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Resoconto d'Aula della Seduta n. 73 di martedì 23 luglio 2002
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   Presidenza del vicepresidente Fleres


     PRESIDENTE.    Onorevoli   colleghi,   per   consentire   alla
  Commissione Bilancio  di proseguire i suoi lavori, anche per dare
  copertura finanziaria ad un disegno di legge in materia di lavoro
  esitato dalla  V Commissione legislativa, propongo di togliere la
  seduta e preannuncio  la  convocazione di una nuova seduta per le
  ore 21.00.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


     FORGIONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE.  Signor  Presidente,  ritengo  che  noi non possiamo
  procedere  in  questo  modo, perché  c'é  un problema di rispetto
  per  i  deputati,  per  quelli  che sono qui dalle ore 17.30, per
  quelli   che   erano   fuori  e  sono  venuti  appositamente  per
  partecipare  a  questa  seduta, come lei sa, anche consultando la
  Presidenza;  io  ho  consultato  Lei,  come  lo stesso Presidente
  dell'Assemblea.
       Iniziare una seduta  alle ore 21.00 non ha alcun senso per i
  parlamentari che  hanno  svolto e devono continuare a svolgere il
  loro lavoro  in  Commissione,  i quali dovrebbero poi partecipare
  qui ad una seduta  d'Aula,  e  per  chi  è qui dalle ore 17.00 in
  attesa   dell'inizio   dei  lavori  di  questa  seduta;  dovremmo
  cominciare,  quando tutti ormai siamo stanchi, l'apprezzamento di
  tre disegni di  legge e non solo due.
       E' chiaro che cambia tutto il rapporto di lealtà ed anche di
  disponibilità che  c'è  stato  tra  il Governo e l'opposizione in
  questi giorni. Siamo qui anche per dare il voto finale al disegno
  di legge sugli  appalti,  ma  questo rispetto e questa lealtà dei
  rapporti non credo che possano andare avanti così.
       Quindi,  signor  Presidente,  le  chiedo di riconsiderare la
  proposta di rinviare  la seduta alle ore 21.00; si cominci domani
  una normale seduta  con  un livello di civiltà nella gestione dei
  lavori e dell'Aula; si eviti di farci chiedere subito le previste
  48 ore di  tempo  per  l'esame del terzo disegno di legge che voi
  qui vorreste proporre all'ordine del giorno.
       Aggiungo   una   questione,   signor   Presidente:  ritengo,
  indipendentemente  dalla  scelta  che  noi faremo stasera - ed io
  avanzo  questa  proposta  -  che  ci  sia  anche  la necessità di
  convocare  la  Conferenza  dei presidenti dei Gruppi parlamentari
  per  decidere ufficialmente intanto la data di chiusura di questa
  sessione estiva ed il modo in cui vogliamo proseguire, perché  un
  livello  di  incertezza  non  rende  incerta la data di chiusura,
  rende  incerto  il  percorso  dei  lavori di questa Assemblea nei
  prossimi giorni e nelle prossime settimane.
       Quindi,  ritengo necessaria la convocazione della Conferenza
  dei  presidenti   dei   Gruppi  parlamentari  e,  in  ogni  caso,
  ripropongo, per  un  livello  minimo di civiltà nella gestione di
  questa Assemblea, che  la stessa venga convocata domani e che non
  si  rinvii  ulteriormente  di  un'altra  ora  l'aggiornamento dei
  nostri lavori.

     GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO.   Signor  Presidente,  ritengo  che  noi  dovremmo
  convocare l'Aula per la giornata di domani mattina, perché, se la
  motivazione  risiede  nel  fatto  che  alle  ore  21.00  dobbiamo
  inserire  all'ordine del giorno il disegno di legge sul lavoro, a
  questo  punto  le  faccio  rilevare  che  il disegno di legge sul
  lavoro  è  privo,  per  essere  portato in Aula, di quel lasso di
  tempo necessario per poter essere esaminato, dal momento che la V
  Commissione  lo  ha  esitato esattamente verso le ore 16.30 della
  giornata  di oggi ed ancora la Commissione 'Bilancio' non ha dato
  la  prevista  copertura  finanziaria.  Per cui, se la motivazione
  dovesse  risiedere  nell'opportunità  di  inserire all'ordine del
  giorno  il  disegno  di legge sul lavoro, la invito a recedere da
  questo  tipo  di  orientamento,  perché,  in  tal  caso,  noi  ci
  richiamiamo  alla  norma  regolamentare  che prevede le 48 ore di
  tempo dall'esito della Commissione all'esame dell'Aula.

     FERRO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FERRO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, noi siamo qui,
  credo, dalle  ore  17.30  attendendo  invano l'inizio dei lavori.
  Vorrei anche  dire  che  la  Conferenza dei presidenti dei Gruppi
  parlamentari che  si  è  svolta  prima della precedente sessione,
  aveva già  stabilito, tendenzialmente, di evitare le ore notturne
  per l'approvazione  dei disegni di legge, anche in considerazione
  che i disegni  di  legge  vanno  approvati  in piena coscienza da
  parte del Parlamento.
       Si è  scelto,  la  settimana  scorsa,  di lavorare anche una
  notte  per  garantire  la  prosecuzione dell'esame del disegno di
  legge  sugli  appalti,  ma  durante  tutte  le sedute in cui si è
  discussa  tale  legge,  credo  comunque con un ruolo determinante
  della  minoranza,  si è consentito che ci fosse in Aula il numero
  legale.
       Inoltre, poichè  la  V  Commissione ha esitato un disegno di
  legge che  ancora  l'Aula non conosce e quindi molti parlamentari
  probabilmente non hanno visto, credo che sia ragionevole ritenere
  più opportuno rinviare a domani mattina la seduta, fermo restando
  che faccio  mia anche la richiesta dell'onorevole Forgione di far
  sì che si possa convocare la Conferenza dei presidenti dei Gruppi
  parlamentari per stabilire come dobbiamo andare avanti.
       Se  la  Presidenza  dovesse reiterare la proposta annunciata
  poc'anzi, è chiaro  che  ci  appelliamo  alle  48  ore  di  tempo
  previste per conoscere il disegno di legge.

     PRESIDENTE. Onorevoli  colleghi,  dato  che  è  stato posto il
  problema dei  termini  di  presentazione del disegno di legge una
  volta  esitato  dalle Commissioni, risulterebbe inutile procedere
  nel modo che è stato annunziato poc'anzi dalla Presidenza.
       Pertanto, sospendo  la  seduta  per  quindici minuti e, alla
  ripresa, inizieremo l'esame dei disegni di legge esitati dalla II
  Commissione, dopo avere adempiuto, naturalmente, agli obblighi di
  lettura del verbale.

    (La seduta, sospesa alle ore 19.57, è ripresa alle ore 20.31)

    La seduta è ripresa.

     BASILE,  segretario,  dà  lettura  del  processo verbale della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni, si intende
  approvato.

     PRESIDENTE. Si passa al primo  punto  dell'ordine  del giorno:
  Comunicazioni.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                  ANNUNZIO DI RISPOSTE SCRITTE AD INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute  le  risposte scritte
  alle seguenti interrogazioni:

    -  da  parte  dell'Assessore  per  la  Cooperazione:

    N.  93 - Accertamento dei danni  di  natura  ambientale  e  dei
    relativi  effetti  sulle attività del  turismo  e  della  pesca
    provocati  dagli  scarichi  a  mare   siti  nella  frazione  di
    Acitrezza  del  comune di  Acicastello  -  Catania.  Firmatari:
    Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;

    N.  137  - Revisione  del  decreto  riguardante  l'interruzione
    tecnica  dell'attività  di pesca  per  il  triennio  2001/2003.
    Firmatari: Incardona Carmelo;

    N. 147 - Iniziative urgenti  per  fronteggiare  le  conseguenze
    dell'incendio del Centro Commerciale 'Legno Market' di Palermo.
    Firmatari: Borzacchelli Antonio; Savona Riccardo;

    N.  366  -  Misure urgenti  in  difesa  del  patrimonio  ittico
    siciliano.
    Firmatari: Incardona Carmelo;

    - da parte dell'Assessore per la  Presidenza:

    N.  126  -  Notizie  circa  il   recente   bando  di  gara  per
    l'affidamento  del  servizio   di   brokeraggio   assicurativo.
    Firmatari:  Crisafulli Vladimiro;

    N.   243  -  Informazioni sugli  immobili  di  proprietà  della
    Regione, o di enti ad essa  sottoposti  o  da essa controllati,
    inutilizzati  o utilizzati in  modo  non  ottimale.
    Firmatari:  Incardona Carmelo;

    N.  324 - Iniziative in merito alle procedure per l'affidamento
    del servizio di brokeraggio da parte degli enti regionali.
    Firmatari: Crisafulli Vladimiro; Raiti  Salvatore;

    N. 357 - Annullamento della gara per l'affidamento del servizio
    di brokeraggio assicurativo.
    Firmatari: Crisafulli Vladimiro;

    N.  383 - Notizie circa  la  futura  destinazione  degli uffici
    dell'Assessorato regionale per il lavoro.
    Firmatari: Dina Antonino.

       Avverto  che le stesse saranno  pubblicate  in  allegato  al
  resoconto stenografico della seduta odierna.

                  ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE

     PRESIDENTE.  Comunico che sono  stati  presentati  i  seguenti
  disegni di legge:

    - "Interventi in favore dell'Associazione nazionale privi della
    vista ed ipovedenti ANPVI - ONLUS operante in Sicilia" (n. 456)
       - iniziativa parlamentare
       -  presentato  dagli  onorevoli  Fleres, Catania Giuseppe in
  data 19 luglio 2002

    - "Interventi per il settore  agrumicolo  e  istituzione  della
    carta di credito agrumicola" (457)
       - iniziativa parlamentare
       -  presentato dagli onorevoli Villari, Speziale, Barbagallo,
  Cracolici,  Crisafulli,  De  Benedictis,  Liotta,  Oddo,  Ortisi,
  Panarello, Raiti, Spampinato, Zago in data 19 luglio 2002

    - "Disposizioni in materia di referendum abrogativo, consultivo
    e propositivo, nonchè in materia  di  iniziativa legislativa da
    parte dei cittadini" (n. 458)
       - presentato dagli onorevoli Barbagallo, Genovese, Gurrieri,
  Tumino, Vitrano, Zangara in data 22 luglio 2002

    COMUNICAZIONE  DI INVIO DI DISEGNI  DI  LEGGE  ALLE  COMPETENTI
    COMMISSIONI LEGISLATIVE

     PRESIDENTE.  Comunico che i seguenti  disegni  di  legge  sono
  stati inviati alle competenti Commissioni legislative:

                             AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    -  "Norme  per  il  conferimento  di  consulenze  ed  incarichi
    professionali nell'ambito  dell'Amministrazione  regionale" (n.
    450)
       - iniziativa parlamentare

                            AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

    - "Nuove disposizioni per l'accesso  ai  benefici  di  cui alla
    legge  regionale  20  dicembre  1975,  n.  79  da  parte  delle
    cooperative  edilizie.   Nuove   norme   acceleratorie   e   di
    semplificazione per l'edilizia residenziale pubblica" (n.  452)
       - iniziativa parlamentare

    - "Norme per la valorizzazione  delle  Isole  minori siciliane"
    (n. 453)
       - iniziativa parlamentare - parere I

    - "Provvedimenti in favore dei  proprietari  di immobili siti a
    Niscemi e colpiti da un evento franoso" (n. 454)
       - iniziativa parlamentare

                         CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

    - "Norme per l'individuazione, la  tutela  e  la valorizzazione
    degli insediamenti urbani di  interesse  storico,  artistico ed
    ambientale" (n.  451)
       - iniziativa parlamentare
       - parere IV

                    INVIATI IN DATA 18 LUGLIO 2002

                     COMUNICAZIONE DI PARERI RESI

     PRESIDENTE. Comunico i seguenti  pareri  resi dalla competente
  Commissione legislativa 'Affari Istituzionali' (I).

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

       - "Azienda autonoma delle Terme di Sciacca" (n. 56)
       - reso in data 17 luglio 2002
       - trasmesso in data 18 luglio 2002

       -   "Istituto   incremento   ippico   di  Catania  -  Nomina
  commissario straordinario" (n. 61)
       - reso in data 17 luglio 2002
       - trasmesso in data 18 luglio 2002

       -  "Stretto  di Messina S.p.A. - Designazione componente del
  consiglio di amministrazione" (n. 64)
       - reso in data 17 luglio 2002
       - trasmesso in data 18 luglio 2002

       - "Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficienza (IPAB)
  - Nomina componenti del consiglio di
       amministrazione" (n. 65)
       - reso in data 17 luglio 2002
       - trasmesso in data 18 luglio 2002

       -   "Azienda  speciale  per  lo  sviluppo  dei  porti  della
  provincia  di  Agrigento  -  Designazione  componente  in seno al
  consiglio di amministrazione" (n. 66)
       - reso in data 17 luglio 2002

                   trasmessi in data 18 luglio 2002

                      ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE.  Comunico che sono  state  presentate  le seguenti
  interrogazioni:

    - con richiesta di risposta orale:

     N. 704 - Iniziative per  la  difesa  dell'ambiente  e  del
     territorio.
     - Presidente Regione
     - Assessore Territorio
     ***
     De Benedictis Roberto

                         ----------------

     N. 705 - Notizie  sull'attività  della  Libera  Università
     Italo-Araba.
     - Assessore Beni Culturali
     ***
     De Benedictis Roberto

                         ----------------

     N. 706 - Iniziative per la parità di trattamento di  tutto
     il personale impiegato presso il Servizio 118.
     - Assessore Sanità
     ***
     Mercadante Giovanni

                         ----------------

     N. 707 -  Richiesta  di  ispezione  presso  il  Comune  di
     Messina circa il comportamento del Presidente del  Consiglio
     comunale.
     - Presidente Regione
     - Assessore Enti Locali
     ***
     Panarello Filippo; Paffumi Angelo; Genovese Francantonio; Lo
     Monte Carmelo

                         ----------------

     N. 708 - Interventi presso l'EAS per garantire il regolare
     approvvigionamento idrico della frazione ericina  di  Napola
     (TP).
     - Assessore Lavori Pubblici
     ***
     Oddo Camillo

       Le interrogazioni ora annunziate saranno iscritte all'ordine
  del giorno per essere svolte al loro turno.

