Presidenza del presidente Lo Porto
PAFFUMI, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per assenza dall'Aula del
Governo, sospendo la seduta, avvertendo che la stessa riprenderà
alle ore 12.30.
(La seduta, sospesa alle ore 11.35, è ripresa alle ore 12.57.)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, su richiesta del Governo, la seduta è
ulteriormente sospesa fino alle ore 16.30.
(La seduta, sospesa alle ore 13.00, è ripresa alle ore 17.04)
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNO DI LEGGE
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente
disegno di legge:
- "Nuove disposizioni in materia di edilizia residenziale
pubblica" (n. 455)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Oddo, Crisafulli, Panarello,
Villari, Zago in data 17 luglio 2002
COMUNICAZIONE DI PARERI RESI
PRESIDENTE. Comunico i seguenti pareri resi dalla competente
commissione legislativa 'Ambiente e Territorio' (IV):
- "Priolo Gargallo (SR) - Riserva alloggi popolari di cui
al DPR n. 1035/72, art. 10" (n. 62)
- reso in data 16 giugno 2002
- trasmesso in data 17 giugno 2002
- "Paternò (CT) - Riserva alloggi popolari di cui al DPR n.
1035/72, art. 10" (n. 63)
- reso in data 16 giugno 2002
- trasmesso in data 17 giugno 2002
COMUNICAZIONE DI ASSENZE E SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI DELLE
COMMISSIONI LEGISLATIVE
PRESIDENTE. Comunico le assenze e sostituzioni alle riunioni
delle Commissioni legislative del 17 luglio 2002:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Assenze
Riunione del 17.07.02: LEANZA E.-BARBAGALLO-CRISAFULLI-LO MONTE
ORTISI
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
Assenze
Riunione del 17.07.02: ZAGO-GURRIERI-LO CURTO-MAURICI-VICARI
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
Assenze
Riunione del 17.07.02 (ant.): CATANIA FRANCO-VITRANO
" " " (pom.): CATANIA-FERRO-GIANNOPOLO-INFURNA
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONE
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interrogazione con richiesta di risposta scritta:
- n. 703 - Richiesta d'ispezione sul degrado della spiaggia
'sabbie nere' e delle acque antistanti, nell'Isola di
Vulcano.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
- Assessore Territorio
Firmatari: Raiti Salvatore; Ferro Giovanni; Miccichè
Calogero; Morinello Salvatore; Orlando Leoluca.
ANNUNZIO DI MOZIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
N. 143 - Modifiche al decreto dirigenziale del 21 giugno
2002, in materia di consorzi per le aree di sviluppo
industriale.
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Mercadante
Giovanni; Garofalo Ottavio; Maurici Giuseppe; Scoma
Francesco;
Presentata il 17/07/02;
N. 144 - Interventi per la verifica dello stato di
attuazione della legge regionale n. 32 del 2000, del POR e
del completamento di programmazione.
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe; Mercadante Giovanni; Scoma Francesco; Croce
Antonino; Baldari Nicola Renato.
Presentata il 17/07/02.
Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno
della seduta successiva perchè se ne determini la data di
discussione.
Informo, ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Lo Porto
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "NORME IN
MATERIA DI OPERE PUBBLICHE. DISCIPLINA DEGLI APPALTI DI LAVORI
PUBBLICI, DI FORNITURA, DI SERVIZI E NEI SETTORI ESCLUSI" (N.
294-119-268-290-306-313-339-353-369-338/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno che
reca: "Seguito della discussione del disegno di legge: "Norme
in materia di opere pubbliche. Disciplina degli appalti di lavori
pubblici, di fornitura, di servizi e nei settori esclusi'" (nn.
294-119-268-290-306-313-339-353-369-338/A)
Comunico all'Assemblea che gli articoli accantonati che
rimangono da affrontare ed approvare per la votazione finale del
disegno di legge sui lavori pubblici sono i seguenti: 1, 3, 5,
16, 23, 24, 34, 35 (con l'emendamento 10.9), 38, 39, oltre a
tutti gli emendamenti aggiuntivi all'articolo 40.
Tuttavia, rimane il problema legato alle decisioni della
Presidenza in relazione agli emendamenti da dichiarare
inammissibili, anche sulla base dell'invito rivolto dal
Presidente della Commissione. Rimane, per esempio, l'articolo
aggiuntivo 40.16 che credo il Governo abbia ritirato. Chiedo
conferma di questo al Presidente della Commissione.
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. E'
ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Pertanto, dichiaro
decaduti i subemendamenti 40.16.2, 40.16.3 e 40.16.1.
Si passa all'emendamento-articolo 40.14 dell'onorevole
Beninati.
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. E'
ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
SPEZIALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori
perché, come lei sa, l'esito del percorso legislativo è
subordinato a decisioni politiche che saranno poi sottoposte alla
valutazione autonoma dell'Aula.
Tuttavia, in questo momento si stanno ancora svolgendo degli
incontri tra i gruppi parlamentari e il Governo per decidere sul
complesso degli emendamenti che esamineremo nel corso della
giornata odierna. E siccome ieri abbiamo sospeso la discussione
sulla base di una trattativa fatta con il Governo della Regione
alla luce del sole, prima di andare avanti nella discussione del
disegno di legge, desideriamo sapere se il Governo, così come si
era impegnato a fare nella giornata di ieri, ha formalizzato il
testo di un emendamento che avrebbe dovuto contenere i criteri di
aggiudicazione, la pubblicità della gara e le garanzie
assicurative e bancarie.
Pertanto, in via del tutto preliminare, prima di andare
avanti con i nostri lavori, ritengo fondamentale sapere se il
Governo ha già predisposto tale emendamento. Nel caso in cui la
risposta dovesse essere positiva, il Governo ce la fornisca, in
modo tale da poter avviare una autonoma valutazione al fine di
accelerare il percorso di approvazione del provvedimento in
esame.
Se invece il Governo non fosse ancora nelle condizioni di
fornire all'Aula, ai gruppi di maggioranza e all'opposizione il
testo dell'emendamento, cerchiamo un modo per proseguire comunque
i nostri lavori.
Mi auguro che il Governo - visto che aveva chiesto qualche
ora di tempo per la predisposizione dell'emendamento - sia già
nelle condizioni di sottoporlo all' Aula.
PRESIDENTE. Per quanto riguarda le iniziative del Governo, le
apprenderemo nel momento in cui verranno formalmente comunicate.
Allo stato attuale, non è pervenuto alcun emendamento. E non c'è
niente di nuovo riguardo a quello che abbiamo all'ordine del
giorno e che dobbiamo ancora discutere ed approvare.
Se il Governo intende dare una risposta lo faccia pure, ma
in questo momento la Presidenza dell'Assemblea ritiene di dover
procedere secondo l'ordine del giorno; se ci saranno delle
novità, sarà lieta di apprenderle.
CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, il
Governo si è impegnato nel tentativo di trovare un'utile
mediazione che fosse innanzitutto la scelta migliore perché
questa legge che il Parlamento sta approvando sia una legge in
assoluto la migliore possibile.
Sinora il Parlamento, con l'approvazione degli articoli che
sono passati, ha dato certamente testimonianza di un disegno di
legge che sta venendo fuori bene, nel tentativo di dotare la
Regione di una legge che guardi non soltanto allo snellimento
delle procedure, operando quindi una scelta forte in questo senso
per dare modo di sbloccare tutta una serie di lavori in Sicilia,
e sta facendo ciò mettendo tutta una serie di paletti perchè sia
anche una legge che possa garantire il massimo della trasparenza
e della legalità.
La scelta operata da questo Governo insieme al Parlamento di
rinunciare, per esempio, alla licitazione privata, è una scelta
forte che testimonia la volontà di questo Parlamento di coniugare
la bontà di tale legge con quelle che sono le nostre condizioni
sociali. E ciò in relazione al fatto che questa legge dovrà poi
andare a rapportarsi con le esigenze delle imprese.
In questo sforzo ieri siamo riusciti a trovare una
mediazione su quasi tutti gli articoli rimasti accantonati.
Resta ancora qualche divergenza che credo sia soprattutto
ideologica, nel senso che non vedo schieramenti partitici, ma
vedo delle differenze all'interno degli stessi gruppi, di chi
ritiene sia più giusta una tesi anzichè un'altra.
In questo senso, la proposta del Governo è di approvare
quegli articoli su cui c'è già l'accordo di tutti e di portare al
dibattito d'Aula, alla volontà del Parlamento, ai singoli
deputati la scelta di quale sia la tesi più giusta per quel che
riguarda le cauzioni, che è l'elemento su cui non siamo riusciti
ancora a trovare una mediazione unanime.
Credo, ripeto, sia giusto andare avanti con l'approvazione
degli articoli su cui siamo tutti d'accordo e stimolare l'intero
Parlamento a fornire quel contributo di idee da mettere a
disposizione perchè possa emergere dal dibattito d'Aula una
soluzione, non solo la migliore ma quella che il Parlamento
liberamente vorrà scegliere.
ACIERNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
l'intervento del presidente Cuffaro non poteva meglio delineare
la vicenda legata alla nuova legge sugli appalti.
Io non credo che in democrazia ci sia sempre l'obbligo della
mediazione; è sicuramente un'arte sopraffina e dimostrazione
anche di grande capacità, però, non dobbiamo dimenticare che il
popolo siciliano ha democraticamente eletto un presidente della
Regione e un Governo e ha dato un mandato di cinque anni per
essere governato.
Invito quindi il Presidente della Regione, i membri del
Governo e i gruppi di maggioranza ad assolvere a questo mandato.
Non sempre, infatti, è possibile trovare la mediazione; il che
non significa che si rinunzia al proprio diritto di governare.
Onorevoli colleghi, la mia preoccupazione qual è? E' che ci
saranno dei voti contrari da parte dell'opposizione - e mi
sembrano sacrosanti, mi sembrano più che doverosi - ma la ritengo
veramente un'arte speciale quella del Parlamento siciliano di
cercare di approvare sempre all'unanimità tutto Ci possono però
essere tranquillamente e serenamente dei momenti in cui c'è una
visione diversa sull'impostazione di governo.
Allora, siccome abbiamo partecipato negli ultimi quattro
mesi a diversi tipi di dibattito e spostiamo ogni volta
l'argomento, soprattutto sembrerebbe oggi che ci stiamo bloccando
non su un problema tra maggioranza e opposizione, ma su un
problema tra opposizione e parte di essa.
Onorevoli colleghi, l'impegno preso da tutti i gruppi della
maggioranza era quello comunque, pur esercitando la opposizione
nel pieno diritto il proprio ruolo, di fare una nuova legge sugli
appalti.
Signor Presidente, sempre con il massimo rispetto che ho per
la Presidenza dell'Assemblea, capisco il suo estremo desiderio di
voler essere super partes anche in questa circostanza, ma lei
aveva iniziato ad esaminare insieme al relatore tutti gli
articoli aggiuntivi da dichiarare ammissibili o inammissibili. E
che lei dia la parola, capisco perchè lo fa. Tuttavia, credo che
il rispetto lo si debba avere tutti. E stando al nostro
Regolamento interno, soltanto dopo avere concluso l'esame degli
articoli aggiuntivi e conosciuto il parere del relatore, si
potrebbe dare la parola sull'ordine dei lavori. Qui non si può
interrompere il corso dei lavori d'Aula, ogni volta che un
singolo parlamentare intende parlare, visto che ciò non è
consentito dal Regolamento
Signor Presidente della Regione, le rivolgo quindi un
appello: ho già avuto modo alcuni mesi fa quando lei ha
illustrato - anche lì in maniera un po' irrituale rispetto a ciò
che prescrive il nostro Regolamento - il suo programma di
governo, ed io le ho chiesto di avere coraggio. E lo voglio
ribadire oggi, in quest'Aula, perchè so che oggi da parte sua
occorre un'assunzione di grande coraggio. Però, lei non
dimentichi che c'è una maggioranza ampiamente qualificata in
quest'Aula che sostiene il suo Governo e tutte le leggi che
vengono sottoposte al Parlamento.
Pertanto, avendo partecipato a tutte le riunioni, e
conoscendo tutti i suoi sforzi, quelli dell'assessore Scammacca e
di tutti i presidenti dei gruppi di maggioranza per addivenire
alla migliore delle soluzioni, le ricordo che adesso l'obiettivo
è un altro. La mediazione a un certo punto deve essere superata
dalle esigenze della Sicilia. E questo è il momento
Abbia dunque il coraggio di andare avanti perchè la sua
maggioranza è in Aula e tutto quello che dovremo votare, avremo
il senso di responsabilità di farlo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vorrei comunicare
all'Assemblea che siamo in una fase della discussione in cui
sull'ordine dei lavori non è consentito un dibattito in cui tutti
possono intervenire, anche se mi rendo conto, lo ha detto anche
l'onorevole Acierno, che il tema ....
CAPODICASA. Perchè no? L'onorevole Acierno è la Cassazione?
PRESIDENTE. No, non è la Cassazione, ma è il nostro
Regolamento che prescrive sull'ordine dei lavori brevi
comunicazioni.
Io sto invitando l'Assemblea ad avere senso di opportunità e
di responsabilità. Non si può aprire un dibattito generale sulla
questione dell'ordine dei lavori. In teoria, è concessa la
parola ad un oratore a favore e ad uno contro qualora si fosse
formulata una proposta specifica che al momento non vi è.
Adesso concederò la parola all'onorevole Giannopolo e quindi
all'onorevole Oddo, tenete presente però che ci sarà un momento
in cui questa querelle deve essere assolutamente chiusa.
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, io vorrei sapere dalla
maggioranza e dal Governo se l'interpretazione che dà l'onorevole
Acierno secondo la quale questa legge la maggioranza se la vuole
fare da sé, e soltanto da sé, corrisponde al pensiero della
intera maggioranza. L'onorevole Acierno infatti ha detto che
gradirebbe che questa legge la facesse solo la maggioranza.
Perché se è questo il desiderio, noi possiamo benissimo
venire incontro ai desideri della maggioranza, e farla approvare
soltanto dalla maggioranza.
Io intervengo sull'ordine dei lavori perché la questione
posta dall'onorevole Speziale riguarda l'esito di un incontro che
è intercorso tra il Governo, presente il Presidente della
Regione, e i capigruppo della minoranza. In tale incontro è
stata posta l'esigenza di un approfondimento su due questioni
fondamentali: la stazione unica, il modo come farla, come
concepirla ed i criteri di aggiudicazione, anche in rapporto alle
garanzie che devono essere prestate dagli imprenditori che
partecipano alle gare.
E' stata posta l'esigenza di un approfondimento su due
aspetti centrali della riforma sugli appalti nella nostra Regione
e che sono esattamente i nodi cruciali su cui si è impattato, nel
corso di questi anni, il sistema degli appalti nella nostra
Regione.
Se non c'è una risposta chiara, netta, limpida su queste due
questioni, per quanto ci riguarda la legge fa, non un passo ma un
salto all'indietro. E noi vogliamo ridiscutere i termini di come
si debba complessivamente concepire questa riforma.
Ecco perché la risposta del Governo non ci soddisfa;
vogliamo che si entri da subito nel merito di tali questioni
affrontando gli articoli 15, 16 e 24 che riguardano le procedure
di scelta del contraente, i criteri di aggiudicazione e le
garanzie e coperture assicurative oltre quello della stazione
unica per gli appalti.
Se non si entra nel merito di queste questioni, per quanto
ci riguarda non c'è motivo per cui si possa proseguire d'intesa
così come è stato fatto finora, con un confronto costruttivo,
proficuo sul percorso della legge.
Ecco perché torno a ribadire l'esigenza posta dall'onorevole
Speziale, e rivolta segnatamente al Presidente della Regione: che
si vada subito all'esame di questi punti chiarendo anche qual è
l'atteggiamento, la risposta del Governo in ordine alla proposta,
che io giudico anche a tratti indecente, dell'onorevole Acierno.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per la verità
devo dire che alcuni di noi si sono meravigliati del fatto che in
questi giorni, anche se particolarmente impegnativi, c'era
comunque e si respirava un'aria di collaborazione all'interno del
Parlamento siciliano su una legge, e non devo essere io a
definirla estremamente importante per quanto concerne il settore
dei lavori pubblici ma, mi permetto di dire, non solo, perché i
riflessi di questo settore sulla nostra economia e sul modo in
cui quest'Isola può crescere per quanto riguarda anche le opere,
le infrastrutture e tutto ciò che il mercato stesso produce,
rende sicuramente ai cittadini la vita migliore rispetto a come
lo è stata fino ad oggi.
E' sconcertante ascoltare - e vorrei per un attimo riferirmi
al presidente Cuffaro - che ci troviamo, invece, ormai, dinanzi
ad una ben precisa convinzione, devo dire abbastanza sospettosa,
nonché irrispettosa ed ingannevole del fatto che finora si è
potuto lavorare in un clima di serenità, di lealtà e di
collaborazione nell'interesse di quest'Isola. Ora, invece, è
ovvio che si può, ancora una volta, richiamare solo la logica dei
numeri e di una maggioranza come ha fatto il collega Acierno.
Ma non mi stupisco se il collega Acierno fa questo, perché
ne ho colto spesso i tratti abbastanza rigidi, fuori anche dalla
dialettica politica, dal confronto politico aperto,
intellettualmente onesto, mirato al raggiungimento di obiettivi
anche dal punto di vista di merito e, quindi, di impianto
legislativo funzionante, efficace, in grado di rispondere ai
limiti per cui noi abbiamo aperto una discussione sulla legge
relativa agli appalti.
Mi stupisco - e lo debbo dire con estremo rispetto e
pacatezza - del fatto che il Presidente della Regione in queste
ore, in questi giorni, non abbia svolto un ruolo di mediazione.
Ha svolto il ruolo di Presidente della Regione cercando, su una
legge importante per la nostra Isola, "i giusti dovuti" -
aggiungerei anche, e perché no, dal punto di vista del
rendimento futuro della legge stessa - "intelligenti punti di
equilibrio".
Tali punti di equilibrio non si possono evidentemente
infrangere con posizioni assolutamente fuori da ogni logica di
confronto per dare, appunto, le giuste risposte a coloro che
attendono, ormai da tempo, non solo le giuste risposte cui
accennavo, ma anche e soprattutto gli strumenti in grado di
rendere realmente trasparenti i lavori pubblici in Sicilia,
affinché non si abbia più l'influenza, la turbativa - fra
virgolette o meno, perché tanto le virgolette non vanno messe -
delle cordate, un sistema dove sia possibile competere, un
mercato realmente libero, perché di questo si tratta.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei su questo
spendere due o tre argomenti velocemente e in maniera molto
chiara. Credo che tutti abbiamo avvertito che su due, tre
questioni questa legge può avere un segno positivo oppure "nulla
è cambiato sotto questo cielo"
Abbiamo semplicemente "partorito" un recepimento, più o meno
integrale della normativa nazionale, con alcuni aggiustamenti
che, comunque, non incidono per quanto concerne le reali
questioni che ci troviamo a trattare.
Sappiamo tutti che in questo momento il cosiddetto accordo
fra maggioranza ed opposizione, quell'accordo che la maggioranza
oggi rinnega in modo a dir poco sconcertante, con l'intervento
dell'onorevole Acierno, si basa sostanzialmente su un punto:
dobbiamo o meno far sì che le cordate continuino ad operare in
maniera indisturbata?
PRESIDENTE. Onorevole Oddo, la invito ad esporre la questione
per la quale ha avuto la parola, poi parlerà nel merito.
ODDO. Vogliamo o meno che in Sicilia, introducendo anche una
bassissima percentuale - lo 0,50, 0,25, 0,60 - si penalizzi
qualcuno, piccole e medie imprese? Vogliamo o meno incidere su
questa logica e fare in modo che il mercato diventi realmente più
libero? Su questo, signor Presidente, ecco perché ho dovuto fare
l'esempio, si è infranto - a dire del collega Acierno - il
momento di collaborazione, quasi un richiamo a chi, in questa
fase, DS e tanti altri, hanno lavorato in maniera seria ed onesta
per fare di questo momento legislativo un momento che può, tutto
sommato, contribuire ad elevare il tasso di credibilità di questa
Assemblea regionale siciliana.
Ecco perché, ed ho concluso, le parole pronunciate
dall'onorevole Speziale nell'aprire questa discussione - ammesso
che si tratti di apertura di discussione - sono parole che,
secondo me, ponendo al centro il ruolo svolto in queste ore dal
Presidente della Regione ed il lavoro fatto, vanno sicuramente
non solo condivise ma attenzionate bene.
Quindi, inviterei l'onorevole Acierno a riflettere sulle
cose dette, le quali hanno assunto, per certi versi, un carattere
fuori dalla logica fin qui seguita. Mi pare giusto che, quando
si imbocca una strada, non la si cambi in corso d'opera, se non
per 'folgorazioni' particolari.
RAITI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Raiti, prima di darle la parola, mi
permetto di ricordare a tutta l'Assemblea che sull'ordine dei
lavori bisogna attenersi al tema. E' una questione procedurale e
non politica. Non mancheranno le occasioni per dibattere
politicamente l'argomento.
Se non si formula una proposta concreta - neppure
l'onorevole Speziale, che pure è stato il primo a porre il
problema, ne ha formulata una - sarà difficile governare questa
discussione perché il Regolamento non prevede nulla di preciso
riguardo sull'ordine dei lavori. Vi è solo una norma secondo cui
il dibattito è disciplinato in modo da condurre ad un voto finale
intorno ad una proposta.
Onorevole Oddo, non siamo in presenza di una proposta
organica sulla quale l'Assemblea è chiamata a pronunciarsi. E'
stata sollevata una questione politica, della quale prendo atto e
che giudico importante; di tale questione discuteremo nella fase
in cui si sarà raggiunto un accordo.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Raiti.
RAITI. Signor Presidente, cercherò di attenermi alle
indicazioni della Presidenza. Tra l'altro, ritengo che il
ragionamento sull'ordine dei lavori deve portarci a riflettere su
come devono proseguire appunto i lavori dell'Aula.
La seduta era stata sospesa perché avevamo ragionato, in
uno spirito di assoluta collaborazione e proposizione da parte
delle minoranze con il Governo, sul modo con cui condurre i
lavori successivi. Abbiamo approvato tutti gli articoli sui
quali c'era un consenso unanime, accantonando una serie di
questioni sulle quali avremmo deciso come proseguire.
A seguito di alcuni ragionamenti fatti in Conferenza dei
Capigruppo, ci stiamo sforzando di trovare un punto di
equilibrio, che abbia rispetto del percorso che ci siamo dati,
per portare avanti i lavori in modo costruttivo, così come fino
ad oggi abbiamo fatto, con spirito di collaborazione anche da
parte del Governo e dell'Assessore. Quindi, ritengo che quel
percorso debba essere portato avanti.
Certamente, il ragionamento che ha fatto l'onorevole Acierno
va in tutt'altra direzione, e cioè in una direzione nella quale
si dice "prendiamo atto che la maggioranza deve andare avanti con
i suoi numeri perché queste sono le condizioni che ce lo
impongono".
Noi non possiamo essere d'accordo, perché questo stravolge
il ragionamento, il percorso dei lavori che avevamo fatto fino
ad ora e certamente significa un cambio di direzione che chiedo
al Governo, nell'espressione più alta del Presidente della
Regione, se fa propria, cioè se si vuole interrompere quel
percorso iniziato e si va avanti nella direzione data
dall'onorevole Acierno.
Questa è una variabile essenziale, è un presupposto che il
Presidente della Regione ci deve chiarire, perché non vorrei si
manifestassero quelle preoccupazioni che ho espresso in questa
sede, dopo il colpo di mano tentato nella quarta Commissione, che
poi ha costretto il Parlamento ad adottare una procedura anomala
per ritornare indietro. Ho detto che non voglio che il percorso
aperto a seguito di questa procedura poi ci porti fino ad un
certo punto per arrivare al classico 'colpo di mano', che altre
volte abbiamo visto in quest'Aula, con cui la maggioranza poi
decide il da farsi.
Questa è una soluzione che non ritengo che il Governo debba
adottare; però su questo vorrei una risposta.
Un'altra cosa mi preme sottolineare: le due, tre questioni
importanti che sono state sollevate e sulle quali si aspetta una
risposta del Governo, è un altro presupposto del percorso che noi
dobbiamo fare. Oltre a ciò - perché i deputati della minoranza
che mi hanno preceduto hanno dimenticato di rilevarlo - vi è il
problema dell'Osservatorio regionale o dell'Autorità regionale
per il controllo degli appalti, perché - come io ho già
sottolineato nella qualità di esponente del mio partito "Italia
dei valori", nonché del gruppo "Sicilia 2010" - noi vorremmo che
il percorso di trasparenza e di assoluta incisività delle opere
pubbliche sia controllato soprattutto a valle e perché questo
possa accadere, è assolutamente necessario ed indispensabile
istituire un'autorità di vigilanza che abbia poteri di controllo
effettivo sul modo in cui vengono eseguiti gli appalti ed
accertata la regolarità della spesa.
