Presidenza del vicepresidente Fleres
PRESIDENTE. Comunico che del verbale della seduta precedente
verrà data lettura nella seduta successiva.
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni:
- con richiesta di risposta orale:
n. 715 "Soluzione dei problemi di distribuzione idrica ad Erice
(TP)"
- Assessore lavori pubblici
Firmatario: Oddo
n. 716 "Adeguata manutenzione dell'autostrada A29, Palermo -
Trapani.
- Assessore lavori pubblici
Firmatario: Oddo.
ANNUNZIO DI INTERPELLANZA
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
n. 53 "Applicazione agli agricoltori siciliani delle agevolazioni
finanziarie previste dalla legge Sabatini"
- Assessore Agricoltura e foreste
Firmatario: Oddo
Informo, ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del vicepresidente Fleres
DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e
153 del Regolamento interno, delle mozioni:
- N. 148 "Storno delle somme derivanti dalle pubblicazioni degli
avvisi e dei bandi di gara su un periodico edito dall'Assemblea
regionale siciliana o dalla Fondazione 'Federico II'", degli
onorevoli Spampinato, Raiti, Ferro, De Benedictis, Miccichè;
- N. 149 "Iniziative finalizzate al rispetto delle disposizioni
speciali sancite dall'art. 14 della legge regionale n. 28 del
1999, in materia di riforma del commercio", degli onorevoli Fleres,
Catania Giuseppe, Maurici, Beninati;
- N. 150 "Iniziative finalizzate ad assicurare la gratuità delle
visite mediche per tutti gli atleti agonisti e non, fino al
compimento del 18 anno di età", degli onorevoli Barbagallo,
Genovese, Gurrieri, Tumino, Vitrano, Zangara;
- N. 151 "Risanamento e potenziamento delle linee ferrate
siciliane", degli onorevoli Lo Monte, D'Antoni, Basile, Sanzeri,
Amendolia;
- N. 152 "Notizie sulla mancata immissione in ruolo del personale
docente ed Ata per l'anno scolastico 2002/2003", degli onorevoli
Morinello, Ferro, Miccichè, Raiti.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
BASILE, segretario:
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- è in corso di approvazione la legge riguardante
'Norme in materia di opere pubbliche Disciplina
degli appalti di lavori pubblici, di fornitura, di
servizi e nei settori esclusi';
- il comma 3 dell'art. 23 di tale disegno di legge
prevede che: 'per i lavori di importo pari o
superiore a un milione di euro ed inferiore alla
soglia comunitaria, gli avvisi ed i bandi di gara
sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della
Regione siciliana, e per estratto, su uno dei
principali quotidiani nazionali con particolare
diffusione nella regione e su almeno tre quotidiani
regionali, nonchè su almeno un periodico edito
dall'Assemblea regionale siciliana o dalla
Fondazione Federico II';
- al comma 111 dell'art. 23 del disegno di legge in
questione si prevede che: 'le spese relative alla
pubblicità devono essere inserite nel quadro
economico del progetto tra le somme a disposizione
dell'amministrazione ...';
CONSIDERATO che:
- le somme a disposizione dell'amministrazione esposte
nel quadro economico del progetto rientrano, insieme
a quelle a base d'asta dei lavori, tra quelle del
finanziamento dell'opera pubblica;
- la Regione siciliana figurerebbe al tempo stesso,
tramite la Fondazione Federico II o altro periodico,
erogatore di finanziamenti e beneficiario dei
corrispettivi pagati per la pubblicazione degli
avvisi e dei bandi di gara,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad intervenire riducendo il finanziamento annuale
della Fondazione Federico II di un importo pari alle
somme incamerate, nello stesso arco temporale, per
le pubblicazioni degli avvisi e dei bandi di gara." (148)
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- la legge regionale 22 dicembre 1999, n. 28, relativa
alla riforma del commercio, sancisce anche gli orari
di apertura degli esercizi commerciali, compresi
quelli del settore alimentare;
- in particolare, i commi 2 e 3 dell'art. 14
stabiliscono che i Sindaci, sentite le
organizzazioni di categoria, per gli esercizi in
parola devono garantire l'apertura al pubblico sia
nel caso di due festività consecutive che in quello
della chiusura infrasettimanale;
- secondo i dati forniti dalle associazioni dei
consumatori e le numerose denunce presentate dai
cittadini, risulta che solamente un numero esiguo di
Comuni della Sicilia ha definito le modalità per
adempiere agli obblighi previsti dai commi 2 e 3
dell'art. 14 della citata legge,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a porre in essere tutte le iniziative utili al fine
di verificare se i Comuni abbiano adempiuto a quanto
disposto dai commi 2 e 3 dell'art. 14 della legge
regionale n. 28 del 1999 e, qualora ciò non fosse
avvenuto, a sanzionare quelli che non si sono ancora
attivati." (149)
"L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- è già esecutivo il Decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri, pubblicato in Gazzetta Ufficiale
l'8 febbraio 2002, nel quale sono definiti i Livelli
essenziali di assistenza;
- detto Decreto non include tra le visite mediche
gratuite quelle per l'attività sportiva agonistica e
non, le quali sono, pertanto, a totale carico
dell'utente;
- con circolare del 25/02/02, l'Assessore regionale
per la sanità, ha recepito tale Decreto con decorrenza
immediata, confermando l'esclusione delle visite
medico-sportive dalle prestazioni sanitarie essenziali e
gratuite;
- recentemente si è appresa (a mezzo stampa) la
volontà dell'Assessorato regionale per la sanità di
ripristinare la gratuità delle visite mediche soltanto
per gli atleti agonisti fino all'età di 14 anni;
- prima dell'entrata in vigore del suddetto D.P.C.M.
le visite per gli atleti agonisti fino al compimento del
18 anno di età erano del tutto gratuite, come previsto
dall'art. 1, comma 4 della legge n. 724 del 1994;
CONSIDERATO che:
- le società sportive sono da tempo gravate da
difficoltà economiche che mettono seriamente a rischio
la prosecuzione della normale attività;
- un'ulteriore e rilevante spesa per una giusta
prevenzione e per il controllo della salute dei ragazzi,
comporterebbe:
- un collasso dello sport giovanile, tanto importante
la crescita, per la maturità, l'allontanamento dalle
devianze minorili e per la riduzione della dispersione
scolastica;
- un invito a disattendere la legge sull'obbligarietà
delle visite mediche, mettendo a rischio la salute di
migliaia di ragazzi che praticano sport;
- uno svuotamento dei servizi pubblici di medicina
dello sport e una sottoutilizzazione dei medici
specialisti che lavorano nelle AUSL;
- la recente legge regionale n. 36 del 2000 subordina
il tesseramento degli atleti agli accertamenti ed alle
certificazioni previste, la cui violazione comporta una
sanzione amministrativa;
- la promozione di nuovi stili di vita e della tutela
sanitaria di chi pratica sport è presente, quale
obiettivo primario, nel piano sanitario regionale
2000/2002 (art. 5.1.1 e 5.2.4) e nel recente piano
sanitario nazionale 2002-2004 (progetto 9 punto b);
- lo sport, infatti, migliora la salute e previene
numerose condizioni di morbosità, disabilità e mortalità
pre-matura: l'atleta, in altre parole, si ammala di meno
e costa meno al servizio sanitario nazionale;
- sono tante le federazioni che non usufruirebbero
della gratuità delle visite in quanto la propria
attività agonistica inizia non prima dei 14 anni;
- si creerebbe disparità con gli atleti delle altre
regioni d'Italia che, pur recependo il D.P.C.M., hanno
trovato le risorse per assicurare le visite mediche
gratuite a tutti gli atleti minorenni fino ai 18 anni di
età;
- il Decreto in oggetto esclude dai Livelli
essenziali di assistenza solo le certificazioni mediche
di idoneità sanitaria (come elencato nell'Allegato 2A
punto e) e non le prestazioni;
CONSIDERATO, altresì che i massimi organismi regionali del CONI,
delle Federazioni Sportive e degli Enti di promozione
sportiva stanno valutando tra le iniziative da assumere
il blocco immediato dello sport siciliano, qualora non
venga riconosciuto al movimento sportivo quanto
legittimamente richiesto;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a porre in essere ogni iniziativa necessaria per
assicurare la gratuità della visita medica per tutti gli
atleti minorenni;
- ad emanare le direttive per uniformare i servizi
pubblici ASL di medicina dello sport della Sicilia;
- a potenziare i servizi pubblici di medicina dello
sport delle AUSL;
- a mettere in atto, altresì, tutte le iniziative
necessarie al raggiungimento della piena tutela
sanitaria delle attività sportive ed alla riduzione
dell'onere sopportato dalle società sportive per gli
adempimenti in materia." (150)
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- - il tragico incidente sulla linea ferrata di
Rometta (ME), il 20 luglio scorso, irrompe con
drammatica prepotenza sulla scena politica
regionale, caratterizzata dal quarantennale
immobilismo dei passati Governi regionali e
nazionali e delle stesse ex Ferrovie dello Stato;
- la questione del raddoppio della linea nella tratta
Palermo-Messina e della manutenzione della linea
ferrata regionale, in stato di grave abbandono, è da
tempo al centro dell'attenzione della politica
siciliana;
- il Governo regionale è, oggi più che mai, costretto
ad attuare politiche in favore del trasporto su
rotaie per renderlo più sicuro ed efficiente, ma
anche per offrire una valida alternativa alla
congestione del traffico urbano delle grandi città;
RITENUTO che rispetto a quanto accade al trasporto ferrato
europeo, la Sicilia è più che fanalino di coda,
poichè i finanziamenti previsti dai Piani generali
dei trasporti, dai contratti di Programma e dai
Piani di Impresa del gruppo FS per il raddoppio di
binario sulle dorsali 'Messina-Palermo' e
'Messina-Catania', non hanno trovato riscontro in
opere effettivamente realizzate;
CONSIDERATO che:
- le opere di risanamento infrastrutturale della rete
ferrata regionale sono state effettuate solo
parzialmente, mentre non trovano a tutt'oggi
riscontro la realizzazione di altre opere
finanziate;
- lo stato di degrado ed obsolescenza del parco
rotabile , con mezzi di trazione ormai da rottamare,
la dice lunga sul disinteresse delle politiche
regionali in materia di trasporti ferroviari;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad intervenire presso il Governo nazionale ed il
gruppo FS per la disposizione urgente di adeguati
finanziamenti, affinché il disposto dai Piani
generali dei trasporti possa avere un effettivo
riscontro nella realizzazione di opere
infrastrutturali, tra cui, prioritariamente, la
realizzazione del raddoppio e la cura delle linee
ferrate siciliane." (151)
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
CONSIDERATO che:
- i Centri servizi amministrativi (ex Provveditorati
agli studi), su indicazione del Ministero
dell'Istruzione devono provvedere alla nomina in
ruolo degli insegnanti dei diversi ordini e gradi
entro il termine ultimo del 31 luglio, (termine
stabilito lo scorso anno dal Ministro Moratti per le
operazioni di nomina da parte dei provveditorati);
- il Ministero dell'Istruzione ha varato il decreto
che fissa gli organici del personale docente per il
prossimo anno scolastico, in base al quale dovevano
essere formate le classi;
- tale decreto prevedeva 8.500 posti in meno per
l'anno 2002/2003 nonostante un incremento della
popolazione scolastica;
- i mass-media hanno reso nota la corrispondenza tra
il Ministero dell'Economia e delle Finanze e quello
all'Istruzione, che riportava dubbi sulla
disponibilità di risorse finanziarie adeguate a
garantire l'immissione in ruolo di un numero di
insegnanti adeguato alle effettive esigenze della
scuola;
- i fondi disponibili, a detta dei Ministri in
questione, avrebbero comunque permesso l'immissione
in ruolo di un numero di insegnanti compreso tra le
9.000 e le 21.000 unità;
- forte è stata l'apprensione manifestata in questi
giorni dal mondo della scuola, preoccupato che oltre
ai tagli annunciati, già di per sè lesivi del
diritto allo studio, il ritardo che ha accompagnato
la definizione delle graduatorie permanenti possa
mettere in pericolo anche le rimanenti immissioni in
ruolo;
- la mancata comunicazione ad oggi dell'organico di
fatto (elemento indispensabile senza il quale i
Centri servizi amministrativi non possono provvedere
ad effettuare le nomine a tempo determinato) sembra
scaturire da un rinvio volontario che cela la
volontà politica e la reale intenzione del Governo
nazionale di non procedere ad alcuna nomina per il
prossimo anno scolastico;
RILEVATO che:
- la scuola è un diritto fondamentale e come tale è
inconcepibile che il Governo nazionale non
predisponga la copertura finanziaria per garantire
l'assunzione di un numero congruo di insegnanti per
garantire il diritto allo studio;
- il precedente Governo fin dal 2000 aveva individuato
la necessità dell'assunzione in ruolo di 30.000
insegnanti per l'anno scolastico 2002/2003;
- la mancata assunzione degli insegnanti rappresenta
una scelta politica gravissima contro i diritti
degli studenti ad avere insegnanti stabili, contro
le aspettative dei lavoratori precari e contro la
scuola pubblica;
- lo stesso Ministro Moratti ha emanato in questi
giorni una circolare che da le direttive ai Centri
servizi amministrativi per provvedere alla nomina
dei supplenti annuali e fino al termine delle
attività didattiche, palesando la possibilità di
procedere a nomine a tempo indeterminato dopo
l'avvio dell'anno scolastico;
- il problema è ancora più grave per il personale Ata,
poichè il ritardo nella compilazione delle
graduatorie permanenti provinciali e degli elenchi
dei trasferimenti pone in pericolo anche le nomine
a tempo determinato, a fronte di ben 22.000 posti
vacanti;
PRESO ATTO che:
- l'ultima circolare del Ministero dell'Istruzione
chiarisce e conferma i dubbi precedentemente
espressi, per cui per l'anno scolastico 2002/2003
non avverrà nessuna nomina in ruolo, se non per
immissioni con decorrenza giuridica e non economica;
- ad oggi sono almeno 60.000 le cattedre vacanti che
attendono di essere coperte da insegnanti stabili;
- i sindacati della scuola hanno annunciato iniziative
clamorose contro il Ministero dell'Istruzione;
RITENUTO che:
- fra le regioni maggiormente colpite dai tagli e
dalle mancate immissioni in ruolo vi è la Sicilia,
regione che registra un incremento della popolazione
scolastica;
- le scelte del Ministero dell'Istruzione colpiscono
la qualità della scuola di tutti i gradi,
penalizzando in particolar modo gli interventi
contro la dispersione scolastica, i progetti, il
tempo pieno e l'integrazione degli studenti
stranieri;
- è compito di tutte le Istituzioni impegnarsi per
garantire il diritto allo studio e un regolare avvio
del prossimo anno scolastico,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad intervenire tempestivamente e con decisione
presso il Ministero dell'Istruzione e quello delle
Finanze affinchè si prendano tutti i provvedimenti
necessari per garantire il diritto allo studio nella
nostra regione;
- a concordare con il Ministero dell'Istruzione, per
l'anno scolastico 2002/2003, criteri per organici
d'istituto realmente funzionali all'esercizio del
diritto allo studio nella nostra regione, superando
definitivamente il sistema delle risposte alle
emergenze, provvedendo quindi alla nomina di tutti
gli insegnanti necessari per coprire le cattedre
vacanti e permettere di conseguenza un corretto
inizio dell'anno scolastico." (152)
PRESIDENTE. Dispongo che le predette mozioni vengano demandate
alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perchè se ne
determini la data di discussione.
