Presidenza del vicepresidente Fleres
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per consentire alla
Commissione Bilancio di proseguire i suoi lavori, anche per dare
copertura finanziaria ad un disegno di legge in materia di lavoro
esitato dalla V Commissione legislativa, propongo di togliere la
seduta e preannuncio la convocazione di una nuova seduta per le
ore 21.00.
Presidenza del vicepresidente Fleres
FORGIONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, ritengo che noi non possiamo
procedere in questo modo, perché c'é un problema di rispetto
per i deputati, per quelli che sono qui dalle ore 17.30, per
quelli che erano fuori e sono venuti appositamente per
partecipare a questa seduta, come lei sa, anche consultando la
Presidenza; io ho consultato Lei, come lo stesso Presidente
dell'Assemblea.
Iniziare una seduta alle ore 21.00 non ha alcun senso per i
parlamentari che hanno svolto e devono continuare a svolgere il
loro lavoro in Commissione, i quali dovrebbero poi partecipare
qui ad una seduta d'Aula, e per chi è qui dalle ore 17.00 in
attesa dell'inizio dei lavori di questa seduta; dovremmo
cominciare, quando tutti ormai siamo stanchi, l'apprezzamento di
tre disegni di legge e non solo due.
E' chiaro che cambia tutto il rapporto di lealtà ed anche di
disponibilità che c'è stato tra il Governo e l'opposizione in
questi giorni. Siamo qui anche per dare il voto finale al disegno
di legge sugli appalti, ma questo rispetto e questa lealtà dei
rapporti non credo che possano andare avanti così.
Quindi, signor Presidente, le chiedo di riconsiderare la
proposta di rinviare la seduta alle ore 21.00; si cominci domani
una normale seduta con un livello di civiltà nella gestione dei
lavori e dell'Aula; si eviti di farci chiedere subito le previste
48 ore di tempo per l'esame del terzo disegno di legge che voi
qui vorreste proporre all'ordine del giorno.
Aggiungo una questione, signor Presidente: ritengo,
indipendentemente dalla scelta che noi faremo stasera - ed io
avanzo questa proposta - che ci sia anche la necessità di
convocare la Conferenza dei presidenti dei Gruppi parlamentari
per decidere ufficialmente intanto la data di chiusura di questa
sessione estiva ed il modo in cui vogliamo proseguire, perché un
livello di incertezza non rende incerta la data di chiusura,
rende incerto il percorso dei lavori di questa Assemblea nei
prossimi giorni e nelle prossime settimane.
Quindi, ritengo necessaria la convocazione della Conferenza
dei presidenti dei Gruppi parlamentari e, in ogni caso,
ripropongo, per un livello minimo di civiltà nella gestione di
questa Assemblea, che la stessa venga convocata domani e che non
si rinvii ulteriormente di un'altra ora l'aggiornamento dei
nostri lavori.
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, ritengo che noi dovremmo
convocare l'Aula per la giornata di domani mattina, perché, se la
motivazione risiede nel fatto che alle ore 21.00 dobbiamo
inserire all'ordine del giorno il disegno di legge sul lavoro, a
questo punto le faccio rilevare che il disegno di legge sul
lavoro è privo, per essere portato in Aula, di quel lasso di
tempo necessario per poter essere esaminato, dal momento che la V
Commissione lo ha esitato esattamente verso le ore 16.30 della
giornata di oggi ed ancora la Commissione 'Bilancio' non ha dato
la prevista copertura finanziaria. Per cui, se la motivazione
dovesse risiedere nell'opportunità di inserire all'ordine del
giorno il disegno di legge sul lavoro, la invito a recedere da
questo tipo di orientamento, perché, in tal caso, noi ci
richiamiamo alla norma regolamentare che prevede le 48 ore di
tempo dall'esito della Commissione all'esame dell'Aula.
FERRO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FERRO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi siamo qui,
credo, dalle ore 17.30 attendendo invano l'inizio dei lavori.
Vorrei anche dire che la Conferenza dei presidenti dei Gruppi
parlamentari che si è svolta prima della precedente sessione,
aveva già stabilito, tendenzialmente, di evitare le ore notturne
per l'approvazione dei disegni di legge, anche in considerazione
che i disegni di legge vanno approvati in piena coscienza da
parte del Parlamento.
Si è scelto, la settimana scorsa, di lavorare anche una
notte per garantire la prosecuzione dell'esame del disegno di
legge sugli appalti, ma durante tutte le sedute in cui si è
discussa tale legge, credo comunque con un ruolo determinante
della minoranza, si è consentito che ci fosse in Aula il numero
legale.
Inoltre, poichè la V Commissione ha esitato un disegno di
legge che ancora l'Aula non conosce e quindi molti parlamentari
probabilmente non hanno visto, credo che sia ragionevole ritenere
più opportuno rinviare a domani mattina la seduta, fermo restando
che faccio mia anche la richiesta dell'onorevole Forgione di far
sì che si possa convocare la Conferenza dei presidenti dei Gruppi
parlamentari per stabilire come dobbiamo andare avanti.
Se la Presidenza dovesse reiterare la proposta annunciata
poc'anzi, è chiaro che ci appelliamo alle 48 ore di tempo
previste per conoscere il disegno di legge.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dato che è stato posto il
problema dei termini di presentazione del disegno di legge una
volta esitato dalle Commissioni, risulterebbe inutile procedere
nel modo che è stato annunziato poc'anzi dalla Presidenza.
Pertanto, sospendo la seduta per quindici minuti e, alla
ripresa, inizieremo l'esame dei disegni di legge esitati dalla II
Commissione, dopo avere adempiuto, naturalmente, agli obblighi di
lettura del verbale.
(La seduta, sospesa alle ore 19.57, è ripresa alle ore 20.31)
La seduta è ripresa.
BASILE, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
PRESIDENTE. Si passa al primo punto dell'ordine del giorno:
Comunicazioni.
Presidenza del vicepresidente Fleres
ANNUNZIO DI RISPOSTE SCRITTE AD INTERROGAZIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte
alle seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per la Cooperazione:
N. 93 - Accertamento dei danni di natura ambientale e dei
relativi effetti sulle attività del turismo e della pesca
provocati dagli scarichi a mare siti nella frazione di
Acitrezza del comune di Acicastello - Catania. Firmatari:
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
N. 137 - Revisione del decreto riguardante l'interruzione
tecnica dell'attività di pesca per il triennio 2001/2003.
Firmatari: Incardona Carmelo;
N. 147 - Iniziative urgenti per fronteggiare le conseguenze
dell'incendio del Centro Commerciale 'Legno Market' di Palermo.
Firmatari: Borzacchelli Antonio; Savona Riccardo;
N. 366 - Misure urgenti in difesa del patrimonio ittico
siciliano.
Firmatari: Incardona Carmelo;
- da parte dell'Assessore per la Presidenza:
N. 126 - Notizie circa il recente bando di gara per
l'affidamento del servizio di brokeraggio assicurativo.
Firmatari: Crisafulli Vladimiro;
N. 243 - Informazioni sugli immobili di proprietà della
Regione, o di enti ad essa sottoposti o da essa controllati,
inutilizzati o utilizzati in modo non ottimale.
Firmatari: Incardona Carmelo;
N. 324 - Iniziative in merito alle procedure per l'affidamento
del servizio di brokeraggio da parte degli enti regionali.
Firmatari: Crisafulli Vladimiro; Raiti Salvatore;
N. 357 - Annullamento della gara per l'affidamento del servizio
di brokeraggio assicurativo.
Firmatari: Crisafulli Vladimiro;
N. 383 - Notizie circa la futura destinazione degli uffici
dell'Assessorato regionale per il lavoro.
Firmatari: Dina Antonino.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al
resoconto stenografico della seduta odierna.
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
- "Interventi in favore dell'Associazione nazionale privi della
vista ed ipovedenti ANPVI - ONLUS operante in Sicilia" (n. 456)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe in
data 19 luglio 2002
- "Interventi per il settore agrumicolo e istituzione della
carta di credito agrumicola" (457)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Villari, Speziale, Barbagallo,
Cracolici, Crisafulli, De Benedictis, Liotta, Oddo, Ortisi,
Panarello, Raiti, Spampinato, Zago in data 19 luglio 2002
- "Disposizioni in materia di referendum abrogativo, consultivo
e propositivo, nonchè in materia di iniziativa legislativa da
parte dei cittadini" (n. 458)
- presentato dagli onorevoli Barbagallo, Genovese, Gurrieri,
Tumino, Vitrano, Zangara in data 22 luglio 2002
COMUNICAZIONE DI INVIO DI DISEGNI DI LEGGE ALLE COMPETENTI
COMMISSIONI LEGISLATIVE
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono
stati inviati alle competenti Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- "Norme per il conferimento di consulenze ed incarichi
professionali nell'ambito dell'Amministrazione regionale" (n.
450)
- iniziativa parlamentare
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- "Nuove disposizioni per l'accesso ai benefici di cui alla
legge regionale 20 dicembre 1975, n. 79 da parte delle
cooperative edilizie. Nuove norme acceleratorie e di
semplificazione per l'edilizia residenziale pubblica" (n. 452)
- iniziativa parlamentare
- "Norme per la valorizzazione delle Isole minori siciliane"
(n. 453)
- iniziativa parlamentare - parere I
- "Provvedimenti in favore dei proprietari di immobili siti a
Niscemi e colpiti da un evento franoso" (n. 454)
- iniziativa parlamentare
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- "Norme per l'individuazione, la tutela e la valorizzazione
degli insediamenti urbani di interesse storico, artistico ed
ambientale" (n. 451)
- iniziativa parlamentare
- parere IV
INVIATI IN DATA 18 LUGLIO 2002
COMUNICAZIONE DI PARERI RESI
PRESIDENTE. Comunico i seguenti pareri resi dalla competente
Commissione legislativa 'Affari Istituzionali' (I).
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- "Azienda autonoma delle Terme di Sciacca" (n. 56)
- reso in data 17 luglio 2002
- trasmesso in data 18 luglio 2002
- "Istituto incremento ippico di Catania - Nomina
commissario straordinario" (n. 61)
- reso in data 17 luglio 2002
- trasmesso in data 18 luglio 2002
- "Stretto di Messina S.p.A. - Designazione componente del
consiglio di amministrazione" (n. 64)
- reso in data 17 luglio 2002
- trasmesso in data 18 luglio 2002
- "Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficienza (IPAB)
- Nomina componenti del consiglio di
amministrazione" (n. 65)
- reso in data 17 luglio 2002
- trasmesso in data 18 luglio 2002
- "Azienda speciale per lo sviluppo dei porti della
provincia di Agrigento - Designazione componente in seno al
consiglio di amministrazione" (n. 66)
- reso in data 17 luglio 2002
trasmessi in data 18 luglio 2002
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni:
- con richiesta di risposta orale:
N. 704 - Iniziative per la difesa dell'ambiente e del
territorio.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
***
De Benedictis Roberto
----------------
N. 705 - Notizie sull'attività della Libera Università
Italo-Araba.
- Assessore Beni Culturali
***
De Benedictis Roberto
----------------
N. 706 - Iniziative per la parità di trattamento di tutto
il personale impiegato presso il Servizio 118.
- Assessore Sanità
***
Mercadante Giovanni
----------------
N. 707 - Richiesta di ispezione presso il Comune di
Messina circa il comportamento del Presidente del Consiglio
comunale.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
***
Panarello Filippo; Paffumi Angelo; Genovese Francantonio; Lo
Monte Carmelo
----------------
N. 708 - Interventi presso l'EAS per garantire il regolare
approvvigionamento idrico della frazione ericina di Napola
(TP).
- Assessore Lavori Pubblici
***
Oddo Camillo
Le interrogazioni ora annunziate saranno iscritte all'ordine
del giorno per essere svolte al loro turno.