                      ANNUNZIO DI INTERPELLANZE

     PRESIDENTE. Comunico che sono  state  presentate  le  seguenti
  interpellanze:

     N. 51 - Notizie sulle  ragioni  della  classificazione  in fascia
     'E' dell'ospedale di Alcamo (TP).
     - Assessore Sanità
     ***
     Papania Antonino

                         ----------------

     N. 52 - Garanzia di parità di trattamento per gli agricoltori
     della provincia di Trapani.
     - Assessore Agricoltura
     ***
     Oddo Camillo

       Trascorsi  tre giorni dall'odierno  annunzio  senza  che  il
  Governo abbia dichiarato che respinge  le  interpellanze  o abbia
  fatto  conoscere  il  giorno  in   cui   intende   trattarle,  le
  interpellanze stesse saranno iscritte  all'ordine  del giorno per
  essere svolte al loro turno.

                         ANNUNZIO DI MOZIONI

     PRESIDENTE.  Comunico che sono  state  presentate  le seguenti
  mozioni:

     N. 145 - Risoluzione della crisi di alloggi, a seguito  di
   cedimenti strutturali, nella città di Messina.
     Lo    Monte  Carmelo;  Paffumi  Angelo;  Raiti  Salvatore;
   Franchina  Giuseppe;  Savona  Riccardo;  Panarello  Filippo;
   Borzacchelli Antonio; Ardizzone Giovanni

   Presentata il 17/07/02

                        ----------------

     N.   146  -  Interventi  per  il  rilancio  del  trasporto
   ferroviario in Sicilia ed  istituzione  di  una  Commissione
   parlamentare d'inchiesta sullo  stato  delle  linee  ferrate
   siciliane.
     Ferro    Giovanni;  Orlando  Leoluca;  Miccichè  Calogero;
   Morinello Salvatore; Raiti Salvatore

   Presentata il 22/07/02

       Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno
  della  seduta  successiva  perchè se  ne  determini  la  data  di
  discussione.
       Informo, ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento
  interno, che nel corso della  seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


         DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI

     PRESIDENTE.  Si  passa al punto  II  dell'ordine  del  giorno:
  Lettura, ai sensi e per gli  effetti  degli  articoli 83, lettera
  d), e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:

    - N.  143 "Modifiche al  decreto  dirigenziale  del  21  giugno
    2002,  in  materia  di  consorzi   per   le  aree  di  sviluppo
    industriale"  degli  onorevoli   Fleres;  Catania;  Mercadante;
    Garofalo; Maurici; Scoma;

    - N.  144 "Interventi per la verifica dello stato di attuazione
    della  legge  regionale  n.  32  del   2000,   del  POR  e  del
    completamento  di  programmazione",   degli  onorevoli  Fleres;
    Catania;  Maurici;  Mercadante;  Scoma;  Croce;  Baldari.
       Ne do lettura:

     N. 143 - Modifiche  al decreto  Dirigenziale  del  21  giugno
              2002, in materia di consorzi per le aree di sviluppo
              industriale

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

            - nella GURS del 5  luglio  2002 è stato pubblicato il
              decreto del  Dirigente   del  Dipartimento regionale
              dell'Industria   del   21   giugno   2002   recante,
              'Approvazione degli elenchi dei Consorzi per le aree
              di sviluppo industriale della Sicilia;

            - tale decreto indica nelle  premesse i parametri ed i
              requisiti per  procedere   alla  selezione  relativa
              all'individuazione   delle  aree  industriali  sulle
              quali   concentrare   gli   interventi   finanziari,
              relativi alla misura 4.02 del POR Sicilia 2000/2006;

            - tra  questi  criteri   non   è   però   inserita  la
              cantierabilità  delle  opere   e  ciò  determina  la
              redazione di elenchi che  non  tengono  conto  di un
              aspetto  fondamentale   delle   aree   di   sviluppo
              industriale, soprattutto  con riferimento alla reale
              capacità di spesa;

                        IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                                  e per esso
                         L'ASSESSORE  PER L'INDUSTRIA

              a   provvedere   all'immediata   rielaborazione  del
              decreto  del  dirigente  generale  del  Dipartimento
              dell'Industria  con  le   rettifiche  così  come  in
              premessa evidenziate. (143)

                                             FLERES - CATANIA G.
                                             MERCADANTE - GAROFALO
                                             MAURICI - SCOMA

     N. 144 - Interventi per la verifica dello stato di attuazione
              della legge regionale n.  32 del 2000, del POR e del
              complemento di programmazione

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

            - il 31  ottobre  prossimo  si  dovrà  provvedere alla
              rendicontazione  delle somme relative alle prime due
              annualità  del  POR  Sicilia  2000/2006, mediante la
              produzione    dei    giustificativi    delle   spese
              effettuate;

            - la  mancata  o  parziale  rendicontazione comporterà
              l'automatico disimpegno  delle  somme non spese e la
              loro   destinazione   ad   altre   aree  geografiche
              d'Europa;

            - la  fase  d'avvio  del  POR  ha  registrato  ritardi
              nell'attuazione delle misure;

            - la gran parte delle predette misure presenta aspetti
              di  criticità  rilevati  dallo  stesso  dipartimento
              della programmazione nel maggio di quest'anno;

            - risulta elevato il rischio di disimpegno delle somme
              già  assegnate  alla  Sicilia,  con  la  conseguente
              impossibilità  di partecipare al riparto delle quote
              premiali;

            - esiste un rischio  ancor più concreto che in sede di
              rendicontazione, da effettuarsi negli anni a venire,
              possano non  essere  rispettati  i  limiti  di spesa
              programmati;

            - è    necessario    provvedere    con    la   massima
              sollecitudine,  previa  accurata analisi di ciascuna
              singola  misura, al  fine di delineare un'ipotesi di
              riprogrammazione  e  rimodulazione  che nel rispetto
              del POR  Sicilia, veicoli le risorse verso le azioni
              da    realizzare   con   un'attivazione   di   spesa
              compatibile  con  i  cronogrammi  disposti a livello
              comunitario,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

            - a riferire  in  Aula  sullo  stato  d'attuazione del
              complemento  di  programmazione,  sugli  elementi di
              criticità,  sulle  prospettive e sulle strategie che
              intende  proporre  all'Assemblea  per  garantire  il
              pieno utilizzo delle risorse comunitarie;

            - ad  individuare e presentare all'Assemblea regionale
              siciliana,  entro  il  prossimo ottobre, le proposte
              legislative che si rendono necessarie per assicurare
              che non  si  giunga  per  le  scadenze  degli anni a
              venire   nella   stessa   condizione   di  emergenza
              registratasi nella prima fase di attuazione del POR.

                       INVITA IL PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA

            - a  convocare  riunioni  congiunte  degli  Uffici  di
              presidenza  delle  Commissioni parlamentari CEE, II,
              III, IV e  V,  al  fine  di  procedere,  in  stretto
              raccordo col Governo  regionale, alla verifica ed al
              monitoraggio  delle   misure   del   POR   in  vista
              dell'approvazione,    da    parte   delle   predette
              commissioni, di  atti  di  indirizzo  al  Presidente
              della Regione  per  un'eventuale  riprogrammazione e
              rimodulazione del complemento di programmazione.

                                           FLERES - CATANIA G.-
                                           MAURICI - MERCADANTE -
                                           SCOMA - CROCE - BALDARI

       Dispongo che  le mozioni  predette  vengano  demandate  alla
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi  parlamentari  perchè  se ne
  determini la data di discussione.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                   DISCUSSIONE DI DISEGNI DI LEGGE

     PRESIDENTE,  Si  passa al III  punto  all'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.

     ACIERNO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ACIERNO.  Signor Presidente,onorevoli colleghi, intervengo per
  proporre  alla  Presidenza il prelievo del disegno di legge posto
  al  numero  3)  del  terzo  punto dell'ordine del giorno:  'Nuove
  norme   sui   collegamenti   marittimi   per   le  isole  minori.
  Disposizioni  per  gli  uffici  della  motorizzazione civile', in
  quanto  la Commissione Bilancio non ha dato la copertura a nessun
  emendamento   e   quindi  si  dovrebbe  soltanto  adempiere  alla
  formalità di votare gli articoli del testo del disegno di legge.

     PRESIDENTE. Onorevoli  colleghi,  l'onorevole  Acierno propone
  all'Aula  il prelievo del disegno di legge posto al numero 3) del
  terzo punto dell'ordine del giorno.

     ODDO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ODDO. Onorevole Presidente,  onorevoli colleghi, nel testo che
  riguarda  le  strade  del   vino,   come   tutti   noi  sappiamo,
  all'articolo  13  è prevista una norma che riguarda l'agricoltura
  biologica  e  le  indennità  compensative.  Ritengo  che  avevamo
  condiviso  che per quanto concerne questo testo si sarebbe andati
  alla  trattazione  senza alcun prelievo dei punti dell'ordine del
  giorno deciso nella precedente seduta.
       Aggiungo inoltre   che  non è sicuramente una espressione né
  di stile politico, né  per la verità di attenzione alla questione
  delle  isole  minori,  e  che  non fa onore a questa Assemblea la
  circostanza  che  il  testo  relativo alle isole minori arrivi in
  Aula  solo e solamente per la parte che riguarda l'adeguamento ai
  regolamenti   comunitari   e  basta,  senza  prestare  la  giusta
  attenzione  a  quegli emendamenti che, tutto sommato, proponevano
  una  discussione  più approfondita sulle esigenze complessive che
  hanno evidentemente le nostre isole minori.
       Quindi, mi pare  assolutamente  poco  convincente  dire  che
  siccome  la  Commissione   bilancio  non  ha  dato  assolutamente
  copertura agli  emendamenti,  allora  procediamo  sbrigativamente
  come se la partita  che  riguarda  le  isole  minori possa essere
  liquidata solo con  un  allineamento  ai regolamenti comunitari e
  con  la  questione  dei   bandi.
       Ritengo,  invece,  che   da  questo  punto  di  vista,  vada
  assolutamente fatto uno sforzo  serio  da  parte dei colleghi per
  continuare secondo l'ordine  del giorno e, soprattutto per quanto
  concerne  la  questione  relativa  all'articolo  sull'agricoltura
  biologica  e  le  indennità  compensative,  cui avevo fatto cenno
  inizialmente:  occorre infatti dare una immediata risposta perché
  sappiamo  quanto gravi e quanto complesse siano in questo momento
  le questioni che sta attraversando il settore dell'agricoltura in
  Sicilia.
       Quindi,  credo  che  si  tratti non solo di una questione di
  mancanza  di  sensibilità sulle problematiche delle isole minori,
  ma  anche  di  un  argomento  vero per continuare invece seguendo
  l'ordine del giorno così come è.

     PRESIDENTE. Poichè l'onorevole  Oddo è contrario alla proposta
  dell'onorevole  Acierno,  ai  sensi  del  Regolamento,  onorevoli
  colleghi, devo dare la parola a un deputato a favore e uno contro
  e dopo procedere alla votazione della stessa proposta.

     ACIERNO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ACIERNO. Signor Presidente,  senza volere fare alcuna polemica
  con l'onorevole Oddo  e  siccome conosco perfettamente i problemi
  dell'agricoltura e quello  che  necessariamente  ci apprestiamo a
  fare con questa legge, io ritiro la mia proposta, ricordando però
  all'onorevole Oddo che il  collegamento  con le isole minori è un
  problema che non viene  determinato dalla siccità o da un momento
  contingente,  ma  è  un   problema   che   viviamo   da   più  di
  cinquant'anni. Per cui la  mia richiesta era solo determinata dal
  fatto che non essendoci  più emendamenti, in pochi minuti avremmo
  dato risposta alle isole  minori  e nei successivi minuti avremmo
  dato risposte immediate anche all'agricoltura.

     PRESIDENTE. L'Assemblea prende  atto del ritiro della proposta
  dell'onorevole Acierno.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                       SULL'ORDINE DEI LAVORI

     FORGIONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE. Signor Presidente,  onorevoli  colleghi, io ed altri
  colleghi deputati abbiamo  posto l'esigenza di una certezza sulla
  prosecuzione dei nostri  lavori  in  prossimità della chiusura di
  questa sessione estiva.
       L'esigenza riguardava  la  convocazione della Conferenza dei
  presidenti dei Gruppi parlamentari per decidere una data certa di
  chiusura dei lavori e quindi di adeguamento anche dell'iniziativa
  parlamentare,  dei lavori  parlamentari  rispetto  alla  data  di
  chiusura dei lavori.
       Non  desidero  sapere quando si va in vacanza, vorrei sapere
  come  bisogna  lavorare  in  questi giorni e vorrei sapere anche,
  signor  Presidente,  cosa  dice  il Regolamento a proposito della
  convocazione   delle   commissioni   durante  i  lavori  di  Aula
  considerato  che  c'è una forzatura terroristica in V Commissione
  sull'apprezzamento del disegno di legge sul buono scuola.
       Pochi minuti fa la  Commissione  è  stata  convocata  per le
  20.45. Vorrei che  spiegasse lei al Presidente della Commissione,
  il  quale  è  alla  sua  prima esperienza che, quando è convocata
  l'Aula, tassativamente le Commissioni non si possono tenere.
       Vorrei che si dicesse  chiaramente  e  in  modo formale come
  proseguire  domani. La Commissione  ha  più  o  meno  esitato  un
  disegno di legge. E' stato  dato tempo fino a domani mattina alle
  9.30  per presentare gli  emendamenti.  La  cosa,  come  lei  può
  comprendere bene, riguarda innanzitutto i parlamentari o i gruppi
  parlamentari che non fanno  parte  della Commissione come il mio,
  ma ci sono anche  altri gruppi.
       E' chiaro che  se,  signor  Presidente,  siamo impegnati con
  l'Aula  stasera, noi per  le  9.30  non  potremo  depositare  gli
  emendamenti.
       Quindi,  chiederei  che  fosse chiarito formalmente il fatto
  che  non ci può essere una riunione di Commissione parallelamente
  ai  lavori  d'Aula  e, visto  che  noi siamo qui impegnati per le
  prossime  ore,  chiederei  anche  che abbiamo tempo non fino alle
  9.00  -  questo  vorrebbe  dire che finita l'Aula ci metteremmo a
  scrivere gli emendamenti per depositarli alle 9.00 quando si apre
  la  swduta  della Commissione, perché c'è una fretta di approvare
  questo disegno  di legge entro le 9.00 di domani mattina - ma che
  almeno  fino  a mezzogiorno siano aperti i termini per depositare
  gli  emendamenti in Commissione, in modo che quelli che rimaniamo
  in   Aula   abbiamo   il  tempo  necessario  per  presentare  gli
  emendamenti.
       Riepilogando, sono tre  le  questioni  che  le  sto ponendo,
  signor Presidente:  Conferenza  dei  capigruppo  per  definire il
  percorso; chiarire come  si  svolgono i lavori delle Commissioni;
  dare la possibilità  di presentare gli emendamenti in Commissione
  fino alle ore 12.00 di domani.