DISCUSSIONE DI DISEGNI DI LEGGE
PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Presidenza del vicepresidente Fleres
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "PROVVEDIMENTI
URGENTI NEL SETTORE DELL'EDILIZIA POPOLARE E PER GLI IMMOBILI DI
SIRACUSA-ORTIGIA" (N. 393/A)
PRESIDENTE. Si procede con il seguito della discussione del
disegno di legge n. 393/A "Provvedimenti urgenti nel settore
dell'edilizia popolare e per gli immobili di Siracusa-Ortigia",
posto al n. 1) del III punto dell'ordine del giorno.
Invito i componenti la IV Commissione "Ambiente e territorio" a
prendere posto nell'apposito banco.
Onorevoli colleghi, ricordo che l'esame del disegno di legge
era stato sospeso nella seduta n. 71 del 17 luglio 2002, dopo
l'approvazione del passaggio all'esame degli articoli.
Invito il deputato segretario a dare lettura dell'articolo 1.
BASILE, segretario:
Art. 1.
Censimento ed assegnazione alloggi
1. I comuni e gli istituti autonomi per le case
popolari provvedono, entro novanta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, ad integrare i dati
del censimento effettuato ai sensi dell'articolo 2 della
legge regionale 5 febbraio 1992, n. 1 e dell'articolo 6 della
legge regionale 9 dicembre 1996, n. 47, censendo anche i
soggetti che alla data del 31 dicembre 2001 avevano in
godimento di fatto alloggi di edilizia sovvenzionata,
realizzati o acquistati con finanziamenti regionali o con
assegnazione di fondi dello Stato alla Regione o al comune,
sempre che si tratti di alloggi per cui manchi un
provvedimento di assegnazione.
2. A seguito della individuazione dei soggetti
occupanti alla data del 31 dicembre 2001 alloggi di edilizia
residenziale economica e popolare, il comune o l'ente gestore
provvede, ai sensi dell'articolo 2 della legge regionale 5
febbraio 1992, n. 1, all'assegnazione degli alloggi a coloro
che li detengono in via di fatto ed aventi requisiti per
l'assegnazione degli stessi ed alla stipula del relativo
contratto di assegnazione, a condizione che l'occupazione non
abbia sottratto il godimento dell'alloggio ad assegnatario
già in possesso di decreto di assegnazione in relazione a
graduatoria approvata e pubblicata a norma di legge, che
l'ente gestore recuperi tutti i canoni e le spese accessorie
dovuti a decorrere dalla data di occupazione e che
l'occupante rilasci le parti comuni del fabbricato, nonché
gli ambienti o le superfici non rientranti nell'originaria
consistenza dell'alloggio e le sue pertinenze eventualmente
occupate. L'ente gestore può consentire rateizzazioni, anche
mensili, dei canoni pregressi, della durata complessiva non
superiore a dieci anni, applicando gli interessi nella misura
del tasso legale.
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati gli allegati
emendamenti:
- dagli onorevoli Sanzeri, Lo Monte e Amendolia: emendamento 1.2;
- dagli onorevoli Oddo, Crisafulli, Panarello, Villari e Zago:
emendamento 1.4;
- dagli onorevoli Villari, Oddo, Panarello e Cracolici:
emendamento 1.1;
- dagli onorevoli Villari, Oddo, Zago e Cracolici: emendamento
1.3 e subemendamento 1.1.1 all'emendamento 1.1;
- dagli onorevoli Oddo, Villari, Zago e Panarello: subemendamento
1.4.1 all' emendamento 1.4;
- dalla Commissione: emendamento 1.5 e 1.6;
- dal Governo: emendamento 1.7.
RAITI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAITI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non posso fare
a meno di sorprendermi in relazione al disegno di legge in
discussione, in quanto, se non ricordo male - e vorrei che sia
l'onorevole Assessore che il Presidente della Commissione mi dessero
delucidazioni al riguardo - l'argomento principale, oggetto di
questo disegno di legge, è stato affrontato nella legge finanziaria
n. 2 del 2002, e precisamente all'articolo 23.
In quell'articolo della Finanziaria noi abbiamo riflettuto,
ragionato ed infine approvato una serie di modalità che
disciplinavano il riscatto degli alloggi popolari e non solo, cioè
di quegli alloggi pubblici che dovrebbero essere trasferiti a
soggetti legittimati o meno o che si occupa l'immobile.
Mi chiedo e chiedo al Governo ed al Presidente della
Commissione: cosa è cambiato da marzo, circa 3 mesi fa, ad oggi?
Che elementi di grande novità ci sono per permettere a questa
Assemblea di legiferare sulla stessa materia a distanza di pochi
mesi, quando su altri problemi di ben più alta natura, di ben più
alto spessore, si perdono mesi e mesi a discutere senza che si
affrontino in Aula i relativi disegni di legge? Se non ho capito
male, vorrei che ciò mi fosse spiegato.
Altro aspetto che particolarmente mi preoccupa è che il cardine
di questo disegno di legge viene incentrato soprattutto su due
argomenti principali che, se è quello l'interesse e l'intenzione del
disegno di legge, creano particolare difficoltà.
Innanzitutto, mi riferisco all'articolo 2 laddove si parla
specificamente della soppressione del comma 2, dell'articolo 2,
della legge 2 cioè della legge finanziaria. Quell'articolo, se non
ricordo male, proposto dal Governo ed approvato da questa Assemblea,
prevedeva che gli immobili ceduti con il riscatto, e non solo,
fossero ceduti al prezzo di mercato; si quantificava, cioè, il
patrimonio della Regione, oggetto delle cessioni, fatto con soldi
regionali dello Stato sulla base di una valutazione del mercato.
Tale decisione era nata dopo una serie di ragionamenti fatti in
Commissione "Bilancio" e da alcune prese di posizione da parte della
stampa che evidenziava che, se fosse passata una norma diversa, che
era quella inserita in un primo tempo nella legge finanziaria, si
sarebbe permesso di svendere parte del patrimonio della Regione a
prezzi ridicoli.
Ricordo che sul quotidiano "La Repubblica" del febbraio 2002
era scritto che vi erano degli appartamenti siti a Palermo, in via
Notarbartolo, di un valore di circa 500-600 milioni delle vecchie
lire, immobili che sulla base del testo originario sarebbero potuti
andare in cessione ad un prezzo di 70-80 milioni delle vecchie lire.
Ci fu un acceso dibattito a seguito del quale il Governo riformulò
il comma 2 di quell'articolo, specificando che la cessione sarebbe
stata fatta sulla base del valore di mercato.
Oggi, nel disegno di legge in discussione viene reintrodotto il
sistema previsto nel testo di legge originario: viene, cioè,
introdotta una sanatoria generalizzata e la possibilità di svendere
parte del patrimonio della nostra Regione a prezzi veramente
ridicoli.
Se non è questo l'intendimento del disegno di legge, gradirei
che il Governo ed il Presidente della Commissione me lo spiegassero,
perché può darsi che io abbia capito male.
Altro argomento che mi desta particolare preoccupazione e che
tra l'altro era stato già affrontato sempre nella legge finanziaria
è l'articolo 3 che riguarda la possibilità che le Commissioni
aggiudicatrici delle graduatorie relative agli alloggi popolari
siano sostituite da un dipendente del comune indicato dal sindaco.
Anche qui, se non ricordo male, lo stesso articolo 23 della legge n.
2/2002 affrontò l'argomento stabilendo che fosse un funzionario
nominato dal sindaco e non un dipendente a sostituire le commissioni
aggiudicatrici e che le graduatorie formulate dal funzionario
fossero sottoposte, per dare un controllo democratico alle
graduatorie, al Consiglio comunale. Oggi quella norma, se fosse
approvato il disegno di legge nella sua formulazione attuale,
verrebbe ad essere vanificata, perché si stabilisce che è un
dipendente del sindaco che si sostituisce alle commissioni
aggiudicatrici o di valutazione delle graduatorie.
Soltanto questi due elementi viziano totalmente l'assetto, la
finalità e la filosofia del disegno di legge e pertanto sollevo
queste mie perplessità, che vorrei fossero in. Concludendo, chiedo
al Governo, nell'ambito della discussione generale, che mi dica se è
stato cambiato orientamento politico da marzo ad oggi, che mi
illustri i motivi che hanno spinto il Governo a cambiare questo
orientamento politico. Se il Governo mi convincerà del fatto che ho
preso un abbaglio, sarò pronto a rivedere le mie posizioni.
RICHIESTA DI PRELIEVO DI DISEGNI DI LEGGE
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
avanzare una proposta: abbiamo quattro disegni di legge da
esaminare, oltre quello che stiamo discutendo; se potessimo
incardinare i quattro disegni di legge prima di continuare la
discussione in corso, daremmo il tempo per potere presentare gli
emendamenti entro le 24 ore successive.
Così facendo, potremmo andare avanti; la discussione generale
potremmo rinviarla all'articolo 1 di ogni disegno di legge e domani
o, al massimo, dopodomani potremmo tentare di chiudere la sessione
estiva.
Dato che in Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari
si è stabilito di concludere l'esame dei disegni di legge numeri
393, 367, 2985, 459 e 293, procedendo in questo modo, accelereremmo
l'iter degli stessi e avremmo a disposizione la giornata di domani
per proseguire e tentare di definire i lavori d'Aula.
Questa é la proposta che desidero sottoporre alla valutazione
della Presidenza e dell'Aula.
GIANNOPOLO. Signor Presidente l'onorevole Cintola dimentica che
é pronto per l'Aula anche il disegno di legge relativo agli
autoservizi pubblici non di linea in servizio di piazza ...
CINTOLA. L'ho citato.
GIANNOPOLO. Le chiedevo, signor Presidente, di valutare anche
l'ipotesi di completare l'esame del disegno di legge 393 già avviato
e dopo di incardinare i disegni di legge di cui parlava l'onorevole
Cintola.
PRESIDENTE. Onorevole Giannopolo, la richiesta dell'onorevole
Cintola riguarda soprattutto i tempi per la presentazione degli
emendamenti. Essa mira sostanzialmente ad avviare la decorrenza del
termine per la presentazione degli eventuali emendamenti; ciò
consentirebbe, con il sacrificio di tutti, di concludere la sessione
estiva nella serata di domani.
Questo è il senso della sua richiesta.
GIANNOPOLO. La conclusione dell'esame dei disegni di legge
dipende da cosa succede in Aula.
