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Resoconto d'Aula della Seduta n. 75 di mercoledì 24 luglio 2002
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   Presidenza del presidente Lo Porto


     BASILE, segretario, dà lettura del processo verbale delle sedute
  numero 73 del 23 luglio  2002  e  numero 74 del 24 luglio 2002 che,
  non sorgendo osservazioni, si intendono approvati.

             COMUNICAZIONE PERVENUTA DA  PARTE DEL PRESIDENTE
                            DELLA COMMISSIONE CE

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  do lettura della nota fattami
  pervenire  dal  Presidente  della  Commissione  CE  concernente  la
  richiesta avanzata dalla stessa Commissione al Governo di ritiro di
  tutti i PIT.
       "Egregio  Presidente,  perché  lei ne possa dare comunicazione
  all'Aula nella  seduta  di  oggi  pomeriggio,  le rendo noto che la
  Commissione  per  l'esame  delle  questioni  concernenti l'attività
  della Comunità Europea,  nella  seduta n.  18 del 23 luglio 2002 ha
  deliberato  di  richiedere  formalmente  al  Governo  regionale  di
  ritirare  tutti   gli   atti   ed  i  provvedimenti  concernenti  i
  procedimenti di selezione, valutazione ed approvazione dei Progetti
  integrati  territoriali  in  quanto  adottati  in palese violazione
  delle leggi  regionali  che  ne  disciplinano  la  procedura  e che
  prevedono la  necessaria  espressione  di  pareri  da  parte  della
  Commissione stessa (l.r.  n.  4/1992 art. 5 co. 7, l.r.  n.  6/1997
  art. 16, co. 1, 7 e 10).
       La Commissione  ha  altresì  deliberato di trasmettere, per il
  tramite del  Presidente  dell'ARS,  una  nota di contestazione alla
  Corte dei  Conti  perché  essa rifiuti il visto di registrazione ai
  provvedimenti in atto sottoposti al suo controllo."

              ANNUNZIO DI RISPOSTE SCRITTE AD INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE.  Comunico  che da parte dell'Assessore per la sanità
  sono pervenute le risposte scritte alle seguenti interrogazioni:

            N.      184  -  Accertamenti  relativi  ai  ritardi  nella
          realizzazione della Centrale operativa della Croce Rossa per
          la gestione delle urgenze nel territorio siciliano.
            ---
          Firmatari:Savona Riccardo;  Borzacchelli  Antonio;  Fratello
          Onofrio
            ---

            N. 234 - Interventi presso l'AUSL n. 4 di Enna riguardo la
          gara bandita per l'affidamento del servizio  di  brokeraggio
          assicurativo.
            ---
          Firmatari:Crisafulli Vladimiro
            ---

            N.     268  -  Completamento  dei  lavori  di  ampliamento
          dell'ospedale 'Dei Bianchi' di Corleone (PA).
            ---
          Firmatari:Antinoro Antonio
            ---

            N. 319 - Garanzie di un accettabile livello di prestazioni
          sanitarie in provincia di Siracusa.
            ---
          Firmatari:De Benedictis Roberto
            ---

            N. 350 -  Ristrutturazione  del  reparto  di  diabetologia
          dell'ospedale Civico di Partinico (PA).
            ---
          Firmatari:Tricoli Marzio
            ---

            N. 375 -  Provvedimenti  in  merito  alle  visite  per  il
          riconoscimento della qualifica di invalido civile presso  il
          distretto n. 2 dell'AUSL 3 di Catania.
            ---
          Firmatari:Spampinato Giuseppe
            ---

            N. 411 - Indagine sui rapporti tra l'attività  industriale
          e    l'elevata  incidenza  di  malattie  tumorali  nell'area
          Augusta-Priolo, e suo risanamento.
            ---
          Firmatari:De Benedictis Roberto

                           ANNUNZIO DI MOZIONE

     PRESIDENTE.   Comunico   che  è  stata  presentata  la  seguente
  mozione:"Interventi presso il Governo nazionale per la conferma dei
  precedenti  organici  del  personale  amministrativo  delle  scuole
  siciliane", dagli onorevoli Tumino, Barbagallo, Genovese, Gurrieri,
  Vitrano e Zangara.
       Avverto che  la  stessa  sarà  iscritta  all'ordine del giorno
  della  seduta   successiva  perchè  se  ne  determini  la  data  di
  discussione.

       Informo, ai  sensi  dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento
  interno, che  nel  corso  della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, come avevo già
  dichiarato  stamattina,  nel  corso della Conferenza dei Presidenti
  dei Gruppi parlamentari, la nota della collega Vicari a lei rivolta
  e della  quale  ha  dato  comunicazione  in  Aula  non può rimanere
  estranea alla discussione ed al dibattito del Parlamento.
       Più volte,  io e l'onorevole Capodicasa abbiamo sollecitato il
  Presidente  della  Commissione  Bilancio  perchè si affrontassero i
  nodi  legati  alla programmazione, con particolare riferimento alle
  questioni collegate ai  PIT  -  sulla vicenda degli stessi vi è una
  discussione, un  dibattito  in  corso,  viste  le decisioni assunte
  dalla Giunta di  Governo  di tagliare fondi destinati ai comuni - e
  reitero   la   richiesta  al  Presidente  dell'Assemblea  regionale
  siciliana  che  il  Governo  faccia  delle  comunicazioni  in  Aula
  riferite  alle  questioni  collegate  alla programmazione, anche in
  seguito alla lettera dell'onorevole Vicari, in modo tale che l'Aula
  possa aprire  un  dibattito  su questo argomento e determinarsi con
  una propria risoluzione.  Riteniamo infatti che la programmazione -
  così come  è  stata impostata, alla luce anche delle condizioni che
  sono state  poste  dalla Commissione CEE - non possa essere materia
  estranea   al   dibattito   in   Parlamento.   Il  Parlamento  deve
  riappropriarsi di questa materia, deve dibattere su questa materia.
  E' la ragione  per  la  quale  reitero  la richiesta che il Governo
  venga a riferire  in  Aula  in  modo da consentire al Parlamento un
  dibattito sull'intera materia.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Speziale,  lo  spazio  naturale  di  una
  comunicazione  quale  quella ricevuta dall'onorevole Vicari non può
  che essere quello relativo al primo punto delle comunicazioni.
       Poichè,  in  questo  caso,  si  tratta  di  una  comunicazione
  speciale che  presenta  forte  carattere  di  impegno  politico, di
  dibattito - se  è  il caso - e di analisi, ma non essendo possibile
  aprire un  dibattito  sulle comunicazioni in senso stretto, eravamo
  rimasti,  in   sede   di   Conferenza  dei  Presidenti  dei  gruppi
  parlamentari,   che,   dopo   l'approvazione  delle  leggi  che  ci
  accingiamo ad  approvare  questa sera, il Governo avrebbe fatto una
  sua breve  comunicazione  al  riguardo  e  gli  interessati  che lo
  volessero voluto avrebbero trasformato in documento parlamentare le
  comunicazioni stesse.
       Credo che  tutto  ciò  potrà avvenire dopo che avremo ultimato
  questa fase  temporale  che  ci  separa  dall'approvazione  dei tre
  disegni  di  legge,  dopodichè il problema sollevato dall'onorevole
  Speziale sarà affrontato.


   Presidenza del presidente Lo Porto


    COMMEMORAZIONE DELLE  VITTIME  DELLA  SCIAGURA  FERROVIARIA  DELLA
    TRATTA PALERMO-MESSINA.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  ancora  una  volta  ci  tocca
  assolvere al mesto compito di una rievocazione e di una espressione
  di commozione  quale  quella  che suscita l'episodio della sciagura
  ferroviaria di Messina.
       Il nostro  pensiero,  commosso, va alle vittime della sciagura
  ferroviaria   avvenuta   nella   tratta   Palermo-Messina   che  ha
  profondamente   colpito  ciascuno  di  noi  e  l'opinione  pubblica
  regionale e nazionale.
       Un pensiero  commosso  a cui si aggiunge l'indignazione - come
  cittadini e  rappresentanti  di  questa terra - nell'apprendere che
  questo triste evento assume i caratteri di "tragedia annunziata".
       Alla  luce  dei  primi  rilevamenti della Commissione tecnica,
  emerge, con  sempre  maggiore  evidenza,  che  non si è trattato di
  fatalità imprevedibile,  ma  di  un  fatto chiaramente imputabile a
  responsabilità umana.
       E' da  tempo,  infatti,  che,  come  siciliani,  lamentiamo la
  carenza   del   nostro   sistema  dei  trasporti,  che  giudichiamo
  inaccettabile,  quella che appare una manifesta discriminazione per
  cui, in  alcune  aree  del Paese la modernizzazione corre sui ritmi
  del nostro tempo, mentre in Sicilia si sta a guardare.
       L'ammodernamento del sistema ferroviario, lo si è detto in più
  di una  occasione, è strumento indispensabile e precondizione dello
  sviluppo.   Più   volte   abbiamo  richiesto  interventi  necessari
  all'ammodernamento  dell'asse  Palermo-Messina,  la  cui  criticità
  spesso è stata denunziata.
       Sappiamo bene  che  nel  programma  di  Governo  sono previsti
  interventi  finanziari nel settore delle infrastrutture in Sicilia,
  ma   la   precarietà   suggerisce   di   procedere  con  gradualità
  provvedendo,  innanzitutto,  alle  emergenze più immediate per dare
  corso subito dopo alle grandi opere.
       Questa tragedia  deve  essere,  dunque,  un monito per tutti e
  un'occasione per alzare  con  forza la voce e chiedere che si volti
  pagina  nel   rapporto  tra  la  Sicilia  ed  il  resto  del  Paese
  garantendo, una  volta  per  tutte,  che le priorità siciliane, non
  dettate  da   mero   rivendicazionismo  fine  a  se  stesso,  siano
  finalmente rispettate.
       Alle  famiglie  e  a  quanti  sono  stati  colpiti  da  questa
  terribile   tragedia,   va   il   cordoglio   della   Presidenza  e
  dell'Assemblea Regionale Siciliana tutta.


   Presidenza del presidente Lo Porto


              DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI

     PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  II  dell'ordine  del  giorno:
  "Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d),
  e 153 del Regolamento interno, delle mozioni n. 145 e n.  146."
       Ne do lettura:

     N. 145 - Risoluzione della crisi  di  alloggi,  a  seguito di
              cedimenti strutturali, nella città di Messina.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:
            - successivi interventi  del  Comando  provinciale dei
              Vigili del Fuoco e dei tecnici del Comune di Messina
              hanno accertato  il  grave stato di dissesto statico
              ed hanno evidenziato il pericolo di imminente crollo
              degli alloggi di via Elenuccia a Messina;

            - le ispezioni condotte  in via Elenuccia, anche dalla
              Protezione  civile  e  dall'Ente  acquedotto,  hanno
              dato  luogo  ad  un'ordinanza  di  sgombero  per  le
              famiglie le  cui  abitazioni  sono  state  giudicate
              pericolanti;

            - in questi ultimi  giorni  anche  altre  famiglie del
              complesso Città nuova  del  torrente  Trapani,  sono
              state  costrette  a   lasciare   le  abitazioni  per
              pericolo di crolli;

     RILEVATO che:

            - la pericolosità degli alloggi di via Elenuccia è più
              specificamente  riferita all'inagibilità della scala
              interna condominiale e dei balconi delle abitazioni;

            - le famiglie residenti  in  via  Elenuccia sono state
              diffidate dall'utilizzo  dell'unica scala di accesso
              a causa del  cedimento  dei  gradini e dell'evidente
              distacco della stessa scala;

     CONSIDERATO che il  Comune  di Messina ha acquistato, con gli
              ex  fondi Gescal,  un  numero  di  nuovi  alloggi  a
              Spartà a tutt'oggi vuoti;

     RICORDATO che  la  delibera CIPE  13  MARZO  prevede  che  la
              Regione, anche  su  proposta dei Comuni interessati,
              può  riservare un'aliquota degli alloggi disponibili
              per  fare   fronte   a   specifiche   e  documentate
              situazioni  di  emergenza  abitativa  anche  in  via
              provvisoria,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
                               E IN PARTICOLARE
                      L'ASSESSORE PER I LAVORI PUBBLICI

              ad  intervenire con determinazione attivando anche i
              poteri  sostitutivi sull'Amministrazione comunale di
              Messina, al  fine  di  dare  immediata risposta alle
              famiglie residenti  in via Elenuccia (ME) assegnando
              loro le case  vuote  site  in  località Spartà (ME),
              acquistate dal Comune con gli ex fondi Gescal. (145)

                                    LO MONTE - PAFFUMI - RAITI -
                                    FRANCHINA - SAVONA - PANARELLO -

     N. 146 - Interventi per il rilancio del trasporto ferroviario
              in  Sicilia   ed   istituzione  di  una  commissione
              parlamentare di  inchiesta  sullo  stato delle linee
              ferrate siciliane.

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     CONSIDERATO che:

            - il  disastro causato dal deragliamento dell'espresso
              1935 da Palermo a Venezia, il 20 luglio 2002, tra le
              stazioni di  Venetico  e Rometta Marea, entrambe nel
              messinese,  sembra  che  sia  stato provocato da  un
              problema tecnico e  non  da un errore umano come era
              parso in un primo momento;

            - già  in  passato  la stessa linea è stata colpita da
              disastri di analoga gravità, e parecchie altre volte
              questi sono stati evitati soltanto per poco;

            - la  politica   del  Governo  nazionale,  cui  sembra
              essersi adeguata  quella del Governo regionale, è in
              linea con  quella perseguita ormai da alcuni decenni
              dalle Ferrovie  dello  Stato  prima  e da Trenitalia
              oggi,   di   sostanziale  dismissione  del  servizio
              ferroviario   siciliano,   tranne   che   sulle  due
              direttrici      principali     Messina-Palermo     e
              Messina-Siracusa;

            - il  progressivo  calo  degli  investimenti  umani  e
              finanziari  ha  determinato un tale stato di degrado
              delle  strutture  che si rischia che gli 'incidenti'
              diventino  la  normalità,  con  il proprio carico di
              disgrazie e lutti;

            - anche    le    due   direttrici   principali,   come
              tragicamente  testimoniato dalla cronaca, non godono
              della necessaria  manutenzione  e  gli interventi di
              raddoppio più  volte  annunciati  non  si  sono  mai
              concretizzati;

            - è  di  queste  settimane  l'annuncio,  da  parte  di
              Trenitalia, di  procedere  ad  un  ulteriore  taglio
              degli  investimenti  sulle  linee  secondarie  della
              nostra regione;

            - la Sicilia continua  a non essere dotata di un Piano
              organico dei trasporti  degno di tale nome; un Piano
              che pianifichi gli interventi di lunga durata in una
              ottica di intermodalità e che miri alla creazione di
              strutture ed  infrastrutture  che rendano il sistema
              dei trasporti adeguato alle esigenze dei cittadini e
              delle imprese che operano nel nostro territorio,

             INVITA IL PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

              a nominare  una Commissione parlamentare di indagine
              sullo   stato   delle   infrastrutture   ferroviarie
              siciliane;

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

            - a  riferire  all'Assemblea  sui  programmi  e  sugli
              interventi concreti adottati per la realizzazione di
              un sistema di trasporti integrato ed intermodale, ed
              in particolare  per  il  rilancio  del  trasporto su
              rotaia;

            - ad intervenire  con  la necessaria autorevolezza nei
              confronti di  Trenitalia  affinché  siano riviste le
              politiche  di  continui  tagli  ad  investimenti  in
              Sicilia, che,  oltre ad arrecare un danno gravissimo
              ai cittadini e  alle imprese in termini di fornitura
              di  servizi,  rischiano  di  determinare  una  nuova
              emergenza occupazionale;

            - a riferire su quali siano, oltre la già annunciata e
              fin  troppo pubblicizzata  realizzazione  del  Ponte
              sullo Stretto, gli interventi  concreti in programma
              in materia di trasporti. (146)

                                    FERRO - ORLANDO - MICCICHE'-
                                    MORINELLO - RAITI

       Dispongo  che   la   mozione   n.  145  venga  demandata  alla
  Conferenza   dei  Presidenti  dei  gruppi  parlamentari  perchè  ne
  determini la data di discussione.
       Preciso, altresì,  che  la  discussione della mozione n. 146 è
  all'ordine del giorno della seduta in corso.


   Presidenza del presidente Lo Porto


    SEGUITO  DELLA  DISCUSSIONE  DEL  DISEGNO  DI LEGGE: "Istituzione
    delle strade e delle rotte del vino" (9-253-281/A)

     PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del giorno:
  Seguito della  discussione  del  disegno  di  legge nn. 9-253-281/A
  "Istituzione delle strade e delle rotte del vino".
       Invito i componenti la Commissione competente a prendere posto
  al banco alla medesima assegnato.
       Poichè  l'Assessore  regionale per l'agricoltura e le foreste,
  onorevole Castiglione, non è ancora arrivato e non avendo lo stesso
  delegato i rappresentanti del Governo presenti in Aula, sospendo la
  seduta per qualche minuto.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.36, è ripresa alle ore 17.38)

    La seduta è ripresa.
     Onorevoli  colleghi, si riprende l'esame dell'articolo 16.
  Lo pongo in votazione.  Il parere del Governo?

     CASTIGLIONE,   assessore   per   l'agricoltura   e  le  foreste.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi  è  favorevole  resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                         (E' approvato)

       Comunico  che  sono stati presentati all'emendamento 16.2R del
  Governo,   in  precedenza  comunicato,  i  seguenti  subemendamenti
  allegati:
       dal Governo: subemendamento 16.2.R.2;
       dalla Commissione Bilancio: subemendamento 16.2.R.3.

     D'ANTONI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     D'ANTONI.  Signor  Presidente,  chiedo che il subemendamento sia
  illustrato    dal    firmatario.   Non   capisco   cosa   significa
  l'espressione: "quelle costituite prima" vengono soppresse e "tutte
  quelle che si costituiranno", cioé  da ora in avanti, destiniamo 25
  mila euro  a tutte le associazioni che si costituiranno: un milione
  ciascuno  Pregherei di ritirarlo e di fare le cose per benino, cioé
  rinviandolo.

     TRICOLI,  presidente  della  commissione  e relatore.  Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TRICOLI,   presidente   della  commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  avevamo  discusso in commissione
  della opportunità, all'interno delle attività promozionali, di dare
  la  possibilità   alle   tante  associazioni  che  si  occupano  di
  promozione dei  prodotti  enogastronomici  di  avere un ruolo anche
  all'interno  di   questo   disegno   di   legge.  C'era  stata  una
  osservazione  pertinente  sul  fatto che questi contributi potevano
  essere dati soltanto ad associazioni già costituite.
       Onde   evitare,  quindi,  interpretazioni  maliziose,  abbiamo
  abrogato  questo  limite temporale, quindi, in generale all'interno
  della legge noi non prevediamo questo tipo di limitazione.
       Ovviamente, che nell'iter procedimentale con cui l'Assessorato
  darà questa  opportunità  è  chiaro che dovrà sicuramente istituire
  dei   criteri   di  professionalità.  Quindi,  sostanzialmente,  lo
  abbiamo eliminato proprio perché  su questo c'è stata una polemica.
       Pertanto,    delle    due    l'una:    o    riteniamo   quella
  interpretazione,  erronea  oppure  riteniamo questa interpretazione
  più coerente con  quello che la finalità del progetto, cioè di dare
  alle associazioni.
       A tal  proposito vorrei dire che ieri, al termine della seduta
  d'Aula, facendo  una  carrellata  in televisione ho individuato ben
  due rubriche  che  si occupavano di enogastronomia con interviste a
  presidenti di  associazioni  e soggetti che operano in questo campo
  con grande professionalità, intelligenza e capacità.
       Quindi, abbiamo  eliminato  questa dizione onde evitare che si
  possa pensare  che  non  è  più  possibile  per  altre associazioni
  accedere a questa ipotesi, ma il motivo per cui all'inizio io avevo
  inserito questo limite temporale era proprio per l'osservazione che
  ha fatto  ora  l'onorevole  D'Antoni.  Credo  che  a  questo  punto
  l'operazione migliore  sia quella di togliere il limite temporale e
  lasciare  poi,  ovviamente, alla discrezionalità dei funzionari che
  dovranno istruire  la  pratica  la possibilità di interpretare e di
  valutare la serietà di queste associazioni.
       L'iter   chiaramente   è   quello   normale   di   un'attività
  amministrativa,  quindi,  trasparente  e  rivolta  all'offerta  del
  servizio migliore possibile.
       Peraltro,   stiamo   parlando   di   un  intervento  marginale
  all'interno di  questo  disegno  di legge.  Spero di avere fugato i
  dubbi dell'onorevole D'Antoni.

     PRESIDENTE.  Pongo  in votazione il subemendamento 16.2R.2.  Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Pongo in  votazione  il subemendamento 16.2R.3.  Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Pongo in  votazione  l'emendamento  16.2R, come modificato. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Il  residuo  subemendamento della Commissione comunicato nella
  seduta n. 73 del 23 luglio si intende superato.
       Comunico  che  sono  stati  presentati  i seguenti emendamenti
  allegati:
       dagli onorevoli Fleres ed altri: emendamenti 16.5 e 16.6;
       dal Governo: emendamento 16.7.

       Ha facoltà  di  parlare  l'onorevole  Fleres  per  chiarire il
  contenuto dell'emendamento a sua firma.

     FLERES.   Signor   Presidente,   si   tratta  di  uniformare  il
  comportamento   dell'assessorato   per   l'industria   con   quello
  dell'assessorato  per  la  cooperazione  relativamente  al tema dei
  consorzi fidi.
       La legge n.  32  del  2000  sostiene  che  i consorzi fidi per
  essere autorizzati debbano essere composti da almeno dodici imprese
  associate. Non  fa  cenno, invece, al numero di imprese, fra quelle
  associate,    che    richiedono    il    fido    bancario.    Dando
  un'interpretazione   estensiva   della   legge,   ma  assolutamente
  immotivata,   l'assessorato  della  cooperazione  sostiene  che  le
  imprese associate debbano essere comunque tutte richiedenti il fido
  bancario. E, invece, certamente, non è così, perchè - se così fosse
  - la  Regione si troverebbe a dover pagare sostanzialmente la quota
  di abbattimento  degli  interessi  non soltanto alle imprese che lo
  richiedano, ma  anche  alle  imprese  che  non  lo richiedano, cosa
  assolutamente inopportuna.
       Quindi, si  tratta  di  chiarire questo aspetto uniformando il
  comportamento dell'industria con quello della cooperazione.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.  Signor  Presidente,  con  tutto  il  rispetto  per il
  contenuto   dell'emendamento,   che   non   intendo   assolutamente
  contestare,   essendo  l'emendamento  assolutamente  estraneo  alla
  materia  del   disegno  di  legge  in  discussione,  le  chiedo  di
  dichiararlo  inammissibile.  Diversamente,  ognuno potrebbe forzare
  il testo  e proporre emendamenti che sono estranei al contenuto del
  disegno di  legge.  Si  aprirebbe un precedente che io ritengo vada
  assolutamente evitato, signor Presidente.

     PRESIDENTE.   Onorevole   Fleres,  mi  pare  che  l'osservazione
  dell'onorevole  Speziale circa la completa estraneità del contenuto
  dell'emendamento al testo del disegno di legge sia molto puntuale e
  pertinente.

     TRICOLI,  presidente  della  Commissione  e relatore.  Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TRICOLI,  presidente  della  Commissione e relatore.  Per quanto
  riguarda  gli  emendamenti  a  firma  dell'onorevole Fleres, vorrei
  suggerire alla  Presidenza,  se  l'onorevole Fleres è d'accordo, di
  presentarli al disegno di legge n. 298.3 'Norme stralciate I/A' che
  è già pronto per l'Aula ed è di materia pertinente.

     FLERES. Mi dichiaro d'accordo.

     PRESIDENTE.  Gli  emendamenti  16.5  e  16.6  sono trasferiti ad
  altro disegno di legge.

    Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.

    CASTIGLIONE, assessore per l'agricoltura e le foreste.  Chiedo di
  parlare per illustrare l'emendamento 16.7.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CASTIGLIONE,  assessore  per  l'agricoltura  e le foreste. Signor
  Presidente, a  seguito  di  una  serie di variazioni di regolamenti
  comunitari,  occorre  per  aggiornare il catastino vitivinicolo una
  serie di  modificazioni  legislative, ma soprattutto occorre che si
  proceda allo  snellimento  delle procedure per la realizzazione del
  catasto  vitivinicolo.  Quindi, questo emendamento è un emendamento
  tecnico che,  però,  sottopongo all'Aula perchè c'è l'urgenza della
  realizzazione del catasto vitivinicolo.

     PRESIDENTE.   Lo   pongo   in   votazione.   Il   parere   della
  Commissione?

     TRICOLI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  16.7.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Gli emendamenti  16.3 e 16.4, comunicati in altra seduta, sono
  dichiarati inammissibili.
       Comunico che  sono  stati  presentati dagli onorevoli Ferro ed
  altri gli emendamenti 16.8, 16.9, 16.10 e 16.11, allegati.
       Gli  emendamenti  testè  comunicati  sono inammissibili perché
  aggiuntivi di  un  articolo  che  abbiamo  già votato, precisamente
  l'articolo 3.
       Si    riprende    l'esame   dell'emendamento   7.1   a   firma
  dell'onorevole Lo Monte, precedentemente accantonato.
       Non essendo l'onorevole Lo Monte presente in Aula, lo dichiaro
  decaduto.
       Si passa all'articolo 17.  Ne do lettura:

                               Art. 17

         1.  La  presente  legge  sarà  pubblicata  nella  Gazzetta
      ufficiale della Regione siciliana.

         2. E' fatto obbligo a  chiunque  spetti di osservarla e di
      farla osservare come legge della Regione.

    Comunico  che   è   stato  presentato  dal  Governo  il  seguente
  emendamento 17.1:

       -Al primo  comma aggiungere le parole "ed entrerà in vigore il
  giorno stesso della sua pubblicazione".

     PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in votazione l'articolo 17 nel testo risultante.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       La votazione finale avverrà successivamente insieme agli altri
  disegni di legge pronti per l'approvazione finale.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                               CONGEDI

     PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute richieste di congedo per
  gli onorevoli Mancuso, Incardona, Croce, D'Aquino, Pagano e Vicari.
       Non sorgendo osservazioni, i congedi s'intendono accordati.


   Presidenza del presidente Lo Porto


    RIPRENDE LA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE NN. 9-253-281/A


   Presidenza del presidente Lo Porto


     PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini
  del giorno:

    -  n.   106   "Interventi   presso   il   Governo  nazionale  per
    l'estensione  agli  agricoltori  della  provincia di Trapani, dei
    contributi  per  l'emergenza  siccità", degli onorevoli Lo Curto,
    Antinoro,  Cristaudo,  Paffumi, Rotella, Croce, Oddo, Spampinato,
    Maurici e Turano.

    - n.  107  "Ridefinizione della quota di territorio preclusa alla
    caccia  nella  provincia  di  Catania",  degli  onorevoli Fleres,
    Leanza Edoardo, Catania Giuseppe, Maurici, Mercadante e Baldari.
       Ne do lettura:

                   L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

    PREMESSO che:

    -  la   difficile  condizione  di  crisi  del  comparto  agricolo
    conseguente  alla  perdurante siccità ed all'emergenza idrica che
    ha duramente  colpito la provincia di Trapani, viene aggravata da
    una   intollerabile   ingiustizia   perpetrata   ai  danni  degli
    agricoltori  trapanesi.  il  comparto agricolo della provincia di
    Trapano  è  stato  infatti incredibilmente escluso dai contributi
    erogati dal  Governo nazionale per la siccità e questo nonostante
    le ripetute e reiterate proteste di agricoltori ed allevatori per
    gli   irrimediabili   danni   subiti   che   inevitabilmente   si
    riverseranno su tutta l'economia trapanese;

    CONSIDERATO che:

    - il  decreto  del Governo nazionale, che esclude la provincia di
    Trapani  dai  benefici concessi alle zone colpite dall'emergenza,
    crea condizioni  di  inaccettabile  disparità  tra  simili in una
    globale   realtà   connotata   da  ripetute  crisi,  emergenze  e
    situazioni di endemica povertà strutturale ed economica,

                    IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

    - ad  intervenire  presso  il Governo nazionale in modo deciso ed
    autorevole, affinché  si  ponga  rimedio a questa ingiustizia che
    penalizza immotivatamente la provincia di Trapani. (106)

                            LO CURTO-ANTINORO-CRISTAUDO-PAFFUMI
                            ROTELLA-CROCE-ODDO-SPAMPINATO-MAURICI
                            TURANO

                   L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

    PREMESSO che:

    - in data  23 marzo 1999, con decreto assessoriale n. 116 è stata
    istituita la  riserva naturale orientata "Bosco di Santo Pietro",
    ricompresa nei  territori  dei comuni di Caltagirone e Mazzarone,
    in provincia di Catania;

    - l'articolo 14,  comma  3,  della legge regionale n. 33 del 1992
    così recita:  "è  destinata  a  protezione della fauna selvatica,
    una quota del 25 per cento del territorio agro-silvo pastorale di
    ciascuna provincia  regionale  ivi compresi i territori nei quali
    sia comunque  vietata  l'attività  venatoria anche per effetto di
    altre leggi o disposizioni;

    - in  base  al  piano  regionale  faunistico  venatorio 1998/2002
    allegato B),  all'articolo  22, della medesima legge regionale n.
    33 del  1992,  la  superficie  territoriale  della  provincia  di
    Catania da  sottoporre  a  protezione  è  stata determinata nella
    misura del 25 per cento pari a 83.501 ettari;

    -  dalla  corposa  documentazione  acquisita presso l'Assessorato
    regionale per l'agricoltura e le foreste, ripartizione faunistico
    venatoria, emergono dati inconfutabili dai quali si evince che la
    superficie al  64  per  cento del territorio agro-silvo pastorale
    provinciale, debordando  così  del 40 per cento i limiti previsti
    dalla legge;

    - nel decreto  presidenziale  del 7 luglio 2000, al punto 2.3, si
    sottolinea che  il  limite  del 25 per cento previsto dalla legge
    deve essere rispettato in maniera puntuale e tassativa;

    -  al   punto  2.2  dello  stesso  decreto  si  legge  che  nella
    quantificazione  del  territorio  da  sottoporre a protezione non
    sono  stati  conteggiati  perché  non  disponibili,  i  territori
    soggetti a  divieto  di  caccia in forza di altre disposizioni di
    legge;

    - i  vincoli  ai  quali è stato sottoposto il territorio protetto
    rendono   impossibile   il  normale  svolgimento  delle  attività
    agro-silvo pastorali  ed  inoltre i raccolti sono andati in parte
    distrutti, così come documentato dal prof.  Nasca dell'Università
    di Palermo;

    -  l'inibizione  dell'attività venatoria ha causato un incremento
    della fauna  selvatica  ed  ha  arrecato  ingenti ed irreparabili
    danni alle comunità agricole che operano nei luoghi;

    - la  popolazione del coniglio selvatico ha superato la soglia di
    rischio  e   la  sua  presenza  è  dodici  volte  superiore  alla
    sopportabilità  del  territorio, così come risulta dal censimento
    effettuato dall'ente gestore;

    -  come   se   non   bastasse,  il  proliferare  delle  zecche  è
    strettamente correlato all'incremento demografico del coniglio;

    - ipotesi  di  abbattimenti  o  catture  non  sono da prendere in
    considerazione per la particolarità del territorio;

    - il  comune di Mazzarrone, con delibera votata all'unanimità, ha
    chiesto l'annullamento del decreto, e il comune di Caltagirone ha
    chiesto di rideterminare quanto contenuto nel decreto,

                     IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

    - a porre  in  essere  tutte le iniziative atte a rivedere quanto
    contenuto nel  decreto  in  premessa citato, in modo da garantire
    parità di  trattamento  ma  soprattutto  il  rispetto delle norme
    regionali in vigore.

