Presidenza del presidente Lo Porto
BASILE, segretario, dà lettura del processo verbale delle sedute
numero 73 del 23 luglio 2002 e numero 74 del 24 luglio 2002 che,
non sorgendo osservazioni, si intendono approvati.
COMUNICAZIONE PERVENUTA DA PARTE DEL PRESIDENTE
DELLA COMMISSIONE CE
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, do lettura della nota fattami
pervenire dal Presidente della Commissione CE concernente la
richiesta avanzata dalla stessa Commissione al Governo di ritiro di
tutti i PIT.
"Egregio Presidente, perché lei ne possa dare comunicazione
all'Aula nella seduta di oggi pomeriggio, le rendo noto che la
Commissione per l'esame delle questioni concernenti l'attività
della Comunità Europea, nella seduta n. 18 del 23 luglio 2002 ha
deliberato di richiedere formalmente al Governo regionale di
ritirare tutti gli atti ed i provvedimenti concernenti i
procedimenti di selezione, valutazione ed approvazione dei Progetti
integrati territoriali in quanto adottati in palese violazione
delle leggi regionali che ne disciplinano la procedura e che
prevedono la necessaria espressione di pareri da parte della
Commissione stessa (l.r. n. 4/1992 art. 5 co. 7, l.r. n. 6/1997
art. 16, co. 1, 7 e 10).
La Commissione ha altresì deliberato di trasmettere, per il
tramite del Presidente dell'ARS, una nota di contestazione alla
Corte dei Conti perché essa rifiuti il visto di registrazione ai
provvedimenti in atto sottoposti al suo controllo."
ANNUNZIO DI RISPOSTE SCRITTE AD INTERROGAZIONI
PRESIDENTE. Comunico che da parte dell'Assessore per la sanità
sono pervenute le risposte scritte alle seguenti interrogazioni:
N. 184 - Accertamenti relativi ai ritardi nella
realizzazione della Centrale operativa della Croce Rossa per
la gestione delle urgenze nel territorio siciliano.
---
Firmatari:Savona Riccardo; Borzacchelli Antonio; Fratello
Onofrio
---
N. 234 - Interventi presso l'AUSL n. 4 di Enna riguardo la
gara bandita per l'affidamento del servizio di brokeraggio
assicurativo.
---
Firmatari:Crisafulli Vladimiro
---
N. 268 - Completamento dei lavori di ampliamento
dell'ospedale 'Dei Bianchi' di Corleone (PA).
---
Firmatari:Antinoro Antonio
---
N. 319 - Garanzie di un accettabile livello di prestazioni
sanitarie in provincia di Siracusa.
---
Firmatari:De Benedictis Roberto
---
N. 350 - Ristrutturazione del reparto di diabetologia
dell'ospedale Civico di Partinico (PA).
---
Firmatari:Tricoli Marzio
---
N. 375 - Provvedimenti in merito alle visite per il
riconoscimento della qualifica di invalido civile presso il
distretto n. 2 dell'AUSL 3 di Catania.
---
Firmatari:Spampinato Giuseppe
---
N. 411 - Indagine sui rapporti tra l'attività industriale
e l'elevata incidenza di malattie tumorali nell'area
Augusta-Priolo, e suo risanamento.
---
Firmatari:De Benedictis Roberto
ANNUNZIO DI MOZIONE
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
mozione:"Interventi presso il Governo nazionale per la conferma dei
precedenti organici del personale amministrativo delle scuole
siciliane", dagli onorevoli Tumino, Barbagallo, Genovese, Gurrieri,
Vitrano e Zangara.
Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno
della seduta successiva perchè se ne determini la data di
discussione.
Informo, ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come avevo già
dichiarato stamattina, nel corso della Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari, la nota della collega Vicari a lei rivolta
e della quale ha dato comunicazione in Aula non può rimanere
estranea alla discussione ed al dibattito del Parlamento.
Più volte, io e l'onorevole Capodicasa abbiamo sollecitato il
Presidente della Commissione Bilancio perchè si affrontassero i
nodi legati alla programmazione, con particolare riferimento alle
questioni collegate ai PIT - sulla vicenda degli stessi vi è una
discussione, un dibattito in corso, viste le decisioni assunte
dalla Giunta di Governo di tagliare fondi destinati ai comuni - e
reitero la richiesta al Presidente dell'Assemblea regionale
siciliana che il Governo faccia delle comunicazioni in Aula
riferite alle questioni collegate alla programmazione, anche in
seguito alla lettera dell'onorevole Vicari, in modo tale che l'Aula
possa aprire un dibattito su questo argomento e determinarsi con
una propria risoluzione. Riteniamo infatti che la programmazione -
così come è stata impostata, alla luce anche delle condizioni che
sono state poste dalla Commissione CEE - non possa essere materia
estranea al dibattito in Parlamento. Il Parlamento deve
riappropriarsi di questa materia, deve dibattere su questa materia.
E' la ragione per la quale reitero la richiesta che il Governo
venga a riferire in Aula in modo da consentire al Parlamento un
dibattito sull'intera materia.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, lo spazio naturale di una
comunicazione quale quella ricevuta dall'onorevole Vicari non può
che essere quello relativo al primo punto delle comunicazioni.
Poichè, in questo caso, si tratta di una comunicazione
speciale che presenta forte carattere di impegno politico, di
dibattito - se è il caso - e di analisi, ma non essendo possibile
aprire un dibattito sulle comunicazioni in senso stretto, eravamo
rimasti, in sede di Conferenza dei Presidenti dei gruppi
parlamentari, che, dopo l'approvazione delle leggi che ci
accingiamo ad approvare questa sera, il Governo avrebbe fatto una
sua breve comunicazione al riguardo e gli interessati che lo
volessero voluto avrebbero trasformato in documento parlamentare le
comunicazioni stesse.
Credo che tutto ciò potrà avvenire dopo che avremo ultimato
questa fase temporale che ci separa dall'approvazione dei tre
disegni di legge, dopodichè il problema sollevato dall'onorevole
Speziale sarà affrontato.
Presidenza del presidente Lo Porto
COMMEMORAZIONE DELLE VITTIME DELLA SCIAGURA FERROVIARIA DELLA
TRATTA PALERMO-MESSINA.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ancora una volta ci tocca
assolvere al mesto compito di una rievocazione e di una espressione
di commozione quale quella che suscita l'episodio della sciagura
ferroviaria di Messina.
Il nostro pensiero, commosso, va alle vittime della sciagura
ferroviaria avvenuta nella tratta Palermo-Messina che ha
profondamente colpito ciascuno di noi e l'opinione pubblica
regionale e nazionale.
Un pensiero commosso a cui si aggiunge l'indignazione - come
cittadini e rappresentanti di questa terra - nell'apprendere che
questo triste evento assume i caratteri di "tragedia annunziata".
Alla luce dei primi rilevamenti della Commissione tecnica,
emerge, con sempre maggiore evidenza, che non si è trattato di
fatalità imprevedibile, ma di un fatto chiaramente imputabile a
responsabilità umana.
E' da tempo, infatti, che, come siciliani, lamentiamo la
carenza del nostro sistema dei trasporti, che giudichiamo
inaccettabile, quella che appare una manifesta discriminazione per
cui, in alcune aree del Paese la modernizzazione corre sui ritmi
del nostro tempo, mentre in Sicilia si sta a guardare.
L'ammodernamento del sistema ferroviario, lo si è detto in più
di una occasione, è strumento indispensabile e precondizione dello
sviluppo. Più volte abbiamo richiesto interventi necessari
all'ammodernamento dell'asse Palermo-Messina, la cui criticità
spesso è stata denunziata.
Sappiamo bene che nel programma di Governo sono previsti
interventi finanziari nel settore delle infrastrutture in Sicilia,
ma la precarietà suggerisce di procedere con gradualità
provvedendo, innanzitutto, alle emergenze più immediate per dare
corso subito dopo alle grandi opere.
Questa tragedia deve essere, dunque, un monito per tutti e
un'occasione per alzare con forza la voce e chiedere che si volti
pagina nel rapporto tra la Sicilia ed il resto del Paese
garantendo, una volta per tutte, che le priorità siciliane, non
dettate da mero rivendicazionismo fine a se stesso, siano
finalmente rispettate.
Alle famiglie e a quanti sono stati colpiti da questa
terribile tragedia, va il cordoglio della Presidenza e
dell'Assemblea Regionale Siciliana tutta.
Presidenza del presidente Lo Porto
DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
"Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d),
e 153 del Regolamento interno, delle mozioni n. 145 e n. 146."
Ne do lettura:
N. 145 - Risoluzione della crisi di alloggi, a seguito di
cedimenti strutturali, nella città di Messina.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- successivi interventi del Comando provinciale dei
Vigili del Fuoco e dei tecnici del Comune di Messina
hanno accertato il grave stato di dissesto statico
ed hanno evidenziato il pericolo di imminente crollo
degli alloggi di via Elenuccia a Messina;
- le ispezioni condotte in via Elenuccia, anche dalla
Protezione civile e dall'Ente acquedotto, hanno
dato luogo ad un'ordinanza di sgombero per le
famiglie le cui abitazioni sono state giudicate
pericolanti;
- in questi ultimi giorni anche altre famiglie del
complesso Città nuova del torrente Trapani, sono
state costrette a lasciare le abitazioni per
pericolo di crolli;
RILEVATO che:
- la pericolosità degli alloggi di via Elenuccia è più
specificamente riferita all'inagibilità della scala
interna condominiale e dei balconi delle abitazioni;
- le famiglie residenti in via Elenuccia sono state
diffidate dall'utilizzo dell'unica scala di accesso
a causa del cedimento dei gradini e dell'evidente
distacco della stessa scala;
CONSIDERATO che il Comune di Messina ha acquistato, con gli
ex fondi Gescal, un numero di nuovi alloggi a
Spartà a tutt'oggi vuoti;
RICORDATO che la delibera CIPE 13 MARZO prevede che la
Regione, anche su proposta dei Comuni interessati,
può riservare un'aliquota degli alloggi disponibili
per fare fronte a specifiche e documentate
situazioni di emergenza abitativa anche in via
provvisoria,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
E IN PARTICOLARE
L'ASSESSORE PER I LAVORI PUBBLICI
ad intervenire con determinazione attivando anche i
poteri sostitutivi sull'Amministrazione comunale di
Messina, al fine di dare immediata risposta alle
famiglie residenti in via Elenuccia (ME) assegnando
loro le case vuote site in località Spartà (ME),
acquistate dal Comune con gli ex fondi Gescal. (145)
LO MONTE - PAFFUMI - RAITI -
FRANCHINA - SAVONA - PANARELLO -
N. 146 - Interventi per il rilancio del trasporto ferroviario
in Sicilia ed istituzione di una commissione
parlamentare di inchiesta sullo stato delle linee
ferrate siciliane.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
CONSIDERATO che:
- il disastro causato dal deragliamento dell'espresso
1935 da Palermo a Venezia, il 20 luglio 2002, tra le
stazioni di Venetico e Rometta Marea, entrambe nel
messinese, sembra che sia stato provocato da un
problema tecnico e non da un errore umano come era
parso in un primo momento;
- già in passato la stessa linea è stata colpita da
disastri di analoga gravità, e parecchie altre volte
questi sono stati evitati soltanto per poco;
- la politica del Governo nazionale, cui sembra
essersi adeguata quella del Governo regionale, è in
linea con quella perseguita ormai da alcuni decenni
dalle Ferrovie dello Stato prima e da Trenitalia
oggi, di sostanziale dismissione del servizio
ferroviario siciliano, tranne che sulle due
direttrici principali Messina-Palermo e
Messina-Siracusa;
- il progressivo calo degli investimenti umani e
finanziari ha determinato un tale stato di degrado
delle strutture che si rischia che gli 'incidenti'
diventino la normalità, con il proprio carico di
disgrazie e lutti;
- anche le due direttrici principali, come
tragicamente testimoniato dalla cronaca, non godono
della necessaria manutenzione e gli interventi di
raddoppio più volte annunciati non si sono mai
concretizzati;
- è di queste settimane l'annuncio, da parte di
Trenitalia, di procedere ad un ulteriore taglio
degli investimenti sulle linee secondarie della
nostra regione;
- la Sicilia continua a non essere dotata di un Piano
organico dei trasporti degno di tale nome; un Piano
che pianifichi gli interventi di lunga durata in una
ottica di intermodalità e che miri alla creazione di
strutture ed infrastrutture che rendano il sistema
dei trasporti adeguato alle esigenze dei cittadini e
delle imprese che operano nel nostro territorio,
INVITA IL PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
a nominare una Commissione parlamentare di indagine
sullo stato delle infrastrutture ferroviarie
siciliane;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a riferire all'Assemblea sui programmi e sugli
interventi concreti adottati per la realizzazione di
un sistema di trasporti integrato ed intermodale, ed
in particolare per il rilancio del trasporto su
rotaia;
- ad intervenire con la necessaria autorevolezza nei
confronti di Trenitalia affinché siano riviste le
politiche di continui tagli ad investimenti in
Sicilia, che, oltre ad arrecare un danno gravissimo
ai cittadini e alle imprese in termini di fornitura
di servizi, rischiano di determinare una nuova
emergenza occupazionale;
- a riferire su quali siano, oltre la già annunciata e
fin troppo pubblicizzata realizzazione del Ponte
sullo Stretto, gli interventi concreti in programma
in materia di trasporti. (146)
FERRO - ORLANDO - MICCICHE'-
MORINELLO - RAITI
Dispongo che la mozione n. 145 venga demandata alla
Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari perchè ne
determini la data di discussione.
Preciso, altresì, che la discussione della mozione n. 146 è
all'ordine del giorno della seduta in corso.
Presidenza del presidente Lo Porto
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE: "Istituzione
delle strade e delle rotte del vino" (9-253-281/A)
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Seguito della discussione del disegno di legge nn. 9-253-281/A
"Istituzione delle strade e delle rotte del vino".
Invito i componenti la Commissione competente a prendere posto
al banco alla medesima assegnato.
Poichè l'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste,
onorevole Castiglione, non è ancora arrivato e non avendo lo stesso
delegato i rappresentanti del Governo presenti in Aula, sospendo la
seduta per qualche minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 17.36, è ripresa alle ore 17.38)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, si riprende l'esame dell'articolo 16.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE, assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che sono stati presentati all'emendamento 16.2R del
Governo, in precedenza comunicato, i seguenti subemendamenti
allegati:
dal Governo: subemendamento 16.2.R.2;
dalla Commissione Bilancio: subemendamento 16.2.R.3.
D'ANTONI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ANTONI. Signor Presidente, chiedo che il subemendamento sia
illustrato dal firmatario. Non capisco cosa significa
l'espressione: "quelle costituite prima" vengono soppresse e "tutte
quelle che si costituiranno", cioé da ora in avanti, destiniamo 25
mila euro a tutte le associazioni che si costituiranno: un milione
ciascuno Pregherei di ritirarlo e di fare le cose per benino, cioé
rinviandolo.
TRICOLI, presidente della commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRICOLI, presidente della commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, avevamo discusso in commissione
della opportunità, all'interno delle attività promozionali, di dare
la possibilità alle tante associazioni che si occupano di
promozione dei prodotti enogastronomici di avere un ruolo anche
all'interno di questo disegno di legge. C'era stata una
osservazione pertinente sul fatto che questi contributi potevano
essere dati soltanto ad associazioni già costituite.
Onde evitare, quindi, interpretazioni maliziose, abbiamo
abrogato questo limite temporale, quindi, in generale all'interno
della legge noi non prevediamo questo tipo di limitazione.
Ovviamente, che nell'iter procedimentale con cui l'Assessorato
darà questa opportunità è chiaro che dovrà sicuramente istituire
dei criteri di professionalità. Quindi, sostanzialmente, lo
abbiamo eliminato proprio perché su questo c'è stata una polemica.
Pertanto, delle due l'una: o riteniamo quella
interpretazione, erronea oppure riteniamo questa interpretazione
più coerente con quello che la finalità del progetto, cioè di dare
alle associazioni.
A tal proposito vorrei dire che ieri, al termine della seduta
d'Aula, facendo una carrellata in televisione ho individuato ben
due rubriche che si occupavano di enogastronomia con interviste a
presidenti di associazioni e soggetti che operano in questo campo
con grande professionalità, intelligenza e capacità.
Quindi, abbiamo eliminato questa dizione onde evitare che si
possa pensare che non è più possibile per altre associazioni
accedere a questa ipotesi, ma il motivo per cui all'inizio io avevo
inserito questo limite temporale era proprio per l'osservazione che
ha fatto ora l'onorevole D'Antoni. Credo che a questo punto
l'operazione migliore sia quella di togliere il limite temporale e
lasciare poi, ovviamente, alla discrezionalità dei funzionari che
dovranno istruire la pratica la possibilità di interpretare e di
valutare la serietà di queste associazioni.
L'iter chiaramente è quello normale di un'attività
amministrativa, quindi, trasparente e rivolta all'offerta del
servizio migliore possibile.
Peraltro, stiamo parlando di un intervento marginale
all'interno di questo disegno di legge. Spero di avere fugato i
dubbi dell'onorevole D'Antoni.
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento 16.2R.2. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il subemendamento 16.2R.3. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 16.2R, come modificato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Il residuo subemendamento della Commissione comunicato nella
seduta n. 73 del 23 luglio si intende superato.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
allegati:
dagli onorevoli Fleres ed altri: emendamenti 16.5 e 16.6;
dal Governo: emendamento 16.7.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Fleres per chiarire il
contenuto dell'emendamento a sua firma.
FLERES. Signor Presidente, si tratta di uniformare il
comportamento dell'assessorato per l'industria con quello
dell'assessorato per la cooperazione relativamente al tema dei
consorzi fidi.
La legge n. 32 del 2000 sostiene che i consorzi fidi per
essere autorizzati debbano essere composti da almeno dodici imprese
associate. Non fa cenno, invece, al numero di imprese, fra quelle
associate, che richiedono il fido bancario. Dando
un'interpretazione estensiva della legge, ma assolutamente
immotivata, l'assessorato della cooperazione sostiene che le
imprese associate debbano essere comunque tutte richiedenti il fido
bancario. E, invece, certamente, non è così, perchè - se così fosse
- la Regione si troverebbe a dover pagare sostanzialmente la quota
di abbattimento degli interessi non soltanto alle imprese che lo
richiedano, ma anche alle imprese che non lo richiedano, cosa
assolutamente inopportuna.
Quindi, si tratta di chiarire questo aspetto uniformando il
comportamento dell'industria con quello della cooperazione.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, con tutto il rispetto per il
contenuto dell'emendamento, che non intendo assolutamente
contestare, essendo l'emendamento assolutamente estraneo alla
materia del disegno di legge in discussione, le chiedo di
dichiararlo inammissibile. Diversamente, ognuno potrebbe forzare
il testo e proporre emendamenti che sono estranei al contenuto del
disegno di legge. Si aprirebbe un precedente che io ritengo vada
assolutamente evitato, signor Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Fleres, mi pare che l'osservazione
dell'onorevole Speziale circa la completa estraneità del contenuto
dell'emendamento al testo del disegno di legge sia molto puntuale e
pertinente.
TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Per quanto
riguarda gli emendamenti a firma dell'onorevole Fleres, vorrei
suggerire alla Presidenza, se l'onorevole Fleres è d'accordo, di
presentarli al disegno di legge n. 298.3 'Norme stralciate I/A' che
è già pronto per l'Aula ed è di materia pertinente.
FLERES. Mi dichiaro d'accordo.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 16.5 e 16.6 sono trasferiti ad
altro disegno di legge.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
CASTIGLIONE, assessore per l'agricoltura e le foreste. Chiedo di
parlare per illustrare l'emendamento 16.7.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASTIGLIONE, assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, a seguito di una serie di variazioni di regolamenti
comunitari, occorre per aggiornare il catastino vitivinicolo una
serie di modificazioni legislative, ma soprattutto occorre che si
proceda allo snellimento delle procedure per la realizzazione del
catasto vitivinicolo. Quindi, questo emendamento è un emendamento
tecnico che, però, sottopongo all'Aula perchè c'è l'urgenza della
realizzazione del catasto vitivinicolo.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere della
Commissione?
TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 16.7. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 16.3 e 16.4, comunicati in altra seduta, sono
dichiarati inammissibili.
Comunico che sono stati presentati dagli onorevoli Ferro ed
altri gli emendamenti 16.8, 16.9, 16.10 e 16.11, allegati.
Gli emendamenti testè comunicati sono inammissibili perché
aggiuntivi di un articolo che abbiamo già votato, precisamente
l'articolo 3.
Si riprende l'esame dell'emendamento 7.1 a firma
dell'onorevole Lo Monte, precedentemente accantonato.
Non essendo l'onorevole Lo Monte presente in Aula, lo dichiaro
decaduto.
Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:
Art. 17
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
farla osservare come legge della Regione.
Comunico che è stato presentato dal Governo il seguente
emendamento 17.1:
-Al primo comma aggiungere le parole "ed entrerà in vigore il
giorno stesso della sua pubblicazione".
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 17 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
La votazione finale avverrà successivamente insieme agli altri
disegni di legge pronti per l'approvazione finale.
Presidenza del presidente Lo Porto
CONGEDI
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute richieste di congedo per
gli onorevoli Mancuso, Incardona, Croce, D'Aquino, Pagano e Vicari.
Non sorgendo osservazioni, i congedi s'intendono accordati.
Presidenza del presidente Lo Porto
RIPRENDE LA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE NN. 9-253-281/A
Presidenza del presidente Lo Porto
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini
del giorno:
- n. 106 "Interventi presso il Governo nazionale per
l'estensione agli agricoltori della provincia di Trapani, dei
contributi per l'emergenza siccità", degli onorevoli Lo Curto,
Antinoro, Cristaudo, Paffumi, Rotella, Croce, Oddo, Spampinato,
Maurici e Turano.
- n. 107 "Ridefinizione della quota di territorio preclusa alla
caccia nella provincia di Catania", degli onorevoli Fleres,
Leanza Edoardo, Catania Giuseppe, Maurici, Mercadante e Baldari.
Ne do lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- la difficile condizione di crisi del comparto agricolo
conseguente alla perdurante siccità ed all'emergenza idrica che
ha duramente colpito la provincia di Trapani, viene aggravata da
una intollerabile ingiustizia perpetrata ai danni degli
agricoltori trapanesi. il comparto agricolo della provincia di
Trapano è stato infatti incredibilmente escluso dai contributi
erogati dal Governo nazionale per la siccità e questo nonostante
le ripetute e reiterate proteste di agricoltori ed allevatori per
gli irrimediabili danni subiti che inevitabilmente si
riverseranno su tutta l'economia trapanese;
CONSIDERATO che:
- il decreto del Governo nazionale, che esclude la provincia di
Trapani dai benefici concessi alle zone colpite dall'emergenza,
crea condizioni di inaccettabile disparità tra simili in una
globale realtà connotata da ripetute crisi, emergenze e
situazioni di endemica povertà strutturale ed economica,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad intervenire presso il Governo nazionale in modo deciso ed
autorevole, affinché si ponga rimedio a questa ingiustizia che
penalizza immotivatamente la provincia di Trapani. (106)
LO CURTO-ANTINORO-CRISTAUDO-PAFFUMI
ROTELLA-CROCE-ODDO-SPAMPINATO-MAURICI
TURANO
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- in data 23 marzo 1999, con decreto assessoriale n. 116 è stata
istituita la riserva naturale orientata "Bosco di Santo Pietro",
ricompresa nei territori dei comuni di Caltagirone e Mazzarone,
in provincia di Catania;
- l'articolo 14, comma 3, della legge regionale n. 33 del 1992
così recita: "è destinata a protezione della fauna selvatica,
una quota del 25 per cento del territorio agro-silvo pastorale di
ciascuna provincia regionale ivi compresi i territori nei quali
sia comunque vietata l'attività venatoria anche per effetto di
altre leggi o disposizioni;
- in base al piano regionale faunistico venatorio 1998/2002
allegato B), all'articolo 22, della medesima legge regionale n.
33 del 1992, la superficie territoriale della provincia di
Catania da sottoporre a protezione è stata determinata nella
misura del 25 per cento pari a 83.501 ettari;
- dalla corposa documentazione acquisita presso l'Assessorato
regionale per l'agricoltura e le foreste, ripartizione faunistico
venatoria, emergono dati inconfutabili dai quali si evince che la
superficie al 64 per cento del territorio agro-silvo pastorale
provinciale, debordando così del 40 per cento i limiti previsti
dalla legge;
- nel decreto presidenziale del 7 luglio 2000, al punto 2.3, si
sottolinea che il limite del 25 per cento previsto dalla legge
deve essere rispettato in maniera puntuale e tassativa;
- al punto 2.2 dello stesso decreto si legge che nella
quantificazione del territorio da sottoporre a protezione non
sono stati conteggiati perché non disponibili, i territori
soggetti a divieto di caccia in forza di altre disposizioni di
legge;
- i vincoli ai quali è stato sottoposto il territorio protetto
rendono impossibile il normale svolgimento delle attività
agro-silvo pastorali ed inoltre i raccolti sono andati in parte
distrutti, così come documentato dal prof. Nasca dell'Università
di Palermo;
- l'inibizione dell'attività venatoria ha causato un incremento
della fauna selvatica ed ha arrecato ingenti ed irreparabili
danni alle comunità agricole che operano nei luoghi;
- la popolazione del coniglio selvatico ha superato la soglia di
rischio e la sua presenza è dodici volte superiore alla
sopportabilità del territorio, così come risulta dal censimento
effettuato dall'ente gestore;
- come se non bastasse, il proliferare delle zecche è
strettamente correlato all'incremento demografico del coniglio;
- ipotesi di abbattimenti o catture non sono da prendere in
considerazione per la particolarità del territorio;
- il comune di Mazzarrone, con delibera votata all'unanimità, ha
chiesto l'annullamento del decreto, e il comune di Caltagirone ha
chiesto di rideterminare quanto contenuto nel decreto,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a porre in essere tutte le iniziative atte a rivedere quanto
contenuto nel decreto in premessa citato, in modo da garantire
parità di trattamento ma soprattutto il rispetto delle norme
regionali in vigore.
