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Resoconto d'Aula della Seduta n. 72 di giovedì 18 luglio 2002
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   Presidenza del presidente Lo Porto


     PAFFUMI,  segretario,  dà  lettura  del processo verbale della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni, si intende
  approvato.

     PRESIDENTE. Onorevoli  colleghi,  per  assenza  dall'Aula  del
  Governo, sospendo la  seduta, avvertendo che la stessa riprenderà
  alle ore 12.30.

     (La seduta, sospesa alle  ore 11.35, è ripresa alle ore 12.57.)

       La  seduta  è  ripresa.
       Onorevoli  colleghi,  su  richiesta del Governo, la seduta è
  ulteriormente sospesa fino alle ore 16.30.

     (La seduta, sospesa alle ore 13.00, è ripresa alle ore 17.04)

             ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNO DI LEGGE

     PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stato  presentato  il  seguente
  disegno di legge:

       -  "Nuove  disposizioni  in materia di edilizia residenziale
  pubblica" (n. 455)
       - iniziativa parlamentare
       -  presentato  dagli  onorevoli Oddo, Crisafulli, Panarello,
  Villari, Zago in data 17 luglio 2002

                      COMUNICAZIONE DI PARERI RESI

     PRESIDENTE. Comunico i seguenti pareri resi dalla competente
           commissione legislativa 'Ambiente e Territorio' (IV):

           - "Priolo  Gargallo  (SR) - Riserva alloggi popolari di cui
           al DPR n. 1035/72, art. 10" (n. 62)
           - reso in data 16 giugno 2002
           - trasmesso in data 17 giugno 2002

           - "Paternò (CT) - Riserva alloggi popolari di cui al DPR n.
           1035/72, art. 10" (n. 63)
           - reso in data 16 giugno 2002
           - trasmesso in data 17 giugno 2002

    COMUNICAZIONE  DI  ASSENZE  E  SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI DELLE
    COMMISSIONI LEGISLATIVE

     PRESIDENTE.  Comunico  le assenze e sostituzioni alle riunioni
  delle Commissioni legislative del 17 luglio 2002:

                         AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   Assenze
   Riunione del 17.07.02: LEANZA E.-BARBAGALLO-CRISAFULLI-LO MONTE
                          ORTISI

                       AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

   Assenze
   Riunione del 17.07.02: ZAGO-GURRIERI-LO CURTO-MAURICI-VICARI

                    CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   Assenze
   Riunione del 17.07.02 (ant.): CATANIA FRANCO-VITRANO
      "      "      "    (pom.): CATANIA-FERRO-GIANNOPOLO-INFURNA

                       ANNUNZIO DI INTERROGAZIONE

     PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stata  presentata  la  seguente
  interrogazione con richiesta di risposta scritta:

           - n. 703 - Richiesta d'ispezione sul degrado della spiaggia
           'sabbie nere'  e  delle  acque  antistanti,  nell'Isola  di
           Vulcano.
           - Presidente Regione
           - Assessore Turismo
           - Assessore Territorio
           Firmatari:   Raiti   Salvatore;  Ferro  Giovanni;  Miccichè
           Calogero; Morinello Salvatore; Orlando Leoluca.

                          ANNUNZIO DI MOZIONI

     PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state presentate le seguenti
  mozioni:

           N. 143  -  Modifiche  al decreto dirigenziale del 21 giugno
           2002, in  materia  di  consorzi  per  le  aree  di sviluppo
           industriale.
           Firmatari:  Fleres  Salvatore; Catania Giuseppe; Mercadante
           Giovanni;   Garofalo   Ottavio;   Maurici  Giuseppe;  Scoma
           Francesco;
           Presentata il 17/07/02;

           N.  144  -  Interventi  per  la  verifica  dello  stato  di
           attuazione  della legge regionale n. 32 del 2000, del POR e
           del completamento di programmazione.
           Firmatari:  Fleres  Salvatore;  Catania  Giuseppe;  Maurici
           Giuseppe;   Mercadante  Giovanni;  Scoma  Francesco;  Croce
           Antonino; Baldari Nicola Renato.
           Presentata il 17/07/02.

       Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno
  della  seduta  successiva  perchè  se  ne  determini  la  data di
  discussione.
       Informo, ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento
  interno,  che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Lo Porto


    SEGUITO  DELLA  DISCUSSIONE  DEL  DISEGNO  DI  LEGGE  "NORME IN
    MATERIA  DI OPERE PUBBLICHE. DISCIPLINA DEGLI APPALTI DI LAVORI
    PUBBLICI,  DI  FORNITURA,  DI SERVIZI E NEI SETTORI ESCLUSI" (N.
    294-119-268-290-306-313-339-353-369-338/A)

     PRESIDENTE.  Si  passa  al punto II dell'ordine del giorno che
  reca:  "Seguito  della  discussione del disegno di legge:  "Norme
  in materia di opere pubbliche. Disciplina degli appalti di lavori
  pubblici, di  fornitura,  di servizi e nei settori esclusi'" (nn.
  294-119-268-290-306-313-339-353-369-338/A)
       Comunico  all'Assemblea  che  gli articoli  accantonati  che
  rimangono da  affrontare ed approvare per la votazione finale del
  disegno di legge  sui  lavori  pubblici sono i seguenti: 1, 3, 5,
  16, 23, 24,  34,  35  (con  l'emendamento  10.9), 38, 39, oltre a
  tutti gli emendamenti aggiuntivi all'articolo 40.
       Tuttavia, rimane  il  problema  legato  alle decisioni della
  Presidenza   in   relazione   agli   emendamenti   da  dichiarare
  inammissibili,   anche   sulla   base   dell'invito  rivolto  dal
  Presidente  della  Commissione.  Rimane,  per esempio, l'articolo
  aggiuntivo 40.16  che  credo  il  Governo abbia ritirato.  Chiedo
  conferma di questo al Presidente della Commissione.

     BENINATI,   presidente   della   Commissione  e  relatore.  E'
  ritirato.

     PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne  prende  atto. Pertanto, dichiaro
  decaduti i  subemendamenti  40.16.2,  40.16.3  e  40.16.1.
       Si   passa   all'emendamento-articolo  40.14  dell'onorevole
  Beninati.

     BENINATI,   presidente   della   Commissione  e  relatore.  E'
  ritirato.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE. Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori
  perché,  come   lei   sa,  l'esito  del  percorso  legislativo  è
  subordinato a decisioni politiche che saranno poi sottoposte alla
  valutazione autonoma dell'Aula.
       Tuttavia, in questo momento si stanno ancora svolgendo degli
  incontri  tra i gruppi parlamentari e il Governo per decidere sul
  complesso  degli  emendamenti  che  esamineremo  nel  corso della
  giornata  odierna.  E siccome ieri abbiamo sospeso la discussione
  sulla  base  di una trattativa fatta con il Governo della Regione
  alla  luce del sole, prima di andare avanti nella discussione del
  disegno  di legge, desideriamo sapere se il Governo, così come si
  era  impegnato  a fare nella giornata di ieri, ha formalizzato il
  testo di un emendamento che avrebbe dovuto contenere i criteri di
  aggiudicazione,   la   pubblicità   della   gara  e  le  garanzie
  assicurative e bancarie.
       Pertanto, in  via  del  tutto  preliminare,  prima di andare
  avanti con  i  nostri  lavori,  ritengo fondamentale sapere se il
  Governo ha già  predisposto  tale emendamento. Nel caso in cui la
  risposta dovesse  essere  positiva, il Governo ce la fornisca, in
  modo tale da  poter  avviare  una autonoma valutazione al fine di
  accelerare il  percorso  di  approvazione  del  provvedimento  in
  esame.
       Se invece  il  Governo  non fosse ancora nelle condizioni di
  fornire all'Aula,  ai  gruppi di maggioranza e all'opposizione il
  testo dell'emendamento, cerchiamo un modo per proseguire comunque
  i nostri lavori.
       Mi auguro che  il  Governo - visto che aveva chiesto qualche
  ora di  tempo  per  la predisposizione dell'emendamento - sia già
  nelle condizioni di sottoporlo all' Aula.

     PRESIDENTE.  Per quanto riguarda le iniziative del Governo, le
  apprenderemo nel  momento in cui verranno formalmente comunicate.
  Allo stato attuale,  non è pervenuto alcun emendamento. E non c'è
  niente di  nuovo  riguardo  a  quello  che abbiamo all'ordine del
  giorno e che dobbiamo ancora discutere ed approvare.
       Se  il  Governo intende dare una risposta lo faccia pure, ma
  in  questo momento  la Presidenza dell'Assemblea ritiene di dover
  procedere  secondo l'ordine  del  giorno;  se  ci  saranno  delle
  novità, sarà lieta di apprenderle.

     CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CUFFARO,  presidente  della  Regione.  Signor  Presidente,  il
  Governo  si   è  impegnato  nel  tentativo  di  trovare  un'utile
  mediazione che  fosse  innanzitutto  la  scelta  migliore  perché
  questa legge che  il  Parlamento  sta approvando sia una legge in
  assoluto la migliore possibile.
       Sinora il  Parlamento, con l'approvazione degli articoli che
  sono passati, ha  dato  certamente testimonianza di un disegno di
  legge che sta  venendo  fuori  bene,  nel  tentativo di dotare la
  Regione di  una  legge  che  guardi non soltanto allo snellimento
  delle procedure, operando quindi una scelta forte in questo senso
  per dare modo  di sbloccare tutta una serie di lavori in Sicilia,
  e sta facendo  ciò mettendo tutta una serie di paletti perchè sia
  anche una  legge che possa garantire il massimo della trasparenza
  e della legalità.
       La scelta operata da questo Governo insieme al Parlamento di
  rinunciare, per  esempio,  alla licitazione privata, è una scelta
  forte che testimonia la volontà di questo Parlamento di coniugare
  la bontà di  tale  legge con quelle che sono le nostre condizioni
  sociali. E ciò  in  relazione al fatto che questa legge dovrà poi
  andare a rapportarsi con le esigenze delle imprese.
       In  questo   sforzo   ieri  siamo  riusciti  a  trovare  una
  mediazione su  quasi  tutti  gli  articoli  rimasti  accantonati.
  Resta  ancora   qualche  divergenza  che  credo  sia  soprattutto
  ideologica, nel senso  che  non  vedo  schieramenti partitici, ma
  vedo delle differenze  all'interno  degli  stessi  gruppi, di chi
  ritiene sia più giusta una tesi anzichè un'altra.
       In questo  senso,  la  proposta  del  Governo è di approvare
  quegli articoli su cui c'è già l'accordo di tutti e di portare al
  dibattito  d'Aula,   alla  volontà  del  Parlamento,  ai  singoli
  deputati la scelta  di  quale sia la tesi più giusta per quel che
  riguarda le cauzioni,  che è l'elemento su cui non siamo riusciti
  ancora a trovare una mediazione unanime.
       Credo, ripeto,  sia  giusto andare avanti con l'approvazione
  degli articoli  su cui siamo tutti d'accordo e stimolare l'intero
  Parlamento a  fornire  quel  contributo  di  idee  da  mettere  a
  disposizione perchè  possa  emergere  dal  dibattito  d'Aula  una
  soluzione, non solo  la  migliore  ma  quella  che  il Parlamento
  liberamente vorrà scegliere.

     ACIERNO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ACIERNO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo che
  l'intervento del  presidente  Cuffaro non poteva meglio delineare
  la vicenda legata alla nuova legge sugli appalti.
       Io non credo che in democrazia ci sia sempre l'obbligo della
  mediazione;  è  sicuramente  un'arte  sopraffina  e dimostrazione
  anche di  grande  capacità, però, non dobbiamo dimenticare che il
  popolo siciliano  ha  democraticamente eletto un presidente della
  Regione e un  Governo  e  ha  dato  un mandato di cinque anni per
  essere governato.
       Invito quindi  il  Presidente  della  Regione,  i membri del
  Governo e i  gruppi di maggioranza ad assolvere a questo mandato.
  Non sempre, infatti,  è  possibile  trovare la mediazione; il che
  non significa che si rinunzia al proprio diritto di governare.
       Onorevoli colleghi,  la mia preoccupazione qual è? E' che ci
  saranno dei  voti  contrari  da  parte  dell'opposizione  -  e mi
  sembrano sacrosanti, mi sembrano più che doverosi - ma la ritengo
  veramente un'arte  speciale  quella  del  Parlamento siciliano di
  cercare di approvare  sempre all'unanimità tutto  Ci possono però
  essere tranquillamente e  serenamente  dei momenti in cui c'è una
  visione diversa sull'impostazione di governo.
       Allora,  siccome  abbiamo  partecipato  negli ultimi quattro
  mesi  a   diversi  tipi  di  dibattito  e  spostiamo  ogni  volta
  l'argomento, soprattutto sembrerebbe oggi che ci stiamo bloccando
  non su un problema  tra  maggioranza  e  opposizione,  ma  su  un
  problema tra opposizione e parte di essa.
       Onorevoli colleghi,  l'impegno preso da tutti i gruppi della
  maggioranza era  quello  comunque, pur esercitando la opposizione
  nel pieno diritto il proprio ruolo, di fare una nuova legge sugli
  appalti.
       Signor Presidente, sempre con il massimo rispetto che ho per
  la Presidenza dell'Assemblea, capisco il suo estremo desiderio di
  voler essere super  partes  anche  in  questa circostanza, ma lei
  aveva  iniziato  ad  esaminare  insieme  al  relatore  tutti  gli
  articoli aggiuntivi  da dichiarare ammissibili o inammissibili. E
  che lei dia la parola, capisco perchè lo fa.  Tuttavia, credo che
  il  rispetto  lo  si  debba  avere  tutti.  E  stando  al  nostro
  Regolamento interno,  soltanto  dopo avere concluso l'esame degli
  articoli aggiuntivi e  conosciuto  il  parere  del  relatore,  si
  potrebbe dare la parola  sull'ordine  dei  lavori. Qui non si può
  interrompere il corso  dei  lavori  d'Aula,  ogni  volta  che  un
  singolo  parlamentare  intende  parlare,  visto  che  ciò  non  è
  consentito dal Regolamento
       Signor  Presidente  della  Regione,  le  rivolgo  quindi  un
  appello:  ho  già  avuto  modo  alcuni  mesi  fa  quando  lei  ha
  illustrato  - anche lì in maniera un po' irrituale rispetto a ciò
  che  prescrive  il  nostro  Regolamento  -  il  suo  programma di
  governo,  ed  io  le  ho  chiesto  di avere coraggio. E lo voglio
  ribadire  oggi,  in  quest'Aula,  perchè so che oggi da parte sua
  occorre   un'assunzione   di   grande  coraggio.  Però,  lei  non
  dimentichi  che  c'è  una  maggioranza  ampiamente qualificata in
  quest'Aula  che  sostiene  il  suo  Governo  e tutte le leggi che
  vengono sottoposte al Parlamento.
       Pertanto,  avendo   partecipato   a  tutte  le  riunioni,  e
  conoscendo tutti i suoi sforzi, quelli dell'assessore Scammacca e
  di tutti i  presidenti  dei  gruppi di maggioranza per addivenire
  alla migliore delle  soluzioni, le ricordo che adesso l'obiettivo
  è un altro. La  mediazione  a un certo punto deve essere superata
  dalle esigenze della Sicilia. E questo è il momento
       Abbia dunque  il  coraggio  di  andare  avanti perchè la sua
  maggioranza è in  Aula  e tutto quello che dovremo votare, avremo
  il senso di responsabilità di farlo.

     PRESIDENTE.     Onorevoli    colleghi,    vorrei    comunicare
  all'Assemblea che  siamo  in  una  fase  della discussione in cui
  sull'ordine dei lavori non è consentito un dibattito in cui tutti
  possono intervenire, anche  se  mi rendo conto, lo ha detto anche
  l'onorevole Acierno, che il tema ....

     CAPODICASA. Perchè no? L'onorevole Acierno è la Cassazione?

     PRESIDENTE.   No,   non  è  la  Cassazione,  ma  è  il  nostro
  Regolamento   che   prescrive   sull'ordine   dei   lavori  brevi
  comunicazioni.
       Io sto invitando l'Assemblea ad avere senso di opportunità e
  di  responsabilità. Non si può aprire un dibattito generale sulla
  questione dell'ordine  dei  lavori.  In  teoria,  è  concessa  la
  parola ad un  oratore  a  favore e ad uno contro qualora si fosse
  formulata una proposta specifica che al momento non vi è.
       Adesso concederò la parola all'onorevole Giannopolo e quindi
  all'onorevole Oddo,  tenete  presente però che ci sarà un momento
  in cui questa querelle deve essere assolutamente chiusa.

     GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO.   Signor   Presidente,   io  vorrei  sapere  dalla
  maggioranza e dal Governo se l'interpretazione che dà l'onorevole
  Acierno secondo la  quale questa legge la maggioranza se la vuole
  fare da sé,  e  soltanto  da  sé,  corrisponde  al pensiero della
  intera maggioranza.  L'onorevole  Acierno  infatti  ha  detto che
  gradirebbe che questa legge la facesse solo la maggioranza.
       Perché  se  è  questo  il  desiderio, noi possiamo benissimo
  venire incontro  ai desideri della maggioranza, e farla approvare
  soltanto dalla maggioranza.
       Io  intervengo  sull'ordine  dei  lavori perché la questione
  posta dall'onorevole Speziale riguarda l'esito di un incontro che
  è  intercorso  tra  il  Governo,  presente  il  Presidente  della
  Regione, e  i  capigruppo  della  minoranza.  In  tale incontro è
  stata posta  l'esigenza  di  un  approfondimento su due questioni
  fondamentali:  la  stazione  unica,  il  modo  come  farla,  come
  concepirla ed i criteri di aggiudicazione, anche in rapporto alle
  garanzie  che  devono  essere  prestate  dagli  imprenditori  che
  partecipano alle gare.
       E' stata  posta  l'esigenza  di  un  approfondimento  su due
  aspetti centrali della riforma sugli appalti nella nostra Regione
  e che sono esattamente i nodi cruciali su cui si è impattato, nel
  corso di  questi  anni,  il  sistema  degli  appalti nella nostra
  Regione.
       Se non c'è una risposta chiara, netta, limpida su queste due
  questioni, per quanto ci riguarda la legge fa, non un passo ma un
  salto all'indietro.  E noi vogliamo ridiscutere i termini di come
  si debba complessivamente concepire questa riforma.
       Ecco  perché  la  risposta  del  Governo  non  ci  soddisfa;
  vogliamo che si entri  da  subito  nel  merito  di tali questioni
  affrontando gli articoli 15,  16 e 24 che riguardano le procedure
  di scelta del  contraente,  i  criteri  di  aggiudicazione  e  le
  garanzie e  coperture  assicurative  oltre  quello della stazione
  unica per gli appalti.
       Se non  si  entra nel merito di queste questioni, per quanto
  ci riguarda  non  c'è motivo per cui si possa proseguire d'intesa
  così come  è  stato  fatto  finora, con un confronto costruttivo,
  proficuo sul percorso della legge.
       Ecco perché torno a ribadire l'esigenza posta dall'onorevole
  Speziale, e rivolta segnatamente al Presidente della Regione: che
  si vada subito  all'esame  di questi punti chiarendo anche qual è
  l'atteggiamento, la risposta del Governo in ordine alla proposta,
  che io giudico anche a tratti indecente, dell'onorevole Acierno.

     ODDO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ODDO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, per la verità
  devo dire che alcuni di noi si sono meravigliati del fatto che in
  questi   giorni,  anche  se  particolarmente  impegnativi,  c'era
  comunque e si respirava un'aria di collaborazione all'interno del
  Parlamento  siciliano  su  una  legge,  e  non  devo  essere io a
  definirla  estremamente importante per quanto concerne il settore
  dei  lavori  pubblici ma, mi permetto di dire, non solo, perché i
  riflessi di questo  settore  sulla  nostra economia e sul modo in
  cui quest'Isola può  crescere per quanto riguarda anche le opere,
  le infrastrutture e  tutto  ciò  che  il  mercato stesso produce,
  rende sicuramente ai  cittadini  la vita migliore rispetto a come
  lo è stata fino ad oggi.
       E' sconcertante ascoltare - e vorrei per un attimo riferirmi
  al  presidente  Cuffaro - che ci troviamo, invece, ormai, dinanzi
  ad  una ben precisa convinzione, devo dire abbastanza sospettosa,
  nonché irrispettosa ed ingannevole  del  fatto  che  finora  si è
  potuto  lavorare  in  un  clima  di  serenità,  di  lealtà  e  di
  collaborazione nell'interesse  di  quest'Isola.  Ora,  invece,  è
  ovvio che si può, ancora una volta, richiamare solo la logica dei
  numeri e di una maggioranza come ha fatto il collega Acierno.
       Ma non mi stupisco  se  il collega Acierno fa questo, perché
  ne ho colto spesso  i tratti abbastanza rigidi, fuori anche dalla
  dialettica   politica,    dal    confronto    politico    aperto,
  intellettualmente onesto,  mirato  al raggiungimento di obiettivi
  anche  dal punto di  vista  di  merito  e,  quindi,  di  impianto
  legislativo funzionante, efficace,  in  grado  di  rispondere  ai
  limiti per cui noi  abbiamo  aperto  una  discussione sulla legge
  relativa agli appalti.
       Mi  stupisco  -  e  lo  debbo  dire  con  estremo rispetto e
  pacatezza  -  del fatto che il Presidente della Regione in queste
  ore,  in  questi giorni, non abbia svolto un ruolo di mediazione.
  Ha  svolto  il ruolo di Presidente della Regione cercando, su una
  legge  importante  per  la  nostra  Isola,  "i  giusti  dovuti" -
  aggiungerei   anche,   e  perché  no,  dal  punto  di  vista  del
  rendimento  futuro  della  legge  stessa - "intelligenti punti di
  equilibrio".
       Tali  punti  di  equilibrio  non  si  possono  evidentemente
  infrangere  con  posizioni  assolutamente fuori da ogni logica di
  confronto  per  dare,  appunto,  le  giuste risposte a coloro che
  attendono, ormai da  tempo,  non  solo  le  giuste  risposte  cui
  accennavo, ma anche  e  soprattutto  gli  strumenti  in  grado di
  rendere realmente  trasparenti  i  lavori  pubblici  in  Sicilia,
  affinché  non si  abbia  più  l'influenza,  la  turbativa  -  fra
  virgolette o meno, perché  tanto  le virgolette non vanno messe -
  delle  cordate, un  sistema  dove  sia  possibile  competere,  un
  mercato realmente libero, perché  di questo si tratta.
       Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  vorrei  su questo
  spendere  due  o  tre  argomenti  velocemente  e in maniera molto
  chiara.  Credo che  tutti  abbiamo  avvertito  che  su  due,  tre
  questioni questa legge  può avere un segno positivo oppure "nulla
  è cambiato sotto questo cielo"
       Abbiamo semplicemente "partorito" un recepimento, più o meno
  integrale  della  normativa  nazionale,  con alcuni aggiustamenti
  che,   comunque,  non  incidono  per  quanto  concerne  le  reali
  questioni che ci troviamo a trattare.
       Sappiamo  tutti  che in questo momento il cosiddetto accordo
  fra  maggioranza ed opposizione, quell'accordo che la maggioranza
  oggi  rinnega  in  modo a dir poco sconcertante, con l'intervento
  dell'onorevole  Acierno,  si  basa  sostanzialmente  su un punto:
  dobbiamo  o  meno  far sì che le cordate continuino ad operare in
  maniera indisturbata?

     PRESIDENTE.  Onorevole Oddo, la invito ad esporre la questione
  per la quale ha avuto la parola, poi parlerà nel merito.

     ODDO.  Vogliamo  o meno che in Sicilia, introducendo anche una
  bassissima  percentuale  -  lo  0,50,  0,25,  0,60 - si penalizzi
  qualcuno,  piccole  e  medie imprese? Vogliamo o meno incidere su
  questa logica e fare in modo che il mercato diventi realmente più
  libero?  Su questo, signor Presidente, ecco perché ho dovuto fare
  l'esempio,  si  è  infranto  -  a  dire  del collega Acierno - il
  momento  di  collaborazione,  quasi  un richiamo a chi, in questa
  fase, DS e tanti altri, hanno lavorato in maniera seria ed onesta
  per  fare di questo momento legislativo un momento che può, tutto
  sommato, contribuire ad elevare il tasso di credibilità di questa
  Assemblea regionale siciliana.
       Ecco   perché,   ed   ho  concluso,  le  parole  pronunciate
  dall'onorevole  Speziale nell'aprire questa discussione - ammesso
  che  si  tratti  di  apertura  di  discussione - sono parole che,
  secondo  me, ponendo  al centro il ruolo svolto in queste ore dal
  Presidente  della  Regione  ed il lavoro fatto, vanno sicuramente
  non solo condivise ma attenzionate bene.
       Quindi,  inviterei  l'onorevole  Acierno  a riflettere sulle
  cose dette, le quali hanno assunto, per certi versi, un carattere
  fuori  dalla  logica fin qui  seguita. Mi pare giusto che, quando
  si  imbocca  una strada, non la si cambi in corso d'opera, se non
  per 'folgorazioni' particolari.

     RAITI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Onorevole  Raiti,  prima  di  darle  la parola, mi
  permetto  di  ricordare  a  tutta l'Assemblea che sull'ordine dei
  lavori  bisogna attenersi al tema. E' una questione procedurale e
  non   politica.   Non  mancheranno  le  occasioni  per  dibattere
  politicamente   l'argomento.
       Se   non   si   formula  una  proposta  concreta  -  neppure
  l'onorevole  Speziale,  che  pure  è  stato  il  primo a porre il
  problema,  ne  ha formulata una - sarà difficile governare questa
  discussione  perché  il  Regolamento non prevede nulla di preciso
  riguardo sull'ordine dei lavori.  Vi è solo una norma secondo cui
  il dibattito è disciplinato in modo da condurre ad un voto finale
  intorno  ad una proposta.
       Onorevole  Oddo,  non  siamo  in  presenza  di  una proposta
  organica  sulla  quale  l'Assemblea è chiamata a pronunciarsi. E'
  stata sollevata una questione politica, della quale prendo atto e
  che  giudico importante; di tale questione discuteremo nella fase
  in cui si sarà raggiunto un accordo.
       Ha facoltà di parlare l'onorevole Raiti.

     RAITI.   Signor   Presidente,   cercherò   di  attenermi  alle
  indicazioni  della   Presidenza.  Tra  l'altro,  ritengo  che  il
  ragionamento sull'ordine dei lavori deve portarci a riflettere su
  come devono proseguire appunto i lavori dell'Aula.
       La seduta era  stata  sospesa  perché  avevamo ragionato, in
  uno spirito di  assoluta  collaborazione  e proposizione da parte
  delle minoranze con il  Governo,  sul  modo  con  cui  condurre i
  lavori successivi.  Abbiamo  approvato  tutti  gli  articoli  sui
  quali  c'era un  consenso  unanime,  accantonando  una  serie  di
  questioni sulle quali  avremmo deciso come proseguire.
       A seguito di  alcuni  ragionamenti  fatti  in Conferenza dei
  Capigruppo,  ci  stiamo   sforzando   di   trovare  un  punto  di
  equilibrio, che abbia rispetto  del  percorso  che ci siamo dati,
  per portare avanti i  lavori  in modo costruttivo, così come fino
  ad oggi abbiamo fatto, con  spirito  di  collaborazione  anche da
  parte del Governo  e  dell'Assessore.  Quindi,  ritengo  che quel
  percorso   debba    essere   portato   avanti.
       Certamente, il ragionamento che ha fatto l'onorevole Acierno
  va in tutt'altra direzione,  e  cioè in una direzione nella quale
  si dice "prendiamo atto che la maggioranza deve andare avanti con
  i  suoi  numeri perché  queste  sono  le  condizioni  che  ce  lo
  impongono".
       Noi non  possiamo  essere d'accordo, perché questo stravolge
  il ragionamento, il  percorso  dei  lavori che avevamo fatto fino
  ad ora e certamente  significa  un cambio di direzione che chiedo
  al  Governo,  nell'espressione  più  alta  del  Presidente  della
  Regione,  se fa propria,  cioè  se  si  vuole  interrompere  quel
  percorso  iniziato  e   si   va   avanti   nella  direzione  data
  dall'onorevole Acierno.
       Questa è una  variabile  essenziale, è un presupposto che il
  Presidente della Regione ci  deve  chiarire, perché non vorrei si
  manifestassero quelle preoccupazioni  che  ho  espresso in questa
  sede, dopo il colpo di mano tentato nella quarta Commissione, che
  poi ha  costretto il Parlamento ad adottare una procedura anomala
  per ritornare  indietro.  Ho detto che non voglio che il percorso
  aperto a seguito  di  questa  procedura  poi  ci porti fino ad un
  certo punto  per  arrivare al classico 'colpo di mano', che altre
  volte abbiamo  visto  in  quest'Aula,  con cui la maggioranza poi
  decide il da farsi.
       Questa è una soluzione  che non ritengo che il Governo debba
  adottare; però su questo vorrei una risposta.
       Un'altra cosa mi  preme  sottolineare: le due, tre questioni
  importanti che sono state  sollevate e sulle quali si aspetta una
  risposta del Governo, è un altro presupposto del percorso che noi
  dobbiamo fare. Oltre a  ciò  -  perché i deputati della minoranza
  che mi hanno preceduto hanno  dimenticato  di rilevarlo - vi è il
  problema dell'Osservatorio  regionale  o  dell'Autorità regionale
  per  il  controllo  degli  appalti,  perché  -  come  io  ho  già
  sottolineato nella qualità  di  esponente del mio partito "Italia
  dei valori", nonché del  gruppo "Sicilia 2010" - noi vorremmo che
  il percorso di trasparenza  e  di assoluta incisività delle opere
  pubbliche sia controllato  soprattutto  a  valle  e perché questo
  possa accadere,  è  assolutamente  necessario  ed  indispensabile
  istituire un'autorità di  vigilanza che abbia poteri di controllo
  effettivo  sul  modo in  cui  vengono  eseguiti  gli  appalti  ed
  accertata la regolarità della spesa.
       Questa è  una  prerogativa  che  noi riteniamo assolutamente
  indispensabile per  continuare  nello spirito costruttivo con cui
  fino ad oggi abbiamo  proceduto. Su questa prerogativa, così come
  mi era stato chiesto  dall'Assessore  per  i  lavori pubblici, ho
  elaborato  un  testo  che  ho  sottoposto  al  Governo  e  vorrei
  pregiudizialmente  sapere  se   esso  viene  accettato  e  se  il
  ragionamento,  che come  Gruppo  parlamentare  abbiamo  fatto,  è
  accolto dal Governo.

