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Resoconto d'Aula della Seduta n. 7 di mercoledì 08 agosto 2001
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     PRESIDENTE. Comunico  che  è  stato presentato dagli onorevoli
  Raiti, Lo Monte,  D'Antoni,  Ferro e Morinello l'orine del giorno
  numero 2:  "Dimezzamento  delle indennità spettanti ai componenti
  dell'Ufficio di  Presidenza".

    Ne do lettura:

                   " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO CHE:

     - la materia oggi in discussione in Aula ha per oggetto la modifica
     del  regolamento  interno  per  permettere   di  far  rappresentare
     all'interno dell'Ufficio di Presidenza tutti  i gruppi parlamentari
     costituiti di diritto ai sensi dell'articolo  23,  secondo comma, e
     in previsione di un allargamento dell'Ufficio stesso.

     TENUTO CONTO:

     - della necessità da parte dei deputati di  dare  un giusto segnale
     ai cittadini siciliani di parsimonia e  di contenimento delle spese
     di gestione parlamentare

                                 IMPEGNA

                IL PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     - a porre in essere in tempi rapidi  i  provvedimenti necessari per
     ridurre  del  50 per cento le  indennità  spettanti  ai  componenti
     dell'Ufficio di Presidenza dell'Assemblea."

                                       RAITI-LO MONTE-D'ANTONI-
                                       FERRO-MORINELLO

     LIOTTA. Signor  Presidente,  chiedo  di  apporre  la mia firma
  all'ordine del giorno numero 2, testè annunziato.

     PRESIDENTE.L'Assemblea  ne  prende  atto.
       Onorevoli  colleghi,  inviterei  i presentatori dell' ordine
  del giorno a  ritirarlo,  in quanto anche in questo caso siamo in
  un campo  assai  delicato  dove  l'introduzione, così  minimale e
  parziale, di una  misura  di  riduzione  della  spesa  non appare
  coerente con un progetto più globale e di carattere più generale.
       Naturalmente non  ho  alcuna obiezione a porlo in votazione,
  ma procedere sulla  linea del ritiro mi sembrerebbe più opportuno
  perché  una materia  così  gravosa  di conseguenze non può essere
  liquidata ai margini  di un dibattito che sta per concludersi con
  un voto su tutt'altra materia.
       Se  nessuno chiede  di  parlare  e  i  presentatori  non  lo
  ritirano, lo pongo in votazione.

     SPEZIALE.  Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per  scrutinio
  nominale.

