,
  alla predisposizione di  elaborati  specialistici e di dettaglio,
  con l'esclusione delle  relazioni geologiche, nonché  per la sola
  redazione grafica  degli  elaborati  progettuali.  Resta comunque
  impregiudicata la responsabilità del progettista".
       Ritengo  che vada specificato che dette relazioni geologiche
  devono  essere  oggetto  di  specifico  incarico, con le modalità
  previste   nei   commi   precedenti,   a  professionista  geologo
  incaricato e regolarmente iscritto all'Albo.  Credo sia opportuno
  inserirlo.
       Tra l'altro, mi  sorge  un'altra  perplessità che scaturisce
  dal fatto che se  le  relazioni  geologiche, nonché  le redazioni
  grafiche, debbono  essere   eseguite  da  professionista  geologo
  incaricato,  si  potrebbero  creare, anzi certamente si creeranno
  delle  incongruenze  tra la relazione geologica fatta dal geologo
  incaricato   e  quella  eventualmente  che  può  essere  data  in
  subappalto   dall'affidatario.   Quindi,   ritengo  si  crei  una
  potenziale   incomprensione,   nonché  contrasto,  tra  chi  deve
  eseguire  le  indagine geologiche, quindi la relazione, e chi poi
  di   fatto - alla  luce  di  queste  prerogativa  che  noi  diamo
  all'affidatario e  che  io  non  condivido - potrebbe eseguire in
  subappalto le relative indagini.
       Ritengo,  pertanto,  che  il professionista incaricato della
  relazione  geologica  -  e  che,  in  ogni  caso,  potrebbe  dare
  l'incarico  in  subappalto  - dovrebbe farlo personalmente perché
  altrimenti   si   creerebbero  una  serie  di  problemi  che  non
  risolverebbero la questione con facilità.

     BENINATI, presidente della  Commissione  e relatore. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BENINATI,  presidente della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi,  vorrei  chiarire,  anche  perché
  questo  articolo  è  stato   oggetto  di  grande  attenzione,  di
  riscrittura e certamente anche  di attenzione durante il percorso
  in  Commissione  e  in  sottocommissione. In effetti, non abbiamo
  fatto  altro,  per buona parte, tanto più questi ultimi articoli,
  che  copiare  la "Merloni",  tanto è vero che il comma 20, di cui
  stiamo parlando, è identico al 14 quinquies della "Merloni".
       La  perplessità  manifestata  dall'onorevole  Raiti,  che  è
  legittima, certamente  è una previsione prevista nella "Merloni",
  si applica già da  più  di  due  anni  in  tutta Italia, pertanto
  sarebbe  paradossale   che   intervenissimo   in   un  tema  che,
  oltretutto, non  esclude  che l'incarico progettuale possa essere
  dato al progettista e  al geologo; ma il progettista e il geologo
  (in  particolare,   l'articolo   parla  di  questo)  non  possono
  avvalersi  del   subappalto,  fatta  eccezione  per  le  attività
  relative ad indagini geologiche e quant'altro, fermo restando che
  l'Amministrazione ha la  facoltà  di  incaricare  il geologo, può
  fare in autonomia tutto;  questo,  però, è già previsto già nella
  "Merloni". Quindi,  Signor  Presidente,  non  interverrei  di più
  perché comporterebbe un'ulteriore problema al regolamento.

     RAITI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     RAITI. Signor Presidente, onorevoli  colleghi, il fatto che il
  punto 20 ricalchi pedissequamente le disposizioni della legge 109
  non giustifica il fatto  che  noi  non  possiamo  intervenire per
  migliorarlo  se lo riteniamo opportuno, lo abbiamo fatto in tanti
  articoli non  capisco  perché  non  lo  si  possa fare proprio in
  questo.
       Tra l'altro, ritengo che la preoccupazione da me evidenziata
  è una preoccupazione  oggettiva,  in  quanto  se noi approvassimo
  questo comma così come  è  scritto,  di  fatto  potremmo avere un
  contenzioso,  perché   la   relazione   geologica   sarà  redatta
  teoricamente da un professionista incaricato dall'Amministrazione
  che  svolgerà una  relazione  con  tutti  i  requisiti  previsti.
  Mentre  poi le  indagini  geotecniche  e  sismiche  che  sono  di
  competenza dello stesso  geologo possono essere fatte da un altro
  soggetto  incaricato   dal   professionista  che  può  andare  in
  contrapposizione con chi ha fatto la relazione geologica che è il
  cardine  delle   indagini.   E'  questa  una  cosa  assolutamente
  controproducente e che  può creare solo problemi.
       Non si capisce perchè  chi  fa le indagini ed ha i requisiti
  per farle, che è  la base progettuale dal punto di vista tecnico,
  non debba  poi  eseguire materialmente o, comunque, sovrintendere
  all'esecuzione  del   compito  specifico  che  sono  le  indagini
  sismiche  o  i   sondaggi   e   quant'altro.
       Mi pare che  la  mia  sia  una  preoccupazione assolutamente
  oggettiva e le  motivazioni  che  adduce  il  Presidente  possono
  essere condivisibili da un  certo  punto di vista, ma ritengo che
  nel  ragionamento   complessivo  le  ragioni  che  io  sottopongo
  all'Assemblea ed al Governo siano superiori, perchè soltanto così
  potremo  evitare  un  contenzioso  ed  una  contrapposizione  tra
  progettisti che devono  eseguire  lo  stesso  lavoro  in assoluta
  sinergia e non in contrapposizione.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Raiti,  purtroppo  l'Assemblea non può
  deliberare su un'opinione. Se  c'è  un  suo  emendamento  o di un
  numero adeguato di  deputati  dal  punto  di  vista regolamentare
  questo ragionamento  potrebbe trovare accesso.  L'emendamento può
  essere presentato  dalla  Commissione,  dal  Governo,  da quattro
  deputati o da un Capogruppo.

     SPAMPINATO.  Come  si  procede:  votiamo  successivamente  gli
  emendamenti?

     PRESIDENTE.  No,   si  pone  in  votazione  il  subemendamento
  12.46R.1 che assorbe tutti gli emendamenti esitati favorevolmente
  dalla  Commissione.  Verificheremo  poi  se  ce ne sono altri che
  possono  essere  dichiarati  decaduti  come  io  ritengo.  A  tal
  proposito,  preciso  che  qualora  fosse  approvato l'emendamento
  12.46  R  tutti  i residui emendamenti sarebbero assorbiti oppure
  decadrebbero.

     SPAMPINATO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPAMPINATO. Signor  Presidente,  vorrei  chiedere  al Governo,
  visto che non si passerà alla valutazione dei singoli emendamenti
  e considerato che  ha  citato  alcuni  emendamenti  che  sono  da
  ritenersi inseriti nell'emendamento 12.46R, le sue considerazioni
  rispetto all'emendamento 12.8 e 12.9.

     ACIERNO.   Abbiamo   un  subemendamento  in  discussione,  non
  possiamo parlare di altra materia

     SPAMPINATO.   Signor   Presidente,   credo,   e   le   vicende
  riguardanti l'articolo  14  lo  testimoniano,  che  quando questa
  Assemblea può esercitare  le  sue  funzioni e quindi un dibattito
  sereno al di fuori  dei  pregiudizi,  si  può arrivare a produrre
  risultati  sicuramente positivi, così come è stato per l'articolo
  14.
       Ieri sera, forse  un  po'  per  stanchezza, questa Assemblea
  stava approvando  qualcosa che era, probabilmente, poco opportuna
  che invece è stata  modificata  in  maniera  perfetta, e ne diamo
  atto al Governo  e alla Commissione, con l'emendamento presentato
  questa  mattina.  Le  stesse  considerazioni le vorrei fare anche
  rispetto all'articolo 12.
       Innanzitutto,    per  quanto  riguarda  l'emendamento  12.9,
  signor Presidente e onorevole Assessore, credo che la Commissione
  avesse  valutato  positivamente  questo articolo, con la modifica
  delle ultime parole.

     ACIERNO. Non è così

     SPAMPINATO.  Ricorda  male;  chiedo  anche al Presidente della
  Commissione di darmi contezza.

     PRESIDENTE.      Onorevole      Spampinato,      relativamente
  all'osservazione  che  formulava  poc'anzi, dall'elenco trasmesso
  dalla Commissione non  risulta  che  l'emendamento 12.9 sia stato
  apprezzato  favorevolmente.  Completi  il  suo intervento, prego.

     SPAMPINATO.   Anche  perché  ritengo  che  poi  sia  inserito,
  sostanzialmente nell'emendamento governativo, al comma 13, con la
  modifica,  già   prevista   in  Commissione,  di  sostituire  "il
  responsabile  del   settori   ai   lavori  pubblici"  al  "legale
  rappresentante dell'ente".
       La stessa cosa per quanto riguarda l'emendamento 12.8 perché
  ritengo  che  nella  sostanza,  al  comma  9 dell'emendamento del
  Governo,  il  principio  per  cui  i  lavori sotto soglia vengono
  affidati  soltanto  a  due  categorie  previste dal comma 1, alle
  lettere d) ed e), anche questo sia stato recepito.
       Se  così  fosse,  potrei già dichiararmi favorevole a votare
  l'emendamento governativo.

     SCAMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici. Chiedo
  di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SCAMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici. Signor
  Presidente, volevo  ringraziare l'onorevole Spampinato e scusarmi
  perché   nella   lettura   degli   emendamenti   recepiti   avevo
  effettivamente omesso  che sostanzialmente, come da accordo preso
  in Commissione, per quanto riguarda gli incarichi sotto la soglia
  di 100 mila  euro,  per evitare eventuali possibili problematiche
  con la Comunità  circa  l'esclusione delle società di ingegneria,
  si è scelto  di  usare  la  formula  "procedere all'affidamento a
  professionisti   singoli    o   associati   di   loro   fiducia",
  sostanzialmente recependo il contenuto dell'emendamento 12.8.
       Così come al comma 13  è  stato recepito, come da accordo in
  Commissione, l'emendamento 12.9.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi l'emendamento 12.46R presenta
  un  problema  di  natura  finanziaria:  esattamente al comma 24 è
  prevista   una   copertura  finanziaria.  Questa  parte  è  stata
  trasferita   alla   Commissione  Bilancio  perché  esprimesse  il
  relativo   parere.   Peraltro   il   comma   24   fa  riferimento
  all'articolo 43 della legge n. 2 del 2002 che aveva una copertura
  finanziaria inferiore.
       Onorevoli    colleghi,    l'ipotesi   potrebbe   essere   la
  seguente:  o  noi  votiamo  l'emendamento ad esclusione dei commi
  22, 23  e  24  e  invitiamo  la  Commissione  Bilancio a riunirsi
  celermente  per dare copertura finanziaria a questi commi, ovvero
  possiamo  riformulare  questa parte agganciandola all'articolo 43
  della legge  n.  2  del  2002,  modificando  però  il comma 1 che
  stabilisce le finalità dell'articolo stesso.
       Per  consentire  una   valutazione  da  parte  del  Governo,
  sospendo la seduta per cinque minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 13.05, è ripresa alle ore 13.15)

     PRESIDENTE.   La   seduta   è   ripresa.  onorevoli  colleghi,
  gradireri un attimo di attenzione, soprattutto dai Presidenti dei
  Gruppi parlamentari, anche  perchè poi  ci  potrebbero essere dei
  fraintendimenti, come  purtroppo  è  spesso  accaduto  in  questi
  giorni.
       Potremmo  mettere  in  votazione  l'emendamento 12.46R con i
  subemendamenti  presentati  dal Governo e dall'onorevole Raiti ed
  altri, ad  eccezione  dei  commi  23 e 24, perché è necessario un
  passaggio alla Commissione Bilancio.
       A proposito preciso che nell'emendamento del Governo 12.46R,
  il riferimento al comma 22 va inteso al comma 24.
       Poiché  però ci  siamo  impegnati a procedere celermente, si
  potrebbe convocare la  Commissione  Bilancio  per  le ore 16.00 e
  l'Aula per le ore 17.00, con  l'impegno però da parte di tutti di
  fare  in modo  che  la  Commissione  Bilancio  si  possa riunire,
  altrimenti questo articolo  resterebbe  bloccato  per le parti di
  natura finanziaria e  rischierebbe  quindi  di  non  poter essere
  applicato, dato che si sta parlando del fondo di rotazione per le
  progettazioni.

     BENINATI,  presidente  della  Commissione e relatore. Di tutto
  l'articolo o dei due commi?

     PRESIDENTE.  Di fatto  tutto  l'articolo, si parla di modalità
  ma poi non si prevede la dotazione finanziaria.  Di fatto diventa
  inefficace.  Votiamo  per parti separate; votiamo i commi fino al
  22, non votiamo  i  commi  23 e 24 e poi votiamo dal 25 fino alla
  fine.

     FERRO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FERRO.  Signor Presidente, capisco che si tratta di un aspetto
  formale, ma  francamente  nei  giorni  scorsi abbiamo accantonato
  altri articoli, per  cui si potrebbe accantonare questo, dando la
  possibilità di andare  avanti  con  gli altri ed alla Commissione
  Bilancio  di  riunirsi,  come  si  è  detto,  nel  pomeriggio, ed
  approvare subito, alla  riapertura  dei lavori, l'articolo con la
  relativa copertura finanziaria.
       Mi pare più sensato.

     ACIERNO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ACIERNO.   Signor   Presidente,   proporrei   al   Governo  di
  stralciare  i  commi dal  23  al  26  e  presentare  un  relativo
  emendamento  come   articolo  aggiuntivo.  D'altronde  il  titolo
  dell'articolo  12  tratta  'Attività  di  studio,  progettazione,
  direzione dei lavori  ed accessorie'. Tutta la parte che riguarda
  invece  il fondo  di  rotazione  diventerebbe  così  un  articolo
  aggiuntivo  alla   legge;   per   cui   potremmo  intanto  votare
  l'articolo 12 e procedere nei nostri lavori.

     PRESIDENTE.  Mi  pare  una  proposta  saggia.  Se il Governo è
  d'accordo   e   non   sorgendo   osservazioni,  potremmo   votare
  l'emendamento 12.46R  fino  al comma 22, in modo tale che i commi
  23,   24,  25  e  26  diventino  sostanzialmente  un  emendamento
  aggiuntivo, con la relativa copertura finanziaria.
       Comunico  che  è  stato  presentato  dagli  onorevoli Raiti,
  Ferro,   Crisafulli,   Pistorio,   Spampinato   e  De  Benedictis
  l'allegato subemendamento 12.46R.2 all'emendamento 12.46R.
       Lo pongo in votazione.   Il parere del Governo?

     SCAMMACCA  DELLA  BRUCA ,  assessore  per  i  lavori pubblici.
  Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     BENINATI, presidente della Commissione e relatore.  Contrario.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                          (Non è approvato)

       Pongo in votazione l'emendamento 12.46R.1 del Governo.
       Il parere della Commissione?

     BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in votazione l'emendamento 12.46R, così come emendato,
  fino al comma 22.

     ACIERNO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ACIERNO.  Nell'esprimere  il  mio voto favorevole, volevo però
  segnalare   all'Assessore  che  nella  ristesura,  al  comma  12,
  al  primo  capoverso 'in ogni caso, l'ammontare complessivo degli
  incarichi   fiduciari'   sono   saltate   le   parole   'per   le
  progettazioni' perché, senza tali parole, l'ammontare di 200 mila
  euro, IVA esclusa,  comprenderebbe  anche  le  direzioni lavori e
  andremmo a complicare  il  quadro normativo che abbiamo previsto.
  E' proprio un  errore  formale. Bisogna aggiungere le parole 'per
  le progettazioni'.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  la  Commissione  propone di
  aggiungere  una  precisazione.  Onorevole  Beninati  la  invito a
  formalizzare l'emendamento.

     RAITI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     RAITI.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, ho chiesto di
  parlare   per  esprimere  il  mio  voto  contrario  all'articolo,
  motivato   dal   fatto   che   quanto   previsto   dal  comma  20
  dell'emendamento  12.46R,  che è stato oggetto del subemendamento
  da me  e  da  altri presentato per la soppressione, stravolge uno
  dei  cardini principali dei ragionamenti che fino ad oggi abbiamo
  fatto.
       Nella   sostanza,   noi,   stabilendo   al   comma   20  che
  l'affidatario - nella  prevalenza dei casi ingegnere o società di
  ingegneria ed  altro  -  può dare in subappalto ad altri soggetti
  che  hanno  competenze  specifiche  in  altre  materie  (come  le
  indagini  geologiche, geognostiche e così via) stiamo facendo una
  specie  di  doppio  binario,  cioè ci prevedono professionisti di
  serie A e professionisti di serie B.
       Questo  non è possibile, non è consentito dal punto di vista
  deontologico, non è  consentito dal punto di vista professionale,
  e, tra l'altro,  andrebbe  incontro alla violazione del principio
  di cumulabilità che poco fa abbiamo approvato.
       Nella  sostanza  faremmo  in  modo che alcuni professionisti
  possano  gestire  incarichi superando la soglia dei 100 mila euro
  perché,  facendo  dei sub-appalti per indagini di altre categorie
  specialistiche,  di fatto gestirebbero altre categorie, superando
  il limite di invalicabilità che è stato posto.
       Non  solo   Ma poi si scontra con norme di carattere tecnico
  perché  le indagini,  i  sondaggi, i rilievi, le misurazioni, che
  sono di cantiere,  per  legge  devono  essere  seguiti  solo  dai
  professionisti che hanno i  requisiti per fare le relazioni e per
  sovrintendere ai cantieri.  Per  essere specifico, le indagini di
  cantiere geosismiche, i  sondaggi,  i  rilievi  li possono fare i
  geologi non li può  fare né  un ingegnere, né  un elettrotecnico,
  né  quant'altro.
       Quindi,  noi  come  possiamo  approvare  una norma di questo
  genere che  di  fatto  cozza  con il buon senso, con le normative
  esistenti  e  con  quello  che  già abbiamo votato in precedenza?
  Dal mio punto di  vista  è  una  cosa  gravissima, tant'è  che mi
  convince a votare no all'intero articolo.

     PRESIDENTE.  Onorevoli   colleghi,   comunico   che   è  stato
  presentato dal Governo  il  subemendamento  12.46R.3,   nel senso
  indicato  dall'onorevole  Acierno  poc'anzi:  al capoverso 12, al
  primo  rigo,  dopo  la parola 'fiduciari' sono inserite le parole
  'per le progettazioni'.

     CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che il
  subemendamento  presentato  dal  Governo  non sia di precisazione
  tecnica, ma  che  diventi  di  sostanza, dato che in qualche modo
  restringe  la  platea  dei  soggetti  ad  incarico fiduciario, ma
  soprattutto amplia la possibilità di derogare alle cifre che sono
  previste dalla stessa legge.
       Voglio ricordare che ci  sono una serie di incarichi che non
  attengono  in   maniera   stretta   alla  progettazione,  ma  che
  riguardano la direzione  lavori,  eccetera. Però la legge prevede
  un limite massimo  entro  il  quale  si  può  definire l'incarico
  fiduciario.
       Credo quindi che questo subemendamento, ripeto, ha l'effetto
  di  derogare  ai  limiti finanziari previsti dalla norma, per cui
  chiedo all'assessore  e al Governo di ritirarlo e di mantenere il
  testo  dell'emendamento così come è stato presentato dallo stesso
  Governo.

     PRESIDENTE.  Onorevole  assessore,  ritiene di dovere accedere
  alla richiesta dell'onorevole Cracolici?

     SCAMMACCA  DELLA  BRUCA ,  assessore  per  i  lavori pubblici.
  Contrario. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SCAMMACCA  DELLA  BRUCA ,  assessore  per  i  lavori pubblici.
  Signor Presidente, chiedo un minuto di sospensione.

     PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, sospendo la seduta.

   (La seduta, sospesa alle ore 13.27, è ripresa alle ore 13.30)

       La seduta è ripresa.

     ACIERNO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ACIERNO. Scusate, secondo  me  c'è  un  po'  di confusione. In
  questo testo, dopo  un  ampio  dibattito  in  Commissione,  si  è
  addivenuti, da parte  dei  gruppi  di maggioranza e dei gruppi di
  opposizione,  al tentativo di evitare le lobbies - nella migliore
  accezione del termine - dei professionisti. Come abbiamo operato?
  Mettendo un  tetto  che  è  equivalente  a  200 mila euro su base
  regionale,  quindi  la  sommatoria  di  tutti  gli  incarichi che
  vengono  dati  su  base  regionale  al singolo professionista, ed
  abbiamo  anche  stabilito  che questa soglia diventa una sorta di
  credito  aperto,  per  cui  ogni  incarico  che  viene consegnato
  all'ente può essere reintegrato.

     PRESIDENTE.   Mi  sembra   di  capire  che  questo  si  chiami
  centralismo democratico, non  liberismo o liberalismo. E' come se
  noi limitassimo la  possibilità  per un chirurgo di intervenire e
  quindi quelli che ci arrivano ci arrivano, e gli altri invece no.

