PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dagli onorevoli
Raiti, Lo Monte, D'Antoni, Ferro e Morinello l'orine del giorno
numero 2: "Dimezzamento delle indennità spettanti ai componenti
dell'Ufficio di Presidenza".
Ne do lettura:
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE:
- la materia oggi in discussione in Aula ha per oggetto la modifica
del regolamento interno per permettere di far rappresentare
all'interno dell'Ufficio di Presidenza tutti i gruppi parlamentari
costituiti di diritto ai sensi dell'articolo 23, secondo comma, e
in previsione di un allargamento dell'Ufficio stesso.
TENUTO CONTO:
- della necessità da parte dei deputati di dare un giusto segnale
ai cittadini siciliani di parsimonia e di contenimento delle spese
di gestione parlamentare
IMPEGNA
IL PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
- a porre in essere in tempi rapidi i provvedimenti necessari per
ridurre del 50 per cento le indennità spettanti ai componenti
dell'Ufficio di Presidenza dell'Assemblea."
RAITI-LO MONTE-D'ANTONI-
FERRO-MORINELLO
LIOTTA. Signor Presidente, chiedo di apporre la mia firma
all'ordine del giorno numero 2, testè annunziato.
PRESIDENTE.L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, inviterei i presentatori dell' ordine
del giorno a ritirarlo, in quanto anche in questo caso siamo in
un campo assai delicato dove l'introduzione, così minimale e
parziale, di una misura di riduzione della spesa non appare
coerente con un progetto più globale e di carattere più generale.
Naturalmente non ho alcuna obiezione a porlo in votazione,
ma procedere sulla linea del ritiro mi sembrerebbe più opportuno
perché una materia così gravosa di conseguenze non può essere
liquidata ai margini di un dibattito che sta per concludersi con
un voto su tutt'altra materia.
Se nessuno chiede di parlare e i presentatori non lo
ritirano, lo pongo in votazione.
SPEZIALE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
TRICOLI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRICOLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dico subito di
non essere ancora intervenuto in questo dibattito che
obiettivamente, al di la di considerazioni personali, é
squisitamente di ordine politico, in quanto attiene all'ingresso,
all'interno dell'Ufficio di Presidenza, e quindi del luogo
deputato a prendere le decisioni in ordine alla vita
dell'Assemblea.
Dicevo che non ho preso la parola fino ad ora perchè si
trattava di un argomento squisitamente politico che atteneva -
non dico ad una schermaglia - ma ad un duello sottile.
Certe volte forse non è neppure stato colto dagli attenti
giornalisti che hanno relazionato sulla materia che il dibattito
tra maggioranza ed opposizione, il dibattito all'interno
dell'opposizione, ed anche quello in alcune frange ancora
piuttosto indefinite della maggioranza ha avuto diverse
sfaccettature.
E dunque ho ritenuto di non dovere intervenire perchè si
trattava di un argomento meglio e più opportunamente trattato dai
Presidenti dei gruppi parlamentari e da coloro i quali comunque
devono essere attenti a che il bilancino della politica sia
sempre in pareggio.
Ma quando c'è una proposta così demagogica che ha un
obiettivo francamente risibile e che ovviamente non può essere
compreso e si chiede su questo l'appello nominale non mi posso
sottrarre dal fare alcune considerazioni.
La prima considerazione è che il bilancio della Regione
siciliana è di oltre trentamila miliardi, che le spese per
contributi ad enti vari all'interno della Regione siciliana
supera le centinaia e centinaia di miliardi, che ci sono soggetti
che hanno prebende di centinaia e centinaia di milioni che sono,
non soltanto al di fuori della Regione, ma addirittura società
private fatte da enti controllati dalla Regione, ai cui
amministratori riconosciamo indennità di centinaia di milioni.
Quindi non soltanto non fanno parte del mondo della Regione,
non soltanto fanno parte del settore pubblico allargato, fanno
addirittura parte di società private satelliti del settore
pubblico allargato.