     TRICOLI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TRICOLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dico subito di
  non  essere   ancora   intervenuto   in   questo   dibattito  che
  obiettivamente,  al   di   la   di  considerazioni  personali,  é
  squisitamente di ordine politico, in quanto attiene all'ingresso,
  all'interno  dell'Ufficio  di  Presidenza,  e  quindi  del  luogo
  deputato  a   prendere   le   decisioni   in   ordine  alla  vita
  dell'Assemblea.
       Dicevo che non  ho  preso  la  parola  fino ad ora perchè si
  trattava di  un  argomento  squisitamente politico che atteneva -
  non dico ad  una  schermaglia  -  ma  ad un duello sottile.
       Certe volte forse  non  è  neppure stato colto dagli attenti
  giornalisti che  hanno relazionato sulla materia che il dibattito
  tra   maggioranza   ed   opposizione,  il  dibattito  all'interno
  dell'opposizione,  ed   anche  quello  in  alcune  frange  ancora
  piuttosto   indefinite   della   maggioranza   ha  avuto  diverse
  sfaccettature.
       E dunque ho  ritenuto  di  non  dovere intervenire perchè si
  trattava di un argomento meglio e più opportunamente trattato dai
  Presidenti dei gruppi  parlamentari  e da coloro i quali comunque
  devono essere attenti  a  che  il  bilancino  della  politica sia
  sempre in pareggio.
       Ma  quando  c'è  una  proposta  così  demagogica  che  ha un
  obiettivo  francamente  risibile  e che ovviamente non può essere
  compreso  e  si  chiede su questo l'appello nominale non mi posso
  sottrarre dal fare alcune considerazioni.
       La prima  considerazione  è  che  il  bilancio della Regione
  siciliana è di  oltre  trentamila  miliardi,  che  le  spese  per
  contributi ad  enti  vari  all'interno  della  Regione  siciliana
  supera le centinaia e centinaia di miliardi, che ci sono soggetti
  che hanno prebende  di centinaia e centinaia di milioni che sono,
  non soltanto al  di  fuori  della Regione, ma addirittura società
  private  fatte   da   enti  controllati  dalla  Regione,  ai  cui
  amministratori riconosciamo indennità di centinaia di milioni.
       Quindi non soltanto non fanno parte del mondo della Regione,
  non  soltanto  fanno  parte del settore pubblico allargato, fanno
  addirittura  parte  di  società  private  satelliti  del  settore
  pubblico allargato.
       E su questo  argomento  oggi  noi  non possiamo aprire alcun
  dibattito  perchè   siamo   inchiodati  da  una  discussione  che
  francamente  sull'indennità  e  sulla  macchina  dell'ufficio  di
  Presidenza fa  veramente  ridere.
       Allora, non  soltanto  voto  contro quest'ordine del giorno,
  perché  è un  ordine  del  giorno  demagogico, voterò a favore di
  quei  provvedimenti  legislativi  che  dimezzeranno  le indennità
  spettanti  a  queste  centinaia,  migliaia,  voglio  dire,  forze
  azzardando,  decine  di  migliaia, di  micro  amministratori  che
  direttamente  o  indirettamente  percepiscono  indennità da parte
  della Regione siciliana, o, comunque, sono a carico della Regione
  siciliana.
       Questo sarà un dibattito,  mi  auguro, che il Governo aprirà
  in sede di approvazione  della legge finanziaria, non mi si venga
  a  dire che i  problemi  della  Regione  siciliana  sono  le  tre
  macchine  dei  tre  eventuali  nuovi  segretari  dell'Ufficio  di
  Presidenza; non è questo l'argomento
       Qui oggi noi parliamo della democrazia e delle regole di una
  democrazia che  deve  essere  sostanziata anche in considerazione
  del fatto che  oggi  c'è  l'elezione diretta del Presidente della
  Regione,  c'è  una  Giunta  che  teoricamente  può  essere  tutta
  esterna, ci sono dei parlamentari eletti dal popolo a cui bisogna
  riconoscere una funzione  e  la funzione è quella legislativa che
  deve essere organizzata  in  modo  coerente  con i principi della
  democrazia.
       L'Ufficio di  Presidenza  è  il  cuore di questa democrazia,
  perchè è il cuore dell'Assemblea regionale siciliana. Ecco perchè
  voterò contro  quest'ordine  del giorno che certamente fa credere
  ai siciliani che  qua  si  risolvono  già  i problemi della spesa
  della Regione,  invece  stiamo  parlando  di  una  cosa veramente
  banale che non  può  essere oggetto di un dibattito politico così
  ampio e così interminabile.

     BARBAGALLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, preannuncio
  il mio voto  favorevole,  non  tanto  per  la praticabilità della
  proposta, sulla quale  ho  qualche  dubbio,  dato  che  il nostro
  Consiglio di Presidenza  è  equiparato al Senato e non so se tale
  equiparazione possiamo  considerarla in maniera parziale di volta
  in volta secondo aspetti particolari.
       Voto a favore però perchè  pone  un  problema reale che è il
  quello di una  politica  di rigore, di una politica che cerca  di
  introdurre elementi  di  austerità anche nella Regione siciliana,
  che non riguarda solo l'Ufficio di Presidenza, riguarda una serie
  di spese non  sempre  rigorose  sul  piano  della  produttività e
  quindi introduce un tema a noi caro.
       Qui non si tratta di fare demagogia o moralismo. Ma è chiaro
  che noi ci dobbiamo porre il problema del risanamento finanziario
  e  non  ce lo possiamo porre a partire sempre dagli altri.
       C'è un momento  nel  quale  anche i deputati devono avere un
  attimo  di  riflessione  rispetto  ad  organismi  nei  quali sono
  presenti.
       Quindi  mi  pare  che  l'ordine  del  giorno, al  di  là del
  risultato finale (positivo o negativo) e una valutazione tecnica,
  che a me pare di dubbia legittimità, ponga un problema;  ma io mi
  auguro che in  altre  occasioni  ci sia la possibilità di fare un
  ragionamento sugli sprechi, sugli stipendi alti e su tutto quello
  che  riguarda   una   politica   della  spesa  veramente  oculata
  nell'ambito della Regione.