     PRESIDENTE.   Onorevole  Raiti,  informa  che  il  Governo  ha
  presentato  un  testo   di  riscrittura  di  alcuni  articoli  ed
  emendamenti che sta per essere distribuito.
       A questo punto  credo  che,  in  attesa  della distribuzione
  degli  emendamenti,  se   gli  onorevoli  Forgione  e  Capodicasa
  rinunciano ad intervenire,  potremmo  procedere  secondo  la  mia
  proposta, dopo di che, nel  momento  in  cui  avrete il testo, il
  discorso continuerà  nel  merito politico, perché  la discussione
  ormai verte solamente sulla questione politica.
       Propongo   di    procedere    con    la   dichiarazione   di
  inammissibilità di tutti  gli  emendamenti aggiuntivi, poi con la
  discussione  dei testi  di  riscrittura  presentati  dal  Governo
  aderendo così - qualcosa  il  Governo  ha risposto in merito alle
  questioni sollevate sull'ordine  dei  lavori - alla richiesta del
  Governo stesso di procedere  con  i  punti  su  cui c'è consenso,
  riservandoci, poi, di dibattere nel merito degli argomenti su cui
  c'è disaccordo tra maggioranza ed opposizione.

     FORGIONE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE. Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, come spesso
  le accade, quasi sempre, lei  ha fatto una proposta di buon senso
  che,  però, a questo  punto  dei  lavori  e  dello  sviluppo  del
  dibattito sul disegno di legge, io credo, possa essere accolta ad
  alcune condizioni.
       Noi siamo ad un  punto  ormai  abbastanza risolutivo dopo la
  sospensione  operata  per   poter   giungere   ad   un  confronto
  direttamente con il Governo, nel  quale  non  si  tratta  più  di
  procedere per pezzi. Siamo ad un  punto  in  cui o c'è un accordo
  complessivo, sulla base  anche  del  ragionamento e del confronto
  che il Governo ha sviluppato  con  le  opposizioni,  o non c'è un
  accordo per pezzi. Andiamo  avanti  fin dove siamo d'accordo, poi
  ci fermiamo  e  approfondiamo, perché l'intervento dell'onorevole
  Acierno,  oggettivamente,   cambia   l'impostazione   di   questo
  confronto.
       Come lei sa, la  mia  parte  politica  è abbastanza radicale
  nell'opposizione a questo  Governo.  Eppure  noi abbiamo lavorato
  con grande  disponibilità,  trovando,  l'ho  detto pubblicamente,
  capacità di ascolto da  parte  del  Presidente  della  Regione  e
  disponibilità anche nostra -  come  si  sa  gli  accordi si fanno
  sempre  con  uno   spirito   di   mediazione,  parola  nobile  di
  compromesso -.
       Mi  rendo  conto   che   in   questi  tempi  di  oltranzismi
  prevalenti, il moderatismo e la parola compromesso sembrano ormai
  banditi,  li  ripropongo  io  che  sono  abbastanza  radicale  ed
  estremista nelle mie  posizioni. Abbiamo lavorato con uno spirito
  nobile di compromesso  su  alcune  posizioni  che  devono  essere
  tradotte in emendamenti. Questo  è  stato  l'impegno preso con il
  Presidente della Regione.  Quindi,  signor  Presidente,  a questo
  punto se su due  emendamenti  siamo  d'accordo  direi  di  andare
  avanti e sugli altri  due  ci  fermiamo,  perché quattro erano le
  grandi questioni da noi  poste  al  centro della riapertura di un
  confronto tra la maggioranza e  il Governo e tra le opposizioni e
  il Governo in grado di sbloccare la legge. Del resto, se ci fosse
  stata  una volontà di  andare  avanti  a  colpi  di  maggioranza,
  onorevole Acierno, potevate fare  la  legge  così  come era stata
  esitata dalla quarta Commissione; si poteva continuare con quello
  spirito, si poteva continuare in quel modo.
       Mi pare sia prevalso il  buon senso, il venir meno del quale
  oggi non rischia di pregiudicare  la legge - si può andare avanti
  - noi faremo la  nostra  battaglia  di opposizione, siamo qui per
  questo.  Signor Presidente,  purtroppo  per  noi  e  per  fortuna
  vostra, noi faremo la  nostra  battaglia  di  opposizione  e  voi
  farete la vostra legge.  Questo è lo spirito?
       Io credo che avere  riaperto  il  confronto abbia portato ad
  una legge diversa, e  qualitativamente diversa, da quella che era
  stata esitata per l'Aula;  questo  confronto  è  frutto  di  tale
  dialettica.
       Signor  Presidente,  le   chiedo  di  farci  apprezzare  gli
  emendamenti  del  Governo   in   modo   da   poter   trovare   la
  corrispondenza, in pochissimi  minuti,  al  tipo  di  accordo, di
  confronto che si è  sviluppato  ieri:  questa è la condizione per
  proseguire poi su tutti gli altri punti.
       Spezzettare  le questioni  rischia  solo  di  provocare  uno
  squilibrio nei comportamenti dell'opposizione e della maggioranza
  che renderebbe più difficile il percorso.

     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, poiché il Governo ha riscritto
  tutti gli articoli accantonati  e  siamo  in  attesa  che vengano
  fotocopiati e distribuiti, sospendo la seduta per cinque minuti.

   (La seduta, sospesa alle  ore 17.48, è ripresa alle ore 18.04)

     PRESIDENTE. La  seduta  è  ripresa.

                               CONGEDI

        PRESIDENTE. Comunico  che  mi  è  pervenuta una lettera, da
  parte   del   vicepresidente   del   Gruppo  parlamentare  Unione
  Democraticacristiana e  di  Centro,  on.  Savarino,  con la quale
  chiede che  vengano  posti  in congedo, per l'odierna seduta, gli
  onorevoli Lo Giudice, Mancuso, Turano.
       Non sorgendo osservazioni i congedi si intendono accordati.

     BENINATI,  presidente  della Commissione e relatore. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BENINATI,  presidente  della  Commissione  e  relatore. Signor
  Presidente,   vorrei  suggerire  di  procedere, nell'esame  degli
  emendamenti  di  riscrittura  presentati  dal  Governo, in ordine
  numerico progressivo, partendo  quindi  dal  numero  3R  e  poi a
  seguire con gli  altri,  sui  quali  il  Governo potrà esporre il
  proprio parere.

     ORTISI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ORTISI.  Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi, devo  fare
  intanto una lamentela  formale,  perchè dopo che per mesi - e non
  certo per colpa nostra - ci siamo tirati per le lunghe l'esame di
  questa legge, il Gruppo parlamentare della Margherita con Rutelli
  e quello  della  Margherita  - Democrazia è libertà hanno chiesto
  non più di un'ora di tempo perchè stavano discutendo in ordine al
  merito di  alcuni dei passaggi fondamentali.
       In maniera irrituale, e ritengo anche offensiva  soprattutto
  a fronte del tempo che si è concesso, anche per giocare, a gruppi
  e a  deputati,  l'Aula  ha  cominciato  i  suoi  lavori  senza la
  presenza  di  undici  deputati  che  avevano  chiesto  di  potere
  discutere in ordine all'argomento
       Adesso  ci   vengono   presentati   alcuni   emendamenti,  a
  differenza  del   collega  Formica  che  è  preparato  perchè  ha
  contribuito   alla   loro  formalizzazione    e  a  stenderne  il
  significato,  io  personalmente, come  singolo deputato  non come
  Presidente  di  un  Gruppo  parlamentare,  come  singolo deputato
  pretendo il  tempo  di  leggerli,  riflettere  e  prendere la mia
  decisione personale in ordine al loro  accoglimento o meno perchè
  tali  emendamenti,  ancorchè   richiesti  e  promessi  da  un'ora
  all'altra, a  me  sono  stati  consegnati  non più tardi di sette
  minuti fa.
       Pretendo  dunque, nello svolgimento del mio ruolo di singolo
  deputato, la  possibilità  e  il  diritto  di esaminarli e poi di
  farlo con i miei colleghi.
       La prego  pertanto  di  sospendere  i  lavori  dell'Aula per
  un'ora almeno affinchè  mi riunisca con me stesso prima e poi con
  i miei  colleghi  per  decidere  in  ordine  all'atteggiamento da
  assumere in Aula, nel rispetto del diritto di parlamentare che ho
  come gli altri ottantanove colleghi.

     CUFFARO, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CUFFARO,  Presidente  della  Regione.  Signor  Presidente,  il
  Parlamento è  andato avanti con grande serenità e sta facendo una
  buona legge.
       Capisco  le  ragioni  dell'onorevole  Ortisi, ma il Governo,
  così come  avevamo stabilito,  si è scrupolosamente attenuto alle
  mediazioni   che  tutti  insieme,  compreso  l'onorevole  Ortisi,
  avevamo fatto.
       Non  ci  sono  novità,  tranne  che per un solo problema che
  riportiamo in Aula, dove chiederemo non il voto ma il dibattito e
  il  contributo  del  Parlamento  perchè  si  possa  scegliere  la
  soluzione migliore.
       Quindi,  se  l'onorevole  Ortisi  ritiene  di  continuare su
  questo  lavoro, non  solo  utile,  ma proficuo che sino ad ora il
  Parlamento ha  fatto,  io credo che ci siano tutte le condizioni,
  in quanto gli articoli accantonati che il Governo ha ripresentato
  sono esattamente  quelli che abbiamo insieme concordato. C'è solo
  una differenza  che il Governo ha scelto di portare al dibattito,
  prima ancora  che  al  voto dell'Aula, per scegliere la soluzione
  migliore.
       Non vedo  dunque  il  motivo  per  cui  si debba rinviare di
  un'ora.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Ortisi, per quanto riguarda il rilievo
  da lei  mosso  di  non avere atteso la conclusione della riunione
  dei due  Gruppi parlamentari della Margherita di oggi pomeriggio,
  desidero precisare che non è mai arrivata una richiesta di rinvio
  dei lavori d'Aula da  parte dei Gruppi stessi. Apprendo in questo
  momento che abbiamo aperto la seduta, sia pure con con mezzora di
  ritardo, senza che questi  abbiano proseguito o ultimato i propri
  lavori. Mi dispiace, ma nessuno lo aveva fatto presente.
       Per  quanto  riguarda  la seconda richiesta, naturalmente mi
  appello alla riposta ricevuta dal Governo.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, intervengo
  per un  problema  metodologico,  sul  modo in cui dobbiamo andare
  avanti.  Il  Governo,  così  come avevamo richiesto inizialmente,
  adesso ci  ha  fornito  il testo degli emendamenti, comunicandoci
  che vi  sono  state  introdotte  tutte  le  ipotesi valutate ieri
  nell'ambito dell'incontro  che  si  è  svolto  tra il Governo e i
  gruppi di minoranza.
       Chiedo al Governo, proprio perchè questo potrebbe accelerare
  i  lavori  d'Aula,  dato  che  gli  emendamenti  presentati  sono
  cospicui,  di   consentirci  di  fare  una  valutazione;  e,  pur
  fidandoci  di  quanto  ci  ha  dichiarato,  e  cioè  che il testo
  riporta  fedelmente  le  cose  concordate,  tuttavia  abbiamo  il
  dovere di  fare  una  rapida valutazione, una lettura rapida, una
  valutazione interna  ai  gruppi,  visto  che  veniamo in possesso
  degli emendamenti in questo momento.
       Per favorire  lo  svolgimento  dei lavori, si rende pertanto
  necessaria una  pausa,  che si può configurare in un'ora, in modo
  tale che  alla  ripresa possiamo dare una valutazione complessiva
  sugli  emendamenti.
       L'interruzione -  lo  ripeto  -  deve  essere collegata agli
  orientamenti dei  gruppi  parlamentari  e  non  solo  dei singoli
  parlamentari.
       Rimane  tutt'ora aperta la questione relativa alle cauzioni.
  Noi vorremmo capire come il Governo intenda andare avanti, perchè
  se intende  presentare  un  emendamento  proprio  che è aperto al
  contributo d'Aula..

     CUFFARO, Presidente della Regione. E' presentato.

     SPEZIALE.  Non è presentato, non c'è. Il problema è questo; lo
  vorremmo   sapere   esattamente,   per   avere   anche  noi  poi,
  eventualmente, la possibilità di emendarlo.
       Noi,  per  esempio,  sulle  cauzioni  non abbiamo presentato
  emendamenti nostri,  e  poichè  si aprirà in Aula un dibattito su
  questo  problema,   chiedo  al  Governo  di  formulare  il  testo
  dell'emendamento sulle  cauzioni,  in  modo tale che questo possa
  essere emendato.  Se  il  Governo è nelle condizioni di farlo, si
  sospenda l'Aula per un'ora, si faccia....

        PRESIDENTE.  Mi  consenta,  il  Governo  su  questo è stato
  persino  troppo  ripetitivo.  Ha detto, lo riassumo per comodità,
  andiamo  avanti  per  le  parti  concordate,  nel  momento in cui
  arriveremo lì, discuteremo se rinviare.

     SPEZIALE.  No, andiamo avanti per le parti concordate, andiamo
  avanti per  tutte  le parti concordate, ivi compresa la cauzione,
  che per noi ieri pure era stata concordata.
       Il passo  indietro su quanto concordato ieri non viene fatto
  dall'opposizione, il passo indietro viene fatto in questo momento
  dal Governo  e  dalla maggioranza, in quanto non ci viene fornito
  l'emendamento sulle cauzioni.
       Noi   chiediamo  al  Governo  di  presentare  all'Aula  tale
  emendamento e poi  sospendere  i  lavori,  per non più di un'ora,
  per permettere ai Gruppi di fare una valutazione.

     PRESIDENTE.   Va  bene,  onorevole  Speziale.  Finalmente  una
  questione   posta   in   termini   concreti:   c'è  una  proposta
  dell'onorevole  Ortisi, che  chiede  sostanzialmente un rinvio di
  un'ora,   l'opinione  favorevole  di  un  oratore  che  è  quella
  dell'onorevole Speziale.
       Darò   pertanto  immediatamente  la  parola  ad  un  oratore
  contrario alla  proposta  dell'onorevole  Ortisi  e  dopo  di ciò
  l'Aula deciderà,  in  quanto,  a  questo  punto, non possiamo che
  appellarci al Regolamento.
       L'onorevole De  Benedictis  aveva  chiesto di parlare, ma in
  questa logica  credo che sia superato, perché parlerebbe a favore
  della   proposta.

     LEONTINI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LEONTINI. Signor  Presidente,  il  contenuto degli emendamenti
  che il Governo ha  predisposto  è  noto  non soltanto perché oggi
  viene  trasferito  formalmente  negli  emendamenti depositati, ma
  perché è  da giorni oramai l'oggetto esclusivo di una riflessione
  approfondita intervenuta tra  i gruppi della maggioranza e quelli
  della minoranza, anche  attraverso  un  intervento del Presidente
  della Regione che ha sentito gli uni e gli altri.
       In  queste  ultime  quarantott'ore  ore  non abbiamo parlato
  d'altro se  non dei residui argomenti che derivano dall'esame che
  della legge  questo Parlamento ha fatto nei giorni precedenti che
  dovrebbe  essere  completato  con l'approvazione dell'articolato,
  proprio  attraverso  l'approvazione  degli  articoli  riferiti  a
  questi argomenti.
       Quindi non si  tratta  né  di  argomenti  né di impostazioni
  sugli  argomenti  nuovi  perché  anche  le  posizioni  che  negli
  emendamenti  del  Governo  sono  state  manifestate,  espresse  e
  formalmente  depositate  sono  quelle  derivate  dalla  serie  di
  incontri, approfondimenti  e  riflessioni che nei giorni scorsi e
  nelle ore precedenti abbiamo espletato.
       Non  ci   sarebbe  pertanto  una  necessità  così  forte  di
  procedere ad  un  approfondimento  per  acquisire  una più solida
  consapevolezza,  di  questi argomenti, onorevole Ortisi.  Però se
  proprio  vogliamo  creare  in  quest'Aula  un  clima  propizio  e
  favorevole al prosieguo del  dibattito che ci conduca questa sera
  all'esito finale e  positivo  di  approvazione  della  legge, noi
  siamo  propensi ad accordare  per  trenta  minuti  una  pausa  di
  riflessione.
       La   proposta   che   facciamo   è   quella  di  consentirci
  un'ulteriore pausa  di  riflessione  che  potrà permettere sia ai
  Gruppi   di  conoscere  meglio  gli  emendamenti  depositati,  di
  conoscerli nella loro articolazione,  sia  anche  a  noi di poter
  esperire con loro un approfondimento che potrebbe sortire, forse,
  un risultato positivo.

     PRESIDENTE.  Onorevole Leontini, formalizzi la proposta.

     LEONTINI.   L'ho   già   fatto,   signor  Presidente.  Abbiamo
  convenuto,   come   capigruppo  di  maggioranza,  sentendo  anche
  il Governo, che  una  pausa di riflessione di trenta minuti possa
  essere accordata.

     PRESIDENTE. Sospendo pertanto la seduta sino alle ore 19.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.25, è ripresa alle ore 19.35)

    La seduta è ripresa.
       Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                                  Art. 3.
         Autorità  per  la   vigilanza   sui   lavori   pubblici  e
                 Osservatorio regionale dei lavori pubblici

          1. Il comma  17,  dell'articolo  4, della legge n. 109 del
       1994 è  sostituito  dal  seguente:

          '17.  Le amministrazioni  aggiudicatrici  e gli altri enti
       aggiudicatori  o   realizzatori   sono  tenuti  a  comunicare
       all'Osservatorio dei lavori  pubblici, per lavori pubblici di
       importo superiore a  500.000  euro, entro trenta giorni dalla
       data del verbale di  gara  o  di definizione della trattativa
       privata, i dati  concernenti  la denominazione dei lavori, il
       contenuto  dei  bandi e  dei  verbali  di  gara,  i  soggetti
       invitati,  l'importo   di   aggiudicazione,   il   nominativo
       dell'aggiudicatario o  dell'affidatario  e del progettista e,
       entro sessanta giorni  dalla  data  del  loro  compimento  ed
       effettuazione,  l'inizio,   gli   stati   di   avanzamento  e
       l'ultimazione  dei   lavori,  l'effettuazione  del  collaudo,
       l'importo finale del  lavoro.  Il  soggetto che ometta, senza
       giustificato  motivo,  di   fornire   i   dati   richiesti  è
       sottoposto, con  provvedimento  dell'Autorità,  alla sanzione
       amministrativa del pagamento di una somma fino a 30.000 euro.
       La sanzione è elevata fino a 60.000 euro se sono forniti dati
       non   veritieri   non   dipendenti   da   errori   o   errata
       interpretazione dei dati richiesti.  Per i lavori pubblici di
       importo   compreso   fra   200.000   e   500.000   euro,   le
       amministrazioni aggiudicatrici e gli altri enti aggiudicatori
       o realizzatori sono  tenuti a comunicare all'Osservatorio dei
       lavori pubblici  esclusivamente  note  informative sintetiche
       con cadenza annuale.'

          2. All'articolo  4,  della  legge  n.  109  del  1994 sono
       aggiunti i seguenti commi:

          '19.  Nel  territorio  della  Regione  l'Autorità  per  la
       vigilanza  sui  lavori  pubblici  opera  nel  rispetto  delle
       competenze statutarie della  Regione  e  del  suo ordinamento
       regionale.

          20.  L'Assessore  regionale   per  i  lavori  pubblici  e'
       autorizzato a  stipulare  apposita convenzione con l'Autorità
       per la vigilanza  sui  lavori pubblici per l'assolvimento nel
       territorio della Regione  dei  compiti  e  delle funzioni cui
       l'organo è  preposto.

          21. L'Osservatorio per l'accelerazione e la qualificazione
       della spesa pubblica  di  cui  all'articolo  22  della  legge
       regionale  7 marzo 1997,  n.  6  e  successive  modifiche  ed
       integrazioni, è sezione regionale dell'Osservatorio nazionale
       dei lavori pubblici e assume la denominazione di Osservatorio
       regionale dei lavori pubblici.

          22.  L'Osservatorio   regionale   dei  lavori  pubblici  è
       istituito presso l'Assessorato regionale dei lavori pubblici.

          23.  L'Osservatorio regionale  dei  lavori  pubblici  è lo
       strumento tecnico-gestionale della Regione per lo svolgimento
       di tutte le attività  ed  i  compiti  espressamente  ad  essa
       attribuiti dalla presente  legge.  Al  fine  di  massimizzare
       l'efficienza e minimizzare  l'onere  di trasmissione dei dati
       da parte delle stazioni  appaltanti di cui all'articolo 2, al
       solo Osservatorio regionale  dei  lavori  pubblici compete la
       raccolta delle  informazioni  relative  all'intero  ciclo  di
       realizzazione dei lavori  pubblici,  in particolare alla fase
       di  programmazione,   esperimento   della  gara  di  appalto,
       affidamento,  esecuzione,   collaudo   e  gestione.  Tutti  i
       soggetti istituzionali  competenti a qualunque livello, anche
       nazionale  e  comunitario,  hanno  l'obbligo  di  rapportarsi
       esclusivamente all'Osservatorio  regionale  per  la  raccolta
       delle informazioni utili  ai servizi informativi e statistici
       che  saranno   necessari   al   soddisfacimento  dei  bisogni
       legittimati.

          24.  L'Osservatorio  regionale  opera  con  strumentazioni
       informatiche nel rispetto  di  standard comuni che consentano
       l'interscambio delle  informazioni  con gli altri osservatori
       regionali ed i  vari  soggetti istituzionali, anche a livello
       nazionale e comunitario, che debbano accedere o utilizzare le
       informazioni.

          25. L'Osservatorio  regionale  opera anche avvalendosi del
       supporto tecnico e strumentale di soggetti esterni pubblici e
       privati, al fine di ottimizzare qualità e costi di gestione.

          26. L'Osservatorio regionale svolge i seguenti compiti:

          a) rileva e raccoglie informazioni e dati statistici sulle
       modalità di esecuzione ed i risultati degli appalti di lavori
       e sul rispetto  delle  disposizioni  vigenti  in  materia  di
       subappalto, di  contrattazione  collettiva  e  di prevenzione
       degli infortuni;

          b) attiva, gestisce ed  aggiorna  una  banca  dati  per il
       monitoraggio dei lavori  e delle opere pubbliche eseguite nel
       territorio regionale;

          c) promuove attività  di  indirizzo  e  regolazione  anche
       cooperando con le  altre  regioni  e  i  competenti organismi
       statali;

          d)  promuove  attività  dirette  alla  formazione  e  alla
       qualificazione del personale delle amministrazioni appaltanti
       preposto  alle attività  di  cui  alla  presente  legge,  con
       particolare riferimento  alla  sicurezza,  realizza  studi  e
       ricerche,   organizza   convegni,   acquisisce   e   diffonde
       documentazione tecnica e  dati;

          e) definisce ed  aggiorna  la documentazione tecnica quale
       strumento di  supporto  alle  attività  delle amministrazioni
       appaltanti, con particolare  riferimento a schemi di bandi di
       gara,  capitolati   d'appalto,   contratti,   linee  guida  e
       quant'altro necessario ai  fini della semplificazione e della
       standardizzazione delle  procedure  per  l'affidamento  e  la
       gestione degli  appalti;

          f) determina annualmente l'elenco regionale dei prezzi per
       le opere pubbliche a  cui  si  deve  fare  riferimento per la
       formazione  e  l'aggiornamento  degli  elenchi  prezzi  negli
       appalti;

          g) assicura le  attività  necessarie  per il funzionamento
       del sito informatico, per la pubblicazione degli avvisi e dei
       bandi  di  gara;

          h) espleta  attività  finalizzate  agli approfondimenti ed
       all'uniformità degli  indirizzi  interpretativi in materia di
       lavori pubblici;

          i)  cura   la  pubblicazione  informatica  del  Notiziario
       regionale sugli appalti  e  le concessioni di lavori pubblici
       per la messa  a  disposizione delle stazioni appaltanti delle
       notizie utili in  ordine  alla  normativa vigente in materia,
       alle risultanze delle  gare,  alle dinamiche dei prezzi, alle
       problematiche  procedurali   presentatesi;

          j) assembla ed elabora  i  dati  in suo possesso anche con
       procedure  statistiche  e   li   rende  disponibili  su  reti
       informatiche condivise dagli enti locali.

          27.  I proventi dell'attività sanzionatoria dell'Autorità,
       effettuata  nel  territorio  della  Regione,  affluiscono  in
       entrata nel bilancio  della  Regione  in apposito capitolo da
       istituirsi  nella   rubrica   Dipartimento  regionale  lavori
       pubblici.'

          28. Per le finalità del presente  articolo  è autorizzata,
       per l'esercizio finanziario 2002, la spesa di 200 migliaia di
       euro in termini di competenza e di 100 migliaia  di  euro  in
       termini di cassa.

          29. All'onere di cui al comma 28 si provvede in termini di
       competenza con parte delle disponibiltà dell'U.P.B. 4.2.1.5.2
       (capitolo  215704 - codice 1001)ed in termini  di  cassa  con
       parte  delle  disponibilità dell'U.P.B.  4.2.1.5.1  (capitolo
       215711).

          30.  Per  gli esercizi finanziari successivi  la  spesa  è
       valutata  in 56 migliaia di euro cui si  provvede  con  parte
       delle disponibilità dell'U.P.B. 4.2.1.5.2 (capitolo 215704).

       Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

       - dal Governo: emendamenti 3.11 e 3.12;

       - dall'onorevole Forgione: emendamento 3.1;

       - dall'onorevole Gurrieri: emendamenti 3.3 e 3.2;

       -  dagli  onorevoli  Giannopolo, Oddo:  emendamento
  3.5;

       - dagli onorevoli Raiti e Morinello: emendamenti 3.9 e 3.8;

       - dall'onorevole Beninati: emendamento 3.10;

       - dagli onorevoli Zago e Oddo: emendamenti 3.6 e 3.7;

       - dagli onorevoli  Ardizzone,  Sbona,  Paffumi:  emendamento
  3.4.

       Comunico  altresì  che  sono  stati  presentati  i  seguenti
  emendamenti:

       - dal Governo: emendamenti 3R, 3.5.1 e 3.11.G;

       - dagli onorevoli Raiti e Cracolici: emendamento 3.13.

     BENINATI, presidente  della  Commissione e relatore. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BENINATI,  presidente  della  Commissione  e  relatore. Signor
  Presidente, la riformulazione  dell'articolo  3  vuole accogliere
  alcuni  emendamenti. Pertanto  la  Commissione  condivide  alcune
  proposte.