     PRESIDENTE.  Onorevole   Forgione,   relativamente   alle  tre
  questioni che lei pone, per  quanto  riguarda  la prima, come lei
  sa,  la  Conferenza dei presidenti dei Gruppi parlamentari ha già
  fissato  che  la  conclusione  di  questa  sessione avverrà entro
  giorno 8 agosto.
       Per  quanto  riguarda   i   lavori   delle  commissioni,  le
  commissioni,  come  giustamente  lei  stesso  ha sottolineato, in
  concomitanza   con   i   lavori  d'Aula  non  possono  continuare
  l'attività  e  pertanto in questo momento nessuna commissione può
  proseguire i propri lavori.
       Da  notizie  assunte,  non  risulta che ci siano commissioni
  riunite  in  questo  momento.
       Per  quanto riguarda il termine fissato per la presentazione
  degli  emendamenti al disegno di legge cui lei faceva riferimento
  è   domani  mattina  alle  9.30,  onorevole  Forgione.  Non  sarà
  certamente un grande sacrificio poter predisporre gli emendamenti
  stessi  nella  serata  o  nelle  prime  ore di domani mattina per
  poterli presentare in tempo.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA.  Signor  Presidente,  lei  si  è  già  espresso  a
  proposito della richiesta di  una  riunione  della Conferenza dei
  presidenti dei Gruppi parlamentari in riferimento ...

     PRESIDENTE. Onorevole Capodicasa,  se  il  tema è quello della
  chiusura dei lavori della  sessione, è stata già indicata per l'8
  di  agosto.  Potrebbe esserci  anche  l'esigenza, più  in  là, di
  verificare altri percorsi, ma il termine è già stato indicato.

     CAPODICASA. Signor Presidente, risultava  anche  a  noi che la
  Conferenza  dei presidenti dei Gruppi parlamentari avesse fissato
  una  data orientativa, non l'8 agosto ma entro l'8 agosto; il che
  lascia un margine di oscillazione abbastanza consistente.
       Credo  che  la   proposta   dell'onorevole   Forgione  fosse
  finalizzata a fissare,  così  come  il  Presidente dell'Assemblea
  aveva a suo tempo detto, che con successiva conferenza si sarebbe
  fissata in modo inequivocabile  la data di chiusura, mentre nella
  prima riunione era stato lasciato un certo margine.
       Io, signor Presidente,  intervengo  per  sottoporle un'altra
  questione  che si  connette  a  quanto  richiesto  dall'onorevole
  Forgione.
       A mio avviso, sarebbe opportuno  convocare la Conferenza dei
  presidenti dei Gruppi parlamentari in  questa  fase perchè, oltre
  alla fissazione della data, e comunque  al di là della fissazione
  della data, servirebbe per dare un  certo  ordine  a  questa fine
  sessione. Vedo, peraltro, che si  affollano  tante  spinte  dalle
  commissione di merito, dalla  Commissione  Bilancio,  si registra
  una certa frenesia ma non si trova un coordinamento.
       Pertanto, una conferenza  dei Capigruppo potrebbe fissare la
  data di chiusura e dire  con  chiarezza  quali  sono  i testi che
  andranno all'esame entro  quella data. Potrebbe così rasserenarsi
  un  po' il clima  nelle  varie  commissioni;  si  diano  i  tempi
  necessari per svolgere il lavoro e si concluda.
       Signor Presidente, io  credo  che  valga  la pena richiamare
  l'attenzione dell'Aula e  della  Presidenza  sul  fatto che pochi
  giorni fa nel nostro territorio  è  successo  un caso di cui si è
  giustamente  occupata  la   stampa   nazionale   e   i  mezzi  di
  informazione (i quotidiani  nazionali vi hanno dedicato oltre che
  i titoli di apertura  ben quattro pagine delle pagine nazionali):
  mi riferisco  all'incidente  occorso sulla tratta Messina-Palermo
  al treno Palermo-Venezia.
       Come lei sa, sono  scattate  alcune  inchieste  di carattere
  amministrativo e penale, come è ovvio che succeda in questi casi,
  e come corollario di tutto questo, si è anche svolto un dibattito
  sulla sicurezza delle linee ferroviarie, delle infrastrutture, di
  quello che va fatto, con dichiarazioni del ministro Lunardi e del
  Presidente della Regione.
       Dato che noi, come  gruppo parlamentare, abbiamo alcuni mesi
  or sono presentato una mozione  che ha come oggetto i trasporti -
  e segnatamente le destinazioni finanziarie per il raddoppio della
  tratta Messina-Palermo, che a  noi sembra uno dei nodi cruciali -
  noi  chiederemmo  che,  non tanto e  non  solo  in  omaggio  alle
  vittime,  ma  anche perché  l'Assemblea  si  pronunzi  su  questo
  dibattito  relativo alla  sicurezza  dei  trasporti,  soprattutto
  quelli ferroviari e anche agli  investimenti nel settore da parte
  delle Ferrovie dello Stato, utilizzando  l'atto ispettivo che noi
  abbiamo   presentato,  ed   altri   che   probabilmente   saranno
  presentati,  si  fissi una seduta  da  dedicare  espressamente  a
  questa materia.
       Non mi sembra questo  tempo perduto, anzi è un modo efficace
  per intervenire in un  tema scottante che è all'ordine del giorno
  e che preoccupa  tante  rappresentanze  istituzionali  di  quella
  zona,   dai  sindaci   ai   presidenti   delle   province,   alle
  organizzazioni  sindacali,   ma  preoccupa  anche  noi  cittadini
  siciliani che di quella  tratta  siamo  costretti  a servirci per
  raggiungere la capitale e il Nord Italia.
       Signor Presidente, tra le  tante  cose  di cui la Presidenza
  deve tener conto,  vorrei  che  fosse  contemplata  questa nostra
  richiesta di fissare una  seduta da dedicare a questo argomento e
  alle mozioni ed interpellanze che vi concernono.

     PRESIDENTE. Onorevole  Capodicasa,  la  Presidenza  aveva  già
  programmato la seduta  di  domani  mattina  per la commemorazione
  delle  vittime  del disastro  ferroviario  a  cui  lei  ha  fatto
  riferimento.   Se  il   dibattito   è   limitato   agli   aspetti
  commemorativi con le ovvie  deduzioni,  con le ovvie opinioni che
  vengono  espresse in  queste  circostanze  e  relativamente  alle
  motivazioni che hanno  provocato  il  disastro,  la sua richiesta
  potrebbe essere esaudita già  nella  mattinata  di  domani. E' un
  problema di tempi,  onorevole Capodicasa.  Ripeto, se per accordo
  fra  persone  perbene, questo  aspetto  di  valutazione  politica
  rispetto all'evento che si è  verificato  potesse essere limitato
  agli  interventi  commemorativi,  con  i  commenti  necessari  ma
  limitandoli  nel  tempo,  questo   potrebbe  già  accadere  nella
  giornata  di  domani  mattina.  Altrimenti,  se  si  richiede  un
  dibattito più approfondito e l'esame  della  mozione  a  cui  lei
  faceva  riferimento,  precisamente  la  n.   130  a  firma  degli
  onorevoli  Leanza,  Franchina,  Formica  ed  altri,  naturalmente
  sarebbe  opportuno  un lasso di  tempo  maggiore  per  consentire
  l'organizzazione del dibattito stesso.

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA. Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, ritengo che
  sia necessario che questa  sera  venga  approvata  la legge sugli
  appalti.  Siamo alla votazione finale su quel disegno di legge ed
  io ritengo  che,  al  di là di qualsivoglia altra argomentazione,
  l'Aula, che ha  saputo,  quest'oggi, attendere un ritardo forte e
  considerevole che si  è verificato in Commissione "Bilancio", sia
  in grado, signor  Presidente,  di  potere  affrontare  e definire
  questa sera quella che è la legge che si aspetta la Sicilia.
       Io ritengo,  quindi,  di  dover  rivolgere un appello a lei,
  Signor Presidente,  e  all'intera  Aula  perchè sia dato il tempo
  necessario per votare la legge sugli appalti.
       Relativamente a tutte le altre argomentazioni che ci portano
  a dire  se  entro  l'8  agosto  dobbiamo  definire  o no i lavori
  dell'Assemblea, se  e  quali sono i disegni di legge che dobbiamo
  approvare,   noi  l'abbiamo  detto  in  sede  di  Conferenza  dei
  Presidenti   dei   Gruppi   parlamentari,   il  Governo  è  stato
  sull'argomento  estremamente  esplicito  e  sappiamo che oltre ai
  disegni di  legge  che sono già incardinati e che sono già pronti
  per l'Aula,  noi  aspettiamo  ancora  di comprendere se la Quinta
  Commissione domani mattina definirà il disegno di legge sul buono
  scuola   e   se  la  Commissione  "Bilancio"  darà  la  copertura
  finanziaria alla  legge  sul  lavoro  e sui beni culturali, altro
  disegno   di  legge  importante  e  improcrastinabile;  ancorché,
  mentre  mi  allontanavo  dalla Commissione "Bilancio", ho sentito
  gli  interventi  di  alcuni  deputati,  e specificatamente quello
  dell'onorevole Forgione, che richiedeva le 48 ore, cosa legittima
  perchè il Regolamento lo prevede.
       Ciò  significa,  però,  che  il  voler stabilire oggi quando
  chiudere  i  lavori dell'Assemblea per la sessione estiva dipende
  anche dalla  volontà  di  come  ognuno, ogni Gruppo, ogni singolo
  deputato si  pone  dinanzi ai disegni di legge che sono stati già
  esitati dalle  Commissioni  e che sono pronti per essere discussi
  in Aula.
       Noi abbiamo un momento che può essere importante perchè è un
  momento in cui è possibile che  l'Assemblea  si  riappropri di un
  ruolo serio che in questi ultimi tempi  è  stato  agevolato da un
  percorso  seriamente  condotto  dall'intera Aula in questo che io
  definisco   l'unico   Parlamento   italiano  dopo  il  Parlamento
  nazionale, e  possiamo  essere  in grado di dare un'attenzione ed
  una definizione  relativa  e  concreta  ai  lavori  che  ci siamo
  permessi di individuare e di dover definire.
       E' questa  la ragione per cui, Signor Presidente, confermo a
  nome del  mio  Gruppo  la  necessità  e  l'urgenza  che  si passi
  immediatamente  all'approvazione  della legge sugli appalti, alla
  discussione e votazione  del  disegno di legge sulle Isole minori
  per poi completare questa  sera  stessa i due disegni di legge la
  cui   discussione   generale   era   stata   chiusa,   esaminando
  l'articolato.
       E' questa  la  proposta  che  avanzo  e  su  questa proposta
  ritengo ci  si  possa  confrontare in Aula, anche brevemente, per
  pervenire ad  una  soluzione dei problemi di cui stiamo parlando.
       Ritengo, inoltre,  signor  Presidente, che quanto avvenuto a
  Messina sia importante,  come importante è il ricordo che abbiamo
  dei magistrati che sono stati trucidati dalla mafia. E' opportuno
  dare  una   risposta   forte:   diamola  stasera,  legiferando  e
  continuando le discussioni  che  sono  importanti, che sono anche
  seriamente portate avanti da alcuni deputati, dai gruppi di 2010,
  2012 o 2020;  però, ciò che più è importante è che noi stasera si
  dia una risposta a  coloro  i  quali attendono che questa sera si
  voti la legge  sugli  appalti.  Votiamo,  dunque,  la legge sugli
  appalti, diamo risposte  serie e concrete a chi sa che quest'Aula
  non è stata  convocata  per  caso,  e  se  ha aspettato un'intera
  giornata ed è ancora  presente  è  perchè vuole dare corso ad una
  idealità che si è posta  e  ad una legge che è stata concordata e
  definita nell'ambito dell'Assemblea stessa.