     ACIERNO. Non è così, Presidente.

     PRESIDENTE. Non è così? Peggio di così.

     ACIERNO.   Ora,   l'aggiunta   proposta   al   Governo   dalla
  Commissione perché è necessaria?  Perché  la direzione lavori non
  dipende dalla volontà del professionista ma, spesso e volentieri,
  dalla  volontà  dell'impresa,  che  si  può  fermare,  può  avere
  centomila problemi.
       In questa maniera,  se  noi  non  specifichiamo  che  questo
  importo è relativo, è limitato a quelli che sono i compiti propri
  del professionista e  che  non dipendono da volontà di terzi, noi
  mettiamo i professionisti  nelle  condizioni  di  avere  il tetto
  massimo degli incarichi  e  di  non  potere  procedere  ad  avere
  ulteriori incarichi,  perché  l'espletamento  della  funzione non
  viene svolto per causa  di  terzi.
       Ancor di più,  al  comma  16, è ampiamente specificato: "Nel
  caso di affidamento  di  incarichi  di progettazione ai sensi del
  comma  4,  l'attività  di  direzione  dei  lavori  è affidata con
  priorità  rispetto ad altri professionisti esterni al progettista
  incaricato.  In  tal  caso  il conteggio effettuato per stabilire
  l'importo  stimato  ai  fini  dell'affidamento  dell'incarico  di
  progettazione  deve  comprendere  l'importo  della  direzione dei
  lavori."
       Allora,  siccome  è  già  scritto,  credo  che  l'intervento
  dell'onorevole Cracolici sia da non prendere in considerazione.

     BENINATI, presidente  della  Commissione e relatore. Chiedo di
  parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BENINATI, presidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente, con un attimo di attenzione dell'Aula, ritengo che se
  ognuno è convinto  delle proprie idee non può ascoltare e cercare
  di  cambiarle.  Effettivamente,  nonostante  la  perplessità  che
  insorge  in  qualche  intervento,  l'aver  aggiunto  -  cosa che,
  secondo me,  è un fatto veramente tecnico - la formalizzazione di
  progettazione non  altera  il  fatto  se  c'era  o  non  c'era la
  progettazione:  è  una  terminologia  per  individuare l'incarico
  fiduciario;  principalmente  per  che  cosa  viene  dato?  Per la
  progettazione.  Qualcuno ora ha detto: lascio libera la direzione
  lavori;   ma   di   che   cosa   stiamo   parlando?  Proprio  con
  quell'emendamento che  limita il cumulo di più di 200 mila euro è
  ovvio  che,  superando  tale limite, non potrò mai avere incarico
  fiduciario né per progettazione, nè per direzione lavori.

     CRISAFULLI. Quello che mi preoccupa è questo

     BENINATI, presidente  della Commissione e relatore.  Non potrà
  mai averne di  più,  perché  è  fiduciario, è questo il contenuto
  dell'articolo.
       Noi  abbiamo  previsto   200  mila  euro  proprio  perché  è
  l'importo della soglia comunitaria ed è sotto quel cumulo, perché
  altrimenti si poteva  verificare una cosa peggiore, cioè che, con
  il limite di 100  mila  euro per comune o per ente appaltante, un
  professionista, in tutta  la Regione, si prendeva 50 incarichi da
  100.000 euro. Abbiamo previsto il limite proprio per questo. Ed a
  questo punto, quando  esiste  tale  limite,  che è sul cumulo dei
  fiduciari in generale,  la  direzione  lavori,  se  volesse  o se
  dovesse essere data  come  fiduciaria, deve essere inclusa sempre
  nel limite, quindi è una scelta del professionista ...

     CRISAFULLI. Se ci scrivi 'la progettazione' non è più così

     BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Ho ribadito
  - e concludo - che,  secondo  il  mio  punto  di vista - non sono
  stato chiaro -, se c'è  o  non  c'è è la stessa cosa: ecco, tanto
  per essere chiari.  E' la stessa cosa precisa.

     CRISAFULLI. E allora non lo mettiamo

     BENINATI, presidente  della Commissione e relatore. Benissimo,
  ma non cambia totalmente nulla.

     CRISAFULLI. Secondo me, non è così

     BENINATI, presidente  della  Commissione e relatore. Onorevole
  Crisafulli, mi segua, la prego. E' una facoltà sempre demandata a
  colui   che   ha   l'incarico  di  valutare,  poi,  di  avere  la
  progettazione  (due  o  tre),  e  una direzione lavori, quindi la
  direzione  lavori  rientra  nell'incarico fiduciario, per cui non
  cambia  totalmente  nulla;  rientra per principio, rientra sia la
  progettazione  che  la direzione lavori.  E' una scelta, poi, del
  singolo professionista che desidera fare tutti i progetti o tutte
  direzioni lavori fiduciarie. E' ovvio, abbiamo chiuso.

     CRISAFULLI. Allora siamo rimasti  che per lei va bene il testo
  così com'è?

     BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Secondo me,
  questa precisazione non  fa  altro  che  chiarire  che l'incarico
  fiduciario è per  la  progettazione, ma che comunque non preclude
  l'incarico fiduciario per la direzione lavori.

     SCAMMACCA DELLA  BRUCA ,  assessore  per  i  Lavori  pubblici.
  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SCAMMACCA DELLA  BRUCA ,  assessore  per  i  Lavori  pubblici.
  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, credo che, se leggessimo
  con un minuto di maggiore serenità e obiettività, pur trattandosi
  di norme  abbastanza tecniche, il comma 9, che precede, non senza
  un motivo  di logica, il discusso comma 12, vedremmo che si parla
  di  affidamenti fiduciari rispetto a tutti gli incarichi previsti
  al comma 1, per cui mi parrebbe indubbio - e non me ne vogliano i
  colleghi  della  Commissione  e  tutti  gli  amici, gli onorevoli
  deputati    che   possono   essere   favorevoli   all'emendamento
  precedentemente  da me proposto - che l'ammontare degli incarichi
  fiduciari, di  cui  si  parla  al  comma  12,  non può che essere
  riferito al  precedente  comma  9,  per  cui io ritengo di dovere
  sostituire le parole "per le progettazioni" con le parole "di cui
  al comma 9".

     PRESIDENTE. Significa,  onorevole  Assessore,  che  ritira  il
  subemendamento?

     SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i Lavori pubblici. Forse
  non sono stato  sufficientemente  chiaro  e  me  ne scuso: ritiro
  l'emendamento che aggiungeva  le  parole "per le progettazioni" e
  formalizzerei  un  nuovo subemendamento che inserisce allo stesso
  posto le parole "di cui al comma 9".

     PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati dal Governo gli
  allegati subemendamenti 12.46R.4 e 12.46R.5.
       Intanto volevo comunicare all'Aula che nel testo, e non solo
  in questo ma  nel  testo  di  diversi  emendamenti, i richiami ai
  commi precedenti o  successivi  non sono sempre esatti. E allora,
  piuttosto che, di volta in volta, presentare degli emendamenti di
  mera  correzione formale, daremo incarico agli Uffici, in sede di
  coordinamento,  di  provvedere  alla  rettifica  degli  errori di
  natura  formale  che  riguardano i richiami contenuti nei singoli
  emendamenti o nei singoli articoli o nei singoli commi.
       Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.

     CRISAFULLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRISAFULLI. Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, credo che
  il testo abbia  bisogno, specie rispetto alla questione del comma
  20, di un approfondimento, perché, avendo mantenuto questo genere
  di specificazione, noi  corriamo  il  rischio  di  indicare, alle
  amministrazioni e agli   enti, che  gli  incarichi  per  indagini
  geologiche    appartengono    esclusivamente    a    conferimenti
  subappaltati.
       Se lo sforzo  del  Governo è quello di ritenere che, qualora
  sono necessari, così come detto, incarichi di indagini geologiche
  più specifiche e  il tecnico geologo può avvalersi in via diretta
  di conferire altri  incarichi, per picchettazione o per ulteriori
  indagini geologiche, io  questo  lo  capisco;  ma se questo non è
  specificato, noi corriamo  il  rischio  di  creare un paletto che
  vale solo per  gli  incarichi  di carattere geologico.  Credo che
  creeremmo una disparità nel conferimento dell'incarico.
       Non penso tanto all'incarico fiduciario, quanto all'incarico
  ottenuto in  virtù di una gara di selezione. Se la possibilità di
  concorrere  come  geologi  non è prevista dal bando specifico, il
  rischio che  si corre è che tutta la parte riguardante la materia
  geologica  venga  conferita direttamente dal tecnico che ha avuto
  assegnato i lavori.
       Pertanto, avendo colto  che  la  volontà della Commissione e
  del Governo non  era  quella  di  penalizzare  la  categoria  dei
  geologi, ma quella di utilizzare questo meccanismo per facilitare
  l'applicazione del tipo  di  indagine,  io  credo  che,  se non è
  specificato - lo  dico  all'Assessore  e  alla  Commissione - noi
  corriamo il rischio che  la legge, una volta emanata - perché non
  appartiene  a noi,  nè  la  interpretiamo  noi,  ma  la  pubblica
  amministrazione - venga  interpretata per come si legge, quindi o
  è specificato questo  aspetto o altrimenti corriamo il rischio di
  avere creato una  diversità  di  trattamento  tra  i  tecnici  e,
  all'interno dei tecnici, fra gli ingegneri e i geologi, che hanno
  altrettanta utilità nella formazione del loro lavoro.
       Tenete conto che  noi  siamo in una Regione che, secondo gli
  studi  ministeriali,  secondo  le  indagini regionali e secondo i
  piani  previsti  e  predisposti, viene considerata area a rischio
  sismico;  un'area  a rischio sismico che impone nella costruzione
  di  edifici perizie geologiche diffuse.  Se noi non specifichiamo
  che  per questo genere di attività è obbligatorio il conferimento
  dell'incarico  al  professionista,  corriamo il rischio che venga
  assimilato in uno con l'incarico al tecnico progettista.
       Pertanto, siccome mi  era  parso di cogliere che l'Assessore
  non  volesse  fare   questo   genere  di  differenziazione,  o  è
  specificata o il  rischio  che  si  corre  nell'interpretazione è
  questo.

     PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   volevo   precisare   che
  l'emendamento presentato  dal Governo, oltre a quello soppressivo
  del precedente  emendamento,  che non presenta alcuna difficoltà,
  leggendo congiuntamente il  comma  9  e il comma 1, forse qualche
  perplessità    interpretativa    la   pone.   Adesso   ascoltiamo
  l'onorevole Beninati che cosa  ha  da dirci dopo di che è il caso
  di sospendere la  seduta  per  qualche  minuto  per  scrivere  in
  maniera più corretta l'emendamento.

     BENINATI, presidente  della  Commissione e relatore. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BENINATI, presidente  della  Commissione e relatore. Su questi
  argomenti sembra  che  ci  sia qualche voglia di fare qualcosa in
  più rispetto ad altri.  Premesso che questo comma è ripreso dalla
  "Merloni",  vorrei  chiarire che le preoccupazioni dell'onorevole
  Crisafulli, se  non  ho  capito  male, sono  che  - lo esprimo in
  maniera  molto  semplice  -  venga  data  all'incaricato tecnico,
  ingegnere  o  architetto,  una  agevolazione in più nel conferire
  direttamente lui incarichi ad altri per altre cose.
       Qui ci dobbiamo  capire:  ho  sentito  dire  che  la  figura
  professionale del geologo  è preclusa in questi incarichi; non si
  è letto bene  quello  di  cui  stiamo  parlando.  Perchè, intanto
  stiamo parlando solo  di  lavori, perchè le indagini geognostiche
  sono dei lavori: si  perfora  si fanno queste opere, è un lavoro,
  non è una professione  che  si  svolge, ma un lavoro. E lo stesso
  vale  per  le  indagini geologiche, geognostiche e sismiche; sono
  tutti lavori:  sondaggi, rilievi, misurazioni e picchettazioni.
       In  ogni caso  è  scritto  chiaro  "con  l'esclusione  della
  relazione geologica",  per  cui  la  competenza professionale del
  geologo non viene  minimamente  intaccata, è esclusa, quindi è un
  incarico che  continuerà  a  conferire  sempre l'amministrazione,
  perchè è tra  le  figure  che  sono  previste  che  possono avere
  l'incarico. Così come  lo  può avere l'ingegnere per il progetto;
  per la relazione  geologica  è  sempre  il geologo che deve avere
  l'incarico; solo per i lavori.
       Oltretutto,   ricordo  ad  alcuni  che,  in  effetti,  nelle
  relazioni  geologiche  molte  volte i geologi avevano loro questo
  incarico di  chiamarsi la ditta e poi fare la relazione, perchè è
  un lavoro pertinente, camminano assieme.  Geologo e indagini sono
  la  stessa  cosa.  Quindi  l'incarico  professionale  non  è leso
  minimamente, perchè  è  scritto. L'unica cosa che è scritta è che
  per fare questi lavori, indagini geognostiche, che sono fatte con
  mezzi,  con  apparecchiature,  il  professionista  incaricato  al
  progetto  può  chiamarsi  le  figure  competenti.

     DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DE BENEDICTIS.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, penso
  che  la  soluzione  che  proponiamo  al  Governo  può  essere  la
  seguente:  nel capoverso  20,  se  questo è l'intendimento comune
  dell'Assemblea, che non vuole dare possibilità di subappalto alle
  prestazioni professionali del geologo, bensì alle indagini e alle
  attività  di   impresa   connesse  al  sottosuolo,  noi  possiamo
  precisare "con  l'esclusione",  anziché  delle  relazioni, "delle
  prestazioni professionali  geologiche".  E'  questo  che vogliamo
  ottenere? Il  non  subappalto  delle  prestazioni  professionali?
  Scriviamo: "delle prestazioni professionali".

     PISTORIO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PISTORIO. Signor  Presidente, onorevoli colleghi, la questione
  sulla quale ovviamente  si è determinata una qualche confusione è
  legata alla valutazione,  da  parte  di  alcuni  deputati,  su un
  problema che ha già dei precedenti. La lettura dell'articolo, per
  come oggi è  definita,  indurrebbe  a  pensare  che  il  titolare
  dell'affidamento di progettazione, come ha dichiarato fino a poco
  fa l'onorevole  Beninati,  "governa  la  procedura  di  eventuale
  subappalto, di  eventuali  affidamenti  per  quanto  riguarda una
  serie  di indagini  tecniche  connesse".  Allora  il  problema  è
  definire il discrimine di queste indagini. Perché, per ragioni di
  naturale competenza,  connesse  anche  all'apporto fiduciario che
  l'amministrazione intrattiene  con  il  professionista geologo, è
  naturale che, se  questo  subappalto  deve  avvenire in un ambito
  riferibile alle indagini  geologiche  e  a  tutto quello che vi è
  connesso, questo  subappalto  sia  governato  dal  professionista
  geologo   che   è   affidatario   di   un   incarico   da   parte
  dell'amministrazione di  eguale  prestigio  e  di eguale caratura
  amministrativa come quello  dell'ingegnere.
       Il punto è questo:  se utilizziamo l'ipotesi del subappalto,
  l'area geologica deve  essere connessa, affidata al geologo e non
  all'ingegnere.   Perché   lì   sì   che   possono  esservi  delle
  interferenze,  anche  di  tipo fiduciario.  Se questa è la scelta
  del  Governo,  dobbiamo soltanto scrivere meglio la norma, con un
  inciso che può essere in qualche modo definito velocemente.
       Se, invece, la  scelta  è  un'altra,  signor  Presidente,  è
  quella che in  qualche modo vi è una responsabilità prioritaria e
  sovraordinata del progettista  anche  in  capo a queste indagini,
  con la scelta fiduciaria  di  ditte ed altro, che sia chiaro, che
  l'Aula lo comprenda.  Non  possiamo  nasconderci  dietro  ad  una
  incomprensione letterale.  L'area geologica è affidata al geologo
  anche  per la  parte  organizzativa  delle  attività  di  impresa
  connesse oppure al progettista incaricato?

     SCAMACCA DELLA BRUCA , assessore per i Lavori pubblici. Chiedo
  di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SCAMACCA DELLA BRUCA , assessore per i Lavori pubblici. Signor
  Presidente,   onorevoli   colleghi,   credo   che   la   proposta
  dell'onorevole De  Benedictis di sostituire le parole "relazioni"
  -  geologiche,   naturalmente   -   con  le  parole  "prestazioni
  professionali"    chiarisce    che    comunque   le   prestazioni
  professionali dei  geologi  sono assolutamente rispettate, mentre
  l'affidatario potrà  avvalersi  del  subappalto  per  le attività
  relative alle indagini,  che  sono cosa diversa dalle prestazioni
  professionali.
       Una cosa è  salvaguardare le caratteristiche, le priorità di
  ciascuna professione, ma  quando si parla di indagini geologiche,
  geotecniche  e   sismiche,   sondaggi,   rilievi,  misurazioni  e
  picchettazioni possiamo  anche definirli meglio, ma chiaramente è
  esclusa ogni attività di carattere professionale. Quello che dico
  è  rafforzato  dal   fatto   che  successivamente  si  dice  "con
  l'esclusione   delle   prestazioni   professionali",   in  questa
  proposta.   Perché   indagine   geologica,  geotecnica,  sismica,
  sondaggi, rilievi,  misurazioni  sono  attività sia pure connesse
  alle attività geologiche ma con caratteristiche diverse da quelle
  professionali  -  mi  permetto  dire  -,  sono  più  vicine  alle
  caratteristiche di una attività di impresa, sia pure geologica.

     PRESIDENTE. Onorevole colleghi, credo che ci sia l'esigenza di
  una breve sospensione per chiarire questi aspetti.
       Pertanto la seduta è sospesa per cinque minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 13.55, è ripresa alle ore 13.58)

     PRESIDENTE. La seduta  è  ripresa.
       Onorevoli colleghi, avevamo  sospeso  i lavori per vedere se
  era individuabile un  percorso  risolutorio  del  problema  che è
  stato   posto.   Se   è  così,  invito  l'onorevole  assessore  o
  l'onorevole   presidente   della   Commissione  a  formulare  una
  proposta.
       Onorevoli  colleghi,  poichè non è stata formalizzata alcuna
  proposta  con  un  emendamento,  la seduta è sospesa e riprenderà
  alle  ore 17,00.
       Autorizzo la Commissione Bilancio a riunirsi alle ore 16,00.

    (La seduta, sospesa alle ore 14.00, è ripresa alle ore 19.53)

   Presidenza del presidente Lo Porto


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                   PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LO PORTO

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,   la   seduta   è   ripresa.
       Comunico che  sono    stati    presentati    gli    allegati
  subemendamenti:

    - dal Governo subemendamenti 12.46R.6 e 12.46R.7;

    -  dalla   Commissione   subemendamenti  12.46R.8,  12.46R.9  e
    12.46R.10.

       Il testo di riscrittura  dell'articolo  12,  predisposto dal
  Governo, renderebbe più spedito  il  lavoro,  superando quindi il
  dibattito sui  numerosissimi  emendamenti presentati all'articolo
  12.   Del resto, poichè nello  stesso  testo  di  riscrittura  la
  Commissione e  il  Governo  hanno  proposto  dei  subemendamenti,
  chiedo al  Presidente  della  Commissione  di  volerci illustrare
  questi  passaggi  in   modo  da  poter  immediatamente  porre  in
  votazione i  subemendamenti al testo di riscrittura dell'articolo
  12.

     BENINATI, presidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi,  abbiamo  sospeso la seduta sulla
  riformulazione del comma 20,  che  effettivamente, come osservato
  da alcuni colleghi, era poco chiaro.
       Quindi, la Commissione, su  iniziativa dell'onorevole Raiti,
  componente della Commissione, ha  riformulato  il  comma  20, nel
  testo che abbiamo presentato.
       Poi  sono  stati  presentati   altri   due  emendamenti  che
  effettivamente sono di natura  squisitamente  tecnica  in  quanto
  viene soppresso un capoverso, il  secondo  periodo  al  comma 15,
  perchè al comma 16 poi si ripete la stessa cosa.
       Per il resto, è stato  aggiunto  alla  fine  del comma 13 un
  chiarimento: il motivo per  cui  i comuni trasmettono agli ordini
  professionali gli incarichi fiduciari, cioè li devono trasmettere
  "ai fini della verifica  di quanto previsto ai superiori commi 11
  e 12". Un emendamento  quindi  anche  questo  chiarificatore  che
  esplicita  con  maggiore chiarezza  il  motivo  per  cui  vengono
  trasmesse tali documentazioni.
       Detto questo,  Presidente,  ritengo  che  l'articolo sarebbe
  pronto, con il voto preliminare  di questi subemendamenti, per il
  voto complessivo.