E su questo argomento oggi noi non possiamo aprire alcun
dibattito perchè siamo inchiodati da una discussione che
francamente sull'indennità e sulla macchina dell'ufficio di
Presidenza fa veramente ridere.
Allora, non soltanto voto contro quest'ordine del giorno,
perché è un ordine del giorno demagogico, voterò a favore di
quei provvedimenti legislativi che dimezzeranno le indennità
spettanti a queste centinaia, migliaia, voglio dire, forze
azzardando, decine di migliaia, di micro amministratori che
direttamente o indirettamente percepiscono indennità da parte
della Regione siciliana, o, comunque, sono a carico della Regione
siciliana.
Questo sarà un dibattito, mi auguro, che il Governo aprirà
in sede di approvazione della legge finanziaria, non mi si venga
a dire che i problemi della Regione siciliana sono le tre
macchine dei tre eventuali nuovi segretari dell'Ufficio di
Presidenza; non è questo l'argomento
Qui oggi noi parliamo della democrazia e delle regole di una
democrazia che deve essere sostanziata anche in considerazione
del fatto che oggi c'è l'elezione diretta del Presidente della
Regione, c'è una Giunta che teoricamente può essere tutta
esterna, ci sono dei parlamentari eletti dal popolo a cui bisogna
riconoscere una funzione e la funzione è quella legislativa che
deve essere organizzata in modo coerente con i principi della
democrazia.
L'Ufficio di Presidenza è il cuore di questa democrazia,
perchè è il cuore dell'Assemblea regionale siciliana. Ecco perchè
voterò contro quest'ordine del giorno che certamente fa credere
ai siciliani che qua si risolvono già i problemi della spesa
della Regione, invece stiamo parlando di una cosa veramente
banale che non può essere oggetto di un dibattito politico così
ampio e così interminabile.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, preannuncio
il mio voto favorevole, non tanto per la praticabilità della
proposta, sulla quale ho qualche dubbio, dato che il nostro
Consiglio di Presidenza è equiparato al Senato e non so se tale
equiparazione possiamo considerarla in maniera parziale di volta
in volta secondo aspetti particolari.
Voto a favore però perchè pone un problema reale che è il
quello di una politica di rigore, di una politica che cerca di
introdurre elementi di austerità anche nella Regione siciliana,
che non riguarda solo l'Ufficio di Presidenza, riguarda una serie
di spese non sempre rigorose sul piano della produttività e
quindi introduce un tema a noi caro.
Qui non si tratta di fare demagogia o moralismo. Ma è chiaro
che noi ci dobbiamo porre il problema del risanamento finanziario
e non ce lo possiamo porre a partire sempre dagli altri.
C'è un momento nel quale anche i deputati devono avere un
attimo di riflessione rispetto ad organismi nei quali sono
presenti.
Quindi mi pare che l'ordine del giorno, al di là del
risultato finale (positivo o negativo) e una valutazione tecnica,
che a me pare di dubbia legittimità, ponga un problema; ma io mi
auguro che in altre occasioni ci sia la possibilità di fare un
ragionamento sugli sprechi, sugli stipendi alti e su tutto quello
che riguarda una politica della spesa veramente oculata
nell'ambito della Regione.
TUMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TUMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi io voterò a
favore di questa proposta e vorrei chiedere all'onorevole Tricoli
e all'Assemblea di esprimere voti affinchè il problema della
revisione delle tariffe, della revisione degli oneri e di tutto
quanto rappresenti gli sprechi (di cui l'onorevole Tricoli pare
molto informato) trovi un impegno precisa da parte dell'Assemblea
e venga trattata in modo analitico nelle prossime sedute. Grazie.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel corso
del dibattito sull'ampliamento del Consiglio di Presidenza noi
abbiamo più volte dichiarato, sia io , sia l'onorevole
Capodicasa, sia altri colleghi parlamentari che sono intervenuti,
che per noi il problema dell'ampliamento non si commisurava ad
una questione di costi o di ordine morale.
