Presidenza del vicepresidente Fleres
BURGARETTA APARO segretario, dà lettura dei processi verbali
delle sedute numeri 76 e 77 del 30 luglio 2002 che, non sorgendo
osservazioni, s'intendono approvati.
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONE
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interrogazione con richiesta di risposta scritta:
N. 717 - Intervento urgente allo scopo di sbloccare il decreto di
finanziamento per il risanamento della chiesa Madre di Militello
Rosmarino. - Presidente Regione - Assessore Beni Culturali
Forgione Francesco; Liotta Santo
COMUNICAZIONE DI ASSENZE E SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI DELLE
COMMISSIONI LEGISLATIVE E PARLAMENTARE
PRESIDENTE. Comunico, ai sensi dell'articolo 69, comma 4, del
Regolamento interno, le assenze e sostituzioni alle riunioni delle
Commissioni legislative e parlamentare del 30 luglio 2002:
BILANCIO (II)
Assenze
Riunione del 30.07.02: ROTELLA-SPEZIALE
Sostituzioni
Riunione del 30.07.02: LEONTINI sostituito da MERCADANTE
LO MONTE " " SANZERI
LEANZA V. " " GIAMBRONE
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
Assenze
Riunione del 30.07.02: CATANIA Franco-FERRO
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
Assenze
Riunione del 30.07.02: LEANZA V.-MORINELLO-ZANGARA
COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI
L'ATTIVITA' DELLE COMUNITA' EUROPEE
Assenze
Riunione del 30.07.02: BURGARETTA-INCARDONA-LEANZA E.-TRICOLI
Sostituzione
Riunione del 30.07.02: MISURACA sostituito da MERCADANTE
COMUNICAZIONE DI DELIBERAZIONI DELLA GIUNTA REGIONALE
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione ha trasmesso
copia delle seguenti deliberazioni della Giunta regionale:
- n. 229 del 18 luglio 2002 "Autorizzazione al Presidente della
Regione a proporre conflitto di attribuzione innanzi alla Corte
Costituzionale avverso n. 12. Ordini di esibizione, emessi il 27
maggio 2002 della Procura regionale presso la Sezione
giurisdizionale della Corte dei Conti per la Regione siciliana,
diretti ai rispettivi legali rappresentanti dei dodici Gruppi
parlamentari costituiti presso l'Assemblea regionale siciliana";
- n. 233 del 11 luglio 2002 "Ripartizione territoriale dei fondi
stanziati per le spese in conto capitale dello stato di previsione
della spesa del bilancio regionale e relativa appendice per l'anno
finanziario 2002 - Assessorato regionale degli enti locali";
- n. 234 del 11 luglio 2002 "Ripartizione territoriale dei fondi
stanziati per le spese in conto capitale dello stato di previsione
della spesa del bilancio regionale e relativa appendice per l'anno
finanziario 2002 - Assessorato regionale della cooperazione, del
commercio, dell'artigianato e della pesca - Dipartimento pesca.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del
Regolamento interno, che nel corso della seduta potrà
procedersi a votazioni mediante sistema elettronico.
Presidenza del vicepresidente Fleres
DISCUSSIONE DI DISEGNI DI LEGGE
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Onorevoli colleghi, in proposito, al fine di rendere più
celere l'andamento dei lavori della mattinata e tentare di
concludere in un orario decente i nostri lavori, la
Presidenza propone, completata la lettura delle
comunicazioni, di procedere alla discussione del disegno di
legge n. 293/A "Norme per la semplificazione
amministrativa", essendo questo l'unico disegno di legge cui
non sono stati presentati emendamenti; in tal modo
consentiremmo agli uffici di coordinare gli emendamenti
presentati agli altri disegni di legge all'ordine del giorno.
Successivamente proporrei di procedere fino alle ore 14.00
con i lavori d'Aula, di sospendere la seduta tra le 14.00 e
le 15.00 e di riprendere dopo questa breve pausa per
concludere nella serata di oggi i nostri lavori.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "NORME PER LA
SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA" N. 293/A
PRESIDENTE. Si procede con il seguito della discussione del
disegno di legge "Norme per la semplificazione amministrativa" (n.
293/A), posto al n. 4).
Invito i componenti la I Commissione legislativa "Affari
istituzionali" a prendere posto al banco delle commissioni.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
"Art. 1
Delegificazione per finalità di semplificazione dei
procedimenti amministrativi
1. La Giunta regionale, entro il 31 gennaio di ogni anno,
presenta all'Assemblea regionale un disegno di legge per la
delegificazione di norme concernenti procedimenti
amministrativi, indicando i criteri per la sua attuazione ed
individuando i procedimenti oggetto della disciplina. In
allegato al disegno di legge è presentata una relazione sullo
stato di attuazione della semplificazione dei procedimenti
amministrativi.
2. La delegificazione dei procedimenti amministrativi di
cui al comma 1 è affidata alla Giunta regionale che vi
provvede con regolamenti, emanati previo parere della
Commissione o delle Commissioni dell'Assemblea regionale
competenti nella materia oggetto del singolo procedimento. Le
Commissioni rendono il loro parere entro trenta giorni dalla
richiesta; decorso tale termine il regolamento può essere
adottato anche in mancanza del parere.
3. I regolamenti di cui al comma 2 si conformano ai
seguenti criteri e principi:
a) semplificazione dei procedimenti amministrativi, e di
quelli che agli stessi risultano strettamente connessi o
strumentali, in modo da ridurre il numero delle fasi
procedimentali e delle amministrazioni e strutture
intervenienti;
b) riduzione dei termini per la conclusione dei
procedimenti e uniformazione dei tempi di conclusione
previsti per procedimenti tra loro analoghi;
c) regolazione uniforme dei procedimenti dello stesso
tipo;
d) riduzione del numero di procedimenti amministrativi e
accorpamento dei procedimenti che si riferiscono alla
medesima attività;
e) eliminazione o riduzione dei certificati richiesti ai
soggetti interessati all'adozione di provvedimenti
amministrativi o all'acquisizione di vantaggi, benefici
economici o altre utilità;
f) semplificazione e accelerazione delle procedure di
spesa e contabili;
g) trasferimento ad organi monocratici o ai dirigenti di
funzioni, anche decisionali, che non richiedano, in ragione
della loro specificità, l'esercizio in forma collegiale;
h) individuazione delle responsabilità e delle procedure
di verifica e controllo;
i) soppressione dei procedimenti che comportino, per
l'amministrazione e per i cittadini, costi più elevati dei
benefici conseguibili;
l) soppressione dei procedimenti che derogano alla
normativa procedimentale di carattere generale, qualora non
sussistano più le ragioni per una difforme disciplina
settoriale;
m) soppressione dei procedimenti che risultino non più
rispondenti alle finalità e agli obiettivi fondamentali
definiti dalla legislazione di settore o che risultino in
contrasto con i principi generali dell'ordinamento giuridico
nazionale o comunitario;
n) previsione, per i casi di mancato rispetto del termine
del procedimento, di mancata o ritardata adozione del
provvedimento, di ritardato o incompleto assolvimento degli
obblighi e delle prestazioni da parte della amministrazione,
di forme di indennizzo automatico e forfettario a favore dei
soggetti richiedenti il provvedimento, assicurando la massima
pubblicità e conoscenza da parte del pubblico delle misure
adottate e la massima celerità nella corresponsione
dell'indennizzo;
o) individuazione della struttura competente per
l'istruttoria, nonché dell'organo politico o del dirigente
competente all'adozione del provvedimento finale;
p) adeguamento delle fasi e degli adempimenti
procedimentali alle nuove tecnologie informatiche e
telematiche.
4. I regolamenti di cui al comma 2 entrano in vigore il
quindicesimo giorno successivo alla data della loro
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Regione
siciliana. Con effetto dalla stessa data sono abrogate le
norme, anche di legge, regolatrici dei procedimenti.
5. La Giunta regionale individua la struttura competente a
compiere gli accertamenti sugli effetti prodotti dalle norme
contenute nelle deliberazioni di semplificazione e di
accelerazione dei procedimenti amministrativi, ed a formulare
osservazioni e proporre suggerimenti per la modifica delle
norme stesse e per il miglioramento dell'azione
amministrativa."
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a noi non
sfugge l'importanza del tema che il disegno di legge affronta, cioè
quello della semplificazione delle procedure amministrative, poiché
questo è uno dei problemi che pesa sull'attività della pubblica
amministrazione della nostra Regione. Tuttavia, mi permetto di
rilevare che nel momento in cui delegifichiamo ed affidiamo tutto ai
regolamenti, sarebbe necessario, in qualche modo, recuperare un
momento democratico di approvazione e di varo dei regolamenti.
Quindi, non soltanto è necessario il coinvolgimento della
Commissione competente o delle Commissioni legislative competenti
nelle materie oggetto del singolo procedimento, essendo materia che
attiene al funzionamento della macchina burocratica - sarebbe
necessario un adeguato livello di concertazione con le
organizzazioni sindacali con il sistema delle autonomie locali a
partire dalla Conferenza Regione-autonomie locali.
Mi permetto di suggerire questi tre momenti che
bisognerebbe recuperare ai fini di iscrivere dentro la
procedura regolamentare un contenuto democratico che lo metta
al riparo anche da contraccolpi che noi dobbiamo
fronteggiare.
L'altra cosa che mi permetto di suggerire, sebbene non
abbia avuto modo e tempo per preparare un emendamento in
materia, è che il regolamento affronti il tema
dell'istituzione e del funzionamento degli sportelli unici;
questo riferimento manca. Noi abbiamo legiferato in
proposito ma in modo disordinato; è un'esperienza che stenta
a decollare anche per mancanza di adeguato coordinamento.
Penso che uno degli obiettivi che i regolamenti devono
porsi ai fini della semplificazione sia quello di individuare
anche sedi uniche di decisione; oltre alla Conferenza dei
servizi, lo sportello unico delle attività produttive, delle
attività sociali ovvero delle attività edilizie rappresenta
uno di questi momenti.
Chiederei, quindi, se non fosse il caso che la Commissione
o il Governo presentino un emendamento in tal senso.
PRESIDENTE. Onorevole Giannopolo, la procedura contenuta ai
commi 1 e 2 affida alle Commissioni competenti per materia l'esame
preventivo dei regolamenti e quindi consente il parere che lei
auspicava. Per quanto riguarda invece gli aspetti concernenti le
consultazioni delle categorie, un ordine del giorno permetterebbe
all'Assemblea di apprezzarne il significato.
CAPODICASA. In sede di votazione finale, presenteremo un ordine
del giorno.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
"Art. 2.
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in vigore il
giorno successivo a quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
farla osservare come legge della Regione."
Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che la votazione finale del disegno di legge
avverrà successivamente.
Presidenza del vicepresidente Fleres
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "MODIFICHE ED
INTEGRAZIONI ALLA LEGGE REGIONALE 6 APRILE 1996, N. 29,
CONCERNENTE NORME IN MATERIA DI AUTOSERVIZI PUBBLICI NON DI LINEA
IN SERVIZIO DI PIAZZA (N. 367/A)
PRESIDENTE. Si procede con il seguito della discussione del
disegno di legge: "Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 6
aprile 1996, n. 29, concernente norme in materia di autoservizi
pubblici non di linea in servizio di piazza (n. 367/A), posto al
n.1).
Invito i componenti la Commissione legislativa "Ambiente e
territorio" a prendere posto al banco delle commissioni.
Onorevoli colleghi, ricordo che l'esame del disegno di
legge era stato sospeso dopo il passaggio all'esame degli
articoli.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
Art. 1
Applicazione della legge regionale
6 aprile 1996, n. 29
1. Le disposizioni contenute nella legge regionale 6
aprile 1996, n. 29, devono intendersi riferite agli
autoservizi pubblici non di linea previsti dalle lettere a) e
b), comma 2, dell'articolo 1 della legge 15 gennaio 1992, n.
21.
Nessuno chiede di parlare. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'art. 2. Ne do lettura:
Art. 2
Modifica dell'articolo 3 della legge regionale
6 aprile 1996 n. 29
1. L'articolo 3 della legge regionale 6 aprile 1996, n.
29, è così sostituito:
'Art. 3 - Commissioni provinciali per l'accertamento dei
requisiti di idoneità all'esercizio del servizio - 1. Le
commissioni di cui all'articolo 6, comma 3, della legge 15
gennaio 1992, n. 21 sono costituite a livello provinciale
con decreto del presidente della camera di commercio,
industria, artigianato e agricoltura e sono composte da:
a) il presidente della camera di commercio, industria,
artigianato ed agricoltura o un suo delegato, con funzioni di
presidente;
b) un rappresentante della categoria degli esercenti il
servizio taxi, designato dalle associazioni più
rappresentative a livello provinciale;
c) due rappresentanti della categoria degli esercenti il
servizio di noleggio con conducente, designati dalle
associazioni più rappresentative a livello provinciale;
d) due ufficiali della polizia municipale designati dalle
amministrazioni comunali capoluogo di provincia fra quelli
che prestano servizio a tale titolo nel territorio della
provincia;
e) il dirigente generale del Dipartimento trasporti e
comunicazioni dell'Assessorato regionale del turismo, delle
comunicazioni e dei trasporti, o suo delegato.
2. Svolge le funzioni di segretario un funzionario in
servizio presso la camera di commercio, industria,
artigianato e agricoltura, designato dal presidente della
stessa.
3. Le commissioni durano in carica tre anni con decorrenza
dalla data del decreto di cui al comma 1.
4. Al rinnovo della commissione, nonché, ove necessario,
alla sostituzione di componenti delle stesse si provvede con
le medesime modalità stabilite per la prima nomina.'.
d) per l'iscrizione alla sezione riservata ai conducenti
di veicoli a trazione animale, il possesso dei requisiti di
cui all'articolo 226, comma 4, lettere a) e b), del decreto
del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495.
3. Sono requisiti morali indispensabili per l'iscrizione
nel Ruolo dei conducenti:
a) il non avere riportato una o più condanne irrevocabili
alla reclusione in misura complessivamente superiore ai due
anni per delitti non colposi contro la persona, il
patrimonio, la pubblica amministrazione, la moralità pubblica
ed il buon costume e per delitti di mafia;
b) il non risultare sottoposto, con provvedimento
esecutivo, ad una delle misure di prevenzione previste dalla
normativa vigente per i delitti di cui alla lettera a).
4. Il requisito di cui al comma 3 non sussiste fin tanto
che non sia intervenuta riabilitazione o una misura di
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 12.01, è ripresa alle ore 12.08)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Comunico che all'articolo 2 sono stati presentati
gli emendamenti 2.1, a firma dell'onorevole Raiti, e 2.2 a firma
degli onorevoli Giannopolo e Speziale, allegati.
Si procede all'esame dell'emendamento 2.1. Lo pongo in
votazione. Il parere della Commissione?
SBONA, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali ed ambientali.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.2. Lo pongo in votazione. Il parere
della Commissione?
SBONA, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali ed ambientali.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2 nel testo risultante. Chi
è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
Art. 3
Ruolo dei conducenti dei veicoli o natanti adibiti
ad autoservizi pubblici non di linea
1. Dopo l'articolo 3 della legge regionale 6 aprile 1996,
n. 29 è inserito il seguente:
'Art. 3 bis - Ruolo dei conducenti dei veicoli o natanti
adibiti ad autoservizi pubblici non di linea - 1. E'
istituito presso le Camere di commercio, industria,
artigianato ed agricoltura il Ruolo dei conducenti di veicoli
o natanti adibiti ad autoservizi pubblici non di linea,
previsto dall'articolo 6 della legge 15 gennaio 1992, n. 21.
2. Il Ruolo è articolato nelle seguenti sezioni:
a) conducenti di autovetture;
b) conducenti di motocarrozzette;
c) conducenti di natanti;
d) conducenti di veicoli a trazione animale.
3. E' ammessa l'iscrizione a più sezioni del Ruolo nella
medesima provincia.
4. L'iscrizione nel Ruolo costituisce requisito
indispensabile per il rilascio della licenza per l'esercizio
del servizio di taxi e dell'autorizzazione per l'esercizio
del servizio di noleggio con conducente. Il relativo
accertamento spetta all'amministrazione comunale.
5. L'iscrizione nel Ruolo è, altresì, necessaria per
prestare attività di conducente di veicoli o natanti adibiti
ad autoservizi pubblici non di linea nei casi previsti dal
dall'articolo 6, comma 6, della legge 15 gennaio 1992, n. 21.
6. Sono iscritti di diritto, a domanda, nella rispettiva
sezione del Ruolo della provincia in cui svolgono la propria
attività, coloro che, in possesso dei requisiti previsti
dai commi 2, lettere b), c) e d) e 3 dell'articolo 3 ter,
alla data di entrata in vigore della presente legge siano già
titolari di licenza per l'esercizio del servizio di taxi o di
autorizzazione per l'esercizio del servizio di noleggio con
conducente.
7. Sono iscritti di diritto, a domanda, nella rispettiva
sezione del Ruolo della provincia in cui abbiano esercitato
prevalentemente la propria attività, coloro che, alla data di
entrata in vigore della presente legge, in possesso dei
requisiti previsti dai commi 2, lettere b), c) e d) e 3 del
successivo articolo 3 ter, abbiano prestato servizio di
conducente negli ultimi cinque anni per un tempo
complessivamente non inferiore a due anni, in qualità di
collaboratore familiare o di sostituto del titolare della
licenza di taxi o dell'autorizzazione di autonoleggio ovvero
in qualità di dipendente dell'impresa autorizzata al servizio
di noleggio con conducente o di sostituto del dipendente
medesimo.
8. Per l'iscrizione di diritto nel Ruolo i soggetti
previsti dai commi 6 e 7 devono presentare alla camera di
commercio, industria, artigianato ed agricoltura
territorialmente competente apposita domanda, specificando la
sezione del Ruolo in cui si richiede l'iscrizione.
9. La domanda va redatta ai sensi del successivo articolo
3 quater, comma 2, e deve contenere la dichiarazione di cui
al comma 3, lettera a).
Comunico che all'articolo 3 sono stati presentati gli
allegati emendamenti:
-dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe e Maurici:
emendamenti 3.1 e 3.2;
-dagli onorevoli Rotella, Pistorio ed altri: emendamento
3.3;
-dagli onorevoli Raiti e Ferro: emendamento 3.4.
Si procede all'esame dell'emendamento 3.1 degli onorevoli
Fleres ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SBONA, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali ed ambientali.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.2 degli onorevoli Fleres e
altri. L'emendamento punta ad evitare che, nel periodo di
entrata in vigore della legge, possa estendersi il fenomeno.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SBONA, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali ed ambientali.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.3 degli onorevoli Rotella e
altri.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SBONA, vicepresidente della Commissione. Contrario a
maggioranza.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali ed ambientali.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 3.4 dell'onorevole Raiti.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali ed ambientali. Ne chiedo
l'accantonamento per poterlo leggere.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, l'emendamento 3.4 è
acantonato insieme con l'articolo 3.
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
Art. 4
Requisiti per l'iscrizione nel Ruolo
1. Dopo l'articolo 3 bis della legge regionale 6 aprile
1996, n. 29 è inserito il seguente:
'Art. 3 ter - Requisiti per l'iscrizione nel Ruolo dei
conducenti dei veicoli o natanti adibiti ad autoservizi
pubblici non di linea - 1. L'iscrizione nel Ruolo di cui
all'articolo 3 bis è subordinata all'accertamento del
possesso dei requisiti professionali e morali previsti nei
commi seguenti nonché al superamento dell'esame di idoneità
all'esercizio del servizio previsto dall'articolo 3 quater.
2. Sono requisiti professionali indispensabili per
l'iscrizione nel Ruolo dei conducenti:
a) l'assolvimento dell'obbligo scolastico;
b) per l'iscrizione alla sezione riservata ai conducenti
di autovetture e motocarrozzette, il possesso del certificato
di abilitazione professionale (C.A.P.) di cui all'articolo
116, comma 8, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285
e successive modifiche ed integrazioni;
c) per l'iscrizione alla sezione riservata ai conducenti
di natanti, il possesso della patente nautica;
d) per l'iscrizione alla sezione riservata ai conducenti
di veicoli a trazione animale, il possesso dei requisiti di
cui all'articolo 226, comma 4, lettere a) e b), del decreto
del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495.
3. Sono requisiti morali indispensabili per l'iscrizione
nel Ruolo dei conducenti:
a) il non avere riportato una o più condanne irrevocabili
alla reclusione in misura complessivamente superiore ai due
anni per delitti non colposi contro la persona, il
patrimonio, la pubblica amministrazione, la moralità pubblica
ed il buon costume e per delitti di mafia;
b) il non risultare sottoposto, con provvedimento
esecutivo, ad una delle misure di prevenzione previste dalla
normativa vigente per i delitti di cui alla lettera a).