FLERES-LEANZA E.-CATANIA G.-MAURICI
MERCADANTE-BALDARI
Ha facolta di parlare l'onorevole Lo Curto, prima firmataria
dell'ordine del giorno relativo all'emergenza siccità, settore
agricoltura, ma sempre singolare rispetto al tema "delle rotte del
vino", se lo vuole illustrare così comprenderemo meglio.
LO CURTO. Signor Presidente, insieme ad altri deputati della
provincia di Trapani e non, ho presentato questo ordine del giorno
perché la provincia di Trapani è rimasta incredibilmente esclusa
dai benefici nazionali previsti per la siccità.
Riteniamo che si tratti di un mero errore materiale, perché è
incredibile che questo possa essere avvenuto dal momento che la
siccità ha colpito tutta la Sicilia e non soltanto alcune zone.
Peraltro, l'economia della provincia di Trapani
sostanzialmente si basa sull'agricoltura. La terza commissione è
stata in audizione presso la provincia regionale di Trapani e ha
incontrato più volte gli agricoltori e gli allevatori e ha
verificato, perché a quella audizione erano presenti anche i
rappresentanti sindacali, lo stato di assoluta povertà, di
indigenza nella quale l'economia trapanese rischia di piombare se
non si attivano i canali e le risorse che tra l'altro il Governo
nazionale ha previsto per altre realtà della nostra regione.
Quindi, ritenendo che questa esclusione penalizzi e crei una
condizione di palese ingiustizia nei confronti degli agricoltori
trapanesi, abbiamo formulato questo ordine del giorno affinché il
Parlamento votandolo impegni il Governo regionale a farsi carico di
un intervento autorevole presso il Governo nazionale e si
ripristino le condizioni di eguaglianza tra simili, perché il
rischio è, appunto, che tra simili si facciano condizioni di
disparità.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Lo Curto. Parere del Governo?
CASTIGLIONE, assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, solo per ricordare la procedura che porta
all'attivazione della legge n. 185 del 1992, la declaratoria di
avversità atmosferica scatta sulla istruttoria fornita dagli
ispettorati provinciali dell'agricoltura.
Sulla base dell'istruttoria e, quindi, della declaratoria
delle avversità atmosferiche, la procedura prevede la deliberazione
della giunta regionale di governo e, quindi, il decreto del
Ministro dell'agricoltura.
Allo stato attuale il governo se non riceve da parte
dell'ispettorato agrario una dichiarazione sullo stato dei danni e,
quindi, che è deputato a fare una verifica sul luogo dello stato
dei danni in provincia di Trapani, non è possibile fare la
declaratoria delle avversità atmosferiche, fermo restando che dalle
riunioni tecniche che si sono svolte sono state presentate le
difficoltà da parte degli imprenditori agricoli della provincia di
Trapani e, pur tuttavia, per l'attivazione della legge n. 185 è
necessario che l'ispettorato provinciale dell'agricoltura di
Trapani delimiti le zone e proceda alla declaratoria di avversità
atmosferica.
E' una raccomandazione che gli ispettorati provinciali
dell'agricoltura possano procedere alla verifica dei danni.
PRESIDENTE. E' una richiesta di trasformare in raccomandazione
l'impegno.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor Presidente, ma di cosa stiamo parlando? Delle
procedure che l'ispettorato dovrebbe attivare per avere benefici
già decretati dal ministro dell'agricoltura per risarcire una
provincia a vocazione vitivinicola dei danni prodotti da una
siccità che è sotto gli occhi di tutti? E a me chi lo dice che
l'ispettore della provincia di Trapani non dorma e allora
l'Assessore si attiva per verificare se questo succede o no Cosa
devo raccontare agli agricoltori? Devo forse dire loro che
l'Ispettorato deve prima verificare se ci sono stati danni? Come
se non fosse un fatto oggettivo che i danni ci sono stati in tutta
la Sicilia
La produzione cerealicola della provincia di Trapani è stata
distrutta, quella vitivinicola è assolutamente in ginocchio. E' un
fatto palese; io non posso accettare che il Governo accetti come
raccomandazione l'ordine del giorno da noi presentato. Spero che
il Governo cambi idea ed accetti l'ordine del giorno attivandosi
oggi stesso presso il Governo nazionale ...
CASTIGLIONE, Assessore per l'agricoltura e le foreste. Ci sono
le relazioni tecniche, onorevole Turano, se ci sono i danni
l'ispettorato li accerterà
TURANO. Se non ho capito male, il Governo nazionale ha
parametrato gli aiuti per l'agricoltura in relazione al periodo di
siccità che va dal 1995 al 2000. In questo arco temporale la
provincia di Trapani è stata investita per ben due anni, non per un
anno, dalla siccità. Verosimilmente - lo ribadiamo - per un errore
materiale, forse perchè gli uffici della Regione non sono
coordinati con quelli periferici o forse perchè gli uffici della
Regione non sono coordinati con quelli nazionali, o forse per
qualche altra ragione che non sono in grado di individuare, la
provincia di Trapani è stata esclusa. Quindi, accettare questo
ordine del giorno come impegno da parte del Governo affinchè si
provveda ad evidenziare una situazione che è sotto gli occhi di
tutti presso il Governo nazionale significa dare risposte concrete
agli agricoltori. Questa mattina nel mio intervento ho detto che
avrei informato del problema il Prefetto perchè in provincia di
Trapani questa è diventata oramai una questione di ordine pubblico
e l'Assessore Castiglione sa bene di questa difficoltà.
Vorrei, pertanto, che l'ordine del giorno fosse accettato di
modo che il Governo e le istituzioni locali possano avanzare
richiesta di revisione di quel decreto al Governo nazionale. Se
poi, le procedure prevedono una attivazione particolare da parte
degli uffici periferici o regionali, ben vengano, vogliamo soltanto
dare una risposta agli agricoltori.
CASTIGLIONE, assessore per l'agricoltura e le foreste. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASTIGLIONE, assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, nessuno disconosce lo stato di
calamità anche nella provincia di Trapani, per tale ragione in
Assessorato negli ultimi 15 giorni sono state fatte alcune
verifiche tecniche. L'Ispettorato sta procedendo alla redazione
dell'ispezione di natura tecnica che porterà alla declaratoria di
avversità atmosferica che ha una procedura. Nessuno vuole
disconoscere le avversità che si sono abbattute nella provincia di
Trapani così come nelle altre province, però le declaratorie
avvengono via via che gli Ispettorati forniscono le relazioni
tecniche. Quindi, anche nella provincia di Trapani si sta
procedendo alla redazione tecnica della declaratoria di avversità
atmosferica.
PRESIDENTE. Poichè l'onorevole Lo Curto è primo firmatario
dell'ordine del giorno, le chiedo se insiste perchè l'ordine del
giorno venga posto in votazione.
LO CURTO . Signor Presidente, io insisto perchè l'ordine del
giorno venga posto in votazione. Se ci sono ritardi o inadempienze
da parte dell'Ispettorato agrario, invito l'Assessore Castiglione
ad aprire un'inchiesta perchè per effetto della burocrazia i
lavoratori della terra di Sicilia non possono pagare due volte
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non si può fare a
meno di notare come all'interno della maggioranza affiorino
posizioni che indicano non solo una mancanza di intervento da parte
del Governo regionale, ma anche e soprattutto una logica di
intervento da parte del Governo nazionale "più realista del re"
rispetto alla legge 185 del 1992, Assessore Castiglione nonchè
vicepresidente della Regione. Perché è vero che la legge n. 185
del 1992 prevede il 35 per cento di danno minimo e prevede anche
tutta una serie di criteri per quanto concerne l'elargizione del
famoso "quantum" per quanto riguarda anche la siccità ed i danni
che essa ha provocato, però, sinceramente, debbo dire che, sia per
quanto concerne il pregresso che è oggetto dell'ordine del giorno,
sia per quanto concerne l'attuale situazione di difficoltà nel
comparto agricolo rispetto alla siccità, alla crisi idrica attuale,
caro assessore, non ci siamo
Innanzitutto perché io non credo che si sia trattato e si
tratti di un errore materiale da parte del Governo nazionale per
quanto concerne la questione del pregresso, cioè delle somme che
dovevano essere, evidentemente, elargite per quanto riguarda i
danni subìti ed i famosi due anni, rispetto anche al fatto di
entrare o meno nel piano, tra virgolette, che il Governo ha messo
su, come lei sa, perché sinceramente non credo che si tratti di
questo; non mi pare che si tratti di un errore.
CASTIGLIONE, assessore per l'agricoltura e le foreste. Per
Trapani negli anni 1995 e 1999 ci sono anche le declaratorie.
ODDO. Esatto E Trapani viene esclusa, a mio avviso, non tanto
per la questione cui accennava l'onorevole Turano, ma viene esclusa
per una interpretazione precisa che il Governo ha dato alla legge
n. 185. Quindi, la questione è ancor più seria, non mi pare che
si sia trattato soltanto di un errore tecnico, di un mero errore
materiale. Non si tratta di questo, quindi, è ovvio che la
discussione fra il Governo regionale ed il Governo nazionale su
questo punto mi pare assolutamente più impegnativa rispetto al
fatto invece di indicare un errore.
Per quanto concerne, invece, l'attuale situazione, l'Assessore
credo sappia che per quanto riguarda la declaratoria che è stata
formulata da parte dell'Ispettorato provinciale noi abbiamo una
situazione paradossale, che per la verità non si comprende bene
come è stato fatto il lavoro: rientrano 12 comuni su 24 in
provincia di Trapani. E' assolutamente impossibile E'
impossibile, perché le differenze tra un comune e l'altro sono
minime. Mi pare che la crisi idrica, indubbiamente, ha investito
tutta la regione e per quanto concerne quella provincia non mi pare
che questi scarti minimi che possono esserci rispetto all'indice di
piovosità possano essere quegli scarti che includano o escludano un
comune; e assolutamente fuori da ogni logica
Quindi, anche su questo non mi pare che si tratti di una
questione di interpretazione o di applicazione rigida della legge
n. 185 del 1992. Credo si tratti, invece, di cercare di capire
meglio, cosa che non siamo riusciti a fare in questi giorni, perché
l'Ispettorato provinciale per l'agricoltura di Trapani include
soltanto 12 comuni su 24 nella declaratoria riguardante i danni
subìti dalla crisi idrica attuale e non include, invece, l'intero
territorio provinciale, visto che, evidentemente, soprattutto le
produzioni cerealicole hanno subìto danni per l'ottanta per cento o
addirittura superiore all'ottanta per cento. E non sappiamo cosa
ci aspetta rispetto anche agli effetti che avranno questi momenti
particolarmente difficili per quanto concerne anche la crisi idrica
sia sulle vigne sia sugli uliveti. Attenzione, dunque.
Mi permetto, pertanto, di chiedere al Governo una verifica,
sia per quanto riguarda le questioni pregresse, ma anche, e
soprattutto, su come è stata formulata la declaratoria che riguarda
l'anno in corso, perché, evidentemente, c'è qualcosa che non
funziona, oppure c'è un ragionamento, rispetto alla legge n. 185,
che tutti sappiamo che non va, così come evidentemente oggi
disciplina tutto ciò che significa danno provocato dalla siccità,
per capire quale ambito, quale margine d'intervento ha il Governo,
sia nei confronti del Governo regionale, ma soprattutto nei
confronti dell'Ispettorato agrario di Trapani.
TRICOLI, Presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRICOLI, Presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, credo sia importante precisare nella parte impegnativa
che il Governo nazionale ha operato in base alle indicazioni che
gli sono state date dagli Uffici della Regione siciliana. Non c'è
stato un atto discriminatorio da parte del Governo nazionale.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 106,
degli onorevoli Lo Curto, Antinoro, Cristaudo, Paffumi, Rotella,
Croce, Oddo, Spampinato, Maurici, Turano. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE, assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 107 "Ridefinizione della
quota di territorio preclusa alla caccia nella provincia di
Trapani", degli onorevoli Flerese, Leanza Edoardo, Catania
Giuseppe, Maurici, Mercadante e Baldari.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE, assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Lo Porto
VOTAZIONE FINALE DI DISEGNI DI LEGGE
PRESIDENTE. Si passa al punto IV dell'ordine del giorno:
Votazione finale di disegni di legge.
VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO NOMINALE DEL DISEGNO DI LEGGE
"NORME IN MATERIA DI OPERE PUBBLICHE. DISCIPLINA DEGLI APPALTI
DI LAVORI PUBBLICI, DI FORNITURA, DI SERVIZI E NEI SETTORI
ESCLUSI" (NN. 294-119-268-290-306-313-339-353-369-388/A)
PRESIDENTE. Si procede alla votazione finale del disegno di
legge nn. 294-119-268-290-306-313-339-353-369-388/A "Norme in
materia di opere pubbliche. Disciplina degli appalti di lavori
pubblici, di fornitura, di servizi e nei settori esclusi", posto al
n. 1) del punto IV dell'ordine del giorno.
Comunico che sono stati presentati, ai sensi dell'articolo 117
del Regolamento interno, gli allegati emendamenti:
- dal Governo: emendamenti 117.2, 117.5, 117.9, 117.11, 117.13,
117.22, 117.42;
- dalla Commissione: emendamenti 117.8 e 117.22.1.
Li pongo congiuntamente in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvati)
Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale del
disegno di legge nn. 294-119-268-290-306-313-339-353-369-388/A.
Presidenza del presidente Lo Porto
SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
motivare le ragioni del voto di astensione del Gruppo dei
Democratici di sinistra, del quale faccio parte, sul disegno di
legge che ci apprestiamo a votare.
Il disegno di legge, che abbiamo contribuito a modificare
sostanzialmente, è completamente diverso rispetto a quello discusso
in Aula; completamente diverso nella sua impostazione e nella sua
filosofia rispetto al testo che era stato esitato dal Governo e
votato in Commissione.
Abbiamo lavorato, come Gruppo, ma complessivamente anche come
centrosinistra, per modificare il testo in alcune parti
fondamentali: abbiamo eliminato la licitazione privata, limitato
la trattativa privata, richiesto che venisse introdotto il sistema
cauzionale attraverso la fidejussione bancaria, limitato il cumulo
degli incarichi; si è comunque arrivati sotto qualche forma anche
a dare vita alle stazioni uniche appaltanti. Erano quattro punti
fondamentali che il centrosinistra riteneva la legge dovesse
contenere, ed in gran parte la legge contiene.
Ci sono state resistenze; c'è un dibattito aperto e ci sono
ancora resistenze. Tuttavia, Signor Presidente, devo dire che c'è
un apprezzamento generale. Ciascuno di noi ha contatti col mondo
dell'impresa; il mondo dell'impresa ha apprezzato il testo del
disegno di legge e lo ha apprezzato in una parte fondamentale - e
lo voglio qui richiamare anche alla luce delle considerazioni fatte
dal Presidente dell'ANCI regionale, ingegner Di Vincenzo - cioè
quella riguardante l'introduzione della cauzione bancaria, perchè
ciò permetterà alle imprese serie che hanno affidabilità bancaria,
così come previsto da tutte le altre norme, dalla legge n. 488 ai
patti territoriali, cioè la possibilità che le aziende siano
"bancabili", abbiano cioè un affidamento bancario, di potere
partecipare alle gare.
Il fenomeno cosiddetto del "favarismo", cioè delle centinaia
di imprese di Favara iscritte fittiziamente per rimodulare il
ricorso al fatto che c'erano centinaia di imprese che fittiziamente
partecipavano alle gare per potere rimodulare le medie e
determinare poi il corso della gara attraverso un pilotaggio, di
fatto è stato stroncato da questa legge. Adesso, le imprese sono
più libere. Abbiamo garantito una maggiore libertà del mercato
dell'impresa e dell'appalto.
Certo, non esiste una legge perfetta che stabilisce un
comportamento lineare; tuttavia, abbiamo determinato una modifica
del percorso dell'aggiudicazione degli appalti ed è stato
apprezzato. Mi dispiace che il Presidente regionale dell'ANCI,
l'ingegnere Di Vincenzo, colga questa occasione per dimettersi.
Forse, avrebbe fatto bene a dimettersi qualche mese fa dalla carica
che ha ricoperto, perchè noi abbiamo voluto favorire l'impresa
vera, quella, cioè, che deve competere, che deve concorrere alla
formazione del progetto ed all'aggiudicazione dell'appalto e noi
abbiamo reso libero il mercato.
Sono queste le motivazioni di fondo che ci spingono ad
astenerci, anche se dobbiamo dire che la legge si poteva completare
attraverso altri due meccanismi. Il primo era quello collegato ad
un emendamento presentato dagli onorevoli Giannopolo ed Oddo - che
avrebbe reso più imprevedibile l'aggiudicazione - che abbiamo
sostenuto anche se da parte del Governo ci sono stati settori di
resistenza e non è stato approvato. Questo avrebbe reso ancora più
imprevedibili le possibilità di aggiudicazione.
Il secondo meccanismo era quello di dare concretezza alle
stazioni uniche appaltanti. Il limite di 1.250.000 euro per noi è
eccessivamente alto perchè non modifica sostanzialmente le stazioni
appaltanti in Sicilia. Sono questi due elementi che avrebbero
potuto completare il disegno di legge e permetterci di votare
favorevolmente.
Invece, ci asterremo per le ragioni prima esposte e non
vorremmo che si aprissero polemiche inutili, perché noi fin
dall'inizio avevamo detto che eravamo contro la "Merloni ter" così
come formulata ed eravamo perché si facesse l'adeguamento della
"Merloni ter" alla situazione regionale.
Noi molte volte in quest'Aula abbiamo sostenuto questa tesi,
anche in contrasto alcune volte con l'onorevole Ferro e l'onorevole
Orlando, abbiamo sostenuto che bisognava adeguare la normativa alla
natura della nostra Regione ed in parte ci siamo riusciti.
Il Gruppo dei Democratici di Sinistra esprimerà, dunque, un
voto di astensione su questo disegno di legge con l'augurio che,
nel caso in cui si dovesse metter mano a questi due elementi, che
per noi rimangono ancora elementi irrisolti, il completamento della
sezione appaltante, come dicevo prima e la possibilità di ridurre
la soglia di un milione di euro in modo da dare corpo sostanziale
alle sezioni appaltanti che possono permettere un monitoraggio
reale degli appalti in Sicilia.
Noi consideriamo, quindi, la legge una buona legge ed è la
ragione primaria per cui noi, come Gruppo, esprimeremo un voto di
astensione su questo disegno di legge.
TUMINO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TUMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Gruppo 'La
Margherita-Democrazia è Libertà' si asterrà dalla votazione. La
motivazione di tale astensione le esplicito attraverso la lettura
di un documento che verrà allegato agli atti.
Il senso di responsabilità delle opposizioni e la
collaborazione tra tutte le forze politiche hanno consentito
l'approvazione di una nuova legge sugli appalti in Sicilia, una
legge che presenta delle innovazioni e molti lati positivi.
Rimangono, purtroppo, alcune ombre legate anche alla fretta di
incassare un risultato politico in termini di immagine.
La legge sugli appalti, a differenza di altri provvedimenti,
fa parte degli impegni assunti con gli elettori da parte di
entrambe le coalizioni. Il dialogo si è sviluppato in maniera
proficua anche per tale ragione, quando si tratta, invece, di
imporre leggi che non costituiscono priorità condivise, le
convergenze si realizzano con maggiore difficoltà.
I punti più significativi sono quelli riguardanti l'abolizione
della licitazione privata, l'uso limitato della trattativa privata,
anche se qui il Gruppo della Margherita ha espresso una
considerazione riguardante la somma dei 150 mila euro, come somma
massima per cui è consentita la trattativa privata, ritenendo che
essa fosse eccessiva; la riconferma della legge n. 10 del 1993
sulla riduzione delle stazioni appaltanti ed una maggiore
trasparenza nelle procedure di gara.
Restano forti dubbi e perplessità su alcuni punti: l'importo,
in particolare, di 1.250.000 euro per il passaggio di competenze
all'Ufficio provinciale per l'espletamento della gara appare troppo
alto ed i tempi di realizzazione dell'ufficio sono troppo lunghi.
In questo senso, appare, addirittura, compromesso lo stesso
ruolo che possono svolgere le funzioni appaltanti, in quanto il
numero di gare che saranno superiori all'importo previsto sarà
estremamente ridotto.
Inaccettabile ci sembra pure l'emendamento approvato in "zona
Cesarini" che ha consentito la possibilità di pubblicizzare le gare
anche attraverso il periodico dell'ARS e della Fondazione "Federico
II".
"La Margherita-Democrazia è Libertà" si asterrà perché, pur
essendo state accolte molte proposte dell'opposizione, l'obiettivo
di ridurre la frammentazione della stazione appaltante non viene
realizzata in tempi brevi e non potrà essere conseguita prima di
almeno un anno.
Noi non pensiamo che in Sicilia vi sia una presenza della
mafia superiore ad altre regioni, riteniamo tuttavia che una classe
dirigente seria non può non guardare con particolare attenzione a
questo fenomeno largamente presente nel nostro territorio.
Certo, la legge non è sufficiente a ridurre il peso della
criminalità organizzata; il dovere di fare la migliore legge
possibile, tuttavia, attiene alla responsabilità ed al senso del
dovere di ciascun parlamentare.
La nostra astensione è un segnale che vogliamo dare non solo
per il contenuto del provvedimento, ma, soprattutto, per lo stile
di collaborazione che si è realizzato e per il confronto positivo
che è stato avviato tra maggioranza e opposizione. Ci auguriamo
che il dialogo possa continuare anche su altre norme e sarebbe
grave se non fosse così. La ripercussione negativa si
rifletterebbe, infatti, non solo nei rapporti istituzionali ma
soprattutto nella qualità della produzione legislativa.
In merito alla qualità della produzione legislativa, mi sento
di dovere precisare che la lettura di questa legge è molto
difficile. Questa è una legge per addetti ai lavori. E sarebbe
stato più proficuo lavorare ad un testo unico. Forse, questo potrà
essere un obiettivo da raggiungere in tempi non lontani, perché la
chiarezza e la trasparenza sono elementi di legalità o, quanto
meno, di esaltazione della legalità.
FORMICA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio
esprimere tutto il compiacimento di Alleanza Nazionale per
l'approvazione, dopo oltre nove anni di attesa, di una legge che
riforma la procedura degli appalti in Sicilia, ma non solo quella.
Alcuni colleghi che mi hanno preceduto hanno messo l'accento
sull'abolizione, da parte del Parlamento siciliano, della
previsione della licitazione privata, hanno messo l'accento sulla
possibilità delle stazioni appaltanti.
La legge che ci apprestiamo a votare contiene tre aspetti
fondamentali: quello della legalità, quello della trasparenza e
quello dell'efficienza. Quello della legalità per superare le
storture che, da più parti, dalla magistratura piuttosto che dalle
forze politiche, dalle associazioni dei costruttori piuttosto che
dalle associazioni dei professionisti, venivano ad ogni pie'
sospinto additate come un vero e proprio cancro della legge
esistente che hanno provocato nella nostra Regione la perdita per
le pubbliche amministrazioni di centinaia e centinaia di miliardi
legate ai mancati ribassi che erano possibili con la vecchia legge.
A ciò è stato posto rimedio ed è stato abolito.
Non accadrà più che in Sicilia, a differenza del resto
d'Italia, i ribassi siano concordati con delle offerte irrisorie
che vanno sotto l'1 per cento. E' un aspetto fondamentale della
legge che ci allinea con il resto d'Italia, ma anche con il resto
d'Europa e che fa fare un passo avanti in termini di legalità.
Ma, la legge ha anche grandi aspetti positivi per quanto
riguarda l'apertura alle professioni. Sarà finalmente possibile
far lavorare i giovani professionisti siciliani, i giovani
ingegneri, i giovani architetti, perché con questa legge si
potranno dare gli incarichi fiduciari anche ai neo laureati. E' un
aspetto questo, onorevoli colleghi, che bisogna sottolineare
perché, insieme alla previsione del cumulo degli incarichi e,
quindi, insieme ad una norma che fa sì che non ci siano abusi in
questo campo da parte delle amministrazioni nel dare gli incarichi,
è una grande apertura verso il mondo dei professionisti, verso i
giovani professionisti, i quali non vedranno più sbarrarsi la
strada dai soliti gruppi, dalle società di ingegneria.
Una norma, dunque, che finalmente pone ordine in un campo
delicato della legislazione siciliana; una norma che finalmente
consentirà alla Sicilia di non perdere più i fondi della Comunità
europea; una norma che ha inserito i fondi per i comuni per poter
dare gli incarichi perché, se non ci sono i fondi di rotazione per
la progettazione, questa legge sarebbe lettera morta. Una legge,
insomma, che potrà finalmente consentirci di uscire dalle secche in
cui ci eravamo cacciati.
RAITI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAITI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
brevemente per spiegare le motivazioni del mio no a questa legge.