Questa è una prerogativa che noi riteniamo assolutamente
indispensabile per continuare nello spirito costruttivo con cui
fino ad oggi abbiamo proceduto. Su questa prerogativa, così come
mi era stato chiesto dall'Assessore per i lavori pubblici, ho
elaborato un testo che ho sottoposto al Governo e vorrei
pregiudizialmente sapere se esso viene accettato e se il
ragionamento, che come Gruppo parlamentare abbiamo fatto, è
accolto dal Governo.
PRESIDENTE. Onorevole Raiti, informa che il Governo ha
presentato un testo di riscrittura di alcuni articoli ed
emendamenti che sta per essere distribuito.
A questo punto credo che, in attesa della distribuzione
degli emendamenti, se gli onorevoli Forgione e Capodicasa
rinunciano ad intervenire, potremmo procedere secondo la mia
proposta, dopo di che, nel momento in cui avrete il testo, il
discorso continuerà nel merito politico, perché la discussione
ormai verte solamente sulla questione politica.
Propongo di procedere con la dichiarazione di
inammissibilità di tutti gli emendamenti aggiuntivi, poi con la
discussione dei testi di riscrittura presentati dal Governo
aderendo così - qualcosa il Governo ha risposto in merito alle
questioni sollevate sull'ordine dei lavori - alla richiesta del
Governo stesso di procedere con i punti su cui c'è consenso,
riservandoci, poi, di dibattere nel merito degli argomenti su cui
c'è disaccordo tra maggioranza ed opposizione.
FORGIONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come spesso
le accade, quasi sempre, lei ha fatto una proposta di buon senso
che, però, a questo punto dei lavori e dello sviluppo del
dibattito sul disegno di legge, io credo, possa essere accolta ad
alcune condizioni.
Noi siamo ad un punto ormai abbastanza risolutivo dopo la
sospensione operata per poter giungere ad un confronto
direttamente con il Governo, nel quale non si tratta più di
procedere per pezzi. Siamo ad un punto in cui o c'è un accordo
complessivo, sulla base anche del ragionamento e del confronto
che il Governo ha sviluppato con le opposizioni, o non c'è un
accordo per pezzi. Andiamo avanti fin dove siamo d'accordo, poi
ci fermiamo e approfondiamo, perché l'intervento dell'onorevole
Acierno, oggettivamente, cambia l'impostazione di questo
confronto.
Come lei sa, la mia parte politica è abbastanza radicale
nell'opposizione a questo Governo. Eppure noi abbiamo lavorato
con grande disponibilità, trovando, l'ho detto pubblicamente,
capacità di ascolto da parte del Presidente della Regione e
disponibilità anche nostra - come si sa gli accordi si fanno
sempre con uno spirito di mediazione, parola nobile di
compromesso -.
Mi rendo conto che in questi tempi di oltranzismi
prevalenti, il moderatismo e la parola compromesso sembrano ormai
banditi, li ripropongo io che sono abbastanza radicale ed
estremista nelle mie posizioni. Abbiamo lavorato con uno spirito
nobile di compromesso su alcune posizioni che devono essere
tradotte in emendamenti. Questo è stato l'impegno preso con il
Presidente della Regione. Quindi, signor Presidente, a questo
punto se su due emendamenti siamo d'accordo direi di andare
avanti e sugli altri due ci fermiamo, perché quattro erano le
grandi questioni da noi poste al centro della riapertura di un
confronto tra la maggioranza e il Governo e tra le opposizioni e
il Governo in grado di sbloccare la legge. Del resto, se ci fosse
stata una volontà di andare avanti a colpi di maggioranza,
onorevole Acierno, potevate fare la legge così come era stata
esitata dalla quarta Commissione; si poteva continuare con quello
spirito, si poteva continuare in quel modo.
Mi pare sia prevalso il buon senso, il venir meno del quale
oggi non rischia di pregiudicare la legge - si può andare avanti
- noi faremo la nostra battaglia di opposizione, siamo qui per
questo. Signor Presidente, purtroppo per noi e per fortuna
vostra, noi faremo la nostra battaglia di opposizione e voi
farete la vostra legge. Questo è lo spirito?
Io credo che avere riaperto il confronto abbia portato ad
una legge diversa, e qualitativamente diversa, da quella che era
stata esitata per l'Aula; questo confronto è frutto di tale
dialettica.
Signor Presidente, le chiedo di farci apprezzare gli
emendamenti del Governo in modo da poter trovare la
corrispondenza, in pochissimi minuti, al tipo di accordo, di
confronto che si è sviluppato ieri: questa è la condizione per
proseguire poi su tutti gli altri punti.
Spezzettare le questioni rischia solo di provocare uno
squilibrio nei comportamenti dell'opposizione e della maggioranza
che renderebbe più difficile il percorso.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, poiché il Governo ha riscritto
tutti gli articoli accantonati e siamo in attesa che vengano
fotocopiati e distribuiti, sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17.48, è ripresa alle ore 18.04)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
CONGEDI
PRESIDENTE. Comunico che mi è pervenuta una lettera, da
parte del vicepresidente del Gruppo parlamentare Unione
Democraticacristiana e di Centro, on. Savarino, con la quale
chiede che vengano posti in congedo, per l'odierna seduta, gli
onorevoli Lo Giudice, Mancuso, Turano.
Non sorgendo osservazioni i congedi si intendono accordati.
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, vorrei suggerire di procedere, nell'esame degli
emendamenti di riscrittura presentati dal Governo, in ordine
numerico progressivo, partendo quindi dal numero 3R e poi a
seguire con gli altri, sui quali il Governo potrà esporre il
proprio parere.
ORTISI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORTISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo fare
intanto una lamentela formale, perchè dopo che per mesi - e non
certo per colpa nostra - ci siamo tirati per le lunghe l'esame di
questa legge, il Gruppo parlamentare della Margherita con Rutelli
e quello della Margherita - Democrazia è libertà hanno chiesto
non più di un'ora di tempo perchè stavano discutendo in ordine al
merito di alcuni dei passaggi fondamentali.
In maniera irrituale, e ritengo anche offensiva soprattutto
a fronte del tempo che si è concesso, anche per giocare, a gruppi
e a deputati, l'Aula ha cominciato i suoi lavori senza la
presenza di undici deputati che avevano chiesto di potere
discutere in ordine all'argomento
Adesso ci vengono presentati alcuni emendamenti, a
differenza del collega Formica che è preparato perchè ha
contribuito alla loro formalizzazione e a stenderne il
significato, io personalmente, come singolo deputato non come
Presidente di un Gruppo parlamentare, come singolo deputato
pretendo il tempo di leggerli, riflettere e prendere la mia
decisione personale in ordine al loro accoglimento o meno perchè
tali emendamenti, ancorchè richiesti e promessi da un'ora
all'altra, a me sono stati consegnati non più tardi di sette
minuti fa.
Pretendo dunque, nello svolgimento del mio ruolo di singolo
deputato, la possibilità e il diritto di esaminarli e poi di
farlo con i miei colleghi.
La prego pertanto di sospendere i lavori dell'Aula per
un'ora almeno affinchè mi riunisca con me stesso prima e poi con
i miei colleghi per decidere in ordine all'atteggiamento da
assumere in Aula, nel rispetto del diritto di parlamentare che ho
come gli altri ottantanove colleghi.
CUFFARO, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, Presidente della Regione. Signor Presidente, il
Parlamento è andato avanti con grande serenità e sta facendo una
buona legge.
Capisco le ragioni dell'onorevole Ortisi, ma il Governo,
così come avevamo stabilito, si è scrupolosamente attenuto alle
mediazioni che tutti insieme, compreso l'onorevole Ortisi,
avevamo fatto.
Non ci sono novità, tranne che per un solo problema che
riportiamo in Aula, dove chiederemo non il voto ma il dibattito e
il contributo del Parlamento perchè si possa scegliere la
soluzione migliore.
Quindi, se l'onorevole Ortisi ritiene di continuare su
questo lavoro, non solo utile, ma proficuo che sino ad ora il
Parlamento ha fatto, io credo che ci siano tutte le condizioni,
in quanto gli articoli accantonati che il Governo ha ripresentato
sono esattamente quelli che abbiamo insieme concordato. C'è solo
una differenza che il Governo ha scelto di portare al dibattito,
prima ancora che al voto dell'Aula, per scegliere la soluzione
migliore.
Non vedo dunque il motivo per cui si debba rinviare di
un'ora.
PRESIDENTE. Onorevole Ortisi, per quanto riguarda il rilievo
da lei mosso di non avere atteso la conclusione della riunione
dei due Gruppi parlamentari della Margherita di oggi pomeriggio,
desidero precisare che non è mai arrivata una richiesta di rinvio
dei lavori d'Aula da parte dei Gruppi stessi. Apprendo in questo
momento che abbiamo aperto la seduta, sia pure con con mezzora di
ritardo, senza che questi abbiano proseguito o ultimato i propri
lavori. Mi dispiace, ma nessuno lo aveva fatto presente.
Per quanto riguarda la seconda richiesta, naturalmente mi
appello alla riposta ricevuta dal Governo.
SPEZIALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per un problema metodologico, sul modo in cui dobbiamo andare
avanti. Il Governo, così come avevamo richiesto inizialmente,
adesso ci ha fornito il testo degli emendamenti, comunicandoci
che vi sono state introdotte tutte le ipotesi valutate ieri
nell'ambito dell'incontro che si è svolto tra il Governo e i
gruppi di minoranza.
Chiedo al Governo, proprio perchè questo potrebbe accelerare
i lavori d'Aula, dato che gli emendamenti presentati sono
cospicui, di consentirci di fare una valutazione; e, pur
fidandoci di quanto ci ha dichiarato, e cioè che il testo
riporta fedelmente le cose concordate, tuttavia abbiamo il
dovere di fare una rapida valutazione, una lettura rapida, una
valutazione interna ai gruppi, visto che veniamo in possesso
degli emendamenti in questo momento.
Per favorire lo svolgimento dei lavori, si rende pertanto
necessaria una pausa, che si può configurare in un'ora, in modo
tale che alla ripresa possiamo dare una valutazione complessiva
sugli emendamenti.
L'interruzione - lo ripeto - deve essere collegata agli
orientamenti dei gruppi parlamentari e non solo dei singoli
parlamentari.
Rimane tutt'ora aperta la questione relativa alle cauzioni.
Noi vorremmo capire come il Governo intenda andare avanti, perchè
se intende presentare un emendamento proprio che è aperto al
contributo d'Aula..
CUFFARO, Presidente della Regione. E' presentato.
SPEZIALE. Non è presentato, non c'è. Il problema è questo; lo
vorremmo sapere esattamente, per avere anche noi poi,
eventualmente, la possibilità di emendarlo.
Noi, per esempio, sulle cauzioni non abbiamo presentato
emendamenti nostri, e poichè si aprirà in Aula un dibattito su
questo problema, chiedo al Governo di formulare il testo
dell'emendamento sulle cauzioni, in modo tale che questo possa
essere emendato. Se il Governo è nelle condizioni di farlo, si
sospenda l'Aula per un'ora, si faccia....
PRESIDENTE. Mi consenta, il Governo su questo è stato
persino troppo ripetitivo. Ha detto, lo riassumo per comodità,
andiamo avanti per le parti concordate, nel momento in cui
arriveremo lì, discuteremo se rinviare.
SPEZIALE. No, andiamo avanti per le parti concordate, andiamo
avanti per tutte le parti concordate, ivi compresa la cauzione,
che per noi ieri pure era stata concordata.
Il passo indietro su quanto concordato ieri non viene fatto
dall'opposizione, il passo indietro viene fatto in questo momento
dal Governo e dalla maggioranza, in quanto non ci viene fornito
l'emendamento sulle cauzioni.
Noi chiediamo al Governo di presentare all'Aula tale
emendamento e poi sospendere i lavori, per non più di un'ora,
per permettere ai Gruppi di fare una valutazione.
PRESIDENTE. Va bene, onorevole Speziale. Finalmente una
questione posta in termini concreti: c'è una proposta
dell'onorevole Ortisi, che chiede sostanzialmente un rinvio di
un'ora, l'opinione favorevole di un oratore che è quella
dell'onorevole Speziale.
Darò pertanto immediatamente la parola ad un oratore
contrario alla proposta dell'onorevole Ortisi e dopo di ciò
l'Aula deciderà, in quanto, a questo punto, non possiamo che
appellarci al Regolamento.
L'onorevole De Benedictis aveva chiesto di parlare, ma in
questa logica credo che sia superato, perché parlerebbe a favore
della proposta.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, il contenuto degli emendamenti
che il Governo ha predisposto è noto non soltanto perché oggi
viene trasferito formalmente negli emendamenti depositati, ma
perché è da giorni oramai l'oggetto esclusivo di una riflessione
approfondita intervenuta tra i gruppi della maggioranza e quelli
della minoranza, anche attraverso un intervento del Presidente
della Regione che ha sentito gli uni e gli altri.
In queste ultime quarantott'ore ore non abbiamo parlato
d'altro se non dei residui argomenti che derivano dall'esame che
della legge questo Parlamento ha fatto nei giorni precedenti che
dovrebbe essere completato con l'approvazione dell'articolato,
proprio attraverso l'approvazione degli articoli riferiti a
questi argomenti.
Quindi non si tratta né di argomenti né di impostazioni
sugli argomenti nuovi perché anche le posizioni che negli
emendamenti del Governo sono state manifestate, espresse e
formalmente depositate sono quelle derivate dalla serie di
incontri, approfondimenti e riflessioni che nei giorni scorsi e
nelle ore precedenti abbiamo espletato.
Non ci sarebbe pertanto una necessità così forte di
procedere ad un approfondimento per acquisire una più solida
consapevolezza, di questi argomenti, onorevole Ortisi. Però se
proprio vogliamo creare in quest'Aula un clima propizio e
favorevole al prosieguo del dibattito che ci conduca questa sera
all'esito finale e positivo di approvazione della legge, noi
siamo propensi ad accordare per trenta minuti una pausa di
riflessione.
La proposta che facciamo è quella di consentirci
un'ulteriore pausa di riflessione che potrà permettere sia ai
Gruppi di conoscere meglio gli emendamenti depositati, di
conoscerli nella loro articolazione, sia anche a noi di poter
esperire con loro un approfondimento che potrebbe sortire, forse,
un risultato positivo.
PRESIDENTE. Onorevole Leontini, formalizzi la proposta.
LEONTINI. L'ho già fatto, signor Presidente. Abbiamo
convenuto, come capigruppo di maggioranza, sentendo anche
il Governo, che una pausa di riflessione di trenta minuti possa
essere accordata.
PRESIDENTE. Sospendo pertanto la seduta sino alle ore 19.00.
(La seduta, sospesa alle ore 18.25, è ripresa alle ore 19.35)
La seduta è ripresa.
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
Art. 3.
Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici e
Osservatorio regionale dei lavori pubblici
1. Il comma 17, dell'articolo 4, della legge n. 109 del
1994 è sostituito dal seguente:
'17. Le amministrazioni aggiudicatrici e gli altri enti
aggiudicatori o realizzatori sono tenuti a comunicare
all'Osservatorio dei lavori pubblici, per lavori pubblici di
importo superiore a 500.000 euro, entro trenta giorni dalla
data del verbale di gara o di definizione della trattativa
privata, i dati concernenti la denominazione dei lavori, il
contenuto dei bandi e dei verbali di gara, i soggetti
invitati, l'importo di aggiudicazione, il nominativo
dell'aggiudicatario o dell'affidatario e del progettista e,
entro sessanta giorni dalla data del loro compimento ed
effettuazione, l'inizio, gli stati di avanzamento e
l'ultimazione dei lavori, l'effettuazione del collaudo,
l'importo finale del lavoro. Il soggetto che ometta, senza
giustificato motivo, di fornire i dati richiesti è
sottoposto, con provvedimento dell'Autorità, alla sanzione
amministrativa del pagamento di una somma fino a 30.000 euro.
La sanzione è elevata fino a 60.000 euro se sono forniti dati
non veritieri non dipendenti da errori o errata
interpretazione dei dati richiesti. Per i lavori pubblici di
importo compreso fra 200.000 e 500.000 euro, le
amministrazioni aggiudicatrici e gli altri enti aggiudicatori
o realizzatori sono tenuti a comunicare all'Osservatorio dei
lavori pubblici esclusivamente note informative sintetiche
con cadenza annuale.'
2. All'articolo 4, della legge n. 109 del 1994 sono
aggiunti i seguenti commi:
'19. Nel territorio della Regione l'Autorità per la
vigilanza sui lavori pubblici opera nel rispetto delle
competenze statutarie della Regione e del suo ordinamento
regionale.
20. L'Assessore regionale per i lavori pubblici e'
autorizzato a stipulare apposita convenzione con l'Autorità
per la vigilanza sui lavori pubblici per l'assolvimento nel
territorio della Regione dei compiti e delle funzioni cui
l'organo è preposto.
21. L'Osservatorio per l'accelerazione e la qualificazione
della spesa pubblica di cui all'articolo 22 della legge
regionale 7 marzo 1997, n. 6 e successive modifiche ed
integrazioni, è sezione regionale dell'Osservatorio nazionale
dei lavori pubblici e assume la denominazione di Osservatorio
regionale dei lavori pubblici.
22. L'Osservatorio regionale dei lavori pubblici è
istituito presso l'Assessorato regionale dei lavori pubblici.
23. L'Osservatorio regionale dei lavori pubblici è lo
strumento tecnico-gestionale della Regione per lo svolgimento
di tutte le attività ed i compiti espressamente ad essa
attribuiti dalla presente legge. Al fine di massimizzare
l'efficienza e minimizzare l'onere di trasmissione dei dati
da parte delle stazioni appaltanti di cui all'articolo 2, al
solo Osservatorio regionale dei lavori pubblici compete la
raccolta delle informazioni relative all'intero ciclo di
realizzazione dei lavori pubblici, in particolare alla fase
di programmazione, esperimento della gara di appalto,
affidamento, esecuzione, collaudo e gestione. Tutti i
soggetti istituzionali competenti a qualunque livello, anche
nazionale e comunitario, hanno l'obbligo di rapportarsi
esclusivamente all'Osservatorio regionale per la raccolta
delle informazioni utili ai servizi informativi e statistici
che saranno necessari al soddisfacimento dei bisogni
legittimati.
24. L'Osservatorio regionale opera con strumentazioni
informatiche nel rispetto di standard comuni che consentano
l'interscambio delle informazioni con gli altri osservatori
regionali ed i vari soggetti istituzionali, anche a livello
nazionale e comunitario, che debbano accedere o utilizzare le
informazioni.
25. L'Osservatorio regionale opera anche avvalendosi del
supporto tecnico e strumentale di soggetti esterni pubblici e
privati, al fine di ottimizzare qualità e costi di gestione.
26. L'Osservatorio regionale svolge i seguenti compiti:
a) rileva e raccoglie informazioni e dati statistici sulle
modalità di esecuzione ed i risultati degli appalti di lavori
e sul rispetto delle disposizioni vigenti in materia di
subappalto, di contrattazione collettiva e di prevenzione
degli infortuni;
b) attiva, gestisce ed aggiorna una banca dati per il
monitoraggio dei lavori e delle opere pubbliche eseguite nel
territorio regionale;
c) promuove attività di indirizzo e regolazione anche
cooperando con le altre regioni e i competenti organismi
statali;
d) promuove attività dirette alla formazione e alla
qualificazione del personale delle amministrazioni appaltanti
preposto alle attività di cui alla presente legge, con
particolare riferimento alla sicurezza, realizza studi e
ricerche, organizza convegni, acquisisce e diffonde
documentazione tecnica e dati;
e) definisce ed aggiorna la documentazione tecnica quale
strumento di supporto alle attività delle amministrazioni
appaltanti, con particolare riferimento a schemi di bandi di
gara, capitolati d'appalto, contratti, linee guida e
quant'altro necessario ai fini della semplificazione e della
standardizzazione delle procedure per l'affidamento e la
gestione degli appalti;
f) determina annualmente l'elenco regionale dei prezzi per
le opere pubbliche a cui si deve fare riferimento per la
formazione e l'aggiornamento degli elenchi prezzi negli
appalti;
g) assicura le attività necessarie per il funzionamento
del sito informatico, per la pubblicazione degli avvisi e dei
bandi di gara;
h) espleta attività finalizzate agli approfondimenti ed
all'uniformità degli indirizzi interpretativi in materia di
lavori pubblici;
i) cura la pubblicazione informatica del Notiziario
regionale sugli appalti e le concessioni di lavori pubblici
per la messa a disposizione delle stazioni appaltanti delle
notizie utili in ordine alla normativa vigente in materia,
alle risultanze delle gare, alle dinamiche dei prezzi, alle
problematiche procedurali presentatesi;
j) assembla ed elabora i dati in suo possesso anche con
procedure statistiche e li rende disponibili su reti
informatiche condivise dagli enti locali.
27. I proventi dell'attività sanzionatoria dell'Autorità,
effettuata nel territorio della Regione, affluiscono in
entrata nel bilancio della Regione in apposito capitolo da
istituirsi nella rubrica Dipartimento regionale lavori
pubblici.'
28. Per le finalità del presente articolo è autorizzata,
per l'esercizio finanziario 2002, la spesa di 200 migliaia di
euro in termini di competenza e di 100 migliaia di euro in
termini di cassa.
29. All'onere di cui al comma 28 si provvede in termini di
competenza con parte delle disponibiltà dell'U.P.B. 4.2.1.5.2
(capitolo 215704 - codice 1001)ed in termini di cassa con
parte delle disponibilità dell'U.P.B. 4.2.1.5.1 (capitolo
215711).
30. Per gli esercizi finanziari successivi la spesa è
valutata in 56 migliaia di euro cui si provvede con parte
delle disponibilità dell'U.P.B. 4.2.1.5.2 (capitolo 215704).
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dal Governo: emendamenti 3.11 e 3.12;
- dall'onorevole Forgione: emendamento 3.1;
- dall'onorevole Gurrieri: emendamenti 3.3 e 3.2;
- dagli onorevoli Giannopolo, Oddo: emendamento
3.5;
- dagli onorevoli Raiti e Morinello: emendamenti 3.9 e 3.8;
- dall'onorevole Beninati: emendamento 3.10;
- dagli onorevoli Zago e Oddo: emendamenti 3.6 e 3.7;
- dagli onorevoli Ardizzone, Sbona, Paffumi: emendamento
3.4.
Comunico altresì che sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
- dal Governo: emendamenti 3R, 3.5.1 e 3.11.G;
- dagli onorevoli Raiti e Cracolici: emendamento 3.13.
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, la riformulazione dell'articolo 3 vuole accogliere
alcuni emendamenti. Pertanto la Commissione condivide alcune
proposte.
PRESIDENTE. Comunico che gli emendamenti 3.2 e 3.3 decadono
per assenza dall'Aula dei firmatari.
L'emendamento 3.4 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, avevo chiesto di parlare ancor
prima che lei desse la parola all'onorevole Beninati per
cominciare nel merito la discussione sull'articolo 3 perché,
avendo chiesto una sospensione dei lavori d'Aula, dopo avere
invitato il Governo a fornirci degli emendamenti, era doveroso
informare l'Aula sull'esito dell'incontro che noi abbiamo avuto
come centro sinistra, in modo tale che vediamo, sulla base di
questa situazione, come poi potere andare avanti nei lavori
d'Aula.
Il Governo ha presentato degli emendamenti con i quali ha
riaffermato, per bocca del Presidente della Regione, che gli
stessi contenevano fedelmente quanto concordato nella riunione di
ieri sera tra i capigruppo del centrosinistra ed il Governo.
Mi permetto di fare osservare al Presidente della Regione
che gli emendamenti non contengono esattamente e fedelmente
quanto ieri concordato, per alcune parti sono omissivi, per altre
parti sono estensivi rispetto a quanto concordato. Dovendo
concordare qui in Aula come procedere stasera, visto che agli
emendamenti del Governo non è possibile proporre subemendamenti,
chiederei al Governo di procedere così, mi rendo conto che c'è un
procedimento informale, attraverso il fatto che noi possiamo
formulare o in Aula le osservazioni che, secondo noi, riportano
fedelmente all'accordo oppure riunire le delegazioni del Governo
con il centrosinistra e in quella sede fare le nostre
osservazioni di merito.