     PRESIDENTE. Comunico che gli emendamenti  3.2  e  3.3 decadono
  per assenza dall'Aula dei firmatari.
       L'emendamento 3.4 è ritirato.
       L'Assemblea ne prende atto.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE. Signor  Presidente,  avevo  chiesto di parlare ancor
  prima  che   lei  desse  la  parola  all'onorevole  Beninati  per
  cominciare nel merito  la  discussione  sull'articolo  3  perché,
  avendo chiesto una  sospensione  dei  lavori  d'Aula,  dopo avere
  invitato il Governo  a  fornirci  degli emendamenti, era doveroso
  informare l'Aula sull'esito  dell'incontro  che noi abbiamo avuto
  come centro sinistra, in  modo  tale  che  vediamo, sulla base di
  questa situazione, come  poi  potere  andare  avanti  nei  lavori
  d'Aula.
       Il Governo ha  presentato  degli  emendamenti con i quali ha
  riaffermato, per bocca  del  Presidente  della  Regione,  che gli
  stessi contenevano fedelmente quanto concordato nella riunione di
  ieri sera tra i capigruppo del centrosinistra ed il Governo.
       Mi permetto di  fare  osservare  al Presidente della Regione
  che gli  emendamenti  non  contengono  esattamente  e  fedelmente
  quanto ieri concordato, per alcune parti sono omissivi, per altre
  parti  sono  estensivi  rispetto  a  quanto  concordato.  Dovendo
  concordare qui in Aula  come  procedere  stasera,  visto che agli
  emendamenti del Governo  non è possibile proporre subemendamenti,
  chiederei al Governo di procedere così, mi rendo conto che c'è un
  procedimento informale, attraverso  il  fatto  che  noi  possiamo
  formulare o in Aula  le  osservazioni che, secondo noi, riportano
  fedelmente all'accordo oppure  riunire le delegazioni del Governo
  con  il  centrosinistra  e   in   quella   sede  fare  le  nostre
  osservazioni di merito.
       In particolare, faccio  osservare  al  Governo,  per  quanto
  riguarda le stazioni uniche  appaltanti,  che  per la stazione di
  carattere regionale non era previsto da nessuna parte che dovesse
  avere anche competenza  per  le opere di particolare complessità,
  le quali possono rimanere direttamente alle stazioni provinciali.
       Mi  permetto  di   fare   osservare  al  Presidente  che  la
  discussione fatta sulla soglia  di due miliardi di lire, prevista
  qui, che può con decreto dell'assessore essere modificata in alto
  e in basso, la proposta di  modifica da noi fatta ieri era che la
  soglia doveva tendere  esclusivamente verso il basso. Mi permetto
  di fare osservare al  Presidente  e  all'assessore che le sezioni
  provinciali  non  devono   essere   costituite   da   almeno  tre
  componenti, ma devono  essere  costituite  da tre componenti;  mi
  permetto di fare  osservare  altresì  che  il dirigente dell'ente
  appaltante non deve  essere  indicato  dall'assessore regionale -
  ciò fra  l'altro  violerebbe  le  prerogative  costituzionalmente
  riconosciute agli enti -  ma  devono  essere  gli enti proponenti
  l'appalto  a poter indicare  il  dirigente  che  fa  parte  della
  commissione di gara.
       Come vede, su un articolo che contiene cinque commi, ci sono
  cinque errori che non corrispondono fedelmente a quanto stabilito
  ieri. Vi è di più  Presidente, manca ancora, e lo voglio dire qui
  in Aula per evitare che ci siano dubbie interpretazioni, manca la
  questione relativa alla  fidejussione  bancaria con la quale ieri
  sull'argomento abbiamo concordato, lo ripeto, abbiamo concordato,
  lo dico qui ai  colleghi  parlamentari  e  lo  dico  alla stampa,
  l'accordo era complessivo,  conteneva  la  stazione  appaltante e
  conteneva anche i  criteri  di aggiudicazione. Dentro il criterio
  di aggiudicazione era  prevista  anche  la  fidejussione bancaria
  pari, sulla base della  nostra proposta, all'1% e lo possiamo, lo
  dico  qui, ancora  ridurre,  visto  che  l'osservazione  era  che
  avrebbe  costituito   un  aggravio  nei  confronti  dell'impresa,
  possiamo ridurla anche allo 0,5 per cento.
       Pertanto,  considerato che non si  tratta  di  questioni  di
  carattere secondario ma  fondamentali  ai  fini  della formazione
  della  norma  e della  legge,  mi  permetterei  di  suggerire  un
  percorso,   signor  Presidente:   sarebbe   più   utile   se   ci
  rincontrassimo con il  Governo  per  cercare  di perfezionare gli
  emendamenti che il  Governo  ha formulato e riportarli fedelmente
  al testo concordato  ieri,  riproponendo  pure la questione della
  fidejussione bancaria.
       Questo  permetterebbe di  accelerare  i  lavori,  perchè  il
  problema è che c'è  una procedura sulla quale dovremmo imbarcarci
  con emendamenti, sub  emendamenti, che sulla base del Regolamento
  in questo momento non  competono  ai  parlamentari,  ma  solo  al
  Governo.
       Sarebbe più utile, signor Presidente della Regione, mi rendo
  conto che ogni volta  che  qui  si  utilizza  la  sospensione dei
  lavori d' Aula ciò  costituisce  un problema, sospendere i lavori
  d'Aula e immediatamente perfezionare gli emendamenti.

     CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CUFFARO, presidente  della  Regione.  Signor  Presidente, devo
  riconoscere che  alcune  delle  osservazioni fatte dall'onorevole
  Speziale rispondono al vero  nel  senso  che  ci  sono  due,  tre
  imperfezioni delle quali il Governo fa ammenda e saranno corrette
  man mano che procederemo nella discussione delle stesse.
       Quindi,  sugli impegni che  il  Governo  ha  assunto  con  i
  capigruppo, c'è la  totale  disponibilità  oltre  che  il  totale
  impegno a mantenerli.
       Ci sono due,  tre  imperfezioni  che l'onorevole Speziale ha
  testè  detto  e   su  questo  siamo  assolutamente  d'accordo  ad
  aggiustarle perchè è vero che è così.
       Circa  il  fatto  che  l'accordo  deve  essere  complessivo,
  l'onorevole Speziale sa  che  sul problema delle fidejussioni non
  c'è stato un accordo ieri,  che  ci  si era riservati di fare una
  mediazione ulteriore. Questa  mediazione  non  siamo  riusciti  a
  condurla in porto,  pertanto  ritengo  giusto  che  l'Aula scelga
  liberamente  qual  è   la  proposta  più  giusta  che  qualifichi
  maggiormente questa legge.
       Nel  ribadire  che  il  Governo,  andando  avanti,  emenderà
  l'articolo presentato riprendendo le  osservazioni  giuste che il
  presidente  Speziale  ha  fatto  su  alcuni  errori  che  abbiamo
  commesso, credo sia  giusto  che sulle fidejussioni il Parlamento
  apra  il  dibattito   e  scelga  la  soluzione  migliore.  L'Aula
  sceglierà qual è la  norma da approvare, il Governo presenterà la
  sua, dato che su  questo  tema, onorevole Presidente, non ci sono
  posizioni di partito o di gruppi, ci sono posizioni diversificate
  all'interno dei partiti e dei gruppi.
       Credo che questo sia  assolutamente  un  segno,  non solo di
  democrazia, ma di qualità del dibattito e delle scelte che questo
  Parlamento sta facendo per  portare  avanti  una legge che sia la
  migliore possibile.
       Quindi    ritengo   assolutamente   inopportuno   sospendere
  ulteriormente   la  seduta,   perchè   non   serve.   La   nostra
  disponibilità c'è stata,  c'è  la  disponibilità a correggere gli
  errori che l'onorevole  Speziale ha fatto osservare, però andiamo
  avanti.  Noi  emenderemo  gli  articoli  così  come  erano  stati
  giustamente  concordati   e   sulle  fidejussioni  il  Parlamento
  liberamente voti e decida qual è la soluzione.

     BENINATI, presidente della Commissione  e  relatore. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BENINATI,  presidente della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente, noi abbiamo discusso ora  dell'articolo 5, in effetti
  si era in fase di votazione dell'articolo 3.

     CAPODICASA. Non di votazione, ma di discussione.

     FORGIONE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE. Signor Presidente, considerato  che uno dei temi del
  mancato  accodo  riguarda   proprio  questo  articolo,  io  posso
  intervenire anche nel merito  e  voglio cogliere questa occasione
  per richiamare l'esigenza  dell'accordo  complessivo perchè credo
  che questo abbia a che  fare  con lo snellimento delle procedure,
  non degli appalti, ma dell'Aula.
       A partire da questo articolo  3, la parte che riguarda nello
  specifico  l'osservatorio,  io  credo  che  il  Governo  dovrebbe
  riflettere. Noi già ieri,  l'onorevole  Raiti  aveva posto questa
  esigenza al Governo nella discussione che fu fatta tra il Governo
  e gli stessi  capigruppo  dell'opposizione. Noi rischiamo proprio
  su questo punto di  rinunciare  alla  nostra potestà esclusiva in
  Sicilia  consegnando  praticamente  ad  una  convenzione  tra  il
  Governo  e  lo Stato i  compiti  e  le  competenze  dello  stesso
  osservatorio.
       Il Governo vuole giungere  ad una valutazione complessiva su
  come andare avanti? Non ci  si chieda che andiamo avanti articolo
  per articolo, pezzo per  pezzo,  perchè  così  saremo  costretti,
  finchè non si sciolgono  nodi  per noi fondamentali ancora aperti
  riguardanti  questa  legge,   a   intervenire  pezzo  per  pezzo,
  emendamento per  emendamento,  subemendamento  per subemendamento
  fino a quando questi nodi non  ci  verranno  sciolti  e  noi  non
  saremo rassicurati che non si  stravolge un accordo che su alcuni
  punti qualificanti aveva trovato una sintonia.
       Anche qui non è che  noi  siamo disponibili a farci prendere
  in giro, onorevole Presidente,  perchè  sul  punto cruciale della
  stazione unica appaltante noi qui mettiamo la sigla e il titolo e
  la denominazione e poi di  fatto la vanifichiamo, perchè come Lei
  sa c'è già una polemica sulla soglia oltre la quale mandare tutto
  alla  stazione  unica  appaltante,   cioè  un  milione  di  euro.
  Addirittura poi si prevede una  norma che rischia di farci ridere
  addosso,  caro  Presidente   che   dice  che  questa  soglia  con
  semplice  decreto  del   Presidente   della  Regione  può  essere
  modificata. E noi per quale motivo dovremmo fidarci di voi?
       Poichè acquisita l'esigenza di una stazione unica, almeno si
  decida. Diciamo che la soglia è  di  due  miliardi, si decida che
  può  essere  modificata solo  al  ribasso.
       Chiariamo,  al ribasso, no  al  rialzo   Presidente,  allora
  eravamo presenti ad un'altra riunione? Anzi, se lei ricorda, caro
  Presidente, dato che noi addirittura  siamo partiti dal fatto che
  proponevamo 500 mila euro.

     CUFFARO, Presidente della Regione. Era l'accordo di ieri.

     VICARI. Non siamo in argomento, siamo all'articolo 3.

     FORGIONE.  E'  argomento,  vuoi  sapere  perché  è  argomento?
  Perché il controllo su  questi  appalti  e  anche sul rispetto di
  questi appalti  rientrano  nelle competenze dell'osservatorio, di
  cui stiamo discutendo  a  questo  articolo,  vuoi che la mettiamo
  così?
       Possiamo andare avanti per altre  ore, se non affrontiamo la
  sostanza. Non ci  spingete  ad  un atteggiamento ostruzionistico,
  perché non l'abbiamo  avuto finora. Discutendo di quest'articolo,
  Presidente,  noi  non siamo disponibili  a  fare  una  legge  che
  acquisisce titoli delle questioni politiche che abbiamo assunto e
  poi li vanifica nella scrittura concreta.
       Noi  su ciò  sappiamo  che  magari  questa  "ambiguità"  può
  servire a tenere insieme  tutte  le posizioni che convivono nella
  maggioranza. Lo capiamo.  però non possiamo fare una legge che fa
  dell'ambiguità la sua filosofia.  Dobbiamo fare una legge che dia
  tempi certi, norme certe, regole certe e certo anche l'indirizzo.
       Per cui se decidiamo che bisogna fare le stazioni appaltanti
  oltre una soglia, non vuol dire che poi tra sei mesi questa legge
  può essere snaturata; e se  decidiamo di fare un osservatorio con
  determinate competenze, a  parte  la costituzionalità, noi stiamo
  rinunciando  a  proporre  questo  articolo  alla  nostra  potestà
  esclusiva.  Questo  osservatorio  diventa  sezione  dell'autorità
  nazionale,  così  rinunciamo  al  nostro  potere  e  alla  nostra
  specialità e, addirittura,  demandiamo  poi  le  competenze  e le
  funzioni ad un accordo tra Stato e Regione.
       Mi sembra che andando di  questo  passo,  noi,  non solo non
  facilitiamo l'iter della legge ma snaturiamo anche le ragioni per
  le quali abbiamo aperto un  confronto  in  queste  settimane  tra
  opposizione e Governo.

     BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BARBAGALLO. Signor  Presidente,  non  siamo riusciti a leggere
  tutti gli articoli, ci  siamo  limitati  a leggerne solo uno e ci
  sono  alcune contraddizioni  tra  le  cose  concordate  e  quelle
  scritte.
       Vorrei fare osservare  che  l'articolo  14  bis così recita:
  "Entro il primo  semestre  del 2003, il Presidente della Regione,
  su proposta dell'Assessore regionale per i lavori pubblici, emana
  il  regolamento per  l'attuazione  della  disciplina  di  cui  al
  presente capo uno, cioè le stazioni appaltanti".
       Io  non ricordo, Presidente,  di  avere  concordato  che  il
  regolamento deve essere emanato entro  un  anno.  Ricordo che c'è
  stata una discussione, si parlava di  tre  mesi, di sei mesi. Voi
  capite benissimo che emanando  il  regolamento  fra  un  anno, le
  stazioni uniche appaltanti  non  potranno  nascere  prima  di due
  anni, perché ci vuole  il  parere  del CGA, perché il regolamento
  contiene una serie  di cose estremamente significative. Quindi di
  fatto un punto, per alcuni controverso, per noi qualificante, che
  era quello  della  riduzione  delle  stazioni  appaltanti,  viene
  ridotto con un articolo  che  rinvia  già di un anno l'emanazione
  del regolamento.
       Ci  sono  altre  cose  che  abbiamo  concordato.  Presidente
  Cuffaro, lei ricorderà  che  io  ero contrario alla posizione del
  resto del centrosinistra  per  quanto riguarda le cauzioni. Ma il
  Governo deve dirci qual è la sua posizione perché, se non ricordo
  male, Presidente, lei ha  detto  "la Merloni", ma non ha proposto
  un emendamento. Quando arriveremo all'articolo...

     BENINATI, presidente della  Commissione  e  relatore. E' stato
  presentato.

     BARBAGALLO.  Allora, se non ricordo male, volevo fare emergere
  una piccola, per  me,  contraddizione.  Ero  contrario  solo  io,
  presidente Cuffaro, ma  sull'1  per  cento  lei  ha dichiarato di
  essere d'accordo con l'onorevole Speziale.

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA. Signor Presidente,  onorevoli colleghi, a me pare che
  nella  discussione  dell'articolo  3, e  solo  nella  discussione
  dell'articolo 3, non  è  stata  modificata  una virgola di quanto
  stabilito dalla Commissione  e  del  testo dell'articolo quando è
  stato presentato a seguito degli accordi che abbiamo raggiunto.
       Pertanto, vorrei fare  un  appello  a  me  stesso  e a tutta
  l'Aula: ci siamo  contraddistinti  fino  ad  ora  per  un  lavoro
  proficuo, onesto e  attivo  per  fare  una  legge che potesse far
  dire, in maniera  forte,  che  questa  Assemblea ha un ruolo e un
  ruolo determinante.
       Non è quello che hanno scritto i giornali su scala nazionale
  e su scala regionale.  E  mi  rendo  conto  che,  laddove ci sono
  contraddizioni  ed  errori   come  quelli  che  ha  fatto  notare
  l'onorevole Speziale  nel  suo intervento, il Governo prontamente
  ha  accettato   l'errore,  chiedendo  la  modifica  e  accettando
  l'emendamento perché è costruttivo.
       Per il resto, a me  pare  che  ora  si  senta il peso di una
  presa di posizione  ideologica  che  dovremmo evitare.  E ripeto,
  anche a costo di  essere ripetitivo, e al riguardo ricevo battute
  non certamente idilliache: "Sicilia e Siciliani".
       Se noi pensassimo  di  più  alla  Sicilia  ed  ai Siciliani,
  penseremmo  a scontrarci di  meno  su  tale  legge  -  che  nella
  fattispecie è una  legge  importante - e sugli  articoli che sono
  stati determinati congiuntamente.  Non  c'è  una  sola virgola di
  differenziazione rispetto all'articolo 3
       Quando  arriveremo   agli   articoli   sui  quali  avete  il
  sacrosanto diritto di dire  pure che è stata operata una modifica
  dalla maggioranza -  ed  io l'accetto anche come possibile errore
  della maggioranza -,  quando  arriverete a quegli articoli avrete
  il diritto di fare  tutti  gli  interventi  di  questo mondo e di
  creare le condizioni  anche negative, ma sugli articoli sui quali
  c'è l'accordo preventivo,  non  c'è  una  virgola  che  sia stata
  modificata. Pertanto, ritengo  che  abbiamo  il  dovere di andare
  avanti, non per  "una  maggioranza"  ed una "opposizione", ma per
  quello  che è il  costrutto  reale  di  una  legge  che  vogliamo
  consegnare per modificare  in  modo  sostanziale  il regime degli
  appalti in Sicilia.
       Ogni ora che noi  perdiamo  - mi rifaccio a "La Repubblica",
  che è un  giornale sicuramente non governativo, che ha dichiarato
  che perdendo un mese  abbiamo  perduto 250 mila Euro di ribassi -
  favoriamo, ogni minuto  di  più,  la  dilapidazione di fatti che,
  certamente, non fanno onore  né  a questa Assemblea, né  al ruolo
  che noi abbiamo.
       Allora io non dico che  non  ci  si  possa o non ci si debba
  contrapporre, io non  dico, onorevole Speziale, che il percorso è
  uguale a quello  iniziale,  io  dico  che  qualche cosa l'abbiamo
  dovuta modificare  in  rapporto  anche  ad  alcune considerazioni
  scritte che sono  state  formulate ufficialmente dalla Lega delle
  Cooperative, e voglio dire ...

     FORGIONE. Allora siete  voi  che  le  volete favorire, non noi
  come ha detto Formica...

     CINTOLA....voglio  aggiungere,   quindi,  che  il  motivo  del
  contendere c'è, ma non  nobilitatelo  oltre  quello che è il vero
  nodo.
       Tutte le altre cose per tentare di rinviare questa legge, di
  non votarla, di fare un ostruzionismo strisciante, non servono né
  a quello che abbiamo fatto  fino ad ora, né  a quello che insieme
  vogliamo costruire in avvenire.
       Questo è l'appello  che  faccio a me stesso come autocritica
  per  gli  errori commessi,  ma  è  un  appello  che  voglio  fare
  all'intera Aula affinchè  torniamo  a  correggere  gli errori per
  approvare una buona legge.
       C'è un  nuovo emendamento:  avete ragione nella riflessione,
  nel tempo che avete  chiesto,  che  è  stato dato e non concesso
  Ora, però, dobbiamo  tentare  di  riportare  la  discussione alla
  normalità che ci  faccia  uscire  vincitori  tutti  nei confronti
  della Sicilia per la legge che vogliamo fare.
       Non  copriamola   più,  ed  ho  concluso,  attraverso  altri
  articoli sui quali  c'è  stato  in Commissione e nel dibattito in
  Aula l'accordo.
       Se ci sono  errori  correggiamoli,  ma  non  andiamo  oltre,
  perché  questo non ci  porta  a  fare  la  buona  legge  che  noi
  continuiamo a dire di voler  intestare all'intera Assemblea e non
  solo  alla   maggioranza,   ma,   ripeto,  a  tutta  l'Assemblea,
  maggioranza  e   minoranza   che   su   di  essa  hanno  lavorato
  lodevolmente.
       Non distruggiamo quello che abbiamo costruito, perché questo
  non lo capirebbe la gente e non lo capirebbe nè per l'opposizione
  nè per la maggioranza.

     ROTELLA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ROTELLA. Signor Presidente,  ho chiesto di parlare sull'ordine
  dei lavori per la semplice  ragione che per un momento non ho più
  capito  di  cosa   stiamo   discutendo.   Se  siamo  in  fase  di
  discussione generale di  un  articolo, del merito di un articolo,
  allora possiamo procedere,  ognuno può dire quello che vuole, ciò
  che è consentito e  ciò  che è possibile che ciascuno debba dire.
  Per il resto, mi  sembra  che  i  lavori stanno andando avanti in
  modo  disordinato  e,  dopo  l'intervento  del  Presidente  della
  Regione, che mi  è  sembrato  esaustivo, compreso anche l'assenso
  dell'Aula sulla sospensione  che,  mi  pare, è stata sufficiente,
  adesso dobbiamo andare  avanti  articolo  dopo  articolo  e  poi,
  ognuno, nel rispetto  del regolamento, faccia le cose che ritiene
  di fare, maggioranza  ed  opposizione.  La  cosa importante è che
  questa legge si  approvi,  che si proceda nella discussione degli
  articoli.

     PRESIDENTE.  Onorevole Rotella, le dico quali sono le modalità
  della discussione.  Noi  abbiamo  la riscrittura dell'articolo 3,
  siamo alla discussione  generale dell'articolo 3, che era stato a
  suo tempo accantonato e  che oggi viene riproposto sotto forma di
  riscrittura.    Ripeto,    siamo    alla   discussione   generale
  sull'articolo 3, nel testo riproposto dal Governo.

     ACIERNO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ACIERNO. Signor Presidente, ho  chiesto  di parlare per sapere
  se  stiamo discutendo  sull'emendamento  3.R.   Volevo   solo  un
  chiarimento in quanto  è   stato   consegnato   al  tavolo  della
  Commissione un subemendamento 3.R.1.

     PRESIDENTE. Onorevole Acierno, stiamo discutendo l'articolo 3.

     ACIERNO.   Signor   Presidente,   appunto,   siccome   c'è  un
  subemendamento che  riscrive  l'articolo  3,  vorremmo  capire se
  stiamo  discutendo  del  subemendamento  o  dell'emendamento  del
  Governo.

     PRESIDENTE.  Le ho  già  risposto.  si  discute  l'articolo  3
  nella riscrittura del Governo.

     ORTISI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

     ORTISI. Signor Presidente, io  non  so  se  devo  parlare  del
  concetto  di controllo, così  come  previsto  dal  regolamento  e
  reclamato dalla collega Vicari,  oppure  tentare  il percorso che
  alcuni colleghi hanno  tentato  prima di me, compreso l'onorevole
  Cintola, di una  mediazione che ci consenta di superare l'impasse
  visto che è riconosciuto da tutti che cerchiamo tutti di lavorare
  per la legge.
       Perché,  a   fronte   di   settimane  intere  concesse  alla
  maggioranza per  risolvere  contraddizioni,  confusioni,  mal  di
  pancia personali, si assiste alla impossibilità per l'opposizione
  di esprimere propositivamente  la propria posizione e si lesinano
  anche quindici minuti, un'ora  richiesta  poco  fa  da  noi,  e i
  quaranta minuti concessi. Mi  pare  che  questa non sia la strada
  attraverso la  quale  possiamo  arrivare  alla  conclusione,  che
  vogliamo tutti. Però,  siccome  è  richiesto di attenersi al tema
  diamo un esempio di  che  cosa  potrebbe  succedere  se ognuno si
  scontra con l'altro.
       Controlli.  Per  capire  l'articolo  3  non bisogna soltanto
  attenersi all'immediato.  La dimensione orizzontale non risolve e
  non spiega mai niente, è improvvisazione ed estemporaneità;  è la
  dimensione  verticale, cioè  storica,  che  dà  il  senso  di  un
  intervento, soprattutto se legislativo, che per definizione è non
  estemporaneo, dura per tanti tempi.
       La nostra tradizione ha due date fondamentali: il 463 avanti
  Cristo  ad Atene e l'epoca di Ottaviano Augusto nel mondo romano.
       Volete che parliamo  di  questo  per spiegare il concetto di
  controllo o tentiamo  la  mediazione?
       Non so, scegliamo  insieme.  Cominciamo  da  questo  e  dopo
  interveniamo? Bene.
       Che  cosa  succede   nel  463  avanti  Cristo?  Succede  che
  l'Areopago,  che era  l'istituzione  maggiore  ad  Atene  ed  era
  depositario del  concetto di controllo, improvvisamente decide di
  interessarsi di politica estera,  cioè di altro.
       Eschilo la rappresenta  benissimo  in  una  sua tragedia, ma
  evito di illustrarvene il  tema.  Sapete  che  è successo  a quel
  punto?  Che Efialte è  stato  ucciso:  viene  ucciso  perchè è un
  organo che non era  depositario del concetto di controllo e aveva
  deciso di passare i termini.
       Ma questo è niente  (Vorrei che qualcuno ad un certo momento
  mi fermasse.)
       Questo è niente rispetto a quello che succede nella Roma del
  I secolo, quando  Ottaviano  Augusto, capito che Cesare era stato
  ucciso perchè voleva  diventare  monarca, controlla  (ed è quello
  che il Governo  potrebbe fare se passasse l'emendamento Beninati,
  non quello di  Raiti,  il  subemendamento), da uomo intelligente,
  Ottaviano Augusto decide  di  controllare, non  come  voleva fare
  Cesare  che  fu   ucciso  per  questo  dalla  lobby  senatoriale,
  lasciando tutto formalmente  com'era e attribuendo a sé  soltanto
  il titolo di  princeps  inter pares, l'imperium proconsulare e la
  potestas tribunicia.  Con  l'imperium  proconsulare  è il padrone
  delle legioni, con  la  potestas  tribunicia  invece  controlla -
  avendo il potere di veto - quello che può succedere all'interno.
       Succedeva, cioè, che  ogni  volta  che c'era il tentativo di
  una minoranza di  persone  perbene  di  andare  verso un rapporto
  paritario  all'interno della  res  publica  -  che  rimaneva  res
  publica,  non  era  ancora  principato  -  egli  interveniva  con
  l'imperium proconsulare,  minacciando la discesa delle legioni, e
  quando non  andava  bene una disposizione legislativa interveniva
  col veto della tribunicia potestas.

     CUFFARO, presidente della Regione. Ci parli anche di Messalina
  e Poppea, onorevole Ortisi

     ORTISI. Questo sta  per  accadere,  caro  Presidente, e queste
  sono cose degne, e  mi ricollego alla sua battuta, di Messalina e
  di Poppea, non del Parlamento più glorioso del mondo.

     FORGIONE. Più glorioso... Più antico, vorrà dire

     ORTISI. No, più glorioso
       Questo sta per accadere in questa sala.
       Ora  dice  giustamente Simona Vicari: nessuno tocchi Poppea
  Aderendo all'osservazione  del Presidente della Regione in ordine
  a Poppea e Messalina, questo è basso impero; anche se vissero nel
  periodo del principato,  fino  al 68 dopo Cristo, si comportavano
  già e preconizzavano comportamenti da basso impero.
       Questo  sta per accadere in quest'Aula, Presidente
       Pertanto, in nome  del  fatto  che noi abbiamo lavorato come
  Cirenei in quest'Aula, maggioranza ed opposizione, per quelli che
  c'erano, a realizzare  questa  legge,  lei  non può blindarsi sol
  perchè questa sera ha  convocato  la maggioranza che è disposta a
  blindarsi e ad andare avanti  Non serve a nessuno una legge fatta
  a colpi di maggioranza;  non  serve  a  nessuno, diventa la legge
  che siccome avrà  più  scontenti  che  contenti, come avviene per
  qualsiasi legge, potrebbe  permettere  a noi di fare demagogia da
  qui all'infinito. E noi non vogliamo fare demagogia.
       Se  mi  permette,   Presidente,   le   faccio   un  paio  di
  osservazioni, soltanto per dare un contributo di riflessione e di
  proposizione a quello che sta accadendo, reiterando ciò che poi i
  colleghi nostri hanno già chiesto, una maggiore e più lunga pausa
  di riflessione e di approfondimento.
       L'ostruzionismo  strisciante,  onorevole  Cintola,  ha fatto
  parte della maggioranza, ma  guardi che lei è uscito sui giornali
  a rimproverare i  colleghi  della  maggioranza, più di una volta,
  perchè esprimevano  ostruzionismo  strisciante  o in qualche caso
  anche aperto; noi non l'abbiamo fatto
       Signor   Presidente,   due   esempi:   lei    ha  visto  gli
  emendamenti  23.R2.1  e 34.R...

     CUFFARO,    presidente    della   Regione.   Stiamo   parlando
  dell'articolo 3.

     ORTISI.   Vuole   che  parli  ancora  dell'articolo  3?  Bene,
  continuerò a parlare  sull'articolo  3.
       Dopo l'episodio di  Ottaviano  Augusto, di cui parlavamo, la
  cosa non si  chiuse  lì  naturalmente.  Capirete che, considerato
  quello che avveniva già  nel  principato,  il  seguito fu di gran
  lunga  peggiore in  sede  di  basso  impero:  l'annus  longus  et
  incertus (che fu il  69:  Poppea,  Messalina,  lei, che  me  l'ha
  suggerito,  capisce, onorevole  Presidente),  l'annus  longus  et
  incertus  poi  espresse   Galba,  Otone  e  Vitellio:  vi  lascio
  immaginare

     PRESIDENTE. Onorevole Ortisi, sta esaurendo il suo tempo.

    CUFFARO, presidente della Regione. Il dibattito è interessante,
  Presidente, lo daremo  ai cittadini siciliani  perchè sappiano di
  che  cosa  stiamo   parlando.  Pertanto,  la  pregherei  di  fare
  stenografare tutto integralmente.

     PRESIDENTE. Il  resoconto  stenografico  riporta  il dibattito
  integralmente, cionondimeno  invito  gli  uffici  a  tenere conto
  della richiesta del Presidente della Regione.

