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Resoconto d'Aula della Seduta n. 77 di martedì 30 luglio 2002
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   Presidenza del vicepresidente Fleres


     PRESIDENTE. Comunico  che  del  verbale  della  seduta precedente
  verrà data lettura nella seduta successiva.

                       ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni:

    - con richiesta di risposta orale:

    n.  715 "Soluzione  dei  problemi di distribuzione idrica ad Erice
  (TP)"
    - Assessore lavori pubblici
    Firmatario: Oddo

    n.  716  "Adeguata  manutenzione  dell'autostrada  A29,  Palermo -
  Trapani.
    - Assessore lavori pubblici
    Firmatario: Oddo.

                        ANNUNZIO DI INTERPELLANZA

     PRESIDENTE.  Comunico   che   è   stata  presentata  la  seguente
  interpellanza:

    n.  53 "Applicazione agli agricoltori siciliani delle agevolazioni
  finanziarie previste dalla legge Sabatini"
    - Assessore Agricoltura e foreste
    Firmatario: Oddo

       Informo, ai sensi  dell'articolo  127,  comma 9 del Regolamento
  interno, che nel  corso  della  seduta  potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


            DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI

     PRESIDENTE.  Si  passa   al  punto  II  dell'ordine  del  giorno:
  Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e
  153 del Regolamento interno, delle mozioni:

    - N. 148  "Storno  delle somme derivanti dalle pubblicazioni degli
  avvisi e dei bandi  di  gara  su  un  periodico edito dall'Assemblea
  regionale  siciliana   o  dalla  Fondazione  'Federico  II'",  degli
  onorevoli Spampinato, Raiti, Ferro, De Benedictis, Miccichè;

    - N. 149  "Iniziative  finalizzate  al rispetto delle disposizioni
  speciali sancite dall'art.  14  della  legge  regionale  n.  28  del
  1999, in materia  di riforma del commercio", degli onorevoli Fleres,
  Catania Giuseppe, Maurici, Beninati;

    - N. 150  "Iniziative  finalizzate ad assicurare la gratuità delle
  visite  mediche  per tutti  gli  atleti  agonisti  e  non,  fino  al
  compimento  del  18   anno  di  età",  degli  onorevoli  Barbagallo,
  Genovese, Gurrieri, Tumino, Vitrano, Zangara;

    -  N.  151   "Risanamento  e  potenziamento  delle  linee  ferrate
  siciliane", degli  onorevoli  Lo  Monte,  D'Antoni, Basile, Sanzeri,
  Amendolia;

    - N. 152 "Notizie  sulla mancata immissione in ruolo del personale
  docente ed Ata  per  l'anno  scolastico  2002/2003", degli onorevoli
  Morinello, Ferro, Miccichè, Raiti.
       Invito il deputato segretario a darne lettura.

     BASILE, segretario:

                   " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

            - è  in  corso  di  approvazione  la legge riguardante
              'Norme  in  materia  di  opere  pubbliche Disciplina
              degli  appalti  di lavori pubblici, di fornitura, di
              servizi e nei settori esclusi';

            - il  comma  3  dell'art.  23 di tale disegno di legge
              prevede  che:   'per i  lavori  di  importo  pari  o
              superiore a un milione  di  euro  ed  inferiore alla
              soglia comunitaria, gli avvisi  ed  i  bandi di gara
              sono  pubblicati   nella  Gazzetta  Ufficiale  della
              Regione  siciliana,  e  per  estratto,  su  uno  dei
              principali   quotidiani  nazionali  con  particolare
              diffusione nella regione  e su almeno tre quotidiani
              regionali,  nonchè  su  almeno  un  periodico  edito
              dall'Assemblea    regionale    siciliana   o   dalla
              Fondazione Federico II';

            - al comma 111 dell'art.  23  del  disegno di legge in
              questione si prevede che:  'le  spese  relative alla
              pubblicità  devono   essere   inserite   nel  quadro
              economico del progetto tra  le  somme a disposizione
              dell'amministrazione ...';

     CONSIDERATO che:

            - le somme a disposizione dell'amministrazione esposte
              nel quadro economico del progetto rientrano, insieme
              a quelle a base  d'asta  dei  lavori, tra quelle del
              finanziamento dell'opera pubblica;

            - la Regione siciliana  figurerebbe  al  tempo stesso,
              tramite la Fondazione Federico II o altro periodico,
              erogatore  di   finanziamenti   e  beneficiario  dei
              corrispettivi   pagati  per la  pubblicazione  degli
              avvisi e dei bandi di gara,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

            - ad intervenire  riducendo  il  finanziamento annuale
              della Fondazione Federico II di un importo pari alle
              somme incamerate, nello  stesso  arco temporale, per
              le pubblicazioni degli avvisi e dei bandi di gara." (148)

                   " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

            - la legge regionale 22 dicembre 1999, n. 28, relativa
              alla riforma del commercio, sancisce anche gli orari
              di  apertura  degli  esercizi  commerciali, compresi
              quelli del settore alimentare;

            - in  particolare,  i   commi   2  e  3  dell'art.  14
              stabiliscono   che    i    Sindaci,    sentite    le
              organizzazioni di  categoria,  per  gli  esercizi in
              parola devono  garantire  l'apertura al pubblico sia
              nel  caso di due festività consecutive che in quello
              della chiusura infrasettimanale;

            - secondo  i   dati  forniti  dalle  associazioni  dei
              consumatori e  le  numerose  denunce  presentate dai
              cittadini, risulta che solamente un numero esiguo di
              Comuni della Sicilia  ha  definito  le  modalità per
              adempiere agli obblighi  previsti  dai  commi  2 e 3
              dell'art. 14 della citata legge,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

            - a porre in essere  tutte le iniziative utili al fine
              di verificare se i Comuni abbiano adempiuto a quanto
              disposto dai commi 2  e  3  dell'art. 14 della legge
              regionale n. 28 del  1999  e, qualora ciò non  fosse
              avvenuto, a sanzionare quelli che non si sono ancora
              attivati." (149)

                    "L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

             PREMESSO che:

             - è già  esecutivo  il  Decreto  del  Presidente  del
          Consiglio dei Ministri, pubblicato in Gazzetta Ufficiale
          l'8 febbraio 2002, nel quale  sono  definiti  i  Livelli
          essenziali di assistenza;

             - detto Decreto non include  tra  le  visite  mediche
          gratuite quelle per  l'attività  sportiva  agonistica  e
          non,  le  quali  sono,   pertanto,   a   totale   carico
          dell'utente;

             - con circolare del 25/02/02,  l'Assessore  regionale
          per la sanità, ha recepito tale Decreto  con  decorrenza
          immediata,   confermando   l'esclusione   delle   visite
          medico-sportive dalle prestazioni sanitarie essenziali e
          gratuite;

             - recentemente si  è  appresa  (a  mezzo  stampa)  la
          volontà dell'Assessorato  regionale  per  la  sanità  di
          ripristinare la gratuità delle visite  mediche  soltanto
          per gli atleti agonisti fino all'età di 14 anni;

             - prima dell'entrata in vigore del suddetto  D.P.C.M.
          le visite per gli atleti agonisti fino al compimento del
          18  anno di età erano del tutto gratuite, come  previsto
          dall'art. 1, comma 4 della legge n. 724 del 1994;

             CONSIDERATO che:

             - le  società  sportive  sono  da  tempo  gravate  da
          difficoltà economiche che mettono seriamente  a  rischio
          la prosecuzione della normale attività;

             - un'ulteriore  e  rilevante  spesa  per  una  giusta
          prevenzione e per il controllo della salute dei ragazzi,
          comporterebbe:

             - un collasso dello sport giovanile, tanto importante
          la crescita, per  la  maturità,  l'allontanamento  dalle
          devianze minorili e per la riduzione  della  dispersione
          scolastica;

             - un invito a disattendere la legge sull'obbligarietà
          delle visite mediche, mettendo a rischio  la  salute  di
          migliaia di ragazzi che praticano sport;

             - uno svuotamento dei servizi  pubblici  di  medicina
          dello  sport  e  una   sottoutilizzazione   dei   medici
          specialisti che lavorano nelle AUSL;

             - la recente legge regionale n. 36 del 2000 subordina
          il tesseramento degli atleti agli accertamenti  ed  alle
          certificazioni previste, la cui violazione comporta  una
          sanzione amministrativa;

             - la promozione di nuovi stili di vita e della tutela
          sanitaria  di  chi  pratica  sport  è  presente,   quale
          obiettivo  primario,  nel  piano   sanitario   regionale
          2000/2002 (art. 5.1.1  e  5.2.4)  e  nel  recente  piano
          sanitario nazionale 2002-2004 (progetto 9 punto b);

             - lo sport, infatti, migliora la  salute  e  previene
          numerose condizioni di morbosità, disabilità e mortalità
          pre-matura: l'atleta, in altre parole, si ammala di meno
          e costa meno al servizio sanitario nazionale;

             - sono tante le federazioni  che  non  usufruirebbero
          della  gratuità  delle  visite  in  quanto  la   propria
          attività agonistica inizia non prima dei 14 anni;

             - si creerebbe disparità con gli atleti  delle  altre
          regioni d'Italia che, pur recependo il  D.P.C.M.,  hanno
          trovato le risorse  per  assicurare  le  visite  mediche
          gratuite a tutti gli atleti minorenni fino ai 18 anni di
          età;

             -  il  Decreto  in  oggetto   esclude   dai   Livelli
          essenziali di assistenza solo le certificazioni  mediche
          di idoneità sanitaria (come  elencato  nell'Allegato  2A
          punto e) e non le prestazioni;

  CONSIDERATO, altresì che i massimi organismi regionali del CONI,
          delle Federazioni Sportive e degli  Enti  di  promozione
          sportiva stanno valutando tra le iniziative da  assumere
          il blocco immediato dello sport siciliano,  qualora  non
          venga  riconosciuto   al   movimento   sportivo   quanto
          legittimamente richiesto;

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

             - a porre in essere ogni  iniziativa  necessaria  per
          assicurare la gratuità della visita medica per tutti gli
          atleti minorenni;

             - ad emanare le direttive per  uniformare  i  servizi
          pubblici ASL di medicina dello sport della Sicilia;

             - a potenziare i servizi pubblici di  medicina  dello
          sport delle AUSL;

             - a mettere in atto,  altresì,  tutte  le  iniziative
          necessarie  al   raggiungimento   della   piena   tutela
          sanitaria delle  attività  sportive  ed  alla  riduzione
          dell'onere sopportato dalle  società  sportive  per  gli
          adempimenti in materia." (150)

                   " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     PREMESSO che:

            - -  il  tragico  incidente  sulla  linea  ferrata  di
              Rometta  (ME),  il  20  luglio  scorso,  irrompe con
              drammatica    prepotenza    sulla   scena   politica
              regionale,    caratterizzata    dal    quarantennale
              immobilismo   dei   passati   Governi   regionali  e
              nazionali  e delle stesse ex Ferrovie dello Stato;

            - la  questione del raddoppio della linea nella tratta
              Palermo-Messina   e  della  manutenzione della linea
              ferrata regionale, in stato di grave abbandono, è da
              tempo   al  centro  dell'attenzione  della  politica
              siciliana;

            - il Governo regionale  è, oggi più che mai, costretto
              ad  attuare  politiche  in  favore  del trasporto su
              rotaie  per  renderlo  più  sicuro ed efficiente, ma
              anche   per  offrire  una  valida  alternativa  alla
              congestione del traffico urbano delle grandi città;

     RITENUTO che  rispetto  a  quanto accade al trasporto ferrato
              europeo,  la  Sicilia  è  più  che fanalino di coda,
              poichè  i  finanziamenti previsti dai Piani generali
              dei  trasporti,  dai  contratti  di  Programma e dai
              Piani  di  Impresa del gruppo FS per il raddoppio di
              binario    sulle    dorsali    'Messina-Palermo'   e
              'Messina-Catania',  non  hanno  trovato riscontro in
              opere effettivamente realizzate;

     CONSIDERATO che:

            - le  opere di risanamento infrastrutturale della rete
              ferrata   regionale   sono   state  effettuate  solo
              parzialmente,   mentre   non   trovano  a  tutt'oggi
              riscontro    la   realizzazione   di   altre   opere
              finanziate;

            - lo  stato  di  degrado  ed  obsolescenza  del  parco
              rotabile , con mezzi di trazione ormai da rottamare,
              la  dice  lunga  sul  disinteresse  delle  politiche
              regionali in materia di trasporti ferroviari;

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

            - ad  intervenire  presso  il  Governo nazionale ed il
              gruppo  FS  per  la disposizione urgente di adeguati
              finanziamenti,   affinché   il  disposto  dai  Piani
              generali  dei trasporti  possa  avere  un  effettivo
              riscontro    nella     realizzazione     di    opere
              infrastrutturali,  tra   cui,  prioritariamente,  la
              realizzazione del raddoppio e  la  cura  delle linee
              ferrate siciliane." (151)

                   " L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

     CONSIDERATO che:

            - i  Centri  servizi amministrativi (ex Provveditorati
              agli    studi),   su   indicazione   del   Ministero
              dell'Istruzione  devono  provvedere  alla  nomina in
              ruolo  degli  insegnanti  dei diversi ordini e gradi
              entro il  termine  ultimo  del  31  luglio, (termine
              stabilito lo scorso anno dal Ministro Moratti per le
              operazioni di nomina da parte dei provveditorati);

            - il  Ministero  dell'Istruzione  ha varato il decreto
              che  fissa gli organici del personale docente per il
              prossimo anno scolastico, in base al quale  dovevano
              essere formate le classi;

            - tale  decreto  prevedeva  8.500  posti  in  meno per
              l'anno  2002/2003  nonostante  un  incremento  della
              popolazione scolastica;

            - i  mass-media  hanno reso nota la corrispondenza tra
              il  Ministero dell'Economia e delle Finanze e quello
              all'Istruzione,    che    riportava    dubbi   sulla
              disponibilità  di  risorse  finanziarie  adeguate  a
              garantire l'immissione  in  ruolo  di  un  numero di
              insegnanti adeguato alle  effettive  esigenze  della
              scuola;

            - i   fondi  disponibili,  a  detta  dei  Ministri  in
              questione,  avrebbero comunque permesso l'immissione
              in  ruolo di un numero di insegnanti compreso tra le
              9.000 e le 21.000 unità;

            - forte  è  stata  l'apprensione manifestata in questi
              giorni dal mondo della scuola, preoccupato che oltre
              ai  tagli  annunciati,  già  di  per sè   lesivi del
              diritto  allo studio, il ritardo che ha accompagnato
              la  definizione  delle  graduatorie permanenti possa
              mettere in pericolo anche le rimanenti immissioni in
              ruolo;

            - la  mancata  comunicazione  ad oggi dell'organico di
              fatto  (elemento  indispensabile  senza  il  quale i
              Centri servizi amministrativi non possono provvedere
              ad  effettuare le nomine a tempo determinato) sembra
              scaturire  da  un  rinvio   volontario  che  cela la
              volontà politica  e  la reale intenzione del Governo
              nazionale di non  procedere  ad alcuna nomina per il
              prossimo anno scolastico;

     RILEVATO che:

            - la  scuola  è  un diritto fondamentale e come tale è
              inconcepibile    che   il   Governo   nazionale  non
              predisponga  la  copertura finanziaria per garantire
              l'assunzione  di un numero congruo di insegnanti per
              garantire il diritto allo studio;

            - il precedente Governo fin dal 2000 aveva individuato
              la  necessità  dell'assunzione  in  ruolo  di 30.000
              insegnanti per l'anno scolastico 2002/2003;

            - la  mancata  assunzione degli insegnanti rappresenta
              una  scelta  politica  gravissima  contro  i diritti
              degli  studenti  ad avere insegnanti stabili, contro
              le  aspettative  dei  lavoratori precari e contro la
              scuola pubblica;