ANNUNZIO DI INTERPELLANZE
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 51 - Notizie sulle ragioni della classificazione in fascia
'E' dell'ospedale di Alcamo (TP).
- Assessore Sanità
***
Papania Antonino
----------------
N. 52 - Garanzia di parità di trattamento per gli agricoltori
della provincia di Trapani.
- Assessore Agricoltura
***
Oddo Camillo
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il
Governo abbia dichiarato che respinge le interpellanze o abbia
fatto conoscere il giorno in cui intende trattarle, le
interpellanze stesse saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
ANNUNZIO DI MOZIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
N. 145 - Risoluzione della crisi di alloggi, a seguito di
cedimenti strutturali, nella città di Messina.
Lo Monte Carmelo; Paffumi Angelo; Raiti Salvatore;
Franchina Giuseppe; Savona Riccardo; Panarello Filippo;
Borzacchelli Antonio; Ardizzone Giovanni
Presentata il 17/07/02
----------------
N. 146 - Interventi per il rilancio del trasporto
ferroviario in Sicilia ed istituzione di una Commissione
parlamentare d'inchiesta sullo stato delle linee ferrate
siciliane.
Ferro Giovanni; Orlando Leoluca; Miccichè Calogero;
Morinello Salvatore; Raiti Salvatore
Presentata il 22/07/02
Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno
della seduta successiva perchè se ne determini la data di
discussione.
Informo, ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del vicepresidente Fleres
DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, delle seguenti mozioni:
- N. 143 "Modifiche al decreto dirigenziale del 21 giugno
2002, in materia di consorzi per le aree di sviluppo
industriale" degli onorevoli Fleres; Catania; Mercadante;
Garofalo; Maurici; Scoma;
- N. 144 "Interventi per la verifica dello stato di attuazione
della legge regionale n. 32 del 2000, del POR e del
completamento di programmazione", degli onorevoli Fleres;
Catania; Maurici; Mercadante; Scoma; Croce; Baldari.
Ne do lettura:
N. 143 - Modifiche al decreto Dirigenziale del 21 giugno
2002, in materia di consorzi per le aree di sviluppo
industriale
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- nella GURS del 5 luglio 2002 è stato pubblicato il
decreto del Dirigente del Dipartimento regionale
dell'Industria del 21 giugno 2002 recante,
'Approvazione degli elenchi dei Consorzi per le aree
di sviluppo industriale della Sicilia;
- tale decreto indica nelle premesse i parametri ed i
requisiti per procedere alla selezione relativa
all'individuazione delle aree industriali sulle
quali concentrare gli interventi finanziari,
relativi alla misura 4.02 del POR Sicilia 2000/2006;
- tra questi criteri non è però inserita la
cantierabilità delle opere e ciò determina la
redazione di elenchi che non tengono conto di un
aspetto fondamentale delle aree di sviluppo
industriale, soprattutto con riferimento alla reale
capacità di spesa;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
e per esso
L'ASSESSORE PER L'INDUSTRIA
a provvedere all'immediata rielaborazione del
decreto del dirigente generale del Dipartimento
dell'Industria con le rettifiche così come in
premessa evidenziate. (143)
FLERES - CATANIA G.
MERCADANTE - GAROFALO
MAURICI - SCOMA
N. 144 - Interventi per la verifica dello stato di attuazione
della legge regionale n. 32 del 2000, del POR e del
complemento di programmazione
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- il 31 ottobre prossimo si dovrà provvedere alla
rendicontazione delle somme relative alle prime due
annualità del POR Sicilia 2000/2006, mediante la
produzione dei giustificativi delle spese
effettuate;
- la mancata o parziale rendicontazione comporterà
l'automatico disimpegno delle somme non spese e la
loro destinazione ad altre aree geografiche
d'Europa;
- la fase d'avvio del POR ha registrato ritardi
nell'attuazione delle misure;
- la gran parte delle predette misure presenta aspetti
di criticità rilevati dallo stesso dipartimento
della programmazione nel maggio di quest'anno;
- risulta elevato il rischio di disimpegno delle somme
già assegnate alla Sicilia, con la conseguente
impossibilità di partecipare al riparto delle quote
premiali;
- esiste un rischio ancor più concreto che in sede di
rendicontazione, da effettuarsi negli anni a venire,
possano non essere rispettati i limiti di spesa
programmati;
- è necessario provvedere con la massima
sollecitudine, previa accurata analisi di ciascuna
singola misura, al fine di delineare un'ipotesi di
riprogrammazione e rimodulazione che nel rispetto
del POR Sicilia, veicoli le risorse verso le azioni
da realizzare con un'attivazione di spesa
compatibile con i cronogrammi disposti a livello
comunitario,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a riferire in Aula sullo stato d'attuazione del
complemento di programmazione, sugli elementi di
criticità, sulle prospettive e sulle strategie che
intende proporre all'Assemblea per garantire il
pieno utilizzo delle risorse comunitarie;
- ad individuare e presentare all'Assemblea regionale
siciliana, entro il prossimo ottobre, le proposte
legislative che si rendono necessarie per assicurare
che non si giunga per le scadenze degli anni a
venire nella stessa condizione di emergenza
registratasi nella prima fase di attuazione del POR.
INVITA IL PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA
- a convocare riunioni congiunte degli Uffici di
presidenza delle Commissioni parlamentari CEE, II,
III, IV e V, al fine di procedere, in stretto
raccordo col Governo regionale, alla verifica ed al
monitoraggio delle misure del POR in vista
dell'approvazione, da parte delle predette
commissioni, di atti di indirizzo al Presidente
della Regione per un'eventuale riprogrammazione e
rimodulazione del complemento di programmazione.
FLERES - CATANIA G.-
MAURICI - MERCADANTE -
SCOMA - CROCE - BALDARI
Dispongo che le mozioni predette vengano demandate alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perchè se ne
determini la data di discussione.
Presidenza del vicepresidente Fleres
DISCUSSIONE DI DISEGNI DI LEGGE
PRESIDENTE, Si passa al III punto all'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
ACIERNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Signor Presidente,onorevoli colleghi, intervengo per
proporre alla Presidenza il prelievo del disegno di legge posto
al numero 3) del terzo punto dell'ordine del giorno: 'Nuove
norme sui collegamenti marittimi per le isole minori.
Disposizioni per gli uffici della motorizzazione civile', in
quanto la Commissione Bilancio non ha dato la copertura a nessun
emendamento e quindi si dovrebbe soltanto adempiere alla
formalità di votare gli articoli del testo del disegno di legge.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole Acierno propone
all'Aula il prelievo del disegno di legge posto al numero 3) del
terzo punto dell'ordine del giorno.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, nel testo che
riguarda le strade del vino, come tutti noi sappiamo,
all'articolo 13 è prevista una norma che riguarda l'agricoltura
biologica e le indennità compensative. Ritengo che avevamo
condiviso che per quanto concerne questo testo si sarebbe andati
alla trattazione senza alcun prelievo dei punti dell'ordine del
giorno deciso nella precedente seduta.
Aggiungo inoltre che non è sicuramente una espressione né
di stile politico, né per la verità di attenzione alla questione
delle isole minori, e che non fa onore a questa Assemblea la
circostanza che il testo relativo alle isole minori arrivi in
Aula solo e solamente per la parte che riguarda l'adeguamento ai
regolamenti comunitari e basta, senza prestare la giusta
attenzione a quegli emendamenti che, tutto sommato, proponevano
una discussione più approfondita sulle esigenze complessive che
hanno evidentemente le nostre isole minori.
Quindi, mi pare assolutamente poco convincente dire che
siccome la Commissione bilancio non ha dato assolutamente
copertura agli emendamenti, allora procediamo sbrigativamente
come se la partita che riguarda le isole minori possa essere
liquidata solo con un allineamento ai regolamenti comunitari e
con la questione dei bandi.
Ritengo, invece, che da questo punto di vista, vada
assolutamente fatto uno sforzo serio da parte dei colleghi per
continuare secondo l'ordine del giorno e, soprattutto per quanto
concerne la questione relativa all'articolo sull'agricoltura
biologica e le indennità compensative, cui avevo fatto cenno
inizialmente: occorre infatti dare una immediata risposta perché
sappiamo quanto gravi e quanto complesse siano in questo momento
le questioni che sta attraversando il settore dell'agricoltura in
Sicilia.
Quindi, credo che si tratti non solo di una questione di
mancanza di sensibilità sulle problematiche delle isole minori,
ma anche di un argomento vero per continuare invece seguendo
l'ordine del giorno così come è.
PRESIDENTE. Poichè l'onorevole Oddo è contrario alla proposta
dell'onorevole Acierno, ai sensi del Regolamento, onorevoli
colleghi, devo dare la parola a un deputato a favore e uno contro
e dopo procedere alla votazione della stessa proposta.
ACIERNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Signor Presidente, senza volere fare alcuna polemica
con l'onorevole Oddo e siccome conosco perfettamente i problemi
dell'agricoltura e quello che necessariamente ci apprestiamo a
fare con questa legge, io ritiro la mia proposta, ricordando però
all'onorevole Oddo che il collegamento con le isole minori è un
problema che non viene determinato dalla siccità o da un momento
contingente, ma è un problema che viviamo da più di
cinquant'anni. Per cui la mia richiesta era solo determinata dal
fatto che non essendoci più emendamenti, in pochi minuti avremmo
dato risposta alle isole minori e nei successivi minuti avremmo
dato risposte immediate anche all'agricoltura.
PRESIDENTE. L'Assemblea prende atto del ritiro della proposta
dell'onorevole Acierno.
Presidenza del vicepresidente Fleres
SULL'ORDINE DEI LAVORI
FORGIONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ed altri
colleghi deputati abbiamo posto l'esigenza di una certezza sulla
prosecuzione dei nostri lavori in prossimità della chiusura di
questa sessione estiva.
L'esigenza riguardava la convocazione della Conferenza dei
presidenti dei Gruppi parlamentari per decidere una data certa di
chiusura dei lavori e quindi di adeguamento anche dell'iniziativa
parlamentare, dei lavori parlamentari rispetto alla data di
chiusura dei lavori.
Non desidero sapere quando si va in vacanza, vorrei sapere
come bisogna lavorare in questi giorni e vorrei sapere anche,
signor Presidente, cosa dice il Regolamento a proposito della
convocazione delle commissioni durante i lavori di Aula
considerato che c'è una forzatura terroristica in V Commissione
sull'apprezzamento del disegno di legge sul buono scuola.
Pochi minuti fa la Commissione è stata convocata per le
20.45. Vorrei che spiegasse lei al Presidente della Commissione,
il quale è alla sua prima esperienza che, quando è convocata
l'Aula, tassativamente le Commissioni non si possono tenere.
Vorrei che si dicesse chiaramente e in modo formale come
proseguire domani. La Commissione ha più o meno esitato un
disegno di legge. E' stato dato tempo fino a domani mattina alle
9.30 per presentare gli emendamenti. La cosa, come lei può
comprendere bene, riguarda innanzitutto i parlamentari o i gruppi
parlamentari che non fanno parte della Commissione come il mio,
ma ci sono anche altri gruppi.
E' chiaro che se, signor Presidente, siamo impegnati con
l'Aula stasera, noi per le 9.30 non potremo depositare gli
emendamenti.
Quindi, chiederei che fosse chiarito formalmente il fatto
che non ci può essere una riunione di Commissione parallelamente
ai lavori d'Aula e, visto che noi siamo qui impegnati per le
prossime ore, chiederei anche che abbiamo tempo non fino alle
9.00 - questo vorrebbe dire che finita l'Aula ci metteremmo a
scrivere gli emendamenti per depositarli alle 9.00 quando si apre
la swduta della Commissione, perché c'è una fretta di approvare
questo disegno di legge entro le 9.00 di domani mattina - ma che
almeno fino a mezzogiorno siano aperti i termini per depositare
gli emendamenti in Commissione, in modo che quelli che rimaniamo
in Aula abbiamo il tempo necessario per presentare gli
emendamenti.