     ACIERNO.  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ACIERNO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, per quanto
  riguarda il subemendamento presentato 12.46.R9, io mi permetto di
  contestarlo, rispetto alla formulazione presentata dal Governo.
       In  questo   subemendamento   si  dice  che  "In  tutti  gli
  affidamenti   di  cui  al  presente  articolo  l'affidatario  può
  avvalersi del subappalto, per la propria area di competenza ...".
  Vorrei capire,  intanto,  che cosa significa l'area di competenza
  dell'affidatario;  l'affidatario  è affidatario, quindi l'area di
  competenza di che  cosa?. Se, per ipotesi, è un architetto che si
  aggiudica  una  progettazione,  la  propria  competenza  è quella
  dell'architetto  o quella della figura dell'affidatario?  Siccome
  è affidatario,  scrivere  "la propria area di competenza" secondo
  me è un errore.
       Ma, in  più,  alla  fine  di  questo  comma  si  dice:  "con
  l'esclusione  delle prestazioni professionali". Così scritto, noi
  faremo sì  che non affideremo più progettazioni a nessuno. Voglio
  fare un  esempio pratico:  nella stesura precedente si diceva che
  l'affidatario  poteva  dare in subappalto le indagini geologiche,
  geotecniche e  sismiche,  i sondaggi, i rilievi, le misurazioni e
  picchettazioni,  la  predisposizione di elaborati specialistici e
  di  dettaglio  ed  escludevamo volutamente, senza nessun ingegno,
  perchè era  preso  interamente  dalla "Merloni ter", le relazioni
  geologiche.
       Perchè   escludevamo   ed   escluderemmo,   vorrei   che  si
  escludessero  le  relazioni  geologiche?  Perchè  il responsabile
  rimane  l'affidatario;  la relazione geologica è parte integrante
  del progetto;  a  seguito  della  relazione  geologica si fanno i
  calcoli statici  e  tutta  un'altra  serie  di misure progettuali
  indispensabili. Non  è  pensabile  che  ci sia un responsabile di
  progetto che  non  si  assuma  la  responsabilità della relazione
  geologica e che  questa  sia affidata ad un altro, tant'è che nel
  nuovo  emendamento  presentato, improvvisamente sparisce la frase
  magica:  "resta  comunque  impregiudicata  la  responsabilità del
  progettista".  Vorrei  capire:  chi diventa il responsabile?  Chi
  è il  responsabile  adesso?  Perchè  il  progettista  che  riceve
  l'incarico  non  è  più  responsabile  del  progetto  con  questa
  formulazione? E,  ancora  peggio,  il  progettista  che si voleva
  avvalere della  consulenza di un tecnico, con questa formulazione
  non si  potrà  più  avvalere di nessuna consulenza perchè non può
  dare in subappalto nessuna consulenza.
       Allora,   se  dobbiamo  legiferare  tanto  per  accontentare
  singole istanze  di singole persone, io prendo atto e posso anche
  dedicare il mio  tempo ad altro;  se noi dobbiamo tentare di fare
  una legge sugli appalti, che non crei problemi nel momento in cui
  viene attuata, allora  è  bene  ripensare le cose e dimostrare di
  avere un poco più di saggezza e meno clientelismo.

     RAITI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     RAITI.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, non posso che
  dissentire  dal  ragionamento  testè  fatto  dal collega Acierno,
  perchè, tra  l'altro,  mi  pare  che  il subemendamento così come
  presentato raccoglie  le perplessità che io avevo manifestato nel
  corso della mattinata, che poi sono state oggetto di dibattito e,
  tra l'altro, a seguito di un ragionamento complessivo che abbiamo
  fatto con  il  Governo  e  con  il  Presidente della Commissione,
  abbiamo ritenuto opportuno redigere il subemendamento così fatto.
       Il   subemendamento  così  fatto,  a  differenza  di  quanto
  sostiene  l'onorevole  Acierno, invece, credo che faccia assoluta
  chiarezza  nell'ambito  degli  affidamenti, perchè nella sostanza
  distingue le  aree  di competenza professionale di coloro i quali
  sono chiamati  a  redigere  e  ad  espletare  le proprie attività
  nell'elaborazione  progettuale:  le  aree di competenza tecniche,
  ingegneristiche   e   architettonica,   le   aree  di  competenza
  geologiche, le  aree  di  competenza  dei  dottori  agronomi e di
  quelle dei  dottori forestali, così come previsto dalle normative
  europee e dal regolamento europeo, che disciplina e dà a ciascuna
  di queste professionalità singole competenze nel campo specifico.
       L'articolo  va  nella  direzione di  dire  che  il  soggetto
  affidatario, l'architetto  e l'ingegnere per i compiti di propria
  competenza, il  geologo  per  le proprie competenze, l'agronomo e
  l'agrotecnico,  nell'ambito  dell'affidamento  che ha ricevuto da
  parte dell'ente  appaltante, può avvalersi di prestazioni di mera
  esecuzione, perchè  la  responsabilità già per legge viene data a
  questo soggetto  professionale  e,  quindi, nel momento in cui si
  avvale   di  quelle  prestazioni  tecniche  per  l'esecuzione  di
  indagini,  o   per   copiare   un   progetto  o  per  fare  delle
  picchettazioni o delle misurazioni, è lui che ne risponde.
       Ma noi  stiamo facendo una specificazione che mette tutte le
  categorie professionali sullo stesso livello, senza creare alcuna
  discriminazione, dando  a  ciascuno  il proprio, tra l'altro come
  previsto -  ripeto  -  dalla  normativa CEE, facendo giustizia di
  alcune interpretazioni che sono state fatte nel passato, in virtù
  dell'applicazione  di  questo  articolo,  che  hanno visto alcune
  categorie prevalere  su  altre,  di  fatto  allargando la propria
  sfera di  competenza  e mettendo altre categorie professionali in
  una condizione di subordinazione.
       Così mettiamo tutti sullo stesso  piano,  così  ciascuno, il
  quale ha affidato una progettazione,  si  avvale delle competenze
  che ritiene  opportuno avvalersi, dal punto di vista tecnico e di
  esecuzione,  e  se  ne  assume automaticamente la responsabilità,
  così com'è previsto dagli ordini di appartenenza e com'è previsto
  dalle leggi  quadro  di  riferimento  di ciascuna categoria.
       Per tale  motivo non posso che apprezzare questo emendamento
  ed esprimere, già da ora, il mio voto favorevole.

     BENINATI,  presidente  della Commissione e relatore. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BENINATI,  presidente  della  Commissione  e  relatore. Signor
  Presidente,   onorevoli   colleghi,   comunico   il   ritiro  del
  subemendamento  12.46.R.10,  che è stato presentato erroneamente,
  per una svista.

     PRESIDENTE. Ne abbiamo già preso atto, onorevole Presidente.

     BENINATI,  presidente  della Commissione e relatore. Gli altri
  due rimangono in vita.
       Per  quanto  riguarda  l'appunto  testé fatto dall'onorevole
  Acierno, devo dire, signor Presidente, che questa mattina abbiamo
  chiarito molte cose, c'è stata una discussione molto approfondita
  ed effettivamente  si  è  arrivati  alla determinazione di questa
  formulazione, che è  in  buona  parte  quella del comma 20, non è
  diversa,   effettivamente   l'ultimo   capoverso  resta  comunque
  impregiudicato alla responsabilità del progettista; devo dire che
  deve essere  aggiunto.  Per  il  resto,  l'emendamento così com'è
  scritto chiarisce  semplicemente  le  competenze  di  chi  ha  un
  incarico, ingegnere  o  architetto, per la progettazione - perché
  ingegnere ed architetto non possono avere altri incarichi che per
  la progettazione  - Il geologo, che è anch'esso un professionista
  che  va  incaricato  dall'amministrazione,  viene  incaricato per
  legge in qualunque  progetto, per la sua competenza e quindi è il
  geologo che farà la sua relazione.
       Si verifica  che,  effettivamente,  a supporto di questi due
  incarichi   esistono   dei   lavori   spesso   da   eseguirsi  e,
  principalmente, per  la parte geologica sono le indagini e quanto
  scritto, i  sondaggi geognostici e sismici. Quindi queste sono di
  competenza esclusivamente  del  geologo; sono dei lavori che cura
  il geologo.  Per  la  parte  progettuale  possono  esservi  delle
  competenze di  altri tipi di lavori - tipo rilievi, misurazioni e
  picchettazioni   -   che  sono  di  competenza  del  progettista,
  l'ingegnere o l'architetto.
       Quindi, com'era  formulato qui poteva essere poco chiaro. La
  riscrittura è certamente più chiara, perché cosa dice, con questa
  premessa?  "In  tutti gli affidamenti di cui al presente articolo
  1, l'affidatario  ...",  che  sono  il  progettista,  il geologo,
  perché   l'articolo  1  prevede  chi  può  avere  gli  incarichi,
  l'affidatario, uno  dei  due  se  esiste,  l'ingegnere per le sue
  competenze, il geologo per le sue competenze - "... può avvalersi
  del subappalto, per la propria area di competenza ...". Ecco cosa
  stiamo chiarendo, che il geologo può avvalersi di quella parte di
  lavori, nel senso che può subappaltare, e chiedere questi lavori,
  per la  parte  geologica, geognostica e via dicendo. L'ingegnere,
  che è  il  progettista, si può avvalere delle altre: dei rilievi,
  delle picchettazioni e via di seguito.
       Quindi   abbiamo   chiarito   semplicemente  questo,  signor
  Presidente,  che l'articolato poteva anche dare questo risultato,
  però non era chiaro.
       Quindi, con  la  premessa  che  effettivamente  va  aggiunto
  l'ultimo capoverso,  che era previsto nell'articolo 20, penso che
  non ci  sia alcun dubbio che questo emendamento funzioni, per cui
  lo formalizzerò subito.

     PRESIDENTE.  Comunico  che gli emendamenti 12.46R.3, 12.46R.4,
  12.46R.5  e   12.46R.6,  a  firma  del  Governo,  sono  ritirati.
  L'Assemblea ne prende atto.
       Comunico che  è  stato presentato il subemendamento 12.46R.9
  bis, dalla Commissione.

     ACIERNO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ACIERNO.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, il parziale
  accoglimento del  mio  suggerimento  credo  che  non  risolva  il
  problema di  fondo.  Qual  è  la  differenza  tra  affidatario  e
  progettista? All'inizio  del comma noi parliamo di affidatario ed
  alla fine  dello  stesso  diciamo che l'affidatario - anche se in
  questo testo  si  chiamerà  progettista  una volta ed affidatario
  un'altra, ma il soggetto rimane lo stesso -, o il progettista che
  dir si voglia, rimane il responsabile del progetto.
       Faccio un  esempio pratico: un ingegnere o un architetto che
  si aggiudica  un  progetto,  in  esso  devono  fare una relazione
  geologica per  dimostrare  perché  hanno  previsto  dei pali a 30
  metri di  profondità  piuttosto  che  a 15 metri; per come stiamo
  legiferando,  quell'ingegnere  o  quell'architetto, non potendosi
  più avvalere  di prestazioni professionali di terzi, non potranno
  espletare il  loro  incarico,  a  meno  che quella gara non venga
  scissa in  due parti:  una parte del progetto, che non riguarderà
  le  indagini  geologiche, le relazioni geologiche, viene affidata
  ad un ingegnere  o  ad  un  progettista  e  la parte dello stesso
  progetto,  per  quanto  concerne  la  relazione  geologica, dovrà
  essere  assegnata   ad   un   geologo.   Chi  è,  alla  fine,  il
  responsabile? Qual  è  il progettista responsabile? E' quello che
  redige il progetto o quello che redige la relazione geologica?
  Questo è il quesito
       Ribadisco: se  noi  dobbiamo  scrivere  una  norma  che deve
  risolvere problemi  di  singole  persone,  l'Aula se ne assume la
  responsabilità, ma domani, appena questa legge diventa operativa,
  non ci sarà  più  un ingegnere o un architetto che si prenderanno
  in carico un progetto.

     PISTORIO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PISTORIO.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   se
  l'onorevole Acierno  ha  come  obiettivo  quello di confondere le
  idee e indurre tutti in un falso problema, c'è riuscito, ma credo
  che abbia  confuso  le  sue  idee,  perché  ha  detto  delle cose
  vagamente  incerte,  mentre  invece  l'intervento  del Presidente
  Beninati è  stato  assolutamente  puntuale  e  ha  completato, al
  meglio,  il ragionamento fatto dal presentatore dell'emendamento,
  onorevole Raiti.
       La questione è molto semplice, non riguarda singole persone,
  onorevole  Acierno,  riguarda  categorie professionali, visto che
  lei vagamente  allude.  Onorevole  Acierno,  visto  che  parla di
  singole  persone,  parliamo  di  categorie  professionali,  della
  dignità di comparti professionali.
       Il   problema   è  questo:  il  concetto  di  affidatario  è
  chiarissimo al  primo comma: sono affidatari coloro i quali hanno
  un incarico  di  studio, progettazione, direzione lavori. Si dice
  che, rispetto all'affidamento di questo incarico, gli stessi sono
  responsabili, per le aree di competenza, delle indagini connesse,
  pertinenti   all'oggetto  dell'indagine.  L'incongruità  è  nella
  possibilità - perché  ad oggi è una possibilità rispetto a quella
  formulazione del  testo  originario  - che soggetti di competenza
  diversa,   quali   gli   ingegneri   -   categoria   molto  forte
  professionalmente, anche politicamente molto ben collegata, visto
  che parliamo di questo - in qualche modo definiscono, individuano
  fiduciariamente, attraverso il subappalto, i soggetti tecnici che
  realizzano attività pertinenti alla loro materia.
       Ci pare più corretto che, invece, si distingua nella dignità
  professionale e  sulla base di una competenza affidata attraverso
  incarico   fiduciario,  che  le  attività  connesse  tecnicamente
  all'incarico   di   progettazione   sono  di  responsabilità  del
  progettista  ingegnere, quelle per le quali assume responsabilità
  penale, civile,  giuridica, amministrativa il geologo e quindi la
  sua sfera organizzativa sia di competenza.
       La  formula  finale  resta impregiudicata, la responsabilità
  del progettista  è ovviamente tautologica, se serve a confortarci
  la rimettiamo,  ma  è  una  tautologia,  perché  il progettista è
  comunque responsabile del progetto, ma non certamente della parte
  relativa alla  relazione geologica, che è di esclusiva competenza
  e responsabilità del geologo.

     MICCICHE'. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà

     MICCICHE'. Mi è sorto un dubbio: poco fa è stato presentato un
  emendamento, che  poi  è  stato  ritirato, che faceva riferimento
  all'emendamento di  cui  ai  commi 11 e 12. Rileggendo questi due
  commi, che già  sono  stati discussi, mi è sorto un dubbio, dice:
  ciascun ente non può conferire ....

     PRESIDENTE. Scusi, onorevole Miccichè, se è stato ritirato non
  ne può parlare

     MICCICHE'. No,  leggendo  ho  capito  che c'è qualcosa che non
  quadra.

     PRESIDENTE. Leggendo cosa, l'emendamento ritirato?

     MICCICHE'. Leggendo i due commi che si volevano modificare, in
  effetti c'è  qualcosa  che  non  quadra.  "Ciascun  ente  non può
  conferire  allo  stesso  professionista  incarichi  fiduciari che
  cumulativamente  superano   la  soglia  di  100  mila  euro,  IVA
  esclusa".
       In questa  parte,  come  anche nell'articolo 12, non dice in
  quale arco di  tempo è escluso, se un anno, due anni, dieci anni;
  bisogna porre un termine, perchè non si capisce ...

     PRESIDENTE.   Onorevole,  cortesemente  ci  indichi  di  quale
  emendamento parla?

     MICCICHE'. Dell'emendamento che è stato ritirato.

     PRESIDENTE.  No,  lei   non  può  parlare  di  un  emendamento
  ritirato. Lei può parlare dell'emendamento 12.46.R.8 che è quello
  che sto ponendo in votazione.

     MICCICHE'. Su quello  che  è  stato  proposto inizialmente dal
  collega onorevole  Raiti,  mi  trova  d'accordo.  Poiché ho visto
  questo emendamento ritirato, che fa riferimento ai punti 11 e 12,
  probabilmente qualcosa l'avevano intuito.

     PRESIDENTE.    Onorevole   Miccichè,   neanche   l'emendamento
  dell'onorevole Raiti stiamo trattando, lei segua meglio i lavori.
  Stiamo trattando il subemendamento 12.46R.8, che è un'altra cosa.
       Pongo    in    votazione    il    subemendamento    12.46R.8
  all'emendamento 12.46R. Il parere della Commissione?

     BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     SCAMMACCA   DELLA   BRUCA ,   assessore per i Lavori pubblici.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è  favorevole resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in  votazione  il  subemendamento  12.46R.9. Il parere
  della Commissione?

     BENINATI, presidente della  Commissione e relatore. Favorevole
  a maggioranza.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     SCAMMACCA DELLA  BRUCA ,  assessore  per  i  Lavori  pubblici.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in  votazione l'emendamento di natura finanziaria, che
  ci  è   stato   trasmesso   oggi   pomeriggio   dalla  competente
  Commissione, 12.46R.7. Il parere della Commissione?

     BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     SCAMMACCA  DELLA BRUCA ,  assessore  per  i  lavori  pubblici.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti seduto, che è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si  passa   alla   votazione   dell'emendamento   12.46R  di
  riscrittura dell'articolo 12, nel testo risultante.

     LO GIUDICE . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LO   GIUDICE .  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  c'è
  qualcosa che  non  capisco,  che  vorrei spiegato: votando questo
  subemendamento  sostitutivo   12.46.R,   che  è  stato  posto  in
  votazione, dice  l'Assessore che comprende gli emendamenti 12.46,
  12.46/1, 12.27, 12.47, 12.48, 12.49, 12.50, 12.51, 12.52, 12.53 e
  12.54.  Quindi   esclude,   e  restano  da  discutere  gli  altri
  emendamenti che non  sono  compresi  in  questi venti.  Ho capito
  bene?
       Onorevole   assessore,   siccome   restano,  per  quanto  mi
  riguarda, alcuni  emendamenti interessanti, il 12.39, il 12.40 ed
  altri, li  mettiamo  dopo  in  discussione  o,  approvando questo
  emendamento, li escludiamo? Vorrei capirlo.

     BENINATI,  presidente della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente, fermo  restando  che l'emendamento che ha riformulato
  il Governo, obiettivamente ...

     PRESIDENTE. Chiedo scusa se mi permetto di eccepire, sia a lei
  che all'onorevole Lo  Giudice,  che non si tratta tecnicamente di
  un emendamento o  di  un  subemendamento  ma  di  una riscrittura
  dell'articolo; in  teoria,  con  un articolo riscritto, tutti gli
  emendamenti  allo  stesso articolo riscritto fatalmente decadono.
  Il problema è un  altro, onorevole Lo Giudice, che chi ha diritto
  ad emendare il  testo riscritto lo ha garantito dalla Presidenza,
  sicché  sia  chiaro  che  approvato  il  testo  riscritto  lo  ha
  garantito  dalla Presidenza.  Pertanto, sia chiaro che, approvato
  il   testo   riscritto,   io   devo  fissare  i  termini  per  la
  presentazione   di   eventuali   nuovi   emendamenti,   anche  se
  brevissimi;  ma  non  c'è dubbio che il rilievo dell'onorevole Lo
  Giudice è più che pertinente.
       Approvato   l'articolo  12,  come  riscritto,  decadono  gli
  emendamenti al vecchio testo ma, naturalmente, per qualche minuto
  bisognerà dare tempo  per  eventuali  altri  emendamenti al nuovo
  testo.

     BENINATI, presidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente, questa sua  perfetta interpretazione pone un semplice
  problema che il Governo ha voluto fare, come ieri dal banco della
  Presidenza  c'era stato  detto,  una  riscrittura  di  tutti  gli
  emendamenti  apprezzati   in   Commissione,  onde  dare  all'Aula
  l'opportunità di visionare meglio il testo coordinato.
       Questo testo è  stato  anche presentato come subemendamento,
  pertanto  i colleghi  che  non  si  ritengono  soddisfatti  dalla
  riscrittura degli  emendamenti  apprezzati  possono  decidere  di
  mantenerli; in effetti alcuni, buona parte, sono assorbiti, altri
  hanno parere negativo  della Commissione, non ci sono emendamenti
  rimasti fuori:  quelli che  non  sono  inclusi hanno avuto parere
  negativo dalla Commissione mentre quelli che sono stati assorbiti
  si trovano nell'articolo presentato dal Governo.
       Pertanto, se i  colleghi ritengono di intervenire, in quanto
  non soddisfatti, mantenendo il  loro  emendamento che è stato già
  respinto, lo metteremo ai voti e lo respingeremo.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  la  risposta del Presidente
  della Commissione e  relatore  è  precisa.  Si tratta di un testo
  che avrebbe  assorbito gran parte degli emendamenti dell'articolo
  12;   quelli  non  assorbiti,  che  quindi  mantengono  una  loro
  autonomia rispetto al  nuovo  testo,  rimangono  vivi per la loro
  approvazione o disapprovazione, naturalmente con il diritto della
  Commissione e del Governo  di esprimere il parere che è già stato
  anticipato come parere contrario.
       Quindi,   onorevole  Lo  Giudice,  dobbiamo  seguire  questo
  percorso, che  mi sembra ineccepibile, e si discute solamente del
  12.46R se c'è qualche deputato iscritto a parlare.