In particolare, faccio osservare al Governo, per quanto
riguarda le stazioni uniche appaltanti, che per la stazione di
carattere regionale non era previsto da nessuna parte che dovesse
avere anche competenza per le opere di particolare complessità,
le quali possono rimanere direttamente alle stazioni provinciali.
Mi permetto di fare osservare al Presidente che la
discussione fatta sulla soglia di due miliardi di lire, prevista
qui, che può con decreto dell'assessore essere modificata in alto
e in basso, la proposta di modifica da noi fatta ieri era che la
soglia doveva tendere esclusivamente verso il basso. Mi permetto
di fare osservare al Presidente e all'assessore che le sezioni
provinciali non devono essere costituite da almeno tre
componenti, ma devono essere costituite da tre componenti; mi
permetto di fare osservare altresì che il dirigente dell'ente
appaltante non deve essere indicato dall'assessore regionale -
ciò fra l'altro violerebbe le prerogative costituzionalmente
riconosciute agli enti - ma devono essere gli enti proponenti
l'appalto a poter indicare il dirigente che fa parte della
commissione di gara.
Come vede, su un articolo che contiene cinque commi, ci sono
cinque errori che non corrispondono fedelmente a quanto stabilito
ieri. Vi è di più Presidente, manca ancora, e lo voglio dire qui
in Aula per evitare che ci siano dubbie interpretazioni, manca la
questione relativa alla fidejussione bancaria con la quale ieri
sull'argomento abbiamo concordato, lo ripeto, abbiamo concordato,
lo dico qui ai colleghi parlamentari e lo dico alla stampa,
l'accordo era complessivo, conteneva la stazione appaltante e
conteneva anche i criteri di aggiudicazione. Dentro il criterio
di aggiudicazione era prevista anche la fidejussione bancaria
pari, sulla base della nostra proposta, all'1% e lo possiamo, lo
dico qui, ancora ridurre, visto che l'osservazione era che
avrebbe costituito un aggravio nei confronti dell'impresa,
possiamo ridurla anche allo 0,5 per cento.
Pertanto, considerato che non si tratta di questioni di
carattere secondario ma fondamentali ai fini della formazione
della norma e della legge, mi permetterei di suggerire un
percorso, signor Presidente: sarebbe più utile se ci
rincontrassimo con il Governo per cercare di perfezionare gli
emendamenti che il Governo ha formulato e riportarli fedelmente
al testo concordato ieri, riproponendo pure la questione della
fidejussione bancaria.
Questo permetterebbe di accelerare i lavori, perchè il
problema è che c'è una procedura sulla quale dovremmo imbarcarci
con emendamenti, sub emendamenti, che sulla base del Regolamento
in questo momento non competono ai parlamentari, ma solo al
Governo.
Sarebbe più utile, signor Presidente della Regione, mi rendo
conto che ogni volta che qui si utilizza la sospensione dei
lavori d' Aula ciò costituisce un problema, sospendere i lavori
d'Aula e immediatamente perfezionare gli emendamenti.
CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, devo
riconoscere che alcune delle osservazioni fatte dall'onorevole
Speziale rispondono al vero nel senso che ci sono due, tre
imperfezioni delle quali il Governo fa ammenda e saranno corrette
man mano che procederemo nella discussione delle stesse.
Quindi, sugli impegni che il Governo ha assunto con i
capigruppo, c'è la totale disponibilità oltre che il totale
impegno a mantenerli.
Ci sono due, tre imperfezioni che l'onorevole Speziale ha
testè detto e su questo siamo assolutamente d'accordo ad
aggiustarle perchè è vero che è così.
Circa il fatto che l'accordo deve essere complessivo,
l'onorevole Speziale sa che sul problema delle fidejussioni non
c'è stato un accordo ieri, che ci si era riservati di fare una
mediazione ulteriore. Questa mediazione non siamo riusciti a
condurla in porto, pertanto ritengo giusto che l'Aula scelga
liberamente qual è la proposta più giusta che qualifichi
maggiormente questa legge.
Nel ribadire che il Governo, andando avanti, emenderà
l'articolo presentato riprendendo le osservazioni giuste che il
presidente Speziale ha fatto su alcuni errori che abbiamo
commesso, credo sia giusto che sulle fidejussioni il Parlamento
apra il dibattito e scelga la soluzione migliore. L'Aula
sceglierà qual è la norma da approvare, il Governo presenterà la
sua, dato che su questo tema, onorevole Presidente, non ci sono
posizioni di partito o di gruppi, ci sono posizioni diversificate
all'interno dei partiti e dei gruppi.
Credo che questo sia assolutamente un segno, non solo di
democrazia, ma di qualità del dibattito e delle scelte che questo
Parlamento sta facendo per portare avanti una legge che sia la
migliore possibile.
Quindi ritengo assolutamente inopportuno sospendere
ulteriormente la seduta, perchè non serve. La nostra
disponibilità c'è stata, c'è la disponibilità a correggere gli
errori che l'onorevole Speziale ha fatto osservare, però andiamo
avanti. Noi emenderemo gli articoli così come erano stati
giustamente concordati e sulle fidejussioni il Parlamento
liberamente voti e decida qual è la soluzione.
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, noi abbiamo discusso ora dell'articolo 5, in effetti
si era in fase di votazione dell'articolo 3.
CAPODICASA. Non di votazione, ma di discussione.
FORGIONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, considerato che uno dei temi del
mancato accodo riguarda proprio questo articolo, io posso
intervenire anche nel merito e voglio cogliere questa occasione
per richiamare l'esigenza dell'accordo complessivo perchè credo
che questo abbia a che fare con lo snellimento delle procedure,
non degli appalti, ma dell'Aula.
A partire da questo articolo 3, la parte che riguarda nello
specifico l'osservatorio, io credo che il Governo dovrebbe
riflettere. Noi già ieri, l'onorevole Raiti aveva posto questa
esigenza al Governo nella discussione che fu fatta tra il Governo
e gli stessi capigruppo dell'opposizione. Noi rischiamo proprio
su questo punto di rinunciare alla nostra potestà esclusiva in
Sicilia consegnando praticamente ad una convenzione tra il
Governo e lo Stato i compiti e le competenze dello stesso
osservatorio.
Il Governo vuole giungere ad una valutazione complessiva su
come andare avanti? Non ci si chieda che andiamo avanti articolo
per articolo, pezzo per pezzo, perchè così saremo costretti,
finchè non si sciolgono nodi per noi fondamentali ancora aperti
riguardanti questa legge, a intervenire pezzo per pezzo,
emendamento per emendamento, subemendamento per subemendamento
fino a quando questi nodi non ci verranno sciolti e noi non
saremo rassicurati che non si stravolge un accordo che su alcuni
punti qualificanti aveva trovato una sintonia.
Anche qui non è che noi siamo disponibili a farci prendere
in giro, onorevole Presidente, perchè sul punto cruciale della
stazione unica appaltante noi qui mettiamo la sigla e il titolo e
la denominazione e poi di fatto la vanifichiamo, perchè come Lei
sa c'è già una polemica sulla soglia oltre la quale mandare tutto
alla stazione unica appaltante, cioè un milione di euro.
Addirittura poi si prevede una norma che rischia di farci ridere
addosso, caro Presidente che dice che questa soglia con
semplice decreto del Presidente della Regione può essere
modificata. E noi per quale motivo dovremmo fidarci di voi?
Poichè acquisita l'esigenza di una stazione unica, almeno si
decida. Diciamo che la soglia è di due miliardi, si decida che
può essere modificata solo al ribasso.
Chiariamo, al ribasso, no al rialzo Presidente, allora
eravamo presenti ad un'altra riunione? Anzi, se lei ricorda, caro
Presidente, dato che noi addirittura siamo partiti dal fatto che
proponevamo 500 mila euro.
CUFFARO, Presidente della Regione. Era l'accordo di ieri.
VICARI. Non siamo in argomento, siamo all'articolo 3.
FORGIONE. E' argomento, vuoi sapere perché è argomento?
Perché il controllo su questi appalti e anche sul rispetto di
questi appalti rientrano nelle competenze dell'osservatorio, di
cui stiamo discutendo a questo articolo, vuoi che la mettiamo
così?
Possiamo andare avanti per altre ore, se non affrontiamo la
sostanza. Non ci spingete ad un atteggiamento ostruzionistico,
perché non l'abbiamo avuto finora. Discutendo di quest'articolo,
Presidente, noi non siamo disponibili a fare una legge che
acquisisce titoli delle questioni politiche che abbiamo assunto e
poi li vanifica nella scrittura concreta.
Noi su ciò sappiamo che magari questa "ambiguità" può
servire a tenere insieme tutte le posizioni che convivono nella
maggioranza. Lo capiamo. però non possiamo fare una legge che fa
dell'ambiguità la sua filosofia. Dobbiamo fare una legge che dia
tempi certi, norme certe, regole certe e certo anche l'indirizzo.
Per cui se decidiamo che bisogna fare le stazioni appaltanti
oltre una soglia, non vuol dire che poi tra sei mesi questa legge
può essere snaturata; e se decidiamo di fare un osservatorio con
determinate competenze, a parte la costituzionalità, noi stiamo
rinunciando a proporre questo articolo alla nostra potestà
esclusiva. Questo osservatorio diventa sezione dell'autorità
nazionale, così rinunciamo al nostro potere e alla nostra
specialità e, addirittura, demandiamo poi le competenze e le
funzioni ad un accordo tra Stato e Regione.
Mi sembra che andando di questo passo, noi, non solo non
facilitiamo l'iter della legge ma snaturiamo anche le ragioni per
le quali abbiamo aperto un confronto in queste settimane tra
opposizione e Governo.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, non siamo riusciti a leggere
tutti gli articoli, ci siamo limitati a leggerne solo uno e ci
sono alcune contraddizioni tra le cose concordate e quelle
scritte.
Vorrei fare osservare che l'articolo 14 bis così recita:
"Entro il primo semestre del 2003, il Presidente della Regione,
su proposta dell'Assessore regionale per i lavori pubblici, emana
il regolamento per l'attuazione della disciplina di cui al
presente capo uno, cioè le stazioni appaltanti".
Io non ricordo, Presidente, di avere concordato che il
regolamento deve essere emanato entro un anno. Ricordo che c'è
stata una discussione, si parlava di tre mesi, di sei mesi. Voi
capite benissimo che emanando il regolamento fra un anno, le
stazioni uniche appaltanti non potranno nascere prima di due
anni, perché ci vuole il parere del CGA, perché il regolamento
contiene una serie di cose estremamente significative. Quindi di
fatto un punto, per alcuni controverso, per noi qualificante, che
era quello della riduzione delle stazioni appaltanti, viene
ridotto con un articolo che rinvia già di un anno l'emanazione
del regolamento.
Ci sono altre cose che abbiamo concordato. Presidente
Cuffaro, lei ricorderà che io ero contrario alla posizione del
resto del centrosinistra per quanto riguarda le cauzioni. Ma il
Governo deve dirci qual è la sua posizione perché, se non ricordo
male, Presidente, lei ha detto "la Merloni", ma non ha proposto
un emendamento. Quando arriveremo all'articolo...
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. E' stato
presentato.
BARBAGALLO. Allora, se non ricordo male, volevo fare emergere
una piccola, per me, contraddizione. Ero contrario solo io,
presidente Cuffaro, ma sull'1 per cento lei ha dichiarato di
essere d'accordo con l'onorevole Speziale.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me pare che
nella discussione dell'articolo 3, e solo nella discussione
dell'articolo 3, non è stata modificata una virgola di quanto
stabilito dalla Commissione e del testo dell'articolo quando è
stato presentato a seguito degli accordi che abbiamo raggiunto.
Pertanto, vorrei fare un appello a me stesso e a tutta
l'Aula: ci siamo contraddistinti fino ad ora per un lavoro
proficuo, onesto e attivo per fare una legge che potesse far
dire, in maniera forte, che questa Assemblea ha un ruolo e un
ruolo determinante.
Non è quello che hanno scritto i giornali su scala nazionale
e su scala regionale. E mi rendo conto che, laddove ci sono
contraddizioni ed errori come quelli che ha fatto notare
l'onorevole Speziale nel suo intervento, il Governo prontamente
ha accettato l'errore, chiedendo la modifica e accettando
l'emendamento perché è costruttivo.
Per il resto, a me pare che ora si senta il peso di una
presa di posizione ideologica che dovremmo evitare. E ripeto,
anche a costo di essere ripetitivo, e al riguardo ricevo battute
non certamente idilliache: "Sicilia e Siciliani".
Se noi pensassimo di più alla Sicilia ed ai Siciliani,
penseremmo a scontrarci di meno su tale legge - che nella
fattispecie è una legge importante - e sugli articoli che sono
stati determinati congiuntamente. Non c'è una sola virgola di
differenziazione rispetto all'articolo 3
Quando arriveremo agli articoli sui quali avete il
sacrosanto diritto di dire pure che è stata operata una modifica
dalla maggioranza - ed io l'accetto anche come possibile errore
della maggioranza -, quando arriverete a quegli articoli avrete
il diritto di fare tutti gli interventi di questo mondo e di
creare le condizioni anche negative, ma sugli articoli sui quali
c'è l'accordo preventivo, non c'è una virgola che sia stata
modificata. Pertanto, ritengo che abbiamo il dovere di andare
avanti, non per "una maggioranza" ed una "opposizione", ma per
quello che è il costrutto reale di una legge che vogliamo
consegnare per modificare in modo sostanziale il regime degli
appalti in Sicilia.
Ogni ora che noi perdiamo - mi rifaccio a "La Repubblica",
che è un giornale sicuramente non governativo, che ha dichiarato
che perdendo un mese abbiamo perduto 250 mila Euro di ribassi -
favoriamo, ogni minuto di più, la dilapidazione di fatti che,
certamente, non fanno onore né a questa Assemblea, né al ruolo
che noi abbiamo.
Allora io non dico che non ci si possa o non ci si debba
contrapporre, io non dico, onorevole Speziale, che il percorso è
uguale a quello iniziale, io dico che qualche cosa l'abbiamo
dovuta modificare in rapporto anche ad alcune considerazioni
scritte che sono state formulate ufficialmente dalla Lega delle
Cooperative, e voglio dire ...
FORGIONE. Allora siete voi che le volete favorire, non noi
come ha detto Formica...
CINTOLA....voglio aggiungere, quindi, che il motivo del
contendere c'è, ma non nobilitatelo oltre quello che è il vero
nodo.
Tutte le altre cose per tentare di rinviare questa legge, di
non votarla, di fare un ostruzionismo strisciante, non servono né
a quello che abbiamo fatto fino ad ora, né a quello che insieme
vogliamo costruire in avvenire.
Questo è l'appello che faccio a me stesso come autocritica
per gli errori commessi, ma è un appello che voglio fare
all'intera Aula affinchè torniamo a correggere gli errori per
approvare una buona legge.
C'è un nuovo emendamento: avete ragione nella riflessione,
nel tempo che avete chiesto, che è stato dato e non concesso
Ora, però, dobbiamo tentare di riportare la discussione alla
normalità che ci faccia uscire vincitori tutti nei confronti
della Sicilia per la legge che vogliamo fare.
Non copriamola più, ed ho concluso, attraverso altri
articoli sui quali c'è stato in Commissione e nel dibattito in
Aula l'accordo.
Se ci sono errori correggiamoli, ma non andiamo oltre,
perché questo non ci porta a fare la buona legge che noi
continuiamo a dire di voler intestare all'intera Assemblea e non
solo alla maggioranza, ma, ripeto, a tutta l'Assemblea,
maggioranza e minoranza che su di essa hanno lavorato
lodevolmente.
Non distruggiamo quello che abbiamo costruito, perché questo
non lo capirebbe la gente e non lo capirebbe nè per l'opposizione
nè per la maggioranza.
ROTELLA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROTELLA. Signor Presidente, ho chiesto di parlare sull'ordine
dei lavori per la semplice ragione che per un momento non ho più
capito di cosa stiamo discutendo. Se siamo in fase di
discussione generale di un articolo, del merito di un articolo,
allora possiamo procedere, ognuno può dire quello che vuole, ciò
che è consentito e ciò che è possibile che ciascuno debba dire.
Per il resto, mi sembra che i lavori stanno andando avanti in
modo disordinato e, dopo l'intervento del Presidente della
Regione, che mi è sembrato esaustivo, compreso anche l'assenso
dell'Aula sulla sospensione che, mi pare, è stata sufficiente,
adesso dobbiamo andare avanti articolo dopo articolo e poi,
ognuno, nel rispetto del regolamento, faccia le cose che ritiene
di fare, maggioranza ed opposizione. La cosa importante è che
questa legge si approvi, che si proceda nella discussione degli
articoli.
PRESIDENTE. Onorevole Rotella, le dico quali sono le modalità
della discussione. Noi abbiamo la riscrittura dell'articolo 3,
siamo alla discussione generale dell'articolo 3, che era stato a
suo tempo accantonato e che oggi viene riproposto sotto forma di
riscrittura. Ripeto, siamo alla discussione generale
sull'articolo 3, nel testo riproposto dal Governo.
ACIERNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Signor Presidente, ho chiesto di parlare per sapere
se stiamo discutendo sull'emendamento 3.R. Volevo solo un
chiarimento in quanto è stato consegnato al tavolo della
Commissione un subemendamento 3.R.1.
PRESIDENTE. Onorevole Acierno, stiamo discutendo l'articolo 3.
ACIERNO. Signor Presidente, appunto, siccome c'è un
subemendamento che riscrive l'articolo 3, vorremmo capire se
stiamo discutendo del subemendamento o dell'emendamento del
Governo.
PRESIDENTE. Le ho già risposto. si discute l'articolo 3
nella riscrittura del Governo.
ORTISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORTISI. Signor Presidente, io non so se devo parlare del
concetto di controllo, così come previsto dal regolamento e
reclamato dalla collega Vicari, oppure tentare il percorso che
alcuni colleghi hanno tentato prima di me, compreso l'onorevole
Cintola, di una mediazione che ci consenta di superare l'impasse
visto che è riconosciuto da tutti che cerchiamo tutti di lavorare
per la legge.
Perché, a fronte di settimane intere concesse alla
maggioranza per risolvere contraddizioni, confusioni, mal di
pancia personali, si assiste alla impossibilità per l'opposizione
di esprimere propositivamente la propria posizione e si lesinano
anche quindici minuti, un'ora richiesta poco fa da noi, e i
quaranta minuti concessi. Mi pare che questa non sia la strada
attraverso la quale possiamo arrivare alla conclusione, che
vogliamo tutti. Però, siccome è richiesto di attenersi al tema
diamo un esempio di che cosa potrebbe succedere se ognuno si
scontra con l'altro.
Controlli. Per capire l'articolo 3 non bisogna soltanto
attenersi all'immediato. La dimensione orizzontale non risolve e
non spiega mai niente, è improvvisazione ed estemporaneità; è la
dimensione verticale, cioè storica, che dà il senso di un
intervento, soprattutto se legislativo, che per definizione è non
estemporaneo, dura per tanti tempi.
La nostra tradizione ha due date fondamentali: il 463 avanti
Cristo ad Atene e l'epoca di Ottaviano Augusto nel mondo romano.
Volete che parliamo di questo per spiegare il concetto di
controllo o tentiamo la mediazione?
Non so, scegliamo insieme. Cominciamo da questo e dopo
interveniamo? Bene.
Che cosa succede nel 463 avanti Cristo? Succede che
l'Areopago, che era l'istituzione maggiore ad Atene ed era
depositario del concetto di controllo, improvvisamente decide di
interessarsi di politica estera, cioè di altro.
Eschilo la rappresenta benissimo in una sua tragedia, ma
evito di illustrarvene il tema. Sapete che è successo a quel
punto? Che Efialte è stato ucciso: viene ucciso perchè è un
organo che non era depositario del concetto di controllo e aveva
deciso di passare i termini.
Ma questo è niente (Vorrei che qualcuno ad un certo momento
mi fermasse.)
Questo è niente rispetto a quello che succede nella Roma del
I secolo, quando Ottaviano Augusto, capito che Cesare era stato
ucciso perchè voleva diventare monarca, controlla (ed è quello
che il Governo potrebbe fare se passasse l'emendamento Beninati,
non quello di Raiti, il subemendamento), da uomo intelligente,
Ottaviano Augusto decide di controllare, non come voleva fare
Cesare che fu ucciso per questo dalla lobby senatoriale,
lasciando tutto formalmente com'era e attribuendo a sé soltanto
il titolo di princeps inter pares, l'imperium proconsulare e la
potestas tribunicia. Con l'imperium proconsulare è il padrone
delle legioni, con la potestas tribunicia invece controlla -
avendo il potere di veto - quello che può succedere all'interno.
Succedeva, cioè, che ogni volta che c'era il tentativo di
una minoranza di persone perbene di andare verso un rapporto
paritario all'interno della res publica - che rimaneva res
publica, non era ancora principato - egli interveniva con
l'imperium proconsulare, minacciando la discesa delle legioni, e
quando non andava bene una disposizione legislativa interveniva
col veto della tribunicia potestas.
CUFFARO, presidente della Regione. Ci parli anche di Messalina
e Poppea, onorevole Ortisi
ORTISI. Questo sta per accadere, caro Presidente, e queste
sono cose degne, e mi ricollego alla sua battuta, di Messalina e
di Poppea, non del Parlamento più glorioso del mondo.
FORGIONE. Più glorioso... Più antico, vorrà dire
ORTISI. No, più glorioso
Questo sta per accadere in questa sala.
Ora dice giustamente Simona Vicari: nessuno tocchi Poppea
Aderendo all'osservazione del Presidente della Regione in ordine
a Poppea e Messalina, questo è basso impero; anche se vissero nel
periodo del principato, fino al 68 dopo Cristo, si comportavano
già e preconizzavano comportamenti da basso impero.
Questo sta per accadere in quest'Aula, Presidente
Pertanto, in nome del fatto che noi abbiamo lavorato come
Cirenei in quest'Aula, maggioranza ed opposizione, per quelli che
c'erano, a realizzare questa legge, lei non può blindarsi sol
perchè questa sera ha convocato la maggioranza che è disposta a
blindarsi e ad andare avanti Non serve a nessuno una legge fatta
a colpi di maggioranza; non serve a nessuno, diventa la legge
che siccome avrà più scontenti che contenti, come avviene per
qualsiasi legge, potrebbe permettere a noi di fare demagogia da
qui all'infinito. E noi non vogliamo fare demagogia.
Se mi permette, Presidente, le faccio un paio di
osservazioni, soltanto per dare un contributo di riflessione e di
proposizione a quello che sta accadendo, reiterando ciò che poi i
colleghi nostri hanno già chiesto, una maggiore e più lunga pausa
di riflessione e di approfondimento.
L'ostruzionismo strisciante, onorevole Cintola, ha fatto
parte della maggioranza, ma guardi che lei è uscito sui giornali
a rimproverare i colleghi della maggioranza, più di una volta,
perchè esprimevano ostruzionismo strisciante o in qualche caso
anche aperto; noi non l'abbiamo fatto
Signor Presidente, due esempi: lei ha visto gli
emendamenti 23.R2.1 e 34.R...
CUFFARO, presidente della Regione. Stiamo parlando
dell'articolo 3.
ORTISI. Vuole che parli ancora dell'articolo 3? Bene,
continuerò a parlare sull'articolo 3.
Dopo l'episodio di Ottaviano Augusto, di cui parlavamo, la
cosa non si chiuse lì naturalmente. Capirete che, considerato
quello che avveniva già nel principato, il seguito fu di gran
lunga peggiore in sede di basso impero: l'annus longus et
incertus (che fu il 69: Poppea, Messalina, lei, che me l'ha
suggerito, capisce, onorevole Presidente), l'annus longus et
incertus poi espresse Galba, Otone e Vitellio: vi lascio
immaginare
PRESIDENTE. Onorevole Ortisi, sta esaurendo il suo tempo.
CUFFARO, presidente della Regione. Il dibattito è interessante,
Presidente, lo daremo ai cittadini siciliani perchè sappiano di
che cosa stiamo parlando. Pertanto, la pregherei di fare
stenografare tutto integralmente.
PRESIDENTE. Il resoconto stenografico riporta il dibattito
integralmente, cionondimeno invito gli uffici a tenere conto
della richiesta del Presidente della Regione.