Riepilogando, sono tre le questioni che le sto ponendo,
signor Presidente: Conferenza dei capigruppo per definire il
percorso; chiarire come si svolgono i lavori delle Commissioni;
dare la possibilità di presentare gli emendamenti in Commissione
fino alle ore 12.00 di domani.
PRESIDENTE. Onorevole Forgione, relativamente alle tre
questioni che lei pone, per quanto riguarda la prima, come lei
sa, la Conferenza dei presidenti dei Gruppi parlamentari ha già
fissato che la conclusione di questa sessione avverrà entro
giorno 8 agosto.
Per quanto riguarda i lavori delle commissioni, le
commissioni, come giustamente lei stesso ha sottolineato, in
concomitanza con i lavori d'Aula non possono continuare
l'attività e pertanto in questo momento nessuna commissione può
proseguire i propri lavori.
Da notizie assunte, non risulta che ci siano commissioni
riunite in questo momento.
Per quanto riguarda il termine fissato per la presentazione
degli emendamenti al disegno di legge cui lei faceva riferimento
è domani mattina alle 9.30, onorevole Forgione. Non sarà
certamente un grande sacrificio poter predisporre gli emendamenti
stessi nella serata o nelle prime ore di domani mattina per
poterli presentare in tempo.
CAPODICASA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, lei si è già espresso a
proposito della richiesta di una riunione della Conferenza dei
presidenti dei Gruppi parlamentari in riferimento ...
PRESIDENTE. Onorevole Capodicasa, se il tema è quello della
chiusura dei lavori della sessione, è stata già indicata per l'8
di agosto. Potrebbe esserci anche l'esigenza, più in là, di
verificare altri percorsi, ma il termine è già stato indicato.
CAPODICASA. Signor Presidente, risultava anche a noi che la
Conferenza dei presidenti dei Gruppi parlamentari avesse fissato
una data orientativa, non l'8 agosto ma entro l'8 agosto; il che
lascia un margine di oscillazione abbastanza consistente.
Credo che la proposta dell'onorevole Forgione fosse
finalizzata a fissare, così come il Presidente dell'Assemblea
aveva a suo tempo detto, che con successiva conferenza si sarebbe
fissata in modo inequivocabile la data di chiusura, mentre nella
prima riunione era stato lasciato un certo margine.
Io, signor Presidente, intervengo per sottoporle un'altra
questione che si connette a quanto richiesto dall'onorevole
Forgione.
A mio avviso, sarebbe opportuno convocare la Conferenza dei
presidenti dei Gruppi parlamentari in questa fase perchè, oltre
alla fissazione della data, e comunque al di là della fissazione
della data, servirebbe per dare un certo ordine a questa fine
sessione. Vedo, peraltro, che si affollano tante spinte dalle
commissione di merito, dalla Commissione Bilancio, si registra
una certa frenesia ma non si trova un coordinamento.
Pertanto, una conferenza dei Capigruppo potrebbe fissare la
data di chiusura e dire con chiarezza quali sono i testi che
andranno all'esame entro quella data. Potrebbe così rasserenarsi
un po' il clima nelle varie commissioni; si diano i tempi
necessari per svolgere il lavoro e si concluda.
Signor Presidente, io credo che valga la pena richiamare
l'attenzione dell'Aula e della Presidenza sul fatto che pochi
giorni fa nel nostro territorio è successo un caso di cui si è
giustamente occupata la stampa nazionale e i mezzi di
informazione (i quotidiani nazionali vi hanno dedicato oltre che
i titoli di apertura ben quattro pagine delle pagine nazionali):
mi riferisco all'incidente occorso sulla tratta Messina-Palermo
al treno Palermo-Venezia.
Come lei sa, sono scattate alcune inchieste di carattere
amministrativo e penale, come è ovvio che succeda in questi casi,
e come corollario di tutto questo, si è anche svolto un dibattito
sulla sicurezza delle linee ferroviarie, delle infrastrutture, di
quello che va fatto, con dichiarazioni del ministro Lunardi e del
Presidente della Regione.
Dato che noi, come gruppo parlamentare, abbiamo alcuni mesi
or sono presentato una mozione che ha come oggetto i trasporti -
e segnatamente le destinazioni finanziarie per il raddoppio della
tratta Messina-Palermo, che a noi sembra uno dei nodi cruciali -
noi chiederemmo che, non tanto e non solo in omaggio alle
vittime, ma anche perché l'Assemblea si pronunzi su questo
dibattito relativo alla sicurezza dei trasporti, soprattutto
quelli ferroviari e anche agli investimenti nel settore da parte
delle Ferrovie dello Stato, utilizzando l'atto ispettivo che noi
abbiamo presentato, ed altri che probabilmente saranno
presentati, si fissi una seduta da dedicare espressamente a
questa materia.
Non mi sembra questo tempo perduto, anzi è un modo efficace
per intervenire in un tema scottante che è all'ordine del giorno
e che preoccupa tante rappresentanze istituzionali di quella
zona, dai sindaci ai presidenti delle province, alle
organizzazioni sindacali, ma preoccupa anche noi cittadini
siciliani che di quella tratta siamo costretti a servirci per
raggiungere la capitale e il Nord Italia.
Signor Presidente, tra le tante cose di cui la Presidenza
deve tener conto, vorrei che fosse contemplata questa nostra
richiesta di fissare una seduta da dedicare a questo argomento e
alle mozioni ed interpellanze che vi concernono.
PRESIDENTE. Onorevole Capodicasa, la Presidenza aveva già
programmato la seduta di domani mattina per la commemorazione
delle vittime del disastro ferroviario a cui lei ha fatto
riferimento. Se il dibattito è limitato agli aspetti
commemorativi con le ovvie deduzioni, con le ovvie opinioni che
vengono espresse in queste circostanze e relativamente alle
motivazioni che hanno provocato il disastro, la sua richiesta
potrebbe essere esaudita già nella mattinata di domani. E' un
problema di tempi, onorevole Capodicasa. Ripeto, se per accordo
fra persone perbene, questo aspetto di valutazione politica
rispetto all'evento che si è verificato potesse essere limitato
agli interventi commemorativi, con i commenti necessari ma
limitandoli nel tempo, questo potrebbe già accadere nella
giornata di domani mattina. Altrimenti, se si richiede un
dibattito più approfondito e l'esame della mozione a cui lei
faceva riferimento, precisamente la n. 130 a firma degli
onorevoli Leanza, Franchina, Formica ed altri, naturalmente
sarebbe opportuno un lasso di tempo maggiore per consentire
l'organizzazione del dibattito stesso.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
sia necessario che questa sera venga approvata la legge sugli
appalti. Siamo alla votazione finale su quel disegno di legge ed
io ritengo che, al di là di qualsivoglia altra argomentazione,
l'Aula, che ha saputo, quest'oggi, attendere un ritardo forte e
considerevole che si è verificato in Commissione "Bilancio", sia
in grado, signor Presidente, di potere affrontare e definire
questa sera quella che è la legge che si aspetta la Sicilia.
Io ritengo, quindi, di dover rivolgere un appello a lei,
Signor Presidente, e all'intera Aula perchè sia dato il tempo
necessario per votare la legge sugli appalti.
Relativamente a tutte le altre argomentazioni che ci portano
a dire se entro l'8 agosto dobbiamo definire o no i lavori
dell'Assemblea, se e quali sono i disegni di legge che dobbiamo
approvare, noi l'abbiamo detto in sede di Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, il Governo è stato
sull'argomento estremamente esplicito e sappiamo che oltre ai
disegni di legge che sono già incardinati e che sono già pronti
per l'Aula, noi aspettiamo ancora di comprendere se la Quinta
Commissione domani mattina definirà il disegno di legge sul buono
scuola e se la Commissione "Bilancio" darà la copertura
finanziaria alla legge sul lavoro e sui beni culturali, altro
disegno di legge importante e improcrastinabile; ancorché,
mentre mi allontanavo dalla Commissione "Bilancio", ho sentito
gli interventi di alcuni deputati, e specificatamente quello
dell'onorevole Forgione, che richiedeva le 48 ore, cosa legittima
perchè il Regolamento lo prevede.
Ciò significa, però, che il voler stabilire oggi quando
chiudere i lavori dell'Assemblea per la sessione estiva dipende
anche dalla volontà di come ognuno, ogni Gruppo, ogni singolo
deputato si pone dinanzi ai disegni di legge che sono stati già
esitati dalle Commissioni e che sono pronti per essere discussi
in Aula.
Noi abbiamo un momento che può essere importante perchè è un
momento in cui è possibile che l'Assemblea si riappropri di un
ruolo serio che in questi ultimi tempi è stato agevolato da un
percorso seriamente condotto dall'intera Aula in questo che io
definisco l'unico Parlamento italiano dopo il Parlamento
nazionale, e possiamo essere in grado di dare un'attenzione ed
una definizione relativa e concreta ai lavori che ci siamo
permessi di individuare e di dover definire.
E' questa la ragione per cui, Signor Presidente, confermo a
nome del mio Gruppo la necessità e l'urgenza che si passi
immediatamente all'approvazione della legge sugli appalti, alla
discussione e votazione del disegno di legge sulle Isole minori
per poi completare questa sera stessa i due disegni di legge la
cui discussione generale era stata chiusa, esaminando
l'articolato.
E' questa la proposta che avanzo e su questa proposta
ritengo ci si possa confrontare in Aula, anche brevemente, per
pervenire ad una soluzione dei problemi di cui stiamo parlando.
Ritengo, inoltre, signor Presidente, che quanto avvenuto a
Messina sia importante, come importante è il ricordo che abbiamo
dei magistrati che sono stati trucidati dalla mafia. E' opportuno
dare una risposta forte: diamola stasera, legiferando e
continuando le discussioni che sono importanti, che sono anche
seriamente portate avanti da alcuni deputati, dai gruppi di 2010,
2012 o 2020; però, ciò che più è importante è che noi stasera si
dia una risposta a coloro i quali attendono che questa sera si
voti la legge sugli appalti. Votiamo, dunque, la legge sugli
appalti, diamo risposte serie e concrete a chi sa che quest'Aula
non è stata convocata per caso, e se ha aspettato un'intera
giornata ed è ancora presente è perchè vuole dare corso ad una
idealità che si è posta e ad una legge che è stata concordata e
definita nell'ambito dell'Assemblea stessa.
CRISAFULLI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISAFULLI. Signor Presidente, avrei preferito che si fosse
chiusa questa parte della discussione, perchè intervengo anch'io
sull'ordine dei lavori ma, relativamente, ad un'altra questione.
Questa mattina la Commissione per le Politiche Comunitarie
del Parlamento Regionale era stata, opportunamente, convocata dal
Presidente, onorevole Vicari, per discutere con il Governo della
Regione siciliana le procedure che sono state utilizzate per
l'approvazione dei PIT relativamente ai fondi comunitari.
Il Governo avrà, sicuramente, avuto impegni particolari e
non ha potuto assicurare la presenza, questo è perfettamente
comprensibile. Ciò che non è comprensibile è l'assenza dei
responsabili del dipartimento della programmazione.
Era presente un funzionario, persona squisita, il quale si è
messo a disposizione della Commissione, ma che non ha consentito
a quest'ultima di avere fugati tutti i dubbi; cosicché la
Commissione è arrivata ad una determinazione: all'unanimità, su
proposta del Presidente della Commissione stessa, onorevole
Vicari, ha deciso, in relazione alle procedure seguite per
l'approvazione dei PIT che hanno scontentato quasi tutte le
amministrazioni territoriali della Sicilia (dico quasi tutte
tranne qualcuna, pochissime), di revocare tutti gli atti
predisposti perchè palesemente illegittimi e, sostanzialmente,
fuori dalla legge della Regione siciliana.