            - lo  stesso  Ministro  Moratti  ha  emanato in questi
              giorni  una  circolare che da le direttive ai Centri
              servizi  amministrativi  per provvedere  alla nomina
              dei  supplenti  annuali  e  fino  al  termine  delle
              attività  didattiche,  palesando  la  possibilità di
              procedere   a  nomine  a  tempo  indeterminato  dopo
              l'avvio dell'anno scolastico;

            - il problema è ancora più grave per il personale Ata,
              poichè   il   ritardo   nella   compilazione   delle
              graduatorie  permanenti  provinciali e degli elenchi
              dei  trasferimenti pone  in pericolo anche le nomine
              a  tempo  determinato,  a fronte di ben 22.000 posti
              vacanti;

     PRESO ATTO che:

            - l'ultima  circolare  del  Ministero  dell'Istruzione
              chiarisce   e   conferma   i  dubbi  precedentemente
              espressi,  per  cui per l'anno  scolastico 2002/2003
              non  avverrà  nessuna  nomina  in  ruolo, se non per
              immissioni con decorrenza giuridica e non economica;

            - ad  oggi  sono almeno 60.000 le cattedre vacanti che
              attendono di essere coperte da insegnanti stabili;

            - i sindacati della scuola hanno annunciato iniziative
              clamorose contro il Ministero dell'Istruzione;

     RITENUTO che:

            - fra  le  regioni  maggiormente  colpite  dai tagli e
              dalle  mancate immissioni  in ruolo vi è la Sicilia,
              regione che registra un incremento della popolazione
              scolastica;

            - le  scelte del Ministero  dell'Istruzione colpiscono
              la   qualità   della   scuola   di  tutti  i  gradi,
              penalizzando   in  particolar  modo  gli  interventi
              contro  la  dispersione  scolastica,  i progetti, il
              tempo   pieno   e   l'integrazione   degli  studenti
              stranieri;

            - è  compito  di  tutte le Istituzioni  impegnarsi per
              garantire il diritto allo studio e un regolare avvio
              del prossimo anno scolastico,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

            - ad   intervenire  tempestivamente  e  con  decisione
              presso  il  Ministero dell'Istruzione e quello delle
              Finanze  affinchè  si prendano tutti i provvedimenti
              necessari per garantire il diritto allo studio nella
              nostra regione;

            - a  concordare  con il Ministero dell'Istruzione, per
              l'anno  scolastico  2002/2003,  criteri per organici
              d'istituto  realmente  funzionali  all'esercizio del
              diritto  allo studio nella nostra regione, superando
              definitivamente   il  sistema  delle  risposte  alle
              emergenze,  provvedendo  quindi alla nomina di tutti
              gli insegnanti  necessari  per  coprire  le cattedre
              vacanti  e  permettere  di  conseguenza  un corretto
              inizio dell'anno scolastico." (152)

     PRESIDENTE. Dispongo  che  le  predette mozioni vengano demandate
  alla Conferenza dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari perchè se ne
  determini la data di discussione.

                     DISCUSSIONE DI DISEGNI DI LEGGE

     PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  III  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    SEGUITO DELLA  DISCUSSIONE  DEL  DISEGNO  DI  LEGGE "PROVVEDIMENTI
    URGENTI NEL SETTORE  DELL'EDILIZIA  POPOLARE E PER GLI IMMOBILI DI
    SIRACUSA-ORTIGIA" (N. 393/A)

     PRESIDENTE.  Si procede  con  il  seguito  della  discussione del
  disegno  di  legge  n.  393/A  "Provvedimenti  urgenti  nel  settore
  dell'edilizia popolare  e  per  gli  immobili  di Siracusa-Ortigia",
  posto al n.  1) del III punto dell'ordine del giorno.
       Invito i componenti la IV Commissione "Ambiente e territorio" a
  prendere posto nell'apposito banco.
       Onorevoli colleghi, ricordo  che  l'esame  del disegno di legge
  era stato sospeso nella  seduta  n.  71  del  17  luglio  2002, dopo
  l'approvazione del passaggio all'esame degli articoli.
       Invito il deputato segretario a dare lettura dell'articolo 1.

     BASILE, segretario:

                                 Art. 1.
                     Censimento ed assegnazione alloggi

              1.   I comuni  e  gli  istituti  autonomi  per  le  case
         popolari  provvedono,  entro novanta  giorni  dalla  data  di
         entrata in vigore della presente  legge,  ad integrare i dati
         del  censimento effettuato ai  sensi  dell'articolo  2  della
         legge regionale 5 febbraio 1992, n. 1 e dell'articolo 6 della
         legge regionale 9 dicembre 1996,  n.  47,  censendo  anche  i
         soggetti  che  alla data del  31  dicembre  2001  avevano  in
         godimento  di  fatto   alloggi   di  edilizia  sovvenzionata,
         realizzati  o acquistati con finanziamenti  regionali  o  con
         assegnazione di fondi dello Stato  alla  Regione o al comune,
         sempre  che  si  tratti  di   alloggi   per   cui  manchi  un
         provvedimento di assegnazione.

              2.   A   seguito   della   individuazione  dei  soggetti
         occupanti alla data  del 31 dicembre 2001 alloggi di edilizia
         residenziale economica e popolare, il comune o l'ente gestore
         provvede, ai  sensi  dell'articolo  2 della legge regionale 5
         febbraio 1992,  n. 1, all'assegnazione degli alloggi a coloro
         che li detengono  in  via  di  fatto  ed aventi requisiti per
         l'assegnazione degli  stessi  ed  alla  stipula  del relativo
         contratto di assegnazione, a condizione che l'occupazione non
         abbia  sottratto  il  godimento dell'alloggio ad assegnatario
         già in possesso  di  decreto  di  assegnazione in relazione a
         graduatoria approvata e  pubblicata  a  norma  di  legge, che
         l'ente gestore recuperi  tutti i canoni e le spese accessorie
         dovuti  a  decorrere   dalla   data   di  occupazione  e  che
         l'occupante rilasci  le  parti  comuni del fabbricato, nonché
         gli ambienti  o  le  superfici non rientranti nell'originaria
         consistenza dell'alloggio  e  le sue pertinenze eventualmente
         occupate.  L'ente gestore può consentire rateizzazioni, anche
         mensili, dei  canoni  pregressi, della durata complessiva non
         superiore a dieci anni, applicando gli interessi nella misura
         del tasso legale.

     PRESIDENTE. Comunico  che  sono  stati  presentati  gli  allegati
  emendamenti:

    - dagli onorevoli Sanzeri, Lo Monte e Amendolia:  emendamento 1.2;

    - dagli onorevoli  Oddo,  Crisafulli,  Panarello,  Villari e Zago:
    emendamento 1.4;

    -  dagli   onorevoli   Villari,   Oddo,   Panarello  e  Cracolici:
    emendamento 1.1;

    - dagli onorevoli  Villari,  Oddo,  Zago e Cracolici:  emendamento
    1.3 e subemendamento 1.1.1 all'emendamento 1.1;

    - dagli onorevoli Oddo, Villari, Zago e Panarello:  subemendamento
    1.4.1 all' emendamento 1.4;

    - dalla Commissione: emendamento 1.5 e 1.6;

    - dal Governo: emendamento 1.7.

     RAITI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

        RAITI.  Signor Presidente,  onorevoli colleghi, non posso fare
  a  meno  di  sorprendermi  in  relazione  al  disegno  di  legge  in
  discussione, in quanto, se non  ricordo  male  -  e  vorrei  che sia
  l'onorevole Assessore che il Presidente della Commissione mi dessero
  delucidazioni  al riguardo  -  l'argomento  principale,  oggetto  di
  questo disegno di legge,  è stato affrontato nella legge finanziaria
  n.  2 del 2002, e precisamente all'articolo 23.
       In quell'articolo  della  Finanziaria  noi  abbiamo riflettuto,
  ragionato  ed  infine   approvato   una   serie   di   modalità  che
  disciplinavano il riscatto degli  alloggi  popolari e non solo, cioè
  di  quegli alloggi  pubblici  che  dovrebbero  essere  trasferiti  a
  soggetti legittimati o meno o che si occupa l'immobile.
       Mi  chiedo  e  chiedo   al   Governo  ed  al  Presidente  della
  Commissione: cosa è cambiato da  marzo,  circa  3  mesi fa, ad oggi?
  Che elementi di grande  novità  ci  sono  per  permettere  a  questa
  Assemblea di legiferare sulla  stessa  materia  a  distanza di pochi
  mesi, quando su altri problemi  di  ben  più alta natura, di ben più
  alto spessore, si perdono mesi  e  mesi  a  discutere  senza  che si
  affrontino in Aula i relativi  disegni  di  legge?  Se non ho capito
  male, vorrei che ciò mi fosse spiegato.
       Altro aspetto che particolarmente mi preoccupa è che il cardine
  di questo disegno di  legge  viene  incentrato  soprattutto  su  due
  argomenti principali che, se è quello l'interesse e l'intenzione del
  disegno di legge, creano particolare difficoltà.
       Innanzitutto, mi riferisco  all'articolo  2  laddove  si  parla
  specificamente della soppressione  del  comma  2,  dell'articolo  2,
  della legge 2 cioè  della  legge finanziaria. Quell'articolo, se non
  ricordo male, proposto dal Governo ed approvato da questa Assemblea,
  prevedeva che gli immobili  ceduti  con  il  riscatto,  e  non solo,
  fossero ceduti al prezzo  di  mercato;  si  quantificava,  cioè,  il
  patrimonio della Regione,  oggetto  delle  cessioni, fatto con soldi
  regionali dello Stato sulla base di una valutazione del mercato.
       Tale decisione era nata dopo una serie di ragionamenti fatti in
  Commissione "Bilancio" e da alcune prese di posizione da parte della
  stampa che evidenziava che,  se fosse passata una norma diversa, che
  era quella inserita in  un  primo  tempo nella legge finanziaria, si
  sarebbe permesso di svendere  parte  del  patrimonio della Regione a
  prezzi ridicoli.
       Ricordo che sul  quotidiano  "La  Repubblica" del febbraio 2002
  era scritto che vi erano  degli  appartamenti siti a Palermo, in via
  Notarbartolo, di un valore  di  circa  500-600 milioni delle vecchie
  lire, immobili che sulla  base del testo originario sarebbero potuti
  andare in cessione ad un prezzo di 70-80 milioni delle vecchie lire.
  Ci fu un acceso dibattito  a  seguito del quale il Governo riformulò
  il comma 2 di  quell'articolo,  specificando che la cessione sarebbe
  stata fatta sulla base del valore di mercato.
       Oggi, nel disegno di legge in discussione viene reintrodotto il
  sistema  previsto  nel  testo  di  legge  originario:  viene,  cioè,
  introdotta una sanatoria  generalizzata e la possibilità di svendere
  parte  del  patrimonio  della  nostra  Regione  a  prezzi  veramente
  ridicoli.
       Se non è questo  l'intendimento  del disegno di legge, gradirei
  che il Governo ed il Presidente della Commissione me lo spiegassero,
  perché  può darsi che io abbia capito male.
       Altro argomento che  mi  desta particolare preoccupazione e che
  tra l'altro era stato  già affrontato sempre nella legge finanziaria
  è  l'articolo 3 che  riguarda  la  possibilità  che  le  Commissioni
  aggiudicatrici delle  graduatorie  relative  agli  alloggi  popolari
  siano sostituite da un  dipendente  del comune indicato dal sindaco.
  Anche qui, se non ricordo male, lo stesso articolo 23 della legge n.
  2/2002 affrontò l'argomento  stabilendo  che  fosse  un  funzionario
  nominato dal sindaco e non un dipendente a sostituire le commissioni
  aggiudicatrici  e  che  le  graduatorie  formulate  dal  funzionario
  fossero  sottoposte,  per   dare   un   controllo  democratico  alle
  graduatorie, al Consiglio  comunale.  Oggi  quella  norma,  se fosse
  approvato  il disegno  di  legge  nella  sua  formulazione  attuale,
  verrebbe  ad  essere vanificata,  perché  si  stabilisce  che  è  un
  dipendente  del  sindaco   che   si   sostituisce  alle  commissioni
  aggiudicatrici o di valutazione delle graduatorie.
       Soltanto questi due  elementi  viziano totalmente l'assetto, la
  finalità e la filosofia  del  disegno  di  legge  e pertanto sollevo
  queste mie perplessità,  che vorrei fossero in.  Concludendo, chiedo
  al Governo, nell'ambito della discussione generale, che mi dica se è
  stato  cambiato orientamento politico  da  marzo  ad  oggi,  che  mi
  illustri i motivi che  hanno  spinto  il  Governo  a cambiare questo
  orientamento politico. Se il  Governo mi convincerà del fatto che ho
  preso un abbaglio, sarò pronto a rivedere le mie posizioni.

                  RICHIESTA DI PRELIEVO DI DISEGNI DI LEGGE

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,  desidero
  avanzare  una  proposta:   abbiamo   quattro  disegni  di  legge  da
  esaminare,  oltre  quello   che   stiamo  discutendo;  se  potessimo
  incardinare  i quattro disegni  di  legge  prima  di  continuare  la
  discussione in corso, daremmo  il  tempo  per  potere presentare gli
  emendamenti entro le 24 ore successive.
       Così facendo, potremmo  andare avanti;  la discussione generale
  potremmo rinviarla all'articolo 1  di ogni disegno di legge e domani
  o, al massimo, dopodomani  potremmo  tentare di chiudere la sessione
  estiva.
       Dato che in  Conferenza  dei Presidenti dei gruppi parlamentari
  si è stabilito di  concludere  l'esame  dei  disegni di legge numeri
  393, 367, 2985, 459  e 293, procedendo in questo modo, accelereremmo
  l'iter degli stessi e  avremmo  a disposizione la giornata di domani
  per proseguire e tentare di definire i lavori d'Aula.
       Questa é  la  proposta che desidero sottoporre alla valutazione
  della Presidenza e dell'Aula.

     GIANNOPOLO.  Signor  Presidente l'onorevole Cintola dimentica che
  é   pronto per l'Aula  anche  il  disegno  di  legge  relativo  agli
  autoservizi pubblici non di linea in servizio di piazza ...

     CINTOLA. L'ho citato.

     GIANNOPOLO.  Le chiedevo,  signor  Presidente,  di valutare anche
  l'ipotesi di completare l'esame del disegno di legge 393 già avviato
  e dopo di incardinare i  disegni di legge di cui parlava l'onorevole
  Cintola.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Giannopolo,  la  richiesta dell'onorevole
  Cintola riguarda soprattutto  i  tempi  per  la  presentazione degli
  emendamenti.  Essa mira sostanzialmente ad avviare la decorrenza del
  termine  per  la  presentazione  degli  eventuali  emendamenti;  ciò
  consentirebbe, con il sacrificio di tutti, di concludere la sessione
  estiva nella serata di domani.
       Questo è il senso della sua richiesta.

     GIANNOPOLO.   La conclusione  dell'esame  dei  disegni  di  legge
  dipende da cosa succede in Aula.

     PRESIDENTE.   Certamente,   onorevole  Giannopolo,  però  se  noi
  creiamo le condizioni  regolamentari affinché  alcuni passaggi siano
  più celeri, è sicuramente meglio.
       Se non ci sono altre osservazioni, così resta stabilito.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    DISCUSSIONE  DEL DISEGNO DI LEGGE "MODIFICHE ED INTEGRAZIONI ALLA
    LEGGE REGIONALE 6 APRILE 1996, N. 29 CONCERNENTE NORME IN MATERIA
    DI  AUTOSERVIZI  PUBBLICI  NON  DI  LINEA  IN SERVIZIO DI PIAZZA"
    (367/A)

     PRESIDENTE.  Si  procedee con la discussione del disegno di legge
  "Modifiche  ed  integrazioni  alla legge regionale 6 aprile 1996, n.
  29,  concernente  norme  in  materia  di autoservizi pubblici non di
  linea in servizio di piazza" (n. 367/A), posto al numero 2.
       Invito i componenti  la  Commissione  "Ambiente e territorio" a
  prendere posto al banco delle commissioni.
       Ha  facoltà di  parlare  l'onorevole  Lo  Curto,  relatore  del
  disegno di legge, per svolgere la relazione.