4. Il requisito di cui al comma 3 non sussiste fin tanto
che non sia intervenuta riabilitazione o una misura di
carattere amministrativo con efficacia riabilitativa.'.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
Art. 5
Domanda di iscrizione nel Ruolo
1. Dopo l'articolo 3 ter della legge regionale 6 aprile
1996, n. 29 è inserito il seguente:
'Art. 3 quater - Domanda di iscrizione nel Ruolo ed esami
di idoneità - 1. Coloro che, in possesso della cittadinanza
italiana, ovvero di un Paese dell'Unione europea, abbiano
interesse ad essere iscritti nel Ruolo di cui all'articolo 3
bis, devono presentare domanda alla camera di commercio,
industria, artigianato ed agricoltura della provincia ove
intendano essere iscritti, specificando la sezione del Ruolo
per cui si richiede l'iscrizione.
2. Nella domanda, redatta su carta semplice con
sottoscrizione in calce, l'interessato deve dichiarare le
proprie generalità, il luogo e la data di nascita, il codice
fiscale, la cittadinanza, la residenza ed il domicilio presso
il quale devono essergli fatte pervenire eventuali
comunicazioni. La sottoscrizione è disciplinata dall'articolo
38, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 28
dicembre 2000, n. 445.
3. La domanda deve, altresì, contenere:
a) la dichiarazione attestante il possesso dei requisiti
di cui all'articolo 3 ter, commi 2 e 3, sottoscritta
dall'interessato e prodotta in sostituzione delle normali
certificazioni ai sensi dell'articolo 46, comma 1, del
decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n.
445;
b) istanza di partecipazione all'esame per l'accertamento
dei requisiti di idoneità all'esercizio del servizio pubblico
di linea.
4. L'esame di idoneità consiste in una prova scritta, che
può essere effettuata anche mediante quesiti a risposta
preordinata, e in un colloquio orale concernenti le seguenti
materie:
a) elementi di geografia della Regione siciliana;
b) elementi di toponomastica dei maggiori comuni e della
provincia di pertinenza del Ruolo;
c) norme concernenti il collaudo, l'immatricolazione,
l'utilizzazione e la manutenzione dei veicoli;
d) nozioni sulla sicurezza della circolazione, norme di
comportamento dei conducenti la prevenzione degli incidenti
ed i provvedimenti da prendere nel caso di incidenti;
e) norme di comportamento dei conducenti in servizio
previste dal regolamento taxi e da quelle per l'autonoleggio
con conducente del comune di appartenenza.
5. Espletato l'esame previsto dal comma 4, la commissione
di cui all'articolo 3 trasmette copia dei verbali, con
l'elenco degli idonei e dei non idonei, alla camera di
commercio, industria, artigianato ed agricoltura competente
per territorio. Questa, attraverso i propri uffici, procede
ad idonei controlli sulla veridicità delle dichiarazioni
sostitutive di cui al comma 3, lettera a), del presente
articolo, ai sensi di quanto previsto dall'articolo 71 del
decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n.
445.
6. Ultimati, con esito favorevole, i predetti controlli,
la camera di commercio, industria, artigianato ed
agricoltura, attraverso i propri uffici, provvede ad
iscrivere l'avente titolo nel Ruolo di cui all'articolo 3
bis.'.
Comunico che sono stati presentati gli allegati
emendamenti:
-dagli onorevoli Raiti e Miccichè: emendamenti 5.1 e 5.2.
Si procede con l'emendamento 5.1, che punta a modificare
l'articolo 3 quater in questo senso: le ultime parole,
specificando la sezione del ruolo, per cui si richiede
l'iscrizione, sono soppresse.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SBONA, vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali ed ambientali.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 5.2.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali e ambientali. Anche se
nella sostanza lo condivido, sono contrario in quanto non ritengo
che ciò debba essere inserito in questo testo di legge.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SBONA, vicepresidente della Commissione. Contrario.
RAITI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Onorevole Raiti, le suggerisco di trasformare il suo
emendamento in un ordine del giorno. Peraltro, abbiamo di recente
approvato un disegno di legge che consente l'adozione di regolamenti
in modo più semplificato. Pertanto, con un ordine del giorno - che
sicuramente nella fattispecie il Governo accetterebbe avendo
dichiarato di condividerne il merito - si risolverebbe il problema.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Raiti per dichiarazione
di voto.
RAITI. Signor Presidente, onorevole Assessore, a parte il suo
suggerimento a presentare un ordine del giorno in tal, senso che
potrei accogliere, invito il Governo a riflettere sul fatto che
l'inserimento - ritengo - di tale norma nel disegno di legge lo
completerebbe dotandolo di una procedura che garantirebbe maggiore
semplicità e trasparenza nella gestione dell'Albo.
Pertanto, se il Governo volesse tornare indietro sulla sua
posizione, credo sia una cosa assolutamente fattibile. Se,
invece, dovessi presentare un ordine del giorno, dovrei
presentarlo ad altro disegno di legge e potrei creare
confusione. Inserito in questo testo, faremmo un'opera
migliore. E, peraltro, abbiamo sempre detto di volere i
testi unici per dare disposizioni più semplici possibili;
nella fattispecie, faremmo un'opera che va in questa
direzione. Grazie.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione, con il parere contrario del
Governo e della Commissione. Chi è contrario resti seduto; chi è
favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
Art. 6.
Revisione del Ruolo
1. Dopo l'articolo 3 quater della legge regionale 6 aprile
1996, n. 29 è inserito il seguente:
'Art. 3 quinquies - Revisione del Ruolo - 1. Il Ruolo di
cui all'articolo 3 bis è soggetto a revisione. La revisione
è disposta periodicamente dalla camera di commercio,
industria, artigianato ed agricoltura al fine di accertare
per gli iscritti la permanenza dei requisiti per l'iscrizione
al Ruolo.
2. Gli iscritti nel Ruolo sono tenuti a segnalare alla
camera di commercio, industria, artigianato ed agricoltura
l'eventuale perdita temporanea o definitiva dei requisiti che
consentono l'iscrizione e la permanenza nel Ruolo.
3. I provvedimenti di cancellazione o di sospensione dal
Ruolo, assunti dalla camera di commercio, industria,
artigianato ed agricoltura in relazione alla perdita dei
requisiti di iscrizione, sono comunicati agli enti
interessati ai fini dell'adozione dei rispettivi
provvedimenti di competenza.'.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
Art. 7.
Commissione regionale consultiva
1. L'Assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti è autorizzato ad istituire con proprio decreto la
Commissione regionale consultiva di cui all'articolo 4, comma
4, della legge 15 gennaio 1992, n. 21.
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Beninati ed
altro l'allegato emendamento 7.1.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali ed ambientali.
Favorevole, a mio parere però è più opportuno scrivere 'sentita la
Commissione', non 'previo parere' anche se la sostanza non cambia.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SBONA, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 7.1, con tale
precisazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 7 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
Art. 8.
Valutazione del servizio espletato
1. L'avere esercitato servizio di taxi in qualità di
sostituto alla guida del titolare della licenza per un
periodo complessivo di almeno dodici mesi ovvero essere stato
dipendente di un'impresa di noleggio con conducente per il
medesimo periodo costituisce titolo oggetto di valutazione ai
fini rispettivamente del rilascio della licenza per
l'esercizio del servizio di taxi e dell'autorizzazione per
l'esercizio di noleggio conducente.
Comunico che all'articolo 8 sono stati presentati gli
allegati emendamenti:
-dagli onorevoli Raiti e Miccichè: emendamento 8.1;
-dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe e Maurici:
emendamenti 8.2, 8.3 e 8.4;
-dalla Commissione: emendamento 8.6;
-dagli onorevoli Antinoro, Ioppolo, Amendolia, Sbona ed
altri: emendamento articolo aggiuntivo 8.5.
SPAMPINATO. Dichiaro di volere apporre la mia firma agli
emendamenti 8.2, 8.3 e 8.4.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 8.1, a firma dell'onorevole Raiti.
GIANNOPOLO. E' assorbito dagli altri.
ZAGO. C'è una specificazione relativa ai comuni diversi.
Potremmo unificarlo.
GIANNOPOLO. E' vero.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, potremmo votare questo
emendamento e dare ampia delega alla Presidenza di modificarlo in
sede di coordinamento formale collegandolo all'emendamento
precedentemente votato, per l'aspetto riguardante le licenze
rilasciate in comuni diversi.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali ed ambientali.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SBONA, Vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 8.2, che punta al pagamento in
un'unica soluzione del contributo già precedentemente fissato
per legge.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali ed ambientali.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SBONA, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 8.3, che è una norma di procedura.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali ed ambientali.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SBONA, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 8.4, che punta ad evitare che ci
possano essere noleggiatori che si spostano in altri comuni con il
pretesto di accompagnare un cliente, in realtà esercitano in quei
comuni attività di autonoleggio, facendo venire meno le disposizioni
relative al contingentamento delle licenze stesse.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali ed ambientali.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SBONA, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 8.6, dell'onorevole Ioppolo.
Non essendo presente in Aula il firmatario, dichiaro decaduto
l'emendamento 8.6.
Pongo in votazione l'articolo 8 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento aggiuntivo 8.5, degli onorevoli
Ioppolo e Sbona.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Ioppolo per illustrare
l'emendamento.
IOPPOLO. Nel comma 2 è assorbito...
PRESIDENTE. Ho la stessa sensazione, onorevole Cracolici, che in
parte sia stato assorbito dai precedenti.
GRANATA, assessore per i beni culturali ed ambientali. Onorevoli
colleghi, si parla della licenza concessa attraverso concorso
pubblico. E' una norma da regolamento.
PRESIDENTE. Onorevole Assessore, alla luce delle sue
considerazioni e di quelle dell'onorevole Giannopolo l'emendamento
si intende ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si riprende l'esame dell'emendamento 3.4, in precedenza
accantonato su richiesta del Governo per un approfondimento.
Si tratta di una riscrittura del comma 2 dell'articolo 3.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali ed ambientali.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SBONA, vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 3, nel testo risultante. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
Art. 9.
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in vigore il
giorno successivo a quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
farla osservare come legge della Regione.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Alla votazione finale del presente disegno di legge si
procederà in un momento successivo.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 12.27, è ripresa alle ore 12.29)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Fleres
SULL'ORDINE DEI LAVORI
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, potremmo avviare la discussione
del disegno di legge di variazioni del bilancio al cui testo non
sono stati presentati emendamenti.
Se non sorgono osservazioni, si potrebbe procedere,
pertanto, con l'esame degli articoli non concernenti la
spesa.
TRICOLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRICOLI. Signor Presidente, condivido il testo del disegno di
legge di variazione di bilancio, però anche in considerazione dei
tempi stretti che si è data l'Assemblea per l'approvazione di questi
disegni di leggi, non abbiamo ancora avuto l'opportunità di appurare
cosa abbia fatto la Commissione "Bilancio". Chiedo, pertanto, una
breve sospensione della seduta al fine di consultare il testo
predisposto dalla Commissione "Bilancio".
PRESIDENTE. Onorevoli Tricoli, la proposta della Presidenza
mirava ad accelerare i nostri lavori. Pur tuttavia, non sorgendo
osservazioni, la seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 12.31, è ripresa alle ore 12.36)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Fleres
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "VARIAZIONI AL
BILANCIO DELLA REGIONE ED AL BILANCIO DELL'AZIENDA DELLE
FORESTE DEMANIALI DELLA REGIONE SICILIANA PER L'ANNO
FINANZIARIO 2002 E PRIME MISURE SALVA DEFICIT" (N. 459/A)
PRESIDENTE. Si procede con il seguito della discussione del
disegno di legge "Variazioni al bilancio della Regione ed al
bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione
siciliana per l'anno finanziario 2002 e prime misure salva deficit"
(n. 459/A), posto al numero 3).
Invito i componenti la Commissione "Bilancio" a prendere
posto al banco delle commissioni.
Ricordo che l'esame del disegno di legge era stato sospeso
nella seduta n. 77 del 30 luglio 2002, dopo l'approvazione
del passaggio all'esame degli articoli.
Invito il deputato segretario a dare lettura dell'articolo
1.
BURGARETTA APARO , segretario:
Art. 1.
Cartolarizzazioni e interventi urgenti per la sanità
1. L'autorizzazione di spesa relativa ai limiti di impegno
di cui al comma 6, dell'articolo 30 della legge regionale 3
maggio 2001, n. 6 e successive modifiche ed integrazioni,
introdotte dal comma 2 dell'articolo 33 della legge regionale
10 dicembre 2001, n. 21 e dall'articolo 75 della legge
regionale 26 marzo 2002, n. 2, limitatamente all'esercizio
finanziario 2002, è ridotta di 25.822 migliaia di euro
(U.P.B. 10.2.1.3.1 Fondo sanitario regionale - cap. 413323).
2. La Regione, al fine di ricapitalizzare le aziende
sanitarie locali e le aziende ospedaliere, conferisce alle
medesime apporti di capitale per complessivi 737.500 migliaia
di euro ripartiti per ogni singola azienda sulla base dei
dati di consuntivo al 31 dicembre 2001 da erogare in dieci
annualità di importo costante.
3. L'apporto di cui al comma 2 può essere oggetto da parte
delle aziende sanitarie e delle aziende ospedaliere di
operazioni connesse alla cessione di crediti nei limiti
dell'importo dei pagamenti da eseguire relativi ai debiti
maturati e non estinti al 31 dicembre 2001 così come
rappresentanti nei medesimi consuntivi.
4. Con decreto dell'Assessore regionale per la sanità, di
concerto con l'Assessore regionale per il bilancio e le
finanze, sono definiti i criteri e le modalità di regolazione
delle operazioni di cui ai commi 2 e 3.
5. Per le finalità di cui al comma 2 è autorizzato, per
l'esercizio finanziario 2002, un limite di impegno decennale
di 73.750 migliaia di euro.
6. All'onere di cui al comma 5 si provvede, per
l'esercizio finanziario 2002, con parte delle disponibilità
della U.P.B. 4.2.1.5.1, capitolo 215701 del bilancio della
Regione per l'esercizio finanziario medesimo. Per gli anni
successivi l'onere trova riscontro nel bilancio pluriennale
della Regione, codice 12.02.02.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Invito il deputato segretario a
darne lettura.
BURGARETTA APARO , segretario:
Art. 2.
Operazioni finanziarie aziende sanitarie ed ospedaliere
1. Le aziende sanitarie ed ospedaliere possono effettuare
operazioni finanziarie a medio e lungo termine, previa
autorizzazione dell'Assessorato regionale bilancio e finanze,
qualora i relativi oneri per il rimborso delle quote di
capitale e la corresponsione degli interessi trovino
copertura in specifiche risorse aggiuntive rispetto alle
assegnazioni destinate al finanziamento delle spese correnti
per il servizio sanitario, oppure i predetti oneri non
risultino superiori al 15 per cento delle entrate proprie
correnti delle aziende.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Invito il deputato segretario a
darne lettura.
BURGARETTA APARO , segretario:
Art. 3.
Misure per il potenziamento dell'attività
di riscossione dei tributi
1. Nelle more della conversione e subordinatamente alla
stessa, si applica in Sicilia l'articolo 3, comma 3, del
decreto legge 8 luglio 2002, n. 138, sostituendo agli organi
ed uffici ivi previsti quelli operanti in ambito regionale. A
decorrere dall'entrata in vigore della relativa legge di
conversione, la disposizione si applica nel testo risultante
dalla suddetta legge di conversione e successive modifiche ed
integrazioni.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Invito il deputato segretario a
darne lettura.
BURGARETTA APARO , segretario:
Art. 4.
Strumenti di programmazione finanziaria e di bilancio
1. La lettera a) del comma 2 dell'articolo 1 della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10, è sostituita con la
seguente: 'a) il documento di programmazione
economico-finanziaria entro trenta giorni dalla data di
presentazione alle camere da parte del Consiglio dei ministri
di quello nazionale;'.
2. Al comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale 27
aprile 1999, n. 10, le parole 'il 15 luglio' sono sostituite
con le parole 'il termine di cui all'articolo 1, comma 2,
lettera a),'.
3. Al comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale 27
aprile 1999, n. 10, dopo le parole 'per il periodo' sono
aggiunte le seguenti parole 'rimanente della legislatura e,
comunque, non inferiore al periodo'.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Invito il deputato segretario a
darne lettura.
BURGARETTA APARO , segretario:
Art. 5.
Legge finanziaria
1. L'articolo 3 della legge regionale 27 aprile 1999, n.
10, è sostituito dal seguente:
'1. Contestualmente alla presentazione del disegno di
legge del bilancio annuale e del bilancio pluriennale il
Governo presenta all'Assemblea regionale siciliana il disegno
di legge 'finanziaria' con i tempi e le modalità di cui
all'articolo 1.
2. La legge finanziaria, in coerenza con gli obiettivi e
gli indirizzi fissati dal documento di programmazione
economico-finanziaria ai sensi dell'articolo 2, determina
annualmente il quadro di riferimento finanziario per il
periodo compreso nel bilancio pluriennale e provvede per il
medesimo periodo:
a) alle variazioni delle aliquote e di tutte le altre
misure che incidono sulla determinazione del gettito delle
entrate di competenza regionale, normalmente con effetto
dall'1 gennaio dell'anno cui tale determinazione si
riferisce;
b) alla determinazione del limite massimo del ricorso al
mercato finanziario e del saldo netto da finanziare per
ciascuno degli anni considerati dal bilancio pluriennale,
conformemente a quanto previsto dal documento di
programmazione economico-finanziaria di cui all'articolo 2;
c) alla determinazione, in apposita tabella,
dell'eventuale rifinanziamento, per non più di un anno, delle
principali leggi regionali di spesa;
d) alla determinazione, in apposita tabella,
dell'eventuale riduzione, per ciascuno degli anni considerati
dal bilancio pluriennale, di autorizzazioni legislative di
spesa;
e) alla determinazione, in apposita tabella, per le leggi
regionali che dispongono spese a carattere pluriennale, delle
rimodulazioni delle quote destinate a gravare su ciascuno
degli anni considerati;
f) alla determinazione in apposita tabella degli effetti
finanziari derivanti da abrogazione di leggi di spesa i cui
effetti sono esauriti o non più idonei alla realizzazione
degli indirizzi fissati dal documento di programmazione
economico-finanziaria;
g) alla determinazione, in apposita tabella, dell'importo
da iscrivere in ciascuno degli anni considerati dal bilancio
pluriennale per le leggi di spesa permanente, di natura
corrente e in conto capitale, la cui quantificazione è
rinviata alla legge finanziaria;
h) alla determinazione, in apposita tabella, dei
contributi e degli altri trasferimenti in favore di
associazioni, fondazioni, centri studio ed altri organismi
comunque denominati, nonchè delle altre spese continuative
annue da iscrivere in ciascuno degli anni considerati dal
bilancio pluriennale;
i) alla determinazione, in apposita tabella, delle spese
che, ai sensi dell'articolo 200, comma 1, della legge
regionale 23 dicembre 2000, n. 32, hanno ottenuto
l'autorizzazione comunitaria.
3. La legge 'finanziaria' non può disporre nuove o
maggiori spese oltre quanto previsto dal presente articolo.
4. Il disegno di legge 'finanziaria' è approvato
dall'Assemblea regionale siciliana prima del disegno di legge
concernente il bilancio annuale e pluriennale della Regione
siciliana.'.
TRICOLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRICOLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
far rilevare che nella tabella B c'è una rimodulazione dell'unità
previsionale di base 1 della Presidenza della Regione che è
impraticabile.
PRESIDENTE. Onorevole Tricoli, poichè prima di procedere
all'esame delle tabelle procederemo ad una breve sospensione, la
questione la affronteremo successivamente.
Pongo in votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Invito il deputato segretario a
darne lettura.
BURGARETTA APARO , segretario:
Art. 6.
Contributo all'Associazione italiana del consiglio
dei comuni e delle regioni d'Europa (AICCRE)
1. Il contributo annuo autorizzato dall'articolo 195,
comma 3, della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32,
nell'importo rideterminato in tabella I dall'articolo 130.
comma 9, della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, è fissato
in 516 migliaia di euro.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Poiché per quanto concerne l'esame degli articoli 7, 8 e 9
e delle annesse tabelle, si rende necessaria la presenza
dell'Assessore per il bilancio e le finanze, sospendo l'esame
del disegno di legge n. 459/A.
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 12.38, è ripresa alle ore 13.08)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Fleres
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "NORME IN
MATERIA DI LAVORO, CULTURA ED ISTRUZIONE" (298.5/A)
PRESIDENTE. Si procede con il seguito della discussione del
disegno di legge "Norme in materia di lavoro, cultura ed istruzione"
(298.5/A), posto al numero 2).
Invito i componenti la Commissione "Cultura, formazione e
lavoro" a prendere posto al banco delle commissioni.
Ricordo che l'esame del disegno di legge era stato sospeso
nella seduta numero 77 del 30 luglio 2002, dopo
l'approvazione del passaggio all'esame degli articoli.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
"Art. 1.