     ORTISI.  Onorevole   Presidente,  in  sua  assenza  plurima  e
  pervasiva noi abbiamo lavorato  sulla  legge per gli appalti e ai
  siciliani faremo anche sapere  che lei non c'è stato mai in Aula,
  non si è interessato  mai  a  questa  legge  e  ora,  in  maniera
  decisionista e da basso impero, da accompagnamento di Messalina e
  compagnia, lei stasera  viene, convoca  la  maggioranza  e  vuole
  andare avanti per una legge alla quale non voglio dare per adesso
  aggettivi,  perchè voglio  ancora  agire  e  parlare  in  termini
  propositivi e di accordo come abbiamo fatto fino a qualche minuto
  fa.  In  seguito,  eventualmente,  daremo  l'aggettivo  alla  sua
  legge,  se lei vuole fare  la  sua  legge.  Ma  lei  non  si  può
  permettere questo  comportamento  nei  confronti  di deputati che
  hanno  lavorato  a questa  legge,  non  è  giusto   Lei  dirà  ai
  siciliani che io ho perso  8  minuti  e  54 secondi a parlare del
  concetto di controllo? E lei  che  ha  perso  due  mesi a mettere
  d'accordo  una   maggioranza  per la   legge  sugli  appalti, non
  riuscendovi e piegando  adesso  la  testa alla parte più talebana
  della sua maggioranza  e  tradendo  gli  accordi che ieri avevamo
  raggiunto tutti in  Conferenza  dei  Capigruppo, insieme  a  lei?
  Compresa la possibilità di  mediare  in  ordine  al  2 per cento,
  all'1 per cento e  poi  O,50  per  cento?  Compreso  il fatto che
  eliminiamo i titoli di  Stato e la cauzione attraverso contanti e
  lasciamo  soltanto la  cauzione  bancaria  che  è  una  forma  di
  mediazione ulteriore?
       Siccome lei prende con noi accordi, ma poi viene, purtroppo,
  sbugiardato da una parte della sua maggioranza, stasera ha deciso
  di accontentare la  parte  ultras della sua maggioranza. Però non
  riversi su di noi la colpa dei ritardi.
       Faremo   sapere  ai  siciliani  anche  questo  discorso  del
  concetto di controllo, onorevole Presidente, perchè serve, perchè
  chi non conosce la  storia  non  può  fare  geografia.  Adesso io
  termino di parlare, ma solo temporaneamente, dopo l'intervento di
  un altro collega mi iscriverò a parlare sull'ordine dei lavori.

     RAITI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    RAITI. Signor Presidente, dopo l'intervento, così dotto e pieno
  di   reminiscenze   di   storia  del  diritto  romano,  nonchè di
  letteratura  latina,  che  mi  riportano  agli  studi liceali, io
  comunque vado  al  sodo  del ragionamento.
       La  mia  discussione la faccio in riferimento all'articolo 3
  così come era  scritto  dal  Governo, emendato con l' emendamento
  3.R, e non posso  fare  a  meno  di evidenziare ancora una volta,
  così come purtroppo ho sostenuto  - e la mia voce sembra una voce
  dal deserto - da qui, da un paio di sedute a questa parte, nonché
  in sede di riunione dei capigruppo di minoranza, alla quale io ho
  partecipato in rappresentanza del Gruppo 'Sicilia 2010'.
       Il  Governo,  pur avendo preso impegni che avrebbe ragionato
  sulla potestà di controllo  della  Regione  -  a  valle  -  degli
  appalti, non ne  ha  fatto  nessuna menzione nell'emendamento 3.R
  che stiamo discutendo. Anche qui  vi  è - e soprattutto qui - una
  mancanza di rispetto  degli  accordi  che  erano  stati presi dal
  Governo  nella   Conferenza  dei  capigruppo.  Vado,  inoltre,  a
  specificare  per   quale   motivo   è  necessario  accogliere  il
  subemendamento 3.R 1,  da me presentato insieme ai componenti del
  Gruppo  parlamentare  al  quale  appartengo,  nonché  insieme  ai
  capigruppo dell'intero centrosinistra.
       Stiamo ragionando, in questa sede, di una cosa assolutamente
  importante  e  fondamentale, così  come più volte ho cercato, nei
  limiti  delle  mie  modeste  possibilità,  di  spiegare  a questa
  Assemblea, agli onorevoli colleghi e al Presidente della Regione.
       Il problema degli appalti sta a monte, nel momento in cui si
  aggiudicano i lavori  ad  imprese che devono avere requisiti tali
  da potere svolgere  i  lavori,  che devono aggiudicarsi l'appalto
  con un sistema più chiaro e trasparente possibile.
       Dobbiamo evitare le cordate di imprese;  dobbiamo evitare le
  infiltrazioni mafiose, per  quel che è possibile, ma sappiamo che
  qualsiasi legge - ed in particolare una legge sugli appalti - non
  può essere una panacea  di  tutti mali; dobbiamo fare in modo che
  l'espletamento effettivo dei  lavori sia eseguito con i requisiti
  previsti dalle norme di diritto e dalle leggi che noi facciamo.
       Questo si può fare soltanto con un'autorità di controllo che
  vigili effettivamente su tutta una serie di cose.
       Il Governo, nell'emendamento di riscrittura presentato, così
  recita:  '...  nel  territorio  della  Regione  l'autorità per la
  vigilanza sui lavori pubblici opera nel rispetto delle competenze
  statutarie della Regione  e  del  suo Ordinamento regionale ...'.
  Noi sappiamo che  l'articolo  14 dello Statuto siciliano, Statuto
  di cui noi ci facciamo vanto e vorremmo tutelare in tutte le sedi
  - anche perché è  costato  il sangue di nostri concittadini negli
  anni '40 - l'articolo  14  dà competenza esclusiva in materia  di
  lavori pubblici a  questa Assemblea regionale.  Ciò significa che
  l'autorità di vigilanza, così come prevista dall'articolo 4 della
  legge n.  109 del 1994, non può avere alcun potere di incisione e
  di controllo all'interno del territorio siciliano.
       Se  noi  demandassimo  all'autorità  di  vigilanza nazionale
  questo potere di controllo, automaticamente limiteremmo una delle
  prerogative esclusive che  lo  Statuto  ci garantisce.
       Questo  il  Governo  lo   sa,  e  lo  sa  bene,  tant'è  che
  successivamente, al  comma  20  dell'emendamento  di riscrittura,
  così recita: '...  l'Assessore  regionale per i lavori pubblici è
  autorizzato a  stipulare  apposita convenzione con l'autorità per
  la  vigilanza   sui   lavori   pubblici, per  l'assolvimento  nel
  territorio  della  Regione  dei  compiti  e  delle  funzioni  cui
  l'organo è preposto  ...';  ma facendo riferimento, come è chiaro
  all'interno dell'articolo  1  '...  nei  limiti delle prerogative
  previste dallo Statuto regionale'.
       Noi, quindi,  daremmo, con l'interpretazione di questa norma
  così come stilata  dal Governo e dalla maggioranza, all'Assessore
  la possibilità di  stipulare  una  convenzione e, quindi, tramite
  convenzione  potremmo   dare   potere  delegato  all'autorità  di
  vigilanza nazionale e  all'Assessore  che  andrebbe a limitare le
  prerogative del nostro  Statuto, così come deciderà più opportuno
  di fare o di non fare.
       Credo  che   questa   sia   un'aberrazione  giuridica  o  un
  pannicello  nel quale  si  vuole  nascondere  l'esigenza  di  non
  controllare  effettivamente   quello   che   accade  nel  momento
  successivo  alla   gestione  degli  appalti  fino  al  compimento
  dell'opera. Ciò rappresenta un aspetto assolutamente qualificante
  di questa legge, io mi sono battuto per convincere il Governo, ho
  convinto tutte le opposizioni su questo, tant'è che l'emendamento
  che  abbiamo  presentato   va   in  una  direzione  ben  precisa,
  garantisce le prerogative della Regione siciliana e riporta quasi
  fedelmente quanto previsto  dall'articolo  4  della legge 109 del
  1994, cioè:  è  giusto  che noi facciamo un'autorità di vigilanza
  sugli appalti, un'autorità di vigilanza siciliana.
       Preciso che nel subemendamento che abbiamo presentato c'è un
  errore di battitura, nel senso che laddove è scritto 'con sede in
  Catania', deve leggersi  'con  sede  in  Palermo'  e  chiedo agli
  uffici di modificarlo.
       Ma  l'autorità   di   vigilanza,  così  com'è  prevista  dal
  subemendamento che abbiamo  presentato,  di cui il Governo non ci
  dice - nonostante,  ripeto,  ieri  avesse  preso l'impegno che su
  questa materia avrebbe  accolto  la  nostra proposta, ad oggi non
  l'abbiamo trovata né nella riscrittura che abbiamo presentato, né
  alcuna cosa è stata detta sul subemendamento - ripeto, è una cosa
  assolutamente importante e  qualificata  della legge, non ci dice
  cosa vuole fare.
       L'autorità di  vigilanza  così  com'è  prevista  ha  compiti
  assolutamente  importanti,   tant'è   che   vigila  affinché  sia
  assicurata  l'economicità  di  esecuzione  dei  lavori  pubblici,
  vigila sull'osservanza  della disciplina legislativa, accerta che
  l'esecuzione dei lavori  non  sia  derivato  pregiudizio  per  il
  pubblico Erario, accerta  che  la destinazione dell'opera o della
  fornitura corrisponda  a  quella  descritta  nella  richiesta  di
  finanziamento,  verifica  l'assenza  di  decurtazioni  o  ritardi
  ingiustificati nei pagamenti,  predispone tutta una serie di atti
  per  verificare   effettivamente  se  l'opera  è  eseguita  come
  previsto dai contratti,  se  non  ci  sono  inadempimenti,  se si
  risparmia il denaro  pubblico,  se  la ditta che è aggiudicataria
  dei lavori effettivamente esegue i lavori.
       L'autorità  di   vigilanza   ha   poteri   di   controllo  e
  sanzionatori che sono amministrativi ed anche disciplinari.
       Ritengo che sia un  punto  così  qualificante, che alzerebbe
  veramente  il  tenore  di  questa  disciplina che ci accingiamo a
  fare,  nonché  il  tenore  della  norma  legislativa  che  questo
  Parlamento  andrà  ad  approvare, non può passare sotto tono, non
  può  ricevere  il  silenzio  assoluto  del Governo che, dopo aver
  preso impegni  su  questa materia, nulla dice, non può non essere
  adeguatamente recepita dall'opinione pubblica.
       Una norma di questo genere, che tra l'altro statuisce alcuni
  uffici con i  dipendenti  della  Regione, che  possono  andare in
  qualsiasi ente che  gestisce  l'esecuzione  dei  lavori con fondi
  regionali. Lo  abbiamo  specificato  perché  abbiamo necessità di
  sapere come si spendono i nostri soldi, se è vero che si eseguono
  opere che non sono  'cattedrali  nel  deserto',  se è vero che si
  eseguono opere che poi  vengono  lasciate  in  aria con danno per
  l'Erario e facendo in  modo che l'appalto dei lavori pubblici non
  sia un appalto  destinato  a  realizzare  opere al servizio della
  comunità,  ma  sia  solo  un appalto eseguito per spendere denaro
  pubblico  che  va ad ingrossare altri rivoli. Questo noi vogliamo
  ottenere  con  l'autorità   Abbiamo  chiesto  che sia composta da
  cinque soggetti assolutamente estranei ad ogni tipo di controllo,
  che  i  cinque  soggetti  siano  eletti  dall'Assemblea regionale
  siciliana  per  garantire l'autonomia e le prerogative del nostro
  Parlamento.
       Credo   che   abbiamo   fatto,  se  volete,  un'integrazione
  dell'articolo  3.R  che  va  nella  direzione che tutti quanti, a
  parole,  diciamo  di  voler  conseguire,  cioè vorremmo una legge
  liberale  che  garantisca  la  concorrenza,  ma  vorremmo  che  i
  cittadini siciliani  sappiano  che i loro soldi sono spesi bene e
  sono spesi per eseguire opere fatte al servizio dei cittadini.
       Se  nella  norma  non  mettiamo questa autorità di vigilanza
  così com'è  previsto,  tutto quello che fino ad ora abbiamo detto
  sui  giornali  -  spesso  riempiendoci  la  bocca  - sappiamo che
  certamente  nel  concreto  non  si realizzerà e che abbiamo fatto
  solo chiacchiere senza dare risposte chiare ai siciliani.

     GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO.  Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  a  me
  dispiace che la discussione  di  merito  sull'articolo  3 non sia
  seguita con la  dovuta  attenzione  dal  Governo;  mi permetto di
  sottolineare  il  fatto  che l'articolo 3 è sicuramente uno degli
  articoli qualificanti della legge per le scelte che fa secondo me
  minimali o  per  quelle  più serie, più corpose che potrebbe fare
  qualora  fosse  approvato  il  subemendamento,  di  cui  è  primo
  firmatario l'onorevole Raiti.
       Vorrei svolgere  anche un breve ragionamento di tipo storico
  attorno ai prodromi, come dire, dell'articolo 3.
       Con la legge  10  del  1993  per la prima volta in Sicilia -
  continuo a ritenere che l'assessore farebbe bene a seguire questa
  discussione -  abbiamo  istituito  una  autorità  in  Sicilia: la
  Commissione regionale  per  la trasparenza dei pubblici appalti e
  delle  forniture.  Essa  aveva  l'obiettivo  di  controllare,  di
  monitorare e  di  intervenire  sugli appalti, sull'esecuzione dei
  lavori pubblici,  sui  bandi,  sulla conformità dei comportamenti
  delle stazioni  appaltanti, sulla corretta esecuzione delle opere
  e via di seguito.
       Quella Commissione non  si  è  mai  insediata  e  non ha mai
  funzionato. Ritengo  che  questa mancata istituzione prevista per
  legge e il  mancato funzionamento di detta commissione abbia alla
  fine privato la  Regione  della  possibilità di capire cosa stava
  succedendo, ad  esempio,  a seguito dell'approvazione della legge
  n.  21 del  1998  in Sicilia; che cosa stava succedendo di grave,
  di  sbagliato nelle  procedure  di  appalto  e  nel  sistema  più
  complessivo di esecuzione dei lavori pubblici.
       Questo per  dire  che  laddove questi strumenti fossero bene
  congegnati  e  ben  messi  nelle condizioni di  funzionare  hanno
  sicuramente una loro forza e una loro funzione determinante.
       Vorrei  dire  che  anche la legge Merloni, che è  del  1994,
  va  collocata  in   un   contesto  storico  che  era  quello  del
  superamento dell'epoca  di  Tangentopoli  e dell'epoca in Sicilia
  delle stragi,  del  grande  assalto della mafia alle istituzioni.
  Questi due strumenti, sia la legge Merloni che la legge n. 10 del
  1993, avevano,  quindi,  un preciso compito: quello di introdurre
  nell'amministrazione   pubblica   dello  Stato  e  della  Regione
  strumenti per potere controllare sul piano amministrativo ciò che
  accadeva.
       Bene, a  livello nazionale l'autorità nazionale per i lavori
  pubblici è stata istituita, e funziona bene, essa è un'autorità i
  cui componenti vengono eletti dal Parlamento, dalla Camera  e dal
  Senato,  proprio  perché  la funzione di questi organismi  è  una
  funzione di controllo, di alta vigilanza.
       In Sicilia noi non abbiamo avuto né l'Autorità nazionale per
  la vigilanza  sui  lavori  pubblici,  né  la  Commissione  per la
  trasparenza, così come l'articolo 3 è stato  presentato.  Talchè,
  l'emendamento che porta la mia firma e quella dell'onorevole Oddo
  per  la  ricostituzione della commissione trasparenza  con  delle
  modifiche,  l'articolo  3  così  come  presentato  e   così  come
  subemendato  non  risolve  il  problema della vigilanza  e  della
  capacità di intervento. State attenti rappresentanti del Governo,
  noi rischiamo di perpetuare una situazione per cui in  Sicilia le
  controversie, il controllo degli appalti lo fanno o  i  tribunali
  amministrativi o i tribunali penali, in quanto non ci sono  più i
  CORECO. E allora avere una autorità di vigilanza a cui ci  si può
  rivolgere  per  risolvere  i  problemi in sede  amministrativa  è
  nell'interesse del sistema.
       Ecco perché  insisto  con  il  dire che la Regione siciliana
  deve avere una  sua  autorità  o  un  osservatorio  con potere di
  autorità a cui ci si possa rivolgere per risolvere o  quanto meno
  per  sollevare  i  problemi  e richiamare anche gli altri enti ad
  attenersi alle leggi di questa Regione.
       Invito  pertanto   il   Governo   a   non  sottovalutare  il
  subemendamento Raiti ma  a  considerarlo in tutta la sua portata.
  Anche questo è  elemento  qualificante  di  una normativa, di una
  legislazione avanzata,  moderna, capace di spostare in avanti sul
  terreno della  trasparenza,  della  legalità,  dell'efficienza  e
  dell'efficacia tutto  il  sistema  degli  appalti  e  dei  lavori
  pubblici in Sicilia.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA.  Signor  Presidente,  mi  chiedo se la distrazione
  dell'Aula sia  dovuta  al  fatto  che  'il dado è tratto'(o, come
  direbbero  i  latini,  'alea  jacta  est',  per  seguire  le orme
  dell'onorevole   Ortisi),   oppure   sia   dovuto  ad  una  certa
  stanchezza,  anche  se a mio avviso sarebbe ingiustificata perchè
  l'Aula non ha lavorato tantissimo oggi.
       A mio  parere  è  un errore nell'un caso e nell'altro. Ed io
  richiamo    l'attenzione    del    Presidente    della   Regione,
  dell'Assessore,  degli  onorevoli  Cintola  e Speziale perchè non
  posso  immaginare,  che  se  si  considera questo breve dibattito
  superfluo  e  ininfluente  ai  fini  dell'esito  finale,  non  ho
  intenzione di lasciare agli atti alcunchè, interrompo e mi vado a
  sedere. Se  invece non è così, io parlo perchè ho la ambizione di
  potere  discutere  con il Governo e con la maggioranza e tentare,
  se  possibile,  di  esporre  il  nostro  punto  di vista e quindi
  trovare, un accordo.
       Premesso,  signor  Presidente,  che la legge dobbiamo farla,
  quindi  se  qualcuno  immagina  che  dobbiamo stiracchiare magari
  perchè  non  ci  convince  qualcuno  dei punti che sono stati qui
  esposti  o  sottoposti  attraverso gli emendamenti, a mio avviso,
  compie un errore.
       La  legge  si  deve  fare per tante ragioni. Prima di tutto,
  perchè  quella  attuale non va bene e quindi l'onorevole Cintola,
  che cerca sempre di riportare tutto quanto sul piano finanziario,
  dice che ogni minuto che passa perdiamo non so quanti soldi... Io
  dico  che  comunque ogni minuto che perdiamo di sicuro il sistema
  rimane in una situazione agli estremi della illegittimità e fuori
  anche alla illegittimità.
       Quindi non è interesse di nessuno fare ostruzionismo e non è
  sicuramente nelle nostre intenzioni.
       Però  il Presidente della Regione ha detto che dobbiamo fare
  la  migliore  legge possibile, e io credo che dobbiamo tentare di
  fare  la  legge  migliore  possibile;  diversamente,  non abbiamo
  assolto al compito al quale tutti ci siamo un po' piegati, quello
  di lavorare  per  tanti  giorni  in  Aula  anche  con  sistole  e
  diastole;  non  è  stata  infatti una discussione sempre lineare.
  Però si  è  cercato  di  trovare  una conclusione positiva.
       Ed  io  apprezzo  le  dichiarazioni  del Presidente e quelle
  dell'onorevole  Cintola  i  quali  hanno  sostenuto  che,  se  ci
  dovessero   essere   proposizioni   formali   negli   emendamenti
  differenti  da  quanto  i  capigruppo,  insieme al Governo e alla
  maggioranza hanno concordato, essi sono pronti a rivederli.
       L'articolo 3,  signor  Presidente  e onorevole Assessore, mi
  risulta  non  essere  stato  oggetto  di discussione e di accordo
  nelle  riunioni  che  si  sono tenute perchè, probabilmente presi
  dall'urgenza di affrontare altri argomenti...

     CINTOLA. C'è un solo emendamento all'articolo 3.

     CAPODICASA. Vorrei ricordare all'Aula che quando si è discusso
  sull'articolo 3 io stesso qui, sollevando alcune questioni, ne ho
  chiesto   l'accantonamento.   Il  Governo  è  stato  consenziente
  all'accantonamento   al   fine   di   verificare,   discutere   e
  approfondire gli argomenti che noi abbiamo addotto.
       Non   troviamo   nella   riscrittura   dell'emendamento   di
  quell'articolo alcun  elemento  che  noi  avevamo  sollevato,  ma
  soprattutto  su  un  punto decisivo - poichè noi vogliamo fare la
  legge  migliore possibile, Presidente -, riassumo in due parole a
  beneficio di tutti noi.
       L'articolo 3 della legge numero 109 ha un ruolo fondamentale
  perchè  istituisce  l'Autorità di vigilanza e di controllo e, per
  la prima  volta in Italia, una autorità che ha come suo referente
  il Parlamento; quindi gli si attribuisce un valore alto, non è un
  mero  organo  esecutivo del Governo, è un'autorità come altre che
  ha  compiti  molto  penetranti  nella  vigilanza  del settore dei
  lavori pubblici.
       Cito   testualmente:   "Vigila   affinchè   sia   assicurata
  l'economicità   di   esecuzione   dei  lavori  pubblici";  questa
  vigilanza    può    essere   effettuata   entrando   nel   merito
  dell'esecuzione   di   un'opera   pubblica.  Mi  pare  abbastanza
  evidente:  l'economicità  rientra  tra i meccanismi di spesa e di
  applicazione del capitolato dei lavori.
       "Vigila   sull'osservanza   della   disciplina   legislativa
  regolamentare  in   materia   verificando,   anche  con  indagini
  campionarie, la  regolarità  delle  procedure  di  affidamento ai
  lavori pubblici". Per  la  prima  volta  un  organo  politico, un
  consigliere  comunale,  un  cittadino  che  intenda segnalare una
  irregolarità   nell'esecuzione   dei  lavori  pubblici  non  deve
  rivolgersi    alla   magistratura   ordinaria,   può   rivolgersi
  all'autorità  che  in  prima  battuta  dà  subito, per esempio in
  provincia di  Messina c'è già l'autorità per opere che però ha il
  finanziamento  dello  Stato,  e credo sia intervenuta dichiarando
  nulla una gara, di cui non conosco però i particolari.
       Quindi, è un potere che viene esercitato.
       "Accerta che  dall'esecuzione  dei  lavori  non sia derivato
  pregiudizio per il  pubblico  erario". Questa io la considero una
  funzione di altissimo livello, perchè tutela l'interesse pubblico
  che  è  l'interesse  che  noi  come  parlamentari  salvaguardiamo
  relativamente all'erario.  Inoltre:  "segnala  al  Governo  e  al
  Parlamento  con  apposita  comunicazione fenomeni particolarmente
  gravi di inosservanza  o di applicazione distorta della normativa
  dei lavori pubblici, formula al Ministro preposto..., propone una
  relazione....,  la   frequenza   del   ricorso  a  procedure  non
  concorsuali", cioè segnala  a  lei,  Presidente, se vi sono stati
  ricorsi  frequenti  e   fuori  dalla  ordinarietà  un  ricorso  a
  procedure non concorsuali.
       Ma la cosa importante qual  è?  E'  che poi a un certo punto
  esercita i poteri sanzionatori  di  cui  ai  commi  7  e 17, cioè
  infligge  una  sanzione  pecuniaria  e di tipo amministrativo, le
  quali  sanzioni pecuniarie vengono riscosse tramite ruoli, il che
  significa che vanno poi nei ruoli.
       Qui siamo nel cuore del sistema dei controlli.
       Allora,  onorevole  Assessore,  il  punto  da noi sollevato,
  Presidente,  che  ritengo  importante  qual'è?  E' che   in virtù
  dell'art.  14 dello Statuto, la competenza nel settore dei lavori
  pubblici  è  di  totale  ed  esclusiva  pertinenza  della Regione
  siciliana.  La  Sicilia ha competenza legislativa e di controllo.
       Ciò significa  che  la  norma  di attuazione, ex DPR 683 del
  1977,  non  ci  dà  competenza  solo  in  materia legislativa, ma
  attribuisce    compiti   di   natura   amministrativa,   cosicché
  trasferisce  gli uffici dello Stato alle dipendenze della Regione
  e indica  quali  sono  poi  le  relative funzioni e i rapporti di
  avvalimento con il personale dello Stato.
       Quindi  non  è  solo  competenza  legislativa,  è competenza
  totale,  e pertanto io  discuto,  e  chiunque  lo  può mettere in
  discussione,    che    l'autorità,   ciò   che   viene   previsto
  nell'emendamento  del  Governo  quando   sostiene che "l'autorità
  nazionale  che  ha  questi  compiti nel rispetto delle competenze
  statutarie  della  Regione  li  esercita  anche in Sicilia". Cosa
  significa nel rispetto delle competenze statutarie?
       Onorevole Assessore, significa che se si vogliono rispettare
  le  competenze  statutarie  della  Regione,  l'autorità non potrà
  intervenire su alcune di queste materie;  significa che alcuni di
  questi  controlli  in  Sicilia non saranno esercitati da nessuno,
  perché l'autorità nazionale non potrà farlo e noi non avremo...

     CINTOLA. La proposta sarebbe di toglierla?

        CAPODICASA. No,  la proposta è che noi istituiamo la nostra
  autorità,  non  quella dello Stato. La nostra autorità regionale,
  perché  siamo  con  questi  compiti  che  avranno a quel punto il
  valore penetrante che hanno in quello dello Stato.
       Mi  chiedo  allora perchè si intende fare questa operazione.
  Mi  sono  interrogato  perché  normalmente  il Governo, tutti noi
  siamo  gelosi  delle nostre prerogative. Ma quando mai le Regioni
  hanno avuto un potere  e  hanno detto allo Stato "esercitalo tu"?
  Di solito succede  il  contrario.  Invece,  in  questo  caso, noi
  diciamo:   "tu,   Autorità,  vieni  qua  e  controlla,  esercita,
  approfondisci".  Allora, io  mi  debbo  chiedere perché. E invece
  non  so  darmi  una  risposta  a  questa  domanda.  Vorrei essere
  smentito e  cioè  che si prepari, magari a livello nazionale, una
  modifica  della  legislazione  che lo fa diventare da autorità ad
  agenzia e  quindi  lo passa dal controllo del Parlamento a quello
  del  Governo.  E  quindi  magari si suppone che attraverso questo
  meccanismo, allora, i sistemi di controllo saranno addomesticati.
       Questo sarebbe  un  errore  in  punto  di  legge, ma io dico
  anche  nel  punto  relativo  alla  tutela  degli  interessi della
  Regione siciliana.
       Noi cosa proponiamo, Assessore? Che vengano divisi i compiti
  dell'Osservatorio, il quale deve avere il compito di monitorare e
  fare tutto  ciò  che  serve  in  questo  campo. Ma la vigilanza è
  un'altra   cosa.   E  deve  essere  affidata  ad  un'autorità  di
  vigilanza,  perché se rimane così com'è, noi non avremo garantiti
  i controlli alla Regione siciliana.
       Concludendo, signor Presidente, non credo che questo Governo
  pensi  di  dover  abdicare ad una propria funzione nel momento in
  cui  viene approvata la modifica al Titolo V della Costituzione e
  vengono  trasferite  ulteriori  competenze  alle Regioni da parte
  dello Stato.

     FLERES. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FLERES. Signor Presidente,  onorevoli  colleghi, ho chiesto di
  intervenire  a  questo  punto  del  dibattito sull'articolo 3 per
  affrontare  più  complessivamente il tema del livello di garanzia
  che  questa  legge  intende  dare  alla regolare esecuzione delle
  opere   pubbliche,  alla  regolare  procedura  di  appalto  delle
  medesime.  Sono  convinto infatti che uno dei nodi più importanti
  da   sciogliere  sia  proprio  questo.
       E  sono  da  troppi anni frequentatore di quest'Aula per non
  comprendere come spesso sia necessario che il Parlamento abbia la
  possibilità  di  esprimersi  anche fuori le righe rispetto a temi
  che hanno  valore  ideologico.  E  guai se non li avessero  Se il
  Parlamento  non  avesse  caratterizzazioni  di  natura ideologica
  sarebbe  un  Parlamento  qualunquista.  E  se fosse un Parlamento
  qualunquista  non esprimerebbe una linea politica che è frutto di
  una  maggioranza  che ha ottenuto il consenso dei propri elettori
  sulla  base  di  un  progetto  politico  che, certamente, vive di
  discriminanti  e,  dunque, è un progetto caratterizzato da valori
  di natura ideologica, oltre che di natura programmatica.
       Ed allora, onorevoli colleghi, sono convinto che noi avremmo
  fatto  bene a non distanziarci troppo, come invece mi accorgo che
  sta  accadendo,  dalla  "Merloni  ter"  e, probabilmente, avremmo
  fatto  meglio  a  collegare  più direttamente la legge di riforma
  sugli  appalti in Sicilia, anche al divenire della "Merloni ter",
  alle sue  successive  modifiche,  a  quelle che già, di fatto, il
  Parlamento nazionale  in  parte  ha  già  varato o sta varando in
  questi  giorni. Avremmo fatto bene, probabilmente, perché avremmo
  affermato  un principio in assenza del quale, invece, confermiamo
  una  serie  di  pregiudizi  che se hanno un fondamento specifico,
  certamente non possono averlo di natura generale.
       Stiamo sostenendo,  distanziandoci  eccessivamente da quello
  che è il contenuto della  "Merloni  ter",  che  la  Sicilia è più
  mafiosa della Calabria, più  mafiosa della Campania, più corrotta
  della Lombardia, più corrotta  del  Lazio, insomma che in Sicilia
  c'è  una  specificità tale  da  farci  considerare  noi  tutti  i
  peggiori:  i  peggiori sul piano culturale, sul piano morale, sul
  piano politico.
       Ed allora, onorevoli colleghi,  io  da questo punto di vista
  non  posso  assolutamente   condividere   quelle   posizioni  che
  coinvolgono anche la mia modesta persona; non intendo cioè essere
  accomunato  a  chi  ritiene  che  la  classe  politica siciliana,
  l'imprenditoria   siciliana,   il   sistema   dei  professionisti
  siciliani  siano  più  corrotti, più mafiosi, come dire 'diversi'
  dai sistemi presenti nelle altre Regioni.
       Non  voglio  'nascondere  il  cielo  con  un  dito',  voglio
  soltanto dire che se esistono fenomeni di malcostume, se esistono
  fenomeni  degenerativi  nella  nostra Regione, questi non possono
  certamente  essere  generalizzati, non possono sicuramente essere
  frutto  di pregiudizio, e men che meno possono essere sanciti per
  legge. Non  credo noi si debba sancire per legge il fatto che può
  considerarsi mafiosa o corruttibile....