Nel premettere che è necessario dare atto al Governo,
all'Assessore per i lavori pubblici, alla Commissione, nonché alla
maggioranza per il lavoro serrato, a volte proficuo, in quest'Aula
che ha portato ad una scrittura della legge che, per molti aspetti,
ritengo sia migliore del testo base nazionale, ed ha affrontato
alcune delle problematiche che hanno visto caratterizzato in
Sicilia un fenomeno che a volte ha considerato gli appalti come
strumento di gestione del denaro pubblico che aveva, come scopo
finale, non quello della realizzazione di un'opera al servizio dei
cittadini, ma quello della spesa per andare a foraggiare meccanismi
che non erano certo quelli della costruzione di un servizio
pubblico.
Grazie ad un lavoro proficuo e costante dell'opposizione, ad
un lavoro propositivo, a volte migliorativo, e ad una disponibilità
del Governo, molte cose positive sono state fatte. E' giusto darne
atto. Mi riferisco all'abolizione della licitazione privata, mi
riferisco ad alcune norme che disciplinano gli incarichi e a tutta
una serie di norme che, di fatto, danno maggiore certezza in questa
materia delicata. Però, alcune altre cose potevano essere fatte e
fatte meglio per dare, finalmente, uno strumento assolutamente
efficace per fare in modo che la realizzazione dell'opera fosse
quella che il progetto avrebbe voluto che si realizzasse.
Io l'ho detto più volte, sia in Commissione, sia durante i
lavori dell'Aula: non posso condividere il fatto che siano
istituiti l'autorità o l'osservatorio regionale sui lavori pubblici
e che queste prerogative esclusive, garantite dal nostro Statuto
regionale, siano state devolute all'autorità nazionale di vigilanza
per due ordini di motivi: innanzitutto, perché l'autorità di
vigilanza ha un personale che si deve muovere su tutto il
territorio nazionale e che non conosce la specificità propria di
alcuni modi di gestione dei lavori pubblici in Sicilia; in secondo
luogo, perché abbiamo dato, ripeto, prerogative di nostra
competenza esclusiva e noi non possiamo limitare, assolutamente -
come ho detto e ripetuto più volte - quello che i nostri 'padri
costituenti' dello Statuto speciale siciliano hanno pagato con il
sangue. Quelle competenze esclusive, se noi chiamiamo quest'Aula
Parlamento, ce le dobbiamo tenere care e valorizzare per quello che
sono; invece così abbiamo ceduto all'autorità nazionale.
La terza cosa, che per me è ancora più importante e che non va
nella direzione del giustizialismo, come si potrebbe interpretare
in maniera capziosa e non veritiera: che l'autorità di vigilanza,
così come da me proposta con un emendamento, tra l'altro
sottoscritto da tutti i capigruppo del centrosinistra, nonché dal
nostro candidato Presidente della Regione, prevedeva che l'autorità
di vigilanza regionale facesse degli accertamenti specifici e
concreti su alcune questioni che, tra l'altro, sono state sollevate
ieri come un grido d'allarme dal procuratore della Repubblica di
Palermo Piero Grasso.
Noi in Sicilia sappiamo che a volte l'aggiudicazione degli
appalti, anzi, spesso l'aggiudicazione degli appalti ad una
impresa, che avviene dopo una selezione abbastanza ardua, dopo un
sistema di aggiudicazione abbastanza complesso, a volte viene
vanificata perché, nel momento in cui i lavori si vanno ad
aggiudicare, sono le imprese mafiose che costringono l'impresa
seria, che si è aggiudicata il lavoro rispettando le regole, a
cedere, se non tutto l'appalto, la maggior parte di esso. E, così
facendo, si vanifica tutto lo sforzo legislativo che noi abbiamo
fatto, si vanifica lo sforzo legislativo che va nella direzione di
fare una selezione seria sulle imprese che vanno ad aggiudicarsi i
lavori, sulle imprese che devono avere i requisiti professionali
tecnici, ma soprattutto i requisiti di moralità e di trasparenza.
Questo spesso non accade e le imprese serie sono lasciate alla
mercè perché devono sopportare la vessazione delle imprese mafiose
senza che nessuno le possa difendere.
Vedete, nell'emendamento di istituzione dell'autorità di
vigilanza regionale, da me presentato, prevedevo che uno dei
compiti specifici di tale autorità era quello di accertare, a
valle, che l'opera fosse realmente eseguita, per intero, dalla
ditta che fosse stata aggiudicataria del lavoro. Un controllo di
questo genere era un controllo amministrativo, che andava nella
direzione di garantire l'effettiva esecuzione dei lavori, ma
andava, soprattutto, nella direzione della difesa delle imprese
serie, che sono la maggior parte di quelle che operano nel tessuto
siciliano, perché l'impresa seria, nel momento in cui veniva ad
essere tutelata da un'autorità esterna che la supportava con uno
scudo di protezione rispetto alle imprese mafiose che fanno le
vessazioni, avrebbe potuto dire: guarda che viene l'autorità di
vigilanza che mi sospende nella possibilità di aggiudicazione dei
lavori.
Questo avrebbe permesso alle imprese serie, che sono la
maggior parte, di avere uno scudo per non cedere alle vessazioni
delle imprese mafiose. Per il fatto stesso che questo emendamento
non è stato recepito, credo che sia stato vulnerato uno degli
aspetti fondamentali che questa legge si prefiggeva.
Per questo motivo, pur dando atto dei notevoli passi avanti
che sono stati compiuti e dei notevoli sforzi che sono stati fatti
da parte della maggioranza, io esprimo voto contrario.
FERRO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FERRO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo disegno di
legge che oggi andiamo a votare è frutto di un colpo di mano della
maggioranza, avvenuto qualche settimana fa in quarta Commissione,
che è stato, per fortuna, migliorato dal ruolo delle opposizioni,
che hanno lavorato partendo dalla necessità che ci fosse una nuova
legge sugli appalti che portasse i ribassi ad essere autentici
ribassi e non finti ribassi come fino adesso è stato.
Noi, già da ieri sera, avevamo chiesto che la legge fosse
rapidamente approvata, anche per evitare un fenomeno che sta
avvenendo in queste ore e, cioè, che i comuni stanno accelerando le
procedure delle gare di appalto in corso proprio per agire con la
vecchia legge anziché con la nuova.
Tuttavia, io credo che ha mosso tutti noi la necessità di una
nuova legge la considerazione che la mafia in Sicilia esiste non
come in altre regioni d'Italia, ma esiste perché qui ha le radici
più profonde e che tutti conosciamo attraverso le tante vittime che
abbiamo dovuto, purtroppo, negli anni, piangere e commemorare.
Ecco perché credo che questa legge, pur migliorata dal ruolo e
dalle idee che le opposizioni hanno proposto, ci lascia più che
forti perplessità fino a pensare e a ritenere che alle 530 stazioni
appaltanti fino adesso esistenti, c'è il reale rischio che se ne
aggiungano altre dieci, in considerazione della soglia alta che la
legge prevede, cioè 1.250.000 di euro, quindi 2 miliardi e mezzo di
lire che, sostanzialmente, sono le cifre che, nella norma, vengono
appaltate dai piccoli e medi comuni.
Pur avendo noi svolto un ruolo propositivo, non ci convince
l'idea che questo ruolo potesse spingerci ad una votazione diversa
dal voto contrario a questa legge, per la prima considerazione che
ho fatto e per la seconda e che è determinata dai tempi lunghi in
cui è probabile che la legge possa trovare applicazione; ecco
perché, a nome dell'intero gruppo di Sicilia 2010, confermiamo il
voto contrario a questa legge.
ORTISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORTISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel dicembre del
2000 quest'Aula votò la legge di riforma della Pubblica
Amministrazione; anche allora, come punto di riferimento, avevamo
una legge nazionale, la numero 265, e in occasione del passaggio
che riguardava un articolo, che allora sembrò marginale, -
l'articolo 19 della legge numero 265 - che recitava così: "I
componenti la Giunta comunale competenti in materia urbanistica, di
edilizia e di lavori pubblici devono astenersi dall'esercitare
attività professionali in materia di edilizia privata e pubblica
nel territorio da essi amministrato", osservammo che era opportuno
che tale articolo non venisse preso in considerazione e così
argomentammo delle due l'una: o perpetuiamo il clima di diffidenza
nato da Tangentopoli e da dato storico lo trasformiamo in dato
strutturale della nostra vita comunitaria, ed allora consegniamo le
chiavi delle nostre città a commissari prefettizi e non parliamo
più però di competenze e di credibilità professionale, oppure
ridimensioniamo il clima di Tangentopoli, lo storicizziamo -
attenti, non lo esorcizziamo, perché siamo tutti consapevoli che il
malaffare in politica continua ad allignare - dico lo
storicizziamo, cioè lo valutiamo per quello che è stato, benefico,
liberatorio e, però, legiferiamo in positivo ipotizzando lo
sviluppo di una vita comunitaria gestita, guidata, formata da una
classe dirigente rappresentante della gente perbene che nell'Isola
e nella Penisola resta la stragrande maggioranza, come ognuno di
noi può evincere dalla nostra vita di relazione.
Non abbiamo cambiato idea, né posizione, garantisti eravamo,
garantisti restiamo, con buona pace di qualche autorevole esponente
del centrodestra che ci classifica con pregiudizio. Lungi da noi
sempre l'idea che chi lavorava per la legge di riforma degli
appalti potesse essere anche lontanamente complice o, peggio,
organico a disegni criminosi nell'uno e nell'altro schieramento.
Non nutriamo una visione manichea dei lavori, né tanto meno
degli schieramenti appunto di quest'Assemblea.
Proprio per questo, però, colleghi, ci permetterete alcune
brevi osservazioni di fondo proprio nel merito della legge e del
suo articolato oggi giunto alla valutazione finale ed una
constatazione appendicolare sul metodo: innanzitutto, questa è una
legge timida che, rispetto alle quattro parole guida, cioè
efficacia, celerità, trasparenza e legalità, intraprende in molti
passaggi buoni abbrivi e, però, spesso si ferma, ondeggia e, solo
per intervento deciso di alcuni gruppi politici dell'opposizione,
trova alla fine sbocchi congrui e conducenti; in secondo luogo la
legge spesso non coniuga ma divide celerità ed efficacia da una
parte e legalità e trasparenza dall'altra e così da una parte
insegue la legge-obiettivo, la riforma delle espropriazioni delle
occupazioni e l'appalto integrato e dall'altra abolisce la
licitazione privata e introduce la cauzione esclusivamente
bancaria.
Per certi aspetti ha ragione l'onorevole Fleres: questa legge
non ha una sua filosofia di fondo; però, al collega vorremmo
suggerire di cercare le aporìe della normativa che chiunque, certo,
può notare nelle mille incertezze e nell'assoluta assenza di
progetto di fondo tipiche della maggioranza alla quale egli
appartiene.
Noi abbiamo inseguito per tutto il tempo necessario, fino alla
formulazione definitiva, una nostra idea che era in grado di
coniugare e non di separare efficacia e celerità da una parte,
trasparenza e legalità dall'altra.
Ci siamo trovati di fronte una somma poco coordinata e per
niente politica di posizioni spesso estemporanee, variegate,
contraddittorie, quasi mai meditate.
Per verificare la veridicità del nostro assunto basta
rileggere i verbali delle sedute, soprattutto lì dove essi
raccontano la storia degli emendamenti.
Certo, rispetto alla normativa vigente, assolutamente
inadeguata, quella che stasera esitiamo è una legge migliore, essa,
peraltro, abolisce la licitazione privata, limita la trattativa
privata, introduce lo schema unico di bando di gara, modula
razionalmente gli incarichi di progettazione e di collaudo,
promette, in ordine alla salvaguardia delle condizioni di sicurezza
e di valorizzazione degli interessi dei lavoratori, ma è troppo
incerta su almeno due passaggi.
Il primo passaggio riguarda le stazioni uniche appaltanti.
Perché tutte queste oscillazioni dentro la maggioranza, quando non
dentro ai singoli partiti di maggioranza, in ordine all'utilizzo di
un istituto che si colloca sulla stessa via dello schema unico del
bando di gara, dell'abolizione della licitazione privata, della
limitazione della trattativa privata? Perché questo
mercanteggiare in ordine ai limiti pecuniari entro i quali
attivarlo? E perché da parte nostra, del centrosinistra, questa
paura che esse, stazioni uniche, possano, come già accadde per la
legge numero 10 del 1993, non vedere la luce? E perché questa
resistenza del Governo in ordine alla istituzione di un albo al
quale attingere per sorteggio per la scelta dei funzionari della
Regione?
Il secondo passaggio riguarda la questione della cauzione.
Non si rappresentò, la notte fra giovedì e venerdì scorso, un
incontro-scontro sui confini quantitativi della garanzia economica
da parte dell'impresa con l'introduzione della esclusività della
fidejussione bancaria, pur con i limiti che la maggioranza impose,
noi del centrosinistra volevamo suggerire e preconizzare una nostra
idea di imprenditorialità, della quale siamo portatori consapevoli
all'improvvisazione concettuale di un centrodestra che si arroccava
a difesa di una questione di principio sulla quale si giocava, da
parte nostra, con cognizione di causa una partita legata, appunto,
a una questione di fondo.
L'imprenditore al quale pensiamo noi non è l'imprenditore che
cerca il colpo di fortuna e poi, inevitabilmente, si ritrova nel
mezzo di una dimensione reale più grande di quella alla quale può
far fronte con l'autonomia dei suoi mezzi, così da essere costretto
o alla bancarotta o ad un percorso di sottomissione e soggezione a
realtà più forti e più potenti.
L'imprenditore a cui pensiamo noi è un imprenditore che giorno
dopo giorno, appalto dopo appalto, sacrificio dopo sacrificio,
scala le vette dei suoi obiettivi, le raggiunge, le supera e, nel
frattempo, solidifica le sue basi, rafforza i buoni rapporti con i
suoi operai, non li sfrutta in funzione di sogni da 'Beautiful',
partecipa a gare sempre più impegnative, non impegnative ex
abrupto, lo 0,50% di cauzione bancaria vuole accendere questo
segnale, indicare una via e, nel frattempo, incoraggiare le persone
serie in un percorso nel quale sentano vicine e solidali le
istituzioni, a cominciare dal nostro Parlamento.
Per questi motivi che abbiamo qui sintetizzato il Gruppo
parlamentare della Margherita con Rutelli preannuncia un voto di
astensione, non fosse altro perché accanto agli aspetti negativi
cui abbiamo fatto cenno, questa legge elimina finalmente la
sconcezza dei ribassi infinitesimali che ha infestato in questi
anni il territorio siciliano.
PRESIDENTE. Onorevole Ortisi, ha utilizzato esattamente il
doppio del tempo a lei concesso.
ORTISI. Vorrà dire che non interverrò sul prossimo disegno di
legge. Se lei mi permette, signor Presidente, vorrei fare
un'ultima constatazione sul metodo. Sarebbe opportuno, sul metodo,
che nell'Aula del più antico parlamento del mondo, prima che sui
singoli articoli dei provvedimenti legislativi, si dibattesse sui
presupposti teorici che li ispirano, magari non partendo
dall'antica Grecia ma confrontandoci sulle nostre idee prima e
piuttosto che sui singoli e spesso sparpagliati passaggi,
riusciremmo a dare impostazioni coerenti alle normative ed
eviteremmo gli eccessi con i blitz, le prove di forza e le cadute
di stile come quelle degli emendamenti-pirata fuori da ogni
controllo e da ogni prassi parlamentare.
ACIERNO. Chiedo di parlare per dichiararazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire per annunciare il mio voto favorevole a questa legge,
non senza però sottolineare alcuni aspetti che mi preoccupano e sui
quali, personalmente, con la mia attività di legislatore, intendo
intervenire all'indomani della pubblicazione di questa legge sulla
Gazzetta ufficiale.
La quarta Commissione ha svolto un gran lavoro e non ha fatto
alcun blitz. Quel blitz di cui tanto qualcuno ama parlare non è
stato altro che la espressa volontà di arrivare a dare alla Sicilia
una legge che già da tre mesi, per un motivo o per un altro, non
riusciva a passare alla valutazione di quest'Aula. Quel famoso
blitz non è stato altro che una normale tecnica parlamentare fatta
da parte di una maggioranza che, nel momento in cui si è assunta
davanti al corpo elettorale la volontà di governare questa terra,
ha avuto la capacità di assumersi tutte le responsabilità.
C'è stato un contributo da parte delle opposizioni ed io ho
ascoltato con grande attenzione gli interventi dei colleghi dei
gruppi di opposizione. Peccato, perché il loro contributo poteva
portare a diversi risultati ed invece, alla fine, quello che
resterà di questo contributo sarà solo la parte che dovremo, nel
più breve tempo possibile, andare a rimodificare.
Ho sentito dire che la norma chiesta ed ottenuta dalle
opposizioni, la norma più illiberale di questa legge che riguarda
il sistema delle cauzioni, è una norma garanzia per l'infiltrazione
mafiosa; come se non fosse vero che il Parlamento siciliano
disconosce la misera fine che ha fatto il sistema bancario
siciliano che ha affidato finte imprese, che ha indebitato il
sistema bancario portandolo al collasso ed oggi mi devo sentire
dire che il sistema bancario sarà a garanzia della qualità
dell'impresa.
Come se non sapessimo che la mafia ancora oggi, qualunque
legge si faccia, è ancora forte e continuerà a vincere. Come se
non sapessimo che i mille paletti non faranno in modo che il boss
della zona avvicinerà l'impresa aggiudicataria imponendole con la
minaccia il controllo dell'appalto. Queste cose le sappiamo bene.
Allora, cosa abbiamo fatto? Abbiamo pensato, improvvisamente,
che la legge sugli appalti dovesse andare a modificare il codice
penale. Non è così. Non mi preoccupano, anzi mi preoccupano al
contrario, le dichiarazioni del procuratore della Repubblica di
Palermo che ben conosce la realtà del potere mafioso in
quest'isola, che ben sa che l'impresa sana, ancorché si aggiudichi
in maniera lecita un appalto, dovrà sempre fare i conti con la
mafia che le imporrà le forniture, le assunzioni della manodopera,
i subappalti o che, non imponendole tutte queste cose, la
costringerà a pagare il 'pizzo'. E allora, a cosa serve la
migliore legge? Ma questa è la legge sugli appalti, non è la legge
per sconfiggere la mafia.
Quello che noi, invece, abbiamo subìto per amore di democrazia
nei confronti del rispetto dell'opposizione, è stato quello,
invece, di sancire che gli amministratori, gli enti appaltanti,
fino all'importo di 1.250.000 euro, hanno le caratteristiche morali
per espletare le gare. Superata questa soglia, no Non potranno
aprire le buste
Questa è la grande innovazione La stessa persona, titolata ad
aprire le buste per importi fino a 1.250.000 euro, la grande
novità, la grande vittoria del centrosinistra siciliano è quella di
avere sancito per legge che la stessa persona, da 1.250.000 euro in
su, non ha più i titoli semplicemente per aprire la busta, perché
poi rimane, a tutti gli effetti, responsabile di quell'appalto.
Ho sentito dire che il centrosinistra si asterrà dal votare
questa legge e che l'ha considerata, nonostante tutto - grazie al
loro apporto - una buona legge.
Personalmente, invece, essendo stato eletto nella lista
Cuffaro Presidente, voterò questa legge, perché è la legge del
Governo, ed annuncio tutte queste modifiche alla legge nel momento
in cui sarà pubblicata, per farla diventare - non me ne voglia il
centrosinistra - una discreta legge sugli appalti.
FORGIONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi ormai
frequentiamo da qualche anno quest' Aula, e sapete che, come
Rifondazione comunista, non qualifichiamo mai l'opposizione: per
noi l'opposizione è opposizione e basta Non è né costruttiva né
distruttiva. E' opposizione
E noi dall'opposizione abbiamo lavorato con nostri
emendamenti, assieme a tanti altri del centrosinistra, per cambiare
radicalmente la legge che il Governo aveva proposto e con un blitz
era uscita dalla Commissione.
Potevamo assumere un altro atteggiamento, legittimo, che
serpeggia anche in alcune culture politiche presenti nella stessa
opposizione, qui, in quest' Aula: fare la peggiore legge possibile
per poter attaccare meglio il Governo.
Non è questa la nostra posizione.
In quel momento, potevamo assumere, legittimamente, questa
posizione politica, prescindendo da una esigenza, cioè quella di
modificare la normativa sugli appalti in Sicilia.
Abbiamo scelto la strada di cambiare la normativa sugli
appalti e, quindi, di non consentire al Governo di fare una pessima
legge, quella che ci ha descritto bene l'onorevole Acierno, di fare
quel tipo di legge per poi poter dire: "questa legge, grazie a
questo Governo ed a questa maggioranza, favorisce gli interessi
delle imprese mafiose".
Abbiamo scelto una strada più difficile, certo, più
coraggiosa: quella di incalzare il Governo in un confronto
politico, istituzionale, ed io ripropongo questo termine,
"parlamentare".
Alcune leggi è bene che le faccia il Parlamento in un
confronto tra maggioranza ed opposizione. Con questa impostazione
abbiamo modificato radicalmente quella legge.
L'abbiamo modificata anche al di là di alcune impostazioni
iniziali di Rifondazione comunista. Noi c'eravamo attestati,
all'inizio, sulla 'Merloni ter' modificata e gran parte dei miei
emendamenti, peraltro, firmati quasi tutti anche dall'onorevole
Ferro, tendevano a riportare, in alcune parti salienti, al testo
della Merloni, il disegno di legge esitato dalla Commissione.
Siamo andati oltre quella impostazione.
E non è vero che con questa legge, onorevole Ferro ed
onorevoli colleghi, noi aggiungiamo dieci stazioni appaltanti a
quelle esistenti, perché c'è un aspetto che qui viene
sottovalutato: il Governo stava cancellando definitivamente la
legge numero 10. Grazie alla battaglia delle opposizioni, il nuovo
disegno di legge, la nuova legge che stiamo per approvare, opera
nelle more della legge numero 10. E di quella impostazione, sulle
stazioni appaltanti, sulla stazione unica appaltante, certo si
poteva e si doveva fare di più.
La posizione di Rifondazione Comunista è che sopra la soglia
della trattativa privata comunque tutto andasse alla stazione unica
appaltante, ma, onorevole Ferro ed onorevole Orlando, il vostro
disegno di legge, che era di recepimento della 'legge Merloni', non
prevedeva la stazione unica appaltante.
Abbiamo abbassato la soglia della trattativa privata rispetto
alla legge nazionale; abbiamo cancellato la licitazione privata e
sappiamo quanto nervosismo in quest'Aula in settori della Destra
queste modifiche hanno provocato; abbiamo inserito la fideiussione
bancaria.
Vorrei rivolgermi all'ingegnere Di Vincenzo, il quale si è
dimesso da presidente del Collegio dei costruttori. Egli ha
dichiarato oggi che questa legge - cito testualmente - insegue
l'antimafia di facciata che danneggia le imprese. Il Presidente Di
Vincenzo, leggo la cronaca, solo qualche mese fa è incappato nelle
patrie galere per un'indagine su mafia e appalti e attualmente
aspetta di essere sottoposto a giudizio. Non riteniamo che questa
sia la fonte più autorevole per accusare il Parlamento e questa
legge di inseguire un'antimafia di facciata; non lo riteniamo e
respingiamo questo tipo di valutazione. Ma se questa è la reazione,
onorevoli colleghi, che questa legge provoca in quella zona grigia
di imprese, e non mi riferisco in questo caso alla persona nello
specifico, ad una zona grigia di imprese ed a quel sistema di
imprese che in Sicilia non ha mai fatto autocritica sui propri
rapporti con la mafia, vuol dire che questa legge non è la migliore
legge possibile, ma ha indicato una direzione e noi abbiamo
lavorato affinché questa direzione venisse indicata.
Qualche parola sui tempi della legge, onorevole Presidente
della Regione. Eravate partiti con la data del luglio del 2003 per
approvare le norme attuative. Abbiamo ottenuto - e credo non si
potesse fare di meglio - grazie alla nostra battaglia di
anticiparla a novembre 2002.
Noi avremmo preferito delle norme più radicali anche sulla
pubblicità, onorevole Presidente. Sulla pubblicità c'è chi ha
parlato a mezzo di comunicati stampa e chi, anche per attaccare
l'emendamento dell'Ufficio di Presidenza sul giornale della
Fondazione Federico II, da solo ha preso la parola in quest'Aula,
il sottoscritto; altri hanno fatto i comunicati stampa. Non è
semplice qualificare o aggettivare l'opposizione; la nostra è
un'opposizione senza aggettivi né costruttiva né distruttiva, è
una semplice opposizione.
Riteniamo quindi - e concludo - che questa legge non è la
migliore legge possibile.
Noi avremmo gradito delle clausole che nessuno in quest'Aula
ha proposto: le clausole di salvaguardia sociale, il VIO, il
vincolo di impatto occupazionale nell'assegnazione degli appalti e
nella scelta delle imprese.
Mi rendo conto che se oltre a norme giustizialiste si sommano
anche delle norme un po' sovietiche, l'ala liberista - penso
all'intervento notturno dell'onorevole Vicari, a quello
dell'onorevole Fleres contro il dirigismo di questa legge in nome
del liberismo di questa maggioranza - sarebbe ulteriormente
salvata, ma avremmo preferito, per esempio, alcune clausole sul
rispetto rigoroso dei contratti nazionali di lavoro e delle norme
sulla sicurezza sul lavoro da inserire già nella legge per gli
appalti, per evitare le lacrime di coccodrillo quando poi si
verificano gli incidenti che conosciamo nei cantieri di lavoro.