     LO GIUDICE . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LO GIUDICE . Signor Presidente, per quanto mi riguarda io sono
  disponibile a ritirare due emendamenti: il 12.39 e il 12.40.
       L'emendamento  12.40 si riferisce alla copertura finanziaria
  quando si  danno incarichi di progettazione.
       Siccome non ho avuto  il  tempo di leggere con attenzione il
  nuovo testo dell'articolo 12, se  questo è inserito io lo ritiro,
  diversamente faremmo una cosa  grave  se  continuassimo a dare la
  possibilità alle varie amministrazioni di dare incarichi senza la
  copertura finanziaria perché continueremmo con i contenziosi.
       Se  il Governo e la Commissione mi assicurano che è inserito
  nel nuovo testo, io lo ritiro.

     BENINATI,   presidente   della   commissione  e  relatore.  E'
  inserito.

     LO  GIUDICE .  Per potere dare gli incarichi di progettazione,
  sia  definitivi  che  esecutivi  o  incarichi  di  fattibilità  o
  direzione  lavori  o responsabile del procedimento, é  necessaria
  la  copertura  finanziaria.
       Un'altra   cosa  riguarda, invece, la  possibilità  di  dare
  incarichi  di  progettazione seguendo una certa logica; il vostro
  testo  propone che la stazione appaltante o l'ente appaltante può
  darli  in modo insindacabile o all'ufficio tecnico della stazione
  appaltante  o  agli  uffici  consortili o agli organismi oppure a
  liberi   professionisti.
       Per  quanto  mi  riguarda  io  sarei dell'avviso di darli in
  ordine   prioritario,   se   siete   d'accordo,  e  mi  riferisco
  all'Assemblea.  Questa  legge  l'abbiamo  fatta sull'altare della
  trasparenza  assoluta;  e, allora é  motivo di trasparenza se noi
  stabiliamo  che  i  comuni  che  si  trovano  in situazione quasi
  fallimentare,  stabiliscano di utilizzare i propri uffici tecnici
  prima,  se  hanno  le  professionalità;  in  un  secondo  momento
  utilizzare  gli  uffici  consortili  per  arrivare, alla fine, ai
  liberi professionisti.
       Questo é l'emendamento 12.39 che pregherei di apprezzare.

     SCAMMACCA DELLA BRUCA, assessore per i lavori pubblici. Chiedo
  di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SCAMMACCA DELLA BRUCA, assessore per i lavori pubblici. Signor
  presidente,  onorevoli  colleghi,  volevo  subito tranquillizzare
  l'onorevole  Lo  Giudice  riguardo  all'emendamento 12.40, perché
  esso  è, sia pure disarticolatamente, assorbito, nel senso che al
  comma  10  dell'emendamento  12.46R é  prevista la regola che gli
  enti  appaltanti  non  possano  subordinare la corresponsione dei
  compensi  all'ottenimento del finanziamento dell'opera.
       In altro emendamento, nel secondo periodo, nella convenzione
  stipulata - e precisamente al punto 15 e al successivo punto 16 -
   é  chiarito  che  nel conteggio effettuato bisogna ricomprendere
  l'eventuale  direzione dei lavori e quant'altro.  Quindi, ritengo
  che  sull'emendamento  12.40  si possa dire che è sostanzialmente
  assorbito,  perché  le  previsioni  di  esso  sono  mantenute nel
  12.46R.
       Sull'altra   questione,  onorevole  Lo  Giudice,  mentre  la
  ringrazio per la sua disponibilità a ritirare l'emendamento, devo
  significarle che era intendimento del Governo e della Commissione
  -  devo  dire  con  una sostanziale convergenza quasi unanime, mi
  pare  di ricordare - di volere liberalizzare e non subordinare né
  a  ordini  di  priorità,  né  alle  previsioni  precedenti  della
  dimostrazione  della  inesistenza  delle risorse umane necessarie
  all'interno, nella presunzione che i vertici dell'amministrazione
  abbiano  di  per  sé  la  capacità di comprendere in quali casi è
  opportuno  ovvero  si possa avvalere di professionalità interne e
  in  quali  altre  no.  Questa  è  la motivazione che è emersa nel
  corso  del  dibattito  in  commissione.  Pertanto,  spero  che la
  risposta possa essere sufficientemente esauriente per consentirle
  il ritiro.

     BENINATI, presidente  della  commissione e relatore. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BENINATI, presidente  della  commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, vi è un aggiustamento tecnico al
  comma 4 e comma 1.

     ACIERNO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ACIERNO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, intervengo
  soltanto  per  tentare  un'ultima  sollecitazione  al Governo che
  nella   riscrittura   dell'articolo   12   forse  ha  dimenticato
  l'emendamento  12.10 che è un emendamento che fa reale formazione
  professionale  senza  costo perché si prevedeva di dare una quota
  del  venti per cento da parte delle associazioni professionisti o
  delle  società di ingegneria che acquisiscono appalti in Sicilia,
  ai giovani  professionisti  iscritti negli albi provinciali della
  Regione siciliana.
       Voglio dire al  Governo che, per esempio, l'Assessore per il
  turismo, nel bando  di  'Agenda  2000',  ha previsto un punteggio
  aggiuntivo alle imprese  che  si impegnano ad assumere lavoratori
  dalle liste del precariato.  Questa  è  una norma che incide solo
  sulla qualificazione  dei  tecnici  siciliani,  non  costa nulla,
  anzi, probabilmente ci fa risparmiare tanti soldi che, in maniera
  più o  meno  corretta,  attualmente  spendiamo  sulla  formazione
  professionale che in realtà poco riesce a formare.
       Forse   il    Governo   potrebbe   ripensare   e,   con   un
  subemendamento, accogliere l'emendamento 12.10 prima che il nuovo
  testo dell'articolo 12 vada in votazione.

     SCAMMACCA DELLA BRUCA, assessore per i lavori pubblici. Chiedo
  di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SCAMMACCA  DELLA  BRUCA,  assessore  per  i  lavori  pubblici.
  Onorevole Acierno, in  linea  di  principio il Governo certamente
  non è  alieno dall'accogliere sollecitazioni che possano comunque
  indurre agevolazioni al  lavoro in questa Regione e, soprattutto,
  a quello che riguarda i giovani professionisti.
       Devo però  precisare che potrebbe sussistere qualche aspetto
  di perplessità  rispetto  a normative europee. Pertanto, potremmo
  accogliere l'emendamento delegando agli uffici il suo inserimento
  alla fine dell'articolato  del  12.46  di  modo che una eventuale
  futura problematica non infici il contenuto dell'articolo.
       Quindi, signor  Presidente,  questa  sarebbe la proposta del
  Governo.

     MICCICHE'. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MICCICHE'.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  volevo
  finalmente arrivare alla discussione centrale.
       A pagina 70  del fascicolo degli emendamenti che ho ricevuto
  vi sono sette emendamenti:  in  alcuni  di  essi i firmatari sono
  componenti della minoranza,  ma  per la maggior parte i firmatari
  sono componenti della maggioranza.
       Vi è un emendamento in relazione all'attività di studio e di
  progettazione - all'articolo 53, primo comma del DPR 554 del 1999
  - che non  è  stato preso in considerazione neanche nella fase di
  revisione  dell'articolo  12,  nell'ultimo emendamento presentato
  dal Governo che stiamo discutendo in questo momento.
       Credevo e  speravo  che  in  questo  emendamento del Governo
  potesse    essere    inserito    interamente   quanto   stabilito
  dall'articolo 53 del  DPR 554 del 1999. Credo che questo articolo
  faccia  veramente   chiarezza  ed  elimini  tutta  una  serie  di
  discriminazioni e ambiguità della precedente legge.
       Con l'articolo  12  creiamo  un'ulteriore  ambiguità  e  non
  utilizziamo l'articolo  di  legge  nazionale  che potrebbe essere
  inserito  benissimo.  Se  questo  emendamento  fosse  stato  solo
  proposto dalla minoranza allora potrei capire che ci possa essere
  da parte della  minoranza un interesse a fare un po' di polemica.
       Onorevole Assessore,  poiché  questo emendamento non è stato
  presentato solo  dalla  minoranza ma anche dai componenti del suo
  partito, dalla  sua  maggioranza, non si capisce per quale motivo
  non sia stato inserito.
       Nella qualità di deputato, ieri ho chiesto di apporre la mia
  firma all'emendamento  12.47  dell'onorevole Gurrieri, ed ho dato
  la  mia   adesione   a   questo   emendamento.  Devo  ringraziare
  l'onorevole Lo Giudice che,  prima di votare, ha posto un quesito
  che effettivamente avevo  mentalmente  già messo in discussione e
  lo ringrazio di avermi anticipato.
       Signor Presidente, non  rinuncio  alla  discussione  del mio
  emendamento  ed  alla  sua  votazione  perché  non  mi  riconosco
  assolutamente nel complesso  dell'articolo  12,  anche se ci sono
  state delle migliorie grazie alle insistenze del collega Raiti.
       Ci sono emendamenti firmati dalla minoranza tra cui alcuni a
  firma De Benedictis,  Zago,  Oddo,  ma  altri  sono firmati dagli
  onorevoli Vicari,  Mercadante,  Tricoli  che  sono  firmatari  di
  uguali e simili emendamenti  e  che  decadono  se i firmatari non
  sono presenti.
       Signor  Presidente,  questo  lo  posso  capire  ma  io  sono
  presente e chiedo che  venga  messo in discussione e in votazione
  l'emendamento di cui io sono anche firmatario.

     PRESIDENTE.  Il tempo  a sua disposizione è scaduto  Se, però,
  deve continuare ancora per qualche minuto, lo faccia pure.

     MICCICHE'.  No,  entrerò nel merito dell'emendamento quando si
  discuterà, però è  chiaro  che  il  mio  ragionamento  serve  per
  mettere le mani  in avanti e condividere interamente l'intervento
  dell'onorevole Lo Giudice.

     GIANNOPOLO.  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO.  Signor  Presidente,  intendo fare una valutazione
  positiva  dell'emendamento   sostitutivo   ed   apprezzare  anche
  l'emendamento dell'onorevole Lo  Giudice,  però  è un emendamento
  che ci riporta ad  una  condizione  addirittura  che  va oltre la
  stessa legge numero  10  che  pure  aveva introdotto il principio
  secondo cui prima  di  dare  incarichi  a  professionisti esterni
  bisognava rivolgersi alla Pubblica amministrazione, perché questo
  comporterebbe comunque il  venir  meno di un mercato della libera
  professione che pure noi vogliamo determinare ancorché con regole
  più certe e  trasparenti.
       Ma nel fare questo  ragionamento - e mi dispiace che non sia
  presente   il   Presidente   della   Regione,   perché   apprezzo
  positivamente l'emendamento  sostitutivo  -  volevo  chiedere  al
  Governo come si  sta  comportando, anche con riferimento al fondo
  di rotazione che  abbiamo istituito per certe tipologie di opere,
  in  ordine   all'applicazione   dell'articolo   43   della  legge
  finanziaria che dispone  l'istituzione del fondo di rotazione per
  le progettazioni esecutive  delle  opere inserite nei PIT e negli
  altri strumenti di programmazione negoziata.
       Sta accadendo una  cosa  estremamente  incresciosa. Io prego
  l'assessore Scammacca di  farsi  portatore  presso  il Presidente
  della Regione di questa situazione molto critica e cioè del fatto
  che la Presidenza ha  notificato a tutti i rappresentanti dei PIT
  l'elenco delle opere e i PIT che sono stati ammessi con l'obbligo
  di produrre la  progettazione  esecutiva entro il 31 agosto. Dopo
  di che questi Enti  non  si  capisce  in  base  a  quale  risorsa
  finanziaria  debbono   dare  l'incarico  per  la  traduzione  dei
  progetti in progetti esecutivi  e  se  poi  è possibile in trenta
  giorni del mese  di  agosto avere progetti esecutivi cantierabili
  all'interno dei PIT.
       Giudico questa una cosa  incresciosa e non so dove si voglia
  andare  a parare.  Quindi,  invito  intanto  il  Governo  a  dare
  attuazione all'articolo  43  della  legge  finanziaria;  invito a
  ridiscutere e a  discutere con il Parlamento tutta questa vicenda
  dei PIT compresa questa  norma  capestro  che mi sembra quasi 'ad
  usum  delphini'  dell'obbligo  della  progettazione  entro  il 31
  agosto.
       Invito l'assessore, che  è persona di grande tolleranza e di
  grande  ascolto,  a   farsi   portatore  di  questa  esigenza  di
  chiarificazione prima che  si  chiuda  la discussione sulla legge
  sugli appalti.

     DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DE  BENEDICTIS .   Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,
  desideravo intervenire in ordine all'emendamento 12.10.
       Se l'intento che l'Assemblea  vuole  prefiggersi è quello di
  agevolare la formazione professionale e anche l'affidamento degli
  incarichi, pertanto a giovani  professionisti, non c'è dubbio che
  questo è stato già  oggetto  di  due  interventi  legislativi dal
  momento  che  è  stata   abrogata   la   norma  che  condizionava
  l'affidamento degli incarichi  all'esterno  ad una verifica delle
  indisponibilità dei professionisti interni. Inoltre, ha eliminato
  il criterio secondo  cui  l'affidamento  fiduciario doveva essere
  motivato dalla competenza e dalla professionalità dell'incaricato
  poiché si ravvedeva che in  ciò i più penalizzati sarebbero stati
  i  giovani  professionisti   avendo  avuto  meno  possibilità  di
  maturare esperienza e competenza.
       Queste sono due  norme  sicuramente efficaci, discutibili ma
  che comunque vanno nella  direzione  che  il Parlamento ha voluto
  affermare.
       Credo,   invece,  che   l'emendamento   12.10,   seppure   è
  condivisibile e l'Assemblea ha dimostrato in queste due occasioni
  qual   è   il   suo   intento,  in  realtà  colpisca  in  maniera
  assolutamente sbagliata. Innanzitutto perché  impone alle società
  di ingegneria e alle loro associazioni qualche cosa che entra nel
  merito  della  loro  composizione stessa e credo, quindi, che sia
  una violazione del diritto interno che regola questi organismi.
       Inoltre, impone che  associ  professionalità  locali e credo
  che  questa  sia una violazione del diritto di libera concorrenza
  sul territorio.
       Inoltre,  c'è  un  fatto  abbastanza  equivoco  che  si  può
  prestare a demagogie: quando noi diciamo professionisti giovani e
  tentiamo anche di definirli  attraverso un limite di anzianità di
  iscrizione  all'albo  professionale,   questo   è   un   criterio
  che  sembra  oggettivo, ma, in realtà, è equivoco, perché ci sono
  molti  professionisti  che terminano di svolgere la loro attività
  nelle  Pubbliche  Amministrazioni senza essere mai stati iscritti
  all'albo  professionale  e  si  possono  iscrivere  tardivamente.
  Quindi,   ci  può  essere  un  professionista  che  ha  l'età  di
  cinquant'anni iscritto da tre anni.
       Allora,  da  questo  punto  di  vista  -  questo  è  solo un
  commento,  ma  se  ne  possono  fare anche altri - individuare la
  giovane  professionalità  è un alibi, non si raggiunge certamente
  con  questa  norma,  che  io  credo  sia illegittima, come dicevo
  prima,  sul  piano  del  diritto  e, ripeto, sicuramente, invece,
  l'Assemblea,  votando  gli  altri  due  emendamenti e recependoli
  all'unanimità,  ha sicuramente spianato la strada nella direzione
  certa del raggiungimento degli obiettivi che vuole prefiggersi.

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rendo conto
  che  avevo  avuto,  in  questi  giorni,  la sensazione che questo
  Parlamento  si volesse riscattare per dare velocità e contezza di
  una legge  che ci eravamo impegnati a fare ed a fare bene, con la
  discussione  in  Commissione  e  con  una evidente mortificazione
  dell'Aula,  però,  che  oramai  è  continua,  per emendamenti che
  arrivano  in  Aula,  per  altri  emendamenti  che  non sono stati
  apprezzati   e   non   sono   stati   discussi  nella  competente
  Commissione.
       Questa   giornata   di  lavoro  ci  ha  visti  presenti  nel
  Parlamento e si conclude con l'approvazione di un articolo e, per
  l'altro  articolo,  con una miriade di ulteriori precisazioni non
  sempre  importanti  ma  per ognuno di noi che li presenta possono
  essere  essenziali, ed è giusto e legittimo. Questo significa che
  i  lavori che ci eravamo prefissati, in tempi che dovevano essere
  relativamente  brevi, si allungano a dismisura e non si comprende
  più   quando  finiremo  stasera,  se  cominceremo  ancora  domani
  mattina,  se  continueremo  ancora  nella  giornata di domani, se
  intendiamo darci una regolata.
       Io mi rendo conto che c'è  chi è innamorato dei geologi, c'è
  chi è innamorato degli architetti,  chi  dei  geometri, ma stiamo
  parlando  di una legge che  deve  servire  a  ridare  un  impulso
  diverso,  serio  e corretto,  agli  appalti  in  Sicilia;  stiamo
  parlando  di  una  legge che già  in  Italia  è  stata  per  anni
  applicata,  e  bene, stiamo parlando, e tutti abbiamo parlato del
  fatto che vogliamo la "Merloni ter".
       Io ho sentito l'intervento del  collega  De Benedictis e non
  posso  non  comprendere  come  non  ci  si  affidi  subito ad una
  valutazione  che mi sembra che sia seria, onesta, concettualmente
  corretta;   andiamo  ad  imporre  soluzioni  a  società  private,
  richiediamo la parola tre volte sullo stesso argomento, chiediamo
  di parlare di argomenti già superati.
       Io capisco il libero sfogo del libero pensatore, ma concludo
  con una proposta concreta, che  è  quella  di sospendere i lavori
  d'Aula, fare una Conferenza  dei  capigruppo per potere stabilire
  quanto  e come dovremo andare  avanti  ancora  stasera  stessa  e
  stabilire un ulteriore  calendario  dei  lavori,  considerato che
  oramai io do per scontato che  entro  la  giornata  di  domani la
  legge non possa essere portata a compimento.
       Allora, io ritengo che,  considerate  le  molte  assenze  in
  Aula, considerate le ulteriori e  gravi  assenze del Governo, non
  si comprende più se stiamo  facendo la legge che deve interessare
  l'intero Parlamento, con le intere  presenze, o se stiamo facendo
  una specie di staffetta: uno viene e l'altro esce, qualcuno dà un
  emendamento, qualcun altro ne aggiunge un altro.
       Io  non  credo  che,  in  questo modo, riusciremo, anche dal
  punto di vista lessicale, a fare una legge che sia quella voluta,
  quella  che  abbiamo  sbandierato,  quella  sulla  quale  abbiamo
  appoggiato fortemente le nostre intenzionalità.
       Ecco perché chiedo  al Presidente dell'Assemblea, al Governo
  e all'Assemblea  cinque,  dieci  minuti di sospensione perché  si
  possa ristabilire  l'ordine  dei  lavori  e  sapere con certezza:
  l'orario   in   cui   intendiamo  chiudere  questa  sera,  quando
  intenderemo riprendere  i  lavori  e quindi dare un certo ordine.
  Non sto  entrando  nel  merito, non voglio fare accuse a nessuno,
  perché  tutti  siamo  liberamente  e democraticamente impegnati a
  presentare pure  mille  emendamenti  e  a  voler  che  l'Aula  li
  apprezzi, perché  può  essere pure che si migliori la legge, però
  ritengo  che  ognuno  di  noi  sappia  se  deve  stare  prima  in
  Commissione bilancio  dalla 16.00 alle 17.30 per aspettare che si
  inizi la  riunione,  dalle  17.30  alle  19.15  per apprezzare un
  emendamento   di   spesa,  alle  20.15  per  aspettare  ulteriori
  aggiustamenti dell'ultimo momento.
       Vogliamo comprendere come dobbiamo andare avanti nei lavori.
       Mi permetto di chiedere sommessamente, umilmente e chiedendo
  scusa  se  qualcuno  si sente offeso da  questo  mio  intervento,
  ritengo sia giusto che ognuno di noi si dia una regolata e ci sia
  un  minimo di consultazione tra i Capigruppo  e  il  Governo  per
  comprendere dove vogliamo andare e quale ritmo di lavoro vogliamo
  seguire.  Ritengo  che non sia giusto non  solo  abusare  di  noi
  stessi, ma degli uffici, dei commessi, di  tutti  coloro  i quali
  ascoltano e spesso non comprendono fino in  fondo  quali  sono  i
  grandi problemi che ci attanagliano nel difendere questa o quella
  posizione, nel tentativo di trovare il cavillo  o  il  capello da
  spezzare in due.