E' stato dimostrato che c'era un' esigenza della
maggioranza. La maggioranza ha imposto un percorso, ha voluto a
tutti i costi ampliare senza avere rispetto del Regolamento,
perchè avrebbe potuto comunque tenere conto delle esigenze dei
gruppi regolarmente costituitisi alla formazione del Consiglio di
Presidenza, non ha voluto esperire questo tentativo e sulla base
di una forzatura, che è legata a problemi interni alla
maggioranza, ha determinato un voto.
Questo ha assunto nel nostro dibattito caratteri e risvolti
relativamente ai costi del Consiglio di Presidenza.
Noi stessi, come gruppo, abbiamo presentato un emendamento
che doveva contenere il più possibile la spesa del Consiglio di
Presidenza.
Ora io stasera ho sentito rilevare, da parte dell'onorevole
Tricoli, un' esigenza che, secondo me, è avvistata dall'intero
Parlamento ed in tal senso inviterei l'onorevole Tricoli a farne
oggetto di un ordine del giorno di orientamento della politica
del Governo.
A tal riguardo, mi sarei augurato che il Governo fosse
venuto in Aula, in quanto le cose dette dall'onorevole Tricoli,
che condivido perfettamente, debbono essere un elemento di
orientamento del Governo, il quale, in occasione della prossima
finanziaria deve portare a conoscenza dell'Aula quella gamma di
settori che hanno contributi da parte della Regione per centinaia
e centinaia di milioni e per qualche miliardo di lire.
Voglio ricordare che noi abbiamo tentato di fare una
politica di rigore, di contenere il più possibile la spesa, che
abbiamo introdotto nel corso della precedente legislatura,
durante il governo Capodicasa, con legge finanziaria l'obbligo di
contenere le spese, evitare che le leggi finanziarie assumessero
il carattere di ampliamento della spesa, per la prima volta in
quella occasione si fece una legge di contenimento della spesa e
di nuove entrate, per la prima volta
Mi auguro che anche il nuovo governo possa andare avanti
su questa linea tracciata dall'Aula.
Convengo dunque sulla necessità che ci sia una assoluta
politica di rigore.
Per queste ragioni noi pensiamo di dover partire intanto da
noi ed è il motivo per cui la politica di rigore che tentiamo di
applicare ad altri pensiamo che stasera, attraverso questo ordine
del giorno, possa intanto cominciare ad essere applicata al
Consiglio di Presidenza.
Voteremo pertanto a favore dell'ordine del giorno.
ACIERNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che sia
un peccato che alla fine di una giornata così proficua di lavoro
ci si debba trovare davanti ad un ordine del giorno che rischia
di vanificare quello che si è fatto nelle ultime due settimane.
Credo che si sia voluto dare un segnale di alto profilo
politico da parte di un'Assemblea che per la prima volta viene
eletta con un nuovo sistema elettorale, dove c'è una maggioranza,
stabilita dalla legge elettorale, e una minoranza.
Credo che questa maggioranza, con le riforme regolamentari,
rappresenti l'inizio di un cammino già intrapreso e che dovrà
riguardare necessariamente una globale riforma del nostro
Regolamento.
L'assunzione d'impegno rispetto alle richieste del
Presidente nel merito di alcuni emendamenti dei quali ha chiesto
il ritiro per evitare che venissero bocciati dall'Aula e, quindi,
creassero un precedente - e mi riferisco, per esempio,
all'emendamento dell'onorevole Orlando che, giustamente, vuole
istituire una figura politica di relatore di minoranza, voglio
dire, la creazione dei Vicepresidenti di minoranza in seno alle
Commissioni legislative - io credo che oggi, in quest'Aula, la
maggioranza abbia dato un'altissima dimostrazione di volere fare
una sana politica, perché sana politica è anche dare la giusta
rappresentanza a tutti: maggioranza e minoranza.