ORTISI. Onorevole Presidente, in sua assenza plurima e
pervasiva noi abbiamo lavorato sulla legge per gli appalti e ai
siciliani faremo anche sapere che lei non c'è stato mai in Aula,
non si è interessato mai a questa legge e ora, in maniera
decisionista e da basso impero, da accompagnamento di Messalina e
compagnia, lei stasera viene, convoca la maggioranza e vuole
andare avanti per una legge alla quale non voglio dare per adesso
aggettivi, perchè voglio ancora agire e parlare in termini
propositivi e di accordo come abbiamo fatto fino a qualche minuto
fa. In seguito, eventualmente, daremo l'aggettivo alla sua
legge, se lei vuole fare la sua legge. Ma lei non si può
permettere questo comportamento nei confronti di deputati che
hanno lavorato a questa legge, non è giusto Lei dirà ai
siciliani che io ho perso 8 minuti e 54 secondi a parlare del
concetto di controllo? E lei che ha perso due mesi a mettere
d'accordo una maggioranza per la legge sugli appalti, non
riuscendovi e piegando adesso la testa alla parte più talebana
della sua maggioranza e tradendo gli accordi che ieri avevamo
raggiunto tutti in Conferenza dei Capigruppo, insieme a lei?
Compresa la possibilità di mediare in ordine al 2 per cento,
all'1 per cento e poi O,50 per cento? Compreso il fatto che
eliminiamo i titoli di Stato e la cauzione attraverso contanti e
lasciamo soltanto la cauzione bancaria che è una forma di
mediazione ulteriore?
Siccome lei prende con noi accordi, ma poi viene, purtroppo,
sbugiardato da una parte della sua maggioranza, stasera ha deciso
di accontentare la parte ultras della sua maggioranza. Però non
riversi su di noi la colpa dei ritardi.
Faremo sapere ai siciliani anche questo discorso del
concetto di controllo, onorevole Presidente, perchè serve, perchè
chi non conosce la storia non può fare geografia. Adesso io
termino di parlare, ma solo temporaneamente, dopo l'intervento di
un altro collega mi iscriverò a parlare sull'ordine dei lavori.
RAITI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAITI. Signor Presidente, dopo l'intervento, così dotto e pieno
di reminiscenze di storia del diritto romano, nonchè di
letteratura latina, che mi riportano agli studi liceali, io
comunque vado al sodo del ragionamento.
La mia discussione la faccio in riferimento all'articolo 3
così come era scritto dal Governo, emendato con l' emendamento
3.R, e non posso fare a meno di evidenziare ancora una volta,
così come purtroppo ho sostenuto - e la mia voce sembra una voce
dal deserto - da qui, da un paio di sedute a questa parte, nonché
in sede di riunione dei capigruppo di minoranza, alla quale io ho
partecipato in rappresentanza del Gruppo 'Sicilia 2010'.
Il Governo, pur avendo preso impegni che avrebbe ragionato
sulla potestà di controllo della Regione - a valle - degli
appalti, non ne ha fatto nessuna menzione nell'emendamento 3.R
che stiamo discutendo. Anche qui vi è - e soprattutto qui - una
mancanza di rispetto degli accordi che erano stati presi dal
Governo nella Conferenza dei capigruppo. Vado, inoltre, a
specificare per quale motivo è necessario accogliere il
subemendamento 3.R 1, da me presentato insieme ai componenti del
Gruppo parlamentare al quale appartengo, nonché insieme ai
capigruppo dell'intero centrosinistra.
Stiamo ragionando, in questa sede, di una cosa assolutamente
importante e fondamentale, così come più volte ho cercato, nei
limiti delle mie modeste possibilità, di spiegare a questa
Assemblea, agli onorevoli colleghi e al Presidente della Regione.
Il problema degli appalti sta a monte, nel momento in cui si
aggiudicano i lavori ad imprese che devono avere requisiti tali
da potere svolgere i lavori, che devono aggiudicarsi l'appalto
con un sistema più chiaro e trasparente possibile.
Dobbiamo evitare le cordate di imprese; dobbiamo evitare le
infiltrazioni mafiose, per quel che è possibile, ma sappiamo che
qualsiasi legge - ed in particolare una legge sugli appalti - non
può essere una panacea di tutti mali; dobbiamo fare in modo che
l'espletamento effettivo dei lavori sia eseguito con i requisiti
previsti dalle norme di diritto e dalle leggi che noi facciamo.
Questo si può fare soltanto con un'autorità di controllo che
vigili effettivamente su tutta una serie di cose.
Il Governo, nell'emendamento di riscrittura presentato, così
recita: '... nel territorio della Regione l'autorità per la
vigilanza sui lavori pubblici opera nel rispetto delle competenze
statutarie della Regione e del suo Ordinamento regionale ...'.
Noi sappiamo che l'articolo 14 dello Statuto siciliano, Statuto
di cui noi ci facciamo vanto e vorremmo tutelare in tutte le sedi
- anche perché è costato il sangue di nostri concittadini negli
anni '40 - l'articolo 14 dà competenza esclusiva in materia di
lavori pubblici a questa Assemblea regionale. Ciò significa che
l'autorità di vigilanza, così come prevista dall'articolo 4 della
legge n. 109 del 1994, non può avere alcun potere di incisione e
di controllo all'interno del territorio siciliano.
Se noi demandassimo all'autorità di vigilanza nazionale
questo potere di controllo, automaticamente limiteremmo una delle
prerogative esclusive che lo Statuto ci garantisce.
Questo il Governo lo sa, e lo sa bene, tant'è che
successivamente, al comma 20 dell'emendamento di riscrittura,
così recita: '... l'Assessore regionale per i lavori pubblici è
autorizzato a stipulare apposita convenzione con l'autorità per
la vigilanza sui lavori pubblici, per l'assolvimento nel
territorio della Regione dei compiti e delle funzioni cui
l'organo è preposto ...'; ma facendo riferimento, come è chiaro
all'interno dell'articolo 1 '... nei limiti delle prerogative
previste dallo Statuto regionale'.
Noi, quindi, daremmo, con l'interpretazione di questa norma
così come stilata dal Governo e dalla maggioranza, all'Assessore
la possibilità di stipulare una convenzione e, quindi, tramite
convenzione potremmo dare potere delegato all'autorità di
vigilanza nazionale e all'Assessore che andrebbe a limitare le
prerogative del nostro Statuto, così come deciderà più opportuno
di fare o di non fare.
Credo che questa sia un'aberrazione giuridica o un
pannicello nel quale si vuole nascondere l'esigenza di non
controllare effettivamente quello che accade nel momento
successivo alla gestione degli appalti fino al compimento
dell'opera. Ciò rappresenta un aspetto assolutamente qualificante
di questa legge, io mi sono battuto per convincere il Governo, ho
convinto tutte le opposizioni su questo, tant'è che l'emendamento
che abbiamo presentato va in una direzione ben precisa,
garantisce le prerogative della Regione siciliana e riporta quasi
fedelmente quanto previsto dall'articolo 4 della legge 109 del
1994, cioè: è giusto che noi facciamo un'autorità di vigilanza
sugli appalti, un'autorità di vigilanza siciliana.
Preciso che nel subemendamento che abbiamo presentato c'è un
errore di battitura, nel senso che laddove è scritto 'con sede in
Catania', deve leggersi 'con sede in Palermo' e chiedo agli
uffici di modificarlo.
Ma l'autorità di vigilanza, così com'è prevista dal
subemendamento che abbiamo presentato, di cui il Governo non ci
dice - nonostante, ripeto, ieri avesse preso l'impegno che su
questa materia avrebbe accolto la nostra proposta, ad oggi non
l'abbiamo trovata né nella riscrittura che abbiamo presentato, né
alcuna cosa è stata detta sul subemendamento - ripeto, è una cosa
assolutamente importante e qualificata della legge, non ci dice
cosa vuole fare.
L'autorità di vigilanza così com'è prevista ha compiti
assolutamente importanti, tant'è che vigila affinché sia
assicurata l'economicità di esecuzione dei lavori pubblici,
vigila sull'osservanza della disciplina legislativa, accerta che
l'esecuzione dei lavori non sia derivato pregiudizio per il
pubblico Erario, accerta che la destinazione dell'opera o della
fornitura corrisponda a quella descritta nella richiesta di
finanziamento, verifica l'assenza di decurtazioni o ritardi
ingiustificati nei pagamenti, predispone tutta una serie di atti
per verificare effettivamente se l'opera è eseguita come
previsto dai contratti, se non ci sono inadempimenti, se si
risparmia il denaro pubblico, se la ditta che è aggiudicataria
dei lavori effettivamente esegue i lavori.
L'autorità di vigilanza ha poteri di controllo e
sanzionatori che sono amministrativi ed anche disciplinari.
Ritengo che sia un punto così qualificante, che alzerebbe
veramente il tenore di questa disciplina che ci accingiamo a
fare, nonché il tenore della norma legislativa che questo
Parlamento andrà ad approvare, non può passare sotto tono, non
può ricevere il silenzio assoluto del Governo che, dopo aver
preso impegni su questa materia, nulla dice, non può non essere
adeguatamente recepita dall'opinione pubblica.
Una norma di questo genere, che tra l'altro statuisce alcuni
uffici con i dipendenti della Regione, che possono andare in
qualsiasi ente che gestisce l'esecuzione dei lavori con fondi
regionali. Lo abbiamo specificato perché abbiamo necessità di
sapere come si spendono i nostri soldi, se è vero che si eseguono
opere che non sono 'cattedrali nel deserto', se è vero che si
eseguono opere che poi vengono lasciate in aria con danno per
l'Erario e facendo in modo che l'appalto dei lavori pubblici non
sia un appalto destinato a realizzare opere al servizio della
comunità, ma sia solo un appalto eseguito per spendere denaro
pubblico che va ad ingrossare altri rivoli. Questo noi vogliamo
ottenere con l'autorità Abbiamo chiesto che sia composta da
cinque soggetti assolutamente estranei ad ogni tipo di controllo,
che i cinque soggetti siano eletti dall'Assemblea regionale
siciliana per garantire l'autonomia e le prerogative del nostro
Parlamento.
Credo che abbiamo fatto, se volete, un'integrazione
dell'articolo 3.R che va nella direzione che tutti quanti, a
parole, diciamo di voler conseguire, cioè vorremmo una legge
liberale che garantisca la concorrenza, ma vorremmo che i
cittadini siciliani sappiano che i loro soldi sono spesi bene e
sono spesi per eseguire opere fatte al servizio dei cittadini.
Se nella norma non mettiamo questa autorità di vigilanza
così com'è previsto, tutto quello che fino ad ora abbiamo detto
sui giornali - spesso riempiendoci la bocca - sappiamo che
certamente nel concreto non si realizzerà e che abbiamo fatto
solo chiacchiere senza dare risposte chiare ai siciliani.
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me
dispiace che la discussione di merito sull'articolo 3 non sia
seguita con la dovuta attenzione dal Governo; mi permetto di
sottolineare il fatto che l'articolo 3 è sicuramente uno degli
articoli qualificanti della legge per le scelte che fa secondo me
minimali o per quelle più serie, più corpose che potrebbe fare
qualora fosse approvato il subemendamento, di cui è primo
firmatario l'onorevole Raiti.
Vorrei svolgere anche un breve ragionamento di tipo storico
attorno ai prodromi, come dire, dell'articolo 3.
Con la legge 10 del 1993 per la prima volta in Sicilia -
continuo a ritenere che l'assessore farebbe bene a seguire questa
discussione - abbiamo istituito una autorità in Sicilia: la
Commissione regionale per la trasparenza dei pubblici appalti e
delle forniture. Essa aveva l'obiettivo di controllare, di
monitorare e di intervenire sugli appalti, sull'esecuzione dei
lavori pubblici, sui bandi, sulla conformità dei comportamenti
delle stazioni appaltanti, sulla corretta esecuzione delle opere
e via di seguito.
Quella Commissione non si è mai insediata e non ha mai
funzionato. Ritengo che questa mancata istituzione prevista per
legge e il mancato funzionamento di detta commissione abbia alla
fine privato la Regione della possibilità di capire cosa stava
succedendo, ad esempio, a seguito dell'approvazione della legge
n. 21 del 1998 in Sicilia; che cosa stava succedendo di grave,
di sbagliato nelle procedure di appalto e nel sistema più
complessivo di esecuzione dei lavori pubblici.
Questo per dire che laddove questi strumenti fossero bene
congegnati e ben messi nelle condizioni di funzionare hanno
sicuramente una loro forza e una loro funzione determinante.
Vorrei dire che anche la legge Merloni, che è del 1994,
va collocata in un contesto storico che era quello del
superamento dell'epoca di Tangentopoli e dell'epoca in Sicilia
delle stragi, del grande assalto della mafia alle istituzioni.
Questi due strumenti, sia la legge Merloni che la legge n. 10 del
1993, avevano, quindi, un preciso compito: quello di introdurre
nell'amministrazione pubblica dello Stato e della Regione
strumenti per potere controllare sul piano amministrativo ciò che
accadeva.
Bene, a livello nazionale l'autorità nazionale per i lavori
pubblici è stata istituita, e funziona bene, essa è un'autorità i
cui componenti vengono eletti dal Parlamento, dalla Camera e dal
Senato, proprio perché la funzione di questi organismi è una
funzione di controllo, di alta vigilanza.
In Sicilia noi non abbiamo avuto né l'Autorità nazionale per
la vigilanza sui lavori pubblici, né la Commissione per la
trasparenza, così come l'articolo 3 è stato presentato. Talchè,
l'emendamento che porta la mia firma e quella dell'onorevole Oddo
per la ricostituzione della commissione trasparenza con delle
modifiche, l'articolo 3 così come presentato e così come
subemendato non risolve il problema della vigilanza e della
capacità di intervento. State attenti rappresentanti del Governo,
noi rischiamo di perpetuare una situazione per cui in Sicilia le
controversie, il controllo degli appalti lo fanno o i tribunali
amministrativi o i tribunali penali, in quanto non ci sono più i
CORECO. E allora avere una autorità di vigilanza a cui ci si può
rivolgere per risolvere i problemi in sede amministrativa è
nell'interesse del sistema.
Ecco perché insisto con il dire che la Regione siciliana
deve avere una sua autorità o un osservatorio con potere di
autorità a cui ci si possa rivolgere per risolvere o quanto meno
per sollevare i problemi e richiamare anche gli altri enti ad
attenersi alle leggi di questa Regione.
Invito pertanto il Governo a non sottovalutare il
subemendamento Raiti ma a considerarlo in tutta la sua portata.
Anche questo è elemento qualificante di una normativa, di una
legislazione avanzata, moderna, capace di spostare in avanti sul
terreno della trasparenza, della legalità, dell'efficienza e
dell'efficacia tutto il sistema degli appalti e dei lavori
pubblici in Sicilia.
CAPODICASA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, mi chiedo se la distrazione
dell'Aula sia dovuta al fatto che 'il dado è tratto'(o, come
direbbero i latini, 'alea jacta est', per seguire le orme
dell'onorevole Ortisi), oppure sia dovuto ad una certa
stanchezza, anche se a mio avviso sarebbe ingiustificata perchè
l'Aula non ha lavorato tantissimo oggi.
A mio parere è un errore nell'un caso e nell'altro. Ed io
richiamo l'attenzione del Presidente della Regione,
dell'Assessore, degli onorevoli Cintola e Speziale perchè non
posso immaginare, che se si considera questo breve dibattito
superfluo e ininfluente ai fini dell'esito finale, non ho
intenzione di lasciare agli atti alcunchè, interrompo e mi vado a
sedere. Se invece non è così, io parlo perchè ho la ambizione di
potere discutere con il Governo e con la maggioranza e tentare,
se possibile, di esporre il nostro punto di vista e quindi
trovare, un accordo.
Premesso, signor Presidente, che la legge dobbiamo farla,
quindi se qualcuno immagina che dobbiamo stiracchiare magari
perchè non ci convince qualcuno dei punti che sono stati qui
esposti o sottoposti attraverso gli emendamenti, a mio avviso,
compie un errore.
La legge si deve fare per tante ragioni. Prima di tutto,
perchè quella attuale non va bene e quindi l'onorevole Cintola,
che cerca sempre di riportare tutto quanto sul piano finanziario,
dice che ogni minuto che passa perdiamo non so quanti soldi... Io
dico che comunque ogni minuto che perdiamo di sicuro il sistema
rimane in una situazione agli estremi della illegittimità e fuori
anche alla illegittimità.
Quindi non è interesse di nessuno fare ostruzionismo e non è
sicuramente nelle nostre intenzioni.
Però il Presidente della Regione ha detto che dobbiamo fare
la migliore legge possibile, e io credo che dobbiamo tentare di
fare la legge migliore possibile; diversamente, non abbiamo
assolto al compito al quale tutti ci siamo un po' piegati, quello
di lavorare per tanti giorni in Aula anche con sistole e
diastole; non è stata infatti una discussione sempre lineare.
Però si è cercato di trovare una conclusione positiva.
Ed io apprezzo le dichiarazioni del Presidente e quelle
dell'onorevole Cintola i quali hanno sostenuto che, se ci
dovessero essere proposizioni formali negli emendamenti
differenti da quanto i capigruppo, insieme al Governo e alla
maggioranza hanno concordato, essi sono pronti a rivederli.
L'articolo 3, signor Presidente e onorevole Assessore, mi
risulta non essere stato oggetto di discussione e di accordo
nelle riunioni che si sono tenute perchè, probabilmente presi
dall'urgenza di affrontare altri argomenti...
CINTOLA. C'è un solo emendamento all'articolo 3.
CAPODICASA. Vorrei ricordare all'Aula che quando si è discusso
sull'articolo 3 io stesso qui, sollevando alcune questioni, ne ho
chiesto l'accantonamento. Il Governo è stato consenziente
all'accantonamento al fine di verificare, discutere e
approfondire gli argomenti che noi abbiamo addotto.
Non troviamo nella riscrittura dell'emendamento di
quell'articolo alcun elemento che noi avevamo sollevato, ma
soprattutto su un punto decisivo - poichè noi vogliamo fare la
legge migliore possibile, Presidente -, riassumo in due parole a
beneficio di tutti noi.
L'articolo 3 della legge numero 109 ha un ruolo fondamentale
perchè istituisce l'Autorità di vigilanza e di controllo e, per
la prima volta in Italia, una autorità che ha come suo referente
il Parlamento; quindi gli si attribuisce un valore alto, non è un
mero organo esecutivo del Governo, è un'autorità come altre che
ha compiti molto penetranti nella vigilanza del settore dei
lavori pubblici.
Cito testualmente: "Vigila affinchè sia assicurata
l'economicità di esecuzione dei lavori pubblici"; questa
vigilanza può essere effettuata entrando nel merito
dell'esecuzione di un'opera pubblica. Mi pare abbastanza
evidente: l'economicità rientra tra i meccanismi di spesa e di
applicazione del capitolato dei lavori.
"Vigila sull'osservanza della disciplina legislativa
regolamentare in materia verificando, anche con indagini
campionarie, la regolarità delle procedure di affidamento ai
lavori pubblici". Per la prima volta un organo politico, un
consigliere comunale, un cittadino che intenda segnalare una
irregolarità nell'esecuzione dei lavori pubblici non deve
rivolgersi alla magistratura ordinaria, può rivolgersi
all'autorità che in prima battuta dà subito, per esempio in
provincia di Messina c'è già l'autorità per opere che però ha il
finanziamento dello Stato, e credo sia intervenuta dichiarando
nulla una gara, di cui non conosco però i particolari.
Quindi, è un potere che viene esercitato.
"Accerta che dall'esecuzione dei lavori non sia derivato
pregiudizio per il pubblico erario". Questa io la considero una
funzione di altissimo livello, perchè tutela l'interesse pubblico
che è l'interesse che noi come parlamentari salvaguardiamo
relativamente all'erario. Inoltre: "segnala al Governo e al
Parlamento con apposita comunicazione fenomeni particolarmente
gravi di inosservanza o di applicazione distorta della normativa
dei lavori pubblici, formula al Ministro preposto..., propone una
relazione...., la frequenza del ricorso a procedure non
concorsuali", cioè segnala a lei, Presidente, se vi sono stati
ricorsi frequenti e fuori dalla ordinarietà un ricorso a
procedure non concorsuali.
Ma la cosa importante qual è? E' che poi a un certo punto
esercita i poteri sanzionatori di cui ai commi 7 e 17, cioè
infligge una sanzione pecuniaria e di tipo amministrativo, le
quali sanzioni pecuniarie vengono riscosse tramite ruoli, il che
significa che vanno poi nei ruoli.
Qui siamo nel cuore del sistema dei controlli.
Allora, onorevole Assessore, il punto da noi sollevato,
Presidente, che ritengo importante qual'è? E' che in virtù
dell'art. 14 dello Statuto, la competenza nel settore dei lavori
pubblici è di totale ed esclusiva pertinenza della Regione
siciliana. La Sicilia ha competenza legislativa e di controllo.
Ciò significa che la norma di attuazione, ex DPR 683 del
1977, non ci dà competenza solo in materia legislativa, ma
attribuisce compiti di natura amministrativa, cosicché
trasferisce gli uffici dello Stato alle dipendenze della Regione
e indica quali sono poi le relative funzioni e i rapporti di
avvalimento con il personale dello Stato.
Quindi non è solo competenza legislativa, è competenza
totale, e pertanto io discuto, e chiunque lo può mettere in
discussione, che l'autorità, ciò che viene previsto
nell'emendamento del Governo quando sostiene che "l'autorità
nazionale che ha questi compiti nel rispetto delle competenze
statutarie della Regione li esercita anche in Sicilia". Cosa
significa nel rispetto delle competenze statutarie?
Onorevole Assessore, significa che se si vogliono rispettare
le competenze statutarie della Regione, l'autorità non potrà
intervenire su alcune di queste materie; significa che alcuni di
questi controlli in Sicilia non saranno esercitati da nessuno,
perché l'autorità nazionale non potrà farlo e noi non avremo...
CINTOLA. La proposta sarebbe di toglierla?
CAPODICASA. No, la proposta è che noi istituiamo la nostra
autorità, non quella dello Stato. La nostra autorità regionale,
perché siamo con questi compiti che avranno a quel punto il
valore penetrante che hanno in quello dello Stato.
Mi chiedo allora perchè si intende fare questa operazione.
Mi sono interrogato perché normalmente il Governo, tutti noi
siamo gelosi delle nostre prerogative. Ma quando mai le Regioni
hanno avuto un potere e hanno detto allo Stato "esercitalo tu"?
Di solito succede il contrario. Invece, in questo caso, noi
diciamo: "tu, Autorità, vieni qua e controlla, esercita,
approfondisci". Allora, io mi debbo chiedere perché. E invece
non so darmi una risposta a questa domanda. Vorrei essere
smentito e cioè che si prepari, magari a livello nazionale, una
modifica della legislazione che lo fa diventare da autorità ad
agenzia e quindi lo passa dal controllo del Parlamento a quello
del Governo. E quindi magari si suppone che attraverso questo
meccanismo, allora, i sistemi di controllo saranno addomesticati.
Questo sarebbe un errore in punto di legge, ma io dico
anche nel punto relativo alla tutela degli interessi della
Regione siciliana.
Noi cosa proponiamo, Assessore? Che vengano divisi i compiti
dell'Osservatorio, il quale deve avere il compito di monitorare e
fare tutto ciò che serve in questo campo. Ma la vigilanza è
un'altra cosa. E deve essere affidata ad un'autorità di
vigilanza, perché se rimane così com'è, noi non avremo garantiti
i controlli alla Regione siciliana.
Concludendo, signor Presidente, non credo che questo Governo
pensi di dover abdicare ad una propria funzione nel momento in
cui viene approvata la modifica al Titolo V della Costituzione e
vengono trasferite ulteriori competenze alle Regioni da parte
dello Stato.
FLERES. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire a questo punto del dibattito sull'articolo 3 per
affrontare più complessivamente il tema del livello di garanzia
che questa legge intende dare alla regolare esecuzione delle
opere pubbliche, alla regolare procedura di appalto delle
medesime. Sono convinto infatti che uno dei nodi più importanti
da sciogliere sia proprio questo.
E sono da troppi anni frequentatore di quest'Aula per non
comprendere come spesso sia necessario che il Parlamento abbia la
possibilità di esprimersi anche fuori le righe rispetto a temi
che hanno valore ideologico. E guai se non li avessero Se il
Parlamento non avesse caratterizzazioni di natura ideologica
sarebbe un Parlamento qualunquista. E se fosse un Parlamento
qualunquista non esprimerebbe una linea politica che è frutto di
una maggioranza che ha ottenuto il consenso dei propri elettori
sulla base di un progetto politico che, certamente, vive di
discriminanti e, dunque, è un progetto caratterizzato da valori
di natura ideologica, oltre che di natura programmatica.