PRESIDENTE. Certamente, onorevole Giannopolo, però se noi
creiamo le condizioni regolamentari affinché alcuni passaggi siano
più celeri, è sicuramente meglio.
Se non ci sono altre osservazioni, così resta stabilito.
Presidenza del vicepresidente Fleres
DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "MODIFICHE ED INTEGRAZIONI ALLA
LEGGE REGIONALE 6 APRILE 1996, N. 29 CONCERNENTE NORME IN MATERIA
DI AUTOSERVIZI PUBBLICI NON DI LINEA IN SERVIZIO DI PIAZZA"
(367/A)
PRESIDENTE. Si procedee con la discussione del disegno di legge
"Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 6 aprile 1996, n.
29, concernente norme in materia di autoservizi pubblici non di
linea in servizio di piazza" (n. 367/A), posto al numero 2.
Invito i componenti la Commissione "Ambiente e territorio" a
prendere posto al banco delle commissioni.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Lo Curto, relatore del
disegno di legge, per svolgere la relazione.
LO CURTO , relatore. Mi rimetto al testo della relazione
scritta.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa
la discussione generale.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che il termine per la presentazione degli emendamenti è
fissato per domani mattina alle ore 11.
Presidenza del vicepresidente Fleres
DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "NORME IN MATERIA DI LAVORO,
CULTURA ED ISTRUZIONE" (2985/A)
PRESIDENTE. Si procede con le discussione del disegno di legge
"Norme in materia di lavoro, cultura ed istruzione" (2985/A), posto
al numero 3.
Invito i componenti la Commissione "Cultura, formazione e
lavoro" a prendere posto al banco delle commissioni.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Baldari, relatore del disegno
di legge, per svolgere la relazione.
BALDARI, relatore. Mi rimetto al testo della relazione scritta.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa
la discussione generale.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che il termine per la presentazione degli emendamenti è
fissato per domani mattina alle ore 11.
Presidenza del vicepresidente Fleres
DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "VARIAZIONI AL BILANCIO DELLA
REGIONE ED AL BILANCIO DELL'AZIENDA DELLE FORESTE DEMANIALI DELLA
REGIONE SICILIANA PER L'ANNO FINANZIARIO 2002 E PRIME MISURE
SALVA DEFICIT" (N. 459/A)
PRESIDENTE. Si procede con la discussione del disegno di legge
"Variazioni al bilancio della Regione ed al bilancio dell'Azienda
delle foreste demaniali della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2002 e prime misure salva deficit" (n. 459/A), posto al
numero 4.
Invito i componenti la Commissione "Finanza, bilancio e
programmazione" a prendere posto al banco delle commissioni.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Croce, relatore del disegno
di legge, per svolgere la relazione.
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto al
testo della relazione scritta.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa
la discussione generale.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che il termine per la presentazione degli emendamenti è
fissato per domani mattina alle ore 11.
Presidenza del vicepresidente Fleres
DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "NORME PER LA SEMPLIFICAZIONE
AMMINISTRATIVA" (N. 293/A)
PRESIDENTE. Si procede con la discussione del disegno di legge
"Norme per la semplificazione amministrativa" (N. 293/A), posto al
numero 5.
Invito i componenti la Commissione "Affari istituzionali" a
prendere posto al banco delle commissioni.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Lo Monte, relatore del
disegno di legge, per svolgere la relazione.
LO MONTE , relatore. Mi rimetto al testo della relazione
scritta.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa
la discussione generale.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che il termine per la presentazione degli emendamenti è
fissato per domani mattina alle ore 11.
Presidenza del vicepresidente Fleres
CONGEDO
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Acierno ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
Non sorgendo osservazioni, il congedo s'intende accordato.
Presidenza del vicepresidente Fleres
RIPRENDE IL SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N. 393/A
PRESIDENTE. Si riprende il seguito della discussione del disegno
di legge n. 393/A.
CROCE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CROCE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido la
relazione del disegno di legge, ma desidero aggiungere qualche
riflessione in relazione soprattutto all'articolo 1, che mi sembra
dettato dall'emergenza. Ecco perché ci siamo permessi, l'onorevole
Beninati ed io, di presentare questo disegno di legge; un disegno
di legge che nasce dalla volontà di superare una situazione
difficilissima.
Il mio intervento vuole richiamare il dibattito che c'è stato
all'atto della finanziaria, quando avevamo già, all'articolo 24,
posto in essere un emendamento che poi è stato impugnato dal
Commissario dello Stato. A seguito dell'impugnativa, abbiamo preso
la decisione di ripresentare, senza volontà di sfida e senza
arroganza, un disegno di legge che rispondesse ai drammi che molti
cittadini siciliani vivono.
Abbiamo avuto nei giorni scorsi, proprio a Palermo, la fase più
acuta di questa vicenda (parlo di chi ha occupato abusivamente un
alloggio) e allora, quando il Commissario dello Stato fece una
riflessione sull'argomento, gli fu detto che, tutto sommato, era
poca cosa.
Non è poca cosa, e lo dimostra soprattutto un'indagine che è
stata fatta; l'ho fatta io insieme con l'onorevole Beninati,
scrivendo a tutti i presidenti degli IACP siciliani, a tutti i
sindaci delle città capoluogo, e il risultato non è certamente poca
cosa: si parla di più di diecimila alloggi occupati abusivamente in
Sicilia. E', quindi, un problema che non può essere né nascosto né
sottovalutato.
Sono argomenti, questi, che voglio orientare verso una
soluzione positiva della vicenda ma, soprattutto, chiarire alcuni
aspetti fondamentali che servono, che aiutano noi a capire meglio ed
al Commissario dello Stato a tentare una via positiva della
questione.
Per cercare di dare una motivazione anche tecnica, intendo
riassumere questa vicenda leggendo una breve nota che servirà
sicuramente a tutti noi ed al Commissario dello Stato che ha
impugnato l'articolo 24 della finanziaria.
In effetti, nell'impugnare l'articolo 24 della finanziaria 2002
il Commissario dello Stato, dopo avere ricordato che la Corte
Costituzionale, con la sentenza numero 1 del 1992, aveva ritenuto
legittima la norma regionale del 1992, che prevedeva la
regolarizzazione, l'occupazione abusiva di alloggi di edilizia
popolare, in quanto si era provveduto, in quel caso, per la
necessità di fronteggiare un'emergenza sociale e di ordine pubblico,
motiva la decisione di impugnare la norma del 2002 su dati di fatto
che sembrerebbero escludere quei presupposti.
Scrive, infatti, il Commissario dello Stato, nell'impugnativa:
"Come si evince dai chiarimenti forniti, il fenomeno delle
occupazioni abusive degli alloggi popolari non è di dimensioni tali
da compromettere in maniera rilevante l'ordine sociale".
In relazione a tale motivazione, unitamente al presidente della
Commissione 'Lavori pubblici', onorevole Beninati, ripeto, lo scorso
aprile abbiamo scritto a tutti i presidenti degli IACP siciliani, ai
sindaci dei comuni capoluogo di provincia richiedendo loro i dati
aggiornati e capillari del fenomeno.
Abbiamo avuto ampio riscontro alla nostra richiesta, abbiamo i
dati in Commissione e possiamo garantire che si tratta di una
situazione che testimonia una diffusa e capillare emergenza sociale
con gravi implicazioni di ordine pubblico e grave impatto sulla
capacità operativa degli istituti.
Particolarmente significativa la nota del Prefetto di Palermo
inviata alla Commissione 'Bilancio', al Presidente della Regione e a
tutte le autorità lo scorso 2 luglio. In quella nota il Prefetto
Profili, dopo aver dato conto di avere inviato alla Presidenza del
Consiglio dei Ministri ed al Ministro degli Interni dati
significativi circa l'entità ed il particolare rilievo
dell'emergenza in argomento, trasmette un fax, già inviato alla
Presidenza dell'Assemblea lo scorso 24 aprile, nel quale scrive:
"avendo appreso dalla stampa della iniziativa di legge degli
onorevoli Croce e Beninati auspico un riordino normativo della
materia, non mancando di sottolineare lo stato di tensione sociale
che caratterizza la situazione di Palermo, dove sono in
programmazione numerosi interventi di sgombero da parte delle forze
dell'ordine, la cui attuazione comporterà certamente situazioni di
grave tensione sociale'. Questo quanto certifica testualmente il
Prefetto di Palermo.
Siamo dunque di fronte ad una situazione che ci impone di
riconsiderare una problematica affrontandola alla luce di una serie
di approfondimenti che ci consenta di risolvere la situazione in
maniera convincente. Questo è l'articolo 1.
Poi desidero fare una riflessione sull'articolo 2 e
sull'articolo 3. Non sono innamorato né dell'articolo 2 né
dell'articolo 3. Gli articoli 2 e 3 nascono dall'esigenza di
chiarire situazioni che si sono determinate nella nostra Regione.
In particolare voglio, richiamando l'intervento dell'onorevole
Raiti, sempre puntuale e preciso, soffermarmi sull'articolo 2,
perché credo che in proposito una riflessione vada fatta. Quando
in finanziaria abbiamo approvato quell'emendamento, ricordo che
quell'emendamento non fu presentato dal Governo, fu presentato da un
gruppo di parlamentari e fatto proprio dal Governo.
Lo scenario è questo, lo abbiamo tutti davanti e lì abbiamo
fatto un po' di confusione. Questa confusione ha fatto registrare
ai presidenti degli Istituti autonomi case popolari siciliani una
serie di difficoltà nell'applicare quella norma, tant'è vero che il
sistema dei riscatti in Sicilia allo stato è bloccato.
Desidero semplicemente farne cenno, poi sarà il Governo
eventualmente o il Parlamento a dire se siamo d'accordo o non siamo
d'accordo sull'articolo 2 così come è stato posto. Ma il problema è
serio, perché si tratta di una serie di disparità di trattamenti.
Allora bisogna che ognuno di noi rifletta prima di avventurarsi sul
terreno in cui non ha una buona conoscenza.
Un'altra notazione che intendo consegnare al Parlamento è la
seguente.
In sede di finanziaria 2002 si erano approvate una serie di
disposizioni tendenti a favorire il processo di dismissione del
patrimonio edilizio degli IACP. Essenziale in questo processo era
il meccanismo normativo di determinazione dei prezzi di cessione
degli alloggi.
Il comma 2 dell'articolo 23 della finanziaria 2002, introdotto
con un emendamento in Aula, modificò l'impianto della norma così
come era stata discussa e definita in Commissione di merito ed in
Commissione 'Bilancio' ed ha finito con lo stravolgere il contenuto
della disposizione stessa, introducendo modalità di determinazione
di quei prezzi che, a detta degli stessi presidenti degli IACP
siciliani, hanno di fatto bloccato un processo che è determinante
per avviare il risanamento degli istituti.
L'abolizione del comma 2 dell'articolo 23 allinea il meccanismo
ai precedenti criteri realizzando in tal modo anche un principio di
equità tra coloro che procedono al riscatto. Ecco perché nasce
l'articolo 2.
Per quanto riguarda l'articolo 3 che parla delle commissioni,
per le assegnazioni degli alloggi, noto che ci sono delle
difficoltà. Molti colleghi la pensano in modo diverso da come la
pensiamo io, l'onorevole Beninati o l'onorevole Lo Giudice;, su
questa questione però c'è un problema organizzativo e morale.
Una questione organizzativa per vedere di superare questa
difficoltà; io non sono innamorato delle cose che faccio, c'è una
proposta, il Governo ne ha fatta un'altra, ne esiste un'altra
addirittura per la soppressione dell'articolo. Si arriverà ad una
soluzione, però è necessario metterci mano, perché non è pensabile
nel terzo millennio continuare ancora con questi sistemi. Da una
parte c'è un problema che tende al superamento di alcune logiche,
che sono quelle delle commissioni o delle sottocommissioni e tutto
quello che significano le commissioni, dall'altra parte c'è invece
chi vuole mantenere lo stato di fatto.
Può anche andare bene, però ricordatevi una cosa: consegnare ai
sindaci la possibilità di governare questi strumenti è la cosa più
giusta che si possa fare, perché non è pensabile il comune faccia
il bando, le commissioni siano all'Istituto autonomo delle case
popolari e l'assegnazione la faccia il sindaco. Cosa c'entra questa
commissione nel mezzo di questa organizzazione? Crea problemi e
crea soprattutto oneri; infatti, se noi andassimo a verificare
quanto costano le commissioni per le assegnazioni degli alloggi
popolari, ci accorgeremmo che si spendono centinaia di milioni per
queste commissioni. Non bisogna pensare soltanto alla commissione,
bisogna pensare soprattutto che i presidenti di queste commissioni
sono delle persone per bene, sono delle persone preparate, sono dei
magistrati che vanno negli istituti autonomi case popolari con la
scorta, con l'autista e quindi potete immaginare quale dispersione
c'è nell'ambito dell'organizzazione di ciò.
Il Governo farà la sua proposta su questo argomento, però
esiste una questione morale, esiste una questione organizzativa;
qualcuno ci dovrà pensare e credo che ci debba pensare il Parlamento
decidendo questa sera cosa fare.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi la prima
osservazione che desidero fare è legata ad una questione di metodo.