     TUMINO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TUMINO. Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi  io  voterò a
  favore di questa proposta e vorrei chiedere all'onorevole Tricoli
  e all'Assemblea  di  esprimere  voti  affinchè  il problema della
  revisione delle tariffe,  della  revisione degli oneri e di tutto
  quanto rappresenti  gli  sprechi (di cui l'onorevole Tricoli pare
  molto informato) trovi un impegno precisa da parte dell'Assemblea
  e venga trattata in modo analitico nelle prossime sedute. Grazie.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, nel corso
  del dibattito  sull'ampliamento  del  Consiglio di Presidenza noi
  abbiamo  più   volte   dichiarato,   sia  io  ,  sia  l'onorevole
  Capodicasa, sia altri colleghi parlamentari che sono intervenuti,
  che per noi  il  problema  dell'ampliamento non si commisurava ad
  una questione di costi o di ordine morale.
       E'  stato   dimostrato   che   c'era   un'   esigenza  della
  maggioranza.  La maggioranza  ha imposto un percorso, ha voluto a
  tutti i  costi  ampliare  senza  avere  rispetto del Regolamento,
  perchè avrebbe  potuto  comunque  tenere conto delle esigenze dei
  gruppi regolarmente costituitisi alla formazione del Consiglio di
  Presidenza, non ha  voluto esperire questo tentativo e sulla base
  di  una  forzatura,   che   è  legata  a  problemi  interni  alla
  maggioranza, ha determinato un voto.
       Questo  ha assunto nel nostro dibattito caratteri e risvolti
  relativamente ai costi del Consiglio di Presidenza.
       Noi stessi,  come  gruppo, abbiamo presentato un emendamento
  che doveva contenere  il  più possibile la spesa del Consiglio di
  Presidenza.
       Ora io  stasera ho sentito rilevare, da parte dell'onorevole
  Tricoli, un'  esigenza  che,  secondo me, è avvistata dall'intero
  Parlamento ed in  tal senso inviterei l'onorevole Tricoli a farne
  oggetto di un  ordine  del  giorno di orientamento della politica
  del Governo.
       A tal riguardo, mi   sarei  augurato  che  il  Governo fosse
  venuto in Aula,  in  quanto le cose dette dall'onorevole Tricoli,
  che  condivido  perfettamente,  debbono  essere  un  elemento  di
  orientamento del  Governo,  il quale, in occasione della prossima
  finanziaria deve  portare  a conoscenza dell'Aula quella gamma di
  settori che hanno contributi da parte della Regione per centinaia
  e centinaia di milioni e per qualche miliardo di lire.
       Voglio  ricordare  che  noi  abbiamo  tentato  di  fare  una
  politica di rigore,  di  contenere il più possibile la spesa, che
  abbiamo   introdotto  nel  corso  della  precedente  legislatura,
  durante il governo Capodicasa, con legge finanziaria l'obbligo di
  contenere le  spese, evitare che le leggi finanziarie assumessero
  il carattere di  ampliamento  della  spesa, per la prima volta in
  quella occasione si  fece una legge di contenimento della spesa e
  di nuove entrate, per la prima volta
       Mi  auguro  che  anche  il nuovo governo possa andare avanti
  su questa linea  tracciata  dall'Aula.
       Convengo dunque  sulla  necessità  che  ci  sia una assoluta
  politica di rigore.
       Per  queste ragioni noi pensiamo di dover partire intanto da
  noi ed è il  motivo per cui la politica di rigore che tentiamo di
  applicare ad altri pensiamo che stasera, attraverso questo ordine
  del giorno,  possa  intanto  cominciare  ad  essere  applicata al
  Consiglio di Presidenza.
       Voteremo pertanto  a favore dell'ordine del giorno.