La Commissione ha, altresì, deciso di trasmettere tale
deliberato al Presidente dell'Assemblea per darne comunicazione
all'Aula (alcune agenzie stampa, Signor Presidente, citano già
questa notizia), ed, inoltre, la Commissione ha chiesto al
Presidente stesso di trasmettere la nota che è stata elaborata
dalla Commissione, in maniera particolare dal suo Presidente,
alla Corte dei Conti per non registrare l'atto deliberativo del
Governo rispetto ai PIT, rendendo di fatto nulla tutta la
procedura.
E' evidente che ciò che si è determinato questa mattina pone
un problema molto serio rispetto al complesso dell'attivazione
dei finanziamenti comunitari in Sicilia.
Credo sia giunto il momento, oltre che di assegnare le
responsabilità di chi ha voluto procedere senza dare conto al
Parlamento regionale ancorché opportunamente sollecitato a venire
a dare le spiegazioni necessarie, peraltro sempre assente, di
avanzare la richiesta che il Presidente della Regione venga in
Aula a relazionare sullo stato complessivo dell'attivazione,
oltre che ad adempiere alle richieste della Commissione.
Pertanto, nella Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari che si dovrà tenere domani o dopodomani sarebbe
utile che si decidesse una data precisa in cui il Presidente
della Regione venga in Aula a rendicontare sulla vicenda
particolare.
Mi giunge opportuno sottolineare e sottoporre al Presidente
dell'Assemblea, che io come tanti altri colleghi (lo dico perchè
gli altri forse per pudore o forse perchè ancora non credono alla
risposta che hanno avuto) mi sono permesso di chiedere gli atti
all'Ufficio di programmazione. I funzionari, opportunamente
orientati dal responsabile, mi hanno risposto che per avere gli
atti avrei dovuto fare richiesta ai sensi della legge sulla
trasparenza, creando in me uno stato di disagio. Peraltro, al
funzionario ho dovuto ricordare che avanzavo tale richiesta in
quanto componente dell'Ufficio di Presidenza dell'Assemblea
regionale siciliana e la documentazione sarebbe dovuta pervenire
all'Ufficio di Presidenza dell'Assemblea; per legge la
responsabile dell'ufficio ha dato questa indicazione, ritenendo,
forse, che l'utilizzazione delle spese comunitarie fosse una cosa
di appartenenza privata.
Io ricordo a quest'Aula che noi votammo un ordine del giorno
alla fine di un dibattito che richiamava la legge numero 6 del
1997 che imponeva al Governo di allora, che tutte le procedure di
attivazione dei finanziamenti comunitari dovevano passare prima
dalla Commissione e poi dall'Aula. Non credo che si debba
esagerare, ma mantenere ciò che la legge detta è obbligo di
chiunque in Sicilia ed, in particolare, del responsabile
dell'Ufficio di programmazione.
Poiché le agenzie di stampa ne parlano, sarebbe strano che
in questa sede il Presidente dell'Assemblea non prendesse atto
che c'è questa informazione, probabilmente le arriverà, se non
le è già arrivata, la notizia che la Commissione CE ha assunto
questa determinazione riguardante la comunicazione da dare
all'Aula e la nota da trasmettere alla Corte dei Conti per
bloccare la registrazione di tutta la procedura.
Dopodiché, signor presidente, credo sia necessario che ella
si faccia portavoce, in sede di Conferenza dei presidenti dei
Gruppi parlamentari, perché si decida subito, probabilmente anche
domani, che l'Aula venga informata su tutto e che si ponga
rimedio, se non si vogliono perdere i finanziamenti,
immediatamente, sanando con procedure nuove tutto quanto è stato
sbagliato nelle procedure fin qui utilizzate.
PRESIDENTE. Onorevole Crisafulli, relativamente a ciò che lei
ha detto, informo l'Aula che della nota della Commissione CE la
Presidenza è venuta a conoscenza a lavori iniziati, altrimenti
avrebbe provveduto a comunicarla tempestivamente all'Aula.
Tuttavia, poiché l'Aula comunque ne è venuta a conoscenza,
la Presidenza sta organizzando i lavori in maniera tale da
consentire all'Aula di sviluppare, comunque, un confronto su
questo tema.
Per quanto riguarda, invece, l'altra questione da lei posta,
la Presidenza sta già predisponendo una nota di precisazione,
rispetto alle funzioni, i compiti e le prerogative parlamentari,
da inviare ai funzionari che hanno negato l'accesso agli atti.
CRISAFULLI. I funzionari dovrebbero essere sostituiti
PRESIDENTE. Sarebbe assai grave se si volesse limitare
l'attività parlamentare impedendo ai deputati stessi di avere
contezza degli atti che vengono di volta in volta compiuti da
parte del Governo o da parte di chi ha questo compito. Da questo
punto di vista, onorevole Crisafulli, la Presidenza intende
tranquillizzarla perché stiamo già predisponendo una nota dura
nei confronti di comportamenti assolutamente irrituali, per non
dire illegittimi che vengono compiuti in questa direzione.
Se c'è una cosa che deve essere sempre garantita, questa è
la trasparenza, soprattutto quando la trasparenza è direttamente
connessa con le funzioni parlamentari, che non possono essere
ridotte né possono essere limitate da comportamenti che non
trovano un aggettivo adatto per essere qualificati
BARBAGALLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per ricordare a me stesso che nell'ultima Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari il Presidente Lo Porto,
proprio per evitare pressioni, suggerimenti circa i disegni di
legge che devono essere approvati, come se ci trovassimo
all'ultimo giorno della legislatura, aveva detto che dopo la
votazione finale dell disegno di legge sugli appalti, si doveva
tenere una riunione della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per stabilire un ordine, per individuare priorità e
per non lavorare sulla scorta di sollecitazione del Governo o dei
singoli parlamentari.
Spero che il Presidente Lo Porto ed il Presidente Fleres si
facciano promotori di una nuova riunione della Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari per definire, non entro quando
chiudere la sessione estiva, ma anche i provvedimenti che devono
essere approvati.
In ordine alla mozione che dovrà essere discussa domani
mattina, vorrei ricordare che il problema dei trasporti,
complessivamente inteso, merita una seduta intera. Il Presidente
Cuffaro o l'Assessore Cascio devono riferire nel merito delle
problematiche che riguardano l'intero sistema dei trasporti: le
competenze che, come voi sapete, sono state trasferite alla
Regione, il protocollo d'intesa che il Presidente Leanza ha
firmato con lo Stato, il trasferimento dei 260 miliardi che non
sono sufficienti rispetto ad un sistema delle ferrovie che costa
750 miliardi e ne incassa 35 miliardi l'anno, il problema del
reperimento delle risorse, la legge sul trasporto locale che
ancora non è andata in Giunta, il piano regionale trasporti che
da vent'anni attendiamo e che ora è messo all'ordine del giorno
come finanziamento ancora in questa legge sul collegamento delle
isole minori.
Ritengo, quindi, che ci sia abbastanza materiale perché il
Presidente Cuffaro venga in Aula a riferire sullo stato delle
ferrovie e dei trasporti in Sicilia.
PRESIDENTE. Informo l'Aula che domani mattina alle ore 10.30
è convocata la riunione della Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari.
VICARI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VICARI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, da più parti
sappiamo - e credo che tutti quanti ne siamo consapevoli - del
rischio della mancata applicazione e spesa nei tempi stabiliti
dal nostro complemento di programmazione. Sappiamo tutti che
incombe il 31 ottobre dell'anno in corso per un aggiornamento e
una verifica dell'attuazione della spesa che a tutt'oggi non è
certamente confortante rispetto agli impegni che la Regione
Siciliana aveva assunto.
In questi mesi sappiamo anche che una parte dello strumento
di programmazione di Agenda 2000 prevedeva una quota
territorializzata e, quindi, una spesa attraverso uno strumento
innovativo che la Regione si è data, cioè i progetti integrati
territoriali. Bene, ad oggi il Dipartimento Programmazione su
questa procedura ha accumulato 160 giorni di ritardo, avendo poi,
di fatto, tentato di scaricare lo stesso ritardo sui territori e
sugli enti locali, che per la prima volta, in maniera
assolutamente innovativa, avevano cercato di creare uno sviluppo
locale dal basso, e che in tal modo vengono mortificati e
annullati in tutti questi sforzi.
Ma la cosa grave che si è registrata in questi giorni e che
ha registrato il Parlamento siciliano, attraverso un suo braccio
che è la Commissione CE, è una mancata osservanza di procedure
che leggi regionali stabiliscono. Il dato che ne risulta è che,
probabilmente, la Direzione Programmazione non accetta - anche
perché prima di arrivare a queste comunicazioni si era cercato di
interloquire con l'autorità di gestione - alcun controllo da
parte del Parlamento siciliano. E una delle aberrazioni di
tale comportamento è la risposta data ad un deputato componente
della Commissione e vicepresidente di questa Assemblea che per
avere accesso agli atti bisognava fare richiesta ai sensi della
legge sulla trasparenza.
C'è di più, onorevoli colleghi, e cioè che ben due leggi
regionali - la n. 4 del 1992 e la n. 6 del 1997 - stabiliscono
che tutto ciò che riguarda programmazione, controllo, spesa,
modifica e complemento di programmazione, eccetera venga
preventivamente ed obbligatoriamente trasmesso alla Commissione
CE; e - come ricordava prima l'onorevole Capodicasa - in uno
degli ultimi governi della Regione si stabilì in quest'Aula di
dirottare tutte le espressioni di pareri non più sulle competenti
Commissioni legislative ma, per accelerare e controllare meglio
la spesa, di indirizzarle esclusivamente in Commissione CE.
Di tutto questo in questa procedura - ma non soltanto in
questa procedura - da parte del Dipartimento della Programmazione
nessun passaggio è stato rispettato. Ritengo - così come tutti i
componenti della Commissione - che votando oggi all'unanimità
questo deliberato non si sia voluto manifestare sfiducia nei
confronti di chi attualmente detiene la delega della spesa
comunitaria, cioè il Presidente della Regione, ma che si sia
voluto esprimere un voto di sfiducia su tutta l'attività fino a
qui promossa dall'autorità di gestione.
Credo che occorra fermarsi un attimo e fermare anche
l'Amministrazione regionale che sta procedendo a stipulare
accordi con i soggetti coordinatori dei PIT in mancanza di un
decreto finale registrato alla Corte dei Conti e cioè mettendo a
serio repentaglio e rischio gli enti locali come soggetti
coordinatori a fronte di impegni e spese che i territori devono
adottare in mancanza di un decreto finale registrato dalla Corte
dei Conti.
In più, modifica al complemento - ripeto -, criteri di
valutazione, progetti finali e tutta la procedura del PIT non
sono mai stati trasmessi in Commissione, non soltanto in fase
preventiva, obbligatoria, ma neanche come semplice comunicazione.
E, rispetto a ciò che sta accadendo ed anche rispetto ad una nota
secondo cui, proprio nella mattinata di oggi, il Presidente della
Regione siciliana, ha stipulato un protocollo d'intesa con l'ANCI
e con l'UPS dove si ammettono, da parte del Presidente della
Regione, quindi dando ancor più forza ad un'iniziativa che ha
preso questa Commissione, alcuni errori che sono stati commessi
dal Dipartimento della Programmazione, credo che rispetto a ciò e
rispetto al protocollo d'intesa che il Presidente della Regione
ha firmato con l'ANCI e l'UPS, non ci sia molta differenza con il
comportamento della Commissione che è un modo per cercare di
ripristinare regole e certezze.