     SPEZIALE. Ma qual è il nesso con l'articolo 3?

     FLERES. Onorevole Speziale, se  lei mi lasciasse completare si
  accorgerebbe  che il nesso c'è. Però, siccome è distratto e vuole
  andare  a  casa  perché  è  stanco,  come  mi  ha detto poc'anzi,
  probabilmente non è incline all'attenzione...

     SPEZIALE. Sono stanco perché ho lavorato.

     FLERES. Lo siamo tutti. Non creda che io sia meno stanco degli
  altri.  Allora,  dico  che  è  grave  che  con tale leggerezza si
  sostengano   posizioni   di  questo  genere,  posizioni  che  non
  favoriscono  e  non  migliorano le condizioni della Sicilia e men
  che meno questo settore delicatissimo.
       Allora, onorevoli colleghi, credo che sia opportuno fare una
  considerazione.
       Torno   al  passaggio  che  non  ho  potuto  completare  per
  l'intervento  dell'onorevole  Speziale.  Dico che non è pensabile
  che  i  fenomeni  distorsivi si verifichino al di sotto di alcune
  soglie e  non  al  di  sopra di queste soglie;  si verifichino in
  alcuni enti  e  non in altri enti; si verifichino a carico di una
  moltitudine   di   soggetti  interessati,  in  questo  caso  alla
  realizzazione  di  appalti,  e  non  si  verifichino  in  una più
  ristretta  compagine  di  esaminatori  i  quali  -  tra l'altro -
  dovrebbero  avere  il dono della infallibilità e a cui noi tutti,
  per  senso  di  responsabilità, dovremmo attribuire un livello di
  sicurezza  personale  maggiore,  se  è  vero il principio che noi
  vogliamo  affermare nel momento in cui diciamo che siamo peggiori
  degli altri  e  che la nostra regione è una regione più a rischio
  delle  altre, dove è altrettanto alto il livello di infiltrazione
  mafiosa o di corruzione nella pubblica amministrazione.
       Allora,  onorevoli  colleghi,  se  questi dati sono veri - e
  purtroppo  emergono  dai testi degli emendamenti e dal disegno di
  legge  che  stiamo discutendo -, non possiamo non tenere conto di
  un  altro  aspetto  che  è  quello  della  illiberalità di alcuni
  passaggi,  del  dato  che,  dal punto di vista ideologico, questa
  legge  fa emergere. E parlo della concentrazione degli interventi
  e  delle  limitazioni  degli  incarichi,  e di tutta una serie di
  interventi  che non puntano al libero mercato, alla realizzazione
  di  obiettivi  di  natura  liberale  e  democratica,  ma puntano,
  piuttosto,  verso obiettivi di natura dirigistica, centralistica,
  lontani  dalla  cultura  della  maggioranza  presente  in  questo
  Parlamento.
       Onorevoli  colleghi, sono convinto che su questi temi noi si
  debba  riflettere.  E  dobbiamo   farlo approfonditamente, perché
  non credo che i nostri sindaci, i nostri presidenti di provincia,
  i  nostri  consiglieri  comunali  e  provinciali,  e  noi  stessi
  possiamo   con   serenità   autoaccusarci   di  incapacità  o  di
  corruttibilità  o  di  scarsa  professionalità nel momento in cui
  riteniamo   opportuno   metterci   tutti   sotto   tutela  perchè
  consideriamo  lo  strumento  che stiamo ipotizzando sufficiente a
  risolvere  il  problema  della trasparenza, della celerità, della
  efficienza,  della  efficacia, di un provvedimento legislativo di
  questo genere.
       Onorevoli colleghi,  e  concludo,  pongo questo problema  in
  questo momento perché  è con l'articolo 3 e poi con il successivo
  articolo 5 che  noi dobbiamo stabilire se considerarci per legge,
  nel senso negativo  che  ho  prima descritto, oppure  se, invece,
  dobbiamo  costruire   un   modello   di  sviluppo  della  Sicilia
  fortemente  ancorato   ai   valori  liberali  e  democratici  ma,
  soprattutto, fortemente  ancorato  ai  valori  inversi  a  quelli
  giustizialisti a cui siamo stati abituati negli ultimi anni.
       Mi  ha fatto piacere poc'anzi sentire l'onorevole Capodicasa
  ricusare la  legge  10.  Essa è stata voluta da un Governo di cui
  egli stesso sosteneva la maggioranza. Egli sosteneva che la legge
  10 non funzionava e non funziona...

     CAPODICASA. Quella non era la legge 10 ma la legge 21

     FLERES. Onorevoli  colleghi,  io  dico  che  quella  legge era
  certamente      sbagliata,      che      quella     legge     non
  riusciva   a   risolvere   i  problemi  per  i  quali  era  stata
  predisposta,  che  è stata la legge più modificata dal Parlamento
  siciliano,  poiché  lo  stesso  è intervenuto almeno 27 volte per
  rettificarla, tanto è vero che non era esattamente la panacea per
  tutti  i  mali, ma sono convinto, altresì, che alcuni passaggi di
  quella  legge che io non ho votato, unico tra i novanta deputati,
  ripeto,  che io non ho votato, aveva alcuni aspetti positivi, non
  tutti, ma li aveva.
       E' proprio dalla  rivisitazione  contestuale di quello che è
  stato, di quello che  sarà  e  di  quello che, in questo momento,
  stiamo discutendo  che  forse  sarà possibile ricercare soluzioni
  diverse, soluzioni che non offendano la dignità dei siciliani, né
  di quelli che  sono presenti nelle istituzioni e le rappresentano
  a loro volta.
       Dunque, io non credo che si debba operare sommariamente; non
  credo   che   si   debbano  esprimere  giudizi  approssimativi  o
  superficiali, purché si faccia una legge.
       Io credo che noi abbiamo il dovere di fare una legge che non
  sia una legge qualunque ma che risolva i lati oscuri, che risolva
  i problemi di  inquinamento  mafioso,  che  risolva i problemi di
  efficienza nell'intervento  che  si  compie,  di  trasparenza, di
  celerità, di  tempestività ma, certamente, non possiamo approvare
  una legge o discutere una legge che condanna noi stessi.
       Concludo, signor Presidente, con un auspicio, solo questo in
  questa fase del  dibattito posso esprimere, un auspicio, affinché
  il Parlamento  riconsideri  alcuni  aspetti  di  questa  vicenda,
  intendo riferirmi anche alla vicenda delle garanzie, perché non è
  certamente riducendo l'importo  della  garanzia che si risolve il
  problema così come è  stato posto, perché in quel caso si abbassa
  il livello di garanzia per gli enti e noi certamente non possiamo
  operare contro  la  pubblica  amministrazione  e,  comunque,  non
  risolve il problema della partecipazione delle imprese.
       Riflettiamo un momento  senza  schemi  mentali  e  forse una
  soluzione riusciremo a trovarla.

     SPAMPINATO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPAMPINATO.  Signor  Presidente,  onorevole  Presidente  della
  Regione, onorevoli  colleghi, anch'io intervengo sull'articolo 3,
  come sono intervenuti  gli  altri colleghi che mi hanno preceduto
  e,  come  tutti  gli  altri,  mi  permetterete  delle  brevissime
  riflessioni anche di ordine generale.
       La prima tra  tutte è stata suscitata dall'ultimo intervento
  dell'onorevole  Fleres   che,  credo, sia  stato  particolarmente
  offensivo nei confronti  di  questa  Assemblea e degli sforzi che
  abbiamo  cercato   tutti,  prescindendo  dal  nostro  ruolo,  non
  prescindendo dal nostro ruolo di parlamentare ma di maggioranza o
  di  opposizione,   per   cui   gli  emendamenti  presentati,  gli
  interventi sin qui svolti in Commissione, in Aula, negli incontri
  bilaterali, sicuramente  non  sono,  onorevole  Fleres, frutto di
  giustizialismo, non sono frutto di pregiudizi nei confronti della
  classe imprenditoriale,  della  classe  politica  siciliana,  nei
  confronti dei siciliani, ma  sono un tentativo, a volte modesto -
  faccio  riferimento a  me,  alla  mia  inesperienza  -  di  poter
  procedere all'approvazione  della  migliore legge possibile su un
  tema così delicato.
       Devo anche manifestare la mia delusione rispetto alla strada
  che  è  stata  imboccata per cercare di arrivare alla conclusione
  dell'iter   legislativo   della   legge   sugli  appalti,  signor
  Presidente.  Non  farò  le citazioni dotte dell'onorevole Ortisi,
  non parlerò  di Messalina e Poppea, anche se credo, così come lei
  proponeva,  signor Presidente, che se stenografiamo e se cogliamo
  il  senso dell'intervento dell'onorevole Ortisi e lo distribuiamo
  ai  cittadini  siciliani, sicuramente  potremo  fare  un servizio
  così come servizio  stiamo provando a fare, onorevole Presidente,
  quando lei,  anche  impedendoci,  almeno  dichiarandosi contrario
  rispetto alle nostre  richieste,  di  poter valutare con serenità
  gli emendamenti su  temi  importanti,  su temi di confronto...

     CUFFARO, presidente della Regione. Non è così

     SPAMPINATO. Ci  avete  concesso,  dopo  il  parere  contrario,
  quaranta minuti nei quali  siamo riusciti soltanto a leggere ed a
  commentare tra di noi uno degli emendamenti presentati.

     CUFFARO, presidente della Regione. Ditemi 'falso' dopo 24 ore,
  così lo dimentico; ma  dopo  un'ora  no,  altrimenti  mi sento un
  cretino  Onorevole Spampinato,  se  mi  dice 'falso' domani io ci
  sto ma non mi dica 'cretino' dopo un'ora

     SPAMPINATO. Onorevole  Presidente  della Regione, le chiedo di
  rileggersi  i   resoconti   stenografici   e   rivedere   la  sua
  dichiarazione contraria alla  richiesta  di sospensione: lei si è
  dichiarato contrario, poi c'è stata la sospensione.
       Non   le    do    del    cretino    perché   significherebbe
  insultarla  e lei sicuramente non ha bisogno di essere insultato,
  anzi,  tutt'altro.  Noi chiediamo di poter procedere serenamente.
  Stavo  dicendo  che  devo manifestare la mia delusione ora che si
  mostrano i muscoli, ora che c'è un Parlamento precettato. Poco fa
  mi  diceva  l'onorevole  Ortisi,  in riferimento a un deputato di
  maggioranza:  "Scusa, ma l'onorevole...  (ometto  chiaramente  il
  nome) non è stato eletto alla  Camera?",  questo  a testimonianza
  delle sue capacità di presenza in quest'Aula.
       Oggi,  invece,  ci  sono  tutti  e,  quindi,  si  mostrano i
  muscoli.  Chiedo  perché  non  si  siano  mostrati  i  muscoli in
  Commissione  quando  abbiamo garantito i lavori della Commissione
  mantenendo il numero legale, perché  non si mostravano i muscoli,
  quando  non  abbiamo  chiesto  la  verifica  del  numero  legale,
  cercando  di  procedere  quanto  più speditamente all'excursus di
  approvazione di questa legge.
       Avrei avuto piacere  se  il Governo avesse illustrato questa
  proposta. Questo è un  articolo che riscrive l'articolo 3 e avrei
  chiesto all'Assessore competente, onorevole Scammacca Della Bruca
  - glielo chiedo  ancora  e  spero  che  possa  rispondermi, anche
  riprendendo la parola -: perché si sceglie la strada di rinnegare
  la nostra competenza esclusiva in materia di lavori pubblici?
       E' stato  presentato  un subemendamento dall'onorevole Raiti
  (ho chiesto di  sottoscriverlo), dove  c'è  un percorso molto più
  specifico  in un  tema  così  importante  rispetto  a  competenze
  illustrate   dallo   stesso   onorevole   Raiti,   dall'onorevole
  Capodicasa,  dove  chiedono  sostanzialmente  che  le  competenze
  riferibili all'autorità  di  vigilanza  per  i  lavori  pubblici,
  fossero rimaste ad una autorità regionale.
       Vorrei chiedere al Presidente della Regione  e all'Assessore
  Scammacca  qual  è  l'esigenza  di  attribuire competenze di tale
  importanza  all'Osservatorio nazionale e di prevedere, altresì, e
  cito  testualmente,  una  norma  che  'dà il potere all'Assessore
  regionale per i lavori pubblici di stipulare apposita convenzione
  con   l'autorità   per  la  vigilanza  sui  lavori  pubblici  per
  l'assolvimento  nel  territorio della Regione dei compiti e delle
  funzioni di cui l'organo è preposto'.
       Prescindendo anche  dai  dubbi di legittimità costituzionale
  di questa norma,  perché  noi  stiamo prevedendo l'attività di un
  organo nazionale nel territorio regionale dove abbiamo competenza
  esclusiva,  con   le   modalità   che   devono   essere  previste
  dall'Assessore regionale, mi  chiedo,  anzi chiedo al Governo, al
  Presidente della Regione e all'Assessore Scammacca, quali sono le
  motivazioni  che hanno  portato  a  disegnare  un  percorso  così
  contorto?

     LO MONTE . Perché non lo ha fatto in Commissione?

     SPAMPINATO.  Perché  è  stato  presentato  qua,  onorevole  Lo
  Monte.  Anche questo è offensivo, perché  lei sa meglio di me che
  questo  emendamento  lo   ha  presentato  da  qualche  minuto  il
  Governo...

     LO  MONTE .  Eravate  nella sottocommissione; avevate tutte le
  possibilità

     SPAMPINATO.  Signor  Presidente,  chiedo il suo intervento per
  ricordare   all'onorevole   Lo   Monte  che  stiamo  parlando  di
  emendamenti che il Governo ha presentato in Aula quando il lavoro
  della Commissione era già concluso.
       Concludo,  signor Presidente, chiedendo al Governo di tenere
  in    particolare    considerazione    l'emendamento    a   firma
  dell'onorevole  Raiti  e  augurandomi che ciò che sta avvenendo -
  ovvero  una  deviazione  dal percorso che insieme, faticosamente,
  avevamo  descritto  -  ritorni nei ranghi perché, se le procedure
  adottate   sono   quelle   che   si   sono   concretizzate  nella
  presentazione   di   quell'unico   articolo,  che  abbiamo  avuto
  possibilità  di  leggere, ovvero dell'articolo 5 dove, su un tema
  di fondamentale  importanza,  su  un  tema  su cui si era trovato
  idealmente  un  accordo politico tra maggioranza e opposizione, e
  cioè  quello  delle stazioni uniche appaltanti, c'è stato scritto
  qualcosa  che  non  vedrà mai la luce.  Probabilmente noi abbiamo
  sbagliato  a  dare  un  giudizio positivo nel metodo senza tenere
  conto del merito.
       Io mi auguro che, per quanto riguarda le stazioni appaltanti
  e per  le  altre cose, così come ha enunciato il Presidente della
  Regione, si  torni  indietro  e  si trovi un accordo con l'intera
  Assemblea.

     MICCICHE'. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MICCICHE'.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, domani è
  l'anniversario  della strage di via D'Amelio. Credo, che dovremmo
  onorare con  azioni  molto  più efficaci la giornata di domani in
  cui  ricorre  il decimo anniversario. Se noi approviamo una legge
  sugli appalti  nei  modi  e  nei  termini  in  cui  essa  si  sta
  articolando,  non  faremo un buon servizio alla causa della lotta
  alla mafia.
       Ho  ascoltato  con  attenzione  l'intervento  dell'onorevole
  Fleres;  egli  ha  menzionato  un  discorso  molto  politico,  ha
  parlato   della   maggioranza,  della  minoranza,  della  portata
  ideologica che sta assumendo questo dibattito, ha detto che non è
  vero che  questa  legge  ci  pone  tutti in cattiva luce rispetto
  all'opinione  pubblica  giustizialista, ha detto che non è giusto
  mettere  sotto  tutela  gli  amministratori,  coloro che fanno le
  leggi e ha detto che la legge numero 10 è stata spesso modificata
  perché  si  voleva  cercare  di impedire la facile corruzione che
  imperava negli anni '90.
       Lei, onorevole Fleres, ha affermato cose giuste soltanto che
  bisogna ribaltarle, infatti bisogna rovesciare il concetto perché
  se  si  predica  bene  bisogna operare bene; non si può predicare
  bene   e   razzolare   male.
       Signor  Presidente,  nell'intervento  di  martedì  scorso, 9
  luglio,  seduta   66,   ho   parlato   'della  corda  nella  casa
  dell'impiccato' e  credo  che  questo imbarazzo, questa timidezza
  pian piano si è sciolta, è diventata spregiudicatezza;  io non so
  se questo  cambiamento  sia dovuto al galvanizzare, al concludere
  positivamente questa  legge, ma è chiaro che stiamo andando verso
  un provvedimento  negativo  di cui noi già, con l'emendamento che
  abbiamo presentato,  a cui tutto il centrosinistra ha aderito, il
  subemendamento 3.R.1  relativo  all'Autorità per la vigilanza sui
  lavori pubblici e l'Osservatorio regionale.
       Noi abbiamo  presentato questo emendamento perché  non siamo
  giustizialisti, ma vogliamo risolvere il problema dei controlli a
  monte e non a valle.
       Onorevole  Fleres,   lei  ha  fatto  riferimento  al  facile
  giustizialismo, come  se  la  Sinistra volesse mettere alla gogna
  tutti gli amministratori  e  i  legislatori;  ma  è chiaro che un
  controllo  bisogna   pur   porlo  in  una  situazione  di  facile
  corruzione;  lei che  è un giornalista conosce bene, legge bene i
  giornali, sa  dare  una  giusta  interpretazione  alle  cose  che
  succedono, non solo  in Sicilia - perché la corruzione non è solo
  in Sicilia, ci  mancherebbe  altro  - è nell'uomo, ma l'uomo deve
  essere controllato,  signor  presidente  Fleres,  perché se non è
  controllato, avendo  le  mani  libere  può  fare tutto quello che
  vuole, può farsi anche le leggi a suo piacimento.
       L'amico e collega  Ortisi  è stato molto chiaro nell'esporre
  le sue  argomentazioni.  Ha  fatto riferimento al periodo romano,
  quando l'impero  romano  voleva  passare  dalla democrazia ad una
  dittatura. E' chiaro  che  noi  non  siamo  in  questa  fase, per
  fortuna, però siamo  in  una  fase  diversa dove il sistema della
  corruzione    è,    purtroppo,    all'interno   delle   pubbliche
  amministrazioni, esiste.
       Le  cronache  di questi giorni sono ormai piene e continuano
  ad esserci, ma noi non possiamo sempre delegare alla Magistratura
  il  controllo  della cosa pubblica. Quindi, il nostro emendamento
  serve  per  prevenire,  il  controllo è necessario, ma questo non
  significa   creare  'lacci  e  lacciuoli',  è  a  garanzia  della
  democrazia, è  a  garanzia  delle  stesse  imprese  che  vogliono
  lavorare senza  nessuna imposizione da parte delle cosche mafiose
  che impongono  il  crimine  e la facile corruzione nella pubblica
  amministrazione.
       Concludo dicendo  che  nella  seduta  numero  66 avevo visto
  bene, si stava  andando  nel  verso  giusto  ma,  alla  fine,  il
  giocattolo si sta  rompendo.  Spero  che  non  si  vada  verso la
  facile politica del compromesso; qui non si sta facendo una legge
  per spartirci la torta, si sta facendo una legge per fare regole,
  per imporre le  giuste norme negli appalti pubblici. E, visto che
  domani è  l'anniversario  della  strage  di  Via D'Amelio, signor
  Presidente,  dobbiamo  onorare  con  maggiore  consapevolezza una
  legge, la  migliore legge, per evitare la facile corruzione negli
  enti pubblici, nell'espletamento delle gare d'appalto.
       Signor  Presidente, concludo onorando il nome del magistrato
  Borsellino  che, sicuramente, non  era  un uomo di sinistra, anzi
  tutt'altro, era un uomo di destra, ma è morto da uomo di sinistra
  e questo purtroppo  a qualcuno non piace che si dica; è morto per
  difendere la democrazia, non un partito e dobbiamo tenere alto il
  nome di  questo  magistrato  che,  come Falcone, ha combattuto la
  mafia    ma,   soprattutto,   la   corruzione   nelle   pubbliche
  amministrazioni.
       Signor  Presidente  Lo  Porto,  lei  sa  benissimo  chi  era
  Borsellino, so  che  era  suo  amico e che lei molto lo stimava e
  spero che oggi,  se  noi  arriveremo almeno ad approvare la parte
  più significativa  di  questa legge, potremo onorare al meglio la
  figura di Paolo Borsellino.

     CRACOLICI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Con  l'onorevole  Cracolici  si conclude l'elenco
  degli iscritti a  parlare  e  prego i colleghi di non riaprire le
  iscrizioni perché  daremo  un  poco  di  disciplina  in più se ci
  limiteremo all'ultimo intervento dell'onorevole Cracolici.
       Ha facoltà di parlare l'onorevole Cracolici.

     CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non contavo
  di intervenire  sull'articolo  3 e sul testo che è in discussione
  in  Aula;  sono  stato  in  parte  sollecitato  dal dibattito, in
  particolare da alcuni colleghi e da alcuni giudizi che sono stati
  dati  da  questa  tribuna  all'Aula  rispetto a quello che stiamo
  facendo e a come lo stiamo facendo.
       Voglio escludere ed eliminare un contenzioso se così dovesse
  essere interpretato da alcuni colleghi o da alcuni rappresentanti
  di gruppi parlamentari della maggioranza.
       Noi,  come   il   Presidente   della   Regione, siamo  mossi
  dall'obiettivo  di  fare  la  migliore legge possibile per questa
  Regione, tenuto conto che stiamo modificando la legge operante in
  Sicilia che, voglio  ricordare all'onorevole Fleres, per la parte
  che attiene ai sistemi  di  aggiudicazione,  è  la  legge  che ha
  voluto il Governo di cui lui faceva parte, la numero 21 del 1998.
       E se  oggi  siamo  costretti - e  ribadisco  costretti  -  a
  cambiare questa  legge è perché quel sistema di aggiudicazione ci
  ha fatto  divenire lo zimbello d'Italia, poiché  vorrei ricordare
  all'onorevole Fleres  e  a  quanti,  presi  da furore ideologico,
  ricordano l'esito del  voto  e la coesione della maggioranza e di
  fare  le   leggi   in   nome  del  progetto  politico  di  questa
  maggioranza, noi abbiamo  contribuito,  con  la  legge varata nel
  1998,  a produrre un  danno  enorme  all'erario  pubblico  per  i
  ribassi infinitesimali che si sono prodotti nel tempo.
       Contemporaneamente abbiamo contribuito a determinare e a far
  sì che le  gare  in Sicilia divenissero, ogni giorno che passava,
  una finzione, poiché  gran  parte  delle gare in Sicilia, non per
  giudizio dell'opposizione, di qualche forza politica o di qualche
  esponente  politico,  ma  per  giudizio  degli  stessi  operatori
  economici che operano nel  campo  dei lavori pubblici ha fatto sì
  che molti imprenditori di  questa  terra  abbiano deciso e scelto
  anche di non lavorare più in Sicilia.
       Lo dico  e lo ricordo a tutti noi, anche per evitare vecchie
  valutazioni,  vecchie  discussioni,  vecchi  modelli stereotipati
  secondo i  quali  ci  sarebbe  qualcuno  che  in  Sicilia tende a
  privilegiare la  parte negativa della Sicilia e altri che pensano
  di nascondere la realtà di questa Regione.
       Noi non  pensiamo che la Sicilia sia tutta mafia  Ma neanche
  immaginiamo che  in  Sicilia  la  mafia  non  esista;  lo  voglio
  ricordare  ancora una volta all'onorevole Fleres perché forse non
  legge  neanche  i  giornali.  Vorrei  ricordare  che nelle ultime
  operazioni  che  l'autorità  giudiziaria  e  le forze dell'ordine
  hanno condotto  nei  confronti  di  noti e meno noti esponenti di
  Cosa  nostra,  molti  di  questi  personaggi sono stati arrestati
  anche con  le tasche piene dei famosi 'pizzini', di 'pizzini' che
  in  qualche modo intercettavano e regolavano futuri appalti nella
  nostra Regione.
       Noi abbiamo  il  dovere di fare la legge migliore possibile,
  di fare  una  legge non illiberale o dirigista, ma se questo è il
  giudizio  di  un  esponente  della  maggioranza nei confronti del
  lavoro che fin qui abbiamo svolto, mi chiedo: questo giudizio non
  dovrebbe avere un elemento di coerenza con il voto? Se si giudica
  il lavoro svolto  un  lavoro  illiberale,  ma  sarebbe illiberale
  forse  perché   si  è   messa   una  norma  che  prevede  la  non
  cumulabilità  degli   incarichi   professionali   e,  quindi,  la
  possibilità di concentrare  nelle mani di pochi professionisti la
  gran  parte delle  progettazioni  in  Sicilia.  E'  questa  forse
  l'illiberalità o è invece  il tentativo di realizzare per davvero
  nella nostra Regione un mercato  che in Sicilia non c'è mai stato
  o quando c'è stato  è stato fortemente condizionato e diretto non
  dall'economia,  ma   dalle   organizzazioni   criminali  e  dalle
  concentrazioni economiche?
       Io voglio rimanere nel  merito  ribadendo la questione che è
  stata posta su questo articolo, sull'articolo 3.
       Ci  dobbiamo  intendere  su cosa stiamo discutendo.  Qui non
  c'è la questione  di  fare  'melina', qui si è posto un tema e il
  Governo ha  il  dovere  di  dare  una  risposta:  la Sicilia, per
  competenze  statutarie, ha potestà esclusiva in materia di lavori
  pubblici.  C'è un'autorità  di  vigilanza  che  deve esercitare i
  poteri  che noi  ribadiamo  e  riteniamo  debbano  essere  quelli
  definiti dall'articolo 4  della  legge  numero  109,  in  Sicilia
  questi non potranno  essere  esercitati  dall' autorità nazionale
  perché  lo stesso  Governo, quando ridefinisce l'articolo 3 della
  legge in discussione dice -  ma  non  può  che  dire questo - che
  "l'autorità nazionale opererà in Sicilia secondo i limiti imposti
  dal nostro Statuto".
       Quindi,  la  questione che ha posto l'onorevole Capodicasa è
  la seguente:   chi  eserciterà  i  controlli che noi vogliamo che
  anche in  Sicilia  ci  siano  come a Reggio Calabria, come in Val
  d'Aosta,  come  sull'intero territorio nazionale? Insomma, chi li
  eserciterà,  visto che l'autorità nazionale non potrà esercitarli
  per i limiti posti dal nostro Statuto?
       E' dunque, in qualche modo, un  atto  di  rinvio,  di melina
  alla  legge.   Molti  si  sono dilettati  a  dire  che  bisognava
  recepire, e concludo, signor Presidente, la Merloni ter. Bene, la
  Merloni ter, all'articolo 4, prevede una serie di modalità con le
  quali  si  potranno  esercitare  vigilanza  e  controlli.  Ma  in
  Sicilia chi potrà realizzare tutto  questo,  se  non  un'autorità
  regionale?  Noi dunque la dobbiamo  varare se vogliamo consentire
  che le nostre imprese, le nostre opere pubbliche siano sottoposte
  allo  stesso  regime  di  controllo   che  opera  sul  territorio
  nazionale.  Questa è la questione. Questo è  il tema
       Non si può dire  che  stiamo  parlando  di  rinvio,  allora,
  quando  poniamo  proprio  la  questione  della  presentazione  di
  emendamenti di riscrittura da parte del Governo e che siamo stati
  nelle condizioni di leggerli  in  tempo  reale  e  di  accorgerci
  anche, forse ancora in  parte,  di  lacune che sono presenti, per
  stessa ammissione del Governo, il quale ha dovuto riconoscere che
  c'era  una  scrittura   diversa   dalle   cose  che  erano  state
  concordate.
       Bene io voglio ribadire il tema.  Ma,  se  vogliamo fare una
  buona legge, non abbiamo bisogno di  affrontare e di approfondire
  rigo per rigo le norme che andremo  a  definire sulla nuova legge
  sugli  appalti?   E' un tentativo di  giocare  al  rinvio?  E' un
  tentativo di rispondere all'obiettivo  che  il Presidente Cuffaro
  poneva  all'Aula:   fare la migliore  legge  possibile.
       Tale obiettivo però  non si raggiunge predicando una teoria,
  ma praticando un modo di operare nel Parlamento che consenta, non
  in maniera consociativa ma  trasparente,  alla  luce del sole, di
  far uscire una legge  migliore, per davvero, di quella presentata
  all'inizio di questa  discussione.  E ciò potrà accadere soltanto
  se tutti noi parlamentari  esercitiamo  la funzione per cui siamo
  chiamati  e  svolgiamo il  ruolo  che  ci  è  proprio  in  questo
  Parlamento.