     ACIERNO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ACIERNO. Signor  Presidente, onorevoli colleghi, credo che sia
  un peccato che  alla fine di una giornata così proficua di lavoro
  ci si debba  trovare  davanti ad un ordine del giorno che rischia
  di vanificare quello  che  si è fatto nelle ultime due settimane.
       Credo che si  sia  voluto  dare  un  segnale di alto profilo
  politico da parte  di  un'Assemblea  che per la prima volta viene
  eletta con un nuovo sistema elettorale, dove c'è una maggioranza,
  stabilita dalla legge elettorale, e una minoranza.
       Credo che  questa maggioranza, con le riforme regolamentari,
  rappresenti l'inizio di  un  cammino  già  intrapreso e che dovrà
  riguardare   necessariamente   una  globale  riforma  del  nostro
  Regolamento.
       L'assunzione   d'impegno   rispetto   alle   richieste   del
  Presidente nel merito  di alcuni emendamenti dei quali ha chiesto
  il ritiro per evitare che venissero bocciati dall'Aula e, quindi,
  creassero  un   precedente - e   mi   riferisco,   per   esempio,
  all'emendamento  dell'onorevole  Orlando  che, giustamente, vuole
  istituire una figura  politica  di relatore di minoranza,  voglio
  dire, la creazione  dei  Vicepresidenti di minoranza in seno alle
  Commissioni legislative -  io  credo  che oggi, in quest'Aula, la
  maggioranza abbia  dato un'altissima dimostrazione di volere fare
  una sana politica, perché  sana  politica  è anche dare la giusta
  rappresentanza a  tutti:  maggioranza e minoranza.
       Infine arriva  quest'ordine del giorno che è pura demagogia.
  Propongo ai presentatori  una  aggiunta:  non solo ridurre del 50
  per cento le spese delle indennità dei componenti dell'Ufficio di
  Presidenza a favore  di  quei  cittadini  siciliani  ai  quali si
  rivolgono nel testo  di  questo ordine del giorno, ma che abbiano
  il coraggio di  cedere  la  loro  intera indennità parlamentare a
  favore dei siciliani  bisognosi
       Questo sarebbe da  parte  loro  un  segno  alto  e nobile ma
  aggiungo di più.  Non  capisco  perché  hanno  voluto proporre la
  riduzione  del   50   per  cento  dell'indennità  dei  componenti
  dell'Ufficio di  Presidenza  e non dei componenti dell'Ufficio di
  Presidenza delle  Commissioni,  perché  no?  Perché  non  ridurre
  del 50 per  cento  tutte le indennità di quest'Assemblea?
       Perché  sarebbe folle, sarebbe demagogico e quello che diamo
  all'esterno di quest'Aula  alla  fine  è  la  sensazione  che noi
  veniamo qui a rubare  i  soldi dei siciliani
       Io non mi  presto  a  questa  demagogia.  Io  non  mi presto
  facendo in maniera  seria  il  mio lavoro di deputato regionale e
  vorrei invitare  tutti  i  90  deputati, fuori dagli schieramenti
  politici, ad  assumersi  la  responsabilità di rappresentanti del
  popolo  siciliano   e   non   di  mistificatori  della  più  alta
  istituzione politica  della  nostra  Regione.
       Domani vedremo  i  giornali siciliani parlare solo di questa
  sciocchezza  Perché  questa  è  una  sciocchezza  rispetto a temi
  politici molto  più  importanti che hanno impegnato, nelle ultime
  settimane, i lavori di quest'Assemblea.
       A  me  dispiace  che  un  gruppo  giovane,  come  quello  di
  Democrazia Europea,  si  presenti, come primo atto ufficiale, con
  un atto di pura demagogia che non crea consenso.
       La gente,  ormai,  ha  imparato a distinguere le chiacchiere
  dai  fatti.  E  lo  ha  dimostrato  negli  ultimi  mesi.  Allora,
  ritorniamo  con  i  piedi  per  terra.  Cerchiamo  di  impegnarci
  seriamente per la Sicilia, per giustificare gli emolumenti che ci
  sono dovuti per  il  lavoro  che  svolgiamo  durante le ore della
  nostra giornata in questo Palazzo.