Formazione in azienda - Buono formativo
per l'ingresso nel mercato del lavoro
1. L'Assessore regionale per il lavoro, la previdenza
sociale, la formazione professionale e l'emigrazione è
autorizzato ad erogare ai datori di lavoro che provvedono ad
incrementare la propria base occupazionale con nuova
occupazione aggiuntiva rispetto alla media dei sei mesi
precedenti attraverso assunzioni a tempo indeterminato un
contributo annuale pari ad euro 4600 per ciascuna unità
lavorativa per il massimo di un quadriennio finalizzato alla
formazione iniziale e continua.
2. Il contributo di cui al comma 1 è proporzionalmente
ridotto nel caso di assunzione a tempo parziale
indeterminato.
3. Per le finalità di cui ai commi 1 e 2 nello stabilire
la media dei dipendenti in carico ai datori di lavoro non
devono essere conteggiati gli apprendisti, gli assunti in
forza di contratto di formazione e lavoro e gli assunti con
contratto a tempo determinato, nonchè i lavoratori la cui
posizione retributiva e contributiva viene regolamentata
attraverso contratti di riallineamento stipulati ai sensi
dell'articolo 5 della legge 28 novembre 1996, n. 608 e
successive modifiche ed integrazioni.
4. I datori di lavoro, per usufruire dei contributi per le
attività formative di cui al presente articolo, nei dodici
mesi precedenti l'assunzione non devono avere proceduto a
riduzione di personale e non devono avere alla stessa data
sospensioni in atto.
5. I contributi possono comunque essere erogati anche nei
casi di licenziamenti intervenuti nei dodici mesi precedenti
purchè venga reintegrata la base occupazionale e
limitatamente alle unità in eccedenza rispetto alla base
occupazionale preesistente. Non sono computati nel numero
dei licenziamenti quelli effettuati per giusta causa o
giustificato motivo o per fine della commessa.
6. Le attività formative di cui al presente articolo sono
svolte in costanza di attività lavorativa presso il datore di
lavoro secondo le direttive impartite dall'Assessore per il
lavoro, la previdenza sociale, la formazione professionale e
l'emigrazione, sentita la Commissione regionale per
l'impiego.
7. Il contributo per le attività formative di cui ai commi
precedenti non si cumula con le provvidenze di cui alla legge
regionale 7 agosto 1997, n. 30.
8. Ai datori di lavoro che hanno presentato domande di
autorizzazione ai sensi della legge regionale 7 agosto 1997,
n. 30 e non l'hanno ottenuta alla data di entrata in vigore
della presente legge è concessa facoltà di presentare, entro
sessanta giorni dalla data di pubblicazione delle direttive
di cui al comma 6, istanza all'Assessorato regionale del
lavoro, della previdenza sociale, della formazione
professionale e dell'emigrazione per usufruire delle
provvidenze del presente articolo, previa rinuncia ai
contributi di cui alla legge regionale 7 agosto 1997, n. 30.
9. Per le finalità di cui ai commi 1 e 8 del presente
articolo si fa fronte con le risorse previste dall'asse 3,
misura 3.09 del P.O.R. 2000/2006.
10. Per le assunzioni effettuate sino al 31 dicembre 1999
ai sensi della legge regionale 7 agosto 1997, n. 30, è
autorizzata per il triennio 2002/2004 la spesa di euro 37.702
migliaia per ciascun anno.
11. All'onere di 37.702 migliaia di euro in termini di
competenza, per l'esercizio finanziario 2002, si provvede con
parte delle disponibilità dell'U.P.B. 4.2.1.5.2 (capitolo
215704 - codice 1008).
12. Per il biennio 2003/2004 l'onere trova riscontro nel
bilancio pluriennale della Regione siciliana, codice 12.02.01
- accantonamento 1008".
Comunico che sono stati presentati gli allegati emendamenti:
- dagli onorevoli Panarello ed altri: emendamento 1.1;
- dall'onorevole Papania: emendamenti 1.2, 1.3, 1.4 e 1.5;
Si passa all'emendamento 1.1.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
STANCANELLI, assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.2.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
STANCANELLI, assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
ANTINORO, Presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.3.
PAPANIA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.4.
STANCANELLI, assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STANCANELLI, assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione. Signor Presidente,
preannuncio un subemendamento soppressivo della parola "anche".
PRESIDENTE. Pongo in votazione il subemendamento del Governo. Il
parere della Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.4, come modificato. Il
parere della Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.5.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento
1.6 interamente sostitutivo dell'emendamento 1.5.
Pongo in votazione l'emendamento 1.6. Il parere della
Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PAPANIA. Ritiro l'emendamento 1.5.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
"Art. 2.
Proroga termini
1. Il termine di cui al primo comma dell'articolo 14 della
legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85, modificato
dall'articolo 1, comma 2, della legge regionale 19 agosto
1999, n. 18, è differito al 31 dicembre 2004.
2. Il termine di cui al comma 1 dell'articolo 8 della
legge regionale 26 novembre 2000, n. 24 è differito al 31
dicembre 2004.
3. Il termine di cui al secondo comma dell'articolo 8
della legge regionale 26 novembre 2000, n. 24 è differito al
31 dicembre 2004".
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
"Art. 3.
Formazione all'autoimpiego
1. Il comma 4 dell'articolo 1 della legge regionale 31
marzo 2001, n. 2 è abrogato.
2. All'articolo 2, comma 1, della legge regionale 23
gennaio 1998, n. 3 l'inciso 'con le modalità di cui
all'articolo 24 della legge regionale 7 agosto 1997, n. 30' è
abrogato.
3. Per le finalità dell'articolo 2 della legge regionale
23 gennaio 1998, n. 3 e successive modifiche ed integrazioni
è autorizzata per l'esercizio finanziario 2002 la spesa di
19.659 migliaia di euro.
4. All'onere di 19.659 migliaia di euro in termini di
competenza, per l'esercizio finanziario 2002, si provvede con
parte delle disponibilità dell'U.P.B. 4.2.1.5.2 (capitolo
215704 codice 1009)".
Comunico che sono stati presentati gli allegati emendamenti:
- dall'onorevole Papania: emendamenti 3.1 e 3.2;
- dall'onorevole Stancanelli: emendamento 3.3.
Si passa all'emendamento 3.3. Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.1.
PAPANIA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa
all'emendamento 3.2. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
STANCANELLI, assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 3, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
"Art. 4.
Collaborazione coordinata e continuativa
1. Al comma 1 dell'articolo 1 della legge regionale 26
novembre 2000, n. 24, dopo le parole 'contributi
previdenziali ed assistenziali' sono aggiunte le parole 'e un
contributo di euro 200 mensili per i compensi di almeno euro
800 mensili'.
2. Per le finalità di cui all'articolo 1, comma 1, della
legge regionale 26 novembre 2000, n. 24 come modificata dal
comma 1, è autorizzata per l'esercizio finanziario 2002 la
spesa di 1.000 migliaia di euro.
3. All'onere di 1.000 migliaia di euro in termini di
competenza, per l'esercizio finanziario 2002, si provvede con
parte delle disponibilità dell'U.P.B. 4.2.1.5.2 (capitolo
215704 - codice 1009)".
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
"Art. 5.
Corsi di operatore sociale
1. Al fine di consentire lo svolgimento della seconda
annualità dei corsi di operatore sociale assistenza
handicappati previsti nel piano formativo speciale approvato
ai sensi della legge regionale 28 marzo 1986, n. 16 e
successive modifiche ed integrazioni, nell'anno formativo
1999-2000 è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2002, la
spesa di 416 migliaia di euro.
2. All'onere di 416 migliaia di euro in termini di
competenza per l'esercizio finanziario 2002, si provvede con
parte delle disponibilità dell'U.P.B. 4.2.1.5.2 (capitolo
215704 codice 1001)".
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
"Art. 6.
Incentivi alla costituzione di società miste
1. Per le finalità di cui al comma 4 dell'articolo 2 della
legge regionale 26 novembre 2000, n. 24 è autorizzata per
l'esercizio 2002 la spesa di 850 migliaia di euro.
2. All'onere di 850 miglia di euro in termini di
competenza, per l'esercizio finanziario 2002, si provvede con
parte delle disponibilità dell'U.P.B. 4.2.1.5.2 (capitolo
215704 codice 1001)".
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
"Art. 7.
Differimento di termini
1. All'articolo 17, comma 1, della legge regionale 15
maggio 1991, n. 27, dopo le parole 'entro il mese di' la
parola 'luglio' è sostituita con la parola 'ottobre' e dopo
le parole 'provvederà entro il mese di' la parola 'gennaio' è
sostituita con la parola 'aprile'".
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
"Art. 8.
Rimborso all'INPS
1. Per le finalità dell'articolo 15, comma 4, della legge
regionale 7 agosto 1997, n. 30 e successive modifiche ed
integrazioni, per l'esercizio finanziario 2002, è autorizzata
la spesa di 250 migliaia di euro.
2. All'onere di 250 migliaia di euro in termini di
competenza, per l'esercizio finanziario 2002, si provvede con
parte delle disponibilità dell'U.P.B. 4.2.1.5.2 (capitolo
215704 - codice 1001)".
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
"Art. 9.
Fondo emergenza Argentina
1. All'articolo 113, comma 2, della legge regionale 26
marzo 2002, n. 2, le cifre '1.000 e 3.000' sono sostituite
con le cifre '25 e 500'".
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
"Art. 10.
Ispettori del lavoro
1. E' istituito nella Regione siciliana - presso
l'Assessorato regionale del lavoro, della previdenza sociale,
della formazione professionale e dell'emigrazione - il ruolo
degli ispettori del lavoro.
2. Gli ispettori del lavoro svolgono tutti i compiti
previsti dalla legge 22 luglio 1961, n. 628 e successive
modifiche ed integrazioni nonchè ogni altro compito loro
attribuito dalla legislazione regionale. Gli stessi sono
ufficiali di polizia giudiziaria nei termini previsti dal
D.P.R. 19 marzo 1955, n. 520 e ad essi sono attribuiti i
compiti di cui agli articoli 9, 10 e 11 del medesimo D.P.R.
19 marzo 1955, n. 520.
3. In fase di prima applicazione transitano nel ruolo
degli ispettori del lavoro tutti i funzionari della Regione
siciliana che svolgono le funzioni di ispettori del lavoro
ovvero i funzionari che, in fase di affiancamento
all'ispettore del lavoro alla data di entrata in vigore della
presente legge, completino la prescritta fase di
addestramento.
4. Con decreto del Presidente della Regione, previa
deliberazione della Giunta regionale, su proposta
dell'Assessore regionale per il lavoro, la previdenza
sociale, la formazione professionale e l'emigrazione,
verranno emanate le disposizioni per l'attivazione del ruolo
di cui al comma 1.
5. L'istituzione del ruolo degli ispettori del lavoro non
comporta nuovi oneri per il bilancio della Regione siciliana".
Comunico che sono stati presentati gli allegati emendamenti:
- dall'onorevole Tumino: emendamento 10.1;
- dal Governo: emendamento 10.2.
Dichiaro l'articolo 10 improponibile. Pertanto, gli
emendamenti 10.1 e 10.2 decadono.
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
"Art. 11.
Comitato di gestione del fondo regionale per
l'occupazione dei disabili
1. Per il funzionamento del comitato di gestione del fondo
regionale per l'occupazione dei disabili di cui all'articolo
22 della legge regionale 26 novembre 2000, n. 24 è
autorizzata per l'esercizio 2002 la spesa di 103 migliaia di
euro.
2. All'onere di 103 migliaia di euro in termini di
competenza, per l'esercizio finanziario 2002, si provvede con
parte delle disponibilità dell'U.P.B. 4.2.1.5.2 (capitolo
215704 codice 1001).
3. La lettera b) del comma 2 dell'articolo 26 della legge
regionale 26 novembre 2000, n. 24 è sostituita con la
seguente: 'b) tre componenti designati dalla competente
azienda USL, specializzati in medicina del lavoro, in
medicina legale ed in medicina fisica e riabilitazione'".
Comunico che sono stati presentati gli allegati emendamenti:
- dall'onorevole Tumino: emendamento 11.1;
- dall'onorevole Sanzeri: emendamento 11.2.
Si passa all'emendamento 11.1. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
STANCANELLI, assessore per il lavoro, la previdenza sociale,
la formazione professionale e l'emigrazione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione. Contrario.
GIANNOPOLO. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Onorevole Giannopolo, l'articolo 10 è stato
dichiarato improponibile perché comporta spesa. Anche se lo stesso
articolo, al comma 5, dice che non comporta spesa, così non è e,
pertanto, non poteva essere dichiarato proponibile.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, abbiamo approvato emendamenti che
avevano bisogno di copertura finanziaria
PRESIDENTE. Onorevole Giannopolo, a me non risulta.
D'ANTONI. E' un problema di principio
(Alla richiesta del numero legale aderiscono gli onorevoli
Cracolici, Villari, Tumino e Zago)
Presidenza del vicepresidente Fleres
VERIFICA DEL NUMERO LEGALE
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, essendo la richiesta appoggiata
a termini di Regolamento, indìco la verifica del numero legale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota può premere
qualsiasi pulsante.
Dichiaro aperta la votazione.
(seguono le operazioni di voto)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VERIFICA DEL NUMERO LEGALE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti .................. 34
L'Assemblea non è in numero legale.
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore
15.00.
(La seduta, sospesa alle ore 13.20, è ripresa alle ore 17.28)
La seduta è ripresa.
CONGEDI
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che sono pervenute
richieste di congedo per l'odierna seduta relative agli onorevoli
Acierno, Cascio, D'Aquino, Cimino, Leanza Vincenzo, Garofalo,
Castiglione e Mancuso.
Non sorgendo osservazioni, i congedi si intendono
accordati.
Presidenza del vicepresidente Fleres
RIPRENDE L'ESAME DEL DISEGNO DI LEGGE NUMERO 298.5/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si riprende l'esame
dell'emendamento 11.1 presentato all'articolo 11 del disegno di
legge n. 298.5/A, sul quale, in fase di votazione, è stata chiesta
la verifica del numero legale.
Pongo in votazione l'emendamento 11.1.
Il parere del Governo?
STANCANELLI. assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione.Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 11.2 a firma dell'onorevole Sanzeri. Lo
pongo in votazione. Il parere del Governo?
STANCANELLI, assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 11.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
Art. 12.
Formazione lavoratori socialmente utili
1. Per eventuali esigenze formative funzionali
all'inserimento in attività lavorative dei soggetti
destinatari del regime transitorio dei lavori socialmente
utili, così come definito dall'articolo 4 della legge
regionale 26 novembre 2000, n. 24, il periodo formativo di
cui all'articolo 7, comma 12, del decreto legislativo 28
febbraio 2000, n. 81, è elevato a 24 mesi.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:
Art. 13.
Indennità di funzione dei consiglieri di parità
1. Per fare fronte a pregressi oneri derivanti
dall'adeguamento delle indennità di funzione dei consiglieri
di parità di cui all'articolo 28 della legge regionale 7
agosto 1997, n. 30 è autorizzato per l'esercizio finanziario
2002 l'incremento di 290 migliaia di euro.
2. All'onere di 290 migliaia di euro in termini di
competenza, per l'esercizio finanziario 2002, si provvede con
parte delle disponibilità dell'U.P.B. 4.2.1.5.2 (capitolo
215704 codice 1001).
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Papania
l'emendamento 13.1, allegato.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
STANCANELLI, assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E'approvato)
Pongo in votazione l'articolo 13, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
Art. 14.
Modifiche alla legge regionale 7 agosto 1997, n. 30 e
successive modifiche e integrazioni
1. Alla legge regionale 7 agosto 1997, n. 30 e
successive modifiche e integrazioni sono apportate le
seguenti modifiche:
a) alla lettera b), comma 1, dell'articolo 1 le parole
'protette di cui alla legge 2 aprile 1968, n. 482 e
successive modifiche ed integrazioni' sono sostituite con le
parole 'di cui agli articoli 1 e 18 della legge 12 marzo
1999, n. 68';
b) al comma 3 dell'articolo 4 sono soppresse le parole
'che non sia stata causata da processi di crisi o di
ristrutturazione approvati dal CIPE o dal Ministero del
lavoro';
c) l'articolo 12 è abrogato;
d) dopo il quarto comma dell'articolo 15 è aggiunto il
seguente:
'5. Le somme impegnate o erogate a favore dell'Istituto
nazionale della previdenza sociale per le finalità di cui al
presente titolo, rimaste inutilizzate, potranno essere
riconosciute al medesimo Istituto a titolo di acconto per i
periodi di prosecuzione dei benefici'.
e) dopo il terzo comma dell'articolo 18 è aggiunto il
seguente:
'4. In caso di indebita applicazione di sgravi da parte
dei datori di lavoro si applicano le sanzioni civili e
amministrative previste dalla normativa nazionale in materia
di sgravi contributivi a carico dello Stato. I proventi
derivanti dall'applicazione delle sanzioni sono a beneficio
della Regione'.
2. L'Assessorato regionale del lavoro, della previdenza
sociale, della formazione professionale e dell'emigrazione è
autorizzato ad utilizzare gli stanziamenti di bilancio
previsti anche per le istanze di sgravio contributivo
presentate ai sensi dell'articolo 5 della legge regionale 7
agosto 1997, n. 30 e successive modifiche ed integrazioni,
anche se ricadenti negli esercizi finanziari pregressi.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:
Art. 15.
Sedi di coordinamento regionale
degli enti di formazione
1. Al comma 2 dell'articolo 48 della legge regionale 27
aprile 1999, n. 10 dopo le parole 'finanziamento decretato'
sono aggiunte le parole 'garantendo in tale ambito la
copertura finanziaria delle medesime sedi di coordinamento
regionale degli enti riconosciute con decreto dell'Assessore
regionale per il lavoro e la formazione professionale'.
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Cintola ed altri
l'emendamento 15.1 allegato.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
STANCANELLI, assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E'approvato)
Pongo in votazione l'articolo 15 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:
Art. 16.
Termine regolarizzazione istanze artigianato
1. Il termine previsto dall'articolo 26 della legge
regionale 17 marzo 2000, n. 8 per la regolarizzazione delle
istanze di contributo presentate negli anni precedenti,
considerato ordinatorio con il comma 3 dell'articolo 111
della legge regionale 7 maggio 2001, n. 6, si riferisce a
tutte le istanze presentate sino al 31 dicembre 2000.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:
Art. 17.
Assunzioni temporanee presso le Aziende sanitarie.
Priorità
1. Le disposizioni di cui all'articolo 41 della legge
regionale 7 agosto 1997, n. 30 si applicano anche alle
aziende Unità Sanitarie Locali.
Comunico che sono stati presentati gli allegati emendamenti:
- dall'onorevole Papania: emendamenti 17.1, 17.2, 17.3, 17.4 e
17.5;
- dagli onorevoli Leanza Vincenzo, Leontini, Croce e Antinoro:
emendamento 17.6.
Il parere del Governo sull'emendamento 17.1?
STANCANELLI, assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E'approvato)
Gli emendamenti 17.2, 17.3, 17.4 e 17.5 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 17.6 è improponibile.
Pongo in votazione l'articolo 17 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:
Art. 18.
Istituzione del Museo regionale di Arte
Moderna e Contemporanea
1. E' istituito in Palermo il Museo regionale di Arte
Moderna e Contemporanea con il compito di raccogliere,
conservare, valorizzare ed esporre le testimonianze materiali
della cultura visiva moderna e contemporanea, favorire la
ricerca, nonchè svolgere manifestazioni ed attività connesse.
2. Il Museo collabora con i Dipartimenti ed Istituti
universitari, nonchè con le istituzioni culturali di
rilevanza nazionale ed internazionale, mediante la stipula di
apposite convenzioni.
3. Il Museo ha autonomia scientifica, organizzativa,
amministrativa e finanziaria. L'autonomia finanziaria
comprende anche la gestione delle entrate che affluiscono al
bilancio dell'istituto, ad eccezione delle spese relative al
personale.
4. Con apposito regolamento saranno stabiliti gli organi,
l'ordinamento interno e le modalità di funzionamento del
Museo.
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Cracolici
l'emendamento 18.1, allegato.
CRACOLICI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 18.2,
allegato.
SPAMPINATO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPAMPINATO. Signor Presidente, faccio presente che non c'è
nessun impegno di spesa, si tratta soltanto di dare un
riconoscimento alla patria, Linguaglossa, di Francesco Messina, per
cui, oltre a New York, si crea una sessione distaccata a
Linguaglossa del Museo di arte moderna. Non c'è nessun impegno di
spesa, non c'è nessun onere; c'è solamente il riconoscimento
legislativo, da parte dell'Assemblea regionale siciliana, di un
proprio figlio, con una sede a Linguaglossa.