Infine arriva quest'ordine del giorno che è pura demagogia.
Propongo ai presentatori una aggiunta: non solo ridurre del 50
per cento le spese delle indennità dei componenti dell'Ufficio di
Presidenza a favore di quei cittadini siciliani ai quali si
rivolgono nel testo di questo ordine del giorno, ma che abbiano
il coraggio di cedere la loro intera indennità parlamentare a
favore dei siciliani bisognosi
Questo sarebbe da parte loro un segno alto e nobile ma
aggiungo di più. Non capisco perché hanno voluto proporre la
riduzione del 50 per cento dell'indennità dei componenti
dell'Ufficio di Presidenza e non dei componenti dell'Ufficio di
Presidenza delle Commissioni, perché no? Perché non ridurre
del 50 per cento tutte le indennità di quest'Assemblea?
Perché sarebbe folle, sarebbe demagogico e quello che diamo
all'esterno di quest'Aula alla fine è la sensazione che noi
veniamo qui a rubare i soldi dei siciliani
Io non mi presto a questa demagogia. Io non mi presto
facendo in maniera seria il mio lavoro di deputato regionale e
vorrei invitare tutti i 90 deputati, fuori dagli schieramenti
politici, ad assumersi la responsabilità di rappresentanti del
popolo siciliano e non di mistificatori della più alta
istituzione politica della nostra Regione.
Domani vedremo i giornali siciliani parlare solo di questa
sciocchezza Perché questa è una sciocchezza rispetto a temi
politici molto più importanti che hanno impegnato, nelle ultime
settimane, i lavori di quest'Assemblea.
A me dispiace che un gruppo giovane, come quello di
Democrazia Europea, si presenti, come primo atto ufficiale, con
un atto di pura demagogia che non crea consenso.
La gente, ormai, ha imparato a distinguere le chiacchiere
dai fatti. E lo ha dimostrato negli ultimi mesi. Allora,
ritorniamo con i piedi per terra. Cerchiamo di impegnarci
seriamente per la Sicilia, per giustificare gli emolumenti che ci
sono dovuti per il lavoro che svolgiamo durante le ore della
nostra giornata in questo Palazzo.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non so se
questo dibattito stia dando lustro, onore e dignità al Parlamento
per i toni con cui si sta trascinando e anche per una norma
regolamentare.
Il dibattito sull'ordine del giorno è finito, a noi compete
solo di motivare il voto, non più di entrare nei meriti e nei
demeriti degli altri.
Io posso comprendere che un gruppo composito, quale è quello
di Democrazia Europea, che poi è diventato qualcosa di diverso in
quanto assomma altri due componenti, debba tenere conto di spinte
e contro spinte che possono avere anche il sapore demagogico, ma
questo non serve alla maggioranza per sottolineature così gravi e
forti.
Io credo che una maggioranza che volesse far diventare il
dibattito il meno cruento possibile, perchè non serve a nessuno,
poteva benissimo astenersi dal fare una dichiarazione di voto
dopo l'intervento pregevole dell'onorevole Tricoli che aveva
riassunto una posizione obiettivamente valida, che da il senso di
un voto favorevole, che poteva essere assunta dalla maggioranza
per brevità di termine, perchè abbiamo necessità di andare avanti
nel rapporto dei lavori dell'Assemblea, perchè non c'è necessità
di arrivare per forza a scontri duri, che debbono essere su ogni
parola, su ogni sillaba, a dovere sciorinare in ogni istante
tutta la nostra bravura di essere deputati regionali, nazionali,
mondiali, interplanetari. Siamo rappresentanti del popolo e
dobbiamo attenerci scrupolosamente ad un Regolamento.
Il Regolamento dice che io posso venire qui in questo
istante a spiegare solo i motivi per cui voto a favore o contro e
poi chiudo il dibattito, non lo riapro.