                                  FLERES-LEANZA E.-CATANIA G.-MAURICI
                                  MERCADANTE-BALDARI

       Ha facolta  di  parlare l'onorevole Lo Curto, prima firmataria
  dell'ordine  del  giorno  relativo  all'emergenza  siccità, settore
  agricoltura, ma  sempre singolare rispetto al tema "delle rotte del
  vino", se lo vuole illustrare così comprenderemo meglio.

     LO CURTO.  Signor  Presidente,  insieme  ad altri deputati della
  provincia di  Trapani e non, ho presentato questo ordine del giorno
  perché  la  provincia  di Trapani è rimasta incredibilmente esclusa
  dai benefici nazionali previsti per la siccità.
       Riteniamo che si tratti di un mero errore materiale, perché  è
  incredibile che  questo  possa  essere  avvenuto dal momento che la
  siccità ha colpito tutta la Sicilia e non soltanto alcune zone.
       Peraltro,    l'economia    della    provincia    di    Trapani
  sostanzialmente  si  basa sull'agricoltura.  La terza commissione è
  stata in  audizione  presso  la provincia regionale di Trapani e ha
  incontrato  più  volte  gli  agricoltori  e  gli  allevatori  e  ha
  verificato, perché  a  quella  audizione  erano  presenti  anche  i
  rappresentanti   sindacali,   lo  stato  di  assoluta  povertà,  di
  indigenza nella  quale  l'economia trapanese rischia di piombare se
  non si attivano  i  canali  e le risorse che tra l'altro il Governo
  nazionale ha previsto per altre realtà della nostra regione.
       Quindi, ritenendo  che  questa esclusione penalizzi e crei una
  condizione  di  palese  ingiustizia nei confronti degli agricoltori
  trapanesi, abbiamo  formulato  questo ordine del giorno affinché il
  Parlamento votandolo impegni il Governo regionale a farsi carico di
  un  intervento   autorevole   presso  il  Governo  nazionale  e  si
  ripristino le  condizioni  di  eguaglianza  tra  simili, perché  il
  rischio è,  appunto,  che  tra  simili  si  facciano  condizioni di
  disparità.

     PRESIDENTE. Grazie onorevole Lo Curto. Parere del Governo?

     CASTIGLIONE,  assessore  per  l'agricoltura e le foreste. Signor
  Presidente,   solo   per   ricordare   la   procedura   che   porta
  all'attivazione della  legge  n.  185  del 1992, la declaratoria di
  avversità   atmosferica  scatta  sulla  istruttoria  fornita  dagli
  ispettorati provinciali dell'agricoltura.
       Sulla  base  dell'istruttoria  e,  quindi,  della declaratoria
  delle avversità atmosferiche, la procedura prevede la deliberazione
  della giunta  regionale  di  governo  e,  quindi,  il  decreto  del
  Ministro dell'agricoltura.
       Allo  stato   attuale  il  governo  se  non  riceve  da  parte
  dell'ispettorato agrario una dichiarazione sullo stato dei danni e,
  quindi, che è  deputato  a  fare una verifica sul luogo dello stato
  dei danni  in  provincia  di  Trapani,  non  è  possibile  fare  la
  declaratoria delle avversità atmosferiche, fermo restando che dalle
  riunioni tecniche  che  si  sono  svolte  sono  state presentate le
  difficoltà da  parte degli imprenditori agricoli della provincia di
  Trapani e,  pur  tuttavia,  per l'attivazione della legge n.  185 è
  necessario   che   l'ispettorato  provinciale  dell'agricoltura  di
  Trapani delimiti  le  zone e proceda alla declaratoria di avversità
  atmosferica.
       E'   una   raccomandazione  che  gli  ispettorati  provinciali
  dell'agricoltura possano procedere alla verifica dei danni.

     PRESIDENTE.  E'  una richiesta di trasformare in raccomandazione
  l'impegno.

     TURANO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TURANO.  Signor  Presidente,  ma  di cosa stiamo parlando? Delle
  procedure  che  l'ispettorato  dovrebbe attivare per avere benefici
  già  decretati  dal  ministro  dell'agricoltura  per  risarcire una
  provincia a  vocazione  vitivinicola  dei  danni  prodotti  da  una
  siccità che è sotto  gli  occhi  di  tutti?  E a me chi lo dice che
  l'ispettore  della   provincia   di  Trapani  non  dorma  e  allora
  l'Assessore si  attiva  per verificare se questo succede o no  Cosa
  devo  raccontare   agli  agricoltori?  Devo  forse  dire  loro  che
  l'Ispettorato deve  prima  verificare se ci sono stati danni?  Come
  se non fosse  un fatto oggettivo che i danni ci sono stati in tutta
  la Sicilia
       La produzione  cerealicola  della provincia di Trapani è stata
  distrutta, quella  vitivinicola è assolutamente in ginocchio. E' un
  fatto palese;  io  non  posso accettare che il Governo accetti come
  raccomandazione l'ordine  del  giorno da noi presentato.  Spero che
  il Governo  cambi  idea  ed accetti l'ordine del giorno attivandosi
  oggi stesso presso il Governo nazionale ...

     CASTIGLIONE, Assessore  per  l'agricoltura e le foreste. Ci sono
  le relazioni  tecniche,  onorevole  Turano,  se  ci  sono  i  danni
  l'ispettorato li accerterà

        TURANO.  Se  non  ho  capito  male,  il  Governo nazionale ha
  parametrato gli  aiuti per l'agricoltura in relazione al periodo di
  siccità che va  dal  1995  al  2000.  In  questo  arco temporale la
  provincia di Trapani è stata investita per ben due anni, non per un
  anno, dalla siccità.  Verosimilmente - lo ribadiamo - per un errore
  materiale,  forse   perchè   gli  uffici  della  Regione  non  sono
  coordinati con  quelli  periferici  o forse perchè gli uffici della
  Regione non  sono  coordinati  con  quelli  nazionali,  o forse per
  qualche altra  ragione  che  non  sono  in grado di individuare, la
  provincia di  Trapani  è  stata  esclusa.  Quindi, accettare questo
  ordine del  giorno  come  impegno  da parte del Governo affinchè si
  provveda ad  evidenziare  una  situazione  che è sotto gli occhi di
  tutti presso  il Governo nazionale significa dare risposte concrete
  agli agricoltori.  Questa  mattina  nel mio intervento ho detto che
  avrei informato  del  problema  il  Prefetto perchè in provincia di
  Trapani questa  è diventata oramai una questione di ordine pubblico
  e l'Assessore Castiglione sa bene di questa difficoltà.
       Vorrei, pertanto,  che  l'ordine del giorno fosse accettato di
  modo che  il  Governo  e  le  istituzioni  locali  possano avanzare
  richiesta di  revisione  di  quel decreto al Governo nazionale.  Se
  poi, le  procedure  prevedono  una attivazione particolare da parte
  degli uffici periferici o regionali, ben vengano, vogliamo soltanto
  dare una risposta agli agricoltori.

     CASTIGLIONE, assessore per l'agricoltura e le foreste. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CASTIGLIONE,  assessore  per  l'agricoltura e le foreste. Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  nessuno  disconosce  lo stato di
  calamità anche  nella  provincia  di  Trapani,  per tale ragione in
  Assessorato  negli   ultimi  15  giorni  sono  state  fatte  alcune
  verifiche  tecniche.  L'Ispettorato  sta  procedendo alla redazione
  dell'ispezione di  natura  tecnica che porterà alla declaratoria di
  avversità   atmosferica   che   ha  una  procedura.  Nessuno  vuole
  disconoscere le  avversità che si sono abbattute nella provincia di
  Trapani così  come  nelle  altre  province,  però  le  declaratorie
  avvengono via  via  che  gli  Ispettorati  forniscono  le relazioni
  tecniche.  Quindi,   anche   nella  provincia  di  Trapani  si  sta
  procedendo  alla  redazione tecnica della declaratoria di avversità
  atmosferica.

     PRESIDENTE.  Poichè  l'onorevole  Lo  Curto  è  primo firmatario
  dell'ordine del  giorno,  le  chiedo se insiste perchè l'ordine del
  giorno venga posto in votazione.

     LO CURTO .  Signor  Presidente,  io  insisto perchè l'ordine del
  giorno venga posto in votazione.  Se ci sono ritardi o inadempienze
  da  parte  dell'Ispettorato agrario, invito l'Assessore Castiglione
  ad aprire  un'inchiesta  perchè  per  effetto  della  burocrazia  i
  lavoratori della terra di Sicilia non possono pagare due volte

     ODDO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ODDO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, non si può fare a
  meno   di  notare  come  all'interno  della  maggioranza  affiorino
  posizioni che indicano non solo una mancanza di intervento da parte
  del Governo  regionale,  ma  anche  e  soprattutto  una  logica  di
  intervento da  parte  del  Governo  nazionale "più realista del re"
  rispetto alla  legge  185  del  1992,  Assessore Castiglione nonchè
  vicepresidente della  Regione.  Perché  è vero che la legge n.  185
  del 1992 prevede  il  35  per cento di danno minimo e prevede anche
  tutta una  serie  di  criteri per quanto concerne l'elargizione del
  famoso "quantum"  per  quanto  riguarda anche la siccità ed i danni
  che essa  ha provocato, però, sinceramente, debbo dire che, sia per
  quanto concerne  il pregresso che è oggetto dell'ordine del giorno,
  sia per  quanto  concerne  l'attuale  situazione  di difficoltà nel
  comparto agricolo rispetto alla siccità, alla crisi idrica attuale,
  caro assessore, non ci siamo
       Innanzitutto perché  io  non  credo  che  si sia trattato e si
  tratti di  un  errore  materiale da parte del Governo nazionale per
  quanto concerne  la  questione  del pregresso, cioè delle somme che
  dovevano  essere,  evidentemente,  elargite  per  quanto riguarda i
  danni subìti ed  i  famosi  due  anni,  rispetto  anche al fatto di
  entrare o meno  nel  piano, tra virgolette, che il Governo ha messo
  su, come lei  sa,  perché  sinceramente  non credo che si tratti di
  questo; non mi pare che si tratti di un errore.

     CASTIGLIONE,  assessore  per  l'agricoltura  e  le foreste.  Per
  Trapani negli anni 1995 e 1999 ci sono anche le declaratorie.

     ODDO.  Esatto   E Trapani viene esclusa, a mio avviso, non tanto
  per la questione cui accennava l'onorevole Turano, ma viene esclusa
  per una  interpretazione  precisa che il Governo ha dato alla legge
  n.  185.  Quindi,  la  questione è ancor più seria, non mi pare che
  si sia trattato  soltanto  di  un errore tecnico, di un mero errore
  materiale.  Non  si  tratta  di  questo,  quindi,  è  ovvio  che la
  discussione fra  il  Governo  regionale  ed il Governo nazionale su
  questo punto  mi  pare  assolutamente  più  impegnativa rispetto al
  fatto invece di indicare un errore.
       Per quanto concerne, invece, l'attuale situazione, l'Assessore
  credo sappia  che  per  quanto riguarda la declaratoria che è stata
  formulata  da  parte  dell'Ispettorato  provinciale noi abbiamo una
  situazione paradossale,  che  per  la  verità non si comprende bene
  come è stato  fatto  il  lavoro:  rientrano  12  comuni  su  24  in
  provincia    di   Trapani.   E'   assolutamente   impossibile    E'
  impossibile, perché  le  differenze  tra  un  comune e l'altro sono
  minime.  Mi  pare  che la crisi idrica, indubbiamente, ha investito
  tutta la regione e per quanto concerne quella provincia non mi pare
  che questi scarti minimi che possono esserci rispetto all'indice di
  piovosità possano essere quegli scarti che includano o escludano un
  comune;  e assolutamente fuori da ogni logica
       Quindi, anche su  questo  non  mi  pare  che  si tratti di una
  questione di  interpretazione  o di applicazione rigida della legge
  n.  185 del  1992.  Credo  si  tratti, invece, di cercare di capire
  meglio, cosa che non siamo riusciti a fare in questi giorni, perché
  l'Ispettorato  provinciale  per  l'agricoltura  di  Trapani include
  soltanto 12  comuni  su  24  nella declaratoria riguardante i danni
  subìti dalla  crisi  idrica attuale e non include, invece, l'intero
  territorio  provinciale,  visto  che, evidentemente, soprattutto le
  produzioni cerealicole hanno subìto danni per l'ottanta per cento o
  addirittura superiore  all'ottanta  per cento.  E non sappiamo cosa
  ci aspetta  rispetto  anche agli effetti che avranno questi momenti
  particolarmente difficili per quanto concerne anche la crisi idrica
  sia sulle vigne sia sugli uliveti. Attenzione, dunque.
       Mi permetto,  pertanto,  di  chiedere al Governo una verifica,
  sia per  quanto  riguarda  le  questioni  pregresse,  ma  anche,  e
  soprattutto, su come è stata formulata la declaratoria che riguarda
  l'anno in  corso,  perché,  evidentemente,  c'è  qualcosa  che  non
  funziona, oppure  c'è un ragionamento, rispetto alla legge n.  185,
  che tutti  sappiamo  che  non  va,  così  come  evidentemente  oggi
  disciplina tutto  ciò  che significa danno provocato dalla siccità,
  per capire  quale ambito, quale margine d'intervento ha il Governo,
  sia  nei  confronti  del  Governo  regionale,  ma  soprattutto  nei
  confronti dell'Ispettorato agrario di Trapani.

     TRICOLI,  Presidente  della  Commissione  e relatore.  Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TRICOLI,   Presidente   della  Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente,  credo sia importante precisare nella parte impegnativa
  che il  Governo  nazionale  ha operato in base alle indicazioni che
  gli sono  state date dagli Uffici della Regione siciliana.  Non c'è
  stato un atto discriminatorio da parte del Governo nazionale.

     PRESIDENTE. Pongo  in  votazione  l'ordine  del  giorno n.  106,
  degli  onorevoli  Lo  Curto, Antinoro, Cristaudo, Paffumi, Rotella,
  Croce, Oddo, Spampinato, Maurici, Turano. Il parere del Governo?

     CASTIGLIONE,   assessore   per   l'agricoltura   e  le  foreste.
  Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa  all'ordine  del  giorno n.  107 "Ridefinizione della
  quota  di  territorio  preclusa  alla  caccia  nella  provincia  di
  Trapani",   degli   onorevoli   Flerese,  Leanza  Edoardo,  Catania
  Giuseppe, Maurici, Mercadante e Baldari.
       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     CASTIGLIONE,   assessore   per   l'agricoltura   e  le  foreste.
  Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Lo Porto


                 VOTAZIONE FINALE DI DISEGNI DI LEGGE

     PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  IV  dell'ordine  del  giorno:
  Votazione finale di disegni di legge.

    VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO  NOMINALE  DEL  DISEGNO DI LEGGE
    "NORME IN MATERIA DI  OPERE PUBBLICHE. DISCIPLINA DEGLI APPALTI
    DI LAVORI PUBBLICI, DI  FORNITURA,  DI  SERVIZI  E  NEI SETTORI
    ESCLUSI" (NN. 294-119-268-290-306-313-339-353-369-388/A)

     PRESIDENTE. Si  procede  alla  votazione  finale  del disegno di
  legge   nn.   294-119-268-290-306-313-339-353-369-388/A  "Norme  in
  materia di  opere  pubbliche.  Disciplina  degli  appalti di lavori
  pubblici, di fornitura, di servizi e nei settori esclusi", posto al
  n.  1) del punto IV dell'ordine del giorno.
       Comunico che sono stati presentati, ai sensi dell'articolo 117
  del Regolamento interno, gli allegati emendamenti:
    - dal  Governo:  emendamenti 117.2, 117.5, 117.9, 117.11, 117.13,
  117.22, 117.42;
    - dalla Commissione: emendamenti 117.8 e 117.22.1.
       Li pongo  congiuntamente  in votazione. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvati)

       Si passa  alla  votazione  finale  per  scrutinio nominale del
  disegno di legge nn. 294-119-268-290-306-313-339-353-369-388/A.


   Presidenza del presidente Lo Porto


     SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
  motivare  le   ragioni  del  voto  di  astensione  del  Gruppo  dei
  Democratici di  sinistra,  del  quale  faccio parte, sul disegno di
  legge che ci apprestiamo a votare.
       Il disegno  di  legge,  che  abbiamo  contribuito a modificare
  sostanzialmente, è completamente diverso rispetto a quello discusso
  in Aula;  completamente  diverso nella sua impostazione e nella sua
  filosofia rispetto  al  testo  che  era stato esitato dal Governo e
  votato in Commissione.
       Abbiamo  lavorato, come Gruppo, ma complessivamente anche come
  centrosinistra,   per   modificare   il   testo   in  alcune  parti
  fondamentali:  abbiamo  eliminato  la licitazione privata, limitato
  la trattativa  privata, richiesto che venisse introdotto il sistema
  cauzionale  attraverso la fidejussione bancaria, limitato il cumulo
  degli incarichi;  si  è comunque arrivati sotto qualche forma anche
  a dare  vita  alle stazioni uniche appaltanti.  Erano quattro punti
  fondamentali  che  il  centrosinistra  riteneva  la  legge  dovesse
  contenere, ed in gran parte la legge contiene.
       Ci sono  state  resistenze;  c'è un dibattito aperto e ci sono
  ancora resistenze.  Tuttavia,  Signor Presidente, devo dire che c'è
  un apprezzamento  generale.  Ciascuno  di noi ha contatti col mondo
  dell'impresa;  il  mondo  dell'impresa  ha  apprezzato il testo del
  disegno di legge  e  lo ha apprezzato in una parte fondamentale - e
  lo voglio qui richiamare anche alla luce delle considerazioni fatte
  dal Presidente  dell'ANCI  regionale,  ingegner  Di Vincenzo - cioè
  quella  riguardante  l'introduzione della cauzione bancaria, perchè
  ciò permetterà  alle imprese serie che hanno affidabilità bancaria,
  così come previsto  da tutte le altre norme, dalla legge n.  488 ai
  patti territoriali,  cioè  la  possibilità  che  le  aziende  siano
  "bancabili",  abbiano  cioè  un  affidamento  bancario,  di  potere
  partecipare alle gare.
       Il  fenomeno  cosiddetto del "favarismo", cioè delle centinaia
  di imprese  di  Favara  iscritte  fittiziamente  per  rimodulare il
  ricorso al fatto che c'erano centinaia di imprese che fittiziamente
  partecipavano  alle   gare   per   potere  rimodulare  le  medie  e
  determinare poi  il  corso  della gara attraverso un pilotaggio, di
  fatto è  stato  stroncato da questa legge.  Adesso, le imprese sono
  più libere.  Abbiamo  garantito  una  maggiore  libertà del mercato
  dell'impresa e dell'appalto.
       Certo,  non  esiste  una  legge  perfetta  che  stabilisce  un
  comportamento  lineare;  tuttavia, abbiamo determinato una modifica
  del   percorso   dell'aggiudicazione   degli  appalti  ed  è  stato
  apprezzato.  Mi  dispiace  che  il  Presidente regionale dell'ANCI,
  l'ingegnere  Di  Vincenzo,  colga  questa occasione per dimettersi.
  Forse, avrebbe fatto bene a dimettersi qualche mese fa dalla carica
  che ha  ricoperto,  perchè  noi  abbiamo  voluto favorire l'impresa
  vera, quella,  cioè,  che  deve competere, che deve concorrere alla
  formazione  del  progetto  ed all'aggiudicazione dell'appalto e noi
  abbiamo reso libero il mercato.
       Sono queste  le  motivazioni  di  fondo  che  ci  spingono  ad
  astenerci, anche se dobbiamo dire che la legge si poteva completare
  attraverso altri  due  meccanismi. Il primo era quello collegato ad
  un emendamento  presentato dagli onorevoli Giannopolo ed Oddo - che
  avrebbe  reso  più  imprevedibile  l'aggiudicazione  -  che abbiamo
  sostenuto anche se  da  parte  del Governo ci sono stati settori di
  resistenza e non è stato approvato.  Questo avrebbe reso ancora più
  imprevedibili le possibilità di aggiudicazione.
       Il secondo  meccanismo  era  quello  di  dare concretezza alle
  stazioni uniche  appaltanti.  Il limite di 1.250.000 euro per noi è
  eccessivamente alto perchè non modifica sostanzialmente le stazioni
  appaltanti in  Sicilia.  Sono  questi  due  elementi  che avrebbero
  potuto completare  il  disegno  di  legge  e  permetterci di votare
  favorevolmente.
       Invece, ci  asterremo  per  le  ragioni  prima  esposte  e non
  vorremmo  che  si  aprissero  polemiche  inutili,  perché  noi  fin
  dall'inizio avevamo  detto che eravamo contro la "Merloni ter" così
  come formulata  ed  eravamo  perché  si facesse l'adeguamento della
  "Merloni ter" alla situazione regionale.
       Noi molte  volte  in quest'Aula abbiamo sostenuto questa tesi,
  anche in contrasto alcune volte con l'onorevole Ferro e l'onorevole
  Orlando, abbiamo sostenuto che bisognava adeguare la normativa alla
  natura della nostra Regione ed in parte ci siamo riusciti.
       Il Gruppo  dei  Democratici  di Sinistra esprimerà, dunque, un
  voto di  astensione  su  questo disegno di legge con l'augurio che,
  nel caso in  cui  si dovesse metter mano a questi due elementi, che
  per noi rimangono ancora elementi irrisolti, il completamento della
  sezione appaltante,  come  dicevo prima e la possibilità di ridurre
  la soglia di  un  milione di euro in modo da dare corpo sostanziale
  alle  sezioni  appaltanti  che  possono  permettere un monitoraggio
  reale degli appalti in Sicilia.
       Noi consideriamo,  quindi,  la  legge  una buona legge ed è la
  ragione primaria  per  cui noi, come Gruppo, esprimeremo un voto di
  astensione su questo disegno di legge.

     TUMINO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TUMINO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, il Gruppo 'La
  Margherita-Democrazia  è  Libertà'  si  asterrà dalla votazione. La
  motivazione di  tale  astensione le esplicito attraverso la lettura
  di un documento che verrà allegato agli atti.
       Il   senso   di   responsabilità   delle   opposizioni   e  la
  collaborazione  tra  tutte  le  forze  politiche  hanno  consentito
  l'approvazione di  una  nuova  legge  sugli appalti in Sicilia, una
  legge  che  presenta  delle  innovazioni  e  molti  lati  positivi.
  Rimangono, purtroppo,  alcune  ombre  legate  anche  alla fretta di
  incassare un risultato politico in termini di immagine.
       La legge  sugli  appalti, a differenza di altri provvedimenti,
  fa parte  degli  impegni  assunti  con  gli  elettori  da  parte di
  entrambe le  coalizioni.  Il  dialogo  si  è  sviluppato in maniera
  proficua anche  per  tale  ragione,  quando  si  tratta, invece, di
  imporre   leggi   che  non  costituiscono  priorità  condivise,  le
  convergenze si realizzano con maggiore difficoltà.
       I punti più significativi sono quelli riguardanti l'abolizione
  della licitazione privata, l'uso limitato della trattativa privata,
  anche  se   qui   il   Gruppo  della  Margherita  ha  espresso  una
  considerazione riguardante  la  somma dei 150 mila euro, come somma
  massima per  cui  è consentita la trattativa privata, ritenendo che
  essa fosse  eccessiva;  la  riconferma  della legge n.  10 del 1993
  sulla   riduzione   delle   stazioni  appaltanti  ed  una  maggiore
  trasparenza nelle procedure di gara.
       Restano forti dubbi e perplessità su alcuni punti:  l'importo,
  in particolare,  di  1.250.000  euro per il passaggio di competenze
  all'Ufficio provinciale per l'espletamento della gara appare troppo
  alto ed i tempi di realizzazione dell'ufficio sono troppo lunghi.
       In  questo  senso,  appare, addirittura, compromesso lo stesso
  ruolo che  possono  svolgere  le  funzioni appaltanti, in quanto il
  numero di  gare  che  saranno  superiori  all'importo previsto sarà
  estremamente ridotto.
       Inaccettabile  ci sembra pure l'emendamento approvato in "zona
  Cesarini" che ha consentito la possibilità di pubblicizzare le gare
  anche attraverso il periodico dell'ARS e della Fondazione "Federico
  II".
       "La  Margherita-Democrazia  è  Libertà" si asterrà perché, pur
  essendo  state accolte molte proposte dell'opposizione, l'obiettivo
  di ridurre  la  frammentazione  della stazione appaltante non viene
  realizzata in  tempi  brevi  e non potrà essere conseguita prima di
  almeno un anno.
       Noi non  pensiamo  che  in  Sicilia  vi sia una presenza della
  mafia superiore ad altre regioni, riteniamo tuttavia che una classe
  dirigente seria  non  può non guardare con particolare attenzione a
  questo fenomeno largamente presente nel nostro territorio.
       Certo, la  legge  non  è  sufficiente  a ridurre il peso della
  criminalità organizzata;  il  dovere  di  fare  la  migliore  legge
  possibile, tuttavia,  attiene  alla  responsabilità ed al senso del
  dovere di ciascun parlamentare.
       La nostra  astensione  è un segnale che vogliamo dare non solo
  per il  contenuto  del provvedimento, ma, soprattutto, per lo stile
  di collaborazione  che  si è realizzato e per il confronto positivo
  che è  stato  avviato  tra maggioranza e opposizione.  Ci auguriamo
  che il  dialogo  possa  continuare  anche  su altre norme e sarebbe
  grave  se   non   fosse   così.   La   ripercussione   negativa  si
  rifletterebbe,  infatti,  non  solo  nei  rapporti istituzionali ma
  soprattutto nella qualità della produzione legislativa.
       In merito  alla qualità della produzione legislativa, mi sento
  di dovere  precisare  che  la  lettura  di  questa  legge  è  molto
  difficile. Questa  è  una  legge  per  addetti ai lavori. E sarebbe
  stato più proficuo lavorare ad un testo unico.  Forse, questo potrà
  essere un obiettivo da raggiungere in tempi non lontani, perché  la
  chiarezza e  la  trasparenza  sono  elementi  di legalità o, quanto
  meno, di esaltazione della legalità.

     FORMICA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORMICA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   voglio
  esprimere   tutto   il  compiacimento  di  Alleanza  Nazionale  per
  l'approvazione, dopo  oltre  nove  anni di attesa, di una legge che
  riforma la procedura degli appalti in Sicilia, ma non solo quella.
       Alcuni colleghi  che  mi hanno preceduto hanno messo l'accento
  sull'abolizione,   da   parte   del   Parlamento  siciliano,  della
  previsione  della  licitazione privata, hanno messo l'accento sulla
  possibilità delle stazioni appaltanti.
       La legge  che  ci  apprestiamo  a  votare contiene tre aspetti
  fondamentali:  quello  della  legalità,  quello della trasparenza e
  quello  dell'efficienza.  Quello  della  legalità  per  superare le
  storture che,  da più parti, dalla magistratura piuttosto che dalle
  forze  politiche,  dalle associazioni dei costruttori piuttosto che
  dalle  associazioni  dei  professionisti,  venivano  ad  ogni  pie'
  sospinto additate  come  un  vero  e  proprio  cancro  della  legge
  esistente che  hanno  provocato nella nostra Regione la perdita per
  le pubbliche  amministrazioni  di centinaia e centinaia di miliardi
  legate ai mancati ribassi che erano possibili con la vecchia legge.
  A ciò è stato posto rimedio ed è stato abolito.
       Non accadrà  più  che  in  Sicilia,  a  differenza  del  resto
  d'Italia, i  ribassi  siano  concordati con delle offerte irrisorie
  che vanno  sotto  l'1  per  cento. E' un aspetto fondamentale della
  legge che ci  allinea  con il resto d'Italia, ma anche con il resto
  d'Europa e che fa fare un passo avanti in termini di legalità.
       Ma, la  legge  ha  anche  grandi  aspetti  positivi per quanto
  riguarda  l'apertura  alle  professioni.  Sarà finalmente possibile
  far   lavorare   i  giovani  professionisti  siciliani,  i  giovani
  ingegneri,  i  giovani  architetti,  perché  con  questa  legge  si
  potranno dare gli incarichi fiduciari anche ai neo laureati.  E' un
  aspetto   questo,  onorevoli  colleghi,  che  bisogna  sottolineare
  perché, insieme  alla  previsione  del  cumulo  degli  incarichi e,
  quindi, insieme ad  una  norma  che fa sì che non ci siano abusi in
  questo campo da parte delle amministrazioni nel dare gli incarichi,
  è una  grande  apertura  verso il mondo dei professionisti, verso i
  giovani professionisti,  i  quali  non  vedranno  più  sbarrarsi la
  strada dai soliti gruppi, dalle società di ingegneria.
       Una norma,  dunque,  che  finalmente  pone  ordine in un campo
  delicato  della  legislazione  siciliana;  una norma che finalmente
  consentirà alla  Sicilia  di non perdere più i fondi della Comunità
  europea;  una norma  che ha inserito i fondi per i comuni per poter
  dare gli incarichi  perché, se non ci sono i fondi di rotazione per
  la progettazione,  questa  legge sarebbe lettera morta.  Una legge,
  insomma, che potrà finalmente consentirci di uscire dalle secche in
  cui ci eravamo cacciati.