     PRESIDENTE. Onorevole  Cintola,  è  una  proposta che in piena
  fase di votazione è molto difficile da accogliere. In pratica poi
  non ho capito  bene cosa lei proponga: se si tratta di sospendere
  per una riunione di Capigruppo come lei ha espressamente detto, o
  se si  tratta come successivamente ha aggiunto di una sospensione
  di cinque, dieci minuti per vedere di concludere l'iter.
       Una cosa è  la  sospensione brevissima che non ho difficoltà
  ad accettare, altra  cosa  sarebbe una sospensione che preveda la
  riunione dei  Capigruppo.  Cosa  che  non  posso  fare in sede di
  svolgimento di votazioni.

     CINTOLA. Anche in Aula  però a microfoni spenti. Ecco questo è
  quello  che   volevo  chiederle.  Anche  dieci  minuti  in  Aula,
  informalmente.

     PRESIDENTE.  Formalmente   devo   sospendere.  Il  problema  è
  semplice. Credo che ragionevolmente un percorso si possa trovare.
  E' opportuna  una pausa per concordare e vedere, ma sull'articolo
  12, se  mi  consentite,  c'è  meno  divisione e meno contrasti di
  quanto appaia.  Io  direi  di  procedere alla votazione del testo
  riscritto e verificare via via gli emendamenti assorbiti e quelli
  ritirati. Devo  infatti  formulare  un  invito  al  ritiro  degli
  emendamenti, se  come  dite  il clima è costruttivo, produttivo e
  tutto    sommato   collaborativo.   Vedremo   quali   emendamenti
  sopravvivono -  e  questo  lo  potremmo fare in serata.  A questo
  punto l'opportunità di una sospensione la valuteremo dopo.
       Allora, poiché  penso  che  su  questo  ci  possa essere una
  comprensione  reciproca  pongo in votazione l'emendamento 12.46 R
  nel testo  modificato.
       Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Il relatore ed  il  Governo, a questo punto, cortesemente ci
  possono indicare quali sono gli emendamenti assorbiti?

     BENINATI, Presidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente  cercherò   di  riuscire  a  fare  questo  sforzo.  Il
  Presidente della Commissione,  onorevole  Beninati, precisa che a
  seguito dell'approvazione dell'emendamento 12.46 R risulterebbero
  assorbiti gli emendamenti:  12.46,  12.46.1, 12.50, 12.51, 12.27,
  12.1, 12.29, 12.48,  12.17,  12.18,  12.3,  12.19,  12.49, 12.20,
  12.21, 12.4, 12.8,  12.32,  12.45,  12.46,  12.23,  12.33, 12.26,
  12.53, 12.40, 12.9,12.5,  12.34,  12.54,  12.52.G,  12.24, 12.25,
  12.54, 12.54C e  12.7.
       Per   quanto   attiene   all'emendamento  dell'onorevole  Lo
  Giudice, lo invito al ritiro.

     LO GIUDICE .  Volevo fare una precisazione che si tratta di un
  argomento   già  previsto  nella  normativa  complessiva.  Volevo
  chiedere  al  Presidente  della  Commissione,  se  era  possibile
  togliere   la   parola   "priorità"   ed  aggiungere,  la  parola
  "fattibilità", altrimenti ...

     BENINATI, Presidente della  commissione  e relatore. Onorevole
  Lo Giudice la tranquillizzo di una cosa. Lo studio è previsto nel
  Regolamento ed è normato.

     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, gli  emendamenti 12.28, 12.15,
  12.31,  12.38, 12.13, 12.30, 12.44, 12.14,  12.35,  12.37,  12.55
  sono  ritirati.
       L'Assemblea ne prende atto.
       Dopo avere  sentito  quali  sono gli emendamenti assorbiti e
  quali sono gli  inviti  al  ritiro,  procedo  alla  votazione dei
  singoli emendamenti non assorbiti e probabilmente non ritirati.
       L'emendamento 12.2 decade per asssenza del firmatario.
       Pongo    in    votazione   l'emendamento   12.39   a   firma
  dell'onorevole Lo Giudice.

     LO GIUDICE. Lo ritiro.

     PRESIDENTE. L'Assemblea  ne prende atto.
       Pongo in votazione l'emendamento 12.6 a firma dell'onorevole
  Formica.

     FORMICA. Lo ritiro.

     PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne  prende  atto.
       Pongo   in    votazione    l'emendamento   12.14   a   firma
  dell'onorevole Ardizzone.

     ARDIZZONE. Lo ritiro.

     PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne  prende  atto.
       Pongo   in    votazione    l'emendamento   12.11   a   firma
  dell'onorevole Acierno.

     ACIERNO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ACIERNO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi il senso di
  questo  emendamento contraddice quanto detto dall'aiuto relatore,
  onorevole  De  Benedictis, in merito alle giovani professionalità
  siciliane.  Che  cosa dice il mio emendamento?  Fa riferimento al
  comma 8,  mi  permetto  e  non  voglio  assolutamente  mancare di
  rispetto al  relatore  del disegno di legge, che lo ha dichiarato
  non decaduto, non superato, ma in realtà il comma 8 dell'articolo
  12 non  esiste  più  nella  nuova formulazione, quello che esiste
  però sono  le  parole  'affidamento  a  professionisti  singoli o
  associati'.  L'emendamento  tende alla eliminazione delle lettere
  f) e  g)  che fanno riferimento alle associazioni ed alle società
  di ingegneria, lasciando solo i professionisti.
       Signor  Presidente,  il  mio  emendamento è stato dichiarato
  ancora ammissibile, ma non lo è, pertanto lo ritiro.

     PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne  prende  atto.
       L'emendamento 12.43  a  firma dell'onorevole Gurrieri decade
  per assenza dall'aula dell'onorevole proponente.

     PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento 12.12 a firma
  dell'onorevole Acierno.

     ACIERNO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ACIERNO.  Questo  invece  è sostanzialmente diverso perché qua
  parliamo degli incarichi fiduciari. Io prevedo che non si possano
  dare incarichi  fiduciari né alle associazioni né alle società di
  ingegneria. E  questo  perché?  Perchè l'incarico fiduciario è un
  rapporto tra  persone fisiche, non può essere mai un rapporto tra
  persona fisica e persona giuridica, ma siccome anche questo nella
  nuova formulazione era stato ampiamente superato non andava messo
  in discussione, per cui lo ritiro.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si   passa  all'emendamento  12.41  a  firma  dell'onorevole
  Crisafulli   che   viene  dichiarato  decaduto  per  assenza  del
  presentatore.
       Si   passa  all'emendamento  12.36  a  firma  dell'onorevole
  Giannopolo.

     GIANNOPOLO. Lo ritiro.

     PRESIDENTE.    L'assemblea    ne   prende   atto.   Si   passa
  all'emendamento 12.10 a firma dell'onorevole Acierno.

     ACIERNO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ACIERNO.  Questo  emendamento Presidente deve essere posto  in
  votazione perché  è  un  comma  aggiuntivo  rispetto sia al testo
  precedente che al  nuovo.  Non  sto  a  ribadire il senso del mio
  emendamento perché è stato già ampiamente illustrato.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     BENINATI, Presidente della Commissione e relatore. Contrario a
  maggioranza.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     SCAMMACCA  DELLA  BRUCA ,  assessore  regionale  per  i lavori
  pubblici. Contrario.

     PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento 12.10 a firma
  dell'onorevole  Acierno.  Chi  è  favorevole  resti seduto, chi è
  contrario si alzi.

                          (Non è approvato)

     PRESIDENTE.  Si passa agli emendamenti 12.47, 12.49a, e 12.52.

     MICCICHE'. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MICCICHE'.  Signor Presidente, ieri ho dichiarato  in  Aula di
  volere apporre la  mia  firma all'emendamento 12.47 - risulta dal
  verbale -  a  norma  dell'articolo  114  del Regolamento interno.
  L'emendamento 12.47  non  è  solo  della  minoranza,  di  analogo
  contenuto sono  gli  emendamenti  12.49a  a firma degli onorevoli
  Segreto, Amendolia e  Nicotra; 12.52 a firma degli onorevoli Zago
  e Oddo;  12.51  a firma dell'onorevole Mercadante;  12.50 a firma
  dell'onorevole Vicari;  12.48.A  a  firma dell'onorevole Tricoli.
  Hanno tutti la stessa identica formulazione.
       Io ho  apposto  la firma perché è veramente singolare che un
  emendamento  tendente  al  recepimento  dell'articolo  53 del DPR
  numero 554  del  1999;  emendamento  che dovrebbe essere inserito
  come emendamento aggiuntivo all'articolo 12.
       Io  spero   che   questo  emendamento  che  veramente  è  di
  un'enorme  chiarezza,  faccia pulizia delle discriminazioni sugli
  studi di  progettazione  in  cui  all'origine  venivano esclusi i
  geologi.   Con   il   DPR   numero   554   del  1999  finisce  la
  discriminazione nei confronti dei geologi.
       Qualcuno potrebbe dire  che  nell'articolo 12 è inserito, ma
  non è così chiaro  come  può  essere l'articolo 53 del DPR numero
  554.
       E allora  non  capisco la ragione per cui i componenti della
  maggioranza  abbiano  fatto  propria la richiesta dell'ordine dei
  geologi  di  chiudere  definitivamente  una  discriminazione  che
  viaggiava da molto  tempo  a  questa  parte, e che una legge come
  quella che stiamo noi qui approvando, potrebbe essere l'occasione
  che anche  qui  in  Sicilia  recepissimo  questa normativa che fa
  pulizia e  chiarezza  sulla discriminazione odiosa che veniva nei
  confronti di un ordine professionale.
       Dico questo perché io  sono  di  una  terra  come  quella di
  Agrigento, dove il  problema  delle  frane, delle zone sismiche é
  sentito; ma non penso che ciò sia sentito solo ad Agrigento, ma è
  sentito in tutta la Sicilia.
       E non capisco  come  mai  questo problema di privilegiare un
  ordine  professionale   dove   con  maggior  attenzione  tutelano
  l'incolumità di noi  esseri  viventi su questo triangolo di terra
  che si chiama Sicilia,  cioè  noi  a  parole diciamo di difendere
  l'ambiente, a parole diciamo che dobbiamo porre l'attenzione alle
  problematiche del territorio sotto il profilo della sicurezza dei
  suoli, e invece - qui non si tratta solo, come diceva l'onorevole
  Acierno, di fare  dei privilegi - ma i geologi sono quelli che ci
  danno la  sicurezza  su  dove  piantare  i piedi, dove piantare i
  pilastri, dove noi abitiamo, caro egregio onorevole Acierno.
       Il mio intervento  non  ha bisogno di maggiori delucidazioni
  al riguardo, perché non è  un emendamento che è  venuto dalla mia
  mente, ma è venuto da un ordine che ha sollecitato molti deputati
  e che  è  stato  appunto  formalizzato  con un emendamento. E non
  capisco per quale  motivo  oggi se ne chiede il ritiro. Io chiedo
  di porlo in  votazione  ma  prima  -  e ho concluso - desidererei
  sapere dall'assessore  qual  è  la  ragione  per  cui non è stato
  inserito nell'articolo 12.

     SCAMMACCA DELLA BRUCA, assessore per i lavori pubblici. Chiedo
  di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    SCAMMACCA DELLA  BRUCA, assessore per i lavori pubblici. Signor
  Presidente, è  molto semplice, premetto che ho alcune perplessità
  circa la  possibilità  che  all'articolo  12  si possa fare delle
  modifiche al DPR numero 554. Purtuttavia, credo che non sia stato
  bene letto  dagli  estensori  di questi emendamenti l'articolo 53
  del   D.P.R.   numero   554.   Esso   recita   esattamente  così:
  "Requisiti delle società di ingegneria.  Ai fini dell'affidamento
  dei  servizi  disciplinati  dal  presente titolo 'Affidamento dei
  servizi  attinenti  all'architettura e all'ingegneria' le società
  di ingegneria  sono  tenute  a  disporre  di  almeno un direttore
  tecnico  con  funzioni  di  collaborazione alla definizione degli
  indirizzi   strategici   della  società  e  di  collaborazione  e
  controllo  sulle  prestazioni svolte dai tecnici incaricati delle
  progettazioni, che  sia  ingegnere o architetto o laureato in una
  disciplina tecnica"  tra  cui sono certamente compresi agronomi e
  geologi  "attinente all'attività prevalente svolta dalla società,
  abilitato  all'esercizio  della professione dal almeno dieci anni
  nonchè  iscritto  al  momento  dell'assunzione  dell'incarico  al
  relativo albo professionale, eccetera".
       Al direttore tecnico,  così definito, o ad altro ingegnere o
  architetto   da  lui  dipendente  abilitato  all'esercizio  della
  professioni e iscritto  al  relativo  albo,  la società delega il
  compito di approvare e controfirmare gli elaborati tecnici.
       Ci sono varie considerazioni da fare nelle formulazioni.
       Intanto, è  inutile allargare ad alte professionalità poichè
  sono tutte  ricomprese  nella dizione "laureato in una disciplina
  tecnica attinente  all'attività  prevalente" e pur tuttavia , con
  tutto il rispetto per gli ordini professionali dei geometri e dei
  periti   industriali   sarebbe   quanto   meno   singolare  avere
  subordinati ad essi  dei  laureati  e  quindi  questa norma che -
  ripeto - riguarda  le società di ingegneria come regolamentate da
  norme europee è  già  sufficientemente  ampia e noi riteniamo che
  questi   emendamenti   siano   semplicemente  restrittivi  e  non
  comportino alcun  utile  vantaggio  per  le  professionalità  ivi
  indicati.
       Per questo,  in  Commissione,  esattamente  per  gli  stessi
  motivi, ho  dato  parere  assolutamente  negativo raccogliendo la
  disponibilità dei  sottoscrittori  di maggioranza al ritiro degli
  emendamenti.

     PRESIDENTE.   Si   passa   agli   emendamenti   numero   12.47
  dell'onorevole Miccichè, 12.49a e 12.52.
       Il parere del Governo?

     SCAMMACCA  DELLA  BRUCA,  assessore  per  i  lavori  pubblici.
  Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE. Li pongo congiuntamente in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                         (Non sono approvati)

     PRESIDENTE.L'emendamento  12.48   decade   per   assenza   del
  firmatario.
       L'emendamento 12.55 è ritirato.
       L'Assemblea ne prende atto.
       Pongo  in   votazione   l'emendamento   12.46R   così   come
  modificato.
       Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                          ( E' approvato)

       Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta, sospesa alle ore 21.35, è ripresa alle ore 21.58)

   Presidenza del vicepresidente Fleres


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                 PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FLERES

     PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

       Onorevoli colleghi si passa all'articolo 15, ne do lettura:

                                  Art. 15.
                     Procedure di scelta del contraente

          1. Al comma  2,  dell'articolo  20, della legge n. 109 del
       1994 dopo le  parole  'ponendo  a  base  di gara un progetto'
       inserire le seguenti: 'almeno di livello'.

          2. Il comma  4,  dell'articolo  20, della legge n. 109 del
       1994, è sostituito dal seguente:

          '4.  L'affidamento  di appalti mediante appalto concorso è
       consentito  ai  soggetti  appaltanti  in  seguito  a  propria
       motivata  decisione, previo parere della 'Conferenza speciale
       dei servizi per i lavori pubblici' di cui all'articolo 7 bis,
       per i  lavori  di  importo  pari  o superiore a 25 milioni di
       euro, per  speciali  lavori  o  per la realizzazione di opere
       complesse   o  ad  elevata  componente  tecnologica,  la  cui
       progettazione  richieda il possesso di competenze particolari
       o   la   scelta  tra  soluzioni  tecniche  differenziate.  Lo
       svolgimento della gara è effettuato sulla base di un progetto
       preliminare, redatto ai sensi dell'articolo 16, nonché  di un
       capitolato  prestazionale  corredato  dell'indicazione  delle
       prescrizioni,   delle  condizioni  e  dei  requisiti  tecnici
       inderogabili.  L'offerta  ha ad oggetto il progetto esecutivo
       ed il prezzo.'

       Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

       - dal Governo:  emendamenti 15.7 e 15.8;

       - dall'onorevole Lo Giudice: emendamento 15.2;

       - dagli onorevoli Cracolici e Oddo:  emendamento 15.1;

       - dall'onorevole Beninati: emendamento 15.5 e 15.6;

       - dagli onorevoli De Benedictis e Oddo:  emendamento 15.4.

       Comunico che sono  stati  presentati  dal Governo i seguenti
  subemendamenti 15.7.1, 15.8.1 e 15.8.2.
       Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa.

    (La seduta, sospesa alle ore 22.00, è ripresa alle ore 22.02)

       La seduta è ripresa.
       Comunico  che  è  stato  presentato  dal  Governo l'allegato
  emendamento 15R    di  riscrittura  dell'articolo 15, che assorbe
  altresì gli  emendamenti  15.7,  15.8,  15.5.1,  15.8.2, 15.7.1 e
  15.6.

     SCAMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici. Chiedo
  di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà

     SCAMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici. Signor
  Presidente, volevo  ricordare,  per comodità di lettura dei testi
  degli emendamenti,  che  il  comma 1 dell'articolo 20 della legge
  109 così  recita:  "gli  appalti  di  cui  all'articolo  19  sono
  affidati  mediante  pubblico  incanto  o licitazione privata". Il
  termine "licitazione  privata"  è stato eliminato con un articolo
  previsto -  come  ricorderà l'onorevole Giannopolo - per tutta la
  legge.
       Gli  emendamenti,  quindi,  che erano finalizzati soltanto a
  cassare dal recepimento  la locuzione "licitazione privata" sono,
  di  fatto,  assorbiti   da   questo  emendamento  già  apprezzato
  dall'Aula.

     PRESIDENTE.  L'onorevole  Assessore  precisa  che  il  termine
  "licitazione  privata"   contenuto  nell'emendamento  15R   è  da
  considerarsi non scritto, perchè l'articolo 1 lo elimina a monte.

     CRACOLICI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRACOLICI. Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, comprendo
  quanto  detto  dall'Assessore  e  prendo  atto  dell'intendimento
  confermato  da  parte del  Governo  di  abrogare  la  licitazione
  privata. Non  è ancora abrogata, onorevole assessore, non ricordo
  di avere votato  un  testo degli articoli che fino ad ora abbiamo
  votato relativo all'abrogazione della licitazione privata.
       Aggiungo, però,  che  se  l'articolo  15 del testo al nostro
  esame  riguarda   le  procedure  di  scelta  del  contraente,  va
  affermato che -  qualora  fosse una ripetizione, mi dispiace - la
  procedura  di  scelta  del contraente avviene attraverso pubblico
  incanto. E' una  norma di principio come procedura di scelta, poi
  l'abrogazione  di  licitazione privata che fate successivamente e
  non ora...

     SCAMMACCA  DELLA   BRUCA ,   assessore   ai  lavori  pubblici.
  L'articolo 1.

     CRACOLICI. Può darsi  che mi sbagli io, ma poichè l'articolo 1
  è stato accantonato...

     SCAMMACCA  DELLA  BRUCA ,  assessore  per  i  lavori pubblici.
  Onorevole Cracolici,  mi  scusi  se la interrompo, l'articolo 1 è
  accantonato ma dal Governo è stato presentato l'emendamento 1.17.
  Vorrei  ricordare  che  l'articolo  1  definisce  esattamente  il
  recepimento, i  suoi limiti, le sue modalità.  L'emendamento 1.17
  ex c.1.3  così  recita:  "I  riferimenti alle licitazioni private
  contenute nella  legge  109/1994 e successive modificazioni e nei
  regolamenti   di   attuazione   della  stessa  non  si  applicano
  nell'ambito della  Regione  ad  eccezione di quelli relativi alla
  licitazione privata  per la concessione di costruzione e gestione
  e di quelli  di  cui  al  titolo II della presente legge che sono
  forniture e servizi".  E'  pur  vero,  però,  che  l'articolo 1 è
  stato accantonato.

     CRACOLICI. Fino ad ora non lo abbiamo affrontato

     SCAMMACCA  DELLA  BRUCA ,  assessore  per  i  lavori pubblici.
  Correva l'obbligo  di dire perchè alcuni emendamenti che volevano
  soltanto cassare la parola "licitazione privata" ...

     CRACOLICI. In  ogni  caso,  mi  permetto di insistere nel dire
  che, poichè  l'articolo  15  riguarda  le procedure di scelta del
  contraente,  affermare  che  le  procedure  di  scelta  avvengono
  attraverso pubblico incanto non vuol dire aggiungere o ridire una
  cosa già  detta  all'articolo  1 perchè attiene alla procedura di
  scelta, visto che  questo  articolo ha un titolo definito su come
  si sceglie il contraente in materia di appalti in Sicilia.