Nel comporre l'articolo 24 dell'ultima finanziaria abbiamo insieme
al Governo ed all'assessore Scammacca organizzato, se così si può
dire, l'articolo che è stato poi impugnato dal Commissario dello
Stato. Eravamo presentatori di un emendamento che sostanzialmente
disciplinava in maniera ritengo razionale il modo in cui intervenire
per quanto concerne le occupazioni illegittime.
Sappiamo tutti qual è stata poi la sorte dell'articolo 24 e
abbiamo tutti intuito che si è trattato di una distrazione, mi
permetto dire, da parte degli uffici della Regione, dell'Assessorato
dei lavori pubblici, se non erro, i quali hanno fornito il numero
degli occupanti abusivi indicazioni che non erano assolutamente
riconducibili allo stato di fatto; cioè è stato segnalato al
Commissario dello Stato che sostanzialmente ci trovavamo dinnanzi a
pochi casi di occupazione abusiva di case popolari.
E' ovvio che anch'io di fronte a questi dati, in qualità di
Commissario dello Stato, avrei deciso per l'impugnativa.
La verità è che tutti sappiamo e credo sapevamo che sono invece
migliaia e migliaia i casi; sappiamo pure, come la cronaca di
questi giorni dimostra con estrema chiarezza, che operare sgomberi
coattivi non è semplice, soprattutto quando emergono anche elementi
di disperazione legati ad inefficienze della pubblica
amministrazione o comunque degli enti che da anni decidono tempi e
modalità per quanto concerne l'assegnazione degli alloggi.
Certo, sembra poco, ma io credo che (e di ciò dovremmo anche
discutere quando ci assumiamo la responsabilità di entrare
nuovamente nel merito di un argomento come questo) dovremmo
affrontare i perché, signor Presidente, io credo che i perché non
sono soltanto legati alle lungaggini burocratiche, ma ad un sistema
spesso farraginoso che non permette, nel momento in cui vengono
realizzati questi tipi di alloggi, di operare in tempi rapidi
l'assegnazione e di mettere i cittadini che aspettano da anni una
casa in condizione di averla.
Ritorna, quindi, un serio argomento: quello che si rifà alle
politiche fra parentesi strategiche o meno che riguardano anche e
soprattutto la richiesta di abitazione che i siciliani anche oggi
credo inviano quotidianamente agli organi preposti.
Il Governo su questo credo dovrebbe soffermarsi. Noi siamo
assolutamente convinti che non si debba operare attraverso sanatorie
nel momento in cui si creano situazioni disperate come quella che
abbiamo davanti.
Dovremmo essere capaci di prevenire e dovremmo essere capaci di
organizzare - lo dico soprattutto all'Assessore che in questo
momento rappresenta il Governo della Regione siciliana - una
politica anche per quanto concerne le abitazioni di edilizia
economica e popolare in grado di dare risposte di un certo tipo,
quindi, venire incontro alle esigenze reali di coloro che mai
potranno acquistare una casa come tanti e tanti altri siciliani.
Questo è un argomento da non affrontare con la logica
dell'emergenza o delle sanatorie, anche se tutti sappiamo che in
questo momento dinnanzi a migliaia di casi....
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi è impossibile ascoltare
l'onorevole Oddo perché c'è un brusio che ha raggiunto un livello
sonoro assolutamente insostenibile.
ODDO. La ringrazio signor Presidente, ma io non ho mai preteso di
essere ascoltato; semplicemente penso di avere il diritto di dire
la mia.
Credo, dunque, che citare la precedente sentenza della Corte
Costituzionale e argomentare bene questo provvedimento, con alcuni
accorgimenti, anche per quanto concerne il profilo
tecnico-legislativo - mi permetto di dire, signor Presidente - è
assolutamente necessario e indispensabile. Innanzitutto, perché
stiamo trattando una materia che già è stata, da questo punto di
vista, impugnata; in secondo luogo, perché - e approfitto per
intervenire anche sull'emendamento 1.4 che reca la firma di alcuni
colleghi e la mia come primo firmatario - in particolare l'articolo
1, anche dal punto di vista tecnico-legislativo, a mio avviso ha
bisogno di essere formulato in maniera diversa. Non so se sono
stato chiaro.
Credo che l'impianto dell'articolo 1 debba essere, tutto
sommato, rivisto perché appare, anche dal punto di vista della
formulazione dei periodi, in parte illeggibile, e comunque si presta
ad interpretazioni non del tutto autentiche.
Mi sembra opportuno sottolineare - dato che, come dicevo
all'inizio, avevamo presentato noi questo emendamento - che avremmo
gradito anche un confronto maggiore con l'onorevole Croce, primo
firmatario del disegno di legge, che anche noi abbiamo presentato.
Ma tale possibilità non c'è stata.
Ribadisco, pertanto, che l'articolo ha bisogno di essere
riscritto in maniera diversa e soprattutto che dovremmo ragionare
sulle motivazioni serie che qui stiamo discutendo e che saranno
poste anche all'attenzione del Commissario dello Stato, che sono
quelle relative a migliaia di casi, ad una situazione di assoluta
emergenza e ad una sentenza della Corte Costituzionale che, di
fatto, ha indicato un percorso. Infatti, in presenza di migliaia e
migliaia di casi come quelli verificatisi in Sicilia, non mi pare
che, da questo punto di vista, ci possa essere una valutazione
serena.
PRESIDENTE. Onorevole Oddo...
ODDO. Sto per concludere, signor Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Oddo, non la interrompo per invitarla a
concludere. Lei si sta rivolgendo sostanzialmente al Governo e alla
Commissione, che dovranno esprimere il parere sugli emendamenti a
sua firma. Se il Governo e la Commissione non l'ascoltano, il suo
intervento risulta assolutamente inutile.
ODDO. Signor Presidente, siccome questo emendamento a mia firma
è stato scritto sentito il Governo, è stato oggetto anche di
discussione, di attenzione ed è stato ricompreso nell'emendamento
che poi il Governo ha presentato, l'1.4, la Commissione dovrebbe
avere chiaro qual è il fine: formulare meglio l'articolo 1. Poi, se
Governo e Commissione vorranno esprimere parere negativo, è nella
loro disponibilità.
Passo al secondo argomento ed ho concluso, signor Presidente:
non mi pare che possiamo attestarci sull'articolo 2 e condivido in
parte. Quindi, sintetizzo al massimo le considerazioni che faceva
il collega Raiti, non mi pare che possiamo attestarci, rispetto
anche alla materia, a questa logica.
Eliminiamo la Commissione, andiamo a far nominare dal Sindaco
un dipendente, un funzionario, quindi anche da questo punto di vista
sostituirei all'articolo 2 la dizione 'dipendente' con
'funzionario'. Comunque, al di fuori della questione che può
riguardare il vecchio sistema della distribuzione dei poteri fra
Consiglio e Sindaco, darei al Consiglio la possibilità, stilata la
graduatoria da parte del funzionario e quindi disposto tutto quanto
è possibile e necessario da parte del Sindaco, di esercitare un
controllo. Mi pare, questa, una soluzione ragionevole e anche
rapida ma che, comunque, può mettere tutti, anche dal punto di vista
operativo e sostanziale, nelle condizioni di essere più tranquilli.
Non perché si debba in questo senso, o implicitamente,
esprimere fiducia o meno nei confronti del ruolo dei sindaci, ma un
funzionario mi pare che sia, anche da questo punto di vista, la
soluzione migliore. Quindi, maggiore preparazione in merito; poi
un controllo che, tutto sommato, affidato a un organo assembleare
come il Consiglio, credo possa dare maggiore serenità a quanti
sperano che si faccia un lavoro buono, attento e veloce.
Anche da questo punto di vista abbiamo la necessità di
addivenire ad un punto di equilibrio, rivedendo alcune altre
questioni. L'ultima - e ho concluso - è quella legata al fatto se
operare o meno con il criterio del censimento o con il criterio
degli avvisi e, comunque, di coloro che, pur occupando una casa
popolare, hanno l'interesse di regolarizzare la loro posizione.
Per il censimento osservo che, indubbiamente, può essere un
rischio per quanto concerne i tempi e la sua realizzazione. Quindi,
qualora scegliessimo questa strada dovremmo decidere un tempo
preciso.
Dall'altro punto di vista, l'avviso potrebbe essere più veloce:
l'autodenuncia è, infatti, in grado di fare un monitoraggio
immediato e c'è sempre un controllo da parte sia degli IACP che dei
comuni. Pertanto, anche sotto tale aspetto, interveniamo con
maggiore tempestività e non rischiamo di aspettare un censimento che
mai sarà fatto.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, avrei desiderato che questa
materia fosse affrontata nel quadro di una riforma più organica
sugli Istituti autonomi case popolari in Sicilia. Credo che sia una
esigenza di questa Regione affrontare il nodo della riforma, su come
modernizzare strumenti pensati e costruiti in anni nei quali il
fabbisogno abitativo si realizzava attraverso le grandi
concentrazioni nelle aree urbane con i quartieri popolari.
Siamo in un altro tempo, siamo fortunatamente in un'altra
epoca, credo che sia necessario ripensare il sistema degli IACP.
Questo testo, comunque, ci obbliga ad affrontare uno dei problemi
più drammatici.
Mi ha fatto impressione leggere tra le motivazioni del
Commissario dello Stato il fatto che in Sicilia non vi sia una
emergenza, ossia il dato dell'abusivismo degli alloggi popolari è
tale da non porre un problema sociale, di ordine pubblico.
Mi sembra quanto meno risibile questa motivazione o, più che
risibile, frutto di non conoscenza del dato della realtà vera del
territorio siciliano e, soprattutto, delle grandi aree urbane della
Sicilia.
Io credo che sia utile provare a metterci mano, a non mettere
la testa sotto la sabbia di fronte ad un problema che riguarda
migliaia e migliaia di famiglie che, ormai da oltre un decennio,
occupano di fatto alloggi per i quali si è determinata una sorta di
zona franca della legalità.
Ritengo , però, che noi potremmo scrivere meglio questa legge
se saremo in grado anche di tipizzare, di evitare una generica
sanatoria, non affrontando le tipologie per le quali interveniamo o
agiamo.
Mi riferisco non soltanto alla necessità di porre mano, quindi,
individuando le tipologie che sono state, ad esempio, sottoposte
all'esame dell'Aula con gli emendamenti firmati da alcuni colleghi,
ma anche individuando procedure che, in virtù dell'esperienza
acquisita con la precedente sanatoria - voglio essere molto onesto e
sincero, ed ho esperienza nel comune di Palermo - nell'attuazione,
quelle procedure non hanno consentito di raggiungere l'obiettivo che
la legge di allora voleva perseguire.
Per questo credo che noi dobbiamo anche individuare procedure
di maggiore celerità, prevedendo ad esempio anche l'avviso pubblico
al fine di individuare le modalità con le quali si accerta
l'abusivismo abitativo, prevedendo, perché sarebbe assai singolare
approvare una legge che si occupa di sanare ciò che è stato occupato
abusivamente in questi anni, e non invece o non pure, occuparci di
coloro che, pur avendo un'assegnazione cartolare, che è stato lo
strumento attraverso il quale si é cercato di impedire
l'occupazione abusiva degli alloggi mentre si costruivano, quindi
pur avendo un'assegnazione cartolare in corso di realizzazione, noi,
in qualche modo, non prevediamo con questa legge la possibilità di
sanare le assegnazioni cartolari che formalmente non erano in
applicazione della commissione provinciale IACP, ma i cui sindaci, a
garanzia del fatto che non venissero occupati gli alloggi popolari
mentre si costruivano, hanno proceduto ad assegnare cartolarmente a
chi ne aveva diritto il singolo alloggio.
In questo senso, spero che il presidente Beninati abbia
compreso la questione che è oggetto di un ulteriore emendamento
della commissione che riguarda, quindi, la possibilità di andare a
sanare ciò che i sindaci hanno operato per evitare l'occupazione
degli alloggi in costruzione, di assegnare cartolarmente e quindi di
dare un riconoscimento di diritto a quanti lo avrebbero avuto solo a
conclusione.
Credo, signor Presidente, che alcuni degli emendamenti
presentati al testo e in particolare all'articolo 1, abbiano la
possibilità di migliorare il testo, di renderlo meno generico, di
fare una norma che affronta il problema anche con sufficiente rigore
e serietà da parte dell'Aula.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rendo conto
del fatto che noi abbiamo un disegno di legge - anche questo - di
una certa importanza, di molta importanza, e una norma sulla quale
quest'Aula ha legiferato più di una volta, ottenendo poi, da parte
del Commissario dello Stato, una chiusura netta sull'argomento.
Ora, noi, questa norma o la facciamo tenendo conto di interessi
generali obiettivi o rischiamo di tornare di nuovo a far finta di
legiferare perché saremo ugualmente bocciati, di nuovo, dal
Commissario dello Stato.