E' impensabile che nessun organo del Parlamento, nessun ente
locale conosca i criteri di valutazione di questi progetti. Non
è pensabile che ci sia un Dipartimento della Programmazione con
tutti i suoi consulenti che procede alla stipula di accordi senza
che nessuno possa controllare il lavoro svolto da
un'amministrazione pubblica.
Quindi, signor Presidente, credo che fermarsi un attimo e
riportare le regole che danno certezza e serenità e sicurezza a
tutti i territori ed a tutti i siciliani sia un atto che aiuti in
questo momento il Governo e non lo metta in difficoltà.
Del resto, con 160 giorni di ritardo che già ha il
Dipartimento alla Programmazione, aggiungerne 3-4 di trasmissione
degli atti in Commissione, in modo che tempestivamente la stessa
possa approvarli e quindi dare serenità all'azione del Governo,
non credo blocchi la spesa o la ritardi perchè - ripeto - 160
giorni già li hanno accumulati.
La Commissione è stata convocata per martedì, sia mattina
che pomeriggio, per cui ritengo che se il Presidente della
Regione o l'autorità di gestione ravvedono il proprio
comportamento o approfondiscono un po' di più la legislazione
regionale, si possa, nella giornata di martedì prossimo,
ripristinare quelle regole che da un po' di tempo vengono
disattese dal Dipartimento della Programmazione.
FORMICA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
le valutazioni che si sono fatte in quest'Aula in merito ad
alcuni argomenti siano tutte valutazioni importanti,
apprezzabili, fondamentali anche per l'interesse della nostra
Regione.
Vorrei, però, richiamare l'attenzione dei colleghi sul fatto
che il primo obbligo che abbiamo come parlamentari é quello,
intanto, di portare avanti le norme che sono state programmate,
che sono state iscritte all'ordine del giorno che sono pronte per
essere esitate. E poichè il Parlamento ha ben operato, ha ben
lavorato con l'impegno di tutti i deputati di maggioranza e di
opposizione ed ha provveduto ad esitare alcuni disegni di legge
che sono finalmente pronti per l'Aula, invito innanzitutto i
colleghi ad esaminare questa sera i disegni di legge iscritti
all'ordine del giorno ed invito la Presidenza a fornire
indicazioni all'Aula stessa circa il giorno in cui si procederà
alla votazione finale del disegno di legge sugli appalti e dei
disegni di legge che questa sera esamineremo.
LEONTINI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, intervengo brevemente sull'ordine
dei lavori per proporre di procedere con l'esame dei disegni di
legge iscritti all'ordine del giorno e procedere poi alla
votazione finale dei due disegni di legge già esaminati
dall'Aula; in tal modo, stasera, avremmo reso i lavori dell'Aula
veramente produttivi.
GURRIERI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GURRIERI. Signor Presidente, intervengo per fare mia la
richiesta dell'onorevole Vicari perché sono stato testimone
diretto delle irregolarità che sono state consumate da questo
famoso comitato di programmazione.
Io sono anche amministratore di un piccolo comune e quattro
mesi fa mi sono visto approvare un progetto per il risanamento
della pineta della mia città che due mesi fa aveva subìto una
mutilazione a seguito di un incendio di vaste proporzioni.
Era stata destinata una somma perché questo progetto era
stato valutato dal comitato di programmazione positivamente.
Venti giorni fa, ufficialmente, tale progetto è stato revocato ed
è stato inserito un progetto di 7 miliardi per fare i percorsi
del bosco. E' davvero incomprensibile: si devono fare i percorsi
del bosco con la pineta bruciata
Ed allora, dobbiamo anche capire se questa Assemblea deve
svolgere un ruolo di controllo, deve svolgere un ruolo di stimolo
e soprattutto di garanzia delle regole e dei regolamenti.
Allora, ho voluto portare solo un esempio ma potrei
continuare, non posso però fare violenza all'Aula perché so che
stasera dobbiamo approvare alcuni provvedimenti importanti.
Quindi, io sono perché la Presidenza registri anche la posizione
del gruppo della Margherita, parte del gruppo in quanto non so se
l'onorevole Ortisi ritiene di poter intervenire anche per la sua
esperienza di amministratore espletata fino a qualche mese fa.
Penso che anche lui avrà qualche cosa da dire su ciò che abbiamo
registrato nella vvarie realtà della Sicilia.
In conclusione, Presidente, la invito a prendere atto della
richiesta dell'onorevole Vicari con la quale sono completamente
d'accordo. Sono convinto infatti che dobbiamo ripristinare un
percorso diverso rispetto alla disfunzione che si è registrata -
e con un certo consenso devo dire. Ci sono personaggi della
maggioranza che tentano di utilizzare taluni burocrati come
bracci armati per determinare alcune scelte che non competono
loro. Il mio appello dunque è di rientrare nell'alveo della
legalità. La invito quindi formalmente a prendere atto di queste
mie dichiarazioni.
ORTISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevoli colleghi, sarebbe
opportuno non anticipare i temi del dibattito su questo argomento
che si svilupperà successivamente, sarebbe opportuno, dato che
comunque dobbiamo esitare i tre disegni di legge, rendere più
celeri i nostri lavori parlamentari.
ORTISI. Signor Presidente, ci siamo accorti, pur nella
confusione che ha caratterizzato quest'ora, che emerge
soprattutto il grido di dolore dell'onorevole Cintola, al quale
vogliamo bene, non fosse altro per l'impegno che ha profuso per
questo disegno di legge sugli appalti. Ho notato che non c'è una
corrispondenza in ordine all'esigenza che egli, giustamente,
esprime per passare al voto finale sulla legge degli appalti. Non
è che noi siamo analgesici, però questo grido di dolore lo
accogliamo in pieno e diciamo che siamo d'accordo per passare
subito alle dichiarazioni di voto sul disegno di legge sugli
appalti e a liberarci finalmente di questo che è stato un impegno
fondamentale.
Per quanto riguarda invece quello di cui parlava il mio
carissimo amico e collega Guerrieri, credo sia opportuno rinviare
la discussione nel momento in cui entreremo nel merito. E ci
entreremo presto e bene perché altro che grido di dolore dalle
Amministrazioni e dalle Comunità proviene in ordine a questo
argomento: arriva un grido di disperazione che merita un
approfondimento, che chiediamo al Presidente della Regione possa
avvenire il più presto possibile.
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, intervengo brevemente per
porre una questione: penso che alla luce delle comunicazioni qui
rese, credo ci sia l'urgenza che il Presidente della Regione
nella mattinata di domani venga in Aula a riferire sulla vicenda
dei PIT.
PRESIDENTE. Onorevole Giannopolo, avevo già comunicato
all'Aula che domani mattina alle 10.30 si terrà la Conferenza dei
Capigruppo per stabilire l'andamento dei lavori anche su questo
tema.
GIANNOPOLO. Io sto dicendo un'altra cosa. Lei sta rimandando
alla Conferenza dei Capigruppo. Io non sto contestando che si
tenga la Conferenza dei Capigruppo, io sto chiedendo che il
Presidente della Regione, domani mattina, su ferrovie e su PIT,
venga a riferire e a concordare con il Parlamento una linea che
ci consenta di risolvere alcune questioni che si stanno
aggrovigliando in modo assolutamente negativo.
La Conferenza dei capigruppo poi decida anche sul percorso
successivo. Tuttavia, non mi pare che si possa affidare alla
Conferenza dei capigruppo di domani mattina soltanto questa
questione. Dovrebbe essere abbastanza pacifico infatti che il
Presidente della Regione venga domani mattina alle 11,00 o alle
12,00 a riferire - o stabilisca lei quando -, ma questo non può
che accadere nella mattinata di domani.
SPAMPINATO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPAMPINATO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo si
sia creata un po' di confusione in questa Aula. Ritengo
necessario evidenziare come si siano sovrapposte due esigenze: da
una parte, l'esigenza di ordine legislativo: abbiamo lavorato
assiduamente su alcuni disegni di legge, e si tratta adesso di
dare concretezza al nostro lavoro. Ritengo non meno importante,
signor Presidente, anche l'esigenza di natura politica già
evidenziata dagli interventi che mi hanno preceduto.
Mi riferisco ai temi politici che sono stati evidenziati.
Innanzitutto il problema dei trasporti su rotaie, in conseguenza
del disastro che si è verificato nei giorni scorsi in provincia
di Messina, e non meno importante anche se meno drammatico, e
credo finora sottovalutato eccessivamente, ma posto sia
dall'onorevole Crisafulli che dal presidente Vicari.
L'onorevole Vicari probabilmente è stata eccessivamente
buona nell'espressione dei giudizi nei confronti del Presidente
della Regione. La responsabilità è sicuramente dell'organo
tecnico e anche della dott.ssa Paolocci, ma la responsabilità
politica è del Governo e quindi del Presidente della Regione.
Non possiamo scaricare esclusivamente la responsabilità
sull'organo tecnico.
Ritengo vi sia stata una dimenticanza dell'esistenza
dell'Assemblea regionale, una dimenticanza dell'esistenza delle
leggi che prevedono che l'Assemblea regionale, attraverso la
Commissione CE, dia dei pareri in ordine a questi problemi.
Sono state violate delle norme che porteranno a
riconsiderare tutto il procedimento e probabilmente il Consiglio
di giustizia non procederà alla registrazione dell'atto
deliberativo della Giunta. Lo ritengo questo un atto
particolarmente grave, che procurerà ulteriori ritardi alla spesa
per quanto riguarda il POR 2000-2006.
Anche di questo, oltre che del problema dei trasporti,
riteniamo necessario che prima che si concluda la sessione, il
Presidente della regione venga in Aula a chiarirci qual è la sua
posizione.
Ritengo quindi indispensabile che nella riunione convocata
per domani mattina si dia ordine sia all'aspetto legislativo sia
all'aspetto politico al fine di poter chiudere la sessione in
corso.
FERRO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FERRO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'ordine dei lavori perchè ho l'impressione che rischiamo o di
incartarci o di affrontare in modo alquanto superficiale
questioni estremamente delicate.
Vado con ordine. La prima questione riguarda la vicenda del
tragico incidente della tratta Palermo-Messina. Credo sia cosa
buona e giusta che questa Assemblea commemori le vittime. Su
questo siamo tutti d'accordo.
PRESIDENTE. Non so se lei era in Aula poc'anzi, ma la
Presidenza ha già annunziato che la commemorazione delle vittime
avverrà domani mattina all'inizio della seduta e che nella
Conferenza dei capigruppo fissata per le 10.30 sarà individuata
la data nella quale discutere le mozioni che riguarderanno
proprio la situazione dei trasporti e delle ferrovie in
particolare.
FERRO. Intervengo proprio su questo perchè credo che la
commemorazione in sé sia un atto dovuto ma non è sufficiente per
interrogarci e provare a trovare soluzioni alle ragioni che hanno
determinato questo incidente.Al di là quindi di ciò che deciderà
la Conferenza dei capigruppo sarebbe bene e opportuno prendere in
considerazione l'ipotesi che anche nel pomeriggio di domani si
possa affrontare in Aula il tema nello specifico, ovviamente,
alla presenza del Presidente della Regione.
Lo dico adesso quindi con anticipo affinchè si possa
permettere al Presidente della Regione di essere domani in Aula
compatibilmente con la sua agenda.
La seconda questione riguarda le leggi che dobbiamo
approvare stasera. Capisco la fretta di dare risposte, ma ciò che
dovremmo fare con rapidità è provare, veniva ricordato poc'anzi,
ad approvare una legge che è stata abbondantemente approfondita,
discussa in quest'Aula, alla quale si è lavorato per tutta la
settimane scorsa e che è, appunto, il disegno di legge sugli
appalti.
Credo sia cosa utile, buona e giusta da fare stasera. Ed
oggi, chi ha letto i giornali lo sa, un'importante quotidiano ha
dedicato alla vecchia legge sugli appalti appena due pagine.