Tutto ciò non c'è stato e questo non ci fa dire, quindi, che
questa è la legge di Rifondazione Comunista. Non è la nostra legge
ed io credo non sia la legge dell'opposizione di sinistra e di
centrosinistra di quest'Aula. Questa legge è cambiata e non è
cambiata in quanto il Procuratore Vigna ha indicato alcune
modifiche da inserirvi, non è cambiata per una vocazione
giustizialista. Noi siamo convinti che nessuna legge sconfiggerà la
mafia se non c'è la volontà politica di ripulire la burocrazia ed
il sistema delle imprese in questa Regione, quindi, questa, come
un'altra legge, può essere usata dalla mafia, però questa legge
crea qualche ostacolo in più a quel sistema delle cordate che è
stato uno degli elementi centrali del sistema fondante il blocco
del cemento su cui la mafia in Sicilia si è sempre alimentata e si
è sempre rigenerata.
Per queste ragioni, signor Presidente, non si tratta di vedere
se il bicchiere è mezzo vuoto o mezzo pieno; si tratta di
valorizzare un risultato che non è soltanto di questa maggioranza,
perchè questa maggioranza aveva pensato ad un'altra legge, è di
questo Parlamento che in un confronto serrato ha modificato punti
qualificanti.
Per queste ragioni e con quei dubbi e con quelle perplessità
noi oggi esprimiamo un voto di astensione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Segreto. Ne ha
facoltà.
SEGRETO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, soltanto poche
parole per annunciare il voto favorevole del Partito Socialista
Nuovo PSI a questa legge sugli appalti. Una legge che nasce dal
lavoro certosino dell'assessore Scammacca, cui sicuramente va il
ringraziamento di tutta l'Assemblea, della Commissione e della
mediazione del Presidente dell'Assemblea e della Regione. Una
legge che nasce anche con il contributo dell'opposizione, ma per la
quale credo per la prima volta non si possa parlare di
consociativismo; di consociativismo si parla quando c'è qualche
cosa da spartire, ma in questo caso non c'è stato niente da
spartire.
Ritengo che questa legge non sia la migliore possibile, ma è
sicuramente una legge che abolisce i ribassi decimali, e ritengo
che il rapporto instaurato tra maggioranza ed opposizione per
l'approvazione di questa legge possa rappresentare il preambolo ed
il prodromo per una sempre maggiore collaborazione in direzione del
varo di buone leggi per la nostra regione. Ma le leggi buone non
dobbiamo farle sull'onda dell'antimafia di professione ovvero
perchè c'è qualcuno - ancorchè altolocato - che tira le orecchie a
questo Parlamento regionale, le leggi buone bisogna farle perchè
sono utili alla Sicilia ed ai Siciliani e non perchè esiste la
mafia.
La Merloni ter opera in tutto il territorio nazionale e non è
stata approvata perchè esiste la mafia. Riteniamo che con il
disegno di legge che ci accingiamo ad approvare sia stato fatto un
passo importante in direzione della possibilità di affidare i
lavori pubblici in Sicilia ad imprese sane e con i ribassi che si
adeguano a quelli che sono i ribassi nazionali.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Leontini. Ne ha
facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sicuramente è
da sottolineare in questa breve sequela di dichiarazioni di voto
che questa è la prima legge organica di riforma che l'attuale
Governo, questo Parlamento e questa maggioranza si intestano. E'
una legge organica di riforma di uno dei settori fondamentali della
vita associata della nostra regione e della pubblica
amministrazione. E' una legge importante che dopo tanti anni di
"ingessamento" di tutto il settore dei lavori pubblici attraverso
una stratificazione di norme che hanno fatto chiedere agli
operatori, agli imprenditori, ai lavoratori, alle classi dirigenti
dei partiti la riforma, la modifica della precedente legge sugli
appalti, finalmente viene approvata. E' una legge che, per la prima
volta nel settore dei lavori pubblici, non indica due binari,
sebbene paralleli, bensì divergenti, ma, uniformandosi in gran
parte alle indicazioni della legge nazionale, sottopone il comparto
dei lavori pubblici ad una normativa organica che vede la Sicilia
in linea con la normativa nazionale, con le opportune modifiche ed
integrazioni che, tuttavia, finalmente, non allontanano la Sicilia
dal resto del Paese.
Questo la Sicilia, con questa maggioranza, con questo Governo
e con questo Parlamento sta facendo, valorizzando all'interno
dell'articolato che stasera voteremo quelle parti che garantiscono,
tutelano e rafforzano la trasparenza, l'accelerazione delle
procedure, l'accelerazione della spesa e le possibilità
occupazionali anche attraverso l'elevazione dell'importo per gli
incarichi fiduciari ai professionisti.
Abbiamo inserito lo schema unico di bando di gara: già questo
è sicuramente una forte indicazione contro le cordate e i rischi
delle cordate che, in uno con l'eliminazione della distinta-prezzi,
è sicuramente un altro avanzamento in questa direzione positiva.
Abbiamo inserito delle norme prevedendo l'elevazione degli
incarichi fiduciari a 100 mila euro renderanno più facile non
soltanto l'accelerazione della spesa, ma anche la occupazione dei
giovani professionisti. E siamo sicuramente in un contesto
importante perché tutti gli appalti e tutto ciò che deriverà
dall'attuazione di "Agenda 2000" vede questa legge oggi normare in
questa direzione positiva e fornire sicuramente delle indicazioni
che saranno di grande beneficio per la nostra Regione.
Per la prima volta le opere pubbliche che saranno realizzate
con fondi non regionali, così come detta il comma 1 dell'articolo
2, saranno sottoposte alle indicazioni della legge regionale.
Tanti primati vanta questa legge: al Titolo II, articolo 30,
laddove si dettano norme in materia di accelerazione delle
procedure per la realizzazione delle infrastrutture di valore
strategico per la nostra Regione, abbiamo recepito la
legge-obiettivo, cioè la legge 443 del 2001, quella nazionale sulle
infrastrutture, contro la quale la Sinistra nel Parlamento
nazionale si è battuta visceralmente. In capo a questo Governo ed a
questa maggioranza sicuramente il merito di avere mantenuto questa
indicazione.
Onorevoli colleghi del centrosinistra, è chiaro che questa
legge, che è frutto di un dibattito e di un confronto proficuo e
costruttivo, vista dalla nostra parte ci induce ad individuare le
parti deboli della legge in quelle parti che sono state oggetto
della mediazione suggerita dal centrosinistra. Esaminata dal
vostro punto di vista, vi induce ad individuare le parti deboli
nelle parti che noi abbiamo sostenuto con maggiore forza.
Tuttavia, proprio per questo, proprio perché alla fine questo
articolato deriva da un confronto costruttivo che ci ha visti sia
in Commissione che in Aula dopo collaborare, la posizione
dell'astensione è una posizione comoda, ma una posizione -
lasciatemelo dire - strumentale; una posizione che dovrebbe essere
superata. Questa è una legge sicuramente impostata dal Governo - e
il nostro plauso va all'assessore Scammacca - dalla maggioranza, ma
che ha visto il contributo e la partecipazione costruttiva
dell'intero Parlamento.
Un plauso particolare rivolgo al presidente della IV
Commissione, l'onorevole Beninati, il quale ha dato un impulso
notevole ai lavori della Commissione e per molti aspetti di
carattere tecnico affrontati dalla legge ha dato un contributo
prezioso e indispensabile.
Il fondo di rotazione, previsto nella consistenza di 40
miliardi, è sicuramente una novità che va nella direzione della
incentivazione ai Comuni, così come il fondo derivante dai ribassi
è sicuramente un'altra novità importante.
Concludo il mio intervento sottolineando l'importanza e la
positività di questa legge ed invitando i colleghi del
centrosinistra a sottrarsi a tentazioni propagandistiche e
strumentali, perché avremmo da ridire anche noi sulle fideiussioni
bancarie e non assicurative, sulle stazioni appaltanti. Un'ultima
notazione, signor Presidente. Diceva l'onorevole Forgione che il
Governo voleva abrogare la legge 10: questa legge parte con
orgoglio dalla necessità di eliminare tutta quella stratificazione
di norme precedenti, tra cui la legge 10 colpevole di tanti
disastri, che ha ingessato il comparto dei lavori pubblici. Di
questo noi siamo orgogliosi, voi oggi fate, forse, autocritica.
SPEZIALE. I disastri del Governo Drago
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Lo Curto. Ne ha
facoltà.
LO CURTO . Signor Presidente, esprimo a nome del gruppo Nuova
Sicilia la soddisfazione complessiva per l'esito favorevole della
legge di riforma degli appalti.
Una legge che è nata con l'impegno di tutte le forze politiche
ed in primo luogo del Governo, il quale ha saputo ascoltare e ha
saputo anche condividere alcune scelte che non erano nate nella
maggioranza.
E' una legge che nasce da un confronto serio, articolato e
democratico. Un testo sul quale più che la preoccupazione di
garantire efficacia, trasparenza, legalità come fatto ordinario,
forse è pesata un po' troppo - a mio giudizio - l'esigenza di
contrasto della mafia.
Ricordo soprattutto quando si diceva di applicare tout court
la "Merloni ter" in Sicilia, una legge, che tra l'altro si ispira a
principi quali la licitazione privata e l'assenza di stazioni
uniche appaltanti, su cui, invece, si è concentrato parte del
dibattito che ha portato oggi all'approvazione del nuovo testo.
Ho raccolto come voi, credo come tutti voi le lamentele di
associazioni di categoria, di imprenditori e di professionisti su
questo testo. E, certamente, anch'io, credo un po' come tutti, ho
qualche dubbio sul fatto che probabilmente abbiamo penalizzato la
piccola e media impresa, quella piccola e media impresa che in
Sicilia, onorevoli colleghi, rischia di restare al palo rispetto
alle grandi imprese del Nord.
Paradossalmente sono preoccupata per il destino di questa
terra, dove, signor Presidente, le vittime della mafia, e questo lo
dico a quanti qui dentro hanno più volte parlato di mafia, non sono
soltanto coloro che sono saltate in aria per mano della mafia,
coloro che sono stati trucidati barbaramente dalla mafia, ma sono
soprattutto tutti quegli onesti cittadini, uomini e donne, non più
solo giovani o comunque non più giovani cui viene negato il diritto
al lavoro, alla piena occupazione.
Io credo che la politica di questo si dovrebbe occupare,
signor Presidente, facendo delle buone leggi e non delle leggi che
contrastino la mafia. Ritengo, infatti, che non ci siano leggi a
favore della mafia e questo Parlamento, qualunque legge avesse
esitato non sarebbe stata mai una legge a favore della mafia,
perché la mafia trova nel sottosviluppo, nella miseria e nel
degrado morale il proprio terreno di cultura e non nelle leggi.
Allora, questo Parlamento e questo Governo devono preoccuparsi
di fare bene la propria parte per vincere le sfide poste
dall'ingresso in Europa, dai processi di globalizzazione e dal
ruolo che la Sicilia deve svolgere nel Mediterraneo e per questo,
signor Presidente, è necessario che la Sicilia esca dalle tante
emergenze che oggi soffocano lo slancio vitale di questa terra.
Annuncio il voto favorevole del mio Gruppo e mi dichiaro
insoddisfatta per l'astensionismo strumentale della sinistra che,
dopo avere orientato correttamente ...
FORGIONE. Non astensionismo, perché noi votiamo. Caso mai
astensione.
LO CURTO . Ha ragione, accetto la correzione ... il voto di
astensione della sinistra sul quale non mi trovo d'accordo perché,
dopo avere lavorato a questa legge, sarebbe stato onore e merito
anche della sinistra concorrere ad approvarla.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Monte. Ne ha
facoltà.
LO MONTE . Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
brevemente. Non voglio ripetere le cose già dette, alcune
condivise, altre no, e non voglio certamente né innescare polemiche
né accodarmi al coro di valutazioni positive che pure ho sentito.
Questa legge certamente rappresenta un passo in avanti ma dico
che non basta approvarla per sentirci soddisfatti. Io parto dal
presupposto che di buone leggi quest'Assemblea nel passato ne ha
varate tante, però sono rimaste enunciazioni, sono rimaste
inapplicate, quindi addirittura inutili.
Nell'annunciare il voto favorevole del Gruppo cui appartengo,
desidero raccomandare al Governo, il quale ha dimostrato in questa
occasione una grande sensibilità e una grande disponibilità al
confronto e al dialogo, di tradurre questa legge in comportamenti.
Vedete, siamo stanchi, i Siciliani particolarmente credo, della
politica dell'apparire.
Tutti ci affanniamo ad apparire sui giornali, a volte anche
senza conoscere per bene l'argomento. Ho partecipato ai lavori
della Commissione e - colgo l'occasione per complimentarmi con il
presidente Beninati, il quale non mi ha negato mai la parola pur
non facendo parte della Commissione - si è aperto un confronto
vero, reale sui problemi; lì sì che c'è stata politica C'è stato
un confronto anche sui fatti tecnici da consegnare alla Sicilia con
questa legge. Altri invece di partecipare, di dare un contributo
fattivo alla legge sono apparsi tutti i giorni sui giornali.
L'enunciazione, la politica dell'apparire ci allontana dalla
realtà.
E' questo il messaggio che voglio consegnare a quest'Aula:
cerchiamo di favorire la politica del fare, anziché la politica
dell'apparire. Auspico che l'Assessore, proprio per tradurre in
comportamenti le enunciazioni contenute in questa importante legge,
emani i regolamenti attuativi, perché diversamente anche questa
legge rischierà di restare lettera morta, di restare soltanto
un'enunciazione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cintola. Ne ha
facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
questo sia un momento solenne e non soltanto perchè l'Assemblea sta
per votare una legge attesa da decenni, ma per il modo in cui si è
arrivati a portarla avanti. Penso che la collaborazione che c'è
stata in Aula, aperta, senza sotterfugi e senza commistione di
ruoli abbia prodotto la migliore legge possibile.
Io ritengo che se questo diventasse un metodo, su questo
abbrivio dovremo fare le leggi di riforma; su questo tipo di
incontro che investe l'Aula nella sua interezza, noi dovremo porre
mano per dare una svolta ai lavori d'Aula, alla modifica dello
Statuto, alla legge elettorale, a tutto ciò che serve alla Sicilia
per fare quel balzo in avanti e affinchè possa considerarsi a pieno
titolo non regione soltanto d'Italia, ma regione che si affaccia e
sta in Europa.
Desidero ringraziare il presidente Lo Porto per il modo in cui
ha condotto i lavori d'Aula e per la sua capacità di
intermediazione, quando è riuscito a sanare e a dare impulso ai
lavori d'Aula che, poi, hanno condotto a questo momento del voto
che io mi auguro ampiamente favorevole alla legge. Un
ringraziamento anche all'onorevole Fleres, il quale con tutte le
puntualizzazioni e le eccitazioni momentanee ha condotto, partendo
da presupposti anche diversi e critici, fino in fondo un lavoro che
serve; serve affinchè l'Assemblea possa avere quello scatto in
avanti, possa dimostrare in Sicilia e in Italia che non è un
parlamentino e non è neppure quello che in questi giorni e in
questi mesi viene dipinto nel resto d'Italia. Non è un consiglio
regionale, è un parlamento che, senza volere glorificare troppo il
momento, sa, al momento opportuno, riscattarsi; sa, al momento
opportuno, dare una spallata in avanti e, concordemente,
tralasciando gli steccati ideologici, sa lavorare concretamente
nell'interesse della Sicilia.
Ritengo che questo sia stato il compito che ha ispirato la
Commissione nella sua interezza, il suo Presidente, l'Assessore ed
il Governo, perchè il risultato non sia di una parte, ma il
risultato che investe tutti.
L'astensione della sinistra in una legge come questa è più che
un voto favorevole e sta a significare che su una legge di questa
portata il Parlamento ha quasi un' unanime valutazione.
Il varo di questa legge non significa che abbiamo risolto
chissà che cosa. Abbiamo il dovere di vigilare e di comprendere,
nel lungo e nel breve periodo, se c'è la necessitò di rivedere la
legge; se errori dovessero esserci, siamo qui pronti a rimediare,
però sulle cose concrete, non sulle parole, ma su quello che
concretamente questa legge porrà in essere.
Nessuno ha la bacchetta magica e la certezza che quello che
abbiamo fatto sia il meglio.
Noi sappiamo di avere fatto il nostro dovere sino in fondo,
con la volontà sacrosanta di dare e confermare un' immagine diversa
della Sicilia, che non può essere additata da 'Sciuscià' e dai suoi
amici come se fosse la terra di nessuno.
Abbiamo commesso degli errori; forse non abbiamo dato impulsi
forti nei momenti in cui andavano dati, ma oggi è un momento forte
che può far dire al presidente Cuffaro, al governatore della
Regione, che non è soltanto un suo punto programmatico che questa
Assemblea decide di attuare questa sera, è' qualcosa di più e
meglio ancora: è il raccordo forte di chi vuole una Sicilia
diversa, e in questa Aula, al di là della maggioranza, c'è una
minoranza attenta ed oculata che ha fatto la sua parte fino in
fondo, ed una maggioranza che non si è fatta ingabbiare dalla
minoranza; ha voluto discutere lealmente ed apertamente, ha
accettato alcune conclusioni perché le ha trovate giuste e non per
cedere qualcosa, per ottenere un voto o un'astensione.
Ritenevamo di aver fatto insieme un lavoro serio e proficuo e
ci auguriamo che i risultati siano tali da poter dare alla Sicilia
uno sviluppo diverso, abbandonando lo 0,01 dei ribassi d'asta,
indegno ed indecoroso, per affacciarci con un bando unico e con
ribassi che siano adeguati e che non facciano arrivare le cordate
aprioristicamente sul luogo del delitto, per far sì che la Sicilia
possa, con Agenda 2000 e con questa legge, dare un impulso serio e
concreto.
Mi auguro - e qui concludo - che questo metodo possa essere
ancora meglio attuato e possa essere portato avanti anche per le
grandi leggi un incontro reale e vero negli interessi generali e
collettivi che non hanno un colore, né di maggioranza, né di
opposizione.
Presidenza del presidente Lo Porto
VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO NOMINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
"NORME IN MATERIA DI OPERE PUBBLICHE. DISCIPLINA DEGLI APPALTI
DI LAVORI PUBBLICI, DI FORNITURA, DI SERVIZI E NEI SETTORI E-
SCLUSI." (N. 294 ED ALTRI/A)
PRESIDENTE. Indìco la votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge: "Norme in materia di opere pubbliche.
Disciplina degli appalti di lavori pubblici, di fornitura, di
servizi e nei settori esclusi." (n. 294-119-
268-290-306-313-339-353-369-388/A), posto al numero 1) del punto IV
dell'ordine del giorno.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti ....... 71
Maggioranza .............. 36
Favorevoli ............... 48
Contrari ................. 2
Astenuti ................. 21
(L'Assemblea approva)
(Applausi)
Presidenza del presidente Lo Porto
Si passa alla votazione finale del disegno di legge:
"Interventi urgenti per i collegamenti marittimi con le isole
minori" (nn. 434-235-429/A).
ODDO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
brevemente in quanto mi sembra giusto segnalare, da par da parte
nostra, un'insoddisfazione pur se comprendiamo che il provvedimento
è indispensabile, nel senso che bisogna assicurare i collegamenti
marittimi con le isole minori.
Questo è il punto che ci porta e che ci ha portato a ragionare
su come votare su questo disegno di legge; martedì, tuttavia,
avremo modo - e in un minuto vorrei esprimere questa considerazione
- di affrontare una tematica che, secondo me, il Governo sta
assolutamente sottovalutando: la qualità della vita nelle isole
minori e che cosa comporti l'insularità.
Non è possibile procedere solo con provvedimenti che sanno di
emergenza: dobbiamo assicurare i collegamenti, allora interveniamo
immediatamente con coperture finanziarie e così via. Dobbiamo
semplicemente allinearci ai regolamenti comunitari e dunque siamo
costretti a prendere in considerazione l'altro disegno di legge su
cui discuteremo martedì.
Non è possibile discutere in questa maniera delle isole
minori; non è possibile discutere in questa maniera dei cittadini
che abitano in quelle isole.
Per cui, anche se comprendiamo che in questo momento siamo
costretti a valutare questo disegno di legge positivamente,
anticipiamo che della questione che riguarda le isole minori faremo
un punto della nostra battaglia in Parlamento, perché riteniamo
assolutamente insufficiente il modo in cui il Governo sta trattando
l'intera materia.
VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO NOMINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
"INTERVENTI URGENTI PER I COLLEGAMENTI MARITTIMI CON LE ISOLE
MINORI". (434-235-429/A).
PRESIDENTE. Indìco la votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge: "Interventi urgenti per i collegamenti
marittimi con le isole minori." (nn. 434-235-429/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti ....... 65
Maggioranza .............. 33
Favorevoli ............... 63
Contrari ................. -
Astenuti ................. 2
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Lo Porto
VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO NOMINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
"ISTITUZIONE DELLE STRADE E DELLE ROTTE DEL VINO" (9-253-281/A).
PRESIDENTE. Indico la votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge "Istituzione delle strade e delle rotte del
vino" (9-253-281/A).
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti ....... 68
Maggioranza .............. 35
Favorevoli ............... 66
Contrari ................. -
Astenuti ................. 2
PRESIDENTE. Prendiamo atto che l'onorevole Granata ha votato a
favore.
(L'Assemblea approva)
PRESIDENTE. La seduta è sospesa per due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 19.36, è ripresa alle ore 19.38)
Presidenza del presidente Lo Porto
PRESIDENZA DEL VICE PRESIDENTE FLERES
PRESIDENTE. Sulla base di quanto deliberato in sede di
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, adesso dovremmo
svolgere il dibattito sulla situazione delle ferrovie in Sicilia e
discutere le due mozioni presentate su questo argomento; in
particolare la mozione n. 130 a firma degli onorevoli Leanza
Vincenzo, Franchina, Formica, Baldari, Ardizzone, Lo Monte,
Panarello, Beninati, Genovese, Paffumi, e la mozione numero 146 a
firma degli onorevoli Ferro, Orlando, Miccichè, Morinello, Raiti.
Presidenza del presidente Lo Porto
SULLA PROPOSTA DI INVERSIONE DELL'ORDINE DEL GIORNO
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avendo in gran
parte verificato e riscontrato con i colleghi di tutti gli
schieramenti che potremmo esaminare nella seduta di stasera i
disegni di legge iscritti al punto VI dell'ordine del giorno,
vorrei avanzare proprio la proposta di esaminarli stasera, evitando
così di fare seduta domani sera, dato che avevamo in qualche modo
programmato i lavori in questo modo; faremo, dopo, eventualmente,
anche il dibattito sul disastro ferroviario. I disegni di legge
sono di due articoli ciascuno e li potremmo fare in un quarto d'ora
e poi facciamo il dibattito.
PRESIDENTE. C'è una proposta dell'onorevole Leontini che mira
sostanzialmente a discutere immediatamente i disegni di legge posti
al VI punto dell'ordine del giorno, anche perchè sembra che non
presentino particolari difficoltà e svolgere immediatamente dopo il
dibattito sulla questione delle ferrovie in Sicilia, anche allo
scopo di guadagnare la giornata di domani pomeriggio.
FORGIONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, ritengo che, se svolgessimo un
dibattito non rituale sull'incidente di Messina per discutere poi
del sistema dei trasporti, della condizione delle Ferrovie, daremmo
un'immagine pessima e squallida.
In questo momento il Parlamento nazionale sta effettuando
proprio il "question time" con il Ministro Lunardi sulle vicende
tragiche di Messina, ciò a dimostrazione dell'attenzione nazionale
che c'è su questo evento, anche alla luce degli ultimi sviluppi e
delle ultime notizie di queste ore sulle cause che hanno provocato
quella tragedia.
Il dibattito poggia su due mozioni apparentemente scollegate
da quell'evento ma strettamente connesse a quell'evento, perchè si
tratta di discutere dello stato della Ferrovia, del sistema dei
trasporti, delle privatizzazioni, cioè delle cause che hanno
portato ad un evento così tragico.
Non ci sembra opportuno farlo in coda, cioè secondo gli umori
dei parlamentari che dicono "votiamo subito le due leggi, tanto poi
ce ne andiamo tutti, essendo il dibattito acqua fresca" e sappiamo
che è questo lo stato d'animo che sta motivando l'esigenza di
votare subito le due leggi, in modo che poi tutti se ne vanno e,
con un esponente del Governo che si sacrificherà per essere
presente e quattro parlamentari in quest'Aula, il resto sarà un
dibattito triste che non farà onore a questo Parlamento perchè,
ripeto, il Parlamento nazionale sta effettuando il "question time"
in questo momento con le Aule piene.
Sarebbe l'immagine peggiore che questo Parlamento possa
rappresentare di sè stesso in questo momento e di fronte alla
tragedia di Messina. Perciò ritengo che tali ragioni motivino che
ora, subito, si affronti la vicenda di Messina, i parlamentari si
sentano partecipi di un dibattito di un tale livello, rimangano qui
per svolgerlo e dopo si faranno le leggi. Se no, signor
Presidente, come previsto anche dalla Conferenza dei Capigruppo, se
noi riteniamo che la vicenda tragica di Messina interroghi la
politica e le istituzioni in questo momento, anche per i riflettori
che sono accesi sulle nostre responsabilità, nulla toglie che
domani si tenga l'Aula.