Ed allora, onorevoli colleghi, sono convinto che noi avremmo
fatto bene a non distanziarci troppo, come invece mi accorgo che
sta accadendo, dalla "Merloni ter" e, probabilmente, avremmo
fatto meglio a collegare più direttamente la legge di riforma
sugli appalti in Sicilia, anche al divenire della "Merloni ter",
alle sue successive modifiche, a quelle che già, di fatto, il
Parlamento nazionale in parte ha già varato o sta varando in
questi giorni. Avremmo fatto bene, probabilmente, perché avremmo
affermato un principio in assenza del quale, invece, confermiamo
una serie di pregiudizi che se hanno un fondamento specifico,
certamente non possono averlo di natura generale.
Stiamo sostenendo, distanziandoci eccessivamente da quello
che è il contenuto della "Merloni ter", che la Sicilia è più
mafiosa della Calabria, più mafiosa della Campania, più corrotta
della Lombardia, più corrotta del Lazio, insomma che in Sicilia
c'è una specificità tale da farci considerare noi tutti i
peggiori: i peggiori sul piano culturale, sul piano morale, sul
piano politico.
Ed allora, onorevoli colleghi, io da questo punto di vista
non posso assolutamente condividere quelle posizioni che
coinvolgono anche la mia modesta persona; non intendo cioè essere
accomunato a chi ritiene che la classe politica siciliana,
l'imprenditoria siciliana, il sistema dei professionisti
siciliani siano più corrotti, più mafiosi, come dire 'diversi'
dai sistemi presenti nelle altre Regioni.
Non voglio 'nascondere il cielo con un dito', voglio
soltanto dire che se esistono fenomeni di malcostume, se esistono
fenomeni degenerativi nella nostra Regione, questi non possono
certamente essere generalizzati, non possono sicuramente essere
frutto di pregiudizio, e men che meno possono essere sanciti per
legge. Non credo noi si debba sancire per legge il fatto che può
considerarsi mafiosa o corruttibile....
SPEZIALE. Ma qual è il nesso con l'articolo 3?
FLERES. Onorevole Speziale, se lei mi lasciasse completare si
accorgerebbe che il nesso c'è. Però, siccome è distratto e vuole
andare a casa perché è stanco, come mi ha detto poc'anzi,
probabilmente non è incline all'attenzione...
SPEZIALE. Sono stanco perché ho lavorato.
FLERES. Lo siamo tutti. Non creda che io sia meno stanco degli
altri. Allora, dico che è grave che con tale leggerezza si
sostengano posizioni di questo genere, posizioni che non
favoriscono e non migliorano le condizioni della Sicilia e men
che meno questo settore delicatissimo.
Allora, onorevoli colleghi, credo che sia opportuno fare una
considerazione.
Torno al passaggio che non ho potuto completare per
l'intervento dell'onorevole Speziale. Dico che non è pensabile
che i fenomeni distorsivi si verifichino al di sotto di alcune
soglie e non al di sopra di queste soglie; si verifichino in
alcuni enti e non in altri enti; si verifichino a carico di una
moltitudine di soggetti interessati, in questo caso alla
realizzazione di appalti, e non si verifichino in una più
ristretta compagine di esaminatori i quali - tra l'altro -
dovrebbero avere il dono della infallibilità e a cui noi tutti,
per senso di responsabilità, dovremmo attribuire un livello di
sicurezza personale maggiore, se è vero il principio che noi
vogliamo affermare nel momento in cui diciamo che siamo peggiori
degli altri e che la nostra regione è una regione più a rischio
delle altre, dove è altrettanto alto il livello di infiltrazione
mafiosa o di corruzione nella pubblica amministrazione.
Allora, onorevoli colleghi, se questi dati sono veri - e
purtroppo emergono dai testi degli emendamenti e dal disegno di
legge che stiamo discutendo -, non possiamo non tenere conto di
un altro aspetto che è quello della illiberalità di alcuni
passaggi, del dato che, dal punto di vista ideologico, questa
legge fa emergere. E parlo della concentrazione degli interventi
e delle limitazioni degli incarichi, e di tutta una serie di
interventi che non puntano al libero mercato, alla realizzazione
di obiettivi di natura liberale e democratica, ma puntano,
piuttosto, verso obiettivi di natura dirigistica, centralistica,
lontani dalla cultura della maggioranza presente in questo
Parlamento.
Onorevoli colleghi, sono convinto che su questi temi noi si
debba riflettere. E dobbiamo farlo approfonditamente, perché
non credo che i nostri sindaci, i nostri presidenti di provincia,
i nostri consiglieri comunali e provinciali, e noi stessi
possiamo con serenità autoaccusarci di incapacità o di
corruttibilità o di scarsa professionalità nel momento in cui
riteniamo opportuno metterci tutti sotto tutela perchè
consideriamo lo strumento che stiamo ipotizzando sufficiente a
risolvere il problema della trasparenza, della celerità, della
efficienza, della efficacia, di un provvedimento legislativo di
questo genere.
Onorevoli colleghi, e concludo, pongo questo problema in
questo momento perché è con l'articolo 3 e poi con il successivo
articolo 5 che noi dobbiamo stabilire se considerarci per legge,
nel senso negativo che ho prima descritto, oppure se, invece,
dobbiamo costruire un modello di sviluppo della Sicilia
fortemente ancorato ai valori liberali e democratici ma,
soprattutto, fortemente ancorato ai valori inversi a quelli
giustizialisti a cui siamo stati abituati negli ultimi anni.
Mi ha fatto piacere poc'anzi sentire l'onorevole Capodicasa
ricusare la legge 10. Essa è stata voluta da un Governo di cui
egli stesso sosteneva la maggioranza. Egli sosteneva che la legge
10 non funzionava e non funziona...
CAPODICASA. Quella non era la legge 10 ma la legge 21
FLERES. Onorevoli colleghi, io dico che quella legge era
certamente sbagliata, che quella legge non
riusciva a risolvere i problemi per i quali era stata
predisposta, che è stata la legge più modificata dal Parlamento
siciliano, poiché lo stesso è intervenuto almeno 27 volte per
rettificarla, tanto è vero che non era esattamente la panacea per
tutti i mali, ma sono convinto, altresì, che alcuni passaggi di
quella legge che io non ho votato, unico tra i novanta deputati,
ripeto, che io non ho votato, aveva alcuni aspetti positivi, non
tutti, ma li aveva.
E' proprio dalla rivisitazione contestuale di quello che è
stato, di quello che sarà e di quello che, in questo momento,
stiamo discutendo che forse sarà possibile ricercare soluzioni
diverse, soluzioni che non offendano la dignità dei siciliani, né
di quelli che sono presenti nelle istituzioni e le rappresentano
a loro volta.
Dunque, io non credo che si debba operare sommariamente; non
credo che si debbano esprimere giudizi approssimativi o
superficiali, purché si faccia una legge.
Io credo che noi abbiamo il dovere di fare una legge che non
sia una legge qualunque ma che risolva i lati oscuri, che risolva
i problemi di inquinamento mafioso, che risolva i problemi di
efficienza nell'intervento che si compie, di trasparenza, di
celerità, di tempestività ma, certamente, non possiamo approvare
una legge o discutere una legge che condanna noi stessi.
Concludo, signor Presidente, con un auspicio, solo questo in
questa fase del dibattito posso esprimere, un auspicio, affinché
il Parlamento riconsideri alcuni aspetti di questa vicenda,
intendo riferirmi anche alla vicenda delle garanzie, perché non è
certamente riducendo l'importo della garanzia che si risolve il
problema così come è stato posto, perché in quel caso si abbassa
il livello di garanzia per gli enti e noi certamente non possiamo
operare contro la pubblica amministrazione e, comunque, non
risolve il problema della partecipazione delle imprese.
Riflettiamo un momento senza schemi mentali e forse una
soluzione riusciremo a trovarla.
SPAMPINATO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPAMPINATO. Signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione, onorevoli colleghi, anch'io intervengo sull'articolo 3,
come sono intervenuti gli altri colleghi che mi hanno preceduto
e, come tutti gli altri, mi permetterete delle brevissime
riflessioni anche di ordine generale.
La prima tra tutte è stata suscitata dall'ultimo intervento
dell'onorevole Fleres che, credo, sia stato particolarmente
offensivo nei confronti di questa Assemblea e degli sforzi che
abbiamo cercato tutti, prescindendo dal nostro ruolo, non
prescindendo dal nostro ruolo di parlamentare ma di maggioranza o
di opposizione, per cui gli emendamenti presentati, gli
interventi sin qui svolti in Commissione, in Aula, negli incontri
bilaterali, sicuramente non sono, onorevole Fleres, frutto di
giustizialismo, non sono frutto di pregiudizi nei confronti della
classe imprenditoriale, della classe politica siciliana, nei
confronti dei siciliani, ma sono un tentativo, a volte modesto -
faccio riferimento a me, alla mia inesperienza - di poter
procedere all'approvazione della migliore legge possibile su un
tema così delicato.
Devo anche manifestare la mia delusione rispetto alla strada
che è stata imboccata per cercare di arrivare alla conclusione
dell'iter legislativo della legge sugli appalti, signor
Presidente. Non farò le citazioni dotte dell'onorevole Ortisi,
non parlerò di Messalina e Poppea, anche se credo, così come lei
proponeva, signor Presidente, che se stenografiamo e se cogliamo
il senso dell'intervento dell'onorevole Ortisi e lo distribuiamo
ai cittadini siciliani, sicuramente potremo fare un servizio
così come servizio stiamo provando a fare, onorevole Presidente,
quando lei, anche impedendoci, almeno dichiarandosi contrario
rispetto alle nostre richieste, di poter valutare con serenità
gli emendamenti su temi importanti, su temi di confronto...
CUFFARO, presidente della Regione. Non è così
SPAMPINATO. Ci avete concesso, dopo il parere contrario,
quaranta minuti nei quali siamo riusciti soltanto a leggere ed a
commentare tra di noi uno degli emendamenti presentati.
CUFFARO, presidente della Regione. Ditemi 'falso' dopo 24 ore,
così lo dimentico; ma dopo un'ora no, altrimenti mi sento un
cretino Onorevole Spampinato, se mi dice 'falso' domani io ci
sto ma non mi dica 'cretino' dopo un'ora
SPAMPINATO. Onorevole Presidente della Regione, le chiedo di
rileggersi i resoconti stenografici e rivedere la sua
dichiarazione contraria alla richiesta di sospensione: lei si è
dichiarato contrario, poi c'è stata la sospensione.
Non le do del cretino perché significherebbe
insultarla e lei sicuramente non ha bisogno di essere insultato,
anzi, tutt'altro. Noi chiediamo di poter procedere serenamente.
Stavo dicendo che devo manifestare la mia delusione ora che si
mostrano i muscoli, ora che c'è un Parlamento precettato. Poco fa
mi diceva l'onorevole Ortisi, in riferimento a un deputato di
maggioranza: "Scusa, ma l'onorevole... (ometto chiaramente il
nome) non è stato eletto alla Camera?", questo a testimonianza
delle sue capacità di presenza in quest'Aula.
Oggi, invece, ci sono tutti e, quindi, si mostrano i
muscoli. Chiedo perché non si siano mostrati i muscoli in
Commissione quando abbiamo garantito i lavori della Commissione
mantenendo il numero legale, perché non si mostravano i muscoli,
quando non abbiamo chiesto la verifica del numero legale,
cercando di procedere quanto più speditamente all'excursus di
approvazione di questa legge.
Avrei avuto piacere se il Governo avesse illustrato questa
proposta. Questo è un articolo che riscrive l'articolo 3 e avrei
chiesto all'Assessore competente, onorevole Scammacca Della Bruca
- glielo chiedo ancora e spero che possa rispondermi, anche
riprendendo la parola -: perché si sceglie la strada di rinnegare
la nostra competenza esclusiva in materia di lavori pubblici?
E' stato presentato un subemendamento dall'onorevole Raiti
(ho chiesto di sottoscriverlo), dove c'è un percorso molto più
specifico in un tema così importante rispetto a competenze
illustrate dallo stesso onorevole Raiti, dall'onorevole
Capodicasa, dove chiedono sostanzialmente che le competenze
riferibili all'autorità di vigilanza per i lavori pubblici,
fossero rimaste ad una autorità regionale.
Vorrei chiedere al Presidente della Regione e all'Assessore
Scammacca qual è l'esigenza di attribuire competenze di tale
importanza all'Osservatorio nazionale e di prevedere, altresì, e
cito testualmente, una norma che 'dà il potere all'Assessore
regionale per i lavori pubblici di stipulare apposita convenzione
con l'autorità per la vigilanza sui lavori pubblici per
l'assolvimento nel territorio della Regione dei compiti e delle
funzioni di cui l'organo è preposto'.
Prescindendo anche dai dubbi di legittimità costituzionale
di questa norma, perché noi stiamo prevedendo l'attività di un
organo nazionale nel territorio regionale dove abbiamo competenza
esclusiva, con le modalità che devono essere previste
dall'Assessore regionale, mi chiedo, anzi chiedo al Governo, al
Presidente della Regione e all'Assessore Scammacca, quali sono le
motivazioni che hanno portato a disegnare un percorso così
contorto?
LO MONTE . Perché non lo ha fatto in Commissione?
SPAMPINATO. Perché è stato presentato qua, onorevole Lo
Monte. Anche questo è offensivo, perché lei sa meglio di me che
questo emendamento lo ha presentato da qualche minuto il
Governo...
LO MONTE . Eravate nella sottocommissione; avevate tutte le
possibilità
SPAMPINATO. Signor Presidente, chiedo il suo intervento per
ricordare all'onorevole Lo Monte che stiamo parlando di
emendamenti che il Governo ha presentato in Aula quando il lavoro
della Commissione era già concluso.
Concludo, signor Presidente, chiedendo al Governo di tenere
in particolare considerazione l'emendamento a firma
dell'onorevole Raiti e augurandomi che ciò che sta avvenendo -
ovvero una deviazione dal percorso che insieme, faticosamente,
avevamo descritto - ritorni nei ranghi perché, se le procedure
adottate sono quelle che si sono concretizzate nella
presentazione di quell'unico articolo, che abbiamo avuto
possibilità di leggere, ovvero dell'articolo 5 dove, su un tema
di fondamentale importanza, su un tema su cui si era trovato
idealmente un accordo politico tra maggioranza e opposizione, e
cioè quello delle stazioni uniche appaltanti, c'è stato scritto
qualcosa che non vedrà mai la luce. Probabilmente noi abbiamo
sbagliato a dare un giudizio positivo nel metodo senza tenere
conto del merito.
Io mi auguro che, per quanto riguarda le stazioni appaltanti
e per le altre cose, così come ha enunciato il Presidente della
Regione, si torni indietro e si trovi un accordo con l'intera
Assemblea.
MICCICHE'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, domani è
l'anniversario della strage di via D'Amelio. Credo, che dovremmo
onorare con azioni molto più efficaci la giornata di domani in
cui ricorre il decimo anniversario. Se noi approviamo una legge
sugli appalti nei modi e nei termini in cui essa si sta
articolando, non faremo un buon servizio alla causa della lotta
alla mafia.
Ho ascoltato con attenzione l'intervento dell'onorevole
Fleres; egli ha menzionato un discorso molto politico, ha
parlato della maggioranza, della minoranza, della portata
ideologica che sta assumendo questo dibattito, ha detto che non è
vero che questa legge ci pone tutti in cattiva luce rispetto
all'opinione pubblica giustizialista, ha detto che non è giusto
mettere sotto tutela gli amministratori, coloro che fanno le
leggi e ha detto che la legge numero 10 è stata spesso modificata
perché si voleva cercare di impedire la facile corruzione che
imperava negli anni '90.
Lei, onorevole Fleres, ha affermato cose giuste soltanto che
bisogna ribaltarle, infatti bisogna rovesciare il concetto perché
se si predica bene bisogna operare bene; non si può predicare
bene e razzolare male.
Signor Presidente, nell'intervento di martedì scorso, 9
luglio, seduta 66, ho parlato 'della corda nella casa
dell'impiccato' e credo che questo imbarazzo, questa timidezza
pian piano si è sciolta, è diventata spregiudicatezza; io non so
se questo cambiamento sia dovuto al galvanizzare, al concludere
positivamente questa legge, ma è chiaro che stiamo andando verso
un provvedimento negativo di cui noi già, con l'emendamento che
abbiamo presentato, a cui tutto il centrosinistra ha aderito, il
subemendamento 3.R.1 relativo all'Autorità per la vigilanza sui
lavori pubblici e l'Osservatorio regionale.
Noi abbiamo presentato questo emendamento perché non siamo
giustizialisti, ma vogliamo risolvere il problema dei controlli a
monte e non a valle.
Onorevole Fleres, lei ha fatto riferimento al facile
giustizialismo, come se la Sinistra volesse mettere alla gogna
tutti gli amministratori e i legislatori; ma è chiaro che un
controllo bisogna pur porlo in una situazione di facile
corruzione; lei che è un giornalista conosce bene, legge bene i
giornali, sa dare una giusta interpretazione alle cose che
succedono, non solo in Sicilia - perché la corruzione non è solo
in Sicilia, ci mancherebbe altro - è nell'uomo, ma l'uomo deve
essere controllato, signor presidente Fleres, perché se non è
controllato, avendo le mani libere può fare tutto quello che
vuole, può farsi anche le leggi a suo piacimento.
L'amico e collega Ortisi è stato molto chiaro nell'esporre
le sue argomentazioni. Ha fatto riferimento al periodo romano,
quando l'impero romano voleva passare dalla democrazia ad una
dittatura. E' chiaro che noi non siamo in questa fase, per
fortuna, però siamo in una fase diversa dove il sistema della
corruzione è, purtroppo, all'interno delle pubbliche
amministrazioni, esiste.
Le cronache di questi giorni sono ormai piene e continuano
ad esserci, ma noi non possiamo sempre delegare alla Magistratura
il controllo della cosa pubblica. Quindi, il nostro emendamento
serve per prevenire, il controllo è necessario, ma questo non
significa creare 'lacci e lacciuoli', è a garanzia della
democrazia, è a garanzia delle stesse imprese che vogliono
lavorare senza nessuna imposizione da parte delle cosche mafiose
che impongono il crimine e la facile corruzione nella pubblica
amministrazione.
Concludo dicendo che nella seduta numero 66 avevo visto
bene, si stava andando nel verso giusto ma, alla fine, il
giocattolo si sta rompendo. Spero che non si vada verso la
facile politica del compromesso; qui non si sta facendo una legge
per spartirci la torta, si sta facendo una legge per fare regole,
per imporre le giuste norme negli appalti pubblici. E, visto che
domani è l'anniversario della strage di Via D'Amelio, signor
Presidente, dobbiamo onorare con maggiore consapevolezza una
legge, la migliore legge, per evitare la facile corruzione negli
enti pubblici, nell'espletamento delle gare d'appalto.
Signor Presidente, concludo onorando il nome del magistrato
Borsellino che, sicuramente, non era un uomo di sinistra, anzi
tutt'altro, era un uomo di destra, ma è morto da uomo di sinistra
e questo purtroppo a qualcuno non piace che si dica; è morto per
difendere la democrazia, non un partito e dobbiamo tenere alto il
nome di questo magistrato che, come Falcone, ha combattuto la
mafia ma, soprattutto, la corruzione nelle pubbliche
amministrazioni.
Signor Presidente Lo Porto, lei sa benissimo chi era
Borsellino, so che era suo amico e che lei molto lo stimava e
spero che oggi, se noi arriveremo almeno ad approvare la parte
più significativa di questa legge, potremo onorare al meglio la
figura di Paolo Borsellino.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Con l'onorevole Cracolici si conclude l'elenco
degli iscritti a parlare e prego i colleghi di non riaprire le
iscrizioni perché daremo un poco di disciplina in più se ci
limiteremo all'ultimo intervento dell'onorevole Cracolici.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non contavo
di intervenire sull'articolo 3 e sul testo che è in discussione
in Aula; sono stato in parte sollecitato dal dibattito, in
particolare da alcuni colleghi e da alcuni giudizi che sono stati
dati da questa tribuna all'Aula rispetto a quello che stiamo
facendo e a come lo stiamo facendo.
Voglio escludere ed eliminare un contenzioso se così dovesse
essere interpretato da alcuni colleghi o da alcuni rappresentanti
di gruppi parlamentari della maggioranza.
Noi, come il Presidente della Regione, siamo mossi
dall'obiettivo di fare la migliore legge possibile per questa
Regione, tenuto conto che stiamo modificando la legge operante in
Sicilia che, voglio ricordare all'onorevole Fleres, per la parte
che attiene ai sistemi di aggiudicazione, è la legge che ha
voluto il Governo di cui lui faceva parte, la numero 21 del 1998.
E se oggi siamo costretti - e ribadisco costretti - a
cambiare questa legge è perché quel sistema di aggiudicazione ci
ha fatto divenire lo zimbello d'Italia, poiché vorrei ricordare
all'onorevole Fleres e a quanti, presi da furore ideologico,
ricordano l'esito del voto e la coesione della maggioranza e di
fare le leggi in nome del progetto politico di questa
maggioranza, noi abbiamo contribuito, con la legge varata nel
1998, a produrre un danno enorme all'erario pubblico per i
ribassi infinitesimali che si sono prodotti nel tempo.
Contemporaneamente abbiamo contribuito a determinare e a far
sì che le gare in Sicilia divenissero, ogni giorno che passava,
una finzione, poiché gran parte delle gare in Sicilia, non per
giudizio dell'opposizione, di qualche forza politica o di qualche
esponente politico, ma per giudizio degli stessi operatori
economici che operano nel campo dei lavori pubblici ha fatto sì
che molti imprenditori di questa terra abbiano deciso e scelto
anche di non lavorare più in Sicilia.
Lo dico e lo ricordo a tutti noi, anche per evitare vecchie
valutazioni, vecchie discussioni, vecchi modelli stereotipati
secondo i quali ci sarebbe qualcuno che in Sicilia tende a
privilegiare la parte negativa della Sicilia e altri che pensano
di nascondere la realtà di questa Regione.
Noi non pensiamo che la Sicilia sia tutta mafia Ma neanche
immaginiamo che in Sicilia la mafia non esista; lo voglio
ricordare ancora una volta all'onorevole Fleres perché forse non
legge neanche i giornali. Vorrei ricordare che nelle ultime
operazioni che l'autorità giudiziaria e le forze dell'ordine
hanno condotto nei confronti di noti e meno noti esponenti di
Cosa nostra, molti di questi personaggi sono stati arrestati
anche con le tasche piene dei famosi 'pizzini', di 'pizzini' che
in qualche modo intercettavano e regolavano futuri appalti nella
nostra Regione.
Noi abbiamo il dovere di fare la legge migliore possibile,
di fare una legge non illiberale o dirigista, ma se questo è il
giudizio di un esponente della maggioranza nei confronti del
lavoro che fin qui abbiamo svolto, mi chiedo: questo giudizio non
dovrebbe avere un elemento di coerenza con il voto? Se si giudica
il lavoro svolto un lavoro illiberale, ma sarebbe illiberale
forse perché si è messa una norma che prevede la non
cumulabilità degli incarichi professionali e, quindi, la
possibilità di concentrare nelle mani di pochi professionisti la
gran parte delle progettazioni in Sicilia. E' questa forse
l'illiberalità o è invece il tentativo di realizzare per davvero
nella nostra Regione un mercato che in Sicilia non c'è mai stato
o quando c'è stato è stato fortemente condizionato e diretto non
dall'economia, ma dalle organizzazioni criminali e dalle
concentrazioni economiche?
Io voglio rimanere nel merito ribadendo la questione che è
stata posta su questo articolo, sull'articolo 3.
Ci dobbiamo intendere su cosa stiamo discutendo. Qui non
c'è la questione di fare 'melina', qui si è posto un tema e il
Governo ha il dovere di dare una risposta: la Sicilia, per
competenze statutarie, ha potestà esclusiva in materia di lavori
pubblici. C'è un'autorità di vigilanza che deve esercitare i
poteri che noi ribadiamo e riteniamo debbano essere quelli
definiti dall'articolo 4 della legge numero 109, in Sicilia
questi non potranno essere esercitati dall' autorità nazionale
perché lo stesso Governo, quando ridefinisce l'articolo 3 della
legge in discussione dice - ma non può che dire questo - che
"l'autorità nazionale opererà in Sicilia secondo i limiti imposti
dal nostro Statuto".
Quindi, la questione che ha posto l'onorevole Capodicasa è
la seguente: chi eserciterà i controlli che noi vogliamo che
anche in Sicilia ci siano come a Reggio Calabria, come in Val
d'Aosta, come sull'intero territorio nazionale? Insomma, chi li
eserciterà, visto che l'autorità nazionale non potrà esercitarli
per i limiti posti dal nostro Statuto?