     RAITI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     RAITI.   Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,  intervengo
  brevemente per spiegare le motivazioni del mio no a questa legge.
       Nel  premettere   che  è  necessario  dare  atto  al  Governo,
  all'Assessore per i lavori pubblici, alla Commissione, nonché  alla
  maggioranza per  il lavoro serrato, a volte proficuo, in quest'Aula
  che ha portato ad una scrittura della legge che, per molti aspetti,
  ritengo sia  migliore  del  testo  base nazionale, ed ha affrontato
  alcune  delle  problematiche  che  hanno  visto  caratterizzato  in
  Sicilia un  fenomeno  che  a  volte ha considerato gli appalti come
  strumento di  gestione  del  denaro  pubblico che aveva, come scopo
  finale, non  quello della realizzazione di un'opera al servizio dei
  cittadini, ma quello della spesa per andare a foraggiare meccanismi
  che non  erano  certo  quelli  della  costruzione  di  un  servizio
  pubblico.
       Grazie ad  un  lavoro proficuo e costante dell'opposizione, ad
  un lavoro propositivo, a volte migliorativo, e ad una disponibilità
  del Governo, molte cose positive sono state fatte.  E' giusto darne
  atto.  Mi  riferisco  all'abolizione  della licitazione privata, mi
  riferisco ad  alcune norme che disciplinano gli incarichi e a tutta
  una serie di norme che, di fatto, danno maggiore certezza in questa
  materia delicata.  Però,  alcune altre cose potevano essere fatte e
  fatte  meglio  per  dare,  finalmente,  uno strumento assolutamente
  efficace per  fare  in  modo  che la realizzazione dell'opera fosse
  quella che il progetto avrebbe voluto che si realizzasse.
       Io l'ho  detto  più  volte,  sia in Commissione, sia durante i
  lavori  dell'Aula:   non  posso  condividere  il  fatto  che  siano
  istituiti l'autorità o l'osservatorio regionale sui lavori pubblici
  e che  queste  prerogative  esclusive, garantite dal nostro Statuto
  regionale, siano state devolute all'autorità nazionale di vigilanza
  per due  ordini  di  motivi:  innanzitutto,  perché  l'autorità  di
  vigilanza  ha  un  personale  che  si  deve  muovere  su  tutto  il
  territorio nazionale  e  che  non conosce la specificità propria di
  alcuni modi di gestione dei lavori pubblici in Sicilia;  in secondo
  luogo,   perché   abbiamo   dato,  ripeto,  prerogative  di  nostra
  competenza esclusiva  e  noi non possiamo limitare, assolutamente -
  come ho detto  e  ripetuto  più  volte - quello che i nostri 'padri
  costituenti' dello  Statuto  speciale siciliano hanno pagato con il
  sangue.  Quelle  competenze  esclusive, se noi chiamiamo quest'Aula
  Parlamento, ce le dobbiamo tenere care e valorizzare per quello che
  sono;  invece così abbiamo ceduto all'autorità nazionale.
       La terza cosa, che per me è ancora più importante e che non va
  nella  direzione  del giustizialismo, come si potrebbe interpretare
  in maniera  capziosa  e non veritiera: che l'autorità di vigilanza,
  così  come   da   me  proposta  con  un  emendamento,  tra  l'altro
  sottoscritto da  tutti i capigruppo del centrosinistra, nonché  dal
  nostro candidato Presidente della Regione, prevedeva che l'autorità
  di  vigilanza  regionale  facesse  degli  accertamenti  specifici e
  concreti su alcune questioni che, tra l'altro, sono state sollevate
  ieri come  un  grido  d'allarme dal procuratore della Repubblica di
  Palermo Piero Grasso.
       Noi in  Sicilia  sappiamo  che  a volte l'aggiudicazione degli
  appalti,   anzi,  spesso  l'aggiudicazione  degli  appalti  ad  una
  impresa, che  avviene  dopo una selezione abbastanza ardua, dopo un
  sistema  di  aggiudicazione  abbastanza  complesso,  a  volte viene
  vanificata perché,  nel  momento  in  cui  i  lavori  si  vanno  ad
  aggiudicare,  sono  le  imprese  mafiose  che costringono l'impresa
  seria, che  si  è  aggiudicata  il  lavoro rispettando le regole, a
  cedere, se non  tutto l'appalto, la maggior parte di esso.  E, così
  facendo, si  vanifica  tutto  lo sforzo legislativo che noi abbiamo
  fatto, si  vanifica lo sforzo legislativo che va nella direzione di
  fare una  selezione seria sulle imprese che vanno ad aggiudicarsi i
  lavori, sulle  imprese  che  devono avere i requisiti professionali
  tecnici, ma  soprattutto  i requisiti di moralità e di trasparenza.
  Questo spesso  non  accade  e  le  imprese serie sono lasciate alla
  mercè perché  devono sopportare la vessazione delle imprese mafiose
  senza che nessuno le possa difendere.
       Vedete,   nell'emendamento  di  istituzione  dell'autorità  di
  vigilanza regionale,  da  me  presentato,  prevedevo  che  uno  dei
  compiti specifici  di  tale  autorità  era  quello  di accertare, a
  valle, che  l'opera  fosse  realmente  eseguita,  per intero, dalla
  ditta che  fosse  stata  aggiudicataria del lavoro. Un controllo di
  questo genere  era  un  controllo  amministrativo, che andava nella
  direzione  di  garantire  l'effettiva  esecuzione  dei  lavori,  ma
  andava,  soprattutto,  nella  direzione  della difesa delle imprese
  serie, che sono  la maggior parte di quelle che operano nel tessuto
  siciliano, perché  l'impresa  seria,  nel  momento in cui veniva ad
  essere tutelata  da  un'autorità  esterna che la supportava con uno
  scudo di  protezione  rispetto  alle  imprese  mafiose che fanno le
  vessazioni, avrebbe  potuto  dire:  guarda  che viene l'autorità di
  vigilanza che  mi  sospende nella possibilità di aggiudicazione dei
  lavori.
       Questo avrebbe  permesso  alle  imprese  serie,  che  sono  la
  maggior parte,  di  avere  uno scudo per non cedere alle vessazioni
  delle imprese  mafiose.  Per il fatto stesso che questo emendamento
  non è  stato  recepito,  credo  che  sia  stato vulnerato uno degli
  aspetti fondamentali che questa legge si prefiggeva.
       Per questo  motivo,  pur  dando atto dei notevoli passi avanti
  che sono stati  compiuti e dei notevoli sforzi che sono stati fatti
  da parte della maggioranza, io esprimo voto contrario.

     FERRO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FERRO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo disegno di
  legge che oggi  andiamo a votare è frutto di un colpo di mano della
  maggioranza,  avvenuto  qualche settimana fa in quarta Commissione,
  che è  stato,  per fortuna, migliorato dal ruolo delle opposizioni,
  che hanno  lavorato partendo dalla necessità che ci fosse una nuova
  legge sugli  appalti  che  portasse  i  ribassi ad essere autentici
  ribassi e non finti ribassi come fino adesso è stato.
       Noi, già  da  ieri  sera,  avevamo  chiesto che la legge fosse
  rapidamente approvata,  anche  per  evitare  un  fenomeno  che  sta
  avvenendo in queste ore e, cioè, che i comuni stanno accelerando le
  procedure delle gare  di  appalto in corso proprio per agire con la
  vecchia legge anziché con la nuova.
       Tuttavia, io credo  che ha mosso tutti noi la necessità di una
  nuova legge  la  considerazione  che la mafia in Sicilia esiste non
  come in altre  regioni  d'Italia, ma esiste perché qui ha le radici
  più profonde e che tutti conosciamo attraverso le tante vittime che
  abbiamo dovuto, purtroppo, negli anni, piangere e commemorare.
       Ecco perché credo che questa legge, pur migliorata dal ruolo e
  dalle idee  che  le  opposizioni  hanno proposto, ci lascia più che
  forti perplessità fino a pensare e a ritenere che alle 530 stazioni
  appaltanti fino  adesso  esistenti,  c'è il reale rischio che se ne
  aggiungano altre  dieci, in considerazione della soglia alta che la
  legge prevede, cioè 1.250.000 di euro, quindi 2 miliardi e mezzo di
  lire che,  sostanzialmente, sono le cifre che, nella norma, vengono
  appaltate dai piccoli e medi comuni.
       Pur avendo  noi  svolto  un ruolo propositivo, non ci convince
  l'idea che  questo ruolo potesse spingerci ad una votazione diversa
  dal voto  contrario a questa legge, per la prima considerazione che
  ho fatto e  per  la seconda e che è determinata dai tempi lunghi in
  cui è  probabile  che  la  legge  possa trovare applicazione;  ecco
  perché, a  nome  dell'intero gruppo di Sicilia 2010, confermiamo il
  voto contrario a questa legge.

     ORTISI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ORTISI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel dicembre del
  2000  quest'Aula   votò   la   legge   di  riforma  della  Pubblica
  Amministrazione;  anche  allora, come punto di riferimento, avevamo
  una legge  nazionale,  la  numero 265, e in occasione del passaggio
  che  riguardava   un  articolo,  che  allora  sembrò  marginale,  -
  l'articolo 19  della  legge  numero  265  -  che  recitava così: "I
  componenti la Giunta comunale competenti in materia urbanistica, di
  edilizia  e  di  lavori  pubblici  devono astenersi dall'esercitare
  attività professionali  in  materia  di edilizia privata e pubblica
  nel territorio  da essi amministrato", osservammo che era opportuno
  che tale  articolo  non  venisse  preso  in  considerazione  e così
  argomentammo delle due l'una:  o perpetuiamo il clima di diffidenza
  nato da  Tangentopoli  e  da  dato  storico lo trasformiamo in dato
  strutturale della nostra vita comunitaria, ed allora consegniamo le
  chiavi delle  nostre  città  a commissari prefettizi e non parliamo
  più però  di  competenze  e  di  credibilità  professionale, oppure
  ridimensioniamo  il  clima  di  Tangentopoli,  lo  storicizziamo  -
  attenti, non lo esorcizziamo, perché siamo tutti consapevoli che il
  malaffare  in   politica   continua   ad   allignare   -   dico  lo
  storicizziamo, cioè  lo valutiamo per quello che è stato, benefico,
  liberatorio   e,  però,  legiferiamo  in  positivo  ipotizzando  lo
  sviluppo di  una  vita comunitaria gestita, guidata, formata da una
  classe  dirigente rappresentante della gente perbene che nell'Isola
  e nella  Penisola  resta  la stragrande maggioranza, come ognuno di
  noi può evincere dalla nostra vita di relazione.
       Non  abbiamo  cambiato idea, né posizione, garantisti eravamo,
  garantisti restiamo, con buona pace di qualche autorevole esponente
  del centrodestra  che  ci classifica con pregiudizio.  Lungi da noi
  sempre l'idea  che  chi  lavorava  per  la  legge  di riforma degli
  appalti  potesse  essere  anche  lontanamente  complice  o, peggio,
  organico a disegni criminosi nell'uno e nell'altro schieramento.
       Non nutriamo  una  visione manichea dei lavori, né  tanto meno
  degli schieramenti appunto di quest'Assemblea.
       Proprio  per  questo,  però,  colleghi, ci permetterete alcune
  brevi osservazioni  di  fondo  proprio nel merito della legge e del
  suo  articolato   oggi   giunto  alla  valutazione  finale  ed  una
  constatazione appendicolare sul metodo:  innanzitutto, questa è una
  legge  timida   che,  rispetto  alle  quattro  parole  guida,  cioè
  efficacia,  celerità,  trasparenza e legalità, intraprende in molti
  passaggi buoni  abbrivi  e, però, spesso si ferma, ondeggia e, solo
  per  intervento  deciso di alcuni gruppi politici dell'opposizione,
  trova alla  fine  sbocchi congrui e conducenti; in secondo luogo la
  legge spesso  non  coniuga  ma  divide celerità ed efficacia da una
  parte e  legalità  e  trasparenza  dall'altra  e  così da una parte
  insegue  la  legge-obiettivo, la riforma delle espropriazioni delle
  occupazioni   e   l'appalto  integrato  e  dall'altra  abolisce  la
  licitazione   privata   e   introduce  la  cauzione  esclusivamente
  bancaria.
       Per certi  aspetti ha ragione l'onorevole Fleres: questa legge
  non ha  una  sua  filosofia  di  fondo;  però,  al collega vorremmo
  suggerire di cercare le aporìe della normativa che chiunque, certo,
  può notare  nelle  mille  incertezze  e  nell'assoluta  assenza  di
  progetto  di  fondo  tipiche  della  maggioranza  alla  quale  egli
  appartiene.
       Noi abbiamo inseguito per tutto il tempo necessario, fino alla
  formulazione definitiva,  una  nostra  idea  che  era  in  grado di
  coniugare e  non  di  separare  efficacia  e celerità da una parte,
  trasparenza e legalità dall'altra.
       Ci siamo  trovati  di  fronte  una somma poco coordinata e per
  niente   politica  di  posizioni  spesso  estemporanee,  variegate,
  contraddittorie, quasi mai meditate.
       Per   verificare   la  veridicità  del  nostro  assunto  basta
  rileggere  i   verbali  delle  sedute,  soprattutto  lì  dove  essi
  raccontano la storia degli emendamenti.
       Certo,   rispetto   alla   normativa   vigente,  assolutamente
  inadeguata, quella che stasera esitiamo è una legge migliore, essa,
  peraltro,  abolisce  la  licitazione  privata, limita la trattativa
  privata, introduce  lo  schema  unico  di  bando  di  gara,  modula
  razionalmente   gli  incarichi  di  progettazione  e  di  collaudo,
  promette, in ordine alla salvaguardia delle condizioni di sicurezza
  e di  valorizzazione  degli  interessi  dei lavoratori, ma è troppo
  incerta su almeno due passaggi.
       Il  primo  passaggio  riguarda  le stazioni uniche appaltanti.
  Perché  tutte queste oscillazioni dentro la maggioranza, quando non
  dentro ai singoli partiti di maggioranza, in ordine all'utilizzo di
  un istituto che  si colloca sulla stessa via dello schema unico del
  bando  di  gara,  dell'abolizione  della licitazione privata, della
  limitazione     della    trattativa    privata?    Perché    questo
  mercanteggiare  in   ordine  ai  limiti  pecuniari  entro  i  quali
  attivarlo?  E  perché  da  parte nostra, del centrosinistra, questa
  paura che  esse,  stazioni uniche, possano, come già accadde per la
  legge numero 10  del  1993,  non  vedere la luce?  E perché  questa
  resistenza del  Governo  in  ordine  alla istituzione di un albo al
  quale attingere  per  sorteggio  per la scelta dei funzionari della
  Regione?
       Il  secondo  passaggio  riguarda  la questione della cauzione.
  Non si  rappresentò,  la  notte  fra  giovedì  e venerdì scorso, un
  incontro-scontro  sui confini quantitativi della garanzia economica
  da  parte  dell'impresa  con l'introduzione della esclusività della
  fidejussione bancaria,  pur con i limiti che la maggioranza impose,
  noi del centrosinistra volevamo suggerire e preconizzare una nostra
  idea  di imprenditorialità, della quale siamo portatori consapevoli
  all'improvvisazione concettuale di un centrodestra che si arroccava
  a difesa di  una  questione di principio sulla quale si giocava, da
  parte nostra,  con cognizione di causa una partita legata, appunto,
  a una questione di fondo.
       L'imprenditore al  quale pensiamo noi non è l'imprenditore che
  cerca il  colpo  di  fortuna e poi, inevitabilmente, si ritrova nel
  mezzo di una  dimensione  reale più grande di quella alla quale può
  far fronte con l'autonomia dei suoi mezzi, così da essere costretto
  o alla bancarotta  o ad un percorso di sottomissione e soggezione a
  realtà più forti e più potenti.
       L'imprenditore a cui pensiamo noi è un imprenditore che giorno
  dopo  giorno,  appalto  dopo  appalto,  sacrificio dopo sacrificio,
  scala le vette  dei  suoi obiettivi, le raggiunge, le supera e, nel
  frattempo, solidifica  le sue basi, rafforza i buoni rapporti con i
  suoi operai,  non  li  sfrutta in funzione di sogni da 'Beautiful',
  partecipa  a  gare  sempre  più  impegnative,  non  impegnative  ex
  abrupto, lo  0,50%  di  cauzione  bancaria  vuole  accendere questo
  segnale, indicare una via e, nel frattempo, incoraggiare le persone
  serie in  un  percorso  nel  quale  sentano  vicine  e  solidali le
  istituzioni, a cominciare dal nostro Parlamento.
       Per questi  motivi  che  abbiamo  qui  sintetizzato  il Gruppo
  parlamentare della  Margherita  con  Rutelli preannuncia un voto di
  astensione, non  fosse  altro  perché accanto agli aspetti negativi
  cui  abbiamo  fatto  cenno,  questa  legge  elimina  finalmente  la
  sconcezza dei  ribassi  infinitesimali  che  ha infestato in questi
  anni il territorio siciliano.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Ortisi,  ha  utilizzato  esattamente  il
  doppio del tempo a lei concesso.

     ORTISI. Vorrà  dire  che  non interverrò sul prossimo disegno di
  legge.   Se   lei  mi  permette,  signor  Presidente,  vorrei  fare
  un'ultima constatazione sul metodo.  Sarebbe opportuno, sul metodo,
  che nell'Aula  del  più  antico parlamento del mondo, prima che sui
  singoli  articoli  dei provvedimenti legislativi, si dibattesse sui
  presupposti   teorici   che   li   ispirano,  magari  non  partendo
  dall'antica Grecia  ma  confrontandoci  sulle  nostre  idee prima e
  piuttosto   che   sui   singoli  e  spesso  sparpagliati  passaggi,
  riusciremmo   a   dare  impostazioni  coerenti  alle  normative  ed
  eviteremmo gli eccessi  con  i blitz, le prove di forza e le cadute
  di  stile  come  quelle  degli  emendamenti-pirata  fuori  da  ogni
  controllo e da ogni prassi parlamentare.

     ACIERNO. Chiedo di parlare per dichiararazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ACIERNO.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, ho chiesto di
  intervenire per  annunciare  il mio voto favorevole a questa legge,
  non senza però sottolineare alcuni aspetti che mi preoccupano e sui
  quali, personalmente,  con  la mia attività di legislatore, intendo
  intervenire  all'indomani della pubblicazione di questa legge sulla
  Gazzetta ufficiale.
       La quarta Commissione  ha svolto un gran lavoro e non ha fatto
  alcun blitz.  Quel  blitz  di  cui tanto qualcuno ama parlare non è
  stato altro che la espressa volontà di arrivare a dare alla Sicilia
  una legge che già  da  tre  mesi, per un motivo o per un altro, non
  riusciva a  passare  alla  valutazione  di quest'Aula.  Quel famoso
  blitz non  è stato altro che una normale tecnica parlamentare fatta
  da parte di  una  maggioranza  che, nel momento in cui si è assunta
  davanti al  corpo  elettorale la volontà di governare questa terra,
  ha avuto la capacità di assumersi tutte le responsabilità.
       C'è stato  un  contributo  da parte delle opposizioni ed io ho
  ascoltato con  grande  attenzione  gli  interventi dei colleghi dei
  gruppi di  opposizione.  Peccato,  perché il loro contributo poteva
  portare a  diversi  risultati  ed  invece,  alla  fine,  quello che
  resterà di  questo  contributo  sarà solo la parte che dovremo, nel
  più breve tempo possibile, andare a rimodificare.
       Ho sentito  dire  che  la  norma  chiesta  ed  ottenuta  dalle
  opposizioni, la  norma  più illiberale di questa legge che riguarda
  il sistema delle cauzioni, è una norma garanzia per l'infiltrazione
  mafiosa; come  se  non  fosse  vero  che  il  Parlamento  siciliano
  disconosce  la  misera  fine  che  ha  fatto  il  sistema  bancario
  siciliano che  ha  affidato  finte  imprese,  che  ha indebitato il
  sistema bancario  portandolo  al  collasso  ed oggi mi devo sentire
  dire  che  il  sistema  bancario  sarà  a  garanzia  della  qualità
  dell'impresa.
       Come se  non  sapessimo  che  la  mafia ancora oggi, qualunque
  legge si faccia,  è  ancora  forte e continuerà a vincere.  Come se
  non sapessimo che  i  mille paletti non faranno in modo che il boss
  della  zona  avvicinerà l'impresa aggiudicataria imponendole con la
  minaccia il controllo dell'appalto.  Queste cose le sappiamo bene.
       Allora, cosa abbiamo fatto?  Abbiamo pensato, improvvisamente,
  che la  legge  sugli  appalti dovesse andare a modificare il codice
  penale.  Non  è  così.  Non  mi preoccupano, anzi mi preoccupano al
  contrario,  le  dichiarazioni  del  procuratore della Repubblica di
  Palermo  che   ben   conosce   la  realtà  del  potere  mafioso  in
  quest'isola, che  ben sa che l'impresa sana, ancorché si aggiudichi
  in maniera lecita  un  appalto,  dovrà  sempre  fare i conti con la
  mafia che  le imporrà le forniture, le assunzioni della manodopera,
  i  subappalti   o  che,  non  imponendole  tutte  queste  cose,  la
  costringerà a  pagare  il  'pizzo'.  E  allora,  a  cosa  serve  la
  migliore legge?  Ma questa è la legge sugli appalti, non è la legge
  per sconfiggere la mafia.
       Quello che noi, invece, abbiamo subìto per amore di democrazia
  nei  confronti  del  rispetto  dell'opposizione,  è  stato  quello,
  invece, di  sancire  che  gli  amministratori, gli enti appaltanti,
  fino all'importo di 1.250.000 euro, hanno le caratteristiche morali
  per espletare  le  gare.  Superata  questa soglia, no  Non potranno
  aprire le buste
       Questa è la grande innovazione  La stessa persona, titolata ad
  aprire le  buste  per  importi  fino  a  1.250.000  euro, la grande
  novità, la grande vittoria del centrosinistra siciliano è quella di
  avere sancito per legge che la stessa persona, da 1.250.000 euro in
  su, non ha  più  i titoli semplicemente per aprire la busta, perché
  poi rimane, a tutti gli effetti, responsabile di quell'appalto.
       Ho sentito  dire  che  il centrosinistra si asterrà dal votare
  questa legge  e  che l'ha considerata, nonostante tutto - grazie al
  loro apporto - una buona legge.
       Personalmente,   invece,  essendo  stato  eletto  nella  lista
  Cuffaro Presidente,  voterò  questa  legge,  perché  è la legge del
  Governo, ed  annuncio tutte queste modifiche alla legge nel momento
  in cui sarà  pubblicata,  per farla diventare - non me ne voglia il
  centrosinistra - una discreta legge sugli appalti.

     FORGIONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  noi  ormai
  frequentiamo da  qualche  anno  quest'  Aula,  e  sapete  che, come
  Rifondazione  comunista,  non  qualifichiamo mai l'opposizione: per
  noi l'opposizione  è  opposizione  e basta  Non è né costruttiva né
  distruttiva. E' opposizione
       E   noi   dall'opposizione   abbiamo   lavorato   con   nostri
  emendamenti, assieme a tanti altri del centrosinistra, per cambiare
  radicalmente la legge  che il Governo aveva proposto e con un blitz
  era uscita dalla Commissione.
       Potevamo  assumere  un  altro  atteggiamento,  legittimo,  che
  serpeggia anche  in  alcune culture politiche presenti nella stessa
  opposizione, qui, in quest' Aula:  fare la peggiore legge possibile
  per poter attaccare meglio il Governo.
       Non è questa la nostra posizione.
       In  quel  momento,  potevamo  assumere, legittimamente, questa
  posizione politica,  prescindendo  da  una esigenza, cioè quella di
  modificare la normativa sugli appalti in Sicilia.
       Abbiamo scelto  la  strada  di  cambiare  la  normativa  sugli
  appalti e, quindi, di non consentire al Governo di fare una pessima
  legge, quella che ci ha descritto bene l'onorevole Acierno, di fare
  quel tipo di  legge  per  poi  poter  dire: "questa legge, grazie a
  questo Governo  ed  a  questa  maggioranza, favorisce gli interessi
  delle imprese mafiose".
       Abbiamo   scelto   una   strada   più  difficile,  certo,  più
  coraggiosa:   quella  di  incalzare  il  Governo  in  un  confronto
  politico,   istituzionale,   ed   io   ripropongo  questo  termine,
  "parlamentare".
       Alcune leggi  è  bene  che  le  faccia  il  Parlamento  in  un
  confronto  tra maggioranza ed opposizione.  Con questa impostazione
  abbiamo modificato radicalmente quella legge.
       L'abbiamo modificata  anche  al  di  là di alcune impostazioni
  iniziali   di  Rifondazione  comunista.  Noi  c'eravamo  attestati,
  all'inizio, sulla  'Merloni  ter'  modificata e gran parte dei miei
  emendamenti,  peraltro,  firmati  quasi  tutti anche dall'onorevole
  Ferro, tendevano  a  riportare,  in alcune parti salienti, al testo
  della Merloni, il disegno di legge esitato dalla Commissione.
       Siamo andati oltre quella impostazione.
       E non  è  vero  che  con  questa  legge,  onorevole  Ferro  ed
  onorevoli  colleghi,  noi  aggiungiamo  dieci stazioni appaltanti a
  quelle  esistenti,   perché   c'è   un   aspetto   che   qui  viene
  sottovalutato:  il  Governo  stava  cancellando  definitivamente la
  legge numero 10.  Grazie alla battaglia delle opposizioni, il nuovo
  disegno di  legge,  la  nuova legge che stiamo per approvare, opera
  nelle more  della  legge numero 10. E di quella impostazione, sulle
  stazioni  appaltanti,  sulla  stazione  unica  appaltante, certo si
  poteva e si doveva fare di più.
       La posizione  di  Rifondazione Comunista è che sopra la soglia
  della trattativa privata comunque tutto andasse alla stazione unica
  appaltante, ma,  onorevole  Ferro  ed  onorevole Orlando, il vostro
  disegno di legge, che era di recepimento della 'legge Merloni', non
  prevedeva la stazione unica appaltante.
       Abbiamo abbassato  la soglia della trattativa privata rispetto
  alla legge  nazionale;  abbiamo cancellato la licitazione privata e
  sappiamo quanto  nervosismo  in  quest'Aula in settori della Destra
  queste modifiche  hanno provocato; abbiamo inserito la fideiussione
  bancaria.
       Vorrei rivolgermi  all'ingegnere  Di  Vincenzo,  il quale si è
  dimesso  da  presidente  del  Collegio  dei  costruttori.  Egli  ha
  dichiarato oggi che  questa  legge  -  cito  testualmente - insegue
  l'antimafia di facciata  che danneggia le imprese. Il Presidente Di
  Vincenzo, leggo la  cronaca, solo qualche mese fa è incappato nelle
  patrie galere per  un'indagine  su  mafia  e  appalti e attualmente
  aspetta di essere  sottoposto a giudizio.  Non riteniamo che questa
  sia la fonte  più  autorevole  per  accusare il Parlamento e questa
  legge di inseguire  un'antimafia  di  facciata;  non lo riteniamo e
  respingiamo questo tipo di valutazione. Ma se questa è la reazione,
  onorevoli colleghi, che  questa legge provoca in quella zona grigia
  di imprese, e non  mi  riferisco  in questo caso alla persona nello
  specifico, ad una zona  grigia  di  imprese  ed  a  quel sistema di
  imprese che in  Sicilia  non  ha  mai  fatto autocritica sui propri
  rapporti con la mafia, vuol dire che questa legge non è la migliore
  legge  possibile, ma  ha  indicato  una  direzione  e  noi  abbiamo
  lavorato affinché  questa direzione venisse indicata.
       Qualche parola  sui  tempi  della  legge, onorevole Presidente
  della Regione. Eravate partiti  con la data del luglio del 2003 per
  approvare le norme  attuative.  Abbiamo  ottenuto  - e credo non si
  potesse  fare  di   meglio   -  grazie  alla  nostra  battaglia  di
  anticiparla a novembre 2002.
       Noi avremmo  preferito  delle  norme  più radicali anche sulla
  pubblicità, onorevole  Presidente.  Sulla  pubblicità  c'è  chi  ha
  parlato a mezzo  di  comunicati  stampa  e chi, anche per attaccare
  l'emendamento  dell'Ufficio   di   Presidenza  sul  giornale  della
  Fondazione Federico II,  da  solo ha preso la parola in quest'Aula,
  il sottoscritto; altri  hanno  fatto  i  comunicati  stampa.  Non è
  semplice qualificare  o  aggettivare  l'opposizione;  la  nostra  è
  un'opposizione senza  aggettivi  né  costruttiva né  distruttiva, è
  una semplice opposizione.
       Riteniamo quindi - e  concludo  -  che  questa  legge non è la
  migliore legge possibile.
       Noi avremmo  gradito  delle clausole che nessuno in quest'Aula
  ha proposto: le  clausole  di  salvaguardia  sociale,  il  VIO,  il
  vincolo di  impatto occupazionale nell'assegnazione degli appalti e
  nella scelta delle imprese.
       Mi rendo conto  che se oltre a norme giustizialiste si sommano
  anche delle norme  un  po'  sovietiche,  l'ala  liberista  -  penso
  all'intervento    notturno    dell'onorevole   Vicari,   a   quello
  dell'onorevole Fleres contro  il  dirigismo di questa legge in nome
  del  liberismo   di  questa  maggioranza  -  sarebbe  ulteriormente
  salvata, ma  avremmo  preferito,  per  esempio, alcune clausole sul
  rispetto rigoroso dei  contratti  nazionali di lavoro e delle norme
  sulla sicurezza sul  lavoro  da  inserire  già  nella legge per gli
  appalti, per evitare  le  lacrime  di  coccodrillo  quando  poi  si
  verificano gli incidenti che conosciamo nei cantieri di lavoro.
       Tutto ciò non c'è  stato  e questo non ci fa dire, quindi, che
  questa è la legge di Rifondazione Comunista.  Non è la nostra legge
  ed io credo non  sia  la  legge  dell'opposizione  di sinistra e di
  centrosinistra di quest'Aula.  Questa  legge  è  cambiata  e  non è
  cambiata  in   quanto  il  Procuratore  Vigna  ha  indicato  alcune
  modifiche  da   inserirvi,   non   è  cambiata  per  una  vocazione
  giustizialista. Noi siamo convinti che nessuna legge sconfiggerà la
  mafia se non c'è  la  volontà politica di ripulire la burocrazia ed
  il sistema delle  imprese  in  questa Regione, quindi, questa, come
  un'altra legge, può  essere  usata  dalla  mafia, però questa legge
  crea qualche ostacolo in  più  a  quel  sistema delle cordate che è
  stato uno degli  elementi  centrali  del sistema fondante il blocco
  del cemento su cui la  mafia in Sicilia si è sempre alimentata e si
  è sempre rigenerata.
       Per queste ragioni, signor Presidente, non si tratta di vedere
  se  il  bicchiere è  mezzo  vuoto  o  mezzo  pieno;  si  tratta  di
  valorizzare un risultato  che non è soltanto di questa maggioranza,
  perchè questa maggioranza  aveva  pensato  ad  un'altra legge, è di
  questo Parlamento che  in  un confronto serrato ha modificato punti
  qualificanti.
       Per queste ragioni  e  con quei dubbi e con quelle perplessità
  noi oggi esprimiamo un voto di astensione.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole Segreto. Ne ha
  facoltà.