Ritengo pertanto che la proposta dell'onorevole Leontini sia
da respingere.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari oggi aveva espressamente
deciso di votare le tre leggi che abbiamo già votato e di aprire
poi il dibattito.
Perchè io voto a favore di una proposta che è alternativa a
quella che è stata decisa in Conferenza dei Capigruppo e che però
resta valida con il voto d'Aula? Non perchè ci sia qualcuno che ha
chiesto di modificarla, voto diversamente perchè è apparso chiaro
che l'Assemblea vorrebbe domani non fare seduta, cioè che si
vorrebbe chiudere oggi per fare lavorare nella giornata di domani
le Commissioni.
Possiamo dunque concordare seriamente una modifica di quanto
stabilito in Conferenza dei Capigruppo, con l'attenzione dell'Aula
però che la comprovi, incardinando l'esame dei due disegni di
legge, fermandoci all'esame dell'articolato, senza dare il voto
finale alla legge nel suo complesso.
FORGIONE. Poi ce ne andiamo ed in tre fanno il dibattito sulla
tratta di Messina
CINTOLA. E, allora, noi siamo convinti che, per il solo fatto
che ci sia il Presidente della Regione, questa Aula non può
assolutamente pensare di disertare i lavori, cioè noi non possiamo
preordinare fatti che sarebbero di decadenza dopo quello che
abbiamo già fatto. Però, il percorso è obbligato: cioè noi
dobbiamo andare avanti con i tempi e non perdere ciò che abbiamo
costruito.
Ciò nel tentativo - ecco perché sto votando a favore - di
andare velocemente all'approvazione degli articoli. Si tratta di
due leggi di poco conto, nel senso che non ci sono grossi
emendamenti, anzi non ve ne sono.
Per cui, se ci fermiamo dopo avere approvato gli articoli,
subito dopo facciamo il dibattito e rinviamo alla prossima
settimana, con la legge sul lavoro, se dovesse pervenire dalle
commissioni, più le variazioni di bilancio, che preannunciava
stamattina il Presidente della Regione, significa che avremmo un
paio di giorni della settimana entrante in cui possiamo poi
definire l'intero ordine del giorno che ci eravamo prefissati.
Ma, al di là di ciò che avverrà dopo, ritengo che per evitare
che domani ci sia un altro giorno di lavori d'Aula, si possano
benissimo votare velocemente gli articoli - ci impegneranno non più
di dieci minuti - e poi aprire un dibattito serio, ribadisco con il
Governo presente e con l'onorevole Cuffaro presente. Ritengo che i
colleghi non vorranno disertare, in quanto hanno interesse ad
essere presenti, ad intervenire ed ad essere parte attiva.
PRESIDENTE. Dovendosi procedere a votazione per alzata e
seduta, invito i colleghi a prendere posto.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, hanno già parlato l'onorevole
Cintola a favore e l'onorevole Forgione contro, quindi, io devo
procedere alla votazione sulla proposta dell'onorevole Leontini.
CAPODICASA. Signor Presidente, allora il risultato della
Conferenza dei Capigruppo non vale nulla
PRESIDENTE. Onorevole Capodicasa, c'è una proposta formalizzata
in Aula ed un percorso avviato.
FORGIONE. Perché le facciamo, allora, le Conferenze dei
Capigruppo?
PRESIDENTE. Un attimo onorevole Speziale, volevo intanto
pregare i colleghi di prendere posto perché dovremo procedere a
votazione per alzata e seduta, e dunque, bisogna capire come si
vota.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Speziale.
SPEZIALE. Signor Presidente, francamente, ogni volta che c'è la
sua Presidenza si crea un clima di fibrillazione in Aula. Inutile,
fra l'altro, debbo dire, perché avendo già stabilito nella
Conferenza dei Capigruppo il percorso, non mi pare che in corso
d'opera si debba intervenire per modificare, neanche attraverso un
voto d'Aula. Fra l'altro, l'Aula ha preso atto del percorso,
stamattina, alle ore 13.00.
La Conferenza dei capigruppo ha stabilito che, stasera, dopo
l'approvazione delle tre leggi, il Presidente della Regione avrebbe
reso delle comunicazioni all'Aula sulla tragedia di Messina. Si
sarebbe aperto, poi, un dibattito che si sarebbe concluso in
serata. Tutte le leggi dovevano essere affrontate e discusse la
prossima settimana.
L'incertezza della chiusura dei lavori d'Aula, se il 2 o l'8
agosto, dipendeva dal fatto che il Governo doveva presentare anche
un testo relativo alla finanziaria, cioè al riassetto finanziario.
Pertanto, signor Presidente, mi permetto ricordarle che questa
era la decisione della Conferenza dei Capigruppo. Ad un certo
punto, viene posta un'esigenza da parte del collega Leontini, il
quale dice: "Per la brevità dei due disegni di legge che sono
iscritti all'ordine del giorno, anziché affrontarli domani,
vediamo se c'è il tempo per affrontarli stasera". Questa è una
questione che non si porta al voto E' una questione che si pone in
modo ragionevole
Allora, mi permetto di suggerire: si vada avanti, si veda
l'ora entro cui si conclude il dibattito su Messina, se c'è una
disponibilità dell'Aula, si affrontino i due disegni di legge.
Intanto, però, si mantenga fede all'impegno assunto stamattina,
alla decisione della Conferenza dei capigruppo, che il Governo
renda le comunicazioni al Parlamento ed il Parlamento apra la
discussione su Messina, quando concluderemo il dibattito valuteremo
se affrontare questa sera o domani i due disegni di legge.
ACIERNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Ha perfettamente ragione l'onorevole Forgione a
chiedere a viva voce che quest'Aula si impegni in un dibattito
serio e costruttivo sulla vicenda della sciagura di Rometta. Credo
che bisognerebbe estendere questo dibattito sulla condizione della
strada statale che ancora collega Palermo e Messina e sul sistema
siciliano dei trasporti, sulla Palermo-Agrigento, che miete vittime
ogni giorno.
Non v'è dubbio dunque che quest'Aula debba trovare un momento
di confronto importante per dibattere, non tanto della drammaticità
dell'evento di sabato scorso, ma di tutto il sistema dei trasporti
siciliano.
Però io, signor Presidente, senza che me ne voglia il mio
amico onorevole Angelo Capodicasa, che mi rimprovera spesso di
essere legato ad una prassi parlamentare diversa da quella di
questa Assemblea, che io peraltro rispetto profondamente, mi
permetto di dire sommessamente a quest'Aula che mai è successo che
il giorno che si commemorano dei morti, sullo stesso argomento, si
facciano dibattiti politici. Questo è un fatto di etica e di
educazione politica nel rispetto di quei morti che vengono
commemorati. Per cui mi permetto soltanto di suggerire
all'onorevole Forgione: se è il caso possiamo anche sospendere i
lavori di questa seduta ma, mi creda, sarebbe veramente grave che
l'Aula aprisse un dibattito politico dopo avere commemorato dei
morti.
CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, credo che il senso di responsabilità che il Parlamento ha
avuto in questi giorni, nell'affrontare e legiferare su materie di
straordinaria importanza, in qualche modo non può che essere
valutato da tutti noi positivamente. E se, come credo, c'è da parte
di tutti noi la voglia di affrontare in questo Parlamento un
dibattito (seppur io credo debba essere contingentato) che prende
spunto da un tragico evento, come il disastro ferroviario
verificatosi a Messina, ma che pone all'attenzione un problema vero
della Sicilia che è l'ammodernamento del sistema ferroviario, io
signor Presidente, credo che se si riuscisse a compendiare le
giuste esigenze del dibattito e le giuste esigenze di discutere ed
approvare anche le altre due leggi, questo debba essere fatto.
Le chiedo, quindi, se è possibile, di aprire subito questo
dibattito, non certamente sul tragico evento di Messina, ma
prendendo spunto da esso, sul sistema ferroviario siciliano,
cercando di contingentarlo in un'ora.
Questa credo possa essere, obiettivamente, una posizione
giusta che non solo gratifica il Parlamento ma continua ad
impegnarlo responsabilmente nel fare il proprio lavoro.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, mi sembra di avere capito che
c'è un'ipotesi di mediazione del Presidente della Regione che dice,
stabiliamo un tempo, un'ora, entro la quale concludere il dibattito
sulle mozioni di cui stiamo parlando per affrontare, immediatamente
dopo, i due disegni di legge.
Se non sorgono osservazioni rispetto a tale ipotesi di
mediazione del Presidente della Regione procediamo in questa
direzione, altrimenti devo mettere ai voti la proposta
dell'onorevole Leontini sulla quale sono già state espresse
opinioni a favore e contro.
Il dibattito sulle due mozioni si concluderà entro le ore
21.00; immediatamente dopo, si procederà all'esame dei due disegni
di legge.
Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
Presidenza del presidente Lo Porto
DISCUSSIONE UNIFICATA DI MOZIONI
PRESIDENTE. Si passa al V punto all'ordine del giorno:
Discussione unificata delle mozioni:
- n. 130 "Reperimento delle risorse necessarie al
completamento della dorsale ferroviaria Messina-Palermo",
degli onorevoli Leanza Vincenzo, Franchina, Formica,
Baldari, Ardizzone, Lo Monte, Panarello, Beninati,
Genovese e Paffumi;
- n. 146 "Interventi per il rilancio del trasporto
ferroviario in Sicilia ed istituzione di una commissione
parlamentare di inchiesta sullo stato delle linee ferrate
siciliane", degli onorevoli Ferro, Orlando, Miccichè,
Morinello e Raiti.
Onorevoli colleghi, poichè dobbiamo stabilire quanto tempo
attribuire a ciascun intervento, dichiaro aperte le iscrizioni a
parlare. Le chiudiamo immediatamente dopo, in modo tale da potere
stabilire quanto tempo assegnare a ciascun deputato.
Sono iscritti a parlare gli onorevoli Rotella, Panarello,
Forgione, Formica, D'Antoni, Ardizzone, Leanza Vincenzo. Il tempo
massimo assegnato per ciascun intervento è dieci minuti.
E' iscritto a parlare l'onorevole Rotella. Ne ha facoltà.
ROTELLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, spero di
utilizzare, per il mio intervento, meno di dieci minuti e vorrei
intervenire su due aspetti: il primo è legato alla tristezza
dell'evento accaduto, cui va il cordoglio di noi tutti, di tutta
l'Assemblea regionale siciliana - perchè credo di cogliere questo
sentimento - e quindi, non facciamo cordogli per parti separate;
ritengo infatti che rispetto a questo evento vi sia l'adesione di
noi tutti, quella affettuosa, quella solidale.
D'altra parte, devo dire che mi preoccupa molto la questione
che si è verificata perchè pone davanti agli occhi di tutti - anche
se la tragedia verificatasi non coinvolge fino in fondo tutti - la
delicatezza e la tristezza dell'evento, che impegna anche l'Aula in
questo dibattito, che pone una questione veramente drammatica: lo
stato di difetto e di disagio in cui versa tutto il nostro sistema
di trasporto su ferro.
Questo è il risultato, onorevole assessore per i trasporti,
onorevole Cascio, purtroppo - e credo che su questo la sua
attenzione dovrebbe essere alta - che concerne intanto il problema
dei finanziamenti e delle risorse che vengono destinate a questo
settore nella nostra Regione.
Abbiamo, purtroppo, un sistema ferroviario probabilmente tra i
meno efficienti in Sicilia e tra i meno moderni o tra i più
antichi. Abbiamo, addirittura, dei treni che viaggiano su un solo
binario per il 60 per cento e, quindi, non abbiamo raddoppiato le
linee ferroviarie perchè dall'altra parte non si sono realizzate le
due dorsali o non si sono completate perchè il loro completamento
ovviamente impegna risorse cospicue a cui credo che il Governo
nazionale debba dare una risposta.
Noi, per fortuna, assessore Cascio, questo non l'abbiamo
fatto, non ci siamo presi carico della rete ferroviaria siciliana,
perché ci volevano consegnare le strutture e non ci volevano dare
le risorse per rendere efficiente il nostro sistema di trasporto.
Abbiamo rifiutato di accettare un principio attraverso il quale un
carrozzone, superato, certamente non competitivo, venisse
consegnato alla gestione della Regione siciliana, non avendo noi
nelle nostre risorse, nel nostro bilancio la possibilità di
ammodernare tutto il sistema.
E su questo c'è stato un dibattito aspro, anche con i
governi nazionali precedenti che si sono succeduti ed io, allora,
da assessore per i Trasporti, ebbi un confronto piuttosto aspro
e, devo dire, di difficile gestione anche sul piano dei rapporti
istituzionali tra la Regione siciliana ed il Governo nazionale.
Alla fine, arrivammo ad una conclusione e ad un impegno, che,
purtroppo ancora oggi, devo dire, non abbiamo visto realizzato:
un impegno che destinava in Sicilia un intervento straordinario
di risorse per cercare di rendere competitivo il nostro sistema
ferroviario.
Allora io credo che, su questo, Presidente della Regione,
onorevole Cuffaro, lei e la sua Giunta, confortati anche dalla
spinta dell'Assemblea regionale siciliana, debba iniziare un
confronto serio e concreto perché possano arrivare in Sicilia
finanziamenti straordinari per potere, non soltanto rendere
sicuro il nostro sistema ferroviario, ma ammodernare la nostra
rete, perché finalmente anche qui si possa sperare e sognare di
avere treni che, invece di viaggiare ad una velocità media di 60
o 90 chilometri orari, possano viaggiare ad una velocità più
europea, consentendo la competitività a questo settore.
Vorrei, soprattutto, completare il mio intervento chiedendo
l'impegno, da parte del Governo della Regione, da parte
dell'Assessore competente, perché si possa pervenire ad una
definizione del recepimento della normativa nazionale, che
assegna la responsabilità alle Regioni, attraverso un patto -
scritto, ovviamente, non verbale, perché le promesse non ci
servono - perché anche la Regione siciliana possa finalmente
avere quel senso di giustizia nel potere utilizzare un sistema
che io credo sia utile, sia valido, anche sotto l'aspetto
dell'impatto ambientale, che possa essere ammodernato, che possa
servire all alternativa del trasporto non soltanto dei
passeggeri, ma anche delle merci. Perché, anche attraverso
l'impegno del Governo nazionale, che decide di realizzare il
Ponte sullo Stretto, possa anche in Sicilia arrivare l'alta
velocità e, quindi, un sistema di grande competitività, che possa
arrivare fino alla punta estrema della nostra Regione, che possa
finalmente avvicinare all'Europa la Regione siciliana. Questo è
l'impegno, onorevole Presidente della Regione, che io le chiedo.
E, a questo punto, se nella mozione sono concentrati anche
questi significati, l'ordine del giorno che io ho presentato
insieme ad altri colleghi, possiamo, signor Presidente, anche per
ragioni di brevità, ritenerlo acquisito nella mozione presentata
dai colleghi. E la prego di aggiungere alle mozioni a firma
Leanza Vincenzo ed altri, anche la mia firma, perché su questo io
credo ci sia il sentimento di tutti, di una adesione convinta e
di un senso di cordoglio, non soltanto ovviamente ai parenti
delle vittime, ma soprattutto anche quel sentimento di forte
solidarietà a tutti quei lavoratori che si impegnano
quotidianamente a rendere il più sicuro possibile tutto il
sistema ferroviario, ma che certamente non ricevono, da parte
delle Istituzioni, il contributo giusto, anche in termini
economici, perché questo lavoro possa essere più semplice ed
anche più utile.
PRESIDENTE. Onorevole Rotella, devo ritenere l'ordine del
giorno a sua firma ritirato in quanto assorbito dalla mozione a
firma degli onorevoli Leanza ed altri?
ROTELLA. Si, Presidente, ritiro l'ordine del giorno numero
108.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
E' iscritto a parlare l'onorevole Panarello. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io
sento il dovere, anzitutto, di esprimere sentimenti di affetto e
di solidarietà per le vittime del disastro di Rometta Marea e per
questo abbiamo insistito nel dire che questa Assemblea regionale,
proprio per dare senso a questa solidarietà, abbia il dovere di
riflettere sulle condizioni del sistema ferroviario siciliano,
sugli atti che concretamente sono stati compiuti negli anni e nei
mesi scorsi per adeguarlo o meno.
In particolare, credo che sia utile ragionare sul
completamento del raddoppio della Messina-Palermo. Credo che una
delle mozioni di cui oggi discutiamo sia quella sottoscritta da
me a da tutti i parlamentari della provincia di Messina, del 19
giugno scorso, che era originata da una preoccupazione molto
diffusa tra i sindaci, i sindacati, l'intero consiglio della
provincia di Messina e che aveva indotto, già nel dicembre
scorso, il gruppo dei Democratici di sinistra all'Assemblea
regionale, a presentare una prima mozione con la quale si
chiedeva di promuovere tutti gli atti necessari per completare il
raddoppio della Messina-Palermo.
Sarei ipocrita se non richiamassi qui, in termini critici,
il modo come il Presidente della Regione, onorevole Cuffaro, ha
risposto a quelle legittime richieste di confronto e di comune
iniziativa, dopo la sottoscrizione dell'accordo di programma
quadro dell'ottobre 2001, che aveva ribadito, si, la priorità del
completamento del raddoppio, che, vorrei ricordare, è una
priorità definita da molto tempo e che risponde ad una esigenza
oggettiva di completare il sistema ferroviario italiano,
naturalmente con i necessari aggiornamenti e ammodernamenti
tecnologici, con due direttrici in Sicilia, che partendo da
Messina raggiungano, da un lato, Palermo e Trapani e, dall'altro
lato, Catania e Siracusa.
Il fatto che nell'accordo di programma quadro non venisse
ulteriormente aggiunta alcuna risorsa per la progettazione del
tratto mancante, e cioè della Patti-Castelbuono, aveva indotto
giustamente i sindaci della zona tirrenica della provincia di
Messina e gli altri soggetti che ho già richiamato a chiedere al
Presidente Cuffaro, quali atti volesse promuovere nel confronto
con il Governo nazionale e con le Ferrovie, perché questo tratto
mancante venisse prima progettato - e, quindi, i finanziamenti
per la progettazione - e poi appaltato.
Il fatto che il Presidente Cuffaro non abbia risposto a
quella richiesta ha determinato una reazione molto forte, anche
perché, successivamente, il Presidente della Regione, assieme al
Vice Ministro dell'Economia Miccichè e al dirigente delle FF.SS.
Moretti, in una conferenza stampa esposero l'idea - più che il
progetto, perché com'è noto un progetto deve essere corroborato
da studi, da ricerche, da proposte concrete - di una linea 'ad
alta capacità', come si chiama adesso:
Palermo-Fiumetorto-Sparagogna-Catania, che si sarebbe dovuta
collegare poi con la raddoppianda Messina-Catania, perché anche
lì siamo in una situazione analoga a quella che c'è sul versante
Messina-Palermo, perché metà della linea Messina-Catania è
tutt'ora a binario unico e, pur essendoci i finanziamenti, non
siamo ancora neanche nella fase della progettazione definitiva,
quindi illustrando questa idea contemporaneamente ai sindacati
confederali, con i quali si era svolto nello stesso giorno un
incontro, fu detto esplicitamente che questa che io ritengo una
ipotesi, più che un progetto, era sostanzialmente alternativa al
completamento del raddoppio della Messina-Palermo.
Questo lo considero un fatto molto grave, anche perché
modificava, sostanzialmente, l'accordo di programma quadro
sottoscritto dallo stesso Presidente Cuffaro. L'annuncio della
Palermo-Catania e la contemporanea comunicazione, ancorché
informale, ai sindacati che questa ipotesi era alternativa alla
Messina-Palermo introduceva un elemento grave anche dal punto di
vista istituzionale, ma soprattutto dal punto di vista
sostanziale.
Che questa non sia un'illazione, signor Presidente e
onorevoli colleghi, si evince da due fatti che sono intervenuti
successivamente: il primo è l'annuncio da parte del Presidente
delle FF.SS, Cimoli, in una conferenza stampa che fu ripresa dai
maggiori quotidiani nazionali, del piano di investimenti delle
Ferrovie, che non prevedeva il completamento della
Messina-Palermo, mentre riconfermava quello della Messina-Catania
e questa nuova ipotesi della Fiumetorto-Sparagogna, ma anche la
legge obiettivo votata dal Parlamento, nella parte che richiamava
le priorità e gli impegni sul versante ferroviario, ricalcava lo
stesso copione. Quindi non è frutto di animus polemico nei
confronti del Governo della Regione avere richiamato in questi
giorni queste incongruenze e contraddizioni, che, dal nostro
punto di vista, vanno superate non solo in termini di
dichiarazioni, ma in termini di atti e comportamenti conseguenti.
E' chiaro che la tragedia pone anzitutto il problema di una
verifica, specialmente se le notizie che oggi abbiamo letto sui
giornali dovessero essere confermate, cioé di una verifica
straordinaria sulla rete ferroviaria siciliana, ancora più
impegnativa di quella che le FF.SS. hanno comunicato di avere
fatto nei mesi scorsi, ma pongono il problema di un adeguamento
complessivo del sistema ferroviario siciliano e, in particolare,
del completamento del raddoppio della Messina-Palermo.
Non basta dichiarare che il raddoppio rimane una priorità,
specialmente dopo i fatti che ho cercato rapidamente di
richiamare e che hanno fatto pensare ai sindaci, all'intera
deputazione della provincia di Messina, all'intero consiglio
provinciale di Messina, ai sindaci di Messina e di Palermo, che
avevano convocato un incontro per il 22 luglio nella città di
Messina, che si volesse accantonare questo progetto. Voglio
ricordare, anche qui, gli interventi dei parlamentari nazionali,
a partire dal presidente del Gruppo parlamentare di Alleanza
nazionale, che su questo punto aveva preannunciato ed assunto una
iniziativa nei confronti del Governo nazionale. Adesso non basta
più che si dica che il raddoppio è una priorità, occorre
concretamente avviare un confronto di merito con il Governo
nazionale e con le Ferrovie per individuare le risorse da
destinare alla costruzione del raddoppio della tratta
Patti-Castelbuono; ripeto: progettazione e costruzione.
Bisognerebbe chiedere alle Ferrovie ed al Governo nazionale
di accelerare i lavori che sono già stati appaltati, anche perchè
noi abbiamo l'esperienza tragica della costruzione
dell'autostrada Messina-Palermo, la cui conclusione dovrebbe
essere imminente, anche se le date anche qui sono ballerine
(2003, 2004, non si capisce bene), in ogni caso, qualunque sia la
data di conclusione, noi non possiamo dimenticare che
l'autostrada Messina-Palermo è iniziata alla fine degli anni '60.
Noi dovremmo evitare, e quindi compiere scelte conseguenti,
che la costruzione del raddoppio della Messina-Palermo duri
trentacinque anni
Voglio ricordare all'Aula e al Presidente della Regione che
certamente l'avrà presente, che i lavori di costruzione del
raddoppio sono iniziati nel 1986, quindi sono già passati più di
quindici anni
Concludendo, ritengo che il Governo della Regione debba
assumere, in termini concreti, il completamento del raddoppio
della Messina-Palermo come priorità vera, ridiscutere l'accordo
di programma-quadro e il programma di investimenti delle Ferrovie
per dare priorità alla costruzione dei 70 chilometri che mancano,
chiedendo interventi eccezionali sul versante delle procedure di
progettazione e di costruzione.
Com'è noto, la Messina-Palermo, alla fine si concluse quando
si appaltarono contemporaneamente tutti i tratti, quando si
attivò un processo di organizzazione del lavoro che, com'è noto,
consente anche i turni su 24 ore, sui quali c'è la massima
disponibilità da parte delle organizzazioni sindacali, che
possono consentire di completare rapidamente un'opera che noi
riteniamo fondamentale.
Sono necessarie, naturalmente, per questo un'iniziativa
decisa ed un'azione coerente da parte del Governo, che non può
mostrare nessuna incertezza e, meno che meno, subalternità
rispetto agli orientamenti del Governo nazionale e delle
Ferrovie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ferro. Ne ha
facoltà.
FERRO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il disastro del
20 luglio 2002, di cui quest'Aula si sta occupando con la
necessaria tempestività, credo che sia - forse oggi possiamo
dirlo con qualche certezza in più - un disastro annunciato. Se
qualcuno prima poteva immaginare di ricercare in un errore umano
le ragioni di quella tragedia, credo che oggi possa ricredersi,
anche a partire dalle notizie che abbiamo ascoltato in queste ore
sulla stampa.
Allora, io credo che quello che dovrebbe essere un
ragionamento di buon senso dovrebbe spingere tutti a riflettere
su quello che è l'intero sistema dei trasporti in Sicilia, non
solo ferroviario, qual è il livello degli investimenti che prima
le Ferrovie dello Stato ed oggi i Treni Italia hanno garantito e
vogliono garantire alla Sicilia, qual è il ruolo che questo
Parlamento, il Governo di questa Regione vuole avere, anche in un
rapporto dialettico con il Governo nazionale e con Treni Italia
per rendere il sistema dei trasporti in Sicilia un sistema non
solo efficiente, ma che abbia quegli standard di qualità e di
sicurezza necessari a far sì che non si ripetano più incidenti
come quello dei giorni scorsi.
Io non vorrei che anche la distrazione con cui forse la gran
parte del Parlamento oggi sta partecipando a questo dibattito
possa aiutare la stessa Treni Italia a disimpegnarsi
ulteriormente sul sistema dei trasporti ferroviari in Sicilia.