     LO  CURTO ,  relatore.   Mi  rimetto  al  testo  della  relazione
  scritta.

     PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
       Non avendo alcun  deputato  chiesto di parlare, dichiaro chiusa
  la discussione generale.
       Pongo in votazione  il passaggio all'esame degli articoli.  Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Avverto che il termine per la presentazione degli emendamenti è
  fissato per domani mattina alle ore 11.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    DISCUSSIONE  DEL  DISEGNO  DI  LEGGE "NORME IN MATERIA DI LAVORO,
    CULTURA ED ISTRUZIONE" (2985/A)

     PRESIDENTE.  Si  procede  con le discussione del disegno di legge
  "Norme  in materia di lavoro, cultura ed istruzione" (2985/A), posto
  al numero 3.
       Invito  i componenti  la  Commissione  "Cultura,  formazione  e
  lavoro" a prendere posto al banco delle commissioni.
       Ha facoltà di parlare l'onorevole Baldari, relatore del disegno
  di legge, per svolgere la relazione.

     BALDARI, relatore.  Mi rimetto al testo della relazione scritta.

     PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
       Non avendo alcun  deputato  chiesto di parlare, dichiaro chiusa
  la discussione generale.
       Pongo in votazione  il passaggio all'esame degli articoli.  Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Avverto che il termine per la presentazione degli emendamenti è
  fissato per domani mattina alle ore 11.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    DISCUSSIONE  DEL  DISEGNO  DI LEGGE "VARIAZIONI AL BILANCIO DELLA
    REGIONE ED AL BILANCIO DELL'AZIENDA DELLE FORESTE DEMANIALI DELLA
    REGIONE  SICILIANA  PER  L'ANNO  FINANZIARIO  2002 E PRIME MISURE
    SALVA DEFICIT" (N. 459/A)

     PRESIDENTE.  Si  procede  con la discussione del disegno di legge
  "Variazioni  al  bilancio  della Regione ed al bilancio dell'Azienda
  delle   foreste   demaniali   della  Regione  siciliana  per  l'anno
  finanziario  2002 e prime misure salva deficit" (n. 459/A), posto al
  numero 4.
       Invito  i  componenti   la  Commissione  "Finanza,  bilancio  e
  programmazione" a prendere posto al banco delle commissioni.
       Ha facoltà di  parlare  l'onorevole Croce, relatore del disegno
  di legge, per svolgere la relazione.

     CROCE, presidente della  Commissione  e  relatore.  Mi rimetto al
  testo della relazione scritta.

     PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
       Non avendo alcun  deputato  chiesto di parlare, dichiaro chiusa
  la discussione generale.
       Pongo in votazione  il passaggio all'esame degli articoli.  Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Avverto che il termine per la presentazione degli emendamenti è
  fissato per domani mattina alle ore 11.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    DISCUSSIONE  DEL  DISEGNO  DI LEGGE "NORME PER LA SEMPLIFICAZIONE
    AMMINISTRATIVA" (N. 293/A)

     PRESIDENTE.  Si  procede  con la discussione del disegno di legge
  "Norme  per la semplificazione amministrativa" (N.  293/A), posto al
  numero 5.
       Invito i componenti  la  Commissione  "Affari  istituzionali" a
  prendere posto al banco delle commissioni.
       Ha  facoltà di  parlare  l'onorevole  Lo  Monte,  relatore  del
  disegno di legge, per svolgere la relazione.

     LO  MONTE ,  relatore.   Mi  rimetto  al  testo  della  relazione
  scritta.

     PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
       Non avendo alcun  deputato  chiesto di parlare, dichiaro chiusa
  la discussione generale.
       Pongo in votazione  il passaggio all'esame degli articoli.  Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Avverto che il termine per la presentazione degli emendamenti è
  fissato per domani mattina alle ore 11.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                                 CONGEDO

     PRESIDENTE.  Comunico che  l'onorevole Acierno ha chiesto congedo
  per la seduta odierna.
       Non sorgendo osservazioni, il congedo s'intende accordato.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    RIPRENDE IL SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N. 393/A

     PRESIDENTE.  Si riprende il seguito della discussione del disegno
  di legge n. 393/A.

     CROCE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CROCE.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  condivido  la
  relazione del disegno  di  legge,  ma  desidero  aggiungere  qualche
  riflessione in relazione  soprattutto  all'articolo 1, che mi sembra
  dettato dall'emergenza.  Ecco perché  ci siamo permessi, l'onorevole
  Beninati ed io, di  presentare  questo disegno di legge;  un disegno
  di  legge  che  nasce  dalla  volontà  di  superare  una  situazione
  difficilissima.
       Il mio intervento vuole  richiamare  il dibattito che c'è stato
  all'atto della finanziaria,  quando  avevamo  già,  all'articolo 24,
  posto  in essere un  emendamento  che  poi  è  stato  impugnato  dal
  Commissario dello Stato.  A  seguito dell'impugnativa, abbiamo preso
  la  decisione  di ripresentare,  senza  volontà  di  sfida  e  senza
  arroganza, un disegno di  legge  che rispondesse ai drammi che molti
  cittadini siciliani vivono.
       Abbiamo avuto nei giorni scorsi, proprio a Palermo, la fase più
  acuta di questa vicenda  (parlo  di  chi ha occupato abusivamente un
  alloggio) e allora, quando  il  Commissario  dello  Stato  fece  una
  riflessione sull'argomento, gli  fu  detto  che,  tutto sommato, era
  poca cosa.
       Non è poca cosa,  e  lo  dimostra soprattutto un'indagine che è
  stata  fatta;  l'ho  fatta  io  insieme  con  l'onorevole  Beninati,
  scrivendo a tutti i  presidenti  degli  IACP  siciliani,  a  tutti i
  sindaci delle città capoluogo,  e il risultato non è certamente poca
  cosa:  si parla di più di diecimila alloggi occupati abusivamente in
  Sicilia.  E', quindi, un problema  che non può essere né nascosto né
  sottovalutato.
       Sono  argomenti,  questi,   che   voglio  orientare  verso  una
  soluzione positiva della  vicenda  ma,  soprattutto, chiarire alcuni
  aspetti fondamentali che servono, che aiutano noi a capire meglio ed
  al  Commissario  dello  Stato  a  tentare  una  via  positiva  della
  questione.
       Per cercare di  dare  una  motivazione  anche  tecnica, intendo
  riassumere  questa vicenda  leggendo  una  breve  nota  che  servirà
  sicuramente  a tutti noi  ed  al  Commissario  dello  Stato  che  ha
  impugnato l'articolo 24 della finanziaria.
       In effetti, nell'impugnare l'articolo 24 della finanziaria 2002
  il  Commissario dello Stato,  dopo  avere  ricordato  che  la  Corte
  Costituzionale, con la sentenza  numero  1  del 1992, aveva ritenuto
  legittima  la  norma   regionale   del   1992,   che   prevedeva  la
  regolarizzazione,  l'occupazione  abusiva  di  alloggi  di  edilizia
  popolare,  in  quanto si  era  provveduto,  in  quel  caso,  per  la
  necessità di fronteggiare un'emergenza sociale e di ordine pubblico,
  motiva la decisione di impugnare  la norma del 2002 su dati di fatto
  che sembrerebbero escludere quei presupposti.
       Scrive, infatti,  il Commissario dello Stato, nell'impugnativa:
  "Come  si  evince   dai   chiarimenti  forniti,  il  fenomeno  delle
  occupazioni abusive degli alloggi  popolari non è di dimensioni tali
  da compromettere in maniera rilevante l'ordine sociale".
       In relazione a tale motivazione, unitamente al presidente della
  Commissione 'Lavori pubblici', onorevole Beninati, ripeto, lo scorso
  aprile abbiamo scritto a tutti i presidenti degli IACP siciliani, ai
  sindaci dei comuni capoluogo  di  provincia  richiedendo loro i dati
  aggiornati e capillari del fenomeno.
       Abbiamo avuto ampio  riscontro alla nostra richiesta, abbiamo i
  dati in Commissione e  possiamo  garantire  che  si  tratta  di  una
  situazione che testimonia  una diffusa e capillare emergenza sociale
  con gravi implicazioni di  ordine  pubblico  e  grave  impatto sulla
  capacità operativa degli istituti.
       Particolarmente significativa la  nota  del Prefetto di Palermo
  inviata alla Commissione 'Bilancio', al Presidente della Regione e a
  tutte le autorità lo scorso  2  luglio.  In  quella nota il Prefetto
  Profili, dopo aver dato  conto  di avere inviato alla Presidenza del
  Consiglio  dei  Ministri   ed   al   Ministro   degli  Interni  dati
  significativi   circa    l'entità    ed   il   particolare   rilievo
  dell'emergenza in argomento,  trasmette  un  fax,  già  inviato alla
  Presidenza dell'Assemblea lo  scorso  24  aprile,  nel quale scrive:
  "avendo  appreso  dalla  stampa  della  iniziativa  di  legge  degli
  onorevoli Croce e  Beninati  auspico  un  riordino  normativo  della
  materia, non mancando di  sottolineare  lo stato di tensione sociale
  che  caratterizza  la   situazione   di   Palermo,   dove   sono  in
  programmazione numerosi interventi  di sgombero da parte delle forze
  dell'ordine, la cui  attuazione  comporterà certamente situazioni di
  grave tensione sociale'.  Questo  quanto  certifica  testualmente il
  Prefetto di Palermo.
       Siamo dunque di fronte  ad  una  situazione  che  ci  impone di
  riconsiderare una problematica  affrontandola alla luce di una serie
  di approfondimenti che ci  consenta  di  risolvere  la situazione in
  maniera convincente. Questo è l'articolo 1.
       Poi  desidero  fare   una   riflessione   sull'articolo   2   e
  sull'articolo  3.   Non   sono  innamorato  né  dell'articolo  2  né
  dell'articolo  3.  Gli articoli  2  e  3  nascono  dall'esigenza  di
  chiarire situazioni che si sono determinate nella nostra Regione.
       In particolare  voglio, richiamando l'intervento dell'onorevole
  Raiti,  sempre puntuale  e  preciso,  soffermarmi  sull'articolo  2,
  perché  credo che in  proposito  una riflessione vada fatta.  Quando
  in finanziaria  abbiamo  approvato  quell'emendamento,  ricordo  che
  quell'emendamento non fu presentato dal Governo, fu presentato da un
  gruppo di parlamentari e fatto proprio dal Governo.
       Lo scenario è questo,  lo  abbiamo  tutti  davanti e lì abbiamo
  fatto un po' di  confusione.  Questa  confusione ha fatto registrare
  ai presidenti degli  Istituti  autonomi  case popolari siciliani una
  serie di difficoltà nell'applicare  quella norma, tant'è vero che il
  sistema dei riscatti in Sicilia allo stato è bloccato.
       Desidero  semplicemente  farne   cenno,  poi  sarà  il  Governo
  eventualmente o il Parlamento a  dire se siamo d'accordo o non siamo
  d'accordo sull'articolo 2 così come  è stato posto. Ma il problema è
  serio, perché  si tratta  di  una serie di disparità di trattamenti.
  Allora bisogna che ognuno  di noi rifletta prima di avventurarsi sul
  terreno in cui non ha una buona conoscenza.
       Un'altra notazione che  intendo  consegnare  al Parlamento è la
  seguente.
       In sede di finanziaria  2002  si  erano  approvate una serie di
  disposizioni tendenti a  favorire  il  processo  di  dismissione del
  patrimonio edilizio degli  IACP.  Essenziale  in questo processo era
  il meccanismo normativo  di  determinazione  dei  prezzi di cessione
  degli alloggi.
       Il comma 2  dell'articolo 23 della finanziaria 2002, introdotto
  con un emendamento in  Aula,  modificò  l'impianto  della norma così
  come era stata discussa e  definita  in  Commissione di merito ed in
  Commissione 'Bilancio' ed ha  finito con lo stravolgere il contenuto
  della disposizione  stessa,  introducendo modalità di determinazione
  di quei prezzi che,  a  detta  degli  stessi  presidenti  degli IACP
  siciliani, hanno di fatto  bloccato  un  processo che è determinante
  per avviare il risanamento degli istituti.
       L'abolizione del comma 2 dell'articolo 23 allinea il meccanismo
  ai precedenti criteri realizzando  in tal modo anche un principio di
  equità tra coloro che  procedono  al  riscatto.  Ecco  perché  nasce
  l'articolo 2.
       Per quanto riguarda  l'articolo  3 che parla delle commissioni,
  per  le  assegnazioni  degli   alloggi,   noto  che  ci  sono  delle
  difficoltà. Molti colleghi la  pensano  in  modo  diverso da come la
  pensiamo io, l'onorevole  Beninati  o  l'onorevole  Lo  Giudice;, su
  questa questione però c'è un problema organizzativo e morale.
       Una  questione organizzativa  per  vedere  di  superare  questa
  difficoltà; io non sono  innamorato  delle  cose che faccio, c'è una
  proposta,  il Governo ne  ha  fatta  un'altra,  ne  esiste  un'altra
  addirittura per la  soppressione  dell'articolo.  Si arriverà ad una
  soluzione, però è necessario  metterci mano, perché  non è pensabile
  nel terzo millennio continuare  ancora  con  questi  sistemi. Da una
  parte c'è un problema  che  tende  al superamento di alcune logiche,
  che sono quelle delle  commissioni  o delle sottocommissioni e tutto
  quello che significano  le  commissioni, dall'altra parte c'è invece
  chi vuole mantenere lo stato di fatto.
       Può anche andare bene, però ricordatevi una cosa: consegnare ai
  sindaci la possibilità di  governare  questi strumenti è la cosa più
  giusta che si possa fare,  perché  non  è pensabile il comune faccia
  il bando, le  commissioni  siano  all'Istituto  autonomo  delle case
  popolari e l'assegnazione la  faccia il sindaco. Cosa c'entra questa
  commissione nel mezzo  di  questa  organizzazione?  Crea  problemi e
  crea soprattutto oneri;  infatti,  se  noi  andassimo  a  verificare
  quanto costano le  commissioni  per  le  assegnazioni  degli alloggi
  popolari, ci accorgeremmo che  si  spendono centinaia di milioni per
  queste commissioni. Non  bisogna  pensare soltanto alla commissione,
  bisogna pensare soprattutto  che  i presidenti di queste commissioni
  sono delle persone per  bene, sono delle persone preparate, sono dei
  magistrati che vanno negli  istituti  autonomi  case popolari con la
  scorta, con l'autista  e  quindi potete immaginare quale dispersione
  c'è nell'ambito dell'organizzazione di ciò.
       Il Governo farà la  sua  proposta  su  questo  argomento,  però
  esiste una questione  morale,  esiste  una  questione organizzativa;
  qualcuno ci dovrà pensare e credo che ci debba pensare il Parlamento
  decidendo questa sera cosa fare.