     SCAMMACCA  DELLA  BRUCA ,  assessore  per  i  lavori pubblici.
  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici. Forse
  c'è un  equivoco,  è'  bene  chiarirlo.  L'articolo  15  modifica
  marginalmente l'articolo 20 della legge 109 che così recita: "Gli
  appalti  di  cui  all'articolo  19  della  legge  "Merloni"  sono
  affidati mediante pubblico incanto o licitazione privata".
       Quindi, quello che  ella desiderava è perfettamente recepito
  nella legislazione siciliana, con  la particolarità che le parole
  "o licitazione privata" non  hanno  valore  ex  emendamento  1.17
  all'articolo 1,  che  è l'articolo generale che regolamenta tutta
  la lettura della norma.  Pur tuttavia, si può sempre inserire uno
  specifico emendamento all'articolo 15.

     PRESIDENTE. Onorevole Assessore, l'onorevole Cracolici afferma
  che poichè l'articolo  1 non è stato ancora votato e pertanto non
  è  stato  votato  l'emendamento,  considera  la  sua affermazione
  soltanto una  intenzione  del  Governo  della quale l'Aula prende
  atto ed è  una  valutazione  di natura politica.  Per cui bisogna
  intendersi sul tipo  di  impegno  che  si assume:  se l'impegno è
  quello di  mantenere  l'emendamento 1.17 e dunque di eliminare la
  licitazione privata,  credo  che  si  possa  andare  avanti senza
  ulteriore indugio.

     GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  a  mio
  avviso l'emendamento dell'onorevole Cracolici va approvato perché
  interviene sul comma 1 dell'articolo 20 della "Merloni". Il testo
  del Governo, invece, interviene sul comma 2.
       Il comma  1  dell'articolo  20 della "Merloni" recita:  "Gli
  appalti di  cui  all'articolo  19 sono affidati mediante pubblico
  incanto o licitazione privata", quindi, in ogni caso noi dobbiamo
  modificare il  comma  1  dell'articolo  20. Pertanto, ritengo che
  l'emendamento  dell'onorevole Cracolici va in ogni caso approvato
  perché  è coerente oggi, per ieri e per domani. Quindi, invito il
  Governo ad apprezzarlo.

     LO GIUDICE . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LO    GIUDICE .   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  praticamente sosteniamo  tutti la stessa tesi, si vogliono, però,
  creare le  cose ingarbugliate.  L'emendamento 15.2 a mia firma (e
  ve ne  è  un  altro dell'onorevole Cracolici) così recita: "Prima
  del comma i  è  inserito  il  seguente  comma:  '1.  Il  comma  1
  dell'articolo 20  è  così  sostituito  '1.  gli  appalti  di  cui
  all'articolo 19  della  legge 109 del 1994 sono affidati mediante
  pubblico incanto'".

     PRESIDENTE.  Onorevole  Lo Giudice, il Governo accede alla sua
  ipotesi  e  a  quella  dell'onorevole  Cracolici. Pertanto, pongo
  congiuntamente in  votazione  gli  emendamenti 15.2 e 15.1 aventi
  identico contenuto. Il parere del Governo?

     SCAMMACCA  DELLA  BRUCA ,  assessore  per  i  lavori pubblici.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                           (Sono approvati)

       Si  passa all'emendamento 15.4 degli onorevoli De Benedictis
  e Oddo.

     ODDO. Anche  a  nome dell'onorevole De Benedictis, dichiaro di
  ritirarlo.

     PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne prende atto.
       Si passa all'emendamento 15.5 della Commissione.

     BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Dichiaro di
  ritirarlo.

     PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne  prende  atto.
       Pongo in votazione l'emendamento 15R così come modificato.

     LO GIUDICE . Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LO GIUDICE . Signor Presidente, il comma 5 dell'emendamento di
  riscrittura   15R   così   recita:  "Con  decreto  dell'Assessore
  regionale per  i lavori pubblici, entro novanta giorni dalla data
  di entrata  in  vigore  della  presente legge, ..." bisogna stare
  attenti a  questa  data  perché  è  importante,  perché  poi  non
  possiamo dire i  bandi  entro  novanta giorni e la legge entra in
  vigore  dopo  trenta  giorni  "...  e  sentito  il  parere  della
  competente   Commissione   legislativa  dell'Assemblea  regionale
  siciliana, sono  emanati  bandi tipo che dovranno essere adottati
  ed applicati conformemente...".
       Non so se mi  sbaglio, ma il bando può essere o bando tipo o
  bando tipo uniforme;  se  è  un bando tipo c'è la possibilità che
  nell'ambito di  questo  bando  tipo  ci  sia  la  possibilità  di
  derogare o di interpretare in un certo modo, se invece è un bando
  tipo uniforme, che vuol dire che è uguale per tutti, c'è qualcosa
  di diverso.
       Allora, se è  bando  tipo non ci può essere dichiarazione di
  conformità  perché  non  esiste  il  bando  tipo.  Vi  faccio  un
  esempio:   se si  stabilisce  la  cifra  di  affari  e  resta  la
  discrezione, la cifra di affari può essere uguale, il doppio o la
  metà del progetto  che  va  in  gara; se invece si stabilisce che
  deve essere uguale  al progetto che va in gara, allora il bando è
  a tipo uniforme, quindi uguale per tutti.
       Dobbiamo chiarire, dunque, se intendete bando tipo o bando a
  tipo  uniforme,  altrimenti la dichiarazione di conformità nessun
  responsabile del provvedimento la potrà apporre.

     GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO.  Signor  Presidente,  io credo che  quando abbiamo
  discusso  di  questa  questione  in  Commissione  ci si intendeva
  riferire  al fatto che i bandi dovevano essere uniformi, cioè che
  non ci doveva essere possibilità di variazione, nè sostanziali nè
  marginali,  tranne  le variazioni di rito,  il luogo, l'importo o
  le  categorie che comportano una determinata opera. E, del resto,
  la   certificazione  di  conformità  viene  richiesta  perchè  si
  presuppone che  il  bando  che viene adottato debba essere uguale
  perchè altrimenti nessuno potrà mai dichiarare la conformità.
       Quindi,   forse,  nell'emendamento  dell'Assessore,  bisogna
  scrivere,   più   che   "conformemente", "uniformemente".  Ci  si
  intendeva  riferire  al bando uniforme,  perchè la certificazione
  del responsabile  del  procedimento  non  può  che fondarsi sulla
  uniformità  dei comportamenti, altrimenti diventa un giudizio più
  che   una   certificazione   da   parte   del   responsabile  del
  procedimento.

    SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici. Chiedo
  di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    SCAMMACCA DELLA BRUCA , Assessore per i lavori pubblici. Signor
  Presidente, obbiettivamente  io  ho  preso  atto  e ringrazio del
  suggerimento   fornito.   Chiedo  l'accantonamento  dell'articolo
  perchè debbo approfondire.  Non  ho motivo di mettere in dubbio i
  suggerimenti  e  i  contenuti,  pur  tuttavia  credo  che  stiamo
  discutendo su una  terminologia  che non conosco tanto a fondo da
  potere rispondere.  Quindi,  confesso il mio profondo imbarazzo e
  chiedo l'accantonamento dell'articolo.

     PRESIDENTE.  Non sorgendo  osservazioni,  larticolo  15  con i
  relativi emendamenti è accantonato.
       Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:

                                " Art. 16.
            Criteri di aggiudicazione e commissioni giudicatrici

          1. Al comma 1,  dell'articolo  21,  della legge n. 109 del
       1994 sono apportate  le  seguenti modifiche:  alla lettera a)
       sono soppresse le  parole  'ovvero  mediante offerta a prezzi
       unitari' ; alla lettera  b)  sono soppresse le parole 'ovvero
       mediante le predetta  offerta a prezzi unitari'; alla lettera
       c) è soppresso l'inciso 'la predetta'.

          2. Al comma 1 bis,  dell'articolo  21,  della legge n. 109
       del 1994  è  soppresso  il  secondo  periodo;  dopo  il terzo
       periodo sono  inseriti i seguenti:  'Il bando o la lettera di
       invito  possono  precisare le modalità di presentazione delle
       giustificazioni,   nonché   indicare   quelle   eventualmente
       necessarie  per  l'ammissibilità  delle offerte.  Ove l'esame
       delle   giustificazioni   richieste   e   prodotte   non  sia
       sufficiente  ad  escludere  l'incongruità  della  offerta, il
       concorrente    è    chiamato   ad   integrare   i   documenti
       giustificativi   ed  all'esclusione  potrà  provvedersi  solo
       all'esito della ulteriore verifica, in contraddittorio'.

          3. Dopo il comma  1 bis,  dell'articolo 21, della legge n.
       109   del   1994,   è   inserito   il  seguente  comma:

          '1 ter.  L'aggiudicazione  degli appalti mediante pubblico
       incanto  o  licitazione  privata può essere effettuata con il
       criterio   dell'offerta   economicamente   più   vantaggiosa,
       determinata in base agli elementi di cui alla lettera a), del
       comma 2, nel caso di appalti di importo superiore alla soglia
       comunitaria  in  cui,  per  la  prevalenza  della  componente
       tecnologica  o  per  la  particolare  rilevanza tecnica delle
       possibili  soluzioni progettuali, si ritiene possibile che la
       progettazione   possa   essere   utilmente   migliorata   con
       integrazioni tecniche proposte dall'appaltatore.'"

       Comunico che sono stati presentati gli allegati emendamenti:

    - dal Governo:  emendamento 16.17;

    - dall'onorevole Lo Giudice: emendamento 16.6;

    -   dagli   onorevoli   Maurici,  Fleres  e  Catania  Giuseppe:
    emendamento 16.4;

    - dall'onorevole Forgione ed altri: emendamenti 16.1a e 16.1b;

    -   dagli   onorevoli   Giannopolo,   De   Benedictis  e  Oddo:
    emendamento 16.12;

    - dall'onorevole Leontini: emendamento 16.15;

    - dagli  onorevoli  Giannopolo e Oddo:  emendamenti 16.7, 16.8,
    16.13 e 16.16;

    - dagli onorevoli Raiti e Morinello: emendamento 16.14;

    - dagli onorevoli Cracolici e Oddo:  emendamenti 16.9 e 16.10;

    - dall'onorevole Cintola: emendamento 16.5;

    - dagli onorevoli Ardizzone, Sbona e Paffumi:  emendamenti 16.2
    e 16.3;

    - dalla Commissione: emendamento 16.2.1.

       Comunico che  sono stati presentati dal Governo gli allegati
  subemendamenti 16.2.1 bis, 16.2.2 e 16.17.1.
       Comunica   altresì   che  è  stato  presentato  dal  Governo
  l'allegato emendamento 16  R  di riscrittura dell'articolo 16, la
  cui approvazione assorbirebbe  gli emendamenti del Governo 16.2.1
  bis, 16.2.2 e 16.17.1.
       Si passa all'emendamento di riscrittura 16R.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.  Signor  Presidente,  intervengo  -  mi  rivolgo  al
  Governo - perchè,  come  tutti  sanno,  c'è  stata  una  fase  di
  elaborazione e  di  confronto  tra  l  'opposizione ed il Governo
  nella formazione della  legge,  e uno dei punti cardini sul quale
  si è discusso  ha  riguardato i criteri di aggiudicazione; ed era
  uno dei punti sul quale si era pervenuti ad un accordo.
       Noi  avevamo  vincolato la nostra adesione a questa ipotesi,
  tant'è che  i  colleghi  potranno  vedere  che  ci  sono  diversi
  emendamenti  presentati.  La nostra posizione iniziale era quella
  che  ci  eravamo  attestati  sul  massimo  ribasso;  poi  abbiamo
  presentato    emendamenti   che   riguardavano   i   criteri   di
  aggiudicazione  che  prevedevano  il  ricorso  al bussolotto, per
  rendere imprevedibile l'aggiudicazione.  E, quindi, abbiamo fatto
  passi  indietro rispetto alla nostra impostazione per raggiungere
  un accordo con la maggioranza.
       Nell'ambito di questo accordo era prevista l'approvazione di
  questo  criterio  di  aggiudicazione,  che  è  analogo  a  quanto
  previsto  dalla  Merloni  ter, sottosoglia, e contemporaneamente,
  però,   perchè  si  combinano  i  due  elementi,  la  previsione,
  contenuta   nella   legge,  di  ricorrere  alla  cauzione  o,  in
  subordine, alla fidejussione bancaria.
       Io,  onorevole  Assessore,  le  chiedo  che venga confermato
  davanti all'Aula il tenore dell'accordo raggiunto e che ci sia un
  impegno, stasera, dichiarato del Governo di mantenere la cauzione
  o la  fidejussione  bancaria, perchè  per noi questi due elementi
  sono due elementi che si combinano, che costituiscono un elemento
  di selezione  per  la  partecipazione  alla  gara.
       Le chiedo,  pertanto,  che  dinanzi all'Aula venga assunto e
  venga mantenuto l'impegno che, in altre sedi, lei, che è stato il
  tessitore di  una  -  noi  riteniamo - positiva mediazione, possa
  mantenersi in modo  tale  da  potere  andare  avanti con i lavori
  d'Aula.

    CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   sono
  dell'avviso che l'argomentazione che è stata testè portata avanti
  dall'onorevole Speziale è congrua e seria.
       E,   poichè   abbiamo  detto,  però,  che  stasera  vogliamo
  approvare gli  articoli  che non hanno diversificazioni di sorta,
  noi manteniamo  il  principio dell'incontro fatto e degli impegni
  assunti, che  vogliamo  realizzare insieme alla minoranza che con
  noi ha portato avanti questo disegno di legge.
       Però  diciamo,  altresì,  che un approfondimento è giusto, e
  quindi  chiediamo  un  accantonamento dell'articolo 16, che ha la
  sua  refluenza  con  quanto  l'onorevole  Speziale  ha detto.  E,
  quindi, saremmo per chiedere all'Aula di esaminare gli articoli a
  seguire, quelli che non hanno emendamenti 'pesanti'. Dopodichè la
  discussione la  trasferiamo  a  martedì, anche perchè saremmo più
  completi, saremmo meno stanchi di quanto non siamo questa sera.
       A me  pare che questa sera sia da salvaguardare innanzitutto
  il principio che  ci ha consentito di proseguire i lavori, signor
  Presidente, cioè, di  un  accordo  che  è  un  accordo che si sta
  rivelando, alla  luce  del  sole,  pacifico,  per  fare  la legge
  migliore   possibile.
       Per   cui,   mi   permetto   di   chiedere  l'accantonamento
  dell'articolo 16  per  le  cose giuste e corrette che l'onorevole
  Speziale ha detto,  e  procedere  con  i tre, quattro articoli, a
  seguire,   che  non  portano  come  conseguenzialità  emendamenti
  'pesanti' e che ci possono fare chiudere la serata, anche data la
  stanchezza e  data  anche  la  necessità  che  non c'è l'autorità
  necessaria per potere  definire  e dare i giudizi positivi che su
  quell'accordo,  finora,   hanno   basato   il  lavoro  e  che  su
  quell'accordo  intendiamo  portare avanti entro i limiti corretti
  di interpretazione e di fattibilità.

     BENINATI,  Presidente  della Commissione e relatore. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BENINATI,  Presidente  della  Commissione  e  relatore. Signor
  Presidente, visto  il  clima, vorrei avanzare una proposta, quale
  Presidente   della   Commissione   e   conoscendo   gli  articoli
  successivi.  Onorevoli  colleghi, l'articolo 17 è un articolo che
  verrà  soppresso,  l'articolo 18 viene accantonato, l'articolo 19
  lo accantoniamo pure ..

               (Interruzione dell'onorevole Giannopolo)

     BENINATI,  Presidente  della Commissione e relatore. Mi scusi,
  onorevole  Giannopolo,  la  proposta riguarda quegli articoli che
  saranno soppressi.

     PRESIDENTE.   Mi   sembra   una  proposta  molto  ragionevole,
  onorevole Beninati. Se non sorgono osservazioni ...

     SPEZIALE. Ho chiesto al Governo di pronunziarsi.

     PRESIDENTE.   Stiamo  parlando,  onorevole  Speziale,  non  di
  articoli di merito, ma di articoli da abrogare.

     SPEZIALE. Ho posto una domanda al Governo; il Governo risponda
  se si mantengono gli  accordi  sul  testo che abbiamo concordato.
  Risponda in Aula e  noi  andremo  avanti. Peraltro, un autorevole
  esponente della maggioranza,  l'onorevole  Cintola,  ha  detto di
  essere d'accordo

     PRESIDENTE.   Onorevole   Assessore,   l'onorevole   Speziale,
  capogruppo   dei  Democratici  di  sinistra,  desidera  conoscere
  l'opinione del  Governo relativamente alle garanzie da fornire in
  sede di presentazione di offerta.

     SCAMMACCA  DELLA  BRUCA ,  assessore  per  i  lavori pubblici.
  Signor Presidente, c'era  un accordo di principio, mi pare che lo
  spirito  dell'intervento  dell'onorevole  Cintola fosse quello di
  andare avanti  mantenendolo  e, pur tuttavia, tenendo fuori dalla
  discussione di  questa  sera  quegli  articoli  che, in ogni qual
  modo, potessero avere  refluenza su tali aspetti o essere da essi
  influenzati.   Per   cui,   sostanzialmente,  ciò  che  ha  detto
  l'onorevole Beninati, mi pare il 18, 19 ed eventualmente anche il
  22 sui collaudi, non credo che vi sia differenza di opinioni.

     PRESIDENTE.L'articolo   16,  con  i  relativi  emendamenti,  è
  accantonato.
       Onorevole  Speziale,  l'onorevole  Assessore  mi  sembra che
  abbia detto che non c'è una inversione di tendenza, probabilmente
  c'è la  necessità di un approfondimento, ma intanto mi sembra che
  voglia   accogliere   la   proposta  dell'onorevole  Beninati  di
  procedere alla  votazione,  che  peraltro  è quasi una formalità,
  degli articoli che devono essere soppressi. Ci sono osservazioni?
       La proposta dei DS è quella di aggiornarci, sostanzialmente,
  a martedì. C'era già stato un accordo fra i capigruppo sul rinvio
  della seduta a martedì

     CAPODICASA. Non è la proposta dei DS

     PRESIDENTE. Onorevoli  colleghi,  la  seduta è sospesa per due
  minuti.

       La seduta sospesa alle ore 22.30 è ripresa alle ore 22.31

     PRESIDENTE.  La  seduta  è  ripresa. Poichè siamo ad uno snodo
  delicato del  disegno di legge e poichè non c'è una uniformità di
  vedute  rispetto  al modo di procedere, se andare avanti stasera,
  se  andare avanti domani, se andare avanti e aggiornare la seduta
  a   martedì,   la   proposta  della  Presidenza  è  che  rispetto
  all'aggiornamento  che era stato notificato alla Presidenza, cioè
  quello  relativo  a  martedì  mattina alle ore 11 con sospensione
  dell'Aula alle 12 per consentire l'audizione del Presidente della
  Regione   in   commissione   Statuto   e   ripresa   dei   lavori
  immediatamente  dopo,  rispetto  a  questa  proposta che sembrava
  essere quella su cui c'era una convergenza, (ma così non pi pare)
  la Presidenza intende dare la parola ad un deputato a favore e ad
  uno contro per poter poi assumere una decisione.

     SPEZIALE.  Il  calendario  dei  lavori  può  essere modificato
  soltanto dalla Conferenza dei Capigruppo.