     CRISAFULLI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRISAFULLI.  Signor  Presidente,  avrei preferito che si fosse
  chiusa  questa parte della discussione, perchè intervengo anch'io
  sull'ordine dei lavori ma, relativamente, ad un'altra questione.
       Questa mattina la Commissione per le  Politiche  Comunitarie
  del Parlamento Regionale era stata, opportunamente, convocata dal
  Presidente,  onorevole Vicari, per discutere con il Governo della
  Regione  siciliana  le  procedure  che  sono state utilizzate per
  l'approvazione dei PIT relativamente ai fondi comunitari.
       Il  Governo avrà, sicuramente, avuto impegni  particolari  e
  non  ha  potuto  assicurare la presenza, questo  è  perfettamente
  comprensibile.  Ciò  che  non  è  comprensibile  è  l'assenza dei
  responsabili del dipartimento della programmazione.
       Era presente un funzionario, persona squisita, il quale si è
  messo a  disposizione della Commissione, ma che non ha consentito
  a quest'ultima  di  avere  fugati  tutti  i  dubbi;  cosicché  la
  Commissione  è arrivata ad una determinazione:  all'unanimità, su
  proposta  del  Presidente  della  Commissione  stessa,  onorevole
  Vicari,  ha  deciso,  in  relazione  alle  procedure  seguite per
  l'approvazione  dei  PIT  che  hanno  scontentato  quasi tutte le
  amministrazioni  territoriali  della  Sicilia  (dico  quasi tutte
  tranne   qualcuna,   pochissime),  di  revocare  tutti  gli  atti
  predisposti  perchè  palesemente  illegittimi e, sostanzialmente,
  fuori dalla legge della Regione siciliana.
       La  Commissione  ha,  altresì,  deciso  di  trasmettere tale
  deliberato  al  Presidente dell'Assemblea per darne comunicazione
  all'Aula  (alcune  agenzie  stampa, Signor Presidente, citano già
  questa  notizia),  ed,  inoltre,  la  Commissione  ha  chiesto al
  Presidente stesso  di  trasmettere  la nota che è stata elaborata
  dalla  Commissione,  in  maniera  particolare dal suo Presidente,
  alla Corte  dei  Conti per non registrare l'atto deliberativo del
  Governo rispetto  ai  PIT,  rendendo  di  fatto  nulla  tutta  la
  procedura.
       E' evidente che ciò che si è determinato questa mattina pone
  un  problema  molto  serio rispetto al complesso dell'attivazione
  dei finanziamenti comunitari in Sicilia.
       Credo  sia  giunto  il  momento, oltre che di  assegnare  le
  responsabilità  di  chi ha voluto procedere senza dare  conto  al
  Parlamento regionale ancorché opportunamente sollecitato a venire
  a dare le  spiegazioni  necessarie,  peraltro  sempre assente, di
  avanzare la richiesta  che  il  Presidente della Regione venga in
  Aula a  relazionare  sullo  stato  complessivo  dell'attivazione,
  oltre che ad adempiere alle richieste della Commissione.
       Pertanto,   nella   Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari  che  si  dovrà  tenere  domani o dopodomani sarebbe
  utile che  si  decidesse  una  data  precisa in cui il Presidente
  della   Regione  venga  in  Aula  a  rendicontare  sulla  vicenda
  particolare.
       Mi giunge opportuno sottolineare e sottoporre  al Presidente
  dell'Assemblea, che  io come tanti altri colleghi (lo dico perchè
  gli altri forse per pudore o forse perchè ancora non credono alla
  risposta che  hanno  avuto) mi sono permesso di chiedere gli atti
  all'Ufficio   di  programmazione.  I  funzionari,  opportunamente
  orientati dal  responsabile,  mi hanno risposto che per avere gli
  atti avrei  dovuto  fare  richiesta  ai  sensi  della legge sulla
  trasparenza, creando  in  me  uno  stato di disagio. Peraltro, al
  funzionario  ho  dovuto  ricordare che avanzavo tale richiesta in
  quanto   componente  dell'Ufficio  di  Presidenza  dell'Assemblea
  regionale  siciliana e la documentazione sarebbe dovuta pervenire
  all'Ufficio   di   Presidenza   dell'Assemblea;   per   legge  la
  responsabile  dell'ufficio ha dato questa indicazione, ritenendo,
  forse, che l'utilizzazione delle spese comunitarie fosse una cosa
  di appartenenza privata.
       Io ricordo a quest'Aula che noi votammo un ordine del giorno
  alla fine  di  un  dibattito che richiamava la legge numero 6 del
  1997 che imponeva al Governo di allora, che tutte le procedure di
  attivazione  dei  finanziamenti comunitari dovevano passare prima
  dalla Commissione  e  poi  dall'Aula.  Non  credo  che  si  debba
  esagerare, ma  mantenere  ciò  che  la  legge  detta è obbligo di
  chiunque   in   Sicilia   ed, in  particolare,  del  responsabile
  dell'Ufficio di programmazione.
       Poiché le  agenzie  di stampa ne parlano, sarebbe strano che
  in  questa  sede  il Presidente dell'Assemblea non prendesse atto
  che  c'è  questa  informazione, probabilmente le arriverà, se non
  le è  già  arrivata,  la notizia che la Commissione CE ha assunto
  questa   determinazione  riguardante  la  comunicazione  da  dare
  all'Aula e  la  nota  da  trasmettere  alla  Corte  dei Conti per
  bloccare la registrazione di tutta la procedura.
       Dopodiché,  signor presidente, credo sia necessario che ella
  si faccia  portavoce,  in  sede  di Conferenza dei presidenti dei
  Gruppi parlamentari, perché si decida subito, probabilmente anche
  domani, che  l'Aula  venga  informata  su  tutto  e  che si ponga
  rimedio,   se   non   si   vogliono   perdere   i  finanziamenti,
  immediatamente, sanando con procedure nuove tutto quanto è  stato
  sbagliato nelle procedure fin qui utilizzate.

     PRESIDENTE.  Onorevole Crisafulli, relativamente a ciò che lei
  ha detto,  informo  l'Aula che della nota della Commissione CE la
  Presidenza è venuta  a  conoscenza  a lavori iniziati, altrimenti
  avrebbe provveduto a comunicarla tempestivamente all'Aula.
       Tuttavia,  poiché  l'Aula comunque ne è venuta a conoscenza,
  la Presidenza  sta  organizzando  i  lavori  in  maniera  tale da
  consentire  all'Aula  di  sviluppare,  comunque,  un confronto su
  questo tema.
       Per quanto riguarda, invece, l'altra questione da lei posta,
  la  Presidenza  sta  già  predisponendo una nota di precisazione,
  rispetto  alle funzioni, i compiti e le prerogative parlamentari,
  da inviare ai funzionari che hanno negato l'accesso agli atti.

     CRISAFULLI. I funzionari dovrebbero essere sostituiti

     PRESIDENTE.   Sarebbe  assai  grave  se  si  volesse  limitare
  l'attività  parlamentare  impedendo  ai  deputati stessi di avere
  contezza degli  atti  che  vengono  di volta in volta compiuti da
  parte del Governo  o da parte di chi ha questo compito. Da questo
  punto  di  vista,  onorevole  Crisafulli,  la  Presidenza intende
  tranquillizzarla  perché  stiamo  già predisponendo una nota dura
  nei  confronti  di comportamenti assolutamente irrituali, per non
  dire illegittimi che vengono compiuti in questa direzione.
       Se  c'è  una cosa che deve essere sempre garantita, questa è
  la  trasparenza, soprattutto quando la trasparenza è direttamente
  connessa  con  le  funzioni  parlamentari, che non possono essere
  ridotte  né  possono  essere  limitate  da  comportamenti che non
  trovano un aggettivo adatto per essere qualificati

     BARBAGALLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BARBAGALLO.  Signor presidente, onorevoli colleghi, intervengo
  per   ricordare  a  me  stesso  che  nell'ultima  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari  il  Presidente  Lo  Porto,
  proprio  per  evitare  pressioni, suggerimenti circa i disegni di
  legge   che  devono  essere  approvati,  come  se  ci  trovassimo
  all'ultimo  giorno  della  legislatura,  aveva  detto che dopo la
  votazione finale  dell  disegno di legge sugli appalti, si doveva
  tenere una riunione  della  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi
  parlamentari per stabilire  un ordine, per individuare priorità e
  per non lavorare sulla scorta di sollecitazione del Governo o dei
  singoli parlamentari.
       Spero che il  Presidente Lo Porto ed il Presidente Fleres si
  facciano promotori di  una  nuova  riunione  della Conferenza dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari per definire, non entro quando
  chiudere la sessione  estiva, ma anche i provvedimenti che devono
  essere approvati.
       In  ordine  alla  mozione  che  dovrà essere discussa domani
  mattina,   vorrei   ricordare  che  il  problema  dei  trasporti,
  complessivamente  inteso, merita una seduta intera. Il Presidente
  Cuffaro  o  l'Assessore  Cascio  devono riferire nel merito delle
  problematiche  che  riguardano l'intero sistema dei trasporti: le
  competenze  che,  come  voi  sapete,  sono  state trasferite alla
  Regione,  il  protocollo  d'intesa  che  il  Presidente Leanza ha
  firmato con  lo  Stato, il trasferimento dei 260 miliardi che non
  sono sufficienti  rispetto ad un sistema delle ferrovie che costa
  750 miliardi  e  ne  incassa  35 miliardi l'anno, il problema del
  reperimento  delle  risorse,  la  legge  sul trasporto locale che
  ancora non  è  andata in Giunta, il piano regionale trasporti che
  da vent'anni  attendiamo  e che ora è messo all'ordine del giorno
  come  finanziamento ancora in questa legge sul collegamento delle
  isole minori.
       Ritengo,  quindi,  che ci sia abbastanza materiale perché il
  Presidente Cuffaro  venga  in  Aula  a riferire sullo stato delle
  ferrovie e dei trasporti in Sicilia.

     PRESIDENTE.  Informo  l'Aula che domani mattina alle ore 10.30
  è  convocata  la  riunione  della  Conferenza  dei Presidenti dei
  Gruppi parlamentari.

     VICARI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     VICARI.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, da più parti
  sappiamo -  e  credo  che tutti quanti ne siamo consapevoli - del
  rischio  della  mancata  applicazione e spesa nei tempi stabiliti
  dal  nostro  complemento  di  programmazione.  Sappiamo tutti che
  incombe il 31  ottobre  dell'anno in corso per un aggiornamento e
  una verifica dell'attuazione  della  spesa  che a tutt'oggi non è
  certamente confortante  rispetto  agli  impegni  che  la  Regione
  Siciliana aveva assunto.
       In questi  mesi sappiamo anche che una parte dello strumento
  di   programmazione   di   Agenda   2000   prevedeva   una  quota
  territorializzata  e,  quindi, una spesa attraverso uno strumento
  innovativo che  la  Regione  si è data, cioè i progetti integrati
  territoriali.  Bene,  ad  oggi  il Dipartimento Programmazione su
  questa procedura ha accumulato 160 giorni di ritardo, avendo poi,
  di fatto, tentato  di scaricare lo stesso ritardo sui territori e
  sugli  enti  locali,   che   per   la  prima  volta,  in  maniera
  assolutamente innovativa,  avevano cercato di creare uno sviluppo
  locale dal basso,  e  che  in  tal  modo  vengono  mortificati  e
  annullati in tutti questi sforzi.
       Ma la  cosa grave che si è registrata in questi giorni e che
  ha  registrato il Parlamento siciliano, attraverso un suo braccio
  che è  la  Commissione  CE, è una mancata osservanza di procedure
  che leggi  regionali stabiliscono.  Il dato che ne risulta è che,
  probabilmente,  la  Direzione  Programmazione non accetta - anche
  perché prima di arrivare a queste comunicazioni si era cercato di
  interloquire  con  l'autorità  di  gestione  - alcun controllo da
  parte  del  Parlamento  siciliano.  E  una  delle  aberrazioni di
  tale comportamento  è  la risposta data ad un deputato componente
  della  Commissione  e  vicepresidente di questa Assemblea che per
  avere accesso  agli  atti bisognava fare richiesta ai sensi della
  legge sulla trasparenza.
       C'è di  più,  onorevoli  colleghi,  e cioè che ben due leggi
  regionali - la  n.  4  del 1992 e la n. 6 del 1997 - stabiliscono
  che  tutto  ciò  che  riguarda  programmazione, controllo, spesa,
  modifica  e   complemento   di   programmazione,  eccetera  venga
  preventivamente  ed  obbligatoriamente trasmesso alla Commissione
  CE; e -  come  ricordava  prima  l'onorevole  Capodicasa - in uno
  degli ultimi governi  della  Regione  si stabilì in quest'Aula di
  dirottare tutte le espressioni di pareri non più sulle competenti
  Commissioni legislative  ma,  per accelerare e controllare meglio
  la spesa, di indirizzarle esclusivamente in Commissione CE.
       Di tutto  questo  in  questa  procedura - ma non soltanto in
  questa procedura - da parte del Dipartimento della Programmazione
  nessun passaggio è  stato rispettato. Ritengo - così come tutti i
  componenti della  Commissione  -  che  votando oggi all'unanimità
  questo deliberato non  si  sia  voluto  manifestare  sfiducia nei
  confronti  di chi  attualmente  detiene  la  delega  della  spesa
  comunitaria, cioè il  Presidente  della  Regione,  ma  che si sia
  voluto esprimere un  voto  di sfiducia su tutta l'attività fino a
  qui promossa dall'autorità di gestione.
       Credo  che  occorra  fermarsi  un  attimo  e  fermare  anche
  l'Amministrazione   regionale  che  sta  procedendo  a  stipulare
  accordi con  i  soggetti  coordinatori  dei PIT in mancanza di un
  decreto finale  registrato alla Corte dei Conti e cioè mettendo a
  serio  repentaglio  e  rischio  gli  enti  locali  come  soggetti
  coordinatori a  fronte  di impegni e spese che i territori devono
  adottare in  mancanza di un decreto finale registrato dalla Corte
  dei Conti.
       In  più,  modifica  al  complemento  -  ripeto -, criteri di
  valutazione, progetti finali  e  tutta  la  procedura del PIT non
  sono mai stati  trasmessi  in  Commissione,  non soltanto in fase
  preventiva, obbligatoria, ma neanche come semplice comunicazione.
  E, rispetto a ciò che sta accadendo ed anche rispetto ad una nota
  secondo cui, proprio nella mattinata di oggi, il Presidente della
  Regione siciliana, ha stipulato un protocollo d'intesa con l'ANCI
  e  con  l'UPS  dove  si  ammettono, da parte del Presidente della
  Regione,  quindi  dando  ancor  più forza ad un'iniziativa che ha
  preso  questa  Commissione, alcuni errori che sono stati commessi
  dal Dipartimento della Programmazione, credo che rispetto a ciò e
  rispetto  al  protocollo d'intesa che il Presidente della Regione
  ha firmato con l'ANCI e l'UPS, non ci sia molta differenza con il
  comportamento  della  Commissione  che  è  un modo per cercare di
  ripristinare regole e certezze.
       E' impensabile che nessun organo del Parlamento, nessun ente
  locale conosca  i criteri di valutazione di questi progetti.  Non
  è pensabile  che  ci sia un Dipartimento della Programmazione con
  tutti i suoi consulenti che procede alla stipula di accordi senza
  che    nessuno    possa   controllare   il   lavoro   svolto   da
  un'amministrazione pubblica.
       Quindi,  signor  Presidente,  credo che fermarsi un attimo e
  riportare le  regole  che danno certezza e serenità e sicurezza a
  tutti i territori ed a tutti i siciliani sia un atto che aiuti in
  questo momento  il  Governo  e  non  lo  metta in difficoltà.
       Del  resto,  con  160  giorni  di  ritardo  che  già  ha  il
  Dipartimento alla Programmazione, aggiungerne 3-4 di trasmissione
  degli atti  in Commissione, in modo che tempestivamente la stessa
  possa  approvarli  e quindi dare serenità all'azione del Governo,
  non credo blocchi  la  spesa  o  la ritardi perchè - ripeto - 160
  giorni già  li hanno accumulati.
       La  Commissione  è  stata convocata per martedì, sia mattina
  che pomeriggio,  per  cui  ritengo  che  se  il  Presidente della
  Regione   o   l'autorità   di   gestione   ravvedono  il  proprio
  comportamento  o  approfondiscono  un  po' di più la legislazione
  regionale,   si   possa,  nella  giornata  di  martedì  prossimo,
  ripristinare  quelle  regole  che  da  un  po'  di  tempo vengono
  disattese dal Dipartimento della Programmazione.

     FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORMICA.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, ritengo che
  le valutazioni  che  si  sono  fatte  in  quest'Aula in merito ad
  alcuni    argomenti    siano    tutte   valutazioni   importanti,
  apprezzabili,  fondamentali  anche  per  l'interesse della nostra
  Regione.
       Vorrei, però, richiamare l'attenzione dei colleghi sul fatto
  che il  primo  obbligo  che  abbiamo come parlamentari é  quello,
  intanto, di  portare  avanti le norme che sono state programmate,
  che sono state iscritte all'ordine del giorno che sono pronte per
  essere esitate.  E  poichè  il  Parlamento ha ben operato, ha ben
  lavorato con  l'impegno  di  tutti i deputati di maggioranza e di
  opposizione ed  ha  provveduto ad esitare alcuni disegni di legge
  che  sono  finalmente  pronti  per  l'Aula, invito innanzitutto i
  colleghi ad  esaminare  questa  sera  i disegni di legge iscritti
  all'ordine   del   giorno  ed  invito  la  Presidenza  a  fornire
  indicazioni all'Aula  stessa  circa il giorno in cui si procederà
  alla votazione  finale  del  disegno di legge sugli appalti e dei
  disegni di legge che questa sera esamineremo.

     LEONTINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LEONTINI. Signor Presidente, intervengo brevemente sull'ordine
  dei lavori  per  proporre di procedere con l'esame dei disegni di
  legge  iscritti  all'ordine  del  giorno  e  procedere  poi  alla
  votazione   finale   dei  due  disegni  di  legge  già  esaminati
  dall'Aula; in  tal modo, stasera, avremmo reso i lavori dell'Aula
  veramente produttivi.

     GURRIERI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GURRIERI.  Signor  Presidente,  intervengo  per  fare  mia  la
  richiesta  dell'onorevole  Vicari  perché  sono  stato  testimone
  diretto  delle  irregolarità  che  sono state consumate da questo
  famoso  comitato  di programmazione.
       Io sono  anche amministratore di un piccolo comune e quattro
  mesi fa  mi  sono  visto approvare un progetto per il risanamento
  della pineta  della  mia  città  che due mesi fa aveva subìto una
  mutilazione a  seguito  di un incendio di vaste proporzioni.
       Era  stata  destinata  una somma perché  questo progetto era
  stato  valutato  dal  comitato  di  programmazione positivamente.
  Venti giorni fa, ufficialmente, tale progetto è stato revocato ed
  è stato  inserito  un  progetto di 7 miliardi per fare i percorsi
  del bosco.  E' davvero incomprensibile: si devono fare i percorsi
  del bosco con la pineta bruciata
       Ed  allora,  dobbiamo  anche capire se questa Assemblea deve
  svolgere un ruolo di controllo, deve svolgere un ruolo di stimolo
  e soprattutto di garanzia delle regole e dei regolamenti.
       Allora,   ho  voluto  portare  solo  un  esempio  ma  potrei
  continuare,  non posso però fare violenza all'Aula perché  so che
  stasera   dobbiamo  approvare  alcuni  provvedimenti  importanti.
  Quindi, io sono perché  la Presidenza registri anche la posizione
  del gruppo della Margherita, parte del gruppo in quanto non so se
  l'onorevole  Ortisi ritiene di poter intervenire anche per la sua
  esperienza  di  amministratore  espletata fino a qualche mese fa.
  Penso  che anche lui avrà qualche cosa da dire su ciò che abbiamo
  registrato nella vvarie realtà della Sicilia.
       In conclusione, Presidente, la invito  a prendere atto della
  richiesta dell'onorevole Vicari con  la  quale sono completamente
  d'accordo. Sono convinto infatti  che  dobbiamo  ripristinare  un
  percorso diverso rispetto alla disfunzione che  si è registrata -
  e  con  un certo consenso devo dire.  Ci  sono  personaggi  della
  maggioranza  che  tentano di  utilizzare  taluni  burocrati  come
  bracci armati per determinare alcune  scelte  che  non  competono
  loro.  Il  mio appello dunque è  di  rientrare  nell'alveo  della
  legalità. La invito quindi formalmente a  prendere atto di queste
  mie dichiarazioni.

     ORTISI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà.   Onorevoli   colleghi,  sarebbe
  opportuno non anticipare i temi del dibattito su questo argomento
  che si svilupperà successivamente,  sarebbe  opportuno,  dato che
  comunque dobbiamo esitare i tre disegni  di  legge,  rendere  più
  celeri i nostri lavori parlamentari.

     ORTISI.  Signor  Presidente,  ci   siamo  accorti,  pur  nella
  confusione   che   ha  caratterizzato   quest'ora,   che   emerge
  soprattutto il grido di dolore  dell'onorevole  Cintola, al quale
  vogliamo bene, non fosse altro per l'impegno  che  ha profuso per
  questo disegno di legge sugli appalti. Ho  notato che non c'è una
  corrispondenza  in  ordine all'esigenza  che  egli,  giustamente,
  esprime per passare al voto finale sulla legge degli appalti. Non
  è  che  noi  siamo analgesici, però questo  grido  di  dolore  lo
  accogliamo in pieno e diciamo che  siamo  d'accordo  per  passare
  subito  alle dichiarazioni di voto sul  disegno  di  legge  sugli
  appalti e a liberarci finalmente di questo che è stato un impegno
  fondamentale.
       Per  quanto riguarda invece quello di  cui  parlava  il  mio
  carissimo amico e collega Guerrieri, credo sia opportuno rinviare
  la  discussione  nel  momento  in  cui entreremo nel merito. E ci
  entreremo  presto  e  bene perché altro che grido di dolore dalle
  Amministrazioni  e  dalle  Comunità  proviene  in ordine a questo
  argomento:   arriva  un  grido  di  disperazione  che  merita  un
  approfondimento,  che chiediamo al Presidente della Regione possa
  avvenire il più presto possibile.

     GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO.   Signor  Presidente,  intervengo  brevemente  per
  porre una questione: penso che alla  luce delle comunicazioni qui
  rese,  credo ci sia l'urgenza che  il  Presidente  della  Regione
  nella mattinata di domani venga in Aula  a riferire sulla vicenda
  dei PIT.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Giannopolo,   avevo   già   comunicato
  all'Aula che domani mattina alle 10.30 si terrà la Conferenza dei
  Capigruppo per stabilire l'andamento dei  lavori  anche su questo
  tema.

     GIANNOPOLO. Io sto  dicendo  un'altra cosa. Lei sta rimandando
  alla Conferenza dei Capigruppo.  Io  non  sto  contestando che si
  tenga  la  Conferenza dei Capigruppo, io  sto  chiedendo  che  il
  Presidente della Regione, domani mattina, su  ferrovie  e su PIT,
  venga a riferire e a concordare con  il  Parlamento una linea che
  ci  consenta  di  risolvere  alcune   questioni   che  si  stanno
  aggrovigliando in modo assolutamente negativo.
       La Conferenza  dei  capigruppo poi decida anche sul percorso
  successivo.  Tuttavia, non mi pare che  si  possa  affidare  alla
  Conferenza  dei  capigruppo di  domani  mattina  soltanto  questa
  questione. Dovrebbe essere abbastanza  pacifico  infatti  che  il
  Presidente della Regione venga domani mattina  alle  11,00 o alle
  12,00 a riferire - o stabilisca lei quando  -,  ma questo non può
  che accadere nella mattinata di domani.

     SPAMPINATO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPAMPINATO.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  credo si
  sia  creata  un  po'  di  confusione   in  questa  Aula.  Ritengo
  necessario evidenziare come si siano sovrapposte due esigenze: da
  una parte, l'esigenza di  ordine  legislativo:  abbiamo  lavorato
  assiduamente su alcuni disegni di legge, e  si  tratta  adesso di
  dare concretezza al nostro lavoro.  Ritengo  non meno importante,
  signor  Presidente,  anche  l'esigenza  di  natura  politica  già
  evidenziata dagli interventi che mi hanno preceduto.
       Mi riferisco ai temi politici  che  sono  stati evidenziati.
  Innanzitutto il problema dei trasporti  su rotaie, in conseguenza
  del disastro che si è verificato nei  giorni  scorsi in provincia
  di Messina, e non meno importante anche  se  meno  drammatico,  e
  credo   finora  sottovalutato  eccessivamente,   ma   posto   sia
  dall'onorevole Crisafulli che dal presidente Vicari.
       L'onorevole  Vicari  probabilmente  è  stata  eccessivamente
  buona nell'espressione  dei  giudizi nei confronti del Presidente
  della   Regione.  La  responsabilità  è  sicuramente  dell'organo
  tecnico e  anche  della  dott.ssa  Paolocci, ma la responsabilità
  politica è del Governo e quindi  del  Presidente  della  Regione.
  Non   possiamo   scaricare   esclusivamente   la   responsabilità
  sull'organo tecnico.
       Ritengo  vi  sia  stata   una   dimenticanza  dell'esistenza
  dell'Assemblea regionale, una  dimenticanza  dell'esistenza delle
  leggi  che prevedono che  l'Assemblea  regionale,  attraverso  la
  Commissione CE, dia dei pareri in ordine a questi problemi.
       Sono   state   violate  delle   norme   che   porteranno   a
  riconsiderare tutto il procedimento  e probabilmente il Consiglio
  di   giustizia  non  procederà   alla   registrazione   dell'atto
  deliberativo   della  Giunta.   Lo   ritengo   questo   un   atto
  particolarmente grave, che procurerà ulteriori ritardi alla spesa
  per quanto riguarda il POR 2000-2006.
       Anche  di  questo, oltre che  del  problema  dei  trasporti,
  riteniamo necessario che prima che si  concluda  la  sessione, il
  Presidente della regione venga in Aula a  chiarirci qual è la sua
  posizione.
       Ritengo quindi indispensabile che  nella  riunione convocata
  per domani mattina si dia ordine  sia all'aspetto legislativo sia
  all'aspetto politico al fine di poter  chiudere  la  sessione  in
  corso.

     FERRO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FERRO.  Signor  Presidente,   onorevoli  colleghi,  intervengo
  sull'ordine dei lavori perchè ho l'impressione che rischiamo o di
  incartarci  o  di  affrontare   in   modo  alquanto  superficiale
  questioni estremamente delicate.
       Vado con ordine.  La prima questione riguarda la vicenda del
  tragico incidente della tratta  Palermo-Messina.  Credo  sia cosa
  buona  e giusta che questa Assemblea  commemori  le  vittime.  Su
  questo siamo tutti d'accordo.

     PRESIDENTE.   Non so se  lei  era  in  Aula  poc'anzi,  ma  la
  Presidenza ha già  annunziato che la commemorazione delle vittime
  avverrà  domani mattina  all'inizio  della  seduta  e  che  nella
  Conferenza dei capigruppo  fissata  per le 10.30 sarà individuata
  la  data  nella  quale discutere  le  mozioni  che  riguarderanno
  proprio  la  situazione  dei  trasporti   e   delle  ferrovie  in
  particolare.

     FERRO.  Intervengo  proprio  su questo  perchè  credo  che  la
  commemorazione in sé sia un atto dovuto  ma non è sufficiente per
  interrogarci e provare a trovare soluzioni alle ragioni che hanno
  determinato questo incidente.Al di là quindi  di ciò che deciderà
  la Conferenza dei capigruppo sarebbe bene e opportuno prendere in
  considerazione l'ipotesi che anche nel  pomeriggio  di  domani si
  possa affrontare in Aula il  tema  nello  specifico,  ovviamente,
  alla presenza del Presidente della Regione.
       Lo  dico  adesso  quindi  con  anticipo  affinchè  si  possa
  permettere al Presidente della Regione di  essere  domani in Aula
  compatibilmente con la sua agenda.
       La  seconda  questione  riguarda   le   leggi  che  dobbiamo
  approvare stasera. Capisco la fretta di dare risposte, ma ciò che
  dovremmo fare con rapidità è  provare, veniva ricordato poc'anzi,
  ad approvare una legge che  è stata abbondantemente approfondita,
  discussa in quest'Aula, alla quale si è  lavorato  per  tutta  la
  settimane  scorsa e che è, appunto, il  disegno  di  legge  sugli
  appalti.
       Credo sia cosa utile, buona e giusta  da  fare  stasera.  Ed
  oggi, chi ha letto i giornali lo  sa, un'importante quotidiano ha
  dedicato alla vecchia legge sugli appalti appena due pagine.
       Pertanto, credo che, al di là  delle singole opinioni, abbia
  un senso politico oltre che essere  giusto  che questo Parlamento
  si pronunci rapidamente ponendo in votazione finale il disegno di
  legge sugli appalti.
       Il resto dei provvedimenti, sono provvedimenti che approvati
  stasera o approvati  domani,  non credo che modifichino le sorti,
  direbbe qualcuno, del popolo siciliano.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    SEGUITO  DELLA  DISCUSSIONE  DEL  DISEGNO DI LEGGE "ISTITUZIONE
    DELLE STRADE E DELLE ROTTE DEL VINO" (NN. 9-253-281/A)

     PRESIDENTE.  Si  procede  con il seguito della discussione del
  disegno  di  legge  "Istituzione  delle  strade e delle rotte del
  vino",  (nn.  9-253-281/A)  posto  al  numero  1)  del  III punto
  dell'ordine del giorno.
       Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                                   Art. 1.
                                  Finalità

          1.  Con la presente legge la Regione siciliana, in armonia
       con  gli  obiettivi delle politiche di sviluppo rurale e allo
       scopo  di  valorizzare  ed  incentivare  i  territori ad alta
       vocazione vitivinicola di cui alla legge 10 febbraio 1992, n.
       164,  nonché  le  attività  e  le  produzioni  ivi  esistenti
       attraverso  la  qualificazione  e  l'incremento  dell'offerta
       turistica  integrata,  promuove e disciplina la realizzazione
       delle  strade e delle rotte del vino (in prosieguo denominate
       'Strade').