Certo, c'è un problema di raddoppio della Palermo-Messina,
ma certamente c'è un problema di riqualificazione, di
monitoraggio di quello che è il sistema dei trasporti ferroviari
dell'intera Sicilia, che serve non soltanto i cittadini,
individui che usano questo mezzo di trasporto, ma sicuramente
serve anche all'Impresa e quindi ad aiutare lo sviluppo economico
della Sicilia.
Io non voglio, qui, sprecare molte parole, credo che sia
utile ascoltare il Governo, a partire da quello che è il lavoro
già fatto sull'accordo di programma-quadro, capire qual è il
quadro degli investimenti in itinere, ma è certo che è stridente
immaginare che si possa parlare della realizzazione del Ponte
sullo Stretto senza immaginare, appunto, ad adeguare le
infrastrutture già esistenti, ad ammodernarle così com'è
necessario.
Ed è per questa ragione che, come Gruppo parlamentare
Sicilia 2010, abbiamo presentato una mozione che, nella sostanza,
traendo spunto da questo incidente, chiede a lei, signor
Presidente dell'Assemblea, di valutare l'opportunità di nominare
una Commissione parlamentare - noi abbiamo detto d'indagine, ma
sostanzialmente una Commissione parlamentare - che sia in grado
di fornire a questo Parlamento una mappa dello stato del sistema
dei trasporti in Sicilia, di informare il Parlamento sulle
prospettive di investimenti necessari per adeguare questo stesso
sistema, per far sì insomma di affiancare anche ad un'azione che
può svolgere il Governo della Regione l'intero Parlamento
siciliano.
Credo che sono state presentate diverse mozioni e che si
possa anche lavorare ad unificarle, se le proposte conclusive
delle mozioni stesse portano in qualche modo a farci fare un
passo in avanti ed a favorire la possibilità che chi viaggia
nella nostra Regione si senta sempre più sicuro e possibilmente
non ci porti ancora una volta in quest'Aula, com'è successo
qualche ora fa, a commemorare altre vittime.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Forgione. Ne ha
facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, bisogna
sempre essere sobri quando un dibattito politico come questo
impegna un Parlamento a seguito di un evento tragico, che ha
coinvolto così profondamente non solo diverse famiglie ma
l'opinione pubblica nazionale, ma, visto che a noi tocca il
compito della politica, delle risposte da dare anche ad eventi
così drammatici, quando interrogano le istituzioni sui loro
compiti e i loro doveri, credo che è bene sgombrare il campo da
ogni ipocrisia. Proprio per questo, annuncio all'inizio di questo
intervento che io non parteciperò alla votazione di alcuna delle
mozioni qui presentate, proprio perché ipocrite.
Noi, a conclusione del dibattito e della votazione sulla
legge degli appalti - se ricordo bene, venerdì mattina, e
farebbero bene a ricordarla tutti i deputati del centro destra e
del centro sinistra - abbiamo liquidato senza discussione, con
due parole da lei pronunciate peraltro, Presidente Fleres, "chi è
d'accordo si alzi, chi è favorevole resti seduto", due ordini del
giorno, uno dei quali aveva me come primo firmatario e proponeva
esattamente, e forse anche con le stesse parole pronunciate dal
Vescovo di Messina dopo il tragico incidente del sabato, poche
ore dopo, proponeva la sospensione e l'opposizione alla
costruzione del Ponte sullo Stretto per destinare tutti quei
soldi - non è stato votato, onorevole Miccichè, non è stato
votato da nessun Gruppo, tranne un deputato, lei, e nessuno si è
pronunciato a favore di quell'ordine del giorno, compreso il suo
Gruppo - quindi per destinare i soldi per la costruzione del
Ponte sullo Stretto al sistema dei trasporti siciliani.
Perché, vedete, è ipocrita una discussione che individua
oggi l'ammodernamento della rete ferroviaria, il completamento
dell'autostrada come prioritaria, se non si affronta un nodo che
ha a che fare con l'idea dello sviluppo di questa Regione. E
l'idea dello sviluppo di questa Regione che ha il Governo
nazionale e della modernizzazione del Mezzogiorno, che ha avuto
il Governo di centro sinistra e l'Ulivo con il suo Governo, è
quello del Ponte sullo Stretto di Messina.
Per questo, quest'Aula all'unanimità ha respinto il mio
ordine del giorno, senza consentire neanche che io potessi
esporlo, e questo avveniva soltanto poche ore, otto ore, prima
dell'incidente di Messina; otto ore dopo ho sentito l'onorevole
Rutelli, che aveva fatto i manifesti identici a quelli
dell'onorevole Berlusconi individuando come priorità il Ponte
sullo Stretto, dire: si fermi la costruzione del Ponte sullo
Stretto e si ragioni sul sistema dei trasporti siciliani.
Ipocrisia, a destra e a sinistra Noi siamo fuori dal coro, per
questo non voteremo questi ordini del giorno che potranno essere
anche accorpati e unificati e sapete perché? Perché nessuno di
questi ordini del giorno contiene l'opposizione al Ponte sullo
Stretto, che è la negazione della destinazione delle risorse al
sistema ferroviario e al sistema dei trasporti siciliani.
Sistema dei trasporti integrato: che vuol dire, onorevole
Presidente della Regione, ragionare sulle autostrade del mare,
ragionare sul sistema dei porti, ragionare sul sistema degli
aeroporti, ma non come fate voi in modo ridicolo, un aeroporto
ogni cinquanta metri (Comiso, Gela, Agrigento), come se fossero
ormai gli aeromodelli ad atterrare e non i grandi aeroplani, ogni
cinquanta metri un aeroporto. Perché non ragionare su quelle
autostrade del mare che decongestionano il sistema viario, che
sono economiche e che hanno fatto, per esempio, di Gioia Tauro
oggi il più grande porto del Mediterraneo, Gioia Tauro, non i
porti siciliani? Perché non ragionare qui sull'aeroporto del
Mediterraneo? E' quella la risposta ai problemi dei prodotti
agricoli del ragusano e della Sicilia, il collegamento con i
mercati nazionali ed internazionali nello stesso tempo reale che
può portare un pomodoro israeliano o un pompelmo libanese o
un'arancia marocchina sui mercati di Londra o di Parigi o di
Milano.
Invece, voi di tutto questo non volete ragionare. Ed ora,
sotto l'emozione di un tragico evento come l'incidente di
Messina, riproponete qui l'emergenza trasporti in Sicilia. Ma voi
non volete ragionare di questa idea alternativa dello sviluppo e
in questa idea alternativa dello sviluppo un'idea diversa del
sistema dei trasporti, anche perché siete stati per anni, centro
destra e centro sinistra, prigionieri del trasporto su gomma,
perché in questo Paese ha funzionato, salvo poi vivere la crisi
che sta vivendo dentro le dinamiche internazionali, il ricatto
della grande industria automobilistica. Ed ha funzionato anche
un'altra cosa che vi accomuna e per questo siete prigionieri
anche ora di una visione che non affronta i nodi strutturali ed è
l'idea del primato delle privatizzazioni e finché non metterete
in discussione - destra e lo dico soprattutto agli amici ed ai
colleghi del centro sinistra - questa idea che i processi di
privatizzazione sono la soluzione di tutti i problemi anche
quelli del degrado dei servizi pubblici, state buttando a mare il
bimbo e l'acqua sporca. Non affronterete i problemi del sistema
dei trasporti in Sicilia. La Sicilia in tutti i processi di
dismissione dei grandi gruppi pubblici nazionali e dei grandi
gruppi industriali presenti in Sicilia è un ramo secco. La rete
ferroviaria siciliana nei processi di privatizzazione delle
ferrovie è considerata un ramo secco, come ramo secco è stata e
continua ad essere considerata tutta quella che viene definita la
rete secondaria. E allora non c'è risposta al problema del
sistema dei trasporti siciliani, soprattutto dei quelli ferrati,
se non mettiamo in discussione questo processo di privatizzazione
che taglia il Mezzogiorno e soprattutto la Sicilia dai grandi
investimenti. Si fa venire con facilità in Sicilia come ha fatto
Lunardi e Miccichè (essendo scomposto perchè meno incolto
politicamente, addirittura ha denunciato i Verdi dicendo che il
sistema non si rinnova in Sicilia per l'opposizione dei Verdi)
dicendo che si raddoppieranno gli investimenti quando tutte le
previsioni di spesa di Trenitalia e del Governo nazionale avevano
tagliato gli investimenti sul sistema ferroviario siciliano.
Privatizzazioni. Non esistono gli errori tecnici. Onorevole
Presidente della Regione io non lo so cosa lei ci dirà e cosa ha
risposto il Ministro Lunardi al "question time" alla Camera, non
lo so se lì c'è stato un errore di manutenzione, se c'è una sorta
di colpevolezza perchè lì già da qualche giorno si avvertiva che
qualcosa non funzionava in quella tratta, così hanno dichiarato
diversi lavoratori, ferrovieri sindacalisti della Cisl credo, già
si avvertiva qualcosa che non funzionava e non si è intervenuto.
Ma gli errori tecnici in questo settore non esistono.
Privatizzazione vuol dire taglio degli organici, taglio degli
organici vuol dire sovraccarico di lavoro per i macchinisti che
devono raddoppiare i loro turni, e raddoppiare i turni di un
macchinista vuol dire rendere meno efficiente una persona la cui
responsabilità ricade su altre centinaia di persone che stanno su
quel treno. Riduzione degli organici vuol dire riduzione della
manutenzione.
Non so chi di voi ha visto, e se non l'avete fatto ve lo
segnalerei, un bellissimo film di uno dei più grandi registi
viventi che è Loach: "Paul, Mick e gli altri". Un film sulla
condizione di lavoro nelle ferrovie, non della Tachter, ma delle
ferrovie di Blair, nelle ferrovie del privatizzatore democratico
Blair che finalmente sta provocando il più grande sciopero
dell'Inghilterra degli ultimi anni contro un governo di centro
sinistra e dell'Ulivo mondiale, come veniva considerato.
Guardatelo questo film. In quel film non c'è solo la drammaticità
della condizione dei Ferrovieri, c'è la follia di una logica
privatistica che si sostituisce ad uno spazio pubblico che è
l'unica garanzia per un servizio come quello dei trasporti e
delle ferrovie di risposta agli utenti.
Fuori della messa in discussione del ponte sullo Stretto non
ci sarà investimento ed ammodernamento del sistema integrato dei
trasporti. Delle due l'una. Questo Parlamento e la politica
siciliana deve scegliere senza aspettare il prossimo tragico
evento. Per questo il Gruppo di Rifondazione Comunista non
parteciperà alla votazione di mozioni che sono assimilabili ed
unificabili, è stato qui detto da tutti i presentatori, proprio
perchè prigioniere di una logica che non mette in discussione il
ponte come metafora di un'idea di sviluppo che nega alla Sicilia
le proprie risorse e la propria centralità anche nel sistema
regionale e nazionale dei trasporti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio anch'io
partire dalla commemorazione delle vittime del disastro
ferroviario di Rometta. E partendo da questa commemorazione,
voglio, però, ribadire alcuni concetti che mi hanno e ci hanno
visti impegnati nel dibattito sui trasporti, e soprattutto sui
trasporti ferroviari, nel corso di questi anni.
Devo qui ricordare una riunione con il Presidente Provenzano
ed i vertici delle Ferrovie, avvenuta credo nell'autunno del
1996, presso la Presidenza della Regione, con l'allora Presidente
Provenzano, riunione a cui ho assistito assieme ai rappresentanti
dei sindacati ed assieme a diversi esponenti politici, nella
quale, già allora, i vertici delle Ferrovie avevano affermato,
senza pudore, che la tratta siciliana delle Ferrovie dello Stato
era una tratta improduttiva, che il doppio binario potevamo
scordarcelo, che non c'era alcuna possibilità di programmare gli
investimenti per completare i raddoppi previsti.
Come vedete, quindi, parliamo di una situazione che proviene
da lontano, di una volontà che parte da lontano e che ha visto,
non questo Governo, ma la maggior parte dei Governi non essere in
grado di incidere in maniera forte, produttiva, in maniera
conseguente sulle volontà che i vertici romani delle Ferrovie
avevano già da tempo preso.
Ma, vorrei, qui, introdurre una riflessione che è la
seguente e, vorrei dire all'onorevole Forgione che non c'è
contrasto tra l'immaginare la costruzione del ponte sullo Stretto
ed il completamento delle infrastrutture viarie e ferroviarie.
E' esattamente l'opposto
E' proprio la costruzione del ponte sullo Stretto che
obbligherà lo Stato, venendo meno l'alibi della inutilità del
segmento siciliano, sganciato da quello nazionale.
E' proprio la costruzione del ponte che obbligherà a
completare le infrastrutture ferroviarie siciliane.
Che senso ha la linea veloce fino a Reggio Calabria, se poi
non c'è il ponte, se poi si perdono due ore per attraversare lo
Stretto di Messina?
Che senso ha immaginare la velocizzazione dei trasporti in
Sicilia, se c'è l'interruzione con lo Stretto di Messina?
Non c'è incompatibilità tra le due strutture, anzi, c'è
sinergia e c'è complementarietà. A parte il fatto che le risorse
per la costruzione del ponte sullo Stretto sono risorse in gran
parte private.
E' proprio il ponte che obbligherà a fare le infrastrutture.
Quello che noi chiediamo al Governo regionale, é che si
faccia tramite di questo appello forte che le forze politiche
siciliane fanno al Presidente Cuffaro, presso il Governo
nazionale, per programmare sin da adesso le risorse necessarie al
completamento delle tratte Messina-Palermo e Messina-Catania.
Ci rendiamo conto che si tratta di investimenti importanti
Ma è altrettanto vero che, pur non chiedendo oggi, subito, ora,
in questo istante, la previsione dei fondi, come dire, "cash",
subito ed immediati, ma senza l'individuazione di una
programmazione certa e dettagliata negli anni dei fondi necessari
al completamento noi saremo sempre nelle 'grinfie' dei grandi
manager che immaginano che privatizzando questo, piuttosto che
quell'altro ramo, si possa addivenire alla soluzione dei
problemi. L'Inghilterra è lì a dirci che la privatizzazione
spinta del sistema ferroviario non ha funzionato, i disastri
ferroviari in quella nazione sono aumentati, gli investimenti da
fare per far tornare ad essere efficiente quella rete ferroviaria
sono ingenti, enormi, e c'è un dibattito in corso in Inghilterra
per apportare dei correttivi a quel tipo di privatizzazione che
non ha certo funzionato.
Per questo invito il Governo ed il Presidente della Regione
a farsi interprete, presso il Governo nazionale, di questo
appello forte che viene dalla classe politica siciliana nel suo
complesso affinché ci sia la programmazione certa dei fondi
indispensabili per il completamento. Ci rendiamo conto della
difficoltà finanziaria ad individuare ingenti somme ed a
individuarle prontamente ma quello che le chiediamo è di
individuare una programmazione, un cammino certo col Governo
nazionale, per arrivare a risolvere appunto il problema del
completamento, perché l'altra stupida follia alla quale abbiamo
assistito negli ultimi giorni è quella della 'guerra tra poveri'.
Noi non siamo, ci mancherebbe altro, perché non si faccia la
linea veloce Palermo-Catania, allora perché non si fa anche
quella per Agrigento? Sono cose complementari e sono richieste
per le quali la Sicilia ha tutto il diritto a che il Governo
nazionale impegni le somme. Guai se si dovesse assistere ad una
sorta di guerra tra poveri, nel senso che una provincia dica
all'altra 'No, quei soldi li devi spendere da me'. La linea
superveloce Palermo-Catania ha una sua ratio e si deve fare ma è
assurdo non prevedere il completamento di un'opera per la quale
si sono già investiti 2000 miliardi e lasciare incompleto il
raddoppio della Messina-Palermo quando mancano 70 chilometri sui
220 previsti dall'intera tratta. E' una pura follia ed io non
credo che una classe politica possa essere talmente miope e folle
da rinunciare al completamento di un'opera che, assieme alle
altre previste, può delineare finalmente uno sviluppo vero della
nostra Regione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ardizzone, ne ha
facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò
veramente breve perché già l'intervento dell'onorevole Formica,
abbastanza esaustivo, ha illustrato quali erano e quali sono le
intenzioni dei sottoscrittori della mozione presentata nel mese
di giugno, primo firmatario l'onorevole Panarello, e che illustra
il significato di quella mozione e quali debbano essere le
intenzioni del governo regionale e si spera dell'Assemblea con
l'approvazione.
Purtroppo devo dire che l'onorevole Forgione aveva avviato
un ottimo inizio nel suo intervento invitando alla sobrietà, le
conclusioni non sono state però sobrie, onorevole Forgione. Si è
fatta una grande confusione fra ponte sullo Stretto e sistema
intermodale dei trasporti, si è fatta una grande confusione tra
le due mozioni, che sono state unificate ma che non hanno niente
a che vedere, la mozione che porta quale primo firmatario la
firma dell'onorevole Panarello e di tutti i parlamentari
messinesi, che è stata presentata nel mese di giugno, prima di
questa triste vicenda, e quella che invece chiede, e sulla quale
sono fermamente contrario, la istituzione di una commissione di
indagine, perché non abbiamo assolutamente bisogno di commissioni
di indagine per far sì che venga completato il raddoppio
ferroviario.
In questi giorni, dopo la triste vicenda, ne abbiamo sentito
di cotte e di crude.
Abbiamo sentito, purtroppo, dire già in Conferenza dei
presidenti dei gruppi parlamentari stamattina e, purtroppo, lo ha
ribadito l'onorevole Forgione stasera in quest'Aula, nel suo
intervento, che già il vescovo di Messina, subito dopo la
tragedia, aveva posto quale alternativa al ponte sullo Stretto di
Messina, addirittura, il riammodernamento della rete ferroviaria.
Lo stesso vescovo, che è stato definito vescovo "no-global", è
stato costretto ad un intervento ufficiale proprio ieri chiarendo
il senso del suo intervento, la condivisione della politica del
Governo nazionale e di quello regionale, perchè i due sistemi non
sono assolutamente alternativi...
FORGIONE. Questo non lo ha detto il Vescovo.
ARDIZZONE. Lo ha detto e mi dispiace che lei non abbia letto
il documento ufficiale diramato proprio ieri dal vescovo che è
stato costretto a smentire quello che certi giornali hanno
riportato.
ARDIZZONE. I giornali, purtroppo, non hanno riportato che il
responsabile di Rete Ferroviaria Italiana è l'ex sindacalista
della CGIL che adesso sta portando avanti le battaglie per il
riammodernamento - mi riferisco a Mauro Moretti - onorevole
Panarello. Probabilmente, abbiamo una interrogazione parlamentare
presentata al Parlamento nazionale del 7 febbraio 2002 dal
vicesindaco di Messina, parlamentare nazionale, il quale invitava
proprio il ministro Lunardi a riferire del perchè le Ferrovie
dello Stato - ed in particolar modo, l'amministratore Mauro
Moretti, di Rete Ferroviaria Italiana - avevano avevano avviato
una politica di disimpegno nella città di Messina perchè il
problema - e ci riferiamo al discorso del servizio di
traghettamento, che è pure servizio ferroviario, non ci si
sipiega perchè alcuni traghetti sono stati spostati su altre
tratte; non ci si spiega perchè circa 80.000 metri quadri di
territorio, di immobili di proprietà delle Ferrovie dello Stato
non sono utilizzati o, addirittura, debbono essere dismesse e
ricadono proprio nell'area portuale. Questo significa sistema
intermodale.
Sto riportando alla verità perchè si è strumentalizzata una
mozione che aveva tutt'altro significato. Si è strumentalizzato
il concetto di manutenzione minima, necessaria che deve essere
garantita, che non c'è stata e qua - diceva bene l'onorevole
Forgione - debbono essere andate ad accertare le cause che sono
cause di omissione, sono responsabilità che debbono essere
accertate. E su questo vi è certamente chi, meglio di noi, saprà
indagare. Ma quello sul quale occorre riflettere è qual è la
volontà delle Ferrovie dello Stato. Su questo credo che debba
essere incisivo e lo è stato - sono chiare le indicazioni
provenute in questi giorni da parte dei parlamentari, da parte
del ministro Lunardi, da parte del Presidente della Regione
Cuffaro, in ordine alla volontà ferma, mai messa in dubbio e mai
disconosciuta di procedere al completamento della tratta
ferroviaria Patti-Castelbuono.
Lo diceva bene l'onorevole Formica: non dobbiamo pensare in
termini campanilistici. Non vi sono tratte ferroviarie
alternative così come non è alternativo lo stesso ponte sullo
Stretto di Messina, anzi, non capiremmo il significato della
costruzione del ponte sullo Stretto di Messina se si rallentasse
proprio il discorso del raddoppio ferroviario e, quindi, di un
percorso ad alta velocità.
Sono convinto e sicuro che, indipendentemente da questi
fatti che debbono avere un percorso innanzitutto giudiziario - e
su questo si sta lavorando, per fortuna, con solerzia - il
Governo regionale, così come è sempre stato, sarà attento
affinchè insieme alla costruzione del ponte sullo Stretto di
Messina, insieme all'alta velocità che collega Catania e Palermo
alla previsione mantenga, così come ha fatto e così come si è
impegnato il raddoppio ferroviario Patti-Castelbuono.
Non disconosciamo che ci sono stati dei problemi di
carattere tecnico, ci si è allarmati, si è gridato allo scandalo
quando è stato evidenziato che da parte di alcuni ambienti è
stato sollevato un problema di impatto ambientale, è stato posto
un problema - giustissimo - che la tratta ferroviaria va
completata pensando a delle gallerie, pensando al minore impatto
ambientale possibile.
Sono tutte questioni condivisibili. Quello che noi vogliamo
è che, nel rispetto delle competenze certamente, senza volere di
questo sovraccaricare il Governo regionale, ma che il Governo
regionale stesso si faccia interprete, con la massima celerità,
chiedendo garanzie alle Ferrovie dello Stato, chiedendo garanzie
al Governo nazionale sulla certezza delle risorse e sui tempi di
attuazione del rimodernamento di tutta la tratta ferroviaria
siciliana.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Leanza Vincenzo,
ne ha facoltà.
LEANZA VINCENZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, certo
quando abbiamo sottoscritto, onorevole Panarello, la mozione che
stasera è in discussione, non potevamo pensare che la discussione
sarebbe avvenuta sotto il terribile fardello di una tragedia le
cui proporzioni sono sotto gli occhi di tutti: l'avevamo
presentata per altre ragioni che riconfermiamo.
In questa sede io desidero esprimere il cordoglio per le
vittime e la solidarietà alle famiglie, ma, certamente, il
problema che noi abbiamo voluto sollevare con la mozione a firma
di tutti i deputati messinesi, è un problema la cui connotazione,
il cui spessore permane quello originario, sia pure con una
soffusa luce tragica dei fatti del 20 luglio.
Signor Presidente, per essere estremamente chiaro, quando
noi abbiamo presentato la mozione non avevamo dubbi sulla
posizione del Presidente della Regione e del Governo regionale,
avevamo invece - ed abbiamo - forti dubbi sulla volontà delle
Ferrovie dello Stato di essere coerenti e conseguenti con le
impostazioni che il Presidente della Regione e la Regione
Siciliana, in tutte le sedi, da ultimo sotto il suo Governo, ma
anche con i Governi precedenti, hanno posto come problema
prioritario ed essenziale.
Certo, immaginare che il raddoppio ferroviario della linea
Patti-Buonfornello - adesso non so qual è il punto in cui si
innesta con la parte realizzata - certo non può essere rinviato,
né può essere affidato alle tecniche e alle procedure
burocratiche ed amministrative o quelle politiche che, attraverso
un'azione strisciante di organi che hanno competenze, lo portano
fuori dai tempi e, probabilmente, anche in ritardo rispetto alla
stessa necessità e alla stessa utilità.
Noi avevamo ed abbiamo questa preoccupazione e la esprimiamo
con chiarezza ed abbiamo voluto..., io almeno ho aderito
all'invito dei colleghi di Messina di sottoscrivere questa
mozione, per dare come Parlamento una manifestazione di volontà
politica che rafforzi l'azione del Governo per realizzare quello
che è un disegno che è stato concepito tanti anni fa e che
rischia di diluirsi al punto tale da diventare penoso e poi,
probabilmente, anche superato.
Certo, ci sarebbero da fare tante altre considerazioni,
soprattutto con l'intervento dell'onorevole Forgione che ha posto
alcuni temi di fondo che non possiamo discutere stasera.
Privatizzazioni, che cosa significano, come si devono fare, se
sono dannose o non lo sono. Sicuramente non è dannosa la
privatizzazione, è il disinteresse rispetto all'obbligo che
deriva, a chi privatizza e a chi dirige le società privatizzate,
di agire nell'interesse generale, così come è preordinata quella
funzione e quel servizio.
Signor Presidente, la storia dei trasporti in Sicilia è una
storia antica ed in particolare di quelli ferroviari. Anche le
carrozze che si usano da noi non sono certo da prima fascia. Io,
questo problema l'ho vissuto come presidente, e come me tanti
altri presidenti, in un clima di difficoltà, di scarsa capacità
di ascolto da parte del Governo nazionale, di messa fuori campo
di un tema che è essenziale per la Sicilia.
Vede signor Presidente, la Sicilia sta facendo uno sforzo
enorme per rilanciare la propria economia, il modo di vivere, il
vivere civile, e lo sta facendo per conseguire risultati
strutturali che consentano, dopo il 2006, di camminare da sola e
di essere competitiva.
A parte la speranza della mediterraneità e della funzione,
sulla base del trattato di Amsterdam convalidato a Nizza.
Questo sforzo non avrà successo se non ci sarà un sistema di
trasporti che sia adeguato a queste esigenze, che rilanci
l'economia nel momento in cui cresce e diventa competitiva.