GRANATA, assessore per i beni culturali e ambientali e per la
pubblica istruzione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRANATA, assessore per i beni culturali e ambientali e per la
pubblica istruzione. Signor Presidente, in linea con quello che ha
detto l'onorevole Spampinato, il Governo ha ritenuto meritevole di
ripresentazione, infatti se ne è assunto l'onere, con una
formulazione del tutto diversa questo emendamento, che di fatto
introduce questa possibilità. Infatti, attraverso l'articolo 18 noi
facciamo un'operazione importante, cioè istituiamo la possibilità,
all'interno del territorio della Regione siciliana, di avere il
Museo di arte contemporanea, cosa preclusa da normative complesse,
sia regionali che nazionali, che limitavano l'intervento
dell'Assessorato dei beni culturali a materia che avesse almeno
cinquant'anni di anzianità.
L'avere voluto puntualizzare che una sezione staccata di questo
museo sarà dedicata a Francesco Messina non implica un eventuale
costo aggiuntivo all'articolo 18, sul quale non c'è, infatti,
copertura finanziaria, ma c'è una norma programmatica per cui la
Regione dice "aprendo il Museo di arte contemporanea e avendo
all'interno del territorio della Regione un testimone importante
dell'arte contemporanea, Francesco Messina, diamo già
programmaticamente la possibilità dell'apertura senza alcuna
copertura". Poi si potrà fare, ad esempio attraverso l'articolo 64
della finanziaria, senza alcun onere aggiuntivo per la Regione, così
come ormai è possibile, viste le recenti normative, anche attraverso
un protocollo d'intesa con il comune.
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dal Governo il
subemendamento 18.2.1 allegato. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 18.2, come modificato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 18, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:
'Art. 19.
Iniziative direttamente promosse
1. Il secondo comma dell'articolo 10 della legge regionale
5 marzo 1979, n. 16 è così sostituito:
'2. Per l'attuazione di dette iniziative l'Assessorato
regionale dei beni culturali ed ambientali e della pubblica
istruzione si può avvalere, oltre che dei propri organi
centrali e periferici, di istituti universitari specializzati
nei settori in cui rientrano le iniziative degli enti locali
e degli enti teatrali e lirici regionali'.'
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 20. Ne do lettura:
'Art. 20.
Interventi in favore dell'arte moderna e contemporanea
1. Al fine di diffondere e valorizzare le espressioni
dell'arte moderna e contemporanea in Sicilia, l'Assessorato
regionale dei beni culturali ed ambientali e della pubblica
istruzione è autorizzato a realizzare interventi di
valorizzazione, promozione e tutela della conoscenza
dell'arte moderna e contemporanea anche attraverso
dichiarazioni di importante carattere artistico delle opere
di architettura contemporanea espresse in base all'articolo
20 della legge 22 aprile 1941, n. 633.
2. Per le finalità del presente articolo è autorizzata,
per l'esercizio finanziario 2002, in termini di competenza e
di cassa, la spesa di 200 migliaia di euro.
3. All'onere di cui al comma 2 si provvede sia in termini
di competenza che di cassa a valere sulle disponibilità
dell'U.P.B. 9.3.1.1.2 (capitolo 376545).'.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 21. Ne do lettura:
'Art. 21.
Servizi aggiuntivi
1. Nelle more del materiale avvio dell'erogazione dei
servizi di assistenza culturale e di ospitalità previsti
dall'articolo 112 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n.
490 nelle strutture museali, bibliotecarie e archeologiche
regionali, l'Assessorato regionale dei beni culturali ed
ambientali e della pubblica istruzione ed i musei, gallerie,
biblioteche e soprintendenze dipendenti sono autorizzati a
stipulare accordi e convenzioni con ditte specializzate nei
settori indicati dal richiamato articolo 112, senza oneri
aggiuntivi per l'Amministrazione regionale.
2. Gli accordi e le intese di cui al primo comma
cesseranno con la consegna dei lavori previsti dai bandi in
corso e comunque non avranno effetto oltre il 31 dicembre
2002.'.
Comunico che all'articolo 21 è stato presentato dall'onorevole
Cracolici l' emendamento 21.1, allegato.
CRACOLICI. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, questo emendamento intende
sopprimere l'articolo 21 per una semplice ragione: quando è stato
predisposto il testo, cosiddetto che poi è andato a stralcio della
finanziaria, eravamo a fine anno 2001.
Siamo ad agosto 2002, ed in questa norma si prevede che il 31
dicembre 2002, comunque verrebbero a cessare gli effetti
dell'eventuale convenzione che si fa con soggetti in attesa della
pubblicazione dei bandi. Poichè siamo ad agosto, credo che lei i
bandi sia in grado già di pubblicarli; credo, quindi, che sia una
norma sostanzialmente inutile e ho ritenuto che sia più utile far
partire i servizi aggiuntivi così come prevede la norma, cioè
attraverso la pubblicazione dei bandi e l'affidamento in gara.
GRANATA, assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'osservazione dell'onorevole Cracolici ha un suo fondamento logico
perché egli non conosce il percorso dell'applicazione in Sicilia
della nostra Ronchey.
E' stato un percorso molto accidentato, ma è arrivato alla
conclusione perché proprio in questi giorni sono in corso, con la
famosa "stazione unica" che abbiamo costituito ante litteram
rispetto alla legge sugli appalti, le aggiudicazioni dei servizi.
Cosa succede? Che dall'aggiudicazione dei servizi alla
materiale erogazione degli stessi passerà un lasso di tempo di
almeno quattro, cinque mesi nei quali i musei siciliani, i parchi
archeologici siciliani si trovano nelle condizioni di non potere
neanche vendere le proprie pubblicazioni.
La norma in oggetto, invece, cosa crea? Crea, nelle more
dell'applicazione dei servizi, la possibilità di dare quei servizi
minimali che impediscano a turisti, operatori culturali o peggio
alla stampa di continuare ad occuparsi, questa volta a sproposito,
del nostro sistema dei beni culturali per dire che è arretrato
rispetto alle grandi innovazioni legate ai servizi aggiuntivi del
resto d'Europa, del resto del mondo.
Quindi, serve concretamente soltanto a dare la possibilità ai
direttori dei musei e dei parchi di potere stipulare delle semplici
convenzioni, ad esempio con degli editori, per potere vendere delle
pubblicazioni ricavandone in percentuale, senza nessun aggravio di
spesa per l'amministrazione, ma anzi con un introito per le
amministrazioni sia dei musei che dei parchi archeologici.
E' una norma non solo priva di spesa, ma che crea subito la
possibilità di un servizio che, comunque, poi, entro il 31 dicembre,
anzi prima, sarà sostituito da chi arriverà e prenderà materialmente
possesso della gara di appalto che si è aggiudicato.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 21.2.
Il parere del Governo è contrario. Il parere della
Commissione?
ANTINORO, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 21.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico, altresì, che è stato presentato dagli onorevoli Dina
ed altri l'emendamento 21.1, allegato.
Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
ANTINORO, presidente della commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Invito il deputato segretario a dare lettura dell'articolo 22.
BURGARETTA APARO , segretario.
Art. 22.
Targa Florio
1. Quale riconoscimento per il contributo dato dalla Targa
Florio alla positiva diffusione dell'immagine della Sicilia
nel mondo, la manifestazione automobilistica 'Targa Florio',
ideata nel 1906 da Vincenzo Florio, è dichiarata patrimonio
storico-culturale della Regione siciliana.
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'articolo 22 affinché resti agli atti che c'è stata una
discussione su questo articolo.
Io avevo proposto che si andasse oltre alla semplice
dichiarazione di importanza storico-culturale dell'evento della
Targa Florio, quindi, come patrimonio storico-culturale della
Sicilia.
L'ultima edizione della Targa Florio ha realizzato forse nella
storia dell'umanità il numero più alto di spettatori, oltre
seicentomila persone. Credo sia un evento sportivo irripetibile, da
questo punto di vista.
Tuttavia, nel corso degli anni, la Targa Florio è venuta
perdendo un po' non solo le originarie caratteristiche sul piano
sportivo, ma è venuta perdendo anche interesse poiché non c'è stata,
anche sul piano sportivo, un'adeguata promozione da parte delle
istituzioni sportive nazionali, europee ed internazionali, ma anche
non ci sono state adeguate promozioni da parte della stessa Regione
siciliana.
Tutto poi è stato affidato solo alla Provincia, all'Aci di
Palermo che pare essere titolare del marchio 'Targa Florio', dico
pare essere perché c'è anche qui una discussione sull'effettiva
proprietà del marchio 'Targa Florio'.
Tutto si è ridotto quindi ad una promozione della Provincia,
dell'Aci o dei sei comuni attraversati dal circuito.
Allora io credo che il dichiarare oggi la Targa Florio
patrimonio storico-culturale di questa Regione è un primo passo
perché l'altro, se vogliamo dare senso a questa norma, sia subito un
intervento attivo, innanzitutto sul piano sportivo.
L'obiettivo deve essere quello di riportare la Targa Florio,
intanto, come tappa del rally mondiale, non a fine campionato, ma
agli inizi del campionato, perchè a fine campionato non interessa
nessuno.
In secondo luogo bisogna costruire attorno al percorso della
targa Florio altri eventi sportivi durante l'anno; in terzo luogo
esiste il progetto di Velodromo attorno alle tribune e anche questa
è un'ipotesi che va presa in dovuta considerazione; in quarto luogo
esiste la necessità di creare un'offerta turistica integrata, in
termini ricettivi e in termini di emergenze ambientali e
paesaggistiche, attorno al circuito.
Tutto questo presuppone una legge a parte, a mio avviso, con
una sua dotazione finanziaria e con la individuazione di strumenti
attuativi poi delle politiche di valorizzazione della targa Florio e
del circuito della targa Florio.
Su questo il Governo dovrebbe assumere degli impegni e mi
auguro che lo faccia anche qui nel corso di questa seduta del
Parlamento.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 22.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 23. Ne do lettura:
Art. 23.
Norme in materia di personale degli enti regionali
lirici e sinfonici
1. Al fine di non disperdere il patrimonio di
professionalità formatesi all'interno degli enti regionali
lirici e sinfonici, nella prima applicazione della presente
legge, i posti vacanti e disponibili alla data di entrata in
vigore della presente legge son conferiti al personale
interno mediante procedura selettiva riservata.
2. I posti ancora disponibili successivamente al
completamento della procedura di cui al comma 1 sono
conferiti mediante concorso per esami teorico-pratici al
quale è ammesso a partecipare il personale stagionale assunto
con contratto a termine che abbia prestato servizio nella
medesima qualifica per almeno tre stagioni teatrali, anche
non consecutive, alla data del 31 dicembre 2001.
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Signor Presidente, l'articolo 23 regolerebbe
norme in materia di personale degli enti regionali lirici e
sinfonici, è un articolo che il Governo ritiene di dover ritirare
nella sua integrità.
PRESIDENTE. Lei ha anticipato una decisione della Presidenza che
stava per dichiarare improponibile l'articolo 23.
L'articolo 23 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'articolo 24. Ne do lettura:
Art. 24.
Teatro Stabile di Catania
1. Il contributo in favore dell'associazione 'Ente Teatro
Stabile di Catania' di cui alla tabella H della legge 26
marzo 2002, n. 2 (U.P.B. 9.3.1.3.6 - capitolo 377314) è
elevato, per l'esercizio finanziario 2002, a 2.500 migliaia
di euro. Il contributo di cui al presente articolo può
essere destinato al ripianamento dei disavanzi degli esercizi
finanziari precedenti.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2002, la spesa, in termini di
competenza, di 1.053 migliaia di euro, cui si fa fronte con
parte delle disponibilità dell'U.P.B. 4.2.1.5.2 - capitolo
215704 - codice 1001 ed in termini di cassa di 500 migliaia
di euro cui si fa fronte con parte delle disponibilità
dell'U.P.B. 4.2.1.5.1 - capitolo 215711.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 25. Ne do lettura:
Art. 25.
Teatro Vittorio Emanuele di Messina
1. Il contributo in favore dell'Ente autonomo Teatro
Vittorio Emanuele di Messina di cui alla tabella H della
legge 26 marzo 2002, n. 2 (UPB 9.3.1.3.6 - capitolo 377317) è
rideterminato, per l'esercizio finanziario 2002, in 6.000
migliaia di euro.
2. Per le finalità del comma 1, è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2002, la spesa in termini di
competenza di 561 migliaia di euro, cui si fa fronte con
parte delle disponibilità dell'UPB 4.2.1.5.2 - capitolo
215704 - codice 1001, ed in termini di cassa di 200 migliaia
di euro cui si fa fronte con parte delle disponibilità
dell'U.P.B. 4.2.1.5.1 capitolo 215711.
TUMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TUMINO. Signor Presidente, mi pare che la copertura finanziaria
sia assolutamente irrisoria rispetto all'entità di 6 milioni di
euro.
PRESIDENTE. Onorevole Tumino, bisogna precisare che non è un
incremento di 12 miliardi, viene portata la cifra esistente a 12
miliardi; quindi il reale incremento è inferiore alla cifra di 6
milioni di euro.
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Signor Presidente, dopo avere tolto una parte
del finanziamento stabilito dalla legge, abbiamo restituito
reintegrando nei 12 miliardi del finanziamento al Teatro Vittorio
Emanuele.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Pongo in votazione
l'articolo 25. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 26. Ne do Lettura:
TITOLO III
PROVVEDIMENTI IN MATERIA DI ISTRUZIONE
Art. 26.
Formazione dei docenti di sostegno
1. Al fine di garantire, nella Regione siciliana, la
copertura dei posti di docenti di sostegno con personale in
possesso di formazione specifica, è autorizzata per l'anno
2002 l'istituzione di n. 20 corsi di specializzazione per
insegnanti di sostegno.
2. Il numero dei posti riservati per l'accesso ai corsi è
definito d'intesa con il Ministero dell'Istruzione,
dell'Università e della Ricerca sulla base delle esigenze
individuate dall'Ufficio scolastico regionale e dall'offerta
potenziale comunicata dalle Università.
3. I corsi avranno la durata di sei mesi (600 ore) e
saranno riservati ai docenti abilitati, sprovvisti del titolo
specifico, e che entro l'anno scolastico 1999/2000 siano
stati impegnati per almeno 200 giorni nel servizio di
sostegno.
4. I corsi di specializzazione suddetti saranno gestiti
direttamente dalle Università che vi potranno provvedere
anche mediante convenzione con l'I.R.R.E. (Istituto regionale
per la ricerca educativa).
5. Al termine dei relativi corsi il personale delle
istituzioni scolastiche consegue l'abilitazione all'attività
didattica di sostegno ai sensi dell'articolo 14 comma 2 della
legge 5 febbraio 1992, n. 104.
6. Il costo dei suddetti corsi sarà coperto dal pagamento
dalla tassa di iscrizione e di frequenza stabilito in accordo
alla vigente legislazione di settore, con apposito successivo
provvedimento assessoriale.
Comunico sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Tumino: emendamento 26.1;
- dagli onorevoli Fratello, Leanza Nicola, Ardizzone, Franchina
e Dina: emendamento 26.3;
- dagli onorevoli Franchina, Fratello, Dina, Lo Monte e Leanza
Vincenzo: emendamento 26.2;
- dagli onorevoli Leanza Vincenzo, Leontini, Croce e Antinoro:
emendamento 26.4.
TUMINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TUMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, considero questo
articolo improponibile in quanto prevede l'istituzione di corsi per
formare personale insegnante che sia di sostegno ad alunni portatori
di handicap.
Questa competenza è in atto competenza esclusiva dello Stato e
la Regione non può intervenire, se non limitatamente alle scuole
regionali, mentre quello che si vuole approvare è qualcosa che ha
rilievo su tutte le scuole dello Stato.
E mi sembra delicata la questione perché un insegnante esce da
un corso di questo tipo, convinto di avere titolo per insegnare in
tutte le scuole statali e invece si trova il titolo limitato solo
alle scuole regionali, credo sia dannoso sul piano dei diritti
personali, dei diritti soggettivi.
Inoltre mi sembra che questo articolo preveda un meccanismo che
si presta a intervenire in un campo dove già in ampia parte il
Ministero della pubblica Istruzione è intervenuto. Con apposita
ordinanza il Ministero per l'università, la ricerca e l'istruzione
ha previsto che per le scuole superiori saranno indetti corsi di
abilitazione all'attività di insegnante di sostegno per conto dello
Stato. Mi sembra una ingerenza inopportuna in questo campo e invito
l'Aula a non accettare l'articolo 26.
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e la pubblica
istruzione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e la pubblica
istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la materia
dell'articolo 26 è particolarmente complessa. Di fatto, la ragione
della proposizione di questo articolo non è assolutamente in linea
con le considerazioni qui esposte correttamente dall'onorevole
Tumino.
Si tratta di personale non della Regione, ma di personale
abilitato all'insegnamento che, in un lasso di tempo ben determinato
e per un numero minimo di giorni, ha già svolto ampiamente tirocinio
di fatto all'interno delle scuole attraverso una concreta
applicazione di professionalità nel sostegno ad alunni svantaggiati.
Di fatto, in Sicilia abbiamo una sorta di doppio binario:
abbiamo cioè da una parte insegnanti abilitati che svolgono
insegnamento di sostegno chiamati dai Provveditorati per supplenza;
abbiamo anche dei corsi che specializzano insegnanti i quali, il più
delle volte, abilitati non sono, anche attraverso dei corsi che
continueranno a seguire la loro strada, e che formano delle
professionalità legate al sostegno stesso.
L' indicazione precisa del Ministro Moratti attraverso una
propria circolare è quella di salvaguardare tali professionalità, in
tutta Italia, attraverso l'attivazione di corsi analoghi a quelli
che noi stiamo attivando e per i quali c'è già un protocollo
d'intesa con il Ministero. Infatti i corsi vengono gestiti
interamente dalle Università.
Quindi stiamo attivando la determinazione di corsi che
parallelamente si svolgeranno in tutto il resto del Paese, riservati
a docenti abilitati, quindi provvisti di titolo di abilitazione ma
sprovvisti della specializzazione anche per meccanismi - sui quali
poi, in altra sede, potremo anche aprire un dibattito in Parlamento
- di accesso a questi corsi di specializzazione, i quali entro
l'anno scolastico 1999-2000 abbiano fatto almeno duecento giorni di
sostegno. Cioè di fatto abbiano svolto il tirocinio che richiede la
circolare ministeriale all'interno della scuola pubblica.
Ciò significa che noi, attivando questo meccanismo che non
richiede alcuna copertura finanziaria da parte della Regione, perché
i corsisti pagheranno direttamente le tasse di frequentazione dei
corsi alle Università ed in particolar modo all'Istituto regionale
per la ricerca educativa che li gestirà, creeremo la possibilità di
dare a questi insegnanti abilitati, per questa via indetta dalla
Regione, la specializzazione in sostegno.
Faccio anche un'altra valutazione: l'offerta, per quanto
riguarda il sostegno in Sicilia, è molto più vasta della domanda,
cioé succede che spesso non si possono dare a studenti portatori di
handicap o comunque bisognosi di sostegno perché non esistono, non
ci sono insegnanti di sostegno. Quindi, di fatto, voglio fare
un'ultima annotazione al Parlamento: non solo abbiamo un protocollo
di intesa con il Ministero, e c'è un accordo con il Ministero in
questa direzione, non solo questo corso di abilitazione sarà gestito
interamente dalla mano pubblica attraverso le Università, ma
attiveremo una ovvia specializzazione in soggetti che da anni
svolgono questo ruolo, ma non hanno avuto la fortuna di accedere,
spesso a pagamento, anzi sempre a pagamento, a corsi gestiti nella
maggior parte dei casi molto bene e in modo trasparente, in altri
casi un po' meno bene, in modo un po' meno trasparente sia
nell'accesso che nella gestione da enti privati.
Questa è la ratio dell'articolo al quale devo aggiungere
un'ultima considerazione, altrimenti faccio ostruzionismo a me
stesso Spesso succede che questi insegnanti abilitati che hanno a
sostegno alunni per due, tre anni si vedono tolto il soggetto al
quale provvedono al sostegno perché arriva colui il quale ha avuto,
attraverso il corso di specializzazione, l'accesso alla graduatoria
e quindi sradicando questo bambino, particolarmente bisognoso di un
sostegno continuativo con la stessa figura, e affidandolo ad altro
insegnante.
E' una norma che ha un accordo con il Ministero, che serve a
dare a un segmento di disoccupazione sostanziale, ma di insegnanti
abilitati, la possibilità di accedere pienamente al mondo
dell'insegnamento del sostegno. Credo che non ci siano
controindicazioni perché, qualora dovessero essere sollevate
problematiche relative ad eventuale incompatibilità da parte del
Parlamento per poter legiferare in questa direzione, sarebbe in
contraddizione con il fatto che questi stessi corsi sono attivati
dal Ministero sull'intero territorio nazionale e verranno gestiti,
comunque, dalle regioni. Per essere chiari, anche alla luce di ciò
che sta avvenendo per la riforma delle competenze legate alla
formazione del personale attraverso la modifica dell'articolo 5
della Costituzione.