Pertanto, rivolgo un appello forte alla Presidenza e al
Governo: o ci mettiamo in testa di fare una legge che serve alla
gente oppure la corsa all'emendamento dell'ultimo istante io la
ritengo un "mercato di vacche" che non può avvenire e non può avere
accesso in quest'Aula.
Mi preoccupo di pensare che c'è il Sindaco del Comune di Cerda
che per fare uscire gli sfollati dalla Cattedrale ha ospitato in
case popolari di Cerda 40 famiglie palermitane.
Se con questa legge l'ospite è diventato padrone, io ho
preoccupazione a tenere conto che noi stiamo legiferando bene.
Se poi ci accorgiamo che la Finanziaria ha dato dei costi per
ogni casa popolare da riscattare e noi abroghiamo quanto abbiamo
fatto tre mesi fa, mi preoccupo di pensare che non stiamo facendo
una legge che possa dare il diritto anche a chi abusivamente, in
stato di necessità, è entrato dentro la casa perché non aveva
un'abitazione.
Mi preoccupo di pensare che, forse, qualcuno ha dato le chiavi
per fare entrare la gente dentro le case popolari ed ora li vuole
sanare, per il disturbo che gli ha dato dandogli le chiavi per
entrare dentro le case popolari, sapendo che erano state fatte
abusivamente e per situazioni che, nobili non sono né possono
essere per l'avvenire.
Pertanto, voglio fare un appello forte a noi stessi, perché è
vero che vogliamo fare in fretta e bene, però guai a volere fare in
fretta e male, perché, alla fine, possiamo anche non legiferare se
dovessimo legiferare malamente e incancrenire un problema che ci
trasciniamo faticosamente sulle spalle da tanto tempo e che oggi non
può vedere la luce, per dire che abbiamo fatto un altro un altro
disegno di legge, quantitativamente.
Rivolto un appello all'Aula, da una parte, e a lei, signor
Presidente, perché sia rigoroso, perché non consenta né
emendamenti spuri, che non hanno niente a che vedere con la legge, e
vedo che c'è già un emendamento in questa legge che parla di nuovo
degli Ispettorati del Genio civile; poi c'è un'altra legge in cui
si parla degli Ispettorati del Lavoro; tutto ciò che riguarda il
personale vada in un disegno di legge unico che poi l'Aula
apprezzerà, emenderà, allargherà, stringerà.
E' impossibile che ognuno pensi di farsi una clientela al
momento quando il disegno di legge sta parlando di case popolari, di
abusivi che vogliono essere regolarizzati, non parla degli
Ispettorati del Genio Civile, così come la legge sul lavoro, non
credo che possa affrontare il problema degli Ispettorati del Lavoro,
che sono cose importantissime, signor Presidente, onorevole
Presidente della Commissione, onorevole Governo Ma fatevi, se siete
capaci, un bel disegno di legge sul personale, per modificare la
legge numero 10, aggiustate quanto di "storture" possano essersi
verificate nel corso dell'applicazione, ma non mi portate a
stillicidi, ad ogni legge il questuante di turno, perché volere
legiferare significa volere accontentare interessi piccoli, bassi e
che non servono né a quest'Aula per riprendere il cammino che ha
ripreso con una legge importante, quale quella dei Lavori Pubblici e
però non cerchiamo di annullare con qualche disegnino di legge che
ci porta sulla stampa a non avere fatto il nostro dovere fino in
fondo.
Concludo, signor Presidente, dicendo che questo disegno di
legge va bene, deve essere fatto ed è giusto che si faccia. Che si
faccia riguardando strettamente gli abusivi di necessità, che non
tenga conto, quindi, di abbassamenti neppure di costi o contro costi
perché questo significa non solo dirgli 'va bene, continuate ad
occupare abusivamente le case' perché significa un cattivo esempio
e volere invogliare a fare di più e peggio di quanto si è
verificato.
Mentre c'è gente che quelle case avrebbe avuto il diritto e il
dovere di averle ed invece non gli sono state consegnate. Allora,
ritengo che sia giusto sanare nei limiti di una legge decente che
abbiamo già fatto con la Finanziaria. Non capisco perché abbassare
i costi che la stessa Aula tre mesi fa ha deciso essere giusti;
possiamo dilazionare nel tempo, possiamo dare gli incentivi
necessari, ma non cassare quanto abbiamo già deciso con voto
dell'Assemblea, abusivi per necessità, con costi e prezzi che siano
adeguati e tali per non smentire noi stessi ed evitare la corsa a
chi prende la parola solo nelle stesse circostanze, con gli stessi
epiteti, con gli stessi incitamenti che il volere salvaguardare
forse quanto non nobilmente si è fatto quando si è stati all'altezza
e in grado di potere, nelle funzioni, non di deputato come quelle
che si possono avere ora, ma in altro momento volere sanare quanto
di errori più o meno voluti nel passato si sono verificati.
Ecco perché voglio fare un appello forte, sincero e leale:
non cerchiamo di perdere troppo tempo ma andiamo al nodo; siamo
capaci, siamo in grado di potere fare una legge che sia la più equa
possibile, la più dignitosa possibile per ridare certezza di diritto
però non "sbrachiamoci" come se volessimo dire che chi ha occupato
abusivamente una casa pur avendo le necessità non l'ha tolta a
qualcuno che la stava aspettando giustamente, che il proprio diritto
nella graduatoria venisse riconosciuto.
Noi quel diritto, facendo questa legge, sappiamo di calpestarlo
e, quindi, abbiamo il diritto e il dovere in questo momento, nel
momento in cui andiamo a legiferare di non "sbracare" troppo le
condizioni e le azioni che sono alla base di questa legge.
Ribadisco, presidente Fleres, che lei sa essere Presidente al
di sopra delle parti. La prego di essere Presidente, questa sera, a
difesa dei diritti che sono stati lesi a quei cittadini che non
hanno avuto più la casa e a chi l'ha avuta, anche per stato di
necessità, non sia concesso di fare il danno e la beffa.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cintola, desidero soltanto
ricordare che, dal punto di vista regolamentare, gli emendamenti
ammissibili sono quelli strettamente connessi al titolo della legge.
Da questo punto di vista la Presidenza sarà attenta affinché non ci
siano interpretazioni estensive di questo concetto.
MICCICHE'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non mi
innamoro delle Commissioni provinciali di assegnazione degli
alloggi, non sono mai stato innamorato di questo istituto perché
capisco la necessità di snellire le procedure ma non credo che la
soluzione che si vuole trovare sia la migliore.
A prescindere dagli articoli 1 e 2, in effetti più che
l'articolo 1 l'articolo 2 è il risultato di una politica sbagliata
degli ultimi anni sui finanziamenti per le costruzioni degli alloggi
popolari. Da alcuni decenni, a livello nazionale e quindi a livello
regionale ci sono pochissimi finanziamenti sull'edilizia economica e
popolare, anzi una quasi riduzione come se il problema delle case
nel nostro Paese sia stato risolto.
E' stato risolto per le classe abbienti, ma per le classi meno
abbienti il problema dell'alloggio popolare e dell'abitazione è
rimasto tale e quale agli anni passati, anzi si è aggravato per una
serie di ragioni: per l'impoverimento delle classi sociali,
specialmente nelle zone di grosso concentramento di popolazioni,
nelle grandi città in genere e nelle medie città, medio-grandi in
sostanza, vediamo appunto una richiesta di alloggi popolari.
Quindi, le occupazioni a volte sono nate più per una necessità.
Certo alcune sono sorte per contrasti, per interpretazioni e spiego
perché in parte le responsabilità sono per i ritardi nello stilare
le graduatorie e questo per le lungaggini della commissione per
l'assegnazione degli alloggi.
Capisco la necessità del proponente, onorevole Croce, di
snellire le lungaggine burocratica che spesso si verificano nel
corso di una stesura di una graduatoria; ma la soluzione che si è
trovata è peggiore della situazione di fatto perché, dando i poteri
ai sindaci, nei modi e nei termini che si vogliono dare con
l'articolo 3, sostanzialmente si aggraverà la situazione, anche per
una questione di stile, conoscendo che cosa significa dare in mano a
una sola persona il diritto di stilare una graduatoria.
Io che sono stato rappresentante di una organizzazione degli
inquilini comprendo le difficoltà di interpretazione.
Però, comprendo anche la possibilità di manomettere le domande
perché una sola persona ha il potere di interpretare il bisogno
attraverso delle carte di una richiesta di un utente.
Tengo a precisare che l'assegnazione di un alloggio popolare
non è una cosa di poco conto ma è importantissima per le classi
sociali meno abbienti che non possono permettersi di avere una casa
in affitto in una città come Palermo dove un affitto si paga intorno
alle 700-800 mila lire al mese.
Una casa spesso malsana e l'assegnazione di un alloggio
popolare diventa un miraggio. Capisco che non vi è soluzione e vedo
che la soluzione il Governo, in questo momento, non la sta dando.
Allora, per quelle poche soluzioni economiche a disposizione,
bisogna velocizzare la pratica e non penso che il Sindaco,
assegnando assegnando la delega a un solo funzionario, possa
snellire le procedure. Come fa un funzionario a fare tutto e subito,
con il rischio di fare male e con il rischio di non essere
sottoposto a nessun controllo?
Cari colleghi, capisco la necessità di snellire la pratica di
una stesura di una graduatoria, ma comprendo anche la pericolosità
dando tutto a una sola persona.
Ci mancherebbe soltanto che il sindaco stilasse l'elenco dei
nominativi a cui assegnare la casa. Chi controlla? Non è
sottoposto ad alcun controllo anche perché, così come è congegnata
la norma, non si realizza nessun tipo di controllo, perché non si
sta assegnando un contributo una tantum, ma una casa popolare e
questo comporta, appunto, un rischio gravissimo in una situazione di
grande difficoltà sociali che può essere l'assegnazione di un
alloggio popolare.
Le lotte alle quali in questi giorni abbiamo assistito qui a
Palermo sono la dimostrazione di un fallimento di una politica
sull'assegnazione degli alloggi popolari.
Il Governo non ha attenzionato molto bene il problema in
quest'ultimo periodo tant'è che nella Finanziaria, addirittura, ha
tagliato i fondi per la realizzazione di alloggi popolari.
E, allora, ci troveremmo, da qui ad alcuni anni, ad avere
una domanda maggiore dell'offerta e con possibili scontri
sociali e le "guerre fra i poveri", cui faceva riferimento
l'onorevole Cintola, tra gli assegnatari di Cerda e le famiglie
bisognose di Palermo, ne sono una dimostrazione.
Non è una soluzione, questa, ma se non poniamo rimedio ad un
aumento dei finanziamenti, di questi problemi sicuramente ne
avremo a iosa e, per poterli evitare c'è bisogno prima di un
aumento dei finanziamenti nel settore dell'edilizia popolare e,
poi, di un maggiore controllo nell'assegnazione.
Capisco che le leggi sulle sanatorie si fanno per necessità
e mi sembrano giuste le osservazioni dell'onorevole Oddo
sull'emendamento presentato, che mi pare molto più preciso e più
articolato, ma l'articolo 3 penso sia il fulcro di questa legge.
La Costituzione sancisce il diritto alla casa, non detto in
questi termini, ma è chiaro che un principio costituzionale, come
il diritto al lavoro e il diritto alla casa, non può essere
delegato ad una sola persona e, allora, l'emendamento soppressivo
da me presentato non preclude la possibilità di emendare la
norma prevista all'articolo 3; io ho previsto una sanzione nel
senso che la Commissione dal momento dell'insediamento deve avere
un termine preciso per poter consegnare la graduatoria, per
evitare, come spesso succede, la pratica di un bando di concorso
che duri addirittura cinque o sei anni. Una sola persona non
potrebbe rispettare tale termine, correndo invece anche maggiori
rischi di operare male.
Giusto diceva l'onorevole Croce che la spesa è maggiore
anche quando c'è bisogno di maggiori controlli, però, onorevole
Croce, utilizzare un magistrato per insediare una commissione mi
pare eccessivo, infatti, nel mio emendamento, ho previsto
l'utilizzo di un giudice di pace.
Non a caso l'istituzione del giudice di pace serve, appunto,
ad attenzionare tutte le questioni che riguardano i problemi
sociali di minore conto e, dunque, questa figura diventa
fondamentale, la si utilizza appieno, e si evita che il
magistrato di turno debba insediare la commissione.
Ho dato anche la possibilità, nel mio emendamento - lo
spiegherò dopo quando si dovrà discutere - che il giudice di pace
possa essere sanzionato da parte del sindaco se non rispetta i
termini, ma ho anche introdotto la possibilità dell'utilizzo
della funzione del consiglio comunale nello stilare un
regolamento che sancisce i principi di una perfetta equità
nell'assegnazione dei punteggi.
Questo sempre attraverso un controllo da parte delle
organizzazioni sindacali di categoria, previste anch'esse nella
composizione della commissione, che deve essere, appunto,
soggetta al controllo del sindaco, ma non nel senso che il
sindaco diventi "padrone assoluto" nell'assegnazione degli
alloggi popolari, in quanto questo sarebbe un fatto negativo
e creerebbe maggiori tensioni sociali.