     SEGRETO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, soltanto poche
  parole per  annunciare  il  voto  favorevole del Partito Socialista
  Nuovo PSI a questa  legge  sugli  appalti.  Una legge che nasce dal
  lavoro certosino  dell'assessore  Scammacca,  cui sicuramente va il
  ringraziamento di  tutta  l'Assemblea,  della  Commissione  e della
  mediazione del  Presidente  dell'Assemblea  e  della  Regione.  Una
  legge che nasce anche con il contributo dell'opposizione, ma per la
  quale  credo  per  la  prima  volta  non   si   possa   parlare  di
  consociativismo;  di consociativismo si  parla  quando  c'è qualche
  cosa  da  spartire, ma  in questo caso  non  c'è  stato  niente  da
  spartire.
       Ritengo che questa  legge  non sia la migliore possibile, ma è
  sicuramente una legge  che  abolisce  i ribassi decimali, e ritengo
  che il  rapporto  instaurato  tra  maggioranza  ed  opposizione per
  l'approvazione di  questa legge possa rappresentare il preambolo ed
  il prodromo per una sempre maggiore collaborazione in direzione del
  varo di buone leggi  per  la  nostra regione. Ma le leggi buone non
  dobbiamo  farle  sull'onda  dell'antimafia  di  professione  ovvero
  perchè c'è qualcuno -  ancorchè altolocato - che tira le orecchie a
  questo Parlamento  regionale,  le  leggi buone bisogna farle perchè
  sono utili alla Sicilia  ed  ai  Siciliani  e  non perchè esiste la
  mafia.
       La Merloni ter opera  in tutto il territorio nazionale e non è
  stata approvata perchè  esiste  la  mafia.  Riteniamo  che  con  il
  disegno di legge che  ci accingiamo ad approvare sia stato fatto un
  passo importante  in  direzione  della  possibilità  di  affidare i
  lavori pubblici in Sicilia  ad  imprese sane e con i ribassi che si
  adeguano a quelli che sono i ribassi nazionali.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole Leontini. Ne ha
  facoltà.

     LEONTINI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, sicuramente è
  da sottolineare in  questa  breve  sequela di dichiarazioni di voto
  che questa è  la  prima  legge  organica  di  riforma che l'attuale
  Governo, questo  Parlamento  e  questa maggioranza si intestano. E'
  una legge organica di riforma di uno dei settori fondamentali della
  vita   associata    della   nostra   regione   e   della   pubblica
  amministrazione.  E' una  legge  importante  che dopo tanti anni di
  "ingessamento" di  tutto  il settore dei lavori pubblici attraverso
  una  stratificazione   di  norme  che  hanno  fatto  chiedere  agli
  operatori, agli  imprenditori, ai lavoratori, alle classi dirigenti
  dei partiti la  riforma,  la  modifica della precedente legge sugli
  appalti, finalmente viene approvata. E' una legge che, per la prima
  volta nel settore  dei  lavori  pubblici,  non  indica  due binari,
  sebbene paralleli,  bensì  divergenti,  ma,  uniformandosi  in gran
  parte alle indicazioni della legge nazionale, sottopone il comparto
  dei lavori pubblici  ad  una normativa organica che vede la Sicilia
  in linea con  la normativa nazionale, con le opportune modifiche ed
  integrazioni che,  tuttavia, finalmente, non allontanano la Sicilia
  dal resto del Paese.
       Questo la  Sicilia, con questa maggioranza, con questo Governo
  e con  questo  Parlamento  sta  facendo,  valorizzando  all'interno
  dell'articolato che stasera voteremo quelle parti che garantiscono,
  tutelano  e   rafforzano   la  trasparenza,  l'accelerazione  delle
  procedure,   l'accelerazione   della   spesa   e   le   possibilità
  occupazionali anche  attraverso  l'elevazione  dell'importo per gli
  incarichi fiduciari ai professionisti.
       Abbiamo inserito lo  schema unico di bando di gara: già questo
  è sicuramente una  forte  indicazione  contro le cordate e i rischi
  delle cordate che, in uno con l'eliminazione della distinta-prezzi,
  è sicuramente un altro avanzamento in questa direzione positiva.
       Abbiamo inserito  delle  norme  prevedendo  l'elevazione degli
  incarichi fiduciari a  100  mila  euro  renderanno  più  facile non
  soltanto l'accelerazione  della  spesa, ma anche la occupazione dei
  giovani  professionisti.   E   siamo  sicuramente  in  un  contesto
  importante perché tutti  gli  appalti  e  tutto  ciò  che  deriverà
  dall'attuazione di "Agenda  2000" vede questa legge oggi normare in
  questa direzione  positiva  e fornire sicuramente delle indicazioni
  che saranno di grande beneficio per la nostra Regione.
       Per la prima  volta  le opere pubbliche che saranno realizzate
  con fondi non  regionali,  così come detta il comma 1 dell'articolo
  2, saranno sottoposte alle indicazioni della legge regionale.
       Tanti primati vanta  questa  legge: al Titolo II, articolo 30,
  laddove  si   dettano  norme  in  materia  di  accelerazione  delle
  procedure per  la  realizzazione  delle  infrastrutture  di  valore
  strategico   per   la   nostra   Regione,   abbiamo   recepito   la
  legge-obiettivo, cioè la legge 443 del 2001, quella nazionale sulle
  infrastrutture,  contro   la   quale  la  Sinistra  nel  Parlamento
  nazionale si è battuta visceralmente. In capo a questo Governo ed a
  questa maggioranza  sicuramente il merito di avere mantenuto questa
  indicazione.
       Onorevoli colleghi  del  centrosinistra,  è  chiaro che questa
  legge, che è frutto  di  un  dibattito e di un confronto proficuo e
  costruttivo, vista dalla  nostra  parte ci induce ad individuare le
  parti deboli della  legge  in  quelle  parti che sono state oggetto
  della  mediazione   suggerita  dal  centrosinistra.  Esaminata  dal
  vostro punto di  vista,  vi  induce  ad individuare le parti deboli
  nelle  parti   che   noi  abbiamo  sostenuto  con  maggiore  forza.
  Tuttavia, proprio  per  questo,  proprio  perché  alla  fine questo
  articolato deriva da  un  confronto costruttivo che ci ha visti sia
  in  Commissione   che   in  Aula  dopo  collaborare,  la  posizione
  dell'astensione  è   una  posizione  comoda,  ma  una  posizione  -
  lasciatemelo dire - strumentale;  una posizione che dovrebbe essere
  superata.  Questa è una legge sicuramente impostata dal Governo - e
  il nostro plauso va all'assessore Scammacca - dalla maggioranza, ma
  che  ha   visto  il  contributo  e  la  partecipazione  costruttiva
  dell'intero Parlamento.
       Un  plauso   particolare   rivolgo   al  presidente  della  IV
  Commissione, l'onorevole  Beninati,  il  quale  ha  dato un impulso
  notevole  ai lavori  della  Commissione  e  per  molti  aspetti  di
  carattere tecnico  affrontati  dalla  legge  ha  dato un contributo
  prezioso e indispensabile.
       Il fondo  di  rotazione,  previsto  nella  consistenza  di  40
  miliardi, è sicuramente  una  novità  che  va nella direzione della
  incentivazione ai Comuni,  così come il fondo derivante dai ribassi
  è sicuramente un'altra novità importante.
       Concludo il  mio  intervento  sottolineando  l'importanza e la
  positività  di   questa   legge   ed   invitando   i  colleghi  del
  centrosinistra  a   sottrarsi   a   tentazioni  propagandistiche  e
  strumentali, perché  avremmo da ridire anche noi sulle fideiussioni
  bancarie e  non assicurative, sulle stazioni appaltanti.  Un'ultima
  notazione, signor  Presidente.  Diceva  l'onorevole Forgione che il
  Governo  voleva abrogare  la  legge  10:  questa  legge  parte  con
  orgoglio dalla  necessità di eliminare tutta quella stratificazione
  di norme precedenti,  tra  cui  la  legge  10  colpevole  di  tanti
  disastri, che ha  ingessato  il  comparto  dei lavori pubblici.  Di
  questo noi siamo orgogliosi, voi oggi fate, forse, autocritica.

     SPEZIALE. I disastri del Governo Drago

     PRESIDENTE. E' iscritta  a  parlare  l'onorevole Lo Curto. Ne ha
  facoltà.

     LO CURTO . Signor  Presidente,  esprimo  a nome del gruppo Nuova
  Sicilia la  soddisfazione  complessiva per l'esito favorevole della
  legge di riforma degli appalti.
       Una legge che è nata con l'impegno di tutte le forze politiche
  ed in primo luogo  del  Governo,  il quale ha saputo ascoltare e ha
  saputo anche condividere  alcune  scelte  che  non erano nate nella
  maggioranza.
       E' una legge  che  nasce  da  un confronto serio, articolato e
  democratico. Un testo  sul  quale  più  che  la  preoccupazione  di
  garantire efficacia,  trasparenza,  legalità  come fatto ordinario,
  forse è pesata un  po'  troppo  -  a  mio  giudizio - l'esigenza di
  contrasto della mafia.
       Ricordo soprattutto  quando  si diceva di applicare tout court
  la "Merloni ter" in Sicilia, una legge, che tra l'altro si ispira a
  principi quali  la  licitazione  privata  e  l'assenza  di stazioni
  uniche appaltanti, su  cui,  invece,  si  è  concentrato  parte del
  dibattito che ha portato oggi all'approvazione del nuovo testo.
       Ho raccolto come  voi,  credo  come  tutti voi le lamentele di
  associazioni di  categoria,  di imprenditori e di professionisti su
  questo testo. E,  certamente,  anch'io, credo un po' come tutti, ho
  qualche dubbio  sul  fatto che probabilmente abbiamo penalizzato la
  piccola e media  impresa,  quella  piccola  e  media impresa che in
  Sicilia, onorevoli  colleghi,  rischia  di restare al palo rispetto
  alle grandi imprese del Nord.
       Paradossalmente sono  preoccupata  per  il  destino  di questa
  terra, dove, signor Presidente, le vittime della mafia, e questo lo
  dico a quanti qui dentro hanno più volte parlato di mafia, non sono
  soltanto coloro che  sono  saltate  in  aria  per mano della mafia,
  coloro che sono  stati  trucidati barbaramente dalla mafia, ma sono
  soprattutto tutti quegli  onesti cittadini, uomini e donne, non più
  solo giovani o comunque non più giovani cui viene negato il diritto
  al lavoro, alla piena occupazione.
       Io credo che  la  politica  di  questo  si  dovrebbe occupare,
  signor Presidente, facendo  delle buone leggi e non delle leggi che
  contrastino la mafia.  Ritengo,  infatti,  che non ci siano leggi a
  favore della  mafia  e  questo  Parlamento,  qualunque legge avesse
  esitato non sarebbe  stata  mai  una  legge  a  favore della mafia,
  perché  la mafia  trova  nel  sottosviluppo,  nella  miseria  e nel
  degrado morale il proprio terreno di cultura e non nelle leggi.
       Allora, questo Parlamento e questo Governo devono preoccuparsi
  di  fare  bene   la  propria  parte  per  vincere  le  sfide  poste
  dall'ingresso in  Europa,  dai  processi  di  globalizzazione e dal
  ruolo che la  Sicilia  deve svolgere nel Mediterraneo e per questo,
  signor Presidente, è  necessario  che  la  Sicilia esca dalle tante
  emergenze che oggi soffocano lo slancio vitale di questa terra.
       Annuncio il voto  favorevole  del  mio  Gruppo  e  mi dichiaro
  insoddisfatta per  l'astensionismo  strumentale della sinistra che,
  dopo avere orientato correttamente ...

     FORGIONE.  Non  astensionismo,  perché  noi  votiamo.  Caso  mai
  astensione.

     LO CURTO . Ha  ragione,  accetto  la  correzione ... il  voto di
  astensione della sinistra  sul quale non mi trovo d'accordo perché,
  dopo avere lavorato  a  questa  legge, sarebbe stato onore e merito
  anche della sinistra concorrere ad approvarla.

     PRESIDENTE.  E' iscritto  a  parlare l'onorevole Lo Monte. Ne ha
  facoltà.

     LO MONTE .  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, intervengo
  brevemente.   Non   voglio  ripetere  le  cose  già  dette,  alcune
  condivise, altre no, e non voglio certamente né innescare polemiche
  né  accodarmi al coro di valutazioni positive che pure ho sentito.
       Questa legge certamente rappresenta un passo in avanti ma dico
  che non basta  approvarla  per  sentirci  soddisfatti. Io parto dal
  presupposto che di  buone  leggi  quest'Assemblea nel passato ne ha
  varate  tante,   però   sono  rimaste  enunciazioni,  sono  rimaste
  inapplicate, quindi addirittura inutili.
       Nell'annunciare il  voto favorevole del Gruppo cui appartengo,
  desidero raccomandare al  Governo, il quale ha dimostrato in questa
  occasione una  grande  sensibilità  e  una  grande disponibilità al
  confronto e al  dialogo, di tradurre questa legge in comportamenti.
  Vedete, siamo  stanchi,  i  Siciliani  particolarmente credo, della
  politica dell'apparire.
       Tutti ci affanniamo  ad  apparire  sui giornali, a volte anche
  senza conoscere  per  bene  l'argomento.  Ho  partecipato ai lavori
  della Commissione e  -  colgo l'occasione per complimentarmi con il
  presidente Beninati, il quale  non  mi  ha negato mai la parola pur
  non facendo parte  della  Commissione  -  si  è aperto un confronto
  vero, reale sui problemi;  lì  sì che c'è stata politica  C'è stato
  un confronto anche sui fatti tecnici da consegnare alla Sicilia con
  questa legge. Altri  invece  di  partecipare, di dare un contributo
  fattivo alla legge  sono  apparsi  tutti  i  giorni  sui  giornali.
  L'enunciazione,  la   politica  dell'apparire  ci  allontana  dalla
  realtà.
       E' questo  il  messaggio  che  voglio consegnare a quest'Aula:
  cerchiamo di favorire  la  politica  del fare, anziché  la politica
  dell'apparire. Auspico  che  l'Assessore,  proprio  per tradurre in
  comportamenti le enunciazioni contenute in questa importante legge,
  emani i  regolamenti  attuativi,  perché  diversamente anche questa
  legge rischierà  di  restare  lettera  morta,  di  restare soltanto
  un'enunciazione.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole Cintola. Ne ha
  facoltà.

     CINTOLA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ritengo che
  questo sia un momento solenne e non soltanto perchè l'Assemblea sta
  per votare una  legge attesa da decenni, ma per il modo in cui si è
  arrivati  a  portarla  avanti.  Penso che la collaborazione che c'è
  stata  in  Aula,  aperta,  senza  sotterfugi e senza commistione di
  ruoli abbia prodotto la migliore legge possibile.
       Io  ritengo  che  se  questo  diventasse  un metodo, su questo
  abbrivio dovremo  fare  le  leggi  di  riforma;  su  questo tipo di
  incontro  che investe l'Aula nella sua interezza, noi dovremo porre
  mano per  dare  una  svolta  ai  lavori d'Aula, alla modifica dello
  Statuto, alla  legge elettorale, a tutto ciò che serve alla Sicilia
  per fare quel balzo in avanti e affinchè possa considerarsi a pieno
  titolo non  regione soltanto d'Italia, ma regione che si affaccia e
  sta in Europa.
       Desidero ringraziare il presidente Lo Porto per il modo in cui
  ha  condotto   i   lavori   d'Aula   e   per  la  sua  capacità  di
  intermediazione, quando  è  riuscito  a  sanare e a dare impulso ai
  lavori d'Aula  che,  poi,  hanno condotto a questo momento del voto
  che   io   mi   auguro   ampiamente   favorevole   alla  legge.  Un
  ringraziamento  anche  all'onorevole  Fleres, il quale con tutte le
  puntualizzazioni  e le eccitazioni momentanee ha condotto, partendo
  da presupposti anche diversi e critici, fino in fondo un lavoro che
  serve;  serve  affinchè  l'Assemblea  possa  avere quello scatto in
  avanti, possa  dimostrare  in  Sicilia  e  in  Italia  che non è un
  parlamentino e  non  è  neppure  quello  che  in questi giorni e in
  questi mesi  viene  dipinto nel resto d'Italia.  Non è un consiglio
  regionale,  è un parlamento che, senza volere glorificare troppo il
  momento,  sa,  al  momento  opportuno, riscattarsi;  sa, al momento
  opportuno,   dare   una   spallata   in  avanti  e,  concordemente,
  tralasciando  gli  steccati  ideologici,  sa lavorare concretamente
  nell'interesse della Sicilia.
       Ritengo che  questo  sia  stato  il compito che ha ispirato la
  Commissione  nella sua interezza, il suo Presidente, l'Assessore ed
  il Governo,  perchè  il  risultato  non  sia  di  una  parte, ma il
  risultato che investe tutti.
       L'astensione della sinistra in una legge come questa è più che
  un voto  favorevole  e sta a significare che su una legge di questa
  portata il Parlamento ha quasi un' unanime valutazione.
       Il  varo  di  questa  legge  non significa che abbiamo risolto
  chissà che  cosa.  Abbiamo  il dovere di vigilare e di comprendere,
  nel lungo  e  nel breve periodo, se c'è la necessitò di rivedere la
  legge;  se  errori dovessero esserci, siamo qui pronti a rimediare,
  però sulle  cose  concrete,  non  sulle  parole,  ma  su quello che
  concretamente questa legge porrà in essere.
       Nessuno ha  la  bacchetta  magica e la certezza che quello che
  abbiamo fatto sia il meglio.
       Noi sappiamo  di  avere  fatto il nostro dovere sino in fondo,
  con la volontà sacrosanta di dare e confermare un' immagine diversa
  della Sicilia, che non può essere additata da 'Sciuscià' e dai suoi
  amici come se fosse la terra di nessuno.
       Abbiamo commesso degli errori;  forse non abbiamo dato impulsi
  forti nei  momenti in cui andavano dati, ma oggi è un momento forte
  che  può  far  dire  al  presidente  Cuffaro,  al governatore della
  Regione, che  non  è soltanto un suo punto programmatico che questa
  Assemblea decide  di  attuare  questa  sera,  è'  qualcosa di più e
  meglio ancora:  è  il  raccordo  forte  di  chi  vuole  una Sicilia
  diversa, e  in  questa  Aula,  al  di là della maggioranza, c'è una
  minoranza attenta  ed  oculata  che  ha  fatto la sua parte fino in
  fondo, ed  una  maggioranza  che  non  si  è fatta ingabbiare dalla
  minoranza;   ha  voluto  discutere  lealmente  ed  apertamente,  ha
  accettato alcune conclusioni perché  le ha trovate giuste e non per
  cedere qualcosa, per ottenere un voto o un'astensione.
       Ritenevamo di  aver fatto insieme un lavoro serio e proficuo e
  ci auguriamo che  i risultati siano tali da poter dare alla Sicilia
  uno sviluppo  diverso,  abbandonando  lo  0,01  dei ribassi d'asta,
  indegno ed  indecoroso,  per  affacciarci  con un bando unico e con
  ribassi che  siano  adeguati e che non facciano arrivare le cordate
  aprioristicamente sul  luogo del delitto, per far sì che la Sicilia
  possa, con Agenda  2000 e con questa legge, dare un impulso serio e
  concreto.
       Mi auguro -  e  qui  concludo - che questo metodo possa essere
  ancora meglio  attuato  e  possa essere portato avanti anche per le
  grandi leggi  un  incontro  reale e vero negli interessi generali e
  collettivi che  non  hanno  un  colore,  né  di maggioranza, né  di
  opposizione.


   Presidenza del presidente Lo Porto


    VOTAZIONE  FINALE  PER SCRUTINIO NOMINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
    "NORME IN MATERIA DI OPERE PUBBLICHE. DISCIPLINA  DEGLI APPALTI
    DI LAVORI PUBBLICI,  DI FORNITURA,  DI SERVIZI E NEI SETTORI E-
    SCLUSI." (N. 294 ED ALTRI/A)

     PRESIDENTE.  Indìco  la  votazione finale per scrutinio nominale
  del disegno  di  legge:  "Norme  in  materia  di  opere  pubbliche.
  Disciplina degli  appalti  di  lavori  pubblici,  di  fornitura, di
  servizi     e     nei     settori     esclusi."     (n.    294-119-
  268-290-306-313-339-353-369-388/A), posto al numero 1) del punto IV
  dell'ordine del giorno.
       Chiarisco il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme il
  pulsante verde;  chi  vota  no  preme  il  pulsante  rosso;  chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

        Presenti e votanti .......  71
        Maggioranza ..............  36
        Favorevoli ...............  48
        Contrari .................   2
        Astenuti .................  21

                          (L'Assemblea approva)

                              (Applausi)


   Presidenza del presidente Lo Porto


       Si  passa   alla   votazione  finale  del  disegno  di  legge:
  "Interventi urgenti  per  i  collegamenti  marittimi  con  le isole
  minori" (nn. 434-235-429/A).

     ODDO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ODDO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,  intervengo
  brevemente in  quanto  mi  sembra giusto segnalare, da par da parte
  nostra, un'insoddisfazione pur se comprendiamo che il provvedimento
  è indispensabile,  nel  senso che bisogna assicurare i collegamenti
  marittimi con le isole minori.
       Questo è il punto che ci porta e che ci ha portato a ragionare
  su come  votare  su  questo  disegno  di legge;  martedì, tuttavia,
  avremo modo - e in un minuto vorrei esprimere questa considerazione
  - di  affrontare  una  tematica  che,  secondo  me,  il Governo sta
  assolutamente  sottovalutando:  la  qualità  della vita nelle isole
  minori e che cosa comporti l'insularità.
       Non è  possibile procedere solo con provvedimenti che sanno di
  emergenza:  dobbiamo assicurare i collegamenti, allora interveniamo
  immediatamente  con  coperture  finanziarie  e  così via.  Dobbiamo
  semplicemente  allinearci  ai regolamenti comunitari e dunque siamo
  costretti a  prendere in considerazione l'altro disegno di legge su
  cui discuteremo martedì.
       Non è  possibile  discutere  in  questa  maniera  delle  isole
  minori; non  è  possibile discutere in questa maniera dei cittadini
  che abitano in quelle isole.
       Per cui,  anche  se  comprendiamo  che in questo momento siamo
  costretti   a  valutare  questo  disegno  di  legge  positivamente,
  anticipiamo che della questione che riguarda le isole minori faremo
  un punto  della  nostra  battaglia in Parlamento, perché  riteniamo
  assolutamente insufficiente il modo in cui il Governo sta trattando
  l'intera materia.

    VOTAZIONE  FINALE  PER SCRUTINIO NOMINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
    "INTERVENTI URGENTI  PER I COLLEGAMENTI  MARITTIMI CON LE ISOLE
    MINORI". (434-235-429/A).

     PRESIDENTE.  Indìco  la  votazione finale per scrutinio nominale
  del disegno  di  legge:  "Interventi  urgenti  per  i  collegamenti
  marittimi con le isole minori." (nn. 434-235-429/A).
       Chiarisco il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme il
  pulsante verde;  chi  vota  no  preme  il  pulsante  rosso;  chi si
  astiene preme il pulsante bianco.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                         RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

        Presenti e votanti .......  65
        Maggioranza ..............  33
        Favorevoli ...............  63
        Contrari .................   -
        Astenuti .................   2

                      (L'Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Lo Porto


    VOTAZIONE  FINALE  PER SCRUTINIO NOMINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
    "ISTITUZIONE DELLE STRADE E DELLE ROTTE DEL VINO" (9-253-281/A).

     PRESIDENTE.  Indico  la  votazione finale per scrutinio nominale
  del disegno  di  legge  "Istituzione delle strade e delle rotte del
  vino" (9-253-281/A).
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                         RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione per scrutinio
  nominale:

        Presenti e votanti .......  68
        Maggioranza ..............  35
        Favorevoli ...............  66
        Contrari .................   -
        Astenuti .................   2

     PRESIDENTE. Prendiamo  atto  che l'onorevole Granata ha votato a
  favore.

                      (L'Assemblea approva)

     PRESIDENTE. La seduta è sospesa per due minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 19.36, è ripresa alle ore 19.38)


   Presidenza del presidente Lo Porto


                  PRESIDENZA DEL VICE PRESIDENTE FLERES

     PRESIDENTE.   Sulla   base  di  quanto  deliberato  in  sede  di
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, adesso dovremmo
  svolgere il  dibattito sulla situazione delle ferrovie in Sicilia e
  discutere  le  due  mozioni  presentate  su  questo  argomento;  in
  particolare la  mozione  n.  130  a  firma  degli  onorevoli Leanza
  Vincenzo,   Franchina,   Formica,  Baldari,  Ardizzone,  Lo  Monte,
  Panarello, Beninati,  Genovese,  Paffumi, e la mozione numero 146 a
  firma degli onorevoli Ferro, Orlando, Miccichè, Morinello, Raiti.


   Presidenza del presidente Lo Porto


           SULLA PROPOSTA DI INVERSIONE DELL'ORDINE DEL GIORNO

     LEONTINI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LEONTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, avendo in gran
  parte  verificato  e  riscontrato  con  i  colleghi  di  tutti  gli
  schieramenti che  potremmo  esaminare  nella  seduta  di  stasera i
  disegni di  legge  iscritti  al  punto  VI  dell'ordine del giorno,
  vorrei avanzare proprio la proposta di esaminarli stasera, evitando
  così di fare  seduta  domani sera, dato che avevamo in qualche modo
  programmato i  lavori in questo modo;  faremo, dopo, eventualmente,
  anche il  dibattito  sul  disastro ferroviario.  I disegni di legge
  sono di due articoli ciascuno e li potremmo fare in un quarto d'ora
  e poi facciamo il dibattito.

     PRESIDENTE.  C'è  una  proposta dell'onorevole Leontini che mira
  sostanzialmente a discutere immediatamente i disegni di legge posti
  al VI  punto  dell'ordine  del  giorno, anche perchè sembra che non
  presentino particolari difficoltà e svolgere immediatamente dopo il
  dibattito sulla  questione  delle  ferrovie  in Sicilia, anche allo
  scopo di guadagnare la giornata di domani pomeriggio.

     FORGIONE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE.  Signor  Presidente,  ritengo  che,  se svolgessimo un
  dibattito non  rituale  sull'incidente di Messina per discutere poi
  del sistema dei trasporti, della condizione delle Ferrovie, daremmo
  un'immagine pessima e squallida.
       In  questo  momento  il  Parlamento  nazionale sta effettuando
  proprio il  "question  time"  con il Ministro Lunardi sulle vicende
  tragiche  di Messina, ciò a dimostrazione dell'attenzione nazionale
  che c'è su  questo  evento, anche alla luce degli ultimi sviluppi e
  delle ultime  notizie di queste ore sulle cause che hanno provocato
  quella tragedia.
       Il  dibattito  poggia su due mozioni apparentemente scollegate
  da quell'evento  ma strettamente connesse a quell'evento, perchè si
  tratta di  discutere  dello  stato  della Ferrovia, del sistema dei
  trasporti,  delle  privatizzazioni,  cioè  delle  cause  che  hanno
  portato ad un evento così tragico.
       Non ci  sembra opportuno farlo in coda, cioè secondo gli umori
  dei parlamentari che dicono "votiamo subito le due leggi, tanto poi
  ce ne  andiamo tutti, essendo il dibattito acqua fresca" e sappiamo
  che è  questo  lo  stato  d'animo  che  sta motivando l'esigenza di
  votare subito le  due  leggi,  in modo che poi tutti se ne vanno e,
  con un  esponente  del  Governo  che  si  sacrificherà  per  essere
  presente e  quattro  parlamentari  in  quest'Aula, il resto sarà un
  dibattito triste  che  non  farà  onore a questo Parlamento perchè,
  ripeto, il  Parlamento nazionale sta effettuando il "question time"
  in questo momento con le Aule piene.
       Sarebbe   l'immagine  peggiore  che  questo  Parlamento  possa
  rappresentare di  sè  stesso  in  questo  momento  e di fronte alla
  tragedia di  Messina.  Perciò ritengo che tali ragioni motivino che
  ora, subito,  si  affronti la vicenda di Messina, i parlamentari si
  sentano partecipi di un dibattito di un tale livello, rimangano qui
  per  svolgerlo   e   dopo  si  faranno  le  leggi.  Se  no,  signor
  Presidente, come previsto anche dalla Conferenza dei Capigruppo, se
  noi riteniamo  che  la  vicenda  tragica  di  Messina interroghi la
  politica e le istituzioni in questo momento, anche per i riflettori
  che sono  accesi  sulle  nostre  responsabilità,  nulla  toglie che
  domani si tenga l'Aula.
       Ritengo  pertanto  che la proposta dell'onorevole Leontini sia
  da respingere.