FRANCHINA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FRANCHINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a difesa di
quanto ha detto l'Assessore voglio chiarire un altro punto
importante. Praticamente, finora, lavorano docenti senza titolo di
specializzazione, quindi non hanno quella professionalità specifica
sui bisogni dei ragazzi. Questo è sicuramente dare professionalità
a chi deve svolgere un lavoro reale; tra l'altro, si tratta di
ragazzi portatori di handicap che hanno bisogno veramente. Secondo
me è una norma che deve passare, proprio perché se ne comprende
l'importanza, stiamo parlando di ragazzi portatori di handicap non
di ragazzi normali. Tra l'altro, io avevo predisposto un
emendamento, lo dico adesso anziché dirlo dopo, noi abbiamo posti in
deroga in Sicilia. Questo significa che ci sono più posti di
sostegno rispetto a quelli che abbiamo negli organici, in poche
parole alla fine si trova una graduatoria che si esaurisce.
Allora, a questo punto, è successo l'anno scorso, che i dirigenti
scolastici danno l'incarico dopo il 31 dicembre perchè fino a quella
data sono i provveditorati. Di conseguenza, non basta avere 200
giorni, assessore, perchè troveremmo pochi docenti. E siccome questo
è successo già dall'anno scorso, ho fatto un calcolo in base al
quale da gennaio fino a giugno sono 150 giorni. Da ciò deriva la
mia proposta di abbassare il limite da 200 a 150 giorni. Si tratta
di un motivo tecnico che dà la possibilità di attivarsi nei
confronti di questi ragazzi.
TURANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO. Signor presidente, onorevoli colleghi, l'intervento
dell'onorevole Franchina e le precisazioni che fa reso poc'anzi
l'Assessore mi hanno fatto sorgere qualche dubbio: vorrei capire se
vanno nella direzione di garantire la risoluzione di un problema
vecchio nel tempo o se riguardano, invece, nuovi soggetti.
In buona sostanza, l'emendamento dell'onorevole Franchina, che
è stato appena illustrato, vuole ridurre i giorni da 200 a 150; le
precisazioni che ha fornito l'Assessore servivano per rassicurare
l'Aula sul fatto che si tratta di soggetti che già da parecchi anni
svolgono questo lavoro. Si tratta di aspetti su cui, a mio parere,
dobbiamo riflettere. Assessore, io sul corso di formazione ho delle
riserve, non foss'altro perchè prima la Regione aveva potestà
esclusiva per organizzare corsi di formazione, ma, in seguito, è
stata, di fatto, spogliata di tale potestà che è passata al
ministero e per esso ai rettorati.-
Mi chiedo dunque: i ragazzi che hanno frequentato il corso di
sostegno ma non hanno l'abilitazione, quali prospettive di lavoro
hanno? L'Assessore è in grado di specificare se escono dal mercato
per dare spazio ad alri soggetti oppure c'è spazio anche per loro?
Questa è una precisazione che l'Assessore dovrebbe rendere
all'Aula - se è in grado di farlo - e dovrebbe specificare meglio se
si tratta di vecchi precari che da vent'anni lavorano nel mondo
della scuola, abilitati e che non hanno frequentato il corso di
sostegno, o se si tratta di nuovi soggetti entrati da poco e che con
questo escamotage, di fatto, vengono assunti a tempo indeterminato a
danno di altri che avranno fatto dei corsi per insegnanti di
sostegno e avranno, magari, pure pagato, spendendo bene il loro
tempo, per garantire un servizio alla Sicilia.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor presidente, onorevoli colleghi, volevo
osservare che la Commissione bilancio aveva proposto il ritiro di
questo articolo. E le parole dell'Assessore sono molto convincenti
nel senso che vanno nella direzione di un rinvio di questo articolo
ad un apposito disegno di legge.
Si potrebbe creare nella Regione siciliana la situazione
singolare in cui diversi enti preparano con la stessa qualifica e
sullo stesso argomento; vero è che, come dice l'Assessore, c'è tale
esigenza, tant'è che in molte province non sono stati in grado di
coprire i posti vacanti per gli insegnanti di sostegno in quanto
mancano coloro che hanno una anzianità di almeno due anni; ma è
anche vero che qui non viene disciplinata la modalità di svolgimento
dei corsi. Pertanto, ci potrebbero essere le SISI che li organizzano
con modalità diverse in alcune realtà su mandato delle università e
noi che li organizziamo per una fascia di soggetti che hanno
compiuto un certo numero di ore.
Questa è quindi una materia che andrebbe inquadrata all'interno
dei trasferimenti di competenza dello Stato con le Regioni.
L'articolo V della Costituzione dice che tale materia può
andare alle regioni, ma lo Stato deve trasferire le risorse.
Allora, a mio avviso, l'Assessore prima dovrebbe fare un
protocollo d'intesa col ministero e poi stabilire chi dovrà
organizzare i corsi. Ho qualche perplessità in ordine al fatto che
i corsi siano autofinanziati attraverso le rette o i contributi
degli stessi utenti, e tutto ciò non è disciplinato in questo
disegno di legge. Noi non sappiamo quanto deve pagare e se è vero
che gli enti che li hanno organizzati fino ad ora hanno fatto pagare
circa ottomilioni e mezzo ad ogni candidato. Vorrei capire dunque la
posizione del Governo al riguardo. Rinvia questo aspetto economico
ad un regolamento?
Credo la materia dei corsi di sostegno vada affrontata in
maniera organica. Pertanto, siamo assolutamente contrari che venga
affrontata in questo disegno di legge.
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Signor presidente, onorevoli colleghi, lo
spirito dell'articolo 26 nasce non casualmente. Molti degli
interventi, non ultimo quello dell'onorevole Barbagallo, ha colto il
punto della questione e cioè che di fronte ad una domanda importante
di insegnamento di sostegno, i docenti che fuoriescono da corsi di
specializzazione, e non voglio soffermarmi su questo aspetto, sono
inferiori alla domanda.
Il Ministero con il quale in Conferenza Stato-Regione e con una
concertazione permanente ha già emanato un'attivazione di corsi che
hanno le stesse e identiche caratteristiche e cioè le tasse dei
corsi le stabiliscono gli stessi organismi, perché l'I.R.R.E non è
altro che un Istituto che gestisce, attraverso le università, questi
corsi e, quindi, il parametro sarà univoco sull'intero territorio
nazionale e senza un aggravio di spesa per le casse della Regione.
A cosa serve questo provvedimento e questo articolo, sul quale
il Parlamento può liberamente esprimersi? Serve a dare la
possibilità di accedere al titolo di specializzazione a soggetti che
sul campo hanno già svolto un tirocinio certo, all'interno della
scuola pubblica, e che allo stesso tempo, fatto non irrilevante,
sono insegnanti abilitati da anni. Non sono soggetti, come a volte
avviene, che escono con il sostegno e la specializzazione e non
hanno mai fatto un giorno soltanto in una scuola pubblica e non sono
neanche abilitati, se dobbiamo radicalizzare il ragionamento e
soffermarci su quali sono le motivazioni a favore e quali contro.
Dato che l'intervento è assolutamente non preclusivo per le sue
potenzialità - attraverso le specializzazioni che fuoriescono dai
corsi gestiti da enti privati bene organizzati e gestiti - serve
solo a garantire, dal prossimo anno scolastico, la possibilità ai
disoccupati intellettuali e cioè agli insegnanti abilitati la
possibilità di accedere ad un mercato del lavoro già esistente. E
noi invece così lo precludiamo se non facciamo questo passaggio,
senza peraltro avere alcun aggravio di spesa.
Questa è la posizione del Governo. Penso che siano
sufficientemente chiari i termini della questione. Nessuno qui
intende istituire nuovi corsi di specializzazione, si sta parlando
unicamente di insegnanti abilitati che hanno svolto un congruo
tirocinio all'interno della scuola pubblica e che possono, con un
ulteriore corso a loro spese, gestito dall'università e cioè dalla
mano pubblica, fare l'insegnante di sostegno.
Questa è la materia dell'articolo.
PISTORIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PISTORIO. Signor presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
fare una semplice richiesta all'Assessore. Onorevole Granata, visto
che ormai dal dibattito il tema è stato enucleato con grande
chiarezza, potrei sapere, visto che non conoscevo nulla di questa
disposizione, i contenuti numerici non degli aspiranti, ma dei
soggetti già individuati e perché ci si limita all'anno 1999/2000?
FRANCHINA. C'è un emendamento a questo proposito.
PISTORIO. No, l'emendamento viene dopo.
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Ci si riferisce al 1999/2000 per quel
contingente abilitato già nel 1999/2000 e che ha svolto almeno il
periodo minimo richiesto, ma che può essere anche modificato, perché
la platea degli aspiranti si dilata o si comprime tra i 150 e i 300
a seconda che si parli dei giorni di cui stiamo ragionando.
Non è che noi stiamo dando, attraverso questi corsi, a questi
soggetti uno stipendio in prospettiva, stiamo dando la possibilità
di avere la specializzazione per accedere, attraverso le graduatorie
ad una domanda che sul mercato esiste. Quindi, di fatto, diamo loro
il titolo, senza alcun costo aggiuntivo.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non intervengo
nel merito del testo, volevo soltanto chiedere al Governo, visto che
c'è un impegno di carattere informale assunto con i capigruppo, di
affrontare tutta la questione che riguarda la formazione, la scuola,
il diritto allo studio e nei primi giorni del mese di settembre se
non ritenga opportuno rinviare questo argomento anche nell'ambito
della discussione generale che riguarda la formazione, la scuola, il
diritto allo studio, visto che, come sa l'assessore Granata,
affronteremo il buono-scuola per i primi di settembre. Inviterei
quindi il Governo ad unificare all'interno di un testo organico
questo articolo.
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Signor Presidente, onorevoli colleghi, forse
per la complessità indiscussa dell'argomento che trattiamo, anche se
comunque è stato abbastanza chiaramente delineato, intravedo una
diffidenza se così la vogliamo definire, è detto in maniera non
malevola, ma una diffidenza del Parlamento verso questa
articolazione. Credo dunque sia importante dare un segnale
importante ad una fascia piuttosto ampia di disoccupazione
intellettuale. E una volta tanto anche un intervento, lasciatemelo
dire per certi versi di moralizzazione di un settore, deve essere
chiaro perchè intravedo nelle critiche un'ampia percentuale di buone
ragioni. Tuttavia, penso ci sia dnche qualche preoccupazione di
troppo rispetto ad analoghi metodi di formazione dei docenti di
sostegno realizzati attraverso i corsi di specializzazione.
Onorevoli colleghi, dal momento che stiamo cercando di chiudere
questa sessione d'Aula nel modo più sereno possibile, eviterò le
polemiche e il protrarsi di questo tipo di osservazioni e - come
suggerito dall'onorevole Speziale - rinvierò questo articolo al
disegno di legge quadro sulla scuola. Pertanto, l'articolo 26 è
ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'articolo 27. Ne do lettura:
"Art. 27.
Interventi nel settore dell'edilizia scolastica
1. Le disposizioni dell'articolo 6, commi 2 e 4, della
legge regionale 17 marzo 2000, n. 8, nonchè dell'articolo 9
commi 3 e 4 della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6 non si
applicano agli impegni di spesa scaturenti dall'applicazione
della legge regionale 9 agosto 1988, n. 15, relativi agli
interventi nel settore di edilizia scolastica per i quali
alla data del 31 dicembre 2001 gli enti obbligati risultino
in possesso del progetto esecutivo per il quale siano state
già avviate le procedure previste per l'utilizzo del relativo
finanziamento".
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 28. Ne do lettura:
"Art. 28
Modifica dell'articolo 77 della legge regionale
10 dicembre 2001, n. 21
1. All'articolo 77 della legge regionale 10 dicembre 2001,
n. 21 è aggiunto il seguente comma:
'Nell'ipotesi di mancata costituzione dei consorzi
universitari, il contributo può essere erogato direttamente
alla provincia regionale che gestisce corsi di studio
universitari'.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 29. Ne do lettura:
"Art. 29.
Tassa rifiuti solidi urbani
1. Alla fine del comma 2 dell'articolo 6 della legge
regionale 3 maggio 2001, n. 6 sono aggiunte le parole 'gli
istituti regionali di cui all'articolo 1 della legge
regionale 5 settembre 1990, n. 34 e successive modifiche ed
integrazioni".
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 30. Ne do lettura:
"Art. 30.
Collegio revisori conti istituzioni
scolastiche
1. All'articolo 79 della legge regionale 3 maggio 2001, n.
6 dopo le parole 'L'assegnazione è operata dall'Assessorato
competente' sono aggiunte le seguenti 'Nel caso di mancata
designazione o di mancata intesa tra gli Enti Locali deputati
alla designazione medesima, la nomina è autonomamente
disposta dall'Assessore regionale per i beni culturali ed
ambientali e per la pubblica istruzione'.
2. All'articolo 79 della legge regionale 3 maggio 2001, n.
6 le parole 'i compensi da corrispondere al presidente ed ai
componenti del collegio sono rideterminati con decreto del
Presidente della Regione previa delibera della Giunta
regionale' sono sostituite dalle seguenti 'Il compenso
annuale da corrispondere al Presidente ed ai componenti del
collegio è determinato, nell'ambito delle somme già destinate
alle istituzioni scolastiche, rispettivamente in euro 1810 e
1550 comprensivo degli oneri previdenziali, assistenziali ed
erariali previsti dalla normativa vigente'".
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 31. Ne do lettura:
"Art. 31.
Opere Universitarie
1. Il contributo in favore delle Opere Universitarie
di cui alla tabella H della legge regionale 26 marzo 2002, n.
2, (U.P.B. 9.2.1.3.5 - capitolo 373312) è elevato, per
l'esercizio finanziario 2002 a 15.330 migliaia di euro.
2. Per le finalità del comma 1 è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2002, la spesa, in termini di
competenza, di 5.000 migliaia di euro, cui si fa fronte con
parte delle disponibilità dell'U.P.B. 4.2.1.5.2 - capitolo
215704 - codice 1001 ed in termini di cassa di 5.000 migliaia
di euro cui si fa fronte con parte delle disponibilità
dell'U.P.B. 4.2.1.5.1 - capitolo 215711".
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 32. Ne do lettura:
"Art. 32.
Istituto superiore di Catania per la
formazione di eccellenza
1. E' autorizzata nell'esercizio finanziario 2002 la spesa
di 5.165 migliaia di euro in termini di competenza ed in
termini di cassa per il versamento al fondo consortile
dell'Istituto superiore di Catania per la formazione di
eccellenza del contributo dovuto dalla Regione siciliana
quale socio fondatore del Consorzio.
2. All'onere di cui al comma 1 si provvede in termini di
competenza con parte delle disponibilità dell'U.P.B.
4.2.1.5.2 (capitolo 215704 - codice 1006) ed in termini di
cassa con parte delle disponibilità dell'U.P.B. 4.2.1.5.1
(capitolo 215711)".
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 33. Ne do lettura:
"Art. 33.
Abrogazione e modifiche di norme
1. La lettera b) dell'articolo 4 della legge regionale 11
aprile 1981, n. 61 è sostituita dalla seguente:
'b) dal Sovrintendente ai beni culturali e ambientali di
Ragusa o da un suo delegato;
2. Le lettere c) e g) dell'articolo 4 della legge
regionale 11 aprile 1981, n. 61 sono abrogate.
3. Sono abrogati il punto 3) del comma 2 e il comma 4
dell'articolo 6 della legge regionale 1 agosto 1977, n. 80.
4. L'articolo 7 della legge regionale 27 aprile 1999, n.
10 è così sostituito:
'Art. 7. - 1. Il 30 per cento dei proventi derivanti
dalla vendita dei biglietti d'accesso ai musei, gallerie ed
alle zone archeologiche e monumentali regionali è
direttamente versato, con cadenza trimestrale, ai comuni, o
alle associazioni di comuni, nel cui territorio gli stessi
beni ricadono, e che partecipino alla gestione con la
fornitura di beni e servizi, sulla base di apposite
convenzioni stipulate con l'Assessorato regionale dei beni
culturali ed ambientali e della pubblica istruzione.'.
5. L'articolo 4 della legge regionale 6 maggio 1981, n.
85 è così sostituito: 'Per la concessione dei contributi di
cui all'articolo precedente, il legale rappresentante di ogni
istituzione scolastica dovrà presentare entro il 30 maggio di
ogni anno all'Assessore regionale per i beni culturali ed
ambientali e per la pubblica istruzione apposita domanda
corredata da un dettagliato programma di attività didattica
integrativo o di educazione degli adulti, regolarmente
approvato dai competenti organi collegiali, e accompagnato da
un preventivo di spesa'.
6. La lettera b) del comma 2 dell'articolo 26 della legge
regionale 26 novembre 2000, n. 24 è sostituita con la
seguente: 'b) tre componenti designati dalla competente
azienda USL, specializzati in medicina del lavoro, in
medicina legale ed in medicina fisica e riabilitazione".
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Stancanelli e Cuffaro: emendamento 33.1;
- dal Governo: emendamenti 33.2, 36.6.1, 33.6 e 33.13;
- dagli onorevoli Fleres, Catania G. e Maurici: emendamento
33.3;
- dall'onorevole Formica: emendamento 33.4;
- dall'onorevole Pagano: emendamento 33.5;
- dall'onorevole Crisafulli: emendamento 33.7;
- dagli onorevoli Zago, Giannopolo e Speziale: emendamento
33.8;
- dall'onorevole Cracolici: emendamenti 33.9 e 33.10;
- dall'onorevole Antinoro: emendamento 33.11;
- dall'onorevole Turano: emendamento 33.14.
- dalla Commissione: emendamento 33.13.
L'emendamento 33.1 è dichiarato improponibile.
Si passa all'emendamento 33.2.
Lo pongo in votazione. chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 33.3 è ritirato per essere trasformato in ordine
del giorno.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 33.4 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 33.5 è dichiarato improponibile.
Si passa al subemendamento 33.6.1.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 33.6 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 33.7 e 33.8 sono dichiarati improponibili.
L'emendamento 33.9 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 33.10.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 33.11 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 33.12 è dichiarato improponibile.
Si passa all'emendamento 33.13.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 33 bis è dichiarato improponibile.
Comunico che sono sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dal Governo: emendamenti 33.14.R e 33.15;
- dalla Commissione: emendamento 33.14.
Si passa all'emendamento 33.14.R.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 33.14 è superato.
Si passa all'emendamento 33.15.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato l'emendamento 10.R che viene
trasformato in ordine del giorno.
Comunico altresì che sono stati presentati seguenti
emendamenti:
- dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici,
Crisafulli e Vicari: emendamento 9.1;
- dagli onorevoli Crisafulli e Cintola: emendamento 9.2;
- dagli onorevoli Fleres e Crisafulli: emendamento 9.3;
- dalla Commissione: emendamento 9.4;
- dagli onorevoli Croce e Capodicasa: emendamento 9.5.
Si passa all'emendamento 9.1, degli onorevoli Fleres ed altri.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 9.2, degli onorevoli Cintola e
Crisafulli.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 9.3, degli onorevoli Fleres e
Crisafulli.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 9.4 e 9.5 sono dichiarati superati.
Onorevoli colleghi, avverto che gli emendamenti originariamente
presentati al disegno di legge n. 459/A "Variazioni al bilancio
della Regione ed al bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali
della Regione siciliana per l'anno finanziario 2002 e prime misure
salva deficit", vengono trasferiti al disegno di legge in esame.
Si passa all'emendamento 33.16 del Governo.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Sospendo la seduta per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.20, è ripresa alle ore
18.23).
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento
33.17.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 33.12 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 9 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 34. Ne do lettura:
"Art. 34.
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
farla osservare come legge della Regione".
Avverto che la votazione finale del disegno di legge n.
298.5/A avverrà successivamente.
Sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.25, è ripresa alle ore 18.31).
Presidenza del vicepresidente Fleres
RIPRENDE IL SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE
"VARIAZIONI AL BILANCIO DELLA REGIONE ED AL BILANCIO DELL'AZIENDA
DELLE FORESTE DEMANIALI DELLA REGIONE SICILIANA PER L'ANNO
FINANZIARIO 2002 E PRIME MISURE SALVA DEFICIT" (N. 459/A)
PRESIDENTE. Si riprende il seguito della discussione del disegno
di legge: "Variazioni al bilancio della Regione ed al bilancio
dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione siciliana per
l'anno finanziario 2002 e prime misure salva deficit" (n. 459/A).
Invito i componenti la Commissione legislativa "Bilancio" a
prendere posto al banco delle commissioni.
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
Art. 7.
Variazioni allo stato di previsione dell'entrata del
bilancio della Regione
1. Nello stato di previsione dell'entrata del bilancio
della Regione per l'esercizio finanziario 2002 sono
introdotte le variazioni di cui all'annessa tabella 'A'.
Sospendiamo l'esame dell'articolo 7 per passare alla Tabella A.
Pongo in votazione la Tabella A.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione l'articolo 7.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura.
Art. 8.
Variazioni allo stato di previsione della spesa del
bilancio della Regione
1. Nello stato di previsione della spesa del bilancio
della Regione per l'esercizio finanziario 2002 sono
introdotte le variazioni di cui all'annessa tabella 'B'.