Questo significa volerci parlare addosso e non volere
concludere seriamente e serenamente i compiti e i doveri che ha
questa Assemblea, che sono quelli di votare questa proposta di
modifica, di dare corso immediatamente alla riunione delle
Commissioni, per mantenere un impegno categorico che le
Commissioni diventino subito attuali a dare risposte adeguate a
fatti istituzionali.
Dobbiamo completare le Commissioni questa sera, signor
Presidente Ecco la richiesta: che lei autorizzi le Commissioni
dopo che la modifica è votata, riunirsi per eleggere i
Vicepresidenti e chiudere il discorso delle Commissioni.
Che ci sia una breve sospensione per comprendere se c'è la
possibilità - e io penso che ci possa pur essere - di andare a
votare per i Segretari da aggiungere, se questo decidesse la
Conferenza dei Capigruppo, e di chiudere l'Assemblea per
riaprirla in termini forti a settembre per lavorare per la
Sicilia e non per i dimezzamenti o gli anti-dimezzamenti
Perchè la materia di quest'ordine del giorno - ed ecco
perchè voto contro - può essere trattata in sede di revisione del
Regolamento; ed allora vedremo se c'è da aggiungere anche cose di
questo genere.
Io mi rendo conto che hi ha presentato questo ordine del
giorno voleva un voto no, perchè sanno che è così.
La grande battaglia dunque la fanno per dire che ci sono
anche loro; consentiamogli quindi di stare anche loro qui,
votiamo no, saranno nel Consiglio di Presidenza e avranno le
spettanze al loro completo come è detto da un Regolamento e da un
ordinamento.
Per cui la invito, signor Presidente, a porre in votazione
definitivamente l'ordine del giorno ed a passare alla votazione
definitiva del disegno di legge.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Crisafulli. Ne
ha facoltà.
CRISAFULLI. Signor Presidente, ho chiesto la parola nel
tentativo di ricondurre il dibattito all'essenza delle questioni
vere che dobbiamo deliberare.
Presumo che l'ordine del giorno di Democrazia Europea,
condiviso da tanti altri, più che avere un valore pregnante, ha
solo un valore simbolico - politico.
Pertanto mi permetto di richiamare sia l'Aula che il
Presidente al fatto che non possiamo farci trascinare, da un voto
d'Aula, su questioni che vanno molto al di là degli atti
deliberativi che appartengono ad altri organi istituzionali,
tenuto conto, peraltro, che è stato votato in quest'Aula con voto
contrario un emendamento predisposto dall'onorevole Capodicasa
che sosteneva che eventuali ed ulteriori presenze nel Consiglio
di Presidenza dovevano essere fatte senza oneri per l'Assemblea.
Fra coloro i quali hanno votato contro quell'emendamento ci sono
quelli che hanno proposto questo ordine del giorno con cui
chiedono la riduzione e l'abbattimento del 50 per cento per
l'indennità dell'ufficio di Presidenza.
FLERES. Quello era alquanto riduttivo.
CRISAFULLI. Credo sia doveroso ricordarci che c'è stato un
intervento nel dibattito che ha favorito poi l'esito finale di
questa modifica che ha ricordato la demagogia di chi sosteneva
che allargando l'Ufficio di Presidenza si facevano troppe spese.
Veda, onorevole D'Antoni, proprio perché ho condiviso
l'essenza di quel suo intervento, oggi dico che quelle
argomentazioni sono esattamente condivisibili per questo ordine
del giorno. Non ci si può richiamare alla demagogia su alcune
questioni e ritenere ora di riproporle in maniera diversa su
altre.
In quest'Aula dobbiamo imparare ad avere più senso di
equilibrio sulle questioni che affrontiamo. O questo sforzo viene
compiuto dal Parlamento siciliano sotto la guida autorevole del
Presidente dell'Assemblea o noi corriamo il rischio di creare un
avvitamento che porta alla delegittimazione complessiva di tutti
gli atti che verranno consumati in quest'Aula.