     ODDO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ODDO.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi   la   prima
  osservazione che desidero fare  è legata ad una questione di metodo.
  Nel comporre l'articolo  24  dell'ultima finanziaria abbiamo insieme
  al Governo ed all'assessore  Scammacca  organizzato,  se così si può
  dire, l'articolo che è  stato  poi  impugnato  dal Commissario dello
  Stato.  Eravamo presentatori  di  un emendamento che sostanzialmente
  disciplinava in maniera ritengo razionale il modo in cui intervenire
  per quanto concerne le occupazioni illegittime.
       Sappiamo tutti qual è  stata  poi  la  sorte dell'articolo 24 e
  abbiamo tutti intuito che  si  è  trattato  di  una  distrazione, mi
  permetto dire, da parte degli uffici della Regione, dell'Assessorato
  dei lavori pubblici, se non  erro,  i  quali hanno fornito il numero
  degli occupanti abusivi  indicazioni  che  non  erano  assolutamente
  riconducibili  allo  stato di  fatto;  cioè  è  stato  segnalato  al
  Commissario dello Stato  che sostanzialmente ci trovavamo dinnanzi a
  pochi casi di occupazione abusiva di case popolari.
       E' ovvio che anch'io di  fronte  a  questi  dati, in qualità di
  Commissario dello Stato, avrei deciso per l'impugnativa.
       La verità è che tutti sappiamo e credo sapevamo che sono invece
  migliaia e migliaia i  casi;  sappiamo  pure,  come  la  cronaca  di
  questi giorni dimostra  con  estrema chiarezza, che operare sgomberi
  coattivi non è  semplice, soprattutto quando emergono anche elementi
  di   disperazione    legati    ad    inefficienze   della   pubblica
  amministrazione o comunque degli  enti  che da anni decidono tempi e
  modalità per quanto concerne l'assegnazione degli alloggi.
       Certo, sembra poco, ma io  credo  che  (e di ciò dovremmo anche
  discutere  quando  ci   assumiamo   la   responsabilità  di  entrare
  nuovamente  nel  merito   di  un  argomento  come  questo)  dovremmo
  affrontare i perché, signor  Presidente,  io  credo che i perché non
  sono soltanto legati alle  lungaggini burocratiche, ma ad un sistema
  spesso farraginoso che non  permette,  nel  momento  in  cui vengono
  realizzati  questi tipi di  alloggi,  di  operare  in  tempi  rapidi
  l'assegnazione e di mettere  i  cittadini  che aspettano da anni una
  casa in condizione di averla.
       Ritorna, quindi, un serio  argomento:  quello  che si rifà alle
  politiche fra parentesi strategiche  o  meno  che riguardano anche e
  soprattutto la richiesta di  abitazione  che  i siciliani anche oggi
  credo inviano quotidianamente agli organi preposti.
       Il Governo su  questo  credo  dovrebbe  soffermarsi.  Noi siamo
  assolutamente convinti che non si debba operare attraverso sanatorie
  nel momento in cui  si  creano  situazioni disperate come quella che
  abbiamo davanti.
       Dovremmo essere capaci di prevenire e dovremmo essere capaci di
  organizzare  - lo  dico  soprattutto  all'Assessore  che  in  questo
  momento  rappresenta  il  Governo  della  Regione  siciliana  -  una
  politica  anche  per  quanto  concerne  le  abitazioni  di  edilizia
  economica e popolare in grado  di  dare  risposte  di un certo tipo,
  quindi,  venire incontro alle  esigenze  reali  di  coloro  che  mai
  potranno acquistare una casa come tanti e tanti altri siciliani.
       Questo  è  un  argomento   da  non  affrontare  con  la  logica
  dell'emergenza o delle sanatorie,  anche  se  tutti  sappiamo che in
  questo momento dinnanzi a migliaia di casi....

     PRESIDENTE.    Onorevoli   colleghi   è   impossibile   ascoltare
  l'onorevole Oddo perché  c'è  un  brusio che ha raggiunto un livello
  sonoro assolutamente insostenibile.

     ODDO. La ringrazio signor Presidente, ma io non ho mai preteso di
  essere ascoltato;  semplicemente penso  di  avere il diritto di dire
  la mia.
       Credo, dunque, che  citare  la  precedente sentenza della Corte
  Costituzionale e argomentare  bene  questo provvedimento, con alcuni
  accorgimenti,    anche    per    quanto    concerne    il    profilo
  tecnico-legislativo - mi permetto  di  dire,  signor  Presidente - è
  assolutamente  necessario  e  indispensabile.  Innanzitutto,  perché
  stiamo trattando una materia che  già  è  stata,  da questo punto di
  vista, impugnata;  in secondo  luogo,  perché  -  e  approfitto  per
  intervenire anche sull'emendamento 1.4  che  reca la firma di alcuni
  colleghi e la mia  come primo firmatario - in particolare l'articolo
  1, anche dal punto  di  vista  tecnico-legislativo,  a mio avviso ha
  bisogno di essere formulato  in  maniera  diversa.  Non  so  se sono
  stato chiaro.
       Credo  che  l'impianto  dell'articolo  1  debba  essere,  tutto
  sommato, rivisto perché  appare,  anche  dal  punto  di  vista della
  formulazione dei periodi, in parte illeggibile, e comunque si presta
  ad interpretazioni non del tutto autentiche.
       Mi  sembra opportuno  sottolineare  -  dato  che,  come  dicevo
  all'inizio, avevamo presentato  noi questo emendamento - che avremmo
  gradito anche un  confronto  maggiore  con  l'onorevole Croce, primo
  firmatario del disegno di  legge,  che anche noi abbiamo presentato.
  Ma tale possibilità non c'è stata.
       Ribadisco,  pertanto,  che  l'articolo  ha  bisogno  di  essere
  riscritto in maniera  diversa  e  soprattutto che dovremmo ragionare
  sulle motivazioni serie che  qui  stiamo  discutendo  e  che saranno
  poste anche all'attenzione  del  Commissario  dello  Stato, che sono
  quelle relative a migliaia  di  casi,  ad una situazione di assoluta
  emergenza e ad una  sentenza  della  Corte  Costituzionale  che,  di
  fatto, ha indicato un  percorso.  Infatti, in presenza di migliaia e
  migliaia di casi come  quelli  verificatisi  in Sicilia, non mi pare
  che, da questo punto  di  vista,  ci  possa  essere  una valutazione
  serena.

     PRESIDENTE. Onorevole Oddo...

     ODDO. Sto per concludere, signor Presidente.

     PRESIDENTE. Onorevole Oddo,  non  la  interrompo  per invitarla a
  concludere. Lei si sta  rivolgendo sostanzialmente al Governo e alla
  Commissione, che dovranno  esprimere  il  parere sugli emendamenti a
  sua firma. Se il Governo  e  la  Commissione non l'ascoltano, il suo
  intervento risulta assolutamente inutile.

     ODDO.  Signor Presidente,  siccome questo emendamento a mia firma
  è  stato scritto sentito  il  Governo,  è  stato  oggetto  anche  di
  discussione, di attenzione  ed  è  stato ricompreso nell'emendamento
  che poi il Governo  ha  presentato,  l'1.4,  la Commissione dovrebbe
  avere chiaro qual è il fine:  formulare meglio l'articolo 1. Poi, se
  Governo e Commissione  vorranno  esprimere  parere negativo, è nella
  loro disponibilità.
       Passo al secondo  argomento  ed ho concluso, signor Presidente:
  non mi pare che  possiamo  attestarci sull'articolo 2 e condivido in
  parte.  Quindi, sintetizzo  al  massimo le considerazioni che faceva
  il collega Raiti, non  mi  pare  che  possiamo  attestarci, rispetto
  anche alla materia, a questa logica.
       Eliminiamo la Commissione,  andiamo  a far nominare dal Sindaco
  un dipendente, un funzionario, quindi anche da questo punto di vista
  sostituirei   all'articolo    2    la   dizione   'dipendente'   con
  'funzionario'.  Comunque,  al  di  fuori  della  questione  che  può
  riguardare il vecchio  sistema  della  distribuzione  dei poteri fra
  Consiglio e Sindaco, darei  al  Consiglio la possibilità, stilata la
  graduatoria da parte del  funzionario e quindi disposto tutto quanto
  è possibile e necessario  da  parte  del  Sindaco,  di esercitare un
  controllo.  Mi pare,  questa,  una  soluzione  ragionevole  e  anche
  rapida ma che, comunque, può mettere tutti, anche dal punto di vista
  operativo e sostanziale, nelle condizioni di essere più tranquilli.
       Non  perché   si  debba  in  questo  senso,  o  implicitamente,
  esprimere fiducia o meno nei  confronti del ruolo dei sindaci, ma un
  funzionario mi pare che sia,  anche  da  questo  punto  di vista, la
  soluzione migliore.  Quindi,  maggiore  preparazione in merito;  poi
  un controllo che, tutto  sommato,  affidato  a un organo assembleare
  come il Consiglio, credo  possa  dare  maggiore  serenità  a  quanti
  sperano che si faccia un lavoro buono, attento e veloce.
       Anche  da  questo  punto  di  vista  abbiamo  la  necessità  di
  addivenire  ad  un  punto  di  equilibrio,  rivedendo  alcune  altre
  questioni. L'ultima - e ho  concluso  -  è quella legata al fatto se
  operare o meno con il  criterio  del  censimento  o  con il criterio
  degli avvisi e, comunque,  di  coloro  che,  pur  occupando una casa
  popolare, hanno l'interesse di regolarizzare la loro posizione.
       Per il censimento  osservo  che,  indubbiamente,  può essere un
  rischio per quanto concerne i tempi e la sua realizzazione.  Quindi,
  qualora  scegliessimo  questa  strada  dovremmo  decidere  un  tempo
  preciso.
       Dall'altro punto di vista, l'avviso potrebbe essere più veloce:
  l'autodenuncia  è,  infatti,   in  grado  di  fare  un  monitoraggio
  immediato e c'è sempre un  controllo da parte sia degli IACP che dei
  comuni.   Pertanto,  anche  sotto  tale  aspetto,  interveniamo  con
  maggiore tempestività e non rischiamo di aspettare un censimento che
  mai sarà fatto.

     CRACOLICI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRACOLICI.   Signor   Presidente,  avrei  desiderato  che  questa
  materia fosse affrontata nel  quadro  di  una  riforma  più organica
  sugli Istituti autonomi case  popolari in Sicilia. Credo che sia una
  esigenza di questa Regione affrontare il nodo della riforma, su come
  modernizzare strumenti pensati e  costruiti  in  anni  nei  quali il
  fabbisogno   abitativo    si   realizzava   attraverso   le   grandi
  concentrazioni nelle aree urbane con i quartieri popolari.
       Siamo in un  altro  tempo,  siamo  fortunatamente  in  un'altra
  epoca, credo che sia  necessario  ripensare  il  sistema degli IACP.
  Questo testo, comunque, ci  obbliga  ad  affrontare uno dei problemi
  più drammatici.
       Mi  ha  fatto   impressione  leggere  tra  le  motivazioni  del
  Commissario dello Stato il fatto  che  in  Sicilia  non  vi  sia una
  emergenza, ossia il  dato  dell'abusivismo  degli alloggi popolari è
  tale da non porre un problema sociale, di ordine pubblico.
       Mi sembra quanto meno  risibile  questa  motivazione o, più che
  risibile, frutto di non  conoscenza  del  dato della realtà vera del
  territorio siciliano e,  soprattutto, delle grandi aree urbane della
  Sicilia.
       Io credo che sia utile  provare  a metterci mano, a non mettere
  la testa sotto la sabbia  di  fronte  ad  un  problema  che riguarda
  migliaia e migliaia di  famiglie  che,  ormai  da oltre un decennio,
  occupano di fatto alloggi per  i quali si è determinata una sorta di
  zona franca della legalità.
       Ritengo , però, che  noi  potremmo scrivere meglio questa legge
  se saremo in grado  anche  di  tipizzare,  di  evitare  una generica
  sanatoria, non affrontando le  tipologie per le quali interveniamo o
  agiamo.
       Mi riferisco non soltanto alla necessità di porre mano, quindi,
  individuando le tipologie  che  sono  state,  ad esempio, sottoposte
  all'esame dell'Aula con  gli emendamenti firmati da alcuni colleghi,
  ma  anche  individuando  procedure  che,  in  virtù  dell'esperienza
  acquisita con la precedente sanatoria - voglio essere molto onesto e
  sincero, ed ho esperienza  nel  comune di Palermo - nell'attuazione,
  quelle procedure non hanno consentito di raggiungere l'obiettivo che
  la legge di allora voleva perseguire.
       Per questo credo  che  noi dobbiamo anche individuare procedure
  di maggiore celerità,  prevedendo ad esempio anche l'avviso pubblico
  al  fine  di  individuare  le  modalità  con  le  quali  si  accerta
  l'abusivismo abitativo,  prevedendo, perché  sarebbe assai singolare
  approvare una legge che si occupa di sanare ciò che è stato occupato
  abusivamente in questi anni, e  non  invece o non pure, occuparci di
  coloro che, pur avendo  un'assegnazione  cartolare,  che  è stato lo
  strumento  attraverso  il   quale   si   é   cercato   di   impedire
  l'occupazione abusiva degli  alloggi  mentre  si costruivano, quindi
  pur avendo un'assegnazione cartolare in corso di realizzazione, noi,
  in qualche modo, non  prevediamo  con questa legge la possibilità di
  sanare  le assegnazioni  cartolari  che  formalmente  non  erano  in
  applicazione della commissione provinciale IACP, ma i cui sindaci, a
  garanzia del fatto che  non  venissero occupati gli alloggi popolari
  mentre si costruivano,  hanno proceduto ad assegnare cartolarmente a
  chi ne aveva diritto il singolo alloggio.
       In  questo  senso,  spero  che  il  presidente  Beninati  abbia
  compreso la questione che  è  oggetto  di  un  ulteriore emendamento
  della commissione che riguarda,  quindi,  la possibilità di andare a
  sanare ciò che i  sindaci  hanno  operato  per evitare l'occupazione
  degli alloggi in costruzione, di assegnare cartolarmente e quindi di
  dare un riconoscimento di diritto a quanti lo avrebbero avuto solo a
  conclusione.
       Credo,  signor   Presidente,   che   alcuni  degli  emendamenti
  presentati al testo e  in  particolare  all'articolo  1,  abbiano la
  possibilità di migliorare il  testo,  di  renderlo meno generico, di
  fare una norma che affronta il problema anche con sufficiente rigore
  e serietà da parte dell'Aula.