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, la Conferenza
  dei  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari oggi aveva espressamente
  deciso di votare  le  tre  leggi che abbiamo già votato e di aprire
  poi il dibattito.
       Perchè io voto  a  favore  di una proposta che è alternativa a
  quella che è  stata  decisa in Conferenza dei Capigruppo e che però
  resta valida con il voto d'Aula?  Non perchè ci sia qualcuno che ha
  chiesto di  modificarla,  voto diversamente perchè è apparso chiaro
  che l'Assemblea  vorrebbe  domani  non  fare  seduta,  cioè  che si
  vorrebbe chiudere  oggi  per fare lavorare nella giornata di domani
  le Commissioni.
       Possiamo  dunque  concordare seriamente una modifica di quanto
  stabilito  in Conferenza dei Capigruppo, con l'attenzione dell'Aula
  però che  la  comprovi,  incardinando  l'esame  dei  due disegni di
  legge,  fermandoci  all'esame  dell'articolato,  senza dare il voto
  finale alla legge nel suo complesso.

     FORGIONE. Poi ce  ne  andiamo ed in tre fanno il dibattito sulla
  tratta di Messina

     CINTOLA. E,  allora,  noi  siamo convinti che, per il solo fatto
  che ci  sia  il  Presidente  della  Regione,  questa  Aula  non può
  assolutamente pensare  di disertare i lavori, cioè noi non possiamo
  preordinare fatti  che  sarebbero  di  decadenza  dopo  quello  che
  abbiamo  già  fatto.  Però,  il  percorso  è  obbligato:  cioè  noi
  dobbiamo andare avanti  con  i  tempi e non perdere ciò che abbiamo
  costruito.
       Ciò nel tentativo  -  ecco  perché  sto  votando a favore - di
  andare  velocemente  all'approvazione  degli articoli. Si tratta di
  due  leggi di  poco  conto,  nel  senso  che  non  ci  sono  grossi
  emendamenti, anzi non ve ne sono.
       Per cui,  se  ci  fermiamo  dopo avere approvato gli articoli,
  subito  dopo   facciamo  il  dibattito  e  rinviamo  alla  prossima
  settimana, con  la  legge  sul  lavoro,  se dovesse pervenire dalle
  commissioni,  più  le  variazioni  di  bilancio,  che preannunciava
  stamattina il  Presidente  della  Regione, significa che avremmo un
  paio di  giorni  della  settimana  entrante  in  cui  possiamo  poi
  definire l'intero ordine del giorno che ci eravamo prefissati.
       Ma, al di  là di ciò che avverrà dopo, ritengo che per evitare
  che domani ci  sia  un  altro  giorno  di lavori d'Aula, si possano
  benissimo votare velocemente gli articoli - ci impegneranno non più
  di dieci minuti - e poi aprire un dibattito serio, ribadisco con il
  Governo presente e con l'onorevole Cuffaro presente.  Ritengo che i
  colleghi non  vorranno  disertare,  in  quanto  hanno  interesse ad
  essere presenti, ad intervenire ed ad essere parte attiva.

     PRESIDENTE.   Dovendosi  procedere  a  votazione  per  alzata  e
  seduta, invito i colleghi a prendere posto.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Speziale,  hanno già parlato l'onorevole
  Cintola a  favore  e  l'onorevole  Forgione contro, quindi, io devo
  procedere alla votazione sulla proposta dell'onorevole Leontini.

     CAPODICASA.   Signor   Presidente,  allora  il  risultato  della
  Conferenza dei Capigruppo non vale nulla

     PRESIDENTE.  Onorevole Capodicasa, c'è una proposta formalizzata
  in Aula ed un percorso avviato.

     FORGIONE.   Perché   le  facciamo,  allora,  le  Conferenze  dei
  Capigruppo?

     PRESIDENTE.   Un   attimo  onorevole  Speziale,  volevo  intanto
  pregare i  colleghi  di  prendere  posto perché dovremo procedere a
  votazione per  alzata  e  seduta,  e dunque, bisogna capire come si
  vota.
       Ha facoltà di parlare l'onorevole Speziale.

     SPEZIALE. Signor  Presidente, francamente, ogni volta che c'è la
  sua Presidenza si crea un clima di fibrillazione in Aula.  Inutile,
  fra  l'altro,   debbo  dire,  perché  avendo  già  stabilito  nella
  Conferenza dei  Capigruppo  il  percorso,  non mi pare che in corso
  d'opera si  debba intervenire per modificare, neanche attraverso un
  voto d'Aula.  Fra  l'altro,  l'Aula  ha  preso  atto  del percorso,
  stamattina, alle ore 13.00.
       La Conferenza  dei  capigruppo ha stabilito che, stasera, dopo
  l'approvazione delle tre leggi, il Presidente della Regione avrebbe
  reso delle  comunicazioni  all'Aula  sulla tragedia di Messina.  Si
  sarebbe aperto,  poi,  un  dibattito  che  si  sarebbe  concluso in
  serata. Tutte  le  leggi  dovevano  essere affrontate e discusse la
  prossima settimana.
       L'incertezza della  chiusura  dei lavori d'Aula, se il 2 o l'8
  agosto, dipendeva  dal fatto che il Governo doveva presentare anche
  un testo relativo alla finanziaria, cioè al riassetto finanziario.
       Pertanto, signor Presidente, mi permetto ricordarle che questa
  era la  decisione  della  Conferenza  dei  Capigruppo.  Ad un certo
  punto, viene  posta  un'esigenza  da parte del collega Leontini, il
  quale dice: "Per  la  brevità  dei  due  disegni  di legge che sono
  iscritti   all'ordine   del  giorno,  anziché  affrontarli  domani,
  vediamo se  c'è  il  tempo  per  affrontarli stasera". Questa è una
  questione che non si porta al voto  E' una questione che si pone in
  modo ragionevole
       Allora, mi  permetto  di  suggerire:  si  vada avanti, si veda
  l'ora entro cui  si  conclude  il  dibattito su Messina, se c'è una
  disponibilità dell'Aula,  si  affrontino  i  due  disegni di legge.
  Intanto,  però,  si  mantenga  fede all'impegno assunto stamattina,
  alla decisione  della  Conferenza  dei  capigruppo,  che il Governo
  renda le  comunicazioni  al  Parlamento  ed  il  Parlamento apra la
  discussione su Messina, quando concluderemo il dibattito valuteremo
  se affrontare questa sera o domani i due disegni di legge.

     ACIERNO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ACIERNO.   Ha   perfettamente  ragione  l'onorevole  Forgione  a
  chiedere a  viva  voce  che  quest'Aula  si impegni in un dibattito
  serio e costruttivo sulla vicenda della sciagura di Rometta.  Credo
  che  bisognerebbe estendere questo dibattito sulla condizione della
  strada statale  che  ancora collega Palermo e Messina e sul sistema
  siciliano dei trasporti, sulla Palermo-Agrigento, che miete vittime
  ogni giorno.
       Non v'è  dubbio dunque che quest'Aula debba trovare un momento
  di confronto importante per dibattere, non tanto della drammaticità
  dell'evento di  sabato scorso, ma di tutto il sistema dei trasporti
  siciliano.
       Però io,  signor  Presidente,  senza  che  me ne voglia il mio
  amico onorevole  Angelo  Capodicasa,  che  mi  rimprovera spesso di
  essere legato  ad  una  prassi  parlamentare  diversa  da quella di
  questa  Assemblea,  che  io  peraltro  rispetto  profondamente,  mi
  permetto di  dire sommessamente a quest'Aula che mai è successo che
  il giorno  che si commemorano dei morti, sullo stesso argomento, si
  facciano dibattiti  politici.  Questo  è  un  fatto  di  etica e di
  educazione  politica   nel  rispetto  di  quei  morti  che  vengono
  commemorati.   Per   cui   mi   permetto   soltanto   di  suggerire
  all'onorevole Forgione:  se  è  il caso possiamo anche sospendere i
  lavori di  questa  seduta ma, mi creda, sarebbe veramente grave che
  l'Aula aprisse  un  dibattito  politico  dopo avere commemorato dei
  morti.

     CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CUFFARO, presidente  della Regione. Signor Presidente, onorevoli
  colleghi, credo che il senso di responsabilità che il Parlamento ha
  avuto in questi  giorni, nell'affrontare e legiferare su materie di
  straordinaria  importanza, in  qualche  modo  non  può  che  essere
  valutato da tutti noi positivamente. E se, come credo, c'è da parte
  di tutti noi  la  voglia  di  affrontare  in  questo  Parlamento un
  dibattito (seppur io  credo  debba essere contingentato) che prende
  spunto  da  un   tragico   evento,  come  il  disastro  ferroviario
  verificatosi a Messina, ma che pone all'attenzione un problema vero
  della Sicilia che  è  l'ammodernamento  del sistema ferroviario, io
  signor Presidente, credo  che  se  si  riuscisse  a  compendiare le
  giuste esigenze del  dibattito e le giuste esigenze di discutere ed
  approvare anche le altre due leggi, questo debba essere fatto.
       Le chiedo,  quindi,  se  è  possibile, di aprire subito questo
  dibattito,  non  certamente  sul  tragico  evento  di  Messina,  ma
  prendendo  spunto  da  esso,  sul  sistema  ferroviario  siciliano,
  cercando di contingentarlo in un'ora.
       Questa  credo  possa  essere,  obiettivamente,  una  posizione
  giusta  che  non  solo  gratifica  il  Parlamento  ma  continua  ad
  impegnarlo responsabilmente nel fare il proprio lavoro.

     PRESIDENTE. Onorevoli  colleghi,  mi  sembra di avere capito che
  c'è un'ipotesi di mediazione del Presidente della Regione che dice,
  stabiliamo un tempo, un'ora, entro la quale concludere il dibattito
  sulle mozioni di cui stiamo parlando per affrontare, immediatamente
  dopo, i due disegni di legge.
       Se  non  sorgono  osservazioni  rispetto  a  tale  ipotesi  di
  mediazione  del  Presidente  della  Regione  procediamo  in  questa
  direzione,  altrimenti   devo   mettere   ai   voti   la   proposta
  dell'onorevole  Leontini   sulla  quale  sono  già  state  espresse
  opinioni a favore e contro.
       Il dibattito  sulle  due  mozioni  si  concluderà entro le ore
  21.00;  immediatamente dopo, si procederà all'esame dei due disegni
  di legge.
       Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                   DISCUSSIONE UNIFICATA DI MOZIONI

     PRESIDENTE.   Si   passa  al  V  punto  all'ordine  del  giorno:
  Discussione unificata delle mozioni:

           -   n.   130  "Reperimento  delle  risorse  necessarie  al
           completamento  della dorsale ferroviaria Messina-Palermo",
           degli   onorevoli  Leanza  Vincenzo,  Franchina,  Formica,
           Baldari,   Ardizzone,   Lo   Monte,  Panarello,  Beninati,
           Genovese e Paffumi;

           -  n.  146  "Interventi  per  il  rilancio  del  trasporto
           ferroviario  in  Sicilia ed istituzione di una commissione
           parlamentare  di inchiesta sullo stato delle linee ferrate
           siciliane",  degli  onorevoli  Ferro,  Orlando,  Miccichè,
           Morinello e Raiti.

       Onorevoli  colleghi,  poichè  dobbiamo  stabilire quanto tempo
  attribuire a  ciascun  intervento,  dichiaro aperte le iscrizioni a
  parlare. Le  chiudiamo  immediatamente dopo, in modo tale da potere
  stabilire quanto tempo assegnare a ciascun deputato.
       Sono  iscritti  a  parlare  gli  onorevoli Rotella, Panarello,
  Forgione,  Formica, D'Antoni, Ardizzone, Leanza Vincenzo.  Il tempo
  massimo assegnato per ciascun intervento è dieci minuti.
       E' iscritto a parlare l'onorevole Rotella. Ne ha facoltà.

     ROTELLA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  spero  di
  utilizzare, per  il  mio  intervento, meno di dieci minuti e vorrei
  intervenire su  due  aspetti:  il  primo  è  legato  alla tristezza
  dell'evento accaduto,  cui  va  il cordoglio di noi tutti, di tutta
  l'Assemblea regionale  siciliana  - perchè credo di cogliere questo
  sentimento -  e  quindi,  non facciamo cordogli per parti separate;
  ritengo infatti  che  rispetto a questo evento vi sia l'adesione di
  noi tutti, quella affettuosa, quella solidale.
       D'altra parte,  devo  dire che mi preoccupa molto la questione
  che si è verificata perchè pone davanti agli occhi di tutti - anche
  se la tragedia  verificatasi non coinvolge fino in fondo tutti - la
  delicatezza e la tristezza dell'evento, che impegna anche l'Aula in
  questo dibattito,  che pone una questione veramente drammatica:  lo
  stato di difetto  e di disagio in cui versa tutto il nostro sistema
  di trasporto su ferro.
       Questo è  il  risultato,  onorevole assessore per i trasporti,
  onorevole Cascio,  purtroppo  -  e  credo  che  su  questo  la  sua
  attenzione dovrebbe  essere alta - che concerne intanto il problema
  dei finanziamenti  e  delle  risorse che vengono destinate a questo
  settore nella nostra Regione.
       Abbiamo, purtroppo, un sistema ferroviario probabilmente tra i
  meno efficienti in  Sicilia  e  tra  i  meno  moderni  o  tra i più
  antichi.  Abbiamo,  addirittura, dei treni che viaggiano su un solo
  binario per il  60  per cento e, quindi, non abbiamo raddoppiato le
  linee ferroviarie perchè dall'altra parte non si sono realizzate le
  due dorsali  o  non si sono completate perchè il loro completamento
  ovviamente impegna  risorse  cospicue  a  cui  credo che il Governo
  nazionale debba dare una  risposta.
       Noi,  per fortuna,  assessore  Cascio,  questo  non  l'abbiamo
  fatto, non ci siamo  presi carico della rete ferroviaria siciliana,
  perché  ci volevano consegnare le  strutture e non ci volevano dare
  le risorse per rendere  efficiente  il nostro sistema di trasporto.
  Abbiamo rifiutato di accettare  un principio attraverso il quale un
  carrozzone,   superato,   certamente   non   competitivo,   venisse
  consegnato alla gestione della  Regione  siciliana,  non avendo noi
  nelle  nostre  risorse,  nel  nostro  bilancio  la  possibilità  di
  ammodernare tutto il sistema.
       E  su questo c'è stato  un  dibattito  aspro,  anche  con  i
  governi nazionali precedenti che si sono succeduti ed io, allora,
  da assessore per i  Trasporti,  ebbi un confronto piuttosto aspro
  e, devo dire, di difficile  gestione anche sul piano dei rapporti
  istituzionali tra la Regione  siciliana  ed il Governo nazionale.
  Alla fine, arrivammo ad una  conclusione  e  ad  un impegno, che,
  purtroppo ancora oggi, devo  dire,  non abbiamo visto realizzato:
  un impegno che destinava  in  Sicilia un intervento straordinario
  di risorse per cercare  di  rendere competitivo il nostro sistema
  ferroviario.
       Allora io credo che,  su  questo,  Presidente della Regione,
  onorevole Cuffaro, lei e  la  sua  Giunta, confortati anche dalla
  spinta  dell'Assemblea regionale  siciliana,  debba  iniziare  un
  confronto serio e concreto  perché  possano  arrivare  in Sicilia
  finanziamenti  straordinari  per  potere,  non  soltanto  rendere
  sicuro il nostro sistema  ferroviario,  ma  ammodernare la nostra
  rete, perché  finalmente anche qui  si possa sperare e sognare di
  avere treni che, invece di viaggiare  ad una velocità media di 60
  o 90 chilometri orari,  possano  viaggiare  ad  una  velocità più
  europea, consentendo la competitività a questo settore.
       Vorrei, soprattutto, completare  il mio intervento chiedendo
  l'impegno,  da  parte  del   Governo   della  Regione,  da  parte
  dell'Assessore  competente, perché  si  possa  pervenire  ad  una
  definizione  del  recepimento   della  normativa  nazionale,  che
  assegna la responsabilità alle  Regioni,  attraverso  un  patto -
  scritto,  ovviamente, non verbale,  perché  le  promesse  non  ci
  servono - perché anche  la  Regione  siciliana  possa  finalmente
  avere quel senso di  giustizia  nel  potere utilizzare un sistema
  che  io  credo sia  utile,  sia  valido,  anche  sotto  l'aspetto
  dell'impatto ambientale, che  possa essere ammodernato, che possa
  servire  all  alternativa   del   trasporto   non   soltanto  dei
  passeggeri,  ma  anche  delle  merci.  Perché,  anche  attraverso
  l'impegno del Governo nazionale,  che  decide  di  realizzare  il
  Ponte  sullo Stretto, possa  anche  in  Sicilia  arrivare  l'alta
  velocità e, quindi, un sistema di grande competitività, che possa
  arrivare fino alla punta  estrema della nostra Regione, che possa
  finalmente avvicinare all'Europa  la  Regione siciliana. Questo è
  l'impegno, onorevole Presidente della  Regione, che io le chiedo.
       E, a questo punto,  se  nella mozione sono concentrati anche
  questi significati, l'ordine del  giorno  che  io  ho  presentato
  insieme ad altri colleghi, possiamo, signor Presidente, anche per
  ragioni di brevità,  ritenerlo acquisito nella mozione presentata
  dai colleghi. E la prego  di  aggiungere  alle  mozioni  a  firma
  Leanza Vincenzo ed altri, anche la mia firma, perché su questo io
  credo ci sia il sentimento di  tutti,  di una adesione convinta e
  di un senso di  cordoglio,  non  soltanto  ovviamente  ai parenti
  delle vittime, ma soprattutto  anche  quel  sentimento  di  forte
  solidarietà   a  tutti   quei   lavoratori   che   si   impegnano
  quotidianamente  a  rendere il  più  sicuro  possibile  tutto  il
  sistema ferroviario, ma che  certamente  non  ricevono,  da parte
  delle  Istituzioni,  il   contributo  giusto,  anche  in  termini
  economici, perché  questo lavoro  possa  essere  più  semplice ed
  anche più utile.

     PRESIDENTE.  Onorevole Rotella,  devo  ritenere  l'ordine  del
  giorno a sua firma ritirato  in  quanto assorbito dalla mozione a
  firma degli onorevoli Leanza ed altri?

     ROTELLA. Si, Presidente,  ritiro  l'ordine  del  giorno numero
  108.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       E' iscritto a parlare l'onorevole Panarello. Ne ha facoltà.

     PANARELLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  anch'io
  sento il dovere, anzitutto,  di esprimere sentimenti di affetto e
  di solidarietà per le vittime del disastro di Rometta Marea e per
  questo abbiamo insistito nel dire che questa Assemblea regionale,
  proprio per dare senso a  questa  solidarietà, abbia il dovere di
  riflettere sulle condizioni  del  sistema  ferroviario siciliano,
  sugli atti che concretamente sono stati compiuti negli anni e nei
  mesi scorsi per adeguarlo o meno.
       In  particolare,  credo   che   sia   utile   ragionare  sul
  completamento del raddoppio  della Messina-Palermo. Credo che una
  delle mozioni di cui  oggi  discutiamo sia quella sottoscritta da
  me a da tutti i parlamentari  della  provincia di Messina, del 19
  giugno scorso, che era  originata  da  una  preoccupazione  molto
  diffusa tra i sindaci,  i  sindacati,  l'intero  consiglio  della
  provincia  di Messina e  che  aveva  indotto,  già  nel  dicembre
  scorso,  il gruppo  dei  Democratici  di  sinistra  all'Assemblea
  regionale,  a  presentare una  prima  mozione  con  la  quale  si
  chiedeva di promuovere tutti gli atti necessari per completare il
  raddoppio della Messina-Palermo.
       Sarei ipocrita se non  richiamassi  qui, in termini critici,
  il modo come il  Presidente  della Regione, onorevole Cuffaro, ha
  risposto a quelle legittime  richieste  di  confronto e di comune
  iniziativa,  dopo la  sottoscrizione  dell'accordo  di  programma
  quadro dell'ottobre 2001, che aveva ribadito, si, la priorità del
  completamento  del  raddoppio,   che,  vorrei  ricordare,  è  una
  priorità definita da molto tempo  e  che risponde ad una esigenza
  oggettiva  di  completare   il   sistema   ferroviario  italiano,
  naturalmente  con  i  necessari  aggiornamenti  e  ammodernamenti
  tecnologici,  con due direttrici  in  Sicilia,  che  partendo  da
  Messina raggiungano, da un  lato, Palermo e Trapani e, dall'altro
  lato, Catania e Siracusa.
       Il fatto  che  nell'accordo  di programma quadro non venisse
  ulteriormente  aggiunta  alcuna  risorsa per la progettazione del
  tratto  mancante,  e  cioè della Patti-Castelbuono, aveva indotto
  giustamente i  sindaci  della  zona  tirrenica della provincia di
  Messina e gli  altri soggetti che ho già richiamato a chiedere al
  Presidente  Cuffaro,  quali atti volesse promuovere nel confronto
  con il Governo nazionale e con le Ferrovie, perché  questo tratto
  mancante venisse  prima  progettato  - e, quindi, i finanziamenti
  per la progettazione - e poi appaltato.
       Il fatto  che  il  Presidente  Cuffaro  non abbia risposto a
  quella richiesta  ha  determinato una reazione molto forte, anche
  perché,  successivamente, il Presidente della Regione, assieme al
  Vice Ministro  dell'Economia Miccichè e al dirigente delle FF.SS.
  Moretti, in  una  conferenza  stampa esposero l'idea - più che il
  progetto, perché  com'è  noto un progetto deve essere corroborato
  da studi, da  ricerche,  da  proposte concrete - di una linea 'ad
  alta       capacità',       come      si      chiama      adesso:
  Palermo-Fiumetorto-Sparagogna-Catania,  che   si  sarebbe  dovuta
  collegare  poi  con la raddoppianda Messina-Catania, perché anche
  lì siamo in  una situazione analoga a quella che c'è sul versante
  Messina-Palermo,   perché  metà  della  linea  Messina-Catania  è
  tutt'ora a  binario  unico  e, pur essendoci i finanziamenti, non
  siamo  ancora  neanche nella fase della progettazione definitiva,
  quindi  illustrando  questa  idea contemporaneamente ai sindacati
  confederali, con  i  quali  si  era svolto nello stesso giorno un
  incontro, fu  detto  esplicitamente che questa che io ritengo una
  ipotesi, più  che un progetto, era sostanzialmente alternativa al
  completamento del raddoppio della Messina-Palermo.
       Questo lo  considero  un  fatto  molto  grave,  anche perché
  modificava,   sostanzialmente,   l'accordo  di  programma  quadro
  sottoscritto  dallo  stesso  Presidente Cuffaro. L'annuncio della
  Palermo-Catania   e   la  contemporanea  comunicazione,  ancorché
  informale, ai  sindacati  che questa ipotesi era alternativa alla
  Messina-Palermo introduceva  un elemento grave anche dal punto di
  vista   istituzionale,   ma   soprattutto   dal  punto  di  vista
  sostanziale.
       Che   questa  non  sia  un'illazione,  signor  Presidente  e
  onorevoli colleghi,  si  evince da due fatti che sono intervenuti
  successivamente:  il  primo  è l'annuncio da parte del Presidente
  delle FF.SS,  Cimoli, in una conferenza stampa che fu ripresa dai
  maggiori  quotidiani  nazionali,  del piano di investimenti delle
  Ferrovie,    che    non    prevedeva   il   completamento   della
  Messina-Palermo, mentre riconfermava quello della Messina-Catania
  e questa  nuova  ipotesi della Fiumetorto-Sparagogna, ma anche la
  legge obiettivo votata dal Parlamento, nella parte che richiamava
  le priorità  e gli impegni sul versante ferroviario, ricalcava lo
  stesso copione.  Quindi  non  è  frutto  di  animus  polemico nei
  confronti del  Governo  della  Regione avere richiamato in questi
  giorni  queste  incongruenze  e  contraddizioni,  che, dal nostro
  punto  di   vista,   vanno   superate  non  solo  in  termini  di
  dichiarazioni, ma in termini di atti e comportamenti conseguenti.
       E' chiaro  che la tragedia pone anzitutto il problema di una
  verifica, specialmente  se  le notizie che oggi abbiamo letto sui
  giornali  dovessero  essere  confermate,  cioé  di  una  verifica
  straordinaria   sulla  rete  ferroviaria  siciliana,  ancora  più
  impegnativa di  quella  che  le FF.SS.  hanno comunicato di avere
  fatto nei  mesi  scorsi, ma pongono il problema di un adeguamento
  complessivo  del sistema ferroviario siciliano e, in particolare,
  del completamento del raddoppio della Messina-Palermo.
       Non basta  dichiarare  che il raddoppio rimane una priorità,
  specialmente  dopo   i   fatti  che  ho  cercato  rapidamente  di
  richiamare e  che  hanno  fatto  pensare  ai  sindaci, all'intera
  deputazione  della  provincia  di  Messina,  all'intero consiglio
  provinciale di  Messina,  ai sindaci di Messina e di Palermo, che
  avevano convocato  un  incontro  per  il 22 luglio nella città di
  Messina,  che  si  volesse  accantonare  questo progetto.  Voglio
  ricordare,  anche qui, gli interventi dei parlamentari nazionali,
  a partire  dal  presidente  del  Gruppo  parlamentare di Alleanza
  nazionale, che su questo punto aveva preannunciato ed assunto una
  iniziativa nei confronti del Governo nazionale.  Adesso non basta
  più che  si  dica  che  il  raddoppio  è  una  priorità,  occorre
  concretamente avviare  un  confronto  di  merito  con  il Governo
  nazionale e  con  le  Ferrovie  per  individuare  le  risorse  da
  destinare   alla   costruzione   del   raddoppio   della   tratta
  Patti-Castelbuono;  ripeto: progettazione e costruzione.
       Bisognerebbe  chiedere alle Ferrovie ed al Governo nazionale
  di accelerare i lavori che sono già stati appaltati, anche perchè
  noi    abbiamo    l'esperienza    tragica    della    costruzione
  dell'autostrada  Messina-Palermo,  la  cui  conclusione  dovrebbe
  essere imminente,  anche  se  le  date  anche  qui sono ballerine
  (2003, 2004, non si capisce bene), in ogni caso, qualunque sia la
  data   di   conclusione,   noi   non   possiamo  dimenticare  che
  l'autostrada Messina-Palermo è iniziata alla fine degli anni '60.
       Noi dovremmo evitare, e quindi  compiere scelte conseguenti,
  che  la  costruzione  del  raddoppio  della  Messina-Palermo duri
  trentacinque  anni
       Voglio ricordare  all'Aula e al Presidente della Regione che
  certamente l'avrà  presente,  che  i  lavori  di  costruzione del
  raddoppio sono  iniziati nel 1986, quindi sono già passati più di
  quindici anni
       Concludendo,  ritengo  che  il  Governo  della Regione debba
  assumere,  in  termini  concreti,  il completamento del raddoppio
  della  Messina-Palermo  come priorità vera, ridiscutere l'accordo
  di programma-quadro e il programma di investimenti delle Ferrovie
  per dare priorità alla costruzione dei 70 chilometri che mancano,
  chiedendo  interventi eccezionali sul versante delle procedure di
  progettazione e di costruzione.
       Com'è noto, la Messina-Palermo, alla fine si concluse quando
  si  appaltarono  contemporaneamente  tutti  i  tratti,  quando si
  attivò un  processo di organizzazione del lavoro che, com'è noto,
  consente anche i  turni  su  24  ore,  sui  quali  c'è la massima
  disponibilità   da  parte  delle  organizzazioni  sindacali,  che
  possono  consentire  di  completare  rapidamente un'opera che noi
  riteniamo fondamentale.
       Sono  necessarie,  naturalmente,  per  questo  un'iniziativa
  decisa ed  un'azione  coerente  da parte del Governo, che non può
  mostrare  nessuna  incertezza  e,  meno  che  meno,  subalternità
  rispetto   agli   orientamenti  del  Governo  nazionale  e  delle
  Ferrovie.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole Ferro. Ne ha
  facoltà.

     FERRO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il disastro del
  20 luglio  2002,  di  cui  quest'Aula  si  sta  occupando  con la
  necessaria tempestività,  credo  che  sia  -  forse oggi possiamo
  dirlo con  qualche  certezza  in più - un disastro annunciato. Se
  qualcuno prima  poteva immaginare di ricercare in un errore umano
  le ragioni  di  quella tragedia, credo che oggi possa ricredersi,
  anche a partire dalle notizie che abbiamo ascoltato in queste ore
  sulla stampa.
       Allora,  io   credo   che  quello  che  dovrebbe  essere  un
  ragionamento di  buon  senso dovrebbe spingere tutti a riflettere
  su quello  che  è  l'intero sistema dei trasporti in Sicilia, non
  solo ferroviario,  qual è il livello degli investimenti che prima
  le Ferrovie dello  Stato ed oggi i Treni Italia hanno garantito e
  vogliono garantire  alla  Sicilia,  qual  è  il  ruolo che questo
  Parlamento, il Governo di questa Regione vuole avere, anche in un
  rapporto dialettico  con  il Governo nazionale e con Treni Italia
  per rendere  il  sistema  dei trasporti in Sicilia un sistema non
  solo efficiente,  ma  che  abbia  quegli standard di qualità e di
  sicurezza necessari  a  far  sì che non si ripetano più incidenti
  come quello dei giorni scorsi.
       Io non vorrei che anche la distrazione con cui forse la gran
  parte del  Parlamento  oggi  sta  partecipando a questo dibattito
  possa   aiutare   la   stessa   Treni   Italia   a  disimpegnarsi
  ulteriormente sul sistema dei trasporti ferroviari in Sicilia.
       Certo,  c'è  un problema di raddoppio della Palermo-Messina,
  ma   certamente   c'è   un   problema   di  riqualificazione,  di
  monitoraggio di  quello che è il sistema dei trasporti ferroviari
  dell'intera   Sicilia,   che  serve  non  soltanto  i  cittadini,
  individui che  usano  questo  mezzo  di trasporto, ma sicuramente
  serve anche all'Impresa e quindi ad aiutare lo sviluppo economico
  della Sicilia.
       Io non  voglio,  qui,  sprecare  molte parole, credo che sia
  utile ascoltare il  Governo,  a partire da quello che è il lavoro
  già fatto  sull'accordo  di  programma-quadro,  capire  qual è il
  quadro degli  investimenti in itinere, ma è certo che è stridente
  immaginare che  si  possa  parlare  della realizzazione del Ponte
  sullo   Stretto   senza   immaginare,  appunto,  ad  adeguare  le
  infrastrutture   già   esistenti,   ad  ammodernarle  così  com'è
  necessario.
       Ed è  per  questa  ragione  che,  come  Gruppo  parlamentare
  Sicilia 2010, abbiamo presentato una mozione che, nella sostanza,
  traendo  spunto   da  questo  incidente,  chiede  a  lei,  signor
  Presidente  dell'Assemblea, di valutare l'opportunità di nominare
  una Commissione  parlamentare  - noi abbiamo detto d'indagine, ma
  sostanzialmente una  Commissione  parlamentare - che sia in grado
  di fornire  a questo Parlamento una mappa dello stato del sistema
  dei trasporti  in  Sicilia,  di  informare  il  Parlamento  sulle
  prospettive  di investimenti necessari per adeguare questo stesso
  sistema, per  far sì insomma di affiancare anche ad un'azione che
  può   svolgere  il  Governo  della  Regione  l'intero  Parlamento
  siciliano.
       Credo che  sono  state  presentate  diverse mozioni e che si
  possa anche  lavorare  ad  unificarle,  se le proposte conclusive
  delle mozioni  stesse  portano  in  qualche  modo a farci fare un
  passo in  avanti  ed  a  favorire  la possibilità che chi viaggia
  nella nostra  Regione  si senta sempre più sicuro e possibilmente
  non ci  porti  ancora  una  volta  in  quest'Aula, com'è successo
  qualche ora fa, a commemorare altre vittime.

     PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Forgione. Ne ha
  facoltà.

     FORGIONE.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  bisogna
  sempre essere  sobri  quando  un  dibattito  politico come questo
  impegna un  Parlamento  a  seguito  di  un evento tragico, che ha
  coinvolto   così  profondamente  non  solo  diverse  famiglie  ma
  l'opinione pubblica  nazionale,  ma,  visto  che  a  noi tocca il
  compito della  politica,  delle  risposte da dare anche ad eventi
  così  drammatici,  quando  interrogano  le  istituzioni  sui loro
  compiti e i  loro  doveri, credo che è bene sgombrare il campo da
  ogni ipocrisia. Proprio per questo, annuncio all'inizio di questo
  intervento che  io non parteciperò alla votazione di alcuna delle
  mozioni qui presentate, proprio perché ipocrite.
       Noi, a  conclusione  del  dibattito  e della votazione sulla
  legge degli  appalti  -  se  ricordo  bene,  venerdì  mattina,  e
  farebbero bene  a ricordarla tutti i deputati del centro destra e
  del centro  sinistra  -  abbiamo liquidato senza discussione, con
  due parole da lei pronunciate peraltro, Presidente Fleres, "chi è
  d'accordo si alzi, chi è favorevole resti seduto", due ordini del
  giorno, uno  dei quali aveva me come primo firmatario e proponeva
  esattamente, e  forse  anche con le stesse parole pronunciate dal
  Vescovo di  Messina  dopo  il tragico incidente del sabato, poche
  ore   dopo,   proponeva   la  sospensione  e  l'opposizione  alla
  costruzione del  Ponte  sullo  Stretto  per  destinare tutti quei
  soldi -  non  è  stato  votato,  onorevole  Miccichè, non è stato
  votato da nessun  Gruppo, tranne un deputato, lei, e nessuno si è
  pronunciato a  favore di quell'ordine del giorno, compreso il suo
  Gruppo -  quindi  per  destinare  i  soldi per la costruzione del
  Ponte sullo Stretto al sistema dei trasporti siciliani.
       Perché,  vedete,  è  ipocrita  una discussione che individua
  oggi  l'ammodernamento  della  rete ferroviaria, il completamento
  dell'autostrada come  prioritaria, se non si affronta un nodo che
  ha a che  fare  con  l'idea  dello  sviluppo di questa Regione. E
  l'idea dello  sviluppo  di  questa  Regione  che  ha  il  Governo
  nazionale e  della  modernizzazione del Mezzogiorno, che ha avuto
  il Governo di  centro  sinistra  e  l'Ulivo con il suo Governo, è
  quello del Ponte sullo Stretto di Messina.
       Per  questo,  quest'Aula  all'unanimità  ha  respinto il mio
  ordine del  giorno,  senza  consentire  neanche  che  io  potessi
  esporlo, e  questo  avveniva  soltanto poche ore, otto ore, prima
  dell'incidente di  Messina;  otto ore dopo ho sentito l'onorevole
  Rutelli,  che   aveva   fatto   i  manifesti  identici  a  quelli
  dell'onorevole  Berlusconi  individuando  come  priorità il Ponte
  sullo Stretto,  dire:  si  fermi  la  costruzione del Ponte sullo
  Stretto  e  si  ragioni  sul  sistema  dei  trasporti  siciliani.
  Ipocrisia, a destra  e  a sinistra  Noi siamo fuori dal coro, per
  questo non  voteremo questi ordini del giorno che potranno essere
  anche accorpati  e  unificati e sapete perché? Perché  nessuno di
  questi ordini  del  giorno  contiene l'opposizione al Ponte sullo
  Stretto, che  è  la negazione della destinazione delle risorse al
  sistema ferroviario e al sistema dei trasporti siciliani.
       Sistema  dei  trasporti integrato:  che vuol dire, onorevole
  Presidente  della  Regione,  ragionare sulle autostrade del mare,
  ragionare sul  sistema  dei  porti,  ragionare  sul sistema degli
  aeroporti, ma  non  come  fate voi in modo ridicolo, un aeroporto
  ogni cinquanta  metri  (Comiso, Gela, Agrigento), come se fossero
  ormai gli aeromodelli ad atterrare e non i grandi aeroplani, ogni
  cinquanta metri  un  aeroporto.  Perché  non  ragionare su quelle
  autostrade del  mare  che  decongestionano il sistema viario, che
  sono economiche  e  che  hanno fatto, per esempio, di Gioia Tauro
  oggi il  più  grande  porto  del Mediterraneo, Gioia Tauro, non i
  porti  siciliani?  Perché  non  ragionare  qui sull'aeroporto del
  Mediterraneo? E'  quella  la  risposta  ai  problemi dei prodotti
  agricoli del  ragusano  e  della  Sicilia,  il collegamento con i
  mercati nazionali  ed internazionali nello stesso tempo reale che
  può portare  un  pomodoro  israeliano  o  un  pompelmo libanese o
  un'arancia marocchina  sui  mercati  di  Londra  o di Parigi o di
  Milano.
       Invece, voi  di  tutto  questo non volete ragionare. Ed ora,
  sotto  l'emozione  di  un  tragico  evento  come  l'incidente  di
  Messina, riproponete qui l'emergenza trasporti in Sicilia. Ma voi
  non volete  ragionare di questa idea alternativa dello sviluppo e
  in questa  idea  alternativa  dello  sviluppo un'idea diversa del
  sistema dei  trasporti, anche perché siete stati per anni, centro
  destra e  centro  sinistra,  prigionieri  del trasporto su gomma,
  perché in  questo  Paese ha funzionato, salvo poi vivere la crisi
  che sta  vivendo  dentro  le dinamiche internazionali, il ricatto
  della grande industria  automobilistica.  Ed  ha funzionato anche
  un'altra cosa che vi  accomuna  e  per  questo  siete prigionieri
  anche ora di una visione che non affronta i nodi strutturali ed è
  l'idea del primato delle  privatizzazioni e finché  non metterete
  in discussione - destra e  lo  dico  soprattutto agli amici ed ai
  colleghi del centro sinistra -  questa  idea  che  i  processi di
  privatizzazione  sono la soluzione  di  tutti  i  problemi  anche
  quelli del degrado dei servizi pubblici, state buttando a mare il
  bimbo e l'acqua sporca.  Non  affronterete i problemi del sistema
  dei trasporti in Sicilia. La  Sicilia  in  tutti  i  processi  di
  dismissione dei grandi gruppi  pubblici  nazionali  e  dei grandi
  gruppi industriali presenti in Sicilia  è un ramo secco.  La rete
  ferroviaria  siciliana  nei  processi  di  privatizzazione  delle
  ferrovie è considerata un ramo  secco,  come ramo secco è stata e
  continua ad essere considerata tutta quella che viene definita la
  rete  secondaria. E allora  non  c'è  risposta  al  problema  del
  sistema dei trasporti  siciliani, soprattutto dei quelli ferrati,
  se non mettiamo in discussione questo processo di privatizzazione
  che taglia il Mezzogiorno  e  soprattutto  la  Sicilia dai grandi
  investimenti. Si fa venire con  facilità in Sicilia come ha fatto
  Lunardi  e  Miccichè   (essendo  scomposto  perchè  meno  incolto
  politicamente, addirittura ha denunciato  i  Verdi dicendo che il
  sistema non si rinnova  in  Sicilia  per l'opposizione dei Verdi)
  dicendo che si raddoppieranno  gli  investimenti  quando tutte le
  previsioni di spesa di Trenitalia e del Governo nazionale avevano
  tagliato gli  investimenti  sul  sistema  ferroviario  siciliano.
  Privatizzazioni.  Non  esistono  gli  errori  tecnici.  Onorevole
  Presidente della Regione io non lo  so cosa lei ci dirà e cosa ha
  risposto il Ministro Lunardi  al "question time" alla Camera, non
  lo so se lì c'è stato un errore di manutenzione, se c'è una sorta
  di colpevolezza perchè lì già  da qualche giorno si avvertiva che
  qualcosa non funzionava in  quella  tratta, così hanno dichiarato
  diversi lavoratori, ferrovieri sindacalisti della Cisl credo, già
  si avvertiva qualcosa che non  funzionava e non si è intervenuto.
  Ma  gli  errori  tecnici   in   questo   settore   non  esistono.
  Privatizzazione vuol dire  taglio  degli  organici,  taglio degli
  organici vuol dire sovraccarico  di  lavoro per i macchinisti che
  devono raddoppiare i loro turni,  e  raddoppiare  i  turni  di un
  macchinista vuol dire rendere  meno efficiente una persona la cui
  responsabilità ricade su altre centinaia di persone che stanno su
  quel treno.  Riduzione degli  organici  vuol dire riduzione della
  manutenzione.
       Non so chi di voi  ha  visto,  e  se non l'avete fatto ve lo
  segnalerei, un bellissimo  film  di  uno  dei  più grandi registi
  viventi  che  è  Loach:  "Paul,  Mick e gli altri". Un film sulla
  condizione di lavoro nelle  ferrovie, non della Tachter, ma delle
  ferrovie di Blair,  nelle ferrovie del privatizzatore democratico
  Blair  che finalmente  sta  provocando  il  più  grande  sciopero
  dell'Inghilterra degli ultimi  anni  contro  un governo di centro
  sinistra  e   dell'Ulivo   mondiale,   come  veniva  considerato.
  Guardatelo questo film. In quel film non c'è solo la drammaticità
  della condizione dei Ferrovieri,  c'è  la  follia  di  una logica
  privatistica che si sostituisce  ad  uno  spazio  pubblico  che è
  l'unica garanzia per un  servizio  come  quello  dei  trasporti e
  delle ferrovie di risposta  agli  utenti.
       Fuori della messa in discussione del ponte sullo Stretto non
  ci sarà investimento  ed ammodernamento del sistema integrato dei
  trasporti.  Delle due  l'una.  Questo  Parlamento  e  la politica
  siciliana deve scegliere  senza  aspettare  il  prossimo  tragico
  evento.  Per questo  il  Gruppo  di  Rifondazione  Comunista  non
  parteciperà alla votazione  di  mozioni  che sono assimilabili ed
  unificabili, è stato qui  detto  da tutti i presentatori, proprio
  perchè prigioniere di una  logica che non mette in discussione il
  ponte come metafora di  un'idea di sviluppo che nega alla Sicilia
  le proprie risorse e  la  propria  centralità  anche  nel sistema
  regionale e nazionale dei trasporti.

     PRESIDENTE. E'  iscritto  a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
  facoltà.

     FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio anch'io
  partire  dalla   commemorazione   delle   vittime   del  disastro
  ferroviario di  Rometta.  E  partendo  da  questa commemorazione,
  voglio, però, ribadire  alcuni  concetti  che mi hanno e ci hanno
  visti impegnati  nel  dibattito  sui trasporti, e soprattutto sui
  trasporti ferroviari, nel corso di questi anni.
       Devo qui ricordare una riunione con il Presidente Provenzano
  ed i  vertici  delle  Ferrovie,  avvenuta  credo nell'autunno del
  1996, presso la Presidenza della Regione, con l'allora Presidente
  Provenzano, riunione a cui ho assistito assieme ai rappresentanti
  dei sindacati  ed  assieme  a  diversi  esponenti politici, nella
  quale, già  allora,  i  vertici delle Ferrovie avevano affermato,
  senza pudore, che  la tratta siciliana delle Ferrovie dello Stato
  era una  tratta  improduttiva,  che  il  doppio  binario potevamo
  scordarcelo, che  non c'era alcuna possibilità di programmare gli
  investimenti per completare i raddoppi previsti.
       Come vedete, quindi, parliamo di una situazione che proviene
  da lontano, di una  volontà  che parte da lontano e che ha visto,
  non questo Governo, ma la maggior parte dei Governi non essere in
  grado di  incidere  in  maniera  forte,  produttiva,  in  maniera
  conseguente sulle  volontà  che  i  vertici romani delle Ferrovie
  avevano già da tempo preso.
       Ma,  vorrei,  qui,  introdurre  una  riflessione  che  è  la
  seguente e,  vorrei  dire  all'onorevole  Forgione  che  non  c'è
  contrasto tra l'immaginare la costruzione del ponte sullo Stretto
  ed il completamento delle infrastrutture viarie e ferroviarie.
       E' esattamente  l'opposto
       E' proprio  la  costruzione  del  ponte  sullo  Stretto  che
  obbligherà lo  Stato,  venendo  meno  l'alibi della inutilità del
  segmento siciliano,  sganciato da quello nazionale.
       E'  proprio  la  costruzione  del  ponte  che  obbligherà  a
  completare le infrastrutture ferroviarie siciliane.
       Che senso ha la  linea veloce fino a Reggio Calabria, se poi
  non c'è il ponte,  se  poi si perdono due ore per attraversare lo
  Stretto di Messina?
       Che senso  ha  immaginare la velocizzazione dei trasporti in
  Sicilia, se c'è l'interruzione con lo Stretto di Messina?
       Non c'è  incompatibilità  tra  le  due  strutture, anzi, c'è
  sinergia e c'è  complementarietà. A parte il fatto che le risorse
  per la costruzione  del  ponte sullo Stretto sono risorse in gran
  parte private.
       E' proprio il ponte che obbligherà a fare le infrastrutture.
       Quello che  noi  chiediamo  al  Governo regionale, é che  si
  faccia tramite di  questo  appello  forte  che le forze politiche
  siciliane  fanno   al   Presidente  Cuffaro,  presso  il  Governo
  nazionale, per programmare sin da adesso le risorse necessarie al
  completamento delle tratte Messina-Palermo e Messina-Catania.
       Ci rendiamo  conto che si tratta di investimenti importanti
  Ma è altrettanto  vero  che, pur non chiedendo oggi, subito, ora,
  in questo istante,  la  previsione  dei fondi, come dire, "cash",
  subito  ed   immediati,   ma   senza   l'individuazione   di  una
  programmazione certa e dettagliata negli anni dei fondi necessari
  al completamento noi  saremo  sempre  nelle  'grinfie' dei grandi
  manager che immaginano  che  privatizzando  questo, piuttosto che
  quell'altro  ramo,  si   possa   addivenire  alla  soluzione  dei
  problemi. L'Inghilterra è  lì  a  dirci  che  la  privatizzazione
  spinta del sistema  ferroviario  non  ha  funzionato,  i disastri
  ferroviari in quella  nazione sono aumentati, gli investimenti da
  fare per far tornare ad essere efficiente quella rete ferroviaria
  sono ingenti, enormi, e  c'è un dibattito in corso in Inghilterra
  per apportare dei correttivi  a  quel tipo di privatizzazione che
  non ha certo funzionato.
       Per questo invito il  Governo ed il Presidente della Regione
  a  farsi interprete,  presso  il  Governo  nazionale,  di  questo
  appello forte che viene  dalla  classe politica siciliana nel suo
  complesso affinché  ci  sia  la  programmazione  certa  dei fondi
  indispensabili per il  completamento.  Ci  rendiamo  conto  della
  difficoltà  finanziaria  ad   individuare   ingenti  somme  ed  a
  individuarle  prontamente  ma   quello  che  le  chiediamo  è  di
  individuare una programmazione,  un  cammino  certo  col  Governo
  nazionale, per arrivare  a  risolvere  appunto  il  problema  del
  completamento, perché  l'altra  stupida follia alla quale abbiamo
  assistito negli ultimi giorni è quella della 'guerra tra poveri'.
  Noi non siamo, ci  mancherebbe  altro,  perché  non  si faccia la
  linea veloce Palermo-Catania,  allora  perché  non  si  fa  anche
  quella per Agrigento?  Sono  cose  complementari e sono richieste
  per le quali la Sicilia  ha  tutto  il  diritto  a che il Governo
  nazionale impegni le somme.  Guai  se si dovesse assistere ad una
  sorta di guerra tra  poveri,  nel  senso  che  una provincia dica
  all'altra 'No, quei soldi  li  devi  spendere  da  me'.  La linea
  superveloce Palermo-Catania ha una sua  ratio e si deve fare ma è
  assurdo non prevedere il  completamento  di un'opera per la quale
  si sono già investiti  2000  miliardi  e  lasciare  incompleto il
  raddoppio della Messina-Palermo  quando mancano 70 chilometri sui
  220 previsti dall'intera tratta.  E'  una  pura  follia ed io non
  credo che una classe politica possa essere talmente miope e folle
  da rinunciare al  completamento  di  un'opera  che,  assieme alle
  altre previste, può  delineare finalmente uno sviluppo vero della
  nostra Regione.

     PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ardizzone, ne ha
  facoltà.

     ARDIZZONE.   Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,  sarò
  veramente breve  perché  già l'intervento dell'onorevole Formica,
  abbastanza esaustivo, ha  illustrato  quali erano e quali sono le
  intenzioni dei  sottoscrittori  della mozione presentata nel mese
  di giugno, primo firmatario l'onorevole Panarello, e che illustra
  il significato di  quella  mozione  e  quali  debbano  essere  le
  intenzioni del governo  regionale  e  si spera dell'Assemblea con
  l'approvazione.
       Purtroppo devo  dire  che l'onorevole Forgione aveva avviato
  un ottimo inizio  nel  suo intervento invitando alla sobrietà, le
  conclusioni non sono  state però sobrie, onorevole Forgione. Si è
  fatta una grande  confusione  fra  ponte  sullo Stretto e sistema
  intermodale dei trasporti,  si  è fatta una grande confusione tra
  le due mozioni, che  sono state unificate ma che non hanno niente
  a che vedere, la  mozione  che  porta  quale  primo firmatario la
  firma  dell'onorevole   Panarello   e  di  tutti  i  parlamentari
  messinesi, che è stata  presentata  nel  mese di giugno, prima di
  questa triste vicenda, e  quella che invece chiede, e sulla quale
  sono fermamente contrario,  la  istituzione di una commissione di
  indagine, perché non abbiamo assolutamente bisogno di commissioni
  di  indagine  per  far  sì  che  venga  completato  il  raddoppio
  ferroviario.
       In questi giorni, dopo la triste vicenda, ne abbiamo sentito
  di cotte e di  crude.
       Abbiamo  sentito, purtroppo,  dire  già  in  Conferenza  dei
  presidenti dei gruppi parlamentari stamattina e, purtroppo, lo ha
  ribadito l'onorevole Forgione  stasera  in  quest'Aula,  nel  suo
  intervento,  che  già il  vescovo  di  Messina,  subito  dopo  la
  tragedia, aveva posto quale alternativa al ponte sullo Stretto di
  Messina, addirittura, il riammodernamento della rete ferroviaria.
  Lo stesso vescovo, che  è  stato  definito vescovo "no-global", è
  stato costretto ad un intervento ufficiale proprio ieri chiarendo
  il senso del suo  intervento,  la condivisione della politica del
  Governo nazionale e di quello regionale, perchè i due sistemi non
  sono assolutamente alternativi...

     FORGIONE. Questo non lo ha detto il Vescovo.

     ARDIZZONE. Lo ha detto e  mi  dispiace che lei non abbia letto
  il documento ufficiale diramato  proprio  ieri  dal vescovo che è
  stato  costretto a  smentire  quello  che  certi  giornali  hanno
  riportato.

     ARDIZZONE. I giornali,  purtroppo,  non hanno riportato che il
  responsabile di Rete  Ferroviaria  Italiana  è  l'ex sindacalista
  della CGIL che adesso  sta  portando  avanti  le battaglie per il
  riammodernamento - mi  riferisco  a  Mauro  Moretti  -  onorevole
  Panarello. Probabilmente, abbiamo una interrogazione parlamentare
  presentata  al Parlamento  nazionale  del  7  febbraio  2002  dal
  vicesindaco di Messina, parlamentare nazionale, il quale invitava
  proprio il ministro Lunardi  a  riferire  del  perchè le Ferrovie
  dello Stato -  ed  in  particolar  modo,  l'amministratore  Mauro
  Moretti, di Rete  Ferroviaria  Italiana - avevano avevano avviato
  una politica di disimpegno  nella  città  di  Messina  perchè  il
  problema  -  e  ci   riferiamo   al   discorso  del  servizio  di
  traghettamento,  che è  pure  servizio  ferroviario,  non  ci  si
  sipiega perchè alcuni  traghetti  sono  stati  spostati  su altre
  tratte; non ci si  spiega  perchè  circa  80.000  metri quadri di
  territorio, di immobili  di  proprietà delle Ferrovie dello Stato
  non sono utilizzati  o,  addirittura,  debbono  essere dismesse e
  ricadono proprio  nell'area  portuale.  Questo  significa sistema
  intermodale.
       Sto riportando alla  verità perchè si è strumentalizzata una
  mozione che aveva  tutt'altro  significato. Si è strumentalizzato
  il concetto di  manutenzione  minima,  necessaria che deve essere
  garantita, che non c'è  stata  e  qua  -  diceva bene l'onorevole
  Forgione - debbono essere  andate  ad accertare le cause che sono
  cause  di  omissione,  sono  responsabilità  che  debbono  essere
  accertate. E su questo vi  è certamente chi, meglio di noi, saprà
  indagare. Ma quello sul  quale  occorre  riflettere  è  qual è la
  volontà delle Ferrovie dello  Stato.  Su  questo  credo che debba
  essere  incisivo e lo  è  stato  -  sono  chiare  le  indicazioni
  provenute in questi giorni  da  parte  dei parlamentari, da parte
  del ministro Lunardi,  da  parte  del  Presidente  della  Regione
  Cuffaro, in ordine alla volontà  ferma, mai messa in dubbio e mai
  disconosciuta  di   procedere   al   completamento  della  tratta
  ferroviaria Patti-Castelbuono.
       Lo diceva bene  l'onorevole Formica: non dobbiamo pensare in
  termini  campanilistici.   Non   vi   sono   tratte   ferroviarie
  alternative così come non  è  alternativo  lo  stesso ponte sullo
  Stretto di Messina,  anzi,  non  capiremmo  il  significato della
  costruzione del ponte sullo  Stretto di Messina se si rallentasse
  proprio il discorso del  raddoppio  ferroviario  e, quindi, di un
  percorso ad alta velocità.
       Sono convinto e  sicuro  che,  indipendentemente  da  questi
  fatti che debbono avere  un percorso innanzitutto giudiziario - e
  su questo si sta  lavorando,  per  fortuna,  con  solerzia  -  il
  Governo  regionale,  così  come  è  sempre  stato,  sarà  attento
  affinchè insieme alla  costruzione  del  ponte  sullo  Stretto di
  Messina, insieme all'alta  velocità che collega Catania e Palermo
  alla previsione mantenga, così come  ha  fatto  e  così come si è
  impegnato il raddoppio ferroviario Patti-Castelbuono.
       Non  disconosciamo  che   ci  sono  stati  dei  problemi  di
  carattere tecnico, ci si  è allarmati, si è gridato allo scandalo
  quando è stato evidenziato  che  da  parte  di  alcuni ambienti è
  stato sollevato un problema  di impatto ambientale, è stato posto
  un  problema  -  giustissimo  -  che  la  tratta  ferroviaria  va
  completata pensando a  delle gallerie, pensando al minore impatto
  ambientale possibile.
       Sono tutte questioni  condivisibili. Quello che noi vogliamo
  è che, nel rispetto  delle competenze certamente, senza volere di
  questo sovraccaricare il  Governo  regionale,  ma  che il Governo
  regionale stesso si  faccia  interprete, con la massima celerità,
  chiedendo  garanzie alle Ferrovie dello Stato, chiedendo garanzie
  al  Governo nazionale sulla certezza delle risorse e sui tempi di
  attuazione del rimodernamento  di  tutta  la  tratta  ferroviaria
  siciliana.

     PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Leanza Vincenzo,
  ne ha facoltà.

     LEANZA VINCENZO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, certo
  quando abbiamo sottoscritto,  onorevole Panarello, la mozione che
  stasera è in discussione, non potevamo pensare che la discussione
  sarebbe avvenuta sotto il  terribile  fardello di una tragedia le
  cui   proporzioni  sono  sotto  gli  occhi  di  tutti:  l'avevamo
  presentata per altre ragioni che riconfermiamo.
       In  questa  sede  io  desidero esprimere il cordoglio per le
  vittime  e  la  solidarietà  alle  famiglie,  ma,  certamente, il
  problema  che noi abbiamo voluto sollevare con la mozione a firma
  di tutti i deputati messinesi, è un problema la cui connotazione,
  il  cui  spessore  permane  quello  originario,  sia pure con una
  soffusa luce tragica dei fatti del 20 luglio.
       Signor Presidente, per essere  estremamente  chiaro,  quando
  noi  abbiamo  presentato  la  mozione  non  avevamo  dubbi  sulla
  posizione del Presidente della Regione e  del  Governo regionale,
  avevamo invece - ed abbiamo - forti  dubbi  sulla  volontà  delle
  Ferrovie  dello  Stato di essere coerenti e  conseguenti  con  le
  impostazioni  che  il  Presidente  della  Regione  e  la  Regione
  Siciliana, in tutte le sedi, da ultimo sotto  il  suo Governo, ma
  anche  con  i  Governi  precedenti,  hanno  posto  come  problema
  prioritario ed essenziale.
       Certo, immaginare che  il  raddoppio ferroviario della linea
  Patti-Buonfornello - adesso non so  qual  è  il  punto  in cui si
  innesta con la parte  realizzata - certo non può essere rinviato,
  né   può  essere   affidato   alle   tecniche  e  alle  procedure
  burocratiche ed amministrative o quelle politiche che, attraverso
  un'azione strisciante di  organi che hanno competenze, lo portano
  fuori dai tempi e,  probabilmente, anche in ritardo rispetto alla
  stessa necessità e alla stessa utilità.
       Noi avevamo ed abbiamo questa preoccupazione e la esprimiamo
  con   chiarezza  ed  abbiamo  voluto...,  io  almeno  ho  aderito
  all'invito  dei  colleghi  di  Messina  di  sottoscrivere  questa
  mozione,  per  dare come Parlamento una manifestazione di volontà
  politica  che rafforzi l'azione del Governo per realizzare quello
  che  è  un  disegno  che  è  stato  concepito tanti anni fa e che
  rischia  di  diluirsi  al  punto  tale da diventare penoso e poi,
  probabilmente, anche superato.
       Certo, ci sarebbero  da  fare  tante  altre  considerazioni,
  soprattutto con l'intervento dell'onorevole Forgione che ha posto
  alcuni  temi  di   fondo  che  non  possiamo  discutere  stasera.
  Privatizzazioni, che cosa  significano,  come  si devono fare, se
  sono  dannose  o non  lo  sono.  Sicuramente  non  è  dannosa  la
  privatizzazione,  è  il  disinteresse  rispetto  all'obbligo  che
  deriva, a chi privatizza  e a chi dirige le società privatizzate,
  di agire nell'interesse  generale, così come è preordinata quella
  funzione e quel servizio.
       Signor  Presidente, la storia dei trasporti in Sicilia è una
  storia  antica  ed  in particolare di quelli ferroviari. Anche le
  carrozze che  si usano da noi non sono certo da prima fascia. Io,
  questo  problema  l'ho  vissuto  come presidente, e come me tanti
  altri  presidenti,  in un clima di difficoltà, di scarsa capacità
  di  ascolto  da parte del Governo nazionale, di messa fuori campo
  di un tema che è essenziale per la Sicilia.
       Vede  signor  Presidente,  la Sicilia sta facendo uno sforzo
  enorme  per rilanciare la propria economia, il modo di vivere, il
  vivere   civile,  e  lo  sta  facendo  per  conseguire  risultati
  strutturali  che consentano, dopo il 2006, di camminare da sola e
  di essere competitiva.
       A  parte  la speranza della mediterraneità e della funzione,
  sulla base del trattato di Amsterdam convalidato a Nizza.
       Questo sforzo non avrà successo se non ci sarà un sistema di
  trasporti  che  sia  adeguato  a  queste  esigenze,  che  rilanci
  l'economia nel momento in cui cresce e diventa competitiva.
       Tutti i sistemi di trasporto, ma in primo luogo quello che è
  il veicolo  di tutti, le Ferrovie dello Stato, le vie del mare, i
  trasporti intermodali, tutto  il sistema delle strade statali che
  in Sicilia sono lasciate con una manutenzione ordinaria.
       Abbiamo  fatto,  il  governo  da  me  presieduto, come altri
  governi,  a  non  accettare  la consegna ne delle ferrovie, ne di
  alcune strade, perché significa solo consegnare degrado, povertà,
  incapacità  strutturale  di questo sistema viario, di potere dare
  una  mano  ai siciliani che vogliono crescere, vogliono diventare
  protagonisti   di  un  confronto  a  trecentosessanta  gradi  con
  l'Europa, nell'Europa e con altre aree del pianeta.
       Vede  signor  Presidente, probabilmente, una discussione sul
  sistema  dei  trasporti  in  Sicilia  e su questi rapporti con lo
  Stato  andrebbe  fatta  più  specificamente e probabilmente senza
  l'emergenza  di un problema come quello del raddoppio della linea
  ferrata  in  Sicilia,  non  solo nella tratta Messina-Palermo, ma
  anche  in  altre  tratte. Ma andrebbe fatto per porre questo tema
  nei  rapporti  del  Governo nazionale e dello Stato in termini di
  assoluta  priorità  come  realizzazione  delle  precondizioni per
  quello  sviluppo  per  il  quale,  in  qualche  misura, con molta
  fatica,   ci   stiamo   attrezzando,  cercando  di  far  crescere
  l'economia  siciliana, l'imprenditoria siciliana e la possibilità
  di occupazione nella nostra terra.
       Il  ponte  sullo  stretto  non  è  incompatibile con niente,
  onorevole Forgione. E' propedeutico ad una funzione della Sicilia
  nel bacino del Mediterraneo.  Non  è  nè  di  Messina,  nè  della
  Sicilia, nè dell'Europa.
       Ma se  vogliamo  realizzare  a  pieno le potenzialità che il
  ponte sullo Stretto  porterà  per  la Sicilia, per il Paese e per
  l'Europa dobbiamo  pure verificare gli anelli di supporto, quella
  viabilità che  è  necessaria  perché il ponte sullo Stretto abbia
  veramente    una    funzione.    Risparmiare   alcune   ore   per
  l'attraversamento dello  Stretto  non  è produttivo se poi, dalle
  nostre aree  di  produzione  o  di  residenza, per raggiungere le
  autostrade ci vogliono ore e in condizioni di rischio.
       Esprimo  piena  fiducia  nell'azione  del Governo dicendo al
  contempo  che,  su  questo ,credo  che  l'Assemblea  vigilerà  ed
  eserciterà la  sua funzione di stimolo, di conforto e di sostegno
  per l'azione che il Governo porterà avanti.