     PRESIDENTE.  Onorevoli   colleghi,   preciso  che  l'eventuale
  approvazione dell'emendamento  3R  comporterebbe  la  preclusione
  degli  emendamenti  3.5.1,  3.5  e  3.9  e  l'assorbimento  degli
  emendamenti 3.11, 3.12, 3.1.1, 3.8.
       L'emendamento 3.13 è ritirato.
       L'Assemblea ne prende atto.
       Comunico che è stato presentato  dagli  onorevoli  Raiti  ed
  altri l'allegato emendamento 3R.1.
  Il parere della Commissione?

     SBONA. Favorevole all'emendamento 3R del Governo.

     PRESIDENTE. Onorevole  Sbona,  c'è  un subemendamento a questo
  emendamento.

     SBONA. Contrario a maggioranza al subemendamento 3R.1.

     PRESIDENTE.   A  questo  punto   suggerirei   una   brevissima
  sospensione in attesa che entrino sia il relatore che il Governo,
  in questo momento assenti perchè  riuniti per questioni attinenti
  al nostro impegno di lavoro.
       Desidero, tuttavia, anticipare una  mia  opinione personale,
  non volendo con ciò esercitare  il  potere  che il Regolamento mi
  attribuisce in materia di ricevibilità  o meno degli emendamenti.
  Un emendamento aggiuntivo, come  quello  proposto  dall'onorevole
  Raiti,  è  improponibile  perchè   stravolge  e  muta  totalmente
  l'emendamento del Governo: semmai  è  un emendamento sostitutivo,
  assolutamente  sostitutivo, perchè non c'è  una  sola  parola  di
  riferimento  al  testo originario.
       Ma c'è una cosa che voglio  sottoporre  ai  presentatori del
  subemendamento  e  subito  dopo  rinviamo  anche  per  discuterne
  informalmente:   qualora,  in  linea  puramente  teorica,  l'Aula
  approvasse  questo  emendamento  (sostitutivo  e  non  aggiuntivo
  perchè, come tale, non  potrebbe  più essere presentato in quanto
  modificativo del testo  originario  sul  quale  nessuno  presentò
  all'epoca emendamenti),  ma,  dicevo, qualora teoricamente l'Aula
  lo dovesse approvare,  rimane  il  problema del coordinamento del
  testo al punto 20  della  riscrittura del Governo, laddove recita
  "l'assessore regionale per  i  lavori  pubblici  è  autorizzato a
  stipulare apposita convenzione  con  l'autorità  per la vigilanza
  sui lavori pubblici", cioè l'emendamento sostitutivo del punto 19
  non è conciliabile con  la  sopravvivenza del punto 20. Allora su
  questo occorre consultare  il  Governo,  perchè  nel caso dovesse
  esserci un'apertura conciliativa fra i due testi, naturalmente la
  sorte del punto 20 sarebbe segnata.
       Questo  ho  voluta  anticipare   come  argomento  abbastanza
  sostanzioso e sostanziale;  ne  parleremo alla ripresa.
       Sospendo la seduta.

  (La seduta, sospesa alle  ore 21.38, è ripresa alle ore 02.16 di
  venerdì 19 luglio 2002)

                 PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE FLERES

     PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
       Comunico che  è  stato  presentato  dal  Governo  l'allegato
  emendamento 1G interamente  sostitutivo  degli  articoli 1, 3, 5,
  16, 23, 24, 34, 35, 38 e 39 del disegno di legge in esame.
       Informo  che,   in   caso   di   approvazione,  il  predetto
  emendamento assorbirebbe  tutti  gli  emendamenti  presentati  ai
  citati articoli.
       Comunico, altresì,  che  sono  stati presentati gli allegati
  subemendamenti   aggiuntivi   all'emendamento   1G:   1G1,  degli
  onorevoli  Fleres  e   Crisafulli,   1G2   del   Governo   e  1G4
  dell'onorevole Beninati.

     ORTISI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ORTISI.  Signor  Presidente,  vorrei  avere il tempo materiale
  di  leggere l'emendamento.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Ortisi,  chiede  una breve sospensione
  della seduta?

     ORTISI.  Chiedo di avere il tempo materiale per potere leggere
  l'emendamento.

     PRESIDENTE.  Il  tempo materiale non è un termine congruo, lei
  dovrebbe concretizzare la richiesta.

     ORTISI.  Signor  Presidente, stasera  sono  stato  abituato  a
  mercanteggiare  un'ora  e ottenere quaranta minuti, quindi lascio
  alla Presidenza ...

     PRESIDENTE.  Onorevole  Ortisi,  se  lei è d'accordo, diamo la
  parola  all'Assessore   per  i  lavori  pubblici  per  illustrare
  l'emendamento e così,  nel  frattempo,  lei  potrà seguire sia la
  relazione che leggere  l'emendamento.

     SCAMMACCA  DELLA  BRUCA ,  assessore  per  i  lavori pubblici.
  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

     SCAMMACCA  DELLA  BRUCA ,  assessore  per  i  lavori pubblici.
  Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  il  maxi  emendamento
  raggruppa le  previsioni  degli articoli 1, 3, 5, 16, 23, 24, 34,
  35, 38 e 39.  I  primi  cinque commi rappresentano quello che era
  l'articolo 1 che  determina  il  recepimento nella nostra Regione
  della legge 109, legge  quadro in materia di lavori pubblici, nel
  testo vigente alla data di approvazione della presente legge.
       Ai   successivi  commi  e  in  particolare  al  comma  2  si
  recepiscono i relativi decreti regolamentari.
       Al  comma 3, al secondo rigo, la locuzione 'ove compatibile'
  è da considerare cassata, è residuata per un refuso di stampa.
       Il  comma  illustra  i  riferimenti, dove ci si trovasse nel
  testo   'bollettino  ufficiale  della  Regione'  si  intende  'la
  Gazzetta  della  Regione  siciliana';  dove  si parlasse di 'Ecu'
  deve intendersi  'Euro in diritti speciali di prelievo' e dove si
  faccia  riferimento  al  termine  'stazione  appaltante'  abbiamo
  inteso   che   si   operasse  in  riferimento  al  termine  'ente
  appaltante' per uniformare la lettura.
       All'ultimo articolo,  che credo sia il 40, è già prevista la
  pubblicazione  del  testo coordinato insieme al testo della legge
  che il Parlamento è chiamato ad approvare.
       I  commi  successivi sono quelli che erano raggruppati sotto
  l'articolo 3  e  precisamente  i  commi  6  e  7  che  ineriscono
  all'Autorità  di  vigilanza e alla costituzione dell'Osservatorio
  regionale dei lavori pubblici.
       Il comma  8, a pagina 4, inserisce tre articoli 7 bis, 7 ter
  e 7  quater, dopo l'articolo 7 della legge 109, sono gli articoli
  che  regolamentano la Conferenza speciale di servizi per i lavori
  pubblici  che  approva i progetti in linea tecnica superiori alla
  soglia  comunitaria  e  la  Commissione  regionale che approva in
  linea  tecnica  i progetti sovra provinciali ovvero di importo di
  tre volte superiore alla soglia comunitaria.
       L'articolo 7 ter  di  pagina  7  è la stesura della stazione
  appaltante con la sua articolazione provinciale e centrale con il
  rinvio alla sua regolamentazione che dovrà avvenire, con delibera
  di giunta, entro il 30 novembre 2002 per avviarsi compiutamente a
  decorrere  dal  90   giorno  successivo  alla  pubblicazione  del
  Regolamento.
       Vi è  poi l'articolo 7 quater che inserisce una precisazione
  più che una  modifica  all'articolo  21  della  legge 20 del 1999
  richiamando esplicitamente le previsioni della legge 95.
       Successivamente, il comma  9 - sempre a pagina 9 - definisce
  l'aggiudicazione degli  appalti  con  il  criterio del prezzo più
  basso determinato per tutti i contratti  sia a corpo che a misura
  che a corpo  e misura, sia a misura, mediante offerta espressa in
  cifra  percentuale   di  ribasso  con  due  sole  cifre  decimali
  sull'importo complessivo a base d'asta da applicare uniformemente
  a tutto l'elenco prezzi posto a base di gara.
       Questa è  la  modifica  che abbiamo proposto di apportare al
  testo  della  legge  Merloni  per  l'eliminazione  della distinta
  prezzi.
       Vi   sono,  poi,  alcune  modifiche  richieste  anche  dalla
  Comunità   Europea  in  merito  alle  anomalie  già,  ovviamente,
  approvate dalla Commissione.
       Al comma  10  abbiamo  inserito  -  dopo l'articolo 21 della
  legge 109 -  un  articolo  21  bis  che  cerca  di velocizzare le
  aggiudicazioni e l'esecuzione in caso di ricorso amministrativo -
  norma che indica come deve essere subito steso il verbale di gara
  sottoscritto  dall'impresa aggiudicataria e pubblicato. Poi, vi è
  una   norma   che   esplicita   un   principio  giurisprudenziale
  assolutamente  pacifico  e consolidato per cui l'ente appaltante,
  in assenza di un provvedimento cautelare e sospensivo definitivo,
  è tenuto -  salvo sempre il suo esercizio di potere di autotutela
  - a  consegnare  i  lavori all'aggiudicatario risultante tale dal
  verbale  divenuto  definitivo  senza attendere la definizione nel
  merito del giudizio.
       Al comma  11  vi  è  la  sostituzione dell'articolo 29 della
  legge Merloni che regolamenta la pubblicità.
       Al comma 11  bis e al comma 12 sono inserite le modifiche ai
  depositi cauzionali ed alle garanzie definitive.
       Al comma  14 è prevista un'agevolazione per i professionisti
  certificati con sistema  di  qualità  per  cui  le  polizze di RC
  professionale,  se  si  tratta di professionisti certificati alle
  norme ISO 9000  ed  analoghe  norme  di qualità, sono ridotte del
  50%, al fine di incentivare la qualificazione professionale.
       Vi  sono   piccole  variazioni  al  comma  15  di  dettaglio
  sull'ammontare delle  parcelle rispetto ad alcuni valori - adesso
  dovrei  confrontarmi  con  l'articolo  che abbiamo modificato. Lo
  possiamo fare dopo.
       Al comma 16,  infine,  è  aggiunto  il  comma 7 bis - sempre
  all'articolo 30 della legge Merloni che regolamenta l'istituzione
  del performance  bond  nei  casi di appalto integrato superiori a
  100 miliardi.
       Al  comma  17  incominciano  sostanzialmente  le  norme  che
  abbiamo approvato  sotto il titolo secondo. Il comma 17 racchiude
  in sè le  previsioni  dell'ex  articolo  34, la pubblicità per le
  forniture ed i servizi.  Al comma 18 viene recepito il D.P.R. 327
  dell'8 giugno 2001 che regolamenta le espropriazioni per pubblica
  utilità.
       Dal 19  in  avanti  sono le norme transitorie per consentire
  l'avvio senza eccessivi problemi della nuova normativa.
       L'articolo   26   rappresenta   le   abrogazioni   di  norme
  conseguenti all'approvazione  della  presente  legge così come il
  comma 27.
       Credo di  avere  molto rapidamente illustrato per sommi capi
  questo emendamento.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  siccome
  permangono nel testo alcune imperfezioni che avevamo già chiarito
  nella fase del  mio  primo intervento.  Non so come procedere, se
  attraverso sub-emendamenti  soppressivi o attraverso il fatto che
  il Governo  modifichi...  perchè per quanto riguarda l'articolo 7
  ter "L'ufficio regionale per l'espletamento di gare per l'appalto
  ai lavori  pubblici"  rimane  nella costruzione della Commissione
  aggiudicatrice il  termine  "almeno  tre"  che poteva sembrare un
  errore invece si coniuga con il fatto che al comma 9 si specifica
  che  la   Commissione  può  essere  integrata  da  un  componente
  assegnato   dall'assessorato  regionale  ai  lavori  pubblici  in
  rappresentanza dell'assessorato.
       Avevamo stabilito, signor Presidente, che erano tre e quindi
  va tolto "almeno" e va cassato il comma 9.

     SCAMMACCA DELLA  BRUCA ,  assessore  per  i  lavori  pubblici.
  Confermo che al punto 8 di pagina 7 si cassa la parola "almeno" e
  che si cassa l'intero punto 9 di pagina 8.

     ORTISI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ORTISI. Signor  Presidente, ha fatto bene l'onorevole Speziale
  a far notare due  passaggi  sui  quali  poi  eravamo d'accordo, a
  parte la  notazione  riferita alla raccomandazione dell'onorevole
  Capodicasa,  che  vedo  non  è  stata  recepita,  riguardante  la
  vigilanza sui lavori  pubblici,  l'autorità, per la vigilanza sui
  lavori pubblici, mi  permettano  due  osservazioni:  a  pagina 9,
  ultimo capoverso, 3, dopo  il  comma 1 bis dell'articolo 21 della
  legge numero 109 del  1994  sono  inseriti  i  seguenti: '1  TER.
  L'aggiudicazione  degli   appalti  mediante  pubblico  incanto  o
  licitazione privata.. ma non l'avevamo eliminata?

     PRESIDENTE. Onorevole  Ortisi  in  sede  di  coordinamento  si
  provvederà.

     ORTISI. Un'altra osservazione:  a  pagina  7, capoverso 7, che
  significa in  italiano  'E'  data  facoltà  alle  amministrazioni
  appaltanti  di  ricorrere  su  motivata  richiesta  alle  sezioni
  provinciali  indipendentemente  dall'importo dell'appalto'? Forse
  in siciliano .. ricurremo a .. forse si voleva dire 'di devolvere
  lo svolgimento della gara'. Che significa ricorrere? Ricorrere in
  siciliano significa 'ricurriamo  a  ' cioè li chiamiamo in aiuto.
  In italiano ricorrere significa presentare un ricorso

     CUFFARO, Presidente  della  Regione. Intendiamo 'servirsi di',
  anche se inferiore a 2.500 miliardi

     ORTISI. Non si dice nè 'ricorrere' nè 'rivolgersi'

     PRESIDENTE. E'  da  intendersi 'di avvalersi'. Rinviamo questo
  aspetto in sede di coordinamento.

     SCAMMACCA DELLA  BRUCA ,  assessore  per  i  lavori  pubblici.
  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SCAMMACCA DELLA  BRUCA ,  assessore  per  i  lavori  pubblici.
  Signor Presidente, solo per  precisare che al punto 4 di pagina 2
  rispetto alla licitazione privata è inserito il comma 4 di pagina
  2 che dice che  tutti i riferimenti contenuti nella legge 109 del
  1994 e successive  modificazioni  e nei regolamenti di attuazione
  della stessa non  si  applicano  nell'ambito  della  Regione,  ad
  eccezione di quelli  relativi  alla  licitazione  privata  per la
  concessione  di  costruzione  e  gestione,  cioè  per  i  project
  financing, e di quelli  di  cui  al titolo secondo. Può succedere
  che in alcuni  emendamenti,  in  alcuni  articoli, sia rimasta la
  locuzione 'licitazione privata' da tempo precedente, ma va intesa
  .. ed anche ricorrere lo correggeremo in 'avvalersi'.

     DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DE  BENEDICTIS .   Signor   Presidente,   intervengo  per  una
  questione che sembrerà  a  molti marginale, ancorchè forse il cui
  dibattito è esaurito, ed è  quella  che  si  trova  a pagina 11 a
  proposito della pubblicità delle gare nei quotidiani e periodici.
       Io ritengo, sento il dovere di dire, che la pubblicità della
  gara  in un periodico  a  diffusione  regionale  è  assolutamente
  inutile. Inutile perché  non  è guardando un periodico che nessun
  imprenditore intende aggiornarsi o essere avvisato delle gare che
  si  stanno  per  espletare,  perché  la  norma  che  richiama  la
  pubblicazione degli atti,  anche su un periodico, fa riferimento,
  per esempio, ai  bilanci aziendali.  I bilanci aziendali, essendo
  comunicazioni una tantum,  ha  senso  che  vengano pubblicati sui
  periodici perché questa  norma  è  introdotta,  non appartiene al
  codice della Merloni ter e, quindi, saremmo gli unici in Italia a
  pensare  che  sia  utile  la  pubblicazione  su  un  periodico  a
  diffusione regionale e perché l'unico effetto che questa norma ha
  è quella di ampliare  le spese correnti che, in realtà, a parole,
  tutti decidiamo e vogliamo  ridurre, tanto più in un settore così
  delicato e così vitale per la nostra economia.
       Io credo che  il  Parlamento si debba rendere conto ancorché
  avendo,  presumo, raggiunto  un  accordo  su  questo  punto,  che
  trattasi di una  norma  totalmente inutile, la cui produttività è
  nulla ed il cui costo, è  certo, è a danno di tutti.
       Credo  che di  fronte  ai  propositi  altisonanti  che  sono
  echeggiati  in  quest'Aula  ricorrentemente,  a  proposito  della
  norma, molto spesso la moralità della norma si annida e si scopre
  anche in occasioni di questo genere.
       Credo, quindi, che  un  ripensamento sia ancora possibile ed
  altrimenti sono comunque  soddisfatto  di  avere detto quello che
  penso e spero che  altri  nell'Aula si rendano conto che questa è
  veramente una norma di cui vergognarsi.

     ACIERNO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ACIERNO. Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, al punto 17
  dell'articolo 7 ter, così come riformulato, pagina 9, è scomparso
  'previo parere della Commissione Territorio e ambiente'.

     PRESIDENTE.  C'è   un   emendamento   del   Presidente   della
  Commissione.

     ACIERNO. ... Siccome  ci era stato detto che l'emendamento non
  c'era; invece c'è. Perfetto. L'importante è capirci.
       Poi volevo segnalare che per quanto riguarda invece il punto
  17 di pagina 13  è  stata  fatta  una  modifica rispetto al testo
  originario, che era  l'ex  articolo  34,  che  riformula i valori
  degli importi rispetto  alla  pubblicità  con un aggravio pesante
  nei confronti dei comuni,  perché  noi dicevamo nel testo che era
  stato licenziato dalla Commissione: <<    La pubblicità dei bandi
  di gara prevista dai  decreti legislativi di cui agli articoli 30
  e 31, fatte  salve  le  norme  concernenti la pubblicazione nella
  Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, va effettuata mediante
  pubblicazione       nell'albo   degli   enti   ove   la  stazione
  appaltante ha sede  nonchè,  ove l'importo sia superiore a 40.000
  euro,  mediante      pubblicazione  senza  oneri  nella  Gazzetta
  ufficiale  della       Regione  siciliana  e  ove  l'importo  sia
  superiore  a   500.000    euro,  mediante  la  pubblicazione  per
  estratto, su almeno  tre  quotidiani  e  un  periodico  regionali
  ....>>.
       In questo testo  ora  il <<500.000> è diventato <<200.000>>.
  Vorremmo  capire  perché.   Non   mi  pare  che  c'era  stata  né
  trattativa né mediazione né variazione.

     BENINATI, presidente  della Commissione e relatore.  Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BENINATI, presidente della Commissione e relatore.  Sarà stata
  di sicuro una svista perché si era condiviso ....

     BARBAGALLO.  L'onorevole  Tumino  aveva  fatto  notare  questa
  difformità.

        ACIERNO. Eccessivo che  cosa? Qui stiamo dicendo quello che
  era  già  previsto,  e  cioè  che  per  fare la pubblicità su tre
  quotidiani,  uno  nazionale  ed un periodico dovevano essere gare
  superiori  a  500  mila  euro, invece ora è stato abbassato a 200
  mila  euro. Lo so che sei d'accordo con me però è stato un errore
  di  battitura,  è  quello  per  i  servizi, stiamo parlando per i
  servizi non per le gare d'appalto.

     BARBAGALLO. Non lo avevo capito.

     ACIERNO. Ultimo punto, a titolo personale giusto per i quattro
  mesi che ho dedicato  al  lavoro in Commissione per questa legge,
  la formulazione dell'articolo 7  ter, per  ciò  che  riguarda  le
  cosiddette  e mai scritte stazioni appaltanti, poiché questo è un
  punto d'onore della trattativa fatta col centrosinistra io chiedo
  di  potere  votare  per  parti separate questo emendamento perché
  intendo  votare  personalmente  contro  una formulazione che dice
  sostanzialmente che gli enti appaltanti siciliani sono gestiti da
  persone per bene fino ad un 1.250.000 euro, superato il 1.250.000
  euro  noi scriviamo, per legge, che questa gente non è degna, non
  di  essere ente appaltante ma non è degna di aprire le buste. Io,
  personalmente,  questa  cosa non la condivido, mi rendo conto che
  fa  parte  di  una  richiesta  precisa  fatta dal centrosinistra.
  Diversamente  ho  presentato  un ordine del giorno che impegna il
  governo  entro  12  mesi  dall'approvazione  di  questa  legge  a
  legiferare  per  la  riduzione  delle stazioni appaltanti, che mi
  sembra una cosa molto più seria.

     PRESIDENTE.  Se   l'onorevole   assessore   ci   fa  pervenire
  l'emendamento correttivo della  soglia  a  cui faceva riferimento
  l'onorevole Acierno e non ci sono altri iscritti a parlare ...

     FORGIONE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io come altri
  colleghi dell'opposizione, ho seguito l'iter di questa legge fino
  alle  ultime  ore, alle ultime decisioni, ed ho partecipato anche
  ieri  all'incontro  col governo, con il Presidente della Regione,
  per giungere ad alcune modifiche sostanziali che erano state alla
  base  del  rinvio  dell'aula  ad  oggi,  della sospensione, e per
  sbloccare   alcuni   punti  delicati  e  controversi  che  ancora
  ostacolavano  non  un  accordo,  perché  io non credo che bisogna
  parlare  di  questo, ma diciamo la costruzione di un senso comune
  sul   problema   degli   appalti  in  grado  di  favorire  l'iter
  parlamentare dell'approvazione della legge.
       Alcuni di questi  punti,  che noi proponevamo come centrali,
  vengono acquisiti  dall'emendamento  del governo, emendamento che
  però io ritengo  insoddisfacente,  e  vorrei  che questo giudizio
  fosse registrato, insoddisfacente anche rispetto al confronto che
  ieri abbiamo avuto col  governo  su alcuni punti qualificanti. La
  vicenda delle stazioni  uniche  appaltanti innanzitutto che non è
  una richiesta del centrosinistra,  è  una richiesta di gran parte
  dell'opinione   pubblica   siciliana,   di   gran   parte   degli
  imprenditori, del procuratore nazionale antimafia e di gran parte
  della  magistratura,  di   gran  parte  dei  comuni  siciliani  e
  dell'ANCI.  Mi rendo conto  che  in  questo  parlamento  ci  sono
  porzioni contrarie alla stazione unica appaltante.

     ACIERNO. No, non ci  sono  le  stazioni  uniche  appaltanti in
  questa legge

     FORGIONE. Io mi rendo conto  che c'è una forte resistenza alla
  stazione unica appaltante. Io  sto  dicendo che l'emendamento del
  Governo accoglie alcuni punti che noi volevamo diventassero senso
  comune  di  questo  Parlamento,   al   di  là  del  rapporto  tra
  maggioranza  e  opposizione.  Ed  esprimo  però  un  giudizio  di
  insoddisfazione rispetto alla  qualificazione  di questi punti. E
  devo  farlo perchè io  ritengo  che  un  giudizio  politico,  nel
  momento  in cui noi  abbiamo  rinunciato  ad  ogni  atteggiamento
  ostruzionistico,  per  sbloccare  l'iter  della  legge,  però  un
  giudizio politico e istituzionale va dato.
       Ed allora, il problema della stazione unica appaltante non è
  mai stata una richiesta del centrosinistra.
       Certo, è stata una  battaglia  che  noi  abbiamo  fatto  Non
  perchè sopra una  certa  soglia  riteniamo  che  i  soggetti  che
  gestiscono gli appalti  non  sono  affidabili,  e cioè gli stessi
  soggetti che gestiscono  gli  appalti sotto i 2 miliardi non sono
  affidabili per gestirli sopra.  Non è mai stata questa l'esigenza
  che noi abbiamo posto
       L'esigenza  che noi abbiamo  posto  è  stata  quella  di  un
  monitoraggio e di una  trasparenza  e il superamento di centinaia
  di stazioni appaltanti in questa Regione. E' altra cosa  E' altra
  cosa
       E da questo punto di vista, io devo dire al Presidente della
  Regione che, rispetto  a  ieri,  c'è  un  arretramento  in questo
  maxiemendamento, perchè  noi  avevamo  individuato una soglia che
  era già ad un livello di mediazione. La posizione di Rifondazione
  comunista era  di  arrivare  alle  stazioni  appaltanti  oltre il
  livello della  trattativa  privata.  Ed  ieri,  avevamo  accolto,
  comunque, una esigenza  di  mediazione giungendo ad un milione di
  euro.  Oggi  troviamo  che  questa  soglia  viene, ulteriormente,
  sfondata.
       Io rispetto a questo acquisisco una direzione di marcia, che
  però è solo  una  direzione di marcia. Cosa mi salvaguarda quella
  direzione di marcia,  cari colleghi?  Il fatto che noi affermiamo
  in questo  emendamento  e  rivendichiamo  che mettiamo nelle more
  della legge n.  10,  dove  il  principio  della  stazione unica è
  sancito e viene  qui  salvaguardato,  per  cui,  nelle  more, noi
  avviamo un  percorso  sperimentale alla fine del quale valuteremo
  quale è lo  sbocco  di  questo  percorso nella salvaguardia di un
  principio  che  è  quello  stabilito  dalla  legge  n.  10,  cioè
  l'obiettivo della stazione unica appaltante.
       Altro che fare ordini del giorno che impegnano poi, la legge
  c'è
       E noi operiamo, oggi,  un  correttivo ed una sperimentazione
  nelle more della legge n. 10.
       Noi avremmo preferito la soluzione più radicale e per questo
  esprimo un giudizio di insoddisfazione su questo emendamento.
       Così come noi abbiamo fatto una battaglia trasparente, anche
  contro  organismi  "di   massa   e  di  categoria",  storicamente
  identificati vicini alla sinistra,  per intenderci la "Lega delle
  cooperative".
       Contro l'opinione della  Lega delle cooperative che riguarda
  la cauzione.
       Noi avevamo individuato ieri una soglia, avevamo proposto la
  soglia dell'1 per cento;  oggi,  in  questo emendamento, notiamo,
  rispetto a quella richiesta, un arretramento, ma non possiamo non
  registrare  che  quella indicazione  e  quella  volontà  è  stata
  accolta. Un giudizio positivo sull'accoglimento dell'indicazione,
  un giudizio di  insoddisfazione  rispetto al ridimensionamento di
  quella indicazione e di quella richiesta.
       Così come,  signor  Presidente, sull'Osservatorio regionale.
  Non viene colto il  ragionamento  che  qui  ha  fatto l'onorevole
  Capodicasa. L'autorità, scusate, siamo tutti stanchi, mi corregga
  onorevole  Capodicasa. E  su  questo  punto,  questo  Parlamento,
  questa maggioranza sta rinunciando ad una delle prerogative dello
  Statuto siciliano.
       Noi, qui, demandiamo tutto  ad  una convenzione con lo Stato
  e, di fatto, rinunciamo  ad  avere  una  nostra autorità autonoma
  regionale in materia di  appalti,  avendo ben chiaro tutti noi, e
  c'è scritto qui, nel testo,  i poteri di questa autorità e quanto
  noi, rispetto a questo,  noi  dobbiamo poter affermare un diretto
  collegamento tra la gestione degli appalti e questa autorità, che
  deve essere autonoma da quella dello Stato.
       Invece,  qui, ci rimane il sospetto su questa vostra scelta,
  non può  non  rimanerci  il sospetto su questa vostra scelta, voi
  che fate  sempre  gli "alfieri" dell'autonomia e su un punto così
  delicato rinunciate, invece, a queste prerogative.
       E,  allora, il giudizio su questo maxiemendamento, onorevole
  Presidente, pur  non essendo noi ciechi e vedendo che molte delle
  nostre richieste vengono accolte come indicazioni di marcia della
  riforma  degli  appalti,  molti  dei  contenuti  da  noi indicati
  vengono acquisiti,  però,  come  dire, come se ci fosse uno "stop
  and go",  andiamo  avanti ma ci fermiamo, dobbiamo mediare con le
  mille spinte, per cui facciamo una riforma incompleta.
       Apprezziamo   che,   rispetto   all'emendamento   propostoci
  all'inizio della serata,  si  dice  che  il regolamento attuativo
  verrà approvato dalla Giunta entro  il 30 novembre e, quindi, non
  si parla più del primo  semestre  del  2003,  voi  sapete  quanto
  questo è urgente, a meno che  non  si voglia fare una riforma che
  tutti  vogliamo strumento di  trasparenza  e  di  legalità  e  di
  snellimento delle procedure, ma vogliamo che questo strumento non
  intervenga  su  "Agenda  2000"  e,  quindi,  la  facciamo  ma  la
  demandiamo, poi, alle "calende greche".
       No, invece, il vincolo del 30 novembre, sul quale, onorevole
  Presidente,  io  sto esprimendo un apprezzamento per alcune parti
  ma un  giudizio  critico e negativo per altre, noi su quella data
  vigileremo   perchè,   comunque,   riteniamo   che  questa  legge
  costituisce   un   passo   in   avanti   rispetto  alla  paralisi
  dell'esistente  e  noi  vigileremo  su  queste  date,  perchè non
  vogliamo che si faccia una legge finta.
       Così  come  non crediamo, onorevole Presidente, laddove dice
  che la  soglia  può  essere,  poi,  modificata con un decreto del
  Presidente della  Regione,  che la soglia di 1 milione e 250 mila
  euro  venga  "sfondata"  al  rialzo,  come una spinta c'era stata
  anche  in quest'Aula, che vorrebbe dire vanificare la stessa idea
  della  stazione  unica  appaltante, perchè una stazione unica che
  agisce su  una  soglia  superiore  ai 4 miliardi di vecchie lire,
  vuol  dire  lasciare  tutte  le stazioni uniche appaltanti che ci
  sono qui e tutti gli enti appaltanti.
       Quindi,   non   interveniamo   nè  sullo  snellimento  delle
  procedure,  nè  sull'unificazione delle stazioni, non vorremo che
  quella  norma conservi una sorta di trabocchetto del Governo, una
  carta  di   riserva   del  Governo  per  dire  che  ora,  pur  di
  accontentare  la  pressione  dell'opinione  pubblica  che c'è, la
  pressione  dell'opposizione  che  c'è  mettiamo  la  soglia di un
  milione e  250  mila euro, tanto, tra qualche mese, ci riserviamo
  poi, a regime, di sfondare questa soglia, magari con una semplice
  norma programmatoria della prossima legge finanziaria. No.
       Ed è  per  questo  che quelle "more" della legge 10 comunque
  rappresentano  un vincolo, onorevole Presidente, che, ovviamente,
  lei avrà colto.
       Per   queste  ragioni  io  esprimo  un  giudizio  critico  e
  insoddisfacente  su questo emendamento, pur non sottovalutando il
  fatto  che  la  battaglia  dell'opposizione  ha  portato  ad  una
  modifica sostanziale degli orientamenti e dei contenuti che erano
  stati qui proposti.