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA.  Signor Presidente,  onorevoli  colleghi, mi rendo conto
  del fatto che noi abbiamo un  disegno  di  legge - anche questo - di
  una certa importanza, di  molta  importanza, e una norma sulla quale
  quest'Aula ha legiferato più  di  una volta, ottenendo poi, da parte
  del Commissario dello Stato, una chiusura netta sull'argomento.
       Ora, noi, questa norma o la facciamo tenendo conto di interessi
  generali obiettivi o rischiamo di  tornare  di  nuovo a far finta di
  legiferare  perché   saremo   ugualmente  bocciati,  di  nuovo,  dal
  Commissario dello Stato.
       Pertanto,  rivolgo  un  appello  forte  alla  Presidenza  e  al
  Governo: o ci mettiamo in  testa  di  fare  una legge che serve alla
  gente oppure la  corsa  all'emendamento  dell'ultimo  istante  io la
  ritengo un "mercato di vacche"  che non può avvenire e non può avere
  accesso in quest'Aula.
       Mi preoccupo di pensare che  c'è il Sindaco del Comune di Cerda
  che per fare uscire  gli  sfollati  dalla  Cattedrale ha ospitato in
  case popolari di Cerda 40 famiglie palermitane.
       Se  con  questa legge  l'ospite  è  diventato  padrone,  io  ho
  preoccupazione a tenere conto che noi stiamo legiferando bene.
       Se poi ci accorgiamo che  la  Finanziaria ha dato dei costi per
  ogni casa popolare da  riscattare  e  noi  abroghiamo quanto abbiamo
  fatto tre mesi fa, mi  preoccupo  di  pensare che non stiamo facendo
  una legge che possa dare  il  diritto  anche  a chi abusivamente, in
  stato di necessità, è  entrato  dentro  la  casa  perché  non  aveva
  un'abitazione.
       Mi preoccupo di pensare  che, forse, qualcuno ha dato le chiavi
  per fare entrare la gente  dentro  le  case popolari ed ora li vuole
  sanare, per il disturbo che  gli  ha  dato  dandogli  le  chiavi per
  entrare dentro le case  popolari,  sapendo  che  erano  state  fatte
  abusivamente  e per situazioni  che,  nobili  non  sono  né  possono
  essere per l'avvenire.
       Pertanto, voglio fare un  appello forte a noi stessi, perché  è
  vero che vogliamo fare in fretta  e bene, però guai a volere fare in
  fretta e male, perché,  alla  fine, possiamo anche non legiferare se
  dovessimo legiferare malamente  e  incancrenire  un  problema che ci
  trasciniamo faticosamente sulle spalle da tanto tempo e che oggi non
  può vedere la luce, per  dire  che  abbiamo  fatto un altro un altro
  disegno di legge, quantitativamente.
       Rivolto un appello all'Aula,  da  una  parte,  e  a lei, signor
  Presidente,  perché   sia   rigoroso,   perché   non   consenta   né
  emendamenti spuri, che non hanno niente a che vedere con la legge, e
  vedo che c'è già un  emendamento  in questa legge che parla di nuovo
  degli Ispettorati del Genio  civile;  poi  c'è un'altra legge in cui
  si parla degli Ispettorati  del  Lavoro;  tutto  ciò che riguarda il
  personale  vada  in  un  disegno  di  legge  unico  che  poi  l'Aula
  apprezzerà, emenderà, allargherà, stringerà.
       E' impossibile che ognuno  pensi  di  farsi  una  clientela  al
  momento quando il disegno di legge sta parlando di case popolari, di
  abusivi  che  vogliono   essere   regolarizzati,   non  parla  degli
  Ispettorati del Genio Civile,  così  come  la  legge sul lavoro, non
  credo che possa affrontare il problema degli Ispettorati del Lavoro,
  che  sono   cose   importantissime,   signor  Presidente,  onorevole
  Presidente della Commissione, onorevole Governo  Ma fatevi, se siete
  capaci, un bel disegno  di  legge  sul  personale, per modificare la
  legge numero 10,  aggiustate  quanto  di  "storture" possano essersi
  verificate  nel  corso   dell'applicazione,  ma  non  mi  portate  a
  stillicidi, ad ogni legge  il  questuante  di  turno, perché  volere
  legiferare significa volere  accontentare interessi piccoli, bassi e
  che non servono né  a  quest'Aula  per  riprendere il cammino che ha
  ripreso con una legge importante, quale quella dei Lavori Pubblici e
  però non cerchiamo di  annullare  con qualche disegnino di legge che
  ci porta sulla stampa a  non  avere  fatto  il nostro dovere fino in
  fondo.
       Concludo, signor Presidente,  dicendo  che  questo  disegno  di
  legge va bene, deve essere fatto  ed  è giusto che si faccia. Che si
  faccia riguardando strettamente  gli  abusivi  di necessità, che non
  tenga conto, quindi, di abbassamenti neppure di costi o contro costi
  perché  questo significa non  solo  dirgli  'va  bene, continuate ad
  occupare abusivamente le  case' perché  significa un cattivo esempio
  e  volere  invogliare  a fare  di  più  e  peggio  di  quanto  si  è
  verificato.
       Mentre c'è gente che quelle  case avrebbe avuto il diritto e il
  dovere di averle ed  invece  non gli sono state consegnate.  Allora,
  ritengo che sia giusto sanare  nei  limiti  di una legge decente che
  abbiamo già fatto con  la Finanziaria. Non capisco perché  abbassare
  i costi che la stessa  Aula  tre  mesi  fa  ha deciso essere giusti;
  possiamo  dilazionare  nel   tempo,   possiamo  dare  gli  incentivi
  necessari,  ma  non cassare  quanto  abbiamo  già  deciso  con  voto
  dell'Assemblea, abusivi per necessità,  con costi e prezzi che siano
  adeguati e tali per non  smentire  noi  stessi ed evitare la corsa a
  chi prende la parola  solo  nelle stesse circostanze, con gli stessi
  epiteti, con gli  stessi  incitamenti  che  il  volere salvaguardare
  forse quanto non nobilmente si è fatto quando si è stati all'altezza
  e in grado di potere,  nelle  funzioni,  non di deputato come quelle
  che si possono avere ora,  ma  in altro momento volere sanare quanto
  di errori più o meno voluti nel passato si sono verificati.
       Ecco perché  voglio fare  un  appello  forte,  sincero e leale:
  non cerchiamo di perdere  troppo  tempo  ma  andiamo  al nodo; siamo
  capaci, siamo in grado di potere  fare una legge che sia la più equa
  possibile, la più dignitosa possibile per ridare certezza di diritto
  però non "sbrachiamoci" come  se  volessimo dire che chi ha occupato
  abusivamente una casa pur  avendo  le  necessità  non  l'ha  tolta a
  qualcuno che la stava aspettando giustamente, che il proprio diritto
  nella graduatoria venisse riconosciuto.
       Noi quel diritto, facendo questa legge, sappiamo di calpestarlo
  e, quindi, abbiamo il diritto  e  il  dovere  in questo momento, nel
  momento in cui andiamo  a  legiferare  di  non  "sbracare" troppo le
  condizioni e le azioni che sono alla base di questa legge.
       Ribadisco, presidente Fleres,  che  lei sa essere Presidente al
  di sopra delle parti.  La prego di essere Presidente, questa sera, a
  difesa dei diritti che sono  stati  lesi  a  quei  cittadini che non
  hanno avuto più la casa e  a  chi  l'ha  avuta,  anche  per stato di
  necessità, non sia concesso di fare il danno e la beffa.

     PRESIDENTE.   Grazie   onorevole   Cintola,   desidero   soltanto
  ricordare che, dal  punto  di  vista  regolamentare, gli emendamenti
  ammissibili sono quelli strettamente connessi al titolo della legge.
  Da questo punto di vista la Presidenza sarà attenta affinché  non ci
  siano interpretazioni estensive di questo concetto.

     MICCICHE'. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MICCICHE'.  Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  non  mi
  innamoro  delle   Commissioni   provinciali  di  assegnazione  degli
  alloggi, non sono mai  stato  innamorato  di  questo istituto perché
  capisco la necessità di snellire  le  procedure  ma non credo che la
  soluzione che si vuole trovare sia la migliore.
       A  prescindere  dagli articoli  1  e  2,  in  effetti  più  che
  l'articolo 1 l'articolo 2  è  il risultato di una politica sbagliata
  degli ultimi anni sui finanziamenti per le costruzioni degli alloggi
  popolari.  Da alcuni decenni, a livello nazionale e quindi a livello
  regionale ci sono pochissimi finanziamenti sull'edilizia economica e
  popolare, anzi una quasi  riduzione  come  se il problema delle case
  nel nostro Paese sia stato risolto.
       E' stato risolto per le  classe abbienti, ma per le classi meno
  abbienti il problema  dell'alloggio  popolare  e  dell'abitazione  è
  rimasto tale e quale agli  anni passati, anzi si è aggravato per una
  serie  di  ragioni:   per   l'impoverimento  delle  classi  sociali,
  specialmente nelle zone  di  grosso  concentramento  di popolazioni,
  nelle grandi città in  genere  e  nelle medie città, medio-grandi in
  sostanza, vediamo appunto una richiesta di alloggi popolari.
       Quindi, le occupazioni a volte sono nate più per una necessità.
  Certo alcune sono sorte  per contrasti, per interpretazioni e spiego
  perché in parte le  responsabilità  sono per i ritardi nello stilare
  le graduatorie e questo  per  le  lungaggini  della  commissione per
  l'assegnazione degli alloggi.
       Capisco  la  necessità  del  proponente,  onorevole  Croce,  di
  snellire le lungaggine  burocratica  che  spesso  si  verificano nel
  corso di una stesura di  una  graduatoria;  ma la soluzione che si è
  trovata è peggiore della  situazione di fatto perché, dando i poteri
  ai  sindaci,  nei modi e  nei  termini  che  si  vogliono  dare  con
  l'articolo 3, sostanzialmente  si aggraverà la situazione, anche per
  una questione di stile, conoscendo che cosa significa dare in mano a
  una sola persona il diritto di stilare una graduatoria.
       Io che sono  stato  rappresentante  di una organizzazione degli
  inquilini comprendo le difficoltà di interpretazione.
       Però, comprendo anche  la possibilità di manomettere le domande
  perché  una sola persona  ha  il  potere  di interpretare il bisogno
  attraverso delle carte di una richiesta di un utente.
       Tengo a precisare  che  l'assegnazione  di un alloggio popolare
  non è una cosa di  poco  conto  ma  è  importantissima per le classi
  sociali meno abbienti che  non possono permettersi di avere una casa
  in affitto in una città come Palermo dove un affitto si paga intorno
  alle 700-800 mila lire al mese.
       Una  casa  spesso  malsana  e  l'assegnazione  di  un  alloggio
  popolare diventa un miraggio.  Capisco che non vi è soluzione e vedo
  che la soluzione il Governo, in questo momento, non la sta dando.
       Allora, per quelle  poche  soluzioni economiche a disposizione,
  bisogna  velocizzare  la  pratica   e  non  penso  che  il  Sindaco,
  assegnando  assegnando  la  delega  a  un  solo  funzionario,  possa
  snellire le procedure. Come fa un funzionario a fare tutto e subito,
  con  il  rischio di fare  male  e  con  il  rischio  di  non  essere
  sottoposto a nessun controllo?
       Cari colleghi, capisco la  necessità  di snellire la pratica di
  una stesura di una  graduatoria,  ma comprendo anche la pericolosità
  dando tutto a una sola persona.
       Ci mancherebbe soltanto  che  il  sindaco stilasse l'elenco dei
  nominativi  a  cui  assegnare   la   casa.   Chi  controlla?  Non  è
  sottoposto ad alcun controllo  anche  perché, così come è congegnata
  la norma, non si realizza  nessun  tipo  di controllo, perché non si
  sta assegnando un contributo  una  tantum,  ma  una  casa popolare e
  questo comporta, appunto, un rischio gravissimo in una situazione di
  grande  difficoltà sociali  che  può  essere  l'assegnazione  di  un
  alloggio popolare.
       Le lotte alle quali  in  questi  giorni abbiamo assistito qui a
  Palermo sono la dimostrazione  di  un  fallimento  di  una  politica
  sull'assegnazione degli alloggi popolari.
       Il  Governo non ha  attenzionato  molto  bene  il  problema  in
  quest'ultimo periodo tant'è  che  nella Finanziaria, addirittura, ha
  tagliato i fondi per la realizzazione di alloggi popolari.
       E, allora, ci troveremmo, da  qui  ad  alcuni anni, ad avere
  una  domanda  maggiore   dell'offerta  e  con  possibili  scontri
  sociali e  le  "guerre  fra  i  poveri",  cui  faceva riferimento
  l'onorevole Cintola,  tra  gli assegnatari di Cerda e le famiglie
  bisognose di Palermo, ne sono una dimostrazione.
       Non è una soluzione, questa, ma se non poniamo rimedio ad un
  aumento dei  finanziamenti,  di  questi  problemi  sicuramente ne
  avremo a iosa  e,  per  poterli  evitare  c'è bisogno prima di un
  aumento dei  finanziamenti  nel settore dell'edilizia popolare e,
  poi, di un maggiore controllo nell'assegnazione.
       Capisco che  le leggi sulle sanatorie si fanno per necessità
  e  mi   sembrano   giuste  le  osservazioni  dell'onorevole  Oddo
  sull'emendamento presentato, che  mi pare molto più preciso e più
  articolato, ma l'articolo 3 penso sia il fulcro di questa legge.
       La Costituzione sancisce il  diritto alla casa, non detto in
  questi termini, ma è chiaro che un principio costituzionale, come
  il diritto al lavoro e il  diritto  alla  casa,  non  può  essere
  delegato ad una sola persona e, allora, l'emendamento soppressivo
  da me  presentato non  preclude  la  possibilità  di  emendare la
  norma prevista  all'articolo  3;  io ho previsto una sanzione nel
  senso che la Commissione dal momento dell'insediamento deve avere
  un termine  preciso  per  poter  consegnare  la  graduatoria, per
  evitare, come spesso  succede, la pratica di un bando di concorso
  che duri addirittura  cinque  o  sei  anni.  Una sola persona non
  potrebbe rispettare  tale termine, correndo invece anche maggiori
  rischi di operare male.
       Giusto diceva  l'onorevole  Croce  che  la  spesa è maggiore
  anche quando  c'è  bisogno di maggiori controlli, però, onorevole
  Croce, utilizzare  un magistrato per insediare una commissione mi
  pare  eccessivo,   infatti,  nel  mio  emendamento,  ho  previsto
  l'utilizzo di un giudice di pace.
       Non a caso l'istituzione del giudice di pace serve, appunto,
  ad attenzionare  tutte  le  questioni  che  riguardano i problemi
  sociali  di   minore  conto  e,  dunque,  questa  figura  diventa
  fondamentale,  la   si  utilizza  appieno,  e  si  evita  che  il
  magistrato di turno debba insediare la commissione.
       Ho dato  anche  la  possibilità,  nel  mio  emendamento - lo
  spiegherò dopo quando si dovrà discutere - che il giudice di pace
  possa essere sanzionato  da  parte del sindaco  se non rispetta i
  termini, ma  ho  anche  introdotto  la  possibilità dell'utilizzo
  della  funzione   del   consiglio   comunale   nello  stilare  un
  regolamento che  sancisce  i  principi  di  una  perfetta  equità
  nell'assegnazione  dei  punteggi.
       Questo  sempre   attraverso  un  controllo  da  parte  delle
  organizzazioni  sindacali  di categoria, previste anch'esse nella
  composizione   della   commissione,  che  deve  essere,  appunto,
  soggetta al controllo  del  sindaco,  ma  non  nel  senso  che il
  sindaco   diventi   "padrone  assoluto"  nell'assegnazione  degli
  alloggi popolari,  in  quanto  questo  sarebbe  un fatto negativo
  e creerebbe maggiori tensioni sociali.
       Concludo il mio intervento chiedendo ai colleghi deputati di
  leggere attentamente l'emendamento  da  me  presentato,  che  può
  essere soggetto  a  modifiche,  purchè si rispetti il diritto che
  ciascuno ha  di  presentare  emendamenti,  tenendo  presente  che
  spesso gli  emendamenti  presentati  non  sono  ben collegati fra
  loro.
       Eventualmente, se  c'è  necessità  di rivederlo, chiederò la
  sospensione quando si tratterà questo aspetto dell'articolo 3, di
  modificare anche  il  mio  emendamento  se  qualcuno  lo  volesse
  integrare con altri  elementi, appunto per fare una buona legge.

     PRESIDENTE. E' iscritto a  parlare  l'onorevole  Tumino, ne ha
  facoltà.  Con  l'intervento dell'onorevole Tumino dichiaro chiuse
  le iscrizioni a parlare.

     TUMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa legge ha
  delle strane articolazioni. All'articolo 1 dice che si può sanare
  la situazione di tutti coloro  che  detengono in via di fatto gli
  alloggi purché essi non contraddicano il fatto che ci siano altre
  persone che hanno avuto un contratto di assegnazione.
       Ritengo  che oltre a  questo,  come  gesto  di  correttezza,
  quanto meno bisognerà  aggiungere, onorevole Assessore, anche che
  dovrebbero essere assicurati i  diritti di coloro che hanno avuto
  quanto meno assegnato  da  parte del sindaco, in via cartolare, -
  come diceva  l'onorevole Cracolici - l'alloggio quando era già in
  fase di costruzione.
       Mi pare giusto che la sanatoria che si intende fare non vada
  a ledere diritti di gente  che già su quegli immobili aveva avuto
  in qualche maniera un titolo.

     BENINATI, presidente della  Commissione e relatore. E' scritto
  che non vengono lesi.

     TUMINO.  E'  scritto  quello   del  possesso  del  decreto  di
  assegnazione, io parlo del  titolo  generico  cartolare,  come ha
  detto l'onorevole Cracolici.

     BENINATI, presidente della  Commissione  e  relatore.  C'è  un
  emendamento.

     TUMINO.  L'altra  questione  che   sorge  su  questa  legge  è
  l'abrogazione  del  comma   2   dell'articolo   23   della  legge
  finanziaria. Non solo  saniamo,  ma sostanzialmente regaliamo gli
  immobili.  Questo  mi  sembrerebbe   un   fatto  grave,  per  cui
  sicuramente condivido - e credo  che  il  Governo debba in questo
  senso intervenire -  sia  l'opinione  dell'onorevole  Cintola che
  quella che prima di lui ha espresso l'onorevole Oddo.
       Una cosa che colpisce è  che  sull'articolo  3 ci sono delle
  confusioni circa l'organizzazione  della  commissione per le case
  popolari.   Onorevole   Assessore,  un  emendamento  come  quello
  presentato mi  sembra  assolutamente  inadeguato.  Come  anche  è
  sorprendente che  all'articolo  4  il  Governo  presenti ben nove
  emendamenti: onorevoli  colleghi,  sull'articolo 4 che si compone
  di quattro  righe  il  Governo  presenta  nove emendamenti che si
  compongono di tre pagine
       Allora, onorevole Assessore,  credo  che questa legge manchi
  di  un regolamento di esecuzione  e  che  solo  così  può  essere
  interpretata la presenza di tutti questi emendamenti.
       Ritengo  che  andrebbe   chiarito   il   senso   di   questo
  comportamento del Governo.