Sospendiamo l'esame dell'articolo 8 per passare alla Tabella B.
Comunico che alla Tabella B è stato presentato dal Governo
l'allegato emendamento 9 quater.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione la Tabella B.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione l'articolo 8 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
Art. 9.
Variazioni agli stati di previsione dell'entrata e della
spesa del bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali
della Regione siciliana
1. Negli stati di previsione dell'entrata e della spesa
del bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali della
Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2002 sono
introdotte, rispettivamente, le variazioni di cui alle
annesse tabelle 'C' e 'D'.
Sospendiamo l'esame dell'articolo 9 per passare alla
Tabella C.
La pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione l'articolo 9.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che sono stati presentati dal Governo gli allegati
emendamenti articoli aggiuntivi 9 bis e 9 ter.
Pongo in votazione l'emendamento 9 bis. Il parere della
Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 9 ter.
Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
Art. 10.
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in vigore il
giorno successivo a quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
farla osservare come legge della Regione.
Pongo in votazione l'articolo 10.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi comunico che sono stati presentati numerosi
ordini del giorno.
Si passa alla discussione dell' ordine del giorno n. 83:
"Rinnovo contrattuale del personale ex LSU assunto ai sensi
dell'articolo 23 quater, comma 3 della legge 31 marzo 1998,
n. 61", a firma degli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe.
Ne do lettura:
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE:
- il decreto legge 30 gennaio 1998, convertito con
modificazioni in legge 31 marzo 1998, n. 61, recante
ulteriori interventi urgenti in favore delle zone
terremotate delle regioni Marche e Umbria e di altre zone
colpite da eventi calamitosi, prevede, altresì, ulteriori
interventi riguardanti la ricostruzione delle zone della
Sicilia orientale interessate dagli eventi sismici del 13 e
16 dicembre 1990;
- il comma 3, dell'articolo 23 quater della legge
sopracitata, per le finalità previste dallo stesso comma e
riguardanti la legge 31 dicembre 1991, n. 433 e successive
modificazioni, dà facoltà alla Regione siciliana, agli enti
locali ed alle amministrazioni pubbliche interessate di
avvalersi delle procedure di cui all'articolo 14, commi 1,
3, 8, 12 e 14 della presente legge e di cui all'articolo 76,
comma 1, della legge regionale 1 settembre 1993, n. 25,
senza ulteriori oneri a carico dello Stato. In particolare,
il comma 14 dell'articolo 14 della legge 31 marzo 1998, n.
61, prevede che 'per le attività previste dalla presente
legge le regioni e gli enti locali provvedono, per un
periodo massimo di 3anni, al potenziamento dei propri uffici
attraverso assunzioni di personale tecnico e amministrativo,
a tempo determinato, in deroga alle vigenti disposizioni di
legge (...)', e che per le finalità di cui sopra è
autorizzata una spesa nel limite del 2 per cento dei fondi
assegnati alle regioni;
- la nota del 10 ottobre 2000, prot. n. 297/Gab, con la
quale l'Assessore alla presidenza delegato alla protezione
civile ha ribadito al Dipartimento nazionale della
protezione civile presso la Presidenza del Consiglio dei
Ministri l'esigenza di modificare il comma 3, dell'articolo
23 quater della sopracitata legge n. 61 del 1998, al fine di
prevedere la possibilità di rinnovare ulteriormente i
contratti in questione, sottolineando la necessità di
assicurare la copertura finanziaria, elevando l'impegno di
spesa al limite del 4 per cento dei fondi assegnati dallo
Stato alla Regione siciliana ai sensi dell'articolo 1 della
legge n. 433 del 1991, prevedendo di assegnare al personale
in questione anche i compiti previsti dall'articolo 108 del
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
- la legge 11 dicembre 2000, n. 365 ed in particolare
l'articolo 7, comma 1 quinquies, con il quale la Regione
siciliana è stata autorizzata a prorogare i contratti in
essere a tempo determinato stipulati con il personale ex lsu
in oggetto e con il personale ex Italter e Sirap, per un
ulteriore periodo di tre anni, rinnovabile, utilizzando nel
limite del 4 per cento i fondi di cui all'articolo 1 della
legge n. 433 del 1991;
- le delibere di Giunta regionale n. 220 dell'8 maggio 2001
e n. 286 del 15 giugno 2001 con le quali viene determinata
l'entità delle risorse finanziarie da utilizzare per il
potenziamento degli uffici previsto dalla citata legge n.
61 del 1998 approvano, tra l'altro, la ripartizione delle
somme destinando lire 50.000.000.000 per pagamento stipendi
accessori al personale ex lsu;
CONSIDERATO CHE:
- il contratto di impiego per tale personale scadrà nei
prossimi mesi ed il venir meno dell'utilizzo di detto
personale determinerebbe un'interruzione di servizio che,
oltre a vanificare il lavoro svolto, comporterebbe reali e
consistenti difficoltà a carico dell'intera funzionalità
degli uffici ove tale personale presta servizio, anche in
relazione agli ulteriori compiti di protezione civile
derivanti dal trasferimento alle regioni delle funzioni
prima di competenza dello Stato ai sensi dell'articolo 108
del decreto legislativo n. 112 del 1998, recepito dalla
Regione siciliana con la legge regionale n. 14 del 1998,
tramite la quale si sta attuando la riorganizzazione
dell'intero sistema di protezione civile regionale, che ha
già disposto l'attivazione del Servizio di previsione,
prevenzione, monitoraggio e opere pubbliche per la Sicilia
orientale in seno al Dipartimento regionale di protezione
civile;
- detto personale costituisce, al momento, il nucleo
fondante della protezione civile nelle province di Catania,
Siracusa, Ragusa e Messina ed ha confermato le già
riconosciute capacità professionali, derivate sia dalle
precedenti esperienze che dall'attività svolta per
l'Amministrazione regionale, oltre ad intervenire in
emergenze di varia natura (sismiche, idrogeologiche e
vulcaniche) verificatesi recentemente nei territori di
competenza, quali l'evento sismico nel golfo di Patti (ME),
nelle zone etnee (Zafferana, Acireale) e non ultima
l'emergenza vulcanica dell'Etna, emergenze nelle quali il
personale in questione è intervenuto partecipando
attivamente e mostrando appieno le professionalità di cui è
in possesso;
- le attività per le quali è stato assunto detto personale,
quali il completamento dell'opera di ricostruzione della
Sicilia orientale interessate dal sisma del 13 e 16 dicembre
1990, nonchè la pianificazione di previsione e prevenzione,
non sono affatto esaurite;
- La Regione siciliana ha la necessità di attivare le
funzioni attribuitele dall'articolo 108 del decreto
legislativo del 31 marzo 1998, n. 112 e che la nuova
articolazione del Dipartimento regionale di protezione
civile con il Servizio Sicilia orientale, non può fare a
meno di continuare ad avvalersi di detto personale nelle
strutture nelle quali è attualmente impiegato ed in quelle
previste dalla nuova articolazione del DRPC;
- pertanto, per il pubblico interesse e nell'interesse
dell'Amministrazione regionale, è opportuno continuare ad
avvalersi del personale ex lsu in servizio presso il
Dipartimento regionale di protezione civile, Servizio
Sicilia orientale, con sede nelle province di Catania,
Siracusa, Ragusa e Messina,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a volere continuare ad avvalersi, nell'interesse pubblico
e dell'Amministrazione regionale, del personale ex lsu in
servizio presso il Dipartimento regionale di protezione
civile, Servizio Sicilia orientale, al fine di portare a
compimento tutti gli adempimenti connessi al raggiungimento
degli obiettivi previsti dalla legge n. 433 del 1991;
- a predisporre in tempi brevi e certi, tutti gli atti
necessari affinchè il personale ex lsu, già impiegato
dall'Amministrazione regionale, possa continuare ad essere
utilizzato presso la medesima Amministrazione per i compiti
previsti dalla legge n. 433 del 1991, nonché per compiti
connessi ad attività di protezione civile, tenendo conto di
quanto previsto dai decreti del Presidente della Regione 22
giugno 2001, n. 9 e 22 giugno 2001, n. 10;
- nell'affrontare le nuove attività previste dal
conferimento di funzioni dallo Stato alla Regione, di cui
all'articolo 108 del decreto legislativo n. 112 del 1998 che
trasferisce numerosi compiti di protezione civile, ad
utilizzare le risorse finanziarie ancora disponibili
derivanti dall'utilizzo dei fondi assegnati alla Regione
siciliana dalla legge n. 433 del 1991, per una proroga
contrattuale di un ulteriore triennio per il personale ex
lsu." (83)
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
STANCANELLI, assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno m. 88: "Iniziative volte
alla immediata applicazione della legge n. 508 del 1999 in
materia di conservatori di musica", a firma degli onorevoli
Fleres e Catania Giuseppe. Ne do lettura.
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE:
- il 17 ottobre 2000 il collegio dei docenti del
Conservatorio di musica di Palermo "Vincenzo Bellini" si è
espresso in favore di un allargamento degli attuali
programmi d'esame e l'11 marzo 2002 ha deliberato sul "sei"
come voto minimo per il completamento degli studi
internamento al Conservatorio dopo l'esame di compimento
medio ai sensi della legge n. 508 del 1999, articolo 2,
commi 1 e 2, che conferisce alle istituzioni di alta
formazione piena personalità giuridica ed ampia autonomia
statutaria, didattica e scientifica;
- la decisione è stata determinata tenendo conto delle
seguenti motivazioni:
1 - parziale avvicinamento ai modelli esistenti nel contesto
europeo;
2 - adeguamento ad altri conservatori del territorio
nazionale che sollecitati dall'utenza e dagli addetti ai
lavori hanno operato interventi tesi ad allineare l'attuale
impianto alle nuove esigenze didattico formative;
3 - equo trattamento e valutazione delle singole capacità
espressive ed interpretative degli allievi interni ed
esterni;
4 - l'accelerazione dei processi che portano alla concreta
attuazione del diritto allo studio costituzionalmente
garantito ma disatteso ed ignorato dalla mancata emanazione
dei decreti attuativi;
5 - diritto-dovere del dirigente preposto al governo
dell'istituzione di dare attuazione alle normative nel
rispetto delle gerarchie facendosi interprete delle esigenze
pervenute dall'utenza;
CONSIDERATO CHE:
- in attesa dell'emanazione dei regolamenti attuativi,
l'unico organo, nell'attuale fase di trasformazione delle
istituzioni di alta formazione, deliberante su questioni
didattiche è il collegio dei docenti;
- la decisione di rivedere la funzione dell'otto/decimi come
voto minimo ed indispensabile per il completamento dei corsi
superiori internamente all'istituto ed all'estensione di
tale funzione come votazione minima agli scrutini per il
passaggio all'anno successivo senza sostenere esami, non
incide sulla sostanza giuridico-formale della precedente
normativa, ma stabilisce attraverso il collegio dei docenti
criteri di valutazione ispirati e contenuti nella legge n.
508 del 1999, attuali e corrispondenti alle esigenze
dell'utenza e dell'istituto;
ATTESO CHE:
- il dirigente generale del Ministero dell'Istruzione,
dell'Università e della Ricerca ha informato il direttore ed
il collegio del Conservatorio di Palermo che affinchè questi
istituti possano essere annoverati nel sistema dell'alta
formazione e specializzazione musicale è prima necessario
che gli stessi si trasformino in nuovi istituti e che siano
riconosciuti tali sulla base di regolamenti governativi che
ne disciplinino modalità di trasformazione e requisiti di
qualificazione della didattica e delle sedi.
Tutto ciò sembra negare l'operatività stessa della legge che
all'articolo 2, comma 1 afferma esplicitamente che i
Conservatori di Musica contribuiscono il sistema dell'Alta
Formazione Artistica e Musicale e che nell'ambito delle
Istituzioni dell'Alta cultura cui all'art. 33 della
Costituzione riconosce il diritto di darsi autonomi
ordinamenti e che al comma 2 dello stesso articolo
sottolinea che i Conservatori di Musica sono trasformati in
Istituti superiori di studi musicali e coreutici.
RITENUTO CHE:
- E' necessario garantire:
1. L'applicazione della L.508/99 e la tutela del diritto
allo studio;
2. L'adeguamento ai parametri di valutazione adottati dagli
Istituti di ogni ordine e grado;
3. La parità di trattamento e di interpretazione
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad intervenire presso il Governo nazionale affinché il
Ministero dell'istruzione, dell'Università e della Ricerca
emani regolamenti di cui alla legge n. 508 del 1999 che
consentano di tutelare il diritto allo studio, nel senso
indicato in premessa e che in attesa dei regolamenti vengano
riconosciuti al collegio dei docenti poteri deliberanti su
questioni didattiche" (88).
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno 91: "Istituzione della
'Giornata della memoria per le vittime della mafia'", a firma
degli onorevoli Lo Curto, Antinoro, Cristaudo, Paffumi,
Rotella, Beninati, Sbona, Spampinato. Ne do lettura.
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
Premesso che:
Le recenti attività di repressione esercitate dalle forze
dell'ordine e dalla magistratura, che hanno condotto
all'arresto, nelle città di Marsala e Trapani, un folto
gruppo di soggetti malavitosi ed i più recenti atti di
intimidazione criminale compiuti ad Alcamo, testimoniano con
assoluta evidenza che le maglie della rete mafiosa si stanno
pericolosamente riannodando in vista del fiume di denaro in
arrivo attraverso il programma di spesa dei fondi di Agenda
2000.
Tutto questo non può non preoccupare questo Parlamento che
ha l'obbligo di intervenire a sostegno ed a difesa del
territorio siciliano e degli interessi supremi dei cittadini
che hanno il diritto ed il dovere di sviluppare quelle sane
attività produttive ed imprenditoriali cui é affidata la
ripresa economica di questa terra, le cui legittime e vitali
aspirazioni allo sviluppo, al lavoro, al benessere, ed alla
giustizia sociale, sono stati storicamente mortificati, o
per meglio dire, stritolati dalla morsa soffocante della
criminalità organizzata .
Ciò considerato, il Parlamento deve unirsi alle Forze
dell'Ordine ed alla Magistratura nel comune, sia pur
differenziato impegno, di contrasto del fenomeno mafioso,
che deve trovare esplicitazione chiara e manifesta in una
adeguata strategia che veda tutte le istituzioni
democratiche concorrere sinergicamente nel comune intento di
agire sul piano della formazione we della prevenzione
ancorché sul piano meramente repressivo. Pericolose
"contaminazioni" culturali hanno infatti "naturalizzato" e
reso possibili, sino ad oggi, comportamenti sociali di
omertà e di accettazione della prepotenza e della violenza
mafiosa, nel diffuso convincimento che ci si trova di fronte
ad un fenomeno la cui "patologia" viene vissuta come fattore
fisiologicamente collegato, e per ciò stesso
"ineliminabile", ai processi sociali di questa terra.
Per sovvertire questo drammatico quanto scellerato teorema,
occorre concordare una strategia complessiva per aggredire
il fenomeno da più fronti, e di cui il Parlamento potrà e
dovrà gestire la "regia" politica, esitando, in virtù delle
competenze e delle prerogative conferite all'ARS
dell'Autonomia e dallo Statuto, specifiche norme perché le
istituzioni scolastiche ed educative costituiscano luoghi
culturali adocraticamente strutturati per sviluppare una
formazione palesemente ispirata ai principi della legalità e
della cittadinanza, che non devono più costituire pezzi
aggiuntivi dei "curricula" scolastici, ma strategie di
collegamento, integrazione e sviluppo degli stessi
curricula.
Tutto questo anche in considerazione4e della necessità di
rendere vivo ed attuale il sacrificio di quanti, purtroppo
tanti, sono caduti per mano mafiosa.
I tristi numerosi appuntamenti commemorativi delle vittime
di stragi di mafia, dal compianto Pio La Torre, al più
recente martirio in ordine cronologico, dei giudici Falcone
e Borsellino e delle relative scorte, rischiano infatti di
trasformarsi in una formalistica e vuota ritualità che
lascia estranee ed indifferenti le sensibilità, le
intelligenze e soprattutto le coscienze dei siciliani:
uomini, donne, giovani, anziani la cui memoria di questi
fatti e di questi accedimenti non é più sinceramente
sollecitata da alcun sentimento di "consapevole orrore"
rispetto alla violenza mafiosa che, nel colpire uomini delle
istituzioni, ha colpito e colpisce al cuore ogni persona
onesta di questa terra.
Tenere viva e sempre accesa la fiamma della memoria
coscienza civile, é il compito delle istituzioni
democratiche e del Parlamento.
Ciò considerato e per le ragioni sopra esposte
IMPEGNA
Il Governo della Regione siciliana a promuovere una
iniziativa legislativa per l'istituzione della "Giornata
della memoria per le vittime della mafia".
La Giornata della memoria per le vittime della mafia dovrà
essere celebrata, in tutti i Comuni della Regione siciliana,
con pubbliche manifestazioni, nelle quali dovranno essere
coinvolte tutte le istituzioni scolastiche di ogni ordine e
grado, gli Enti locali e le Forze dell'Ordine con il
coordinamento delle Prefetture, il 23 maggio di ogni anno,
nel ricordo alle strage nella quale trovarono la morte il
giudice Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini
della scorta.
Tenuto conto che
la mafia non é un fenomeno esclusivamente siciliano, che
l'attenzione e la cura perché cresca nel Paese la cultura
della legalità non ha e non può avere confini geografici,
che la memoria restituisce ai fatti il loro intrinseco
valore che soprattutto in questo caso diviene principio
guida, punto di direzione e più ancora prospettiva,
attraverso la quale osservare, eleggere ed interpretare la
realtà e la storia, il Parlamento regionale siciliano
IMPEGNA INOLTRE
il Governo regionale, non appena istituita "La Giornata
della memoria per le vittime della mafia", a sostenere,
presso il Governo nazionale ed il Parlamento nazionale,
l'opportunità di istituire la predetta celebrazione in tutto
il Paese.
IMPEGNA ALTRESI'
Il Presidente dell'Assemblea regionale siciliana, a
promuovere, nelle sedi di competenza, manifestazioni ed
iniziative volte alla celebrazione della stessa giornata"
(91).
Comunico che chiedono di apporre la loro firma all'ordine
del giorno testé letto gli onorevoli Fleres, Cintola,
Leontini e Catania Giuseppe.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno 114: "Annullamento e
revisione della graduatoria relativa al contingente
antincendio del distretto forestale n. 9", a firma degli
onorevoli Tricoli, Ioppolo, Infurna e Formica. Ne do
lettura:
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
Premesso che:
- in data 11 luglio 2002 è stata pubblicata all'albo della
Scica di Cefalù la graduatoria del distretto forestale n. 9 di
cui all'art. 56 comma 4 lett. b aggiornata dall'U.P.L.M.O. di
Palermo;
- nella suddetta graduatoria non sono stati inseriti i
nominativi dei lavoratori in possesso della qualifica di Autista
richiesta dalla L.R. 16/96 per accedere al contingente
antincendio con garanzia occupazionale di 101 giorni in relazione
al profilo di addetto alla guida di autobotti e dei mezzi tecnici
speciali ma privi di precedenti esperienze lavorative con
l'Ispettorato Dipartimentale Foreste;
- tale esclusione è la conseguenza di una deliberazione
della Commissione Provinciale per la manodopera agricola, a causa
di una interpretazione restrittiva della legge 16/96, secondo
cui, per l'inserimento in graduatoria, i soggetti interessati,
oltre al possesso della qualifica, dovevano aver intrattenuto
rapporti di lavoro con;
- l'art. 56 comma 4 lett. b della L.R. 16/96 esige
esclusivamente il possesso della qualifica e non anche aver
maturato una precedente esperienza di lavoro;
- in data 28/09/2002 il Presidente della Regione, su
conforme parere espresso dal C.G.A., a sezioni unite, con decreto
727, accoglieva il ricorso straordinario presentato da uno dei
soggetti esclusi;
- in seguito a tale provvedimento previdenziale,
l'U.P.L.M.O. di Palermo, in fase di aggiornamento annuale della
graduatoria antincendio, inseriva il ricorrente ma non estendeva
agli altri lavoratori in precedenza esclusi la corretta
interpretazione della norma, i quali, di fatto, sono rimasti
fuori dalla graduatoria.
Ritenuto che:
- tale stato di fatto, con la pubblicazione della
graduatoria lede il diritto soggettivo dei lavoratori e genera
un'ingiusta disparità di trattamento tra soggetti che si trovano
nelle medesime condizioni.
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad annullare per quanto affermato in premessa la graduatoria
relativa al contingente antincendio del distretto forestale n. 9
di cui all'art.56, comma 4, lettera b) aggiornata dall'U.P.L.M.O.
di Palermo e pubblicata all'albo della S.C.I.C.A. di Cefalù l'11
luglio 2002 disponendo nel contempo l'inserimento dei lavoratori
ingiustamente esclusi." (114).