     INCARDONA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     INCARDONA.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi intervengo
  per ribadire  il  mio  giudizio  negativo  sul  principio  che le
  estrazioni  appaltanti  vengano  ridotte  ad  una  sola per  ogni
  provincia  e  una  regionale.  Sulla necessità e sull'opportunità
  che   le   stazioni  appaltanti  vengano  ridotte,  nessuno  mai,
  contrariamente  a  qualche  tentativo  di strumentalizzazione che
  qualche dichiarazione  ha  messo  in  campo,  ha disconosciuto il
  principio e  l'opportunità  di  ridurre le stazioni appaltanti, e
  purtuttavia, ridurle  ad  una  sola per ogni provincia, significa
  dare sfiducia.
       Oggi in  questo  Parlamento, come diceva poco fa l'onorevole
  Acierno,   non   c'è   una  riduzione  effettiva  delle  stazioni
  appaltanti;  infatti, effettivamente, si dice che queste centrali
  -  ora  il nome non lo ricordo esattamente - si occupano soltanto
  dell'espletamento  delle  gare.  E'  qualcosa  di  diverso  della
  stazione  appaltante:  esse, cioè, non programmeranno gli appalti
  ma  semplicemente  espleteranno  il momento finale, concluderanno
  l'iter  dell'appalto; conseguentemente, pertanto, non abbiamo una
  riduzione  effettiva delle stazioni appaltanti e, anche quando si
  fossero  occupate di altre parti del procedimento amministrativo,
  l'effetto  conclusivo è quello di aggiungere altre dieci stazioni
  appaltanti al numero già numeroso delle stesse.
       Pertanto, il problema chiaramente andava affrontato forse in
  maniera diversa;  se  si  voleva effettivamente ridurre il numero
  delle stazioni  appaltanti, chi ha sostenuto questa idea, avrebbe
  dovuto cercare di individuare un criterio e un metodo diverso per
  ridurle e  non fondarlo semplicemente sulla giusta esigenza di un
  maggiore controllo che, probabilmente, può essere raggiungo anche
  attraverso altri  metodi.
       E non  è  vero  che l'ANCI è assolutamente favorevole  Non è
  vero, caro  onorevole  Forgione,  che  il Parlamento nazionale ha
  parlato di  riduzione  delle stazioni appaltanti nel senso da lei
  inteso, cioè  di una ogni Provincia.  Il Parlamento nazionale, la
  Commissione  nazionale  antimafia  hanno presentato un ordine del
  giorno al  Governo  nazionale  impegnando il Governo a ridurre le
  stazioni appaltanti.  Ed  è  cosa diversa dalle cose che ha detto
  lei, perché  il ragionare, il discutere, il programmare una legge
  sull'unico presupposto di garantire un maggiore controllo infine,
  poi, certamente non produrrà l'effetto né  di ridurre le stazioni
  appaltanti,  né   di   dare  una  legge  ai  siciliani  chiara  e
  soprattutto onesta perché,  al di là delle cose che si dicono, al
  di là  dei  proclami,  bisogna  dimostrare  con  i  fatti  che la
  Pubblica  amministrazione  riesce  a  garantire l'efficienza e la
  trasparenza.
       E allora, nel  momento  in  cui  ci sarà la possibilità - se
  qualche sindaco lo vorrà fare o se qualche Ente vorrà spezzettare
  gli appalti  ed evitare anche quell'ulteriore controllo che viene
  garantito con questa soluzione, che è una soluzione assolutamente
  inefficace  rispetto  agli  obiettivi che si volevano raggiungere
  con la  possibilità  di  ridurre  le  stazioni  appaltanti  -  si
  registrerà  certamente  un  fallimento  della  legge; la qualcosa
  consentirà, ancora una volta, la diffusione nel convincimento dei
  siciliani, e non solo dei siciliani, che questo Parlamento non ha
  voluto fare le  cose  sul  serio. E  questo  sì  che favorisce il
  diffondersi  della  cultura  dell'illegalità,  il  diffondersi di
  quella  cultura  che ha consentito alle organizzazioni criminali,
  alla mafia  di  bloccare  lo  sviluppo  di questa nostra comunità
  inserendosi   nel  tessuto  sociale.  La  differenza  che  corre,
  infatti, tra  la  mafia  e  le  altre  organizzazioni criminali è
  questa  capacità   di   insinuarsi   nel  tessuto  sociale  e  di
  controllare   tutto   il  territorio; quindi, rispetto  a  questo
  maxi-emendamento,  che  poi  contiene  altri  punti interessanti,
  qualificante è  stato  invece l'intervento della richiesta per la
  fideiussione  bancaria  e  non  assicurativa,  perché  certamente
  qualifica meglio  le  imprese  sul  territorio,  quelle  in grado
  effettivamente  di  partecipare alle gare attraverso una capacità
  finanziaria che va dimostrata con le fideiussioni bancarie, e non
  con le fideiussioni assicurative più facilmente raggiungibili.
       Ecco perché,  su  questo  maxi  emendamento, annuncio la mia
  astensione  perché  non posso giudicarlo completamente negativo -
  ripeto ci sono alcuni punti che ritengo essenziali anche rispetto
  ad una  qualificazione  delle  imprese  e  sopratutto rendono più
  impermeabile  la  normativa  sugli  appalti  nei  confronti della
  criminalità   organizzata   -   purtuttavia,   non   condividendo
  l'articolo 7, ter mi astengo dalla votazione.

     VICARI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     VICARI. Signor  Presidente,  onorevole  assessore, sicuramente
  questo testo contiene alcune parti pregevoli, che sono passate
  anche dalle commissioni, ma molte non pregevoli che riguardano un
  accordo d'aula che non ha nessun carattere politico ma altro.
       I due aspetti sono quelli che  poco  hanno a che fare con la
  politica  e anche con la  cultura  politica;  il  primo  è  stato
  abbondantemente  discusso  sulle  stazioni uniche appaltanti, che
  certamente diventano  una  sovrastruttura  ed  un peso in più per
  questa Regione,  aumentando  di  fatto  il  numero delle stazioni
  appaltanti  presenti  in  Sicilia,  oltre tutte le considerazioni
  fatte  precedentemente sul bollare con legge sindaci, funzionari,
  presidenti  di  provincia  e dirigenti regionali sulla potenziale
  corruttibilità, cosa  che invece per legge si sancisce non essere
  per tre  soggetti  che  andranno  a  gestire  le  stazioni uniche
  appaltanti.
       Ma su questo non vado  oltre  perché non contesto la scelta,
  contesto il metodo della  scelta,  essendo  questo  punto uno dei
  punti programmatici del nostro Presidente.
       Per quanto riguarda invece  le fideiussioni, ritengo  che si
  sta insistendo in un modo assolutamente distruttivo per le nostre
  piccole imprese e per  i  nostri  artigiani.
       Preferirei far dire alla Sinistra, che si è tanto battuta su
  questa  campagna  di moralizzazione per eliminare le fideiussioni
  assicurative   e  far  rimanere  esclusivamente  le  fideiussioni
  bancarie, che probabilmente  è  più  facile  dire di levarsele di
  torno che non  fare questa legge. Ma nei casi in cui si tratta di
  un importo,  di  centocinquanta,  duecento  milioni,  per  cui il
  cinque per cento corrisponde a cinquecentomila, seicentomila, noi
  stiamo costringendo  gli  artigiani  ed  i piccoli imprenditori a
  fare delle fideiussioni bancarie con dei costi.
       Io non comprendo perché è  stato tolto dal testo della legge
  Merloni ....
       Presidente,  a  queste  condizioni  non  sono interessata ad
  intervenire.

     PRESIDENTE.    Onorevoli    colleghi,   dovremmo    consentire
  all'onorevole Vicari di potere sviluppare il suo intervento senza
  questo   fastidiosissimo  brusio  di  sottofondo. Invito pertanto
  i colleghi  a prendere posto nei rispettivi banchi e a consentire
  all'onorevole Vicari di completare il proprio intervento.

     VICARI.  Onorevole Assessore, o si reintroduce quanto previsto
  dalla   legge   Merloni,   posto  che  comunque  le  fidejussioni
  assicurative  sono  state bandite perché altrimenti sono elemento
  di corruzione  o  di  infiltrazione mafiosa - così la sinistra ha
  stabilito -  ripristinando  le  cauzioni a mezzo di contanti o di
  titoli.

     SPEZIALE. E' previsto nella legge.

     VICARI. Non è previsto questo nell'emendamento.
       Oppure,  altra  ipotesi, introdurre un limite di importo per
  cui per  le  gare  di 50 milioni, di 100 milioni o di 150 milioni
  gli  imprenditori  non  sono costretti a pagare obbligatoriamente
  alle banche una fidejussione bancaria.
       Nell'emendamento c'è scritto per importi sotto la soglia.

     SPEZIALE. Onorevole Vicari, fino a 300 milioni non si paga.

     VICARI.  L'emendamento prevede "per i lavori di importo a base
  d'asta inferiori alla soglia comunitaria"; non c'è un minimo.

     SPEZIALE.  C'è  una  parte che regolamenta i lavori fino a 150
  mila euro.

     VICARI.  SÌ,  li  regolamenta  fino  a  150  mila euro, ma non
  esclude quelli dalla fidejussione bancaria.

     CUFFARO,     presidente    della    Regione.    L'osservazione
  dell'onorevole  Vicari  è  pertinente. Pertanto, aggiungeremo che
  sotto i 300 milioni non c'è bisogno delle fidejussioni.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.  Intervengo  brevemente  soltanto  per  fare  alcune
  valutazioni  di  carattere  politico,  generale, sull'emendamento
  presentato dal Governo.
       Se   la  legge  che  noi  stiamo  esaminando  avesse  dovuto
  scriverla il centro-sinistra, onorevole Presidente della Regione,
  noi avremmo dato vita alle stazioni appaltanti così come previsto
  dalla legge n. 10.
       Io   voglio   ricordare   ai  colleghi  che  sulle  stazioni
  appaltanti il testo del Governo prevedeva l'abrogazione di quanto
  previsto  dal  Titolo  I  della  legge  n.  10. Fa specie stasera
  sentire  da  alcuni  colleghi della maggioranza che è stato fatto
  poco rispetto alle stazioni appaltanti.
       Potevano dirlo in corso d'opera, potevamo richiamarci a dare
  più  concretezza  al  Titolo  I  della  legge  n.  10;  avrebbero
  trovato, da parte nostra, piena disponibilità.
       Io  penso che qualche passo avanti è stato fatto. Per quanto
  riguarda le stazioni appaltanti che adesso sono definite tali, ma
  in  realtà  sono  stazioni  aggiudicanti  dei  lavori  a  livello
  provinciale, noi abbiamo raggiunto un punto di mediazione, con il
  Presidente della Regione e con la maggioranza, che riguardava una
  soglia attorno ai 2 miliardi di vecchie lire.
       Ci  viene  presentato stasera un emendamento che modifica il
  contenuto  di  quell'accordo e quell'accordo si teneva assieme ad
  un'altra questione che noi riteniamo fondamentale, che era quella
  legata alle fideiussioni bancarie.
       Onorevole  Presidente della Regione, ci siamo convinti della
  bontà di  proporre le fideiussioni bancarie non sulla base di una
  convinzione ideologica,  ma  sulla  base  del  fatto che ci avete
  convinto che  bisognava rendere libero il mercato, che il mercato
  dei lavori  pubblici non doveva essere condizionato, né  tutelato
  e che  bisognava  favorire le imprese che operano e rischiano nel
  settore.
       Abbiamo  sostenuto  questa  tesi  ed  è la ragione che ci ha
  spinto  a  presentare l'emendamento sulle fideiussioni bancarie e
  l'insistenza    sulla   richiesta   delle   presentazione   delle
  fideiussioni  bancarie e l'abbiamo  fatto citando una circostanza
  che è conosciuta al Presidente della Regione ed all'Assessore per
  i  lavori  pubblici, che riguardava il comune di Gela.
       Nel  comune  di  Gela,  c'è  una  nota  fatta dal Ministero,
  dall'autorità di sorveglianza, una nota che apprezza l'iniziativa
  del comune  di  Gela  allorquando  il comune di Gela, forzando la
  vecchia normativa, ha deciso di introdurre nel bando la richiesta
  della cauzione.  In  quel  caso  lì  -  dice l'autorità - si sono
  registrate  una  riduzione  consistente  delle  imprese che hanno
  partecipato, un'aggiudicazione  che  si  aggira attorno al 10 per
  cento, quando in  Sicilia  si  viaggiava  tra lo zero e l'uno per
  cento, ed  il  lavoro  è stato regolarmente completato. Cioè si è
  favorita una libera concorrenza.
       Abbiamo  voluto  introdurre questo nella legge e non abbiamo
  capito e non capivamo le resistenze che c'erano nella maggioranza
  su questo punto.
       Stasera prendiamo con soddisfazione atto che una parte della
  maggioranza  si   è  convinta  e  quindi  viene  fuori  un  testo
  complessivo, che  viene  presentato  al  Governo,  che per alcuni
  aspetti noi giudichiamo positivo.
       Avremmo  preferito  che venisse introdotto l'1 per cento per
  quanto riguarda le fideiussioni bancarie; il Governo ha insistito
  perché si arrivasse allo 0,50 per cento, ma è importante però che
  il  Governo  abbia voluto introdurre nella norma un principio che
  serve a pulire il sistema delle imprese.
       Un'osservazione  fatta  dall'autorità  rispetto alla gara di
  Gela  è  che  in  Sicilia  alle  gare  partecipavano  centinaia e
  centinaia  di  imprese; gran parte di queste imprese sono imprese
  fasulle,  sono  imprese che non hanno rapporti con le banche, che
  non  operano, che erano di supporto, surrettizie a un sistema che
  permetteva  l'aggiudicazione  a  bassi tassi, tra lo zero e l'uno
  per cento.
       Abbiamo voluto liberare l'impresa siciliana e le modalità di
  aggiudicazione  dalla  pesantezza di questo malcostume attraverso
  quello   che   riguardava  la  presentazione  della  fideiussione
  bancaria.
       Riteniamo   che   questo  sia  stato  un  fatto  positivo  e
  giudichiamo  positivo  il  fatto  che  il  Governo  abbia  voluto
  accogliere  questa  nostra  proposta e tuttavia complessivamente,
  non  essendo però passato il principio delle stazioni appaltanti,
  così come da noi richiesto, che era quello di dare concretezza al
  dettato normativo della legge n. 1, avendo previsto una soluzione
  mediata  rispetto  al principio delle stazioni appaltanti, noi ci
  permettiamo  di  formulare  un  giudizio  critico  sul  complesso
  dell'emendamento   ed  è  la  ragione  per  cui, come  Gruppo DS,
  preannunciamo   rispetto all'emendamento   il   nostro   voto  di
  astensione.

     GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO.  Signor  Presidente,  con  l'approvazione del maxi
  emendamento  volevo specificare, e mi pare che il Governo l'abbia
  inteso   in   questo  senso,  qualora  il  maxi  emendamento  sia
  assorbente  degli  articoli  che  sono  stati accantonati, vorrei
  ricordare   che   ad   uno   di   questi   articoli  accantonati,
  esattamente il  24,  era  stato  presentato l'emendamento 24.12 a
  firma mia  e  dell'onorevole Oddo, sul quale la Commissione aveva
  espresso parere  favorevole con riferimento alla parte seconda di
  questo  emendamento,   cioè  al  comma  2, laddove  dice  che  le
  disposizioni   che   prevedono   l'obbligo  della  certificazione
  antimafia sono  estese,  nel  caso  di società che partecipano ad
  appalti pubblici,  anche  ai  soci  di  dette società.  Su questa
  parte  era  stato  espresso  parere  favorevole  da  parte  della
  Commissione.   Vorrei   ricordare   che   comunque   è   un  tema
  considerato   anche  nella  legislazione  nazionale,  semmai  una
  correzione che c'è da fare è che bisogna limitarsi "ai componenti
  degli organi  societari".  Peraltro  lo ritengo di grande valore.
  Vorrei che,  qualora  il  max emendamento fa decadere, questo che
  comunque  aveva carattere aggiuntivo, fosse salvato come articolo
  a parte,  il  24.12  sul  quale,  ripeto,  la  Commissione  aveva
  espresso parere favorevole.

     CRACOLICI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Prima  di dare la parola all'onorevole Cracolici,
  volevo chiedere  al Governo se si è formato una opinione rispetto
  all'osservazione dell'onorevole Giannopolo e se ritiene di dovere
  accedere  alla  richiesta  formulata.  Nel qual caso bisognerebbe
  presentare un emendamento, perchè gli emendamenti presentati agli
  articoli  che  vengono a decadere per il max emendamento decadono
  anch'essi.

     SCAMMACCA   DELLA   BRUCA ,   assessore  ai  lavori  pubblici.
  Sull'emendamento   di   cui  ha  parlato  l'onorevole  Giannopolo
  effettivamente, se  si  tratta degli organi amministrativi, degli
  organi societari,  allora  la  norma è possibile certamente, ma è
  peraltro  già  prevista  nelle  normative antimafia rispetto alle
  società perchè  vengono  forniti; e  pur tuttavia è perfettamente
  inseribile.  Cosa  diversa  sarebbe  stata  l'estensione  ai soci
  perchè si  sarebbe  potuto  verificare ...Su questo punto non c'è
  alcun problema.

     PRESIDENTE.   Quindi,   onorevole   assessore,  presenterà  un
  emendamento?

     SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore ai lavori pubblici. Sì.

     PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cracolici.

     CRACOLICI. Signor Presidente, ho visto che è stato distribuito
  un  testo   di   modifica   al   comma   11   bis  di  pagina  12
  dell'emendamento  presentato  dal Governo, definito in due commi:
  sul  secondo, che è assolutamente pleonastico, mi sembra corretto
  prevedere che  sotto  la soglia dei 150 mila euro sia esentata la
  possibilità di pagare la cauzione.  Mi sembra che su questo siamo
  assolutamente d'accordo.
       Sul  primo  comma,  onorevole  Presidente  della  Regione  e
  onorevole  assessore,  vorrei  far  rilevare  che tutti noi siamo
  addivenuti ad  un  abbassamento della soglia dal 2 per cento allo
  0,50  per  centto,  quindi  riducendo  l'importo fidejussorio che
  l'impresa dovrà sottoscrivere nella fase dell'aggiudicazione, ...

     SPEZIALE. E' ritirato.

     CRACOLICI.   Signor   Presidente,   resterà   per   i  posteri
  come intervento illogico.

     PRESIDENTE.  Ce  ne  sono  tanti  altri
       Gli emendamenti che accolgono le osservazioni dell'onorevole
  Giannopolo e  dell'onorevole  Cracolici,  se  non  ci  sono altri
  iscritti a  parlare,  passerei alla votazione dei sub emendamenti
  che sono stati nel frattempo presentati.

     SPAMPINATO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPAMPINATO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
  per   dichiarare  il  mio  voto  di  astensione  sull'emendamento
  presentato dal  Governo.
       L'ho già  fatto  in  altre occasioni, ma apprezzo ancora una
  volta lo  sforzo  fatto  dalla  maggioranza  e  dal  Governo  per
  recepire tante  delle istanze che sono state presentate, che sono
  state oggetto  di  confronto  in  questo  lungo e tormentato iter
  parlamentare.    Entrando    nello   specifico   dell'emendamento
  presentato dal  Governo  sono  due  almeno  i punti che ho potuto
  cogliere nel breve tempo che c'è stato concesso per prendere atto
  di  questo  emendamento,  anche  in considerazione della parziale
  esposizione  del  Governo,  e riguardano innanzitutto la stazione
  appaltante, era  la  finalità a cui si tendeva con l'introduzione
  della stazione  unica  appaltante,  forse  il  nome ha ingenerato
  tanti  equivoci,  era  quella  non  tanto  di  criminalizzare  le
  amministrazioni    locali,    le   amministrazioni   provinciali,
  l'amministrazione   regionale,   ma   quella  di  determinare  un
  monitoraggio  sulle  gare  di  particolare  rilievo nella Regione
  Sicilia.  Credo  che  prevedendo una soglia così alta si vanifica
  tale finalità.
       Ecco  perchè  mi  dichiaro  contro  questa  norma  e  quindi
  propongo il  mio  voto  di  astensione,  motivato  anche  dal non
  recepimento  per  quanto riguarda l'autorità per la vigilanza sui
  lavori pubblici, per le motivazioni che ho espresso prima, per il
  non  recepimento  dell'emendamento  a firma dell'onorevole Raiti,
  per il  rinnegare  in  questa occasione la nostra specialità e le
  nostre competenze legislative.
       Non so se è il momento, se lo voteremo congiuntamente, ma se
  ritiene  Presidente  e mi autorizza, vorrei anche brevissimamente
  intervenire rispetto all'emendamento 1G.1. Non so se verrà votato
  congiuntamente,  però  se  vuole  che  l'Assemblea si risparmi un
  ulteriore  intervento,  chiedo sostanzialmente ai presentatori di
  rappresentare   le   finalità  a  cui  si  vogliono  tendere  con
  l'approvazione di questo emendamento.
       Vorrei chiedere, sicuramente è un mio difetto, quali sono le
  pubblicazioni   dell'Assemblea   regionale   e   quali   sono  le
  pubblicazioni della  Fondazione  Federico  II  ed  in che modo il
  sistema  della  pubblicità  degli  appalti  può  essere garantito
  attraverso la  pubblicità  in uno di questi due periodici, di cui
  ignoro  anche  la  distribuzione  nelle  copie e la distribuzione
  temporale.
       Chiederei ai presentatori che venga illustrato l'emendamento
  e le  motivazioni  per cui è stato presentato; diversamente, o in
  ogni  caso,  evitando  un  ulteriore  intervento, già mi dichiaro
  contrario  a questo emendamento senza dover riprendere la parola.
  La ringrazio.

     PRESIDENTE.    In    attesa   che   il   Governo   predisponga
  l'emendamento, sospendo la seduta per due minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 3,30 è ripresa alle ore 3,35)

     PRESIDENTE.  Il  Governo  ha  presentato, dopo avere ascoltato
  gli interventi  precedenti, l'emendamento 1/G.8 che è sostitutivo
  dell'emendamento 1/G.7 che, pertanto, è ritirato.
       L'Assemblea ne prende atto.

     RAITI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     RAITI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò brevissimo
  perché  capisco  le  sollecitazioni  dei  colleghi  deputati  che
  vorrebbero privarmi  del mio intervento, che mi sollecitano, data
  l'ora, di  essere  assolutamente sintetico.
       Lo sarò,  assolutamente sintetico, dicendo che voterò contro
  il testo dell'emendamento così come pronunciato.

        RAITI ...  dell'emendamento  così  come pronunciato e degli
  emendamenti allegati, per alcuni brevi motivi. Apprezzo lo sforzo
  fatto dal governo  di recepimento di molte delle istanze avanzate
  dal  centrosinistra   però   non   mi  convince  il  ragionamento
  sull'Autorita  di   vigilanza;  cioè  noi  abbiamo  accettato  le
  competenze dell'autorità  di  vigilanza nella nostra Regione però
  ci siamo  autolimitati rinunciando alle prerogative statutarie in
  un momento nel quale noi stiamo per revizionare, sulla base della
  modifica del titolo  V  dello Statuto, tutte le prerogative delle
  regioni a statuto  ordinario  con  quelle delle regioni a statuto
  speciale, e in  questo  contesto noi rischiamo di perdere proprio
  le prerogative nostre,  credo  che  la  rinuncia a questo tipo di
  prerogative certamente non  è un vantaggio che noi stiamo ponendo
  rispetto  alla   tutela  dello  Statuto  speciale  della  Regione
  siciliana.
       Poi non  posso condividere l'emendamento 1.G1 perché mi pare
  una sorta  di finanziamento editoriale improprio della Fondazione
  Federico II.  Ritengo  che  noi dovremmo ragionare, sulla base di
  una  limitazione  delle   spese,  su  ciò  che  è  necessario  al
  raggiungimento degli scopi che ci prefiggiamo.
       Allo stesso  modo miassocio all'intervento dell'onorevole De
  Benedictis  per  quanto  riguarda  il  ragionamento  che  prevede
  l'obbligo di fare  le  pubblicazioni,  anche  su  un  periodico a
  carattere regionale,  adesso  non  ricordo  esattamente  di quale
  emendamento  parliamo.  Il  ragionamento  sulle  stazioni  uniche
  appaltanti certamente  lascia  molto a desiderare tanto che anche
  il presidente della  Commissione  antimafia  si è espresso in una
  maniera assolutamente critica.
       Per queste ragioni,  ed ho finito, voterò contro questo maxi
  emendamento presentato  dal  Governo  pur  apprezzando gli sforzi
  compiuti nella direzione che anoi avevamo richiesto.

     PRESIDENTE. Il Governo aveva annunciato di voler presentare un
  emendamento che  avrebbe  assorbito  l'emendamento  24.12 a firma
  degli onorevoli Giannopolo  e  Oddo,  la  II parte. Ecco, è stato
  appena presentato. Lo numeriamo, lo distribuiamo e se non ci sono
  altri  iscritti   a   parlare   passiamo   alla   votazione   dei
  subemendamenti già presentati.

       Pongo in  votazione  l'emendamento di correzione formale del
  testo, quello che  riguarda la questione di almeno tre componenti
  e cioè l'emendamento 1G9.
       Il parere della Commissione?

     BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

       Il governo lo  ha presentato, chi è favorevole resti seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in votazione l'emendamento 1G6 che è relativo al comma
  7.20,  prima   delle  parole  'apposita  convenzione'  aggiungere
  'previo parere della competente commissione legislativa', a firma
  degli onorevoli Giannopolo, Oddo e Capodicasa.
       Il parere del Governo?

     SCAMMACCA DELLA  BRUCA ,  assessore  per  i  lavori  pubblici.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Parere della Commissione?

     BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevoler resti seduto; chi è contrario si
  alzi.
                            (E' approvato)

       Si   passa   all'subemendamento   della   Commissione   1G3,
  aggiuntivo al comma 17,  di  pagina  9,  che così recita: "previo
  parere della Commissione di merito".
       Il parere del Governo?