     BENINATI, presidente della  Commissione e relatore.  Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BENINATI,   presidente  della  Commissione  e  relatore.Signor
  Presidente,  vorrei   cercare   di  dare  un  contributo,  se  ci
  riesco, ci metterò  la  mia  buona volontà, per fornire delle più
  chiare delucidazioni al disegno di legge in discussione.
       Per  quanto   riguarda  l'articolo  1,  devo  dire  che,  in
  riferimento alle  osservazioni  ultime,  svolte dal collega che è
  intervenuto,  effettivamente  i diritti acquisiti rimangono tali;
  è scritto  molto  chiaramente 'a condizione che l'occupazione non
  abbia sottratto il godimento dell'alloggio ad assegnatario già in
  possesso di  decreto di assegnazione'; onde ulteriormente entrare
  nel  dettaglio,   è   stato   presentato   dalla  Commissione  un
  emendamento dove  proprio  si salvaguardano anche i diritti sulla
  cartolarizzazione e quindi questo chiude il cerchio.
       Per quanto riguarda il termine penso che forse il termine di
  un emendamento, testé  presentato ed allegato, del 30 giugno 2002
  possa essere portato a quella data. Sarà poi il Governo, ma credo
  che supereremo anche le perplessità di alcuni colleghi.
       Devo  aggiungere  che la commissione ha predisposto un altro
  emendamento  che  sanerebbe  un altro problema che effettivamente
  evita di fare  i  censimenti, ma tramite un avviso pubblico, così
  si chiuderebbe  il  problema  di andare a recensire gli immobili.
  evitando di fare il censimento.
       Relativamente all'articolo 2, vorrei dire, e questo potrebbe
  essere di aiuto,  che,  forse  per  una  svista, - ma comunque la
  commissione ora si  farà carico di presentare un emendamento - il
  comma 2 in effetti va inteso come comma 3, perché  la finanziaria
  che ha previsto il cosiddetto cambio di meccanismi per la vendita
  degli immobili, è stata  fatta da poco e quindi è ovvio che forse
  ancora non è entrata  neanche a regime, ma in ogni caso il valore
  venale viene  nella  finanziaria  riportato  uguale al valore del
  mercato.
       Però  il  comma 3 diceva pure che bisognava aggiungere anche
  ulteriori  somme,  tipo  gli  importi  che  necessitavano  per la
  manutenzione e quindi,  abrogando  il  comma 3, è più equo perché
  resterebbe il meccanismo  che oggi si è messo in discussione e si
  è messo per  legge  nel  marzo  del 2002, però si toglierebbe, in
  effetti questo appesantimento che viene previsto al comma 3.
       In ordine  all'  articolo  3,  signor  Presidente  -  mi sto
  permettendo di  fare  questo  per  aiutare,  se tutto funziona, i
  meccanismi che  possono  condurci  ad  una  approvazione rapida -
  credo di aver  percepito  che  c'è una volontà di abrogare questo
  articolo e  pertanto  se  lo  abroghiamo,  recependo, accogliendo
  l'emendamento  dell'onorevole  Miccichè  che  dice  di sopprimere
  l'articolo, cadono  tutti gli altri articoli e pertanto superiamo
  quest'altro problema,
       Su Ortigia penso  che  non  ci sia nulla, perché non ci sono
  emendamenti, anzi   ne   esiste  uno  della  Commissione  che  si
  aggiungerebbe come  comma, è una specifica su queste competenze e
  pertanto, signor  Presidente  mi fermo all'articolo 4, perché poi
  sono quasi  tutti  emendamenti  del  Governo,  tranne qualcuno di
  qualche collega,  per cui potrebbero essere esitati in brevissimo
  tempo,
       Quindi, con l'articolo 3 che si abroga, con l'articolo 2 che
  si  deve intendere non comma 2 ma comma 3 e con le premesse fatte
  sull'articolo  1, ritengo  che  molti  problemi sono superati.
       E' ovvio che per qualche emendamento che resterebbe in vita,
  inviterei i  presentatori a valutare se mantenerli, nello spirito
  costruttivo, per  fare  una  legge  snella  e limitarsi alle cose
  veramente essenziali.
       E devo anche  precisare che in effetti è un disegno di legge
  di iniziativa  parlamentare,  per  cui  lo stesso Governo non era
  neanche tenuto a fare alcun accorgimento.

     PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 1.5 a firma del Governo.
       Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

     BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'emendamento 1.7 a firma del Governo.  Il parere
  della Commissione?

     BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si   passa  all'emendamento  1.2  a  firma  degli  onorevoli
  Sanzeri, Lo Monte ed Amendolia. Il parere del Governo?

     SCAMMACCA  DELLA  BRUCA , assessore  per  i  lavori  pubblici.
  Favorevole.

     PRESIDENTE.Il parere della Commissione?

     BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     TUMINO.  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TUMINO.  Chiedo di sapere la data a partire dalla quale devono
  risultare occupanti del locale.

     PRESIDENTE.  Onorevole Tumino, in questo momento il tema non è
  questo,  è  soltanto  quello di spostare di sei mesi in avanti il
  termine,  le  modalità  ritengo che debbano essere affidate ad un
  atto  di  natura amministrativa successivo all'approvazione della
  legge.

     SCAMMACCA  DELLA  BRUCA , assessore per i lavori pubblici. Per
  la  verità il censimento al comma 1 è previsto che sia effettuato
  ai  sensi  di  una  legge  regionale, anzi di due articoli di due
  leggi  regionali,  la data si riferisce soltanto alla data in cui
  di fatto avevano in godimento l'alloggio.

     PRESIDENTE. E' sufficientemente chiaro, onorevole Tumino?

     TUMINO.  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TUMINO.  Signor  Presidente,  onorevole  assessore,  onorevoli
  colleghi,  può  capitare che io oggi sapendo che c'è questa legge
  vada ad occupare un alloggio. Qualcuno dovrà dichiarare che io ci
  sto andando oggi e non ci sono invece andato prima del 30 giungo.
  Voglio dire, è facile in qualche modo che io dimostri a parole di
  esserci  da  prima  del  30  giugno  del 2002, ci dovrebbe essere
  qualcosa  di  più oggettivo che dia conto della data di inizio di
  questa occupazione, penso.

     BENINATI,  presidente  della Commissione e relatore. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BENINATI,  presidente  della  Commissione  e  relatore. Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo  per  chiarire.  In
  ordine al problema  posto dal collega devo dire che già due leggi
  antecedenti, in particolare la  legge n. 1 del 1992 e la legge n.
  47 del  1996,  hanno  attivato  il  procedimento  dei censimenti.
  Pertanto attraverso  i  censimenti  è  ovvio  che  è prevista una
  procedura;  è ovvio  che  chi  non  ha  un  contratto di luce, di
  qualunque cosa è fuori da questi meccanismi...

     PRESIDENTE.  Il  problema  che  pone  l'onorevole  Tumino  non
  verrebbe  risolto  così, perchè il termine del 30 giungo è troppo
  ravvicinato  per  poter  ricomprendere il censimento ultimo che è
  stato fatto;  quindi credo che questo egli sottolinei: se la data
  fosse stata  il  31  dicembre  2001,  probabilmente  il tempo per
  effettuare il censimento ci sarebbe già stato ed i dati sarebbero
  quelli acquisiti,  se  la spostiamo al 30 giugno 2002 sicuramente
  il  censimento   non   è  sufficientemente  aggiornato  tanto  da
  garantirci  che  la  occupazione  sostanziale  non  sia  avvenuta
  successivamente.

     BENINATI.  Presidente  della  Commissione  e  relatore. Signor
  Presidente la  sua è un' osservazione pertinente ma il meccanismo
  del censimento è  normato dalle norme antecedenti per cui è ovvio
  che non si  può  mettere  una  data  successiva  ma  una data già
  regressa rispetto ad  oggi,  anche di due tre giorni  il problema
  non lo crea. Voglio dire c'era una volontà di lasciare il termine
  31 del 2001  poichè  è stato posto questo problema.

     LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà

     LO GIUDICE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, io sono
  convinto che  lo  spirito  che  animato  i  colleghi a presentare
  questo emendamento  è  positivo, però rischiamo di far forzare le
  buone intenzioni con la realtà.
       Poichè siamo al 30  luglio  e il 30 giugno è il mese scorso,
  potrebbero ingenerarsi  delle  confusioni  e  delle spinte a fare
  cose che  dobbiamo evitare, quindi, se stanotte, all'approvazione
  di questa  emendamento,  ci  sono  in Sicilia mille inquilini che
  vanno ad occupare  le case, come facciamo a stabilire se lo hanno
  fatto stanotte o  se  lo  hanno  fatto  un mese fa o trentacinque
  giorni fa?  Sono convinto che è opportuno ritirare l'emendamento.

     SANSERI. Ritiro l'emendamento.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
       Si passa al  sub  emendamento 1,4.1.:

    - al comma  due le parole "all'articolo 2 della presente legge"
    sono  sostituite   con   "al  seguente  comma  3  del  presente
    articolo".

       E' un  emendamento  tecnico;  lo  ha  presentato l'onorevole
  Oddo, Villari ed altri.  Lo pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

     SCAMMACCA  DELLA  BRUCA , assessore  per  i  lavori  pubblici.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

    BENINATI. Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi  è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

    Pongo  in  votazione  l'emendamento  1.4,  come  modificato.
  Il parere del Governo.

     SCAMMACCA  DELLA  BRUCA , assessore  per  i  lavori  pubblici.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

    BENINATI. Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi  è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'emendamento 1.3:

    -"Alla fine del  comma  due"  -  che  però  a  questo  punto  è
    riscritto  e   dobbiamo   capire  la  compatibilità  di  questo
    emendamento -   aggiungere,  "il recupero dei canoni pregressi,
    vincola l'IACP  ed  i  comuni a reinvestire almeno il cinquanta
    per cento di  dette somme per il recupero e la ristrutturazione
    degli alloggi e gli edifici sanati".

     Beninati, Presidente della Commissione  e  relatore. Chiedo di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    BENINATI,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Sigmor
  Presidente, invito  il  collega,  onorevole  Villari, quale primo
  firmatario, a valutare di mantenerlo, perché  in effetti gli IACP
  nascono proprio per  fare questo lavoro.  Se li vincoliamo a fare
  i lavori solo per  le  case di cui si è pagato il riscatto, entra
  un poco in  crisi  anche  la struttura degli IACP, e questi fondi
  vanno tutto  in  un  calderone.
       Io  personalmente  non intaccherei questo meccanismo, perché
  noi stiamo dicendo  che  il cinquanta per cento di queste entrate
  vanno per le case che si sono riscattate e tutto il resto? Voglio
  dire gli  IACP  da  questi  fondi  che  incasseranno  faranno  la
  manutenzione in tutti le strutture degli IACP. Non lo vincolerei.

     PRESIDENTE.   Onorevole  Villari   accetta  la  richiesta  del
  Presidente della commissione di ritirare l'emendamento?

     VILLARI. Lo ritiro.

     PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne  prende   atto.

       Si passa al sub emendamento 1.1.1, dell'onorevole Villari:

    - "Alla lettera  c) sopprimere le parole 'sia a titolo gratuito
    che oneroso'".

       Lo pongo in votazione.
       Il parere della Commissione?

     BENINATI, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     SCAMMACCA  DELLA  BRUCA ,  assessore  per  i  lavori pubblici.
  Signor Presidente  il  parere è favorevole per il subemendamento,
  devo però preannunciare il parere negativo per l'emendamento.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

     PRESIDENTE.  Si  passa  all'emendamento 1.1 così come emendato
  dal subemendamento 1.1.1. Lo pongo in votazione.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     SCAMMACCA  DELLA  BRUCA ,  Assessore  per  i  lavori pubblici.
  Contrario.

     VILLARI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     VILLARI.  Signor  Presidente,  io vorrei invitare il Governo a
  riflettere   sul  fatto  che  questo  emendamento  disciplina  le
  condizioni  perché  possano  regolamentarsi le assegnazioni degli
  alloggi per gli occupanti abusivi.
       Lo ritengo  essenziale,  ed è detto nell'emendamento stesso.
  Quale  è  la  ragione?  C'è  un  esempio, che  è  la  lettera  a)
  dell'emendamento,  degli  assegnatari  che  hanno  interrotto  la
  residenza in quanto  emigrati  per  motivi di lavoro per un breve
  periodo e  che  ritornano  e  rioccupano l'alloggio che era stato
  assegnato.
       Io penso  che  questi  casi devono essere all'attenzione del
  legislatore nel momento  in cui si discute di una legge che vuole
  regolamentare l'occupazione degli alloggi.
       Mi sembrerebbe  del tutto strano non tenere conto proprio di
  questa fattispecie.
       Ho fatto l'esempio  della  lettera a), ma lo stesso vale per
  le lettere b)  e  c)  cioè  quelle  relative  ai  coniugi e figli
  oppure, ancora,  a  coloro  che  hanno avuto ceduto l'alloggio da
  parte dell'originario assegnatario.
       Ritengo che rientrino perfettamente nella fattispecie di una
  norma di questa natura.
       Inviterei  il  Governo a valutare più attentamente il parere
  espresso, lo  inviterei  a rivedere questa posizione e a valutare
  più nel merito il valore dell'emendamento.

     PRESIDENTE. Il governo ha mutato la sua opinione?

     SCAMMACCA  DELLA  BRUCA , Assessore per i lavori pubblici. No,
  Signor Presidente, continuo ad essere contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione.

     BENINATI,  Presidente  della  Commissione  e  relatore. Invito
  l'onorevole Villari a ritirare l'emendamento.

     VILLARI. Lo ritiro.

     PRESIDENTE.    L'Assemblea    ne   prende   atto.
       Si passa  all'emendamento  1.6  a  firma  della Commissione:
  "Sono  fatti   salvi  gli  effetti  prodotti  dalle  assegnazioni
  cartolarie effettuate  dai  comuni entro il 31 dicembre 2001.".
       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     SCAMMACCA  DELLA  BRUCA ,  Assessore  per  i  lavori pubblici.
  Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

     PRESIDENTE.   Pongo   in  votazione  l'articolo  1  nel  testo
  risultante.
       Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne dò lettira:

                                  " Art. 2.
                            Disposizioni in materia
                       di edilizia residenziale pubblica

              1.  Il comma 2 dell'articolo 23 della legge regionale 26
         marzo 2002, n. 2 è abrogato."

    Comunico che sono stati presentati gli allegati emendamenti:

           -  dagli  onorevoli  Giannopolo, Dina e Zago:   emendamento
           2.1;

           - dall'onorevole Zago: emendamenti 2.2 e 2.3;

           - dagli  onorevoli  Dina,  Giannopolo, Speziale e Forgione:
           subemendamento 2.1.1 all'emendamento 2.1;

           - dal Governo: emendamento 2.4;

           - dalla Commissione: emendamento 2.5.

     PRESIDENTE.  Si passa all'emendamento 2.5 a firma del Governo:
  "All'articolo 2  il termine comma 2 è sostituito da comma 3".
       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     SCAMMACCA  DELLA  BRUCA ,  assessore  per  i  lavori pubblici.
  Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in votazione  il  subemendamento  2.1.1,  a  firma  degli
  onorevoli Dina, Giannopolo, Speziale ed altri.
       Il parere del Governo?

     SCAMMACCA  DELLA  BRUCA ,   assessore   per  i  Lavori  pubblici.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in votazione  l'emendamento 2.1, così come modificato dal
  subemendamento già approvato.
       Il parere del Governo?