     PRESIDENTE. Onorevole  Speziale, lei  sa  che l'Aula da questo
  punto  di  vista  è  sovrana.  Ci  sono  delle  novità, onorevole
  Speziale;  la  Conferenza dei Capigruppo non può prevedere tutto,
  può  stabilire  un percorso, ma, per esempio, non aveva stabilito
  che  giorno  15  è  la festa di Santa Rosalia.  La Conferenza dei
  Capigruppo  non  l'aveva  previsto.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Signor  Presidente, intervengo per ricordarle che
  la  Conferenza  dei  Capigruppo aveva stabilito un calendario dei
  lavori  in  cui  era  previsto  che  nella  giornata di domani si
  continuassero i lavori d'Aula.
       Questo anche nel quadro  di  un  accordo raggiunto sul testo
  del disegno di legge che  aveva  ipotizzato la possibilità che si
  chiudesse addirittura nella giornata di domani;  cosa sulla quale
  come si vede nel corso  dei  lavori  d'Aula  da  parte nostra c'è
  stato il massimo di  spirito  di  collaborazione  per  cercare di
  tirare fuori un testo che noi riteniamo di averlo in qualche modo
  migliorato.
       Dopodiché nasce una questione  che  è  tutta  politica ancor
  prima che regolamentare.
       Abbiamo detto se gli accordi che non sono stati sottoscritti
  ma  che  comunque  sono  noti  a  tutti  se  il  Governo  intende
  mantenerli.
       C'è stato  un  esponente della maggioranza che è l'onorevole
  Cintola che ha detto che gli accordi saranno mantenuti.
       Abbiamo  chiesto  al  Governo  che  il  governo  confermasse
  all'Aula. Se il  Governo  conferma  che  che  gli accordi vengono
  mantenuti noi siamo perchè  si  possa andare avanti anche stasera
  anche domani. Non C'è  nessuna  difficoltà.  Non c'è una ostilità
  dell'opposizione.
       Se invece da  parte del governo dovessimo registrare che c'è
  un orientamento diverso  rispetto  agli  accordi  fatti  e c'è un
  ritorno  indietro  evidentemente  questa  è  una  valutazione  di
  carattere  politico   e   non   una   valutazione   di  carattere
  regolamentare.
       In questo caso  in  ogni  caso noi chiediamo che si prosegua
  nei lavori stabiliti dalla  Conferenza  dei  Capigruppo e che lei
  Presidente  se  vuole   modificare   il   calendario  dei  lavori
  riconvochi  una  nuova   conferenza   dei  capigruppo  così  come
  stabilito dal Regolamento.
       Noi non dobbiamo  votare niente. Nessuna proposta che lei fa
  all'Aula, lei eventualmente se vuole modificare il calendario dei
  lavori riconvochi la  conferenza  dei capigruppo e in quella sede
  si fa una  proposta  di  modifica  del calendario dei lavori e si
  porta all'Aula.
       Questo  prevede  il  Regolamento e lei autorizzato ad andare
  oltre il Regolamento.
       Pertanto  io   mi   auguro   che  ci  sia  un  atteggiamento
  responsabile da parte del  governo  perchè  noi  dobbiamo fare la
  legge, abbiamo detto dobbiamo  fare  la  legge  presto,  dobbiamo
  dotare la Sicilia di una legge sugli appalti, io mi auguro che da
  parte del Governo che è stato tra l'altro il mediatore rispetto a
  questo  accordo  su delega della maggioranza venga confermato che
  l'accordo nei suoi contenuti viene mantenuto e noi siamo disposti
  ad andare avanti.

     FORMICA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORMICA.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, noi abbiamo
  affrontato,  come sosteneva l'onorevole Speziale questa legge con
  grande spirito  di  collaborazione perché credo che ognuno di noi
  sia animato  dal  proposito  di  fare  un'ottima legge, una buona
  legge per  la  Sicilia.  Non  credo  che  ci siano qui dentro dei
  deputati, dei colleghi che vogliano fare una cattiva legge per la
  Sicilia.
       L'introdurre   in  questo  dibattito  delle  condizioni  che
  suonano come diktat non possono non essere viste come un ostacolo
  che si  vuole  frapporre  rispetto  ad  un percorso che invece ha
  visto la condivisione.
       Quando l'onorevole  Speziale chiama in causa il governo è un
  politico  troppo avveduto, l'onorevole Speziale, per non rendersi
  conto che  le  leggi le fa il Parlamento per cui questa richiesta
  da   parte  dell'onorevole  Speziale,  casomai,  dovrebbe  essere
  rivolta alla  maggioranza  più che al governo, perché si potrebbe
  pure verificare il caso, non si è verificato,

     SPEZIALE. La mediazione l'abbiamo fatta col governo.

     FORMICA. Benissimo, ma siccome la deve discutere il Parlamento
  e poi alla  fine la dobbiamo votare noi qui dentro, mi sembra più
  logico e più giusto che, laddove c'è da discutere, laddove c'è da
  approfondire, lo  si  faccia nei luoghi preposti per farlo e cioé
  il Parlamento  perché si potrebbe verificare, non accadrà, che il
  governo dia un'assicurazione, per parte sua, su un intendimento e
  che poi  la  maggioranza  che si forma in Parlamento sia d'avviso
  contrario.
       Ora io non credo che i DS vogliano portare la loro posizione
  fino ad  estremizzarla,  a mettersi di traverso, cioé ad impedire
  la legge  su  un  argomento sul quale siamo disposti a discutere,
  anche ad  accogliere  le proposte dei DS. Ma è inaccettabile che,
  nel momento in cui si dice, e lo si è fatto e lo hanno dimostrato
  le opposizioni  tutte,  DS compreso, che hanno la voglia di fare,
  di collaborare  per  fare  questa  legge,  si arriva in dirittura
  finale, quando  c'è  l'accordo  su tutto, a porre, a frapporre un
  ostacolo di  merito su una questione che possiamo discutere e che
  siamo disposti  a  discutere, ma non possiamo accettare un diktat
  in quest'Aula che chiama in causa un accordo fatto col governo su
  un argomento  del  quale si è parlato in Commissione a lungo, sul
  quale siamo  disposti  a  parlare  e a discutere, ma non possiamo
  accettare il  diktat  e soprattutto non possiamo accettare che ci
  si proponga di  voler  fare  la legge ma di fatto, poi, si cerchi
  con un'atteggiamento  che, per quel che abbiamo visto finora, non
  è giustificato  perché  i  DS,  come  tutto  il Parlamento, hanno
  collaborato lealmente a fare la legge.
       Quindi,  non  è  giustificata  questa  presa  di posizione o
  almeno così ci appare.
       Per    cui    io    inviterei    i   colleghi   parlamentari
  dell'opposizione  a  continuare  sulla strada sulla quale abbiamo
  lavorato assieme finora e che ha dato ottimi frutti per la legge,
  ma non porre diktat.

     PRESIDENTE.  Vorrei  invitare  i  colleghi  a  consentire alla
  Presidenza di formarsi un orientamento rispetto all'andamento dei
  lavori.

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA.  Signor  Presidente,  sarò  brevissimo. Io ritengo di
  dovere riportare  a  quello che è stato il tentativo, nel momento
  in cui  abbiamo  su  un  articolo  trovato  difficoltà, e che era
  l'articolo 16.
       Sull'articolo  16 abbiamo avuto difficoltà.
       Abbiamo detto  di  andare avanti per quegli articoli che non
  hanno  emendamenti accanto e fino a questo momento io non capisco
  cosa  sia  nato e sorto che possa fare incrinare un rapporto e un
  impegno  che  è  stato assunto solennemente dalla maggioranza nel
  momento  in  cui  si è incontrata con l'opposizione alla presenza
  del  Governo.
       Io  non  capisco  perché  si  dica  che  vogliamo continuare
  domani, quando ci è stato chiesto informalmente di evitare domani
  per arrivare a martedì, e lo abbiamo detto insieme, nessuno prima
  e  nessuno  dopo.  E  allora  con  calma eravamo del principio di
  continuare  come  maggioranza  anche  domani  e  abbiamo accolto,
  giustamente e dignitosamente, nel rapporto che si è instaurato in
  cui  l'opposizione  ha  fatto vedere di essere disposta a portare
  avanti una legge, a migliorarla, a darne tutti i contenuti e così
  abbiamo  fatto  anche  noi come maggioranza.  62 è più di 28 e ci
  siamo  comportati esattamente con la pari dignità che spettava ad
  ogni  singolo  emendamento  che  abbiamo apprezzato, votato senza
  considerare  se  veniva dalla maggioranza o dall'opposizione.
       Ad oggi cosa è avvenuto poi? E' avvenuto l'accantonamento di
  un  articolo,  il  16, e abbiamo detto "andiamo avanti con il 17,
  18,  19,  20"  quelli che erano, con quelli sui quali non ci sono
  contrasti  e potere chiudere stasera dicendo "abbiamo fatto il 50
  per cento del nostro lavoro".
       Io   non   comprendo  perché  c'è  stata  una  richiesta  di
  riconferma  di  un  accordo  che  nessuno  ha  smentito;  io  non
  comprendo,  essendo  il  presidente di un Gruppo parlamentare nel
  quale  è  anche  iscritto  il  Presidente della Regione e sono 16
  deputati, perché  ancora  gli amici della minoranza hanno bisogno
  di  una  riconferma  di  un atto che abbiamo statuito e sul quale
  intendiamo  discutere  e  definirlo  nei  tempi  che siano quelli
  normali e sui quali noi non abbiamo detto una parola in meno fino
  al momento in cui sto parlando.
       Io sono autorizzato ancora, fino a questo momento, a portare
  avanti  un accordo che se c'è qualcuno che deve rompere  non sarò
  io  a  romperlo,  non sarà l'Aula a romperlo; se c'è qualcuno che
  avrà  intenzione  di  romperlo  darà  la  propria  paternità alla
  rottura.
       Noi  vogliamo  la  legge e vogliamo la legge per la Sicilia,
  vogliamo  la  legge  italiana  in  Sicilia.  Ecco,  su  questo io
  invito   non l'Assessore a pronunziarsi, perché  chissà cosa deve
  dire l'Assessore, io debbo dire che è l'Aula e l'Assemblea che ha
  preso  gli  impegni  ed  è l'Assemblea che li mantiene portandoli
  avanti.  La  rottura  oggi,  nessuno  ha  parlato di rottura; non
  comprendo  perché  ci  sia  bisogno di una riconferma che ad oggi
  nessuno ha modificato.

     PRESIDENTE.  Si passa all'articolo 17. Ne do lettura.

                                 "Art. 17.
           Licitazione privata e licitazione privata semplificata

          1. Al  comma  1 ter,  dell'articolo 23, della legge n. 109
       del 1994  il  quarto periodo è sostituito dai seguenti: 'Ogni
       domanda deve indicare gli eventuali altri soggetti a cui sono
       state inviate  le  domande  e  deve  essere  corredata da una
       autocertificazione,  ai  sensi  della  vigente  normativa  in
       materia,  con  la  quale  il  richiedente attesta il possesso
       delle  qualifiche  e  dei  requisiti previsti dal decreto del
       Presidente della  Repubblica  25 gennaio 2000, n.  34, di non
       trovarsi  in  nessuna  delle  cause  di esclusione dalle gare
       d'appalto   e  di  non  aver  presentato  domanda  in  numero
       superiore  a  quanto previsto al secondo periodo del presente
       comma.   Le  stazioni  appaltanti  procedono  a  verifiche  a
       campione  sui  soggetti  concorrenti  e comunque sui soggetti
       aggiudicatari.'."

       Comunico  che  all'articolo   17  sono  stati  presentati  i
  seguenti emendamenti:

    - dal Governo:  emendamento 17.7;

    - dagli onorevoli Zago e Oddo: emendamento 17.2;

    - dall'onorevole Giannopolo: emendamento 17.3;

    - dall'onorevole Crisafulli: emendamento 17.5;

    - dall'onorevole Gurrieri: emendamento 17.6;

    - dall'onorevole Lo Giudice: emendamento 17.1;

    - dagli onorevoli De Benedictis e Oddo:  emendamento 17.4.

       Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti 17.7, 17.2
  e 17.3 interamente  soppressivi  dell'articolo.  Il  parere della
  Commissione?

     BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è  favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (Sono approvati)

       Gli emendamenti 17.5, 17.6, 17.1 e 17.4 sono preclusi.
       L'articolo 18, con i relativi emendamenti, è accantonato.
       Si passa all'articolo 19. Ne do lettura.

                                 "Art. 19.
                         Varianti in corso d'opera

          1. Il comma 3,  dell'articolo  25,  della legge n. 109 del
       1994  è  sostituito  dal seguente:

          '3.  Non  sono  considerati  varianti ai sensi del comma 1
       gli   interventi   disposti  dal  direttore  dei  lavori  per
       risolvere  aspetti di dettaglio, che siano contenuti entro un
       importo   non   superiore   al   20  per  cento  dell'importo
       contrattuale  per  i  lavori  di  recupero, ristrutturazione,
       manutenzione e restauro e al 10 per cento per tutti gli altri
       lavori  delle  categorie  di  lavoro  dell'appalto  e che non
       comportino  un  aumento  dell'importo del contratto stipulato
       per   la  realizzazione  dell'opera.  Sono  inoltre  ammesse,
       nell'esclusivo  interesse  dell'amministrazione, le varianti,
       in  aumento  o  in  diminuzione, finalizzate al miglioramento
       dell'opera e alla sua funzionalità, sempreché  non comportino
       modifiche  sostanziali e siano motivate da obiettive esigenze
       derivanti  da  circostanze  sopravvenute  e  imprevedibili al
       momento  della  stipula  del contratto.  L'importo in aumento
       relativo a  tali  varianti  non  può superare il 10 per cento
       dell'importo   originario   del   contratto  e  deve  trovare
       copertura  nella  somma stanziata per l'esecuzione dell'opera
       tra  le  somme  a disposizione dell'amministrazione alla voce
       imprevisti.

          2. Dopo il comma  3,  dell'articolo 25, della legge n. 109
       del 1994 sono inseriti  i  seguenti commi:

          '3 bis.  Il  cumulo  dell'importo  aggiuntivo  per opere o
       lavori    oggetto    delle   perizie   suppletive,   disposto
       direttamente dal  direttore dei lavori non può eccedere il 20
       per cento dell'importo contrattuale.

          3 ter. Le perizie  di  variante  e/o  suppletive  che  non
       eccedono  il 10  per  cento  dell'importo  contrattuale  sono
       redatte dal direttore  dei lavori e trasmesse al responsabile
       del procedimento per presa d'atto.

          3 quater. Le perizie  di  variante e/o suppletive comprese
       tra  il  10  per   cento  e  il  20  per  cento  dell'importo
       contrattuale  sono  redatte   dal   direttore  dei  lavori  e
       approvate dal  responsabile  del procedimento senza ulteriori
       pareri.  Per  la   copertura   finanziaria   ed  al  relativo
       giustificativo ci si  avvale  delle  risorse  previste per il
       finanziamento delle perizie  dal  comma  12, dell'articolo 14
       bis.'

          3. Al comma  5  bis,  dell'articolo 25, della legge n. 109
       del 1994  sono  soppresse le parole 'l'inadeguata valutazione
       dello stato  di  fatto';  alla  fine  è  inserito il seguente
       periodo: 'In  caso  di  appalto integrato di cui alla lettera
       b), comma  2,  dell'articolo 19 si considera, altresì, errore
       od  omissione di progettazione l'inadeguata valutazione dello
       stato di fatto.'"

       Comunico  che  all'articolo   19  sono  stati  presentati  i
  seguenti emendamenti:

    - dal Governo:  emendamento 19.1;

    - dall'onorevole Cintola:  emendamento 19.4;

    - dagli onorevoli Zago e Oddo:  emendamento 19.5;

    - dall'onorevole De Benedictis:  emendamento 19.7.

       Onorevoli  colleghi,  l'emendamento  19.1  è  da  intendersi
  interamente sostitutivo dell'articolo 19.
       L'articolo 19, con i relativi emendamenti, è accantonato.
       Si passa all'articolo 20.  Ne do lettura.

                                 "Art. 20.
               Variazioni ed addizioni al progetto approvato

          1.  Dopo  l'articolo  25,  della  legge n. 109 del 1994, è
       inserito il seguente articolo:

                             'Articolo 25  bis
               Variazioni ed addizioni al progetto approvato

          1. Nessuna variazione  o  addizione  al progetto approvato
       può  essere introdotta dall'appaltatore se non è disposta dal
       direttore  dei  lavori  nel  rispetto  delle condizioni e dei
       limiti indicati all'articolo 25.

          2. Il mancato rispetto  di tale disposizione non dà titolo
       al pagamento dei lavori non autorizzati e comporta la rimessa
       in pristino, a  carico  dall'appaltatore,  dei lavori e delle
       opere nella situazione originaria secondo le disposizioni del
       direttore dei lavori.

          3.  Qualora  per  uno dei casi previsti dall'articolo  25,
       sia   necessario   introdurre   nel   corso   dell'esecuzione
       variazioni   o  addizioni  non  previste  nel  contratto,  il
       direttore   dei   lavori,   sentiti   il   responsabile   del
       procedimento  ed il progettista, promuove la redazione di una
       perizia  suppletiva  o  di  variante,  indicandone  i  motivi
       nell'apposita relazione da inviare alla stazione appaltante.

          4.  L'appaltatore  ha   l'obbligo  di  eseguire  tutte  le
       variazioni ritenute opportune dalla stazione appaltante e che
       il  direttore  lavori  gli  abbia  ordinato purché non mutino
       sostanzialmente la natura dei lavori compresi nell'appalto.

          5. Gli ordini  di  variazione  fanno  espresso riferimento
       all'intervenuta  approvazione,  salvo il caso di cui al comma
       3, dell'articolo 25.

          6. Le variazioni sono  valutate ai prezzi di contratto, ma
       se comportano categorie  di  lavorazioni  non  previste  o si
       debbano impiegare materiali  per  i quali non risulta fissato
       il prezzo contrattuale  si  provvede alla formazione di nuovi
       prezzi a norma  dell'articolo 136, del decreto del Presidente
       della Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554.

          7. L'accertamento delle  cause,  delle  condizioni  e  dei
       presupposti  che  a  norma  del  comma  1,  dell'articolo  25
       consentono  di disporre varianti in corso d'opera è demandato
       al   responsabile  del  procedimento,  che  vi  provvede  con
       apposita relazione a seguito di approfondita istruttoria e di
       motivato esame dei fatti.

          8.  Nel  caso  di  cui  alla  lettera  b),  del  comma  1,
       dell'articolo  25   il   responsabile  del  procedimento,  su
       proposta del direttore  dei lavori, descrive la situazione di
       fatto,  accerta  la   sua   non  imputabilità  alla  stazione
       appaltante, motiva circa  la sua non prevedibilità al momento
       della redazione del progetto  o  della  consegna dei lavori e
       descrive  le  ragioni   per   cui   si  renda  necessaria  la
       variazione. Qualora i lavori non possano eseguirsi secondo le
       originarie  previsioni  di   progetto   a  causa  di  atti  o
       provvedimenti  della  pubblica  amministrazione  o  di  altra
       autorità, il  responsabile  del  procedimento  riferisce alla
       stazione  appaltante. Nel caso previsto dalla lettera b bis),
       del comma 1, dell'articolo 25 la descrizione del responsabile
       del   procedimento   ha   ad   oggetto   la   verifica  delle
       caratteristiche dell'evento in relazione alla specificità del
       bene, o della prevedibilità o meno del rinvenimento.

          9. I componenti  dell'ufficio  della direzione lavori sono
       responsabili, nei  limiti  delle  rispettive attribuzioni dei
       danni derivanti  alla  stazione appaltante dalla inosservanza
       del presente articolo.  Essi  sono altresì responsabili delle
       conseguenze derivate  dall'aver  ordinato o lasciato eseguire
       variazioni o addizioni  al  progetto,  senza  averne ottenuta
       regolare  autorizzazione,   sempre   che   non   derivino  da
       interventi  volti ad  evitare  danni  a  beni  soggetti  alla
       vigente  legislazione  in   materia   di   beni  culturali  e
       ambientali.'"

       Comunico  che  all'articolo   20  sono  stati  presentati  i
  seguenti emendamenti:

    - dal Governo: emendamento 20.3;

    - dall'onorevole Cintola:  emendamento 20.1;

    - dagli onorevoli Zago e Oddo:  emendamento 20.2.

       Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti 20.3, 20.2
  e 20.1 interamente  soppressivi  dell'articolo.  Il  parere della
  Commissione?

     BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è  favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (Sono approvati)

       Si passa all'articolo 21.  Ne do lettura.

                                "Art.  21.
          Disciplina economica dell'esecuzione dei lavori pubblici

          1. Al  comma  1,  dell'articolo 26, della legge n. 109 del
       1994, è premesso il seguente:

          '01.   Le   amministrazioni  aggiudicatrici  concedono  ed
       erogano  all'appaltatore, entro quindici giorni dalla data di
       effettivo  inizio  dei lavori, accertata dal responsabile del
       procedimento, un'anticipazione sull'importo contrattuale, per
       un valore  pari  al  10  per cento dell'importo stesso, che è
       gradualmente   recuperata  in  corso  d'opera.  Sul  relativo
       importo,   in  caso  di  mancata  erogazione,  decorrono  gli
       interessi  di  mora previsti dal capitolato generale.  Con le
       medesime  modalità  tale anticipazione è parzialmente erogata
       dall'appaltatore al subappaltatore, nel limite massimo del 10
       per cento dell'importo dei lavori subappaltati.  L'erogazione
       dell'anticipazione  è  subordinata  alla  costituzione di una
       apposita  garanzia  fidejussoria  bancaria,  con  le modalità
       stabilite  dall'articolo 102 del decreto del Presidente della
       Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554'.

          2. Al  comma  4,  dell'articolo 26, della legge n. 109 del
       1994,  dopo  le  parole:  'inflazione reale' sono inserite le
       seguenti:  'accertato  su base nazionale con riferimento alla
       specifica  categoria di lavoro da eseguire';  dopo le parole:
       'nell'anno  precedente'  sono inserite le seguenti: 'a quello
       di presentazione dell'offerta'.