          2.  Le  Strade  sono  itinerari  turistici  lungo  i quali
       insistono  vigneti,  cantine  di  aziende agricole, enoteche,
       musei  della  vite  e  del  vino,  centri  di  informazione e
       accoglienza, aziende specializzate in produzioni tipiche e di
       qualità,  strutture  turistico  ricettive,  valori  naturali,
       culturali e ambientali.  Nell'ambito  delle  strade  e  delle
       rotte del vino  la  continuità  territoriale fra tratti della
       fascia costiera e fra la costa e le isole minori è assicurata
       anche mediante l'apposizione del simbolo identificativo della
       Strada  e  l'istituzione  di  centri  di  informazione  e  di
       accoglienza  sui mezzi  di  trasporto  marittimi  pubblici  e
       privati e nei porti.

          3.  Le  Strade  possono comprendere i territori relativi a
       più   di  un  vino a denominazione di origine controllata e a
       indicazione geografica tipica.

     CINTOLA. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA. Signor Presidente,  io  ho fatto una proposta che era
  quella  di porre in votazione questa sera  il  disegno  di  legge
  sugli appalti, le isole minori e sulle  strade del vino in quanto
  questi disegni di legge avevano  una  corsia preferenziale perchè
  agli stessi non era stato presentato alcun emendamento.
       Siccome  non c'è un  pronunciamento  differente,  credo  che
  l'Aula  debba  pronunciarsi  sulla  mia  proposta  e  dire  se  è
  d'accordo  a votare questa sera le due  leggi  sicuramente  e  la
  terza  sulle  strade  del  vino e a proseguire, dato che non sono
  stati presentati emendamenti sulla strada del vino, il disegno di
  legge  potrebbe  avere  un  percorso  velocissimo,e si potrebbero
  votare questa sera le tre leggi.
       E' un dovere,  a  mio avviso, dell'Assemblea, mi richiamo al
  Regolamento perchè si  discuta  la  proposta,  poi  si  può anche
  bocciare.  E  intanto  io  ritengo  che  per  quanto  riguarda  i
  dibattiti sui Pit e sulle vittime del  disastro  di  Messina, non
  possono che essere poste  dall'Assemblea  dopo  l'approvazione di
  queste leggi.
       Non si giustifica che  un  disegno di legge già avviato alla
  fine sia preceduto da  un  dibattito  ampio,  con la presenza del
  Presidente della Regione  che  dia  ampie giustificazioni sul suo
  operato, sulle indagini  che  verranno  fatte;  il dibattito deve
  essere fatto dopo  l'approvazione delle tre leggi che qualificano
  l'Assemblea e che diano  la  svolta agli appalti perché  ogni ora
  che passa, signor Presidente, continuano ad esserci ribassi dello
  0,001 e di leggi che  sono  ormai  sorpassate  e  che ci lasciano
  "Cenerentola" in Italia come siamo stati per tanti e lunghi anni.
       Quindi, per richiamo al  Regolamento,  le chiedo di porre in
  votazione la proposta che ho fatto.

     PRESIDENTE. Onorevole Cintola, l'orientamento della Presidenza
  era di procedere al voto  di  queste due leggi e delle altre tre,
  che mi auguro che l'Aula possa esitare questa sera,o al più tardi
  nella giornata di domani.

     CINTOLA. Ma il suo  orientamento  non  può essere in contrasto
  con la volontà dell'Aula.

     PRESIDENTE. Onorevole Cintola,  dato che lei formalizza questa
  proposta ho il dovere di dare la parola ad un deputato favorevole
  e uno contro e di mettere in votazione la proposta.
       Chi chiede di parlare a favore della proposta dell'onorevole
  Cintola?
       Chi chiede di  parlare  contro  la  proposta  dell'onorevole
  Cintola?
       La proposta non può  trovare  accoglimento  dato  che non ci
  sono deputati favorevoli o contrari.

     CINTOLA. Se nessuno vota contro e nessuno  vota  a  favore, la
  proposta deve essere posta ai voti

     PRESIDENTE. E quindi vuol dire che la sua proposta è respinta,
  l'Aula non accoglie la sua proposta.

     CINTOLA. Come sempre,  quando  lei  presiede  i lavori d'Aula,
  diventa un dittatore. Non le è concesso

     ORLANDO.   Faccia  il   Presidente  dell'Assemblea,  onorevole
  Fleres

     PRESIDENTE. La seduta è sospesa.

    (La seduta, sospesa alle ore 21.48, è ripresa alle ore 21.50)

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, non  avendo  alcun  deputato
  chiesto di parlare, pongo in votazione l'articolo 1.
       Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                                  Art. 2.
            Costituzione e riconoscimento delle strade del vino

          1.  La  costituzione delle Strade avviene su iniziativa di
       un  apposito comitato promotore di cui fanno parte le aziende
       vitivinicole,  gli  enti  locali  e altri soggetti pubblici e
       privati.  In  ogni caso devono fare parte del comitato almeno
       un  terzo  delle aziende vitivinicole che producono i vini di
       qualità  cui  fa  riferimento  la  Strada.  Il presidente del
       comitato   è   scelto  tra  i  rappresentanti  delle  aziende
       vitivinicole.

          2.  L'Assessore  regionale per l'agricoltura e le foreste,
       entro  120  giorni dalla data di pubblicazione della presente
       legge,  emana  il  disciplinare  tipo delle Strade sulla base
       dello schema predisposto dall'Istituto regionale della vite e
       del  vino.  Il  disciplinare  tipo  contiene  i  requisiti di
       qualità di cui all'articolo 8.

          3.  Il comitato promotore presenta all'Assessore regionale
       per  l'agricoltura  e  le  foreste  istanza di riconoscimento
       della Strada, corredata da un disciplinare redatto sulla base
       del  disciplinare  tipo.  Al  disciplinare  sono  annesse  le
       sottoscrizioni  di  impegno  alla  realizzazione del progetto
       della  Strada da parte dei legali rappresentanti dei soggetti
       aderenti al comitato promotore.

          4.  L'Assessore  regionale per l'agricoltura e le foreste,
       entro  120  giorni dalla presentazione dell'istanza, provvede
       all'approvazione  del  disciplinare e al riconoscimento della
       Strada.  Il termine può  essere interrotto una sola volta per
       richiesta   di   chiarimenti.   Decorso   tale   termine   il
       riconoscimento si intende concesso.

          5.  In  presenza  di  più   comitati per il riconoscimento
       della stessa Strada si dà priorità a quello cui aderiscono le
       aziende  vitivinicole  con la maggiore produzione vinicola di
       qualità cui fa riferimento la Strada.

          6.  L'Assessore  regionale  per l'agricoltura e le foreste
       riconosce    per    ogni   Strada   uno   specifico   simbolo
       identificativo,   sulla   base   dei  criteri  stabiliti  nel
       disciplinare tipo.

          7.  L'Istituto  regionale  della  vite e del vino provvede
       alla predisposizione del simbolo identificativo regionale che
       è  approvato  dall'Assessore regionale per l'agricoltura e le
       foreste.

       Non avendo alcuno chiesto di parlare  e  non  essendo  stato
  presentato alcun emendamento, lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                                  Art. 3.
                            Comitati di gestione

          1.  Entro  90  giorni  dal  riconoscimento  della Strada i
       comitati  promotori  si  trasformano, a pena di decadenza dal
       riconoscimento,  in  comitati  di  gestione  aperti  anche  a
       soggetti  non  facenti  parte  del  comitato promotore, ferme
       restando  le  condizioni  previste  per  i comitati promotori
       all'articolo 2, comma 1.

          2. I comitati di gestione svolgono i seguenti compiti:

          a)  realizzano  e  gestiscono  la  Strada nel rispetto del
       disciplinare  approvato;

          b)  provvedono  alla  diffusione  della  conoscenza  della
       Strada  in  collaborazione con le organizzazioni vitivinicole
       locali  e con gli altri soggetti interessati;

          c)  collaborano  con  la  Regione  e  con  gli enti locali
       interessati   per  l'inserimento  della  Strada  nei  diversi
       strumenti   di   promozione   turistica;

          d)  vigilano sulla corretta attuazione delle iniziative da
       parte  dei  soggetti interessati e sul rispetto dei requisiti
       di qualità previsti all'articolo 8.

          3.  Nell'ambito  delle  Strade operano guide enoturistiche
       in possesso dell'abilitazione all'esercizio della professione
       di guida turistica  e  che abbiano frequentato appositi corsi
       di formazione che  rispettino  requisiti  minimi  di durata e
       professionalità    stabiliti   con   decreto   dell'Assessore
       regionale per l'agricoltura  e  le  foreste.  E' istituito un
       apposito registro  professionale  delle  guide  enoturistiche
       della Regione siciliana presso le camere di commercio.

       Non avendo alcun deputato chiesto di  parlare  e non essendo
  stato presentato alcun emendamento, lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                                  Art. 4.
                Equiparazione alle attività agrituristiche.

          1.  Le  attività di ricezione e di ospitalità, compresa la
       degustazione  dei  prodotti  aziendali  e l'organizzazione di
       attività   ricreative,  culturali  e  didattiche,  svolte  da
       aziende  agricole  nell'ambito  delle  Strade  possono essere
       ricondotte  alle  attività  agrituristiche, come disciplinate
       dalla vigente legislazione regionale in materia.

          2.  Ai  sensi  dell'articolo  1,  comma  4, della legge 27
       luglio  1999,  n.  268,  le  cantine  industriali ed enoteche
       presenti  nell'ambito  delle  Strade,  aderenti  al  relativo
       disciplinare,   possono    effettuare    la    presentazione,
       degustazione  e la  mescita  dei  prodotti  vitivinicoli  nel
       rispetto  delle  norme   previste  per  le  aziende  agricole
       produttrici.

    Comunico che è stato presentato dagli  onorevoli  Savarino e Lo
  Curto l'emendamento 4.1. Il parere del Governo?

     CASTIGLIONE,  assessore  per  l'agricoltura   e   le  foreste.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     TRICOLI,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente,  chiedo  che  almeno  uno  dei  due  presentatori  lo
  illustri.

     SAVARINO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, semplicemente
  volevo  evitare, che si  potesse  con  un'interpretazione  rigida
  della norma, escludere dall'applicazione  cantine  che  non siano
  industriali, che siano cooperative agricole,  che  siano di altra
  natura.

     PRESIDENTE. Lo pongo in  votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Pongo  in  votazione  l'articolo 4 nel testo risultante.  Chi è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                                  Art. 5.
                      Enoteca regionale della Sicilia

          1. E' istituita l'Enoteca regionale della Sicilia alla cui
       realizzazione  si  provvede  secondo  quanto  previsto  nella
       corrispondente    misura    del    POR   Sicilia   2000-2006.
       L'Assessorato  regionale  dell'agricoltura affida la gestione
       dell'enoteca  regionale in concessione a soggetti privati del
       settore   agroalimentare   mediante   procedure  di  evidenza
       pubblica. Il concessionario è tenuto a mettere a disposizione
       della   Regione   l'enoteca   regionale   per   le   attività
       istituzionali di promozione del  vino e dei prodotti tipici e
       di qualità.

          2.  L'Enoteca regionale  ha  due  sedi,  una nella Sicilia
       occidentale e l'altra  nella  Sicilia orientale, e ha compiti
       di:

          a)  presentare  una  selezione dei vini regionali, in sede
       idonea  e  ampia  che  possieda  adeguati requisiti storici e
       architettonici;

          b)  svolgere  un'azione  tendente  a  valorizzare  i  vini
       siciliani  e  a promuoverne la conoscenza e il consumo, anche
       mediante attività di degustazione e di vendita;

          c)  organizzare corsi e stage formativi;

          d)  promuovere  la  cultura vitivinicola anche mediante la
       produzione  e  la  divulgazione  di  materiale informativo ed
       editoriale.

          3.  Ai  fini  della  realizzazione dell'Enoteca regionale,
       possono   essere   utilizzati   immobili  facenti  parte  del
       patrimonio della Regione o messi a disposizione gratuitamente
       dagli   enti   locali.

          4.  L'Enoteca regionale per il perseguimento delle proprie
       finalità può  aderire ad Enoteche nazionali.

          5.  L'Assessore  regionale  per l'agricoltura e le foreste
       emana  direttive  volte  a coordinare l'attività dell'Enoteca
       regionale con quella dell'Istituto regionale della vite e del
       vino.