     SCAMMACCA  DELLA  BRUCA ,   assessore   per  i  Lavori  pubblici.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in votazione  l'emendamento  2.2,  a firma dell'onorevole
  Zago.
       Il parere del Governo?

     SCAMMACCA  DELLA  BRUCA ,   assessore   per  i  Lavori  pubblici.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'emendamento 2.3, a firma dell'onorevole Zago.

     BENINATI, presidente della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BENINATI,  presidente   della   Commissione  e  relatore.  Invito
  l'onorevole Zago a spiegare l'emendamento.

     ZAGO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ZAGO.  Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,  com'è  noto,  la
  manutenzione straordinaria ed  ordinaria  degli alloggi è prevista e
  disciplinata dal Titolo I  della  legge numero 457 del 1978, laddove
  si   fa   riferimento   agli   interventi   che   sono   autorizzati
  dall'amministrazione   comunale,    ma    che   vengono   effettuati
  dall'Istituto stesso;  invece, l'emendamento snellisce le procedure.
       In considerazione di quelli  che  sono  i  tempi  di intervento
  degli  istituti, con  questo  emendamento  si  vuole  introdurre  il
  principio  del   silenzio-assenso,   nel  senso  che  l'assegnatario
  presenta la proposta  all'Istituto;  se  l'Istituto  non interviene,
  con una nota, entro  sessanta giorni, scatta il silenzio-assenso per
  l'assegnatario,  che   procede,   previa   perizia   tecnica,   alla
  realizzazione di quelle opere.  Questo perché  sappiamo che in tutti
  gli IACP il  problema  delle manutenzioni comporta il depauperamento
  degli alloggi, perché  non  sempre  sono  tempestivi  gli interventi
  degli istituti.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Beninati,  è  sufficiente  la spiegazione
  fornita dall'onorevole Zago?

     BENINATI,  presidente   della   Commissione   e   relatore.   Sì,
  Presidente, mi ha convinto anche  il  punto  3,  che  non prevede un
  obbligo, ma dà all'IACP  la  possibilità  di  una  valutazione entro
  sessanta giorni.  Quindi va benissimo, la Commissione è favorevole.

     PRESIDENTE. IL parere del Governo?

     SCAMMACCA  DELLA  BRUCA ,   assessore   per  i  Lavori  pubblici.
  Favorevole.

     PRESIDENTE.   Pongo  in   votazione   l'emendamento  2.3.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Dichiaro improponibile l'emendamento 2.4.
       Pongo in votazione l'articolo 2 nel testo risultante.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'esame dell'articolo 3. Ne dò lettura:

                                   <Art. 3.
                        Commissioni assegnazione alloggi

              1.  Nell'ambito  della  Regione siciliana, le competenze
         delle commissioni  assegnazione alloggi di cui all'articolo 6
         del decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1972,
         n. 1035  sono  esercitate  da  un  funzionario  nominato  dal
         sindaco, scelto  fra  i dipendenti del comune. Le commissioni
         che hanno in corso di esecuzione graduatorie restano comunque
         in carica per il completamento delle stesse.>

       Comunico che sono stati presentati gli allegati emendamenti:

    - dall'onorevole Micciché: emendamento 3.1;

    - dal Governo: emendamento 3.4;

    - dall'onorevole Micciché: emendamento 3.2;

    - dagli onorevoli  Villari,  Oddo,  Zago,  Cracolici:  emendamento
    3.3.

    -  dagli  onorevoli   Cracolici  ed  altri:  subemendamento  3.4.1
    all'emendamento 3.4.
       Pongo in votazione  l'emendamento  3.1,  a firma dell'onorevole
  Miccichè, interamente soppressivo dell'articolo.
       Il parere del Governo?

     SCAMMACCA  DELLA  BRUCA ,   assessore   per  i  Lavori  pubblici.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Conseguentemente,  tutti   gli   altri  emendamenti  presentati
  all'articolo 3 decadono.
       Si passa all'esame dell'articolo 4.  Ne dò lettura:

                                    <Art. 4
                   Immobili oggetto di ordinanza di sgombero
                              a Siracusa-Ortigia.

              1. A valere  sui  finanziamenti  destinati  a Ortigia in
         forza della legge 16  luglio  1977,  n.  228,  il Sindaco del
         Comune  di  Siracusa  è  autorizzato  a  destinarne,  in  via
         emergenziale, una parte a copertura totale dei costi connessi
         a opere di consolidamento relative a immobili privati colpiti
         da ordinanza di  sgombero,  nel rispetto delle finalità della
         normativa statale di riferimento.>

       Comunico  che all'articolo  4  è  stato  presentato  l'allegato
  emendamento 4.15, a firma  degli  onorevoli  De  Benedictis ed altri
  componenti la Commissione.

     DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DE BENEDICTIS .  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, avendo
  proposto questo emendamento, volevo illustrarlo e spiegarlo.
       Praticamente,  in  Ortigia   esistono   dei   progetti  per  la
  realizzazione di interventi  di  edilizia  economica  e popolare che
  hanno bisogno, affinché  non  venga perduto il finanziamento e se ne
  acceleri l'iter, di questa  norma, che consente alla Giunta di darvi
  immediata  esecuzione  e  quindi  di  procedere  a  tutti  gli  atti
  necessari alla sua attuazione.
       Io  chiedo,  a  precisazione,  che,  laddove  si  dica  'purché
  conformi  alle   indicazioni   del   piano   particolareggiato'  più
  pertinentemente si indichi 'purché conformi agli standards del piano
  particolareggiato'.

     PRESIDENTE. La seduta è sospesa per due minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 20.38, è ripresa alle ore 20.45)

     PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

     DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     DE BENEDICTIS .  Propongo  al  Governo  di  aggiungere,  dopo  la
  parola "progetti", la parola  "esecutivi"  e di sostituire le parole
  'alle indicazioni' con le parole 'agli standards'.

     PRESIDENTE.   Invito  il   Governo   a  predisporre  il  relativo
  subemendamento.
       La seduta è sospesa per due minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 20.46, è ripresa alle ore 20.51)

     PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
       Comunico  che  all'emendamento  4.15  è  stato  presentato  dal
  Governo  il  subemendamento  4.15.1,  che  è  stato  precedentemente
  illustrato dall'onorevole De Benedictis.
       Lo pongo in votazione.  Il parere della Commissione?

     BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è contrario si
  alzi.
                            (E' approvato)

       Pongo in votazione  l'emendamento 4.15, della Commissione, così
  come modificato dall'emendamento 4.15.1.  Il parere del Governo?

     SCAMMACCA  DELLA  BRUCA ,   assessore   per  i  Lavori  pubblici.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è contrario si
  alzi.
                            (E' approvato)

       Pongo in votazione l'articolo  4  nel  testo  risultante. Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Comunico  che sono  stati  presentati  i  seguenti  emendamenti
  aggiuntivi all'articolo 4:

    - dal Governo: emendamenti  4.10,  4.7, 4.8, 4.11, 4.12, 4.9, 4.5,
    4.6, 4.14;

    - dall'onorevole Segreto: emendamento 4.3;

    - dagli onorevoli  Sbona,  Lo  Monte, Savona, Fratello, Franchina:
    emendamento 4.4;

    - dall'onorevole Acierno: emendamento 4.2;

    - dall'onorevole Moschetto: emendamento 4.1;

    - dagli onorevoli Lo Monte e Acierno: emendamento 4.13.

       Dichiaro improponibile l'emendamento del Governo 4.10.
       Pongo in votazione  l'emendamento  del  Governo  4.7. Il parere
  della Commissione?

     BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è contrario si
  alzi.
                            (E' approvato)

       Pongo in votazione l'emendamento  4.8, a firma del Governo.  Il
  parere della Commissione?

     BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è contrario si
  alzi.
                            (E' approvato)

       Pongo in votazione l'emendamento 4.11, a firma del Governo.  Il
  parere della Commissione?

     BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è contrario si
  alzi.
                            (E' approvato)

       Comunico  che  all'emendamento   4.12  è  stato  presentato  il
  subemendamento 4.12.1, a firma del Governo.
       Lo pongo in votazione.  Il parere della Commissione?

     BENINATI, presidente della  Commissione  e relatore. Favorevole a
  maggioranza.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è contrario si
  alzi.
                            (E' approvato)

       Pongo in votazione  l'emendamento  4.12, così come subemendato.
  Il parere della Commissione?

     BENINATI, presidente della  Commissione  e relatore. Favorevole a
  maggioranza.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è contrario si
  alzi.
                            (E' approvato)

       Comunico che sono  stati  presentati  dal  Governo gli allegati
  subemendamenti 4.5.1 e 4.6.1.
       Dichiaro improponibili  gli  emendamenti 4.9 e 4.5 del Governo.
  L'emendamento 4.6  con  il  subemendamento  4.6.1 sono trasferiti al
  disegno  di  legge  in  materia  di  lavoro  n.  298.5/A.  Pongo  in
  votazione l'emendamento  4.3,  a  firma  dell'onorevole Segreto.  Il
  parere del Governo?

     SCAMMACCA  DELLA  BRUCA ,   assessore   per  i  Lavori  pubblici.
  Favorevole.

     PRESIDENTE.  Il parere della Commissione?

     BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è contrario si
  alzi.
                            (E' approvato)

       Dichiaro improponibili gli  emendamenti  4.4,  4.2, 4.1, 4.13 e
  4.14.
       Si passa all'articolo 5. Ne dò lettura:

                                   <Art. 5.

       1.  La  presente  legge  sarà  pubblicata nella Gazzetta
  ufficiale  della   Regione  siciliana.

       2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
  farla osservare come legge della Regione.>

       Lo pongo in votazione.  Chi  è  favorevole  resti seduto; chi è
  contrario si alzi.
                            (E' approvato)

       Onorevoli colleghi, il voto finale verrà dato successivamente.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


       Comunico che è stato  presentato  l'ordine del giorno numero 89
  "Iniziative in favore  dei  soggetti  ammessi  alla  concessione dei
  contributi per l'acquisto della prima casa", a firma degli onorevoli
  Ioppolo ed altri. Ne dò lettura:

                   <L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

    Premesso che:

          - La legge n. 94  del  25  marzo  1982  all'art. 2, comma 10
          prevede   la    concessione    di   contributi   finalizzati
          all'acquisto della prima unità abitativa;

          - Nella GURS n.  41  del  4 settembre 1993 veniva pubblicato
          il bando di  concorso  per  l'assegnazione dei contributi di
          cui alla citata legge n. 94/1982;

          - Con decreti del  10 settembre 1997 sono state approvate le
          graduatorie   definitive    relative   agli   ammessi   alla
          concessione del contributo de quo, assegnando agli effettivi
          beneficiari 360 giorni  di  tempo per la presentazione della
          documentazione prevista;

          -  Con   successivi   decreti  dell'Assessorato  dei  Lavori
          Pubblici del 17 marzo 1999 si disponeva lo scorrimento delle
          graduatorie sino alla  concorrenza  di  n.  638 posti resisi
          disponibili a seguito  della mancata presentazione di alcuni
          beneficiari della documentazione prescritta entro i termini;

          - Il comma 1  dell'art.  49 della legge n.  10/1999 dispone,
          in  attuazione  del  comma  14,  dell'art.  della  legge  n.
          448//98, il riutilizzo da parte del Presidente della Regione
          di risorse  precedentemente  assegnate  per  interventi  nel
          settore dell'edilizia agevolata;

          - Con delibera di Giunta  regionale n. 144 del 1 giugno 1999
          si  esprimeva   parere  favorevole  all'utilizzo  di  20.000
          milioni di Lire per il completamento di tutte le graduatorie
          degli ammessi alla  concessione  del  contributo di cui alla
          legge n. 94/1982;

          - In conseguenza  della citata delibera di Giunta regionale,
          l'Assessorato dei Lavori  pubblici, con decreto n.  1107 del
          23  luglio  1999,   dispose   lo  scorrimento  di  tutte  le
          graduatorie definitive  provinciali  sino  al completamento,
          subordinando   la    concessione    del    contributo   alla
          presentazione, da  parte  dei  soggetti  interessati,  della
          documentazione prevista entro  e  non  oltre  360  giorni  a
          decorrere del 6 agosto 1999;

          - Con decreto n.  396  del  6  aprile  2000  veniva  sospesa
          l'efficacia del citato decreto n. 1107;

          - Con successivo  decreto  del  25  maggio  2001, pubblicato
          sulla GURS n. 37 del  20  luglio  2001,  sulla  base  di una
          ridefinita disponibilità  finanziaria,  venivano concessi n.
          1295 contributi in conto  capitale  ai  sensi della legge n.
          94/1982, a  parziale  scorrimento  delle  citate graduatorie
          definitiva;

          - La concessione dei  contributi  di  cui al superiore punto
          rimaneva  subordinata   alla  presentazione,  da  parte  dei
          soggetti    beneficiari,   della   documentazione   prevista
          dall'art. 4 dei  decreti  assessoriali del 10 settembre 1997
          entro e non oltre  il  109   giorno decorrente dalla data di
          pubblicazione del decreto del 25 maggio 2001;

          I soggetti beneficiari non venivano informati dell'esistenza
          e del contenuto del decreto del 25 maggio 2001, valendo come
          notifica la pubblicazione dello stesso nella GURS;

          In conseguenza di  tale  modalità  di  notifica,  solo poche
          centinaia di soggetti  tra  coloro  utilmente inseriti nelle
          graduatorie  provinciali,   provvedevano   a  presentare  la
          documentazione richiesta,  rimanendo  gli  altri esclusi dai
          benefici  di  legge   in   virtù   del   solo   fatto   che,
          presumibilmente, sconoscevano l'esistenza stessa del decreto
          del 25 maggio 2001;

          Le risorse finanziarie  previste in virtù del citato decreto
          del   25  maggio   2001   rimarrebbero,   in   gran   parte,
          inutilizzate,

                                  IMPEGNA

          Il  Governo  della   Regione   siciliana  ed  il  competente
          Assessorato dei Lavori  pubblici  a  riutilizzare  le  somme
          previste per le finalità  di  cui  alla legge n. 94/1982, se
          ancora  disponibili,  a  beneficio  dei  soggetti  utilmente
          collocati nelle graduatorie di  cui  i  decreti del 17 marzo
          1999 e secondo quanto  disposto  dal  decreto  del 25 maggio
          2001, o, in  alternativa,  a  reperire  le  somme necessarie
          mediante opportune  variazioni  di bilancio, assegnando, per
          di  più,  ai   beneficiari   un   termine   congruo  per  la
          presentazione della  documentazione  prevista  e  badando  a
          notificare agli  stessi  il  provvedimento amministrativo di
          concessione del  beneficio  utilizzando  modalità diverse, e
          quindi  più  dirette,  dalla  semplice  pubblicazione  nella
          GURS.>

       Il parere del Governo?