Tutti i sistemi di trasporto, ma in primo luogo quello che è
il veicolo di tutti, le Ferrovie dello Stato, le vie del mare, i
trasporti intermodali, tutto il sistema delle strade statali che
in Sicilia sono lasciate con una manutenzione ordinaria.
Abbiamo fatto, il governo da me presieduto, come altri
governi, a non accettare la consegna ne delle ferrovie, ne di
alcune strade, perché significa solo consegnare degrado, povertà,
incapacità strutturale di questo sistema viario, di potere dare
una mano ai siciliani che vogliono crescere, vogliono diventare
protagonisti di un confronto a trecentosessanta gradi con
l'Europa, nell'Europa e con altre aree del pianeta.
Vede signor Presidente, probabilmente, una discussione sul
sistema dei trasporti in Sicilia e su questi rapporti con lo
Stato andrebbe fatta più specificamente e probabilmente senza
l'emergenza di un problema come quello del raddoppio della linea
ferrata in Sicilia, non solo nella tratta Messina-Palermo, ma
anche in altre tratte. Ma andrebbe fatto per porre questo tema
nei rapporti del Governo nazionale e dello Stato in termini di
assoluta priorità come realizzazione delle precondizioni per
quello sviluppo per il quale, in qualche misura, con molta
fatica, ci stiamo attrezzando, cercando di far crescere
l'economia siciliana, l'imprenditoria siciliana e la possibilità
di occupazione nella nostra terra.
Il ponte sullo stretto non è incompatibile con niente,
onorevole Forgione. E' propedeutico ad una funzione della Sicilia
nel bacino del Mediterraneo. Non è nè di Messina, nè della
Sicilia, nè dell'Europa.
Ma se vogliamo realizzare a pieno le potenzialità che il
ponte sullo Stretto porterà per la Sicilia, per il Paese e per
l'Europa dobbiamo pure verificare gli anelli di supporto, quella
viabilità che è necessaria perché il ponte sullo Stretto abbia
veramente una funzione. Risparmiare alcune ore per
l'attraversamento dello Stretto non è produttivo se poi, dalle
nostre aree di produzione o di residenza, per raggiungere le
autostrade ci vogliono ore e in condizioni di rischio.
Esprimo piena fiducia nell'azione del Governo dicendo al
contempo che, su questo ,credo che l'Assemblea vigilerà ed
eserciterà la sua funzione di stimolo, di conforto e di sostegno
per l'azione che il Governo porterà avanti.
D'ANTONI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ANTONI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io penso, ed
è stato fatto qui in quest'Aula all'inizio di questa seduta, che
la tragedia, che ha colpito alcuni cittadini il 20 luglio sia
sicuramente un fatto gravissimo. Abbiamo fatto molto bene a
rendere omaggio alle vittime di questa tragedia e ad esprimere
profonda solidarietà alle famiglie degli stessi.
Sono anche convinto che bisogna avere la forza, la
responsabilità di fare, come stiamo facendo, un dibattito e poi
delle scelte sulla questione dei trasporti e delle infrastrutture
in Sicilia, non sull'onda dell'emozione, ma su una precisa
volontà di valutazione delle nostre condizioni, delle
potenzialità siciliane, di quello che manca alla Sicilia per
affrontare i grandi temi dello sviluppo e del richiamo degli
investimenti.
Penso che sicuramente la questione dell'abbandono delle
linee ferroviarie può avere inciso sulla tragedia, ma non saremo
certamente noi a dare questo giudizio: ci sono le inchieste in
corso, le inchieste faranno la loro strada, accerteranno le
responsabilità, accerteranno l'effettivo svolgersi dei fatti e
potranno dare un giudizio completo e preciso, ma certamente noi
non siamo assolutamente abilitati a fare questo lavoro.
A noi tocca altro A chi ha responsabilità, o dal punto di
vista amministrativo o giudiziario, a costoro tocca
l'accertamento delle responsabilità. A noi tocca stabilire,
invece, che lo stato complessivo dei trasporti in Sicilia non è
accettabile.
Ho assistito, e non per fare o per avere un atteggiamento
distaccato, ma ho assistito a questo rimpallo di responsabilità
nei giorni precedenti che, francamente, non ci fa fare una gran
bella figura a livello nazionale. Sono sempre contenti quando i
siciliani litigano e reciprocamente si scaricano le
responsabilità delle cose che non vanno
La verità è che nel corso degli ultimi dieci anni c'è stato
sostanzialmente, per varie ragioni che qui non abbiamo il tempo
di argomentare, un vero distacco dalle questioni delle
infrastrutture nelle aree meridionali del Paese, Sicilia
compresa. C'è stato un problema di risanamento dei conti pubblici
e si sono rinviate tutte le scelte che riguardavano gli
investimenti. C'è stato, insieme a questo, una richiesta di
efficienza che ha messo da parte problemi di sicurezza,
manutenzione e di complessivo atteggiamento circa il fatto che
non si poteva più andare avanti spendendo a destra e a manca come
si era fatto negli anni passati.
C'è stato, infine, perché non dirlo, un atteggiamento
complessivamente distaccato - e dico io discriminatorio - nei
confronti delle aree meridionali e della Sicilia.
Da questa vicenda dobbiamo acquisire, a mio giudizio, tranne
la dialettica delle funzioni, una grande lezione: che la
battaglia della Sicilia travalica i compiti di ciascuno e diventa
decisiva se vogliamo lo sviluppo di questa nostra terra,
altrimenti continueremo a litigare come i 'polli di Renzo' ed
altri faranno quello che debbono fare al nostro posto.
E come in questo dibattito sul Ponte, che francamente è
stucchevole, si utilizzano persino le dichiarazioni di un vescovo
(vorrei che l'onorevole Forgione ascoltasse sempre le
dichiarazioni del vescovo e così sulle coppie di fatto
cambierebbe idea, perchè le ascolta solo sul Ponte, quando gli
conviene. Ebbene che le ascolti sempre).
Quello che conta è che noi ci soffermiamo su questo
elemento, mentre io penso soltanto - quando sento questi
discorsi - che bisognerebbe togliere i soldi per il Ponte e
destinarli all'acqua, alle case, alle ferrovie. Noi dobbiamo
avere i finanziamenti per l'acqua, le case, le ferrovie e in più
il Ponte Perchè questa logica depauperistica della Sicilia è
veramente inaccettabile La Firenze-Milano è forse la ferrovia
più moderna - è a quattro binari - che esiste in Europa. Eppure
lì si fa l'alta velocità e non viene a nessuno in testa di dire
che non si deve fare l'alta velocità perchè c'è l'acqua, le case,
eccetera.
Io penso che una logica seria vuole che si faccia il
raddoppio della Messina-Palermo, che si ammodernino tutte le
ferrovie siciliane, che si facciano i porti e gli aeroporti che
si debbono fare, che si facciano le autostrade che si debbono
fare, tutto ciò insieme al ponte sullo Stretto se la Sicilia
vuole avere futuro. Se la Sicilia si accontenta delle briciole
che lasciano agli altri, è chiaro che farà una lite furibonda sul
Ponte: chi vince vince La sostanza è che avremo ferrovie
abbandonate, autostrade che non si completano, porti ed aeroporti
che non si fanno e non sempre per colpa degli altri, qualche
volta anche per colpa nostra.
Io mi sono battuto, Presidente della Regione, per fare in
modo che gli aeroporti di Catania, di Cagliari e di Bari avessero
uno stanziamento aggiuntivo nazionale di 200 miliardi. Bari li ha
spesi, Catania ancora non riesce a spenderli, perchè una lite
furibonda fra il Comune di Catania, la Provincia e la società che
gestisce l'aeroporto ha impedito finora di spendere quelle somme.
Oggi pare che, finalmente, si sia avviata la gara, ma sono
passati dal 1996 ad oggi esattamente sei anni.
Che traggo da questa lezione? Facciamo un preciso programma,
sosteniamo il Governo e la Regione nella sua battaglia nazionale
per trovare gli stanziamenti tali da fare in modo che le
infrastrutture siciliane siano equiparate alla media nazionale.
Noi non dobbiamo chiedere di più, ma di avere la media
nazionale, che, in questo momento, non abbiamo e siamo ben
lontani dall'avere.
E, allora, lì dentro, in questa media, noi dobbiamo fare,
come è detto qui nella mozione, che io condivido e come si può
fare nel resto, aggiungendo - appunto - le priorità di questa
Regione, com'è nel contratto di programma, una battaglia seria
per fare in modo che finalmente questa nuova prospettiva si apra
in Sicilia.
C'è un problema complessivo di porti, aeroporti, di strade,
di autostrade, di ferrovie e di ponti. Per risolverlo ritengo
che, se prevalgono le logiche del mercato noi non potremo
risolverlo, perchè è chiaro che ormai le infrastrutture sono
funzionali allo sviluppo e lo sviluppo va dove ci sono le
infrastrutture. Se le ferrovie, se l'Enel, se tutti quelli che
hanno responsabilità, faranno il calcolo sugli investimenti,
sulla base del ritorno economico, è chiaro che il ritorno
economico, per una certa fase in Sicilia, non ci sarà.
Pertanto, o interviene una vera decisione del Governo
nazionale su questi argomenti o noi non potremo vincere la nostra
battaglia per lo sviluppo. E' una battaglia di tutti che io
chiedo di fare con serietà, pur nella distinzione dei ruoli e pur
nella dialettica che ci vuole, ma con grande senso di
appartenenza.
L'essere siciliani significa dotare questa Sicilia di
infrastrutture civili degne del 2002.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il presidente della Regione
per la replica.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, lungi da
me voler fare una replica. Soltanto un intervento che vuole
essere assolutamente in sintonia con quello che è stato un
dibattito che non posso che giudicare sereno e propositivo,
dibattito che in qualche modo ha impegnato questo Parlamento a
ricordare oltre che a commemorare, e speriamo nell'impegno che
tutti insieme vorremo mettere nel futuro, ad onorare anche le
vittime della sciagura di Messina.
Signor Presidente, in questi giorni, sempre valutando dal
punto di vista della mia cultura politica, ho dovuto purtroppo
leggere qualche dichiarazione o qualche presa di posizione che in
altri tempi mi avrebbero fatto saltare per aria - ma ora comincio
a moderare anche il mio carattere - e che giudico partecipazione
al dibattito, anche se devo esprimere con forza il mio dissenso,
nel senso che chi ha voluto fare queste dichiarazioni - mi
riferisco soprattutto alle forzate dichiarazioni del segretario
della CGIL del settore trasporti che credo si chiami Giglio - ha
obiettivamente forzato e dichiarato delle cose che non riesco
minimamente ad immaginare da dove le abbia prese, pur rispettando
il pensiero di tutti.
Parto da questo presupposto per volere ricordare a questo
consesso che cosa è stato e come si è estrinsecato l'impegno di
questo Governo in questi mesi. E credo che ricordare le tappe,
gli impegni assunti che sono quelli che mettono, che ci sono
sugli accordi, con le firme, che sono quelle che parlano perché
le illazioni o le fantasie di qualcuno che ha voluto in qualche
modo immaginare che nuove possibilità di intervento nelle
ferrovie in Sicilia volesse significare l'abbandono di altri
impegni, non possono che rimanere tali; credo infatti che quando
ci sono degli atti che parlano e degli impegni che i governi
prendono e sottoscrivono, tali debbono rimanere.
Certo, mi sono sforzato, devo dire, e l'ho fatto con grande
voglia, nella speranza di potere trovare traccia di
interrogazioni, prese di posizione autorevoli (per esempio anche
dell'onorevole Panarello nella sua funzione di segretario della
CGIL dell'epoca), in cui con forza poneva o aveva posto il
problema come mai nei cinque anni precedenti nessuno del Governo
nazionale che si fosse occupato, o che delle stesse ferrovie si
fosse occupato su ciò che stava succedendo nella tratta
Messina-Palermo. E' una tratta ferma da tempo e poi
improvvisamente si capisce che c'è un problema nella
Palermo-Messina e si capisce che c'è questo problema quando c'è
un Governo regionale che comincia a prendere accordi, a
sottoscrivere accordi, a prendere impegni, a metterci le firme.
CAPODICASA. Anche il governo da me presieduto l'ha fatto
CUFFARO, presidente della Regione. Certo, presidente
Capodicasa, se lei mi dà il tempo, le rispondo. Mi faccia
parlare, onorevole Capodicasa, non ho detto che non c'era stato
nei passati governi l'impegno a fare la Palermo-Messina, ho detto
cosa diversa, ho detto che non c'era nessun intervento di
autorevoli sindacati nel contestare che nulla si facesse nella
Palermo-Messina nei cinque anni precedenti da parte di quel
Governo nazionale e delle Ferrovie dello Stato, che è cosa
diversa dal dire che il Governo regionale non l'aveva fatta.
L'italiano ha un significato, onorevole Capodicasa, non ho
detto e non volevo dire che lei non avesse preso impegni e che
non li avessero presi prima di lei l'onorevole Provenzano e dopo
di lei l'onorevole Leanza
CAPODICASA. L'abbiamo approvato in Giunta. Non dimentichi le
cose più belle.
CUFFARO, presidente della Regione. Non dimentico niente.
Ripeto: l'italiano non è un optional Non ho detto il Governo, ho
detto i sindacati, gli stessi che oggi si sono accorti, invece,
che c'è questo problema.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ciascuno di voi ha svolto
l'intervento, adesso è il turno del Presidente della Regione,
lasciamo che completi il suo pensiero.
PANARELLO. Cerco di difendere chi non si può difendere perchè
non è presente
PRESIDENTE. Onorevole Panarello, si difende da solo.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente vorrei
fare il mio intervento, non voglio difendere niente, quando mi si
porteranno interventi, nei cinque anni, passati contro le
ferrovie e contro il governo nazionale che non ha fatto niente,
sarò disposto a ricredermi. Oggi c'è un governo regionale e un
governo nazionale che hanno firmato un accordo di programma, che
hanno messo accanto a ogni opera da realizzare le relative
risorse.
CAPODICASA. Presenteremo una mozione apposita e discuteremo
nel merito.
CUFFARO, presidente della Regione. Non c'è bisogno; c'è
l'accordo di programma. Se, onorevole Capodicasa, non l'ha ancora
visto, lo può leggere e si renderà conto di cosa c'è scritto.
Signor Presidente del Parlamento, voglio ricordare gli
impegni che il Governo regionale assieme al governo nazionale ha
preso e sta portando avanti. Abbiamo firmato un accordo di
programma-quadro, il primo firmato, altri erano stati proposti,
questo è stato firmato dal governo regionale e dal governo
nazionale il 5 ottobre 2001.
Questo accordo di programma-quadro, mi limito soltanto a
elencare le opere ferroviarie, non certamente quelle dei
trasporti, dei porti e degli aeroporti, che pur sarebbe giusto
ricordare come l'onorevole D'Antoni suggeriva, ma mi limito al
sistema ferroviario, rimetteva come priorità la Palermo-Messina,
la Messina-Catania-Siracusa e il nodo di Palermo e come
interventi di interesse nazionale.
C'è nello stesso accordo, inoltre, una parte che riguarda
gli interventi di interesse regionale, dove ci sono altre opere
(tra cui la Palermo-Agrigento ed altri interventi, non starò qui
a ricordarle tutte, comprese alcune tra Catania e Trapani).
Il Governo nazionale ha scelto, su proposta del governo
regionale, di inserire nella legge-obiettivo, che è stata
approvata dal Parlamento nazionale, anche la riqualificazione del
nodo di Catania, per un valore complessivo di mille miliardi.
Nell'accordo di programma-quadro si individuano risorse pari
a 4.529 miliardi di lire per fare la Palermo-Messina, escluso il
tratto Castelbuono-Patti, la Messina-Catania-Siracusa e il nodo
di Palermo, a fronte di una possibilità di risorse già esistenti
di 3.589 miliardi. Per la realizzazione di queste opere mancano
939 miliardi.
La Castelbuono-Patti, che è una parte della Palermo-Messina,
che non rientra nella Palermo-Messina finanziata, perché è
stimato un intervento di 3.500 miliardi, non è stata inserita
nell'accordo di programma-quadro con le relative risorse perché
di questo tratto manca ancora la progettazione esecutiva.
L'onorevole Panarello sa che c'è una lunga discussione in
merito alla progettazione esecutiva di questo tratta che va da
Castelbuono a Patti; una discussione dove ognuno di noi può
pensarla come vuole, ma dove in qualche modo si sta rivedendo
l'originaria scelta di progettazione esecutiva; in ossequio a
nuove scelte di impatto ambientale le ferrovie stanno rivedendo
la progettazione di massima per farne una nuova, di un nuovo
tracciato.
Per quanto riguarda sempre la Palermo-Messina, alcune
tratte, se siamo interessati, posso elencarle tutte, però le
conoscete meglio di me, si stanno materialmente eseguendo. Un
tratto, sino ad ora non ancora cominciato, è il cosiddetto tratto
Fiumetorto-Cefalù, perché anche lì, nonostante sia coperto
economicamente di una cifra pari a 460 miliardi di lire, anche
queste scritte nell'accordo e pronte per essere utilizzate, si è
incappati, nonostante il progetto esecutivo sia pronto, in un
contenzioso con la Sovrintendenza ai beni culturali perché il
tracciato passava vicino al sito archeologico di Imera.
Le Ferrovie hanno rivisto la possibilità di deviare il
tracciato, che è stato spostato a monte; ciò è stato concordato
con il Governo regionale e adesso è alla Sovrintendenza per il
parere del Consiglio dei Beni culturali e da qui a poco speriamo
possano riprendere i lavori della Fiumetorto - Cefalù.
E' vero, manca la copertura che va da Castelbuono a Patti.
Questo è un impegno che il Governo regionale ha continuato a
ricordare, continuando a mettere la Palermo-Messina tra le
infrastrutture prioritarie come scelta di governo. Se non
bastasse l'accordo di programma-quadro firmato il 5 ottobre
2001 la Giunta di Governo ha approvato il piano regionale dei
trasporti, il cosiddetto piano direttorio, in data 27 giugno
2002 e ancora in data 27 giugno 2002 la Regione a scanso di
equivoci, di chi sostiene che non eravamo più interessati alla
Palermo - Messina, il 27 giugno il Governo ribadisce la priorità
del raddoppio della Palermo - Messina. E, come se non bastasse,
c'è una nota in data 19 luglio, purtroppo il giorno prima della
drammatica sciagura, a firma del sottoscritto che ribadisce in
una nota ANSA - che potete recuperare quando volete, perchè è una
ANSA sulla ADNKRONOS - ribadisce non solo la priorità della
Palermo - Messina e quindi anche della Castelbuono - Patti, ma si
impegna a partecipare ad una conferenza che era stata programmata
il 22 luglio a Messina, per ribadire la volontà che aveva già
espresso con nota pubblicata sull'ANSA il 19 luglio. Questo a
scanso di equivoci, di chi in qualche modo voleva mettere in
discussione quali erano le volontà del Governo in questo
contesto.
Ma il sistema ferroviario non può essere soltanto la Palermo
- Messina, e mi dispiace che si sia dovuto fare un dibattito
importantissimo facendo seguito purtroppo ad una sciagura. Come
mi dispiacerebbe aprire un dibattito sulle autostrade qualora si
dovessero verificare, come purtroppo si stanno verificando, in
molte parti di autostrade siciliane, incidenti che sono in gran
parte da attribuire a responsabilità di manutenzione delle nostre
autostrade che sono anche dell'ANAS. Il sottoscritto, e mi
rivolgo in particolare all'onorevole Oddo che è di Trapani e ne è
a conoscenza, ha fatto un intervento durissimo contro l'ANAS per
l'ultimo gravissimo incidente nel quale due giovani hanno perso
la vita sull'autostrada Palermo - Trapani appena quattro mesi fa,
proprio a causa di responsabilità della tenuta del manto
autostradale, nelle vicinanze di Campobello di Mazara.
Noi stiamo tentando, e lo stiamo facendo con tutta la forza,
di trovare le risorse che servono, non soltanto a chiudere
l'anello autostradale siciliano e a rifare le autostrade che
hanno bisogno di manutenzione, ma anche il sistema ferroviario.
Sarebbe certamente importante per questo Governo che su
infrastrutture di questo tipo, che mettono in gioco e rimettono
in discussione lo stesso sviluppo della nostra terra, non ci si
dovesse perdere in strumentalizzazioni ed in faziosità
partitiche. Ringrazio l'onorevole D'Antoni per averlo ricordato,
ma credo che la politica davanti a queste scelte ha il dovere non
solo di non dividersi, ma di costruire insieme le occasioni
perchè si possa essere come sistema Sicilia più forte per avere
più possibilità per sedersi attorno ad un tavolo ed ottenere
quello che serve.
Le mie dichiarazioni sul sistema ferroviario, onorevole
Panarello, non si riferiscono soltanto a quest'ultimo periodo
da Presidente, ma risalgono a prima. L'ho sempre detto,
l'onorevole Leanza lo sa, perchè ho partecipato ad una delle
riunioni in cui ci si voleva scaricare il sistema ferroviario
regionale, e non certo questo Governo ma quello precedente,
quando abbiamo resistito con forza dicendo che non avevamo paura
a prenderci la responsabilità di un sistema ferroviario, ma che
era ingeneroso dare ad una Sicilia che stava tentando di far
partire un progetto di sviluppo, una palla al piede che produceva
ogni anno, e produce mille miliardi di deficit e non un sistema
produttivo come quello che fa il sistema ferroviario lombardo che
dà soldi.
Lo abbiamo gridato già allora e ho continuato a farlo in
questi giorni: il nostro è un sistema ferroviario che ha bisogno,
dove non rifatto, di essere ammodernato e certamente controllato.
E vi risparmio quello che è il documento che la Giunta di
Governo ha approvato perché entra minuziosamente, sempre il 27
giugno, non soltanto sulle infrastrutture da realizzare ma anche
sugli obiettivi da raggiungere, a prescindere dalle nuove
realizzazioni.
Ne leggo qualcuno: razionalizzazione degli impianti di
stazione e dei nodi; velocizzazione delle linee mediante
correzione di tracciato; eliminazione di passaggio a livello in
modo da aumentare la regolarità della circolazione ferroviaria e
la fluidità; ammodernamento delle tecnologie, anche ai fini della
riduzione dei costi di gestione delle linee ferroviarie;
ammodernamento del materiale rotabile; aumento della
potenzialità di alcune tratte. E mi fermo qui, onorevole
Capodicasa.
Pertanto riteniamo, come Governo, di avere fatto quanto
ritenevamo giusto e possibile perché l'ammodernamento del sistema
ferroviario, le nuove costruzioni, in qualche modo, potessero
diventare realtà in Sicilia.
Ci rendiamo, altresì, conto che non è vero che il ponte
sullo Stretto rischia di essere l'alternativa al sistema
ferroviario, tutt'altro. Il ponte sullo Stretto è invece una
forza propulsiva a che si faccia il sistema ferroviario
autostradale siciliano. L'abbiamo ribadito più volte.
Sarebbe impensabile avere il ponte sullo Stretto se non
avessimo prima un ottimo sistema ferroviario ed una ottima rete
autostradale.
Non avrebbe alcun senso, anzi. Il ponte deve stimolarci a
fare prima ed a fare meglio. E non deve stimolare soltanto noi,
deve stimolare anche il Governo nazionale, in questo caso l'ANAS
e le Ferrovie a rendere la Sicilia, e non soltanto la Sicilia,
anche la Calabria certamente, dal punto di vista
infrastrutturale, pronta ad avere la possibilità di utilizzare
un'opera quale quella del ponte sullo Stretto di Messina.
Riteniamo in questi mesi di avere fatto tutto questo. Forse
avremmo potuto fare di più, non c'è dubbio Sempre si può fare di
più.
Anzi, il mio intervento è teso, in questo Parlamento, ad
invitarvi, insieme a me ed a questo Governo, a fare di più,
perché se su queste cose c'è l'intesa, se su questo c'è il
Parlamento, credo che anche l'azione di Governo rischia di essere
più forte.
Onorevole Panarello, mi scusi, se cedo ad una tentazione
personale, non è riferito a lei, ma è certamente riferito
all'autorevole giornale del suo Partito che è "L'Unità", che ha
voluto meschinamente stamattina dedicarmi una intera pagina...
PANARELLO. Mezza pagina.
CUFFARO, presidente della Regione. Mezza. Io l'avevo in
fotocopia. Ma vedo che lei l'ha letto, mi fa piacere
Meschinamente ha voluto dedicare a me ed alla mia famiglia,
come se la mia famiglia avesse interessi sul trasporto gommato.
Mio padre ha fatto da sempre il maestro di scuola elementare, non
si è arricchito e non ha fatto affari col trasporto, perché non è
proprietario di alcuna linea di cui oggi parla il suo autorevole
giornale di Partito.
Siccome io non ho modo di farglielo sapere, se può - o se
può il suo segretario regionale - faccia sapere che si sta
parlando di una cosa che non mi appartiene, perché la mia
famiglia ha una sola concessione che va da San Biagio Platani ad
Agrigento, 30 chilometri che fa 20 passeggeri al giorno. Cosa
totalmente opposta dalle vergogne che oggi "L'Unità" vuole dire,
sostenendo che c'è un governatore che ferma il sistema
ferroviario per fare arricchire la sua famiglia.