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, io non so se
  questo dibattito stia dando lustro, onore e dignità al Parlamento
  per i toni con  cui  si  sta  trascinando  e  anche per una norma
  regolamentare.
       Il dibattito  sull'ordine del giorno è finito, a noi compete
  solo di motivare il  voto,  non  più  di entrare nei meriti e nei
  demeriti degli altri.
       Io posso comprendere che un gruppo composito, quale è quello
  di Democrazia Europea, che poi è diventato qualcosa di diverso in
  quanto assomma altri due componenti, debba tenere conto di spinte
  e contro spinte  che possono avere anche il sapore demagogico, ma
  questo non serve alla maggioranza per sottolineature così gravi e
  forti.
       Io credo che  una  maggioranza  che volesse far diventare il
  dibattito il meno  cruento possibile, perchè non serve a nessuno,
  poteva benissimo  astenersi  dal  fare  una dichiarazione di voto
  dopo  l'intervento  pregevole  dell'onorevole  Tricoli  che aveva
  riassunto una posizione obiettivamente valida, che da il senso di
  un voto  favorevole,  che poteva essere assunta dalla maggioranza
  per brevità di termine, perchè abbiamo necessità di andare avanti
  nel rapporto  dei lavori dell'Assemblea, perchè non c'è necessità
  di arrivare per  forza a scontri duri, che debbono essere su ogni
  parola, su ogni  sillaba,  a  dovere  sciorinare  in ogni istante
  tutta la  nostra bravura di essere deputati regionali, nazionali,
  mondiali,  interplanetari.  Siamo  rappresentanti  del  popolo  e
  dobbiamo attenerci scrupolosamente ad un Regolamento.
       Il Regolamento  dice  che  io  posso  venire  qui  in questo
  istante a spiegare solo i motivi per cui voto a favore o contro e
  poi chiudo il  dibattito,  non  lo  riapro.
       Questo  significa  volerci  parlare  addosso  e  non  volere
  concludere seriamente e  serenamente  i compiti e i doveri che ha
  questa Assemblea, che  sono  quelli  di votare questa proposta di
  modifica,  di  dare  corso  immediatamente  alla  riunione  delle
  Commissioni,  per   mantenere   un   impegno  categorico  che  le
  Commissioni diventino  subito  attuali a dare risposte adeguate a
  fatti istituzionali.
       Dobbiamo  completare  le  Commissioni  questa  sera,  signor
  Presidente  Ecco  la  richiesta: che lei autorizzi le Commissioni
  dopo  che  la   modifica   è  votata,  riunirsi  per  eleggere  i
  Vicepresidenti e chiudere il discorso delle Commissioni.
       Che ci  sia  una breve sospensione per comprendere se c'è la
  possibilità - e io  penso  che  ci possa pur essere - di andare a
  votare per i  Segretari  da  aggiungere,  se  questo decidesse la
  Conferenza  dei   Capigruppo,   e  di  chiudere  l'Assemblea  per
  riaprirla in termini  forti  a  settembre  per  lavorare  per  la
  Sicilia e non per i dimezzamenti o gli anti-dimezzamenti
       Perchè la materia  di  quest'ordine  del  giorno  -  ed ecco
  perchè voto contro - può essere trattata in sede di revisione del
  Regolamento; ed allora vedremo se c'è da aggiungere anche cose di
  questo genere.
       Io mi  rendo  conto  che  hi ha presentato questo ordine del
  giorno voleva  un  voto  no,  perchè sanno che è così.
       La grande battaglia  dunque  la  fanno  per dire che ci sono
  anche loro;  consentiamogli  quindi  di  stare  anche  loro  qui,
  votiamo no, saranno  nel  Consiglio  di  Presidenza  e avranno le
  spettanze al loro completo come è detto da un Regolamento e da un
  ordinamento.
       Per cui la  invito,  signor Presidente, a porre in votazione
  definitivamente l'ordine del giorno ed a  passare alla votazione
  definitiva del disegno di legge.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Crisafulli. Ne
  ha facoltà.