     ODDO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ODDO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non  vorrei
  riportare in Aula ciò che è stato  discusso  in Commissione, però
  mi  pare  opportuno,  anche   rispetto   all'importanza   che  ha
  l'articolo 5 che istituisce di  fatto  l'enoteca  regionale della
  Sicilia,  cosa  secondo me  abbastanza  importante  nell'impianto
  complessivo  del disegno di legge,  però  mi  pare  assolutamente
  essenziale riflettere e far riflettere l'Aula  sul  modo  in  cui
  l'enoteca  viene  tutto  sommato   concepita   con   una  visione
  prettamente   privatistica,  come  se   ci   fosse   da   gestire
  evidentemente qualcosa che non ha  connotazioni  anche di natura,
  secondo me, abbastanza selettiva.
       L'enoteca ha una funzione  non  solo  per quanto concerne la
  valorizzazione  dei  vini di  qualità  siciliani,  ma  anche  una
  funzione di promozione a tutti  gli effetti per quanto concerne i
  vini  stessi.  E credo sia soprattutto  la  funzione  degli  enti
  pubblici  compresa la Regione che dovrebbe  da  questo  punto  di
  vista attestarsi fra i primi per vedere  non solo di dargli anche
  un ruolo di questo tipo di alto  livello  ma  anche e soprattutto
  nella gestione di assumere le giuste iniziative  per fare in modo
  che poi si concretizzi quanto evidentemente  da  questo  punto di
  vista ideato.
       Non  mi  pare  che liberandoci  di  questa  incombenza,  non
  pensando dunque se non ad affidarlo ai  privati,  non mi pare che
  noi affrontiamo la questione in  maniera,  secondo me, abbastanza
  funzionale.  Nella discussione che è  stata  fatta in Commissione
  evidentemente questo aspetto è stato  modificato  per  volere più
  della Commissione Bilancio che della III  Commissione; e questo è
  stato  uno dei punti qualificanti  del  lavoro  interessante  che
  abbiamo fatto con uno spirito abbastanza costruttivo ed unitario.
  E'  stato  uno  dei  pochi punti su  cui  mi  sono  differenziato
  rispetto  anche alla posizione di  altri  colleghi  dello  stesso
  Presidente per la verità che ha da questo punto di vista condotto
  i lavori anche in maniera abbastanza attenta  e  in maniera anche
  abbastanza sensibile.
       L'indicazione  che  ha  dato   la   Commissione  Bilancio  è
  un'indicazione che sinceramente non si pone  il problema del modo
  di come l'enoteca dovrebbe funzionare  ed essere rappresentata in
  Sicilia.  L'indicazione della  Commissione Bilancio indubbiamente
  non si è soffermata per niente sulla questione della funzionalità
  del ruolo dell'enoteca ma ha semplicemente,  da  questo  punto di
  vista,  assunto  una  indicazione,   una   funzione   prettamente
  ragionieristica, siccome c'era da mettere  in  gioco qualche euro
  allora  è  evidente che l'indicazione  è  di  privatizzare  tutto
  quindi  anche  la gestione dell'enoteca  passiamola  in  mano  ai
  privati, facciamo un'asta pubblica e liberiamo di tutto.
       Credo  che  non  è   assolutamente  possibile  liquidare  la
  questione che riguarda l'enoteca  regionale  siciliana come nuova
  istituzione in questa maniera; ma non tanto perchè possono venire
  comodi, da questo punto di vista, alcuni esempi che riguardano le
  altre regioni e non ce n'è una  in  Italia,  compreso la Toscana,
  che sia, tutto sommato, da  parte  nostra,  posta  all'attenzione
  anche in maniera seria, perchè ha buoni  spunti  e  risultati per
  quanto concerne la sperimentazione sul campo  di  leggi di questo
  tipo, nemmeno il Piemonte, cioè non c'è una regione che affida la
  gestione dell'enoteca regionale siciliana ai privati.
       Diventa la regione stessa momento di stimolo e di intervento
  per fare in  modo  che  ci  si metta insieme privati, istituzione
  pubblica, enti  locali  per  vedere  di promuovere, di mettere su
  un'enoteca che abbia anche una funzione di un certo tipo.
       Mi appello  all'Aula,  vedete  il  fatto  che  non  ci  sono
  emendamenti e anche  lo  spirito  con  cui  è stata affrontata la
  discussione  in  commissione  è  stato  tutto  sommato  condivisa
  dall'Aula stessa.
       Il punto, credo  e  lo  chiedo  prima di tutto al Presidente
  Tricoli, ma lo  chiedo  anche al governo (qui c'è l'assessore per
  l'agricoltura che in  materia mi pare si sia soffermato anche sul
  testo), la presentazione di un emendamento che non comporta spesa
  per la regione  ma che, comunque, mette in moto un meccanismo che
  può vedere attorno ad un tavolo privati, regione, enti locali per
  capire  in  che  modo  assumere,  anche  rispetto  alla  funzione
  dell'enoteca,  un   ruolo   importante   e   primario.   Mi  pare
  assolutamente indispensabile,  perchè in questo testo che secondo
  il mio parere  è  un  testo discreto (non voglio assolutamente da
  questo punto di vista addentrarmi in valutazioni squisitamente di
  natura enfatica)  credo  che  questo punto sia un punto "oscuro",
  cioè negativo.
       Direi, quindi,  che  a  questo  punto  un  recupero da parte
  nostra è possibile,  e chiedo al Presidente Fleres se è possibile
  accantonare  l'articolo  5  per permettere, qualora evidentemente
  c'è la volontà  in  questo  senso, di scrivere un emendamento che
  ripeto senza spesa per la regione metta comunque nelle condizioni
  la regione siciliana  di  avere  un  ruolo  importante  e  non di
  delegare questa  funzione  importante  che  riguarda,  anche,  la
  gestione dell'enoteca  stessa  e  la costruzione dei percorsi per
  veder crescere sempre  più la qualità dei nostri vini per poterli
  promuovere.

     CASTIGLIONE, assessore  per l'agricoltura e foreste. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CASTIGLIONE, assessore per l'agricoltura  e le foreste. Signor
  Presidente, facendo mie le considerazioni dell'onorevole Oddo che
  poi fra l'altro sono quelle che  la  commissione aveva ampiamente
  espresso, c'è la disponibilità di un  rinvio  di  qualche momento
  per una riscrittura dell'emendamento per aderire allo spirito con
  cui la Commissione aveva lavorato.

     PRESIDENTE. L'articolo 5 è accantonato.

       Si passa all 'articolo 6. Ne do lettura.

                                  Art. 6.
                        Musei della vite e del vino

          1.  Nell'ambito  di  ciascuna Strada può  essere istituito
       un museo  della  vite  e  del  vino  da parte del comitato di
       gestione  della Strada, degli enti locali o di altri soggetti
       pubblici  e privati. In ogni caso il responsabile scientifico
       del museo fa parte del comitato di gestione della Strada.

          2.   La   collezione   degli   oggetti   e  del  materiale
       documentario  presente  nel  museo  deve  avere  carattere di
       unicità  nell'ambito  della Strada e di originalità a livello
       regionale.  Il  museo  ha  anche  compiti di realizzazione di
       iniziative   didattiche   ed   educative   finalizzate   alla
       conoscenza  dei  diversi  aspetti  culturali della produzione
       vitivinicola   della   Strada.  Può   inoltre  costituire  in
       un'apposita   sezione   un'enoteca   dell'area   vitivinicola
       interessata,  presentando una selezione dei vini della Strada
       e  svolgendo attività di degustazione e di vendita dei vini e
       dei prodotti tipici della Strada.

          3.  Ai fini della realizzazione del museo la Regione e gli
       enti   locali  possono  concedere  ai  comitati  di  gestione
       gratuitamente  immobili facenti parte del proprio patrimonio,
       anche appositamente ristrutturati.  Il museo può  essere sede
       di uno dei centri di informazione e accoglienza della Strada.

          4.  La  gestione  del  museo  è  finanziata  coi  proventi
       derivanti  dallo svolgimento dell'attività espositiva e delle
       altre  attività  e  servizi  ad  essa connesse, nonché con le
       donazioni  e  i   finanziamenti   a   scopo  pubblicitario  e
       promozionale di soggetti privati.

       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all 'articolo 7. Ne do lettura:

                                  Art. 7.
                  Centri di informazione e di accoglienza

          1.   I   comitati   di  gestione  istituiscono  centri  di
       informazione e di accoglienza della Strada, anche avvalendosi
       degli  organismi  locali  che svolgono attività di promozione
       turistica e culturale.

          2.  I  centri forniscono informazioni specifiche sull'area
       vitivinicola   e  sulle  caratteristiche  della  Strada,  sui
       servizi  offerti  dalle  aziende  e  dagli altri soggetti che
       fanno  parte  della  Strada  stessa. Possono porre in vendita
       prodotti  editoriali e altro materiale turistico in base alla
       vigente  normativa  regionale sul commercio;  possono altresì
       fornire  pacchetti  turistici  di  breve  durata  a carattere
       locale  per  conto delle strutture private e pubbliche previi
       accordi e convenzioni con le medesime.

          3.  L'attività dei centri di informazione e di accoglienza
       è  finanziata  anche  attraverso il corrispettivo dei servizi
       resi ai soggetti aderenti alla Strada.

       Comunico che è stato presentato l'emendamento 7.1 a firma Lo
  Monte, Sanzeri.
       L'emendamento  è  aggiuntivo  al comma 1 e  al  comma  3  ed
  entrerebbe  in  contrasto  con  quanto  previsto  rispettivamente
  all'articolo 9 e all'articolo 2.
       Pertanto  resterebbe  in vita solamente il comma 2.  Sarebbe
  opportuno  che  mentre  votiamo  l'articolo 7, lei rimeditasse il
  contenuto  di  questo  emendamento  per  decidere se mantenerlo o
  ritirarlo.
       Accantoniamo l'emendamento 7.1 per dare modo ai presentatori
  di valutarlo.
       Pongo in votazione l'articolo 7.
       Chi é favorevole rimanga seduto; chi é contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 8. Ne dò lettura:

                                 "Art. 8.
                            Requisiti di qualità

          1.  Ai  fini della presente legge si applicano i requisiti
       minimi  di  qualità determinati dal Ministero delle politiche
       agricole  ai sensi dell'art. 3 della legge 27 luglio 1999, n.
       268.

          2.  Requisiti  aggiuntivi  possono  essere  stabiliti  con
       decreto   del   Presidente   della   Regione,   su   proposta
       dell'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste.".

       Non  avendo  alcun deputato chiesto di intervenire, lo pongo
  in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 9. Ne dò lettura:

                                 "Art. 9.
                          Segnaletica delle Strade

          1.  I  comitati  di gestione provvedono alla realizzazione
       della  segnaletica  specifica  della  Strada sulla base della
       segnaletica  tipo  predisposta  dall'Istituto regionale della
       vite  e  del  vino  e  approvata dall'Assessore regionale per
       l'agricoltura e le foreste.

          2.  I  comuni e le province provvedono alla localizzazione
       e posa in opera della segnaletica informativa lungo le strade
       di rispettiva competenza sentiti i comitati di gestione."

       Onorevole  Lo  Monte, l'articolo 9 è quello cui si ricollega
  al comma 1 dell'emendamento da lei presentato.
       Non  avendo  alcun deputato chiesto di intervenire, lo pongo
  in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                                 "Art. 10.
                       Finanziamento degli interventi

          1.  Per  la  realizzazione  delle  finalità della presente
       legge  l'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste è
       autorizzato   a   concedere  contributi  nei   limiti   delle
       disponibilità del bilancio per i seguenti interventi:

          a)  creazione  del  simbolo  identificativo della Strada e
       della  specifica  segnaletica  riferita alla strada del vino;

          b) creazione o adeguamento dei centri di informazione e di
       accoglienza delle strade del vino riconosciute;

          c)  creazione  di  musei  della  vite  e del vino mediante
       istituzione  di  nuovi  musei o ampliamento e allestimento di
       musei  già esistenti.  Non potrà essere finanziato più  di un
       museo per ogni strada del vino;

          d)   adeguamento   ai   requisiti   di   qualità  previsti
       all'articolo 8 della presente legge;

          e)  creazione  del  simbolo  identificativo  regionale, di
       materiale divulgativo e informativo riguardante la generalità
       delle   Strade,   compresa   la  realizzazione  di  materiale
       multimediale.

          2.  I contributi di  cui  al comma 1, lettere a), b) e c),
       possono essere concessi  a  favore  dei comitati di gestione,
       degli enti locali  e di altri soggetti.  I contributi possono
       essere concessi fino  al  50 per cento dell'investimento e in
       ogni caso non  possono  superare l'importo di 25.000 euro per
       gli interventi di cui  alle  lettere a) e b) e di 55.000 euro
       per gli interventi di cui  alla  lettera  c).  I  beneficiari
       degli interventi di cui  alla  lettera  c)  sono  selezionati
       secondo il seguente ordine di priorità:

          a)   comitati  di  gestione;

          b)  enti  locali;

          c)  altri  soggetti.

          3.  I contributi  di  cui  al comma 1, lettera d), possono
       essere  concessi   a   favore  di  aziende  vitivinicole  che
       intendano aderire a una strada del vino, fino al 50 per cento
       dell'investimento e in ogni caso per un importo non superiore
       a 25.000 euro.

          4. I contributi  di  cui  al  comma  1,  lettera  e), sono
       concessi all'Istituto regionale  della  vite e del vino nella
       misura del 50 per  cento  della  spesa e fino a un massimo di
       30.000 euro."

     PRESIDENTE.  Non avendo alcun deputato chiesto  di parlare, lo
  pongo in votazione.

        FERRO.  Chiedo  che  la votazione dell'articolo avvenga per
  scrutinio segreto.

    (Alla   richiesta  si associano gli onorevoli  Orlando,  Raiti,
    Giannopolo,   Gurrieri,  Crisafulli,  Cracolici,   Miccichè   e
    Spampinato)

                   VOTAZIONE PER SCRUTINIO SEGRETO

     PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta appoggiata a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la   votazione  per   scrutinio   segreto
  dell'articolo 10.
       Chiarisco  il  significato del voto: chi vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;   chi vota no preme il pulsante  rosso,  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.

                     (Si procede alla votazione).

     PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.

                      RISULTATO DELLA VOTAZIONE

               Presenti   44

    L'Assemblea non é in numero legale.
       La seduta è sospesa per un'ora.

     (La seduta, sospesa alle ore 22.05, è ripresa alle ore 23.10)

     PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
       Pongo  in  votazione  l'articolo 10.  Chi è favorevole resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 11. Ne dò lettura:

                                 <Art. 11.
                          Disposizioni finanziarie

          1.    Le  assegnazioni  disposte  annualmente,  ai   sensi
       dell'articolo  4  della  legge  27 luglio 1999, n. 268,  sono
       iscritte nel bilancio della Regione per essere  destinate per
       le finalità di cui all'articolo 10.