(Applausi dai banchi di centro e di destra)
Io, se fosse il mio giornale, il giornale del mio Partito,
mi vergognerei, perché credo che non sia giusto e, soprattutto,
chi ha voluto dare queste notizie, che certamente non sono vere,
e ne parlo col cuore, perché so di avere le carte in regole,
credo che farebbe bene, perché purtroppo ancora una volta,
tentando di colpire un Presidente che è stato eletto dai
Siciliani, si continua a colpire un'intera Regione, come ha fatto
ieri sera, il dottor Santoro con "Sciuscià" e come continuano a
fare in questi giorni.
Io questo accorato appello, ho voluto farlo, mi scusi se ho
ceduto a questa piccola tentazione personale ma l'accetti come
'le ragioni del cuore' come dice il mio amico, parlo con lei per
parlare del suo giornale, non ce l'ho con lei e lei sa quanta
stima ho per il suo operato.
Concludo questo mio intervento, signor Presidente,
accettando di buon grado l'invito dell'onorevole Capodicasa a
parlare dell'accordo di programma quadro sull'intera possibilità
dei trasporti, anzi, credo sia giusto che si faccia al più
presto, prima di essere costretti a farlo per qualche altro
incidente drammatico che potrebbe verificarsi sulle nostre
autostrade.
Concludo chiedendo, in maniera accorata, a questo Parlamento
una sensibilità che c'è già, ma soprattutto un aiuto affinché il
ruolo di questo governo possa essere più forte e più incisivo per
ottenere quanto serve alla Sicilia per continuare il suo processo
di sviluppo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione n. 146 degli
onorevoli Ferro, Orlando, Miccichè, Morinello e Raiti.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Onorevole Presidente, avevo chiesto al Presidente
dell'Assemblea di iscrivermi a parlare per dichiarazione di voto
prima della sua replica, poiché non ho avuto l'opportunità di
farlo nel corso della discussione generale, e però non posso
sottrarmi anche dal dare una valutazione sulle cose che lei ha
appena detto sgombrando il campo, e voglio farlo con nettezza, da
una polemica che non ci appartiene e non mi appartiene, nel senso
di trasformare una questione politica, una questione che attiene
al Governo della Sicilia, al ruolo della Sicilia, al rapporto
della nostra Regione col Governo nazionale, trasformare tutto
questo in una polemica personale.
Non condivido e non apprezzo scivolare su terreni che sono
ben lontani dalla polemica politica. Detto questo, desidero
ripartire dalle cose che sono avvenute, mentre c'erano ancora i
morti da estrarre dalle lamiere. E chi ha aperto una polemica
violenta, spostando su un terreno estraneo alla questione della
quale in quel momento c'era bisogno di discutere - vorrei
ricordarlo a lei, onorevole Presidente - è stato il suo alleato,
onorevole Gianfranco Micciché, il quale dalla sua casa di
campagna dove insieme con lei coordinava le operazioni di
soccorso ...
CUFFARO, Presidente della Regione. Onorevole Cracolici ho un
annuncio da farle: fuori piove
PRESIDENTE. Con tuoni e fulmini, speriamo che sia un segnale
per la crisi idrica
CRACOLICI. Io non vorrei però che domani si dica che la
pioggia di oggi non è servita a nulla Perchè ormai funziona
così, quando piove si dice che non è servito a nulla. Se si
potesse sospendere la pioggia per un paio d'ore, visto
l'appuntamento che ci attende da qui a qualche minuto.
Dicevo, voglio ricordare ciò, onorevole Presidente, perché
chi ha aperto un fronte di polemica stupido - così lo definisco -
e falso nel merito e nel metodo perché io vorrei sapere in quale
atto sia stata in qualche modo determinata la contrarietà da
parte della sinistra, del movimento ambientalista sulla necessità
del raddoppio della linea Palermo-Messina, perchè lei, onorevole
Presidente, deve rispondere di questo, poichè Presidente di una
maggioranza alla quale appartiene; e quando esponenti della sua
maggioranza spostano su quel terreno il confronto e la polemica,
non ci si può aspettare fiori dall'altro lato.
Sono state dette cose false perchè il raddoppio della linea
Palermo-Messina è un'esigenza posta da tutti i siciliani -
compresi gli ambientalisti - come oggi, onorevole Presidente, ha
ricordato il sindaco di quel coordinamento dei sindaci che nel
messinese è nato non all'indomani della sciagura ferroviaria ma
nel 1996, quando si bloccarono i cantieri nella Peloritana e
quando, grazie a quel movimento dei sindaci e delle
organizzazioni sindacali, anche in quel territorio si è
determinata la possibilità di far sì che il Governo nazionale -
il Governo nazionale dei cinque anni scorsi, quello cioè
presieduto dall'onorevole Prodi - emanò il decreto
"sblocca-cantieri" che consentì di sbloccare quell'opera che, da
qualche mese, è in esercizio in un tratto della linea
Palermo-Messina.
Onorevole Presidente della Regione, vorrei ricordarle che
quello stesso Governo nazionale ha finanziato ed ha dato corso
alla progettazione esecutiva sulla tratta Fiumetorto-Cefalù.
Dunque, è stata vostra intenzione impiantare una polemica
partendo da un dato di difficoltà che avevate e che risulta
essere l'oggetto della mozione che ha - credo - come primo
firmatario l'onorevole Panarello e per la quale dichiaro il mio
voto favorevole.
Lei, onorevole Presidente della Regione, può ben dire che
l'A.P.Q. prevede come priorità il raddoppio della linea
Palermo-Messina sottoscritto il 5 ottobre, ma il decreto che il
suo Governo nazionale ha emanato - il cosiddetto "decreto
Lunardi", la legge cosidetta "obiettivo" - ha indicato come linea
da finanziare per la progettazione preliminare la realizzazione
della linea Castelbuono-Catania, e le dichiarazioni da lei fatte
- assieme all'onorevole Miccichè ed assieme all'ingegnere Mauro
Moretti in Sicilia e poi Cimoli, con la Conferenza stampa e
l'intervista sul "Sole 24 ore" del dottor Cimoli lasciava
chiaramente trasparire che la realizzazione della linea
Castelbuono-Catania-Messina era alternativa al raddoppio della
linea Patti-Castelbuono.
Possiamo girarci intorno: oggi, tutti possiamo fingere di
trovarci di fronte alla sciagura; chi la spara più grossa per
essere a favore del raddoppio. Questi sono i fatti e lei rispetto
a questi fatti ha il dovere di rispondere sul terreno personale e
ben lungi da noi di trasformare una polemica politica nei
confronti del suo Governo e del Governo nazionale che rimane una
polemica sulle scelte che avete cambiato in corso d'opera.
FORGIONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel mio
intervento ho parlato dell'orientamento del Gruppo al quale
appartengo sulle mozioni; orientamento che, a conclusione di
questo dibattito, riconfermo per cui non voterò le stesse e
l'impostazione che contengono.
Non mi ha convinto chi ha collegato l'ammodernamento del
sistema dei trasporti siciliani e delle tratte ferroviarie, delle
quali abbiamo discusso stasera in questa sede, alla realizzazione
del ponte sullo Stretto di Messina; non mi convince chi,
centrodestra e centrosinistra, non mette in discussione quel
processo di privatizzazione che considera queste Ferrovie le
tratte secondarie, un ramo secco e che sta provocando una
devastazione anche nelle condizioni di lavoro nel sistema
ferroviario e nell'Azienda 'Treni Italia'. Non mettere in
discussione il ponte e le privatizzazioni vuol dire non
affrontare questa questione. Per questo tutte le mozioni del
centrodestra e del centrosinistra le ritengo, e continuo a
ritenerle, ipocrite perché non affrontano le questioni vere che
abbiamo di fronte, soprattutto parlando del sistema ferroviario.
C'è un'altra questione, onorevole Presidente della Regione,
che nelle sue dichiarazioni viene elusa: il Sud della Sicilia è
considerato o un ramo secco o una palla al piede perché, al di là
degli accordi che lei sottoscrive, la politica della sua
maggioranza e del Governo nazionale al quale lei fa riferimento
la dettano due nemici giurati del Mezzogiorno e della Sicilia che
si chiamano Bossi e Tremonti. Per questo, anche lei, come
governatore dello schieramento del Polo, viene considerato una
palla al piede da sopportare o, magari, da accontentare, ma non
sicuramente un rappresentante di una Regione sulla quale
investire
Proprio per questo, onorevole Presidente, non posso
accettare le sue posizioni su un punto delicato che da stamattina
emerge. Io non condivido l'impostazione giornalistica dell'Unità
- parlo da giornalista - io credo che nei confronti del suo
Governo, noi sviluppiamo l'opposizione più netta e più radicale.
continueremo a tenere questa opposizione netta sul piano
politico, ma io da stamattina sento una voglia di attacco
all'informazione.
FORMICA. La disinformazione
FORGIONE. Ed in questo posso avere opinioni diverse dalle sue,
onorevole Presidente della Regione, e da quelle dell'onorevole
Formica, l'ho detto e lo ripeto...
CUFFARO, Presidente della Regione. E della libertà di
informazione
FORGIONE... e della libertà di informazione, per fortuna la
Costituzione ancora su questo non è stata modificata, si ci sta
provando con una Costituzione materiale Ed io difendo anche la
qualità giornalistica, indipendentemente anche dalle mie opinioni
rispetto a quel prodotto giornalistico e televisivo. Io difendo
la qualità giornalistica alta di "Sciuscià" e dei professionisti
che vi lavorano. Guai se noi...
PISTORIO. Non è un fatto estetico, è un fatto di sostanza
FORGIONE... E' un fatto anche di merito, difendo anche il
merito di quella trasmissione e rifiuto l'idea, e qui
l'espressione del Presidente della Regione è stata grave per
quanto mi riguarda, e parlo da giornalista e da democratico: chi
attacca il Presidente della Regione attacca la Sicilia Io
rifiuto questa idea, onorevole Presidente, che cozza con la sua
cultura cattolica e democratica. Si può attaccare il Presidente
della Regione avendo un'altra idea della Sicilia rispetto a
quella del Presidente della Regione.
Guai se qui ci imbarchiamo, come era stato chiesto
stamattina in Conferenza dei Capigruppo, nel chiedere un
pronunciamento del Parlamento contro una trasmissione televisiva
o un articolo di stampa, perché questo farebbe emergere,
onorevole Presidente della Regione, sedimenti di cultura politica
che stanno nella sua maggioranza e non sono mai morte, ma non
sono iscritte nell'antifascismo che è a fondamento della
Costituzione italiana
PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione n. 146, degli
onorevoli Ferro, Orlando, Miccichè, Morinello, Raiti. Il parere
del Governo?
CUFFARO, Presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvata)
Pongo in votazione la mozione n. 130, degli onorevoli
Leanza Vincenzo, Franchina, Formica, Baldari, Ardizzone, Lo
Monte, Panarello, Beninati, Genovese, Paffumi. Il parere del
Governo?
CUFFARO, Presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvata)
DISCUSSIONE DI DISEGNI DI LEGGE
PRESIDENTE. Si passa al punto VI dell'ordine del giorno:
"Discussione di disegni di legge".
RICHIESTA DI PRELIEVO
CUFFARO, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, Presidente della Regione. Signor Presidente, poichè
il disegno di legge al nostro esame ritengo necessiti una più
ampia ed approfondita discussione, chiedo il prelievo del disegno
di legge n. 307/A, posto al numero 2) del VI punto dell'ordine
del giorno.
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "NUOVE NORME SUI
COLLEGAMENTI MARITTIMI CON LE ISOLE MINORI DELLA SICILIA.
DISPOSIZIONI PER GLI UFFICI DELLA MOTORIZZAZIONE CIVILE" (N.
307/A)
Presidenza del presidente Lo Porto
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, si procede con il
seguito della discussione del disegno di legge n. 307/A "Nuove
norme sui collegamenti marittimi con le isole minori della
Sicilia. Disposizioni per gli uffici della motorizzazione
civile", posto al n. 2 del VI punto dell'ordine del giorno.
Invito i componenti la IV Commissione "Ambiente e
Territorio" a prendere posto nell'apposito banco.
ACIERNO, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO, relatore. Signor Presidente, intervengo per
evidenziare che tutti gli emendamenti presentati al disegno di
legge non hanno trovato copertura finanziaria in Commissione
Bilancio e, dunque, sono da ritenersi decaduti. Ne rimarrebbero
due che, a mio avviso, sono estranei alla materia che stiamo
trattando e, quindi, dovrebbero essere dichiarati inammissibili.
In considerazione di ciò, si potrebbe passare direttamente
all'esame dell'articolato e completare l'esame del disegno di
legge.
PRESIDENTE. Onorevole Acierno, mi lasci fare il mio lavoro,
che cerco di farlo al meglio
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi limiterò, in
pochi minuti, ad esprimere un paio di considerazioni riguardanti,
innanzitutto, il metodo adottato per quanto concerne la
discussione in Commissione Bilancio che è quello di un
automatismo, ormai quasi odioso, di tranciare in maniera netta
tutto ciò che è materia di emendamenti e tranciarlo, addirittura,
senza alcuna motivazione plausibile e, da questo punto di vista,
ragionevole.
Posso capire che c'è un Governo che, tutto sommato, sostiene
la tesi: "Non impiego una lira per quanto concerne le questioni
vere e reali che riguardano le isole minori". E sottolineo questa
miopia, il modo in cui si vuole impostare una politica per le
isole solo a parole, perché, onorevole Presidente, le vorrei
ricordare, anche se impegnato in altra discussione, che lei e la
sua Giunta avete tenuto a Pantelleria - fino a pochi mesi fa -
una Giunta di Governo proprio per dare dei segnali precisi di un
interesse particolare da parte del suo Governo alla questione
dell'insularità nel suo complesso e alle problematiche che
derivano da essa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, capisco che ci sono fatti
importanti, ma vi invito a liberare i banchi del Governo per
consentire all'onorevole Oddo di svolgere il suo intervento per
la storia e per i resoconti e andare rapidamente verso
l'approvazione della legge.
ODDO. Signor Presidente, per la verità, non mi interessa
parlare per la storia e per il resoconto e gradirei per due
minuti esatti che l'onorevole Presidente mi ascoltasse.
Non c'è una visione strategica per quanto concerne le Isole
minori; so delle difficoltà, come lo sanno altri colleghi, che si
vivono in quelle Isole. So che le questioni fondamentali non sono
state affrontate; ci limitiamo e si limita questo Governo ad
allinearsi semplicemente rispetto alle direttive comunitarie
perché non ne può fare a meno o si limita ad intervenire sui
collegamenti marittimi con nuovi stanziamenti perché non ne può
fare a meno e perché ci sono scadenze e, quindi, sempre e
continuamente in un clima di emergenza.
Manca una visione strategica ed una impostazione vera per
quanto concerne le questioni e le problematiche che riguardano le
Isole minori. Si trova, invece, disponibilità finanziaria per
altre leggi come il buono scuola che sconvolgono, invece, un
assetto dal punto di vista anche e soprattutto dell'istruzione.
Non si trovano, però, pochi spiccioli per far fronte alle
questioni che riguardano le Isole minori
Tutto ciò, signor Presidente, non mi pare che possa passare
inosservato con tutte le urgenze che noi questa sera abbiamo in
ordine di tempo, mi pare che sia abbastanza serio, non credo che
potremmo semplicemente contentarci di ciò. Per giunta, la
Commissione Bilancio ne fa quasi un punto a suo favore nel dire
che non esiste emendamento che questa sera trovi possibilità di
essere discusso in Aula; come dire che la previsione di tenere
una conferenza regionale sui trasporti annuale impegni chissà che
cosa, come dire liquidiamo le partite contentandoci sempre di
poco, non affrontando le questioni vere e reali di chi vive,
invece, in quelle Isole.
Vedete, da questo punto di vista è inaccettabile ciò che è
accaduto e non mi innamoro delle questioni sollevate con i nostri
emendamenti, assolutamente no Mi innamoro e mi sono innamorato,
come voi sicuramente sapete, delle problematiche che si vivono in
quelle Isole: dal diritto alla salute, alle questioni
riguardanti i collegamenti, la funzionalità dei servizi a partire
dal trasporto dei rifiuti. Su questo non mettiamo mano, questo
Governo non propone nulla, propone solo un timido allineamento
alle questioni comunitarie e un intervento di emergenza, un
intervento tampone.
Non accetto questo modo di proporre all'Aula disegni di
legge che sono assolutamente insufficienti e tendono
semplicemente a colmare lacune che ormai sono diventate
decennali. Pertanto, annuncio che tale questione sarà un punto
della nostra battaglia politica.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricordo che in una precedente
seduta era stata chiusa la discussione generale ed approvato il
passaggio all'esame degli articoli.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
Art. 1.
Economicità ed efficienza dei servizi
1. L'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni
ed i trasporti, al fine di potenziare i collegamenti
marittimi con le isole minori della Sicilia, con riferimento
al quadro complessivo del traffico mediterraneo, in
conformità agli indirizzi stabiliti dal Regolamento CE n.
3577/92 del 7 dicembre 1992 e dal decreto legislativo 11
settembre 2000, n. 296, procede all'individuazione della
rete dei servizi secondo criteri di economicità ed
efficienza, nel rispetto delle esigenze generali di mobilità.
2. La scelta dei vettori è effettuata mediante ricorso a
procedure concorsuali in conformità alla normativa
comunitaria e nazionale sugli appalti di pubblici servizi.
3. Le gare pubbliche, vengono aggiudicate secondo il
criterio dell'offerta economicamente più bassa, tenendo
conto, altresì, dei requisiti di cui alla lettera e)
dell'articolo 3.
4. L'esercizio dei servizi di collegamento marittimo con
le isole minori è regolato da contratti di servizio aventi
durata non superiore a cinque anni. E' vietato il ricorso a
proroghe di contratti in scadenza, salvo che non ricorrano
comprovate condizioni di straordinaria ed obiettiva gravità.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
Art. 2.
Bandi di gara
1. Il Dipartimento regionale trasporti e comunicazioni
emana i bandi di gara per l'affidamento dei servizi di
collegamento marittimo con le isole minori.
2. I bandi di gara, di cui al comma 1, devono soddisfare
le esigenze di trasporto di persone con o senza veicoli al
seguito, nonché di automezzi con autista adibiti al trasporto
di mezzi.
3. I bandi, relativi ai servizi effettuati con navi
traghetto, devono prevedere, altresì, anche l'effettuazione
di corse riguardanti il trasporto di merci appartenenti alle
categorie speciali e/o pericolose, come definite dalla
vigente legislazione di settore e nel rispetto della
normativa vigente per la sicurezza del trasporto, al fine di
garantire i sicuri e necessari approvvigionamenti agli
abitanti delle isole minori.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
Art. 3.
Contenuto dei bandi
1. I bandi devono contenere indicazioni chiare e precise,
in particolare, in ordine:
a) alle reti dei servizi da affidare;
b) alle tariffe da applicare sulle tratte in cui si
articolano le reti dei servizi;
c) agli obblighi relativi al livello ed alla frequenza dei
servizi;
d) ai requisiti di idoneità morale, finanziaria e
professionale, richiesti ai sensi dell'articolo. 12 e
seguenti del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 157, di
attuazione della direttiva 92/50/CE in materia di appalti di
servizi pubblici, per il conseguimento della prescritta
abilitazione all'esercizio dell'attività armatoriale;
e) al numero delle unità navali da impiegare, alle
caratteristiche tecnico-costruttive con riguardo alla
capacità di trasporto in sicurezza di mezzi e passeggeri,
nonché ai requisiti tecnici minimi richiesti;
f) al rispetto dei contratti collettivi di lavori vigenti
nello Stato di bandiera, nonché al rispetto delle condizioni
stabilite dallo Stato ospitante in materia di equipaggio,
emanate dallo Stato italiano ai sensi dell'articolo 3 del
regolamento CE 3577/92;
g) alla prestazione di adeguata fidejussione;
h) all'importo a base d'asta dei servizi da affidarsi. Non
sono ammesse offerte che eguagliano o superano il prezzo a
base d'asta fissato dall'amministrazione appaltante.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
Art. 4.
Vigilanza e controllo dei servizi
1. La vigilanza ed il controllo sui servizi di
collegamento marittimo è affidata al Dipartimento regionale
trasporti e comunicazioni.
2. Per le finalità di cui al comma 1, i funzionari del
Dipartimento regionale trasporti e comunicazioni incaricati
della vigilanza e del controllo sono dotati di apposita
tessera identificativa per 'controllo, vigilanza e libera
circolazione' sui mezzi in esercizio, finalizzata alla
puntuale osservanza delle modalità operative previste dai
bandi di cui alla presente legge.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
Art. 5.
Norme finanziarie
1. Al fine di consentire l'espletamento dei servizi di
collegamento marittimo con le isole minori, dal momento
dell'attivazione del nuovo sistema di affidamento degli
stessi mediante procedure concorsuali, è autorizzata, la
spesa di 24.015 migliaia di euro per l'anno 2003 e di 23.757
migliaia di euro per l'anno 2004.
2. La spesa di cui al comma 1 trova riscontro nel bilancio
pluriennale della Regione U.P.B. 4.2.1.5.2 (capitolo 215704
accantonamento codice 1013).
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
Art. 6.
Piano regionale dei trasporti e disposizioni per gli
uffici della motorizzazione civile
1. Per le finalità di cui all'articolo 1 della legge
regionale 14 giugno 1983, n. 68 è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2002, la spesa di 500 migliaia di
euro.
2. Per l'informatizzazione degli uffici provinciali della
motorizzazione civile della Sicilia è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2002, la spesa di 200 migliaia di
euro.
3. All'onere di cui ai commi 1 e 2 si provvede, per la
competenza, con parte delle disponibilità di cui all'U.P.B.
4.2.1.5.2 (capitolo 215704) e per la cassa con parte delle
disponibilità dell'U.P.B. 4.2.1.5.1 (capitolo 215711).
Comunico che è stato presentato dal Governo l'allegato
emendamento 6G.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 6 nel testo risultante.. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che sono stati presentati gli allegati emendamenti
aggiuntivi:
- dagli onorevoli Oddo, Speziale, Capodicasa, Cracolici,
Crisafulli, De Benedictis, Giannopolo, Panarello, Villari e
Zago: emendamenti 6.2, 6.5, 6.8, 6.9, 6.10, 6.11, 6.1, 6.3,
6.4, 6.6, 6.7;
- dall'onorevole Croce: emendamento 6.12.
Dichiaro improponibili gli emendamenti 6.2 e 6.5.
Pongo in votazione l'emendamento 6.8. Il parere del
Governo?
CASCIO, assessore per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 6.9 è improponibile.
Pongo in votazione l'emendamento 6.10. Il parere del
Governo?
CASCIO, assessore per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 6.11. Il parere del
Governo?
CASCIO, assessore per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Gli emendamenti 6.1, 6.3 e 6.4 sono inammissibili.
Gli emendamenti 6.6, 6.7, 6.12 sono improponibili.
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
'Art. 7
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in vigore il
giorno successivo a quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
farla osservare come legge della Regione.'.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Oddo,
Speziale, Panarello e Giannopolo l'allegato emendamento T1 al
titolo del disegno di legge.
Non sorgendo osservazioni, rimane stabilito che l'emendamento
verrà esaminato in sede di votazione finale del disegno di legge
che avverrà in altra seduta.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 30 luglio
2002, alle ore 17.30 con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - COMUNICAZIONI.
II - LETTURA AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:
N. 147 "Interventi presso il Governo nazionale per la
conferma dei precedenti organici del personale
amministrativo delle scuole siciliane", degli onore-
voli Tumino, Barbagallo, Genovese, Gurrieri, Vitrano,
Zangara.
III - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
1) - "Provvedimenti urgenti nel settore dell'edilizia popolare
e per gli immobili di Siracusa-Ortigia" (n. 393/A) (Segui-
to)
Relatore: on. Beninati.
2)- "Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 6 aprile
1996, n. 29, concernente norme in materia di autoservizi
pubblici non di linea in servizio di piazza". (N. 367/A).
Relatore: on. Lo Curto.
IV - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:
- "Nuove norme sui collegamenti marittimi con le isole minori
della Sicilia. Disposizioni per gli uffici della motorizza-
zione civile" (n. 307/A).
V - ELEZIONE DI QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
PER LA GESTIONE DEL FONDO DI ROTAZIONE PER IL COMMERCIO
ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART. 9 DELLA LEGGE REGIONALE
4 AGOSTO 1978, N. 26.
VI - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
LA GESTIONE DEI FONDI ISTITUITI PRESSO L'IRFIS PER LE
PICCOLE E MEDIE IMPRESE, PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6
MAGGIO 1981, N. 96.
VII- ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE
DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.
VIII - ELEZIONE DI UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
TUTELA DELL'AMBIENTE.
IX - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.
X - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.
XI - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER L'INVENTARIO, LA CATALOGAZIONE E LA
DOCUMENTAZIONE GRAFICA, FOTOGRAFICA, AEROFOTOGRAFICA,
AUDIOVISIVA.
XII - ELEZIONE DI SEI COMPONENTI ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE
PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.
XIII - ELEZIONE DI TRE MEMBRI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI
CONSIGLI PROVINCIALI SCOLASTICI.
XIV - ELEZIONE DI CINQUE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE PER
LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.
XV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI PALERMO.
XVI - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI CATANIA.
XVII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.
XVIII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI CATANIA.
XIX - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI MESSINA.
XX - ELEZIONE DI UN COMPONENTE DEL COMITATO DIRETTIVO
DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.
XXI - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
DELL'ISTITUTO REGIONALE DI RICERCA, SPERIMENTAZIONE E
AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.
La seduta è tolta alle ore 22.00.
(Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 00.10 del 25 luglio
2002)