     CRISAFULLI.  Signor  Presidente,  ho  chiesto  la  parola  nel
  tentativo  di ricondurre il dibattito all'essenza delle questioni
  vere che dobbiamo deliberare.
       Presumo  che l'ordine  del  giorno  di  Democrazia  Europea,
  condiviso da tanti altri, più  che  avere un valore pregnante, ha
  solo un valore simbolico - politico.
       Pertanto  mi  permetto  di  richiamare  sia  l'Aula  che  il
  Presidente al fatto che non possiamo farci trascinare, da un voto
  d'Aula,  su  questioni  che vanno  molto  al  di  là  degli  atti
  deliberativi  che appartengono  ad  altri  organi  istituzionali,
  tenuto conto, peraltro, che è stato votato in quest'Aula con voto
  contrario un  emendamento  predisposto  dall'onorevole Capodicasa
  che sosteneva che eventuali  ed  ulteriori presenze nel Consiglio
  di Presidenza dovevano essere  fatte senza oneri per l'Assemblea.
  Fra coloro i quali  hanno votato contro quell'emendamento ci sono
  quelli  che hanno proposto  questo  ordine  del  giorno  con  cui
  chiedono la riduzione e  l'abbattimento  del  50  per  cento  per
  l'indennità dell'ufficio di Presidenza.

     FLERES. Quello era alquanto riduttivo.

     CRISAFULLI.  Credo sia doveroso  ricordarci  che  c'è stato un
  intervento nel dibattito che  ha  favorito  poi l'esito finale di
  questa modifica che ha  ricordato  la  demagogia di chi sosteneva
  che allargando l'Ufficio di Presidenza si facevano troppe spese.
       Veda,   onorevole  D'Antoni,  proprio  perché  ho  condiviso
  l'essenza  di  quel  suo   intervento,   oggi   dico  che  quelle
  argomentazioni sono esattamente  condivisibili  per questo ordine
  del giorno. Non ci si  può  richiamare  alla  demagogia su alcune
  questioni e ritenere ora  di  riproporle  in  maniera  diversa su
  altre.
       In quest'Aula  dobbiamo  imparare  ad  avere  più  senso  di
  equilibrio sulle questioni che affrontiamo. O questo sforzo viene
  compiuto dal  Parlamento  siciliano sotto la guida autorevole del
  Presidente dell'Assemblea  o noi corriamo il rischio di creare un
  avvitamento  che porta alla delegittimazione complessiva di tutti
  gli atti che verranno consumati in quest'Aula.
       Bisogna fare un sforzo  per restituire dignità agli atti che
  consumiamo. Per questo mi permetto di  dirvi  che  al di là della
  raccomandazione al risparmio,  chiamiamola  così,  credo  non  si
  debba e non si possa andare; altrimenti si corre il rischio di un
  gioco al massacro sulla demagogia che non favorisce questo o quel
  raggruppamento  politico,  ma   delegittima   il   Parlamento   e
  delegittima tutti coloro i quali ne fanno parte.
       Pertanto,  signor  Presidente,  se  si dovesse procedere non
  voterò  per  quell'ordine  del giorno, voterò contro quell'ordine
  del giorno, perché  ritengo  debba  essere ripristinato uno stile
  per il quale siamo tutti chiamati a dare il nostro contributo.

     PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole D'Antoni. Ne ha
  facoltà.