Bisogna fare un sforzo per restituire dignità agli atti che
consumiamo. Per questo mi permetto di dirvi che al di là della
raccomandazione al risparmio, chiamiamola così, credo non si
debba e non si possa andare; altrimenti si corre il rischio di un
gioco al massacro sulla demagogia che non favorisce questo o quel
raggruppamento politico, ma delegittima il Parlamento e
delegittima tutti coloro i quali ne fanno parte.
Pertanto, signor Presidente, se si dovesse procedere non
voterò per quell'ordine del giorno, voterò contro quell'ordine
del giorno, perché ritengo debba essere ripristinato uno stile
per il quale siamo tutti chiamati a dare il nostro contributo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole D'Antoni. Ne ha
facoltà.
D'ANTONI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la
discussione che ha animato le modifiche al Regolamento ha avuto
anche come punto della discussione stessa la questione delle
spese dell'Ufficio di Presidenza, oggetto anche di dibattiti
pubblici e di articoli su giornali.
Ecco perché da parte nostra che abbiamo posto la questione
della presenza nell'Ufficio di Presidenza e facendoci carico
dell'esigenza che tutto questo non gravasse sul bilancio
dell'Assemblea e non fosse uno sperpero di risorse per
l'Assemblea stessa a danno dei siciliani, noi ci siamo
preoccupati, senza demagogia, che l'allargamento non procurasse
un aumento delle spese. Il senso di quest'ordine del giorno è
solo questo, quindi non c'è da parte nostra alcuna demagogia; ho
sentito qui prediche che, francamente, si possono risparmiare a
me e a questa Assemblea. Quello che è inaccettabile è il
moralismo, da qualunque parte venga, quello che è accettabile è
il comportamento morale, serio. Siccome l'allargamento era e
resta un'esigenza politica e non poteva essere accompagnato da
strumentalizzazioni demagogiche, quelle sì, sulle spese, noi ci
siamo preoccupati di porre questa Assemblea di fronte alle
responsabilità. E la provocazione dell'ordine del giorno nasce da
questo.
Ora, se l'Ufficio di Presidenza, e in particolare Lei Signor
Presidente nella sua qualità, si impegna a discutere
dell'argomento nell'Ufficio di Presidenza per trovare una
soluzione equilibrata che non faccia apparire ai siciliani che
l'allargamento dell'Ufficio di Presidenza corrisponde ad un
aggravio di spese a danno dei siciliani stessi, noi possiamo
ritirare l'ordine del giorno e non provocare questo dibattito
che, per quel che ci riguarda, aveva solo questo scopo.
Considerato che ci preoccupiamo di tutto questo, se Lei per
la sua funzione assume questo impegno, per quel che ci riguarda
l'obiettivo era questo. Altro il tema, che ho sentito anche
nella maggioranza, di una volontà di mettere mano a tutta quanta
la materia della moralizzazione; noi siamo pronti ad affrontare
questo tema con grande serietà e grande rispetto per tutti e a
dare esempi. Il vero problema sta nei comportamenti e la serietà
di far corrispondere alle parole i fatti, cioè i comportamenti.
Ecco perché Le chiedo, signor Presidente, questo impegno. Se ci
sarà, noi ritireremo l'ordine del giorno, che a quel punto varrà
come raccomandazione.
PRESIDENTE. L'Assemblea prende atto che l'ordine del giorno
viene ritirato previo il mio impegno di trattare l'argomento
nella sede opportuna.
Tuttavia devo precisare che la cosa non potrà riguardare
solo la parte espressamente indicata nell'ordine del giorno ma
tutto l'insieme di quello che l'onorevole Crisafulli ha
giustamente definito il "richiamo al risparmio". Abbiamo bisogno
di risparmiare e troveremo la possibilità, a costo zero, di
operare i tagli sufficienti per pagare gli effetti di questa
riforma.
Pongo in votazione la delega per il coordinamento formale
del Documento.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Ricordo che per l'approvazione delle modifiche del
Regolamento occorre la maggioranza assoluta dei deputati
assegnati all'Assemblea.