          3.  Alla  fine  dell'articolo  26, della legge n. 109 del
       1994, è aggiunto il seguente comma:

          '7.  Nei  capitolati  può   essere  previsto  un premio di
       incentivazione   da  corrispondere  all'impresa  in  caso  di
       anticipata  ultimazione  dei lavori rispetto ai termini del 6
       per   cento   dell'importo   globale   a   base   d'asta,  da
       corrispondersi nella misura dell'1 per cento per ogni mese di
       anticipazione o frazione di mese superiore a quindici giorni,
       all'erogazione  dei  premi  di incentivazione si provvede con
       l'utilizzazione  delle  somme  destinate dall'amministrazione
       per la revisione dei prezzi.'"

       Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

       - dall'onorevole Cintola:  emendamento 21.1;

       - dall'onorevole Beninati:  emendamento 21.8;

       - dagli onorevoli  Giannopolo  e  Oddo:  emendamenti  21.4,
  21.5, 21.3 e 21.6;

       - dagli onorevoli  Raiti  e  Morinello:  emendamenti  21.7;

       - dall'onorevole Giannopolo:  emendamento 21.2.

       Pongo    in   votazione   l'emendamento   21.1   interamente
  soppressivo dell'articolo.  Il parere della Commissione?

     BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     SCAMMACCA  DELLA  BRUCA , assessore  per  i  lavori  pubblici.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Gli altri emendamenti sono preclusi.
       Si riprende l'esame dell'articolo 19.
       Comunico che è stato  presentato  dal Governo l' emendamento
  19.1.1.

     BENINATI. presidente della  Commissione  e relatore. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BENINATI, presidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente,  onorevoli   colleghi,   all'articolo   19   c'è   un
  emendamento del Governo  che lo sostituisce dicendo semplicemente
  che le varianti in  corso  d'opera  restano  quelle della Merloni
  solamente con una aggiunta che sarà illustrata dal Governo.

     SCAMMACCA  DELLA BRUCA ,  assessore  per  i  lavori  pubblici.
  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SCAMMACCA  DELLA BRUCA ,  assessore  per  i  lavori  pubblici.
  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sostanzialmente l'articolo
  19 viene soppresso ma tramite l'emendamento 19.1 viene sostituito
  con un altro articolo che  prevede una piccola modifica, un comma
  della Merloni, modifica concordata  in  sede  di  Commissione che
  specifica  che  l'importo   in  aumento  relativo  a  determinate
  varianti non è solo il 5% ma  può  essere  il 10% per i lavori di
  recupero, ristrutturazione, manutenzione  e  restauro, è solo una
  modifica  assolutamente  marginale   per  favorire  una  migliore
  applicabilità del comma 3 dell'articolo 25 della legge 109.

     DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DE BENEDICTIS .  Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
  chiedere  all'assessore  come  mai  in  questa  riscrittura  sono
  saltate  le  ultime   parole   "tra   le   somme  a  disposizione
  dell'Amministrazione alla voce imprevisti"?

     LO GIUDICE . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LO  GIUDICE .   Signor   Presidente,  io  sono  d'accordo  con
  l'assessore però secondo me questo emendamento è inapplicabile se
  non viene modificato  e migliorato. Praticamente questo 10%-5% in
  più   non   può    essere    tra    le   somme   a   disposizione
  dell'Amministrazione altrimenti tutti i progetti, tutti i decreti
  dovrebbero  prevedere, ci sarà o  non  ci  sarà  la  variante, un
  incremento del finanziamento del 5%.  Secondo me la copertura può
  essere  inserita  o  tra   le   somme  oppure  aggiungendo  anche
  "utilizzando i ribassi d'asta"; altrimenti è improponibile questa
  cosa.  Dovete aggiungere, se volete, "utilizzando anche i ribassi
  d'asta" perchè per il tipo di modalità che stiamo realizzando con
  questa  legge, considerato che  modificheremo  il  tipo  di  asta
  pubblica modificando anche le  percentuali  per  il  ribasso, con
  quello  che  stiamo prevedendo  non  ci  possono  essere  ribassi
  secondo me al di sotto del 15%. Quindi se noi inseriamo in questo
  emendamento "utilizzando oltre che  le  somme  a  disposizione un
  emendamento aggiuntivo anche i ribassi d'asta diventa proponibile
  e diventa concreto.

     BENINATI, presidente della  Commissione  e relatore. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BENINATI, presidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente, penso che  siamo stanchi pertanto vorrei chiarire che
  questo articolo che ha proposto  il governo non è nient'altro che
  la Merloni. La Merloni chiarisce  che  il  5% è nelle somme degli
  imprevisti, perchè sono quelle  varianti  o  quelle  opere in più
  previste già dalla Merloni del 58%.
       Si è, semplicemente, detto  in questo articolo che per tutti
  i progetti è la Merloni il  5,  per  i  progetti così chiamati di
  restauro e di ristrutturazione il 5 può diventare il 10%.
       Solo  questo  e  nient'altro,  perchè  nell'impalcato  della
  Merloni è scritto che  per  le  ristrutturazioni  si  può  andare
  all'interno delle varianti fino  al  20%,  mentre  per  gli altri
  progetti al 10%.
       Quindi, si è equiparato  le  varianti  interne  che  possono
  arrivare al 20%, mentre per  le  varianti in più negli imprevisti
  si può arrivare al 10%.
       C'è  scritto,  semplicemente,   questo;   non   c'è  scritto
  nient'altro, per cui non  confondiamo  ribassi  d'asta perchè non
  c'entrano totalmente nulla.

     SCAMMACCA DELLA BRUCA ,  assessore  ai lavori pubblici. Chiedo
  di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SCAMMACCA  DELLA BRUCA ,  assessore  ai  lavori  pubblici.  In
  risposta all'onorevole De Benedictis: alla  fine del 19.1 è stata
  omessa dopo le parole "per l'esecuzione dell'opera" la frase "tra
  le   somme  a   disposizione   dell'amministrazione   alla   voce
  imprevisti". Questo era il  testo concordato in commissione e che
  era saltato nella trasposizione del testo.

     PRESIDENTE. Onorevoli  colleghi, l'onorevole assessore intende
  rettificare l'emendamento 19.1 aggiungendo alla fine dello stesso
  le parole "tra le somme a disposizione dell'amministrazione" alla
  voce imprevisti. Con ciò  mi sembra di accogliere le osservazioni
  che erano state formulate da diversi colleghi.
       Pongo in votazione l'emendamento 19.1.

     ARDIZZONE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ARDIZZONE. Scusi assessore Scammacca,  so  che  siamo  un  po'
  tutti insofferenti; probabilmente per la stanchezza ma non riesco
  a comprendere, obiettivamente,  il  senso dell'emendamento, avrei
  accolto quello dell'onorevole Cintola.
       Penso che l'intendimento  della  commissione, del governo di
  chi l'ha presentato era  probabilmente  quello  di  coordinare il
  primo periodo del comma 3 con l'ultimo periodo.
       Attenzione, però, leggiamolo bene. Probabilmente è opportuno
  accantonarlo. Nel primo periodo  si dice che non sono considerati
  varianti  ai  sensi del  comma  1  gli  interventi  disposti  dal
  direttore dei lavori entro l'importo  non  superiore al 10% per i
  lavori di recupero, ristrutturazione e  restauro e al 5% di tutti
  gli altri i lavori.
       Noi, adesso, nell'ultimo periodo  diciamo che sono variate e
  vengono compresi dagli imprevisti.
       Probabilmente,   se   ritorniamo   all'emendamento  proposto
  dall'onorevole Cintola e  prevediamo  la  soppressione  di  tutto
  l'articolo 19, si fa un po'  più di chiarezza o forse è opportuno
  accantonarlo  perchè  si  genererebbe  solamente  confusione,  se
  leggiamo attentamente il  testo  dell'articolo  perchè  nel primo
  periodo di questo comma  è  scritto  espressamente  che  non sono
  considerati varianti gli  interventi compresi nell'ambito del 10%
  dei lavori di recupero ..

     PRESIDENTE.   Onorevole   Ardizzone   l'emendamento   19.1   è
  interamente sostitutivo dell'articolo  19  e  pertanto  non  deve
  considerare la prima parte.

     ARDIZZONE. Sì, ma il 19 recita "l'ultimo periodo del comma 3",
  e questo non è coordinato  con  il  primo  periodo  del  comma 3.
  Leggiamolo attentamente.

     PRESIDENTE.  La seduta è sospesa.

   (La seduta, sospesa  alle ore 22.55, è ripresa alle ore 22.57)

     PRESIDENTE.  La seduta è ripresa.
       Pongo in votazione il subemendamento 19.1.1. Il parere della
  Commissione?

     BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in votazione l'emendamento 19.1 così come modificato.
       Il parere della Commissione?

     BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Gli emendamenti 19.5, 19.6 e 19.7 sono assorbiti e il 19.4 è
  ritirato.

       Si riprende l'esame dell'articolo 15.
       Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento di
  riscrittura 15.R.1  interamente  sostitutivo dell'articolo 15, il
  quale assorbe gli emendamenti  15.7,  15.6,  15.8  e  tiene conto
  degli emendamenti 15.2 e 15.1 già approvati.
       L'emendamento  15.5  a   firma   dell'onorevole  Beninati  è
  ritirato, così come l'emendamento  15.4 a firma dell'onorevole De
  Benedictis.

     LO GIUDICE . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LO GIUDICE .  Signor  Presidente, onorevole Assessore, secondo
  me  all'emendamento   15.R.1   serve   aggiungere   un  aggettivo
  qualificativo dopo  l'espressione 'bandi tipo'; dobbiamo scrivere
  'bando tipo  uniforme'  altrimenti  non  abbiamo  concluso niente
  perché il bando tipo è una cosa e uniformemente è un'altra cosa.
       Il bando tipo è una cornice su cui muoversi, non è uniforme.
  Se il bando è uguale per tutti, allora, uniformemente, altrimenti
  come si può essere uniformi se il bando è una cornice con diverse
  possibilità.
       Allora, il bando  deve essere come i contratti praticamente.
  Esistono i contratti tipo  e  quelli  a tipo uniforme, uguali per
  tutti.
       Allora, se il bando  è tipo non ci può essere uniformità. Ci
  può  essere  il   comune   di  Roccacannuccia  che  fa  un  bando
  diverso nell'ambito della cornice e allora, o è a tipo uniforme o
  è  tipo,  decidiamolo  onorevole  Assessore;  la  differenza è un
  fatto giuridico,  non  politico. La divisa o è uguale per tutti o
  non lo è.

     PRESIDENTE. Onorevole  Assessore,  mi  sembra che la questione
  non sia di natura linguistica ma di natura giuridica.

     SCAMMACCA  DELLA  BRUCA ,  assessore  per  i  lavori pubblici.
  Ringrazio  l'onorevole  Lo  Giudice  per  il  suggerimento  e  le
  spiegazioni  che  accolgo  senz'altro.  Scriveremo quindi:  'sono
  emanati bandi tipo uniforme'.

     PRESIDENTE. Onorevoli  colleghi, l'emendamento si intende così
  riformulato, suona così, eventualmente poi lo correggiamo in sede
  di coordinamento:  "Sono emanati bandi tipo uniformi che dovranno
  essere  adottati  ed  applicati  per  l'espletamento  delle gare,
  eccetera, eccetera".
       Pongo in votazione l'emendamento 15.R.1.
       Il parere della Commissione?

    BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è  favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       L'emendamento è  approvato  con  la precisazione, in sede di
  coordinamento  formale,  che  dopo  le  parole  "bandi  tipo"  va
  inserita la parola "uniformi".
       Si passa all'articolo 18. Ne do lettura.

                                 "Art. 18.
                             Trattativa privata

          1. Alla  lettera  a), del comma 1, dell'articolo 24, della
       legge n.  109 del 1994 è premessa la seguente: '0a) lavori di
       importo   complessivo  non  superiore  a  100.000  euro';  le
       parole:  'non  superiore a 300.000 ECU' sono sostituite dalle
       seguenti: 'compreso tra oltre 100.000 euro e 300.000 euro'.

          2.  Al comma  5,  dell'articolo 24, della legge n. 109 del
       1994 le parole:  'lettera b)' sono sostituite dalle seguenti:
       'lettere 0a)  e  b)';  la  parola 'quindici' è sostituita con
       'dieci'.

          3. Alla fine dell'articolo 24, della legge n. 109 del 1994
       è inserito  il  seguente  comma:

          '8. Gli enti e organismi di cui alla lettera a), del comma
       2, dell'articolo  2 non possono, nel corso di uno stesso anno
       solare,  affidare  a trattativa privata ad una stessa impresa
       lavori per importo complessivo superiore a 300.000 euro.'"

       Comunico che sono stati presentati gli allegati emendamenti:

    - dal Governo: emendamento 18.13;

    - dagli onorevoli Cracolici e Oddo: emendamento 18.3;

    -  dall'onorevole  Gurrieri:  emendamenti  18.2, 18.7a, 18.7.b,
    18.6;

    -  dagli  onorevoli  Cracolici, Giannopolo e Oddo:  emendamento
    18.4;

    - dagli onorevoli Forgione e altri:  emendamenti 18.1a e 18.1b;

    - dagli  onorevoli Raiti e Morinello:  emendamenti 18.8, 18.9 e
    18.10;

    - dall'onorevole Leontini: emendamenti 18.11 e 18.12;

    - dagli onorevoli Zago e Oddo: emendamento 18.5.

       Comunica   altresì   che  è  stato  presentato  dal  Governo
  l'allegato emendamento 18.R di riscrittura dell'articolo 18.
  che riassume  e  modifica  l'articolo 18 relativo alla trattativa
  privata.
       Comunico  inoltre che il Governo ha presentato l'emendamento
  18.R.1 che modifica il predetto emendamento 18.R.
       L'emendamento 18.R.1 allegato  si differenzia dal precedente
  perchè ha una parte manoscritta.
       Il   18.R   si   intende  pertanto  superato.
       Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.

     MICCICHE'. Chiedo di parlare

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MICCICHE'. Signor Presidente, al  comma   3, il punto 9 recita
  'Il ricorso alla trattativa  privata  è  di competenza del legale
  rappresentante   dell'ente,   il   quale   adotta   la   relativa
  determinazione previo parere degli uffici competenti'.
       A mio avviso questo aspetto è stato già superato dalla legge
  n.  142  e  successive  modifiche,  perchè  il  responsabile  del
  procedimento  non  può  essere  mai il sindaco, cioè qui torniamo
  indietro di  oltre dieci anni, per il semplice fatto che sono gli
  uffici che attivano il procedimento.
       Se  è  una questione  di  linguaggio,  di  termini,  si  può
  rettificare. Certo il sindaco  è quello che fa la determinazione,
  ma  qui   sembra   come  se  fosse  il  sindaco  ad  attivare  il
  procedimento della trattativa privata ..

     PRESIDENTE.   Onorevole Miccichè,  mi  permetta,  il  senso  è
  esattamente diverso: è proprio  quello  che  dice lei, quello che
  c'è scritto è proprio quello  che  dice  lei, cioè il ricorso, la
  decisione di fare una  trattativa  privata spetta al sindaco; poi
  l'esecuzione della trattativa privata,  come dice lei, è affidata
  agli uffici. Quindi è  scritto  esattamente  nel  senso  che  lei
  desidera.

     MICCICHE'.  Però  a  mio  avviso  si  interpreta  come  se  la
  competenza fosse del sindaco.

     PRESIDENTE. No, onorevole Miccichè,  le posso garantire che in
  lingua italiana quello che c'è scritto è quello che dice lei.

     MICCICHE'.  Io  do  questa  interpretazione,  perchè  è  ormai
  assodato che è il sindaco che  fa  il procedimento da un punto di
  vista  formale  nell'atto  deliberativo,  il  sindaco  adotta  un
  provvedimento ..

     PRESIDENTE. Onorevole Miccichè,  si  lasci consigliare, quello
  che c'è scritto è  esattamente quello che lei desidera. Significa
  che  la  decisione  di   procedere  alla  trattativa  privata  la
  stabilisce il legale rappresentante dell'ente, l'esecuzione della
  trattativa  privata  è  stabilita,   come   lei  dice,  da  altra
  disposizione  di  legge.  Va   bene  così.  E'  questo  il  senso
  dell'emendamento. Grazie, onorevole Miccichè.
       Pongo in votazione l'emendamento 18.R.1 del Governo.
       Il parere della Commissione?

     BENINATI, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Onorevoli    colleghi,   di   conseguenza:

       - gli emendamenti 18.1, 18.11 e 18.12 sono assorbiti.

       - gli emendamenti 18.3 e 18.4 si intendono ritirati.

       L'Assemblea ne prende atto.

       Gli emendamenti  18.7a,  18.1a,  18.2,  17.7b, 18.1b, 18.5 e
  18.6 decadono.
       Onorevoli  colleghi  mi  pare  che  abbiamo svolto un lavoro
  proficuo; speriamo di poterlo proseguire con altrettanta celerità
  nei  prossimi giorni.
       Preciso  che  la  seduta di martedì prossimo, fissata per le
  ore  11.00,  alle  ore  12.00  verrà  sospesa per consentire alla
  Commissione  speciale per la revisione dello Statuto regionale di
  ascoltare il Presidente della Regione.
       La seduta  è  rinviata  a martedì 16 luglio, alle ore 11.00,
  con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Fleres


      I - COMUNICAZIONI.

     II - LETTURA AI SENSI  E  PER  GLI  EFFETTI  DEGLI  ARTICOLI 83,
          LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:

     N. 139 - Iniziative   per   la  riattivazione  dei  corsi  di
              formazione    finalizzati   alla   concessione   dei
              'prestiti d'onore'.

            (9 luglio 2002)
                                     SPAMPINATO - ORTISI - BASILE -
                                     VILLARI - CAPODICASA - FLERES -
                                     RAITI - VITRANO

     N. 140 - Interventi  per  superare  la condizione di crisi in
              cui  versa  il  comparto  agricolo  e  zootecnico in
              Sicilia.

              (10 luglio 2002)

                                   FLERES - MAURICI - CATANIA G.-
                                   MERCADANTE

     N. 141 - Tutela dei  diritti  dei lavoratori della Sicilvetro
              S.p.A. di Marsala, e suo rilancio.

            (10 luglio 2002)
                                  ODDO - SPEZIALE - CAPODICASA -
                                  CRACOLICI - CRISAFULLI -
                                  DE BENEDICTIS - GIANNOPOLO -
                                  PANARELLO - VILLARI - ZAGO

    III - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

       - "Norme  in  materia  di  opere pubbliche.  Disciplina  degli
          appalti di lavori pubblici, di fornitura, di servizi  e nei
          settori esclusi." (nn. 294-119-268-290-306-313-339-353-369-
          338/A). (Seguito)

          Relatore: on. Beninati

     IV - ELEZIONE DI QUATTRO  COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
          PER LA GESTIONE DEL FONDO  DI  ROTAZIONE  PER  IL COMMERCIO
          ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART. 9 DELLA LEGGE REGIONALE
          4 AGOSTO 1978, N. 26.

      V - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO  AMMINISTRATIVO PER
          LA  GESTIONE  DEI  FONDI  ISTITUITI PRESSO L'IRFIS  PER  LE
          PICCOLE E MEDIE IMPRESE, PREVISTO DALLA LEGGE  REGIONALE  6
          MAGGIO 1981, N. 96.

     VI - ELEZIONE  DI  NOVE  COMPONENTI  DELLA   CONSULTA  REGIONALE
          DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.

    VII - ELEZIONE DI UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
          TUTELA DELL'AMBIENTE.

   VIII - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE  PER  I
          BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.

     IX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
          SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.

      X - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO  REGIONALE PER L'INVENTARIO, LA CATALOGAZIONE  E  LA
          DOCUMENTAZIONE   GRAFICA,   FOTOGRAFICA,   AEROFOTOGRAFICA,
          AUDIOVISIVA.

     XI - ELEZIONE DI SEI COMPONENTI ESPERTI DEL  COMITATO  REGIONALE
          PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.

    XII - ELEZIONE  DI  TRE  MEMBRI  DEL  COMITATO REGIONALE  PER  LA
          PROGRAMMAZIONE  SPORTIVA  SCELTI  TRA  I   COMPONENTI   DEI
          CONSIGLI PROVINCIALI SCOLASTICI.

   XIII - ELEZIONE DI CINQUE COMPONENTI DELLA CONSULTA  REGIONALE PER
          LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.

    XIV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI PALERMO.

     XV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI CATANIA.

    XVI - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE  NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.

   XVII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE  NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI CATANIA.

  XVIII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE  NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI MESSINA.

    XIX - ELEZIONE   DI  UN   COMPONENTE   DEL   COMITATO   DIRETTIVO
          DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.

     XX - ELEZIONE   DI  TRE  COMPONENTI  DEL   CONSIGLIO   DIRETTIVO
          DELL'ISTITUTO  REGIONALE  DI  RICERCA,   SPERIMENTAZIONE  E
          AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.

    La seduta è tolta alle ore 23.20.

    (Licenziato dal Servizio Resoconti  alle ore 2.00 di venerdì 12
     luglio 2002)