     D'ANTONI.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   la
  discussione che  ha  animato le modifiche al Regolamento ha avuto
  anche come  punto  della  discussione  stessa  la questione delle
  spese  dell'Ufficio  di  Presidenza,  oggetto  anche di dibattiti
  pubblici e di articoli su giornali.
       Ecco perché  da  parte nostra che abbiamo posto la questione
  della  presenza  nell'Ufficio  di  Presidenza  e facendoci carico
  dell'esigenza   che   tutto  questo  non  gravasse  sul  bilancio
  dell'Assemblea  e  non  fosse   uno   sperpero   di  risorse  per
  l'Assemblea  stessa  a  danno   dei   siciliani,  noi   ci  siamo
  preoccupati, senza demagogia,  che  l'allargamento non procurasse
  un aumento delle spese.  Il  senso  di  quest'ordine del giorno è
  solo questo, quindi non c'è da parte nostra alcuna demagogia;  ho
  sentito qui prediche che,  francamente,  si possono risparmiare a
  me  e  a  questa Assemblea.  Quello  che  è  inaccettabile  è  il
  moralismo, da qualunque parte  venga,  quello che è accettabile è
  il comportamento morale,  serio.  Siccome  l'allargamento  era  e
  resta un'esigenza politica e  non  poteva  essere accompagnato da
  strumentalizzazioni demagogiche, quelle  sì,  sulle spese, noi ci
  siamo  preoccupati  di porre  questa  Assemblea  di  fronte  alle
  responsabilità. E la provocazione dell'ordine del giorno nasce da
  questo.
       Ora, se l'Ufficio di Presidenza, e in particolare Lei Signor
  Presidente   nella   sua   qualità,   si   impegna   a  discutere
  dell'argomento   nell'Ufficio   di  Presidenza  per  trovare  una
  soluzione  equilibrata  che  non faccia apparire ai siciliani che
  l'allargamento  dell'Ufficio  di  Presidenza  corrisponde  ad  un
  aggravio di spese a  danno  dei  siciliani  stessi,  noi possiamo
  ritirare l'ordine del giorno  e  non  provocare  questo dibattito
  che,  per quel che ci  riguarda,  aveva  solo  questo  scopo.
       Considerato che ci preoccupiamo  di tutto questo, se Lei per
  la sua funzione  assume questo  impegno, per quel che ci riguarda
  l'obiettivo era questo.  Altro  il  tema,  che  ho  sentito anche
  nella maggioranza, di una volontà  di mettere mano a tutta quanta
  la materia della moralizzazione;  noi  siamo pronti ad affrontare
  questo tema con grande serietà e  grande  rispetto  per tutti e a
  dare esempi. Il vero problema  sta nei comportamenti e la serietà
  di far corrispondere alle  parole  i fatti, cioè i comportamenti.
  Ecco perché  Le chiedo,  signor Presidente, questo impegno. Se ci
  sarà, noi ritireremo l'ordine del  giorno, che a quel punto varrà
  come raccomandazione.

     PRESIDENTE.  L'Assemblea prende  atto  che l'ordine del giorno
  viene ritirato previo il  mio  impegno  di  trattare  l'argomento
  nella sede opportuna.
       Tuttavia devo precisare che  la  cosa  non  potrà riguardare
  solo la parte espressamente  indicata  nell'ordine  del giorno ma
  tutto  l'insieme  di   quello   che   l'onorevole  Crisafulli  ha
  giustamente definito il "richiamo al risparmio".  Abbiamo bisogno
  di risparmiare e troveremo  la  possibilità,  a  costo  zero,  di
  operare i tagli sufficienti  per  pagare  gli  effetti  di questa
  riforma.
       Pongo in votazione la  delega  per  il coordinamento formale
  del Documento.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

       Ricordo  che  per   l'approvazione   delle   modifiche   del
  Regolamento  occorre  la   maggioranza   assoluta   dei  deputati
  assegnati all'Assemblea.


     VOTAZIONE FINALE DELLE PROPOSTE DI MODIFICA DEL REGOLAMENTO
             DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA (DOC. 1)

       PRESIDENTE. Si passa  alla  votazione  finale  per scrutinio
  nominale  delle proposte  di  modifica  del  Regolamento  interno
  dell'Assemblea  Regionale Siciliana  (DOC.  1),  concernenti  gli
  articoli 4 e 31.
       Dichiaro aperta la votazione.
       Chiarisco il significato  del  voto:  chi è favorevole preme
  il pulsante verde;  chi è contrario preme il pulsante rosso;  chi
  si astiene preme il pulsante bianco.