     D'ANTONI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     D'ANTONI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io penso, ed
  è  stato fatto qui in quest'Aula all'inizio di questa seduta, che
  la  tragedia, che  ha  colpito  alcuni cittadini il 20 luglio sia
  sicuramente un  fatto  gravissimo.  Abbiamo  fatto  molto  bene a
  rendere omaggio  alle  vittime  di questa tragedia e ad esprimere
  profonda solidarietà alle famiglie degli stessi.
       Sono  anche  convinto  che   bisogna   avere  la  forza,  la
  responsabilità di fare, come stiamo  facendo,  un dibattito e poi
  delle scelte sulla questione dei trasporti e delle infrastrutture
  in Sicilia,  non  sull'onda  dell'emozione,  ma  su  una  precisa
  volontà   di   valutazione   delle   nostre   condizioni,   delle
  potenzialità siciliane,  di  quello  che  manca  alla Sicilia per
  affrontare i  grandi  temi  dello  sviluppo  e del richiamo degli
  investimenti.
       Penso che sicuramente   la  questione  dell'abbandono  delle
  linee ferroviarie può avere inciso  sulla tragedia, ma non saremo
  certamente noi  a  dare  questo giudizio: ci sono le inchieste in
  corso, le  inchieste  faranno  la  loro  strada,  accerteranno le
  responsabilità,  accerteranno  l'effettivo  svolgersi dei fatti e
  potranno dare  un  giudizio completo e preciso, ma certamente noi
  non siamo assolutamente abilitati a fare questo lavoro.
       A noi tocca altro  A chi  ha  responsabilità, o dal punto di
  vista    amministrativo    o   giudiziario,   a   costoro   tocca
  l'accertamento  delle  responsabilità.  A  noi  tocca  stabilire,
  invece, che  lo  stato complessivo dei trasporti in Sicilia non è
  accettabile.
       Ho assistito,  e  non  per fare o per avere un atteggiamento
  distaccato, ma  ho  assistito a questo rimpallo di responsabilità
  nei giorni  precedenti  che, francamente, non ci fa fare una gran
  bella figura  a livello nazionale.  Sono sempre contenti quando i
  siciliani    litigano    e   reciprocamente   si   scaricano   le
  responsabilità delle cose che non vanno
       La verità è che nel corso  degli ultimi dieci anni c'è stato
  sostanzialmente, per  varie  ragioni che qui non abbiamo il tempo
  di   argomentare,   un   vero   distacco  dalle  questioni  delle
  infrastrutture   nelle   aree   meridionali  del  Paese,  Sicilia
  compresa. C'è stato un problema di risanamento dei conti pubblici
  e  si   sono  rinviate  tutte  le  scelte  che  riguardavano  gli
  investimenti.  C'è  stato, insieme  a  questo, una  richiesta  di
  efficienza  che   ha   messo  da  parte  problemi  di  sicurezza,
  manutenzione e  di  complessivo  atteggiamento circa il fatto che
  non si poteva più andare avanti spendendo a destra e a manca come
  si era fatto negli anni passati.
       C'è  stato,  infine,  perché  non  dirlo,  un  atteggiamento
  complessivamente   distaccato - e dico  io  discriminatorio - nei
  confronti delle aree meridionali e della Sicilia.
       Da questa vicenda dobbiamo acquisire, a mio giudizio, tranne
  la  dialettica   delle  funzioni,  una  grande  lezione:  che  la
  battaglia della Sicilia travalica i compiti di ciascuno e diventa
  decisiva  se   vogliamo  lo  sviluppo  di  questa  nostra  terra,
  altrimenti continueremo  a  litigare  come  i 'polli di Renzo' ed
  altri faranno quello che debbono fare al nostro posto.
       E come in questo  dibattito  sul  Ponte,  che  francamente è
  stucchevole, si utilizzano persino le dichiarazioni di un vescovo
  (vorrei   che   l'onorevole   Forgione   ascoltasse   sempre   le
  dichiarazioni   del   vescovo e  così   sulle   coppie  di  fatto
  cambierebbe idea,  perchè  le  ascolta solo sul Ponte, quando gli
  conviene.  Ebbene  che le ascolti sempre).
       Quello  che  conta  è  che  noi  ci  soffermiamo  su  questo
  elemento,  mentre   io  penso  soltanto  -  quando  sento  questi
  discorsi -  che  bisognerebbe  togliere  i  soldi  per il Ponte e
  destinarli  all'acqua,  alle  case,  alle ferrovie.  Noi dobbiamo
  avere i finanziamenti  per l'acqua, le case, le ferrovie e in più
  il Ponte   Perchè  questa  logica  depauperistica della Sicilia è
  veramente  inaccettabile   La  Firenze-Milano è forse la ferrovia
  più moderna -  è a quattro binari - che esiste in Europa.  Eppure
  lì si fa l'alta  velocità  e non viene a nessuno in testa di dire
  che non si deve fare l'alta velocità perchè c'è l'acqua, le case,
  eccetera.
       Io  penso  che una logica  seria  vuole  che  si  faccia  il
  raddoppio  della  Messina-Palermo,  che  si  ammodernino tutte le
  ferrovie siciliane,  che  si facciano i porti e gli aeroporti che
  si debbono  fare,  che  si  facciano le autostrade che si debbono
  fare, tutto  ciò  insieme  al  ponte sullo Stretto  se la Sicilia
  vuole avere  futuro.  Se  la Sicilia si accontenta delle briciole
  che lasciano agli altri, è chiaro che farà una lite furibonda sul
  Ponte: chi  vince  vince   La  sostanza  è  che  avremo  ferrovie
  abbandonate, autostrade che non si completano, porti ed aeroporti
  che non si  fanno  e  non  sempre  per colpa degli altri, qualche
  volta anche per colpa nostra.
       Io mi sono battuto,  Presidente  della  Regione, per fare in
  modo che gli aeroporti di Catania, di Cagliari e di Bari avessero
  uno stanziamento aggiuntivo nazionale di 200 miliardi. Bari li ha
  spesi, Catania ancora non  riesce  a  spenderli,  perchè una lite
  furibonda fra il Comune di Catania, la Provincia e la società che
  gestisce l'aeroporto ha impedito finora di spendere quelle somme.
  Oggi pare  che,  finalmente,  si  sia  avviata  la  gara, ma sono
  passati dal 1996 ad oggi esattamente sei anni.
       Che traggo da questa lezione? Facciamo un preciso programma,
  sosteniamo il  Governo e la Regione nella sua battaglia nazionale
  per trovare  gli  stanziamenti  tali  da  fare  in  modo  che  le
  infrastrutture siciliane siano equiparate alla media nazionale.
       Noi non dobbiamo chiedere di  più,  ma  di  avere  la  media
  nazionale, che,  in  questo  momento,  non  abbiamo  e  siamo ben
  lontani dall'avere.
       E, allora, lì dentro,  in  questa  media, noi dobbiamo fare,
  come è detto  qui  nella  mozione, che io condivido e come si può
  fare nel  resto,  aggiungendo  -  appunto - le priorità di questa
  Regione, com'è  nel  contratto  di programma, una battaglia seria
  per fare  in modo che finalmente questa nuova prospettiva si apra
  in Sicilia.
       C'è un problema complessivo  di porti, aeroporti, di strade,
  di autostrade,  di  ferrovie  e di ponti.  Per risolverlo ritengo
  che, se  prevalgono  le  logiche  del  mercato  noi  non  potremo
  risolverlo, perchè  è  chiaro  che  ormai  le infrastrutture sono
  funzionali allo  sviluppo  e  lo  sviluppo  va  dove  ci  sono le
  infrastrutture. Se  le  ferrovie,  se l'Enel, se tutti quelli che
  hanno  responsabilità,  faranno  il  calcolo  sugli investimenti,
  sulla base  del  ritorno  economico,  è  chiaro  che  il  ritorno
  economico,  per una certa fase in Sicilia, non ci sarà.
       Pertanto,  o  interviene  una  vera  decisione  del  Governo
  nazionale su questi argomenti o noi non potremo vincere la nostra
  battaglia per  lo  sviluppo.  E' una  battaglia  di  tutti che io
  chiedo di fare con serietà, pur nella distinzione dei ruoli e pur
  nella  dialettica   che   ci   vuole,  ma  con  grande  senso  di
  appartenenza.
       L'essere   siciliani  significa  dotare  questa  Sicilia  di
  infrastrutture civili degne del 2002.

     PRESIDENTE. Ha  facoltà di parlare il presidente della Regione
  per la replica.

     CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, lungi da
  me voler  fare  una  replica.  Soltanto  un  intervento che vuole
  essere assolutamente  in  sintonia  con  quello  che  è  stato un
  dibattito che  non  posso  che  giudicare  sereno  e propositivo,
  dibattito che  in  qualche  modo ha impegnato questo Parlamento a
  ricordare oltre  che  a  commemorare, e speriamo nell'impegno che
  tutti insieme  vorremo  mettere  nel  futuro, ad onorare anche le
  vittime della sciagura di Messina.
       Signor  Presidente,  in  questi giorni, sempre valutando dal
  punto di  vista  della  mia cultura politica, ho dovuto purtroppo
  leggere qualche dichiarazione o qualche presa di posizione che in
  altri tempi mi avrebbero fatto saltare per aria - ma ora comincio
  a moderare  anche il mio carattere - e che giudico partecipazione
  al dibattito, anche se devo esprimere con forza il mio dissenso,
  nel senso  che  chi  ha  voluto  fare  queste  dichiarazioni - mi
  riferisco  soprattutto  alle forzate dichiarazioni del segretario
  della CGIL del  settore trasporti che credo si chiami Giglio - ha
  obiettivamente forzato  e  dichiarato  delle  cose che non riesco
  minimamente ad immaginare da dove le abbia prese, pur rispettando
  il pensiero di tutti.
       Parto  da  questo  presupposto per volere ricordare a questo
  consesso  che  cosa è stato e come si è estrinsecato l'impegno di
  questo Governo  in  questi  mesi. E credo che ricordare le tappe,
  gli impegni  assunti  che  sono  quelli  che mettono, che ci sono
  sugli accordi,  con  le firme, che sono quelle che parlano perché
  le illazioni o  le  fantasie di qualcuno che ha voluto in qualche
  modo   immaginare  che  nuove  possibilità  di  intervento  nelle
  ferrovie  in  Sicilia  volesse  significare  l'abbandono di altri
  impegni, non  possono che rimanere tali; credo infatti che quando
  ci sono degli  atti  che  parlano  e  degli impegni che i governi
  prendono e sottoscrivono, tali debbono rimanere.
       Certo,  mi sono sforzato, devo dire, e l'ho fatto con grande
  voglia,   nella   speranza   di   potere   trovare   traccia   di
  interrogazioni,  prese di posizione autorevoli (per esempio anche
  dell'onorevole  Panarello  nella sua funzione di segretario della
  CGIL  dell'epoca), in  cui  con  forza  poneva  o aveva  posto il
  problema  come mai nei cinque anni precedenti nessuno del Governo
  nazionale che  si  fosse occupato, o che delle stesse ferrovie si
  fosse  occupato   su   ciò  che  stava  succedendo  nella  tratta
  Messina-Palermo.   E'   una   tratta   ferma   da   tempo  e  poi
  improvvisamente   si   capisce   che   c'è   un   problema  nella
  Palermo-Messina e  si  capisce che c'è questo problema quando c'è
  un  Governo   regionale   che  comincia  a  prendere  accordi,  a
  sottoscrivere accordi, a prendere impegni, a metterci le firme.

     CAPODICASA. Anche il governo da me presieduto l'ha fatto

     CUFFARO,   presidente   della   Regione.   Certo,   presidente
  Capodicasa, se  lei  mi  dà  il  tempo,  le  rispondo.  Mi faccia
  parlare, onorevole  Capodicasa,  non ho detto che non c'era stato
  nei passati governi l'impegno a fare la Palermo-Messina, ho detto
  cosa diversa,  ho  detto  che  non  c'era  nessun  intervento  di
  autorevoli sindacati  nel  contestare  che nulla si facesse nella
  Palermo-Messina nei  cinque  anni  precedenti  da  parte  di quel
  Governo nazionale  e  delle  Ferrovie  dello  Stato,  che  è cosa
  diversa dal dire che il Governo regionale non l'aveva fatta.
       L'italiano  ha  un significato, onorevole Capodicasa, non ho
  detto  e  non  volevo dire che lei non avesse preso impegni e che
  non  li avessero presi prima di lei l'onorevole Provenzano e dopo
  di lei l'onorevole Leanza

     CAPODICASA.  L'abbiamo  approvato in Giunta. Non dimentichi le
  cose più belle.

     CUFFARO,  presidente  della  Regione.  Non  dimentico  niente.
  Ripeto: l'italiano non è un optional  Non ho detto il Governo, ho
  detto  i  sindacati, gli stessi che oggi si sono accorti, invece,
  che c'è questo problema.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  ciascuno  di  voi ha svolto
  l'intervento,  adesso  è  il  turno del Presidente della Regione,
  lasciamo che completi il suo pensiero.

     PANARELLO. Cerco  di difendere chi non si può difendere perchè
  non è presente

     PRESIDENTE. Onorevole Panarello, si difende da solo.

     CUFFARO,  presidente  della  Regione. Signor Presidente vorrei
  fare il mio intervento, non voglio difendere niente, quando mi si
  porteranno   interventi,  nei  cinque  anni,  passati  contro  le
  ferrovie e  contro  il governo nazionale che non ha fatto niente,
  sarò disposto  a  ricredermi.  Oggi c'è un governo regionale e un
  governo nazionale  che hanno firmato un accordo di programma, che
  hanno messo  accanto  a  ogni  opera  da  realizzare  le relative
  risorse.

     CAPODICASA.  Presenteremo  una  mozione apposita e discuteremo
  nel merito.

     CUFFARO,  presidente  della  Regione.  Non  c'è  bisogno;  c'è
  l'accordo di programma. Se, onorevole Capodicasa, non l'ha ancora
  visto, lo può leggere e si renderà conto di cosa c'è scritto.
       Signor  Presidente  del  Parlamento,  voglio  ricordare  gli
  impegni  che il Governo regionale assieme al governo nazionale ha
  preso e  sta  portando  avanti.  Abbiamo  firmato  un  accordo di
  programma-quadro,  il  primo firmato, altri erano stati proposti,
  questo è  stato  firmato  dal  governo  regionale  e  dal governo
  nazionale il 5 ottobre 2001.
       Questo  accordo  di  programma-quadro,  mi limito soltanto a
  elencare   le   opere  ferroviarie,  non  certamente  quelle  dei
  trasporti, dei  porti  e  degli aeroporti, che pur sarebbe giusto
  ricordare come  l'onorevole  D'Antoni  suggeriva, ma mi limito al
  sistema  ferroviario, rimetteva come priorità la Palermo-Messina,
  la  Messina-Catania-Siracusa   e   il  nodo  di  Palermo  e  come
  interventi di interesse nazionale.
       C'è nello  stesso  accordo,  inoltre, una parte che riguarda
  gli interventi  di  interesse regionale, dove ci sono altre opere
  (tra cui  la Palermo-Agrigento ed altri interventi, non starò qui
  a ricordarle tutte, comprese alcune tra Catania e Trapani).
       Il  Governo  nazionale  ha  scelto,  su proposta del governo
  regionale,   di  inserire  nella  legge-obiettivo,  che  è  stata
  approvata dal Parlamento nazionale, anche la riqualificazione del
  nodo di Catania, per un valore complessivo di mille miliardi.
       Nell'accordo di programma-quadro si individuano risorse pari
  a  4.529 miliardi di lire per fare la Palermo-Messina, escluso il
  tratto  Castelbuono-Patti,  la Messina-Catania-Siracusa e il nodo
  di  Palermo, a fronte di una possibilità di risorse già esistenti
  di  3.589  miliardi. Per la realizzazione di queste opere mancano
  939 miliardi.
       La Castelbuono-Patti, che è una parte della Palermo-Messina,
  che   non  rientra  nella  Palermo-Messina  finanziata, perché  è
  stimato un  intervento  di  3.500  miliardi, non è stata inserita
  nell'accordo  di  programma-quadro con le relative risorse perché
  di questo tratto manca ancora la progettazione esecutiva.
       L'onorevole  Panarello  sa  che c'è una lunga discussione in
  merito  alla  progettazione  esecutiva di questo tratta che va da
  Castelbuono  a  Patti;  una  discussione  dove  ognuno di noi può
  pensarla  come  vuole,  ma  dove in qualche modo si sta rivedendo
  l'originaria  scelta  di  progettazione  esecutiva; in ossequio a
  nuove  scelte di impatto ambientale  le ferrovie stanno rivedendo
  la  progettazione  di  massima  per  farne una nuova, di un nuovo
  tracciato.
       Per   quanto  riguarda  sempre  la  Palermo-Messina,  alcune
  tratte,  se  siamo  interessati,  posso  elencarle tutte, però le
  conoscete  meglio  di  me,  si stanno materialmente eseguendo. Un
  tratto, sino ad ora non ancora cominciato, è il cosiddetto tratto
  Fiumetorto-Cefalù,   perché  anche  lì,  nonostante  sia  coperto
  economicamente  di  una  cifra pari a 460 miliardi di lire, anche
  queste scritte  nell'accordo e pronte per essere utilizzate, si è
  incappati, nonostante  il  progetto  esecutivo  sia pronto, in un
  contenzioso con  la  Sovrintendenza  ai  beni culturali perché il
  tracciato passava  vicino  al  sito  archeologico  di  Imera.
       Le Ferrovie  hanno  rivisto  la  possibilità  di  deviare il
  tracciato, che  è stato spostato a monte;  ciò è stato concordato
  con il  Governo  regionale  e adesso è alla Sovrintendenza per il
  parere del Consiglio  dei Beni culturali e da qui a poco speriamo
  possano riprendere  i lavori della Fiumetorto - Cefalù.
       E' vero,  manca  la copertura che va da Castelbuono a Patti.
  Questo è  un  impegno  che  il  Governo regionale ha continuato a
  ricordare,  continuando  a  mettere  la  Palermo-Messina  tra  le
  infrastrutture   prioritarie  come  scelta  di  governo.  Se  non
  bastasse  l'accordo  di  programma-quadro  firmato  il  5 ottobre
  2001 la  Giunta  di  Governo  ha approvato il piano regionale dei
  trasporti, il  cosiddetto  piano  direttorio,  in  data 27 giugno
  2002 e ancora  in  data  27  giugno  2002  la Regione a scanso di
  equivoci, di chi  sostiene  che  non eravamo più interessati alla
  Palermo -  Messina, il 27 giugno il Governo ribadisce la priorità
  del raddoppio  della  Palermo - Messina. E, come se non bastasse,
  c'è una nota  in  data 19 luglio, purtroppo il giorno prima della
  drammatica sciagura,  a  firma  del sottoscritto che ribadisce in
  una nota ANSA - che potete recuperare quando volete, perchè è una
  ANSA sulla  ADNKRONOS  -  ribadisce  non  solo  la priorità della
  Palermo - Messina e quindi anche della Castelbuono - Patti, ma si
  impegna a partecipare ad una conferenza che era stata programmata
  il 22 luglio  a  Messina,  per  ribadire la volontà che aveva già
  espresso con  nota  pubblicata  sull'ANSA  il 19 luglio. Questo a
  scanso di  equivoci, di  chi  in  qualche  modo voleva mettere in
  discussione  quali   erano  le  volontà  del  Governo  in  questo
  contesto.
       Ma il sistema ferroviario non può essere soltanto la Palermo
  - Messina, e  mi  dispiace  che  si  sia dovuto fare un dibattito
  importantissimo  facendo seguito purtroppo ad una sciagura.  Come
  mi dispiacerebbe  aprire un dibattito sulle autostrade qualora si
  dovessero  verificare,  come  purtroppo si stanno verificando, in
  molte parti  di  autostrade siciliane, incidenti che sono in gran
  parte da attribuire a responsabilità di manutenzione delle nostre
  autostrade che  sono  anche  dell'ANAS.  Il  sottoscritto,  e  mi
  rivolgo in particolare all'onorevole Oddo che è di Trapani e ne è
  a conoscenza,  ha fatto un intervento durissimo contro l'ANAS per
  l'ultimo gravissimo  incidente  nel quale due giovani hanno perso
  la vita sull'autostrada Palermo - Trapani appena quattro mesi fa,
  proprio  a   causa  di  responsabilità  della  tenuta  del  manto
  autostradale,  nelle  vicinanze  di  Campobello  di  Mazara.
       Noi stiamo tentando, e lo stiamo facendo con tutta la forza,
  di trovare  le  risorse  che  servono,  non  soltanto  a chiudere
  l'anello autostradale  siciliano  e  a  rifare  le autostrade che
  hanno bisogno  di  manutenzione, ma anche il sistema ferroviario.
  Sarebbe   certamente   importante   per  questo  Governo  che  su
  infrastrutture di  questo  tipo, che mettono in gioco e rimettono
  in discussione  lo  stesso sviluppo della nostra terra, non ci si
  dovesse   perdere   in   strumentalizzazioni   ed   in  faziosità
  partitiche.  Ringrazio l'onorevole D'Antoni per averlo ricordato,
  ma credo che la politica davanti a queste scelte ha il dovere non
  solo di  non  dividersi,  ma  di  costruire  insieme le occasioni
  perchè si  possa  essere come sistema Sicilia più forte per avere
  più possibilità  per  sedersi  attorno  ad  un tavolo ed ottenere
  quello che  serve.
       Le  mie  dichiarazioni  sul  sistema  ferroviario, onorevole
  Panarello,  non  si  riferiscono soltanto a quest'ultimo  periodo
  da   Presidente,   ma   risalgono  a prima.  L'ho  sempre  detto,
  l'onorevole Leanza  lo  sa,  perchè  ho  partecipato ad una delle
  riunioni in  cui  ci  si  voleva scaricare il sistema ferroviario
  regionale, e   non  certo  questo  Governo  ma quello precedente,
  quando abbiamo  resistito con forza dicendo che non avevamo paura
  a prenderci  la  responsabilità di un sistema ferroviario, ma che
  era ingeneroso  dare  ad  una  Sicilia  che stava tentando di far
  partire un progetto di sviluppo, una palla al piede che produceva
  ogni anno, e  produce  mille miliardi di deficit e non un sistema
  produttivo come quello che fa il sistema ferroviario lombardo che
  dà soldi.
       Lo abbiamo  gridato  già  allora  e ho continuato a farlo in
  questi giorni: il nostro è un sistema ferroviario che ha bisogno,
  dove non rifatto, di essere ammodernato e certamente controllato.
       E vi risparmio  quello  che  è il documento che la Giunta di
  Governo ha approvato  perché  entra  minuziosamente, sempre il 27
  giugno, non soltanto  sulle infrastrutture da realizzare ma anche
  sugli  obiettivi  da   raggiungere,  a  prescindere  dalle  nuove
  realizzazioni.
       Ne  leggo  qualcuno:  razionalizzazione  degli  impianti  di
  stazione   e   dei  nodi;  velocizzazione  delle  linee  mediante
  correzione di  tracciato;  eliminazione di passaggio a livello in
  modo da  aumentare la regolarità della circolazione ferroviaria e
  la fluidità; ammodernamento delle tecnologie, anche ai fini della
  riduzione   dei   costi  di  gestione  delle  linee  ferroviarie;
  ammodernamento    del    materiale    rotabile;   aumento   della
  potenzialità  di   alcune   tratte.  E  mi  fermo qui,  onorevole
  Capodicasa.
       Pertanto riteniamo, come  Governo,  di  avere  fatto  quanto
  ritenevamo giusto e possibile perché l'ammodernamento del sistema
  ferroviario,  le nuove  costruzioni, in  qualche  modo, potessero
  diventare realtà in Sicilia.
       Ci rendiamo,  altresì,  conto  che  non  è vero che il ponte
  sullo   Stretto   rischia  di  essere  l'alternativa  al  sistema
  ferroviario, tutt'altro.  Il  ponte  sullo  Stretto  è invece una
  forza  propulsiva   a   che  si  faccia  il  sistema  ferroviario
  autostradale siciliano. L'abbiamo ribadito più volte.
       Sarebbe impensabile  avere  il  ponte  sullo  Stretto se non
  avessimo prima  un  ottimo sistema ferroviario ed una ottima rete
  autostradale.
       Non avrebbe alcun senso,  anzi.  Il  ponte deve stimolarci a
  fare prima ed  a  fare meglio. E non deve stimolare soltanto noi,
  deve stimolare  anche il Governo nazionale, in questo caso l'ANAS
  e le Ferrovie  a  rendere  la Sicilia, e non soltanto la Sicilia,
  anche    la    Calabria    certamente,   dal   punto   di   vista
  infrastrutturale,  pronta  ad  avere la possibilità di utilizzare
  un'opera quale quella del ponte sullo Stretto di Messina.
       Riteniamo in  questi mesi di avere fatto tutto questo. Forse
  avremmo potuto fare di più, non c'è dubbio  Sempre si può fare di
  più.
       Anzi, il mio intervento  è  teso,  in  questo Parlamento, ad
  invitarvi, insieme a me ed  a  questo  Governo,  a  fare  di più,
  perché se su queste cose  c'è  l'intesa,  se  su  questo  c'è  il
  Parlamento, credo che anche l'azione di Governo rischia di essere
  più forte.
       Onorevole Panarello,  mi  scusi,  se  cedo ad una tentazione
  personale, non  è  riferito  a  lei,  ma  è  certamente  riferito
  all'autorevole giornale  del  suo Partito che è "L'Unità", che ha
  voluto meschinamente stamattina dedicarmi una intera pagina...

     PANARELLO. Mezza pagina.

     CUFFARO,  presidente  della  Regione.  Mezza.  Io  l'avevo  in
  fotocopia. Ma vedo che lei l'ha letto, mi fa piacere
       Meschinamente ha  voluto dedicare a me ed alla mia famiglia,
  come se  la  mia famiglia avesse interessi sul trasporto gommato.
  Mio padre ha fatto da sempre il maestro di scuola elementare, non
  si è arricchito e non ha fatto affari col trasporto, perché non è
  proprietario di  alcuna linea di cui oggi parla il suo autorevole
  giornale di Partito.
       Siccome io non  ho  modo  di farglielo sapere, se può - o se
  può il  suo  segretario  regionale - faccia  sapere  che  si  sta
  parlando di  una  cosa  che  non  mi  appartiene,  perché  la mia
  famiglia ha una  sola concessione che va da San Biagio Platani ad
  Agrigento, 30  chilometri  che  fa 20 passeggeri al giorno.  Cosa
  totalmente opposta  dalle vergogne che oggi "L'Unità" vuole dire,
  sostenendo  che   c'è   un   governatore  che  ferma  il  sistema
  ferroviario per fare arricchire la sua famiglia.

               (Applausi dai banchi di centro e di destra)

       Io, se fosse il  mio  giornale, il giornale del mio Partito,
  mi vergognerei, perché credo  che  non sia giusto e, soprattutto,
  chi ha voluto dare  queste notizie, che certamente non sono vere,
  e ne parlo col cuore, perché  so  di  avere  le  carte in regole,
  credo  che farebbe  bene,  perché  purtroppo  ancora  una  volta,
  tentando  di  colpire  un  Presidente  che  è  stato  eletto  dai
  Siciliani, si continua a colpire un'intera Regione, come ha fatto
  ieri sera, il dottor  Santoro  con "Sciuscià" e come continuano a
  fare in questi giorni.
       Io questo accorato appello, ho voluto  farlo, mi scusi se ho
  ceduto a questa  piccola  tentazione  personale ma l'accetti come
  'le ragioni del cuore' come  dice il mio amico, parlo con lei per
  parlare del suo giornale, non  ce  l'ho  con  lei e lei sa quanta
  stima ho per il suo operato.
       Concludo   questo   mio   intervento,   signor   Presidente,
  accettando di buon  grado  l'invito  dell'onorevole  Capodicasa a
  parlare dell'accordo  di programma quadro sull'intera possibilità
  dei trasporti, anzi, credo  sia  giusto  che  si  faccia  al  più
  presto, prima di essere  costretti  a  farlo  per  qualche  altro
  incidente  drammatico   che  potrebbe  verificarsi  sulle  nostre
  autostrade.
       Concludo chiedendo, in maniera accorata, a questo Parlamento
  una sensibilità che c'è già, ma  soprattutto un aiuto affinché il
  ruolo di questo governo possa essere più forte e più incisivo per
  ottenere quanto serve alla Sicilia per continuare il suo processo
  di sviluppo.

     PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  la  mozione  n.  146  degli
  onorevoli Ferro, Orlando, Miccichè, Morinello e Raiti.

     CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRACOLICI. Onorevole Presidente,  avevo  chiesto al Presidente
  dell'Assemblea di iscrivermi a  parlare per dichiarazione di voto
  prima della sua replica, poiché  non  ho  avuto  l'opportunità di
  farlo  nel corso della discussione  generale, e  però  non  posso
  sottrarmi anche dal dare una  valutazione  sulle  cose che lei ha
  appena detto sgombrando il campo, e voglio farlo con nettezza, da
  una polemica che non ci appartiene e non mi appartiene, nel senso
  di trasformare una questione  politica, una questione che attiene
  al Governo della Sicilia, al  ruolo  della  Sicilia,  al rapporto
  della nostra Regione  col  Governo  nazionale,  trasformare tutto
  questo in una polemica personale.
       Non condivido e non apprezzo  scivolare  su terreni che sono
  ben  lontani  dalla  polemica  politica.  Detto  questo, desidero
  ripartire dalle cose che sono  avvenute,  mentre c'erano ancora i
  morti da estrarre dalle lamiere.  E  chi  ha  aperto una polemica
  violenta, spostando su un  terreno  estraneo alla questione della
  quale  in  quel momento  c'era  bisogno  di  discutere  -  vorrei
  ricordarlo a lei, onorevole  Presidente - è stato il suo alleato,
  onorevole  Gianfranco  Micciché,  il  quale  dalla  sua  casa  di
  campagna  dove  insieme  con  lei  coordinava  le  operazioni  di
  soccorso ...

     CUFFARO, Presidente della  Regione.  Onorevole Cracolici ho un
  annuncio da farle: fuori piove

     PRESIDENTE. Con tuoni e fulmini,  speriamo  che sia un segnale
  per la crisi idrica

     CRACOLICI.  Io non vorrei però  che  domani  si  dica  che  la
  pioggia di oggi non è  servita  a  nulla   Perchè  ormai funziona
  così, quando piove si dice che  non è  servito  a  nulla.  Se  si
  potesse  sospendere  la  pioggia   per   un   paio  d'ore,  visto
  l'appuntamento che ci attende da qui a qualche minuto.
       Dicevo, voglio  ricordare  ciò, onorevole Presidente, perché
  chi ha aperto un fronte di polemica stupido - così lo definisco -
  e falso nel merito e nel metodo perché  io vorrei sapere in quale
  atto sia stata in  qualche  modo  determinata  la  contrarietà da
  parte della sinistra, del movimento ambientalista sulla necessità
  del raddoppio della  linea Palermo-Messina, perchè lei, onorevole
  Presidente, deve rispondere  di  questo, poichè Presidente di una
  maggioranza alla quale  appartiene;  e quando esponenti della sua
  maggioranza spostano su quel  terreno il confronto e la polemica,
  non ci si può aspettare fiori dall'altro lato.
       Sono state dette  cose false perchè il raddoppio della linea
  Palermo-Messina è  un'esigenza  posta  da  tutti  i  siciliani  -
  compresi gli ambientalisti  - come oggi, onorevole Presidente, ha
  ricordato il sindaco di  quel  coordinamento  dei sindaci che nel
  messinese è nato  non  all'indomani della sciagura ferroviaria ma
  nel 1996, quando si  bloccarono  i  cantieri  nella  Peloritana e
  quando,  grazie  a   quel   movimento   dei   sindaci   e   delle
  organizzazioni  sindacali,  anche   in   quel   territorio  si  è
  determinata la possibilità di  far  sì che il Governo nazionale -
  il  Governo  nazionale   dei  cinque  anni  scorsi,  quello  cioè
  presieduto   dall'onorevole    Prodi    -    emanò   il   decreto
  "sblocca-cantieri" che consentì  di sbloccare quell'opera che, da
  qualche  mese,  è  in   esercizio   in   un  tratto  della  linea
  Palermo-Messina.
       Onorevole Presidente  della  Regione,  vorrei ricordarle che
  quello stesso Governo nazionale  ha  finanziato  ed ha dato corso
  alla progettazione esecutiva sulla tratta Fiumetorto-Cefalù.
       Dunque, è  stata  vostra  intenzione impiantare una polemica
  partendo da un  dato  di  difficoltà  che  avevate  e che risulta
  essere l'oggetto della mozione  che  ha  -  credo  -  come  primo
  firmatario l'onorevole Panarello e  per  la quale dichiaro il mio
  voto favorevole.
       Lei, onorevole Presidente  della  Regione,  può ben dire che
  l'A.P.Q.   prevede  come   priorità   il  raddoppio  della  linea
  Palermo-Messina sottoscritto il 5  ottobre,  ma il decreto che il
  suo  Governo  nazionale  ha  emanato  -  il  cosiddetto  "decreto
  Lunardi", la legge cosidetta "obiettivo" - ha indicato come linea
  da finanziare per  la  progettazione preliminare la realizzazione
  della linea Castelbuono-Catania,  e le dichiarazioni da lei fatte
  - assieme all'onorevole  Miccichè  ed assieme all'ingegnere Mauro
  Moretti in Sicilia e  poi  Cimoli,  con  la  Conferenza  stampa e
  l'intervista  sul  "Sole  24  ore"  del  dottor  Cimoli  lasciava
  chiaramente  trasparire   che   la   realizzazione   della  linea
  Castelbuono-Catania-Messina era  alternativa  al  raddoppio della
  linea Patti-Castelbuono.
       Possiamo girarci  intorno:  oggi,  tutti possiamo fingere di
  trovarci di fronte  alla  sciagura;  chi  la spara più grossa per
  essere a favore del raddoppio. Questi sono i fatti e lei rispetto
  a questi fatti ha il dovere di rispondere sul terreno personale e
  ben  lungi da  noi  di  trasformare  una  polemica  politica  nei
  confronti del suo  Governo e del Governo nazionale che rimane una
  polemica sulle scelte che avete cambiato in corso d'opera.

     FORGIONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  nel  mio
  intervento ho  parlato  dell'orientamento  del  Gruppo  al  quale
  appartengo sulle  mozioni;  orientamento  che,  a  conclusione di
  questo dibattito, riconfermo  per  cui  non  voterò  le  stesse e
  l'impostazione che contengono.
       Non mi  ha  convinto  chi  ha collegato l'ammodernamento del
  sistema dei trasporti siciliani e delle tratte ferroviarie, delle
  quali abbiamo discusso stasera in questa sede, alla realizzazione
  del  ponte  sullo  Stretto  di  Messina;  non  mi  convince  chi,
  centrodestra e centrosinistra,  non  mette  in  discussione  quel
  processo di privatizzazione  che  considera  queste  Ferrovie  le
  tratte  secondarie, un ramo  secco   e  che  sta  provocando  una
  devastazione  anche  nelle   condizioni  di  lavoro  nel  sistema
  ferroviario  e  nell'Azienda   'Treni  Italia'.  Non  mettere  in
  discussione  il  ponte   e   le  privatizzazioni  vuol  dire  non
  affrontare questa questione.  Per  questo  tutte  le  mozioni del
  centrodestra  e del  centrosinistra  le  ritengo,  e  continuo  a
  ritenerle, ipocrite perché  non  affrontano le questioni vere che
  abbiamo di fronte, soprattutto parlando del sistema ferroviario.
       C'è un'altra  questione, onorevole Presidente della Regione,
  che nelle sue dichiarazioni  viene  elusa: il Sud della Sicilia è
  considerato o un ramo secco o una palla al piede perché, al di là
  degli  accordi  che   lei  sottoscrive,  la  politica  della  sua
  maggioranza e del  Governo  nazionale al quale lei fa riferimento
  la dettano due nemici giurati del Mezzogiorno e della Sicilia che
  si  chiamano  Bossi  e  Tremonti.  Per  questo,  anche  lei, come
  governatore dello  schieramento  del  Polo, viene considerato una
  palla al piede da  sopportare  o, magari, da accontentare, ma non
  sicuramente  un   rappresentante   di  una  Regione  sulla  quale
  investire
       Proprio  per   questo,   onorevole   Presidente,  non  posso
  accettare le sue posizioni su un punto delicato che da stamattina
  emerge. Io  non condivido l'impostazione giornalistica dell'Unità
  - parlo da giornalista -  io  credo  che  nei  confronti  del suo
  Governo, noi sviluppiamo  l'opposizione più netta e più radicale.
  continueremo  a  tenere   questa   opposizione  netta  sul  piano
  politico,  ma  io da  stamattina  sento  una  voglia  di  attacco
  all'informazione.

     FORMICA. La disinformazione

     FORGIONE. Ed in questo posso avere opinioni diverse dalle sue,
  onorevole Presidente della  Regione,  e  da quelle dell'onorevole
  Formica, l'ho detto e lo ripeto...

     CUFFARO,  Presidente   della   Regione.  E  della  libertà  di
  informazione

     FORGIONE... e della  libertà  di  informazione, per fortuna la
  Costituzione ancora su questo  non  è stata modificata, si ci sta
  provando con una Costituzione  materiale   Ed io difendo anche la
  qualità giornalistica, indipendentemente anche dalle mie opinioni
  rispetto a quel  prodotto  giornalistico e televisivo. Io difendo
  la qualità giornalistica  alta di "Sciuscià" e dei professionisti
  che vi lavorano. Guai se noi...

     PISTORIO. Non è un fatto estetico, è un fatto di sostanza

     FORGIONE... E' un fatto  anche  di  merito,  difendo  anche il
  merito  di  quella   trasmissione   e   rifiuto   l'idea,  e  qui
  l'espressione del Presidente  della  Regione  è  stata  grave per
  quanto mi riguarda, e  parlo da giornalista e da democratico: chi
  attacca  il Presidente  della  Regione  attacca  la  Sicilia   Io
  rifiuto questa idea, onorevole  Presidente,  che cozza con la sua
  cultura cattolica e  democratica.  Si può attaccare il Presidente
  della Regione avendo  un'altra  idea  della  Sicilia  rispetto  a
  quella del Presidente della Regione.
       Guai  se  qui   ci   imbarchiamo,  come  era  stato  chiesto
  stamattina  in   Conferenza   dei  Capigruppo,  nel  chiedere  un
  pronunciamento del  Parlamento contro una trasmissione televisiva
  o  un  articolo   di  stampa,  perché  questo  farebbe  emergere,
  onorevole Presidente della Regione, sedimenti di cultura politica
  che stanno nella sua  maggioranza  e  non  sono mai morte, ma non
  sono  iscritte   nell'antifascismo   che  è  a  fondamento  della
  Costituzione italiana

     PRESIDENTE.  Pongo in  votazione  la  mozione  n.  146,  degli
  onorevoli Ferro, Orlando,  Miccichè,  Morinello, Raiti. Il parere
  del Governo?

     CUFFARO, Presidente della  Regione. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                           (Non è approvata)

       Pongo  in votazione  la  mozione  n.  130,  degli  onorevoli
  Leanza  Vincenzo,  Franchina,  Formica,  Baldari,  Ardizzone,  Lo
  Monte, Panarello, Beninati,  Genovese,  Paffumi.  Il  parere  del
  Governo?

     CUFFARO, Presidente della  Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvata)

                   DISCUSSIONE DI DISEGNI DI LEGGE

     PRESIDENTE.  Si passa  al  punto  VI  dell'ordine  del giorno:
  "Discussione di disegni di legge".

                         RICHIESTA DI PRELIEVO

     CUFFARO, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CUFFARO, Presidente  della Regione.  Signor Presidente, poichè
  il disegno di legge  al  nostro  esame  ritengo necessiti una più
  ampia ed approfondita discussione, chiedo il prelievo del disegno
  di legge n. 307/A, posto  al  numero  2) del VI punto dell'ordine
  del giorno.

    SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "NUOVE NORME SUI
    COLLEGAMENTI  MARITTIMI CON  LE  ISOLE  MINORI  DELLA  SICILIA.
    DISPOSIZIONI PER GLI  UFFICI  DELLA  MOTORIZZAZIONE CIVILE" (N.
    307/A)


   Presidenza del presidente Lo Porto


     PRESIDENTE.  Non sorgendo  osservazioni,  si  procede  con  il
  seguito della discussione del  disegno  di legge n.  307/A "Nuove
  norme  sui collegamenti  marittimi  con  le  isole  minori  della
  Sicilia.   Disposizioni   per  gli  uffici  della  motorizzazione
  civile", posto al n. 2 del VI punto dell'ordine del giorno.
       Invito  i  componenti   la   IV   Commissione   "Ambiente  e
  Territorio" a prendere posto nell'apposito banco.

     ACIERNO, relatore. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ACIERNO,   relatore.   Signor   Presidente,   intervengo   per
  evidenziare che tutti  gli  emendamenti  presentati al disegno di
  legge non hanno  trovato  copertura  finanziaria  in  Commissione
  Bilancio e, dunque,  sono  da ritenersi decaduti. Ne rimarrebbero
  due che, a mio  avviso,  sono  estranei  alla  materia che stiamo
  trattando e,  quindi, dovrebbero essere dichiarati inammissibili.
  In  considerazione  di  ciò,  si  potrebbe  passare  direttamente
  all'esame dell'articolato e  completare  l'esame  del  disegno di
  legge.

     PRESIDENTE.  Onorevole Acierno,  mi  lasci fare il mio lavoro,
  che cerco di farlo al meglio

     ODDO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ODDO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, mi limiterò, in
  pochi minuti, ad esprimere un paio di considerazioni riguardanti,
  innanzitutto,  il  metodo   adottato   per   quanto  concerne  la
  discussione  in  Commissione   Bilancio   che   è  quello  di  un
  automatismo, ormai quasi  odioso,  di  tranciare in maniera netta
  tutto ciò che è materia di emendamenti e tranciarlo, addirittura,
  senza alcuna motivazione plausibile  e, da questo punto di vista,
  ragionevole.
       Posso capire che c'è un Governo che, tutto sommato, sostiene
  la tesi: "Non impiego  una  lira per quanto concerne le questioni
  vere e reali che riguardano le isole minori". E sottolineo questa
  miopia, il modo in cui  si  vuole  impostare  una politica per le
  isole solo a  parole,  perché,  onorevole  Presidente,  le vorrei
  ricordare, anche se impegnato  in altra discussione, che lei e la
  sua Giunta avete tenuto a  Pantelleria  -  fino a pochi mesi fa -
  una Giunta di Governo proprio  per dare dei segnali precisi di un
  interesse particolare da  parte  del  suo  Governo alla questione
  dell'insularità  nel  suo  complesso  e  alle  problematiche  che
  derivano da essa.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  capisco  che  ci sono fatti
  importanti,  ma  vi  invito  a  liberare i banchi del Governo per
  consentire  all'onorevole  Oddo di svolgere il suo intervento per
  la   storia   e  per  i  resoconti  e  andare  rapidamente  verso
  l'approvazione della legge.

     ODDO.  Signor Presidente,  per  la  verità,  non  mi interessa
  parlare per la storia e  per  il  resoconto  e  gradirei  per due
  minuti esatti che  l'onorevole Presidente mi ascoltasse.
       Non c'è una visione  strategica per quanto concerne le Isole
  minori; so delle difficoltà, come lo sanno altri colleghi, che si
  vivono in quelle Isole. So che le questioni fondamentali non sono
  state affrontate; ci limitiamo  e  si  limita  questo  Governo ad
  allinearsi  semplicemente  rispetto  alle  direttive  comunitarie
  perché non ne può fare  a  meno  o  si  limita ad intervenire sui
  collegamenti marittimi con  nuovi stanziamenti perché  non ne può
  fare  a meno e perché  ci  sono  scadenze  e,  quindi,  sempre  e
  continuamente in un clima di emergenza.
       Manca  una  visione  strategica ed una impostazione vera per
  quanto concerne le questioni e le problematiche che riguardano le
  Isole minori. Si  trova,  invece, disponibilità  finanziaria  per
  altre  leggi come il  buono  scuola  che  sconvolgono, invece, un
  assetto dal punto  di  vista anche e soprattutto dell'istruzione.
  Non  si  trovano, però,  pochi  spiccioli  per  far  fronte  alle
  questioni  che riguardano  le  Isole  minori
       Tutto ciò, signor Presidente, non  mi pare che possa passare
  inosservato con tutte le  urgenze  che noi questa sera abbiamo in
  ordine di tempo, mi pare  che sia abbastanza serio, non credo che
  potremmo  semplicemente  contentarci   di  ciò.  Per  giunta,  la
  Commissione Bilancio ne fa quasi  un  punto a suo favore nel dire
  che non esiste emendamento  che  questa sera trovi possibilità di
  essere discusso in Aula;  come  dire  che la previsione di tenere
  una conferenza regionale sui trasporti annuale impegni chissà che
  cosa, come dire  liquidiamo  le  partite  contentandoci sempre di
  poco, non affrontando le  questioni  vere  e  reali  di chi vive,
  invece, in quelle Isole.
       Vedete, da questo punto  di  vista è inaccettabile ciò che è
  accaduto e non mi innamoro delle questioni sollevate con i nostri
  emendamenti, assolutamente no   Mi innamoro e mi sono innamorato,
  come voi sicuramente sapete, delle problematiche che si vivono in
  quelle  Isole:   dal   diritto   alla   salute,   alle  questioni
  riguardanti i collegamenti, la funzionalità dei servizi a partire
  dal trasporto dei rifiuti.  Su  questo  non mettiamo mano, questo
  Governo non propone  nulla,  propone  solo un timido allineamento
  alle questioni comunitarie  e  un  intervento  di  emergenza,  un
  intervento tampone.
       Non accetto questo  modo  di  proporre  all'Aula  disegni di
  legge   che    sono   assolutamente   insufficienti   e   tendono
  semplicemente  a  colmare   lacune   che   ormai  sono  diventate
  decennali. Pertanto, annuncio  che  tale  questione sarà un punto
  della nostra battaglia politica.

     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi,  ricordo che in una precedente
  seduta era stata chiusa  la  discussione generale ed approvato il
  passaggio all'esame degli  articoli.
       Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                                  Art. 1.
                   Economicità ed efficienza dei servizi

          1.  L'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni
       ed   i  trasporti,  al  fine  di  potenziare  i  collegamenti
       marittimi  con le isole minori della Sicilia, con riferimento
       al   quadro   complessivo   del   traffico  mediterraneo,  in
       conformità  agli  indirizzi  stabiliti  dal Regolamento CE n.
       3577/92  del  7  dicembre  1992  e dal decreto legislativo 11
       settembre  2000,  n.  296,  procede  all'individuazione della
       rete   dei   servizi   secondo   criteri  di  economicità  ed
       efficienza, nel rispetto delle esigenze generali di mobilità.

          2.  La  scelta dei vettori è effettuata mediante ricorso a
       procedure   concorsuali   in    conformità   alla   normativa
       comunitaria e nazionale sugli appalti di pubblici servizi.

          3.  Le  gare  pubbliche,  vengono  aggiudicate  secondo il
       criterio   dell'offerta  economicamente  più  bassa,  tenendo
       conto,   altresì,  dei  requisiti  di  cui  alla  lettera  e)
       dell'articolo 3.

          4.  L'esercizio  dei servizi di collegamento marittimo con
       le isole minori  è  regolato  da contratti di servizio aventi
       durata non superiore  a  cinque anni. E' vietato il ricorso a
       proroghe di contratti  in  scadenza,  salvo che non ricorrano
       comprovate condizioni di straordinaria ed obiettiva gravità.
       Lo  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                                  Art. 2.
                               Bandi di gara

          1.  Il  Dipartimento  regionale  trasporti e comunicazioni
       emana i bandi  di  gara  per  l'affidamento  dei  servizi  di
       collegamento marittimo con le isole minori.

          2. I bandi  di  gara, di cui al comma 1, devono soddisfare
       le esigenze di  trasporto  di  persone con o senza veicoli al
       seguito, nonché di automezzi con autista adibiti al trasporto
       di mezzi.

          3. I  bandi,  relativi  ai  servizi  effettuati  con  navi
       traghetto,  devono  prevedere, altresì, anche l'effettuazione
       di corse  riguardanti il trasporto di merci appartenenti alle
       categorie   speciali  e/o  pericolose,  come  definite  dalla
       vigente  legislazione   di   settore  e  nel  rispetto  della
       normativa vigente per  la sicurezza del trasporto, al fine di
       garantire   i  sicuri  e  necessari  approvvigionamenti  agli
       abitanti delle isole minori.
       Lo  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                                  Art. 3.
                            Contenuto dei bandi

          1. I  bandi devono contenere indicazioni chiare e precise,
       in particolare, in ordine:

          a) alle reti dei servizi da affidare;

          b) alle tariffe  da  applicare  sulle  tratte  in  cui  si
       articolano le reti dei servizi;

          c) agli obblighi relativi al livello ed alla frequenza dei
       servizi;

          d)   ai   requisiti  di  idoneità  morale,  finanziaria  e
       professionale,   richiesti   ai  sensi  dell'articolo.  12  e
       seguenti  del  decreto legislativo 17 marzo 1995, n.  157, di
       attuazione  della direttiva 92/50/CE in materia di appalti di
       servizi  pubblici,  per  il  conseguimento  della  prescritta
       abilitazione all'esercizio dell'attività armatoriale;

          e)  al  numero  delle  unità  navali  da  impiegare,  alle
       caratteristiche   tecnico-costruttive   con   riguardo   alla
       capacità di  trasporto  in  sicurezza  di mezzi e passeggeri,
       nonché ai requisiti tecnici minimi richiesti;

          f) al  rispetto dei contratti collettivi di lavori vigenti
       nello Stato  di bandiera, nonché al rispetto delle condizioni
       stabilite dallo  Stato  ospitante  in  materia di equipaggio,
       emanate dallo  Stato  italiano  ai  sensi dell'articolo 3 del
       regolamento CE 3577/92;

          g) alla prestazione di adeguata fidejussione;

          h) all'importo a base d'asta dei servizi da affidarsi. Non
       sono ammesse offerte  che  eguagliano  o superano il prezzo a
       base d'asta fissato dall'amministrazione appaltante.
       Lo  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.
                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                                  Art. 4.

                     Vigilanza e controllo dei servizi

          1.  La   vigilanza   ed   il   controllo  sui  servizi  di
       collegamento  marittimo  è affidata al Dipartimento regionale
       trasporti e comunicazioni.

          2. Per le  finalità  di  cui  al comma 1, i funzionari del
       Dipartimento  regionale  trasporti e comunicazioni incaricati
       della vigilanza  e  del  controllo  sono  dotati  di apposita
       tessera  identificativa  per  'controllo,  vigilanza e libera
       circolazione'   sui  mezzi  in  esercizio,  finalizzata  alla
       puntuale  osservanza  delle  modalità  operative previste dai
       bandi di cui alla presente legge.
       Lo  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.
                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                                  Art. 5.
                             Norme finanziarie

          1. Al  fine  di  consentire  l'espletamento dei servizi di
       collegamento marittimo  con  le  isole  minori,  dal  momento
       dell'attivazione  del  nuovo  sistema  di  affidamento  degli
       stessi mediante  procedure  concorsuali,  è  autorizzata,  la
       spesa di 24.015 migliaia  di euro per l'anno 2003 e di 23.757
       migliaia di euro per l'anno 2004.

          2. La spesa di cui al comma 1 trova riscontro nel bilancio
       pluriennale della  Regione  U.P.B. 4.2.1.5.2 (capitolo 215704
       accantonamento codice 1013).
       Lo  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                                  Art. 6.
              Piano regionale dei trasporti e disposizioni per gli
                     uffici della motorizzazione civile

          1. Per le  finalità  di  cui  all'articolo  1  della legge
       regionale  14  giugno   1983,   n.   68  è  autorizzata,  per
       l'esercizio finanziario 2002,  la  spesa  di  500 migliaia di
       euro.

          2. Per  l'informatizzazione degli uffici provinciali della
       motorizzazione  civile   della  Sicilia  è  autorizzata,  per
       l'esercizio finanziario 2002,  la  spesa  di  200 migliaia di
       euro.

          3. All'onere di cui ai  commi  1  e  2 si provvede, per la
       competenza, con  parte  delle disponibilità di cui all'U.P.B.
       4.2.1.5.2 (capitolo 215704)  e  per  la cassa con parte delle
       disponibilità dell'U.P.B. 4.2.1.5.1 (capitolo 215711).

       Comunico  che è  stato  presentato  dal  Governo  l'allegato
  emendamento 6G.
       Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

     BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in votazione l'articolo 6 nel testo risultante.. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Comunico che sono  stati presentati gli allegati emendamenti
  aggiuntivi:

    -  dagli   onorevoli  Oddo,  Speziale,  Capodicasa,  Cracolici,
    Crisafulli, De  Benedictis,  Giannopolo,  Panarello,  Villari e
    Zago:  emendamenti 6.2, 6.5,  6.8,  6.9,  6.10, 6.11, 6.1, 6.3,
    6.4, 6.6, 6.7;

    - dall'onorevole Croce: emendamento 6.12.
       Dichiaro improponibili gli emendamenti 6.2 e 6.5.
       Pongo  in  votazione   l'emendamento   6.8.  Il  parere  del
  Governo?

    CASCIO,  assessore  per  il   turismo,  le  comunicazioni  e  i
  trasporti. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     BENINATI, presidente della Commissione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti seduto; chi è contrario si
  alzi.
                            (E' approvato)

       L'emendamento 6.9 è improponibile.
       Pongo  in  votazione   l'emendamento  6.10.  Il  parere  del
  Governo?

    CASCIO,  assessore  per  il   turismo,  le  comunicazioni  e  i
  trasporti. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti seduto; chi è contrario si
  alzi.
                          (Non è approvato)

       Pongo  in  votazione   l'emendamento  6.11.  Il  parere  del
  Governo?

    CASCIO,  assessore  per  il   turismo,  le  comunicazioni  e  i
  trasporti. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     BENINATI, presidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti seduto; chi è contrario si
  alzi.
                          (Non è approvato)

       Gli emendamenti 6.1, 6.3 e 6.4 sono inammissibili.
       Gli emendamenti 6.6, 6.7, 6.12 sono improponibili.
       Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                               'Art. 7

          1.   La presente  legge  sarà  pubblicata  nella  Gazzetta
       ufficiale  della  Regione  siciliana  ed entrerà in vigore il
       giorno successivo a quello della sua pubblicazione.

          2. E' fatto obbligo a  chiunque  spetti di osservarla e di
       farla osservare come legge della Regione.'.
       Lo pongo in votazione. Chi  è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Comunico  che  è   stato   presentato  dagli  onorevoli  Oddo,
  Speziale,  Panarello e  Giannopolo  l'allegato  emendamento  T1  al
  titolo del disegno di legge.
       Non sorgendo  osservazioni, rimane stabilito che l'emendamento
  verrà esaminato in sede  di  votazione  finale del disegno di legge
  che avverrà in altra seduta.
       Onorevoli colleghi, la seduta  è rinviata a martedì, 30 luglio
  2002, alle ore 17.30 con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


      I - COMUNICAZIONI.

     II - LETTURA AI SENSI  E  PER  GLI  EFFETTI  DEGLI  ARTICOLI 83,
          LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:

     N. 147  "Interventi   presso  il  Governo  nazionale   per  la
              conferma   dei  precedenti  organici   del  personale
              amministrativo delle scuole siciliane", degli  onore-
              voli Tumino, Barbagallo, Genovese, Gurrieri, Vitrano,
              Zangara.

    III - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

       1) - "Provvedimenti urgenti nel settore dell'edilizia popolare
          e per gli immobili di Siracusa-Ortigia" (n.  393/A) (Segui-
          to)

          Relatore: on. Beninati.

       2)- "Modifiche ed integrazioni  alla  legge regionale 6 aprile
          1996, n.  29, concernente  norme  in materia di autoservizi
          pubblici non di linea in servizio di piazza". (N. 367/A).

          Relatore: on. Lo Curto.

     IV - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       - "Nuove norme  sui collegamenti marittimi con le isole minori
          della Sicilia. Disposizioni per gli uffici della motorizza-
          zione civile" (n. 307/A).

      V - ELEZIONE DI  QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
          PER LA GESTIONE  DEL  FONDO  DI  ROTAZIONE PER IL COMMERCIO
          ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART. 9 DELLA LEGGE REGIONALE
          4 AGOSTO 1978, N. 26.

     VI - ELEZIONE DI  TRE COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
          LA GESTIONE  DEI  FONDI  ISTITUITI  PRESSO  L'IRFIS  PER LE
          PICCOLE E  MEDIE  IMPRESE, PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6
          MAGGIO 1981, N. 96.

     VII- ELEZIONE  DI   NOVE  COMPONENTI  DELLA  CONSULTA  REGIONALE
          DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.

   VIII - ELEZIONE DI UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
          TUTELA DELL'AMBIENTE.

     IX - ELEZIONE DI  NOVE  COMPONENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
          BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.

      X - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
          SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.

     XI - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO REGIONALE  PER  L'INVENTARIO,  LA CATALOGAZIONE E LA
          DOCUMENTAZIONE   GRAFICA,   FOTOGRAFICA,   AEROFOTOGRAFICA,
          AUDIOVISIVA.

    XII - ELEZIONE DI  SEI  COMPONENTI ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE
          PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.

   XIII - ELEZIONE  DI TRE  MEMBRI  DEL  COMITATO  REGIONALE  PER  LA
          PROGRAMMAZIONE  SPORTIVA   SCELTI   TRA  I  COMPONENTI  DEI
          CONSIGLI PROVINCIALI SCOLASTICI.

    XIV - ELEZIONE DI  CINQUE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE PER
          LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.

     XV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI PALERMO.

    XVI - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI CATANIA.

   XVII - ELEZIONE DI  TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.

  XVIII  - ELEZIONE DI TRE  RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI CATANIA.

    XIX - ELEZIONE DI  TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI MESSINA.

     XX - ELEZIONE  DI   UN   COMPONENTE   DEL   COMITATO   DIRETTIVO
          DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.

    XXI - ELEZIONE  DI   TRE   COMPONENTI   DEL  CONSIGLIO  DIRETTIVO
          DELL'ISTITUTO   REGIONALE  DI  RICERCA,  SPERIMENTAZIONE  E
          AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.

    La seduta è tolta alle ore 22.00.

    (Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 00.10 del 25 luglio
    2002)