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 115: "Compiti e
funzioni in materia di ispezioni del lavoro", a firma degli
onorevoli Giannopolo, Ioppolo, Papania, Tricoli, Turano,
Infurna, D'Antoni, Spampinato e Formica. Ne do lettura:
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
TENUTO CONTO dei compiti sempre maggiori e più gravosi a carico
degli uffici di Ispettorato del Lavoro, determinati dal
controllo sull'osservanza delle normative sulla sicurezza
nei cantieri a tutela dei lavoratori nonchè per la
repressione del fenomeno del lavoro nero;
CONSIDERATO che si rende necessario adeguare ai principi fissati
dalla legislazione nazionale (L. 22/7/1961, n. 628), la
situazione venutasi a creare presso gli uffici di
Ispettorato del Lavoro della Sicilia;
CONSIDERATO, inoltre, lo stato del riordini della burocrazia
regionale, attualmente in fase di trattativa con le OO.SS.,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a far sì che i dipendenti della Regione siciliana che
esercitano ovvero possiedano la funzione di ispettori del
lavoro, svolgano tutti i compiti previsti dalla legge 22
luglio 1961, n. 628, e successive modificazioni ed
integrazioni nonchè ogni altro compito loro attribuito dalla
legislazione regionale;
- ad attivare ogni utile procedura affinchè agli stessi
venga applicato il D.P.R. 19 marzo 1955, n. 520 e siano
attribuiti i compiti di cui agli artt. 9,10, 11 del
medesimo D.P.R. 19 marzo 1955, n. 520."(115).
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, mi permetto di dire che il
comportamento tenuto da una parte del Governo, da una parte della
maggioranza su questa vicenda riguardante gli Ispettori del lavoro è
stato un comportamento poco serio, irresponsabile, capzioso e
ipocrita.
E' bene che si sappia che la questione che noi abbiamo
davanti, dal momento che tutto non può essere ridotto alla
semplice improponibilità perchè mancante di copertura
finanziaria o perchè non attinente al testo, il fatto che non
si è potuto approvare l'articolo 10 del disegno di legge, che
istituiva in Sicilia il ruolo degli Ispettori del lavoro e
che riconosceva, per la prima volta e, finalmente, la
qualifica e i compiti che nei fatti svolgono, anche se questo
non è stato e non è allo stato attuale sancito da una norma
che consenta poi di potere, a tutti gli effetti, esplicare
questa funzione e anche, al tempo stesso, per il fatto che
essere protetti da una norma, significa anche essere protetti
davanti a compiti difficili che evidentemente l'Ispettore del
lavoro riveste.
E' stata sbagliata l'improponibilità per mancanza di coerenza
col testo perchè allo stato attuale gli ispettori del lavoro si
occupano di vigilanza sull'applicazione di tutte le leggi in materia
di lavoro e di prevenzione sociale, di vigilanza sull'osservanza dei
contratti collettivi di lavoro, di vigilanza in materia di
protezione dei rischi e delle radiazioni ionizzanti, di vigilanza
con gli organi Ispettivi dell'Azienda delle Ferrovie dello Stato per
gli infortuni sul lavoro negli impianti ferroviari, di attività di
polizia giudiziaria in materia di sicurezza, di espletamento e
accertamenti tecnici in materia di inchiesta e infortuni, vigilanza
ascensori e montacarichi , sicurezza sul lavoro, vigilanza sui corsi
di formazione professionale, attività di consulenza per le
applicazioni di tutti gli istituti di legislazione del lavoro,
vigilanza sul funzionamento delle attività previdenziali e
assistenziale e di igienico sanitario, rilevazione statistica sui
fenomeni interessanti il mercato del lavoro o ogni richiesta del
Ministero, coordinamento dell'attività ispettiva degli Istituti
previdenziali al fine di evitare duplicazione di intervento,
difformità di trattamento ed ingiustificati intralci al normale
svolgimento dell'attività produttiva, attività di vigilanza sul
lavoro nero e sulle omissioni contributive, congiuntamente con gli
istituti previdenziali e con la Guardia di Finanza; attività
amministrativa che si esplica in un complesso di provvedimenti di
natura autorizzativa, abilitativa, certificativa; attività di
consulenza volta a chiarire quesiti posti dall'utenza.
Questo per dire che i compiti dell'Ispettorato e quindi
degli ispettori del lavoro sono perfettamente aderenti e
discendenti dalle norme che abbiamo testé esaminato ed
approvato almeno nell'articolato e al tempo stesso
costituiscono anche il corollario per l'applicazione di
quelle stesse norme e per il varo di quelle stesse norme.
Il problema che si pone è se questo Governo, se la
maggioranza intende risolvere una questione che si trascina
dal 1978 e cioè da quando le funzioni di ispettore del lavoro
e di ispettorato del lavoro sono state trasferite dal
Ministero alle Regioni e quindi anche alla Regione siciliana.
Mentre le altre Regioni hanno ormai ampiamente consolidato
la funzione, il ruolo, le qualifiche di ispettore del lavoro
con tanto di attribuzione, di funzione di polizia
giudiziaria, di attribuzione di coordinamento delle ispezioni
integrate tra Inail, Inps, Guardia di Finanza e altri enti,
noi in Sicilia i nostri ispettori, i nostri ispettorati del
lavoro hanno perso l'autorevolezza e l'autorità per poter
fungere da coordinatori perché nessuno, allo stato attuale,
gli ha riconosciuto questa funzione di coordinatore che
funziona da Reggio Calabria in su e non funziona in Sicilia.
Noi abbiamo - io parlo dell'Ispettorato provinciale di
Palermo - a fronte di una dotazione organica di 170 unità, in
servizio 13 unità. E queste 13 unità svolgono tutti i compiti
e funzioni che avevo già detto. Evidentemente non tutto si
può fare, evidentemente non tutto è possibile fare.
Mi chiedo allora se questo Governo, nel momento in cui non
si pone il problema del potenziamento, delle funzioni, del
riconoscimento delle funzioni degli ispettori del lavoro, se
questo Governo per caso ha una idea della legalità nel
settore del lavoro e della sicurezza, una idea della legalità
contrattata e non invece una idea della legalità a
prescindere. Perché il centro-destra in Italia ci sta ormai
abituando all'istituto della legalità contrattata.
E questo non è tollerabile per i diritti dei lavoratori,
non è tollerabile per i diritti e i doveri dei cittadini.
Ecco perché avete voluto immiserire la discussione sulla
funzione degli ispettori del lavoro. La verità è che voi non
volete nessun ispettore del lavoro perché la vostra idea è
quella che niente deve essere legalizzato, niente deve essere
controllato.
Noi abbiamo presentato un ordine del giorno per evitare che
questi funzionari possano esercitare la loro funzione
abusivamente perché già in aule giudiziarie gli è stato
contestato di essere abusivi.
Io voto favorevole all'ordine del giorno ma non mi limito
solo a questo. Vorrei che attraverso l'ordine del giorno si
prendesse consapevolezza e coscienza che non c'è un problema
di "piccola botteguccia", di personale da sistemare così come
lo si fa con tanti altri. Ma c'è una idea di governo, del
mercato del lavoro e delle condizioni del lavoro in Sicilia
che deve essere riaffermato.
C'è la funzione degli ispettori del lavoro, ci sono altri
strumenti. Ed è su questo terreno che io invito l'assessore
a portare avanti una iniziativa adeguata presso il Governo e
presso questo Parlamento, perché noi abbiamo voglia di fare
leggi che incentivano il lavoro, che incentivano la emersione
dal lavoro nero. Tutte queste leggi, tutte queste norme se
non c'è poi chi li fa applicare sono lettera morta, sono cose
che servono solo a perdere tempo.
Di questo stiamo discutendo e non della sistemazione o del
riconoscimento di una indennità ad un funzionario. Stiamo
discutendo di cose molto più serie.
VIRZI'. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VIRZI'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, potrei mettere,
sostanzialmente, soltanto con qualche sfumatura diversa la
registrazione dell'intervento dell'onorevole Giannopolo per
esprimere compiutamente, non solo il mio pensiero, ma anche di tutto
il Gruppo di Alleanza Nazionale.
Siamo, assolutamente, orientati a dare un voto favorevole a
questo ordine del giorno. Avremmo, senza dubbio, preferito
mettere una certezza normativa in una Sicilia che su questa
materia, obiettivamente, è rimasta indietro.
Ho pronunciato, molte volte, in quest'Aula la frase: 'quis
custodiet custodes?' C'è un problema del mercato del lavoro
in Sicilia, c'è un problema della legalità in Sicilia, c'è un
sistema nazionale di autotutela del sistema che dallo Stretto
di Messina in poi non ha alcun valore perché, debbo
aggiungere che l'onorevole Giannopolo ci è andato leggero, ha
detto: 'qualche sentenza'. Tutte le sentenze, in sede
giudicante, non tengono in alcun conto le relazioni di
ispettori del lavoro che, in questa Sicilia, non riusciamo a
riconoscere in quanto tali. C'è un pezzo di Italia che,
oggettivamente, su questo è rimasto indietro.
Mi rammarico delle obiezioni fuori sacco che sono state
fatte e del metodo con cui siamo stati costretti a lavorare
in quest'Aula. Perché, se è vero, come è vero che si rischia
di aprire una breccia di Porta Pia, un grande contenzioso, in
tema di revisione della legge n. 10 con altre categorie di
lavoratori, se esistono altre priorità che vanno prese nella
dovuta considerazione, è anche vero che parliamo di una
funzione di tutela della legittimità ai livelli più
importanti, nella nostra Regione, che ci sembra uno strumento
debole. Una semplice indicazione all'Assessore:
sostanzialmente, a procedere per vie puramente amministrative
laddove, finalmente, con un atto di legge che, secondo noi,
continuava a non comportare spesa, perchè si trattava di una
funzione già svolta, si trattava soltanto di riconoscerla.
Non è argomento Siccome c'è il punto X e Y a cui dobbiamo
arrivare che non si fa il primo passo in un lungo cammino.
Ci sono altre categorie che attendono un riconoscimento ed
una dignificazione? Beh Potevamo cominciare da questa che
non mi pare equiparabile, per l'alta funzione, ad altre cose
minori a cui si poteva pensare in tempi diversi.
In ogni caso, il nostro voto è favorevole e, mi permetto,
come ultima annotazione di dire che ciò che è accaduto in
quest'Aula a proposito di questo articolo mi è sembrato,
assolutamente, non convenzionale nel senso che non
corrisponde né alle regole del maggioritario né a quelle
del proporzionale. Credo che si debba collaborare insieme,
che si debbano evitare i traumi e gli strappi in Aula, credo
che non si debba procedere per vendette trasversali e che
tutto questo non debba avere accesso da parte di una
maggioranza che si definisce, mi permetto di dire in termini
storici, politici e culturali, di arrivare a lacerazioni
formali, in quest'Aula, laddove gli argomenti giuridici,
messi in campo con i tecnici accanto, avrebbero permesso di
fare assoluta chiarezza sulla materia senza sollevare questo
grande polverone che, alla fine, permetterà soltanto ai
giornali di potere ulteriormente dire che abbiamo dato un
segnale di debolezza, di incertezza e che non sappiamo
indicare un cammino certo per la Sicilia.
Mi permetto di aggiungere: soprattutto in un momento come
questo in cui cominciamo a parlare di Agenda 2000,
dell'utilizzo del denaro, in cui è riesploso il problema del
lavoro nero e in cui, credo che abbiamo, come maggioranza, il
dovere di dare risposte di trasparenza assoluta alle
insinuazioni, a questo punto legittime, che vengono dalla
minoranza.
STANCANELLI, assessore per il lavoro e la previdenza sociale la
formazione professionale e l'emigrazione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STANCANELLI, assessore per il lavoro e la previdenza sociale la
formazione professionale e l'emigrazione. Voglio ringraziare,
brevemente, l'onorevole Giannopolo e l'onorevole Virzì per le
considerazioni che hanno fatto in relazione a questo ordine del
giorno.
L'assessore al lavoro aveva proposto quell'articolo relativo
all'ispettore del lavoro, conscio delle considerazioni di diritto
che ha fatto l'onorevole Giannopolo, perchè ritengo che sia
indispensabile organizzare il settore per dare quella dignità e
quella possibilità di carattere giuridico a coloro i quali stanno
già svolgendo le funzioni di ispettore del lavoro per fare il loro
dovere.
Di questo si trattava e questa era la portata della norma. Ci
rendiamo conto delle difficoltà che a volte si creano in un'Aula
parlamentare, però ringraziando per quello che è stato detto, prendo
impegno che andremo avanti per quanto riguarda la norma nel momento
in cui ciò ci sarà consentito dall'Aula alla ripresa di settembre;
però ritengo di poter assicurare tutto il parlamento che questo
ordine del giorno, che sarà votato fra poco spero che mi metta nelle
condizioni, anche dal punto di vista amministrativo e burocratico,
di fare un primo passo per dare certezza a coloro i quali oggi,e
sono pochi purtroppo, svolgono una funzione importante per la
repressione e per la emersione del lavoro nero.
Questo è un dato importante, prendo maggiore vigore da questo
ordine del giorno per tentare di riorganizzare il settore.
Ovviamente è necessario che ci sia una norma specifica di
questa Assemblea e mi auguro che questo dibattito che c'è stato
anche nelle altre Aule della Commissione Bilancio e della
Commissione Lavoro possa essere propedeutica affinchè l'Assemblea al
di là delle posizioni di maggioranza e di opposizione si renda conto
che è necessaria la norma in questione.
PRESIDENTE. Col parere favorevole del Governo, pongo in
votazione l'ordine del giorno n. 115.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 116: "Interventi per le
scuole non statali", a firma degli onorevoli Fleres, Catania
Giuseppe ed altri.
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
CONSIDERATO che:
in merito al riconoscimento dello status di scuola paritaria
alle istituzioni scolastiche non statali della Regione
siciliana si è manifestata l'esigenza di ricercare una
soluzione a sostegno delle istituzioni scolastiche non
statali che annoverano personale docente con contratto
individuale di lavoro di collaborazione coordinata e
continuativa, al fine di garantire una parità effettiva,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a ricercare idonee soluzioni al fine di garantire il
riconoscimento dello status di scuola paritaria alle
istituzioni scolastiche non statali operanti nella regione
siciliana che annoverano personale docente con contratto di
lavoro di collaborazione coordinata e continuativa stipulati
in conformità ai contratti nazionali di lavoro depositati al
Ministero del Lavoro e riconosciuti dal MIUR. (116).
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
E'approvato col voto contrario degli onorevoli Giannopolo e
Tumino.
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 117
concernente il Barocco e la Val di Noto, degli onorevoli
Ioppolo, Fleres e Cintola.
" L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
CONSIDERATO che:
- l'UNESCO ha recentemente riconosciuto la Valle del
Barocco, Val di Noto, quale patrimonio dell'Umanità;
- tale distretto va organizzato come distretto culturale
coerente ed univoco;
IN CONSIDERAZIONE della recente apertura del teatro romano di
Catania,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a porre in essere gli strumenti organizzativi adeguati
alla gestione di tale distretto e del Teatro romano di
Catania. (117).
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
STANCANELLI, assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi é favorevole resti seduto; chi é contrario si
alzi.
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente Fleres
VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO NOMINALE DEL DISEGNO DI LEGGE
NUMERO 367/A
PRESIDENTE. Indico la votazione finale per scrutinio nominale del
disegno di legge n. 367/A "Modifiche ed integrazioni alla legge
regionale 6 aprile 1996, n. 29, concernente norme in materia di
autoservizi pubblici non di linea in servizio di piazza".
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti ....... 49
Maggioranza .............. 25
Favorevoli ............... 41
Astenuti ................. 8
(L'Assemblea approva)
Presidenza del vicepresidente Fleres
VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO NOMINALE DEL DISEGNO DI LEGGE
NUMERO 298.5/A
PRESIDENTE. Si procede con la votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge n. 298.5/A "Norme in materia di
lavoro, cultura ed istruzione".
SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo sul
testo presentato dal governo ed esaminato dall'Aula, per mettere in
evidenza il senso di responsabilità che contraddistingue
l'opposizione.
Come avete visto i risultati sono chiari. La maggioranza è
presente in Aula con 40 parlamentari. Se ci fossero i responsabili
da parte dell'opposizione stasera, non si potrebbero approvare i
disegni di legge, né quello sul lavoro, né quello sulle norme
finanziarie.
Sinceramente, non mi sarei aspettato che in così poco tempo la
maggioranza arrivasse a questo livello di disgregazione, incapace di
gestire financo i lavori d'Aula. Mi sarei aspettato che su norme
importanti come quelle sul lavoro e come quelle sulla finanziaria,
la maggioranza avesse una tenuta d'Aula consistente.
Tuttavia, signor presidente e onorevoli colleghi, noi ci
fermiamo in Aula, voteremo, esprimeremo il nostro voto, di volta in
volta o di astensione o contrario, ma permetteremo che la Sicilia
venga dotata di questi strumenti che abbiamo contestato, in
particolare lo dico sin da adesso, così mi esimo dall'intervenire
sul testo di legge sulle norme finanziarie, anche se sulle norme
finanziarie, come già sapete, c'è stato un contrasto chiaro tra noi
e la maggioranza e il Governo. Noi avremmo voluto che il Governo
presentasse le norme finanziarie di riordino in unico blocco per 900
miliardi di lire, abbiamo chiesto al Governo che la manovra venisse
sottoposta interamente all'esame del Parlamento, il Governo si è
rifiutato e ora ripeterò, onorevoli colleghi parlamentari cose che
ho già detto, purtroppo, sia in sede di Conferenza dei capigruppo,
sia in Commissione bilancio: l'atteggiamento del Governo in materia
di riordino finanziario è un atteggiamento che porterà la Regione
siciliana al disastro economico.
Con questo comportamento...
STANCANELLI, assessore al Lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione. Facciamo gli scongiuri.
SPEZIALE. Non deve fare gli scongiuri, deve fare una politica
intelligente, oculata. Con gli scongiuri non fa niente, non sono
sufficienti; bisogna fare una politica oculata perchè voi state
facendo una politica dilapidatoria delle risorse, di uno che
sconfina e che utilizza risorse anche quando, nel caso della tua
legge, utilizza misure del 3,9 che non c'entra niente con le misure
di sostegno. E' una manovra fatta con le tre carte e tuttavia,
rispetto alle condizioni della finanza regionale, noi pensiamo che
il Governo abbia un atteggiamento di grave irresponsabilità e faremo
ricorso finanziario e riprenderemo ulteriormente la Regione
siciliana perchè noi stiamo andando avanti attraverso una
dilatazione delle spese correnti, una riduzione delle spese in conto
capitale, una contrazione delle spese per investimenti e abbiamo una
contrazione nella formazione del PIL. Noi pensiamo che
l'atteggiamento del Governo e il fatto che il Governo non si sia
voluto caricare della manovra finanziaria unica è perchè debba
soddisfare esigenze di natura clientelare e si utilizza lo strumento
finanziario del Governo per soddisfare impegni elettorali e impegni
clientelari dei singoli, sottoponendo a pressione l'uso del bilancio
della Regione.
Sono queste le motivazioni che ci spingono, malgrado tutto, a
restare in Aula, ma a dare un voto contrario alla manovra del
Governo,
Il Governo ha presentato già, in sede di bilancio , un bilancio
in cui c'erano entrate incerte; noi in questa Aula, Presidente
dell'Assemblea e onorevole Governo, abbiamo denunziato che le
entrate del metano non ci sarebbero state, che le entrate sull'EAS
non ci sarebbero state, che non ci sarebbe stato nessun controllo
sulla spesa sanitaria. Questi tre provvedimenti purtroppo ci hanno
dato ragione, segno di un Governo che aveva venduto ancora una volta
la Fontana di Trevi, aveva introdotto introiti e possibilità di
avere somme disponibili nell'ambito del bilancio senza alcuna
copertura finanziaria.
Tale modo di governare determinerà davvero condizioni di
difficoltà e di disastro nel nostro bilancio regionale e a cascata
lo avremo nei Comuni e nelle Province.
Sono queste le motivazioni per cui noi diciamo un netto no alla
manovra del Governo, che avremmo desiderato più organica, e votiamo
contro il disegno di legge in materia del lavoro.
E aggiungo, inoltre, che il provvedimento non produrrà di una
sola unità un incremento occupazionale. Sostanzialmente il
provvedimento si concretizza nel comma 8 dell'articolo 1, col quale
noi non facciamo altro che utilizzare somme previste dal POR e non
per incrementare l'occupazione ma per sanare il pregresso. Non
avremo un solo incremento di occupazione in Sicilia: i provvedimenti
e le misure che sono alla base del Governo non sono di sostegno
all'impresa, anzi vengono contratti provvedimenti di sostegno
all'impresa, ma la misura prevista è di dare 9 milioni l'anno per
potere incrementare l'occupazione. In realtà è una misura pregressa
che va dal '97 al 2002, non c'è nessun provvedimento che determinerà
un nuovo livello di occupazione.