Concludo il mio intervento chiedendo ai colleghi deputati di
leggere attentamente l'emendamento da me presentato, che può
essere soggetto a modifiche, purchè si rispetti il diritto che
ciascuno ha di presentare emendamenti, tenendo presente che
spesso gli emendamenti presentati non sono ben collegati fra
loro.
Eventualmente, se c'è necessità di rivederlo, chiederò la
sospensione quando si tratterà questo aspetto dell'articolo 3, di
modificare anche il mio emendamento se qualcuno lo volesse
integrare con altri elementi, appunto per fare una buona legge.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Tumino, ne ha
facoltà. Con l'intervento dell'onorevole Tumino dichiaro chiuse
le iscrizioni a parlare.
TUMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa legge ha
delle strane articolazioni. All'articolo 1 dice che si può sanare
la situazione di tutti coloro che detengono in via di fatto gli
alloggi purché essi non contraddicano il fatto che ci siano altre
persone che hanno avuto un contratto di assegnazione.
Ritengo che oltre a questo, come gesto di correttezza,
quanto meno bisognerà aggiungere, onorevole Assessore, anche che
dovrebbero essere assicurati i diritti di coloro che hanno avuto
quanto meno assegnato da parte del sindaco, in via cartolare, -
come diceva l'onorevole Cracolici - l'alloggio quando era già in
fase di costruzione.
Mi pare giusto che la sanatoria che si intende fare non vada
a ledere diritti di gente che già su quegli immobili aveva avuto
in qualche maniera un titolo.
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. E' scritto
che non vengono lesi.
TUMINO. E' scritto quello del possesso del decreto di
assegnazione, io parlo del titolo generico cartolare, come ha
detto l'onorevole Cracolici.
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. C'è un
emendamento.
TUMINO. L'altra questione che sorge su questa legge è
l'abrogazione del comma 2 dell'articolo 23 della legge
finanziaria. Non solo saniamo, ma sostanzialmente regaliamo gli
immobili. Questo mi sembrerebbe un fatto grave, per cui
sicuramente condivido - e credo che il Governo debba in questo
senso intervenire - sia l'opinione dell'onorevole Cintola che
quella che prima di lui ha espresso l'onorevole Oddo.
Una cosa che colpisce è che sull'articolo 3 ci sono delle
confusioni circa l'organizzazione della commissione per le case
popolari. Onorevole Assessore, un emendamento come quello
presentato mi sembra assolutamente inadeguato. Come anche è
sorprendente che all'articolo 4 il Governo presenti ben nove
emendamenti: onorevoli colleghi, sull'articolo 4 che si compone
di quattro righe il Governo presenta nove emendamenti che si
compongono di tre pagine
Allora, onorevole Assessore, credo che questa legge manchi
di un regolamento di esecuzione e che solo così può essere
interpretata la presenza di tutti questi emendamenti.
Ritengo che andrebbe chiarito il senso di questo
comportamento del Governo.
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI, presidente della Commissione e relatore.Signor
Presidente, vorrei cercare di dare un contributo, se ci
riesco, ci metterò la mia buona volontà, per fornire delle più
chiare delucidazioni al disegno di legge in discussione.
Per quanto riguarda l'articolo 1, devo dire che, in
riferimento alle osservazioni ultime, svolte dal collega che è
intervenuto, effettivamente i diritti acquisiti rimangono tali;
è scritto molto chiaramente 'a condizione che l'occupazione non
abbia sottratto il godimento dell'alloggio ad assegnatario già in
possesso di decreto di assegnazione'; onde ulteriormente entrare
nel dettaglio, è stato presentato dalla Commissione un
emendamento dove proprio si salvaguardano anche i diritti sulla
cartolarizzazione e quindi questo chiude il cerchio.
Per quanto riguarda il termine penso che forse il termine di
un emendamento, testé presentato ed allegato, del 30 giugno 2002
possa essere portato a quella data. Sarà poi il Governo, ma credo
che supereremo anche le perplessità di alcuni colleghi.
Devo aggiungere che la commissione ha predisposto un altro
emendamento che sanerebbe un altro problema che effettivamente
evita di fare i censimenti, ma tramite un avviso pubblico, così
si chiuderebbe il problema di andare a recensire gli immobili.
evitando di fare il censimento.
Relativamente all'articolo 2, vorrei dire, e questo potrebbe
essere di aiuto, che, forse per una svista, - ma comunque la
commissione ora si farà carico di presentare un emendamento - il
comma 2 in effetti va inteso come comma 3, perché la finanziaria
che ha previsto il cosiddetto cambio di meccanismi per la vendita
degli immobili, è stata fatta da poco e quindi è ovvio che forse
ancora non è entrata neanche a regime, ma in ogni caso il valore
venale viene nella finanziaria riportato uguale al valore del
mercato.
Però il comma 3 diceva pure che bisognava aggiungere anche
ulteriori somme, tipo gli importi che necessitavano per la
manutenzione e quindi, abrogando il comma 3, è più equo perché
resterebbe il meccanismo che oggi si è messo in discussione e si
è messo per legge nel marzo del 2002, però si toglierebbe, in
effetti questo appesantimento che viene previsto al comma 3.
In ordine all' articolo 3, signor Presidente - mi sto
permettendo di fare questo per aiutare, se tutto funziona, i
meccanismi che possono condurci ad una approvazione rapida -
credo di aver percepito che c'è una volontà di abrogare questo
articolo e pertanto se lo abroghiamo, recependo, accogliendo
l'emendamento dell'onorevole Miccichè che dice di sopprimere
l'articolo, cadono tutti gli altri articoli e pertanto superiamo
quest'altro problema,
Su Ortigia penso che non ci sia nulla, perché non ci sono
emendamenti, anzi ne esiste uno della Commissione che si
aggiungerebbe come comma, è una specifica su queste competenze e
pertanto, signor Presidente mi fermo all'articolo 4, perché poi
sono quasi tutti emendamenti del Governo, tranne qualcuno di
qualche collega, per cui potrebbero essere esitati in brevissimo
tempo,
Quindi, con l'articolo 3 che si abroga, con l'articolo 2 che
si deve intendere non comma 2 ma comma 3 e con le premesse fatte
sull'articolo 1, ritengo che molti problemi sono superati.
E' ovvio che per qualche emendamento che resterebbe in vita,
inviterei i presentatori a valutare se mantenerli, nello spirito
costruttivo, per fare una legge snella e limitarsi alle cose
veramente essenziali.
E devo anche precisare che in effetti è un disegno di legge
di iniziativa parlamentare, per cui lo stesso Governo non era
neanche tenuto a fare alcun accorgimento.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.5 a firma del Governo.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.7 a firma del Governo. Il parere
della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.2 a firma degli onorevoli
Sanzeri, Lo Monte ed Amendolia. Il parere del Governo?
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici.
Favorevole.
PRESIDENTE.Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
TUMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TUMINO. Chiedo di sapere la data a partire dalla quale devono
risultare occupanti del locale.
PRESIDENTE. Onorevole Tumino, in questo momento il tema non è
questo, è soltanto quello di spostare di sei mesi in avanti il
termine, le modalità ritengo che debbano essere affidate ad un
atto di natura amministrativa successivo all'approvazione della
legge.
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici. Per
la verità il censimento al comma 1 è previsto che sia effettuato
ai sensi di una legge regionale, anzi di due articoli di due
leggi regionali, la data si riferisce soltanto alla data in cui
di fatto avevano in godimento l'alloggio.
PRESIDENTE. E' sufficientemente chiaro, onorevole Tumino?
TUMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TUMINO. Signor Presidente, onorevole assessore, onorevoli
colleghi, può capitare che io oggi sapendo che c'è questa legge
vada ad occupare un alloggio. Qualcuno dovrà dichiarare che io ci
sto andando oggi e non ci sono invece andato prima del 30 giungo.
Voglio dire, è facile in qualche modo che io dimostri a parole di
esserci da prima del 30 giugno del 2002, ci dovrebbe essere
qualcosa di più oggettivo che dia conto della data di inizio di
questa occupazione, penso.
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per chiarire. In
ordine al problema posto dal collega devo dire che già due leggi
antecedenti, in particolare la legge n. 1 del 1992 e la legge n.
47 del 1996, hanno attivato il procedimento dei censimenti.
Pertanto attraverso i censimenti è ovvio che è prevista una
procedura; è ovvio che chi non ha un contratto di luce, di
qualunque cosa è fuori da questi meccanismi...
PRESIDENTE. Il problema che pone l'onorevole Tumino non
verrebbe risolto così, perchè il termine del 30 giungo è troppo
ravvicinato per poter ricomprendere il censimento ultimo che è
stato fatto; quindi credo che questo egli sottolinei: se la data
fosse stata il 31 dicembre 2001, probabilmente il tempo per
effettuare il censimento ci sarebbe già stato ed i dati sarebbero
quelli acquisiti, se la spostiamo al 30 giugno 2002 sicuramente
il censimento non è sufficientemente aggiornato tanto da
garantirci che la occupazione sostanziale non sia avvenuta
successivamente.
BENINATI. Presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente la sua è un' osservazione pertinente ma il meccanismo
del censimento è normato dalle norme antecedenti per cui è ovvio
che non si può mettere una data successiva ma una data già
regressa rispetto ad oggi, anche di due tre giorni il problema
non lo crea. Voglio dire c'era una volontà di lasciare il termine
31 del 2001 poichè è stato posto questo problema.
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
LO GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono
convinto che lo spirito che animato i colleghi a presentare
questo emendamento è positivo, però rischiamo di far forzare le
buone intenzioni con la realtà.
Poichè siamo al 30 luglio e il 30 giugno è il mese scorso,
potrebbero ingenerarsi delle confusioni e delle spinte a fare
cose che dobbiamo evitare, quindi, se stanotte, all'approvazione
di questa emendamento, ci sono in Sicilia mille inquilini che
vanno ad occupare le case, come facciamo a stabilire se lo hanno
fatto stanotte o se lo hanno fatto un mese fa o trentacinque
giorni fa? Sono convinto che è opportuno ritirare l'emendamento.
SANSERI. Ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al sub emendamento 1,4.1.:
- al comma due le parole "all'articolo 2 della presente legge"
sono sostituite con "al seguente comma 3 del presente
articolo".
E' un emendamento tecnico; lo ha presentato l'onorevole
Oddo, Villari ed altri. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI. Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.4, come modificato.
Il parere del Governo.
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI. Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.3:
-"Alla fine del comma due" - che però a questo punto è
riscritto e dobbiamo capire la compatibilità di questo
emendamento - aggiungere, "il recupero dei canoni pregressi,
vincola l'IACP ed i comuni a reinvestire almeno il cinquanta
per cento di dette somme per il recupero e la ristrutturazione
degli alloggi e gli edifici sanati".
Beninati, Presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Sigmor
Presidente, invito il collega, onorevole Villari, quale primo
firmatario, a valutare di mantenerlo, perché in effetti gli IACP
nascono proprio per fare questo lavoro. Se li vincoliamo a fare
i lavori solo per le case di cui si è pagato il riscatto, entra
un poco in crisi anche la struttura degli IACP, e questi fondi
vanno tutto in un calderone.
Io personalmente non intaccherei questo meccanismo, perché
noi stiamo dicendo che il cinquanta per cento di queste entrate
vanno per le case che si sono riscattate e tutto il resto? Voglio
dire gli IACP da questi fondi che incasseranno faranno la
manutenzione in tutti le strutture degli IACP. Non lo vincolerei.
PRESIDENTE. Onorevole Villari accetta la richiesta del
Presidente della commissione di ritirare l'emendamento?
VILLARI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al sub emendamento 1.1.1, dell'onorevole Villari:
- "Alla lettera c) sopprimere le parole 'sia a titolo gratuito
che oneroso'".
Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
BENINATI, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici.
Signor Presidente il parere è favorevole per il subemendamento,
devo però preannunciare il parere negativo per l'emendamento.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.1 così come emendato
dal subemendamento 1.1.1. Lo pongo in votazione.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
SCAMMACCA DELLA BRUCA , Assessore per i lavori pubblici.
Contrario.
VILLARI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VILLARI. Signor Presidente, io vorrei invitare il Governo a
riflettere sul fatto che questo emendamento disciplina le
condizioni perché possano regolamentarsi le assegnazioni degli
alloggi per gli occupanti abusivi.
Lo ritengo essenziale, ed è detto nell'emendamento stesso.
Quale è la ragione? C'è un esempio, che è la lettera a)
dell'emendamento, degli assegnatari che hanno interrotto la
residenza in quanto emigrati per motivi di lavoro per un breve
periodo e che ritornano e rioccupano l'alloggio che era stato
assegnato.
Io penso che questi casi devono essere all'attenzione del
legislatore nel momento in cui si discute di una legge che vuole
regolamentare l'occupazione degli alloggi.
Mi sembrerebbe del tutto strano non tenere conto proprio di
questa fattispecie.