     SCAMMACCA  DELLA  BRUCA ,   assessore   per  i  Lavori  pubblici.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Comunico che  chiedono  di  apporre la propria firma
  all'ordine del giorno il  Presidente  e gli onorevoli Zago, Villari,
  Panarello, Raiti, Giannopolo e Cracolici.
       L'Assemblea ne prende atto.
       Lo pongo in votazione.  Chi  è  favorevole  resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Comunico che è stato  presentato l'ordine del giorno numero 111
  "Iniziative   per   l'istituzione    di    un    albo   di   imprese
  subappaltatrici", a  firma  degli  onorevoli  Borzacchelli,  Savona,
  Antinoro, Fratello e D'Antoni. Ne dò lettura:

                    <L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

    CONSIDERATO che la recente legge sugli appalti in Sicilia di opere
           pubbliche  e  di   servizi   non   regolamenta  il  settore
           dell'assegnazione di subappalti,  attività  questa che si é
           sempre  rilevata   molto   esposto  all'interesse  ed  alle
           pressioni di gruppi affaristico-mafiosi;

          - Ritenute valide,  altresì,  le  prese  di  posizioni delle
          espressioni   imprenditoriali   professionali   e  tecniche,
          preoccupate che, nella  carenza  di  norme e di regolamenti,
          l'assegnazione  di  subappalti,  così  come  si  é  fin  qui
          verificato, possa  essere  appannaggio del mondo malavitoso,
          interessato più  all'esecuzione dell'appalto che alla stessa
          aggiudicazione,  creando   situazioni   di  pressioni  e  di
          pericolo (attentati ai  cantieri,  minacce  e  richieste  di
          pizzo e quant'altro)  alle stesse imprese aggiudicatarie che
          finirebbe    col    pregiudicare    l'effettiva   esecuzione
          dell'appalto stesso mettendo  a repentaglio talvolta la vita
          dell'imprenditore;

                     IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

          - a svolgere  ogni  opportuna  iniziativa  nei confronti del
          Governo nazionale per l'istituzione permanente di un albo di
          imprese   subappaltatrici    presso   le   nove   prefetture
          dell'Isola;  gli uffici prefettizi secondo precise direttive
          cureranno l'istruttoria per  l'iscrizione delle imprese e la
          vigilanza sulla tenuta dell'albo e sulle eventuali richieste
          di  subappalto  che  avanzeranno  eventualmente  le  imprese
          aggiudicatarie.>

       Il parere del Governo?

     SCAMMACCA  DELLA  BRUCA ,   assessore   per  i  Lavori  pubblici.
  Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     BENINATI, presidente della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BENINATI,  presidente   della   Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente, io condivido in  pieno  questo ordine del giorno, però è
  ovvio che dovrebbe anche  dire  che, se si prevede questo meccanismo
  per  le  imprese   subappaltatrici  presso  le  Prefetture,  bisogna
  rimettere  in  discussione  totalmente  l'attuale  procedura  per  i
  subappalti, che è normata con norme molto restrittive nella Regione.
       Pertanto,  la condivisione  esiste,  però  forse  l'ordine  del
  giorno è incompleto, perchè,  se  si fa questo, si dovrebbe togliere
  quello  che è previsto  per  legge,  oggi,  sul  subappalto.  Perché
  l'ordine del giorno dice  chiaramente che presso la Prefettura si fa
  un elenco di tutti  i  subappaltatori, fermo restando che noi, nella
  normativa attuale, abbiamo  vincolato molto il subappalto. Pertanto,
  questo ordine del giorno ha un senso, ma significherebbe rivedere, a
  questo punto, alla luce  del  subappalto  che  abbiamo  normato  per
  legge, questa normativa.

     PRESIDENTE.  Onorevole Beninati,  non  mi  sembra  che  sia così.
  L'ordine del giorno impegna  solamente  il  Governo della Regione ad
  intervenire  presso  il   Governo   nazionale  affinché,  presso  le
  prefetture, venga istituito un albo dei subappaltatori.

     BENINATI, presidente della Commissione e relatore.  E' un impegno
  doppio per il Governo. Uno  è  questo  ed  uno  vorrà dire che dovrà
  rivedere la normativa dei subappalti.

     PRESIDENTE.  Onorevole Beninati, ove mai questo indirizzo dovesse
  sortire l'effetto desiderato,  è  chiaro che bisognerebbe modificare
  la legge sugli appalti.

     D'ANTONI . Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     D'ANTONI .  Signor Presidente,  penso  che  l'ordine  del giorno,
  come lei giustamente ha  precisato,  si  riferisce solo ad una parte
  del problema, nel senso  che  affida  alla  normativa  nazionale,  e
  quindi ad una pressione  sul  Governo  nazionale,  lo svolgimento di
  questo compito.
       Sarebbe logico, e l'occasione  della  legge sugli appalti ce la
  poteva offrire ma non si è fatto, quindi è inutile oggi piangere sul
  latte versato, che, una volta approvato questo ordine del giorno, si
  mettesse mano presso la Commissione competente, con l'intervento del
  Governo, ad un riordino di questa materia anche a livello regionale.
       Quindi, la mia richiesta  è  di approvare l'ordine del giorno e
  di utilizzarlo al doppio  scopo:  da  una  parte  di  pressione  sul
  Governo  nazionale  e,   dall'altra,  perché  finalmente  su  questa
  vicenda dei subappalti in  cui,  come sappiamo, esistono le maggiori
  insidie da tutti i  punti  di  vista  nel  rispetto della normativa,
  della sicurezza, delle  norme  contrattuali,  dei livelli salariali,
  dell'insediamento ed eventualmente d'infiltrazione mafiosa, si ponga
  finalmente un po' di  ordine.  Pertanto,  inviterei  il Governo e la
  Commissione a valutare seriamente  la  possibilità di un riordino di
  questa materia.

     PRESIDENTE.  Avverto l'Aula  che,  dopo  l'approvazione di questo
  ordine del giorno, porremo  in  votazione  finale i disegni di legge
  già esitati, sia quello sulle  isole minori sia quello di cui stiamo
  completando l'iter legislativo.

     RAITI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     RAITI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,  intervengo
  soltanto per dire che  condivido  lo  spirito dell'ordine del giorno
  che sottoscrivo.  Esso va  nella  direzione che io auspicavo durante
  la discussione del disegno  di  legge  sugli  appalti  e,  cioè,  di
  consentire la possibilità di controllare e verificare che le imprese
  effettivamente hanno partecipato alla  gara  di appalto, che si sono
  aggiudicate l'appalto, siano quelle che poi realizzano i lavori e se
  ci sono delle  imprese  subappaltatrici,  così  come  prevede questo
  ordine  del giorno che  deve  essere  trasformato,  ritengo,  in  un
  provvedimento legislativo che  l'impresa  che  esegue direttamente i
  lavori è bene  che sia controllata nell'effettivo espletamento della
  sua attività.  In questo  settore  si  annidano molti di quei rischi
  che  purtroppo la legge sugli  appalti  non  può  e  non  ha  potuto
  risolvere  per  i   ragionamenti  che  avevo  fatto  in  precedenza.
  Pertanto,  sono  favorevole   a   questo   ordine   del  giorno  che
  sottoscrivo.

     PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno. Il parere del
  Governo?

     CASCIO,  assessore  per   il   turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Comunico che è stato  presentato  l'ordine  del  giorno  n.  96
  "Iniziative  al fine di  garantire  i  collegamenti  nei  comuni  di
  Piedimonte Etneo, Linguaglossa,  Castiglione e Randazzo in provincia
  di Catania", a  firma  degli  onorevoli  Fleres,  Catania  Giuseppe,
  Maurici e Baldari.
       Gli onorevoli Raiti e  Villari  hanno  chiesto  di  apporre  la
  propria firma al suddetto ordine del giorno.
       L'Assemblea ne prende atto.
       Il parere del Governo?

     CASCIO,  assessore  per   il   turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Favorevole.

     PRESIDENTE. il parere della Commissione?

     BENINATI, presidente della commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE.   Lo pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Comunico che è stato  presentato  l'ordine  del  giorno  n. 109
  "Potenziamento dei servizi di  collegamento  con le isole minori", a
  firma  degli   onorevoli  Panarello,  Oddo,  Capodicasa,  Cracolici,
  Giannopolo, Speziale.
       Il parere del Governo?

     CASCIO,  assessore  per   il   turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     BENINATI, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE.   Lo pongo  in  votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Comunico che è stato  presentato  l'ordine  del  giorno  n. 110
  "Iniziative per la modifica  del  trattato  CE, al fine di estendere
  alle isole minori  del  Mediterraneo il regime privilegiato previsto
  per le regioni  ultraperiferiche",  degli onorevoli Fleres, Formica,
  Croce, Papania, Liotta, D'Antoni, Capodicasa.
       Comunico che gli  onorevoli  Panarello,  Cracolici,  Lo  Monte,
  Villari, Zago,  Beninati,  Borzacchelli,  Raiti,  Nicotra,  Segreto,
  Maurici, Sbona, Catania Giuseppe, Catania Franco, Baldari, Miccichè,
  Sanzeri, Paffumi hanno chiesto  di apporre la loro firma al suddetto
  ordine del giorno.
       L'Assemblea ne prende atto.
       Lo pongo in votazione.  Chi  è  favorevole  resti seduto, chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                               CONGEDI

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  comunico  che  sono  pervenute
  richieste  di congedo  relative  agli  onorevoli  D'Aquino,  Pagano,
  Misuraca, Scoma e Leanza Edoardo.
       Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
       Comunico  altresì  che,   ai   sensi   dell'articolo   117  del
  Regolamento interno, è stato presentato il seguente emendamento:
       "Il comma due dell'articolo 5  del  disegno di legge 307 è così
  sostituito 'Spetta all'organismo di  cui  al  comma  1  esprimere le
  valutazioni  sulle   scelte   programmatiche   per   gli  interventi
  strutturali che riguardano le  isole minori siciliane'; il comma tre
  è soppresso".
       Lo pongo in votazione.  Chi  è  favorevole  resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' Approvato)


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                    VOTAZIONE FINALE DI DISEGNI DI LEGGE

    VOTAZIONE  FINALE  PER SCRUTINIO NOMINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
    "NUOVE NORME SUI COLLEGAMENTI MARITTIMI CON LE ISOLE MINORI
    DELLA SICILIA. DISPOSIZIONI PER GLI UFFICI DELLA MOTORIZZAZIONE
    CIVILE". (307/A)

     PRESIDENTE.   Si  passa  al  punto  IV  dell'ordine  del  giorno:
  votazione finale di disegni  di  legge  e segnatamente al disegno di
  legge:  "Nuove norme sui  collegamenti marittimi con le isole minori
  della Sicilia.  Disposizioni  per  gli  uffici  della motorizzazione
  civile" (n. 307/A), posto al n. 1.

     PANARELLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PANARELLO.    Signor   Presidente,   sarò   brevissimo.   Intendo
  sottolineare con rammarico  la  nostra  decisione  di  non sostenere
  questo disegno di legge  in  considerazione  del  fatto  che sarebbe
  stato  utile  invece,   come   abbiamo  sostenuto  nel  corso  della
  discussione e attraverso  gli  emendamenti  che  abbiamo presentato,
  affrontare le tematiche che  riguardano la vita delle isole minori e
  la loro prospettiva di  sviluppo.  Purtroppo,  da  parte del Governo
  non è stata  presa  in considerazione questa possibilità.  Pertanto,
  anche se c'è stato  un  adeguamento  delle  normative  che  noi  non
  contestiamo, riteniamo sbagliato  che  non  si sia colta l'occasione
  per intervenire sulle tematiche  che  riguardano  le isole minori in
  termini di una politica  più  efficace  sul  versante dei trasporti,
  sulla tutela e sulla  valorizzazione  dell'ambiente  al  fine  di un
  adeguato sostegno alle  comunità  e  alle  popolazioni  delle  isole
  minori, aspetto assolutamente necessario come dimostrano le numerose
  inchieste giornalistiche avviate nel corso di questi ultimi mesi.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  chiarisco  il  significato del
  voto:  chi vota sì preme  il  pulsante  verde;  chi vota no preme il
  pulsante rosso;  chi si astiene preme il pulsante bianco.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

        Presenti e votanti .......  49
        Maggioranza ..............  25
        Favorevoli ...............  38
        Contrari .................   1
        Astenuti..................  10

                          (L'Assemblea approva)


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    VOTAZIONE  FINALE  PER SCRUTINIO NOMINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
    "PROVVEDIMENTI URGENTI NEL SETTORE DELL'EDILIZIA POPOLARE E PER
    GLI IMMOBILI DI SIRACUSA-ORTIGIA" (N.  393/A)

       Comunico ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno che
  è stato presentato un emendamento all'ultimo articolo del disegno di
  legge 393/A:  "Alla fine  del comma aggiungere 'ed entrerà in vigore
  il giorno stesso della sua pubblicazione'".
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     PRESIDENTE. Indìco la votazione finale per scrutinio nominale del
  disegno di legge:  "Provvedimenti  urgenti nel settore dell'edilizia
  popolare e per gli immobili di Siracusa-Ortigia".  (n. 393/A)
       Chiarisco  il  significato del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi vota  no  preme  il  pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

        Presenti e votanti .......  48
        Maggioranza ..............  25
        Favorevoli ...............  34
        Contrari .................   0
        Astenuti..................  14

                          (L'Assemblea approva)

     PRESIDENTE. Gli uffici  prendano  nota  che gli onorevoli Catania
  Giuseppe e Lo Curto hanno votato sì.

     PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a mercoledì
  31 luglio 2002, alle ore 11.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Fleres


      I - COMUNICAZIONI.

     II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)- " Modifiche ed  integrazioni  alla legge regionale 6 aprile
          1996, n.  29,  concernente  norme  in materia di autoservizi
          pubblici non di linea  in  servizio  di  piazza". (N. 367/A)
          (Seguito)

          Relatore: on. Lo Curto.

       2) - "Norme in materia  di  lavoro,  cultura ed istruzione" (n.
          2985/A) (Seguito)

          Relatore: on. Baldari.

       3) - "Variazioni al  bilancio  della  Regione  ed  al  bilancio
          dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione siciliana
          per l'anno finanziario  2002  e  prime misure salva deficit"
          (n. 459/A) (Seguito)

          Relatore: on. Croce.

       4) - "Norme per  la  semplificazione amministrativa" (n. 293/A)
          (Seguito)

          Relatore: on. Lo Monte

    III- ELEZIONE DI  QUATTRO  COMPONENTI  DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
          PER LA GESTIONE DEL  FONDO  DI  ROTAZIONE  PER  IL COMMERCIO
          ISTITUITO PRESSO L'IRFIS  CON L'ART. 9 DELLA LEGGE REGIONALE
          4 AGOSTO 1978, N. 26.

     IV - ELEZIONE DI TRE  COMPONENTI  DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
          LA  GESTIONE DEI  FONDI  ISTITUITI  PRESSO  L'IRFIS  PER  LE
          PICCOLE E MEDIE  IMPRESE,  PREVISTO  DALLA LEGGE REGIONALE 6
          MAGGIO 1981, N. 96.

      V - ELEZIONE  DI   NOVE   COMPONENTI  DELLA  CONSULTA  REGIONALE
          DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.

     VI - ELEZIONE DI UNDICI  COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
          TUTELA DELL'AMBIENTE.

    VII - ELEZIONE DI NOVE  COMPONENTI  DEL  CONSIGLIO REGIONALE PER I
          BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.

   VIII - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI  DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO REGIONALE PER LA  PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
          SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.

     IX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI  DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
          CENTRO REGIONALE PER  L'INVENTARIO,  LA  CATALOGAZIONE  E LA
          DOCUMENTAZIONE    GRAFICA,   FOTOGRAFICA,   AEROFOTOGRAFICA,
          AUDIOVISIVA.

      X - ELEZIONE DI SEI  COMPONENTI  ESPERTI  DEL COMITATO REGIONALE
          PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.

     XI - ELEZIONE  DI  TRE  MEMBRI  DEL  COMITATO  REGIONALE  PER  LA
          PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
          PROVINCIALI SCOLASTICI.

    XII - ELEZIONE DI CINQUE  COMPONENTI  DELLA CONSULTA REGIONALE PER
          LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.

   XIII - ELEZIONE DI TRE  COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI PALERMO.

    XIV - ELEZIONE DI TRE  COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
          DELLO IACP DI CATANIA.

     XV - ELEZIONE DI TRE  RAPPRESENTANTI  DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.

    XVI - ELEZIONE DI TRE  RAPPRESENTANTI  DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI CATANIA.

   XVII - ELEZIONE DI TRE  RAPPRESENTANTI  DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
          DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI MESSINA.

  XVIII - ELEZIONE   DI   UN   COMPONENTE   DEL   COMITATO   DIRETTIVO
          DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.

    XIX - ELEZIONE  DI   TRE   COMPONENTI   DEL   CONSIGLIO  DIRETTIVO
          DELL'ISTITUTO  REGIONALE   DI   RICERCA,  SPERIMENTAZIONE  E
          AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.

          (La seduta è tolta alle ore 21,18)

     (Licenziato dal Servizio dei Resoconti alle ore 23.30)