VOTAZIONE FINALE DELLE PROPOSTE DI MODIFICA DEL REGOLAMENTO
DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA (DOC. 1)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale delle proposte di modifica del Regolamento interno
dell'Assemblea Regionale Siciliana (DOC. 1), concernenti gli
articoli 4 e 31.
Dichiaro aperta la votazione.
Chiarisco il significato del voto: chi è favorevole preme
il pulsante verde; chi è contrario preme il pulsante rosso; chi
si astiene preme il pulsante bianco.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 65
Maggioranza 46
Favorevoli 51
Contrari 14
(L'Assemblea approva)
SPEZIALE. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Onorevoli colleghi, voglio sollevare una questione,
che ritengo molto delicata, che attiene ai rapporti tra
l'Esecutivo e gli organi di rappresentanza periferici della
Regione.
Qualche giorno fa all'ASI di Caltagirone si è proceduto
all'elezione del nuovo presidente in modo autonomo, dopo accordi
fra i partiti su fronti diversi, ed è stato eletto presidente
dell'ASI il signor Barone.
Immediatamente l'Assessore per l'industria ha fatto
pervenire un fax alla direzione dell'ASI di Caltagirone, di cui
io ho copia, nel quale si chiede come si è proceduto alla
votazione in modo da venire a conoscenza dei meccanismi e
attivando, in tal modo, un'azione ispettiva nei confronti
dell'autonoma decisione dell'ASI di Caltagirone - fatto che
presenta un carattere di una gravità senza precedenti.
Io non vorrei che si utilizzi l'Esecutivo per decidere di
modificare autonome volontà espresse liberamente da parte degli
organi periferici della Regione, perchè questo costituirebbe un
fatto grave.
Invito, pertanto - in questo caso - il Vice Presidente della
Regione a porre in essere tutti gli atti per impedire che
l'Assessore all'industria prosegua in questo comportamento; mi
dispiace che non è presente l'Assessore all'industria, io mi
auguro che in tutte le prossime occasioni, signor Presidente, il
Governo ogni qualvolta venga convocata l'Aula sia presente in
modo tale che noi possiamo rapportarci, per queste e per altre
questioni, con l'esecutivo.
Per cui chiedo, espressamente, che il Governo intervenga per
revocare l'orientamento assunto da parte dell'Assessore per
l'industria.
CASTIGLIONE, Vice Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASTIGLIONE, Vice Presidente della Regione. Signor Presidente,
mi scuso per l'assenza dell'Assessore per l'industria. Ma non
era in discussione alcun argomento che riguardava la sua materia.
Il Governo rassicura senz'altro l'onorevole Speziale che
nessuna altro atto di prevaricazione da parte del Governo
regionale ci sarà nei confronti di un voto democraticamente
espresso in seno all'assemblea dell'ASI di Caltagirone. Impegno
formalmente il Governo e quindi informerò anche il Presidente
della Regione e l'assessore per l'industria che la regolarità
delle votazioni - così come riferito dall'onorevole Speziale -
possa essere senz'altro affermata e non travisata e che il
Governo non eserciterà nessuna pressione. Su questo penso che non
ci siano argomenti e non ci siano dubbi.
Noi possiamo rassicurare senz'altro l'onorevole Speziale che
quanto da lui affermato non corrisponde al vero che l'azione
esercitata dall'assessore era solo un'azione di informazione e
che sarà rispettato il voto dell'assemblea generale dell'ASI.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, autorizzo le Commissioni
legislative a riunirsi per procedere al completamento
dell'elezione degli Uffici di Presidenza.
Sospendo la seduta per consentire una riunione della
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, avvertendo che
riprenderà a conclusione della stessa.
(La seduta, sospesa alle ore 21.46, è ripresa alle ore 22.25)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, dichiaro chiusa la I sessione
dell'Assemblea.
Gli onorevoli deputati saranno convocati a domicilio.
La seduta è tolta alle ore 22.26