Ho fatto l'esempio della lettera a), ma lo stesso vale per
le lettere b) e c) cioè quelle relative ai coniugi e figli
oppure, ancora, a coloro che hanno avuto ceduto l'alloggio da
parte dell'originario assegnatario.
Ritengo che rientrino perfettamente nella fattispecie di una
norma di questa natura.
Inviterei il Governo a valutare più attentamente il parere
espresso, lo inviterei a rivedere questa posizione e a valutare
più nel merito il valore dell'emendamento.
PRESIDENTE. Il governo ha mutato la sua opinione?
SCAMMACCA DELLA BRUCA , Assessore per i lavori pubblici. No,
Signor Presidente, continuo ad essere contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione.
BENINATI, Presidente della Commissione e relatore. Invito
l'onorevole Villari a ritirare l'emendamento.
VILLARI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.6 a firma della Commissione:
"Sono fatti salvi gli effetti prodotti dalle assegnazioni
cartolarie effettuate dai comuni entro il 31 dicembre 2001.".
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
SCAMMACCA DELLA BRUCA , Assessore per i lavori pubblici.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 1 nel testo
risultante.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne dò lettira:
" Art. 2.
Disposizioni in materia
di edilizia residenziale pubblica
1. Il comma 2 dell'articolo 23 della legge regionale 26
marzo 2002, n. 2 è abrogato."
Comunico che sono stati presentati gli allegati emendamenti:
- dagli onorevoli Giannopolo, Dina e Zago: emendamento
2.1;
- dall'onorevole Zago: emendamenti 2.2 e 2.3;
- dagli onorevoli Dina, Giannopolo, Speziale e Forgione:
subemendamento 2.1.1 all'emendamento 2.1;
- dal Governo: emendamento 2.4;
- dalla Commissione: emendamento 2.5.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.5 a firma del Governo:
"All'articolo 2 il termine comma 2 è sostituito da comma 3".
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il subemendamento 2.1.1, a firma degli
onorevoli Dina, Giannopolo, Speziale ed altri.
Il parere del Governo?
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i Lavori pubblici.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 2.1, così come modificato dal
subemendamento già approvato.
Il parere del Governo?
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i Lavori pubblici.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 2.2, a firma dell'onorevole
Zago.
Il parere del Governo?
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i Lavori pubblici.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.3, a firma dell'onorevole Zago.
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Invito
l'onorevole Zago a spiegare l'emendamento.
ZAGO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAGO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, com'è noto, la
manutenzione straordinaria ed ordinaria degli alloggi è prevista e
disciplinata dal Titolo I della legge numero 457 del 1978, laddove
si fa riferimento agli interventi che sono autorizzati
dall'amministrazione comunale, ma che vengono effettuati
dall'Istituto stesso; invece, l'emendamento snellisce le procedure.
In considerazione di quelli che sono i tempi di intervento
degli istituti, con questo emendamento si vuole introdurre il
principio del silenzio-assenso, nel senso che l'assegnatario
presenta la proposta all'Istituto; se l'Istituto non interviene,
con una nota, entro sessanta giorni, scatta il silenzio-assenso per
l'assegnatario, che procede, previa perizia tecnica, alla
realizzazione di quelle opere. Questo perché sappiamo che in tutti
gli IACP il problema delle manutenzioni comporta il depauperamento
degli alloggi, perché non sempre sono tempestivi gli interventi
degli istituti.
PRESIDENTE. Onorevole Beninati, è sufficiente la spiegazione
fornita dall'onorevole Zago?
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Sì,
Presidente, mi ha convinto anche il punto 3, che non prevede un
obbligo, ma dà all'IACP la possibilità di una valutazione entro
sessanta giorni. Quindi va benissimo, la Commissione è favorevole.
PRESIDENTE. IL parere del Governo?
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i Lavori pubblici.
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.3. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Dichiaro improponibile l'emendamento 2.4.
Pongo in votazione l'articolo 2 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 3. Ne dò lettura:
<Art. 3.
Commissioni assegnazione alloggi
1. Nell'ambito della Regione siciliana, le competenze
delle commissioni assegnazione alloggi di cui all'articolo 6
del decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1972,
n. 1035 sono esercitate da un funzionario nominato dal
sindaco, scelto fra i dipendenti del comune. Le commissioni
che hanno in corso di esecuzione graduatorie restano comunque
in carica per il completamento delle stesse.>
Comunico che sono stati presentati gli allegati emendamenti:
- dall'onorevole Micciché: emendamento 3.1;
- dal Governo: emendamento 3.4;
- dall'onorevole Micciché: emendamento 3.2;
- dagli onorevoli Villari, Oddo, Zago, Cracolici: emendamento
3.3.
- dagli onorevoli Cracolici ed altri: subemendamento 3.4.1
all'emendamento 3.4.
Pongo in votazione l'emendamento 3.1, a firma dell'onorevole
Miccichè, interamente soppressivo dell'articolo.
Il parere del Governo?
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i Lavori pubblici.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Conseguentemente, tutti gli altri emendamenti presentati
all'articolo 3 decadono.
Si passa all'esame dell'articolo 4. Ne dò lettura:
<Art. 4
Immobili oggetto di ordinanza di sgombero
a Siracusa-Ortigia.
1. A valere sui finanziamenti destinati a Ortigia in
forza della legge 16 luglio 1977, n. 228, il Sindaco del
Comune di Siracusa è autorizzato a destinarne, in via
emergenziale, una parte a copertura totale dei costi connessi
a opere di consolidamento relative a immobili privati colpiti
da ordinanza di sgombero, nel rispetto delle finalità della
normativa statale di riferimento.>
Comunico che all'articolo 4 è stato presentato l'allegato
emendamento 4.15, a firma degli onorevoli De Benedictis ed altri
componenti la Commissione.
DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, onorevoli colleghi, avendo
proposto questo emendamento, volevo illustrarlo e spiegarlo.
Praticamente, in Ortigia esistono dei progetti per la
realizzazione di interventi di edilizia economica e popolare che
hanno bisogno, affinché non venga perduto il finanziamento e se ne
acceleri l'iter, di questa norma, che consente alla Giunta di darvi
immediata esecuzione e quindi di procedere a tutti gli atti
necessari alla sua attuazione.
Io chiedo, a precisazione, che, laddove si dica 'purché
conformi alle indicazioni del piano particolareggiato' più
pertinentemente si indichi 'purché conformi agli standards del piano
particolareggiato'.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa per due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 20.38, è ripresa alle ore 20.45)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS . Propongo al Governo di aggiungere, dopo la
parola "progetti", la parola "esecutivi" e di sostituire le parole
'alle indicazioni' con le parole 'agli standards'.
PRESIDENTE. Invito il Governo a predisporre il relativo
subemendamento.
La seduta è sospesa per due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 20.46, è ripresa alle ore 20.51)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Comunico che all'emendamento 4.15 è stato presentato dal
Governo il subemendamento 4.15.1, che è stato precedentemente
illustrato dall'onorevole De Benedictis.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 4.15, della Commissione, così
come modificato dall'emendamento 4.15.1. Il parere del Governo?
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i Lavori pubblici.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 4 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
aggiuntivi all'articolo 4:
- dal Governo: emendamenti 4.10, 4.7, 4.8, 4.11, 4.12, 4.9, 4.5,
4.6, 4.14;
- dall'onorevole Segreto: emendamento 4.3;
- dagli onorevoli Sbona, Lo Monte, Savona, Fratello, Franchina:
emendamento 4.4;
- dall'onorevole Acierno: emendamento 4.2;
- dall'onorevole Moschetto: emendamento 4.1;
- dagli onorevoli Lo Monte e Acierno: emendamento 4.13.
Dichiaro improponibile l'emendamento del Governo 4.10.
Pongo in votazione l'emendamento del Governo 4.7. Il parere
della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 4.8, a firma del Governo. Il
parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 4.11, a firma del Governo. Il
parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che all'emendamento 4.12 è stato presentato il
subemendamento 4.12.1, a firma del Governo.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole a
maggioranza.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 4.12, così come subemendato.
Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole a
maggioranza.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che sono stati presentati dal Governo gli allegati
subemendamenti 4.5.1 e 4.6.1.
Dichiaro improponibili gli emendamenti 4.9 e 4.5 del Governo.
L'emendamento 4.6 con il subemendamento 4.6.1 sono trasferiti al
disegno di legge in materia di lavoro n. 298.5/A. Pongo in
votazione l'emendamento 4.3, a firma dell'onorevole Segreto. Il
parere del Governo?
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i Lavori pubblici.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Dichiaro improponibili gli emendamenti 4.4, 4.2, 4.1, 4.13 e
4.14.
Si passa all'articolo 5. Ne dò lettura:
<Art. 5.
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
farla osservare come legge della Regione.>
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, il voto finale verrà dato successivamente.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno numero 89
"Iniziative in favore dei soggetti ammessi alla concessione dei
contributi per l'acquisto della prima casa", a firma degli onorevoli
Ioppolo ed altri. Ne dò lettura:
<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
Premesso che:
- La legge n. 94 del 25 marzo 1982 all'art. 2, comma 10
prevede la concessione di contributi finalizzati
all'acquisto della prima unità abitativa;
- Nella GURS n. 41 del 4 settembre 1993 veniva pubblicato
il bando di concorso per l'assegnazione dei contributi di
cui alla citata legge n. 94/1982;
- Con decreti del 10 settembre 1997 sono state approvate le
graduatorie definitive relative agli ammessi alla
concessione del contributo de quo, assegnando agli effettivi
beneficiari 360 giorni di tempo per la presentazione della
documentazione prevista;
- Con successivi decreti dell'Assessorato dei Lavori
Pubblici del 17 marzo 1999 si disponeva lo scorrimento delle
graduatorie sino alla concorrenza di n. 638 posti resisi
disponibili a seguito della mancata presentazione di alcuni
beneficiari della documentazione prescritta entro i termini;
- Il comma 1 dell'art. 49 della legge n. 10/1999 dispone,
in attuazione del comma 14, dell'art. della legge n.
448//98, il riutilizzo da parte del Presidente della Regione
di risorse precedentemente assegnate per interventi nel
settore dell'edilizia agevolata;
- Con delibera di Giunta regionale n. 144 del 1 giugno 1999
si esprimeva parere favorevole all'utilizzo di 20.000
milioni di Lire per il completamento di tutte le graduatorie
degli ammessi alla concessione del contributo di cui alla
legge n. 94/1982;
- In conseguenza della citata delibera di Giunta regionale,
l'Assessorato dei Lavori pubblici, con decreto n. 1107 del
23 luglio 1999, dispose lo scorrimento di tutte le
graduatorie definitive provinciali sino al completamento,
subordinando la concessione del contributo alla
presentazione, da parte dei soggetti interessati, della
documentazione prevista entro e non oltre 360 giorni a
decorrere del 6 agosto 1999;
- Con decreto n. 396 del 6 aprile 2000 veniva sospesa
l'efficacia del citato decreto n. 1107;
- Con successivo decreto del 25 maggio 2001, pubblicato
sulla GURS n. 37 del 20 luglio 2001, sulla base di una
ridefinita disponibilità finanziaria, venivano concessi n.
1295 contributi in conto capitale ai sensi della legge n.
94/1982, a parziale scorrimento delle citate graduatorie
definitiva;
- La concessione dei contributi di cui al superiore punto
rimaneva subordinata alla presentazione, da parte dei
soggetti beneficiari, della documentazione prevista
dall'art. 4 dei decreti assessoriali del 10 settembre 1997
entro e non oltre il 109 giorno decorrente dalla data di
pubblicazione del decreto del 25 maggio 2001;
I soggetti beneficiari non venivano informati dell'esistenza
e del contenuto del decreto del 25 maggio 2001, valendo come
notifica la pubblicazione dello stesso nella GURS;
In conseguenza di tale modalità di notifica, solo poche
centinaia di soggetti tra coloro utilmente inseriti nelle
graduatorie provinciali, provvedevano a presentare la
documentazione richiesta, rimanendo gli altri esclusi dai
benefici di legge in virtù del solo fatto che,
presumibilmente, sconoscevano l'esistenza stessa del decreto
del 25 maggio 2001;
Le risorse finanziarie previste in virtù del citato decreto
del 25 maggio 2001 rimarrebbero, in gran parte,
inutilizzate,
IMPEGNA
Il Governo della Regione siciliana ed il competente
Assessorato dei Lavori pubblici a riutilizzare le somme
previste per le finalità di cui alla legge n. 94/1982, se
ancora disponibili, a beneficio dei soggetti utilmente
collocati nelle graduatorie di cui i decreti del 17 marzo
1999 e secondo quanto disposto dal decreto del 25 maggio
2001, o, in alternativa, a reperire le somme necessarie
mediante opportune variazioni di bilancio, assegnando, per
di più, ai beneficiari un termine congruo per la
presentazione della documentazione prevista e badando a
notificare agli stessi il provvedimento amministrativo di
concessione del beneficio utilizzando modalità diverse, e
quindi più dirette, dalla semplice pubblicazione nella
GURS.>
Il parere del Governo?