                      (Si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                         RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione per scrutinio
  nominale:

                     Presenti e votanti     65
                     Maggioranza            46
                     Favorevoli             51
                     Contrari               14

                      (L'Assemblea approva)

     SPEZIALE. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2
  del Regolamento interno.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


     SPEZIALE. Onorevoli  colleghi, voglio sollevare una questione,
  che  ritengo  molto   delicata,   che  attiene  ai  rapporti  tra
  l'Esecutivo e  gli  organi  di  rappresentanza  periferici  della
  Regione.
       Qualche giorno fa  all'ASI  di  Caltagirone  si  è proceduto
  all'elezione del nuovo  presidente in modo autonomo, dopo accordi
  fra i partiti  su  fronti  diversi,  ed è stato eletto presidente
  dell'ASI il signor Barone.
       Immediatamente   l'Assessore   per   l'industria   ha  fatto
  pervenire un fax  alla  direzione dell'ASI di Caltagirone, di cui
  io ho copia, nel  quale  si  chiede  come  si  è  proceduto  alla
  votazione  in modo  da  venire  a  conoscenza  dei  meccanismi  e
  attivando,  in   tal  modo,  un'azione  ispettiva  nei  confronti
  dell'autonoma decisione  dell'ASI  di  Caltagirone  -  fatto  che
  presenta  un carattere di una gravità senza precedenti.
       Io non vorrei  che  si  utilizzi l'Esecutivo per decidere di
  modificare autonome  volontà  espresse liberamente da parte degli
  organi periferici  della  Regione, perchè questo costituirebbe un
  fatto grave.
       Invito, pertanto - in questo caso - il Vice Presidente della
  Regione a porre  in  essere  tutti  gli  atti  per  impedire  che
  l'Assessore all'industria  prosegua  in  questo comportamento; mi
  dispiace che non  è  presente  l'Assessore  all'industria,  io mi
  auguro che in  tutte le prossime occasioni, signor Presidente, il
  Governo ogni qualvolta  venga  convocata  l'Aula  sia presente in
  modo tale che  noi  possiamo  rapportarci, per queste e per altre
  questioni, con l'esecutivo.
       Per cui chiedo, espressamente, che il Governo intervenga per
  revocare  l'orientamento  assunto  da  parte  dell'Assessore  per
  l'industria.

     CASTIGLIONE, Vice Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CASTIGLIONE, Vice Presidente della Regione. Signor Presidente,
  mi scuso per l'assenza  dell'Assessore  per  l'industria.  Ma non
  era in discussione alcun argomento che riguardava la sua materia.
       Il Governo  rassicura  senz'altro  l'onorevole  Speziale che
  nessuna  altro  atto  di  prevaricazione  da  parte  del  Governo
  regionale  ci sarà nei  confronti  di  un  voto  democraticamente
  espresso in seno  all'assemblea  dell'ASI di Caltagirone. Impegno
  formalmente il Governo e  quindi  informerò  anche  il Presidente
  della Regione e l'assessore  per  l'industria  che  la regolarità
  delle votazioni - così  come  riferito  dall'onorevole Speziale -
  possa  essere senz'altro affermata  e  non  travisata  e  che  il
  Governo non eserciterà nessuna pressione. Su questo penso che non
  ci siano argomenti e non ci siano dubbi.
       Noi possiamo rassicurare senz'altro l'onorevole Speziale che
  quanto da lui affermato  non  corrisponde  al  vero  che l'azione
  esercitata dall'assessore era  solo  un'azione  di informazione e
  che sarà rispettato il voto dell'assemblea generale dell'ASI.

     PRESIDENTE.  Onorevoli   colleghi,  autorizzo  le  Commissioni
  legislative   a   riunirsi   per   procedere   al   completamento
  dell'elezione degli Uffici di Presidenza.
       Sospendo  la  seduta   per  consentire  una  riunione  della
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, avvertendo che
  riprenderà a conclusione della stessa.

     (La seduta, sospesa alle ore 21.46, è ripresa alle ore 22.25)

       La seduta è ripresa.


       Onorevoli   colleghi,   dichiaro   chiusa   la   I  sessione
  dell'Assemblea.
       Gli onorevoli deputati saranno convocati a domicilio.

    La seduta è tolta alle ore 22.26