E' dunque, in qualche modo, un atto di rinvio, di melina
alla legge. Molti si sono dilettati a dire che bisognava
recepire, e concludo, signor Presidente, la Merloni ter. Bene, la
Merloni ter, all'articolo 4, prevede una serie di modalità con le
quali si potranno esercitare vigilanza e controlli. Ma in
Sicilia chi potrà realizzare tutto questo, se non un'autorità
regionale? Noi dunque la dobbiamo varare se vogliamo consentire
che le nostre imprese, le nostre opere pubbliche siano sottoposte
allo stesso regime di controllo che opera sul territorio
nazionale. Questa è la questione. Questo è il tema
Non si può dire che stiamo parlando di rinvio, allora,
quando poniamo proprio la questione della presentazione di
emendamenti di riscrittura da parte del Governo e che siamo stati
nelle condizioni di leggerli in tempo reale e di accorgerci
anche, forse ancora in parte, di lacune che sono presenti, per
stessa ammissione del Governo, il quale ha dovuto riconoscere che
c'era una scrittura diversa dalle cose che erano state
concordate.
Bene io voglio ribadire il tema. Ma, se vogliamo fare una
buona legge, non abbiamo bisogno di affrontare e di approfondire
rigo per rigo le norme che andremo a definire sulla nuova legge
sugli appalti? E' un tentativo di giocare al rinvio? E' un
tentativo di rispondere all'obiettivo che il Presidente Cuffaro
poneva all'Aula: fare la migliore legge possibile.
Tale obiettivo però non si raggiunge predicando una teoria,
ma praticando un modo di operare nel Parlamento che consenta, non
in maniera consociativa ma trasparente, alla luce del sole, di
far uscire una legge migliore, per davvero, di quella presentata
all'inizio di questa discussione. E ciò potrà accadere soltanto
se tutti noi parlamentari esercitiamo la funzione per cui siamo
chiamati e svolgiamo il ruolo che ci è proprio in questo
Parlamento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, preciso che l'eventuale
approvazione dell'emendamento 3R comporterebbe la preclusione
degli emendamenti 3.5.1, 3.5 e 3.9 e l'assorbimento degli
emendamenti 3.11, 3.12, 3.1.1, 3.8.
L'emendamento 3.13 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Raiti ed
altri l'allegato emendamento 3R.1.
Il parere della Commissione?
SBONA. Favorevole all'emendamento 3R del Governo.
PRESIDENTE. Onorevole Sbona, c'è un subemendamento a questo
emendamento.
SBONA. Contrario a maggioranza al subemendamento 3R.1.
PRESIDENTE. A questo punto suggerirei una brevissima
sospensione in attesa che entrino sia il relatore che il Governo,
in questo momento assenti perchè riuniti per questioni attinenti
al nostro impegno di lavoro.
Desidero, tuttavia, anticipare una mia opinione personale,
non volendo con ciò esercitare il potere che il Regolamento mi
attribuisce in materia di ricevibilità o meno degli emendamenti.
Un emendamento aggiuntivo, come quello proposto dall'onorevole
Raiti, è improponibile perchè stravolge e muta totalmente
l'emendamento del Governo: semmai è un emendamento sostitutivo,
assolutamente sostitutivo, perchè non c'è una sola parola di
riferimento al testo originario.
Ma c'è una cosa che voglio sottoporre ai presentatori del
subemendamento e subito dopo rinviamo anche per discuterne
informalmente: qualora, in linea puramente teorica, l'Aula
approvasse questo emendamento (sostitutivo e non aggiuntivo
perchè, come tale, non potrebbe più essere presentato in quanto
modificativo del testo originario sul quale nessuno presentò
all'epoca emendamenti), ma, dicevo, qualora teoricamente l'Aula
lo dovesse approvare, rimane il problema del coordinamento del
testo al punto 20 della riscrittura del Governo, laddove recita
"l'assessore regionale per i lavori pubblici è autorizzato a
stipulare apposita convenzione con l'autorità per la vigilanza
sui lavori pubblici", cioè l'emendamento sostitutivo del punto 19
non è conciliabile con la sopravvivenza del punto 20. Allora su
questo occorre consultare il Governo, perchè nel caso dovesse
esserci un'apertura conciliativa fra i due testi, naturalmente la
sorte del punto 20 sarebbe segnata.
Questo ho voluta anticipare come argomento abbastanza
sostanzioso e sostanziale; ne parleremo alla ripresa.
Sospendo la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 21.38, è ripresa alle ore 02.16 di
venerdì 19 luglio 2002)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FLERES
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'allegato
emendamento 1G interamente sostitutivo degli articoli 1, 3, 5,
16, 23, 24, 34, 35, 38 e 39 del disegno di legge in esame.
Informo che, in caso di approvazione, il predetto
emendamento assorbirebbe tutti gli emendamenti presentati ai
citati articoli.
Comunico, altresì, che sono stati presentati gli allegati
subemendamenti aggiuntivi all'emendamento 1G: 1G1, degli
onorevoli Fleres e Crisafulli, 1G2 del Governo e 1G4
dell'onorevole Beninati.
ORTISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORTISI. Signor Presidente, vorrei avere il tempo materiale
di leggere l'emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole Ortisi, chiede una breve sospensione
della seduta?
ORTISI. Chiedo di avere il tempo materiale per potere leggere
l'emendamento.
PRESIDENTE. Il tempo materiale non è un termine congruo, lei
dovrebbe concretizzare la richiesta.
ORTISI. Signor Presidente, stasera sono stato abituato a
mercanteggiare un'ora e ottenere quaranta minuti, quindi lascio
alla Presidenza ...
PRESIDENTE. Onorevole Ortisi, se lei è d'accordo, diamo la
parola all'Assessore per i lavori pubblici per illustrare
l'emendamento e così, nel frattempo, lei potrà seguire sia la
relazione che leggere l'emendamento.
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, il maxi emendamento
raggruppa le previsioni degli articoli 1, 3, 5, 16, 23, 24, 34,
35, 38 e 39. I primi cinque commi rappresentano quello che era
l'articolo 1 che determina il recepimento nella nostra Regione
della legge 109, legge quadro in materia di lavori pubblici, nel
testo vigente alla data di approvazione della presente legge.
Ai successivi commi e in particolare al comma 2 si
recepiscono i relativi decreti regolamentari.
Al comma 3, al secondo rigo, la locuzione 'ove compatibile'
è da considerare cassata, è residuata per un refuso di stampa.
Il comma illustra i riferimenti, dove ci si trovasse nel
testo 'bollettino ufficiale della Regione' si intende 'la
Gazzetta della Regione siciliana'; dove si parlasse di 'Ecu'
deve intendersi 'Euro in diritti speciali di prelievo' e dove si
faccia riferimento al termine 'stazione appaltante' abbiamo
inteso che si operasse in riferimento al termine 'ente
appaltante' per uniformare la lettura.
All'ultimo articolo, che credo sia il 40, è già prevista la
pubblicazione del testo coordinato insieme al testo della legge
che il Parlamento è chiamato ad approvare.
I commi successivi sono quelli che erano raggruppati sotto
l'articolo 3 e precisamente i commi 6 e 7 che ineriscono
all'Autorità di vigilanza e alla costituzione dell'Osservatorio
regionale dei lavori pubblici.
Il comma 8, a pagina 4, inserisce tre articoli 7 bis, 7 ter
e 7 quater, dopo l'articolo 7 della legge 109, sono gli articoli
che regolamentano la Conferenza speciale di servizi per i lavori
pubblici che approva i progetti in linea tecnica superiori alla
soglia comunitaria e la Commissione regionale che approva in
linea tecnica i progetti sovra provinciali ovvero di importo di
tre volte superiore alla soglia comunitaria.
L'articolo 7 ter di pagina 7 è la stesura della stazione
appaltante con la sua articolazione provinciale e centrale con il
rinvio alla sua regolamentazione che dovrà avvenire, con delibera
di giunta, entro il 30 novembre 2002 per avviarsi compiutamente a
decorrere dal 90 giorno successivo alla pubblicazione del
Regolamento.
Vi è poi l'articolo 7 quater che inserisce una precisazione
più che una modifica all'articolo 21 della legge 20 del 1999
richiamando esplicitamente le previsioni della legge 95.
Successivamente, il comma 9 - sempre a pagina 9 - definisce
l'aggiudicazione degli appalti con il criterio del prezzo più
basso determinato per tutti i contratti sia a corpo che a misura
che a corpo e misura, sia a misura, mediante offerta espressa in
cifra percentuale di ribasso con due sole cifre decimali
sull'importo complessivo a base d'asta da applicare uniformemente
a tutto l'elenco prezzi posto a base di gara.
Questa è la modifica che abbiamo proposto di apportare al
testo della legge Merloni per l'eliminazione della distinta
prezzi.
Vi sono, poi, alcune modifiche richieste anche dalla
Comunità Europea in merito alle anomalie già, ovviamente,
approvate dalla Commissione.
Al comma 10 abbiamo inserito - dopo l'articolo 21 della
legge 109 - un articolo 21 bis che cerca di velocizzare le
aggiudicazioni e l'esecuzione in caso di ricorso amministrativo -
norma che indica come deve essere subito steso il verbale di gara
sottoscritto dall'impresa aggiudicataria e pubblicato. Poi, vi è
una norma che esplicita un principio giurisprudenziale
assolutamente pacifico e consolidato per cui l'ente appaltante,
in assenza di un provvedimento cautelare e sospensivo definitivo,
è tenuto - salvo sempre il suo esercizio di potere di autotutela
- a consegnare i lavori all'aggiudicatario risultante tale dal
verbale divenuto definitivo senza attendere la definizione nel
merito del giudizio.
Al comma 11 vi è la sostituzione dell'articolo 29 della
legge Merloni che regolamenta la pubblicità.
Al comma 11 bis e al comma 12 sono inserite le modifiche ai
depositi cauzionali ed alle garanzie definitive.
Al comma 14 è prevista un'agevolazione per i professionisti
certificati con sistema di qualità per cui le polizze di RC
professionale, se si tratta di professionisti certificati alle
norme ISO 9000 ed analoghe norme di qualità, sono ridotte del
50%, al fine di incentivare la qualificazione professionale.
Vi sono piccole variazioni al comma 15 di dettaglio
sull'ammontare delle parcelle rispetto ad alcuni valori - adesso
dovrei confrontarmi con l'articolo che abbiamo modificato. Lo
possiamo fare dopo.
Al comma 16, infine, è aggiunto il comma 7 bis - sempre
all'articolo 30 della legge Merloni che regolamenta l'istituzione
del performance bond nei casi di appalto integrato superiori a
100 miliardi.
Al comma 17 incominciano sostanzialmente le norme che
abbiamo approvato sotto il titolo secondo. Il comma 17 racchiude
in sè le previsioni dell'ex articolo 34, la pubblicità per le
forniture ed i servizi. Al comma 18 viene recepito il D.P.R. 327
dell'8 giugno 2001 che regolamenta le espropriazioni per pubblica
utilità.
Dal 19 in avanti sono le norme transitorie per consentire
l'avvio senza eccessivi problemi della nuova normativa.
L'articolo 26 rappresenta le abrogazioni di norme
conseguenti all'approvazione della presente legge così come il
comma 27.
Credo di avere molto rapidamente illustrato per sommi capi
questo emendamento.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome
permangono nel testo alcune imperfezioni che avevamo già chiarito
nella fase del mio primo intervento. Non so come procedere, se
attraverso sub-emendamenti soppressivi o attraverso il fatto che
il Governo modifichi... perchè per quanto riguarda l'articolo 7
ter "L'ufficio regionale per l'espletamento di gare per l'appalto
ai lavori pubblici" rimane nella costruzione della Commissione
aggiudicatrice il termine "almeno tre" che poteva sembrare un
errore invece si coniuga con il fatto che al comma 9 si specifica
che la Commissione può essere integrata da un componente
assegnato dall'assessorato regionale ai lavori pubblici in
rappresentanza dell'assessorato.
Avevamo stabilito, signor Presidente, che erano tre e quindi
va tolto "almeno" e va cassato il comma 9.
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici.
Confermo che al punto 8 di pagina 7 si cassa la parola "almeno" e
che si cassa l'intero punto 9 di pagina 8.
ORTISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORTISI. Signor Presidente, ha fatto bene l'onorevole Speziale
a far notare due passaggi sui quali poi eravamo d'accordo, a
parte la notazione riferita alla raccomandazione dell'onorevole
Capodicasa, che vedo non è stata recepita, riguardante la
vigilanza sui lavori pubblici, l'autorità, per la vigilanza sui
lavori pubblici, mi permettano due osservazioni: a pagina 9,
ultimo capoverso, 3, dopo il comma 1 bis dell'articolo 21 della
legge numero 109 del 1994 sono inseriti i seguenti: '1 TER.
L'aggiudicazione degli appalti mediante pubblico incanto o
licitazione privata.. ma non l'avevamo eliminata?
PRESIDENTE. Onorevole Ortisi in sede di coordinamento si
provvederà.
ORTISI. Un'altra osservazione: a pagina 7, capoverso 7, che
significa in italiano 'E' data facoltà alle amministrazioni
appaltanti di ricorrere su motivata richiesta alle sezioni
provinciali indipendentemente dall'importo dell'appalto'? Forse
in siciliano .. ricurremo a .. forse si voleva dire 'di devolvere
lo svolgimento della gara'. Che significa ricorrere? Ricorrere in
siciliano significa 'ricurriamo a ' cioè li chiamiamo in aiuto.
In italiano ricorrere significa presentare un ricorso
CUFFARO, Presidente della Regione. Intendiamo 'servirsi di',
anche se inferiore a 2.500 miliardi
ORTISI. Non si dice nè 'ricorrere' nè 'rivolgersi'
PRESIDENTE. E' da intendersi 'di avvalersi'. Rinviamo questo
aspetto in sede di coordinamento.
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici.
Signor Presidente, solo per precisare che al punto 4 di pagina 2
rispetto alla licitazione privata è inserito il comma 4 di pagina
2 che dice che tutti i riferimenti contenuti nella legge 109 del
1994 e successive modificazioni e nei regolamenti di attuazione
della stessa non si applicano nell'ambito della Regione, ad
eccezione di quelli relativi alla licitazione privata per la
concessione di costruzione e gestione, cioè per i project
financing, e di quelli di cui al titolo secondo. Può succedere
che in alcuni emendamenti, in alcuni articoli, sia rimasta la
locuzione 'licitazione privata' da tempo precedente, ma va intesa
.. ed anche ricorrere lo correggeremo in 'avvalersi'.
DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, intervengo per una
questione che sembrerà a molti marginale, ancorchè forse il cui
dibattito è esaurito, ed è quella che si trova a pagina 11 a
proposito della pubblicità delle gare nei quotidiani e periodici.
Io ritengo, sento il dovere di dire, che la pubblicità della
gara in un periodico a diffusione regionale è assolutamente
inutile. Inutile perché non è guardando un periodico che nessun
imprenditore intende aggiornarsi o essere avvisato delle gare che
si stanno per espletare, perché la norma che richiama la
pubblicazione degli atti, anche su un periodico, fa riferimento,
per esempio, ai bilanci aziendali. I bilanci aziendali, essendo
comunicazioni una tantum, ha senso che vengano pubblicati sui
periodici perché questa norma è introdotta, non appartiene al
codice della Merloni ter e, quindi, saremmo gli unici in Italia a
pensare che sia utile la pubblicazione su un periodico a
diffusione regionale e perché l'unico effetto che questa norma ha
è quella di ampliare le spese correnti che, in realtà, a parole,
tutti decidiamo e vogliamo ridurre, tanto più in un settore così
delicato e così vitale per la nostra economia.
Io credo che il Parlamento si debba rendere conto ancorché
avendo, presumo, raggiunto un accordo su questo punto, che
trattasi di una norma totalmente inutile, la cui produttività è
nulla ed il cui costo, è certo, è a danno di tutti.
Credo che di fronte ai propositi altisonanti che sono
echeggiati in quest'Aula ricorrentemente, a proposito della
norma, molto spesso la moralità della norma si annida e si scopre
anche in occasioni di questo genere.
Credo, quindi, che un ripensamento sia ancora possibile ed
altrimenti sono comunque soddisfatto di avere detto quello che
penso e spero che altri nell'Aula si rendano conto che questa è
veramente una norma di cui vergognarsi.
ACIERNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, al punto 17
dell'articolo 7 ter, così come riformulato, pagina 9, è scomparso
'previo parere della Commissione Territorio e ambiente'.
PRESIDENTE. C'è un emendamento del Presidente della
Commissione.
ACIERNO. ... Siccome ci era stato detto che l'emendamento non
c'era; invece c'è. Perfetto. L'importante è capirci.
Poi volevo segnalare che per quanto riguarda invece il punto
17 di pagina 13 è stata fatta una modifica rispetto al testo
originario, che era l'ex articolo 34, che riformula i valori
degli importi rispetto alla pubblicità con un aggravio pesante
nei confronti dei comuni, perché noi dicevamo nel testo che era
stato licenziato dalla Commissione: << La pubblicità dei bandi
di gara prevista dai decreti legislativi di cui agli articoli 30
e 31, fatte salve le norme concernenti la pubblicazione nella
Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, va effettuata mediante
pubblicazione nell'albo degli enti ove la stazione
appaltante ha sede nonchè, ove l'importo sia superiore a 40.000
euro, mediante pubblicazione senza oneri nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana e ove l'importo sia
superiore a 500.000 euro, mediante la pubblicazione per
estratto, su almeno tre quotidiani e un periodico regionali
....>>.
In questo testo ora il <<500.000> è diventato <<200.000>>.
Vorremmo capire perché. Non mi pare che c'era stata né
trattativa né mediazione né variazione.
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Sarà stata
di sicuro una svista perché si era condiviso ....
BARBAGALLO. L'onorevole Tumino aveva fatto notare questa
difformità.
ACIERNO. Eccessivo che cosa? Qui stiamo dicendo quello che
era già previsto, e cioè che per fare la pubblicità su tre
quotidiani, uno nazionale ed un periodico dovevano essere gare
superiori a 500 mila euro, invece ora è stato abbassato a 200
mila euro. Lo so che sei d'accordo con me però è stato un errore
di battitura, è quello per i servizi, stiamo parlando per i
servizi non per le gare d'appalto.
BARBAGALLO. Non lo avevo capito.
ACIERNO. Ultimo punto, a titolo personale giusto per i quattro
mesi che ho dedicato al lavoro in Commissione per questa legge,
la formulazione dell'articolo 7 ter, per ciò che riguarda le
cosiddette e mai scritte stazioni appaltanti, poiché questo è un
punto d'onore della trattativa fatta col centrosinistra io chiedo
di potere votare per parti separate questo emendamento perché
intendo votare personalmente contro una formulazione che dice
sostanzialmente che gli enti appaltanti siciliani sono gestiti da
persone per bene fino ad un 1.250.000 euro, superato il 1.250.000
euro noi scriviamo, per legge, che questa gente non è degna, non
di essere ente appaltante ma non è degna di aprire le buste. Io,
personalmente, questa cosa non la condivido, mi rendo conto che
fa parte di una richiesta precisa fatta dal centrosinistra.
Diversamente ho presentato un ordine del giorno che impegna il
governo entro 12 mesi dall'approvazione di questa legge a
legiferare per la riduzione delle stazioni appaltanti, che mi
sembra una cosa molto più seria.
PRESIDENTE. Se l'onorevole assessore ci fa pervenire
l'emendamento correttivo della soglia a cui faceva riferimento
l'onorevole Acierno e non ci sono altri iscritti a parlare ...
FORGIONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io come altri
colleghi dell'opposizione, ho seguito l'iter di questa legge fino
alle ultime ore, alle ultime decisioni, ed ho partecipato anche
ieri all'incontro col governo, con il Presidente della Regione,
per giungere ad alcune modifiche sostanziali che erano state alla
base del rinvio dell'aula ad oggi, della sospensione, e per
sbloccare alcuni punti delicati e controversi che ancora
ostacolavano non un accordo, perché io non credo che bisogna
parlare di questo, ma diciamo la costruzione di un senso comune
sul problema degli appalti in grado di favorire l'iter
parlamentare dell'approvazione della legge.
Alcuni di questi punti, che noi proponevamo come centrali,
vengono acquisiti dall'emendamento del governo, emendamento che
però io ritengo insoddisfacente, e vorrei che questo giudizio
fosse registrato, insoddisfacente anche rispetto al confronto che
ieri abbiamo avuto col governo su alcuni punti qualificanti. La
vicenda delle stazioni uniche appaltanti innanzitutto che non è
una richiesta del centrosinistra, è una richiesta di gran parte
dell'opinione pubblica siciliana, di gran parte degli
imprenditori, del procuratore nazionale antimafia e di gran parte
della magistratura, di gran parte dei comuni siciliani e
dell'ANCI. Mi rendo conto che in questo parlamento ci sono
porzioni contrarie alla stazione unica appaltante.
ACIERNO. No, non ci sono le stazioni uniche appaltanti in
questa legge
FORGIONE. Io mi rendo conto che c'è una forte resistenza alla
stazione unica appaltante. Io sto dicendo che l'emendamento del
Governo accoglie alcuni punti che noi volevamo diventassero senso
comune di questo Parlamento, al di là del rapporto tra
maggioranza e opposizione. Ed esprimo però un giudizio di
insoddisfazione rispetto alla qualificazione di questi punti. E
devo farlo perchè io ritengo che un giudizio politico, nel
momento in cui noi abbiamo rinunciato ad ogni atteggiamento
ostruzionistico, per sbloccare l'iter della legge, però un
giudizio politico e istituzionale va dato.
Ed allora, il problema della stazione unica appaltante non è
mai stata una richiesta del centrosinistra.
Certo, è stata una battaglia che noi abbiamo fatto Non
perchè sopra una certa soglia riteniamo che i soggetti che
gestiscono gli appalti non sono affidabili, e cioè gli stessi
soggetti che gestiscono gli appalti sotto i 2 miliardi non sono
affidabili per gestirli sopra. Non è mai stata questa l'esigenza
che noi abbiamo posto
L'esigenza che noi abbiamo posto è stata quella di un
monitoraggio e di una trasparenza e il superamento di centinaia
di stazioni appaltanti in questa Regione. E' altra cosa E' altra
cosa
E da questo punto di vista, io devo dire al Presidente della
Regione che, rispetto a ieri, c'è un arretramento in questo
maxiemendamento, perchè noi avevamo individuato una soglia che
era già ad un livello di mediazione. La posizione di Rifondazione
comunista era di arrivare alle stazioni appaltanti oltre il
livello della trattativa privata. Ed ieri, avevamo accolto,
comunque, una esigenza di mediazione giungendo ad un milione di
euro. Oggi troviamo che questa soglia viene, ulteriormente,
sfondata.
Io rispetto a questo acquisisco una direzione di marcia, che
però è solo una direzione di marcia. Cosa mi salvaguarda quella
direzione di marcia, cari colleghi? Il fatto che noi affermiamo
in questo emendamento e rivendichiamo che mettiamo nelle more
della legge n. 10, dove il principio della stazione unica è
sancito e viene qui salvaguardato, per cui, nelle more, noi
avviamo un percorso sperimentale alla fine del quale valuteremo
quale è lo sbocco di questo percorso nella salvaguardia di un
principio che è quello stabilito dalla legge n. 10, cioè
l'obiettivo della stazione unica appaltante.
Altro che fare ordini del giorno che impegnano poi, la legge
c'è
E noi operiamo, oggi, un correttivo ed una sperimentazione
nelle more della legge n. 10.
Noi avremmo preferito la soluzione più radicale e per questo
esprimo un giudizio di insoddisfazione su questo emendamento.
Così come noi abbiamo fatto una battaglia trasparente, anche
contro organismi "di massa e di categoria", storicamente
identificati vicini alla sinistra, per intenderci la "Lega delle
cooperative".
Contro l'opinione della Lega delle cooperative che riguarda
la cauzione.
Noi avevamo individuato ieri una soglia, avevamo proposto la
soglia dell'1 per cento; oggi, in questo emendamento, notiamo,
rispetto a quella richiesta, un arretramento, ma non possiamo non
registrare che quella indicazione e quella volontà è stata
accolta. Un giudizio positivo sull'accoglimento dell'indicazione,
un giudizio di insoddisfazione rispetto al ridimensionamento di
quella indicazione e di quella richiesta.
Così come, signor Presidente, sull'Osservatorio regionale.