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i Lavori pubblici.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Comunico che chiedono di apporre la propria firma
all'ordine del giorno il Presidente e gli onorevoli Zago, Villari,
Panarello, Raiti, Giannopolo e Cracolici.
L'Assemblea ne prende atto.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno numero 111
"Iniziative per l'istituzione di un albo di imprese
subappaltatrici", a firma degli onorevoli Borzacchelli, Savona,
Antinoro, Fratello e D'Antoni. Ne dò lettura:
<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
CONSIDERATO che la recente legge sugli appalti in Sicilia di opere
pubbliche e di servizi non regolamenta il settore
dell'assegnazione di subappalti, attività questa che si é
sempre rilevata molto esposto all'interesse ed alle
pressioni di gruppi affaristico-mafiosi;
- Ritenute valide, altresì, le prese di posizioni delle
espressioni imprenditoriali professionali e tecniche,
preoccupate che, nella carenza di norme e di regolamenti,
l'assegnazione di subappalti, così come si é fin qui
verificato, possa essere appannaggio del mondo malavitoso,
interessato più all'esecuzione dell'appalto che alla stessa
aggiudicazione, creando situazioni di pressioni e di
pericolo (attentati ai cantieri, minacce e richieste di
pizzo e quant'altro) alle stesse imprese aggiudicatarie che
finirebbe col pregiudicare l'effettiva esecuzione
dell'appalto stesso mettendo a repentaglio talvolta la vita
dell'imprenditore;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a svolgere ogni opportuna iniziativa nei confronti del
Governo nazionale per l'istituzione permanente di un albo di
imprese subappaltatrici presso le nove prefetture
dell'Isola; gli uffici prefettizi secondo precise direttive
cureranno l'istruttoria per l'iscrizione delle imprese e la
vigilanza sulla tenuta dell'albo e sulle eventuali richieste
di subappalto che avanzeranno eventualmente le imprese
aggiudicatarie.>
Il parere del Governo?
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i Lavori pubblici.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, io condivido in pieno questo ordine del giorno, però è
ovvio che dovrebbe anche dire che, se si prevede questo meccanismo
per le imprese subappaltatrici presso le Prefetture, bisogna
rimettere in discussione totalmente l'attuale procedura per i
subappalti, che è normata con norme molto restrittive nella Regione.
Pertanto, la condivisione esiste, però forse l'ordine del
giorno è incompleto, perchè, se si fa questo, si dovrebbe togliere
quello che è previsto per legge, oggi, sul subappalto. Perché
l'ordine del giorno dice chiaramente che presso la Prefettura si fa
un elenco di tutti i subappaltatori, fermo restando che noi, nella
normativa attuale, abbiamo vincolato molto il subappalto. Pertanto,
questo ordine del giorno ha un senso, ma significherebbe rivedere, a
questo punto, alla luce del subappalto che abbiamo normato per
legge, questa normativa.
PRESIDENTE. Onorevole Beninati, non mi sembra che sia così.
L'ordine del giorno impegna solamente il Governo della Regione ad
intervenire presso il Governo nazionale affinché, presso le
prefetture, venga istituito un albo dei subappaltatori.
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. E' un impegno
doppio per il Governo. Uno è questo ed uno vorrà dire che dovrà
rivedere la normativa dei subappalti.
PRESIDENTE. Onorevole Beninati, ove mai questo indirizzo dovesse
sortire l'effetto desiderato, è chiaro che bisognerebbe modificare
la legge sugli appalti.
D'ANTONI . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ANTONI . Signor Presidente, penso che l'ordine del giorno,
come lei giustamente ha precisato, si riferisce solo ad una parte
del problema, nel senso che affida alla normativa nazionale, e
quindi ad una pressione sul Governo nazionale, lo svolgimento di
questo compito.
Sarebbe logico, e l'occasione della legge sugli appalti ce la
poteva offrire ma non si è fatto, quindi è inutile oggi piangere sul
latte versato, che, una volta approvato questo ordine del giorno, si
mettesse mano presso la Commissione competente, con l'intervento del
Governo, ad un riordino di questa materia anche a livello regionale.
Quindi, la mia richiesta è di approvare l'ordine del giorno e
di utilizzarlo al doppio scopo: da una parte di pressione sul
Governo nazionale e, dall'altra, perché finalmente su questa
vicenda dei subappalti in cui, come sappiamo, esistono le maggiori
insidie da tutti i punti di vista nel rispetto della normativa,
della sicurezza, delle norme contrattuali, dei livelli salariali,
dell'insediamento ed eventualmente d'infiltrazione mafiosa, si ponga
finalmente un po' di ordine. Pertanto, inviterei il Governo e la
Commissione a valutare seriamente la possibilità di un riordino di
questa materia.
PRESIDENTE. Avverto l'Aula che, dopo l'approvazione di questo
ordine del giorno, porremo in votazione finale i disegni di legge
già esitati, sia quello sulle isole minori sia quello di cui stiamo
completando l'iter legislativo.
RAITI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAITI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
soltanto per dire che condivido lo spirito dell'ordine del giorno
che sottoscrivo. Esso va nella direzione che io auspicavo durante
la discussione del disegno di legge sugli appalti e, cioè, di
consentire la possibilità di controllare e verificare che le imprese
effettivamente hanno partecipato alla gara di appalto, che si sono
aggiudicate l'appalto, siano quelle che poi realizzano i lavori e se
ci sono delle imprese subappaltatrici, così come prevede questo
ordine del giorno che deve essere trasformato, ritengo, in un
provvedimento legislativo che l'impresa che esegue direttamente i
lavori è bene che sia controllata nell'effettivo espletamento della
sua attività. In questo settore si annidano molti di quei rischi
che purtroppo la legge sugli appalti non può e non ha potuto
risolvere per i ragionamenti che avevo fatto in precedenza.
Pertanto, sono favorevole a questo ordine del giorno che
sottoscrivo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno. Il parere del
Governo?
CASCIO, assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n. 96
"Iniziative al fine di garantire i collegamenti nei comuni di
Piedimonte Etneo, Linguaglossa, Castiglione e Randazzo in provincia
di Catania", a firma degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe,
Maurici e Baldari.
Gli onorevoli Raiti e Villari hanno chiesto di apporre la
propria firma al suddetto ordine del giorno.
L'Assemblea ne prende atto.
Il parere del Governo?
CASCIO, assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Favorevole.
PRESIDENTE. il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n. 109
"Potenziamento dei servizi di collegamento con le isole minori", a
firma degli onorevoli Panarello, Oddo, Capodicasa, Cracolici,
Giannopolo, Speziale.
Il parere del Governo?
CASCIO, assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n. 110
"Iniziative per la modifica del trattato CE, al fine di estendere
alle isole minori del Mediterraneo il regime privilegiato previsto
per le regioni ultraperiferiche", degli onorevoli Fleres, Formica,
Croce, Papania, Liotta, D'Antoni, Capodicasa.
Comunico che gli onorevoli Panarello, Cracolici, Lo Monte,
Villari, Zago, Beninati, Borzacchelli, Raiti, Nicotra, Segreto,
Maurici, Sbona, Catania Giuseppe, Catania Franco, Baldari, Miccichè,
Sanzeri, Paffumi hanno chiesto di apporre la loro firma al suddetto
ordine del giorno.
L'Assemblea ne prende atto.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente Fleres
CONGEDI
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che sono pervenute
richieste di congedo relative agli onorevoli D'Aquino, Pagano,
Misuraca, Scoma e Leanza Edoardo.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Comunico altresì che, ai sensi dell'articolo 117 del
Regolamento interno, è stato presentato il seguente emendamento:
"Il comma due dell'articolo 5 del disegno di legge 307 è così
sostituito 'Spetta all'organismo di cui al comma 1 esprimere le
valutazioni sulle scelte programmatiche per gli interventi
strutturali che riguardano le isole minori siciliane'; il comma tre
è soppresso".
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' Approvato)
Presidenza del vicepresidente Fleres
VOTAZIONE FINALE DI DISEGNI DI LEGGE
VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO NOMINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
"NUOVE NORME SUI COLLEGAMENTI MARITTIMI CON LE ISOLE MINORI
DELLA SICILIA. DISPOSIZIONI PER GLI UFFICI DELLA MOTORIZZAZIONE
CIVILE". (307/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto IV dell'ordine del giorno:
votazione finale di disegni di legge e segnatamente al disegno di
legge: "Nuove norme sui collegamenti marittimi con le isole minori
della Sicilia. Disposizioni per gli uffici della motorizzazione
civile" (n. 307/A), posto al n. 1.
PANARELLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, sarò brevissimo. Intendo
sottolineare con rammarico la nostra decisione di non sostenere
questo disegno di legge in considerazione del fatto che sarebbe
stato utile invece, come abbiamo sostenuto nel corso della
discussione e attraverso gli emendamenti che abbiamo presentato,
affrontare le tematiche che riguardano la vita delle isole minori e
la loro prospettiva di sviluppo. Purtroppo, da parte del Governo
non è stata presa in considerazione questa possibilità. Pertanto,
anche se c'è stato un adeguamento delle normative che noi non
contestiamo, riteniamo sbagliato che non si sia colta l'occasione
per intervenire sulle tematiche che riguardano le isole minori in
termini di una politica più efficace sul versante dei trasporti,
sulla tutela e sulla valorizzazione dell'ambiente al fine di un
adeguato sostegno alle comunità e alle popolazioni delle isole
minori, aspetto assolutamente necessario come dimostrano le numerose
inchieste giornalistiche avviate nel corso di questi ultimi mesi.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, chiarisco il significato del
voto: chi vota sì preme il pulsante verde; chi vota no preme il
pulsante rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti ....... 49
Maggioranza .............. 25
Favorevoli ............... 38
Contrari ................. 1
Astenuti.................. 10
(L'Assemblea approva)
Presidenza del vicepresidente Fleres
VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO NOMINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
"PROVVEDIMENTI URGENTI NEL SETTORE DELL'EDILIZIA POPOLARE E PER
GLI IMMOBILI DI SIRACUSA-ORTIGIA" (N. 393/A)
Comunico ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno che
è stato presentato un emendamento all'ultimo articolo del disegno di
legge 393/A: "Alla fine del comma aggiungere 'ed entrerà in vigore
il giorno stesso della sua pubblicazione'".
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Indìco la votazione finale per scrutinio nominale del
disegno di legge: "Provvedimenti urgenti nel settore dell'edilizia
popolare e per gli immobili di Siracusa-Ortigia". (n. 393/A)
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti ....... 48
Maggioranza .............. 25
Favorevoli ............... 34
Contrari ................. 0
Astenuti.................. 14
(L'Assemblea approva)
PRESIDENTE. Gli uffici prendano nota che gli onorevoli Catania
Giuseppe e Lo Curto hanno votato sì.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a mercoledì
31 luglio 2002, alle ore 11.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Fleres
I - COMUNICAZIONI.
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1)- " Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 6 aprile
1996, n. 29, concernente norme in materia di autoservizi
pubblici non di linea in servizio di piazza". (N. 367/A)
(Seguito)
Relatore: on. Lo Curto.
2) - "Norme in materia di lavoro, cultura ed istruzione" (n.
2985/A) (Seguito)
Relatore: on. Baldari.
3) - "Variazioni al bilancio della Regione ed al bilancio
dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione siciliana
per l'anno finanziario 2002 e prime misure salva deficit"
(n. 459/A) (Seguito)
Relatore: on. Croce.
4) - "Norme per la semplificazione amministrativa" (n. 293/A)
(Seguito)
Relatore: on. Lo Monte
III- ELEZIONE DI QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
PER LA GESTIONE DEL FONDO DI ROTAZIONE PER IL COMMERCIO
ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART. 9 DELLA LEGGE REGIONALE
4 AGOSTO 1978, N. 26.
IV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
LA GESTIONE DEI FONDI ISTITUITI PRESSO L'IRFIS PER LE
PICCOLE E MEDIE IMPRESE, PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6
MAGGIO 1981, N. 96.
V - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE
DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.
VI - ELEZIONE DI UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
TUTELA DELL'AMBIENTE.
VII - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.
VIII - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.
IX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER L'INVENTARIO, LA CATALOGAZIONE E LA
DOCUMENTAZIONE GRAFICA, FOTOGRAFICA, AEROFOTOGRAFICA,
AUDIOVISIVA.
X - ELEZIONE DI SEI COMPONENTI ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE
PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.
XI - ELEZIONE DI TRE MEMBRI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
PROVINCIALI SCOLASTICI.
XII - ELEZIONE DI CINQUE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE PER
LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.
XIII - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI PALERMO.
XIV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI CATANIA.
XV - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.
XVI - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI CATANIA.
XVII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI MESSINA.
XVIII - ELEZIONE DI UN COMPONENTE DEL COMITATO DIRETTIVO
DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.
XIX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
DELL'ISTITUTO REGIONALE DI RICERCA, SPERIMENTAZIONE E
AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.
(La seduta è tolta alle ore 21,18)
(Licenziato dal Servizio dei Resoconti alle ore 23.30)