     SCAMMACCA DELLA  BRUCA ,  assessore  per  i  lavori  pubblici.
  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SCAMMACCA DELLA  BRUCA ,  assessore  per  i  lavori  pubblici.
  Signor  Presidente,  il   parere  è  contrario  per  la  seguente
  motivazione.  Essendo schema  di  Regolamento  e  di  per  sè  da
  sottoporsi successivamente all'approvazione dello schema da parte
  della  Giunta  al   percorso   previsto   per  i  regolamenti  in
  commissione, per cui mi pare almeno pleonastico, perchè il parere
  avviene dopo l'approvazione dello schema da parte della Giunta.

     PRESIDENTE. Lo ritira, onorevole Beninati?

     BENINATI, Presidente  della  Commissione e relatore. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BENINATI, Presidente  della  Commissione  e  relatore.  Se  ha
  capito  bene, se è  un  problema  di  schema,  non  è  che  siamo
  innamorati. Era stato  detto  che  ci  voleva  il  parlare  della
  Commissione, pertanto, fermo  restando  che non ci innamoriamo di
  nulla, perchè non è che la Commissione vuole esprimere pareri, ma
  era stato detto che la Commissione doveva esprimere parere.
       Allora, se lo  schema  viene  trasmesso,  in ogni caso, alla
  Commissione, il problema  è  risolto.  Se questo schema però, non
  dicendolo, non viene  trasmesso,  lo  dobbiamo  dire. Questo è un
  piccolo problema che io  non  so,  mi  viene  posto  da  tutta la
  Commissione, non è posto da me.

     CUFFARO, Presidente della  Regione.  Il  problema  è la parola
  "previo": prima si deve fare  e poi ci si deve mandare, quindi, è
  la parola "previo" che si discute.

     BENINATI, Presidente  della Commissione e relatore. Ed allora,
  "sentito", che cosa dobbiamo scrivere?

     CUFFARO,  Presidente   della   Regione.   Nel   senso  che  il
  regolamento verrà in Commissione, lo preveda già, quindi c'è.

     PRESIDENTE.  Allora,  ai  fini  degli  atti  parlamentari,  si
  considera che il  regolamento  una  volta approvato dalla Giunta,
  viene trasmesso alla Commissione di merito.

     BENINATI, Presidente della Commissione e relatore. Dichiaro di
  ritirare l'emendamento 1G3.

     PRESIDENTE.   Si   passa  all'emendamento  1G1  è  quello  che
  riguarda la  pubblicazione  sul  periodico dell'Assemblea e della
  Fondazione. I  periodici  dell'Assemblea  e della Fondazione sono
  due giornali, uno  è  Cronache  parlamentari  e  l'altro  è  Euro
  Mediterraneo, che sono pubblicati a cura dell'Assemblea regionale
  siciliana e della  Fondazione  Federico II, quindi sono organi di
  questo Parlamento.
       L'emendamento è  stato,  peraltro, sollecitato dal Consiglio
  di Presidenza, mi sembra  che questo sia sufficiente a chiarire i
  dubbi dell'onorevole Spampinato.

     SPAMPINATO. Quali sono le finalità?

     PRESIDENTE.  Onorevole  Spampinato,  non  li  conosche  questi
  giornali? E' forse  l'unico a non conoscerli.

     SPAMPINATO. Quali sono le finalità di questo emendamento?

     PRESIDENTE. Quando uno  pubblica  i  bandi sui giornali, lo fa
  per farli conoscere. Quindi  credo  che  le  finalità siano in re
  ipsa.

     FORGIONE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE.  Signor   Presidente,   io  non  vorrei  contrastare
  l'autorevolezza dell'Ufficio  di Presidenza dell'Assemblea, ma mi
  sembra  che la  finalità  della  pubblicazione  dei  bandi  è  la
  pubblicità per consentire  ad  imprese  di  concorrere alle gare.
  Dato  che,  mi  pare,  che  le  due  testate,  oggetto  di questo
  emendamento,  primo,  vanno  in  abbonamento;  secondo,  hanno un
  mercato,  termine  improprio  in  questo  caso, che si rivolge ai
  parlamentari,  e  non mi pare che noi concorriamo a fare gare, ad
  uffici regionali, ad enti pubblici.
       La finalità, collegata  agli  obiettivi  della legge e degli
  articoli che riguardano la  pubblicità di questa legge, in questo
  caso proprio non c'è, a  meno che non pensiamo che questo sia uno
  strumento  perchè  i  comuni  o  la  regione  finanzino  l'organo
  dell'Assemblea regionale, attraverso  la Fondazione Federico II e
  anche questo mi sembra  un po' eccessivo, vivendo, quel giornale,
  tra l'altro,  di finanziamenti esclusivi dell'Assemblea regionale
  siciliana.
       Io  credo  che possiamo  fare  tutto,  ma  qualche  cosa  di
  eccessivo è bene evitarla.

     ORTISI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ORTISI. Onorevole Presidente,  onorevoli colleghi, a me sembra
  almeno  inelegante  questo  emendamento,  perchè  noi  andiamo  a
  taglieggiare  gli  enti  che,  peraltro,  finanziamo,  per  molti
  aspetti,  cioè molte opere  o  servizi  degli  enti  locali  sono
  finanziati dalla Regione che,  per  altro  verso,  gli  dice:  ti
  finanzio per "X" meno "Y" che devi far ritornare alla base. Tutto
  ciò è ridicolo.

     ROTELLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ROTELLA. Signor  Presidente,  vorrei  cogliere l'occasione per
  suggerire al Governo  di aggiungere all'emendamento presentato le
  parole  "titolo  gratuito",   visto   che   già  questo  giornale
  usufruisce dei finanziamenti di questa Assemblea.
       Se  dovesse  essere  a  titolo  gratuito  non  ho  nulla  in
  contrario ad accogliere  questo  emendamento;  se dovesse essere,
  invece, a titolo oneroso, le  annuncio il mio voto contrario e, a
  questo punto, suggerirei al  Governo di inserire tutti i giornali
  parrocchiali che ci sono in Sicilia.

     PRESIDENTE. Chiedo il parere del Governo.

     SCAMMACCA  DELLA BRUCA ,  Assessore  per  i  lavori  pubblici.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     BENINATI, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

       Si passa all'emendamento 1G7:  "Al  punto  1  bis,  dopo  la
  parola 'soglia comunitaria'  sono aggiunte le parole 'e superiori
  a  150  mila  euro'",  a  firma  del  Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

     BENINATI, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

       Si passa al sub emendamento  21 bis che, in realtà, non è un
  sub emendamento perchè il  punto era già ricompreso nella stesura
  del  max  emendamento e,  quindi,  lo  votiamo  insieme  a  tutto
  l'emendamento perchè è ricompreso.
       Passiamo al sub emendamento  1G5.  "Al punto 17 di pagina 13
  le cifre 100.000  e  200.000  sono  da intendersi rispettivamente
  40.000 e 500.000".  Al punto  17  di  pagina  13,  dopo le parole
  500.000 euro, aggiungere la parola 'anche'", a firma del Governo.

     CRACOLICI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRACOLICI.  Onorevole Presidente,  io  credo  che  noi  stiamo
  votando un emendamento che  fa  riferimento  alla questione che è
  stata posta, credo,  dall'onorevole  Acierno,  in  riferimento ad
  appalto per servizi,  dove  prevediamo  che  la pubblicazione sui
  giornali avviene dopo l'importo  di  500.000  euro, cioè circa un
  miliardo di lire.

       Io ritengo che sia  sbagliato,  nel  senso  che  poichè sono
  appalti  per  servizi  e  riguardano,  quindi, una  tipologia  di
  servizi  dall'assistenza  agli  anziani,  ai  bambini,  eccetera,
  eccetera.
       Credo  che sia, e attiene molto la vita dei Comuni, una cosa
  saggia  consentire  che  dopo  i  200 mila Euro possa esserci una
  pubblicazione a mezzo stampa anche per favorire la partecipazione
  di  diversi  soggetti  ad una gara, perché, altrimenti, considero
  assolutamente  improbabile  che  il   tessuto   associativo   del
  volontariato, delle imprese sociali, del  terzo  settore, possano
  partecipare ad una gara che non sanno, che  non  conoscono se non
  attraverso la Gazzetta Ufficiale della Regione.
       Io credo che sia  un atto di maggiore trasparenza consentire
  che sopra i 200 mila Euro  si possa fare la pubblicazione a mezzo
  stampa, pertanto vorrei  proporre un sub-emendamento che modifica
  l'importo di 500 mila Euro con il testo che, originariamente, era
  contenuto nel testo del Governo 200 mila Euro.

     CUFFARO, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CUFFARO,  Presidente  della   Regione.   Chiedo   di  ritirare
  l'emendamento e resta il testo  del  Governo  che  parlava di 200
  mila Euro; non è necessario il sub-emendamento.

     PRESIDENTE. Allora l'emendamento 1G5 è ritirato.
       Si passa all'emendamento 1G4, a firma della Commissione.
       Il parere del Governo?

     CUFFARO,  Presidente  della   Regione.   Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo pongo in  votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            E' APPROVATO.

     PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1G8, a firma del Governo.
       Il parere del Governo?

     CUFFARO,  Presidente  della   Regione.   Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     BENINATI, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo pongo in  votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            E' APPROVATO.

     PRESIDENTE. A questo  punto,  onorevoli  colleghi,  non  resta
  altro che votare l'emendamento  1G  così  come sub-emendato con i
  sub-emendamenti che abbiamo testé votato.
       Il parere del Governo?

     CUFFARO,  Presidente  della   Regione.   Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     BENINATI, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Lo pongo in  votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             E' APPROVATO

     (Con l'astensione di alcuni componenti del Centro sinistra)

     PRESIDENTE. Allora, onorevoli  colleghi,  non  abbiamo  ancora
  completato, purtroppo.
       Allora,  onorevoli   colleghi,   la   Presidenza   considera
  improponibili,  superati  o   assorbiti   tutti  gli  emendamenti
  all'articolo 40.
       Si passa all'articolo...

     PRESIDENTE.   Si   passa   all'ultimo   articolo,   poi  nella
  numerazione vedremo quale  avrà.  Lo  pongo  in  votazione. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Lo Porto


       Comunico che sono  stati  presentati  i  seguenti ordini del
  giorno:

    N. 94 - Intervento al fine  di  impedire  la realizzazione del
           ponte sullo stretto di Messina.

                     L'Assemblea regionale siciliana

    Premesso che:

          - i recenti annunci  fatti  dal  Ministro  Lunardi e dal
          Presidente del Consiglio circa l'avvio dei lavori per la
          realizzazione del ponte  sullo  stretto di Messina hanno
          determinato  una  situazione  di  grave  allarme  fra  i
          cittadini dell'area interessata;

          - l'allarme si é  esteso alle procure di Reggio Calabria
          e  di Messina  che  paventano  infiltrazioni  mafiose  e
          speculative    tese    all'acquisizione    dei   terreni
          interessati    all'esproprio    per   la   realizzazione
          dell'opera;

          - ad oggi non é ancora noto il contenuto della relazione
          relativa alla  V.I.C.  Valutazione  d'impatto  criminale
          strumento  fondamenta  nella  lotta  alle  infiltrazioni
          mafiose negli appalti e per garantire la trasparenza;

    CONSIDERATO che:

          -  tutte  le   infrastrutture   viarie   e  ferroviarie,
          convergenti in un  unico imbuto, devasteranno vaste aree
          urbane della Sicilia e della Calabria;

          - la stessa società  Stretto di Messina ammette, ma solo
          parzialmente,  che  vi   sono   aree   del   territorio,
          interessato dal progetto,  da  ritenere  sensibili  come
          quella di Capo Peloro,  sede  di una riserva naturale in
          cui  insiste  un  progetto  di  salvaguardia  di  ambiti
          naturalistici ancora integri;

          - sono allo studio,  sempre  dalla società, i cosiddetti
          progetti  di   "mitigazione"   consistenti   in   alcuni
          interventi che  dovranno  prevedere l'impatto ambientale
          causato dall'opera e tra  essi  figurano:  i cimiteri di
          Ganzirri e quello di Villa S. Giovanni;

          - solamente alcuni  di  questi elementi tecnici lasciano
          già prefigurare lo snaturamento dei sistemi ambientali e
          paesaggistici di due aree  tra  le  più belle del paese,
          come Scilla e  Ganzirri,  e  persino  l'alterazione  del
          flusso migratorio degli  uccelli che insistono nell'area
          dello stretto;

          - si prevede lo smaltimento  di circa 8 milioni di metri
          cubi di materiale di scavo;

          - il ponte, così  come  rilevato  dagli  stessi tecnici,
          dovrebbe rimanere chiuso  al  transito degli autoveicoli
          almeno tre mesi l'anno a causa delle correnti uniche che
          attraversano lo stretto di Messina;

          - la Sicilia ha  una  vocazione naturale per svolgere il
          ruolo di collegamento tra  i  mercati del Mediterraneo e
          quelli del nord Europa.

    Rilevato che:

          - appare sempre  più  nebulosa  la struttura finanziaria
          che dovrebbe sovrintendere  ai  lavori  a  partire dalla
          ricerca di capitali privati;

          - il costo complessivo dell'opera, ammontante a circa 11
          mila  miliardi di vecchie  lire  ed  aumentato  del  60%
          rispetto al precedente  progetto,  non  appare  in alcun
          modo   giustificabile   sotto   il   profilo   meramente
          economico, non producendo  peraltro  alcun  risparmio in
          termini temporali ed aggravi  sul  versante dei costi di
          trasporto delle merci;

          -  l'opera stessa  si  configurerebbe  come  un  inutile
          prodotto infrastrutturale, incapace di muovere sviluppo,
          di collegare realmente  due regioni che necessiterebbero
          di  ben  altri  interventi  infrastrutturali  e  di  una
          efficace diversificazione del trasporto delle merci.

                     IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

          - Ad opporsi alla  realizzazione del ponte sullo stretto
          di Messina e a  chiedere  al  Governo  nazionale  che le
          risorse  finanziarie  destinate  a  quell'opera  vengano
          attribuite  alle  Regioni  Sicilia  e  Calabria  per  la
          realizzazione delle  infrastrutture viarie e ferroviarie
          interne alle due Regioni e per agevolare la penetrazione
          nei mercati internazionali dei rispettivi prodotti.

        PRESIDENTE. Pongo in  votazione  l'ordine del giorno n. 94.
  Il parere del Governo?

     SCAMMACCA  DELLA  BRUCA,  assessore  per  i  lavori  pubblici.
  Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi è  contrario resti seduto; chi è favorevole si
  alzi.
                          (Non è approvato)

     PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 102:

 N. 102 - Interventi  per  la  verifica  dello stato di attuazione
          della l.r. n.  32  del 2000 del POR e del complemento di
          programmazione.

 PREMESSO CHE:

          -  il  31  ottobre  prossimo  si  dovrà  procedere  alla
          rendicontazione  delle  somme  relative  alle  prime due
          annualità   del   POR  Sicilia  2000/2006,  mediante  la
          produzione di giustificativi delle spese effettuate;

          -  la  mancata  o  parziale  rendicontazione  comporterà
          l'automatico  disimpegno  delle  somme  non spese e alla
          loro destinazione ad altre aree geografiche  d'Europa;

          -  la   fase  d'avvio  del  POR  ha  registrato  ritardi
          nell'attuazione delle misure;

          - la  gran  parte delle predette misure presenta aspetti
          di  criticità  rilevati  dallo stesso dipartimento della
          programmazione nel maggio di quest'anno;

          - risulta  elevato  il rischio di disimpegno delle somme
          già   assegnate   alla   Sicilia   con   la  conseguente
          impossibilità  di  partecipare  al  riparto  delle quote
          premiali;

          - esiste  un  rischio  ancor più concreto che in Sede di
          rendicontazione,  da  effettuarsi  negli  anni a venire,
          possono   non  essere  rispettati  i  limiti  di   spesa
          programmati;

          -    è    necessario    provvedere,   con   la   massima
          sollecitudine,   previa  accurata  analisi  di  ciascuna
          singola misura  al  fine  di  delineare  una  ipotesi di
          riprogrammazione  e  rimodulazione  che nel rispetto del
          POR Sicilia,  veicoli  le  risorse  verso  le  azioni di
          realizzare  un'attivazione  di  spesa  compatibile con i
          cronogrammi disposti a livello comunitario,

                     IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

          - a  riferire  in  Aula  sullo  stato  di attuazione del
          complemento   di   programmazione,   sugli  elementi  di
          criticità,  sulle  prospettive  e  sulle  strategie  che
          intende  proporre  all0Assemblea  per garantire il pieno
          utilizzo delle risorse comunitarie;

          -  ad  individuare  e presentare all'Assemblea, entro il
          prossimo  ottobre,  proposte  legislative che si rendono
          necessarie per  assicurare  che  non  si  giunga  per le
          scadenze degli  anni a venire nella stessa condizione di
          emergenza  registratasi  nella  prima fase di attuazione
          del POR

                     IMPEGNA IL PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA

          -   a  convocare  riunioni  congiunte  degli  Uffici  di
          presidenza  delle Commissioni parlamentari CEE, II, III,
          IV e  V,  al  fine di procedere, in stretto raccordo col
          Governo  regionale,  alla  verifica  ed  al monitoraggio
          delle  misure  del  POR  in  vista dell'approvazione, da
          parte  delle  predette commissioni, di atti di indirizzo
          al    Presidente    della   Regione   per   un'eventuale
          riprogrammazione  e  rimodulazione  del  complemento  di
          programmazione.

          (FLERES - CATANIA G. -MERCADANTE - MAURICI - SCOMA)

        PRESIDENTE. Pongo in  votazione l'ordine del giorno n. 102.
  Il parere del Governo?

     CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è  contrario resti seduto; chi è favorevole si
  alzi.
                            (E' approvato)

     PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 105:

    N. 105 - Impegno per la ridefinizione della  disciplina  delle
           stazioni  appaltanti  nel  territorio   della   Regione
           siciliana

    CONSIDERATO che la IV Commissione  legislativa  dell'Assemblea
           regionale siciliana, nel corso dell'esame  del  disegno
           di  legge  n.  294 .../A ha valutato  positivamente  la
           proposta   formulata   dal   Governo   concernente   il
           mantenimento  del  Capo  I  della  legge  regionale  12
           gennaio 1993, n. 10;

    PRESO ATTO che la VII Commissione legislativa del Senato della
           Repubblica  ha  approvato  all'unanimità,  in  data  19
           giugno  2002, un  ordine  del  giorno con il  quale  si
           impegna  il  Governo  a  promuovere  un'intesa  con  le
           Regioni al fine di ridurre, secondo  modalità  uniformi
           su  tutto  il  territorio  nazionale, il  numero  delle
           stazioni appaltanti, operanti in base alla legislazione
           regionale,   coniugando  la  necessità   di   controllo
           della   legalità   con  l'esigenza  di   procedure   di
           aggiudicazione rapida;

    RITENUTO che il disegno di legge n. 294 .../A prevede  al  suo
           interno norme dirette ad assicurare  l'uniformità nella
           redazione    dei   bandi   e   nelle    procedure    di
           gara;

    RITENUTO  che  un'eventuale  modifica  della  normativa  sulle
           stazioni appaltanti, anche in linea con  le  successive
           evoluzioni in programma a livello nazionale,  impone il
           necessario  approfondimento, in linea comunque  con  il
           principio  della  riduzione delle  stazioni  appaltanti
           condiviso dalle forze politiche dell'Assemblea;

                     IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

          a presentare, entro il termine di 12 mesi, un disegno di
          legge  concernente  la  ridefinizione  della  disciplina
          delle stazioni appaltanti nel territorio  della  Regione
          siciliana,  che coniughi l'esigenza di  controllo  della
          legalità  con  quella della  celerità  dell'espletamento
          delle procedure di gara.

          (ACIERNO)

        PRESIDENTE. Pongo in  votazione l'ordine del giorno n. 105.
  Il parere del Governo?

     CUFFARO, presidente della  Regione.  Mi  pare di vanificare il
  lavoro che abbiamo fatto. Contrario.

     PRESIDENTE. Allora, onorevole Acierno, è ritirato.

     ACIERNO. No. Leggetelo.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi è  contrario resti seduto; chi è favorevole si
  alzi.
                          (Non è approvato)

       Si passa  al  disegno di legge n.  434:  "Interventi urgenti
  per i  collegamenti  con  le  isole  minori".  Relatore onorevole
  Acierno.
       Invito i componenti la Commissione a prendere posto al banco
  delle Commissioni.
       Non ci sono iscritti a parlare .

     RAITI. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     RAITI. Io mi  preme  sottolineare  che  noi  stiamo  andando a
  votare una legge  sulla  base  della  quale  diamo  un  ulteriore
  contributo alle  compagnie  che sostanzialmente coprono le tratte
  navali sulle isole minori.  Devo  ricordare  prima  di tutto a me
  stesso e poi  agli  onorevoli  colleghi  che  abbiamo  affrontato
  questo tipo di  ragionamento  in  commissione bilancio durante la
  sessione di  approvazione  della  legge  finanziaria;  in  quella
  commissione bilancio questa  norma  che  faceva parte delle norme
  finanziarie è  stata  bocciata  e ritirata perché, soprattutto da
  parte   dei   colleghi  della  maggioranza,  si  sottolineava  la
  necessità  che  non  era  possibile  andare  avanti  a  dare  dei
  contributi a delle compagnie che non erano sottoposte a regime di
  concorrenza,  che  non  erano  sottoposte  all'approvazione delle
  offerte, per fare in modo di limitare i costi e di accedere ad un
  bando di  concorso  che,  in ogni caso, non garantivano i servizi
  necessari e  sufficienti  per  dare  un  minimo  di operatività a
  questa attività che  ci  pone  sotto gli occhi di tutti i turisti
  del mondo che vanno a visitare le nostre piccole isole.
       In quella Commissione si  decise  di  ritirare l'emendamento
  perché   si   riteneva    assolutamente   necessario   provvedere
  immediatamente a procedere alle gare di appalto  per porre fine a
  questo  tipo  di  finanziamenti  che  altro   non  sono  che  dei
  contributi a pioggia ad alcune compagnie  che  non  fanno nemmeno
  bene il proprio lavoro.
       Nella finanziaria fu approvata, la mattina del 3 marzo 2002,
  una ulteriore proroga di finanziamento per  sei  mesi dicendo che
  quello  sarebbe  stato  l'ultimo  contributo  perché  si  sarebbe
  provveduto, entro il 31 dicembre di quest'anno, a fare in modo di
  accogliere  le  indicazioni  della Unione  Europea  e  quindi  si
  sarebbe proceduto definitivamente a porre fine  a  questo modo di
  agire.
       Oggi noi andiamo ad approvare un disegno  di  legge  che  dà
  l'ulteriore contributo. E' un disegno di legge  che  io non posso
  condividere per i ragionamenti che avevo fatto, anche se apprezzo
  il fatto che accanto a questo vi  è  collegato l'altro disegno di
  legge che finalmente pone le condizioni  per disciplinare, come è
  giusto che sia, questa materia.
       Il mio voto contrario va  soprattutto  indirizzato  al fatto
  che, ancora oggi, queste compagnie oltre  a minacciare in maniera
  impropria tutta l'Assemblea regionale  con scioperi, con serrate,
  che non sono assolutamente condivisibili, perché sanno che questo
  è  un  momento  topico per cui fanno  danno  a  tutta  l'economia
  siciliana,  ma  continuano a gestire  queste  tratte  in  maniera
  indecorosa:  i servizi non  sono  assolutamente  confacenti,  gli
  uffici dove si fanno i biglietti  non  sono  regolamentari, molte
  corse   saltano,  vi  è  un   modo   di   gestire   assolutamente
  incondivisibile.
       Noi  adesso stiamo dando un contributo  a  signori  che  non
  meritano di avere i requisiti di competere regolarmente con altre
  ditte che svolgono questo tipo di lavoro.
       Capisco le finalità e il fatto che  siamo  con  l'acqua alla
  gola ma questo tipo di atteggiamento  io  non posso condividerlo.
  Inviterei il Governo, una volta  approvata  questa  legge, perché
  sarà approvata anche con il mio voto  contrario,  di fare in modo
  di  porre  questi  soggetti nelle  condizioni  di  esercitare  la
  propria attività in maniera decorosa e decente.

     PRESIDENTE. Si  passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                                 "Art. 1.
                 Collegamenti marittimi con le isole minori

          1. Al fine di  consentire  il  regolare  espletamento  dei
       servizi di collegamento marittimo  con  le  isole  minori,  è
       autorizzata  per  l'esercizio  finanziario  2002  l'ulteriore
       spesa in termini di competenza di 6.000 migliaia di euro, che
       si  iscrive  alla U.P.B. 12.3.1.3.1, e in termini di cassa di
       5.500 migliaia di euro, cui si provvede mediante riduzione di
       pari  importo  dell'UPB  12.3.2.7.99  (capitolo  876005)  del
       bilancio della Regione per l'esercizio finanziario medesimo".

       Lo pongo  in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                                 "Art. 2.

          1.   La presente  legge  sarà  pubblicata  nella  Gazzetta
       ufficiale  della  Regione  siciliana  ed entrerà in vigore il
       giorno successivo alla sua pubblicazione.

          2. E' fatto obbligo a  chiunque  spetti di osservarla e di
       farla osservare come legge della Regione".

       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Il voto finale verrà dato in una seduta successiva.
       Onorevole colleghi,  la  seduta  è  rinviata  a  martedì, 23
  luglio 2002, alle ore 17.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


      I - COMUNICAZIONI.

      II - LETTURA AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
           LETTERA D) , E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MO
           ZIONI:

      N. 143  - Modifiche al decreto dirigenziale del 21 giugno 2002,
          in materia di consorzi per le aree di sviluppo industriale,
          degli  onorevoli  Fleres;  Catania;  Mercadante;  Garofalo;
          Maurici; Scoma;

      N. 144  -  Interventi per la verifica dello stato di attuazione
          della  legge  regionale  n.  32  del  2000,  del  POR e del
          completamento  di  programmazione,  degli onorevoli Fleres;
          Catania; Maurici; Mercadante; Scoma; Croce; Baldari.

     III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) - "Istituzione  delle  strade  e delle rotte del vino" (nn.
          9-253-281/A) (Seguito)

          Relatore: on. Tricoli

       2) -  "Provvedimenti urgenti nel settore dell'edilizia popola-
          re  e per gli  immobili  di  Siracusa-Ortigia"  (n.  393/A)
          (Seguito)

          Relatore: on. Beninati

       3) - "Nuove  norme  sui  collegamenti  marittimi  con le isole
          minori della Sicilia. Disposizioni  per  gli  uffici  della
          motorizzazione civile" (n. 307/A) (Seguito)

         Relatore: on. Acierno

       IV - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) -  'Norme  in materia di opere pubbliche.  Disciplina degli
          appalti di  lavori pubblici, di fornitura, di servizi e nei
          settori esclusi." (nn. 294-119-268-290-306-313-339-353-369-
          388/A).

       2) - "Interventi urgenti per  i  collegamenti marittimi con le
          isole minori" (nn.  434-235-429/A) (Seguito)

       V - ELEZIONE DI QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
          PER LA  GESTIONE  DEL  FONDO  DI ROTAZIONE PER IL COMMERCIO
          ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART. 9 DELLA LEGGE REGIONALE
          4 AGOSTO 1978, N. 26.

      VI - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
          LA GESTIONE  DEI  FONDI  ISTITUITI  PRESSO  L'IRFIS  PER LE
          PICCOLE E  MEDIE  IMPRESE, PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6
          MAGGIO 1981, N. 96.

     VII - ELEZIONE  DI  NOVE  COMPONENTI  DELLA  CONSULTA  REGIONALE
          DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.

    VIII - ELEZIONE  DI  UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER
          LA TUTELA DELL'AMBIENTE.

      IX - ELEZIONE  DI NOVE COMPONENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
          BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.

      X - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
          SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.

     XI - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO  REGIONALE  PER  L'INVENTARIO, LA CATALOGAZIONE E LA
          DOCUMENTAZIONE   GRAFICA,   FOTOGRAFICA,   AEROFOTOGRAFICA,
          AUDIOVISIVA.

     XII - ELEZIONE  DI SEI COMPONENTI ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE
          PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.

    XIII - ELEZIONE  DI  TRE  MEMBRI  DEL  COMITATO  REGIONALE PER LA
          PROGRAMMAZIONE   SPORTIVA   SCELTI  TRA  I  COMPONENTI  DEI
          CONSIGLI PROVINCIALI SCOLASTICI.

     XIV - ELEZIONE DI CINQUE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE PER
          LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.

    XV -  ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI PALERMO.

   XVI - ELEZIONE  DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI CATANIA.

  XVII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.

 XVIII - ELEZIONE  DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI CATANIA.

   XIX - ELEZIONE DI  TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI MESSINA.

   XX - ELEZIONE DI UN COMPONENTE DEL COMITATO DIRETTIVO DELL'AZIENDA
          MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.

  XXI - ELEZIONE  DI   TRE   COMPONENTI   DEL   CONSIGLIO   DIRETTIVO
          DELL'ISTITUTO   REGIONALE  DI  RICERCA,  SPERIMENTAZIONE  E
          AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.

    La seduta è tolta alle ore 4.05.

    (Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 4.50)