Pertanto, credo che, al di là delle singole opinioni, abbia
un senso politico oltre che essere giusto che questo Parlamento
si pronunci rapidamente ponendo in votazione finale il disegno di
legge sugli appalti.
Il resto dei provvedimenti, sono provvedimenti che approvati
stasera o approvati domani, non credo che modifichino le sorti,
direbbe qualcuno, del popolo siciliano.
Presidenza del vicepresidente Fleres
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "ISTITUZIONE
DELLE STRADE E DELLE ROTTE DEL VINO" (NN. 9-253-281/A)
PRESIDENTE. Si procede con il seguito della discussione del
disegno di legge "Istituzione delle strade e delle rotte del
vino", (nn. 9-253-281/A) posto al numero 1) del III punto
dell'ordine del giorno.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
Art. 1.
Finalità
1. Con la presente legge la Regione siciliana, in armonia
con gli obiettivi delle politiche di sviluppo rurale e allo
scopo di valorizzare ed incentivare i territori ad alta
vocazione vitivinicola di cui alla legge 10 febbraio 1992, n.
164, nonché le attività e le produzioni ivi esistenti
attraverso la qualificazione e l'incremento dell'offerta
turistica integrata, promuove e disciplina la realizzazione
delle strade e delle rotte del vino (in prosieguo denominate
'Strade').
2. Le Strade sono itinerari turistici lungo i quali
insistono vigneti, cantine di aziende agricole, enoteche,
musei della vite e del vino, centri di informazione e
accoglienza, aziende specializzate in produzioni tipiche e di
qualità, strutture turistico ricettive, valori naturali,
culturali e ambientali. Nell'ambito delle strade e delle
rotte del vino la continuità territoriale fra tratti della
fascia costiera e fra la costa e le isole minori è assicurata
anche mediante l'apposizione del simbolo identificativo della
Strada e l'istituzione di centri di informazione e di
accoglienza sui mezzi di trasporto marittimi pubblici e
privati e nei porti.
3. Le Strade possono comprendere i territori relativi a
più di un vino a denominazione di origine controllata e a
indicazione geografica tipica.
CINTOLA. Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, io ho fatto una proposta che era
quella di porre in votazione questa sera il disegno di legge
sugli appalti, le isole minori e sulle strade del vino in quanto
questi disegni di legge avevano una corsia preferenziale perchè
agli stessi non era stato presentato alcun emendamento.
Siccome non c'è un pronunciamento differente, credo che
l'Aula debba pronunciarsi sulla mia proposta e dire se è
d'accordo a votare questa sera le due leggi sicuramente e la
terza sulle strade del vino e a proseguire, dato che non sono
stati presentati emendamenti sulla strada del vino, il disegno di
legge potrebbe avere un percorso velocissimo,e si potrebbero
votare questa sera le tre leggi.
E' un dovere, a mio avviso, dell'Assemblea, mi richiamo al
Regolamento perchè si discuta la proposta, poi si può anche
bocciare. E intanto io ritengo che per quanto riguarda i
dibattiti sui Pit e sulle vittime del disastro di Messina, non
possono che essere poste dall'Assemblea dopo l'approvazione di
queste leggi.
Non si giustifica che un disegno di legge già avviato alla
fine sia preceduto da un dibattito ampio, con la presenza del
Presidente della Regione che dia ampie giustificazioni sul suo
operato, sulle indagini che verranno fatte; il dibattito deve
essere fatto dopo l'approvazione delle tre leggi che qualificano
l'Assemblea e che diano la svolta agli appalti perché ogni ora
che passa, signor Presidente, continuano ad esserci ribassi dello
0,001 e di leggi che sono ormai sorpassate e che ci lasciano
"Cenerentola" in Italia come siamo stati per tanti e lunghi anni.
Quindi, per richiamo al Regolamento, le chiedo di porre in
votazione la proposta che ho fatto.
PRESIDENTE. Onorevole Cintola, l'orientamento della Presidenza
era di procedere al voto di queste due leggi e delle altre tre,
che mi auguro che l'Aula possa esitare questa sera,o al più tardi
nella giornata di domani.
CINTOLA. Ma il suo orientamento non può essere in contrasto
con la volontà dell'Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Cintola, dato che lei formalizza questa
proposta ho il dovere di dare la parola ad un deputato favorevole
e uno contro e di mettere in votazione la proposta.
Chi chiede di parlare a favore della proposta dell'onorevole
Cintola?
Chi chiede di parlare contro la proposta dell'onorevole
Cintola?
La proposta non può trovare accoglimento dato che non ci
sono deputati favorevoli o contrari.
CINTOLA. Se nessuno vota contro e nessuno vota a favore, la
proposta deve essere posta ai voti
PRESIDENTE. E quindi vuol dire che la sua proposta è respinta,
l'Aula non accoglie la sua proposta.
CINTOLA. Come sempre, quando lei presiede i lavori d'Aula,
diventa un dittatore. Non le è concesso
ORLANDO. Faccia il Presidente dell'Assemblea, onorevole
Fleres
PRESIDENTE. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 21.48, è ripresa alle ore 21.50)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non avendo alcun deputato
chiesto di parlare, pongo in votazione l'articolo 1.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
Art. 2.
Costituzione e riconoscimento delle strade del vino
1. La costituzione delle Strade avviene su iniziativa di
un apposito comitato promotore di cui fanno parte le aziende
vitivinicole, gli enti locali e altri soggetti pubblici e
privati. In ogni caso devono fare parte del comitato almeno
un terzo delle aziende vitivinicole che producono i vini di
qualità cui fa riferimento la Strada. Il presidente del
comitato è scelto tra i rappresentanti delle aziende
vitivinicole.
2. L'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste,
entro 120 giorni dalla data di pubblicazione della presente
legge, emana il disciplinare tipo delle Strade sulla base
dello schema predisposto dall'Istituto regionale della vite e
del vino. Il disciplinare tipo contiene i requisiti di
qualità di cui all'articolo 8.
3. Il comitato promotore presenta all'Assessore regionale
per l'agricoltura e le foreste istanza di riconoscimento
della Strada, corredata da un disciplinare redatto sulla base
del disciplinare tipo. Al disciplinare sono annesse le
sottoscrizioni di impegno alla realizzazione del progetto
della Strada da parte dei legali rappresentanti dei soggetti
aderenti al comitato promotore.
4. L'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste,
entro 120 giorni dalla presentazione dell'istanza, provvede
all'approvazione del disciplinare e al riconoscimento della
Strada. Il termine può essere interrotto una sola volta per
richiesta di chiarimenti. Decorso tale termine il
riconoscimento si intende concesso.
5. In presenza di più comitati per il riconoscimento
della stessa Strada si dà priorità a quello cui aderiscono le
aziende vitivinicole con la maggiore produzione vinicola di
qualità cui fa riferimento la Strada.
6. L'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste
riconosce per ogni Strada uno specifico simbolo
identificativo, sulla base dei criteri stabiliti nel
disciplinare tipo.
7. L'Istituto regionale della vite e del vino provvede
alla predisposizione del simbolo identificativo regionale che
è approvato dall'Assessore regionale per l'agricoltura e le
foreste.
Non avendo alcuno chiesto di parlare e non essendo stato
presentato alcun emendamento, lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
Art. 3.
Comitati di gestione
1. Entro 90 giorni dal riconoscimento della Strada i
comitati promotori si trasformano, a pena di decadenza dal
riconoscimento, in comitati di gestione aperti anche a
soggetti non facenti parte del comitato promotore, ferme
restando le condizioni previste per i comitati promotori
all'articolo 2, comma 1.
2. I comitati di gestione svolgono i seguenti compiti:
a) realizzano e gestiscono la Strada nel rispetto del
disciplinare approvato;
b) provvedono alla diffusione della conoscenza della
Strada in collaborazione con le organizzazioni vitivinicole
locali e con gli altri soggetti interessati;
c) collaborano con la Regione e con gli enti locali
interessati per l'inserimento della Strada nei diversi
strumenti di promozione turistica;
d) vigilano sulla corretta attuazione delle iniziative da
parte dei soggetti interessati e sul rispetto dei requisiti
di qualità previsti all'articolo 8.
3. Nell'ambito delle Strade operano guide enoturistiche
in possesso dell'abilitazione all'esercizio della professione
di guida turistica e che abbiano frequentato appositi corsi
di formazione che rispettino requisiti minimi di durata e
professionalità stabiliti con decreto dell'Assessore
regionale per l'agricoltura e le foreste. E' istituito un
apposito registro professionale delle guide enoturistiche
della Regione siciliana presso le camere di commercio.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare e non essendo
stato presentato alcun emendamento, lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
Art. 4.
Equiparazione alle attività agrituristiche.
1. Le attività di ricezione e di ospitalità, compresa la
degustazione dei prodotti aziendali e l'organizzazione di
attività ricreative, culturali e didattiche, svolte da
aziende agricole nell'ambito delle Strade possono essere
ricondotte alle attività agrituristiche, come disciplinate
dalla vigente legislazione regionale in materia.
2. Ai sensi dell'articolo 1, comma 4, della legge 27
luglio 1999, n. 268, le cantine industriali ed enoteche
presenti nell'ambito delle Strade, aderenti al relativo
disciplinare, possono effettuare la presentazione,
degustazione e la mescita dei prodotti vitivinicoli nel
rispetto delle norme previste per le aziende agricole
produttrici.
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Savarino e Lo
Curto l'emendamento 4.1. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE, assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, chiedo che almeno uno dei due presentatori lo
illustri.
SAVARINO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, semplicemente
volevo evitare, che si potesse con un'interpretazione rigida
della norma, escludere dall'applicazione cantine che non siano
industriali, che siano cooperative agricole, che siano di altra
natura.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 4 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
Art. 5.
Enoteca regionale della Sicilia
1. E' istituita l'Enoteca regionale della Sicilia alla cui
realizzazione si provvede secondo quanto previsto nella
corrispondente misura del POR Sicilia 2000-2006.
L'Assessorato regionale dell'agricoltura affida la gestione
dell'enoteca regionale in concessione a soggetti privati del
settore agroalimentare mediante procedure di evidenza
pubblica. Il concessionario è tenuto a mettere a disposizione
della Regione l'enoteca regionale per le attività
istituzionali di promozione del vino e dei prodotti tipici e
di qualità.
2. L'Enoteca regionale ha due sedi, una nella Sicilia
occidentale e l'altra nella Sicilia orientale, e ha compiti
di:
a) presentare una selezione dei vini regionali, in sede
idonea e ampia che possieda adeguati requisiti storici e
architettonici;
b) svolgere un'azione tendente a valorizzare i vini
siciliani e a promuoverne la conoscenza e il consumo, anche
mediante attività di degustazione e di vendita;
c) organizzare corsi e stage formativi;
d) promuovere la cultura vitivinicola anche mediante la
produzione e la divulgazione di materiale informativo ed
editoriale.
3. Ai fini della realizzazione dell'Enoteca regionale,
possono essere utilizzati immobili facenti parte del
patrimonio della Regione o messi a disposizione gratuitamente
dagli enti locali.
4. L'Enoteca regionale per il perseguimento delle proprie
finalità può aderire ad Enoteche nazionali.
5. L'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste
emana direttive volte a coordinare l'attività dell'Enoteca
regionale con quella dell'Istituto regionale della vite e del
vino.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vorrei
riportare in Aula ciò che è stato discusso in Commissione, però
mi pare opportuno, anche rispetto all'importanza che ha
l'articolo 5 che istituisce di fatto l'enoteca regionale della
Sicilia, cosa secondo me abbastanza importante nell'impianto
complessivo del disegno di legge, però mi pare assolutamente
essenziale riflettere e far riflettere l'Aula sul modo in cui
l'enoteca viene tutto sommato concepita con una visione
prettamente privatistica, come se ci fosse da gestire
evidentemente qualcosa che non ha connotazioni anche di natura,
secondo me, abbastanza selettiva.