          2. Ad integrazione delle assegnazioni di cui al  comma  1,
       per le finalità dell'articolo 10, per l'esercizio finanziario
       2002, è autorizzata la spesa di 250 migliaia di  euro, sia in
       termini di competenza che di cassa, cui si  provvede mediante
       riduzione  della  spesa autorizzata dall'articolo  130  della
       legge  regionale  n.  2/2002,  tabella 'H',  UPB  2.3.1.3.1.,
       capitolo 147303.>

       Poichè nessuno chiede di parlare, lo pongo in votazione.
  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 12. Ne dò lettura:

                                 <Art. 12.
                          Disposizione transitoria

          1.  I  soggetti  promotori  di  strade del  vino  comunque
       denominati, già costituiti con atto pubblico alla data del 31
       dicembre 2001,  possono  presentare istanza di riconoscimento
       entro 60 giorni  dalla  data  di pubblicazione della presente
       legge.  Il riconoscimento  è  concesso  a  condizione  che  i
       predetti soggetti si  adeguino ai requisiti e alle condizioni
       previsti dalla presente legge.>

       Poichè nessuno chiede di parlare, lo pongo in votazione.
  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 13. Ne dò lettura:

                                <Art. 13.
                Agricoltura biologica ed indennità compensativa

          1. All'articolo 57, lettera  c),  della legge regionale 25
       marzo 2002, n. 2, le parole 'delle indennità' compensative di
       cui  all'articolo  14  del   Regolamento   CE  1257/99'  sono
       sostituite  dalle   parole   'della   indennità  compensativa
       pregressa di cui all'articolo  123  della  legge regionale 23
       dicembre 2002, n. 32'>

       Poichè nessuno chiede di parlare, lo pongo in votazione.
  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Comunico   che   sono   stati  presentati  dal  Governo  gli
  emendamenti aggiuntivi 13.1 e 13.2.
       Comunico,  altresì,  che  è  stato presentato dal Governo il
  subemendamento  13.R, di riscrittura dei sopra citati emendamenti
  aggiuntivi.
       Pongo  in  votazione  l'emendamento  13.R.  Il  parere della
  Commissione?

     TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Gli emendamenti 13.1 e 13.2 sono pertanto superati.
       Si passa all'articolo 5 precedentemente accantonato.
       Comunico  che  è  stato presentato dal Governo l'emendamento
  5.R  interamente  sostitutivo  del  comma  1 dell'articolo 5.  Il
  parere della Commissione?

     TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in  votazione l'articolo 5 nel testo risultante. Chi è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 14. Ne dò lettura:

                                 <Art. 14
                     Norma di salvaguardia comunitaria

          1.   Gli  interventi  di  cui  alla  presente  legge  sono
       subordinati  al  rispetto delle vigenti normative comunitarie
       in  materia  di  aiuti di Stato nonché alla definizione delle
       procedure  di  cui  all'articolo  88,  paragrafi  2  e 3, del
       Trattato istitutivo della comunità europea.

          2.  I  contributi di cui all'articolo 10,  rientranti  nel
       punto 4.3 degli Orientamenti comunitari degli aiuti  di Stato
       nel settore agricolo, sono concessi nei limiti  della  regola
       de   minimis.   Ogni  altro  aiuto   riguardante   iniziative
       promozionali  è concesso fino ad un massimo di  100.000  euro
       per un periodo di tre anni e nel  rispetto  delle  condizioni
       poste   dal  punto  14  dei  predetti   Orientamenti,   dagli
       Orientamenti comunitari degli aiuti di stato a  favore  della
       pubblicità  dei   prodotti  e dell'articolo 28  del  Trattato
       istitutivo della Comunità europea.>

       Poichè nessuno chiede di parlare, lo pongo in votazione.
  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 15. Ne dò lettura:

                                 <Art. 15.
                   Disposizioni per il bilancio dell'ESA

          1.  Le  disposizioni  di cui all'articolo 18  della  legge
       regionale 10 dicembre 2001, n. 21, si applicano  al  bilancio
       di previsione dell'ESA per l'esercizio finanziario 2002.>

       Poichè nessuno chiede di parlare, lo pongo in votazione.
  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 16. Ne dò lettura:

                               <Art. 16.
                 Attività Istituto della Vite e del Vino

          1.  L'Istituto regionale della vite e del vino  svolge  le
       attività promozionali di propria competenza nel  rispetto dei
       limiti  e alle condizioni stabiliti dall'articolo  126  della
       legge  regionale  23 dicembre 2000, n. 32, e  dalla  relativa
       autorizzazione comunitaria.>

       Comunico   che  all'articolo  16  sono  stati  presentati  i
  seguenti emendamenti, allegati:

           - dal Governo: emendamenti 16.1, 16.3, 16.4 e 16.2R.

           - dalla Commissione: emendamento 16.2;

           - dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici, Croce,
           Mercadante e Leontini: emendamento 16.6.

       Pongo  in  votazione  l'emendamento  16.1.  Il  parere della
  Commissione?

     TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi  è favorevole resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'emendamento 16.2 presentato dalla Commissione.

     ACIERNO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ACIERNO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  c'è  un
  emendamento 16.2  a firma, credo, del Governo, perchè è una firma
  illeggibile,  si  può  sapere  quale  assessore  ha  firmato?  E'
  l'onorevole Castiglione o l'assessore Pagano?

     PRESIDENTE. E' della Commissione.

     ACIERNO.  Oggi  pomeriggio,  in  Commissione  Bilancio è stato
  esaminato   un   emendamento,   a   firma  del  Presidente  della
  Commissione, che aveva lo stesso articolato, identico; il comma 2
  di questo  emendamento recita: "Per le finalità di cui al comma 1
  è autorizzata  ..."  -  era  scritto  -  "... la spesa di 350.000
  euro."
       Adesso noi abbiamo in Aula una riformulazione, dove la spesa
  di 350.000 euro  è  stata  ridotta  a 25.000 euro. La cosa che mi
  stranizza,  intanto,  è  come  mai  una  somma  così consistente,
  350.000 euro,  pari a circa 700 milioni delle vecchie lire, venga
  ridotta improvvisamente  a  25.000  euro,  pari a poco meno di 50
  milioni, ma  quello  che  mi  sconvolge  ancora di più, di questo
  emendamento, sono  le  sue  finalità.  Non  si  capisce,  anzi si
  capisce  che  rischiamo  di  fare  una  norma fotografia mettendo
  questa limitazione  del 30 giugno 2002, come se la propaganda dei
  vini, delle "strade del vino" si esaurisse il 30 giugno 2002. Non
  si capisce a quale scopo diamo soldi ai ristoratori che, per loro
  scopo sociale,  sono  soggetti  destinati  a comprare i vini ed a
  rivenderli, ed  è  questo  il  loro  mestiere.  Ci sono già altre
  istituzioni regionali che ...

     PRESIDENTE.  L'emendamento  parla  di  unioni  di ristoratori;
  suppongo che  si  tratti di organizzazioni di categoria. Non è un
  regime di aiuto, è un intervento a favore di una categoria.

     ACIERNO.  Che sono i ristoratori
       Io  credo  che,  per  un  fatto  di  dignità  nei  confronti
  dell'Aula,  tenendo  conto che questo emendamento originariamente
  partiva da una  spesa  di  350  mila euro, che viene ridotta a 25
  mila, secondo  il  mio  parere  solo per ritrovarci una norma che
  poi,  in  variazioni  di  bilancio, trova nuove coperture, voglio
  dire: questo emendamento è una vergogna
       Io annuncio il mio voto contrario. Mi auguro che il Governo,
  invece, inviti  il ritiro di questo emendamento e che trovi delle
  formule diverse  per  propagandare  quei  vini  che sono stati la
  fonte per creare le "vie del vino" e non viceversa.
       Se oggi  c'è  una  legge  in  Aula  che parla delle "vie del
  vino", esse  esistono perché esistono i vini e allora non capisco
  perchè andare  a spendere soldi per propagandare dei prodotti che
  già da soli stanno propagandando una legge.

     PRESIDENTE.  Comunico  che  all'emendamento  16.2  sono  stati
  presentati i seguenti subemendamenti, allegati:

           - dalla Commissione:

           -  al  comma  1, sopprimere le parole "costituite alla data
           del 30 giugno 2002";

           -   dagli   onorevoli  Leontini  ed  altri:  subemendamento
           16.R2.1.

     TRICOLI,   presidente   della   Commissione   e  relatore.  Il
  subemendamento   della   Commissione   recepisce   in   pieno  le
  osservazioni dell'onorevole Acierno.

     PRESIDENTE.  Quindi con il subemendamento della Commissione il
  termine  del  30  giugno  è  soppresso, con quello dell'onorevole
  Leontini, invece,  si  sposta  la  data  dal 30 giugno 2002 al 31
  dicembre 2002.

     LEONTINI. Ritiro il mio subemendamento.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Pongo  in votazione il subemendamento della Commissione.  Il
  parere del Governo?

     CASTIGLIONE,   assessore   per  l'agricoltura  e  le  foreste.
  Favorevole.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                        VERIFICA DEL NUMERO LEGALE

     FERRO. Chiedo la verifica del numero legale.

    (Si associano alla richiesta gli onorevoli Barbagallo, Orlando,
    Raiti, Miccichè e Tumino)

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  non sfugge a nessuno che le
  motivazioni  che  hanno condotto alla richiesta del numero legale
  non  riguardano  esattamente  la  legge che stiamo discutendo, ma
  riguardano   argomentazioni   di   natura   diversa.   Se  queste
  argomentazioni  di  natura  diversa  vengono  meno,  si  potrebbe
  trovare una soluzione.

                          (Proteste in Aula)

       Onorevoli  colleghi, il mio dovere è quello di verificare la
  possibilità di individuare un percorso. Se c'è, bene; se non c'è,
  non c'è.
       Essendo  la  richiesta  appoggiata a termini di Regolamento,
  indìco la verifica del numero legale e ne proclamo l'esito:

                            Presenti    28

       L'Assemblea non è in numero legale.
       Onorevoli   colleghi,   la   seduta  è  rinviata  a  domani,
  mercoledì, 24 luglio 2002, alle ore 11.30, con il seguente ordine
  del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Fleres


      I - COMUNICAZIONI.

     II - LETTURA AI SENSI  E  PER  GLI  EFFETTI  DEGLI  ARTICOLI 83,
          LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:

     N. 145 - "Risoluzione della crisi  di  alloggi,  a  seguito di
              cedimenti strutturali, nella città di Messina", degli
              onorevoli Lo Monte, Paffumi, Raiti, Franchina, Savona,
              Panarello, Borzacchelli, Ardizzone;

     N. 146 - "Interventi per il rilancio del trasporto ferroviario
              in  Sicilia   ed   istituzione  di  una  commissione
              parlamentare di  inchiesta  sullo  stato delle linee
              ferrate siciliane.", degli onorevoli Ferro, Orlando,
              Miccichè, Morinello, Raiti.

    III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) - "Istituzione  delle  strade  e delle rotte del vino" (nn.
          9-253-281/A) (Seguito)

          Relatore: on. Tricoli

       2) - "Provvedimenti urgenti nel settore dell'edilizia popolare
          e per gli immobili di Siracusa-Ortigia" (n.  393/A) (Segui-
          to)

          Relatore: on. Beninati

       3) - "Nuove  norme  sui  collegamenti  marittimi  con le isole
          minori della Sicilia. Disposizioni  per  gli  uffici  della
          motorizzazione civile" (n. 307/A) (Seguito)

         Relatore: on. Acierno

       4) - Modifiche  ed  integrazioni alla legge regionale 6 aprile
          1996, n.  29,  concernente  norme in materia di autoservizi
          pubblici non di linea in servizio di piazza. (N. 367/A).

          Relatore: on. Lo Curto.

     IV - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) -  'Norme  in materia di opere pubbliche.  Disciplina degli
          appalti di  lavori pubblici, di fornitura, di servizi e nei
          settori esclusi." (nn. 294-119-268-290-306-313-339-353-369-
          388/A).

       2) - "Interventi urgenti per  i  collegamenti marittimi con le
          isole minori" (nn.  434-235-429/A).

      V - ELEZIONE DI  QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
          PER LA GESTIONE DEL  FONDO  DI  ROTAZIONE  PER IL COMMERCIO
          ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART. 9 DELLA LEGGE REGIONALE
          4 AGOSTO 1978, N. 26.

     VI - ELEZIONE DI TRE  COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
          LA GESTIONE DEI  FONDI  ISTITUITI  PRESSO  L'IRFIS  PER  LE
          PICCOLE E MEDIE  IMPRESE,  PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6
          MAGGIO 1981, N. 96.

    VII - ELEZIONE  DI   NOVE  COMPONENTI  DELLA  CONSULTA  REGIONALE
          DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.

   VIII - ELEZIONE DI UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
          TUTELA DELL'AMBIENTE.

     IX - ELEZIONE DI NOVE  COMPONENTI  DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
          BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.

      X - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
          SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.

     XI - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO REGIONALE PER  L'INVENTARIO,  LA  CATALOGAZIONE E LA
          DOCUMENTAZIONE   GRAFICA,   FOTOGRAFICA,   AEROFOTOGRAFICA,
          AUDIOVISIVA.

    XII - ELEZIONE DI SEI  COMPONENTI  ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE
          PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.

   XIII - ELEZIONE  DI TRE  MEMBRI  DEL  COMITATO  REGIONALE  PER  LA
          PROGRAMMAZIONE  SPORTIVA   SCELTI   TRA  I  COMPONENTI  DEI
          CONSIGLI PROVINCIALI SCOLASTICI.

    XIV - ELEZIONE DI CINQUE COMPONENTI DELLA  CONSULTA REGIONALE PER
          LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.

     XV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI PALERMO.

    XVI - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI CATANIA.

   XVII - ELEZIONE DI TRE  RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.

  XVIII - ELEZIONE DI TRE  RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI CATANIA.

    XIX - ELEZIONE DI TRE  RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI MESSINA.

     XX - ELEZIONE  DI   UN   COMPONENTE   DEL   COMITATO   DIRETTIVO
          DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.

    XXI - ELEZIONE  DI  TRE  COMPONENTI   DEL   CONSIGLIO   DIRETTIVO
          DELL'ISTITUTO  REGIONALE  DI   RICERCA,  SPERIMENTAZIONE  E
          AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.

    La seduta è tolta alle ore 23,27.

    (Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 01.30 di mercoledì,
  24 luglio 2002)