Non viene colto il ragionamento che qui ha fatto l'onorevole
Capodicasa. L'autorità, scusate, siamo tutti stanchi, mi corregga
onorevole Capodicasa. E su questo punto, questo Parlamento,
questa maggioranza sta rinunciando ad una delle prerogative dello
Statuto siciliano.
Noi, qui, demandiamo tutto ad una convenzione con lo Stato
e, di fatto, rinunciamo ad avere una nostra autorità autonoma
regionale in materia di appalti, avendo ben chiaro tutti noi, e
c'è scritto qui, nel testo, i poteri di questa autorità e quanto
noi, rispetto a questo, noi dobbiamo poter affermare un diretto
collegamento tra la gestione degli appalti e questa autorità, che
deve essere autonoma da quella dello Stato.
Invece, qui, ci rimane il sospetto su questa vostra scelta,
non può non rimanerci il sospetto su questa vostra scelta, voi
che fate sempre gli "alfieri" dell'autonomia e su un punto così
delicato rinunciate, invece, a queste prerogative.
E, allora, il giudizio su questo maxiemendamento, onorevole
Presidente, pur non essendo noi ciechi e vedendo che molte delle
nostre richieste vengono accolte come indicazioni di marcia della
riforma degli appalti, molti dei contenuti da noi indicati
vengono acquisiti, però, come dire, come se ci fosse uno "stop
and go", andiamo avanti ma ci fermiamo, dobbiamo mediare con le
mille spinte, per cui facciamo una riforma incompleta.
Apprezziamo che, rispetto all'emendamento propostoci
all'inizio della serata, si dice che il regolamento attuativo
verrà approvato dalla Giunta entro il 30 novembre e, quindi, non
si parla più del primo semestre del 2003, voi sapete quanto
questo è urgente, a meno che non si voglia fare una riforma che
tutti vogliamo strumento di trasparenza e di legalità e di
snellimento delle procedure, ma vogliamo che questo strumento non
intervenga su "Agenda 2000" e, quindi, la facciamo ma la
demandiamo, poi, alle "calende greche".
No, invece, il vincolo del 30 novembre, sul quale, onorevole
Presidente, io sto esprimendo un apprezzamento per alcune parti
ma un giudizio critico e negativo per altre, noi su quella data
vigileremo perchè, comunque, riteniamo che questa legge
costituisce un passo in avanti rispetto alla paralisi
dell'esistente e noi vigileremo su queste date, perchè non
vogliamo che si faccia una legge finta.
Così come non crediamo, onorevole Presidente, laddove dice
che la soglia può essere, poi, modificata con un decreto del
Presidente della Regione, che la soglia di 1 milione e 250 mila
euro venga "sfondata" al rialzo, come una spinta c'era stata
anche in quest'Aula, che vorrebbe dire vanificare la stessa idea
della stazione unica appaltante, perchè una stazione unica che
agisce su una soglia superiore ai 4 miliardi di vecchie lire,
vuol dire lasciare tutte le stazioni uniche appaltanti che ci
sono qui e tutti gli enti appaltanti.
Quindi, non interveniamo nè sullo snellimento delle
procedure, nè sull'unificazione delle stazioni, non vorremo che
quella norma conservi una sorta di trabocchetto del Governo, una
carta di riserva del Governo per dire che ora, pur di
accontentare la pressione dell'opinione pubblica che c'è, la
pressione dell'opposizione che c'è mettiamo la soglia di un
milione e 250 mila euro, tanto, tra qualche mese, ci riserviamo
poi, a regime, di sfondare questa soglia, magari con una semplice
norma programmatoria della prossima legge finanziaria. No.
Ed è per questo che quelle "more" della legge 10 comunque
rappresentano un vincolo, onorevole Presidente, che, ovviamente,
lei avrà colto.
Per queste ragioni io esprimo un giudizio critico e
insoddisfacente su questo emendamento, pur non sottovalutando il
fatto che la battaglia dell'opposizione ha portato ad una
modifica sostanziale degli orientamenti e dei contenuti che erano
stati qui proposti.
INCARDONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INCARDONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi intervengo
per ribadire il mio giudizio negativo sul principio che le
estrazioni appaltanti vengano ridotte ad una sola per ogni
provincia e una regionale. Sulla necessità e sull'opportunità
che le stazioni appaltanti vengano ridotte, nessuno mai,
contrariamente a qualche tentativo di strumentalizzazione che
qualche dichiarazione ha messo in campo, ha disconosciuto il
principio e l'opportunità di ridurre le stazioni appaltanti, e
purtuttavia, ridurle ad una sola per ogni provincia, significa
dare sfiducia.
Oggi in questo Parlamento, come diceva poco fa l'onorevole
Acierno, non c'è una riduzione effettiva delle stazioni
appaltanti; infatti, effettivamente, si dice che queste centrali
- ora il nome non lo ricordo esattamente - si occupano soltanto
dell'espletamento delle gare. E' qualcosa di diverso della
stazione appaltante: esse, cioè, non programmeranno gli appalti
ma semplicemente espleteranno il momento finale, concluderanno
l'iter dell'appalto; conseguentemente, pertanto, non abbiamo una
riduzione effettiva delle stazioni appaltanti e, anche quando si
fossero occupate di altre parti del procedimento amministrativo,
l'effetto conclusivo è quello di aggiungere altre dieci stazioni
appaltanti al numero già numeroso delle stesse.
Pertanto, il problema chiaramente andava affrontato forse in
maniera diversa; se si voleva effettivamente ridurre il numero
delle stazioni appaltanti, chi ha sostenuto questa idea, avrebbe
dovuto cercare di individuare un criterio e un metodo diverso per
ridurle e non fondarlo semplicemente sulla giusta esigenza di un
maggiore controllo che, probabilmente, può essere raggiungo anche
attraverso altri metodi.
E non è vero che l'ANCI è assolutamente favorevole Non è
vero, caro onorevole Forgione, che il Parlamento nazionale ha
parlato di riduzione delle stazioni appaltanti nel senso da lei
inteso, cioè di una ogni Provincia. Il Parlamento nazionale, la
Commissione nazionale antimafia hanno presentato un ordine del
giorno al Governo nazionale impegnando il Governo a ridurre le
stazioni appaltanti. Ed è cosa diversa dalle cose che ha detto
lei, perché il ragionare, il discutere, il programmare una legge
sull'unico presupposto di garantire un maggiore controllo infine,
poi, certamente non produrrà l'effetto né di ridurre le stazioni
appaltanti, né di dare una legge ai siciliani chiara e
soprattutto onesta perché, al di là delle cose che si dicono, al
di là dei proclami, bisogna dimostrare con i fatti che la
Pubblica amministrazione riesce a garantire l'efficienza e la
trasparenza.
E allora, nel momento in cui ci sarà la possibilità - se
qualche sindaco lo vorrà fare o se qualche Ente vorrà spezzettare
gli appalti ed evitare anche quell'ulteriore controllo che viene
garantito con questa soluzione, che è una soluzione assolutamente
inefficace rispetto agli obiettivi che si volevano raggiungere
con la possibilità di ridurre le stazioni appaltanti - si
registrerà certamente un fallimento della legge; la qualcosa
consentirà, ancora una volta, la diffusione nel convincimento dei
siciliani, e non solo dei siciliani, che questo Parlamento non ha
voluto fare le cose sul serio. E questo sì che favorisce il
diffondersi della cultura dell'illegalità, il diffondersi di
quella cultura che ha consentito alle organizzazioni criminali,
alla mafia di bloccare lo sviluppo di questa nostra comunità
inserendosi nel tessuto sociale. La differenza che corre,
infatti, tra la mafia e le altre organizzazioni criminali è
questa capacità di insinuarsi nel tessuto sociale e di
controllare tutto il territorio; quindi, rispetto a questo
maxi-emendamento, che poi contiene altri punti interessanti,
qualificante è stato invece l'intervento della richiesta per la
fideiussione bancaria e non assicurativa, perché certamente
qualifica meglio le imprese sul territorio, quelle in grado
effettivamente di partecipare alle gare attraverso una capacità
finanziaria che va dimostrata con le fideiussioni bancarie, e non
con le fideiussioni assicurative più facilmente raggiungibili.
Ecco perché, su questo maxi emendamento, annuncio la mia
astensione perché non posso giudicarlo completamente negativo -
ripeto ci sono alcuni punti che ritengo essenziali anche rispetto
ad una qualificazione delle imprese e sopratutto rendono più
impermeabile la normativa sugli appalti nei confronti della
criminalità organizzata - purtuttavia, non condividendo
l'articolo 7, ter mi astengo dalla votazione.
VICARI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VICARI. Signor Presidente, onorevole assessore, sicuramente
questo testo contiene alcune parti pregevoli, che sono passate
anche dalle commissioni, ma molte non pregevoli che riguardano un
accordo d'aula che non ha nessun carattere politico ma altro.
I due aspetti sono quelli che poco hanno a che fare con la
politica e anche con la cultura politica; il primo è stato
abbondantemente discusso sulle stazioni uniche appaltanti, che
certamente diventano una sovrastruttura ed un peso in più per
questa Regione, aumentando di fatto il numero delle stazioni
appaltanti presenti in Sicilia, oltre tutte le considerazioni
fatte precedentemente sul bollare con legge sindaci, funzionari,
presidenti di provincia e dirigenti regionali sulla potenziale
corruttibilità, cosa che invece per legge si sancisce non essere
per tre soggetti che andranno a gestire le stazioni uniche
appaltanti.
Ma su questo non vado oltre perché non contesto la scelta,
contesto il metodo della scelta, essendo questo punto uno dei
punti programmatici del nostro Presidente.
Per quanto riguarda invece le fideiussioni, ritengo che si
sta insistendo in un modo assolutamente distruttivo per le nostre
piccole imprese e per i nostri artigiani.
Preferirei far dire alla Sinistra, che si è tanto battuta su
questa campagna di moralizzazione per eliminare le fideiussioni
assicurative e far rimanere esclusivamente le fideiussioni
bancarie, che probabilmente è più facile dire di levarsele di
torno che non fare questa legge. Ma nei casi in cui si tratta di
un importo, di centocinquanta, duecento milioni, per cui il
cinque per cento corrisponde a cinquecentomila, seicentomila, noi
stiamo costringendo gli artigiani ed i piccoli imprenditori a
fare delle fideiussioni bancarie con dei costi.
Io non comprendo perché è stato tolto dal testo della legge
Merloni ....
Presidente, a queste condizioni non sono interessata ad
intervenire.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dovremmo consentire
all'onorevole Vicari di potere sviluppare il suo intervento senza
questo fastidiosissimo brusio di sottofondo. Invito pertanto
i colleghi a prendere posto nei rispettivi banchi e a consentire
all'onorevole Vicari di completare il proprio intervento.
VICARI. Onorevole Assessore, o si reintroduce quanto previsto
dalla legge Merloni, posto che comunque le fidejussioni
assicurative sono state bandite perché altrimenti sono elemento
di corruzione o di infiltrazione mafiosa - così la sinistra ha
stabilito - ripristinando le cauzioni a mezzo di contanti o di
titoli.
SPEZIALE. E' previsto nella legge.
VICARI. Non è previsto questo nell'emendamento.
Oppure, altra ipotesi, introdurre un limite di importo per
cui per le gare di 50 milioni, di 100 milioni o di 150 milioni
gli imprenditori non sono costretti a pagare obbligatoriamente
alle banche una fidejussione bancaria.
Nell'emendamento c'è scritto per importi sotto la soglia.
SPEZIALE. Onorevole Vicari, fino a 300 milioni non si paga.
VICARI. L'emendamento prevede "per i lavori di importo a base
d'asta inferiori alla soglia comunitaria"; non c'è un minimo.
SPEZIALE. C'è una parte che regolamenta i lavori fino a 150
mila euro.
VICARI. SÌ, li regolamenta fino a 150 mila euro, ma non
esclude quelli dalla fidejussione bancaria.
CUFFARO, presidente della Regione. L'osservazione
dell'onorevole Vicari è pertinente. Pertanto, aggiungeremo che
sotto i 300 milioni non c'è bisogno delle fidejussioni.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Intervengo brevemente soltanto per fare alcune
valutazioni di carattere politico, generale, sull'emendamento
presentato dal Governo.
Se la legge che noi stiamo esaminando avesse dovuto
scriverla il centro-sinistra, onorevole Presidente della Regione,
noi avremmo dato vita alle stazioni appaltanti così come previsto
dalla legge n. 10.
Io voglio ricordare ai colleghi che sulle stazioni
appaltanti il testo del Governo prevedeva l'abrogazione di quanto
previsto dal Titolo I della legge n. 10. Fa specie stasera
sentire da alcuni colleghi della maggioranza che è stato fatto
poco rispetto alle stazioni appaltanti.
Potevano dirlo in corso d'opera, potevamo richiamarci a dare
più concretezza al Titolo I della legge n. 10; avrebbero
trovato, da parte nostra, piena disponibilità.
Io penso che qualche passo avanti è stato fatto. Per quanto
riguarda le stazioni appaltanti che adesso sono definite tali, ma
in realtà sono stazioni aggiudicanti dei lavori a livello
provinciale, noi abbiamo raggiunto un punto di mediazione, con il
Presidente della Regione e con la maggioranza, che riguardava una
soglia attorno ai 2 miliardi di vecchie lire.
Ci viene presentato stasera un emendamento che modifica il
contenuto di quell'accordo e quell'accordo si teneva assieme ad
un'altra questione che noi riteniamo fondamentale, che era quella
legata alle fideiussioni bancarie.
Onorevole Presidente della Regione, ci siamo convinti della
bontà di proporre le fideiussioni bancarie non sulla base di una
convinzione ideologica, ma sulla base del fatto che ci avete
convinto che bisognava rendere libero il mercato, che il mercato
dei lavori pubblici non doveva essere condizionato, né tutelato
e che bisognava favorire le imprese che operano e rischiano nel
settore.
Abbiamo sostenuto questa tesi ed è la ragione che ci ha
spinto a presentare l'emendamento sulle fideiussioni bancarie e
l'insistenza sulla richiesta delle presentazione delle
fideiussioni bancarie e l'abbiamo fatto citando una circostanza
che è conosciuta al Presidente della Regione ed all'Assessore per
i lavori pubblici, che riguardava il comune di Gela.
Nel comune di Gela, c'è una nota fatta dal Ministero,
dall'autorità di sorveglianza, una nota che apprezza l'iniziativa
del comune di Gela allorquando il comune di Gela, forzando la
vecchia normativa, ha deciso di introdurre nel bando la richiesta
della cauzione. In quel caso lì - dice l'autorità - si sono
registrate una riduzione consistente delle imprese che hanno
partecipato, un'aggiudicazione che si aggira attorno al 10 per
cento, quando in Sicilia si viaggiava tra lo zero e l'uno per
cento, ed il lavoro è stato regolarmente completato. Cioè si è
favorita una libera concorrenza.
Abbiamo voluto introdurre questo nella legge e non abbiamo
capito e non capivamo le resistenze che c'erano nella maggioranza
su questo punto.
Stasera prendiamo con soddisfazione atto che una parte della
maggioranza si è convinta e quindi viene fuori un testo
complessivo, che viene presentato al Governo, che per alcuni
aspetti noi giudichiamo positivo.
Avremmo preferito che venisse introdotto l'1 per cento per
quanto riguarda le fideiussioni bancarie; il Governo ha insistito
perché si arrivasse allo 0,50 per cento, ma è importante però che
il Governo abbia voluto introdurre nella norma un principio che
serve a pulire il sistema delle imprese.
Un'osservazione fatta dall'autorità rispetto alla gara di
Gela è che in Sicilia alle gare partecipavano centinaia e
centinaia di imprese; gran parte di queste imprese sono imprese
fasulle, sono imprese che non hanno rapporti con le banche, che
non operano, che erano di supporto, surrettizie a un sistema che
permetteva l'aggiudicazione a bassi tassi, tra lo zero e l'uno
per cento.
Abbiamo voluto liberare l'impresa siciliana e le modalità di
aggiudicazione dalla pesantezza di questo malcostume attraverso
quello che riguardava la presentazione della fideiussione
bancaria.
Riteniamo che questo sia stato un fatto positivo e
giudichiamo positivo il fatto che il Governo abbia voluto
accogliere questa nostra proposta e tuttavia complessivamente,
non essendo però passato il principio delle stazioni appaltanti,
così come da noi richiesto, che era quello di dare concretezza al
dettato normativo della legge n. 1, avendo previsto una soluzione
mediata rispetto al principio delle stazioni appaltanti, noi ci
permettiamo di formulare un giudizio critico sul complesso
dell'emendamento ed è la ragione per cui, come Gruppo DS,
preannunciamo rispetto all'emendamento il nostro voto di
astensione.
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, con l'approvazione del maxi
emendamento volevo specificare, e mi pare che il Governo l'abbia
inteso in questo senso, qualora il maxi emendamento sia
assorbente degli articoli che sono stati accantonati, vorrei
ricordare che ad uno di questi articoli accantonati,
esattamente il 24, era stato presentato l'emendamento 24.12 a
firma mia e dell'onorevole Oddo, sul quale la Commissione aveva
espresso parere favorevole con riferimento alla parte seconda di
questo emendamento, cioè al comma 2, laddove dice che le
disposizioni che prevedono l'obbligo della certificazione
antimafia sono estese, nel caso di società che partecipano ad
appalti pubblici, anche ai soci di dette società. Su questa
parte era stato espresso parere favorevole da parte della
Commissione. Vorrei ricordare che comunque è un tema
considerato anche nella legislazione nazionale, semmai una
correzione che c'è da fare è che bisogna limitarsi "ai componenti
degli organi societari". Peraltro lo ritengo di grande valore.
Vorrei che, qualora il max emendamento fa decadere, questo che
comunque aveva carattere aggiuntivo, fosse salvato come articolo
a parte, il 24.12 sul quale, ripeto, la Commissione aveva
espresso parere favorevole.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Cracolici,
volevo chiedere al Governo se si è formato una opinione rispetto
all'osservazione dell'onorevole Giannopolo e se ritiene di dovere
accedere alla richiesta formulata. Nel qual caso bisognerebbe
presentare un emendamento, perchè gli emendamenti presentati agli
articoli che vengono a decadere per il max emendamento decadono
anch'essi.
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore ai lavori pubblici.
Sull'emendamento di cui ha parlato l'onorevole Giannopolo
effettivamente, se si tratta degli organi amministrativi, degli
organi societari, allora la norma è possibile certamente, ma è
peraltro già prevista nelle normative antimafia rispetto alle
società perchè vengono forniti; e pur tuttavia è perfettamente
inseribile. Cosa diversa sarebbe stata l'estensione ai soci
perchè si sarebbe potuto verificare ...Su questo punto non c'è
alcun problema.
PRESIDENTE. Quindi, onorevole assessore, presenterà un
emendamento?
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore ai lavori pubblici. Sì.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Signor Presidente, ho visto che è stato distribuito
un testo di modifica al comma 11 bis di pagina 12
dell'emendamento presentato dal Governo, definito in due commi:
sul secondo, che è assolutamente pleonastico, mi sembra corretto
prevedere che sotto la soglia dei 150 mila euro sia esentata la
possibilità di pagare la cauzione. Mi sembra che su questo siamo
assolutamente d'accordo.
Sul primo comma, onorevole Presidente della Regione e
onorevole assessore, vorrei far rilevare che tutti noi siamo
addivenuti ad un abbassamento della soglia dal 2 per cento allo
0,50 per centto, quindi riducendo l'importo fidejussorio che
l'impresa dovrà sottoscrivere nella fase dell'aggiudicazione, ...
SPEZIALE. E' ritirato.
CRACOLICI. Signor Presidente, resterà per i posteri
come intervento illogico.
PRESIDENTE. Ce ne sono tanti altri
Gli emendamenti che accolgono le osservazioni dell'onorevole
Giannopolo e dell'onorevole Cracolici, se non ci sono altri
iscritti a parlare, passerei alla votazione dei sub emendamenti
che sono stati nel frattempo presentati.
SPAMPINATO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPAMPINATO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per dichiarare il mio voto di astensione sull'emendamento
presentato dal Governo.
L'ho già fatto in altre occasioni, ma apprezzo ancora una
volta lo sforzo fatto dalla maggioranza e dal Governo per
recepire tante delle istanze che sono state presentate, che sono
state oggetto di confronto in questo lungo e tormentato iter
parlamentare. Entrando nello specifico dell'emendamento
presentato dal Governo sono due almeno i punti che ho potuto
cogliere nel breve tempo che c'è stato concesso per prendere atto
di questo emendamento, anche in considerazione della parziale
esposizione del Governo, e riguardano innanzitutto la stazione
appaltante, era la finalità a cui si tendeva con l'introduzione
della stazione unica appaltante, forse il nome ha ingenerato
tanti equivoci, era quella non tanto di criminalizzare le
amministrazioni locali, le amministrazioni provinciali,
l'amministrazione regionale, ma quella di determinare un
monitoraggio sulle gare di particolare rilievo nella Regione
Sicilia. Credo che prevedendo una soglia così alta si vanifica
tale finalità.
Ecco perchè mi dichiaro contro questa norma e quindi
propongo il mio voto di astensione, motivato anche dal non
recepimento per quanto riguarda l'autorità per la vigilanza sui
lavori pubblici, per le motivazioni che ho espresso prima, per il
non recepimento dell'emendamento a firma dell'onorevole Raiti,
per il rinnegare in questa occasione la nostra specialità e le
nostre competenze legislative.
Non so se è il momento, se lo voteremo congiuntamente, ma se
ritiene Presidente e mi autorizza, vorrei anche brevissimamente
intervenire rispetto all'emendamento 1G.1. Non so se verrà votato
congiuntamente, però se vuole che l'Assemblea si risparmi un
ulteriore intervento, chiedo sostanzialmente ai presentatori di
rappresentare le finalità a cui si vogliono tendere con
l'approvazione di questo emendamento.
Vorrei chiedere, sicuramente è un mio difetto, quali sono le
pubblicazioni dell'Assemblea regionale e quali sono le
pubblicazioni della Fondazione Federico II ed in che modo il
sistema della pubblicità degli appalti può essere garantito
attraverso la pubblicità in uno di questi due periodici, di cui
ignoro anche la distribuzione nelle copie e la distribuzione
temporale.
Chiederei ai presentatori che venga illustrato l'emendamento
e le motivazioni per cui è stato presentato; diversamente, o in
ogni caso, evitando un ulteriore intervento, già mi dichiaro
contrario a questo emendamento senza dover riprendere la parola.
La ringrazio.
PRESIDENTE. In attesa che il Governo predisponga
l'emendamento, sospendo la seduta per due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 3,30 è ripresa alle ore 3,35)
PRESIDENTE. Il Governo ha presentato, dopo avere ascoltato
gli interventi precedenti, l'emendamento 1/G.8 che è sostitutivo
dell'emendamento 1/G.7 che, pertanto, è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
RAITI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAITI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò brevissimo
perché capisco le sollecitazioni dei colleghi deputati che
vorrebbero privarmi del mio intervento, che mi sollecitano, data
l'ora, di essere assolutamente sintetico.
Lo sarò, assolutamente sintetico, dicendo che voterò contro
il testo dell'emendamento così come pronunciato.
RAITI ... dell'emendamento così come pronunciato e degli
emendamenti allegati, per alcuni brevi motivi. Apprezzo lo sforzo
fatto dal governo di recepimento di molte delle istanze avanzate
dal centrosinistra però non mi convince il ragionamento
sull'Autorita di vigilanza; cioè noi abbiamo accettato le
competenze dell'autorità di vigilanza nella nostra Regione però
ci siamo autolimitati rinunciando alle prerogative statutarie in
un momento nel quale noi stiamo per revizionare, sulla base della
modifica del titolo V dello Statuto, tutte le prerogative delle
regioni a statuto ordinario con quelle delle regioni a statuto
speciale, e in questo contesto noi rischiamo di perdere proprio
le prerogative nostre, credo che la rinuncia a questo tipo di
prerogative certamente non è un vantaggio che noi stiamo ponendo
rispetto alla tutela dello Statuto speciale della Regione
siciliana.
Poi non posso condividere l'emendamento 1.G1 perché mi pare
una sorta di finanziamento editoriale improprio della Fondazione
Federico II. Ritengo che noi dovremmo ragionare, sulla base di
una limitazione delle spese, su ciò che è necessario al
raggiungimento degli scopi che ci prefiggiamo.
Allo stesso modo miassocio all'intervento dell'onorevole De
Benedictis per quanto riguarda il ragionamento che prevede
l'obbligo di fare le pubblicazioni, anche su un periodico a
carattere regionale, adesso non ricordo esattamente di quale
emendamento parliamo. Il ragionamento sulle stazioni uniche
appaltanti certamente lascia molto a desiderare tanto che anche
il presidente della Commissione antimafia si è espresso in una
maniera assolutamente critica.