L'enoteca ha una funzione non solo per quanto concerne la
valorizzazione dei vini di qualità siciliani, ma anche una
funzione di promozione a tutti gli effetti per quanto concerne i
vini stessi. E credo sia soprattutto la funzione degli enti
pubblici compresa la Regione che dovrebbe da questo punto di
vista attestarsi fra i primi per vedere non solo di dargli anche
un ruolo di questo tipo di alto livello ma anche e soprattutto
nella gestione di assumere le giuste iniziative per fare in modo
che poi si concretizzi quanto evidentemente da questo punto di
vista ideato.
Non mi pare che liberandoci di questa incombenza, non
pensando dunque se non ad affidarlo ai privati, non mi pare che
noi affrontiamo la questione in maniera, secondo me, abbastanza
funzionale. Nella discussione che è stata fatta in Commissione
evidentemente questo aspetto è stato modificato per volere più
della Commissione Bilancio che della III Commissione; e questo è
stato uno dei punti qualificanti del lavoro interessante che
abbiamo fatto con uno spirito abbastanza costruttivo ed unitario.
E' stato uno dei pochi punti su cui mi sono differenziato
rispetto anche alla posizione di altri colleghi dello stesso
Presidente per la verità che ha da questo punto di vista condotto
i lavori anche in maniera abbastanza attenta e in maniera anche
abbastanza sensibile.
L'indicazione che ha dato la Commissione Bilancio è
un'indicazione che sinceramente non si pone il problema del modo
di come l'enoteca dovrebbe funzionare ed essere rappresentata in
Sicilia. L'indicazione della Commissione Bilancio indubbiamente
non si è soffermata per niente sulla questione della funzionalità
del ruolo dell'enoteca ma ha semplicemente, da questo punto di
vista, assunto una indicazione, una funzione prettamente
ragionieristica, siccome c'era da mettere in gioco qualche euro
allora è evidente che l'indicazione è di privatizzare tutto
quindi anche la gestione dell'enoteca passiamola in mano ai
privati, facciamo un'asta pubblica e liberiamo di tutto.
Credo che non è assolutamente possibile liquidare la
questione che riguarda l'enoteca regionale siciliana come nuova
istituzione in questa maniera; ma non tanto perchè possono venire
comodi, da questo punto di vista, alcuni esempi che riguardano le
altre regioni e non ce n'è una in Italia, compreso la Toscana,
che sia, tutto sommato, da parte nostra, posta all'attenzione
anche in maniera seria, perchè ha buoni spunti e risultati per
quanto concerne la sperimentazione sul campo di leggi di questo
tipo, nemmeno il Piemonte, cioè non c'è una regione che affida la
gestione dell'enoteca regionale siciliana ai privati.
Diventa la regione stessa momento di stimolo e di intervento
per fare in modo che ci si metta insieme privati, istituzione
pubblica, enti locali per vedere di promuovere, di mettere su
un'enoteca che abbia anche una funzione di un certo tipo.
Mi appello all'Aula, vedete il fatto che non ci sono
emendamenti e anche lo spirito con cui è stata affrontata la
discussione in commissione è stato tutto sommato condivisa
dall'Aula stessa.
Il punto, credo e lo chiedo prima di tutto al Presidente
Tricoli, ma lo chiedo anche al governo (qui c'è l'assessore per
l'agricoltura che in materia mi pare si sia soffermato anche sul
testo), la presentazione di un emendamento che non comporta spesa
per la regione ma che, comunque, mette in moto un meccanismo che
può vedere attorno ad un tavolo privati, regione, enti locali per
capire in che modo assumere, anche rispetto alla funzione
dell'enoteca, un ruolo importante e primario. Mi pare
assolutamente indispensabile, perchè in questo testo che secondo
il mio parere è un testo discreto (non voglio assolutamente da
questo punto di vista addentrarmi in valutazioni squisitamente di
natura enfatica) credo che questo punto sia un punto "oscuro",
cioè negativo.
Direi, quindi, che a questo punto un recupero da parte
nostra è possibile, e chiedo al Presidente Fleres se è possibile
accantonare l'articolo 5 per permettere, qualora evidentemente
c'è la volontà in questo senso, di scrivere un emendamento che
ripeto senza spesa per la regione metta comunque nelle condizioni
la regione siciliana di avere un ruolo importante e non di
delegare questa funzione importante che riguarda, anche, la
gestione dell'enoteca stessa e la costruzione dei percorsi per
veder crescere sempre più la qualità dei nostri vini per poterli
promuovere.
CASTIGLIONE, assessore per l'agricoltura e foreste. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASTIGLIONE, assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, facendo mie le considerazioni dell'onorevole Oddo che
poi fra l'altro sono quelle che la commissione aveva ampiamente
espresso, c'è la disponibilità di un rinvio di qualche momento
per una riscrittura dell'emendamento per aderire allo spirito con
cui la Commissione aveva lavorato.
PRESIDENTE. L'articolo 5 è accantonato.
Si passa all 'articolo 6. Ne do lettura.
Art. 6.
Musei della vite e del vino
1. Nell'ambito di ciascuna Strada può essere istituito
un museo della vite e del vino da parte del comitato di
gestione della Strada, degli enti locali o di altri soggetti
pubblici e privati. In ogni caso il responsabile scientifico
del museo fa parte del comitato di gestione della Strada.
2. La collezione degli oggetti e del materiale
documentario presente nel museo deve avere carattere di
unicità nell'ambito della Strada e di originalità a livello
regionale. Il museo ha anche compiti di realizzazione di
iniziative didattiche ed educative finalizzate alla
conoscenza dei diversi aspetti culturali della produzione
vitivinicola della Strada. Può inoltre costituire in
un'apposita sezione un'enoteca dell'area vitivinicola
interessata, presentando una selezione dei vini della Strada
e svolgendo attività di degustazione e di vendita dei vini e
dei prodotti tipici della Strada.
3. Ai fini della realizzazione del museo la Regione e gli
enti locali possono concedere ai comitati di gestione
gratuitamente immobili facenti parte del proprio patrimonio,
anche appositamente ristrutturati. Il museo può essere sede
di uno dei centri di informazione e accoglienza della Strada.
4. La gestione del museo è finanziata coi proventi
derivanti dallo svolgimento dell'attività espositiva e delle
altre attività e servizi ad essa connesse, nonché con le
donazioni e i finanziamenti a scopo pubblicitario e
promozionale di soggetti privati.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all 'articolo 7. Ne do lettura:
Art. 7.
Centri di informazione e di accoglienza
1. I comitati di gestione istituiscono centri di
informazione e di accoglienza della Strada, anche avvalendosi
degli organismi locali che svolgono attività di promozione
turistica e culturale.
2. I centri forniscono informazioni specifiche sull'area
vitivinicola e sulle caratteristiche della Strada, sui
servizi offerti dalle aziende e dagli altri soggetti che
fanno parte della Strada stessa. Possono porre in vendita
prodotti editoriali e altro materiale turistico in base alla
vigente normativa regionale sul commercio; possono altresì
fornire pacchetti turistici di breve durata a carattere
locale per conto delle strutture private e pubbliche previi
accordi e convenzioni con le medesime.
3. L'attività dei centri di informazione e di accoglienza
è finanziata anche attraverso il corrispettivo dei servizi
resi ai soggetti aderenti alla Strada.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 7.1 a firma Lo
Monte, Sanzeri.
L'emendamento è aggiuntivo al comma 1 e al comma 3 ed
entrerebbe in contrasto con quanto previsto rispettivamente
all'articolo 9 e all'articolo 2.
Pertanto resterebbe in vita solamente il comma 2. Sarebbe
opportuno che mentre votiamo l'articolo 7, lei rimeditasse il
contenuto di questo emendamento per decidere se mantenerlo o
ritirarlo.
Accantoniamo l'emendamento 7.1 per dare modo ai presentatori
di valutarlo.
Pongo in votazione l'articolo 7.
Chi é favorevole rimanga seduto; chi é contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne dò lettura:
"Art. 8.
Requisiti di qualità
1. Ai fini della presente legge si applicano i requisiti
minimi di qualità determinati dal Ministero delle politiche
agricole ai sensi dell'art. 3 della legge 27 luglio 1999, n.
268.
2. Requisiti aggiuntivi possono essere stabiliti con
decreto del Presidente della Regione, su proposta
dell'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste.".
Non avendo alcun deputato chiesto di intervenire, lo pongo
in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne dò lettura:
"Art. 9.
Segnaletica delle Strade
1. I comitati di gestione provvedono alla realizzazione
della segnaletica specifica della Strada sulla base della
segnaletica tipo predisposta dall'Istituto regionale della
vite e del vino e approvata dall'Assessore regionale per
l'agricoltura e le foreste.
2. I comuni e le province provvedono alla localizzazione
e posa in opera della segnaletica informativa lungo le strade
di rispettiva competenza sentiti i comitati di gestione."
Onorevole Lo Monte, l'articolo 9 è quello cui si ricollega
al comma 1 dell'emendamento da lei presentato.
Non avendo alcun deputato chiesto di intervenire, lo pongo
in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
"Art. 10.
Finanziamento degli interventi
1. Per la realizzazione delle finalità della presente
legge l'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste è
autorizzato a concedere contributi nei limiti delle
disponibilità del bilancio per i seguenti interventi:
a) creazione del simbolo identificativo della Strada e
della specifica segnaletica riferita alla strada del vino;
b) creazione o adeguamento dei centri di informazione e di
accoglienza delle strade del vino riconosciute;
c) creazione di musei della vite e del vino mediante
istituzione di nuovi musei o ampliamento e allestimento di
musei già esistenti. Non potrà essere finanziato più di un
museo per ogni strada del vino;
d) adeguamento ai requisiti di qualità previsti
all'articolo 8 della presente legge;
e) creazione del simbolo identificativo regionale, di
materiale divulgativo e informativo riguardante la generalità
delle Strade, compresa la realizzazione di materiale
multimediale.
2. I contributi di cui al comma 1, lettere a), b) e c),
possono essere concessi a favore dei comitati di gestione,
degli enti locali e di altri soggetti. I contributi possono
essere concessi fino al 50 per cento dell'investimento e in
ogni caso non possono superare l'importo di 25.000 euro per
gli interventi di cui alle lettere a) e b) e di 55.000 euro
per gli interventi di cui alla lettera c). I beneficiari
degli interventi di cui alla lettera c) sono selezionati
secondo il seguente ordine di priorità:
a) comitati di gestione;
b) enti locali;
c) altri soggetti.
3. I contributi di cui al comma 1, lettera d), possono
essere concessi a favore di aziende vitivinicole che
intendano aderire a una strada del vino, fino al 50 per cento
dell'investimento e in ogni caso per un importo non superiore
a 25.000 euro.
4. I contributi di cui al comma 1, lettera e), sono
concessi all'Istituto regionale della vite e del vino nella
misura del 50 per cento della spesa e fino a un massimo di
30.000 euro."
PRESIDENTE. Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, lo
pongo in votazione.
FERRO. Chiedo che la votazione dell'articolo avvenga per
scrutinio segreto.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Orlando, Raiti,
Giannopolo, Gurrieri, Crisafulli, Cracolici, Miccichè e
Spampinato)
VOTAZIONE PER SCRUTINIO SEGRETO
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'articolo 10.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso, chi si
astiene preme il pulsante bianco.
(Si procede alla votazione).
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
Presenti 44
L'Assemblea non é in numero legale.
La seduta è sospesa per un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 22.05, è ripresa alle ore 23.10)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Pongo in votazione l'articolo 10. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11. Ne dò lettura:
<Art. 11.
Disposizioni finanziarie
1. Le assegnazioni disposte annualmente, ai sensi
dell'articolo 4 della legge 27 luglio 1999, n. 268, sono
iscritte nel bilancio della Regione per essere destinate per
le finalità di cui all'articolo 10.