Vorremmo essere smentiti, onorevole assessore, onorevoli
colleghi della maggioranza Vorremmo essere smentiti, ma come è
capitato in occasione del bilancio, purtroppo i fatti ci hanno dato
ragione ed è il motivo per cui noi votiamo contro il provvedimento
sul lavoro e il provvedimento sul riordino delle finanze.
TUMINO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TUMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco che l'ora
volge al desìo, però qualcosa bisogna dirla
Questa è una legge che, secondo me, è fatta male perchè mette
assieme tante cose, è una legge omnibus. Sarebbe stato meglio anche
in termini di lettura, in termini di coerenza, dividere questa
normativa in tre diversi disegni di legge.
Questa legge vorrebbe favorire l'assunzione a tempo
indeterminato di personale presso le aziende, vorrebbe fare emergere
probabilmente anche il lavoro sommerso, ma è inadeguata ed è
inadeguata sotto due punti di vista: il primo perchè i 4.600 euro
che sono previsti come incentivo per quattro anni, qualora la gente
assuma a tempo indeterminato una unità lavorativa, sono inadeguati e
soprattutto sono inadeguati per le piccole imprese in quanto è molto
improbabile che una piccola impresa decida di imbarcarsi in questo
tipo di impegno, sapendo che poi da questa assunzione indeterminata
difficilmente potrà tornare indietro anche se non c'è l'articolo 18.
Però c'è un problema più grande, che io vorrei sottolineare.
Noi stiamo utilizzando una grossa fetta del POR 2000-2006 relativa
alla misura 3.09 per circa 200 miliardi per coprire la mancanza di
fondi della legge numero 30.
Sottolineo che in termini formali forse la via è percorribile,
credo che la comunità non abbia da ridire perchè le aziende sul
piano si caricano l'onere della formazione del personale, ma
sappiamo tutti che formazione del personale non ne farà nessuno.
Assessore, la invito a fare una indagine per verificare se
effettivamente le aziende fanno o faranno formazione.
Ma la cosa che mi preme dire ancora una volta è questa: il POR,
le somme che la Comunità mette a disposizione delle regioni meno
sviluppate in Italia (la Sicilia è tra le regioni l'obiettivo n. 1),
il POR vuole essere una attività economica aggiuntiva rispetto a
quelle che la Regione mette a disposizione.
Noi invece la stiamo facendo diventare una fonte di
finanziamento integrativa, interna; capisco che c'è anche un altro
motivo, perchè inserendo questi 200 miliardi a copertura di queste
spese noi corriamo quel minimo di impegno di spesa dei fondi
comunitari indispensabile per poterci presentare il 31 ottobre. E
allora si raggiunge anche un altro obiettivo: quello di aggirare
l'incapacità della Regione Sicilia di spendere le somme di Agenda
2000.
Questa incapacità è tanto grande che verrà sicuramente
evidenziata in sede di variazioni di bilancio perchè noi non siamo
in condizione di spendere, entro il 31 ottobre, i 2000 miliardi
previsti, ma soprattutto non siamo in condizioni di presentare alla
Comunità europea il controllo di almeno il 5 per cento delle somme
spese secondo le modalità di controllo previste dal complemento di
programmazione.
Quindi, questa disciplina relativa alla materia del lavoro, che
va a utilizzare la misura 3.09, è sintomatica di un grave difetto di
questa Amministrazione.
C'è poi una norma che riguarda i corsi di operatore sociale, è
una norma che sana in qualche maniera un qualcosa che è molto
clientelare.
L'anno scorso sono stati attivati dei corsi per operatore
sociale e per l'assistenza agli handicappati. Questi corsi sono
iniziati l'anno scorso, non sono stati più riproposti però bisognava
sanare, bisognava trovare dei soldi per fare il secondo anno e
allora interviene questa norma.
Questo disegno di legge poi ha assistito al triste episodio
relativo agli ispettori del lavoro, rispetto ai quali speriamo che
la speranza del nostro Assessore Stancanelli sia una speranza
fondata, cioè che da settembre si possa riproporre la questione.
Per i motivi sostenuti, il gruppo parlamentare Democrazia e
libertà si asterrà nella votazione sul disegno di legge perchè
nonostante queste grosse lacune il disegno di legge presenta delle
cose che sono importanti.
PRESIDENTE. Indìco la votazione finale per scrutinio nominale del
disegno di legge: "Norme in materia di lavoro, cultura ed
istruzione (n.2985/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale del disegno di legge n. 2985/A:
Presenti e votanti ....... 49
Maggioranza .............. 25
Favorevoli ............... 40
Contrari ................. 6
Astenuti/o................ 3
(L'Assemblea approva)
Presidenza del vicepresidente Fleres
VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO NOMINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
"NORME PER LA SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA"
(N. 293/A)
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato un emendamento a
firma del Governo - allegato al presente resoconto stenografico - ai
sensi dell'articolo 117, che riassume le osservazioni dell'onorevole
Giannopolo.
Lo pongo in votazione con il parere favorevole della
Commissione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Indìco la votazione finale per scrutinio nominale del disegno
di legge: "Norme per la semplificazione amministrativa (n.293/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti ....... 46
Maggioranza .............. 24
Favorevoli ............... 46
Contrari ................. 0
Astenuti/o................ 0
(L'Assemblea approva)
Presidenza del vicepresidente Fleres
VOTAZIONE FINALE PER SCRUTINIO NOMINALE DEL DISEGNO DI LEGGE:
"VARIAZIONI AL BILANCIO DELLA REGIONE E AL BILANCIO DELLA AZIENDA
DELLE FORESTE DEMANIALI DELLA REGIONE SICILIANA PER L'ANNO
FINANZIARIO 2002 E PRIME MISURE SALVA DEFICIT"
(N. 459/A)
PRESIDENTE. Si passa agli ordini del giorno.
Si procede alla votazione dell'ordine del giorno N. 77:
"Interventi per la prima accoglienza dei clandestini", a firma
dell'onorevole Rotella:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
- in considerazione dei recenti sbarchi di clandestini in
Sicilia, e particolarmente di quello di lunedì scorso a
Catania, dove sono giunti quasi mille profughi di etnia
curda;
- in considerazione del fatto che le autorità nazionali ed
internazionali considerano possibile il ripetersi e, anzi,
l'intensificarsi di analoghi episodi nel prossimo futuro;
- in considerazione del fatto che la provvisoria
destinazione di strutture pubbliche, come il palazzetto
dello sport "Palanitta" di Catania, ha creato notevoli
disagi, affrontati e superati solo grazie alla perfetta
gestione dell'emergenza da parte del prefetto di Catania e
delle forse dell'ordine, con il contributo di abnegazione
delle organizzazioni di volontariato e della protezione
civile;
- in considerazione del fatto che per il futuro va evitato
il rischio di una guerra tra poveri, causata dalla
provvisoria destinazione di strutture pubbliche
all'ospitalità di immigrati e dalla becera
strumentalizzazione di chi vuol speculare persino su
un'emergenza umanitaria di drammatiche proporzioni,
IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE
- a concretizzare, in sinergia con i prefetti, ogni
iniziativa utile al fine della realizzazione urgente di
strutture stabili di prima accoglienza, che siano in linea
con l'umanità ed il millenario spirito d'ospitalità del
popolo siciliano; (queste strutture, peraltro, potrebbero
essere usate come edifici di protezione civile)
- ad impegnarsi per scongiurare la realizzazione di centri
di permanenza per clandestini, nella consapevolezza dei
problemi di ordine pubblico che questi potrebbero comportare
e che potrebbero vanificare l'impegno per il controllo del
territorio profuso giornalmente dalle forze di polizia;
- ad attivarsi presso il Ministero degli esteri per il
perseguimento di tutte le iniziative utili al controllo
all'origine dei flussi di immigrati clandestini.
SPEZIALE. Il firmatario non è in Aula.
PRESIDENTE. Non essendo presente il firmatario l'ordine del
giorno decade tranne che qualcuno non lo faccia proprio.
ANTINORO. Lo faccio mio.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(L'Assemblea approva)
Si passa all'ordine del giorno N. 80: "Individuazione della
figura di ottico optometrista", degli onorevoli Fleres, Catania e
Maurici.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
Premesso che:
- il Governo nazionale sta per adottare il regolamento
concernente l'individuazione della figura e del relativo
profilo professionale dell'ottico optometrista limitandone
fortemente l'attività, in particolare non consentendo la
misurazione della vista, il confezionamento e la vendita,
senza preventiva ricetta medica, di occhiali e lenti
correttive nei casi di miopia, astigmatismo, ipermetropia e
afachia.
- quanto esposto comporterebbe gravi disagi alll'attività
professionale dei circa 30.000 ottici esistenti sul
territorio nazionale e dei circa 50.000 occupati
nell'indotto, molti dei quali presenti in Sicilia;
- la figura di optometrista non é in atto espressamente
regolamentata da uno specifico corso di studi e ciò
determina ulteriori complicazioni nell'individuazione del
profilo professionale.
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- ad intervenire presso il Governo nazionale affinché
riporti il citato regolamento nella stesura originaria
concordata con tutte le associazioni di categoria, con il
quale non si prevedevano le limitazioni in premessa
indicate;
- a verificare la possibilità di stipulare convenzioni con
le Università siciliane per l'istituzione di corsi di laurea
breve per la qualifica di optometrista.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(L'Assemblea approva)
Essendo l'ordine del giorno n. 82 di identico contenuto, si
intende superato.
Si passa all'ordine del giorno N. 84: "Iniziative al fine di
ridurre il numero di minori scomparsi", degli onorevoli Fleres e
Catania:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE:
- da notizie di stampa, pare che dalle stime effettuate dal
1997 al 1999 in Italia il numero di denunce di minori
comparsi sia passato da 2.412 a 3.490;
- da tali numeri, sicuramente eccessivi, si evince che i
nostri bambini ed i nostri adolescenti sono ancora
particolarmente esposti dunque poco sorvegliati durante lo
svolgimento delle loro normali attività;
- purtroppo non tutti i bambini vengono ritrovati e spetto
quelli più fortunati che tornano alle proprie famiglie hanno
subito irreparabili danni psichici;
- inoltre nulla esclude che a tali scomparse possano
ricollegarsi fenomeni di pedofilia o di 'commercio di
organi',
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a porre in esse tutte le iniziative utili ad agire al
fenomeno dei minori scomparsi mediante stipule di
convenzioni con associazioni ed enti.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(L'Assemblea approva)
Si passa all'ordine del giorno N. 87: "Modifica alle
percentuali relative alla ripartizione dei contributi sportivi -
legge regionale n. 8 del 1978", degli onorevoli Fleres e Catania:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE:
- la legge regionale 16 maggio 1978, n. 8, ha normato la
corresponsione di contributi per il potenziamento delle
attività sportive;
- nello specifico l'articolo 14, facendo espresso
riferimento al piano di riparto dei predetti contributi, ha
previsto che nell'assegnazione dei fondi si tenga conto di
alcune fattispecie relative allo sport sociale, giovanile e
scolastico assegnando delle percentuali del relativo
capitolo di spesa;
- le percentuali così come in atto previste non rispondono
più alle esigenze dello sport siciliano, poichè, nella
ripartizione, non risultano incentivate le società sportive
che organizzano manifestazioni con le relative perdite
turistiche che ne possono conseguire,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a modificare l'articolo 14 della legge regionale 16 maggio
1978, n. 8, prevedendo una percentuale da assegnare
all'organizzazione di manifestazioni sportive.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(L'Assemblea approva)
Si passa all'ordine del giorno n. 95 'Iniziative per la proroga
della scadenza dei termini per il pagamento dei tributi sospesi a
seguito degli eventi sismici che hanno interessato le province di
Catania, Siracusa e Ragusa', dell'onorevole Villari.
Onorevole Villari, è già superato dalla legge nazionale che è
già sta approvata.
VILLARI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno n. 98 "Interventi per
l'ottenimento di una proroga nei versamenti dei tributi delle
aziende danneggiate dal sisma del 13 dicembre 1990, degli onorevoli
Fleres, Catania Giuseppe, Maurici e Baldari:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE:
- il sisma del 13 dicembre 1990 (comunemente conosciuto come
il sisma di Santa Lucia) ha seriamente danneggiato le
strutture di molte aziende ubicate nell'area interessata dal
terremoto;
- i titolari delle aziende danneggiate hanno beneficiato
della sospensione del pagamento dei tributi e dei contributi
previdenziali dal 1990 al 1992 e dopo una serie di proroghe
è stato chiesto loro di regolarizzare le posizioni
contributive entro il 30 giugno 2002;
- il quadro economico generale non offre elementi
apprezzabili di rilancio, tali da permettere alle aziende
interessate di potere versare in unica soluzione le somme
dovute; senza subire un grave danno alle proprie attività;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a porre in essere ogni iniziativa utile al fine di
prevedere un'ulteriore proroga dei termini per il versamento
dei tributi dovuti, o in alternativa una loro significativa
rateizzazione.
Anche questo si intende ritirato.
Si passa all'ordine del giorno n. 101: "Modifiche al decreto
dirigenziale del 21 giugno 2002", degli onorevoli Fleres, Catania
Giuseppe, Maurici e Mercadante:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE:
- nella GURS del 5 luglio 2002 è stato pubblicato il decreto
del dirigente del Dipartimento regionale dell'industria del
21 giugno 2002 contenente "Approvazione degli elenchi dei
consorzi per le aree di sviluppo industriale della Sicilia";
- tale decreto indica nelle premesse i parametri ed i
requisiti per procedere alla selezione relativa
all'individuazione delle aree industriali sulle quali
concentrare gli interventi finanziari, relativi alla misura
4.02 del POR Sicilia 2000/2006;
- tra questi criteri non è però inserita la cantierabilità
delle opere, ciò determina la redazione di elenchi che non
tengono conto di un aspetto fondamentale delle aree di
sviluppo industriale, soprattutto con riferimento alla reale
capacitò di spesa,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
E PER ESSO
L'ASSESSORE REGIONALE PER L'INDUSTRIA
- a provvedere all'immediata rielaborazione del decreto del
dirigente generale del Dipartimento dell'industria con le
rettifiche così come in premessa evidenziate.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 104 'Ripristino e
mantenimento del credito di imposta previsto dall'articolo 8 della
legge n. 388 del 2000', degli onorevoli Speziale, lo Curto, Ortisi,
Orlando, Croce, Pistorio, Raiti, Oddo, De Benedictis, Ferro,
Spampinato, Cintola.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 112 'Interventi per la
conferma degli organici precedenti del personale amministrativo
delle scuole siciliane'.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 113 'Iniziative riguardanti
l'ospedale Buccheri La Ferla di Palermo', degli onorevoli Catania
Giuseppe, Scoma e Fleres.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla votazione finale del disegno di legge n. 459/A.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Io credo che non sfugga a nessuno l'inadeguatezza di
questo provvedimento di variazioni di bilancio. Non sfugge, in
particolare, al Governo che aveva annunciato una manovra di quasi
1.000 miliardi e, poi, ha consentito l'approvazione di un
provvedimento di appena quasi 400 miliardi di vecchie lire. Un
provvedimento che non indica nessuna seria strategia di risanamento
dei conti della Regione che, come è stato confermato, hanno bisogno
di interventi strutturali a lungo termine. Le previsioni fatte dal
centro-sinistra sono state confermate dal Governo in questi giorni.
Avevamo più volte dichiarato, ad esempio, che il deficit della
sanità ammontava a circa 1.440 miliardi; il Governo ha confermato
che si tratta di un deficit di circa 750.000 euro.
C'è quindi una parziale ammissione di un bilancio che è stato
fatto con entrate non reale e di una serie di minori entrate
rispetto alle previsioni del Governo.
Io penso che se il Governo non mette mano seriamente ai conti
della Regione avrà difficoltà a fare il nuovo bilancio. Difficoltà
che si aggraveranno con la manovra di oggi. Annunciando, infatti,
una nuova manovra in autunno, si potrebbe verificare che gli
assessori, per evitare il pericolo di spostare risorse da un settore
all'altro, potrebbero accelerare la spesa e in autunno potremmo
trovarci senza le necessarie risorse finanziarie.
Mi auguro che l'impegno dell'assessore Pagano, che devo dire
non viene molto ascoltato dagli altri colleghi di governo, che
continuano a presentare emendamenti di spesa in tutti i disegni di
legge, anche in materie non attinenti, riesca a fare assumere al
Governo la consapevolezza del rischio che, come Sicilia, corriamo in
materia di finanza.
Riteniamo, pertanto, tale manovra assolutamente insufficiente e
esprimiamo il nostro voto contrario.
PRESIDENTE. Indìco la votazione finale per scrutinio nominale del
disegno di legge: "VARIAZIONI AL BILANCIO DELLA REGIONE E AL
BILANCIO DELLA AZIENDA DELLE FORESTE DEMANIALI DELLA REGIONE
SICILIANA PER L'ANNO FINANZIARIO 2002 E PRIME MISURE SALVA DEFICIT"
(n.459/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale del disegno di legge n. 2985/A:
Presenti e votanti ....... 47
Maggioranza .............. 24
Favorevoli ............... 39
Contrari ................. 7
Astenuto ................. 1
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, con l'approvazione delle leggi in materia
di autoservizi, lavoro, cultura e istruzione, variazione di
bilancio, semplificazione amministrativa, pubblici appalti, alloggi
popolari, collegamenti con le isole minori e strade del vino,
l'Assemblea riprende un ritmo adeguato di lavoro. Ritengo che ciò
abbia un preciso significato politico.
(APPLAUSI DAI BANCHI DI CENTRO E DI DESTRA)
Un significato che certamente deve tenere conto anche del ruolo
svolto dalle opposizioni. Credo che sia un buon risultato in vista
delle meritate ferie estive.
La seduta è rinviata a martedì, 10 settembre 2002, alle ore
17.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Fleres
I - COMUNICAZIONI
II - SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA RUBRICA
"Territorio ed ambiente" (v. allegato)
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1)- " NORME PER L'EROGAZIONE DEL BUONO SCUOLA" (N. 286/A).
Relatore: on. Nicola Leanza.
2) - "Disposizioni urgenti nei settori dell'artigianato, del
commercio, della cooperazione e della pesca" (n. 298.3/A).
Relatore: on. Marzio Tricoli.
IV- ELEZIONE DI QUATTRO COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO
PER LA GESTIONE DEL FONDO DI ROTAZIONE PER IL COMMERCIO
ISTITUITO PRESSO L'IRFIS CON L'ART. 9 DELLA LEGGE REGIONALE
4 AGOSTO 1978, N. 26.
V - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO AMMINISTRATIVO PER
LA GESTIONE DEI FONDI ISTITUITI PRESSO L'IRFIS PER LE
PICCOLE E MEDIE IMPRESE, PREVISTO DALLA LEGGE REGIONALE 6
MAGGIO 1981, N. 96.
VI - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE
DELL'EMIGRAZIONE E DELL'IMMIGRAZIONE.
VII - ELEZIONE DI UNDICI COMPONENTI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
TUTELA DELL'AMBIENTE.
VIII - ELEZIONE DI NOVE COMPONENTI DEL CONSIGLIO REGIONALE PER I
BENI CULTURALI ED AMBIENTALI.
IX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER LA PROGETTAZIONE, IL RESTAURO E PER LE
SCIENZE NATURALI ED APPLICATE AI BENI CULTURALI.
X - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL COMITATO PER LA GESTIONE DEL
CENTRO REGIONALE PER L'INVENTARIO, LA CATALOGAZIONE E LA
DOCUMENTAZIONE GRAFICA, FOTOGRAFICA, AEROFOTOGRAFICA,
AUDIOVISIVA.
XI - ELEZIONE DI SEI COMPONENTI ESPERTI DEL COMITATO REGIONALE
PER LA PROGRAMMAZIONE SPORTIVA.
XII - ELEZIONE DI TRE MEMBRI DEL COMITATO REGIONALE PER LA
PROGRAMMAZIONE SPORTIVA SCELTI TRA I COMPONENTI DEI CONSIGLI
PROVINCIALI SCOLASTICI.
XIII - ELEZIONE DI CINQUE COMPONENTI DELLA CONSULTA REGIONALE PER
LA PREVENZIONE DELLE TOSSICODIPENDENZE.
XIV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI PALERMO.
XV - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
DELLO IACP DI CATANIA.
XVI - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI PALERMO.
XVII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI CATANIA.
XVIII - ELEZIONE DI TRE RAPPRESENTANTI DELLA REGIONE NEL CONSIGLIO
DI AMMINISTRAZIONE DELL'OPERA UNIVERSITARIA DI MESSINA.
XIX - ELEZIONE DI UN COMPONENTE DEL COMITATO DIRETTIVO
DELL'AZIENDA MEZZI MECCANICI DEL PORTO DI MESSINA.
XX - ELEZIONE DI TRE COMPONENTI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
DELL'ISTITUTO REGIONALE DI RICERCA, SPERIMENTAZIONE E
AGGIORNAMENTO EDUCATIVI.
La seduta è tolta alle ore 19.25
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 22.00.