Per queste ragioni, ed ho finito, voterò contro questo maxi
emendamento presentato dal Governo pur apprezzando gli sforzi
compiuti nella direzione che anoi avevamo richiesto.
PRESIDENTE. Il Governo aveva annunciato di voler presentare un
emendamento che avrebbe assorbito l'emendamento 24.12 a firma
degli onorevoli Giannopolo e Oddo, la II parte. Ecco, è stato
appena presentato. Lo numeriamo, lo distribuiamo e se non ci sono
altri iscritti a parlare passiamo alla votazione dei
subemendamenti già presentati.
Pongo in votazione l'emendamento di correzione formale del
testo, quello che riguarda la questione di almeno tre componenti
e cioè l'emendamento 1G9.
Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
Il governo lo ha presentato, chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1G6 che è relativo al comma
7.20, prima delle parole 'apposita convenzione' aggiungere
'previo parere della competente commissione legislativa', a firma
degli onorevoli Giannopolo, Oddo e Capodicasa.
Il parere del Governo?
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici.
Favorevole.
PRESIDENTE. Parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevoler resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'subemendamento della Commissione 1G3,
aggiuntivo al comma 17, di pagina 9, che così recita: "previo
parere della Commissione di merito".
Il parere del Governo?
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici.
Signor Presidente, il parere è contrario per la seguente
motivazione. Essendo schema di Regolamento e di per sè da
sottoporsi successivamente all'approvazione dello schema da parte
della Giunta al percorso previsto per i regolamenti in
commissione, per cui mi pare almeno pleonastico, perchè il parere
avviene dopo l'approvazione dello schema da parte della Giunta.
PRESIDENTE. Lo ritira, onorevole Beninati?
BENINATI, Presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI, Presidente della Commissione e relatore. Se ha
capito bene, se è un problema di schema, non è che siamo
innamorati. Era stato detto che ci voleva il parlare della
Commissione, pertanto, fermo restando che non ci innamoriamo di
nulla, perchè non è che la Commissione vuole esprimere pareri, ma
era stato detto che la Commissione doveva esprimere parere.
Allora, se lo schema viene trasmesso, in ogni caso, alla
Commissione, il problema è risolto. Se questo schema però, non
dicendolo, non viene trasmesso, lo dobbiamo dire. Questo è un
piccolo problema che io non so, mi viene posto da tutta la
Commissione, non è posto da me.
CUFFARO, Presidente della Regione. Il problema è la parola
"previo": prima si deve fare e poi ci si deve mandare, quindi, è
la parola "previo" che si discute.
BENINATI, Presidente della Commissione e relatore. Ed allora,
"sentito", che cosa dobbiamo scrivere?
CUFFARO, Presidente della Regione. Nel senso che il
regolamento verrà in Commissione, lo preveda già, quindi c'è.
PRESIDENTE. Allora, ai fini degli atti parlamentari, si
considera che il regolamento una volta approvato dalla Giunta,
viene trasmesso alla Commissione di merito.
BENINATI, Presidente della Commissione e relatore. Dichiaro di
ritirare l'emendamento 1G3.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1G1 è quello che
riguarda la pubblicazione sul periodico dell'Assemblea e della
Fondazione. I periodici dell'Assemblea e della Fondazione sono
due giornali, uno è Cronache parlamentari e l'altro è Euro
Mediterraneo, che sono pubblicati a cura dell'Assemblea regionale
siciliana e della Fondazione Federico II, quindi sono organi di
questo Parlamento.
L'emendamento è stato, peraltro, sollecitato dal Consiglio
di Presidenza, mi sembra che questo sia sufficiente a chiarire i
dubbi dell'onorevole Spampinato.
SPAMPINATO. Quali sono le finalità?
PRESIDENTE. Onorevole Spampinato, non li conosche questi
giornali? E' forse l'unico a non conoscerli.
SPAMPINATO. Quali sono le finalità di questo emendamento?
PRESIDENTE. Quando uno pubblica i bandi sui giornali, lo fa
per farli conoscere. Quindi credo che le finalità siano in re
ipsa.
FORGIONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, io non vorrei contrastare
l'autorevolezza dell'Ufficio di Presidenza dell'Assemblea, ma mi
sembra che la finalità della pubblicazione dei bandi è la
pubblicità per consentire ad imprese di concorrere alle gare.
Dato che, mi pare, che le due testate, oggetto di questo
emendamento, primo, vanno in abbonamento; secondo, hanno un
mercato, termine improprio in questo caso, che si rivolge ai
parlamentari, e non mi pare che noi concorriamo a fare gare, ad
uffici regionali, ad enti pubblici.
La finalità, collegata agli obiettivi della legge e degli
articoli che riguardano la pubblicità di questa legge, in questo
caso proprio non c'è, a meno che non pensiamo che questo sia uno
strumento perchè i comuni o la regione finanzino l'organo
dell'Assemblea regionale, attraverso la Fondazione Federico II e
anche questo mi sembra un po' eccessivo, vivendo, quel giornale,
tra l'altro, di finanziamenti esclusivi dell'Assemblea regionale
siciliana.
Io credo che possiamo fare tutto, ma qualche cosa di
eccessivo è bene evitarla.
ORTISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORTISI. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, a me sembra
almeno inelegante questo emendamento, perchè noi andiamo a
taglieggiare gli enti che, peraltro, finanziamo, per molti
aspetti, cioè molte opere o servizi degli enti locali sono
finanziati dalla Regione che, per altro verso, gli dice: ti
finanzio per "X" meno "Y" che devi far ritornare alla base. Tutto
ciò è ridicolo.
ROTELLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROTELLA. Signor Presidente, vorrei cogliere l'occasione per
suggerire al Governo di aggiungere all'emendamento presentato le
parole "titolo gratuito", visto che già questo giornale
usufruisce dei finanziamenti di questa Assemblea.
Se dovesse essere a titolo gratuito non ho nulla in
contrario ad accogliere questo emendamento; se dovesse essere,
invece, a titolo oneroso, le annuncio il mio voto contrario e, a
questo punto, suggerirei al Governo di inserire tutti i giornali
parrocchiali che ci sono in Sicilia.
PRESIDENTE. Chiedo il parere del Governo.
SCAMMACCA DELLA BRUCA , Assessore per i lavori pubblici.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1G7: "Al punto 1 bis, dopo la
parola 'soglia comunitaria' sono aggiunte le parole 'e superiori
a 150 mila euro'", a firma del Governo. Il parere della
Commissione?
BENINATI, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al sub emendamento 21 bis che, in realtà, non è un
sub emendamento perchè il punto era già ricompreso nella stesura
del max emendamento e, quindi, lo votiamo insieme a tutto
l'emendamento perchè è ricompreso.
Passiamo al sub emendamento 1G5. "Al punto 17 di pagina 13
le cifre 100.000 e 200.000 sono da intendersi rispettivamente
40.000 e 500.000". Al punto 17 di pagina 13, dopo le parole
500.000 euro, aggiungere la parola 'anche'", a firma del Governo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Onorevole Presidente, io credo che noi stiamo
votando un emendamento che fa riferimento alla questione che è
stata posta, credo, dall'onorevole Acierno, in riferimento ad
appalto per servizi, dove prevediamo che la pubblicazione sui
giornali avviene dopo l'importo di 500.000 euro, cioè circa un
miliardo di lire.
Io ritengo che sia sbagliato, nel senso che poichè sono
appalti per servizi e riguardano, quindi, una tipologia di
servizi dall'assistenza agli anziani, ai bambini, eccetera,
eccetera.
Credo che sia, e attiene molto la vita dei Comuni, una cosa
saggia consentire che dopo i 200 mila Euro possa esserci una
pubblicazione a mezzo stampa anche per favorire la partecipazione
di diversi soggetti ad una gara, perché, altrimenti, considero
assolutamente improbabile che il tessuto associativo del
volontariato, delle imprese sociali, del terzo settore, possano
partecipare ad una gara che non sanno, che non conoscono se non
attraverso la Gazzetta Ufficiale della Regione.
Io credo che sia un atto di maggiore trasparenza consentire
che sopra i 200 mila Euro si possa fare la pubblicazione a mezzo
stampa, pertanto vorrei proporre un sub-emendamento che modifica
l'importo di 500 mila Euro con il testo che, originariamente, era
contenuto nel testo del Governo 200 mila Euro.
CUFFARO, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, Presidente della Regione. Chiedo di ritirare
l'emendamento e resta il testo del Governo che parlava di 200
mila Euro; non è necessario il sub-emendamento.
PRESIDENTE. Allora l'emendamento 1G5 è ritirato.
Si passa all'emendamento 1G4, a firma della Commissione.
Il parere del Governo?
CUFFARO, Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
E' APPROVATO.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1G8, a firma del Governo.
Il parere del Governo?
CUFFARO, Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
E' APPROVATO.
PRESIDENTE. A questo punto, onorevoli colleghi, non resta
altro che votare l'emendamento 1G così come sub-emendato con i
sub-emendamenti che abbiamo testé votato.
Il parere del Governo?
CUFFARO, Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
E' APPROVATO
(Con l'astensione di alcuni componenti del Centro sinistra)
PRESIDENTE. Allora, onorevoli colleghi, non abbiamo ancora
completato, purtroppo.
Allora, onorevoli colleghi, la Presidenza considera
improponibili, superati o assorbiti tutti gli emendamenti
all'articolo 40.
Si passa all'articolo...
PRESIDENTE. Si passa all'ultimo articolo, poi nella
numerazione vedremo quale avrà. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Lo Porto
Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini del
giorno:
N. 94 - Intervento al fine di impedire la realizzazione del
ponte sullo stretto di Messina.
L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
- i recenti annunci fatti dal Ministro Lunardi e dal
Presidente del Consiglio circa l'avvio dei lavori per la
realizzazione del ponte sullo stretto di Messina hanno
determinato una situazione di grave allarme fra i
cittadini dell'area interessata;
- l'allarme si é esteso alle procure di Reggio Calabria
e di Messina che paventano infiltrazioni mafiose e
speculative tese all'acquisizione dei terreni
interessati all'esproprio per la realizzazione
dell'opera;
- ad oggi non é ancora noto il contenuto della relazione
relativa alla V.I.C. Valutazione d'impatto criminale
strumento fondamenta nella lotta alle infiltrazioni
mafiose negli appalti e per garantire la trasparenza;
CONSIDERATO che:
- tutte le infrastrutture viarie e ferroviarie,
convergenti in un unico imbuto, devasteranno vaste aree
urbane della Sicilia e della Calabria;
- la stessa società Stretto di Messina ammette, ma solo
parzialmente, che vi sono aree del territorio,
interessato dal progetto, da ritenere sensibili come
quella di Capo Peloro, sede di una riserva naturale in
cui insiste un progetto di salvaguardia di ambiti
naturalistici ancora integri;
- sono allo studio, sempre dalla società, i cosiddetti
progetti di "mitigazione" consistenti in alcuni
interventi che dovranno prevedere l'impatto ambientale
causato dall'opera e tra essi figurano: i cimiteri di
Ganzirri e quello di Villa S. Giovanni;
- solamente alcuni di questi elementi tecnici lasciano
già prefigurare lo snaturamento dei sistemi ambientali e
paesaggistici di due aree tra le più belle del paese,
come Scilla e Ganzirri, e persino l'alterazione del
flusso migratorio degli uccelli che insistono nell'area
dello stretto;
- si prevede lo smaltimento di circa 8 milioni di metri
cubi di materiale di scavo;
- il ponte, così come rilevato dagli stessi tecnici,
dovrebbe rimanere chiuso al transito degli autoveicoli
almeno tre mesi l'anno a causa delle correnti uniche che
attraversano lo stretto di Messina;
- la Sicilia ha una vocazione naturale per svolgere il
ruolo di collegamento tra i mercati del Mediterraneo e
quelli del nord Europa.
Rilevato che:
- appare sempre più nebulosa la struttura finanziaria
che dovrebbe sovrintendere ai lavori a partire dalla
ricerca di capitali privati;
- il costo complessivo dell'opera, ammontante a circa 11
mila miliardi di vecchie lire ed aumentato del 60%
rispetto al precedente progetto, non appare in alcun
modo giustificabile sotto il profilo meramente
economico, non producendo peraltro alcun risparmio in
termini temporali ed aggravi sul versante dei costi di
trasporto delle merci;
- l'opera stessa si configurerebbe come un inutile
prodotto infrastrutturale, incapace di muovere sviluppo,
di collegare realmente due regioni che necessiterebbero
di ben altri interventi infrastrutturali e di una
efficace diversificazione del trasporto delle merci.
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- Ad opporsi alla realizzazione del ponte sullo stretto
di Messina e a chiedere al Governo nazionale che le
risorse finanziarie destinate a quell'opera vengano
attribuite alle Regioni Sicilia e Calabria per la
realizzazione delle infrastrutture viarie e ferroviarie
interne alle due Regioni e per agevolare la penetrazione
nei mercati internazionali dei rispettivi prodotti.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 94.
Il parere del Governo?
SCAMMACCA DELLA BRUCA, assessore per i lavori pubblici.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 102:
N. 102 - Interventi per la verifica dello stato di attuazione
della l.r. n. 32 del 2000 del POR e del complemento di
programmazione.
PREMESSO CHE:
- il 31 ottobre prossimo si dovrà procedere alla
rendicontazione delle somme relative alle prime due
annualità del POR Sicilia 2000/2006, mediante la
produzione di giustificativi delle spese effettuate;
- la mancata o parziale rendicontazione comporterà
l'automatico disimpegno delle somme non spese e alla
loro destinazione ad altre aree geografiche d'Europa;
- la fase d'avvio del POR ha registrato ritardi
nell'attuazione delle misure;
- la gran parte delle predette misure presenta aspetti
di criticità rilevati dallo stesso dipartimento della
programmazione nel maggio di quest'anno;
- risulta elevato il rischio di disimpegno delle somme
già assegnate alla Sicilia con la conseguente
impossibilità di partecipare al riparto delle quote
premiali;
- esiste un rischio ancor più concreto che in Sede di
rendicontazione, da effettuarsi negli anni a venire,
possono non essere rispettati i limiti di spesa
programmati;
- è necessario provvedere, con la massima
sollecitudine, previa accurata analisi di ciascuna
singola misura al fine di delineare una ipotesi di
riprogrammazione e rimodulazione che nel rispetto del
POR Sicilia, veicoli le risorse verso le azioni di
realizzare un'attivazione di spesa compatibile con i
cronogrammi disposti a livello comunitario,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a riferire in Aula sullo stato di attuazione del
complemento di programmazione, sugli elementi di
criticità, sulle prospettive e sulle strategie che
intende proporre all0Assemblea per garantire il pieno
utilizzo delle risorse comunitarie;
- ad individuare e presentare all'Assemblea, entro il
prossimo ottobre, proposte legislative che si rendono
necessarie per assicurare che non si giunga per le
scadenze degli anni a venire nella stessa condizione di
emergenza registratasi nella prima fase di attuazione
del POR
IMPEGNA IL PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA
- a convocare riunioni congiunte degli Uffici di
presidenza delle Commissioni parlamentari CEE, II, III,
IV e V, al fine di procedere, in stretto raccordo col
Governo regionale, alla verifica ed al monitoraggio
delle misure del POR in vista dell'approvazione, da
parte delle predette commissioni, di atti di indirizzo
al Presidente della Regione per un'eventuale
riprogrammazione e rimodulazione del complemento di
programmazione.
(FLERES - CATANIA G. -MERCADANTE - MAURICI - SCOMA)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 102.
Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 105:
N. 105 - Impegno per la ridefinizione della disciplina delle
stazioni appaltanti nel territorio della Regione
siciliana
CONSIDERATO che la IV Commissione legislativa dell'Assemblea
regionale siciliana, nel corso dell'esame del disegno
di legge n. 294 .../A ha valutato positivamente la
proposta formulata dal Governo concernente il
mantenimento del Capo I della legge regionale 12
gennaio 1993, n. 10;
PRESO ATTO che la VII Commissione legislativa del Senato della
Repubblica ha approvato all'unanimità, in data 19
giugno 2002, un ordine del giorno con il quale si
impegna il Governo a promuovere un'intesa con le
Regioni al fine di ridurre, secondo modalità uniformi
su tutto il territorio nazionale, il numero delle
stazioni appaltanti, operanti in base alla legislazione
regionale, coniugando la necessità di controllo
della legalità con l'esigenza di procedure di
aggiudicazione rapida;
RITENUTO che il disegno di legge n. 294 .../A prevede al suo
interno norme dirette ad assicurare l'uniformità nella
redazione dei bandi e nelle procedure di
gara;
RITENUTO che un'eventuale modifica della normativa sulle
stazioni appaltanti, anche in linea con le successive
evoluzioni in programma a livello nazionale, impone il
necessario approfondimento, in linea comunque con il
principio della riduzione delle stazioni appaltanti
condiviso dalle forze politiche dell'Assemblea;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a presentare, entro il termine di 12 mesi, un disegno di
legge concernente la ridefinizione della disciplina
delle stazioni appaltanti nel territorio della Regione
siciliana, che coniughi l'esigenza di controllo della
legalità con quella della celerità dell'espletamento
delle procedure di gara.
(ACIERNO)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 105.
Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Mi pare di vanificare il
lavoro che abbiamo fatto. Contrario.
PRESIDENTE. Allora, onorevole Acierno, è ritirato.
ACIERNO. No. Leggetelo.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa al disegno di legge n. 434: "Interventi urgenti
per i collegamenti con le isole minori". Relatore onorevole
Acierno.
Invito i componenti la Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Non ci sono iscritti a parlare .
RAITI. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAITI. Io mi preme sottolineare che noi stiamo andando a
votare una legge sulla base della quale diamo un ulteriore
contributo alle compagnie che sostanzialmente coprono le tratte
navali sulle isole minori. Devo ricordare prima di tutto a me
stesso e poi agli onorevoli colleghi che abbiamo affrontato
questo tipo di ragionamento in commissione bilancio durante la
sessione di approvazione della legge finanziaria; in quella
commissione bilancio questa norma che faceva parte delle norme
finanziarie è stata bocciata e ritirata perché, soprattutto da
parte dei colleghi della maggioranza, si sottolineava la
necessità che non era possibile andare avanti a dare dei
contributi a delle compagnie che non erano sottoposte a regime di
concorrenza, che non erano sottoposte all'approvazione delle
offerte, per fare in modo di limitare i costi e di accedere ad un
bando di concorso che, in ogni caso, non garantivano i servizi
necessari e sufficienti per dare un minimo di operatività a
questa attività che ci pone sotto gli occhi di tutti i turisti
del mondo che vanno a visitare le nostre piccole isole.
In quella Commissione si decise di ritirare l'emendamento
perché si riteneva assolutamente necessario provvedere
immediatamente a procedere alle gare di appalto per porre fine a
questo tipo di finanziamenti che altro non sono che dei
contributi a pioggia ad alcune compagnie che non fanno nemmeno
bene il proprio lavoro.
Nella finanziaria fu approvata, la mattina del 3 marzo 2002,
una ulteriore proroga di finanziamento per sei mesi dicendo che
quello sarebbe stato l'ultimo contributo perché si sarebbe
provveduto, entro il 31 dicembre di quest'anno, a fare in modo di
accogliere le indicazioni della Unione Europea e quindi si
sarebbe proceduto definitivamente a porre fine a questo modo di
agire.
Oggi noi andiamo ad approvare un disegno di legge che dà
l'ulteriore contributo. E' un disegno di legge che io non posso
condividere per i ragionamenti che avevo fatto, anche se apprezzo
il fatto che accanto a questo vi è collegato l'altro disegno di
legge che finalmente pone le condizioni per disciplinare, come è
giusto che sia, questa materia.
Il mio voto contrario va soprattutto indirizzato al fatto
che, ancora oggi, queste compagnie oltre a minacciare in maniera
impropria tutta l'Assemblea regionale con scioperi, con serrate,
che non sono assolutamente condivisibili, perché sanno che questo
è un momento topico per cui fanno danno a tutta l'economia
siciliana, ma continuano a gestire queste tratte in maniera
indecorosa: i servizi non sono assolutamente confacenti, gli
uffici dove si fanno i biglietti non sono regolamentari, molte
corse saltano, vi è un modo di gestire assolutamente
incondivisibile.
Noi adesso stiamo dando un contributo a signori che non
meritano di avere i requisiti di competere regolarmente con altre
ditte che svolgono questo tipo di lavoro.
Capisco le finalità e il fatto che siamo con l'acqua alla
gola ma questo tipo di atteggiamento io non posso condividerlo.
Inviterei il Governo, una volta approvata questa legge, perché
sarà approvata anche con il mio voto contrario, di fare in modo
di porre questi soggetti nelle condizioni di esercitare la
propria attività in maniera decorosa e decente.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
"Art. 1.
Collegamenti marittimi con le isole minori
1. Al fine di consentire il regolare espletamento dei
servizi di collegamento marittimo con le isole minori, è
autorizzata per l'esercizio finanziario 2002 l'ulteriore
spesa in termini di competenza di 6.000 migliaia di euro, che
si iscrive alla U.P.B. 12.3.1.3.1, e in termini di cassa di
5.500 migliaia di euro, cui si provvede mediante riduzione di
pari importo dell'UPB 12.3.2.7.99 (capitolo 876005) del
bilancio della Regione per l'esercizio finanziario medesimo".
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
"Art. 2.
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in vigore il
giorno successivo alla sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
farla osservare come legge della Regione".
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Il voto finale verrà dato in una seduta successiva.
Onorevole colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 23
luglio 2002, alle ore 17.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - COMUNICAZIONI.
II - LETTURA AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D) , E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MO
ZIONI:
N. 143 - Modifiche al decreto dirigenziale del 21 giugno 2002,
in materia di consorzi per le aree di sviluppo industriale,
degli onorevoli Fleres; Catania; Mercadante; Garofalo;
Maurici; Scoma;
N. 144 - Interventi per la verifica dello stato di attuazione
della legge regionale n. 32 del 2000, del POR e del
completamento di programmazione, degli onorevoli Fleres;
Catania; Maurici; Mercadante; Scoma; Croce; Baldari.
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - "Istituzione delle strade e delle rotte del vino" (nn.
9-253-281/A) (Seguito)
Relatore: on. Tricoli
2) - "Provvedimenti urgenti nel settore dell'edilizia popola-
re e per gli immobili di Siracusa-Ortigia" (n. 393/A)
(Seguito)
Relatore: on. Beninati
3) - "Nuove norme sui collegamenti marittimi con le isole
minori della Sicilia. Disposizioni per gli uffici della
motorizzazione civile" (n. 307/A) (Seguito)
Relatore: on. Acierno
IV - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - 'Norme in materia di opere pubbliche. Disciplina degli
appalti di lavori pubblici, di fornitura, di servizi e nei
settori esclusi." (nn. 294-119-268-290-306-313-339-353-369-
388/A).
2) - "Interventi urgenti per i collegamenti marittimi con le
isole minori" (nn. 434-235-429/A) (Seguito)
V - ELEZIONE DI QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
PER LA GESTIONE DEL FONDO DI ROTAZIONE PER IL COMMERCIO
ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART. 9 DELLA LEGGE REGIONALE
4 AGOSTO 1978, N. 26.
VI - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
LA GESTIONE DEI FONDI ISTITUITI PRESSO L'IRFIS PER LE
PICCOLE E MEDIE IMPRESE, PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6
MAGGIO 1981, N. 96.
VII - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE
DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.
VIII - ELEZIONE DI UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER
LA TUTELA DELL'AMBIENTE.
IX - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.
X - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.
XI - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER L'INVENTARIO, LA CATALOGAZIONE E LA
DOCUMENTAZIONE GRAFICA, FOTOGRAFICA, AEROFOTOGRAFICA,
AUDIOVISIVA.
XII - ELEZIONE DI SEI COMPONENTI ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE
PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.
XIII - ELEZIONE DI TRE MEMBRI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI
CONSIGLI PROVINCIALI SCOLASTICI.
XIV - ELEZIONE DI CINQUE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE PER
LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.
XV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI PALERMO.
XVI - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI CATANIA.
XVII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.
XVIII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI CATANIA.
XIX - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI MESSINA.
XX - ELEZIONE DI UN COMPONENTE DEL COMITATO DIRETTIVO DELL'AZIENDA
MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.
XXI - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
DELL'ISTITUTO REGIONALE DI RICERCA, SPERIMENTAZIONE E
AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.
La seduta è tolta alle ore 4.05.
(Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 4.50)