2. Ad integrazione delle assegnazioni di cui al comma 1,
per le finalità dell'articolo 10, per l'esercizio finanziario
2002, è autorizzata la spesa di 250 migliaia di euro, sia in
termini di competenza che di cassa, cui si provvede mediante
riduzione della spesa autorizzata dall'articolo 130 della
legge regionale n. 2/2002, tabella 'H', UPB 2.3.1.3.1.,
capitolo 147303.>
Poichè nessuno chiede di parlare, lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 12. Ne dò lettura:
<Art. 12.
Disposizione transitoria
1. I soggetti promotori di strade del vino comunque
denominati, già costituiti con atto pubblico alla data del 31
dicembre 2001, possono presentare istanza di riconoscimento
entro 60 giorni dalla data di pubblicazione della presente
legge. Il riconoscimento è concesso a condizione che i
predetti soggetti si adeguino ai requisiti e alle condizioni
previsti dalla presente legge.>
Poichè nessuno chiede di parlare, lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 13. Ne dò lettura:
<Art. 13.
Agricoltura biologica ed indennità compensativa
1. All'articolo 57, lettera c), della legge regionale 25
marzo 2002, n. 2, le parole 'delle indennità' compensative di
cui all'articolo 14 del Regolamento CE 1257/99' sono
sostituite dalle parole 'della indennità compensativa
pregressa di cui all'articolo 123 della legge regionale 23
dicembre 2002, n. 32'>
Poichè nessuno chiede di parlare, lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che sono stati presentati dal Governo gli
emendamenti aggiuntivi 13.1 e 13.2.
Comunico, altresì, che è stato presentato dal Governo il
subemendamento 13.R, di riscrittura dei sopra citati emendamenti
aggiuntivi.
Pongo in votazione l'emendamento 13.R. Il parere della
Commissione?
TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 13.1 e 13.2 sono pertanto superati.
Si passa all'articolo 5 precedentemente accantonato.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento
5.R interamente sostitutivo del comma 1 dell'articolo 5. Il
parere della Commissione?
TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 5 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 14. Ne dò lettura:
<Art. 14
Norma di salvaguardia comunitaria
1. Gli interventi di cui alla presente legge sono
subordinati al rispetto delle vigenti normative comunitarie
in materia di aiuti di Stato nonché alla definizione delle
procedure di cui all'articolo 88, paragrafi 2 e 3, del
Trattato istitutivo della comunità europea.
2. I contributi di cui all'articolo 10, rientranti nel
punto 4.3 degli Orientamenti comunitari degli aiuti di Stato
nel settore agricolo, sono concessi nei limiti della regola
de minimis. Ogni altro aiuto riguardante iniziative
promozionali è concesso fino ad un massimo di 100.000 euro
per un periodo di tre anni e nel rispetto delle condizioni
poste dal punto 14 dei predetti Orientamenti, dagli
Orientamenti comunitari degli aiuti di stato a favore della
pubblicità dei prodotti e dell'articolo 28 del Trattato
istitutivo della Comunità europea.>
Poichè nessuno chiede di parlare, lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 15. Ne dò lettura:
<Art. 15.
Disposizioni per il bilancio dell'ESA
1. Le disposizioni di cui all'articolo 18 della legge
regionale 10 dicembre 2001, n. 21, si applicano al bilancio
di previsione dell'ESA per l'esercizio finanziario 2002.>
Poichè nessuno chiede di parlare, lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 16. Ne dò lettura:
<Art. 16.
Attività Istituto della Vite e del Vino
1. L'Istituto regionale della vite e del vino svolge le
attività promozionali di propria competenza nel rispetto dei
limiti e alle condizioni stabiliti dall'articolo 126 della
legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, e dalla relativa
autorizzazione comunitaria.>
Comunico che all'articolo 16 sono stati presentati i
seguenti emendamenti, allegati:
- dal Governo: emendamenti 16.1, 16.3, 16.4 e 16.2R.
- dalla Commissione: emendamento 16.2;
- dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici, Croce,
Mercadante e Leontini: emendamento 16.6.
Pongo in votazione l'emendamento 16.1. Il parere della
Commissione?
TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 16.2 presentato dalla Commissione.
ACIERNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, c'è un
emendamento 16.2 a firma, credo, del Governo, perchè è una firma
illeggibile, si può sapere quale assessore ha firmato? E'
l'onorevole Castiglione o l'assessore Pagano?
PRESIDENTE. E' della Commissione.
ACIERNO. Oggi pomeriggio, in Commissione Bilancio è stato
esaminato un emendamento, a firma del Presidente della
Commissione, che aveva lo stesso articolato, identico; il comma 2
di questo emendamento recita: "Per le finalità di cui al comma 1
è autorizzata ..." - era scritto - "... la spesa di 350.000
euro."
Adesso noi abbiamo in Aula una riformulazione, dove la spesa
di 350.000 euro è stata ridotta a 25.000 euro. La cosa che mi
stranizza, intanto, è come mai una somma così consistente,
350.000 euro, pari a circa 700 milioni delle vecchie lire, venga
ridotta improvvisamente a 25.000 euro, pari a poco meno di 50
milioni, ma quello che mi sconvolge ancora di più, di questo
emendamento, sono le sue finalità. Non si capisce, anzi si
capisce che rischiamo di fare una norma fotografia mettendo
questa limitazione del 30 giugno 2002, come se la propaganda dei
vini, delle "strade del vino" si esaurisse il 30 giugno 2002. Non
si capisce a quale scopo diamo soldi ai ristoratori che, per loro
scopo sociale, sono soggetti destinati a comprare i vini ed a
rivenderli, ed è questo il loro mestiere. Ci sono già altre
istituzioni regionali che ...
PRESIDENTE. L'emendamento parla di unioni di ristoratori;
suppongo che si tratti di organizzazioni di categoria. Non è un
regime di aiuto, è un intervento a favore di una categoria.
ACIERNO. Che sono i ristoratori
Io credo che, per un fatto di dignità nei confronti
dell'Aula, tenendo conto che questo emendamento originariamente
partiva da una spesa di 350 mila euro, che viene ridotta a 25
mila, secondo il mio parere solo per ritrovarci una norma che
poi, in variazioni di bilancio, trova nuove coperture, voglio
dire: questo emendamento è una vergogna
Io annuncio il mio voto contrario. Mi auguro che il Governo,
invece, inviti il ritiro di questo emendamento e che trovi delle
formule diverse per propagandare quei vini che sono stati la
fonte per creare le "vie del vino" e non viceversa.
Se oggi c'è una legge in Aula che parla delle "vie del
vino", esse esistono perché esistono i vini e allora non capisco
perchè andare a spendere soldi per propagandare dei prodotti che
già da soli stanno propagandando una legge.
PRESIDENTE. Comunico che all'emendamento 16.2 sono stati
presentati i seguenti subemendamenti, allegati:
- dalla Commissione:
- al comma 1, sopprimere le parole "costituite alla data
del 30 giugno 2002";
- dagli onorevoli Leontini ed altri: subemendamento
16.R2.1.
TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Il
subemendamento della Commissione recepisce in pieno le
osservazioni dell'onorevole Acierno.
PRESIDENTE. Quindi con il subemendamento della Commissione il
termine del 30 giugno è soppresso, con quello dell'onorevole
Leontini, invece, si sposta la data dal 30 giugno 2002 al 31
dicembre 2002.
LEONTINI. Ritiro il mio subemendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione il subemendamento della Commissione. Il
parere del Governo?
CASTIGLIONE, assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
Presidenza del vicepresidente Fleres
VERIFICA DEL NUMERO LEGALE
FERRO. Chiedo la verifica del numero legale.
(Si associano alla richiesta gli onorevoli Barbagallo, Orlando,
Raiti, Miccichè e Tumino)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non sfugge a nessuno che le
motivazioni che hanno condotto alla richiesta del numero legale
non riguardano esattamente la legge che stiamo discutendo, ma
riguardano argomentazioni di natura diversa. Se queste
argomentazioni di natura diversa vengono meno, si potrebbe
trovare una soluzione.
(Proteste in Aula)
Onorevoli colleghi, il mio dovere è quello di verificare la
possibilità di individuare un percorso. Se c'è, bene; se non c'è,
non c'è.
Essendo la richiesta appoggiata a termini di Regolamento,
indìco la verifica del numero legale e ne proclamo l'esito:
Presenti 28
L'Assemblea non è in numero legale.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani,
mercoledì, 24 luglio 2002, alle ore 11.30, con il seguente ordine
del giorno:
Presidenza del vicepresidente Fleres
I - COMUNICAZIONI.
II - LETTURA AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI:
N. 145 - "Risoluzione della crisi di alloggi, a seguito di
cedimenti strutturali, nella città di Messina", degli
onorevoli Lo Monte, Paffumi, Raiti, Franchina, Savona,
Panarello, Borzacchelli, Ardizzone;
N. 146 - "Interventi per il rilancio del trasporto ferroviario
in Sicilia ed istituzione di una commissione
parlamentare di inchiesta sullo stato delle linee
ferrate siciliane.", degli onorevoli Ferro, Orlando,
Miccichè, Morinello, Raiti.
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - "Istituzione delle strade e delle rotte del vino" (nn.
9-253-281/A) (Seguito)
Relatore: on. Tricoli
2) - "Provvedimenti urgenti nel settore dell'edilizia popolare
e per gli immobili di Siracusa-Ortigia" (n. 393/A) (Segui-
to)
Relatore: on. Beninati
3) - "Nuove norme sui collegamenti marittimi con le isole
minori della Sicilia. Disposizioni per gli uffici della
motorizzazione civile" (n. 307/A) (Seguito)
Relatore: on. Acierno
4) - Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 6 aprile
1996, n. 29, concernente norme in materia di autoservizi
pubblici non di linea in servizio di piazza. (N. 367/A).
Relatore: on. Lo Curto.
IV - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) - 'Norme in materia di opere pubbliche. Disciplina degli
appalti di lavori pubblici, di fornitura, di servizi e nei
settori esclusi." (nn. 294-119-268-290-306-313-339-353-369-
388/A).
2) - "Interventi urgenti per i collegamenti marittimi con le
isole minori" (nn. 434-235-429/A).
V - ELEZIONE DI QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
PER LA GESTIONE DEL FONDO DI ROTAZIONE PER IL COMMERCIO
ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART. 9 DELLA LEGGE REGIONALE
4 AGOSTO 1978, N. 26.
VI - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
LA GESTIONE DEI FONDI ISTITUITI PRESSO L'IRFIS PER LE
PICCOLE E MEDIE IMPRESE, PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6
MAGGIO 1981, N. 96.
VII - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE
DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.
VIII - ELEZIONE DI UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
TUTELA DELL'AMBIENTE.
IX - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.
X - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.
XI - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER L'INVENTARIO, LA CATALOGAZIONE E LA
DOCUMENTAZIONE GRAFICA, FOTOGRAFICA, AEROFOTOGRAFICA,
AUDIOVISIVA.
XII - ELEZIONE DI SEI COMPONENTI ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE
PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.
XIII - ELEZIONE DI TRE MEMBRI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI
CONSIGLI PROVINCIALI SCOLASTICI.
XIV - ELEZIONE DI CINQUE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE PER
LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.
XV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI PALERMO.
XVI - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI CATANIA.
XVII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.
XVIII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI CATANIA.
XIX - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI MESSINA.
XX - ELEZIONE DI UN COMPONENTE DEL COMITATO DIRETTIVO
DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.
XXI - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
DELL'ISTITUTO REGIONALE DI RICERCA, SPERIMENTAZIONE E
AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.
La seduta è tolta alle ore 23,27.
(Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 01.30 di mercoledì,
24 luglio 2002)